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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi, 6 aprile 2026, offriamo un aggiornamento completo e puntuale sulla situazione del traffico sulle autostrade italiane. Nel corso della giornata sono stati segnalati eventi rilevanti come code molto lunghe sulla tratta A1 nei pressi di Bologna a causa di un incidente e rallentamenti significativi sulla A4 tra Milano e Venezia che stanno causando disagi agli automobilisti. Esamineremo nel dettaglio queste e altre situazioni critiche per informare al meglio i viaggiatori.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 22:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Joe Bastianich, quando l’eccellenza si fa ossessione

La continua caccia all’eccellenza è ciò che unisce le auto di Joe Bastianich alla sua passione per il cibo, lo stesso pallino che lo guida anche nelle puntate di Foodish. Mettersi al volante di un pezzo raro o assaggiare una ricetta innovativa richiede la stessa cura: nel garage compaiono pezzi di storia che uniscono la melodia di un motore V12 allo stile della cucina di alto livello.

Ferrari che passione

Una tentazione sembra richiamare di Joe Bastianich: quella del Cavallino Rampante, nello stile delle gran turismo. Anche lui apprezza le opere di Maranello mosse dal ruggito del dodici cilindri, e un posto d’onore lo occupa di prepotenza la Ferrari 365 GT 2+2, prodotta tra il 1967 e il 1971, la prima della Casa ad accogliere quattro adulti.

Sotto la carrozzeria a firma Pininfarina pulsa il motore V12 Colombo da 4.4 litri da circa 320 CV, mentre all’interno dettagli in pelle e legno restituiscono quel feeling unico delle grandi GT di una volta. Dotata di optional allora rarissimi come il servosterzo e l’aria condizionata, la vettura raggiunge oggi una quotazione tra i 120.000 e i 180.000 euro, talmente preziosa da aver indotto Joe a esporla presso il Museo Enzo Ferrari.

Meno muscolare e più sottile nelle linee, la Ferrari 330 GT 2+2 è un altro pezzo forte del garage personale, la prima vera Rossa realizzata in volumi consistenti, intorno alle 1.000 unità, nonostante mantenga un DNA tecnico d’eccellenza, che prende forma in un V12 da 4.0 litri capace di toccare i 245 km/h.

Bastianich guarda, però, pure avanti e non disdegna affatto le Ferrari degli ultimi decenni come la 456 GT, spesso snobbata a causa delle sue linee sobrie, tanto efficaci su strada. Se invece cerchiamo il carattere puro, spunta la 550 Maranello, il ritorno in pompa magna del dodici cilindri anteriore che proietta il pilota a 320 orari in totale scioltezza. Infine, spazio alla 612 Scaglietti. tutta in alluminio, con 540 CV e un abitacolo dove ci si sta davvero in quattro.

Eppure, Bastianich conserva la praticità tipica dei viaggi Usa. Lo testimonia il possesso del Land Rover Defender, simbolo della trazione integrale, e l’Audi A6 allroad, una wagon preparata per macinare chilometri su ogni tipo di fondo. Il lato americano esplodeva infine nel Ford Excursion, un gigante di quasi sei metri apparentemente cucito addosso a un personaggio così eclettico, prima che lui la vendesse.

Foodish: la ricerca dell’ingrediente perfetto

Se le auto rappresentano la libertà di movimento, il cibo resta il terreno dove Joe Bastianich esercita la sua maestria assoluta. In queste settimane l’imprenditore sta portando nelle case degli italiani le nuove tendenze culinarie mondiali con un taglio dinamico e contemporaneo. Nella puntata dello show Foodish, in onda domenica 5 aprile in prima serata su TV8, Joe, accompagnato dalla travolgente simpatia di Vittorio, ci condurrà in un viaggio alla scoperta di sapori inediti e format di ristorazione innovativi.

Un’occasione unica per vedere all’opera il “giudice” più temuto della TV in una veste esplorativa, mettendo a disposizione del pubblico la sua profonda cultura gastronomica. Mettetegli davanti un motore V12 o un ingrediente raro: Joe riconosce l’eccellenza a prima vista.

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 18:56:28 +0000
News n. 3
Biciclette, vendite in calo in Italia: un campanello d’allarme per il futuro

Il mercato italiano delle biciclette sta attraversando una fase complicata, come confermano i dati relativi al 2025.  Il settore deve fare i conti con un rallentamento della domanda che viene considerato da ANCMA come un “campanello d’allarme” in vista di un possibile peggioramento futuro. Andiamo ad analizzare i numeri, valutando i risultati ottenuti in termini di vendite e produzione, con dati relativi sia all’import che all’export.

I numeri del 2025

I dati forniti da ANCMA fotografano un evidente rallentamento del mercato. Complessivamente, infatti, le vendite di bici ed e-bike hanno fatto registrare un volume di 1,3 milioni di unità nel corso del 2025 sul mercato italiano. Si tratta di un calo del 4% rispetto ai dati raccolti nel 2024.

Da segnalare che le biciclette hanno chiuso l’anno con un totale di 1,047 milioni di unità distribuite sul mercato, con un rallentamento del 3%. Per le e-bike, invece, si registra un dato complessivo di 256 mila unità, con un calo del 7% su base annua, nonostante l’impatto positivo sulla mobilità elettrica di questi veicoli.

La situazione diventa decisamente più difficile andando ad analizzare il mercato retail con vendite in calo dell’8% per le bici e del 14% per quanto riguarda il segmento delle e-bike che, quindi, si conferma in un momento particolarmente complicato.

Non ci sono solo dati negativi, però.Il settore industriale registra una crescita con un incremento della produzione, che sale a 1,805 milioni di unità nel corso del 2025, facendo registrare una crescita del 6% su base annua.

In questo contesto, migliora l’export che arriva fino a 1,042 milioni di esemplari, facendo segnare una crescita dell’11% (mentre il valore dell’export sale del 14,8%). Drastico calo per l’import, che si ferma a 284 mila unità con una riduzione del 28% rispetto ai risultati dell’anno precedente.

Per quanto riguarda le e-bike, inoltre, c’è da registrare un calo del 17% della produzione, con un totale di 281 mila unità, ma anche una riduzione dell’export, che si ferma a 107 mila esemplari, per una riduzione del 20,7% (-9,2% per quanto riguarda il valore delle esportazioni). Calo del 7,8% per l’import.

Secondo i dati di ANCMA, in ogni caso, la bilancia commerciale del settore resta positiva e stabile, con un saldo positivo che risulta pari a +172 milioni di euro (nel 2024 questo dato era pari a +175 milioni di euro). Per la componentistica, si registra una crescita del 14,5% dell’export (per un totale di 550 milioni di euro) e del 25,4% dell’import (per un totale di 577 milioni di euro).

La situazione andrà monitorata in futuro, per valutare con attenzione se i segnali emersi nel corso del 2025 saranno confermati da un rallentamento generale del settore o se il trend di calo sarà invertito, con una nuova crescita, nel 2026.

Il commento di ANCMA

Per commentare i numeri del 2025, il presidente di ANCMA, Mariano Roman, ha rilasciato questa dichiarazione:

“Il 2025 è stato un anno difficile, probabilmente uno dei più complessi degli ultimi tempi per il mercato nazionale della bicicletta. La lettura dei dati fa risuonare un campanello d’allarme. Dietro una flessione complessiva relativamente contenuta si nascondono sofferenze importanti, soprattutto nel canale specializzato, che continua a rappresentare il cuore del settore. Il comparto sconta non solo il rallentamento della domanda, ma anche le distorsioni generate dalla crescente diffusione di veicoli impropriamente commercializzati come e-bike”

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 10:30:39 +0000
News n. 4
Fiat continua a crescere e trascina Stellantis: il 2026 è partito molto bene

Il Gruppo Stellantis sta crescendo in Europa e un contributo decisivo al successo dell’azienda arriva da Fiat. Il marchio torinese, infatti, ha iniziato il 2026 in modo molto positivo, sfruttando al meglio l’aggiornamento della gamma e l’arrivo dei nuovi modelli che stanno contribuendo all’espansione in vari segmenti di mercato. I dati relativi all’Europa fotografano bene lo stato del brand che, mese dopo mese, punta a rafforzare la sua presenza sul mercato, con l’obiettivo di arricchire ulteriormente la sua offerta di veicoli con nuovi progetti nel corso del prossimo futuro. Andiamo ad analizzare i numeri.

Un inizio di 2026 positivo

Il marchio Fiat sta incrementando la sua presenza sul mercato, registrando numeri molto positivi e contribuendo alla crescita di Stellantis. Come confermano i dati di ACEA, infatti, tra gennaio e febbraio 2026 in Europa si registrano per Fiat un totale di 63 mila unità immatricolate con un incremento del 36,9% su base annua. In sostanza, nei primi due mesi dell’anno, la Casa italiana ha venduto circa 17 mila unità in più sul mercato europeo (considerando Ue, Efta e Regno Unito). Si tratta della percentuale di crescita più alta tra i brand con oltre 4 mila unità vendute al netto del solo dato di BYD. Per Fiat, quindi, il 2026 è iniziato in modo molto positivo.

Un’ulteriore conferma in tal senso arriva dai dati di vendita del primo trimestre in Italia, mercato di riferimento per il marchio. Considerando le vendite tra gennaio e marzo, infatti, Fiat ha immatricolato un totale di 61 mila unità, come confermano i numeri forniti da UNRAE. La crescita per il marchio è pari a ben il 29,83%, con un dato nettamente superiore rispetto a quello fatto registrare da tutto il mercato delle quattro ruote italiano (in crescita del 9%).

Una gamma in continua evoluzione

Fiat, dopo un periodo di transizione, ha avviato un programma di aggiornamento della gamma che si sta rivelando decisivo per l’espansione sul mercato. La Fiat 600, recentemente aggiornata con la nuova versione benzina, è stata affiancata dalla Fiat Grande Panda e anche la 500 è stata aggiornata con l’arrivo della variante ibrida, andando a rafforzare l’offerta di veicoli del brand, che continua a poter contare sulla best seller Panda.

Per il futuro, inoltre, Fiat punta ad arricchire ulteriormente la gamma. Il prossimo step, dopo aver arricchito e aggiornato l’offerta per il segmento A e il segmento B, è rappresentato dal segmento C. Si tratta di un salto decisivo per Fiat che ha bisogno di rinnovare la sua presenza in un segmento decisivo per il mercato europeo. In cantiere ci sono diversi progetti con la Casa che dovrebbe lanciare due modelli di segmento C in futuro.

L’obiettivo è chiaro: il marchio vuole continuare a crescere e vuole diventare sempre più un riferimento per il Gruppo Stellantis, alle prese con l’attuazione di un nuovo piano di rilancio dopo le difficoltà registrate negli ultimi anni a causa di un programma di elettrificazione che si è rivelato essere fin troppo problematico. Ulteriori dettagli in merito alle novità di Fiat dovrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane.

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 09:10:41 +0000
News n. 5
Mercato auto, 1° trimestre 2026 positivo per l’Italia grazie a elettriche e ibride

Il mercato auto italiano sta vivendo un buon momento. Le immatricolazioni sono in crescita e anche i dati di marzo 2026 hanno confermato questo trend che si traduce in un primo trimestre molto positivo.

A garantire questa crescita ci sono, in particolare, gli ottimi risultati delle auto elettriche e delle ibride (soprattutto le plug-in) che registrano numeri decisamente superiori rispetto allo scorso anno.

Andiamo, quindi, a riepilogare tutti i dati relativi al mercato italiano delle quattro ruote dopo il primo trimestre del 2026, grazie ai numeri forniti da UNRAE.

Una crescita continua

Il mese di marzo 2026 si è chiuso con 186 mila unità immatricolate in Italia. Si tratta di un dato decisamente positivo andando ad analizzare il confronto con quanto fatto a marzo 2025. La crescita su base annua, infatti, risulta essere pari al +7,6%.

Per quanto riguarda i risultati del primo trimestre del 2026, invece, le vendite complessive sono state pari a 488 mila unità. In questo caso, la crescita registrata dal mercato risulta pari a un ottimo +9,3%. La prima parte dell’anno, quindi, va agli archivi con risultati molto positivi.

