Oggi è Mercoledi' 18/02/2026 e sono le ore 17:45:09
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Oggi è Mercoledi' 18/02/2026 e sono le ore 17:45:09
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Nostra publicità
Compra su Vinted
Compra su Vinted
Il 18 febbraio 2026 il traffico autostradale in Italia registra situazioni di intenso flusso e rallentamenti significativi, con alcuni segmenti interessati da code dovute soprattutto a lavori e incidenti. Tra gli eventi più rilevanti si segnalano una lunga scorta veicoli per safety car sulla A1 Milano-Napoli tra Fabro e Chiusi-Chianciano Terme e code di 5 km per lavori tra Roseto Degli Abruzzi e Pescara Nord sulla A14 Bologna-Taranto. L’articolo offre una panoramica completa, tratta per tratta, degli episodi di traffico al momento.
17:03 – Fabro e Chiusi-Chianciano Terme
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 417.6 al chilometro 427.8 per una lunghezza di 10.2 km.
16:59 – Capua e Santa Maria Capua Vetere
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Napoli
Punto di interesse al chilometro 727.0. Lunghezza coda nulla.
16:55 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 266.0 al chilometro 277.0 per una lunghezza di 11.0 km.
16:51 – Chiusi e Valdichiana
Traffico rallentato per materiali dispersi
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 387.0 al chilometro 395.0 per una lunghezza di 8.0 km.
16:35 – Valmontone e San Cesareo
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 578.0 al chilometro 581.0 per una lunghezza di 3.0 km.
16:22 – Sasso Marconi e Bivio A1-Variante
Traffico rallentato per veicolo fermo o avaria
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 216.0 al chilometro 212.0 per una lunghezza di 4.0 km.
16:54 – Capriate in uscita
Coda per traffico intenso in uscita provenendo da Milano
Direzione Trieste
Punto di interesse al chilometro 160.7.
15:56 – Milano est e Cormano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 129.9 al chilometro 138.3 per una lunghezza di 8.4 km.
16:51 – Autoporto e Raccordo A5/SS26 dir
Prevista neve in entrambe le direzioni
Tratta interessata dal chilometro 143.4 al chilometro 110.9 per una lunghezza di 32.5 km.
16:07 – Genova Bolzaneto e Busalla
Coda di 1 km per lavori
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 117.3 al chilometro 125.8 per una lunghezza di 8.5 km.
16:31 – Nodo A8/A4 Torino-Trieste e Fiera Milano
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Varese
La tratta interessata va dal chilometro 2.2 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 2.2 km.
16:50 – Genova Aeroporto
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Genova-Ventimiglia
La tratta è compresa tra chilometro 2.2 e 2.3 per una lunghezza di 0.1 km.
16:55 – Firenze Ovest e Prato est
Coda per traffico intenso
Direzione Pisa
La tratta va dal chilometro 7.0 al chilometro 5.0 per una lunghezza di 2.0 km.
15:43 – Altopascio e Montecatini Terme
Coda di 3 km per incidente
Direzione Firenze
La tratta va dal chilometro 40.0 al chilometro 48.0 per una lunghezza di 8.0 km.
15:21 – Pisa Centro e Allacciamento SS1 Aurelia Sud/A12
Pioggia intensa
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta interessata dal chilometro 210.022 al chilometro 169.963 per una lunghezza di 40.059 km.
16:45 – Ferrara e Raccordo Ferrara Sud
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Autostrada Bologna Padova
La tratta va dal chilometro 0.0 al chilometro 6.3 per una lunghezza di 6.3 km.
17:04 – Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratta da chilometro 0.0 a 1.0 per una lunghezza di 1.0 km.
17:04 – Grottammare e Pedaso
Coda per lavori di 2 km
Direzione Ancona
La coda va dal chilometro 294.4 al chilometro 298.0 per una lunghezza totale di 3.6 km.
16:54 – Roseto Degli Abruzzi e Pescara Nord
Coda di 5 km per lavori
Direzione Taranto
La coda interessa dal chilometro 355.0 al chilometro 344.0 per una lunghezza di 11.0 km.
16:50 – Pescara sud e Pescara Ovest
Coda di 2 km per lavori
Direzione Ancona
La coda è tra chilometro 387.3 e chilometro 391.0 per una lunghezza di 3.7 km.
16:44 – Pescara Nord e Pineto
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
La coda interessa dal chilometro 355.0 al chilometro 362.0 per una lunghezza di 7.0 km.
15:54 – Fermo Porto San Giorgio e Grottammare
Coda di 2 km per lavori
Direzione Taranto
La coda va dal chilometro 290.7 al chilometro 286.0 per una lunghezza di 4.7 km.
15:47 – Ortona e Pescara sud
Traffico rallentato per lavori
Direzione Pescara
La tratta va dal chilometro 398.0 al chilometro 400.0 per una lunghezza di 2.0 km.
16:18 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
La tratta va dal chilometro 5.0 al chilometro 4.0 per una lunghezza di 1.0 km.
16:17 – Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta va dal chilometro 14.4 al chilometro 4.8 per una lunghezza di 9.6 km.
16:38 – Chiusa e Bressanone Zona Industriale
Coda di 2 km per incidente
Direzione Brennero
La coda è tra chilometro 51.0 e chilometro 53.0.
16:42 – Bivio A24/Tangenziale est RM e Inizio Complanare
Code a tratti per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La tratta va dal chilometro 2.2 al chilometro 7.3 per una lunghezza di 5.1 km.
16:41 – Inizio Complanare e Bivio Complanare / GRA
Code a tratti
Direzione G.R.A.
La tratta va dal chilometro 0.0 al chilometro 2.2 per una lunghezza di 2.2 km.
16:45 – Allacciamento A52/A8 e Bollate / Novate
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Tangenziale Est Di Milano
La tratta fa 2.36 km di lunghezza, dall’km 19.25 al km 21.61.
17:00 – Capodimonte e Zona Ospedaliera
Coda per veicolo fermo o avaria
Direzione Pozzuoli
La coda va dal chilometro 15.2 al chilometro 16.1 per una lunghezza di 0.9 km.
16:45 – Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La tratta è lunga 1.2 km, dal chilometro 18.8 al chilometro 20.0.
15:22 – Corso Malta in entrata verso Pozzuoli
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli.
Punto di interesse in ingresso con lunghezza coda non quantificata.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 16:08:00 +0000Le auto di nuova generazione possono contare su sensori avanzati, telecamere e anche su sistemi di illuminazione moderni ed efficienti. Si tratta di elementi che offrono un sostanziale miglioramento rispetto alla componentistica presente sui veicoli di qualche anno fa. Questi vantaggi, però, sono accompagnati da un potenziale problema per gli automobilisti che non va sottovalutato e deve essere sempre considerato con molta attenzione, soprattutto al momento di effettuare l’acquisto.
Il costo di riparazione delle auto nuove è molto alto. Anche un piccolo danno registrato dalla carrozzeria, infatti, può tradursi in una spesa elevata per effettuare il necessario intervento di riparazione. La conferma arriva da una dettagliata indagine di ADAC, l’automobile club tedesco, che ha realizzato una serie di simulazioni, calcolando preventivi per la riparazione di danni specifici presso officine autorizzate dai costruttori. Il risultato dell’analisi è chiaro: anche un danno di lieve entità può comportare costi per centinaia (o addirittura migliaia) di euro per essere messo a posto. Ecco i dettagli.
L’indagine di ADAC, che può essere consultata tramite il sito ufficiale adac.de, si basa su una serie di simulazioni e, in particolare, su tre scenari ben precisi
Per ogni scenario sono stati calcolati dei preventivi, tenendo conto dei prezzi praticati dalle officine autorizzate dai singoli costruttori. L’obiettivo dell’indagine è quello di evidenziare i costi che gli automobilisti devono sostenere per effettuare riparazioni, anche piccole, al proprio veicolo. Bisogna sottolineare che un intervento apparentemente limitato può comportare, per le auto di nuova generazione, una serie di interventi aggiuntivi, come la necessità di ricalibrare i sensori, che, inevitabilmente, si traducono in spese extra. Le officine, al momento del calcolo del preventivo, devono tener conto di questi interventi per determinare il costo complessivo della riparazione. Per avere un quadro chiaro sui costi, l’indagine ha preso in considerazione ben 20 modelli, appartenenti a segmenti di mercato e brand differenti. Le riparazioni sono solo uno dei rincari con cui gli automobilisti devono fare i conti.
Sostituire il parabrezza può costare caro. Con una Volkswagen Golf, ad esempio, si può arrivare a quasi 2.500 euro, con la sola ricalibrazione dei sensori, che segue l’intervento di sostituzione, che costa 800 euro. Sopra i 2.000 euro ci sono anche la Nissan Qashqai e la Ford Focus, modelli molto diffusi soprattutto tra le famiglie, oltre alla Tesla Model Y. Il modello più economico è la MG 4 che, tra quelli considerati dall’indagine, è l’unico che consente di effettuare una riparazione con una spesa inferiore ai 1.000 euro.
In caso di urto anteriore, invece, i costi sono ancora più elevati. Con una BMW 330e, ad esempio, si arriva a una cifra di ben 8.000 euro, a causa dei proiettori laser che hanno un costo di sostituzione di 3.300 euro, quasi il doppio di un faro LED. Per una Fiat 500, invece, servono poco più di 3.000 euro mentre la maggioranza dei veicoli richiede più di 4.000 euro. La riparazione a seguito di un impatto posteriore, invece, va da un minimo di 2.113 euro, per la Dacia Sandero, a un massimo di 5.149 euro per la Toyota Corolla.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 15:15:43 +0000Tra le novità per il futuro del settore delle quattro ruote ci sarà spazio anche per la Nuova Volkswagen Golf elettrica, un modello destinato a ricoprire un ruolo chiave per il Gruppo tedesco, impegnato a sostenere un ambizioso programma di elettrificazione, soprattutto in Europa. Il progetto in questione era atteso sul mercato già per il 2026 – 2027 ma l’azienda potrebbe aver optato per un cambio in corso d’opera, posticipando il lancio con l’obiettivo di ottimizzare al massimo il comparto tecnico e lanciare un modello in grado di conquistare, da subito, il mercato. Andiamo a riepilogare tutte le informazioni disponibili in merito alla futura Golf elettrica di nuova generazione.
La Nuova Volkswagen Golf elettrica, erede della segmento C che ha da poco compiuto 50 anni, sarà un progetto completamente nuovo, sviluppato nei minimi dettagli per garantire un sostanziale miglioramento rispetto al modello precedente. Alla base della futura hatchback elettrica ci sarà l’architettura SSP (Scalable Systems Platform) a 800 V. Lo sviluppo di quest’architettura ha registrato diverse problematiche che, probabilmente, sono state un fattore importante nella scelta di posticipare il lancio della nuova Golf a zero emissioni. Un altro elemento da considerare è la scelta di avviare un programma di ristrutturazione dell’impianto di Wolfsburg, con l’obiettivo di contenere i costi dell’attività produttiva.
Sfruttando la SSP, l’elettrica di nuova generazione potrà contare sulla possibilità di utilizzare la ricarica rapida (fino a 350/400 kW). La vettura potrà contare su un nuovo sistema operativo che avrà il compito di gestire tutte le funzioni di guida assistita e che potrà essere aggiornato over-the-air, con un miglioramento costante del software. Per quanto riguarda la batteria, tutti i modelli realizzati da Volkswagen con l’architettura SSP, compresa la Golf, potranno contare su batterie unificate con sistema cell-to-pack che dovrebbe garantire dimensioni più compatte, maggiore efficienza e anche costi più contenuti.
La hatchback elettrica dovrebbe seguire la nomenclatura della variante termica. Di conseguenza, è atteso l’arrivo di una versione ad alte prestazioni GTI. Successivamente, ci sarà anche una versione R, con sistema dual motor e trazione integrale. La gamma sarà composta da più varianti, differenziate per potenza del motore e per capacità della batteria, oltre che da vari allestimenti. In questo caso, però, ulteriori dettagli arriveranno soltanto nel corso delle prossime settimane.
