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News passione motori

News n. 1
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il 17 aprile 2026 sono previsti due scioperi nel settore dei trasporti in Italia. Di seguito riportiamo tutti i dettagli sugli scioperi, ordinati per città e area geografica: orari di inizio e fine, sindacati promotori, enti e categorie coinvolte.

Sciopero trasporto pubblico locale Milano, Lombardia

È indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 08.45 alle 12.45, che coinvolge il personale della società Addabus operante nelle province di Milano, Pavia, Monza e della Brianza, e Lodi. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale ed è promosso dai sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero trasporto marittimo Stretto di Messina, Sicilia

Nella zona dello Stretto di Messina, in Sicilia, è stato proclamato uno sciopero nel settore marittimo di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.01. Coinvolge il personale della società Blujet dell’Area Stretto di Messina. Lo sciopero è promosso dai sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 2
Alpine A290, come funziona il sistema Alpine Telemetrics: Live Data, Coaching, Challenges

Il divertimento non è solo una questione di prestazioni. L’Alpine porta la propria filosofia nel mondo delle elettriche compatte. Il brand ha infatti inserito all’interno dell’A290 un approccio dedicato alle performance, come dimostrano tanti dettagli. 

Tra gli elementi che raccontano meglio questa ambizione c’è il sistema Alpine Telemetrics, una piattaforma che trasforma il display centrale in una vera e propria cabina di regia per analizzare, migliorare e giocare con il proprio stile di guida.

Un sistema pensato per chi vuole capire davvero cosa succede tra volante, asfalto e motore elettrico. Una specie di copilota digitale, sempre presente, che osserva, registra e suggerisce.

Dati in tempo reale e ovunque

Il cuore del sistema Alpine Telemetrics è la quantità (e la qualità) delle informazioni disponibili. Tutto quello che serve per monitorare la guida è lì, a portata di sguardo. Sul display è possibile visualizzare dati in tempo reale come:

  • forze G laterali, per capire quanto si sta spingendo in curva e i limiti della vettura;
  • tempi sul giro, ideali per i veri appassionati che portano l’A290 in pista;
  • temperatura dei freni, fondamentale per la gestione delle performance e della sicurezza;
  • utilizzo della funzione Overtake, che offre quel boost di potenza extra inspirato alla F1.

Numeri che raccontano in modo intuitivo, i propri traguardi e i punti dove si può migliorare. Tutte informazioni che possono essere consultate anche fuori dall’auto, grazie all’app dedicata. È possibile infatti rivedere i dati, analizzare le sessioni e associare i video delle proprie performance, trasformando ogni uscita in una piccola sessione di telemetria da pilota. Un approccio che strizza l’occhio al mondo delle corse, ma che rimane accessibile anche a chi non ha mai messo le ruote in pista.

Un sistema che insegna e mette alla prova

Alpine Telemetrics oltre a registrare i dati, vuole offrire anche un approccio più consapevole alla guida sportiva. All’interno del sistema è presente una funzione di coaching che guida passo dopo passo nella scoperta della vettura. Lo fa attraverso suggerimenti dei piloti Alpine pensati per migliorare lo stile di guida e ottimizzare le traiettorie.

Non può mancare una sezione dedicata alla scoperta della vettura in tutti i suoi dettagli, per imparare a sfruttare al meglio quello che l’A290 ha da offrire in termini di sportività. Il tutto con il contributo diretto dell’esperienza Alpine, che affonda le radici nel motorsport.

Accanto al coach, troviamo poi una componente più ludica, ma non per questo meno interessante: le challenges. Si tratta di vere e proprie sfide che mettono alla prova il guidatore su agilità, resistenza e gestione della potenza. Completando queste prove si ottengono medaglie e riconoscimenti, in un sistema che ricorda da vicino il mondo dei gaming. È qui che emerge il lato più originale di un’auto che non si limita a portarti da un punto A a un punto B, ma che prova a rendere ogni viaggio un’esperienza interattiva.

Il sistema Alpine Telemetrics si dimostra così la sintesi perfetta di una filosofia orientata al motosport, che vuole servire da ponte tra mondo elettrico e piacere di guida, tra dati e emozioni.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 3
Blitz della Guardia di Finanza ai distributori, sequestrato gasolio irregolare

Sono più di 10 mila i litri di gasolio sequestrati dalla Guardia di Finanza durante i controlli sulla qualità del carburante e sui prezzi esposti al pubblico dei giorni scorsi. Più gestori romani sono infatti stati sorpresi con carburante irregolare, in alcuni casi con criticità nel punto di infiammabilità, in altri con un elevato contenuto di zolfo.

Fare rifornimento non è infatti solo una questione di prezzi alla pompa. Dietro a ciò che viene inserito all’interno delle vetture si nasconde un mondo fatto di controlli e normative. Quando si superano i limiti stabiliti dalle normative o non si risponde agli obblighi imposti dalla legge, il problema ricade sull’automobilista che va a compromettere il corretto funzionamento della propria vettura con evidenti pericoli di sicurezza, e problemi per il mezzo.

Controlli a tappeto

L’operazione non è arrivata per caso. Nelle scorse settimane, con il tagli delle accise, era già stata annunciata dal Governo una stretta sui controlli, con l’obiettivo di monitorare da vicino non solo i prezzi esposti al pubblico, tema particolarmente sensibile, insieme alla qualità reale del carburante venduto.

Per rendere le verifiche più rapide ed efficaci, i finanzieri si sono avvalsi del supporto del laboratorio chimico mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Una sorta di officina scientifica su ruote, capace di effettuare analisi direttamente sul posto, senza dover attendere lunghi tempi di laboratorio. Questo approccio ha permesso di individuare in tempi brevi eventuali anomalie e intervenire immediatamente, evitando che carburante non conforme continuasse a essere distribuito agli automobilisti.

Gasolio irregolare

Il cuore dell’operazione è stato coordinato dal 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un’azione che si inserisce in un piano più ampio di controllo del mercato dei prodotti energetici, sempre più sotto osservazione.

Le irregolarità riscontrate non si limitano a un solo aspetto. In alcuni casi, infatti, il gasolio analizzato presentava criticità nel cosiddetto flash point, ovvero il punto di infiammabilità. Un parametro fondamentale per garantire sicurezza e corretto funzionamento del carburante.

In altri casi, invece, il problema era legato proprio alla presenza eccessiva di zolfo. Un elemento che, se oltre i limiti, può avere effetti negativi sulle emissioni e contribuire a un maggiore inquinamento, oltre a incidere sulla durata e sull’efficienza dei sistemi di post-trattamento dei motori moderni, come filtri antiparticolato e catalizzatori. In parole semplici: non si tratta solo di una questione burocratica, ma di un fattore che può avere un impatto diretto su prestazioni, consumi e manutenzione dell’auto.

Obbligo di comunicazione prezzi

Non solo qualità del carburante. Durante i controlli sono emerse anche irregolarità legate alla trasparenza dei prezzi. Due gestori sono stati sanzionati per non aver comunicato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy le variazioni dei prezzi praticati. Un obbligo che negli ultimi anni è diventato sempre più stringente, proprio per garantire ai consumatori una maggiore chiarezza in un mercato spesso percepito come poco trasparente. La comunicazione corretta dei prezzi non è infatti un dettaglio secondario: consente alle autorità di monitorare eventuali anomalie e ai cittadini di confrontare le offerte, evitando sorprese al momento del rifornimento.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 05:30:59 +0000
News n. 4
Arriva in Italia il CAI digitale, ma parte subito la polemica

La constatazione amichevole entra ufficialmente nell’era digitale, ma non senza polemiche. Il nuovo CAI digitale, la versione elettronica del modulo utilizzato da milioni di automobilisti in caso di incidente, promette di semplificare le procedure e velocizzare l’apertura dei sinistri. Tuttavia, proprio mentre il sistema muove i primi passi, si alza la voce di Federcarrozzieri, che lancia un avvertimento chiaro: il rischio è quello di una canalizzazione dei clienti verso officine convenzionate con le compagnie assicurative.

Rischio per i non convenzionati

Secondo Federcarrozzieri, il passaggio al digitale potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Da un lato c’è la comodità di gestire tutto tramite smartphone o computer, dall’altro la possibilità che le piattaforme sviluppate dalle compagnie assicurative guidino le decisioni degli utenti in un momento particolarmente delicato, quello successivo a un incidente.

Il timore è che, durante la compilazione del CAI digitale, vengano proposte in modo più o meno esplicito officine convenzionate, magari accompagnate da promesse di tempi più rapidi, pratiche semplificate o vantaggi economici. A esprimere la preoccupazione è il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, che non usa mezzi termini: il rischio è che il nuovo sistema diventi “il più potente strumento di canalizzazione dei sinistri mai introdotto nel mercato della riparazione autoâ€.

Una posizione che però si scontra con un punto fermo della normativa: l’automobilista resta libero di scegliere il proprio carrozziere di fiducia, indipendentemente dalle indicazioni dell’assicurazione. Il problema, secondo l’associazione, è che questa libertà potrebbe essere messa in discussione in modo indiretto, attraverso meccanismi digitali progettati per orientare le scelte. Con il risultato di una possibile penalizzazione per le officine indipendenti, che rischiano di trovarsi sempre più ai margini rispetto ai grandi network convenzionati.

Come funziona il CAI digitale

Al di là delle polemiche, il CAI digitale rappresenta comunque un passo avanti importante sul piano tecnologico. In sostanza, si tratta della versione online della classica constatazione amichevole: il documento che consente di descrivere un incidente, indicare i veicoli coinvolti, riportare i dati assicurativi e ricostruire la dinamica dei fatti. Il funzionamento resta molto simile a quello tradizionale. Se i conducenti sono d’accordo sulla dinamica, la compilazione congiunta è la soluzione più semplice e veloce. In caso contrario, ciascuna parte può inviare la propria versione.

La vera differenza sta nell’esperienza d’uso. Il sistema digitale, infatti, si basa su interfacce guidate, pensate per accompagnare l’utente passo dopo passo. Questo significa meno errori, campi obbligatori difficili da dimenticare e la possibilità di sfruttare dati già presenti nei database delle compagnie, riducendo i tempi di inserimento.

Inoltre, l’invio della denuncia avviene in tempo reale, con la possibilità di generare e conservare una copia digitale del documento, eliminando il rischio di smarrimenti o compilazioni illeggibili, un classico problema dei moduli cartacei.

Tra innovazione e dubbi

Il CAI digitale si inserisce in un processo più ampio di digitalizzazione del settore assicurativo e della mobilità. Un cambiamento inevitabile, che porta con sé vantaggi concreti ma anche nuove criticità. Da un lato c’è l’efficienza: meno carta, meno errori, tempi più rapidi. Dall’altro emergono interrogativi legati alla trasparenza e alla neutralità degli strumenti digitali, soprattutto quando a svilupparli sono le stesse compagnie che gestiscono i sinistri.

La sfida, nei prossimi mesi, sarà trovare un equilibrio tra innovazione e tutela del mercato, garantendo che la tecnologia resti uno strumento al servizio dell’automobilista e non un meccanismo che ne limiti le scelte.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 05:30:58 +0000
News n. 5
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane del 17 aprile 2026 presenta diversi rallentamenti e code dovute principalmente a traffico intenso e ripristino di incidenti. Tra gli eventi più significativi, segnaliamo una coda di 3 km tra Bologna Fiera e Castel San Pietro sull’A14 per il ripristino di un incidente e code a tratti sull’A4 tra il Nodo di Pero e Milano est per traffico intenso.

A1 MILANO-NAPOLI



06:55 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata è lunga 10 km, dal chilometro 267.0 al chilometro 277.0.



06:12 – Torrenova e Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A.
Coda di 1 km per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
La coda va dal chilometro 20.0 al chilometro 19.0.

A4 TORINO-TRIESTE



07:03 – Nodo di Pero e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta interessata va dal chilometro 125.0 al chilometro 138.3 per una lunghezza di 13.3 km.



06:46 – Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 136.5 al chilometro 141.0 per una lunghezza di 4.5 km.



06:22 – Dalmine e Cavenago
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 150.1 al chilometro 167.8 per una lunghezza di 17.7 km.

A8 MILANO-VARESE



07:04 – Fiera Milano e Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 0.0 al chilometro 2.2 per una lunghezza di 2.2 km.

A12 GENOVA-ROMA



06:54 – Genova est e Bivio A12/A7 Milano-Genova
Coda di 1 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Genova
La coda va dal chilometro 2.5 al chilometro 4.2 per una lunghezza di 1.7 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



07:02 – Bologna Fiera e Castel San Pietro
Coda di 3 km per ripristino incidente
Direzione Taranto
La coda è lunga 3 km all’interno di una tratta complessiva di 6 km, dal chilometro 19.0 al chilometro 25.0.



06:44 – Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro
Coda di 3 km per ripristino incidente
Direzione Bologna
La coda è lunga 3 km all’interno di una tratta complessiva di 3.5 km, dal chilometro 29.0 al chilometro 32.5.

