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News n. 1
Mercato auto, febbraio 2026 positivo per l’Europa: boom per elettriche e ibride

Il mercato europeo ha chiuso il mese di febbraio 2026 in positivo, con risultati importanti per le auto elettriche e ibride e anche con segnali di ripresa per alcune delle aziende principali del settore, come Stellantis e Tesla. A confermare questi trend è un nuovo report di Dataforce riportato da Automotive News. Ecco tutti i dettagli in merito.

Un mese positivo

In attesa del report completo di ACEA, che arriverĂ  soltanto la prossima settimana, l’analisi di Dataforce ci conferma una ripresa per il mercato delle quattro ruote in Europa. Dopo un mese di gennaio negativo, infatti, il mercato ha chiuso il mese di febbraio 2026 in leggera crescita.

Le immatricolazioni di nuove vetture, infatti, sono cresciute dell’1,9% su base annua. Da segnalare, però, che il parziale annuo resta negativo: il primo bimestre si chiude con un calo dell’1%. Questo dato arriva prima della guerra in Iran che potrebbe avere un impatto anche sulle immatricolazioni nel corso dei prossimi mesi.

Ricordiamo che l’Italia sta registrando numeri nettamente migliori rispetto alla media europea, con un mese di febbraio particolarmente positivo. Per maggiori dettagli in merito all’andamento del settore delle quattro ruote in Italia è possibile dare un’occhiata al nostro approfondimento sulle immatricolazioni di febbraio 2026.

Crescono le elettrificate

Tra gli aspetti positivi che emergono dai dati di febbraio 2026 per il mercato europeo c’è la crescita delle immatricolazioni delle auto elettrificate, che continuano a far registrare ottimi dati, con un trend positivo sempre piĂą evidente, mese dopo mese. Per quanto riguarda le auto elettriche, in particolare, le immatricolazioni sono cresciute del 16% su base annua. Tra le auto ibride, invece, si segnala un +8,4% per le Full Hybrid mentre le Plug-in Hybrid continuano a macinare numeri da record con una crescita annuale del 32%.

Crescono Stellantis e Tesla

I dati di febbraio confermano una ripresa per Stellantis. La strategia del nuovo CEO Filosa inizia a dare i suoi frutti e il Gruppo torna a crescere sul mercato europeo. L’azienda è riuscita a far meglio del mercato facendo registrare una crescita dell’11% delle immatricolazioni rispetto al mese di febbraio dello scorso anno. Uno dei segreti del successo di Stellantis è rappresentato dal marchio Fiat che chiude il mese con un ottimo +51%, grazie all’incremento della gamma con modelli come la Grande Panda e la 500 ibrida.

Un altro brand da tenere d’occhio per il futuro è Leapmotor, che in Europa opera con una joint venture con Stellantis. Durante il secondo mese dell’anno, infatti, il brand ha registrato un miglioramento del 94% delle immatricolazioni, superando quota 8 mila unitĂ  vendute. Da segnalare anche un dato positivo per Tesla che ha registrato un miglioramento delle immatricolazioni del 9,9% su base annua, sfruttando appieno l’arrivo della nuova versione della Model Y. Cresce (di poco) piĂą del mercato anche il Gruppo Volkswagen, che migliora le immatricolazioni con un buon 2,1%. Il mese di febbraio è negativo per diversi costruttori come Mercedes-Benz (-0,7%), BMW (-6,1%) e Toyota (-4%).

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 14:45:59 +0000
News n. 2
La nuova Kia EV2 è pronta: ecco le versioni e i prezzi dell’elettrica

Uno dei modelli piĂą importanti del programma di elettrificazione di Kia per l’Europa è, senza dubbio, la nuova Kia EV2. Si tratta di un crossover elettrico da poco piĂą di 4 metri che ora si prepara al debutto sul mercato italiano con un prezzo particolarmente aggressivo, soprattutto in rapporto agli standard del settore delle quattro ruote di oggi. Andiamo a scoprire tutti i dettagli relativi al nuovo modello.

Due configurazioni

La Nuova Kia EV2 arriverĂ  sul mercato in due configurazioni, affiancandosi alla hatchback Kia EV4. La prima, decisamente la piĂą accessibile, ha un motore da 146 CV e una batteria da 42,2 kWh, per un’autonomia di 309-317 chilometri. Si tratta della variante su cui Kia punta maggiormente, soprattutto nella prima fase di commercializzazione, per espandere la sua presenza sul mercato.

Decisamente piĂą completa ma, come vedremo nel paragrafo seguente, anche piĂą costosa è la seconda variante. I clienti potranno optare per una versione con motore da 135 CV (quindi leggermente meno potente della precedente) ma con batteria da ben 61 kWh, un dato che fa aumentare l’autonomia fino a 413-453 chilometri.

Quattro allestimenti

A disposizione della clientela ci saranno quattro allestimenti. La Kia EV2, protagonista di una presentazione ufficiale al Salone dell’auto di Bruxelles, potrĂ  essere ordinata nelle versioni Light, Air, Earth e GT-line. La Casa ha scelto di riservare gli allestimenti piĂą economici (Light e Air) alla versione con batteria da 42,2 kWh mentre l’allestimento GT-line sarĂ  esclusivo per la versione con batteria da 61 kWh. Entrambe le configurazioni del crossover potranno essere ordinate con l’allestimento Earth che svela anche la differenza di prezzo tra le due versioni. Per poter incrementare l’autonomia della vettura, scegliendo la configurazione con batteria piĂą capiente, servono 4.000 euro in piĂą.

Il listino prezzi della Kia EV2 partirĂ  da 26.600 euro e arriverĂ  fino a 40.580 euro. Queste le versioni disponibili:

  • 42,2 kWh con allestimento Light: 26.600 euro
  • 42,2 kWh con allestimento Air: 29.850 euro
  • 42,2 kWh con allestimento Earth: 34.350 euro
  • 61 kWh con allestimento Earth: 38.350 euro
  • 61 kWh con allestimento GT-line: 40.850 euro

La dotazione di serie dell’allestimento base, Light, è giĂ  particolarmente ricca con i fari anteriori Full LED, i sedili Kia Tex Essential, il Supervision Cluster da 12,3 pollici e vari sistemi di sicurezza come Smart Cruise Control 2 e Lane Following Assist 2. Con la versione Air si aggiungono altri elementi come il sistema di navigazione con display touch da 12,3 pollici, i cerchi in lega da 16 pollici e l’Highway Driving Assist 2. La versione Earth ha il sistema audio premium Harman Kardon, la ricarica wireless, la funzione V2L interna, i cerchi in lega da 18 pollici e i sedili anteriori riscaldabili. Con la GT-line, infine, la dotazione si completa con i cerchi in lega da 19 pollici, un’estetica esclusiva e anche il connettore V2L esterno.

Gli ordini per il nuovo modello saranno aperti nelle prossime settimane. Non c’è ancora una data per le prime consegne, ma il modello potrebbe arrivare in strada tra fine primavera e l’estate prossima. Ne sapremo di piĂą a breve.

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 14:15:20 +0000
News n. 3
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi, 21 marzo 2026, si registra una situazione di traffico variegata sulle autostrade italiane, con alcuni punti critici di particolare attenzione per gli automobilisti. Tra gli eventi piĂą significativi abbiamo una coda di 2 km sulla A1 Milano-Napoli, direzione Milano, dovuta a un veicolo fermo o in avaria tra Calenzano e il Bivio A1-Variante, e una coda per safety car sulla A4 Torino-Trieste in direzione Trieste, con scorte veicoli tra Pero e Cormano.

A1 MILANO-NAPOLI



14:56 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Coda di 2 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
La coda interessa la tratta dal chilometro 265.0 al chilometro 269.0 per una lunghezza complessiva di 4 km.

A4 TORINO-TRIESTE



15:00 – Pero e Cormano
Coda per safety car e scorta veicoli in corso
Direzione Trieste
Interessata la tratta dal chilometro 129.9 al chilometro 125.0 su una lunghezza di 4.9 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 14:08:00 +0000
News n. 4
Alpine A290, 378 km di autonomia per l’elettrica compatta divertente

L’arrivo della Alpine A290 segna un momento chiave nella storia del marchio francese, si tratta infatti di un vero cambio di paradigma: portare il DNA sportivo Alpine dentro un’auto a batteria, senza snaturarne l’essenza. Una sfida complessa, che passa inevitabilmente da un equilibrio delicato tra prestazioni, peso e gestione dell’energia.

Per riuscirci, i tecnici hanno preso come base la nuova generazione della Renault 5, trasformandola profondamente. Il risultato è una compatta che punta a stupire tra le curve, ma anche a convincere nella vita di tutti i giorni, grazie a un’autonomia dichiarata fino a 378 km e a una gestione intelligente dei suoi 52 kWh di batteria.

Dinamica ma con parsimonia

Chi conosce Alpine sa bene che il piacere di guida non è negoziabile. E infatti la A290 non tradisce le aspettative: è proposta in due livelli di potenza, da 180 e 220 CV, con una risposta pronta e un carattere decisamente vivace. Ma come ogni elettrica, anche qui entra in gioco una variabile fondamentale: l’autonomia. E proprio su questo fronte Alpine ha lavorato con attenzione, cercando di limitare i compromessi. Il peso contenuto in 1.479 kg rappresenta già un buon punto di partenza, permettendo di mantenere consumi relativamente bassi.

Parlando di numeri, nel ciclo medio, la A290 si attesta su circa 15,9 kWh/100 km, un valore interessante considerando l’indole sportiva del modello. Tradotto nella guida reale, significa poter raggiungere:

  • fino a circa 380 km in cittĂ , dove la rigenerazione gioca un ruolo chiave;
  • poco meno nell’extraurbano, con differenze minime;
  • circa 275 km in autostrada, dove le velocitĂ  piĂą elevate incidono inevitabilmente sui consumi.

Numeri che raccontano bene la filosofia della vettura: divertente quando serve, ma capace di essere efficiente quando non si subisce il fascino del pedale dell’acceleratore.

Tecnologie per l’ottimizzazione dell’autonomia

Dietro questi risultati non c’è solo la batteria, ma un lavoro più ampio sulla gestione dell’energia. La A290 mette infatti a disposizione una serie di strumenti pensati per aiutare il guidatore a sfruttare al meglio ogni kWh.

Quasi 400 km e tanta grinta: ecco la A290
Ufficio Stampa Alpine
Alpine A290: la gestione dell’energia passa dalla tecnologia di bordo

ModalitĂ  di guida

Il sistema prevede quattro modalitĂ  – Save, Normal, Sport e Perso – che intervengono su diversi parametri. Non si limitano alla potenza del motore, ma regolano anche la risposta dell’acceleratore, il livello di frenata rigenerativa, la velocitĂ  massima e persino la potenza del climatizzatore.

In pratica, si può passare da una guida rilassata e orientata al risparmio energetico a una più coinvolgente, in cui la A290 tira fuori tutto il suo carattere. La modalità personalizzata, invece, permette di costruire un set-up su misura, adattando l’auto alle proprie abitudini.

Ricarica veloce e pompa di calore

Sul fronte della ricarica, Alpine punta su una potenza massima di 100 kW in corrente continua, che consente di passare dal 15% all’80% in circa 30 minuti. Tempi in linea con le aspettative del segmento, che permettono di gestire senza troppi pensieri anche viaggi più lunghi.

Un ruolo importante lo gioca anche la pompa di calore, soluzione che permette di ottimizzare il consumo energetico legato alla climatizzazione riducendo l’impatto sull’autonomia, soprattutto nei mesi più freddi o caldi.

Dati sempre sotto controllo

Uno degli aspetti più interessanti della A290 è il modo in cui comunica con il guidatore. Il cockpit digitale offre informazioni dettagliate e facilmente leggibili su consumi, recupero di energia e autonomia residua. Il misuratore di potenza permette infatti di capire in tempo reale quanta energia si sta utilizzando o recuperando, aiutando a modulare lo stile di guida in modo più consapevole.

A questo si aggiungono quattro livelli di frenata rigenerativa, selezionabili direttamente dal volante: si va da una modalità quasi neutra, ideale per l’autostrada, fino a un livello più intenso che si avvicina alla guida “one pedal”, perfetta in città per massimizzare l’efficienza.

