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News n. 1
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 sono stati annunciati diversi scioperi sul territorio italiano, con interessamento particolare nei settori del trasporto aereo, ferroviario, pubblico locale e merci. Le agitazioni coinvolgeranno sia il personale di compagnie nazionali che operatori regionali e locali, con possibili disagi per viaggiatori e pendolari. Di seguito il calendario dettagliato degli scioperi previsti a aprile 2026 con date, città, settori coinvolti e orari degli scioperi.

Sciopero 10 aprile 2026

In Italia, su tutto il territorio nazionale, il settore aereo sarà interessato da numerosi scioperi dalle 13.00 alle 17.00. Le categorie coinvolte riguardano:

– Personale soc. ENAV (indetto da UILT-UIL)

– Personale soc. TECHNO SKY (UILT-UIL)

– Personale soc. ENAV ACC Roma (RSA UGL-TA, RSA UILT-UIL, ASTRA)

– Personale soc. ENAV Aeroporto di Milano Malpensa e ACC di Milano (RSA FAST-CONFSAL-AV)

Inoltre, presso l’Aeroporto di Napoli, lo sciopero coinvolge personale ENAV (RSA UILT-UIL/UGL-TA/FAST-CONFSAL-AV).

Nel settore trasporto pubblico locale, in Veneto, Umbria e Campania, il personale della società Busitalia Sita Nord incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 20.01 alle 24.00 (indetto da USB Lavoro Privato/ADL Cobas).

Sciopero 11 aprile 2026

In Italia, su base nazionale, è previsto uno sciopero ferroviario della durata di 24 ore che coinvolge il personale soc. RFI Impianti Manutenzione Infrastrutture. Sindacati coinvolti: Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI, Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Napoli, il personale della soc. EAV osserverà uno sciopero di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 (OSR ORSA Autoferro TPL).

Nella città di Udine, coinvolto il personale soc. Arriva Udine con sciopero urbano (dalle 17.30 alle 21.29) ed extraurbano (dalle 17.15 alle 21.14) (ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente).

Nella città di Cosenza, sciopero di 4 ore, dalle 10.57 alle 14.57, per il personale soc. IAS Autolinee di Corigliano-Rossano (RSA FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

In Italia, per la categoria delle attività ferroviarie in appalto (personale Elior Ristorazione) si terrà uno sciopero di 4 ore a inizio turno montante (Cobas Lavoro Privato).

Sciopero 14-18 aprile 2026

In Sicilia è stato annunciato un fermo servizi autotrasporto c/terzi della durata di 120 ore: dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile, indetto dal Comitato Trasporto Siciliano per tutto il settore trasporto merci.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Messina (Sicilia), sciopero nel settore marittimo per il personale soc. BluJet Area Stretto di Messina: 8 ore dalle 09.01 alle 17.01. Sindacati: OSP FILT-CGIL/UILT-UIL.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze, sciopero di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00 nel settore trasporto pubblico locale. Personale coinvolto: soc. Gest di Firenze, sindacato OSP Cobas Lavoro Privato.

Sciopero 20 aprile 2026

Nella città di Vasto (Chieti), in Abruzzo, sciopero di 4 ore dalle 09.00 alle 13.00 del personale soc. Autoservizi Tessitore (OSP FAISA-CISAL).

In Italia, settore autotrasporto merci, indetto dal sindacato Trasportounito. Fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci per 144 ore dalle 00.00 del 20 aprile alle 24.00 del 25 aprile.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio), sciopero della durata di 24 ore per il personale della società Cialone Tour, indetto da USI CTS.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano, sciopero nel settore trasporto pubblico locale che interessa il personale del Gruppo ATM: 8 ore come segue: ATM e NET Trezzo dalle 8.45 alle 15.00, NET Monza dalle 14.50 a termine servizio 18.50, Funicolare Como Brunate dalle 8.30 alle 16.30 (CONFIAL-Trasporti).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero 10 aprile 2026
Sciopero 11 aprile 2026
Sciopero 13 aprile 2026
Sciopero 14-18 aprile 2026
Sciopero 17 aprile 2026
Sciopero 19 aprile 2026
Sciopero 20 aprile 2026
Sciopero 21 aprile 2026
Sciopero 24 aprile 2026

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 2
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.760 per la benzina, 2.085 per il diesel, 0.712 per il gpl, 1.578 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.069
Benzina SELF 1.755
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.487

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.782
GPL SERVITO 0.677
Metano SERVITO 1.556

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.120
Benzina SELF 1.784
GPL SERVITO 0.761
Metano SERVITO 1.722

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.095
Benzina SELF 1.779
GPL SERVITO 0.726
Metano SERVITO 1.628

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.069
Benzina SELF 1.762
GPL SERVITO 0.679
Metano SERVITO 1.523

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.083
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.538

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.103
Benzina SELF 1.759
GPL SERVITO 0.695
Metano SERVITO 1.550

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.066
Benzina SELF 1.747
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.680

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.088
Benzina SELF 1.762
GPL SERVITO 0.777
Metano SERVITO 1.567

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.090
Benzina SELF 1.753
GPL SERVITO 0.680
Metano SERVITO 1.546

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.067
Benzina SELF 1.747
GPL SERVITO 0.683
Metano SERVITO 1.498

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.770
GPL SERVITO 0.708
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.670
Metano SERVITO 1.540

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.085
Benzina SELF 1.769
GPL SERVITO 0.660
Metano SERVITO 1.636

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.088
Benzina SELF 1.755
GPL SERVITO 0.799

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.776
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.813

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.080
Benzina SELF 1.751
GPL SERVITO 0.705
Metano SERVITO 1.596

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.096
Benzina SELF 1.761
GPL SERVITO 0.702
Metano SERVITO 1.591

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.068
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.528

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.094
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.854

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.080
Benzina SELF 1.744
GPL SERVITO 0.702
Metano SERVITO 1.517

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 3
Lola T70S GT, l’auto da corsa d’epoca torna con prestazioni da urlo

Lola Cars ha annunciato l’arrivo delle nuove T70S e T70S GT. Si tratta di due modelli che rappresentano un’evoluzione dell’iconica Lola T70, una delle auto da corsa più celebri della storia. Il progetto che coinvolge questi due modelli combina un’elevata fedeltà storica a un processo produttivo all’avanguardia, caratterizzato anche dall’utilizzo di materiali sostenibili. Ecco tutti i dettagli.

La rinascita di un’icona

La Lola T70 è stata presentata nel 1965 e porta la firma del designer Eric Broadley. La vettura ha gareggiato in numerose competizioni, andando a sfidare modelli realizzati da Ferrari, Porsche, Ford e altre Case costruttrici protagoniste del mondo delle competizioni dell’epoca.

La sua vittoria più celebre è arrivata nel 1969 in occasione della 24 Ore di Daytona, con Mark Donohue e Chuck Parsons per il Team Penske. In quell’occasione, la Lola T70 riuscì a battere la Ford GT40 e la Porsche 908 ufficiali.

Partendo dai disegni originali di archivio, Lola Cars ha realizzato, quindi, la nuova T70S con l’obiettivo di conservare le caratteristiche del modello originale. La vettura è disponibile anche nella configurazione GT.

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Il modello è dotato di un telaio monoscocca in alluminio leggero abbinato a un motore V8 Chevrolet small block da 5,0 litri che eroga 537 CV, raggiunge una velocità massima di 327 km/h e accelera da 0 a 96 km/h in 2,5 secondi, con un rapporto peso/potenza di 616 CV per tonnellata.

La versione GT, invece, è ottimizzata per la guidabilità su strada e in pista. In questo caso, è disponibile un motore V8 Chevrolet small block da 6,2 litri in grado di spingersi fino a 506 CV. La vettura raggiunge una velocità massima di 320 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi.

Da segnalare anche il Lola Natural Composite System (LNCS), una soluzione in attesa di brevetto che combina fibre vegetali e di basalto con una resina rinnovabile, ricavata dagli scarti di lavorazione dello zucchero, per realizzare una carrozzeria completamente priva di derivati del petrolio. Il risultato è una vettura dall’impatto ambientale ridotto e con un’elevata resistenza alla trazione.

L’azienda sostiene che valutazioni indipendenti hanno indicato per la vettura una riduzione di circa il 54% delle emissioni di CO2 rispetto ai parametri di riferimento della produzione convenzionale. Per alcuni componenti, inoltre, si arriva fino all’80%.

Il progetto, considerando le sue configurazioni T70S e T70S GT, viene realizzato in serie limitata con appena 16 esemplari previsti per la produzione. Non ci sono per il momento informazioni per sul prezzo delle vetture.

Il commento dell’azienda

Mishern Chetty, CEO di Lola Cars, ha utilizzato queste parole per commentare il debutto del nuovo progetto.

“Il progetto T70S si inserisce nella più ampia strategia di Lola incentrata su tecnologie all’avanguardia per le prestazioni. Dal 2022, nell’ambito della nostra missione di promuovere l’innovazione attraverso il motorsport, abbiamo investito ingenti risorse nello sviluppo di materiali avanzati, sistemi di propulsione e innovazioni nella catena di fornitura, con l’obiettivo di ridurre l’impronta di carbonio dei veicoli ad alte prestazioni.â€

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 05:30:27 +0000
News n. 4
Stellantis sta crescendo in Europa: a guidare il rilancio sono Fiat e Opel

Il 2026 è iniziato nel modo giusto per Stellantis che sta registrando immatricolazioni in crescita in Europa, sulla spinta soprattutto di alcuni brand. Questi dati potrebbero essere i primi effetti positivi del piano di rilancio del Gruppo, anche se sarà necessario attendere i prossimi mesi per avere le idee più chiare. Andiamo ad analizzare l’andamento delle vendite di Stellantis in questo primo scorcio di 2026.

Il 2026 è iniziato bene

Stellantis ha chiuso i primi due mesi dell’anno in Europa (UE + Paesi Efta + Regno Unito) con un totale di 335 mila unità immatricolate e un incremento dell’8,2% su base annua, mentre il mercato cala dell’1%. A confermare il risultato sono gli ultimi dati pubblicati da ACEA.

I dati registrati dal Gruppo sono legati, principalmente, alle performance di alcuni brand. In particolare, si registra una sostanziale crescita per il marchio Fiat che ha venduto 63 mila unità nel corso del periodo considerato, con un incremento del 42,1% e una quota di mercato del 3,8% (1,2 punti in più rispetto allo scorso anno).

A garantire l’importante crescita del brand torinese sono le ultime novità arrivate sul mercato, come la Grande Panda che sta iniziando a ritagliarsi uno spazio da protagonista sul mercato, con l’obiettivo di diventare un riferimento assoluto del Gruppo Stellantis in futuro.

In crescita anche Opel, che ha registrato 52 mila unità immatricolate, con un miglioramento del 25,1% su base annua. Così come Citroën che, con 60 mila immatricolazioni, ha registraro un incremento dell’8,3% rispetto allo scorso anno.

Continua, anche se con volumi inferiori, il buon momento di Lancia: 2.558 esemplari venduti, con un buon +15,9% su base annua. Sono in leggero aumento (+0,8%) le vendite del marchio Jeep che continua a rafforzare la sua posizione sul mercato europeo, nel segmento dei SUV.

Risultati negativi per Peugeot, in calo del 5,2% con un totale di 92 mila unità immatricolate; Alfa Romeo, con poco meno di 8 mila esemplari e un calo del 16,3%, e DS, che si ferma leggermente al di sotto delle 4 mila unità, con un calo del 21,5%.

I dati relativi al primo trimestre del 2026, che saranno disponibili nel corso delle prossime settimane, ci garantiranno uno sguardo più approfondito sul mercato europeo e, soprattutto, permetteranno di capire se la crescita di Stellantis e dei suoi brand continuerà. Di certo, il 2026 è iniziato nel migliore dei modi.