A24 ROMA-TERAMO



06:26 – Via Togliatti e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 4.5 al chilometro 7.3 per una lunghezza di 2.8 km.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



07:05 – Capodichino e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La tratta interessata è lunga 0.5 km, dal chilometro 18.8 al chilometro 19.3.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 05:08:00 +0000
News n. 6
Kawasaki Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid, le due moto ibride ricevono un nuovo aggiornamento

Kawasaki Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid, attualmente le uniche due moto ibride di serie disponibili sul mercato globale, ricevono un aggiornamento sostanzioso per il 2026, volto a migliorare l’esperienza in sella. Non una mossa casuale, nata dall’ascolto del feedback dei propri clienti e della rete di vendita, utili per effettuare interventi mirati sui due modelli.

L’upgrade riguarda principalmente i sistemi di controllo e la centralina ECU, con modifiche alla gestione delle modalità di guida e del cambio. Le novità puntano a superare alcuni limiti emersi nelle prime versioni, migliorando l’utilizzo quotidiano, soprattutto in ambito urbano. A tutto questo si affianca una revisione del prezzo di listino.

Migliorie nate dai pareri dei clienti

Le prime versioni di Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid hanno introdotto una tecnologia inedita nel panorama moto, ma hanno anche evidenziato alcuni limiti legati soprattutto alla gestione delle modalità di guida. In particolare, tra gli aspetti più segnalati da utenti e addetti ai lavori c’era la scarsa flessibilità nel passaggio tra modalità elettrica e ibrida, oltre a un utilizzo della modalità Sport vincolato al cambio manuale.

Proprio a partire da questi riscontri, Kawasaki è intervenuta sull’evoluzione della piattaforma HEV, lavorando in particolare sulla logica di controllo e sulla centralina ECU. L’obiettivo è stato quello di rendere il sistema più intuitivo e coerente nell’uso quotidiano, migliorando l’interazione tra pilota e tecnologia ibrida.

Le moto ibride della Casa giapponese continuano a distinguersi per un’impostazione tecnica che combina motore endotermico ed elettrico. Tra le funzioni disponibili c’è la possibilità di passare manualmente dalla modalità EV, completamente elettrica, alla modalità ibrida anche durante la marcia, senza interruzioni nel funzionamento del veicolo.

Uno degli interventi principali riguarda proprio questa funzione. Nelle versioni precedenti, il passaggio tra modalità EV e ibrida era consentito solo fino a 25 km/h. Con l’ultimo aggiornamento, la soglia viene portata a 60 km/h, ampliando in modo significativo le possibilità di utilizzo soprattutto in ambito urbano, dove le condizioni di traffico richiedono maggiore flessibilità.

Interventi alla modalità Sport e nuovo prezzo

Novità anche per la modalità Sport, che in precedenza poteva essere sfruttata esclusivamente con il cambio in modalità manuale tramite le palette al manubrio. Con la revisione introdotta, è ora disponibile anche una configurazione con cambio automatico , rendendo questa impostazione accessibile senza interventi diretti sulle cambiate.

Gli interventi si inseriscono in un aggiornamento più ampio della gestione elettronica, con modifiche alla ECU che puntano a rendere il comportamento del sistema più fluido e prevedibile. A questo si affianca una revisione del prezzo di listino, con la gamma Hybrid proposta a partire da 6.995 euro, con l’obiettivo di migliorare il posizionamento sul mercato.

I dettagli tecnici dei due modelli

Dal punto di vista tecnico, Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid condividono la stessa piattaforma ibrida. Il sistema combina un motore bicilindrico a quattro tempi da 451 cc con un’unità elettrica alimentata da batteria agli ioni di litio, configurazione che consente di alternare o integrare le due fonti di energia in base alle condizioni di utilizzo.

La potenza complessiva raggiunge i 69,4 CV, con una coppia di 60,4 Nm disponibile a 2.800 giri/min. Il contributo della componente elettrica è particolarmente rilevante nelle fasi di partenza e nella guida urbana, permettendo anche brevi spostamenti in modalità completamente elettrica. Entrambi i modelli dichiarano un peso in ordine di marcia di 227 kg, mentre l’altezza della sella è fissata a 795 mm.

La dotazione elettronica comprende ride-by-wire, controllo di trazione e tre diverse mappe motore. Il telaio è un traliccio in acciaio ad alta resistenza, abbinato a una forcella telescopica anteriore e a un sistema posteriore Uni-Trak con monoammortizzatore regolabile. L’impianto frenante prevede doppio disco anteriore e disco posteriore con ABS, completando una configurazione tecnica pensata per un utilizzo stradale.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 04:01:27 +0000
News n. 7
Che auto guida Lino Banfi, il nonno d’Italia non smette di stupire

Spesso le novità tecnologiche spaventano, eppure se fossimo tutti come Lino Banfi e la sua auto abbracceremmo il cambiamento con un po’ di leggerezza. Già nel 2012, prima che sul carro della transizione ecologica ci salissero tutti, l’attore di origini pugliesi ci mise la faccia, scegliendo di circolare a Roma su un modello completamente elettrico. A quasi quindici anni da allora appare evidente quanto fosse lungimirante sulla crisi ambientale: una presa di coscienza, figlia della consapevolezza che il pianeta vada lasciato in condizioni migliori rispetto a come lo abbiamo trovato.

Un pezzo di futuro: i prezzi al lancio e il valore attuale

L’auto di Lino Banfi ha l’impronta della Citroën C-Zero. Nata nel 2009 da un’ambiziosa partnership tra il gruppo PSA e Mitsubishi Motors, la citycar debuttò nel 2010 e sbarcò sul mercato un anno più tardi, tra le prime elettriche “di massa” in Europa insieme alla gemella Peugeot iOn. Sulla base tecnica della giapponese Mitsubishi i-MiEV, la C-Zero riscuote immediata simpatia grazie alle sue forme – alte e strette – ottime nelle vie urbane e nei parcheggi angusti.

Lino Banfi, un'auto da pioniere: la Citroën C-Zero dell'attore
Ufficio Stampa Citroën
Lino Banfi e la Citroën C-Zero: un’auto da pioniere

Anche nel traffico la riconosceresti al volo: la linea “a uovo†e il parabrezza molto ampio sembrano gridarne la posizione. In appena 3 metri e mezzo di lunghezza, gli ingegneri hanno saputo far convivere l’agilità di un motorino con il comfort di quattro posti reali e la praticità delle cinque porte. Meccanicamente, la C-Zero rinuncia alla classica trazione anteriore per spostare tutto sul retro, motore compreso, un’impostazione che rimanda alle leggendarie “tutto-dietro” del passato, ad assicurare una guida facile e fuori dagli schemi. I 166 litri del bagagliaio accolgono giusto la spesa, in compenso, la visuale panoramica e il raggio di sterzata ridottissimo permettono di dominare il caos urbano con una disinvoltura invidiabile.

Il motore da 67 CV non conosce pigrizia, merito della spinta immediata tipica delle elettriche. Ok, non è fatta per correre — si ferma a 130 km/h — ma i suoi 150 km di autonomia dichiarata facevano quasi pensare al miracolo, lo stesso dicasi sulla capacità di recupero dell’80% in mezz’ora scarsa. A quel punto, ricaricare tra un impegno e l’altro smette di condizionare la giornata. Al lancio la C-Zero costava circa 30.000 euro di listino, oggi un esemplare del 2012 vale in media tra 3.000 e 6.000 euro: abbastanza per capire quanto fosse in anticipo sui tempi.

Ma perché dare una chance proprio alla C-Zero? Il portafoglio incide: con una spesa tra 1,4 e 2 euro puoi percorrere fino a 100 chilometri e la manutenzione quasi te la scordi, perché quasi nulla può rompersi sotto il cofano. Gli interni sono essenziali, quasi poveri, e bisogna imparare a gestire l’ansia da ricarica una volta accesa l’aria condizionata. In anticipo sulle mode, Lino Banfi aveva il privilegio di attraversare la Capitale nel silenzio assoluto, con un impatto ambientale e dei costi di gestione ridotti finalmente all’osso.

Stanno tutti invitati: sempre un passo avanti

In prima fila nella mobilità del futuro, al volante della sua auto elettrica, Lino Banfi ha sempre avuto un filo diretto con il cuore della gente, che vibrerà ancora giovedì 16 aprile su Canale 5. L’attore sarà infatti tra gli ospiti d’onore dell’ultima puntata di Stanno tutti invitati, lo show evento di Pio e Amedeo dedicato ai loro 25 anni di carriera. Il “nonno d’Italia” salirà sul palco insieme a grandi nomi come i Pooh, Belen Rodriguez e Sal Da Vinci per festeggiare il successo del duo foggiano. Tanto sul palcoscenico quanto nelle scelte di vita quotidiana, traccia il sentiero verso un domani migliore.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 19:00:49 +0000
News n. 8
Quasi 10 miliardi l’anno in pedaggi autostradali, ecco quanto spendono gli italiani

Viaggiare in autostrada, oggi, è una spesa che incide sempre di più sul bilancio degli automobilisti italiani. Una percezione confermata dai numeri dell’ultima ricerca del Politecnico di Milano, che racconta come nel 2025 i pedaggi autostradali si siano attestati a quota 9,9 miliardi. Una ricerca che fotografa le abitudini di mobilità degli italiani, il peso crescente dei costi dell’auto e l’evoluzione dei sistemi di pagamento, sempre più digitali.

Crescita moderata dei pagamenti autostradali

Il dato emerge dallo studio “Il mercato della mobilità in Italia nel 2025: strumenti e canali di pagamento digitali”, realizzato dagli Osservatori Innovative Payments e Travel Innovation del Politecnico di Milano, con UnipolMove come main partner.

Nonostante la cifra potrebbe suggerire il contrario, rispetto agli anni precedenti la crescita del valore complessivo dei pedaggi è stata più contenuta, soprattutto se confrontata con il rimbalzo registrato nel periodo post-pandemia, quando il ritorno agli spostamenti aveva fatto segnare aumenti record. Oggi la direzione sembra stabile, con il traffico autostradale che continua a crescere ma a ritmo lento e regolare. Anche perché le tariffe, nei prossimi anni saranno sempre più legate ai veri investimenti sulla rete infrastrutturale.

Crescono i pagamenti digitali

Se c’è un ambito in cui la trasformazione è evidente, è quello dei sistemi di pagamento. Il contante, ormai, è sempre meno protagonista. Nel 2025, i sistemi di telepedaggio rappresentano l’88% del totale degli incassi autostradali. Un dato che certifica come gli italiani abbiano ormai adottato in massa soluzioni automatiche per evitare code ai caselli e semplificare il viaggio.

La digitalizzazione, però, non riguarda solo le autostrade. Anche in città il cambiamento è evidente sia nei parcheggi, con i pagamenti digitali sulle strisce blu passati dall’8% del 2019 al 41% del 2025.  Anche i taxi aumentano la propria quota elettronica, che passa dal 15% al 39%, anche se qui il contante resta ancora piuttosto diffuso. Un’evoluzione guidata da diversi fattori: la diffusione delle app, il rinnovamento dei parcometri e una maggiore familiarità degli utenti con i pagamenti elettronici.

In sostanza, la mobilità italiana sta diventando sempre più cashless, con benefici evidenti in termini di praticità, ma anche con nuove sfide legate alla gestione dei dati e alla sicurezza dei sistemi.

Micromobilità a due facce

Continuando sul tema cittadino, lo studio offre uno sguardo più ampio sull’intero ecosistema della mobilità. Ed è qui che emergono alcune dinamiche interessanti. La micromobilità continua a registrare segnali positivi, soprattutto nelle grandi città, dove rappresenta una valida alternativa all’auto privata per gli spostamenti brevi, in particolare con il bike sharing.  Diverso il discorso per i monopattini elettrici, che stanno vivendo una fase di rallentamento. Le nuove normative e una maggiore regolamentazione del settore hanno frenato l’espansione di un fenomeno che, fino a pochi anni fa, sembrava inarrestabile.

Anche il car sharing attraversa un momento più complesso: flotte ridotte, costi operativi in aumento e modelli di business ancora in fase di revisione.

Un sistema in trasformazione

Il quadro che emerge è quello di un sistema della mobilità in piena trasformazione. Da un lato, le autostrade restano un pilastro fondamentale, con costi complessivi sempre più rilevanti. Dall’altro, cambiano le modalità di utilizzo e di pagamento, con una digitalizzazione ormai diffusa. I quasi 10 miliardi spesi ogni anno in pedaggi raccontano una verità semplice: l’auto resta centrale nella vita degli italiani. Ma il modo di viverla sta cambiando rapidamente.

