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Il traffico sulle autostrade italiane nella mattinata del 18 marzo 2026 presenta alcune situazioni di coda e rallentamenti soprattutto sulla tratta A1 Milano-Napoli, dove si registrano code di 1 km per lavori tra Calenzano e Firenze Nord e per traffico intenso tra Torrenova e il Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A. Oltre a ciò, condizioni meteo avverse con pioggia e nevischio interessano diverse tratte del nord e centro Italia, rallentando la circolazione in più punti.
06:05 – Coda di 1 km tra Calenzano e Firenze Nord
Coda per lavori
Direzione Napoli
La coda si estende tra il chilometro 279.6 e il chilometro 278.1 per una lunghezza di 1.5 km.
06:03 – Coda di 1 km tra Torrenova e Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A.
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
La coda interessa il tratto dal chilometro 20.0 al chilometro 19.0 per una lunghezza di 1 km.
05:58 – Pioggia tra Serravalle Scrivia e Genova Sampierdarena
Condizioni meteo caratterizzate da pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
La pioggia interessa il tratto dal chilometro 133.6 al chilometro 84.5 per una lunghezza di 49.1 km.
05:59 – Pioggia tra Bivio A10/A7 Milano-Genova e Bivio A10/Inizio Complanare Savona
Condizioni meteo con pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Il tratto interessato si estende dal chilometro 44.0 fino al chilometro 0.0 per 44 km di estensione.
05:59 – Pioggia tra Bivio A12/A7 Milano-Genova e Sestri Levante
Meteo caratterizzato da pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
La pioggia copre il tratto dal chilometro 48.7 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 48.7 km.
05:36 – Pioggia tra Valle Del Rubicone e Pesaro
Condizioni di pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Il tratto interessato va dal chilometro 144.2 al chilometro 110.069 per una lunghezza di circa 34.1 km.
04:42 – Vento forte tra Gemona Osoppo e Carnia
Condizioni meteo con vento forte
Direzione in entrambe le direzioni
Il tratto interessato si estende dal chilometro 59.6 al chilometro 44.9 per un totale di 14.7 km.
05:09 – Nevischio tra L’ Aquila Ovest e San Gabriele-Colledara
Condizioni meteorologiche con nevischio
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata copre dal chilometro 136.315 al chilometro 101.047 per una lunghezza di 35.268 km.
05:35 – Pioggia tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Ovada
Condizioni di pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Il tratto interessato va dal chilometro 29.9 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 29.9 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Wed, 18 Mar 2026 05:08:00 +0000La conoscenza della classe ambientale è un’informazione che incide sulla possibilità di circolare, entrare in una ZTL, evitare divieti stagionali, pianificare un acquisto usato e capire quanto un veicolo sia esposto alle strette che si stanno moltiplicando nelle grandi città e nelle aree più colpite dall’inquinamento. Il quadro normativo è meno lineare di quanto sembri perché gli standard europei convivono con regole locali, deroghe, rinvii e calendari differenti da Regione a Regione.
La classe Euro misura la conformità del veicolo alla disciplina europea sulle emissioni. Le limitazioni al traffico sono invece decise da Comuni, Regioni o zone urbane e usano proprio quella classificazione per stabilire chi entra, chi resta fuori e in quali orari.
Il modo più semplice per conoscere la classe ambientale del proprio veicolo è guardare il libretto di circolazione. La voce di riferimento è il campo V.9 che identifica la direttiva europea di riferimento e la classe ambientale del veicolo. Non sempre però il dato compare in linguaggio comune con la scritta Euro 4, Euro 5 o Euro 6. Soprattutto nei libretti meno recenti può apparire il riferimento alla direttiva o al regolamento europeo.
Per evitare errori di interpretazione l’alternativa è il servizio del Portale dell’automobilista dedicato alla verifica della classe ambientale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette infatti a disposizione una pagina nella quale, selezionando il tipo di veicolo e inserendo la targa, si ottiene la categoria Euro di appartenenza e il relativo dato di emissione di anidride carbonica.
Le classi ambientali nascono per fissare limiti sempre più severi alle emissioni inquinanti dei veicoli. Nel corso degli anni l’Unione europea ha alzato l’asticella e imposto standard più rigidi per sostanze come ossidi di azoto, particolato e altre emissioni nocive, fino ad arrivare alle più recenti evoluzioni della famiglia Euro 6. All’interno della stessa galassia Euro 6 ci sono sottoclassi e revisioni normative diverse e in alcune città i calendari dei divieti hanno iniziato a distinguere tra Euro 6 diesel A-B-C ed Euro 6 diesel D-Temp o D.
Con Euro 7 approvato a livello europeo il legislatore ha allargato il campo: non si guarda solo ai gas di scarico, ma anche alle emissioni da freni, all’abrasione degli pneumatici e alla durabilità delle batterie. Per auto e furgoni, il nuovo regolamento mantiene i limiti di scarico Euro 6 ma introduce requisiti più severi sulle particelle solide e standard più ampi sull’intero ciclo di vita del veicolo.
Euro 7 nasce in un contesto in cui dal 2035 l’Unione europea punta a una riduzione del 100% delle emissioni di anidride carbonica per le nuove auto e i nuovi furgoni immessi sul mercato e lo stesso Consiglio dell’Unione europea collega Euro 7 alla fase di transizione che porterà fino a quella data.
La normativa europea Euro 1 ha segnato il primo passaggio verso una regolazione delle emissioni automobilistiche ed è entrata in vigore nel 1993 con applicazione sulle auto a benzina immatricolate da quell’anno in poi. Sulla carta di circolazione compare attraverso diversi riferimenti normativi:
La normativa Euro 2, EC 96, è entrata in vigore il primo gennaio 1997 e sulla carta di circolazione è indicata con i seguenti riferimenti normativi:
Le auto immatricolate dal primo gennaio 1999 rientrano nella normativa Euro 3 e riportano sul libretto uno dei seguenti riferimenti normativi:
Dal primo gennaio 2006 tutte le auto devono essere conformi alla normativa Euro 4 e sul libretto di circolazione compare uno dei seguenti riferimenti normativi:
Da settembre 2009 tutti i nuovi modelli lanciati sul mercato devono essere conformi alla normativa Euro 5a, mentre per quelli già presenti in gamma l’adeguamento è diventato obbligatorio da gennaio 2011. Dal 2012 è poi entrata in vigore la successiva evoluzione Euro 5b. Sul libretto di circolazione fanno la propria comparsa i seguenti riferimenti normativi:
La normativa Euro 6 è entrata in vigore dal primo settembre 2014 per le auto di nuova omologazione e dal primo gennaio 2015 per i modelli già in commercio. Questo standard si suddivide in cinque diverse evoluzioni normative tra Euro 6a, Euro 6b, Euro 6c, Euro 6d-Temp ed Euro 6d, ciascuna disciplinata da regolamenti europei riportati sul libretto di circolazione come Regolamenti CE o UE:
L’Italia presenta un mosaico di blocchi strutturali, misure temporanee anti-smog, aree urbane con calendari propri e rinvii che cambiano il destino di intere categorie di veicoli. In Lombardia, per esempio, le limitazioni per le autovetture Euro 4 diesel sono già in vigore tutto l’anno in specifiche aree urbane, mentre per le Euro 5 diesel l’estensione è fissata dal primo ottobre 2026 nei Comuni oltre i centomila abitanti come Milano, Brescia, Monza e Bergamo.
In Piemonte sono previste limitazioni strutturali valide tutto l’anno per benzina e diesel più vecchi, ma affianca anche divieti stagionali nei giorni feriali per i diesel Euro 3 e 4. Quando scattano i livelli di allerta antismog, entrano in campo restrizioni aggiuntive che colpiscono i diesel Euro 5.
In Emilia-Romagna, il PAIR 2030 conferma il rafforzamento graduale delle limitazioni ai veicoli più inquinanti, ma la limitazione strutturale dei diesel Euro 5 è stata rinviata al primo ottobre 2026.
Le auto elettriche e molte ibride plug-in o full hybrid godono in genere del trattamento più favorevole nei sistemi di accesso urbani e nelle politiche di circolazione. In ogni caso non significa che queste alimentazioni sono del tutto fuori dalla questione ambientale. Proprio Euro 7 introduce limiti legati alle polveri da freno e regole sulla durabilità delle batterie.
DI certo c’è che le statistiche comunitarie mostrano come l’Italia resti tra i Paesi con più auto per abitante dell’Unione europea e una quota di veicoli datati continui a gravare sia sulla qualità dell’aria sia sulla velocità del ricambio del parco.
Data articolo: Wed, 18 Mar 2026 05:00:42 +0000Se sei una star, lo devi dimostrare ogni giorno, anche quando ti metti al volante: le auto di Ilary Blasi mescolano l’adrenalina delle prestazioni al pragmatismo urbano. La conduttrice del Grande Fratello Vip non è indifferente né ai mezzi che comunicano status né a vetture meno appariscenti, ma più facilmente utilizzabili nel contesto urbano.
Più ego o più precisione? Non c’è bisogno di scegliere quando nel tuo parco macchine hai una Lamborghini Huracán dal valore di oltre 200.000 euro. L’ex signora Totti si è lasciata immortalare sulla supercar di Sant’Agata Bolognese per uno scatto che ha subito suscitato la curiosità (e l’invidia) dei follower. Spinto da un motore aspirato da 5.2 litri di derivazione Audi, questo gioiello tecnico è fatto per dominare.
Con un telaio in alluminio e fibra composita, la Huracán ferma l’ago della bilancia tra i 1.380 e i 1.550 kg. Qualunque sia la versione selezionata, dalla più stabile e rassicurante LP610-4 all’estrema STO il DNA resta lo stesso: da 0 a 100 km/h scatta in circa 3 secondi e tocca i 325 km/h di velocità massima. Occhio però, perché l’assenza del turbo impone un certo grado di esperienza, in compenso offre una risposta eccezionale. A bordo il cockpit da jet colloca l’infotainment in secondo piano, perché qui a contare è soprattutto il rapporto uomo-macchina.
In una storia su Instagram, Ilary Blasi è apparsa anche su un bolide tedesco. Inarrestabile per vocazione, la Mercedes Classe G smette di essere un SUV e diventa un esperimento di ingegneria invasiva sotto le cure di Brabus. Il V8 portato a 4.5 litri eroga ora 900 CV e una coppia mostruosa di 1.250 Nm (limitata elettronicamente), permettendo di coprire lo “0-100” in circa 3,7 secondi.
Un kit widebody in carbonio, passaruota allargati, cerchi da 24 pollici e scarichi laterali illuminati la rendono riconoscibile al primo sguardo, mentre all’interno il livello di personalizzazione “Masterpiece” prevede un massiccio ricorso alla pelle lavorata a mano e all’illuminazione LED. Il prezzo a partire da circa 570.000 euro è un ostacolo insormontabile per molti, ma non per la Blasi: la sintonia è unica. A bilanciare i giganti della strada ci pensa infine la Smart ForTwo, sulla quale Ilary è stata pizzicata dai fotografi mentre riceveva una multa. Lunga appena 2,7 metri, la citycar a due posti ti risolve ogni problema di parcheggio nelle grandi città .
Dalla strada allo studio, l’energia di Ilary Blasi è immutata. Martedì 17 marzo 2026 il Grande Fratello Vip torna in prima serata su Canale 5 sotto la sua conduzione. Al suo fianco, una coppia di opinioniste d’eccezione come Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, pronte a commentare le dinamiche dei sedici concorrenti.
Il racconto, prodotto da Endemol Shine Italy, vede già alcuni protagonisti come Adriana Volpe e Raul Dumitras all’interno della Casa dopo il successo dell’Open House su Mediaset Infinity, ai quali si uniscono nomi della fama di Alessandra Mussolini, Raimondo Todaro e Antonella Elia, in un’edizione che promette di mescolare talento e confronto umano in una Casa completamente rinnovata, pronta a catturare ancora una volta l’attenzione del grande pubblico.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 20:30:47 +0000Il progetto di Elon Musk sulla grande fabbrica di semiconduttori sta per essere lanciato. Con il nome Terafab, la struttura si occuperà di fornire i chip di ultima generazione per i nuovi sistemi di guida autonoma. Un modo per avere controllo e autonomia nella catena di fornitura dei semiconduttori, da sempre nodo chiave nelle nuove tecnologie di AI e Full Self-Driving.
Il cuore del progetto Terafab si basa sui nuovi chip di quinta generazione, necessari a gestire l’enorme quantità di dati che richiede un sistema di guida autonoma ancora più avanzata rispetto a ora. Ci si aspetta infatti performance fino a dieci volte superiori rispetto a quelle degli attuali sistemi AI 4, al momento considerati tra i più evoluti sul mercato. Un salto generazionale notevole, che potrebbe sbloccare lo sviluppo della tecnologia Full Self-Driving, obiettivo noto di Tesla già da tempo.
L’unico modo per poter garantire tali performance è un aggiornamento a una nuova architettura, che potrebbe anche migliorare l’efficienza oltre alla velocità di elaborazione. Questi risultati si basano su collaborazioni strutturate con colossi del settore, come TSMC e Samsung, con i quali Tesla sta lavorando su nodi produttivi a quattro o, addirittura, a tre nanometri. Un livello di miniaturizzazione che rappresenta oggi il vertice dell’ingegneria dei semiconduttori e che consente di concentrare sempre più potenza in spazi ridotti, con consumi energetici contenuti.
