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Oggi, 20 maggio 2026, il traffico autostradale in Italia presenta vari disagi principalmente dovuti a lavori in corso che comportano chiusure di tratti, uscite ed entrate, oltre a rallentamenti e chiusure di aree di servizio. Tra gli eventi più significativi segnaliamo la chiusura del traforo del Monte Bianco in entrambe le direzioni e la presenza di un tratto chiuso lungo l’autostrada A1 Milano-Napoli tra Orte e Orvieto per lavori, con alternative consigliate indicate per gli automobilisti.
22:07 – Milano-Napoli
L’area di servizio Tevere est è chiusa fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Direzione Milano
22:06 – Milano-Napoli
Tratto chiuso tra Orte e Orvieto fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Firenze: Orvieto. Uscita consigliata provenendo da Roma: Orte.
Direzione Milano
22:05 – Milano-Napoli
Uscita di Colleferro chiusa fino alle 06:00 del 21/5/2026 provenendo da Roma per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Roma: Valmontone.
Direzione Napoli
22:03 – Milano-Napoli
Traffico rallentato tra Lodi e Milano sud per lavori.
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 8.9 al chilometro 17.4 per una lunghezza di 8.5 km.
21:58 – Milano-Napoli
Scorta veicoli (coda per safety car) tra Attigliano e Orvieto.
La coda ha una lunghezza di 5 km.
Direzione Napoli
21:46 – Milano-Napoli
L’area di servizio Casilina ovest è chiusa fino alle 06:00 del 21/5/2026 per lavori.
Direzione Napoli
21:26 – Milano-Napoli
Entrata chiusa a Reggio Emilia fino alle 05:00 del 21/5/2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Terre di Canossa – Campegine. Verso Bologna: Modena Nord.
21:22 – Milano-Napoli
Uscita chiusa a Reggio Emilia fino alle 05:00 del 21/5/2026 provenendo da Milano per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Milano: Terre di Canossa – Campegine.
21:05 – Milano-Napoli
Uscita chiusa a Reggio Emilia fino alle 05:00 del 21/5/2026 provenendo da Bologna per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Modena Nord.
21:03 – Milano-Napoli
Riaperto al traffico il Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio verso Autostrada Bologna-Taranto.
21:03 – Milano-Napoli
Chiuso al traffico il Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio fino alle 05:00 del 21/5/2026 provenendo da Milano verso Autostrada Bologna-Taranto per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Milano: Bologna Borgo Panigale su A14 Bologna-Taranto.
21:24 – Milano-Napoli
Area di servizio San Pietro con servizi di ristorazione chiusi e servizi igienici non disponibili.
Direzione Tangenziale
21:21 – Milano-Napoli
Entrata chiusa a Parma fino alle 05:00 del 21/5/2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Fidenza. Verso Bologna: Terre di Canossa – Campegine.
21:20 – Milano-Napoli
Uscita chiusa a Parma fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Terre di Canossa – Campegine. Provenendo da Milano: Fidenza.
20:51 – Milano-Napoli
Coda di 1 km tra Modena sud e Modena Nord per lavori.
22:04 – Genova-Ventimiglia
Chiuso al traffico Bivio Compl.Savona/A6 Torino-Savona fino alle 06:00 del 21/5/2026 provenendo da Ventimiglia verso Torino per lavori.
Entrata consigliata verso Torino: Altare su A6 Torino-Savona.
Uscita consigliata provenendo da Genova: Savona Vado.
Direzione Genova
22:04 – Genova-Ventimiglia
Chiuso al traffico Bivio Compl.Savona/A6 Torino-Savona fino alle 06:00 del 21/5/2026 provenendo da Genova verso Torino per lavori.
Entrata consigliata verso Torino: Altare su A6 Torino-Savona.
Uscita consigliata provenendo da Genova: Savona Vado.
Direzione Ventimiglia
21:59 – Firenze-Pisa Nord
Tratto chiuso tra Capannori e Altopascio fino alle 06:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Firenze: Altopascio.
Direzione Firenze
21:11 – Firenze-Pisa Nord
Area di servizio Peretola sud sprovvista di metano per guasto all’impianto.
Direzione Firenze
22:06 – Genova-Roma
Tratto chiuso tra Sestri Levante e Lavagna fino alle 06:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Genova: Lavagna.
Direzione Genova
21:04 – Bologna-Padova
Area di servizio Adige est chiusa fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Direzione Padova
21:03 – Bologna-Padova
Tratto chiuso tra Villamarzana e Rovigo fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Padova: Boara.
Direzione Padova
21:02 – Bologna-Padova
Tratto chiuso tra Altedo e Bologna Interporto fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Bologna: Bologna Interporto.
Direzione Bologna
22:04 – Bologna-Taranto
Area di servizio Torre Cerrano ovest chiusa fino alle 06:00 del 21/5/2026 per lavori.
Direzione Taranto
22:03 – Bologna-Taranto
Tratto chiuso tra Pineto e Pescara Nord fino alle 06:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Pescara: Pescara Nord.
Direzione Taranto
22:02 – Bologna-Taranto
Uscita di Montemarciano chiusa fino alle 06:00 del 21/5/2026 provenendo da Ancona per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Ancona: Ancona Nord.
Direzione da Ancona
22:01 – Bologna-Taranto
Entrata di Montemarciano chiusa fino alle 06:00 del 21/5/2026 verso Ancona per lavori.
Entrata consigliata verso Ancona: Ancona Nord.
Direzione Taranto
21:23 – Bologna-Taranto
Entrata chiusa a Rimini sud fino alle 05:00 del 21/5/2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Bologna: Rimini Nord. Verso Ancona: Riccione.
21:22 – Bologna-Taranto
Tratto chiuso tra Cesena Nord e Forlì fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Bologna: Forlì.
Direzione Bologna
21:22 – Bologna-Taranto
Area di servizio Bevano est chiusa fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Direzione Bologna
21:05 – Bologna-Taranto
Uscita chiusa a Bagnacavallo fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Ravenna: Fornace Zarattini.
Uscita consigliata provenendo da Autostrada Bologna-Taranto: Fornace Zarattini.
21:02 – Bologna-Taranto
Tratto chiuso tra Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Bologna-Taranto: Bologna San Lazzaro su A14 Bologna-Taranto.
21:00 – Torino-Trieste
Entrata chiusa a Capriate fino alle 05:00 del 21/5/2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Dalmine. Verso Brescia: Dalmine.
22:03 – Torino – Aosta – Monte Bianco
Entrata chiusa a Aosta ovest fino alle 05:00 del 21/5/2026 verso Monte Bianco per lavori.
22:00 – Torino – Aosta – Monte Bianco
Tratto chiuso tra Aosta Ovest Svincolo e Raccordo A5/SS26 dir fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
22:03 – Milano-Genova
Tratto chiuso tra Vignole Borbera e Serravalle Scrivia fino alle 06:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Serravalle Scrivia.
21:28 – Milano-Varese
Uscita chiusa a Gallarate fino alle 05:00 del 21/5/2026 provenendo da Milano per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Milano: Busto Arsizio.
21:02 – Milano-Varese
Tratto chiuso tra Solbiate Arno – Albizzate e Varese fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Varese: Varese.
20:13 – Milano-Varese
Area di servizio Brughiera est chiusa fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
21:36 – Roma-Teramo
Chiuso al traffico Bivio A24/Tangenziale est RM provenendo da G.R.A. verso Via Salaria per incidente.
Uscita consigliata provenendo da G.R.A.: Via Fiorentini.
Direzione Tangenziale Est
21:14 – Ge-Voltri-Gravell.Toce
Area di servizio Turchino ovest chiusa fino alle 05:00 del 21/5/2026 per tratto chiuso.
Direzione Genova Voltri
21:03 – Ge-Voltri-Gravell.Toce
Area di servizio Stura ovest chiusa fino alle 05:00 del 21/5/2026 per tratto chiuso.
Direzione Genova Voltri
21:02 – Ge-Voltri-Gravell.Toce
Tratto chiuso tra Diramazione D26 Predosa-Bettole e Masone fino alle 05:00 del 21/5/2026 per lavori.
Direzione Genova Voltri
20:32 – Venezia – Belluno
Vento forte tra Vittorio Veneto sud e Fadalto.
Direzione in entrambe le direzioni
21:58 – Asse Supporto
Chiuso al traffico Bivio V.literno-Pomigliano/A1 MI-NA fino alle 06:00 del 21/5/2026 provenendo da Pomigliano verso Napoli per lavori.
Entrata consigliata verso Napoli: Nodo A1/Acerra-Afragola su A1 Milano-Napoli.
21:58 – Asse Supporto
Chiuso al traffico Bivio V.literno-Pomigliano/A1 MI-NA fino alle 06:00 del 21/5/2026 provenendo da Villaliterno verso Napoli per lavori.
Entrata consigliata verso Napoli: Nodo A1/Acerra-Afragola su A1 Milano-Napoli.
22:02 – Tangenziale Udine
Tratto chiuso tra Bivio Raccordo A23/Tangenz. Udine e Udine Nord fino alle 06:00 del 21/5/2026 per lavori.
Direzione A23 Palmanova Tarvisio
22:01 – Tangenziale Udine
Tratto chiuso tra Udine Nord e Bivio Raccordo A23/Tangenz. Udine fino alle 06:00 del 21/5/2026 per lavori.
Direzione Tangenziale Ovest Di Udine
22:01 – Traforo del Monte Bianco
Galleria chiusa tra Piazzale Italiano e Piazzale Francese in entrambe le direzioni.
21:05 – Strada Varese – Gazzada
Chiuso al traffico Bivio SC VA-Gazzada/A8 MI-VA fino alle 05:00 del 21/5/2026 provenendo da Buguggiate verso Varese per lavori.
Entrata consigliata verso Varese: Varese su A8 Milano-Varese.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Wed, 20 May 2026 20:08:00 +0000C’è stato un tempo in cui comprare un’auto significava possederla davvero. Si sceglieva il motore, magari qualche optional, si firmava il contratto e tutto ciò che era montato sulla vettura diventava del proprietario. Fine della storia. Oggi invece il rapporto tra automobilista e automobile sta cambiando rapidamente, e non sempre nella direzione che gli utenti speravano.
Le auto moderne stanno diventando sempre più simili a servizi su ruote: aggiornamenti software, funzioni attivabili da remoto e, soprattutto, servizi in abbonamento mensile. Una trasformazione che divide il settore e che sta facendo discutere automobilisti e costruttori. Perché la domanda è inevitabile: ha davvero senso pagare ogni mese per utilizzare qualcosa che è già fisicamente presente sulla propria auto?
Il cambiamento non nasce oggi. Da anni il mercato automobilistico si sta spostando da un concetto di possesso a uno di utilizzo. Una volta l’auto si comprava quasi sempre in un’unica soluzione oppure con finanziamenti relativamente semplici. Si sceglieva il modello che ci si poteva permettere e quello restava per anni nel garage di famiglia.
Con il tempo sono arrivati leasing, noleggi a lungo termine, maxi rate finali e formule sempre più aggressive. Il risultato? Molti automobilisti oggi guidano vetture più costose rispetto alle loro reali possibilità economiche, sostenuti da rate diluite nel tempo.
E adesso arriva un ulteriore passaggio: gli abbonamenti software. Non si paga più soltanto l’auto, ma anche l’accesso continuativo a funzioni già installate a bordo. Una sorta di “paywall automobilistico†che trasforma l’esperienza di guida in un servizio permanente.
Il paradosso è evidente: l’hardware è già lì, dentro l’auto. Sensori, centraline e dispositivi sono stati già acquistati dal cliente al momento della consegna. Ma senza un pagamento mensile alcune funzioni restano bloccate o limitate.
Per molti automobilisti questa filosofia rappresenta un cambio culturale difficile da accettare. Per altri invece è semplicemente il futuro inevitabile della mobilità connessa, sempre più vicina alle nuove generazioni.
Negli ultimi anni diversi costruttori hanno sperimentato questa strategia. Uno dei casi più discussi è stato quello di Volkswagen, che ha introdotto in alcuni mercati la possibilità di attivare i sedili riscaldati tramite abbonamento mensile. Una funzione tradizionalmente considerata un semplice optional diventava così un servizio “on demandâ€. Anche BMW ha provato questo genere di funzione, salvo fare marcia indietro a seguito delle forti critiche.
L’idea alla base è semplice: offrire al cliente la possibilità di attivare certe funzioni solo quando servono davvero. In teoria può sembrare comodo. In pratica, però, molti utenti l’hanno interpretata come una forma di monetizzazione estrema. Tesla ha portato questo concetto sulle proprie elettriche, trasformando software e aggiornamenti in una parte centrale del prodotto. La guida autonoma avanzata, ora viene sbloccata solo pagando cifre importanti mensili.
E la tendenza potrebbe accelerare ulteriormente. Con l’avanzata delle auto elettriche e dei veicoli software-defined, i costruttori vedono negli abbonamenti una nuova enorme fonte di guadagno. Non più un singolo margine ottenuto alla vendita della vettura, ma entrate costanti per tutta la vita del mezzo.
Dal punto di vista industriale la strategia ha perfettamente senso. Dal punto di vista dell’utente molto meno.
