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News n. 1
La Jeep Compass e la gamma DS Performance Line arrivano in Italia con un Porte Aperte

Il Gruppo Stellantis ha aggiornato la sua gamma con diverse novità nel corso degli ultimi mesi. Il 2026 è iniziato con il debutto in Italia di alcuni modelli come la Nuova Jeep Compass oltre all’edizione speciale DS Performance Line declinata sui modelli DS 3, N°4 e DS 7. Da una parte abbiamo un SUV destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista assoluto del mercato italiano, con l’obiettivo di diventare il best seller del segmento C. Dall’altra, invece, troviamo alcune serie speciali che omaggiano lo stile della DS E-TENSE FE25, la nuova monoposto di Formula E. Queste novità sono protagoniste di un Porte Aperte in tutte le concessionarie italiane. L’evento è programmato per questo weekend e, quindi, per sabato 17 e domenica 18 gennaio e sarà replicato il prossimo weekend, sabato 24 e domenica 25 gennaio.

La Jeep Compass è pronta

Il nuovo porte aperte è l’occasione scelta da Jeep per il lancio della Nuova Jeep Compass negli showroom italiani. L’evento segue il recente debutto della versione 4xe in occasione del Brussels Motor Show. Basata sulla piattaforma STLA Medium, la nuova generazione del SUV di Jeep arriva sul mercato in più varianti, con una versione elettrica al 100%, la versione e-Hybrid da 145 CV e la versione e-Hybrid Plug-in da 225 CV. Gli ordini per il nuovo modello sono già aperti. La Compass è disponibile a partire da 249 euro al mese, mentre il listino prezzi parte da 40.900 euro. Per i dettagli completi sull’offerta commerciale è possibile fare riferimento alle concessionarie Jeep, visitabili anche durante le giornate del Porte Aperte di gennaio.

Le novità di DS

Anche DS si aggiunge all’evento di Porte Aperte di gennaio organizzato da Stellantis e lo fa in grande stile, con una novità che ha tutte le carte in regola per conquistare la clientela. La nuova gamma di edizioni speciali DS Performance Line, come sottolineato in apertura, è declinata su tre modelli (DS 3, N°4 e DS 7) e rappresenta un omaggio allo stile della monoposto di Formula E di DS (la DS E-TENSE FE25). Tra le caratteristiche troviamo una livrea a tinte oro satinato e nero lucido, mentre all’interno ci sono rivestimenti in Alcantara, materiali e finiture di pregio e dettagli esclusivi.

Ecco la nuova serie speciale di DS
Ufficio Stampa Stellantis
Tre modelli compongono la nuova serie speciale DS

La DS 3 in versione Edizione Speciale DS PerformanceLine è disponibile con prezzi da 34.900 euro, scegliendo la versione HYBRID 145. Da segnalare anche la possibilità di puntare sulla variante E-TENSE 100% elettrica, disponibile con prezzi da 42.230 euro. Optando per il leasing, è possibile puntare sul modello con rate da 250 euro al mese.

Per quanto riguarda la N° 4 in versione DS Performance Line, il prezzo di listino parte da 39.300 euro per la versione HYBRID 145 e da 40.700 euro per la diesel BlueHDi 130 Automatico. A completare la gamma troviamo la Plug-In Hybrid 225, disponibile da 47.850 euro. Anche in questo caso, c’è la possibilità di leasing da 250 euro al mese. A completare l’offerta troviamo la DS 7 che, scegliendo l’edizione DS Performance Line, è disponibile con prezzi da 46.700 euro per la versione BlueHDi 130 Automatico. In questo caso, il leasing è disponibile con canone mensile da 350 euro.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 06:30:48 +0000
News n. 2
Seat & Cupra: il 2025 si chiude con un record storico di vendite

Il 2025 si è chiuso con un record storico di vendite per Seat & Cupra, l’azienda del Gruppo Volkswagen che gestisce i modelli dei due brand, Seat e Cupra. I numeri parlano chiaro: le immatricolazioni sono cresciute, con anche un contributo molto importante da parte dei modelli elettrificati. A sostenere il risultato è stato il marchio Cupra, che continua il suo programma di crescita. Seat, invece, ha chiuso il 2025 in calo ma ha gettato le basi per il futuro, anticipando l’arrivo di nuovi modelli. Andiamo ad analizzare tutti i numeri diffusi dall’azienda.

Un nuovo record

Seat & Cupra ha chiuso il 2025 con un totale di 586.300 veicoli consegnati. Questo dato rappresenta un nuovo record storico con un incremento del 5,1% rispetto ai dati del 2024. A sostenere la crescita, in particolare, è Cupra che ha raggiunto 328.800 unità consegnate, facendo registrare un incremento del 32,5%.

Complessivamente, inoltre, Cupra ha oltrepassato il muro del milione di unità vendute dal suo debutto sul mercato. Il modello più venduto continua a essere Formentor, che ha chiuso l’anno con un totale di 104.400 unità consegnate. Nel suo primo anno di piena disponibilità sul mercato, invece, Terramar ha toccato quota 66.000 consegne. Il brand ha chiuso l’anno con una quota di mercato del 2,22% in Europa, avvicinandosi all’obiettivo del 3%.

Per quanto riguarda Seat, invece, le vendite sono state pari a 257.400 unità con un calo del 17% rispetto al 2024. Questo risultato, secondo l’azienda, riflette le difficoltà dell’intero settore. Il modello più venduto resta l’Ibiza, con un totale di 94.800 unità. Seconda Arona, con 72.400 unità. Ricordiamo che, nonostante il calo delle immatricolazioni, il 2025 è stato un anno chiave per Seat che ha svelato le nuove Ibiza e Arona e ha ufficializzato una roadmap dettagliata per il suo futuro.

Da segnalare anche una crescita significativa per le immatricolazioni dei veicoli elettrificati che hanno raggiunto un totale di 84.400 esemplari di auto ibride plug-in, con un incremento del 69,2% rispetto all’anno precedente, e con 79.700 unità di veicoli elettrici, con un passo in avanti del 65,9%. Questi numeri confermano l’impegno dell’azienda verso un futuro sempre più elettrificato. Per Cupra, in particolare, le elettriche rappresentano il 24,2% delle vendite complessive, grazie ai dati raccolti da Born (43.700 unità) e Tavascan (36.000 unità).

Seat & Cupra hanno registrato un buon risultato anche in Italia con 30.954 unità immatricolate nel corso del 2025 e una crescita del 9,3% rispetto ai dati del 2024. Questo risultato è legato a doppio filo a Cupra che ha toccato quota 22.663 esemplari venduti, facendo segnare un passo in avanti pari al 35% su base annua.

Il commento del CEO

Markus Haupt, CEO di Seat & Cupra, ha così commentato i risultati raggiunti dall’azienda:

“Il 2025 ha rappresentato un anno chiave, con risultati record che sottolineano la forza della nostra strategia e, in particolare, la performance straordinaria di Cupra. Le vendite record di CUPRA dimostrano come stiamo riuscendo a connetterci con una nuova generazione di guidatori che apprezzano prestazioni e design. Sebbene le vendite di SEAT siano diminuite, il marchio rimane un pilastro fondamentale della nostra azienda, come dimostrano i recenti investimenti effettuati.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 06:30:15 +0000
News n. 3
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

Il 17 gennaio 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta alcune criticità, soprattutto a causa della nebbia fitta che interessa più tratte principali, causando visibilità ridotta e rallentamenti. Tra gli eventi più rilevanti segnaliamo il tratto chiuso sulla A10 Genova-Ventimiglia per un incidente tra Genova Aeroporto e il bivio A10/A7 Milano-Genova e la nebbia fitta tra Occhiobello e Monselice sulla A13 Bologna-Padova. Nel dettaglio, analizziamo le condizioni per ogni tratta interessata.

 

A1 Milano-Napoli



06:59 – Anagni e Ferentino
Nebbia a banchi tra Anagni e Ferentino
Direzione in entrambe le direzioni
La nebbia interessa un tratto di 14.3 km dal chilometro 603.9 al chilometro 618.2.



06:12 – Rioveggio e Aglio km 255
Nebbia a banchi tra Rioveggio e Aglio, dal chilometro 222.7 al 255.45 per una lunghezza di 32.75 km
Direzione in entrambe le direzioni



05:42 – Bivio A1/Diramazione Roma Nord e Bivio A1/A24
Nebbia a banchi con visibilità di 100 metri tra il bivio A1/Diramazione Roma Nord e il bivio A1/A24
Direzione in entrambe le direzioni
Tratto di 30.7 km dal chilometro 531.0 al 561.7.

A10 Genova-Ventimiglia



06:54 – Genova Aeroporto e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Tratto chiuso tra Genova Aeroporto e Bivio A10/A7 Milano-Genova per incidente.
Direzione Genova
Uscita consigliata provenendo da Ventimiglia: Genova Aeroporto. Lunghezza interessata 2.3 km dal chilometro 0.0 al 2.3.

A13 Bologna-Padova



07:00 – Occhiobello e Monselice
Nebbia a banchi con visibilità di 90 metri fra Occhiobello e Monselice.
Direzione in entrambe le direzioni
Tratto di 39.5 km dal chilometro 49.1 al 88.6.

A14 Bologna-Taranto



06:30 – Senigallia e Loreto
Nebbia a banchi tra Senigallia e Loreto, estesa su 51 km dal chilometro 194.5 al 245.5
Direzione in entrambe le direzioni

A27 Venezia-Belluno



06:31 – Vittorio Veneto sud e Belluno
Vento forte tra Vittorio Veneto sud e Belluno, su un tratto di 7.9 km dal chilometro 58.9 al 66.8
Direzione in entrambe le direzioni

 

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 06:08:00 +0000
News n. 4
Piazzole di emergenza autostradali, come usarle e quali multe si rischiano

Le piazzole di emergenza autostradali non sono spazi di servizio o zone neutre, né una variante ridotta dell’area di sosta. Sono zone di contenimento del rischio pensate per ridurre le conseguenze di un evento che non consente di proseguire la marcia in sicurezza. In autostrada non esiste un diritto alla fermata, ma solo una tolleranza normativa all’emergenza, e la piazzola è lo strumento attraverso cui quella tolleranza viene resa compatibile con la sicurezza collettiva. Tutto ciò che esula da questo perimetro diventa uso improprio.

Ecco perché si rischia di fare confusione tra corsia di emergenza e piazzola, come se fossero intercambiabili. In realtà la corsia ha una funzione più delicata perché consente il transito dei mezzi di soccorso e solo in casi estremi la marcia di veicoli che non possono proseguire. Percorrerla senza motivo, anche per pochi metri, o utilizzarla come spazio di sosta provvisoria espone a sanzioni più gravi rispetto a un uso improprio della piazzola perché si interferisce con una infrastruttura vitale per la gestione delle emergenze. Allo stesso tempo, scegliere di uscire in un’area di servizio invece di fermarsi in piazzola è una questione di responsabilità alla guida. Le aree attrezzate sono progettate per assorbire la sosta, offrire protezione fisica, servizi e spazi adeguati.

Quando è emergenza, secondo le norme

L’uso della piazzola è ammesso soltanto in presenza di una situazione che rende pericolosa o impossibile la prosecuzione della marcia, come un guasto meccanico, un’avaria improvvisa, un malessere fisico del conducente o di un passeggero che richieda un arresto immediato. Non conta l’intenzione, ma l’oggettività della condizione. Stanchezza, sonnolenza, necessità di fare una pausa o di consultare il telefono non rientrano in automatico nell’emergenza perché sono condizioni prevedibili e gestibili prima con l’uscita in un’area attrezzata. Fermarsi in piazzola per questi motivi espone a sanzione perché dal punto di vista giuridico si sta creando un pericolo.

Dopodiché la sosta di emergenza non è illimitata. Può durare il tempo necessario a superare la criticità e in ogni caso non può protrarsi oltre tre ore, trascorse le quali il veicolo può essere rimosso forzatamente. L’idea che la piazzola possa diventare una zona franca temporale è sbagliata.

