Oggi è Lunedi' 27/04/2026 e sono le ore 12:19:21
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Oggi è Lunedi' 27/04/2026 e sono le ore 12:19:21
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Nostra publicità
Compra su Vinted
Compra su Vinted
Un’auto alla Milano Design Week? Ebbene sì, da sempre l’automotive ha unito performance e bellezza, che in una parola si racchiude in “design†appunto: la forma al servizio delle prestazioni. Così la Alpine, durante la settimana più prestigiosa dell’anno per il design internazionale, ha presentato la nuova Alpine A390 che amplia il park delle elettriche con una sport fastback pensata per coniugare prestazioni e utilizzo quotidiano.
Dicevamo di performance e design, così la presentazione della Alpine A390 ha avuto tre ospiti di eccellenza per raccontare questo connubio perfetto: Mara Sangiorgio, giornalista F1 di SkySport; Davide Valsecchi, ex pilota e oggi commentatore F1; Marco Piva, architetto e designer milanese tra i più noti nel mondo del design.
Il tutto si è tenuto nel centralissimo Atelier Alpine Lounge, all’ombra delle architetture di piazza Gae Aulenti, spazio pensato come punto di incontro tra cultura progettuale e automotive. Il modello della A390 è stato esposto in anteprima nazionale, diventando il fulcro di un dialogo più ampio sul rapporto tra estetica e tecnica.
E il dialogo tra Marco Piva e Davide Valsecchi si è concentrato proprio su questo mix fondamentale. Infatti, il confronto ha messo in evidenza come il design automobilistico contemporaneo non possa più essere letto solo in chiave formale, ma debba integrare funzione, ergonomia e componente emozionale.
Ovviamente, la presenza di Alpine alla Design Week conferma come la casa di Strasburgo voglia andare oltre il prodotto automobilistico, puntando a inserirsi nel dibattito culturale sul design contemporaneo.
Entriamo ora negli aspetti più tecnici e pratici della Alpine A390. Il modello nasce con l’obiettivo di trasferire il piacere di guida tipico del marchio in una configurazione più versatile. Si tratta di una sport fastback a cinque posti lunga 4,615 metri, progettata su piattaforma elettrica AmpR Medium e sviluppata interamente in Francia.
Dal punto di vista tecnico, l’elemento distintivo è l’architettura a tre motori elettrici: uno anteriore e due posteriori. Questa configurazione consente la trazione integrale AWD e l’introduzione dell’Alpine Active Torque Vectoring, sistema che gestisce in modo attivo la distribuzione della coppia tra le ruote per migliorare agilità e stabilità .
Le prestazioni collocano A390 in una fascia elevata del segmento:
L’autonomia, grazie a una batteria da 89 kWh sviluppata con Verkor, raggiunge fino a 555 km nel ciclo WLTP, mentre la ricarica rapida in corrente continua arriva a 190 kW.
Sul piano del design, la vettura combina proporzioni da coupé con una maggiore abitabilità interna. Elementi come la firma luminosa “Cosmic Dustâ€, i dettagli aerodinamici e le linee scolpite della carrozzeria contribuiscono a definire un’identità visiva fortemente riconoscibile.

All’interno, l’abitacolo è orientato al conducente, con doppio display digitale e comandi ispirati alla Formula 1, tra cui i pulsanti per la gestione della rigenerazione e della funzione overtake. L’esperienza di guida è supportata da sistemi avanzati di assistenza e da soluzioni digitali come Alpine Telemetrics.
| Lunghezza | 4,615 m |
| Larghezza | 1,885 m |
| Altezza | 1,532 m |
| Passo | 2,708 m |
| Peso | da 2.121 kg |
| Motorizzazione | 3 motori elettrici (AWD) |
| Potenza | 400–470 CV |
| Coppia | fino a 808 Nm |
| Batteria | 89 kWh |
| Autonomia | 520–555 km WLTP |
| Ricarica DC | fino a 190 kW |
| 0-100 km/h | 3,9 – 4,8 s |
| Velocità massima | 200 – 220 km/h |
| Bagagliaio | 532 litri |
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 09:52:35 +0000
Oggi, 27 aprile 2026, il traffico autostradale in Italia presenta alcune situazioni di rilievo, tra cui una lunga coda di 13 km sulla A12 tra Rapallo e Genova Nervi dovuta al ripristino di un incidente, e la chiusura dell’allacciamento sulla A9 tra il bivio A9-A36 Pedemontana per un incidente. Questi eventi influenzano la viabilità nelle rispettive aree, con diversi rallentamenti e interventi in corso per garantire la sicurezza e la regolarità del traffico.
11:01 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Traffico Rallentato traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 267.0 al chilometro 275.0 per una lunghezza di 8.0 km.
10:55 – Bivio A1-Variante e Sasso Marconi
Traffico Rallentato traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 210.5 al chilometro 211.0 per una lunghezza di 0.5 km.
10:12 – Basso Lodigiano e Bivio A1/Fine Complanare Piacenza
Traffico Rallentato per lavori
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 56.1 al chilometro 49.7 per una lunghezza di 6.4 km.
10:59 – Rapallo e Genova Nervi
Coda per ripristino incidente di 13 km
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Nervi. Uscita consigliata provenendo da Livorno: Rapallo.
10:49 – Rimini Nord e Rimini Sud
Coda per safety car
Direzione Bologna
La tratta interessata va dal chilometro 119.8 al chilometro 123.0 per una lunghezza di 3.2 km.
10:15 – Bussi-Popoli e Torre de’ Passeri-Casauria
Vento Forte
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 157.2 al chilometro 149.9 per una lunghezza di 7.3 km.
10:10 – Bivio A9-A36 Pedemontana (provenendo da Como)
Allacciamento chiuso per incidente
Direzione Lainate
La tratta è chiusa al traffico verso Cassano Magnago.
10:10 – Bivio A9-A36 Pedemontana (provenendo da Lainate)
Allacciamento chiuso per incidente
Direzione Svizzera
La tratta è chiusa al traffico verso Cassano Magnago.
09:11 – Boara e Terme Euganee
Traffico Rallentato per veicolo fermo o avaria
Direzione Padova
La tratta interessata va dal chilometro 89.2 al chilometro 88.0 per una lunghezza di 1.2 km.
09:29 – Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.
11:02 – Ovada e Novi Ligure
Coda per safety car
Direzione Genova Voltri
Scorta veicoli tra chilometro 39.2 e chilometro 43.0 per una lunghezza di 3.8 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 09:08:00 +0000Terremoto nel mondo delle hypercar. Porsche ha reso ufficiale l’uscita definitiva da Bugatti, in segno di continuità con il piano di “snellimento” aziendale che l’amministratore delegato Michael Leiters aveva già anticipato lo scorso 11 marzo.
Dopo quasi quarant’anni, segnati da alti e bassi, il legame arriva alla fermata finale come comunicato direttamente da Bugatti Rimac, la joint-venture nata nel 2021 nella quale erano confluiti l’eccellenza artigianale di Molsheim e l’innovazione elettrica del gruppo croato guidato da Mate Rimac. A rilevare le quote di Porsche è un consorzio di investitori internazionali guidato da Hof Capital, società di investimento newyorkese che vanta tra i suoi fondatori un esponente della dinastia miliardaria egiziana Sawiris.
Sebbene i termini economici del deal restino protetti dal segreto professionale, le valutazioni circolate negli ultimi mesi rendono l’idea della portata dell’affare: a dicembre Bloomberg parlava di un valore per Bugatti superiore al miliardo di euro. L’uscita di scena dei tedeschi prevede il passaggio del 45% delle quote di Bugatti Rimac e del 20,6% del Gruppo Rimac nelle mani dei nuovi partner strategici.
Nel cuore dell’operazione si inserisce anche BlueFive Capital, fondo di private equity con base ad Abu Dhabi, pronto a fare squadra con vari investitori istituzionali tra Usa ed Europa. La tabella di marcia mira a consegnare a Mate Rimac il controllo totale della joint-venture entro la fine del 2026, così da garantire a Bugatti l’agilità utile a reggere l’impatto delle sfide future.
In casa Porsche la mossa non è un ripiegamento, quanto piuttosto una scelta tattica. Michael Leiters ha voluto sottolineare come l’uscita serva a liberare risorse ed energie per il costruttore di Stoccarda:
“Con la costituzione della joint venture Bugatti Rimac insieme al Gruppo Rimac abbiamo gettato con successo le basi per il futuro di Bugattiâ€
Leiters ha inoltre rivendicato il ruolo di “mentore” tecnologico ricoperto da Porsche in questi anni, permettendo alla tecnologia croata di scalare i vertici del mercato globale.
“In qualità di investitore di prima ora nel gruppo Rimac, Porsche ha contribuito in modo significativo a trasformare Rimac Technology in un’azienda affermata nel settore delle tecnologie automobilistiche di primo livello. Ora intendiamo concentrarci sul nostro core businessâ€
L’addio di Porsche chiude una parabola iniziata nel settembre del 1988. Fu Ferdinand Piëch, l’allora visionario numero uno di Volkswagen e nipote di Ferdinand Porsche, a volere fortemente l’acquisizione del marchio alsaziano. Piëch aveva un chiodo fisso: dimostrare che era possibile costruire un’auto di serie capace di superare i 1.000 CV e abbattere il muro dei 400 km/h, obiettivo centrato con la Veyron e la Chiron, i modelli della rinascita che hanno ricollocato Bugatti ai vertici del sogno automobilistico.
Il compito di traghettare il mito fondato nel 1909 dall’emigrato italiano Ettore Bugatti verso l’era post-combustione spetterà ora a Mate Rimac e ai suoi nuovi partner finanziari. Si chiude dunque un capitolo fondamentale della storia delle quattro ruote: Stoccarda torna a casa, focalizzata sulle sue radici, mentre a Molsheim inizia una nuova, elettrizzante avventura lontano dall’ombra del colosso tedesco. La corsa verso il primato assoluto delle prestazioni riparte oggi.
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 09:06:30 +0000Una nuova tempesta si abbatte sul mercato energetico. La crisi in Medio Oriente e l’escalation in Iran di fine febbraio stanno avendo delle ripercussioni anche sui distributori italiani. Mentre i prezzi della benzina continuano a salire, gli italiani si trovano a fare i conti con una riflessione forzata: tra nuove abitudini di risparmio e la tentazione di abbandonare i motori tradizionali, la nostra mobilità è davanti a un bivio.
Secondo una recente indagine di Eumetra, prevale un sentimento di preoccupazione lungo lo Stivale. L’instabilità internazionale alimenta il timore di una crisi energetica prolungata, capace di abbattersi direttamente sul costo della vita: ben l’84% degli italiani guarda con attenzione al rincaro dei beni alimentari, seguito a ruota dall’ansia per l’impennata delle bollette e del prezzo dei carburanti, indicato dall’80% degli intervistati.
Non tutti gli italiani temono la crisi allo stesso modo. Se la sensibilità ai prezzi dei beni di consumo domina le regioni del Nord-Est, nel Mezzogiorno e nelle Isole l’apprensione riguarda le eventuali misure di austerity, dalle domeniche ecologiche ai limiti ai viaggi. In questo scenario, però, spicca la reale intenzione di cambiare marcia: quasi la metà dei conducenti (il 40%) dichiara infatti di voler limitare i propri spostamenti in auto. La propensione al risparmio è sensibilmente più alta tra gli over 55 e gli uomini, pronti a modificare la propria routine quotidiana.