Non tutte le case automobilistiche però stanno seguendo questa strada. Alcuni marchi hanno iniziato a prendere le distanze da questa filosofia, probabilmente anche dopo le forti critiche ricevute dal pubblico. Volvo, per esempio, si è recentemente espressa contro l’idea di far pagare in abbonamento funzioni considerate naturali per l’auto. La casa svedese ha chiarito di non voler chiedere altri soldi per servizi premium già presenti sulla vettura.
Anche Dacia, già qualche anno fa, aveva colto perfettamente il malcontento degli utenti. Dopo la polemica sui sedili riscaldati in abbonamento, il marchio rumeno lanciò una provocatoria campagna di guerrilla marketing regalando borse dell’acqua calda brandizzate. Un messaggio ironico ma chiarissimo: certe funzioni dovrebbero restare semplici e immediate, senza canoni mensili.
Il tema, però, resta apertissimo. Da una parte ci sono le aziende, che cercano nuovi modelli di business per sostenere gli enormi investimenti tecnologici richiesti dall’elettrificazione e dalla guida autonoma. Dall’altra gli automobilisti, sempre più preoccupati di trasformarsi in utenti permanenti di servizi da pagare all’infinito.
La sensazione è che il settore automobilistico stia attraversando una trasformazione molto più profonda di quanto sembri. Non sta cambiando soltanto il motore delle auto, ma il concetto stesso di proprietà . E capire fin dove i clienti saranno disposti a spingersi potrebbe diventare una delle sfide più importanti dell’intera industria nei prossimi anni.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 15:00:07 +0000Gli ultimi test prima della consegna non sono da vettura qualsiasi, la nuova Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa mostra tutte le sue potenzialità sul circuito di Balocco, prima di essere consegnata. Sul tracciato piemontese, da sempre cuore dello sviluppo dinamico Alfa Romeo, la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa ha mostrato tutto il suo carattere. Tra cambi di direzione ad alta velocità , staccate violente e lunghi curvoni affrontati in pieno appoggio, la vettura ha completato gli ultimi test prima di raggiungere i futuri proprietari.
La base di partenza resta quella della già celebre Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, ma il lavoro svolto dal reparto tecnico e dal programma Bottega Fuoriserie ha portato il progetto su un altro livello. La collaborazione con Luna Rossa non è soltanto estetica o celebrativa. Gli ingegneri hanno lavorato soprattutto sull’efficienza aerodinamica, prendendo ispirazione dalle soluzioni sviluppate per le imbarcazioni da competizione dell’America’s Cup. Il risultato è una vettura capace di generare circa 140 kg di deportanza a 300 km/h, numeri da vera supercar.
L’elemento che cattura immediatamente l’attenzione è il grande e specifico alettone posteriore in fibra di carbonio, ma il lavoro svolto riguarda l’intera carrozzeria: splitter anteriore, fondo vettura, estrattore e flussi d’aria sono stati ottimizzati per migliorare stabilità e precisione alle alte velocità .
Sotto il cofano pulsa ancora il celebre V6 biturbo da 2,9 litri sviluppato insieme a Ferrari, capace di erogare 520 CV e 600 Nm di coppia. Numeri che permettono alla berlina del Biscione di mantenere prestazioni da riferimento, ma ciò che colpisce davvero è la sensazione di controllo trasmessa in pista.
Balocco, da questo punto di vista, resta il luogo ideale per affinare una vettura del genere. È qui che Alfa Romeo continua a sviluppare la propria filosofia dinamica, cercando quel mix unico tra aggressività e coinvolgimento che ha reso iconici modelli come la Giulia GTA e la 8C.
La Luna Rossa nasce all’interno del programma Bottega Fuoriserie, il reparto speciale di Alfa Romeo dedicato alle configurazioni più esclusive e personalizzate. La carrozzeria adotta una speciale verniciatura cangiante ispirata all’AC75 Luna Rossa protagonista della 37ª America’s Cup disputata a Barcellona nel 2024. A seconda della luce, la tinta cambia profondità e riflessi, creando un effetto visivo molto particolare che rende ogni esemplare quasi unico.
Anche l’abitacolo è stato reinterpretato secondo i canoni estetici di Luna Rossa. I sedili Sparco personalizzati uniscono carbonio e Alcantara, mentre alcuni inserti della plancia utilizzano materiali derivati direttamente dal mondo nautico e dalle vele ad alte prestazioni impiegate da Luna Rossa. Ovunque si percepisce la volontà di trasformare la Giulia Quadrifoglio in qualcosa di più di una semplice sportiva: una sorta di manifesto della capacità italiana di unire design, motorsport e artigianalità .
Con gli ultimi collaudi completati a Balocco, la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa è ora pronta per la consena ufficiale ai clienti. L’evento si svolgerà il prossimo 24 maggio al Golfo degli Angeli di Cagliari, in concomitanza con l’inizio delle regate preliminari della 38ª America’s Cup. Una scelta simbolica che lega ancora di più il progetto al mondo della vela e alla sfida tecnologica rappresentata da Luna Rossa.
Per Alfa Romeo si tratta anche di un modo per ribadire il proprio DNA sportivo in un periodo di grande trasformazione per il settore automotive. La Giulia Quadrifoglio Luna Rossa rappresenta infatti una delle ultime espressioni più pure della sportività termica italiana: motore V6, trazione posteriore, aerodinamica raffinata e un coinvolgimento di guida che punta ancora tutto sulle emozioni.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 13:29:59 +0000Quando sei alla guida e inizi a sentire la leva delle marce che oppone resistenza, o peggio ancora avverti una vera e propria “grattata” metallica proprio mentre cambi marcia, ti trovi di fronte a un sintomo che non puoi ignorare. Vediamo cosa fare immediatamente per evitare di peggiorare la situazione e contenere la spesa.
Se la leva oppone solo una leggera resistenza e riesci comunque a selezionare i rapporti senza dover forzare in modo violento, puoi raggiungere l’officina guidando con la massima cautela ed evitando accelerazioni brusche. Queste manovre repentine mettono sotto sforzo i componenti interni della trasmissione, per questo motivo fai attenzione a questi comportamenti:
In questo scenario puoi proseguire la marcia temporaneamente se il difetto ti permette di muovere il leveraggio di comando a fatica ma il pedale della frizione funziona regolarmente. Trattandosi di un problema di rinvio esterno, la meccanica interna del cambio non è ancora compromessa.
Se la leva è diventata un blocco unico o se per inserire la marcia devi spingere con estrema forza, evita assolutamente di proseguire la marcia. Spingere con violenza non fa entrare il rapporto, serve solo a danneggiare i componenti interni. In questo caso, spegni il motore e chiama il soccorso stradale, proseguire significa trascinare un guasto e trasformarlo in un danno strutturale che prevede la sostituzione o la revisione completa della trasmissione. Forzare la leva o viaggiare senza lubrificante comporta questi danni a catena:
I costi variano in base al tipo di guasto riscontrato dal meccanico in officina e ai tempi necessari per smontare i componenti ed effettuare il lavoro sul cambio completo:
Per evitare di ritrovarti con la leva bloccata in mezzo al traffico, la manutenzione preventiva e lo stile di guida sono fondamentali. In officina vedo troppi cambi distrutti per cattive abitudini o scadenze ignorate, quindi ti consiglio di seguire questi consigli:
Con l’aumento dei prezzi delle case, delle auto per persona e la diminuzione dei posti auto a seguito di lavori, nuovi cantieri della metro e pedane dei bar, il parcheggio nelle aree centrali di Roma è diventato un bene di lusso. Lo sa bene chi atterra nelle piattaforme di vendita di box o posti auto, con prezzi in continuo aumento e che segnano di anno in anno nuovi record.
L’episodio che più ha fatto discutere nelle ultime settimane riguarda un annuncio comparso nei pressi di Piazza Navona: 260 mila euro per un singolo posto auto di appena 12 metri quadri situati in via di Santa Maria dell’Anima. In pratica, il costo di un piccolo appartamento in molte zone della città per avere uno spazio dove parcheggiare auto o moto nel cuore della Capitale.
Il dato racconta molto bene il momento che vive Roma. Nel centro storico i parcheggi privati sono pochissimi, mentre le auto continuano ad aumentare. Allo stesso tempo, i nuovi lavori pubblici, i cantieri della metropolitana e l’espansione delle aree pedonali stanno riducendo ulteriormente gli spazi disponibili. Il risultato è un mercato completamente impazzito, dove domanda e offerta non riescono più a trovare un equilibrio. Chi possiede un box in certe zone della città sa di avere tra le mani un bene rarissimo, quasi quanto un appartamento di lusso.
Non è solo il centro storico a registrare quotazioni record. Anche quartieri tradizionalmente benestanti come Prati e Parioli stanno vivendo una crescita costante dei prezzi. A Prati, in particolare, la situazione è peggiorata ulteriormente a causa dei lavori della Metro C. I cantieri stanno eliminando numerosi parcheggi su strada e i residenti si trovano sempre più spesso costretti a cercare soluzioni private. Così, anche un garage da circa 22 metri quadri può arrivare tranquillamente a costare 235 mila euro. Una cifra che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile perfino per il mercato immobiliare residenziale.
Poco distante, ai Parioli, la situazione non cambia molto. In piazza Pitagora, uno dei punti più richiesti della zona, un garage singolo da 20 metri quadri sfiora ormai i 200 mila euro. Il problema, secondo molti operatori del settore, è che il parcheggio sta diventando una vera emergenza urbana. Le famiglie possiedono più auto rispetto al passato, ma gli spazi disponibili diminuiscono continuamente. E quando l’offerta cala, inevitabilmente i prezzi salgono.
Secondo le rilevazioni del Centro Studi Tecnocasa, nell’ultimo anno i prezzi medi di box e posti auto sono aumentati di oltre il 2%. Un dato che conferma come il settore continui a crescere anche in un momento complicato per il mercato immobiliare generale.
In alcune zone di Roma, il garage non viene più acquistato soltanto come comodità personale, ma anche come investimento. Chi compra oggi un posto auto in centro sa che difficilmente il suo valore diminuirà nel tempo. Anzi, molti ritengono che i prezzi siano destinati a salire ulteriormente, soprattutto se continueranno i lavori infrastrutturali e le restrizioni al traffico.
E non bisogna dimenticare un altro aspetto: le auto moderne sono sempre più grandi. SUV, crossover e vetture elettriche richiedono spazi maggiori rispetto alle citycar di qualche anno fa. Questo rende ancora più preziosi i box di dimensioni adeguate, soprattutto nei quartieri storici dove gli spazi sono limitati.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 12:38:23 +0000Il panorama automobilistico europeo sta attraversando una fase di profondo mutamento, spinto dalla necessità di allineare i protocolli di sicurezza e tutela ambientale alla crescente complessità tecnologica delle vetture moderne. La Commissione Europea ha recentemente introdotto un pacchetto di aggiornamenti normativi che trasformeranno radicalmente la natura della revisione periodica dei veicoli, rendendo i controlli molto più approfonditi e tecnicamente articolati rispetto al passato. Questa evoluzione risponde a un’esigenza chiara: un parco circolante sempre più ricco di sensori e sistemi di assistenza alla guida richiede procedure di verifica capaci di andare oltre la semplice ispezione meccanica tradizionale.
Uno dei pilastri fondamentali della riforma riguarda l’integrazione sistematica dei sistemi elettronici di sicurezza, noti come ADAS, all’interno dei controlli obbligatori della revisione. Fino ad oggi, molti di questi dispositivi venivano monitorati solo in modo parziale, ma Bruxelles ha stabilito che la complessità tecnologica odierna impone verifiche molto più dettagliate. Tra i sistemi che diventeranno parte integrante delle ispezioni tecniche periodiche figurano la frenata automatica d’emergenza, il funzionamento degli airbag, i vari sistemi di assistenza alla guida e l’integrità dei sensori elettronici.
Le vetture moderne dipendono in modo vitale da un’architettura digitale composta da centraline elettroniche, radar e telecamere che operano in costante comunicazione. Di conseguenza, la revisione non si limiterà più esclusivamente al controllo di componenti fisiche come i freni o le sospensioni, ma si trasformerà in una vera e propria diagnosi del corretto funzionamento dei sistemi digitali di sicurezza. Questa trasformazione richiederà ai centri di controllo l’adozione di strumentazioni e competenze tecniche più sofisticate, in grado di interloquire con il software di bordo per garantire che la protezione promessa dal costruttore rimanga inalterata nel tempo.
L’inarrestabile crescita della mobilità elettrificata in Europa ha spinto i legislatori a prevedere verifiche dedicate specificamente ai veicoli elettrici e ibridi. Poiché queste tecnologie differiscono radicalmente dai tradizionali motori a combustione, la revisione dovrà adattarsi per includere controlli su aree critiche come i sistemi ad alta tensione e la sicurezza complessiva degli impianti elettrificati. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai componenti elettrici e ai software di gestione della batteria (BMS), elementi fondamentali per garantire l’affidabilità e la longevità del mezzo.
Sebbene molti aspetti operativi siano ancora in fase di definizione tecnica, è già evidente che la gestione di procedure così complesse potrebbe comportare un aumento dei costi per gli utenti finali. Questa maggiore spesa sarebbe giustificata dalla necessità di utilizzare apparecchiature diagnostiche all’avanguardia e dalla specializzazione richiesta agli operatori per intervenire in sicurezza su circuiti ad alto voltaggio. L’obiettivo rimane quello di assicurare che l’efficienza tecnologica dei veicoli a batteria non venga meno con l’usura, mantenendo standard di sicurezza elevatissimi per tutti gli utenti della strada.
