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Audi è uno dei marchi protagonisti del mercato italiano in questa prima parte del 2026. L’azienda dei quattro anelli, infatti, sta facendo registrare numeri molto positivi, con una crescita costante delle immatricolazioni. I dati forniti da UNRAE (e aggiornati alla fine del mese di maggio scorso) confermano che il marchio del Gruppo Volkswagen sta registrando una crescita percentuale nettamente superiore a quella dell’intero mercato delle quattro ruote.
Si tratta di numeri che confermano l’ottimo lavoro svolto da Audi che, modello dopo modello, ha costruito una gamma particolarmente ricca e articolata, puntando sull’elettrificazione ma senza trascurare le soluzioni tradizionali e posizionandosi in quasi tutti i segmenti del mercato, con modelli in grado di garantire volumi di vendita elevati senza perdere le caratteristiche premium del brand. Andiamo ad analizzare tutti i dettagli in merito all’andamento delle vendite di Audi.
Audi ha chiuso un mese di maggio molto positivo, incrementando le immatricolazioni di oltre 1.000 unità rispetto allo scorso anno. Il quinto mese del 2026, infatti, si è chiuso con un totale di 7.535 unità immatricolate e un incremento del 19,72% su base annua. Per il brand, la quota di mercato è stata di oltre il 5%. Audi ha battuto nettamente il mercato, che si è dovuto accontentare di una crescita del 7,6%.
Anche il parziale annuo è molto positivo per la Casa dei quattro anelli. Tra gennaio e maggio, infatti, Audi ha venduto oltre 36 mila unità sul mercato italiano, con un incremento del 18,24% su base annua e con un market share del 4,64%. Anche in questo caso, Audi ha battuto il mercato, cresciuto del 9,4% al termine dei primi cinque mesi del 2026.
Ricordiamo che potete approfondire l’andamento delle vendite di nuove auto in Italia consultando il nostro approfondimento sulle immatricolazioni, con i dati aggiornati alla fine del mese di maggio. Per scoprire quali sono i modelli più richiesti, inoltre, potete dare un’occhiata anche alla Top 10 delle auto più vendute nel corso dei primi cinque mesi dell’anno.
A sostenere il successo di Audi sono i risultati di diversi modelli che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio da protagonista sul mercato. Un esempio in tal senso è rappresentato dall’iconica Audi A3, che ha venduto 5.621 unità , conquistando la seconda posizione per unità vendute tra le berline di segmento C e battendo nettamente le rivali, BMW Serie 1 e Mercedes Classe A.
Un altro modello di successo è l’Audi Q3 che, con oltre 10 mila unità vendute, ha raddoppiato le immatricolazioni rispetto allo scorso anno e ora occupa la quinta posizione della classifica del SUV di segmento C. Ottimi numeri anche per l’Audi Q5, che ha venduto oltre 4 mila unità e ora occupa la quarta posizione tra i SUV di segmento D.
Da segnalare anche il successo dell’Audi A1, che supera quota 5 mila unità vendute, con un incremento di quasi 800 unità su base annua. Il modello entra nella Top 10 delle berline di segmento B, piazzandosi al nono posto. Si tratta della berlina premium più venduta in questo segmento. Il marchio tedesco è, quindi, riuscito a conquistare clienti in vari segmenti, confermandosi come un riferimento del mercato.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 15:15:48 +0000
Il 18 giugno 2026 presenta una situazione di traffico sulle autostrade italiane con diversi eventi significativi, tra cui code considerevoli per incidenti e scorte veicoli per safety car. Ad esempio, si registrano code di 7 km per incidente tra Valdarno e Incisa – Reggello sulla A1 Milano-Napoli, e una lunga scorta di veicoli di circa 11.8 km sulla A14 Bologna-Taranto in direzione Taranto tra Pescara Nord-Città Sant’Angelo e Atri Pineto.
16:57 – Valdarno e Incisa – Reggello
Coda di 7 km per incidente
Direzione Milano
La coda si estende per 9 km dal chilometro 321.0 al chilometro 330.0.
16:53 – Valsamoggia e Modena Nord
Coda per safety car
Direzione Napoli
Scorta veicoli tra il chilometro 171.0 e 165.0 per una lunghezza di 6 km.
16:45 – Incisa – Reggello e Firenze sud
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta dal chilometro 310.0 al chilometro 319.9 per una lunghezza di 9.9 km.
16:23 – Firenze sud e Incisa – Reggello
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
La coda si estende per 10 km dal chilometro 317.0 al chilometro 307.0.
16:04 – Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Napoli
Tratta dal chilometro 209.8 al chilometro 199.89 per una lunghezza di 9.91 km.
16:34 – Parma e Terre di Canossa – Campegine
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
La coda si estende per 9.1 km dal chilometro 119.5 al chilometro 110.4.
16:49 – Bergamo in uscita
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
Coda in uscita a Bergamo provenendo da Milano.
15:55 – Monza e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta è estesa tra il chilometro 126.2 e 139.0 per una lunghezza di 12.8 km.
15:12 – Bivio A4/Raccordo Viale Certosa e Nodo di Pero
Coda per lavori
Direzione Torino
La coda si estende dal chilometro 125.0 al chilometro 126.2 per 1.2 km.
15:51 – Ronco Scrivia e Busalla
Coda di 1 km per lavori
Direzione Genova
La coda si estende tra il chilometro 109.6 e 106.5 per 3.1 km.
15:16 – Genova Bolzaneto e Busalla
Coda di 1 km per lavori
Direzione Milano
La coda si estende tra il chilometro 114.3 e 125.8 per 11.5 km.
16:56 – Svincolo Lainate-Arese e Castellanza
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Varese
La tratta è estesa dal chilometro 18.0 al chilometro 7.1 per una lunghezza di 10.9 km.
16:58 – Genova Pegli e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
La coda si estende dal chilometro 0.0 al chilometro 6.0 per una lunghezza di 6 km.
16:52 – Firenze Ovest e Prato est
Coda per traffico intenso
Direzione Pisa
La coda si estende dal chilometro 7.0 al chilometro 5.0 per una lunghezza di 2 km.
17:02 – Occhiobello e Villamarzana
Coda di 1 km per traffico congestionato
Direzione Padova
La coda si estende dal chilometro 60.0 al chilometro 59.0.
15:14 – Bologna Interporto e Bivio A13/A14 Bologna-Taranto
Coda per traffico intenso
Direzione Bologna
La coda si estende dal chilometro 0.0 al chilometro 2.0 per una lunghezza di 2 km.
17:05 – Pescara Nord – Città Sant’Angelo e Atri Pineto
Coda per safety car
Direzione Taranto
Scorta veicoli per una lunghezza di 11.8 km, dal chilometro 363.8 al chilometro 352.0.
16:57 – Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta è lunga 9.6 km, dal chilometro 14.4 al chilometro 4.8.
16:57 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
La coda si estende dal chilometro 5.0 al chilometro 4.0, per 1 km di lunghezza.
16:50 – Rimini Nord e Rimini Sud
Coda per safety car
Direzione Bologna
Scorta veicoli senza lunghezza coda specificata.
15:31 – Castel San Pietro e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
La tratta è estesa dal chilometro 9.0 al chilometro 38.2 per 29.2 km di lunghezza.
15:28 – Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
La coda si estende per 1 km dal chilometro 0.0 al chilometro 1.0.
16:27 – Avellino Ovest e Baiano
Traffico rallentato per incidente
Direzione Napoli
Traffico rallentato senza lunghezza di coda specifica al chilometro 37.9.
16:55 – Pontebba e Carnia
Coda per safety car
Direzione Confine Di Stato
Scorta veicoli al chilometro 82.0.
16:59 – Bivio A24/Tangenziale est RM
Allacciamento chiuso per incidente
Direzione Tangenziale Est
Chiuso al traffico fino alle 20:00 del 18/06/2026 provenendo da G.R.A. verso Via Salaria.
15:32 – Portonaccio e Inizio Complanare
Code a tratti per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La tratta è estesa dal chilometro 2.2 al chilometro 6.5 per 4.3 km.
15:32 – Bivio A24/Tangenziale est RM e Portonaccio
Coda per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La coda si estende dal chilometro 6.5 al chilometro 7.3 per una lunghezza di 0.8 km.
17:05 – Vomero e Camaldoli
Coda per safety car
Direzione Pozzuoli
Scorta veicoli al chilometro 13.5.
16:15 – Corso Malta e Capodimonte
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La tratta è estesa dal chilometro 16.1 al chilometro 18.8 per una lunghezza di 2.7 km.
16:14 – Capodichino e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La coda si estende per 0.5 km dal chilometro 18.8 al chilometro 19.3.
15:34 – Corso Malta in entrata verso Pozzuoli
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Coda in entrata senza lunghezza specifica.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 15:08:00 +0000La gamma di Renault diventa sempre più ricca, con l’obiettivo di sostenere un programma di crescita ambizioso nel corso dei prossimi anni. L’ultima novità in arrivo per la Casa francese è rappresentata dalla Renault Boreal. Il modello in questione è già stato lanciato in America Latina e viene prodotto in Brasile, nello stabilimento di Curitiba.
Il C-SUV ora punta al mercato europeo con l’apertura di un secondo centro di produzione. Renault Boreal, infatti, sarà realizzato anche in Turchia, nello stabilimento di Bursa e sarà poi esportato verso una serie di Paesi dell’Europa dell’Est oltre in Medio Oriente e in Africa settentrionale e subsahariana. Andiamo a riepilogare i dettagli annunciati dall’azienda.
Con il nuovo progetto di produzione avviato in Turchia, Renault Boreal entra in una nuova fase con cui l’azienda punta allo sviluppo internazionale del suo modello che, come sottolineato dalla Casa stessa, si posiziona “al centro del segmento dei C-SUV premium“. Boreal punta a incrementare la competitività di Renault in regioni in cui la domanda di SUV continua a crescere in modo strutturale.
Si tratta, quindi, di un progetto chiave per il futuro del brand, che punta a crescere e a espandere la propria presenza in tutti i mercati in cui è presente. Il modello andrà anche a sostenere il processo di elettrificazione della gamma Renault, elemento centrale per il marchio francese.
Per raggiungere quest’obiettivo, Boreal potrà contare sulle motorizzazioni E-Tech Full Hybrid 160 CV e TCe EDC 1.3 turbo 145 CV. Si tratta di una doppia scelta che punta a garantire più soluzioni alla clientela. Nel corso della parte finale dell’anno, inoltre, arriverà anche la versione E-Tech Hybrid 4×4 150 CV.
Ricordiamo che il SUV ha una lunghezza di 4,56 metri e un passo di 2,70 metri e può adattarsi a varie tipologie di clienti, risultando ideale anche per le famiglie. Lo stile è quello delle ultime produzioni Renault ma arricchito da una carrozzeria robusta e che strizza l’occhio anche all’off-road. Ci sono anche i cerchi in lega diamantati da 19 pollici oltre al tetto nero e al tetto panoramico.
All’interno c’è tanta tecnologia, con un quadro strumenti digitale da 10†ed il display centrale multimediale da 10†openR link, con cui è possibile avere un accesso diretto a Google Maps, Google Assistant e Google Play oltre che a tante altre applicazioni molto popolari. La dotazione include fino a 25 ADAS, con l’obiettivo di offrire tanta sicurezza durante l’utilizzo.
Ricordiamo che la gamma Renault sta vivendo un periodo ricco di novità e la sua evoluzione va seguita con grande attenzione, considerando i modelli che, mese dopo mese arrivano. Come abbiamo visto nei giorni scorsi, è appena stato lanciato il restyling di Espace. Di recente, inoltre, ha debuttato anche una nuova verisone della Renault 4 E-Tech Electric.Â
Fabrice Cambolive, CEO della Marca Renault, ha così commentato il debutto del nuovo modello:
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 14:45:43 +0000Boreal incarna l’obiettivo ambizioso di Renault di accelerare la crescita al di fuori dell’Europa offrendo più valore ai clienti e rafforzando la sua posizione nel segmento strategico dei C-SUV. Inizialmente lanciato in America Latina dal centro di produzione situato in Brasile, l’espansione in Turchia segna un ulteriore passo avanti a livello di sviluppo internazionale. Boreal è, inoltre, una chiara dimostrazione dei valori della Marca Renault: Electrified by Passion con l’introduzione della nuova tecnologia E-Tech Full Hybrid; Designed to be Loved, grazie a design espressivo, proporzioni eleganti e firma luminosa distintiva che creano un immediato legame emotivo; People-First Technology con un’esperienza connessa senza soluzione di continuità alimentata da Google, dispositivi di assistenza alla guida avanzati e tecnologie di bordo user-friendly; e Crafted Space, con interni spaziosi, versatili e comodi progettati prendendo in considerazione le esigenze delle famiglie moderne.
Grazie alla tregua raggiunta dal presidente Usa Donald Trump la situazione è tornata alla normalità nello Stretto di Hormuz. Nelle ore successive alla firma dell’intesa tra Stati Uniti e Iran diverse navi cisterna, incluse tre superpetroliere saudite, hanno ripreso ad attraversare il corridoio marittimo dopo settimane di forti restrizioni e traffico ridotto. Con il petrolio sotto gli 80 dollari sono iniziati a scendere anche i prezzi dei carburanti alle nostre latitudini.
