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News passione motori

News n. 1
Le auto e le moto di Lucio Battisti, una passione finita anche nelle sue canzoni

Tra le foto di Lucio Battisti ce n’è una che riesce forse meglio di ogni altra a descrivere il suo rapporto con i motori. Lo ritrae al volante di una Citroën Méhari sulle strade della Maddalena. Tutto talmente evocativo da sembrare quasi studiato a tavolino, ma diverse fonti accostano il cantante alla piccola francese, mai dimenticata da chi all’epoca visse i suoi anni d’oro.

Una vita anche sulle due e quattro ruote

Quando debuttò nel 1968, Citroën aveva preso la meccanica della Dyane 6 e l’aveva coperta con pannelli in plastica ABS. Il risultato pesava 525 kg, non arrugginiva e si puliva con l’acqua, il massimo se andavi regolarmente in spiaggia: sabbia e salsedine potevano sporcarla, quasi mai rovinarla.

Il bicilindrico raffreddato ad aria proveniva da 2CV e Dyane. La velocità massima si fermava intorno ai 100 km/h, mentre con un litro di benzina si percorrevano una ventina di chilometri. Numeri modesti anche per l’epoca, ma la Méhari non nasceva per divorare l’autostrada. Tetto e fiancate potevano essere smontati, lasciando passare l’aria disponibile.

Citroën ne produsse quasi 150.000 esemplari in vent’anni. Bastavano pochi interventi per passare dalla cabriolet al pick-up oppure ottenere una specie di vettura chiusa, capace di proteggere dalle sorprese del tempo, e la gamma includeva persino una versione 4×4. Un modello essenziale, insomma, ma dotato di parecchie idee e di colori impossibili da ignorare.

Più che ipotesi, l’appartenenza della MV Agusta 175 a Battisti è una certezza. A Molteno la utilizzava anche per portare in giro Mogol, relegato nel ruolo del passeggero, e chissà quanti discorsi avrà ispirato, magari una volta raggiunto un posto tranquillo.

Arrivata nei primi anni Cinquanta, la 175 decretò il passaggio della Casa italiana ai quattro tempi nella produzione di serie. L’offerta – comprensiva di versioni turistiche, sportive e da gara – potrebbe avere creato anche qualche imbarazzo della scelta a Battisti e, per quanto attribuirgli la celebre CSS “Disco Volante” sarebbe suggestivo, mancano conferme ufficiali sulla tipologia esatta.

La motocicletta si ritaglia il suo spazio anche ne Il tempo di morire, dove il protagonista arriva a offrirla alla donna desiderata pur di trascorrere una notte insieme, una proposta discutibile, accompagnata dai 10 CV indicati da Mogol nella convinzione di avere scelto una potenza fuori dal comune. Sul versante tecnico aveva preso un abbaglio, ma il successo del brano gli evitò qualsiasi ramanzina.

Rispetto alle due ruote, le automobili compaiono con una certa regolarità nei testi. In Sì, viaggiare la messa a punto del motore diventa quasi un consiglio su come affrontare la vita, invece Emozioni descrive una guida notturna spinta fino al pericolo. L’aquila lascia passare un’auto coperta dal fumo e Sognando e risognando porta il protagonista nel traffico, prima di concedergli la non scontata fortuna di trovare parcheggio.

Lucio per amico: Mogol racconta il lungo sodalizio

Il ricordo di Battisti non si fermerà alle auto e alle moto. Stasera, alle 21.20, Rai 3 manderà in onda Lucio per amico. Ricordando Battisti, docufilm diretto da Angelo Bozzolini e visibile anche su RaiPlay. A tenere insieme il racconto sarà soprattutto Mogol, chiamato a ripercorrere il lungo sodalizio artistico fino alla separazione, seguita dalla collaborazione di Battisti con Pasquale Panella.

Alcune sequenze arriveranno da filmati in Super8 e apparizioni televisive oggi quasi dimenticate, raccolte in Italia e all’estero. Ai ricordi di Mario Lavezzi, Pietruccio Montalbetti, Caterina Caselli e Mara Maionchi si aggiungeranno quattro interpretazioni affidate a Gianluca Grignani, Noemi, Giovanni Caccamo e Giusy Ferreri. Se tra una canzone e l’altra riaffiorerà anche un motore, ormai sappiamo che non sarà per caso.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 19:09:34 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane del 28 luglio 2026 è caratterizzata da diversi eventi rilevanti tra cui una lunga coda di 4 km sulla A1 Milano-Napoli dovuta a un veicolo in fiamme tra il Bivio A1/A22 Brennero-Modena e Reggio Emilia, e un incendio sulla stessa autostrada tra Frosinone e Ceprano. Segnaliamo inoltre numerosi lavori che comportano chiusure di tratti importanti, uscite e aree di servizio.

A1 MILANO-NAPOLI



21:04 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Coda di 1 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
La coda si estende dal chilometro 264.0 al 266.0 per una lunghezza totale di 2.0 km.



