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La situazione del traffico in Italia per il giorno 18 maggio 2026 vede numerosi cantieri in corso con tratti chiusi su alcune autostrade principali, come ad esempio sulla A26 tra la Diramazione D26 Predosa-Bettole e Masone per lavori, e sulla A14 tra Imola e Faenza. Inoltre, si segnalano condizioni meteo avverse con pioggia che interessa tratte lunghe come la A24 Roma-Teramo, causando rallentamenti. Di rilievo anche incidenti che bloccano il traffico sull’A10 Genova-Ventimiglia tra Genova Pegli e Genova Aeroporto, con code fino a 1.5 km. Nel complesso, la giornata presenta varie chiusure e rallentamenti soprattutto per cantieri e condizioni climatiche.
21:04 – Fidenza
Entrata chiusa al traffico in entrambe le direzioni fino alle 05:00 del 19/05/2026 per lavori.
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Milano: Fiorenzuola. Entrata consigliata verso Bologna: Parma.
21:04 – Fidenza
Uscita chiusa al traffico fino alle 05:00 del 19/05/2026 per lavori.
Direzione in entrambe le direzioni
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Parma. Uscita consigliata provenendo da Milano: Fiorenzuola.
20:51 – Tra Genova Pegli e Genova Aeroporto
Traffico bloccato per incidente.
Direzione Genova
20:31 – Tra Genova Pra’ e Genova Aeroporto
Coda di 1 km per incidente.
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Aeroporto. Uscita consigliata provenendo da Ventimiglia: Genova Pegli.
19:53 – Collesalvetti
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 19/05/2026 verso Rosignano per lavori.
Direzione Rosignano
21:01 – Tra Ferrara sud e Ferrara Nord
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 19/05/2026 per lavori.
Direzione Padova
Entrata consigliata verso Padova: Ferrara Nord.
21:03 – Area di servizio Santerno ovest
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 19/05/2026 per lavori.
Direzione Taranto
21:02 – Tra Imola e Faenza
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 19/05/2026 per lavori.
Direzione Taranto
Entrata consigliata verso Ancona: Faenza.
21:02 – Bivio Diramazione Ravenna/A14 BO-TA
Allacciamento chiuso al traffico fino alle 05:00 del 19/05/2026 provenendo da Ravenna verso Ancona per lavori.
Direzione da Ravenna
Entrata consigliata verso Ancona: Faenza su A14 Bologna-Taranto. Uscita consigliata provenendo da Ravenna: Bagnacavallo.
20:38 – Tra Ortona e Val di Sangro
Pioggia in entrambe le direzioni.
Direzione in entrambe le direzioni
19:15 – Tra Avellino est e Benevento
Vento forte in entrambe le direzioni.
Direzione in entrambe le direzioni
20:00 – Reggiolo Rolo
Svincoli chiusi in uscita provenendo da Modena per lavori.
Direzione Brennero
21:05 – Tra Valle del Salto e Bivio A24/SS 80 (sgc Giulianova)
Pioggia in entrambe le direzioni.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa dal km 158.8 al km 75.111 per una lunghezza di 83.689 km.
21:04 – Tra Diramazione D26 Predosa-Bettole e Masone
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 19/05/2026 per lavori.
Direzione Genova Voltri
La tratta interessa una lunghezza di 31.3 km dal km 14.0 al km 45.3.
21:04 – Area di servizio Stura ovest
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 19/05/2026 per tratto chiuso.
Direzione Genova Voltri
21:01 – Tra Belluno e Cortina
Coda per safety car con scorta veicoli.
Direzione Venezia
La tratta interessa dal km 77.5 al km 81.5 per una lunghezza di 4.0 km.
21:03 – Tra Castellanza e Busto Arsizio
Coda per safety car con scorta veicoli.
Direzione Milano
La tratta interessa dal km 18.0 al km 25.0 per una lunghezza di 7.0 km.
21:04 – Bivio Nuova Bazzanese/Complanare BO
Allacciamento chiuso al traffico fino alle 05:00 del 19/05/2026 provenendo da Vignola verso Autostrada Milano-Napoli per lavori.
Direzione da Vignola
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Svincolo 2 Borgo Panigale su Tangenziale Bologna.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 18 May 2026 19:08:00 +0000Il mondo del motociclismo può rilassarsi dopo le preoccupanti immagini che sono arrivate dalla pista nella domenica catalana. Alex Marquez e Johann Zarco, protagonisti di due momenti catastrofici della sfida di Barcellona, hanno aggiornato personalmente i fan sulle loro condizioni di salute. Il quadro clinico avrebbe potuto essere drammatico dopo le carambole che li hanno coinvolti.
A causa di un problema tecnico alla KTM di Pedro Acosta, leader nella fase iniziale del GP, Alex Marquez ha centrato la moto austriaca, finendo per sfracellarsi sull’erba ad alta velocità . Il pilota del team Gresini Racing ha cercato di evitare sul dritto l’avversario frenato da un’avaria al motore, ma subito dopo il contatto ha perso il controllo della sua Ducati, schiantandosi a bordo pista. La Desmosedici azzurra ha continuato la decelerazione, provocando la caduta anche Fabio Di Giannantonio, che ha subito un colpo alla mano e poi ha ripreso parte alla sfida trovando persino il gusto del successo.
Il numero 73 è stato trasportato in ambulanza ed è rimasto sempre cosciente. Gli esami clinici hanno evidenziato la frattura della clavicola destra e una piccola frattura alla vertebra cervicale C4. Il fratello minore di Marc ha inviato un messaggio via social, annunciando che la clavicola è stata stabilizzata con una placca. Operato all’Ospedale Generale della Catalogna a Sant Cugat, è stato già dimesso e dovrà sottoporsi a ulteriori esami in settimana per stabilire il percorso terapeutico più indicato per quanto concerne la lesione vertebrale. Nel comunicato diffuso dal team Gresini Racing si legge:
“Alex Marquez è stato operato ieri sera con successo per una frattura alla clavicola destra, stabilizzata con l’inserimento di una placca dai dottori Anna Carreras, David Benito e Paula Barragán presso l’Ospedale Generale della Catalogna”.
Alla ripartenza della sfida in Curva-1 il pilota della Honda LCR è rimasto coinvolto in un contatto con Bagnaia e Marini. Uno sfortunato tamponamento ha creato una dinamica più unica che rara. Il piede sinistro del rider francese è rimasto incastrato nella Ducati di Pecco, facendo temere un infortunio al femore. Trasportato d’urgenza in ambulanza all’ospedale di Barcellona, Zarco ha annunciato di non aver avuto fratture al femore.
Le conseguenze riguardano i legamenti del ginocchio sinistro, completamente lesionati nell’incidente. Inoltre, si è aggiunta una lieve frattura nella parte inferiore del perone, vicino alla caviglia sinistra. Dopo la lacerazione dei legamenti del ginocchio sinistro, Zarco si recherà a Lione dal dr. Bertrand Sonnery-Cottet, luminare della chirurgia ortopedica. Di recente anche Marc Marquez si è sottoposto a un doppio intervento in Spagna per risolvere il problema alla spalla e al piede destro.
Con due bandiere rosse e tre start il GP di Barcellona 2026 verrà ricordato come uno dei peggiori dell’era recente. Il vincitore Fabio Di Giannantonio ha spiegato di aver visto la forcella e pezzi di moto volare, durante la carambola tra Alex Marquez e Pedro Acosta, mentre Bagnaia, Acosta e Rivola hanno chiesto a gran voce nel post GP regole più severe sulle ripartenze. Nella giornata di lunedì, nei test, si è registrata anche la brutta caduta di Jorge Martin, per fortuna senza conseguenze e fratture.
Tra due settimane la MotoGP tornerà protagonista al Mugello per il settimo round e il team Gresini Racing ha preferito essere molto cauto e non ha fissato una data precisa per il rientro di Alex Marquez, sottolineando che la priorità è la corretta guarigione dell’osso. Massima riservatezza anche in merito ai tempi di recupero di Johann Zarco. La cosa fondamentale è che entrambi i piloti siano fuori pericolo.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 17:52:59 +0000Il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este è andato in scena lo scorso weekend con l’edizione 2026 che si è svolta in un contesto di temperature primaverili sulle rive del Lago di Como, una cornice unica che fa da sfondo ideale per la manifestazione, organizzata da BMW Classic.
Come sempre, il concorso ha presentato una selezione di veri e propri gioielli del mondo dell’automobilismo. La nuova edizione della Coppa d’Oro è stata assegnata, tramite votazione popolare, a un modello Mercedes che ha conquistato l’attenzione degli appassionati.
Alla manifestazione hanno partecipato diversi modelli da collezione e sono stati assegnati vari riconoscimenti, per premiare il lavoro svolto nella conservazione e nel restauro di quelle che possono essere considerate delle vere e proprie opere d’arte. Ecco tutti i dettagli in merito.
A conquistare il trofeo Coppa d’Oro Villa d’Este è stata la Mercedes-Benz 300 SL Roadster di proprietà di Eric Blumencranz. Si tratta di una vettura realizzata nel 1963. IL modello in questione ha superato la concorrenza di altre icone del mondo delle quattro ruote come la Ferrari Testarossa Spider appartenuta a Gianni Agnelli.
L’esemplare che ha conquistato la Coppa d’Oro è una delle ultime 300 SL Roadster prodotte ed è conservata in condizioni completamente originali, considerando anche la verniciatura bianca con cui il modello è uscito dalla fabbrica. A completare le caratteristiche del modello troviamo gli interni in pelle nera, i freni a disco e l’hardtop originale, sempre nero.
Da segnalare anche la presenza di un paio di sci fissati sul portellone del bagagliaio, elemento che arricchisce l’allestimento, mantenendo la fedeltà con l’utilizzo originale della vettura. Nel corso della sua storia, questo modello ha avuto solo altri due proprietari prima di arrivare negli Stati Uniti nel 2025. Le condizioni di conservazione sono praticamente perfette.
Potete ammirare la Mercedes che ha conquistato la Coppa d’Oro da tutte le angolazioni grazie al carosello di immagini che proponiamo qui di sotto e che è stato pubblicato dall’account ufficiale Instagram della manifestazione. Tramite questo account, inoltre, gli appassionati hanno la possibilità di ammirare tutti i modelli che hanno partecipato all’evento svoltosi lo scorso weekend.
Nel corso dell’edizione 2026 del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este sono stati premiati anche altri modelli. Il riconoscimento per il miglior restauro, chiamato Trofeo BMW Group Classic, è stato assegnato alla Ferrari 250 GTO del 1962, un modello iconico che ha scritto la storia di Ferrari e del mondo delle quattro ruote e che è stato riproposto in una veste eccellente alla manifestazione. Il Trofeo ASI per la migliore auto conservata del dopoguerra è andato alla Fiat 8V Zagato, modello realizzato nel 1954.
Da segnalare anche il Trofeo Vranken Pommery dell’auto più iconica, conquistato dalla Cadillac Eldorado del 1957. Il Trofeo Schedoni Modena, che premia i migliori interni in pelle, considerando estetica e stato di conservazione, è andato alla BMW M1 del 1980, ancora intatta nonostante gli oltre 45 anni di carriera. Anche quest’edizione della manifestazione, quindi, ha premiato alcuni modelli iconici e che ancora oggi sono conservati in condizioni eccellenti.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 14:00:07 +0000Ferrari è un marchio di riferimento per il settore automotive e, nonostante un momento poco positivo sul mercato azionario, può guardare al futuro con grande fiducia, anche in considerazione del progetto della sua prima elettrica, ormai pronta al debutto.
Nel frattempo, però, l’azienda di Maranello deve fare i conti con un sorpasso inaspettato. Lo storico marchio motociclistico Royal Enfield, che oggi è controllato dal gruppo indiano Eicher Motors, ha superato Ferrari nella classifica dei marchi più forti al mondo nel settore automotive.
Questo dato emerge dal nuovo report Brand Finance Automotive Industry 2026, un’analisi annuale che ha l’obiettivo di fotografare il mercato e valutare il valore dei vari brand delle due e delle quattro ruote su scala globale.
Si tratta di un risultato che certifica il lavoro svolto dalla Casa, che continua a rafforzare il suo ruolo sul mercato confermandosi, sempre di più, un riferimento assoluto per tutti gli appassionati. Andiamo ad analizzare i dettagli completi in merito.
Il report Brand Finance Automotive Industry 2026 ha l’obiettivo di valutare la forza e il valore dei marchi attivi sul mercato a livello globale e viene realizzato dalla società indipendente Brand Finance, specializzata nella valutazione economica dei brand e in indagini di mercato.
Lo studio, quindi, si basa su valutazioni interne e sull’analisi di molteplici fattori. Non vengono presi in considerazione solo i dati di vendita o i dati tecnici dei singoli modelli, che comunque servono a determinare le caratteristiche di un marchio.
Sulla base di tutti gli elementi considerati, viene realizzato poi un indice sintetico, con un punteggio massimo di 100 punti. Ogni brand viene analizzato, tenendo conto di tutti i fattori in gioco, e ottiene poi un punteggio complessivo.
Per approfondire, potete dare un’occhiata al report del 2025 che presenta alcune differenze con quello del 2026.
Il risultato ottenuto da Royal Enfield è significativo. Lo storico brand ha raggiunto un punteggio di 88,9 su 100, con un rating AAA, grazie anche a un aumento del valore complessivo pari a circa il 30% (per una valutazione che ora si attesta intorno a 1,2 miliardi di dollari).
Royal Enfield sta diventando, quindi, un punto di riferimento del mercato, uscendo da una nicchia riservata ad appassionati e affacciandosi in un mercato nuovo, senza perdere le caratteristiche di brand premium. L’azienda è in espansione ed è attiva in oltre 80 Paesi e con oltre 3.200 punti vendita.
Nel report Brand Finance Automotive Industry 2026, la Casa ha conquistato un ottimo terzo posto, alle spalle solo di Toyota e BMW e prima di brand di grande rilevanza come Audi. Anche Ferrari deve cedere il passo. La Casa di Maranello, infatti, si deve accontentare del settimo posto.
Per quanto riguarda l’azienda italiana, c’è da tenere in conto che il progetto più atteso, la Ferrari Luce, deve ancora arrivare. Con questo nuovo elemento, la valutazione e l’importanza del marchio potrebbero cambiare ancora.