Il clima disteso ha portato anche una maggiore serenità per gli automobilisti italiani che si metteranno in viaggio nei prossimi giorni. Il Brent è calato stabilmente sotto la soglia psicologica degli 80 dollari al barile, attestandosi intorno ai 78-79 dollari, un valore che non si vedeva dall’inizio di marzo. La riapertura strategica dello stretto di Hormuz e una maggiore stabilità nei mercati energetici ha generato un calo fisiologico del greggio.
Aziende come Eni, Q8 e Tamoil hanno deciso di ribassare i propri prezzi dei carburanti, con abbassamenti che arrivano fino a tre centesimi al litro per la benzina. In base alle rilevazioni di oggi 17 luglio 2026, la benzina in modalità self-service sulla rete stradale nazionale è calata a una media di 1,872 euro al litro, tornando ai livelli minimi di maggio. Per quanto concerne il diesel, il prezzo medio si aggira invece a 1,974 euro al litro, sfruttando il trend a ribasso che di recente ha portato al dimezzamento dello sconto sulle accise.
La situazione emergenziale che hanno vissuto gli automobilisti italiani negli ultimi mesi potrebbe essere arrivata alla conclusione, sebbene in autostrada i costi rimangono ancora elevati: per un pieno alle pompe self servono mediamente 1,964 euro al litro per la benzina e 2,060 euro per il diesel. Il GPL si attesta a 0,777 euro al litro, mentre il metano è calato a 1,561 euro/kg. L’ultima proroga del taglio delle accise scadrà il 3 luglio e il Governo, visto il trend dei mercati internazionali, dovrebbe decidere di non rinnovare ulteriormente la misura per concentrare le risorse su altri settori.
Il Governo, come anticipato, ha fissato per il 3 luglio il termine ultimo della proroga delle accise. Stabilito il taglio di 5 centesimi, mentre è stato nuovamente dimezzato (da 10 a 5 centesimi) quello per il diesel. Alle casse dello Stato costerà circa 150 milioni di euro, coperti grazie all’extragettito Iva.
“Alle minori entrate derivanti” dalla proroga, emerge nel decreto ministeriale, si provvede “con quota parte, pari a 149,4 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal primo maggio al 31 maggio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto”. In un fase dove si stanno abbassando i costi alla pompa si tratta di una delle poche notizie positive per gli italiani asfissiati dai rincari delle bollette.
“Il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro”, ha annunciato il ministro delle Imprese Adolfo Urso, affermando che si continuerà “con questa politica di responsabilità e anche di cautela per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulle famiglie, sui lavoratori, sulle imprese e l’impatto ovviamente sull’inflazione generale”. Un traguardo tanto atteso, ma in ogni caso dopo quattro decreti legge e due decreti ministeriali, questa proroga dovrebbe essere l’ultima sulle cosiddette accise mobili.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 13:15:54 +0000Sono tanti i major europei a vivere una condizione di affanno negli ultimi anni a causa della crisi economica e della concorrenza spietata dell’automotive cinese. L’elettrico per ora ha portato più problemi che soluzioni vantaggiose ai costruttori europei che stanno cercando di sopravvivere tra le richieste di Bruxelles e le esigenze dei puristi che continuano a chiedere vetture con motori termici sotto al cofano. I vertici di Volkswagen sono arrivati a temere per il futuro del Gruppo stesso.
In base a un sondaggio condotto tra i membri del consiglio di amministrazione e del consiglio di sorveglianza, i cui risultati sono emersi da un’inchiesta della rivista economica Manager magazin, il quadro della crisi è allarmante e ben più profonda di quanto si potesse immaginare. Il colosso di Wolfsburg ha già tagliato 1 milione di esemplari in Cina a causa di una contrazione delle vendite e sta continuando a licenziare. Volkswagen sta subendo un forte calo sul mercato cinese (-15%) e ha avuto un tracollo negli Usa (-20%), penalizzato dai dazi nel primo trimestre del 2026.
Per valutare le misure per la coesione del management è stato effettuato un sondaggio in cui è risultato evidente che qualcosa a Wolfsburg non sta più girando per il verso giusto. A palesare le criticità , in forma anonima, sono stati i componenti dei due organi di Governo dell’azienda. I responsabili della VW hanno ammesso la gravità della situazione e ben sei dei nove membri del consiglio di amministrazione interpellati hanno spiegato che l’azienda si trova a rischio di sopravvivenza. Altri tre membri hanno parlato di una situazione “tesa” e non c’è stato nessuno che ha rappresentato lo scenario attuale come “non critico”.
Dal periodo pandemico in avanti si è registrato un netto calo strutturale delle vendite mondiali. Il Gruppo tedesco ha cercato di offrire una immagine più green anche per cancellare le vecchie ombre del dieselgate. In un contesto produttivo che si è iniziato ad attestare sui 9 milioni di veicoli all’anno, contro gli 11 milioni del 2019, Volkswagen sta cominciando a pagare il prezzo dei tanti modelli alla spina lanciati nel corso degli ultimi anni che si sono rivelati al di sotto delle aspettative.
Nel primo trimestre 2026 l’utile operativo è calato del 14,3% a 2,5 miliardi di euro, con il margine operativo sceso al 3,3% dal 3,7%, mentre gli analisti si aspettavano un risultato stabile. I ricavi si sono fermati a 75,7 miliardi, un abbassamento del 2,5%, sotto le stime di 77,6 miliardi. L’utile netto è sceso del 28,4% a circa 1,56 miliardi.
Per risollevare una situazione critica, tutti e nove i consiglieri interpellati hanno invocato un cambiamento radicale di strategia. Critiche severe sono state rivolte anche all’impostazione del Gruppo nei due mercati chiave della Cina e del Nord America. Almeno si è registrata una crescita in Sud America (+3%) e Europa occidentale (+1%) ed Europa centrale e orientale (+7%).
Tagliando un miliardo di euro, il flusso di cassa netto della divisione Automotive è tornato positivo a 2 miliardi, contro i -828 milioni dello stesso periodo del 2025. La continua riduzione di circa 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030 è un chiaro segnale della direzione che sta prendendo il Gruppo, mentre la capacità produttiva in Cina è stata già tagliata di circa 1,5 milioni di veicoli dal 2023. Skoda, SEAT e Cupra stanno facendo bene, mentre l’utile operativo di Porsche è sceso da 700 a 500 milioni di euro e il margine è calato dall’8,7% al 7%.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 12:17:30 +0000Il foglio rosa è l’autorizzazione amministrativa a esercitarsi alla guida, rilasciata dopo il superamento dell’esame teorico e prima della prova pratica che consente al candidato di mettersi al volante rispettando condizioni precise. Proprio questa natura intermedia crea confusione quando avviene un incidente.
Il tema è delicato perché riguarda molti nuclei familiari. Un figlio si esercita con l’auto dei genitori, un genitore siede accanto come accompagnatore, la vettura ha una Rc auto e tutto sembra sotto controllo. Poi arriva il tamponamento, l’urto in parcheggio, la mancata precedenza o il sinistro con feriti. A quel punto la domanda diventa immediata: l’assicurazione paga? La risposta è sì: di norma la Rc auto tutela i terzi danneggiati, ma non sempre la famiglia o l’assicurato restano al riparo dalla rivalsa.
La differenza va cercata nel rispetto delle regole di guida con foglio rosa e nelle condizioni della polizza. Un conto è un candidato autorizzato con foglio rosa valido, accompagnatore idoneo, contrassegno P esposto e veicolo assicurato. Un altro conto è un ragazzo che guida da solo, un accompagnatore privo dei requisiti, un foglio rosa scaduto, una polizza con guida esclusiva o un uso del veicolo contrario alle condizioni contrattuali.
Il foglio rosa è l’autorizzazione che permette all’aspirante conducente di esercitarsi alla guida dei veicoli della categoria per la quale ha chiesto la patente. Per la patente B consente di guidare autovetture nei limiti previsti da quella categoria, sempre nel rispetto delle condizioni imposte dal Codice della Strada. La validità del foglio rosa è di 12 mesi. Entro questo periodo il candidato può sostenere la prova pratica fino a un massimo di tre volte. Prima dell’esame pratico deve comunque trascorrere almeno un mese dal rilascio del foglio rosa.
Con il foglio rosa non si guida da soli. Accanto al candidato deve sedere una persona che svolge la funzione di istruttore. Per le esercitazioni con auto private questa persona deve avere una patente valida per la stessa categoria da almeno 10 anni oppure una patente valida per categoria superiore e non deve avere più di 65 anni.
Il veicolo deve esporre la lettera P, ben visibile davanti e dietro. Questo contrassegno serve a segnalare agli altri utenti della strada che alla guida c’è un principiante. Il candidato alla patente B può esercitarsi su strade diverse, comprese extraurbane e autostrade. Deve effettuare le esercitazioni in condizioni di visione notturna presso un’autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato.
La Rc auto obbligatoria copre la responsabilità civile derivante dalla circolazione del veicolo. Se un’auto assicurata causa un incidente mentre è guidata da un candidato con foglio rosa, i terzi danneggiati devono essere tutelati nei limiti del contratto e della legge.
In un caso regolare, con foglio rosa valido, accompagnatore idoneo, veicolo assicurato e condizioni di polizza rispettate, la Rc auto opera verso i terzi. Se il candidato causa un tamponamento, danneggia un altro veicolo o provoca lesioni a un terzo, l’assicurazione interviene secondo le regole della responsabilità civile auto.
La situazione cambia se il conducente con foglio rosa non rispetta le condizioni previste dal Codice della Strada o se la polizza contiene limitazioni. La compagnia assicurativa può essere tenuta a risarcire il terzo danneggiato, ma poi può esercitare il diritto di rivalsa nei confronti dell’assicurato o dei soggetti responsabili con la richiesta del rimborso totale o parziale delle somme pagate.
La rivalsa è il diritto della compagnia assicurativa di recuperare dall’assicurato quanto ha pagato al terzo danneggiato, quando esistono condizioni che le avrebbero consentito di rifiutare o ridurre la prestazione nei rapporti interni con il contraente. Nei rapporti tra compagnia e assicurato, però, contano le condizioni contrattuali. Se l’assicurato ha violato una clausola o ha consentito un uso del veicolo non ammesso, l’impresa può chiedere indietro ciò che ha versato.
Con il foglio rosa la rivalsa può diventare concreta quando l’esercitazione non è regolare. La casistica più chiara è la guida senza accompagnatore. Se il candidato si mette al volante da solo sta guidando in modo non consentito. In caso di incidente la compagnia può risarcire il terzo e poi rivalersi.
Un’altra ipotesi riguarda l’accompagnatore non idoneo. Se accanto al candidato siede una persona senza i requisiti richiesti il veicolo non può essere usato per l’esercitazione.
Un altro caso riguarda il foglio rosa scaduto. Se l’autorizzazione non è più valida, il candidato non è più autorizzato a esercitarsi. Anche qui la compagnia potrebbe intervenire verso i terzi e poi rivalersi secondo le condizioni di polizza.
La compagnia dovrebbe intervenire senza particolari criticità quando l’esercitazione è regolare e la polizza non contiene clausole limitative incompatibili. Il candidato deve avere foglio rosa valido, guidare un veicolo della propria categoria, essere affiancato da un accompagnatore idoneo e circolare con la P esposta.
In questo scenario l’incidente viene gestito come un normale sinistro Rc Auto. Si compila il modulo di constatazione amichevole se le condizioni lo consentono, si raccolgono dati e prove, si avvisa la compagnia nei tempi previsti e si avvia la procedura di risarcimento. Il fatto che alla guida ci fosse un candidato con foglio rosa non basta da solo a escludere la copertura.
Naturalmente, resta la valutazione della responsabilità . Se il candidato ha torto, l’assicurazione del veicolo risponde verso il danneggiato. Se ha ragione, sarà la compagnia del responsabile a risarcire secondo la procedura applicabile. La presenza del foglio rosa non trasforma l’allievo in colpevole. Può però rendere più attenta la ricostruzione del sinistro, soprattutto se emergono violazioni delle regole di esercitazione.
La guida libera è la formula più ampia. Di norma consente la guida del veicolo a conducenti diversi purché abbiano titolo per guidare secondo la legge. In presenza di foglio rosa valido e accompagnatore idoneo è la formula meno problematica.
La guida esperta restringe la platea dei conducenti. Prevede che l’auto possa essere guidata senza penalizzazioni solo da persone sopra una certa età , ad esempio 26 anni, o con un certo numero di anni di patente. Un candidato con foglio rosa non rientra in questa categoria. Se la polizza non prevede eccezioni il rischio di rivalsa è dietro l’angolo.
La guida esclusiva è ancora più rigida. Il veicolo è assicurato considerando un solo conducente indicato in polizza. Se alla guida c’è un’altra persona, anche solo per esercitarsi, la compagnia può contestare la violazione delle condizioni contrattuali. In caso di incidente causato dal candidato, il risparmio ottenuto sul premio può trasformarsi in una spesa enorme.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 12:00:29 +0000La prima serie della Dacia Spring rappresenta una pietra miliare nell’industria dell’automotive a zero emissioni. La nuova Dacia Spring Electric sostituirà il modello attuale nel medio termine, puntando su una novità eclatante. Dacia proseguirà nell’obiettivo di aprire la strada a veicoli elettrici accessibili a tutti nel Vecchio Continente. La strategia ideata dal produttore rumeno, che ha appena confermato il nome commerciale della nuova auto elettrica in fase di sviluppo, si basa su 3 valori essenziali: una motorizzazione 100% elettrica, quattro posti reali e un vero bagagliaio.
