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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il traffico sulle autostrade italiane del giorno 11 luglio 2026 presenta diverse situazioni critiche dovute a fenomeni atmosferici e eventi particolari che influenzano la viabilità. Tra le situazioni più significative, si registrano un incendio lungo l’A30 tra Nodo A30/A16 Napoli-Canosa e Palma Campania e code di attesa di 45 minuti al Traforo del Monte Bianco in entrambe le direzioni di ingresso verso Courmayeur e Chamonix. Inoltre, persistono forti raffiche di vento che interessano principalmente la A14 e la A26, causando rallentamenti e disagi sulle tratte coinvolte.

A1 – MILANO-NAPOLI



19:52 – Modena Sud e Bologna
Coda per safety car
Direzione Milano
Scorta veicoli tra Modena Sud e Bologna per sicurezza stradale, lunghezza interessata 5.0 km.

A4 – TORINO-TRIESTE



18:48 – Sesto San Giovanni e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per show/concerto
Direzione Torino
Tratta interessata dal km 126.2 al km 136.5, lunghezza complessiva 10.3 km.

A13 – BOLOGNA-PADOVA



20:03 – Terme Euganee e Bivio A13-Padova Sud
Pioggia intensa
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta interessata dal km 100.0 al km 95.0 per una lunghezza di 5.0 km.

A14 – BOLOGNA-TARANTO



19:45 – Uscita a Termoli
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni



18:35 – Vasto Nord e Poggio Imperiale
Vento forte
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza interessata 68.5 km dal km 505.0 al km 436.5.



18:34 – Cattolica e Pedaso
Vento forte
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza interessata 143.7 km dal km 287.9 al km 144.2.

A26 – GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



19:51 – Meina e Bivio A26/SS 33 del Sempione
Vento forte
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 26.5 km dal km 197.1 al km 170.6.

A30 – CASERTA-SALERNO



19:12 – Nodo A30/A16 Napoli-Canosa e Palma Campania
Incendio
Direzione Salerno

TR1 – TRAFORO DEL MONTE BIANCO



20:01 – Piazzale Italiano
Coda con attesa prevista di 45 minuti
Direzione Chamonix



20:00 – Piazzale Francese
Coda con attesa prevista di 45 minuti
Direzione Courmayeur

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 18:08:00 +0000
News n. 2
Fiat celebra il 127° anniversario con Grizzly

Il futuro di Fiat è legato a un importante aggiornamento della gamma che passa anche per il debutto dei nuovi Grizzly e Grizzly Fastback, due modelli destinati a ricoprire un ruolo di primo piano nel segmento C del mercato europeo.

Per celebrare al meglio il suo 127° anniversario, nella giornata di oggi, Fiat ha scelto di realizzare un video dedicato che ha come protagonisti i due nuovi membri della gamma.

Questa scelta conferma l’importanza che Grizzly e Grizzly Fastback ricoprono per il futuro. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito, verificando quali sono state le dichiarazioni del CEO del brand.

Il video celebrativo

Il video celebrativo diffuso in queste ore da Fiat è stato pubblicato sull’account Instagram del brand. Eccolo:

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Il commento dell’azienda

Olivier Francois, CEO di FIAT e CMO globale di Stellantis, ha commentato:

Con Grizzly e Grizzly Fastback, FIAT completa la sua gamma con due silhouette distinte per due diverse tipologie di clienti, ciascuna progettata per soddisfare le reali esigenze quotidiane delle famiglie. Grizzly è il SUV per chi cerca spazio e comfort, mentre Grizzly Fastback è pensato per i clienti che desiderano gli stessi vantaggi razionali in una silhouette più distintiva. Presentarli nel giorno del compleanno di FIAT è stata una scelta naturale. Perché non si tratta di un semplice lancio: è FIAT che fa ciò che ha sempre saputo fare meglio: rendere il trasporto familiare, semplice, accessibile e davvero conveniente dall’Europa al Medio Oriente e Africa, al Sud America.â€

Una gamma sempre più ricca

Fiat sta vivendo un momento molto positivo, con immatricolazioni in forte crescita in Italia e in Europa. Il segreto del successo è rappresentato dall’aggiornamento della gamma. Oltre alla “solita” Panda, che continua a registrare volumi di vendita importanti, guidando il mercato italiano per unità vendute anche nel corso del primo semestre del 2026, la Casa italiana sta arricchendo la sua offerta.

Modelli come la Fiat 600 e la Fiat 500, soprattutto con la nuova versione ibrida, stanno dando un contributo importante. Il progetto Grande Panda, protagonista del mercato con ottimi volumi di vendita in Italia, è sempre più solido e il modello sta diventando un vero e proprio punto di riferimento per il brand.

L’arrivo di Grizzly e Grizzly Fastback rappresenta un’opportunità importante per Fiat. La Casa si prepara a espandere la sua presenza nel segmento C del mercato, colmando un vuoto lasciato dalla Fiat Tipo. Si tratta di un progetto chiave per il futuro e che ha tutte le potenzialità per diventare un nuovo successo, seguendo quanto già visto con la Grande Panda.

La Casa italiana ha chiarito che Grizzly porterà spazio, comfort e praticità quotidiana nel formato SUV, mentre Grizzly Fastback aggiunge una silhouette più distintiva, mantenendo la stessa attenzione alla funzionalità e alle esigenze familiari. I due modelli andranno a posizionarsi nel segmento C, con una lunghezza di 4,4 e 4,5 metri rispettivamente, e un ampio bagagliaio.

Maggiori dettagli in merito arriveranno nel corso delle prossime settimane. Nel frattempo, però, Fiat non intende fermarsi e sta pianificando il lancio dei suoi nuovi modelli nei minimi dettagli. L’obiettivo è chiaro: il marchio vuole crescere e rafforzare la sua posizione sul mercato con una gamma sempre più ricca e articolata. Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 14:30:23 +0000
News n. 3
Come stanno andando le vendite di auto GPL in Italia: i dati del primo semestre 2026

Il settore delle auto alimentate a GPL sta vivendo una fase calante in Italia, dopo essere stato, per diversi anni, un riferimento importante. Nonostante la riduzione delle immatricolazioni, però, ancora tanti automobilisti preferiscono questa soluzione, scegliendo un’auto a GPL. I dati UNRAE sull’andamento delle immatricolazioni nel primo semestre dell’anno fotografano i risultati del settore. Ecco i dettagli.

Un settore in calo

Il mercato delle auto a GPL è in calo e la conferma arriva dai dati del primo semestre del 2026 sulle immatricolazioni, che fanno riferimento alle auto dotate di un sistema a GPL di fabbrica. Non sono considerate, quindi, le soluzioni aftermarket, per cui in futuro è previsto l’arrivo di un bonus mirato a incentivare l’installazione di un  impianto a GPL.

Per quanto riguarda le immatricolazioni, nel corso del primo semestre del 2026, in Italia, sono state registrate oltre 60 mila unità immatricolate di auto a GPL. Il dato è significativo in quanto la quota di mercato è del 6,5% e, quindi, conferma che queste vetture sono ancora rilevanti.

C’è, però, da evidenziare un calo netto rispetto allo scorso anno. Le immatricolazioni nel primo semestre del 2026, infatti, sono calate del 22,7% rispetto al primo semestre del 2025. La decrescita è sensibile ed è simile a quella registrata dalle auto diesel, che hanno fatto segnare un -25,6%. La quota di mercato è calata di 3,6 punti.

Ricordiamo che potete approfondire l’andamento delle immatricolazioni sul mercato italiano, nel corso di tutto il primo semestre, consultando il nostro approfondimento sul tema che analizza lo stato del mercato e i trend principali della prima metà dell’anno in corso.

Le più vendute in Italia

Il primo semestre dell’anno è anche il momento giusto per fare il punto sullo stato delle auto più vendute in Italia per quanto riguarda i modelli GPL. Ecco la Top 10 del semestre. Tra parentesi viene indicata la variazione percentuale rispetto al primo semestre dello scorso anno:

  1. Dacia Sandero: 18.945 (-20,41%);
  2. Dacia Duster: 11.389 (-28,81%);
  3. Renault Captur: 6.004 (-25,45%);
  4. Renault Clio: 2.974 (-56,84%);
  5. DR DR5: 2.379 (n.d.);
  6. Kia Sportage: 1.825 (+23,23%);
  7. Dacia Bigster: 1.804 (n.d.);
  8. Dacia Jogger: 1.772 (-37,19%);
  9. Evo Evo 5: 1.295 (+10,59%);
  10. Kia Picanto: 1.291 (-14,84%).

Uno sguardo nel dettaglio alla classifica delle auto più vendute conferma quali sono i brand protagonisti del settore delle auto a GPL. Il Gruppo Renault, con i modelli del marchio Renault e Dacia, domina la classifica con 6 auto nelle prime 10 posizioni e, soprattutto, con 4 modelli nei primi 4 posti. Le prime 4, inoltre, hanno una quota complessiva di oltre il 60% delle vendite.

Per maggiori dettagli sulle vendite in Italia potete dare un’occhiata alla classifica sulle auto più vendute in Italia nel corso del primo semestre 2026, tenendo conto di tutte le alimentazioni e non solo delle auto a GPL.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 14:00:44 +0000
News n. 4
Assicurazione auto sospesa: quanto si risparmia e quali rischi evitare

La sospensione dell’assicurazione auto può convenire solo quando il veicolo rimane inutilizzato per un periodo abbastanza lungo e quando il proprietario del mezzo rispetta alla lettera le regole. Oggi l’obbligo di stipulare una RC auto non riguarda soltanto i veicoli che circolano su strada pubblica. Dopo il recepimento della direttiva europea con il decreto legislativo 184 del 2023, l’obbligo è stato esteso anche ai veicoli fermi o in movimento, su area pubblica o privata, quando sono utilizzati come mezzi di trasporto. Il Codice delle Assicurazioni lega infatti l’obbligo alla funzione del veicolo e non solo alla circolazione tradizionale.

Che cos’è la sospensione dell’assicurazione auto

La sospensione dell’assicurazione auto è una pausa temporanea della copertura. Non è una disdetta, ma solo il congelamento del periodo assicurativo residuo.

Quando la sospensione viene attivata il veicolo non è coperto dalla Rc auto e non può essere utilizzato. Il premio già pagato non viene rimborsato, ma il tempo residuo della polizza viene recuperato alla riattivazione. In buona sostanza si risparmia perché la durata effettiva della copertura viene allungata. Attenzione ai tempi: il limite massimo è di 10 mesi, che diventano 11 per i veicoli di interesse storico e collezionistico.

L’articolo 122-bis del Codice delle assicurazioni precisa che il termine può essere prorogato più volte, ma con comunicazione formale all’impresa entro 10 giorni prima della scadenza della sospensione in corso; per i veicoli storici il termine di preavviso scende a 5 giorni.

La sospensione non parte quando l’automobilista invia una mail qualunque o decide di non usare più l’auto. Diventa efficace quando viene registrata nella banca dati delle coperture Rc auto e l’impresa ne dà comunicazione all’assicurato.

Quanto si risparmia e quando conviene

Il risparmio dipende dal premio annuo, dal periodo di sospensione e dalle condizioni contrattuali. Per fare un esempio, se una polizza Rc auto costa 600 euro l’anno e viene sospesa per 3 mesi, il valore teorico del periodo congelato è di circa 150 euro. Se il premio annuo è di 900 euro e la sospensione dura 4 mesi, il valore recuperato sale a circa 300 euro. Non sono soldi restituiti sul conto corrente, ma mesi di copertura che non vengono persi.