Nonostante Musk stia cercando di cavalcare l’entusiasmo e il crescere delle aspettative, i tempi di sviluppo di tali progetti restano lunghi. I chip di quinta generazione non sono infatti attesi sul mercato prima del 2027. Eppure, la necessità di accelerare è evidente. È stato proprio il patron di Tesla a definire più volte l’industria tecnologica e le fonderie indietro, in quella che è una vera e propria corsa ai semiconduttori destinati all’intelligenza artificiale.
Con gli ambiti di riferimento che continuano a crescere, la domanda sale di conseguenza, con stime che al momento parlano di un fabbisogno globale compreso tra 100 e 200 miliardi di processori all’anno, dati che evidenziano il perché aziende come Tesla stiano cercando di ridurre la dipendenza dai fornitori esterni.
Nel frattempo, mentre il progetto Terafab prende forma, Tesla continua a spingere anche sul fronte dei veicoli autonomi. Dalla Gigafactory vicino Austin è appena uscito il primo Tesla Cybercab, un modello che rappresenta forse la visione più radicale della mobilità del futuro. Una vettura autonoma al 100%, che elimina volante e pedali, non necessari per un concetto di auto fino a poco fa irrealistico ma che ora è una realtà vicina.Â
Secondo Musk, il Cybercab dovrebbe avere un prezzo inferiore ai 30.000 dollari, con una produzione che potrebbe arrivare fino a due milioni di unità l’anno nella Gigafactory Texas. Numeri ambiziosi, che però devono fare i conti con un ostacolo tutt’altro che secondario: le autorizzazioni normative. Al momento, infatti, mancano ancora i via libera necessari per la circolazione di veicoli completamente autonomi su larga scala. Ma la direzione intrapresa è chiara e come ha ribadito lo stesso Musk, senza troppi giri di parole, “non c’è via di ritornoâ€.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 15:55:20 +0000Una rivoluzione sembra essere alle porte di Maserati. Una frase diretta, con una tale semplicità da sembrare colloquiale: “Sono stufo dei SUVâ€. In questo caso però è uno sfogo da bar qualunque, ma il pensiero di Ralph Gilles, capo del design di Stellantis, che ha deciso di rompere gli schemi e anticipare quello che potrebbe diventare il nuovo corso di Maserati e dell’automobile in generale.
Il marchio del Tridente negli ultimi anni ha seguito il mercato, puntando forte sui SUV per sostenere vendite e posizionamento globale. Ma qualcosa, ora, sembra essere cambiato. Non tanto nei numeri, quanto nella visione. Gilles parla di futuro, ma tra le righe si legge anche una certa nostalgia per un passato fatto di berline eleganti, sportive, basse e filanti. Un DNA che Maserati non ha mai davvero perso, ma che negli ultimi anni è rimasto in secondo piano.
“La mania è bella che finitaâ€. Le parole di Gilles non lasciano molto spazio all’interpretazione. Ma attenzione: non si tratta di un annuncio ufficiale di addio ai SUV, quanto piuttosto di una riflessione più ampia su come sta cambiando il gusto degli automobilisti. Secondo il designer, dietro questa presa di posizione c’è anche una lettura quasi antropologica del mercato. Le nuove generazioni sembrano meno attratte dalle forme alte e massicce e stanno riscoprendo il fascino delle linee ribassate. Un ritorno alla sportività classica, potremmo dire, ma reinterpretata in chiave moderna.
In fondo, la storia dell’auto è fatta di cicli. Mode che nascono, esplodono e poi lentamente si trasformano. I SUV hanno dominato per oltre un decennio, diventando la scelta quasi obbligata per molti brand. Ma oggi, tra elettrificazione, esigenze aerodinamiche e cambiamento culturale, qualcosa si sta muovendo. E Maserati potrebbe essere uno dei primi marchi di lusso a intercettare questo cambiamento.
Se le parole sui SUV fanno discutere, quelle sul futuro del brand incuriosiscono. Gilles ha parlato di vetture “completamente diverse da tutte quelle viste fino a oggiâ€. Le future Maserati, secondo il capo designer, saranno molto più futuristiche, con un linguaggio stilistico capace di rompere con il passato recente senza però tradire l’identità del marchio. Non è un equilibrio facile: innovare senza perdere riconoscibilità è una delle sfide più complesse per qualsiasi casa automobilistica, soprattutto per un brand con una storia così importante.
Il riferimento implicito è a una gamma che potrebbe tornare a privilegiare berline e sportive, magari reinterpretate in chiave elettrica o ibrida, ma sempre con quell’eleganza e quella proporzione che hanno reso celebre Maserati nel mondo.
All’interno del gruppo Stellantis, Maserati occupa una posizione particolare. Non è un marchio generalista, né semplicemente premium: è, nelle parole dello stesso Gilles, una sorta di laboratorio creativo. “Il luogo in cui sperimentare con tutti gli strumenti tecnologici disponibiliâ€, anche senza l’ossessione dei volumi di vendita. Un approccio che potrebbe liberare il brand da alcune logiche di mercato, permettendogli di osare di più, sia sul piano estetico che su quello tecnico.
In un’epoca in cui l’industria automobilistica è chiamata a reinventarsi – tra elettrificazione, software e nuovi modelli di mobilità – avere un marchio capace di sperimentare senza troppi vincoli può diventare un vantaggio strategico. Per Maserati, questo potrebbe tradursi in auto più audaci, meno convenzionali, forse anche più divisive. Ma è proprio da queste scelte che spesso nascono i modelli destinati a lasciare il segno.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 13:56:10 +0000Shaquille O’Neal è alto 216 cm e il suo peso forma durante la gloriosa carriera oscillava solitamente tra 147 kg e oltre 150 kg. Calzava un numero di scarpe 58 e sul parquet dei palazzetti dell’NBA era noto per la sua stazza imponente, risultando troppo grosso per sedersi nell’abitacolo di una tradizionale supercar. Ha giocato per diciannove anni, conquistando tre titoli consecutivi con i Los Angeles Lakers, sempre da MVP delle finali, e uno storico anello con i Miami Heat, il primo della franchigia della Florida.
Shaquille O’Neal può non badare a spese nell’acquisto di un’auto confortevole. Il cestista, dopo il suo ritiro, ha messo anche qualche chilo in più, ma gode di un conto in banca da capogiro. Per divertirsi al volante e non passare inosservato ha personalizzato il suo monster truck Apocalypse. Si tratta di un bestione proporzionato alle dimensioni del campione, basato su un Ram 1500 con un motore Hellcat V8 sovralimentato da 6,2 litri portato a 850 CV, trazione integrale permanente e cinque modalità di guida (Sport, Drag Race, Baja, Rock e Mud). A bordo del truck si possono settare, in base alle esigenze, tante impostazioni comprese le sospensioni e gli ammortizzatori.
Di base il truck americano vanta pneumatici da 40 pollici che avvolgono cerchi SFJ da 22″. Misura 2,11 metri di altezza, quasi 2,5 metri di larghezza e 6,09 metri di lunghezza. Ha differenziali bloccabili, un assale posteriore Dana 60, sospensioni anteriori indipendenti e una capacità di traino di 6.800 kg. Shaquille O’Neal era stato paparazzato al salone dell’auto di Atlanta a bordo del mezzo pronto alla guerra. Nel suo garage figurano svariati fuoristrada personalizzati, tra cui Mercedes, Chevy Silverado, Tesla Cybertruck e Cadillac Escalade IQ.
Il suo monster truck copre lo 0 a 100 km/h in 4,5 secondi, raggiungendo una velocità massima di 190 km/h. In base ai rumor che girano in rete il veicolo è costato 3,5 milioni di dollari. Shaquille O’Neal, con un patrimonio netto stimato di 500 milioni di dollari al 2025, potrebbe consentirsi qualsiasi mezzo personalizzato. Ci hanno pensato i tecnici di Traffic Jams Motorsports a seguire alla lettera le richieste del cestista. All’età di 13 anni O’Neal era già alto 1,98 m e ha sempre avuto grossi problemi a sentirsi a suo agio nell’abitacolo di una automobile tradizionale.
Per il suo monster truck Apocalypse il gigante ha scelto pannelli blindati, rifiniti in Kevlar, rendendo impossibile per chiunque intuire cosa trasporti a bordo. Con un peso supplementare i ragazzi dell’officina Traffic Jam Motorsport hanno messo mano anche al motore V8 per assicurarsi che raggiungesse l’opportuna robustezza per l’icona dell’NBA. Il veicolo monta enormi cerchi aftermarket con pneumatici pronti ai campi di battaglia. Inoltre, l’auto 4×4 vanta una griglia retroilluminata, luci sottoscocca, una targa con il suo nome. Un’altra è affissa sulla portiera del guidatore e del passeggero anteriore, mentre un’ultima è stata posizionata nella console centrale. L’abitacolo risulta lussuoso con sedili in pelle rossa e un cielo stellato.
Dopo i problemi di tossicodipendenza del padre, i diritti genitoriali passarono al patrigno giamaicano di O’Neal, Phillip Arthur Harrison, un sergente dell’esercito di carriera. Forse l’influenza del patrigno ha inciso sull’investimento della stella di Orlando Magic, L.A. Lakers, Miami Heat, Phoenix Suns, Cleveland Cavaliers e Boston Celtics.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 11:44:05 +0000Il passaggio all’auto elettrica è una scelta che, per molte persone, inizia con una domanda pratica: come funziona, nella vita reale, ricaricare un’auto elettrica? Non è una domanda banale perché equivale a chiedersi dove si ricarica, quanto si spende, se serve un’installazione, cosa succede fuori casa. Significa, in fondo, capire se il cambiamento è davvero alla portata di tutti o se richiede un impegno straordinario.
La risposta di Enel parte dall’idea precisa che la transizione verso la mobilità elettrica non dovrebbe essere complicata. Per questo il gruppo ha sviluppato un ecosistema integrato – dispositivi, offerte tariffarie e servizi digitali – che accompagna chi guida un’auto elettrica in ogni fase del proprio percorso, dalla ricarica domestica a quella in strada.
Il punto di partenza è la casa. La maggior parte delle ricariche avviene durante la notte o nelle ore in cui l’auto è ferma in garage: è qui che si guadagna o si perde efficienza, in termini di tempo, costo e comodità .
La Waybox è il dispositivo di ricarica domestica di Enel, disponibile in più configurazioni per adattarsi a esigenze diverse. Si sceglie tra la versione da 7,4 kW – adatta alla maggior parte delle abitazioni e dei profili di utilizzo – e quella da 22 kW, per chi invece ha bisogno di tempi di ricarica ancora più contenuti. Entrambe possono essere acquistate in sola consegna oppure con installazione inclusa.

Per chi è già cliente Enel, o per chi sceglie di diventarlo contestualmente all’acquisto, la Waybox è disponibile a partire da 369 euro con IVA e consegna già incluse, rispetto al prezzo di listino di 599 euro.
Rispetto alla semplice presa domestica, la Waybox ricarica l’auto fino a tre volte più velocemente. Ma la velocità è solo uno degli aspetti rilevanti.
Chi dispone di un impianto fotovoltaico può sfruttare la funzione Solar Charging: la Waybox si collega al sistema di produzione domestica e ricarica l’auto utilizzando direttamente l’energia prodotta dai pannelli solari. Il risultato è una riduzione concreta dei costi di ricarica e un maggiore autoconsumo dell’energia prodotta in casa, senza sprechi.
Il controllo digitale avviene tramite l’App Enel On Your Way, che include la possibilità di programmare la ricarica nelle fasce orarie in cui l’energia costa meno, di avviarla o interromperla da remoto e di accedere al servizio di assistenza tecnica direttamente dallo smartphone.

Ma quanto incide la ricarica sulla bolletta? La risposta di Enel è un’offerta tariffaria dedicata, progettata esattamente per questo scenario.
Enel Ricarica Happy è un’offerta luce riservata a chi utilizza la Waybox per ricaricare l’auto presso la propria abitazione. Il vantaggio principale è uno sconto del 30% sulla componente energia destinata alla ricarica del veicolo: il costo scende a 0,111 euro per kWh rispetto ai 0,159 euro per kWh della tariffa standard per l’abitazione. La quota fissa mensile è di 12 euro. Il prezzo è bloccato per 24 mesi: significa che il costo della ricarica domestica non cambierà per due anni, indipendentemente dall’andamento del mercato energetico.
C’è una terza possibilità per chi vuole affrontare la transizione all’elettrico senza dover gestire separatamente ciascun componente auto, ricarica, energia. Enel Drive è la risposta a chi cerca una soluzione integrata, in cui tutto converge in un unico pacchetto coerente.
La formula combina il noleggio a lungo termine di un’auto elettrica – disponibile anche usata – con un’offerta luce vantaggiosa per l’abitazione, la Waybox in comodato d’uso gratuito con installazione inclusa e l’accesso alla rete pubblica di colonnine Enel per le ricariche fuori casa.