Dal suo debutto nel 2021, la prima generazione della Spring ha fatto faville in Europa, raggiungendo quota 210.000 clienti. Il trionfo commerciale ha testimoniato quanto voglia ci sia di auto elettriche al giusto prezzo, richiamando la stagione della primavera, simbolo di rinnovamento ed energia positiva. Per questo motivo superare gli straordinari risultati di vendita ottenuti dal modello attuale, recentemente rinnovato, non risulterà una missione semplice.
Questa è la prima impattante novità per il marchio romeno e rappresenta una mossa strategica che non solo garantisce standard elevati ma anche il manifesto che Dacia è diventato il nuovo punto di riferimento green sul mercato europeo. La nuova Dacia Spring è più strettamente imparentata, sul piano tecnico, con la nuova Twingo. La citycar francese vanta una capacità di 360 / 1.000 litri dichiarati, che nel caso della Spring potrebbero anche essere di più, grazie alle linee più squadrate.
Con un prezzo al di sotto dei 17.000 euro, salvo incentivi, la vettura conserverà un design moderno e accattivante con un abitacolo minimal caratterizzato da plastiche interne che comunicano austerità . Poche ore fa è arrivata solo l’immagine della zona posteriore della nuova serie. La tempistica suggerisce un debutto entro l’estate, o al massimo in autunno, con possibile lancio al Salone di Parigi. Con un prezzo competitivo potrebbe rappresentare l’ennesima conquista del marchio romeno nella fascia bassa.
L’assetto rialzato e le protezioni in plastica la rendono ideale per la città . Per quanto riguarda il powertrain, non è ancora stato annunciato, ma dato il legame con la Twingo dovrebbe presentare un motore da 60 kW (82 CV) e batteria al litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh. Con uno scatto da 0 a 100 km/h in 12,1 secondi, la vettura raggiungerà i 130 km/h di velocità massima con una percorrenza, nel ciclo WLTP, intorno ai 260 chilometri.
La prima serie venne presentata nell’ottobre 2020, mentre l’inizio delle vendite venne annunciato per l’autunno 2021. Il crossover, gemello della Renault City K-ZE venduta in Cina, vantava inizialmente una batteria da 27,4 kWh che garantiva un’autonomia di circa 225 km secondo il ciclo combinato WLTP. La vettura raggiungeva una velocità massima di 125 km/h. Misurava 3,73 m di lunghezza, 1,62 m di larghezza (esclusi gli specchietti) e 1,51 m di altezza, con un passo di 2,42 m e un’altezza da terra di 15 cm.
La capienza del bagagliaio è sempre risultata discreta con la possibilità di conservare i cavi di ricarica della batteria in un apposito spazio, acquistando il box portatutto da montare sotto il cofano anteriore. Sulla plancia trova collocazione il cruscotto digitale di 7″ e l’impianto multimediale, essenziale ma con tutto ciò che è realmente ha bisogno un automobilista. Una EV pronta a rinnovarsi per coloro che vogliono affrontare le sfide quotidiane senza particolari patemi.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 10:30:46 +0000Nonostante il dominio iniziale della Mercedes nella stagione di Formula 1 2026, la Ferrari non molla la presa e costruisce un futuro ambizioso. Le doti intrinseche della SF-26, le conferme di Barcellona, gli aggiornamenti centrati, l’approccio aggressivo, l’ADUO e la mentalità rinnovata proiettano la Rossa verso un chiaro obiettivo: entrare prepotentemente nella lotta al vertice.
Ferrari è partita con l’idea di lottare per il campionato del mondo nella stagione 2026. Era questo il target che, purtroppo, ben presto si è scontrato con la realtà della pista. Le aspettative non sono state del tutto confermate, mentre i favori del pronostico sulla Mercedes hanno restituito uno scenario che ha certifica il loro dominio: sei vittorie su sei Gran Premi.
Ma il team italiano non ha mollato la presa. Al contrario, ha spinto ancora di più sull’acceleratore per ricucire il gap sui primi della classe. Intendiamoci: l’obiettivo non è facile da raggiungere per il Cavallino Rampante, specie considerando avversari insidiosi come McLaren e Red Bull, in particolar modo con Max Verstappen. Resta però la convinzione di potercela fare, riassunta nei seguenti punti chiave:
La SF-26 è nata bene, sia a livello meccanico che aerodinamico. C’è chi ha definito la Rossa come la monoposto perfetta per il regolamento sbagliato: l’auto ha un super telaio, schemi sospensivi molto validi e una veste aerodinamica efficace: il motore è però deficitario, propio in un regolamento dove il peso del propulsore è più decisivo che mai.
In percorrenza la Rossa è tra le prime, se non la migliore; eccellente anche in trazione e per la capacità di assorbire cordoli senza mai scomporsi. Doti di spicco che fanno della Ferrari una vettura estremamente completa nel suo insieme. Anche la gestione gomme risulta efficace, specialmente dopo l’ultimo aggiornamento ai cerchi che ha permesso a Lewis Hamilton di volare nella gara di Barcellona.
Ed è proprio in Catalunya che arriva la conferma più importante per la storica scuderia. Non a caso, il tracciato spagnolo è stato teatro per moltissime annate dei test pre-stagionali. C’è una ragione chiara: non esiste giudice più imparziale del Montmelò. È proprio lì, tra quelle curve così tecniche ed esigenti, che si misura senza filtri il reale potenziale di una macchina.
Ottenere la prima vittoria, rifilando peraltro 20 secondi alla Mercedes, è il miglior modo di sbattere i pugni sul tavolo e sostenere: “Siamo forti“. E, in effetti, nessuno può affermare il contrario. Lo stesso Andrea Stella, team principal della McLaren, ha ribadito il concetto: “Osservando la Ferrari a Barcellona c’è una conferma importante: il miglior telaio della griglia appartiene alla SF-26“.
Dopo il primo pacchetto di update correttivi introdotto a Miami, in molti hanno storto il naso. Tante novità che in pista non sembravano fare la differenza. Si trattava invece di correzioni propedeutiche allo step successivo che, puntualissimo, è arrivato perentorio al Gran Premio di Barcellona: nuova ala anteriore, bargeboard, imboccatura del fondo, pance, pavimento davanti alle ruote posteriori, cerchi e diffusore.
Una complessa serie di novità che hanno funzionato in perfetta sinergia, dialogando tra loro e fornendo un passo avanti concreto. I fatti parlano chiaro in tal senso, introducendo soluzioni destinate perfino a fare scuola. Un grande sforzo collettivo di tutto il team che merita di essere sottolineato, soprattutto considerando che ci troviamo solamente alla settima gara del calendario di Formula 1 2026.
Da qui ci leghiamo a una tematica fondamentale nella massima categoria del motorsport. Fin da inizio stagione, Frederic Vasseur ha predicato ai quattro venti l’importanza dello sviluppo all’interno di un nuovo ciclo regolamentare, ben consapevole che, in uno scenario del genere, le evoluzioni tecniche avrebbero ricoperto un ruolo ancor più decisivo del solito.
Ma ci sono altri due dettagli che affondano le radici in questo punto: tempistiche e aggressività . Ferrari è in vantaggio sulla tabella di marcia degli update, un beneficio che le permette di sfruttare i miglioramenti prima dei competitor. Inoltre, è cambiata la forma mentis. Non c’è più la paura di sbagliare limitandosi al “compitino”; al contrario, emerge una propensione a innovare con soluzioni inedite e coraggiose.
Il difetto più grande della Ferrari risiede nella power unit: un deficit di potenza complessiva che varia dai 20 ai 25 cavalli. Le fasi di harvesting e deployment fanno penare i ferraristi, che sul giro secco incassano sistematicamente due o tre decimi sui rettifili più importanti, senza poter fare nulla al riguardo. Un gap che, se azzerato, potrebbe consentire di giocarsela alla pari, o addirittura di imporre il proprio ritmo. Ed è qui che entra in gioco l’ADUO.
La deroga concessa dalla FIA permette ai motoristi in ritardo di modificare la power unit per ricucire lo strappo. Ferrari rientra nella fascia del 4-6%, finestra che le autorizza l’intervento su diverse macro-componenti. Già in Austria dovrebbe debuttare il primo update per recuperare terreno, un innesto molto comodo al Red Bull Ring, pista caratterizzata da lunghi tratti ad alta velocità di percorrenza. Per lo step successivo, quello più corposo, si dovrà invece attendere agosto inoltrato.
L’ultimo argomento riguarda la profonda cognizione di causa del gruppo di lavoro. C’è stata grande euforia dopo la vittoria di Hamilton a Barcellona. Tuttavia, smaltiti i festeggiamenti, la squadra è tornata a operare con ancora più intensità per accelerare le tempistiche. Una mentalità che non solo non si rilassa, ma diviene ancor più esigente dopo aver dimostrato a sé stessa che i risultati possono arrivare.
Ed è proprio la somma di tutti questi fattori a fornire un ulteriore boost alla Ferrari: il team vuole stupire ancora, conscio di potersi giocare le proprie carte perseverando su questa strada. Il mondiale non è affatto chiuso, e il lavoro della Rossa mira a questo obiettivo: riaprire i giochi e lottare sino al termine della stagione. Non è concesso sbagliare, ovviamente. Ma, come detto, la paura di osare non abita più a Maranello.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 09:28:17 +0000Nel Vecchio Continente l’obiettivo è risparmiare milioni di barili all’anno, grazie alla diffusione di nuove vetture elettriche. Le analisi dal Libro Bianco sulla mobilità elettrica dell’associazione Motus-E tracciano un futuro roseo per l’ambiente in cui l’Italia potrà contare su un parco circolante elettrico e plug-in composto da quasi 8 milioni di veicoli.
Dal 2035 il Belpaese risulterà in grado di diminuire le importazioni petrolifere di oltre 34 milioni di barili all’anno rispetto ai parametri attuali, per un valore complessivo stimato nell’ordine dei 2,4-2,9 miliardi di euro annui. La previsioni preannunciano 133.000 punti di ricarica a uso pubblico, il 70% in più rispetto ai 78mila attuali, e 3,3 milioni a uso privato. Un quadro che oggi appare utopistico, dato che conserviamo uno dei parchi auto circolanti più vetusti d’Europa.
In occasione della conferenza “L’Automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità ” è emerso uno scenario positivo per le EV, in cui continueranno a esserci incentivi strutturali per i cittadini per l’acquisto dei veicoli a zero emissioni, oltre alle flotte aziendali, con un potenziamento dei fondi per l’elettrificazione dei veicoli commerciali e pesanti e la disponibilità di finanziamenti Ue per l’infrastruttura di ricarica a uso pubblico.
Alla base del boom dell’elettrico dovranno esserci infrastrutture sparse su tutto il territorio. Per ora i dati sono rassicuranti, con una colonnina ogni 10 auto elettriche, che proiettano l’Italia sul podio. In un rapporto pubblicato lo scorso anno da Benchmark Mineral Intelligence sullo stato delle infrastrutture di ricarica nel mondo il Belpaese risulterebbe il terzo Paese per densità di punti di ricarica, dietro solo all’Olanda (5 colonnine per auto) e alla Cina (9). Il problema è che non si vendono ancora tantissime EV e l’Italia sta accusando un ritardo importante rispetto al resto d’Europa. Nel primo trimestre del 2026 la quota di mercato dei veicoli elettrici era all’8% alle nostre latitudini contro la media UE del 20%.
Se dovesse esserci uno sviluppo accelerato si tradurrebbe in 9,2 milioni di veicoli elettrici e plug-in nel 2035 e oltre 164.000 i punti di ricarica a uso pubblico più 3,5 milioni privati. Uno scenario del genere offrirebbe la possibilità di risparmiare, come anticipato, 41,5 milioni di barili di petrolio all’anno. Il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, ha annunciato:
“Elettrificare i trasporti è cruciale per la sicurezza energetica e le prospettive industriali dell’Italia. Dobbiamo sfruttare in modo strategico i 14 miliardi concessi dall’Europa per accelerare sulla transizione energetica”.
Il nodo centrale della questione è che il potere d’acquisto nel nostro Paese è in mano ad adulti cresciuti a pane e odore di benzina. Con uno slancio ottimistico a Bruxelles hanno pensato che milioni di automobilisti sarebbero stati pronti a cambiare le proprie abitudini per sposare la tecnologia elettrica. Con prezzi elevati, salvo incentivi, le EV non rappresentano ancora una concreta tentazione.
L’assenza di sound è solo uno dei fattori che blocca i puristi, disposti a spendere tanto solo per auto divertenti e non solo efficienti. Per cambiare la mentalità in Italia servirebbe che una nuova generazione di automobilisti si affacci all’acquisto di vetture moderne, ma con la crisi economica che continua a limitare la libertà economica dei giovani risulterà difficile uno stravolgimento del parco auto circolante nel giro di 9 anni.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 09:07:45 +0000I numeri a ribasso del 2025 non freneranno l’ascesa del Gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA. Per lo stabilimento di Cassino sono in negoziazione due partner di assoluto spessore che potranno offrire nuove tecnologie. Stellantis sta valutando con attenzione con quali partner legarsi nei prossimi anni. Nel frattempo, il colosso italo-francese si sta concentrando sulla gamma attuale, con il lancio di una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027.
Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, nell’audizione che si è tenuta ieri in Parlamento si è soffermato sulla chiara volontà di non accettare offerte di vendita. Le rassicurazione sulla mancata cessione di Cassino, Atessa e il brand del Tridente arrivano in una fase dove si sprecano le voci su eventuali aziende interessate a rilevare alcuni dei punti fermi del major del presidente John Elkann. L’intervento di Filosa alle commissioni riunite di Camera e Senato Attività Produttive e Industria ha riscosso l’apprezzamento di molti parlamentari.
L’amministratore delegato ha annunciato il ritorno alle auto piccole in particolare con il lancio di minimo due E-car, vetture 100% elettriche low cost, la centralità dei veicoli commerciali leggeri, e soprattutto ha negato la cessione e la vendita di fabbriche in Italia. Preoccupano i costi dell’energia, più che doppi rispetto a Spagna e Francia. Antonio Filosa ha dichiarato:
“Per risolvere i problemi del settore è necessario l’aiuto di tutti. Abbiamo rispettato gli impegni presi e, con il nostro nuovo piano, abbiamo aggiunto tasselli importanti per il futuro. Lo abbiamo fatto in un contesto difficile, consapevoli di come il nostro impegno da solo non bastasse per risolvere i problemi che il settore sta attraversando. Per continuare su questa strada, però, c’è bisogno del contributo di tutti: istituzioni nazionali ed europee, sindacati e filiera. È necessario che tutto l’ecosistema si mobiliti per il futuro dell’industria dell’auto, un settore fondamentale che, da sempre, contribuisce alla centralità dell’Italia in Europa e nel mondo. Confido che potremo portare avanti questo impegno insieme, attraverso un dialogo franco e costruttivo, consapevoli di come l’obiettivo sia comune”.
Parole che suonano come monito verso le Istituzioni ad attivarsi per raggiungere traguardi congiunti nel mondo del lavoro. Con il piano globale Fastlane 2030, annunciato a maggio, sono previsti nei prossimi cinque anni investimenti di cinque miliardi in innovazione e sette miliardi in acquisti di componentistica. Un programma che dovrebbe garantire la crescita complessiva dei brand rientranti nell’universo Stellantis, rilanciando gli storici stabilimenti. Su Mirafiori, l’amministratore delegato ha spiegato che il ricorso alla cassa integrazione è sceso del 77% nei primi cinque mesi del 2026 mentre la produzione è cresciuta del 155%.
Seguendo il diktat di Bruxelles, l’E-Car elettriche costeranno al massimo 15.000 euro, risultando ideali per chi cerca vetture di dimensioni ridotte adatte per la città e di costruzione prevalentemente europea, con il 70% delle componentistica proveniente nel Vecchio Continente. Nello stabilimento molisano di Termoli verranno prodotti il cambio eDct per auto ibride ed elettriche e i motori Gse. Sulla crescita di Stellantis Filosa ha aggiunto:
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 07:51:56 +0000“Per Cassino sono in negoziazione con due partner importanti che possono portare tecnologie e alcune importanti idee. Con il mio team, stiamo scegliendo su quali puntare nel futuro. Nei primi cinque mesi +15% vendite e +16% produzione. Negli ultimi 12 mesi abbiamo lavorato con responsabilità per il bene della nostra azienda, dei nostri stabilimenti e dei territori in cui operiamo e dei nostri lavoratori. Nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo registrato una crescita di quasi il 16% nelle vendite, un più 16% nella produzione e un -30% nel ricorso alla cassa integrazione”.
Ducati si avventura anche nel mondo delle enduro: la Casa di Borgo Panigale debutta in questo segmento off-road con Desmo450 EDS. Il modello, pensato per confrontarsi con specialisti come KTM e Beta, riprende la base tecnica sviluppata per Desmo450 MX, ma introduce soluzioni e componenti adattate alla specialità .
Tra gli elementi principali figurano la distribuzione desmodromica, unica nella categoria, le sospensioni sviluppate con il contributo di Antoine Meo – rider francese cinque volte campione del mondo in questa disciplina – e un controllo di trazione inedito.
Per sviluppare la nuova Desmo450 EDS, Ducati è partita dalla base tecnica di Desmo450 MX, intervenendo sulle componenti principali per adattare il progetto all’enduro. Le ruote sono da 21 pollici all’anteriore e da 18 pollici al posteriore, con pneumatici Metzeler 6 Days Extreme, mentre il serbatoio da 8,5 litri è inserito nel telaio perimetrale in alluminio e permette di aumentare l’autonomia. La struttura trasparente consente di controllare a vista il livello del carburante.
Il telaio di Desmo450 EDS deriva dal perimetrale in alluminio di Desmo450 MX, ma è stato modificato negli attacchi motore per ottenere valori di rigidezza più adatti all’enduro. La struttura pesa meno di 9 kg ed è composta da 11 elementi, tra parti fuse, forgiate ed estruse. Secondo Ducati, il numero di componenti è circa la metà rispetto ad alcune soluzioni concorrenti.
La parte anteriore, che collega il cannotto di sterzo all’attacco superiore dell’ammortizzatore, è realizzata in un unico elemento fuso. Questa soluzione, già impiegata dalla Casa di Borgo Panigale anche sui telai delle superbike, contribuisce al contenimento del peso e consente di controllare gli spessori nei diversi punti della struttura. Il telaio è stato progettato anche per lasciare al motore condotti di aspirazione e scarico il più possibile rettilinei.
Per le sospensioni, Ducati conferma la collaborazione con Showa. La forcella ha steli da 49 mm e una corsa di 310 mm, con taratura specifica per l’enduro e molle più morbide rispetto a quelle impiegate su Desmo450 MX. Lo sviluppo è stato condotto insieme ai collaudatori Ducati e con il contributo di Antoine Meo. L’obiettivo è migliorare la capacità di assorbire ostacoli come pietre, radici e fondi sconnessi, aumentando la stabilità nei tratti lenti e tecnici. Al posteriore, l’ammortizzatore lavora con un link progressivo pensato per favorire trazione e controllo in accelerazione.
L’impianto frenante è sviluppato con Brembo e utilizza una pinza flottante a due pistoncini all’anteriore e una pinza a singolo pistoncino al posteriore. I dischi Galfer misurano 260 mm davanti e 240 mm dietro, mentre le pastiglie sono state definite tenendo conto delle esigenze di modulabilità tipiche dell’enduro. In questa disciplina, infatti, la frenata deve essere gestibile su fondi con aderenza variabile e nei passaggi a bassa velocità .
Per quanto riguarda il motore, Ducati ha lavorato sull’erogazione, con l’obiettivo di favorire trazione e controllo nei passaggi tecnici, mantenendo al tempo stesso un allungo utile quando serve superare ostacoli o affrontare tratti più veloci. La distribuzione desmodromica contribuisce a definire una curva di coppia sostenuta ai bassi e medi regimi, senza rinunciare alla capacità del monocilindrico di salire di giri.
Rispetto alla versione cross cambiano diversi elementi, tra cui corpo farfallato da 42 mm, alberi a camme, pistone, scarico e componenti dell’imbiellaggio. Il cambio è a sei marce, con rapporti specifici per l’enduro: la prima è più corta per migliorare il controllo nelle sezioni lente, mentre la sesta è più lunga per rendere più efficienti i trasferimenti. Anche la frizione richiede uno sforzo ridotto rispetto alla configurazione da cross, con l’obiettivo di limitare l’affaticamento.
Il motore, omologato Euro5+, adotta coperchi in alluminio per valvole, accensione e frizione, più adatti a proteggere le parti esposte dagli impatti. Il sistema di raffreddamento integra un’elettroventola, utile nei tratti a bassa velocità , mentre la dotazione di serie comprende paramani, paramotore e cover dedicate per frizione e alternatore. Per l’impiego in gara è previsto anche un kit racing Ducati Performance, installabile presso officine autorizzate.
Con il kit racing Ducati Performance, Desmo450 EDS può essere equipaggiata con Ducati Traction Control, un sistema calibrato per l’enduro e pensato per gestire lo slittamento della ruota posteriore. A differenza di soluzioni più semplici, il DTC interviene in base allo slittamento reale e può riconoscere situazioni in cui non deve agire, come i salti. Il pilota può inoltre disattivarlo temporaneamente con una leggera pressione sulla leva della frizione, per poi vederlo riattivare automaticamente dopo pochi istanti.
Il controllo di trazione prevede quattro livelli di intervento: due rivolti ai piloti più esperti e due pensati per offrire maggiore confidenza a chi ha meno esperienza. I livelli più bassi sono indicati per fondi asciutti e scorrevoli, mentre quelli più elevati sono calibrati per terreni bagnati, sconnessi o con aderenza ridotta. Il kit racing comprende anche Launch Control, Engine Brake Control e Quickshifter in innesto. I parametri possono essere associati a due Riding Mode e gestiti tramite App X-Link, collegata alla moto attraverso un modulo WiFi.
La manutenzione di Desmo450 EDS prevede due interventi principali. Il MID Service comprende sostituzione del pistone e controllo del gioco valvole, con intervalli variabili tra 90 e 120 ore in base all’usura effettiva del motore. Il FULL Service riguarda invece la revisione completa del monocilindrico e può essere previsto tra 180 e 240 ore. Le scadenze non sono fisse: un algoritmo calcola un indice di stress del motore considerando parametri di funzionamento, condizioni d’uso e tipo di fondo, aggiornando il contatore di usura visualizzabile tramite App Ducati X-Link.
Il catalogo Ducati Performance include accessori dedicati, tra cui componenti Factory ricavati dal pieno, mozzi ruota, piastre di sterzo, scarico completo o silenziatore slip-on AkrapoviÄ in titanio e pinze freno Brembo Racing. È prevista anche una linea di abbigliamento tecnico sviluppata con Drudi Performance, con capi e dotazioni firmati Alpinestars, Arai e Spidi. Desmo450 EDS arriverà nelle concessionarie europee selezionate da luglio 2026.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 07:22:47 +0000Scioperi in Italia il 18 giugno 2026: la data si segnala per la presenza di uno sciopero regionale che interesserà in particolare il settore del trasporto merci su tutto il territorio della Liguria, con coinvolgimento di tutte le province e una particolare attenzione alle aree logistiche e portuali di Genova e Savona. Di seguito sono riportati tutti i dettagli relativi allo sciopero previsto per questa giornata.
È indetto uno sciopero regionale della durata complessiva di 72 ore a partire dalle 00:01 del 18/6 fino alle 24:00 del 20/6 su tutto il territorio della Liguria. L’azione sindacale riguarda la sospensione del servizio trasporto merci conto terzi, coinvolgendo l’intera area della Città Metropolitana di Genova, le piattaforme logistiche e i bacini portuali di Genova e Savona.
A proclamare lo sciopero sono le organizzazioni sindacali OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO. La categoria coinvolta è quella degli addetti al trasporto merci conto terzi, in particolare nelle aree di movimentazione logistica e portuale delle due principali città marittime liguri.
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 06:00:00 +0000Giugno 2026 si preannuncia come un mese ricco di mobilitazioni nel settore dei trasporti in Italia. Numerosi scioperi interesseranno infatti diverse regioni e città , coinvolgendo il trasporto pubblico locale, ferroviario, marittimo, merci, taxi e servizi aeroportuali. In questo articolo presentiamo il calendario aggiornato degli scioperi previsti giorno per giorno: per ogni data troverai le principali informazioni su città interessate, categorie coinvolte, orari e sindacati promotori. Tutti gli scioperi riportati sono confermati e ricadono esclusivamente nel periodo 1-30 giugno 2026.
Catania: nella città di Catania è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il personale della società AMTS di Catania nel settore del trasporto pubblico locale. I sindacati promotori sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e ORSA TPL.
Foggia: nella città di Foggia, sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, per il personale della società ATAF. Sindacati OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.
Messina: nella città di Messina, sciopero di 8 ore dalle 16.00 alle 24.00 per il personale della società ATM, indetto da OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.
Modena, Reggio Emilia e Piacenza (Emilia-Romagna): in tutte le province è stato proclamato uno sciopero di 24 ore (modalità variabili) per il personale della società SETA, servizio trasporto pubblico locale, sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.
Italia: su tutto il territorio nazionale sono proclamati tre scioperi per il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione e logistica a bordo treno SOC. TRENITALIA, con astensione per l’intero turno di lavoro nell’arco della giornata. I sindacati promotori sono FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.
Italia: sciopero marittimo di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, che riguarda tutti i lavoratori portuali in Italia, sindacato SI COBAS.
Ravenna (Emilia-Romagna): nella città di Ravenna, sciopero di 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00, per il personale SERS addetto al rimorchio portuale, sindacato OSP UILT-UIL.
Palermo: nella città di Palermo, sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, per il servizio di trasporto pubblico locale (AMAT), sindacato OSP CUB TRASPORTI.
Sicilia: sciopero regionale ferroviario di 8 ore, dalle 10.01 alle 18.00 per il personale FS Security, sindacati OSR SLM FAST CONFSAL e ORSA TRASPORTI.
Messina: sciopero marittimo nell’area dello Stretto, 24 ore dalle 21.01 dell’11/6 alle 20.59 del 12/6, personale BluJet, sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.
Italia: sciopero plurisettoriale nazionale ferroviario e trasporto merci su rotaia, 23 ore, dalle 03.00 dell’11/6 alle 02.00 del 12/6, sindacati CUB TRASPORTI e SGB.