Bene le elettrificate

In Italia si sta registrando una sostanziale crescita delle auto elettrificate, con numeri in forte crescita. Per quanto riguarda le auto elettriche, infatti, le vendite sono aumentate del 71% nel corso del mese di marzo 2026 mentre nel primo trimestre si registra un incremento del 65%, per un totale di oltre 38 mila unità vendute. Il market share è del 7,8% dopo il primo trimestre dell’anno.

Per quanto riguarda le ibride plug-in, invece, le vendite a marzo sono cresciute del 114% mentre nel trimestre la crescita è del 123%, con un totale di 42 mila esemplari distribuiti sul mercato (quindi in Italia si vendono più ibride plug-in che elettriche).  Il market share risulta ora pari all’8,8% (con una crescita di 4,5 punti rispetto allo scorso anno). Da segnalare anche una crescita significativa delle ibride (mild hybrid e full hybrid) che crescono del 24,7%. Nel trimestre, invece, calano le auto benzina (-18,5%) e le auto diesel (-24,8%).

I numeri, quindi, sono chiari. Il mercato italiano sta diventando sempre più elettrificato, con una notevole crescita dei modelli che, fino a qualche anno fa, occupavano una nicchia del settore.In questo contesto, però, c’è da sottolineare il ritardo dei rimborsi per i concessionari legati all’ecobonus che sta rallentando le consegne delle elettriche acquistate con il contributo statale, creando non pochi problemi anche alla rete di rivenditori.

Stellantis guida il mercato

Il mercato italiano, dopo il primo trimestre dell’anno, vede Stellantis protagonista con 157 mila unità vendute e una crescita del 15,57% su base annua. Seconda posizione per Volkswagen, che si ferma a 74 mila unità con un incremento del 10%. Sul gradino più basso del podio troviamo Renault che chiude il trimestre con 45 mila unità vendute e una crescita del 10%. Per quanto riguarda le auto più vendute, invece, potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulla Top 10 del primo trimestre dell’anno. L’appuntamento è fissato con la fine del mese di aprile quando arriveranno i dati complessivi relativi al primo trimestre dell’anno in Europa.

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 08:15:56 +0000
News n. 6
Lancia Gamma, storia dell’ammiraglia troppo avanti per l’epoca

Prima dei successi nei rally, prima delle livree iconiche e delle vittorie che hanno fatto il giro del mondo, Lancia era sinonimo di eleganza, innovazione e lusso tecnico. Un marchio capace di osare, spesso anche più degli altri. Ma proprio questo coraggio, a volte, ha avuto un prezzo. La Lancia Gamma nasce in uno di quei momenti: un’auto pensata per rilanciare l’immagine della Casa di Chivasso nel segmento di lusso, in un periodo complesso, fatto di crisi industriali e cambiamenti profondi.

Eppure, nonostante contenuti tecnici raffinati e uno stile destinato a influenzare le berline degli anni successivi, la Gamma non riuscì mai davvero a imporsi. Troppo sofisticata, troppo diversa, forse semplicemente arrivata nel momento sbagliato. Una storia che oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, merita di essere riletta con occhi diversi.

Uno sviluppo pieno di complicazioni

Per capire la Lancia Gamma bisogna tornare alla fine degli anni Sessanta. È un periodo difficile per Lancia, che dopo il successo di modelli iconici come la Flaminia fatica a trovare una nuova direzione. L’ultima serie dell’Appia non convince e serve un progetto capace di riportare il marchio ai vertici del segmento premium. In questo contesto nasce l’idea della Gamma. Un’ammiraglia moderna, tecnologica, in grado di confrontarsi con le migliori proposte europee. Ma il percorso è tutt’altro che lineare.

L’accordo tra Fiat e Citroen complica lo sviluppo. Le due aziende prevedono una collaborazione tecnica che coinvolge anche Lancia, con l’obiettivo di creare modelli complementari. Tuttavia, le tensioni tra i partner portano a una rottura improvvisa. Il risultato è un progetto da ripensare quasi completamente. Molte soluzioni tecniche già sviluppate devono essere abbandonate o riviste, costringendo i tecnici Lancia a ripartire praticamente da zero. Questo allunga i tempi e rende la Gamma un’auto figlia di compromessi, ma anche di grande ingegno.

La scelta del motore boxer

Uno degli aspetti più interessanti della Gamma è la scelta del motore. In un’epoca in cui le ammiraglie puntano su architetture più tradizionali, Lancia decide di seguire una strada diversa. Vengono prese in considerazione diverse opzioni, tra cui il V6 della Flaminia e quello utilizzato sulla Dino. Ma alla fine la scelta ricade su qualcosa di completamente nuovo: un quattro cilindri boxer progettato da zero.

È una decisione coraggiosa. Il motore boxer permette di abbassare il baricentro e migliorare la stabilità, oltre a garantire un funzionamento fluido e silenzioso. Realizzato con largo impiego di alluminio, il 2,5 litri sviluppa circa 140 CV, offrendo un’erogazione progressiva e raffinata, perfetta per una vettura di rappresentanza.

Per il mercato italiano viene introdotta anche una versione da due litri da 120 CV, necessaria per evitare la penalizzante tassazione sulle cilindrate superiori. Una soluzione che dimostra ancora una volta quanto il contesto economico e normativo influenzi lo sviluppo delle automobili di quegli anni.

Stile firmato da Pininfarina

Quando la Gamma viene finalmente presentata nel 1976, il primo elemento che colpisce è il design. La firma è quella di Pininfarina, sinonimo di eleganza e innovazione. Le linee sono pulite, tese, moderne. La coda tronca e il profilo affilato del tetto anticipano soluzioni che diventeranno comuni negli anni successivi. È una berlina che guarda avanti, che non ha paura di rompere con il passato.

Anche l’aerodinamica è curata con attenzione, con un coefficiente di resistenza di circa 0,37, un valore notevole per l’epoca. Ma la Gamma non è solo forma: è anche sostanza. L’abitacolo è progettato per offrire il massimo comfort. Materiali di qualità, finiture curate e una disposizione degli spazi pensata per il relax dei passeggeri. È una Lancia nel senso più puro del termine: sofisticata, elegante, diversa.

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Il successo della versione Coupé

Se la berlina fatica a conquistare il mercato, la storia cambia completamente con la versione Coupé. Disegnata sempre da Pininfarina, la Gamma Coupé è una vera gran turismo. Più bassa, più filante, più emozionale. Le proporzioni sono perfette e il design riesce a esprimere un equilibrio raro tra sportività ed eleganza. Gli interni, curati da Pietro Stroppa, rafforzano questa sensazione. Ogni dettaglio è studiato per offrire un’esperienza di guida e di viaggio superiore.

Il pubblico risponde positivamente. La Coupé riesce a ottenere un successo decisamente maggiore rispetto alla berlina, tanto da oscurarla in parte. È il segno che la Gamma, quando interpretata in chiave più emozionale, riesce davvero a esprimere tutto il suo potenziale.

La seconda generazione

Per cercare di rilanciare la Gamma e rendere attuali alcune caratteristiche figlie della lunga progettazione, Lancia tenta di rilanciare la berlina e la coupé con una serie di aggiornamenti già nel 1979. Il cuore del nuovo progetto è in particolare l’affidabilità, punto critico del propulsore boxer. Vengono così prodotti dei miglioramenti meccanici che portano poi al debutto della seconda serie con importanti novità. 

La più rilevante è l’adozione dell’iniezione elettronica Bosch L-Jetronic sul motore 2,5 litri, che migliora sia l’efficienza che l’affidabilità. Anche dal punto di vista estetico si notano delle modifiche, in particolare all’anteriore, dove calandra e paraurti vengono ridisegnati. L’abitacolo invece viene completamente rivisto per rispondere alle necessità del tempo, con un design rinnovato e rivestimenti firmati da Ermenegildo Zegna.

Una fine prematura

Nonostante gli sforzi, la Gamma non riesce mai a raggiungere il successo commerciale sperato. Le vendite restano basse e il modello fatica a trovare una propria identità nel mercato. Nel 1981 la produzione viene drasticamente ridimensionata. La Gamma continua a essere costruita quasi su ordinazione, in una sorta di lenta uscita di scena. Nel 1984 arriva la fine definitiva. In totale vengono prodotti poco più di 22.000 esemplari, un numero molto contenuto per un’auto di questo tipo.

Un’eredità da riscoprire

Oggi la Lancia Gamma è spesso ricordata come un’occasione mancata. Ma questa lettura è forse troppo superficiale. La Gamma è stata un’auto coraggiosa, capace di introdurre soluzioni tecniche e stilistiche avanzate per il suo tempo. Ha anticipato tendenze, sperimentato nuove strade e cercato di ridefinire il concetto stesso di ammiraglia.

Il suo insuccesso commerciale è legato a molti fattori: il contesto economico, la tempistica, alcune criticità tecniche. Ma non cancella il valore del progetto. Anzi, proprio queste caratteristiche la rendono oggi un’auto affascinante, capace di raccontare un’epoca in cui Lancia non aveva paura di osare.

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 06:30:01 +0000
News n. 7
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel corso di aprile 2026 sono previsti diversi scioperi che interesseranno il trasporto aereo, ferroviario, pubblico locale, marittimo e il settore del trasporto merci. In questo articolo presentiamo il calendario aggiornato degli scioperi con indicazione di date, orari, città e settori coinvolti. Si segnalano principalmente agitazioni nei trasporti, con impatti sia a livello nazionale che regionale e locale; tutte le informazioni sono ufficialmente aggiornate alla data odierna e sono dedicate esclusivamente al mese di aprile 2026.

Sciopero 10 aprile 2026

In Italia si segnala uno sciopero nel settore aereo, di rilevanza nazionale, che coinvolge il personale delle società ENAV, TECHNO SKY, ENAV ACC ROMA, ENAV Aeroporto Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano e Aeroporto di Napoli. Lo sciopero avrà durata di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, e coinvolgerà tutto il personale delle rispettive società in tutte le province. Tra i sindacati promotori si segnalano UILT-UIL, RSA UGL-TA, ASTRA, RSA FAST-CONFSAL-AV.

Nel settore trasporto pubblico locale si segnala uno sciopero di 4 ore, dalle 20.01 alle 24.00, che interessa il personale Busitalia Sita Nord delle unità produttive Veneto, Umbria e Campania. Lo sciopero è indetto dai sindacati USB Lavoro Privato e ADL Cobas.

Sciopero 11 aprile 2026

Nel settore ferroviario su tutto il territorio nazionale sono previsti due scioperi della durata di 24 ore. Il primo riguarda il personale della società RFI impianti manutenzione infrastrutture ed è promosso dall’Assemblea Nazionale dei Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI; il secondo è indetto da Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri e coinvolge lo stesso personale.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Napoli, in Campania, si segnala uno sciopero del trasporto pubblico locale indetto dall’OSR ORSA AUTOFERRRO TPL che coinvolge il personale della società EAV di Napoli: la durata è di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00.

In Italia è previsto uno sciopero su scala nazionale del personale addetto alle attività ferroviarie in appalto dipendente della società Elior Ristorazione: la durata è di 4 ore a inizio turno montante ed è indetto dal sindacato COBAS Lavoro Privato.

Nella città di Udine in Friuli-Venezia Giulia, il personale della società Arriva Udine è coinvolto in uno sciopero di 4 ore: urbano dalle 17.30 alle 21.29 ed extraurbano dalle 17.15 alle 21.14, indetto da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Nella città di Cosenza in Calabria, il personale IAS Autolinee di Corigliano-Rossano è coinvolto in uno sciopero di 4 ore, dalle 10.57 alle 14.57, indetto da RSA FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

Sciopero 14 aprile 2026

In Sicilia è previsto uno sciopero del settore trasporto merci: si tratta di un fermo servizi dell’autotrasporto conto terzi per 120 ore, dalle 00.01 del 14 aprile fino alle 24.00 del 18 aprile. Il sindacato promotore è il Comitato Trasporto Siciliano.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Messina in Sicilia, si svolgerà uno sciopero di 8 ore (dalle 09.01 alle 17.01) nel settore marittimo, riguardante il personale Blujet area stretto di Messina. Lo sciopero è indetto dai sindacati OSP FILT-CGIL/UILT-UIL.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze in Toscana, il personale della società Gest di Firenze nel settore del trasporto pubblico locale aderirà a uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, indetto da OSP COBAS Lavoro Privato.