In parallelo all’impennata delle quotazioni di benzina e gasolio, si è diffusa sui media una narrazione suggestiva: lo shock energetico avrebbe iniziato a spingere gli italiani (e gli europei) verso l’auto elettrica. Alcune testate internazionali hanno parlato di un “vincitore silenzioso” che cresce sulle macerie della crisi petrolifera, ma la situazione non è così di facile lettura.
Nonostante la quota delle elettriche in Italia sia salita all’8,70% a marzo rispetto al mese precedente, la tesi di una reazione emotiva ai fatti dell’Iran non regge. Il mercato ha inerzie profonde e, per interpretare queste cifre senza farsi trarre in inganno, occorre considerare i tempi lunghi che passano tra l’ordine in concessionaria e l’immatricolazione. Le vetture consegnate nel mese scorso, infatti, costituiscono il risultato di trattative concluse ben prima, quando il contesto era di relativa stabilità , molto diverso dal clima di emergenza energetica attuale.
Inoltre, bisogna fare i conti con la logistica: i tempi medi di consegna si aggirano sui 41 giorni, dunque le auto nuove sono il frutto di scelte prese un mese e mezzo fa, il che scollega le vendite attuali dai terremoti geopolitici dell’ultima ora. D’altronde, la spinta nel mercato italiano non arriva dal barile di petrolio, ma dal pacchetto di incentivi statali lanciato lo scorso ottobre. I voucher hanno agito da propulsore per le immatricolazioni di questa primavera, confermandosi un motore decisamente più efficace rispetto a qualsiasi rincaro alla pompa.
Anche allargando lo sguardo all’Europa, la tesi di una “corsa alle armi” elettrica dettata dalla paura vacilla. Se è vero che la quota continentale di EV ha raggiunto il 21,76% a marzo, i dati dell’Associazione europea dei costruttori mostrano che l’incremento rientra in un trend strutturale che dura da oltre un anno. Il mercato EV cresce in modo costante e organico, senza farsi condizionare troppo dalle fiammate speculative causate dalle guerre, ed è emblematico il calo in Paesi come la Spagna o l’Inghilterra. Insomma, la facilità di ricarica e gli incentivi territoriali contano molto più del resto.
Con l’arrivo di maggio scade il taglio delle accise che finora ha alleggerito benzina e gasolio di oltre 24 centesimi al litro. Nonostante le pressioni per un ulteriore rinnovo della misura, l’incertezza regna sovrana e le previsioni sono poco rassicuranti: se non si trova il modo di bloccare i prezzi, l’Italia rischia di finire maglia nera in Europa per il costo del diesel.
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 08:17:36 +0000Dopo quasi un mese di pausa i motori della MotoGP sono tornati a rombare a Jerez de la Frontera, per il Gran Premio di Spagna, prima sfida europea del 2026. I fari sono subito stati puntati sui fratelli Marquez. Alex, nel 2025, ha conquistato la sua prima vittoria nella classe regina sul tracciato iberico e ha approcciato in modo positivo la giornata di venerdì di prove.
A dettare il passo è stato Fabio Di Giannantonio del Pertamina Enduro VR46, davanti a tutti in FP1 grazie a un 1’36â€954 registrato nell’ultimo run con gomme medie nuove. Il romano è stato il primo e l’unico a scendere sotto il muro dell’1’37, con un vantaggio di 288 millesimi sul teammate Franco Morbidelli. Diversi top rider hanno preferito evitare il time-attack, scegliendo di concentrarsi sul passo gara. Alle spalle delle Desmosedici del team VR46 si è classificato Alex Marquez, terzo a 0.378, e soprattutto Marco Bezzecchi, quarto con l’Aprilia, apparsa meno performante rispetto alle prime uscite stagionali.
Il pilota romagnolo, primo in classifica mondiale, ha avuto un approccio ragionato cercando di uscire sulla lunga distanza. Marc Marquez, chiamato a una rinascita dopo l’inizio opaco di 2026, ha tenuto botta nelle prove libere evitando rischi. Deludente Jorge Martin, scivolato nel corso della mattinata di venerdì, nel confronto con il compagno di squadra.
Nelle qualifiche, al termine di un turno condizionato dalla pioggia, si è confermato competitivo e ha strappato il miglior tempo Marc Marquez. Su asfalto scivoloso il numero 93 ha dimostrato di essere ancora il migliore della griglia, stampando il suo 1’40â€087. L’esperto Johann Zarco e il giovane Pedro Acosta hanno entusiasmato le folle. Il francese della Honda ha dato filo da torcere al campione in carica fino all’ultima curva. Prima fila completata per appena 18 millesimi da Fabio Di Giannantonio, davanti a Marco Bezzecchi, comunque ottimo quarto. Dalla seconda fila sono scattati anche Alex Marquez e Pedro Acosta.
Allo spegnimento dei semafori il poleman della Ducati è riuscito a tenersi stretta la prima posizione, mentre Johann Zarco sulla Honda satellite ha fatto un po’ da tappo. Il primo highlight lo hanno regalato Jorge Martin e Alex Marquez che si sono sopravanzati, ma il madrileno ha avuto un problema tecnico all’impianto frenante ed è stato costretto al ritiro. Alex, una volta liberatosi di Zarco e degli altri pretendenti, si è messo all’inseguimento del fratello e lo ha scavalcato a 5 giri dalla fine. Il campione del mondo, complice la pioggia, è scivolato nella tornata successiva e si è catapultato con scaltrezza ai box per cambiare rapidamente la Rossa.
Alex è caduto, mentre Fabio Di Giannantonio e Raul Fernandez hanno resistito prima dell’ingresso in pit lane. Sotto il diluvio si sono ritrovati Marc Marquez e Pecco Bagnaia nelle prime posizioni. Lo spagnolo ha scavalcato l’italiano e con le rain non ha avuto timori a conquistare la sfida breve. Alle sue spalle si è classificato Nuvola Rossa, miglior risultato stagionale, davanti a Franco Morbidelli, Brad Binder e Fabio Di Giannantonio. Fuori dai punti le due Aprilia.
Marc Marquez ha provato a replicare il successo nella sfida domenicale, ma la fuga sull’asciutto è durata pochissimo. Dopo essere stato sverniciato da suo fratello Alex ha perso il controllo della sua Ducati ed è finito in ghiaia. Moto distrutta e distacco dal leader che si è fatto ancor più pesante (-44). Alex Marquez senza preoccuparsi troppo di Bezzecchi e Di Giannantonio ha strappato in scioltezza la sua quarta vittoria in MotoGP, la prima del 2026.
Il romagnolo dell’Aprilia ha fatto il ragioniere, precedendo Fabio Di Giannantonio. Per il team factory della Ducati si è conclusa un’altra domenica disastrosa con Bagnaia costretto al ritiro per un inconveniente. Ai microfoni di Sky il torinese ha dichiarato:
“Il team sta lavorando e guardando il tutto. C’è stato un inconveniente tecnico al davanti. Però siamo piuttosto sicuri che sia un qualcosa che difficilmente potrà risuccedere. Il passo non era male fin quando l’inconveniente non è andato a peggiorare. Già in partenza non era il massimo, faticavo abbastanza a ridurre velocità . Più andavo avanti e peggio è andato fin quando non mi riuscivo più a fermareâ€.
Fratelli Marquez: 10 – In giornate diverse vanno premiati entrambi. Marc ha dimostrato la sua scaltrezza nella SR, tenendo la moto accesa dopo la caduta, tagliando la piazzola di ingresso della pit lane per cambiare la Desmosedici e trionfare con un sorpasso sul bagnato spettacolare su Bagnaia. Il giorno dopo Alex si è preso la responsabilità di fare il fratello maggiore e ha vinto con merito senza sbavature. Jerez per il secondo anno di fila si conferma la tappa preferita del rider del team Gresini Racing che si è rilanciato in classifica mondiale dopo un pessimo inizio di 2026.
Marco Bezzecchi: 8 – Nel Gran Premio parte bene e sceglie di gestire con oculatezza le mescole. Quando vede il campione in carica cadere sceglie di non impensierire Alex per evitare rischi. Un secondo posto, dopo 5 successi di fila, che vale come un trionfo. Su una pista non adatta alla sua Aprilia consolida la leadership.
Fabio Di Giannantonio: 7 – Continua la striscia di risultati positivi del romano che in classifica è il primo dei ducatisti a 30 punti da Bezzecchi. Il rider del team VR46 ha lottato e con merito si è preso la medaglia di bronzo in Spagna. La sua conferma nel team VR46 è sempre più vicina.
Pedro Acosta: 5 – Nel GP di casa ci si attendeva una performance d’autore. Non ha brillato né in una caotica Sprint Race né nella tappa domenicale. La KTM è parsa decisamente più fluida nelle mani di Enea Bastianini che sta cercando una sella in ottica 2027.
Fermin Aldeguer: 4 – Inizio di stagione opaco del talentino iberico del team Gresini Racing. Prova un azzardo folle a stare fuori con mescole slick sul bagnato nella SR e conclude la gara al nono posto a meno di 20 secondi dal teammate vincitore. Il promesso sposo del team VR46 dovrà ritrovare il ritmo giusto nelle prossime uscite.
Luca Marini: 3 – Partiva già da una posizione attardata, ma 13 secondi da Zarco (settimo al traguardo) sono tanti da uno con la stessa moto. Rimane un mistero come il francese, autore di una splendida qualifica, sia finito per essere confinato nel team satellite LCR. Stesso voto e discorso potrebbe essere esteso a Joan Mir che nel GP di casa strappa appena 1 punto.
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 06:54:10 +0000Il giorno 27 aprile 2026 sono previsti in Italia quattro scioperi relativi al settore dei trasporti pubblici locali, che coinvolgono diverse regioni e province. L’articolo offre un quadro completo e aggiornato sui principali scioperi annunciati per questa data, con dettagli su orari, società e sindacati coinvolti. Di seguito vengono riportate tutte le informazioni utili per chi si sposta nelle aree interessate.
Nella provincia di Bari è previsto uno sciopero del personale della Soc. STP di Bari. La mobilitazione coinvolge il trasporto pubblico locale e avrà una durata di 4 ore: dalle 17.30 alle 21.30. Allo sciopero, di rilevanza locale, aderiscono le sigle sindacali OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nel territorio di Cosenza è stato proclamato uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della Soc. IAS Autolinee di Corigliano-Rossano. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale e vede l’adesione dei sindacati RSA FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nella provincia di Firenze, area di rilievo territoriale per tutta la regione Toscana, è previsto uno sciopero della durata di 4 ore: dalle 17.30 alle 21.30. Coinvolge il personale della Soc. Autolinee Toscane – bacino di Firenze. Lo sciopero è stato indetto dal sindacato OSP COBAS Lavoro Privato.
A Napoli è stato proclamato uno sciopero di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30 che coinvolge il personale della Soc. AIR Campania di Napoli per il trasporto pubblico locale. A indire la protesta è il sindacato OSR USB Lavoro Privato.
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 06:00:00 +0000Nel mese di aprile 2026 sono numerosi gli scioperi che interesseranno il settore dei trasporti in Italia, con impatti sia a livello nazionale che locale. In questo articolo trovi il calendario aggiornato con tutte le date, le città e le categorie coinvolte negli scioperi previsti, con informazioni dettagliate sugli orari e sui settori interessati. Presta particolare attenzione alle date se viaggi per lavoro o studio, poiché potrebbero verificarsi disagi nei servizi di trasporto pubblico locale, ferroviario e merci.