La sospensione ha senso quando il veicolo rimane fermo per un periodo prevedibile e non breve. Il caso classico è quello della moto utilizzata nei mesi caldi e lasciata in garage d’inverno, ma il ragionamento vale anche per molte auto.

Può convenire a chi possiede una seconda vettura usata soltanto in estate, a chi tiene una spider per il tempo libero, a chi parte per un lungo viaggio all’estero, a chi ha un veicolo fermo per lavori meccanici importanti o a chi sa già che non userà l’auto per diversi mesi.

Quando non conviene

La sospensione non conviene quando il periodo di fermo è breve, quando la compagnia applica costi amministrativi alti o quando il proprietario non è sicuro di poter rinunciare all’auto.

Non conviene nemmeno se il veicolo resta parcheggiato in un luogo dove potrebbe essere spostato, usato da altri o coinvolto in situazioni di rischio. Un’auto ferma in un box privato e chiuso è un conto; una vettura lasciata in un cortile condominiale accessibile, in un parcheggio privato aperto o in uno spazio condiviso è un’altra.

Attenzione poi alle garanzie accessorie. Furto, incendio, cristalli, eventi naturali, atti vandalici, kasko e assistenza stradale non seguono sempre lo stesso destino della Rc auto. Le condizioni possono cambiare da compagnia a compagnia.

Come si chiede la sospensione

La richiesta va inviata alla compagnia assicurativa o all’intermediario attraverso i canali previsti dal contratto. Si può procedere tramite area clienti, app, Posta elettronica certificata, agenzia o raccomandata. Nella richiesta bisogna indicare i dati del contraente, il numero di polizza, la targa del veicolo, la data da cui si vuole sospendere la copertura e, se richiesto, la data prevista di riattivazione.

La copertura resta attiva fino alla registrazione della sospensione, ma dal momento in cui la sospensione decorre il veicolo non può più essere utilizzato. Il Codice delle Assicurazioni prevede che la sospensione sia attivata dal momento della registrazione nella banca dati, con comunicazione dell’impresa all’assicurato.

Come si riattiva la polizza

La riattivazione segue la procedura inversa. L’assicurato deve chiedere alla compagnia di far ripartire la copertura con l’indicazione della data. Prima di usare il veicolo bisogna attendere la conferma della riattivazione e verificare che la copertura sia operativa.

Alla riattivazione la scadenza della polizza viene prorogata per un periodo pari alla sospensione. Se il contratto sarebbe scaduto il 30 settembre e la copertura è stata sospesa per 90 giorni, la nuova scadenza si sposterà in avanti secondo le condizioni applicate dalla compagnia.

Bisogna però leggere le clausole. Alcune compagnie possono prevedere regole specifiche sui tempi minimi, sulle sospensioni ripetute o sulle modalità di proroga.

Dove può stare l’auto durante la sospensione

Durante la sospensione l’auto non deve essere usata. La nuova disciplina dell’obbligo assicurativo ha allargato il perimetro del rischio anche alle aree private perché considera il veicolo nella sua funzione di mezzo di trasporto e non solo nella circolazione stradale tradizionale.

La scelta più prudente è custodire il mezzo in un box privato, in un garage chiuso o in un’area privata non soggetta a passaggio. Lasciarlo in strada, anche fermo, non è una buona idea. Lasciarlo in uno spazio condominiale accessibile può essere meno tranquillo di quanto sembri.

Guidare con la polizza sospesa equivale a circolare senza assicurazione. L’articolo 193 del Codice della Strada prevede per chi circola senza copertura assicurativa una sanzione amministrativa da 866 a 3.464 euro, con importi raddoppiati in caso di recidiva nel biennio.

L’organo accertatore dispone la cessazione immediata della circolazione e il veicolo viene prelevato, trasportato e depositato in un luogo non soggetto a pubblico passaggio. La restituzione è subordinata al pagamento della sanzione, alla copertura assicurativa per almeno sei mesi e alle spese di prelievo, trasporto e custodia. Se poi si causa un incidente, il quadro peggiora. La compagnia non copre un veicolo con polizza sospesa. Il danneggiato può essere tutelato dal Fondo di garanzia nei casi previsti, ma il responsabile va incontro a azioni di recupero e conseguenze economiche.

La sospensione della polizza non va infine confusa con il bonus-malus. Se il contratto viene sospeso e poi riattivato, la classe di merito non cambia per il solo fatto della sospensione.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 12:00:19 +0000
News n. 5
Renault Clio Eco-G GPL, la citycar che fa 770 km con un pieno e consuma poco

Con il prezzo del carburante che non accenna a scendere, scegliere un’auto a GPL è una questione di risparmio. Renault lo sa bene, e con la nuova Clio versione Eco-G da 120 CV torna a proporre una delle formule più apprezzate nel panorama delle utilitarie: bifuel benzina/GPL, cambio automatico e un’autonomia complessiva che farebbe invidia a qualsiasi ibrido di pari categoria. Il tutto a un prezzo che parte da 20.900 euro nella variante Evolution.

Benzina/GPL: squadra che vince

Il motore della Clio Eco-G è un tre cilindri turbo da 1.2 litri e 120 CV, derivato direttamente dall’unità benzina da 115 CV ma ottimizzato per funzionare primariamente a gas. La sigla Eco-G identifica i modelli bifuel realizzati direttamente da Renault, non si tratta infatti di impianti aggiuntivi aftermarket, ma soluzioni progettate e integrate dalla casa fin dalla fase di sviluppo, con tutto quello che questo comporta in termini di garanzie, calibrazione e affidabilità nel tempo.

Il cambio automatico accompagna la guida in modo fluido e dolce, con scalate abbastanza reattive quando serve, anche se chi volesse usare le palette al volante in modalità manuale troverà una risposta un po’ pigra, specie nelle discese. In città, comunque, il fatto di non dover mettere mano alla frizione ogni trenta secondi vale già da solo la scelta dell’automatico.

50 litri di bombola

Qui sta uno dei salti generazionali più significativi rispetto alla Clio a GPL precedente. La bombola del gas porta ora 50 litri, contro i 32 della generazione precedente, un incremento notevole che si traduce in un’autonomia dichiarata di circa 770 km con il solo GPL. Aggiungendo i 39 litri del serbatoio della benzina l’autonomia totale teorica supera i 1.450 km. Una cifra che mette a tacere quasi qualsiasi preoccupazione legata alle soste ai distributori.

La strumentazione digitale mostra autonomia, consumo medio e istantaneo per entrambi i carburanti, e si può passare da uno all’altro in modo trasparente. C’è però un compromesso da mettere in conto: la bombola occupa parte del doppiofondo del bagagliaio, che sulla versione benzina è utilizzabile come vano aggiuntivo. Il bagagliaio scende a 327 litri, una cifra accettabile per una citycar ma inferiore alla concorrenza di pari categoria.

Comoda e parsimoniosa in ogni situazione

Al di là del motore e dell’impianto gas, la Clio Eco-G condivide tutto con le sorelle benzina: stessi pregi, stessi difetti. L’abitacolo è accogliente per chi occupa i posti anteriori con sedili ben sagomati, materiali curati con inserti in tessuto chiaro nell’allestimento Techno, comandi del climatizzatore automatico gestibili al volo senza dover sguazzare nei menu del touchscreen. Quest’ultimo, da 10,1 pollici, integra i servizi Google con Maps come navigatore di default e accesso a uno Store per app aggiuntive.

Lo sterzo è preciso senza essere mai troppo leggero, le sospensioni limitano il rollio in curva senza penalizzare eccessivamente il comfort su fondi sconnessi, merito anche dei cerchi da 16 pollici di serie, la cui spalla generosa aiuta ad assorbire le irregolarità del manto stradale. Chi volesse aggiungere la retrocamera a 360° e il sistema di rilevamento del traffico laterale in retromarcia troverà tutto nel pack Safety, Driving & Parking da 900 euro.

Con i carburanti ai livelli attuali, fare 770 km con un pieno di GPL che costa circa la metà della benzina non è un dettaglio da poco. È, molto concretamente, uno dei motivi per cui la Clio Eco-G merita di stare in cima alla lista di chi sta cercando un’utilitaria pratica, moderna e con il conto corrente ringraziante.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 08:02:55 +0000
News n. 6
Parcheggia sulle strisce bianche, le ritrova dipinte di blu con tanto di multa

Un uomo ha parcheggiato regolarmente la propria auto sulle strisce bianche la sera del 5 luglio in via Catullo, nel quartiere Prati. Il giorno dopo, la sorpresa: le strisce erano diventate blu e sul parabrezza c’era una multa da 29,40 euro. Tutto regolare, dal punto di vista formale: chi parcheggia sulle strisce blu senza pagare il ticket viene sanzionato. Il problema è che le strisce bianche erano diventate blu nel corso della notte, mentre l’auto era parcheggiata lì sopra.

La scoperta

A insospettire l’uomo è stato un dettaglio difficile da ignorare: sotto le ruote dell’auto la vernice era rimasta bianca, a testimonianza inequivocabile che la vettura era già lì quando erano iniziati i lavori di ripittura. Gli operai avevano semplicemente dipinto tutt’intorno, saltando le porzioni di asfalto coperte dai pneumatici, lasciando così una firma visiva piuttosto eloquente della sequenza degli eventi.

Il dottore racconta di aver saputo dai negozianti della zona che i lavoratori erano arrivati con i rulli il venerdì mattina e avevano coperto di blu le strisce bianche, senza che ci fosse alcun cartello ad avvertire gli automobilisti in sosta di quanto stava per succedere. Nessun preavviso, solo il colore cambiato e una sanzione ad aspettare al ritorno.

La reazione del diretto interessato, va detto, è stata di quelle che fanno sorridere per la lucidità pratica. Un avvocato si è persino offerto di assisterlo gratuitamente se avesse voluto fare causa, ma l’uomo ha pagato la multa dieci minuti dopo averla trovata perché l’auto era di sua cognata e non voleva crearle problemi. Una scelta comprensibile, che però non ha impedito alla vicenda di diventare un caso sui social.

Il video virale

Quello che ha trasformato una disavventura personale in un piccolo fenomeno del web è stata la decisione del signore di riprendere tutto con il telefono e pubblicarlo. Il video ha ottenuto oltre 43mila visualizzazioni in poche ore, scatenando migliaia di commenti.

Non è difficile capire perché. La scena delle strisce bianche rimaste intatte sotto le ruote, circondate dalla vernice blu fresca, racconta tutto senza bisogno di una parola. È una di quelle immagini che sintetizzano perfettamente un certo modo di gestire la cosa pubblica: il lavoro viene fatto, la burocrazia viene rispettata nella forma, e poco importa se nella sostanza qualcosa non torna.

In tanti hanno scritto nei commenti per raccontare come la stessa cosa sia capitata anche in altri quartieri. Il che suggerisce che l’episodio di via Catullo non sia un caso isolato, ma parte di una prassi che evidentemente non prevede alcun meccanismo di tutela per chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato o meglio, nel posto giusto al momento giusto, ma poi ritrovato nel posto sbagliato la mattina dopo.

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Le scuse del Comune

La risposta di Atac, l’azienda che gestisce le zone di sosta per conto del Comune di Roma, è arrivata dopo che il video aveva già fatto il giro della rete. L’azienda ha riconosciuto che i verificatori hanno agito con eccesso di zelo, pur nel rispetto formale delle procedure, e ha annunciato che revocherà le poche multe rilevate nella zona delle nuove strisce blu.

La revoca avverrà in modo automatico per i pagamenti effettuati con POS, mentre per chi ha pagato in contanti o con il grattino sarà necessario presentare richiesta via email a rapporticlientela@atac.roma.it, dimostrando di aver subito la sanzione nella zona interessata dalla modifica.