Sarà interessante analizzare il valore della Casa il prossimo anno, quando la nuova Luce diventerà un punto di riferimento della gamma con l’obiettivo di spingere Ferrari anche nel settore delle auto a zero emissioni, destinato a ricoprire un ruolo sempre più importante.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 13:30:12 +0000In uno dei santuari del motorsport mondiale, il Nurburgring Nordschleife, 25 chilometri di curve cieche, boschi, salti e guardrail, anche quest’anno non hanno vinto Ferrari, Lamborghini o Mercedes. Almeno non nel cuore del pubblico. La vettura più amata della 24 Ore è stata una normalissima Dacia Logan. Sì, proprio lei, la berlina low-cost nata per i mercati emergenti, quella che in Europa è diventata il simbolo dell’auto senza pretese.
Mentre i GT3 ufficiali da oltre 600 cavalli combattevano per la vittoria assoluta, una Logan numero 300 preparata dal piccolo team tedesco Olli’s Garage Racing è diventata virale sui social, nei paddock e persino tra gli addetti ai lavori. Il motivo è semplice, in un motorsport sempre più perfetto, costoso e sterilizzato, la Logan rappresenta tutto ciò che il pubblico romantico teme di perdere.
La scena sembrava scritta da uno sceneggiatore con grande senso dell’umorismo. Per molti poteva sembrare uno scherzo. Da una parte Mercedes-AMG GT3 ufficiali, Ferrari e Lamborghini. Dall’altra una Dacia Logan con la sagoma da taxi dell’Est Europa e una reputazione non proprio invidiabile. Ma al Nurburgring le differenze diventano parte dello spettacolo. La 24 Ore del Ring è una delle poche gare al mondo dove prototipi e GT3 condividono la pista con vetture molto più lente. Proprio questo caos controllato a renderla unica. La Logan di Olli’s Garage corre nelle classi minori, dove conta sopravvivere più che vincere.
In questo 2026 è successo qualcosa di più grande. Dei video diventati virali mostrano la Logan attraversare indenne una zona piena d’olio dove diverse GT potentissime finiscono in testacoda o nella ghiaia. La Dacia continua tranquilla, quasi indifferente al dramma attorno a lei. Poco dopo, un altro filmato la mostra mentre tiene dietro addirittura la Mercedes GT3 del team di Max Verstappen in un tratto misto del circuito. Inoltre, non è stata la vettura più lenta della gara, alcune BMW 325i hanno chiuso dietro. E nei commenti qualcuno ha scritto: “Non tutto deve essere carbonio e minaccia. A volte il motorsport ha bisogno di una berlina sensata con ambizioni totalmente irragionevoli“.
Dietro la Logan non c’è un costruttore ufficiale, non c’è un budget milionario e non c’è una struttura da F1. C’è Oliver Kriese, detto “Olli”, proprietario di una piccola officina tedesca e anima di Olli’s Garage. Il progetto nasce quasi come una provocazione romantica, portare una vettura popolare in una delle gare endurance più dure del pianeta. Un’idea che ricorda il motorsport anni ’70, quando bastavano passione, amici e chiavi inglesi. La Logan deriva da una vecchia vettura del Dacia Logan Cup, categoria monomarca low-cost nata negli anni 2000.mNegli anni il team è diventato una sorta di culto underground del Nurburgring.
La macchina è lenta, spesso lentissima, ma è impossibile non notarla. Anche perché il pubblico del Ring ama da sempre gli outsider. Il team lavora davvero con budget ridotti e molti membri sono volontari. Alcuni fan aiutano economicamente la squadra e nel paddock la Logan viene fotografata quasi quanto le GT3. Da segnalare che ci sono anche critici che considerano la Dacia non più aggiornata e un pericoloso ostacolo tra le vetture in corsa.
La storia sarebbe già perfetta così, ma c’è un dettaglio che la rende ancora più romantica. Nel 2025, la Logan originale fu distrutta in un incidente violentissimo con un’Aston Martin. La vettura venne praticamente demolita e per molti era la fine della favola. Invece il pubblico reagì come si reagisce alla morte di un personaggio amato. Partirono raccolte fondi spontanee e i social si riempirono di messaggi. I commissari di pista e gli appassionati si mobilitarono per aiutare il team a tornare in gara negli anni successivi. Così la Logan grazie soprattutto al suo team è rinata.
Nel 2026 è tornata ancora più assurda. Perché sotto il cofano non c’è più il tranquillo motore originale, il team ha montato un propulsore Renault Mégane RS da circa 280 cavalli. Una specie di Frankenstein meccanico nato in garage. Il risultato è stato che la Dacia è stata ancora lenta rispetto alle GT3, ma abbastanza veloce da diventare imprevedibile e non più ultima.
C’è un motivo preciso se questa storia continua a fare il giro del mondo. La Logan rappresenta l’ultima forma di motorsport autentico. Oggi le gare endurance sono dominate da simulatori, ingegneri, factory team e budget enormi. Tutto è perfetto, scientifico, professionale mentre la Dacia invece è rumorosa, improbabile e quasi ridicola. Proprio questo è il punto, quando la gente vede una Logan da poche migliaia di euro sfidare macchine che costano quanto una villa, si crea immediatamente una narrazione universale: Davide contro Golia.
Non importa che arrivi 107esima assoluta, conta il fatto che sia arrivata. Conta che abbia perso una ruota a tre ore dalla fine e sia comunque tornata in pista dopo una riparazione disperata dei meccanici. Conta che ogni volta che passava davanti alle tribune, il pubblico la applaudisse più delle GT ufficiali.
La Logan è diventata anche un fenomeno culturale. Sui social è diventata materiale perfetto per meme, gif e video virali. Molti fan inglesi e americani l’hanno collegata subito al mito della Dacia Sandero di Top Gear. Altri chiedono già che venga aggiunta ai videogiochi. Il tutto giustificato dal fatto che la sua silhouette anonima in mezzo a Mercedes, Ferrari e Lamborghini sembra un fotomontaggio vivente. Ma è reale e forse questo è il dettaglio più incredibile.
Questa storia funziona così bene perché il pubblico non vuole soltanto vedere chi vince. Vuole storie curiose e la Dacia Logan di Olli’s Garage è la storia perfetta perché contiene tutto, oggi anche il fatto che Max Verstappen ne è stato coinvolto indirettamente nella narrazione. La Logan è la prova che nel motorsport moderno esiste ancora spazio per l’assurdo. forse è proprio questo il motivo per cui, mentre Ferrari e Lamborghini combattevano per la gloria, il pubblico guardava una vecchia Dacia Logan colorata che arrancava nella fredda notte dell’Eifel. Perché certe auto non corrono per vincere, corrono per essere ricordate.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 12:29:53 +0000Comprare un’auto usata nel 2026 significa muoversi in un mercato sempre più centrale per le famiglie italiane. Proprio perché il mercato è ampio e costoso, la garanzia sull’auto usata è diventata uno dei punti più delicati della compravendita. Su questo versante bisogna distinguere tre piani: la garanzia di conformità prevista dal Codice del Consumo quando si compra da un venditore professionale, la garanzia per vizi del Codice Civile quando l’acquisto avviene tra privati, e le garanzie commerciali aggiuntive che non possono sostituire né comprimere i diritti minimi riconosciuti dalla legge.
Se l’auto usata viene acquistata da un concessionario, da un rivenditore, da un autosalone o comunque da un venditore professionale, e l’acquirente compra come consumatore privato, entra in gioco la garanzia legale di conformità disciplinata dal Codice del Consumo. Tutela il consumatore quando il bene presenta un difetto di conformità rispetto al contratto di vendita e che il consumatore deve rivolgersi al venditore ovvero al soggetto con cui ha concluso il contratto. Se l’auto viene venduta da un professionista a un consumatore è un obbligo di legge. Il venditore non può cancellarla, non può farla pagare come se fosse un optional e non può sostituirla con una copertura commerciale più debole.
Se invece l’auto viene comprata da un privato cambia la situazione. Il Codice del Consumo non si applica alle vendite tra due consumatori. In quel caso il riferimento è il Codice Civile, in particolare l’articolo 1490, secondo cui il venditore deve garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. La tutela è meno forte rispetto all’acquisto da un professionista. Nella vendita tra privati il compratore deve dimostrare che il vizio era già presente prima della vendita, che non era riconoscibile e nei casi più difficili che il venditore ne era a conoscenza o lo ha taciuto in mala fede.
Se l’auto viene acquistata con partita Iva, per uso aziendale o professionale, la disciplina del Codice del Consumo può non applicarsi perché questa tutela riguarda il consumatore che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale.
La garanzia legale ha durata di due anni e decorre dalla consegna. L’azione per far valere i difetti non dolosamente occultati si prescrive in 26 mesi dalla consegna. Applicata all’auto usata significa che il venditore professionale resta responsabile dei difetti di conformità che esistevano al momento della consegna e che si manifestano entro il periodo di responsabilità previsto. Non è necessario che il guasto sia già evidente il giorno del ritiro.
Può emergere dopo, purché sia collegato a una non conformità originaria e non a un normale deterioramento successivo. Per i beni usati, venditore e consumatore possono accordarsi per ridurre la durata della responsabilità del venditore, ma non sotto un anno. Per un’auto usata venduta da professionista a consumatore, la garanzia legale non può essere ridotta sotto i 12 mesi.
La garanzia legale copre i difetti di conformità ovvero le situazioni in cui l’auto non corrisponde al contratto, alla descrizione fatta dal venditore, alle qualità promesse, all’uso normale o alle caratteristiche che il consumatore poteva attendersi considerando età , chilometraggio, prezzo, stato dichiarato e storia del veicolo. L’articolo 129 del Codice del Consumo stabilisce che il venditore deve fornire al consumatore beni conformi al contratto.
In linea generale rientrano nella garanzia legale i guasti a motore, cambio, impianto frenante, sterzo, sospensioni, centraline, componenti elettroniche, climatizzazione, sistemi di sicurezza, apparati di alimentazione o altri elementi essenziali, se il problema costituisce un difetto di conformità e non una conseguenza normale dell’usura o di un uso scorretto successivo alla vendita.
Facciamo un esempio semplice. Se dopo due settimane dall’acquisto si accende una spia motore e l’officina accerta un problema già presente o compatibile con una condizione preesistente, il venditore non può liquidare la questione dicendo che è un’auto usata. Se dopo otto mesi il cliente rompe il motore per assenza di olio, manutenzione ignorata o uso improprio, la garanzia legale difficilmente potrà coprire il danno.
Freni, frizione, pneumatici, batteria, ammortizzatori, cinghie, dischi, pastiglie e altri componenti soggetti a consumo non sono automaticamente coperti ogni volta che si guastano. Su un’auto usata, soprattutto se datata o molto chilometrata, una certa usura è normale. Il venditore non può però nascondersi dietro l’usura. Se un componente era già compromesso al momento della consegna, se il venditore ha dichiarato il contrario, se il difetto rende l’auto non conforme all’uso normale o se la descrizione commerciale era fuorviante, il consumatore può contestare.
La formula vista e piaciuta viene ancora usata in molte vendite di auto usate. Nelle compravendite da professionista a consumatore non può essere usata per cancellare la garanzia legale. Può indicare che l’acquirente ha visionato il veicolo e ne ha accettato alcune condizioni evidenti, ma non può escludere la responsabilità del venditore per difetti di conformità non dichiarati o non conoscibili. Il venditore professionale ha il dovere di informare il consumatore.
Se un difetto è noto, va dichiarato. Se l’auto ha subito incidenti importanti, chilometraggio non coerente, difetti meccanici rilevanti o limitazioni d’uso, queste informazioni non possono essere occultate dietro una frase generica. La garanzia legale nasce per evitare che il compratore venga lasciato solo davanti a una non conformità che non poteva valutare al momento dell’acquisto.
Nella vendita tra privati, la clausola vista e piaciuta ha un peso maggiore perché non si applica il Codice del Consumo e perché il compratore assume un rischio più ampio. Anche nel Codice Civile il patto che esclude o limita la garanzia non ha effetto se il venditore ha taciuto in mala fede i vizi della cosa. Quindi se un privato vende un’auto sapendo che ha un grave problema occulto e lo nasconde, non può sempre rifugiarsi dietro il vista e piaciuta.
Il problema è probatorio. L’acquirente dovrà dimostrare non solo il difetto, ma anche la sua rilevanza, la preesistenza e, nei casi più complessi, la conoscenza o la reticenza del venditore.
La carrozzeria lucida non dice nulla su distribuzione, cambio automatico, turbina, batteria ad alta tensione, centraline, manutenzione saltata, riparazioni post-incidente o chilometraggio reale. Prima di comprare, soprattutto da un privato, una verifica indipendente può evitare molti guai. Meglio controllare la situazione giuridica del veicolo al Pra prima dell’acquisto, per verificare eventuali gravami, vincoli o problemi amministrativi.
Quando emerge un difetto di conformità , il consumatore ha diritto prima di tutto al ripristino della conformità del bene. I rimedi primari sono la riparazione o la sostituzione del bene. Solo se non sono possibili o adeguati si passa a riduzione del prezzo o risoluzione del contratto.
Nel caso di un’auto usata, la sostituzione dell’intero veicolo è spesso poco praticabile perché l’auto è un bene specifico, con chilometraggio, stato e caratteristiche proprie. Nella pratica, il rimedio più frequente è la riparazione a carico del venditore.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 12:00:14 +0000Immaginate le strade del Principato di Monaco, un luogo dove la densità di hypercar per metro quadrato è probabilmente la più alta al mondo. In questo scenario, vedere una Ferrari moderna o una Pagani da milioni di euro è quasi l’ordinario. Eppure, nei giorni scorsi, lo sguardo dei passanti non è stato catturato dall’ennesimo gioiello tecnologico dell’ultima ora, ma da una sagoma squadrata e bianchissima, impreziosita dai colori che hanno fatto la storia del motorsport: una Lancia Delta HF Integrale Evoluzione Martini 6. Al volante, con la naturalezza di chi vive tra i cordoli, c’era Fernando Alonso.
