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News passione per motori da virgilio.it

News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane del 10 maggio 2026 presenta alcune criticità importanti. Tra gli eventi più significativi del giorno spiccano due incidenti sull’A10, tra Genova Aeroporto e il Bivio A10/A7 Milano-Genova, nonché tra il Bivio A10/A26 Trafori e Arenzano, che hanno generato code rilevanti. Inoltre, sull’A1 sono segnalate code e rallentamenti per veicolo in avaria tra Bivio A1-Variante e Calenzano, e anche rallentamenti causati da materiali dispersi tra Casalpusterlengo e Lodi.

A1 MILANO-NAPOLI

19:59 – Coda di 2 km tra Bivio A1-Variante e Calenzano
Coda per veicolo in avaria
Direzione Napoli
La coda si estende per 4.1 km dal chilometro 276.1 al 272.0.

19:59 – Traffico rallentato tra Casalpusterlengo e Lodi
Traffico rallentato per materiali dispersi
Direzione Milano
La tratta interessata è lunga 0.5 km dal chilometro 32.5 al 33.0.

19:19 – Traffico rallentato tra Nodo A1/Acerra-Afragola e Bivio A1/A16 Napoli-Canosa
Traffico rallentato per veicolo in avaria
Direzione Napoli
Interessata la zona al km 752.8.

A4 TORINO-TRIESTE

19:45 – Code a tratti tra Sesto San Giovanni e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti causate da traffico intenso
Direzione Torino
Interessata una lunghezza di 10.3 km dal chilometro 126.2 al 136.5.

18:35 – Code a tratti tra Nodo di Pero e Cormano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta si estende per 4.9 km dal chilometro 129.9 al 125.0.

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA

20:05 – Coda di 1 km tra Genova Aeroporto e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per incidente
Direzione Genova
La coda si estende per 1.8 km dal chilometro 0.5 al 2.3.

20:04 – Coda tra Bivio A10/A26 Trafori e Arenzano
Coda per incidente
Direzione Ventimiglia
La coda è lunga 4.4 km tra il chilometro 17.0 e il 12.6.

A13 BOLOGNA-PADOVA

20:01 – Area di servizio Adige est chiusa
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 11/5/2026 per lavori
Direzione Padova

A14 BOLOGNA-TARANTO

18:58 – Pioggia tra Ancona sud e Poggio Imperiale
Condizioni di pioggia su 274.6 km, dalla carreggiata del chilometro 505.0 al 230.4.
Direzione in entrambe le direzioni

18:37 – Pioggia tra Bologna San Lazzaro e Cesena
Condizioni di pioggia su 77.5 km, tra i chilometri 99.7 e 22.2.
Direzione in entrambe le direzioni

A24 ROMA-TERAMO

20:00 – Pioggia tra Grande Raccordo Anulare e Bivio A24/Tangenziale est RM
Condizioni di pioggia sulla tangenziale per 7.3 km, dal chilometro 7.3.
Direzione in entrambe le direzioni

18:59 – Nebbia A Banchi tra Assergi e San Gabriele-Colledara
Visibilità ridotta a 80 metri per nebbia
Direzione in entrambe le direzioni
Interessata una tratta di 8.3 km dal chilometro 136.315 al 128.0.

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE

19:44 – Area di servizio Stura ovest senza GPL
Mancanza di GPL nell’area di servizio Stura ovest.
Direzione Genova Voltri

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI

19:27 – Coda tra Capodichino Svincolo e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Lunghezza coda 1.0 km dal chilometro 18.8 al 19.8.

18:34 – Coda in entrata a Corso Malta verso Pozzuoli
Coda per traffico intenso in entrata.
Direzione Pozzuoli

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 10 May 2026 18:08:00 +0000
News n. 2
Renault 4 E-Tech Electric: la versione Plein Sud arriva in Italia: ecco i prezzi

La Renault 4 E-Tech Electric rappresenta un elemento centrale della gamma della Casa francese, soprattutto per quanto riguarda il programma di elettrificazione. Ad arricchire l’offerta, con l’inizio del mese di maggio, si registra il debutto di una nuova versione.

Si tratta della Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud, modello che rappresenta un vero e proprio richiamo alla versione Plein Air dell’iconica Renault 4 originale, completamente decapottabile e priva di porte, tetto e portellone posteriore.

Questa nuova versione della vettura della Casa francese non si spinge agli estremi del modello originale ma riesce comunque a raccoglierne l’eredità, con un vero e proprio omaggio per chi ama viaggiare all’aria aperta, sfruttando un tetto apribile elettrico in tessuto.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito a questo nuovo modello.

Per la guida all’aria aperta

La gamma della Renault 4 E-Tech Electric, dopo il debutto della variante Roland Garros, si arricchisce con l’arrivo della versione Plein Sud, ora disponibile anche in Italia. Il modello in questione può contare su un tetto in tessuto, con apertura elettrica su 92 cm di lunghezza per 80 cm di larghezza.

Sfruttando l’apertura elettrica, i passeggeri dei sedili anteriori e posteriori hanno la possibilità di viaggiare all’aria aperta. La versione Plein Sud, come sottolineato da Renault nel suo comunicato ufficiale, rientrava nei progetti della Casa francese fin dall’avvio dello sviluppo.

Per questo motivo, il modello non ha richiesto particolari modifiche tecniche.  Si tratta, piuttosto, di un’evoluzione naturale del modello, che rappresenta un richiamo a una delle vetture più iconiche di Renault.

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Ricorrendo ad alcuni accorgimenti tecnici, come l’utilizzo di elementi strutturali in materiale plastico e non metallico e la scelta di deflettori per il rumore, la vettura risulta ottimizzata sia per il peso (un aspetto centrale per un’elettrica) che per la rumorosità durante la guida. Il tetto è attivabile tramite un apposito tasto oppure con comandi vocali.

Con l’arrivo della versione Plein Sud, inoltre, tutta la gamma della Renault 4 E-Tech Electric si arricchisce con l’arrivo di nuovi equipaggiamenti come il sistema di controllo avanzato del conducente, in grado di rilevare i segni di stanchezza e distrazione, e con l’assistente alla guida d’emergenza che interviene per fermare il veicolo nel caso in cui venga rilevata l’inattività del conducente (le mani non sono sul volante). Da segnalare anche che l’assistente di guida ecologica diventa predittivo ed è in grado di consigliare quando alzare il piede dall’acceleratore per risparmiare energia.

I prezzi

La nuova Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud arriva sul mercato italiano con l’obiettivo di ritagliarsi uno spazio da protagonista, nel suo segmento. A disposizione dei clienti c’è la possibilità di scegliere tra l’allestimento Techno, disponibile con un prezzo di partenza di 36.790 euro, e l’allestimento Iconic, ordinabile con un prezzo a partire da 38.970 euro. Per tutti i dettagli in merito al modello è possibile fare riferimento a una delle concessionarie di Renault.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 14:15:26 +0000
News n. 3
Le auto più vendute negli USA nel 1° trimestre 2026: gli americani preferiscono i pickup

Il mercato delle quattro ruote negli Stati Uniti è completamente diverso da quello europeo. Gli automobilisti americani, infatti, preferiscono puntare su auto più grandi e, spesso, hanno un budget decisamente maggiore rispetto a quello dei loro “colleghi” europei, soprattutto in Paesi come l’Italia.

Queste differenze vengono confermate dalla classifica delle auto più vendute. Come riportato dal magazine specializzato Best-Selling Cars, infatti, la Top 10 dei modelli più venduti nel corso del primo trimestre del 2026 riflette chiaramente le preferenze degli automobilisti d’oltreoceano.

Le più vendute negli USA

Tra i modelli più venduti negli Stati Uniti troviamo, al decimo posto della classifica del primo trimestre 2026, la Chevrolet Equinox. Si tratta di un SUV pensato per le famiglie. Il modello ha raccolto oltre 61 mila ordini nel corso del primo quarto dell’anno, con un calo del 13,5% su base annua.

Nona posizione per una delle auto più note e acquistate al mondo, la Toyota Corolla. La vettura ha raggiunto oltre 62 mila immatricolazioni sul mercato americano con un incremento del 12,8% su base annua. Ricordiamo che la Corolla, nel 2025, ha sfiorato il titolo di auto più venduta al mondo. Ottava la Toyota Tacoma, altro modello familiare, che si attesta intorno a quota 69 mila unità, con un incremento del 15,8% su base annua.

In settima piazza c’è la Nissan Rogue, un altro SUV compatto (per gli standard americani) che ottiene sempre ottime vendite oltreoceano. Le immatricolazioni nel primo trimestre sono state oltre 70 mila con un incremento del 13%. Da segnalare anche GMC Sierra, sesta con 75 mila unità vendute e un calo del 3,7%.

Quinta posizione per la Toyota Camry, con poco più di 78 mila immatricolazioni e un incremento dell’11,3% su base annua, mentre al quarto posto troviamo il pick-up RAM, con oltre 98 mila unità vendute e un incremento del 25%. La fonte sottolinea come nella Top 5 ci dovrebbe essere anche la Model Y che dovrebbe aver raggiunto quota 78 mila unità immatricolate, ma non ci sono ancora dati definitivi.

Prima di passare alla Top 3, ricordiamo che potete dare un’occhiata alla classifica dei modelli più apprezzati in Italia consultando l’articolo dedicato alla Top 10 delle auto più vendute in Italia, aggiornata alla fine di aprile 2026.

La Top 3

La classifica delle auto più vendute negli Stati Uniti nel corso del primo trimestre del 2026 vede in terza posizione la Honda CR-V, un altro modello molto diffuso in tutto il mondo e che rappresenta un riferimento della gamma della Casa nipponica. Negli Stati Uniti, le immatricolazioni sono state oltre 99 mila unità, con un calo del 3,8%.

La seconda posizione viene conquistata da Chevrolet Silverado. Per il pick-up ci sono oltre 128 mila unità immatricolate, con un calo dello 0,7% rispetto allo scorso anno. Il modello più venduto è l’iconico Ford F-Series. Il pick-up della Casa americana ha toccato 159 mila unità vendute con un calo del 16% rispetto al primo trimestre 2025.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 13:45:31 +0000
News n. 4
Lamborghini Fenomeno Roadster, la nuova few off è la più potente a cielo aperto

La più potente open top mai prodotta a Sant’Agata Bolognese. Si presenta così la nuova Fenomeno Roadster, svelata in occasione della seconda edizione di Lamborghini Arena. Il nome già racconta l’ambizione del progetto. Fenomeno Roadster vuole essere la sintesi più radicale della filosofia Lamborghini contemporanea: design teatrale, tecnologia derivata dalle corse e un powertrain ibrido capace di superare ogni precedente modello a cielo aperto del marchio.

Non è solo una derivazione scoperta della Revuelto, anche se ne raccoglie parte della base tecnica. Qui il lavoro fatto a Sant’Agata Bolognese è molto più profondo. La Fenomeno Roadster diventa infatti una sorta di laboratorio su ruote, un’auto che guarda contemporaneamente al passato glorioso del Toro e al futuro delle supersportive elettrificate.

Design

La prima cosa che colpisce della Fenomeno Roadster è la sua presenza scenica. Bassa, larghissima e con proporzioni quasi prototipali, sembra uscita direttamente da un videogioco o da una concept car da salone. Eppure è reale, omologata e destinata alla strada.

Lamborghini ha lavorato molto sul linguaggio stilistico della vettura, mantenendo alcuni elementi iconici del brand ma reinterpretandoli in modo ancora più aggressivo. La forma esagonale, ormai firma riconoscibile della casa emiliana, domina l’intera carrozzeria: si ritrova nelle prese d’aria, nei gruppi ottici, nei passaruota scolpiti e perfino nelle minigonne laterali. Il frontale è affilatissimo, quasi appuntito verso l’asfalto, con fari LED sottili che accentuano la larghezza della vettura. Le prese d’aria anteriori sembrano scolpite dal vento e non c’è praticamente una superficie che non abbia una funzione aerodinamica.

Ma è osservando la Fenomeno Roadster lateralmente che emergono i richiami più interessanti alla storia Lamborghini. La coda lunga e rastremata richiama infatti la Essenza SCV12, ma anche alcuni prototipi endurance degli anni Settanta. Un omaggio al motorsport storico del marchio che qui viene reinterpretato in chiave moderna, con superfici tese e dettagli estremamente futuristici.

L’assenza del tetto enfatizza ulteriormente le proporzioni della vettura. La linea laterale scorre senza interruzioni fino al posteriore, creando un effetto visivo quasi da speedster. Tutto sembra progettato per esaltare la sensazione di velocità anche da ferma.

E come ogni Lamborghini estrema che si rispetti, anche la Fenomeno Roadster punta molto sulla personalizzazione. Ogni esemplare sarà configurato direttamente con il reparto Ad Personam, rendendo praticamente impossibile trovarne due identiche.

Interni

Anche l’abitacolo segue la stessa filosofia estetica dell’esterno. La forma esagonale torna praticamente ovunque: nelle bocchette dell’aria, nella grafica del quadro strumenti e nei dettagli della console centrale. L’ambiente è chiaramente orientato al pilota. Lamborghini continua a sviluppare il concetto “Feel Like a Pilotâ€, già visto negli ultimi modelli del marchio, e sulla Fenomeno Roadster questa sensazione viene ulteriormente amplificata.