Atac ha anche annunciato cambiamenti per il futuro. L’azienda ha dichiarato che nelle zone a breve interessate dalla modifica delle strisce sarà più tollerante nelle prime ore successive al cambio e distribuirà volantini informativi direttamente sui parabrezza delle auto in sosta nelle aree coinvolte, potenziando anche la comunicazione su stampa e social.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 07:36:39 +0000
News n. 7
Addio alla Porsche Macan, a luglio la fine della produzione

Entro fine luglio l’ultimo esemplare della Macan con motore termico uscirà dalla catena di montaggio di Lipsia, chiudendo una storia iniziata nel 2014 e che ha visto questo SUV compatto diventare per anni il modello più venduto dell’intera gamma Porsche. Oltre 800.000 esemplari consegnati nel mondo, una reputazione solidissima costruita sulle strade di mezzo pianeta, e un’ironia amara che accompagna questa uscita di scena: la Macan a benzina viene mandata in pensione mentre vende ancora più della sua erede elettrica.

Lascia il passo all’elettrica

Il percorso che ha portato alla fine della produzione è iniziato prima che molti si accorgessero. Nel 2024, la Macan a benzina ha lasciato il mercato UE a causa dell’inasprimento delle norme sulla sicurezza informatica imposte dal regolamento General Safety Regulation. Adeguare il modello alle nuove regole sulla cybersicurezza avrebbe richiesto investimenti non giustificati per un progetto ormai maturo. Lo stabilimento di Lipsia ha però continuato a produrla per gli altri mercati, con gli Stati Uniti che ne hanno assorbito la quota principale.

Porsche ha adottato una strategia diversa rispetto a quanto avviene normalmente quando un modello viene mandato in pensione: il marchio sta costruendo il maggior numero possibile di Macan termiche prima dello stop definitivo, sfruttando al massimo capacità produttiva e disponibilità dei componenti, con l’obiettivo di prolungare la disponibilità del modello in alcuni mercati anche fino al 2027. Nel frattempo la Macan elettrica, lanciata nel 2024 sulla piattaforma PPE, avrebbe dovuto raccogliere il testimone senza traumi. Le cose non sono andate esattamente così.

Una scelta affrettata

Nel 2025 la Macan elettrica aveva superato quella termica nelle vendite globali, con 45.367 unità contro 38.961. Poi è arrivata la prima metà del 2026: delle 35.315 Macan consegnate fino a giugno, 19.695 montavano un motore a benzina. Solo 15.620 erano full electric. Il vento, nel giro di pochi mesi, ha cambiato direzione.

Lo stesso Oliver Blume, amministratore delegato del Gruppo Volkswagen ed ex numero uno di Porsche, ha ammesso pubblicamente che la decisione di non prevedere un successore immediato alla Macan termica è stata un errore. Una confessione rara nel mondo dell’automotive, dove i manager difficilmente mettono a verbale i propri passi falsi. Ma i dati sono difficili da smentire: nel primo trimestre del 2026, le vendite totali della famiglia Macan sono state di 18.209 auto, di cui 10.130 con motori a benzina contro 8.079 per la versione elettrica.

Dovrebbe ritornare

La buona notizia, almeno per chi aspetta un SUV compatto Porsche con motore termico, è che l’erede della Macan a benzina è prevista entro il 2028. Probabilmente non si chiamerà Macan e avrà motorizzazioni puramente termiche ed elettrificate, sviluppate sulla piattaforma PPC del Gruppo Volkswagen, la stessa dell’Audi Q5 di terza generazione.

Il problema pratico resta però quello di un vuoto di prodotto che durerà almeno due anni. Nel mondo automotive, tre anni sono tanti, e chi aveva in mente di acquistare una Macan a benzina dovrà o ripiegare sulla versione elettrica, o aspettare fino al 2028, o guardare altrove. Una lacuna che i concorrenti non mancheranno di sfruttare per fidelizzare nuovi clienti, e che rende questo addio ancora più difficile da spiegare con la sola logica della transizione energetica.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 07:08:40 +0000
News n. 8
Gasolio sporco alla pompa, aumentano i casi: cosa fare

Fare il pieno e ritrovarsi con il motore da buttare è uno scenario che, fino a poco tempo fa, poteva sembrare un episodio isolato e sfortunato. Invece, nelle province di Belluno e Treviso, in sole due settimane si sono accumulate cinque segnalazioni di gravi guasti ai motori riconducibili, secondo le perizie tecniche, a gasolio contaminato erogato direttamente alle pompe di rifornimento. Adiconsum Treviso Belluno ha lanciato l’allarme, e il tempismo non potrebbe essere peggiore: siamo a luglio, le partenze estive sono già iniziate, e almeno in alcuni dei casi documentati le famiglie colpite hanno dovuto rinunciare alle vacanze già prenotate perché l’auto è rimasta a terra.

Cinque auto in due settimane

Le segnalazioni arrivate ad Adiconsum sono cinque: quattro riguardano automobilisti della provincia di Belluno, una della provincia di Treviso. In tutti i casi, secondo le prime verifiche tecniche, il danno risulterebbe collegato alla presenza di carburante sporco, non raffinato adeguatamente.

Le diagnosi dei meccanici raccontano sempre la stessa storia: acqua e agenti contaminanti all’interno del filtro del carburante, che hanno compromesso il sistema di iniezione. Gli interventi necessari includono la pulizia del serbatoio, lo smontaggio e il montaggio della pompa ad alta pressione, la sostituzione degli iniettori e della pompa rotativa. Non si tratta di riparazioni di routine: le prime stime indicano un costo medio per le famiglie compreso tra 3.000 e 4.000 euro a veicolo, con punte oltre i 4.500 euro nei casi più pesanti che richiedono la sostituzione del motore.

Stefano Bellotto, responsabile di Adiconsum Treviso Belluno, sottolinea come ridurre i controlli o ricorrere a filiere poco trasparenti per contenere i costi può aumentare il rischio di immettere sul mercato carburante di scarsa qualità. I consumatori pagano il carburante a peso d’oro e in cambio ottengono un prodotto difettoso che distrugge i loro beni. L’associazione ha già raccolto tutta la documentazione, comprese le perizie delle officine del territorio, e ha aperto i fascicoli per avviare le richieste di risarcimento.

Come comportarsi

La prima cosa da sapere è che non bisogna pagare da soli. Molti distributori e compagnie petrolifere sono assicurati contro la responsabilità civile per danni derivanti da prodotto difettoso o contaminato. Questo significa che esiste una strada percorribile per ottenere il rimborso, ma richiede di muoversi con metodo fin dalle prime ore.

Il punto di partenza è la documentazione. Per avviare correttamente una richiesta di risarcimento è importante conservare la ricevuta del rifornimento, richiedere una perizia scritta al meccanico o al carrozziere, conservare il preventivo di riparazione del danno e, se possibile, prelevare un campione del carburante estratto dal serbatoio prima che venga sostituito. Quest’ultimo passaggio è spesso trascurato nell’urgenza del momento, ma può rivelarsi decisivo per dimostrare il nesso causale tra il rifornimento e il danno.

La richiesta di risarcimento andrà inviata con raccomandata a.r. alla società che gestisce la pompa di benzina. Il consumatore dovrà dimostrare di aver fatto rifornimento presso quel distributore e l’esistenza di un legame causale tra il carburante immesso e i danni subiti al veicolo.

Dal punto di vista legale, la posizione del consumatore è tutelata. Il Codice del Consumo prevede che il venditore debba cedere prodotti conformi al contratto di vendita ed esenti da vizi, e la giurisprudenza riconosce la responsabilità sia del titolare del distributore sia della compagnia petrolifera.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 06:38:09 +0000
News n. 9
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Nella giornata dell’11 luglio 2026 sono previsti in Italia 2 scioperi nel settore dei trasporti pubblici locali, che interesseranno le città di Genova e Palermo. Di seguito i dettagli sugli orari, le modalità, le società coinvolte e i sindacati promotori di ciascuna iniziativa.

Sciopero trasporti Genova

Nella città di Genova, regione Liguria, è stato proclamato uno sciopero territoriale nel settore del Trasporto pubblico locale. L’azione sindacale interesserà il personale della società AMT di Genova ed è prevista per la durata di 4 ore, con una modalità oraria dalle 11.30 alle 15.30 nella giornata dell’11 luglio 2026. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati OST UGL-FNA.

Sciopero trasporti Palermo

A Palermo, regione Sicilia, si terrà uno sciopero locale sempre nel settore del Trasporto pubblico locale. In questo caso, lo sciopero coinvolgerà il personale della società AMAT di Palermo per l’intera giornata, cioè per 24 ore, l’11 luglio 2026. L’azione è stata proclamata dal sindacato OSP CUB TRASPORTI.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Maserati Project GT4 si mostra per la prima volta a Goodwood

In occasione del Goodwood Festival of Speed 2026, Maserati ha alzato il velo sul Project GT4, un nuovo capitolo strategico che riporta il DNA della nuova GranTurismo direttamente sui circuiti internazionali. Sviluppato interamente a Modena da Maserati Corse, il progetto nasce con l’obiettivo di competere in una delle categorie GT più dinamiche a partire dalla stagione 2028, affiancandosi alla Maserati GT2 e alla MCXtrema per completare l’offerta sportiva del brand.

Meccanica d’avanguardia

Il pilastro tecnico del Project GT4 è il pluripremiato motore Nettuno V6 da 3.0 litri, installato in posizione anteriore-longitudinale. Questo propulsore rappresenta l’eccellenza dell’ingegneria modenese, integrando una tecnologia di combustione a precamera derivata direttamente dalla Formula 1. Sebbene la configurazione specifica per la categoria GT4 segua regolamenti precisi, il potenziale di questo motore ha già dimostrato di poter superare i 700 CV in altre applicazioni, garantendo robustezza e versatilità.

A differenza della versione stradale, il Project GT4 adotta uno schema a trazione posteriore. L’architettura della vettura beneficia di una piattaforma in alluminio ottimizzata che ha permesso una drastica riduzione di peso di circa 400 kg rispetto alla GranTurismo di serie. Le prestazioni dinamiche sono garantite da sospensioni derivate dalla GranTurismo Trofeo, integrate da ammortizzatori e barre antirollio completamente regolabili, permettendo un set-up finissimo curato dal Chief Test Driver Andrea Bertolini.

Design funzionale ed aerodinamica

L’estetica del Project GT4 è un perfetto connubio tra il design del Centro Stile Maserati e le necessità della pista. Gli elementi aerodinamici sono stati concepiti secondo criteri puramente funzionali: il nuovo frontale ospita uno splitter dedicato e dive planes anteriori, mentre il cofano presenta aperture specifiche per ottimizzare il raffreddamento e il carico verticale.

L’integrazione delle componenti racing non tradisce il linguaggio stilistico originale, mantenendo una continuità visiva con la variante stradale. Il pacchetto include inoltre un impianto frenante specifico con canali di raffreddamento dedicati e cerchi da 18 pollici conformi ai regolamenti GT4. All’interno, pur conservando l’impostazione della plancia originale, l’abitacolo è stato spogliato del superfluo per far posto a un roll cage, sedili e serbatoi omologati, con un’ergonomia totalmente orientata all’efficacia durante la gara.

Una livrea per cento anni di storia

Il debutto a Goodwood non è solo tecnico, ma anche celebrativo. Nel 2026, Maserati festeggia i 100 anni del logo del Tridente e un secolo di presenza nelle competizioni. Per l’occasione, Project GT4 sfoggia una livrea speciale ricca di riferimenti storici: sul tetto campeggia un grande Tridente che si estende fino al posteriore, circondato da 100 piccoli Tridenti blu tono su tono.