21:02 – Bivio A1/A22 Brennero-Modena e Reggio Emilia
Coda di 4 km per veicolo in fiamme
Direzione Milano
La coda si sviluppa tra il chilometro 149.0 e il 154.0 per una lunghezza di 5.0 km.



21:00 – Area di servizio Cittadella
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 29 luglio 2026 per lavori
Direzione Napoli



20:59 – Tratto Capodich. – allacciamento Capod. Ramo C
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 29 luglio 2026 per lavori
Entrata consigliata verso Napoli: Nodo Napoli Centro Direzionale su A1 Milano-Napoli.
Uscita consigliata provenendo da Milano: Corso Malta su Tangenziale Napoli.
Direzione Autostrada Milano-Napoli



20:57 – Pontecorvo e Ceprano
Scorta veicoli per coda per safety car
Direzione Napoli



20:00 – Frosinone e Ceprano
Incendio segnalato
Direzione Napoli



20:48 – Area di servizio Badia al Pino est
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 29 luglio 2026 per lavori
Direzione Milano



20:40 – Fidenza e Fiorenzuola
Coda per lavori
Direzione Milano
La coda è localizzata tra il km 79.7 e 80.0 per una lunghezza di 0.3 km.



20:12 – Orvieto e Attigliano
Coda di 1 km per lavori
Direzione Napoli
La coda si estende dal chilometro 457.7 a 456.7.



20:07 – Area di servizio Cantagallo ovest
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 29 luglio 2026 per lavori
Direzione Napoli

A4 TORINO-TRIESTE



21:02 – Bivio A4/Raccordo Viale Certosa e Cormano
Coda per tratto chiuso
Direzione Trieste
La coda si estende dal chilometro 127.0 al 126.2 per una lunghezza di 0.8 km.



21:00 – Cormano e Sesto San Giovanni
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 29 luglio 2026 per lavori
Entrata consigliata verso Brescia: Sesto San Giovanni.
Direzione Trieste



20:59 – Entrata Cormano
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 29 luglio 2026 in entrambe le direzioni per lavori
Entrata consigliata verso Torino: Viale Certosa su Raccordo A4-A8 Milano Viale Certosa.
Entrata consigliata verso Brescia: Monza.
Direzione in entrambe le direzioni



20:01 – Area di servizio Lambro sud
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 29 luglio 2026 per lavori
Direzione Trieste

A13 BOLOGNA-PADOVA



21:01 – Ferrara Nord e Ferrara sud
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 29 luglio 2026 per lavori
Entrata consigliata verso Bologna: Ferrara sud.
Direzione Bologna

A14 BOLOGNA-TARANTO



21:02 – Uscita Rimini Nord
Uscita chiusa al traffico fino alle 05:00 del 29 luglio 2026 per lavori
Uscita consigliata provenendo da Ancona: Rimini sud.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Valle Del Rubicone.
Direzione in entrambe le direzioni



21:01 – Entrata Rimini Nord
Entrata chiusa al traffico fino alle 05:00 del 29 luglio 2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Bologna: Valle Del Rubicone.
Entrata consigliata verso Ancona: Rimini sud.
Direzione in entrambe le direzioni



20:48 – Giulianova e Val Vibrata
Coda di 2 km per incidente
Direzione Ancona
La coda si estende dal chilometro 330.0 al 333.0 per una lunghezza di 3.0 km.



20:29 – Area di servizio Bevano ovest
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 29 luglio 2026 per lavori
Direzione Taranto

TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO



20:49 – Piazzale Italiano
Coda verso Chamonix con attesa prevista di 15 minuti.
Direzione Chamonix

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 19:08:00 +0000
News n. 3
Ferrari tranciata in due in un maxi incidente, conducente salvo

Le Ferrari non sono le supercar più desiderate al mondo solo per il design e le incredibili performance, spiccando sul mercato del lusso anche per una super affidabilità. Non c’è test più probante di uno schianto a velocità sostenuta contro un albero in una quotidiana corsa che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Teatro dell’incidente il tratto di Rio Vista Blyd a Mermaid Waters, attorno alle ore 9:15 del 25 luglio 2026, nella costa est australiana.

Una Ferrari SF90 Spider era pilotata da Sam Gordon, un investitore immobiliare e influencer della Gold Cost, che fortunatamente non ha avuto problemi fisici, nonostante la vettura sia di fatto stata spezzata in due. Le dinamiche del crash non sono ancora state chiarite, ma l’unica certezza è che l’uomo a bordo è uscito sulle sue gambe, senza riportare nemmeno un graffio.

L’annuncio sui social

Il guidatore avrà avuto delle enormi difficoltà a controllare la supercar, nonostante l’elettronica, ed è finito contro un albero. Sulla sua pagina IG Gordon ha annunciato:

“Volevo solo fare un breve saluto per ringraziare tutti coloro che mi hanno contattato. Vi risponderò appena possibile. Ma volevo solo far sapere a tutti che sto benissimo. Un plauso enorme alla Ferrari per aver costruito un’auto pazzesca che, in caso di incidente, mette al primo posto la protezione del pilota”.

