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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 21 maggio 2026 le autostrade italiane mostrano una serie di situazioni operative di rilievo tra cui vari lavori con chiusure di tratti e uscite, code per incidenti e rallentamenti per traffico intenso. Tra gli eventi più significativi, si segnala la chiusura del tratto tra Reggiolo Rolo e Carpi sull’A22 per lavori di pavimentazione e una coda di 2 km tra Guidonia Montecelio e il Bivio A1/Diramazione Roma Nord, causata da un incidente.

A1 MILANO-NAPOLI



23:02 – MILANO-NAPOLI, tra Valdarno e Arezzo
Traffico Rallentato traffico intenso
Direzione Napoli
Tratta interessata dal chilometro 347.0 al chilometro 343.0 per una lunghezza di 4.0 km.



22:51 – MILANO-NAPOLI, tra Guidonia Montecelio e Bivio A1/Diramazione Roma Nord
Coda di 2 km per incidente
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Firenze: Bivio Diramazione Roma Nord/G.R.A. su A1 Diramazione Roma Nord – GRA. Uscita consigliata provenendo da Napoli: Bivio A1/A24.



22:54 – MILANO-NAPOLI, uscita San Giuliano
Deviazione in uscita per lavori
Direzione Napoli
Deviazione in uscita a San Giuliano fino alle 05:00 del 22/05/2026 provenendo da Milano.



22:39 – MILANO-NAPOLI, tra Bivio A1/Diramazione Roma Nord e Ponzano Romano
Coda di 1 km per lavori
Direzione Milano
Tratta interessata dal chilometro 528.0 al chilometro 529.0.



22:37 – MILANO-NAPOLI, tra Attigliano e Orvieto
Coda per safety car/scorta veicoli
Direzione Napoli
Tratta interessata dal chilometro 461.45 al chilometro 452.0 per una lunghezza di 9.45 km.



22:32 – Magliano Sabina, entrata
Entrata chiusa per lavori
Direzione Roma
Magliano Sabina in entrata è chiuso al traffico fino alle 06:00 del 22/05/2026 verso Roma. Entrata consigliata: Orte.



22:32 – MILANO-NAPOLI, uscita Magliano Sabina
Uscita chiusa per lavori
Direzione Napoli
L’uscita di Magliano Sabina è chiusa al traffico fino alle 06:00 del 22/05/2026 provenendo da Firenze. Uscita consigliata: Orte.



22:21 – MILANO-NAPOLI, uscita Colleferro
Uscita chiusa per lavori
Direzione Napoli
L’uscita di Colleferro è chiusa al traffico fino alle 06:00 del 22/05/2026 provenendo da Roma. Uscita consigliata: Valmontone.



21:38 – Pontecorvo, entrata
Entrata chiusa per lavori
Direzione Napoli
Pontecorvo in entrata è chiuso al traffico fino alle 06:00 del 22/05/2026 verso Napoli. Entrata consigliata: Cassino.



21:50 – MILANO-NAPOLI, bivio A1/A22 Brennero-Modena
Allacciamento chiuso fino alle 05:00 del 22/05/2026 per lavori
Direzione Brennero
Entrata consigliata verso Brennero: Modena Nord. Uscita consigliata provenendo da Milano: Modena Nord.



22:06 – MILANO-NAPOLI, area di servizio Flaminia ovest
Area di servizio chiusa per lavori
Direzione Napoli



22:14 – Nodo A1/Villa Literno-Pomigliano
Allacciamento chiuso per lavori
Direzione Villaliterno e Pomigliano
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 22/05/2026 provenendo da Roma verso Villaliterno e Pomigliano. Uscita consigliata provenendo da Roma: Caserta Sud su Raccordo A1-Caserta sud.

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



22:34 – GENOVA-VENTIMIGLIA, tra Bivio A10/A7 Milano-Genova e Genova Pra’
Tratto chiuso per lavori
Direzione Ventimiglia
Entrata consigliata verso Ventimiglia: Genova Pra’.



22:05 – GENOVA-VENTIMIGLIA, tra Arenzano e Bivio A10/A26 Trafori
Tratto chiuso per lavori
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Pra’.

A12 GENOVA-ROMA



22:06 – GENOVA-ROMA, area di servizio Sant’Ilario sud
Area di servizio chiusa per tratto chiuso
Direzione Rosignano



22:04 – GENOVA-ROMA, tra Genova Nervi e Recco
Tratto chiuso per lavori
Direzione Rosignano
Entrata consigliata verso Livorno: Recco.



22:02 – Bivio A12/A7 Milano-Genova
Allacciamento chiuso per lavori
Direzione Genova
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 22/05/2026 provenendo da Livorno verso Genova.



22:02 – Bivio A12/A91 Roma-Fiumicino
Allacciamento chiuso per lavori
Direzione Roma
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 22/05/2026 provenendo da S.S. 1 Aurelia verso Roma.



22:01 – Area di servizio Riviera nord
Area di servizio chiusa per tratto chiuso
Direzione Genova



22:01 – GENOVA-ROMA, tra Sestri Levante e Lavagna
Tratto chiuso per lavori
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Lavagna.

A14 BOLOGNA-TARANTO



22:42 – BOLOGNA-TARANTO, tra Imola e Castel San Pietro
Coda di 1 km per tratto chiuso
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Bologna San Lazzaro. Uscita consigliata provenendo da Ancona: Imola.



22:23 – BOLOGNA-TARANTO, tra Castel San Pietro e Imola
Coda di 1 km per tratto chiuso
Direzione Taranto



22:18 – BOLOGNA-TARANTO, tra Fano e Marotta
Tratto chiuso per lavori
Direzione Taranto
Entrata consigliata verso Ancona: Marotta.



22:11 – BOLOGNA-TARANTO, tra Canosa e Andria
Tratto chiuso per lavori
Direzione Taranto
Entrata consigliata verso Bari: Andria.



22:08 – BOLOGNA-TARANTO, area di servizio Metauro est
Area di servizio chiusa per lavori
Direzione Bologna



21:34 – BOLOGNA-TARANTO, area di servizio Bevano est
Bar chiuso per lavori
Direzione Bologna



22:04 – BOLOGNA-TARANTO, tra Pescara Ovest e Pescara sud
Tratto chiuso per lavori
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Ancona: Pescara Ovest. Entrata consigliata verso Bari: Pescara sud.

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



23:01 – GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE, tra Alessandria sud e Nodo A26/A21 Torino-Brescia
Tratto chiuso per transito trasporti eccezionali
Direzione Gravellona Toce
Entrata consigliata verso Gravellona Toce: Casale Monferrato sud.



22:30 – GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE, area di servizio Turchino ovest
Area di servizio chiusa per tratto chiuso



22:15 – GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE, area di servizio Turchino est
Area di servizio chiusa per tratto chiuso



22:14 – GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE, tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Diramazione D26 Predosa-Bettole
Tratto chiuso per lavori



22:04 – GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE, area di servizio Stura ovest
Area di servizio chiusa per lavori



21:33 – GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE, area di servizio Stura est
Area di servizio chiusa per lavori



22:03 – GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE, tra Meina e Arona
Tratto chiuso per lavori
Direzione Genova Voltri
Entrata consigliata verso Genova Voltri: Arona.

A4 TORINO-TRIESTE



21:59 – A4, uscita Capriate
Uscita chiusa per lavori
Direzione Trieste
Uscita consigliata provenendo da Milano: Trezzo.



21:59 – Capriate, entrata
Entrata chiusa per lavori
in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Milano: Dalmine. Entrata consigliata verso Brescia: Dalmine.



22:01 – Bivio A4/A13 Bologna-Padova
Allacciamento chiuso per lavori
Direzione Torino
Entrata consigliata verso Bologna: Padova sud su A13 Diramazione per Padova sud. Uscita consigliata provenendo da Venezia: Padova est.

A8 MILANO-VARESE



22:33 – A8, tra Bivio A8/D08 Dir. Gallarate Gattico e Cavaria
Tratto chiuso per lavori
Direzione Varese
Entrata consigliata verso Varese: Solbiate Arno – Albizzate. Uscita consigliata provenendo da Milano: Gallarate.



21:10 – Bivio Diramazione A8-A26/A8 MI-VA
Allacciamento chiuso per lavori
Direzione Varese
Entrata consigliata verso Varese: Solbiate Arno – Albizzate. Uscita consigliata provenendo da A26 Genova Voltri – Gravellona Toce: Besnate.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



23:03 – LAINATE-COMO CHIASSO, uscita Origgio
Uscita chiusa per lavori
Direzione Svizzera
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 22/05/2026 provenendo da Lainate. Uscita consigliata: Saronno.



23:03 – LAINATE-COMO CHIASSO, uscita Uboldo
Uscita chiusa per lavori
Direzione Svizzera
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 22/05/2026 provenendo da Lainate. Uscita consigliata: Saronno.

A22 BRENNERO-MODENA



23:02 – BRENNERO-MODENA, tra Reggiolo Rolo e Carpi
Tratto chiuso per lavori di pavimentazione
Direzione Modena
Tratto chiuso per una lunghezza di 16.6 km.



21:50 – Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Allacciamento chiuso per lavori
Direzione Brennero

ALTRE TRATTE



22:12 – TRAFORO DEL MONTE BIANCO
Chiusura tunnel tra Piazzale Italiano e Piazzale Francese in entrambe le direzioni.



21:16 – ROMA-TERAMO, tra Teramo Est e Bivio A24/SS 80 (sgc Giulianova)
Tratto chiuso per lavori
Direzione in entrambe le direzioni



22:01 – TANGENZIALE UDINE, tra Bivio Raccordo A23/Tangenz. Udine e Udine Nord
Tratto chiuso per lavori
Direzione A23 Palmanova Tarvisio



22:01 – TANGENZIALE UDINE, tra Udine Nord e Bivio Raccordo A23/Tangenz. Udine
Tratto chiuso per lavori
Direzione Tangenziale Ovest Di Udine



21:39 – STRADA VARESE – GAZZADA, Bivio SC VA-Gazzada/A8 MI-VA
Allacciamento chiuso per lavori
Direzione da Buguggiate verso Milano e Varese
Entrata consigliata verso Milano e Varese: Varese su A8 Milano-Varese e Varese su A8 Milano-Varese.

A16 NAPOLI-CANOSA



22:03 – NAPOLI-CANOSA, uscita Candela
Uscita chiusa per lavori
Direzione Napoli
Uscita consigliata provenendo da Canosa: Cerignola Ovest.



22:02 – NAPOLI-CANOSA, entrata Candela
Entrata chiusa per lavori
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Napoli: Grottaminarda.



21:58 – NAPOLI-CANOSA, area di servizio Vesuvio sud
Servizi di ristorazione chiusi e servizi igienici non disponibili

A11 FIRENZE-PISA NORD



21:59 – FIRENZE-PISA NORD, uscita Chiesina Uzzanese
Uscita chiusa per lavori
Direzione Firenze
Uscita consigliata provenendo da Pisa: Altopascio.

A13 BOLOGNA-PADOVA



21:14 – BOLOGNA-PADOVA, area di servizio Adige ovest
Area di servizio chiusa per lavori



21:12 – BOLOGNA-PADOVA, tra Rovigo e Villamarzana
Tratto chiuso per lavori
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Villamarzana.

A27 VENEZIA-BELLUNO



21:15 – VENEZIA-BELLUNO, uscita Belluno Svincolo
Uscita chiusa per lavori
Direzione Venezia
Uscita consigliata provenendo da Ss51 Alemagna: Fadalto.

SC5 STRADA VARESE – GAZZADA



21:39 – SC5, Bivio SC VA-Gazzada/A8 MI-VA
Allacciamento chiuso per lavori
Direzione da Buguggiate verso Milano e Varese
Entrata consigliata verso Milano: Varese su A8 Milano-Varese. Entrata consigliata verso Varese: Varese su A8 Milano-Varese.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 21 May 2026 21:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Fabio Fognini, una scelta controcorrente per la sua nuova vita

Sui campi da tennis Fabio Fognini ha dispensato per anni giocate di classe, intervallate da qualche gesto sopra le righe che ne ha cementato la sua aura. Ma fuori dal rettangolo di gioco, la vita di un campione non si ferma mai e anche ora, appesa la racchetta al chiodo, l’auto deve essere innanzitutto concreta, per questo ha scelto di affidarsi alla Mercedes-Benz Classe V, una vettura che fa dell’ospitalità il proprio marchio di fabbrica.

A bordo l’ex portacolori azzurro trova tutte le garanzie di cui ha bisogno, soprattutto relativamente alla comodità, un requisito irrinunciabile tanto per lui quanto per la compagna Flavia Pennetta e i loro tre figli (Federico, Farah e Flaminia).

Van premium fino a 8 posti

Se ti aspetti una monovolume convenzionale preparati a essere sorpreso. La Mercedes-Benz Classe V, in vendita a partire da circa 65.000 euro, si allontana dai soliti cliché del genere, presentandosi come la versione “lusso e navetta” del Vito. All’interno di una carrozzeria imponente, gli occupanti riescono a mettersi subito comodi, dato l’abbondante spazio a disposizione, senza rinunciare allo status. Lungo fino a 537 cm nella versione Extra Long, il van premium prevede configurazioni fino a 8 posti e strizza l’occhio ai gruppi numerosi, in marcia verso terre inesplorate o appuntamenti di lavoro.

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Col restyling del 2024 l’abitacolo della Mercedes-Benz Classe V si avvicina agli standard di una berlina di rappresentanza. Il doppio schermo da 12,3 pollici e il sistema MBUX dominano la plancia, mentre le 64 luci ambientali cambiano faccia a un interno in precedenza additato come un po’ troppo freddo. Non è più solo un mezzo per spostare persone e bagagli: adesso l’ambiente interno ha la cura e la tecnologia di solito presenti su mezzi di rango superiore, rendendo i lunghi viaggi molto meno stressanti.

La gamma motori poggia sul 2.0 turbodiesel OM 654, proposto in tre differenti declinazioni di potenza: la V 220 d da 163 CV garantisce una guida rilassata, la V 250 d da 190 CV rappresenta la via di mezzo tra brio e consumi e la V 300 d da 237 CV permette di affrontare in totale sicurezza i tragitti più impegnativi. In alternativa al gasolio, il listino annovera pure una versione benzina mild hybrid da 231 CV. La trazione, solitamente posteriore, può essere integrata con il sistema 4Matic per garantire tenuta in ogni condizione climatica, un dettaglio non da poco se hai la valigia spesso in mano.

Sarabanda Celebrity: dietro il temperamento battagliero

Ormai le ambizioni sportive appartengono al passato, ma il carattere ruspante di Fabio Fognini non lo abbandona mai. Dopo aver vinto la “gara di popolarità” a Ballando con le Stelle di Milly Carlucci, è uno dei grandi protagonisti della prima puntata di Sarabanda Celebrity, il game show musicale di Italia Uno condotto da Enrico Papi.