Un altro fronte cruciale dell’aggiornamento normativo riguarda il monitoraggio delle emissioni inquinanti, con una severità accresciuta per quanto concerne gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato. La Commissione Europea intende assicurare che ogni veicolo continui a rispettare i parametri ecologici originari anche dopo molti anni di utilizzo, contrastando attivamente eventuali malfunzionamenti o alterazioni intenzionali dei sistemi anti-inquinamento. Questo approccio mira a proteggere la qualità dell’aria urbana, rendendo la revisione uno strumento di controllo ambientale più efficace e meno aggirabile.
Parallelamente, viene introdotto un legame inscindibile tra la revisione e i richiami di sicurezza emessi dai costruttori. In futuro, durante le verifiche periodiche, verrà accertato che il proprietario abbia effettivamente sottoposto il veicolo agli interventi obbligatori indicati dalla casa madre. Se un richiamo di sicurezza non risulterà effettuato, la vettura potrebbe non superare il controllo tecnico, impedendone la circolazione fino alla risoluzione del problema. Questa misura è stata concepita per ridurre drasticamente il numero di automobili con difetti tecnici noti ma irrisolti, elevando drasticamente il livello di sicurezza collettiva.
Infine, nonostante il forte orientamento verso il rigore, la proposta di rendere annuale la revisione per le auto con più di dieci anni di età non è stata approvata. La decisione di mantenere la frequenza attuale dei controlli per i mezzi più datati è stata guidata dalla volontà di non gravare eccessivamente sulle finanze degli automobilisti e delle piccole imprese.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 11:39:24 +0000Skoda lancia la sua offensiva definitiva nel mercato delle auto a batteria con la nuova Skoda Epiq, un SUV compatto che promette di democratizzare la mobilità elettrica. Con un prezzo di partenza fissato a 26.400 euro, la Epiq si posiziona al cuore del segmento B-SUV, puntando a bissare il successo della Elroq, una delle elettriche più vendute in Europa.
Lunga 4.171 mm, la Epiq è stata progettata specificamente per la vita cittadina, sfoggiando il nuovo linguaggio stilistico della casa boema denominato “Modern Solid”. Caratterizzata da una pulizia formale estrema e da una grande razionalità , la vettura presenta paraurti massicci e passaruota in plastica opaca, pensati per proteggere la carrozzeria nei parcheggi più stretti. Il design è impreziosito da una firma luminosa sdoppiata all’anteriore e a forma di T al posteriore, con una griglia aerodinamica adattiva che contribuisce a un eccellente Cx di 0,275.
Nonostante le dimensioni esterne compatte, la gestione dello spazio è sorprendente: il bagagliaio offre una capacità di ben 475 litri, che sale a 1.345 litri abbattendo i sedili posteriori. Fedele alla filosofia “Simply Clever”, la vettura include soluzioni ingegnose per semplificare la quotidianità , come una spugna specifica per pulire il cavo di ricarica e il celebre ombrello alloggiato nella portiera del conducente.
L’abitacolo è dominato da un’impostazione orizzontale e pulita, con uno schermo centrale da 13″ per l’infotainment che supporta wireless Apple CarPlay e Android Auto. La tecnologia di bordo include anche la possibilità di guida “One pedal” grazie alla frenata rigenerativa e sistemi avanzati come il Travel Assist 3.0.
La vera forza della Skoda Epiq risiede nella sua versatilità tecnica, basata su una versione semplificata della piattaforma MEB a trazione anteriore. La gamma si articola su tre motorizzazioni, studiate per rispondere a diverse esigenze di utilizzo e budget:
L’equipaggiamento di serie è già completo e include cerchi da 17″ e climatizzatore automatico. L’allestimento Selection aggiunge dettagli premium come la digital key per smartphone, la ricarica bidirezionale e i sedili anteriori riscaldabili. Per i primi clienti è inoltre disponibile la First Edition, caratterizzata da finiture in colore “Orange Navajo” e cerchi da 20″.
La commercializzazione è ufficialmente partita per la versione Epiq 55 Selection, con le prime consegne previste per settembre. Per chi punta alle versioni più economiche (35 e 40), la prevendita inizierà a ottobre, con arrivo nelle concessionarie a dicembre 2026.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 10:19:52 +0000Guidare un’auto intestata a un’altra persona è una situazione molto più comune di quanto si immagini. Succede quando si prende la macchina dei genitori, quando si usa l’auto del partner, quando un amico presta il proprio veicolo per qualche giorno, quando un dipendente utilizza un mezzo aziendale o quando un familiare non convivente lascia stabilmente l’auto a disposizione di un altro soggetto. La pratica non è vietata. Il problema nasce quando l’uso del veicolo non è più occasionale, ma diventa continuativo, personale ed esclusivo per un periodo superiore a 30 giorni. In quel caso il Codice della Strada impone l’aggiornamento dei dati alla Motorizzazione civile.
La norma di riferimento è l’articolo 94 del Codice della Strada che riguarda gli atti da cui derivi una variazione dell’intestatario della carta di circolazione oppure la disponibilità del veicolo per un periodo superiore a trenta giorni in favore di un soggetto diverso dall’intestatario. In questi casi, l’avente causa deve dichiarare la situazione entro trenta giorni al Dipartimento per i trasporti, affinché l’utilizzo venga annotato sulla carta di circolazione e registrato nell’Archivio nazionale dei veicoli. In caso di omissione si applica la sanzione prevista dal comma 3 dello stesso articolo: da 727 a 3.629 euro. Per le violazioni dei commi 4 e 4-bis è previsto anche il ritiro immediato della carta di circolazione.
Non c’è alcun divieto generale di guidare l’auto intestata a un’altra persona. Se un figlio usa la macchina del padre per andare al lavoro, se un coniuge prende l’auto dell’altro, se un amico presta il veicolo per un weekend, non c’è alcuna norma che vieta questo comportamento. Il Codice della Strada non obbliga il conducente a essere anche proprietario del mezzo, né pretende che ogni utilizzo occasionale venga comunicato alla Motorizzazione civile.
La questione cambia quando il prestito diventa stabile. La legge guarda infatti alla disponibilità concreta del veicolo. Se una macchina resta nella disponibilità di una persona diversa dall’intestatario per più di trenta giorni e se quell’uso è personale, esclusivo e continuativo siamo davanti a una forma di intestazione temporanea, che deve essere comunicata. La norma serve per attribuire responsabilità , notifiche, sanzioni, controlli amministrativi e rapporti legati alla circolazione.
Non basta un uso ripetuto per far scattare automaticamente l’obbligo. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiarito che il periodo superiore a trenta giorni deve essere calcolato in giorni naturali e consecutivi e non sommando utilizzi saltuari distribuiti nel tempo. In pratica usare ogni tanto l’auto di un amico, anche più volte nell’anno, non equivale a un comodato da annotare. Diverso è il caso in cui l’auto venga lasciata stabilmente a disposizione di una persona, magari perché il proprietario vive altrove, perché il veicolo serve tutti i giorni a un familiare non convivente o perché il mezzo viene assegnato in modo permanente a un soggetto diverso dall’intestatario.
La norma non colpisce il normale uso familiare dell’auto: sono infatti esentati dall’obbligo i componenti del nucleo dei conviventi. Se padre, madre, figli o altri familiari conviventi usano la stessa auto intestata a uno di loro, non serve aggiornare la carta di circolazione. Non basta però essere parenti. Un figlio che vive ancora nella stessa abitazione del genitore può utilizzare l’auto familiare senza far scattare l’annotazione. Un figlio che ha un’altra residenza e riceve stabilmente quel veicolo in uso per più di trenta giorni può invece rientrare nell’obbligo.
Facciamo un altro esempio. L’auto resta intestata al padre, ma viene usata ogni giorno dal figlio che vive in un’altra città . Finché si tratta di un prestito occasionale, nessun problema. Se invece la macchina è nella disponibilità esclusiva del figlio per mesi, la situazione va regolarizzata. Non perché guidare l’auto del padre sia vietato, ma perché per il Codice della Strada il reale utilizzatore deve risultare negli archivi quando l’uso supera i limiti previsti.
Nel caso di comodato d’uso, il termine decorre dalla data di stipula del contratto e che il comodato può essere concluso sia per iscritto sia sulla base di un accordo orale perché il Codice civile non impone vincoli di forma per questo tipo di contratto. Se una persona lascia l’auto a un’altra con un accordo informale, ma di fatto il veicolo viene usato in modo stabile e continuativo per oltre trenta giorni, non è possibile difendersi dicendo che non esiste un documento firmato. Il comodato è per sua natura gratuito. Se l’uso del veicolo avviene in cambio di un corrispettivo, si entra in altri schemi, come locazione o noleggio. Se invece il veicolo viene messo a disposizione senza pagamento, per un periodo superiore alla soglia prevista, il caso tipico è proprio quello del comodato.
Auto aziendale, non bisogna sempre annotare l’utilizzatore
Il caso dell’auto aziendale merita un discorso separato. In astratto anche un veicolo intestato a un’impresa può essere concesso in comodato a una persona fisica o giuridica, con conseguente necessità di aggiornare l’Archivio nazionale dei veicoli. Non ogni auto aziendale assegnata a un dipendente richiede però l’annotazione. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha escluso dall’ambito applicativo dell’articolo 94 i veicoli aziendali concessi come fringe benefit perché in quel caso l’utilizzo del mezzo costituisce una forma di retribuzione in natura e non un comodato gratuito. Sono inoltre esclusi i casi di uso promiscuo del veicolo aziendale, quando il mezzo viene usato sia per esigenze lavorative sia per esigenze private e le ipotesi in cui più dipendenti si alternano sullo stesso veicolo. In queste situazioni vengono meno elementi come gratuità , esclusività , personalità o continuità dell’utilizzo.
L’articolo 94 del Codice della Strada prevede per i trasgressori ovvero in caso di omissione della comunicazione relativa alla disponibilità del veicolo per oltre trenta giorni una sanzione amministrativa da 727 a 3.629 euro. Il comma 4-bis richiama espressamente questa sanzione.
Il comma 5 dello stesso articolo stabilisce che la carta di circolazione venga ritirata immediatamente da chi accerta le violazioni per poi essere inviata all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri che provvede al rinnovo dopo l’adempimento delle prescrizioni omesse.
In ogni caso un controllo stradale occasionale non basta sempre a dimostrare che l’auto sia nella disponibilità continuativa del conducente da oltre trenta giorni. Se un agente ferma una persona alla guida di un’auto intestata a un altro soggetto, non può presumere che quell’uso sia stabile, esclusivo e superiore alla soglia prevista. La prova può emergere da più circostanze: dichiarazioni rese dal conducente, documentazione a bordo, controlli ripetuti, accertamenti amministrativi, utilizzo continuativo rilevabile da verbali, notifiche o altri elementi oggettivi.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 09:00:58 +0000Nasce un nuovo e ambizioso capitolo per l’industria automobilistica globale. Con una mossa strategica che consolida un legame duraturo, Stellantis e Dongfeng Group hanno annunciato l’intenzione di costituire una joint venture europea destinata a ridefinire gli equilibri della mobilità sostenibile nel Vecchio Continente. Questo annuncio, formalizzato attraverso un memorandum d’intesa non vincolante, non è solo un accordo commerciale, ma una visione industriale che punta a integrare l’avanguardia tecnologica cinese con la solida capacità produttiva e distributiva europea.
Il fulcro dell’accordo risiede nella creazione di una nuova entità societaria con sede in Europa, progettata per essere agile ed estremamente competitiva. La joint venture, la cui governance sarà guidata da Stellantis con una partecipazione del 51%, mentre il restante 49% farà capo a Dongfeng Group, avrà il compito di gestire un ecosistema completo: dalle vendite alla distribuzione, passando per la produzione, gli acquisti e l’ingegneria.
L’obiettivo immediato è ambizioso: introdurre e distribuire nei mercati europei selezionati i veicoli a nuova energia (NEV) di fascia alta. Il protagonista di questa offensiva sarà il marchio Voyah, il brand premium di Dongfeng, che potrà contare sulla capillare rete di vendita e sull’eccellenza dei servizi post-vendita che Stellantis ha costruito in decenni di leadership sul mercato. Questa sinergia permetterà ai clienti europei di accedere a tecnologie elettrificate avanzate con la sicurezza di un supporto logistico e assistenziale di primo livello.
Uno dei punti più significativi di questa collaborazione riguarda la strategia industriale legata alla localizzazione. Stellantis e Dongfeng guardano con decisione alla Francia, e specificamente allo stabilimento di Rennes, come potenziale hub per la produzione dei nuovi veicoli Dongfeng. Questa scelta non è casuale: l’obiettivo è produrre veicoli che rispondano pienamente alle normative continentali e ai requisiti del “Made in Europe”.
Localizzare la produzione in Francia significa non solo ottimizzare la logistica, ma anche valorizzare l’ingegneria locale integrandola con l’ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia, oggi considerato tra i più competitivi al mondo per efficienza e costi. Antonio Filosa, CEO di Stellantis, ha sottolineato come questa partnership porti la collaborazione con Dongfeng verso una dimensione internazionale, capace di offrire una gamma di prodotti più ampia a prezzi estremamente competitivi.