Il vantaggio di questa formula è soprattutto organizzativo. Chi aderisce a Enel Drive non deve coordinare fornitori diversi, negoziare contratti separati o gestire autonomamente l’installazione della waybox. La complessità viene assorbita dal servizio, e l’esperienza dell’utente rimane semplice dall’inizio.
Enel Drive è particolarmente indicata per chi si avvicina all’elettrico per la prima volta e preferisce un ingresso graduale, senza grandi investimenti iniziali, oppure per chi valuta il noleggio a lungo termine come alternativa più flessibile all’acquisto. La disponibilità di veicoli usati, oltre ai nuovi, amplia le opzioni e consente di calibrare il budget con maggiore libertà . Per ricevere un preventivo personalizzato, è possibile lasciare i propri dati su enel.it nella sezione dedicata.
La ricarica domestica copre la grande maggioranza dei chilometri percorsi quotidianamente. Ma per i viaggi, le trasferte o semplicemente per chi non dispone di un box privato, la rete pubblica è indispensabile e deve essere accessibile con la stessa facilità .
Il Gruppo Enel gestisce una delle reti di ricarica pubblica più estese d’Italia e d’Europa, con colonnine che erogano ricarica in corrente alternata e in corrente continua ad alta potenza. Le stazioni sono accessibili tramite la stessa App Enel On Your Way utilizzata per la Waybox: un’unica interfaccia, senza dover passare da un’applicazione all’altra a seconda del contesto.
Chi inizia con la ricarica domestica ha così la possibilità di provare anche le colonnine esterne nei primi mesi, senza affrontare subito i costi ordinari del servizio.
Per saperne di più: visita i negozi Enel, chiama il numero gratuito 140 oppure consulta enel.it
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 10:44:19 +0000Si può tracciare una linea tra il periodo pre Covid-19 e il mondo economico degli anni successivi. L’industria dell’automotive si è arenata negli ultimi 6 anni nel Vecchio Continente, complice anche una crisi economica con pochi precedenti storici. Ora appare irrefrenabile la corsa dei prezzi di benzina e diesel, determinata dalle ripercussioni dell’attacco bellico in Iran. I costi dell’energia e del petrolio sono schizzati alle stelle. Staffetta Quotidiana ha annunciato che il Brent scambia da giorni sopra i 100 dollari al barile, mentre le quotazioni dei prodotti raffinati stanno determinando il rafforzamento del dollaro sull’euro.
L’escalation rapida di eventi si traduce in un rialzo nei listini dei carburanti ai distributori: al self‑service la benzina è al picco dal 6 agosto 2024, mentre il gasolio è al massimo dal 22 marzo 2022, giorno in cui Mario Draghi ordinò il taglio delle accise. Il ministro Urso ha confessato che quella misura generò un perdita di circa un miliardo al mese e non arrestò l’inflazione. Per il Codacons il taglio della tassazione sui carburanti, invece, abbassò la svalutazione dal 6,5% al 6% e determinò un risparmio di circa 4 miliardi per i consumatori.
La Premier non pare intenzionata a rinunciare alle accise, sebbene si era parlato della possibilità di applicare quelle mobili. La coalizione di maggioranza spera in un intervento di sterilizzazione, sempre facendo i conti con la tenuta dei conti pubblici. Oltre ai prezzi dei carburanti alla pompa, continuano a crescere anche le quotazioni dei prodotti raffinati, con l’euro che è ai minimi dall’agosto 2025.
I bonus alle famiglie e imprese del Governo Meloni potrebbero aiutare le fasce di automobilisti italiani più in difficoltà . Eni ha oltrepassato quota due euro al litro sul gasolio, pur restando tra i sei e i sette centesimi al di sotto dei principali competitor (IP, Q8 e Tamoil). per quanto riguarda la benzina, Eni è circa quattro centesimi sotto gli altri marchi.
Staffetta ha annunciato anche la scelta di IP di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Q8 ha preferito un rialzo di cinque centesimi su entrambi i carburanti, mentre Tamoil ha previsto una crescita di quattro centesimi sulla benzina e di otto centesimi sul diesel.
In base ai report dei gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, rilevati domenica 15 marzo su circa 20mila impianti, la situazione emersa è la seguente:
Sulle autostrade, la benzina si trova a 1,927 euro/litro (2,178 al servito), mentre il gasolio è a 2,133 euro/litro (2,385), GPL a 0,837 euro/litro, metano a 1,534 euro/kg e GNL a 1,295 euro/kg. La situazione peggiora di giorno in giorno e in Germania il Governo ha sancito l’introduzione di un regolamento che vieterà ai distributori di carburante di aumentare i prezzi più di una volta nell’arco di 24 ore. Aumenteranno i controlli sulle possibili pratiche anticorrenziali per le compagnie petrolifere grazie a una semplificazione delle norme.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 10:19:38 +0000In Italia le auto continuano a essere centrali nelle logiche di furto dei malviventi. Una piaga che non si placa, nonostante tutte le contromisure ideate dagli ingegneri. Solo durante la pandemia il fenomeno si era mitigato per motivi legati ai lockdown, ma dal 2023 l’onda dei furti è tornata a crescere e riguarda anche furgoni e motocicli.
L’adozione di nuove tecnologie ha dato dei segnali positivi, grazie anche alla cooperazione tra privati e forze dell’ordine. In uno scenario ancora allarmante sulle strade italiane, almeno sono stati recuperati 2.070 veicoli, per un valore totale di 74,6 milioni di euro, e oltre 1.000 SUV sono stati riconsegnati nelle mani dei legittimi proprietari.
I dati diffusi da LoJack Italia, società del gruppo CalAmp specializzata in soluzioni telematiche per l’automotive e nel recupero dei mezzi rubati, palesano la lotta estenuante contro gli illeciti. Le strategie adottate nascono da una crescente ondata di furti della criminalità organizzata, specialmente in alcune regioni d’Italia.
Se da una parte le innovazioni 2.0 nell’industria dell’automotive stanno togliendo appeal ai veicoli di ultima generazione, permettono anche maggiori garanzie in caso di furti. Tra i settori più colpiti si conferma anche quello del noleggio, con mezzi appartenenti a flotte di società di renting a breve e lungo termine finiti nel mirino delle bande specializzate. Oltre il 90% dei recuperi si concentra in quattro regioni. Le aree più colpite dai furti sono le seguenti: al primo posto c’è il Lazio con 548 veicoli recuperati, seguito da Campania (522), Puglia (493) e Lombardia (309).
In queste regioni si nasconde un mercato nero dei pezzi di ricambio con l’esportazione illegale all’estero. Tra i marchi più frequentemente ritrovati figurano Toyota, Kia, BMW e Ford. In particolare in Puglia diverse operazioni hanno portato alla scoperta di centrali di smontaggio clandestine, occultate nelle campagne, dotate di sofisticati sistemi di disturbo dei segnali elettronici. Gli agenti non solo hanno provveduto al recupero dei mezzi rubati, ma anche allo smantellamento di organizzazioni criminali attive nel traffico di auto.
In base ai dati di LoJack, oggi nel Vecchio Continente sono oltre 1,1 milioni i veicoli protetti dai suoi sistemi, mentre dal suo arrivo in Italia sono stati 22.749 i mezzi recuperati, per un valore complessivo stimato in circa 7 miliardi di euro. Massimo Ghenzer, presidente di LoJack Italia, ha annunciato:
“La tecnologia LoJack si è evoluta in una piattaforma ibrida che integra più soluzioni, tra cui VHF, GPS e GSM, per offrire prestazioni elevate nel monitoraggio delle flotte e nel recupero dei veicoli rubati. Il sistema include funzioni avanzate come il rilevamento dei jammer e reti di comunicazione dedicate che consentono di supportare le forze dell’ordine nelle attività di contrasto alla criminalità organizzata”.
La soluzione innovativa che combina VHF, GPS e GSM in un unico sistema integrato è in grado di individuare e contrastare i tentativi di jammer, ossia il disturbo intenzionale dei segnali per un supporto investigativo in tempo reale. Entro 10 ore dalla denuncia del furto, grazie a questi strumenti tecnologici avanzati si è ridotta la finestra d’azione delle reti criminali.
Lazio, Campania, Puglia e Lombardia si confermano snodi strategici delle organizzazioni criminali, ma almeno si sta provando a interrompere il flusso illecito di automobili e ricambi con un approccio innovativo. La collaborazione tra la tecnologia LoJack e le operazioni delle Forze dell’Ordine sul territorio potrebbe generare risultati ancor più incoraggianti nel 2026.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 09:13:52 +0000Il caos generato dall’escalation bellica in Medio Oriente tra Usa, Israele e Iran ha creato una emergenza sociale ed economica allarmante alle nostre latitudini. Nei piani di Donald Trump, Presidente degli Usa, le azioni militari avrebbero dovuto portare a una guerra lampo, ma dopo 18 giorni a pagare le spese sono anche gli automobilisti italiani. Già da metà marzo il prezzo medio del gasolio ha superato la soglia critica dei 2 euro al litro ai distributori nazionali in autostrada, raggiungendo i 2,13 euro, mentre la benzina si attesta stabilmente sopra quota 1,84 euro.
I prezzi sono schizzati alle stelle e non si escludono ulteriori aumenti sulla rete italiana, con il gasolio mai così caro dal 22 marzo 2022, giorno in cui Draghi intervenne con il taglio delle accise. Il Governo, nei giorni scorsi, si era sbilanciato sulle accise mobili per gestire temporaneamente il problema. Date le circostanze, considerato il mancato taglio delle accise sui carburanti, sta avanzando la concreta possibilità che vengano adottati dei bonus per famiglie e imprese in difficoltà .
Il Governo sta varando delle misure selettive da applicare nei prossimi giorni. Per le famiglie con Isee sotto i 15mila euro ci sarà la possibilità di avere un bonus per i carburanti, insieme a sgravi fiscali previsti per le imprese più esposte, tra bollette più alte e blocchi all’export, in una fase prolungata d’emergenza. Quindi il requisito per ottenere un aiuto presso i distributori è legato all’Isee e nelle prossime ore verrà annunciato l’iter anche per imprese, mentre opposizioni e consumatori chiedono misure collettive.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha annunciato interventi selettivi. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sta valutando misure create ad hoc per i soggetti più colpiti, evitando un taglio generalizzato delle accise. Giorgia Meloni sembra convinta di escludere un taglio lineare e generalizzato, sebbene le accise mobili avrebbero potuto rappresentare una valida alternativa.
Elly Schlein ha chiesto di restituire subito ai cittadini l’extragettito incassato dallo Stato quando benzina e diesel oltrepassano determinate soglie. Anche Codacons ha richiesto un intervento diretto sulle accise e stima in 16,5 milioni di euro al giorno il maggior esborso per gli automobilisti dovuto ai rincari. Un singolo pieno di gasolio viene a costare adesso 17,3 euro in più; su base annua, ragionando su una media minima di due rifornimenti al mese, il carico supplementare su ogni automobilista si aggirerebbe su una cifra di 415 euro.
La problematica in capo agli italiani fa da contraltare alle entrati fiscali record dello Stato. In base ai dati Codacons, dal momento che Iva e accise incidono per circa il 58% sul prezzo finale dei carburanti, lo Stato starebbe incassando 9,5 milioni di euro in più al giorno rispetto a fine febbraio grazie ai rialzi ai distributori. Le casse pubbliche si gonfiano e quelle dei cittadini sono sempre più vuote. A pagare il conto delle azioni dei leader mondiali sono sempre le famiglie e le imprese che, in un contesto di instabilità , stanno provando a rimanere a galla.
Il ministro Urso ha ricordato gli effetti del taglio delle accise deciso da Mario Draghi nel 2022 per spiegare la cautela del Governo. Secondo il ministro, quella misura determinò una perdita di circa un miliardo al mese e non fermò l’inflazione. Per il Codacons il taglio della tassazione sui carburanti fece calare l’inflazione dal 6,5% al 6% e generò un risparmio complessivo di circa 4 miliardi per i consumatori. Continueranno i contrasti e le opinioni discordanti, ma già entro la fine di questa settimana dovranno arrivare indicazioni chiare sui bonus.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 08:06:01 +0000L’innovazione a bordo della nuova Renault Symbioz non è solo una questione di software, ma un’esperienza sensoriale che inizia alzando lo sguardo verso il cielo. Il vero protagonista tecnologico di questa “voiture à vivre” è infatti il tetto in vetro opacizzante Solarbay, un dispositivo all’avanguardia che ridefinisce il concetto di luminosità e comfort termico all’interno dell’abitacolo. Grazie a questa soluzione, Symbioz elimina la necessità della classica tendina parasole fisica, offrendo un sistema che permette di rendere il vetro opaco o trasparente in pochi istanti, garantendo una protezione solare ottimale e mantenendo al contempo un ambiente arioso e moderno.
Questa tecnologia non è un semplice vezzo estetico, ma si integra perfettamente nella filosofia di un’auto progettata per il benessere della famiglia e dei professionisti,. Con una lunghezza di 4,41 metri, la Symbioz si posiziona strategicamente tra i modelli Captur e Austral, offrendo dimensioni compatte ideali per l’agilità urbana senza però sacrificare l’abitabilità interna. L’allestimento Iconic, in particolare, eleva gli standard di raffinatezza del segmento C, proponendo sellerie in tessuto a maglie larghe con dettagli a losanga e una plancia arricchita da motivi ad effetto alluminio spazzolato. In questo contesto, il tetto Solarbay diventa il coronamento di un ambiente curato nei minimi dettagli, dove la luce naturale può essere modulata a piacimento dai passeggeri.