Insieme a compagni di squadra del calibro di Anna Tatangelo, Elisabetta Gregoraci e Roberto Lipari, il campione italiano dovrà affrontare prove serratissime, dalla temibile Asta musicale al 7X30, accettando un cambio di campo radicale: via la racchetta, spazio alla memoria musicale e alla velocità di reazione. Sarà l’occasione per scoprire se, dietro il temperamento battagliero, si nasconde anche un asso dei quiz televisivi.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 20:11:57 +0000
News n. 3
Rivoluzione Stellantis, addio lunghe attese: le nuove auto saranno pronte in soli 24 mesi

Stellantis ha presentato il piano FaSTLAne 2030 con l’obiettivo di avviare un programma di crescita su scala globale nel corso dei prossimi anni. Questo programma si articola in vari punti e si concentra anche su una vera e propria rivoluzione industriale.

La fase di progettazione e lo sviluppo dei prodotti in arrivo sul mercato, infatti, diventeranno molto più veloci, permettendo a Stellantis di ottimizzare i tempi e di accelerare il time-to-market, migliorando la gamma e sfruttando al massimo gli investimenti effettuati. Ecco cosa ha annunciato l’azienda in merito a questo aspetto della sua attività, destinato a diventare un elemento centrale per il prossimo futuro, soprattutto in relazione agli obiettivi fissati che prevedono un sostanziale aggiornamento della gamma con tante novità.

Addio alle lunghe attese

Uno dei punti del piano FaSTLAne 2030 viene definito “Eccellenza nell’esecuzione” e punta ad avviare un profondo aggiornamento del programma di sviluppo e della produzione dei modelli del Gruppo, nel corso dei prossimi anni. Si tratta di un aspetto chiave per le future generazioni dei modelli di Stellantis.

In tutte le regioni, infatti, l’azienda punta a migliorare velocità, qualità ed efficienza, ponendo un’attenzione maggiore all’esecuzione delle attività e, quindi, all’avvio della produzione dei nuovi modelli. Ricordiamo che l’azienda ha annunciato un maxi-investimento che porterà al lancio di 60 nuovi veicoli entro il 2030 e al debutto della E-Car, la nuova famiglia di auto elettriche economiche che entrerà in produzione a Pomigliano d’Arco nei prossimi anni.

Modelli pronti in 24 mesi

Uno degli aspetti principali per il futuro di Stellantis è legato ai tempi di sviluppo. Il time-to-market si ridurrà e i modelli saranno pronti in 24 mesi e non più in 40 mesi, come avviene oggi. Si tratta di un miglioramento significativo per quanto riguarda il mercato automotive oggi, che potrà rivoluzionare le attività del Gruppo, minimizzando i tempi di aggiornamento della gamma.

In questo modo, Stellantis punta a velocizzare lo sviluppo dei propri veicoli e, quindi, anche a lanciare più modelli nel corso di un certo periodo di tempo. Per l’azienda, è un aspetto centrale. Il maxi-investimento annunciato oggi, infatti, prevede tante novità e la capacità di lanciare i nuovi veicoli senza ritardi diventerà fondamentale.

In merito alla questione, il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, ha evidenziato alcuni aspetti centrali per il successo del nuovo piano strategico presentato oggi e valido fino al 2030:

“Il successo di FaSTLAne 2030 si basa sul grande talento e sul forte impegno del nostro team Stellantis. Eseguiremo come un unico team, concreto e operativo, per offrire una crescita incrementale e redditizia a beneficio di tutti i nostri stakeholderâ€.

Per migliorare la sua attività, inoltre, Stellantis prevede un salto in avanti della qualità, con l’obiettivo di raggiungere prestazioni di alto livello in tutte le regioni entro il 2030. Nello stesso tempo, è stato già lanciato il “Value Creation Program†(VCP), un programma a lungo termine con l’obiettivo di generare 6 miliardi di euro di riduzione dei costi annuali entro il 2028. L’azienda sfrutterà anche l’intelligenza artificiale per migliorare l’esecuzione delle sue attività su oltre 120 casi d’uso, nel corso dei prossimi anni.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 14:10:35 +0000
News n. 4
Stellantis investe 60 miliardi, nuove auto elettriche economiche prodotte a Pomigliano

Il nuovo FaSTLAne 2030 segna un punto di svolta per Stellantis. Si tratta del nuovo piano strategico con cui l’azienda ha annunciato un maxi-investimento da ben 60 miliardi di euro con l’obiettivo di incrementare i profitti e accelerare la crescita.

Un elemento centrale del nuovo piano è rappresentato dal focus sulle auto elettriche economiche. Si tratta di un tema sempre molto attuale, anche in considerazione della crescente richiesta di modelli a zero emissioni su scala globale.

Per crescere in questo segmento di mercato, Stellantis punterà su un nuovo prodotto che avrà base nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, lo stesso dove oggi viene prodotta la Fiat Panda. Le prime informazioni su questo nuovo progetto sono state appena diffuse dall’azienda.

Ecco i primi dettagli sul nuovo investimento del Gruppo.

Un’elettrica italiana

Partirà da Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, uno dei progetti più importanti per il futuro di Stellantis in Europa allargata, mercato dove l’azienda punta a incrementare i ricavi del 15%, ottenendo anche un margine AOI del 3-5%.

Nello stabilimento, dove oggi viene prodotta la Fiat Panda, è prevista l’introduzione della E-Car, una nuova generazione di veicoli elettrici urbani che l’azienda definisce come “eleganti e accessibili” e che, quindi, avrà un ruolo di primo piano per il futuro.

Il piano FaSTLAne 2030 prevede il lancio di oltre 60 modelli nel corso dei prossimi anni. Tra questi ci potrebbero essere, quindi, anche diversi veicoli sviluppati a partire dal progetto E-Car e prodotti nello stabilimento italiano del Gruppo che, quindi, ricoprirà un ruolo centrale per il futuro.

Il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, ha commentato:

“L’E-Car rappresenta un concetto profondamente radicato nel DNA europeo di Stellantis, in continuità con la tradizione di successo delle vetture compatte. I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche. Stellantis risponde a questa richiesta con modelli entusiasmanti per diversi brand. L’inizio della produzione è previsto nel 2028 nel nostro stabilimento di Pomiglianoâ€.

Una famiglia di modelli?

Per il momento, le informazioni sul progetto E-Car sono limitate, ma Stellantis, senza dubbio, andrà a rivelare nel corso del prossimo futuro ulteriori informazioni, in vista dell’avvio della produzione, previsto per i prossimi anni.

La strategia multi-brand del Gruppo, che prevede nuovi modelli per tutti i brand in portafoglio, dovrebbe tradursi nell’arrivo di varie auto elettriche economiche da realizzare nello stabilimento di Pomigliano d’Arco.

Tra queste ci potrebbe essere un’erede della Fiat Panda, pronta a passare alla mobilità a zero emissioni per confermarsi un riferimento del mercato italiano (ed europeo) anche nel corso dei prossimi anni. Anche altri brand attivi in Europa, da Peugeot a Citroën passando per Opel, potrebbero realizzare un modello partendo da questa base.

Per questo motivo, lo stabilimento italiano dovrebbe diventare un vero e proprio elemento centrale nelle strategie future di Stellantis e, più in generale, dovrebbe dare un contributo significativo all’incremento della produzione del Gruppo in Italia, dopo anni di enormi difficoltà.

Tanti progetti in sviluppo

In parallelo, Stellantis svilupperà anche STLA One, nuova piattaforma che rappresenterà, secondo l’azienda, un esempio concreto di “modularità by design”. Si tratta di un’architettura progettata per massimizzare sinergie e competitività.

Tra i progetti dell’azienda ci sono, inoltre, diverse partnership industriali da sviluppare nei prossimi anni e che andranno a intrecciarsi con il progetto della E-Car e con la STLA One. Tra queste, alcune (con Dongfeng, Tata e Jaguar Land Rover) riguarderanno il mercato extra-europeo mentre la partnership con Leapmotor si rafforzerà per un futuro ancora più ambizioso.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 13:30:31 +0000
News n. 5
La svolta di Stellantis, 60 nuovi modelli entro il 2030 e una rivoluzione per Lancia, DS e Maserati

Stellantis entra in una nuova era con la presentazione di FaSTLAne 2030, il nuovo piano strategico quinquennale da 60 miliardi di euro che punta a sostenere il futuro del gruppo, garantendo un’accelerazione sostanziale dei profitti.

Il piano si articola su vari livelli ed è legato a doppio filo a un importante aggiornamento dell’offerta di prodotto dell’azienda. Stellantis, infatti, ha in programma il lancio di oltre 60 nuovi modelli entro il 2030 e ben 50 aggiornamenti significativi per le vetture già in gamma.

Nessuno resterà indietro: l’azienda ha chiarito che il piano riguarderà tutti i marchi con l’obiettivo, quindi, di rafforzare la strategia multi-brand e incrementare la presenza sul mercato del Gruppo, con un progetto di crescita sostenibile.

Sul futuro di Stellantis, il CEO Filosa è chiaro: “Ogni marchio di Stellantis svolgerà un ruolo chiaro nel rispetto dei nostri impegni FaSTLAne 2030“. Andiamo a riepilogare tutti i dettagli annunciati dall’azienda in merito.

Una gestione più efficace

Il piano FaSTLAne 2030 punta a una gestione più efficace del portafoglio di marchi di Stellantis. L’azienda, come detto in apertura, punta ad arricchire l’offerta di veicoli con:

  • oltre 60 lanci di nuovi veicoli;
  • 50 aggiornamenti significativi.

Le novità riguarderanno tutti i marchi del Gruppo e, quindi, anche quelli che stanno attraversando una fase complicata. Stellantis si concentrerà su diverse alimentazioni con l’arrivo di:

  • 29 veicoli elettrici a batteria;
  • 15 veicoli elettrici ibridi plug-in o con autonomia estesa;
  • 24 veicoli elettrici ibridi;
  • 30 veicoli con motorizzazioni termiche o mild hybrid.

Possiamo aspettarci, quindi, una lunga serie di novità per i prossimi anni, con un aggiornamento costante della gamma dei singoli marchi del Gruppo, che nel frattempo sta facendo segnare ottimi risultati in Europa.

Gli investimenti saranno suddivisi secondo una nuova strategia che separa i marchi del Gruppo in quattro gruppi: marchi globali, marchi regionali, brand che passeranno sotto la gestione attiva di un altro brand più grande e, infine, Maserati che rappresenta il polo del lusso.

Una nuova strategia multi-brand

La scelta di puntare su tutti i marchi è chiara, ma comporta anche l’adozione di una nuova strategia. Stellantis, infatti, adotterà quello che nel comunicato viene definito come un approccio rifocalizzato per il suo futuro.

Il Gruppo si concentrerà su quattro marchi globali come Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. Per questi brand (e per Stellantis Pro One, la business unit dedicata ai veicoli commerciali) ci sarà circa il 70% degli investimenti previsti dall’azienda.

Ci saranno investimenti anche per i cinque marchi regionali ovvero Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo, considerati molto forti nei rispettivi mercati e in grado di sfruttare gli asset globali per poter continuare a crescere.

DS e Lancia, di grande rilevanza in Francia e Italia, saranno gestiti da Citroën e Fiat e saranno sviluppati come marchi specializzati. Su quest’aspetto, per il momento, Stellantis non è entrata nei dettagli e  bisognerà capire quale sarà il futuro effettivo di Lancia.

Nuovi investimenti per Maserati

Il piano FaSTLAne 2030 non dimentica Maserati, per cui arriveranno nuovi investimenti e, soprattutto, nuovi modelli del segmento E (quello che il Tridente occupava in passato con Levante e Ghibli). Per maggiori dettagli, però, bisognerà attendere.

L’azienda, che guarda anche all’espansione in Cina, ha confermato che una roadmap dettagliata sulle novità in arrivo per Maserati sarà diffusa soltanto in futuro, con un evento che si svolgerà a Modena, sede del quartier generale del marchio italiano, nel corso del mese di dicembre 2026.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 13:15:17 +0000
News n. 6
Comprare un’auto in Romania conviene? Cosa devi sapere prima di firmare

La Romania è un mercato automobilistico interessante per la presenza di marchi popolari come Dacia e Renault, un mercato dell’usato dinamico e una posizione interna all’Unione europea che semplifica il trasferimento del veicolo verso l’Italia. Bisogna però considerare che l’assenza delle formalità doganali che sono invece previste per un Paese extra-Ue non escludono gli obblighi fiscali, tecnici e amministrativi legati alla provenienza del veicolo, alla sua età, al chilometraggio, alla conformità e all’immatricolazione nel Paese in cui sarà usato.

Il primo controllo è sulla storia dell’auto

Gli annunci del mercato romeno delle auto passano soprattutto da piattaforme online locali, concessionarie multimarca, rivenditori specializzati e venditori privati. Il rischio più concreto riguarda veicoli importati a loro volta da Germania, Belgio, Paesi Bassi, Francia o Italia, poi rimessi in vendita dopo passaggi intermedi che rendono meno trasparente la ricostruzione della proprietà e della manutenzione.

Prima di discutere il prezzo, l’acquirente dovrebbe chiedere il numero di telaio ovvero il VIN e verificare la corrispondenza tra annuncio, documenti, targhe, chilometraggio, revisioni e dati tecnici. Il Registrul Auto Român, cioè il RAR, ha introdotto il certificato digitale RAR Auto-Pass per aumentare la trasparenza sullo storico del veicolo e contrastare la manipolazione del contachilometri. Il documento può essere richiesto online tramite il VIN e contiene le informazioni sulla storia dell’auto quando disponibili nei database dell’ente.

Il primo bivio riguarda la provenienza amministrativa del veicolo. Se l’auto è già immatricolata in Romania e appartiene a un venditore locale, la procedura è più lineare. Se invece si tratta di un veicolo arrivato dall’estero e non ancora regolarizzato presso gli enti romeni, l’acquirente deve fermarsi e chiedere chiarezza prima del pagamento. Per un veicolo importato in Romania ma non ancora dotato dei documenti necessari all’immatricolazione locale è consigliabile chiedere al venditore di completare prima le attività presso il Registrul Auto Român. Per un veicolo già immatricolato in Romania meglio richiedere prima del pagamento una certificazione di autenticità così da ridurre il rischio di acquistare un mezzo con problemi di identificazione o documentazione.

I documenti da chiedere prima di firmare

Il contratto di compravendita è il punto di partenza. Prima di firmarlo, bisogna chiedere e controllare carta di circolazione, documento di identità del venditore, prova della proprietà, eventuale fattura se il venditore è un operatore professionale, certificato di conformità se disponibile, documentazione RAR, storico delle revisioni, libretto di manutenzione, fatture degli interventi più importanti e prova dell’assenza di vincoli o contenziosi sul mezzo.