Sciopero 20 aprile 2026

Nella città di Chieti in Abruzzo, il personale della società Autoservizi Tessitore di Vasto effettuerà uno sciopero di 4 ore, dalle 09.00 alle 13.00, promosso dal sindacato OSP FAISA-CISAL.

In Italia è indetto uno sciopero nazionale del trasporto merci: si segnala il fermo dei servizi dell’autotrasporto merci per 144 ore, dalle 00.00 del 20 aprile fino alle 24.00 del 25 aprile, promosso dal sindacato Trasportounito.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone in Lazio, si registra uno sciopero di 24 ore del personale Cialone Tour, indetto dal sindacato USI CTS per il trasporto pubblico locale.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano in Lombardia, il personale del Gruppo ATM sarà interessato da uno sciopero di 8 ore con diverse fasce orarie: ATM e NET Trezzo (dalle 8.45 alle 15.00), NET Monza (dalle 14.50 al termine servizio 18.50), Funicolare Como Brunate (dalle 8.30 alle 16.30). Lo sciopero è indetto da CONFIAL-Trasporti.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni

Sciopero 10 aprile 2026

Sciopero 11 aprile 2026

Sciopero 13 aprile 2026

Sciopero 14 aprile 2026

Sciopero 17 aprile 2026

Sciopero 19 aprile 2026

Sciopero 20 aprile 2026

Sciopero 21 aprile 2026

Sciopero 24 aprile 2026

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Autostrade, prezzi medi di benzina, gasolio, GPL e metano: di seguito riportiamo i valori ufficiali più recenti disponibili e una guida sintetica ma completa alla formazione del prezzo alla pompa. La tabella mostra le ultime rilevazioni in euro/litro per ciascuna tipologia ed erogazione, mentre la seconda parte dell’articolo illustra come si scompone il costo tra componente fiscale e industriale (materia prima e margine), aiutando a capire perché i listini possono cambiare nel tempo.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 04-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.811 €/l
Gasolio SELF 2.145 €/l
GPL SERVITO 0.880 €/l
Metano SERVITO 1.581 €/l

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo alla pompa è guidata in modo preponderante dalla fiscalità. La componente fiscale è pari al 58% del prezzo finale: include le accise, che sono imposte specifiche per unità di prodotto, e l’IVA applicata sul totale. Questa quota spiega perché, a parità di condizioni industriali, i listini possano restare sostenuti: una larga fetta del prezzo è determinata da prelievi obbligatori. La componente industriale vale il 42% ed è suddivisa in due parti: il costo della materia prima e il margine lordo di filiera. La materia prima pesa per il 30% e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, oltre all’effetto cambio euro/dollaro che incide quando il petrolio e i prodotti sono scambiati in USD. Il margine lordo, pari al 12%, copre logistica, stoccaggio, costi della rete, servizi e politiche commerciali. È la leva sulla quale l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, nel rispetto della concorrenza e delle condizioni locali (traffico, orari, servizi, livello di assistenza). In sintesi, le oscillazioni più repentine sono spesso legate alle dinamiche internazionali e al cambio, mentre gli aggiustamenti di margine tendono a essere più graduali e legati alla strategia commerciale e ai costi operativi.

Il prezzo del gasolio presenta una ripartizione diversa. In questo caso, la componente fiscale è pari al 45%, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno della componente industriale, il costo della materia prima pesa per il 45% del prezzo finale: anche qui contano le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’andamento del cambio euro/dollaro, fattori che possono trasferirsi rapidamente sui listini quando i mercati si muovono. Il margine incide per il 10% e rappresenta lo spazio economico su cui gli operatori possono agire per adeguare i prezzi al pubblico, tenendo conto di logistica, trasporto, gestione del punto vendita, servizi offerti e concorrenza locale. Poiché nel gasolio la quota industriale è più elevata rispetto alla benzina, i movimenti delle quotazioni internazionali possono avere un impatto relativamente più marcato sulla componente di costo. Tuttavia, anche qui la fiscalità resta determinante nel definire il livello complessivo del prezzo alla pompa. Nell’insieme, è l’interazione tra mercati globali, cambio valutario, struttura dei costi e scelte commerciali a spiegare le variazioni quotidiane percepite dagli automobilisti.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.780 per la benzina, 2.130 per il diesel, 0.779 per il gpl, 1.593 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.102
Benzina SELF 1.774
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.518

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.132
Benzina SELF 1.800
GPL SERVITO 0.724
Metano SERVITO 1.568

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.160
Benzina SELF 1.802
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 1.722

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.158
Benzina SELF 1.800
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.628

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.122
Benzina SELF 1.781
GPL SERVITO 0.755
Metano SERVITO 1.524

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.129
Benzina SELF 1.769
GPL SERVITO 0.754
Metano SERVITO 1.560

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.137
Benzina SELF 1.773
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.567

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.116
Benzina SELF 1.770
GPL SERVITO 0.771
Metano SERVITO 1.692

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.148
Benzina SELF 1.787
GPL SERVITO 0.841
Metano SERVITO 1.567

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.147
Benzina SELF 1.776
GPL SERVITO 0.754
Metano SERVITO 1.569

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.109
Benzina SELF 1.767
GPL SERVITO 0.788
Metano SERVITO 1.524

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.118
Benzina SELF 1.787
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.138
Benzina SELF 1.770
GPL SERVITO 0.749
Metano SERVITO 1.571

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.131
Benzina SELF 1.785
GPL SERVITO 0.738
Metano SERVITO 1.650

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.130
Benzina SELF 1.778
GPL SERVITO 0.842

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.124
Benzina SELF 1.798
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.818

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.124
Benzina SELF 1.776
GPL SERVITO 0.777
Metano SERVITO 1.619

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.138
Benzina SELF 1.782
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.613

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.111
Benzina SELF 1.769
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.566

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.136
Benzina SELF 1.789
GPL SERVITO 0.869

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.127
Benzina SELF 1.765
GPL SERVITO 0.769
Metano SERVITO 1.532

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Cupra Tavascan, nuova entry level da 190 CV e novità 2026

La rivoluzione elettrica di Cupra continua a prendere forma, e lo fa partendo da uno dei modelli più rappresentativi della nuova identità del marchio. La Tavascan, SUV coupé 100% elettrico dal design decisamente fuori dagli schemi, si aggiorna con il Model Year 2026 introducendo novità mirate, senza stravolgere un progetto già molto caratterizzato. La notizia più interessante, però, è un’altra: insieme all’aggiornamento arriva una nuova versione d’ingresso, pensata per ampliare il pubblico e rendere più accessibile un modello che fino a oggi si posiziona nella fascia medio-alta del segmento.

L’abitacolo si aggiorna

Se fuori resta tutto invariato, dentro che si percepisce un netto salto evolutivo. Cupra ha deciso di mettere mano all’esperienza di bordo, andando a migliorare proprio quegli aspetti che nella quotidianità fanno la differenza.

Il cockpit cresce e si aggiorna: ora troviamo un display da 10,25 pollici di serie, e un infotainment con piattaforma basata su Android che permette di utilizzare direttamente le app senza bisogno di collegare lo smartphone. Per semplificare l’utilizzo e rendere tutto più immediato, soprattutto per chi usa spesso navigazione, musica e servizi connessi.

Non manca un upgrade anche sul fronte audio, con il sistema Sennheiser rivisto per offrire una qualità sonora ancora più immersiva. Piccoli ritocchi, ma che contribuiscono a dare quella sensazione di prodotto più maturo.

Si torna invece indietro sui tasti fisici sul volante, che sostituiscono i comandi touch. Una scelta che va nella direzione opposta rispetto a molte tendenze degli ultimi anni, ma che ascolta le richieste degli utenti: meno scenografico forse, ma decisamente più pratico durante la guida. Infine, migliora anche la gestione della climatizzazione, con flussi d’aria ottimizzati per rendere l’abitacolo più confortevole in ogni stagione.

Arriva la guida one-pedal

Le novità non si fermano all’estetica o all’infotainment. Cupra introduce anche aggiornamenti funzionali che puntano a rendere la Tavascan ancora più pratica durante l’uso quotidiano, soprattutto in città.

Arriva la guida one-pedal, una funzione sempre più diffusa sulle elettriche che permette di gestire accelerazione e frenata utilizzando esclusivamente il pedale dell’acceleratore. Nella guida urbana, tra semafori e traffico, si traduce in maggiore comodità, minore stress e maggiore rigenerazione in frenata.

Debutta anche la chiave digitale, che consente di utilizzare lo smartphone per aprire e avviare l’auto. Una soluzione utile non solo per chi vuole viaggiare leggero, ma anche per condividere il veicolo con altri utenti senza dover passare fisicamente le chiavi.

A completare il pacchetto arriva la funzione vehicle-to-load (V2L), che permette di utilizzare la batteria dell’auto per alimentare dispositivi esterni. Una caratteristica sempre più apprezzata, soprattutto da chi vive l’auto anche nel tempo libero, tra viaggi, campeggio o attività outdoor.

Nuova entry level

La vera novità, però, è sotto il cofano. La gamma si amplia con una nuova versione d’ingresso da 190 CV, abbinata a una batteria da 58 kWh. Questa configurazione garantisce un’autonomia di circa 435 km nel ciclo WLTP, un valore più che adeguato per abbassare la soglia d’ingresso e rendere la Tavascan più accessibile e competitiva in un mercato affollato. Per capire quanto più bassi bisogna però aspettare, Cupra non ha infatti ancora ufficializzato il listino.

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 05:30:55 +0000
News n. 11
Audi RS 5 Avant non teme il drift, nonostante le 2,4 tonnellate

Audi RS 5 Avant si diverte a sfidare le leggi della fisica con uno stile di guida che la porta oltre oceano, nel tempio del drift. La super station wagon, presentata a febbraio, ha alzato l’asticella delle prestazioni con l’adozione di un powertrain ibrido plug-in da 639 CV. Una scelta che per molti ha significato l’abbandono alla purezza di guida e al vero divertimento, suggerito dall’aumento di peso evidente, che ora raggiunge le 2,375 tonnellate. Ma la RS 5 dimostra che le cose non stanno propriamente così.

Il Torque Vectoring elettromeccanico

Il cuore della rivoluzione si chiama Dynamic Torque Control, un sistema che rappresenta uno degli sviluppi più avanzati nel campo della dinamica di guida. Non si tratta del classico torque vectoring, ma di una soluzione completamente nuova, elettromeccanica, progettata per agire con una rapidità e una precisione difficili da immaginare su un’auto di serie.

Per la precisione si tratta di un differenziale elettromeccanico posizionato al posteriore e basato su un piccolo motore elettrico collegato a due ingranaggi epicicloidali. Questo permette di spostare fino a 2.000 Nm di coppia fra le due ruote posteriori, in appena 15 millisecondi.

Numeri che, più che impressionare sulla carta, si fanno sentire nella guida reale. In ingresso curva, la RS 5 diventa più precisa, mentre in uscita può letteralmente “spingere†la traiettoria, aiutando il retrotreno a chiudere la curva o, se si esagera con il gas, a scivolare in modo progressivo e controllabile.

A completare il quadro c’è il nuovo differenziale centrale a slittamento limitato, che gestisce la ripartizione tra anteriore e posteriore partendo da un classico 40:60, ma che può arrivare fino all’85% al posteriore quando serve, o a piacimento del pilota. Il risultato è una vettura che, pur restando integrale, riesce a offrire quell’irrequietezza tipica delle trazioni posteriori, in grado di divertire in curva e far fumare le gomme senza timore.

Evoluzione della RS 4

La nuova RS 5 Avant rappresenta di fatto l’evoluzione diretta RS 4, ma trasformata attraverso una nuova filosofia e “obbligata†dalle normative a compiere un passo in avanti verso l’elettrificazione. Il powertrain ibrido plug-in è basato su un V6 2.9 TFSI biturbo, abbinato a un’unità elettrica che non si limita a migliorare l’efficienza, ma contribuisce attivamente alla dinamica di guida.

Il peso, inevitabilmente, cresce. Con i suoi 2.375 kg, la RS 5 non è certo una piuma. Ma è proprio qui che entra in gioco il lavoro fatto sull’elettronica e sulla gestione della trazione. Il nuovo sistema di torque vectoring elettromeccanico riesce a mascherare la massa, rendendo la vettura sorprendentemente agile e attaccata all’asfalto. Non solo: aumenta la confidenza del conducente, che può contare su una gestione millimetrica e un comportamento sempre prevedibile, anche quando si spinge oltre il limite.