Vedere un bi-campione del mondo di Formula 1, un uomo abituato a domare mostri di potenza come l’Aston Martin Valkyrie o la Pagani Zonda Diamante Verde, scegliere una “vecchia” gloria degli anni Novanta racconta una storia di passione pura. La Martini 6 non è una scelta per chi vuole solo apparire, perché è una macchina per puristi, per chi sa riconoscere il sibilo del quattro cilindri turbo e apprezza la precisione di un cambio manuale a cinque rapporti.
Ciò che rende questo incontro tra il pilota e la vettura così interessante è il pedigree dell’auto stessa. La Martini 6, prodotta nel 1992, è la celebrazione definitiva di un’impresa epica: il sesto titolo mondiale costruttori consecutivo ottenuto dalla Lancia nel WRC. Si tratta di un record ancora oggi ineguagliato nella storia dei rally, un primato che trasforma ogni chilometro percorso da questa Delta in una parata celebrativa della superiorità ingegneristica dell’Italia che fu. Lancia ne costruì appena 310 esemplari, rendendola una delle serie limitate più rare e desiderate dai collezionisti di tutto il mondo.
Alonso, che nel suo garage custodisce pezzi da museo come la McLaren MP4/4B di Senna e icone come la Ferrari F40, sembra voler rendere omaggio a un’epoca in cui le auto da corsa erano ancora strettamente imparentate con quelle stradali. Seduto tra i sedili Recaro in Alcantara turchese, circondato da finiture che trasudano sportività artigianale, lo spagnolo non sta solo guidando un investimento da quasi 400.000 euro; sta pilotando un frammento di storia che porta impresse sulla carrozzeria le decalcomanie “World Rally Champion” come medaglie al valore.
Sotto il cofano della Martini 6 batte il celebre 2.0 litri a 16 valvole da 213 CV. Sebbene oggi questi numeri possano sembrare modesti rispetto agli oltre 800 cavalli delle moderne supercar di Alonso, la Delta offre una guida viscerale e immediata che poche auto contemporanee possono replicare. È una macchina che evoca i nomi di leggende come Biasion, Kankkunen e Auriol, piloti che hanno domato fango e asfalto per scrivere il mito dell’Integrale.
Vedere Fernando Alonso aggirarsi per le curve del Principato con questa Lancia è un promemoria affascinante: per un vero campione, il valore di un’auto non si misura solo nei tempi sul giro o nel prezzo d’asta, ma nelle emozioni accumulate e nel rispetto per chi ha segnato un’era. Mentre la livrea Martini riflette il sole della Costa Azzurra, la Delta di Alonso dimostra che certe leggende non invecchiano mai, tornano semplicemente a correre nelle mani di chi sa ancora apprezzare l’essenza della guida. In quel momento, tra i tornanti di Monaco, il mito Lancia ha smesso di essere un ricordo confinato nei libri di storia per tornare a essere, orgogliosamente, presente.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 11:27:36 +0000Le ibride plug-in non sono più una nicchia per pochi appassionati della tecnologia. Nel 2026 rappresentano una delle soluzioni più ricercate per chi vuole ridurre quasi completamente consumi ed emissioni senza affrontare tutti i compromessi dell’elettrico puro. Questo perché permettono di viaggiare ogni giorno in modalità elettrica, ma senza la paura di restare privi di ricarica durante un viaggio lungo.
Negli ultimi anni il mercato è cambiato profondamente. Se prima i chilometri disponibili a elettroni erano pochi, ora le batterie sono diventate più efficienti, le autonomie elettriche sono cresciute e i prezzi, pur restando superiori rispetto a quelli di un’ibrida tradizionale, stanno lentamente diventando più accessibili. Molti modelli riescono ormai a superare i 100 km dichiarati in modalità elettrica, offrendo tanta libertà e un risparmio giornaliero.
Esistono diverse tipologie d’ibrido, tra le quali il plug-in rappresenta la più vicina all’elettrico. Se il mild hybrid è quasi un’auto tradizionale e il full hybrid la via di mezzo senza necessità di ricarica, le plug-in hybrid aggiungono una batteria molto più grande e soprattutto ricaricabile tramite presa di corrente sia a casa che alle colonnine. In pratica, per molti automobilisti significa usare l’auto come un’elettrica durante la settimana e come una normale benzina o ibrida nei weekend o in vacanza, a patto ovviamente di possedere un box o posto auto con presa in cui ricaricare a prezzo domestico, per massimizzare il risparmio.
Sempre all’interno della categoria delle ibride alla spina troviamo le cosiddette range extender: qui il motore termico non muove direttamente le ruote, ma lavora come generatore per alimentare la batteria elettrica e aumentare l’autonomia complessiva.
L’autonomia elettrica è diventata il vero parametro chiave per valutare una plug-in hybrid. Più chilometri si riescono a percorrere senza usare benzina, maggiore sarà il risparmio reale nella vita di tutti i giorni. Le prime PHEV si fermavano intorno ai 30-40 km di autonomia, valore medio giornaliero calcolato in Europa. Oggi alcune vetture superano tranquillamente i 100 km grazie a batterie più evolute e piattaforme dedicate.
La sorpresa arriva dalla Cina. La Leapmotor C10 REEV è una delle plug-in più particolari sul mercato perché utilizza un sistema range extender. In pratica l’auto viaggia sempre in elettrico, mentre il motore termico entra in funzione solo per ricaricare la batteria. L’autonomia elettrica dichiarata arriva a ben 146 km, un dato che la avvicina moltissimo alle elettriche pure nell’uso quotidiano. Il prezzo parte da circa 37.000 euro, rendendola anche una delle proposte più aggressive dal punto di vista economico.
Audi ha evoluto profondamente la sua compatta plug-in. La nuova A3 TFSI e riesce a combinare dimensioni relativamente compatte con un’autonomia elettrica sorprendente: fino a 130 km dichiarati. Il merito è di una batteria molto più grande rispetto al passato e di un sistema ibrido particolarmente efficiente. Rimane una delle plug-in premium più equilibrate del mercato, soprattutto per chi percorre molta strada ogni giorno. Il prezzo parte da circa 46.000 euro.
La Golf continua a essere un punto di riferimento anche nel mondo plug-in. La nuova generazione dell’eHybrid ha fatto un enorme salto in avanti sul fronte dell’autonomia elettrica, arrivando fino a 123 km nel ciclo WLTP. Numeri che permettono di affrontare quasi tutta la settimana lavorativa senza consumare benzina, soprattutto per chi ha una colonnina domestica. Il listino parte da circa 44.500 euro.
BYD continua la sua offensiva sul mercato europeo e la Seal U DM-i rappresenta una delle alternative più interessanti tra i SUV plug-in. L’autonomia elettrica di 118 km si accompagna a un abitacolo spazioso, tanta tecnologia di bordo e un prezzo particolarmente competitivo per il segmento. Il listino parte da circa 38.500 euro, rendendola una delle plug-in con il miglior rapporto prezzo/autonomia.
Sportiva, aggressiva nel look e finalmente molto più efficiente. La nuova Formentor plug-in supera i 100 km in elettrico senza rinunciare a una guida coinvolgente. Cupra ha lavorato soprattutto sull’efficienza del powertrain e sulla capacità della batteria, trasformando la Formentor in una delle SUV coupé plug-in più complete del mercato. Prezzo di partenza: circa 48.000 euro.
Se fino a poco tempo fa le plug-in hybrid erano quasi esclusivamente modelli premium, oggi il mercato propone alternative decisamente più accessibili.
BYD punta forte sulla democratizzazione dell’ibrido plug-in. La nuova Atto 2 DM-i vuole portare questa tecnologia in una fascia di prezzo molto più accessibile rispetto al passato. Compatta fuori ma spaziosa dentro, promette consumi molto bassi e una buona autonomia elettrica per l’uso quotidiano. Il prezzo dovrebbe partire da circa 29.000 euro.
La MG HS Plug-in Hybrid continua a essere una delle regine del rapporto qualità -prezzo. Offre dimensioni da SUV familiare, tanta dotazione e una meccanica convincente a un prezzo che resta tra i più bassi del segmento. L’autonomia elettrica è cresciuta rispetto alle prime versioni e oggi permette un utilizzo urbano quasi completamente a zero emissioni. Il prezzo parte da circa 35.000 euro.
Oltre a essere una delle plug-in con più autonomia, la Seal U riesce anche a mantenere un prezzo molto competitivo. È il classico esempio di come i marchi cinesi stiano cambiando gli equilibri del mercato europeo. Abitacolo moderno, tecnologia abbondante e costi relativamente contenuti la rendono una delle proposte più interessanti del momento. Prezzo da circa 38.500 euro.
DR continua a puntare su SUV accessibili e ben equipaggiati. La 6.0 plug-in si rivolge a chi cerca spazio e una tecnologia elettrificata senza spendere cifre esagerate. Non punta tanto sulle prestazioni quanto sulla praticità e sul contenimento dei costi. Il listino parte da circa 33.000 euro.
Toyota è arrivata più tardi rispetto ad altri costruttori nel mondo plug-in, ma la nuova C-HR PHEV dimostra tutta l’esperienza del marchio nell’elettrificazione. Design molto personale, ottima efficienza e consumi ridotti anche a batteria scarica sono i suoi punti di forza. Inoltre mantiene quella facilità di utilizzo tipica delle ibride Toyota. Il tutto a un prezzo che parte da circa 41.000 euro.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 10:47:53 +0000Scegliere tra una citycar e un’utilitaria di segmento B non è mai stato così complesso come nel caso di Toyota, che propone due modelli profondamente imparentati ma con anime distinte: la Aygo X e la Yaris. Sebbene condividano lo stesso DNA tecnologico, le differenze in termini di dimensioni, design e costi delineano profili d’uso ben precisi.
La differenza più evidente risiede nelle proporzioni. La Toyota Aygo X si presenta come una citycar dal carattere crossover: alta da terra, dotata di protezioni in plastica sui passaruota e cerchi di grande diametro (fino a 18 pollici). Lunga 378 cm, è estremamente compatta, facilitando le manovre di parcheggio rispetto alla Yaris, che misura 394 cm.
Se la Aygo X punta su un look moderno e accattivante con la sua verniciatura bicolore e il taglio delle porte “a freccia”, la Yaris risponde con forme più sinuose e sportive. Quest’ultima è un’utilitaria pura, più larga di appena un centimetro (175 cm contro 174 cm) ma leggermente più bassa (150 cm contro 152 cm), il che le conferisce una presenza su strada più piantata e dinamica.
L’abitabilità segna il confine più netto tra i due modelli. La Aygo X è omologata per soli 4 posti e soffre di un accesso posteriore non agevole, aggravato da finestrini piccoli che riducono la luminosità e un’apertura “a compasso” dei vetri posteriori. Al contrario, la Yaris offre 5 posti e un comfort soddisfacente per quattro adulti, nonostante un divano posteriore leggermente più stretto della media.
Anche nei materiali si nota il diverso posizionamento: la Aygo X mostra diverse parti in lamiera verniciata a vista e solo due bocchette d’aerazione centrali, mentre la Yaris vanta una plancia più arrotondata e rifiniture complessivamente superiori, sebbene non priva di qualche dettaglio economico. Il bagagliaio della Aygo X offre 231 litri (fino a 829 abbattendo i sedili), mentre quello della Yaris sale a 286 litri, risultando più versatile per un uso extra-urbano.
Entrambe le vetture sfruttano la medesima base tecnica, ma con declinazioni diverse. La Aygo X è equipaggiata con un sistema Full Hybrid da 116 CV basato su un motore 1.5 a tre cilindri, lo stesso propulsore d’ingresso della Yaris. Quest’ultima offre una scelta più ampia, proponendo anche una versione potenziata da 131 CV, che risulta circa il 10% più vivace rispetto alla variante base pur mantenendo consumi molto bassi.
Toyota non ha risparmiato sulla sicurezza. Entrambi i modelli offrono di serie sistemi avanzati (ADAS) come la frenata automatica con riconoscimento pedoni/ciclisti, il cruise control adattativo e il centraggio in corsia. La Yaris aggiunge però un elemento di protezione superiore: gli airbag centrali tra i sedili anteriori per proteggere dagli urti laterali. Sul fronte multimediale, la Yaris può montare schermi fino a 10,4 pollici, superando la pur valida dotazione della Aygo X.
Il listino riflette il salto di segmento. La Aygo X parte da circa 20.850 euro per la versione base, arrivando ai 25.950 euro della GR Sport. La Yaris richiede un investimento superiore, partendo da 24.750 euro per la versione da 116 CV e sfiorando i 32.000 euro per le varianti da 131 CV più accessoriate.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 10:29:41 +0000Sotto il cielo vasto del Texas, tra i cordoli del Circuit of the Americas ad Austin, il Cavallino Rampante ha scosso il mondo dell’automobilismo con una rivelazione che sembra sfidare le leggi del tempo. Si chiama Ferrari HC25 ed è l’ultima gemma scaturita dal programma Progetti Speciali, un dipartimento dove i sogni dei collezionisti più influenti prendono forma.
Questa vettura non è solo una “one-off”, ovvero un esemplare unico al mondo, ma la dimostrazione che lo stile di oggi si può sposare con le tecnologie del recente passato. La particolarità di questa speciale auto di Maranello risiede, per l’appunto, in ciò che si nasconde sotto al bel vestito.
L’autentica magia della HC25 risiede nel suo profondo contrasto identitario. Sebbene il suo aspetto richiami immediatamente il nuovo linguaggio estetico di Maranello — quello spigoloso e tecnico delle recenti 12Cilindri e della hypercar F80 — la sua anima è squisitamente “vecchia scuola”. Sotto la pelle futuristica batte infatti il propulsore della Ferrari F8 Spider, l’ultima a utilizzare V8 biturbo da 3,9 litri in tutta la sua purezza.
In un’epoca in cui l’elettrificazione sembra un passaggio obbligatorio, la HC25 sceglie un’altra via: rinuncia a ogni forma di assistenza ibrida. Il risultato è una sinfonia termica pura da 720 CV erogati a 7.000 giri, capace di scatenare una coppia di 770 Nm. Le prestazioni sono una scarica di adrenalina: l’auto brucia lo 0-100 km/h in soli 2,9 secondi e continua a spingere fino a toccare la barriera dei 340 km/h. È il trionfo della meccanica tradizionale vestita con un abito che sembra venire dallo spazio.