Per i veicoli usati che devono essere immatricolati in Romania, il documento centrale è la Cartea de Identitate a Vehiculului, la carta di identità del veicolo che attesta l’omologazione e la rispondenza alle condizioni tecniche di sicurezza, protezione ambientale e uso previsto. Per i veicoli usati soggetti a immatricolazione, la CIV è accompagnata dal certificato di autenticità rilasciato dallo stesso RAR.

La certificazione di autenticità serve ad attestare che gli elementi identificativi del veicolo siano coerenti e non alterati. Quando il veicolo supera la verifica viene rilasciato un certificato valido per una sola immatricolazione e non oltre 60 giorni dalla data di emissione.

Contratto, fattura e venditore: da chi si compra?

Comprare da un concessionario ufficiale o da un rivenditore professionale offre più garanzie rispetto all’acquisto da un privato. In ogni caso la fattura deve essere chiara, completa, coerente con il prezzo pagato e utile anche per eventuali pratiche successive in Italia. Quando il veicolo è usato va verificato anche il regime Iva applicato. La Commissione europea distingue il trattamento Iva delle auto nuove e usate nelle compravendite transfrontaliere.

Ai fini Iva un’auto è considerata nuova se è stata utilizzata per non più di sei mesi oppure se ha percorso non più di 6.000 chilometri. Quando un privato compra in un Paese dell’Unione europea un’auto nuova destinata a essere portata stabilmente nel proprio Paese, l’Iva è dovuta nel Paese di destinazione. Un’auto è invece “vecchia†ai fini Iva se è stata messa in uso da più di sei mesi e ha percorso oltre 6.000 chilometri. In questo caso, quando viene portata da un altro Paese Ue, non si paga una seconda Iva nel Paese di destinazione.

La convenienza di portare l’auto in Italia

Chi compra in Romania per usare l’auto in Italia deve ragionare fin dall’inizio come se stesse facendo un’operazione di importazione intra-Ue. Bisogna avere i documenti per circolare temporaneamente, gestire l’eventuale radiazione o esportazione dal Paese di origine, trasportare il veicolo in modo regolare e poi completare la nazionalizzazione in Italia. Se il proprietario è residente in Italia da più di tre mesi il veicolo proveniente da un altro Paese dell’Unione europea deve essere immatricolato in Italia.

Per i privati che importano un veicolo nuovo o usato per fini privati non è dovuta l’Iva, ma prima dell’immatricolazione bisogna presentare domanda alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate per la verifica delle condizioni di esclusione dal versamento dell’imposta.

Tra gli allegati richiesti la fotocopia del documento di identità, la carta di circolazione, le targhe del veicolo e le ricevute dei versamenti previsti, comprensivi di imposta di bollo, diritti di Motorizzazione, emolumenti Pra e Ipt. Infine c’è il modulo NP-2C, l’istanza dell’acquirente per i veicoli di provenienza Ue oppure la dichiarazione di vendita. Se il soggetto risulta già proprietario all’estero dalla carta di circolazione estera può essere presentata anche una dichiarazione di proprietà con firma autenticata.

Attenzione alla circolazione con targa romena in Italia

Chi non è residente in Italia può circolare con un veicolo immatricolato in un altro Stato membro per un periodo massimo di un anno. Per chi invece è residente in Italia da più di tre mesi il veicolo deve essere immatricolato nel nostro Paese. In caso di mancato rispetto sono previste sanzioni da 400 a 1.600 euro, il ritiro del documento di circolazione, il sequestro del veicolo e, se non si regolarizza entro 30 giorni, la confisca.

In ogni caso il costo finale di un’auto acquistata in Romania comprende molto più del prezzo concordato con il venditore. Bisogna considerare verifiche tecniche, traduzioni, eventuali certificati, assicurazione temporanea o trasporto su bisarca, pratiche fiscali, immatricolazione italiana, targhe, Ipt, emolumenti Pra, diritti di Motorizzazione e assistenza di un’agenzia specializzata. Se l’auto resta in Romania entrano in gioco anche gli obblighi locali. La fiscalità romena sui mezzi di trasporto prevede una tassa annuale dovuta dal proprietario, calcolata in base alla cilindrata e allo standard emissivo del veicolo, con pagamento in due rate, entro il 31 marzo e il 30 settembre.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 12:00:44 +0000
News n. 7
F1, GP Canada: orari della Sprint Race e della gara in TV e streaming

L’evento di Miami, dove nonostante gli aggiornamenti i team hanno avuto un solo turno di prove libere, non ha insegnato alcuna lezione ai vertici del carrozzone della F1. Con un nuovo regolamento le scuderie avrebbero avuto bisogno di accumulare ore in pista e dati e, guerra in Medio Oriente permettendo, il calendario sin qui non ha offerto tante possibilità.

A Montreal ci sarà nuovamente il formato con il doppio appuntamento che tenderà a creare ulteriori patemi ai tecnici e ai piloti in griglia. Storicamente il tracciato canadese ha premiato i campioni, a partire dall’epopea di Michael Schumacher sulla Rossa, passando alle 7 affermazioni di Lewis Hamilton, sino ai successi in era recente di Max Verstappen. Nel 2025 ha trionfato George Russell che è uno specialista anche sul giro secco del tracciato e proverà a rispondere alle tre vittorie consecutive di Kimi Antonelli.

Il bolognese, al debutto in F1 in Canada, ottenne il suo primo podio, arrivando al terzo posto. Vi sono tutti i presupposti per un duello accesissimo tra i due alfieri di punta della Mercedes. Il classe 2006 gode di 20 punti di vantaggio in classifica sull’inglese e ben 41 su Charles Leclerc. Il monegasco è chiamato a una prova eroica per provare a tenere il passo dei due Mercedes. La Ferrari porterà ulteriori sviluppi, tuttavia fanno molta più paura le McLaren e la RB di Verstappen, protagonista anche nello scorso weekend al Nurburgring.

Le caratteristiche della pista

Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve si trova sull’isola artificiale di Notre-Dame. È noto per essere un tracciato “stop-and-go” ricco di inside, alternando lunghi rettifili a chicane strette, esaltando la trazione, la potenza del motore e mettendo a dura prova l’impianto frenante. Sulla carta la Mercedes parte con i favori del pronostico, salvo clamorosi flop in merito al pacchetto di sviluppi.

Le monoposto aggiornate nella edizione numero 56 affronteranno 70 giri su una lunghezza di 4.361 km. Il Gran Premio del Canada entrò nel calendario del Mondiale nel lontano 1967. La Ferrari non sale sul primo gradino del podio dalla successo di Sebastian Vettel del 2018. L’anno successivo passò alla storia per il duello perso con Hamilton a causa di una decisione della direzione gara che ancora ora crea sconcerto tra i tifosi. Non sarà facile eccellere per la SF-26 che paga un deficit motoristico pesante rispetto alle Power Unit Mercedes.

Il team principal Frederic Vasseur si è lamentato dello stravolgimento regolamentare che avrebbe penalizzato la Rossa anche al via. I nuovi motori rendono molto complicato lo start per la mancanza dell’MGU-H e a Maranello avevano lavorato a lungo per una soluzione vincente. Gli ingegneri della Rossa hanno dunque optato per un turbocompressore di dimensioni ridotte che potesse garantire partenze migliori. Il tecnico francese, in una intervista ai colleghi di The Race, ha dichiarato:

“Un anno fa sono andato alla FIA e ne abbiamo parlato. Ho apprezzato molto la risposta, secondo cui bisogna progettare la vettura in base ai regolamenti, non viceversa. Credo che questo sia un ottimo approccio. Poi c’era il 40% della griglia che si lamentava, dicendo che è estremamente pericoloso e così via. Politicamente è stata una mossa astuta, ma non molto corretta […] Abbiamo sviluppato un motore secondo determinati criteri e in qualche modo all’ultimo minuto hanno cambiato le regole”.

Gli orari TV per seguire l’evento

Il GP del Canada verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport F1 (anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su NOW. TV8 offrirà in differita il Gran Premio. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:

Venerdì 22 maggio

  • Prove Libere 1: ore 18:30 – 19:30
  • Sprint Qualifying: ore 22:30 – 23:15

Sabato 23 maggio

  • Sprint Race: ore 18:00 – 19:00 (diretta su TV8)
  • Qualifiche: ore 22:00 – 23:00 (diretta su TV8)

Domenica 24 maggio

  • Gara: ore 22:00 (differita su TV8 alle ore 23:30)
Data articolo: Thu, 21 May 2026 11:59:51 +0000
News n. 8
Mercedes-AMG GT Coupé4, la nuova definizione di sportività elettrica oltre i 1.100 CV

Il marchio della Stella a tre punte non molla l’elettrico, nonostante la crisi, e dopo aver presentato di recente la Mercedes-AMG GT XX Concept, ha proposto con una silhouette simile la rivoluzionaria GT4 Door Coupé. Il family feeling con le sorelle sportive termiche si percepisce da ogni angolazione. La GT è nota per la sua grinta con una impostazione 2+2 che offre la possibilità a due bambini di sedersi anche comodamente nella zona posteriore.

Dotata di un poderoso motore V8 sovralimentato e non elettrificato, la AMG GT coupé ha abituato i clienti a performance da brividi. Raggiungere il medesimo piacere al volante della versione elettrica ha rappresentato la più grande sfida dei tecnici di Affalterbach. Costruita sull’architettura AMG.EA, la sportiva a zero emissioni vanta potenti batterie con celle cilindriche in alluminio, motori a flusso assiale e diffusori retrattili.

Un concentrato di tecnologia

La Mercedes‑AMG GT Coupé4 sprigiona una potenza estrema e una super capacità di erogazione continua, garantendo un’esperienza di guida in stile AMG. Ridefinire in salsa elettrica le sensazioni di un motore a benzina non è stata una missione semplice. I tecnici hanno curato ogni aspetto, replicando persino i classici vuoti di coppia dei cambi marcia tradizionali.

Al volante non mancano le vibrazioni, percepibili attraverso il sedile al variare della pressione sull’acceleratore. In attesa di scoprire la Ferrari Luce, la Mercedes-AMG GT4 Door Coupé ha meravigliato gli appassionati per colonne sonore artificiali firmate da importanti compositori, simulatori di cambiata e una estetica da prima della classe.

I motori a flusso assiale realizzati da Yasa, società britannica controllata dal gruppo Mercedes-Benz, offrono performance di alto spessore. La GT 63 4Matic+ sprigiona 860 kW, equivalenti a 1.169 CV di picco con Launch Control attivato, e una coppia di 2.000 Nm. Dati che offrono la possibilità di accelerare da 0 a 100 in 2,1 secondi e di raggiungere i 300 km/h. I propulsori dalla forma compatta e piatta garantiscono una eccellente densità di coppia e una potenza impressionante.

Nata per correre

Dall’esperienza nel Motorsport il progetto è stato partorito con una idea ben precisa: sull’asse posteriore in sinergia operano due unità integrate in un unico alloggiamento raffreddato a olio, mentre il motore anteriore entra in funzione solo quando serve supporto in trazione o potenza supplementare. La batteria, da 106 kWh netti a 800 Volt con 2.660 celle cilindriche con chimica NCMA e anodo al silicio, è trattenuta a temperature stabili, grazie all’immersione direttamente nel liquido refrigerante.

Spicca il software AMG Race Engineer e il sistema attivo Aerokinetics. Superati i 120 km/h, alcuni componenti nel sottoscocca modificano i flussi aerodinamici per creare il classico effetto Venturi e aumentare il carico. La batteria ricarica oltre 460 chilometri (WLTP) in soli 10 minuti con 600 kW. Le sospensioni AMG Active Ride Control con stabilizzazione semiattiva del rollio offrono una manovrabilità da sogno.

Ola Källenius, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mercedes-Benz, ha annunciato: “Ho guidato personalmente la nuova AMG GT4 Door Coupé molte volte e posso affermare che si distingue davvero. Spinge le prestazioni a nuovi limiti e offre le emozioni che i nostri fan si aspettano, ora nell’era elettrica. Grazie alla mia esperienza in AMG, so quanto siano elevati gli standard ad Affalterbach. Con questo primo modello basato sulla nuova architettura AMG.EA, non solo li raggiungiamo, ma li superiamoâ€.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 11:09:48 +0000
News n. 9
Ducati Hypermotard 698 Mono Nera, la motard monocilindrica in livrea total black

A soli due anni dal suo lancio sul mercato, Ducati amplia la gamma di Hypermotard con 698 Mono Nera, una nuova versione caratterizzata da una colorazione totalmente nera, scandita da dettagli del classico Rosso Ducati.

Non ci sono particolari innovazioni tecniche, ma la monocilindrica stradale colpisce per la sua estetica e, soprattutto, per una ricca dotazione, tra cui i silenziatori omologati Termignoni in acciaio. Sarà disponibile in tutti i concessionari della Casa di Borgo Paginale a partire dal mese di giugno.

Cambio Quick Shift presente di serie

Quando è stata lanciata a EICMA 2023, Ducati Hypermotard 698 Mono era stata una delle principali protagoniste della rassegna milanese e anche la variante V2 ha lasciato il segno nell’edizione 2025. Il costruttore italiano ora ha deciso d’introdurre una configurazione estetica specifica basata su una combinazione di nero lucido e dettagli in Rosso Ducati.

La nuova livrea interessa gran parte della carrozzeria e viene completata da telaio e cerchi rossi, elementi che mantengono il legame stilistico con la produzione sportiva. A caratterizzare questa versione contribuiscono anche i silenziatori omologati Termignoni in acciaio, dotati di finitura nera con inserti rossi, soluzione che modifica soprattutto l’impatto visivo della sezione posteriore della moto.

La dotazione di serie comprende inoltre il Ducati Quick Shift, inserito di serie nell’allestimento della nuova variante. Dal punto di vista tecnico, Hypermotard 698 Mono Nera mantiene l’impostazione già introdotta con il debutto della piattaforma monocilindrica Ducati, sviluppata con una ciclistica compatta e una configurazione orientata sia all’utilizzo stradale sia alla guida in pista.

Il modello nasce, infatti, attorno al motore Superquadro Mono, unità derivata dal bicilindrico impiegato su 1299 Panigale e caratterizzata da distribuzione Desmodromica, valvole di aspirazione in titanio e alesaggio da 116 mm. Il monocilindrico sviluppa una potenza massima di 77,5 CV e raggiunge i 10.250 giri/minuto.

Leggera e tecnologica

Hypermotard 698 Mono è stata sviluppata puntando su una struttura compatta e su un contenimento dei pesi che porta la moto a fermare l’ago della bilancia a 151 kg in ordine di marcia senza carburante. Tra le soluzioni adottate figurano il telaio a traliccio con sezioni e spessori differenziati, progettato per coniugare rigidità e leggerezza, oltre ai cerchi fusi e ai dischi freno con flangia in alluminio. Completa la ciclistica il forcellone bibraccio con leveraggio progressivo e ammortizzatore posteriore completamente regolabile, soluzione pensata per adattarsi sia all’utilizzo stradale sia alla guida sportiva.