Italia: sciopero nazionale ferroviario 8 ore, dalle 09.01 alle 17.00 per personale FS Italiane, indetto da ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI.
Italia: ulteriore sciopero ferroviario nazionale di 8 ore (09.01-17.00) per personale del settore, sindacato CAT.
Italia: sciopero nazionale personale Mercitalia Shunting & Terminal, 8 ore, dalle 06.00 alle 14.00, USB LAVORO PRIVATO.
Italia: sciopero interregionale di 18 ore per il personale ENAV Verona Airport, dalle 06.00 alle 24.00; sindacati OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA di settore.
Milano (Lombardia): nella città di Milano, sciopero SKY Service Milano Linate di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, sindacato OSR USB Lavoro Privato.
Italia: piloti e assistenti EasyJet Airlines Limited, sciopero nazionale di 18 ore (06.00-24.00): sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.
Italia: personale navigante EasyJet, sciopero nazionale di 18 ore (06.00-24.00), USB Lavoro Privato.
Firenze: nella città di Firenze, sciopero di 24 ore relativo al trasporto pubblico locale per il personale della Società Autolinee Toscane bacino di Firenze, proclamato dai sindacati OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Liguria: in tutte le province della Liguria, sciopero regionale del trasporto merci su tutto il territorio, 72 ore, dalle 00.01 del 18/06 alle 24.00 del 20/06. Categoria coinvolta: addetti al trasporto merci conto terzi, attenzione particolare alle piattaforme logistiche e bacini portuali di Genova e Savona. Sindacati: OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO.
Udine: nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero locale di 24 ore per il personale della società ARRIVA UDINE, sindacato ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.
Lecce: nella città di Lecce (Puglia), sciopero locale di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30 per il personale SGM, sindacato OST UILT-UIL.
Calabria: sciopero regionale di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, per il personale Ferrovie della Calabria, sindacato OSR FAISA-CISAL.
Napoli: nella città di Napoli (Campania), sciopero locale di 4 ore, dalle 12.45 alle 16.45, per il personale area ferro Soc. ANM; sindacato OSR FISI.
Verona: nella città di Verona (Veneto), sciopero locale ferroviario di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, per personale manutenzione, amministrativo e ingegneria soc. RFI DOIT Verona, sindacati OSR ORSA FERROVIE, SLM-FAST-CONFSAL.
Sardegna: sciopero regionale ferroviario di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, personale equipaggi soc. Trenitalia DOR Sardegna; sindacati ORSA FERROVIE, FAST-CONFSAL.
Torino: nella città di Torino (Piemonte), sciopero locale di 4 ore, dalle 18.00 alle 22.00 per personale viaggiante urbano e suburbano soc. GTT, sindacato RSU VIAGGIANTE URBANO E SUBURBANO.
Calabria: sciopero regionale nel settore aereo di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, per personale soc. SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme, sindacato OSR UGL-TA.
Venezia: nella città di Venezia (Veneto), sciopero locale di 4 ore, dalle 10.00 alle 14.00 per personale soc. ATVO, sindacati OSP SGB, FAST MOBILITA’.
Barletta-Andria-Trani: nella provincia di Barletta-Andria-Trani (Puglia), sciopero territoriale di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30 per personale soc. Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta, sindacato OSP FILT-CGIL.
Lombardia: sciopero provinciale su tutte le province, 24 ore con modalità varie, personale gruppo ATM di Milano, sindacato CONFIAL TRASPORTI.
Piemonte: sciopero regionale ferroviario di 8 ore, dalle 09.00 alle 16.59, personale soc. Trenitalia, sindacato OSR ORSA FERROVIE.
Roma: nella città di Roma (Lazio), sciopero taxi per 24 ore dalle 00.00 alle 24.00 per addetti al servizio taxi nel territorio comunale di Roma Capitale. Sindacati: UTI, UGL-TAXI, FEDERTAXI-CISAL, CLAAI, FAST CONFSAL TAXI, USB-TAXI, FILT-CGIL TAXI, ATLT, CONSULTAXI, SUL TAXI, ATITAXI, AGCI, LEGACOOP LAZIO.
Italia: sciopero ferroviario nazionale 24 ore, dalle 21.00 del 29/6 alle 21.00 del 30/6 per personale soc. Mercitalia Shunting & Terminal, sindacato USB LAVORO PRIVATO.
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Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 06:00:00 +0000Il prezzo dei carburanti lungo le autostrade oggi 18 giugno 2026: benzina, diesel, gpl e metano
Oggi lungo la rete autostradale italiana i prezzi medi comunicati indicano: benzina self a € 1.964, gasolio self a € 2.060, GPL servito a € 0.886 e metano servito a € 1.584. In questo articolo trovi la tabella con l’ultimo aggiornamento disponibile e una guida chiara su come si forma il costo alla pompa: dalla componente industriale (materia prima e margine) fino alla parte fiscale, tra accise e Iva, che incide in modo determinante sul totale pagato dagli automobilisti. Spieghiamo inoltre perché le variazioni delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro possono riflettersi rapidamente sui listini e quali spazi di manovra restano agli operatori nella definizione dei prezzi praticati, con differenze tra modalità self e servito.
Aggiornamento dati: 17-06-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | € 1.964 |
| Gasolio | SELF | € 2.060 |
| GPL | SERVITO | € 0.886 |
| Metano | SERVITO | € 1.584 |
Per la benzina, il prezzo finale alla pompa nasce dall’equilibrio fra due grandi blocchi. La componente fiscale pesa per il 58% ed è formata principalmente da accise e Iva: quest’ultima si applica anche sulla base imponibile che comprende il prezzo industriale e le accise, amplificando l’effetto delle variazioni. La restante quota, pari al 42%, è la componente industriale. Al suo interno, il 30% del prezzo complessivo è riconducibile al costo della materia prima, che risente dell’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e del cambio euro/dollaro: un euro più debole o un mercato dei prodotti più caro tendono a spingere in alto i listini. Il margine lordo vale invece il 12% del prezzo e comprende i costi e i ricavi della filiera distributiva (logistica, stoccaggio, trasporto, gestione del punto vendita) e la politica commerciale dell’operatore. È su questa voce che i gestori e le compagnie possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa, anche differenziando tra modalità self e servito, livelli di servizio e dinamiche concorrenziali locali. Il risultato che l’automobilista vede in colonnina è quindi il prodotto di fattori regolatori e di mercato, con aggiustamenti più rapidi quando cambiano le condizioni internazionali e una componente fiscale che, per la benzina, resta la voce più rilevante.
Per il gasolio, la scomposizione presenta un profilo diverso. La componente fiscale incide per il 45%, mentre la parte industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima pesa per il 45% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi insieme all’effetto del cambio euro/dollaro: quando i prodotti raffinati rincarano o la moneta unica si indebolisce, il prezzo industriale del gasolio tende ad aumentare. Il margine lordo rappresenta il 10% del prezzo finale e copre i costi operativi e la remunerazione della catena distributiva; è anche l’area su cui l’operatore può agire per adeguare i listini alla concorrenza locale, alla stagionalità dei consumi, alle condizioni della rete e all’eventuale servizio offerto in modalità servito. Rispetto alla benzina, dunque, il gasolio mostra una maggiore incidenza della componente industriale, il che rende i prezzi alla pompa potenzialmente più sensibili ai movimenti delle quotazioni e alle tensioni logistiche. La parte fiscale, pur rilevante, risulta relativamente più contenuta, lasciando alla dinamica dei mercati energetici e alle scelte commerciali un ruolo più marcato nel determinare il prezzo esposto ai distributori.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.879 per la benzina, 1.980 per il diesel, 0.801 per il gpl, 1.575 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.974 |
| Benzina | SELF | 1.875 |
| GPL | SERVITO | 0.786 |
| Metano | SERVITO | 1.516 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.995 |
| Benzina | SELF | 1.906 |
| GPL | SERVITO | 0.767 |
| Metano | SERVITO | 1.577 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.018 |
| Benzina | SELF | 1.910 |
| GPL | SERVITO | 0.885 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.996 |
| Benzina | SELF | 1.890 |
| GPL | SERVITO | 0.836 |
| Metano | SERVITO | 1.657 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.974 |
| Benzina | SELF | 1.893 |
| GPL | SERVITO | 0.746 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.968 |
| Benzina | SELF | 1.866 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.988 |
| Benzina | SELF | 1.887 |
| GPL | SERVITO | 0.775 |
| Metano | SERVITO | 1.504 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.970 |
| Benzina | SELF | 1.863 |
| GPL | SERVITO | 0.765 |
| Metano | SERVITO | 1.634 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.974 |
| Benzina | SELF | 1.867 |
| GPL | SERVITO | 0.874 |
| Metano | SERVITO | 1.537 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.968 |
| Benzina | SELF | 1.858 |
| GPL | SERVITO | 0.762 |
| Metano | SERVITO | 1.540 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.955 |
| Benzina | SELF | 1.859 |
| GPL | SERVITO | 0.799 |
| Metano | SERVITO | 1.509 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.999 |
| Benzina | SELF | 1.897 |
| GPL | SERVITO | 0.805 |
| Metano | SERVITO | 1.489 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.970 |
| Benzina | SELF | 1.860 |
| GPL | SERVITO | 0.765 |
| Metano | SERVITO | 1.566 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.981 |
| Benzina | SELF | 1.886 |
| GPL | SERVITO | 0.756 |
| Metano | SERVITO | 1.613 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.995 |
| Benzina | SELF | 1.883 |
| GPL | SERVITO | 0.870 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.989 |
| Benzina | SELF | 1.887 |
| GPL | SERVITO | 0.822 |
| Metano | SERVITO | 1.820 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.975 |
| Benzina | SELF | 1.864 |
| GPL | SERVITO | 0.773 |
| Metano | SERVITO | 1.599 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.991 |
| Benzina | SELF | 1.892 |
| GPL | SERVITO | 0.807 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.971 |
| Benzina | SELF | 1.871 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.514 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.986 |
| Benzina | SELF | 1.893 |
| GPL | SERVITO | 0.889 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 giugno 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.958 |
| Benzina | SELF | 1.860 |
| GPL | SERVITO | 0.780 |
| Metano | SERVITO | 1.510 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 06:00:00 +0000In occasione del prestigioso traguardo dei suoi 120 anni di storia, Lancia non si limita a celebrare il passato, ma proietta un ponte verso il futuro con l’iniziativa #LANCIAisYOURS. Questo ambizioso progetto di co-creazione si basa sul concetto di User Generated Content (UGC), invitando ufficialmente clienti, appassionati, studenti e creator a diventare i narratori attivi dell’universo Lancia. Non si tratta di una semplice campagna celebrativa, ma di una piattaforma aperta che mira a interpretare il presente e i prossimi capitoli del marchio attraverso la voce autentica della sua community.
L’obiettivo principale di #LANCIAisYOURS è il coinvolgimento diretto di chi ama il brand. L’iniziativa invita i partecipanti a produrre contenuti originali ispirati ai pilastri della nuova era Lancia: dalla nuova Lancia Ypsilon al leggendario mondo HF, fino alla futura Lancia Gamma, ormai prossima al debutto. Il progetto ha un respiro internazionale e coinvolgerà i cinque mercati europei chiave in cui il marchio è presente: Italia, Francia, Spagna, Belgio e Paesi Bassi.
Per sostenere questo racconto collettivo, Lancia ha previsto un programma editoriale composto da 120 contenuti che saranno pubblicati nei prossimi mesi sui principali canali digitali (Instagram, TikTok, Facebook, LinkedIn, X e YouTube), creando un dialogo costante tra la storia del marchio e le nuove generazioni.
Il progetto si articola attraverso una serie di creative challenges pensate per stimolare la creatività social-first attorno a quattro territori tematici distinti:
Accanto alla call to action per il pubblico generale, il progetto vede la partecipazione strategica di accademie e istituti creativi. Gli studenti saranno chiamati a confrontarsi con brief reali, portando linguaggi nuovi e digitali nella narrazione del marchio.
A siglare questa importante ricorrenza, Lancia ha introdotto un logo celebrativo dedicato, caratterizzato da un design essenziale e moderno. La composizione su fondo nero con segni bianchi valorizza il contrasto e la pulizia grafica. Il dettaglio più significativo riguarda il numero “120°”, la cui forma volutamente incompleta simboleggia l’apertura verso gli scenari futuri e richiama direttamente l’attività di co-creazione del progetto UGC.
L’iniziativa #LANCIAisYOURS si inserisce nel più ampio piano strategico di Renaissance del marchio, che mira a riportare Lancia nell’olimpo dell’automobilismo internazionale. Come dichiarato dal CEO Roberta Zerbi, l’obiettivo è costruire il domani insieme alle persone che amano il brand, trasformando un anniversario storico nel punto di partenza per un nuovo racconto collettivo che guardi con ambizione ai prossimi 120 anni. Con questa iniziativa, Lancia conferma la sua capacità di evolversi sfruttando dei canali di comunicazione un tempo davvero impensabili.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 05:40:25 +0000Roma, Rione Monti. Tra i vicoli di uno dei quartieri più affascinanti e antichi della Capitale, dove la storia respira tra i sampietrini di via Urbana, si è consumato nei giorni scorsi un episodio che oscilla tra il grottesco e la cronaca giudiziaria. Protagonista della vicenda è un automobilista di 61 anni che, a bordo della sua Smart, ha tentato di superare l’invalicabile barriera della Zona a Traffico Limitato (ZTL) del centro storico utilizzando uno stratagemma tanto semplice quanto, nelle sue intenzioni, geniale.