Italia (nazionale): Sciopero di 4 ore nel trasporto aereo per il personale delle società ENAV e Techno Sky dalle 13.00 alle 17.00. Coinvolge anche il personale ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano (stessa fascia oraria). Sindacati coinvolti: UILT-UIL, ASTRA, FAST-CONFSAL-AV.
Napoli: Sciopero interregionale, personale ENAV Aeroporto di Napoli, dalle 13.00 alle 17.00. Sindacati: RSA UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV.
Veneto, Umbria e Campania: Sciopero regionale TPL Busitalia Sita Nord, durata 4 ore dalle 20.01 alle 24.00. Sindacati: USB LAVORO PRIVATO, ADL COBAS.
Italia (nazionale): Due scioperi nel settore ferroviario della durata di 24 ore che coinvolgono il personale RFI negli impianti di manutenzione infrastrutture. Sindacati: Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI, Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.
Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): Sciopero del TPL di 4 ore dalle 10.57 alle 14.57 per personale IAS Autolinee. Sigle: RSA FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Napoli (Campania): Sciopero TPL locale di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 (personale EAV). Sindacato: ORSA Autoferro TPL.
Udine (Friuli-Venezia Giulia): Sciopero TPL, fascia urbana 17.30-21.29, extraurbana 17.15-21.14, personale ARRIVA Udine. Sindacato: ASI-AU.
Italia: Sciopero nazionale di 4 ore inizio turno, settore appalti ferroviari (personale Elior Ristorazione). Sindacato: COBAS Lavoro Privato.
Brescia (Lombardia): Sciopero personale carico/scarico merci aeroporto (GDA Handling) 24 ore dalle 00.00 alle 23.59. Sindacato: USB Lavoro Privato.
Sicilia (tutte le province): Sciopero regionale autotrasporto merci c/terzi, 120 ore dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile. Sindacato: Comitato Trasporto Siciliano.
Milano (Lombardia): Sciopero TPL Addabus, 4 ore dalle 08.45 alle 12.45. Sindacati: OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Stretto di Messina (Sicilia): Sciopero marittimo personale Blujet 8 ore, 09.01-17.01. Sigle: OSP FILT-CGIL, UILT-UIL.
Firenze (Toscana): Sciopero TPL Gest di Firenze, 4 ore dalle 13.00 alle 17.00 (personale Gest). Sindacato: Osp Cobas Lavoro Privato.
Frosinone (Lazio): Sciopero TPL locale, 24 ore, personale Cialone Tour. Sindacato: USI CTS.
Calabria (tutte le province): Sciopero ferroviario personale RFI da 10.00 a 17.59. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.
Milano (Lombardia): Sciopero TPL gruppi ATM Milano. ATM, NET Trezzo: dalle 8.45 alle 15.00; NET Monza: 14.50-18.50; Funicolare Como Brunate: 8.30-16.30. Sindacato: CONFIAL-TRASPORTI.
Italia: Sciopero nazionale trasporto merci dalle 00:00 del 20 aprile alle 24:00 del 25 aprile (144 ore consecutive). Sindacato: TRASPORTOUNITO.
Bari (Puglia): Nella città di Bari è indetto uno sciopero del personale della Soc. STP di Bari. La mobilitazione per il trasporto pubblico locale durerà 4 ore: dalle 17.30 alle 21.30. Sindacati: OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Cosenza (Calabria): Sciopero locale di 24 ore per il personale della Soc. IAS Autolinee di Corigliano-Rossano. Sindacati: RSA FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Firenze (Toscana): Sciopero della durata di 4 ore: dalle 17.30 alle 21.30 da parte del personale della Soc. Autolinee Toscane – bacino di Firenze. Sindacato: OSP COBAS Lavoro Privato.
Napoli (Campania): Sciopero di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30 per il personale della Soc. AIR Campania di Napoli. Sindacato: OSR USB Lavoro Privato.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 27 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 25 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 24 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 06:00:00 +0000Oggi, 27 aprile 2026, lungo la rete autostradale pubblichiamo i prezzi medi ufficiali dei carburanti più recenti disponibili e rilevati dall’Osservatorio del Mimit. In basso trovi la tabella con i valori aggiornati all’ultima rilevazione, utile per orientare rifornimenti e spese di viaggio. Il prezzo alla pompa nasce da due componenti principali: la quota industriale (che include il costo della materia prima e il margine della filiera distributiva) e la componente fiscale, composta da accise e Iva. Più sotto spieghiamo nel dettaglio come si scompone il costo di benzina e gasolio e quali fattori muovono le variazioni quotidiane.
Ultimo aggiornamento prezzi: 26-04-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.789 € |
| Gasolio | SELF | 2.118 € |
| GPL | SERVITO | 0.900 € |
| Metano | SERVITO | 1.597 € |
Nel caso della benzina, il prezzo finale che l’automobilista paga alla pompa è il risultato dell’equilibrio tra componente fiscale e componente industriale. La parte fiscale pesa per il 58% del totale e si compone di accise e Iva: due voci che non dipendono direttamente dagli operatori ma dalle decisioni del legislatore e dall’andamento del prezzo prima dell’imposta. La componente industriale vale il restante 42% e si articola in due blocchi. Il primo è il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo: qui incidono le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi (in particolare i mercati mediterranei e del Nord Europa) e il cambio euro/dollaro, perché il greggio e i derivati sono scambiati in dollari e una moneta europea più debole rende più costosi gli approvvigionamenti. Il secondo blocco è il margine lordo della filiera, pari al 12%: in questa quota rientrano logistica, stoccaggio, trasporto, costi operativi della rete e l’utile dell’operatore. È su questo margine che i gestori e le compagnie possono intervenire, entro limiti di sostenibilità e concorrenza, per modulare il prezzo alla pompa in funzione di domanda, strategie commerciali, area geografica e livello di servizio (per esempio differenze tra self e servito). Nel complesso, quando salgono le quotazioni o il dollaro si rafforza, cresce la parte industriale; quando variano aliquote o basi imponibili, cambia la parte fiscale.
Per il gasolio, la struttura è analoga ma con pesi diversi. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale pesa il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45%: è la quota più sensibile alle oscillazioni delle quotazioni internazionali dei distillati medi e all’effetto del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare le variazioni espresse in dollari quando vengono convertite in euro. Il margine lordo, pari al 10%, copre costi logistici e operativi della distribuzione, oltre al profitto degli operatori: su questa leva è possibile agire per differenziare i prezzi tra aree, marchi e canali (self o servito), in risposta alla concorrenza locale, ai flussi di traffico e ai costi specifici delle stazioni autostradali. Il quadro complessivo significa che, sul gasolio, gli shock sulle quotazioni o sulla valuta hanno un impatto relativamente maggiore rispetto alla benzina perché la materia prima pesa di più. Viceversa, eventuali modifiche fiscali incidono in proporzione minore sul prezzo finale rispetto alla benzina. In pratica, la dinamica quotidiana del gasolio riflette soprattutto i movimenti dei mercati internazionali e del cambio, mentre la marginalità della rete aiuta a smussare o amplificare in parte gli impulsi di breve periodo.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.742 per la benzina, 2.063 per il diesel, 0.809 per il gpl, 1.587 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.059 |
| Benzina | SELF | 1.738 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.511 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.075 |
| Benzina | SELF | 1.765 |
| GPL | SERVITO | 0.767 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.081 |
| Benzina | SELF | 1.768 |
| GPL | SERVITO | 0.857 |
| Metano | SERVITO | 1.757 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.073 |
| Benzina | SELF | 1.756 |
| GPL | SERVITO | 0.831 |
| Metano | SERVITO | 1.645 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.052 |
| Benzina | SELF | 1.742 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.543 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.060 |
| Benzina | SELF | 1.736 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.549 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.073 |
| Benzina | SELF | 1.746 |
| GPL | SERVITO | 0.791 |
| Metano | SERVITO | 1.544 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.049 |
| Benzina | SELF | 1.732 |
| GPL | SERVITO | 0.787 |
| Metano | SERVITO | 1.691 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.060 |
| Benzina | SELF | 1.737 |
| GPL | SERVITO | 0.872 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.056 |
| Benzina | SELF | 1.729 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.559 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.046 |
| Benzina | SELF | 1.725 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.072 |
| Benzina | SELF | 1.761 |
| GPL | SERVITO | 0.812 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.059 |
| Benzina | SELF | 1.727 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.569 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 1.750 |
| GPL | SERVITO | 0.776 |
| Metano | SERVITO | 1.638 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.076 |
| Benzina | SELF | 1.741 |
| GPL | SERVITO | 0.859 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.071 |
| Benzina | SELF | 1.751 |
| GPL | SERVITO | 0.820 |
| Metano | SERVITO | 1.816 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.065 |
| Benzina | SELF | 1.734 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.603 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.074 |
| Benzina | SELF | 1.748 |
| GPL | SERVITO | 0.807 |
| Metano | SERVITO | 1.554 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.055 |
| Benzina | SELF | 1.738 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
| Metano | SERVITO | 1.546 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.068 |
| Benzina | SELF | 1.745 |
| GPL | SERVITO | 0.874 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 aprile 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.048 |
| Benzina | SELF | 1.731 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
| Metano | SERVITO | 1.514 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 06:00:00 +0000Per mettersi alla guida di un’auto è necessario superare l’esame di guida, con una prova scritta e una prova pratica. I dati elaborati da Asaps (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale) e basati sui numeri forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti forniscono un quadro aggiornato sull’esame in questione.
In particolare, l’analisi mette in evidenza come il 2025 sia stato un anno da record per quanto riguarda il numero di candidati che hanno tentato di superare l’esame sostenendo prima la teoria e poi la pratica. C’è un altro record da tenere in considerazione: una fetta considerevole di candidati, infatti, non riesce a superare l’esame.
Come confermano i dati, quindi, lo scorso anno un quarto dei candidati è stato bocciato. Ci sono poi sostanziali differenze a livello regionale e provinciale. Andiamo ad analizzare i numeri forniti per evidenziare i trend principali.
Il 2025 sarà ricordato come un anno da record per l’esame di guida. Le prove sostenute nel corso dei dodici mesi, infatti, sono state 2.314.213. Si tratta di un incremento del 3% rispetto ai dati raccolti nel corso del 2024. C’è, però, un elemento da mettere in evidenza in modo particolare. In un caso su quattro, infatti, è scattata la bocciatura con il candidato che non è riuscito a raggiungere il punteggio minimo della prova teorica oppure non ha superato l’esame di guida.
Secondo quanto emerso dai dati, infatti, gli idonei sono stati 1.696.005, pari al 73,29%, mentre i respinti sono stati 618.208, pari al 26,71%. Ricordiamo che già in passato era stato registrato un record di bocciati. Da segnalare che, in totale, i candidati che hanno sostenuto esami per ottenere le varie tipologie di patenti sono stati 2.222.717, che hanno seguito percorsi didattici tramite le scuole-guida. Questo gruppo rappresenta il 96,05% del totale. Ci sono poi da considerare anche  91.491 candidati che hanno tentato l’esame da privatisti (3,95%).
Ricordiamo che di recente l’esame di guida è cambiato, con una serie di novità pensate per migliorare la preparazione dei candidati. In ogni caso, è sempre possibile adottare alcuni trucchi per prepararsi al meglio e per poter affrontare l’esame nel migliore dei modi, riducendo il rischio di bocciatura.