Sul fronte elettronico, la moto adotta una dotazione sviluppata partendo dall’esperienza maturata da Ducati sulle supersportive della gamma Panigale. Il pacchetto include ABS Cornering con funzione Slide-by-brake, progettata per gestire le derapate in frenata durante l’utilizzo in pista, oltre a Ducati Traction Control, Ducati Wheelie Control ed Engine Brake Control. Sono presenti, inoltre, il Ducati Power Launch e il sistema Ducati Quick Shift Up/Down, elementi che ampliano le possibilità di gestione dinamica e supportano il pilota nelle diverse condizioni di guida.

Il pacchetto elettronico include anche una gestione specifica del Ducati Wheelie Control pensata per l’utilizzo in pista. Nel livello d’intervento più basso, il sistema consente il sollevamento controllato della ruota anteriore mantenendo attivi i parametri di sicurezza sviluppati dalla Casa bolognese.

Non manca, infine, uno scarico racing Termignoni destinato all’uso in circuito, componente che incrementa la potenza di 7 CV e abilita la funzione Wheelie Assist. In questa configurazione l’elettronica interviene sulla coppia motrice per aiutare il pilota a mantenere l’impennata in modo controllato.

Prezzi e disponibilità

Per la personalizzazione della moto, Ducati mette a disposizione diversi accessori Ducati Performance, tra cui componenti ricavati dal pieno, portatarga in alluminio, sella dedicata e poggiapiedi racing. La gamma è consultabile attraverso il configuratore presente sul sito ufficiale del marchio, insieme all’abbigliamento tecnico dedicato.

Sul portale Ducati è disponibile anche il calendario 2026 del DRE Road, corso di guida organizzato dalla Casa di Borgo Panigale che include modelli della famiglia Hypermotard.

Hypermotard 698 Mono Nera sarà disponibile nelle concessionarie Ducati da giugno 2026 con un prezzo di partenza fissato a 13.990 euro.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 10:35:25 +0000
News n. 10
Nuovo competitor per Ferrari, il colosso cinese BYD studia lo sbarco in Formula 1

I numeri strabilianti della Formula 1 sono arrivati puntuali anche a Pechino, quartier generale di BYD, che sta vivendo uno sviluppo produttivo a livello mondiale con pochi precedenti storici. Sembrano esserci i presupposti per una futura partecipazione nella massima categoria del Motorsport e, in base alle ultime indiscrezioni dei media internazionali, l’azienda cinese starebbe vagliando diverse strategie per essere da subito protagonista nell’automobilismo.

L’eventuale ingresso di BYD in F1 dipenderà da svariati fattori: tanto deriverà dalla scelta dei motori del prossimo ciclo tecnico e se effettivamente ci sarà una importanza centrale della componente elettrica in Formula 1. Pare che dal 2031 ci sarà un ritorno dei motori V8, pur conservando la parte elettrica. Entrare nel circus darebbe una immagine di innovazione a una società già in crescita, incrementando la visibilità, la linea di sviluppo di ricerca e ingegneria.

I costi di ingresso

Il circus è ambito e non è stato facile per Cadillac e Audi riuscire a trovare collocazione in griglia. Il team americano è diventato l’undicesimo, mentre la Casa tedesca ha ereditato la struttura della Sauber. L’ingresso di Audi in Formula 1 ha richiesto un investimento complessivo di circa 2,3 miliardi di euro. Il marchio dei Quattro Anelli ha versato 450 milioni di euro per una prima quota del 75% della Sauber, trasformandola nel team ufficiale.

La quota di iscrizione al campionato, in base ai risultati della stagione precedente, è stata introdotta dal Patto della Concordia del 2013. Prevede un fisso, uguale per tutti i team, di 565.000 euro, anche per le new-entry. A tale ingente somma va aggiunta una quota variabile in base alla graduatoria pari a 5,740 euro a punto per i team clienti e a 6.793 per i costruttori, in linea con i risultati.

Lo sbarco in F1 richiede anche il pagamento della cosiddetta “anti-dilution feeâ€, una quota pensata per compensare le squadre già presenti della riduzione della loro quota dei ricavi commerciali. Attualmente questa cifra è fissata a circa 200 milioni di dollari, 172 milioni di euro al cambio attuale, anche se va pagata solo una volta. Vanno aggiunti poi gli investimenti per infrastrutture, personale e sviluppo tecnico. Solo per l’ingresso e la partecipazione al primo anno i vertici di BYD dovrebbero stanziare circa 600 milioni di euro, da quali sono da escludere gli stipendi.

Doppia opzione per BYD

Oltre alla F1 il colosso cinese potrebbe anche valutare uno sbarco nell’endurance. L’azienda starebbe vagliando un più economico inserimento nel programma nel FIA World Endurance Championship (WEC), affrontando anche l’entusiasmante sfida della 24 Ore di Le Mans. La categoria Hypercar garantisce la possibilità per i costruttori di sviluppare soluzioni ibride e sistemi energetici all’avanguardia. La vicepresidente di BYD Stella Li ha annunciato che i vertici della Casa avrebbero già iniziato ad avviare gli opportuni dialoghi e incontrato Stefano Domenicali, CEO della Formula 1.

Le possibilità di ingresso nella massima categoria del Motorsport per BYD sono due. La prima ipotesi è l’acquisizione di una squadra già esistente, una strategia simile a quella adottata da Audi con Sauber. La seconda ipotesi sarebbe la creazione di un nuovo team, seguendo il percorso inaugurato negli ultimi anni da Cadillac. I fatturati miliardari della Casa asiatica potrebbero coprire ampiamente le spese e l’investimento iniziale, anche perché arriverebbero importanti sponsor sulle vetture cinesi.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 09:55:07 +0000
News n. 11
BrumBrum, viaggio nella factory Emiliana dove l’usato rinasce

Per molto tempo l’auto usata è stata raccontata quasi sempre modo: occasione, affare, chilometri, prezzo, trattativa. Tutto ruotava attorno alla capacità di trovare il modello giusto al momento giusto, magari fidandosi del venditore, di un meccanico di conoscenza o della classica impressione avuta al primo giro intorno alla carrozzeria. Un mondo pratico, spesso conveniente, ma anche pieno di zone grigie.

Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato, i prezzi delle auto nuove sono saliti, i tempi di consegna sono diventati meno prevedibili e molte famiglie hanno iniziato a guardare con più attenzione al mercato dell’usato. Non come ripiego, ma semplicemente come valida alternativa. In Italia il mercato delle auto di seconda mano conta circa 3 milioni di passaggi di proprietà l’anno, un volume che fa capire bene quanto questo settore sia ormai un punto centrale nell’acquisto di una nuova auto.

Dentro questo scenario si inserisce il lavoro di BrumBrum, brand italiano di Aramis Group specializzato nella vendita online di auto usate ricondizionate. Il punto più interessante, però, non è solo il sito su cui si sceglie l’auto, né la possibilità di comprarla a distanza, ma di come vengono proposte le auto. Il cuore del modello è la factory di Reggio Emilia, dove le vetture vengono selezionate, controllate, riparate, preparate e fotografate prima di arrivare alla vendita. Ci siamo stati in prima persona e ci siamo resi conto di quanto lavoro ci può essere dietro un’auto usata. Peccato che non lo eseguano tutti.

Una factory vera dietro l’acquisto online

La visita alla factory di Reggio Emilia cambia subito la percezione del progetto, soprattutto per il fatto che dietro un acquisto che può partire da uno schermo c’è un luogo fisico, organizzato, con reparti specifici (persino quello dove si fanno le foto), procedure precise e persone che lavorano sulle auto come in una piccola catena industriale del ricondizionamento. Non si tratta semplicemente di lavare una vettura, lucidarla e pubblicarla online con qualche foto ben fatta.

BrumBrum riparazione graffi
Virgilio Motori
Graffi, bozze e ogni altra imperfezione della carrozzeria viene accuratamente esaminata

Il percorso comincia prima ancora che l’auto arrivi in stabilimento. A monte c’è BrumBrum che seleziona i veicoli da acquistare, evitando in genere modelli troppo navigati o troppo chilometrati. Una volta entrata nella factory, la vettura affronta una serie di passaggi: primo lavaggio, controllo dello stato reale, verifica degli interni, analisi meccanica, diagnosi elettronica e infine definizione degli interventi necessari per il riprisitino secondo lo standard aziendale. Il dato più forte è quello dei controlli, in quanto ogni auto deve superare oltre 300 verifiche che riguardano meccanica, carrozzeria, elettronica, interni, sistemi di sicurezza,  ADAS e impianto frenante. È un numero importante ma che fa capire chiaramente il tentativo di trasformare l’usato in un prodotto più trasparente, meno affidato alla fortuna e più vicino a uno standard replicabile.

Meccanica, carrozzeria e piccoli dettagli che fanno la differenza

La parte meccanica resta il punto più delicato, in quanto su un’auto usata, infatti, la carrozzeria può raccontare molto, ma non tutto. Freni, sospensioni, pneumatici, distribuzione, elettronica di bordo e sistemi di sicurezza sono gli elementi che pesano davvero sull’affidabilità e sulla serenità di chi acquista, per questo, dopo il check-up, le vetture passano in officina e vengono sistemate quando serve, con interventi che possono riguardare anche parti meccaniche importanti. Poi è il turno della carrozzeria.

Qui il tema non è cancellare ogni traccia di vita precedente, perché un’auto usata resta un’auto usata, ma distinguere tra ciò che va ripristinato e ciò che può essere dichiarato in modo trasparente. Un danno evidente, una bozza da grandine, un paraurti segnato o un difetto visibile possono incidere molto sulla percezione del veicolo, al contrario, un piccolo segno compatibile con età e chilometraggio può anche restare, purché venga mostrato con chiarezza. I difetti non eliminati vengono fotografati e indicati, così da rendere più trasparente la scelta prima della consegna.

La factory non lavora soltanto con attrezzi tradizionali, ponti, verniciatura e lavaggio, uno degli elementi più interessanti riguarda l’uso della stampa 3D per piccoli componenti in plastica o parti interne difficili da reperire rapidamente sul mercato tradizionale. Non si parla di elementi strutturali intendiamoci, ma di dettagli che indubbiamente possono fare la differenza nell’abitacolo o all’interno della carrozzeria, come ad esempio un pulsante o una piccola finitura mancante.

È un esempio pratico di come il ricondizionamento stia diventando un lavoro sempre più tecnico, non basta avere competenze da officina tradizionale, serve anche saper gestire tempi, ricambi, logistica, fotografia, dati e processi digitali. Un’auto pronta ma bloccata per una piccola plastica non disponibile resta ferma, occupa spazio e rallenta tutto il percorso, mentre se quel componente può essere riprodotto in modo rapido e fedele, la filiera produttiva diventa più efficiente.

Come ripara BrumBrum le auto
Virgilio Motori
Ogni parte della macchina viene rimessa a nuovo

Quando l’auto è stata sistemata dal punto di vista meccanico ed estetico, il percorso non è ancora finito. Prima della pubblicazione online arriva la sanificazione, poi il servizio fotografico. Anche qui l’organizzazione è più sofisticata di quanto si potrebbe immaginare. Le vetture vengono fotografate su una piattaforma rotante, con un sistema di illuminazione studiato per ottenere immagini uniformi e super realistiche, ed anche l’abitacolo viene ripreso con strumenti a 360 gradi, così da permettere una visione più completa degli interni.

Questa fase è fondamentale perché l’acquisto online di un’auto usata vive di fiducia visiva, dove le foto non devono solo valorizzare il prodotto, devono anche ridurre l’incertezza. Un annuncio con immagini belle ma poco sincere rischia di deludere alla consegna. Un annuncio che mostra in maniera evidente pregi, condizioni e difetti, invece, crea aspettative più corrette.

Perché l’omnicanale conta anche nell’usato

BrumBrum non sta puntando soltanto sull’acquisto online puro, il piano di crescita prevede anche nuovi Customer Center, con due aperture entro la fine del 2026 (tra cui Bologna), e altre due nel corso del 2027. L’obiettivo è rafforzare un modello omnicanale, in cui la ricerca può partire dal sito ma il rapporto può continuare anche in uno spazio fisico. È una scelta sensata, soprattutto in Italia, dove molti automobilisti confrontano modelli, prezzi e chilometraggi online, ma quando arriva il momento di spendere diverse migliaia di euro vogliono ancora un contatto diretto. Vogliono vedere un’auto, parlare con qualcuno, valutare un finanziamento, gestire la permuta o capire meglio tempi e modalità di consegna.

La permuta, in particolare, è un tassello importante, dato che chi compra un’auto usata spesso deve anche vendere quella precedente, e questa fase può complicare tutto. Integrare la valutazione del veicolo nel percorso di acquisto rende l’esperienza più lineare, perché riduce i passaggi e permette di tenere insieme scelta, pagamento, ritiro e consegna. Naturalmente resta un punto essenziale: l’usato ricondizionato non deve essere confuso con il nuovo. Ha una storia, ha chilometri, può avere piccoli segni, può avere componenti già vissuti. Però, se selezionato bene e raccontato con onestà, può offrire un equilibrio interessante tra prezzo, affidabilità percepita e trasparenza.

La visita alla factory di Reggio Emilia racconta soprattutto questo: il mercato dell’usato sta diventando più maturo. Non basta più pubblicare tanti annunci e competere solo sul prezzo. Serve un metodo. Serve spiegare da dove arriva l’auto, che controlli ha superato, quali interventi sono stati fatti, quali difetti restano e come verrà consegnata. In fondo, la domanda vera non è se un’auto usata possa tornare “come nuovaâ€. Quella sarebbe una promessa troppo semplice. La domanda più utile è un’altra: quanto può diventare trasparente, controllata e prevedibile un’auto usata prima di essere rimessa in vendita? La factory BrumBrum nasce esattamente per rispondere a questo dubbio. E forse è qui che l’usato cambia davvero faccia: non quando prova a imitare il nuovo, ma quando smette di essere un salto nel buio.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 09:52:17 +0000
News n. 12
Formula 1, allarme Ferrari: cosa sta succedendo

Il futuro della Ferrari è appeso alla risoluzione dei gravi difetti di correlazione al simulatore, una criticità strutturale della SF-26 sollevata a gran voce da Lewis Hamilton. Con il budget cap che limita lo sviluppo, Maranello deve evitare la paralisi tecnica: l’aerodinamica funziona, ma un modello virtuale inadeguato rischia di vanificare anche i futuri upgrade alla power unit. Serve un’inversione di rotta immediata sul fronte del setup per ritrovare il feeling in pista e salvare la stagione.

La trappola del budget cap e lo sviluppo appeso a un filo

Il futuro della Ferrari passa inevitabilmente dalla tempestività con cui i tecnici riusciranno a curare la grave discrepanza tra il simulatore e l’asfalto, un ostacolo che va ben oltre i futuri upgrade alla power unit. Mentre l’aerodinamica continua a rispondere positivamente, il disorientamento patito da Lewis Hamilton al simulatore rischia di innescare una paralisi totale dello sviluppo.