La differenza tra emergenza tecnica ed emergenza percepita

Uno degli snodi nella valutazione dell’uso delle piazzole di emergenza è la distinzione tra emergenza oggettiva e soggettiva. La prima è misurabile, verificabile e riconoscibile anche da un soggetto terzo, come le forze dell’ordine o il personale autostradale. La seconda nasce dalla percezione del conducente che può ritenere urgente una situazione che non lo è dal punto di vista normativo. Questo scarto interpretativo è alla base delle sanzioni perché la legge tutela la condizione del veicolo e delle persone a bordo.

Come fermarsi senza aumentare il rischio

In autostrada non è il guasto in sé a essere pericoloso, ma la dinamica con cui si esce dal flusso di traffico. La manovra deve essere leggibile e progressiva, senza rallentamenti improvvisi e movimenti incerti. Oltre a raggiungere la piazzola, l’obiettivo è segnalare agli altri utenti che sta avvenendo qualcosa di anomalo. La presenza di mezzi che sfrecciano a pochi metri impone comportamenti cauti. Scendere dall’auto senza protezione, muoversi sul lato esposto al traffico o sostare inutilmente all’esterno sono tutte condotte che aggravano il pericolo. In presenza delle condizioni previste, l’uso del giubbotto ad alta visibilità e la corretta presegnalazione sono strumenti di sopravvivenza.

Un altro aspetto trascurato riguarda i passeggeri. Anche quando l’arresto è legittimo, il conducente resta responsabile delle condotte di chi viaggia con lui. Far scendere passeggeri in piazzola senza una reale necessità, consentire loro di muoversi lungo la carreggiata o sostare all’esterno del veicolo espone a rischi gravissimi e può aggravare la posizione del conducente in caso di controllo o incidente. La piazzola non è uno spazio sociale, ma un luogo tecnico dove ogni movimento deve essere ridotto all’essenziale.

Le sanzioni: l’errore in piazzola costa caro

Dal punto di vista sanzionatorio un comportamento scorretto in autostrada ha un potenziale lesivo superiore rispetto alla stessa condotta su una strada ordinaria. Chi utilizza in modo improprio la corsia di emergenza o le aree destinate alla sosta tecnica rischia multe molto elevate con importi che sfondano il muro dei mille euro, accompagnate dalla sospensione della patente. Nei casi più gravi, come la circolazione o la fermata vietata in punti critici dell’autostrada, il quadro sanzionatorio diventa più pesante con importi di diverse migliaia di euro e a provvedimenti accessori come la revoca della patente e il fermo amministrativo del veicolo.

La differenza tra una multa contenuta e una pesante dipende dalla risposta a una domanda: c’era davvero emergenza? In pratica, è stata utilizzata la piazzola come previsto o come scorciatoia? È stato creato pericolo agli altri utenti?

Il ruolo delle forze dell’ordine

Quando un veicolo viene trovato fermo in una piazzola di emergenza la valutazione si estende al contesto. Gli agenti verificano se ci siano segni evidenti di guasto, se il conducente ha attivato correttamente i dispositivi di segnalazione, se la durata della sosta è compatibile con l’emergenza dichiarata. In assenza di riscontri oggettivi, la giustificazione fornita dal conducente può non essere sufficiente perché l’onere della prova, di fatto, grava su chi ha scelto di fermarsi.

La piazzola come spazio neutro

L’errore più radicato è considerare la piazzola come un’area fuori dal traffico, quasi fosse una bolla di sicurezza. In realtà la piazzola è uno spazio tollerato, non protetto, inserito in un contesto dove il traffico continua a scorrere ad alta velocità. Chi si ferma senza una reale necessità si espone a un rischio inutile, sottovalutato fino al momento in cui diventa irreversibile.

Le infrastrutture dedicate alla sosta ordinaria ci sono per evitare questo tipo di situazioni. Aree di servizio e aree di parcheggio sono la risposta a bisogni prevedibili come il riposo, il cambio di conducente o una pausa fisiologica.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 05:00:46 +0000
News n. 5
Schuberth S3 Carbon e C5 ANC, nuovi caschi moto tra leggerezza, silenzio e comfort

Nella scorsa edizione di EICMA, tenutasi a novembre, Schuberth ha presentato due nuovi caschi in vista del 2026: S3 Carbon integrale e C5 ANC modulare. Le novità ampliano l’offerta del marchio tedesco introducendo soluzioni tecniche orientate alla riduzione del peso, al comfort nei lunghi tragitti e alla gestione dei disturbi acustici durante la guida.

Entrando nel dettaglio, S3 Carbon è caratterizzato da una calotta realizzata al 100% in carbonio, costruita utilizzando gli stessi processi produttivi e le competenze impiegate nel programma Formula 1 del brand, con benefici in termini di alleggerimento rispetto alla versione S3 in fibra di vetro. C5 ANC introduce invece la tecnologia di cancellazione attiva del rumore, con un sistema sviluppato in collaborazione con Cardo.

Schuberth S3 Carbon, il casco sport touring leggero e tecnologico

Il casco S3 Carbon è progettato per lo sport touring e combina leggerezza e prestazioni tecniche di alta gamma. Tra le dotazioni principali figurano chiusura con doppio anello a D, visiera Pinlock 120 XLT, parasole integrato e predisposizione per i sistemi di comunicazione SC sviluppati con SENA e Cardo. Il modello dispone di imbottiture premium personalizzabili tramite lo Schuberth Individual Program, disponibile per le taglie M, L e XL, per adattarsi a diverse conformazioni della testa senza compromessi sul comfort.

La ventilazione è assicurata da prese d’aria a doppio mento con filtro in mesh lavabile, canali di ventilazione EPS e uno spoiler posteriore per il corretto flusso d’aria. S3 Carbon integra inoltre il sistema S.R.S (Schuberth Rescue System) per facilitare la rimozione in caso di emergenza e ridurre le forze sul collo del motociclista. L’aeroacustica è stata ottimizzata in galleria del vento e durante test su strada, raggiungendo circa 85 dB(A) a 100 km/h su moto naked. Il prezzo di listino è di 1.099 euro.

Schuberth S3 Carbon e C5 ANC nuovi caschi moto 2026 leggeri e silenziosi
Ufficio Stampa Schuberth
S3 Carbon (sinistra) e C5 ANC (destra) sono le novità Schuberth per il 2026, svelate in anteprima a EICMA

Schuberth C5 ANC, la novità dell’Active Noise Cancellation

C5 ANC – la vera novità di Schuberth al salone di EICMA 2025 – è un casco modulare pensato per chi cerca una guida più silenziosa e controllata. Introduce la tecnologia Active Noise Cancellation, progettata per ridurre i disturbi causati da vento e turbolenze, mantenendo percepibili suoni essenziali come motore, traffico e sirene di emergenza. Il sistema è integrato tramite l’unità SC Edge ANC, che include altoparlanti da 53 mm, Bluetooth 5.2, operazioni vocali e aggiornamenti software over the air, con una portata fino a 1,6 km. La calotta modulare è stata studiata anche per offrire stabilità aerodinamica e riduzione del rumore alle alte velocità, migliorando la concentrazione e riducendo l’affaticamento durante la guida su percorsi lunghi o autostradali.

Il casco C5 ANC integra guarnizioni ottimizzate per isolare i rumori esterni, microfono e cablaggi ridisegnati e mantiene tutte le funzioni di comunicazione e interfono derivate dal sistema Packtalk Edge. I test su strada e in galleria del vento hanno permesso di calibrare il sistema Active Noise Cancellation per diversi modelli di moto e condizioni di guida, ottenendo una riduzione di picco fino a 10 dB nell’intervallo tra 100 e 700 Hz. Il design modulare garantisce anche facilità di apertura e chiusura, mentre le imbottiture interne rimovibili e lavabili migliorano comfort e igiene. Il casco sarà disponibile in primavera in Matt Black, Gloss White e Concrete Grey al prezzo di 799 euro, con il sistema SC Edge ANC opzionale a 529 euro.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 04:00:33 +0000
News n. 6
Il mercato dell’usato cresce ancora in Italia: ecco i dati del 2025 per auto e moto

Continua la crescita del mercato dell’usato in Italia, sia per quanto riguarda le auto che le moto. La conferma arriva dall’ultimo bollettino Auto-Trend di ACI basato sui dati del PRA tenendo conto di tutto il 2025 appena concluso. TTra i dati più significativi emerge una crescita sostanziale dei passaggi di proprietà delle auto elettrificate, che però rappresentano ancora una porzione ridotta del mercato dell’usato. Ecco il riepilogo del report.

Cresce l’usato

Il mercato dell’usato italiano continua a crescere, agevolato anche dai prezzi del nuovo, sempre più alti. Il trend è ormai evidente e viene confermato anche dai dati dell’anno appena concluso, sia per le autovetture che per le moto. ACI conferma l’ottimo momento del mercato dell’usato che chiude il 2025 con:

  • 3.331.145 passaggi di proprietà per le auto, con un incremento pari al 2,1% su base annua
  • 644.000 passaggi di proprietà per le moto, con un incremento pari al 3,1% su base annua

A dicembre i passaggi di proprietà sono cresciuti del 3,1% per le auto e del 4,2% per le moto. Per ogni 100 auto nuove ne sono state vendute 207 usate nel solo mese di dicembre, mentre sull’intero 2025 il rapporto è di 208 trasferimenti ogni 100 immatricolazioni. Il mercato dell’usato vale dunque più del doppio rispetto al nuovo.

Ricordiamo che nel 2025 il mercato del nuovo ha chiuso in leggero calo sia per le auto (nonostante il boom dell’elettrico) che per le moto, per queste ultime con motivazioni specifiche.

Il focus sulle alimentazioni

Il report include anche un interessante approfondimento sulle compravendite per tipo di alimentazione. Secondo le informazioni disponibili, tre auto su quattro scambiate sul mercato dell’usato sono dotate di una motorizzazione “tradizionale” e, in particolare, di motore a benzina oppure diesel. Queste soluzioni mantengono una quota maggioritaria nel settore dell’usato, favorite anche da prezzi mediamente più accessibili. Da segnalare però un’inversione di tendenza significativa: su base annuale i trasferimenti di proprietà di auto a benzina sono cresciuti del 2,1%.

Il diesel segna invece il trend opposto con i trasferimenti in calo del 5,4%. Le alimentazioni elettrificate, pur occupando ancora una quota ridotta, registrano crescite percentuali significative: le auto elettriche segnano +40% nei passaggi di proprietà, le ibride a benzina +31,3%. La crescita maggiore riguarda le ibride diesel (segmento marginale del mercato) con +47,9% nel confronto 2024-2025. Nel 2026 la crescita delle auto elettrificate sul mercato dell’usato potrebbe accelerare ulteriormente, grazie all’arrivo di un numero sempre maggiore di modelli.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 15:15:10 +0000
News n. 7
Il centenario della strada più famosa del mondo, Route 66

La Route 66 è una delle strade più famose al mondo e permette di attraversare gli Stati Uniti da Chicago a Los Angeles, da est a ovest. Nel 2026 raggiungerà un traguardo storico: 100 anni dalla sua inaugurazione

Una strada unica nel suo genere

Diventata un mito e un’autentica attrazione turistica, la Route 66 compirà 100 anni il prossimo 11 novembre 2026. Per celebrare l’evento sono in programma diverse iniziative durante tutto l’anno.

Nota anche come “Strada Madre“, la United States Route 66 attraversa otto Stati americani. La partenza convenzionale è fissata a est, da Chicago (Illinois), dove si trova la Route 66 Hall of Fame and Museum. La strada prosegue attraverso Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona, per raggiungere infine la California e terminare al Santa Monica Pier, con il suo celebre parco divertimenti affacciato sull’oceano. Complessivamente misura 3.940 chilometri (poco meno di 2.500 miglia). Nonostante nell’immaginario comune venga identificata come uno sterminato rettilineao, non è la strada più dritta al mondo

Dal 1985, a seguito dell’aggiornamento della rete autostradale federale, la Route 66 è stata rimpiazzata dall’Interstate Highway System (Interstate 55, 44, 40, 15 e 10) e non fa più parte del sistema highway ufficiale. Sulle mappe odierne viene indicata come Historic Route 66, a testimonianza del suo ruolo nella storia americana e del suo status di icona turistica.