L’intesa annunciata oggi non nasce dal nulla, ma affonda le radici in una partnership che dura da 34 anni. Recentemente, le due società hanno rafforzato anche la loro storica joint venture in Cina, la Dongfeng Peugeot Citroën Automobile (DPCA). Questo asse sino-europeo prevede che lo stabilimento di Wuhan diventi un polo produttivo fondamentale per i nuovi modelli Peugeot e Jeep alimentati a nuova energia, destinati sia al mercato interno cinese che all’esportazione globale a partire dal 2027.
I numeri della DPCA parlano chiaro: dalla sua creazione, ha prodotto oltre 6,5 milioni di veicoli a marchio Peugeot e Citroën, a testimonianza di una capacità operativa già ampiamente collaudata. Ora, con la nuova joint venture europea, Dongfeng punta ad accelerare la propria espansione internazionale, mentre Stellantis rafforza la propria presenza tecnologica e strategica in Cina.
Il successo finale di questo progetto resta ora subordinato alla sottoscrizione degli accordi definitivi e all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie. Tuttavia, la direzione è tracciata: Stellantis e Dongfeng sono pronti a trasformare la sfida dell’elettrificazione in un’opportunità di crescita condivisa, unendo due mondi per guidare la rivoluzione dei trasporti del ventunesimo secolo.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 08:42:31 +0000Con l’arrivo della bella stagione e dei weekend lunghi, la tratta che collega Milano alle spiagge della Liguria torna a essere una delle più trafficate d’Italia. Che si tratti di una toccata e fuga a Genova, di un fine settimana a Savona o di una vacanza nella Riviera dei Fiori fino a Sanremo, pianificare i costi del viaggio è fondamentale per evitare sorprese al casello.
Gli aggiornamenti tariffari scattati all’inizio del 2026 hanno rimodulato i costi dei pedaggi (con lievi rincari legati all’inflazione sulla Milano Serravalle, parzialmente compensati da lievi riduzioni su alcune tratte delle Concessioni del Tirreno in Liguria).
Facciamo i conti in tasca al weekend: ecco quanto costa il pedaggio autostradale da Milano per le principali mete liguri, suddiviso per classi di veicolo, con tempi di percorrenza e distanze.
| Destinazione (da Milano) | Distanza | Tempo Medio | Pedaggio Auto / Moto (Classe A) | Pedaggio Camper / Furgoni (3 Assi) |
| Genova (Genova Ovest) | ~144 km | 1h 30m | € 11,30 | € 15,20 |
| Savona | ~170 km | 1h 45m | € 13,20 | € 17,90 |
| Sanremo | ~265 km | 2h 50m | € 25,60 | € 34,80 |
La tratta più rapida per toccare il mare. Superata la pianura padana e i famosi “curvoni” dell’Appennino sulla A7, si arriva dritti al capoluogo ligure.
Per raggiungere la Riviera di Ponente (Spotorno, Finale Ligure, Alassio), la combinazione classica prevede la A7 fino a Tortona, la A26 e poi l’innesto sulla A10. In alternativa, molti preferiscono la A26 da Alessandria per evitare il traffico più intenso della Serravalle.
Attraversare tutta la Riviera dei Fiori fino a Sanremo (o Bordighera) richiede di percorrere quasi interamente la A10 Genova-Ventimiglia. È la tratta più costosa a causa della complessità ingegneristica dell’autostrada, costellata di viadotti e gallerie.
I tempi d’attesa ai caselli liguri nei weekend estivi possono superare i 10-15 minuti nelle ore di punta. Per ottimizzare il viaggio nel 2026, le opzioni di pagamento elettronico e telepedaggio si sono moltiplicate:
QUANTO COSTA ANDARE DA MILANO ALLE CINQUE TERRE
Data articolo: Wed, 20 May 2026 07:40:24 +0000Le Cinque Terre sono una delle mete più visitate d’Italia. Raggiungere Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore partendo da Milano è un grande classico dei weekend primaverili ed estivi. Sebbene il treno sia il mezzo consigliato per muoversi tra i borghi, l’auto resta la scelta di molti per la flessibilità del viaggio, specialmente se si viaggia in famiglia o con molti bagagli. Pianificare i costi del viaggio è però fondamentale: con gli aggiornamenti tariffari in vigore nel 2026, i pedaggi autostradali verso il Levante ligure presentano cifre precise a seconda del percorso scelto.
Facciamo i conti: ecco quanto costa il pedaggio autostradale da Milano alle Cinque Terre, i percorsi consigliati e le spese da mettere in budget.
Per raggiungere le Cinque Terre in auto, i caselli di uscita principali sono due: Santo Stefano di Magra/La Spezia (ideale per Riomaggiore, Manarola e per chi usa i parcheggi di interscambio) oppure Carrodano/Levanto (la scelta migliore per chi è diretto a Monterosso o Vernazza).
I prezzi si intendono per la partenza dalle barriere di Milano (Milano Ovest/Assago o Milano Sud).
| Casello di Uscita | Distanza | Tempo Medio | Pedaggio Auto / Moto (Classe A) | Pedaggio Camper / Furgoni (3 Assi) |
| Carrodano – Levanto (Consigliata per Monterosso) | ~215 km | 2h 30m | € 18,30 | € 24,90 |
| La Spezia (Consigliata per Riomaggiore/Manarola) | ~225 km | 2h 40m | € 19,90 | € 27,10 |
Per andare da Milano verso il Levante ligure ci sono due alternative principali. La scelta dipende dalla tua destinazione finale e dallo stato del traffico.
È l’itinerario classico. Si scende da Milano lungo la A7 fino a Genova, per poi immettersi sulla A12 in direzione Livorno.
Si parte da Milano Sud sulla A1, si prosegue fino a Parma e ci si immette sulla A15 della Cisa fino a Santo Stefano di Magra (La Spezia).
Considerando una simulazione di viaggio per un weekend con un’auto a benzina di media cilindrata, ecco le spese vive da calcolare per la tratta Milano – La Spezia (andata e ritorno):
Nota sui parcheggi: una volta arrivati alle Cinque Terre, i parcheggi sono limitatissimi e costosi (le tariffe nel 2026 variano dai 25 ai 35 euro al giorno). Il consiglio smart è uscire a La Spezia, lasciare l’auto nei parcheggi di interscambio della stazione (es. Piazza d’Armi) e utilizzare la Cinque Terre Express (il treno) per spostarsi tra i paesi.
Il traffico verso il Levante ligure può diventare intenso già dal venerdì pomeriggio. Per ottimizzare i tempi:
QUANTO COSTA IL VIAGGIO DA MILANO A GENOVA, SAVONA E SANREMO
Data articolo: Wed, 20 May 2026 07:39:03 +0000Il calendario segna una data che molti automobilisti italiani vorrebbero poter cancellare: il prossimo 23 maggio. È questo il giorno in cui, a legislazione corrente, scadrà ufficialmente lo sconto sulle accise che ha finora agito da ammortizzatore sociale contro i rincari energetici. Lo scenario che si profila all’orizzonte non è solo incerto, ma assume contorni decisamente preoccupanti per il portafoglio delle famiglie, con i prezzi dei carburanti che hanno già iniziato una corsa verso l’alto ben prima che il sussidio statale venga meno.
Negli ultimi giorni, la rilevazione del prezzo medio nazionale della benzina ha fatto segnare un dato record, raggiungendo i livelli più elevati mai registrati dal 7 ottobre 2023. Questa spinta non è figlia della casualità , ma è alimentata dai mercati petroliferi internazionali, dove le quotazioni dei prodotti raffinati hanno messo a segno rincari significativi. Nonostante lo sconto sulle accise sia ancora tecnicamente in vigore, la “verde” in modalità self-service ha già toccato una media di 1,951 euro al litro sulla rete stradale ordinaria, segnando un aumento di 8 millesimi in sole ventiquattro ore.
Ancora più drastica è la situazione sulle autostrade, dove il “fai-da-te” ha già ampiamente sfondato la barriera psicologica dei due euro, attestandosi a una media di 2,032 euro al litro. Se il Governo non dovesse intervenire con un’ulteriore proroga al taglio delle accise, il rientro in vigore della condizione ordinaria porterebbe il prezzo medio nazionale della benzina direttamente a 2,012 euro al litro.
Se la benzina preoccupa, il gasolio non rassicura affatto. Dopo una lunga fase di tregua durata circa quaranta giorni, durante la quale il diesel aveva mostrato un andamento ribassista, i listini sono tornati a salire. Al momento, la media nazionale al self-service si attesta intorno a 1,979 euro al litro, ma è la proiezione post-scadenza a spaventare maggiormente. Senza lo sconto fiscale, il prezzo del gasolio subirebbe un’impennata brutale, balzando a 2,222 euro al litro.
Questa inversione di tendenza è stata confermata anche dalle decisioni dei grandi operatori del settore. Società come Eni e IP hanno già optato per un aumento di due centesimi al litro sui prezzi consigliati di entrambi i carburanti. Tamoil, dal canto suo, ha seguito una strategia mista, aumentando di due centesimi la benzina ma applicando un lieve ribasso di un centesimo sul diesel, che tuttavia non basta a compensare la pressione dei mercati internazionali.
L’analisi dei dati comunicati dai gestori all’Osservatorio del Mimit rivela una frammentazione dei prezzi che penalizza pesantemente chi non rinuncia alla comodità del servizio. Al “servito”, la benzina viaggia già su una media di 2,081 euro al litro, con punte che nelle stazioni delle grandi compagnie toccano i 2,121 euro. Il gasolio servito segue a ruota con una media di 2,118 euro, superando i 2,159 euro presso i marchi più diffusi.
Le uniche isole di relativo risparmio rimangono le cosiddette “pompe bianche” o impianti indipendenti, dove la benzina self-service si ferma a 1,939 euro e il diesel a 1,973 euro, offrendo un leggero respiro in un mercato che sembra destinato a non concedere sconti. Anche i carburanti alternativi mostrano segnali contrastanti: mentre il metano resta stabile a 1,564 euro/kg, il GPL ha registrato lievi flessioni, posizionandosi mediamente a 0,815 euro al litro.
Con la scadenza di sabato ormai imminente, il Paese attende di capire se la politica economica saprà trovare le risorse per evitare che il pieno d’auto diventi, ancora una volta, un lusso ormai insostenibile per milioni di lavoratori e pendolari. Staremo a vedere, sperando in una risoluzione positiva.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 07:21:58 +0000La F1 torna a respirare aria canadese e lo fa con una novità assoluta per il circuito dell’Ile Notre-Dame. Per la prima volta nella storia, il weekend di Montreal ospiterà una gara Sprint. Un cambiamento non banale, che aggiunge un livello ulteriore di complessità a un tracciato già di per sé imprevedibile e a forte evoluzione. Il “Gilles Villeneuve” si presenta così al Circus con qualche settimana di anticipo rispetto alla tradizione, in un contesto tecnico che ruota, ancora una volta, attorno al tema più sensibile dell’era moderna della F1: la gestione degli pneumatici.
Pirelli porta in Canada la selezione più morbida della gamma 2026, C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Tre mescole pensate per massimizzare la prestazione sul giro secco ma che, su un tracciato stop-and-go e con asfalto in continua trasformazione, potrebbero aprire scenari strategici tutt’altro che lineari.
Il circuito di Montreal è uno dei più riconoscibili dell’intero mondiale. Un tracciato da 4,361 chilometri, 14 curve e una natura ibrida tra cittadino e permanente che lo rende estremamente sensibile alle condizioni del tracciato. Le forti staccate si alternano a tratti di accelerazione piena, imponendo un lavoro continuo sugli pneumatici sia in fase di frenata che di trazione. Le gomme anteriori sono sottoposte a stress da blocaggio, mentre quelle posteriori devono garantire trazione immediata in uscita dalle chicane lente. Il punto più iconico resta l’ultima chicane prima del lungo rettilineo del traguardo, che porta al celebre “muro dei campioni“, uno dei simboli più severi della F1 moderna.
Quella del 2026 sarà la 55edizione edizione del GP del Canada, la 45esima sul tracciato dell’isola di Notre-Dame. Lewis Hamilton e Michael Schumacher condividono il primato di vittorie (7) e pole position (6), mentre la McLaren guida la classifica costruttori con 13 successi, davanti alla Ferrari ferma a 12.
Ma Montreal è anche storia estrema, qui si è corso il GP più lungo della F1 moderna, nel 2011, durato oltre quattro ore e deciso dalla pioggia torrenziale che trasformò la gara in una maratona di sopravvivenza.
Il vero punto tecnico del weekend sarà la superficie. L’asfalto del tracciato, rifatto nel 2024, è estremamente liscio e poco abrasivo. Una caratteristica che riduce il degrado ma aumenta un altro fenomeno, la sensibilità termica e strutturale delle gomme. Trattandosi di una pista utilizzata esclusivamente nel weekend di gara, l’evoluzione del grip è rapidissima. Si passa da una condizione “verde” il venerdì a livelli molto più competitivi già nel corso del sabato, con un aumento significativo dell’aderenza meccanica. Lo scorso anno il protagonista tecnico fu il graining, presente fino alla gara domenicale. Con le nuove specifiche Pirelli, il fenomeno potrebbe risultare meno aggressivo e addirittura sparire già dopo il venerdì, ma resta una variabile aperta soprattutto nei long run iniziali.