La versatilità è l’altro pilastro fondamentale della Symbioz. L’abitacolo è stato studiato per essere estremamente generoso e modulare: la panchetta posteriore può scorrere fino a 16 cm, permettendo di dare priorità allo spazio per le gambe dei passeggeri o al volume di carico del bagagliaio. Quest’ultimo si attesta ai vertici della categoria, variando da 492 a 624 litri, per arrivare a ben 1.582 litri con i sedili ripiegati. L’accesso al vano di carico è reso ancora più semplice dal portellone motorizzato con apertura hands-free, attivabile semplicemente passando il piede sotto il paraurti posteriore.
Sul fronte digitale, la Symbioz offre il meglio della connettività Renault attraverso il sistema multimediale OpenR Link con Google integrato. Gestito tramite un touchscreen verticale da 10,4 pollici, il sistema include Google Maps, Google Assistant e l’accesso a oltre 50 applicazioni tramite Google Play, garantendo un’esperienza d’uso fluida e intuitiva del tutto simile a quella di uno smartphone. La sicurezza è garantita da ben 29 dispositivi di assistenza alla guida (ADAS), tra cui l’Active Driver Assist per la guida autonoma di livello 2 e la frenata automatica d’emergenza in retromarcia,. Una menzione speciale va al pulsante My Safety Switch, che permette al conducente di attivare o disattivare istantaneamente le impostazioni preferite per cinque diversi ADAS,.
Renault Symbioz in Italia parte da circa 28.350 euro per la versione d’ingresso, mentre l’innovativo tetto Solarbay è generalmente offerto di serie sugli allestimenti top di gamma o come opzione con un costo che si aggira intorno ai 1.500 euro. Questa combinazione di tecnologia intelligente e modularità concreta rende la Symbioz una proposta unica per chi cerca una vettura moderna, sicura e letteralmente illuminata dall’innovazione. Poi, con un tetto del genere anche un lungo viaggio può essere un’esperienza completamente appagante.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 07:30:50 +0000Immaginate di camminare tra i viali di Maranello nel 2014 e di veder sfrecciare un’ombra verde brillante, un colore che sembra quasi sfidare la tradizione cromatica della Casa del Cavallino. Quell’auto non è un errore di verniciatura, ma la precisa visione di Jay Kay, il celebre frontman dei Jamiroquai, che decise di ordinare la sua Ferrari LaFerrari in una tinta extra-campionario denominata “Signal Green”. Il musicista, noto collezionista, voleva che la sua vettura facesse una dichiarazione di stile, associando quel verde “bandiera italiana” alle luci posteriori rosse per creare un tributo unico al Tricolore. Oggi, quel sogno su quattro ruote si prepara a cambiare nuovamente proprietario: l’esemplare sarà infatti battuto all’asta da RM Sotheby’s a Monaco il prossimo 25 aprile 2026.
La particolarità di questa LaFerrari risiede nella sua assoluta unicità : è infatti l’unico esemplare dei 499 prodotti ufficialmente a Maranello a sfoggiare la livrea Signal Green (codice PPG 666075). L’esterno è impreziosito dal tetto in fibra di carbonio nera a vista, un optional esclusivo scelto da soli 50 clienti della hypercar. Il profilo laterale è completato da pinze freno verniciate in Giallo Modena e cerchi in lega a cinque razze provenienti dalla linea ultra-esclusiva Tailor Made di Ferrari.
L’abitacolo non è da meno e riflette fedelmente l’audacia degli esterni. Gli interni presentano un alternarsi di pelle verde e nera, con cuciture a contrasto su volante e sedili, questi ultimi ordinati nella taglia “large”. Un tocco di personalizzazione profonda si trova sulla parte bassa della corona del volante, dove è incisa la scritta “Jamiroquai”. Per completare l’allestimento, l’auto è dotata di un set di bagagli in pelle verde coordinata, un sistema di video registrazione per la pista e il sollevatore idraulico per le sospensioni.
Sotto il cofano posteriore trasparente batte il primo cuore ibrido della storia Ferrari. Il sistema Hy-Kers combina un monumentale motore 6.3 V12 aspirato da 800 CV con un’unità elettrica da 163 CV, sprigionando una potenza complessiva di 963 CV e 900 Nm di coppia. Le prestazioni sono ancora oggi sbalorditive: la velocità massima supera i 350 km/h, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h viene bruciato in meno di 3 secondi. Jay Kay portò la vettura al debutto dinamico al Goodwood Festival of Speed 2014, pochi giorni dopo la consegna, guidandola con cautela tra le curve della famosa cronoscalata inglese.
Con soli 12.042 km all’attivo, la vettura ha avuto una vita documentata con estrema cura. Jay Kay la guidò per circa 3.000 km prima di venderla nel 2019. Da allora, l’auto ha avuto altri due proprietari e ha seguito programmi di manutenzione rigorosi in centri ufficiali tra Regno Unito, Germania e Austria. Nel 2017, è stata persino esposta al Museo Enzo Ferrari di Modena come parte della mostra “Driving with the Stars”. Recentemente, l’auto ha ricevuto interventi significativi, tra cui la sostituzione della batteria ad alto voltaggio e nuovi pneumatici, con una fattura che ha sfiorato le 100.000 sterline. Test eseguiti nel febbraio 2026 confermano che il sistema ibrido è in eccellente stato di salute.
La stima d’asta è fissata tra i 4 e i 4,5 milioni di euro. Sebbene si tratti di una cifra imponente, appare quasi contenuta rispetto ai recenti record di altre hypercar di Maranello, come i 9,3 milioni di euro raggiunti da una LaFerrari Aperta negli Stati Uniti. Per i collezionisti, questa rappresenta forse l’ultima opportunità di acquisire un pezzo di storia Ferrari così riconoscibile, curato e legato a una celebrità che ha saputo dare “personalità ” a un mostro di potenza da quasi mille cavalli.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 07:00:42 +0000Nel mese di marzo 2026 sono già stati annunciati numerosi scioperi che riguardano diversi settori del trasporto pubblico e privato, con impatti rilevanti a livello locale e nazionale. Di seguito presentiamo il calendario aggiornato degli scioperi: viene indicata la data, la provincia o città coinvolta, il tipo di servizio interessato (trasporti ferroviari, merci, trasporto locale, aerei, marittimo), gli orari e i sindacati promotori. Se prevedi spostamenti o devi usufruire dei servizi coinvolti, consulta con attenzione i dettagli pubblicati per essere pronto a eventuali disagi.
Nella provincia di Bolzano (regione Trentino-Alto Adige) è stato indetto uno sciopero di 24 ore per il settore trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della società SASA di Bolzano. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.
In Campania, in tutte le province, è stato proclamato uno sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30. Lo sciopero riguarda il personale delle aziende TPL su gomma e coinvolge le sigle OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO e FAISA-CISAL.
Nella città di Napoli è in programma uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale divisione ferro, personale viaggiante delle linee vesuviane gestite dalla società EAV. L’agitazione è stata proclamata da OSP FAISA-CONFAIL.
Su tutto il territorio nazionale (Italia) è previsto uno sciopero generale che coinvolge tutti i comparti pubblici e privati per l’intera giornata, proclamato da SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE.
Altro sciopero di intera giornata riguarda il personale a tempo determinato e indeterminato, comprese le forme precarie e atipiche, escluso il comparto trasporti, promosso da UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912.
Ancora a livello nazionale, è previsto uno sciopero di tutte le categorie pubbliche e private ad esclusione dei trasporti, promosso dal sindacato USB.
Un’ulteriore mobilitazione, sempre a livello nazionale per tutta la giornata, è proclamata da CLAP, e riguarda le categorie pubbliche e private escluso il settore trasporto.
Su tutto il territorio nazionale è indetto uno sciopero nel settore ferroviario, che coinvolge il personale della società Italo NTV. L’astensione dal lavoro avverrà per 8 ore: dalle 09.01 alle 16.59 e il sindacato promotore è UILT-UIL.
Nella provincia di Verona (regione Veneto), sciopero nella categoria trasporto merci, che coinvolge il personale mobile e di terra della società EVM Rail. Lo sciopero dura 24 ore: dalle 18.00 del 14 marzo alle 17.59 del 15 marzo 2026. Sciopero indetto da OSP FILT-CGIL.
Nella provincia di Verona, regione Veneto, prosegue lo sciopero del trasporto merci, iniziato alle 18.00 del 14 marzo e con termine alle 17.59 del 15 marzo. Coinvolto sempre il personale mobile e di terra di EVM Rail, con sindacati OSP FILT-CGIL.
Nella provincia di Catania, sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale da parte del personale di Etna Trasporti di Catania indetto da OSR FAISA-CISAL.
Nella provincia di Enna, sciopero di 24 ore settore trasporto pubblico locale della società Interbus di Enna indetto da OSR FAISA-CISAL.
Nella città di Palermo, sciopero di 24 ore per il personale della società Autoservizi Russo di Palermo e per il personale della Segesta Autolinee di Palermo. Entrambi indetti dal sindacato OSR FAISA-CISAL.
Nel settore aereo a rilevanza nazionale è previsto uno sciopero di 24 ore del personale della Soc. ALHA Aeroporto di Milano Malpensa, indetto da OST CUB TRASPORTI.
Previsto anche uno sciopero a livello nazionale della durata di 4 ore: dalle 13:00 alle 17:00, del personale navigante della Soc. EasyJet Airlines Limited, proclamato da USB LAVORO PRIVATO.
Nella provincia di Brescia (Lombardia), sciopero di 24 ore del personale della soc. GDA Handling Aeroporto di Brescia Montichiari e della soc. MH24 Aeroporto di Brescia Montichiari, sempre indetto da OSR USB LAVORO PRIVATO.
Nella provincia di Reggio Calabria (Calabria), settore marittimo, è indetto uno sciopero di 24 ore: dalle 21:00 del 25 marzo alle 21:00 del 26 marzo. Riguarda il personale della Soc. Meridiano Lines Area Stretto di Messina, indetto da OST UGL TRASPORTI.
In Lombardia (tutte le province), sciopero TPL (Trasporto Pubblico Locale) di 24 ore (varie modalità ) per il personale delle società del gruppo ATM di Milano, indetto da AL-COBAS.
Nella città di Napoli (Campania) sono previsti due scioperi per il personale della società EAV: uno di 4 ore dalle 19:00 alle 23:00 (sindacati FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO), e un secondo con le stesse modalità , proclamato in diverse date.
Nella città di Novara (Piemonte), sciopero di 4 ore dalle 17:30 alle 21:30 del personale della Soc. SUN di Novara (AL-COBAS).
Nella provincia di Torino (Piemonte) sciopero di 8 ore dalle 16:00 a fine servizio, coinvolgendo il personale della Soc. Arriva Italia di Torino (sindacati FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).
In Lazio, provincia di Frosinone, sciopero di 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 del personale della Soc. Cialone Tour di Frosinone (USI CTS).
Nella città di Parma (Emilia-Romagna), sciopero di 4 ore dalle 8:30 alle 12:10 del personale della Soc. TEP di Parma (OSP FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/ORSA + RSU).
Nella città di Bari (Puglia), sciopero di 4 ore dalle 20:00 alle 23:59 del personale della Soc. AMTAB di Bari (OSR/OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL AUTOFERRO).
Nella città di Molfetta (Puglia, provincia di Bari), sciopero di 4 ore dalle 8:30 alle 12:30 del personale della Soc. MTM di Molfetta (OSP FIT-CISL/UILT-UIL).
Nel capoluogo Bari (Puglia) sciopero di 24 ore degli operatori di esercizio della Soc. Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 16 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 07:00:00 +0000Oggi, 17 marzo 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana per benzina, gasolio, GPL e metano, con l’ultimo aggiornamento disponibile. Per aiutare gli automobilisti a comprendere le dinamiche alla pompa, ricordiamo che il prezzo finale nasce dall’incontro di tre elementi: il costo industriale del prodotto (dato da materia prima e margine lordo della filiera distributiva), le accise e l’imposta sul valore aggiunto (IVA). Qui sotto trovate la tabella con le medie rilevate in autostrada e, a seguire, un approfondimento su come si compone il prezzo di benzina e gasolio.
Aggiornamento 16-03-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | € 1.929 |
| Gasolio | SELF | € 2.134 |
| GPL | SERVITO | € 0.836 |
| Metano | SERVITO | € 1.536 |
Per la benzina, la struttura del prezzo al dettaglio riflette un peso preponderante delle imposte: la componente fiscale incide per il 58% del prezzo finale, mentre la quota industriale vale il restante 42%. All’interno della componente industriale, due voci svolgono un ruolo distinto. La prima è il costo della materia prima, che rappresenta il 30% del prezzo alla pompa: su questo intervengono le quotazioni internazionali di riferimento e l’andamento del cambio euro/dollaro, dato che il greggio e i prodotti raffinati sono scambiati in dollari. Oscillazioni dei mercati o apprezzamenti/deprezzamenti dell’euro possono quindi trasferirsi rapidamente sui listini. La seconda voce è il margine lordo della filiera (raffinazione, logistica, stoccaggio e rete), pari al 12% del prezzo finale: qui l’operatore ha leve commerciali per modulare il prezzo al pubblico, tenendo conto della concorrenza locale, dei volumi attesi e dei costi operativi. In sintesi, mentre le accise e l’IVA determinano oltre metà del prezzo, la parte rimanente risente sia di fattori esogeni (materie prime e cambio) sia di scelte gestionali lungo la catena distributiva, che possono amplificare o attenuare, nel breve periodo, gli effetti dei movimenti delle quotazioni.