L’uomo ha confermato sui social media di essere stato coinvolto nell’incidente, ma di essere rimasto illeso. Ha ringraziato tutti coloro che lo hanno contattato, essendo stato sommerso di messaggi in un momento molto delicato. Sam Gordon, seguito e apprezzato sui social, è tra gli investitori immobiliari di maggior successo in Australia. A 28 anni ha iniziato a vivere come una star dei social media, riuscendo ad arricchire la sua collezione privata di auto da corsa, in cui spiccava la Ferrari SF90 Spider oltre ad alcune Lamborghini.

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Perdita ingente

In Australia una SF90 Spider costa circa 960mila dollari australiani che al cambio fanno circa 590mila euro. Una cifra da capogiro per chiunque, volatilizzata per una distrazione alla guida. Sam Gordon, spese a parte, è stato molto fortunato a uscire illeso da un impatto di tale portata.

Del resto le prestazioni della vettura ibrida modenesi sono brutali. La SF90 Stradale vanta 986 cavalli, grazie a tre motori elettrici e al V8 biturbo F154 FA da 4,0 litri, ed è in grado di toccare da ferma i 100 km/h in 2,5 secondi. Lo 0 a 200 km/h è coperto in appena in 6,7 secondi, mentre la top speed si attesta intorno ai 340 km/h.

Con un rapporto peso/potenza di 1.57 kg/CV e 390 kg di carico aerodinamico a 250 km/h la SF90 Stradale dovrebbe essere portata al limite solo in pista. La SF90 Stradale scoperta, dotata di hardtop retrattile, è risultata la prima Ferrari ibrida plug-in offerta in versione decappottabile. Le prestazioni della Spider sono in linea con la versione Coupé. “SF” sta per “Scuderia Ferrari”, mentre il numero 90 rappresenta i nove decenni della Scuderia Ferrari nel Motorsport. I 90 anni sono stati celebrati nel 2019 con il lancio della monoposto di Formula 1 e, successivamente, della versione stradale. Un’auto da sogno ridotta in due brandelli fa sempre male al cuore dei veri appassionati del Cavallino.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 14:21:51 +0000
News n. 4
Ferrari, il mistero Hypercar: “Loading†e social, il Cavallino nasconde qualcosa

Due post sui social, una grafica in bianco e nero e una Hypercar completamente camuffata. Maranello accende la curiosità degli appassionati: semplice teaser o c’è qualcosa di nuovo in arrivo?

C’è una Ferrari che si vede e una Ferrari che, per ora, bisogna soltanto immaginare. La prima è una Hypercar fotografata in pista, avvolta da una pellicola camouflage che ne nasconde ogni dettaglio.

La seconda è quasi un’opera d’arte astratta: geometrie bianche e nere, superfici sovrapposte, forme che sembrano richiamare una vettura da corsa scomposta in mille pezzi. In mezzo, una sola parola: “Loading…“. Il Cavallino Rampante al momento ha scelto di non spiegare. E, come spesso accade nel mondo Ferrari, il silenzio sembra essere diventato parte della notizia. Inoltre, è proprio il passaggio dalla prima alla seconda immagine a rendere interessante la strategia comunicativa.

Il gioco degli indizi

Due post pubblicati sui social hanno infatti acceso la curiosità degli appassionati di motorsport. Nessuna presentazione ufficiale, nessun comunicato tecnico, nessun nome, solo immagini e un messaggio che sembra suggerire che qualcosa sia in fase di preparazione. La domanda, inevitabile, è una sola: che cosa sta “caricando” Ferrari?

Il primo elemento è la grafica. Non è una fotografia tradizionale, ma un’immagine fortemente elaborata, costruita su una combinazione di bianco, nero e geometrie frammentate. Il colpo d’occhio ricorda una sorta di caos digitale con superfici, linee e volumi sembrano comporre e scomporre contemporaneamente l’idea di una Hypercar.

Poi è arrivato il secondo post. Qui la fantasia lascia spazio alla realtà: una vettura da endurance viene immortalata durante un test, ma è completamente ricoperta da un camouflage estremamente fitto. Il risultato è quello tipico dei prototipi che devono ancora essere svelati. Nella foto si intuiscono proporzioni e architettura generale, ma i dettagli sono volutamente cancellati.

Prima l’astrazione, poi il prototipo

Una sequenza che potrebbe essere semplicemente una campagna social costruita per generare attenzione, ma che lascia aperta una possibilità. Ferrari potrebbe essere pronta a mostrare una nuova evoluzione del proprio progetto Hypercar. Il nome da cui partire è inevitabilmente quello della Ferrari 499P.