La scelta Pirelli per Montreal va nella direzione della prestazione pura. C5 Soft, C4 Medium e C3 Hard rappresentano un salto verso mescole più morbide rispetto ad altri appuntamenti del calendario. La Soft sarà la protagonista naturale della qualifica e della Sprint. Il suo punto di forza è il warm-up immediato. In un circuito dove le temperature possono essere basse e il grip iniziale scarso, entrare in finestra operativa rapidamente sarà fondamentale. La Medium si candida invece a essere la gomma di riferimento per la Sprint Race. Offre un compromesso ideale tra stabilità e durata, soprattutto in una gara breve dove il degrado non è il problema principale, ma lo è la gestione delle fasi di trazione. La Hard, infine, rappresenta la scelta più conservativa per il GP. In un contesto dove la strategia a una sosta potrebbe tornare protagonista, la C3 diventa la base per costruire stint lunghi e regolari.
A Montreal la variabile più imprevedibile non è la pista, ma il clima. Il cambio di data rispetto al passato potrebbe portare temperature più rigide rispetto allo standard canadese. Questo elemento incide direttamente sulla capacità delle gomme di entrare in finestra operativa, soprattutto in qualifica. Il rischio è duplice, faticare nel giro secco o stressare eccessivamente gli pneumatici nelle prime fasi di gara. La Soft, in questo scenario, diventa un’arma a doppio taglio. Perfetta per il giro veloce, ma delicata se usata oltre il limite ideale di temperatura.
Il formato Sprint cambia completamente la lettura del weekend. Con una sola sessione di prove libere utili alla messa a punto, le squadre dovranno trovare rapidamente il giusto compromesso. La Sprint di sabato potrebbe vedere strategie aggressive, con un utilizzo diffuso della Medium per evitare degradi improvvisi e mantenere costanza sul ritmo gara. La Soft resta una possibilità concreta per chi vuole guadagnare posizioni nelle fasi iniziali, ma il rischio di drop prestazionale potrebbe limitarne l’efficacia nella seconda metà della gara breve.
Il debutto della Sprint a Montréal aggiunge un ulteriore livello di complessità a un circuito già altamente variabile. Tra asfalto nuovo, temperature incerte e mescole spinte verso il limite, il weekend canadese si presenta come una delle sfide tecniche più aperte della stagione. Ancora una volta, come spesso accade in F1, non sarà solo la velocità a fare la differenza. Ma la capacità di leggere le gomme prima degli avversari.
I dati della passata edizione offrono indicazioni preziose. Nel 2025 la doppia sosta si è rivelata complessivamente più veloce rispetto alla strategia a una fermata, anche se quest’ultima è stata adottata solo da chi partiva nelle retrovie. Alla partenza, la griglia si è divisa quasi equamente tra Medium e Hard, con l’Hard che ha mostrato maggiore costanza sul passo gara, soprattutto nelle fasi centrali. La Soft è rimasta ai margini della strategia principale, utilizzata solo in caso di neutralizzazioni o per sprint finali nel finale di gara. Un segnale chiaro, a Montreal la velocità pura non basta, serve gestione.
Le due mescole più dure sono state le protagoniste assolute della gara. Soltanto nel finale, quando la gara era neutralizzata, Piastri, Stroll, Bearman e Hadjar, hanno montato un set di Soft ma non lo hanno praticamente utilizzato perché la corsa è terminata senza una ripartenza. Lo stint più lungo in assoluto è stato completato da Ocon (Haas) e Sainz (Williams), che hanno percorso 57 giri con la Hard montata alla partenza. Con le Medium il primatista è stato Albon (Williams), arrivato fino a 23 giri con il set di C5 usato al via.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 06:23:10 +0000Alla fine degli anni Novanta il marchio del Biscione vive uno dei suoi ultimi grandi momenti romantici. Le Alfa Romeo sono vetture che trasformano il tragitto casa-lavoro in qualcosa di speciale. In un mercato che inizia già a riempirsi di elettronica e filtri, Alfa continua a parlare la lingua della meccanica, del volante comunicativo e dei motori pieni di carattere. In questo contesto nasce la 147 GTA, una delle hot hatch più estreme e affascinanti mai uscite da Arese. Non la più perfetta, forse, ma sicuramente una delle più emozionanti.
Per capire la 147 GTA bisogna partire dalla 147 normale. Quando debutta nel 2000, la compatta Alfa Romeo raccoglie l’eredità della 145 ma cambia completamente linguaggio. Il lavoro di Walter de Silva e Wolfgang Egger dà vita a una hatchback dalle proporzioni aggressive e sensuali, con un frontale basso, fari allungati e un posteriore muscoloso che ancora oggi appare attuale.
L’influenza della 156 è evidente, ma la 147 riesce ad avere una propria identità . Piace subito perché riesce a unire eleganza e sportività senza bisogno di appendici vistose. È una compatta che sembra scolpita, con superfici morbide e dettagli raffinati. Non a caso conquista immediatamente il pubblico europeo e nel 2001 viene eletta Auto dell’Anno.
Sotto la carrozzeria c’è una base tecnica molto valida. Le sospensioni anteriori a quadrilatero alto e il retrotreno evoluto garantiscono una dinamica superiore rispetto a gran parte delle concorrenti. Anche le versioni meno potenti lasciano intuire che il telaio potrebbe sopportare ben altro. I motori benzina spaziano da 105 a 150 CV, mentre i diesel JTD diventano rapidamente un punto di riferimento del segmento. Eppure, tra gli appassionati, tutti aspettano una sola cosa: la versione sportiva.
Nel 2002 Alfa Romeo decide di riportare in vita una sigla storica. GTA significa Gran Turismo Alleggerita, tre lettere che evocano immediatamente la Giulia Sprint GTA degli anni Sessanta e il mondo delle competizioni Turismo.
Le prime ad arrivare sono 156 GTA e Sportwagon GTA. Berlina e station wagon ricevono il trattamento più estremo disponibile in casa Alfa: carreggiate allargate, assetto rivisto e soprattutto il mitico V6 Busso da 3,2 litri. Pochi mesi dopo tocca alla 147 GTA. Ed è qui che il progetto diventa davvero speciale.
Mettere un motore del genere dentro una compatta a tre porte significa creare qualcosa di fuori scala rispetto al mercato dell’epoca. Mentre le rivali tedesche puntano su turbo compressi e una guida sempre più filtrata, Alfa sceglie la strada opposta: cilindrata abbondante, aspirazione naturale e un carattere quasi brutale.
Disegnato da Giuseppe Busso, questo motore rappresenta una delle massime espressioni della meccanica italiana. Un sei cilindri da 3,2 litri capace di sviluppare 250 CV e soprattutto di regalare un sound impossibile da confondere con qualsiasi altro motore contemporaneo.
L’erogazione è piena, progressiva, rabbiosa agli alti regimi. Non c’è turbo ad addolcire la risposta o elettronica invasiva a filtrare le sensazioni. La 147 GTA accelera da 0 a 100 km/h in 6,3 secondi, copre il chilometro da fermo in poco più di 26 secondi e raggiunge i 246 km/h di velocità massima. Prestazioni che nei primi anni Duemila la collocano nel territorio delle sportive pure.
Ma ridurre la GTA ai numeri sarebbe un errore. Il fascino della vettura sta soprattutto nella sua personalità . Quel V6 non è soltanto potente: è teatrale. All’avviamento borbotta cupo, poi diventa metallico salendo di giri fino a trasformarsi in un urlo meccanico che ancora oggi viene ricordato come uno dei suoni più belli mai usciti da un cofano Alfa Romeo.
La 147 GTA non è una macchina facile. E probabilmente è proprio questo uno dei motivi che la rendono così amata oggi. Il peso del V6 grava pesantemente sull’avantreno e l’assenza di un differenziale autobloccante meccanico rende la gestione della potenza tutt’altro che semplice. In uscita di curva il volante si muove, l’anteriore tende ad allargare e bisogna imparare a dosare il gas con attenzione.
È una vettura che richiede esperienza e sensibilità . Non perdona gli errori e non nasconde mai ciò che accade sotto le ruote. In un periodo storico in cui molte sportive iniziano già a diventare facili grazie all’elettronica, la GTA rimane una macchina vecchia scuola. Una di quelle che obbligano il guidatore a entrare in sintonia con il telaio, con i trasferimenti di carico e con la risposta del motore. Chi riesce a capirla, però, scopre un’auto incredibilmente coinvolgente. Lo sterzo è rapido, il telaio comunica tanto e il motore sembra sempre voler andare oltre.
Sul fronte della sicurezza, Alfa monta di serie un impianto frenante Brembo molto generoso, con pinze rosse che diventano immediatamente uno dei dettagli più riconoscibili della vettura. La frenata è potente e resistente, fondamentale per tenere sotto controllo una compatta capace di simili prestazioni.
La GTA viene proposta sia con cambio manuale a sei marce sia con il robotizzato Selespeed. Ma il pubblico non ha dubbi: il manuale è la scelta preferita. Più diretto, più coinvolgente e soprattutto più coerente con il carattere della macchina.
Una delle grandi qualità della 147 GTA è la capacità di apparire estrema senza diventare eccessiva. Le modifiche rispetto alla 147 standard ci sono tutte, ma vengono integrate con eleganza. I passaruota allargati rendono la vettura più muscolosa, mentre il frontale appare più cattivo grazie alle prese d’aria maggiorate.
I cerchi da 17 pollici con disegno a cerchi diventano immediatamente iconici. Dietro di loro si intravedono le pinze Brembo, quasi a voler ricordare continuamente che non si tratta di una normale compatta. Anche il posteriore cambia volto. Lo scarico sdoppiato, il paraurti dedicato e l’assetto ribassato trasformano la linea.
Aprendo la porta si entra in un mondo tipicamente Alfa Romeo dei primi anni Duemila. Ed è proprio qui che emerge il dualismo della 147 GTA. Da una parte ci sono elementi splendidi: i sedili sportivi in pelle, il volante spesso, la strumentazione orientata verso il guidatore e i dettagli specifici GTA. Dall’altra rimangono molte plastiche dure ereditate dalla 147 standard, che tradiscono le origini del progetto. Ma in fondo è proprio questa combinazione a renderla autentica.Â
La carriera della 147 GTA dura pochissimo. Nel 2005 esce di scena insieme alla progressiva trasformazione del mercato automobilistico europeo. In totale vengono prodotti appena 5.029 esemplari. Di questi, oltre 4.000 sono equipaggiati con il cambio manuale, mentre poco più di 1.000 adottano il Selespeed. Numeri relativamente bassi, soprattutto se confrontati con il successo commerciale della normale 147. Ed è proprio questa rarità a contribuire oggi al mito della GTA.
Curiosamente il mercato che la ama di più fuori dall’Italia è il Giappone, dove arrivano ben 878 esemplari. Un dato che racconta molto bene il fascino internazionale delle sportive Alfa Romeo di quel periodo.
Negli anni successivi il valore della 147 GTA cresce costantemente. Gli appassionati la cercano perché rappresenta qualcosa che non esiste più: una compatta relativamente semplice, con un enorme motore aspirato, una guida impegnativa e un carattere totalmente privo di filtri. Oggi molte hot hatch sono più veloci, più efficienti e infinitamente più sofisticate. Ma poche riescono a trasmettere la stessa sensazione meccanica della 147 GTA.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 06:00:35 +0000Il mese di maggio 2026 in Italia è caratterizzato da numerosi scioperi nel settore dei trasporti, con coinvolgimento di diverse città e regioni. In questo articolo illustreremo, giorno per giorno e città per città , tutte le informazioni aggiornate su categorie, modalità e orari degli scioperi previsti. Le informazioni riportate sono sempre verificate e aggiornate secondo le fonti ufficiali.
In Italia è stato indetto uno sciopero generale nazionale che interessa il personale dipendente pubblico e privato in tutte le province. Lo sciopero avrà luogo durante l’intera giornata, proclamato dal sindacato USI-CIT.
In Italia è previsto uno sciopero di rilevanza nazionale per il personale dei servizi di ristorazione sui treni Trenitalia della società Elior Divisione Itinere. La protesta segue la modalità di mezzo turno per ogni turno di lavoro e coinvolge tutto il personale della categoria, con sindacati promotori FAST-CONFSAL e FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI.
Nella provincia di Milano (Lombardia), è indetto uno sciopero nel settore ferroviario per il personale di Mercitalia Shunting & Terminal, con durata di 8 ore (dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio 2026), promosso da OSR USB Lavoro Privato.
Nella provincia di Milano, lo sciopero ferroviario del personale di Mercitalia Shunting & Terminal termina alle 6:00, iniziato la sera del 4 maggio.
Nella provincia di Firenze (Toscana), riguarda il personale di manutenzione RFI Doit Firenze, con uno sciopero di 8 ore per l’intera giornata, proclamato dal sindacato OSR USB Lavoro Privato.
In Italia, sciopero di 24 ore nel settore marittimo, con coinvolgimento di tutte le province d’Italia. Lo sciopero interessa i lavoratori portuali delle imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, delle Autorità di Sistema Portuale (ADSP) e di tutte le società che applicano il CCNL porti. L’astensione è indetta dal sindacato USB Lavoro Privato.
Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige) è in programma uno sciopero di 4 ore (dalle 11:00 alle 15:00), nel trasporto pubblico locale, per il personale della società Trentino Trasporti, indetto da OSR ORSA TRASPORTI.