Per il gasolio, l’equilibrio tra imposte e industria è differente: la componente fiscale pesa il 45% del prezzo al dettaglio, mentre la componente industriale raggiunge il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima incide per il 45% del prezzo finale e riflette direttamente l’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi e della raffinazione, oltre al cambio euro/dollaro che può accelerare o smorzare gli adeguamenti di prezzo in Europa. Il margine lordo della filiera vale il 10% del prezzo: è la porzione sulla quale gli operatori possono intervenire, in funzione dei costi logistici, delle condizioni concorrenziali nelle diverse aree e delle strategie promozionali adottate. Ne deriva che, pur in presenza di un peso fiscale significativo, il gasolio risulta particolarmente sensibile alla dinamica dei mercati energetici e al tasso di cambio, con aggiustamenti alla pompa che possono manifestarsi con relativa rapidità . La distinzione tra materia prima e margine aiuta a comprendere perché in alcune fasi di mercato le variazioni internazionali si trasmettano con intensità diverse, a seconda della capacità degli operatori di assorbire parte degli shock o, al contrario, di trasferirli ai listini.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.845 per la benzina, 2.072 per il diesel, 0.719 per il gpl, 1.518 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.053 |
| Benzina | SELF | 1.823 |
| GPL | SERVITO | 0.710 |
| Metano | SERVITO | 1.432 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.075 |
| Benzina | SELF | 1.869 |
| GPL | SERVITO | 0.691 |
| Metano | SERVITO | 1.517 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.108 |
| Benzina | SELF | 1.884 |
| GPL | SERVITO | 0.792 |
| Metano | SERVITO | 1.660 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.081 |
| Benzina | SELF | 1.869 |
| GPL | SERVITO | 0.744 |
| Metano | SERVITO | 1.598 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.069 |
| Benzina | SELF | 1.841 |
| GPL | SERVITO | 0.661 |
| Metano | SERVITO | 1.465 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.071 |
| Benzina | SELF | 1.839 |
| GPL | SERVITO | 0.684 |
| Metano | SERVITO | 1.449 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.089 |
| Benzina | SELF | 1.848 |
| GPL | SERVITO | 0.689 |
| Metano | SERVITO | 1.456 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.059 |
| Benzina | SELF | 1.825 |
| GPL | SERVITO | 0.684 |
| Metano | SERVITO | 1.604 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.074 |
| Benzina | SELF | 1.854 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.501 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.074 |
| Benzina | SELF | 1.839 |
| GPL | SERVITO | 0.687 |
| Metano | SERVITO | 1.480 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.042 |
| Benzina | SELF | 1.817 |
| GPL | SERVITO | 0.707 |
| Metano | SERVITO | 1.411 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.063 |
| Benzina | SELF | 1.847 |
| GPL | SERVITO | 0.709 |
| Metano | SERVITO | 1.448 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.074 |
| Benzina | SELF | 1.837 |
| GPL | SERVITO | 0.683 |
| Metano | SERVITO | 1.493 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.062 |
| Benzina | SELF | 1.845 |
| GPL | SERVITO | 0.668 |
| Metano | SERVITO | 1.609 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.063 |
| Benzina | SELF | 1.836 |
| GPL | SERVITO | 0.806 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.086 |
| Benzina | SELF | 1.860 |
| GPL | SERVITO | 0.763 |
| Metano | SERVITO | 1.781 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.065 |
| Benzina | SELF | 1.837 |
| GPL | SERVITO | 0.703 |
| Metano | SERVITO | 1.525 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.087 |
| Benzina | SELF | 1.859 |
| GPL | SERVITO | 0.734 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.050 |
| Benzina | SELF | 1.821 |
| GPL | SERVITO | 0.700 |
| Metano | SERVITO | 1.445 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.101 |
| Benzina | SELF | 1.864 |
| GPL | SERVITO | 0.822 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 marzo 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.071 |
| Benzina | SELF | 1.832 |
| GPL | SERVITO | 0.696 |
| Metano | SERVITO | 1.444 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 07:00:00 +0000La quiete notturna di Montesilvano, solitamente interrotta solo dal fruscio della brezza marina, è stata squarciata nelle ultime settimane da un suono estraneo e violento. Non era il normale traffico cittadino, ma il ruggito cupo di motori sovralimentati e il gemito lancinante degli pneumatici costretti a cercare aderenza sull’asfalto freddo. Nel cuore della notte, l’area dei parcheggi di un noto centro commerciale locale si trasformava in un teatro di illegalità , un’arena improvvisata dove la velocità diventava una sfida alle leggi e alla sicurezza pubblica. Ma il sipario sulle gare clandestine è calato bruscamente grazie a un’operazione coordinata dai Carabinieri.
Da tempo, i residenti della zona avevano iniziato a inviare segnalazioni preoccupate. Parlavano di forti rumori compatibili con competizioni automobilistiche non autorizzate, un inquinamento acustico che tradiva la presenza di raduni illegali. Nonostante l’area fosse sorvegliata da un sistema di telecamere, individuare i responsabili si era rivelato un compito arduo: le gare erano fulminee, organizzate con rapidità e protette dal buio. Per rompere questo muro di impunità , i militari della Compagnia di Montesilvano hanno dovuto abbandonare le tattiche convenzionali e agire nell’ombra.
L’operazione è scattata come una trappola silenziosa. Personale del nucleo operativo, vestito in abiti civili, si è mescolato abilmente tra la folla di spettatori che, come in un film d’azione, si erano radunati per assistere alle sfide. Muovendosi tra i presenti, i carabinieri sotto copertura hanno potuto osservare da vicino la struttura di quello che era diventato un vero e proprio circuito improvvisato. Hanno documentato i volti, le dinamiche e il ruolo fondamentale degli organizzatori. La tensione nell’aria è salita quando due icone della potenza motoristica tedesca hanno fatto il loro ingresso nel rettilineo del parcheggio: una Mercedes-AMG e un’Audi RS5.
Le due vetture, come nella saga cinematografica di Fast & Furious, si sono allineate sulla linea di partenza immaginaria. In quel momento, un uomo si è fatto avanti, impartendo le ultime indicazioni ai piloti e sollevando le braccia per dare il segnale del via. Tuttavia il brivido della corsa è durato un battito di ciglia. Prima che i motori potessero scaricare tutta la loro furia, le pattuglie del radiomobile, già strategicamente posizionate per chiudere ogni via di fuga, sono entrate in azione con i lampeggianti accesi. L’area è stata sigillata in pochi secondi, garantendo la sicurezza degli astanti ed evitando pericolosi inseguimenti.
Il bilancio del blitz è pesante e segna un colpo durissimo alla scena delle gare illegali locali. Tre persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria, accusate di partecipazione a gare clandestine ai sensi dell’articolo 9-ter del Codice della strada. Per loro è scattato l’immediato ritiro della patente, ma la sanzione più dolorosa per degli appassionati di motori è stata il sequestro delle tre autovetture di grossa cilindrata, ora destinate alla confisca definitiva.
L’indagine, tuttavia, non si ferma qui. I carabinieri stanno setacciando i filmati della videosorveglianza e monitorando attentamente i social network, dove spesso questi raduni vengono pubblicizzati o celebrati con video amatoriali. L’obiettivo è chiaro: risalire all’intera catena di comando di queste organizzazioni e identificare tutti i partecipanti che, notte dopo notte, hanno trasformato un parcheggio pubblico in una pista ad alto rischio. A Montesilvano, per ora, il silenzio è tornato a regnare sovrano, interrotto solo dal ricordo di una notte in cui la legge ha tagliato il traguardo per prima.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 06:30:01 +0000La sospensione della patente è una sanzione accessoria disciplinata dall’articolo 218 del Codice della Strada, alla quale si è aggiunta anche la sospensione breve collegata al punteggio della patente, introdotta dal nuovo articolo 218-ter. Chiarendo subito che non c’è alcun trucco per farla franca, ci sono semmai condotte che prevengono la sospensione, strumenti che aiutano a non arrivare all’azzeramento dei punti, rimedi procedurali che possono evitare errori dell’amministrazione e percorsi che consentono di ridurre la durata della sanzione.
La norma impone al Prefetto di adottare l’ordinanza entro quindici giorni; cosa diversa è la materiale notifica del provvedimento che la giurisprudenza non considera nulla solo perché recapitata oltre il ventesimo giorno.
Nel sistema disciplinato dell’articolo 218 del Codice della Strada, la sospensione entra in gioco quando una violazione la prevede come sanzione accessoria. In quel caso l’agente o l’organo di polizia che accerta l’infrazione ritira la patente sul posto, ne fa menzione nel verbale e trasmette documento e verbale alla Prefettura entro cinque giorni.
Da lì parte la seconda fase: il Prefetto emana l’ordinanza di sospensione con la determinazione della durata entro i minimi e massimi fissati dalla singola norma sulla base della gravità del fatto, del danno causato e del pericolo della prosecuzione della guida. Il periodo decorre dal giorno del ritiro.
Le ipotesi più note restano quelle che un automobilista dovrebbe conoscere fin dalle prime lezioni della scuola guida. Il superamento dei limiti di velocità di oltre 40 ma non oltre 60 km/h comporta una sospensione da uno a tre mesi; oltre i 60 km/h si sale a sei-dodici mesi. La guida in stato di ebbrezza porta fra tre e sei mesi se il tasso è superiore a 0,5 e non oltre 0,8 g/l, fra sei mesi e un anno se è superiore a 0,8 e non oltre 1,5 g/l, e fra uno e due anni oltre 1,5 g/l, con possibili aggravamenti.
La guida dopo assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope comporta invece una sospensione da uno a due anni. L’omissione di assistenza alle persone ferite, la forma più grave dell’omissione di soccorso, espone il conducente del veicolo a una sospensione del documento di guida non inferiore a un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.
A questo impianto si è aggiunta una disciplina nuova dalla fine del 2024. L’articolo 218-ter del Codice della Strada prevede infatti una sospensione breve per determinate violazioni quando, al momento dell’accertamento, il punteggio residuo della patente è inferiore a venti punti.
In quel caso si applicano sette giorni di sospensione se il conducente ha almeno dieci punti ma meno di venti, oppure quindici giorni se i punti sono sotto dieci; la durata raddoppia se il conducente ha provocato un incidente, anche senza coinvolgere altri veicoli o persone.
La sospensione breve non richiede il provvedimento prefettizio: la patente viene ritirata dall’agente, resta presso l’ufficio o comando da cui dipende l’accertatore e restituita al termine del periodo. Le violazioni interessate sono senso vietato, contromano, mancata precedenza, passaggio con il rosso, sorpassi vietati o pericolosi, distanza di sicurezza, alcune violazioni nelle manovre, mancato uso del casco, mancato uso delle cinture, uso del cellulare o di dispositivi durante la guida, alcune infrazioni in autostrada.
L’articolo 218 del Codice della Strada stabilisce che la patente ritirata vada inviata alla Prefettura entro cinque giorni. Nei quindici giorni successivi il Prefetto emana l’ordinanza di sospensione da notificare all’interessato. La giurisprudenza costituzionale e di legittimità ha chiarito che il termine di riferimento è l’adozione dell’ordinanza.
Se avviene entro quindici giorni, oppure entro trenta giorni quando l’interessato ha chiesto il permesso di guida per fasce orarie, il titolare può ottenere la restituzione della patente dalla Prefettura. Se però l’ordinanza è stata adottata nei tempi e la sua notificazione avviene dopo, l’automatismo della nullità non c’è.
Per la sospensione breve dell’articolo 218-ter il periodo decorre dal giorno del ritiro della patente e la gestione è rimessa all’organo accertatore, non al Prefetto, salvo il meccanismo previsto quando la stessa violazione comporti anche una successiva sospensione ordinaria.
Il primo modo per evitare la sospensione della patente è evitare le violazioni che la fanno scattare. Significa non banalizzare i comportamenti che il legislatore considera ad alta pericolosità , vale a dire l’eccesso di velocità grave, la guida in stato di ebbrezza, la guida sotto stupefacenti, il rosso semaforico, il cellulare in mano, la mancata precedenza e le manovre aggressive o imprudenti.
Dopo l’entrata in vigore dell’articolo 218-ter del Codice della Strada, questo discorso ha una incisività maggiore per chi ha già perso punti: un’infrazione che prima si chiudeva con multa e decurtazione può ora trasformarsi, per i patentati sotto quota venti, in un ritiro immediato con sospensione breve.
Dopodiché occorre considerare la gestione del punteggio residuo. L’azzeramento dei punti non coincide in automatico con la sospensione ex articolo 218. L’articolo 126-bis del Codice della Strada prevede che in caso di perdita totale del punteggio il titolare debba sottoporsi all’esame di idoneità tecnica ovvero alla revisione della patente. Se non si presenta entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente viene sospesa a tempo indeterminato dall’ufficio della Motorizzazione civile.