Una vera attrazione turistica

La Route 66, grazie anche al mondo del cinema e della musica, è diventata una vera e propria attrazione turistica, sia per gli americani che per chi visita gli Stati Uniti. Si tratta della strada che incarna al meglio il concetto di “road trip“: attraversa città ma anche lunghi tratti di aree a bassa densità abitativa e con tante bellezze naturali.

Secondo uno studio di Brand USA citato da Ansa, i road trip rappresentano una delle tre principali esperienze turistiche per i visitatori internazionali degli Stati Uniti. Da questa evidenza è nata l’iniziativa Great American Road Trip, che punta a valorizzare oltre 250 luoghi iconici delle strade americane, inclusi i quasi 4 mila chilometri della Route 66.

Questa strada attraversa tanti punti di interesse come il Marsh Arch Bridge (Rainbow Bridge), il Baxter Springs Heritage Center & Museum e il Galena Mining & Historical Museum, che si trovano in Kansas, ma anche l’Oklahoma Route 66 Museum di Clinton, che racconta la storia della strada. Da segnalare anche la Threatt Filling Station, punto di riferimento per i viaggiatori afroamericani che percorrevano la Strada Madre. In Texas, invece, è possibile visitare il Cadillac Ranch mentre a Santa Rosa, New Mexico, ci si può fermare presso il Route 66 Auto Museum. In aggiunta, è in fase di apertura il nuovo West Central Route 66 Visitor Center ad Albuquerque. In Arizona, c’è, invece, il Petrified Forest National Park, l’unico parco del sistema dei Parchi Nazionali a includere un tratto della storica strada. In California, lungo il percorso, è possibile trovare il primo McDonald’s, a San Bernardino, e l’Elmer’s Bottle Tree Ranch nel Deserto del Mojave.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 14:30:05 +0000
News n. 8
In Giappone c’è un adesivo che segnala i guidatori sopra i 70 anni di età

Chiunque sia stato in Giappone avrà notato, accanto al celebre adesivo giallo e verde dei principianti (lo Shoshinsha Mark), un simbolo colorato a forma di quadrifoglio applicato sul retro di molte auto. Si tratta del Koreisha Mark, il segnale dedicato ai guidatori “Senior”.

Che cos’è il Koreisha Mark?

In Giappone, il termine Koreisha si riferisce alle persone anziane. L’adesivo, introdotto originariamente nel 1997, ha uno scopo preciso: comunicare agli altri automobilisti che la persona al volante ha più di 70 anni.

Non si tratta di un marchio di “inefficienza”, ma di un invito alla pazienza e alla cortesia. Segnala che il conducente potrebbe avere riflessi meno pronti, una velocità di crociera più moderata o difficoltà in manovre complesse.

In Giappone, chi taglia la strada o si comporta in modo aggressivo verso un’auto che espone questo simbolo rischia sanzioni specifiche.

L’iniziativa di Nichelino: un primato italiano

in Italia il Comune di Nichelino, in provincia di Torino, è stato tra i primi in Italia a lanciare una sperimentazione simile.

L’idea è nata per aumentare la sicurezza stradale e, allo stesso tempo, ridurre lo stress dei guidatori over  70 anni nell’ambito del progetto ”Over 70 alla guida: rispetto e prudenza”.

L’iniziativa ha previsto la distribuzione di un adesivo che riprende il concetto giapponese, permettendo ai “nonni al volante” di segnalare la propria presenza. L’applicazione dell’adesivo è stata, ovviamente, su base volontaria.

Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici:

  • Ridurre i sinistri: invitando chi segue a mantenere una distanza di sicurezza maggiore.
  • Combattere l’aggressività stradale: spesso gli anziani sono bersaglio di clacson e manovre azzardate; il simbolo serve a “umanizzare” il conducente.
  • Promuovere l’autonomia: permettere ai senior di continuare a guidare sentendosi più tutelati dalla comunità.
Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 13:15:01 +0000
News n. 9
iCAUR V27, sbarca in Europa in nuovo fuoristrada cinese pronto a tutto

Il panorama automobilistico globale si spostando inesorabilmente verso l’elettrificazione e l’integrazione dell’intelligenza artificiale. In questo scenario fa il suo ingresso nel palcoscenico europeo un nuovo protagonista: iCAUR. Nato all’interno del gruppo Chery come marchio strategico globale iCAUR, oltre a presentare nuovi modelli, propone una propria filosofia di vita. Fondato sulla convinzione che “il classico non tramonta mai”, il brand mira a coniugare un design intramontabile con le tecnologie più avanzate della mobilità elettrica, rivolgendosi a una nuova generazione di automobilisti che cercano qualità e un’identità culturale distintiva. La propria creatura della specie è la V27.

Il design “Future Classic”

Al centro di questa rivoluzione internazionale, presentata con vigore nelle fonti, brilla la iCAUR V27. Questo SUV di grandi dimensioni incarna perfettamente la missione del marchio di creare modelli che maturino con il tempo attraverso un linguaggio estetico semplice ed espressivo. Con una lunghezza che supera i 5 metri e un passo di 2,9 metri, la V27 vanta una presenza su strada imponente e statuaria. Il suo design, definito “Future Classic“, fonde elementi iconici e modernità: la forma squadrata e i caratteristici fari rotondi si armonizzano con le superfici arrotondate denominate “Scoopâ€, creando un contrasto visivo raffinato. Gli ampi finestrini e le ruote generose non solo migliorano la visibilità, ma conferiscono al veicolo un senso di apertura e libertà.

Uno sguardo dall’interno: lo “Stellar Cockpit”

Entrare nell’abitacolo della iCAUR V27 significa immergersi in un ecosistema high-tech dove lo spazio è il protagonista assoluto. Il cosiddetto “Stellar Cockpit” è progettato per offrire un’atmosfera luminosa e futuristica. I passeggeri possono godere del doppio tetto panoramico “Stellar Porthole” e del tetto flottante “Star Island“, soluzioni che trasformano l’interno in un ambiente arioso e accogliente. I sedili posteriori, particolarmente ampi, completano un’esperienza di bordo pensata per il massimo comfort sia nei tragitti urbani che nelle lunghe traversate.

Golden REEV e i-AWD

Uno dei punti di forza della iCAUR V27 risiede però nella sua tecnologia propulsiva. Il veicolo è equipaggiato con il sistema Golden REEV (veicolo elettrico ad autonomia estesa), che vanta un’efficienza termica del 45,79%. Grazie a una batteria da 34,3 kWh, la V27 può percorrere 156 km in modalità puramente elettrica, ideale per le zone a basse emissioni di metropoli come Parigi, Berlino e Amsterdam. Tuttavia, la sua natura di esploratrice emerge nell’autonomia complessiva, che supera i 1.000 km.

La dinamica di guida è affidata al sistema di trazione integrale intelligente i-AWD, messo a punto da un team internazionale con esperienza nel motorsport. Questo sistema garantisce una guida fluida e sicura tanto sulle autostrade costiere del Mediterraneo quanto sui terreni accidentati delle Alpi. Con una configurazione a doppio motore, la V27 è capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 5 secondi, offrendo una potenza superiore alla media dei SUV ibridi tradizionali.

Versatilità per l’avventura europea

Le fonti descrivono la iCAUR V27 come una compagna ideale per chi ama la vita all’aria aperta. La sua elevata altezza da terra e la robustezza strutturale la rendono perfetta per le strade sterrate e i percorsi montani. La versatilità è un altro dei suoi punti di forza: il design è studiato per ospitare facilmente portapacchi, tende da tetto e box esterni, rispondendo alle esigenze di chi pratica sci, pesca o campeggio.

L’arrivo di iCAUR in Europa nel 2026 segna dunque un momento di svolta. Con il supporto del colosso Chery, primo esportatore cinese al mondo, il marchio non punta solo a vendere automobili, ma a trasformare l’esperienza di guida in un vero e proprio lifestyle, portando nuova vitalità e standard di sicurezza elevati in un mercato in continua evoluzione.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 12:45:16 +0000
News n. 10
Range Rover presenta le esclusive edizioni ispirate ai quartieri iconici di Londra

In un’atmosfera intrisa di eleganza britannica, il marchio Range Rover ha svelato una collezione che trasforma la geografia urbana di Londra in un’esperienza sensoriale e automobilistica senza precedenti. Non si tratta di semplici veicoli, ma di quattro edizioni esclusive che celebrano il lusso, il carattere e l’originalità della capitale inglese, rendendo omaggio ai suoi quartieri più iconici e influenti. Questo legame profondo tra la metropoli e il brand non è nuovo: già nel 1999 l’edizione Linley incarnava la sofisticazione di Mayfair, mentre la collaborazione con il sarto Henry Poole & Co. portava l’eccellenza di Savile Row all’interno dell’abitacolo originale.

Belgravia: l’incontro tra classicismo e modernità

Il viaggio narrativo di questa collezione inizia con la Range Rover Velar Belgravia Edition, già disponibile per l’ordinazione. Belgravia è un quartiere dove l’architettura georgiana classica danza con il lusso contemporaneo, un dualismo che si riflette nel design modernista della Velar. Esteticamente, l’auto si impone con cerchi da 20 pollici Diamond Turned Dark Agate impreziositi da una finitura Satin Black. Ogni dettaglio emana puro stile: dalla firma “Belgravia Edition†incisa con discrezione lungo le portiere e sulla modanatura in alluminio nero spazzolato, fino alle luci di cortesia che proiettano il nome del modello sul terreno. All’interno, l’artigianalità emerge dai sedili in morbida pelle, dove le cuciture a contrasto sono realizzate con una precisione maniacale.

Per i collezionisti più esigenti, Range Rover ha spinto i confini dell’esclusività con la Belgravia Edition Satin, limitata a soli 400 esemplari a livello mondiale. Questa versione introduce per la prima volta su una Velar la pellicola protettiva trasparente satinata (Clear Satin Protective Film) e cerchi da 22 pollici (da 21 per le versioni PHEV), accompagnati dalla dicitura numerata “1 of 400†che ne certifica l’appartenenza a una serie d’élite.

Da Hoxton a Westminster: il racconto continua

Mentre la Velar domina le strade di Belgravia, la Range Rover Evoque Hoxton Edition si prepara a conquistare il cuore creativo della città. Hoxton, celebre epicentro per innovatori e trendsetter, ispira una vettura che vuole essere una celebrazione energica della moda e della modernità, con accenti unici che riflettono lo spirito della comunità creativa londinese.

La narrazione di questa collezione non si ferma qui. Nella primavera del 2026, il catalogo si arricchirà di altre due perle: la Range Rover Sport Battersea Edition e la Range Rover Westminster Edition. Se la prima promette una fusione tra il fascino storico industriale e un’estetica all’avanguardia, la seconda renderà omaggio alla grandiosità della leadership e del patrimonio britannico nel cuore politico del Paese.

Una visione di Modern Luxury

Come sottolineato da Hannah Custance, Range Rover Materiality Senior Manager, ogni quartiere è stato scelto come una “musa vibrante” per racchiudere lo spirito di luoghi culturalmente significativi attraverso materiali raffinati. Questa serie rappresenta l’apice della filosofia del brand: un design modernista unito a prestazioni elettrificate. Attualmente, ogni modello Range Rover è disponibile in versione ibrida, ma la visione verso la sostenibilità punta ancora più in alto, con l’arrivo di versioni completamente elettriche entro la metà del decennio. Insomma, l’eleganza e l’esclusività tipici di questo brand potranno abbracciare pure l’alimentazione a zero emissioni.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 11:57:46 +0000
News n. 11
F1 2026, Ferrari: c’è un vantaggio rispetto a McLaren ed è da sfruttare

Il team di Maranello può contare su un chiaro beneficio che intende sfruttare al massimo delle possibilità. Un possibile profitto che deriva dalla pessima stagione 2025 che, grazie alle regole della FIA, garantisce un utilizzo degli strumenti per correggere ed aggiornare la vettura superiore a McLaren, Red Bull e Mercedes. Il margine d’errore è più ampio, insomma, fattore che il team può trasformare in rendimento in pista.