La fascia bianca sul muso richiama iconiche vetture del passato, come la 420M/58 Eldorado, reinterpretandone l’eredità in chiave moderna. I colori dominanti, il blu e il giallo, sono un omaggio esplicito alla città di Modena, sottolineando il forte legame tra il veicolo e il cuore della Motor Valley.

Visione futura e accessibilità

Oltre alle performance pure, Maserati ha posto grande attenzione al contenimento dei costi di gestione e manutenzione, rendendo la vettura una soluzione accessibile per team e piloti privati. Il Project GT4 punta a ripercorrere i fasti della MC12 e della precedente GranTurismo GT4, rafforzando la presenza del marchio in un segmento in forte crescita. Con questa presentazione, il Tridente conferma la volontà di utilizzare le corse come un laboratorio di innovazione per i futuri modelli stradali, guardando al 2028 come l’anno del ritorno da protagonista assoluto nelle arene GT mondiali.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 05:40:33 +0000
News n. 11
Traffico luglio 2026, bollino rosso e nero: i giorni peggiori per partire

Siamo entrati nel vivo della stagione estiva. Molti italiani hanno già raggiunto le mete di villeggiatura, ma il volume maggiore di partenze è atteso proprio nelle prossime settimane. Che si scelga l’auto o la moto per godersi qualche giorno di meritato relax, è fondamentale conoscere in anticipo quali saranno le giornate più critiche per la viabilità, così da pianificare una “partenza intelligente” ed evitare di trascorrere ore bloccati sotto il sole. Come spesso capita, luglio è un momento critico per muoversi sulle arterie dello Stivale, e quest’anno non fa eccezione.

I weekend di fuoco

Secondo le analisi di Viabilità Italia, il mese di luglio sarà caratterizzato da una serie di appuntamenti critici, concentrati prevalentemente nei fine settimana. Le autorità hanno individuato tre weekend principali da monitorare con estrema attenzione: quello del 10-12 luglio, quello del 17-19 luglio e quello del 24-26 luglio.

In queste date, la criticità da bollino rosso (traffico molto intenso) si manifesterà con una precisione quasi matematica: la sera del venerdì, quando iniziano i primi spostamenti di massa; la mattina del sabato, momento di picco per le partenze; e infine la sera della domenica, caratterizzata dai rientri verso le grandi città. Un’attenzione particolare va riservata alla fine del mese: mercoledì 30 e giovedì 31 luglio vedranno una concentrazione di traffico da bollino rosso che durerà per l’intera giornata del 31, segnando l’inizio del grande esodo di agosto.

Il focus sull’Autostrada del Brennero

Per chi viaggia lungo l’asse nord-sud, le previsioni dell’Autostrada del Brennero offrono un quadro ancora più dettagliato, introducendo il temuto bollino nero (traffico critico). Nel dettaglio:

  • weekend del 10-12: la situazione sarà particolarmente difficile domenica 12 pomeriggio in direzione Brennero e sabato 11 mattina in direzione Modena;
  • weekend del 17-19 e 24-26: questi sono i periodi più a rischio. In direzione Brennero, il bollino nero è previsto per il sabato mattina e l’intera giornata di domenica. In direzione Modena, la criticità massima si toccherà nelle mattinate di sabato e domenica.

Restrizioni per i mezzi pesanti

Un fattore che influisce sulla fluidità della circolazione è il divieto di transito per i veicoli con massa superiore a 7,5 tonnellate. Per favorire gli automobilisti, sono previsti blocchi nelle giornate di sabato (solitamente dalle 08.00 alle 16.00) e di domenica (dalle 07.00 alle 22.00). Sono inoltre previsti divieti specifici per i venerdì pomeriggio del 24 e del 31 luglio, a partire dalle ore 16.00.

I consigli della Polizia di Stato per un viaggio sicuro

Oltre alla scelta dell’orario, la Polizia di Stato ricorda che la sicurezza dipende dal comportamento di chi guida. Prima di partire, è essenziale verificare l’efficienza del veicolo, sistemare i bagagli in modo equilibrato per non sovraccaricare l’auto e assicurarsi di essere riposati, evitando pasti pesanti o alcolici.

Durante il tragitto, le regole d’oro rimangono la moderazione della velocità, il mantenimento della distanza di sicurezza e l’uso corretto delle cinture di sicurezza, anche per i passeggeri posteriori. È fondamentale non distrarsi con il cellulare e fare soste frequenti per mantenere alta la soglia di attenzione. Sembrano cose scontate, ma leggendo e verificando cosa accade sulle strade è bene ribadire anche ciò che suona ovvio ai più.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 05:30:00 +0000
News n. 12
STLA One, l’arma segreta di Stellantis per dominare sul mercato

Il panorama automobilistico mondiale sta vivendo una fase di profonda trasformazione industriale, e il gruppo Stellantis ha deciso di giocare una delle sue carte più ambiziose: la nuova piattaforma STLA One. Questa architettura modulare non è un semplice esercizio tecnico, ma il pilastro su cui poggerà la produzione europea del Gruppo nei prossimi anni, con l’obiettivo di semplificare i processi, sveltire i tempi di sviluppo e abbattere drasticamente i costi.

Una base comune per 30 modelli

La versatilità è il fulcro del progetto STLA One. La piattaforma è stata concepita per essere la spina dorsale di oltre 30 modelli differenti, spaziando dalle utilitarie di segmento B fino alle berline e ai SUV di segmento D. Sotto carrozzerie apparentemente lontane tra loro, come la prossima generazione della Peugeot 208 e la futura Opel Astra, batterà la medesima base tecnica.

L’obiettivo industriale dichiarato dall’amministratore delegato Antonio Filosa è imponente: arrivare a produrre oltre 2 milioni di unità su base STLA One entro il 2035. Questa strategia di “grandi numeri” permetterà di fronteggiare l’aggressiva concorrenza cinese grazie a una riduzione dei costi stimata intorno al 20% rispetto alle piattaforme attuali, grazie anche a un tasso di riutilizzo dei componenti che raggiungerà il 70%.

La forza del “Multi-Energia”

A differenza di molte architetture nate esclusivamente per l’elettrico, STLA One è una piattaforma multi-energia. È stata progettata per ospitare con la massima efficienza powertrain elettrici puri, ibridi o termici ad alta efficienza. Come spiegato dal CTO Ned Curic, la modularità di “Stella” offre la flessibilità necessaria per passare da un sistema di propulsione all’altro senza introdurre inefficienze tecniche o costosi compromessi. I primi modelli di serie basati su questa tecnologia vedranno la luce già nel 2027.

Tecnologia: 800 Volt e batterie “Cell-to-Body”

Dal punto di vista tecnico, STLA One introduce innovazioni che la proiettano ai vertici del mercato. La piattaforma supporterà la tecnologia a 800 Volt, un salto evolutivo che garantisce ricariche ultra-rapide alle colonnine ad alta potenza, oltre a una riduzione complessiva del peso del veicolo e a una maggiore efficienza energetica.

Un’altra novità fondamentale riguarda l’integrazione della batteria, che sarà di tipo cell-to-body: le celle non saranno più contenute in un pacco separato, ma integrate direttamente nella struttura portante del veicolo per ridurre complessità e ingombri. Per quanto riguarda la chimica, Stellantis punterà con decisione sulle batterie LFP (litio-ferro-fosfato), che offrono maggiore sicurezza, resistenza all’usura e costi inferiori grazie alla minore dipendenza da minerali critici come nichel e cobalto.

Verso lo sterzo elettronico e l’infotainment del futuro

L’innovazione di STLA One non si ferma alla meccanica, ma abbraccia l’elettronica avanzata. È infatti la prima piattaforma del Gruppo predisposta per lo steer-by-wire, il sistema di sterzo elettronico che elimina il collegamento meccanico tradizionale tra il volante e le ruote.

Infine, l’esperienza di bordo sarà completamente rivoluzionata da due nuovi sistemi: STLA Brain, un’architettura elettronica unificata che sostituirà le numerose centraline attuali, e STLA SmartCockpit. Quest’ultimo sarà il nuovo sistema di infotainment globale che andrà a rimpiazzare le attuali interfacce (come l’Uconnect di FCA o l’i-Cockpit di Peugeot), offrendo un’esperienza digitale coerente e all’avanguardia per tutti i brand del Gruppo.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 14:24:01 +0000
News n. 13
L’Audi più estrema di sempre sfida Goodwood: la Nuvolari sulla collina delle leggende

C’è un momento, ogni estate, in cui il mondo dei motori smette di dividersi tra F1, endurance, rally, elettrico e supercar e si ritrova tutto nello stesso luogo. Succede a Goodwood, nel West Sussex inglese, dove per quattro giorni il motorsport abbandona i box e torna a essere uno spettacolo per appassionati.

Il cuore del festival è sempre lo stesso dal 1993, una stretta striscia d’asfalto lunga appena 1,86 chilometri che attraversa il parco della Goodwood House, la residenza del Duca di Richmond. Una salita breve, tecnica, veloce, fiancheggiata da balle di paglia, alberi e migliaia di spettatori a pochi metri dalle vetture. Non è una gara nel senso tradizionale del termine, non assegna punti mondiali e non consegna trofei prestigiosi. Per i costruttori, affrontare la cronoscalata di Goodwood equivale a una dichiarazione d’intenti e molti prototipi non possono mancare. Quest’anno Audi ha un nome pesante da portare e ancora più pesante da onorare: Nuvolari.

Un nome che obbliga a essere straordinari

Chiamare una vettura Nuvolari significa evocare immediatamente Tazio Nuvolari, il “Mantovano Volante“, probabilmente il pilota più amato e rispettato della prima metà del Novecento. Un nome che nella storia delle corse rappresenta coraggio, tecnica e capacità di andare oltre i limiti della macchina. Audi lo sa bene e per questo motivo ha deciso di utilizzarlo soltanto per quella che definisce senza esitazioni la vettura di serie più veloce e potente mai costruita nei 117 anni di storia del marchio. La Nuvolari segna inoltre il ritorno della Casa di Ingolstadt nel segmento delle supercar dopo la fine della produzione della R8 e inaugura la nuova filosofia stilistica del marchio dei quattro anelli.

Un’anima da F1

I numeri aiutano meglio a capire il progetto. La Nuvolari sviluppa complessivamente 1.001 cavalli grazie a un sistema ibrido ad alte prestazioni composto da un V8 biturbo da quattro litri e tre motori elettrici a flusso assiale. La velocità massima supera i 350 km/h mentre lo scatto da 0 a 100 km/h richiede appena 2,6 secondi. Per raggiungere i 200 km/h bastano invece 6,8 secondi. Numeri da hypercar assoluta. Ma la vera rivoluzione, secondo Audi, non è la potenza, è il modo in cui questa potenza viene utilizzata. La Nuvolari introduce infatti sistemi derivati direttamente dal motorsport come l’aerodinamica attiva, la gestione energetica ispirata alla F1 e il nuovo sistema “quattro predictive ride“, capace di distribuire la coppia in tempo reale anticipando le condizioni di guida e le richieste del pilota. Il risultato è una vettura che promette di comportarsi più come un prototipo da corsa che come una tradizionale granturismo stradale.

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Perché Goodwood è il banco prova perfetto

Audi ha scelto il luogo più simbolico possibile per mostrare il carattere della Nuvolari. La salita di Goodwood è una sorta di Nurburgring in miniatura. Ci sono accelerazioni violente, cambi di direzione improvvisi, frenate in appoggio e tratti in cui la vettura deve scaricare tutta la propria potenza nel giro di pochi secondi. In meno di 2 chilometri si concentrano quasi tutte le difficoltà che un ingegnere di dinamica del veicolo può immaginare. Non esiste un posto migliore per verificare se telaio, aerodinamica, trazione integrale e sistema ibrido parlano davvero la stessa lingua. Per Audi sarà il primo vero bagno di folla dinamico per un prototipo ormai vicinissimo alla produzione definitiva.