In positivo anche in Italia

Per l’Italia, invece, sono già disponibili i dati di tutto il primo trimestre 2026, appena pubblicati da UNRAE. Anche in questo caso, Stellantis va bene, con un incremento del 15,57% delle immatricolazioni (mentre il mercato cresce del 9,2%).

Tra i brand che crescono più in Italia troviamo ancora una volta Fiat, che ha chiuso il trimestre con un incremento percentuale vicino al +30% su base annua. Bene anche Lancia, che cresce oltre il 9%. Da segnalare il successo di Leapmotor, che ha già raggiunto una quota di mercato del 2,4% in Italia.

Ricordiamo che Fiat sta dominando la classifica delle auto più vendute in Italia posizionando due modelli – Panda e Grande Panda – tra le prime posizioni, confermandosi un riferimento assoluto del mercato del nostro Paese.

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 05:30:16 +0000
News n. 5
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 3 aprile 2026 il traffico autostradale in Italia mostra situazioni di particolare attenzione sulla A14 Bologna-Taranto, con una coda di 1 km tra San Benedetto del Tronto e Val Vibrata a causa di lavori, e rallentamenti sulla A1 Milano-Napoli per un veicolo in avaria tra Sasso Marconi e il Bivio A1-Variante. Questi eventi rappresentano solo alcuni degli episodi che influenzano la circolazione sulle principali arterie autostradali.

A1 MILANO-NAPOLI



05:57 – MILANO-NAPOLI
Traffico rallentato per veicolo in avaria tra Sasso Marconi e Bivio A1-Variante.
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 213.8 al chilometro 210.1 per una lunghezza di 3.7 km.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



05:44 – LAINATE-COMO CHIASSO
Coda in entrata alla barriera di Como Grandate per traffico intenso.
Direzione Lainate
La zona interessata inizia dal chilometro 33.0.

A14 BOLOGNA-TARANTO



06:04 – BOLOGNA-TARANTO
Coda di 1 km tra San Benedetto del Tronto e Val Vibrata a causa di lavori in corso.
Direzione Taranto
La coda si estende dal chilometro 317.4 al chilometro 312.0 per una lunghezza complessiva di 5.4 km.



06:02 – BOLOGNA-TARANTO
Pioggia su tutta la tratta tra Termoli e Foggia, in entrambe le direzioni.
La zona interessata va dal chilometro 554.1 al chilometro 505.0 per una lunghezza di 49.1 km.



05:07 – BOLOGNA-TARANTO
Il camper service dell’area di servizio San Trifone ovest è chiuso.
Direzione Taranto
Posizione al chilometro 517.514.

A16 NAPOLI-CANOSA



05:47 – NAPOLI-CANOSA
L’area di servizio Mirabella sud è chiusa fino alle 08:00 per lavori.
Direzione Canosa
Zona interessata al chilometro 77.3.



05:38 – NAPOLI-CANOSA
Vento forte tra Vallata e Lacedonia.
Direzione in entrambe le direzioni
La zona interessata va dal chilometro 111.0 al chilometro 104.2 per una lunghezza di 6.8 km.

TRAFORO DEL MONTE BIANCO



05:46 – TRAFORO DEL MONTE BIANCO
Coda in corrispondenza di Piazzale Francese verso Courmayeur. Attesa prevista di 15 minuti.
Direzione Courmayeur

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 04:08:00 +0000
News n. 6
Che auto guida Claudio Baglioni, icone nate per emozionare

Come nelle migliori storie d’amore, anche quella tra Claudio Baglioni e le auto è stata piena di alti e bassi. Ospite giovedì 2 aprile a Stanno tutti invitati, il nuovo show di Pio e Amedeo in onda su Canale 5, l’artista non manca di mostrare il suo lato umano e autoironico. Eppure, se scaviamo indietro nel tempo, non sempre la tranquillità lo ha pervaso.

Tra le note della strada e i brividi di una notte di pioggia

Se pensiamo alle macchine di Claudio Baglioni, la mente va subito alla “Camilla”, ovvero alla Citroën 2CV, tanto semplice nelle idee quanto carismatica da trasformarsi in un personaggio della musica. Simbolo di viaggi lenti e dei sogni di un’intera generazione, nessuno l’ha probabilmente mai raccontata meglio di lui. Ma la leggerezza lasciò quasi il posto alla tragedia il 3 novembre 1990.

Roma era sotto un nubifragio e, mentre l’asfalto di via della Camilluccia diventato difficile da percorrere, Baglioni perse il controllo della sua Porsche 911, finendo dritto contro un muro. Fu uno schianto pesantissimo: riportò ferite ovunque, soprattutto alla lingua, dove un taglio rischiò di costargli la carriera. La cosa assurda? Appena dodici giorni dopo l’artista era già in scena, ospite da Maurizio Costanzo, a metterci la faccia e rassicurare l’Italia intera.

La 911 sulla quale si trovava era la 964, il capitolo capace di traghettare la Casa tedesca verso la modernità tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Sebbene avesse dei punti in comune con la serie precedente, sotto la scocca cambiava in modo radicale: debuttavano l’ABS e il servosterzo, il che la rendevano più guidabile, ma non per questo meno impegnativa. Il boxer 6 cilindri da 3.6 litri raffreddato ad aria scatenava sull’asfalto 250 CV. Un mostro analogico da domare con rispetto, specialmente quando l’acqua sulla strada non lascia scampo. Nonostante il grande spavento, voci insistenti sostengono che Baglioni non abbia mai abbandonato il marchio, al punto da aver acquistato un’altra 911 successivamente.

All’epoca per portarsela a casa servivano tra i 55.000 e i 60.000 dollari, circa 120.000 euro attualizzati. La ricerca in Europa impone oggi di mettere in conto un range di spesa piuttosto vasto: si naviga tra i 65.000 e i 110.000 euro, ma l’asticella sale tranquillamente sopra i 130.000 in caso di esemplari dalla conservazione impeccabile.

Nel percorso automobilistico dell’artista compare anche una parentesi più “istituzionale”. Nel 2009 ha collaborato insieme a Mercedes-Benz per il lancio della Classe A STAR, una limited edition legata al tour Q.P.G.A. L’accordo portò la piccola della Stella ad accompagnare le tappe dei suoi concerti, con il brano In viaggio a fare da colonna sonora agli spot.

L’ironia di un gigante che non smette di correre

Alla ChorusLife Arena di Bergamo, Baglioni è ospite a Stanno tutti invitati di Pio e Amedeo per la loro festa dei venticinque anni di carriera, a riprova di quanto sia ancora capace di scherzare su sé stesso, a suon di gag e ricordi. D’altronde, per un artista che ha cantato la libertà delle strade e i chilometri d’amore, ogni nuova avventura è solo un altro tratto di strada da percorrere con la giusta auto.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 19:00:54 +0000
News n. 7
Che auto guida Federica Pellegrini, grinta sportiva e protezione per la Divina

Spazio, sicurezza e un design accattivante: l’auto di Federica Pellegrini fa al caso di una donna attenta alla famiglia. La scelta della nuotatrice azzurra, mamma per la seconda volta, è ricaduta sulla Volvo XC60 R-Design, un SUV premium che avevamo già intravisto nei suoi post e che rispecchia la sua predilezione per la qualità senza ostentazione.

Stile lontano dall’eccesso

La più grande nuotatrice italiana di tutti i tempi è apparsa qualche anno fa sui social accanto a una splendida Volvo XC60 R-Design, dalla quale non si sarebbe poi mai separata, come da lei stessa confermato in alcune interviste. Anziché sfrecciare al volante di una supercar vistosa o eccessiva, ha optato per un SUV medio solido e confortevole, dall’eleganza mai ostentata, in pieno stile scandinavo. E a conti fatti sembra la scelta più razionale per una campionessa abituata a macinare chilometri (e vasche) puntando dritto all’eccellenza.

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Pur senza tradire la sua anima da grande stradista, la Volvo XC60 in allestimento R-Design rappresenta la variante più grintosa del celebre SUV svedese. Lanciata nella sua seconda generazione e diventata un punto di riferimento nel segmento dominato da rivali storiche come Audi Q5 e BMW X3, misura circa 470 cm di lunghezza. Le dimensioni importanti si traducono in uno spazio generoso all’interno e in un bagagliaio da oltre 500 litri, ma non sacrificano la maneggevolezza tra le vie urbane.

Rispetto alle varianti classiche, il trattamento estetico regala alla carrozzeria un’iniezione di carattere. Gli esterni appaiono scolpiti grazie a paraurti sportivi dedicati e a una griglia anteriore in nero lucido, che accentua lo sguardo. Sulle fiancate spiccano i cerchi in lega fino a 21 pollici, mentre dietro i doppi scarichi integrati suggeriscono potenza.

La cura per il dettaglio prosegue all’interno, dove l’atmosfera premium si fonde con un’impostazione orientata al guidatore. I sedili avvolgenti, realizzati in un mix di pelle e Alcantara, sono considerati tra i più comodi della categoria e offrono un sostegno ideale anche nei lunghi viaggi. Il volante traforato e le finiture in alluminio o carbon look completano un ambiente raffinato, arricchito da una tecnologia di bordo intuitiva e dai celebri sistemi di sicurezza Volvo, come il Pilot Assist e la frenata automatica con riconoscimento dei pedoni. Dando uno sguardo sotto il cofano della XC60, i motori 2.0 turbo a quattro cilindri con le varianti plug-in hybrid T6 e T8 promettono scatti e riprese davvero rapidi.

Tanto spazio a bordo per la piccola Rachele

Tutta questa sicurezza e abitabilità saranno ora più utili che mai, visto che la famiglia si è ufficialmente allargata. Nella notte tra l’1 e il 2 aprile 2026, sotto una suggestiva “Luna Rosa”, è nata infatti Rachele, la seconda figlia di Federica Pellegrini e del marito Matteo Giunta. Ad annunciare il lieto evento è stata la stessa campionessa trentasettenne, attraverso un dolcissimo scatto condiviso su Instagram direttamente dal letto d’ospedale, dove stringe a sé la neonata affiancata da un raggiante papà Matteo.

La piccola Rachele arriva a poco più di due anni di distanza dalla primogenita Matilde. Ed è stata proprio quest’ultima, come svelato dalla Divina qualche tempo fa nel salotto di Verissimo, a scegliere il nome della sorellina, ispirandosi alla protagonista di uno dei suoi libri di racconti preferiti. Con l’arrivo della nuova principessa, Matteo Giunta si è scherzosamente detto preoccupato ma felicissimo di essere ormai in netta minoranza in casa. Dopo aver protetto la propria storia d’amore ai tempi dell’attività agonistica per non destabilizzare la squadra, la coppia si gode una meravigliosa vita familiare.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 14:01:20 +0000
News n. 8
Le auto più vendute in Italia: la classifica del primo trimestre del 2026

Il mercato delle quattro ruote in Italia ha chiuso il primo trimestre del 2026 in positivo (+9,3%), nonostante un leggero rallentamento della crescita a marzo (+7,6%). Diversi modelli hanno garantito un contributo importante per raggiungere questo risultato. Ecco, quindi, quali sono le 10 auto più vendute in Italia in base ai dati forniti da UNRAE.

Le più vendute a marzo 2026

Partiamo con la Top 10 delle auto più vendute del mese di marzo 2026. In decima posizione troviamo la Toyota Aygo X, che ha totalizzato 3.537 unità vendute nel corso del terzo mese dell’anno, confermandosi un progetto di grande successo (è la più venduta di Toyota nel mese).