Ottimizzare gli investimenti sotto la scure del budget cap diviene ora l’imperativo categorico per salvare la stagione. Le prossime settimane rappresentano uno snodo vitale per le sorti della campagna iridata. In quest’ottica, la tanto attesa evoluzione della power unit legata all’ADUO fornirà sicuramente un po’ di ossigeno, sebbene difficilmente consentita un recupero totale sui motori Mercedes.

L’esito dell’intera stagione dipenderà totalmente dalla velocità con cui a Maranello sapranno riallineare i dati virtuali con quelli reali. D’altronde va inquadrata la situazione a 360 gradi, considerando che i vincoli finanziari attuali obbligano le squadre a spendere i propri fondi per aggiustare gli strumenti di indagine, togliendo linfa vitale allo sviluppo velocistico della monoposto.

In assenza di una valida correlazione, cercare di rendere l’auto più rapida si trasforma in un puro gioco d’azzardo basato sulla fortuna: uno spreco di risorse inaccettabile. Una situazione talmente delicata che può sentenziare l’intera stagione. Ferrari è spacciata? Ancora no, perché la Rossa non ha ancora oltrepassato quel punto di non ritorno.

Aerodinamica promossa, ma il rischio paralisi è altissimo

Per comprendere a fondo la natura della crisi, è fondamentale sgomberare il campo da interpretazioni errate: a Maranello non si trovano a fronteggiare un fallimento aerodinamico legato agli ultimi aggiornamenti introdotto. Le informazioni in nostro possesso confermano che il massiccio pacchetto introdotto a Miami ha restituito i valori marginali attesi, senza causare passi indietro nelle prestazioni.

Fatto peraltro confermato dall’assenza di lamentele dei piloti, su questo fronte, che di certo avrebbe comunicato qualcosa anche via radio nei momento clou del weekend. Per questa ragione, possiamo dire che il vero pericolo è l‘effetto domino che si può innescare. Non è un mistero che la sfiducia negli strumenti per studiare la vettura inneschi inevitabilmente un circolo vizioso.

Nella pratica, i tecnici iniziano a dubitare dell’efficacia delle novità portate in pista, vedendosi costretti a congelare l’intero programma di aggiornamenti. A quel punto diventa obbligatorio tornare in galleria del vento e avviare faticose procedure di ingegneria inversa, nel tentativo disperato di isolare ciò che funziona da ciò che non va. Operazione che manda all’aria i programmi.

L’allarme di Lewis Hamilton e il silenzio della stampa

Risalendo alla radice del malessere, appare davvero incomprensibile come la Rossa non abbia proferito parola di questo problema. Zero risposte. Un tema peraltro spiattellato ai quattro venti dallo stesso Hamilton al termine del Gran Premio di Miami. Ignorare il peso specifico di questo deficit, preferendo il facile accanimento sulle sole mancanze della power unit, non porta lontano.

Il cuore del problema ferrarista non è l’aerodinamica e la meccanica, questo è chiaro. Ma oltre la power unit, c’è la complessa preparazione del setup nel fine settimana di gara, pesantemente inficiata da un modello virtuale inadeguato. Una criticità assoluta sulla quale la Rossa sta ovviamente lavorando, raccogliendo le forti perplessità del sette volte campione del mondo di Formula 1.

Il campione britannico aveva sollevato la questione in maniera diretta, evidenziando come l’attuale simulatore della SF-26, lungi dall’essere un supporto, finisca per portarlo puntualmente fuori strada. Situazione che sta demolendo la sua capacità di trovare il corretto feeling con la vettura reale. Un limite tecnologico che Maranello deve risolvere immediatamente.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 09:43:29 +0000
News n. 13
Prende la multa nel momento in cui paga il parcheggio: sanzione annullata

Teatro della vicenda è la via Toniolo di Treviso, dove un uomo al volante della sua auto, lo scorso 21 aprile, si è visto staccare una multa da 41,40 euro (con riduzione se pagata entro 5 giorni) per non aver pagato la tariffa oraria della sosta dopo aver lasciato la vettura sulle strisce blu.

Per quanto possa risultare paradossale la vicenda, il protagonista aveva effettuato il pagamento del parcheggio nello stesso minuto esatto in cui gli stavano facendo la multa eppure la sanzione è stata emessa ugualmente dagli agenti. Al di là dell’esborso, la questione è diventata di principio perché l’uomo aveva fatto presente che aveva pagato nello stesso istante e gli hanno ribadito che oramai la sanzione era stata emessa e doveva comunque essere pagata. A quel punto l’automobilista ha chiamato al suo avvocato che ha provveduto a inviare una lettera al comando della polizia locale e solo in seguito gli hanno annullato la multa in autotutela.

Divampano le polemiche

Le città italiane sono invase di strisce blu a pagamento con soste che possono costare poco meno di un parcheggio custodito in alcuni casi. Per qualche amministrazione la scelta dei parcheggi a pagamento è il modo per garantire il ricambio nella sosta, ma anche limitare il traffico nei centri storici. Le tariffe variano a seconda della città, non essendoci ancora una tariffa nazionale fissa. In Italia, il costo medio delle strisce blu varia generalmente da € 1,00 a € 3,00 all’ora a seconda del Comune e della zona (centro o periferia).

Il caso che vi abbiamo raccontato nel trevigiano, in via Toniolo, ha dell’assurdo perché il parcheggio l’automobilista lo aveva pagato regolarmente, proprio nel minuto esatto in cui risultava elevata la multa: alle ore 9.29. È evidente che ci sia la volontà esplicita, in certi casi, di fare cassa. Il conducente, con la ricevuta del pagamento della sosta effettuata sull’App, si è rivolto sia ai vigili sia alla società spiegando l’accaduto. “Ma gli è stato detto che doveva comunque pagare la sanzioneâ€, ha annunciato l’avvocato difensore, al quale il protagonista si è rivolto per evitare il pagamento della sanzione.

Solo dopo la lettera mandata dal legale, in via Castello d’Amore con l’allegato della prova dell’avvenuto pagamento sulla Treviso App, la multa è stata annullata per la totale insussistenza della condotta contestata. “Come facilmente visibile dalla schermata dell’app Treviso – si legge nella lettera firmata dal legale – è stato corrisposto il pagamento del parcheggio dalle 9.29 alle 14.11 per un totale di 7.03 euroâ€.

Multa annullata

La risposta dal Comune per conto del comando dei vigili è arrivata puntuale. “Il comune, accogliendo la mia richiesta, ha annullato in autotutela il provvedimento sanzionatorio – ha annunciato l’avvocato – Devo dare atto dell’efficienza del comando polizia locale di Trevisoâ€. In questo caso l’automobilista ha scelto la via legale, ma senza l’intervento di un rappresentante la questione avrebbe portato nelle casse del Comune dei soldi, nati da una richiesta ingiusta.

Di recente si è verificato il caso di un’altra cittadina che aveva lasciato l’auto in sosta in centro in un parcheggio con alcuni numeri cancellati. L’automobilista non aveva potuto pagare la tariffa perché il numero completo era illeggibile e si è ritrovata una sanzione. Solo in seguito avrebbero effettuato il rimborso, ma la multa andava pagata. Purtroppo la scelta migliore, ma non sempre praticabile, sarebbe quella di uscire a piedi e non usare più la macchina nelle vie del centro.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 08:33:10 +0000
News n. 14
Nuova idea in MotoGP, cambio epocale con il passaggio da due moto a una

Dopo le polemiche scaturite nel corso dello scorso weekend a Barcellona, i vertici della classe regina del Motomondiale starebbero prendendo seriamente in considerazione l’idea di ridurre il numero a una sola moto per pilota a partire dalla stagione 2027, secondo le ultime indiscrezione riportate sul portale Motorsport.com.

Oltre a un abbattimento dei costi, chi distrugge la moto o rompe il motore non potrebbe ripartire. Pedro Acosta, ad esempio, non avrebbe potuto prendere parte ai duelli successivi della Catalogna. Lo stesso Pecco Bagnaia, terzo al traguardo, era stato immischiato nel corso del secondo start nella carambola con Johann Zarco e Luca Marini. Inoltre, al di là dei motivi di sicurezza, si ridurrebbe il gap tra coloro che dispongono nei team ufficiali di due moto perfette e pronte all’uso rispetto ai colleghi dei team satelliti che hanno meno risorse.

Misura da valutare

Nel 2027 la MotoGP cambierà faccia con il passaggio ai bolidi 850cc e sul tavolo delle trattative, a seguito delle penalità e degli incidenti del Montmelò, vi sarebbe anche la questione di affrontare le sfide con una sola moto. Il promotore del campionato da una parte, e i costruttori e i team dall’altra, stanno discutendo per apportare la rivoluzionaria modifica nel periodo compreso tra il 2027 e il 2031.

Per ora non si conoscono tutti i dettagli della trattativa, ma sarebbe nata su proposta dei Costruttori e potrebbe essere accolta da tutti per ridurre gli investimenti. Qualora dovesse entrare in vigore dal prossimo anno, offrirebbe la possibilità alle squadre di limitare il numero di tecnici ai box, offrendo un risparmio sensibile nel corso di un intero ciclo tecnico. Spesso abbiamo assistito a piloti che fanno a pezzi gioielli milionari per poi risalire e completare il weekend in sella a un’altra moto.

Equiparare la MotoGP alle altre classi

Con la modifica i rider della top class si troverebbero in condizioni simili a quelle dei giovani della Moto2 e della Moto3, che dal 2010 hanno a disposizione un solo modello, per quanto ci sia chi possa montarne un secondo, completamente intero, a partire dai pezzi immagazzinati nei camion. Per la concreta attuazione della nuova norma occorre passare attraverso i processi di voto con l’approvazione finale della Commissione GP. Persino in F1 la FIA ha scelto di vietare vetture di riserva, note come muletti.

I piloti alla Marc Marquez, con la proverbiale attitudine a rischiare la caduta per verificare il limite, potrebbero non accogliere favorevolmente il cambiamento. Ma c’è una logica dietro alla proposta che potrebbe seguire un protocollo simile a quello della Superbike. Nel campionato delle moto derivate di serie, ogni centauro dispone di un solo mezzo, ma ne ha un altro conservato, o nella parte posteriore del box, o nel camion, ma senza omologazione per girare. Nel caso in cui si verifichi una caduta che provochi danni irreparabili a uno dei componenti sensibili, come il telaio, la squadra richiede l’assistenza dei periti tecnici del campionato, che analizzano il guasto e devono autorizzare che quell’unità tenuta dietro le quinte possa scendere in pista.

Nell’approccio alla sfida, a livello strategico, cambierebbero molti fattori in merito alla messa a punto. E cosa avverrebbe in caso di gare che diventano bagnate? Nel WorldSBK l’organizzazione obbliga i piloti a effettuare una sosta ai box, dove i meccanici eseguono un cambio gomme, con un tempo minimo stabilito per farlo, evitando rischi.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 07:15:22 +0000
News n. 15
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 sono previsti diversi scioperi in Italia che coinvolgono trasporti pubblici locali, servizi ferroviari, aerei, settori merci e intere aree territoriali. L’articolo fornisce il calendario dettagliato delle iniziative di sciopero città per città, con categorie professionali e servizi coinvolti, giorni e fasce orarie interessate. Di seguito il riepilogo aggiornato degli scioperi previsti per maggio 2026.

Sciopero 01 maggio 2026

In Italia, per tutta la giornata del 01 maggio 2026, è previsto uno sciopero generale nazionale rivolto al personale dipendente pubblico e privato in tutte le province. Lo sciopero è stato indetto dal sindacato USI-CIT.

Sciopero 04 maggio 2026

A Milano (regione Lombardia), il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal si asterrà dal lavoro per 8 ore, dalle 22.00 del 4 maggio alle 6.00 del 5 maggio. Lo sciopero è indetto da OSR USB Lavoro Privato e riguarda il settore ferroviario.

In Italia lo sciopero riguarda anche tutto il personale della Società Elior Divisione Itinere addetta ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia, con la modalità di mezzo turno per ogni turno di lavoro, proclamato sia da FAST-CONFSAL sia da FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI.

Sciopero 05 maggio 2026

A Milano (Lombardia) lo sciopero nel settore ferroviario continua nella fascia 6:00-6:00.

A Firenze (Toscana), sciopero di 8 ore nel settore ferroviario per il personale manutenzione RFI Doit Firenze.

Sciopero 07 maggio 2026

In Italia, sciopero nazionale di 24 ore che coinvolge i lavoratori portuali, dipendenti delle imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, ADSP e società che applicano il CCNL porti. Sciopero indetto da USB Lavoro Privato.

Sciopero 08 maggio 2026

Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige), sciopero di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 nel trasporto pubblico locale, personale società Trentino Trasporti, sindacato OSR ORSA TRASPORTI.

A Potenza (Basilicata) sciopero di 4 ore dalle 15.01 alle 19.00 nel TPL (società Miccolis – Servizio Urbano di Potenza). Sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.

A Brescia (Lombardia), settore aereo, sciopero 24 ore (00:00-23:59) del personale GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari (USB Lavoro Privato).

Sciopero 09 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 24 ore del personale della società EAV trasporto pubblico locale. Proclamato da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Napoli, sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale EAV (OSR ORSA AUTOFERRO TPL), dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio.

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero territoriale di 24 ore del personale Autolinee Toscane, bacino di Firenze (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).

Sciopero 11 maggio 2026

Nella città di Roma (Lazio), Fiumicino, Ciampino, Napoli, Palermo, Cagliari, Milano Malpensa, scioperi nel settore aereo e aeroportuale con fasce orarie diversificate (tra 10:00 e 18:00), personale ADR Security, ENAV, Easyjet, GH/Handling, Sogaer, ALHA e MLE-BCUBE. Scioperi proclamati da FAST-CONFSAL, UILT-UIL, FILT-CGIL, FIT-CISL, UGL-TA, ANPAC, CUB TRASPORTI, USB Lavoro Privato.

Sciopero 14 maggio 2026

Nella città di Novara (Piemonte), sciopero locale di 24 ore del personale SUN di Novara nel trasporto pubblico locale (AL-COBAS).

Sciopero 18 maggio 2026

In Italia, sciopero generale nazionale che interessa pubblico e privato nei trasporti il giorno 18 maggio 2026.
Trasporto ferroviario: dalle 21:00 del 17 maggio alle 20:59 del 18 maggio.
TPL: modalità definite localmente nelle principali città.
Trasporto marittimo (isole maggiori): partenze da un’ora prima della partenza per tutta la giornata.
Taxi e marittimo isole minori: dalle 00.01 alle 23.59.
Autostrade: personale in sciopero dalle 22:00 del 17 maggio.
Sindacato USB.