E mentre il futuro della mobilità si gioca tra elettrificazione, servizi condivisi e nuove tecnologie, una cosa è certa: il costo di muoversi continuerà a essere uno dei temi più caldi per gli automobilisti italiani.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 14:18:55 +0000
News n. 9
L’intelligenza artificiale che prevede i furti, la nuova frontiera della sicurezza

Un’AI in grado di prevedere i furti, questa la promessa di LoJack, azienda italiana che introduce sul mercato un sistema basato sull’intelligenza artificiale, capace di analizzare comportamenti, contesto e segnali sospetti per anticipare il rischio.

Si chiama AI Theft Detection ed è pensato soprattutto per il mondo delle flotte aziendali, uno dei bersagli preferiti dalla criminalità organizzata. Non si tratta di un semplice antifurto evoluto, ma di un sistema che lavora in modo continuo, incrociando dati e individuando pattern anomali, con l’obiettivo di intervenire prima che sia troppo tardi. Un cambio di prospettiva importante: dalla reazione alla prevenzione.

L’importanza del tempismo

Quando si parla di furti d’auto, il fattore tempo è tutto. E i numeri aiutano a capire perché. In Italia, il 64% dei furti avviene tra le 21 e le 6 del mattino, una fascia oraria in cui il controllo è ridotto e i veicoli restano spesso incustoditi per ore. Ancora più significativo è un altro dato: in oltre il 70% dei casi il furto viene scoperto solo al mattino, quando ormai il mezzo è già lontano e le possibilità di recupero si riducono drasticamente.

È proprio in questo vuoto temporale che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Intervenire prima che il furto venga portato a termine significa aumentare in modo concreto le probabilità di recupero e ridurre i danni economici per aziende e privati.

Analisi notturna in tempo reale

Il cuore del sistema sviluppato da LoJack è la sua capacità di monitorare costantemente il veicolo, con particolare attenzione alle ore più critiche, quelle che vanno da mezzanotte alle prime luci dell’alba. Attraverso una rete di sensori e dati telemetrici, l’algoritmo analizza una serie di segnali che possono indicare un rischio concreto. Tra questi:

  • tentativi di sollevamento del veicolo con motore spento;
  • disconnessione improvvisa della batteria;
  • presenza in aree considerate sensibili, come porti, zone di confine o aree già segnalate per attività sospette.

Il sistema non si limita a registrare questi eventi, ma li interpreta in tempo reale attraverso l’AI, costruendo una sorta di profilo di rischio dinamico. Se viene rilevata un’anomalia, scatta immediatamente l’allerta alla centrale operativa che procede al contatto immediato con conducente, fleet manager e società di noleggio. A furto confermato la posizione del veicolo viene comunicata alle Forze dell’Ordine.

La filosofia di LoJack

A spiegare la filosofia dietro questo sistema è Massimo Braga, vice presidente e direttore generale di LoJack Italia:

“La lotta ai furti d’auto è sempre più una sfida contro il tempo, dove la tecnologia, guidata dall’esperienza e dall’organizzazione sul territorio, fa la differenza. In Italia quasi due furti su tre avvengono di notte, quando i criminali possono contare su ore preziose prima che il crimine venga scoperto. Con ‘AI Theft Detection’ abbiamo ottimizzato un sistema di AI agentica capace di anticipare il rischio e attivare tempestivamente la risposta, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente i nostri tassi di recupero, già oggi pari al doppio della media nazionale.”

Una risposta a un fenomeno in crescita

Il contesto in cui nasce questa tecnologia è tutt’altro che semplice. Negli ultimi anni, i furti d’auto sono diventati più sofisticati, grazie all’utilizzo di strumenti elettronici e tecniche sempre più avanzate, come l’accesso ai sistemi digitali delle vetture. In parallelo, il valore delle componenti è aumentato, alimentando un mercato parallelo molto redditizio. Per questo motivo, sistemi come quello sviluppato da LoJack rappresentano una risposta necessaria a un problema reale, specialmente per chi deve difendere interi patrimoni aziendali.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 12:50:40 +0000
News n. 10
Spia FAP intasato, cosa fare subito per evitare danni al motore da migliaia di euro

L’accensione della spia del filtro antiparticolato non deve essere interpretata come un semplice avviso di manutenzione, ma è il segnale che la capacità di accumulo dello scarico ha raggiunto il limite critico.

La fuliggine sta iniziando a saturare le celle interne del filtro e, se non viene smaltita immediatamente attraverso il calore delle rigenerazioni, si trasformerà in un vero e proprio “tappo†che impedirà ai gas di defluire correttamente. Questa condizione è estremamente pericolosa, quando i gas trovano la via d’uscita ostruita, le temperature salgono e la contropressione spinge contro la turbina, rischiando di distruggerla in pochi chilometri.

Ma il danno alla turbina è solo il primo dei problemi, esiste un pericolo ancora più serio riguardante l’olio motore, se trascurato potrebbe portare al blocco totale del propulsore.

Posso continuare a guidare con la spia FAP accesa?

La risposta dipende esclusivamente dal tipo di segnalazione che compare sul cruscotto, ogni spia indica un livello di urgenza differente. Quando il sistema di gestione motore rileva un eccesso di fuliggine, attiva delle strategie di protezione che devi saper interpretare per non peggiorare la situazione:

  • spia del filtro antiparticolato: indica che il componente ha raggiunto il limite massimo di saturazione, in questa fase il filtro può ancora essere recuperato autonomamente, ma richiede la pulizia immediata da effettuare su strada;
  • modalità recovery: la centralina ha rilevato un’anomalia critica e ha tagliato l’erogazione della potenza per proteggere il motore, una volta entrata in questa modalità, non è più possibile avviare la rigenerazione. L’unico modo per sbloccarla è tramite l’utilizzo di un’attrezzatura diagnostica presso un’officina;
  • spia candelette lampeggiante: su molti sistemi diesel, questo segnale indica un’avaria che impedisce la corretta gestione dei fumi. Questo blocco elettronico interrompe ogni tentativo di pulizia automatica del filtro;
  • spia degrado olio: segnala che il lubrificante è contaminato, questo accade quando le rigenerazioni vengono interrotte troppe volte, diluendo l’olio e compromettendo la protezione di componenti vitali come le bronzine.

Continuare a guidare in città con queste spie accese è un errore, senza una velocità costante e le giuste temperature, il filtro non può rigenerarsi. Il rischio reale è che la fuliggine si solidifichi, trasformando un semplice avviso in un componente da sostituire.

Cosa succede se ignori il problema

Ignorare l’avviso di un filtro intasato significa innescare una reazione a catena che aggredisce i componenti più costosi del tuo motore. Più chilometri percorri in queste condizioni, più la meccanica si degrada a causa dell’aumento delle temperature e delle pressioni interne.

Ecco cosa succede tecnicamente se decidi di non intervenire:

  • rottura turbocompressore: i gas di scarico, non trovando sfogo, creano un’ondata di calore e pressione che torna indietro verso la girante della turbina, deformando l’alberino e danneggiando i cuscinetti;
  • pericolo di autoaccensione: quando l’olio è troppo diluito dal gasolio, il livello sale oltre il limite massimo portando il motore ad alimentarsi da solo con i vapori del lubrificante, aumentando i giri in modo incontrollato fino alla rottura del propulsore;
  • ostruzione della valvola EGR: i fumi sporcano i condotti di aspirazione causando strati di carbone difficili da rimuovere, questo blocca i meccanismi di ricircolo.

Quanto costa ripristinare il sistema

Per preventivare una spesa di riparazione, si deve effettuare una valutazione basata sulla gravità dell’ostruzione rilevata dai sensori. In officina, consideriamo principalmente la soluzione meno invasiva fino ad arrivare alla sostituzione completa del componente nei casi di danneggiamento del nido d’ape interno. Ecco i costi medi per le operazioni più comuni:

  • diagnosi elettronica: è il passaggio obbligatorio per leggere i valori di contropressione e ha un costo medio tra i 40 e gli 80 euro a seconda del veicolo;
  • rigenerazione forzata in officina: il tecnico avvia la procedura tramite tester diagnostico in condizioni controllate, con una spesa che oscilla tra i 150 e i 200 euro;
  • pulizia con additivi: se la rigenerazione forzata non è sufficiente, utilizziamo liquidi specifici iniettati direttamente nel filtro tramite il foro del sensore di pressione. Questo trattamento scioglie i depositi più duri e ha un costo che si aggira intorno ai 150 euro per i prodotti, a cui va aggiunta la manodopera per un totale che può arrivare ai 250-300 euro;
  • lavaggio chimico o pulizia a ultrasuoni: se il filtro è smontabile, viene trattato con solventi specifici per rimuovere ceneri e residui carboniosi, con un costo che varia dai 300 ai 600 euro a seconda della complessità di smontaggio;
  • sensore di pressione differenziale: in molti casi l’ostruzione è minima ma il sensore è guasto, la sostituzione richiede mediamente tra i 180 e i 250 euro;
  • sostituzione del filtro: è la soluzione più impegnativa ma necessaria in caso di filtri fusi o crepati. Esistono tipologie di ricambi revisionati o nuovi, la spesa si aggira intorno ai 900 euro nel primo caso, ma può superare i 1.500 euro nel secondo.

Come rigenerare il filtro su strada correttamente

Se la spia è accesa in modalità fissa e la centralina non ha ancora tagliato la potenza, puoi tentare il ripristino autonomo del sistema. La rigenerazione spontanea richiede che i gas di scarico raggiungano temperature molto elevate per innescare la pulizia della fuliggine, una condizione che non si verifica quasi mai nel traffico urbano. Per forzare tecnicamente questo processo, devi seguire una procedura precisa:

  • mantenere il regime motore costante: è necessario guidare su un tratto stradale libero, come una tangenziale o un’autostrada, mantenendo il motore sui 2.500 giri;
  • percorrere un tragitto lungo: la marcia deve essere costante per almeno 15-20 minuti con il motore a temperatura di esercizio, poiché ogni rallentamento o sosta forzata interrompe il ciclo di pulizia;
  • non spegnere il propulsore: se interrompi la marcia mentre la centralina sta effettuando la post-iniezione di gasolio, la temperatura crollerà bruscamente e il particolato si depositerà in modo ancora più compatto nelle celle del filtro;
  • additivi: l’aggiunta di un additivo specifico nel serbatoio del carburante aiuta a ottimizzare la reazione, abbassando la temperatura di innesco necessaria per bruciare i residui carboniosi;
  • riconoscere l’inizio della pulizia: ti accorgerai che la procedura è partita perché il motore produrrà un rumore più cupo e dallo scarico inizierà una fumosità elevata;
  • verificare lo stato della spia: la rigenerazione è terminata quando la fumosità finisce e il rumore del motore ritorna normale. Al termine, se la spia non scompare autonomamente, sarà necessario spegnere e riavviare il quadro strumenti per permettere al software di aggiornare i parametri di pressione.

I consigli del meccanico

Per evitare di ritrovarti con la spia accesa e il rischio di danni costosi, la prevenzione è l’unica strategia efficace. Un filtro antiparticolato ben tenuto può durare quanto l’intera vita del veicolo, ma richiede delle accortezze tecniche. Ecco i miei consigli per mantenere il sistema in perfetta efficienza:

  • uso regolare di additivi: versare un flacone detergente nel serbatoio ogni 5.000 km, questi prodotti aiutano a mantenere pulito il sistema di iniezione e abbassano la temperatura di combustione della fuliggine, facilitando le rigenerazioni anche se non fai molta autostrada;
  • evita tragitti brevi: se usi l’auto solo per pochi chilometri in città, il filtro non raggiungerà mai la temperatura di esercizio, accumulando sporcizia e la rigenerazione non si attiverà;
  • olio motore specifico: utilizza solo lubrificanti “low SAPS” (a basso contenuto di ceneri), un olio senza le corrette specifiche produce residui che il filtro FAP non è in grado di smaltire, portandolo all’ostruzione completa;
  • non interrompere le rigenerazioni: se senti le ventole al massimo o un odore acre quando parcheggi, il sistema sta lavorando. In questa situazione continua a guidare per qualche minuto finché il rumore non torna normale per evitare che il gasolio incombusto finisca nella coppa dell’olio.
Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 12:12:10 +0000
News n. 11
Milano Design Week, la mostra “10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto’’

Appuntamento a via Tortona 35, punto di incontro tra design e automotive, per osservare la mostra “10 anni di Saloni dell’Auto all’apertoâ€, progetto espositivo meneghino che rende omaggio alla storia dei Motorshow en plein air. Il MIMO ha portato gli appassionati a Torino, Milano e sul circuito di Monza per vivere emozionanti esperienze.

Andrea Levy, amante del Motorsport e straordinario pilota in pista, ha seguito i saloni automobilistici e gli eventi dinamici internazionali, come Goodwood e Pebble Beach, da dove è originata l’ispirazione del format di Parco Valentino prima e oggi di Milano Monza Open-Air Motorshow. Convertendo piazze e luoghi simbolo del Belpaese in un immenso palcoscenico per l’automobile, il presidente di MIMO Andrea Levy è riuscito a creare il format giusto per raccontare la storia delle vetture più prestigiose al mondo. Un risultato che verrà celebrato nel Design Week 2026.