Infine, il sistema multimediale integra la pianificazione dei viaggi con Google Maps, indicando non solo il percorso, ma anche le soste di ricarica, i tempi necessari e l’autonomia prevista all’arrivo. Un aiuto concreto per ridurre quella che ancora oggi è una delle principali preoccupazioni legate all’elettrico: l’ansia da ricarica.

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 10:48:22 +0000
News n. 5
Aprilia RS 660 e RS 457 dominano le vendite in Italia (e non solo)

C’è un filo rosso che unisce le piste di mezzo mondo alle strade italiane, e passa dritto per Noale. Aprilia continua a raccogliere consensi tra i cordoli e su strada, con il 2025 che elegge Aprilia RS 660 e RS 457 come le prime due sportive più vendute in Italia. Numeri che confermano la solidità del progetto nato dalla pista e in grado di interpretare al meglio le esigenze moderne, che vedono le moto sportive come mezzi godibili ogni giorno.

DNA sportivo

Aprilia non ha mai nascosto le proprie ambizioni racing. Il legame con le competizioni è parte integrante del marchio, costruito negli anni con titoli mondiali e una presenza costante nei campionati più prestigiosi, dalla Superbike alla MotoGP. Questo patrimonio tecnico e culturale si riflette direttamente nei modelli stradali. Le RS 660 e RS 457 non sono semplici sportive di immagine, ma moto progettate con una logica ben precisa: portare sensazioni da pista su strada, senza però rinunciare alla facilità di utilizzo.

Il risultato è evidente già alla guida. La ciclistica è precisa, l’elettronica è evoluta ma non invasiva e il motore riesce a essere brillante senza diventare impegnativo. Una combinazione che piace, soprattutto in un periodo in cui molti motociclisti cercano equilibrio tra prestazioni e fruibilità.

Il successo tra Europa e America

Il dominio in Italia è solo una parte della storia. Le due sportive di Aprilia stanno raccogliendo risultati importanti anche fuori dai confini nazionali, in particolare in Europa e negli Stati Uniti. La RS 660, in particolare, è diventata una sorta di riferimento nel segmento delle medie sportive, grazie a un posizionamento intelligente: abbastanza potente da divertire, ma non così estrema da risultare difficile. Il che l’ha resa parte del successo che ha eletto la casa di Noale come primo brand del Vecchio Continente per vendite di moto sportive in Europa, con una quota del 13%.

Negli USA, dove il mercato è tradizionalmente più orientato verso cilindrate elevate, la risposta è stata sorprendente. La formula Aprilia ha convinto anche lì, dimostrando che esiste spazio per moto più leggere, più equilibrate segnando un margine di crescita del 30%, il migliore della categoria. Allo stesso tempo, la RS 457 ha aperto le porte a una nuova generazione di motociclisti, soprattutto giovani. Una moto che strizza l’occhio ai neopatentati, ma che non rinuncia a un’estetica e a una guida da vera sportiva.

Aprilia RS 457 e RS 660

Due moto, una filosofia. à forse questo il vero segreto del successo. La RS 457 rappresenta l’ingresso nel mondo Aprilia: leggera, intuitiva, accessibile, ma con un carattere ben definito. Pensata per chi si avvicina alle sportive o cerca una moto agile e divertente, è capace di offrire sensazioni autentiche senza mettere in difficoltà.

La RS 660, invece, è il gradino successivo. Più potente, più completa, ma sempre fedele a quell’idea di sportività intelligente che non punta solo ai numeri, ma all’esperienza di guida nel suo complesso. Entrambe condividono un’impostazione chiara: peso contenuto, elettronica avanzata e design ispirato al mondo racing. Ma soprattutto, condividono una visione: quella di riportare le sportive al centro del mercato, rendendole di nuovo desiderabili e utilizzabili.

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 09:22:08 +0000
News n. 6
Citycar sotto i 20.000 euro, le 8 migliori da comprare nel 2026

Il mercato dell’auto è cambiato e se fino a pochi anni fa con 15.000 euro si poteva scegliere tra diverse utilitarie ben accessoriate, oggi la soglia dei 20.000 euro rappresenta il nuovo punto di ingresso per chi cerca una citycar nuova. Proprio con l’aumento dei prezzi, le citycar continuano a essere una fascia di mercato fondamentale. Sono le più accessibili e al tempo stesso le più facilmente utilizzabili per muoversi nel traffico e parcheggiare senza stress.

Ma nel 2026 non sono più solo auto relegate all’ambiente cittadino: molte offrono sistemi di assistenza alla guida evoluti, motorizzazioni ibride leggere, elettriche o addirittura full hybrid. Abbiamo selezionato otto modelli che rappresentano il meglio del segmento sotto (o appena sopra) i 20.000 euro. Alcune restano fedeli alla tradizione, altre guardano al futuro con l’elettrificazione. Tutte, però, hanno un obiettivo comune: rendere la mobilità urbana semplice, accessibile e, perché no, anche piacevole.

Fiat Pandina (da 15.950 euro)

Partire dalla Panda è quasi obbligatorio. O meglio, dalla Pandina, come viene oggi chiamata nella sua versione aggiornata. à un simbolo italiano, un punto di riferimento che da anni domina le classifiche di vendita. Il segreto del suo successo è rimasto invariato: la Panda è l’ideale della semplicità, praticità e robustezza. L’età ha costruito il mito, mentre le dimensioni compatte la rendono agilissima in città, ma la posizione di guida rialzata offre una visibilità superiore rispetto alla media.

Il motore mild hybrid è pensato più per l’efficienza che per le prestazioni, ma in ambito urbano svolge il suo lavoro senza problemi. I consumi sono contenuti e i costi di gestione tra i più bassi della categoria. Non è la più tecnologica né la più raffinata, ma è quella che meglio interpreta l’idea di auto tuttofare. E per molti automobilisti, è ancora la scelta più sensata.

Fiat 500 Hybrid (da 20.900 euro)

Sforiamo leggermente il budget, ma la Fiat 500 merita comunque un posto in questa lista. Perché qui il discorso cambia: la praticità lascia il posto allo stile. La 500 Hybrid punta tutto sul design iconico, reinterpretato in chiave moderna. à compatta, elegante, riconoscibile ovunque. Rispetto alla Panda sacrifica qualcosa in termini di spazio interno e praticità, ma restituisce un’esperienza più chic.

Il motore mild hybrid è lo stesso della Pandina, quindi le prestazioni sono pacate, così come i consumi. Dentro si respira un’atmosfera più curata, con dettagli che strizzano l’occhio al mondo fashion. à la citycar perfetta per chi vive la città anche come espressione di sé, non solo come necessità di spostamento.

Kia Picanto (da 17.800 euro)

La Kia Picanto è una delle alternative più solide alle icone italiane. Negli anni si è ritagliata uno spazio importante grazie a un mix convincente di qualità, affidabilità e dotazione. Il design è moderno, con un frontale deciso e linee più dinamiche rispetto al passato. Dentro sorprende per l’attenzione ai dettagli: materiali migliorati, infotainment intuitivo e una ricca dotazione già dalle versioni base.

Le motorizzazioni benzina sono semplici ma efficienti, perfette per l’uso urbano. Non punta sulle prestazioni, ma su una guida facile e rassicurante. Il vero punto di forza è l’equilibrio generale: costa il giusto, offre molto e mantiene bassi i costi di gestione. Una scelta intelligente per chi cerca concretezza e un pizzico di tecnologia in più.

Le migliori citycar economiche del 2026
Ufficio Stampa Kia
Kia Picanto tra le 8 auto perfette per la cittĂ 

Hyundai i10 (da 18.500 euro)

La Hyundai i10 è probabilmente una delle citycar più complete oggi sul mercato. Il design è personale, con linee geometriche e dettagli moderni. L’abitacolo è sorprendentemente spazioso per la categoria, con una buona abitabilità anche per chi siede dietro.

Sul fronte tecnologico offre molto: sistemi di assistenza alla guida avanzati, infotainment connesso e una dotazione che spesso supera quella delle rivali dirette. Alla guida è stabile e confortevole, con un comportamento maturo anche fuori città. I motori benzina sono efficienti e adeguati all’uso quotidiano. à la citycar per chi non vuole rinunce: piccola fuori, ma grande dentro.

Toyota Aygo X (da 20.850 euro)

Anche qui siamo leggermente sopra i 20.000 euro, ma l’Aygo X merita la menzione. PerchĂ© rappresenta qualcosa di diverso: una citycar full hybrid. La posizione di guida rialzata, il look robusto e le dimensioni compatte la rendono perfetta per chi cerca un’auto urbana ma con un pizzico di spirito crossover.

Il recente aggiornamento ha portato all’adozione di una motorizzazione full hybrid, un unicum in questa fascia di prezzo. Il risultato? Consumi bassissimi, soprattutto in città, dove si viaggia spesso in modalità elettrica. Non è la più spaziosa, ma è una delle più originali. E per chi guarda ai costi nel lungo periodo, l’ibrido fa la differenza.

Leapmotor T03 da (18.900 euro)

Tra le elettriche economiche, la Leapmotor T03 è una delle sorprese più interessanti. Arrivata relativamente da poco in Europa, ha conquistato rapidamente il mercato grazie a un rapporto prezzo/contenuti difficile da battere. Le dimensioni compatte la rendono perfetta per la città, ma è l’autonomia a stupire: superiore alla media del segmento, permette di affrontare anche tragitti più lunghi senza troppi pensieri.

Dentro offre una dotazione ricca, con display digitali, sistemi di assistenza alla guida e un livello di tecnologia che fino a pochi anni fa era impensabile in questa fascia di prezzo. Non ha il blasone dei marchi storici, ma è commercializzata in Europa da Stellantis. à una delle scelte più razionali per chi vuole passare all’elettrico senza spendere una fortuna e i numeri di vendita lo hanno dimostrato.

Renault Twingo e-Tech Electric (da 19.500 euro)

La Twingo E-Tech Electric rappresenta una reinterpretazione moderna di un’icona. Compatta, agile e completamente elettrica, è pensata per la città in ogni dettaglio. Il motore da 82 CV garantisce uno scatto brillante ai semafori, mentre la batteria da circa offre un’autonomia di 263 km più che sufficiente per l’uso quotidiano grazie alla tecnologia LFP.

Il vero punto di forza è la maneggevolezza: raggio di sterzata ridottissimo, dimensioni contenute e una facilità di guida che la rende perfetta per le grandi città, così come lo stile legato al passato ma estremamente moderno. à una citycar che guarda al futuro senza dimenticare il proprio passato.

Dacia Spring (da 17.900 euro)

Chiudiamo con la Dacia Spring, una vettura che punta sull’elettrico concreto. Le prestazioni non sono brillanti, così come l’autonomia rispetto ad altre elettriche, ma per l’uso urbano è più che sufficiente. E soprattutto, permette di godere di un buono spazio a bordo nonostante le dimensioni e il pacco batterie. Centimetri e peso sulla bilancia ridotto la rendono agile nel traffico, mentre i costi di gestione sono tra i più bassi in assoluto. Non è un’auto per tutti, ma per chi ha esigenze chiare e vuole massimizzare il risparmio dell’elettrico è una scelta intelligente.

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 08:22:24 +0000
News n. 7
Brake Disc Wiping, la curiosa funzione di asciugatura dei freni

Nel panorama dei sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e della sicurezza attiva, il Brake Disc Wiping rappresenta una delle evoluzioni piĂą raffinate, seppur invisibili, del controllo elettronico della stabilitĂ  (ESC).

Se storicamente il limite frenante in condizioni di bagnato era dettato esclusivamente dal coefficiente d’attrito tra pneumatico e asfalto, questa tecnologia sposta l’attenzione su una criticitĂ  termodinamica e meccanica precedente: la formazione del film d’acqua sulle parti.

Il BDW è una funzione software che trasforma il gruppo idraulico dell’ABS in un sistema proattivo, capace di eliminare preventivamente lo strato idrico che separa la pastiglia dal disco, garantendo che il coefficiente d’attrito nominale sia disponibile istantaneamente non appena il conducente preme il pedale.

La fisica dell’attrito in condizioni di bagnato

Il principio di funzionamento dei freni a disco si basa sulla conversione dell’energia cinetica in energia termica tramite l’attrito meccanico. In presenza di pioggia, la forza centrifuga e il rotolamento dello pneumatico nebulizzano acqua all’interno del passaruota, depositando un velo liquido sulla superficie dei dischi.