Nona piazza, invece, per la Dacia Duster, con 3.600 esemplari distribuiti, mentre in ottava troviamo la Renault Clio, in grado di raggiungere quota 3.653 unità vendute nel corso del mese. In settima posizione c’è la Nissan Qashqai (3.686) mentre in sesta la Citroën C3 (4.152).

A completare la classifica troviamo Fiat Grande Panda (4.387), Dacia Sandero (4.393) e la sorpresa Leapmotor T03 che, con 5.002 unità vendute, si conferma uno dei modelli di maggior successo del 2026 per il mercato italiano. La vettura ha conquistato anche il titolo di elettrica più venduta in Italia.

Seconda piazza per la Jeep Avenger, che continua a dominare la classifica dei SUV con 5.259 esemplari commercializzati nel mese. In prima posizione, infine, c’è la Fiat Panda, protagonista di un altro mese oltre il muro delle 10.000 unità vendute, con un totale di 11.123 esemplari immatricolati. Questo risultato arriva nonostante la Panda abbia perso lo scettro di auto più economica da mantenere.

Le più vendute del primo trimestre del 2026

La classifica del trimestre è, senza dubbio, maggiormente interessante in quanto ci offre la possibilità di analizzare un periodo più esteso. In questo caso, la Top 10 comprende la Dacia Duster (8.572 unità), la Dacia Sandero (9.353), la Toyota Yaris Cross (9.371), la Renault Clio (9.399) e la Toyota Aygo X (9.689).

In quinta posizione, invece, c’è la Leapmotor T03 che ha totalizzato 10.749 esemplari immatricolati nel corso del primo trimestre, ritagliandosi uno spazio da protagonista assoluta del mercato. Quarta piazza per la Citroën C3, che si ferma a 10.801 unità vendute.

Sul podio c’è la Fiat Grande Panda, una delle realtà più solide del mercato che sta dando un contributo importante alla crescita di Fiat sul mercato. Il crossover ha raggiunto quota 13.186 esemplari immatricolati sul mercato italiano nel corso dei primi tre mesi dell’anno.

Seconda posizione per Jeep Avenger, modello che continua a essere la scelta preferita dagli automobilisti italiani alla ricerca di un SUV di dimensioni compatte. Il modello in questione ha raggiunto 16.403 esemplari venduti nel corso del periodo considerato. Il dato della Avenger è molto interessante anche perché il SUV ha migliorato notevolmente i suoi risultati, con oltre 2 mila unità vendute in più rispetto al 2025.

Continua a fare una corsa a parte la Fiat Panda, che si conferma l’auto più venduta in Italia anche al termine del primo trimestre dell’anno in corso. Per la segmento A prodotta a Pomigliano d’Arco ci sono 37.029 unità vendute tra gennaio e marzo (circa 700 unità in meno rispetto allo scorso anno). Quasi sicuramente la vettura conquisterà il titolo di più venduta anche a fine anno.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 13:30:45 +0000
News n. 9
Fiat 600, la gamma si aggiorna con la versione Turbo da 100 CV: ecco i prezzi

Fiat sfrutta l’inizio del mese di aprile per aggiornare la gamma della sua Fiat 600, con l’introduzione di una nuova variante. Debutta ufficialmente, infatti, la Fiat 600 Turbo con motore benzina da 100 CV, abbinato al cambio manuale a 6 marce. Si tratta di una variante che ricoprirà un ruolo di primo piano per il futuro del modello sul mercato italiano, con la possibilità concreta di generare volumi di vendita significativi, anche grazie a un prezzo di lancio sicuramente interessante.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli relativi alla nuova versione della 600 appena annunciata dalla Casa italiana e all’offerta lancio che porta il prezzo a 18.950 euro, riservata ai clienti che sceglieranno di effettuare l’acquisto nel corso del mese di aprile 2026 a determinate condizioni.

Una versione molto interessante

La nuova Fiat 600 Benzina con motore Turbo da 100 CV e cambio manuale a 6 marce rappresenta oggi un’opzione di grande interesse per il crossover della Casa italiana. Il motore in questione è un tre cilindri da 1.299 cm3 che può garantire una potenza massima di 101 CV, disponibili a 5.500 giri al minuto, e una coppia massima di 205 Nm da 1.750 giri al minuto.

Il motore può contare su un turbocompressore a geometria variabile che ottimizza la risposta del motore a bassi regimi e, secondo la Casa, è in grado di facilitare la guida urbana e i sorpassi, migliorando anche il piacere di guida in tutte le condizioni. Da segnalare anche un  sistema di iniezione diretta ad alta pressione (350 bar) e un funzionamento basato sul ciclo Miller con alto rapporto di compressione.

La nuova versione della 600 arriva sul mercato con la possibilità di essere abbinata a tutti gli allestimenti in gamma. Per i clienti, quindi, c’è la possibilità di scegliere tra le versioni Pop, Icon, Business, La Prima e Sport. In questo modo, al momento dell’acquisto, si può trovare il giusto equilibrio tra costi e dotazione.

La 600, modello che raccoglie l’eredità di un simbolo della storia di Fiat, è disponibile anche con il motore 1.2 Hybrid in grado di erogare una potenza massima di 110 CV oppure di 145 CV, in base alla versione scelta. Questa motorizzazione è abbinata al cambio automatico. In listino c’è anche la versione elettrica, la 600e, con motore da 156 CV e con un’autonomia nel ciclo WLTP pari a 406 chilometri.

La promo lancio

Il lancio della Fiat 600 con il nuovo motore turbo benzina è supportato da un’offerta commerciale dedicata. La vettura, per tutto il mese di aprile, sarà disponibile con prezzi a partire da 18.950 euro, grazie a uno sconto di 3.400 euro in caso di rottamazione di un veicolo fino a Euro 4 e 1.500 euro scegliendo come formula di pagamento il finanziamento Stellantis Financial Services Italia. Questa nuova variante, quindi, va ad ampliare il listino della 600 espandendolo verso il basso e rendendo il crossover ancora più accessibile.

Per passare alla versione Hybrid, ad esempio, servono più di 5 mila euro, considerando le promozioni disponibili nel corso del mese di aprile. Per maggiori dettagli è possibile fare riferimento a una delle concessionarie del brand che ha confermato anche l’avvio delle consegne a partire dal prossimo mese di giugno.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 13:00:50 +0000
News n. 10
Suzuki celebra Street Fighter e il mondo dei videogiochi con Hayabusa Tuned by Juri

Suzuki ha presentato una versione speciale della leggendaria Hayabusa ispirata al videogioco Street Fighter 6, denominata Hayabusa Tuned by Juri. Questa partnership nasce come progetto celebrativo legato alla partecipazione del marchio giapponese ai tornei internazionali di eSport: non è un caso se la moto è stata esposta durante la Capcom Cup 12 e lo Street Fighter League World Championship 2025, svoltesi a Tokyo dall’11 al 15 marzo 2026. L’iniziativa rappresenta, inoltre, un punto di contatto tra il mondo delle due ruote e quello del gaming competitivo, diventato sempre più rilevante a livello globale negli ultimi anni.

L’ispirazione videoludica per la variante

La realizzazione della Hayabusa Tuned by Juri prende spunto da Juri Han, uno dei personaggi più riconoscibili della serie Street Fighter, introdotto con Super Street Fighter IV, pubblicato nel 2010, e presente anche negli episodi più recenti del franchise. Si tratta di una combattente sudcoreana che utilizza il taekwondo, caratterizzata da uno stile aggressivo e da una forte identità visiva. La scelta di questo personaggio non è casuale, anche per il suo legame dichiarato con il mondo delle motociclette.

Il progetto richiama una variante alternativa del personaggio, con un’impostazione estetica che riflette elementi tipici del videogioco e del suo immaginario. La livrea adotta la combinazione cromatica definita “2P colorâ€, utilizzata nei giochi di combattimento quando due giocatori selezionano lo stesso personaggio. I colori bianco, nero e giallo sono distribuiti sulla carrozzeria con un’impostazione dinamica, pensata per richiamare l’identità visiva di Juri Han e trasmettere un senso di competizione coerente con il contesto eSport.

Una partnership già attiva dal 2025

Non è la prima volta che Suzuki e Capcom intrecciano i loro mondi: le due aziende hanno già collaborato in passato per eventi promozionali e versioni speciali di moto ispirate ai celebri titoli della saga Street Fighter. Nel 2025, ad esempio, era stata presentata la GSX-8R Tuned by Juri, un’edizione unica pensata per unire il design motociclistico con l’immaginario iconico dei videogiochi.

L’esemplare si distingueva per dettagli esclusivi: il motivo a ragno e il simbolo Feng Shui Engine richiamavano elementi di Juri Han, mentre il logo, disegnato a mano in stile street custom, enfatizzava l’anima dinamica e ribelle del modello. La moto non era in vendita, ma è stata esposta durante i mondiali Capcom Cup 11, che si sono tenuti dal 5 al 9 marzo 2025 al Ryogoku Kokugikan, tempio del sumo in Giappone, prima di raggiungere le fiere motociclistiche di Osaka, Tokyo e Nagoya.

Street Fighter: la saga che ha plasmato i picchiaduro

Dalle origini nel 1987 fino all’attesissimo Street Fighter 6, la saga di Capcom ha segnato indelebilmente la storia dei videogiochi. Il primo titolo, pur limitato e tecnicamente grezzo, gettò le basi del genere picchiaduro a incontri, introducendo il “six button layout†e dando vita a rivalità leggendarie come quella tra Ryu e Sagat. Il vero boom arrivò con Street Fighter II (1991), che trasformò la serie in un fenomeno globale: cabine arcade, action figure, cartoni animati e merchandise conquistarono milioni di fan, consolidando il brand come icona della pop culture.

Con gli anni, Capcom sperimentò con la serie Alpha, Street Fighter III e i crossover Marvel vs Capcom, ampliando il roster, le meccaniche di gioco e la lore dei personaggi. Nonostante alti e bassi, soprattutto con Street Fighter V, la saga ha mantenuto una comunità competitiva solida e appassionata, influenzando l’evoluzione degli eSport e dei fighting game moderni. Oggi titolo non è solo un videogioco: è un simbolo culturale, capace di unire giocatori di tutto il mondo attorno a tornei, cosplay, eventi e collaborazioni cross-mediali, e resta amatissimo dai fan, con oltre 56 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 10:58:32 +0000
News n. 11
MotoGP, è allarme per Marc Marquez: ora la Ducati rischia grosso

L’Aprilia viaggia spedita nella sua cavalcata mondiale con Bezzecchi, sempre più leader, e Martin, finalmente tornato al top della forma dopo un 2025 da incubo. Lo scorso campionato per Marc Marquez è stato quello della riconsacrazione ai massimi livelli, soprattutto grazie a una Ducati inavvicinabile dalla concorrenza.

In ogni tappa della scorsa annata almeno una Desmosedici era salita su uno dei tre gradini del podio. Nel 2026 si è interrotta la striscia di 88 GP consecutivi già nel primo appuntamento, dove Aprilia e KTM hanno strappato applausi. Se la Thailandia e il Brasile rappresentavano due incognite, l’assenza di Marc Marquez sul podio di Austin, nel GP degli Usa, ha rappresentato una sorpresa per i fan. Lo spagnolo aveva ottenuto in carriera 7 successi sul tracciato americano, ma non è riuscito a lottare nemmeno per la terza piazza.

Infiniti problemi fisici

Marc Marquez è tornato sotto i ferri lo scorso anno a causa del crash di Mandalika. L’entrata kamikaze di Bezzecchi gli ha causato un altro periodo di stop, andando a intaccare una delle viti inserite nell’omero destro. Sembrava tutto risolto nella zona scapolare in vista dell’inizio della stagione, ma già ai test di Buriram sono scattati i primi campanelli d’allarme. Il nativo di Cervera non ha trovato il feeling giusto sulla Desmosedici GP26 perché non riesce a guidare in modo fluido.