Al volante c’è Mister Le Mans

A guidarla non poteva essere un pilota qualsiasi. Audi ha affidato la Nuvolari al danese Tom Kristensen, l’uomo che più di ogni altro rappresenta il dominio della Casa tedesca nell’endurance moderna. Nove vittorie alla 24 Ore di Le Mans non si spiegano soltanto con la velocità. Servono sensibilità tecnica, capacità di interpretare il comportamento della macchina e una straordinaria comprensione del funzionamento dei sistemi. È proprio questo l’aspetto che più ha colpito Kristensen: “Ciò che impressiona della Nuvolari è il modo in cui tutti i sistemi lavorano insieme: dalla nuova trazione integrale quattro alla dinamica del veicolo, fino all’aerodinamica e all’impianto frenante“. Una frase che racconta molto della filosofia della vettura. La Nuvolari non vuole essere soltanto veloce, vuole essere armonica.

Audi celebra anche il passato

Ma Goodwood non sarà soltanto il palcoscenico del futuro Audi, sarà anche una celebrazione del suo passato. Accanto alla Nuvolari saranno presenti alcune delle vetture più iconiche della storia sportiva dei quattro anelli: le protagoniste di Le Mans, le leggendarie auto da rally e soprattutto le Auto Union Type C e Type D, autentici monumenti delle corse degli anni Trenta. A rubare la scena sarà però soprattutto un’altra macchina, l’Auto Union Lucca e rappresenta uno dei progetti più affascinanti mai realizzati da Audi Tradition. La cosiddetta “Rennlimousine” apparteneva infatti alla famiglia delle Frecce d’Argento e nel 1935 stabilì il record mondiale sul miglio lanciato toccando una velocità media di 320,267 chilometri orari. Audi l’ha ricostruita fedelmente utilizzando fotografie storiche e documentazione tecnica originale e la vettura farà proprio a Goodwood la sua prima apparizione pubblica in movimento dopo oltre novant’anni di storia. Una scelta non casuale, Goodwood vive esattamente di questo: il dialogo continuo tra passato e futuro.

Il festival dove convivono tutte le epoche del motorsport

Nel corso degli anni sulla collina del Sussex hanno sfilato monoposto di F1, prototipi di Le Mans, vetture del Mondiale Rally e hypercar elettriche da oltre mille cavalli. Nel 2026 il festival continua a essere uno dei pochi luoghi al mondo dove una vettura degli anni Trenta può condividere il paddock con i prototipi Formula E di nuova generazione e con le ultime creazioni dell’industria automobilistica mondiale. È questo il motivo per cui le case automobilistiche continuano a considerarlo un appuntamento irrinunciabile. A Goodwood non si vendono automobili, si costruiscono immaginari.

La salita che vale un manifesto

Per Audi, dunque, la cronoscalata di Goodwood vale molto più di una semplice esibizione. È il manifesto della nuova identità del marchio. Una casa che ha debuttato in F1 nel 2026 e che contemporaneamente vuole riaffermare il proprio ruolo nel mondo delle alte prestazioni stradali. La Nuvolari rappresenta il punto di incontro tra queste due anime. Da una parte il motorsport, dall’altra la produzione di serie. In mezzo ci sono 1000 cavalli, 3 motori elettrici, un V8 biturbo e un nome che pesa quanto un’eredità. Se esiste un luogo dove una vettura del genere deve dimostrare di meritarselo, quel luogo è la collina di Goodwood. Novanta secondi di salita possono sembrare pochi. Nel mondo dei motori, a volte, bastano per entrare nella storia.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 13:56:21 +0000
News n. 14
Multa per eccesso di velocità: i Comuni che hanno incassato di più

Il superamento dei limiti di velocità non è solo una delle infrazioni più comuni sulle strade della Penisola, ma rappresenta oggi una voce di bilancio fondamentale per molte amministrazioni locali. Secondo una recente analisi realizzata da Facile.it sui rendiconti ufficiali pubblicati dai Comuni italiani, nel corso del 2025 le sanzioni legate all’articolo 142 del Codice della Strada hanno generato proventi complessivi per oltre 284 milioni di euro. Questo dato acquista ancora più valore se si considera che, tra tutte le multe elevate in Italia per violazioni stradali, più di una su tre è riconducibile proprio all’eccesso di velocità. Adesso, vediamo più nel dettaglio la mappa italiana degli incassi derivanti dalle multe per eccesso di velocità.

Firenze regina dei capoluoghi

Analizzando la geografia degli incassi limitatamente ai capoluoghi di provincia, emerge una classifica guidata con un distacco netto da Firenze. La città toscana, grazie a un sistema capillare di autovelox fissi e mobili, tutor e altri dispositivi tecnologici di rilevazione, ha incassato nel 2025 la cifra record di 19.718.932 euro. Si tratta di una somma che quasi doppia quella della seconda in classifica, Bologna, che ha registrato proventi per 9.214.556 euro.

Al terzo posto si posiziona Milano, con un incasso di 6.948.884 euro, seguita da Padova (5.725.268 euro) e Genova (4.883.831 euro). Queste cinque città, da sole, hanno raccolto oltre 46 milioni di euro attraverso i sistemi di controllo della velocità. Il resto della “top ten” dei capoluoghi vede una predominanza di città del Centro-Nord, con l’eccezione di Palermo, sesta con 4.226.650 euro. Seguono poi Ravenna, Modena, Treviso e Venezia, con incassi che oscillano tra i 2,6 e i 3,9 milioni di euro.

La sorpresa di Roma

Un dato che balza agli occhi degli analisti riguarda la Capitale. Roma, nonostante le sue dimensioni e il volume di traffico, si posiziona sorprendentemente solo al dodicesimo posto tra i capoluoghi di provincia, con un importo incassato di 2.308.276 euro.

Tuttavia, la vera sorpresa dell’indagine emerge estendendo lo sguardo ai comuni non capoluogo, dove si registrano performance finanziarie che superano quelle delle grandi metropoli. Il caso più eclatante è quello di Villapiana, in provincia di Cosenza: nel 2025, questo comune ha dichiarato proventi per ben 6.990.889 euro, superando di fatto gli incassi di una città come Milano. Situazione analoga per Fiumicino, in provincia di Roma, che ha sfiorato i 7 milioni di euro (6.977.786 euro), e per Galatina, nel leccese, che ha incassato 5.365.680 euro. Anche Cittadella, in provincia di Padova, figura tra i centri più “produttivi” con oltre 3,4 milioni di euro derivanti dalle sanzioni.

Sicurezza e criticità nel periodo estivo

Se da un lato i numeri raccontano una realtà economica significativa per i Comuni, dall’altro ricordano l’importanza cruciale della prevenzione, specialmente in determinati periodi dell’anno. Proprio in estate si registra infatti un boom di incidenti stradali: i mesi di giugno, luglio e agosto concentrano il 28% del totale dei sinistri annui con lesioni a persone.

Secondo i dati Istat, si verificano più di 48.000 incidenti nel trimestre estivo, con un picco preoccupante nel mese di luglio, quando si superano i 17.000 sinistri. Con oltre 15 milioni di italiani pronti a mettersi al volante per raggiungere le mete di vacanza, l’eccessiva velocità rimane purtroppo una delle cause principali di questi eventi tragici. In questo scenario, l’uso degli autovelox e i conseguenti incassi non sono solo numeri di bilancio, ma strumenti volti a mitigare un rischio che proprio nei mesi più caldi raggiunge i massimi livelli di criticità.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 13:37:12 +0000
News n. 15
DENZA presenta BAO 5, il suo primo SUV destinato al mercato europeo

Il palcoscenico del Goodwood Festival of Speed ha tenuto a battesimo il debutto europeo della DENZA BAO 5, il secondo modello del marchio premium di BYD destinato al Vecchio Continente dopo la sportiva elettrica Z. Con questo lancio, il gruppo cinese punta dritto a un settore strategico: come sottolineato da Stella Li durante la presentazione, “il segmento dei SUV premium è particolarmente rilevante per i clienti europei e siamo convinti che questo modello saprà rispondere alle loro aspettative”. La BAO 5 non è un semplice crossover urbano, ma una vettura che promette di unire l’eleganza di un’ammiraglia alle capacità di un fuoristrada tecnico.

Muscoli e sostanza

Esteticamente, la DENZA BAO 5 si distingue per linee massicce e squadrate, che ne dichiarano immediatamente la vocazione avventuriera. La vettura misura 4.888 mm di lunghezza (che salgono a 4.921 mm nella variante Ultimate), è larga 1.970 mm e alta 1.920 mm, con un passo di 2.800 mm che garantisce ampi spazi interni. La praticità è confermata da un bagagliaio con una capacità di 475 litri, estendibile fino a 1.736 litri abbattendo la seconda fila di sedili.

Sotto la carrozzeria batte il cuore di un vero off-road: un telaio a longheroni abbinato a tre differenziali elettronici autobloccanti. La versione Ultimate eleva ulteriormente le prestazioni grazie al sistema DiSus-P, che permette di sollevare l’auto di 90 mm, raggiungendo un’altezza da terra di 310 mm e angoli di attacco e uscita rispettivamente di 39° e 34°.

Dove il lusso incontra la tecnologia

L’abitacolo della BAO 5 è un manifesto della filosofia premium del brand, con un ampio uso di pelle e finiture ricercate. Nonostante l’eleganza, non mancano richiami al mondo del fuoristrada, come i robusti maniglioni nella console centrale e la scelta di mantenere numerosi tasti fisici, più pratici durante la guida impegnativa. Il comfort è totale: i sedili anteriori sono dotati di regolazione elettrica e massaggio, mentre tutte le sedute sono riscaldate. Un dettaglio distintivo è il vano refrigerato e riscaldato da 4,5 litri integrato nella console, la cui temperatura può essere regolata tramite l’app dedicata.

Il comparto tecnologico è all’avanguardia, con una plancia dominata da tre schermi: il quadro strumenti da 12,3″, l’infotainment centrale da 15,6″ con Google integrato e un terzo display dedicato esclusivamente al passeggero. Il conducente beneficia anche di un sistema head-up display. L’esperienza sonora è affidata a un impianto Devialet da 18 altoparlanti, con diffusori integrati persino nei poggiatesta.

Motorizzazioni e performance

La vera innovazione della DENZA BAO 5 risiede nel powertrain ibrido plug-in DMO (Dual Mode Off-road). Il sistema accoppia un motore 1.5 turbobenzina da 150 CV a due motori elettrici (uno per asse), generando una potenza complessiva di 544 CV e 760 Nm di coppia.

Queste specifiche permettono al SUV di scattare da 0 a 100 km/h in soli 4,8 secondi. La batteria Blade da 31,8 kWh assicura un’autonomia in modalità puramente elettrica di 90 km, mentre con il supporto del serbatoio di benzina l’autonomia complessiva arriva a ben 835 km. Per la ricarica rapida, l’auto supporta potenze in corrente continua fino a 100 kW.