Esteticamente, la Ferrari HC25 rompe con le linee sinuose della F8 da cui deriva. La carrozzeria è tinta in un evocativo Moonlight Grey opaco, una tonalità che esalta le superfici scultoree e le nuove proporzioni. Rispetto alla vettura originale, la HC25 è stata profondamente rimodellata: è più lunga di quasi 15 centimetri e sensibilmente più larga, mentre l’assetto è stato abbassato di 2,3 cm per incollarne la sagoma all’asfalto.
L’elemento stilistico più dirompente è il cosiddetto “nastro funzionale”, una fascia nera lucida che taglia orizzontalmente il frontale. Non è un semplice vezzo decorativo: questo elemento nasconde e integra le prese d’aria per il raffreddamento e le masse radianti, donando al muso un aspetto pulito e minaccioso. A completare l’opera troviamo una firma luminosa rivoluzionaria per il Cavallino: i fari anteriori a LED hanno una disposizione verticale a forma di boomerang, un dettaglio che dialoga visivamente con i sottilissimi fanali posteriori.
Entrare nell’abitacolo della HC25 significa immergersi in un mondo dove l’artigianato incontra il motorsport. Pur mantenendo l’ergonomia della F8 Spider, ogni dettaglio è stato rivisto per riflettere l’esclusività del progetto. I rivestimenti in tessuto tecnico grigio sono interrotti da grafiche gialle vibranti che riprendono il motivo dei fari, creando un legame cromatico con le pinze dei freni e i loghi esterni. Persino le maniglie delle porte sono opere d’arte ingegneristica, costituite da ponti in alluminio fresati dal pieno.
La genesi di questo capolavoro è stata un viaggio durato circa due anni. In questo lasso di tempo, il fortunato collezionista texano ha collaborato fianco a fianco con il team guidato da Flavio Manzoni, seguendo ogni passo dal primo bozzetto al modello in scala. La Ferrari HC25 rimane così un’opera irripetibile: un ponte perfetto che permette a un fortunato proprietario di guidare nel futuro senza rinunciare al ruggito indomabile di un V8 puro.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 08:44:34 +0000C’è un nome che più di tutti ha catalizzato l’attenzione della 54esima edizione della 24 Ore del Nurburgring: quello di Max Verstappen. Il quattro volte campione del mondo di F1 ha deciso di misurarsi con una delle competizioni più estreme e affascinanti del motorsport mondiale, affrontando per la prima volta una gara di 24 ore al volante della Mercedes-AMG GT3 Evo numero 3 del team Mercedes-AMG Team Verstappen Racing.
Un debutto che ha immediatamente acceso entusiasmo e curiosità attorno alla presenza dell’olandese sul leggendario Nordschleife, il tracciato soprannominato “Inferno Verde” per la sua difficoltà tecnica, i continui saliscendi e le condizioni spesso imprevedibili.
Per Verstappen si è trattata di un’esperienza completamente diversa rispetto ai weekend della F1. La 24 Ore del Nurburgring è stata ancora una volta velocità pura, una battaglia di resistenza, concentrazione e gestione del traffico su uno dei circuiti più complessi mai realizzati. Con oltre 25 chilometri di lunghezza percorsi davanti a quasi 300 mila persone, il Nordschleife si è confermata una sfida quasi unica nel panorama automobilistico mondiale. Non è certamente Le Mans ma lì, il pilota affronta cambi di pendenza continui, punti ciechi, asfalto irregolare e condizioni meteo che cambiada un settore all’altro del tracciato.
Non sorprende quindi che Verstappen aveva identificato proprio nella gestione del circuito e del traffico la difficoltà principale della gara. Parole che anticipavano il rispetto con cui Verstappen affrontava questa nuova avventura su Mercedes. La passione dell’olandese per il Nurburgring non nasce di certo in questi giorni. Max ha raccontato ai media di aver scoperto il fascino del circuito quando era ancora giovanissimo.
Nonostante i successi in F1 e l’enorme esperienza maturata ai massimi livelli del motorsport, il Nurburgring restava un banco di prova speciale anche per lui. A sostenerlo nell’impresa, Jules Gounon e Daniel Juncadella, per un equipaggio di alto profilo.
La 24 Ore del Nurburgring non è stata una semplice esibizione o un diversivo rispetto alla F1, ma una sfida presa seriamente, preparata con attenzione nel corso degli ultimi mesi. Il percorso di avvicinamento di Verstappen alla grande classica endurance tedesca è iniziato già nel 2025. In quell’anno l’olandese ha immediatamente lasciato il segno vincendo la sua prima gara GT3 durante l’evento NLS9. In questo 2026, il lavoro di preparazione alla gara è proseguito con la partecipazione alla NLS2 di marzo e alle qualifiche della 24 Ore disputate ad aprile.
Verstappen è partito dalla quarta posizione in griglia dopo una qualifica di alto livello che ha confermato la competitività della squadra supportata da Red Bull. Nel Top Qualifying 3, è stato il compagno di equipaggio Daniel Juncadella a firmare il miglior riferimento, fermando il cronometro in 8’12″005 al secondo tentativo. In precedenza, Verstappen aveva conquistato l’accesso alla Top 12 Shootout grazie a un’ottima prestazione nel secondo segmento di qualificazione, dimostrando subito grande sintonia con il tracciato e con la Mercedes-AMG GT3 Evo.
Nelle prime sei ore di gara, la Mercedes-AMG Team Verstappen Racing numero 3 di Max Verstappen, Lucas Auer, Jules Gounon e Daniel Juncadella si è presa la scena. La gara è iniziata nel peggiore dei modi per Lamborghini, con la Huracan GT3 EVO2 numero 84 di Mirko Bortolotti rallentata da una foratura già nel giro inaugurale e la vettura gemella numero 130 penalizzata per partenza anticipata. A beneficiare della situazione è stata inizialmente la Porsche Manthey numero 911, trascinata da Kevin Estre prima dell’uscita di scena alla quarta ora di corsa. Verstappen è stato autore di stint aggressivi che hanno infiammato il Nordschleife con una serie di sorpassi decisi. La corsa è stata inoltre segnata dall’arrivo della pioggia nella sesta ora che ha cambiato gli equilibri.
Dopo la mezzanotte, nella notte fredda dello Nordschleife, la gara si è trasformata in un duello interno tra le due Mercedes impegnate in un continuo scambio di posizioni al comando. La vettura del team Verstappen Racing si è subito messa in evidenza per ritmo e consistenza, restando incollata ai leader nella Ravenol e mantenendo la pressione costante sul gruppo di testa. Il momento più spettacolare arrivava nello stint notturno di Max Verstappen. Quando l’olandese sale in macchina, la Mercedes numero 3 si trovava a circa venti secondi dalla gemella numero 80, ma il quattro volte campione del mondo di F1 annullava rapidamente il distacco, riportandosi sotto e trasformando il suo turno in un assalto continuo. Uno stint di altissimo livello.
La corsa entrava nella sua fase decisiva e si trasforma in una lunga battaglia di strategia, resistenza e colpi di scena. Condizioni meteo sempre più variabili, tra pioggia, freddo e tratti di pista insidiosi, e la strategia dei pit stop iniziava a diventare determinante per definire la classifica. Nelle ultime tre ore il colpo di scena che cambiava definitivamente il volto della gara, la vettura numero 3 è costretta ai box per un problema all’albero di trasmissione mentre era in mano a Juncadella, interrompendo di fatto ogni ambizione di vittoria. Nonostante il tentativo estremo del team di riportarla in pista per il finale, la Mercedes di Verstappen rientra solo per completare gli ultimi giri disponibili, chiudendo lontana dalla lotta per il podio e al 37esimo posto.
La gara si conclude con la vittoria della Mercedes numero 80 di Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin, confermando la supremazia del marchio della Stella nella maratona tedesca. Alle spalle del leader emergono la Lamborghini Huracán di Red Bull Team ABT con Mirko Bortolotti protagonista di una rimonta solida fino alla seconda posizione, e l’Aston Martin di Walkenhorst Motorsport con Mattia Drudi a completare il podio.
La partecipazione del campione olandese ha comunque assunto anche un significato storico. Verstappen è diventato infatti l’ottavo pilota a disputare la 24 Ore del Nurburgring mentre è ancora attivamente impegnato in F1. Un dato che evidenzia quanto questa gara continui ad avere un fascino speciale tra i protagonisti della massima categoria automobilistica. Nel motorsport moderno, sempre più specializzato e frammentato, vedere un pilota di F1 cimentarsi in una gara endurance di questa portata rappresenta un evento raro e significativo.
Verstappen non ha mai nascosto il proprio amore per il mondo GT e per le gare di durata. Negli ultimi anni ha partecipato frequentemente a sessioni di simulazione online endurance e ha espresso più volte il desiderio di correre in eventi iconici come Le Mans. La 24 Ore del Nurburgring sembra quindi essere stata soltanto il primo passo di un percorso più ampio. Dalla F1 all’endurance, passando per l’Inferno Verde, il campione olandese è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 07:35:13 +0000Il panorama della mobilità autostradale italiana si appresta a vivere una trasformazione senza precedenti che promette di cambiare il rapporto tra gestori e utenti. A partire dal 1° giugno 2026, diventeranno ufficialmente operative le nuove disposizioni sui rimborsi introdotte dalla delibera n. 211/2025 dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Questa riforma nasce per rispondere alle crescenti lamentele degli automobilisti stritolati tra cantieri infiniti e code chilometriche, introducendo per la prima volta un meccanismo di indennizzo diretto per i disservizi subiti lungo la rete.
Il centro di questa novità risiede nella restituzione di una parte del pedaggio in caso di blocchi del traffico o ritardi significativi legati alla presenza di lavori stradali. La norma stabilisce una gerarchia di rimborsi molto chiara, basata sulla durata del fermo subito dal conducente. Se il blocco del traffico persiste per un tempo compreso tra i 60 e i 119 minuti, l’automobilista avrà diritto a ricevere indietro il 50% del pedaggio pagato.
La quota di indennizzo aumenta progressivamente con l’aumentare dell’attesa: per blocchi che durano dai 120 ai 179 minuti, il rimborso sale al 75% della spesa. Se la situazione di stallo dovesse superare la soglia critica dei 180 minuti, il ristoro diventerà totale, coprendo il 100% del pedaggio. È importante notare che il sistema gestirà rimborsi anche di piccola entità : le cifre sopra i 10 centesimi verranno accreditate, ma l’erogazione effettiva avverrà solo una volta raggiunta la somma cumulativa di 1 euro.
Non tutti i ritardi sono uguali agli occhi della nuova legge, poiché il diritto al rimborso è modulato in base alla lunghezza del tragitto percorso. Per i percorsi brevi, con una lunghezza inferiore ai 30 km, il diritto al rimborso scatta indipendentemente dall’entità del ritardo accumulato.
Per le medie percorrenze, ovvero tragitti compresi tra i 30 e i 50 km, il rimborso si attiva se il ritardo causato dai cantieri supera i 10 minuti. Infine, per i viaggi più lunghi che superano i 50 km, la soglia di ritardo necessaria per avviare la procedura deve essere di almeno 15 minuti. Il calcolo dell’importo finale terrà conto sia dell’impatto dei cantieri sul percorso specifico effettuato dall’utente, sia di una componente incrementale basata sullo scostamento orario effettivo rispetto ai tempi medi di percorrenza.
Nonostante la portata della rivoluzione, esistono diverse situazioni in cui il diritto al rimborso viene meno. Innanzitutto, non è possibile richiedere indennizzi se sul percorso interessato è già attiva una riduzione generalizzata del pedaggio. Inoltre, la normativa esclude i cosiddetti cantieri emergenziali, ovvero quegli interventi non programmabili necessari a seguito di incidenti stradali, eventi meteo estremi, soccorsi o criticità idrogeologiche straordinarie.
Un dettaglio rilevante riguarda i cantieri mobili: in questa prima fase di applicazione delle misure, essi saranno esclusi dal meccanismo di rimborso. Questa esclusione temporanea mira a testare il sistema prima di estenderlo a tutte le tipologie di manutenzione.
Una tutela specifica è prevista per chi dispone di abbonamenti. Qualora i lavori stradali diminuiscano in modo significativo la fruibilità del percorso abituale, l’utente ha la facoltà di recedere dal contratto e ottenere la restituzione della quota di abbonamento non goduta.
Per facilitare le richieste, i concessionari autostradali sono obbligati a garantire diversi canali di comunicazione. Ogni gestore dovrà predisporre una sezione specifica sul proprio sito web, un numero telefonico dedicato e punti fisici di assistenza per la consegna delle domande. Una volta presentata la richiesta, il concessionario avrà 20 giorni per comunicare l’accoglimento o un eventuale rigetto motivato, specificando l’importo che verrà erogato. Sebbene la delibera prevedesse anche la creazione di un’unica App valida per tutti i gestori, tale strumento non risulterebbe ancora pronto per il debutto di giugno.
Dietro l’entusiasmo per queste nuove tutele, si nasconde però un aspetto critico sollevato dal Codacons. La normativa di settore consente infatti alle società autostradali di recuperare le spese sostenute per i rimborsi aumentando le tariffe dei pedaggi.
Nello specifico, per i ritardi dovuti ai cantieri, i gestori potranno recuperare il 100% della spesa fino al 2027, con percentuali che decresceranno gradualmente negli anni successivi (75% nel 2028, 50% nel 2029 e 25% nel 2030). Anche per i rimborsi legati ai blocchi della circolazione è previsto il recupero integrale tramite le tariffe, a condizione che il concessionario dimostri la forza maggiore e il rispetto degli obblighi informativi. Secondo le associazioni dei consumatori, il paradosso è che saranno gli stessi automobilisti, attraverso i futuri rincari, a pagare di tasca propria i rimborsi ricevuti.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 07:26:26 +0000La prima sessione di prove libere della sfida spagnola di MotoGP ha subito mostrato un Alex Marquez in grande spolvero. In assenza di suo fratello maggiore, il rider del team Gresini Racing ha ottenuto un tempo di 1:39.950. Il vincitore della scorsa edizione ha anticipato di ben 0.349s il connazionale Jorge Martin. Quest’ultimo è stato protagonista anche di una brutta caduta in Curva-12 per fortuna senza dolorose conseguenze.
