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Il 13 aprile 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diverse criticità , tra cui code dovute a traffico congestionato e interventi urgenti di ripristino pavimentazione. Tra gli eventi più significativi, si segnalano una coda di 3 km tra Ceprano e Ferentino sulla A1 per lavori urgenti e una scorta veicoli attiva tra Recco e Chiavari sulla A12 per safety car.
17:06 – Bivio A1 nord/Dir.Capodichino Ramo D e Bivio A1/A16 Napoli-Canosa
Coda per Traffico Congestionato
Direzione Milano
Segmento interessato con coda lunga 2 km dal chilometro 753.5 al chilometro 755.5.
17:05 – Ceprano e Ferentino
Coda per Ripristino urgente pavimentazione
Direzione Milano
La coda di 3 km si estende dal chilometro 623 al chilometro 626 per lavori urgenti.
17:01 – Valdichiana e Arezzo
Traffico Rallentato per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
Il rallentamento interessa il tratto dal chilometro 370 al chilometro 373 con una lunghezza di 3 km.
17:06 – Recco e Chiavari
Coda per safety car con scorta veicoli attiva
Direzione Genova
La scorta interessa il tratto dal chilometro 26.4 al chilometro 30 per una lunghezza di 3.6 km.
16:43 – Rapallo e Chiavari
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Genova
La scorta si estende dal chilometro 31.2 al chilometro 33 per 1.8 km.
17:03 – Pescara sud e Pescara Ovest
Traffico Rallentato per lavori
Direzione Ancona
Il rallentamento interessa il tratto dal chilometro 387.3 al chilometro 390, circa 2.7 km.
17:02 – Cesena e Valle Rubicone
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Bologna
La scorta si estende dal chilometro 102.4 al chilometro 110 per una lunghezza di 7.6 km.
16:19 – Grottammare e Pedaso
Coda per lavori
Direzione Ancona
La coda si estende dal chilometro 294.4 al chilometro 299 per 4.6 km di lunghezza.
16:05 – Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 Milano-Napoli
Traffico Rallentato causa traffico intenso
Direzione: da autostrada Bologna-Taranto verso Firenze
Tratto interessato senza indicazione chilometrica specifica.
15:34 – Bologna Borgo Panigale e Castel San Pietro
Pioggia sulla tratta
Direzione in entrambe le direzioni
La pioggia interessa il tratto dal chilometro 38.2 al chilometro 4.8 per circa 33.4 km.
16:47 – Corso Malta verso Pozzuoli
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Coda in entrata senza specifica di chilometraggio.
16:24 – Capodichino e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Coda di 0.5 km dal chilometro 18.8 al 19.3.
16:47 – Roma est e Nodo A24/A1 Milano-Napoli
Coda per lavori
Direzione Superstrada Teramo Mare
Coda di 2.2 km dal chilometro 10.7 al 8.5.
16:41 – Milano est e Cormano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
Il tratto copre dal chilometro 129.9 al chilometro 138.3 per 8.4 km.
16:31 – Nodo di Pero e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
Il tratto interessa dal chilometro 138.3 al 125, per una lunghezza di 13.3 km.
16:38 – Svincolo Lainate-Arese e Legnano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Varese
Tratto interessato dal chilometro 16.3 al 7.1 per 9.2 km.
16:09 – Uscita a Busto Arsizio
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
Coda in uscita senza specifica chilometrica.
16:34 – Firenze Ovest e Prato est
Coda per traffico intenso
Direzione Pisa
Coda senza lunghezza precisa dal chilometro 7 al chilometro 5.
16:10 – Avellino Ovest e Grottaminarda
Condizioni meteorologiche: Vento Forte
Direzione in entrambe le direzioni
Il vento interessa un lungo tratto di 40.6 km dal chilometro 81.7 al 41.1.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 15:08:00 +0000Alcune auto sono più soggette ai danni di altre. La conferma arriva da un nuovo studio di carVertical, società leader nella raccolta dei dati per il settore automobilistico. Secondo l’indagine, più della metà delle auto usate più ricercate dagli acquirenti nel corso del 2025 presentava sinistri precedenti. Per vari motivi, però, le auto di alcuni brand risultano danneggiate in modo più frequente rispetto ad altre. Quest’aspetto può avere un impatto sui costi di gestione del veicolo: le riparazioni, infatti, possono raggiungere un importo significativo, soprattutto quando si tratta di modelli premium. Andiamo a riepilogare tutti i risultati dello studio.
Secondo i dati emersi dallo studio, le auto più frequentemente danneggiate in Italia sono le Porsche. Dalle rilevazioni, infatti, il 38,2% dei modelli Porsche esaminati presentava almeno un danno registrato. La classifica prosegue con BMW (35,3%), Smart (23,9%), Mini (20,6%) e Audi (15,5%). In linea generale, invece, il 12,8% delle auto controllate da carVertical in Italia presentava dei danni.
Tra i brand meno soggetti ai danni troviamo Alfa Romeo (6%), Citroën (6,3%) e Land Rover (6,5%). Per quanto riguarda le auto più danneggiate, a guidare la classifica sono i modelli premium. In particolare, i modelli maggiormente coinvolti in incidenti sono Ford Mustang (64,8%), seguita da BMW Serie 4 (43,1%) e Porsche Macan (39,1%).
Da non sottovalutare il fattore rappresentato dai costi di riparazione. In linea generale, infatti, le auto di valore più elevato comportano costi di riparazione maggiori. Questo dato viene confermato dalle rilevazioni: sono le Porsche, infatti, a far registrare il valore medio dei danni più elevato in Italia con un totale di 12.400 euro e una media di 2,2 sinistri per veicolo nei report storici.
Sul podio troviamo anche Jaguar (12.100 euro e 1,9 casi di danni) e, a sorpresa, Toyota (11.600 euro e 1,8 casi di danni). Nella parte bassa della classifica dei brand, invece, ci sono Skoda (2.400 euro e 1,7 sinistri), Mazda (2.600 euro di danni e 1,5 sinistri) e Dacia (3.600 euro e 1,9 sinistri). Ricordiamo che carVertical, in passato, ha realizzato un’indagine anche sui danni nascosti delle auto usate.
Estendendo l’analisi anche all’estero, su un totale di 24 Paesi analizzati, la classifica cambia completamente. I brand che vengono coinvolti maggiormente nei sinistri stradali sono BMW (65,2%), Hyundai (59,3%) e Subaru (58%). Il modello più frequentemente danneggiato è la BMW Serie 7, con il 77,3% dei modelli analizzati che ha registrato danni. Seguono altre due vetture premium come Audi A8 (71%) e BMW X6 (70,4%).
Lo studio conferma la presenza di sostanziali differenze tra i vari modelli presenti sul mercato e, più in generale, tra i vari brand. I dati, però, sottolineano come i modelli più coinvolti (e, quindi, quelli a cui fare più attenzione) siano quelli premium.

Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical, ha evidenziato l’importanza della valutazione delle condizioni di un veicolo usato prima dell’acquisto:
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 14:15:10 +0000“Chi acquista un’auto, nel tentativo di risparmiare o accedere a un modello che va oltre il proprio budget, spesso tende a sottovalutarne le reali condizioni. Tuttavia, l’acquisto di un’auto gravemente danneggiata può comportare in seguito costi di riparazione imprevisti e sollevare dubbi sulla sicurezza del veicolo. Un report sulla storia del veicolo permette agli acquirenti di escludere immediatamente le auto che hanno subito incidenti gravi; in ogni caso, è sempre consigliabile far controllare l’auto usata da un’officinaâ€
La crisi energetica legata al conflitto in Iran sta avendo (e continuerà ad avere) un impatto molto significativo sull’economia, con un sostanziale incremento delle spese per le famiglie. Abbiamo seguito con attenzione, nelle scorse settimane, l’andamento dei prezzi dei carburanti, con rincari significativi registrati a marzo (nonostante il taglio delle accise).
C’è da considerare anche l’impatto degli aumenti del costo dell’energia sulle bollette, un altro fattore che si traduce in una spesa maggiore per le famiglie. Sulla base di questi elementi, non stupiscono di certo le nuove stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia) su fonti Istat e Oipe che, pur non includendo l’aumento dei costi dei carburanti, fotografano chiaramente una realtà sempre più complicata.
In Italia, infatti, la povertà energetica è oggi un problema serio.
Lo studio conferma la situazione difficile in cui versano le famiglie italiane. La povertà energetica riguarda oggi circa 5,3 milioni di italiani per un totale di 2,4 milioni di famiglie. A causa dei rincari, infatti, questi nuclei familiari faticano a sostenere le spese essenziali per l’energia elettrica e per il riscaldamento.
La situazione è particolarmente complicata nel Sud Italia, con una criticità in Puglia, dove ci sono 302.500 famiglie in difficoltà , per un totale di 700.000 persone. In sostanza, 18 nuclei familiari ogni 100 sono alle prese con la povertà energetica. Da segnalare problemi rilevanti anche in Calabria e Molise, rispettivamente con il 17,4% e il 17% di famiglie in difficoltà . Le Regioni che versano in una situazione meno grave sono le Marche, il Friuli-Venezia Giulia e il Lazio.
Quest’elaborazione, come sottolineato da Ansa, si riferisce ai dati del 2024 e fotografa una situazione già complicata. L’aumento dei prezzi dell’energia registrato nel 2025 (+6,3% per la luce e +6,7% per il gas) oltre alla crisi di inizio 2026 dovuta alla guerra in Iran potrebbe aver peggiorato la situazione. In sostanza, i numeri citati in precedenza potrebbero essere ritoccati verso l’alto, evidenziando una crisi ben peggiore per le famiglie italiane.
Oltre al tema della povertà energetica, legato all’aumento dei prezzi dell’energia, ad aggravare la situazione c’è il rincaro dei carburanti, con benzina e diesel che viaggiano su quotazioni elevate nonostante l’intervento del Governo che ha tagliato le accise, con un provvedimento che è stato prorogato fino a inizio maggio per tentare di arginare la crisi in corso. Nel frattempo, però, il diesel aumenta più della benzina con un trend che colpisce in modo particolare chi in passato ha scelto un’auto a gasolio per percorrere tanti chilometri.
L’aumento del costo dei carburanti rappresenta un problema molto rilevante sia per le famiglie, considerando il contesto di povertà energetica descritto in precedenza, che per le aziende, soprattutto per le PMI che consumano tanto carburante, ad esempio per trasportare merce.
Questi rincari avranno un impatto sull’inflazione e potrebbero tradursi in un aumento generalizzato del costo della vita. Nel corso dei prossimi mesi, quindi, il rischio di una povertà energetica sempre più diffusa è molto concreto. La situazione andrà monitorata con attenzione, soprattutto analizzando le novità in arrivo dall’Iran dove le trattative per la pace sembrano essersi arenate.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 13:30:37 +0000Sbagliare la sigla ET dei cerchi significa compromettere la geometria dell’auto e la sicurezza dei sistemi ADAS della propria vettura. Analizziamo nel dettaglio i danni meccanici reali che derivano da un offset errato, senza trascurare le pesanti sanzioni amministrative. Vediamo quali puoi montare sulla tua auto, evitando così di sprecare soldi in ricambi incompatibili.