La posizione in sella alla Rossa del numero 93 non risulta naturale e il disagio è emerso in modo lampante sui saliscendi del tracciato texano. Marc ha commesso un errore nella Sprint Race, scivolando e mettendo fuori gioco anche Fabio Di Giannantonio per poi scontare un long lap penalty in gara che gli ha ulteriormente condizionato la performance. Alla fine si è dovuto accontentare della quinta posizione, alle spalle delle RS-GP26 di Bezzecchi e Martin, della KTM di Acosta, probabile futuro compagno di squadra, e della Ducati del pilota romano del team VR46. Senza il problema tecnico all’Aprilia di Ogura il campione avrebbe chiuso sesto.

L’ammissione che fa tremare la Ducati

In un’intervista rilasciata ai colleghi di DAZN Spagna, Marc Marquez ha ammesso le sue difficoltà in sella alla Ducati. Il campione in carica ha dichiarato:

“Devo trovare il mio nuovo 100%. Dopo un infortunio bisogna sempre trovare il nuovo limite e sento di dover migliorare io, più che la moto. Devo capire come migliorare nei primi giri, ma non mi sento a mio agio sulla moto. Mi sembra di essere in una posizione innaturale. Guidando sono veloce, ma non riesco a fare la differenza. I primi giri sono quelli in cui soffro di più fisicamente. Tutto diventa più aggressivo e serve una forza extra che non hoâ€.

Si tratta di un guaio serio per la Casa di Borgo Panigale che non riuscirà ad arginare i competitor senza un Marc Marquez al top della forma. Pecco Bagnaia è oramai un separato in casa e non vede l’ora di annunciare il passaggio in Aprilia. Alex Marquez, dotato nel team Gresini Racing di una Desmosedici ufficiale, sta facendo una enorme fatica a replicare i risultati positivi del 2025.

Fermin Aldeguer è reduce da un lungo stop e Franco Morbidelli appare l’ombra di sé stesso nel team VR46. Per tutti questi motivi in classifica il primo inseguitore delle Aprilia a guidare una Ducati è Fabio Di Giannantonio, -31 dalla vetta. Alle sue spalle c’è Marc Marquez, quinto in classifica, con 36 punti di distacco dal leader Marco Bezzecchi e ancora più indietro c’è Pecco Bagnaia, nono a -56.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 09:59:45 +0000
News n. 12
Entra con il camper nell’autolavaggio, distrugge tutto: immagini surreali

La Gendarmeria, una volta arrivata presso la stazione di servizio Amici di Falciano a San Marino, è rimasta allibita per i danni compiuti da un camper in un car wash. Le immagini sono state riprese anche da una telecamera di sicurezza che, durante la notte fra il 28 e il 29 marzo intorno alle 3, ha mostrato un autocaravan lanciarsi volutamente all’interno della struttura.

La donna al volante del camper con targa italiana è arrivata nel centro di un autolavaggio, senza comprendere le dimensioni del suo mezzo. Dopo essersi incastrata ha scelto di accelerare trascinando la struttura per poi innestare la retromarcia, demolendo del tutto l’impianto preposto al lavaggio di auto.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 08:54:41 +0000
News n. 13
Stop monopattini in sharing a Firenze: polemiche per il servizio bloccato

Dal primo aprile a Firenze è stata decisa l’interruzione del servizio di monopattini elettrici in sharing attivo in città. Il Codice della Strada è intervenuto nei mesi scorsi per modificare la disciplina, soprattutto a causa del numero crescente di incidenti e di disagi per i pedoni. Purtroppo una soluzione smart si è trasformata nell’ennesima sfida politica a causa di innumerevoli fattori, tra cui l’inciviltà di utenti che erano soliti abbandonare i mezzi sui marciapiedi.

A Firenze è entrata in vigore la delibera di Palazzo Vecchio, in merito al cambio della normativa a livello nazionale e alle criticità nella gestione. Per gli utilizzatori di monopattini elettrici sono scattati numerosi obblighi, tra cui l’adozione di un casco e del targhino. Per il Comune fiorentino la tipologia del servizio in sharing rende difficile il rispetto delle norme introdotte nel CdS, anche a fronte dei controlli della polizia municipale.

La reazione dei player

Bird, azienda internazionale della micromobilità che si era aggiudicata la possibilità del servizio dei monopattini in sharing nel capoluogo toscano, si è opposta alla decisione. La società ha presentato un ricorso, in attesa giudizio, e un’istanza cautelare per la sospensione immediata della delibera, poi rigettata dal Tar della Toscana. Il major della mobilità green ha assicurato che non lascerà Firenze. Giorgio Cappiello, capo delle relazioni istituzionali di Bird per l’Italia, ha dichiarato:

“In città c’è grande richiesta di una mobilità ecologica e smart, come dimostrano i dati sull’utilizzo dei monopattini. Per questo abbiamo deciso di restare con un servizio privato di noleggio, nel pieno rispetto delle normative europee e italiane in materia di sicurezza e sostenibilità. Abbiamo scelto di non interrompere il nostro legame con i fiorentini, individuando una soluzione alternativa che ci consente di continuare a offrire un servizio ai cittadini e ai visitatori: il nuovo servizio sarà completamente svincolato da convenzioni pubbliche e basato su un modello di noleggio privato, mantenendo elevati standard qualitativi”.

Possibili soluzioni alternative

Il Comune ha scelto di sospendere il servizio basato sullo schema dell’avviso pubblico, ma secondo il portavoce di Bird non può essere vietato ai cittadini di sfruttare un monopattino per i propri spostamenti in città. Per ora sarà potenziato il servizio di bike sharing a Firenze per offrire una alternativa a zero emissioni. Verranno messi a disposizione 5.000 mezzi, di cui 3.200 e-bike.

In base ai dati emessi dal Comune è emerso che nei primi mesi del 2026 si è registrato un aumento dei noleggi del 25%. In sostanza l’esigenza dei fiorentini c’è, ma la priorità è quella di garantire una elevata sicurezza stradale. Per ora Firenze è la prima città italiana a porre un freno ai monopattini in sharing, ma lo stop potrebbe allargarsi a macchia d’olio ad altre realtà italiane. La sindaca Sara Funaro ha sottolineato:

“Per la nostra amministrazione la sicurezza stradale è una priorità, questa la ragione di questa scelta. Le nuove norme del Codice della Strada, in particolare il casco obbligatorio, rendono questo servizio difficilmente gestibile e, nonostante i controlli e l’impegno della polizia municipale, l’esperienza di questi anni ha evidenziato criticità diffuse, comportamenti scorretti e l’impossibilità di garantire il rispetto delle regole in modo sistematico. Facciamo una scelta chiara e netta, perché per noi sicurezza e rispetto delle regole per noi vengono prima di tutto. Allo stesso tempo lavoriamo sul potenziamento dello sharing con più mezzi e tariffe accessibili, per offrire alternative sicure, ordinate ed efficienti ai fiorentini”.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 07:58:30 +0000
News n. 14
Crisi energetica, scatta l’allarme in Europa: i possibili rimedi

Come se non fossero bastati i danni economici della pandemia e della guerra in Ucraina, l’Ue deve oggi anche fare i conti con tutta una serie di problematiche connesse alle sfide energetiche e alle ripercussioni per le famiglie e aziende. Con meno proclami rispetto alla crisi del 2022, il Vecchio Continente sta scivolando in una condizione di rischio che desta preoccupazione.

Dall’inizio del conflitto a fuoco tra Usa e Iran, i prezzi del gas in Europa sono aumentati di circa il 70%, mentre del 60% per il petrolio. Tradotto: 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alle ingenti perdite dell’Unione per i combustibili fossili. Questa non sarà una guerra lampo, come prospettata dal presidente Trump, ma potrebbe essere lunga e la crisi potrebbe andare oltre la fine del conflitto perché le infrastrutture energetiche sono distrutte. Il concetto espresso nei giorni scorsi da Dan Jorgensen, il Commissario Ue all’Energia, ha mandato in tilt i mercati.

Urgono interventi

L’esecutivo europeo non può rimanere a guardare in attesa di miracolosi cambiamenti. Come è avvenuto con i carburanti, dove in Italia si è deciso il taglio delle accise, la stessa dinamica per l’energia dovrà essere affrontata a livello continentale, sperando di evitare misure nazionali che frammentino il mercato. Un primo importante passo avverrà alla presenza del collegio dei commissari che dovrà approvare la proposta di modifica della riserva di stabilità del mercato dell’Ets per limitare l’eccessiva volatilità dei prezzi del carbonio.

Non si esclude la possibilità di bloccare la cancellazione automatica delle quote di carbonio in eccesso nel sistema Ets che avviene alla fine di ogni anno. La strategia permetterebbe a Bruxelles di aumentare il numero di quote, in caso di rialzi di prezzi, da lasciare nella riserva di stabilità del mercato. L’obiettivo è anche quello di calmare le tensioni. La completa riforma degli Ets non avverrà prima di luglio.

Le reazioni delle parti in causa

Il commissario al Clima, Wokpe Hoekstra, presente nelle commissioni Ambiente e Politiche Ue della Camera, e anche nelle commissioni Politiche Ue, Ambiente e Industria del Senato, ha spiegato che il sistema va rivalutato, ma il funzionamento è positivo. I Paesi membri dell’Ue dovranno prepararsi per tempo a un’interruzione potenzialmente prolungata delle forniture energetiche. Non si esclude una riduzione dei limiti di velocità di 10 km/h sulle autostrade, incoraggiando il ricorso ai mezzi di trasporto pubblici. Ove possibile verrà incentivato l’utilizzo dello smart working per ridurre l’uso dei trasporti.

Occorre risparmiare sui consumi di gas e petrolio, come è emerso anche nel vademecum redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. Il commissario all’Energia Dan Jorgensen ha annunciato:

“Gli aiuti di Stato offrono già buone opportunità agli Stati per sostenere i più vulnerabili ma renderemo queste possibilità ancora più ampie. Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importatiâ€.

Il commissario danese, in una lettera ai 27, ha rappresentato un quadro nefasto in cui l’Europa potrebbe piombare nelle prossime settimane in caso di mancata reazione tempestiva. Occorrerà anche aumentare il consumo di biocarburanti, ma sotto questo aspetto l’Ue è ancora molto indietro e occorrerebbe anche focalizzarsi sulla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 07:12:00 +0000
News n. 15
Dacia Duster, lo Starkle e l’anima eco-smart del SUV di successo

Nel panorama automobilistico contemporaneo, dove l’innovazione spesso si traduce in complessi algoritmi digitali, esiste un marchio che ha deciso di innovare partendo dalla materia stessa. La Dacia Duster, che dal 2018 detiene il titolo di SUV più venduto a privati in Europa, ha intrapreso un percorso evolutivo che va ben oltre il semplice restyling estetico. Il segreto della sua nuova veste, più robusta e consapevole, risiede in una parola che è diventata il manifesto della filosofia del brand: Starkle.

Che cos’è lo Starkle e come protegge l’auto

Lo Starkle non è un semplice rivestimento, ma un materiale innovativo sviluppato direttamente dagli ingegneri Dacia per rispondere a una duplice sfida: aumentare la resistenza del veicolo e ridurne l’impronta ecologica. Visivamente, si presenta con una texture grezza e moderna che avvolge la vettura in una sorta di “cintura protettiva continua”. Questa protezione non riguarda solo piccoli dettagli, ma abbraccia l’intero perimetro inferiore del veicolo: dalle protezioni laterali ai passaruota, fino ai massicci paraurti anteriori e posteriori.