Al momento, non ci sono conferme ufficiali in merito al lancio della nuova Volkswagen Golf elettrica. Probabilmente, infatti, il progetto si farà attendere. La segmento C a zero emissioni potrebbe arrivare soltanto sul finire del decennio in corso e, quindi, tra il 2028 e il 2029. Molto dipenderà dall’andamento dei lavori di sviluppo in questi mesi. La vettura andrà ad affiancare l’attuale Golf con motori termici che, secondo il CEO dell’azienda, Thomas Schafer, potrebbe restare sul mercato anche fino al 2035, considerando la qualità del progetto e l’elevata efficienza dei motori utilizzati che possono rispettare i vincoli normativi in Ue. Ulteriori dettagli arriveranno a breve.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 14:15:29 +0000Il settore dell’autonoleggio cade nella rete delle truffe. Finti operatori vendono servizi inesistenti con l’unico scopo di incassare pagamenti e sparire senza lasciare traccia. Con una nota di servizio, Aniasa, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, mette in guardia sui tentativi di frode, che iniziano online e finiscono con il conto corrente svuotato. Le articolate strategie della malavita hanno già creato diversi problemi, ma prestando attenzione a una serie di piccoli indizi è possibile porre un freno a un fenomeno crescente.
I criminali sono tutto fuorché degli sprovveduti sulle tecniche informatiche: creano annunci sponsorizzati su Google utilizzando parole chiave e loghi quasi identici ai marchi principali del settore, così da conquistare la fiducia dell’utente un po’ distratto. A quel punto, la conversazione passa presto su canali informali, dove il finto operatore cerca di blandire la vittima a pagare per un servizio in realtà mai erogato.
Secondo quanto rilevato dall’Associazione, si sta registrando un aumento delle frodi messe in atto da organizzazioni criminali che si spacciano per società di noleggio auto o per agenzie intermediarie. Dopo il primo contatto telefonico, il raggiratore chiede di proseguire su WhatsApp ed è qui che viene inviato un preventivo falso e richiesto il saldo anticipato, spesso con l’aggiunta di una cauzione.
Aniasa spiega nel dettaglio la modalità di pagamento sospetta: i versamenti vengono richiesti tramite bonifico bancario – il più delle volte istantaneo – in massima parte a favore di persone fisiche o presso punti “Tabacchi”, attraverso l’invio di “Codici QR”.
La truffa emerge nel momento in cui il cliente si reca fisicamente al desk della società di noleggio, scoprendo di non avere alcuna prenotazione. Per evitare questo scenario, Aniasa ricorda che le comunicazioni ufficiali seguono regole rigide:
Le società di autonoleggio utilizzano esclusivamente carte di credito o di debito indicate nei rispettivi siti ufficiali. Non ricorrono a social network o piattaforme di messaggistica per gestire prenotazioni o pagamenti e se chiedono di corrispondere anticipi su carte prepagate o conti intestati a privati è meglio stare alla larga: con ogni probabilità , il presunto operatore nasconde un secondo fine.
In caso di dubbi, Aniasa invita ad aprire il sito ufficiale della compagnia e a cercare i riferimenti nella pagina dei contatti, dopotutto, è sempre meglio dedicare due minuti a una telefonata di controllo che perdere centinaia di euro in un bonifico istantaneo. Nessuno chiederà mai via telefono o mail codici riservati come Pin, password usa e getta (Otp) o il Cvv della carta: se lo fanno, sono truffatori.
Davanti a un tentativo di raggiro, la mossa corretta è avvisare immediatamente il servizio clienti della società di noleggio ufficiale. Bisogna bruciare sul tempo i contatti dei pirati informatici: segnalare è l’unico strumento reale che abbiamo per oscurare i loro canali e impedire ad altri automobilisti di incorrere nella stessa beffa.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 11:27:35 +0000Retromarcia no, “realismo metropolitano” sì. Almeno per un altro anno, il Comune di Milano ha deciso di riporre nel cassetto la scure che pendeva sulle teste di migliaia di centauri. Si pensava di mettere al bando le vecchie moto già dal prossimo autunno, ma a Palazzo Marino correggono ora il tiro: il divieto di accesso in Area B e C per i mezzi su due ruote più datati slitta a ottobre 2027. Che si potesse andare in questa direzione lo avevano fatto pensare le parole, quasi profetiche, pronunciate dal sindaco Beppe Sala all’alba del 2026:
“Non escludo per niente che verrà prolungata l’attuale regolamentazione”
Detto, fatto. La tregua è servita.
Sul ripensamento hanno avuto un ruolo determinante i dati dell’ultimo censimento relativi al traffico. Ebbene, a Milano le moto rappresentano oltre il 20% del parco circolante, ma sono perlopiù di recente produzione e in buona parte elettriche. In buona sostanza, i vecchi esemplari incidono appena per l’1-2% sulle emissioni totali di polveri sottili e ossidi di azoto, un peso piuma che ha convinto la giunta a concedere altri dodici mesi di tempo.
Lo stop rimandato riguarda una platea che, secondo le opposizioni, sfiora i 90.000 veicoli. Se possedete uno di questi mezzi, potete stare tranquilli fino al 2027:
Ottime notizie anche sul fronte della ZTL Isola: motoveicoli e ciclomotori hanno ottenuto il via libera per l’accesso, il transito e la sosta anche durante il varco notturno. Una mossa pensata per allentare la pressione sulle strade limitrofe, evitando di intasare i parcheggi e congestionare i quartieri appena fuori dai confini della Zona a traffico limitato.
Come ogni mossa che tocca la mobilità meneghina, il rinvio ha acceso la miccia del dibattito politico. Da un lato gli ecologisti, come Federico Del Prete di Legambiente Lombardia, masticano amaro vedendo nell’atto una rinuncia al progresso:
“Non vediamo le opportunità di una seconda, ulteriore deroga alle limitazioni… si continua a incoraggiare l’uso dei ciclomotori e dei motoveicoli alimentati a combustibili fossili”
Dall’altro lato, le opposizioni (Lega e Fratelli d’Italia in testa) cantano vittoria, parlando di un traguardo raggiunto grazie alle battaglie nelle piazze e alla raccolta firme per il referendum del gruppo “Divieto”. Per Samuele Piscina e Silvia Sardone della Lega, si tratta del fallimento di una linea politica specifica:
“Per mesi abbiamo contrastato un provvedimento ideologico, scollegato dalla realtà e inefficace dal punto di vista ambientale”
Attenzione, però: la tregua non è una pace definitiva. Se le moto Euro 2 e 3 hanno guadagnato tempo, la marcia di Area B per le auto procede spedita. Le restrizioni inerenti alle benzina Euro 3 sono già realtà , e il calendario per il 2028 e il 2030 resta confermato, con il progressivo addio ai diesel Euro 6 e ai benzina Euro 4.
Mantenere in garage il vecchio modello senza sostituirlo resta possibile solo grazie al MoVe-In: la scatola nera che “baratta” la libera circolazione con un pacchetto di chilometri contati. Per adesso, però, sotto la Madonnina le vecchie care marmitte hanno ancora il permesso di farsi sentire.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 10:31:36 +0000Soffia aria di rinnovamento tra i cancelli di Mirafiori. Oltre alla rimessa in piena funzione dei macchinari, l’impianto Stellantis può ora contare su nuove risorse umane, 80 giovani che a partire da lunedì 17 febbraio presteranno servizio nel centro. La rinascita di uno dei poli produttivi più iconici d’Italia passa, insomma, attraverso forze fresche. Il primo tassello di un piano più ampio di risalita annunciato dal gruppo, legato all’avvio produttivo della nuova Fiat 500 Hybrid, il modello potenzialmente in grado di riportare i volumi di vendita necessari a ridare ossigeno allo stabilimento.
Il processo di rafforzamento verrà scandito da una serie di tappe. Entro la fine di febbraio sono attesi altri 160 nuovi addetti, seguiti da ulteriori inserimenti a marzo, per un totale di 430 ingressi, tra il polo torinese e le altre realtà piemontesi del gruppo. La campagna di rafforzamento fa pensare positivo, anche perché si tratta di ragazzi giovanissimi (l’età media è di 24 anni), diplomati, che in modo intraprendente appaiono pronti a scommettere sul futuro delle quattro ruote in Italia. Seppur inizialmente a termine con durata minima di un anno, i contratti costituiscono la fase numero uno di un ricambio generazionale, così commentato da Giuseppe Manca, responsabile delle Risorse Umane di Stellantis in Italia:
“Questi giovani rientrano in un’importante iniziativa di ricambio generazionale che stiamo portando avanti dallo scorso anno in Italia quando abbiamo inserito quasi 500 persone, di cui 120 ingegneri sempre a Torino. Anche nel 2026 prevediamo di inserire in azienda nuovi colleghi, tra cui appunto gli oltre 400 del complesso di Mirafiori di cui oggi abbiamo avuto un primo inserimento. Quanto successo oggi è un ulteriore esempio tangibile dell’impegno di Stellantis in Italia”
Dietro il profondo movimento batte il cuore ibrido della Fiat 500, la vettura della riscossa, chiamata a colmare il vuoto lasciato da una transizione elettrica che, in Italia, procede più lentamente del previsto. La 500e piace molto all’estero, occupando le prime posizioni delle classifiche commerciali tra le piccole a zero emissioni in mercati maturi come la Germania. Lungo la nostra penisola, però, il discorso cambia: per quanto il design della Cinquina resti un’icona, l’automobilista italiano medio cerca ancora sostanza e prezzi accessibili. Trasferire il look moderno della versione a zero emissioni su un cuore ibrido potrebbe ridare slancio al mercato nazionale, e l’aumento degli occupati induce già all’ottimismo.
L’arrivo dei nuovi assunti è legato a doppio filo all’introduzione del secondo turno sulla linea di produzione, in programma per metà marzo. I neoassunti hanno iniziato un percorso di formazione interna intensiva: divisi in classi, impareranno i segreti della linea prima di entrare operativamente in reparto. L’ingresso di ventenni nella catena produttiva, alle prese con quella che è, senza esagerazioni, la vettura simbolo del Paese, restituisce dignità a un intero territorio. Stellantis punta sull’ibrido per garantire stabilità oggi, mentre prepara il sentiero green di domani: se la 500 Hybrid sarà il successo che tutti si aspettano, queste assunzioni potrebbero essere appena l’inizio di una nuova era per l’auto “Made in Torino”.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 09:35:57 +0000Gli incentivi auto hanno i giorni contati, almeno così come li abbiamo conosciuti. Il criterio del “meno inquini, più ricevi” – basato esclusivamente sui grammi di anidride carbonica emessi allo scarico – sta per essere accantonato. Al suo posto, l’Unione europea è pronta a imprimere una decisa svolta sotto il profilo burocratico e industriale: un nuovo metodo di assegnazione sarebbe in procinto di diventare obbligatorio in tutti i 27 Paesi membri, Italia compresa. Il prossimo 25 febbraio è prevista la pubblicazione dell’Industrial Accelerator Act, una sorta di “scudo” volto a sostenere le aziende del Vecchio Continente contro l’avanzata delle vetture asiatiche, soprattutto quelle cinesi.
Secondo quanto riferisce il Financial Times, che ha visionato in anteprima la bozza del documento, la riforma mira a proteggere la manodopera interna. Infatti, qualsiasi forma di incentivo auto nazionale potrebbe essere concesso purché in osservanza di rigidi requisiti di produzione locale: i mezzi elettrici, ibridi o a idrogeno dovranno essere assemblati all’interno dell’Ue e avere almeno il 70% dei loro componenti (in valore) realizzati sul suolo europeo. Tuttavia, nel calcolo del 70% sarebbe esclusa la batteria. Non considerare il componente più costoso, attualmente dominato dalla tecnologia cinese, permetterebbe ai costruttori di continuare a importare le celle dall’Asia senza perdere il diritto agli incentivi, a patto però che tutto il resto del veicolo “parli” europeo.