È questo il vero punto di forza della nuova RS 5. Non tanto la potenza, che resta impressionante, ma la capacità di trasformarla in controllo puro. Una qualità che si percepisce soprattutto nelle situazioni più impegnative, come nei cambi di direzione rapidi o nelle percorrenze veloci in curva.

Il risultato è una vettura che riesce a fare tutto: veloce sul dritto, stabile nei curvoni e persino divertente quando si decide di giocare con il gas. E il fatto che riesca a driftare con oltre due tonnellate di massa, è forse il dettaglio più sorprendente. Non tanto per lo spettacolo in sé, quanto per ciò che rappresenta: un leggero compromesso per un nuovo modo di intendere la sportività.

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 05:30:52 +0000
News n. 12
Auto usata che era un taxi, conviene comprarla? Come riconoscerla prima dell’acquisto

Nel mercato dell’auto usata circolano migliaia di vetture che hanno alle spalle una storia più complessa di quanto emerga da un annuncio. Tra queste, le auto ex taxi sono uno dei casi più delicati da interpretare.

Siamo davanti ad automobili che richiedono una capacità di lettura più profonda perché il loro passato influisce sulla durata residua, sull’affidabilità e sul valore reale nel tempo. Un taxi non è mai un’auto come le altre e questa differenza riguarda il chilometraggio, il tipo di utilizzo, che è continuativo, urbano, stressante per la meccanica e ripetitivo nei cicli di guida.

Nel contesto italiano, dove il mercato dell’usato è competitivo, la presenza di veicoli provenienti da flotte professionali è aumentata anche per effetto del ricambio più rapido delle auto destinate al trasporto pubblico. In pratica, gli ex taxi arrivano sul mercato dopo pochi anni di servizio con un aspetto ancora presentabile e un prezzo aggressivo, elementi che le rendono attrattive per chi cerca un affare.

L’usura invisibile degli ex taxi

Il chilometraggio non è il solo indicatore dello stato del veicolo. Nel caso degli ex taxi, il modo in cui quei chilometri sono stati percorsi conta molto più del numero in sé. La guida urbana, fatta di continue fermate, ripartenze, traffico congestionato e lunghi periodi al minimo, genera un livello di stress su motore, trasmissione e impianto frenante maggiore rispetto a un utilizzo autostradale o extraurbano.

A questa dinamica si aggiunge il tempo di funzionamento del motore, al di là del movimento del veicolo, in quanto un taxi può restare acceso per lungo tempo anche da fermo con l’accumulo di usura senza alcuna registrazione da parte del contachilometri.

In pratica, due auto con lo stesso numero di chilometri possono trovarsi in condizioni meccaniche diverse e nel caso di un’ex taxi la possibilità che le componenti siano più vicine al limite è più alta. Il risultato è una discrepanza tra percezione e realtà, che emerge dopo l’acquisto.

Quali sono i segnali da osservare

Gli interni sono il primo livello di analisi per capire se un’auto è stata un taxi, perché sono la parte che racconta più di altre l’utilizzo quotidiano del veicolo. Il sedile del conducente tende a essere il punto più critico perché visibilmente più consumato, deformato o cedevole rispetto agli altri. Il volante può invece presentare una lucidatura anomala dovuta all’uso continuo.

Anche la zona posteriore merita attenzione, perché un taxi trasporta migliaia di passeggeri nel corso della sua vita operativa, con la conseguenza di lasciare tracce sui rivestimenti, sulle maniglie e sui pannelli delle portiere. Le cinture di sicurezza possono così risultare più usurate del normale, al pari dei meccanismi di apertura e chiusura delle portiere posteriori che sono sollecitati molto più frequentemente rispetto a un’auto privata.

A questi elementi si aggiungono dettagli meno evidenti come piccoli fori o segni sul tetto e sul cruscotto, che possono indicare la presenza passata di dispositivi taxi come il tassametro o l’insegna luminosa.

La carrozzeria può poi raccontare una storia fatta di piccoli urti, graffi diffusi e interventi di verniciatura localizzati legati alla vita urbana del veicolo, dove il contatto con marciapiedi, altri mezzi e ostacoli è all’ordine del giorno. Una somma di micro-eventi, insomma, che contribuisce a definire il livello di usura.

I controlli da fare

Motore, trasmissione, impianto frenante e sistema sospensivo sono tra le parti più sollecitate in questo tipo di utilizzo e proprio per questo tendono a deteriorarsi più rapidamente rispetto a un veicolo utilizzato in modo più regolare e lineare. Accanto agli aspetti meccanici, anche gli interni raccontano molto della vita precedente dell’auto.

Il sedile del conducente appare più affossato e consumato rispetto a quello del passeggero anteriore, una differenza che deriva dal fatto che nei taxi il posto guida è occupato in modo continuativo, mentre quello accanto resta inutilizzato per gran parte del tempo. Lo stesso discorso vale per la parte posteriore dell’abitacolo, dove il continuo salire e scendere dei clienti mette a dura prova rivestimenti, maniglie e pannelli delle portiere con segni evidenti anche su vetture recenti.

Non a caso molti taxi vengono dotati di coperture protettive, spesso in plastica trasparente, pensate per preservare i sedili dall’usura e dalle macchie; elementi che vengono quasi sempre rimossi prima della rivendita, insieme agli accessori tipici come tassametro, adesivi identificativi e apparati radio.

Anche il vano bagagli può offrire indizi, perché l’uso intensivo per il trasporto di valigie comporta graffi diffusi sulla soglia di carico e all’interno del bagagliaio, difficili da eliminare anche dopo interventi di ripristino.

Un altro elemento da osservare con attenzione riguarda la carrozzeria, dove possono emergere differenze di tonalità dovute alla presenza passata di insegne luminose o adesivi identificativi. Anche dopo una lucidatura accurata la vernice può presentare zone più opache o diverse nel colore se osservata con luce naturale e da diverse angolazioni.

Come ricostruire il passato del veicolo

Se l’osservazione visiva può far nascere dubbi, con l’analisi documentale si possono ottenere conferme. Strumenti come la visura al Pubblico Registro Automobilistico o i servizi di controllo storico consentono di accedere a informazioni che vanno oltre quanto dichiarato dal venditore. Attraverso questi strumenti è possibile verificare il numero di proprietari precedenti, la frequenza dei passaggi di proprietà e la destinazione d’uso del veicolo.

Un elemento a cui fare attenzione è la coerenza tra i chilometri registrati nelle revisioni periodiche e quelli dichiarati al momento della vendita in quanto eventuali discrepanze possono essere il segnale di manomissioni o anomalie. Un chilometraggio molto elevato accumulato in pochi anni è compatibile con un utilizzo professionale se associato a un singolo intestatario iniziale e a un passaggio a un rivenditore. La traccia dell’utilizzo come taxi può emergere anche da documenti indiretti, come fatture di manutenzione, interventi frequenti sulle componenti o annotazioni relative a installazioni.

Nel processo di valutazione di un’auto usata anche il prezzo è un indicatore informativo. Un’auto proposta a un valore inferiore rispetto alla media di mercato per modello, anno e chilometraggio dovrebbe far suonare un campanello d’allarme perché poche volte il mercato propone occasioni senza una spiegazione. Nel caso degli ex taxi, il prezzo più basso è giustificato dall’usura accumulata, ma non sempre questo viene esplicitato.

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 04:30:39 +0000
News n. 13
Alpine A290, gli interni sportivi della compatta: il conducente in primo piano

Aprendo la portiera dell’Alpine A290 si entra in un ambiente che, pur partendo da una base condivisa con la Renault 5 elettrica, riesce a trasmettere fin dai primi istanti una sensazione diversa, più concentrata, quasi più raccolta attorno al guidatore.

È come se ogni elemento fosse stato pensato per creare un legame diretto con la guida, e questa impressione emerge già dal modo in cui sono disposti i comandi e dalle scelte cromatiche che danno all’abitacolo un’impronta decisamente sportiva. Appena ci si siede al posto di guida, si percepisce subito un ambiente meno “giocoso†e più orientato alla dinamica, con superfici scure intervallate da dettagli a contrasto e una disposizione generale che richiama quella delle compatte sportive tradizionali.

Anche il modo in cui la plancia avvolge leggermente la zona del conducente rispecchia le logiche della Alpine A290, creando una sorta di cockpit compatto ma che non risulta mai opprimente.

Volante e comandi: il cuore dell’esperienza

Uno degli elementi più caratterizzanti dell’abitacolo è senza dubbio il volante, che rappresenta un po’ il punto di contatto principale tra chi guida e la vettura. Nel caso della A290 si tratta di un componente curato non solo nei materiali ma anche nella forma e nelle funzioni, con una corona rivestita in pelle e una serie di comandi dedicati che permettono di gestire diverse impostazioni senza dover distogliere lo sguardo dalla strada.

Durante la guida emerge chiaramente il lavoro fatto su questo elemento, perché la presa risulta naturale e la posizione dei pulsanti è studiata per essere facilmente raggiungibile. Tra le soluzioni più interessanti c’è la presenza di un pulsante specifico per selezionare rapidamente le modalità di guida (Safe, Normal, Sport e una quarta personalizzabile), un dettaglio che richiama in parte l’impostazione delle vetture più sportive e che contribuisce a rendere l’esperienza più coinvolgente.

La consolle centrale introduce invece una configurazione sportiva anche per quanto riguarda il selettore delle marce, che altro non sono che tre grandi pulsanti (Drive, Neutral e Retromarcia) che occupano in larghezza tutto il tunnel centrale.

Sedili e materiali: sportività senza eccessi

Un altro aspetto che colpisce quando si entra nell’Alpine A290 riguarda i sedili anteriori, che sono stati ridisegnati con fianchetti più pronunciati per offrire un contenimento laterale più efficace. Una caratteristica che durante la prova si è rivelata particolarmente utile nei tratti più dinamici, dove il corpo viene sostenuto in modo naturale senza dover continuamente correggere la posizione.

I materiali utilizzati nell’abitacolo contribuiscono a creare una percezione qualitativa piuttosto buona, soprattutto nella parte anteriore dove si trovano superfici morbide e finiture curate, con inserti che richiamano il mondo sportivo senza risultare eccessivamente appariscenti. Nel complesso si percepisce una certa attenzione nel bilanciare estetica e funzionalità, evitando soluzioni troppo estreme che avrebbero potuto penalizzare il comfort nell’uso quotidiano.

Anche i dettagli, come le cuciture a vista o alcuni inserti a contrasto, aiutano a definire l’identità della vettura, contribuendo a creare un ambiente che riesce a essere sportivo senza risultare eccessivamente aggressivo, un equilibrio che in questa categoria di auto non è sempre così scontato.

Nel quotidiano l’abitacolo della A290 riesce comunque a mantenere una certa praticità, con spazi ben sfruttati e una disposizione dei comandi che facilita l’utilizzo anche nel traffico urbano. Questa capacità di adattarsi a contesti diversi rappresenta uno dei punti di forza della vettura, perché permette di avere un’auto dal carattere sportivo senza dover rinunciare completamente al comfort e alla funzionalità tipici di una compatta moderna.

Data articolo: Sun, 05 Apr 2026 04:05:46 +0000
News n. 14
Che auto guida Enrico Brignano, il simbolo di un’epoca che non passerà mai di moda

Tra un monologo sul palco e un’apparizione al Serale di Amici, la passione per le auto di Enrico Brignano emerge spesso come un racconto nostalgico e divertente della sua vita. Il comico romano, ospite fisso dei grandi show del sabato sera, non ha mai nascosto il suo debole per i mezzi che hanno segnato la storia del costume italiano, passando dai ricordi d’infanzia legati al lavoro del padre fino alle moderne soluzioni per sopravvivere nel traffico della Capitale.

La Smart “tecnologica” e il video virale

Sui social i fan hanno potuto ammirare la sua Smart ForTwo. Ormai arresosi all’evoluzione della tecnologia, Brignano ha pensato bene di farsi montare un tablet aftermarket dalle maxi dimensioni, piazzato proprio sopra la plancia di serie.