Nella città di Potenza (Basilicata) si terrà uno sciopero di 4 ore (dalle 15:01 alle 19:00), nel trasporto pubblico locale per il personale della società Miccolis – Servizio Urbano, proclamato dalle sigle OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.
Nella provincia di Brescia (Lombardia) uno sciopero di 24 ore (dalle 00:00 alle 23:59) riguarda il personale addetto allo scarico e carico merci della società GDA Handling all’Aeroporto di Brescia Montichiari, indetto da USB LAVORO PRIVATO.
Nella città di Napoli (Campania) è previsto uno sciopero di 24 ore, dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio 2026, nel trasporto pubblico locale per il personale della società EAV, indetto da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.
Nella città di Napoli prosegue lo sciopero del personale EAV fino alle 19:30.
Nella città di Firenze (Toscana) è proclamato uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, per il personale della società Autolinee Toscane, bacino di Firenze, promosso da OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella città di Roma (Fiumicino e Ciampino), sciopero di 4 ore (dalle 12:00 alle 16:00) del personale ADR Security, con rilevanza nazionale, indetto da FAST-CONFSAL.
Per il personale ENAV ACC Roma, sciopero nazionale di 8 ore (dalle 10:00 alle 18:00), promosso da RSA UILT-UIL.
Nell’aeroporto di Napoli (personale ENAV), sciopero interregionale di 8 ore (dalle 10:00 alle 18:00), sindacato RSA UILT-UIL.
Sciopero nazionale di 8 ore (dalle 10:00 alle 18:00) di piloti e assistenti di volo Easyjet Airlines Limited. Sindacati coinvolti: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.
A Palermo, sciopero personale GH Palermo, ASC Handling e Aviapartner Palermo, 4 ore (dalle 12:00 alle 16:00), indetto da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL T.A..
A Cagliari, personale Sogaer, Sogaerdyn, SogaerSecurity, sciopero di 4 ore (dalle 13:00 alle 17:00), OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.
A Milano Malpensa, personale ALHA e MLE-BCUBE in sciopero nazionale di 4 ore (dalle 13:00 alle 17:00), sindacati OST CUB TRASPORTI e USB Lavoro Privato.
Nella città di Novara (Piemonte) uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale per il personale della società SUN, indetto da AL-COBAS.
In Italia è proclamato uno sciopero generale nazionale del settore trasporti, pubblico e privato. Le modalità sono:
Lo sciopero è indetto da USB.
Nella provincia di Bari (Puglia), sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, coinvolto il personale della società STP di Bari. Sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
In Italia sciopero nazionale del trasporto merci conto terzi, per 120 ore (dalle 00:00 del 25/5 alle 24:00 del 29/5), proclamato da CNA FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, SNA CASARTIGIANI, UNITAi, CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI, LEGACOOP PRODUZIONE E SERVIZI, AGCI.
In Emilia-Romagna (tutte le province), sciopero regionale del personale Soc. Copernico (appalto ferroviario lotto Centostazioni) per la prima metà del turno di ogni turno. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
In Italia proclamato uno sciopero generale nazionale che coinvolge categorie pubbliche e private. Le modalità sono:
Sindacati: CUB, SGB, ADL VARESE, SI-COBAS, USI-CIT.
In Emilia-Romagna (tutte le province), sciopero SETA bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, personale trasporto pubblico locale, di 24 ore, con modalità differenti, indetto da OSR USB Lavoro Privato.
In Calabria (tutte le province), sciopero regionale personale Soc. Ferrovie della Calabria, 4 ore (dalle 11:45 alle 15:45), sindacato OSR FAISA-CISAL.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Wed, 20 May 2026 06:00:00 +0000Oggi, 20 maggio 2026, lungo la rete autostradale italiana i prezzi medi comunicati all’Osservatorio Mimit (ultimo aggiornamento 19-05-2026) indicano benzina self a 2.032 euro, gasolio self a 2.067 euro, GPL servito a 0.915 euro e metano servito a 1.588 euro. Di seguito trovi la tabella con i valori medi e un approfondimento che chiarisce come si determina il prezzo alla pompa tra componente industriale e carico fiscale, comprensivo delle imposte indirette che pesano in misura rilevante sul totale.
Aggiornamento: 19-05-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO (euro) |
| Benzina | SELF | 2.032 |
| Gasolio | SELF | 2.067 |
| GPL | SERVITO | 0.915 |
| Metano | SERVITO | 1.588 |
Benzina. Il prezzo finale della benzina è il risultato della somma di due grandi componenti. La prima è la parte fiscale, pari al 58% del prezzo, che include imposte indirette come accise e Iva e che, per costruzione, si applica anche al valore industriale, amplificando l’effetto delle variazioni sottostanti. La seconda è la componente industriale, pari al 42%, a sua volta suddivisa in costo della materia prima e margine lordo. La materia prima incide per il 30% del prezzo e risente delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e del cambio euro/dollaro: quando i listini all’ingrosso salgono o l’euro si indebolisce, il costo si trasferisce progressivamente alla pompa. Il margine lordo rappresenta il 12% del prezzo e comprende le voci su cui gli operatori possono intervenire, come logistica, costi operativi e politiche commerciali di rete. In autostrada, dove pesano servizi e strutture più complesse, questa quota può riflettersi in differenziali rispetto ad altri contesti. L’interazione tra queste leve spiega perché, anche a parità di scenario internazionale, i prezzi possano muoversi con intensità diverse e perché sconti, promozioni o differenze tra modalità di erogazione incidano sulla spesa effettiva dell’automobilista.
Gasolio. Nel caso del gasolio, la ripartizione del prezzo complessivo vede la componente fiscale al 45% e quella industriale al 55%. All’interno di quest’ultima, il peso della materia prima è pari al 45% del prezzo: si tratta della quota più sensibile alle dinamiche dei mercati internazionali e al rapporto di cambio euro/dollaro, che influenza direttamente il costo di approvvigionamento. Il margine lordo vale invece il 10% del prezzo e ricomprende gli elementi su cui l’operatore può intervenire, fra cui logistica, trasporto, gestione dell’impianto e politiche di prezzo. In autostrada, la struttura dei costi e dei servizi offerti può determinare scostamenti rispetto ad altre reti, senza però modificare l’equilibrio tra le principali componenti. La minore incidenza fiscale rispetto alla benzina contribuisce a rendere il gasolio più sensibile alle oscillazioni della materia prima: quando i mercati si muovono, gli aggiustamenti alla pompa possono risultare relativamente più rapidi. Anche qui, promozioni, dinamiche concorrenziali locali e differenze tra modalità di erogazione possono generare variazioni di breve periodo, pur restando invariato l’impianto di fondo della formazione del prezzo.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 20 May 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.955 per la benzina, 1.983 per il diesel, 0.825 per il gpl, 1.577 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.977 |
| Benzina | SELF | 1.949 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
| Metano | SERVITO | 1.518 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.994 |
| Benzina | SELF | 1.971 |
| GPL | SERVITO | 0.785 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.009 |
| Benzina | SELF | 1.976 |
| GPL | SERVITO | 0.883 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.994 |
| Benzina | SELF | 1.967 |
| GPL | SERVITO | 0.855 |
| Metano | SERVITO | 1.674 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.967 |
| Benzina | SELF | 1.943 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.977 |
| Benzina | SELF | 1.956 |
| GPL | SERVITO | 0.807 |
| Metano | SERVITO | 1.528 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.992 |
| Benzina | SELF | 1.970 |
| GPL | SERVITO | 0.803 |
| Metano | SERVITO | 1.517 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.973 |
| Benzina | SELF | 1.942 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.654 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.988 |
| Benzina | SELF | 1.957 |
| GPL | SERVITO | 0.893 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.974 |
| Benzina | SELF | 1.947 |
| GPL | SERVITO | 0.804 |
| Metano | SERVITO | 1.548 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.967 |
| Benzina | SELF | 1.935 |
| GPL | SERVITO | 0.832 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.000 |
| Benzina | SELF | 1.950 |
| GPL | SERVITO | 0.824 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.976 |
| Benzina | SELF | 1.948 |
| GPL | SERVITO | 0.802 |
| Metano | SERVITO | 1.554 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.981 |
| Benzina | SELF | 1.960 |
| GPL | SERVITO | 0.788 |
| Metano | SERVITO | 1.629 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.996 |
| Benzina | SELF | 1.962 |
| GPL | SERVITO | 0.882 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.990 |
| Benzina | SELF | 1.954 |
| GPL | SERVITO | 0.833 |
| Metano | SERVITO | 1.820 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.979 |
| Benzina | SELF | 1.952 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
| Metano | SERVITO | 1.600 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.990 |
| Benzina | SELF | 1.957 |
| GPL | SERVITO | 0.833 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.976 |
| Benzina | SELF | 1.948 |
| GPL | SERVITO | 0.823 |
| Metano | SERVITO | 1.502 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.998 |
| Benzina | SELF | 1.968 |
| GPL | SERVITO | 0.899 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 maggio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.965 |
| Benzina | SELF | 1.947 |
| GPL | SERVITO | 0.810 |
| Metano | SERVITO | 1.501 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 20 May 2026 06:00:00 +000080 candeline sulla torta e non sentirli, grazie a una cura impeccabile e un progetto rimasto giovane. Di tagliandi la Vespa ne ha superati tanti e il risultato finale, probabilmente, è andato oltre le più rosee aspettative. La gamma ora offre la Vespa Primavera 80th 125 e la Vespa Gts 80th 310, con elementi che strizzano l’occhio alla tradizione.
La serie speciale che unisce memoria storica e tecnologia all’avanguardia sarà protagonista a Roma nell’appuntamento celebrativo che attende la Vespa dal 25 al 28 giugno. Il Vespa Village sarà allestito al Foro Italico e sarà il più grande evento dedicato allo scooter italiano mai realizzato. Il deposito del brevetto della Vespa è avvenuto per l’esattezza il 23 aprile 1946 e puntuale sono arrivate nelle concessionarie due varianti che segnano un momento simbolico per Piaggio.
I nostalgici possono recarsi nelle concessionarie per conoscere la Vespa Primavera 80th 125 e la Gts 80th 310. La prima è proposta a 5.750 euro, la seconda a 7.950 euro. La Primavera è la Vespa più leggera e iconica per un uso urbano comodo, mentre la Gts è nata per offrire prestazioni più elevate anche su percorsi più lunghi. Due stili diversi, ma con un patrimonio genetico comune. In 80 anni Vespa ha saputo ritagliarsi uno spazio nel mondo cinematografico, nell’arte fotografica e persino nella musica.
Per l’occasione i tecnici non hanno voluto esagerare con tocchi estremi, puntando su un ritorno alle origini e cromature essenziali. La scelta del Verde Pastello è un chiaro riferimento al periodo del dopoguerra, fase di rinascita per il Belpaese. La tonalità delle nuove versioni è stata ritrovata negli archivi storici della Casa e rimanda ai simboli della ripartenza italiana ed europea.
Cerchi e pneumatici tubeless sono spettacolari e la presenza della coppa al centro strizza l’occhio agli appassionati storici che apprezzeranno la lamiera stampata. Da notare i profili dello scudo, il maniglione per il passeggero, gli specchi retrovisori, i blocchetti dei comandi e il leveraggio della sospensione anteriore. La carrozzeria vanta una finitura lucida, mentre alcuni elementi sono satinati per offrire un look iconico.
La sella con le cuciture a vista, le manopole, la cover del retroscudo e gli inserti in gomma sulla pedana poggiapiedi sono in un verde più scuro. L’obiettivo era creare una versione monocromatica, minimalista ma arricchita di dettagli identitari. Si tratta di un prodotto che un domani si rivaluterà e sarà ricercatissimo dai collezionisti. Del resto in otto decenni Vespa si è evoluta in oltre 160 modelli diversi, mantenendo sempre intatta la sua personalità .
Sulla Primavera 80th spicca una griglia di raffreddamento sulla fiancata sinistra, un dettaglio che richiama alle soluzioni tecniche e stilistiche delle origini. Sullo scudo, accanto al tradizionale logo Vespa, è stata inserita la targhetta “80thâ€, mentre sul retroscudo trova collocazione il badge “80 years of Vespa Est. 1946â€, disegnato appositamente per l’anniversario. Completano la proposta accessori come tote bag e una drawstring bag, bandane, keychain, magneti, ventagli, patch e spille, pensati come elementi di customizzazione e simboli di appartenenza da esibire con orgoglio. La base tecnica e le prestazioni rimangono quelle della gamma attuale, con la Primavera 125 e la Gts 310, che possono essere sfruttate nella vita di tutti i giorni.
Data articolo: Wed, 20 May 2026 05:30:20 +0000Brivio è nato a Monza il 17 luglio 1963 con una passione sfrenata per i motori. Dopo aver ottenuto il diploma di ragioniere programmatore cominciò a gareggiare nel motocross, iniziando anche una carriera come fotografo e reporter. Il suo obiettivo era di lavorare nel Motorsport e nel 1990 trovò un accordo con il team Yamaha nel campionato mondiale Superbike in qualità di addetto stampa del pilota Fabrizio Pirovano.