Se confermata, la misura taglierebbe fuori dai futuri programmi di ecobonus tutte le vetture costruite in Cina, anche quelle di marchi europei che hanno delocalizzato la produzione a Pechino e dintorni. Fino ad oggi, l’unico obiettivo era la decarbonizzazione: non importava dove l’auto fosse realizzata, l’importante era solo che limitasse le emissioni di gas serra. Con l’Industrial Accelerator Act, la priorità si sposta dal “Green” al “Made in”, in difesa dell’industria pesante e dei posti di lavoro in Europa.
All’orizzonte si delinea una profonda revisione del clima politico europeo. Mentre il Green Deal puntava completamente sul divieto di vendita dei motori termici entro il 2035, la nuova Commissione sembra voler rallentare la corsa ideologica per concentrarsi sulla sopravvivenza pragmatica delle proprie fabbriche. I grandi gruppi automobilistici, come Stellantis e Volkswagen, chiedono da tempo un terreno di gioco equo (level playing field) rispetto ai competitor cinesi, che godono di costi energetici e del lavoro decisamente inferiori, oltre a massicci sussidi statali. L’Europa risponde con la stessa moneta: il protezionismo.
Per l’automobilista italiano, lo scenario potrebbe cambiare drasticamente. Allo stato attuale è possibile acquistare una citycar elettrica cinese a prezzi competitivi grazie al contributo statale, ma forse le condizioni spariranno presto e decretare la fine del vantaggio. Rendere i mezzi d’importazione sensibilmente più cari rispetto ai “cugini” fabbricati a Torino, Parigi o Berlino rimetterebbe la partita in equilibrio. Il requisito del 70% sarà oggetto di intense trattative nelle prossime settimane, ma il principio sembra ormai blindato: gli incentivi serviranno a contrastare il fenomeno dell’inquinamento, con un occhio di riguardo per le fabbriche europee e le famiglie che gravitano al loro interno.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 08:47:11 +0000La famiglia delle crossover di casa Suzuki si allarga con la presentazione delle due versioni Plus e Top di GSX-S1000GX. Il modello, che combina le qualità dei mondi Sport Tourer e Adventure, offre al pubblico la possibilità di scegliere un allestimento più vicino al panorama della Superbike, oppure un mix di praticità e comfort per affrontare i lunghi viaggi. Alla base di entrambe c’è il celebre motore quattro cilindri in linea da 999 cc, con 152 CV di potenza massima e 106 Nm di coppia, ingabbiato in un telaio di alluminio e abbinato a sospensioni elettroniche di serie. Non mancano, inoltre, i numerosi dispositivi di assistenza alla guida, che rendono piacevole l’esperienza su strada e non solo.
La nuova Suzuki GSX-S1000GX Plus si rivolge ai motociclisti che cercano una crossover pronta all’uso e adatta a percorrere numerosi chilometri, con un equilibrio tra prestazioni sportive e comfort per il turismo. L’elemento distintivo di questa versione sono le borse laterali con finiture in tinta, per offrire capacità di carico senza ricorrere ad accessori aggiuntivi, permettendo allo stesso tempo di organizzare in modo ordinato bagagli e attrezzatura. La posizione di guida eretta e confortevole, unita al parabrezza regolabile, contribuisce a ridurre affaticamento e stress durante i trasferimenti, rendendo la moto versatile sia per gli spostamenti quotidiani sia per le gite più lunghe.
Il pacchetto elettronico Suzuki Intelligent Ride System include, tra gli altri, il sistema “aprisereno†con controllo di trazione su sette livelli più off, smart cruise control, quick-shifter bidirezionale e ABS con funzioni avanzate. Questi sistemi permettono di modulare la dinamica di guida secondo le condizioni della strada, aumentando sicurezza e stabilità in ogni situazione. Il prezzo di partenza per potersi assicurare Suzuki GSX-S1000GX Plus è di 15.790 euro e il suo arrivo nelle concessionarie è previsto per il mese di marzo.
La Top di Suzuki GSX-S1000GX riprende tutte le caratteristiche tecniche della versione Plus, compresi il pacchetto elettronico Suzuki Intelligent Ride System, le sospensioni elettroniche, la posizione di guida eretta e il parabrezza regolabile, e aggiunge una serie di soluzioni pensate esclusivamente per il Touring. La dotazione di serie comprende le borse laterali con finiture in tinta, la sella maggiormente orientata alla comodità , lo scarico AkrapoviÄ S-S10SO19-HAPT per un carattere decisamente più aggressivo e il cavalletto centrale, elementi che aumentano praticità e comodità durante viaggi prolungati o con passeggero. Il prezzo di listino è di 17.490 euro, con disponibilità nelle concessionarie prevista a marzo (come per la “sorella†Plus).
GSX-S1000GX nasce come ponte tra le Sport Tourer e le Adventure Tourer, unendo prestazioni da supersportiva e comfort per i viaggi più lunghi. Presentata a EICMA 2023, completa l’offerta Suzuki nella fascia delle maxi, con telaio e ciclistica derivati dalla GSX-R1000 e un pacchetto tecnologico avanzato pensato per la sicurezza e la guidabilità in ogni condizione. Il pacchetto elettronico avanzato, incluso già nella versione originale, comprendeva le sospensioni a controllo elettronico e numerosi sistemi di assistenza, tutti elementi presenti nella gamma GX. L’estetica del modello rifletteva il concept della crossover di lusso, con linee sportive ed eleganti, senza modifiche significative rispetto alla versione iniziale.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 08:46:24 +0000Il 18 febbraio 2026 è previsto uno sciopero che interesserà il settore dei trasporti in Italia. Nell’articolo presentiamo una panoramica aggiornata sulle mobilitazioni programmate, con il dettaglio delle città coinvolte, gli orari e le categorie interessate. Per questa giornata, il numero totale di scioperi previsti è 1. Di seguito riportiamo tutte le informazioni essenziali relative agli scioperi proclamati.
Per la giornata del 18 febbraio 2026 nella provincia di Verona, regione Veneto, è stato proclamato uno sciopero nel settore trasporto merci. La mobilitazione coinvolge il personale mobile e di terra della società EVM Rail. Lo sciopero, di rilievo territoriale, è organizzato dal sindacato OSP FILT-CGIL e avrà la durata di 8 ore: dalle 09.01 alle 17.00. La categoria interessata è “personale mobile e di terra soc. EVM Rail”.
Fonte: Mit
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 07:00:00 +0000Nel mese di febbraio 2026 sono diversi gli scioperi in programma in Italia che coinvolgono il settore dei trasporti pubblici, ferroviari, aerei e merci. In questo articolo offriamo una panoramica aggiornata e dettagliata degli scioperi previsti, ordinati per data e città /regione, con indicazione delle categorie interessate, degli enti e delle modalità di astensione. Tutti gli scioperi elencati sono confermati e si riferiscono esclusivamente al periodo di febbraio 2026.
Nella provincia di Roma, regione Lazio, è stato proclamato uno sciopero di 4 ore che coinvolge il settore ferroviario, in particolare il personale degli appalti ferroviari delle società Elior Divisione Itinere e Polaris. Lo sciopero è indetto dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI.
In Lombardia (tutte le province), è stato indetto uno sciopero regionale di 23 ore che interessa il personale della società Trenord. La protesta coinvolge tutte le province e la categoria “personale soc. Trenord”, proclamato da OSR ORSA FERROVIE.
In Lombardia, lo sciopero regionale del personale della società TRENORD continua per tutta la giornata, coinvolgendo tutte le province e con durata di 23 ore, a partire dalle ore 03.00 del 2 febbraio e fino alle 02.00 del 3 febbraio 2026. Proclamato dal sindacato OSR ORSA FERROVIE.
In tutta Italia è previsto uno sciopero nel settore marittimo per l’intera giornata, che coinvolge le aziende del comparto portuale e lavoratori soggetti a CCNL Porti, indetto dal sindacato USB LAVORO PRIVATO.
Nella regione Abruzzo si svolge uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale della società TUA della Regione Abruzzo. L’azione è di rilievo regionale e indetta da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.
Nella città di Chieti (Abruzzo) è proclamato uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL per il personale TUA Lanciano.
A Teramo (Abruzzo), sempre nel trasporto pubblico locale, sciopero provinciale di 24 ore proclamato da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL per il personale TUA di Teramo.
Nella città di Bari (Puglia), sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30), personale AMTAB Bari, indetto da OSR UILT-UIL.
In Lombardia, sciopero di 8 ore per ciascun turno per il personale della società Autostrade per l’Italia Direzione II° Tronco Milano, indetto da OSR UILT-UIL.
Nella città di Catania (Sicilia), è indetto uno sciopero di 4 ore (dalle 14.00 alle 18.00) nel settore trasporti pubblici locali. Coinvolto il personale AMTS di Catania e organizzato da OSP CUB TRASPORTI.
Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige), sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della SASA di Bolzano, indetto da FILT-CGIL, UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.
Nella città di Termoli, provincia di Campobasso (Molise), sciopero di 24 ore per il personale GTM di Termoli, promosso da UILT-UIL.
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 9 ore (dalle 15.00 alle 24.00) per il personale Arriva Udine, proclamato da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.
Nella città di Genova (Liguria), sciopero di 4 ore (dalle 11.30 alle 15.30) nel trasporto pubblico locale che coinvolge i lavoratori AMT Genova, proclamato dai sindacati OSR CUB TRASPORTI.
Presso l’aeroporto di Brescia Montichiari (Lombardia), due scioperi locali di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59): coinvolgono il personale GDA Handling e MH24, proclamati da USB Lavoro Privato.
In Italia (tutte le province), sciopero aereo nazionale di 24 ore che interessa il comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti (CUB Trasporti). In particolare: personale e voli EasyJet, Vueling Airlines e ITA Airways (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC) e personale navigante di ITA Airways e EasyJet (USB Lavoro Privato), in fasce di 4 o 24 ore a seconda delle categorie coinvolte.
Nella provincia di Verona (Veneto), è stato proclamato uno sciopero nel settore trasporto merci che coinvolge il personale mobile e di terra della società EVM Rail. La durata è di 8 ore: dalle 09.01 alle 17.00. Indetto dal sindacato OSP FILT-CGIL.
Nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige), sciopero del trasporto pubblico locale di 24 ore che coinvolge il personale della società SASA di Bolzano, indetto dai sindacati UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.
In Italia (tutte le province), sciopero aereo nazionale di 24 ore per tutto il personale di volo settore elicotteri soc. Avincis Italia, indetto da FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.
In Italia (tutte le province), sciopero aereo nazionale con diverse categorie coinvolte:
– Sciopero di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) indetto da CUB Trasporti per i lavoratori comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti.
– Sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) per personale soc. ITA Airways (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL T.A., ANPAC, ANP) e piloti e assistenti di volo soc. EasyJet Airlines Limited.
– Sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per personale navigante EasyJet Airlines Limited, personale di terra e di volo ITA Airways e personale navigante Vueling Airlines (USB Lavoro Privato).
Nella città di Torino (Piemonte), sciopero locale di 4 ore (dalle 16.00 alle 20.00) relativo al personale Arriva Italia di Torino, organizzato da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nella città di Bari (Puglia), sciopero locale di 4 ore (dalle 19.30 alle 23.30) degli operatori di esercizio della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici di Bari, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
In Italia (tutte le province), scioperi di rilievo nazionale:
– Settore ferroviario, trasporto merci su rotaia: sciopero di 24 ore (dalle 21.00 del 27/2 alle 20.59 del 28/2), proclamato da CUB Trasporti/SGB e Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI.