La sua composizione è il vero fulcro della rivoluzione: lo Starkle contiene il 20% di plastica riciclata. Tuttavia, la magia risiede anche nel processo produttivo. A differenza delle plastiche tradizionali utilizzate nel settore automotive, questo materiale è “tinto in massa”. Ciò significa che il colore non è applicato sopra la superficie tramite una verniciatura, ma è parte integrante della mescola stessa.

L’impatto sulla durabilità

Per chi ama la vita all’aria aperta e le attività outdoor, lo Starkle rappresenta una svolta narrativa nella gestione dell’auto. Essendo privo di vernice, il materiale è estremamente resistente a urti e graffi. Se un ramo o un sasso dovessero scalfire la superficie durante un’escursione, il segno risulterebbe quasi invisibile poiché il colore sotto il graffio è esattamente lo stesso di quello in superficie.

Questa caratteristica permette alla Duster di mantenere un aspetto solido e curato nel tempo, senza la necessità di costosi ritocchi estetici, rafforzando quell’immagine di concretezza e affidabilità che ha reso il modello un punto di riferimento per milioni di clienti.

Sostenibilità: la filosofia eco-smart di Dacia

L’adozione dello Starkle è il pilastro di un approccio produttivo definito “eco-smart”. L’impatto ambientale positivo è tangibile e si sviluppa su più fronti:

  • riduzione delle emissioni: eliminando la fase di verniciatura per le parti in Starkle, Dacia riduce drasticamente il consumo energetico complessivo delle fabbriche;
  • gestione delle acque: l’assenza di processi di verniciatura e di cromature tradizionali evita l’inquinamento delle acque reflue, un problema spesso critico nei siti industriali classici;
  • economia circolare: l’utilizzo massiccio di plastica riciclata all’interno del materiale stesso contribuisce a dare nuova vita a rifiuti plastici che altrimenti finirebbero in discarica.

Questa scelta di design sostenibile si estende anche alle finiture interne ed esterne, dove Dacia ha scelto di eliminare totalmente le cromature. Si tratta di una decisione coraggiosa che dimostra come sia possibile creare un design moderno, caratterizzato da linee tese e volumi netti, senza ricorrere a materiali dall’alto impatto ambientale.

La nuova Dacia Duster non è un semplice SUV, ma una vettura che racconta una storia di rispetto per l’ambiente e intelligenza funzionale. Attraverso lo Starkle, il brand romeno dimostra che la vera “essenzialità” nel 2026 significa offrire un prodotto robusto e accessibile che non chieda scusa al pianeta, ma che lo protegga, chilometro dopo chilometro.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:54 +0000
News n. 16
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana (benzina, gasolio, Gpl e metano) così come comunicati all’Osservatorio del Mimit, con l’indicazione della modalità di erogazione. Nel seguito trovi la tabella con i valori aggiornati e, a supporto, una guida alla struttura del prezzo alla pompa: dal costo industriale alle componenti fiscali, passando per le dinamiche delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, elementi che spiegano perché i listini possono variare anche nell’arco di pochi giorni.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 01-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.142
Benzina SELF 1.821
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.577

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la componente fiscale pesa per il 58% del prezzo finale, una quota nettamente superiore alla componente industriale (42%). La parte fiscale comprende accise e Iva: le prime sono imposte fisse per unità di prodotto, mentre la seconda è proporzionale e si applica anche sul costo industriale e sulle stesse accise, amplificando gli effetti delle variazioni. La componente industriale, pari al 42%, si suddivide in costo della materia prima e margine lordo. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, che a loro volta dipendono dall’andamento del petrolio e dal cambio euro/dollaro: un euro più debole rende più costose le importazioni, spingendo al rialzo i listini. Il margine lordo incide per il 12% e copre trasporto, stoccaggio, rete distributiva e remunerazione degli operatori. È su questa porzione che il gestore può intervenire maggiormente per adeguare il prezzo alla pompa rispetto alla concorrenza locale, alla domanda stagionale o a esigenze logistiche. In sintesi, anche a fronte di stabilità del greggio, oscillazioni fiscali o valutarie e strategie di pricing possono determinare differenze sensibili tra impianti e periodi.

Per il gasolio, la ripartizione è diversa: la componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il peso del costo della materia prima è pari al 45% del prezzo: come per la benzina, è influenzato dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dall’andamento del cambio euro/dollaro. Quando i mercati internazionali diventano più tesi, ad esempio per picchi di domanda nel riscaldamento o per tensioni geopolitiche che limitano l’offerta, il costo del gasolio raffinato può crescere rapidamente, trasferendosi sui listini. Il margine lordo vale il 10% del prezzo e comprende la copertura dei costi operativi, della logistica e della rete di distribuzione, oltre alla remunerazione dell’operatore. È la leva più immediata per modulare il prezzo al pubblico in base alla concorrenza nell’area, ai volumi trattati e alle promozioni. L’Iva, applicata su base imponibile che include anche le accise, può amplificare le variazioni, mentre le accise, essendo fisse, incidono proporzionalmente di più quando la materia prima scende e di meno quando sale. Questa combinazione spiega perché il gasolio mostri spesso dinamiche di prezzo differenti dalla benzina, pur condividendone i driver fondamentali.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Taglio accise benzina, in arrivo la proroga fino al 30 aprile

Il taglio delle accise sui carburanti potrebbe continuare ancora per qualche settimana. Dopo giorni di voci e attese, arriva una conferma importante: l’esecutivo starebbe preparando una proroga fino al 30 aprile. A dare un’indicazione chiara è stato il ministro per gli Affari europei e il PNRR, Tommaso Foti, che ha anticipato la volontà del governo di intervenire a breve. Una decisione che arriva in un momento delicato, con i prezzi alla pompa che continuano in modo ininterrotto a salire e una situazione internazionale ancora incerta sul fronte energetico.

Il nodo delle coperture finanziarie

Se la volontà politica sembra ormai definita, resta aperta la questione più complessa: trovare le risorse per finanziare la misura. Il Ministro Foti ha cercato di rassicurare, spiegando che il provvedimento è imminente: “Il taglio delle accise lo faremo in settimana, tra pochi giorniâ€.

Dietro le quinte, però, si gioca una partita più articolata. Il governo guidato da Giorgia Meloni è al lavoro insieme al Ministero dell’Economia, con Giancarlo Giorgetti in prima linea, per individuare le coperture necessarie. I numeri da mettere in campo non sono affatto banali: si parla di cifre tra i 500 e i 600 milioni di euro per mantenere lo sconto attuale, pari a circa 24,4 centesimi al litro (iva compresa). Una misura che, se confermata, continuerebbe ad alleggerire almeno in parte il peso dei carburanti su famiglie e imprese, che altrimenti sarebbe difficile da mantenere per i ceti più bassi e per chi l’auto la usa tutti i giorni.

Intanto i prezzi aumentano

Paradossalmente, mentre si discute di proroghe e interventi, i prezzi alla pompa continuano a muoversi verso l’alto. E questo nonostante un temporaneo calo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Negli ultimi due giorni, i numeri in autostrada parlano chiaro:

  • il diesel è passato da circa 2,118 euro/litro a 2,142 euro/litro;
  • la benzina è salita da 1,813 euro/litro a 1,821 euro/litro.

Un incremento piccolo ma costante, e soprattutto significativo se letto in maniera contestuale con il prezzo del barile in discesa. Una dimostrazione di come il costo finale in questo caso non venga influenzato solo dal greggio, ma anche da dinamiche di mercato e previsioni geopolitiche che rimangono incerte. 

Allo stesso tempo però gli automobilisti accusano le compagnie di cavalcare la paura dell’austerità come deterrente per gestire il prezzo e aumentare i margini, andando a intaccare un rapporto sempre più difficile.

Si va verso l’austerità?

A rendere ancora più complesso lo scenario è la situazione internazionale, in particolare quella legata allo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici per il traffico mondiale di petrolio. Qualsiasi tensione in quell’area ha effetti immediati sui mercati globali, e quindi anche sui prezzi alla pompa in Europa.

Non c’è da dimenticarsi poi che l’Italia deve fare i conti con i vincoli di bilancio. Il rispetto del famoso tetto del 3% del deficit resta un obiettivo centrale, e misure come il taglio delle accise rischiano di diventare difficili da sostenere nel lungo periodo. Il rischio, se la situazione dovesse protrarsi, è quello di dover scegliere tra il sostegno immediato ai consumatori e la stabilità dei conti pubblici. Una decisione tutt’altro che semplice, che potrebbe aprire la strada a politiche più restrittive nei prossimi mesi.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 05:30:44 +0000
News n. 18
Ritorna il Freelander, ma come nuovo brand elettrico

Land Rover riporta in vita un’icona, ma lo fa in modo diverso dal solito. Per molti il Freelander è stato il primo vero SUV compatto premium, capace di portare il marchio britannico fuori dai sentieri più duri e dentro la vita quotidiana. Oggi, però, quel nome torna con una veste completamente nuova.

Non più solo un modello, ma un vero e proprio brand autonomo, nato dalla collaborazione tra Jaguar Land Rover e il colosso cinese Chery. Una mossa che racconta molto di come sta cambiando l’industria automobilistica globale: meno confini geografici, più sinergie internazionali, e una spinta sempre più forte verso l’elettrificazione.

Il primo assaggio di questa nuova identità è rappresentato dalla Concept 97, un prototipo che anticipa le linee e la filosofia dei modelli che arriveranno nei prossimi anni.

Tra Cina e Inghilterra

Il progetto Freelander del futuro nasce da una collaborazione che, almeno sulla carta, sembra unire due mondi lontani. Da una parte l’esperienza storica di Jaguar Land Rover, dall’altra la potenza industriale e tecnologica di Chery. Nella pratica, però, il baricentro del progetto si sposta chiaramente verso Oriente. Sviluppo e produzione saranno infatti concentrati in Cina, dove il nuovo marchio potrà sfruttare piattaforme dedicate e una filiera già pronta per l’elettrificazione su larga scala.

Il piano è ambizioso: sei nuovi modelli nei prossimi cinque anni, tutti sviluppati su una base tecnica modulare pensata per accogliere diverse tipologie di alimentazione. Non solo elettrico puro, ma anche versioni plug-in hybrid e soluzioni con range extender, in grado di rispondere alle esigenze di mercati molto diversi tra loro.

Sul fronte tecnologico, la nuova Freelander guarda ancora più avanti. La collaborazione con Huawei per i sistemi di guida autonoma e con CATL per le batterie racconta chiaramente la direzione intrapresa: un’auto sempre più connessa, intelligente e integrata nell’ecosistema digitale.

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Interni d’avanguardia

Se l’esterno richiama la tradizione, è all’interno che la Concept 97 mostra la distanza dal passato. L’abitacolo è pensato come uno spazio modulare, quasi un ambiente domestico più che un semplice plancia. La configurazione a sei posti distribuiti su tre file punta su originalità e versatilità, con una particolare attenzione alla seconda e terza fila, spesso trascurate nei SUV tradizionali. Il divano posteriore, ad esempio, si integra con i pannelli porta in un gioco di linee continue che trasmette una sensazione di armonia e pulizia stilistica.

Al centro della plancia domina un unico grande schermo, vero fulcro dell’esperienza di bordo. Qui si concentrano tutte le funzioni principali, dall’infotainment alla gestione del veicolo, seguendo quella filosofia minimalista che ormai è diventata un punto di riferimento nel mondo delle auto elettriche.