Allestimenti e disponibilità

DENZA ha previsto due versioni per il mercato europeo: la Elegance, ricca di dotazioni come il tetto panoramico e i cerchi da 18″, e la Ultimate, che aggiunge le sospensioni intelligenti DiSus-P, cerchi da 20″ e rivestimenti in pregiata pelle Nappa. La gamma colori spazia da tinte classiche come lo Shadow Black a opzioni più audaci come il Tarim Polar Gold o la finitura opaca Mineral Purple. Sebbene i prezzi non siano ancora stati ufficializzati, gli ordini apriranno nel corso dell’estate 2026, con le prime consegne previste per l’ultimo trimestre dell’anno.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 12:59:08 +0000
News n. 16
Si addormenta nella Tesla con due bambini mentre guida l’autopilot, il video è virale

Il 5 luglio scorso sulla Trans-Canada Highway, nel tratto che collega Golden a Revelstoke nella British Columbia canadese, al posto di guida di una Tesla, una donna era profondamente addormentata, con le mani completamente staccate dal volante e gli occhi coperti da un paio di occhiali da sole. A rendere lo scenario ancora più inquietante, la presenza a bordo di due bambini, anch’essi addormentati sul sedile posteriore. L’auto nel frattempo andava tranquillamente per la sua strada, a cento chilometri all’ora, in una domenica estiva con traffico intenso.

Addormentata a 100 km/h

Nel filmato la conducente appare con la testa piegata da un lato, il corpo immobile, nessun contatto con il volante. La Tesla proseguiva dritta, mantenendo la corsia senza sbandamenti apparenti. Il signore che ha ripreso la scena ha pubblicato il filmato su Facebook con un commento durissimo: “È assolutamente incredibile quello a cui abbiamo appena assistito. 100 km all’ora, una domenica estiva affollatissima e due bambini in macchina. Scioccante e orribile. Condividete questo post e fatela diventare famosa; abbiamo chiamato la RCMPâ€.

Il video ha fatto esattamente quello che la testimone chiedeva: ha superato le 10mila condivisioni e ha spinto la Royal Canadian Mounted Police ad aprire un’indagine. Tra gli elementi che hanno alimentato le speculazioni c’è anche il dettaglio degli occhiali da sole: secondo alcuni i grandi occhiali da sole indossati dalla donna avrebbero potuto ingannare la telecamera di monitoraggio del conducente installata da Tesla, facendole apparire gli occhi aperti anche quando erano chiusi. Una vulnerabilità del sistema di sorveglianza interno che, se confermata, apre interrogativi tutt’altro che banali sull’efficacia dei controlli.

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Indagine avviata

La polizia della Columbia Britannica ha aperto un’indagine basata proprio sulle immagini diffuse da C. K. Per la conducente si profilano sanzioni che vanno da semplici multe per infrazioni stradali fino all’accusa di guida pericolosa. L’ipotesi più grave, però, riguarda un’eventuale accusa di negligenza nei confronti di minori.

Va detto, per correttezza, che la dinamica esatta di quanto accaduto non è stata ancora ricostruita con certezza. Resta aperta l’ipotesi più semplice, ovvero che la donna si sia addormentata proprio mentre l’auto la stava già avvisando ripetutamente, pochi istanti prima di un possibile arresto automatico del veicolo. I sistemi Tesla, quando rilevano un conducente che non interagisce, inviano avvisi acustici e visivi ripetuti prima di agire autonomamente. Ma in ogni caso, il comportamento documentato nel video viola in modo evidente le norme del codice stradale canadese.

Proibito staccare le mani dal volante

Il punto legale centrale di tutta la vicenda è uno solo: il sistema Full Self-Driving (Supervised) di Tesla si basa su una rete di telecamere a 360 gradi che analizzano in tempo reale l’ambiente circostante per gestire sterzo, freni e acceleratore, ma si tratta di un sistema di livello 2 con guida assistita e non autonoma. La guida di livello 3 o superiore resta illegale anche in territorio canadese, ed è sempre richiesto che chi siede al posto di guida mantenga il controllo.

La British Columbia ha bandito con il Motor Vehicle Act del 2024 i veicoli automatizzati di livello 3, 4 e 5, che consentono al conducente di togliere le mani dal volante. Questo significa che anche se la Tesla stava guidando in modo apparentemente impeccabile, la conducente stava violando la legge e lo stava facendo con due bambini a bordo, su un’arteria trafficata, in piena estate.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 12:12:37 +0000
News n. 17
DS N°7, la doppia anima ibrida ed elettrica della francese di Melfi

Dimensioni generose, piattaforma aggiornata, tecnologia di bordo al passo con i tempi e una gamma che abbraccia sia il mondo ibrido sia quello completamente elettrico. Il tutto prodotto nello stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata, un dettaglio che in un momento storico in cui molti marchi stanno ridisegnando le proprie catene produttive non è affatto secondario. Il prezzo d’ingresso è fissato a 42.400 euro, una cifra che colloca DS N°7 tra i player premium del mercato dei SUV del proprio segmento.

Ibrida ed elettrica

La gamma della DS N°7 si articola su quattro motorizzazioni. La versione Hybrid 145 CV monta il tre cilindri 1.2 turbo di ultima generazione, con oltre il 70% dei componenti rivisti rispetto alla generazione precedente. Distribuzione a catena, ciclo Miller, turbina a geometria variabile e iniezione diretta a 350 bar sono le voci tecniche principali di un propulsore che eroga 136 CV abbinati a un motore elettrico da 28 CV integrato nel cambio a doppia frizione a sei rapporti. È la versione più accessibile del listino, quella pensata per chi non è ancora pronto al salto all’elettrico ma vuole comunque stare al passo con i tempi.

Per chi invece è disposto a compiere il passo completo verso la corrente, la gamma si apre su tre versioni 100% elettriche. La E-Tense FWD da 230 CV parte da 50.900 euro e garantisce fino a 543 km di autonomia WLTP con la batteria da 73,7 kWh. La E-Tense FWD Long Range da 245 CV sale a batterie da 97,2 kWh e promette fino a 740 km nel ciclo combinato con ricarica rapida fino a 160 kW che porta la batteria dal 20 all’80% in soli 27 minuti. Al vertice della gamma c’è la E-Tense AWD Long Range da 350 CV, con trazione integrale, coppia da 509 Nm e uno 0-100 km/h in 5,4 secondi.

Estetica ricercata

La firma luminosa DS Light Blade caratterizza sia il frontale che il posteriore con una riconoscibilità immediata. Le forme di fiancata sono pulite, con una linea di cintura che scorre verso l’alettone posteriore accentuando la sensazione di dinamismo, mentre il tetto leggermente spiovente contribuisce a un coefficiente aerodinamico dichiarato di 0,26.

L’abitacolo rispecchia la solita attenzione al dettaglio a cui ha abituato DS: la qualità costruttiva si percepisce già nell’allestimento intermedio Pallas, con pelle Nappa sulla parte superiore dei pannelli porta, cuciture a contrasto e sedili completamente elettrici. Il display centrale da 16 pollici ospita il sistema DS IRIS 2.0, integrato con ChatGPT per il riconoscimento vocale naturale, e funziona con buona fluidità nella pratica. Il bagagliaio tocca i 560 litri, con uno scalino di accesso contenuto e la suddivisione 40:20:40 del divano posteriore che aggiunge flessibilità. 

Fatta in Italia

La DS N°7 viene prodotta nello stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata. Non è una scelta di poco conto in un momento in cui molti marchi premium si guardano intorno cercando di ridurre i costi di produzione. È invece la conferma che il sito lucano, già avviato verso la transizione elettrica, continuerà a giocare un ruolo centrale nella strategia industriale del gruppo.

Melfi produce anche Jeep Compass e Opel Grandland, entrambe basate sulla stessa piattaforma STLA Medium su cui poggia la N°7. La condivisione dell’architettura permette di ottimizzare i volumi produttivi e di contenere i costi, pur garantendo a ciascun marchio la possibilità di differenziarsi sul piano del carattere e della dotazione. Nel caso di DS, la differenziazione passa per la qualità dei materiali e un’attenzione al dettaglio che distingue questa proposta dalle cugine Stellantis con cui condivide il pianale.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 11:35:10 +0000
News n. 18
MG GO!, la nuova compatta sportiva dallo stile British

Quale cornice migliore del Goodwood Festival of Speed per presentare le ambizioni future di MG. La casa inglese segna un ritorno in grande stile, accompagnato da due concept che raccontano in modo piuttosto esplicito dove il marchio vuole andare. Il palcoscenico è iconico e il messaggio è chiaro: MG punta a diventare qualcosa di più di un’alternativa economica nel panorama dei SUV elettrici.

La presentazione al Goodwood

Il Goodwood Festival of Speed 2026 è stato l’occasione scelta da MG per svelare due concept car che disegnano la direzione futura del marchio: la MG GO! e la MG Cyber Concept. Due progetti distinti per segmento e ispirazione, ma uniti da un obiettivo comune dichiarato con chiarezza dal vicepresidente del design globale Jozef Kaban: creare auto capaci di generare un legame emotivo immediato, prima ancora di essere guidate.

È un cambio di registro significativo per MG, che negli ultimi anni aveva puntato soprattutto sulla competitività di prezzo. Ora, senza rinunciare al valore, si vuole aggiungere carattere, riconoscibilità e identità chiaramente British. Le MG, come ha detto lo stesso Kaban, devono smettere di essere auto meramente razionali.

La MG GO! è la protagonista principale di questa storia. È una compatta elettrica pensata per il mercato europeo, curata interamente dal centro stile MG di Londra sotto la guida del direttore del design Carl Gotham. Le forme rimandano esplicitamente ad alcuni dei modelli più amati della storia del marchio, su tutti la MGB GT degli anni Sessanta e Settanta: un richiamo al passato che non vuole essere nostalgia fine a sé stessa, ma un punto di partenza per costruire qualcosa di nuovo e riconoscibile in un segmento affollato come quello delle compatte. Il passaggio dalla concept alla produzione di serie è previsto per il 2027, con destinazione primaria il mercato europeo.

Anche MG Cyber Concept

L’altro protagonista del palcoscenico di Goodwood è la MG Cyber Concept, che percorre una strada diversa ma complementare rispetto alla GO!. Se la piccola compatta guarda al patrimonio stilistico del marchio, il Cyber Concept rappresenta qualcosa di più muscolare e aggressivo: è lo studio di un grande SUV elettrico ad alte prestazioni, ispirato alla storica EX181, l’auto con cui MG aveva stabilito record di velocità a terra. Nessun dettaglio tecnico relativo al powertrain è stato rivelato per nessuna delle due concept, né sono stati mostrati gli interni, ma in questa fase non è quello il punto.

La tecnologia SolidCore

Accanto alle due concept, Goodwood è stata anche l’occasione per MG di confermare un passo avanti concreto sul fronte delle batterie. La tecnologia SolidCore, già annunciata in precedenza, viene estesa ai futuri modelli con motorizzazione Plug-in Hybrid+.

La SolidCore è una batteria a stato semi-solido: una soluzione intermedia tra gli attuali accumulatori agli ioni di litio con elettrolita liquido e le batterie completamente allo stato solido, che restano ancora lontane dalla produzione su larga scala. La struttura interna garantisce una risposta di potenza più rapida e una gestione dell’energia più efficiente rispetto alle batterie tradizionali, con un vantaggio concreto che si manifesta soprattutto nelle situazioni in cui i sistemi ibridi plug-in tendono a soffrire di più: batteria scarica e temperature esterne rigide.