– Trasporto merci su rotaia e TPL: sciopero di 8 ore (dalle 22.00 del 27/2 alle 5.59 del 28/2), personale imprese comparto ferroviario (USB Lavoro Privato).
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 12 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 16 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 07:00:00 +0000Panoramica quotidiana sui prezzi dei carburanti in autostrada: oggi 18 febbraio 2026 proponiamo i valori medi rilevati più recenti disponibili, con un riepilogo per benzina, diesel, gpl e metano e un richiamo a come si forma il prezzo finale alla pompa. Il costo pagato dall’automobilista nasce dall’intreccio tra componente industriale (materia prima e margini della filiera), accise e IVA, che insieme determinano il listino al litro e spiegano perché i prezzi possano variare tra stazioni e aree diverse. Di seguito trovi i dati aggiornati, una tabella di facile consultazione e un approfondimento sulla struttura dei costi di benzina e gasolio.
Ultimo aggiornamento dai dati ufficiali: Aggiornamento 17-02-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.800 |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| GPL | SERVITO | 0.830 |
| Metano | SERVITO | 1.477 |
Il prezzo della benzina che si paga in autostrada è il risultato di una somma di voci fiscali e industriali, con pesi ben definiti. Per la benzina, la componente fiscale incide per il 58%, una quota superiore alla parte industriale, pari al 42%. Nella voce fiscale rientrano sia le accise, applicate in misura fissa al litro, sia l’IVA, che si calcola sul valore complessivo della transazione e quindi anche sulle accise. La componente industriale è a sua volta suddivisa tra costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera della distribuzione. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo finale e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’effetto del cambio euro/dollaro, poiché gran parte degli scambi energetici è denominata in dollari. Il margine lordo incide per il 12% del prezzo e remunera attività come raffinazione, logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e servizi alla clientela. È soprattutto su questo margine che l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, tenendo conto della concorrenza locale, dei volumi, della stagionalità e delle proprie politiche commerciali. Ne consegue che, anche a parità di condizioni sui mercati internazionali, possono emergere differenze tra impianti e tratti autostradali, mentre la presenza delle imposte tende a rendere più graduali gli aggiustamenti complessivi verso l’alto o verso il basso.
I meccanismi che determinano il prezzo del gasolio sono simili, ma con un bilanciamento diverso tra le componenti. Nel caso del gasolio, la parte fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale pesa per il 55% del prezzo finale. All’interno della quota industriale, la materia prima copre il 45% del prezzo: ciò significa che le quotazioni internazionali dei distillati medi e il cambio euro/dollaro si trasmettono in modo sensibile al costo sostenuto dalla filiera. Il margine, pari al 10% del prezzo, include i costi e i ricavi connessi a raffinazione, logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e investimenti per sicurezza e servizi; su questa porzione l’operatore può intervenire più rapidamente per adeguare i listini in funzione della domanda locale, della concorrenza tra impianti e delle strategie dei marchi. La struttura percentuale differente rispetto alla benzina fa sì che il gasolio risulti particolarmente esposto agli impulsi provenienti dal mercato all’ingrosso, ma anche reattivo alle dinamiche dell’autotrasporto e della mobilità professionale. In ogni caso, la presenza della componente fiscale rimane determinante nel formare il prezzo pagato al litro e contribuisce a smorzare, almeno in parte, le oscillazioni di breve periodo, restituendo una traiettoria dei prezzi al dettaglio più graduale rispetto alle variazioni giornaliere dei mercati internazionali.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.659 per la benzina, 1.708 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.436 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.700 |
| Benzina | SELF | 1.648 |
| GPL | SERVITO | 0.697 |
| Metano | SERVITO | 1.408 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.721 |
| Benzina | SELF | 1.690 |
| GPL | SERVITO | 0.678 |
| Metano | SERVITO | 1.465 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.773 |
| Benzina | SELF | 1.706 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.596 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.714 |
| Benzina | SELF | 1.682 |
| GPL | SERVITO | 0.730 |
| Metano | SERVITO | 1.502 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.678 |
| Benzina | SELF | 1.650 |
| GPL | SERVITO | 0.639 |
| Metano | SERVITO | 1.388 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.698 |
| Benzina | SELF | 1.642 |
| GPL | SERVITO | 0.663 |
| Metano | SERVITO | 1.378 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.716 |
| Benzina | SELF | 1.656 |
| GPL | SERVITO | 0.675 |
| Metano | SERVITO | 1.386 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.687 |
| Benzina | SELF | 1.634 |
| GPL | SERVITO | 0.664 |
| Metano | SERVITO | 1.475 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.725 |
| Benzina | SELF | 1.669 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.434 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.699 |
| Benzina | SELF | 1.643 |
| GPL | SERVITO | 0.673 |
| Metano | SERVITO | 1.391 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.682 |
| Benzina | SELF | 1.633 |
| GPL | SERVITO | 0.698 |
| Metano | SERVITO | 1.317 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.707 |
| Benzina | SELF | 1.669 |
| GPL | SERVITO | 0.698 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.699 |
| Benzina | SELF | 1.639 |
| GPL | SERVITO | 0.667 |
| Metano | SERVITO | 1.426 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.692 |
| Benzina | SELF | 1.665 |
| GPL | SERVITO | 0.654 |
| Metano | SERVITO | 1.467 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.719 |
| Benzina | SELF | 1.663 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.697 |
| Benzina | SELF | 1.672 |
| GPL | SERVITO | 0.758 |
| Metano | SERVITO | 1.734 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.697 |
| Benzina | SELF | 1.642 |
| GPL | SERVITO | 0.685 |
| Metano | SERVITO | 1.458 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.739 |
| Benzina | SELF | 1.682 |
| GPL | SERVITO | 0.727 |
| Metano | SERVITO | 1.403 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.699 |
| Benzina | SELF | 1.645 |
| GPL | SERVITO | 0.690 |
| Metano | SERVITO | 1.327 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.752 |
| Benzina | SELF | 1.690 |
| GPL | SERVITO | 0.816 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 febbraio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.688 |
| Benzina | SELF | 1.639 |
| GPL | SERVITO | 0.675 |
| Metano | SERVITO | 1.335 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 07:00:00 +0000Un nuovo SUV è pronto a entrare nel mercato italiano. Si chiama Jaecoo 8 SHS-P e si presenta come un competitor ambizioso all’interno dell’affollato segmento dei SUV di medie dimensioni. Non arriva in punta di piedi, anzi: porta con sé tutte le migliori tecnologie del brand, a partire da un sistema ibrido ad autonomia estesa che la Casa definisce Super Hybrid.
In un mercato dove l’elettrificazione è ormai la regola, Jaecoo prova a distinguersi puntando su numeri importanti, spazio per sette passeggeri e una vocazione off-road.
Pensato per famiglie numerose questo SUV è in grado di ospitare fino a 7 passeggeri nel massimo del comfort, grazie ai suoi 4,8 metri di lunghezza. Il family feeling è evidente fin dal primo sguardo. Il frontale è dominato da un’ampia griglia cromata, incorniciata da una firma luminosa che enfatizza l’orizzontalità dell’insieme. Un tema stilistico che si ritrova anche nelle lunghe nervature sulle fiancate e nei gruppi ottici posteriori a tutta larghezza, soluzione ormai distintiva dei SUV più moderni.
Dentro, l’atmosfera cambia registro e punta tutto su tecnologia e qualità percepita. La plancia è governata da due display da 12,3 pollici, che gestiscono strumentazione e infotainment con un’impostazione pulita e minimalista. I materiali non tradiscono l’ambizione premium: sedili in pelle Nappa, cielo in velluto e dettagli curati che vogliono trasmettere una sensazione di solidità e raffinatezza.
A colpire è anche l’Head-up Display con realtà aumentata da 50 pollici virtuali, progettato per proiettare le informazioni direttamente nel campo visivo del conducente. In questo modo, navigazione e dati di marcia restano sempre sotto controllo senza distogliere lo sguardo dalla strada.
Il comfort è stato studiato nei minimi dettagli: le 25 bocchette di climatizzazione distribuite nell’abitacolo garantiscono una gestione uniforme della temperatura per tutti e sette i passeggeri, anche nell’ultima fila.
La Jaecoo 8 SHS-P è spinta da un evoluto sistema ibrido, composto da un 4 cilindri 1.5 litri TGDi, abbinato a tre motori elettrici: due dedicati alla trazione e uno con funzione di generatore. Il tutto si traduce in una spinta complessiva di 428 CV, che muovono agilmente il peso di un SUV di medie dimensioni, come dimostrano i 5,8 secondi che necessità per raggiungere i 100 km/h da ferma. La parte elettrica è ciò che rende “super†questo sistema propulsivo, con un’autonomia estesa che in modalità ibrida supera i 1.100 km.Â
Dietro l’immagine elegante, fatta di cromature e linee morbide, la Jaecoo 8 SHS-P nasconde uno spirito avventuriero. Non è solo un SUV da città o da autostrada: il telaio vanta una rigidità torsionale ai vertici della categoria, elemento fondamentale quando si va in fuoristrada.
Le sospensioni sono tra gli elementi più sofisticati del progetto. Analizzano il terreno centinaia di volte al secondo e sono in grado di modificare la risposta in millisecondi, adattandosi in modo intelligente a buche, sterrati o fondi sconnessi. Il risultato è un equilibrio interessante tra comfort di marcia e capacità di affrontare percorsi più impegnativi.
In un segmento sempre più competitivo, la Jaecoo 8 SHS-P prova quindi a ritagliarsi uno spazio con una ricetta chiara: spazio per tutta la famiglia, tecnologia di ultima generazione e un sistema ibrido potente in ogni situazione.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 06:30:55 +0000I SUV compatti sono ormai i re della città . Basta guardarsi intorno al semaforo o nel parcheggio del supermercato per capirlo: assetto rialzato, linee muscolose, dimensioni compatte ma spazio sufficiente per la famiglia. In pochi anni hanno conquistato il mercato perché rispondono a esigenze concrete. Sono versatili, non temono buche e pavé, si parcheggiano senza patemi e regalano quella posizione di guida alta che fa sentire più sicuri e padroni della strada.
Nel 2026 l’offerta è ampia e variegata, tra motorizzazioni benzina, mild hybrid ed elettriche sempre più accessibili. Il tetto dei 25.000 euro rappresenta una soglia interessante per chi vuole un’auto nuova senza sforare il budget, magari approfittando di promozioni e finanziamenti. Abbiamo selezionato undici modelli che, per prezzo di listino o con offerte attive, rientrano in questa fascia e rappresentano alcune delle scelte più sensate nel panorama dei B-SUV.
La più piccola della famiglia Jeep, ma non per questo meno coerente con il DNA del marchio. La Avenger ha rapidamente scalato le classifiche di vendita grazie a un design riuscito e a dimensioni perfette per l’uso urbano. Con 25.200 euro si entra nel mondo Jeep con la motorizzazione benzina 1.2 turbo, brillante quanto basta per muoversi con disinvoltura in città e nei percorsi extraurbani. L’assetto è pensato soprattutto per l’asfalto, ma l’altezza da terra generosa e i paraurti ben sagomati la rendono adatta anche a qualche strada bianca nel weekend. Gli interni sono moderni, con un sistema infotainment intuitivo e una buona dotazione di ADAS già dalle versioni base. È l’auto giusta per chi vuole un SUV compatto, italiano e dal carattere deciso, senza arrivare ai modelli più grandi e costosi del marchio.
La Bayon è una di quelle auto che convincono nel quotidiano e nel listino. Non cerca effetti speciali, ma punta su concretezza e dotazione. Con un prezzo che parte da 22.800 euro, offre un buon rapporto tra qualità , spazio e tecnologia. La motorizzazione a benzina garantisce consumi contenuti e una guida fluida nelle più disparate situazioni. Il bagagliaio è tra i più generosi della categoria e rende la Bayon adatta anche a piccoli viaggi in famiglia. Il design è moderno, con un frontale distintivo e una firma luminosa riconoscibile. Dentro, la qualità percepita è buona e l’ergonomia ben studiata. Una scelta equilibrata per chi cerca sostanza senza spendere cifre elevate.