Questo velo agisce come un lubrificante indesiderato, riducendo drasticamente l’attrito tra la pastiglia e la ghisa del disco. Il risultato è il cosiddetto “ritardo di risposta”: nei primi decimi di secondo di una frenata d’emergenza, il sistema deve prima “spazzare” via l’acqua e generare calore per evaporazione prima di mordere effettivamente il metallo. In termini tecnici, questo si traduce in un allungamento dello spazio di arresto che può variare tra il 15% e il 30% a velocitĂ  autostradali.

Come funziona

Il Brake Disc Wiping non richiede componenti meccanici aggiuntivi, ma sfrutta l’integrazione dei sensori di bordo tramite la rete CAN-bus del veicolo. La logica di attivazione segue generalmente questi input:

  • sensore pioggia: l’input primario arriva dal sensore optoelettronico sul parabrezza. Quando i tergicristalli sono attivi (in modalitĂ  continua o intermittente con alta frequenza), la centralina ESC deduce che il fondo stradale è bagnato;
  • velocitĂ  del veicolo: il sistema si attiva solitamente sopra i 50-70 km/h, dove l’accumulo d’acqua per turbolenza è piĂą critico;
  • sensore angolo di sterzo e accelerometro: Il sistema sospende l’operazione se rileva manovre d’emergenza o curve ad alta accelerazione laterale per non influenzare l’equilibrio della vettura.

Una volta confermate le condizioni, la pompa idraulica dell’ESC genera una pressione impercettibile (solitamente tra 0.5 e 1.5 bar) inviando il fluido verso i pistoni delle pinze.

Dinamica del contatto: pressione “Zero-Offset”

L’aspetto ingegneristico piĂą complesso riguarda la calibrazione della pressione. Le pastiglie vengono portate in leggero contatto con il disco, ma non in modo tale da generare una coppia frenante misurabile o una decelerazione avvertibile dal conducente. Questo sfregamento controllato ha un duplice effetto.

La pastiglia funge da “tergicristallo” fisico, rompendo la tensione superficiale dell’acqua e drenandola verso i canali di ventilazione o i fori/baffature del disco (se presenti). Il minimo attrito genera un incremento locale della temperatura superficiale, favorendo l’evaporazione immediata dei residui di umiditĂ . Il ciclo di asciugatura avviene a intervalli regolari (ad esempio, ogni 2-5 minuti di guida sul bagnato) e dura pochi secondi.

Impatto sull’usura dei componenti e NVH

Un’obiezione comune riguarda l’usura precoce dei materiali d’attrito. Tuttavia, i produttori (come Bosch, Continental o Brembo) hanno calibrato i cicli BDW per essere estremamente conservativi. Il consumo aggiuntivo della pastiglia è stimato in una percentuale trascurabile rispetto alla vita utile del componente, poichĂ© la pressione esercitata è minima.

Sul fronte NVH (Noise, Vibration, Harshness), la sfida principale è evitare che il contatto generi fischi o vibrazioni udibili nell’abitacolo. Questo è garantito dalla precisione dei modulatori di pressione elettroidraulici moderni, capaci di gestire micro-variazioni di pressione con una velocitĂ  di risposta nell’ordine dei millisecondi.

Come cambia l’asciugatura in base al tipo di freni

L’efficacia della funzione di asciugatura non è uniforme, ma varia drasticamente in base alla tipologia di disco installata. Il sistema BDW deve infatti confrontarsi con diverse capacitĂ  di gestione dei fluidi (acqua e vapore).

Sui dischi a superficie liscia, il BDW è fondamentale. In assenza di interruzioni superficiali, l’acqua tende a formare un velo continuo e uniforme. Senza l’intervento elettronico che accosta le pastiglie, l’espulsione del liquido avverrebbe solo per centrifuga (inefficiente a basse velocitĂ ) o per pressione meccanica tardiva. Qui il BDW agisce come una vera e propria lama raschiatrice.

In questo caso, il sistema lavora in condizioni ideali. I fori passanti interrompono la continuitĂ  del film d’acqua e offrono una via di fuga immediata verso i canali di ventilazione interna. Quando la pastiglia sfiora il disco forato durante il ciclo di asciugatura, la pressione localizzata spinge l’acqua nei fori, dove la turbolenza d’aria la nebulizza istantaneamente. Il vapore acqueo generato dal calore dell’attrito (fase di evaporazione) viene scaricato attraverso i fori, evitando l’effetto “cuscinetto di vapore” (fading da bagnato).

I dischi baffati (con scanalature superficiali) sono progettati nativamente per il drenaggio di gas e liquidi. La baffatura agisce meccanicamente insieme al BDW. Mentre la pastiglia viene accostata, la baffatura raccoglie l’acqua in eccesso e la espelle verso l’esterno del disco per inerzia, oltre ad assicurare che il materiale d’attrito della pastiglia rimanga sempre “pulito” da contaminanti stradali trasportati dall’acqua (fango, residui oleosi), massimizzando l’efficacia di ogni singolo ciclo di asciugatura software.

Il Brake Disc Wiping è un esempio eccellente di come il software possa compensare i limiti fisici dei materiali. Eliminando il tempo di induzione termica e meccanica necessario per asciugare i freni manualmente (pratica che un tempo i piloti esperti facevano “toccando” il pedale ogni tanto), il BDW garantisce che la pressione del piede corrisponda sempre a una risposta frenante lineare, indipendentemente dalle condizioni meteo.

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 07:00:57 +0000
News n. 8
Quanto costa munire il monopattino elettrico della targa

Segnatevi questa data sul calendario: il 16 maggio 2026. Per migliaia di pendolari urbani e amanti della micromobilitĂ , quel giorno segnerĂ  ufficialmente la fine di un’era di libertĂ  senza regole e l’inizio di una nuova disciplina stradale. ScatterĂ  infatti l’obbligo di dotare ogni monopattino elettrico di un contrassegno identificativo, il cosiddetto “targhino”, e di una regolare copertura assicurativa. La conferma è arrivata con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che ha istituito, presso la Direzione generale della Motorizzazione civile a Roma, la piattaforma informatica necessaria per gestire questa piccola grande rivoluzione burocratica.

La rivoluzione digitale: come ottenere il contrassegno

Con l’attivazione della piattaforma dedicata, i cittadini maggiorenni possono finalmente presentare la richiesta per il rilascio del targhino, agendo per sĂ© stessi o per conto di un minore che abbia compiuto almeno 14 anni. L’accesso non è però libero a chiunque: per autenticarsi è necessario possedere uno SPID di secondo livello o la Carta d’IdentitĂ  Elettronica (CIE), strumenti indispensabili per navigare all’interno del Portale dell’automobilista.

Una volta varcata la soglia digitale della piattaforma, l’utente si trova davanti a un ventaglio di opzioni studiate per coprire ogni necessità legata alla vita del mezzo. Non si tratta solo di presentare l’istanza per il rilascio del nuovo contrassegno, ma anche di gestire eventuali imprevisti. Il sistema permette infatti di comunicare tempestivamente la data e il numero di protocollo della denuncia in caso di furto o smarrimento del monopattino o del targhino stesso, oltre a segnalare casi di deterioramento o richiedere la cancellazione definitiva del contrassegno.

I costi della legalità: un’operazione da 38 euro

Ma quanto costa, in concreto, mettersi in regola? La Motorizzazione civile, una volta ricevuta la domanda, procederà ad abbinare il codice fiscale del proprietario al codice alfanumerico univoco del contrassegno. Il conto finale per il cittadino si attesta su una cifra minima di circa 38 euro. Questa somma è il risultato di diverse voci: 8,66 euro per il costo vivo del contrassegno, 10,20 euro per i diritti di Motorizzazione e 16 euro per l’imposta di bollo, a cui va aggiunto il costo del servizio PagoPA, solitamente oscillante tra 1 e 2 euro.

Il targhino fisico, prodotto con la precisione del Poligrafico dello Stato, potrĂ  essere ritirato direttamente presso la sede della Motorizzazione civile indicata durante la procedura online. Esiste anche l’opzione di rivolgersi a uno studio di consulenza automobilistica, le classiche agenzie di pratiche auto, per delegare il ritiro, sebbene in questo caso si debba considerare un costo aggiuntivo per il servizio professionale reso.

L’obbligo assicurativo e i controlli in tempo reale

La vera svolta sul fronte della sicurezza e della responsabilità civile è però legata alla polizza. Con il numero del targhino alla mano, ogni proprietario dovrà stipulare una polizza RC specifica per il proprio monopattino. Le compagnie assicuratrici stanno già approntando prodotti dedicati per rispondere a questa nuova domanda di mercato.

L’aspetto piĂą innovativo riguarda l’integrazione dei dati: l’ANIA, l’associazione delle compagnie assicuratrici, abbinerĂ  la polizza sottoscritta direttamente al targhino e alla persona fisica all’interno della piattaforma ministeriale. Questo scambio di dati costante permetterĂ  alle forze di polizia di effettuare verifiche in tempo reale e da remoto. BasterĂ  un controllo sul numero identificativo per sapere istantaneamente se quel monopattino che sfreccia in ciclabile è regolarmente coperto da assicurazione, rendendo la vigilanza stradale molto piĂą efficace e immediata.

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 06:40:56 +0000
News n. 9
Peugeot aggiorna il PureTech, arriva la catena anche sul termico

La notizia che molti automobilisti attendevano è finalmente realtà: Peugeot ha ufficialmente presentato il nuovo motore Turbo 100, un’unità di terza generazione progettata per voltare pagina rispetto al passato del PureTech e offrire una solidità meccanica senza compromessi. Non si tratta di un semplice aggiornamento, ma di un vero e proprio punto di svolta: il Turbo 100 abbandona definitivamente la discussa cinghia a bagno d’olio in favore di una ben più robusta e tradizionale catena di distribuzione.

Un’architettura rivista nel profondo

Sotto il cofano delle Peugeot 208 e 2008 batte un cuore meccanico che è stato ripensato quasi da zero. Sebbene la cubatura rimanga quella familiare del tre cilindri da 1,2 litri, la Casa francese dichiara che circa il 70% dei componenti è inedito. Il nuovo blocco cilindri ospita pistoni con teste ridisegnate per minimizzare gli attriti interni e un sistema di iniezione diretta ad alta pressione che raggiunge i 350 bar.

L’adozione del ciclo Miller è il segreto dietro l’efficienza termica di questa unitĂ : attraverso un elevato rapporto di compressione e una distribuzione ottimizzata, il Turbo 100 promette di essere piĂą parco nei consumi e reattivo nella risposta. La potenza erogata è di 101 CV (74 kW) a 5.500 giri/min, ma il dato che colpisce di piĂą è la coppia massima di 205 Nm, disponibile giĂ  a 1.750 giri/min.

Questa elasticitĂ  è garantita dall’introduzione di un turbocompressore a geometria variabile, una tecnologia raffinata che assicura sorpassi rapidi e una marcia urbana fluida, eliminando le incertezze ai bassi regimi.

AffidabilitĂ  testata su milioni di chilometri

La parola d’ordine per questa nuova unitĂ  puramente endotermica è affidabilitĂ . Peugeot non ha lasciato nulla al caso, sottoponendo il Turbo 100 a un’estenuante sessione di test prima del debutto: oltre 30.000 ore di funzionamento ai banchi prova e piĂą di 3 milioni di chilometri percorsi su strada. Alcuni prototipi hanno superato la soglia dei 200.000 km per dimostrare una longevitĂ  progettuale ai vertici della categoria.

Questa fiducia incrollabile nella nuova meccanica si traduce in vantaggi concreti per il cliente. La manutenzione è stata semplificata con intervalli di tagliando portati a 2 anni o 25.000 km. Inoltre, i modelli equipaggiati con il Turbo 100 potranno beneficiare del programma Peugeot Care, che offre una copertura estesa fino a 8 anni o 160.000 km, garantendo una tranquillitĂ  d’uso duratura.

Listino prezzi

Alla prova dei fatti, la Peugeot 208 equipaggiata con il Turbo 100 e il suo cambio manuale si dimostra una vettura brillante: raggiunge i 195 km/h di velocitĂ  massima e copre lo scatto da 0 a 100 km/h in 10,1 secondi. Il tutto mantenendo un occhio di riguardo al portafoglio, con consumi medi dichiarati nel ciclo WLTP tra 5,1 e 5,2 l/100 km.