Tecnicamente, l’ET rappresenta la distanza millimetrica tra il punto in cui il cerchio tocca il mozzo della ruota e il centro esatto della ruota stessa. In pratica, questo valore stabilisce se il cerchio sporge verso l’esterno della carrozzeria o se rientra troppo verso l’interno.
Se monti un cerchio con la sigla sbagliata, il peso dell’auto non cade più correttamente al centro della gomma, questo spostamento crea uno sforzo anomalo sulla meccanica, danneggiandola:
Guidare con un offset sbagliato è pericoloso e ti espone a sanzioni pesanti per aver alterato le misure omologate dell’auto. Oltre ai danni tecnici, rischi il ritiro della carta di circolazione e la nullità della copertura assicurativa in caso di sinistro.
La risposta è sì, ma non puoi farlo a caso. Le normative sono molto rigide su questo punto, ogni variazione della carreggiata deve essere certificata per non compromettere la sicurezza. Se decidi di variare il valore originale, devi seguire questi parametri:
A differenza delle misure degli pneumatici, l’ET non è quasi mai riportato sulla carta di circolazione. Per trovarlo, esistono diversi metodi che ti permettono di risalire al valore corretto con estrema semplicità :
In officina capita spesso che un cliente voglia montare un cerchio con una sigla diversa dall’originale. Questa scelta nasce solitamente da esigenze specifiche, che però devono sempre fare i conti con i limiti fisici della vettura:
Variare questo parametro non è vietato, ma richiede un’omologazione specifica poiché altera gli equilibri progettati in fabbrica. Ogni modifica deve essere calcolata con estrema precisione, affidarsi alle specifiche della Casa costruttice evita tentativi rischiosi e previene danni meccanici.
Quando in officina montiamo un set di cerchi differenti, oltre alla verifica delle sigle degli pneumatici effettuiamo un rigoroso controllo che serve per assicurarci che lo spostamento millimetrico non crei conflitti con la meccanica:
Per evitare errori, ecco i consigli da seguire prima di acquistare un nuovo set di cerchi:
Il cielo sopra l’Europa si è fatto improvvisamente plumbeo, carico di un’incertezza che va ben oltre le semplici previsioni stagionali. Le stazioni di servizio, un tempo tappe quasi invisibili della nostra routine, sono diventate i termometri di una crisi che brucia: il caro carburante ha smesso di essere un’oscillazione di mercato per trasformarsi in un’emergenza sociale.
Con il divampare della guerra in Iran, i mercati petroliferi hanno reagito con uno shock violento che sta trascinando il continente, e l’Italia in prima fila, verso lo spettro di una nuova, temibile austerity. In questo scenario di razionamenti ipotizzati e prezzi alla pompa che sfidano ogni logica, il senso di precarietà nelle scelte di mobilità delle famiglie è diventato quasi tangibile. Ed è qui che entra in gioco BYD.
È proprio in questo contesto di estrema incertezza, dove sembra che “tutti diano i numeri†senza offrire soluzioni reali, che BYD ha deciso di intervenire con un messaggio diretto e tempestivo. La sfida lanciata dal brand non è fatta di promesse astratte, ma di dati tecnici precisi, pensati per chi deve far quadrare i conti di casa senza rinunciare alla necessità di spostarsi. La risposta del colosso dell’alta tecnologia si chiama gamma Super Ibrida DM-i, una proposta che parla di efficienza, tecnologia e attenzione reale ai costi di utilizzo.
Mentre il costo dei combustibili fossili assume un peso sempre più rilevante, l’obiettivo dichiarato è quello di incidere in modo tangibile sui costi di gestione quotidiani. La tecnologia DM-i (Dual Mode intelligente) è stata sviluppata proprio per valorizzare i vantaggi della guida elettrificata, abbattendo quegli ostacoli che ancora oggi frenano molti automobilisti nel passaggio verso forme di mobilità più sostenibili.
Il fulcro della proposta tecnologica, incarnato oggi dalla nuova BYD ATTO 2 DM-i, risiede nella capacità di offrire di fatto “due auto in unaâ€. Da un lato, l’esperienza di guida è prevalentemente elettrica, caratterizzata da una fluidità e un silenzio che trasformano il tragitto casa-lavoro in un momento di relax; dall’altro, la sicurezza di un motore termico che interviene come supporto vitale.
Nella maggior parte degli utilizzi cittadini e quotidiani, la vettura viaggia in modalità elettrica, garantendo benefici immediati in termini di consumi. Tuttavia, quando la strada si allunga il motore a combustione entra in gioco per garantire un’autonomia combinata che raggiunge i 1.500 km, eliminando ogni forma di ansia da ricarica. I numeri che definiscono questa efficienza sono impressionanti: la gamma è capace di toccare i 23 km/l nei consumi medi combinati.
In un mercato dove la durata del prodotto è fondamentale per giustificare l’investimento, BYD mette sul piatto una copertura solida: 8 anni di garanzia sulla batteria e una copertura complessiva che arriva fino a 250.000 km.
Questa sicurezza deriva dalla padronanza totale della catena industriale, che vede l’azienda produrre autonomamente componenti chiave come la celebre batteria Blade e i motori elettrici. BYD non si limita a vendere un’auto, ma propone uno strumento di difesa tecnologica contro le incertezze di un mondo che sta ridisegnando i propri confini energetici.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 10:39:22 +0000Durante la Milano Design Week, la città smette di essere un semplice insieme di strade e palazzi per trasformarsi in un organismo vivente, vibrante di creatività . In questo mese di aprile del 2026, il grigio elegante del selciato milanese viene improvvisamente interrotto da un’onda cromatica inaspettata: il corallo.
Non è solo una scelta estetica, ma un segnale di vitalità e buon auspicio che attraversa il traffico urbano, trasformando la mobilità quotidiana in un’esperienza di pura solarità . Protagonista di questa metamorfosi è la Fiat Topolino, che torna a dialogare con l’universo Gallo in un nuovo capitolo creativo che affonda le sue radici nei segreti dei fondali marini.
Immaginate quattro piccole silhouette che si muovono silenziose tra via Manzoni e piazza Gae Aulenti, simili a pennellate di colore che animano il ritmo della città . Sono le quattro interpretazioni della Topolino nate da questa collaborazione. La versione destinata a diventare l’icona di questa edizione è la Topolino edizione speciale Gallo, dove le celebri righe multicolor del brand si fondono con la calda tonalità corallo.
Per la prima volta, la personalizzazione non si ferma all’esterno: aprendo la portiera, si viene accolti da un abitacolo dove i sedili e il Dolcevita Box sono rivestiti con l’inconfondibile ritmo cromatico Gallo, rendendo l’auto un oggetto di design integrale.
Accanto a questa versione di stile, tre livree inedite esplorano l’immaginario marino attraverso la sensibilità del designer Massimo Biancone. Una vettura ci trasporta direttamente su una coloratissima barriera corallina; un’altra vede un simpatico pesce palla attraversare un mare color corallo, mentre la terza traduce l’elemento organico in un segno grafico astratto fatto di fiori.
Sotto queste vesti artistiche vive l’anima tecnologica di una vettura concepita per la vita quotidiana e per i giovani dai 14 anni in su. Con una lunghezza di soli 2,53 metri, la Topolino 100% elettrica si muove con un’eccezionale manovrabilità nei centri storici, offrendo una velocità massima di 45 km/h e un’autonomia fino a 75 km grazie alla batteria da 5,4 kWh.
All’interno, l’abitacolo sorprende per la luminosità delle ampie superfici vetrate, arricchito da un nuovo quadro strumenti digitale da 8,3†con grafica semplificata per una leggibilità immediata. È la visione di una mobilità che non si prende troppo sul serio, privilegiando la libertà espressiva e il comfort.
L’energia di questa collaborazione travalica il mondo dei motori per approdare a quello degli accessori. Per celebrare l’evento, Gallo ha realizzato due versioni di calze in cotone in edizione limitata. La prima riprende le righe multicolor e le tonalità corallo delle vetture; la seconda regala la suggestione di un fondale marino da indossare, popolato da coralli e piccole Topolino colorate.
Queste piccole opere d’arte tessile saranno disponibili dal 21 aprile esclusivamente nelle boutique Gallo di Milano, presso la Rinascente e negli aeroporti di Linate e Malpensa. In questa settimana dedicata al design, Fiat e Gallo ci ricordano che la mobilità può essere un gioco di ritmo e colore, un’immersione silenziosa nel futuro che lascia dietro di sé una scia di allegria corallo. Ora, non resta che vederle su strada.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 09:35:46 +0000Il silenzio che avvolgeva il mito si è finalmente spezzato sotto il cielo plumbeo dei Balcani. Per oltre trent’anni, il nome Lancia nel Mondiale Rally era stato un sussurro nostalgico, un ricordo sbiadito dai colori saturi legato ai successi leggendari della Delta, della 037 e della Stratos. Ma oggi, quel passato glorioso non è più solo un capitolo di un libro di storia. Il marchio torinese ha riallacciato il filo interrotto con la vittoria, conquistando un successo mondiale che profuma di rinascita e ambizione.
Sulle strade tormentate del Rally di Croazia, la nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ha gridato al mondo di essere tornata per restare, dominando la categoria WRC2 e riportando i colori del Team Lancia Corse HF sul gradino più alto del podio.
Il Rally di Croazia non è stato una passerella, ma una battaglia di nervi e tecnica lungo 300 chilometri di prove speciali complicate da interpretare ad ogni singola curva. In questo scenario, Yohan Rossel, in coppia con Arnaud Dunand, ha messo in scena una prova di altissimo livello. Con sei “scratch” (vittorie di prova speciale) nelle prime due giornate, il pilota francese ha preso il comando con un’autorità che ha ricordato i grandi interpreti del passato.
Rossel, visibilmente emozionato ma lucido, ha descritto così la sua impresa: “È stato un bellissimo rally. Per noi e per il team. Sapevamo che le ambizioni di Lancia, quest’anno, erano quelle di tornare al meglio nel mondiale WRCâ€. Dopo l’esordio a Monte Carlo, la Croazia ha rappresentato la consacrazione: “tutto è stato perfetto, dalla scelta delle gomme, agli assetti. Era sempre tutto sotto controllo. Sono contento per il team, per me e per i fan di Lanciaâ€.
Il trionfo Lancia è stato completato dalla straordinaria prova di Nikolay Gryazin e Konstantin Aleksandrov. Nonostante un problema tecnico nella giornata di sabato che sembrava aver spento i sogni di gloria, l’equipaggio non si è arreso, incarnando quel carattere indomito che ha sempre contraddistinto il reparto corse della Casa. La domenica di Gryazin è stata un capolavoro di velocità pura: quattro vittorie su quattro prove speciali che gli hanno permesso di rimontare fino al terzo gradino del podio.
“Il piano era quello di recuperare il tempo perso e abbiamo impostato subito un gran passo vincendo tutte le prove della domenica e tornando sul podioâ€, ha dichiarato Gryazin al traguardo. Nonostante il rammarico per la vittoria sfumata, la sua soddisfazione è palpabile: “Dopotutto, visto che ci siamo riusciti, non posso che essere felice anche se, ovviamente, il mio obiettivo era la vittoria. Abbiamo spinto sin dal primo giornoâ€.