Uscita di serie nel 2024, la 453 dell’allievo di Gigi Proietti rimane imbattibile nei parcheggi impossibili: forte di una lunghezza inferiore ai 2,70 m, gira su sé stessa con un raggio di sterzata sotto i sette metri. In queste condizioni il motore diventa quasi un dettaglio secondario: tanto il turbo da 90 CV quanto il powertrain elettrico della versione EQ non tolgono nulla alla capacità della citycar di destreggiarsi fra le code sul Raccordo.

Il mito del Bulli in ricordo del padre

Tuttavia, il pezzo forte della collezione ha origini anni Settanta. Senza lasciarsi dissuadere dalle difficoltà riscontrate durante la ricerca, Enrico ha recuperato un Volkswagen Bulli T2, identico a quello usato dal padre quando trasportava la frutta. Ha scovato un celebre Bay Window, icona della cultura hippie dalle doti di resistenza straordinarie, di colore verde con targa Roma e lo ha rimesso a nuovo pezzo dopo pezzo. È il suo modo per tornare a quei pomeriggi passati in mezzo alle cassette di frutta, con l’odore tipico del motore boxer raffreddato ad aria che lo accompagnava mentre aiutava il papà.

Le regine dell’estate: Méhari e Spiaggina

Nel garage del comico fanno poi bella presenza le auto “da vacanza” per eccellenza. La Citroën Méhari, con la sua carrozzeria in plastica ABS e il peso di appena 535 kg, incarna la libertà assoluta: un’auto lavabile con la canna dell’acqua che non teme la salsedine.

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Accanto all’esemplare di “passaporto” francese, brilla il mito della Fiat 500 Spiaggina, l’oggetto del desiderio dei VIP anni ’60, inconfondibile per i sedili in vimini e l’assenza di portiere. Recuperarne una oggi richiede una buona capacità di spesa, persino superiore ai 100.000 euro nel caso degli esemplari meglio conservati.

Amici: quando l’ironia stempera la tensione

Oltre alla passione motoristica, il legame tra il comico e la televisione resta saldissimo. Nella puntata di Amici di Maria De Filippi di sabato 4 aprile, Brignano torna a vestire i panni dell’ospite d’onore, portando la sua ironia in uno studio dove la tensione per la gara tra Caterina e Valentina è alle stelle. Mentre i giudici Gigi D’Alessio, Elena D’Amario e Cristiano Malgioglio valutano il talento dei ragazzi, la partecipazione a reality di Canale 5 del comico romano aiuta a stemperare il clima. Tra una sfida di ballo e una di canto, Brignano riporta tutti con i piedi per terra, o meglio, con le ruote sull’asfalto.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 19:27:40 +0000
News n. 15
Ibride plug-in, le migliori 8 da scegliere sotto i 40.000 euro nel 2026

L’elettrificazione si è ricamata un ruolo da protagonista nel presente e nel prossimo futuro. Il lungo periodo di transizione che sembrerebbe precedere l’attesa – per alcuni distopica – di una mobilità a zero emissioni, passa dall’ibrido. E tra le tre soluzioni al momento disponibili, mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid, quest’ultima sembra essere la più efficace per chi vuole abbattere le emissioni e viaggiare tutti i giorni a batteria, senza rinunciare alla libertà del carburante tradizionale durante i lunghi viaggi o le gite fuori porta.

Bisogna certamente sottolineare che per sfruttare al massimo le possibilità di questa tecnologia, che unisce un propulsore elettrico con batteria ricaricabile a un motore benzina, bisogna rispettare dei “requisitiâ€, specialmente quello di avere un posto auto in cui poterla ricaricare ogni notte, con energia al costo domestico, per contenere la il costo della corrente e trarre beneficio economico ed ecologico dell’acquisto, altrimenti comparabile a quello di una full hybrid.

Bisogna inoltre mettere in conto una spesa solitamente leggermente maggiore rispetto alle altre formule elettrificate, in quanto qui le componenti aumentano, così come la capacità della batteria. Oggi però, rispetto a pochi anni fa, il mercato offre proposte decisamente più accessibili, anche sotto la soglia dei 40.000 euro. Abbiamo quindi selezionato alcuni dei modelli più interessanti del 2026: vetture diverse tra loro per stile, dimensioni e filosofia, ma accomunate da un obiettivo preciso, quello di rendere l’ibrido plug-in una scelta concreta e conveniente.

MG HS PHEV (da 29.900 euro)

Tra le proposte più economiche del mercato, la MG HS Plug-in Hybrid è quella che più di tutte punta sul rapporto qualità-prezzo. Non è solo una questione di listino, ma di sostanza: dimensioni generose, dotazioni complete e una meccanica che convince.

Il sistema ibrido abbina un motore benzina turbo da 1.5 litri a un’unità elettrica, per una potenza complessiva che supera i 270 CV. Numeri importanti, che si traducono in una guida brillante, ma sempre fluida. La vera carta vincente resta però l’autonomia in elettrico, che permette di coprire tranquillamente gli spostamenti quotidiani senza accendere il motore termico. All’interno l’ambiente è ben curato, con finiture curate e tanto spazio per passeggeri e bagagli. Non sarà il marchio più blasonato, ma è difficile trovare di più a questa cifra.

Mazda MX-30 R-EV (da 38.520 euro)

Mazda ha scelto una strada completamente diversa rispetto alla concorrenza e lo ha fatto con una soluzione tecnica affascinante: il motore rotativo Wankel. La MX-30 R-EV non è una plug-in tradizionale, ma una elettrica con range extender, dove il piccolo motore termico entra in funzione solo per ricaricare la batteria. Il risultato è un’esperienza di guida molto vicina a quella di un’auto elettrica pura, silenziosa e lineare, ma senza i limiti di autonomia. Una scelta che punta più sulla filosofia che sui numeri, e che si distingue in un mercato sempre più omologato.

Il design, come da tradizione Mazda, è ricercato e personale, mentre gli interni puntano su materiali sostenibili e soluzioni originali. Non è l’auto per tutti, ma è sicuramente una delle più interessanti per chi cerca qualcosa di diverso.

DR 6.0 1.5 PHEV (da 33.900 euro)

DR continua a crescere e lo fa proponendo una gamma sempre più completa, dove la 6.0 Plug-in Hybrid rappresenta una delle alternative più accessibili nel mondo dei SUV elettrificati.

Il sistema ibrido da 1.5 litri lavora in sinergia con il motore elettrico per offrire una guida fluida e orientata al comfort. Non punta sulle prestazioni pure, ma su un utilizzo quotidiano semplice e senza stress, con consumi contenuti e una buona autonomia in modalità elettrica. Il punto forte resta l’equipaggiamento: già nelle versioni base si trovano dotazioni ricche, infotainment completo e tutti gli assistenti alla guida più richiesti. Una proposta concreta per chi vuole entrare nel mondo plug-in senza spendere cifre elevate.

Toyota C-HR 2.0 PHEV (da 37.450 euro)

Toyota è uno dei marchi che più ha creduto nell’elettrificazione, e con la nuova C-HR Plug-in Hybrid porta questa esperienza a un livello superiore. Il sistema da 2.0 litri offre una potenza elevata, affidabilità e soprattutto una gestione intelligente dei flussi energetici. La transizione tra motore elettrico e termico è praticamente impercettibile, mentre l’autonomia in elettrico consente di affrontare gran parte degli spostamenti quotidiani a zero emissioni.

Il design resta uno dei suoi tratti distintivi: linee taglienti, proporzioni dinamiche e un carattere forte che non passa inosservato. A bordo si nota un netto salto in avanti rispetto al passato, con materiali più curati e una tecnologia al passo con i tempi.

Kia Niro Plug-In (da 39.950 euro)

La Kia Niro è da anni uno dei riferimenti nel mondo delle ibride, e la versione plug-in ne rappresenta l’evoluzione più completa. Equilibrata sotto ogni punto di vista, è una vettura che non eccelle in un singolo aspetto ma riesce a fare tutto bene. Il sistema ibrido garantisce consumi ridotti, una guida fluida e una buona autonomia elettrica, mentre lo spazio a bordo la rende perfetta anche come unica auto di famiglia. Kia ha lavorato molto anche sul design, rendendolo più moderno e distintivo, senza rinunciare alla praticità. Il risultato è un’auto concreta, razionale e pensata per durare nel tempo.

Ibride plug-in sotto 40.000 euro: le migliori del 2026
Ufficio Stampa Kia
Ibride plug-in, Kia Niro tra i migliori modelli sotto 40.000 euro

BYD Seal U (da 38.900 euro)

BYD è uno dei protagonisti assoluti della rivoluzione elettrica, e con la Seal U Plug-in Hybrid dimostra di voler conquistare anche il mercato europeo. Si tratta di un SUV moderno, con linee pulite e un’impostazione tecnologica molto avanzata. Il sistema plug-in garantisce un’ottima autonomia in elettrico, mentre il comfort di marcia è uno dei migliori della categoria. L’abitacolo è dominato da un grande display centrale e da una qualità percepita che sorprende, soprattutto considerando il prezzo. Una proposta che punta dritta al cuore del segmento, senza compromessi evidenti.

BYD Seal 6 DM-i Touring (da 38.500 euro)

In un mercato dominato dai SUV, la Seal 6 DM-i Touring rappresenta una scelta controcorrente. Una station wagon plug-in che punta su spazio, efficienza e comfort. Il sistema ibrido DM-i è uno dei più evoluti sul mercato, progettato per massimizzare l’utilizzo della componente elettrica. Nei tragitti quotidiani si comporta quasi come un’elettrica pura, mentre nei lunghi viaggi garantisce consumi molto contenuti. La vera differenza la fa però la praticità: bagagliaio ampio, abitabilità eccellente e una guida rilassata, ideale per chi macina chilometri ogni giorno.

BYD Atto 2 DM-i (da 27.600 euro)

Chiudiamo con la proposta più accessibile della lista. La BYD Atto 2 DM-i è l’entry level del mondo plug-in del marchio cinese, ma non per questo rinuncia a contenuti interessanti. Compatta nelle dimensioni ma completa nelle dotazioni, è pensata per chi si muove principalmente in città e vuole sfruttare al massimo la modalità elettrica. Il sistema DM-i privilegia infatti l’efficienza, con consumi ridotti e una gestione intelligente della batteria.

Il prezzo è il suo punto di forza principale, rendendola una delle PHEV più economiche disponibili nel 2026. Una porta d’ingresso concreta verso un futuro sempre più elettrificato.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 14:48:46 +0000
News n. 16
Premi Autobest 2026, tutte le preferite dagli europei

L’Autobest Conquest Awards 2026 ha eletto le proprie preferite, e lo ha fatto dimostrando una direzione evidente, verso vetture semplici e intelligenti. Il rapporto qualità/prezzo ha dominato questa sessione di riconoscimenti, in cui sono emersi marchi come Fiat, Citroen, MG e Renault. Quattro i riconoscimenti che hanno guidato le classifiche e che hanno visto, nella maggior parte dei casi, alternarsi le stesse tre vetture nei gradini più alti del podio.

A giudicare le vetture sono stati esperti provenienti da 32 paesi e questa volta, anche il pubblico che ha seguito la live della premiazione. Un modo in più per avere un’opinione più ampia delle scelte di chi le auto poi le deve comprare veramente.

Best Car Design of Europe

A conquistare il premio per il miglior design è stata la Fiat Grande Panda, un modello che ha saputo reinterpretare in chiave moderna uno dei nomi più iconici del marchio italiano. La vittoria non è arrivata per caso. La Grande Panda ha convinto per uno stile che unisce linee pulite, richiami al passato e una certa dose di personalità urbana, senza risultare eccessiva. Un equilibrio difficile da raggiungere, soprattutto in un segmento dove spesso il design passa in secondo piano rispetto al prezzo.

Alle sue spalle si sono piazzate la Renault 4 e la Citroen C3 Aircross, entrambe protagoniste di un ritorno al design funzionale, ma con una forte identità visiva.

Best Affordable Car Technology of Europe

Il premio dedicato alla tecnologia accessibile è andato alla MG S5 EV, un modello che incarna la filosofia del valore al giusto prezzo. In un periodo in cui la tecnologia rischia di diventare un lusso per pochi, MG è riuscita a proporre una vettura elettrica con dotazioni complete, autonomia convincente e costi contenuti, senza compromessi evidenti.

Anche qui la sfida è stata serrata, con la Renault 4 e la Citroen C3 Aircross a contendersi il podio fino all’ultimo. Segno che il segmento delle auto accessibili è oggi uno dei più combattuti e strategici per i costruttori.