La prima Hypercar del Cavallino, entrata nel Mondiale Endurance nel 2023 e che ha costruito in pochissimo tempo una storia straordinaria. Ha conquistato il titolo Costruttori e quello Piloti nel WEC, mentre nel febbraio 2026 ha presentato la versione con cui affrontare la nuova stagione, confermando l’obiettivo di difendere la leadership. La vettura, dunque, non è un progetto al tramonto. Al contrario, resta il cuore del programma endurance ufficiale di Maranello.

Ferrari, sviluppo continuo

Il mondo delle Hypercar vive di sviluppo continuo. Anche quando una macchina è vincente, il lavoro nei reparti tecnici non si ferma mai. Aerodinamica, affidabilità, gestione dell’energia, pneumatici, efficienza e comportamento sul giro sono elementi sui quali ogni dettaglio può trasformarsi in un vantaggio.

La 499P del 2026 è già stata oggetto di interventi e adattamenti ma l’ipotesi di un ulteriore sviluppo non sarebbe, di per sé, sorprendente. Una strategia in ottica del ritorno prepotente di Toyota e dell’ingresso di nuovi marchi nell’Endurance. Dai primi post non emerge una conferma ufficiale che si tratti di una nuova Hypercar e questa zona grigia accende l’interesse.

Una nuova Hypercar in arrivo?

È probabile che Ferrari stia preparando un annuncio relativo a un’evoluzione tecnica della 499P. La vettura camuffata potrebbe essere un esemplare impegnato in una sessione di test e la campagna social potrebbe anticipare un aggiornamento che il pubblico non ha ancora visto. Un’altra ipotesi riguarda invece una nuova configurazione aerodinamica o un pacchetto di sviluppo.

Nel mondo endurance, dove la ricerca dell’efficienza è una partita infinita, anche modifiche apparentemente invisibili possono cambiare radicalmente il comportamento di una vettura. Improbabile ma da non sottovalutare anche la possibilità un progetto nuovo.

In questo caso, il camouflage avrebbe una funzione ancora più chiara. La vettura mostrata potrebbe essere un prototipo ancora in fase di sviluppo, fotografato durante i test prima della presentazione ufficiale. La sagoma visibile nella fotografia non basta per identificare con certezza un modello futuro e Ferrari, almeno nei contenuti che abbiamo a disposizione, non ha associato esplicitamente i post a un nuovo progetto.

Quando il camouflage diventa marketing

La vera novità, forse, è proprio questa: Ferrari sembra aver trasformato il camouflage da strumento per nascondere una vettura a strumento per raccontarla. Tradizionalmente, le pellicole mimetiche servono a impedire che fotografi e appassionati possano riconoscere le soluzioni tecniche prima del tempo. Ma oggi, nell’era dei social, anche un prototipo mascherato può diventare un contenuto. Anzi, può diventare il contenuto perfetto.

Una macchina completamente visibile ma impossibile da decifrare genera una domanda che poi genera discussione. La discussione alimenta i rumors e la curiosità prepara il terreno a un eventuale reveal. È una formula che anche Ferrari conosce bene, mostrare abbastanza per far parlare, ma non abbastanza per far capire.

Il dettaglio che fa discutere

C’è poi un aspetto estetico che non è passato inosservato. La grafica del primo post sembra avere una parentela visiva con il camouflage della vettura mostrata nel secondo. Il bianco e nero, le forme ripetute, le geometrie spezzate, potrebbe essere un semplice collegamento grafico, ma potrebbe anche essere una scelta precisa.

Se così fosse, Ferrari avrebbe costruito un piccolo percorso narrativo. E quando arriverà una prossima comunicazione, potrebbe finalmente togliere il velo. È naturalmente una lettura, non una conferma. Ma è proprio questo il gioco che Maranello sembra voler alimentare.

La prossima mossa, la più importante

La Ferrari 499P ha già un posto speciale nella storia recente del Cavallino rampante e qualsiasi novità legata alla Hypercar assume un peso particolare. Il punto non è soltanto capire che cosa ci sia sotto il camouflage. La vera domanda è capire quanto lontano voglia spingersi Ferrari.

Un’evoluzione della 499P? Un nuovo pacchetto tecnico? Un progetto destinato al futuro dell’endurance? Oppure semplicemente una campagna social costruita per accompagnare un aggiornamento già previsto? E nel mondo Ferrari, a volte, basta una parola per trasformare una fotografia di una macchina camuffata in uno degli enigmi più discussi dagli appassionati di motorsport. Il conto alla rovescia, almeno sui social, sembra essere cominciato.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 14:04:53 +0000
News n. 5
Fabrizio Corona, il SUV abbandonato era senza benzina: il conto è salato

Può capitare di rimanere a piedi in autostrada. Meno comune è ritrovarsi con una Jeep Wrangler a noleggio che, stando alla ricostruzione, sarebbe rimasta senza benzina. Se poi nella storia compare Fabrizio Corona, una controversia sulle fatture finisce facilmente in prima pagina e, stavolta, davanti al Tribunale di Milano.