Con il terzo crono si è classificato un sempre costante Fabio Di Giannantonio. Il pilota del VR46 Racing Team ha girato a 0.393s dalla vetta e in graduatoria, date le vicissitudini di Marc Marquez e Pecco Bagnaia, si è dimostrato il miglior ducatista sin qui. Scegliendo una mescola soft a fine sessione, come Alex Marquez, il pilota romano ha ottenuto un super tempo, anticipando un ottimo Pedro Acosta su KTM. La top-5 è stata chiusa dal leader del mondiale, Marco Bezzecchi, davanti alla KTM di Enea Bastianini, a podio lo scorso anno al Montmelò. Solamente 17esimo Pecco Bagnaia che ha concluso a quasi un secondo dalla vetta.
Pedro Acosta ha conquistato la pole position della sfida in Catalogna, fermando il cronometro su 1:38.068 e precedendo di 233 millesimi la Desmosedici VR46 di Franco Morbidelli. Quest’ultimo, partito dal Q1, ha trovato la fiducia con una zampata, anticipando persino Alex Marquez di 41 millesimi. Dalla seconda fila sono scattati Raul Fernandez sull’Aprilia del team satellite Trackhouse, Johann Zarco, Honda LCR, e l’altra Ducati VR46 guidata da Fabio Di Giannantonio. Marco Bezzecchi è scivolato in dodicesima posizione, alle spalle anche di Jorge Martin, qualificatosi con il nono tempo. Addirittura tredicesimo Bagnaia che è stato eliminato nel Q1.
Il poleman iberico della KTM è scattato a fionda, proteggendosi dagli attacchi di Alex Marquez e Johann Zarco. Mir e Binder sono subito finiti in ghiaia in Curva-1. Pessimo start per Morbidelli che è scivolato in settima posizione, alle spalle anche del teammate. Martin ha guadagnato la quinta posizione e si è messo negli scarichi di Raul Fernandez. Bezzecchi e Bagnaia hanno guadagnato terreno, inserendosi subito in top-10.
Pedro Acosta ha dettato il ritmo, riuscendo a evitare nei primi giri gli attacchi dei rivali. Al terzo passaggio si è steso Jorge Martin, specialista delle Sprint Race. Un errore che ha spianato la strada a Bagnaia che ha scavalcato senza affanni Franco Morbidelli. Alex Marquez ha superato Acosta al quarto giro, sfruttando la potenza del motore della Desmosedici GP-26. Nella tornata successiva l’Aprilia di Raul Fernandez ha sopravanzato l’alfiere di punta della KTM.
Alex Marquez è riuscito ad allungare di quel tanto per gestire i connazionali. Di Giannantonio è rimasto in quarta posizione in attesa degli sviluppi nell’ultima parte di gara. Acosta ha riscavalcato Fernandez, mettendo nel mirino il rider del team Gresini Racing. Di Giannantonio alla fine si è guadagnato la terza posizione, alle spalle di Alex Marquez e Pedro Acosta. La migliore delle Aprilia è stata quella di Fernandez, davanti a Zarco e Bagnaia. Solo nono Marco Bezzecchi che nel finale è stato scavalcato anche da Ogura.
Il Gran Premio di Catalogna si era aperto con un duello avvincente tra Pedro Acosta e Alex Marquez. Lo spettacolo ha lasciato spazio alla paura a causa di un incidente terribile. A gas aperto sul dritto il pilota del team Gresini Racing ha centrato la KTM, cadendo e coinvolgendo anche Di Giannantonio. Quest’ultimo si è visto arrivare i pezzi della Ducati azzurra di Alex e gli è andata bene con un colpo soltanto alla mano destra. La gara è stata interrotta con la bandiera rossa e con l’arrivo dell’ambulanza. Il fratello minore di Alex Marquez è stato sempre cosciente, ma la tensione in pista si è iniziata a tagliare con il coltello.
La seconda partenza ha visto il tonfo pericolosissimo di Johann Zarco. Il pilota francese ha coinvolto, per un errore in staccata, anche Bagnaia e Marini. Gara nuovamente sospesa e per fortuna è arrivata la comunicazione che il rider non era in una condizione critica, ma il botto è stato pesante in Curva-1. “Il problema principale è il ginocchio, i legamenti, ma il femore non è rotto. Ho una piccola frattura alla base del perone, sul lato esterno della caviglia sinistra. Vi terrò aggiornati, ma volevo rassicurarvi. Sono più spaventato che ferito, diciamo. Stanotte dormirò in ospedale, vogliono tenermi sotto osservazione. Poi vedremo”, ha sancito Zarco in seguito dall’ospedale con un post su IG.
Alla terza ripartenza è stata vanificato l’ottimo scatto di Jorge Martin a causa di un errore di Raul Fernandez. Il pilota del team satellite della Casa di Noale ha buttato in ghiaia il campione del mondo 2024, scatenando anche l’ira di Rivola che si è lamentato con Brivio del team Trackhouse. Pedro Acosta ha provato a dettare il ritmo su una distanza di soli 12 giri, lottando con Mir, Di Giannantonio e Bagnaia. Diggia ha superato Mir, poi penalizzato per la pressione delle mescole, e si è portato negli scarichi dello spagnolo della KTM a 4 tornate dalla fine. Sorpasso chirurgico di Fabio Di Giannantonio che ha completato una super rimonta con giri finali record, davanti ad Aldeguer e Bagnaia. Acosta è finito al tappeto per una entrata kamikaze di Ogura.
Fabio Di Giannantonio: 9,5 – Gara di una rara ferocia sportiva che ha regalato una gioia inaspettata a tutto il team VR46. Si è confermato il miglior ducatista del 2026, nonostante abbia rischiato nel crash tra Pedro Acosta ed Alex Marquez per poi ripartire con ancora più voglia di stupire tra i tanti rider spagnoli favoriti alla vigilia.
Alex Marquez: 8 – Premiamo l’eroico pilota del team Gresini Racing che avrebbe potuto avere conseguenze nefaste dallo scontro con Acosta. Dopo la vittoria della SR stava lottando per la P1 quando si è sfiorato il dramma. Ha effettuato una operazione per inserire una placca metallica sulla clavicola. Circa la frattura vertebrale, invece, saranno effettuati ulteriori accertamenti la settimana prossima. Poteva andare peggio.
Fermin Aldeguer: 7 – In assenza del pilota di punta del team Gresini Racing, il giovane spagnolo ha lottato con Mir, Acosta e Bagnaia trovando il miglior risultato stagionale. Dopo il lungo stop per infortunio è tornato in piena forma nella sfida catalana, lanciando un messaggio chiaro a Valentino Rossi.
Raul Fernandez: 5 – Errore grave nel GP di casa con un intervento kamikaze alla terza ripartenza. Jorge Martin avrebbe potuto vincere e allungare su Bezzecchi, ma è uscito clamorosamente con 0 punti da questo weekend. Tra piloti della stessa marca non dovrebbe mai accadere. Un peccato per l’Aprilia che in un colpo solo si è ritrovata senza i suoi due rider più veloci del weekend.
Marco Bezzecchi: 4 – Pessime performance in quel di Barcellona per il leader del mondiale. La buona notizia? Nonostante lo scarso ritmo è uscito integro dalla lotta del centro gruppo e ha consolidato la vetta della classifica. Il voto corrisponde alla posizione finale fortunosa nel GP. Avrebbe potuto terminare il fine settimana alle spalle di Jorge Martin in graduatoria.
Franco Morbidelli: 3 – In una gara in cui parte davanti e succede praticamente di tutto non si vede mai. Il primo pilota dell’Academy di Valentino Rossi ha chiuso la gara in decima posizione, dietro la Honda del rookie Moreira. Con un compagno di squadra che sta avendo una costanza da applausi, il rendimento di Morbido è da 3 fisso in pagella da inizio 2026.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 06:47:34 +0000Il 18 maggio 2026 sono previsti due scioperi su territorio nazionale e locale. In questo articolo troverai tutti i dettagli relativi agli scioperi programmati per la giornata, con particolare attenzione alle aree geografiche coinvolte, le fasce orarie, le categorie di lavoratori interessate e i sindacati promotori. Di seguito, tutte le informazioni utili per prepararsi ai possibili disservizi.
Per la giornata di lunedì 18 maggio 2026 è stato proclamato uno sciopero generale nazionale che interessa le categorie pubbliche e private del settore trasporti. Le modalità sono articolate in base al servizio:
Trasporto ferroviario: sciopero dalle 21:00 del 17 maggio alle 20:59 del 18 maggio su tutto il territorio nazionale.
Trasporto pubblico locale (TPL): modalità definite localmente, con possibili disagi nelle principali città .
Trasporto marittimo (isole maggiori): interessate le partenze a partire da un’ora prima della partenza durante il 18 maggio.
Taxi e trasporto marittimo (isole minori): sciopero dalle 00:01 alle 23:59.
Autostrade: personale in sciopero dalle 22:00 del 17 maggio.
Lo sciopero è indetto dal sindacato USB e coinvolge tutto il personale aderente al settore trasporti.
Nella provincia di Bari, in Puglia, è stato proclamato uno sciopero del trasporto pubblico locale che interessa il personale della Società STP di Bari. Lo sciopero durerà 24 ore durante l’intera giornata del 18 maggio 2026.
I sindacati organizzatori sono OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL, e lo sciopero interessa tutto il personale della società di trasporto locale sotto la categoria “PERSONALE SOC. STP DI BARI”.
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 18 May 2026 06:00:00 +0000Nel mese di maggio 2026 sono previsti diversi scioperi dei trasporti in Italia, con ripercussioni sia a livello nazionale che locale, e impatti sia sul trasporto pubblico che su quello merci. In questo articolo riepiloghiamo, giorno per giorno, le principali agitazioni programmate, indicando settore, categoria, durata e aree coinvolte. Si segnalano due scioperi generali nazionali di rilevanza per l’intero settore dei trasporti e numerose iniziative locali e settoriali con coinvolgimento di personale specifico.
In tutta Italia è previsto uno sciopero nazionale del personale della ristorazione a bordo treno della società Elior Divisione Itinere (per Trenitalia), con modalità di “mezzo turno per ogni turno di lavoro” e coinvolgimento dei sindacati FAST-CONFSAL, FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI.
Nella provincia di Milano (Lombardia) è indetto uno sciopero del personale Mercitalia Shunting & Terminal, settore ferroviario, per 8 ore, dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio.
Nella provincia di Milano (Lombardia) prosegue lo sciopero ferroviario personale Mercitalia Shunting & Terminal fino alle 6:00.
Nella provincia di Firenze (Toscana) è proclamata astensione dal lavoro (intera giornata) per il personale manutenzione del settore ferroviario RFI Doit Firenze.
In tutta Italia sciopero nazionale del personale del settore portuale e marittimo per l’intera giornata, proclamato dal sindacato USB Lavoro Privato.
Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige) sciopero di 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00 del trasporto pubblico locale, personale società Trentino Trasporti.
Nella città di Potenza (Basilicata) uno sciopero di 4 ore coinvolge il personale Miccolis – Servizio Urbano di Potenza dalle 15:01 alle 19:00.
Nella provincia di Brescia (Lombardia) sciopero 24 ore settore aereo (carico e scarico merci GDA Handling, Aeroporto Brescia Montichiari).
Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 24 ore, dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio, personale EAV trasporto pubblico locale.
Nella città di Napoli prosegue sciopero EAV (vedi sopra).
Nella città di Firenze (Toscana) sciopero territoriale di 24 ore del personale Autolinee Toscane, bacino Firenze.
Nei principali aeroporti (tra cui Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Napoli, Palermo, Milano Malpensa, Cagliari) scioperi differenziati tra 4 e 8 ore (a seconda della categoria e società coinvolta) tra le 10:00 e le 18:00: personale ENAV, Easyjet Airlines Limited, GH/Handling Palermo, Sogaer Cagliari, ALHA/MLE-BCUBE Milano Malpensa.
Nella città di Novara (Piemonte) è indetto uno sciopero 24 ore personale SUN società trasporto locale di Novara, promosso da AL-COBAS.
In tutta Italia è indetto uno sciopero generale nazionale che interessa tutte le categorie pubbliche e private del settore trasporti. Modalità :
Lo sciopero generale è indetto dal sindacato USB.
Nella provincia di Bari (Puglia) sciopero del trasporto pubblico locale per l’intera giornata, personale STP di Bari (sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL).
Nel Friuli-Venezia Giulia, provincia di Udine sciopero 24 ore personale Arriva Udine.
In tutta Italia sciopero nazionale trasporto merci conto terzi dal 25 maggio fino alle 24:00 del 29 maggio (120 ore totali).
In Emilia-Romagna sciopero regionale (appalti ferroviari lotto Centostazioni), personale Copernico, per “prima metà del turno su ogni turno di lavoro”.
In tutta Italia secondo sciopero generale nazionale nel settore pubblico e privato. Modalità :
Sindacati: CUB, SGB, ADL VARESE, SI-COBAS, USI-CIT.
Nella città di Potenza (Basilicata) sciopero 24 ore personale società Miccolis – Servizio Urbano Potenza.
In Emilia-Romagna (province di Modena, Reggio Emilia, Piacenza) sciopero 24 ore personale SETA trasporto pubblico locale, modalità variabili.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 18 May 2026 06:00:00 +0000Oggi, 18 maggio 2026, facciamo il punto sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, basandoci sull’ultima rilevazione disponibile. Nel seguito trovi una tabella con i valori aggiornati e un approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa: dalla componente industriale al peso delle imposte, con focus dedicati a benzina e gasolio per capire quali voci incidono maggiormente e quali fattori di mercato e di cambio possono muovere le quotazioni.
Ultimo aggiornamento: 17-05-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.065 |
| Benzina | SELF | 2.022 |
| GPL | SERVITO | 0.915 |
| Metano | SERVITO | 1.591 |
I prezzi sono espressi in euro.