Omaggio al 1997

Dietro tutta questa innovazione, però, c’è un filo diretto con il passato. Il nome Concept 97 non è casuale: è un richiamo esplicito al 1997, anno in cui debuttò la prima Freelander. E le citazioni non si fermano al nome. Osservando la vettura con attenzione, emergono dettagli che strizzano l’occhio all’originale: i fari anteriori sdoppiati, il caratteristico cristallo laterale triangolare, fino al lettering frontale che richiama quello storico. Non si tratta di un’operazione nostalgica fine a sé stessa, ma di un modo per mantenere viva l’identità del modello, reinterpretandola in chiave moderna.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 05:30:12 +0000
News n. 19
Che auto guida Anna Tatangelo, muscoli in strada per la “ragazza di periferiaâ€

Davanti alle telecamere Anna Tatangelo è una che sa stare al gioco, in auto preferisce però la solidità. Tra le voci più celebri della musica italiana, la “ragazza di periferia”, ospite a Stasera tutto è possibile mercoledì 1° aprile, alterna gioielli da collezione a mastodonti della strada in grado di catturare l’attenzione e, al tempo stesso, di offrire il massimo comfort a bordo.

Fascino immortale

I fan della cantante e dei motori saranno rimasti colpiti da una comparsa speciale nel videoclip Sangria. Nel tormentone estivo, una splendida Mercedes-Benz 500 SL della generazione R107 affianca Anna Tatangelo in un duo esplosivo. Attorno alla vettura è sorto un piccolo equivoco temporale: molti la collocano nel 1971, ma in quel periodo a debuttare furono “solo” le sorelle minori, ovvero la 280 SL e la 350 SL. Per vedere su strada la cattiveria della 500 SL abbiamo dovuto attendere la fine del decennio: è stato allora che il V8 aspirato da 5.0 litri ha iniziato a ruggire, mettendo sul piatto circa 240 CV e una spinta da oltre 400 Nm di coppia.

Con il suo classico motore anteriore, la trazione posteriore e un cambio automatico a quattro marce decisamente rilassato, la quattro ruote tedesca va vissuta come una gran turismo di una volta. Rimasta in produzione per ben 18 anni, sul mercato dell’usato raggiunge oggi una quotazione media tra i 25.000 e i 30.000 euro, mentre gli esemplari top restaurati superano di gran carriera i 100.000: un pezzo raro ha addirittura sfondato il muro dei 200.000 euro in un’asta.

Muscoli e carattere

Dalle linee sinuose della spider tedesca si passa a qualcosa di diametralmente opposto, ma ugualmente carismatico. In alcuni scatti rubati dai paparazzi e condivisi sui social, Tatangelo è apparsa al volante di un imponente Range Rover Sport del 2012. Ci riferiamo al restyling della prima generazione (siglata L320), un SUV premium dal carattere granitico basato su un telaio sopraffino derivato dal Discovery e dal classico Range Rover. Dal peso di oltre 2,5 tonnellate, mette a disposizione la trazione integrale permanente e all’interno vanta materiali di pregio. Nel comparto di seconda mano le quotazioni partono dai 10.000-15.000 delle gettonatissime versioni diesel TDV6 e arrivano ai 25.000 euro, necessari per portarsi a casa le varianti spinte dal V8 a benzina con compressore volumetrico da 510 CV.

Stasera tutto è possibile: una serata “spaziale”

Dalle auto alla televisione il passo è breve: Anna Tatangelo si prepara a conquistare il pubblico in una veste decisamente leggera. Torna infatti l’appuntamento con Stasera tutto è possibile, il seguitissimo comedy show di Rai 2 condotto da Stefano De Martino all’Auditorium Rai di Napoli. Reduce da un successo clamoroso che ha visto il programma dominare il prime time con oltre due milioni di spettatori e il 16% di share, la puntata è dedicata al tema AstroStep.

Insieme ai veterani della risata come Francesco Paolantoni e Herbert Ballerina, l’artista si accinge a sfidare le leggi della fisica con il suo travolgente fascino e un pizzico di autoironia. Tra i classici giochi come lo Speed Quiz, Step Burger e l’immancabile prova di gravità all’interno della Stanza Inclinata, le risate saranno assicurate a pieni giri.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 19:39:36 +0000
News n. 20
Che auto guida Andrea Iannone, emozioni a pieni giri

Il fascino di Andrea Iannone domina spesso le pagine di gossip, ma la sua straordinaria collezione di auto non è seconda a nessuno. Mentre i flash dei paparazzi si infiammano per il primo bacio pubblico con l’attrice spagnola Rocío Muñoz Morales, ci pensa il garage del pilota a far brillare gli occhi agli appassionati di motori. Del resto, il legame tra “The Maniac” e l’alta velocità non si esaurisce alle due ruote: nel corso degli anni ha messo in fila una serie di supercar e vetture iconiche capaci di coniugare il lusso più sfrenato a prestazioni da capogiro.

Le meraviglie nel garage

Un posto d’onore nel garage spetta alla Porsche 911 Carrera 4S, in grado di portare l’anima racing nella guida quotidiana. Sotto il cofano ruggisce un boxer a 6 cilindri biturbo da 3.0 litri, accreditato di ben 480 CV e una coppia di 530 Nm. Grazie alla trazione integrale, la quattro ruote tedesca brucia lo 0-100 km/h in appena 3,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 308 km/h. Con un prezzo che in Italia parte da circa 150.000 euro, mostra una classe innata, al riparo da troppi eccessi.

Se la Porsche rappresenta l’equilibrio, la Ferrari 488 Pista è pura adrenalina. Rispetto alla già estrema 488 GTB gli ingegneri di Maranello l’hanno alleggerita e potenziata affinché potesse scatenarsi tra i cordoli. Il suo V8 3.9 biturbo sprigiona la bellezza di 720 CV, così da toccare i 100 km/h da ferma in meno di 3 secondi e spingersi fino a 340 km/h. Bolide da palati fini, il suo valore sul mercato dell’usato oscilla oggi tra i 350.000 e i 450.000 euro.

Passiamo ai giganti della strada con la Bentley Continental Supersports, una Gran Turismo cattivissima spinta da un mastodontico W12 6.0 biturbo da ben 710 CV, che rese Andrea protagonista di un celebre scherzo televisivo a Scherzi a parte. A proposito di imponenza, niente può forse reggere il paragone con la Mercedes-Benz Classe G sempre dello sportivo, ormai uno status symbol planetario dal valore medio di almeno 100.000 euro se in buone condizioni. Infine, la stella della Superbike avrebbe anche una fiammante Lamborghini non meglio precisata, come da lui confessato durante una visita ufficiale alla factory di Sant’Agata Bolognese.

Nessun fuori pista con Rocio

Oltre alle gioie che gli regalano i motori, il pilota è finito prepotentemente sotto i riflettori delle cronache rosa per la sua vita sentimentale. Dopo la rottura con la cantante Elodie, le ultime indiscrezioni confermano che la frequentazione tra il campione di motociclismo e l’attrice spagnola Rocío Muñoz Morales, ex di Raoul Bova, sta proseguendo a gonfie vele, malgrado le recenti voci di una presunta crisi.

I due sono stati infatti paparazzati dal settimanale Chi a Torino, dove l’attrice era impegnata a teatro con lo spettacolo Contrazioni pericolose. Subito dopo la performance sul palco, la coppia si è concessa una cena romantica conclusasi in modo appassionato. Le prime indiscrezioni sulla loro storia erano nate a inizio anno dopo un weekend in un resort della Franciacorta, seguito da alcuni avvistamenti nella villa di lusso del pilota a Lugano. Superati i rallentamenti iniziali dovuti al lavoro, l’intesa è solida. Nessun annuncio ufficiale in vista: i due preferiscono godersi il tempo in rispettiva compagnia lontano dai flash, alla stessa intensità delle auto da sogno di Iannone.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 17:51:32 +0000
News n. 21
Nuova Skoda Peaq, il SUV 7 posti si mostra per la prima volta

La nuova Skoda Peaq offre un primo assaggio di quello che sarà il futuro. Ancora camuffata, ancora in fase di sviluppo, ma già abbastanza concreta da lasciar intravedere la direzione che il marchio ceco intende prendere nei prossimi anni.

Parliamo di un’ammiraglia rialzata lunga quasi cinque metri e capace di ospitare fino a sette passeggeri. Un SUV che si posizionerà al vertice della gamma Skoda e che vuole diventare il punto di riferimento per chi cerca spazio e tecnologia boema. L’arrivo è previsto per l’estate del 2026, ma il primo sguardo sembra portare nel presente le linee degli ultimi concept.

Il nuovo linguaggio Skoda

Nonostante le pesanti pellicole mimetiche, la Peaq lascia già intuire molto del suo carattere. Le proporzioni sono imponenti, con una carrozzeria alta e robusta che richiama chiaramente il mondo dei SUV più importanti del mercato. Con un design che inaugura un linguaggio stilistico completamente nuovo per Skoda. Le linee, per quanto ancora nascoste, sembrano ispirate al concept Vision 7S, con superfici più pulite, giochi di luce più netti e un approccio più moderno e minimale.

L’obiettivo è evidente: rendere il marchio più contemporaneo e riconoscibile, senza perdere quell’impronta razionale che ha sempre contraddistinto i modelli Skoda. Non si tratta quindi di una rivoluzione fine a sé stessa, ma di un’evoluzione pensata per accompagnare la transizione elettrica.

Comfort da viaggio

Se fuori la Peaq punta a impressionare per dimensioni, è dentro che gioca la sua partita più importante. Il passo di 2.965 mm promette un’abitabilità di alto livello, con spazio abbondante per tutte e tre le file di sedili. I sette posti non vanno a compromettere lo spazio posteriore: anche con tutte le sedute in uso, il bagagliaio offre 299 litri, che diventano 1.010 litri utilizzando la configurazione a cinque posti. Numeri che raccontano bene la vocazione familiare e da viaggio di questo SUV.

Tra gli elementi tecnologici più esplicativi della ricercatezza di Skoda spicca il tetto panoramico opacizzante, il più grande mai visto sul brand boemo, pensato per aumentare la sensazione di spazio e luminosità a bordo. A questo si aggiunge un vero e proprio pacchetto relax, che trasforma l’abitacolo in una sorta di salotto su ruote: sedili con funzione massaggio, poggiagambe regolabili elettricamente, tavolino pieghevole e persino un’app dedicata per gestire alcune funzioni di comfort e massaggio. Non manca un sistema audio sviluppato con Sonos, che punta a offrire un’esperienza sonora immersiva, in linea con il posizionamento più premium della vettura.

Tre varianti

La gamma della Skoda Peaq sarà articolata su tre versioni: 60, 90 e 90x. Le varianti 90 e 90x offrono il massimo delle prestazioni. In entrambi i casi si parla di oltre 600 km di percorrenza, un dato ormai fondamentale per convincere all’acquisto, specialmente in vetture nate per viaggiare come questa Peaq.

La versione 90x, inoltre, introdurrà la trazione integrale, offrendo maggiore sicurezza e versatilità anche su fondi a bassa aderenza. Nonostante le dimensioni importanti, le prestazioni restano di tutto rispetto: lo 0-100 km/h viene coperto in appena 6,7 secondi, un valore che fino a pochi anni fa era appannaggio di berline sportive ben più compatte.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 15:26:03 +0000
News n. 22
Nuova Kia EV2, parte la produzione del nuovo B-SUV elettrico

Un nuovo B-SUV si butta nella mischia dell’elettrico. Si chiama Kia EV2 ed è il modello con cui il marchio coreano punta a rendere la mobilità a zero emissioni più accessibile e agile in città. Nasce a Žilina, in Slovacchia, ed è la più piccola della famiglia elettrica Kia, ma non per questo meno ambiziosa. Anzi, proprio nella fascia dei B-SUV, EV2 prova a portare tutta la tecnologia maturata con modelli superiori, adattandolo a dimensioni da città.