A coordinare questa sinfonia di motori è Didier Clément, Team Principal di Lancia Corse HF, che vede nei risultati croati la conferma di un progetto solido. “Dopo un Rally di Monte Carlo estremamente incoraggiante, entrambi gli equipaggi sono riusciti a evitare le insidie e a ottenere un risultato eccezionaleâ€, ha commentato Clément. Per il manager, la doppietta era quasi realtà : “La vittoria di Yohan Rossel e Arnaud Dunand, con lo splendido terzo posto di Nikolay Gryazin dimostrano che una doppietta era alla portata. Il passo c’è e l’affidabilità pure. Questo lascia ben sperare per il prosieguo della stagioneâ€.
Oggi Lancia non è solo un nome su una carrozzeria, ma una forza che guida saldamente la classifica Team in WRC2 con 84 punti. La Ypsilon Rally2 HF Integrale si è dimostrata, di fatto, “l’auto da battereâ€, capace di conquistare ben 13 scratch su 20 prove totali. La “Renaissance” di Lancia, avviata con un piano strategico decennale, ha trovato nelle corse il suo acceleratore naturale. Mentre i motori si raffreddano, lo sguardo è già rivolto al Rally delle Isole Canarie in Spagna. La leggenda è tornata e, dopo trent’anni, il mondo dei rally ha di nuovo un’eleganza veloce da temere.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 08:35:15 +0000C’è un momento preciso, ogni anno, in cui l’aria cambia sapore. Le giornate si allungano, il riverbero del sole sull’asfalto diventa più intenso e quel ronzio sordo, tipico degli pneumatici invernali che mordono la strada fredda, inizia a sembrare fuori posto. È il segnale che la stagione fredda è ormai alle spalle. Dal 15 aprile, infatti, scatta ufficialmente lo stop all’obbligo di pneumatici invernali su gran parte della rete stradale e autostradale italiana. È il momento di riporre catene e calze da neve per tornare a montare coperture più adatte alle alte temperature.
Molti automobilisti, per pigrizia o per risparmiare tempo, sono tentati di “finire” le gomme termiche durante l’estate. Tuttavia, affrontare il caldo con le coperture invernali non è affatto una scelta saggia. La fisica è impietosa: a causa della loro mescola più morbida e del disegno del battistrada, le gomme invernali sotto il sole soffrono. Il risultato? Spazi di frenata più lunghi e una minore tenuta di strada rispetto alle estive.
Non è solo una questione di sicurezza, ma anche di economia. Le “termiche” con il calore si consumano molto più in fretta e, a causa del maggior attrito, fanno lievitare i consumi di carburante. Il buonsenso suggerisce quindi di effettuare il passaggio non appena possibile, poiché ne va della salute del portafogli oltre che della propria incolumità .
Sebbene non sia esplicitamente vietato circolare in estate con gomme invernali, esiste una condizione tecnica imprescindibile: il codice di velocità (insieme alle misure e all’indice di carico) deve essere conforme a quanto indicato nella carta di circolazione. Durante l’inverno la legge permette una deroga, consentendo l’uso di gomme M+S con un codice di velocità inferiore a quello prescritto, fino a Q (160 km/h).
Tuttavia, questa tolleranza termina a metà maggio. Chi utilizza gomme con codice di velocità inferiore ha tempo fino al 15 maggio per regolarizzare la propria posizione. Chi ignora questa scadenza rischia pesanti sanzioni: una multa che va da 430 a 1.731 euro, accompagnata dal ritiro della carta di circolazione.
Se il vecchio treno di gomme estive è ormai arrivato al capolinea, si aprono due strade per l’acquisto: il mercato online o l’officina di fiducia. Sebbene il web offra prezzi competitivi, affidarsi direttamente a un gommista permette di avere un unico interlocutore in caso di problemi, evitando rimpalli di responsabilità tra chi vende e chi monta lo pneumatico.
Un’alternativa sempre più apprezzata è il passaggio alle gomme all season, ideali per chi percorre pochi chilometri e non affronta climi estremi. Queste coperture riportano la sigla M+S e spesso il simbolo del fiocco di neve (3PMSF), offrendo un buon compromesso su neve, bagnato e asciutto.
Indipendentemente dalla scelta, la durata di un treno di gomme — che può arrivare a 40-50.000 km — dipende strettamente dalla manutenzione. È fondamentale controllare la pressione di gonfiaggio almeno una volta al mese: gomme sgonfie si usurano sui bordi e aumentano i consumi, mentre quelle troppo gonfie si consumano al centro penalizzando il comfort. Ricordate inoltre che, sebbene il limite legale sia di 1,6 mm, il consiglio degli esperti è di non scendere mai sotto i 3 mm di battistrada, specialmente per garantire sicurezza sul bagnato.
Una volta smontate, le gomme invernali meritano un riposo adeguato. La soluzione più comoda è affidarle al gommista per la custodia stagionale, solitamente al costo di circa 30 euro. Se invece decidete di tenerle in garage, assicuratevi che siano al riparo dall’umidità e impilate correttamente per evitare deformazioni.
Un ultimo consiglio vitale: evitate di coprirle con il cellophane, che crea condensa, preferendo un telo traspirante. E soprattutto, non dimenticatele in solaio: le alte temperature estive dei sottotetti possono compromettere definitivamente la mescola, rendendole inutilizzabili per il prossimo inverno.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 07:37:19 +0000Il 13 aprile 2026 sono previsti quattro scioperi nel settore dei trasporti e degli appalti ferroviari in Italia. Gli scioperi coinvolgono diverse città italiane e riguardano sia il trasporto pubblico locale che il personale impiegato negli appalti ferroviari. Di seguito forniamo tutti i dettagli relativi a orari, modalità , categorie coinvolte e aree interessate dagli scioperi del giorno.
Per la città di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza (Calabria), è stato indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 10.57 alle 14.57. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale e coinvolge il personale della società IAS Autolinee di Corigliano-Rossano. Le sigle sindacali che hanno indetto la protesta sono RSA FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
A Napoli, Campania, è stato proclamato uno sciopero locale della durata di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00. L’astensione dal lavoro riguarda il trasporto pubblico locale, con coinvolgimento del personale della società EAV. La mobilitazione è stata promossa dal sindacato ORSA Autoferro TPL.
Nel comune di Udine (Friuli-Venezia Giulia) è previsto uno sciopero articolato su due fasce: il servizio urbano sarà fermo dalle 17.30 alle 21.29, mentre il servizio extraurbano dalle 17.15 alle 21.14. Tra i coinvolti figura il personale della società ARRIVA Udine. Lo sciopero è stato proclamato dall’Associazione Sindacale Indipendente ASI-AU.
Oltre agli scioperi locali, per la giornata del 13 aprile 2026 è stato dichiarato anche uno sciopero nazionale di 4 ore a inizio turno montante, che coinvolge l’intero territorio di Italia. Lo sciopero interessa il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto dipendente della società Elior Ristorazione. La mobilitazione è stata proclamata dal sindacato COBAS Lavoro Privato.
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 06:00:00 +0000Nel fitto reticolo delle strade urbane, dove il traffico scorre come un fiume inarrestabile e le distrazioni sono in agguato a ogni incrocio, la sicurezza non è più solo un optional, ma una missione. Con il lancio della nuova Renault Twingo E-Tech Electric, la casa della Losanga ha deciso di non limitarsi a produrre una city-car agile ed economica, ma di trasformarla in un piccolo laboratorio di protezione mobile. Al centro di questa visione c’è il programma “Human Firstâ€, una filosofia pragmatica avviata nel 2023 che mira a intervenire direttamente sulle principali cause di incidenti: la velocità e i colpi di sonno, che insieme rappresentano il 50% delle criticità al volante.
Appena ci si accomoda a bordo, lo spirito di protezione si palesa attraverso la tecnologia. La Twingo del 2026 non si limita a osservare la strada, ma osserva anche chi la guida. Grazie a una telecamera interna posizionata sul montante del parabrezza, il sistema monitora costantemente i segni di stanchezza o distrazione del conducente, anticipando le normative GSR2.3.
Ma la vera rivoluzione narrativa sta nel dialogo tra uomo e macchina. Attraverso gli strumenti Safety Score e Safety Coach, l’auto valuta lo stile di guida analizzando velocità , traiettoria e distanze di sicurezza. Alla fine di ogni tragitto, il conducente riceve un punteggio da 0 a 100 e consigli personalizzati per migliorare la propria responsabilità su strada. È come avere un istruttore di guida sempre al proprio fianco, capace di suggerire manovre più sicure tramite il widget Safety Monitor sul cruscotto.
Nonostante le dimensioni compatte, la Twingo attinge a piene mani dal bagaglio tecnologico dei segmenti superiori, offrendo ben 24 dispositivi di assistenza alla guida (ADAS). La versione Evolution include già di serie la frenata automatica di emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti, l’assistenza al mantenimento della corsia e il riconoscimento della segnaletica.
Per chi affronta il caos delle ore di punta, la funzione One Pedal (disponibile nell’allestimento Techno) rappresenta un alleato prezioso: permette di rallentare fino al completo arresto semplicemente sollevando il piede dall’acceleratore, riducendo lo stress e aumentando la fluidità di marcia. Inoltre, per evitare che la tecnologia diventi fonte di distrazione, il pulsante “My Safety Switch†permette di attivare o disattivare con un solo gesto fino a cinque impostazioni preferite degli ADAS, personalizzate in precedenza dal conducente.
Sotto la carrozzeria allegra e colorata si nasconde una struttura progettata per la massima sicurezza passiva. Le traverse del pianale sono state sviluppate specificamente per proteggere la batteria LFP, mentre l’abitacolo è protetto da 6 airbag di serie. Questi ultimi sono dotati di un funzionamento adattivo: grazie a sensori sulle guide dei sedili, la rigidità dell’apertura varia in base alla morfologia degli occupanti, garantendo un impatto controllato e su misura.
Renault ha pensato anche allo scenario peggiore, facilitando il lavoro dei soccorritori. La batteria è dotata del sistema brevettato Fireman Access, che permette ai vigili del fuoco di intervenire rapidamente sulle celle in caso di incendio, isolandole in tempi record. Inoltre, sul parabrezza è presente il QRescue, un QR Code che fornisce istantaneamente ai soccorritori la mappa tecnica del veicolo per accelerare le operazioni di estrazione.
Persino l’integrazione nativa di Google nel sistema OpenR Link gioca un ruolo chiave nella sicurezza: avendo app e dati integrati nel sistema dell’auto, si elimina la necessità di consultare il cellulare, evitando surriscaldamenti del dispositivo e, soprattutto, mantenendo gli occhi fissi sulla strada. La nuova Twingo E-Tech Electric dimostra così che essere una city-car accessibile — con prezzi che partono da 19.500 euro — non significa rinunciare alla tranquillità di viaggiare protetti da uno scudo tecnologico all’avanguardia.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 06:00:00 +0000Nel mese di aprile 2026 sono previsti numerosi scioperi in Italia che interesseranno diversi settori strategici, in particolare trasporti pubblici locali, settore ferroviario, servizi marittimi e trasporto merci. In questo articolo trovi tutte le date principali degli scioperi in programma, con evidenza delle città , delle regioni, degli orari e delle categorie di lavoratori coinvolte. Segue il calendario dettagliato, suddiviso per giornata e area geografica.