In Italia, la rivoluzione è giĂ  iniziata. La nuova Peugeot 208 Turbo 100 è ordinabile da questo mese negli allestimenti Style, Edition, Business e Allure, con prezzi che variano tra 22.350 e 24.000 euro. Per chi punta alla sorella maggiore, la Peugeot 2008, l’attesa sarĂ  breve: l’apertura delle prenotazioni nel nostro Paese è fissata per il mese di maggio 2026. Con il Turbo 100, Peugeot non propone solo un motore, ma una promessa di sostanza e affidabilitĂ  per chi cerca una meccanica moderna, collaudata e priva di complicazioni. Addio alle rogne del PureTech.

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 06:30:15 +0000
News n. 10
Finanziamento per auto usata, il segreto per ottenere le migliori condizioni

La disciplina del credito al consumo  -ovvero del finanziamento – si applica anche all’acquisto di beni come un’auto usata, purchĂ© la cifra rientri nel perimetro del credito ai consumatori erogato da una banca o da una societĂ  finanziaria autorizzata, anche tramite un venditore come il concessionario. Il prestito può perciò essere finalizzato all’acquisto dell’auto oppure non finalizzato, come accade nel prestito personale.

Su queste basi non bisogna confondere la rata sostenibile con il finanziamento conveniente. Una rata leggera può nascondere una durata troppo lunga, spese accessorie consistenti, polizze nel pacchetto o formule con valore finale. I parametri da guardare per confrontare le offerte sono il TAN e il TAEG, l’indicatore più completo del costo del credito che comprende, oltre agli interessi, anche gran parte delle spese e degli oneri collegati al finanziamento.

Concessionaria ufficiale, autosalone o privato

Quando l’auto usata è venduta da una concessionaria ufficiale o da un commerciante indipendente, il canale più frequente è il prestito finalizzato, chiamato anche credito collegato. In termini operativi il salone fa da tramite, la pratica si chiude più velocemente, il denaro viene versato al venditore e il cliente ha davanti un’offerta confezionata insieme all’auto.

Quando invece la vettura arriva da un privato salta questo meccanismo. La strada più frequente è il prestito personale ovvero il finanziamento non finalizzato e non collegato all’acquisto di un bene specifico o di un servizio. Il compratore non è vincolato alla finanziaria del venditore e può muoversi con maggiore autonomia. Di contro deve costruirsi da solo il confronto tra le offerte e ottenere il via libera del finanziatore prima di chiudere l’acquisto.

SECCI, Standard European Consumer Credit Information

Se c’è un documento che conta è il SECCI, Standard European Consumer Credit Information, il modulo europeo informativo sul credito ai consumatori. Deve essere consegnato quando il cliente chiede informazioni su un prestito e in ogni caso prima della firma per rendere confrontabili le offerte di più intermediari e consentire una scelta consapevole. Al suo interno ci sono importo finanziato, durata, rate, costi, TAN, TAEG e le altre voci per capire quanto si sta pagando.

Un secondo aspetto da considerare riguarda le polizze e i costi accessori. Il TAEG comprende interessi e costi che il consumatore dovrĂ  pagare con esclusione di alcune spese come quelle notarili e delle polizze facoltative.

Ogni commerciante indipendente, in particolare, può offrire al cliente la possibilità di accedere a un finanziamento attraverso una finanziaria convenzionata, seguendo le stesse procedure, inclusa la consegna del modulo SECCI già in fase di preventivo.

In parallelo l’acquirente mantiene piena autonomia nella scelta delle modalità di pagamento e può concludere l’acquisto anche in contanti con le risorse ottenute tramite un prestito bancario o da una finanziaria indipendente non legata all’autosalone.

Come ottenere davvero condizioni migliori

Per migliorare un finanziamento su auto usata bisogna agire prima della firma. La leva più forte è la comparazione preventiva. Significa chiedere il SECCI al concessionario o al commerciante, poi confrontarlo con almeno una o due offerte esterne di prestito personale o di altro credito al consumo. Il fatto che il SECCI esista proprio per rendere confrontabili è la prova che il legislatore sa bene quanto il confronto sia decisivo.

La seconda leva è l’anticipo. Anche quando il venditore non lo dice apertamente, finanziare meno capitale aiuta quasi a contenere il costo del credito perché riduce la base su cui si calcolano interessi e oneri. Non c’è una percentuale valida per tutti, ma una logica: se si può evitare di finanziare l’intero prezzo dell’auto si aumenta il margine per avere una rata più sana e si riduce il rischio di finire con un debito sproporzionato rispetto al valore reale del veicolo che sull’usato tende a scendere più rapidamente.

La terza leva è la durata. Allungare il piano di rimborso può aiutare a respirare sul mensile, ma quasi sempre peggiora il conto finale. Gli interessi dipendono dal tasso, dall’importo e dalla durata del prestito. Di conseguenza una rata più bassa ottenuta spalmando il debito per un periodo lungo è un compromesso costoso. Su un’auto usata il problema è più evidente perché si rischia di continuare a pagare quando il veicolo ha perso molto valore o richiede già manutenzioni rilevanti.

La quarta leva è la pulizia del contratto. Bisogna capire se si è davanti a un finanziamento rateale classico o a formule più complesse, magari con maxi-rata finale o servizi impacchettati. Nel chiudere un procedimento sui finanziamenti auto, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha affrontato i temi legati a prezzi, TAEG, spese e presentazione trasparente delle condizioni economiche nei prodotti finanziari collegati alla vendita di veicoli.

Quanto conta il merito creditizio

Le condizioni migliori non dipendono solo dalla bravura nel negoziare ma anche dal profilo del richiedente. Banca o finanziaria valutano il merito di credito prima di erogare il prestito: reddito stabile, storico dei pagamenti pulito, rapporto tra rata e reddito credibile e documentazione ordinata incidono sull’offerta ricevuta. Il consumatore deve ricevere informazioni chiare con l’intermediario è chiamato a verificare la sostenibilità del finanziamento prima di concederlo.

Chi è alla ricerca di condizioni migliori deve arrivare alla richiesta con i conti a posto: meno esposizioni aperte, meno domande di credito ravvicinate, documenti reddituali pronti, un anticipo più elevato e una richiesta coerente con la propria capacità di rimborso.

Un buon finanziamento è tale se lascia margini di uscita se le condizioni cambiano. Sul credito ai consumatori ci sono due tutele: il diritto di recesso entro 14 giorni dalla firma, senza dover dare spiegazioni, e il diritto al rimborso anticipato del finanziamento prima della scadenza. Il consumatore che recede dopo aver già ricevuto il prestito deve restituire la somma entro 30 giorni con gli interessi maturati. Chi estingue in anticipo ha diritto alla riduzione di interessi e costi secondo la disciplina vigente.

Il caso dell’auto usata venduta da un privato

Quando l’auto usata è venduta da un privato, il prestito personale è la strada più lineare. In questo scenario, l’acquisto viene sostenuto attraverso un prestito personale, attivato su richiesta dell’acquirente presso una finanziaria indipendente oppure tramite il proprio istituto bancario. Si tratta di una soluzione priva di vincoli di destinazione che prevede l’erogazione della somma sul conto corrente del cliente con un rimborso strutturato secondo un piano definito nel tempo e a un tasso d’interesse concordato.

Data articolo: Sat, 21 Mar 2026 05:00:30 +0000
News n. 11
Che auto guida Antonella Clerici, un gioiello di potenza e stile da buongustaia

Eleganza intramontabile, grinta e capacitĂ  di restare icona. Antonella Clerici, conduttrice di The Voice Generations, ha scelto un’auto a propria immagine e somiglianza, sogno di molti, ma alla portata di pochi.

Il fascino della libertĂ 

Se dovessimo immaginare il celebre volto Rai al volante di un simbolo d’eccellenza, il pensiero correrebbe forse subito verso una Porsche 911 Carrera Cabriolet, la variante “aperta” della sportiva tedesca per antonomasia. Così in effetti è, come testimoniano alcune foto di repertorio dove sfreccia insieme al suo attuale compagno, Vittorio Garrone. La vettura è tutto fuorchĂ© comune: basata sulla stessa architettura della versione coupĂ©, aggiunge il piacere della capote in tela. Per impedire che si fletta sotto sforzo, i tecnici di Stoccarda hanno inserito rinforzi strutturali ad hoc.

La generazione scelta dalla “Antonella Nazionale”, la 991, resta il punto di riferimento nell’immaginario collettivo, e a ragion veduta. A livello di motorizzazioni, si divide in due grandi famiglie. Quella del quadriennio 2011-2015, l’ultima con propulsore aspirato, gode del favore dei puristi, rapiti dal suono naturale e dalla risposta immediata. Dopo di lei è arrivata la 991.2 del 2015-2019: dotata di turbo, brilla in efficienza e nella spinta fin dai bassi regimi.

Il motore dietro fa la differenza

I tecnici della Casa tedesca hanno fatto i compiti a casa. Configurata con motore posteriore e abitacolo 2+2, i sedili posteriori della 911 Carrera Cabriolet di Antonella Clerici sono perlopiĂą decorativi, adatti a caricare una borsa o un piccolo animale domestico, meno a lunghi viaggi in quattro. Rispetto alla vecchia 997, il telaio in alluminio e acciaio conferisce maggiore rigiditĂ  e leggerezza. Sotto il cofano (o meglio, dietro l’asse posteriore) pulsa il cuore boxer fino a 400 CV nella versione 991.1 e fino a 420 CV nella versione 991.2, che spicca per fluiditĂ , seppur perda quel “graffio” agli alti giri tipico degli aspirati.

Perché sceglierla (e a cosa rinunciare): i prezzi

Acquistare una Porsche 911 Cabriolet sottintende un credo: l’esperienza viene prima del resto. Sentire il suono del boxer senza filtri e godersi il sole è impagabile, anche se bisogna accettare qualche compromesso: la versione aperta risulta leggermente piĂą pesante (circa 1500–1600 kg) e meno rigida della coupĂ©. Lo sterzo elettrico è precisissimo, ma meno comunicativo rispetto ai modelli del passato.

I prezzi nell’usato oggi riflettono il valore del brand: si parte dai 70.000–100.000 euro per una 991.1, salendo fino ai 120.000 euro per le versioni piĂą recenti e accessoriate con il cambio PDK e il pacchetto Sport Chrono, accessori praticamente obbligatori per chi vuole godersi davvero l’auto.

The Voice Generations: un ritmo travolgente

Venerdì 20 marzo, in prima serata su Rai Uno, Antonella Clerici torna al timone della terza puntata di The Voice Generations, lo spin-off che celebra la musica attraverso il legame tra generazioni diverse. Insieme ai confermatissimi coach Loredana Bertè, Arisa, Nek, Clementino e Rocco Hunt, lo show regala l’ultima sessione delle Blind Auditions. La sfida è serrata: i coach devono completare i team da sette gruppi, ma solo tre per squadra supereranno il “Cut” per accedere alla finale del 27 marzo. Aspettiamoci delle intense emozioni, le stesse provate da Antonella Clerici a bordo della sua supercar.

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 20:28:11 +0000
News n. 12
Quella volta che Chuck Norris girò uno spot per Fiat

La scomparsa di Chuck Norris a 86 anni coglie il mondo del cinema e quello dei social impreparati. Appare quasi un paradosso accostare l’idea del fine vita a un mito in carne e ossa, icona assoluta delle arti marziali e della cultura pop. L’immagine di duro imbattibile aveva spinto Fiat Professional a ingaggiarlo come volto globale.

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 16:18:33 +0000
News n. 13
Italiani sempre al volante, troppo tempo sprecato nel traffico

Lo sguardo fisso sullo specchietto retrovisore, il riflesso rosso delle luci dei freni che danza stancamente sull’asfalto bagnato e il nervosismo che corre lungo la schiena mentre l’orologio segna inesorabilmente il ritardo. Per milioni di italiani, questa non è una scena tratta da un film drammatico, ma la cruda realtĂ  del “commuting”, quel pendolarismo casa-lavoro che trasforma le auto da simboli di libertĂ  in vere e proprie prigioni di metallo. Uno studio condotto da Autotrader nel dicembre 2025 su 15 Paesi rivela un dato che fa riflettere: mediamente, un automobilista del Belpaese trascorre bloccato nel traffico 8 giorni, 16 ore e 48 minuti ogni anno.