Compatta e appariscente

A guardarla da fuori, la EV2 non passa inosservata. Nonostante una lunghezza di circa 4 metri, riesce a trasmettere una certa presenza su strada, grazie a proporzioni ben studiate e a un design che gioca tra linee tese e superfici più morbide.

Il frontale è coerente con il linguaggio stilistico più recente del marchio, con una firma luminosa ben riconoscibile e dettagli che puntano a rafforzare l’identità della gamma elettrica. La fiancata, invece, è attraversata da nervature evidenti che danno dinamismo all’insieme, mentre il posteriore mantiene un’impostazione pulita e moderna. Il risultato è un’auto che grazie alla sua volumetria squadrata si inserisce perfettamente nel segmento, senza sembrare anonima. 

Spazio interno

La struttura razionale tipica delle piattaforme elettriche permette di ottimizzare ogni centimetro, offrendo un abitacolo più arioso di quanto le dimensioni esterne possano far pensare. L’impostazione è pulita e razionale. Al centro della plancia spicca il doppio display che incornicia una piccola terza sezione dedicata alla climatizzazione. Allo stesso tempo non scompaiono – come da tradizione Kia – i comandi fisici, soprattutto per le funzioni più utilizzate: una decisione che migliora l’ergonomia e rende l’esperienza a bordo più intuitiva, soprattutto durante la guida.

I materiali puntano più sulla praticità che sull’effetto wow: plastiche robuste si alternano ai tessuti per un’impostazione che privilegia la durata nel tempo. Una filosofia coerente con il posizionamento del modello.

Batterie e autonomia

Sotto il pianale, la EV2 offre due diverse configurazioni, pensate per adattarsi a esigenze differenti. La versione d’ingresso monta una batteria da 42,2 kWh, con un’autonomia dichiarata di circa 317 km. Un valore più che sufficiente per l’utilizzo urbano e per chi cerca un’elettrica da usare quotidianamente senza troppi pensieri.

Chi invece percorre più chilometri può scegliere la variante Long Range, con batteria da 61 kWh, capace di arrivare fino a 453 km con una singola carica. Numeri che iniziano a rendere la EV2 adatta anche a viaggi più lunghi, senza l’ansia da ricarica che spesso accompagna i modelli più piccoli. L’architettura a 400 Volt garantisce tempi di ricarica competitivi, permettendo di recuperare energia in modo rapido, soprattutto nelle colonnine ad alta potenza.

Prezzo e allestimenti

La gamma parte da 26.600 euro per la versione Standard Range con allestimento Light, una cifra che la posiziona nel cuore del segmento entry level tra i B-SUV. Salendo di livello, si arriva fino a 34.350 euro per la variante Earth con la stessa batteria. Per chi sceglie la versione Long Range in produzione da Giugno 2026, il listino parte da 38.350 euro e arriva fino a 40.850 euro per l’allestimento GT-Line, quello più ricco e con un’impronta più sportiva.

La struttura della gamma è chiara e ben articolata: tre allestimenti (Light, Air ed Earth) per la batteria base e due (Earth e GT-Line) per quella più grande. Una scelta che permette di configurare l’auto in modo semplice, senza perdersi tra troppe opzioni.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 13:54:44 +0000
News n. 23
Gomme All Season, vantaggi e svantaggi: sono adatte a tutti? Come scoprirlo

Esiste un tipo di pneumatico che assicura buone prestazioni, con costi contenuti e che può essere utilizzato durante tutto l’anno, evitando il cambio gomme tra le varie stagioni?

Le gomme All Season possono rappresentare una buona soluzione per avere meno pensieri e risparmiare sulla loro gestione, senza ridurre sicurezza e comfort alla guida. Ma sono veramente così performanti? Oltre ai tanti punti a favore, hanno anche degli svantaggi?

Vediamone insieme tutte le caratteristiche per capire se possono essere la scelta ideale per la nostra vettura.

Caratteristiche distintive 

Le gomme All Season vengono definite anche con altri nomi, come Quattro Stagioni, All Weather, 4S o Four Seasons, ma indicano sempre lo stesso tipo di pneumatico con caratteristiche “ibrideâ€, realizzato per essere adatto alla maggior parte delle condizioni atmosferiche e delle tipologie di terreno.

Sul fianco della gomma in genere è riportata la marcatura identificativa 4S, oppure All Season o All Weather, a indicare il tipo di pneumatico e la sua possibilità di utilizzo durante tutto l’anno.

Altri elementi caratteristici di questo tipo di gomme sono il tipo di mescola e il design del battistrada: la mescola è ricca di silice, che rende la gomma più morbida, flessibile e versatile per le temperature più basse, ma adatta anche per quelle più alte.

Il disegno del battistrada presenta delle scanalature profonde che aiutano a drenare meglio l’acqua sull’asfalto, assicurare l’adeguata aderenza, ridurre il pericoloso fenomeno dell’acquaplaning e la resistenza al rotolamento. Sono presenti anche delle lamelle tridimensionali per assicurare maggiore aderenza su strade innevate e ghiacciate.

Va sottolineato il fatto che, pur rispettando pienamente gli obblighi di legge, questo tipo di pneumatico non è soggetto a normativa europea e quindi non deve possedere determinati requisiti specifici, al contrario di quello che presenta la sigla 3PMSF e che è soggetto a test certificati.

Su alcuni modelli può essere riportata la sigla M+S (Mud + Snow, fango e neve) che lo rende adatto anche ad affrontare terreni più scivolosi (soprattutto nella stagione invernale) senza bisogno di effettuare il cambio gomme.

Vantaggi e svantaggi 

Le ruote, come sappiamo, sono il punto di contatto tra il veicolo e il terreno ed è fondamentale che siano in perfetto stato, assicurando la massima sicurezza, e che seguano le indicazioni fornite dal libretto di circolazione del mezzo, differenti da modello a modello.

Una panoramica generale sui vantaggi delle gomme All Season può aiutare a capire il motivo del loro successo e la loro convenienza:

  • consentono di risparmiare sulla spesa per l’acquisto (hanno spesso prezzi molto competitivi e basta un solo treno di gomme durante l’anno), sul consumo di carburante (grazie al minor resistenza al rotolamento) e sui costi per montaggio e sostituzione;
  • offrono delle buone prestazioni di guidabilità e affidabilità per un’ampia gamma di condizioni climatiche e stradali;
  • offrono versatilità, grazie alle loro caratteristiche ibride;
  • sono comode da gestire, non richiedendo il cambio stagionale;
  • sono ideali per l’uso urbano, la guida quotidiana, in zone con clima mite e con uno stile di guida fluido;
  • consentono il pieno rispetto delle normative sulle gomme invernali.

I vantaggi sono parecchi, è vero, ma ci sono anche degli aspetti sfavorevoli da considerare.

Gli svantaggi 

Purtroppo, non è tutt’oro quello che luccica e anche per le gomme All Season, che sembrano la soluzione definitiva per non avere più pensieri, esistono degli aspetti sui quali è bene riflettere prima dell’acquisto e del montaggio.

Questi quelli più importanti da considerare:

  • l’usura più rapida, rispetto ad altri tipi di pneumatici, per via della mescola più morbida;
  • le prestazioni limitate per alcune condizioni estreme come temperature molto alte, terreni particolarmente sconnessi e strade di montagna con presenza di neve compatta;
  • una possibile maggiore rumorosità rispetto ad altri tipi di gomme per via del design particolare.

Se la loro usura può essere più rapida, qual è la loro durata effettiva? Sono allora veramente convenienti?

La durata 

Questi pneumatici possono usurarsi più rapidamente rispetto agli altri tipi. In generale, la loro durata media si aggira intorno ai 35.000 – 40.000 km: maggiore rispetto a quelle invernali, che subiscono parecchie sollecitazioni, ma inferiore rispetto a quelle estive, specifiche per temperature elevate. A loro favore però gioca il fatto che può bastare un solo treno di gomme per coprire l’intero anno.

La valutazione sulla loro scelta deve tenere anche in considerazione, oltre alle prestazioni offerte dalla marca e dal modello, anche altri fattori, in particolare:

  • lo stile di guida, se fluido e tranquillo con minore consumo delle gomme o sportivo e dinamico con un’usura maggiore;
  • la cura e la manutenzione degli pneumatici, che vanno comunque sempre assicurate;
  • il tipo di strade e il numero di chilometri percorsi;
  • le condizioni generali presentate della macchina e gli aspetti specifici del peso complessivo, della distribuzione del carico all’interno e dell’assetto.

Non esiste un’indicazione generale da seguire, ogni caso è specifico e richiede un’attenta valutazione, seguendo sempre le informazioni riportate sul libretto di circolazione della vettura e le indicazioni del gommista di fiducia.

La domanda successiva da porsi potrebbe essere allora per chi e per quali condizioni possono essere adatte le gomme All Season e per chi no.

Per chi sono e per chi non sono adatte

Facendo un’analisi delle loro caratteristiche, le gomme All Season risultano quindi più adatte per chi:

  • risiede in zone dal clima temperato;
  • percorre pochi chilometri durante l’anno, preferendo tragitti urbani o extraurbani su strade asfaltate;
  • tiene una guida rilassata, senza frenate brusche e accelerate brucianti;
  • desidera avere meno pensieri sulla gestione del cambio gomme stagionale.

Dall’altro lato, le gomme All Season potrebbero non essere la soluzione ideale per chi utilizza la vettura in luoghi con condizioni climatiche estreme o con grandi sbalzi termici, percorre molti chilometri e viaggia spesso su strade sterrate, con uno stile di guida più dinamico e “sportivo”.

Cosa dice la legge a riguardo

Gli pneumatici All Season consentono il pieno rispetto del Codice della Strada, che prevede l’obbligo di guidare cona bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio†per il periodo che va dal 15 novembre fino al 15 aprile dell’anno successivo, ma è sempre bene controllare le ordinanze locali delle zone da attraversare, che possono anticipare o posticipare le date in base alle condizioni climatiche e territoriali.

Le gomme quattro stagioni possono essere quindi utilizzate tranquillamente ma, come visto, in determinate condizioni stradali meglio affidarsi alle gomme specifiche per manti innevati e ghiacciati.

La legge poi, nello specifico con la comunicazione n.1049 del 17/01/2014 del Ministero dei Trasporti, indica anche che le gomme All Season devono avere “un indice di velocità pari o superiore a quello dichiarato sul libretto di circolazione della propria autoâ€. In caso di mancato rispetto dei valori, si rischia una multa da 422 fino a 1695 euro.

Come scegliere gli pneumatici giusti

Gli pneumatici scelti, come sappiamo, devono essere conformi ai valori riportati sul libretto di circolazione in materia di misure, indici di carico e codice di velocità. Altre importanti informazioni possono essere ricavate dalla lettura dell’etichetta europea con indicazioni sulle prestazioni e l’affidabilità delle gomme:

  • i valori di aderenza sul bagnato (Wet Grip), con l’accortezza di scegliere il valore più alto (A) per prestazioni ottimali;
  • la resistenza al rotolamento che indica l’efficienza energetica (maggiore rotolamento significa minore consumo dello pneumatico e maggiore risparmio di carburante);
  • il rumore esterno (Noise) che si misura in decibel (dB).

Con gli pneumatici All Season è possibile quindi risparmiare, scegliendo tra le proposte di varie marche e modelli, disponibili sul mercato con ottimi prezzi.