Kermesse da non perdere

Dal 20 al 26 aprile, nel cuore di Milano, gli appassionati potranno vivere un’esperienza coinvolgente in cui il racconto di dieci anni di eventi en plein air si materializza attraverso un’installazione che unisce un videowall ondulato di 50 metri e una selezione di auto iconiche. Il videowall esprime una lettura emozionante dell’evoluzione dell’industria di oltre 70 costruttori che hanno lasciato un segno indelebile. Le immagini offrono la possibilità di cogliere le sfumature di una rivoluzione stilistica che ha coinvolto i più importanti marchi al mondo, mostrando il percorso evolutivo dell’automotive moderno.

Un hub del design, dove l’automobile è elemento narrativo, in cui si crea un dialogo tra immagini, luce e architettura. Il ricordo della parata davanti al Duomo di Milano, simbolo della ripartenza post-pandemia, al passaggio di una monoposto Red Bull di Formula 1 in via Roma a Torino, sino alla sfilata delle supercar più belle nel centro cittadino e alla Mole Antonelliana illuminata con i loghi dei brand. Un viaggio lungo 10 anni in cui sono state protagoniste tante regine della Motor Valley, tra cui le hypercar Pagani con il sound inconfondibile dei motori V12.

Un’onda luminosa di passione

L’amore per le quattro ruote viene enfatizzato in un percorso visivo ricco di significato. In una fase molto complessa per il mercato delle quattro ruote l’iniziativa rappresenta anche un concetto di speranza per un futuro in cui sognare di guidare un’auto iconica italiana dovrà rimanere un valore aggiunto. I visitatori, oltre al video che racconta l’evoluzione dello stile, potranno osservare bolidi sensazionali. L’elenco completo delle vetture esposte nella Design Week è molto ampio, unendo passato, presente e futuro dell’automotive.

Sarà l’occasione per ammirare le linee della Ferrari 296 Challenge, protagonista del monomarca Ferrari Challenge Europe e del Campionato Italiano Gran Turismo, la Dallara Stradale, primo esemplare consegnato al mondo per offrire in strada una esperienza racing. Inoltre gli appassionati potranno gustarsi il BMW Skytop per comprendere il linguaggio stilistico della Casa dell’Elica bavarese, la cattivissima Lamborghini Huracán Super Trofeo Evo 2, la Italdesign Nissan GT-R50, edizione celebrativa realizzata per i 50 anni della GT-R e di Italdesign, la Pininfarina Honda HP-X, la GFG Style Vision 2030 Desert Raid, la Porsche Taycan Turbo GT e la potentissima Pininfarina Battista dedicata a Nino Farina, primo vincitore di un campionato di F1.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 10:47:16 +0000
News n. 12
F1, la FIA vieta il trucco Mercedes: pugno duro di Domenicali

Le tre pole position di fila della Mercedes nei primi tre round della stagione, di cui due di Kimi Antonelli, avevano creato dei sospetti tra gli uomini al muretto Ferrari. Interpellata sulla questione tecnica dietro al vantaggio delle Frecce d’argento sul giro secco, la FIA ha reagito mettendo fine al sistema utilizzato anche da Red Bull Racing per ottenere un vantaggio decisivo negli ultimi metri dei giri di qualifica.

Secondo le ricostruzioni, i due team avevano trovato il modo di aggirare la riduzione progressiva di potenza elettrica prevista dal regolamento nella parte finale del giro cronometrato. Le norme stabiliscono la diminuzione dell’erogazione dell’energia per motivi specifici, mentre Mercedes e RB conservavano la massima spinta green più a lungo, riuscendo a strappare tra i 50 e i 100 kW in più rispetto ai competitor.

Un vantaggio che sin qui ha fatto la differenza. Il regolamento, infatti, permette lo spegnimento dell’MGU-K in caso di emergenza tecnica, tuttavia le due squadre lo disattivavano nel momento topico della qualifica per scongiurare il taglio di potenza.

Cosa accadrà da Miami?

La Mercedes ha sfruttato al massimo il cambio regolamentare del 2026 per imporsi in vetta alle classifiche. La stagione è cominciata con una doppietta all’esordio in Australia, dove le Frecce d’argento hanno monopolizzato la prima fila. George Russell aveva rifilato 8 decimi al pilota della RB Hadjar, primo degli inseguitori rivali, e Antonelli aveva ottenuto il secondo tempo con un vantaggio di mezzo secondo sul restante gruppo. In Cina il driver bolognese ha registrato la sua prima pole position, risultando – a 19 anni, 6 mesi e 18 giorni – il più giovane in assoluto della storia della massima categoria del Motorsport.

A Shanghai Kimi ha festeggiato il primo trionfo in carriera in F1, a distanza di 20 anni dalla vittoria di Giancarlo Fisichella nel GP della Malesia 2006. Due settimane dopo, nel weekend di Suzuka, si è confermato lo strapotere Mercedes in qualifica. Pole position e secondo successo di fila per il numero 12, con record di Ascari eguagliato come secondo italiano a vincere almeno due Gran Premi di fila in F1. I motoristi di Brackley hanno fatto un lavoro molto scaltro: la Power Unit Mercedes non sembra avere rivali in termini di sfruttamento e rigenerazione dell’energia.

Dalla prossima tappa di Miami è stato chiarito però che lo spegnimento dell’MGU-K potrà essere utilizzato esclusivamente in presenza di un concreto problema tecnico. Nella tappa in Giappone sia Mercedes che Red Bull hanno riscontrato un repentino calo di potenza, rallentando improvvisamente in tratti delicati della pista.

La Scuderia Ferrari ha colto l’occasione per evidenziare i rischi alla Federazione che ha scoperto come i competitor erano riusciti a sfruttare una zona grigia del regolamento tecnico. Oltre al rapporto di compressione della nuova PU ibrida, Mercedes aveva trovato un’altra falla per spingersi oltre i limiti.

La posizione di Domenicali

Il CEO della F1 ha chiesto delle correzioni al regolamento 2026, in particolare per quanto riguarda i motori ibridi, la cui gestione della potenza elettrica sta frustrando il talento naturale dei piloti e facendo arrabbiare gli appassionati. Il divieto impatterebbe in qualifica non solo sui team ufficiali Mercedes e Red Bull, ma anche sulle scuderie clienti come McLaren, Williams, Alpine e Racing Bulls. Stefano Domenicali ha annunciato:

“La discussione in corso da molti mesi con la FIA, i team e i piloti sta andando nella direzione giusta. Penso valga la pena raccogliere le critiche costruttive: speriamo che prima di Miami la FIA ci informi sugli aggiustamenti in arrivo, sia per permettere di rimanere a piena potenza o frenata nelle qualifiche, sia per risolvere le preoccupazioni dei piloti. Non dimentichiamo che questo regolamento è nato perché i costruttori chiedevano questa direzione per restare nel Motorsport. E chi dice che i sorpassi oggi sono artificiali ha la memoria corta: nell’era dei turbo, negli anni ’80, si faceva lift and coast, si avevano velocità diverse e si doveva risparmiare benzina, altrimenti non si arrivava alla fineâ€.

Domenicali non ha sottolineato però che negli anni d’oro della F1 i piloti rischiavano la vita per raggiungere su auto con motori termici le massime performance in pista. La nuova gestione dell’energia ha cambiato il modo di guidare dei cavalieri del rischio che devono badare più al display sul volante che al punto di corda. Le nuove PU con un quasi totale equilibrio tra parte elettrica e termica hanno snaturato le qualifiche, trasformando i sorpassi tra i driver in azioni facilitate da livelli di batteria differenti.

Regolamento sotto accusa

Tema centrale è anche la sicurezza in pista, peggiorata rispetto alla precedente era ibrida, a causa delle notevoli differenze di velocità tra le monoposto che ricaricano la batteria e quelle lanciate, come dimostrato dal rischioso incidente tra Oliver Bearman e Franco Colapinto a Suzuka. Il pilota argentino della Williams viaggiava a 50 km/h in meno rispetto all’inglese della Haas. La modalità boost per avere una spinta di potenza elettrica durante il sorpasso può diventare un’arma a doppio taglio.

Il sistema determina il rischio concreto di scaricare la batteria, perdere velocità ed essere sorpassati in frenata in curva, mentre la batteria si ricarica. Anche per questo i duelli appaiono più movimentati con continui cambi di posizione.

I vertici della categoria, complice la cancellazione delle gare in Bahrain e in Arabia Saudita, a causa della guerra in Medio Oriente, stanno vagliando tutte le ipotesi per accrescere la sicurezza e lo spettacolo in pista. Il “party mode†della Mercedes ha causato un rallentamento drastico delle vetture della Stella durante l’inizio del giro di rientro dopo quello cronometrato valido per la pole.

Stefano Domenicali ha chiesto per maggio delle modiche al format qualifiche per consentire ai piloti una equità, ma anche le gare dovranno essere riviste per garantire uno spettacolo degno della storia della F1. L’innovazione delle monoposto e dei motori, tanto osannata da Audi e Mercedes, deve conciliarsi con la natura dello sport.

La Casa con sede a Brackley sta beneficiando di un regolamento scritto male che potrebbe portare a una contesa mondiale interna tra Kimi Antonelli e George Russell, annullando le ambizioni di tutti gli altri top team. L’uso di un sistema di emergenza per vantaggi prestazionali è in contrasto con lo spirito del regolamento tecnico e dal prossimo Gran Premio in Florida la musica cambierà per la corazzata anglo-tedesca.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 09:39:11 +0000
News n. 13
Toyota Yaris Cross, restyling raffinato: cosa cambia sul B-SUV ibrido

Il piccolo genio nipponico a ruote alte si rinnova all’insegna dell’efficienza e della classe, conservando i tratti distintivi che hanno decretato il suo successo. Costruita sulla piattaforma modulare TNGA nella versione GA-B, sviluppata da Toyota per le compatte di segmento B, dal 2020 la Yaris Cross ha dato un ulteriore boost alle vendite del colosso giapponese.

Con una offerta sdoppiata, la variante SUV, in appena 4,18 metri di lunghezza, unisce la comodità della guida rialzata alla sportività di una hatchback. C’è poco da dire sulla capacità dei tecnici Toyota di creare auto sensazionali sul piano del design e della praticità. Un modello già best seller nel Vecchio Continente, mentre in Italia se ne vendono più di 3.000 ogni mese. Il B-SUV full hybrid vanta una doppia scelta tra due e quattro ruote motrici.

Nuovo design frontale

Il restyling della Yaris Cross punta sull’eleganza, con un’inedita griglia anteriore ad alveare, rifinita nel colore della carrozzeria, per garantire un look accattivante. La sezione inferiore nera si combina con i passaruota svasati per trasmettere un’immagine da SUV muscolare. I fari a LED ridisegnati completano uno stile moderno e includono luci diurne integrate di serie. Spiccano nuovi cerchi in lega nelle versioni superiori – 17 pollici su Icon, 18 pollici su Premium – per una pulizia delle linee impeccabile.

Si amplia, inoltre, la palette di colori, con il magnifico Precious Bronze dell’unità in copertina, disponibile esclusivamente in soluzione bi-tono con tetto e montanti a contrasto. L’abitacolo è caratterizzato da una finitura delle porte color platino che si abbina a una striscia dello stesso colore sul cruscotto. L’attenzione ai dettagli è notevole con nuovi sedili sportivi, nella versione Icon, per garantire un piacevole supporto laterale. Vanta lo stesso inserto color platino e una cucitura tricolore a contrasto per una sensazione di alta qualità.

Per la versione Premium c’è una rifinitura in simil pelle con riflessi contrastanti sulle spalle e sui rinforzi laterali. Da notare il nuovo materiale SakuraTouch, fatto con PVC di origine vegetale, sughero di scarto e PET riciclato, in grado di ridurre le emissioni di CO2 in produzione del 95% rispetto alla vera pelle. Confermata la struttura della consolle centrale, dove la strumentazione digitale si abbina a un touch screen da 10,5 pollici. Su tutte le versioni sono ora inclusi specchietti esterni ripiegabili elettricamente.

La versione GR Sport

Per chi a bordo della Yaris Cross vuole di più Toyota ha previsto un allestimento con i fiocchi: sospensioni ricalibrate per emozionanti azioni alla guida, cerchi da 18 pollici e un design rivisto del paraurti anteriore. I sedili sportivi, la tappezzeria grigia con cuciture rosse, il logo GR sugli appoggiatesta e inserti verniciati in argento su portiere e cruscotto definiscono un look decisamente sportivo.