L’aritmetica del vantaggio: la finestra strategica della Ferrari verso il 2026

Analizzando le ripercussioni concrete della pianificazione tecnica, emerge uno scenario di indubbio interesse. Oltre al lavoro Ferrari sulle sospensioni flessibili, il team si affaccia all’alba della stagione 2026 con un margine di manovra superiore rispetto ad alcuni dei suoi diretti avversari. Non parliamo di un immediato vantaggio prestazionale, bensì di una preziosa flessibilità strategica proprio nella fase più critica: la definizione degli aggiornamenti.

Il quarto posto nel mondiale costruttori ha conferito alla Rossa un “asset” non trascurabile: un coefficiente di utilizzo delle risorse pari all’85% dei valori di riferimento della Federazione Internazionale. In termini pratici, dal primo gennaio la Gestione Sportiva dispone di un plafond di circa 340 ore in galleria del vento. Calcolando l’indice operativo noto come occupancy, il tempo effettivo per le prove dinamiche si attesta sulle 68 ore.

Questo monte ore si traduce nella possibilità di effettuare 272 singoli run, un volume che supera di quasi cinquanta sessioni quello concesso al team campione in carica, la McLaren. Si tratta di un differenziale sostanziale, specie nella fase embrionale di un nuovo ciclo regolamentare. Parallelamente, sul fronte della fluidodinamica computazionale (CFD), la Ferrari avrà facoltà di analizzare fino a 1700 nuove geometrie virtuali.

Questo garantisce un volume di lavoro superiore di circa trecento configurazioni rispetto ai campioni del mondo. È in questa piega del regolamento che risiede il vero vantaggio: la libertà di esplorare una gamma più vasta di varianti concettuali prima di convergere verso la soluzione definitiva. Nessuno possiede certezze assolute e poter “sbagliare” di più significa, paradossalmente, avere maggiori probabilità di individuare la strada maestra.

Milestone tecniche e la gestione degli ATP

La scansione temporale delle risorse gioca un ruolo altrettanto decisivo. L’intero programma Ferrari ruota attorno agli Aerodynamic Testing Periods (ATP), finestre operative di otto settimane che dettano il ritmo dello sviluppo. La scuderia ha scelto di allocare una porzione massiccia del budget aerodinamico proprio nei primi tre periodi dell’anno. L’obiettivo è arrivare all’estate con una piattaforma tecnica già matura.

La prima vera “pietra miliare” sarà rappresentata dai test pre-stagionali in Bahrain. A Sakhir si attende la validazione più importante: il confronto empirico tra i dati generati in simulazione e la risposta fisica della monoposto. Sebbene Vasseur abbia ribadito come la correlazione tra ambiente virtuale e pista sia oggi estremamente affidabile, l’incognita del nuovo regolamento impone un riscontro diretto.

Per questo motivo, Maranello si presenterà all’appuntamento di febbraio con soluzioni volutamente “aperte”: un pacchetto versatile, progettato per permettere rapide correzioni di rotta qualora la pista non dovesse confermare le aspettative. Le nuove norme, meno dipendenti dalle interazioni estreme del fondo vettura, semplificano parzialmente la simulazione, riducendo le distorsioni tra il modello virtuale e la realtà.

La strategia di Loic Serra: giudizio e flessibilità

Il vero snodo cruciale risiede nella capacità di selezione. Avere accesso a oltre 1700 configurazioni CFD non implica testarle indiscriminatamente. Il reparto guidato dal direttore tecnico sarà chiamato a un attento lavoro ripartendo le risorse tra le varie componenti dell’auto. Surplus operativo consente alla Ferrari di indagare uno spettro più ampio di filosofie progettuali, scongiurando il pericolo di imboccare un vicolo cieco tecnico.

Nei primi mesi di ciclo normativo il margine di errore è spesso il fattore discriminante. Al contrario, scuderie com McLaren saranno costrette a scelte più rigide sin dal principio, accettando compromessi più severi su quali aree sviluppare e quali sacrificare. Al termine della sessione in Bahrain, oltre testare il nuovo motore Ferrari, il team non stilerà una classifica basata sui tempi sul giro, ma su parametri ben più raffinati.

Parliamo di efficienza aerodinamica, stabilità del carico e coerenza dei dati. Da questa analisi interna scaturirà la pianificazione definitiva per i primi tre periodi ATP della stagione. È in questo spazio tecnico, silenzioso ma determinante, che si gioca la vera partita del 2026. Non nei titoli di giornale, ma nell’allocazione per gli sviluppi che, dal prossimo campionato più che mai, saranno altamente decisivi.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 11:47:37 +0000
News n. 12
F1 2026, Red Bull svela la livrea della RB22: a Detroit nasce una nuova era con Ford

Alla Michigan Central Station, luogo simbolo della rinascita industriale americana, Red Bull ha tolto i veli alla livrea della monoposto che affronterà il Mondiale di F1 2026. Un evento che va oltre la semplice presentazione estetica, è il primo atto pubblico di una nuova epoca per la scuderia di Milton Keynes, chiamata a reinventarsi in uno dei passaggi più delicati della propria storia recente.

La stagione 2026 segnerà infatti una frattura netta con il passato. Non solo per il nuovo regolamento tecnico che manda in archivio le monoposto a effetto suolo viste dal 2022 al 2025, ma soprattutto per il profondo cambiamento strutturale che coinvolge Red Bull Racing. Christian Horner e Helmut Marko sono solo la punta dell’iceberg di una trasformazione più ampia, che trova nella partnership con Ford il suo pilastro principale.

Detroit, simbolo di un nuovo inizio

Presentare la nuova livrea negli Stati Uniti, e in particolare a Detroit, ha un significato preciso. È qui che Ford è nata, ed è da qui che il marchio dell’Ovale Blu torna protagonista in F1 dopo oltre vent’anni di assenza diretta. Alla Michigan Central Station, icona di passato, crisi e rinascita, Red Bull ha mostrato al mondo il volto con cui affronterà la prossima stagione, attirando l’attenzione di addetti ai lavori, tifosi e media internazionali.

La livrea della RB22 è il primo vero segnale visivo del cambiamento. Colpisce subito il blu, decisamente più scuro rispetto alle ultime stagioni, un richiamo evidente ai primi anni di Red Bull in F1. Una scelta non casuale, che guarda alle origini mentre si prova a costruire un nuovo futuro. La grafica resta fedele all’identità del team, con il marchio Red Bull che si ripete sulla carrozzeria, ma l’impatto complessivo è più sobrio, maturo, quasi istituzionale.

A spiccare, più di ogni altra cosa, è il logo Ford, ben visibile sulla monoposto. Non un semplice logo, ma il simbolo di un’alleanza tecnica e strategica destinata a pesare sugli equilibri del Mondiale. Ford non sarà solo un partner di immagine, la casa di Detroit è coinvolta attivamente nella produzione di alcuni componenti della power unit, nello sviluppo di modelli di simulazione e nei software per la gestione della batteria, uno degli aspetti chiave delle nuove regole 2026.

Verstappen-Hadjar, continuità e futuro

In pista, a difendere i colori Red Bull, ci saranno Max Verstappen e Isack Hadjar. Una coppia che rappresenta perfettamente la filosofia del team in questa fase di transizione. Da un lato la continuità, incarnata dal quattro volte campione del mondo, che resta il punto di riferimento tecnico e sportivo della squadra. Dall’altro la prospettiva, con Hadjar promosso a pilota titolare come ulteriore conferma della vocazione Red Bull alla valorizzazione dei talenti cresciuti all’interno del proprio programma giovani.

Anche Verstappen sarà protagonista di un piccolo ma significativo cambiamento. Sulla RB22 campeggia il numero 3, una novità o meglio un dettaglio che non passa inosservato. L’ex numero 1 ha dichiarato: “Tutti sono molto emozionati. I colori sono cambiati. È molto meglio. Mi piace la lucentezza, il blu è il mio colore preferito. Mi piacciono i contorni del logo Red Bull. È tornato ed è molto più fresco. È ancora sconosciuto il motore e le dimensioni della vettura sono cambiate un po’. Per noi piloti, inizialmente ci vorrà tempo per adattarci, sarà importante nei giorni di test fare i giri e ottimizzare il più possibile. Entusiasti di iniziare un nuovo capitolo“.

Mekies ha dichiarato: “Siamo in F1 grazie al sogno di un uomo, Dietrich Mateschitz, e diversi anni dopo, lui stesso ha avuto un altro sogno: creare un motore. Questa livrea è progettata per celebrare lo spirito con cui siamo entrati in questo sport. Nell’anno in cui una monoposto Oracle Red Bull Racing monta per la prima volta una Powertrains Powertrains Red Bull Ford, ci è sembrato giusto riflettere parte della nostra storia nella nostra livrea“.

Non solo livrea, cambia tutto

Ridurre la presentazione di Detroit a una semplice questione di colori sarebbe però un errore. La RB22 e la sua livrea rappresentano solo la superficie di un cambiamento molto più profondo. Dal 1 gennaio 2026, a Milton Keynes è iniziata ufficialmente una nuova fase. Red Bull ha chiuso l’era Honda e aperta una completamente nuova, ancora tutta da scoprire.

Honda, partner fondamentale dei successi recenti, ha scelto di intraprendere una strada diversa, legandosi ad Aston Martin Racing come fornitore di power unit e partner tecnico. Una separazione che ha costretto Red Bull ad accelerare un processo già avviato, la costruzione di una propria identità motoristica. Red Bull Powertrains, insieme a Ford, si trova ora al centro del progetto più ambizioso mai affrontato dal team.

I mesi di preparazione e progettazione sono finiti. Il tempo delle simulazioni, dei test al banco e delle proiezioni teoriche ha lasciato spazio alla realtà. Dal 2026 in poi, Red Bull non potrà più contare su un motorista esterno di riferimento, la responsabilità sarà tutta interna. Un passaggio che comporta rischi enormi, ma anche potenziali vantaggi competitivi se il progetto dovesse funzionare.

Ford, partner chiave

La casa americana non si limiterà a fornire know-how, il suo contributo sarà determinante soprattutto sul fronte elettrico, uno degli elementi centrali del nuovo regolamento. La gestione dell’energia, lo sviluppo delle batterie e l’ottimizzazione dei software saranno aree decisive per la competitività delle monoposto e Red Bull ha scelto di affidarsi a un colosso con una lunga tradizione industriale e tecnologica. La presenza del marchio Ford sulla livrea, così evidente, è anche un messaggio politico e commerciale. La F1 guarda sempre più agli Stati Uniti come mercato strategico, e l’asse Milton Keynes-Detroit rappresenta uno dei ponti più solidi tra Europa e America nel Circus moderno.

Punto di partenza, non di arrivo

Sui social, Red Bull ha accompagnato il lancio della livrea 2026 con una comunicazione essenziale ma fortemente simbolica, capace di racchiudere il senso del momento storico che il team sta vivendo.”F1 2026. Il prossimo capitolo inizia qui” è il messaggio che ha fatto da apripista, una frase breve ma carica di significato, che richiama l’idea di una storia appena voltata pagina e tutta da scrivere. A rafforzare il messaggio, il riferimento diretto ai piloti: “Ha il sigillo di approvazione dei nostri piloti“, a sottolineare come Verstappen e Hadjar abbiano già dato il loro ok al nuovo corso. Poi il countdown verso la pista: “Livery lanciata Ci vediamo in pista“, quasi a voler chiudere la fase delle parole e aprire quella dei fatti. Un racconto social coerente, lineare, che trasmette fiducia, compattezza interna e la voglia di affrontare con entusiasmo una stagione che segna l’inizio di una nuova era per Red Bull Racing.