Nella provincia di Bari (Puglia), sciopero del personale STP Bari (trasporto pubblico locale) di 24 ore, sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero dal 25 al 29 maggio 2026

In Italia, sciopero nazionale di 120 ore (dalle 00:00 del 25 maggio alle 24:00 del 29 maggio) per il fermo dei servizi autotrasporto merci conto terzi, proclamato dai sindacati CNA FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, SNA CASARTIGIANI, UNITA COOP, CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI, LEGACOOP PRODUZIONE E SERVIZI, AGCI.

Sciopero 29 maggio 2026

In Italia, sciopero generale nazionale delle categorie pubbliche e private con articolazione sui diversi settori:
Aereo: 00:00–23:59
Ferroviario: 21:00 del 28/5 – 21:00 del 29/5
Trasporto pubblico locale: modalità territoriali
Marittimo: isole minori 00:01–23:59, isole maggiori 1 ora prima delle partenze del 29/5, portuale: varie modalità
Autostrade: 22:00 del 28/5 – 22:00 del 29/5
Sindacati CUB, SGB, ADL VARESE, SI-COBAS, USI-CIT.

In Emilia-Romagna (tutte le province), sciopero locale di 24 ore del personale SETA bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza (trasporto pubblico locale), proclamato da OSR USB Lavoro Privato.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 21 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 21 maggio 2026, offriamo una panoramica chiara dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana e ricordiamo come si determina il costo finale al distributore: una componente industriale, che riflette il valore del prodotto e i margini della filiera, e una componente fiscale, formata da accise e Iva applicate sul totale. Nella tabella trovi gli ultimi valori medi disponibili per benzina, gasolio, Gpl e metano; nei paragrafi di approfondimento spieghiamo in termini semplici come ciascuna voce incide sul prezzo pagato dagli automobilisti, così da aiutarti a pianificare spese e spostamenti con maggiore consapevolezza.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 20-05-2026 (rilevazioni medie sulla rete autostradale nazionale). I valori possono variare per singolo impianto e fascia oraria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.070 €
Benzina SELF 2.044 €
GPL SERVITO 0.914 €
Metano SERVITO 1.588 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina la struttura del prezzo riflette un equilibrio tra mercato e imposte. La componente fiscale vale il 58% del totale e comprende le accise, ossia l’imposizione specifica per litro, e l’Iva applicata sull’intera base imponibile, margini inclusi. Il restante 42% è la componente industriale: a sua volta si divide tra il costo della materia prima (30%) e il margine lordo della filiera (12%). Il costo della materia prima è guidato dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dal cambio euro/dollaro: quando il petrolio e i derivati scendono o l’euro si rafforza sul dollaro, questo segmento tende ad alleggerirsi; viceversa, un barile più caro o un euro debole fanno aumentare il prezzo. Sul margine lordo, invece, gli operatori possono intervenire più direttamente, modulando il prezzo alla pompa in funzione di logistica, servizi offerti, politiche commerciali e concorrenza locale. In autostrada, dove i costi operativi e i servizi (orari estesi, personale, aree di ristoro) sono generalmente più elevati, il margine può risultare più sensibile rispetto alla rete ordinaria. Da tenere presente anche l’effetto “tempi di aggiustamentoâ€: variazioni delle quotazioni internazionali non sempre si riflettono immediatamente nei listini, sia per ragioni di scorte sia per strategie commerciali. In sintesi, sulla benzina pesano soprattutto le imposte, ma le oscillazioni di cambio e quotazioni, insieme alla gestione del margine, determinano la dinamica quotidiana del prezzo alla pompa.

Per il gasolio la composizione è diversa e più legata alla dinamica industriale: la parte fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale pesa per il 55% del prezzo finale. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del totale, risentendo in modo diretto delle quotazioni internazionali dei distillati medi e dell’andamento del cambio euro/dollaro; il margine lordo vale il 10% ed è la leva su cui gli operatori possono agire per adeguare i listini alla pompa. Questo significa che, rispetto alla benzina, il gasolio tende a riflettere in misura ancora più marcata i movimenti dei mercati all’ingrosso e della valuta, dato il maggior peso della materia prima. Anche qui, però, entrano in gioco fattori commerciali e logistici: costi di trasporto e stoccaggio, intensità della domanda (ad esempio quella del trasporto pesante), concorrenza locale e servizi accessori tipici della rete autostradale possono incidere sul margine. Le variazioni non sono sempre istantanee: tempi di approvvigionamento e strategie di pricing possono attenuare o dilazionare gli effetti delle oscillazioni internazionali. Nel complesso, per il gasolio la pressione fiscale è più contenuta rispetto alla benzina, ma la sensibilità alle dinamiche globali delle quotazioni e del cambio rende i prezzi potenzialmente più volatili nel breve periodo.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 21 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.965 per la benzina, 1.985 per il diesel, 0.825 per il gpl, 1.577 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Abruzzo.

Gasolio SELF 1.979
Benzina SELF 1.959
GPL SERVITO 0.810
Metano SERVITO 1.519

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Basilicata.

Gasolio SELF 1.996
Benzina SELF 1.979
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

Gasolio SELF 2.011
Benzina SELF 1.985
GPL SERVITO 0.885
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Calabria.

Gasolio SELF 1.997
Benzina SELF 1.978
GPL SERVITO 0.855
Metano SERVITO 1.674

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Campania.

Gasolio SELF 1.967
Benzina SELF 1.951
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.533

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.

Gasolio SELF 1.978
Benzina SELF 1.964
GPL SERVITO 0.807
Metano SERVITO 1.530

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

Gasolio SELF 1.996
Benzina SELF 1.983
GPL SERVITO 0.802
Metano SERVITO 1.517

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Lazio.

Gasolio SELF 1.976
Benzina SELF 1.951
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.654

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Liguria.

Gasolio SELF 1.991
Benzina SELF 1.970
GPL SERVITO 0.893
Metano SERVITO 1.531

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Lombardia.

Gasolio SELF 1.976
Benzina SELF 1.958
GPL SERVITO 0.803
Metano SERVITO 1.548

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Marche.

Gasolio SELF 1.967
Benzina SELF 1.944
GPL SERVITO 0.831
Metano SERVITO 1.530

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Molise.

Gasolio SELF 2.001
Benzina SELF 1.958
GPL SERVITO 0.822
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Piemonte.

Gasolio SELF 1.977
Benzina SELF 1.960
GPL SERVITO 0.802
Metano SERVITO 1.551

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Puglia.

Gasolio SELF 1.983
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.788
Metano SERVITO 1.629

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Sardegna.

Gasolio SELF 1.998
Benzina SELF 1.973
GPL SERVITO 0.882

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Sicilia.

Gasolio SELF 1.991
Benzina SELF 1.964
GPL SERVITO 0.833
Metano SERVITO 1.821

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Toscana.

Gasolio SELF 1.980
Benzina SELF 1.963
GPL SERVITO 0.811
Metano SERVITO 1.601

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

Gasolio SELF 1.994
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.831
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Umbria.

Gasolio SELF 1.976
Benzina SELF 1.956
GPL SERVITO 0.823
Metano SERVITO 1.506

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

Gasolio SELF 2.000
Benzina SELF 1.976
GPL SERVITO 0.904

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 maggio 2026 nella regione Veneto.

Gasolio SELF 1.968
Benzina SELF 1.959
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.501

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 21 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 18
Le migliori auto usate sotto i 5.000 euro per neopatentati

Comprare la prima auto non significa necessariamente spendere una fortuna. Anzi, il mercato dell’usato continua a offrire occasioni molto interessanti per chi ha appena preso la patente e cerca una vettura semplice, affidabile ed economica da mantenere. Con meno di 5.000 euro oggi si possono trovare auto compatte ancora attuali nell’utilizzo quotidiano, capaci di accompagnare senza problemi i primi anni di guida.

Per un neopatentato contano soprattutto alcuni aspetti: facilità di guida, bassi consumi, ricambi economici e una meccanica affidabile. Ma non basta. Serve anche una vettura che permetta di affrontare qualche viaggio in più rispetto al classico tragitto casa-scuola o casa-lavoro, con spazio sufficiente per amici, bagagli e vita quotidiana. Ecco quindi alcune delle migliori auto usate sotto i 5.000 euro per neopatentati nel 2026.

Fiat Grande Punto

La prima della lista non può che essere una Fiat. La Grande Punto è stata una delle compatte italiane più riuscite degli ultimi vent’anni e ancora oggi continua a rappresentare una scelta estremamente intelligente per chi cerca un’auto economica ma completa.

Intorno ai 4.500 euro si trovano facilmente esemplari prodotti tra il 2006 e il 2008 con meno di 100 mila km, spesso equipaggiati con il celebre 1.2 benzina da 65 CV. Un motore evoluto dalla famiglia FIRE, diventato negli anni sinonimo di affidabilità e bassi costi di gestione. Con manutenzione regolare riesce a percorrere chilometraggi elevatissimi senza problemi importanti.

La Grande Punto convince ancora oggi per l’equilibrio generale. Ha dimensioni compatte ma non troppo sacrificate, una buona stabilità su strada e uno spazio interno che permette di affrontare tranquillamente anche piccoli viaggi. Per un neopatentato rappresenta quasi un compromesso perfetto tra praticità urbana e utilizzo a tutto tondo. Inoltre i ricambi costano poco e qualsiasi meccanico conosce perfettamente questa vettura. Un aspetto da non sottovalutare quando si acquista un’auto economica usata.

Volkswagen Polo

Se la Fiat rappresenta la semplicità italiana, la Volkswagen Polo è la razionalità tedesca per eccellenza. La quarta generazione, in particolare, è ancora oggi una delle compatte più solide e ben costruite che si possano trovare sotto i 5 mila euro. Con questo budget si acquistano modelli del 2007 circa, spesso con meno di 100 mila km e motorizzazioni 1.2 da 69 CV sia benzina sia diesel. Versioni nate in un periodo in cui l’elettronica non era ancora invasiva come sulle auto moderne e dove la qualità costruttiva Volkswagen era ancora uno dei punti di riferimento assoluti del segmento.

La Polo punta tutto sulla concretezza. Design semplice, interni sobri ma robusti e una guida estremamente intuitiva. Per un neopatentato è un’auto che trasmette subito sicurezza grazie a un comportamento stradale molto stabile e prevedibile. Non è la più emozionante della categoria, ma proprio questa sua natura razionale la rende una delle migliori compagne per imparare a guidare senza pensieri. Inoltre l’invecchiamento estetico è stato minimo: ancora oggi una Polo ben tenuta continua a sembrare attuale.

Honda Jazz

Chi cerca più spazio senza aumentare troppo le dimensioni dovrebbe guardare con attenzione alla Honda Jazz. Una delle auto più intelligenti prodotte dai giapponesi negli ultimi anni, spesso sottovalutata sul mercato dell’usato ma capace di offrire una praticità sorprendente. Con meno di 5.000 euro si trovano esemplari con meno di 100 mila km, equipaggiati con il motore 1.2 benzina da 77 CV disponibile sia con cambio manuale sia automatico. Una meccanica semplice ma estremamente affidabile, come da tradizione Honda.

La Jazz si distingue soprattutto per la gestione dello spazio interno. Grazie alla disposizione intelligente dell’abitacolo offre una capacità di carico e una comodità quasi da monovolume compatta pur mantenendo dimensioni cittadine. Una caratteristica che la rende perfetta per chi ha bisogno di un’auto versatile. Anche i consumi sono contenuti e la posizione di guida rialzata aiuta parecchio chi ha poca esperienza al volante. Non punta sullo stile aggressivo o sulle prestazioni, ma nella vita quotidiana si rivela una delle auto più intelligenti dell’intera categoria. E come tutte le Honda ben mantenute, può tranquillamente superare percorrenze molto elevate senza particolari problemi meccanici.

Mazda 2

Quando si parla di affidabilità giapponese spesso Toyota e Honda monopolizzano la scena, ma anche Mazda ha costruito negli anni una reputazione solidissima. La Mazda 2 delle generazioni 2006-2010 ne è un ottimo esempio. Con meno di 4 mila euro si trovano vetture con meno di 100 mila km e motore 1.2 benzina da 75 CV, perfettamente adatte ai neopatentati. La prima serie di questo periodo punta maggiormente sulla praticità, mentre quella successiva introduce linee più dinamiche e moderne.

Siamo ancora lontani dal salto premium che Mazda avrebbe compiuto negli anni successivi, ma già qui si percepisce una certa attenzione alla qualità generale. Gli interni sono semplici ma ben assemblati, mentre la guida risulta più piacevole rispetto a molte concorrenti dirette. La Mazda 2 colpisce soprattutto per leggerezza e agilità. In città è facilissima da manovrare ma fuori dai centri urbani riesce a mantenere una buona precisione di guida. Anche i consumi restano contenuti grazie al peso ridotto. Per chi cerca qualcosa di diverso dalle solite utilitarie europee, rappresenta una scelta originale ma molto intelligente.

Toyota Yaris

Prima di diventare il simbolo dell’ibrido compatto, la Toyota Yaris era già una delle utilitarie più affidabili del mercato. La seconda generazione continua ancora oggi a essere una delle migliori scelte per chi vuole spendere poco senza rinunciare alla tranquillità meccanica. Con meno di 5 mila euro si trovano facilmente esemplari prodotti tra il 2005 e il 2008, spesso con meno di 100 mila km e il noto motore 1.0 benzina da 69 CV. Una meccanica estremamente semplice ma praticamente indistruttibile se mantenuta correttamente.

La Yaris convince ancora oggi per praticità e semplicità di utilizzo. Le dimensioni compatte la rendono perfetta in città, ma l’abitacolo sfrutta molto bene gli spazi interni. Inoltre l’estetica è invecchiata meno rispetto a molte rivali dello stesso periodo. La guida è intuitiva, lo sterzo leggero e i consumi molto contenuti. Tutte caratteristiche ideali per chi ha appena preso la patente e vuole un’auto che non crei problemi. Anche la reputazione Toyota pesa parecchio nel mercato dell’usato. Una Yaris con manutenzione documentata continua a essere una delle auto più richieste proprio grazie alla sua affidabilità proverbiale.

Quindi con meno di 5 mila euro oggi si possono ancora acquistare auto affidabili, spaziose il giusto e capaci di affrontare senza problemi la vita quotidiana. Naturalmente serve attenzione nella scelta dell’esemplare corretto: manutenzione certificata, controlli accurati e magari un meccanico di fiducia restano fondamentali.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 05:30:30 +0000
News n. 19
Auto 2026, la rivincita dell’ibrido leggero sull’elettrico puro?

I numeri di aprile 2026 parlano chiaro, e raccontano una storia che sorprende chi si aspettava un inarrestabile avanzare dell’auto elettrica pura. I dati UNRAE – l’associazione che raccoglie le immatricolazioni in Italia – fotografano un mercato in forte crescita (+11,6% rispetto ad aprile 2025, con 155.210 vetture immatricolate contro 140.005), ma con equilibri interni che penalizzano la narrazione del “tutto elettricoâ€.