Italia: Sciopero nazionale di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00 nel settore aereo che coinvolge il personale delle seguenti società : ENAV, Techno Sky, ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano, ENAV Aeroporto di Napoli. I sindacati promotori sono UILT-UIL, FAST-CONFSAL-AV, ASTRA, UGL-TA.
Per il settore del trasporto pubblico locale, è proclamato uno sciopero regionale di 4 ore (dalle 20.01 alle 24.00) per il personale della Soc. Busitalia Sita Nord nelle regioni Veneto, Umbria e Campania, promosso da USB LAVORO PRIVATO e ADL COBAS.
Italia: Sciopero ferroviario nazionale della durata di 24 ore che coinvolge il personale della RFI – Rete Ferroviaria Italiana addetto alla manutenzione delle infrastrutture. I sindacati promotori sono Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.
Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria), è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 10.57 alle 14.57, relativo al trasporto pubblico locale: interessa il personale della società IAS Autolinee. Sono coinvolti i sindacati RSA FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nella città di Napoli (Campania), sciopero locale di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, del personale della società EAV, relativo al trasporto pubblico locale. Promosso dal sindacato ORSA Autoferro TPL.
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero articolato su due fasce: servizio urbano fermo dalle 17.30 alle 21.29, servizio extraurbano dalle 17.15 alle 21.14, che interessa il personale ARRIVA Udine. Proclamato da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.
A livello nazionale, sciopero di 4 ore a inizio turno montante per il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto della società Elior Ristorazione, proclamato dal sindacato COBAS Lavoro Privato.
In Sicilia, sciopero regionale di 120 ore per il fermo dei servizi di autotrasporto conto terzi: dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile. Indetto dal Comitato Trasporto Siciliano.
Nella provincia di Milano (Lombardia): sciopero di 4 ore dalle 08.45 alle 12.45 per il personale della società Addabus (province di Milano, Pavia, Monza e della Brianza, Lodi), promosso dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nella provincia di Messina (Sicilia): sciopero marittimo di 8 ore dalle 09.01 alle 17.01 per il personale BluJet Area Stretto di Messina, promosso dalle sigle FILT-CGIL e UILT-UIL.
Nella città di Firenze (Toscana): sciopero di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00 per il personale della società GEST di Firenze, proclamato da COBAS Lavoro Privato.
Nella provincia di Chieti (Abruzzo): sciopero di 4 ore dalle 09.00 alle 13.00 per il personale della società Autoservizi Tessitore di Vasto, promosso dalla FAISA-CISAL.
A livello nazionale: sciopero trasporto merci di 144 ore, dalle 00.00 del 20 aprile alle 24.00 del 25 aprile, per il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci, proclamato da Trasportounito.
Nella provincia di Frosinone (Lazio): sciopero di 24 ore per il personale della società Cialone Tour di Frosinone, indetto da USI CTS.
Nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige): sciopero di 24 ore per il personale della società SASA di Bolzano, indetto da FILT-CGIL, UGL, USB LAVORO PRIVATO, ORSA TRASPORTI.
Nella città di Milano (Lombardia): sciopero di 8 ore (ATM e NET Trezzo: 8.45-15.00, NET Monza: dalle 14.50 a fine servizio 18.50; Funicolare Como-Brunate: 8.30-16.30) per il personale delle società del Gruppo ATM di Milano, promosso da CONFIAL-TRASPORTI.
Nella città di Bari (Puglia): sciopero locale di 4 ore dalle 17.30 alle 21.30 per il personale della società STP Bari, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nella città di Napoli (Campania): sciopero locale di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30 per il personale della Air Campania, indetto da USB Lavoro Privato.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 06:00:00 +0000Oggi, 13 aprile 2026, raccogliamo in un unico sguardo i prezzi medi praticati lungo la rete autostradale italiana e spieghiamo da cosa dipende il costo alla pompa. I valori riportati provengono dall’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sono aggiornati all’ultimo dato disponibile. Il prezzo finale del carburante nasce dall’incontro tra una componente industriale (materia prima e margine del distributore) e una componente fiscale (accise e Iva): elementi che si muovono in funzione delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, oltre che delle politiche commerciali degli operatori. Di seguito la fotografia dei prezzi medi in autostrada per benzina, gasolio, gpl e metano, seguita da un approfondimento su come si compone il costo dei principali carburanti.
Ultimo aggiornamento dei dati: 12-04-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.815 |
| Gasolio | SELF | 2.192 |
| GPL | SERVITO | 0.897 |
| Metano | SERVITO | 1.585 |
Per la benzina, il prezzo al consumo è il risultato della somma tra una componente industriale e una fiscale. La componente fiscale pesa per il 58% del prezzo finale ed è formata principalmente da accise e Iva: due voci che non dipendono dall’andamento quotidiano delle quotazioni, ma che incidono in modo determinante sull’importo versato al distributore. La componente industriale, pari al 42%, comprende due elementi distinti: il costo della materia prima e il margine lordo lungo la filiera distributiva. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro, dato che gli scambi avvengono prevalentemente in valuta statunitense. Quando il dollaro si rafforza o le quotazioni salgono, questo si trasferisce gradualmente sui listini. Il margine lordo, che vale il 12%, copre costi di logistica, stoccaggio, trasporto, gestione dell’impianto e politiche commerciali. È la porzione su cui l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, tenendo conto della concorrenza locale, della tipologia di servizio (self o servito) e delle dinamiche di domanda e offerta. In sintesi, mentre la tassazione stabilizza una quota rilevante del prezzo, la somma di quotazioni internazionali, cambio e strategie commerciali determina gli aggiustamenti più rapidi percepiti dagli automobilisti.
Per il gasolio, la ripartizione tra componente fiscale e industriale è diversa rispetto alla benzina e aiuta a capire perché i movimenti di prezzo possano talvolta divergere. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, tra accise e Iva, e costituisce la quota regolamentata e meno volatile dello scontrino. La componente industriale pesa invece il 55% e si articola in due blocchi: il costo della materia prima e il margine lordo. Il costo della materia prima arriva al 45% del prezzo e riflette in modo piuttosto diretto le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’effetto del cambio euro/dollaro: un rafforzamento del dollaro o un aumento dei prezzi sui mercati all’ingrosso si traduce in un incremento dei listini, con una trasmissione che può risultare più rapida nelle aree a maggiore rotazione dei volumi. Il margine lordo vale il 10% del prezzo ed è la voce su cui gli operatori possono intervenire per adeguare le condizioni alla pompa, tenendo conto di fattori come struttura dei costi, logistica, servizio offerto e pressione competitiva lungo le principali direttrici autostradali. La domanda di gasolio, inoltre, è legata sia alla mobilità privata sia al trasporto merci: ciò può amplificare la sensibilità del prezzo agli shock sulle quotazioni dei distillati e alle condizioni macroeconomiche. Nel complesso, nel gasolio il peso maggiore della componente industriale rende il prezzo particolarmente reattivo ai movimenti dei mercati internazionali e del cambio.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.788 per la benzina, 2.162 per il diesel, 0.804 per il gpl, 1.595 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.151 |
| Benzina | SELF | 1.785 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.505 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.159 |
| Benzina | SELF | 1.805 |
| GPL | SERVITO | 0.754 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.197 |
| Benzina | SELF | 1.816 |
| GPL | SERVITO | 0.833 |
| Metano | SERVITO | 1.737 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.173 |
| Benzina | SELF | 1.804 |
| GPL | SERVITO | 0.828 |
| Metano | SERVITO | 1.650 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.158 |
| Benzina | SELF | 1.784 |
| GPL | SERVITO | 0.779 |
| Metano | SERVITO | 1.543 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.174 |
| Benzina | SELF | 1.779 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.558 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.174 |
| Benzina | SELF | 1.785 |
| GPL | SERVITO | 0.777 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.143 |
| Benzina | SELF | 1.773 |
| GPL | SERVITO | 0.791 |
| Metano | SERVITO | 1.693 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.156 |
| Benzina | SELF | 1.792 |
| GPL | SERVITO | 0.867 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.171 |
| Benzina | SELF | 1.778 |
| GPL | SERVITO | 0.783 |
| Metano | SERVITO | 1.563 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.140 |
| Benzina | SELF | 1.773 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.171 |
| Benzina | SELF | 1.807 |
| GPL | SERVITO | 0.802 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.160 |
| Benzina | SELF | 1.776 |
| GPL | SERVITO | 0.783 |
| Metano | SERVITO | 1.581 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.163 |
| Benzina | SELF | 1.791 |
| GPL | SERVITO | 0.771 |
| Metano | SERVITO | 1.646 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.167 |
| Benzina | SELF | 1.789 |
| GPL | SERVITO | 0.858 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.171 |
| Benzina | SELF | 1.804 |
| GPL | SERVITO | 0.814 |
| Metano | SERVITO | 1.819 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.154 |
| Benzina | SELF | 1.781 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
| Metano | SERVITO | 1.606 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.174 |
| Benzina | SELF | 1.788 |
| GPL | SERVITO | 0.805 |
| Metano | SERVITO | 1.612 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.143 |
| Benzina | SELF | 1.776 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
| Metano | SERVITO | 1.564 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.156 |
| Benzina | SELF | 1.797 |
| GPL | SERVITO | 0.871 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 aprile 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.162 |
| Benzina | SELF | 1.773 |
| GPL | SERVITO | 0.793 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 06:00:00 +0000Quindici chilometri di fuga nei quali il tachimetro ha toccato in certi punti i 140 km/h, mentre attraversava i centri abitati della bergamasca. È finita nel peggiore dei modi, con l’auto ribaltata in un campo e le manette ai polsi, la folle corsa di un 39enne, che lo scorso 3 aprile ha cercato di seminare i Carabinieri tra Gorle e Albino. Dopo una sequenza di sorpassi al limite, semafori rossi bruciati e tratti contromano solo la fortuna ha scongiurato una strage apparentemente già scritta.
Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio a Gorle, dove una pattuglia della sezione Radiomobile di Bergamo, impegnata nei consueti controlli del territorio con mezzi veloci, ha notato una Volkswagen Taigo. A bordo viaggiavano due individui dal comportamento sospetto: una volta incrociato lo sguardo dei Carabinieri hanno dato segni evidenti di nervosismo e tanto è bastato a far alzare la paletta. Ma anziché accostare, il conducente ha scalato marcia e schiacciato il piede sull’acceleratore.
Nei concitati istanti successivi, la situazione è degenerata: il passeggero della Taigo ha aperto la portiera, si è lanciato dall’auto in corsa ed è sparito tra la fitta vegetazione circostante. Il guidatore ha invece preferito ignorare l’alt, costringendo le pattuglie a un inseguimento ad alta tensione tra i vicoli e le arterie principali di diversi centri abitati.
Da Gorle la fuga si è spostata verso Ranica, Villa di Serio e Alzano Lombardo, prima di puntare dritta verso Albino. Il 39enne al volante non si è fatto alcuno scrupolo: ha percorso tratti in contromano e con manovre ad alto rischio, seminando il panico tra gli altri automobilisti, costretti a eseguire frenate brusche e sterzate d’emergenza pur di evitare l’impatto frontale con la Volkswagen sempre più braccata dalle autorità .