La presentazione della livrea alla Michigan Central Station non ha svelato dettagli tecnici sulla RB22, ma non era questo l’obiettivo. Come già anticipato, Red Bull ha voluto lanciare un messaggio chiaro, quello che il 2026 non sarà una semplice prosecuzione del passato, ma l’inizio di un qualcosa di nuovo. Un nuovo progetto che coinvolge tutti, uomini, tecnologia e identità. È davvero una nuova era, come suggerisce il clima che si respira durante la presentazione, intorno al team. Un’era in cui Red Bull è chiamata a dimostrare di saper vincere anche senza le certezze che l’hanno accompagnata negli ultimi anni. La livrea di Detroit è il primo segnale visibile di questa trasformazione. Il resto lo dirà la pista e i primi test delle prossime settimane.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 11:25:31 +0000
News n. 13
Il parco auto in Italia è sempre più vecchio e numeroso: lo scenario

L’Italia è un Paese che si muove ancora, ostinatamente, su quattro ruote, anche se queste sono sempre più vecchie, numerose, lontane dagli standard tecnologici e ambientali europei. Il parco auto circolante dello Stivale cresce nei numeri, ma invecchia nella sostanza, fotografando una contraddizione profonda: siamo la nazione dell’automobile per eccellenza, ma fatichiamo più di altre a rinnovarla. Analizziamo i numeri riportati da ACEA.

I numeri di questo scenario

I dati parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni romantiche. Con 701 auto ogni 1.000 abitanti, l’Italia detiene il primato assoluto di densità di autovetture nell’Unione Europea. Una cifra che supera nettamente la media Ue, ferma a 570, e che distanzia Paesi come la Lettonia, dove ci si ferma a 418. È il segno di una dipendenza strutturale dall’auto privata, radicata nel tessuto sociale e territoriale del Paese, dove l’automobile resta spesso l’unica vera alternativa alla mobilità pubblica.

In termini assoluti, sulle strade italiane circolano circa 41,3 milioni di autovetture. Un numero che ci colloca al secondo posto in Europa, dietro solo alla Germania (49,3 milioni) e davanti alla Francia (39,7 milioni). Un primato quantitativo che, però, si accompagna a una fragilità strutturale sempre più evidente: l’età dei veicoli.

L’età media avanza

L’età media delle auto italiane ha raggiunto i 13 anni, superando la media europea di 12,7. Un dato che diventa ancora più eloquente se confrontato con Paesi virtuosi come il Lussemburgo, dove il parco circolante ha un’età media di appena 8,2 anni. In Italia, invece, l’auto viene sfruttata fino all’ultimo chilometro possibile, spesso ben oltre la soglia in cui sicurezza, efficienza ed emissioni dovrebbero suggerire un ricambio.

Il quadro si fa ancora più critico se si guarda al trasporto professionale. I furgoni italiani sono i più vecchi tra i principali mercati europei, con un’età media di 15 anni, contro gli 11,2 della Francia. I camion raggiungono una media di 19,8 anni, quasi il doppio rispetto alla Germania (9,6) e ben lontani dall’Austria, ferma a 7,4. Anche il trasporto pubblico, nonostante i volumi importanti, mostra il fianco: l’Italia possiede la flotta di autobus più numerosa dell’UE, con oltre 101 mila unità, ma l’età media è di 13,9 anni.

La transizione energetica si allontana

In questo contesto, la transizione energetica resta un traguardo difficilmente raggiungibile. Le auto elettriche a batteria rappresentano appena lo 0,7% del parco circolante italiano. Un dato che impallidisce di fronte alla Norvegia, dove oltre un quarto delle auto è già full electric, ma che resta lontano anche dalla modesta media europea del 2,3%. L’Italia, tuttavia, segue una strada tutta sua. Resiste, e in parte si rifugia, nei carburanti alternativi “tradizionaliâ€. Le auto a metano rappresentano il 7,6% del parco circolante nazionale, una quota senza eguali in Europa, dove la media UE non supera lo 0,6%.

È il segno di una transizione lenta, graduale, spesso guidata più dal contenimento dei costi che da una visione industriale di lungo periodo. Secondo ACEA, il rinnovamento del parco circolante non può essere imposto solo per legge. Servono condizioni favorevoli, infrastrutture di ricarica diffuse, incentivi fiscali stabili e una strategia che renda l’auto nuova accessibile, non un privilegio. Senza questo ecosistema, il rischio è quello di restare intrappolati in un parco auto sempre più vecchio, inquinante e meno sicuro.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 11:15:20 +0000
News n. 14
Toyota Yaris, il genio giapponese si rinnova: prezzi e versioni per l’Italia

Dalla sua introduzione nel lontano 1999, la Toyota Yaris ha saputo conquistare generazioni di automobilisti grazie a un’affidabilità assoluta e a un’estetica capace di distinguersi nettamente dalla massa. Il segreto del suo successo risiede nella celebre filosofia “big-small”, un approccio progettuale che combina dimensioni esterne estremamente compatte a un abitacolo sorprendentemente generoso, aprendo la strada a tecnologie che, prima del suo arrivo, erano impensabili nel segmento delle utilitarie. Oggi, con il debutto della gamma 2026, la celebre vettura giapponese si concede una revisione stilistica e un aggiornamento tecnologico volti a consolidare la sua reputazione di leader indiscussa per stile e innovazione.

Un’auto più matura

La quarta generazione della Yaris, costruita sulla solida piattaforma GA-B della Toyota New Global Architecture (TNGA), continua a essere prodotta in Europa per soddisfare le esigenze specifiche del mercato continentale. Il design evolve verso una maturità più audace, arricchito dall’introduzione del raffinato colore Celestite Grey, disponibile per l’intera gamma, e dell’esclusiva combinazione bi-tone Everest Green & Black, riservata all’allestimento Premium per chi cerca un impatto visivo ancora più ricercato.

Sotto il profilo meccanico, la Yaris 2026 conferma la sua natura pionieristica nel campo dell’elettrificazione. La strategia di Toyota punta su una proposta dual-hybrid, studiata per offrire un’efficienza ai vertici della categoria pur soddisfacendo stili di guida differenti. Per chi predilige l’ottimizzazione dei consumi e il rispetto per l’ambiente, il motore Hybrid 115 rappresenta la scelta ideale per la mobilità urbana quotidiana. Chi invece non vuole rinunciare a sensazioni più dinamiche può optare per la variante Hybrid 130, capace di offrire accelerazioni più nette e una guida decisamente più coinvolgente. Per i più sportivi, rimane confermata la versione GR SPORT, pensata per chi desidera un’estetica grintosa ispirata al mondo delle competizioni.

Più tecnologia e comfort

L’aggiornamento porta con sé una novità strategica nella denominazione degli allestimenti: la gamma si articola ora in Yaris (entry grade), Icon, Premium e GR Sport, allineandosi alla nuova identità globale del brand. In questa nuova struttura, l’allestimento Icon assume un ruolo centrale, essendo stato impreziosito con dotazioni che elevano sensibilmente la qualità della vita a bordo. All’interno, i passeggeri sono accolti da sedili dalla forma più sportiva con cuciture grigie eleganti, circondati da un sistema di Ambient Light che esalta l’atmosfera notturna.

La tecnologia si fa tangibile con l’inclusione di sistemi come lo Smart Entry & Push Button, il Wireless Charger per lo smartphone e un sistema audio potenziato con 6 altoparlanti. Esternamente, la versione Icon si distingue per i nuovi cerchi in lega da 17 pollici con dadi in cromo scuro, che sostituiscono i precedenti da 16 pollici per un look più deciso. Toyota ha inoltre ascoltato le richieste dei clienti standardizzando su tutta la gamma dotazioni precedentemente opzionali, come i retrovisori esterni richiudibili elettricamente e la regolazione in altezza dei sedili anteriori.

Listino prezzi

La sicurezza è da sempre un pilastro della Yaris, che ha spesso alzato l’asticella nel segmento B. Con il pacchetto Toyota T-Mate, l’auto integra i sistemi Toyota Safety Sense di ultima generazione. La grande novità del 2026 è la Driver Monitor Camera, una telecamera evoluta che osserva costantemente il conducente per rilevare distrazioni, stanchezza o segni di sonnolenza, intervenendo tempestivamente per garantire l’incolumità di chi è a bordo.

Nonostante i numerosi miglioramenti qualitativi e tecnologici, Toyota ha mantenuto fede alla propria promessa verso il cliente: la versione di ingresso della Yaris è proposta a partire da 19.950 euro, grazie ai contributi della Casa e dei concessionari legati alla permuta o rottamazione dell’usato. La produzione della nuova gamma inizierà ufficialmente a marzo, ma la vettura è già ordinabile presso tutta la rete ufficiale, pronta a scrivere un nuovo capitolo di una storia di successo lunga oltre venticinque anni.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 10:03:04 +0000
News n. 15
Vietato viaggiare in due sulla stessa moto, una decisione senza precedenti in Perù

Una decisione senza precedenti è stata presa dal Governo peruviano tramite il presidente , José Jerí che ha annunciato la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale di un decreto supremo . A causa dello stato di emergenza dichiarato nella provincia di Lima Metropolitana e Callao è stato introdotto una misura che sta facendo molto discutere il mondo delle due ruote: il divieto di circolare in due persone sulla stessa motocicletta. La norma è entrata ufficialmente in vigore e resterà valida per 30 giorni, con l’obiettivo di contrastare l’aumento della criminalità urbana.

Cosa prevede la nuova regola

La disposizione stabilisce che sulle motociclette cosiddette “lineari†(categorie L1 e L3) può viaggiare esclusivamente il conducente, vietando quindi la presenza di un passeggero adulto. È inoltre proibito l’uso di accessori o indumenti che possano ostacolare l’identificazione del motociclista, fatta eccezione per il casco omologato.

Le forze dell’ordine possono effettuare controlli di identità e verifiche sui veicoli, con il supporto delle Forze Armate e della sicurezza municipale, soprattutto nelle zone considerate più critiche.

Perché le moto sono finite nel mirino

La decisione nasce da un problema ormai strutturale: l’uso improprio delle motociclette in attività criminali. Negli ultimi anni, infatti, le moto sono diventate il mezzo preferito per rapine, ed esecuzioni, grazie a tre fattori principali:

  • Facilità di movimento nel traffico: le moto permettono di muoversi rapidamente anche nelle aree più congestionate.
  • Presenza di due persone: spesso un soggetto guida mentre il passeggero compie materialmente il reato.
  • Difficoltà di identificazione: caschi scuri, passamontagna o accessori non regolamentari rendono complicato riconoscere i responsabili.

Limitare la circolazione a una sola persona per moto, secondo le autorità, riduce drasticamente questo schema operativo, rendendo più difficile commettere reati e fuggire rapidamente.

Impatto sui motociclisti

Dal punto di vista della mobilità, la misura colpisce anche chi usa la moto in modo legittimo, ad esempio per spostamenti quotidiani, lavoro o trasporto di familiari. Molti motociclisti lamentano una penalizzazione generalizzata, ma il governo difende la scelta come temporanea e necessaria in una fase di emergenza.

Una soluzione estrema, ma mirata

Il divieto di viaggiare in due sulla stessa moto non è una misura “anti-moto†in senso stretto, ma un tentativo di limitare un utilizzo distorto delle due ruote, diventate negli ultimi anni uno strumento chiave per la criminalità urbana. Resta ora da capire se, al termine dei 30 giorni, questa strategia avrà prodotto risultati concreti in termini di sicurezza.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 09:20:18 +0000
News n. 16
Un nuovo Fleximan in azione, abbattuti due autovelox

C’è una strada che attraversa la campagna come una riga tracciata con il righello. Dritta, piatta, apparentemente innocua. Ed è proprio lì, sulla provinciale 30 tra Rosate e Gudo Visconti, che nella notte tra martedì e mercoledì 14 gennaio è andata in scena una storia che ormai in Italia conosciamo fin troppo bene: due autovelox abbattuti, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, come in un gioco di specchi. Due colpi identici, due ferite metalliche sul bordo dell’asfalto. Difficile credere al caso, più facile pensare a una firma ben nota. O, meglio, a un’imitazione dell’originale: il fantasma di Fleximan.