La Yaris Cross non tradisce il suo classico propulsore che ne ha decretato il successo europeo. La motorizzazione 1.5 full hybrid è in grado di sprigionare 131 CV, disponibile con trazione anteriore o integrale. Con una coppia di 185 Nm, il B-SUV accelera da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi. Le emissioni di CO2 dichiarate sono comprese tra 100 e 107 g/km. In altri mercati resterà a listino anche il sistema Hybrid 115 CV, previsto solo con due ruote motrici. Le vendite inizieranno dal prossimo mese e le prime consegne sono previste a settembre. Prezzi top secret, ma non dovrebbero esserci clamorosi rialzi rispetto all’attuale listino.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 08:02:10 +0000
News n. 14
Lancia Ypsilon, arriva la svolta: motore termico con cambio manuale

Dopo aver constatato che la strategia green non era la più adatta per il risorgimento del marchio, i vertici del Gruppo Stellantis hanno scelto di offrire un’alternativa termica agli amanti della Ypsilon. In occasione della Design Week che si terrà a Milano, il brand piemontese proporrà la nuova variante a benzina, prendendo una strada precisa per il futuro.

Lancia, così come Fiat e gli altri costruttori europei, deve proporre auto in linea con le reali esigenze della clientela storica. I numeri al di sotto delle attese della gamma elettrificata hanno spinto a un allargamento delle proposte in un car market sempre più orientato alla differenziazione. La nuova Ypsilon sarà declinata con tre motori e tre diversi allestimenti.

Pensata per il mercato italiano

La mentalità nostrana è ancora legata al profumo della benzina. Per soddisfare i bisogni di mobilità dei puristi, Lancia ha pensato di completare l’offerta con un turbo benzina, associato a un cambio manuale a sei marce. Un tre cilindri turbo da 1.2 litri in grado di sprigionare 101 CV e 205 Nm di coppia già a bassi regimi, offrendo una guida fluida. Le prestazioni? Scatto da 0 a 100 km/h in circa 10,2 secondi e una top speed di 194 km/h. La Ypsilon diventa la perfetta compagna di viaggio in gite fuori porta e adatta a rapidi spostamenti urbani.

Il motore, con l’adozione del ciclo Miller e dell’iniezione ad alta pressione, mette in primo piano i valori di Stellantis. Un motore a combustione interna può rappresentare una scelta di efficienza, palesando numeri ottimi (consumo di carburante: 5,4-5,2 l/100km – emissioni di CO2: 121-119 g/km), pur garantendo un piacere di guida old school. La Nuova Ypsilon Turbo 100 è pensata per chi ama una guida diretta e dinamica, non tradendo il linguaggio stilistico “Pu+Ra†introdotto con la quarta serie.

Bella e possibile

Il design è caratterizzato da linee sinuose che trasmettono un senso di eleganza ricercato. La Ypsilon vanta una firma luminosa distintiva e uno dei posteriori più indovinati degli ultimi anni in Italia. Con l’introduzione del cambio manuale e del motore termico cambia anche il tunnel centrale, in cui il tavolino multifunzione viene sostituito da un classico vano portaoggetti più pratico. Confermato il sistema di infotainment S.A.L.A., che integra funzioni di audio, clima e illuminazione in un’unica interfaccia intuitiva. L’utilitaria torinese sarà una delle regine della Design Week 2026.

La Nuova Ypsilon Turbo 100 è disponibile sull’intera gamma di allestimenti: Ypsilon, LX e HF Line con un prezzo di listino di 3.000 euro inferiore rispetto alle corrispondenti versioni ibride. Il prezzo di listino della versione termica è di circa 22.200 euro. Un posizionamento che rimane premium ma non fuori portata per la fascia media. Con la formula del finanziamento di Stellantis Financial Services, infatti, il prezzo promozionale scende a 15.950 euro (oltre oneri finanziari), con una soluzione che prevede 36 rate da 99 euro mensili.

Chiara la strategia multi-energia di Lancia: ibrida, full electric e ora anche benzina, tre anime diverse per tre stili di vita contemporanei. Senza rinunciare al piacere di un cambio manuale, con gusto e raffinatezza da oggi si può apprezzare ancora di più la quarta serie della Ypsilon.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 06:56:42 +0000
News n. 15
Renault Twingo E-Tech, tecnologia da primato: ben 24 gli ADAS

La nuova Renault Twingo E-Tech Electric si presenta sul mercato, non solo come erede di quella piccoletta dal design irresistibile nata nei primi anni ’90, ma come un vero e proprio “game changer” tecnologico per il segmento A. L’obiettivo dichiarato di Renault è democratizzare la mobilità elettrica, offrendo dotazioni e sistemi di assistenza solitamente riservati a categorie superiori, rendendo ogni spostamento urbano un’esperienza fluida e iper-connessa.

Un mare di tecnologia

L’abitacolo si snoda intorno al doppio display orizzontale OpenR, una configurazione di serie su tutte le versioni che proietta immediatamente il conducente in una dimensione moderna. Di fronte al guidatore si trova un driver display digitale da 7” per le informazioni essenziali, mentre al centro svetta il touchscreen multimediale da 10,1” . L’interazione inizia ancora prima di partire: una sequenza di benvenuto visiva e sonora, curata in collaborazione con il compositore Jean-Michel Jarre, accoglie gli occupanti stimolando i sensi e creando un’atmosfera di “ottimismo digitale”.

Nella versione Techno, il sistema OpenR Link con Google integrato diventa lo strumento indispensabile per la vita quotidiana. Semplice e intuitivo come un tablet, permette l’accesso nativo a Google Maps, Google Assistant e al catalogo Google Play, che offre una ricchezza di contenuti record per il segmento con oltre 100 applicazioni scaricabili, tra cui Amazon Music, Prime Video e il browser Vivaldi. Per supportare questa mole di dati, Renault offre per la prima volta 2 gigabyte al mese inclusi per tre anni, garantendo fino a 40 ore di streaming musicale senza gravare sullo smartphone dell’utente.

C’è anche l’avatar virtuale

L’innovazione più “umana” è rappresentata da Reno, l’avatar virtuale specializzato nella mobilità elettrica. Reno funge da vero copilota: può programmare la ricarica, spiegare le funzioni dell’auto o rispondere a curiosità tecniche. Grazie all’integrazione di ChatGPT (versione 4o-mini), l’avatar è in grado di sostenere conversazioni fluide e rispondere a domande di cultura generale, rendendo il viaggio interattivo e divertente.

Tanti gli ADAS

Dal punto di vista della dinamica di guida, la tecnologia si traduce in efficienza e sicurezza. Debutta la funzione One Pedal, che permette di gestire la frenata rigenerativa su quattro livelli tramite le palette al volante, arrivando all’arresto completo del veicolo senza toccare il freno, ideale per il traffico cittadino. La sicurezza è garantita da 24 dispositivi di assistenza alla guida (ADAS).

Tra questi spiccano l’Easy Park Assist, novità assoluta per la categoria, e il sistema Occupant Safe Exit Alert, che avvisa i passeggeri se sta arrivando un veicolo mentre aprono la portiera. Per promuovere una guida responsabile, il veicolo include il Safety Score e il Safety Coach, che analizzano lo stile di guida e offrono consigli personalizzati per ridurre i rischi.

Gestione energetica all’avanguardia

Anche la gestione energetica è all’avanguardia. La batteria LFP (Litio-Ferro-Fosfato) da 27,5 kWh è ottimizzata per l’uso urbano, garantendo un’autonomia fino a 263 km. Grazie al pack Advanced Charge, la Twingo abilita la ricarica bidirezionale V2L (vehicle-to-load): tramite un adattatore, è possibile collegare alla batteria dell’auto dispositivi esterni da 220 V, come biciclette elettriche o attrezzature da campeggio.

Infine, tramite l’app My Renault, l’utente può gestire tutto da remoto: dalla localizzazione del veicolo alla programmazione del pre-condizionamento dell’abitacolo, entrando così a pieno titolo nell’era della manutenzione connessa.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 06:00:30 +0000
News n. 16
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 sono previsti numerosi scioperi che interesseranno diversi settori e aree d’Italia, dal trasporto pubblico locale al settore ferroviario, marittimo e della logistica. Questo articolo offre una panoramica aggiornata dei principali scioperi in programma per il periodo, con i dettagli delle città coinvolte, la durata delle mobilitazioni e le categorie di lavoratori interessate. Se viaggi o lavori nei settori toccati dagli scioperi, consulta con attenzione le date e gli orari indicati.

Sciopero 10 aprile 2026

Italia: Nel settore aereo si terrà uno sciopero nazionale di 4 ore (13.00-17.00) per il personale delle società ENAV, Techno Sky, ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa e ENAV ACC di Milano. Sono inoltre previsti scioperi interregionali per il personale della società ENAV Aeroporto di Napoli e scioperi regionali per il trasporto pubblico locale nelle regioni Veneto, Umbria e Campania (personale Busitalia Sita Nord, 20.01-24.00).

Sciopero 11 aprile 2026

Italia: Sciopero nazionale di 24 ore del personale RFI (Rete Ferroviaria Italiana) impiegato negli impianti di manutenzione infrastrutture, proclamato dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e dal Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Calabria): Sciopero di 4 ore (10.57-14.57) del personale IAS Autolinee. Napoli (Campania): Sciopero di 4 ore (11.00-15.00) del personale EAV. Udine (Friuli-Venezia Giulia): Sciopero servizio urbano (17.30-21.29), extraurbano (17.15-21.14), personale ARRIVA Udine. Italia: Sciopero nazionale di 4 ore a inizio turno per il personale Elior Ristorazione impegnato in appalti ferroviari.

Sciopero 14 aprile 2026

Nella città di Brescia (Lombardia): Sciopero di 24 ore (00.00-23.59) per il personale addetto allo scarico e carico merci presso Aeroporto di Brescia Montichiari, GDA Handling. Sicilia: Sciopero regionale trasporto merci (dal 14/4 alle 00.01 al 18/4 alle 24.00), riguarda il fermo dei servizi autotrasporto conto terzi in tutta la regione.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia): Sciopero provinciale di 4 ore (08.45-12.45) del personale Addabus (province di Milano, Pavia, Monza e Brianza, Lodi), sindacati OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL. Messina (Sicilia): Sciopero di 8 ore (09.01-17.01) del personale BluJet area Stretto di Messina, sindacati OSP FILT-CGIL/UILT-UIL.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana): Sciopero territoriale di 4 ore (13.00-17.00) del personale della società GEST.

Sciopero 20 aprile 2026

Italia: Sciopero nazionale trasporto merci di 144 ore (dal 20/4 alle 00.00 al 25/4 alle 24.00) indetto da TRASPORTOUNITO e relativo al fermo nazionale dei servizi autotrasporto merci.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio): Sciopero locale di 24 ore personale Cialone Tour. Bolzano (Trentino-Alto Adige): Sciopero provinciale di 24 ore personale SASA.

Sciopero 23 aprile 2026

Italia: Sciopero nazionale per il personale Elior div. Itinere addetto a servizi di ristorazione su Trenitalia (mezza giornata per turno). Calabria: Sciopero regionale settore ferroviario (8 ore dalle 10.00 alle 17.59), personale RFI circolazione e orario Reggio Calabria. Contestualmente sciopero generale categorie pubbliche e private (settore ferroviario e marittimo) su tutto il territorio nazionale dalle 23 aprile per 48 ore.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia): Sciopero locale di 8 ore: ATM e NET Trezzo (8.45-15.00), NET Monza (14.50-18.50), funicolare Como Brunate (8.30-16.30), personale gruppo ATM.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia): Sciopero locale di 4 ore (17.30-21.30) personale STP. Napoli (Campania): Sciopero locale di 4 ore (8.30-12.30) personale AIR Campania.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 16 aprile 2026, ecco i prezzi medi dei principali carburanti lungo la rete autostradale italiana secondo l’ultima rilevazione disponibile dell’Osservatorio del Ministero. Nelle tabelle trovi i valori aggiornati per benzina, gasolio, GPL e metano, mentre più sotto spieghiamo come si forma il prezzo al distributore: dalla quota industriale (materia prima e margini della filiera) alle imposte. In particolare, nella benzina il peso fiscale è preponderante rispetto alla componente industriale, mentre nel gasolio la quota industriale conta di più. Questo aiuta a comprendere perché i listini si muovono con l’andamento delle quotazioni internazionali e con le variazioni del cambio euro/dollaro, oltre che con le scelte commerciali degli operatori.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento 15-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.810 €
Gasolio SELF 2.176 €
GPL SERVITO 0.895 €
Metano SERVITO 1.592 €

Come si compone il costo dei carburanti

Nella benzina, la struttura del prezzo finale è fortemente influenzata dalle imposte: la componente fiscale incide per il 58%, mentre la parte industriale pesa per il 42%. Quest’ultima si scompone a sua volta tra costo della materia prima (pari al 30% del prezzo) e margine lordo dell’operatore (pari al 12%). La materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e il cambio euro/dollaro: se il petrolio e i derivati aumentano di prezzo sui mercati o se l’euro si indebolisce contro il dollaro, il costo in ingresso per le compagnie sale e, a parità di altre condizioni, tende a tradursi in prezzi alla pompa più elevati. Il margine lordo comprende costi e ricavi della filiera distributiva (logistica, gestione dei punti vendita, servizi accessori) e rappresenta l’area su cui l’operatore può intervenire più direttamente per modulare il listino, per esempio differenziando tra marchi, posizione del punto vendita o livello di servizio. Le imposte – accise e IVA – sono invece la parte meno flessibile: le accise sono importi fissi per unità di prodotto, mentre l’IVA si applica sul valore complessivo, tassando anche la componente industriale. Il risultato di queste tre voci, sommate, determina il prezzo che l’automobilista trova esposto in autostrada, spiegando perché i movimenti dei mercati e le decisioni di politica fiscale hanno effetti immediati sul pieno.