La seduta è molto bassa, il volante raccolto e la plancia avvolge il guidatore come in un cockpit aeronautico. I materiali sono quelli tipici delle Lamborghini più esclusive: fibra di carbonio a vista, Alcantara, Corsatex di Dinamica e il Carbon Skin brevettato dal marchio. I sedili sagomati integrano cuciture rosse a contrasto e garantiscono un contenimento laterale degno di una vettura da pista. Nonostante questo, Lamborghini promette un livello di comfort superiore rispetto alle supersportive più estreme del passato.

La componente digitale è presente ma non invasiva. Il quadro strumenti completamente configurabile dialoga con il display centrale, mentre diversi comandi fisici rimangono al loro posto per mantenere quella sensazione meccanica che gli appassionati continuano ad apprezzare.

Con il tetto aperto, poi, cambia completamente l’esperienza sensoriale. Non è solo questione di vento tra i capelli: il protagonista assoluto diventa il suono del V12 aspirato, amplificato dall’abitacolo aperto e reso ancora più scenografico dalle nuove soluzioni di scarico.

Solo 15 esemplari per la nuova Lamborghini estrema
Ufficio Stampa Lamborghini
V12 ibrido e design da concept: nasce Fenomeno Roadster

La più potente

La Fenomeno Roadster entra nella storia Lamborghini anche per un altro motivo: è la open top più potente mai prodotta dalla casa di Sant’Agata Bolognese. Sotto la carrozzeria trova posto il nuovo powertrain ibrido plug-in derivato dalla Revuelto, ma ulteriormente evoluto. Al centro del progetto c’è il V12 aspirato da 6,5 litri capace di erogare da solo 835 CV. A questo si aggiungono tre motori elettrici per ulteriori 245 CV. La potenza complessiva raggiunge così quota 1.080 CV. Numeri impressionanti che permettono alla Fenomeno Roadster di scattare da 0 a 100 km/h in appena 2,4 secondi e di raggiungere i 340 km/h di velocità massima.

Ma più dei numeri puri, Lamborghini sottolinea il carattere della vettura. Il V12 rimane protagonista assoluto, con una risposta immediata e una colonna sonora che continua a rappresentare uno degli elementi più emozionali dell’esperienza di guida. L’elettrificazione qui non serve a rendere l’auto silenziosa o “freddaâ€, ma ad aumentare ulteriormente prestazioni, prontezza e capacità di uscita di curva. Anche la batteria è stata evoluta rispetto alla Revuelto. La capacità sale a 7 kWh, migliorando gestione energetica e risposta del sistema ibrido.

Elementi da corsa

Dietro la spettacolarità estetica si nasconde una tecnica raffinata e molto vicina al motorsport. La Fenomeno Roadster utilizza ammortizzatori da corsa regolabili manualmente, soluzione che permette di adattare il comportamento dinamico dell’auto alle diverse condizioni di utilizzo.

Anche l’impianto frenante arriva direttamente dall’esperienza Lamborghini nelle competizioni. Il sistema CCM-R garantisce prestazioni elevate sia nell’uso stradale sia in pista, migliorando resistenza al fading e capacità di raffreddamento.

Grande attenzione anche agli pneumatici. In collaborazione con Bridgestone sono stati sviluppati specifici Potenza Sport progettati appositamente per questo modello. Le misure sono impressionanti: 265/30 ZRF21 all’anteriore e 355/25 ZRF22 al posteriore. Numeri che raccontano bene quanto questa vettura sia pensata per scaricare a terra oltre mille cavalli senza compromessi.

Few off

Come ogni progetto “few off†Lamborghini, anche la Fenomeno Roadster sarà rarissima. La produzione è limitata a soli 15 esemplari per tutto il mondo. Una scelta che trasforma immediatamente questa vettura in un oggetto da collezione ancor prima dell’inizio delle consegne. I primi clienti riceveranno l’auto soltanto nel 2028, segno di un processo produttivo estremamente complesso e personalizzato.

Ed è proprio questo il punto della Fenomeno Roadster: non vuole essere una Lamborghini per tutti, né tantomeno una semplice evoluzione della gamma attuale. È una dichiarazione di intenti. Una hypercar aperta che porta all’estremo tutto ciò che oggi rappresenta il marchio del Toro: design scenografico, tecnica esasperata e un V12 ancora capace di emozionare in piena era elettrificata

Data articolo: Sun, 10 May 2026 10:10:52 +0000
News n. 5
Le migliori auto cinesi da comprare sotto i 20.000 euro nel 2026

L’ingresso cinese nel mercato europeo ha cambiato le regole del gioco. I nuovi marchi stanno conquistando quote di mercato sempre più importanti anche in Italia, grazie a una formula molto semplice: tanto equipaggiamento, design moderno e prezzi competitivi. Soprattutto nelle fasce entry level, i costruttori cinesi sono riusciti a inserirsi in uno spazio lasciato scoperto da molti brand europei. Con il risultato che ora citycar, SUV compatti e perfino elettriche sono proposte a cifre che la concorrenza fatica a contrastare.

Tra sigle nuove, marchi emergenti e modelli ancora poco conosciuti, orientarsi però non è semplice. Per questo abbiamo selezionato alcune delle auto cinesi più interessanti acquistabili oggi in Italia con un prezzo di partenza inferiore ai 20.000 euro.

MG3

Tra le auto cinesi che stanno facendo più rumore nel mercato europeo c’è senza dubbio la MG3. Il marchio di origine britannica, oggi controllato dal colosso cinese SAIC, ha trovato una formula estremamente convincente: una compatta dal look moderno, spaziosa quanto basta e soprattutto proposta a prezzi molto aggressivi. La versione benzina parte da circa 15.490 euro, diventando una delle compatte più economiche del mercato. Ma il vero punto di forza è la variante full hybrid, proposta da 19.490 euro, capace di mettere pressione anche a modelli ben più blasonati.

Dal punto di vista estetico la MG3 punta su linee sportive e moderne, con fari affilati e una presenza su strada che la fa sembrare di fascia di prezzo superiore rispetto al listino richiesto. Anche dentro sorprende per la dotazione tecnologica, con infotainment ampio, compatibilità smartphone e una buona quantità di ADAS già inclusi. Per chi cerca una vettura urbana economica ma moderna, è probabilmente una delle scelte più interessanti.

DFSK Glory 500

Chi desidera invece un SUV dalle dimensioni generose senza spendere una fortuna potrebbe guardare alla DFSK Glory 500. Un modello che punta tutto sul rapporto spazio/prezzo. Con un listino che parte da 16.500 euro, offre dimensioni da vero SUV compatto, con una carrozzeria rialzata e un abitacolo molto spazioso. Il design segue i gusti europei, con linee piuttosto sobrie ma moderne, mentre gli interni cercano di trasmettere una sensazione di comfort superiore rispetto alla fascia di prezzo.

Il motore benzina non punta sulle prestazioni, ma garantisce costi di gestione relativamente contenuti e una guida semplice, pensata soprattutto per l’utilizzo quotidiano. È una di quelle auto che attirano chi vuole tanto spazio e praticità spendendo il meno possibile.

DR3

Il marchio italiano che importa dalla Cina, ormai è diventato una presenza fissa sulle strade italiane. Merito di una strategia molto precisa: SUV dal look moderno, prezzi accessibili e alimentazioni tradizionali o GPL. La DR3 rappresenta perfettamente questa filosofia. Parte da 17.900 euro nella versione benzina, mentre la variante bifuel GPL arriva a 19.900 euro. Ed è proprio il GPL uno degli elementi che ha decretato il successo del marchio in Italia, soprattutto per chi percorre tanti chilometri.

Dal punto di vista estetico la DR3 ha un look deciso, con frontale aggressivo e dettagli che strizzano l’occhio al mondo SUV premium. Dentro non manca praticamente nulla: schermo centrale, strumentazione digitale e tanti accessori spesso optional su modelli europei più costosi. Non è un’auto pensata per la sportività, ma punta tutto sulla convenienza e sulla praticità quotidiana.

EMC Quattro

Meno conosciuta rispetto ad altri marchi, EMC sta cercando di ritagliarsi uno spazio nel mercato italiano grazie a modelli semplici ma accessibili. La EMC Quattro parte da 17.700 euro e si presenta come un crossover compatto dall’impostazione molto razionale. Le linee sono moderne senza essere troppo appariscenti, mentre l’abitacolo offre una buona abitabilità per famiglie e utilizzo quotidiano.

L’obiettivo qui non è stupire con scenografie, stile accattivante o tecnologia estrema, ma offrire un’auto concreta a un prezzo competitivo. Una filosofia che ricorda quella delle auto coreane di qualche anno fa, quando Hyundai e Kia iniziarono la loro ascesa in Europa, che sono ormai diventate parte integrante dell’offerta da anni.

MG ZS

La MG ZS è probabilmente uno dei SUV cinesi più diffusi in Italia. E il motivo è semplice: costa relativamente poco ma offre tanto. La versione benzina parte da 18.450 euro, cifra che la rende estremamente competitiva rispetto ai SUV europei della stessa categoria. Lo spazio interno è uno dei punti forti, così come la facilità di guida e la dotazione tecnologica.

Il design è moderno ma equilibrato, senza eccessi stilistici. Dentro si trova un ambiente semplice ma ben organizzato, con schermo centrale e sistemi di assistenza alla guida già inclusi. La ZS ha avuto il merito di rendere MG un marchio credibile anche in Europa, grazie a una proposta concreta e senza complicazioni.

Leapmotor T03

Tra le elettriche economiche più chiacchierate del momento c’è senza dubbio la Leapmotor T03. Una citycar che ha conquistato rapidamente il mercato italiano grazie a un mix quasi imbattibile tra prezzo, tecnologia e autonomia urbana.

Parte da circa 18.900 euro e offre un equipaggiamento sorprendentemente ricco per la categoria. Inoltre, la partnership con Stellantis per la distribuzione europea ha contribuito a dare maggiore fiducia al marchio e gestire in modo più efficiente tutta la parte di logistica e ricambi.

Le dimensioni compatte la rendono perfetta per il traffico cittadino, ma l’autonomia consente anche qualche spostamento extraurbano senza troppe ansie. Dentro sorprende per la presenza di schermi digitali, sistemi ADAS e un’impostazione molto moderna, quasi da auto di segmento superiore. È una delle vetture che meglio rappresentano il nuovo corso delle elettriche cinesi: accessibili, tecnologiche e pensate per un pubblico giovane.

BYD Dolphin Surf

BYD è uno dei colossi mondiali dell’auto elettrica e sta accelerando fortemente anche in Europa. Tra i modelli più interessanti sotto i 20.000 euro c’è la Dolphin Surf. La versione d’ingresso parte da circa 19.750 euro e offre un’autonomia dichiarata di 356 km grazie alla batteria più piccola della gamma. Numeri che iniziano a rendere l’elettrico davvero utilizzabile anche per chi non vuole spendere cifre elevate.

Lo stile è moderno e personale, con linee morbide e dettagli futuristici. Ma il vero punto di forza è la tecnologia: BYD produce internamente batterie e componenti elettronici, riuscendo così a mantenere prezzi competitivi. Anche l’abitacolo trasmette una sensazione più “europea†rispetto a molte concorrenti cinesi di qualche anno fa, con buona qualità percepita e sistemi digitali avanzati.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 09:10:27 +0000
News n. 6
Ferrari Luce, 60 brevetti per la prima elettrica del Cavallino

Si torna a parlare del futuro Ferrari, ma questa volta a farlo è proprio Benedetto Vigna, Amministratore Delegato del Cavallino. L’elettrificazione al primo posto e il grande passo da compiere con la Ferrari Luce, modello che di settimana in settimana si avvicina sempre più al lancio. 

La prima elettrica del marchio è una sfida che ha messo la Rossa nella posizione di poter reinterpretare i propri valori e le sensazioni che una sportiva deve trasmettere al pilota, attraverso una nuova tecnologia. E per farlo, a Maranello hanno messo in campo numeri impressionanti: oltre 60 brevetti registrati, sviluppati per reinventare praticamente ogni elemento della vettura.

L’elettrico come nuova frontiera delle emozioni

Nel corso degli ultimi anni Ferrari ha sempre affrontato il tema dell’elettrico con grande cautela. Non per paura della tecnologia, ma per una ragione molto più profonda: una Ferrari non deve soltanto andare forte, deve emozionare. Ed è proprio questo il punto centrale del progetto Luce. Secondo Vigna, la sfida non è semplicemente costruire un’auto elettrica performante, ma creare una vettura capace di trasmettere al guidatore le stesse sensazioni che hanno reso leggendarie le Ferrari termiche.

Per riuscirci, il lavoro degli ingegneri è stato enorme. Ferrari ha depositato oltre 60 brevetti che spaziano praticamente in ogni area tecnica del progetto. Dai motori elettrici agli inverter, dalla gestione della dinamica del veicolo fino all’integrazione delle batterie nel telaio.