Per quanto riguarda l’analisi regionale, invece, le regioni con il più alto numero di candidati nel corso del 2025 sono state Lombardia (383.504), Campania (228.950) e Lazio (221.738). In tema di bocciature, le regioni dove superare l’esame è più difficile e, quindi, dove la percentuale di bocciati è più alta sono state la Sardegna (36,44%), la Provincia Autonoma di Trento (33,72%) e la Liguria (32,98%). La percentuale più bassa di bocciature viene registrata in Sicilia (18,62%), Puglia (21,60%) e Calabria (22,99%).
Passando all’analisi provinciale, invece, la percentuale più alta di bocciati viene registrata a Sassari (39,77%). Sul podio ci sono anche Cagliari (36,67%) e Ravenna (35,67%). La percentuale più bassa di bocciati, invece, è stata registrata a Messina (84,72%) seguita da Ragusa (84,53%) ed Enna (83,61%). Complessivamente, tra le dieci migliori province, per percentuale di promossi ne troviamo otto del Sud Italia, una del Centro (Chieti che ha superato il 79%) e una del Nord Italia (Sondrio che ha superato l’80%).
Data articolo: Mon, 27 Apr 2026 05:30:33 +0000Portabandiera azzurra ai Giochi Olimpici, Arianna Fontana ha regalato prove di supremazia tecnica impossibili da cancellare, e anche in auto la pattinatrice tira fuori la sua personalità vincente. La campionessa è il volto dell’Abarth 600e Competizione Edizione Milano Cortina 2026, una serie ultra-limitata in soli 50 esemplari che celebra i valori olimpici attraverso la cattiveria dello Scorpione.
Come lei, anche la vettura ha origini italiane e non è una qualunque, ma la più potente mai prodotta dal marchio dello Scorpione. Evoluzione estrema dell’omonima Fiat, l’Abarth 600e gestisce una mole da 1.600 kg a colpi di assetto ribassato (30 mm all’anteriore e 25 mm al posteriore), differenziale autobloccante meccanico Torsen e un impianto frenante Alcon. Accanto alla Turismo da 240 CV, la cattivissima Competizione da 280 CV brucia lo 0-100 in 5,85 secondi e si spinge fino ai 200 km/h di velocità massima.
Proprio come una volata sul ghiaccio, l’estetica lascia il segno: la serie speciale si riconosce per la livrea Shock Orange con tetto nero a contrasto, grafiche laterali dedicate e il badge celebrativo dei Giochi sul montante. A bordo l’atmosfera è racing, con i gusci dei sedili Sabelt rivestiti in Alcantara premium e un volante che mixa pelle e Alcantara per il massimo grip. Al centro della plancia, le Performance Pages sul display infotainment da 10,25 permettono di analizzare la coppia e i risultati nelle Drag Race, mentre la compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto assicura una gestione dello smartphone immediata e senza cavi d’intralcio.
I 280 CV del motore promettono divertimento, ma i 51 kWh di batteria impongono dei limiti: i 322 km di autonomia dichiarati svaniscono in fretta se decidi di sfruttare tutta la coppia disponibile. A quel punto, con un “pieno di elettroni” da 100 kW riporti la carica all’80% in meno di 30 minuti, così da non rovinarti il gusto di uno scatto al semaforo o di una galoppata fuori porta.
Il listino mette nero su bianco l’esclusività del progetto firmato Stellantis Motorsport. Sebbene il prezzo di listino della Competizione tocchi i 46.250 euro, l’esclusivissima edizione celebrativa Milano Cortina 2026 viene proposta con un prezzo promozionale di 41.950 euro. Un investimento importante per un pezzo da collezione in cui viene posto l’accento sull’emozione visiva e su una dotazione tecnologica completa, dai sensori a 360° al portellone hands-free e al sistema Blind Spot Detection, prezioso alleato della sicurezza nei cambi di corsia.
Arianna Fontana sveste i panni di testimonial automobilistica domenica 26 aprile, invitata alla nuova puntata di Che tempo che fa sul Nove. Dopo una prima parte densa di grandi nomi — da Roberto Saviano a Carlo Conti, fino alla “padrona di casa” Luciana Littizzetto nel ruolo inedito di ospite per il suo romanzo — Arianna si unirà al celebre tavolo di Fabio Fazio. Insieme a volti storici, da Orietta Berti e Diego Abatantuono, l’atleta racconterà probabilmente le emozioni dei suoi ultimi successi a cinque cerchi e, chissà , magari qualche dettaglio in più sull’esperienza al volante della Scorpioncina elettrica, perché la velocità , per lei, è un affare di famiglia, sia che si tratti di lame sul ghiaccio che di ruote sull’asfalto.
Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 17:00:29 +0000Per decenni, la partenza in salita è stata il rito di passaggio più temuto da ogni neo-patentato e una fonte di stress per molti automobilisti esperti. Coordinare il rilascio della frizione, la pressione sull’acceleratore e il disimpegno del freno a mano richiedeva una sincronizzazione perfetta per evitare che il veicolo arretrasse pericolosamente o che il motore si spegnesse.
Oggi, questa manovra è diventata quasi invisibile grazie all’Hill Holder (o Hill-Start Assist). Questa tecnologia, inizialmente riservata alle auto di lusso o ai fuoristrada, è oggi uno standard di sicurezza attiva presente sulla quasi totalità dei veicoli moderni. Non si tratta solo di una comodità , ma di un sistema ingegneristico che preserva la meccanica del veicolo e aumenta drasticamente la sicurezza stradale negli scenari urbani ed extraurbani.
L’Hill Holder è un sistema elettronico ausiliario che mantiene frenato il veicolo per un breve intervallo di tempo (solitamente tra i 2 e i 3 secondi) dopo che il conducente ha rilasciato il pedale del freno, dando il tempo di spostare il piede sull’acceleratore e far partire l’auto senza arretramenti.
Il sistema non agisce in modo isolato, ma è una funzione integrata nel modulo dell’ESC (Electronic Stability Control) e dell’ABS. L’attivazione è automatica e avviene quando i sensori di bordo rilevano tre condizioni simultanee:
Per funzionare correttamente, l’Hill Holder si affida a una rete di sensori che comunicano in millisecondi con la centralina del veicolo. Il “cervello” del sistema deve capire esattamente in che direzione è inclinata l’auto e quali sono le intenzioni del guidatore.
Il sensore di inclinazione (inclinometro) misura l’angolo della strada rispetto all’orizzonte. È fondamentale per decidere se applicare la pressione frenante o meno. I sensori di velocità delle ruote confermano che il veicolo sia effettivamente fermo. Il sistema deve sapere se è stata inserita la prima marcia (per una salita) o la retromarcia (se si deve partire in salita andando all’indietro). All’interno del gruppo ABS, queste valvole mantengono la pressione idraulica nelle pinze dei freni anche quando il piede non preme più il pedale, bloccando fisicamente le ruote.
Dal punto di vista tecnico, rappresenta la sintesi perfetta della moderna ingegneria automobilistica: una combinazione invisibile di sensori inerziali, gestione idraulica e logica software che lavorano all’unisono per sfidare le leggi della fisica. Grazie a questo sistema, la gravità non è più una nemica del guidatore, ma una variabile gestita con precisione millimetrica dalla propria automobile.
Sebbene il risultato finale sia lo stesso, l’implementazione tecnica dell’Hill Holder varia a seconda della trasmissione del veicolo. È con il cambio manuale che l’Hill Holder offre il massimo beneficio. Il sistema monitora la posizione del pedale della frizione. La pressione dei freni viene rilasciata non appena la centralina rileva che la frizione ha raggiunto il “punto di attrito” (bite point) e il motore sta generando coppia a sufficienza per muovere l’auto contro la forza di gravità .
Nelle trasmissioni automatiche tradizionali con convertitore di coppia, l’auto tende a scivolare in avanti naturalmente (effetto creeping). Tuttavia, su pendenze elevate, questo non basta. L’Hill Holder interviene per prevenire lo slittamento inverso, preservando i componenti interni del cambio da surriscaldamenti inutili e garantendo una fluidità totale nel passaggio dal freno all’acceleratore.
Oltre a eliminare l’ansia del conducente, l’Hill Holder ha un impatto diretto sulla longevità del veicolo. Evitando i lunghi tempi di “sfrizionamento” tipici di chi cerca di tenere ferma l’auto bilanciando i pedali, si riduce il surriscaldamento del disco della frizione. Inoltre, impedisce strappi bruschi o slittamenti delle ruote in fase di partenza su fondi a bassa aderenza (pioggia, ghiaccio o ghiaia). In contesti urbani trafficati, anche un arretramento di soli 20-30 cm può causare un tamponamento con il veicolo retrostante. L’Hill Holder elimina matematicamente questo rischio.
Molti confondono l’Hill Holder con il tasto Auto-Hold, ma tecnicamente sono evoluzioni diverse dello stesso concetto. Mentre il primo è temporaneo e serve solo per la fase di partenza, l’Auto-Hold (spesso legato al freno di stazionamento elettronico) mantiene l’auto frenata a tempo indeterminato ogni volta che ci si ferma, ad esempio a un semaforo in pianura, permettendo di togliere il piede dal freno in totale relax. L’Hill Holder è il “muscolo” che interviene nel momento critico della pendenza, l’Auto-Hold è la sua estensione per il comfort quotidiano.
Nonostante l’efficienza, l’Hill Holder ha dei limiti fisici e logici progettati per prevenire incidenti. Non è un freno di stazionamento. Dopo circa 3 secondi (variabile per costruttore), il sistema emette un avviso acustico o visivo e rilascia la pressione. Questo serve a prevenire il surriscaldamento delle bobine delle valvole solenoidi, che non sono progettate per un uso continuo prolungato.
Su pendenze con ghiaccio vivo, l’Hill Holder potrebbe tenere le ruote bloccate, ma il veicolo potrebbe scivolare comunque verso il basso per mancanza di attrito. In questo caso, i sistemi più evoluti coordinano la funzione di assistenza in salita con il controllo della trazione per tentare di stabilizzare il veicolo.
Un utilizzo intensivo in città collinari comporta un ciclo di lavoro maggiore per le valvole dell’ABS. Tuttavia, i componenti moderni sono testati per milioni di cicli, rendendo il guasto del sistema un evento estremamente raro.
L’Hill Holder è il perfetto esempio di come la tecnologia possa rendere la guida più democratica e sicura. Trasformando una manovra complessa e ad alto tasso di errore in un automatismo fluido, ha rimosso una delle barriere psicologiche più comuni per i guidatori.
Dal punto di vista tecnico, rappresenta la sintesi perfetta della moderna ingegneria automobilistica: una combinazione invisibile di sensori inerziali, gestione idraulica e logica software che lavorano all’unisono per sfidare le leggi della fisica. Grazie a questo sistema, la gravità non è più una nemica del guidatore, ma una variabile gestita con precisione millimetrica dalla propria automobile.
Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 12:01:31 +0000Il primo trimestre del 2026 è terminato con immatricolazioni in crescita per il mercato europeo. Come sempre, alcuni mercati crescono più di altri, dando un contributo significativo all’intero settore delle quattro ruote. Tra questi c’è l’Italia che ha sfiorato la doppia cifra, per quanto riguarda l’incremento percentuale, al termine dei primi tre mesi dell’anno. Andiamo ad analizzare i dati sulla base dei numeri forniti da ACEA.