Questa “prova di resistenza” quotidiana ci colloca al settimo posto nella classifica mondiale dei pendolari piĂą tartassati, superando di circa 11 ore la media globale. Sebbene in Paesi come il Sudafrica o l’India la situazione sia ancora piĂą estrema, superando i dieci giorni l’anno al volante, l’Italia vive un paradosso tutto suo, dove la congestione urbana è diventata parte integrante del paesaggio.

La geografia dello stress

Non è un caso che per l’88% dei guidatori italiani la congestione stradale rappresenti la principale fonte di stress. Il fenomeno morde con particolare ferocia nelle grandi metropoli come Roma e Milano, dove il grande raccordo anulare e le tangenziali meneghine diventano teatri di code interminabili che si snodano per tutta la settimana. In questo scenario, l’auto subisce una metamorfosi: da semplice mezzo di trasporto a “salotto” improvvisato.

Per alleviare il fastidio del tempo percepito come “sprecato”, l’84% degli automobilisti ha scelto di rifugiarsi nell’intrattenimento, trasformando l’abitacolo in un luogo dedicato all’ascolto di musica, podcast o audiolibri. Ă proprio dentro la macchina che molte persone riescono a ritagliarsi un momento di svago che la frenesia della giornata lavorativa altrimenti negherebbe.

Inoltre, la speranza di un cambiamento risiede spesso nell’evoluzione tecnica: il 61% dei guidatori è convinto che un’auto nuova renderebbe il tragitto meno snervante, puntando su una tecnologia di bordo migliorata (63%) e su una maggiore efficienza nei consumi (44%).

Una nuova filosofia della produttivitĂ 

Oltre allo stress, emerge un desiderio profondo: il 65% degli intervistati esprime la volontĂ  di sentirsi piĂą produttivo durante queste ore d’attesa forzata. Ma cosa significa essere produttivi quando si è imbottigliati tra un rondò e un cantiere? Secondo l’esperta di produttivitĂ  Emily Austen, non si tratta necessariamente di lavorare. Esiste una nuova prospettiva “filosofica” secondo cui pianificare con cura una playlist o proteggere il proprio umore riducendo i processi decisionali durante il viaggio è, a tutti gli effetti, un atto produttivo.

Mentre si attende che la guida autonoma diventi una realtĂ  sicura e diffusa per liberare finalmente le mani e la mente del conducente, il confronto con il resto d’Europa offre spunti interessanti. Se l’Irlanda e la Grecia superano i nove giorni di pendolarismo, la Spagna si conferma come il “paradiso” della categoria: qui si resta al volante “solo” per 6 giorni, 18 ore e 43 minuti l’anno, una differenza abissale rispetto al calvario italiano.

Per l’italiano medio il tragitto casa-lavoro rimane una sfida quotidiana. Tra le note di una canzone o le parole di un narratore digitale, i pendolari cercano di difendere quella serenitĂ  che l’asfalto cittadino tenta ogni giorno di sottrarre loro, cercando di trasformare quasi nove giorni di vita “persa” in un momento di personale, seppur forzato, isolamento rigenerativo.

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 15:26:29 +0000
News n. 14
Xiaomi SU7, col restyling la berlina ottiene prestazioni e autonomia da record

Il colosso tecnologico Xiaomi ha ufficialmente alzato il sipario sulla nuova generazione della Xiaomi SU7, presentandola non come una semplice auto elettrica, ma come l’inizio di una nuova era della guida. Con l’obiettivo di ridefinire gli standard del segmento C di lusso, questa berlina si presenta in tre declinazioni — Standard, Pro e Max — promettendo un salto generazionale che tocca ogni corda dell’esperienza al volante: dal design raffinato alla tecnologia d’avanguardia, fino a prestazioni da vera supercar.

Nuova impronta colorata

Le proporzioni restano quelle imponenti della prima serie: 5 metri di lunghezza, 2 di larghezza e un passo di 3 metri che le conferisce una presenza statuaria. Sebbene il DNA stilistico rimanga fedele agli iconici fari “waterdrop” e ai fanali posteriori “halo”, la nuova generazione introduce dettagli di alta sartoria automobilistica.

La novitĂ  piĂą visibile è la nuova griglia di aspirazione dell’aria, piĂą pulita e sportiva, che ora integra un radar a onde millimetriche 4D per migliorare sia l’aerodinamica che le capacitĂ  di rilevamento intelligente. La personalizzazione raggiunge nuovi vertici con nove opzioni di colore esterno. Tra queste spiccano il Coastal Blue, ispirato alla purezza marina, il coraggioso Blazing Red e il sofisticato Viridian Green, arricchito con particelle perlacee di malachite naturale che creano transizioni cromatiche eleganti a seconda della luce.

Anche i cerchi si rinnovano: spiccano i forgiati da 21″ Dual Plum Blossom, caratterizzati da una complessa texture a scaglie di drago ottenuta dopo sei ore di fresatura di precisione con strumenti a diamante. Completa l’esterno un pratico bagagliaio anteriore elettrico da 105 litri, capace di ospitare un trolley standard e apribile in otto modi diversi, inclusi i comandi vocali.

Un salotto tecnologico

L’abitacolo della SU7 è stato completamente ridisegnato per offrire un comfort che sfida le ammiraglie di segmento superiore. Quasi il 100% delle superfici ad alto contatto è rivestito in materiali soft-touch certificati OEKO-TEX. Il guidatore è accolto da un sedile sportivo regolabile in 18 direzioni, mentre il passeggero può godersi una configurazione a gravitĂ  zero a 123° con modalitĂ  massaggio dedicata.

L’atmosfera è resa unica dalla luce ambientale avvolgente piĂą lunga della categoria (3.636 mm) e da un sistema di insonorizzazione che, nella versione Max, riduce il rumore di oltre 4 dB grazie all’ampio uso di vetri acustici laminati. Tra le chicche tecnologiche figurano il tetto con oscuramento EC a doppia zona e un frigorifero a cassetto con compressore indipendente per un raffreddamento rapido.

Performance da primato

Il fiore all’occhiello di questa rinnova berlina è il motore Xiaomi HyperEngine V6s Plus, capace di 22.000 giri al minuto. Le prestazioni sono di assoluto rilievo: la versione Max scatta da 0 a 100 km/h in soli 3,08 secondi e raggiunge i 265 km/h. Grazie alla tecnologia CTB (Cell-to-Body), l’autonomia è ai vertici della classe: 720 km per la Standard, ben 902 km per la Pro e 835 km per la Max (ciclo CLTC). La ricarica ultra-rapida permette di recuperare ben 670 km di autonomia in soli 15 minuti.

Il nuovo Xiaomi Smart Chassis 2.0 inoltre gestisce questa potenza con precisione millimetrica, utilizzando sospensioni a doppio braccio oscillante all’anteriore e molle ad aria a doppia camera che regolano l’altezza del veicolo in tempo reale per assorbire ogni impatto.

Intelligenza e sicurezza: l’architettura XLA

Il cervello dell’auto è il modulo Four-in-One, che integra i potenti chip Snapdragon 8 Gen 3 e NVIDIA DRIVE AGX Thor. L’assistenza alla guida evolve con l’architettura XLA, che permette ora il controllo vocale per cambi di corsia e parcheggio. Sul fronte sicurezza, la carrozzeria è una vera fortezza composta per il 90,3% da acciaio ad altissima resistenza (2.200 MPa) e alluminio, integrando una cellula di sicurezza roll-cage che protegge l’abitacolo da ogni angolazione.

Listino prezzi

Al cambio attuale (considerando un tasso approssimativo di 1 RMB = 0,13 EUR), la nuova Xiaomi SU7 si presenta sul mercato cinese con questi prezzi molti competivi:

  • Standard: 219.900 RMB (circa 28.600 Euro);
  • Pro: 249.900 RMB (circa 32.500 Euro);
  • Max: 303.900 RMB (circa 39.500 Euro).
Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 14:44:43 +0000
News n. 15
Ponte sullo Stretto, Tar respinge i ricorsi ambientalisti (ma la sfida continua)

Il percorso del Ponte sullo Stretto continua tra ostacoli, polemiche e passaggi chiave. Ma questa volta, per la societĂ  Stretto di Messina, arriva un segnale positivo. Il Tar ha infatti dichiarato inammissibili due importanti ricorsi presentati dalla CittĂ  Metropolitana di Reggio Calabria e dal Comune di Villa San Giovanni, insieme ad alcune delle principali associazioni ambientaliste italiane.

Una decisione che, al contrario di quanto possa sembrare, non chiude definitivamente la partita, ma rappresenta comunque un passaggio significativo in una vicenda complessa e destinata a restare al centro del dibattito pubblico ancora a lungo.

I ricorsi ambientalisti

I ricorsi erano stati presentati dai due enti locali e associazioni come Legambiente, Lipu e WWF Italia, con l’obiettivo di contestare alcuni passaggi fondamentali del progetto. Al centro della questione, in particolare, il parere della Commissione Via/Vas del 13 novembre 2024, relativo alla valutazione di impatto ambientale dell’opera, e la successiva deliberazione della Presidenza del Consiglio del 9 aprile 2025, legata alla relazione IROPI (Imperative Reasons of Overriding Public Interest) che sostiene l’interesse pubblico prevalente dell’opera, superando di fatto i pareri ambientali negativi.

Sono documenti che pongono le fondamenta del percorso legislativo del Ponte, sia tecnici che politici per giustificare la realizzazione di un’infrastruttura in grado di creare un notevole impatto nell’ambiente, anche alla luce delle normative ambientali europee. Numerosi sono i dubbi sollevati dalle associazioni, sia per quanto riguarda l’ambiente che il profilo giuridico, ed evidenziando le criticità legate alla tutela degli ecosistemi, alla sicurezza e alla compatibilità con le direttive comunitarie.

Ricorso “prematuro”

La decisione del Tar, però, non entra nel merito delle contestazioni. Ed è proprio questo il punto centrale. I giudici amministrativi hanno infatti stabilito che i ricorsi sono inammissibili perché prematuri. In altre parole, secondo il tribunale, gli atti impugnati non rappresentano ancora decisioni definitive. Il parere Via, infatti, viene considerato un atto “endoprocedimentale”, cioè un passaggio interno a un iter più ampio che si concluderà solo con la delibera del Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile).

Finché questo passaggio finale non viene completato, il parere non produce effetti concreti e, di conseguenza, non può essere impugnato. Una posizione che le stesse associazioni hanno riconosciuto nel loro comunicato, pur ribadendo la volontà di proseguire la battaglia legale. Non è quindi una bocciatura delle critiche, ma piuttosto un rinvio della discussione a una fase successiva.

Una partita ancora aperta

Il verdetto del Tar non rappresenta la fine del confronto, ma semmai una pausa tecnica. Le associazioni ambientaliste hanno già chiarito che le loro contestazioni verranno ripresentate non appena sarà adottata la delibera Cipess, cioè l’atto che darà il via libera definitivo all’opera.

Nel frattempo, il progetto del Ponte sullo Stretto continua il suo iter, tra accelerazioni e inevitabili frenate. Si tratta di una delle infrastrutture più discusse degli ultimi decenni in Italia, capace di dividere opinione pubblica e politica. Da un lato c’è chi vede nel ponte un’opportunità storica per collegare stabilmente Sicilia e Calabria, con ricadute economiche e logistiche importanti. Dall’altro, chi teme un impatto ambientale troppo elevato e solleva dubbi sulla reale sostenibilità dell’opera.

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 13:03:11 +0000
News n. 16
Dacia Duster, tutte le motorizzazioni: dall’ibrido al GPL

Il successo della Dacia Duster nel panorama automobilistico europeo è ormai consolidato: dal 2018 è stabilmente il SUV piĂą venduto ai clienti privati, grazie a un mix imbattibile di robustezza, design essenziale e valore concreto. Per confermare questa leadership, il modello si presenta con una gamma di motorizzazioni profondamente rinnovata, tutte conformi alla normativa EU6e bis, offrendo una versatilitĂ  che spazia dal GPL all’ibrido integrale, garantendo sempre potenze superiori e minori emissioni rispetto al passato.

Il vertice della proposta

Al vertice della proposta tecnologica troviamo la nuova motorizzazione Full Hybrid 155, che subentra alla precedente versione 140 offrendo maggiore piacere di guida ed efficienza. Il sistema è un piccolo capolavoro di ingegneria: combina un motore benzina a 4 cilindri da 109 CV con due motori elettrici (uno da 50 CV e uno starter/generatore ad alta tensione) e una batteria da 1,4 kWh a 230 V. La potenza complessiva è di 155 CV.