I primi modelli a montare questa tecnologia saranno tre nuovi SUV nei segmenti B, C e D, tutti sviluppati coerentemente con la strategia “In Europe, for Europe” con cui MG vuole costruire veicoli calibrati sulle reali condizioni di guida del Vecchio Continente.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 10:32:05 +0000
News n. 19
120 mila dipendenti a casa, Volkswagen chiude 4 impianti: ripercussioni anche in Italia

Volkswagen ha tenuto una riunione di vertice che potrebbe segnare uno spartiacque nella storia del più grande gruppo automobilistico europeo. Il risultato non è rimasto segreto a lungo: la stampa tedesca ha riportato i contenuti di quello che si annuncia come il piano di ristrutturazione più radicale nella storia del Gruppo. Quattro stabilimenti in Germania destinati alla chiusura, 120 mila posti di lavoro in meno entro il 2030 e una gamma di modelli ridotta della metà. Non è una crisi passeggera ma una trasformazione strutturale che cambierà l’industria automobilistica europea per un decennio.

Chiusura 4 stabilimenti

Il piano presentato dal CEO Oliver Blume non menziona esplicitamente le chiusure di impianti, ma la logica dei numeri li rende inevitabili. Dimezzare il numero di modelli in vendita significa dimezzare le linee di produzione. La stampa tedesca ha già identificato quattro stabilimenti in Germania che non sopravvivranno alla ristrutturazione. I nomi non sono stati confermati ufficialmente, ma le indiscrezioni convergono su siti già in parziale attività ridotta da mesi.

Il gruppo conta numerose fabbriche solo in Germania: Wolfsburg (quartier generale), Emden, Hannover, Zwickau, Dresda, Osnabrück, Kassel e altri ancora. La scure cadrà su quelli con la minore flessibilità produttiva, quelli che non sono stati adeguati per le nuove piattaforme o che producono modelli destinati all’eliminazione. La chiusura di quattro di questi significa la fine dell’attività per decine di migliaia di dipendenti diretti e per tutti i fornitori dell’indotto che ruotano attorno a ciascun impianto.

120 mila dipendenti licenziati

Una cifra che include anche le riduzioni già annunciate in precedenti comunicati ufficiali: i 19.000 tagli resi noti a giugno, i 50.000 annunciati a inizio anno, ma che li supera nettamente, indicando che il processo è ancora in accelerazione. Volkswagen ha già siglato un accordo con il sindacato IG Metall che protegge i lavoratori tedeschi dai licenziamenti diretti fino al 2030: le uscite avverranno tramite pensionamenti anticipati, uscite incentivate e non rinnovi delle assunzioni temporanee. Ma dal 2027 in poi saranno ridotti anche i bonus per i dipendenti, un elemento che nella cultura aziendale tedesca ha sempre avuto un peso motivazionale enorme.

Numero modelli dimezzato

Volkswagen taglierà il 50% dei modelli attualmente in commercio entro il 2030. La varietà degli allestimenti sarà ridotta del 75%. Non si tratta di togliere qualche variante di colore: si tratta di eliminare linee di prodotto intere, probabilmente intere famiglie di veicoli.

L’obiettivo dichiarato è la semplificazione. Meno modelli significa meno piattaforme da sviluppare e aggiornare, meno componenti specifici da gestire, meno complessità nelle linee di montaggio. Le risorse così liberate saranno concentrate sullo sviluppo tecnologico e software dei modelli superstiti, che dovranno essere più competitivi e più redditizi di quanto lo siano stati i rispettivi predecessori.

Sul fronte software, il piano prevede l’eliminazione delle duplicazioni tra i vari marchi del gruppo, rimarrà una distinzione principale: le tecnologie per il mercato occidentale e quelle per il mercato cinese, dove le aspettative degli utenti e l’integrazione digitale sono profondamente diverse.

L’effetto sulla componentistica italiana

Se la crisi di Volkswagen fosse un problema solo tedesco, sarebbe già grave. Ma l’industria automobilistica europea è un ecosistema interconnesso, e quello che succede a Wolfsburg si ripercuote anche a Torino, Modena, Bergamo e in centinaia di piccoli comuni del Nord Italia dove vivono le imprese della componentistica.

L’Italia è uno dei principali fornitori di componenti per il gruppo tedesco: dalla meccanica di precisione alle guarnizioni, dai sistemi di iniezione ai componenti in plastica tecnica, dalle sospensioni ai cavi elettrici. Molte delle PMI italiane della filiera automotive dipendono in misura significativa dagli ordini che arrivano dalla Germania. Quando Volkswagen dimezza i modelli, gli ordini di componenti si riducono di conseguenza, non nell’immediato, ma con un ritardo di mesi che può diventare la differenza tra sopravvivere e no.

Le associazioni di categoria italiane dell’automotive hanno già lanciato segnali di preoccupazione. Qualcuno stima che il piano di ristrutturazione di VW possa mettere sotto pressione decine di migliaia di posti di lavoro nel solo indotto italiano, concentrati soprattutto in Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. Non è una proiezione catastrofista: è il risultato naturale della dipendenza che si è creata nel corso di decenni.

I costruttori europei sono in sovracapacità

Quello di Volkswagen non è un caso isolato. L’intera industria automobilistica europea si trova in una situazione di sovracapacità strutturale: ha impianti in grado di produrre molte più auto di quante il mercato ne assorba. Questo squilibrio esisteva già prima della pandemia, è peggiorato con la crisi dei chip e con il calo delle vendite in Cina, ed è diventato insostenibile con l’accelerazione della transizione elettrica, che richiede investimenti enormi su nuove piattaforme mentre le vendite dei modelli termici calano.

La radice di questo problema per Volkswagen è tracciabile con precisione. Nel nuovo millennio il gruppo aveva fondato il proprio modello di crescita su tre pilastri: energia a basso costo, componenti economici dalla Cina, espansione delle vendite. Dal 2020 al 2022 tutti e tre sono caduti uno dopo l’altro. La pandemia ha rallentato l’economia cinese. La guerra in Ucraina ha interrotto le forniture di gas russo. E in Cina i costruttori locali, con BYD in testa, hanno eroso quote di mercato con auto elettriche più economiche e tecnologicamente competitive, mentre la diffidenza verso i marchi occidentali è cresciuta in parallelo con le tensioni geopolitiche.

A questo si sono aggiunti i dazi americani, che hanno reso le esportazioni negli USA economicamente difficili, e la pressione regolamentare europea sulle emissioni, che ha imposto investimenti accelerati nell’elettrificazione senza che il mercato si sviluppasse alla velocità sperata. Il risultato è che Volkswagen cosi come tutti gli altri Gruppi automobilistici europei, si trovano a gestire una transizione epocale con meno risorse e meno tempo di quanto prevedesse. La differenza è che Volkswagen è il più grande, ha il numero di dipendenti più alto e le conseguenze di ogni sua scelta si propagano sull’intera catena industriale del continente.

Quello che sta succedendo a Wolfsburg è il riflesso più nitido e doloroso di un sistema produttivo che deve reinventarsi senza potersi fermare. E l’Italia, che di quella filiera è parte integrante, non può permettersi di guardare solo da lontano.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 09:24:27 +0000
News n. 20
I prezzi di benzina e diesel salgono vertiginosamente: le cause

Dopo una fase di relativa calma, i prezzi della benzina e del gasolio hanno ripreso a salire con una certa decisione. Il tutto mentre siamo a luglio, le vacanze estive sono alle porte e le auto stanno per affollare autostrade e strade statali come accade ogni anno in questo periodo. Un cocktail aggravato da due fattori che agiscono in contemporanea: la scadenza dello sconto sulle accise e un quadro geopolitico in Medio Oriente che si è deteriorato con rapidità sorprendente.

Si torna a salire

I dati che arrivano dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano una situazione in rapido peggioramento. Il 9 luglio, il prezzo medio della benzina in modalità self-service sulla rete stradale nazionale si attesta a 1,858 euro al litro, mentre il gasolio ha toccato quota 1,946 euro. Spostandosi sull’autostrada, dove i prezzi sono strutturalmente più alti, la situazione si fa ancora più pesante: la benzina al self è a 1,951 euro, mentre il diesel supera ampiamente i due euro, attestandosi mediamente a 2,033 euro al litro.

Quello che preoccupa non è solo il livello assoluto dei prezzi, ma la velocità con cui sono saliti. Le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati hanno registrato un’impennata brusca e gli esperti avvertono che l’effetto pieno di questi aumenti si vedrà sulla rete distributiva italiana solo a partire dal 10 luglio. In altri termini, il peggio potrebbe non essere ancora arrivato.

Niente più sconto accise

Il primo elemento da mettere sul tavolo è la fine del taglio delle accise, scaduto a inizio luglio e non rinnovato dal Governo. Una misura che aveva funzionato da cuscinetto nei mesi precedenti, tenendo i prezzi su livelli più sostenibili, e la cui assenza si fa ora sentire in modo diretto nelle tasche degli automobilisti.

Va ricordato che la struttura fiscale sul carburante in Italia è tra le più gravose d’Europa: le accise sono storicamente elevate, e sull’importo complessivo si applica anche l’IVA, con l’effetto di generare quella che viene comunemente definita “la tassa sulla tassa”. Con lo sconto fiscale attivo, parte di quel peso veniva alleggerito. Ora non più, e la differenza si vede chiaramente sul cartellone di ogni distributore.

La guerra è sempre presente

Il secondo fattore è quello geopolitico, e stavolta la crisi arriva dal Golfo Persico. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran si sono acuite notevolmente, con Washington che ha revocato la cosiddetta “General License X”, una deroga che permetteva scambi limitati con il settore petrolifero iraniano, fissando al 17 luglio il termine ultimo per le operazioni in corso. Dopodiché il regime sanzionatorio tornerà pienamente in vigore.

Il risultato è che il petrolio è tornato a sfiorare gli 80 dollari al barile, con scorte globali ai minimi storici, danni a infrastrutture di raffinazione in aree chiave e una domanda cinese che ha modificato rapidamente i flussi di acquisto internazionali. Tutti elementi che, sommati, spingono nella stessa direzione: i prezzi alla pompa salgono, e farlo scendere in tempi brevi non sarà semplice. Per chi deve fare il pieno in questo periodo, il consiglio pratico resta quello di privilegiare la rete stradale ordinaria rispetto alle autostrade e di usare le app di monitoraggio dei prezzi per individuare il distributore più conveniente lungo il proprio percorso. 

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 07:44:19 +0000
News n. 21
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 10 luglio 2026 sono previsti tre scioperi in Italia che interesseranno diversi settori e territori. Questi scioperi coinvolgono sia il trasporto pubblico locale che il settore merci e, in particolare, riguardano la regione Puglia e il territorio nazionale. Nel prosieguo dell’articolo trovi tutti i dettagli sugli scioperi previsti per questa data.

Sciopero trasporto pubblico locale Bari

Nella città di Bari e provincia è previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della società STP di Bari. Lo sciopero, della durata di 24 ore, vede la partecipazione dei sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL. Sono interessati tutti i dipendenti della società STP per il giorno 10 luglio.

Sciopero generale Regione Puglia

In tutta la regione Puglia è stato proclamato uno sciopero generale che riguarda sia le categorie pubbliche che private. L’azione di protesta, prevista per l’intera giornata del 10 luglio 2026, coinvolge in particolare il personale del trasporto pubblico locale per l’intero turno di servizio. Lo sciopero è indetto dal sindacato OSR USB Lavoro Privato e riguarda ogni provincia pugliese.

Sciopero settore trasporto merci Italia

Su tutto il territorio nazionale è stato indetto uno sciopero che interessa il settore del trasporto merci, in particolare il personale della società Captrain Italia. Lo sciopero, indetto dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, avrà una durata di 8 ore, con inizio alle 16:01 e fine alle 23:59 del 10 luglio 2026.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 22
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

Luglio 2026 si preannuncia come un mese particolarmente critico per la mobilità in Italia, con numerosi scioperi previsti nei settori dei trasporti pubblici, ferroviari, aerei e marittimi. In questo articolo troverai il calendario completo e aggiornato delle agitazioni sindacali, ordinato per data e città, insieme ai dettagli su orari, categorie coinvolte e territori interessati, così da poter pianificare al meglio spostamenti e attività.