Prima di entrare nei dettagli, riepiloghiamo brevemente i risultati ottenuti dal mercato nel corso del primo trimestre del 2026. Tra gennaio e marzo, infatti, il mercato europeo (considerando UE, Efta e Regno Unito) è cresciuto del 4,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, limitando l’analisi al solo mercato Ue, invece, la crescita è del 4%. Come abbiamo visto nel nostro approfondimento in merito all’andamento delle immatricolazioni, il risultato in questione è legato a doppio filo ai dati registrati a marzo 2026.
Il mercato italiano ha battuto il mercato europeo in termini di crescita percentuale alla fine del primo trimestre del 2026. Rispetto al 2025, infatti, il nostro mercato è cresciuto del 9,2%, con un totale di 484 mila unità immatricolate. Si tratta di un risultato superiore di 5,1 punti rispetto all’intero mercato europeo. Un contributo importante è arrivato dall’elettrico che è riuscito anche a superare il diesel.
Per crescita percentuale, l’Italia risulta il primo “big market” europeo nel corso del primo trimestre del 2026 battendo la Spagna, seconda con un incremento delle immatricolazioni pari al 7,6%. In positivo ci sono anche il Regno Unito, che cresce del 5,9%, e la Germania, che migliora le immatricolazioni del 5,2%. Continua il periodo negativo della Francia, alle prese con un rallentamento (-2,1%) delle vendite di nuove auto nel corso del trimestre.
I tre mercati che crescono di più in Europa sono tutti “small market”: a guidare la classifica è l’Estonia, con un notevole +100,4% nel trimestre. Seconda posizione per l’Islanda, con un ottimo +53,4%, e terza per Malta, con un +22,2%. Questi tre mercati hanno volumi complessivi nel trimestre inferiori alle 5.000 unità . Tra i mercati di medie dimensioni, i dati migliori arrivano dall’Austria, con un ottimo +27,2% e dalla Danimarca, che chiude con un +26,6%.
Dando uno sguardo alla parte bassa della classifica, invece, il mercato che registra il calo più significativo è la Romania, con una riduzione delle immatricolazioni del 19%. C’è poi un calo anche per Cipro, che perde il 17,5%, mentre la Norvegia deve fare i conti con un calo del 15,5%.
Per quanto riguarda la diffusione di auto elettriche, invece a guidare il mercato europeo è la Norvegia, con una quota del 97,9% per le vetture a zero emissioni. La Danimarca, prima in Ue, è seconda con un ottimo 80%. Sul podio c’è anche la Finlandia, con il 46,9%. Tra i big market, invece, è prima la Francia, con il 27,9%, seguita dalla Germania, con il 22,8%, e dal Regno Unito, con il 22,4%. Quarta la Spagna, con il 9,1%, e quinta l’Italia, che si ferma al 7,9%, nonostante una sostanziale crescita delle immatricolazioni.
Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 09:00:53 +0000I biocarburanti sono considerati una valida alternativa per il futuro della mobilità , con l’obiettivo di diversificare le tecnologie disponibili senza dover passare completamente all’elettrico. Il tema è molto dibattuto e prende in considerazione sia l’impatto sull’ambiente che i costi.
Una nuova indagine di Transport & Environment (T&E), principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, si concentra sul costo dei biocarburanti e, in particolare, sulla differenza di spesa nell’utilizzo rispetto a un’auto elettrica.
Il risultato dello studio, di cui riportiamo i dettagli di seguito, è chiaro. Per fare 100 chilometri, in Italia, un’auto alimentata con HVO (Olio Vegetale Idrogenato; il più avanzato dei biocarburanti disponibili) costa il 52% in più rispetto alla ricarica elettrica. Ecco i dati dello studio.
Secondo i dati dello studio, ricaricare un’auto elettrica nell’UE costa in media circa 7 euro ogni 100 chilometri percorsi. Ricorrendo a HVO puro, invece, la spesa salirebbe a 13 euro. Restringendo l’analisi all’Italia, invece, percorrere 100 chilometri con HVO richiede una spesa di 11,3 euro mentre con un’auto elettrica servono 7,4 euro. Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi con la maggior produzione di HVO e con un costo dell’elettricità tra i più alti in Ue, i biocarburanti comportano una spesa del 52% in più rispetto al ricorso a un’auto elettrica.
Secondo gli autori dell’indagine, i biocarburanti come HVO rappresentano un’utile risorsa energetica per la decarbonizzazione di alcune modalità di trasporto anche se bisogna considerare che la loro produzione realmente sostenibile è molto limitata. La differenza nel corso di utilizzo per l’utente finale, come emerge dall’indagine, è evidente e favorisce in modo significativo la mobilità elettrica.
C’è un altro fattore da considerare che viene evidenziato dallo studio. La disponibilità limitata di biomasse sostenibili per produrre HVO potrebbe comportare un aumento del costo dei biocarburanti, sia per via della necessità di importare le materie prime (oli esausti da cucina o grassi animali) da Paesi extra Ue che per la possibile adozione di tecnologie meno mature, come l’uso della biomassa derivata dai rifiuti solidi urbani o residui cellulosici. Bisogna considerare anche la competizione con il settore dell’aviazione.
Da segnalare che la Commissione Europea ha comunque aperto alla possibilità di introdurre crediti per l’impiego di biocarburanti da parte dei produttori di auto. Secondo le stime di T&E questa proposta porterebbe a un aumento del 60% della spesa per i carburanti entro il 2050. La ricerca completa, intitolata “The cost of advanced biofuels” è disponibile sul sito dell’organizzazione, transportenvironment.org.
Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di T&E Italia, ha commentato in questo modo i risultati dell’indagine:
Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 08:00:49 +0000“Un’auto alimentata a biofuel produce gli stessi inquinanti locali di una a benzina, costa più dell’elettrico e permette solo in parte di ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Mantenere alta l’ambizione sui target di riduzione delle emissioni di CO2 per le auto significa invece stimolare i carmaker a portare più rapidamente sul mercato auto elettriche più piccole ed economiche per il mercato di massa. Peraltro, i volumi limitati di biocarburanti avanzati saranno necessari per decarbonizzare il settore aereo e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili”.
Il mercato delle auto usate sta vivendo una fase di transizione, come confermano i dati del mese di febbraio 2026 appena pubblicati da UNRAE (ricordiamo che i dati sull’usato hanno tempistiche diverse e, sostanzialmente, sono disponibili con qualche settimana di ritardo rispetto a quelli relativi alle auto nuove).
Nel corso del mese di febbraio si è registrata una crescita dei trasferimenti di proprietà ma con una percentuale minima e con un calo dei trasferimenti netti. A rendere positivo il mese, infatti, sono state le minivolture, la pratica che consente il trasferimento temporaneo della proprietà di un mezzo da un privato a un concessionario o rivenditore di veicoli usati.
Nel frattempo, si registra una leggera crescita anche della quota delle auto elettriche e ibride plug-in sul totale dei trasferimenti, con un mercato che continua a essere dominato dalle auto benzina e diesel che, insieme, sfiorano l’80% di quota di mercato. Andiamo ad analizzare tutti i dati disponibili sull’andamento del mercato dell’usato.
Nel corso del mese di febbraio, il mercato delle auto usate registra un totale di 493.963 trasferimenti di proprietà (dato in attesa di consolidamento) con un incremento dello 0,7% rispetto ai dati dello scorso anno. Da segnalare, però, che i trasferimenti netti sono in calo dell’1,9% mentre crescono le minivolture, con un incremento del 3,9%.
Il dato positivo di febbraio è, quindi, legato proprio ai trasferimenti temporanei di proprietà . Per quanto riguarda il primo bimestre dell’anno in corso, invece, si chiude con un totale di 938.116 trasferimenti. Questo dato si traduce in un calo del 2,4% su base annua.
I trasferimenti netti riguardano principalmente le auto con oltre 10 anni di anzianità con una quota complessiva del 48,1% che sale fino al 49% andando a considerare il cumulato annuo. Questo dato conferma il problema dell’età media del parco circolante italiano che, grazie al successo delle auto “vecchie” tra l’usato, continua a essere molto alta.
Gli automobilisti italiani preferiscono acquistare auto usate puntando su benzina e diesel, nonostante il caro carburante. I dati, in questo caso, parlano chiaro. Le auto benzina hanno una quota di mercato del 39,2%. La stessa quota viene raggiunta anche nel corso del primo bimestre.
Da segnalare anche il sorpasso al diesel che si deve accontentare di una quota del 38,4% nel corso del mese di febbraio e del 38,9% al termine del bimestre. Crescono le ibride, che arrivano al 12% nel corso del mese e all’11,6% nel bimestre. GPL e metano registrano, rispettivamente, 5,4% e 1,9% nel mese di febbraio e 5,5% e 2% nel bimestre.
Continua la crescita di ibride plug-in e elettriche, ma con numeri sensibilmente inferiori rispetto ai dati del mercato delle auto nuove. Per quanto riguarda le ibride plug-in, infatti, il mese di febbraio si è chiuso con un market share pari all’1,7% mentre nel cumulato annuo la percentuale di diffusione è pari all’1,6%.
Per le auto elettriche, infine, la quota di mercato è dell’1,2% nel corso del mese di febbraio mentre per quanto riguarda il cumulato si arriva fino all’1,2%. Complessivamente, quindi, ibride plug-in ed elettriche possono contare sul 2,8% al termine dei primi due mesi dell’anno in corso.
Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 07:15:50 +0000Mercedes cambia pelle a uno dei suoi modelli più iconici. La Classe C, da sempre sinonimo di equilibrio tra comfort, eleganza e tecnologia, entra ufficialmente nell’era dell’elettrico con una versione completamente nuova, che non si limita a sostituire il motore termico ma ripensa l’auto nel suo insieme.
Il risultato è una berlina che inaugura il nuovo percorso stilistico, costruita sulla nuova piattaforma pensata fin dall’inizio per la mobilità a zero emissioni già vista sulla GLC EQ. Non è quindi un adattamento, ma un cambio di paradigma: la Classe C elettrica diventa un modello a sé, con una propria identità ben definita.
A colpo d’occhio si capisce subito che ci si trova davanti una rivoluzione. Le proporzioni cambiano, le linee si fanno più pulite e il design si avvicina al linguaggio delle ultime elettriche Mercedes. La lunghezza cresce fino a 488 cm, ben oltre i 475 cm delle versioni termiche e ibride, con un passo più generoso che promette benefici evidenti in termini di abitabilità . Il frontale è uno degli elementi più caratterizzanti: la tradizionale griglia lascia spazio a una mascherina verticale chiusa e illuminata, ormai firma stilistica delle elettriche della casa.
Anche il posteriore segue questa filosofia, con un fascione nero a tutta larghezza che unisce i gruppi ottici di nuova generazione e rafforza la percezione di larghezza. Il risultato complessivo è quello di una berlina più moderna e scenografica, pensata per distinguersi anche da lontano.
Se fuori il cambiamento è evidente, dentro la nuova Classe C elettrica mostra il proprio family feeling premium. La piattaforma MB.EA consente di sfruttare meglio gli spazi, grazie a un pavimento piatto e a un passo più lungo, che si traducono in un abitacolo più arioso, soprattutto per chi viaggia dietro. Il vero protagonista è però il sistema MBUX Hyperscreen, ormai diventato uno dei simboli della tecnologia Mercedes. Tre schermi integrati si estendono lungo tutta la plancia, creando un ambiente digitale continuo che gestisce praticamente ogni funzione della vettura.