Alla frazione di Fiobbio di Albino, l’uomo ha tentato di lasciare l’asfalto per imboccare una strada sterrata di campagna, dettata forse dall’illusione di poter mandare in crisi l’assetto delle gazzelle sullo sterrato. Tuttavia, la manovra gli si è ritorta contro in pochi istanti: a causa della velocità eccessiva e dell’irregolarità del suolo, la Volkswagen ha perso aderenza su un dosso e si è ribaltata in maniera violenta su un fianco, dopo un testacoda incontrollato. L’urto non ha impedito al fuggitivo di strisciare fuori dall’abitacolo ancora cosciente; ha provato l’ultimo scatto a piedi, invano, ma è stato raggiunto e bloccato quasi subito.
Una volta portato in caserma, i nodi sono venuti al pettine. Gli accertamenti hanno rivelato che l’uomo non solo era irregolare sul territorio italiano, ma non aveva nemmeno mai conseguito la licenza di guida. Da qui, la reazione sconsiderata alla vista della paletta: senza patente né documenti in regola, l’uomo ha tentato in ogni modo di scampare a un finale amaro. Il processo per direttissima, celebrato la mattina successiva, ha convalidato l’arresto. Il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia giudiziaria, firmando contestualmente il nulla osta all’espulsione. Oltre ai verbali e ai provvedimenti del giudice, resta la consapevolezza di quanto potesse andare molto peggio.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 05:30:14 +0000Perché accontentarti quando puoi avere il meglio? Che sia un set cinematografico o la conduzione di Zelig On, al via domenica 12 aprile in prima serata su Italia 1, Lodovica Comello ha sempre fatto della preparazione e della resilienza i suoi punti fermi, doti riprese anche dall’auto di cui è ambasciatrice.
Prendere una Toyota Aygo X lascia trapelare un messaggio: farsi mettere i piedi in testa dal traffico non è un’opzione. Nata sulla piattaforma GA-B (la stessa della Yaris, per intenderci), la citycar favorisce i parcheggi con una lunghezza di soli 3,7 m e assicura un’ottima visuale al conducente, necessaria quando sei ad esempio circondato da bus e furgoni. L’aria è da mini crossover: l’assetto rialzato e i fascioni neri favoriscono l’assorbimento di dossi e buche.

La Aygo X punta su un tre cilindri 1.0 capace di fare tanta strada con un pieno, visti i consumi che si stabilizzano facilmente sui 5 litri ogni 100 km. I 72 CV si prestano ai viaggi urbani e i 93 Nm di coppia offrono uno spunto adeguato, mentre la possibilità di scegliere tra la fluidità del cambio CVT o il feeling più diretto del manuale permette di adattare l’auto al proprio stile. A bordo il sistema di infotainment con touchscreen fino a 9 pollici risulta compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, così come chiede Lodovica Comello, una podcaster on-the-road per cui la compatibilità totale con lo smartphone e il piano di ricarica wireless sono un must have.
Il Toyota Safety Sense integrato prevede sistemi di norma presenti su ammiraglie di altro segmento come la frenata automatica d’emergenza, il mantenimento attivo della corsia e il riconoscimento dei segnali stradali. Se così non fosse, la piccola nipponica non avrebbe ottenuto le 4 stelle Euro NCAP nel 2022, a rassicurare le categorie fragili della strada.
La versione Air aggiunge poi un tocco di spensieratezza grazie al tetto in tela apribile elettricamente. Il bagagliaio, pur restando quello di una vettura da 3,7 metri, offre 226 litri di capacità , che diventano oltre 800 abbattendo i sedili posteriori, quanto basta per l’attrezzatura da palestra, la spesa o i bagagli in vista di una fuga nei week-end.
In auto vince la praticità , al lavoro la stella di Lodovica Comello continua a brillare sotto i riflettori della comicità . Accanto a Paolo Ruffini, l’artista ci accompagnerà in un viaggio alla scoperta delle nuove leve della risata italiana in Zelig On, al via domenica 12 aprile in prima serata su Italia 1. Il format, uno spin-off del classico show di Bisio e Incontrada, fa full-in sul talento dei giovani: sul palco si alterneranno nomi come Vincenzo Comunale, Federica Ferrero e Max Pieriboni, supportati dalle presenze fisse di Ale & Franz e Max Angioni. Dietro le quinte i “motori” storici Giancarlo Bozzo e Gino & Michele tirano le redini di uno show specchio delle manie attuali affrontate con una parlantina sveglia e naturale, un po’ il marchio di fabbrica di Lodovica Comello.
Data articolo: Sun, 12 Apr 2026 19:20:21 +0000Si sviluppa in 326 cm il fenomeno del momento in Cina. Nonostante sia “solo” un restyling, la Wuling Hongguang Mini EV sta scatenando un tale entusiasmo da far pensare che sarà proprio lei la regina indiscussa delle vendite nei prossimi mesi.
A noi italiani la sua pragmaticità fa un certo effetto: il pensiero vola subito alla Fiat Panda, oggi evoluta in Pandina. Anche se la nostra portacolori è un po’ più lunga (369 cm contro i 326 della cinese), lo spirito rimane identico ed è un peccato che, al momento, possiamo lanciarci in paragoni da lontano. Wuling non ha, infatti, intenzione di portarla in Europa, anche se la vettura sembra avere tutto il potenziale per imporsi su scala mondiale.
Il segreto del successo sta nell’equilibrio. I designer lo hanno definito stile “dolce quadrato”: un profilo razionale e squadrato, ammorbidito da elementi circolari come i nuovi fari a LED e gli specchietti retrovisori. Eppure, a dispetto delle dimensioni da citycar estrema, la vettura mantiene la configurazione a quattro porte e quattro posti, così da guadagnare centimetri preziosi in altezza e lunghezza rispetto alla versione precedente.
Se la guardiamo bene, capiamo l’impegno messo dai progettisti sui dettagli. Ad esempio, invece della solita passata economica, la verniciatura avviene a otto strati, un processo di solito riservato a esemplari di ben altra categoria. I cerchi in lega a quadrifoglio la rendono meno povera alla vista, e con la soglia del portellone ribassata caricare le borse della spesa o uno zaino diventa semplice: piccoli accorgimenti che, nell’uso di tutti i giorni, migliorano l’esperienza d’uso in modo tangibile.
Per quanto riguarda gli interni, hanno svolto un accurato lavoro di pulizia. Al posto del vecchio tunnel centrale, i tecnici hanno spostato la leva del cambio sul piantone dello sterzo, liberando uno spazio per le gambe impensabile. Sul fronte tech, il display da 10 pollici si dimostra reattivo e non fa storie quando provi a collegare lo smartphone con CarPlay o Android Auto. Ma il “game changer” è la “Pet Mode”: programmi il climatizzatore mentre scendi a sbrigare una breve commissione, e ti assicuri che il tuo animale domestico resti al fresco in tutta sicurezza.
A spingere la Wuling Hongguang Mini EV ci pensa un’unità elettrica anteriore da 30 kW. Niente prestazioni da pista, ovviamente, ma nello scatto ai semafori i 4,5 secondi necessari a raggiungere i 50 km/h garantiscono la giusta agilità . Wuling la propone con due pacchi batteria diversi. Con quello d’attacco da 16,2 kWh si percorrono 205 km, mentre la versione da 25,1 kWh vanta una percorrenza dichiarata di 301 km. Numeri del genere la trasformano in una quasi tuttofare ideale nei tragitti da pendolari, e se la batteria scende con la ricarica rapida si passa dal 30% all’80% in appena 35 minuti.
In Cina, la Hongguang Mini EV viene lanciata con prezzi tra i 44.800 e i 54.800 yuan, al cambio attuale tra i 5.600 e i 6.900 euro: in pratica, il costo di uno scooter di grossa cilindrata in Europa. Restyling dopo restyling, la piccola Wuling continua a dettare legge nel mercato più grande.
Data articolo: Sun, 12 Apr 2026 15:17:05 +0000La prima elettrica Suzuki è una vettura che ama sporcarsi le ruote. Una dichiarazione d’intenti per il brand giapponese che con la nuova e Vitara non ha alcuna intenzione di tradire la propria filosofia, ma di portarla attraverso la transizione elettrica. Perché se da un lato l’elettrificazione impone nuove regole, dall’altro Suzuki ha costruito la propria identità su modelli robusti, concreti e capaci di andare oltre l’asfalto. Così ha dato vita a un SUV elettrico che non rinuncia allo spirito avventuriero.
Alla base del progetto c’è una piattaforma completamente nuova, sviluppata insieme a Toyota: si chiama HEARTECT-e ed è progettata fin dall’inizio per ospitare una motorizzazione elettrica. Il risultato è una struttura leggera ma resistente, con particolare attenzione alla sicurezza legata ai sistemi ad alto voltaggio. Gli sbalzi ridotti e il passo generoso non sono casuali: servono a migliorare sia la stabilità sia la capacità di affrontare percorsi più impegnativi.
In altre parole, anche se si tratta di un’elettrica, la e Vitara mantiene quella vocazione “outdoor†che ha sempre contraddistinto il modello. E non è un dettaglio da poco in un mercato dove molti SUV elettrici restano confinati all’uso urbano.
Basta uno sguardo per capire che la e Vitara non vuole passare inosservata. Le linee sono tese, scolpite, con una carrozzeria che trasmette solidità e presenza su strada. Le nervature marcate, la linea di cintura alta e le proporzioni compatte restituiscono un’immagine coerente con la tradizione Suzuki.
All’interno si ritrova lo stesso approccio pragmatico. I materiali sono robusti, pensati per durare nel tempo più che per stupire al primo colpo d’occhio. A spezzare la linearità ci pensa un elemento centrale a tutta lunghezza in tessuto o pelle, e i due display: un quadro strumenti da 10,25 pollici e un sistema infotainment a sbalzo da 10,1 pollici.
La scelta di mantenere tasti fisici e rotori per le funzioni principali è una presa di posizione chiara: qui la tecnologia deve essere utile, non complicata. Una filosofia che si riflette anche nel volante a due razze, semplice ma funzionale.
La nuova e Vitara arriva con una sola capacità di batteria, da 61 kWh, ma con due configurazioni differenti. La versione a trazione anteriore offre:
Chi invece vuole qualcosa in più in termini di motricità può scegliere la versione a trazione integrale, che sale a:
Numeri che non puntano a stupire sulla carta, ma che sono stati calibrati per offrire un buon equilibrio tra prestazioni e consumi. In perfetto stile Suzuki.
Il vero elemento distintivo della e Vitara è però la versione ALLGRIP-e, che porta nel mondo elettrico una delle tecnologie più iconiche del marchio. Qui entrano in gioco due motori elettrici indipendenti (eAxle), uno per asse. Ma non si tratta della classica trazione integrale pensata solo per migliorare la stabilità su strada.
La modalità Trail simula il comportamento di un differenziale a slittamento limitato: quando una ruota perde aderenza, il sistema interviene frenandola e trasferendo la coppia su quella con più grip. Tradotto: la e Vitara è una delle poche elettriche progettate davvero per affrontare terreni difficili, e non solo per muoversi in città .