Ma non solo. A Maranello si è lavorato anche sull’interfaccia uomo-macchina, sui display, sul volante, sull’esperienza digitale a bordo e persino su elementi apparentemente secondari come tergicristalli e finestrini. Come spiegato da Vigna: “Non c’è una singola dimensione dell’auto che non sia stata ripensata dal team in modo innovativo.

Tutto pronto per il debutto della Ferrari Luce

L’attesa ormai è quasi finita. La nuova Ferrari Luce sarà infatti presentata ufficialmente a Roma il prossimo 25 maggio, in quello che si preannuncia uno degli eventi automobilistici più seguiti dell’anno.

Per Ferrari sarà molto più del lancio di una nuova vettura. Si tratta infatti dell’ingresso ufficiale del Cavallino nel mondo delle sportive elettriche, un territorio dove finora il marchio aveva osservato da lontano i movimenti della concorrenza.

La filosofia però resta chiara: l’elettrico non dovrà snaturare l’identità Ferrari. Al contrario, dovrà amplificarne alcune caratteristiche. Secondo Vigna, il progetto nasce proprio dall’idea di creare coinvolgimento emotivo: “Il nostro obiettivo è creare emozioni. È da qui che siamo partiti quando abbiamo immaginato Ferrari Luce.

Le prospettive economiche per il 2026

Il debutto della Luce arriva in un momento economicamente complesso. Ferrari ha infatti iniziato il 2026 con un primo trimestre meno brillante rispetto alle aspettative, complice anche la situazione geopolitica internazionale e le tensioni in Medio Oriente, che hanno rallentato alcuni mercati strategici. Nonostante questo, la Casa di Maranello mantiene un atteggiamento estremamente fiducioso. Le previsioni finanziarie per l’intero anno restano confermate, con obiettivi molto ambiziosi:

  • ricavi attesi pari a circa 7,5 miliardi di euro;
  • EBITDA previsto a 2,93 miliardi;
  • utile operativo stimato a 2,22 miliardi;
  • utile per azione pari a 9,45 euro;
  • flussi di cassa superiori a 1,5 miliardi.

Numeri che dimostrano quanto Ferrari continui a essere uno dei marchi automotive più solidi e redditizi al mondo. E proprio la Luce potrebbe rappresentare il tassello decisivo per aprire una nuova fase della storia del Cavallino. Una fase in cui elettrico e tradizione proveranno a convivere senza cancellarsi a vicenda.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 07:49:47 +0000
News n. 7
Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 10 maggio 2026 sono previsti 2 scioperi nel settore del trasporto pubblico locale in Italia. Gli scioperi riguarderanno le città di Napoli e Firenze e coinvolgeranno specifiche società di trasporto. Di seguito tutti i dettagli sugli scioperi in programma per questa data, con informazioni su orari, sindacati promotori e categorie di personale interessate.

Sciopero dei trasporti Napoli

Nella città di Napoli (regione Campania) è indetto uno sciopero con rilevanza locale nel trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società EAV. Lo sciopero durerà 24 ore, con inizio alle 19:31 del 9 maggio e termine alle 19:30 del 10 maggio 2026. Lo sciopero è promosso dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL e coinvolge in particolare la categoria Personale Soc. EAV di Napoli.

Sciopero dei trasporti Firenze

Per la città di Firenze (regione Toscana) è stato proclamato uno sciopero territoriale di 24 ore nel trasporto pubblico locale, previsto per l’intera giornata del 10 maggio 2026. Lo sciopero riguarda il personale della società Autolinee Toscane, bacino di Firenze ed è indetto dal sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 10 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 sono in programma numerosi scioperi che coinvolgono diversi settori chiave dell’economia e dei trasporti italiani. L’articolo offre un quadro dettagliato e aggiornato sui principali scioperi previsti città per città durante il mese, con informazioni su durata, categorie e servizi interessati. Sono riportati solo scioperi previsti effettivamente tra il 1° e il 31 maggio 2026. Vediamo nel dettaglio tutte le date e le città coinvolte.

Sciopero 1 maggio 2026

In Italia è previsto uno sciopero generale a rilevanza nazionale, che coinvolgerà sia il personale dipendente pubblico sia privato in tutte le province per l’intera giornata. Proclamato da USI-CIT, coinvolge tutti i dipendenti pubblici e privati.

Sciopero 4 maggio 2026

Su scala nazionale, è stato indetto uno sciopero che coinvolge il personale della Società Elior Divisione Itinere addetto ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia per l’intera giornata, con la modalità di mezzo turno per ogni turno di lavoro. I sindacati coinvolti sono FAST-CONFSAL e FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI.

Nella provincia di Milano (Lombardia), il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal incrocerà le braccia per 8 ore dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio 2026. Sciopero proclamato da OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 5 maggio 2026

Nella provincia di Milano (Lombardia), prosegue lo sciopero di 8 ore del personale della società Mercitalia Shunting & Terminal (dalle 22 del 4 maggio alle 6 del 5 maggio).

Nella provincia di Firenze (Toscana), il personale del settore manutenzione della società RFI Doit Firenze sciopera per 8 ore durante l’intera giornata. Sindacato promotore OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 7 maggio 2026

In Italia, indetto uno sciopero nazionale di 24 ore per tutti i lavoratori del settore portuale, incluso il personale delle Autorità di Sistema Portuale e delle società soggette al CCNL porti. Sciopero proclamato da USB Lavoro Privato.

Sciopero 8 maggio 2026

Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige) è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00, che coinvolge il personale Trentino Trasporti. Indetto da OSR ORSA TRASPORTI.

A Potenza (Basilicata), sciopero di 4 ore, dalle 15:01 alle 19:00, del personale Miccolis – Servizio Urbano di Potenza, promosso da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.

In provincia di Brescia (Lombardia), settore aereo: sciopero di 24 ore del personale GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari (USB LAVORO PRIVATO).

Sciopero 9 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio, personale Soc. EAV di Napoli (OSR ORSA AUTOFERRO TPL).

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania) continua lo sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale fino alle 19:30 del 10 maggio 2026, coinvolgendo il personale Soc. EAV.

Nella città di Firenze (Toscana) sciopero nel trasporto pubblico locale per 24 ore, personale Autolinee Toscane bacino di Firenze (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).

Sciopero 11 maggio 2026

Nel settore aereo sono indetti molteplici scioperi di rilevanza nazionale e interregionale. Tra questi:

– Personale ADR Security Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) sciopera per 4 ore dalle 12:00 alle 16:00 (FAST-CONFSAL).

– Personale ENAV ACC Roma: 8 ore dalle 10:00 alle 18:00 (RSA UILT-UIL).

– Piloti e Assistenti di Volo EasyJet Airlines Limited, 8 ore dalle 10:00 alle 18:00 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

– Personale Soc. GH Palermo, ASC Handling, Aviapartner Palermo: 4 ore dalle 12:00 alle 16:00.

– Personale gruppo Sogaer (Sogaer, Sogaerdyn, Sogaersecurity) Aeroporto di Cagliari: 4 ore dalle 13:00 alle 17:00.

– Personale Soc. ALHA e MLE-BCUBE Aeroporto di Milano Malpensa: 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 (OST CUB TRASPORTI/USB LAVORO PRIVATO).

Sciopero 14 maggio 2026

Nella città di Novara (Piemonte) sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale Soc. SUN di Novara (AL-COBAS).

Sciopero 15 maggio 2026

Nella città di Catania (Sicilia) sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale Soc. AMTS di Catania (OSP CUB TRASPORTI).

Nella provincia di Milano (Lombardia): sciopero 24 ore con varie modalità, personale socc. gruppo ATM di Milano (AL-COBAS).

Nella provincia di Foggia (Puglia): sciopero appalti ferroviari, personale Euro&Promos di Foggia, primo mezzo turno della prestazione a partire dalle 00:01.

Nella regione Toscana: seconda metà del turno per personale appalti ferroviari società Euro&Promos lotto 2 regione Toscana.

Nella regione Veneto: sciopero regionale per il personale Busitalia Sita Nord unità produttive Veneto, Umbria e Campania.

Sciopero 18 maggio 2026

Nella città di Bari (Puglia): sciopero di 24 ore trasporto pubblico locale, personale Soc. STP di Bari.

In Italia: sciopero generale categorie pubbliche e private 24 ore con modalità diverse per ferroviario, TPL, marittimo e autostrade.

Nella città di Palermo (Sicilia): sciopero di 4 ore dalle 11:00 alle 15:00, personale Soc. AMAT di Palermo (OSP CUB TRASPORTI).

Sciopero 25 maggio 2026

In Italia, sciopero nazionale trasporto merci conto terzi per 120 ore dalle 00:00 del 25/5 alle 24:00 del 29/5 (CNA FITA/CONFARTIGIANATO TRASPORTI/FAI/FIAP/SNA CASARTIGIANI/UNITAI/CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI/LEGACOOP PRODUZIONE E SERVIZI/AGCI).

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia): sciopero di 24 ore, personale Soc. Arriva Udine (ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente).

Sciopero 26 maggio 2026

Nella regione Emilia-Romagna: sciopero del personale Copernico appalto ferroviario lotto Centostazioni, prima metà del turno per ogni turno di lavoro.

Sciopero 29 maggio 2026

In Italia: sciopero generale categorie pubbliche e private per l’intera giornata. Modalità specifiche per il comparto ferroviario (dalle 21:00 del 28 maggio alle 21:00 del 29 maggio) e autostrade (dalle 22:00 del 28 maggio alle 22:00 del 29 maggio).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 10 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 10 maggio 2026, lungo la rete autostradale italiana si registrano i prezzi medi comunicati all’Osservatorio del Mimit: benzina self a 2.001 euro, gasolio self a 2.084 euro, GPL servito a 0.922 euro e metano servito a 1.599 euro. Nell’articolo trovi la tabella con i valori ufficiali più recenti e un approfondimento che chiarisce come si forma il prezzo tra componente fiscale e industriale, ovvero il peso di imposte (accise e Iva), materia prima e margini della distribuzione. Un quadro utile per orientare le scelte di rifornimento e comprendere le dinamiche che incidono sul conto alla pompa.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 09-05-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 2.001
GPL SERVITO 0.922
Metano SERVITO 1.599

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo finale riflette una marcata incidenza fiscale pari al 58%, significativamente superiore alla componente industriale che pesa il 42%. La parte fiscale ingloba accise e Iva: imposte indirette che si applicano al prodotto e che, salvo modifiche normative, restano relativamente stabili rispetto ai movimenti dei mercati dell’energia. La componente industriale, invece, comprende i costi della filiera (approvvigionamento e raffinazione, logistica, stoccaggio, trasporto e distribuzione) oltre al margine del gestore e della compagnia. All’interno di questa componente, il costo della materia prima incide per il 30% del prezzo alla pompa ed è la quota più sensibile alle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e all’effetto cambio euro/dollaro, considerato che il petrolio e i derivati sono prezzati in dollari. Il margine lordo dell’operatore vale il 12%: è la leva commerciale su cui la rete distributiva può intervenire per assorbire oscillazioni dei costi, differenziare il servizio o promuovere sconti, sempre nel quadro concorrenziale e regolatorio. Questo mix spiega perché il prezzo della benzina sia dato dalla somma di una quota tendenzialmente fissa (imposte) e di una quota variabile (industriale). In pratica, se crescono le quotazioni internazionali o si indebolisce l’euro, la parte del 30% tende ad aumentare, spingendo verso l’alto il prezzo finale; viceversa, un calo dei mercati o un euro più forte contribuiscono ad alleggerire il conto, mentre il 58% fiscale resta invariato fino a eventuali interventi normativi.