Navigazione, infotainment, gestione dell’energia, assistenza alla guida: tutto passa da qui, con un’interfaccia sempre più evoluta e personalizzabile. È un approccio che punta sulla massima integrazione, anche se qualcuno potrebbe storcere il naso per la quasi totale assenza di tasti fisici, soprattutto per funzioni come la climatizzazione, che richiedono inevitabilmente qualche passaggio in più nei menu. La qualità percepita è comunque ai vertici della categoria, con materiali curati e finiture che confermano la vocazione premium del modello.
Uno degli aspetti più attesi riguarda ovviamente l’autonomia, e qui Mercedes sembra voler alzare l’asticella. La nuova Classe C elettrica è equipaggiata con una batteria da 94 kWh, capace di garantire fino a 762 km di percorrenza secondo il ciclo WLTP. Numeri che la collocano tra le berline elettriche più interessanti per chi percorre molti chilometri, anche grazie a una ricarica particolarmente rapida: con la tecnologia a 800 Volt, la vettura può accettare fino a 330 kW in corrente continua, permettendo soste alla colonnina decisamente contenute.
Nonostante una massa che sfiora i 2.460 kg, le prestazioni restano di alto livello. La potenza complessiva arriva a 489 CV, distribuiti su una trazione integrale che garantisce motricità e sicurezza in ogni condizione. Lo scatto da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi racconta bene il carattere della vettura: non solo efficiente, ma anche decisamente brillante.
Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 07:07:42 +0000Per molto tempo parlare di Euro NCAP ha significato, quasi automaticamente, parlare di stelle, punteggi e crash test. Era un sistema semplice da capire e anche piuttosto efficace nel dare un’idea immediata del livello di protezione offerto da una vettura. Oggi, però, quel modo di leggere la sicurezza comincia a stare un po’ stretto. Il traffico è cambiato, le auto sono cambiate e, soprattutto, sono cambiati i rischi.
Non c’è più soltanto l’impatto da valutare. Ci sono la distrazione digitale, le interfacce sempre più complesse, i sistemi di assistenza che intervengono spesso e, in certi casi, anche troppo. I protocolli Euro NCAP 2026 nascono proprio da questa consapevolezza, considerando che la sicurezza moderna non può essere ridotta a ciò che succede nel momento dell’urto. Va osservata prima, durante e dopo.
È un cambio di prospettiva importante, perché sposta l’attenzione dal danno subito alla capacità del veicolo di evitare il problema, limitarlo o gestirlo in modo più intelligente.
In questo nuovo quadro, la tecnologia smette di essere semplice contorno, dato che non è più il classico argomento da brochure, infilato tra schermi grandi, sedili rifiniti bene e qualche promessa sulla guida più rilassante. Sistemi come il monitoraggio del conducente, le assistenze attive e le funzioni post-crash diventano criteri che pesano davvero nel risultato finale. E questo cambia parecchio le cose.
Significa che un’auto non viene premiata solo perché ha tanti dispositivi a bordo, ma perché quei dispositivi funzionano in modo convincente, coerente e utile nella realtà . Detto in modo molto semplice, non basta più mettere una sigla nell’elenco della dotazione, ma bisogna dimostrare che quella funzione serve davvero. È qui che il discorso sugli ADAS smette di sembrare un tema da appassionati o da tecnici e diventa qualcosa di più concreto, cioè sicurezza misurabile, confrontabile e, soprattutto, meno raccontata a slogan.
Il punto più interessante dei nuovi protocolli è forse proprio questo. Tecnologie che fino a poco tempo fa venivano presentate come un valore aggiunto, quasi un lusso elettronico, oggi si trasformano in elementi centrali per ottenere un buon rating. E quando un parametro entra con questo peso in una valutazione così riconosciuta, di fatto smette di essere facoltativo. Nessun costruttore può permettersi di ignorarlo, non solo per una questione tecnica, ma anche commerciale e d’immagine.
Le stelle Euro NCAP continuano a contare molto nel modo in cui un modello viene percepito. Così l’innovazione, quasi senza fare rumore, si trasforma in un obbligo. È una dinamica tipica dell’auto moderna. Prima arriva una funzione raccontata come novità , poi quella stessa funzione viene data per scontata e infine diventa uno standard non scritto. Con il 2026, questo passaggio appare ancora più chiaro.

C’è poi un aspetto che racconta bene la maturità di questa svolta, ed è l’attenzione ai comandi e all’interfaccia. Per anni si è inseguita l’idea dell’abitacolo pulito, quasi minimalista, dominato dai touchscreen. Meno pulsanti, più superfici lisce, più menu, più software. Visivamente funziona. In foto anche molto. Però la guida non si fa in uno studio fotografico. Si fa nel traffico, con il navigatore acceso, magari sotto la pioggia, con una chiamata in arrivo e un’informazione da cercare in fretta.
In questo scenario, se per regolare una funzione importante bisogna entrare in tre sottomenu, la questione non è più estetica ma pratica. Ecco perché l’orientamento di Euro NCAP verso una valutazione meno indulgente nei confronti dell’abuso dei comandi touch ha un significato preciso. Non tutto ciò che è moderno è automaticamente più sicuro, a volte, anzi, un’interfaccia troppo scenografica rischia di essere più dispersiva del previsto.
Un altro elemento chiave dei protocolli 2026 è il maggiore peso dato ai contesti reali. I crash test restano fondamentali, ci mancherebbe, ma da soli non bastano più a descrivere il comportamento complessivo di una vettura. Oggi conta anche come lavora un sistema assistito lungo un utilizzo prolungato, come reagisce in situazioni quotidiane, quanto è coerente nelle sue risposte e quanto riesce a convivere con l’imprevedibilità di chi guida.
La strada vera è piena di sfumature. Ci sono corsie lette male, cambi di ritmo, sorpassi improvvisi, segnali ambigui, stanchezza, riflessi meno pronti. Portare dentro la valutazione una quota più ampia di realtà significa avvicinare il giudizio tecnico a ciò che accade davvero. Ed è proprio lì che si misura il valore di un sistema di sicurezza contemporaneo.
Questo ha conseguenze dirette anche sul lavoro dei costruttori. Progettare un’auto, da qui in avanti, significa pensare ai sistemi di assistenza non come moduli separati, ma come parte integrante dell’esperienza di guida. Serve una calibrazione più fine. Serve più coerenza. Serve anche maggiore attenzione al modo in cui l’auto comunica con chi è al volante. Un intervento troppo brusco può risultare fastidioso o addirittura controproducente.
Il punto di equilibrio è sottile e non si trova con una scorciatoia. Va cercato in fase di sviluppo, di test e di validazione. In questo senso, i protocolli Euro NCAP 2026 non influenzano solo il voto finale, ma influenzano il progetto stesso del veicolo. Spingono l’industria verso auto più mature nel software, più curate nell’interfaccia e meno dipendenti dall’effetto sorpresa delle novità messe in vetrina.
Anche il monitoraggio del conducente assume un peso molto forte e rappresenta bene la nuova idea di sicurezza. Per decenni si è lavorato soprattutto per proteggere il corpo durante l’incidente, oggi, senza abbandonare quel principio, si cerca di intervenire anche prima. Rilevare stanchezza, distrazione o calo di attenzione non è più un dettaglio futuristico, ma è una funzione che parla direttamente dei rischi più attuali.
Lo stesso vale per la gestione post-crash. Una volta il racconto si fermava all’urto, adesso cresce l’attenzione verso ciò che succede subito dopo. Come viene messo in sicurezza il veicolo, come si attivano certe procedure, quanto il sistema riesce a limitare le conseguenze. È un’estensione naturale del concetto di protezione, ed è anche un segnale di maturità : la sicurezza non è più una fotografia di un singolo istante, ma una sequenza completa di azioni.
Alla fine, il vero messaggio dei protocolli 2026 è piuttosto chiaro: la sicurezza automobilistica entra in una fase più adulta. Le stelle restano, certo, ma diventano il risultato di una valutazione più ampia e più severa. Non basta costruire un’auto solida. Bisogna costruire un’auto che sappia assistere bene, distrarre poco, intervenire quando serve e continuare a essere utile anche dopo l’emergenza.
È una visione meno spettacolare del passato, forse, ma molto più vicina alla guida di ogni giorno. Probabilmente è proprio questa la novità più importante, dato che non cambia solo il test, ma cambia il senso stesso di ciò che viene premiato. Non l’innovazione dichiarata, ma quella che si traduce in comportamento concreto, non la tecnologia esibita, ma quella che funziona senza creare confusione. In un settore dove tutto corre veloce, Euro NCAP 2026 ricorda una cosa abbastanza semplice: la vera evoluzione non è quella che fa scena, ma quella che riduce davvero il rischio.
Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 06:15:32 +0000Il foglio di via auto è uno di quei documenti che serve nei casi in cui c’è una vettura da esportare, un veicolo senza targhe da portare al collaudo, un mezzo destinato a una fiera, un’auto d’epoca da trasferire per un evento autorizzato. È un’autorizzazione eccezionale, temporanea e vincolata per permettere ai veicoli privi di targhe definitive di percorrere un tragitto preciso per una finalità .
La base normativa è l’articolo 99 del Codice della Strada, secondo cui autoveicoli, motoveicoli e rimorchi che circolano per accertamenti tecnici, esportazione, mostre, fiere o riviste militari devono essere muniti di foglio di via e targa provvisoria rilasciati dal Dipartimento per i trasporti terrestri. La norma stabilisce anche che il documento deve indicare percorso, durata ed eventuali prescrizioni tecniche, con una validità ordinaria che non può superare i 60 giorni.
Il foglio di via è il documento che consente in via straordinaria e provvisoria la circolazione su strada di veicoli non muniti di targhe di immatricolazione, ma solo quando ricorrono le condizioni previste dalla legge e dagli uffici della Motorizzazione civile. La circolare ministeriale 7518 del 3 marzo 2021 ha aggiornato le istruzioni operative sul rilascio dei fogli di via e delle targhe provvisorie, sostituendo le precedenti indicazioni del 2004 e tenendo conto delle modifiche normative intervenute sull’articolo 99 del Codice della Strada, sul Documento Unico di circolazione e proprietà , sull’articolo 103 relativo alla radiazione per esportazione e sulle regole contro evasione ed elusione IVA negli acquisti intracomunitari di veicoli.
Il foglio di via serve allora per spostare un’auto senza targa in presenza di un’esigenza ammessa. Un veicolo privo di targhe definitive non può infatti circolare su strada come un normale mezzo immatricolato. Il foglio di via crea una deroga e deve essere sempre accompagnato dalla targa provvisoria. L’automobilista che circola senza avere con sé il foglio di via o la targa provvisoria si espone a una sanzione amministrativa da 26 a 102 euro.
Chi invece non rispetta il percorso o le prescrizioni tecniche indicate nel documento è sanzionato da 42 a 173 euro. In caso di violazioni ripetute per più di tre volte, alla successiva scatta una sanzione più pesante, da 87 a 344 euro con confisca del veicolo.
I casi di utilizzo del foglio di via sono indicati dall’articolo 99 del Codice della Strada e poi ripresi e aggiornati dalla circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il documento può essere rilasciato per veicoli che devono effettuare operazioni di accertamento e controllo dell’idoneità tecnica, come il trasferimento verso una visita e prova presso la Motorizzazione civile.