Il dominio indiscusso delle ibride

La categoria regina resta quella delle ibride non plug-in (HEV), che in Italia include sia i mild hybrid a 48V sia i full hybrid. Ad aprile 2026 questa fascia tocca quota 76.808 immatricolazioni, quasi 15.000 in più rispetto alle 62.005 di aprile 2025, con una crescita del +23,9%. La quota di mercato sale dal 44,3% al 49,1%: praticamente una vettura su due venduta in Italia è una ibrida non ricaricabile.

A guidare la classifica si confermano modelli come la Fiat Panda (8.570 unità ad aprile 2026), regina indiscussa di ogni tipologia di alimentazione e simbolo per eccellenza del mild hybrid alla portata di tutti, segue la Jeep Avenger (con 3.677 unità, in forte ascesa rispetto alle 2.775 dell’anno prima) e la Toyota Aygo X (3.371 esemplari venduti, la vera sorpresa del momento tra le ibride, questa volta full). Subito dopo il podio cresce anche la presenza del Volkswagen T-Roc con tecnologia ibrida leggera, a dimostrazione del successo di un progetto evoluto con gli anni e della scelta dei costruttori europei che hanno accelerato l’elettrificazione della gamma ma compiendo un passo indietro rispetto al solo full electric.

Le elettriche crescono, ma restano lontane

Il quadro per le auto elettriche pure è più articolato. Le immatricolazioni BEV ad aprile 2026 raddoppiano quasi rispetto allo stesso mese del 2025: 13.238 unità contro 6.667, con una crescita del +98,6%. La quota di mercato sale dal 4,8% all’8,5%. Un balzo significativo, trainato dall’ingresso di nuovi player orientali con la Leapmotor T03 primo assoluto con 4.090 unità e un aumento rispetto all’anno passato del 1725,9% che spinge tutto il segmento. Seguono la Citroen C3 elettrica e la BEV Dolphin Surf. Subito fuori dal podio Dacia Spring e Tesla Model Y, che seppur con numeri modesti raccontano un’aumento percentuale rispetto all’anno passato di rilievo.

Eppure, la proporzione con le ibride rimane schiacciante: per ogni auto elettrica pura venduta, ne vengono acquistate quasi sei ibride. Un anno fa il rapporto era di uno a nove, quindi il divario si stringe ma è ancora enorme.

Perché il mild hybrid convince ancora

Il successo delle HEV, mild hybrid in testa, risponde a ragioni concrete: prezzi accessibili, autonomia senza ansia, rete di ricarica domestica non necessaria. La Fiat Panda mild hybrid, ad esempio, può costare meno di 15.000 euro con gli incentivi, mentre una BEV entry level difficilmente scende sotto i 20.000 euro.

I dati di aprile 2026 non suggeriscono un arretramento dell’elettrico, che cresce eccome in percentuale. Ma confermano che la transizione energetica nel mercato italiano ha imboccato la strada del gradualismo. Il mild hybrid non è un ripiego: è la scelta di massa, pratica e immediata, di un Paese che si sta elettrificando, ma a modo suo. La “rivincita†del mild hybrid, più che una sorpresa, è la fotografia fedele di un consumatore che chiede efficienza senza rinunce.

Data articolo: Thu, 21 May 2026 05:30:17 +0000
News n. 20
Servizi in abbonamento, come trasformare gli automobilisti in entrate mensili

C’è stato un tempo in cui comprare un’auto significava possederla davvero. Si sceglieva il motore, magari qualche optional, si firmava il contratto e tutto ciò che era montato sulla vettura diventava del proprietario. Fine della storia. Oggi invece il rapporto tra automobilista e automobile sta cambiando rapidamente, e non sempre nella direzione che gli utenti speravano.

Le auto moderne stanno diventando sempre più simili a servizi su ruote: aggiornamenti software, funzioni attivabili da remoto e, soprattutto, servizi in abbonamento mensile. Una trasformazione che divide il settore e che sta facendo discutere automobilisti e costruttori. Perché la domanda è inevitabile: ha davvero senso pagare ogni mese per utilizzare qualcosa che è già fisicamente presente sulla propria auto?

Genesi del nuovo modo di intendere l’auto

Il cambiamento non nasce oggi. Da anni il mercato automobilistico si sta spostando da un concetto di possesso a uno di utilizzo. Una volta l’auto si comprava quasi sempre in un’unica soluzione oppure con finanziamenti relativamente semplici. Si sceglieva il modello che ci si poteva permettere e quello restava per anni nel garage di famiglia.

Con il tempo sono arrivati leasing, noleggi a lungo termine, maxi rate finali e formule sempre più aggressive. Il risultato? Molti automobilisti oggi guidano vetture più costose rispetto alle loro reali possibilità economiche, sostenuti da rate diluite nel tempo.

E adesso arriva un ulteriore passaggio: gli abbonamenti software. Non si paga più soltanto l’auto, ma anche l’accesso continuativo a funzioni già installate a bordo. Una sorta di “paywall automobilistico†che trasforma l’esperienza di guida in un servizio permanente.

Il paradosso è evidente: l’hardware è già lì, dentro l’auto. Sensori, centraline e dispositivi sono stati già acquistati dal cliente al momento della consegna. Ma senza un pagamento mensile alcune funzioni restano bloccate o limitate.

Per molti automobilisti questa filosofia rappresenta un cambio culturale difficile da accettare. Per altri invece è semplicemente il futuro inevitabile della mobilità connessa, sempre più vicina alle nuove generazioni.

Dai sedili riscaldati alla guida autonoma

Negli ultimi anni diversi costruttori hanno sperimentato questa strategia. Uno dei casi più discussi è stato quello di Volkswagen, che ha introdotto in alcuni mercati la possibilità di attivare i sedili riscaldati tramite abbonamento mensile. Una funzione tradizionalmente considerata un semplice optional diventava così un servizio “on demandâ€. Anche BMW ha provato questo genere di funzione, salvo fare marcia indietro a seguito delle forti critiche.

L’idea alla base è semplice: offrire al cliente la possibilità di attivare certe funzioni solo quando servono davvero. In teoria può sembrare comodo. In pratica, però, molti utenti l’hanno interpretata come una forma di monetizzazione estrema. Tesla ha portato questo concetto sulle proprie elettriche, trasformando software e aggiornamenti in una parte centrale del prodotto. La guida autonoma avanzata, ora viene sbloccata solo pagando cifre importanti mensili.

E la tendenza potrebbe accelerare ulteriormente. Con l’avanzata delle auto elettriche e dei veicoli software-defined, i costruttori vedono negli abbonamenti una nuova enorme fonte di guadagno. Non più un singolo margine ottenuto alla vendita della vettura, ma entrate costanti per tutta la vita del mezzo.

Dal punto di vista industriale la strategia ha perfettamente senso. Dal punto di vista dell’utente molto meno.

Ma non tutti sono d’accordo

Non tutte le case automobilistiche però stanno seguendo questa strada. Alcuni marchi hanno iniziato a prendere le distanze da questa filosofia, probabilmente anche dopo le forti critiche ricevute dal pubblico. Volvo, per esempio, si è recentemente espressa contro l’idea di far pagare in abbonamento funzioni considerate naturali per l’auto. La casa svedese ha chiarito di non voler chiedere altri soldi per servizi premium già presenti sulla vettura.

Anche Dacia, già qualche anno fa, aveva colto perfettamente il malcontento degli utenti. Dopo la polemica sui sedili riscaldati in abbonamento, il marchio rumeno lanciò una provocatoria campagna di guerrilla marketing regalando borse dell’acqua calda brandizzate. Un messaggio ironico ma chiarissimo: certe funzioni dovrebbero restare semplici e immediate, senza canoni mensili.

Il tema, però, resta apertissimo. Da una parte ci sono le aziende, che cercano nuovi modelli di business per sostenere gli enormi investimenti tecnologici richiesti dall’elettrificazione e dalla guida autonoma. Dall’altra gli automobilisti, sempre più preoccupati di trasformarsi in utenti permanenti di servizi da pagare all’infinito.

La sensazione è che il settore automobilistico stia attraversando una trasformazione molto più profonda di quanto sembri. Non sta cambiando soltanto il motore delle auto, ma il concetto stesso di proprietà. E capire fin dove i clienti saranno disposti a spingersi potrebbe diventare una delle sfide più importanti dell’intera industria nei prossimi anni.

Data articolo: Wed, 20 May 2026 15:00:07 +0000
News n. 21
Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, in circuito prima della consegna

Gli ultimi test prima della consegna non sono da vettura qualsiasi, la nuova Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa mostra tutte le sue potenzialità sul circuito di Balocco, prima di essere consegnata. Sul tracciato piemontese, da sempre cuore dello sviluppo dinamico Alfa Romeo, la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa ha mostrato tutto il suo carattere. Tra cambi di direzione ad alta velocità, staccate violente e lunghi curvoni affrontati in pieno appoggio, la vettura ha completato gli ultimi test prima di raggiungere i futuri proprietari.

Quadrifoglio speciale

La base di partenza resta quella della già celebre Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, ma il lavoro svolto dal reparto tecnico e dal programma Bottega Fuoriserie ha portato il progetto su un altro livello. La collaborazione con Luna Rossa non è soltanto estetica o celebrativa. Gli ingegneri hanno lavorato soprattutto sull’efficienza aerodinamica, prendendo ispirazione dalle soluzioni sviluppate per le imbarcazioni da competizione dell’America’s Cup. Il risultato è una vettura capace di generare circa 140 kg di deportanza a 300 km/h, numeri da vera supercar.

L’elemento che cattura immediatamente l’attenzione è il grande e specifico alettone posteriore in fibra di carbonio, ma il lavoro svolto riguarda l’intera carrozzeria: splitter anteriore, fondo vettura, estrattore e flussi d’aria sono stati ottimizzati per migliorare stabilità e precisione alle alte velocità.

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Sotto il cofano pulsa ancora il celebre V6 biturbo da 2,9 litri sviluppato insieme a Ferrari, capace di erogare 520 CV e 600 Nm di coppia. Numeri che permettono alla berlina del Biscione di mantenere prestazioni da riferimento, ma ciò che colpisce davvero è la sensazione di controllo trasmessa in pista.

Balocco, da questo punto di vista, resta il luogo ideale per affinare una vettura del genere. È qui che Alfa Romeo continua a sviluppare la propria filosofia dinamica, cercando quel mix unico tra aggressività e coinvolgimento che ha reso iconici modelli come la Giulia GTA e la 8C.

Personalizzazione estrema

La Luna Rossa nasce all’interno del programma Bottega Fuoriserie, il reparto speciale di Alfa Romeo dedicato alle configurazioni più esclusive e personalizzate. La carrozzeria adotta una speciale verniciatura cangiante ispirata all’AC75 Luna Rossa protagonista della 37ª America’s Cup disputata a Barcellona nel 2024. A seconda della luce, la tinta cambia profondità e riflessi, creando un effetto visivo molto particolare che rende ogni esemplare quasi unico.

Anche l’abitacolo è stato reinterpretato secondo i canoni estetici di Luna Rossa. I sedili Sparco personalizzati uniscono carbonio e Alcantara, mentre alcuni inserti della plancia utilizzano materiali derivati direttamente dal mondo nautico e dalle vele ad alte prestazioni impiegate da Luna Rossa. Ovunque si percepisce la volontà di trasformare la Giulia Quadrifoglio in qualcosa di più di una semplice sportiva: una sorta di manifesto della capacità italiana di unire design, motorsport e artigianalità.

Pronta per la consegna

Con gli ultimi collaudi completati a Balocco, la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa è ora pronta per la consena ufficiale ai clienti. L’evento si svolgerà il prossimo 24 maggio al Golfo degli Angeli di Cagliari, in concomitanza con l’inizio delle regate preliminari della 38ª America’s Cup. Una scelta simbolica che lega ancora di più il progetto al mondo della vela e alla sfida tecnologica rappresentata da Luna Rossa.

Per Alfa Romeo si tratta anche di un modo per ribadire il proprio DNA sportivo in un periodo di grande trasformazione per il settore automotive. La Giulia Quadrifoglio Luna Rossa rappresenta infatti una delle ultime espressioni più pure della sportività termica italiana: motore V6, trazione posteriore, aerodinamica raffinata e un coinvolgimento di guida che punta ancora tutto sulle emozioni.

Data articolo: Wed, 20 May 2026 13:29:59 +0000
News n. 22
Leva del cambio dura e innesto marce difficoltoso, cosa fare subito per non romperla

Quando sei alla guida e inizi a sentire la leva delle marce che oppone resistenza, o peggio ancora avverti una vera e propria “grattata” metallica proprio mentre cambi marcia, ti trovi di fronte a un sintomo che non puoi ignorare. Vediamo cosa fare immediatamente per evitare di peggiorare la situazione e contenere la spesa.

Quando è possibile guidare verso l’officina

Se la leva oppone solo una leggera resistenza e riesci comunque a selezionare i rapporti senza dover forzare in modo violento, puoi raggiungere l’officina guidando con la massima cautela ed evitando accelerazioni brusche. Queste manovre repentine mettono sotto sforzo i componenti interni della trasmissione, per questo motivo fai attenzione a questi comportamenti:

  • marcia che gratta: se un rapporto specifico entra con fatica, evita di inserirlo perché la grattata produce limatura ferrosa che distrugge il resto degli ingranaggi;
  • guida lineare: mantieni un regime motore costante ed evita le riprese vigorose che caricano i sincronizzatori usurandoli precocemente;
  • non insistere con la mano: se la leva si impunta, rilascia il pedale della frizione, premilo di nuovo e riprova con un movimento fluido modificando la manovra.

In questo scenario puoi proseguire la marcia temporaneamente se il difetto ti permette di muovere il leveraggio di comando a fatica ma il pedale della frizione funziona regolarmente. Trattandosi di un problema di rinvio esterno, la meccanica interna del cambio non è ancora compromessa.

Quando è necessario il soccorso stradale

Se la leva è diventata un blocco unico o se per inserire la marcia devi spingere con estrema forza, evita assolutamente di proseguire la marcia. Spingere con violenza non fa entrare il rapporto, serve solo a danneggiare i componenti interni. In questo caso, spegni il motore e chiama il soccorso stradale, proseguire significa trascinare un guasto e trasformarlo in un danno strutturale che prevede la sostituzione o la revisione completa della trasmissione. Forzare la leva o viaggiare senza lubrificante comporta questi danni a catena:

  • cavi delle marce spezzati: l’eccessiva pressione applicata sulla leva porta alla rottura totale dei tiranti metallici di rinvio, isolando completamente il comando dall’abitacolo;
  • cedimento della frizione: se il problema nasce dal comparto frizione e il pedale rimane giù o avverti un forte rumore metallico, il gruppo frizione e volano va sostituito;
  • rottura dei sincronizzatori: forzare l’innesto distrugge questi anelli di ottone che hanno il compito di allineare i giri dei diversi componenti meccanici;
  • perdita olio cambio: se l’indurimento è dovuto al fluido mancante per colpa dei paraoli usurati, gli ingranaggi lavorano a secco generando un surriscaldamento da attrito che salda insieme i componenti interni del cambio.