Come ultima valutazione, occorre allora considerare che può valere la pena scegliere una marca premium, in grado di offrire soluzioni più avanzate e sempre più performanti e di ridurre il divario di prestazioni rispetto agli altri tipi di pneumatici.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 12:20:15 +0000
News n. 24
XPENG P7+, la fastback definita dall’IA arriva in Europa

Sotto il sole primaverile della Catalogna, il panorama automobilistico europeo assiste all’esordio della XPENG P7+, la vettura che il marchio definisce come la prima “AI-defined fastback” al mondo. Già al primo colpo d’occhio appare chiaro che non ci troviamo di fronte a una macchina tradizionale con un software aggiunto, ma a un’entità tecnologica nata e cresciuta attorno all’intelligenza artificiale. Dunque, tutta da scoprire.

Il cervello dietro il volante: l’architettura Turing

Il vero cervello della P7+ non si trova sotto il cofano, ma nei suoi circuiti. L’architettura intelligente è supportata dal chip AI Turing proprietario, una meraviglia dell’ingegneria capace di sprigionare una potenza di calcolo monumentale: 750 tera operazioni al secondo (TOPS).

Questa capacità di elaborazione permette alla vettura di “percepire” l’ambiente circostante con una precisione chirurgica, gestendo situazioni di traffico complesse, cambi di corsia progressivi e manovre di parcheggio intuitive come se fossero guidate da una mano invisibile e sicura. Grazie agli aggiornamenti over-the-air (OTA), la P7+ è progettata per non invecchiare mai, evolvendosi e apprendendo nuove funzionalità lungo tutto il suo ciclo di vita.

Un salotto hi-tech tra lusso e silenzio

Entrare nell’abitacolo della P7+ significa immergersi in un’esperienza sensoriale raffinata. La filosofia del design combina l’eleganza dinamica di una fastback con una versatilità degli spazi che sfida i vertici della categoria, offrendo una capacità di carico paragonabile a quella delle station wagon europee. L’occhio cade immediatamente sul display centrale da 15,6 pollici, mentre il tatto è gratificato da materiali di alta qualità: il rivestimento del tetto in microfibra ispirato al cashmere si sposa con i sedili in pelle Nappa traforata, riscaldati, ventilati e dotati di funzione massaggio sia per chi guida sia per chi siede dietro.

Ma è il comfort acustico a sorprendere maggiormente. Gli ingegneri XPENG hanno isolato l’ambiente con 62 punti mirati per la riduzione del rumore e l’impiego di 36 elementi fonoassorbenti, creando una bolla di silenzio ideale per godersi il sistema audio da 20 altoparlanti con cancellazione attiva del rumore stradale. Anche la sostenibilità ha un ruolo centrale: l’abitacolo elimina processi inquinanti come la cromatura ad acqua, puntando a una riduzione delle emissioni fin dal ciclo produttivo.

Addio all’ansia da ricarica

Se la tecnologia affascina, le prestazioni convincono. La versione AWD Performance Pro sprigiona 503 CV, permettendo uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 4,3 secondi. Tuttavia, la vera rivoluzione riguarda l’autonomia e il rifornimento. Grazie al supporto della ricarica ultrarapida 5C, la P7+ può passare dal 10% all’80% della batteria in circa 12 minuti, rendendo le soste per il “pieno” di energia poco più lunghe di un caffè.

L’autonomia della nuova XPENG P7+ varia a seconda della versione scelta, secondo il ciclo di omologazione WLTP:

  • RWD Standard Range Pro: offre un’autonomia di 455 km (con cerchi da 19 pollici);
  • RWD Long Range Pro: raggiunge i 530 km (con cerchi da 20 pollici);
  • AWD Performance Pro: la variante a trazione integrale garantisce 500 km di percorrenza (con cerchi da 20 pollici).

Listino prezzi

La P7+ non è un’ospite straniera in Europa, ma una cittadina del mondo con radici locali: la produzione è stata infatti completata presso lo stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, segnando il terzo modello del brand prodotto sul territorio europeo.

Per gli automobilisti italiani, l’attesa sta per finire. La commercializzazione nel nostro Paese inizierà a giugno 2026, con un prezzo di partenza “chiavi in mano” di 46.170 euro. L’importatore ATFlow sta già espandendo la rete, puntando a 40 sedi operative entro l’anno. Per rendere il passaggio all’elettrico ancora più dolce, ogni vettura venduta nel 2026 includerà ben 3.020 kWh di ricarica gratuita e tariffe agevolate per cinque anni.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 11:09:29 +0000
News n. 25
Aprilia svela X 250TH negli USA, con tecnologia MotoGP e disponibile in soli 30 esemplari

È stato un weekend da incorniciare per Aprilia ad Austin, con la doppietta nel Motomondiale firmata da Marco Bezzecchi e Jorge Martin. Un risultato che ha fatto da sfondo alla presentazione di X 250TH, un modello disponibile in edizione limitata sviluppato dalla Casa di Noale, per celebrare i 250 anni dalla firma della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti.

Il modello introduce soluzioni tecniche direttamente mutuate dalla MotoGP, tra cui l’impianto frenante in carbon-carbon (finora riservato ai prototipi da competizione), e adotta inoltre una livrea “Stars and Stripes†ispirata alla bandiera americana. La produzione è fissata a trenta esemplari, di cui venticinque destinati al mercato statunitense.

Impianto frenante da MotoGP

Il fiore all’occhiello di X 250TH, come detto, è l’impianto frenante in carbon-carbon fornito da Brembo, soluzione finora riservata ai prototipi MotoGP – usata sia da Bezzecchi sia da Martin, autori dell’1-2 di Aprilia ad Austin – e introdotta per la prima volta su un modello destinato alla vendita. Il sistema utilizza dischi freno in carbonio da 340 mm high mass, abbinati a pastiglie in carbonio e a una pinza in alluminio ricavata dal pieno con alette di raffreddamento. Al posteriore è presente un disco freno accoppiato a una pinza con trattamento superficiale al nichel.

L’impiego di componenti in carbonio consente una riduzione significativa del peso rispetto ai tradizionali dischi in acciaio, con effetti sulla maneggevolezza complessiva. Anche le pastiglie contribuiscono alla riduzione delle masse, con un peso inferiore rispetto alle soluzioni sinterizzate. Il sistema è progettato per garantire prestazioni costanti anche in condizioni di utilizzo intensivo, mantenendo caratteristiche di frenata simili a quelle delle moto impiegate nel Motomondiale.

Aerodinamica avanzata

L’aerodinamica rappresenta uno degli elementi distintivi di Aprilia X 250TH, ambito in cui il reparto corse è all’avanguardia. Le linee del modello si ispirano alla famiglia RS-GP, in particolare al design del posteriore, capace di replicarne i flussi aerodinamici. Il pacchetto comprende soluzioni avanzate come le seat wings, tecnologia proprietaria Aprilia Racing, e le tail wings, introdotte per la prima volta sulla RS-GP25. La combinazione di ali posteriori e anteriore, under wing e cornering wings aumenta il carico aerodinamico in frenata e in curva, migliorando stabilità e controllo.

Un altro elemento chiave è il supporto sella strutturale in carbonio realizzato da PAN Compositi con tecnologia a “struttura a sandwichâ€, che massimizza leggerezza e rigidità. Il posteriore di X 250TH riproduce così la dinamica dei prototipi da gara, incrementando il grip e offrendo un feedback più diretto tra comportamento dello pneumatico e sensazioni del pilota. Completa il pacchetto lo scarico sdoppiato SC Project in titanio, progettato per prestazioni elevate e sound racing tipico della MotoGP.

Aprilia X 250TH con ali aerodinamiche derivate dalla MotoGP
Ufficio Stampa Aprilia
Le seat wings e le tail wings della X 250TH aumentano carico e stabilità, come sui prototipi MotoGP

X 250TH integra anche un sistema di aerodinamica ad effetto suolo sviluppato e brevettato da Aprilia Racing. Il profilo delle fiancate genera deportanza in piega, aumentando aderenza e stabilità. La carenatura in carbonio, prodotta con gli stessi processi della RS-GP25 del Motomondiale, quintuplica il carico verticale in rettilineo e lo triplica in curva rispetto alla RSV4, migliorando stabilità e grip. La livrea “Stars and Stripes†completa il pacchetto, richiamando i colori della bandiera americana e sottolineando l’esclusività del modello.

Motore V4 e gestione elettronica avanzata

Aprilia X 250TH è spinta da un motore V4 a 65° da 1.099 cc sviluppato dal reparto corse con specifiche racing SBK. La potenza massima raggiunge 240 CV a 13.750 giri/min, con regime massimo a 14.100 giri/min, mentre la coppia tocca i 131 Nm a 11.750 giri/min. Le prestazioni derivano da un’evoluzione mirata del V4, che include rapporto di compressione maggiorato, filtro aria racing ad alta permeabilità Sprint Filter, trombette di aspirazione dell’airbox racing, scarico in titanio SC Project a doppio tubo e frizione a secco STM.

La gestione elettronica è affidata alla centralina APX di Aprilia Racing, diretta evoluzione dei sistemi impiegati nei Mondiali Superbike conquistati da Max Biaggi in sella alla RSV4. L’unità consente una regolazione completa dei parametri, adattandosi allo stile di guida e alle condizioni del tracciato. Il sistema controlla anti-impennamento, potenza, traction control e freno motore su ogni marcia, offrendo precisione e sicurezza anche in condizioni estreme.

Completano il pacchetto le funzionalità GPS integrate e la calibrazione avanzata della centralina, che permettono al pilota di monitorare i dati in tempo reale e ottimizzare la gestione del motore. Questa combinazione di motore V4 e elettronica sofisticata avvicina l’esperienza di guida della X 250TH a quella dei prototipi da competizione, garantendo prestazioni elevate in pista e un comportamento preciso su ogni tipo di percorso.

Telaio, sospensioni e componenti di alta gamma

Aprilia X 250TH monta un telaio a doppio trave in alluminio abbinato a sospensioni Öhlins meccaniche con setup dedicato, tra cui una forcella pressurizzata. L’assetto è completato dai cerchi forgiati Marchesini in magnesio, equipaggiati con pneumatici slick Pirelli impiegati nel Mondiale Superbike, a conferma della vocazione racing del modello.

Il livello di finitura riflette l’approccio tipico di Aprilia Racing, con numerosi componenti realizzati in carbonio o in alluminio ricavato dal pieno, come pedane regolabili e piastra di sterzo numerata. La dotazione comprende radiatori acqua e olio maggiorati con tecnologia Superbike e una trasmissione finale con corona in titanio e pignone alleggerito firmati PBR, completata da una catena Regina Chain 520, per garantire resistenza, leggerezza e precisione nella gestione della potenza.

Produzione, prezzi e programma Factory Works

Della produzione complessiva di trenta esemplari di Aprilia X 250TH, venticinque saranno destinati al mercato statunitense, con prezzo di 150.000 dollari, mentre le restanti cinque unità saranno disponibili per altri mercati, tra cui quello europeo, al prezzo di 115.000 euro (IVA esclusa). La prenotazione è aperta esclusivamente online.

Ogni esemplare include una serie di accessori esclusivi: laptop Yashi con software per la gestione dei parametri ECU e delle strategie elettroniche, tappeto e telo copri-moto personalizzati, cavalletti RCB anteriore e posteriore in titanio e termocoperte IRC. La numerazione di ciascun modello conferma l’esclusività dell’edizione limitata.

Aprilia X 250TH rientra nel programma Factory Works di Aprilia Racing, progetto interno del reparto corse di Noale volto a portare la tecnologia sviluppata in MotoGP e Superbike nelle mani di piloti privati e collezionisti. L’iniziativa permette di disporre di una RSV4 o Tuono V4 dalle performance assolute, pensata sia per competere ai massimi livelli nei campionati delle derivate di serie, sia per chi desidera un’esperienza di guida da prototipo stradale.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 10:42:31 +0000


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