Può essere utilizzato anche per recarsi ai transiti di confine in caso di esportazione oppure per partecipare a riviste militari, mostre o fiere autorizzate di veicoli nuovi e usati, compresi i raduni di veicoli storici quando rientrano nelle ipotesi ammesse.
Il legislatore ha poi previsto casi particolari per i veicoli di categoria N e O, cioè veicoli destinati al trasporto merci e rimorchi. Le fabbriche costruttrici possono utilizzare veicoli nuovi provvisti di foglio di via e targa provvisoria, diretti all’esportazione, anche per trasportare altri veicoli nuovi di fabbrica destinati alla medesima finalità . Una previsione analoga riguarda la partecipazione a riviste militari, mostre o fiere, con la possibilità di trasportare altri veicoli o loro parti destinati allo stesso evento.
Il foglio di via può essere rilasciato sia per veicoli nuovi di fabbrica sia per veicoli già immatricolati, in Italia o all’estero purché siano privi di targhe e rientrino nelle finalità consentite. Significa che non è uno strumento limitato alle auto appena acquistate o ai mezzi destinati all’esportazione.
La circolare chiarisce che rientrano tra i veicoli mai immatricolati in Italia i veicoli nuovi acquistati nel nostro Paese, quelli nuovi o usati provenienti da Paesi UE e privi di targhe, i veicoli provenienti da Paesi extra UE per i quali siano state assolte le formalità doganali, oltre ad alcuni casi di veicoli immatricolati all’estero nella disponibilità di soggetti residenti in Italia quando siano coinvolte le violazioni previste dagli articoli 93-bis e 132 del Codice della Strada.
Il foglio di via non serve per qualsiasi prova su strada. In buona sostanza non si può richiedere e utilizzare tutte le volte che ci si mette al volante di una vettura. Anche in questo caso il documento di riferimento che delimita il perimetro è la circolare ministeriale che esclude la possibilità di rilasciarlo per effettuare prove tecniche su prototipi non ancora omologati. In quel caso si applica la disciplina della circolazione di prova, regolata evidentemente da norme diverse.
Il foglio di via viene rilasciato dagli uffici della Motorizzazione Civile. L’articolo 99 non prevede una rigida competenza territoriale: la richiesta può quindi essere presentata a qualunque ufficio. La richiesta deve essere presentata da un soggetto avente titolo, persona fisica o giuridica che sia il proprietario, l’intestatario, il costruttore o l’acquirente che abbia titolo a richiedere il rilascio del documento.
Il foglio di via deve indicare il percorso autorizzato, la durata, la targa provvisoria e le eventuali prescrizioni tecniche. Proprio perché autorizza una circolazione eccezionale, il documento deve rendere chiaro da dove parte il veicolo, dove deve arrivare e per quale ragione sta circolando.
Per evitare problemi durante i controlli, la circolare ministeriale invita gli Uffici Motorizzazione Civile a rilasciare, oltre al foglio di via vero e proprio, anche un’attestazione contenente elementi come intestazione dell’ufficio, data e numero di protocollo, numero della targa provvisoria, generalità dell’intestatario, eventuale precedente targa di immatricolazione, data di radiazione per esportazione, categoria e dati tecnici del veicolo, numero di telaio, masse, percorso, validità temporale, prescrizione sul trasporto di carichi, estremi della direttiva CE sulle emissioni, timbro e firma del funzionario.
Uno dei casi più frequenti riguarda l’esportazione del veicolo all’estero. Il foglio di via si collega alla radiazione per definitiva esportazione. Per esportare un veicolo è necessario radiarlo dall’Archivio nazionale dei veicoli e dal Pra; la radiazione avviene contestualmente sui due archivi e consente anche l’interruzione dell’obbligo di pagamento del bollo auto.
Dal primo gennaio 2020, per effetto delle nuove modalità previste dall’articolo 103 del Codice della Strada, la radiazione per esportazione deve essere effettuata secondo regole aggiornate. La pratica può essere richiesta dall’intestatario o dall’avente titolo, come l’erede o il proprietario non ancora intestatario al Pra. Nel caso di veicolo già immatricolato in Italia, il foglio di via per finalità di esportazione può quindi essere rilasciato solo dopo la radiazione.
Prima di programmare un’esportazione, conviene verificare la presenza di fermi amministrativi, pignoramenti, sequestri o ipoteche. Se sul veicolo è infatti iscritto un fermo amministrativo occorre prima cancellarlo dopo aver pagato le somme dovute. Se invece risultano pignoramenti o sequestri, serve un atto che dimostri l’assenso alla radiazione da parte del creditore o dell’autorità competente. Per le ipoteche non ancora scadute è richiesto l’assenso del creditore in forma di scrittura privata autenticata dal notaio.
La durata ordinaria del foglio di via non può superare i 60 giorni. È un limite fissato dall’articolo 99 del Codice della Strada. La durata effettiva non va interpretata come un periodo di libertà piena in quanto vige il principio del tempo strettamente necessario, da valutare considerando distanza, categoria del veicolo, strade da percorrere, durata delle prove tecniche o dell’evento a cui il veicolo deve partecipare. L’autorizzazione deve in sostanza coprire il tragitto e l’esigenza reale dell’automobilista.
Il secondo vincolo è il percorso. Il foglio di via deve riportarlo e il conducente deve rispettarlo. La stessa circolare precisa che il tragitto deve essere individuato in base alle necessità dell’intestatario, ma sempre nel rispetto delle finalità per cui l’autorizzazione è stata concessa e delle norme generali sulla circolazione di determinate categorie di veicoli su determinate strade.
In linea generale, il foglio di via è pensato per la circolazione sul territorio italiano. Quando viene rilasciato per finalità di esportazione, la sua funzione è accompagnare il veicolo fino al raggiungimento della destinazione estera o quantomeno fino al transito di confine indicato.
Il foglio di via non va confuso con la targa prova. Il primo riguarda un veicolo individuato, un percorso determinato, una durata limitata e una finalità specifica. La targa prova segue una logica differente ed è pensata per esigenze professionali di prova, dimostrazione, trasferimento e attività tecniche nei casi previsti dalla relativa disciplina.
La targa provvisoria è collegata al foglio di via: l’una senza l’altro non basta. L’articolo 99 parla di foglio di via e targa provvisoria ovvero di una coppia documentale che consente al veicolo senza targhe definitive di essere identificato e controllato durante lo spostamento.
La circolazione senza foglio di via o senza targa provvisoria comporta una sanzione da 26 a 102 euro. Il mancato rispetto del percorso o delle prescrizioni tecniche porta a una sanzione da 42 a 173 euro. La reiterazione delle violazioni per più di tre volte fa salire la sanzione da 87 a 344 euro e comporta la confisca del veicolo.
Un uso improprio può far emergere irregolarità più ampie: veicolo non correttamente radiato, esportazione non perfezionata, mancato rispetto delle prescrizioni, documentazione insufficiente, dubbi sulla disponibilità del mezzo o sulla finalità effettiva del trasferimento.
Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 04:00:08 +0000Le auto di Amadeus non concedono nulla al superfluo. Niente supercar esagerate, niente esemplari esotici, ma qualcosa di molto più concreto risveglia il giudice di Amici di Maria De Filippi. Invece di guardare solo alla visibilità dei marchi più blasonati del momento, l’occhio cade sulla solidità meccanica, la cifra stilistica di un modello a ruote alte progettato per affrontare e superare ogni tipo di ostacolo.
Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 19:54:16 +0000Quando il propulsore procede a scatti e la spia avaria è accesa, l’integrità del sistema di scarico è a rischio. Ignorare questa anomalia significa esporre il catalizzatore a temperature che potrebbero danneggiarlo, trasformando un banale guasto in una riparazione da migliaia di euro.
Ti spiego come identificare il guasto e in quali casi è necessario arrestare immediatamente la marcia per evitare danni irreversibili.
Se avverti che il motore non gira in modo lineare, la prima cosa da fare è osservare il quadro strumenti. La gestione elettronica del motore ti fornisce un’indicazione precisa sulla gravità della situazione:
In presenza di una spia lampeggiante o di odore di carburante, il mio consiglio è di arrestare la marcia immediatamente. Proseguire significa passare da una riparazione di poche decine di euro a una da migliaia di euro.
La spesa finale dipende dalla tempestività dell’intervento. Se il problema riguarda l’accensione, la spesa è contenuta, se invece si danneggia lo scarico o la meccanica interna, le cifre cambiano drasticamente. Ecco i costi medi per i guasti più ricorrenti:
Non sottovalutare mai un motore che “zoppica”, l’elettronica moderna è precisa ma anche molto fragile di fronte alle anomalie termiche. Se avverti che la macchina non risponde correttamente, segui questi consigli per limitare i danni:
Sull’autostrada A96, lungo un tratto che collega l’area alpina al sud della Germania, un autoarticolato è stato fermato per un controllo di routine. A bordo trasportava un carro funebre, ma non è stato il tipo di carico a insospettire le autorità .
Il problema, infatti, era molto più burocratico che tecnico: mancavano i documenti necessari per il trasporto e l’importazione del veicolo da un paese extraeuropeo. Tutto ciò si è tradotto in una maxi multa da circa 30.000 euro, che il conducente ha dovuto pagare praticamente sul posto.
Il mezzo trasportato non era una vettura comune. Si trattava di una Mercedes-Benz Classe V profondamente modificata per uso funerario. Chi conosce questo tipo di veicoli sa bene che non si tratta di semplici adattamenti: le trasformazioni coinvolgono struttura, abitacolo e telaio. L’obiettivo è creare uno spazio adeguato al trasporto delle bare, con finiture specifiche e soluzioni tecniche dedicate. Tutte modifiche che, inevitabilmente, fanno lievitare il valore complessivo del veicolo. Ed è proprio questo dettaglio ad aver inciso in modo pesante sul conto finale della sanzione.
Il conducente, un uomo di 66 anni, era diretto verso il nord della Germania, dove il mezzo avrebbe dovuto subire interventi di riparazione in officina. Un trasferimento apparentemente semplice, che però si è complicato nel momento del controllo.
Al momento della verifica, gli agenti doganali hanno chiesto la documentazione necessaria per giustificare il trasporto del veicolo. Documenti che, però, non c’erano. Niente dichiarazione doganale e nessuna prova di importazione regolare. In casi come questo, la procedura è immediata: le autorità calcolano i dazi dovuti sulla base del valore del mezzo e dei costi di trasporto.
Il conto è salito rapidamente fino a circa 30.000 euro, tra imposte e IVA all’importazione. Una cifra che il conducente ha dovuto saldare subito tramite bonifico istantaneo, per poter proseguire il viaggio. Ma la questione non si chiude qui. Il caso è stato infatti segnalato all’ufficio competente per gli affari penali della dogana di Ulm, che dovrà valutare se esistono gli estremi per ulteriori provvedimenti.
Quello che è successo mette in luce un aspetto spesso sottovalutato: anche il trasporto temporaneo di un veicolo all’interno o verso l’Unione Europea richiede una documentazione precisa. Non basta dire che il mezzo è diretto in officina o che si tratta di un trasferimento momentaneo. Esistono procedure specifiche, come l’importazione temporanea, che devono essere richieste e autorizzate prima del viaggio.
Senza questi passaggi, il rischio è quello di trovarsi in una situazione complicata e costosa. Proprio come accaduto in questo caso, dove una semplice mancanza burocratica si è trasformata in una sanzione pesante.