Per il gasolio, la composizione presenta pesi differenti: la componente fiscale ammonta al 45%, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo e risente direttamente delle quotazioni internazionali dei distillati medi e dell’andamento del cambio euro/dollaro, con effetti immediati sull’equilibrio economico della filiera. Il margine dell’operatore pesa il 10%: è lo spazio attraverso il quale compagnie e gestori possono modulare le politiche di prezzo, assorbire variazioni dei costi logistici e distributivi, sostenere iniziative promozionali o differenziare l’offerta in base a servizi, orari e localizzazione. La maggiore incidenza della componente industriale sul gasolio (55%) rispetto alla benzina implica che le oscillazioni dei mercati energetici possano riflettersi con particolare evidenza sul prezzo finale. Tuttavia, anche qui la presenza della quota fiscale al 45% fa sì che una parte significativa del prezzo resti determinata da imposte e Iva. Nel complesso, il prezzo del gasolio nasce dall’interazione fra fattori regolatori (tasse), dinamiche globali della materia prima e scelte commerciali, determinando differenze temporali e territoriali pur nel rispetto degli obblighi di trasparenza.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 10 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.935 per la benzina, 2.020 per il diesel, 0.832 per il gpl, 1.579 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.015
Benzina SELF 1.931
GPL SERVITO 0.818
Metano SERVITO 1.515

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.036
Benzina SELF 1.949
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.039
Benzina SELF 1.960
GPL SERVITO 0.887
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.032
Benzina SELF 1.948
GPL SERVITO 0.859
Metano SERVITO 1.657

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.010
Benzina SELF 1.924
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.534

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.014
Benzina SELF 1.937
GPL SERVITO 0.815
Metano SERVITO 1.536

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.025
Benzina SELF 1.946
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.521

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.009
Benzina SELF 1.919
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.666

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.019
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.895
Metano SERVITO 1.534

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.010
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.815
Metano SERVITO 1.550

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.002
Benzina SELF 1.913
GPL SERVITO 0.837
Metano SERVITO 1.533

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.034
Benzina SELF 1.936
GPL SERVITO 0.830
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.012
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.813
Metano SERVITO 1.554

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.018
Benzina SELF 1.943
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.632

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.039
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.884

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.026
Benzina SELF 1.937
GPL SERVITO 0.835
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.018
Benzina SELF 1.933
GPL SERVITO 0.821
Metano SERVITO 1.604

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.033
Benzina SELF 1.943
GPL SERVITO 0.843
Metano SERVITO 1.548

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.011
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.830
Metano SERVITO 1.519

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.026
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.904

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.998
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.501

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 10 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 11
Fiat riprende la corsa in Europa: il 2026 può essere l’anno del rilancio

Il programma di rilancio in Europa di Fiat procede molto bene: il 2026, infatti, è iniziato nel migliore dei modi, con immatricolazioni in crescita e con ottimi risultati ottenuti dalle ultime novità arrivate sul mercato e, in particolare, dalla Grande Panda, modello chiave per il futuro dell’azienda.

Di seguito andremo ad analizzare, più nel dettaglio, l’andamento delle vendite di Fiat nei principali mercati europei, in modo da capire qual è il reale stato di salute del marchio e come procede il programma di rilancio al di fuori dell’Italia.

Un ottimo trimestre in Europa

Fiat ha registrato un ottimo primo trimestre del 2026 in Europa: per la Casa italiana, infatti, le immatricolazioni sono state pari a 101 mila con un incremento del +31% su base annua. Questo dato riguarda il mercato Ue oltre ai Paesi EFTA e al Regno Unito. Si tratta di un primo passo importante per avviare un programma di espansione che renda il brand sempre più un riferimento.

Bene anche in Italia

In Italia, dove sono già disponibili i dati sulle immatricolazioni di aprile, Fiat cresce con una percentuale in linea con quella europea. Dopo quattro mesi di 2026, infatti, la Casa italiana ha venduto 77 mila unità sul mercato con un incremento del +30,08% e una quota del 12,1%.

A garantire il successo di Fiat è sempre la Panda, che ha già raggiunto quota 45 mila unità vendute, conquistando ancora una volta la leadership del settore delle quattro ruote italiano. Da segnalare, però, le oltre 16 mila unità vendute della Fiat Grande Panda che, mese dopo mese, si sta ritagliando uno spazio sempre più importante sul mercato.

Ci sono poi la Fiat 600, che ha toccato quota 7.888 unità vendute, e la Fiat 500, con 5.682 unità vendute,. che danno un contributo prezioso alla crescita del marchio italiano, affiancando la linea Panda, in attesa delle prossime novità in arrivo per il segmento C.

Segnali di crescita anche in altri mercati

In Germania, come confermano i dati Dataforce aggiornati a fine marzo, le immatricolazioni di Fiat hanno raggiunto quota 19.531 unità con un incremento su base annua pari al +51,9%. Per quanto riguarda la Francia, invece, i dati CCFA confermano un totale di 18.714 unità immatricolate per il brand, con una crescita del +40,1% e un market share del 2,8%.

Considerando i dati del primo trimestre pubblicati da ANFAC, in Spagna, Fiat sta crescendo, con un totale di 3.677 unità immatricolate e un incremento del +23,9% su base annua. Nel Regno Unito, invece, Fiat deve fare i conti con un evidente rallentamento delle vendite con appena 2.320 unità immatricolate nel corso dei primi quattro mesi del 2026. Questo dato si traduce in un calo pari al -46,95% su base annua e in un market share dello 0,62%.

Il programma di rilancio di Fiat continua e, tra alti e bassi, i dati sono positivi. L’arrivo della Grande Panda ha permesso al brand italiano di poter ritagliarsi uno spazio maggiore sul mercato, occupando il segmento B con un modello in grado di replicare il successo della Panda. I prossimi mesi saranno decisivi e ci permetteranno di capire fino a che punto il marchio italiano potrà crescere.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 05:30:42 +0000
News n. 12
Maserati GT2 Stradale Fuoriserie “914†svelata alla Milano Design Week

Maserati è una vera e propria icona del mondo delle quattro ruote e tutte le sue produzioni riescono a conquistare gli appassionati, grazie al mix unico di design, eleganza e contenuti tecnici. Non fa eccezione la Maserati GT2 Stradale Fuoriserie “914â€, un progetto ricco di interesse che è stato svelato dalla Casa del Tridente in occasione della Milano Design Week 2026. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito al nuovo progetto che conferma le grandi potenzialità del programma di personalizzazione Fuoriserie, uno dei punti di forza dell’offerta del Tridente.

Un esemplare unico

La Maserati GT2 Stradale Fuoriserie “914†è un esemplare unico che rientra tra i progetti bespoke sviluppati tramite il programma di personalizzazione Maserati Fuoriserie. Questo programma, attivo da tempo, è oggi parte integrante di BOTTEGAFUORISERIE, la nuova realtà creata da Alfa Romeo e Maserati dedicata alla realizzazione di vetture personalizzate oltre che ai restauri caratterizzati dalla massima precisione storica.

Ricordiamo che la nascita del progetto che ha portato al debutto di questo nuovo esemplare di Maserati risale allo scorso novembre ed è parte del programma di riorganizzazione del Gruppo Stellantis, che intende puntare in modo sempre più significativo sulle possibilità di personalizzazione, garantendo ai clienti l’accesso a vetture uniche e ricche di fascino.

Le caratteristiche

La nuova GT2 Stradale Fuoriserie “914” è stata consegnata presso lo showroom Maserati Rossocorsa Milano Centro. La vettura presenta una particolare livrea Nero Essenza, che viene descritta come un nero lucido assoluto che avvolge tutta la carrozzeria. Da segnalare la presenza di dettagli in Giallo Avia Pervia, una colorazione simbolo per Maserati che rappresenta un vero e proprio omaggio alla città di Modena, sede della Casa italiana.

Questi dettagli sono presenti sul badge posteriore e sui badge laterali, sulla scritta sull’ala, sul Tridente al montante C e sulla calandra, dove troviamo anche la bandiera tricolore. Sulla livrea, inoltre, compare il numero 914, in versione tricolore, posizionato nella parte bassa della fiancata laterale.

Non è un numero casuale: si tratta, infatti, di un riferimento diretto al 1914, anno di nascita di Maserati, brand più longevo della Motor Valley italiana. Per quanto riguarda l’abitacolo, invece, troviamo rivestimenti in Alcantara nero con cuciture gialle, sedili sportivi in carbonio e badge esclusivo nel tunnel centrale, con il ritorno del numero 914 in versione tricolore.

Dal punto di vista tecnico, invece, la Maserati GT2 Stradale Fuoriserie “914” comprende il motore V6 Nettuno, una vera e propria gemma per la gamma del brand. Il motore in questione arriva fino a 640 CV di potenza. Si tratta, ad oggi, della Maserati con motore termico più potente guidabile su strada. Le prestazioni sono al top. La velocità massima arriva fino a 320 km/h mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h viene completata in appena 2,8 secondi. Si tratta di numeri che confermano il carattere sportivo del progetto, che non scende a compromessi.

Come sottolineato in precedenza, il modello rappresenta un esemplare unico ma ha tutte le carte in regola per ispirare altre creazioni simili e sostenere la diffusione di nuovi esemplari Maserati in grado di stupire grazie al mix unico tra stile, eleganza e prestazioni.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 05:30:25 +0000
News n. 13
Acquisto auto nuova: in quali casi possono scattare i controlli fiscali

Comprare un’auto nuova non fa scattare automaticamente un controllo fiscale. Il Fisco non apre una verifica ogni volta che un contribuente entra in concessionaria, firma un contratto e immatricola una vettura. Sarebbe materialmente impossibile, oltre che contrario alla logica stessa dell’accertamento tributario. Il punto è un altro: l’acquisto di un’auto può diventare un segnale di capacità contributiva quando appare sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, soprattutto se si somma ad altre spese elevate, a costi di mantenimento elevati o a movimentazioni finanziarie non spiegate.

La materia ruota attorno all’accertamento sintetico, lo strumento con cui l’amministrazione finanziaria può ricostruire il reddito complessivo di una persona fisica partendo dalle spese sostenute e dal tenore di vita effettivo. Non basta più una semplice incongruenza perché la determinazione sintetica del reddito è ammessa solo quando il reddito accertabile supera quello dichiarato di almeno un quinto e comunque di almeno dieci volte l’importo annuo dell’assegno sociale.

L’auto nuova come indice di capacità economica

L’acquisto di una vettura nuova può essere perfettamente normale per un contribuente con redditi adeguati, risparmi documentati o finanziamenti bancari tracciati. La stessa operazione può però apparire anomala se il compratore dichiara redditi molto bassi, non presenta dichiarazioni coerenti con il livello di spesa oppure dispone di liquidità non spiegabile. Per esempio, una city car da 18.000 euro intestata a un lavoratore con reddito stabile non pone problemi. Una berlina premium, un suv di fascia alta o una supercar acquistata da chi dichiara poche migliaia di euro l’anno può diventare un elemento da chiarire.

Il ragionamento del Fisco è contabile. Non interessa stabilire se l’acquisto sia esagerato, ma interessa capire se quella spesa sia compatibile con le entrate dichiarate. Da questo punto di vista, l’auto è un bene visibile perché lascia tracce amministrative, bancarie, assicurative e patrimoniali. Il Pra consente di conoscere il proprietario o l’utilizzatore registrato di un veicolo e raccoglie informazioni sullo stato giuridico dei mezzi iscritti.

Prezzo d’acquisto, gestione e mantenimento

Il controllo del fisco sull’operazione di acquisto di un’auto nuova non riguarda soltanto il prezzo pagato in concessionaria. La vettura produce una serie di costi successivi che contribuiscono a descrivere la capacità di spesa del proprietario: assicurazione, bollo, eventuale superbollo, manutenzione ordinaria, pneumatici, carburante o ricariche, tagliandi, riparazioni, garage, canoni di leasing o noleggio a lungo termine. Per una piccola utilitaria queste voci restano contenute. Per un’auto da 80.000, 100.000 o 150.000 euro diventano parte di un quadro economico molto diverso.

È qui che l’auto nuova diventa fiscalmente interessante perché rappresenta una manifestazione di capacità contributiva. Una persona può dichiarare poco e vivere grazie a risparmi accumulati negli anni; può aver ricevuto una donazione familiare; può aver venduto un immobile; può aver ottenuto un prestito; può aver incassato un’eredità. Tutte queste spiegazioni sono valide quando sono documentate.

Le auto più esposte a verifiche sono quelle che, per prezzo o costi di gestione, mostrano una disponibilità economica elevate. Oggi anche alcuni suv elettrici, berline premium, sportive ibride plug-in e modelli di fascia alta possono superare soglie di prezzo importanti. A parità di reddito dichiarato, acquistare una compatta generalista non comunica la stessa capacità di spesa di una vettura da rappresentanza o di un’auto ad alte prestazioni. Il controllo nasce dalla sproporzione tra spesa sostenuta e reddito dichiarato. Una vettura elettrica da 70.000 euro può essere fiscalmente irrilevante per un contribuente con redditi e patrimonio coerenti, ma può diventare problematica per chi non ha entrate dichiarate sufficienti a giustificarne l’acquisto.

Nuove soglie per l’accertamento

L’amministrazione finanziaria si muove su differenze elevate tra reddito dichiarato e capacità di spesa. Il reddito complessivo accertabile deve eccedere di almeno un quinto quello dichiarato. A questa condizione si aggiunge il parametro assoluto legato all’assegno sociale annuo. Per il 2026 l’assegno sociale è indicato in 546,24 euro mensili per tredici mensilità, cioè 7.101,12 euro annui. Dieci volte questo importo significa circa 71.011 euro. Va da sé come non significa che comprare un’auto da meno di 70.000 euro sia sempre invisibile al Fisco, né che un’auto da più di 70.000 euro generi in automatico un accertamento. Le soglie riguardano la possibilità di procedere con l’accertamento sintetico nei termini previsti dalla normativa, non cancellano altri controlli possibili né impediscono all’Agenzia delle entrate di valutare elementi specifici, movimenti bancari, anomalie dichiarative o incoerenze patrimoniali.

Le Entrate possono valutare l’insieme delle spese note, i dati presenti nell’Anagrafe tributaria, le informazioni patrimoniali, le movimentazioni finanziarie, gli immobili, i veicoli, le polizze, i finanziamenti e altri elementi disponibili. La ricostruzione sintetica è fondata sulle spese sostenute e su elementi indicativi di capacità contributiva, fermo restando il diritto del contribuente a fornire prova contraria.