Best User’s Car of Europe

Ecco qui la vera novità di questa edizione: per la prima volta un premio assegnato direttamente dal pubblico presente in live nel corso dell’evento. Secondo la giuria popolare la miglior vettura dell’anno è la Citroen C3 Aircross. Una vettura che ha già riscosso un notevole apprezzamento sul mercato europeo, grazie alle proprie caratteristiche di praticità, spazio e la solita attenzione al comfort Citroen.

Ancora una volta dietro di lei si sono piazzate la Fiat Grande Panda e la Renault 4, a conferma di un podio ormai consolidato tra questi tre modelli.

Best Buy Car of Europe

Il premio finale è andato alla Renault 4, eletta come la Best Buy Car of Europe. Un riconoscimento che tiene conto di diversi fattori: prezzo, contenuti, tecnologia e capacità di rispondere alle esigenze reali del mercato. La Renault 4 ha saputo distinguersi per il suo approccio equilibrato, proponendo una vettura che guarda al futuro seguendo il nuovo percorso stilistico originale intrapreso dal brand, ma senza dimenticare la semplicità d’uso.

Immancabili, ancora una volta, alle sue spalle la Fiat Grande Panda e la Citroen C3 Aircross, protagoniste assolute di questa edizione.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 12:29:23 +0000
News n. 17
Forza bruta e delicatezza floreale, la Bugatti Mistral Caroline

Bugatti è sinonimo di potenza, eleganza e lusso. Sulla base di questi valori il patrimonio genetico creato dall’estro dell’imprenditore Ettore Bugatti, italiano trasferitosi in Francia, ha influenzato lo stile delle moderne hypercar. Per i puristi la Mistral segna la chiusura di un cerchio magico, quello improntato sul potentissimo motore W16.

L’esemplare unico, nato dal programma Sur Mesure e battezzato Caroline, è più di un semplice cadeau. La roadster a cielo aperto diventa un opera d’arte in movimento, dove ingegneria e gusto si incontrano per lasciare un segno indelebile. Ogni cliente può soddisfare le proprie voglia, personalizzando le hypercar sulla base di esigenze stilistiche uniche. Con la Carloine si è scelto di rendere omaggio alla figlia del proprietario, enfatizzando la passione floreale in forme, colori e materiali di alta qualità.

Impatto magico

Gli specialisti del marchio francese si sono basati per la creazione della Caroline su concetti di delicatezza dei fiori, del mondo dell’alta moda e del colore della lavanda. Il team Color & Material Finish di Bugatti, guidato da Sabine Consolini, si è messo all’opera tra l’Atelier di Molsheim e il nuovo Design Studio di Berlino per trasformare una idea curiosa in realtà. Sono stati testati numerosi campioni di colore prima di arrivare alla tinta definitiva, una “Lavender†su misura che sembra un mix tra il violetto bluastro e quello rossastro a seconda del tocco della luce.

La zona inferiore della carrozzeria è in fibra di carbonio “Violet Carbonâ€, con una tessitura tinta in tono complementare. Sotto al cofano c’è l’iconico motore da 1.600 CV, 1.600 Nm di coppia che riesce a oltrepassare una top speed di 420 km/h. Annunciata il 19 agosto 2022, per poi essere svelata pochi giorni dopo alla Monterey Car Week, e a fine settembre al Concorso d’Eleganza di Chantilly, ha ereditato alcuni componenti tecnici della Chiron Super Sport 300+ tra cui il gruppo motore-trasmissione, ossia il poderoso motore W16 con quattro turbocompressori dalla cilindrata di 8,0 litri, associato al cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti. A novembre 2024 la Mistral ha siglato il primato mondiale di velocità (453,91 km/h) per un’auto scoperta.

La Bugatti W16 Mistral Caroline
Ufficio Stampa Bugatti
Caratteristiche Bugatti W16 Mistral Caroline

Abitacolo puro come un petalo

Gli interni abbinano la pelle “Blanc†e “Minuit†con inserti in fibra di carbonio viola. I poggiatesta spiccano per il motivo floreale ricamato a mano con migliaia di fili sovrapposti, che cambiano tonalità a seconda dell’angolo di osservazione. Sui pannelli delle portiere il ricamo è reso più dinamico, con petali che sembrano viaggiare con il vento. Il selettore del cambio ospita l’Elefante Danzante di Rembrandt Bugatti in vetro tinto viola, un chiaro riferimento al DNA dei modelli che vengono creati dal programma Sur Mesure.

Ogni più piccolo componente è curato in modo maniacale, come l’ala posteriore retrattile, che risulta visibile solo quando si attiva il freno aerodinamico. A mano è stata dipinta una composizione floreale nei toni del lilla e dell’iris, applicata a strati con mascherature successive di precisione. Al centro dell’ala il nome Caroline è inciso nella grafica classica di Bugatti. Ogni dettaglio contribuisce a un’identità unica. Su questo capolavoro i campi di lavanda della Provenza e i giardini parigini si possono toccare con mano.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 09:50:33 +0000
News n. 18
Jannik Sinner, quante difficoltà all’esame della patente: confessione inaspettata

Jannik Sinner è diventato nel giro di pochi anni uno degli sportivi italiani più amati di sempre. Il tennis tricolore, in passato, aveva avuto tanti atleti validi, ma non un fuoriclasse destinato a scrivere pagine indelebili di storia, al pari di Federer, Djokovic e Nadal. Sul suo cammino il talento di San Candido si è trovato difronte un altro straordinario enfant prodige, conosciuto all’anagrafe con il nome di Carlos Alcaraz.

Il rivale spagnolo, due anni più giovane di Sinner, è stato capace di infrangere diversi primati nella storia del tennis, a 19 anni e 4 mesi è diventato il più giovane di sempre a essere diventato nº 1 del mondo nella storia del ranking ATP e a 22 anni e 9 mesi il più giovane tennista del circuito maschile a completare il Career Grand Slam, ossia il trionfo di tutte e quattro le prove del Grande Slam. Sinner non solo dovrà impegnarsi per superare nel ranking Alcaraz, ma dovrà capire come andare in modo corretto tra i coni in sella a una moto.

Siparietto social

Jannik Sinner ha regalato ai fan un momento simpatico e autoironico con la complicità del suo coach australiano Darren Cahill. Sul suo canale YouTube è andato in onda un vlog senza filtri, pieno di aneddoti personali, facendo emergere una verità scomoda sulle sue doti da centauro.

L’ex campione, mentore di Sinner, lo ha messo in difficoltà con una domanda improvvisa: “Ora devi essere onestoâ€, ha esordito Cahill con un sorriso malizioso: “Quante volte hai dovuto ripetere l’esame per la patente della moto?â€. Il tennista altoatesino ha provato a giustificarsi con un “Dipende cosa intendiâ€, poi incalzato nuovamente dal coach ha ammesso: “Tre volteâ€. A quel punto i due si sono lasciati andare a una risata liberatoria.

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Personalità genuina

Nonostante in campo sia un killer, nella vita reale senza una racchetta tra le mani, Sinner ha già dimostrato di essere un ragazzo spontaneo e molto maturo. È uno sportivo educato e corretto che ama la riservatezza. Uno sportivo d’altri tempi che si concede anche il lusso di qualche supercar per scorrazzare nella sua San Candido e a Monaco, dove ha preso la residenza.

Insieme a lui, anche altri sportivi italiani, come Berrettini e Musetti, risultano fiscalmente domiciliati nel Principato. Il 10 giugno 2024 Sinner è diventato il primo e unico tennista italiano, e il 29º al mondo, ad aver raggiunto la 1ª posizione del ranking ATP in singolare. Grazie ai milioni guadagnati nei tornei del Grande Slam e agli sponsor, il professionista ha scelto il vicino paradiso fiscale dove si corre anche il GP di F1 per evitare di essere sommerso di tasse in Italia.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 08:53:10 +0000
News n. 19
Valentino Rossi ha scelto il suo nuovo enfant prodige: accordo a un passo con la VR46

Per un campione di MotoGP esperto come Valentino Rossi ci vuole veramente poco per comprendere le dinamiche sportive della pista. Attualmente il suo team VR46 sta correndo nel concreto con un solo pilota in top class. Fabio Di Giannantonio, sotto pressione e in scadenza di contratto, ha reagito con prove d’orgoglio, diventando dopo 3 GP il primo ducatista in classifica all’inseguimento del leader Marco Bezzecchi.

Al contrario Franco Morbidelli appare svuotato di ogni energia e sempre più in difficoltà in sella alla moto emiliana. In questa annata i due rider italiani hanno a disposizione una Desmosedici GP25, con la quale Marc Marquez ha vinto con ampio margine nella passata stagione. La moto factory stavolta è stata consegnata nelle mani di Alex Marquez, vice campione del mondo, che sta faticando più del dovuto nel team Gresini Racing.

Il percorso del giovane spagnolo

Fermin Aldeguer, secondo rider della squadra di Nadia Padovani, ha avuto un inizio di stagione travagliato a causa dei postumi dell’infortunio patito l’8 gennaio 2026, in un test a Valencia. Costretto a operarsi per la frattura della diafisi del femore ha saltato i test invernali e il GP d’apertura, rientrando nella seconda tappa in Brasile, dove ha concluso all’ottavo posto. Nel round successivo di Austin il nativo di Murcia è parso appannato e non è riuscito ad andare oltre l’undicesima posizione.

Ci vorranno delle settimane per ritrovare la forma fisica ideale, ma Fermin è pronto a mandare un messaggio chiaro a Valentino Rossi. Nel 2025 è stato il miglior rookie in pista. In Francia ha siglato il primo podio Sprint, in terza posizione, replicando anche alla domenica e conquistando il primo podio in una gara di MotoGP. Concluse in seconda posizione in Austria alle spalle di Marc Marquez, conquistando il secondo podio stagionale. In Indonesia, dopo il secondo posto nella Sprint, alla domenica siglò la prima vittoria in carriera in top class. Ha chiuso all’ottavo posto in classifica con 214 punti, non distante dagli attuali rider del team VR46: Di Giannantonio e Morbidelli.

Valentino Rossi vuole Aldeguer
Getty Images
Fermin Aldeguer: nuovo pilota VR46

Fuga dal team Gresini Racing

La squadra guidata dalla vedova di Fausto Gresini non è ancora riuscita a trovare l’accordo con la Casa di Borgo Panigale per rinnovare il contratto come squadra satellite per il 2027 e, nel frattempo, i piloti hanno preso accordi con altri team. Alex Marquez dovrebbe annunciare a breve il passaggio alla KTM, mentre Fermin si è lasciato ammaliare dalla corte di Valentino Rossi che ha grandi progetti per lui.

Sfumato Pedro Acosta, destinato al team factory della Ducati, il Dottore ha scelto il classe 2005 che, domani 5 aprile, compirà 21 anni. Già campione europeo Moto2 nel 2021, nel Motomondiale ha ottenuto nel 2023 una terza posizione in graduatoria nella classe di mezzo. Il suo percorso è quello di un talento destinato a vincere molte sfide in MotoGP. La Casa emiliana ha fatto di tutto per tenersi Fermin, facendogli firmare un contratto di quattro anni con la formula del 2+2 e una clausola di rescissione alla fine del secondo anno. Per lui non ci sarà l’immediato trasferimento al team factory, salvo sorprese, ma un passaggio prestigioso alla corte di Valentino. Come riportato sulle colonne di Motorsport.com riceverà materiale e trattamento da pilota ufficiale, ricevendo le novità quasi contemporaneamente ai piloti del team ufficiale.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 07:51:32 +0000
News n. 20
Jeep Compass, presentate le nuove Business e Summit: ordini aperti

Per spiegare il successo dilagante del SUV Compass dobbiamo fare un passo indietro di quasi 25 anni. Jeep all’inizio del nuovo millennio aveva intuito che il concetto di fuoristrada spartano stava per passare di moda e c’era bisogno di rispondere al successo di Land Rover con la Freelander e dei primi Sport Utility Vehicle che arrivavano dall’Oriente. Nel 2002 Jeep presentò al Salone dell’automobile di Detroit un prototipo che fece da apripista alla prima serie di Compass.