Al di là dell’episodio, resta un dato evidente: nel mondo dei trasporti internazionali, la precisione nei documenti è fondamentale quanto la sicurezza su strada. Un errore, una dimenticanza o una sottovalutazione possono tradursi in costi elevati e in problemi legali non trascurabili. E se il mezzo in questione ha un valore elevato le conseguenze diventano ancora più pesanti.
Una vicenda che, al netto dell’insolito protagonista, suona quasi come un monito: quando si attraversano confini, anche all’interno dell’Europa, non esistono scorciatoie burocratiche. E ignorarle può costare davvero caro.
Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 11:10:33 +0000Si presenta al Salone di Pechino la nuova generazione di MG4, segnando un passo in avanti di una vettura che ha già dimostrato ottimi risultati in Europa, in un segmento molto affollato di elettriche compatte. Il brand porta un’evoluzione a 360 gradi per un modello che dovrebbe sbarcare in Italia verso la metà del 2026, aggiornando design, tecnologia e base tecnica. Un progetto che nasce in Europa, sviluppato presso il centro di ricerca e sviluppo in Germania, e che si rivolge chiaramente ai gusti del Vecchio Continente.
A colpo d’occhio, la nuova MG4 appare più matura, più europea. Le linee diventano meno spigolose rispetto al modello attuale, con un approccio stilistico che mette in secondo piano l’aggressività per lasciare spazio a una maggiore eleganza. Il frontale si presenta pulito, con gruppi ottici ridisegnati, mentre al posteriore rimane presente la distintiva firma luminosa a tutta larghezza, che continua a caratterizzare il modello. Un dettaglio che contribuisce a dare identità alla vettura, mantenendo un filo diretto con la generazione precedente.
Dentro l’abitacolo si respira un’aria diversa. La filosofia è quella della semplicità , ma senza entrare nel mondo del minimalismo. I materiali fanno un salto di qualità e la percezione generale è quella di un ambiente più attento ai dettagli. La tecnologia resta protagonista, con due display dedicati rispettivamente a cockpit e infotainment, ma MG ha scelto di non eliminare del tutto i comandi fisici: manopole e rotori per la climatizzazione rimangono, a beneficio della praticità quotidiana.
Anche lo spazio a bordo sembra migliorare, segno di un lavoro attento sull’ergonomia e sull’ottimizzazione delle volumetrie, aspetti sempre più importanti per chi utilizza l’auto ogni giorno.
Il cuore della nuova MG4 rimane ovviamente elettrico, ma con alcune novità interessanti sul fronte delle batterie e dell’autonomia. Per il mercato europeo sono previste inizialmente due configurazioni:
Numeri già competitivi, ma è nella seconda fase del progetto che si intravede il vero salto tecnologico. Entro la fine dell’anno è infatti attesa una versione più evoluta, dotata di batteria a stato semi-solido da circa 70 kWh, con un’autonomia dichiarata che potrebbe arrivare fino a 537 chilometri. Si tratta di una tecnologia ancora poco diffusa, ma destinata a rappresentare uno dei prossimi passi dell’elettrificazione, grazie a una maggiore densità energetica e a tempi di ricarica potenzialmente più contenuti.
Per quanto riguarda i prezzi italiani, MG non ha ancora comunicato cifre ufficiali. Tuttavia, guardando al mercato britannico, dove i preordini sono già stati aperti, la nuova MG4 parte da poco più di 27.000 euro. Se questo posizionamento dovesse essere confermato anche in Italia, la compatta elettrica cinese potrebbe continuare a giocare un ruolo chiave tra le proposte più interessanti per rapporto qualità -prezzo.
Il debutto commerciale nel nostro Paese è atteso intorno alla metà del 2026, in un momento in cui il mercato elettrico europeo sarà ancora più competitivo rispetto a oggi, mentre la versione con batterie di nuova generazione dovrebbe arrivare verso fine anno.
Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 09:57:13 +0000C’è qualcosa di diverso nell’approccio di Leapmotor al mercato europeo. Con la nuova B05, il brand cinese, supportato dalla rete industriale di Stellantis, prova a inserirsi in un segmento dove finora l’elettrico ha faticato a trovare un equilibrio tra costo, prestazioni e piacere di guida. Il risultato è una coupé elettrica a trazione posteriore, con un prezzo di partenza che parte da 26.900 euro. Una cifra che, fino a poco tempo fa, sembrava lontanissima per un’auto con questo carattere.
Dopo il successo della T03, Leapmotor alza quindi l’asticella e punta direttamente al segmento C, con un modello che cerca di mettere insieme design sportivo, tecnologia e dinamica di guida senza compromessi evidenti.
La Leapmotor B05 è un progetto che parte da una base ben precisa: offrire piacere di guida. Sotto la carrozzeria troviamo un motore elettrico da 218 CV (160 kW) e 240 Nm di coppia, numeri sufficienti per divertire senza eccessi, in particolare con la coppia immediata fornita dall’elettrico. La potenza viene scaricata solo sull’asse posteriore, una scelta tecnica che punta chiaramente al piacere di guida.
A questo si aggiunge una distribuzione dei pesi perfettamente bilanciata (50:50) e un assetto sviluppato con il contributo dei tecnici Stellantis, segno che il progetto non è stato lasciato al caso. La struttura è stata progettata per garantire un’elevata rigidità torsionale, elemento fondamentale per migliorare stabilità e precisione nella guida. Il tutto porta a una vettura che promette di essere efficiente, ma anche coinvolgente tra le curve, strizzando l’occhio a chi cerca qualcosa in più rispetto alla classica berlina elettrica, come promette l’estetica.
Sul fronte tecnico, Leapmotor punta su una soluzione raffinata: la batteria integrata nella struttura del veicolo. La B05 utilizza infatti la tecnologia Cell-to-Chassis (CTC), che trasforma il pacco batterie in un elemento portante del telaio. Questo permette di migliorare sia la rigidità complessiva sia l’efficienza dello spazio interno. Sono previste due configurazioni di capacità e autonomia:
Numeri che rendono la B05 adatta non solo all’uso quotidiano, ma anche a viaggi più lunghi. Interessante anche la ricarica: la potenza massima in corrente continua arriva fino a 174 kW, permettendo di passare dal 30% all’80% in circa 17 minuti. Un dato che, nella vita reale, può fare la differenza soprattutto nei lunghi spostamenti.
La gamma si articola su due allestimenti principali: Life e Design, con una struttura semplice e facilmente comprensibile. Il listino parte da:
In più l’offerta lancio abbassa notevolmente la soglia d’ingresso in caso di permuta o rottamazione. Il prezzo può scendere fino a 22.900 euro, portando la B05 in una fascia di mercato decisamente competitiva. Un posizionamento che mette pressione a molti costruttori tradizionali, soprattutto considerando il rapporto tra prezzo, potenza e dotazione tecnologica.
E mentre la B05 muove i primi passi sul mercato, Leapmotor guarda già avanti. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe in fase di sviluppo una versione Ultra, caratterizzata da una potenza superiore e da un assetto ulteriormente affinato. Non solo: si parla anche di una possibile variante ibrida, una scelta che potrebbe ampliare ulteriormente il pubblico interessato al modello.
Se confermate, queste evoluzioni dimostrano una cosa: Leapmotor non vuole limitarsi a entrare nel mercato europeo, ma punta a ritagliarsi uno spazio stabile, offrendo una gamma completa e competitiva.
Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 08:07:23 +0000Scegliere una Dacia Duster non è mai stata una semplice questione di budget, ma una scelta di pragmatismo che, con il Model Year 2026, evolve in una dimensione fatta di tecnologia consapevole e design robusto. La nuova gamma si articola su quattro pilastri fondamentali, ognuno pensato per rispondere a una sfumatura diversa del vivere quotidiano, mantenendo quel rapporto qualità -prezzo che ha reso il modello il SUV più venduto a privati in Europa dal 2018.
Alla base della piramide troviamo l’allestimento Essential, la soglia d’accesso che incarna la filosofia “Value for Money” del brand. È la versione dedicata a chi cerca la sostanza pura, priva di fronzoli ma ricca di affidabilità . Questo allestimento è strettamente legato alla motorizzazione Eco-G 120, il propulsore bifuel benzina-GPL che ha democratizzato il risparmio alla pompa.
Con un prezzo di partenza fissato a 19.900 euro, l’Essential offre tutto ciò che serve per la mobilità moderna, garantendo un’autonomia complessiva che può sfiorare i 1.380 km grazie al doppio serbatoio. È la scelta di chi vede l’auto come uno strumento di libertà , solido e senza complicazioni.
Salendo di un gradino si incontra l’allestimento Expression, vero baricentro commerciale della gamma Duster. Qui il design inizia a farsi più ricercato, con dettagli che sottolineano l’anima outdoor del mezzo, come le protezioni in Starkle, un materiale innovativo composto per il 20% da plastica riciclata che resiste a graffi e urti senza bisogno di verniciatura.
L’allestimento Expression è il primo a sbloccare l’intera potenza della nuova offerta motori:
Al vertice della gamma Duster si posizionano due allestimenti che offrono interpretazioni opposte ma complementari del SUV: Journey ed Extreme. In occasione del lancio delle nuove motorizzazioni, Dacia ha applicato un leggero ritocco di 50 euro ai listini di queste versioni rispetto al passato, giustificato dall’arricchimento delle dotazioni.
L’allestimento Journey è rivolto a chi non vuole rinunciare al comfort e alla tecnologia nei lunghi viaggi. Le novità per il 2026 includono nuovi abbinamenti per le sellerie, rivestimenti esclusivi e l’introduzione della regolazione lombare di serie per il sedile del conducente. Inoltre, la sicurezza fa un passo avanti: l’Adaptive Cruise Control diventa ora parte della dotazione di serie per tutte le motorizzazioni ibride del livello Journey.
L’allestimento Extreme, invece, parla a chi vive l’auto come compagna di avventure fuori dai sentieri battuti. Esteticamente si distingue per i nuovi cerchi in lega neri, che ne esaltano il look aggressivo e la firma luminosa a forma di Y. Sebbene mantenga la robustezza tipica del brand, l’Extreme offre ora come opzione l’Adaptive Cruise Control per i motori ibridi, permettendo al cliente di modulare la dotazione tecnologica secondo le proprie necessità . Entrambe le versioni beneficiano di finiture senza cromature, una scelta “eco-smart” che riduce l’impatto ambientale rafforzando l’identità moderna della vettura.
Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 06:00:12 +0000Il 25 aprile 2026 in Italia si registra 1 sciopero a rilevanza nazionale che interessa il settore del trasporto merci. Di seguito, tutti i dettagli aggiornati sulla protesta nazionale e le informazioni utili su orari, categorie coinvolte, sindacati promotori e durata dello stop lavorativo.
Per il giorno 25 aprile 2026, è stato indetto uno sciopero nazionale che interessa il settore trasporto merci sull’intero territorio italiano. Lo sciopero è iniziato alle 00:00 del 20 aprile e terminerà alle 24:00 del 25 aprile, per un totale di 144 ore consecutive.
La protesta coinvolge tutte le province e regioni d’Italia, senza esclusioni territoriali. Il fermo riguarda i servizi di autotrasporto merci, promosso dal sindacato TRASPORTOUNITO, con la categoria dichiarata come “FERMO NAZIONALE SERVIZI AUTOTRASPORTO MERCI”.
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 06:00:00 +0000