Il tutto è gestito da un cambio automatico elettrificato privo di frizione, con 4 rapporti per il termico e 2 per l’elettrico. Questa architettura permette di circolare in cittĂ  fino all’80% del tempo in modalitĂ  100% elettrica, con avviamenti sempre silenziosi a zero emissioni. Le prestazioni si accompagnano a consumi ridotti dell’8%: appena 4,6-4,7 l/100 km nel ciclo combinato, con un’autonomia complessiva che può superare i 1.000 km con un pieno.

L’ibrido a GPL

La vera novitĂ  inedita per il segmento è però l’Hybrid-G 150 4×4, il primo motore ibrido bifuel (benzina-GPL) a trazione integrale. Questo propulsore fonde la convenienza del GPL con la versatilitĂ  del sistema 4×4 e l’efficienza di un sistema ibrido a 48V. Grazie a un motore elettrico posteriore e a una batteria agli ioni di litio da 0,84 kWh, il veicolo può muoversi in elettrico fino al 60% del tempo in ambiente urbano.

La trazione integrale è garantita fino a 140 km/h, mentre l’autonomia raggiunge la cifra record di 1.500 km grazie ai due generosi serbatoi da 50 litri ciascuno. I consumi sono estremamente competitivi: si parla di 7,2-7,3 l/100 km alimentato a GPL e circa 6 l/100 km a benzina.

Il Mild Hybrid

Per chi preferisce un’elettrificazione piĂą leggera senza rinunciare alla brillantezza, Dacia propone il Mild Hybrid 140, che sostituisce il precedente 130. Sotto il cofano batte un 3 cilindri turbo da 1.2 litri a ciclo Miller, supportato da un sistema mild hybrid a 48V e una batteria da 0,8 kWh. Abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti, questo motore offre un supporto elettrico nelle fasi di accelerazione e avviamento, riducendo i consumi del 10% rispetto a unitĂ  termiche equivalenti, attestandosi sui 5,4 l/100 km.

Il classico GPL guadagna 20 CV

A completare la gamma c’è l’Eco-G 120, l’evoluzione del celebre motore GPL del brand, che ora guadagna 20 CV extra per una maggiore versatilitĂ . Con i suoi due serbatoi da 50 litri, assicura un’autonomia fino a 1.380 km e riduce le emissioni di CO2 del 10% rispetto alle varianti solo benzina. I consumi combinati sono di 7,5 l/100 km a GPL, mentre è prevista l’introduzione futura di una versione con cambio automatico.

Listino prezzi

In termini di prezzi, Dacia mantiene fede al suo posizionamento “Value for Money”. La soglia d’ingresso è fissata a 19.900 euro per la versione Eco-G 120 Essential. Salendo di livello, il Mild Hybrid 140 parte da 23.150 euro nell’allestimento Expression, mentre l’Hybrid 155 è ordinabile da 26.650 euro. La sofisticata motorizzazione Hybrid-G 150 4×4 richiede invece un esborso di 28.500 euro per la versione Expression, arrivando fino ai 30.050 euro per i top di gamma Journey ed Extreme.

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 12:08:02 +0000
News n. 17
Jeep Compass, inizia un weekend di porte aperte e sconti speciali

La nuova generazione del SUV Jeep si mostra al pubblico italiano. Il weekend del 21 e 22 marzo, nuova Compass sarà protagonista di un’iniziativa porte aperte in tutta Italia. Un’occasione pensata non solo per vedere da vicino il SUV del marchio americano, ma anche per approfittare di condizioni commerciali dedicate, studiate per rendere più accessibile uno dei modelli più importanti della gamma.

Per Jeep, Compass rappresenta da anni un punto di equilibrio tra dimensioni compatte, vocazione off-road e comfort da utilizzo quotidiano. E con questa nuova generazione, il marchio prova a rilanciare ulteriormente la sua proposta, aggiornando stile, contenuti e tecnologia.

Porte aperte il 21 e 22 marzo

Il fine settimana del 21 e 22 marzo segna quindi un passaggio importante per il debutto commerciale della nuova Compass in Italia. Le concessionarie Jeep apriranno le porte al pubblico per permettere ai clienti di scoprire tutte le novitĂ  dal vivo, senza filtri.

à un format ormai consolidato nel settore, ma che continua a funzionare: vedere un’auto da vicino, salirci a bordo, osservare finiture e materiali fa ancora la differenza rispetto a qualsiasi configuratore online.

In particolare, questa nuova Compass punta molto sull’esperienza a bordo, con un abitacolo più curato nei dettagli e una dotazione tecnologica aggiornata, pensata per stare al passo con le aspettative di chi oggi cerca connettività e semplicità d’uso.

Durante il weekend sarĂ  possibile anche ricevere informazioni dettagliate sulle motorizzazioni disponibili e sulle diverse configurazioni, oltre a valutare eventuali test drive, a seconda della disponibilitĂ  delle concessionarie.

Offerta dedicata

A rendere più interessante l’iniziativa ci sono le condizioni commerciali studiate appositamente per l’evento. Jeep ha infatti previsto una formula d’acquisto con finanziamento a interessi zero, solo fino a fine mese.

L’offerta è specifica per la versione Altitude e-Hybrid da 145cv, che in caso di permuta o rottamazione scende da 40.900 di listino a 35.900 euro. La formula di finanziamento prevista è strutturata con un anticipo di 15.900 euro e 48 rate da 434 euro, grazie a un TAN fisso allo 0% e un TAEG al 2,17%.

Un’attenzione particolare è rivolta alla versione elettrificata, sempre più centrale nella strategia del marchio, che punta a combinare efficienza e prestazioni senza rinunciare alla tradizionale anima da fuoristrada.

La terza generazione di Jeep Compass

Quella che debutta nelle concessionarie non è un semplice restyling. La nuova Compass rappresenta infatti la terza generazione del modello, e si presenta con un’evoluzione evidente sotto diversi aspetti.

Il design esterno resta fedele al family feeling Jeep, ma introduce linee più moderne e proporzioni bilanciate, con un frontale aggiornato dalla fascia grintosa a tutta lunghezza e una presenza su strada più solida. All’interno, invece, il salto è ancora più percepibile: materiali migliorati, interfacce digitali più intuitive e una maggiore attenzione alla digitalizzazione, che rendono l’esperienza di guida più moderna e piacevole, soprattutto nell’utilizzo quotidiano.

Non manca, ovviamente, l’impronta tipica del marchio. Anche se sempre più orientata alla città, Compass continua a mantenere quel DNA da SUV autentico che da sempre contraddistingue Jeep, con capacità di affrontare percorsi meno battuti e una sensazione di robustezza che resta uno dei suoi punti di forza.

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 11:45:44 +0000
News n. 18
Vespa Primavera e Vespa Sprint S, l’anima più giovane e metropolitana dell’icona

La regina di stile della città si aggiorna senza stravolgere la propria identità. Perché ci sono icone che non hanno bisogno di rivoluzioni per restare attuali, ma solo del giusto tocco di evoluzione. à esattamente quello che succede con le nuove Vespa Primavera e Vespa Sprint S, due modelli che continuano a rappresentare l’anima più fresca, urbana e giovane del mondo Vespa.

Per il 2026, il marchio italiano aggiorna la sua proposta: linee riconoscibili al primo sguardo ma con dettagli piĂą curati, nuove dotazioni e una maggiore attenzione alla sicurezza.

Design raffinato

A colpo d’occhio potrebbero sembrare le solite Vespa, ed è proprio questo il punto. Il design resta uno dei pilastri su cui si basa il successo di Primavera e Sprint S, ma sotto la superficie si nasconde un lavoro di affinamento che punta a rendere ogni dettaglio più contemporaneo.

Le nuove colorazioni giocano un ruolo fondamentale: tonalità più vivaci e finiture curate contribuiscono a rafforzare il carattere giovane dei due modelli. La Vespa Primavera continua a puntare su uno stile senza tempo, mentre la Sprint S strizza l’occhio a chi cerca qualcosa di più sportivo, con contrasti cromatici e dettagli più decisi.

Non manca, ovviamente, la scocca in acciaio, vero simbolo Vespa, che in questo modello viene slanciata dai nuovi cerchi da 12 pollici con motivo a cinque razze sdoppiate. Altri piccoli dettagli impreziosiscono lo sguardo piĂą accurato, come il gancio sotto il manubrio, i nuovi rivestimenti per la sella o la griglia sul cofano sinistro dedicata alla Sprint.

Sicurezza: arriva il disco posteriore

Tra le novità più concrete c’è un passo avanti sul fronte della sicurezza. Le nuove Vespa Primavera e Sprint S introducono infatti il freno a disco anche al posteriore, una soluzione che migliora sensibilmente la frenata e la gestione del mezzo nelle situazioni più critiche. Scelta apprezzabile in un contesto urbano sempre più complesso, fatto di traffico intenso, frenate improvvise e fondi stradali spesso non perfetti, dove avere un impianto frenante più efficiente fa davvero la differenza.

Quadro strumenti e chiave keyless

La modernità passa anche dall’esperienza a bordo. Per questo Vespa introduce aggiornamenti mirati anche sul fronte tecnologico. Il quadro strumenti si evolve al Full LCD, diventando più leggibile e completo, con informazioni chiare e un leggero fascino vintage. L’obiettivo è semplificare l’interazione con il veicolo, senza appesantire l’esperienza con soluzioni troppo complesse.

Arriva anche la chiave keyless, una di quelle comoditĂ  che, una volta provata, diventa difficile abbandonare. Niente piĂą chiavi da inserire: basta averla in tasca per accendere lo scooter e partire. Un dettaglio che migliora la praticitĂ  quotidiana, soprattutto in contesti urbani dove ogni secondo conta.

Prezzi e motorizzazioni

Sotto la scocca, Vespa resta fedele alla sua filosofia: motori efficienti, adatti alla città e pensati per garantire consumi contenuti e facilità di utilizzo. La gamma continua a proporre diverse motorizzazioni, dal 50 ai 150 cc, con la presenza anche della variante elettrica Moped. Il focus resta comunque sull’equilibrio tra performance e semplicità di guida, un elemento che ha sempre reso Primavera e Sprint S tra le più apprezzate nel loro segmento.

Per quanto riguarda i prezzi, le nuove versioni si posizionano in linea con il mercato Vespa, a partire dai 4.250 euro per la Primavera e 4.450 per la Sprint S, mantenendo quel posizionamento premium che da sempre caratterizza il brand. 

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 10:54:34 +0000
News n. 19
Fiat 600, arriva la nuova versione d’ingresso a benzina: ecco come va

Nel pieno della corsa all’elettrico, c’è ancora spazio per chi cerca semplicità, concretezza e un prezzo più accessibile. Lo dimostra Fiat presentando una nuova versione di 600 priva di elettrificazione, con l’adozione del propulsore 1.2 litri a benzina abbinato al cambio manuale a sei marce.

Il motore tre cilindri da 100 CV è lo stesso appena montato anche su Peugeot 208 e 2008, aggiornato con l’introduzione della catena in sostituzione della cinghia a bagno d’olio.

Motore Turbo 100 CV

Da tempo si parlava di inserire una variante d’ingresso per Fiat 600, in modo da abbattere la soglia di prezzo iniziale e convincere la fetta di mercato che non ha ancora interesse nel mondo dell’elettrificazione.

Subito dopo il debutto delle cugine francesi, il propulsore della famiglia Puretech arriva anche sul SUV compatto italiano. Si tratta di un’unità turbo aggiornata che introduce la catena a sostituzione della cinghia a bagno d’olio. Questo, come confermato dalla variante mild hybrid, che ha adottato per prima questa novità, permette una maggiore affidabilità del tempo, evitando problemi di sgretolamento e intasamento del filtro.

Allo stesso tempo dovrebbe permettere ottimi consumi grazie a un nuovo sistema di iniezione diretta ad alta pressione e un sistema di fasatura valvole che riduce l’attrito. Sono infatti il 70% i componenti nuovi introdotti in questo motore che comprendono – oltre alla catena – il sistema di iniezione, i pistoni e tanto altro. I dati ufficiali su consumi ed emissioni non sono ancora stati comunicati, ma è lecito aspettarsi valori competitivi, soprattutto considerando il lavoro fatto sull’efficienza interna del motore.