Secondo quanto riportato da Virgilio Notizie, il conto presentato ad Atena Srl, società riconducibile alla famiglia dell’ex fotografo dei vip, ammonterebbe a 17.500 euro. La giudice Maria Burza avrebbe respinto l’opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto dall’autonoleggio, confermando 15.000 euro di penale e 2.500 euro di spese legali. La somma sarebbe maturata dopo oltre un anno di pagamenti rimasti in sospeso.

Range Rover e Jeep Wrangler al centro del contenzioso

I contratti avrebbero riguardato una Range Rover Sport SVR e la Jeep Wrangler lasciata in autostrada nel dicembre 2023. La controparte avrebbe chiesto di compensare il credito con un risarcimento per problemi accusati dai veicoli, dei malfunzionamenti che sarebbero costati a Corona due ospitate retribuite nei locali notturni.

La ricostruzione, però, non avrebbe convinto il tribunale. Per il guasto al motore della Range Rover non sarebbe stata trovata alcuna documentazione dalla quale emergesse una segnalazione inviata all’autonoleggio. Anche la storia delle serate saltate avrebbe cominciato a perdere pezzi: l’autista di Corona avrebbe infatti confermato la sua presenza all’appuntamento serale.

Con la Wrangler la situazione avrebbe assunto contorni quasi grotteschi. Il fuoristrada sarebbe stato lasciato lungo l’autostrada e recuperato con un carro attrezzi. Dai controlli non sarebbe emerso il cedimento meccanico prospettato, perché nel serbatoio sarebbe semplicemente mancato il carburante. Una sosta al distributore, dunque, avrebbe potuto evitare il successivo contenzioso.

Al momento del recupero, la Jeep avrebbe presentato anche alcuni danni. Sempre stando a Virgilio Notizie, il giudice avrebbe riconosciuto altri 2.000 euro all’azienda di noleggio. L’abbandono del veicolo in autostrada sarebbe stato considerato un comportamento imprudente e avrebbe potuto contribuire alle condizioni nelle quali il mezzo sarebbe stato ritrovato, definito incidentato nella ricostruzione della sentenza.

Un’altra stangata per i chilometri oltre il limite

Prima dell’arrivo in aula sarebbe comparso un altro conto piuttosto pesante. L’autonoleggio avrebbe maturato un credito di 32.000 euro per il superamento del limite chilometrico previsto dal contratto. La somma sarebbe stata poi ridotta del 75% su richiesta del cliente, in considerazione dei rapporti commerciali avuti nel tempo. Nemmeno lo sconto, tuttavia, sarebbe stato sufficiente a chiudere la faccenda.

I due SUV coinvolti sarebbero difficili da confondere. La Range Rover Sport SVR monta un V8 sovralimentato capace di superare i 500 CV, abbastanza da muovere il modello britannico con prestazioni da sportiva, e la Wrangler gode di ottima fama per le proprie capacità lontano dall’asfalto. In questa occasione non l’avrebbe fermata un ostacolo da off-road, bensì il mancato rifornimento.

La decisione riguarderebbe Atena Srl, società controllata al 99% dalla madre di Corona secondo Virgilio Notizie, e non direttamente il volto di Falsissimo. Atena sarebbe comunque tenuta a pagare la penale e le spese legali, poiché le argomentazioni presentate non avrebbero convinto la giudice. A lasciare a piedi la Wrangler, almeno stando alla ricostruzione, non sarebbe stato un guasto: nel serbatoio sarebbe mancata la benzina.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 13:47:04 +0000
News n. 6
F1, proposta rinnovo Verstappen: Ferrari e McLaren spiazzate

Nonostante non abbia ancora vinto un GP nel 2026 e sia molto lontano in classifica dal leader Antonelli, Max Verstappen sta dimostrando su un mezzo all’altezza tutta la sua forza. La velocità innata dell’olandese è risultata evidente anche nell’ultima tappa corsa in Ungheria. Sul tracciato dell’Hungaroring il nativo di Hasselt ha preceduto Mercedes e Ferrari, riuscendo in un sorpasso epico sul suo storico rivale Lewis Hamilton.

Il team con sede a Milton Keynes ha cambiato marcia con gli ultimi aggiornamenti, dopo un inizio di stagione in salita. La RB22 non è ancora un’auto da P1 e forse nemmeno da podio, ma l’olandese sta trovando continuità. Se non fosse stato fermato da alcuni problemi tecnici sarebbe stato più avanti in classifica. Il quattro volte iridato occupa la sesta posizione con 109 punti, ben 110 punti in meno rispetto a Kimi Antonelli.

L’olandese sarebbe disposto a restare

La Red Bull Racing gli ha proposto un prolungamento fino al termine del campionato 2029. Max potrebbe anche prendere in considerazione l’offerta economica, ma tanto dipenderà dalla crescita della monoposto. Il riavvicinamento sarebbe arrivato dopo il podio insperato di Ungheria, dove tutti hanno compreso che il fuoriclasse è tornato ai massimi livelli. Le alternative di livello sono tre e non navigano in acque migliori di RB.