Quando l’acquisto dell’auto nuova può far scattare verifiche

Il caso più evidente è quello del contribuente che dichiara un reddito modesto e compra un veicolo dal prezzo incompatibile con quella disponibilità. Un’auto da 50.000 euro acquistata da chi dichiara 15.000 euro annui può essere spiegabile, certo, ma deve esserlo con documenti. La sproporzione diventa ancora più vistosa quando l’acquisto avviene senza finanziamento, con pagamento immediato o con anticipo molto elevato. Un finanziamento bancario lascia infatti una traccia e sposta il problema sulla capacità di sostenere le rate. Un pagamento integrale chiede invece una spiegazione più diretta sulla provenienza della liquidità.

Un altro caso delicato riguarda l’intestazione dell’auto a persone che non hanno redditi sufficienti: figli giovani, familiari fiscalmente deboli, pensionati con entrate minime, soggetti senza dichiarazioni coerenti. Anche in questo caso non c’è alcunché di automaticamente illecito. Un genitore può acquistare un’auto per un figlio; un familiare può contribuire alla spesa; una coppia può decidere di intestare il veicolo a uno solo dei due.  La donazione familiare in contanti è la strada peggiore perché il denaro consegnato a mano è difficile da provare. Un bonifico con causale chiara, un atto di donazione quando opportuno, un prestito infruttifero scritto e tracciabile o una movimentazione bancaria coerente sono strumenti molto più difendibili.

Nel 2026 il limite all’uso del contante in Italia resta fissato a 5.000 euro. Al di sopra di questa soglia, il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili. Per un’auto nuova il pagamento tutto in contanti non è solo impraticabile nella normalità commerciale, ma anche fiscalmente rischioso. Il frazionamento artificioso dei pagamenti peggiora il problema perché può essere letto come tentativo di aggirare la tracciabilità.

Leasing, noleggio e rate apparentemente sostenibili

Anche leasing e noleggio a lungo termine possono entrare nella valutazione della capacità di spesa. Una rata mensile elevata per un’auto premium può essere fiscalmente significativa quanto un acquisto diretto, soprattutto se il contribuente dichiara redditi non compatibili con quel costo ricorrente. Il noleggio, in particolare, viene spesso percepito come meno patrimoniale dell’acquisto. In parte è vero, perché il veicolo non entra nella proprietà dell’utilizzatore, ma il canone resta una spesa. Se una persona dichiara redditi molto bassi e sostiene ogni mese un canone alto, assicurazione compresa o esclusa resta il tema della coerenza economica.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 04:00:44 +0000
News n. 14
Irama, supercar da sogno: le regine della pista tra eccellenza tedesca e mito italiano

Il rombo dei motori e il ritmo incalzante delle hit pop in un cocktail frizzante: le auto ad alte prestazioni rubano la scena in uno dei videoclip più ricordati e celebrati di Irama, tra gli ospiti annunciati ad Amici per la puntata di sabato 9 maggio su Canale 5. Sebbene dall’uscita de La genesi del tuo colore siano già passati cinque anni, lo spettacolo offerto dalle supercar tra i cordoli dell’Autodromo di Monza continua a ronzare nella mente degli appassionati di motori, la cartina tornasole dell’eccellenza ingegneristica dei marchi coinvolti.

La supercar tedesca si confronta coi bolidi italiani

L’intera produzione trova spazio nel tempio della velocità italiano, in cui tengono gli spettatori col fiato sospeso scenari leggendari come la storica curva dell’anello di Alta Velocità , del resto, con la sua pendenza dell’80% questo tratto si presta al concept narrativo del videoclip, incentrato sulla resilienza di una pilota. A rubare le attenzioni è la Porsche 911 GT3 della serie 991, una supercar da esibizione adrenalinica, un oggetto meccanico costruito attorno al concetto di precisione. Sul fronte tecnico, il sei cilindri boxer aspirato da 4.0 litri sprigiona 500 CV, che vale uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 3,4 secondi. Nel momento di svilupparla, la Casa tedesca ha dato la priorità alle performance, culminate in un’aerodinamica sofisticata, da far impallidire tante dirette avversarie.

A contendere il centro della scena alla sportiva tedesca, compaiono meravigliose opere italiane messe a disposizione da una realtà rinomata come Puresport. Spinta dal V10 aspirato da 5.2 litri, la Lamborghini Gallardo LP570-4 Superleggera esprime potenza allo stato puro, spoglia dei filtri eccessivi dell’elettronica moderna. Le fa eco la più recente Huracán EVO, un concentrato di tecnologia da 640 CV che utilizza il sistema LDVI e le quattro ruote sterzanti per anticipare le intenzioni del conducente, rendendo la velocità estrema quasi accessibile.

In rappresentanza del mito Ferrari irrompono due pietre miliari. Gli eterni romantici guarderanno rapiti la 458 Italia, l’ultima grande berlinetta V8 aspirata pronta a toccare i 9.000 giri al minuti e una risposta al pedale immediata, mentre il suono si propaga tra i box di Monza come una firma d’autore. Segna invece l’ingresso trionfale nell’era del turbo la 488 GTB, un missile da 670 CV e 760 Nm, per uno “0-100” in soli 3 secondi netti.

Amici: tensione agonistica come una staccata al limite

La carriera di Irama incrocia sabato 9 maggio il palco che lo ha lanciato, ospite d’onore dell’ottava puntata del Serale di Amici di Maria De Filippi, un appuntamento cruciale nella quale verrà annunciato chi tra i sei allievi rimasti in gara potrà giocarsi la finalissima.

Mentre la giuria composta da Gigi D’Alessio, Cristiano Malgioglio, Amadeus ed Elena D’Amario si prepara a emettere i verdetti sulle tre squadre – composte, lo ricordiamo, da Rudy Zerbi e Alessandra Celentano, Lorella Cuccarini e Veronica Peparini, ed Emanuel Lo e Anna Pettinelli – Irama presenterà il suo nuovo singolo Cabana. Senza rivelare i nomi di chi dovrà abbandonare il sogno della vittoria proprio a un passo dal traguardo, la serata si preannuncia carica di tensione agonistica, proprio come una staccata al limite alla Prima Variante di Monza.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 19:34:39 +0000
News n. 15
Ferrari F1, è davvero solo una questione di potenza? SF-26 tra dubbi e una certezza

C’è una frase, pronunciata da Fred Vasseur dopo il GP di Miami, che racconta molto più del risultato finale della Ferrari: “Sappiamo su cosa dobbiamo migliorare“. Una dichiarazione apparentemente normale, quasi rituale nel linguaggio della F1 moderna, ma che in realtà apre un tema molto più ampio.

La Ferrari oggi è davvero limitata soltanto dalla potenza del motore oppure il problema è più complesso? La domanda accompagna la Scuderia verso Montreal, prossima tappa del Mondiale il 24 maggio, su una pista dove storicamente contano trazione, efficienza aerodinamica e velocità sul dritto. Proprio il tema della velocità massima, dopo il weekend in Florida, è tornato al centro delle discussioni.

A Miami la Ferrari ha lasciato sensazioni contrastanti. Da una parte il potenziale intravisto, soprattutto nelle mani di Charles Leclerc nelle prime fasi del weekend. Dall’altra la sensazione che, appena le condizioni cambiano, dal traffico alla gestione gomme, la SF-26 perda quella continuità necessaria per restare agganciata ai migliori. Il punto è che il weekend americano non può essere liquidato semplicemente con il cronometro sui rettilinei, sarebbe troppo facile, forse persino fuorviante.

Ferrari veloce a intermittenza

Per diversi momenti del fine settimana di Miami, la Ferrari è sembrata la macchina di riferimento. Leclerc aveva mostrato un ritmo convincente, specialmente in aria pulita, tanto da candidarsi concretamente a protagonista. Poi però lo scenario è cambiato.

La McLaren è cresciuta giro dopo giro, Norris ha trovato una velocità impressionante soprattutto nella Sprint e Piastri ha confermato che il pacchetto tecnico portato dal team di Woking funziona bene. Non solo, la monoposto britannica è sembrata improvvisamente più completa. Rapida in curva, stabile nella gestione gomme e soprattutto efficace sui rettilinei.

Il motore Mercedes garantisce ancora un vantaggio

Andrea Stella non ha nascosto la realtà dei numeri: “Penso che Mercedes abbia ancora un paio di decimi di vantaggio su chiunque altro“. Una valutazione pesante, perché arriva da uno degli uomini tecnicamente più preparati del paddock. Il solo ridurre tutto alla power unit rischia di semplificare eccessivamente il quadro. Perché a Miami, la Ferrari non ha sofferto soltanto in allungo. Ha sofferto soprattutto nella gestione complessiva della gara.

Il surriscaldamento

Le parole di Vasseur sono state molto chiare: il surriscaldamento ha rappresentato uno dei problemi principali. E quando in F1 si parla di overheating non si fa riferimento soltanto al motore.

Si parla di gomme che escono dalla finestra ideale. Si parla di aerodinamica che perde efficacia quando si segue un’altra vettura. Si parla di bilanciamento che cambia progressivamente nel corso dello stint. Si parla di necessità di fare lift and coast, cioè alzare il piede prima del punto di frenata per gestire temperature e consumi.

Leclerc ha vissuto una gara a due facce. In aria pulita il monegasco era competitivo. Nel traffico, invece, il rendimento è crollato. Qui è emerso il vero interrogativo tecnico della Ferrari. Perché la SF-26 sembra una macchina molto sensibile alle condizioni esterne. Quando tutto è perfetto, o meglio, pista libera, equilibrio termico corretto, la vettura funziona. Quando però aumenta il degrado o cambia il contesto della gara, il pacchetto perde consistenza.

Non un dettaglio secondario

Le grandi macchine da titolo mondiale sono veloci sempre, non soltanto in determinate finestre operative. Gli aggiornamenti funzionano, ma non basta. C’è però anche un lato incoraggiante del weekend di Miami: gli aggiornamenti portati dalla Ferrari hanno funzionato. Questo è forse il dato più importante in prospettiva Canada e soprattutto nella corsa allo sviluppo stagionale.

La Scuderia non ha sbagliato direzione tecnica, anzi. La monoposto ha guadagnato carico e prestazione, confermando che il lavoro di Maranello sta seguendo una strada coerente. Ferrari oggi è probabilmente nel gruppo immediatamente dietro Mercedes e McLaren, ma la sensazione è che manchi ancora qualcosa per poter controllare un weekend dall’inizio alla fine. La differenza non è enorme ma in F1 anche due decimi possono sembrare un abisso.

In crescita costante McLaren, che in questo momento, sembra aver trovato una combinazione quasi ideale tra telaio, efficienza aerodinamica e sfruttamento della power unit Mercedes. Il salto fatto dalla squadra di Zak Brown ricorda quanto sia sottile il margine in F1, basta trovare due o tre dettagli giusti per trasformare una buona macchina in una macchina vincente.

Le partenze restano un’arma

In mezzo alle difficoltà, la Ferrari continua però a mostrare un punto di forza evidente: le partenze. Anche a Miami gli scatti al via sono stati eccellenti. È un aspetto che spesso passa in secondo piano, ma che racconta molto del lavoro fatto sul set-up della frizione, sulla gestione elettronica e sulla preparazione dei piloti. Leclerc e Hamilton riescono quasi sempre a guadagnare posizioni o comunque a mantenersi aggressivi nei primi metri. In un campionato equilibrato, dove superare resta complicato, partire bene significa costruire metà della gara.

Non è un caso che Vasseur abbia inserito proprio questo elemento tra gli aspetti positivi del weekend. Perché la Ferrari del 2026 non è una squadra confusa. Non è la Ferrari nervosa e disordinata di alcune stagioni recenti. È una squadra che ha una direzione tecnica precisa, ma che deve ancora trasformare il potenziale in continuità.

Canada, banco di prova

Montreal sarà molto più di una semplice gara. Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve rappresenta un test ideale per capire dove si trovi davvero la Ferrari. Servirà efficienza aerodinamica sui lunghi rettilinei. Servirà stabilità nelle frenate violente. Servirà trazione in uscita dalle chicane. E soprattutto servirà gestione termica.

Se il problema della SF-26 è realmente soltanto la potenza, allora la Ferrari rischia di pagare ancora qualcosa rispetto alle monoposto motorizzate Mercedes. Se invece il nodo principale è l’utilizzo complessivo del pacchetto, gomme e temperature, allora Montreal potrebbe offrire risposte più incoraggianti. Perché la pista canadese spesso premia le vetture equilibrate più che quelle semplicemente potenti.

La sensazione a oggi è che Ferrari è più vicina di quanto sembri. La considerazione che emerge valutando l’inizio di stagione, la Ferrari non sembra lontanissima, non abbastanza lontana da parlare di crisi. Non abbastanza vicina da parlare di lotta mondiale. È una posizione intermedia forse persino frustrante, perché lascia continuamente intravedere la possibilità del salto definitivo. Leclerc continua a guidare a un livello altissimo. Hamilton, pur in una fase complessa, resta un riferimento assoluto per esperienza e sensibilità tecnica. Tra loro, Vasseur appare lucido, concreto, meno incline ai proclami rispetto al passato.