Serie speciale 600 Street

Il debutto della nuova motorizzazione sarà accompagnato da una versione pensata per chi cerca un tocco in più sul piano estetico. Si chiama 600 Street ed è una serie speciale limitata a 2.000 esemplari. Qui il focus si sposta sul design.

L’impatto visivo è più deciso, con una livrea bicolore che gioca sui contrasti e un utilizzo diffuso del nero per dettagli, finiture e cerchi in lega. Una scelta che punta a rendere la 600 più dinamica e contemporanea, senza stravolgerne l’identità.

All’interno, il tema continua con un abitacolo dominato dalle tonalità scure: padiglione, plancia e sedili seguono questa linea, impreziositi da inserti bianchi a contrasto che spezzano la monotonia e aggiungono un tocco di personalità. Non è solo una questione estetica: questa versione rappresenta anche un modo per posizionare la 600 benzina con un’immagine più grintosa, cercando di conquistare un pubblico giovane o semplicemente chi vuole qualcosa di diverso dal solito.

Con questa nuova variante, il Gruppo Stellantis manda un messaggio chiaro: la transizione all’elettrico non può essere forzata per tutti allo stesso modo. Se da un lato la 600 elettrica resta il cuore della gamma, dall’altro l’introduzione di una versione a benzina dimostra la volontà di mantenere una proposta più ampia, capace di adattarsi a esigenze diverse.

Il prezzo ufficiale non è ancora stato annunciato, ma è facile immaginare che sarà uno degli elementi chiave per il successo di questa versione che, grazie alla sua estetica iconica e alle dimensioni compatte, ha dimostrato di esercitare un grande fascino sugli automobilisti delle grandi città.

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 08:53:38 +0000
News n. 20
Ford Capri, storia della baby Mustang che ha conquistato l’Europa

Viene definita da alcuni la Mustang europea, e la ragione è ben chiara: stesso designer, stessa filosofia e stesso incredibile successo. Nella sua storia la Ford Capri ha scritto una pagina fondamentale del successo dell’Ovale Blu nel vecchio continente.

Dalle iconiche versioni 2600 RS con cofano nero opaco alle ultime serie limitate, in tre generazioni e 17 anni di carriera la coupé ha prodotto quasi due milioni di esemplari, per un modello che ha conquistato il mercato anche durante un periodo difficile per l’automobile.

La Mustang europea

à il 1969 quando la Ford Capri si presenta sul mercato. Forme familiari al mondo oltreoceano richiamano la Mustang, ma rivista per venire incontro alle esigenze dell’Europa. La prima generazione viene presentata al Salone di Bruxelles a gennaio, pronta per entrare sul mercato appena un mese dopo.

Il successo è subito garantito: le linee disegnate da Philip T. Clark – creatore anche dell’iconica muscle car – fanno centro anche questa volta e portano nel vecchio continente l’ideale di libertĂ  simbolo dell’America.

Rispetto alla Mustang, la Capri è più compatta, più leggera e soprattutto più accessibile. Ford la presenta con uno slogan destinato a restare nella storia: “The car you always promised yourself” (l’auto che ti sei sempre promesso).

Ed è proprio questa promessa a conquistare il pubblico europeo. In appena due anni vengono vendute oltre 400.000 unità, un risultato straordinario per una coupé in un mercato tradizionalmente più conservatore.

Un’ampia scelta di motori

Uno dei segreti del successo della Capri è la sua capacità di accostare un design distintivo a una gamma di motori versatile. Sono tante le scelte disponibili al lancio, tra motori V4, pensati per contenere costi e consumi, fino ai sei cilindri più performanti.

Le potenze partono da circa 50 cavalli per arrivare a oltre 100, permettendo alla Capri di essere sia una vettura quotidiana sia una coupé capace di regalare emozioni di guida. à proprio questa doppia anima a renderla vincente. Non costringe a scegliere tra praticità e piacere: riesce a offrire entrambe le cose nello stesso pacchetto.

L’icona 2600 RS segna l’arrivo nel motorsport

Se il pubblico si innamora subito della Capri per la sua versatilità, è nelle competizioni che il modello costruisce la sua leggenda. Nel 1970 arriva la versione destinata a cambiare tutto: la 2600 RS. Il modello sportivo si riconosce subito grazie al cofano nero opaco e gli appariscenti doppi fari, ma la vera trasformazione è sotto la carrozzeria. Omologata in 1.000 esemplari, la configurazione destinata a competere nel motorsport, porta con sé una cura dimagrante fatta di cerchi al magnesio, pannelli in plastica e vetri in plexiglas.

Così il 1970 segna anche l’ingresso nelle corse, e già un anno dopo il successo è totale: Dieter Glemser vince il titolo nel Campionato Europeo Turismo, mentre Jochen Mass porta a casa ben otto vittorie in otto gare nel Campionato Tedesco Circuiti. Nel 1972 la consacrazione grazie ai primi due posti del podio nella categoria della 24 Ore di Le Mans e una tripla vittoria nella 24 Ore di Spa-Francorchamps.

Ford Capri: quasi due milioni di unitĂ  per un grande successo europeo
Ufficio Stampa Ford
La seconda generazione di Ford Capri con i suoi iconici fari rettangolari

La seconda generazione per rispondere alla crisi

Questi successi portano in alto il nome della coupé Ford, con conseguente aumento delle vendite, almeno fino al 1973, anno della prima crisi energetica. Periodo storico che inevitabilmente influisce sul mercato e che spinge i vertici Ford a rinnovare il proprio modello di successo.

Nel 1974 arriva la seconda generazione, nella quale si aggiungono dettagli sportivi che giocano sui recenti successi nel motorsport, grandi fari rettangolari e il portellone posteriore. Le motorizzazioni restano simili, ma vengono riviste per adattarsi alle nuove esigenze. Ă una fase di transizione, in cui la Capri deve dimostrare di saper evolvere senza perdere il proprio carattere. E ci riesce, continuando a mantenere un buon livello di vendite nonostante il contesto difficile.

Arriva la Capri S

Nel 1976 la coupé evolve ulteriormente con l’arrivo della versione S. Il primo vero modello a raccogliere l’eredità sportiva della 2600 GT. Il motore V6 da tre litri offre prestazioni brillanti, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,9 secondi e una velocità massima che sfiora i 200 km/h. Ma non è solo una questione di numeri.

La Capri S introduce anche interni più curati e un equipaggiamento più ricco, dimostrando che una coupé può essere sportiva senza rinunciare al comfort. à un equilibrio che anticipa quello che diventerà uno standard negli anni successivi.

La maturitĂ  della terza generazione

Nel 1978 debutta la terza generazione della coupé, l’ultima della sua lunga carriera. Il design viene aggiornato con un frontale più sottile e maturo, mentre tornano i fari circolari che richiamano le origini del modello. Le modifiche più importanti, però, sono tecniche. L’aerodinamica viene migliorata, la sicurezza aumenta e il comportamento su strada diventa più preciso grazie a interventi su telaio e sospensioni.

Parallelamente, la Capri continua a brillare nelle competizioni con versioni sempre più estreme. Le varianti turbo raggiungono potenze impressionanti, trasformando la coupé europea in una vera macchina da corsa. Tra i protagonisti di questa fase c’è Klaus Ludwig, capace di ottenere risultati straordinari alla guida delle versioni più performanti.

Mustang europea? La storia della Ford Capri
Ufficio Stampa Ford
Ford Capri Turbo, la piĂą estrema del 1981

Ford Capri 2.8 Injection

Negli ultimi anni di produzione, Ford decide di chiudere il cerchio con una versione particolarmente evoluta: la 2.8 Injection. Dotata di un V6 a iniezione da 160 cavalli, rappresenta l’apice sportivo della coupĂ© a listino con numeri che segnano una velocitĂ  massima di 210 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in poco piĂą di otto secondi.

Mentre scompare dalle piste, nello stesso anno arriva la versione Ford Capri Turbo limitata a 200 esemplari, che si basa sul 2,8 litri della Injection potenziato fino a 188 CV grazie alla presenza di un turbocompressore KKK.

Un’eredità lunga quasi due milioni di esemplari

Quando nel 1984 la Ford Capri esce di produzione, lascia dietro di sé un’eredità importante. Quasi due milioni di esemplari venduti raccontano una storia di successo rara, soprattutto per una coupé. La Capri è riuscita a portare il piacere di guida e l’estetica sportiva a un pubblico ampio, rompendo schemi e convenzioni.

Ha rappresentato un ponte tra due mondi, quello americano e quello europeo, riuscendo a fondere il meglio di entrambi. Curioso il fatto che il progetto in realtà doveva nascere con il nome Colt (puledro), che ben avrebbe reso l’idea del suo legame con la Mustang, ma Mitsubishi è uscita prima sul mercato con la propria compatta. 

Ancora oggi è ricordata con affetto, sia dagli appassionati sia da chi l’ha vissuta come auto di tutti i giorni. Le versioni più sportive sono diventate oggetti da collezione con prezzi da capogiro, mentre le altre continuano a raccontare una quotidianità fatta di passione e libertà.

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 07:00:53 +0000
News n. 21
Sciopero dei trasporti 20 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Il giorno 20 marzo 2026 sono previsti scioperi nel settore dei trasporti pubblici locali. In particolare, per questa data risulta un solo sciopero programmato sul territorio nazionale. A seguire, tutti i dettagli relativi allo sciopero attivo in questa giornata.

Roma (Regione Lazio) – Sciopero ATAC Linea Metro C

Nella cittĂ  di Roma è stato indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 20:30 del 19 marzo alle 00:30 del 20 marzo. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale, con particolare riferimento al personale della societĂ  ATAC, Linea Metro C di Roma. L’iniziativa sindacale coinvolge le sigle OSR USB LAVORO PRIVATO e ORSA TPL. La categoria interessata è quella del personale incaricato presso la Linea Metro C.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 22
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari cittĂ  per cittĂ 

Nel mese di marzo 2026 sono previsti diversi scioperi che riguardano l’intero territorio nazionale, con impatti sia a livello locale che nazionale. L’articolo offre una panoramica sintetica e aggiornata su tutte le principali date e città italiane coinvolte dagli scioperi, indicando orari, sindacati, categorie e tipologie di trasporto interessate. Sono programmati scioperi in molti settori, tra cui trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo, merci e servizi urbani. Seguono i dettagli giorno per giorno e città per città relativi solo agli scioperi che ricadono nel mese di marzo 2026.

Bari – Sciopero 28 marzo 2026

Nella cittĂ  di Bari, sono indetti due scioperi nel trasporto pubblico locale.

Il personale della societĂ  MTM di Molfetta incrocerĂ  le braccia per 4 ore, dalle 8:30 alle 12:30, sotto la sigla sindacale OSP FIT-CISL/UILT-UIL.

Un altro sciopero di 24 ore interessa gli operatori di esercizio della societĂ  Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici di Bari, indetto dalle sigle OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

Bolzano – Sciopero 2 marzo 2026

Nella città di Bolzano, è indetto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale, che interessa il personale della Società SASA di Bolzano. I sindacati promotori sono OSR UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.

Catania – Sciopero 16 marzo 2026

Nella cittĂ  di Catania, il personale della societĂ  Etna Trasporti di Catania del trasporto pubblico locale parteciperĂ  ad uno sciopero della durata di 24 ORE, indetto dal sindacato OSR FAISA-CISAL.

Enna – Sciopero 16 marzo 2026

Nella provincia di Enna, il personale della societĂ  Interbus di Enna sarĂ  coinvolto in uno sciopero di 24 ORE nel settore trasporto pubblico locale, organizzato da OSR FAISA-CISAL.

Frosinone – Sciopero 27 marzo 2026

Nella provincia di Frosinone, regione Lazio, è previsto uno sciopero del personale della società Cialone Tour di Frosinone per 4 ore, dalle 13:00 alle 17:00. L’azione è indetta dal sindacato USI CTS.

Novara – Sciopero 27 marzo 2026

Nella provincia di Novara, regione Piemonte, il personale della societĂ  SUN di Novara aderirĂ  ad uno sciopero di 4 ore, dalle 17:30 alle 21:30, promosso da AL-COBAS.

Napoli – Sciopero 27 marzo 2026

Nella cittĂ  di Napoli, sono programmati due scioperi del personale della societĂ  EAV di Napoli nel trasporto pubblico locale.

Saranno di 4 ore, dalle 19:00 alle 23:00, indetti dalle organizzazioni sindacali OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-AUTOFERRO.