L’Aston Martin, disposta a ricoprire d’oro Verstappen, è alla ricerca di un campione per il “dopo Alonso”. Lawrence Stroll vorrebbe ricomporre il binomio Newey-Verstappen, tuttavia le performance della verdona sono state al di sotto delle aspettative. La McLaren si è giocata la carta Lambiase, storico ingegnere di pista di Max, per tentare il passaggio di SuperMax a Woking.

Anche in questo caso i problemi non sarebbero di natura economica, ma tecnica. Al di là del recente trionfo di Norris, la squadra britannica non sarebbe ancora da titolo in questa nuova era della F1. Il rapporto con Piastri però sembra essere arrivato quasi ai titoli di coda.

La Ferrari, prima o poi saluterà Lewis Hamilton, e dovrà pensare a un campione stagionato. Per quanto talentuosa, una coppia composta da Leclerc e Bearman peccherebbe di inesperienza ai massimi livelli. Bild ha rivelato che la scuderia di Milton Keynes avrebbe deciso di agire subito per evitare corteggiamenti futuri, presentando a Max una offerta economica a rialzo.

Niente clausole, più soldi

Il figlio d’arte di Jos ha un contratto sino al 2028, ma sono note le clausole d’uscita che permetterebbero al numero 3 di liberarsi già al termine di questa stagione, svincolandosi dal contratto. Red Bull avrebbe presentato una offerta che porterebbe la scadenza a fine 2029.

Verstappen vedrebbe ritoccato verso l’alto il suo attuale stipendio stimato in circa 57 milioni di euro l’anno (bonus esclusi) ma dovrebbe in cambio rinunciare alla clausola d’uscita.

Sulla Bild è emerso che Verstappen e tutto il suo entourage starebbero valutando l’offerta, ma senza troppa fretta. Ne sapremo di più in autunno, ma i grandi capi Mark Mateschitz e Oliver Mintzlaff faranno di tutto per trattenerlo in Red Bull. Di recente Raymond Vermeulen, manager di Max, ha annunciato alla Bild:

“Abbiamo un contratto fino al 2028. Certo, ci sono clausole rescissorie, ci sono sempre state. Ma non ne abbiamo mai esercitata nessuna. Al contrario. Siamo sempre stati leali e lo rimarremo. Vogliamo continuare il nostro percorso con la Red Bull e Max vuole concludere la sua carriera qui, ma ovviamente con la possibilità di vincere”.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 13:31:25 +0000
News n. 7
Patente AM: quali veicoli si possono guidare? Età, cilindrata e limiti

La patente AM è la primissima abilitazione alla guida, quella che ci fa entrare nel mondo della mobilità su strada. È possibile conseguirla a partire dai 14 anni di età e serve per guidare ciclomotori e alcuni quadricicli leggeri, ma esistono dei limiti precisi fissati dal Codice della Strada e dalla normativa europea.

Quello che i giovani si chiedono più spesso è: ma quali veicoli posso guidare con la patente AM? La risposta non dipende solo dalla cilindrata del motore, ma anche dalla velocità massima del veicolo che si intende guidare, dalla sua potenza e dalla categoria di omologazione.

Vediamo quindi quali sono i mezzi che si possono guidare con la patente AM, qual è l’età minima richiesta, i limiti di cilindrata e le principali regole che bisogna sapere e rispettare.

A quanti anni si consegue la patente AM

Per legge, in Italia, la patente AM può essere conseguita a partire dal giorno del compimento dei 14 anni. Come si ottiene? È fondamentale superare sia un esame di teoria che una prova pratica di guida.

La patente AM ti permette di circolare sul territorio italiano fin dal rilascio del documento stesso. Per quanto riguarda invece gli altri Paesi dell’Unione europea, la patente AM è valida per la guida di ciclomotori e quadricicli leggeri anche in ambito Ue, a partire dal compimento dei 16 anni (fatto salvo il riconoscimento da parte di singoli Stati del limite dei 14 anni).

Quali veicoli si possono guidare

Con la patente AM non si guidano soltanto i “cinquantini”, come tanti ancora oggi credono. La normativa comprende differenti categorie di veicoli, tra cui:

  • ciclomotori a due ruote, classici scooter e motocicli 50 cc nella categoria L1e, che comunque devono rispettare contemporaneamente questi requisiti: velocità massima non superiore a 45 km/h, cilindrata massima di 50 cm³ (con motore a benzina), per i motori elettrici potenza nominale continua massima di 4 kW. Questo significa ovviamente che gli scooter 50 che però vengono elaborati e quindi viaggiano oltre i 45 km/h non rientrano più nei limiti previsti dalla patente AM;
  • ciclomotori a tre ruote categoria L2e. Valgono limiti precisi, tra cui velocità massima di 45 km/h, cilindrata fino a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata, potenza massima di 4 kW per le altre motorizzazioni previste dalla normativa. Attenzione a non confondere mai i veicoli appena elencati con i tricicli a motore di categoria superiore, che necessitano di una patente diversa (A1 o superiore, a seconda delle caratteristiche del mezzo);
  • quadricicli leggeri (minicar e quad), che anch’essi devono andare a una velocità massima di 45 km/h, massa in ordine di marcia fino a 425 kg (attuale classificazione europea), cilindrata massima di 50 cm³ per i motori a benzina, cilindrata fino a 500 cm³ per i motori diesel, potenza massima di 4 kW per i quad leggeri aperti e fino a 6 kW per i quadricicli leggeri con abitacolo chiuso.

Il limite di cilindrata per la patente AM è sempre 50 cc?

No, non proprio. Il limite non è esclusivamente la cilindrata, come ancora oggi molti credono. La normativa distingue il tipo di motorizzazione, ovvero 50 cm³ per i motori a benzina, fino a 500 cm³ per alcuni motori diesel installati sui quadricicli leggeri, 4 kW per molti motori elettrici, fino a 6 kW per alcune categorie di quadricicli leggeri con abitacolo chiuso.

Posso guidare una minicar con la patente AM?

Altra domanda che si pongono in molti, soprattutto i più giovani, e la risposta è sì, ma solo se il veicolo è omologato come quadriciclo leggero (categoria L6e).

Si tratta di mezzi progettati per una velocità massima di 45 km/h, che rispettano i limiti di massa e potenza previsti dalla normativa europea. Ecco perché sono ottime alternative allo scooter per i ragazzi che hanno compiuto 14 anni e vogliono sfoggiare la loro prima macchinetta, mezzo che offre sicuramente una maggiore protezione dagli agenti atmosferici.

Si può trasportare un passeggero?

La risposta deve essere argomentata perché in realtà è sì, ma non sempre. Si può trasportare il passeggero solo se il conducente ha compiuto 16 anni e il mezzo è omologato per due persone, quindi dipenda da caso a caso, da mezzo a mezzo.

Cosa non si può guidare con la patente AM

Chi è in possesso di patente AM non può assolutamente guidare:

  • motocicli e scooter 125 cc e cilindrata superiore;
  • tricicli a motore che non fanno parte della categoria dei ciclomotori;
  • auto tradizionali;
  • quad pesanti.

Per questi veicoli servono le patenti di categoria superiore (A1, A2, A o B, a seconda del mezzo).

La patente AM vale anche all’estero?

Qui la risposta per i più curiosi e per chi ne ha davvero bisogno è sì. La patente AM è riconosciuta nei Paesi dell’Unione europea, di solito però solo dal compimento dei 16 anni. Alcuni Stati possono riconoscere la validità della patente dai 14 anni, altri invece decidono di applicare il limite europeo dei 16 anni.

Per questo, se hai in programma una vacanza all’estero, allora prima ti consigliamo di verificare la normativa vigente del Paese di destinazione.

Quali sono le domande più frequenti sul tema patentino

Il famoso patentino, lo abbiamo chiamato così subito quando è uscito l’obbligo per legge, è quello che oggi definiamo come patente AM, ma ci permette di guidare uno scooter 125? No. La patente AM serve esclusivamente per guidare ciclomotori e quadricicli leggeri previsti dalla normativa. Per uno scooter 125 è necessaria almeno la patente A1.

Mentre in caso di minicar? La patente AM consente la guida solo di minicar omologate come quadricicli leggeri (L6e) che rispettano i limiti di massa, velocità e potenza previsti dalla legge.

Il limite previsto dalla legge è 50 cc o 45 km/h? Sono entrambe limitazioni per chi consegue patente AM, infatti per quanto riguarda i ciclomotori a benzina il motore non può superare i 50 cm³ e il mezzo deve essere progettato per non superare i 45 km/h.

La patente AM è quindi molto più di un semplice “patentino per il motorino”. Si tratta di una licenza di guida che consente di guidare scooter 50, ciclomotori a tre ruote, quad leggeri e minicar, sempre e solo se rispettano i limiti fissati dalla normativa.

Cosa ricordare:

  • età minima di 14 anni;
  • velocità massima di 45 km/h;
  • rispetto dei limiti di cilindrata, potenza e categoria del veicolo.
Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 12:00:50 +0000
News n. 8
Volkswagen in crisi in Oriente, scatta la richiesta dazi sulle auto plug-in cinesi

Continua la crisi dei produttori europei nel Paese del Dragone Rosso. Dopo anni in cui gli storici brand hanno cavalcato l’hype in Cina, negli ultimi tempi i clienti hanno iniziato a preferire i marchi locali, in particolar modo nel segmento delle vetture elettrificate, mettendo in difficoltà anche gli impianti produttivi delle joint venture di Volkswagen, Audi, BMW e Mercedes-Benz.