La Arona è una delle veterane del segmento, ma continua a convincere portando la solidità del Gruppo Volkswagen a un prezzo di partenza di 22.350 euro. Su strada si apprezza per la tenuta e per uno sterzo preciso, qualità che la rendono piacevole anche fuori dal contesto urbano. Le dimensioni compatte facilitano le manovre, mentre l’abitacolo offre spazio più che sufficiente per quattro adulti. La Arona è il classico SUV compatto che non teme nulla e non delude mai. E in questa fascia di prezzo è una qualità non da poco.
Tra le più amate in Italia, la Captur è diventata un punto di riferimento. Con un prezzo che parte da 24.400 euro, propone motorizzazioni benzina, gpl e full hybrid per la massima libertà di scelta. Interessante è anche la modularità interna, favorita da un divano scorrevole che permette di scegliere se privilegiare lo spazio per i passeggeri o per i bagagli. Il design aggiornato e gli interni curati la rendono una delle proposte più complete sotto i 25 mila euro, soprattutto per chi cerca un SUV compatto adatto alla famiglia.

Sfora di 500 euro la soglia dei 25.000 euro, ma con le promozioni si rientra facilmente nel budget. La Kamiq è l’espressione della filosofia Skoda: tanto spazio, praticità e soluzioni intelligenti. L’abitacolo è arioso e il bagagliaio capiente per la categoria. Le motorizzazioni TSI sono brillanti e contenute nei consumi, mentre la qualità costruttiva convince fin dai primi chilometri. È il SUV compatto per chi vuole comfort e solidità , con un’impostazione più orientata alla comodità che alla sportività , condita dalle soluzioni intelligenti tipiche di Skoda.
Comfort è la parola chiave. La C3 Aircross punta tutto su sospensioni morbide e sedili accoglienti, perfetti per affrontare le strade dissestate delle nostre città . Con un prezzo che parte da 19.900 euro, offre motorizzazioni benzina efficienti e una buona abitabilità interna. Il design è originale, con linee morbide e dettagli personalizzabili. È il SUV compatto adatto a chi mette al primo posto la comodità e cerca un’auto facile da vivere ogni giorno.
La nuova Grande Panda Hybrid strizza l’occhio al passato nel nome, ma guarda decisamente al futuro nei contenuti. Con un prezzo di partenza di 19.900 euro, propone un sistema mild hybrid che aiuta a ridurre consumi ed emissioni. Compatta nelle dimensioni, è perfetta per la città ma non rinuncia a un look da piccolo SUV, con protezioni in plastica e assetto rialzato. Gli interni sono semplici ma funzionali, con un occhio alla connettività . Una proposta interessante per chi vuole restare su una vettura italiana e contenere il budget.
La Juke è stata tra le prime a sdoganare il concetto di SUV compatto urbano. Oggi si presenta con un design ancora più maturo e con motorizzazioni benzina ed elettrificate. Con precisamente 25.000 euro si accede alle versioni d’ingresso, già ben equipaggiate. La guida è piacevole, con un assetto che privilegia l’agilità . L’abitacolo è curato e tecnologico, con un sistema multimediale intuitivo. Per chi cerca un SUV compatto dal design distintivo, resta una delle scelte più personali del segmento.
Più che un SUV compatto in senso stretto, la Aygo X è un crossover urbano che gioca con le proporzioni e con l’altezza da terra per offrire un’alternativa concreta alle classiche citycar. Con un prezzo di partenza di 20.850 euro, rappresenta una delle porte d’ingresso più accessibili sia al mondo dei modelli rialzati sia al full hybrid. In una veste cosi compatta si nasconde infatti il sistema ibrido Toyota, che garantisce consumi ai vertici della categoria, grazie al peso contenuto di questo city-SUV.

È una delle elettriche più economiche sul mercato. La Spring parte da 17.900 euro e offre un’autonomia adatta all’uso urbano. Compatta e leggera, è pensata per la città : dimensioni ridotte, facilità di parcheggio e costi di gestione contenuti. Non è un SUV nel senso tradizionale, ma l’assetto rialzato e lo stile la fanno rientrare tra le alternative per chi vuole un’elettrica accessibile. Una scelta razionale per chi percorre pochi chilometri al giorno e vuole avvicinarsi alla mobilità a zero emissioni senza spendere troppo.
La Inster è una delle novità più interessanti tra le elettriche compatte. Con la batteria da 42 kWh promette fino a 327 km di autonomia nel ciclo dichiarato, un dato che la rende adatta anche a spostamenti extraurbani. Il prezzo di 24.900 euro la colloca al limite della soglia, ma offre tecnologia moderna e una buona dotazione di sicurezza. Le dimensioni contenute la rendono agile in città , mentre l’abitacolo sorprende per sfruttamento dello spazio. È una proposta rialzata che guarda al futuro, pensata per chi vuole un SUV compatto elettrico senza superare i 25 mila euro.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 06:30:21 +0000Quando si parla di traino si tende a mettere tutto nello stesso sacco, ma rimorchio e carrello appendice non sono la stessa cosa. Il rimorchio è un veicolo a sé, con carta di circolazione e targa propria. Nel Codice della Strada rientra nella classificazione che ne fa l’articolo 56 distinguendo tipologie e destinazioni d’uso.
Il carrello appendice è invece costruito per essere legato a una sola motrice ed è considerato un’estensione funzionale dell’auto più che un mezzo autonomo. In pratica se si cerca un mezzo che possa essere usato con più vetture o che abbia una vita operativa indipendente, serve un rimorchio vero. Se si sta ragionando su una soluzione integrata e abbinata alla stessa auto, il carrello appendice può essere coerente, ma vincola e non va confuso con un rimorchio normale.
L’immatricolazione del rimorchio è l’atto che rende un veicolo riconoscibile su strada. Il Codice della Strada prevede che i rimorchi, in quanto veicoli autonomi, siano muniti di targa posteriore con i dati di immatricolazione. Il primo controllo da fare è la verifica che l’auto, sulla base di quanto indicato nella carta di circolazione, abbia una massa rimorchiabile compatibile con quanto si voglia trainare. Poi c’è la partita delle masse del rimorchio stesso perché la massa complessiva a pieno carico indicata sul libretto è il limite legale che non si può superare.
Secondo l’articolo 167 del Codice della Strada, “i veicoli a motore e i rimorchi non possono superare la massa complessiva indicata sulla carta di circolazioneâ€. E ancora: “Costituiscono fonti di prova per il controllo del carico le risultanze degli strumenti di pesa di tipo statico in regola con le verifiche di legge e di quelli in dotazione agli organi di polizia, nonché i documenti di accompagnamento previsti da disposizioni di leggeâ€. Dopodiché, “costituiscono altresì fonti di prova per il controllo del carico le risultanze degli strumenti di pesa di tipo dinamico in dotazione agli organi di polizia, omologati o approvati dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibiliâ€.
Il gancio traino incide su massa, ingombri e comportamento dinamico dell’auto e viene trattato come modifica delle caratteristiche costruttive, tema che il Codice della Strada incardina nell’articolo 78 che individua “le tipologie di modifica delle caratteristiche costruttive e funzionali, anche con riferimento ai veicoli con adattamenti per le persone con disabilità †così come “le modalità e le procedure per gli accertamenti e l’aggiornamento della carta di circolazioneâ€.
Su questo punto negli ultimi anni è cambiata la prassi operativa: con il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’8 gennaio 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, sono state individuate le modifiche per le quali, pur restando l’obbligo di aggiornamento della carta di circolazione, non è più richiesta la visita e prova in Motorizzazione civile. E tra queste rientra l’installazione o rimozione del gancio di traino sui veicoli M1 e N1.
Tradotto: è cambiato il percorso che non passa più dal collaudo classico presso le officine della Motorizzazione, ma dalla documentazione tecnica e dall’attestazione rilasciata da un operatore che lavora dentro il perimetro previsto dal decreto e dal disciplinare collegato.
La tentazione di comprare un gancio online e montarlo è una scorciatoia che può diventare un errore perché la compatibilità è omologativa. Il dispositivo deve essere omologato e certificato per quel modello di veicolo e la logica europea della conformità dei dispositivi di accoppiamento meccanico è legata a standard tecnici che, nel mondo dell’approvazione, ruotano anche attorno al Regolamento Unece numero 55. Un gancio non corretto o montato fuori specifica altera sollecitazioni, stressa punti di fissaggio, cambia l’equilibrio dell’insieme e mette in una posizione debole in caso di problemi.
Quando fa riferimento a modifiche alle caratteristiche costruttive e di aggiornamento della carta di circolazione, l’articolo 78 del Codice della Strada lo fa perché la circolazione di un veicolo modificato senza i necessari aggiornamenti espone a sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 430 a 1.731 euro e può portare anche al ritiro del documento per sottoporre il veicolo a visita e prova. Il decreto ministeriale del 2021 ha snellito alcuni passaggi, ma non ha cancellato il punto di arrivo che resta l’aggiornamento.
Il Codice della Strada stabilisce che i rimorchi devono avere una targa posteriore con i dati di immatricolazione. La targa propria è la regola del rimorchio. La targa ripetitrice, quella che replica i dati della motrice, entra in scena in pochi casi.
La linea di confine di cosa si può trascinare passa dai 750 kg di massa del rimorchio e dalla massa massima autorizzata del complesso ovvero auto più rimorchio, che è la metrica su cui si innestano le estensioni. La patente B consente il traino nei limiti previsti, la patente B96 alza l’asticella del complesso fino a 4.250 kg attraverso l’annotazione del codice armonizzato 96 dopo una prova pratica mentre oltre quel valore entra in gioco la BE, con le sue regole di massa per il rimorchio e per l’insieme.
Il traino non cambia però solo la massa, ma anche il ritmo con cui sulla strada. Per i treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio in specifiche configurazioni, l’articolo 142 prevede limiti inferiori rispetto a quelli generali: 70 km/h fuori dai centri abitati e 80 km/h in autostrada. La normativa vigente richiama anche l’obbligo di indicare posteriormente le velocità massime consentite per certe categorie e di riportare l’indicazione sul rimorchio o semirimorchio.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo nero su bianco che dal 2018 i rimorchi con massa complessiva non superiore a 3.500 kg, cioè le categorie internazionali O1 e O2, devono essere sottoposti a revisione con un calendario e modalità stabilite. Per questi rimorchi la revisione si effettua alla Motorizzazione Civile, secondo quanto indicato nelle comunicazioni ministeriali.
In parallelo, la normativa tecnica e gli atti applicativi, come il decreto dirigenziale 211 del 18 maggio 2018 sui controlli tecnici per O1 e O2, ricordano anche un principio: se il rimorchio non si è presentato alle chiamate a revisione, non può circolare finché non viene sottoposto al controllo tecnico. Se poi si sale di categoria e si va oltre i 3,5 tonnellate si entra nell’ambito delle revisioni annuali, con una logica più vicina ai veicoli pesanti e alle esigenze di sicurezza incrementale.
L’articolo 167 vieta di superare la massa complessiva indicata sulla carta di circolazione. Nel rilevamento della massa dei veicoli effettuato con gli strumenti di pesa di tipo statico si applica una riduzione pari al 5% del valore misurato, mentre nel caso di utilizzo di strumenti di tipo dinamico si applica una riduzione pari al 10% del valore misurato.
Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 05:00:08 +0000Per il grande pubblico è il dottor Corvara in Cuori, la serie televisiva girata a Torino con Pilar Fogliati. A telecamere spente, tolto il camice di medico, Matteo Martari è però molto altro, compreso un caldissimo appassionato di auto, un interesse ereditato in famiglia. L’attore veronese non ha mai fatto mistero di avere un pallino per i motori, un amore incondizionato e “sfrenato” come da lui ammesso nel corso di varie interviste, che affonda le radici in un’infanzia passata a bordo pista, tra l’odore di gomma bruciata e la polvere dei rally.
Nella carriera di guidatore Martari è partito subito forte: invece di una qualche macchina proletaria, ha ricevuto in regalo per i 18 anni una Renault 5 GT Turbo. Mostro sacro degli anni Ottanta e Novanta, il fulmine francese fu il frutto di uno scambio con i genitori, i quali, negandogli il motorino da ragazzino, gli promisero una quattro ruote degna di nota al compimento della maggiore età . L’auto la scelsero loro, ma Matteo Martari non ebbe nulla da ridire: se l’avesse ancora con sé, in buone o ottime condizioni, possederebbe un piccolo tesoro, dal valore tra i 20.000 e i 25.000 euro, con punte che sfiorano i 35.000 euro per i pezzi da collezione.
I motori sono stati un linguaggio imparato prima ancora di salire sul palcoscenico. Sin da piccolo il padre lo portava lungo i tornanti della storica Due Valli di Verona o a caccia di tappe notturne tra le valli della Valle d’Aosta.
“Non mi sono perso una corsa”
ricorda Martari ad Autovelox, evocando domeniche fatte di rituali sacri tra Formula 1 e MotoGP.
Il suo pantheon di eroi segue questa educazione sentimentale. In cima nessun Michael Schumacher e Ayrton Senna, nessun alfiere di Formula 1, ma Colin McRae un uomo capace di segnare un’intera generazione con le sue scorribande al limite nei rally. Che siano monoposto o vetture da sterrato, le gare lo fanno fremere davanti allo schermo o in zona paddock. Sui social Matteo Martari è apparso anche a eventi di F1, accanto al ferrarista Charles Leclerc, e di motociclismo, ad esempio quando si è seduto dietro a Pecco Bagnaia per un giro in pista.
“Un momento importante”
ha confessato, con il sorriso di un fan consapevole di aver vissuto un privilegio raro.
Il protagonista maschile di Cuori 3 sembra aver la stessa lucidità razionalità dell’alter-ego portato su schermo. Alla guida si definisce estremamente prudente nel traffico urbano, quasi a voler preservare l’energia per quando la strada si libera o si entra in pista. Sebbene non riveli l’identità della station wagon “funzionale” usata tutti i giorni, è a quanto pare dotata di trazione anteriore, con cui nutre una maggiore confidenza. Governare la spinta da dietro la considera, però, di un altro livello dopo aver testato in pista macchine del calibro della Peugeot 308 TCR e, soprattutto, della Ferrari 458, un’esperienza sintetizzata in un unico, eloquente: “Wow!“.
Se dovesse scegliere un’emozione diversa, viscerale e d’altri tempi, Martari punterebbe dritto sulla Mercedes SL Ali di Gabbiano, icona di eleganza meccanica, tedesca come l’Audi RS4 Station Wagon sulla quale ha percorso le Dolomiti, un viaggio dal sapore particolare. Tra il desiderio di una “Ali di Gabbiano” e la realtà in città , l’attore conserva l’entusiasmo intatto del ragazzino che barattò un motorino per il sogno di una GT Turbo.
Data articolo: Tue, 17 Feb 2026 20:30:58 +0000La gamma Berlingo si aggiorna con un ritorno inatteso. Se fino a ora il C-Van era rimasto solo nella versione elettrica, Citroen decide ora di affiancare una versione diesel, ideale per i professionisti che percorrono tanti chilometri.
Una scelta che sottolinea la scelta di percorrere una transizione meno netta verso l’elettrico e rispondere in modo pragmatico alle necessità dell’utente finale. E con questa mossa, la Casa francese prova a intercettare quella fetta di clientela che guarda ancora con interesse al gasolio per autonomia, costi di gestione e rapidità di rifornimento.
Sono già aperti gli ordini per la versione equipaggiata con il 1.5 BlueHDi da 100 CV e 250 Nm, un motore già a disposizione di varie vetture del Gruppo Stellantis che ha dimostrato una buona solidità nel tempo, al netto del problema risolto lo scorso anno alla cinghia e il successivo maxi richiamo.
Questo propulsore con consumi contenuti è nato per dare il meglio in percorrenze autostradali ed extraurbane, e viene abbinato a un cambio manuale a 6 marce, con rapporti lunghi per viaggiare comodamente a bassi regimi. Il ritorno a un’esperienza di guida semplice e tradizionale, come richiesto da molti professionisti dei settori più disparati, che per lavoro passano tante ore in strada e cercano il miglior compromesso tra semplicità d’uso, consumi e prezzo.
Berlingo rimane infatti una vettura intelligente, con tanto spazio e una modularità che la rende adatta a molte esigenze, in vero e proprio veicolo tuttofare che ben si sposa con la libertà della propulsione diesel.
Tra diesel ed elettrico non cambia nulla dal punti di vista degli allestimenti, sempre divisi in due livelli: Plus e Max. La versione Plus parte da una dotazione già completa. Di serie ha infatti i fari a Led automatici e intelligenti, cerchi da 16â€, sensori di parcheggio posteriori, cruise control e il pacchetto standard di ADAS contenuti del Safety Pack.
Salendo di livello con l’allestimento Max, la dotazione si arricchisce ulteriormente e sia livello estetico che di soluzioni pratiche per l’uso di tutti i giorni. Arrivano infatti le barre sul tetto, la doppia porta laterale scorrevole con vetri oscurati elettrici (a compasso nella versione Plus), il volante in pelle e tre sedili singoli indipendenti nella seconda fila. Non mancano il lunotto posteriore apribile, la telecamera posteriore e il climatizzatore automatico, elementi che migliorano comfort e praticità nell’utilizzo quotidiano.
Il capitolo prezzi è probabilmente uno degli aspetti più interessanti di questo ritorno. Rispetto alla versione elettrica – che parte da 35.980 euro per l’allestimento Plus e da 38.430 euro per la Max – la variante diesel risulta decisamente più accessibile.
Il listino della Citroen Berlingo a gasolio parte da 26.230 euro per la versione Plus e sale a 28.680 euro per la Max. In più, al momento del lancio è attiva una promozione che abbassa il prezzo d’attacco a 23.900 euro per la Berlingo Plus in caso di permuta o rottamazione.
Il messaggio di Citroen è chiaro: l’elettrico rappresenta il futuro, ma il presente è fatto di esigenze diverse. E in un mercato in continua evoluzione, offrire alternative concrete può rivelarsi una strategia vincente.
Data articolo: Tue, 17 Feb 2026 16:29:06 +0000Negli ultimi anni gli schermi hanno conquistato l’abitacolo delle automobili con una rapidità impressionante. Display sempre più grandi, plance quasi completamente digitali, comandi nascosti in menu e sottomenu: l’auto moderna è diventata, di fatto, uno smartphone su quattro ruote. Una rivoluzione che ha portato con sé vantaggi evidenti in termini di personalizzazione e aggiornamenti software, ma anche molte criticità .
Perché se prima bastava un click fisico per accendere il climatizzatore o cambiare modalità di guida, oggi spesso bisogna distogliere lo sguardo dalla strada per cercare l’icona giusta. Un gesto apparentemente banale che, in determinate situazioni, può trasformarsi in una distrazione pericolosa.
Il fenomeno si è accentuato con l’ascesa delle auto cinesi, che hanno fatto del minimalismo digitale uno dei loro tratti distintivi. Ma proprio dalla Cina potrebbe arrivare un’inversione di tendenza destinata a far discutere tutto il settore automotive globale.
Il Ministero dell’Industria e dell’Informatica cinese vuole infatti obbligare i produttori di auto a usare i tasti fisici per una serie di funzioni essenziali, mettendo un freno all’esasperata digitalizzazione. La proposta, che se approvata verrà messa in atto dal 1° luglio 2026, impone i comandi fisici per indicatori di direzione, quattro frecce e clacson. In poche parole l’obiettivo è rendere immediate le funzioni che si utilizzano in situazioni di pericolo.Â
Ma non finisce qui. Anche l’interruttore di attivazione dei sistemi ADAS – come mantenimento della corsia o cruise control adattivo – dovrà essere un comando fisico, facilmente inseribile o disinseribile con un gesto rapido e intuitivo. Lo stesso principio verrà applicato a tergicristalli, sbrinatore, alzacristalli elettrici, sistema di chiamata d’emergenza e, per le auto elettriche, all’interruttore di spegnimento generale. In sostanza, tutte le funzioni che possono incidere direttamente sulla sicurezza o sulla gestione immediata del veicolo dovranno tornare ad avere una forma tangibile.
Un altro punto chiave riguarda il selettore del cambio. Con questa proposta in Cina non saranno ammessi sistemi che prevedano la selezione delle marce esclusivamente tramite touch screen. Il cambio automatico dovrà mantenere una leva, un selettore fisico o una pulsantiera dedicata. Stop quindi a soluzioni completamente integrate nel display centrale, come accade sulle ultime versioni di Tesla, dove la selezione della marcia avviene con uno swipe sullo schermo.
Questo significa che alcune Case potrebbero dover ripensare il layout delle proprie plance per adeguarsi alla normativa cinese. E considerando che la Cina rappresenta il più grande mercato automobilistico al mondo, le scelte regolatorie di Pechino hanno un peso tutt’altro che marginale sulle strategie globali dei costruttori.
Attenzione però: non si tratta di una crociata contro la tecnologia. I touch screen non verranno eliminati, né si tornerà alle plance degli anni Novanta. Gli schermi resteranno centrali per infotainment, navigazione, connettività e impostazioni secondarie. Continueranno a essere il cuore digitale dell’auto, ma con un ruolo più equilibrato. L’obiettivo è evitare l’eccessivo minimalismo che negli ultimi anni ha portato a concentrare troppe funzioni in un’unica superficie.
Il segnale lanciato dalla Cina potrebbe aprire una riflessione più ampia a livello internazionale. Anche in Europa, dove la sicurezza stradale è una priorità normativa, non è escluso che si possa guardare con interesse a questa iniziativa. La sensazione è che il futuro dell’auto non sarà né completamente analogico né totalmente digitale, ma un mix intelligente delle due dimensioni. Tasti fisici dove servono prontezza e memoria muscolare, schermi dove conta la personalizzazione e l’intrattenimento. Un ritorno al passato? Certamente, ma non per questo un passo indietro.
Data articolo: Tue, 17 Feb 2026 15:18:39 +0000Nel 2026 la Formula 1 inaugura una nuova fase tecnica che non riguarda soltanto aerodinamica e power unit, ma interviene anche sul tipo di carburante utilizzato. Per la prima volta nella storia del mondiale, le monoposto useranno benzina interamente sostenibile, priva di componenti fossili.
Dal 2026 il carburante deve essere composto esclusivamente da elementi classificati come Advanced Sustainable Fuel secondo i criteri FIA. Cioè, le benzine non devono derivare dall’impiego di petrolio, quindi niente estrazione e raffinazione.
Gli scarichi delle monoposto di F1 continueranno a rilasciare gas di scarico, perché il motore resta un V6 turbo 1.6 a combustione interna. Il cambiamento sta nel bilancio del carbonio lungo il ciclo di vita. La CO₂ emessa durante la combustione deve provenire da carbonio già presente nel ciclo atmosferico o biologico, non da fonti fossili.
Le opzioni di carburante sono due:
La FIA impone inoltre limiti rigorosi su numero di ottano, densità energetica, contenuto di ossigeno, velocità di combustione e contaminanti come lo zolfo.