La F1 moderna non aspetta

Ferrari deve accelerare adesso, non solo nello sviluppo, ma soprattutto nella comprensione della propria macchina. Perché Miami ha lasciato una verità chiara: la SF-26 ha velocità. La domanda è se riesca davvero a usarla sempre. E probabilmente è proprio qui che si giocherà il futuro immediato della stagione Ferrari.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 14:41:07 +0000
News n. 16
Immatricolazioni, ecco quali sono le auto che hanno iniziato meglio il 2026 in Italia

Il mercato auto italiano sta vivendo un momento molto positivo. Come confermano i dati di vendita, infatti, le immatricolazioni sono in netta crescita, con il primo quadrimestre che si è chiuso con un sostanziale incremento rispetto ai dati dello scorso anno.

Come sempre, però, alcuni modelli crescono più di altri. Di seguito andremo ad analizzare i dati forniti da UNRAE per mettere in evidenza quali sono i modelli che si stanno distinguendo in modo particolare in questa prima parte di 2026 e che stanno facendo segnare una crescita importante delle immatricolazioni.

Tra le vetture selezionate non ci sono novità assolute, come la Grande Panda o la Leapmotor T03, per cui il confronto con lo scorso anno non sarebbe indicativo considerando una fase di commercializzazione appena iniziata. La selezione è in ordine alfabetico e non deve essere considerata come una vera e propria classifica ma solo come una fotografia del mercato attuale, con un focus sulle auto più “in trend”.

Audi Q3

Audi Q3 è uno dei modelli di riferimento della gamma della Casa dei quattro anelli e sta registrando un primo scorcio di 2026 davvero ottimo: in Italia, infatti, le immatricolazioni sono state pari a 8.227 unità con un incremento del 74% rispetto allo scorso anno. Il mercato è della nuova generazione del SUV, lanciata sul finire del 2025.

BYD Seal U

C’è spazio anche per BYD in questa selezione: la Seal U, infatti, si sta ritagliando un ruolo da protagonista assoluta del mercato con un totale di 6.205 unità immatricolate nel primo quadrimestre del 2026 e una crescita del 52% su base annua. La vettura è leader tra le auto ibride plug-in e sta dando un contributo enorme alla crescita dell’intero settore.

Nissan Qashqai

Una delle vetture più “in forma” del momento è la Nissan Qashqai che ha chiuso i primi quattro mesi dell’anno con un totale di 9.363 unità immatricolate, registrando un incremento del 19% su base annua e conquistando la leadership del mercato dei SUV di segmento C. Si tratta di un modello che sta dando un contributo importante a Nissan, la cui attività in Italia è sempre più legata al successo di Qashqai.

Renault Clio

Una delle auto più interessanti del momento è la Renault Clio. La vettura ha raggiunto 12.163 unità immatricolate, con un incremento del 21% su base annua. Questo risultato permette alla city car di Renault di conquistare la seconda posizione tra le auto di segmento B. Il successo della Clio è legato a doppio filo al debutto della nuova generazione che rappresenta un miglioramento del modello sotto tanti punti di vista.

Suzuki Swift

Anche la Suzuki Swift sta crescendo molto bene: con 5.085 unità immatricolate, infatti, la vettura si sta ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato, con un incremento di oltre il 37% rispetto allo scorso anno. Questo risultato garantisce alla Swift un posto di primo piano in uno dei segmenti più affolatti e competitivi del mercato, quello delle berline di segmento B.

Toyota Aygo X

Da tenere d’occhio sono anche i risultati della Toyota Aygo X, modello di riferimento tra i SUV di segmento A. La vettura ha raggiunto un totale di 13.061 unità immatricolate, registrando una crescita percentuale pari al 78% rispetto allo scorso anno. Ricordiamo che dalla fine dello scorso anno la vettura di Toyota è disponibile con la nuova versione Full Hybrid. Questa motorizzazione ha arricchito la gamma rendendo la Aygo X ancora più interessante per gli automobilisti alla ricerca di un modello compatto.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 13:45:26 +0000
News n. 17
Jeep Avenger restyling, prime immagini e novità del SUV

Jeep mette mano al suo SUV compatto di maggior successo e sceglie il Brasile per mostrare al mondo il primo assaggio del nuovo restyling della Avenger. Un debutto lontano dall’Europa solo geograficamente, perché le modifiche viste sul modello sudamericano anticipano chiaramente l’evoluzione che arriverà anche nel Vecchio Continente nel corso del prossimo anno.

La Avenger, che in poco tempo è diventata uno dei modelli chiave del marchio americano, cambia senza stravolgersi. Jeep ha preferito lavorare sul carattere, irrigidendo le linee e avvicinando il piccolo SUV al nuovo linguaggio stilistico inaugurato dalla Compass di ultima generazione. 

Feritoie a Led

Le celebri sette feritoie Jeep, elemento iconico del marchio fin dal 1945, vengono reinterpretate con un design più tridimensionale e tecnologico. Non sono più soltanto un richiamo estetico alla tradizione off-road della Casa, ma diventano parte integrante della firma luminosa grazie all’introduzione di elementi LED nella parte superiore.

Una soluzione che rende la Avenger più riconoscibile soprattutto di sera e che la avvicina alle ultime novità della gamma Jeep. Lo sguardo diventa così più aggressivo,  con una presenza su strada più matura rispetto al modello attuale.

Anche i gruppi ottici sembrano integrarsi meglio con la carrozzeria, creando un frontale più compatto e muscoloso. Jeep continua quindi a puntare su un design che vuole trasmettere solidità, pur restando all’interno delle dimensioni compatte che hanno decretato il successo della Avenger nelle città europee.

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Family feeling

Il restyling però non si limita alla griglia. Cambia anche il modo in cui il paraurti si raccorda ai passaruota, con linee più tese e spigolose che enfatizzano il carattere da SUV. La zona inferiore del frontale appare più scolpita, mentre i fendinebbia vengono inseriti in un disegno più geometrico e moderno.

È evidente la volontà di creare un family feeling più forte con la nuova Compass e con le future Jeep in arrivo. La Avenger abbandona quindi parte delle forme morbide della prima versione per adottare uno stile più deciso, nelle proporzioni e nei dettagli.

Questo aggiornamento arriva in un momento particolarmente importante per Jeep. La Avenger è infatti diventata rapidamente uno dei pilastri commerciali del marchio in Europa, grazie a dimensioni compatte, motorizzazioni efficienti e a un look che riesce a distinguersi nel sempre più affollato segmento dei B-SUV.

1.0 turbo solo per il Brasile

La Avenger sudamericana viene proposta con un 1.0 turbo tre cilindri mild hybrid a 12 Volt da 130 CV, abbinato al cambio automatico. Una soluzione pensata per adattarsi alle esigenze locali, dove cilindrate contenute e consumi ridotti hanno un peso importante.

Per l’Europa, però, non sembrano esserci rivoluzioni sul fronte delle motorizzazioni. Jeep dovrebbe confermare l’attuale gamma già conosciuta sul nostro mercato. Si partirà quindi dal 1.2 turbo benzina da 100 CV, passando poi per la versione full hybrid da 110 CV, fino ad arrivare alla più recente variante 4xe a trazione integrale da 145 CV.

Proprio la Avenger 4xe rappresenta uno dei tasselli più importanti della strategia Jeep in Europa. Con questo modello il marchio ha riportato la trazione integrale nel segmento compatto, cercando di differenziarsi dalla concorrenza che punta soprattutto su SUV urbani dal carattere più cittadino che avventuroso.

Accanto alle versioni ibride continuerà naturalmente anche la proposta elettrica, che resta centrale nella strategia europea del gruppo Stellantis. La Avenger a batteria ha infatti avuto un ruolo fondamentale nell’espansione elettrica di Jeep nel continente.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 08:36:07 +0000
News n. 18
Il disco in acciaio da 300.000 km che potrebbe mandare in pensione la ghisa

Quando si parla di emissioni e normative ambientali, il pensiero corre subito ai motori. Eppure, con l’arrivo dell’Euro 7, sotto la lente d’ingrandimento non finiranno soltanto gli scarichi. Anche componenti considerati secondari fino a pochi anni fa stanno diventando cruciali nella lotta all’inquinamento urbano. Tra questi ci sono i freni.

Le polveri sottili prodotte dall’usura di pastiglie e dischi sono infatti uno degli elementi che la nuova normativa europea vuole limitare in maniera drastica. Un tema che fino a oggi era rimasto relativamente in ombra, ma che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui vengono progettati gli impianti frenanti delle auto moderne.

Il disco in acciaio inox

Nasce cosi il disco in acciaio inox, soluzione sviluppata in Germania che sembrerebbe ridurre drasticamente usura, polveri sottili e costi di manutenzione nel lungo periodo. Questa tecnologia sostituisce la tradizionale ghisa con acciaio inox ad alta resistenza, abbinandolo a materiali frenanti inorganici di nuova concezione. In pratica, un sistema progettato per ridurre al minimo l’usura durante la frenata.

Secondo i ricercatori coinvolti nello sviluppo, questa soluzione consentirebbe di abbattere le emissioni di particolato generate dai freni di oltre l’85% rispetto agli impianti tradizionali. Un risultato enorme, soprattutto considerando che le emissioni non derivanti dallo scarico stanno diventando sempre più rilevanti nelle aree urbane.

Mai più cambio freni

La promessa più sorprendente riguarda però la durata. I nuovi dischi in acciaio inox avrebbero infatti una vita utile stimata fino a 300.000 chilometri. Un valore impressionante se confrontato con gli impianti tradizionali, che spesso richiedono la sostituzione molto prima.

Sulle auto moderne, soprattutto quelle più pesanti o utilizzate prevalentemente in città, non è raro dover sostituire dischi e pastiglie già dopo 40 mila chilometri. Tra traffico, continue frenate e maggiore massa delle vetture elettriche, gli impianti frenanti sono sottoposti a stress sempre più elevati.

Con la nuova soluzione, invece, il concetto stesso di manutenzione potrebbe cambiare. Per molti automobilisti significherebbe percorrere l’intera vita utile dell’auto senza dover sostituire i dischi. Un vantaggio economico notevole, considerando i costi sempre più alti dei ricambi originali.

C’è poi un altro aspetto interessante: il peso. Un set completo di quattro dischi in acciaio inox può pesare fino a 5 kg in meno rispetto a un equivalente in ghisa. Un dato apparentemente marginale, ma importante in un’epoca in cui i costruttori cercano ogni soluzione possibile per ridurre consumi ed emissioni.

Meno peso significa infatti migliore efficienza energetica, soprattutto sulle auto elettriche, dove ogni chilogrammo conta in termini di autonomia.

L’inquinante nascosto

Negli ultimi anni si è parlato tantissimo di emissioni allo scarico, ma molto meno di quelle generate da pneumatici e freni. Eppure, si tratta di particelle estremamente fini e potenzialmente dannose per la salute.

Durante ogni frenata vengono rilasciate nell’aria micro particelle inferiori ai 10 micrometri, le cosiddette PM10, che possono penetrare facilmente nelle vie respiratorie. Finora questo tipo di emissioni non era regolamentato in modo specifico in Europa, ma l’Euro 7 cambierà completamente scenario. Le nuove regole introdurranno limiti molto severi:

  • 3 mg/km per le auto elettriche;
  • 7 mg/km per tutte le altre vetture sotto le 3,5 tonnellate.

Un cambiamento che obbligherà i costruttori a ripensare completamente gli impianti frenanti delle future automobili. Paradossalmente, proprio le auto elettriche hanno contribuito ad accendere il dibattito. Il peso elevato delle batterie aumenta infatti lo stress sui freni e sull’usura degli pneumatici, rendendo il tema delle emissioni non allo scarico sempre più importante.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 07:39:01 +0000
News n. 19
Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 09 maggio 2026 è previsto 1 sciopero sul territorio nazionale, riguardante il settore del trasporto pubblico locale. In questo articolo puoi trovare un riepilogo completo e aggiornato delle aree coinvolte, degli orari, delle categorie interessate e dei sindacati che hanno proclamato l’astensione dal lavoro. Di seguito i dettagli dello sciopero in programma.

Napoli – Sciopero del trasporto pubblico locale

A Napoli, nella regione Campania, è stato indetto uno sciopero del trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della società EAV. Lo sciopero avrà una durata di 24 ore, a partire dalle 19:31 del 9 maggio 2026 fino alle 19:30 del 10 maggio 2026. L’astensione dal lavoro è stata proclamata dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL e coinvolge la categoria PERSONALE SOC. EAV DI NAPOLI.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 09 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 20
Come è possibile risalire al proprietario dell’auto?

Nel vasto e articolato mondo dell’automobilismo, la targa di un veicolo non è semplicemente una sequenza di numeri e lettere, ma rappresenta una vera e propria carta d’identità digitale che permette di risalire a informazioni fondamentali. Esistono diverse situazioni in cui un cittadino può avere la necessità di identificare chi si celi dietro un numero di targa: si pensi alla necessità di verificare se una vettura usata che si intende acquistare sia gravata da un fermo amministrativo o da un pignoramento, oppure alla sfortunata evenienza di un incidente con un veicolo che non si è fermato per prestare soccorso o scambiare i dati.