Un fantasma dal passato che ritorna

L’ombra che aleggia su questa vicenda ha un nome diventato quasi mitologico, che tutti hanno imparato a conoscere in questi ultimi anni. L’uomo — o forse il simbolo — che per lungo tempo ha colpito sulle strade italiane, armato di flessibile e di un’idea tanto semplice quanto pericolosa: abbattere gli strumenti del controllo stradale trasformandoli in bersagli. Ora, a quanto pare, qualcuno ha deciso di raccoglierne l’eredità, spostando il teatro d’azione nell’hinterland sud-ovest di Milano.

I due dispositivi, di competenza della Città Metropolitana, controllavano la velocità in entrambe le direzioni di marcia. Un tratto rurale, una corsia per senso di marcia, striscia tratteggiata al centro e limite fissato a 90 km/h. Nulla di straordinario, se non per il fatto che proprio quella normalità rende l’episodio ancora più emblematico. Qui non si parla di autovelox “trappola†nascosti dietro una curva, ma di apparecchi visibili, installati lungo un rettilineo. Eppure, qualcuno ha deciso di intervenire con precisione.

La mano è sempre la solita

Entrambi gli autovelox sono stati manomessi alla base, fatti crollare a terra con modalità praticamente identiche. Un lavoro rapido, chirurgico, che lascia pensare a mani esperte o quantomeno decise. Su ciascun dispositivo, oltre alla classica telecamera per la rilevazione delle targhe, era presente anche una videocamera di sorveglianza. Ed è proprio qui che il racconto potrebbe cambiare registro. Perché, se quelle telecamere hanno funzionato, il “Fleximan milanese†potrebbe avere finalmente un volto.

Le forze dell’ordine stanno effettuando gli accertamenti del caso. Per ora nessuna rivendicazione, nessun messaggio simbolico lasciato sul posto. Solo due pali divelti e una domanda che ritorna ciclicamente: protesta o vandalismo? Ribellione o semplice danneggiamento? La risposta, come spesso accade, non è affidata alla pancia, ma al codice.

Le sanzioni previste

Dal punto di vista legale, la strada è tutt’altro che romantica. La prima violazione è quella dell’articolo 15 del Codice della Strada, che vieta il danneggiamento dei manufatti posti ai margini delle carreggiate: una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 173 euro. Ma è solo l’inizio. Il Codice Penale, all’articolo 635, punisce il danneggiamento con la reclusione da sei mesi a tre anni. E non finisce qui: entra in gioco anche l’articolo 340, quello che riguarda l’interruzione di pubblico servizio, con l’aggravante della rilevante entità. Tradotto: se un tribunale dovesse riconoscere entrambe le fattispecie, il conto potrebbe arrivare fino a cinque anni di carcere.

Altro che gesto simbolico. Altro che “giustizia fai da teâ€. Dietro l’abbattimento di un autovelox non c’è solo una polemica sulla sicurezza stradale o sulla percezione delle multe come tassa occulta. C’è un atto che colpisce un servizio pubblico e che, paradossalmente, rischia di produrre l’effetto opposto: più controlli, più repressione, meno fiducia.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 08:39:18 +0000
News n. 17
Ford GT40, l’americana che rubò lo scettro alla Ferrari

C’è stato un momento, all’inizio degli anni Sessanta, in cui il destino dell’automobilismo mondiale ha cambiato direzione per una firma mancata. Ford era pronta ad acquistare la Ferrari, a trasformarla nel proprio reparto corse europeo e a farne il simbolo sportivo dell’Ovale Blu. Quel matrimonio, però, non si celebrò mai. E proprio da quel rifiuto nacque una delle vetture da competizione più celebri, temute e vincenti di tutti i tempi: la Ford GT40.

La sua storia non è solo fatta di cavalli, cronometri e vittorie. È una vicenda di orgoglio, rivalsa e determinazione, in cui due mondi lontanissimi – Detroit e Maranello – si affrontano sul terreno più duro, quello della 24 Ore di Le Mans. E quando la polvere si posa, la GT40 non è più soltanto un’auto da corsa, ma un simbolo americano.

Il tentativo di acquisizione

Siamo nei primi anni Sessanta. Henry Ford II è alla guida di un colosso industriale che domina il mercato automobilistico mondiale, ma che fatica a costruirsi un’immagine sportiva credibile in Europa. Ford produce, vende, ma non incanta. E Henry Ford II comprende che le competizioni, soprattutto in un’epoca in cui la televisione inizia a entrare nelle case, sono una straordinaria vetrina globale.

Negli Stati Uniti Ford si affida a Carroll Shelby, ex pilota e genio irregolare, per costruire auto capaci di competere. Ma il vero obiettivo è più ambizioso: battere Ferrari, il marchio che in quegli anni è sinonimo di vittoria assoluta nelle gare di durata. In breve tempo Ford si rende conto che l’impresa è titanica e perciò nel 1963 tenta il colpo grosso: acquistare direttamente la Ferrari. Le trattative procedono rapidamente, i documenti sono pronti, l’accordo sembra fatto.

Ma sul punto cruciale – il controllo delle attività sportive – emerge l’incompatibilità insanabile. Enzo Ferrari pretende autonomia totale sulle corse, Detroit vuole l’ultima parola. Così l’accordo sfuma. Quel rifiuto non viene dimenticato. Anzi, diventa una sfida personale. Ford decide che, se non può comprare Ferrari, allora la batterà. Insomma una storia simile a quella di Ferruccio Lamborghini.

La Ford GT40 Mk I

La risposta americana prende forma rapidamente. Ford si affida all’esperienza inglese di Lola Cars, con Eric Broadley, e nasce la GT40, sigla che sta per Gran Turismo, mentre il numero indica l’altezza massima della vettura: 40 pollici, poco più di un metro al parabrezza, come richiesto dal regolamento.

La GT40 Mk I viene presentata nel 1964 a New York. È bassa, larga, aggressiva, con il motore in posizione centrale posteriore: una scelta ancora poco comune per una vettura americana. Il V8 da 4,2 litri deriva dalla Shelby Cobra e promette prestazioni importanti.

Ma la pista è un giudice severo. Al Nürburgring e alla 24 Ore di Le Mans del 1964 emergono problemi seri: l’aerodinamica non è ancora matura, l’auto genera portanza alle alte velocità e l’avantreno tende a sollevarsi. La GT40 è veloce, ma instabile e fragile. Contro le Ferrari non basta il potenziale: serve concretezza.

La Mk II: la svolta americana

Ford capisce che il progetto va ripensato e lo fa senza mezze misure. Nel 1965 nasce la GT40 Mk II, completamente rivista. Il cuore diventa un gigantesco V8 da 7 litri, derivato dalle muscle car americane, affiancato da una nuova trasmissione, freni rinforzati e una aerodinamica più curata. È un’auto brutale, potente, meno raffinata delle rivali italiane, ma tremendamente efficace. La filosofia cambia: non si cerca più la perfezione europea, ma la solidità americana.

Le Mans, orgoglio e vendetta su quattro ruote
Ufficio Stampa Ford
La vittoria della Ford GT40 a Le Mans del ’66

Le Mans 1966: la resa dei conti

La 24 Ore di Le Mans del 1966 è il punto di non ritorno. Ford si presenta con un dispiegamento di forze impressionante, schierando più GT40 ufficiali, mentre Ferrari arriva con la consueta eleganza e con l’esperienza accumulata negli anni.

La gara è durissima. Le Ferrari partono forte, ma una dopo l’altra cedono per problemi meccanici. Le GT40 resistono. Alla fine, Ford ottiene una storica tripletta, con le vetture che tagliano il traguardo praticamente affiancate. Vince la GT40 numero 2 di Bruce McLaren e Chris Amon. È la prima vittoria assoluta di un costruttore americano a Le Mans. Ma è anche molto di più: è la caduta di un regno e la nascita di una leggenda.

Una carriera leggendaria

La GT40 non si ferma lì. Vince Le Mans per quattro anni consecutivi, dal 1966 al 1969, diventando una delle vetture più dominanti nella storia delle gare endurance. Nel 1967 arriva la Mk IV, ancora più americana, con telaio in alluminio a nido d’ape e motore V8 da 7 litri: è l’apice tecnico del progetto. In totale vengono realizzati 123 esemplari di GT40 tra il 1964 e il 1969, pochi numeri ma sufficienti per entrare nella storia.

Un mito oltre le corse

La Ford GT40 diventa così una leggenda del motorsport, nonché un oggetto del desiderio di molti, che ora non guardano più all’America esclusivamente come patria delle muscle car, ma in grado di dare vita a vere e proprie supercar.

Un modo in più in cui Enzo Ferrari ha messo la propria firma sulla storia dell’auto, volendo o meno. Il cinema ha contribuito a dare forza a questo mito, un tempo ricordo per pochi protagonisti dell’epoca. Addirittura, la vicenda ha inspirato il film Le Mans ’66, in cui grandi nomi di Hollywood hanno ridato vita alla sfida tra America e Italia. 

Ford GT40, la rivincita americana che spezzò il dominio Ferrari
Ufficio Stampa Ford
Ultima edizione speciale della Ford GT del 2022, erede della GT40

Trent’anni dopo: l’eredità

Quasi trent’anni dopo la fine della produzione, Ford decide di rispolverare il mito. Nel 1995 presenta il prototipo GT90, esercizio di stile futuristico che guarda al passato. Ma è nel 2002 che il richiamo diventa concreto, con la GT40 Concept, che anticipa la Ford GT di serie.

Tra il 2004 e il 2006 arrivano quindi circa 4.000 esemplari della nuova Ford GT, con un’estetica fedele al passato e subito riconoscibile, ma aggiornata alla modernità. Prestazioni senza mezzi termini vengono regalate da un V8 5.4 sovralimentato con 558 CV, capace di dare un erede a un’icona dell’auto.

Infine nel 2015 arriva al Salone di Detroit la seconda generazione stradale della GT, questa volta esteticamente meno fedele agli stilemi e più orientata al futuro, ma con prestazioni estreme come da tradizione, grazie al generoso utilizzo di fibra di carbonio per contenere il peso e un 3.5 litri turbo da 647 CV e 745 Nm sotto al cofano, per una velocità massima vicina ai 350 km/h.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 07:30:24 +0000
News n. 18
Sciopero dei trasporti 16 gennaio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 16 gennaio 2026 sono previsti cinque scioperi nel settore del trasporto pubblico locale in Italia. Questi interesseranno sia alcune province della Sicilia sia l’area regionale del Molise, coinvolgendo varie compagnie di trasporto e differenti fasce orarie. Di seguito, tutti i dettagli su ciascuno degli scioperi programmati per la giornata.

Sciopero dei trasporti Catania

Nella provincia di Catania è stato indetto uno sciopero di 24 ore nel settore del trasporto pubblico locale. Lo sciopero coinvolge il personale della società Etna Trasporti di Catania ed è proclamato dal sindacato OSR FAISA-CISAL. La categoria interessata comprende tutto il personale dipendente della società indicata.

Sciopero dei trasporti Enna

Anche nella provincia di Enna si terrà uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della società Interbus di Enna. Lo sciopero, promosso da OSR FAISA-CISAL, riguarda tutti i dipendenti della società nel comparto trasporto pubblico locale.

Sciopero dei trasporti Palermo

Nella città di Palermo sono stati proclamati due distinti scioperi di 24 ore, entrambi ad iniziativa di OSR FAISA-CISAL. Il primo interessa il personale della compagnia Segesta Autolinee di Palermo, il secondo coinvolge il personale di Autoservizi Russo di Palermo. In entrambi i casi lo sciopero riguarda tutte le categorie di personale dipendente delle rispettive aziende di trasporto pubblico locale.