L’automobilista aveva elaborato un piano basato sulla particolare conformazione della sua Smart. Sfruttando la sponda posteriore del veicolo, ha deciso di percorrere il varco con il portellone completamente abbassato. L’obiettivo era chiaro: creare uno schermo fisico che impedisse alle telecamere di rilevazione elettronica, poste solitamente in alto sopra i varchi, di inquadrare e leggere i caratteri della targa.
In un’epoca in cui i controlli sono affidati quasi esclusivamente ad algoritmi e sensori, il “furbetto” di turno ha pensato che un ostacolo meccanico potesse essere la chiave per accedere liberamente al cuore proibito di Roma senza possedere il regolare permesso. Un ritorno all’analogico per sconfiggere il digitale.
Il fallimento del piano non è stato causato da un malfunzionamento della tecnologia, ma dalla variabile che ogni trasgressore teme di più: il fattore umano. Mentre l’automobilista si concentrava sulla posizione del portellone per nascondersi dall’occhio della telecamera, non aveva fatto i conti con la presenza fisica delle forze dell’ordine sul territorio.
Durante un servizio di controllo ordinario, una pattuglia della Polizia Locale di Roma Capitale, appartenente al Gruppo Pronto Intervento Traffico, era appostata proprio in via Urbana. Agli agenti non è sfuggita quella Smart che procedeva in modo anomalo, con la parte posteriore aperta in un assetto chiaramente finalizzato all’elusione dei controlli. Se la telecamera può essere ingannata da un’angolazione sfavorevole, l’occhio vigile di un agente esperto percepisce immediatamente l’irregolarità , trasformando quello che sembrava un passaggio “invisibile” in un fermo immediato.
Le conseguenze per l’automobilista sessantunenne sono state pesanti e sono andate ben oltre la semplice sanzione amministrativa che sperava di evitare. Nel dettaglio abbiamo: denuncia all’Autorità Giudiziaria, infatti l’atto di abbassare il portellone non è stato considerato solo una violazione del divieto di accesso, ma un vero e proprio occultamento della targa, reato che ha fatto scattare la denuncia; violazione del Codice della Strada, gli è stata contestata formalmente la sanzione per l’accesso non autorizzato nella ZTL; fermo amministrativo, il veicolo è stato immediatamente rimosso e sottoposto a fermo amministrativo, privando il proprietario della possibilità di utilizzare il mezzo per un determinato periodo.
La Polizia Locale ha sottolineato come questo episodio sia solo la punta di un iceberg di creatività illegale. Tra i metodi più comuni per tentare di penetrare nel centro storico senza permesso figurano l’uso di nastro adesivo per alterare lettere e numeri delle targhe, il transito contromano o in senso vietato per evitare il raggio d’azione delle telecamere, e persino casi più gravi di clonazione delle targhe.
Tuttavia, le autorità avvertono che il sistema di videosorveglianza non si limita alla lettura istantanea al varco: l’analisi delle immagini registrate e le indagini incrociate permettono spesso di scoprire accessi fraudolenti anche a posteriori, dimostrando che, nel lungo periodo, nessun trucco è davvero “Smart” di fronte alla legge.
Data articolo: Thu, 18 Jun 2026 05:30:28 +0000Luka Modric non ha ancora rivelato quale sarà il suo futuro. Mentre il contratto con il Milan si avvicina alla scadenza, fissata per il 30 giugno, il Pallone d’Oro prepara quella che sarà probabilmente l’ultima avventura con la Croazia. Il debutto nel Gruppo L contro l’Inghilterra riporterà inevitabilmente su di lui gli occhi degli spettatori. In strada, invece, il centrocampista preferisce una discrezione molto lussuosa, protetto dalle finiture della Bentley Continental GT.
Ma quanto vale l’auto di Modric? In rete circolano versioni contrastanti. Alcune indiscrezioni indicano una cifra superiore ai 200.000 euro, ma la vettura del rossonero sembra appartenere alla prima generazione, lanciata nei primi anni Duemila.
Presentata nel 2003, la prima Continental GT aprì una nuova fase nella storia di Bentley. Il marchio britannico cercava una vettura capace di conservare prestigio e lavorazioni raffinate, adatta anche a un utilizzo quotidiano. La Casa non coltivava velleità da sportiva estrema: voleva creare una delle migliori Gran Turismo sul mercato, una in grado di percorrere lunghe distanze ad alta velocità senza sacrificare il comfort.
L’abitacolo segue la stessa impostazione. La configurazione 2+2 permette di ospitare quattro persone, anche se i sedili posteriori offrono meno spazio rispetto a quelli anteriori. Pelle, inserti in legno e particolari metallici rivestono una plancia costruita per isolare gli occupanti dal rumore esterno. La Continental GT non rinuncia alla velocità , ma cerca di renderla meno faticosa, soprattutto quando si percorrono molti chilometri.
Il cambio automatico e la trazione integrale rendono più gestibile la spinta del dodici cilindri, distribuendola sulle quattro ruote. Il peso elevato impedisce alla Bentley di avere l’agilità di una sportiva più leggera, ma contribuisce alla sensazione di stabilità che caratterizza la guida.
A dispetto della mole imponente – una coupé 2+2 di oltre 2,3 tonnellate – la Continental GT si muove con numeri da supercar. Il potente W12 6,0 biturbo montato sotto il cofano eroga circa 560 CV e 650 Nm di coppia motrice, sufficienti per scattare da 0 a 100 km/h in soli 4,8 secondi e raggiungere una velocità di punta di 318 km/h.
Più che una supercar da pista, la Continental GT è un salotto viaggiante. La trazione integrale aiuta a scaricare a terra la potenza del W12, mentre l’abitacolo punta su pelle, legno e lavorazioni artigianali. L’esemplare associato a Modric è rifinito in vernice Onyx, una delle tonalità scure disponibili per il modello d’oltremanica.
Lasciati da parte motori, Luka Modric avrà un compito delicato: è lui a dirigere la Croazia in campo contro l’Inghilterra. Dopo aver accarezzato il sogno iridato nel 2018, sfuggito solamente in finale, i biancorossi si presentano con una squadra meno giovane rispetto ad allora, ma esperienza e doti tecniche possono ancora dare del filo da torcere alla nazionale dei Tre Leoni.
Per Modric potrebbe essere l’ultima apparizione in un Mondiale. Il futuro, intanto, resta sospeso: il contratto con il Milan scadrà il 30 giugno e il centrocampista non ha ancora chiarito se continuerà a giocare, né se lo farà ancora in rossonero. Prima, però, c’è ancora una Croazia da guidare.
Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 19:30:48 +0000Il mercato automobilistico italiano si arricchisce di un nuovo, importante protagonista nel dinamico segmento dei SUV elettrificati. Il Gruppo Chery, leader indiscusso delle esportazioni automobilistiche cinesi con oltre un milione di vetture destinate ai mercati esteri ogni anno, ha ufficializzato il debutto in Italia del marchio Lepas. Il primo modello a calcare le strade del Bel Paese è la Lepas L8, un SUV ibrido plug-in che, dopo la première europea svoltasi sotto i riflettori del Salone dell’Auto di Torino, si appresta a ridefinire i parametri del “lusso accessibile” e dell’efficienza energetica.
La vera innovazione della Lepas L8 risiede nel suo sistema Super Hybrid plug-in, progettato per offrire un’esperienza di guida fluida e sostenibile senza i limiti di autonomia tipici delle vetture puramente elettriche. Il sistema combina un motore a benzina 1.5 TGDi con ciclo Miller ad alta efficienza con due unità elettriche, il tutto alimentato da una batteria da 18,4 kWh che garantisce la trazione anteriore.
Le specifiche tecniche parlano di un veicolo dalle prestazioni consistenti: la potenza complessiva raggiunge i 279 CV (205 kW) con una coppia massima di 365 Nm. Questo permette alla L8 di scattare da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi, raggiungendo una velocità di punta di 180 km/h. Sul fronte dell’autonomia, il SUV cinese dichiara una percorrenza in modalità solo elettrica di 90 km nel ciclo combinato WLTP, che sale a 123 km nel ciclo urbano, permettendo a gran parte degli utenti di coprire i tragitti quotidiani a zero emissioni. Grazie alla sinergia tra termico ed elettrico, l’autonomia totale supera la soglia dei 1.000 km, con un consumo medio dichiarato di soli 2,2 litri per 100 km ed emissioni di CO2 pari a 53 g/km.
La gamma Lepas L8 debutta in Italia con due allestimenti ricchi e ben definiti: Essence ed Elegance. La versione Essence, proposta al prezzo chiavi in mano di 41.700 euro, include già dotazioni di alto livello come cerchi da 19″, fari full-LED, display centrale da 13,2 pollici, quadro strumenti digitale da 10,2 pollici e climatizzatore automatico bizona. La sicurezza è garantita da 8 airbag e da una sofisticata telecamera a 540°.
Per chi desidera un’esperienza superiore, l’allestimento Elegance è disponibile a 44.700 euro. Questa versione aggiunge cerchi da 20″, un suggestivo tetto panoramico apribile, sedili in ecopelle riscaldati, ventilati e dotati di funzione massaggio, oltre a un impianto audio Sony a 8 altoparlanti e assistenza al parcheggio autonomo anche da remoto. Tra gli optional esclusivi per la Elegance figurano gli interni in tinta Cuoio (+500 euro) e la sofisticata vernice opaca Iceland Lava Matte Gray (+1.200 euro).
La Lepas L8 punta sulla trasparenza e sulla solidità . La palette colori di serie prevede il bianco Himalayan, mentre le tinte metallizzate (Provence Purple, Mariana Black e Norwegian Forest Green) sono disponibili con un sovrapprezzo di 700 euro. A testimonianza della fiducia nella qualità costruttiva, il brand offre una garanzia di 7 anni o 150.000 km, estesa a 8 anni o 160.000 km per i componenti del sistema ad alta tensione.
Distribuita in Italia da OMODA & JAECOO Automotive Italy, la Lepas L8 è solo il primo tassello di una strategia più ampia: nel corso del 2026 la gamma si espanderà con l’arrivo dei SUV L6 e L4, consolidando la presenza di Chery come primo gruppo automotive cinese per esportazioni nel mondo. Gli ordini per la L8 apriranno ufficialmente a luglio 2026 presso la rete di concessionarie Lepas.
Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 14:32:28 +0000Esistono storie che, nel mondo dell’automobilismo, colpiscono non solo per il danno economico, ma per la spietata metodicità con cui vengono portate a termine. Quella accaduta recentemente a Los Angeles è una di queste: una vicenda che lascia l’amaro in bocca non solo al proprietario, ma a chiunque veda in un’automobile un’opera d’ingegneria e di stile. In poche ore, quella che era una scintillante Porsche 911 Carrera Cabriolet è stata ridotta a un ammasso di lamiere vuote, vittima di una “chirurgia” criminale di spaventosa rapidità .
La Porsche 911 Carrera Cabriolet non è un’auto qualunque. È un simbolo di prestazioni e libertà , con un valore di mercato che si aggira intorno ai 150.000 dollari. Per il proprietario, quel veicolo rappresentava probabilmente il coronamento di un desiderio, un oggetto di culto da custodire con cura.
Tuttavia, la criminalità organizzata che opera nella metropoli californiana ha visto in quella vettura qualcosa di molto diverso: non un sogno da guidare, ma un prezioso magazzino di ricambi da smantellare nel minor tempo possibile. Il furto è avvenuto nel corso di una sola notte, un lasso di tempo brevissimo che sottolinea la preparazione e la professionalità dei ladri coinvolti.
Quando la polizia ha finalmente ritrovato la vettura, lo scenario apparso agli agenti è stato desolante. Della leggendaria sportiva tedesca non rimaneva che l’involucro esterno. I “chirurghi” del mercato nero avevano lavorato con una precisione chirurgica: alla vettura mancavano infatti il motore, le portiere, le ruote e gran parte dei pregiati interni.
Vedere una Porsche 911 privata del suo motore e dei suoi elementi distintivi è un’immagine che descrive perfettamente la crudeltà di questo tipo di reati. L’auto è stata proprio “cannibalizzata”, privata di ogni componente che potesse avere un valore sul mercato clandestino, lasciando al proprietario solo una carcassa inutile che non ricorda minimamente lo splendore originale.
L’episodio di Los Angeles non è purtroppo un caso isolato, ma fa parte di un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante. Le organizzazioni criminali hanno affinato le proprie tecniche, spostando l’attenzione dal furto dell’auto intera — più difficile da piazzare e facile da rintracciare grazie ai moderni sistemi GPS — alla vendita dei singoli componenti.
Prendere di mira auto di alta gamma come la Porsche 911 consente a questi gruppi di alimentare un mercato illegale di pezzi di ricambio estremamente redditizio. Questa attività permette di aggirare più facilmente i controlli delle autorità , poiché i singoli pezzi, a differenza del telaio intero, sono estremamente difficili da tracciare una volta inseriti nel circuito di vendita sotterraneo. La complessità della tracciabilità rende questo business una delle frontiere più redditizie e sicure per il crimine organizzato legato ai motori.