Il PRA e l’ACI

Il pilastro fondamentale su cui poggia l’intero sistema di tracciamento è il PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Si tratta di un registro pubblico gestito direttamente dall’ACI (Automobile Club d’Italia), l’ente nazionale preposto alla gestione delle pratiche automobilistiche e alla tutela degli interessi degli automobilisti. All’interno del PRA vengono effettuate tutte le operazioni di iscrizione, trascrizione e annotazione che riguardano la vita di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Grazie a questa banca dati centralizzata, qualsiasi cittadino può richiedere una visura, ovvero un documento ufficiale che attesta lo stato giuridico del mezzo e l’identità dell’attuale proprietario.

Le modalità di ricerca

Per ottenere i dati del proprietario attraverso la targa, ci sono tre percorsi principali, ciascuno con costi e tempistiche differenti:

  • ufficio provinciale dell’ACI: la modalità più tradizionale consiste nel recarsi fisicamente presso uno degli uffici provinciali dell’ente. Qui è possibile richiedere una visura al PRA pagando una somma fissa di 6 euro. Questa soluzione garantisce un contatto diretto con gli operatori ed è particolarmente utile per chi desidera una consulenza immediata sulla lettura dei dati ottenuti;
  • sito internet dell’ACI: per chi preferisce la comodità digitale, l’ACI mette a disposizione un servizio online dedicato. In questo caso, la procedura prevede il pagamento telematico tramite il sistema PagoPA. Il costo è leggermente superiore, pari a 8,50 euro, ma permette di ricevere la visura comodamente sul proprio dispositivo in formato PDF, abbattendo i tempi di attesa e gli spostamenti fisici;
  • agenzie di pratiche auto: un’alternativa è rivolgersi a intermediari privati. Queste agenzie possono svolgere la ricerca per conto del cliente, garantendo rapidità e supporto burocratico. Tuttavia, in questo caso bisogna mettere in conto una spesa più elevata, poiché al costo vivo della visura andranno aggiunti i diritti di agenzia e il servizio di intermediazione.

Casi particolari e archivi Cartacei

Non sempre la ricerca digitale è immediata. Esistono infatti dei limiti tecnologici legati all’anzianità del veicolo. Con le targhe immatricolate prima del 1993, così come quelle di veicoli radiati o reimmatricolati per perdita di possesso, potrebbero non essere presenti negli archivi informatici del PRA. In queste circostanze, è necessario procedere con una ricerca manuale negli archivi cartacei dell’ufficio di competenza. Questa operazione, più laboriosa, richiede un supplemento di 10 euro che deve essere versato prima della consegna del documento cartaceo.

Informazioni tecniche e soluzioni gratuite

È importante distinguere tra la ricerca del proprietario (che è sempre a pagamento) e la consultazione di dati tecnici come l’anno di immatricolazione o la cilindrata, che può essere effettuata gratuitamente tramite servizi online o applicazioni specifiche. Strumenti come Sevim.it permettono di conoscere gratuitamente la provincia di immatricolazione e i dati sulle emissioni, richiedendo un pagamento solo per informazioni più specifiche.

Nel panorama delle applicazioni per smartphone, si distinguono Scanner Veicoli (disponibile per Android e iOS), utile per verificare la regolarità di assicurazione e bollo, e Veicolo info targa. Quest’ultima, esclusiva per sistemi Android, offre una panoramica tecnica completa e permette, pagando una piccola somma (circa 2,99 euro), di risalire anche alle informazioni sul proprietario, offrendo così una via di mezzo tra i servizi ufficiali ACI e le app di consultazione rapida.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 05:40:55 +0000
News n. 21
Kia Sportage Trifuel, il SUV che unisce il mondo del GPL con il Full Hyrid

Nel panorama automobilistico del 2026, la Kia Sportage TriFuel si distingue come una proposta tecnologica unica nel suo genere, capace di fondere i vantaggi del sistema Full Hybrid con l’economia d’esercizio del GPL. Questa versione non è un semplice adattamento, ma una soluzione ingegneristica raffinata che punta a massimizzare l’autonomia e abbattere i costi di gestione, mantenendo intatte le prestazioni elevate che ci si aspetta da un SUV di segmento superiore.

Il sistema TriFuel

L’architettura tecnica della Kia Sportage TriFuel è il suo vero punto di forza. Il sistema combina un motore termico 1.6 T-GDi a iniezione diretta da 180 CV con un motore elettrico sincrono. Questa sinergia genera una potenza massima combinata di 237 CV e una coppia vigorosa di 380 Nm, garantendo una guida fluida e reattiva in ogni situazione.

La gestione del carburante è affidata a un sistema a doppio serbatoio: uno per la benzina da 52 litri e uno specifico per il GPL da 52 litri. Questa configurazione “Tri-Fuel” (ibrido, benzina, GPL) permette di viaggiare sfruttando l’efficienza del motore elettrico nelle fasi di avvio e manovra, passando poi all’alimentazione a gas per abbattere i costi chilometrici.

La trasmissione è affidata a un cambio automatico a 6 rapporti (AT6) che scarica la potenza sulla trazione anteriore. I consumi dichiarati nel ciclo combinato WLTC sono pari a 8,0 l/100km quando si viaggia a GPL, con emissioni di CO2 contenute a 128 g/km.

Allestimenti dedicati

La Kia Sportage TriFuel 2026 non rinuncia allo stile audace e futuristico della gamma. La versione è disponibile in tre allestimenti principali, ognuno con una propria personalità:

  • Business: la soglia d’ingresso che offre già una dotazione completa, inclusi i fari posteriori a LED e il Kia Navigation System da 12,3â€;
  • Style: aggiunge dettagli di comfort come il supporto lombare elettrico e il caricatore wireless per lo smartphone;
  • Black Edition: la versione più sofisticata, caratterizzata da badge anteriori e posteriori neri, passaruota e griglia in high glossy black e cerchi in lega da 19’’.

Una nota tecnica importante per l’allestimento Black Edition riguarda la possibilità di installare il Sunroof Pack (tetto panoramico apribile elettricamente), disponibile sulla TriFuel a condizione di rinunciare al ruotino di scorta.

Tecnologia e sicurezza

Nonostante la natura votata al risparmio, la TriFuel integra le tecnologie di assistenza alla guida più avanzate di Kia. Di serie sono presenti il Lane Following Assist 2 (LFA2), lo Smart Cruise Control 2 (SCC2) e l’Highway Driving Assist (HDA), che mantiene la vettura al centro della carreggiata regolando la distanza dai veicoli che precedono. Per le manovre più complesse, le versioni superiori possono essere equipaggiate con il Blind-spot View Monitor (BVM), che proietta sul cluster digitale le immagini degli angoli ciechi.

Listino prezzi

La Kia Sportage TriFuel si posiziona in modo competitivo nel mercato italiano. L’allestimento Business parte da 40.000 euro, mentre la versione Style è proposta a 42.750 euro. Infine, il top di gamma Black Edition raggiunge i 44.750 euro.

Come per il resto della gamma, la tranquillità dell’acquisto è garantita dalla storica garanzia Kia di 7 anni o 150.000 km, che rappresenta un valore aggiunto fondamentale per chi cerca un veicolo affidabile e duraturo nel tempo.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 05:30:49 +0000
News n. 22
P di principiante in auto: dove si mette, quando serve e cosa sapere

La P di principiante è un obbligo previsto dal Codice della Strada che serve a segnalare agli altri utenti della strada che al volante c’è una persona ancora in fase di esercitazione, autorizzata a guidare grazie al foglio rosa. La norma di riferimento è l’articolo 122 del Codice della Strada, dedicato alle esercitazioni di guida. Il testo stabilisce che chi ha presentato domanda per conseguire la patente, dopo aver superato la prova teorica, può esercitarsi alla guida sui veicoli della categoria richiesta.

Per la patente B l’aspirante automobilista può guidare un’auto solo rispettando alcune condizioni. Tra queste rientra la presenza di una persona a fianco, in funzione di istruttore, di età non superiore a 65 anni e in possesso di patente valida per la stessa categoria da almeno dieci anni, oppure di patente valida per una categoria superiore.

Cosa significa la P di principiante

La lettera P sta per principiante, cioè per conducente alle prime esperienze pratiche. Non identifica il neopatentato in senso tecnico, ma l’aspirante conducente che sta guidando con il foglio rosa. Nel primo caso il contrassegno è obbligatorio. Nel secondo no. Una volta ottenuta la patente, la P non è più richiesta dalla legge, anche se il conducente può scegliere di mantenerla per qualche tempo, in modo volontario, se non si sente ancora del tutto sicuro. Attenzione però: la P non sostituisce in alcun modo le regole previste per i neopatentati, come i limiti di potenza o le restrizioni di velocità nei primi anni di patente.

Dal punto di vista pratico, il contrassegno serve a comunicare agli altri automobilisti che chi guida potrebbe avere esitazioni, spegnere il motore in partenza, impiegare più tempo in manovra, frenare in modo meno fluido o affrontare incroci e rotonde con maggiore prudenza. In teoria dovrebbe favorire una guida più paziente da parte di chi segue.

Quando bisogna metterla sull’auto

La P di principiante va esposta durante le esercitazioni di guida con il foglio rosa e durante gli esami di guida sugli autoveicoli, quando il veicolo non appartiene al parco delle autoscuole o dei centri di istruzione. L’articolo 122 prevede infatti che gli autoveicoli utilizzati per esercitazioni ed esami siano muniti di appositi contrassegni con la lettera alfabetica P; per i veicoli delle autoscuole il contrassegno è sostituito dalla scritta scuola guida.

Il foglio rosa ha oggi una validità di 12 mesi per quelli emessi dal 10 novembre 2021 e permette di sostenere la prova pratica fino a un massimo di tre volte. In merito alla collocazione, gli autoveicoli usati per esercitazioni ed esami devono avere il contrassegno con la P nella parte anteriore e nella parte posteriore. La lettera deve essere maiuscola, di colore nero, su fondo bianco retroriflettente. Il cartello deve essere applicato in posizione verticale o subverticale, in modo ben visibile, senza ostacolare la visuale del conducente e della persona che funge da istruttore.

La norma richiede un fondo bianco retroriflettente e una lettera P maiuscola nera. Per le dimensioni, la prassi applicativa distingue tra contrassegno anteriore e posteriore. Davanti si utilizza uno sfondo bianco rettangolare di 15 cm di altezza e 12 cm di larghezza, con una P nera alta 12 cm e larga 9 cm. Dietro il contrassegno è più grande: sfondo bianco quadrato di 30 x 30 cm, con lettera P alta 20 cm e larga 18 cm.

Si può fare la P di principiante in casa?

In teoria si può fare la P di principiante in casa purché il risultato rispetti le caratteristiche richieste. In pratica bisogna essere precisi. Il contrassegno deve avere le dimensioni previste, la lettera deve essere nera e maiuscola, il fondo deve essere bianco e retroriflettente, la posizione deve essere stabile e la visibilità non deve essere compromessa. In ogni caso ai può comprare il contrassegno già pronto in cartoleria, nei negozi di accessori auto, presso rivenditori specializzati o online.  Si tratta di un oggetto economico, facilmente reperibile e pensato proprio per evitare contestazioni.

P davanti e dietro: perché ne servono due

La sola P posteriore non basta. E nemmeno quella solo anteriore. La disposizione regolamentare fa riferimento alle parti anteriore e posteriore e l’articolo 122 del Codice della Strada sanziona la violazione dell’obbligo relativo ai contrassegni. Chi segue deve sapere che il veicolo davanti è guidato da un principiante, ma anche chi incrocia, chi si immette, chi si trova in una strada stretta o chi deve valutare una precedenza può trarre un’informazione utile dalla presenza del contrassegno anteriore.

Per esercitarsi alla guida con un’auto, l’aspirante patentato deve avere a fianco una persona idonea. L’articolo 122 richiede che l’accompagnatore abbia non più di 65 anni, una patente valida per la stessa categoria conseguita da almeno dieci anni oppure una patente valida per categoria superiore. Chi siede accanto al principiante è chiamato a vigilare sulla marcia del veicolo e intervenire in caso di necessità.

Dove non bisogna mettere la P

La P non va sistemata dove copre la targa, i gruppi ottici, gli specchi, una porzione rilevante del parabrezza o del lunotto, il terzo stop, la telecamera posteriore o i sensori, se la loro copertura riduce la sicurezza della manovra. Non va lasciata all’interno dell’abitacolo in posizione instabile perché alla prima frenata potrebbe cadere, spostarsi o diventare invisibile. Il fissaggio deve essere solido, ma non deve danneggiare il veicolo. Le soluzioni magnetiche possono funzionare sulla carrozzeria se il materiale è adatto mentre le ventose sono pratiche sui vetri ma vanno controllate di frequente. Il nastro adesivo può essere utile se non lasci residui e non finisce per rendere il cartello storto, piegato o poco leggibile.