Per il gasolio, la ripartizione è diversa e aiuta a comprendere perché talvolta il suo prezzo segua dinamiche non perfettamente allineate alla benzina. La componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale vale il 55%. All’interno della parte industriale, la materia prima pesa per il 45% del prezzo e il margine lordo per il 10%. Ciò significa che il gasolio è ancora più esposto alle oscillazioni delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e al cambio euro/dollaro: variazioni nelle cerniere globali dell’offerta (raffinerie, stoccaggi, rotte logistiche) o della domanda (trasporti, riscaldamento, attività industriale) si riflettono rapidamente sui listini. Il margine del 10% è l’area in cui gli operatori possono intervenire per competere sul prezzo o valorizzare servizi e posizionamento, ma non può neutralizzare movimenti ampi della materia prima. La parte fiscale, composta da accise e IVA, fornisce un ancoraggio relativamente stabile nel breve periodo, pur influenzando significativamente il prezzo finale. In sintesi, la somma di materia prima, margine e tasse definisce ciò che si paga al distributore, con il gasolio che, per struttura, risulta più sensibile degli altri carburanti alle dinamiche internazionali e alle condizioni del cambio, pur restando condizionato dal quadro fiscale nazionale.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 18
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.781 per la benzina, 2.146 per il diesel, 0.807 per il gpl, 1.595 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.140
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.510

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.148
Benzina SELF 1.800
GPL SERVITO 0.757
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.171
Benzina SELF 1.807
GPL SERVITO 0.833
Metano SERVITO 1.737

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.159
Benzina SELF 1.799
GPL SERVITO 0.834
Metano SERVITO 1.643

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.141
Benzina SELF 1.777
GPL SERVITO 0.781
Metano SERVITO 1.542

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.150
Benzina SELF 1.771
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.559

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.160
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.567

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.130
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.697

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.140
Benzina SELF 1.783
GPL SERVITO 0.872
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.147
Benzina SELF 1.769
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.564

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.129
Benzina SELF 1.769
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.530

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.158
Benzina SELF 1.801
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.140
Benzina SELF 1.766
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.580

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.154
Benzina SELF 1.787
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.647

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.152
Benzina SELF 1.783
GPL SERVITO 0.857

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.152
Benzina SELF 1.797
GPL SERVITO 0.817
Metano SERVITO 1.819

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.139
Benzina SELF 1.774
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.604

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.152
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.807
Metano SERVITO 1.612

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.135
Benzina SELF 1.769
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.566

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.139
Benzina SELF 1.789
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.141
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.796
Metano SERVITO 1.531

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 19
Truffa sul gasolio da milioni di euro: coinvolte decine di persone

L’economia sommersa e le frodi nel settore energetico rappresentano oggi una delle frontiere più calde per la tutela della legalità finanziaria, specialmente in un contesto geopolitico che ha reso il prezzo dei carburanti un tema sensibilissimo per ogni cittadino. È in questo scenario che si è sviluppata l’operazione “Red Gold”, una complessa indagine condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Pescara e coordinata dalla Procura di Avezzano sotto la guida del procuratore Maurizio Maria Cerrato.

L’inchiesta ha portato alla luce un sistema illecito articolato e profondo, capace di sottrarre al fisco italiano una cifra impressionante, quantificata in circa 10 milioni di euro. Al centro di questo intreccio criminale figurano 15 persone indagate, ma la mente dell’organizzazione è stata individuata in un imprenditore marsicano che, pur risiedendo formalmente in Svizzera, operava come un vero e proprio “fantasma” per l’erario nazionale.

Il meccanismo della frode: manomissioni e mercato nero

Il sistema messo in piedi dall’organizzazione era tanto semplice nella sua concezione quanto efficace nella sua esecuzione. Tutto ruotava attorno alla manomissione dei contalitri installati sugli automezzi aziendali addetti alla distribuzione dei prodotti energetici. Attraverso questi stratagemmi tecnici, i componenti della banda riuscivano a sottrarre ingenti quantitativi di gasolio da riscaldamento proprio durante le fasi di erogazione. Una volta prelevato illecitamente, il carburante non svaniva nel nulla, ma veniva inserito in un vero e proprio circuito parallelo di vendita in nero.

La convenienza economica del sistema poggiava sulla differenza di tassazione tra le diverse tipologie di combustibile. Il gasolio da riscaldamento, godendo di un’aliquota agevolata, veniva rivenduto a prezzi estremamente vantaggiosi a distributori compiacenti. Qui avveniva l’ultimo passaggio della frode: il prodotto veniva miscelato con comune gasolio per autotrazione e immesso regolarmente sul mercato. Questo meccanismo permetteva di eludere non solo la tassazione sui proventi dell’attività, ma soprattutto le pesanti accise sugli oli minerali, garantendo un vantaggio competitivo sleale e prezzi finali imbattibili che danneggiavano gli operatori onesti del settore.

Il blitz: 50 finanzieri e un tesoro di lusso

L’intervento delle Fiamme Gialle è scattato con un’azione coordinata che ha visto l’impiego di 50 finanzieri. Le perquisizioni si sono concentrate tra le province dell’Aquila, Pescara, Roma e Milano, con il supporto fondamentale dei militari dello S.C.I.C.O. e delle unità cinofile. L’obiettivo degli inquirenti non era solo quello di fermare la frode, ma di colpire al cuore il patrimonio accumulato illecitamente dall’organizzazione.

Il contrasto tra lo stato di “fantasma fiscale” dell’imprenditore e il suo stile di vita reale è emerso con prepotenza durante i sequestri. All’interno dei garage e nelle disponibilità degli indagati è stato trovato un parco auto degno di un collezionista di alto livello, per un valore totale di circa un milione di euro.

Tra i beni posti sotto sequestro figurano gioielli dell’automobilismo italiano e internazionale come una Ferrari Roma, una Ferrari Purosangue, una Porsche Macan e una potente Audi RS6. Oltre ai veicoli di lusso, i militari hanno rinvenuto orologi di pregio e 41 mila euro in contanti, oltre a porre il vincolo giudiziario su quattro automezzi pesanti utilizzati materialmente per la commissione della frode.

Le conseguenze legali e il contesto geopolitico

Le accuse mosse nei confronti dei 15 indagati sono pesantissime e delineano un quadro di criminalità economica organizzata. La Procura ipotizza reati che vanno dall’associazione per delinquere alla frode nelle pubbliche forniture, passando per la ricettazione, l’autoriciclaggio e i reati legati all’evasione delle accise. L’operazione “Red Gold” si inserisce in una più ampia strategia della Guardia di Finanza volta a presidiare un settore, quello energetico, considerato oggi particolarmente esposto a causa delle tensioni geopolitiche internazionali.

Smantellare simili sistemi non significa solo recuperare milioni di euro di tasse evase, ma anche proteggere il mercato e i consumatori da dinamiche speculative e criminali che alterano i prezzi di beni di prima necessità come il gasolio.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 05:40:33 +0000
News n. 20
Volkswagen ID.3 Neo, il nuovo volto della famiglia elettrica di VW

L’evoluzione della mobilità elettrica in Volkswagen compie un passo avanti significativo con la presentazione della ID.3 Neo, un modello che non rappresenta un semplice aggiornamento di metà carriera, ma un vero e proprio salto generazionale in termini di qualità, tecnologia e precisione tecnica. Nel 2025, la ID.3 ha consolidato la sua posizione come una delle cinque auto elettriche di maggior successo in Europa con circa 78.000 unità vendute. Ora, con la strategia “True Volkswagen”, il marchio punta a perfezionare la sua “tuttofare” compatta, focalizzandosi su un design più carismatico e una facilità d’uso superiore.

Estetica e filosofia Pure Positive

Il design esterno della ID.3 Neo introduce il linguaggio “Pure Positive”, definito dal Chief Designer Andreas Mindt, che si basa su tre pilastri: stabilità, simpatia e un “ingrediente segreto” che conferisce un carattere unico al veicolo. Il frontale è stato completamente ridisegnato su tre livelli orizzontali, conferendo alla vettura una presenza su strada più solida e matura. La sezione superiore è dominata dai nuovi fari a LED, collegati da una barra trasversale in vetro che, negli allestimenti superiori, integra per la prima volta il logo Volkswagen illuminato.

Un cambiamento sostanziale riguarda la filosofia cromatica: se in precedenza elementi come il tetto, lo spoiler posteriore e il portellone erano caratterizzati dal colore nero a contrasto, nella ID.3 Neo queste parti sono adesso verniciate in tinta con la carrozzeria. Questa scelta non solo rende la silhouette più slanciata e dinamica, ma avvicina visivamente il modello ai classici compatti storici del marchio, come la Golf.

Interni: il ritorno dell’ergonomia intuitiva

L’abitacolo è l’area dove il termine “Produktaufwertung” (aggiornamento di prodotto) si manifesta con più forza. Volkswagen ha riprogettato interamente la plancia e la consolle centrale utilizzando materiali di alta qualità con un effetto tattile più ricercato,. L’obiettivo dichiarato era rispondere alle richieste dei clienti in termini di ergonomia: per questo motivo, sono stati reintrodotti i tasti fisici per le funzioni del climatizzatore e una manopola classica per la regolazione del volume audio, eliminando i precedenti cursori a sfioramento,.

La digitalizzazione è affidata al sistema Innovision, che comprende un display touch da 12,9” posizionato orizzontalmente come un tablet. Il Digital Cockpit da 10,25” offre una novità narrativa per gli appassionati: la “visualizzazione Retrò”. Questa modalità grafica riproduce la strumentazione nello stile della storica Golf I, integrando però i moderni powermeter elettrici e il riconoscimento dei segnali stradali. La connettività è garantita dall’assistente vocale IDA, che ora integra l’intelligenza artificiale di ChatGPT per una comunicazione più naturale.

Tecnologia e assistenza alla guida

Sotto il profilo tecnico, la ID.3 Neo introduce il Connected Travel Assist, un sistema che utilizza gli “swarm data” per gestire la dinamica longitudinale e trasversale del veicolo. La vera novità per questo segmento è la capacità del sistema di riconoscere i semafori rossi, decelerando automaticamente l’auto fino all’arresto. È stata inoltre introdotta di serie la funzione One Pedal Driving, che permette di gestire la decelerazione quasi esclusivamente tramite il pedale dell’acceleratore.

Un’altra funzionalità inedita è la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L): tramite un adattatore opzionale, la batteria dell’auto può alimentare dispositivi esterni, come e-bike o attrezzature da campeggio. Per chi viaggia, lo spazio rimane un punto di forza: il bagagliaio offre una capacità di 385 litri, estendibile a 1.267 litri, e rimane disponibile il pratico supporto per portabiciclette nascosto dietro la targa.

Propulsione, batteria e autonomia

La ID.3 Neo si basa sulla piattaforma MEB+ a trazione posteriore e adotta il nuovo motore APP350, più efficiente del precedente APP310. La gamma si articola su tre configurazioni:

  • 50 kWh: potenza di 125 kW (170 CV) e autonomia di circa 417 km;
  • 58 kWh: potenza di 140 kW (190 CV) e autonomia di circa 494 km;
  • 79 kWh: potenza di 170 kW (231 CV) con un’autonomia massima stimata di 630 km.

Le potenze di ricarica in corrente continua arrivano a 183 kW per la batteria più grande, permettendo di passare dal 10% all’80% in circa 26-29 minuti,. La ID.3 Neo sarà disponibile nelle versioni Trend, Life e Style; la prevendita inizierà in primavera, mentre il lancio ufficiale è previsto per l’estate 2026,.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 05:30:15 +0000
News n. 21
Volvo annuncia il suo aggiornamento OTA più importante di sempre

Nel mondo dell’auto si parla spesso di motori, piattaforme, batterie, autonomie, cavalli e ricarica. Poi però, a conti fatti, una parte sempre più decisiva dell’esperienza si gioca altrove: nello schermo centrale, nella rapidità con cui si trova una funzione, nella logica con cui l’auto accompagna chi guida senza costringerlo a cercare menu nascosti o a perdersi tra sottosezioni poco intuitive.