Si fece notare e nel 1992 la Casa di Iwata gli affidò il ruolo di team manager, ricoperto per 9 anni, arrivando a sfiorare il successo nel campionato mondiale Superbike nel 2000 con il rider Noriyuki Haga. Con il passaggio del pilota giapponese nel Motomondiale, Brivio divenne il team manager di Yamaha Racing, con Carlos Checa e Max Biaggi come piloti. Nel 2004 il team guidato da Brivio convinse Valentino Rossi a lasciare la Honda e arrivarono i trionfi sulla M1 nel 2004, 2005, 2008 e 2009.
Dopo l’esperienza in Yamaha, per tre anni Brivio collaborò con l’azienda VR46 in qualità di consulente e manager di Valentino Rossi. Curò in seguito il rientro di Suzuki nel Motomondiale, raggiungendo la vittoria del titolo mondiale piloti con Joan Mir nel 2020. Ha provato anche l’esperienza in Formula 1 con Alpine, in qualità di Racing Director, seguendo Fernando Alonso ed Esteban Ocon. L’8 febbraio 2024 è ritornato in MotoGP diventando il nuovo team principal di Aprilia Trackhouse e fin qui i risultati sono stati ottimi.
Dopo un biennio molto positivo con il team americano Brivio ha annunciato che lascerà la sua carica di team principal a fine stagione. Nel GP di Barcellona si sono verificati degli attriti con Rivola a causa dello scontro tra Raul Fernandez e Jorge Martin, ma la decisione non dipende da questo dettaglio. La notizia era nell’aria ed è stata data in anteprima da Sky Italia. Sulle tracce del manager monzese c’è ora la Honda che vuole ricostruire una cultura vincente, sfruttando le nuove regole.
“Trackhouse Entertainment Group e Davide Brivio, team principal del suo team MotoGP dall’inizio del 2024, concluderanno il loro rapporto alla fine della stagione 2026. La decisione della partenza di Brivio è stata presa in accordo con Trackhouse, dopo un periodo durante il quale ha apportato enormi benefici al team”.
In una nota ufficiale, dopo un biennio, la squadra satellite della Casa di Noale ha annunciato la separazione:
Data articolo: Wed, 20 May 2026 05:30:14 +0000“Brivio si è unito al nuovo Trackhouse MotoGP Team agli albori del progetto e ha portato fin da subito tutta la sua vasta esperienza, competenza e visione strategica. In sole due stagioni, dal debutto nel Campionato del Mondo nel 2024, Brivio ha costruito e supervisionato i successi ottenuti da Trackhouse sia in pista sia fuori, migliorando le strutture e le operazioni del paddock del team e lavorando a stretto contatto con Aprilia, partner tecnico del team nelle competizioni. Ha guidato la squadra verso la sua prima vittoria, con Raul Fernandez, al 2025 Australian Grand Prix — un risultato arrivato solo nella seconda stagione di partecipazione di Trackhouse al Campionato del Mondo MotoGP — e appena una settimana fa il primo pilota ingaggiato da Brivio per Trackhouse, Ai Ogura, ha conquistato il suo primo podio nel French Grand Prix, con un terzo posto che ha confermato il potenziale che Brivio aveva intravisto nel giovane talento giapponese”.
Barcellona è una tappa fissa del calendario di Formula 1 e della classe regina del Motomondiale, tuttavia nel 2026 ha generato numerose polemiche tra gli addetti ai lavori e i fan a causa delle pesanti conseguenze che hanno avuto Alex Marquez e Johann Zarco. Se nel primo caso il crash tra la Ducati del pilota del team Gresini Racing e Pedro Acosta è derivato da un imprevisto tecnico alla KTM sul rettilineo, va affrontato un discorso diverso per la carambola che ha coinvolto in Curva-1 il rider francese della Honda, Luca Marini e Pecco Bagnaia.
Il rettilineo a imbuto preso a quasi 300 km/h ha esposto tutti i piloti in tre diverse partenze in una domenica nera per la MotoGP. Le caselle della griglia poste a una distanza importante dalla staccata di Curva-1 hanno portato tutti i piloti a vivere attimi di paura. Lo scontro che ha determinato il grave infortunio di Zarco è stato analizzato a caldo anche dai tre piloti sul podio del GP di Barcellona.
Joan Mir, Fermin Aldeguer e Fabio Di Giannantonio hanno commentato le vicende allo start. Lo spagnolo della Honda ha scosso la testa, e il collega ha affermato: “Dobbiamo partire più avanti. Dobbiamo arrivare alla staccata al massimo in quarta che già siamo veloci. Non a trecento all’ora”. Da anni si parlava della questione sicurezza e con sei piloti penalizzati, tre partenze ritardate, due rider in ospedale e un campione del mondo a rischio nei test la questione è riemersa puntuale nelle ultime ore.
Nella Sprint Race Di Giannantonio, poi vincitore della tappa domenicale, ha centrato Brad Binder su KTM, che è stato sbalzato lateralmente contro Joan Mir della Honda. Entrambi i piloti sono caduti ma senza conseguenze fisiche. L’incidente che ha coinvolto Zarco, Marini e Mir ha riportato alla mente quello del rider della Honda, Takaaki Nakagami che, nel Gran Premio di Catalogna del 2022, con il casco fini sulla ruota posteriore della Ducati di Bagnaia e la sua moto andò a sbattere contro la Suzuki di Rins. Quest’ultimo si ruppe il polso, mentre Nakagami, miracolosamente, uscì illeso nonostante il terrificante colpo alla testa. In questa edizione sarebbe potuta essere una domenica drammatica per Alex Marquez e Johann Zarco.
Nel 2023 Enea Bastianini in sella alla Rossa determinò un maxi-incidente nella stessa curva, scontrandosi con Zarco. Nell’incidente rimasero coinvolti anche Di Giannantonio, Alex Marquez e Marco Bezzecchi, che si ruppe la caviglia e la mano sinistra, e fu costretto a saltare le tre gare successive. Il rettilineo principale di partenza e arrivo del Circuit de Barcelona-Catalunya misura 1,047 km, tuttavia il problema è la posizione della linea di partenza.
La prima sequenza di curve è a 595 metri, caratterizzata da una svolta a destra con una violenta frenata seguita da un’immediata curva a sinistra. “Partendo così lontano dalla prima curva, arriviamo lì con molta velocità , ma non la velocità a cui siamo abituati ad arrivare in un normale giro di gara”, ha spiegato Fabio Di Giannantonio. In una situazione dove è facile perdere il punto di staccata diventa complesso non commettere un errore. Il pilota del team VR46 ha aggiunto:
Data articolo: Tue, 19 May 2026 15:08:04 +0000“Arrivare lì in quinta marcia con molta velocità , con molta aerodinamica in movimento, molta turbolenza sono tutte cose che si sperimentano solo due volte nel weekend, nella Sprint e nella gara del Gran Premio. È davvero, davvero difficile essere precisiâ€.
L’obiettivo è sempre lo stesso: punire e incassare. La polizia locale di numerose città italiane ha cominciato a sanzionare chi non si è aggiornato con la recente normativa in materia di monopattini elettrici. Il Codice della Strada ha previsto l’obbligo di casco, targa e assicurazione, oltre al divieto di parcheggiare sul marciapiede e di circolare in determinate zone della città .
Dopo le tantissime polemiche sugli incidenti, le ultime disposizioni hanno previsto che i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica possano circolare solo su strade urbane con limite di velocità non superiore a 50 km/h muniti di un apposito targhino. Le nuove norme sono state introdotte per accrescere il livello di sicurezza per gli utenti della strada e per le potenziali vittime di sinistri causati da monopattini.
I monopattini sono nati come valida alternativa per una mobilità green, tuttavia in pochi hanno accolto con spirito di adeguamento le nuove regole. La polizia ha cominciato ad effettuare i controlli a partire dal 16 maggio 2026, giorno del debutto ufficiale dell’obbligo del targhino per i monopattini elettrici. Il risultato? In numerose città , da nord a sud, gli agenti hanno dovuto comminare sanzioni per assicurarsi che i mezzi siano presto adeguati alla nuova disposizione.
A Trento, nella prima giornata di verifiche, la polizia ha registrato 11 violazioni e comminato sanzioni per un totale di circa 1.300 euro. Una cifra considerevole e che dovrebbe invitare i diretti interessati al pieno rispetto delle norme. In Veneto, la polizia locale veronese, solo nella giornata di lunedì, ha fatto 11 verbali in appena un’ora, di cui tre per la mancanza del targhino, sette per conduzione senza casco e una a degli utenti che viaggiavano in due sul mezzo.
Vanno poi sommate altre 16 sanzioni registrate nella giornata di domenica. Gli agenti hanno constatato che chi sfrutta i mezzi in sharing spesso viaggia senza casco, mentre i proprietari di monopattini privati non si sono ancora conformati alla disciplina della targa obbligatoria. Milano è piena di utenti che sfruttano i monopattini elettrici per raggiungere le vie del centro e i quartieri della movida. Sono state 44 le sanzioni emesse della Polizia locale – 16 domenica, 28 lunedì, con contravvenzioni fino a 400 euro – per la mancata presenza dell’apposito contrassegno identificativo.
Situazione simile in Puglia, a Foggia, dove solo nel primo weekend si sono registrate 12 sanzioni per mancanza di targa e 15 per assenza di casco. Discorso analogo a Bari, dove gli agenti hanno firmato 14 multe, mentre a Napoli nella prima giornata di attivazione delle verifiche, i vigili urbani hanno elevato ben 10 verbali su 13 veicoli controllati. Quasi l’80% dei mezzi, in sostanza, non rispetta le nuove norme.
Per evitare le sanzioni previste dal Codice della Strada, ovvero multe che vanno da 100 e 400 euro (riducibile a 70 euro se pagata entro cinque giorni), occorre seguire l’iter per l’applicazione del targhino. Per chi, invece, si aggira senza casco è prevista una sanzione di 50 euro, mentre è assolutamente vietato il trasporto di un secondo passeggero per motivi di sicurezza.
La ricevuta della richiesta della targa non autorizza subito la circolazione. Risulta obbligatoria l’applicazione fisica del contrassegno sul mezzo, il cui iter richiede circa 20 giorni. Si tratta di un codice identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile di sei caratteri alfanumerici da applicarsi sul parafango posteriore o, in subordine, sul piantone del manubrio. Infine, dal 16 luglio 2026 diventerà obbligatoria anche la polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 14:09:13 +0000Dopo aver fatto la storia sull’asfalto, i confini della Casa modenese si sono spinti sulle onde. Con 30 metri di lunghezza e 20 di larghezza, la Ferrari Hypersail mira a diventare un punto di riferimento mondiale. Le prime foto dal cantiere dove viene costruita l’imbarcazione lasciano trasparire la cura maniacale di ogni dettaglio, tipica della Casa italiana.
L’obiettivo della Hypersail? Il Trofeo Jules Verne: un giro del mondo in equipaggio su una distanza di 21.600 miglia nautiche da chiudere entro 40 giorni, 23 ore, 30 minuti e 30 secondi. Una sfida che ha acceso l’entusiasmo anche del numero 1 della Ferrari, John Elkann, che ha accolto con positività la nuova era multidisciplinare del marchio emiliano. Per lasciare un segno nella storia della vela i tecnici sono a lavoro con estrema passione.
Dopo aver mostrato su un modellino e in video la livrea gialla e nera durante la Milano Design Week, la Ferrari ha postato le immagini dello scafo nel cantiere dove viene costruito, in provincia di Pisa. L’imponente imbarcazione vanta una carena estrema, in linea con il diktat Guillaume Verdier, genio dell’architettura navale dietro al progetto tecnico della Ferrari Hypersail.
Nel video in basso avrete la possibilità di ammirare la silhouette dello scafo, al netto delle appendici, che garantiscono la possibilità di raggiungere in pieno controllo le massime performance in mare. Spicca la chiglia basculante che offre stabilità nelle navigazioni oceaniche e i foil laterali necessari per farla arrivare alla massima velocità sulle onde.
Il guscio dello scafo, spesso pochi millimetri, è composto da una parte esterna, seguita da diversi strati di schiume, nido d’ape e laminazioni in carbonio, atti a offrire leggerezza e rigidità . Si nota la cupola del grande pozzetto coperto dove i velisti avranno la possibilità di direzionare il mezzo, una robusta prua e un’ampia poppa che unisce gli stilemi dell’AC75 dell’America’s Cup allo stile delle barche oceaniche. Giovanni Soldini, velista milanese specializzato in navigazioni oceaniche in solitario e in equipaggio, è uno dei pilastri di questo progetto.
Sono suggestive le immagini pubblicate dello scafo nel cantiere, e con una comunicazione ufficiale è stato spiegato l’iter. In una nota si legge:
“L’operazione di demoulding, la rimozione dallo stampo, arriva al termine di oltre un anno di lavoro tra laminazione, cottura dei materiali compositi e integrazione delle principali strutture interne. Con questo passaggio si completa una prima fase fondamentale della costruzione di Ferrari Hypersail. Dopo la recente presentazione della livrea, il progetto entra ora nella fase dedicata all’installazione dei sistemi meccanici, idraulici ed elettrici, in preparazione dei futuri test in acquaâ€.