L’articolo 126-bis prevede che, salvo i casi di perdita totale del punteggio, la frequenza ai corsi di aggiornamento permette di riacquistare sei o nove punti, in alcuni casi legati a titoli professionali. Un’altra misura prevista dalla legge è il permesso di guida in costanza di sospensione.
Entro quindici giorni dal ritiro e solo se dalla violazione non è derivato un incidente, l’articolo 218 del Codice della Strada consente al conducente di chiedere al Prefetto un permesso limitato ad alcune fasce orarie e comunque non oltre tre ore al giorno per documentate ragioni di lavoro oppure per situazioni riconducibili alle agevolazioni della legge 104. Se il permesso viene concesso, il periodo di sospensione si allunga di un numero di giorni proporzionale alle ore autorizzate.
Se c’è poi un aspetto della normativa vigente da non prendere sottogamba è quello della comunicazione dei dati del conducente quando il verbale arriva a casa e l’automobilista non è stato fermato sul posto. La regola base è contenuta nell’articolo 126-bis del Codice della Strada: se il guidatore non è stato identificato, il proprietario del veicolo deve fornire all’organo di polizia, entro sessanta giorni dalla notifica del verbale, i dati personali e quelli della patente di chi guidava al momento dell’infrazione. Se non lo fa, senza giustificato e documentato motivo, scatta una seconda sanzione amministrativa, oggi da 291 a 1.166 euro.
Dopodiché la mancata comunicazione dei dati del conducente è una scelta che espone a un’altra sanzione. La Corte costituzionale, con la sentenza 165 del 2008, ha infatti precisato che va distinta la condotta di chi ignora la richiesta da quella di chi invia una dichiarazione negativa motivata. In questi casi la giustificazione deve essere valutata dal giudice.
Il tema si è mosso sul fronte giurisprudenziale anche negli scorsi mesi. Sulla base della sentenza della Cassazione 32988 del 17 dicembre 2025, l’obbligo di comunicare i dati del conducente non insorgerebbe nei termini ordinari quando è ancora pendente il procedimento di ricorso contro il verbale principale da cui dipende la decurtazione dei punti.
Quando si parla di sospensione della patente, il capitolo più spinoso resta la guida in stato di ebbrezza. Se viene accertato un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l, scattano sanzioni che crescono in modo progressivo a seconda della fascia rilevata. Oltre 0,8 g/l si entra nel terreno penale; oltre 1,5 g/l, oltre alla sospensione da uno a due anni, il Prefetto può disporre in via cautelare la sospensione fino all’esito della visita medica e nei casi più gravi si arriva alla revoca. Per le condanne nelle fasce più alte sono entrati nel sistema anche i codici unionali relativi a niente alcol e alcolock sulla patente.
In questo contesto c’è la possibilità di dimezzamento della sospensione nei casi previsti dalla legge e non come automatismo immediato al momento del ritiro. L’articolo 186, comma 9-bis, prevede che fuori dai casi di incidente di cui al comma 2-bis, la pena detentiva e pecuniaria possa essere sostituita con il lavoro di pubblica utilità . Se lo svolgimento è positivo il giudice dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato.
Nel tempo che trascorre tra ritiro, sospensione cautelare, udienze e definizione del procedimento può essere già trascorsa una parte del periodo. Per questo motivo la riduzione prevista dalla legge non sempre produce il vantaggio visibile. La norma c’è, ma la sua utilità è legata ai tempi del procedimento e alla tempestività con cui viene impostata la difesa.
Data articolo: Tue, 17 Mar 2026 05:00:15 +0000Gli anni scorrono, la passione resta intatta: quella di Massimo Boldi per le auto resiste alle mode e alle correnti passeggere. L’attore milanese, tra le vittime della puntata di Scherzi a parte in onda lunedì 16 marzo su Canale 5, ha spesso espresso il suo debole per i motori di grande fattura, evolvendo il proprio gusto dai classici SUV di rappresentanza alle più moderne soluzioni green.
Non si può parlare di un grande artista italiano senza citare la Ferrari. Massimo Boldi ha documentato più volte sui social il suo legame con il Cavallino Rampante. Lo abbiamo visto sorridente al volante della California, la spider-coupé perfetta per godersi il sound del V8 in totale relax, tuttavia, il volto della comicità italiana ha voluto anche testare le performance della 488 Pista. La creatura di Maranello, un bolide da 720 CV, trasferisce su strada l’esperienza delle corse su strada, e ci fa capire una cosa sulla persona dietro il personaggio: tolta la maschera, “Cipollino” è un raffinato intenditore di meccanica d’eccellenza.
Per l’uso quotidiano, la stella di Stoccarda è la compagna fedele di Boldi. Nella sua collezione spicca la Mercedes-Benz GLE, il SUV premium (segmento E) che garantisce sicurezza e spazio infinito grazie alla trazione integrale 4MATIC. Ma a cogliere di sorpresa è l’anima ecologica: Boldi si è mostrato sui social accanto alla EQC, il veicolo a ruote alte da 408 CV apripista dell’era EQ. Quando viene il momento districarsi nel caos di Milano, invece, la scelta ricade sulla pratica Smart EQ: agile e silenziosa, la citycar gli permette di sgusciare tra il traffico della Madonnina.
Nella sua collezione privata Massimo Boldi ha riservato il posto pure a un modello italiano di recente produzione come l’Alfa Romeo Tonale, il SUV del Biscione capace di entrare nelle grazie dell’attore ancor prima di scalare le vette commerciali. E arriviamo alla tappa finale con un modello unico: la Bentley Continental GT, nella tonalità verde realizzata apposta per il mito dei cinepanettoni. La Grand Tourer britannica, con interni rifiniti a mano, vale circa 200.000 euro sul mercato dell’usato in buone condizioni; può superare i 300 km/h conservando quella grazia innata che contraddistingue ogni opera di Crewe. Sotto il cofano, un V8 biturbo da 4.0 litri – o un W12 6.0 biturbo nelle generazioni precedenti – eroga fino a 770 CV, sufficienti per uno 0-100 in appena 3,4 secondi.
Lunedì 16 marzo, Massimo Boldi appare in una veste decisamente meno rilassata rispetto a quella che sfoggia al volante delle sue auto. L’attore è infatti uno dei protagonisti della terza puntata di Scherzi a parte, in onda alle 21.20 su Canale 5. Sotto la conduzione energica di Max Giusti, Boldi è una delle vittime della serata insieme a Rocco Casalino, Francesca Chillemi e Massimo Ferrero. Qualunque tiro mancino abbiano architettato gli attori, la vita di Massimo Boldi resta un bellissimo cammino da percorrere con la classe di un tempo e la tecnologia del futuro.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 20:32:49 +0000La vittoria di Kimi Antonelli al GP di Cina è un trionfo destinato a restare nella memoria degli appassionati come uno spartiacque nella storia della F1 italiana. A soli 19 anni, al volante della Mercedes, Antonelli ha riportato un pilota azzurro sul gradino più alto del podio dopo quasi vent’anni di attesa. Sul tracciato dello Shanghai International Circuit ha dominato la gara con autorità , precedendo il compagno di squadra e regalando al Paese un’emozione che mancava dal 2006, quando Giancarlo Fisichella trionfò nel GP della Malesia. Un’impresa che riaccende il mito dell’Italia nel Circus. Una nazione dalla tradizione motoristica profondissima, culla di passione e tecnica, ma troppo spesso assente dall’albo d’oro dei piloti vincenti.
La vittoria di Antonelli in Cina è la conferma che un nuovo fenomeno potrebbe essere sbocciato in F1. Nato a Bologna nel 2006, il giovane pilota ha conquistato la prima vittoria all’inizio del suo secondo anno da pilota ufficiale. Lo ha fatto dimostrando talento, freddezza e una maturità da predestinato. Un successo che certifica la nascita di un potenziale campione del mondo.
Torinese, classe 1906, Nino Farina ha un posto unico nella storia, è stato il primo Campione del Mondo di F1 nel 1950. Quando nacque il Mondiale Piloti, fu proprio lui a vincerlo al volante dell’Alfa Romeo 158. Per Farina 5 vittorie su 33 GP disputati. Il primo successo? Nella prima gara della storia del Mondiale, a Silverstone il 13 maggio 1950.
Il primo grande italiano capace di imporsi in F1 è stato Alberto Ascari, figura leggendaria degli anni ’50. Ascari resta ancora oggi uno dei re indiscussi, grazie ai due titoli consecutivi conquistati nel 1952 e nel 1953. Fu un dominatore assoluto, capace di vincere dal 1951 in poi, 13 GP, in un’epoca in cui la F1 stava ancora costruendo la propria identità sportiva e tecnica. Il suo stile di guida, elegante e preciso, unito alla forza della Scuderia Ferrari, lo trasformò in un simbolo nazionale e in un riferimento internazionale del motorsport. A distanza di più di mezzo secolo, il suo nome resta un punto di riferimento inevitabile per ogni giovane talento italiano che sogna di arrivare nel Circus.
La presenza di piloti italiani vincenti nei GP di F1 è stata sporadica, ma comunque significativa nel corso della storia.
Fagioli, pilota marchigiano nato a Osimo nel 1898, si impose nel GP di Francia 1951. Un successo particolare, arrivato condividendo la sua Alfa Romeo con Fangio. Viene ricordato come il più anziano vincitore in F1 a 53 anni. Disputò 2 stagioni correndo 7 GP tra il 1951 e 1952.
Il GP di Svizzera 1952 parlò italiano grazie a Piero Taruffi al volante della Ferrari su uno dei tracciati più tecnici dell’epoca. Quattro anni più tardi, nel GP d’Argentina 1956, fu Luigi Musso a festeggiare condividendo la vettura con Fangio. Straordinaria anche l’impresa di Giancarlo Baghetti, che nel GP di Francia 1961 scrisse una pagina irripetibile: fu l’unico pilota capace di vincere al debutto assoluto in F1. A metà anni Sessanta arrivarono poi i successi di Lorenzo Bandini nel GP d’Austria 1964 e di Ludovico Scarfiotti nel GP d’Italia 1966. Le vittorie italiane proseguirono con Vittorio Brambilla nel GP d’Austria 1975.
La carriera di Patrese, iniziata nel 1977, attraversa ben 17 stagioni di F1 e lo consacra come uno dei piloti più longevi e vincenti della storia italiana nel Circus. Pur non avendo mai conquistato il titolo mondiale, il padovano classe 1954, ha costruito il suo percorso con costanza e determinazione, raccogliendo 6 vittorie e numerosi podi in un’epoca in cui l’automobilismo era uno degli sport simbolo dell’Italia in piena crescita economica.
Il suo profilo non è sempre stato accolto con favore. Nel 1978, al volante della Arrows, fu travolto dalle polemiche per il tragico incidente del GP d’Italia costato la vita a Peterson, episodio che segnò profondamente la sua immagine pubblica. La svolta arrivò nel 1982, quando Bernie Ecclestone lo volle in Brabham. Proprio in quella stagione Patrese conquistò la sua prima vittoria in carriera nel prestigioso GP di Monaco, al termine di una gara caotica e imprevedibile, segnata da incidenti e ritiri eccellenti. Nel 1983, sempre con la Brabham, tornarono tensioni e contestazioni, fischi compresi da parte dei tifosi Ferrari, nonostante il successo nel GP del Sudafrica.
Per rivederlo sul gradino più alto del podio bisogna attendere il 13 maggio 1990: a Imola, Patrese trionfa nel GP di San Marino al volante della Williams motorizzata Renault. È l’inizio della sua seconda giovinezza agonistica. Sempre con la Williams arrivano nel 1991 la quarta e la quinta vittoria in carriera, rispettivamente nel GP del Messico e nel GP del Portogallo. L’ultimo sigillo arriva nel 1992 con il trionfo nel GP del Giappone, prima del passaggio alla Benetton: il capitolo finale di una carriera lunghissima, fatta di talento, resilienza e passione.
La prima del romano classe ’54 fu nel GP d’Austria 1982 su Lotus. A seguire Imola nel 1985. Il pilota morì nel 1986 dopo un incidente avvenuto durante i test sul circuito del Paul Ricard. Per lui 108 GP disputati tra il 1979 e il 1986.
Un altro nome fondamentale nella storia italiana della F1 è Michele Alboreto. Milanese classe 1956, negli anni ’80 portò la Ferrari a competere per il titolo. Pur senza raggiungere il titolo iridato, Alboreto si impose come vincitore di 5 GP in 194 GP disputati. Pilota evergreen, amatissimo dal pubblico italiano vinse nel 1982 a Las Vegas e nel 1983 in Belgio su Tyrrell, nel 1985 in Canada, Germania e nel GP d’Europa nel Regno Unito su Ferrari.
Senese, classe 1959, Nannini è stato uno dei talenti italiani tra fine anni ’80 e inizio ’90. Pilota grintoso, veloce e spettacolare nello stile di guida, si è fatto apprezzare per aggressività controllata e grande sensibilità tecnica. Per lui 1 vittoria su Benetton nel GP Giappone del 1989 in 76 gare disputate tra il 1986 e il 1990.