Sciopero dei trasporti Regione Molise (tutte le province)

Sul territorio regionale del Molise (coinvolte tutte le province) è stato proclamato uno sciopero di 5 ore (dalle 18:00 alle 23:00) nel settore del trasporto pubblico locale extraurbano. Lo sciopero coinvolge il personale dipendente delle aziende TPL extraurbano della regione ed è stato indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL e FAISA-CISAL. Il personale interessato è quello facente parte delle aziende di trasporto pubblico locale extraurbano del Molise.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 19
Sciopero dei trasporti gennaio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di gennaio 2026 sono previsti diversi scioperi che coinvolgeranno il settore dei trasporti in Italia, con particolare attenzione al trasporto pubblico locale e al comparto aereo e ferroviario. L’articolo offre il calendario dettagliato degli scioperi programmati, aggiornato con tutte le informazioni essenziali su date, orari, città, regioni e categorie di lavoratori interessati. Prendendo in considerazione esclusivamente le agitazioni comprese dal 16 gennaio 2026 in avanti, ecco cosa accadrà nelle principali città italiane.

Sciopero 16 gennaio 2026

Nella regione Molise è previsto uno sciopero regionale nel trasporto pubblico locale. Sarà coinvolto il personale dipendente delle aziende TPL extraurbano della Regione Molise. La protesta durerà 5 ore: dalle 18.00 alle 23.00, ed è indetta dalle sigle sindacali OSR FILT-CGIL, FIT-CISL e FAISA-CISAL.

Nella città di Palermo è indetto uno sciopero della durata di 24 ore che coinvolge il personale della società Segesta Autolinee. Lo sciopero è promosso dal sindacato OSR FAISA-CISAL.

Nella città di Catania si terrà uno sciopero di 24 ore che interessa il personale della società Etna Trasporti. Anche in questo caso, a protestare sono i lavoratori aderenti al sindacato OSR FAISA-CISAL.

Nella città di Enna è previsto per l’intera giornata (24 ore) uno sciopero dei dipendenti della società Interbus, indetto dal sindacato OSR FAISA-CISAL.

Nella città di Palermo, i lavoratori della società Autoservizi Russo sciopereranno per 24 ore. Anche questa agitazione è promossa da OSR FAISA-CISAL.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 20
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi 16 gennaio 2026 rendicontiamo i prezzi medi dei carburanti praticati nelle aree di servizio autostradali in Italia sulla base dell’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile (15-01-2026). I valori medi rilevati sono: benzina self a 1.729 euro, gasolio self a 1.769 euro, GPL servito a 0.829 euro e metano servito a 1.485 euro. Nelle sezioni che seguono trovi la tabella con i dati aggiornati e un approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa, che nasce dall’incontro tra la componente industriale (materia prima e margini) e la componente fiscale (accise e IVA).

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 15-01-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.729
Gasolio SELF 1.769
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.485

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale pagato dagli automobilisti è per il 58% riconducibile alla componente fiscale, mentre il restante 42% dipende dalla componente industriale. La parte fiscale include le accise e l’imposta sul valore aggiunto (IVA), voci che non variano di ora in ora e che rappresentano la quota più corposa del prezzo alla pompa. La componente industriale, invece, riflette le dinamiche del mercato energetico e si divide tra costo della materia prima e margine lordo della filiera. In particolare, il costo della materia prima pesa per il 30% del prezzo e risente delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dell’andamento del cambio euro/dollaro: un petrolio più caro o un euro più debole tendono ad aumentare questa voce. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, copre i costi logistici, di stoccaggio e distribuzione, oltre al guadagno degli operatori, ed è l’area su cui i gestori possono intervenire per adeguare i listini in funzione della concorrenza locale e delle condizioni di mercato. In sintesi, mentre le tasse fissano un pavimento elevato e relativamente stabile, la parte industriale determina la variabilità quotidiana del prezzo della benzina, trasmettendo in tempi diversi le oscillazioni dei mercati all’utente finale.

Per il gasolio, l’equilibrio tra le componenti è differente: il 45% del prezzo finale è fiscale, mentre il 55% è industriale. All’interno di quest’ultima, la materia prima pesa per il 45% del prezzo e riflette, come per la benzina, l’andamento delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro: variazioni del costo dei distillati medi o movimenti valutari possono incidere rapidamente sulla base di costo. Il margine lordo rappresenta il 10% del prezzo e remunera le attività della filiera, dalla logistica alla gestione della rete, ed è la leva sulla quale gli operatori possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa in risposta alla concorrenza e ai volumi di traffico. Poiché il gasolio è ampiamente utilizzato nel trasporto merci e privato, la domanda può essere più sensibile a fattori stagionali e macroeconomici, con possibili riflessi sui tempi e sull’intensità degli aggiustamenti di prezzo. In pratica, la componente fiscale fornisce una base stabile ma significativa, mentre la componente industriale — dominata dal costo della materia prima e, in misura minore, dai margini — spiega gran parte della volatilità osservabile nei prezzi del gasolio lungo le autostrade.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 21
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.641 per la benzina, 1.672 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.423 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.669
Benzina SELF 1.628
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.403

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.681
Benzina SELF 1.674
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.730
Benzina SELF 1.684
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.584

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.681
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.504

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.644
Benzina SELF 1.640
GPL SERVITO 0.639
Metano SERVITO 1.389

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.660
Benzina SELF 1.628
GPL SERVITO 0.659
Metano SERVITO 1.349

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.677
Benzina SELF 1.642
GPL SERVITO 0.673
Metano SERVITO 1.367

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.656
Benzina SELF 1.620
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.469

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.683
Benzina SELF 1.644
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.435

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.656
Benzina SELF 1.620
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.374

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.651
Benzina SELF 1.619
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.303

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.673
Benzina SELF 1.649
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.658
Benzina SELF 1.618
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.412

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.665
Benzina SELF 1.655
GPL SERVITO 0.655
Metano SERVITO 1.465

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.680
Benzina SELF 1.638
GPL SERVITO 0.797

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.671
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.741

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.663
Benzina SELF 1.619
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.442

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.699
Benzina SELF 1.660
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.311

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.667
Benzina SELF 1.627
GPL SERVITO 0.692
Metano SERVITO 1.317

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.701
Benzina SELF 1.659
GPL SERVITO 0.811

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 gennaio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.656
Benzina SELF 1.623
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.304

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 22
BMW M ridefinisce le prestazioni: nel 2027 arriva la rivoluzione elettrica della Neue Klasse

Per decenni il rombo dei motori a sei e otto cilindri ha definito l’identità sportiva di Monaco, ma i tempi evolvono e così le soluzioni tecniche. A partire dal 2027, BMW M, la divisione della Casa dell’Epica specializzata nelle alte prestazioni, applicherà la trazione completamente elettrica sulle produzioni che ne portano la firma. Un cambio di passo a cui segue un cambio di nome – “Ultimate Driving Machine” – e un obiettivo: trasferire il motto “Born on the racetrack. Made for the streets” in un mondo fatto di elettroni, preservando la storica anima passionale.

L’era della Neue Klasse e l’Heart of Joy

Ai pistoni il costruttore deve una parte importante del proprio successo, tuttavia questo non la dissuade dal voltare pagina. Ecco allora che la generazione in arrivo di modelli M metterà a frutto la tecnologia della Neue Klasse, basandosi su quattro computer a prestazioni avanzate ribattezzati “Superbrain”, centri di calcolo che gestiscono ogni aspetto del veicolo, dalla guida automatizzata all’infotainment. Il punto focale è l’“Heart of Joy”, l’unità dedicata alla dinamica di guida, capace di elaborare dati a velocità istantanee per coordinare motori e telaio, come sottolineato da Franciscus van Meel, Managing Director di BMW M GmbH:

“La prossima generazione di modelli è destinata a stabilire un nuovo punto di riferimento nel segmento delle vetture ad alte prestazioni. Con le tecnologie di ultima generazione Neue Klasse portiamo l’esperienza di guida BMW M a un livello superiore e sapremo entusiasmare i nostri clienti con una dinamica di guida straordinaria, pronta per la pista ma perfettamente fruibile nell’uso quotidianoâ€

Quattro motori per una precisione millimetrica

Il nuovo concept BMW M eDrive prevede l’impiego di quattro motori elettrici, uno per ogni ruota, permettendo un controllo della coppia senza precedenti, grazie al sistema BMW M Dynamic Performance Control. A conti fatti, la versatilità è l’asso nella manica: il sistema passa in un lampo dalla trazione integrale più estrema al disaccoppiamento totale dell’asse anteriore.

È così che ritorna quel feeling tipico della trazione posteriore BMW, perfetto per risparmiare energia nei viaggi lunghi o per godersi un traverso tra le curve. E per chi teme l’asetticità dell’elettrico? Niente paura: il marchio tedesco ha tirato fuori dal cilindro cambiate simulate e un sound digitale studiato nei minimi dettagli per non farci rimpiangere troppo il vecchio rombo del termico.

Prestazioni da pista e ricarica a 800V

Se la dinamica convince, i numeri sulla carta non sono da meno. La batteria ad alto voltaggio supererà i 100 kWh di energia utilizzabile, sviluppata con l’approccio “Design to Powerâ€. Grazie alla tecnologia a 800 V, le ricariche saranno rapidissime, rendendo le supercar elettriche in arrivo nei prossimi anni adatte anche all’uso quotidiano e ai lunghi viaggi.

Leggerezza e sostenibilità: arrivano le fibre naturali

BMW M non dimentica il peso, nemico storico delle vetture elettriche. Oltre all’uso massiccio di leghe leggere e carbonio, la Casa introdurrà per la prima volta elementi in fibre naturali: questi materiali, testati nel motorsport dal 2019, offrono una resistenza paragonabile alla fibra di carbonio, ma con un impatto ambientale ridotto, pari a circa il 40% in meno di emissioni di CO2e.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 06:30:18 +0000
News n. 23
Euro NCAP ha svelato le auto più sicure del 2025: i modelli migliori

Se avete in programma di cambiare l’auto non potete mai ignorare la sicurezza, e i nuovi dati pubblicati da Euro NCAP sono la bussola di cui avete bisogno. L’ente indipendente ha da poco svelato le “Best-in-Class” del 2025, vale a dire i modelli che si sono meglio distinti nei crash test e nelle prove sulle tecnologie ausiliarie alla guida. Nel caos di nuovi marchi elettrici che sta travolgendo il mercato e con sistemi avanzati, i test confermano quanto le moderne dotazioni di protezione e prevenzione siano un requisito indispensabile per tenere testa alle maggiori concorrenti.

Mercedes CLA: la regina assoluta

Non solo si è aggiudicata il prestigioso titolo di Car of The Year: la Mercedes-Benz CLA ha brillato anche nelle sessioni di prova organizzate da Euro NCAP. Oltre a imporsi nella categoria delle piccole vetture familiari, il modello della Casa tedesca ha riscritto gli standard dell’intero mercato ed è lei la Best Performer. Con punteggi altissimi nella protezione degli occupanti (adulti e bambini) e dei pedoni, la CLA conferma una tradizione iniziata già nel 2019. Le dichiarazioni rilasciate dal Dr. Michiel van Ratingen, Segretario Generale Euro NCAP, ne sottolineano il valore:

“Mercedes investe da tempo nella sicurezza dei veicoli, quindi è naturale che la CLA abbia ottenuto il titolo di miglior performer del 2025. Tuttavia, la competizione è stata serratissima. Tesla è arrivata a un soffio dal podio e nuovi attori come Firefly e Leapmotor dimostrano quanto la concorrenza globale stia crescendo, il che è un bene per chi cerca sicurezza oltre allo stile”.

Il trionfo elettrico: da Tesla a MINI

Il 2025 è stato l’anno in cui le vetture elettriche hanno definitivamente smesso di rincorrere le termiche sul piano della protezione, superandole spesso in termini di rigidità strutturale e precisione dei sensori. Tesla si porta a casa ben due riconoscimenti: la Model 3 trionfa tra le grandi familiari (grazie a un punteggio record nella protezione dei bambini), mentre la Model Y si conferma il punto di riferimento tra i SUV compatti, eccellendo nei sistemi di assistenza attiva. Sorpresa anche nel segmento delle cittadine, dove la MINI Cooper E dimostra che le dimensioni ridotte non sono un limite: è lei la “regina” delle citycar e supermini, grazie a una struttura che ha retto egregiamente agli impatti più violenti.

Le sorprese: smart e Polestar

Chi l’avrebbe mai detto, qualche anno fa, che una Smart sarebbe diventata il miglior SUV di grandi dimensioni? Eppure, la nuova smart #5 ha lasciato a bocca aperta gli esperti di Euro NCAP, ottenendo le ambite cinque stelle. Nel settore executive, invece, è la Polestar 3 a dettare legge, confermando il DNA svedese (ereditato da Volvo) che mette l’innovazione tecnologica al servizio della vita umana. Dr. Aled Williams, Programme Director Euro NCAP, ha commentato:

“Siamo di fronte a un momento storico: le auto elettriche non stanno solo eguagliando, ma spesso superando le prestazioni di sicurezza delle auto tradizionali. Questo dovrebbe rassicurare chiunque stia pensando di abbandonare il motore a scoppio. La Mercedes CLA e le Tesla dimostrano che la sicurezza può essere integrata in design aerodinamici e accattivanti”.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 06:30:12 +0000
News n. 24
Da Overtake Mode ad Active Aero: i termini chiave da conoscere per capire la nuova Formula 1

La F1 che verrà non cambierà soltanto volto in pista, ma anche linguaggio. La stagione 2026 sarà l’anno della grande rivoluzione regolamentare, probabilmente la più ampia nella storia del Circus. Nuove monoposto, nuove proporzioni, nuovi equilibri tecnici e nuovi strumenti pensati per rendere le gare più combattute e leggibili. Per raccontare questa trasformazione, la F1 ha scelto una strada precisa. Meno tecnicismi, più chiarezza, anche attraverso una terminologia rinnovata, testata e condivisa con tifosi, team e ingegneri. Overtake Mode, Boost Mode, Recharge, Active Aero: non sono slogan, ma concetti operativi destinati a diventare protagonisti delle telecronache, delle strategie e delle battaglie ruota a ruota. Ripassarli oggi significa essere pronti a interpretare la F1 pronta a ripartire.

Overtake Mode, il sorpasso torna protagonista

Il termine più simbolico della nuova era è probabilmente Overtake Mode, la modalità di sorpasso che sostituirà definitivamente il DRS. Il funzionamento è semplice nella sua logica, un pilota che si trova entro un secondo dalla vettura che lo precede potrà attivare una potenza extra per tentare l’attacco. La differenza rispetto al passato è sostanziale. Non si tratta più di aprire un’ala in rettilineo, ma di gestire energia, decidendo se usarla tutta in un singolo assalto o distribuirla lungo il giro. Il sorpasso diventa così una scelta strategica, non un automatismo.

Overtake Mode restituisce centralità al pilota, quando usarla, dove e contro chi. Elimina l’effetto di un sorpasso telecomandato, quello che spesso ha accompagnato il DRS. Restituisce al pubblico duelli più autentici, quelli costruiti curva dopo curva. In questa logica il sorpasso torna a essere una decisione morale, prima ancora che tecnica. È una dinamica che riporta la F1 a una dimensione quasi classica, dove il coraggio non è più un riflesso automatico, ma una scelta consapevole.

Boost Mode, potenza pura

Se l’Overtake Mode è legato alla posizione in pista, il Boost Mode è lo strumento più diretto nelle mani del pilota. Con la pressione di un pulsante, si può sprigionare la massima potenza combinata di motore e ERS, indipendentemente dal distacco o dal punto del circuito. È un’arma a doppio uso, attacco e difesa. Serve per tentare un sorpasso, ma anche per difendersi da chi arriva negli specchietti.

A differenza dell’Overtake Mode, non è vincolata a una finestra temporale relativa all’avversario, ma dipende esclusivamente dalla gestione dell’energia disponibile. Qui emerge un elemento chiave della F1 2026, la capacità del pilota di leggere la gara. Usare il Boost troppo presto può lasciare scoperti nei giri finali, conservarlo eccessivamente può significare perdere un’occasione irripetibile. In mezzo, c’è l’intelligenza del pilota, chiamato a interpretare la gara come un racconto in tempo reale, non come una sequenza di dati.

Recharge, l’energia diventa parte della guida

Il concetto di Recharge racconta meglio di ogni altro quanto la F1 moderna sia diventata una disciplina di precisione totale. Dal 2026, la ricarica della batteria non avverrà solo in frenata, ma anche al rilascio dell’acceleratore a fine rettilineo e persino in alcune curve, dove non è necessario utilizzare l’intera potenza disponibile. Questo significa che ogni fase del giro diventa un’opportunità per recuperare energia, trasformando la guida in un equilibrio continuo tra attacco e conservazione.

Non si tratta più solo di andare al limite, ma di scegliere quando farlo. La Recharge rende invisibile ma decisiva una parte della prestazione. È il punto d’incontro tra ingegneria e sensibilità del pilota, tra calcolo e istinto. È una rivoluzione silenziosa che introduce un concetto nuovo, non tutto ciò che rallenta è una perdita. In un mondo che ha sempre celebrato la velocità pura, la F1 2026 riconosce valore anche alla gestione, all’attesa, alla capacità di leggere il ritmo della gara. Recharge significa accettare che la prestazione non è fatta solo di picchi, ma anche di equilibri. È una filosofia che premia i piloti completi, capaci di andare forte quando serve e di capire quando è il momento di raccogliere, non di spingere. Chi saprà ricaricare meglio, potrà attaccare di più.

Active Aero, l’aerodinamica che si adatta

L’altra grande novità del 2026 è l’Active Aero, l’aerodinamica attiva. Ali anteriori e posteriori potranno modificare la loro configurazione in modo dinamico, passando da una modalità Curva a una Rettilineo, adattandosi alle diverse sezioni del tracciato. L’obiettivo è duplice, aumentare l’aderenza quando serve e liberare velocità quando la pista lo consente. In questo modo la vettura sfrutta al massimo la potenza disponibile, migliorando l’efficienza complessiva.

Active Aero non è solo tecnologia, è strategia in tempo reale. Ogni scelta influisce su consumi, bilanciamento e possibilità di attacco. Ogni scelta aiuta a ridurre il gap tra vetture in aria sporca, favorendo duelli più ravvicinati. Dal punto di vista filosofico, segna un passaggio importante. La tecnologia non serve più solo a dominare, ma a armonizzarsi. La velocità non è fine a se stessa, ma parte di un equilibrio più ampio.

Un linguaggio nuovo per una F1 più accessibile

La nascita di questa terminologia non è stata casuale. Federazione internazionale, team e ingegneri hanno lavorato insieme per costruire un linguaggio semplice, coerente e tecnicamente corretto, evitando sigle criptiche e concetti oscuri. Queste nuove parole sono state testate attraverso sondaggi indipendenti e con il contributo della community Fan Voice, composta da oltre 50mila membri. L’obiettivo è quello di rendere la F1 più comprensibile, senza banalizzarla. La chiarezza del linguaggio diventa così parte integrante dello spettacolo, fondamentale per l’analisi, il racconto e il coinvolgimento del pubblico. Solo ciò che si capisce davvero può emozionare fino in fondo.

Il 2026 come punto di svolta

Quella che inizierà nel 2026 non sarà una semplice evoluzione, ma una rifondazione tecnica e culturale della F1. Monoposto profondamente diverse, valori in pista da riscrivere, gerarchie potenzialmente stravolte. È il cambiamento regolamentare più ambizioso mai tentato. Una nuova era pensata per aumentare la competitività, favorire i sorpassi e restituire centralità al pilota. E come ogni rivoluzione, comincia dalle parole. Overtake, Boost, Recharge, Active Aero, impararle oggi significa essere pronti a capire e godersi la F1 del 2026 e del domani. Sono idee, visioni, modi diversi di intendere la velocità. Forse, per la F1, il cambiamento più importante non sarà solo in pista, ma nel modo in cui si racconta e viene vissuta.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 03:13:16 +0000
News n. 25
Fiat, un limite alla velocità per abbassare i costi: la proposta che fa discutere

Arrivano come una voce fuori dal coro le ultime dichiarazioni rilasciate da Olivier François, amministratore delegato di Fiat, sulle auto di nuova generazione. Invece di ribadire la corsa sfrenata alle prestazioni e alla tecnologia, l’alto dirigente ha una proposta dirompente: limitare elettronicamente la velocità massima delle citycar a circa 117-118 km/h. Non serba sfiducia sulle capacità ingegneristiche del marchio, ma per garantirsi un futuro ritiene indispensabile abbassare i prezzi.

Il peso della tecnologia sulle “piccole”

Negli ultimi anni, le citycar hanno registrato una decisa impennata nei listini, al punto da rimettere in discussione il concetto stesso di “auto democratica”. François attribuisce gran parte del rincaro alle recenti leggi europee sulla sicurezza, che impongono l’installazione di sofisticati sistemi ausiliari alla guida pure su veicoli destinati quasi esclusivamente al contesto urbano:

“Fondamentalmente pensiamo che, con queste norme di sicurezza, la parte meno sostenibile risieda nelle citycar e nella guida urbana. Perché tutte queste auto sono piccole, democratiche ed economiche, acquistate dai giovani e così via per gli spostamenti quotidiani in città. E vengono guidate a velocità molto più basse. Faccio fatica a capire perché dobbiamo installare tutto questo hardware davvero molto costoso: sensori, telecamere, riconoscimento della segnaletica stradale. Trovo tutto questo abbastanza inadeguato, un po’ folle. Ha contribuito ad aumentare il prezzo medio di un’auto da città del 60% negli ultimi cinque o sei anni”

Una scelta di campo

I cosiddetti ADAS, obbligatori per legge, entrano in funzione a supporto del conducente in situazioni critiche, legate perlopiù alle alte velocità autostradali, e a questo punto scatta naturale una domanda: ha senso costringerne l’adozione su vetture quali la Panda o la 500, che passano buona parte della loro vita tra semafori e parcheggi? No, almeno per l’esponente principale del brand Fiat, secondo cui i modelli di pochi anni fa erano già abbastanza sicuri in relazione alla loro modalità d’uso effettiva:

“Non credo che le citycar del 2018 o del 2019 fossero estremamente pericolose. La nostra proposta era letteralmente quella di dire ‘facciamo un passo indietro rispetto al sovraccarico delle auto con hardware costoso’. Per questo motivo in Fiat potremmo prendere in considerazione l’idea di abbassare la velocità massima di alcune delle nostre auto”

La logica del limite legale

Produrre mezzi capaci di toccare i 160 km/h o più richiede componenti (freni, sospensioni, pneumatici e, appunto, sensori) sovradimensionati rispetto alle reali necessità legali e pratiche di una citycar. Da qui l’idea di fissare il limite a 118 km/h, in linea con le normative nel Vecchio Continente:

“Se si considera la velocità massima media legale in Europa, è di 118 km/h, quindi oltre i 118 km/h è spesso illegale andare. In più, la maggior parte dei radar, dei sistemi ADAS e di tutto il resto sono stati sviluppati per consentire alle auto di superare di gran lunga il limite di velocità. Limiterei volentieri le mie citycar, quelle più piccole, a quello che è oggi il limite massimo di velocità legale. È già una limitazione. C’è qualcosa di strano nel fatto che io debba sovradimensionare le mie auto per superare il limite di velocità legale”

Data articolo: Thu, 15 Jan 2026 13:38:38 +0000


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