In Formula 1 il carburante non è un prodotto standard uguale per tutti. È il risultato di un lavoro congiunto tra motorista e azienda energetica, sviluppato in funzione della camera di combustione, delle pressioni di iniezione e delle strategie di accensione. Nel 2026 questa integrazione sarà ancora più profonda. Vedrete, infatti, come power unit dello stesso costruttore hanno identici fornitori di carburante.
| Scuderia | Fornitore carburante | Power Unit |
|---|---|---|
| Ferrari | Shell | Ferrari |
| Haas | Shell | Ferrari |
| Cadillac | Shell | Ferrari |
| Mercedes | Petronas | Mercedes |
| McLaren | Petronas | Mercedes |
| Williams | Petronas | Mercedes |
| Red Bull Racing | ExxonMobil | Red Bull Ford |
| RB | ExxonMobil | Red Bull Ford |
| Aston Martin | Aramco | Honda |
| Alpine | TotalEnergies | Renault |
| Audi | Castrol | Audi |
Shell è legata alla Scuderia Ferrari da una delle collaborazioni più longeve del motorsport, durando sin dagli anni ’20 quando Enzo Ferrari era ancora alla guida della Rossa.
Shell non è solo sponsor ma co-sviluppatore del carburante. Il carburante viene testato al banco insieme al motore Ferrari, con continui cicli di validazione su detonazione, stabilità della fiamma e resistenza alle alte temperature. La collaborazione ha prodotto benefici anche per i carburanti stradali V-Power, che derivano da esperienze maturate in pista.
La Haas F1 Team, utilizzando power unit Ferrari, beneficia indirettamente dello stesso sviluppo. Dal 2026 anche la Cadillac F1 Team nella fase iniziale userà PU Ferrari e quindi carburante Shell, creando un blocco tecnico a tre squadre legate alla stessa architettura motore-carburante.
La collaborazione tra Petronas e la Mercedes-AMG Petronas Formula One Team nasce nel 2010 e ha accompagnato l’era più vincente della squadra. Petronas non si limita a fornire carburante, ma sviluppa fluidi e benzine in sinergia con Mercedes High Performance Powertrains a Brixworth.
Il carburante viene progettato parallelamente alla camera di combustione e alla gestione dell’energia ibrida. Con il regolamento 2026, l’assenza dell’MGU-H modifica l’equilibrio termico del motore e rende ancora più strategica la qualità della combustione.
La stessa filiera tecnica si estende ai team clienti McLaren F1 Team e Williams Racing, che utilizzano power unit Mercedes e quindi lo stesso sviluppo carburante.
ExxonMobil è partner tecnico della Red Bull Racing fin dagli anni delle prime vittorie mondiali. Con la nascita di Red Bull Powertrains e l’ingresso di Ford nel progetto 2026, il carburante assume un ruolo ancora più centrale.
Infatti, ExxonMobil lavora su formulazioni specifiche per il nuovo motore Red Bull Ford, con l’obiettivo di ottimizzare la combustione in un’architettura completamente ripensata. Anche la RB Formula One Team utilizzerà la stessa power unit e quindi lo stesso pacchetto carburante-lubrificante.
La Aston Martin F1 Team ha avviato una collaborazione strategica con Aramco che va oltre la sponsorizzazione. Aramco è coinvolta nello sviluppo di carburanti sostenibili ad alte prestazioni, mentre dal 2026 la power unit sarà fornita ufficialmente da Honda.
La sinergia tra Honda e Aramco punta a integrare camera di combustione e caratteristiche chimiche del carburante fin dalla fase progettuale. In un regolamento che enfatizza l’efficienza complessiva del sistema ibrido, la co-ingegnerizzazione diventa un vantaggio competitivo potenziale.
La Alpine F1 Team continua la collaborazione con TotalEnergies, partner storico del progetto Renault. Lo sviluppo avviene in stretta connessione con il reparto motori di Viry-Châtillon. TotalEnergies lavora su carburanti sostenibili e lubrificanti progettati per mantenere stabilità e prestazioni.
Audi F1 Team da questa stagione sarà costruttore ufficiale di power unit. Il partner carburante è Bp, con il marchio Castrol coinvolto nello sviluppo dei lubrificanti.
La collaborazione è stata impostata fin dall’inizio del progetto power unit a Neuburg. Questo consente di sviluppare carburante e motore in parallelo, integrando le caratteristiche chimiche del carburante nella progettazione della camera di combustione. Per un nuovo costruttore, questa integrazione precoce può rappresentare un vantaggio.
Data articolo: Tue, 17 Feb 2026 14:59:57 +0000
Gli automobilisti italiani sono sempre più bombardati da proposte dalla Cina. Negli ultimi tempi sembra essere venuto meno quello scetticismo generale per le vetture del Paese del Dragone Rosso. Nonostante la crescita c’è un problema enorme alla base che sta destabilizzando il mercato più forte al mondo. Secondo Bloomberg il governo di Pechino ha scelto di fissare il divieto di vendite a costi inferiori a quelli di produzione. Le offerte aggressive degli ultimi anni hanno abbassato i profitti, finendo per limitare i fatturati di diversi marchi emergenti.
Lo scopo dell’intervento è evitare il fallimento di massa dei piccoli costruttori che non hanno i mezzi di colossi come BYD o Geely, rischiando di finire spazzati via dalla dilagante competitività dei top brand cinesi. I colossi sono oramai presenti in tutti i principali mercati, garantendo un elevato livello di competitività . Le piccole realtà non possono vantare economie di scala in grado di reggere la corsa sfrenata verso i prezzi stracciati che hanno gonfiato il giro di affari di auto elettrificate.
Un marchio come BYD è destinato a crescere a livello internazionale, resistendo a crisi e scossoni dell’industria delle quattro ruote. Le Case minori per risparmiare, invece, sono finite per compromettere gli investimenti in ricerca, sviluppo e sicurezza delle EV e ibride plug‑in. Così facendo è nata una forte pressione che ha determinato un effetto a catena con sconti sempre più clamorosi. Questo modo di spingere auto elettriche che probabilmente non sarebbero risultate così attraenti ha determinato dei problemi finanziari per i produttori minori, sommersi da continue richieste di sconti.
Il costo di produzione sotto il quale i marchi automobilistici cinesi non possono scendere è dato dalle spese di fabbricazione di un modello, più quelle amministrative, finanziarie e commerciali. La stretta concerne anche i periodi di prova gratuiti dei servizi software. Non sarà più permesso di trasformare in abbonamenti a pagamento le funzionalità non indicate al momento dell’acquisto della vettura. Il Gigante asiatico, dopo un boom esponenziale, deve regolare la crescita volumetrica con logiche economiche sul lungo periodo. La stabilità strutturale dell’industria cinese dipenderà principalmente dalla creazione di un meccanismo democratico, con tutti i costruttori impegnati a produrre veicoli moderni e affidabili.
Il mercato del lavoro di Pechino non è esattamente tra i più attraenti del mondo. Per attirare manodopera straniera la Cina sta pensando di alzare i redditi disponibili con incentivi mirati per i lavoratori migranti che vogliono stabilirsi nelle città con salari superiori per un miglioramento di sanità e pensioni. In questo modo il Governo pensa di ottenere un risparmio precauzionale dei cittadini meno abbienti, spingendoli a impiegare delle risorse per accaparrarsi dei veicoli di ultima generazione. Naturalmente dopo la crescita di questi ultimi anni ci sarà una contrazione e l’obiettivo è permettere ai produttori di auto di essere meno dipendenti dalle vendite all’estero.
L’obiettivo è alimentare un mercato interno che ha margini superiori rispetto ad altri Paesi in piena crisi. Con i dazi previsti dal Presidente Donald Trump e la politica protezionistica europea in Cina sta nascendo l’esigenza di fortificare l’industria interna. Ci sono tutti i presupposti per vedere nei prossimi anni il Gigante asiatico in una posizione ancor più di forza rispetto alle nazioni europee.
Data articolo: Tue, 17 Feb 2026 14:33:14 +0000Con la liberalizzazione di alcuni settori del trasporto pubblico non di linea, il servizio NCC ha preso piede in Italia. A differenza dei taxi, offre un autista dedicato al passeggero per l’intera durata del trasporto. Le vetture a noleggio con conducente sono contrassegnate da una targa speciale che indica il numero di autorizzazione e il Comune che l’ha rilasciata. Il servizio NCC può circolare anche durante le restrizioni al traffico, nelle Zone a Traffico Limitato e sulle corsie preferenziali, e a differenza dei taxi può operare oltre i confini nazionali.
Il tema è tornato al centro dell’agenda del MIT con la riforma del trasporto non di linea promossa dal ministro Matteo Salvini, che offre una nuova visione su una questione da tempo delicata. Al tavolo tecnico del ministero hanno partecipato MuoverSì, entrata in questi giorni in Conftrasporto, insieme ad Anitrav, Sistema Trasporti e Comitato Air.
Il punto più discusso riguarda il Foglio di servizio elettronico, da riscrivere a seguito delle sentenze che hanno smantellato l’impianto originario del DM 226/2024. Con la revisione, il foglio elettronico potrà essere gestito attraverso applicativi privati, abbandonando l’idea di una piattaforma ministeriale centralizzata. Francesco Artusa, presidente di Sistema Trasporti, ha precisato che il nuovo FDSE “potrà essere compilato attraverso qualsiasi software privato, senza piattaforme pubbliche obbligatorie; dovrà essere aperto, modificabile e interoperabile“, con un periodo di conservazione di 60 giorni. Un dietrofront rispetto ai quattro anni previsti inizialmente.
Il nuovo provvedimento stabilisce anche alcuni requisiti tecnici minimi, come il divieto di sovrascrittura, ma il controverso DPCM sulle app di intermediazione è rimasto fuori dal tavolo. Il decreto non è mai stato pubblicato dopo le valutazioni della Commissione europea. Non sono mancate le polemiche: Andrea Romano, presidente di MuoverSì, ha attaccato il ministro Salvini, che “avrebbe potuto impiegare gli ultimi due anni per fare un lavoro davvero innovativo per il settore“. Scettico anche Mauro Ferri, presidente di Anitrav, per cui il foglio di servizio “rischia di restare solo una bandierina sbiadita“.
Nonostante i tentativi di regolare la disciplina con norme più chiare sono scoppiate già a inizio 2026 delle proteste sotto il Parlamento. Il ministero sta cercando di promuovere procedure semplificate per ridurre i tempi di conservazione dei dati da inserire nel foglio. Con tempistiche più lunghe si rischierebbero dei ricorsi al Tar o dei rilievi del Garante privacy. C’è ancora tanta confusione per una importante attività che si cuce sulle esigenze specifiche dei clienti. Daniele Conti, responsabile Trasporti di Legacoop, ha spiegato:
“Quello dei tempi lunghi per il Dpcm sulle piattaforme di intermediazione desta ulteriore preoccupazione insieme al depotenziamento del foglio elettronico di servizioâ€.
Il servizio Ncc garantisce un’esperienza personalizzata e di alta qualità sul nostro territorio. Per ottenere la licenza occorre possedere i requisiti richiesti e superare un esame specifico. La licenza è un documento che permette di esercitare l’attività di autista e di garantire questo tipo di servizio ai passeggeri. Per il momento una categoria intera di lavoratori è in attesa di vedere la bozza definitiva della nuova norma sul settore Ncc.
Data articolo: Tue, 17 Feb 2026 13:07:45 +0000Il Mondiale di MotoGP è alle porte e già dopo i test in pista di Sepang i piloti hanno dato i primi feedback. La Ducati è ulteriormente migliorata con aggiornamenti mirati nell’anno in cui in top class gireranno i bolidi 1000cc per l’ultima volta. La Rossa continua a essere la più ambita del Paddock, sebbene nel 2025 sembra essere stata esaltata solo dalle doti straordinarie di Marc Marquez. Ma cosa si nasconde dietro al talento del 9 volte iridato spagnolo? Lo ha confessato Casey Stoner, due volte campione del mondo della classe regina, che ha analizzato nel dettaglio gli aspetti positivi della guida dell’attuale numero 1 della griglia.