Ed è proprio qui che Volvo ha deciso di spostare il peso del suo ultimo intervento, annunciando il più ampio aggiornamento software over-the-air mai realizzato dalla casa svedese. Si tratta di un rollout che coinvolge circa 2,5 milioni di vetture distribuite in 85 Paesi e che introduce la nuova Volvo Car UX, cioè una veste grafica e funzionale completamente ripensata per rendere l’interazione più rapida, più leggibile e, soprattutto, più coerente con l’idea di automobile definita dal software.

La vera notizia è la maturità del progetto software

La parte interessante, a dirla tutta, non sta solo nel numero di vetture coinvolte, che già di per sé colpisce perché dà la misura dell’operazione. Sta anche nel fatto che Volvo stia cercando di rendere omogenea l’esperienza tra modelli diversi e di età differenti, portando sulle auto costruite a partire dal 2020 con Google integrato un’impostazione grafica e funzionale più vicina a quella dei modelli recenti.

Il che significa che chi possiede una XC40 di qualche anno fa può ritrovarsi in abitacolo un approccio vicino a quello visto su modelli più nuovi, con un beneficio che va ben oltre l’estetica del display e tocca la percezione stessa del valore del veicolo nel tempo. Perché una delle frustrazioni tipiche dell’auto contemporanea è proprio questa: comprare un modello ancora attuale sul piano meccanico e vederlo invecchiare molto in fretta sul fronte digitale.

Se si guarda da vicino a ciò che cambia davvero, il cuore dell’aggiornamento è nella nuova organizzazione dello schermo centrale, che mette in primo piano le funzioni più utilizzate, come mappe, telefono e contenuti multimediali. E lo fa con una logica che sembra semplice ma, in realtà, è frutto di una scelta precisa: ridurre i passaggi, togliere attrito, evitare che per cambiare brano o richiamare un comando frequente si debba uscire dall’applicazione in uso e ricominciare da capo.

Una dinamica che, su molti sistemi infotainment moderni, continua a essere sorprendentemente macchinosa. Qui, invece, Volvo punta a una schermata home più chiara, a una barra contestuale che varia in base alla situazione e alle app usate di recente, e a piccoli automatismi che, nella pratica quotidiana, valgono più di tante promesse altisonanti. Come la comparsa dell’icona delle telecamere esterne durante le manovre a bassa velocità, così da semplificare l’accesso all’assistenza visiva nei parcheggi stretti o nei garage poco generosi.

Le plug-in diventano più immediate da capire e usare

Un altro passaggio tutt’altro che marginale riguarda le ibride plug-in, Volvo prova a rendere più diretto il rapporto tra chi guida e il potenziale elettrico del sistema, portando la funzione “Modalità di guida†direttamente nella schermata iniziale e rendendo più facile l’accesso alla modalità Pure, cioè quella che privilegia la marcia esclusivamente elettrica, quando disponibile.

Una scelta che può sembrare piccola ma che, nella routine quotidiana, cambia parecchio, perché una funzione facilmente raggiungibile tende a essere usata davvero.

Maxi aggiornamento dell'infotainment per Volvo
Ufficio Stampa Volvo
Volvo ha lanciato l’aggiornamento OTA più importante di sempre

C’è poi un secondo livello di lettura che rende questo aggiornamento particolarmente interessante, ed è quello legato al modello commerciale che molte Case stanno costruendo attorno al software. Perché, insieme alla nuova esperienza, Volvo apre, per alcune vetture con Google integrato ma prive di Pilot Assist, anche alla possibilità di acquistare e scaricare questa funzione successivamente.

Segnale chiaro di una trasformazione ormai in corso da anni: l’auto non viene più pensata come un pacchetto del tutto chiuso, immutabile e definito una volta per tutte, ma come un ecosistema in cui certe capacità possono essere abilitate in un secondo momento, secondo logiche che ricordano sempre di più il mondo dei servizi digitali. È una direzione che divide, perché da una parte offre flessibilità e consente di aggiungere dotazioni senza cambiare vettura, dall’altra sposta sempre più valore percepito su elementi immateriali che si sbloccano via software.

Ma, in ogni caso, racconta bene dove sta andando il settore. E Volvo, con questo aggiornamento, mostra di voler stare dentro quel passaggio in modo molto esplicito, facendo del software non solo uno strumento per correggere bug o rifinire il sistema, ma anche un canale attraverso cui ampliare funzioni, allungare il ciclo di vita dell’auto e creare una continuità tra prodotto, assistenza e servizi futuri. Inoltre non dimentichiamo che Volvo sta puntando molto su auto super tecnologiche, come ad esempio la Volvo EX60 appena annunciata.

Il peso di Google e il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale

Sul fondo, ma neanche troppo in fondo, c’è poi il tema dell’intelligenza artificiale conversazionale. Perché l’aggiornamento prepara le vetture compatibili a un’esperienza ottimizzata con Google Gemini, prevista in una fase successiva della primavera. E questo dettaglio aiuta a capire che Volvo non sta lavorando soltanto su un restyling dell’infotainment, ma su una base pronta a ospitare un’interazione più naturale con la vettura, meno rigida e meno dipendente da comandi prestabiliti, con la prospettiva di dialoghi più fluidi e di una gestione più immediata di navigazione, media, clima e richieste di bordo.

Una direzione che diverse Case stanno inseguendo, ma che qui trova un terreno già costruito attorno ad Android Auto e ai servizi Google integrati, cioè un’infrastruttura che permette di accorciare i tempi e di inserire nuove funzioni sopra una piattaforma già familiare. In questo senso, il maxi update Volvo non è solo un’operazione sul presente, ma anche un lavoro di preparazione sul futuro prossimo, perché crea uniformità, semplifica la base installata e mette in ordine la casa digitale prima dell’arrivo di strumenti ancora più evoluti.

Alla fine, il punto vero è che questo maxi aggiornamento OTA racconta con chiarezza che tipo di marchio vuole essere Volvo in questa fase della propria evoluzione: una Casa che continua a fondare la propria reputazione su sicurezza, razionalità e solidità percepita, ma che cerca anche di tradurre questi valori nel linguaggio del software, cioè in un’esperienza di bordo ordinata, coerente, poco appariscente ma molto concreta, senza effetti speciali gratuiti e con una certa attenzione alla semplicità d’uso quotidiana.

E forse è proprio questo l’aspetto più convincente dell’intera operazione, perché in un settore che spesso rincorre il colpo a effetto, Volvo sceglie una via meno rumorosa ma molto sensata: migliorare l’auto dove la si tocca, la si guarda e la si usa ogni giorno, dimostrando che il software, quando è pensato bene, non è un elemento astratto, ma una forma molto concreta di comfort, qualità percepita e valore nel tempo.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 03:30:43 +0000
News n. 22
Che auto guida Ilenia Pastorelli, il volto nuovo di un SUV accessibile a tutti

Individuare il volto giusto per raccontare un prodotto serve a creare un legame immediato, ed è esattamente quanto accade con la nuova auto promossa da Ilenia Pastorelli. Associare un personaggio amato a un prezzo aggressivo suscita subito un pensiero: sei davanti a un affare e ti conviene correre in concessionaria. Se hai in mente un SUV moderno, ma non intendi spendere troppo potresti essere nel posto giusto.

Un prezzo d’attacco irresistibile

Fin dalla partecipazione al Grande Fratello, quand’era ancora una sconosciuta, l’attrice si è saputa far apprezzare per la spontaneità e il carisma verace, un’indole mai smarrita durante la prolifica carriera di attrice. Ecco perché i responsabili marketing della Evo 5 hanno pensato di scritturarla nello spot TV del Sport Utility compatto ed economico, lanciato sul mercato italiano sotto l’egida del brand “low-price” del gruppo molisano DR Automobiles.

La strategia di comunicazione che vede protagonista la Pastorelli mette l’accento proprio sul “prezzo d’attacco”, pur dando sfoggio di stile. In termini tecnici, la Evo 5 nasce sulla solida base del modello cinese Beijing X3, tuttavia non si limita a essere una semplice copia. Il reparto di design interviene sulle finiture interne e sui loghi, avvicinando la vettura ai gusti del Vecchio Continente, pur senza partire da zero: appoggiarsi su un modello preesistente consente di abbattere i costi di progettazione e tenere il prezzo di listino sotto i 16.000 euro.

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Nonostante il posizionamento economico, la Evo 5 offre tutto il necessario nel quotidiano. Con una lunghezza di circa 4,3 metri e una posizione di guida rialzata, tipica dei SUV urbani, monta sotto il cofano un motore 1.5 turbo benzina da 127 CV, disponibile pure in versione GPL, una scelta intelligente per abbattere drasticamente i costi di gestione e i consumi. Dallo schermo touch al cruise control, l’allestimento mette sul tavolo dotazioni interessanti. Il pacchetto comprende anche il climatizzatore, la retrocamera abbinata ai sensori e sedili con dettagli in eco-pelle, confermando l’idea di una vettura che brilla soprattutto per rapporto tra contenuti e spese d’esercizio nel confronto diretto con modelli come la Dacia Duster o la MG ZS.

Stasera tutto è possibile: un finale da fuochi d’artificio

Ma la carriera di Ilenia Pastorelli non corre solo sulle auto. Mercoledì 15 aprile, in prima serata su Rai 2, l’attrice de Lo chiamavano Jeeg Robot dà spettacolo tra i protagonisti del finale di stagione di Stasera tutto è possibile. Il comedy show condotto da Stefano De Martino chiude un’annata da record all’Auditorium Rai di Napoli con una puntata a tema “Mai dire mai”, ricca al solito di tanti ospiti famosi, pronti a non prendersi troppo sul serio nelle prove architettate dagli autori.

Ilenia Pastorelli si unisce a un cast composto da Angelo Pintus, Rocío Muñoz Morales ed Ema Stokholma, oltre ai pilastri del programma, da Francesco Paolantoni a Herbert Ballerina. Nello show conclusivo della stagione, l’attrice sarà alle prese con l’iconica Stanza Inclinata e giochi cult come “Segui il labiale”, a conferma di quella verve ironica che l’ha resa la testimonial ideale per un marchio in cui la semplicità e la simpatia contano.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 19:54:32 +0000
News n. 23
Investita da un monopattino elettrico: maxi risarcimento di 30.000 euro

La convivenza tra pedoni e nuovi mezzi di micromobilità elettrica, a cominciare dai monopattini, nelle nostre città si sta rivelando una sfida sempre più complessa, spesso destinata a risolversi nelle aule di tribunale. Un recente caso giudiziario ha riacceso i riflettori sulla responsabilità civile di chi guida questi mezzi: una donna, investita a Modena nel 2020, riceverà un maxi risarcimento di 30.000 euro per le lesioni subite.

Questa sentenza non rappresenta solo la fine di una lunga battaglia legale, ma un monito per migliaia di utenti che ogni giorno sfrecciano nelle zone urbane, spesso sottovalutando la potenziale gravità di un impatto che, in pochi istanti, può cambiare la vita di un passante e prosciugare i risparmi del conducente.

Cosa è successo

Tutto accade intorno alle ore 13:00 di una giornata di settembre del 2020. Ci troviamo in via Zucconi, a pochi passi dall’anima storica di Modena, in un tratto stradale regolato da apposita segnaletica che consente la circolazione promiscua di pedoni, biciclette e monopattini.

La dinamica è quella di un attimo fatale: un giovane alla guida del suo monopattino elettrico urta violentemente una donna. L’impatto è improvviso, la signora rovina a terra con conseguenti forti dolori.

I soccorritori giunti sul posto e i medici dell’ospedale locale diagnosticano una frattura del polso destro, oltre a diverse lesioni che la perizia medica definirà anche in seconda battuta. Quella che sembrava una banale caduta si trasforma in un calvario clinico e, successivamente, giudiziario. Durante il processo, il giovane conducente ha tentato di difendere la propria posizione accusando la donna di aver occupato indebitamente la corsia. Sosteneva, infatti, che la vittima stesse transitando lungo la pista ciclabile riservata esclusivamente a mezzi elettrici e bici.

Il giovane è responsabile

Tuttavia, dopo oltre cinque anni di analisi e dibattimenti, il Tribunale civile di Modena ha smontato questa tesi. I giudici hanno chiarito che, sebbene si trattasse di una ciclabile, la segnaletica permetteva comunque il passaggio dei pedoni. Di conseguenza, il giovane è stato ritenuto l’unico responsabile dell’accaduto e condannato a versare la somma di 30mila euro alla signora, a copertura dei danni fisici e morali patiti.