Suzuki ha scelto una strategia chiara anche sul fronte prezzi, cercando di posizionare la e Vitara in modo competitivo rispetto ad altri SUV elettrici. Il listino parte da 36.900 euro sia per la versione a trazione anteriore che per la trazione integrale, con tre configurazioni disponibili:
Una gamma semplice, senza troppe complicazioni, che punta a rendere immediata la scelta per il cliente.
Data articolo: Sun, 12 Apr 2026 10:25:57 +0000Un anno da record il 2025 per i comuni italiani, che hanno incassato dagli automobilisti ben 1,77 miliardi di euro attraverso multe e sanzioni. Un tesoretto cresciuto di 12 milioni rispetto al 2024 e che offre alle pubbliche amministrazioni una fonte economiche importante, per alcuni comuni più di altri.
Numeri importanti, che raccontano molto dello stile di guida dell’italiano medio, ma non solo. Da un lato c’è il tema della sicurezza stradale, dall’altro quello delle casse comunali, per le quali le sanzioni rappresentano una voce sempre più rilevante. E se è vero che le multe servono (o dovrebbero servire) da deterrente per comportamenti pericolosi, è altrettanto evidente che nei grandi centri urbani il volume di traffico e di infrazioni gioca un ruolo decisivo nel determinare gli incassi.
In cima alla classifica c’è Milano, che nel 2025 ha raccolto circa 178,6 milioni di euro in sanzioni per violazioni del Codice della Strada. Un primato che non sorprende, considerando il traffico intenso, le numerose ZTL e l’ampia diffusione di sistemi di controllo automatico. Al secondo posto troviamo Roma, con 132,8 milioni di euro, mentre sul terzo gradino del podio si posiziona Firenze, che raggiunge quota 73,3 milioni.
Guardando più in generale, emerge un dato interessante: i primi dieci comuni italiani concentrano da soli circa 630 milioni di euro, pari a oltre un terzo del totale nazionale. Questo conferma come le grandi città siano il vero epicentro delle multe, complice una combinazione di fattori che va dalla densità di traffico alla complessità della viabilità urbana.
Non è solo una questione di numeri assoluti, ma anche di organizzazione: i centri più grandi dispongono di infrastrutture più avanzate per il controllo, come autovelox, telecamere e sistemi elettronici di monitoraggio delle corsie preferenziali.
Entrando nel dettaglio, ecco la graduatoria dei comuni italiani con i maggiori incassi da multe nel 2025:
Una classifica che ricalca, in larga parte, la dimensione dei centri urbani e il loro peso demografico, ma che mette anche in luce alcune differenze legate alla gestione del traffico e alla presenza di controlli più o meno capillari.
Se però si cambia prospettiva e si analizzano gli incassi in rapporto al numero di abitanti, la classifica si trasforma. In questo caso è Firenze a salire in cima, con una media di circa 202 euro per abitante. Un dato significativo, che riflette una città con un forte afflusso turistico e una rete urbana complessa, dove le infrazioni possono essere più frequenti. Segue Siena, con circa 180 euro pro capite, mentre Milano scende a circa 130 euro per cittadino. Questa lettura offre un punto di vista diverso e, per certi versi, più indicativo: non conta solo quanto incassa un comune in totale, ma quanto pesa davvero ogni multa sul singolo automobilista.
Il tema delle multe resta sempre delicato. Da un lato c’è la necessità di garantire sicurezza sulle strade, riducendo comportamenti pericolosi come eccesso di velocità , uso del telefono alla guida o mancato rispetto della segnaletica. Dall’altro, però, cresce la percezione che le sanzioni siano diventate anche uno strumento per rafforzare i bilanci comunali.
Data articolo: Sun, 12 Apr 2026 09:25:12 +0000Il brand premium del Gruppo BYD sbarca nel Vecchio Continente e sfida il segmento premium. Negli ultimi anni abbiamo associato le auto cinesi a modelli accessibili, pragmatici, spesso competitivi sul prezzo ma ancora distanti dall’idea europea di lusso. Ora però qualcosa sta cambiando e in modo piuttosto rapido.
L’ultima arrivata Denza prova a ribaltare completamente questo schema, portando in Europa un marchio pensato fin dall’inizio per competere con le grandi ammiraglie tedesche. Non si parla più di semplice alternativa economica, ma di una proposta che punta su tecnologia avanzata, design ricercato e contenuti di fascia alta, con un rapporto qualità /prezzo destinato a far discutere.
Il debutto nel nostro mercato avviene con due modelli molto diversi tra loro, ma complementari nella strategia: la Z9GT, una station wagon ad alte prestazioni, e la D9, un grande monovolume pensato per il massimo comfort. Due facce della stessa idea: portare il concetto di lusso “alla cinese†su un terreno dove finora hanno dominato i marchi europei.
Denza non arriva in punta di piedi. Dopo una prima apparizione a Milano lo scorso anno, il marchio ha scelto una cornice internazionale per il debutto ufficiale europeo, confermando ambizioni ben precise. Il messaggio è chiaro fin dal claim: “Technology Drives Eleganceâ€. Tradotto, la tecnologia come punto di partenza per costruire un’esperienza premium completa.
La strategia è quella di inserirsi in una fascia di mercato oggi occupata principalmente da brand come Audi, Porsche e Mercedes-Benz, ma con un approccio diverso: meno legato alla tradizione, più orientato all’innovazione e alla digitalizzazione. È una sfida tutt’altro che semplice, perché il pubblico europeo è storicamente molto esigente, specialmente quando si parla di segmento premium. Ma Denza sembra avere tutte le carte in regola per provarci, anche grazie a un background che affonda le radici proprio in Germania.
Il nome Denza non è nuovo per chi segue da vicino l’evoluzione del mercato globale. Il marchio nasce nel 2010 da una joint venture tra BYD e Daimler, con l’obiettivo di unire due mondi apparentemente lontani: da una parte la competenza cinese nella mobilità elettrica, dall’altra il know-how tedesco in termini di qualità , comfort e ingegneria. Questa collaborazione ha dato forma a un progetto diverso rispetto a quello di altri costruttori emergenti. Denza, infatti, non nasce come brand entry level che poi prova a salire di categoria, ma come marchio premium fin dall’inizio.
Negli anni, il coinvolgimento di Mercedes è progressivamente diminuito, fino all’uscita completa nel 2024. Tuttavia, l’impronta lasciata resta evidente: nella cura degli interni, nella qualità percepita e in quella sensazione di solidità che il cliente europeo si aspetta da un’auto di fascia alta. Oggi Denza si presenta quindi come un marchio completamente sotto l’orbita BYD, ma con un DNA ibrido che lo rende particolarmente interessante nel panorama attuale.
Se il primo impatto è quello che conta, Denza ha deciso di giocare subito una carta forte. La Z9GT è infatti una station wagon sportiva. Con oltre cinque metri di lunghezza (5,18 per la precisione), linee filanti e proporzioni importanti, si posiziona direttamente nel territorio di modelli come Porsche Panamera e Taycan Sport Turismo.
Il design porta la firma di Wolfgang Egger, nome noto nel panorama europeo per le sue esperienze con Audi e Alfa Romeo, e questo si percepisce chiaramente nelle proporzioni e nelle superfici. Il risultato è una vettura che appare familiare agli occhi europei, ma allo stesso tempo introduce elementi distintivi, soprattutto nella firma luminosa e nella gestione dei volumi.
Salendo a bordo, la Z9GT punta a conquistare con un’effetto indubbiamente scenografico che passa attraverso un triplo schermo sulla plancia, con impostazione simmetrica che vede centralmente l’infotainment centrale da 17,3â€, circondato da due display da 13,2″ per cockpit e passeggero. A questo si aggiunge un head-up display in realtà aumentata da 50″, che proietta le informazioni direttamente sul parabrezza.
Il software integra servizi Google e un assistente vocale evoluto, capace di interagire con l’utente in modo naturale. Non manca un ampio uso di materiali pregiati, come pelle e inserti in legno, che contribuiscono a creare un ambiente sofisticato.
La Z9GT è disponibile in due configurazioni: completamente elettrica o ibrida plug-in. La versione elettrica è quella che fa più rumore, almeno sulla carta:
Per chi non vuole rinunciare completamente al motore termico, c’è la variante DM-i plug-in hybrid. Qui il sistema combina tre motori elettrici con un 2.0 turbo benzina da 173 CV, utilizzato principalmente come generatore. La potenza complessiva è di 776 CV, con uno 0-100 km/h in 3,7 secondi.
Un elemento interessante è la tecnologia di ricarica “Flash Charging†di BYD, che promette tempi estremamente ridotti: dal 10% al 70% in circa 5 minuti, almeno nelle condizioni ideali e con l’infrastrutture che dovrebbero arrivare nel corso dell’anno. I prezzi partono da circa 102.450 euro per la plug-in e arrivano a 116.450 euro per la versione elettrica.

Accanto alla sportività della Z9GT, Denza propone un modello completamente diverso: la D9, un grande monovolume lungo oltre 5,2 metri pensato per il massimo comfort.
È un segmento che in Europa ha perso popolarità , ma che nei mercati asiatici continua a essere sinonimo di lusso e rappresentanza. E proprio qui Denza prova a fare la differenza. La D9 offre sette posti reali, con una configurazione interna pensata per chi viaggia spesso con autista o desidera un livello di comfort superiore. Gli interni sono un vero e proprio salotto su ruote che punta sull’integrazione digitale e l’intrattenimento. Sono presenti infatti schermi integrati nei braccioli, monitor a scomparsa posizionato nel cielo e display dietro i poggiatesta.
I dettagli a sorpresa sembrano non finire mai e passano anche da un frigorifero da 7,5 litri tra i sedili anteriori, capace sia di raffreddare che di riscaldare.
La D9 è proposta in versione ibrida plug-in, con trazione integrale e una potenza complessiva di 353 CV. Non è un’auto pensata per correre, ma i numeri restano più che adeguati per una vettura sette posti. Sono infatti 8,6 i secondi richiesti per completare uno 0-100 km/h, con una velocità massima che si attesta a 180 km/h. Anche qui è presente la tecnologia di ricarica rapida sviluppata da BYD, che rappresenta uno dei punti di forza dell’intero progetto.
Data articolo: Sun, 12 Apr 2026 08:46:43 +0000Il noleggio auto a lungo termine è un’opzione molto diffusa, con privati e aziende che sempre più spesso puntano a una soluzione di questo tipo come alternativa all’acquisto di una nuova vettura. Gli ultimi dati pubblicati da UNRAE, sulla base dei dati forniti dal MIT, mettono in evidenza l’andamento del settore nel corso del primo trimestre del 2026. Ecco tutti i dettagli in merito.
Il settore del noleggio a lungo termine ha registrato un totale di 251.680 contratti in Italia nel corso del primo trimestre del 2026. Si tratta di un calo dell’1% rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente e anche della prima flessione dal 2022, primo anno di cui disponiamo i dati di confronto.
Nonostante il leggero calo, il volume di contratti continua a essere particolarmente elevato, confermando, come sottolineato da UNRAE nel suo comunicato ufficiale, il trend di crescita strutturale del settore. Da segnalare che il 15,2% dei contratti è stato stipulato da automobilisti privati (con un calo dell’1,4% su base annua) mentre l’84,3% è stato sottoscritto da società (per il 65,1% si tratta di aziende non appartenenti al settore automotive.