L’ultimo italiano prima di Antonelli a vincere un GP è stato Giancarlo Fisichella, trionfatore nel GP di Malesia 2006. All’epoca, la vittoria di Fisichella con Renault fu accolta come una boccata d’aria fresca dopo troppi anni di attesa. Un momento di gloria che rimase unico per quasi due decenni. Ultimo vincitore italiano prima della nuova generazione. Romano classe 1973 fu il protagonista nell’era d’oro Renault di metà anni 2000, uno dei piloti italiani più longevi e continui nell’era moderna. Fisichella rappresenta il ponte tra la tradizione italiana e la F1 contemporanea, meno mediatico di altri, ma estremamente concreto nei risultati. In 230 GP disputati sono arrivate 3 vittorie: Brasile 2003 su Jordan, Australia 2005 e Malesia 2006 su Renault.
Abruzzese, classe 1974, Trulli è stato uno dei piloti italiani più riconoscibili dell’era moderna. Tecnico, preciso e abilissimo sul giro secco, era celebre per la capacità di portare la sua monoposto al limite in qualifica. L’unica vittoria in Renault nel GP Monaco 2004, in totale 252 gare tra il 1997 e il 2011.
Nel quadro complessivo della F1, la vittoria di un pilota italiano è un fatto relativamente raro e rende ancora più speciale il momento storico di Antonelli. Per anni si è discusso dell’assenza di talenti italiani nella massima serie, della difficoltà . Dalla Cina, potrebbe arrivare l’inizio di una nuova era per l’Italia in F1. In un campionato sempre più globalizzato e competitivo, vedere un pilota tricolore vincere è un’emozione che rimane nel cuore; nella speranza che nei prossimi anni questa possa diventerà una costante, non l’eccezione.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 18:26:53 +0000Mattia Binotto esalta la rigorosa pianificazione dell’Audi e sorride dei diciotto anni senza titoli della Ferrari. Un’amnesia selettiva che omette il suo ruolo di vertice, e i disastri sportivi, proprio durante quel lungo digiuno. L’editoriale su una rilettura del passato che finisce per trasformarsi in un imbarazzante autogol.
Mattia Binotto, ex Ferrari, ci racconta di un piano metodico per portare l’Audi ai vertici della Formula 1: tre anni per costruire le fondamenta e due per consolidare la struttura, con l’obiettivo finale di arrivare a lottare per il titolo mondiale. Un orizzonte temporale rassicurante, un porto sicuro in cui poter lavorare al riparo dalle perenni tempeste mediatiche e dall’ansia del risultato immediato.
È l’apoteosi del metodo “tedesco e svizzero”, un inno alla pianificazione che l’ingegnere sembra abbracciare con il fervore sincero dei neofiti. E fin qui, nulla da eccepire. Ogni manager ha il diritto e dovere, di esaltare l’ambiente e le prospettive della propria nuova azienda. Ma il cortocircuito si innesca quando a tale visione del futuro si affianca una stonata, rilettura del passato.
Interrogato sull’ipotesi di rendere la sua nuova scuderia una superpotenza capace di eguagliare la Ferrari, l’ex Team Principal di Maranello si è lasciato sfuggire una risata che suona fatalmente fuori tempo. “Perché dovrei? Non vincono dal 2008. Voglio che Audi vinca“. Una battuta che vorrebbe essere leggera, forse solo goliardica, ma che finisce inevitabilmente per somigliare a un boomerang lanciato con un po’ troppa disinvoltura.
C’è un che di surreale nell’ascoltare chi ha tenuto saldamente il timone della Scuderia per diverse annate ironizzare su un digiuno iridato di cui è stato, a tutti gli effetti, uno dei protagonisti più influenti. Se è un fatto inconfutabile che a Maranello il titolo piloti manchi dal lontano 2008, è altrettanto vero che Binotto non è stato un semplice spettatore pagante in questa lunga traversata.
Al contrario era attore principale, investito a lungo dei massimi poteri tecnici e decisionali. Quando si sorride dei ritardi altrui, la memoria dovrebbe avere l’eleganza di non fare sconti a se stessi. E magari richiamare alla mente anche le stagioni più complesse e nebulose della propria gestione. È difficile, infatti, non tornare col pensiero al biennio 2019-2020.
Uno snodo cruciale che ha segnato profondamente la storia recente della Rossa. Sotto la sua direzione, la Ferrari mise in pista una power unit dalle prestazioni velocistiche sbalorditive, nel 2019. Talmente eccezionali da sollevare i dubbi dell’intera griglia e spingere la Federazione Internazionale a un’indagine approfondita.
Un’inchiesta che, come noto, si concluse con un controverso e mai del tutto chiarito accordo riservato tra la FIA e la scuderia. Il conto di quell’intesa fu presentato, salatissimo, l’anno successivo. Orfana delle soluzioni tecniche finite sotto la lente d’ingrandimento, la monoposto del 2020 si scoprì improvvisamente fragile e lenta, costretta a lottare con enorme fatica a centro gruppo.
Fu un campionato difficilissimi, che finì per compromettere lo sviluppo a lungo termine e inflisse un duro colpo al morale della squadra. Insomma, se il digiuno della Ferrari si è protratto fino a sfiorare la maggiore età , una parte non trascurabile di quelle annate a vuoto porta in calce proprio la sua firma.
Ma è sul terreno della cultura aziendale che le dichiarazioni del neo-dirigente Audi assumono i contorni di un vero e proprio paradosso logico. Nel suo elogio al nuovo metodo di lavoro, Binotto sottolinea come in Ferrari “i processi decisionali non esistevano, si provava e basta“, descrivendo un ambiente caotico e privo di pianificazione in cui, a suo dire, si procedeva per tentativi.
Un’affermazione che lascia, per usare un eufemismo, quantomeno perplessi. Immaginiamo un celebre architetto che, dopo aver trascorso un quarto di secolo a progettare e supervisionare i lavori di un grande palazzo, arrivando persino a diventarne il direttore generale dei cantieri, si trasferisca in un altro studio e inizi a lamentarsi pubblicamente di come quel palazzo sia stato costruito senza fondamenta solide e senza un vero progetto strutturale.
Chiunque lo ascoltasse si farebbe una domanda molto semplice e legittima: ma se l’assenza di regole e di metodo era così evidente, chi avrebbe dovuto introdurle, se non proprio la persona che ricopriva il ruolo apicale? Accusare un’azienda in cui si è lavorato per venticinque anni di mancare di processi decisionali, dopo esserne stati per lungo tempo il massimo responsabile sportivo, significa, in ultima analisi, muovere una critica spietata al proprio stesso operato.
È del tutto comprensibile che l’approccio strutturato di un colosso come Audi offra garanzie e serenità differenti rispetto alla perenne e vulcanica pressione di Maranello. Ed è profondamente umano cercare nuovi stimoli e apprezzare metodologie più ordinate. Tuttavia, la classe imporrebbe di guardare al futuro senza avvertire la necessità di sminuire il passato, soprattutto quando quel passato lo si è plasmato in prima persona.
In attesa di vedere i frutti del piano quinquennale svizzero-tedesco, la lezione che emerge da queste dichiarazioni è antica quanto il mondo: riscrivere la storia a proprio piacimento, sperando in un’amnesia collettiva, è un esercizio rischioso. Perché alla fine, le scelte e le responsabilità rimangono impresse sull’asfalto, molto più a lungo di una risata sfuggita durante un’intervista.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 16:06:15 +0000Il tema che torna ciclicamente a scuotere il dibattito politico e infrastrutturale italiano è ancora una volta il Ponte sullo Stretto di Messina, l’opera titanica destinata a collegare stabilmente la Sicilia alla Calabria. Tuttavia, nonostante i proclami degli ultimi mesi, la realtà dei conti e della burocrazia ha imposto una brusca frenata: il sogno del Ministro Matteo Salvini è, per il momento, costretto a essere rimandato. Un nuovo decreto ha infatti sancito uno slittamento dei tempi e, soprattutto, una distrazione di risorse che segnala quanto il cammino verso la posa della prima pietra sia ancora disseminato di ostacoli.
La nuova battuta d’arresto inizia tra i corridoi della Ragioneria Generale dello Stato e del Consiglio dei Ministri, dove è stato approvato il decreto sui commissari straordinari delle opere pubbliche. Il fulcro del provvedimento rivela una mossa contabile pragmatica ma simbolicamente pesante: 2,8 miliardi di euro, inizialmente destinati al Ponte, sono stati trasferiti alla Rete Ferroviaria Italiana.
Questa imponente somma servirà ad abbassare l’esposizione debitoria della società , che negli ultimi anni ha anticipato ingenti risorse alle imprese impegnate nei cantieri di tutto lo Stivale. In pratica, i fondi necessari per l’opera che dovrebbe unire lo Stretto sono stati girati per riequilibrare i conti della rete ferroviaria nazionale, rendendone il debito più sostenibile. Questa rimodulazione finanziaria è stata resa possibile proprio dai ritardi accumulati nell’avvio dei cantieri del Ponte. Poiché tra il 2026 e il 2029 la spesa effettiva sarà inferiore al previsto, il Governo ha deciso di utilizzare quelle risorse “congelate” per tappare i buchi immediati di Rfi.
Ma la conseguenza diretta di questa manovra è un allungamento dei tempi: il nuovo cronoprogramma sposta l’operatività dell’infrastruttura al 2034, un anno in più rispetto alle precedenti promesse. Secondo la società Stretto di Messina, i lavori dovrebbero iniziare a settembre, puntando a una conclusione entro il 2033, lasciando al 2034 il ruolo di primo anno di esercizio effettivo.
Di fronte a questo scenario, il Ministro Salvini ha dovuto abbandonare i toni trionfalistici per abbracciare una linea di estrema cautela. Lo stop imposto dalla Corte dei Conti ha pesato come un macigno sulla programmazione, costringendo l’esecutivo a rivedere scadenze che sembravano scolpite nella pietra. “Non do più scadenze mensili“, ha ammesso il Ministro, citando la giungla di ricorsi, controricorsi e comitati del “no” che continuano a rallentare l’iter burocratico. Resta ferma la soddisfazione per lo stanziamento complessivo di 13,5 miliardi di euro, ma la data dell’inaugurazione appare oggi più sfocata che mai.
Mentre il Governo difende l’opera definendola strategica per il Mezzogiorno, le opposizioni non hanno perso l’occasione per attaccare il progetto. Il deputato dem Marco Simiani ha parlato apertamente di “accanimento terapeutico”, invitando l’esecutivo a concentrarsi su infrastrutture giudicate più urgenti e concrete.
Nonostante le rassicurazioni dell’amministratore delegato Pietro Ciucci, secondo cui il costo totale non subirà variazioni per le casse pubbliche, il Ponte sullo Stretto rimane avvolto in un’aura di incertezza. Per ora, l’immagine di un’Italia unita da un’unica campata resta un disegno sulla carta, mentre la realtà quotidiana parla di debiti ferroviari da ripianare e cantieri che attendono ancora il primo colpo di piccone.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 15:35:05 +0000Si apre ufficialmente il sipario sulla nuova Mercedes-Benz GLB nell’attesa variante mild hybrid, che approda sul mercato italiano con un prezzo d’attacco fissato a 49.516 euro. Non è solo un aggiornamento di listino, ma il debutto di una vettura che punta a coniugare l’efficienza elettrificata con quella versatilità estrema che ha reso questo SUV compatto un punto di riferimento per le famiglie numerose e per chi cerca spazio senza rinunciare a un’estetica di carattere. Questo perché è disponibile anche una variante a 7 posti.
Il design della nuova GLB mantiene quel look da vera off-road che ne definisce l’identità , unendo linee robuste a una funzionalità che va ben oltre la semplice bellezza estetica. La vera magia avviene, però, una volta saliti a bordo: l’abitacolo è stato rivoluzionato e adesso ospita l’innovativo Superscreen, una superficie tecnologica che trasforma la plancia in un centro di comando intuitivo.
La flessibilità rimane il suo asso nella manica, con una configurazione intelligente che permette di passare da cinque a sette posti, offrendo spazi generosi e soluzioni pensate per supportare il guidatore in ogni istante.
Sotto il cofano, l’ingegneria di Stoccarda propone un nuovo motore turbo benzina a quattro cilindri da 1.5 litri, un gioiello di efficienza sviluppato per massimizzare il risparmio senza sacrificare la brillantezza. Il segreto di questo propulsore risiede nel ciclo Miller, un processo di combustione raffinato che, grazie alla chiusura anticipata delle valvole di aspirazione, abbatte le perdite per pompaggio e consente di raggiungere un elevato rapporto di compressione di 12:1.
Questa soluzione si rivela particolarmente efficace nei carichi parziali, le situazioni tipiche della guida urbana ed extraurbana, permettendo alla versione GLB 180 di registrare consumi incredibilmente contenuti, inferiori ai 6 litri per 100 chilometri.
La cura del dettaglio tecnico è maniacale: il basamento è interamente in alluminio e le canne dei cilindri vantano il sofisticato rivestimento NANOSLIDE per minimizzare gli attriti. Il sistema di sovralimentazione si affida a un turbocompressore con turbina segmentata, mentre il percorso dell’aria è stato reso il più compatto possibile per una risposta istantanea.