Alcuni tratti distintivi delle sorelle maggiori erano stati confermati, con le sette feritoie della griglia anteriore, e la caratteristica linea di fiancata, con lo sbalzo netto verso il posteriore. Le proporzioni del concept vennero affinate per il lancio del modello definitivo del 2006, più sobrio e ideale per gli spostamenti urbani. In 20 anni il brand rientrante nell’universo Stellantis ha commercializzato tre diverse generazioni. La terza serie del SUV medio di Jeep è stato presentato globalmente il 6 maggio 2025. È prodotta in Italia nello stabilimento di Melfi di Stellantis, come il precedente modello ed è già tra i più amati del marchio americano.

L’allestimento Business

La Compass ha celebrato i 2,5 milioni esemplari venduti nel mondo. Il suo design moderno e la possibilità di affrontare le giungle urbane con stile, così come avventurose gite fuori porta, ha permesso una notevole diffusione del modello. Il nuovo allestimento Business, serie speciale della versione Altitude, mira a soddisfare una clientela professionale che a bordo cerca sicurezza e comfort, anche nelle lunghe percorrenze.

La dotazione di serie include la telecamera a 360° e sensori di parcheggio laterali, caricabatterie wireless, predictive adaptive cruise control, active Lane change assist, rear cross traffic alert e wrong pedal prevention. Il SUV, con tutte queste migliorie tecnologiche, diventa sicuro su ogni terreno e decisamente in linea con dei professionisti che desiderano praticità. I clienti, in base alle proprie esigenze, possono scegliere la soluzione più adatta.

L’allestimento Summit

Per chi non si accontenta, infatti, Summit propone una dotazione di serie ancora più ricca. Sono montati fari LED Matrix e fendinebbia anteriori, cerchi in lega da 19†o 20†a seconda della motorizzazione, griglia a 7 feritoie illuminata e fanali posteriori premium con logo Jeep retroilluminato, vetri posteriori oscurati e barre al tetto, sedili in full vinile, sedili e volante riscaldati, sedile guida elettrico a 8 vie, luce ambientale personalizzabile e sbrinatore per parabrezza. I materiali degli interni sono piacevoli al tatto e non mancano gli ADAS, con l’introduzione della guida autonoma di Livello 2 di serie.

Novità Jeep Compass
Ufficio Stampa Stellantis
Allestimenti Summit e Business Jeep Compass

Il listino prezzi

Le motorizzazioni comprendono versioni e-Hybrid da 145 CV, e-Hybrid Plug‑In da 225 CV e varianti 100% elettriche che, nella versione a trazione integrale, offre una autonomia complessiva di 650 km. Di seguito la lista completa dei prezzi:

  • Compass e-Hybrid 145 CV Altitude: 40.900 euro
  • Compass e-Hybrid 145 CV Business: 42.400 euro
  • Compass e-Hybrid 145 CV First Edition: 42.900 euro
  • Compass e-Hybrid 145 CV Summit: 43.900 euro
  • Compass e-Hybrid Plug-in 225 CV Altitude: 45.900 euro
  • Compass e-Hybrid Plug-in 225 CV Business: 47.400 euro
  • Compass e-Hybrid Plug-in 225 CV First Edition: 47.900 euro
  • Compass e-Hybrid Plug-in 225 CV Summit: 48.900 euro
  • Compass BEV 213 CV Altitude: 47.900 euro
  • Compass BEV 213 CV Business: 49.400 euro
  • Compass BEV 213 CV First Edition: 49.900 euro
  • Compass BEV 213 CV Summit: 50.900 euro
Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 07:01:56 +0000
News n. 21
Renault Twingo E-Tech, un design inconfondibile sia dentro che fuori

Il paesaggio urbano europeo si appresta ad accogliere nuovamente un volto familiare, ma profondamente rinnovato: la nuova Renault Twingo E-Tech Electric. Non è solo un’auto, ma un’operazione di design emozionale che punta a riportare il sorriso nelle nostre città, unendo la nostalgia per il modello iconico del 1992 a una tecnologia elettrica finalmente democratica. Con una lunghezza compatta di 3,79 metri e ruote spinte ai quattro angoli della carrozzeria, la Twingo riafferma la sua personalità incisiva e moderna.

Un design esterno che veicola allegria

L’estetica della nuova Twingo è definita da forme arrotondate ed espressive che richiamano immediatamente quel “faccino†allegro dell’originale. Il frontale è caratterizzato da uno sguardo gioviale, grazie alle luci diurne a LED a forma di arco che restano sempre accese per garantire un riconoscimento immediato. La calandra disegna un sottile sorriso che integra il nome del modello, mentre il profilo longilineo nasconde con eleganza le due porte posteriori, mantenendo la fluidità di una monovolume.

Ogni dettaglio è stato studiato per suscitare emozioni: dal lunotto posteriore che rivisita l’iconico “alfabeto Twingo†in chiave digitale, fino alla scelta di sei tinte vivaci come il Giallo Mango o il Verde Assoluto, identico a quello della showcar del 2023. Persino i cerchi e i copricerchi da 16†o 18†portano nomi evocativi di giochi per bambini, come Domino o Mikado, sottolineando lo spirito ludico della vettura.

Abitacolo: un concentrato di praticità

Entrando nell’abitacolo, la sensazione di leggerezza è immediata grazie alla plancia cilindrica e colorata che sembra quasi sospesa. Il cuore tecnologico è rappresentato dal doppio display orizzontale OpenR, con uno schermo multimediale da 10” che accoglie il conducente con animazioni giocate sull’ottimismo e un suono di benvenuto curato da Jean-Michel Jarre. Al centro della console spicca l’iconico pulsante rosso delle quattro frecce, ora racchiuso in una capsula trasparente.

La praticità resta il pilastro fondamentale: nonostante le dimensioni esterne ridotte, la Twingo è “grande dentro” grazie ai sedili posteriori indipendenti e scorrevoli su 17 centimetri, che permettono di modulare lo spazio tra passeggeri e bagagliaio. Con lo schienale del passeggero anteriore abbattuto, la lunghezza di carico raggiunge i 2 metri, una prodezza per il segmento. L’ambiente è ulteriormente personalizzabile con accessori colorati come l’e-pop shifter a forma di rossetto o i pratici punti di fissaggio YouClip per borse e auricolari,.

Il successo travolgente

Mentre la Twingo si prepara al debutto commerciale, Renault Italia celebra un primo trimestre 2026 da record. La marca ha registrato una crescita del 12,3% nei volumi rispetto all’anno precedente, con un totale di 26.266 immatricolazioni e una quota di mercato del 4,9%,. Questo exploit ha permesso a Renault di balzare dal settimo al 4° posto nella classifica dei costruttori in Italia.

La strategia di elettrificazione sta dando i suoi frutti, con un incremento del 78,5% delle vendite full hybrid ai privati. In questo contesto di fiducia, la nuova Twingo E-Tech Electric ha già dimostrato il suo potenziale raccogliendo 500 ordini ancor prima di arrivare ufficialmente nelle concessionarie.

A commento di questi risultati, Sébastien Guigues, CEO di Renault Italia, ha dichiarato: “I risultati del primo trimestre 2026 confermano la forza di Renault in Italia, con una crescita superiore al mercato e il raggiungimento del 4° posto tra i costruttori. L’aumento dei volumi, la solidità della Rete e le ottime performance nell’elettrificazione, in particolare nel canale a privati, dimostrano la fiducia dei clienti nella nostra gamma. Il successo di Clio e Captur e l’ottimo avvio di Twingo E-Tech Electric confermano che la nostra strategia è in linea con le esigenze del mercato”.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 06:00:34 +0000
News n. 22
Concessionari senza rimborsi, incentivi nel caos

Il meccanismo degli incentivi auto dello scorso anno prevedeva un sistema di rimborsi per i concessionari che, di fatto, hanno anticipato l’erogazione del bonus al cliente garantendo uno sconto al momento dell’acquisto.

Il sistema è pensato per agevolare l’accesso agli incentivi per gli automobilisti, che non devono perdere tempo con la burocrazia per la gestione della propria pratica. Questo meccanismo richiede che tutto funzioni nel modo giusto e che le tempistiche dei rimborsi vengano rispettate in modo preciso.

Come sottolineato da UNRAE e Federauto, però, i rimborsi dell’ecobonus stanno registrando dei ritardi, creando non pochi problemi ai concessionari, che si trovano a dover fare i conti con uno scoperto di milioni di euro.

Per i rivenditori, quindi, c’è il rischio di ritrovarsi con problemi di liquidità in attesa che lo Stato eroghi i rimborsi dovuti, come previsto dal regolamento per l’accesso agli incentivi auto. La situazione rappresenta un problema non di poco conto, anche perché può tradursi in un ritardo nelle consegne delle auto.

Serve un intervento deciso

Con un comunicato stampa, il presidente di Federauto, Massimo Artusi, ha evidenziato la necessità di un intervento da parte del ministero per arrivare a una soluzione in merito alle criticità emerse nel minor tempo possibile:

“Federauto ha più volte sollecitato il Ministero dell’Ambiente, prima paventando il crearsi di tale situazione, poi per sollecitare un intervento urgente dello stesso ministro Gilberto Pichetto Fratin, affinché la presenza di una singola pratica non conforme non blocchi la prosecuzione dell’iter relativo a tutte le altre istanze a danno dei concessionari e con grande disagio per i clienti”

Secondo Federauto, il meccanismo di erogazione dei rimborsi “continua a incepparsi” e, quindi, le tempistiche per il completamento delle pratiche, con l’arrivo del rimborso per il concessionario e la consegna dell’auto al cliente, continuano ad allungarsi.

Al momento, non è chiaro quali siano le cause del problema, considerando che i fondi per l’accesso all’ecobonus erano già stati stanziati da tempo. Potrebbe trattarsi di un problema puramente amministrativo. Un intervento mirato sulla questione dovrebbe essere in grado di risolverlo.

Sulla questione si registra anche l’intervento del Presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, che ha lanciato un appello:

“È necessario intervenire con urgenza sul tema degli incentivi: la rete dei concessionari li ha anticipati di tasca propria, esponendosi per milioni di euro e sostenendo rilevanti oneri finanziari. Il ritardo nei rimborsi sta mettendo sotto pressione centinaia di imprese. È quindi fondamentale garantire tempi certi e rapidi di erogazione, dando priorità alle pratiche correttamente gestite, per tutelare la stabilità della filiera e rafforzare la credibilità delle misure pubbliche”

Cosa succede adesso

La questione dei rimborsi per i concessionari resta di primo piano. Al momento, dal ministero non sono arrivate risposte e, quindi, non è chiaro se il problema è noto e se le cause possono essere risolte in breve tempo.

Bisogna aggiungere, inoltre, che Federauto e UNRAE non hanno fornito dati dettagliati relativi ai ritardi e, di conseguenza, non possiamo sapere quanto il problema sia diffuso e quanti concessionari devono fare i conti con i ritardi nell’erogazione dei fondi.

Ulteriori aggiornamenti in merito potrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane, anche considerando la scelta di Federauto e UNRAE di sollevare la questione in modo coordinato in occasione della pubblicazione dei risultati del mercato delle quattro ruote del primo trimestre. Ne saperemo di più a breve.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 05:30:28 +0000
News n. 23
Lancia Ypsilon in offerta ad aprile 2026: ecco le promo per l’ibrida e per l’elettrica

La Lancia Ypsilon punta a ritagliarsi uno spazio da protagonista del mercato italiano. Per raggiungere quest’obiettivo, Lancia ha predisposto una nuova promozione che sarà accessibile ai clienti interessati al modello per tutto il mese di aprile.

Quest’iniziativa è valida sia per la versione ibrida del modello che per la versione elettrica, con la possibilità per i clienti di scegliere la variante preferita. Entrambi i modelli hanno diversi punti di forza o possono rappresentare la soluzione giusta per chi cerca una vettura di questo tipo.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito all’offerta di aprile dedicata alla Lancia Ypsilon.

Due modelli tra cui scegliere

Per soddisfare le esigenze differenti della clientela, la Lancia Ypsilon è disponibile in due configurazioni. La versione ibrida può contare sul motore 1.2 Mild Hybrid da 110 CV, con un consumo di 4,6 litri di benzina per ogni 100 chilometri percorsi.