Gli ultimi rumor parlano di una presentazione ufficiale entro fine anno e nella prima metà del 2027 si effettueranno i test, dato che si tratta di una barca totalmente nuova che mira a infrangere record e il primato di velocità . Avrà soluzioni tecniche, già presenti nel Motorsport, per ottimizzare l’efficienza aerodinamica e migliorare le performance. Il nome Hypersail è un omaggio alle hypercar che prendono parte al campionato mondiale endurance. Il project leader Enrico Voltolini ha aggiunto:
Data articolo: Tue, 19 May 2026 13:10:21 +0000“Il mezzo va sviluppato, l’equipaggio dovrà allenarsi, provare, imparare a sfruttare tutte le potenzialità del nuovo scafo. La nostra finestra temporale per mirare al record arriva fino al 2031â€.
La disattivazione airbag del sedile anteriore è una procedura prevista da diverse Case automobilistiche, è importante però che sia effettuata solo in situazioni specifiche (per non alterare la sicurezza a bordo) ed esclusivamente seguendo le indicazioni date dal costruttore auto.
Ricordiamo infatti che l’airbag frontale del passeggero è un dispositivo indispensabile per viaggiare sicuri in macchina. Si tratta di un sistema che conosciamo tutti e che è stato progettato e realizzato proprio per proteggere gli occupanti a bordo in caso di forte urto e incidente.
Ci sono però alcuni casi in cui può essere necessario disattivarlo, la sicurezza va sempre al primo posto. Tra le circostanze possibili, la più frequente è il trasporto di neonati e bambini molto piccoli in auto, con seggiolino rivolto contro il senso di marcia, come dice la legge, posizionato sul sedile del passeggero anteriore.
Attenzione però: è necessario sapere quando bisogna disattivare l’airbag, come farlo correttamente, quando e come riattivarlo e quali rischi si corrono, per non compromettere la sicurezza in auto.
Come già accennato, la situazione più comune è il trasporto di un bambino sul sedile anteriore, su un seggiolino rivolto all’indietro. È semplice capire perché è più sicuro disattivare l’airbag: un eventuale gonfiaggio a causa di un forte urto potrebbe provocare conseguenze molto gravi per il bimbo.
Ci sono differenti costruttori che, all’interno dei loro manuali d’uso e manutenzione, specificano e raccomandano di non utilizzare mai e per nessuna ragione il seggiolino rivolto all’indietro prima di disattivare l’airbag.
I casi in cui è bene non lasciare l’airbag attivo:
È fondamentare ricordarsi di riattivare l’airbag, soprattutto quando sul sedile anteriore viaggiano adulti o bambini seduti frontalmente con sistemi di ritenuta adeguati.
Su ogni auto e modello ci sono modalità di disattivazione airbag differenti. La maggior parte dei veicoli moderni e di ultima generazione però è dotata di sistemi molto semplici e intuitivi, con un interruttore dedicato, per una procedura facile e veloce.
Secondo i manuali ufficiali di diversi brand automobilistici, questo tasto generalmente è posizionato:
Ci sono anche modelli sui quali il comando può essere azionato tramite la chiave dell’auto.
Nonostante le caratteristiche differenti per ogni auto, in generale la procedura segue più o meno gli stessi passaggi, quasi sempre:
Verificare che sul quadro strumenti o sul display compaia la spia “Airbag passeggero OFFâ€, su alcuni modelli sarà possibile vedere anche un messaggio sul display centrale o una spia luminosa sul tetto dell’abitacolo.
Dopo aver disattivato l’airbag, è fondamentale controllare che la spia di conferma sia effettivamente accesa. Attenzione: se non compaiono avvisi o al contrario resta accesa una spia di errore del sistema SRS/Airbag, il consiglio è rivolgersi immediatamente presso un’officina autorizzata.
I costruttori auto e il meccanico ricordano che ignorare la spia airbag può significare andare incontro a gravi rischi per la sicurezza e causare malfunzionamenti del sistema di protezione.
Non tutte le auto sono dotate di un interruttore per la disattivazione airbag passeggero. Ci sono vetture che si servono di sistemi automatici basati sui sensori di peso del sedile, altri modelli invece non prevedono proprio la disattivazione e mantengono l’airbag sempre attivo.
I manuali ufficiali specificano chiaramente che, se il veicolo non dispone del commutatore PACOS (Passenger Airbag Cut Off Switch), l’airbag anteriore rimane sempre attivo e quindi il sedile anteriore non deve mai essere usato per trasportare un bambino in un seggiolino rivolto all’indietro.
Ci sono auto senza interruttore dedicato, soprattutto i modelli più datati, per i quali la disattivazione può essere effettuata in officina autorizzata. È una procedura che deve essere eseguita esclusivamente da tecnici qualificati, senza mai provare con il fai-da-te, intervenendo sull’impianto elettrico o andando a scollegare i connettori. Attenzione perché può essere pericoloso e potrebbe anche compromettere il corretto funzionamento del sistema di sicurezza del veicolo in caso di necessità .
Il Codice della Strada, all’articolo 172, disciplina “l’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta e sicurezza per bambini”. A tale proposito dice: “I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all’indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l’airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata”. Il sedile posteriore, secondo gli esperti e la legge, è la soluzione più sicura per il trasporto dei piccolini in macchina.
Se però si decide consapevolmente di utilizzare il sedile anteriore con un seggiolino in cui il bimbo ha lo sguardo rivolto all’indietro, allora l’airbag frontale deve obbligatoriamente essere disattivato.
All’articolo 172 del CdS è possibile anche leggere quali sono le sanzioni per chi non rispetta la legge, nello specifico il Codice indica che: “Chiunque non fa uso dei dispositivi di ritenuta, cioè delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini o del dispositivo di allarme […], è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 83 a euro 332. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al presente comma per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi”.
E inoltre: “Chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacola il normale funzionamento degli stessi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 167”.
Uno degli errori più frequenti è dimenticare l’airbag disattivato anche dopo aver tolto il seggiolino per bambini dall’auto. Quando il sedile anteriore viene usato da un adulto, l’airbag deve essere sempre e immediatamente attivato.
La riattivazione di solito si può fare seguendo la stessa procedura, ruotando il selettore da OFF a ON e verificando l’accensione della spia di conferma.
Come abbiamo visto finora quindi la disattivazione airbag non è semplice come sembra. In realtà coinvolge uno dei principali sistemi di sicurezza della propria vettura e deve essere effettuata solo nei casi previsti dal costruttore (e dalla legge).
Il nostro consiglio è di consultare sempre prima il manuale di uso e manutenzione auto oppure chiedere direttamente a un’officina specializzata o addirittura alla rete ufficiale della casa automobilistica. Ogni modello può prevedere dei sistemi e delle procedure differenti, posizioni diverse dell’interruttore ed eventuali automatismi specifici da conoscere.
Airbag e seggiolini devono essere sempre usati in maniera corretta in auto, per proteggere davvero chi viaggia a bordo, compresi i passeggeri più piccoli.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 11:30:42 +0000Al loro arrivo le e-bike dovevano portare una sicurezza maggiore sulle strade e invece quanto sta accadendo fa vacillare ogni certezza. Dopo i recenti tragici fatti di cronaca, Amazon ha deciso di rendere più difficile l’acquisto di una bicicletta elettrica sulla sua piattaforma per i cittadini statunitensi, perché molti dei modelli messi in vendita online in realtà violano le normative locali, fino a diventare un pericolo pubblico se lasciate in mani sbagliate.
In diversi casi, si tratta infatti di motociclette elettriche ad alte prestazioni, astutamente mascherate da innocue e-bike in modo da aggirare i controlli. I bolidi in questione, capaci di toccare velocità da autostrada, vengono spesso guidati da minorenni che non hanno mai sostenuto un’ora di scuola guida, e con una situazione del genere, il boom di schianti era inevitabile, al punto da provocare l’allarmismo generale.
Ormai la cronaca americana è piena di eventi tragici. L’episodio più recente arriva dalla contea di Orange, dove un quattordicenne in sella a un mezzo illegale da 90 km/h ha travolto e ucciso un anziano. Secondo il procuratore distrettuale non ci sono scuse, tanto da accusare la madre di omicidio colposo perché, nonostante i diversi avvertimenti della Polizia, lei ha preferito mettere “un’arma letale” in mano a un ragazzino.
Ma le colpe non sono solo dei genitori. Sotto accusa ci sono soprattutto i costruttori che aggirano i divieti vendendo sul web finti velocipedi esteticamente simili alle moto da cross, ma in grado di viaggiare a oltre 95 km/h. Li spacciano per normali biciclette, ignorando i paletti degli organi legislativi come quello della California, che fissa il tetto massimo a 45 km/h per la pedalata assistita e ad appena 32 km/h per i modelli con acceleratore.
Secondo il normatore, una volta superati i limiti di velocità non sei più su una bici, bensì su una moto, quindi ti occorrono targa, assicurazione, età minima e patente. Ma la strada offre un bollettino di guerra: nel giro di quattro anni gli schianti e i feriti in California legati a questi mezzi sono aumentati del 430%, andando a smentire il mito del velocipede innocuo.
Il problema della sicurezza urbana bussa forte anche alla porta di casa nostra, spinto soprattutto dal caos legato ai monopattini elettrici, trattato dal Governo nel nuovo Codice della Strada introducendo l’obbligo di targa e di assicurazione RC. Eppure, un problema rimane: insieme alle e-bike rientrano nella categoria dei “velocipedi” e pertanto non richiedono la patente. Il vuoto normativo salta all’occhio, in quanto la revoca della licenza di guida su un’auto non toglie il diritto di salire a bordo di questi mezzi elettrici, e in caso di incidente i danni possono essere molto seri.
In uno studio su Roma, l’Otodi (ortopedici traumatologi ospedalieri) ha rilevato traumi devastanti al volto, ai denti e gravi fratture scomposte agli arti per chi cade dal monopattino, complice la quasi totale assenza di protezioni. Prima di dirci fuori pericolo, insomma, accettiamo che le nuove regole sono solo una parte del lavoro: serve una vera cultura della sicurezza.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 10:30:08 +0000Ford smette di difendersi e passa al contrattacco con la Fiesta sulla via del ritorno. La Casa dell’Ovale Blu ha infatti svelato la strategia Ready Set Ford, un piano per dire addio all’immagine di costruttore generalista basato su tre principi chiave: solidità , emozione e avventura (Build, Thrill and Adventure). A tale scopo, entro il 2029 arriveranno cinque nuovi modelli, tutti accomunati da un’impostazione “rally-bred”, ovvero cresciuti a pane e rally, capaci di rimettere al centro il piacere di guida, la precisione e il controllo.
Intensificando i rapporti con Renault nasceranno sotto il marchio Ford due nuove auto elettriche a partire dal 2028 sulla piattaforma francese AmpR Small. A quanto pare, la prima novità potrebbe essere proprio quella della Fiesta, che tornerebbe in veste di citycar a zero emissioni sviluppata sulle fondamenta tecniche della Renault 5 E-Tech.
Poco dopo sarà il turno di un crossover compatto a batteria, l’erede designata dell’attuale Puma, ingegnerizzata sul pianale della Renault 4 E-Tech. A ogni modo, non ci sarebbe ragione di temere un semplice “trapianto di logo” e nulla più, infatti Jim Baumbick, capo del marchio in Europa, ha subito messo in chiaro che il DNA Ford rimarrà intatto, grazie a un lavoro profondissimo su stile e assetto, volto a garantire il tipico comportamento dinamico del brand.
I piani di espansione non si fermano alle piccole da città . Nel 2028 varcherà i cancelli della fabbrica spagnola di Valencia un nuovo membro della famiglia Bronco, un SUV di medie dimensioni che condividerà la piattaforma con l’attuale Kuga. Per quanto riguarda le motorizzazioni conterà sistemi ibridi e plug-in, unendo lo spirito d’avventura americano alle esigenze del pubblico europeo.
L’anno successivo, nel 2029, vedremo gli ultimi due tasselli del puzzle, due crossover chiamati a sostituire la Focus (ormai fuori produzione) e la Kuga. In questo caso, Ford giocherà la carta del “multi-energia”: nessuna imposizione elettrica, ma una gamma propulsori flessibile comprensiva di versioni a batteria, varianti ibride e classiche unità termiche.
Da oltre dieci anni Ford detta legge nel settore dei veicoli commerciali e la nuova strategia punta a blindare il primato. Per gli impieghi più estremi – dal soccorso alla difesa, fino al lavoro in miniera – è in arrivo il Ranger Super Duty, un mostro da lavoro capace di trainare fino a 4,5 tonnellate con una portata utile vicina alle 2 tonnellate.
Sul fronte della logistica urbana, già entro la fine dell’anno arriverà nei concessionari il Transit City, un furgone compatto e 100% elettrico sviluppato insieme alla cinese JMC, la soluzione ideale di quei corrieri costretti a muoversi nei centri storici e nelle zone a traffico limitato.
Pur senza rinnegare la rotta verso le zero emissioni, Ford sposa una linea di assoluto realismo e lascia intendere alla politica europea la necessità di definire obiettivi raggiungibili, nonché di installare colonnine di ricarica funzionanti, per questo le tecnologie ponte come l’ibrido plug-in (PHEV) e l’elettrico ad autonomia estesa (EREV) rimarranno centrali nei prossimi anni. Come riassunto efficacemente da Baumbick:
Data articolo: Tue, 19 May 2026 08:35:47 +0000“La via più veloce verso le zero emissioni è quella che i clienti sono effettivamente disposti a percorrere”