Ciò che lascia davvero l’amaro in bocca in questa vicenda è la velocità con cui un oggetto di tale valore e bellezza può essere distrutto. Non si tratta solo di una perdita finanziaria, che in gran parte potrebbe essere coperta dalle assicurazioni, ma della violazione di un bene personale e della constatazione che, di fronte a certe organizzazioni, anche le auto più sicure e prestigiose sono vulnerabili. La Porsche di Los Angeles rimane oggi il triste monumento di un’efficienza criminale che non si ferma davanti a nulla, trasformando in poche ore un capolavoro della tecnica in un vuoto simulacro di metallo.
Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 13:27:22 +0000A volte la realtà supera la fantasia, specialmente quando si scontra con gli ingranaggi, talvolta arrugginiti, della comunicazione istituzionale. La vicenda che ha colpito M.G.B., cittadina di Voghera e figlia di un celebre campione nazionale di motociclismo, sembra uscita dal copione di una commedia degli equivoci, se non fosse per il pesantissimo risvolto economico che ha lasciato la protagonista con l’amaro in bocca.
Quella che doveva essere una semplice, per quanto grave, sanzione amministrativa si è trasformata in un incubo logistico e finanziario da oltre ventimila euro. Prima il timore di un furto, poi la beffa.
Tutto ha inizio lo scorso 6 maggio a Voghera, in via Aspromonte. M.G.B. parcheggia la propria vettura, una Toyota Aygo, davanti al civico 23. La donna ammette con onestà di non essersi accorta che quegli stalli erano stati recentemente riservati alle persone con disabilità : “Non me ne ero accorta perché prima, in quel punto, non c’erano stalli riservati“, spiegherà in seguito.
La mattina successiva, l’amara sorpresa: l’auto è sparita. In quel momento, chiunque penserebbe al peggio, e così fa M.G.B., convinta di essere stata vittima di un furto. Si reca immediatamente dai carabinieri per sporgere denuncia, e qui avviene il primo, fatale corto circuito informativo.
Mentre M.G.B. formalizza la denuncia di furto, i carabinieri contattano il comando della Polizia locale per verificare se il mezzo fosse stato rimosso per un’infrazione. La risposta è rassicurante quanto errata: viene assicurato che in quella zona non era stato effettuato alcun sequestro o rimozione. A questo punto, l’ipotesi del furto diventa l’unica realtà possibile. Le stesse forze dell’ordine consigliano alla donna di attendere qualche giorno prima di procedere all’acquisto di un nuovo mezzo, nella speranza di un ritrovamento.
Tuttavia, passano dieci giorni di silenzio assoluto. Senza notizie della sua Toyota e convinta che i ladri l’abbiano fatta sparire nel nulla, M.G.B. prende una decisione drastica quanto necessaria per la propria mobilità : acquista un’auto nuova, spendendo la bellezza di 20.000 euro.
Il paradosso si compie esattamente un mese dopo i fatti, quando nella cassetta delle lettere di M.G.B. compare una notifica ufficiale. Non è il ritrovamento dell’auto rubata, ma la multa di 346,95 euro (ridotta a 247,95 per pagamento immediato) con relativa decurtazione di 4 punti dalla patente. In quel momento la verità emerge in tutta la sua assurdità : la sua auto non era mai stata rubata, ma si trovava da trenta giorni in un deposito giudiziario.
Oltre alla sanzione, si aggiunge il danno economico della custodia: 550 euro più IVA per il tempo trascorso nel deposito. Al comando della Polizia locale, la risposta ricevuta è laconica: si è trattato di un “disguido”.
Per M.G.B., l’amarezza non deriva solo dall’ingente spesa imprevista, ma dal senso di abbandono da parte delle istituzioni. “Tutti sbagliamo. Io ho commesso un grande errore parcheggiando in divieto. Ma è folle che tutto questo sia accaduto per una mancata comunicazione“, sottolinea la donna, sconvolta soprattutto dall’indifferenza mostrata di fronte a un errore che le è costato, tra auto nuova e spese accessorie, oltre 21.000 euro.
Questa storia resta un monito sulla fragilità del rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, dove un semplice “no” pronunciato al telefono può stravolgere la vita economica di una persona, trasformando una corretta rimozione in una beffa senza precedenti.
Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 12:58:22 +0000Le luci dell’auto servono anche a farsi vedere, a comunicare una manovra, a segnalare un pericolo o a rendere leggibile la presenza del veicolo in condizioni difficili. La confusione nasce soprattutto di giorno. In città molti guidano con le luci spente, fuori città altri pensano che bastino sempre le luci automatiche, in autostrada c’è chi si affida alle sole luci diurne senza sapere se il posteriore resta acceso, in caso di pioggia c’è chi dimentica gli anabbaglianti e con la nebbia non manca chi accende gli abbaglianti peggiorando la visibilità .
Il risultato è una guida meno sicura e più pericolosa per gli altri utenti della strada. Capire quali luci usare richiede ordine. Bisogna distinguere tra centri abitati, strade extraurbane, autostrade, ore notturne, gallerie, maltempo, nebbia, sosta, emergenza e manovre.
Le luci di posizione servono a segnalare la presenza e l’ingombro del veicolo, ma non sono progettate per illuminare davvero la strada. Gli anabbaglianti illuminano la carreggiata senza abbagliare gli altri conducenti e sono il riferimento nella guida notturna e nelle condizioni di scarsa visibilità . Gli abbaglianti, tecnicamente proiettori di profondità , offrono un fascio più lungo e intenso, ma possono essere usati solo quando non disturbano gli altri utenti.
Le luci di marcia diurna, o drl (daytime running lights), hanno una funzione diversa dagli anabbaglianti. Rendono il veicolo più visibile durante il giorno, ma non sempre illuminano la parte posteriore dell’auto e non sono sufficienti in galleria, di notte o con pioggia intensa, nebbia, neve e scarsa visibilità .
I fendinebbia anteriori hanno un fascio basso e largo, pensato per migliorare la visibilità vicino al suolo in caso di nebbia, forte pioggia o nevicata. Il retronebbia non serve invece a vedere, ma a farsi vedere da chi segue quando la visibilità è molto ridotta. Proprio perché è molto intenso.
A completare il sistema ci sono luci stop, indicatori di direzione, luci di emergenza, luci targa, luci di retromarcia, luci d’ingombro per veicoli che le prevedono e, su alcuni modelli, luci di sosta o di parcheggio.
Nei centri abitati non c’è un obbligo generalizzato di tenere accesi gli anabbaglianti durante il giorno in condizioni normali di visibilità . In giornate grigie, con pioggia, foschia, ombra fitta, strade alberate, sottopassi, cantieri o traffico intenso, accendere gli anabbaglianti può però rendere l’auto ì più riconoscibile.
Le luci diurne migliorano la visibilità frontale anche in città . Se piove forte, se la luce naturale è scarsa o se si entra in galleria, bisogna però passare agli anabbaglianti. Alcuni sensori reagiscono al buio, non alla pioggia o alla nebbia. Nel caso di motocicli, ciclomotori, tricicli e quadricicli le luci devono essere usate anche nei centri abitati. I veicoli a due ruote sono meno visibili, hanno una sagoma ridotta e sono più esposti negli incroci, nelle rotonde e nei sorpassi.
In buona sostanza, in città , con tempo sereno e piena luce, le luci diurne possono bastare sulle auto moderne. Quando la visibilità peggiora la scelta giusta è quella degli anabbaglianti.
Sulle strade extraurbane e sulle autostrade i veicoli a motore devono usare durante la marcia luci di posizione, anabbaglianti e, se prescritte, luci targa e d’ingombro. Di giorno nei casi ordinari le luci di marcia diurna possono essere utilizzate al posto degli anabbaglianti.
In galleria, con pioggia intensa, nebbia, neve, foschia o scarsa visibilità non bastano però le luci diurne. Bisogna accendere gli anabbaglianti perché servono sia a vedere sia a rendere il veicolo visibile anche posteriormente.
In autostrada è un errore viaggiare sotto pioggia o spruzzi d’acqua con le sole luci di marcia. Da davanti il veicolo appare illuminato mentre da dietro può essere quasi invisibile tra acqua nebulizzata, spray sollevato dai camion e cielo scuro.
Da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba bisogna usare le luci previste per la circolazione notturna. In pratica, per un’auto in marcia, la base è composta da luci di posizione, luci targa e anabbaglianti. Non basta accendere le sole luci di posizione.
Gli anabbaglianti vanno comunque regolati. Un faro troppo alto può abbagliare chi arriva in senso opposto mentre un faro troppo basso riduce il campo illuminato e peggiora la sicurezza. Il problema aumenta quando l’auto è carica, perché il posteriore si abbassa e il fascio luminoso tende a salire. Molti veicoli hanno la regolazione manuale dell’altezza fari proprio per questo motivo.
Di notte, inoltre, i fari sporchi perdono efficacia. Polvere, fango, sale, insetti e condensa possono ridurre la luce emessa.
Gli abbaglianti servono quando l’illuminazione esterna manca o è insufficiente e si viaggia fuori dai centri abitati. Sono utili su strade isolate, tratti di campagna, percorsi montani e carreggiate prive di lampioni. Permettono di vedere più lontano, anticipare curve, animali, ostacoli e pedoni. Usati bene aumentano la sicurezza. Usati male diventano una delle luci più fastidiose e pericolose.
Il Codice della Strada impone di passare agli anabbaglianti quando si incrociano altri veicoli, quando si segue un veicolo a breve distanza e in ogni situazione in cui ci sia il rischio di abbagliare altri utenti. Vale anche per chi circola su strade vicine, su binari, su corsi d’acqua o in contesti dove il fascio luminoso può disturbare indirettamente.
Gli abbaglianti possono essere usati anche in modo intermittente per dare avvertimenti utili a evitare incidenti o per segnalare l’intenzione di sorpassare al veicolo che precede. Questo uso è ammesso anche di giorno e anche nei centri abitati, ma va interpretato con equilibrio. Lampeggiare per spingere chi sta davanti o per protestare è aggressività .
Con la nebbia gli abbaglianti sono quasi sempre una pessima idea. Il fascio alto e potente si riflette sulle particelle d’acqua sospese e crea un muro luminoso davanti all’auto In quei casi servono gli anabbaglianti ed eventualmente i fendinebbia.
La guida con scarsa visibilità richiede di vedere, farsi vedere e non abbagliare. In caso di nebbia devono essere accesi forte pioggia, neve o foschia consistente, gli anabbaglianti. Le luci diurne non bastano, perché non attivano il posteriore e non garantiscono la stessa funzione degli anabbaglianti.
I fendinebbia anteriori possono essere usati in sostituzione o a supporto dei proiettori ordinari secondo le condizioni di visibilità e dotazione del veicolo. Il loro fascio basso aiuta soprattutto a leggere i bordi della carreggiata e le linee vicine all’auto.
Il retronebbia va usato quando la visibilità è ridotta, in particolare in caso di nebbia con visibilità inferiore a 50 metri, pioggia intensa o fitta nevicata in atto, se il veicolo ne è dotato. È una luce pensata per far capire a chi segue che davanti c’è un veicolo. Proprio per questo va spenta appena le condizioni migliorano o quando un altro veicolo segue a distanza ravvicinata in coda.
Con la pioggia forte, l’attenzione deve andare anche all’effetto spray. In autostrada o su strade veloci, l’acqua sollevata dagli pneumatici può nascondere quasi completamente un’auto. In quelle condizioni viaggiare con luci posteriori spente è un errore serio. Gli anabbaglianti sono la risposta più sicura.
In galleria le luci devono essere accese anche durante il giorno. Non importa che il tunnel sia illuminato, breve o familiare. L’ingresso in galleria provoca un cambio improvviso di luminosità . L’occhio impiega tempo ad adattarsi e la percezione delle distanze può peggiorare.
La soluzione più prudente è usare gli anabbaglianti. La differenza in galleria riguarda soprattutto chi arriva dietro, chi cambia corsia, chi frena all’improvviso e chi deve valutare rapidamente la posizione degli altri veicoli.
La mancata accensione dei dispositivi previsti dall’articolo152 del Codice della Strada comporta una sanzione amministrativa da 42 a 173 euro. L’uso scorretto degli abbaglianti, disciplinato dall’articolo 153 costa da 87 a 344 euro. Le altre violazioni relative all’uso dei dispositivi di segnalazione visiva e illuminazione comportano una sanzione da 42 a 173 euro.
Alla multa può aggiungersi la decurtazione dei punti. La tabella dell’articolo 126-bis prevede 1 punto per la violazione dell’articolo 152 comma 3, 3 punti per l’articolo 153 comma 10 e 1 punto per l’articolo 153 comma 11.
Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 12:00:49 +0000Da sempre associato nella propria filmografia a ruoli in cui stile e auto incredibili si accostano, Jason Statham porta le proprie passioni anche al di fuori del set. L’attore britannico originario di Shirebrook, diventato una delle stelle più redditizie del cinema action internazionale, ha aggiunto al suo già stratosferico parco auto un nuovo pezzo da museo: una Lamborghini Miura color arancio, comparsa sul suo profilo Instagram.
L’uomo che ha reso celebri i Transporter, ha combattuto con Vin Diesel in Fast & Furious e ha affrontato squali giganti in acque profonde si ritrova ora con uno dei gioielli più rari e costosi della storia dell’automobile tra le mani.