Per chi preferisce la mobilità a zero emissioni, invece, è disponibile la variante elettrica, dotata di un motore da 156 CV di potenza e in grado di garantire un’autonomia di 425 chilometri. Con appena 10 minuti di ricarica rapida, inoltre, è possibile ottenere circa 100 chilometri di autonomia.

Ricordiamo che, come confermano i dati di vendita, la Lancia Ypsilon ha chiuso un buon primo trimestre del 2026 in Italia. Per la vettura, infatti, si registrano 3.200 unità immatricolate, con una crescita di quasi 300 unità rispetto allo scorso anno. Di queste, 204 unità, stando ai dati riportati da UNRAE, riguardano la versione elettrica. Grazie alla Ypsilon, Lancia sta dando un buon contributo alla crescita di Stellantis, sia in Italia che nel resto d’Europa.

L’offerta

Per acquistare la Lancia Ypsilon nel corso del mese di aprile è possibile sfruttare due diverse promozioni. Partiamo dall’offerta riservata alla versione ibrida. Questo modello è ora disponibile con la possibilità di accedere al finanziamento Stellantis Financial Services Italia con TAEG pari a 3,5%.

Su una selezione di vetture in pronta consegna, l’offerta garantisce la possibilità di acquisto con un anticipo di 7.882 euro oltre a 48 rate mensili da 269 euro. L’offerta prevede un doppio vantaggio con zero interessi e con zero maxirata finale.

Per quanto riguarda la versione elettrica, sempre su una selezione di vetture in pronta consegna, la promozione prevede l’acquisto a partire da 21.950 euro. Il cliente può scegliere il finanziamento con anticipo di 6.501 euro e con 35 rate da 149 euro. In questo caso è prevista una rata residua di 13.462 euro. Il TAEG è pari a 7,82%.

Come sempre, per tutti i dettagli sull’offerta commerciale vi rimandiamo al sito ufficiale di Lancia. In alternativa, potete recarvi direttamente in concessionaria per verificare le condizioni dell’offerta e la disponibilità di modelli in pronta consegna su cui poter applicare le condizioni agevolate descritte in precedenza.

Ricordiamo, in ogni caso, che le promozioni descritte sono valide solo per un lotto limitato di vetture disponibili in pronta consegna (quindi senza la possibilità di configurare il modello) e sono accessibili fino al prossimo 30 aprile 2026. I clienti interessati hanno poco tempo per sfruttare le condizioni proposte e accedere agli sconti.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 05:30:25 +0000
News n. 24
Multa ingiusta? Come presentare ricorso online e cosa sapere

Il sistema italiano prevede più strade per contestare una sanzione che si ritiene illegittima. Negli ultimi anni la possibilità di presentare un ricorso anche tramite procedure digitali ha cambiato in parte le regole del gioco.

La norma resta in ogni caso ferma su un punto: l’automobilista ha il diritto di difendere la propria posizione, ma deve rispettare termini, requisiti e condizioni per far valere le proprie ragioni davanti all’autorità competente.

Le opzioni disponibili sono il ricorso davanti al Giudice di Pace attraverso il modello telematico, il ricorso presso il Prefetto competente per territorio e il ricorso in autotutela rivolto all’ente accertatore.

La procedura di ricorso online

La possibilità di presentare un ricorso contro una multa attraverso strumenti digitali nasce dall’esigenza di semplificare un iter che era legato a uffici fisici, raccomandate o consegne a mano. Oggi il Ministero della Giustizia mette a disposizione una piattaforma online attraverso la quale chi riceve una multa può compilare e inviare un ricorso al Giudice di Pace senza recarsi in cancelleria.

La procedura inizia con l’accesso al portale dedicato ai ricorsi davanti al Giudice di Pace e comporta la selezione del territorio competente, che corrisponde al luogo in cui è stata commessa o accertata la violazione stradale.

L’automobilista che decide di utilizzare questa via deve inserire dati personali, informazioni sulla sanzione ricevuta e le motivazioni a sostegno del ricorso. Oltre agli elementi identificativi – come nome, indirizzo e numero di telefono – servono un indirizzo di domicilio effettivo e una casella di posta elettronica certificata.

La PEC consente infatti di ricevere dal Giudice di Pace tutte le comunicazioni relative alla causa. Di fatto si tratta di un’equiparazione a una raccomandata con ricevuta di ritorno e riduce i tempi di notifica rispetto alla posta ordinaria.

Una volta completata la compilazione del ricorso online, la fase successiva richiede la stampa del documento generato dal sistema e l’apposizione della firma autografa da parte del ricorrente. Questo documento firmato deve essere consegnato o spedito alla cancelleria del Giudice di Pace competente insieme alla copia del verbale di contestazione e a eventuali altri documenti utili a sostenere la propria tesi.

Tra questi possono figurare fotografie, dichiarazioni o qualsiasi altro elemento probatorio che giustifichi la richiesta di annullamento della sanzione.

Quando è possibile presentare un ricorso

Il sistema di termini per la presentazione dei ricorsi in materia di multe stradali in Italia non ammette deroghe. Nel caso del ricorso al Giudice di Pace, il termine ordinario è di 30 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale.

Significa che se l’infrazione viene contestata sul momento da un agente accertatore, il conteggio dei giorni decorre da quel momento. Se invece la multa viene notificata successivamente per posta o tramite altri strumenti, il termine inizia con la data di ricezione della notifica.

La scelta del ricorso al Giudice di Pace è alternativa a quella del ricorso al Prefetto che può essere proposto entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica, ma a condizione che non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui questo è consentito. La legge stabilisce che effettuare il pagamento ridotto, molte volte applicato con uno sconto se la multa viene versata entro un periodo iniziale, comporta la perdita del diritto di proporre ricorso sulla base dei motivi sostanziali.

Nel caso del ricorso al Prefetto, la procedura richiede che l’atto di impugnazione sia redatto in forma scritta e contenga l’indicazione del Prefetto, i dati anagrafici del ricorrente, gli estremi del verbale impugnato e le motivazioni su cui si fonda la contestazione. La presentazione può avvenire attraverso varie modalità: consegna diretta all’ufficio che ha elevato la multa o al Prefetto, invio tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, o ancora utilizzando la posta elettronica certificata. Anche in questo caso non è obbligatorio l’assistenza di un avvocato, ma bisogna comunque rispettare i termini e la forma per evitare che il ricorso venga dichiarato inammissibile.

Requisiti e contenuti del ricorso

Il ricorso presentato online contro una multa deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa in vigore per essere considerato valido dall’autorità giudiziaria. Il primo è la completezza dei dati anagrafici e di contatto del ricorrente, insieme all’identificazione del verbale impugnato. Significa che il ricorso deve riportare il numero del verbale, la data in cui è stato elevato o notificato, l’autorità che ha emesso la multa e la natura dell’infrazione contestata.

Accanto a questi elementi formali, la parte più importante del ricorso è costituita dalle motivazioni che spiegano perché la multa dovrebbe essere annullata o modificata. Non sono sufficienti le frasi generiche di insoddisfazione: la legge richiede che il ricorso si fondi su vizi formali del verbale o errori sostanziali nell’accertamento della violazione.

Tra i motivi più frequenti per cui un ricorso può essere ritenuto fondato ci sono errori nei dati personali, mancanza o insufficiente segnaletica stradale, violazioni procedurali nella redazione del verbale, e altre incongruenze che possono essere supportate da prove documentali.

Oltre a questi elementi, la procedura online permette anche di richiedere la sospensione provvisoria del pagamento e dell’esecuzione del provvedimento sanzionatorio fino alla decisione del giudice. Questa opzione può essere importante per chi teme che la multa, se non sospesa, possa generare conseguenze come l’iscrizione a ruolo o l’avvio di procedure esecutive.

Rischi e costi da considerare

Dal punto di vista pratico, la presentazione di un ricorso comporta la costruzione di una documentazione, la dedica di tempo alla raccolta di prove e il rispetto di tutte le fasi procedurali. Nel caso del ricorso al Giudice di Pace la presenza di costi aggiuntivi, come il contributo unificato e la marca da bollo, rende l’operazione meno vantaggiosa se la multa è di importo basso.

In altre parole il costo per proporre ricorso può superare quello della sanzione stessa, soprattutto quando le chance di vittoria non sono elevate.

Un altro elemento di rischio riguarda la scelta del tipo di ricorso. Nel caso del ricorso al Prefetto, la normativa prevede la possibilità che l’autorità amministrativa confermi l’accertamento della violazione e ingiunga il pagamento di una somma non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione. In buona sostanza, in caso di mancato accoglimento del ricorso contro la sanzione. l’automobilista può trovarsi a dover pagare una sanzione maggiore rispetto a quella originaria.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 04:00:10 +0000
News n. 25
Che auto guida Gianluigi Nuzzi, una fortezza di imperturbabilità

Niente sembra scalfire l’imperturbabilità di Gianluigi Nuzzi, e lo stesso vale a proposito della sua auto. Il conduttore di Quarto grado, in onda anche venerdì 3 aprile in prima serata su Rete 4, resiste alle sollecitazioni esterne, adottando lo stesso registro lucido e distaccato tenuto davanti alle telecamere, quando scompone i più intricati casi di cronaca.

Il prezzo dell’imperturbabilità

La coerenza tra uomo e macchina ha portato il volto noto di Mediaset a mettersi in viaggio sulla BMW X6, pretesto anche per un memorabile faccia a faccia tra il giornalista e Scherzi a parte.. Per definizione, il SUV coupé bavarese ignora i compromessi con fermezza estetica. Nata nel 2007 come capostipite di un segmento allora inesistente, la “sorella” della X5, larga due metri metri e lunga quasi cinque, sfoggia una linea del tetto spiovente, tipica delle sportive, a cui aggiunge una buona altezza da terra che infonde sicurezza. Nell’abitacolo il conducente chiude fuori il rumore del mondo, tra pelli premium, il doppio display curvo e una tecnologia di bordo avanzata, non è difficile capire perché abbia conquistato Nuzzi.

L’attuale generazione (la G06) è un concentrato di ingegneria tedesca. Dal punto di vista della percorrenza, i motori diesel 30d e 40d offrono un ottimo equilibrio tra coppia e consumi (relativi, data la massa di oltre 2,3 tonnellate), ma è nei propulsori a benzina che la X6 sprigiona la sua vera anima: dai 381 CV della 40i la quattro ruote tedesca sale fino ai 625 CV della versione M Competition, capace di bruciare lo 0-100 km/h in soli 3,7 secondi.

Indipendentemente dal modello selezionato, il produttore mette a disposizione la trazione integrale xDrive e la trasmissione automatica a otto rapporti per una fluidità di marcia impeccabile anche nelle situazioni più impervie. All’interno, il lusso fa sentire gli occupanti a loro agio, complice la rete di sensori di livello avanzato, che rende naturale la gestione del mezzo.

Mettere in garage una BMW X6 richiede un investimento importante. Il listino del nuovo parte da 95.800 euro, ma è facile superare la soglia dei 120.000 euro se ci si lascia tentare dalle motorizzazioni V8. Anche il mercato dell’usato mantiene quotazioni sostenute, a testimonianza di un appeal che non accenna a svanire nel tempo, rendendola un pezzo pregiato per gli appassionati di motori.

Quarto grado: la precisione di un ingranaggio tedesco

Dopo aver analizzato l’assetto sportivo e la grinta della BMW X6, l’attenzione torna sulla cronaca e sull’impegno professionale di Gianluigi Nuzzi. Venerdì 3 aprile, alle ore 21.25 su Rete 4, il giornalista torna al timone di Quarto grado insieme ad Alessandra Viero per una puntata ricca di aggiornamenti sui gialli che tengono l’Italia con il fiato sospeso.

Al centro del dibattito ci sarà il caso di Pierina Paganelli: verranno analizzati video esclusivi e messaggi audio che potrebbero mettere in discussione l’alibi di Louis Dassilva. Spazio anche al giallo di Garlasco, con le nuove indiscrezioni sulla perizia Cattaneo che suggerirebbero una dinamica diversa per la morte di Chiara Poggi, e agli sviluppi sulla tragica fine di Angelo Onorato. In studio, Carmelo Abbate e Massimo Picozzi guideranno il pool di esperti per smontare e rimontare gli elementi del caso. Sottoporranno le indagini a un controllo rigoroso, affinché l’intero impianto accusatorio giri con la precisione di un ingranaggio tedesco.

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 18:58:59 +0000


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