Casey, proprio come Marc Marquez, ha vinto i suoi mondiali con Honda e Ducati, in un’epoca molto diversa per la Casa emiliana. La Desmosedici aveva una velocità di punta supersonica ma peccava nei tratti misti. Grazie alla proprietà tedesca di Audi, appartenente al potente Gruppo Volkswagen, e all’inserimento di un ingegnere geniale come Dall’Igna la squadra ha fatto il definitivo salto di qualità . Dal 2020 ad oggi la Ducati ha sempre comandato la graduatoria costruttori, dimostrando di essere nettamente più forte di Yamaha, Honda, Aprilia e KTM. Nel 2025 Marc Marquez ha demolito tutti i record storici, riuscendo a inanellare una serie quasi infinita di successi che ha annientato psicologicamente Pecco Bagnaia.
In molti ritengono che sia la spiccata personalità del catalano a fare la differenza nel box della Ducati. In realtà vi sono aspetti tecnici connessi allo stile con cui Marc riesce a guidare la Desmosedici. A confessarlo è Casey Stoner nel corso di una intervista concessa ai colleghi Crash per il lancio di Ride 6. L’australiano, dimenticando Pecco Bagnaia, si è soffermato sulla figura di Marc Marquez e ha dichiarato:
“Nessuno sembra capire cosa stia facendo per preservare le gomme. Vedono un Marc a una sola velocità , ma lui gioca una carta diversa ogni settimana. Quando il grip cala e l’elettronica entra maggiormente in gioco, lui ha ancora una percentuale di gomma migliore rispetto agli altri. Ed è lì che trova qualcosa che gli altri non riescono a trovareâ€.
Per Stoner il campione spagnolo è molto più analitico e paziente nella prima fase di Gran Premio per poi alzare il ritmo nella parte conclusiva. Quindi tende a sfruttare meno gli pneumatici all’ingresso in curva, sollevando prima la moto e stressando meno le mescole in accelerazione.
Per sviscerare il punto di forza di Marc Marquez, il pilota australiano ha tirato in ballo anche il quattro volte iridato Max Verstappen. Stoner ha aggiunto:
“I piloti migliori al momento, come Max Verstappen, quando montano gomme nuove dopo il pit stop impiegano diversi giri prima di spingere davvero. Questo permette loro di avere molta più prestazione nel finale dello stint. Può far durare le gomme molto più a lungo, al punto che quando l’elettronica entra in gioco e il livello di grip cala, il suo grip è ancora più alto perché è stato così delicato con loro all’inizio. E gliel’ho visto fare gara dopo gara. Se si torna indietro, si può vedere la sua pazienza con le gomme, a meno che non si trattasse di una gara o di una pista in cui sentiva di avere il ritmo per andare e prendere il comando, e in quel caso in un certo senso cambiava idea e faceva credere a tutti che non sapevano cosa stesse facendoâ€.
Marc Marquez sarebbe dotato di una intelligenza strategica in pista che nessun altro rider della MotoGP riesce a eguagliare. Nonostante sia stato costretto a saltare l’ultima parte di campionato a causa dell’infortunio alla scapola destra ha concluso con 257 punti in più di Bagnaia.
Data articolo: Tue, 17 Feb 2026 11:45:05 +0000Alessandro Bastoni è uno dei difensori più forti della Serie A, ma nelle ultime settimane il suo nome ha fatto rumore per ragioni diverse dalle solite. Tutto è nato da una simulazione plateale nel derby d’Italia, che ha portato all’espulsione dello juventino Kalulu. La reazione di Bastoni, che ha esultato platealmente subito dopo il provvedimento, ha alimentato le proteste della Juventus, sfociate a fine partita in una rissa tra Comolli, Chiellini e l’arbitro. Sul direttore di gara La Penna, e sulla sua famiglia (così come su quella del difensore nerazzurro), sono poi piovute minacce gravissime. Un episodio che ha lasciato il segno, dentro e fuori dal campo.
Figlio di un ex terzino della Cremonese, dopo gli inizi con Atalanta e Parma, Alessandro ha debuttato con l’Inter nel 2019, riuscendo ad affermarsi tra i migliori della rosa. Con i nerazzurri ha già conquistato due campionati italiani (2020-2021 e 2023-2024), due Coppe Italia (2021-2022 e 2022-2023) e tre Supercoppe italiane (2021, 2022 e 2023), oltre ad aver disputato una finale di UEFA Europa League (2019-2020) e due di UEFA Champions League (2022-2023 e 2024-2025). Con la maglia della Nazionale ha preso parte a due edizioni del campionato europeo (2021 e 2024) e a due edizioni della fase finale della UEFA Nations League (2020-2021 e 2022-2023). Il classe 1999 ha ottimi gusti anche in materia di automobili, scegliendo una Mercedes Classe G sottoposta a un’opera di wrapping.
Con oltre 40 presenze in Nazionale e uno stipendio di tutto rispetto, il “Basto” ha potuto permettersi un’auto all’altezza della sua carriera: una Mercedes Classe G 63 AMG. Da qualsiasi angolazione la si osservi, la vettura tedesca a ruote alte colpisce per le linee squadrate che trasmettono robustezza e solidità . Bastoni ha optato per gli aggiornamenti del dipartimento AMG, che esaltano ulteriormente il carattere sportivo già presente nell’esemplare base. Tra le modifiche più evidenti spiccano la griglia del radiatore, i paraurti, i cerchi in lega e i terminali di scarico specifici, soluzioni che conferiscono alla vettura un carattere estremo e inconfondibile.
L’abitacolo della Classe G è un equilibrio riuscito tra lusso e sportività . I sedili rivestiti in pelle Nappa di alta qualità garantiscono comfort e supporto, mentre la plancia ospita due schermi digitali da 12,3 pollici: uno dedicato al sistema di infotainment MBUX e uno al quadro strumenti. Elementi in legno pregiato e finiture metalliche completano un interno che sa coniugare classe e potenza.
Sotto al cofano c’è un otto cilindri da 4.0 litri, che sprigiona 585 CV e 850 Nm di coppia motrice massima. Scatta da 0 a 100 km/h in soli 4,5 secondi e raggiunge i 270 km/h di velocità massima, limitata elettronicamente. Le sospensioni pneumatiche AMG vantano un handling migliore e un comfort di guida top, in maniera da favorire tutte le esigenze di guida. Con un wrapping per risaltare tra le tante vetture di lusso a Milano, l’auto di Alessandro Bastoni ha compiuto il salto di qualità definitivo nella tonalità . Un mezzo ideale per un calciatore che ama il comfort e l’animo off-road.
Il lavoro sulla livrea è stato compiuto dagli specialisti di Wraplab, gli stessi dietro alla Lamborghini Urus Performante personalizzata di Gianluca Scamacca. Il colore opaco satinato della pellicola adesiva è il vero punto di forza di un’auto a ruote alte di altissima qualità .
Data articolo: Tue, 17 Feb 2026 10:29:13 +0000Gli eventi sportivi sono l’occasione per le Case costruttrici di mettere in vetrina i propri gioielli. Una serie limitata Abarth ha strizzato l’occhio ai progressisti green dal piede pesante. La nuova Abarth 600e Competizione Edizione Milano Cortina 2026 combina l’elettrificazione ai valori sportivi. La vettura celebrativa creata per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali italiani, di cui il brand torinese è automotive premium partner, tiene alta la bandiera tricolore con performance di tutto rispetto.
Realizzata in sole 50 unità , è destinata esclusivamente al mercato italiano, enfatizzando il legame tra il Belpaese e il patrimonio genetico sportivo dello Scorpione anche nella veste 100% elettrica. Il modello riprende il concetto di Competizione, con una progettazione elaborata in partnership con Stellantis Motorsport e con l’impiego di soluzioni tecniche che nascono dalle competizioni. Il mondo racing da sempre ha impreziosito i modelli della gamma della Casa torinese.
Il passaggio alla tecnologia a zero emissioni del marchio dello Scorpione aveva fatto storcere il naso ai puristi che continuano a sognare poderosi e rumorosi motori a benzina. La Abarth 600e ha rappresentato una vettura di rottura rispetto ai valori termici del brand, ma con lo scopo di offrire delle prestazioni mozzafiato. Basata sulla piattaforma Perfo eCMP, la 600e Competizione vanta 280 CV, valore che la rende la Abarth più potente di sempre. L’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in appena 5,85 secondi, grazie a un differenziale autobloccante e un impianto frenante di alta qualità che offre arresti sicuri e repentini. È nata per correre e tutti i componenti rafforzano il posizionamento sportivo del modello.
I Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 con 16 sport in programma hanno rappresentato la location perfetta per svelare la livrea Shock Orange con tetto nero a contrasto, grafiche laterali specifiche e badge ‘Milano Cortina 2026’ sul montante della 600e. L’impatto sul piano estetico è convincente con uno stile giovanile. Gli interni sono caratterizzati da sedili sportivi e rivestimenti premium in Alcantara, a enfatizzare l’unione tra sportività e cura artigianale.
Il know-how maturato in anni di trionfi nel Motorsport ha spinto i tecnici a creare una belva alla spina con precise caratteristiche. Stellantis, anche grazie all’esperienza con Maserati e altri brand, ha testato le performance dei motori elettrici sui circuiti internazionali di Formula E. Per toccare un nuovo standard gli ingegneri hanno agito sulla rigidità delle sospensioni, adottando ammortizzatori idraulici a corsa ridotta e rinforzando il telaio con una barra antirollio posteriore per accrescere l’handling e la stabilità complessiva. Per arrivare a un risultato top Abarth ha selezionato cinque esperti di corse per portare l’emozione della pista nella guida quotidiana.
Sul piano tecnologico la vettura torinese è completa con sistemi di assistenza e comfort di livello elevato, tra cui sensori di parcheggio a 360°, monitoraggio dell’angolo cieco, adaptive cruise control, portellone posteriore hands-free e infotainment con display da 10,25 pollici. La Abarth 600e Competizione Edizione Milano Cortina 2026 è offerta a un costo promozionale di 41.950 euro, rispetto a un listino di 46.250 euro. Un prezzo in linea con le pepate competitor e coerente con una edizione limitata. Il B-SUV elettrico più potente di sempre del marchio è disponibile generalmente nelle versioni Turismo (240 CV) e Scorpionissima (280 CV).
Data articolo: Tue, 17 Feb 2026 08:15:05 +0000Se mentre stai guidando schiacci la frizione e il pedale resta bloccato (e non torna più su), la situazione purtroppo è spiacevole ma immediatamente chiara. Si è verificato un guasto al sistema della frizione e, in questo stato, non puoi più cambiare le marce correttamente, rischiando di rimanere bloccato in mezzo alla strada. Vediamo come capire, in pochi secondi, se l’auto può ancora muoversi o se devi fermarti immediatamente per chiamare il soccorso stradale.
La prima cosa da fare è capire se il sistema è completamente rotto o se si è trattato di un cedimento momentaneo. Per verificarlo, devi riportare il pedale della frizione in alto con la punta della scarpa e osservare se, schiacciandolo di nuovo, questo torna a lavorare regolarmente oppure rimane a fondo corsa:
Il motivo per cui il pedale della frizione non risale è quasi sempre legato a una perdita di pressione nel circuito idraulico o alla rottura del collegamento meccanico. Comprendere cosa sia successo ti aiuta a valutare l’entità dell’intervento necessario in officina:
Molti automobilisti commettono l’errore di ignorare il problema quando il pedale riprende a funzionare. Da meccanico ti consiglio di non farlo. Il guasto si ripresenterà all’improvviso, magari proprio mentre sei nel traffico o in una fase delicata di guida, mettendo a rischio la tua sicurezza. Ecco alcuni consigli per prevenire questi problemi: