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News n. 1
F1, 7 domande e risposte per capire la nuova era della Formula 1

Il regolamento F1 2026 cambia quasi tutto, dalle dimensioni delle auto, ai motori, all’aerodinamica, ai carburanti. È uno dei reset più grandi dell’era moderna della Formula 1 e potremmo dimenticare la vecchia gerarchia tra le scuderie. Anche se questo per ora è un po’ incerto, ciò che è sciuro sono le risposte alle domande che ci hanno fatto i nostri lettori.

Perché la Formula 1 cambia regolamento nel 2026?

I motivi sono tre.

Attirare nuovi costruttori di motori. Infatti, da quest’anno ci sarà la Cadillac che svilupperà una sua power unit; l’Audi ha acquisito la Sauber F1 Team; Honda fornirà il motore di Aston Martin

Rendere la tecnologia più vicina all’evoluzione dell’industria automobilistica. La FIA ha deciso di semplificare i motori, eliminare l’MGU-H e aumentare la componente elettrica. La nuova generazione di power unit sarà più sostenibile e più in linea con la transizione green.

Infatti, oltre alle iniziative di sostenibilità durante i gran premi della stagione, ci saranno anche i carburanti 100% sostenibili, a scelta delle scuderie (in realtà il fornitore pu) tra sintetici o biomasse da definire ad inizio stagione.

Aumentare il più possibile la spettacolarità delle gare, ad esempio cambiano le dimensioni delle monoposto (leggete la prossima domanda) oppure il tasto “Boost†sul volante.

Le monoposto saranno davvero più piccole e leggere?

Sì. Una delle novità più visibili riguarda proprio le dimensioni delle vetture. Le monoposto del 2026 saranno:

  • più corte, con passo ridotto da 360 cm a 340 cm
  • più strette, passando da 200 cm a 190 cm
  • più leggere, con una riduzione di circa 30 kg del peso minimo

Anche gli pneumatici saranno leggermente più stretti, per ridurre la resistenza aerodinamica e migliorare l’efficienza energetica.

Cosa cambia nei motori della Formula 1?

Il motore sarà uno dei punti più rivoluzionari del nuovo regolamento.

La potenza sarà distribuita quasi 50% tra motore termico e componente elettrica.

Un’altra novità importante è l’eliminazione dell’MGU-H, il sistema che recuperava energia dai gas di scarico. Da non dimenticare, lo ripetiamo, i carburanti 100% sostenibili.

Che fine fa il DRS?

Il celebre DRS (Drag Reduction System) sparirà.

Al suo posto arriverà un sistema più complesso che combina: aerodinamica attiva con ali mobili e modalità di sorpasso basata sull’energia elettrica. Le monoposto avranno due configurazioni aerodinamiche principali:

  • una con meno resistenza all’aria sui rettilinei
  • una con più carico nelle curve

Il sorpasso sarà favorito anche da un boost elettrico temporaneo, che sostituirà l’apertura dell’ala posteriore tipica del DRS.

Cambia anche l’aspetto economico della Formula 1?

Sì, il regolamento 2026 introduce anche modifiche finanziarie.

Il budget cap, cioè il tetto massimo di spesa per i team, aumenta in modo significativo: passa da circa 135 milioni di dollari a oltre 200 milioni per stagione.

L’aumento è legato principalmente all’inflazione e all’inclusione nel tetto di spese prima escluse. L’obiettivo resta comunque lo stesso, cioè limitare il divario tra team ricchi e squadre più piccole.

Come cambieranno le partenze delle gare nel 2026?

Le partenze diventeranno una fase ancora più delicata dal punto di vista energetico perché la potenza sarà quasi equamente distribuita tra motore termico e sistema elettrico.

Questo significa che nelle fasi iniziali della gara (quando le vetture partono da ferme e accelerano rapidamente) la gestione dell’energia della batteria diventerà decisiva.

Il nuovo sistema di recupero energetico (MGU-K) sarà molto più potente rispetto a quello attuale e potrà generare fino a 350 kW, circa tre volte l’energia recuperata oggi. Di conseguenza i piloti dovranno gestire con attenzione la disponibilità di energia elettrica fin dai primi metri.

I sorpassi saranno più facili o più difficili?

Il regolamento 2026 punta esplicitamente a rendere i sorpassi più frequenti e meno artificiali.

La novità più evidente, come detto, è l’eliminazione del DRS. Al suo posto verrà introdotto un sistema che combina due elementi: aerodinamica attiva, le monoposto avranno ali regolabili che permetteranno di passare tra configurazioni con più carico aerodinamico (per le curve) e configurazioni con meno resistenza (per i rettilinei); modalità di sorpasso con energia elettrica, il pilota che attacca potrà utilizzare un boost elettrico temporaneo, sfruttando l’energia accumulata nella batteria.

L’obiettivo della FIA è rendere il sorpasso più legato alla gestione dell’energia e alla strategia del pilota, piuttosto che a un semplice dispositivo aerodinamico automatico. In teoria questo dovrebbe creare duelli più vari e meno prevedibili rispetto all’era del DRS.

Data articolo: Thu, 05 Mar 2026 07:00:27 +0000
News n. 2
BMW R 1300 R Superhooligan, una moto speciale per i 50 anni dalla vittoria di Daytona

A cinquant’anni da una delle pagine più significative della propria storia sportiva, BMW Motorrad sceglie il palcoscenico della Daytona 200 per svelare BMW R 1300 R Superhooligan. Il modello speciale è stato presentato alla vigilia dell’84ª edizione della corsa americana, in programma dal 5 al 7 marzo, e rende omaggio al successo ottenuto da Steve McLaughlin nel 1976 con BMW R 90 S, in quella che fu la primissima gara Superbike disputata sul tracciato statunitense, e anche il titolo conquistato nella stagione inaugurale dell’AMA Superbike Championship con Reg Pridmore. Questa versione non solo celebra un importante anniversario, ma è pensato come filo conduttore tra l’attuale gamma boxer e la tradizione “pistaiola†della Casa bavarese.

Tra heritage sportivo e componenti racing

Il progetto riprende la base tecnica di BMW R 1300 R da 145 CV (107 kW) e la rielabora in chiave naked ad alte prestazioni, mantenendone l’architettura ma accentuandone l’indole sportiva. L’impostazione richiama le superbike essenziali degli anni Settanta, con un’estetica che mette in evidenza motore e ciclistica e privilegia linee tese e soluzioni funzionali. Tra gli elementi distintivi compaiono le tabelle portanumero e l’ampio manubrio, chiaro riferimento alle competizioni di quell’epoca, senza modificare la struttura tecnica del modello di partenza.

Il richiamo alla vittoria di McLaughlin a Daytona si riflette nel numero 83 e nella livrea ispirata a BMW R 90 S del 1976, riproposta su parafanghi anteriori e pannelli laterali del serbatoio. Il blu, già utilizzato sulle pinze freno di BMW M 1000 RR, caratterizza anche il telaio posteriore in alluminio, gli steli della forcella upside-down Wilbers completamente regolabile, estesa di 30 mm, e la molla dell’ammortizzatore. La dotazione comprende ruota anteriore in carbonio derivata da BMW M 1000 RR, componenti in fibra forniti anche da Ilmberger Carbon Parts, leve regolabili Advik e scarico in titanio Akrapovic con terminale in carbonio.

L’AMA Superbike e il progetto Butler & Smith

Nel 1976 venne istituito l’AMA Superbike Championship – oggi conosciuto con il nome di MotoAmerica – come serie nazionale negli Stati Uniti d’America. L’importatore BMW per gli Stati Uniti d’America, Butler & Smith, individuò subito nella nuova categoria una piattaforma strategica per consolidare l’immagine sportiva di BMW R 90 S. Per affrontare la competizione furono necessari interventi mirati su telaio e motore, con un incremento significativo delle prestazioni rispetto alla versione stradale.

La responsabilità tecnica venne affidata a Udo Gietl come capo meccanico e preparatore dei propulsori, mentre Todd Schuster si occupò dello sviluppo della ciclistica. Gietl, emigrato oltreoceano nel Secondo Dopoguerra, aveva già costruito una solida reputazione nell’ambiente BMW grazie ai risultati ottenuti in gare endurance come la 5 Ore di Danville del 1969, proseguendo poi con l’evoluzione delle sportive boxer fino ai primi successi della R 90 S in configurazione racing.

La vittoria alla Daytona 200 e il titolo 1976

Il team Butler & Smith schierò a Daytona un trio composto da Pridmore, McLaughlin e Gary Fisher, con le tre BMW R 90 S preparate direttamente da Gietl e Schuster. Il 6 marzo 1976 McLaughlin conquistò la vittoria alla 200 Miglia di Daytona al termine di un arrivo ravvicinato proprio con Pridmore, firmando una doppietta per BMW. Un problema al cambio fermò invece Fisher, dopo diversi giri al comando, impedendo una clamorosa tripletta.

A fine stagione il risultato venne completato dal titolo nella stagione inaugurale dell’AMA Superbike Championship, conquistato da Pridmore. A distanza di cinquant’anni, BMW Motorrad celebra quell’anniversario riportando a Daytona la storica BMW R 90 S, esposta assieme a BMW R 1300 R Superhooligan per tutta la durata del weekend. Saranno presenti anche tutti i protagonisti di quella stagione, insieme a diversi ospiti e rappresentanti del marchio.

Data articolo: Thu, 05 Mar 2026 07:00:15 +0000
News n. 3
Genesis accelera in Europa: il concept X Gran Equator e i piani per l’Italia

Genesis ha scelto il Car Design Event di Monaco di Baviera per il debutto europeo di X Gran Equator Concept. Si tratta di un prototipo premiato a livello globale per il suo design unico, con cui i progettisti sono riusciti a fondere un’anima off-road con il tradizionale linguaggio estetico del brand, l’Athletic Elegance. Il debutto europeo della concept conferma l’interesse crescente di Genesis per il Vecchio Continente e, in particolare, per l’Italia, uno dei mercati su cui il brand sembra puntare con maggiore decisione.

Un concept molto interessante

Con X Gran Equator Concept, Genesis declina la sua dimensione premium in chiave inedita, strizzando l’occhio all’off-road sulla scia di altri brand che hanno già esplorato con successo il connubio tra stile ricercato e vocazione da fuoristrada.

È quello che Genesis definisce il suo primo “adventure concept“. Il nome è un omaggio al cavallo Equator, considerato il miglior stallone arabo al mondo. Tra le caratteristiche del prototipo spiccano il design minimalista — che richiama altri modelli Genesis —, il cofano lungo, l’abitacolo slanciato, i passaruota pronunciati e i cerchi da 24 pollici.

All’interno, l’abitacolo unisce quella che il brand chiama architettura analogica con le tecnologie digitali più avanzate, mantenendo uno stile minimalista ben evidente nel cruscotto. Si tratta di un progetto molto diverso da quello della supercar del futuro svelata a fine 2025.

Luc Donckerwolke, Chief Creative Officer di Genesis, ha commentato:

“X Gran Equator Concept è un esercizio di armonizzazione dei contrasti che combina eleganza e robustezza, spirito di esplorazione e comfort raffinato. Rappresenta una composizione di autentiche caratteristiche off-road e lusso senza compromessi, per consentire la scoperta dei paesaggi più suggestivi del mondoâ€.

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Un nuovo impegno per l’Europa

La scelta di portare X Gran Equator Concept in Europa rappresenta una conferma dell’attenzione che il brand rivolge al mercato del Vecchio Continente. Genesis ha recentemente esteso il suo raggio d’azione all’Italia, dove aprirà in primavera showroom a Padova e Roma: in occasione dell’apertura dei listini, i clienti potranno effettuare test drive. Il brand punta anche sulla Francia, sui Paesi Bassi e sulla Spagna.

La gamma del brand, inizialmente, sarà composta da tre modelli. Quello di riferimento è, senza dubbio, il GV60, un C-SUV compatto, caratterizzato da una lunghezza di poco più di 4,5 metri e dal design sportivo. Spazio anche per Electrified GV70, un SUV di segmento D dedicato a chi è alla ricerca di una vettura di dimensioni maggiori.

A completare l’offerta troveremo Electrified G80, la berlina di rappresentanza destinata a diventare un riferimento di Genesis sul mercato europeo. Per ulteriori dettagli sul lancio dei nuovi modelli basterà attendere le prossime settimane. Genesis ha obiettivi ambiziosi e punta a ritagliarsi uno spazio da protagonista sul mercato, proponendo una gamma articolata e completa che sarà poi arricchita con tante novità in futuro.

Data articolo: Thu, 05 Mar 2026 06:30:38 +0000
News n. 4
Sempre più auto ibride in Italia: ecco le più vendute a febbraio 2026

La crescita delle auto ibride in Italia continua. I dati di febbraio 2026 confermano, infatti, un sostanziale passo in avanti per le Mild Hybrid, le Full Hybrid e anche per le Plug-in Hybrid, nel confronto con i dati dello scorso anno. Ecco quali sono le 10 auto ibride più vendute in Italia a febbraio 2026 per la categoria HEV (che comprende Mild e Full Hybrid) e per la categoria delle Plug-in Hybrid in base ai numeri forniti da UNRAE.

Le ibride più vendute

La Top 10 delle ibride più vendute in Italia a febbraio 2026 vede al 10° posto l’Alfa Romeo Junior, con un totale di 1.509 esemplari venduti. Nona piazza per la Volkswagen T-Roc (1.591 unità vendute) mentre in ottava posizione c’è la Ford Puma (1.844).

Scorrendo la classifica troviamo la Nissan Qashqai, che si posiziona al settimo posto (2.330), venendo preceduta dalla Toyota Yaris (2.470), dalla Toyota Aygo X (3.054) e dalla Jeep Avenger (3.388), modello che si conferma anche come il SUV più venduto in Italia.

Sul podio di febbraio troviamo la Toyota Yaris, che ha raggiunto 3.736 unità immatricolate posizionandosi al terzo posto. Seconda, invece, è la Fiat Grande Panda, con 5.110 unità vendute, mentre al primo posto c’è la Fiat Panda, con 12.596 unità. I due modelli stanno dando un contributo enorme al successo e alla crescita di Fiat in queste prime settimane di 2026, con il brand che punta a rafforzare ulteriormente la sua posizione sul mercato delle quattro ruote.

Per effetto dei dati di febbraio 2026, ecco la Top 10 aggiornata del cumulato annuo:

  1. Fiat Panda: 25.897 (+2,8%)
  2. Fiat Grande Panda: 8.243  (non presente lo scorso anno)
  3. Jeep Avenger: 6.438 (+49,3%)
  4. Toyota Yaris Cross: 5.967 (+7,3%)
  5. Toyota Aygo X: 5.908  (non presente lo scorso anno)
  6. Toyota Yaris: 4.921 (–23,8%)
  7. Nissan Qashqai: 4.490 (+24,9%)
  8. Ford Puma: 3.411 (–17,8%)
  9. Peugeot 3008: 3.355 (+36,3%)
  10. Volkswagen T-Roc: 3.341 (non presente lo scorso anno)

Le ibride plug-in più vendute

Per quanto riguarda le ibride plug-in, invece, la Top 10 di febbraio 2026 vede al decimo posto la Peugeot 3008 (763) che viene preceduta in classifica dalla Jaecoo 7 (790), dalla Omoda 9 (1.160), dalla BYD Atto 2 (1.109) e dalla BYD Seal 6 (1.180). Si tratta di quattro modelli recentemente introdotti in Italia e già pronti a conquistare una vetta importante del mercato.

Scorrendo la classifica troviamo la Volkswagen Tiguan (1.334) che occupa il quinto posto e la BMW X1 (1.374) che si posiziona al quarto posto. Sul podio, invece, c’è la Toyota C-HR, che raggiunge un totale di 1.539 unità immatricolate. Seconda piazza per la Kia Sportage, con 1.544 unità. Il modello più venduto è la BYD Seal U, che stacca nettamente la concorrenza arrivando fino a 3.187 unità.

Ecco, invece, la Top 10 aggiornata del 2026:

  1. BYD Seal U: 3.187 (+143,3%)
  2. Kia Sportage: 1.544 (+1.115,7%)
  3. Toyota C-HR: 1.539 (–27,8%)
  4. BMW X1: 1.374 (+169,4%)
  5. Volkswagen Tiguan: 1.334 (+166,8%)
  6. BYD Seal 6: 1.180 (non presente lo scorso anno)
  7. BYD Atto 2: 1.109 (non presente lo scorso anno)
  8. Omoda 9: 1.106 (non presente lo scorso anno)
  9. Jaecoo 7: 790 (+3.490,9%)
  10. Peugeot 3008: 763 (+1.674,4%)

Per la classifica generale delle auto più vendute, considerando tutte le alimentazioni, sul mercato italiano a febbraio e nel cumulato annuo, è possibile dare un’occhiata al nostro approfondimento con la Top 10 delle auto preferite dagli italiani.

Data articolo: Thu, 05 Mar 2026 06:30:23 +0000
News n. 5
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 5 marzo 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane vede diversi punti di criticità causati da traffico intenso, incidenti e condizioni meteo avverse. Tra gli eventi principali si segnalano un incidente con una coda di 7 km tra Firenze sud e Incisa – Reggello sulla A1 Milano-Napoli, e una lunga coda di 8 km tra Valdarno e Firenze sud sempre sulla A1 per incidente. Inoltre persistono numerose code e rallentamenti in varie tratte, con fenomeni di nebbia che riducono la visibilità in più punti, in particolare tra Parma e Modena sud e tra Chiusi e Orte.

A1 MILANO-NAPOLI



07:01 – Nebbia A Banchi tra Parma e Modena sud
Visibilità di 90 metri
Direzione in entrambe le direzioni
Tratto di 51.3 km interessato da visibilità ridotta.



06:54 – Coda di 7 km tra Firenze sud e Incisa – Reggello
Coda per incidente
Direzione Napoli
Tratto di 11 km che vede una coda di 7 km a causa dell’incidente.



06:26 – Coda di 8 km tra Valdarno e Firenze sud
Coda per incidente
Direzione Milano
Tratto di 9 km interessato da coda lunga a causa di incidente.



06:31 – Coda di 1 km tra Firenze Impruneta e Firenze sud
Coda dovuta a tratto chiuso
Direzione Napoli
Tratto di 3.9 km interessato dalla coda.



06:22 – Traffico bloccato tra Firenze sud e Incisa – Reggello
Traffico bloccato per incidente
Direzione Napoli
Situazione di traffico completamente bloccato nel punto specificato.



06:42 – Nebbia A Banchi tra Chiusi e Orte
Visibilità di 110 metri
Direzione in entrambe le direzioni
Tratto di 73.7 km interessato da visibilità ridotta.

A4 TORINO-TRIESTE



07:03 – Code a tratti tra Nodo di Pero e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
Tratto di 11.5 km interessato da code intermittenti.



06:26 – Code a tratti tra Monza e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
Tratto di 2.5 km interessato da code intermittenti.



06:11 – Code a tratti tra Dalmine e Cavenago
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
Tratto di 17.7 km interessato da code intermittenti.

A7 MILANO-GENOVA



07:05 – Coda tra Genova Bolzaneto e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
Tratto di 2.9 km interessato da coda.



07:05 – Coda tra Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
Tratto di 3 km interessato da coda.

A11 FIRENZE-PISA NORD



07:05 – Traffico rallentato tra Prato Ovest e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
Tratto di 5 km interessato da rallentamenti.

A12 GENOVA-ROMA



07:03 – Coda tra Bivio A12/A7 Milano-Genova e Genova est
Coda per traffico intenso
Direzione Rosignano
Tratto di 1.9 km interessato da coda.

A14 BOLOGNA-TARANTO



07:01 – Nebbia A Banchi tra Ortona e Poggio Imperiale
Visibilità ridotta per nebbia
Direzione in entrambe le direzioni
Tratto di 101.2 km interessato.



07:05 – Coda tra Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Coda per traffico congestionato
Direzione Taranto
Tratto di 6 km interessato da coda.



06:55 – Coda tra Bologna Fiera e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Coda per veicolo fermo o avaria
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratto di 4.7 km interessato da coda.



06:54 – Coda tra Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico congestionato
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
Tratto di 1 km interessato da coda.

A24 COMPLANARE TPU DX



06:47 – Coda di 3 km tra Bivio Grande Raccordo Anulare e Fine Complanare
Coda per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
Tratto di 3 km interessato da coda.

A24 ROMA-TERAMO



06:46 – Coda di 6 km tra Grande Raccordo Anulare e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
Tratto di 6.3 km interessato da coda.

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



06:59 – Coda di 1 km tra Masone e Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia
Coda per lavori
Direzione Genova Voltri
Tratto di 5.2 km interessato da coda.

A52 TANGENZIALE NORD DI MILANO



07:06 – Code a tratti tra CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Cavalcavia Rho
Tratto di 2.88 km interessato da code intermittenti.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



07:03 – Coda tra Capodichino e Viale Maddalena
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Tratto di 0.1 km interessato da coda.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 05 Mar 2026 06:08:00 +0000
News n. 6
Pedaggi autostradali, puoi calcolare il costo del viaggio prima di partire: come si fa

Il pedaggio autostradale è il risultato di un calcolo che considera regole tariffarie, classificazione del veicolo e caratteristiche della tratta. Si moltiplica una tariffa unitaria per i chilometri percorsi che non coincidono con la distanza tra due caselli. A incidere sono anche la lunghezza degli svincoli, delle bretelle di adduzione e dei tratti autostradali liberi prima e dopo il casello che sono stati costruiti e sono gestiti dalla concessionaria. Una volta ottenuto il valore base si considerano l’Iva al 22% e l’arrotondamento ai 10 centesimi, applicato per eccesso o per difetto. Questa sequenza fa capire perché il pedaggio non torna quando lo si ricostruisce con un calcolo casalingo, in particolare su tratte brevi dove si notano pochi centesimi di differenza.

La variabile della classe del veicolo e il criterio assi-sagoma

Un altro snodo da considerare nel calcolo del pedaggio in autostrada è la classe tariffaria del veicolo. Il pedaggio varia in funzione dell’altezza e del numero di assi, con classi che separano i mezzi a due assi tipo auto da quelli a due assi più alti, e poi via via salendo con il numero di assi. In pratica un veicolo alto, un camper o un furgone possono finire in una classe diversa rispetto a una berlina con la tariffa unitaria cambia a parità di chilometri.

Dopodiché occorre considerare il sistema di esazione. Nel sistema chiuso, quello classico del biglietto all’ingresso e del pagamento all’uscita, la tariffa dipende dalla tratta effettivamente percorsa e quindi dalla combinazione ingresso-uscita, con un calcolo che rispecchia i chilometri tariffati. Nel sistema aperto il pedaggio viene pagato a barriere e non è legato alla distanza effettuata in quel momento, in quanto si applica un importo fisso per ciascuna barriera attraversata. Un esempio è la tangenziale di Napoli, tratto a sistema aperto con pagamento a barriere e non in base ai chilometri.

Il quadro si completa con l’esazione senza barriere, il cosiddetto Free Flow. Su Autostrada Pedemontana Lombarda, per esempio, il pagamento deve avvenire entro 15 giorni solari e consecutivi dalla data del transito, con canali diversi tra pagamento automatico e pagamento successivo. Nel Free Flow la stima serve a capire quanto si spende ma anche a evitare una dimenticanza.

La classificazione dei veicoli

La classificazione dei veicoli ai fini del pedaggio parte dai mezzi a due assi. Quelli appartenenti alla classe A, per esempio, presentano un’altezza inferiore a 1,3 metri misurata in corrispondenza del primo asse. Nella classe B rientrano i mezzi che superano questa soglia. Di queste categorie fanno parte le auto tradizionali, i camper, i pullman a quattro ruote e gli autocarri leggeri.

Salendo di categoria, i veicoli a tre assi comprendono sia i mezzi che trainano un rimorchio sia autobus e camion dotati di tre assi. Ne fanno parte le auto con rimorchio monoasse, i camper con appendice trainata e gli autoarticolati composti dalla sola motrice a tre assi. I veicoli a quattro assi sono quelli dotati di quattro assi totali, come roulotte a doppio asse, camper con rimorchi di dimensioni più importanti e mezzi pesanti con rimorchio a doppio asse. All’ultimo livello si collocano i veicoli a cinque o più assi ovvero mezzi pesanti come camion e autoarticolati con più rimorchi oppure con configurazioni che aggiungono ulteriori assi alla motrice.

Gli strumenti che danno stime affidabili

Le pagine dei concessionari che spiegano come si calcola il pedaggio sono utili per capire la logica, perché chiariscono l’inclusione di svincoli e bretelle, l’applicazione dell’Iva e l’arrotondamento. Per la pianificazione pratica servono invece calcolatori d’itinerario che integrano costi e opzioni: Telepass, per esempio, riassume la formula tariffa unitaria per chilometri e richiama Iva e arrotondamento.

Per un approccio più da viaggio con un costo che consideri pedaggi e carburante, ViaMichelin propone un calcolo itinerari con tutti i costi del tragitto, tra cui quello dei pedaggi quando presenti. Ecco allora che è un errore trattare il pedaggio come un prezzo unico per chilometro e poi moltiplicare per la distanza di Google Maps perché quel dato non comprende le voci che i concessionari considerano nel calcolo.

Il secondo inciampo è non considerare la classe del veicolo quando si guida un mezzo alto, si traina un rimorchio o si passa da un’auto normale a un veicolo commerciale leggero. Il terzo problema è dimenticare che si può passare da un tratto con sistema chiuso a uno con sistema aperto oppure attraversare un’infrastruttura in Free Flow dove non si paga al momento. Il quarto equivoco riguarda la lettura degli importi: Iva e arrotondamento ai 10 centesimi sono parte del meccanismo e di conseguenza il pedaggio non è la somma aritmetica perfetta che uscirebbe da un foglio di calcolo.

Pedaggio non pagato, rischi e conseguenze

Il mancato pagamento del pedaggio autostradale attiva una procedura formale destinata a trasformarsi in un aggravio economico. Quando il pedaggio non viene corrisposto al momento del transito, il concessionario rilascia un rapporto di mancato pagamento che riporta il numero identificativo della pratica, i dati del veicolo con targa e classe tariffaria, la data e l’orario del passaggio, i caselli di entrata e di uscita, oltre all’importo dovuto e alle istruzioni per regolarizzare la posizione.

L’automobilista ha la possibilità di saldare la somma indicata entro 15 giorni dalla data di emissione del rapporto senza ulteriori addebiti. Decorso questo termine sono applicati costi aggiuntivi legati alle attività di accertamento e se il pagamento continua a non arrivare viene inviato un sollecito formale che include le spese maturate.

Se il debito resta insoluto il concessionario può procedere al recupero coattivo del credito, con altri oneri a carico dell’intestatario del veicolo. In parallelo può intervenire la polizia stradale per la contestazione della violazione amministrativa prevista dall’articolo 176 del Codice della Strada, che comporta una sanzione pecuniaria tra 87 e 344 euro e la decurtazione di due punti dalla patente. Se nel rapporto compare la dicitura “entrata non rilevata†o “biglietto smarritoâ€, il sistema calcola il pedaggio partendo dal casello più distante sulla tratta con il risultato di un importo più elevato rispetto al percorso effettivo.

Resta comunque la possibilità per l’utente di dimostrare il reale punto di ingresso e chiedere la rettifica dell’importo richiesto. I concessionari utilizzano sistemi di videoregistrazione ai caselli per rilevare le targhe dei veicoli che non completano il pagamento. L’automobilista mantiene il diritto di accedere alle informazioni che lo riguardano e di rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali se ritiene che il trattamento non sia conforme alla legge.

Data articolo: Thu, 05 Mar 2026 05:00:24 +0000
News n. 7
Che auto guida Lorella Cuccarini, colpo di fulmine per “la più amata dagli italianiâ€

In auto Lorella Cuccarini è proprio come la vediamo in TV: solare, instancabile e proiettata verso il futuro. Non a caso ha accettato di legare la sua immagine a un veicolo maneggevole e sofisticato nei contenuti. La “più amata dagli italiani”, ospite della nuova edizione di Stasera tutto è possibile, sale in postazione di guida della BYD Seal U DM-i e sembra esserne completamente assorbita mentre affronta la strada con il suo incrollabile sorriso. Tanto elegante quanto resistente, il SUV cinese ricalca in un certo senso l’attitudine tenuta dalla celebrità, e quando cambia marcia non perde mai il ritmo.

La tecnologia che “costruisce i sogni”: i prezzi per l’Italia

Messo sul mercato con prezzi di listino a partire da 40.100 euro, la BYD Seal U DM-i si pone come una delle alternative più interessanti per passare alla mobilità elettrificata, mantenendo la possibilità di avventurarsi in lunghi viaggi.

In un periodo di profonda coscienza ambientale, il SUV medio “adottato” da Lorella Cuccarini occupa un posto di rilievo nella gamma del colosso cinese, che negli ultimi anni ha cominciato ad allargarsi a macchia d’olio in territorio europeo. Già nel nome, la vettura ci tiene a mettere in rilievo la tecnologia DM-i (Dual Mode Intelligent), in parole semplici, l’alimentazione è di tipo plug-in hybrid, dove l’unità elettrica costituisce il perno centrale, offrendo una guida silenziosa, mentre il propulsore termico interviene nel momento del bisogno, e l’autonomia totale sfonda il muro dei 1.080 km.

Per una professionista abituata ai ritmi frenetici dello spettacolo, è un evidente vantaggio poter contare su una percorrenza in elettrico puro fino a 80 km nei tragitti casa-lavoro. Gli interni, spaziosi e dotati di numerosi comfort, includono il display centrale da 15,6 pollici ruotabili con un tocco. La gestione delle app e del sistema di navigazione avviene in modo agile, un po’ come Lorella nei suoi balletti. A livello di sicurezza, l’equipaggiamento si colloca ai massimi livelli grazie alla Blade Battery, progettata per superare i test più severi e garantire una protezione totale ai passeggeri.

Stasera tutto è possibile: stabilità introvabile

Sulla BYD la Cuccarini dà prova di una stabilità invidiabile, ma sui set televisivi conta divertirsi. Non poteva così che accettare l’invito alla puntata di Stasera tutto è possibile, in programma su Rai 2 mercoledì 4 marzo in prima serata. Alll’Auditorium Rai di Napoli parte la dodicesima edizione di uno degli show più imprevedibili e dinamici, condotto da Stefano De Martino (ormai confermatissimo volto Rai e prossimo conduttore di Sanremo 2027).

Lorella è la grande protagonista del debutto stagionale, dedicato al tema “Step Back”. Abbandonato il comfort dell’abitacolo della sua Seal U, sfida la gravità nella leggendaria Stanza inclinata a 22,5 gradi, cimentandosi in sketch improvvisati insieme a Peppe Iodice, Brenda Lodigiani e Mariasole Pollio.

Tra una risata con il cast fisso composto da Francesco Paolantoni e Herbert Ballerina, e l’atteso debutto di Claudio Lauretta nei panni di Gerry Scotti, Lorella mette alla prova un sistema di stabilità introvabile in concessionaria. Perché se la Blade Battery è a prova di urto, la Stanza inclinata di De Martino è a prova di aplomb: e vederla scivolare via dopo aver guidato il futuro è lo spettacolo che non sapevamo di voler vedere.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 20:00:21 +0000
News n. 8
Fiat non si ferma: la crescita in Italia continua anche a febbraio 2026

Il 2026 è iniziato nel modo giusto per Fiat che sta registrando ottimi risultati in termini di immatricolazioni, con un sostanziale passo in avanti rispetto allo scorso anno. La strategia di crescita dell’azienda, che nei mesi scorsi ha rinnovato la gamma con diversi progetti, inizia a dare i suoi frutti.

Si tratta di un riscontro molto importante. Il marchio italiano sta lavorando a un aggiornamento significativo alla sua offerta, con modelli come la Grande Panda e la 500 ibrida, e si prepara a farsi spazio anche nel segmento C. I dati raccolti in questo inizio 2026 rappresentano un primo passo verso un programma di crescita sempre più ambizioso.

Andiamo ad analizzare i dati forniti dal brand.

Una crescita importante

I dati del mese di febbraio 2026 forniti da Dataforce e riportati con un comunicato da Stellantis confermano gli ottimi dati per il brand italiano. Fiat e Fiat Professional a febbraio si confermano al vertice del mercato in Italia nel comparto delle vetture e anche in quello dei veicoli commerciali.

Le immatricolazioni complessive sono pari a 24.909 unità con un incremento di oltre 6 mila unità e una quota del 14,4% (+2,3 punti rispetto allo scorso anno). Nel cumulato, invece, si registrano 47.582 immatricolazioni (quasi 10 mila in più) e una quota del 14,4% (+2 punti).

L’azienda evidenzia anche altri due dati molto significativi:

  • il marchio Fiat guida il mercato delle vetture con 21.269 immatricolazioni pari al 13,5% di quota in crescita di 2,8 punti percentuali rispetto a febbraio dello scorso anno
  • nel canale di vendite ai “Privati” il marchio ha una quota di 12,7% con oltre 10 mila immatricolazioni a febbraio

Nel comunicato si sottolinea che i risultati sono stati ottenuti “grazie ad azioni commerciali efficaci che hanno reso le vetture Fiat accessibili a tutti gli italiani in linea con il DNA del marchio“.

Ricordiamo che Fiat sta andando molto bene anche in Europa. Nel corso del mese di gennaio (dati ACEA), il marchio italiano ha venduto oltre 29 mila unità con un incremento di oltre 6 mila rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Per effetto di questo risultato, il brand ha migliorato la sua performance del 24,6%.

Un successo in tutti i segmenti

Da segnalare anche gli ottimi risultati di Panda e Grande Panda che hanno conquistato le prime posizioni della Top 10 delle auto più vendute in Italia a febbraio 2026. Nel frattempo, la Topolino domina il settore dei quadricicli leggeri elettrici con una quota del 49,9% mentre Fiat Professional, con 3.640 immatricolazioni, chiude il mese con una quota del 23,7%. La Casa italiana, quindi, ha registrato riscontri incoraggianti in tutti i segmenti in cui è presente e ora può guardare con fiducia ai prossimi mesi.

Per Fiat, il 2026 sarà un anno chiave. Dopo aver lanciato la 600, la Grande Panda e la 500 ibrida e aver confermato la produzione della Panda, il brand ora guarda al segmento C con l’arrivo di nuovi modelli che permetteranno di espandere la gamma. In questo modo, il marchio del Gruppo Stellantis avrà la possibilità di crescere ancora nel corso dei prossimi anni.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 15:30:10 +0000
News n. 9
Leapmotor cresce in Italia a febbraio 2026: è leader del segmento delle elettriche

Il mese di febbraio 2026 appena concluso segna un vero e proprio punto di svolta per Leapmotor che  schiaccia sull’acceleratore e registra un risultato molto positivo nel corso del secondo mese dell’anno sul mercato italiano. La conferma è arrivata direttamente da un comunicato del Gruppo Stellantis che ha illustrato i dati elaborati da Dataforce. Andiamo ad analizzare i numeri del brand.

Un febbraio da record

Quello appena concluso è stato un mese da ricordare per Leapmotor, marchio attivo in Italia nell’ambito della joint venture Leapmotor International che fa capo direttamente a Stellantis. Nel corso del secondo mese dell’anno, infatti, il brand ha registrato un totale di 5.006 immatricolazioni, portando la sua quota di mercato fino al 3,2%. Considerando solo il mercato dei privati, inoltre, il market share è del 6%. Rispetto allo scorso anno, la crescita è stata del 2196% (nello stesso periodo dello scorso anno le vendite sono state pari ad appena 379 unità).

Un successo elettrico

Leapmotor si sta affermando come un marchio di riferimento per la mobilità a zero emissioni in Italia. Anche in questo caso, i numeri di febbraio parlano chiaro. La Casa, infatti, ha conquistato la leadership del mercato delle auto elettriche raggiungendo una quota di mercato del 39,3%. Questo dato è ancora più impressionante se si considera il market share per il mercato dei privati dove il brand ha toccato quota 51,4%.

Ottimi numeri per la T03

A trascinare Leapmotor è il successo della T03. Il modello in questione ha conquistato il titolo di auto elettrica più venduta in Italia ed è stata anche la seconda city car più venduta sul mercato, dopo la best seller Fiat Panda, e la quarta auto più venduta in assoluto, dopo la stessa Panda, la Jeep Avenger e la Grande Panda. Se siete interessati ad approfondire la classifica di vendite in Italia aggiornata a febbraio 2026 vi rimandiamo al nostro approfondimento sulle 10 auto più vendute in Italia.

Dando uno sguardo ai dati UNRAE, inoltre, notiamo che la T03 ha raggiunto 4.778 unità vendute nel corso del mese di febbraio e 5.727 unità da inizio anno. La vettura ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un posto di primo piano sul mercato, anche grazie a un listino prezzi particolarmente interessante per gli automobilisti alla ricerca di un modello con un prezzo accessibile.

La crescita di Leapmotor in Italia, in ogni caso, non è legata solo alla city car ma riguarda un processo molto più articolato che considera più fronti. Come confermato dall’azienda, infatti, la rete di assistenza è in costante potenziamento e la gamma inizia a registrare l’arrivo di nuovi modelli per offrire agli automobilisti opzioni sempre più complete in fase di acquisto.

Il commento dell’azienda

Federico Scopelliti, Country Manager Leapmotor Italia, ha commentato in questo modo il risultato ottenuto dal marchio in Italia:

“A poco più di un anno dal lancio in Italia, abbiamo raggiunto la leadership nel mercato elettrico e consegnato oltre 5.000 vetture in un solo mese. Un traguardo storico per Leapmotor che conferma la bontà del percorso intrapreso e che ci trasmette tanto ottimismo per il futuro”

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 14:30:17 +0000
News n. 10
Il Gruppo Volkswagen si affida a Skoda, ecco la nuova mega fabbrica di batterie

Skoda inaugura la nuova mega fabbrica di batterie e tutto il Gruppo Volkswagen può tirare un sospiro di sollievo. Con un investimento di 205 milioni di euro, lo stabilimento di Mladá Boleslav apre i battenti lanciando un nuovo momento storico per l’elettrico del gruppo. Inizia infatti l’era delle batterie di ultima generazione e una netta diminuzione della dipendenza da aziende esterne. Aumentano così la produzione, il risparmio e la flessibilità industriale, il tutto grazio a un sito che promette di produrre oltre 335 mila unità all’anno.

I numeri della produzione

I dati raccontano meglio di qualsiasi slogan la portata dell’investimento. L’impianto assembla una batteria ogni sessanta secondi. Tradotto: oltre 1.100 unità al giorno, per una produzione annua stimata superiore alle 335 mila batterie. La capacità massima, operando su due linee produttive, può arrivare fino a 1.500 unità al giorno. Numeri che trasformano lo stabilimento ceco in uno dei poli più importanti del gruppo per l’assemblaggio dei sistemi di accumulo destinati ai modelli elettrici e ibridi plug-in.

Il sito di Mladá Boleslav non è nuovo a trasformazioni profonde. Negli ultimi anni ha accompagnato la transizione elettrica di Skoda, ma ora il salto dimensionale è evidente: da fabbrica tradizionale a hub strategico per l’e-mobility europea. Le batterie prodotte qui non alimenteranno solo modelli a marchio Skoda, ma anche le nuove generazioni di veicoli di altri brand del gruppo, consolidando il ruolo del marchio ceco come fornitore interno di riferimento. In un contesto dove la filiera delle batterie è spesso dominata da giganti asiatici, questa scelta rappresenta più autonomia industriale e meno vulnerabilità alle turbolenze internazionali.

Robot e operai

La nuova fabbrica è l’emblema dell’industria 4.0. L’84% del processo è completamente automatizzato: 131 robot lavorano lungo le linee di assemblaggio garantendo precisione millimetrica, ripetibilità e controllo qualità costante. Ma non è una fabbrica senza persone. Sono circa 600 gli operai impegnati sulle linee, tra supervisione, controllo, logistica interna e gestione dei sistemi. È l’incontro tra alta automazione e competenza umana a definire il nuovo equilibrio produttivo.

Per Skoda significa anche rafforzare il tessuto occupazionale locale, consolidando la Repubblica Ceca come uno dei poli tecnologici più importanti per il gruppo.

Batterie di ultima generazione

La vera novità, però, è tecnologica. L’impianto produce batterie con architettura cell-to-pack al litio-ferro-fosfato (LFP). Una soluzione sempre più diffusa nel panorama elettrico, soprattutto per la sua capacità di combinare sicurezza, durata e costi contenuti. Queste verranno introdotte sui nuovi modelli realizzati su piattaforma Meb+, come ID.Polo, Cupra Raval o Skoda Epiq. Ma verranno anche gradualmente sostituite sui modelli già in produzione.

Il motivo? Il vantaggio economico è significativo: si parla di un risparmio fino al 30% nei costi di produzione rispetto alla generazione precedente. Un dato che può incidere in modo sostanziale sul prezzo finale delle auto elettriche, ancora oggi percepite come costose da una parte importante del mercato.

Le batterie LFP offrono inoltre una maggiore stabilità termica e una buona longevità, caratteristiche ideali per modelli destinati a un utilizzo quotidiano e familiare. Non parliamo quindi di una scelta di ripiego, ma di una strategia mirata a rendere l’elettrico più accessibile e sostenibile su larga scala.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 12:55:31 +0000
News n. 11
Suzuki Vitara, una gamma motori per la città e il fuoristrada

Compatta fuori, concreta dentro. Suzuki Vitara vuole mettere tutti d’accordo con la sua offerta trasversale che punta su due tagli di elettrificazione. Mild e full hybrid per rispondere alle diverse esigenze del mercato, che vuole SUV per ogni situazione in grado di assicurare affidabilità, consumi ridotti e trazione in ogni situazione. Per questo Suzuki punta su un’elettrificazione intelligente, senza complicazioni, accompagnata dalla trazione integrale AllGrip.

Doppio ibrido per tutte le situazioni

Il cuore dell’offerta è rappresentato da due motorizzazioni ibride ben distinte per filosofia. Si parte dal 1.4 Boosterjet turbo mild hybrid a 48 Volt, un quattro cilindri brillante e piacevole nella guida quotidiana. Dispone di una potenza massima di 129 CV, abbinati a una coppia di 235 N, più che sufficienti per muovere con agilità il peso modesto di Vitara.

L’ibrido leggero poi offre quell’aiuto in più nei consumi, contribuendo alla forza motrice in fase di accelerazione, a tutto favore dei consumi che si assestano sui 5,3 l/100 km nel ciclo misto WLTP. Disponibile sia con il cambio manuale che automatico, entrambi a 6 rapporti, abbinabili alla trazione integrale AllGrip, marchio di fabbrica del brand.

Per chi cerca un approccio ancora più orientato al risparmio di carburante e alla fluidità di marcia, c’è il 1.5 140V full hybrid da 114 CV. In questo caso il sistema elettrico ha un ruolo più centrale nella trazione, consentendo brevi tratti in modalità completamente elettrica, soprattutto in città.

In questo caso il cambio è unicamente automatico a 6 rapporti, necessario per una migliore gestione dei due gruppi propulsivi, mentre la trazione è disponibile sia in configurazione anteriore che integrale, proprio come la variante Mild Hybrid. Rispetto a quest’ultima il vantaggio della parte elettrica si riflette nei consumi, che scendono a 5,1 l/100 km nel ciclo misto WLTP, riuscendo a dare il meglio di sé nei percorsi urbani.

La trazione AllGrip

Uno degli elementi che distingue la Vitara dalla concorrenza è la disponibilità del sistema AllGrip Select, la trazione integrale sviluppata da Suzuki per offrire versatilità reale, non solo sulla carta. Il sistema prevede quattro modalità di guida:

  • Auto, che privilegia l’efficienza nella guida quotidiana, trasferendo coppia al retrotreno solo quando necessario;
  • Sport, pensata per una guida più dinamica, con una gestione della coppia che sfrutta al meglio la spinta del motore;
  • Snow, che ottimizza l’erogazione su tutte e quattro le ruote per garantire maggiore controllo su fondi a bassa aderenza come neve o asfalto bagnato;
  • Lock, dedicata alle situazioni più impegnative: fino a 60 km/h il sistema regola la ripartizione della coppia in modo uniforme per affrontare fango, sabbia o sterrati difficili.

Non si tratta di un fuoristrada puro, ma nel panorama dei SUV compatti la Vitara riesce ancora a offrire una marcia in più quando l’asfalto finisce. Un dettaglio che molti automobilisti apprezzano, soprattutto in zone montane o rurali.

Nuova eVitara

Lo sguardo al futuro è rappresentato dalla nuova eVitara, la versione 100% elettrica che amplia l’orizzonte della gamma. Basata su un nuovo telaio dedicato, progettato specificamente per l’elettrificazione completa, porta un salto tecnologico e un nuovo design nell’universo Vitara.

La versione elettrica è infatti disponibile in tre motorizzazioni, con due versioni d’ingresso da 144 CV e 174 CV, che condividono la coppia di 193 Nm, accoppiate a una versione top di gamma già ordinabile con 184 CV e 307 Nm. Queste versioni sono abbinate a due tagli di batteria da 49 kWh e 61 kWh, con percorrenze dichiarate che arrivano fino a 526 km.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 12:14:24 +0000
News n. 12
Renault Bridger, cosa sappiamo del nuovo SUV compatto

Si chiamerà Bridger il nuovo SUV compatto di Casa Renault. A svelarlo è il brand stesso, che per l’occasione anticipa i primi dettagli di quella che sarà la proposta rialzata più compatta del marchio. Un nome inedito, un progetto globale e un posizionamento strategico: Renault Bridger promette di inserirsi in uno dei segmenti più caldi del momento, quello dei SUV sotto i quattro metri.

Il più compatto

I primi schizzi parlano di linee squadrate, proporzioni solide e dettagli che richiamano un mondo più avventuroso rispetto ai SUV urbani tradizionali. Colpisce, ad esempio, la presenza della ruota di scorta montata sul portellone posteriore, una soluzione che evoca immediatamente l’immaginario dei piccoli fuoristrada duri e puri.

Eppure, nonostante questo richiamo off-road, la Casa definisce Bridger come un SUV urbano. Le dimensioni saranno inferiori ai quattro metri, elemento che lo posiziona nella fascia più compatta del segmento B-SUV. Una scelta strategica: città sempre più congestionate, normative stringenti e necessità di mobilità agile rendono questo formato uno dei più richiesti in Europa e nei mercati emergenti.

Il nome Bridger richiama concetti di robustezza, solidità e capacità di collegare mondi diversi. Non è un caso. Il progetto sembra voler fare da ponte tra la praticità urbana e un’estetica più grintosa, avvicinandosi per filosofia a certe soluzioni già viste nell’universo Dacia. La firma luminosa posteriore appare moderna, affilata e ben integrata, mentre i passaruota pronunciati e le protezioni in plastica grezza sottolineano la vocazione più dinamica.

Dall’India al resto del mondo

Uno degli aspetti più interessanti del progetto Bridger è la sua genesi. Il SUV nasce infatti in India, mercato strategico per il gruppo francese, dove la richiesta di veicoli compatti, robusti e dal prezzo accessibile è in forte crescita.

L’India rappresenta oggi uno dei laboratori più importanti per lo sviluppo di nuovi modelli globali. Qui si testano soluzioni tecniche e stilistiche che devono rispondere a esigenze molto diverse: strade urbane congestionate, percorsi extraurbani impegnativi e necessità di contenere i costi senza rinunciare alla qualità percepita.

Bridger si inserisce in questo scenario. Progettato per soddisfare le richieste locali, è stato rapidamente individuato come un prodotto adatto anche ad altri mercati. Il crescente interesse per SUV compatti dall’estetica “off-road†non riguarda infatti soltanto l’Asia, ma anche l’Europa e l’America Latina.

Toglie il velo il 10 marzo

La presentazione ufficiale avverrà il 10 marzo, in occasione dell’annuncio del piano strategico futuREeady del Gruppo Renault. Un evento che segnerà un passaggio cruciale per il marchio e che offrirà maggiori dettagli non solo su Bridger, ma anche sulla visione futura del gruppo.

È probabile che in quell’occasione vengano chiarite le motorizzazioni e le piattaforme utilizzate. Al momento, la Casa mantiene il massimo riserbo sulle specifiche tecniche, ma è lecito attendersi soluzioni efficienti e compatibili con le normative più recenti, soprattutto in Europa.

Bridger potrebbe rappresentare l’ingresso nel mondo SUV per chi cerca un’auto compatta, dal design distintivo e dal prezzo competitivo. Un modello pensato per intercettare una clientela giovane, dinamica e attenta al rapporto qualità-prezzo, ma che non vuole rinunciare a uno stile personale.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 10:37:47 +0000
News n. 13
Che auto guida Carmine Recano, il SUV che “comanda†in città

Ci sono gioie che non si possono descrivere, ma solo vivere. Il sorriso a 32 denti di Carmine Recano accanto alla sua nuova auto avrà un’aria familiare a qualsiasi amante delle quattro ruote. Mentre i fan della serie Mare fuori attendevano l’arrivo dei primi episodi della sesta stagione su Rai Play, l’attore, volto del mitico “Comandante”, festeggiava già l’ultimo acquisto, che sembra riflettere quell’autorevolezza che lo ha reso un’icona del piccolo schermo.

Carmine Recano, emblema di guida e protezione nell’immaginario collettivo, ha messo gli occhi sulla Jeep Renegade. Il modello riflette la solidità del suo percorso artistico, ricollegandosi idealmente al carattere deciso del suo personaggio, che non guarda in faccia a nessuno quando è il momento di scendere in campo.

Jeep Renegade: quanto costa il SUV del “Comandante”

In Italia, la Jeep Renegade si posiziona sul mercato con prezzi di listino a partire da 35.600 euro. Dominante lungo le vie urbane con i suoi 424 cm di lunghezza, il SUV del marchio americano, connubio di forza e dotazioni avanzate,  garantisce agilità tra i set partenopei e i vicoli stretti. Tra i pezzi pregiati della gamma figura il sistema e-Hybrid: il motore 1.5 T4 mild hybrid da 131 CV, in abbinamento al cambio automatico a 7 rapporti, garantisce una guida fluida e consumi ottimizzati, attestandosi mediamente tra i 5,5 e i 5,7 l/100 km. E le prestazioni migliorano ancora con la versione Trailhawk, equipaggiata di trazione integrale elettrificata 4xe e potenze capaci di raggiungere i 240 CV. Fondi sconnessi e pendenze vertiginose smettono di essere un grattacapo.

Il salto di qualità prosegue all’interno, dove il conducente trova a disposizione lo schermo Uconnect da 10,1″ e un cruscotto digitale da 10,25″, tramite cui gestire comunicazioni e mappe durante gli spostamenti quotidiani verso le riprese. Inoltre, i sistemi ausiliari di guida (ADAS) forniscono adeguato supporto con sistemi come la frenata automatica e il mantenimento della corsia.