La nuova era dei monopattini: regole e doveri

Questo episodio sottolinea l’urgenza di un quadro normativo più rigido, che è stato recentemente recepito nelle nuove modifiche al Codice della Strada. Per evitare che incidenti come quello di Modena gravino interamente sul patrimonio personale del conducente e per aumentare la sicurezza generale, il legislatore ha introdotto novità sostanziali:

  • assicurazione obbligatoria:  dal 16 maggio ogni monopattino elettrico dovrà essere coperto da una polizza di responsabilità civile (RC) verso terzi, esattamente come accade per le auto e le moto;
  • targa (o “targhino“): sempre dal 16 maggio diventerà obbligatorio esporre un contrassegno identificativo plastificato e non rimovibile, per permettere l’identificazione immediata del mezzo in caso di infrazione o incidente;
  • casco per tutti: non c’è più distinzione di età; l’obbligo del casco è stato esteso a tutti i conducenti, indipendentemente dal fatto che siano maggiorenni o minorenni.
  • limiti di circolazione: è vietata la circolazione sui marciapiedi e contromano. Inoltre, i mezzi non possono circolare fuori dai centri urbani, a meno che non si trovino su piste ciclabili protette.

Queste norme mirano a trasformare il monopattino da “giocattolo tecnologico” a veicolo a tutti gli effetti, consapevole che la velocità e la massa di questi mezzi possono causare danni rilevanti, come dimostrato dalla sentenza di Modena che ha imposto un risarcimento pari al valore di una berlina di medie dimensioni.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 13:03:00 +0000
News n. 24
Fiat Fastback, foto spia: avvistamento su strada dell’inedito SUV per famiglie

Fiat si prepara a entrare in una nuova dimensione con un modello che promette di scardinare gli equilibri di un segmento finora mai esplorato dal marchio torinese in Europa: quello dei SUV per famiglie, dalle dimensioni generose e dal design audace.

Il debutto della nuova Fiat Fastback è atteso entro la fine dell’anno e rappresenta una mossa strategica fondamentale per competere in un mercato dove i C-SUV sono ormai i protagonisti assoluti. Fino a oggi, questo territorio è stato dominato dai concorrenti, ma ora brand di Stellantis punta a rispondere con una vettura che unisce spazio, versatilità e uno stile in linea con i gusti contemporanei.

Avvistamenti su strada

A darci un’anteprima concreta di quello che ci aspetta sono state le recenti foto spia catturate dal noto fotografo Walter Vayr, alias Gabetz Spy Unit. Avvistata sulle strade di Torino, la vettura mostrava un leggero camuffamento che ha permesso, per la prima volta, di scorgere le sue forme definitive. La prima impressione percepita è quella di un veicolo dalla personalità forte, in linea con il nuovo corso stilistico inaugurato con la recente Grande Panda.

Dunque, dal punto di vista del design, la nuova Fastback sembra attingere a piene mani dal linguaggio estetico delle B-SUV che scalano le classifiche europee. All’anteriore si notano linee nette e i fari a pixel, che donano un tocco moderno alla calandra robusta. Tuttavia, è nel profilo e nel posteriore che la vettura svela la sua anima originale. Precisamente in queste sezioni scorgiamo un taglio da SUV coupé, con un assetto più alto nella parte posteriore e una linea del tetto discendente, quasi sportiva.

Sotto ci sarà la Smart Car

Sotto all’abito, per adesso apprezzato soltanto con ampie camuffature, la Fastback poggerà sulla piattaforma Smart Car, la stessa architettura flessibile utilizzata usata proprio la Grande Panda. Per quanto riguarda le dotazioni, Fiat punta su una ricetta che mette al centro il rapporto qualità-prezzo, cercando di intercettare quegli utenti che necessitano di una vettura spaziosa ma con un occhio di riguardo ai costi di listino.

Le possibili motorizzazioni

Le motorizzazioni saranno sicuramente ampie, in linea con quell’approccio multi-energia che sta premiando il marchio torinese. Dunque, ci sarà sicuramente una versione elettrica, che dovrebbe ospitare una batteria più capiente dei 44 kWh standard, cercando di raggiungere a un’autonomia di circa 400 km (WLTP). La potenza si aggirerebbe sui 100 CV, con un sistema di ricarica rapida in corrente continua da 100 kW capace di portare l’energia dal 20 all’80% in soli 30 minuti.

Poi, spazio a una variante ibrida, equipaggiata con il sistema mild hybrid basato sul tre cilindri turbo. Saranno disponibili potenze da 110 CV o 145 CV, abbinate a un cambio automatico a sei rapporti che integra un piccolo motore elettrico da 28 CV. Questo schema permetterebbe manovre e brevi spostamenti cittadini in modalità 100% elettrica fino a 30 km/h.

Infine, non dovrebbe mancare neppure una classica soluzione a benzina, con un’unità turbo con cambio manuale a sei rapporti, ideale per mantenere basso il prezzo d’attacco. Un po’ come accaduto di recente con la 600.

Ipotesi prezzo

Lasciamo per ultimo il capitolo prezzi, ancora difficile da identificare con certezza. È ipotizzabile, però, che con la Fastback, Fiat cerchi di andare apertamente allo scontro con Dacia, che presidia questo segmento con auto di successo come Duster e Bigster.

Di conseguenza, è lecito attendersi un listino estremamente competitivo, capace di rendere il SUV-Coupé una delle opzioni più accessibili e interessanti per le famiglie europee alla ricerca di spazio e stile senza compromessi.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 12:09:59 +0000
News n. 25
Ugelli tergicristallo otturati, come pulirli e risolvere il problema

Tutte le componenti dell’auto, anche quelle più piccole, vanno tenute in ottimo stato e controllate regolarmente per un perfetto funzionamento. Quelle più piccole e utilizzate meno di frequente non fanno eccezione: il rischio, in caso vengano trascurate, è che al momento del bisogno possano non svolgere al meglio il loro compito, come può succedere per gli ugelli lavavetri dei tergicristalli.

L’otturazione può essere dovuta a diverse cause, come calcare o sporco, oppure possono essere presenti dei problemi tecnici che ne causano il malfunzionamento. Questo può penalizzare la visibilità di chi è alla guida, riducendo così la sicurezza al volante. Cosa fare in caso si verifichi questo fastidioso problema? Esistono dei piccoli trucchi per pulire gli ugelli, mantenerli in ordine e assicurare che siano pronti all’uso al momento del bisogno.

Dove si trovano gli ugelli e a cosa servono

Gli ugelli lavavetri dei tergicristalli sono dei piccoli dispositivi, in plastica o in metallo, che si trovano solitamente sul cofano dell’auto, oppure nascosti sotto il bordo posteriore della carrozzeria, posizionati alla base del parabrezza. Il loro compito è spruzzare del liquido detergente per aiutare il tergicristallo a rimuovere lo sporco dal parabrezza, migliorando così la pulizia del vetro e quindi la visibilità del guidatore. L’ugello è presente anche nel lunotto posteriore della vettura ed è posizionato vicino al tergicristallo.

Nelle auto più moderne, gli ugelli non sono più presenti sulla carrozzeria ma sono integrati direttamente nel braccio del tergicristallo, offrendo così una distribuzione del liquido più precisa e uniforme e la copertura dell’intera superficie del parabrezza.

La perfetta manutenzione degli ugelli contribuisce al buon funzionamento di tutto il sistema per la pulizia accurata del parabrezza, con la rimozione delle gocce di pioggia, dei fiocchi di neve e dello sporco. Il sistema è composto, oltre che dagli ugelli, dal tergicristallo con spazzola (da sostituire periodicamente), dal motore di azionamento del tergicristallo e dalla pompa lavavetri.

I diversi tipi di ugelli

Esistono diversi tipi di ugelli, che si sono evoluti nel tempo così come i tergicristalli, con differenti forme e caratteristiche, utili da conoscere anche in vista di una loro eventuale sostituzione.

I modelli più diffusi e tradizionali sono quelli a palla (o a sfera), dalla forma tondeggiante, molto robusti, con un getto concentrato che fuoriesce da un foro singolo.

Quelli più moderni, montati sui modelli recenti, sono gli ugelli a ventaglio, che distribuiscono il liquido con un getto più ampio e piatto, a ventaglio appunto, che permette di coprire una superficie maggiore.

Un’altra tipologia di ugelli, sempre presenti sulle auto più moderne, sono quelli a spray, che utilizzano un microgetto nebulizzato e assicurano una distribuzione ottimale del liquido lavavetri su tutta la superficie. Questa tipologia offre anche un risparmio notevole di liquido, grazie alla nebulizzazione del prodotto.

I modelli ancora più evoluti, come visto, vedono gli ugelli montati direttamente nei bracci dei tergicristalli: più comodi e più protetti dallo sporco ma, in caso di malfunzionamento, potrebbero comportare una spesa maggiore per la sostituzione di parti specifiche.

Perché si otturano: le cause più comuni

Ma a cosa può essere dovuta l’otturazione degli ugelli? Le cause possono essere molteplici e un controllo regolare potrebbe scongiurare eventuali problemi e malfunzionamenti. Vediamo i motivi principali che possono comprometterne le prestazioni:

  • il calcare, tra le cause principali: può ridurre anche il lavoro della pompa di erogazione del liquido;
  • lo sporco derivante da polvere, sabbia o terra che si può accumulare se non si pulisce l’auto per diverso tempo;
  • il ghiaccio, nel periodo invernale.

In maniera meno frequente, ma comunque da considerare, l’otturazione può anche derivare dalla presenza di qualche residuo causato dallo scioglimento incompleto delle pastiglie del detergente lavavetri. Per evitare questa possibilità è consigliabile utilizzare un prodotto liquido.

Tuttavia, il malfunzionamento degli ugelli può essere dovuto ad altre cause che potrebbero non comprendere l’otturazione. Prima di passare quindi ai metodi per la disostruzione, meglio procedere con alcuni controlli, verificando che il serbatoio del liquido lavavetri sia effettivamente pieno, che il liquido non sia bloccato, che la pompa lavavetri funzioni normalmente e che non si sia bruciato il fusibile che, in alcune delle auto più moderne, gestisce sia la pompa lavavetri che i tergicristalli.

Come pulire gli ugelli otturati

Dopo il controllo delle varie componenti interessate e dopo aver constatato che gli ugelli risultato effettivamente otturati, procediamo con i diversi metodi per pulirli e risolvere il problema.

Se possibile, per effettuare una pulizia ottimale, l’ideale sarebbe smontarli ma, in caso contrario, si può procedere anche con gli ugelli montati, dotandosi di un recipiente con dell’acqua, alcool etilico, batuffoli di ovatta, un ago, una pinza e un compressore ad aria. Come procedere:

  • pulizia esterna dell’ugello, tamponandolo con un batuffolo di cotone, imbevuto d’alcool, per rimuovere lo sporco esterno;
  • si introduce lo spillo nel foro per liberarlo delle incrostazioni causate da sporco e calcare, procedendo con delicatezza ma decisione. Per evitare di farsi male, ci si può aiutare con una pinza per tenere lo spillo. Se invece abbiamo a disposizione dell’aria compressa, si può utilizzare comodamente soffiandola all’interno dell’ugello, facendo sempre attenzione;
  • pulizia del tubicino collegato agli ugelli, quello che trasporta il liquido lavavetri. Anche per questa operazione si può utilizzare l’aria compressa, soffiandola all’interno.
  • completata l’operazione di pulizia, bisogna rimontare gli ugelli (se smontati) e procedere con il riempimento del serbatoio con il liquido tergicristalli. Raccomandiamo di usare acqua demineralizzata, per evitare che si riformi il calcare all’interno dell’ugello, e mescolarla con una piccola quantità di detergente lavavetri.

Consigli utili per la manutenzione

Oltre ai normali controlli sui tergicristalli, con il cambio della gomma (o lama) se invecchiata e indurita, è utile avere degli accorgimenti anche per la salvaguardia degli ugelli tergicristalli così da prevenire il loro otturamento.

Ecco alcuni consigli utili per evitare che si verifichi questo fastidioso problema:

  • non improvvisare miscele di prodotti con l’utilizzo di normale acqua del rubinetto e detergenti non specifici per il parabrezza;
  • mantenere l’auto in una buona condizione di pulizia generale, evitando che si accumulino sporco, terra e polvere sul cofano per lungo tempo;
  • effettuare dei controlli regolari, specialmente in vista della stagione invernale, quando l’uso del tergicristallo è maggiore;
  • in inverno, aggiungere al liquido lavavetri anche un prodotto antigelo che eviterà il congelamento dell’acqua negli ugelli o nel tubicino;
  • controllare il funzionamento degli ugelli prima e dopo viaggi molto lunghi su strade sterrate.

Infine, per un funzionamento ottimale, per alcuni modelli è possibile anche regolare gli ugelli secondo le proprie necessità. Fare una prova prima della partenza per trovare la posizione più adatta permetterà di guidare con un maggiore comfort e una perfetta visibilità della strada.

Per una soluzione più innovativa, che protegga il parabrezza nel tempo, si può anche valutare un trattamento nanotecnologico in grado di rende il vetro idrorepellente e resistente allo sporco. Per l’applicazione, ci si può rivolgere a un centro specializzato oppure esistono in commercio anche dei kit fai da te per svolgere il trattamento in autonomia.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 12:00:00 +0000


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