Un altro aspetto interessante da evidenziare è la durata media dei contratti sottoscritti nel corso del primo trimestre dell’anno: questo dato risulta pari a circa 22 mesi, in crescita rispetto ai 20 mesi del primo trimestre dello scorso anno. Considerando gli automobilisti privati, la durata media è pari a 25 mesi.
Ricordiamo che le immatricolazioni di nuove auto in Italia sono in crescita nel primo trimestre del 2026 con gli italiani che continuano a preferire le auto “green”.
Il report sul noleggio include diversi dati di grande rilevanza. In particolare, si segnala una crescita del 57,4% per le auto ibride plug-in, sempre più un punto di riferimento del mercato come confermano anche i dati sulle immatricolazioni di nuove vetture. Crescono, anche se in misura minore, le auto elettriche, con un incremento del 12,6%, e le auto ibride senza sistema plug-in, che registrano un passo in avanti del 21,8%, confermandosi anche l’opzione preferita da chi sceglie il noleggio a lungo termine, con una quota del 33,7%.
Per quanto riguarda le quote di mercato, inoltre, le auto diesel si piazzano al 29,6% mentre le auto a benzina arrivano al 18%. Le ibride plug-in si fermano all’11,5% mentre le elettriche sono al 5,6%. Da segnalare che le ibride plug-in sono la scelta preferita dai privati, con una quota del 36,8%.  Il noleggio a lungo termine è sinonimo di SUV, con una quota complessiva del 60,3% per le vetture “rialzate”. Le berline si fermano al 27,3% mentre le station wagon sono al 9,9%.
L’analisi geografica vede la Lombardia occupare il primo posto per il settore del noleggio a lungo termine tra le Regioni italiane. La quota complessiva è del 31,2%: quasi un contratto ogni tre, quindi, viene sottoscritto in Lombardia. Il vantaggio rispetto alle altre aree geografiche del Paese è davvero significativo: la classifica comprende Trentino-Alto Adige (11,5%), Lazio (11,5%), Emilia-Romagna (9,0%), Veneto (6,4%) e Campania (6,3%). Per quanto riguarda il noleggio con contratto sottoscritto da privati, invece, la classifica cambia completamente. Le Regioni dove questa soluzione risulta essere molto diffusa sono Molise (32,9%), Puglia (32,4%) e Calabria (30,7%) dove l’incidenza dei privati è sensibilmente superiore rispetto alla media nazionale.
Data articolo: Sun, 12 Apr 2026 05:30:41 +0000Negli ultimi anni, il mercato dell’usato è diventato sempre più importante per l’Italia, anche in considerazione dell’aumento dei prezzi registrato dai veicoli nuovi. Chi deve acquistare un’auto oppure un veicolo a due ruote può oggi andare alla ricerca di nuove offerte nel settore dell’usato e trovare opzioni sicuramente interessanti.
Gli ultimi dati inclusi nel bollettino Auto-Trend pubblicato da ACI e basato sui dati del PRA confermano una ripresa per il settore dell’usato nel corso del mese di marzo 2026. Tornano a crescere, dopo un breve rallentamento, i passaggi di proprietà . Andiamo ad analizzare tutti i dati inclusi nell’ultimo bollettino.
I dati del bollettino Auto-Trend confermano una ripresa del settore dell’usato in Italia. Nel corso del mese di marzo 2026, infatti, sono stati registrati 302.571 passaggi di proprietà . Il dato non considera le minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale). Il settore cresce del 5,6% (+0,8% a parità di giornate lavorative).
Da segnalare anche un aumento per i motocicli che fanno segnare un totale di 65.113 trasferimenti con un incremento su base annua pari al +9,2% (+4,2% a parità di giornate lavorative). Per quanto riguarda i passaggi di proprietà per tutti i veicoli (anche in questo caso al netto delle minivolture) il dato risulta essere di 417.288 unità con un incremento percentuale che risulta pari al +6,4% su base annua.
Ricordiamo che nel 2025 il mercato dell’usato ha registrato dati positivi per quanto riguarda i trasferimenti di proprietà .
Il bollettino conferma anche i rapporti di forza tra il mercato dell’usato e quello del nuovo . Nel corso del mese di marzo, infatti, ogni 100 auto nuove sono state vendute 164 auto usate. Nel primo trimestre del 2026, invece, il rapporto tra usato e nuovo sale con ben 179 auto usate vendute per ogni 100 auto nuove immatricolate. Da segnalare, però, anche un incremento delle radiazioni, in crescita del 3,6% per le autovetture, del 5,5% per i motocicli e del 2,8% per tutti i veicoli.
Questi dati arrivano nonostante una crescita delle immatricolazioni nel corso del 1° trimestre dell’anno.
Nel settore delle auto usate si registra una crescita della presenza di auto elettrificate. Ad esempio, le ibride a benzina hanno raggiunto una quota dell’11,5% dei passaggi di proprietà nel corso del mese di marzo, con un incremento del 38,4% delle pratiche su base annua. Cresce anche la diffusione delle auto elettriche nel mercato dell’usato, anche se i volumi continuano a essere molto contenuti, riflettendo la diffusione delle auto a zero emissioni anche sul mercato del nuovo. A marzo 2026, infatti, le elettriche hanno rappresentato l’1,4% del mercato dell’usato con un incremento del 39,8% su base annua. I margini di crescita ci sono ancora e le elettriche usate diventeranno molto più diffuse nei prossimi mesi.
L’età delle auto usate continua a essere elevata in molti casi. Le vetture con età compresa tra 20 e 29 anni, infatti, hanno rappresentato il 16,8% dei passaggi di proprietà nel corso del mese di marzo. Per quanto riguarda le auto con più di 30 anni, invece, la quota sui passaggi di proprietà complessivi risulta essere pari al 3%.
Data articolo: Sun, 12 Apr 2026 05:30:26 +0000Ci sono alcune azioni da fare quando ci trova davanti a un incidente stradale. Con la premesse dell’indispensabilità di conservare la lucidità , gli step corretti da seguire sono la protezione della scena, l’attivazione dei soccorsi, la valutazione dei feriti senza aggravare il quadro e la disponibilità fino all’arrivo di chi è formato per intervenire. In realtà , è il Codice della Strada a imporre alcuni obblighi in caso di incidente, a partire dal dovere di fermarsi e di prestare assistenza alle persone che abbiano subito danno. In parallelo il Codice penale punisce l’omissione di soccorso quando una persona ferita o in pericolo viene lasciata senza l’assistenza necessaria o senza immediato avviso all’autorità .
La sicurezza della scena viene prima di tutto il resto. Una vettura ferma in carreggiata, un motociclista a terra non visibile da lontano, lamiere sparse, traffico in arrivo, buio, pioggia o una curva cieca possono trasformare un urto già grave in una sequenza di collisioni. L’articolo 189 del Codice della Strada stabilisce che le persone coinvolte in un incidente devono porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e non siano disperse le tracce utili all’accertamento delle responsabilità . In caso di incidente, guasto o discesa dal veicolo fuori dai centri abitati, di notte o in condizioni di scarsa visibilità è poi obbligatorio indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti prima di esporsi sulla strada. Nei casi di danni alle sole cose i veicoli vanno collocati fuori dalla carreggiata o in modo da ridurre l’intralcio.
In termini pratici prima di avvicinarsi bisogna capire se ci si può fermare senza generare altro rischio, se il traffico sopraggiunge veloce, se ci si trova in autostrada, su una statale, in curva, su una strada urbana stretta o in un tratto scarsamente illuminato. Fermarsi male, anche con l’intenzione di aiutare può infatti peggiorare la situazione. Immaginiamo un’auto lasciata in posizione sbagliata, una portiera aperta verso la corsia, una persona scesa senza visibilità o senza giubbotto ad alta visibilità sono errori che possono pesare quasi quanto l’incidente iniziale. Oltre a chiamare il soccorso bisogna segnalare il pericolo e presidiare il sito dell’incidente proprio per valutare il rischio di altre collisioni.
Se si provoca o si assiste a un incidente in cui rimangono ferite persone occorre fermarsi e prestare soccorso, telefonando se necessario al numero unico di emergenza 112, ferma restando l’indicazione dei numeri tradizionali nei territori. All’operatore vanno riferiti la posizione e l’indirizzo dell’incidente, il numero dei feriti e le loro condizioni.
Chi telefona dovrebbe cercare di dare informazioni verificabili. In ambito urbano contano via, incrocio, numero civico approssimativo, punti di riferimento. Sulle arterie veloci direzione di marcia, uscita, chilometro, tipo di veicoli coinvolti e presenza di rischi aggiuntivi, come fumo, perdite o persone intrappolate. L’errore da evitare è riempire la chiamata di agitazione, supposizioni o dettagli irrilevanti.
Arrivando sul luogo di un incidente, la cosa più importante è mantenere la calma, chiamare il soccorso e descrivere la situazione. Prestare il primo soccorso non vuol dire per forza praticare massaggio cardiaco o respirazione bocca a bocca, ma ci si deve limitare a mettere in sicurezza il ferito e a muoverlo solo in presenza di un imminente rischio d’incendio della vettura o di altre condizioni estreme.
Dopo aver messo in sicurezza l’area e aver chiamato i soccorsi, il passo successivo è capire in quali condizioni si trovino le persone coinvolte. Bisogna distinguere tra chi risponde e chi non lo fa. Se la persona è cosciente, il comportamento corretto è parlarle e invitarla a non muoversi. Se non risponde bisogna controllare il respiro ovvero osservare se il torace si alza e si abbassa, avvicinare l’orecchio a bocca e naso e cercare rumori respiratori.
Il semplice stato di incoscienza non autorizza a manovre scomposte. Un ferito va considerato grave se non respira, se presenta una copiosa emorragia o se non si sente il battito cardiaco mentre la sola mancanza di coscienza non va considerata una situazione gravissima se il ferito respira in autonomia. Una persona priva di sensi ma che respira ha bisogno di protezione, immobilità relativa e attesa vigilata. Una persona che non respira richiede un salto di livello nell’intervento nei limiti delle competenze possedute e secondo le istruzioni dell’operatore di emergenza.
Dopo aver chiamato i soccorsi, bisogna presidiare il sito dell’incidente e impedire che i curiosi mettano mano ai feriti. Capitolo uso dei telefoni per filmare: riprendere la scena, cercare immagini, fare dirette o condividere contenuti non aiuta né i feriti né i soccorritori.
Nella generalità dei casi non bisogna muovere il ferito dall’auto. Va mosso solo se c’è il rischio d’incendio della vettura o una situazione grave che non consente di attendere i soccorsi. Lo stesso vale per motociclisti e scooteristi: il principio generale è di non eseguire manovre non necessarie e di limitare gli interventi ai casi di vera emergenza, quando i soccorsi sono lontani o il rischio vitale è immediato.