Il garage di Statham è quello di un vip che ama le auto veloci e con un gusto ben definito. Nel suo inventario ci sono due Audi R8 (una bianca e una nera, abbinate come un guardaroba) una Jaguar E-Type e una XJR, una Porsche 911 GT2, una Lamborghini Murciélago LP e un’Aston Martin DBS. Una lista che racconta di un uomo con una predilezione chiara per le sportive britanniche e italiane, con qualche incursione tedesca per bilanciare.
La Lamborghini Miura è uno di quei rari casi in cui storia, design e tecnica si incontrano in un punto irripetibile. Quando venne presentata al Salone dell’automobile di Ginevra nel 1966, fece esattamente quello che le icone vere fanno: lasciò tutti senza parole, e poi si mise a circolare come se niente fosse. Ora viene ricordata come la prima supercar di sempre.
Il merito è diviso equamente tra due giovani ingegneri e un designer altrettanto giovane. Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani furono i tecnici che pensarono la meccanica: un V12 da 3,9 litri da 350 CV montato trasversalmente tra l’abitacolo e l’assale posteriore, uno schema all’epoca inedito per una vettura di serie, mutuato dalle racing car come la Ford GT40 e la Ferrari 250 LM. Tutto completato da un cambio manuale e trazione posteriore, una combinazione che richiedeva un “manico†di livello, come è giusto per un’auto dedicata ai tori da combattimento.
Il design, invece, portava la firma di Marcello Gandini, appena nominato capo del centro stile Bertone in sostituzione di Giorgetto Giugiaro. Aveva poco più di vent’anni. La Miura fu il suo biglietto da visita al mondo, e quel biglietto non aveva bisogno di tante parole.
Guidarla oggi, come dovrà fare Statham, non è esattamente un’esperienza per cuori deboli. Cinquant’anni di storia nel motore, assenza totale di assistenze elettroniche, un volante che parla al guidatore senza filtri. La Miura è un’auto che esige rispetto, proprio come l’animale da cui prende il nome.
Il mercato del collezionismo automobilistico ha le sue leggi, e la Lamborghini Miura ne è forse l’esempio più eloquente. Negli anni la sua quotazione è cresciuta in modo quasi costante, resistendo alle oscillazioni che hanno interessato altri modelli storici e confermandosi come uno degli investimenti più solidi nell’universo delle auto d’epoca.
Le cifre in gioco dipendono da molti fattori: la versione le condizioni di conservazione, la documentazione della storia dell’esemplare, eventuali restauri certificati e la presenza dei componenti originali. Un’unità ben conservata, con storia tracciabile, si avvicina o supera facilmente i 3 milioni di euro nelle aste specializzate. Acquistare una Miura nel 2026 non è solo una dichiarazione di amore o un capriccio da ricco. È un’operazione che, se fatta con cognizione di causa, tende a preservare il valore nel tempo.
Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 11:57:09 +0000La Ferrari Luce è appena entrata nella storia come prima elettrica del Cavallino, e Maranello sta già guardando oltre. Il reparto brevetti del marchio emiliano non ha perso tempo: è stato depositato un nuovo brevetto per un sistema di pannelli solari retrattili pensato per integrare l’efficienza energetica delle vetture a zero emissioni. Non è un progetto di produzione imminente, e non è detto che arrivi mai su un’auto reale. Ma i brevetti Ferrari, come abbiamo imparato con la Luce e con i suoi oltre 60 depositi ufficiali, nascondono sempre grandi aspettative.
La Ferrari Luce ha cambiato le coordinate con cui il mondo guarda al futuro del Cavallino. Prima dell’annuncio, in molti si chiedevano se Maranello avrebbe mai potuto costruire un’auto elettrica senza tradire la propria identità . Oggi quella risposta è arrivata, nel bene o nel male a seconda dei gusti; e il dibattito è ancora aperto. Quel che è certo è che la Luce rappresenta l’inizio di un percorso di ricerca e sviluppo che ha già prodotto soluzioni tecniche inedite, alcune delle quali potrebbero non trovare spazio sulla berlina di punta ma comunque tornare in futuro su altri modelli.
Il dettaglio più interessante del brevetto non è l’esistenza dei pannelli fotovoltaici in sé ma il modo in cui Ferrari li ha concepiti. Il sistema brevettato non integra le celle solari in modo fisso nella carrozzeria o nel tetto, come avviene su alcune vetture di altri marchi. Dai disegni tecnici depositati emerge invece un meccanismo retrattile, con un elemento a forma di “U” che consente di estendere il pannello fotovoltaico quando necessario e di riporlo in uno spazio dedicato all’interno del tetto quando non serve.
Il funzionamento è automatizzato. Il sistema è dotato di sensori in grado di analizzare le condizioni meteorologiche in tempo reale: quando la vettura è parcheggiata all’aperto, con luce sufficiente e condizioni favorevoli, i pannelli si estraggono da soli. Quando le condizioni cambiano o quando l’auto si rimette in moto, il sistema li ripone. Tutto senza intervento del guidatore.
La forma a “U” è probabilmente la risposta ingegneristica alla sfida principale di qualsiasi pannello solare su un’automobile: massimizzare la superficie esposta alla luce senza occupare spazio nel campo visivo del conducente né aggiungere massa aerodinamica durante la marcia.
Va detto che l’idea di integrare pannelli solari su un’auto non è una novità assoluta. Hyundai lo fa già , con sistemi fissi sul tetto di modelli come la Sonata e la Ioniq 5, dove una striscia fotovoltaica contribuisce alla ricarica della batteria in modo passivo durante la sosta. Anche Toyota ha sperimentato soluzioni simili su alcune versioni della Prius. L’approccio Ferrari è però strutturalmente diverso: laddove gli altri hanno integrato celle solari come elemento della carrozzeria Maranello ha scelto di renderle invisibili durante l’uso normale e di attivarle solo quando davvero utile.
Questa scelta ha senso su diversi livelli. Da un lato risponde all’esigenza estetica tipica di Ferrari, che difficilmente potrebbe accettare di avere un pannello solare a vista come elemento del design delle proprie vetture. Dall’altro, un sistema retrattile che si attiva solo in condizioni ottimali potrebbe rivelarsi più efficiente rispetto a uno fisso che raccoglie energia anche in condizioni di luce scarsa o parziale, dove il rendimento delle celle fotovoltaiche cala sensibilmente.
Quello che colpisce, guardando questa serie di brevetti in successione tra la batteria a idrogeno con serbatoio flessibile e ora i pannelli solari retrattili, è la larghezza della ricerca che Maranello sta conducendo.Â
Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 11:02:40 +0000Esiste un carburante che in Italia non ha mai smesso di essere rilevante, anche nei momenti in cui sembrava passato di moda. Il GPL ha attraversato fasi di entusiasmo e di oblio ciclici, ma i numeri dicono che su questo mercato non ha mai perso la presa: sono oltre 2,5 milioni le auto a gas liquido circolanti nel nostro paese, con una quota di mercato che si è mantenuta tra il 7% e il 10% negli ultimi anni. Adesso, con i prezzi alla pompa di benzina e diesel che continuano a muoversi in modo imprevedibile, il GPL sta vivendo un momento di rinnovato interesse e Hyundai ha deciso di coglierlo con una mossa decisa: il rilancio dell’alimentazione a gas liquido su i20, KONA e BAYON, con prezzi identici alle corrispondenti versioni benzina.
La comunicazione ufficiale di Hyundai parla chiaro: con questo annuncio il brand arriva a offrire 8 diverse alimentazioni sull’intera gamma, un record in Europa tra i costruttori di volume. Non è una dichiarazione di principio, ma il risultato di una scelta precisa: non puntare tutto su un’unica tecnologia, ma lasciare al cliente la libertà di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze di vita.
Il contesto in cui arriva questa decisione è quello già citato della volatilità energetica. Chi ha fatto il pieno nelle settimane più critiche della primavera 2026 sa cosa vuol dire trovare la benzina sopra i 2 euro al litro. Il GPL si è mosso in modo molto più stabile, mantenendo un costo chilometrico fino al 40% inferiore rispetto alla benzina. Per chi percorre tanti chilometri all’anno la differenza si traduce in centinaia di euro risparmiate a fine anno. Un ragionamento che molte famiglie stanno ricominciando a fare, e che Hyundai intercetta con tempismo.
Tutti e tre i modelli interessati montano lo stesso propulsore di base: il 1.0 T-GDI bicarburante, capace di funzionare sia a benzina sia a GPL. Su i20 e BAYON la potenza è di 84 CV; sulla KONA sale a 110 CV, coerentemente con il ruolo di SUV compatto che richiede qualcosa in più quando si affronta un sorpasso in autostrada o una salita impegnativa.
La KONA GPL rappresenta la proposta di punta della nuova gamma, anche per il ruolo che questo modello occupa nella storia recente di Hyundai in Italia. È uno dei SUV compatti di segmento B più apprezzati del mercato europeo, con un design che non passa inosservato e una dotazione tecnologica che non fa rimpiangere nulla.
La versione GPL è disponibile in due allestimenti: XTech e Business. L’XTech, con un listino che parte da 27.350 euro, porta in dote una dotazione già molto completa: cerchi in lega da 16″, illuminazione LED su tutto il perimetro, retrocamera con sensori sia anteriori che posteriori, Smart Key con avviamento a pulsante, il sistema Connected Car Navigation Cockpit (ccNC) con quadro strumenti digitale da 12″ e l’intero pacchetto Hyundai SmartSense con i principali sistemi di sicurezza e assistenza alla guida. Praticamente tutto quello che serve per un utilizzo moderno e connesso.
Il Business, da 28.750 euro, aggiunge un secondo strato di comfort e praticità : cerchi da 17″ o 18″, sedile guidatore con supporto lombare elettrico, ricarica wireless dello smartphone, retrovisori ripiegabili elettricamente, sensore pioggia e specchietto interno elettrocromico. È l’allestimento pensato per chi usa la KONA tutti i giorni e vuole sentire il minor numero possibile di piccole scomodità .
La BAYON è il più compatto e giocoso dei tre, un urban SUV di segmento B che ha costruito la sua reputazione sull’agilità cittadina e su un rapporto dotazione-prezzo difficile da ignorare. Con il GPL, diventa ancora più interessante per chi vive in città e percorre molti chilometri nel traffico — esattamente il contesto dove il gas liquido rende di più.
Anche qui due allestimenti, XTech e Business. L’XTech parte da 23.200 euro e include il quadro strumenti digitale con cluster TFT da 4,2 pollici, il sistema di navigazione con touchscreen da 10,25″ con compatibilità Apple CarPlay e Android Auto, i servizi telematici Bluelink, gli aggiornamenti software OTA e il pacchetto SmartSense completo. Non una dotazione entry level: è la configurazione che la maggior parte degli acquirenti sceglierà .
Il Business, da 24.600 euro, aggiunge cerchi in lega da 16″, fari Full LED con la firma luminosa “Seamless Horizon” tipica di Hyundai, il Cluster Supervision digitale da 10,25″, griglia anteriore in Glossy Black e l’illuminazione ambiente. Piccoli dettagli che alzano la percezione di qualità complessiva in modo tangibile.
La i20 è la berlina compatta della famiglia, quella che da generazioni rappresenta l’alternativa coreana alle compatte europee per chi vuole qualcosa di diverso senza rinunciare alla qualità . Design deciso, abitacolo sorprendentemente spazioso, tecnologia di bordo ai livelli più alti del segmento. Il GPL la rende ancora più attraente per chi abita in città ma percorre anche tratte extraurbane.
La motorizzazione GPL è disponibile sull’allestimento Connectline, che è storicamente il più scelto della gamma i20 in Italia — un segnale che Hyundai ha deciso di puntare su chi già conosce e apprezza il modello. L’i20 GPL Connectline parte da 22.250 euro con cambio manuale a 6 rapporti. La dotazione include cerchi in lega da 16″, il cluster Supervision TFT LCD da 10,25″, navigazione con touchscreen da 10,25″ compatibile con CarPlay e Android Auto, Bluelink®, aggiornamenti OTA, Bluetooth con riconoscimento vocale e comandi audio integrati nel volante.

Il lancio della gamma GPL in Italia non è l’unico capitolo della storia recente di Hyundai nel segmento delle compatte. In contemporanea il brand coreano ha presentato in Brasile la nuova generazione della i20, un modello sviluppato specificamente per il mercato latinoamericano dove la gamma i20 ha una presenza consolidata e dove le preferenze di stile e dotazione sono sensibilmente diverse da quelle europee.
La versione brasiliana della nuova i20 porta in dote un design rinnovato con elementi stilistici che guardano al resto della gamma Hyundai. Spiccato family feeling dato dalla firma luminosa frontale a stella e posteriore a tutta lunghezza, l’interno che avvicina un passo in più l’ideale premium e una dotazione ricca già dalla base di partenza di circa 17 mila euro al cambio.
Mentre in Italia la i20 si riposiziona con il GPL per rispondere alle esigenze di risparmio dei consumatori europei, in Brasile il brand lavora su un pubblico che chiede robustezza e modernità . Due approcci diversi per due mercati diversi, ma entrambi costruiti attorno alla stessa strategia multi-energia e multi-mercato che Hyundai ha fatto propria negli ultimi anni con sempre maggiore coerenza.
Data articolo: Wed, 17 Jun 2026 10:27:47 +0000