Per la benzina, il prezzo finale pagato dal consumatore è il risultato di due grandi blocchi: la componente fiscale, pari al 58%, e la componente industriale, pari al 42%. La parte fiscale ingloba le imposte indirette, vale a dire accise e IVA, che agiscono come moltiplicatore sul costo prima delle tasse e rendono il prezzo al distributore sensibile anche a variazioni che non dipendono dal gestore. La componente industriale, invece, si divide a sua volta in due voci: il costo della materia prima (30% del prezzo) e il margine lordo (12% del prezzo). Il costo della materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’effetto del cambio euro/dollaro, perché il mercato petrolifero è denominato prevalentemente in dollari: quando il dollaro si rafforza, a parità di quotazioni, il prezzo in euro tende a risalire. Il margine lordo comprende i costi della filiera (raffinazione, trasporto, stoccaggio, gestione della rete) e la remunerazione degli operatori; su questa quota l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, anche con politiche promozionali e differenziazioni tra aree e punti vendita. In autostrada, inoltre, incidono servizi e strutture dedicate, che possono riflettersi sulla parte di margine senza alterare le componenti fiscali o il costo della materia prima.
Per il gasolio, l’equilibrio tra imposte e industria è diverso: la componente fiscale pesa per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale incide per il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo, con dinamiche fortemente legate alle quotazioni internazionali e al cambio euro/dollaro, e il margine vale il 10% del prezzo. Anche per il gasolio, quindi, le oscillazioni del mercato globale e della valuta possono trasferirsi rapidamente alla pompa, mentre la parte di margine è quella su cui i diversi operatori possono agire per differenziare l’offerta, coprire i costi logistici e commerciali e definire strategie di prezzo. Il gasolio, utilizzato in larga parte dal trasporto su gomma e da flotte professionali, risente inoltre di andamenti stagionali della domanda che possono amplificare l’effetto delle quotazioni internazionali sulla materia prima. Resta fermo che, pur in presenza di interventi commerciali sui margini, la quota preponderante dell’andamento del prezzo del gasolio dipende dai prezzi dei prodotti raffinati e dal cambio, mentre la componente fiscale, una volta definita, si applica in modo uniforme e costituisce una porzione stabile della spesa sostenuta dagli automobilisti.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 18 May 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.947 per la benzina, 1.983 per il diesel, 0.826 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.977 |
| Benzina | SELF | 1.940 |
| GPL | SERVITO | 0.810 |
| Metano | SERVITO | 1.513 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.994 |
| Benzina | SELF | 1.963 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.010 |
| Benzina | SELF | 1.969 |
| GPL | SERVITO | 0.883 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.993 |
| Benzina | SELF | 1.959 |
| GPL | SERVITO | 0.855 |
| Metano | SERVITO | 1.661 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.968 |
| Benzina | SELF | 1.937 |
| GPL | SERVITO | 0.773 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.977 |
| Benzina | SELF | 1.947 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.528 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.991 |
| Benzina | SELF | 1.960 |
| GPL | SERVITO | 0.803 |
| Metano | SERVITO | 1.517 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.973 |
| Benzina | SELF | 1.933 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
| Metano | SERVITO | 1.654 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.985 |
| Benzina | SELF | 1.947 |
| GPL | SERVITO | 0.893 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.974 |
| Benzina | SELF | 1.938 |
| GPL | SERVITO | 0.805 |
| Metano | SERVITO | 1.549 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.968 |
| Benzina | SELF | 1.928 |
| GPL | SERVITO | 0.833 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.001 |
| Benzina | SELF | 1.944 |
| GPL | SERVITO | 0.823 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.975 |
| Benzina | SELF | 1.939 |
| GPL | SERVITO | 0.804 |
| Metano | SERVITO | 1.556 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.980 |
| Benzina | SELF | 1.952 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.629 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.996 |
| Benzina | SELF | 1.954 |
| GPL | SERVITO | 0.882 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.992 |
| Benzina | SELF | 1.948 |
| GPL | SERVITO | 0.834 |
| Metano | SERVITO | 1.820 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.979 |
| Benzina | SELF | 1.945 |
| GPL | SERVITO | 0.813 |
| Metano | SERVITO | 1.600 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.990 |
| Benzina | SELF | 1.950 |
| GPL | SERVITO | 0.834 |
| Metano | SERVITO | 1.548 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.975 |
| Benzina | SELF | 1.939 |
| GPL | SERVITO | 0.825 |
| Metano | SERVITO | 1.501 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.996 |
| Benzina | SELF | 1.956 |
| GPL | SERVITO | 0.904 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 maggio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.964 |
| Benzina | SELF | 1.940 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
| Metano | SERVITO | 1.498 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 18 May 2026 06:00:00 +0000Cinque pezzi unici che ridefiniscono il concetto di personalizzazione di lusso. La nuova Rolls-Royce Black Badge Cullinan by Cyril Kongo porta la firma dell’omonimo artista contemporaneo, che ha convertito l’ammiraglia inglese in un’opera d’autore. Nato nei laboratori di Goodwood, New York e Seoul, l’elaborazione scavalca i classici listini di accessori per creare una collezione esclusiva e irripetibile.
Si è partiti dalla Black Badge Cullinan, l’alter-ego più oscuro e ribelle della Casa britannica, sulla quale Kongo ha impresso il suo “Kongoverse”: un universo estetico fatto di costellazioni geometriche, formule matematiche, atomi e pianeti immaginari. Per dare vita al progetto, ben sei mesi prima dell’inizio della produzione Rolls-Royce ha accolto l’artista all’interno del proprio Bespoke Collective a Goodwood, riservandogli dei laboratori.
Come ha spiegato Domagoj Dukec, Director of Design di Rolls-Royce Motor Cars:
“La creatività e l’immaginazione sono le forze che definiscono Rolls-Royce, plasmando vetture che sono individuali quanto i loro proprietari. Nei nostri Private Office è stato identificato il desiderio di un’arte contemporanea audace tra un gruppo di collezionisti particolarmente audaci. Per dare vita a questa idea, abbiamo collaborato con Cyril Kongo, il cui stile espressivo e senza compromessi risuonava perfettamente con lo spirito di Black Badge”
Il fulcro creativo della collaborazione si trova all’interno, dove Kongo ha dipinto personalmente le superfici in legno e pelle. Nello Starlight Headliner, il celebre cielo stellato Rolls-Royce composto da 1.344 “stelle” a fibre ottiche, Kongo ha inserito pianeti immaginari ed equazioni di fisica quantistica. Ogni stella è stata contata e segnata dall’artista prima che gli artigiani la forassero a mano, introducendo per la prima volta una stella cadente che attraversa l’intero soffitto.
L’abitacolo è diviso in quattro zone cromatiche distinte: rosso Phoenix per il guidatore, turchese per il passeggero anteriore, giallo Forge e mandarino per i sedili posteriori. Su questa base, i 19 elementi in legno (plancia, console, tavolini estraibili e la cascata tra i sedili posteriori) formano un’unica composizione continua. Gli artigiani di Goodwood hanno poi applicato ben dieci strati di lacca al fine di proteggere e lucidare i dipinti di Kongo. Il commento di Cyril Kongo aiuta a capirne l’approccio:
“Quando ho visto per la prima volta la Black Badge Cullinan, mi sono sentito costretto a creare la mia interpretazione dell’universo a cui apparteneva. È un luogo di fantasia, formule matematiche, simboli e atomi. Abbiamo discusso di come far vibrare il pezzo, di come mantenere il ritmo all’interno dell’auto. Per me, dipingere è come il jazz. Ti muovi, ma tutto rimane connesso”
Anche l’esterno della vettura nasconde segreti da scoprire passo dopo passo. Fuori, il SUV sfoggia la tinta Blue Crystal Over Black, una base nera arricchita da particelle blu cangianti sotto la luce del sole.
Novità assoluta nella storia del marchio, debutta una Gradient Coachline: la classica linea sulla fiancata sfuma dal rosso al giallo sul lato sinistro, e dal mandarino al turchese sul lato destro, integrando la firma “tag” di Kongo. Il gioco cromatico si riflette persino sulle pinze dei freni dietro i cerchi in lega da 23 pollici, ciascuna dipinta in una colorazione diversa. A sottolineare la simbiosi totale tra l’artista e gli ingegneri, Phil Fabre de la Grange, Head of Bespoke, ha dichiarato:
“Il modo in cui abbiamo lavorato insieme a Cyril Kongo è stato senza precedenti. Questo approccio completamente integrato e interno ha dato a Cyril la libertà di esplorare la sua visione sul momento, fedele alla natura spontanea della sua arte”
Le cinque vetture realizzate sono già state assegnate a clienti internazionali e tracciano un nuovo punto di svolta per il mercato dei modelli unici d’alto lignaggio.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 05:30:41 +0000Il rimborso del pedaggio autostradale è diventato un diritto regolato, con tempi, soglie, modalità digitali e obblighi per i concessionari. La novità più importante arriva dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che con la delibera 211 del 2025 ha modificato il sistema dei diritti degli utenti autostradali con l’introduzione di un meccanismo di rimborso legato alle limitazioni nell’utilizzo dell’infrastruttura. Il nuovo sistema entra in vigore in due fasi: dal primo giugno 2026 per i percorsi interamente gestiti dallo stesso concessionario e per i casi di traffico bloccato; dal primo dicembre 2026 per i viaggi che attraversano tratte appartenenti a più concessionari.
Se l’utente paga per utilizzare un’infrastruttura autostradale, quel pagamento dovrebbe essere coerente con la qualità minima del servizio offerto. Quando la carreggiata viene ridotta, quando un cantiere produce rallentamenti o quando il traffico resta per troppo tempo bloccato il viaggio non avviene più nelle condizioni ordinarie per le quali il pedaggio è stato calcolato.
In ogni caso non tutte le code producono in automatico un rimborso e non ogni ritardo diventa un diritto economico per l’automobilista. Il sistema nasce per compensare l’utente quando il disagio deriva da una condizione infrastrutturale misurabile e imputabile alla gestione della rete, come accade nei cantieri programmati o non emergenziali. Diverso è il caso del traffico intenso del weekend, della pioggia improvvisa, dell’incidente appena avvenuto o della manifestazione che paralizza un tratto.
Prima dell’estensione nazionale prevista nel 2026, il caso più strutturato è quello di Autostrade per l’Italia, che ha già attivato da tempo un sistema di rimborso tramite sito o app Muovy Cashback. Il servizio consente di ottenere fino al 100% del pedaggio in caso di ritardi dovuti a lavori programmati sulla rete gestita da Autostrade per l’Italia. La società precisa che il rimborso può essere riconosciuto per cantieri che incidono sulla fluidità del transito a causa della riduzione delle corsie originariamente disponibili, esclusa la corsia di emergenza. Restano fuori i cantieri per ripristini urgenti dovuti a incidenti e i ritardi causati da traffico intenso, incidenti, meteo, manifestazioni o motivazioni diverse dai lavori. Il sistema è disponibile per privati, partite Iva e aziende, indipendentemente dal fatto che il pagamento avvenga con dispositivo di telepedaggio, carta o contanti. La modalità più semplice è la registrazione del dispositivo di telepedaggio perché in quel caso il riconoscimento del viaggio e l’eventuale rimborso avvengono in automatico. Chi registra la targa può ottenere il rimborso automatico anche per i viaggi pagati con carte o contanti. In alternativa è possibile scansionare la ricevuta ritirata al casello di uscita e presentare la richiesta per il singolo viaggio.
La percentuale del rimborso cambia in base ai minuti di ritardo e alla lunghezza del percorso. La logica è comprensibile: dieci minuti persi su un tragitto di pochi chilometri hanno un peso molto diverso rispetto agli stessi dieci minuti su un viaggio di diverse centinaia di chilometri. Autostrade per l’Italia prevede rimborsi già a partire da 10 minuti di ritardo dovuto a lavori sulla rete. Per i percorsi fino a 29 chilometri, un ritardo tra 10 e 14 minuti può dare diritto a un rimborso del 75% mentre dai 15 minuti in poi la quota può arrivare al 100%. Sulle percorrenze più lunghe la percentuale cresce al crescere del ritardo: per esempio, su un viaggio tra 100 e 149 chilometri, un ritardo tra 45 e 59 minuti dà diritto al 75% del pedaggio mentre dai 60 minuti in su si arriva al 100%. Per i tragitti oltre 500 chilometri le percentuali sono più basse a parità di ritardo, proprio perché l’impatto relativo del rallentamento viene considerato meno pesante.
L’Autorità di Regolazione dei Trasporti ha previsto che i concessionari debbano predisporre un sistema unico e integrato di rimborso, accessibile in modo non discriminatorio a tutte le categorie di utenti. La misura introduce anche il concetto di app unica, cioè una piattaforma mobile first o web responsive, gratuita e gestita in collaborazione tra tutti i concessionari, destinata a fornire informazioni agli utenti, inoltrare reclami e ottenere indennizzi e rimborsi. Dal primo giugno 2026 il rimborso si applica ai percorsi che insistono interamente su tratte gestite dallo stesso concessionario e ai casi di traffico bloccato. Dal primo dicembre 2026 il sistema viene esteso anche ai percorsi che attraversano più concessionari. Fino al 30 novembre 2026, se alcune funzionalità dell’app unica non fossero ancora disponibili, la notifica del diritto al rimborso potrà avvenire tramite l’applicazione mobile già utilizzata dal concessionario o attraverso un’apposita sezione del sito web.
Il rimborso per cantieri riguarda i casi in cui il percorso effettuato dall’utente comprenda almeno una tratta elementare interessata da uno o più cantieri non emergenziali. Per i percorsi fino a 30 chilometri il rimborso può applicarsi indipendentemente dallo scostamento orario. Per i percorsi superiori a 30 e fino a 50 chilometri serve uno scostamento pari o superiore a 10 minuti. Per i percorsi oltre 50 chilometri occorre uno scostamento pari o superiore a 15 minuti.
Il rimborso deve essere composto da una componente legata all’impatto dei cantieri presenti sul percorso e da una componente incrementale collegata allo scostamento orario generato dagli stessi cantieri. Il calcolo prende in considerazione variabili come la differenza tra tempo medio effettivo di percorrenza e tempo di percorrenza alla velocità di riferimento, il numero di corsie occupate, la presenza di deviazioni, la chiusura della corsia di emergenza, la larghezza ridotta delle corsie e la durata del cantiere nella fascia oraria in cui l’utente ha viaggiato.
La seconda novità riguarda i casi di traffico bloccato, che non coincidono necessariamente con i cantieri. La disciplina prevede un rimborso del pedaggio relativo alla porzione di rete interessata dall’evento quando la circolazione resta bloccata per tempi rilevanti. Le soglie sono tre: almeno il 50% in caso di traffico bloccato tra 60 e 119 minuti, almeno il 75% tra 120 e 179 minuti, e il 100% quando il blocco dura 180 minuti o più.
Per gli utenti registrati tramite l’app unica, il rimborso legato ai cantieri viene notificato entro 20 giorni dall’effettuazione del viaggio o dalla regolarizzazione del transito e accumulato come credito elettronico. La liquidazione avviene al raggiungimento dell’importo minimo di 1 euro. In caso di telepedaggio, il concessionario trasmette i flussi informativi al fornitore del servizio entro i successivi 5 giorni; in caso di pagamento con carta bancaria indicata nell’app, il rimborso viene accreditato sulla stessa carta entro 5 giorni; negli altri casi si procede tramite bonifico o carta bancaria entro 10 giorni.
Per gli utenti non registrati e per i casi di traffico bloccato i concessionari devono garantire più canali di richiesta. Al momento della richiesta deve essere rilasciata una ricevuta o comunicato un codice identificativo. Entro 20 giorni il concessionario deve comunicare l’accoglimento o il rigetto motivato, indicando l’importo dovuto, che viene poi erogato entro i successivi 10 giorni una volta raggiunta la soglia minima di 1 euro.
Il rimborso non è dovuto quando l’importo complessivo risulta inferiore a 10 centesimi, oppure quando sono già presenti provvedimenti di riduzione del pedaggio legati ai cantieri e applicati a tutti i veicoli in transito. Per gli importi maturati ma non immediatamente liquidabili, il sistema dell’app unica prevede l’accumulo come credito elettronico, da erogare al raggiungimento dell’importo minimo di 1 euro.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 04:00:19 +0000Partita da Palermo a bordo di una Skoda a noleggio e diretta nel Trapanese, una coppia di turisti tedeschi si è imbarcata in un viaggio impensabile. Il promemoria di quanto possa essere straordinaria la resistenza di un gatto e, soprattutto, su un rischio in auto tanto comune quanto sottovalutato.
Durante il tragitto, i due passeggeri hanno avvertito un miagolio proveniente dalla parte anteriore del veicolo e si sono subito fermati, ma estrarre il piccolo “clandestino” si è rivelato impossibile sul momento, perciò hanno deciso di proseguire la marcia fino a un agriturismo di Castelvetrano, dove avevano prenotato il soggiorno. A quel punto, richiesto l’intervento del personale della struttura, il povero felino è stato finalmente liberato dal vano motore.
Il bilancio? Oltre 120 km percorsi, gran parte dei quali a velocità autostradali, intrappolato tra le componenti meccaniche della vettura. Nonostante gli ovvi timori, il gattino ne è uscito illeso, venendo adottato dalla responsabile della struttura, che lo ha ribattezzato Adolf per via di una caratteristica macchia scura sopra la bocca.
Tirato un bel sospiro di sollievo, la lezione da imparare è una: un colpo sul cofano prima di accendere il quadro può salvare una vita e risparmiare costosi danni alla vettura. Il cofano dell’auto costituisce, infatti, una delle mete preferite dai gatti, in particolar modo dai cuccioli e dai randagi, condotti lì dalla loro “bussola interna”, ovvero dall’istinto di sopravvivenza.
Soprattutto nelle giornate fredde o ventilate, un motore spento da poco emana un calore irresistibile: la protezione inferiore o il passaruota diventano l’equivalente di una tana riscaldata. Se l’area è infestata da predatori, il micio tende a rifugiarsi negli spazi stretti e angusti, sentendosi al sicuro, e poi quando l’automobilista si avvicina, apre le portiere o avvia il motore, il piccolo felino non è indotto a scappare verso l’esterno, al contrario il rumore e le vibrazioni lo spaventano a tal punto da spingerlo a rannicchiarsi ancora più a fondo nei meandri del propulsore, fino a rimanere bloccato tra cinghie e collettori.
I pericoli di questa coabitazione forzata sono altissimi. Oltre a porre a repentaglio l’incolumità dell’animale a causa delle temperature proibitive e delle parti in movimento, l’automobilista corre rischi non trascurabili. La presenza di un corpo estraneo nel vano motore piò provocare il danneggiamento delle cinghie di trasmissione, il blocco di alcune ventole o la rottura di manicotti flessibili, motivo di improvvisi guasti meccanici anche durante la marcia ad alta velocità .
Specie se lasciate l’auto parcheggiata all’aperto, in zone rurali o in quartieri infestati da colonie feline fareste bene ad applicare alcuni semplici accorgimenti. Date un paio di pacche decise sulla carrozzeria prima di girare la chiave: se c’è un micio nascosto, il rumore lo sveglierà e lo costringerà a saltare fuori. Subito dopo, mettetevi in ascolto di eventuali miagolii o rumori di graffi, e nel caso aprite il cofano ed effettuate un controllo visivo prima di girare la chiave di accensione. Un piccolo gesto di pochi secondi può salvare una vita e risparmiare costosi danni alla vettura.
Data articolo: Sun, 17 May 2026 13:34:26 +0000La rivoluzione per il mercato delle auto usate passa dal bit dell’intelligenza artificiale. A tirare le fila è Spoticar, il gigante del settore con una rete di 3.000 punti vendita in tutta Europa, pronta ad archiviare i vecchi e rigidi menù a tendina, in favore di una tecnologia molto più umana.
Promette una svolta sostanziale Spot.i, un motore di ricerca basato sull’IA e sviluppato internamente da Stellantis. Oltre a digitalizzare un catalogo di annunci, il servizio permette di trasformare una semplice intenzione di acquisto in una risposta concreta, personalizzata e pragmatica, andando a intercettare i nuovi comportamenti e le aspettative di un pubblico reale.
Fino a ieri, mettersi alla ricerca di un’auto usata sul web era una piccola montagna da scalare. Selezionavi la marca, inserivi l’anno, spuntavi la potenza e impostavi il budget, in un processo meccanico dove spesso modelli interessanti venivano scartati solo a causa di un piccolo dettaglio fuori parametro.
Spot.i scardina lo schema. Lanciato a settembre 2025, l’ecosistema centralizza i dati di tutti i veicoli disponibili nella rete europea e integra competenze automotive avanzate per fare una cosa semplice in apparenza, ma complessa dal punto di vista tecnologico: tradurre il linguaggio naturale in criteri di ricerca tecnici.
I clienti possono esprimere liberamente le proprie esigenze nella barra di ricerca del sito, esattamente come farebbero parlando con un consulente in carne e ossa. Digiti frasi tipo “Cerco un’auto spaziosa per una famiglia di quattro persone, ibrida e adatta ai viaggi in montagna” e l’IA offre un ampio ventaglio di opzioni su misura, in pochi clic.
I numeri, d’altronde, confermano il successo dell’operazione: dal debutto a oggi sono state effettuate oltre 3 milioni di ricerche in tutta Europa. Da un lato il volume enorme ha agevolato gli utenti, dall’altro ha generato lead (contatti commerciali) più numerosi e di qualità decisamente superiore per la rete dei concessionari.
La strategia digitale di Spoticar non si ferma al sito web. In Francia hanno inaugurato una sperimentazione pionieristica dell’IA su WhatsApp. Sviluppato in collaborazione con un partner tecnologico del calibro di Salesforce, questo agente conversazionale rappresenta un assistente virtuale tascabile nel vero senso della parola, sempre a disposizione dei potenziali acquirenti.
Tra il divano di casa e il salone del punto vendita le distanze si assottigliano fino quasi ad azzerarsi. A seconda del messaggio lasciato dall’utente in chat, l’assistente definisce i parametri tecnici e propone in tempo reale una selezione personalizzata di vetture disponibili.
Con l’innovazione prende forma un piano industriale e strategico ampio. Spoticar intende superare il concetto di “portale di annunci” ormai superato, avviandosi verso l’era dei grandi modelli linguistici (LLM), i motori che muovono le intelligenze artificiali più evolute.
A confermare la visione è Alexandre Fils, Marketing Global Director di Spoticar:
“La nostra strategia è far evolvere SPOT.i attraverso miglioramenti mirati e progressivi. Nel lungo periodo, puntiamo a superare il tradizionale modello delle inserzioni digitali e ad abbracciare pienamente le nuove esperienze cliente abilitate dall’ascesa dei grandi modelli linguistici”
La strada si può dunque dire tracciata. Grazie all’IA di Stellantis, trovare l’auto usata, ricondizionata e garantita ideale non è più una questione di incastri matematici tra i filtri, ma una conversazione intelligente.
Data articolo: Sun, 17 May 2026 12:53:10 +0000Presentata durante i Ferrari Racing Days al Circuit of the Americas in Texas, la Ferrari HC25 – nuova creazione del reparto Progetti Speciali – rappresenta una delle interpretazioni più radicali degli ultimi anni del Cavallino Rampante. Progettata su misura con il cliente e il Centro Stile, porta la F8 Spider da cui deriva a un altro livello stilistico.
La prima cosa che colpisce della Ferrari HC25 è il suo design. Pur partendo dalla base tecnica della F8 Spider, la vettura appare completamente diversa. Le proporzioni cambiano sensibilmente: è più lunga di 14,7 centimetri e più larga di 2,7 centimetri rispetto al modello da cui deriva. L’impressione generale è quella di una Ferrari proveniente da un futuro alternativo, dove le supercar continuano a essere dominate dai motori a combustione e da linee estreme. Il lavoro del Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni ha portato a una silhouette più bassa e filante, con superfici pulite e dettagli quasi aerospaziali.
La livrea in Moonlight Grey opaco accentua ulteriormente il carattere della vettura. A spezzare il colore della carrozzeria c’è una fascia nera lucida che attraversa la parte laterale e integra le prese d’aria dedicate al raffreddamento del motore e delle masse radianti. Una soluzione che richiama alcuni prototipi endurance e che contribuisce a dare alla HC25 un look quasi da hypercar da competizione.
Anche il frontale cambia completamente volto. I fari adottano una firma luminosa inedita, più sottile e aggressiva, mentre le prese d’aria sono state ridisegnate per migliorare i flussi aerodinamici. Dietro, il posteriore appare più largo e muscoloso, con volumi che enfatizzano la posizione centrale del motore. Pur restando una spider, la HC25 sembra progettata attorno alla ricerca della massima pulizia stilistica. Non ci sono elementi superflui: ogni dettaglio sembra avere una funzione precisa, tra aerodinamica, raffreddamento e impatto visivo.
Al centro della HC25 troviamo il celebre V8 biturbo da 3,9 litri con 720 CV a 7.000 giri/minuto e 770 Nm di coppia massima. La risposta del motore promette di essere immediata e brutale, accompagnata da un’erogazione che punta ancora tutto sul coinvolgimento del pilota.
Le prestazioni parlano da sole. La Ferrari HC25 scatta da 0 a 100 km/h in appena 2,9 secondi e raggiunge una velocità massima di 340 km/h. Dati che la collocano ancora oggi ai vertici assoluti del panorama delle supercar termiche.
Ma oltre ai numeri, ciò che rende speciale questa Ferrari è proprio la sua filosofia. In un panorama sempre più dominato da powertrain elettrificati, la HC25 celebra ancora il rapporto diretto tra motore, telaio e guidatore. Nessuna modalità silenziosa, nessuna gestione ibrida della potenza: solo un V8 centrale-posteriore che urla fino al limitatore.
La HC25 nasce all’interno del programma Progetti Speciali, il reparto Ferrari dedicato alle vetture uniche costruite su richiesta dei clienti più esclusivi del marchio. In questi casi il processo creativo è molto diverso rispetto allo sviluppo di una normale Ferrari di serie. Il proprietario viene coinvolto direttamente in ogni fase del progetto: dalle prime bozze stilistiche ai modelli in scala, fino alla definizione finale di materiali, colori e dettagli dell’abitacolo.
Per la HC25, Ferrari avrebbe lavorato a stretto contatto con il cliente per trasformare un’idea precisa in una vettura concreta, mantenendo però intatta l’identità tecnica della F8 Spider. Ed è proprio questo il fascino delle one-off del Cavallino: automobili irripetibili, costruite per diventare pezzi da collezione ancora prima di toccare la strada.
Data articolo: Sun, 17 May 2026 09:05:04 +0000La prima auto non si scorda mai. Che sia per andare all’università , al lavoro o semplicemente per conquistare un po’ di indipendenza, la citycar resta ancora oggi una delle scelte più intelligenti per un neopatentato che vive nei centri urbani. Dimensioni compatte, costi di gestione contenuti, facilità di parcheggio e consumi ridotti: tutto quello che serve per iniziare a guidare senza ansia e senza spendere cifre esagerate.
Il mercato dell’usato, poi, nel 2026 offre opportunità particolarmente interessanti. Con meno di 15 mila euro si possono trovare vetture praticamente nuove, spesso con pochissimi chilometri e dotazioni di sicurezza ormai complete anche nei segmenti più piccoli. Frenata automatica, mantenimento di corsia, infotainment evoluti e motori efficienti non sono più un lusso riservato alle auto premium. Tra benzina, mild hybrid ed elettriche, ecco quindi le migliori citycar usate per neopatentati sotto i 15 mila euro nel 2026.
Tra le citycar moderne più riuscite degli ultimi anni c’è senza dubbio la Toyota Aygo X. Piccola fuori ma con un look da mini crossover, ha conquistato il mercato grazie a uno stile originale e a una praticità sorprendente per le dimensioni. Per un neopatentato è una delle auto più intelligenti da acquistare oggi.
Con meno di 15 mila euro si trovano facilmente esemplari recentissimi, spesso km0 o con pochissimi chilometri, equipaggiati con il tre cilindri benzina 1.0 da 72 CV. Un motore semplice, brillante quanto basta per la città e soprattutto estremamente economico nei consumi. Scendendo verso i 12 mila euro si trovano vetture con ancora pochi chilometri, spesso ancora in garanzia ufficiale.