Autostrade, superstrade e statali ad alto scorrimento cambiano il contesto del soccorso. Su questi tratti la velocità dei veicoli in arrivo rende la scena più instabile e il margine di errore più basso. Fuori dai centri abitati, di notte o in condizioni di scarsa visibilità è obbligatorio indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilitÃ
L’articolo 189 del Codice della strada prevede che in caso di incidente collegabile al suo comportamento, l’utente della strada ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che abbiano subito danno alla persona. E punisce la mancata assistenza alle persone ferite. In parallelo l’articolo 593 del Codice penale sanziona chi, trovando una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’autorità .
L’omissione non coincide solo con la fuga, ma può assumere la forma dell’indifferenza, della minimizzazione o del rifiuto di attivare l’aiuto. In presenza di persone ferite, il cittadino non è libero di trattare l’evento come un disturbo al proprio tragitto. Può non sapere praticare un massaggio cardiaco, può non essere in grado di estrarre una persona da un abitacolo, ma non può ignorare la necessità di segnalare il fatto e di attivare i soccorsi.
In questo contesto il testimone utile è quello che mantiene il controllo. È la persona che non urla ordini a caso, che non muove i feriti se non esiste un pericolo imminente, che chiama il 112 in modo preciso e resta a disposizione.
Data articolo: Sun, 12 Apr 2026 04:00:19 +0000Per la nuova edizione di Amici, Maria De Filippi ha voluto che ci fosse anche lui a bordo. Dopo una carriera costellata da successi musicali, Gigi D’Alessio non ha più nulla da dimostrare, ma accetta ancora il brivido della scommessa e lo fa con la stessa classe con cui sale in auto.
Nonostante la sua riservatezza, il cantautore napoletano ha lasciato dei piccoli indizi sui social: gli interni riconducono immediatamente a una Range Rover, un SUV istituzione, dove il lusso tocca vette sontuose e le prestazioni off-road restano il termine di paragone nella categoria. L’ultima generazione dell’ammiraglia Land Rover nasce sulla piattaforma MLA-Flex e garantisce una silenziosità di marcia eccellente, fondamentale per un professionista abituato a uno stile di vita frenetico.
Sul fronte tecnologico, il display curvo da 13,1 pollici permette al conducente di gestire l’infotainment, mentre l’impianto audio Meridian Signature immerge ancor più gli occupanti nell’atmosfera. Con un prezzo che parte da 142.000 euro, la recente evoluzione del modello inglese conferisce status a prima vista. Nell’abitacolo regna un ordine quasi zen dove tutto ruota attorno allo schermo del Pivi Pro. Mentre sei immerso in un’ambiente di pelle e legno, la funzione massaggio dei sedili ti fa sentire in una bolla e quasi ti dimentichi di essere in coda.
Il bello è che non ha bisogno di esasperare i toni: poche concorrenti eguagliano le dotazioni. Sebbene molti la utilizzino solo in ambito urbano, la carrozzeria in alluminio si presta bene all’avventura, anche perché dal punto di vista tecnico non le si può insegnare nulla. Il sistema Terrain Response configura sospensioni e risposta dell’acceleratore a ogni superficie: fango, neve, sabbia o rocce.
Dai razionali diesel mild hybrid ai potenti V8 biturbo di origine BMW, la gamma motori regala performance da sportiva, nonostante la massa imponente (dalle 2,4 alle 2,7 tonnellate). Il prestigio oggi passa anche per la responsabilità ambientale, e le soluzioni plug-in hybrid danno modo di attraversare le Zone a traffico limitato con un impatto nullo.
Oltre alla passione delle auto, l’agenda di Gigi D’Alessio è fitta di impegni televisivi di rilievo. In prima serata su Canale 5, sabato 11 aprile va in onda il quarto appuntamento con il serale di Amici, il talent show di Maria De Filippi. La competizione entra nel vivo e la tensione tra le squadre è palpabile. Sotto i riflettori troviamo il team di Alessandra Celentano e Rudy Zerbi (con Caterina, Elena, Riccardo, Emiliano e Nicola), la squadra di Anna Pettinelli ed Emanuel Lo (Gard, Alessio e Kiara) e quella diretta da Lorella Cuccarini e Veronica Peparini (Angie, Lorenzo e Alex).
La serata sarà arricchita dai momenti di spettacolo firmati da Alessandro Cattelan, che condurrà la sfida Password con Orietta Berti e Pierpaolo Spollon, e dalla musica di J-Ax, superospite della puntata con il suo successo Italia Starter Pack. Sulla poltrona di giudice, insieme a Cristiano Malgioglio ed Elena D’Amario, Gigi D’Alessio porterà la sua consueta saggezza, la stessa che lo guida nella scelta delle sue potenti compagne di viaggio su quattro ruote.
Data articolo: Sat, 11 Apr 2026 19:00:59 +0000Il mercato auto italiano è sempre più “green” e il peso delle auto benzina e diesel (prive di un sistema di elettrificazione) sul totale delle immatricolazioni è in continuo calo. Il dato è confermato da Anfia che ha analizzato i numeri sulle vendite di nuove auto sul mercato italiano nel corso del mese di marzo 2026. Riepiloghiamo tutti i dati per verificare come cambiano le preferenze degli autisti italiani e quali sono i trend che emergono in questa prima parte dell’anno.
Come abbiamo visto anche nei giorni scorsi, il mercato auto italiano ha chiuso il primo trimestre del 2026 in positivo, grazie soprattutto al contributo delle auto elettrificate che rappresentano, sempre di più, il punto di riferimento. Anche se in ritardo di qualche anno rispetto ad altri mercati, quindi, elettriche e ibride (di vario tipo) stanno espandendo la loro presenza.
Come evidenziato dal Focus Anfia riportato da Ansa, il mese di marzo 2026 ha rappresentato un ulteriore passo del programma di elettrificazione del mercato italiano, con numeri sempre più importanti per elettriche e ibride.
Nel corso del terzo mese dell’anno, infatti, le auto “green” (categoria che racchiude elettriche e tutte le varie tipologie di ibride oltre alle auto GPL) hanno raggiunto una quota del 72,9%, con un incremento dei volumi, rispetto al marzo dello scorso anno, pari al +24,9%.
Elettriche e ibride, invece, hanno raggiunto una quota complessiva del 67,5% (50,3% per le ibride e 17,2% per le elettriche) con un incremento delle immatricolazioni del 32%. Stessa quota nel cumulato annuo ma con immatricolazioni in crescita del 36,3%.
Il fattore decisivo per la crescita delle auto elettrificate è rappresentato dai risultati ottenuti dalle auto elettriche e dalle auto ibride plug-in. Entrambe le categorie stanno vivendo una fase molto positiva in Italia.
Le elettriche hanno chiuso il trimestre con un ottimo +65,7% per le immatricolazioni e una quota del 7,9%. Per ibride plug-in, invece, le vendite sono aumentate del 110,1% mentre la quota di mercato ha toccato quota 8,3%.
Contestualmente si registra un calo delle auto a benzina che chiudono il mese di marzo con una riduzione delle immatricolazioni del 18,6%, pur mantenendo una quota di mercato del 20,2%. Ancora più in difficoltà , invece, le diesel, ormai diffuse solo in alcuni segmenti del mercato.
Le auto a gasolio hanno registrato un calo del 29,6% per le immatricolazioni, con un market share pari al 6,9%. Per quanto riguarda il primo trimestre del 2026, invece, le auto a benzina hanno raggiunto una quota di mercato del 19,8% con immatricolazioni in calo del 18,6%. Più marcato il calo delle auto diesel che fanno registrare un calo del 23,5% con una quota del 7% nel trimestre.
L’appuntamento è ora fissato per l’inizio del mese di maggio 2026 con la pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni del mese di aprile 2026. Staremo a vedere se gli italiani continueranno a scegliere auto green e, soprattutto, continueranno a puntare su vetture elettriche e ibride. A fine mese di aprile, invece, arriveranno i dati completi per il primo trimestre in Europa.
Data articolo: Sat, 11 Apr 2026 13:30:01 +0000Solo fino al 28 aprile, Fiat propone la regina delle strade italiane a un prezzo promozionale di 9.950 euro e, in un mercato dove i prezzi delle auto nuove continuano a salire, vedere una citycar sotto la soglia dei 10.000 euro fa sempre effetto.Â
L’offerta è valida fino al 28 aprile ed è la combinazione di due sconti ben precisi: rottamazione e finanziamento. Il risultato è un prezzo d’attacco aggressivo che riporta alla memoria i listini di qualche anno fa, ma con una vettura aggiornata e già pronta per le normative più recenti grazie alla presenza dell’ibrido leggero.
La protagonista della promozione è la Pandina 1.0 Hybrid da 65 CV in allestimento POP, la versione d’ingresso che parte da un prezzo di listino di 15.950 euro. Da qui si costruisce la doppia offerta, con 4.500 euro di sconto legati alla rottamazione e 1.500 euro di riduzione aggiuntiva scegliendo il finanziamento. In questo modo si arriva alla cifra già citata di 9.950 euro, ma solo rispettando tutte le condizioni previste dalla campagna commerciale. Per chi preferisce evitare il finanziamento, resta comunque una soluzione alternativa: in questo caso il prezzo sale a 11.450 euro, mantenendo comunque un posizionamento competitivo nel panorama delle citycar ibride. Una strategia chiara: offrire più opzioni possibili per intercettare sia chi cerca il prezzo minimo sia chi preferisce una gestione più diluita della spesa nel tempo.
Per chi invece preferisce un pagamento rateale, entriamo nel dettaglio della formula finanziaria, facendo emergere numeri che è sempre bene valutare con attenzione nel loro insieme. Il piano infatti prevede:
Nel complesso, il costo totale dell’operazione arriva a 11.919 euro, complice un TAEG del 13,31%. Una cifra che supera il prezzo promozionale iniziale, ma che rappresenta la contropartita tipica delle formule rateali moderne.
C’è poi un altro aspetto da considerare: il contratto include un limite di percorrenza di 30.000 km in 36 mesi. Superata questa soglia, si applica un costo aggiuntivo di 0,1 euro per ogni chilometro extra. Sono dettagli che possono fare la differenza, soprattutto per chi utilizza l’auto non solo in città e percorre molti chilometri all’anno.
Al di là delle offerte, resta un dato difficilmente contestabile: la Fiat Panda (oggi Pandina) continua a essere un punto di riferimento nel mercato italiano. Il suo successo non è legato solo al prezzo, ma a una formula che negli anni si è dimostrata vincente: dimensioni compatte per muoversi agilmente nel traffico, abitacolo sorprendentemente spazioso e una semplicità d’uso che la rende trasversale a ogni tipo di automobilista. Nonostante la diminuzione delle vendite degli ultimi anni di tutto il settore automotive, la compatta ha mantenuto il suo status di regina, pur scendendo da 145.919 unità vendute nel 2017 alle 102.485 vetture immatricolate nel 2025.
La motorizzazione mild hybrid da 65 CV, pur senza ambizioni sportive, rappresenta un compromesso intelligente tra consumi contenuti e accesso alle città anche per molti anni a venire, nonostante le regole sempre più restrittive. E poi c’è il fattore emotivo: Panda prima, oggi Pandina continua a rappresentare un piccolo pezzo di cultura automobilistica italiana. Un modello che attraversa le generazioni, restando sempre attuale pur senza stravolgere la propria identità .
Data articolo: Sat, 11 Apr 2026 11:24:53 +0000