Notevole è anche l’adozione di un compressore elettrico del refrigerante a 48 volt — tecnologia derivata direttamente dal potente motore M 256 — che permette di climatizzare l’auto anche quando il motore termico è spento o durante le fasi di veleggiamento elettrico.
La gamma si declina in tre livelli di potenza — 136, 163 e 190 CV — tutti supportati da un modulo elettrico a 48 Volt capace di erogare un overboost di 22 kW (circa 30 CV) nei momenti di necessità ,. La fluidità di marcia è garantita sia per le versioni a trazione anteriore che per quelle dotate dell’efficace sistema integrale 4MATIC.
Per quanto riguarda la personalizzazione, Mercedes ha strutturato l’offerta su quattro linee di allestimento:
Queste versioni sono studiate non solo per offrire il massimo comfort, ma anche per proteggere il valore residuo del veicolo nel tempo. Il listino per l’Italia è chiaro: si parte da 49.516 euro per la versione d’ingresso, la GLB 180 in allestimento Advanced da 136 CV.
Salendo di potenza e contenuti, il prezzo si adegua alla ricchezza degli equipaggiamenti delle varianti da 163 e 190 CV e delle trazioni integrali. La forbice si chiude con la 220 GLB 4Matic che arriva a 57.373 euro.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 14:10:09 +0000Quanto può costare un errore di disattenzione al volante? Tanto, pure troppo, specie se ti metti alla guida di una supercar. Anche senza lanciarsi in un cordolo a tutta velocità , Sandro Tonali ha visto la sua amata Ferrari da oltre 800 CV rovinata per un marciapiede fuori da uno studio.
In pochi secondi l’episodio è diventato virale a causa di un dettaglio: anziché il calciatore, il colpevole è un addetto al parcheggio. Il video emerso sui social mostra la scena — un incubo per ogni proprietario — con la 296 GTB gialla dell’ex milanista vittima di una retromarcia troppo fiduciosa.
In occasione della partita contro il Manchester City il centrocampista del Newcastle si è presentato sulla sua Ferrari 296 GTB in livrea giallo, impossibile da ignorare. Come spesso accade in Premier League, i giocatori affidano al personale dello stadio il parcheggio delle vetture, tuttavia un compito di banale routine ha provocato un piccolo dramma meccanico.
Nel filmato diffuso online appare un membro dello staff, impegnato con una retromarcia in apparenza semplice. Ma quando hai tra le mani un bolide dal prezzo fantasmagorico non puoi abbassare la guardia, altrimenti rischi di pentirtene a lungo.
La larghezza della berlinetta di Maranello e forse un pizzico di eccessiva confidenza hanno dato il là al pasticcio: il cerchio anteriore destro ha impattato in modo brusco il bordo del marciapiede, e così sotto lo sguardo incredulo dei presenti si è sollevato un rumore metallico inconfondibile, il classico “grattone” temuto da qualsiasi conducente.
La figuraccia portata all’attenzione degli internauti ha scatenato un dibattito sul lato economico della vicenda. Perché, sebbene nel caso di un atleta del calibro di Tonali certe cifre non rappresentino degli ostacoli insuperabili, l’entità del danno resta significativa.
Un cerchio originale del modello può, infatti, costare oltre 2.000 euro, al netto delle spese accessorie, dalla manodopera all’eventuali verifica dell’equilibratura. Al di là del conto dal carrozziere, resta la frustrazione di vedere un capolavoro di ingegneria sfregiato per una distrazione evitabile.
Da grandi poteri derivano grandi responsabilità . Gestire auto ad altissime prestazioni sarà anche fonte di piacere, ma non è mai il caso di rilassarsi. In spazi stretti diventa quasi d’intralcio la forza bruta del V6 biturbo montato sotto il cofano, che insieme a un modulo elettrico sviluppa ben 819 CV permettendo di coprire lo “0-100” in appena 2,9 secondi.
Tra marciapiedi e arredi urbani la visibilità posteriore ridotta e le carreggiate larghe rendono ogni manovra lenta un esercizio di precisione millimetrica, dove il margine d’errore è praticamente zero. C’è poco da dire: sensori e telecamere di ultima generazione nulla possono contro la distrazione umana.
Le immagini di un’icona di Maranello, tra le Ferrari più evolute di sempre, “ferita” da un banale spigolo in cemento hanno gelato il sangue ai puristi del Cavallino, testimoni di un contatto tanto rapido quanto doloroso tra l’eccellenza meccanica italiana e la dura realtà di un marciapiede inglese. In questo cortocircuito mediatico, il contrasto tra il lusso estremo e la goffaggine di una retromarcia si è preso l’intera scena.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 12:31:17 +0000Ducati amplia la gamma colori di Monster con l’introduzione della nuova Sport Livery. La livrea si aggiunge alle già note Ducati Red e Iceberg White e sarà disponibile nei concessionari a partire da aprile sia per la versione standard sia per Plus, la variante della naked italiana dotata di cupolino e cover per la sella passeggero.
La nuova configurazione estetica prende ispirazione da uno dei modelli più rappresentativi della famiglia: la storica Monster S4, prima versione equipaggiata con motore a quattro valvole. La base grigia della carrozzeria si abbina al Racing Red utilizzato per cerchi e dettagli su serbatoio, sella, codino e flyscreen, richiamando elementi stilistici del passato in una reinterpretazione attuale.
L’introduzione della Sport Livery non modifica la base tecnica di Ducati Monster, che continua a puntare su prestazioni e leggerezza. Il modello utilizza un telaio monoscocca in alluminio abbinato a un telaietto posteriore con struttura mista tecnopolimero e traliccio.
Secondo i dati dichiarati dalla Casa di Borgo Panigale, questa soluzione ha permesso una riduzione di 4 kg rispetto alla generazione precedente. Il peso complessivo si attesta a 175 kg, un valore che contribuisce alla maneggevolezza del mezzo e alla facilità di utilizzo in diversi contesti di guida, dalla mobilità cittadina ai percorsi extraurbani.
L’ergonomia resta uno degli aspetti centrali del progetto. La sella è posizionata a 815 mm da terra e, insieme ai fianchi snelli della moto, facilita l’appoggio dei piedi al suolo anche per motociclisti di statura non elevata. La disposizione di pedane e manubrio è studiata per offrire una posizione di guida equilibrata, con una postura che consente di mantenere il controllo del mezzo sia nell’uso quotidiano sia nella guida più dinamica.
Il design rimane un elemento centrale e valorizza i tratti distintivi del modello: il faro incorniciato dalle “spalle†del serbatoio a dorso di bisonte, la sella unica per pilota e passeggero e il codino corto e leggero contribuiscono a rendere il profilo snello e immediatamente riconoscibile.
Il comparto elettronico del Monster rimane di ultima generazione anche con la nuova livrea Sport Livery. La dotazione di serie comprende ABS Cornering, Traction Control, Wheelie Control ed Engine Brake Control, tutti regolabili su diversi livelli di intervento. Le informazioni principali sono visualizzate su un display TFT a colori da cinque pollici, compatibile con Ducati Multimedia System e navigazione Turn-by-turn.
Per la prima volta, la moto può montare il Cruise Control. Sono inoltre disponibili quattro Riding Mode specifici: Urban, pensato per gli spostamenti cittadini e per chi è alle prime esperienze; Sport, progettato per la guida dinamica; Touring e Wet, per adattare la risposta della moto alle diverse condizioni ambientali. Tutti i Riding Mode mantengono l’integrazione dei sistemi elettronici come DTC, DWC, EBC e ABS Cornering. Il Ducati Power Launch permette partenze in stile MotoGP.
Il motore V2 è omologato Euro 5+ e prevede intervalli di manutenzione tra i più lunghi della categoria, con regolazione del gioco valvole ogni 45.000 km. La potenza massima è di 111 CV a 9.000 giri/minuto e la coppia massima di 91,1 Nm a 7.250 giri/minuto, con oltre l’80% della coppia disponibile tra 4.000 e 10.000 giri.
L’erogazione rimane lineare e gestibile in ogni condizione di guida. Per chi possiede la patente A2, Ducati offre anche una versione depotenziata a 35 kW, con una riduzione di 1.000 euro sul prezzo di listino, senza modifiche alla ciclistica o alle altre caratteristiche tecniche del modello.
Ogni motociclista può personalizzare il proprio Monster con gli accessori Ducati Performance, disponibili sul sito ufficiale nella sezione “Configuratoreâ€. Tra questi figurano il silenziatore omologato Termignoni, il puntale paramotore e il portatarga racing, realizzati con materiali di alta qualità . Il configuratore include inoltre una gamma di abbigliamento tecnico e accessori, dai caschi a giacche e pantaloni, pensati per completare l’esperienza di guida della naked bolognese con sicurezza e funzionalità , senza alterare le caratteristiche della moto.
Il Monster in colorazione Sport Livery sarà disponibile a partire da 13.390 euro per la versione standard e 13.890 euro per Plus, nei concessionari Ducati a partire da aprile 2026. È attiva fino al 31 marzo l’offerta finanziaria Ducati Ride Time, che consente di salire in sella versando un anticipo pari a circa il 50% del prezzo di listino, con possibilità di guidare la moto per 24 mesi senza rate mensili. Al termine del periodo, il cliente potrà scegliere se saldare il restante importo per mantenere la moto o restituirla, con la possibilità di passare a un nuovo modello Ducati.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 12:19:18 +0000Il premio Oscar lo ha vinto solo nel 2026, ma la collezione di auto aveva già consacrato Michael B. Jordan come uno degli attori da tenere d’occhio. Fin dai primi importanti guadagni l’attore ha mostrato una passione per l’eccellenza motoristica, anche italiana. Che debba calcare il palcoscenico del Dolby Theatre o sfrecciare lungo le strade di Los Angeles, il suo stile resta inconfondibile, passando con disinvoltura dalle muscle car americane a sofisticate supercar.
Domare certe belve richiede sangue freddo: Jordan lo ha imparato a proprie spese nel 2023 quando sulla sua Ferrari 812 Superfast è rimasto coinvolto in un incidente con una Kia. Anche se fortunatamente Michael non ha riportato seri danni, l’esemplare blu del Cavallino Rampante non ha avuto altrettanta fortuna.
La più potente supercar fino ad allora mai prodotta dalla Casa con i suoi 800 CV e 718 Nm di coppia è rinata grazie al noto youtuber TheStradman, che l’ha acquistata all’asta per poi sottoporla a un restauro completo.
I 340.000 euro del prezzo originale non sono comunque nulla (si fa per dire…) in confronto ai 410.000 circa spesi da Jordan per la 812 GTS. La variante scoperta sancisce il ritorno del V12 spider in gamma dopo mezzo secolo e, con un tetto rigido retrattile che si apre in 14 secondi, rappresenta la quintessenza dell’auto da “star di Hollywood”: rumore assordante, prestazioni da urlo e quel glamour che solo una Ferrari a cielo aperto sa regalare.
Se la Ferrari è l’esuberanza, la Acura NSX (seconda generazione) è la scelta da palato fine. Spesso inserita nelle classifiche delle auto più sottovalutate degli ultimi anni, la NSX ha stregato anche Michael B. Jordan perché, pur non essendo appariscente come una Ferrari o una Lamborghini, regge il paragone tecnico.
L’architettura ibrida — dove il V6 biturbo da 3.5 litri lavora in sinergia con tre motori elettrici — viene gestita dal sistema Sport Hybrid SH-AWD, garantendo al conducente una trazione integrale elettrica e un torque vectoring millimetrico da 573 CV totali. Nonostante raggiunga i 307 km/h di velocità massima, ha una docilità tale da poter essere guidata ogni giorno nel traffico.
Negli spostamenti quotidiani all’insegna del massimo comfort, Michael B. Jordan si affida alla Range Rover SV Autobiography. Sedili executive reclinabili e finiture di pregio definiscono il salotto viaggiante, massima espressione del lusso britannico spinta da un vigoroso V8 da oltre 500 CV. Oltre all’ammiraglia di rappresentanza, nel garage spicca la concretezza dell’INEOS Grenadier. Il fuoristrada, nato in sostituzione del vecchio Defender, monta motori BMW e sfrutta un telaio a longheroni con assali rigidi per superare fango e rocce in tranquillità .
Esprime profonde radici americane un altro pezzo della collezione di Jordan, la Chevrolet Camaro SS. Molti proprietari scelgono di personalizzarla in stile “blacked-out”, con vernice e cerchi total black che ne accentuano l’aspetto aggressivo. A bilanciare la forza bruta interviene la raffinatezza dell’Audi R8 scelta nella versione V10 da 525 CV: qui sono la trazione integrale quattro e l’iconico telaio in alluminio a definire un’esperienza di guida diametralmente opposta.
La notte degli Oscar 2026 ha consacrato una volta per tutte Michael B. Jordan nel gotha cinematografico. Decretato miglior attore per l’interpretazione duale dei gemelli Smoke e Stack nel film I peccatori – Sinners di Ryan Coogler, l’attore ha dedicato la statuetta alla madre e reso omaggio alle leggende afroamericane che lo hanno preceduto, da Denzel Washington a Sidney Poitier. Proprio come le sue auto, anche lui ha una classe senza tempo.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 11:08:39 +0000