Milano – Sciopero 27 marzo 2026

Nella provincia di Milano, regione Lombardia, è programmato uno sciopero del personale del gruppo ATM di Milano dalla durata di 24 ore nelle tutte le province, sotto la sigla AL-COBAS.

Palermo – Sciopero 16 marzo 2026

Nella cittĂ  di Palermo sono previsti due scioperi di 24 ore ciascuno che interessano il trasporto pubblico locale.

Il personale della societĂ  Autoservizi Russo di Palermo e quello della Segesta Autolinee di Palermo aderiranno entrambi a scioperi proclamati dalla sigla sindacale OSR FAISA-CISAL, con possibili disagi su tutte le linee interessate.

Parma – Sciopero 30 marzo 2026

Nella città di Parma, il personale della società TEP di Parma partecipa ad uno sciopero di 4 ore, dalle 8:30 alle 12:10. L’iniziativa è promossa dai sindacati OSP FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/ORSA + RSU.

Roma – Sciopero 11 marzo 2026

Nella città di Roma, è previsto uno sciopero nel settore ferroviario che coinvolge il personale della società Italo NTV per 8 ore, dalle 09:01 alle 16:59. Lo sciopero è a rilevanza nazionale e indetto dal sindacato UILT-UIL.

Roma – Sciopero 19, 20 marzo 2026

Per le date del 19 e 20 marzo 2026, nella città di Roma è indetto uno sciopero di 4 ore sul servizio della ATAC Linea Metro C, dalle 20:30 del 19 marzo alle 00:30 del 20 marzo. Lo sciopero riguarda il personale incaricato presso la Linea Metro C, promosso da OSR USB LAVORO PRIVATO e ORSA TPL.

Torino – Sciopero 27 marzo 2026

Nella provincia di Torino, il personale della società Arriva Italia di Torino incrocerà le braccia per 8 ore, dalle 16:00 a fine servizio. Lo sciopero è promosso da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Verona – Sciopero 14 e 15 marzo 2026

Nella provincia di Verona, regione Veneto, il personale mobile e di terra della societĂ  EVM Rail sarĂ  coinvolto in uno sciopero del settore trasporto merci di 24 ore, dalle 18:00 del 14 marzo alle 17:59 del 15 marzo, indetto dal sindacato OSP FILT-CGIL.

Lombardia – Sciopero 18 marzo 2026

In Lombardia, presso l’aeroporto di Brescia Montichiari, il personale delle società GDA Handling e MH24 aderirà a scioperi di 24 ore. Entrambi gli scioperi sono indetti dal sindacato OSR USB Lavoro Privato e coinvolgono i servizi di assistenza a terra nello scalo.

Italia – Sciopero generale 9 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale, per il giorno 9 marzo 2026 sono proclamati quattro scioperi generali che interessano le categorie pubbliche, private, a tempo determinato e indeterminato, ad esclusione del settore trasporti per diverse sigle: SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912, USB e CLAP.

Le modalità degli scioperi prevedono l’astensione dal lavoro per l’intera giornata, con impatti su servizi pubblici, lavoro privato e cooperative.

Italia – Sciopero trasporto aereo 18 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale, è indetto uno sciopero nel trasporto aereo di 24 ore per il personale della società ALHA, Aeroporto di Milano Malpensa (sindacato OST CUB TRASPORTI) e uno sciopero di 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 per il personale navigante di EasyJet Airlines Limited (sindacato USB Lavoro Privato).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 15 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 16 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 20 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 23
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Il prezzo alla pompa dipende da tre voci principali: il costo industriale del carburante (materia prima e margine lordo della filiera), le accise e l’Iva applicata sul totale. Di seguito trovi i prezzi medi praticati in autostrada per benzina, gasolio, Gpl e metano, aggiornati all’ultima rilevazione disponibile, con un riepilogo chiaro per tipologia di prodotto ed erogazione. I valori sono indicativi della media nazionale e possono variare tra i diversi impianti e lungo le diverse tratte.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento: 19-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF € 2.190
Benzina SELF € 1.967
GPL SERVITO € 0.837
Metano SERVITO € 1.545

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Nel prezzo finale della benzina la componente fiscale pesa per il 58%, una quota superiore all’intera parte industriale (42%). Questo significa che oltre metà di ciò che si paga al distributore è legata a imposte: accise, che rappresentano prelievi specifici e tendenzialmente stabili nel tempo, e Iva, calcolata sull’intero importo, quindi anche sulle accise. La componente industriale si articola a sua volta in due elementi: il costo della materia prima (30% del prezzo) e il margine lordo della filiera (12%). La materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e il cambio euro/dollaro: quando il greggio o i prodotti in dollari aumentano e l’euro si indebolisce, il costo sale, trasferendosi progressivamente ai listini. Il margine, pari al 12%, remunera raffinazione, logistica, trasporto, rete di vendita e servizio in stazione ed è la leva su cui l’operatore può intervenire per adeguare il prezzo alla pompa in base a concorrenza locale, volumi e costi operativi. In sintesi, sulla benzina il fisco domina la formazione del prezzo, mentre la parte industriale, pur meno rilevante, risente sia dei mercati energetici internazionali sia delle scelte commerciali di chi gestisce la distribuzione.

Gasolio. Per il gasolio la scomposizione è più sbilanciata verso l’area industriale: la componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale raggiunge il 55%. All’interno dell’area industriale, il costo della materia prima pesa per il 45% del prezzo: anche qui contano le quotazioni internazionali dei prodotti e l’effetto del cambio euro/dollaro, che possono determinare rapide variazioni dei listini quando i mercati sono volatili. Il margine lordo vale il 10% ed è la quota sulla quale l’operatore può intervenire per modificare il prezzo alla pompa, tenendo conto di fattori come la pressione competitiva tra impianti, i costi della logistica lungo le tratte autostradali e i servizi offerti. La differente struttura del gasolio rispetto alla benzina riflette specificità di domanda, filiera e usi prevalenti: un ruolo maggiore del costo industriale comporta una maggiore sensibilità ai movimenti delle quotazioni, mentre la parte fiscale, pur significativa, incide meno del caso benzina. Nel complesso, il prezzo del gasolio nasce dall’equilibrio tra dinamica dei mercati energetici e scelte commerciali della distribuzione, con il margine che fornisce la flessibilità necessaria per rispondere al contesto competitivo e ai costi operativi.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 24
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.888 per la benzina, 2.124 per il diesel, 0.720 per il gpl, 1.526 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.103
Benzina SELF 1.865
GPL SERVITO 0.710
Metano SERVITO 1.441

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.125
Benzina SELF 1.909
GPL SERVITO 0.695
Metano SERVITO 1.520

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.155
Benzina SELF 1.922
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.660

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.137
Benzina SELF 1.915
GPL SERVITO 0.745
Metano SERVITO 1.601

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.121
Benzina SELF 1.885
GPL SERVITO 0.663
Metano SERVITO 1.477

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.121
Benzina SELF 1.880
GPL SERVITO 0.686
Metano SERVITO 1.470

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.136
Benzina SELF 1.886
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.466

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.109
Benzina SELF 1.871
GPL SERVITO 0.684
Metano SERVITO 1.613

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.133
Benzina SELF 1.898
GPL SERVITO 0.786
Metano SERVITO 1.498

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.132
Benzina SELF 1.888
GPL SERVITO 0.688
Metano SERVITO 1.493

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.093
Benzina SELF 1.854
GPL SERVITO 0.708
Metano SERVITO 1.419

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.107
Benzina SELF 1.884
GPL SERVITO 0.709
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.128
Benzina SELF 1.883
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.501

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.121
Benzina SELF 1.892
GPL SERVITO 0.669
Metano SERVITO 1.613

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.117
Benzina SELF 1.881
GPL SERVITO 0.806

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.143
Benzina SELF 1.909
GPL SERVITO 0.765
Metano SERVITO 1.801

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.116
Benzina SELF 1.878
GPL SERVITO 0.703
Metano SERVITO 1.530

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.141
Benzina SELF 1.897
GPL SERVITO 0.737
Metano SERVITO 1.531

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.109
Benzina SELF 1.869
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.450

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.153
Benzina SELF 1.912
GPL SERVITO 0.822

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.119
Benzina SELF 1.874
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.453

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 25
Ferrari Luce, polemiche sul nome: Mazda potrebbe “vietarlo”?

Il Cavallino Rampante è pronto a correre nel silenzio dell’elettrico, ma il suo primo passo verso questa nuova era ha generato un rumore inaspettato tra le aule dei tribunali e i database dei brevetti. La Ferrari Luce, la prima attesissima supercar a batteria di Maranello, si trova infatti al centro di un acceso scontro diplomatico con Mazda, che potrebbe porre il veto sull’utilizzo del nome. Il motivo risiede in un passato glorioso che la Casa giapponese non sembra intenzionata a dimenticare: il termine “Luce” è stato infatti il biglietto da visita di una delle vetture storiche di Hiroshima per quasi tre decenni.

La questione è entrata nel vivo

La questione è emersa poco dopo che Ferrari ha depositato ufficialmente il nome il 9 febbraio 2026. Appena un mese dopo, il 4 marzo, Mazda ha risposto registrando nuovamente il marchio “Luce” in Giappone. Questa mossa ha sollevato dubbi sulla possibilitĂ  che Maranello possa utilizzare liberamente la denominazione a livello globale, portando alcuni osservatori a ipotizzare una contestazione formale o uno stop forzato in determinati mercati, come quello nipponico.

Entrando nel dettaglio, la Mazda Luce non è un nome qualunque nella storia dell’auto. Debuttò nel 1966 con una berlina elegante disegnata dal maestro Giorgetto Giugiaro e rimase in produzione fino al 1991. Fu un modello versatile e tecnologicamente avanzato per l’epoca, declinato in varianti station wagon e in una raffinatissima versione coupĂ© equipaggiata con il celebre motore rotativo Wankel. Conosciuta all’estero con la sigla 929, la Luce rappresenta per Mazda un pezzo fondamentale della propria identitĂ , tanto che nel 2017 il brand ha celebrato la propria tradizione citando esplicitamente la Luce Rotary CoupĂ© del 1969 come ispirazione per la sua Vision Coupe.

Una promessa di futuro

Dall’altra parte della barricata troviamo la Ferrari Luce, un veicolo che promette di rompere con ogni schema precedente. Si tratta di un crossover super sportivo che eredita le proporzioni muscolose della Purosangue, ma le reinterpreta con un linguaggio stilistico di pura rottura. La vera perla tecnologica risiede negli interni, nati dalla collaborazione con LoveFrom, lo studio creativo di Jony Ive. L’ex designer Apple ha infuso nell’abitacolo lo stile minimalista e iconico che ha reso celebri iPhone e iPad, trasformando la plancia in un’esperienza digitale senza precedenti per il Cavallino.

Nonostante le tensioni, da Maranello filtra una posizione di assoluta tranquillitĂ . La difesa legale di Ferrari poggia su una strategia precisa: l’azienda non ha registrato il termine generico “Luce”, bensì il “marchio composto” Ferrari Luce. Questa distinzione univoca, giĂ  utilizzata con successo per modelli come la Ferrari California, dovrebbe garantire l’immunitĂ  da conflitti internazionali. Inoltre, fonti vicine al costruttore sostengono che le ricerche preventive abbiano confermato che i diritti di Mazda sul nome fossero ormai scaduti al momento della richiesta italiana. Secondo Ferrari, Mazda avrebbe agito solo per calcolo o scrupolo tardivo dopo l’annuncio ufficiale di Maranello.

Sovente capita nel mondo automotive

Questo tipo di contesa non è nuovo. La storia dell’auto ricorda la Fiat, costretta da Renault a rinunciare al nome Gingo (perché troppo simile a Twingo) in favore di Panda nel 2003, o la Porsche 911, che dovette abbandonare la sigla 901 su richiesta di Peugeot. Curiosamente, la stessa Peugeot si dimostrò più tollerante con Ferrari, permettendole di usare le sigle 208 e 308 grazie a una storica stima reciproca.

Al momento, Ferrari dichiara ufficialmente di essere la titolare del marchio a livello globale e il lancio del modello procede senza intoppi. Resta da vedere se Mazda accetterĂ  che il proprio storico nome illumini il futuro elettrico della sua rivale italiana o se la battaglia legale sia solo all’inizio.

Data articolo: Fri, 20 Mar 2026 06:40:02 +0000


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