Quanto costa la riparazione

I costi variano in base al tipo di guasto riscontrato dal meccanico in officina e ai tempi necessari per smontare i componenti ed effettuare il lavoro sul cambio completo:

  • sostituzione paraoli semiasse: i paraoli sono componenti in gomma che servono a trattenere il lubrificante all’interno della scatola del cambio per evitare fuoriuscite di liquido e la spesa totale dell’intervento oscilla tra i 200 e i 300 euro;
  • sostituzione cavi delle marce: se i tiranti metallici flessibili esterni di comando si bloccano o si rompono, la spesa complessiva per i ricambi e la manodopera per smontare il tunnel centrale si aggira tra i 220 e i 350 euro;
  • kit frizione e volano: se il difetto risiede nel gruppo di stacco, la sostituzione completa di disco, spingidisco, cuscinetto reggispinta e volano bimassa comporta una spesa complessiva compresa tra i 700 e i 1.400 euro;
  • revisione del cambio: se il danno ha colpito i sincronizzatori o gli ingranaggi interni, l’apertura completa e il ripristino dei componenti usurati comporta una spesa che parte da 800 euro e può arrivare a 3.000 euro, a seconda dei ricambi necessari.

I consigli del meccanico

Per evitare di ritrovarti con la leva bloccata in mezzo al traffico, la manutenzione preventiva e lo stile di guida sono fondamentali. In officina vedo troppi cambi distrutti per cattive abitudini o scadenze ignorate, quindi ti consiglio di seguire questi consigli:

  • non viaggiare con la mano appoggiata sulla leva: il peso costante del braccio mette in tensione i cavi e preme le forchette interne contro i sincronizzatori in rotazione, usurandoli senza che tu te ne accorga;
  • premi sempre il pedale della frizione a fondo corsa: un disinnesto parziale, spesso dovuto a un tappetino che si incastra sotto il pedale, costringe gli ingranaggi a lavorare sotto carico rovinandosi;
  • rispetta i tempi di sostituzione del fluido lubrificante: l’olio del cambio non è eterno e va sostituito seguendo le scadenze del costruttore per mantenere la corretta viscosità protettiva;
  • non ignorare le macchie di liquido sotto l’auto: una goccia d’olio sul pavimento del garage è il primo campanello d’allarme di un paraolio che sta cedendo.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 12:56:33 +0000
News n. 23
Box auto a Roma, i prezzi sono fuori controllo: fino a 260 mila euro per un posto singolo

Con l’aumento dei prezzi delle case, delle auto per persona e la diminuzione dei posti auto a seguito di lavori, nuovi cantieri della metro e pedane dei bar, il parcheggio nelle aree centrali di Roma è diventato un bene di lusso. Lo sa bene chi atterra nelle piattaforme di vendita di box o posti auto, con prezzi in continuo aumento e che segnano di anno in anno nuovi record.

Il centro guida la classifica

L’episodio che più ha fatto discutere nelle ultime settimane riguarda un annuncio comparso nei pressi di Piazza Navona: 260 mila euro per un singolo posto auto di appena 12 metri quadri situati in via di Santa Maria dell’Anima. In pratica, il costo di un piccolo appartamento in molte zone della città per avere uno spazio dove parcheggiare auto o moto nel cuore della Capitale.

Il dato racconta molto bene il momento che vive Roma. Nel centro storico i parcheggi privati sono pochissimi, mentre le auto continuano ad aumentare. Allo stesso tempo, i nuovi lavori pubblici, i cantieri della metropolitana e l’espansione delle aree pedonali stanno riducendo ulteriormente gli spazi disponibili. Il risultato è un mercato completamente impazzito, dove domanda e offerta non riescono più a trovare un equilibrio. Chi possiede un box in certe zone della città sa di avere tra le mani un bene rarissimo, quasi quanto un appartamento di lusso.

Seguono i quartieri alto borghesi

Non è solo il centro storico a registrare quotazioni record. Anche quartieri tradizionalmente benestanti come Prati e Parioli stanno vivendo una crescita costante dei prezzi. A Prati, in particolare, la situazione è peggiorata ulteriormente a causa dei lavori della Metro C. I cantieri stanno eliminando numerosi parcheggi su strada e i residenti si trovano sempre più spesso costretti a cercare soluzioni private. Così, anche un garage da circa 22 metri quadri può arrivare tranquillamente a costare 235 mila euro. Una cifra che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile perfino per il mercato immobiliare residenziale.

Poco distante, ai Parioli, la situazione non cambia molto. In piazza Pitagora, uno dei punti più richiesti della zona, un garage singolo da 20 metri quadri sfiora ormai i 200 mila euro. Il problema, secondo molti operatori del settore, è che il parcheggio sta diventando una vera emergenza urbana. Le famiglie possiedono più auto rispetto al passato, ma gli spazi disponibili diminuiscono continuamente. E quando l’offerta cala, inevitabilmente i prezzi salgono.

Un mercato che continua a crescere

Secondo le rilevazioni del Centro Studi Tecnocasa, nell’ultimo anno i prezzi medi di box e posti auto sono aumentati di oltre il 2%. Un dato che conferma come il settore continui a crescere anche in un momento complicato per il mercato immobiliare generale.

In alcune zone di Roma, il garage non viene più acquistato soltanto come comodità personale, ma anche come investimento. Chi compra oggi un posto auto in centro sa che difficilmente il suo valore diminuirà nel tempo. Anzi, molti ritengono che i prezzi siano destinati a salire ulteriormente, soprattutto se continueranno i lavori infrastrutturali e le restrizioni al traffico.

E non bisogna dimenticare un altro aspetto: le auto moderne sono sempre più grandi. SUV, crossover e vetture elettriche richiedono spazi maggiori rispetto alle citycar di qualche anno fa. Questo rende ancora più preziosi i box di dimensioni adeguate, soprattutto nei quartieri storici dove gli spazi sono limitati.

Data articolo: Wed, 20 May 2026 12:38:23 +0000
News n. 24
Revisione auto, le novità proposte dall’Unione Europea

Il panorama automobilistico europeo sta attraversando una fase di profondo mutamento, spinto dalla necessità di allineare i protocolli di sicurezza e tutela ambientale alla crescente complessità tecnologica delle vetture moderne. La Commissione Europea ha recentemente introdotto un pacchetto di aggiornamenti normativi che trasformeranno radicalmente la natura della revisione periodica dei veicoli, rendendo i controlli molto più approfonditi e tecnicamente articolati rispetto al passato. Questa evoluzione risponde a un’esigenza chiara: un parco circolante sempre più ricco di sensori e sistemi di assistenza alla guida richiede procedure di verifica capaci di andare oltre la semplice ispezione meccanica tradizionale.

Il controllo degli ADAS

Uno dei pilastri fondamentali della riforma riguarda l’integrazione sistematica dei sistemi elettronici di sicurezza, noti come ADAS, all’interno dei controlli obbligatori della revisione. Fino ad oggi, molti di questi dispositivi venivano monitorati solo in modo parziale, ma Bruxelles ha stabilito che la complessità tecnologica odierna impone verifiche molto più dettagliate. Tra i sistemi che diventeranno parte integrante delle ispezioni tecniche periodiche figurano la frenata automatica d’emergenza, il funzionamento degli airbag, i vari sistemi di assistenza alla guida e l’integrità dei sensori elettronici.

Le vetture moderne dipendono in modo vitale da un’architettura digitale composta da centraline elettroniche, radar e telecamere che operano in costante comunicazione. Di conseguenza, la revisione non si limiterà più esclusivamente al controllo di componenti fisiche come i freni o le sospensioni, ma si trasformerà in una vera e propria diagnosi del corretto funzionamento dei sistemi digitali di sicurezza. Questa trasformazione richiederà ai centri di controllo l’adozione di strumentazioni e competenze tecniche più sofisticate, in grado di interloquire con il software di bordo per garantire che la protezione promessa dal costruttore rimanga inalterata nel tempo.

Nuovi standard per la mobilità elettrificata

L’inarrestabile crescita della mobilità elettrificata in Europa ha spinto i legislatori a prevedere verifiche dedicate specificamente ai veicoli elettrici e ibridi. Poiché queste tecnologie differiscono radicalmente dai tradizionali motori a combustione, la revisione dovrà adattarsi per includere controlli su aree critiche come i sistemi ad alta tensione e la sicurezza complessiva degli impianti elettrificati. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai componenti elettrici e ai software di gestione della batteria (BMS), elementi fondamentali per garantire l’affidabilità e la longevità del mezzo.

Sebbene molti aspetti operativi siano ancora in fase di definizione tecnica, è già evidente che la gestione di procedure così complesse potrebbe comportare un aumento dei costi per gli utenti finali. Questa maggiore spesa sarebbe giustificata dalla necessità di utilizzare apparecchiature diagnostiche all’avanguardia e dalla specializzazione richiesta agli operatori per intervenire in sicurezza su circuiti ad alto voltaggio. L’obiettivo rimane quello di assicurare che l’efficienza tecnologica dei veicoli a batteria non venga meno con l’usura, mantenendo standard di sicurezza elevatissimi per tutti gli utenti della strada.

Rigore ambientale

Un altro fronte cruciale dell’aggiornamento normativo riguarda il monitoraggio delle emissioni inquinanti, con una severità accresciuta per quanto concerne gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato. La Commissione Europea intende assicurare che ogni veicolo continui a rispettare i parametri ecologici originari anche dopo molti anni di utilizzo, contrastando attivamente eventuali malfunzionamenti o alterazioni intenzionali dei sistemi anti-inquinamento. Questo approccio mira a proteggere la qualità dell’aria urbana, rendendo la revisione uno strumento di controllo ambientale più efficace e meno aggirabile.

Parallelamente, viene introdotto un legame inscindibile tra la revisione e i richiami di sicurezza emessi dai costruttori. In futuro, durante le verifiche periodiche, verrà accertato che il proprietario abbia effettivamente sottoposto il veicolo agli interventi obbligatori indicati dalla casa madre. Se un richiamo di sicurezza non risulterà effettuato, la vettura potrebbe non superare il controllo tecnico, impedendone la circolazione fino alla risoluzione del problema. Questa misura è stata concepita per ridurre drasticamente il numero di automobili con difetti tecnici noti ma irrisolti, elevando drasticamente il livello di sicurezza collettiva.

Infine, nonostante il forte orientamento verso il rigore, la proposta di rendere annuale la revisione per le auto con più di dieci anni di età non è stata approvata. La decisione di mantenere la frequenza attuale dei controlli per i mezzi più datati è stata guidata dalla volontà di non gravare eccessivamente sulle finanze degli automobilisti e delle piccole imprese.

Data articolo: Wed, 20 May 2026 11:39:24 +0000
News n. 25
Nuova Skoda Epiq, esordio del SUV compatto da oltre 440 km di autonomia

Skoda lancia la sua offensiva definitiva nel mercato delle auto a batteria con la nuova Skoda Epiq, un SUV compatto che promette di democratizzare la mobilità elettrica. Con un prezzo di partenza fissato a 26.400 euro, la Epiq si posiziona al cuore del segmento B-SUV, puntando a bissare il successo della Elroq, una delle elettriche più vendute in Europa.

Dimensioni da città

Lunga 4.171 mm, la Epiq è stata progettata specificamente per la vita cittadina, sfoggiando il nuovo linguaggio stilistico della casa boema denominato “Modern Solid”. Caratterizzata da una pulizia formale estrema e da una grande razionalità, la vettura presenta paraurti massicci e passaruota in plastica opaca, pensati per proteggere la carrozzeria nei parcheggi più stretti. Il design è impreziosito da una firma luminosa sdoppiata all’anteriore e a forma di T al posteriore, con una griglia aerodinamica adattiva che contribuisce a un eccellente Cx di 0,275.

Interni tecnologici

Nonostante le dimensioni esterne compatte, la gestione dello spazio è sorprendente: il bagagliaio offre una capacità di ben 475 litri, che sale a 1.345 litri abbattendo i sedili posteriori. Fedele alla filosofia “Simply Clever”, la vettura include soluzioni ingegnose per semplificare la quotidianità, come una spugna specifica per pulire il cavo di ricarica e il celebre ombrello alloggiato nella portiera del conducente.

L’abitacolo è dominato da un’impostazione orizzontale e pulita, con uno schermo centrale da 13″ per l’infotainment che supporta wireless Apple CarPlay e Android Auto. La tecnologia di bordo include anche la possibilità di guida “One pedal” grazie alla frenata rigenerativa e sistemi avanzati come il Travel Assist 3.0.

Tre motorizzazioni

La vera forza della Skoda Epiq risiede nella sua versatilità tecnica, basata su una versione semplificata della piattaforma MEB a trazione anteriore. La gamma si articola su tre motorizzazioni, studiate per rispondere a diverse esigenze di utilizzo e budget:

  • Epiq 35: è la versione d’attacco. Monta un motore da 115 CV (85 kW) e 267 Nm di coppia. La batteria è da 38,5 kWh lordi con chimica LFP (Litio-Ferro-Fosfato), ideale per la durata e i cicli di ricarica frequenti. La potenza di ricarica in corrente continua arriva fino a 50 kW. Il prezzo di questa versione è il biglietto da visita del modello: 26.400 euro;
  • Epiq 40: mantiene la batteria LFP da 38,5 kWh, ma il motore sale a 135 CV (99 kW). Il vantaggio principale di questa versione è la velocità di ricarica: in corrente continua può accettare fino a 90 kW, riducendo sensibilmente i tempi di attesa alle colonnine fast. Il listino parte da 27.700 euro;
  • Epiq 55: il top di gamma. Qui la chimica cambia in NMC (Nichel-Manganese-Cobalto) con una capacità di 55 kWh. Questa variante garantisce un’autonomia di 441 km e prestazioni brillanti: lo scatto 0-100 km/h avviene in 7,1 secondi, con una velocità massima di 160 km/h. La ricarica in corrente continua sale a 105 kW. I prezzi per la 55 partono da 36.100 euro per la versione Selection.

Allestimenti e disponibilità

L’equipaggiamento di serie è già completo e include cerchi da 17″ e climatizzatore automatico. L’allestimento Selection aggiunge dettagli premium come la digital key per smartphone, la ricarica bidirezionale e i sedili anteriori riscaldabili. Per i primi clienti è inoltre disponibile la First Edition, caratterizzata da finiture in colore “Orange Navajo” e cerchi da 20″.

La commercializzazione è ufficialmente partita per la versione Epiq 55 Selection, con le prime consegne previste per settembre. Per chi punta alle versioni più economiche (35 e 40), la prevendita inizierà a ottobre, con arrivo nelle concessionarie a dicembre 2026.

Data articolo: Wed, 20 May 2026 10:19:52 +0000


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