Cosa succede se si guida senza P

Chi guida con il foglio rosa su un veicolo privato senza esporre la P rischia una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro. La stessa logica vale quando il contrassegno è presente ma non conforme, poco visibile, applicato male o esposto solo in parte. La norma pretende un contrassegno riconoscibile e correttamente posizionato. Chi attacca una P minuscola, scolorita, piegata, non retroriflettente o nascosta dietro il tergilunotto si espone comunque a contestazioni.

Molto più pesante è la violazione relativa alla guida senza accompagnatore idoneo quando questo è previsto. In quel caso, l’articolo 122 prevede una sanzione da 430 a 1.731 euro, con fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.

Dopo il conseguimento della patente la P non è più obbligatoria. Chi ha superato l’esame pratico diventa patentato a tutti gli effetti, anche se per un certo periodo rientra nella categoria dei neopatentati. Significa che deve rispettare le regole previste per i nuovi conducenti, ma non deve più esporre il contrassegno da principiante. Naturalmente può decidere di mantenerlo per qualche settimana o qualche mese. Non è vietato, ed è una scelta per chi si sente ancora insicuro nel traffico cittadino, nei parcheggi, nelle partenze in salita o nelle manovre più complesse. Tenere la P dopo la patente non dà comunque alcuna protezione normativa e non consente comportamenti meno prudenti.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 04:00:30 +0000
News n. 23
Bruno Barbieri, un amore lungo 40 anni: l’auto a cui lo chef non sa dire di no

Certi amori resistono al tempo. Quello tra lo chef stellato Bruno Barbieri e un’auto non perde mai di intensità, semmai guadagna delle nuove sfumature. Anzi, in questo caso sarebbe più corretto parlare di marchio automobilistico, infatti il giudice più longevo di MasterChef ha un vero e proprio debole per tutte le produzioni della Mini. Nessuna moda passeggera, ma un rapporto consolidato negli anni, in cui il fuoriclasse della cucina ha pensato di valorizzare lo stile delle vetture personalizzandole secondo il suo insindacabile giudizio.

Il test drive con la nuova sportiva

In un servizio realizzato in collaborazione con Le Iene, Bruno Barbieri ha messo alla prova l’ultima evoluzione di un’icona longeva. Per 48 ore si è mosso nel traffico e nei paesaggi italiani a bordo di una nuova Mini Countryman John Cooper Works (JCW), firmata Tullo Pezzo. Fremeva dalla curiosità di sapere se il DNA del marchio britannico fosse rimasto intatto, nonostante il corpo decisamente più muscoloso rispetto al passato: il test drive ha spazzato via ogni dubbio.

La Mini Countryman JCW All4 protagonista del viaggio estremizza l’aspetto aggressivo e performante della gamma attuale. Ai fan di lunga data l’aria imponente fa forse storcere il naso in un primo momento, ma le mode cambiano e le forme da SUV compatto seguono i gusti del grande pubblico. Sotto il cofano, un motore 2.0 quattro cilindri TwinPower Turbo da ben 300 CV sprigiona 400 Nm di coppia, numeri sufficienti a passare da 0 a 100 km/h in appena 5,4 secondi, con una velocità massima autolimitata a 250 km/h.

Abituato alla precisione del taglio e alla velocità del servizio in cucina, lo chef emiliano avrà trovato quasi familiari la trazione integrale All4 e il cambio automatico a doppia frizione. Allo stesso modo di una brigata ben oliata, la combinazione meccanica offre una risposta immediata e una stabilità assoluta anche nelle situazioni più concitate.

Dal punto di vista estetico, le prese d’aria maggiorate, i dettagli rossi in pieno stile racing, i sedili sportivi e l’abitacolo che bilancia minimalismo digitale (grazie al grande display OLED circolare) a materiali moderni esaltano l’anima lifestyle. “Elegante ma con quel tocco di follia”, commenterebbe Barbieri per dare voce alla natura versatile dell’auto, capace di passare dall’asfalto cittadino a percorsi fuori porta con leggiadria.

Come già detto, la scintilla tra Bruno Barbieri e le Mini è scattata decenni fa, più precisamente negli anni Ottanta. All’epoca personalizzava le vetture nel garage del cognato, perciò può considerarsi un ambasciatore degno di un brand storico, esponente del “go-kart feeling” anche nelle recenti produzioni, sebbene i consumi tra i 7 e gli 8 ogni 100 km ci ricordano le elevate pretese.

MasterChef: il re del gusto

Culto delle Mini a parte, la passione per la velocità e l’eccellenza si sposta dai sedili sportivi della John Cooper Works direttamente ai fornelli più famosi d’Italia. Nella serata di venerdì 8 maggio 2026, la programmazione di TV8 prevede il ritorno in prima serata di MasterChef Italia 14, dove Bruno Barbieri condivide le luci della ribalta insieme ai colleghi Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, alle prese con Mystery Box e Invention Test. Del resto, lo chef rimane il re del gusto, tanto ai fornelli quanto al volante.

Data articolo: Fri, 08 May 2026 20:00:19 +0000
News n. 24
Leclerc vara il suo nuovo yacht, un capolavoro nautico che celebra lo stile italiano

Un pezzo d’artigianato nautico che dice molto del suo gusto personale. È il nuovo yacht di Charles Leclerc, il Riva 102′ Corsaro Super, evoluzione ancora più filante del precedente modello da 10 piedi. A La Spezia – lontano dai riflettori del paddock – è avvenuto il varo, quasi un affare di famiglia tra il pilota del monegasco e le maestranze del cantiere, dopo mesi passati a limare ogni dettaglio.

Non è il primo Riva del ferrarista e probabilmente non sarà neanche l’ultimo. Ma cos’ha di speciale questa barca? Oltre a essere l’erede naturale del precedente 100’ Corsaro, segna il passaggio a una dimensione più conviviale della navigazione, dove alla velocità pura si affianca una ricerca ossessiva per la vivibilità degli spazi, dal beach club di poppa fino al salone principale.

Scelte su misura

In Formula 1 Leclerc deve adattarsi all’abitacolo della propria monoposto, qui, però, ha deciso tutto lui. Gli interni sono puliti, contemporanei, arredati con pezzi di Poliform e Minotti, e persino le maniglie delle porte seguono le sue indicazioni perché, quando si parla di design, il ragazzo dimostra di avere le idee chiare: la sua Fiat 500 d’epoca lo aveva già suggerito.

Il pezzo forte per la vita di tutti i giorni (o meglio, di tutte le vacanze) è il flybridge: Leclerc lo ha voluto attrezzare come una vera cucina all’aperto comprensiva di bar, grill maggiorato e piastra a induzione. Già ce lo immaginiamo mentre, tra una gara e l’altra, si gode una piacevole serata in compagnia della moglie e degli amici, lontano dal caos dei GP.

Per quanto riguarda i materiali, il bagno della suite armatoriale costituisce un piccolo capolavoro in marmo Calacatta Vagli Oro, una pietra che dà una luce incredibile agli spazi. Nelle altre zone dello yacht domina il Corian in tonalità greige, molto più moderno e in linea con i colori naturali della barca.

E visto che parliamo di un pilota, anche l’orecchio vuole la sua parte. Il suono dei motori c’entra fino a un certo punto, e attenzioni se le conquista piuttosto l’impianto audio Bang & Olufsen integrato nell’intera struttura, dai saloni alle cabine, dove spiccano anche i dettagli tessili di Frette e le tavole apparecchiate Christofle.

Potenza e stabilità

Nonostante il lusso sia presente ovunque, l’anima resta tecnica. Lo yacht, dotato di due motori MTU da oltre 2600 cavalli l’uno, può viaggiare a 24 nodi di crociera e spingere fino a 28, eppure colpisce soprattutto la tecnologia, che impedisce alla barca di ballare troppo. Tra pinne stabilizzatrici, correttori d’assetto e stabilizzatori giroscopici Seakeeper, il comfort viene garantito in qualsiasi momento.

35 metri quadri di beach club a poppa e la piattaforma gonfiabile specifica per i water toys dicono chiaramente come Leclerc intenda vivere il mare: tanto relax, come ovvio (e giusto) che sia, ma con la libertà di muoversi e divertirsi in un’area altamente attrezzata. Sui circuiti della Formula 1 a Charles chiederanno ancora di essere una macchina perfetta e senza sbavature, sul suo Riva però può concedersi di essere un ragazzo di ventisette anni amante del bello e della convivialità. Non resta allora che mollare gli ormeggi e puntare la prua verso l’orizzonte.

Data articolo: Fri, 08 May 2026 15:24:59 +0000
News n. 25
F1, FIA: regole ADUO riscritte d’urgenza e super-deroga milionaria per chi affonda

La FIA rimescola le carte della F1. Il Consiglio Mondiale ratifica l’intervento correttivo d’emergenza sul protocollo ADUO, la scialuppa di salvataggio pensata per i fornitori di Power Unit in affanno. L’obiettivo sul fronte sportivo e quello politico: scongiurare il rischio che l’era quinquennale dei V6 ibridi si tramuti in un dominio incontrastato, offrendo una via d’uscita a chi sconta un gap prestazionale troppo severo.

ADUO: la nuova mappa delle scadenze e dei checkpoint

Le tensioni geopolitiche hanno costretto i vertici parigini a intervenire. Le rinunce forzate ai Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita, corse non disputate nel mese di Aprile, hanno di fatto smantellato la struttura di un mondiale inizialmente pianificato su 24 appuntamenti. Scenario che ha reso inapplicabile la precedente e rigorosa divisione in quattro moduli da sei gare.

L’ADUO, nato come meccanismo flessibile per arginare il naufragio tecnico dei motoristi, necessitava di un ricalcolo imminente. La tappa di Miami, concepita all’origine come sesto atto dalla FIA e prima scadenza di valutazione, si è disputata come quarto round assoluto. Per questo, il primo esame ufficiale sui valori in campo slitterà al termine del prossimo Gran Premio del Canada, ora promosso a quinto evento dell’anno.

Periodo ADUO Originale Aggiornato
PERIODO 1 Dopo il Round 6 Dopo il Round 5
PERIODO 2 Dopo il Round 12 Dopo il Round 11
PERIODO 3 Dopo il Round 18 Dopo il Round 18

Attraverso questa delibera, il WMSC ha riaffermato la propria autorità nell’adeguare i termini regolamentari in base agli scossoni del calendario. Sarà dunque l’Ungheria (undicesimo round) a segnare la chiusura del secondo ciclo di verifiche prima della pausa estiva, mentre la terza finestra di valutazione si dilaterà fino a includere sette gare complessive.

Nuovi parametri di sviluppo al banco prova

Ma il vero punto di rottura prende forma all’interno dei poli ingegneristici. L’organo di governo ha mantenuto intatto il sistema canonico degli incentivi: un deficit dalla vetta compreso tra il 2% e il 4% garantisce un aggiornamento di omologazione aggiuntivo per il trimestre seguente, un bonus che raddoppia per chi accusa ritardi superiori al 4%.

A subire uno stravolgimento radicale è invece l’Articolo 5.2.7 del Regolamento Operativo. Le classi di beneficio per le simulazioni al banco prova si frammentano ora in sei distinti scaglioni, alzando l’asticella delle concessioni a livelli inesplorati. In precedenza, la soglia critica massima si fermava all’8% di disavanzo (premiata con un limite di 190 ore supplementari.

Deficit Indice Prestazionale Ore Operative Extra (Originale) Ore Operative Extra (Aggiornato)
< 2% 0 0
Tra 2% e < 4% 70 70
Tra 4% e < 6% 110 110
Tra 6% e < 8% 150 150
Tra 8% e < 10% 190 190
> 10% 230

La nuova architettura del testo contempla uno scenario assai più allarmante, estendendo la copertura anche a chi sfora il muro del 10% di svantaggio. Questa manovra protettiva, ratificata dalla FIA, lascia intuire in modo lampante che le prime misurazioni dei valori abbiano colto in fallo un costruttore ( la logica punta su Honda), precipitato in una voragine tecnica ben più acuta di quanto i commissari stessi preventivavano.

Il compromesso finanziario e l’equilibrio del Budget Cap

A chiudere il cerchio, il supporto ingegneristico trova un riflesso speculare nei protocolli economici. Le attuali norme finanziarie della Formula 1 accordano ai motoristi con oltre il 10% di deficit una riduzione fittizia colossale: parliamo di 11 milioni di dollari in sede di bilancio, sebbene tale franchigia rimanga un’esclusiva legata unicamente alla stagione di debutto. Mossa che non va intesa come un’elargizione gratuita.

Al contrario su tratta di un’elasticità monitorata: le agevolazioni garantite dall’ADUO all’interno del tetto di spesa esigono un rientro chirurgico. I team possono sfruttare questa iniezione immediata di capitali per tamponare l’emergenza. Tuttavia dovranno saldare il debito sottoponendosi a limiti finanziari ben più stringenti nelle stagioni a venire, garantendo l’assoluto pareggio nel computo dell’intero ciclo normativo.

Data articolo: Fri, 08 May 2026 15:11:54 +0000


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