Mare fuori: non c’è accessorio più prezioso dell’integrità

La consegna della Jeep Renegade a Carmine Recano è stata solo il preludio a una settimana cruciale. Nelle prime ore di mercoledì 4 marzo, RaiPlay ha finalmente caricato i primi sei episodi di Mare fuori 6. Il rilascio del box set completo sulla piattaforma è in programma l’11 marzo, ma l’entusiasmo è già alle stelle per una stagione che riparte dal sangue e dal mistero del luna park.

Nelle prossime puntate, il personaggio di Massimo Esposito subisce un’evoluzione profonda. Se nella vita reale Recano sorride accanto alla sua nuova Jeep, sullo schermo il suo Massimo deve, infatti, fare i conti con un’attrazione pericolosa e inaspettata: quella per Maria, la madre di Rosa Ricci.

Mentre l’IPM accoglie volti nuovi come la giovanissima Virginia Bocelli o le ambiziose sorelle Sharon e Marika, il “Comandante” resta l’ancora morale della serie. Malgrado le pressioni del nuovo direttore Stefano Stazi e le minacce dei clan, continua a cercare l’umanità dietro le sbarre e ha davanti a sé un bivio, forse il più difficile mai affrontato: seguire le regole o i sentimenti? Comunque vada, tanto sulla strada quanto sul set, non c’è accessorio più prezioso della propria integrità.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 10:03:26 +0000
News n. 14
Benzinai si schierano contro le compagnie petrolifere: rincari “del tutto ingiustificatiâ€

Arriva una dura risposta da parte dei benzinai agli aumenti imposti dalle compagnie petrolifere nella notte del 3 marzo, a seguito dell’evolversi della situazione in Medio Oriente. Una scelta del tutto infondata secondo le associazioni sindacali dei benzinai, che parlano apertamente di decisioni “scaricate in modo generico sulla guerra, che potrà essere pure comodo, ma è del tutto falsoâ€, denunciando una possibile connivenza con chi specula ai danni dei cittadini.

Rialzi non giustificati

Le sigle di categoria Figisc, Faib e Fegica parlano di aumenti fino a 6 centesimi al litro applicati nel giro di poche ore. Un rincaro che, secondo i rappresentanti dei benzinai, “appare al momento ingiusto e per niente giustificato, se non da una mera previsione che ipotizza prossimi aumenti sui mercati internazionaliâ€.

Il punto è proprio questo: le tensioni geopolitiche in Medio Oriente possono incidere sulle quotazioni del greggio, ma – sottolineano i gestori – non esiste un’immediata correlazione automatica con il prezzo alla pompa. Il carburante venduto oggi, spiegano, è stato acquistato giorni o settimane fa a condizioni differenti. Da qui l’accusa implicita alle compagnie petrolifere di aver anticipato possibili rincari futuri, trasferendoli subito sul consumatore finale. Una dinamica che, secondo le associazioni, rischia di alimentare un circolo vizioso di sfiducia.

Le riserve di 30 giorni

C’è poi un aspetto tecnico che i benzinai mettono al centro della discussione: l’obbligo per le compagnie di mantenere una riserva strategica di almeno 30 giorni di prodotto stoccato. Una misura pensata proprio per garantire stabilità in caso di crisi internazionali, guerre o pandemie che possano colpire aree chiave per l’estrazione e la distribuzione del petrolio.

In teoria, dunque, eventuali tensioni improvvise non dovrebbero tradursi in aumenti immediati. Le scorte servono esattamente a evitare cambi di prezzo repentini sul mercato interno. Secondo le associazioni, il rialzo applicato nella notte del 3 marzo non sarebbe coerente con questo principio. “Non si può parlare di emergenzaâ€, ribadiscono, perché le forniture risultano regolari e non si registrano al momento carenze di prodotto.

Un salasso per i consumatori finali

Intanto, alla pompa, il conto per gli automobilisti comincia a farsi sentire. Sei centesimi al litro possono sembrare pochi, ma su un pieno medio da 50 litri significano tre euro in più. E se la tendenza dovesse proseguire, l’impatto sul bilancio familiare diventerebbe significativo.

Il problema è che, storicamente, i prezzi dei carburanti tendono a salire rapidamente quando il greggio aumenta, ma scendono con maggiore lentezza quando le quotazioni calano. Un meccanismo che alimenta il malcontento e che negli anni ha già acceso più di una polemica. Le associazioni dei benzinai temono che si possa assistere a un’escalation progressiva, con rincari “a cascata†giustificati dall’instabilità internazionale. Uno scenario che rischia di incidere anche sull’inflazione generale, considerato il peso dei trasporti nella filiera dei beni di consumo.

Il precedente del 2020

A rendere ancora più delicata la situazione c’è un precedente recente. Solo pochi mesi fa l’Antitrust ha condannato le principali compagnie petrolifere italiane per aver concordato, tra il 2020 e il 2023, i rialzi della componente bio del carburante. Una decisione che ha portato a una sanzione complessiva di 936 milioni di euro.

Un episodio che pesa come un macigno nel dibattito attuale. Per i benzinai rappresenta la prova che il rischio di dinamiche speculative non è solo teorico. Le compagnie, dal canto loro, respingono ogni accusa e richiamano la volatilità dei mercati internazionali. Ma la frattura con i gestori appare evidente.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 09:02:53 +0000
News n. 15
F1, Gp Australia: rebus degrado per le gomme Pirelli

Melbourne apre il primo capitolo della nuova era della F1 con il GP Australia. Il 2026 segna un cambio regolamentare profondo con power unit riviste, aerodinamica ridisegnata, monoposto più compatte e un equilibrio tecnico ancora tutto da scoprire. Ma se i riflettori sono puntati sulle vetture, a decidere il ritmo del weekend dell’Albert Park potrebbero essere soprattutto loro, le gomme Pirelli.

Il circuito cittadino che si snoda attorno al lago è lungo 5,278 km, conta 14 curve (9 a destra e 5 a sinistra) e ospiterà 58 giri per un totale di oltre 306 chilometri. Una pista semi-permanente, ricavata in parte da strade normalmente aperte al traffico, con un asfalto liscio e poco abrasivo che evolve rapidamente sessione dopo sessione grazie al deposito di gomma sull’asfalto. È qui che prenderà forma la prima vera fotografia tecnica della stagione.

Gomme nuove per una F1 nuova

Come le monoposto, anche gli pneumatici sono stati adattati al nuovo corso regolamentare. Pirelli ha confermato i cerchi da 18 pollici ma ha lavorato su impronta a terra e diametro totale, entrambi ridotti per rispondere alle esigenze delle nuove vetture. La gamma slick resta composta da cinque mescole, dalla C1 (la più dura) alla C5 (la più morbida), mentre per il bagnato rimangono le Intermedie e le Full Wet. Per Melbourne la scelta è caduta sul tris più morbido: C3, C4 e C5. Una selezione già vista nelle ultime edizioni, coerente con le caratteristiche del tracciato australiano. La C3 sarà la Hard del weekend, la C4 la Medium e la C5 la Soft destinata soprattutto alla qualifica. Albert Park non è un circuito particolarmente severo per gli pneumatici. Le sollecitazioni laterali non raggiungono livelli estremi e il degrado è storicamente più legato all’usura meccanica che al surriscaldamento. Tuttavia, la combinazione di nuove monoposto e nuovi equilibri aerodinamici potrebbe cambiare lo scenario.

Rebus degrado: usura o temperatura?

Nei test invernali di Barcellona e Sakhir le squadre hanno accumulato chilometri preziosi, ma Melbourne rappresenta un banco di prova completamente diverso. Il tracciato australiano presenta rettilinei veloci alternati a curve a bassa e media velocità, con frequenti ripartenze che stressano soprattutto l’asse posteriore. L’energia trasmessa dalle nuove power unit al retrotreno potrebbe accentuare un’asimmetria termica tra anteriore e posteriore. Già dalle prove libere del venerdì sarà interessante osservare come i team cercheranno di bilanciare le temperature, differenziazione delle termocoperte tra i due assi, giri di preparazione più lunghi prima del tentativo lanciato in qualifica, oppure assetti più conservativi per proteggere la gomma posteriore.

Nel 2025, nelle giornate asciutte, si era osservato un leggero graining, rimasto comunque sotto controllo. Con vetture completamente nuove, però, la finestra di utilizzo delle mescole potrebbe risultare più stretta, rendendo decisiva la capacità di portare rapidamente le gomme nella corretta temperatura di esercizio.

Qualifica da C5

La C5 sarà quasi certamente la gomma di riferimento per la qualifica. Su un asfalto poco abrasivo e con carichi laterali moderati, la mescola più morbida offre il picco di prestazione ideale per il giro secco. Tuttavia, la preparazione della gomma sarà cruciale. L’Albert Park non è una pista che perdona errori, le vie di fuga sono limitate in alcuni punti e il traffico può complicare il giro lanciato. Con monoposto più piccole ma ancora molto sensibili all’aria sporca, trovare spazio libero sarà fondamentale per massimizzare il potenziale della C5. Un ulteriore elemento è rappresentato dalla nuova overtake mode, che potrebbe modificare l’approccio alla qualifica e alla gara, influenzando la scelta di partire con una mescola più aggressiva per difendere la posizione in partenza.

Strategia gara, una o due soste?

Storicamente Melbourne ha premiato strategie a una sola sosta, grazie al basso degrado. Tuttavia, nelle ultime stagioni la doppia sosta è diventata un’opzione concreta, soprattutto in caso di Safety Car. Nel 2024, ultima edizione interamente asciutta, la strategia più utilizzata fu Medium-Hard-Hard, con alcuni piloti che azzardarono la Soft. Nel 2025, invece, la pioggia frammentò la gara in tre atti con partenza su intermedie, passaggio alle slick dopo una neutralizzazione e ritorno alle intermedie nel finale, con la vittoria maturata proprio su gomma intermedia.

Per il 2026 molto dipenderà da due fattori chiave. Da un lato i carichi aerodinamici delle nuove vetture, se le monoposto genereranno più carico e quindi più energia sugli pneumatici, la C5 potrebbe diventare un’opzione concreta anche per uno stint iniziale breve e aggressivo. Dall’altro, la possibilità di sorpasso. Albert Park, nonostante modifiche recenti, resta un circuito dove superare non è semplice. Se la pista dovesse confermare questa tendenza, la track position potrebbe spingere verso strategie conservative a una sosta. In uno scenario lineare e asciutto, la combinazione Medium-Hard appare la più probabile. Ma non è escluso che qualcuno tenti l’undercut sfruttando la C4 in una finestra anticipata, specie se la Safety Car dovesse entrare in gioco.

Il fattore meteo, l’incognita australiana

Marzo in Australia coincide con l’inizio dell’autunno. Le escursioni termiche sono frequenti e le precipitazioni improvvise non rappresentano un’eccezione. Le gomme intermedie potrebbero tornare protagoniste, come accaduto nella scorsa stagione. Con un asfalto liscio e poco drenante in alcuni tratti, la gestione delle gomme da bagnato diventa particolarmente delicata. Le intermedie garantiscono un ampio range operativo ma soffrono rapidamente se la pista si asciuga; le full wet, invece, entrano in gioco solo in condizioni di pioggia intensa e persistente. La capacità di leggere l’evoluzione meteo e reagire tempestivamente ai cambi di condizioni sarà decisiva. A Melbourne, più che altrove, la strategia può ribaltare i valori in campo.

Un circuito che evolve giro dopo giro

Essendo semi-permanente, Albert Park presenta un grip inizialmente basso che migliora sensibilmente nel corso del weekend. Questo significa che i riferimenti raccolti nelle prime libere potrebbero non essere del tutto indicativi per la gara. Il deposito di gomma riduce il rischio di graining ma aumenta le velocità di percorrenza, modificando le sollecitazioni sugli pneumatici. Le squadre dovranno quindi aggiornare costantemente le simulazioni strategiche, integrando i dati reali raccolti in pista. Il record del tracciato appartiene a Charles Leclerc (1:19.813 nel 2024), mentre tra i piloti in attività hanno già trionfato a Melbourne sia Verstappen, Leclerc, Alonso che Sainz. La storia recente racconta di una pista capace di premiare sia la superiorità tecnica sia l’intuizione strategica.

Pirelli al centro del gioco

In un campionato che riparte da zero, le gomme rappresentano uno dei pochi elementi di continuità tecnica. Proprio la loro interazione con le nuove monoposto sarà una delle chiavi per interpretare il primo weekend dell’anno. La scelta del tris C3-C4-C5 offre alle squadre un ventaglio di opzioni ampio, dalla gestione conservativa con Hard e Medium fino all’azzardo con la Soft in stint brevi e aggressivi. La vera incognita sarà comprendere quanto rapidamente le nuove vetture riusciranno a portare gli pneumatici nella finestra ideale e quanto stabile sarà il loro comportamento sul lungo periodo.

Melbourne, da sempre teatro di sorprese e colpi di scena, si conferma così il palcoscenico perfetto per inaugurare la nuova era. Non solo per vedere chi ha interpretato meglio il regolamento, ma anche per scoprire chi saprà leggere al meglio il linguaggio silenzioso delle gomme. Perché, nella prima gara dell’anno, spesso non vince soltanto la macchina più veloce. Vince chi capisce prima degli altri come farla correre sulle gomme giuste, nel momento giusto. All’Albert Park, dove ogni dettaglio conta, Pirelli potrebbe essere la vera protagonista del primo capitolo della stagione 2026.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 08:41:41 +0000
News n. 16
Audi è pronta alla sua rivoluzione: il debutto F1 parte dal GP Australia di Melbourne

La F1 è pronta a un cambio d’epoca, il 2026 segna l’inizio di una nuova era regolamentare, con monoposto completamente riviste e power unit ripensate. Ma soprattutto segna l’ingresso ufficiale di uno dei marchi più iconici dell’automotive mondiale, Audi debutta nel Mondiale con l’Audi F1 Team, pronta a scrivere il primo capitolo della sua storia nella massima espressione del motorsport. L’appuntamento è a Melbourne, all’Albert Park Circuit, teatro del round inaugurale del Campionato del Mondo 2026. Una prima gara che non rappresenta soltanto l’inizio di una stagione, ma la nascita di un progetto costruito per anni tra Germania, Svizzera e Regno Unito.

Migliaia di chilometri per arrivare pronti

Dietro al debutto australiano di Audi, c’è un lavoro che affonda le radici molto più indietro. L’inverno 2025-2026 è stato tra i più intensi degli ultimi anni in F1, il team ha completato migliaia di chilometri tra Barcellona e Bahrain, affrontando uno dei programmi di test più completi della recente storia del Circus. Non solo chilometri, ma sviluppo parallelo con la prima power unit interamente firmata Audi, sviluppata a Neuburg, la costruzione della monoposto 2026 secondo i nuovi regolamenti e il primo step di un ambizioso piano di ristrutturazione della factory di Hinwil.

Il team principal Jonathan Wheatley parla apertamente di “Culmine di uno sforzo collettivo enorme“. È stata costruita una squadra nuova, lanciato un marchio in F1, completata la prima vettura con powertrain proprietario e avviata una trasformazione infrastrutturale. Ma il tono resta prudente: “Orgogliosi, sì. Ma consapevoli della sfida che ci aspetta“, che tradotto vuol dire entusiasmo controllato.

Nuova era regolamentare

Il 2026 rappresenta uno spartiacque tecnico per tutta la categoria. Le nuove regole sulle power unit e sull’aerodinamica cambiano equilibri, ridisegnano gerarchie e potenzialmente riaprono il gioco. Per un costruttore che entra ora, è il momento ideale. Non si tratta di inseguire anni di vantaggio accumulato, ma di crescere insieme alla nuova generazione di monoposto. Audi non entra per fare comparsa. Il progetto è nato con l’idea di diventare costruttore completo, con telaio e motore sotto lo stesso tetto. Una scelta che in F1 rappresenta il massimo livello di integrazione tecnica, un segnale forte anche industrialmente.

Hulkenberg e Bortoleto, esperienza e futuro

Al volante delle monoposto 2026 a Melbourne ci saranno Nico Hulkenberg sulla numero 27 e Gabriel Bortoleto sulla numero 5. Una coppia che unisce esperienza e prospettiva. In conferenza Hulkenberg ha parlato di “nuova era” e di vibrazioni positive che si percepiscono anche nelle fabbriche di Hinwil e Neuburg. Sa che Albert Park è un tracciato particolare, semi-cittadino, poco rappresentativo in senso assoluto ma capace di generare gare caotiche. E forse, proprio per questo, terreno fertile per sorprese. Bortoleto, alla sua seconda stagione in F1, sottolinea un aspetto interessante, quello che le nuove vetture azzerano parte delle gerarchie anche tra i piloti: “È un reset per tutti, indipendentemente dall’esperienza“. In altre parole, chi interpreta meglio le nuove macchine può trovare un vantaggio inatteso. Il loro obiettivo dichiarato non è il risultato immediato, ma la costruzione di ritmo e metodo. In un progetto nuovo, la pulizia dell’esecuzione conta quanto la velocità pura.

Melbourne, simbolo perfetto per il debutto

Albert Park è uno dei tracciati più iconici della F1 moderna. Circuito cittadino mascherato da permanente, layout tecnico ma imprevedibile, meteo variabile, muri vicini. Non sempre fotografa i valori reali in campo, ma spesso regala gare movimentate. Per Audi è un banco di prova simbolico con un debutto in un contesto globale, prima misurazione diretta contro i top team e la prima verifica reale dell’affidabilità della nuova power unit. Non è il circuito ideale per misurare il potenziale assoluto, ma è il luogo perfetto per iniziare. L’imprevedibilità può diventare alleata di chi ha meno storia recente ma tanto lavoro alle spalle.

Non solo pista: l’effetto Audi

Il weekend australiano non sarà intenso solo dal punto di vista sportivo. Il team ha pianificato una serie di attivazioni off-track, con quartier generale temporaneo a “Afloat” sul fiume Yarra e iniziative diffuse in città. Una strategia che racconta molto dell’approccio Audi, l’ingresso in F1 non è solo competizione, ma piattaforma globale di branding, innovazione e comunicazione. In parallelo, il giovane Freddie Slater, membro del programma di sviluppo piloti Audi, inizierà la sua stagione completa in F3 nel contesto del weekend di F1. Segnale chiaro, il progetto guarda al lungo periodo, dalla formazione al vertice.

Una sfida industriale prima ancora che sportiva

Il vero peso del debutto Audi va oltre il cronometro, è una sfida industriale. Entrare in F1 nel 2026 significa affrontare una specifica transizione energetica e sostenibilità delle power unit, avere una certa competizione tecnologica al massimo livello, resistere alla pressione mediatica globale e saper cofrontarsi in modo diretto con marchi storici del motorsport. La F1 è oggi la piattaforma tecnica più sofisticata e visibile al mondo e per un costruttore premium come Audi, è il banco di prova definitivo. Non solo per vincere gare, ma per sviluppare tecnologie trasferibili, competenze interne e una vera e propria identità sportiva.

Cosa aspettarsi?

La domanda che tutti gli appassionati di F1 si pongono è semplice, dove si collocherà Audi alla prima gara? Il team stesso frena entusiasmi eccessivi. L’obiettivo dichiarato è progredire, accumulare esperienza, costruire basi solide. Il 2026 è l’anno zero di un progetto pensato sul medio-lungo termine. Ma la storia della F1 insegna che nei grandi reset regolamentari possono nascere sorprese. Se la power unit si dimostrerà affidabile e il telaio ben bilanciato, Audi potrebbe inserirsi più rapidamente del previsto nel gruppo di metà classifica. E in gare caotiche come Melbourne, l’occasione può arrivare prima di quanto si immagini.

L’inizio di un viaggio lungo

Jonathan Wheatley lo ha detto chiaramente: “È l’inizio di un lungo viaggio“. Non una stagione, non un ciclo breve, un percorso. Audi entra in F1 con ambizione strutturale, non episodica. Ha costruito infrastrutture, un reparto motori proprietario, un programma giovani, una visione tecnica coerente con la nuova era regolamentare. Melbourne non sarà soltanto il primo giro della prima gara ma simbolicamente rappresenta molto di più. Rappresenta il momento in cui anni di progettazione escono dai simulatori, dalle gallerie del vento e dai banchi prova per confrontarsi con l’asfalto.

Nel 2026 la F1 cambia volto e tra i nuovi protagonisti c’è un nome che ha fatto la storia dell’endurance, dei rally, della tecnologia quattro e delle 24 Ore di Le Mans. Ora tocca alla F1 e il cronometro, finalmente, sta per sentenziare.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 08:32:05 +0000
News n. 17
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari città per città

Il mese di marzo 2026 si preannuncia ricco di appuntamenti sindacali con numerosi scioperi previsti su tutto il territorio nazionale. In questo articolo analizziamo, giorno per giorno, tutte le principali agitazioni che coinvolgeranno il settore dei trasporti, dai servizi locali ai trasporti ferroviari e aerei, senza dimenticare lo sciopero generale previsto a livello nazionale. Gli scioperi possono comportare disagi per lavoratori, pendolari e viaggiatori: di seguito trovate tutte le date, le città e le modalità di svolgimento delle principali proteste in programma nel mese di marzo 2026.

Sciopero 02 marzo 2026

Nella città di Bolzano è previsto uno sciopero di 24 ORE che interesserà il trasporto pubblico locale. Sarà coinvolto il personale della società SASA di Bolzano e l’agitazione durerà dalla mezzanotte fino alle 24:00. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Sciopero 06 marzo 2026

Nella città di Napoli è stato indetto uno sciopero di 24 ORE per il trasporto pubblico locale, con particolare riferimento al personale divisione ferro, personale viaggiante e le linee vesuviane della società EAV di Napoli. Lo sciopero è indetto dal sindacato OSP FAISA-CONFAIL.

Sciopero 09 marzo 2026

In tutta Italia è stato proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata, che coinvolgerà il personale di tutti i comparti, delle aree pubbliche, del lavoro privato e cooperativo. Sindacati promotori: SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE.

Inoltre, sempre a livello nazionale, il sindacato UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912 ha indetto uno sciopero generale del personale a tempo determinato e indeterminato con contratti precari e atipici di tutti i comparti, ad esclusione del settore trasporti.

Nella stessa giornata sono previsti anche altri scioperi generali nazionali ad esclusione del settore trasporti, proclamati dai sindacati USB e CLAP.

Sciopero 11 marzo 2026

In tutta Italia è indetto uno sciopero nel settore ferroviario che coinvolge il personale della società Italo NTV. L’agitazione durerà per 8 ORE, dalle 09.01 alle 16.59, ed è stata indetta dal sindacato UILT-UIL.

Sciopero 13 marzo 2026

Nella città di Udine si terrà uno sciopero di 24 ORE che riguarda il trasporto pubblico locale, in particolare il personale della società Arriva Udine, promosso da ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 16 marzo 2026

Nella città di Palermo sono previsti due scioperi di 24 ORE ciascuno che coinvolgono il personale delle società Autoservizi Russo e Segesta Autolinee. Gli scioperi sono proclamati dal sindacato OSR FAISA-CISAL e riguardano il trasporto pubblico locale.

Nella città di Enna è previsto uno sciopero di 24 ORE del personale della società Interbus, anch’esso indetto dal sindacato OSR FAISA-CISAL e relativo al trasporto pubblico locale.

Nella città di Catania sciopera per 24 ORE il personale della società Etna Trasporti, sempre sotto la sigla OSR FAISA-CISAL.

In tutta la regione Abruzzo si segnala uno sciopero di 24 ORE promosso dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL e rivolto al personale della società TUA Regione Abruzzo.

Sciopero 18 marzo 2026

In tutta Italia il settore aereo sarà interessato da uno sciopero di 24 ORE che coinvolge il personale Airport Handling/Dnata negli aeroporti di Milano Linate e Malpensa e il personale della società ALHA presso l’aeroporto di Milano Malpensa, entrambi indetti da OST CUB TRASPORTI.

Ancora a livello nazionale, il sindacato USB LAVORO PRIVATO ha proclamato uno sciopero di 4 ORE (dalle 13.00 alle 17.00) per il personale navigante della Easyjet Airlines e per il personale di terra e di volo della ITA Airways.

A Brescia, presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari, il personale delle società GDA Handling e MH24 parteciperà anch’esso a uno sciopero di 24 ORE indetto dal sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 25 marzo 2026

Nella città di Frosinone si segnala uno sciopero di 4 ORE (dalle 13.00 alle 17.00) per il trasporto pubblico locale riguardante il personale della società Cialone Tour di Frosinone. Lo sciopero è indetto dal sindacato USI CTS.

Sciopero 27 marzo 2026

In tutte le province della regione Lombardia si terrà uno sciopero di 24 ORE di modalità varie relativo al personale delle società del Gruppo ATM di Milano, proclamato dal sindacato AL-COBAS.

Nella città di Napoli il personale della società EAV parteciperà a uno sciopero di 4 ORE (dalle 19.00 alle 23.00) indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-AUTOFERRO.

Nella città di Novara è in programma uno sciopero di 4 ORE (dalle 17.30 alle 21.30) che coinvolge il personale della società SUN di Novara, indetto dal sindacato AL-COBAS.

Sciopero 28 marzo 2026

Nella città di Bari sono programmati due scioperi: il primo di 4 ORE (dalle 20.00 alle 23.59) indetto per il personale della società AMTAB da parte di OSR/OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO; il secondo sempre di 4 ORE (dalle 8.30 alle 12.30) per il personale della società MTM di Molfetta, proclamato da OSP FIT-CISL, UILT-UIL.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 18
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 04 marzo 2026, i prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale indicano benzina self a 1.787 euro, gasolio self a 1.845 euro, GPL servito a 0.829 euro e metano servito a 1.462 euro, secondo l’ultimo aggiornamento disponibile. Di seguito riportiamo la tabella completa con i valori aggiornati e una guida chiara alla composizione del prezzo alla pompa, distinguendo tra quota fiscale e quota industriale, per capire meglio cosa incide realmente sul conto finale quando si fa rifornimento.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento 03-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.787
Gasolio SELF 1.845
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.462

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale che l’automobilista paga alla pompa è il risultato di due grandi componenti: quella fiscale e quella industriale. La componente fiscale vale il 58% del prezzo e comprende le imposte indirette, cioè accise e IVA, che si applicano sul valore del prodotto e, nel caso dell’IVA, anche sullo stesso ammontare delle accise. Questa parte, decisa per legge, si muove principalmente in base agli interventi normativi e non alla dinamica del mercato. La restante quota, pari al 42%, è la componente industriale. Al suo interno si distinguono il costo della materia prima, che pesa per il 30% del prezzo, e il margine lordo, che rappresenta il 12% del prezzo. Il costo della materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro, poiché le transazioni sui mercati energetici avvengono in gran parte in valuta statunitense: un euro più debole tende a far aumentare il prezzo in valuta locale, mentre un euro più forte lo attenua. Il margine lordo, invece, copre i costi di logistica e distribuzione e la remunerazione degli operatori; su questa porzione gli operatori possono intervenire con politiche di prezzo alla pompa, pur rimanendo condizionati dalla concorrenza, dalla stagionalità dei consumi e dall’equilibrio tra domanda e offerta.

Per il gasolio, la scomposizione del prezzo evidenzia un profilo diverso rispetto alla benzina. La componente fiscale pesa per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale vale il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima incide per il 45% del prezzo, riflettendo le quotazioni internazionali del gasolio e l’effetto del cambio euro/dollaro: quando i prezzi sui mercati all’ingrosso aumentano o l’euro si indebolisce contro il dollaro, il costo della materia prima cresce e tende a trasferirsi, con tempi variabili, sui listini alla pompa. Il margine lordo ammonta al 10% del prezzo e rappresenta la parte su cui gli operatori hanno maggiore possibilità di intervento, attraverso politiche commerciali, promozioni, gestione della rete e ottimizzazione dei costi di trasporto e stoccaggio. Anche per il gasolio, dunque, il prezzo alla pompa è il risultato dell’interazione tra fattori regolati (imposte), dinamiche globali (quotazioni e cambio) e scelte industriali (margine), con effetti che possono manifestarsi in modo più rapido o graduale a seconda del contesto di mercato, della concorrenza locale e dell’elasticità della domanda di mobilità, in particolare per il trasporto privato e commerciale.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 19
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.698 per la benzina, 1.759 per il diesel, 0.707 per il gpl, 1.430 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.749
Benzina SELF 1.682
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.407

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.767
Benzina SELF 1.723
GPL SERVITO 0.680
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.820
Benzina SELF 1.742
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.588

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.773
Benzina SELF 1.729
GPL SERVITO 0.731
Metano SERVITO 1.497

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.727
Benzina SELF 1.683
GPL SERVITO 0.641
Metano SERVITO 1.384

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.752
Benzina SELF 1.684
GPL SERVITO 0.666
Metano SERVITO 1.372

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.772
Benzina SELF 1.693
GPL SERVITO 0.677
Metano SERVITO 1.371

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.744
Benzina SELF 1.678
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.476

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.776
Benzina SELF 1.709
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.432

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.755
Benzina SELF 1.687
GPL SERVITO 0.671
Metano SERVITO 1.383

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.744
Benzina SELF 1.675
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.311

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.756
Benzina SELF 1.703
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.750
Benzina SELF 1.679
GPL SERVITO 0.670
Metano SERVITO 1.425

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.748
Benzina SELF 1.705
GPL SERVITO 0.656
Metano SERVITO 1.467

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.762
Benzina SELF 1.700
GPL SERVITO 0.798

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.748
Benzina SELF 1.712
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.735

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.753
Benzina SELF 1.684
GPL SERVITO 0.689
Metano SERVITO 1.457

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.780
Benzina SELF 1.716
GPL SERVITO 0.729
Metano SERVITO 1.333

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.750
Benzina SELF 1.680
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.326

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.787
Benzina SELF 1.721
GPL SERVITO 0.814

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.746
Benzina SELF 1.680
GPL SERVITO 0.681
Metano SERVITO 1.333

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 20
BYD accelera la transizione: record di immatricolazioni a febbraio 2026

BYD continua a crescere ed è sempre più protagonista del mercato. Gli ultimi dati sulle immatricolazioni registrate nel corso del mese di febbraio 2026 rappresentano una nuova conferma in tal senso. La Casa continua a crescere, con un ritmo impressionante e con una gamma sempre più ricca e completa. Andiamo a fare il punto in merito alle performance registrate da BYD nel corso del mese appena terminato.

Un mese di successi

I numeri di BYD parlano chiaro. L’azienda continua a crescere e sta diventando, sempre di più, un punto di riferimento del mercato italiano. Mese dopo mese, infatti, il brand si sta ritagliando uno spazio da protagonista nel nostro Paese con numeri sempre più convincenti.

Nel corso del mese di febbraio 2026, BYD ha raggiunto quota 4.110 immatricolazioni. Si tratta del nuovo record mensile per la Casa sul mercato italiano e di un sostanziale passo in avanti rispetto ai dati raccolti durante il mese di febbraio 2025.

Su base annua, infatti, il brand è cresciuto del 191% a febbraio 2026 arrivando a vendere ben 2.761 unità in più rispetto a quanto registrato nello stesso mese dello scorso anno. Da segnalare anche un passo in avanti rispetto a gennaio 2026, con un incremento delle immatricolazioni del 16%.

L’azienda, inoltre, ha confermato di aver raggiunto un market share del 2,6%, con un passo in avanti di 0,1 punti rispetto allo scorso mese di gennaio e di 1,6 punti su base annua. Questo risultato ha permesso a BYD di superare diversi marchi storici presenti sul mercato, scalando ulteriori posizioni nella classifica di vendite tra i costruttori.

Per approfondire l’andamento delle vendite di nuove autovetture in Italia vi rimandiamo al nostro approfondimento sulle immatricolazioni di febbraio 2026 che ci offre una fotografia aggiornata sull’andamento del mercato.

Un leader nell’elettrificazione

BYD è sempre più un punto di riferimento del mercato anche per quanto riguarda l’elettrificazione. Nel comparto che unisce auto elettriche e auto ibride plug-in, in forte crescita in Italia come confermano gli ultimi dati di vendita, l’azienda fa segnare ottimi numeri.

A febbraio, infatti, ha venduto 3.114 unità, raggiungendo una quota del 24,8%. Nel cumulato annuo, invece, il totale delle immatricolazioni è pari a 7.662, con un market share complessivo che risulta essere pari al 16,5%.

L’azienda sta costruendo una gamma molto competitiva con SEAL U DM-i che si conferma il modello più venduto in Italia tra le auto ibride plug-in, con ampio margine rispetto a tutti i diretti concorrenti presenti sul mercato.

SEAL 6 DM-i è prima nel suo segmento mentre ATTO 2 DM-i è già al secondo posto tra le plug-in hybrid, ancor prima del lancio ufficiale programmato che avverrà con i Porte Aperte in programma il 14 e 15 marzo e il 21 e 22 marzo.

Nel frattempo, DOLPHIN SURF prosegue la propria crescita e si afferma come secondo
modello elettrico più venduto in Italia, contribuendo alla crescita di BYD nel nostro Paese e, in particolare, nel segmento delle auto elettriche.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 06:30:55 +0000
News n. 21
Tesla avrà fabbriche anche sulla Luna: le dichiarazioni eccentriche di Elon Musk

Elon Musk, già prima di diventare un protagonista della politica americana, è sempre stato noto per le sue dichiarazioni sopra le righe, su tanti argomenti, spesso non connessi direttamente con la sua attività di imprenditore e le sue aziende, Tesla in primis.

In alcuni casi, Musk ha rilasciato interviste o dichiarazioni pubbliche in cui ha anticipato l’avvio di progetti mai partiti o il lancio di prodotti che sono poi stati rimandati più volte, come la guida autonoma per le Tesla o la partenza di una missione verso Marte.

Ad arricchire il lungo elenco di dichiarazioni “eccentriche” di Musk arriva in queste ore una nuova intervista in cui l’imprenditore anticipa il futuro di Tesla e quali potrebbero essere gli obiettivi su cui puntare per i prossimi anni.

Questa volta, però, il numero uno di Tesla potrebbe aver esagerato. Nel futuro dell’azienda, infatti, ci potrebbero essere delle fabbriche sulla Luna che potrebbero entrare in attività in un futuro non troppo lontano.

Un progetto fantascientifico

Di recente, Musk ha spostato la sua attenzione sulla Luna che viene vista come un passaggio intermedio per arrivare a Marte. L’imprenditore, però, non aveva mai creato un collegamento tra il nostro satellite e la sua azienda.

In un’intervista con André Thierig , direttore dello stabilimento Tesla Gigafactory di Berlino, Musk, che punta a ottenere il più grande stipendio della storia, ha condiviso le sue previsioni per il futuro della casa automobilistica anticipando un progetto che sembra quasi fantascienza.

Secondo Musk: “Tra 20 anni, direi che Tesla avrà fabbriche sulla Luna” anche se non è chiaro in che modo l’azienda potrà realizzarle (in un periodo sostanzialmente breve) e come potrà sfruttarle. La dichiarazione in questione va considerata come una delle tante uscite sopra le righe del numero uno di Tesla.

Nello stesso tempo, però, bisogna ricordare che qualche settimana fa, come riportato da Reuters, lo stesso Musk ha dichiarato che SpaceX ha spostato la sua attenzione sulla costruzione di una “città autosufficiente” sulla Luna, un progetto che potrebbe essere realizzato in meno di 10 anni.

La frase sulle fabbriche Tesla sulla Luna va, quindi, considerata tenendo conto dell’interesse  di SpaceX e di un possibile cambio di strategia per il prossimo futuro. La realizzazione di fabbriche Tesla sulla Luna, in questo momento, è quasi fantascienza.

Musk, che ha anticipato l’approvazione della guida autonoma in Europa, è imprevedibile ed è abituato a sorprendere, non solo con dichiarazioni ma anche con fatti, annunci a sorpresa e nuovi progetti potenzialmente rivoluzionari. Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse.

Un invito agli investitori

Nel corso dell’intervista, Musk ha toccato anche argomenti più concreti e, soprattutto, ha rivolto un invito agli investitori. Secondo il numero uno di Tesla, infatti, gli investitori dovrebbero “tenere le azioni” in quanto in futuro potrebbero valere ancora di più. L’azienda non ha intenzione di fermarsi e punta a ritagliarsi uno spazio sempre più da protagonista sul mercato con nuovi progetti. Il futuro di Tesla è stato definito come “brillante”. Anche in questo caso, bisognerà attendere, però, la prova dei fatti.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 06:30:08 +0000
News n. 22
Partenza in salita senza stress: tecniche e consigli per non sbagliare

Tra le tante manovre da saper padroneggiare per guidare in modo fluido e sicuro, la partenza in salita è sicuramente una delle più difficili perché la pendenza della strada può rappresentare un ostacolo da gestire: la paura maggiore è che si spenga il motore o che l’auto slitti indietro, danneggiando la macchina che ci segue.

Se abbiamo parcheggiato, ci siamo fermati a un semaforo o, semplicemente, ci ritroviamo in coda nel traffico in una strada ripida, il pericolo potrebbe essere dietro l’angolo; ma con qualche consiglio e un po’ di sangue freddo, anche questa insidiosa manovra può essere affrontata e conclusa con agilità.

Le tecniche consigliate

Le tecniche per affrontare la partenza in salita sono due: con il freno a mano o senza . La prima è una tecnica più sicura e utile per chi è meno esperto alla guida: il freno a mano inserito permetterà infatti di svolgere le varie operazioni con calma mentre l’auto è saldamente immobile.

La seconda invece richiede maggiore dimestichezza e velocità nell’esecuzione poiché non c’è l’assistenza del freno a mano che tiene la macchina ferma durante lo svolgimento della manovra.

Una regola però è comune a entrambe: quella di restare calmi e concentrati, senza farsi prendere dalla fretta. Questo sarà molto utile anche nel caso in cui questa manovra venga richiesta all’esame pratico per conseguire la patente di guida.

La partenza in salita con il freno a mano

Vediamo ora i diversi passaggi della tecnica più sicura e comoda, quella con l’aiuto del freno a mano, per fare la partenza in salita:

  • dopo aver tirato il freno a mano, o se già inserito perché la macchina è parcheggiata, e ad auto accesa, premi la frizione e inserisci la prima marcia;
  • ora devi accelerare dolcemente e, nello stesso tempo, rilasciare gradualmente la frizione;
  • quando senti che la macchina “tiraâ€, ovvero che vibra leggermente, allora si è raggiunto il punto di stacco;
  • preparati quindi a rilasciare il freno a mano, continuando ad accelerare in modo da avviare la marcia della vettura;
  • ora puoi lasciare completamente la frizione.

La partenza in salita senza freno a mano

Se invece sei più esperto e conosci bene la tua auto, la manovra della partenza in salita si può effettuare anche senza l’aiuto del freno a mano.

Vediamo i passaggi principali, ad auto accesa:

  • tieni premuto a fondo il pedale del freno e della frizione, mentre inserisci la prima marcia;
  • alza lentamente il piede dal pedale della frizione fino a quando l’auto inizia a vibrare leggermente e ha raggiunto così il punto di stacco;
  • sposta allora il piede dal pedale del freno per passare a quello dell’acceleratore;
  • continuando a tenere il piede sulla frizione, spingi dolcemente l’acceleratore;
  • rilascia quindi gradualmente la frizione e aumenta l’accelerazione per far muovere la vettura.

Il punto più difficile di questa manovra è riuscire a essere rapidi e coordinati, per evitare che il motore si spenga, che la vettura retroceda e che la frizione si surriscaldi.

Errori e rischi da evitare

La partenza in salita, se non eseguita in maniera corretta, può provare nel tempo molteplici problemi come il rischio di usura della frizione, del motore e degli pneumatici. Se si mantiene la frizione a metà corsa per molto tempo, si può verificare il surriscaldamento della stessa fino a “bruciarlaâ€.

Anche il motore e gli pneumatici possono venire penalizzati dallo svolgimento di manovre errate prolungate, con l’usura prematura. Un altro errore che può capitare di commettere è quello di non inserire la prima marcia ma un’altra, rischiando anche qui diversi danni alle componenti meccaniche dell’auto.

Come già detto, bisogna assolutamente evitare gesti bruschi come rilasciare la frizione in maniera improvvisa o accelerando a fondo ma eseguire l’operazione con dolcezza e gradualità, senza strappi.

I dispositivi elettronici in aiuto

La tecnologia ci viene in aiuto con dispositivi specifici che servono agli automobilisti per sentirsi più comodi e sicuri alla guida. Tra i diversi ADAS disponibili troviamo, infatti, anche quelli che supportano il conducente nello svolgimento di manovre più complesse: l’Hill Start Assist e il Brake Hold. Vediamoli più da vicino.

L’Hill Start Assist (HSA), il sistema di assistenza alla partenza in salita, mantiene il veicolo frenato per alcuni secondi, anche dopo che il guidatore ha staccato il piede dal freno. Questo sistema può aiutare quindi a ridurre lo stress di guida e il rischio di incidenti stradali.

Il Brake Hold è un sistema di sicurezza elettronico che mantiene la vettura ferma in maniera automatica senza bisogno di premere il pedale del freno. Questo sistema è indicato per le fermate temporanee, al contrario del freno di stazionamento o freno a mano, e si disattiva automaticamente, appena si tocca il pedale dell’accelerazione.

Nelle vetture più moderne, inoltre, se viene rilevato un tempo prolungato di utilizzo del Brake Hold, viene inserito in automatico il freno di stazionamento.

Consigli utili per affrontare la manovra 

Un buon modo per avere più confidenza con la macchina e acquisire maggiore dimestichezza con la partenza in salita è quello di fare diverse esercitazioni.

Utilizzando un parcheggio vuoto o una strada privata, si possono fare delle prove per comprendere meglio i diversi passaggi e fare pratica per conoscere il punto di stacco della frizione. L’assenza di altre vetture aiuterà a essere più tranquilli.

Mantenere la calma e il controllo in questi momenti è molto importante: ecco perché quando si è alla guida occorre essere concentrati e attenti alle proprie azioni.

Riassumendo, i consigli generali per affrontare la partenza in salita sono:

  • la preparazione per conoscere bene la manovra e i vari passaggi;
  • la pratica, fare diverse esercitazioni per acquisire più dimestichezza e controllo;
  • la gradualità nello svolgimento dei vari movimenti, con dolcezza e pazienza;
  • la conoscenza della propria vettura e dei dispositivi presenti per guidare in maniera più comoda e sicura.

Come fare con il cambio automatico

E se la nostra vettura ha il cambio automatico, come facciamo a fare la partenza in salita? In questo caso, in verità, è più semplice perché non è presente il pedale della frizione.

In più, può venirci in aiuto la tecnologia con i sistemi di assistenza alla guida, per affrontare la manovra con facilità.

Ecco come svolgere la manovra in pochi e semplici passaggi:

  • a veicolo fermo, mantenere premuto il pedale del freno;
  • spostare poi la leva del cambio in posizione D (Drive);
  • successivamente, si sposta il piede dal freno all’acceleratore e si preme con dolcezza per avviare la partenza.

Se è presente, si può utilizzare l’Hill Start Assist per avere più sostegno durante l’esecuzione della manovra: la vettura resterà ferma per alcuni secondi permettendoti di accelerare agevolmente ed evitando così il rischio di scivolamento all’indietro della vettura.

Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 05:00:22 +0000
News n. 23
Che auto guida Matilde Gioli, l’attrice scatena una forza della natura

Eleganza cristallina e un’anima da sportiva: l’auto di Matilde Gioli ne riflette la personalità, capace di passare con naturalezza dai set più prestigiosi alla velocità della guida reale. Se nel lavoro la conosciamo per la delicatezza e il talento, nel privato non nasconde la sua passione per i motori che sanno emozionare, proprio come la sua BMW M135 xDrive mostrata in un post. L’energia travolgente della creatura bavarese richiama quella dell’attrice, tra gli ospiti di Stasera a letto tardi su Rai 2.

La hot-hatch che sfida il cronometro: il prezzo

Non fatevi ingannare dalle forme compatte della hatchback a 5 porte. La M135 sa difendersi bene: il suo cuore TwinPower Turbo da 221 kW trasforma una compatta in una piccola belva stradale. Matilde Gioli ha scelto un mezzo autoritario, dotato di una trazione integrale che incolla la vettura alla strada e un cambio a 7 rapporti in grado di rispondere fulmineamente alla minima pressione sul pedale. Fermare il cronometro a 4,9 secondi per scattare da ferma ai 100 orari è degno di una sportiva di razza.

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Non secondaria è la velocità massima, limitata elettronicamente a 250 km/h. Quando è tempo di muoversi tra i ritmi frenetici del cinema e della TV, la quattro ruote di “passaporto” tedesco garantisce reattività ai massimi livelli, paragonabile a modelli di segmento superiore.

Lunga poco più di 4,30 metri e larga circa 1,80, la M135 xDrive soddisfa le esigenze di agilità in città e di stabilità nei tratti extraurbani. Il corpo vettura basso e largo (altezza di 1,43 m) le conferisce un baricentro in grado aggredire le curve con precisione millimetrica. Nonostante l’indole corsaiola, la M135 ha spazio in abbondanza: il bagagliaio offre una capacità che varia dai 380 minimi ai 1.200 litri, da sfruttare nelle piccole e nelle grandi commissioni quotidiane.

Certo, la qualità e le prestazioni hanno un costo: i prezzi di listino oscillano tra i 48.000 e i 64.000 euro a seconda delle personalizzazioni. Anche i consumi (circa 7,4 – 7,9 L/100 km nel ciclo WLTP) ricordano che questa è una macchina da guida reale, rivolta a un’utenza desiderosa di provare il brivido su strada.

Stasera a letto tardi: più imprevedibilità dei sensori di parcheggio

Ma martedì 3 marzo all’attrice di Doc – Nelle tue mani tocca “parcheggiare” temporaneamente la sua BMW per confrontarsi con una giuria decisamente più imprevedibile dei sensori di parcheggio: quella dei bambini. Matilde Gioli è infatti annunciata tra gli ospiti della prima puntata di Stasera a letto tardi, il nuovo show di Rai 2 condotto dai The Jackal.

Insieme a Carlo Conti e al campione di salto in lungo Mattia Furlani, Matilde si mette in gioco rispondendo alle domande schiette e spontanee di un gruppo di piccoli protagonisti tra i 4 e i 10 anni. In uno studio trasformato in un laboratorio di sincerità, l’attrice è chiamata a superare le “missioni” ideate da Ciro, Fabio, Aurora e Fru per ottenere l’ironico “Patentino da adulto”. Un’occasione unica per vedere il volto umano e divertito di una delle dive più amate d’Italia, pronta a farsi sorprendere dalla saggezza dei bambini a colpi di candid camera e di un’intervista fuori dagli schemi.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 20:58:03 +0000
News n. 24
Che auto guida Sabrina Ferilli, anche il SUV dell’attrice è un’icona di stile

Stile, praticità e un pizzico di anima romana che non guasta mai: il legame tra una grande auto e un’icona come Sabrina Ferilli nasce su tre capisaldi. Per muoversi tra i set della Città Eterna, l’attrice ha messo nel mirino un’elettrica dalla tecnologia avanzata e confortevole al punto giusto. In un post condiviso sui suoi profili social nel 2022 (in collaborazione con Europcar), Sabrina Ferilli appariva al volante di una Mercedes EQA, invitando i follower a riscoprire le bellezze della Capitale a impatto zero. Ma cos’ha di speciale questo SUV compatto che ha convinto persino “la Sabrina nazionale”?

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 19:40:21 +0000
News n. 25
Le auto più vendute in Italia a febbraio 2026: ecco la Top 10

Il 2026 è iniziato molto bene per il mercato auto italiano, con numeri in crescita per quanto riguarda le immatricolazioni complessive e, soprattutto, con un mese di febbraio molto positivo. Alcune vetture, come sempre, hanno registrato  volumi molto significativi, confermandosi come protagoniste del mercato delle quattro ruote. Ecco quali sono state le 10 auto più vendute in Italia nel corso del mese di febbraio 2026.

Le più vendute a febbraio 2026

La Top 10 delle auto più vendute in Italia nel corso del mese di febbraio 2026 vede la MG ZS occupare la decima posizione, con un totale di 2.667 unità immatricolate durante il periodo considerato. Nona posizione per la Renault Captur, che si ferma a 3.054 esemplari distribuiti sul mercato italiano, registrando un sostanziale incremento rispetto ai dati dello scorso anno (2.250 unità).

In ottava piazza troviamo un altro modello della Casa francese, ovvero la Renault Clio. La segmento B ha raggiunto quota 3.096 esemplari venduti, registrando una crescita percentuale del 67% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Settima posizione, invece, per la Toyota Aygo X, modello che si sta ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato, con ben 3.123 immatricolazioni e un incremento su base annua del 93%.

In classifica c’è spazio anche per la Citroën C3, che ha raggiunto la sesta piazza con un totale di 3.131 esemplari venduti. Al quinto posto, invece, troviamo la Toyota Yaris Cross che ha chiuso il mese con 3.736 unità vendute in tutta Italia, registrando un miglioramento del 25% su base annua. In quarta posizione c’è la Leapmotor T03, che continua a registrare numeri importanti arrivando a 4.778 esemplari venduti.

Il podio è interamente firmato Stellantis. In terza posizione, infatti, c’è la Fiat Grande Panda, che ha chiuso il mese con 5.500 unità vendute. Seconda piazza per la Jeep Avenger, con un totale di 5.984 unità vendute. La prima posizione, invece, tocca alla Fiat Panda che si conferma l’auto più venduta in Italia, come già fatto nel 2025, riuscendo a toccare quota 12.603 unità immatricolate.

Per maggiori dettagli in merito all’andamento del mercato italiano dopo i primi due mesi dell’anno in corso vi rimandiamo all’articolo dedicato alle immatricolazioni in Italia a febbraio 2026.

La classifica generale del 2026

Al termine dei primi due mesi dell’anno, questa è la Top 10 delle auto più vendute in Italia nel 2026:

  • Fiat Panda: 25.906 (+2,7%);
  • Jeep Avenger: 11.144 (+19,2%);
  • Fiat Grande Panda: 8.799;
  • Citroen C3: 6.647 (−17,2%);
  • Toyota Aygo X: 6.152 (+85,4%);
  • Toyota Yaris Cross: 5.967 (−2,3%);
  • Renault Clio: 5.747 (−8,0%);
  • Leapmotor T03: 5.727;
  • Renault Captur: 5.122 (6,1%);
  • Toyota Yaris: 5.043 (−9,1%).

Le variazioni percentuali di Grande Panda e Leapmotor T03 non sono riportate in quanto nei primi due mesi del 2025 le vendite di questi due modelli non erano ancora iniziate in modo completo.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 15:30:11 +0000


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