La Aygo X punta molto sulla facilità di utilizzo. La posizione di guida rialzata migliora la visibilità nel traffico, mentre lo sterzo leggero e il raggio di sterzata ridotto la rendono perfetta nei parcheggi cittadini. Nonostante la compattezza offre anche una buona sensazione di sicurezza grazie a una struttura moderna e a una dotazione ADAS completa per il segmento. In più c’è tutta la reputazione Toyota in termini di affidabilità . Una caratteristica che pesa parecchio quando si parla di prima auto.
Ci sono auto che sembrano immortali e la Fiat Panda è una di queste. Ancora oggi domina le classifiche di vendita italiane e continua a essere una delle migliori scelte per i neopatentati. Il motivo è semplice: costa poco mantenerla, è pratica, robusta e incredibilmente facile da guidare.
Con meno di 13 mila euro nel mercato dell’usato si trovano Panda mild hybrid di uno o due anni di vita, con pochissimi chilometri e il noto motore 1.0 FireFly da 69 CV. Una motorizzazione perfettamente compatibile con i limiti per neopatentati e capace di consumi davvero contenuti soprattutto in città .
La Panda continua a puntare tutto sulla concretezza. Non cerca effetti speciali ma funziona bene in qualsiasi situazione. Le sospensioni morbide aiutano sulle strade dissestate, l’abitacolo è semplice da comprendere anche per chi ha appena iniziato a guidare e le dimensioni compatte la rendono perfetta nei centri urbani italiani.
La Hyundai i10 rappresenta una delle alternative più sottovalutate nel segmento delle citycar. Eppure negli ultimi anni la coreana è cresciuta moltissimo, sia nella qualità percepita sia nella tecnologia di bordo, avvicinandosi alle compatte di categoria superiore. Con meno di 15 mila euro si trovano esemplari praticamente nuovi, con meno di 20 mila km percorsi e motore 1.0 benzina da 63 CV. Una meccanica semplice ma molto affidabile, ideale per chi cerca bassi costi di gestione e una guida tranquilla.
Rispetto a molte rivali europee, la i10 colpisce per la qualità dell’abitacolo. Lo spazio interno è sorprendente e anche quattro adulti riescono a viaggiare senza particolari sacrifici. Non manca poi una buona dotazione tecnologica con schermo centrale, compatibilità smartphone e numerosi sistemi di assistenza alla guida. Su strada è stabile e più matura di quanto le dimensioni facciano immaginare. In città resta agilissima, ma riesce a cavarsela bene anche fuori dai centri urbani grazie a una buona insonorizzazione e a sospensioni ben calibrate.
Quando si parla di mobilità urbana pura, la Smart Fortwo continua a essere un riferimento assoluto. Nessuna auto riesce ancora oggi a essere così compatta e maneggevole nel traffico. Per chi vive in città congestionate o deve affrontare parcheggi impossibili ogni giorno, resta una soluzione praticamente unica.
Nel 2026 con meno di 15 mila euro si trovano sia le ultime versioni benzina sia le varianti elettriche EQ. Proprio queste ultime sono diventate molto interessanti sul mercato dell’usato perché la svalutazione elevata permette di acquistare esemplari recenti anche intorno ai 10 mila euro.
La Smart elettrica è perfetta per la città : silenziosa, immediata nella risposta dell’acceleratore e facilissima da parcheggiare grazie alle dimensioni ridottissime. L’autonomia limitata resta il principale compromesso, ma per chi percorre pochi chilometri al giorno può trasformarsi in un vantaggio economico notevole.
Le versioni benzina invece continuano a essere una scelta più versatile, soprattutto per chi deve uscire spesso dai centri urbani. Rimane comunque una vettura molto particolare, non adatta a tutti, ma che sa diventare quasi insostituibile una volta capita.
Chi desidera qualcosa di più spazioso senza abbandonare il mondo delle auto economiche dovrebbe guardare con attenzione alla MG3. La compatta cinese è diventata rapidamente una delle sorprese del mercato grazie a un rapporto qualità /prezzo estremamente aggressivo. Nel mercato dell’usato recente si trovano MG3 dello scorso anno con pochissimi chilometri a meno di 15 mila euro. La motorizzazione benzina da 116 CV, pur restando compatibile con le normative per neopatentati più recenti, offre prestazioni decisamente più vivaci rispetto alle classiche citycar.
La MG3 punta molto sullo spazio interno e sulla tecnologia. L’abitacolo è moderno, ben equipaggiato e ricco di schermi e sistemi digitali che piacciono particolarmente ai guidatori più giovani. Anche il comfort generale è superiore rispetto a molte citycar tradizionali.
Per chi cerca una citycar elettrica usata nel 2026 c’è sicuramente la Fiat 500 elettrica. La reinterpretazione moderna dell’icona italiana ha convinto praticamente tutti grazie a uno stile riuscito, interni curati e una guida estremamente piacevole.
Con meno di 13 mila euro si trovano esemplari di 3 o 4 anni con pochissimi chilometri. La scelta migliore resta quella equipaggiata con batteria da 42 kWh, capace di garantire oltre 300 km di autonomia dichiarata e decisamente più sfruttabile nella vita quotidiana rispetto alla variante con batteria più piccola.
La 500 elettrica è perfetta per i neopatentati che vivono in città e hanno la possibilità di ricaricare facilmente a casa o sul posto di lavoro. L’assenza del cambio automatico semplifica ulteriormente la guida, mentre la coppia immediata rende gli spostamenti urbani fluidi e rilassanti.
Anche la qualità generale sorprende. Gli interni sono ben rifiniti, il design mantiene il fascino della 500 originale e la tecnologia di bordo è da segmento superiore. Rimane una citycar compatta, quindi non particolarmente spaziosa, ma per utilizzo urbano è difficile trovare qualcosa di più piacevole.
In più, il mercato dell’usato elettrico sta vivendo una forte svalutazione, trasformando modelli come la 500e in occasioni molto più accessibili rispetto a pochi anni fa.
Data articolo: Sun, 17 May 2026 08:34:28 +0000Il futuro di Maserati potrebbe parlare sempre più cinese. Una frase che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile per uno dei marchi più iconici della Motor Valley italiana, ma che oggi torna con forza al centro delle indiscrezioni sull’automotive globale.
Mentre il Gruppo Stellantis prepara il nuovo piano industriale che dovrà definire strategie, investimenti e obiettivi dei prossimi anni, il nome Maserati continua infatti a essere uno dei più delicati sul tavolo. Il Tridente sta attraversando una fase complicata: vendite in calo, elettrificazione più lenta del previsto e una concorrenza premium sempre più aggressiva, soprattutto da parte dei marchi cinesi di fascia alta.
Proprio per questo motivo starebbe prendendo forma una trattativa che potrebbe cambiare profondamente il futuro del brand modenese. Secondo le indiscrezioni, Maserati starebbe dialogando con Huawei e JAC per sviluppare nuovi modelli elettrici dedicati al mercato asiatico, sfruttando una formula già utilizzata con successo dal colosso tech cinese.
Huawei, ormai da tempo, non è più soltanto uno dei principali nomi della tecnologia e delle telecomunicazioni. In Cina il gruppo è diventato uno dei protagonisti assoluti anche del settore automotive grazie alla piattaforma Harmony Intelligent Mobility Alliance, una struttura che ha dato vita a diversi brand automobilistici sviluppati insieme ai costruttori locali.
Tra questi figurano marchi come Aito, Luxeed, Stelato, Maextro e Avatr, tutti accomunati da una filosofia precisa: Huawei mette sul tavolo software, piattaforme digitali, intelligenza artificiale e sistemi di guida avanzata, mentre i partner industriali si occupano di progettazione, sviluppo produttivo e assemblaggio. Ed è proprio questo schema che potrebbe essere replicato anche con Maserati. Secondo le indiscrezioni provenienti dalla Cina, sarebbero già allo studio due modelli distinti.
Il primo dovrebbe essere commercializzato direttamente nel mercato cinese con il marchio Maextro, già presente nell’universo Huawei con la berlina di lusso S800. Il secondo, invece, arriverebbe sui mercati internazionali con il logo Maserati, pur condividendo gran parte della base tecnica e tecnologica con il modello cinese.
In pratica, un’elettrica sviluppata con il know-how software di Huawei, la produzione di JAC e il design italiano firmato Maserati. Una formula che potrebbe consentire al marchio del Tridente di accelerare lo sviluppo di nuovi modelli elettrici riducendo tempi e costi, due aspetti diventati cruciali nella nuova corsa globale all’elettrificazione.
La Cina oggi rappresenta molto più di un semplice mercato per le auto premium. È il centro della nuova rivoluzione tecnologica legata alla mobilità elettrica e digitale. I costruttori cinesi non stanno più puntando solo su prezzi competitivi, ma anche su lusso, innovazione e software avanzati. Per questo motivo collaborazioni tra marchi europei storici e colossi tech asiatici stanno diventando sempre più frequenti. Per Maserati, una partnership di questo tipo potrebbe rappresentare una scorciatoia per recuperare terreno nel settore delle elettriche di lusso.
Allo stesso tempo, però, una simile operazione rischierebbe di dividere gli appassionati. Il valore di Maserati è sempre stato profondamente legato al concetto di Made in Italy, alla Motor Valley emiliana e a un’identità costruita su motori, design e artigianalità italiana. L’idea di vedere nascere una Maserati sviluppata in Cina potrebbe quindi creare discussioni, anche se il mercato globale dell’auto premium sembra ormai andare in quella direzione.
Nel frattempo c’è un altro nome che continua a orbitare attorno a Maserati: BYD. Il colosso cinese dell’elettrico non ha mai nascosto il proprio interesse verso marchi storici europei. I vertici del gruppo hanno più volte dichiarato di voler acquisire brand con una forte identità e un grande valore simbolico, elementi che richiedono decenni per essere costruiti da zero. E Maserati rappresenta esattamente questo. Un marchio conosciuto in tutto il mondo, con oltre cento anni di storia, capace ancora oggi di evocare lusso, sportività ed esclusività .
Anche Chery, in passato, avrebbe mostrato interesse verso il Tridente, segno di quanto il fascino della Motor Valley italiana continui a esercitare una forte attrazione sui costruttori asiatici.
Per ora si tratta soltanto di indiscrezioni e trattative non confermate ufficialmente, ma il messaggio appare chiaro: il futuro di Maserati potrebbe passare anche dalla Cina. E nel nuovo equilibrio globale dell’automobile, il confine tra tradizione italiana e tecnologia asiatica sembra diventare sempre più sottile.
Data articolo: Sun, 17 May 2026 08:21:18 +0000C’è chi sceglie uno chalet tra le montagne svizzere per staccare dalla routine e chi, invece, vorrebbe portarsi quell’atmosfera ovunque. È proprio da questa idea che nasce la nuova Bentley Bentayga EWB Chalet Edition, una serie speciale che trasforma il SUV britannico in una vera baita alpina su quattro ruote. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Mulliner e The Gstaad Guy, influencer diventato celebre sui social per il suo immaginario legato al lusso discreto delle Alpi.Â
Negli ultimi anni il concetto di lusso automobilistico è cambiato profondamente. Non basta più avere pelle pregiata o legni raffinati: oggi i marchi cercano di creare vere esperienze sensoriali. La Chalet Edition segue proprio questa filosofia. L’obiettivo di Bentley era chiaro: ricreare la sensazione di accoglienza tipica degli chalet di montagna, quei rifugi esclusivi dove il legno caldo, i tessuti morbidi e la luce soffusa diventano parte dell’esperienza.
La Bentayga EWB Chalet Edition punta quindi a trasformare l’abitacolo in una sorta di salotto alpino itinerante. E il passo lungo della versione EWB aiuta parecchio: dietro lo spazio è enorme, quasi da limousine, con sedili progettati per offrire il massimo comfort durante i lunghi viaggi.
Bentley ha lavorato molto sull’atmosfera interna, cercando di rendere l’ambiente meno “automotive†e più vicino a quello di una residenza di lusso. Una direzione che racconta anche come stanno cambiando i gusti della clientela più esclusiva: meno ostentazione, più ricerca di benessere e materiali autentici.
La Chalet Edition si distingue subito all’esterno per una tinta molto particolare chiamata Light Tudor Grey, una tonalità elegante e sofisticata che richiama le pietre e i paesaggi montani. A contrasto arrivano dettagli in bronzo satinato e inserti con profilo Fireglow, che donano al SUV un aspetto raffinato ma non eccessivamente appariscente. Il risultato è molto lontano dall’aggressività tipica di certi SUV sportivi moderni: qui tutto punta sull’eleganza rilassata. Anche i cerchi dedicati e alcuni elementi della carrozzeria sono stati studiati per richiamare il mondo dell’alta montagna e dell’artigianato di lusso.
Ma è aprendo le portiere che questa Bentayga cambia davvero personalità . L’interno è dominato da un mix di materiali caldi e avvolgenti: pelle marrone, inserti in legno naturale e tessuti in tweed che ricordano immediatamente il mondo delle baite alpine più esclusive. Bentley ha lavorato molto sulle texture e sui contrasti, creando un ambiente che sembra più vicino a quello di un boutique hotel di montagna che a un’automobile tradizionale. Anche i dettagli delle cuciture e le finiture Mulliner contribuiscono a dare un forte senso di esclusività . Non manca naturalmente tutta la tecnologia tipica della Bentayga EWB, ma qui viene quasi “nascosta†dietro l’atmosfera calda e accogliente dell’abitacolo.
Sotto il cofano della Chalet Edition non cambia la sostanza. Bentley continua a puntare sul suo poderoso V8 biturbo da 4.0 litri, un motore che riesce a unire prestazioni importanti e grande fluidità di marcia. La potenza raggiunge i 550 CV, mentre la coppia massima di 770 Nm permette al grande SUV inglese di muoversi con sorprendente facilità , nonostante dimensioni e peso importanti.
Le prestazioni restano da vera granturismo: lo 0-100 km/h viene coperto in circa 4,5 secondi, mentre la velocità massima sfiora i 290 km/h. Numeri impressionanti per un SUV che punta soprattutto sul comfort. Ed è proprio questa la magia della Bentayga: riuscire a combinare lusso estremo, comfort assoluto e prestazioni da sportiva senza mai sembrare fuori luogo.
Data articolo: Sun, 17 May 2026 07:17:33 +0000