Bari – Sciopero 10 luglio 2026

Nella città di Bari e provincia, il 10 luglio 2026 è indetto uno sciopero del trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della Società STP di Bari. La durata della protesta è di 24 ore e vede la partecipazione dei sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL. Saranno interessati tutti i dipendenti della società per l’intera giornata.

Puglia – Sciopero 10 luglio 2026

Per l’intera regione Puglia, sempre il 10 luglio 2026 si terrà uno sciopero generale che riguarda sia il settore pubblico che privato. L’astensione dal lavoro si estende a tutte le province ed è prevista per l’intera giornata. In particolare è coinvolto il personale del trasporto pubblico locale per l’intero turno di servizio. L’iniziativa è stata proclamata dal sindacato OSR USB Lavoro Privato.

Italia (nazionale) – Sciopero 10 luglio 2026

Sempre il 10 luglio 2026 su tutto il territorio nazionale è stato indetto uno sciopero che interessa il settore del trasporto merci, con particolare riferimento al personale della società Captrain Italia. L’astensione dal lavoro avrà durata di 8 ore, con inizio alle 16:01 e termine alle 23:59. Lo sciopero è stato proclamato dalle sigle sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.

Italia (nazionale) – Sciopero 9 luglio 2026

Il 9 luglio 2026 è previsto uno sciopero nazionale nel settore ferroviario. L’agitazione riguarda il personale operativo degli equipaggi della società Italo NTV ed è indetta dal sindacato UILT-UIL. La durata è di 23 ore, a partire dalle 03:00 del 9 luglio fino alle 02:00 del 10 luglio su tutto il territorio italiano.

Italia (nazionale) – Scioperi 7 luglio 2026

Nella giornata del 7 luglio 2026 sono previsti diversi scioperi:

– Su scala nazionale, sciopero di 24 ore proclamato da USB Lavoro Privato per tutto il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal.
– In Piemonte, provincia di Torino, sciopero nelle ultime 2 ore di ciascun turno nel settore trasporto merci e logistica, indetto da OSR FILT-CGIL.
– In Sicilia, sciopero di 8 ore (09:00-17:00) per il personale della società RFI DOIT Palermo, proclamato da OSR UILT-UIL.

Catania – Scioperi 6 luglio 2026

Nella città di Catania il 6 luglio 2026 si registrano ben tre scioperi di 24 ore nel trasporto pubblico locale, che coinvolgono tutto il personale della società AMTS, proclamati dalle sigle OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TPL e CUB TRASPORTI.

Italia – Scioperi nel settore aereo, 5 luglio 2026

Il 5 luglio 2026 numerosi scioperi interesseranno principalmente il settore aereo, tra cui ENAV Aeroporto Milano Malpensa, il personale Assohandlers, ADR Security Roma, FEDEX Corporation Malpensa, ASC Handling Catania, EasyJet Airlines Limited e UAB DAT LT Palermo. Previsti anche disagi per il trasporto pubblico locale a Firenze.

Lombardia – Sciopero 2 luglio 2026

In Lombardia il 2 luglio 2026 è in programma uno sciopero regionale di 8 ore (03:31-11:29) nel trasporto merci ferroviario, con coinvolgimento del personale della società DB Cargo Italia. Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 23
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 10 luglio 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana secondo l’ultima rilevazione ufficiale disponibile. Nell’articolo trovi una tabella con i valori per benzina, gasolio, GPL e metano e, a seguire, una guida chiara alla composizione del prezzo: dalla parte industriale legata alle quotazioni internazionali e al cambio euro/dollaro, fino alla componente fiscale che include accise e IVA. Queste informazioni aiutano a comprendere perché i listini alla pompa si muovono e quali voci incidono maggiormente sul costo finale per gli automobilisti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 09-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.033
Benzina SELF 1.951
GPL SERVITO 0.884
Metano SERVITO 1.579

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale pagato in autostrada è il risultato dell’interazione tra due macro-voci: la componente fiscale e la componente industriale. La parte fiscale incide per il 58% e comprende accise e IVA: si tratta di imposte che, applicate al prodotto, pesano in misura determinante sul costo alla pompa e che non dipendono dalle dinamiche concorrenziali dei singoli operatori. La componente industriale rappresenta il restante 42% e si divide a sua volta in costo della materia prima e margine lordo. La materia prima, pari al 30% del prezzo, riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro, due fattori che possono variare anche in tempi brevi e trasferirsi sui listini. Il margine lordo, stimato nel 12%, è l’area sulla quale gli operatori possono intervenire per adeguare i prezzi in funzione di costi logistici, concorrenza locale, servizi offerti e strategie commerciali. In sintesi, mentre il carico fiscale definisce un pavimento rigido del prezzo, le oscillazioni delle quotazioni internazionali e del cambio influenzano la parte industriale; il margine, invece, determina gli aggiustamenti di breve periodo osservabili tra aree e impianti diversi.

Anche per il gasolio il prezzo alla pompa deriva da un equilibrio tra fisco e industria, ma con pesi differenti rispetto alla benzina. La componente fiscale vale il 45%, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima incide per il 45% del prezzo: si tratta della parte maggiormente esposta ai movimenti delle quotazioni internazionali dei distillati medi e all’andamento del cambio euro/dollaro, elementi che possono generare variazioni anche rapide nei listini. Il margine lordo è pari al 10% e rappresenta lo spazio di manovra degli operatori per modulare il prezzo finale in funzione di costi di trasporto, stoccaggio, gestione del punto vendita, politiche promozionali e condizioni competitive lungo le tratte autostradali. In pratica, nel gasolio il peso relativamente più alto della componente industriale rispetto alla benzina rende il prezzo particolarmente sensibile sia ai mercati internazionali sia alle scelte commerciali della rete, mentre il carico fiscale continua a costituire una quota importante ma non prevalente del totale pagato dagli automobilisti.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 24
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.864 per la benzina, 1.952 per il diesel, 0.783 per il gpl, 1.567 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.948
Benzina SELF 1.858
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.506

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.967
Benzina SELF 1.884
GPL SERVITO 0.749
Metano SERVITO 1.578

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.990
Benzina SELF 1.901
GPL SERVITO 0.879
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.960
Benzina SELF 1.876
GPL SERVITO 0.810
Metano SERVITO 1.662

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.944
Benzina SELF 1.867
GPL SERVITO 0.719
Metano SERVITO 1.515

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.942
Benzina SELF 1.851
GPL SERVITO 0.743
Metano SERVITO 1.515

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.959
Benzina SELF 1.870
GPL SERVITO 0.753
Metano SERVITO 1.499

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.943
Benzina SELF 1.851
GPL SERVITO 0.743
Metano SERVITO 1.633

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.952
Benzina SELF 1.862
GPL SERVITO 0.862
Metano SERVITO 1.531

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.942
Benzina SELF 1.851
GPL SERVITO 0.738
Metano SERVITO 1.533

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.926
Benzina SELF 1.838
GPL SERVITO 0.783
Metano SERVITO 1.498

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.966
Benzina SELF 1.882
GPL SERVITO 0.795
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.942
Benzina SELF 1.851
GPL SERVITO 0.738
Metano SERVITO 1.576

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.947
Benzina SELF 1.868
GPL SERVITO 0.737
Metano SERVITO 1.606

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.958
Benzina SELF 1.866
GPL SERVITO 0.864

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.964
Benzina SELF 1.872
GPL SERVITO 0.810
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.952
Benzina SELF 1.858
GPL SERVITO 0.760
Metano SERVITO 1.597

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.957
Benzina SELF 1.874
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.531

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.939
Benzina SELF 1.853
GPL SERVITO 0.782
Metano SERVITO 1.493

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.966
Benzina SELF 1.871
GPL SERVITO 0.862

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.841
GPL SERVITO 0.757
Metano SERVITO 1.498

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 25
Auto usate, i modelli più cercati e più rischiosi: gli errori da evitare

I grandi classici non vanno mai davvero fuori moda. Durante il primo semestre del 2026, il 3,7% degli italiani ha cercato soprattutto la Volkswagen Golf su carVertical secondo i dati ufficiali: nessuno ha saputo fare altrettanto. Il modello tedesco, una solida compatta dall’aspetto familiare, attira un pubblico eterogeneo anche perché si rivende facilmente nel mercato dell’usato.

In seconda posizione troviamo l’Audi A3, con il 2,7% delle ricerche, mentre la Fiat 500 raggiunge il terzo posto con il 2,1%. Il “Made in Germany” piace agli automobilisti italiani, complice la buona fama guadagnata nel tempo, ma il podio premia anche la qualità della 500, quasi una presenza fissa nelle città e nei box del Paese.

I modelli più desiderati dagli italiani nel 2026

Scorrendo la classifica troviamo nomi altrettanto popolari come l’Audi Q3, l’Alfa Romeo Stelvio, la Fiat Panda, la Mercedes-Benz Classe A, la Fiat 500X, la Smart Fortwo e l’Audi A4. Proprio le ultime due sono espressione di tendenze diverse ma conviventi: se è vero che le vetture compatte da città riscuotono ampio interesse, non si può nemmeno negare il fascino dei modelli di classe superiore. Anzi, spesso vengono presi in considerazione nella fascia di seconda mano per contenere la spesa.

Fermarsi alla popolarità di un veicolo rischia, però, di portare a una lunga serie di guai. Spesso, infatti, i veicoli di maggiore diffusione meritano un controllo ulteriore perché magari hanno cambiato più volte proprietario e finiscono nel mirino di pratiche poco trasparenti. I dati di carVertical indicano nello specifico due problemi da valutare: danni pregressi e manomissione del chilometraggio.

In particolare, la Smart Fortwo registra la quota maggiore di vetture con danni già riportati nello storico, pari al 23,8% degli esemplari controllati. Occhio poi alla Volkswagen Golf: in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente (quando si era attestata al 17,16%), il 17% dei controllati da carVertical risultava avere danni registrati nello storico. Seguono l’Audi Q3, al 15%, e la Fiat 500, al 14%.

Altrettanta attenzione lo richiede il capitolo chilometri. In questa classifica il caso peggiore è quello dell’Alfa Romeo Stelvio: il 3,9% degli esemplari aveva il contachilometri manomesso, in crescita rispetto al 3,6% del 2025. Alle sue spalle figurano la Fiat 500X, salita al 3,6% dal 2,5% dell’anno precedente, la Fiat 500 al 3,3% e la Smart Fortwo al 2,9%. In media, i chilometri sottratti sono circa 61.755 km, con punte oltre i 95.000 km sulla Fiat Panda.

I rischi nascosti del mercato dell’usato

Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical, invita a non fermarsi alla reputazione del modello:

“I nostri dati dimostrano che anche le auto più popolari e apparentemente affidabili possono nascondere storie di incidenti o chilometraggi falsificati. L’Alfa Romeo Stelvio, pur essendo un modello molto cercato, presenta la quota più alta di auto ‘schilometrate’ tra le top 10, mentre la Smart Fortwo ha quasi un veicolo su quattro con danni registratiâ€

Il controllo dello storico diventa quindi un passaggio decisivo, soprattutto quando l’auto sembra conveniente. Prima di siglare i contratti, sarebbe preferibile effettuare un test drive e, meglio ancora, chiedere l’ispezione di un meccanico qualificato. A quel punto si possono concludere le pratiche con la consapevolezza di aver guardato oltre la carrozzeria e il prezzo.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 05:30:15 +0000


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