Le problematiche non si limitano al car market asiatico, ma si stanno estendendo anche al Vecchio Continente. I costruttori europei sembrano inermi davanti all’invasione silenziosa dei nuovi major cinesi. I dati parlano chiaro, persino nella vendita delle auto plug-in: in base alle analisi di mercato Dataforce, le vetture ibride plug-in dei brand del Gigante asiatico hanno rappresentato il 28,3% delle immatricolazioni nel Vecchio Continente nei primi sei mesi dell’anno, per un totale di 208.368 unità vendute.

Dominio in vista

Da una parte, secondo le stime di Mobility Global, nel 2026 gli stabilimenti cinesi delle joint venture di Volkswagen, Audi, BMW e Mercedes lavoreranno al 46% della capacità. Con la crisi del mercato europeo, non c’è altra strada che proteggersi con norme esemplari.

Come riportato da Automotive News, l’amministratore delegato del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume, ha chiesto all’Unione Europea una risposta rapida introducendo dazi più elevati sulle auto ibride plug-in cinesi.

“Non abbiamo tempo da perdere”, avrebbe dichiarato Blume durante la conferenza di presentazione dei risultati del primo semestre, nella quale il colosso di Wolfsburg ha annunciato di aver rivisto al ribasso le previsioni di fatturato per il 2026 a causa dei dazi americani e della crescita dei competitor asiatici.

Spicca la crescita della BYD con la Seal U DM-i in primis, seguita da BYD Atto 2 e Jaecoo 7, che hanno oscurato Volkswagen Tiguan, la plug-in più venduta nel Vecchio Continente nel 2025.

La pressione dei marchi cinesi è ingestibile dai competitor europei. In base alle analisi di Dataforce, riportati da Autonews.com, nel primo semestre dell’anno hanno venduto in totale in Ue quasi 686 mila vetture, con una crescita del 101% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La loro quota di mercato è passata dal 5 al 9,5% in appena dodici mesi. Di questo passo il car market europeo rischia di essere spazzato via. I prezzi delle EV cinesi sono più bassi e, in tempi di crisi, tutti si vogliono accaparrare mezzi moderni low cost.

Cresce la preoccupazione

Le tensioni stanno coinvolgendo anche Stellantis purtroppo, grande attore del settore automotive in Europa, era inevitabile.

In Germania l’amministratore delegato di Volkswagen ha richiesto l’introduzione di nuovi dazi, per portare il mercato auto europeo “a condizioni di parità”. In base a quanto annunciato dalla stampa tedesca l’Unione Europea starebbe prendendo in considerazione la possibilità di replicare quanto fatto con le auto elettriche importate dalla Cina, dove sono imposti dazi fino al 35%. Blume ha inoltre escluso di mettere a disposizione le factory europee Volkswagen per costruire vetture di marchi cinesi.

Una forma di protezione verso il “Made in Europe” per le auto e i componenti che non può essere più trascurata. A Bruxelles è già stato presentato un piano di salvaguardia, in cui rientra anche il lancio di E-Car, con misure di protezione più ampie per l’industria automobilistica. Blume ha assicurato:

“I concorrenti cinesi subiscono pressioni sul mercato interno e l’esportazione rappresenta la loro unica opportunità di successo”.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 11:41:39 +0000
News n. 9
Guasto AdBlue con “conto alla rovesciaâ€, quando e perché gli additivi non bastano

Sali in auto, premi Start e sul display compare l’avviso dell’AdBlue insieme ai chilometri residui. Finché il motore resta acceso la macchina continua a viaggiare, ma quando quel contatore scende a zero, al successivo spegnimento il motore non potrà più essere riavviato. È una situazione che crea parecchia ansia, ma capendo come reagisce la centralina puoi gestire la situazione senza problemi.

Perché la spia AdBlue resta accesa anche con il serbatoio pieno?

Quando sul display compaiono i chilometri residui, la prima cosa che si pensa di fare è il rabbocco. Bisogna però sapere che l’avviso si attiva per due motivi ben distinti:

  • mancanza reale di liquido: il livello nel serbatoio è sceso sotto la soglia minima e basta rabboccare AdBlue per azzerare la spia;
  • guasto al sistema SCR: la centralina ha rilevato un’anomalia nell’impianto antinquinamento su una parte meccanica o elettronica.

Se hai già fatto il pieno ma la spia e il conto alla rovescia non scompaiono, anche dopo un ciclo di guida su strada, significa che la centralina sta rilevando un guasto tecnico del sistema. La memoria della centralina ha registrato un codice errore che non si cancella da solo, ma va effettuata una verifica in officina tramite lo strumento diagnostico.

Quando gli additivi risolvono il problema

Per evitare di sprecare soldi inutilmente, bisogna sapere che gli additivi vanno usati nel momento giusto e durante il rifornimento del liquido AdBlue. Vediamo quali sono i tre additivi a disposizione e quando sono davvero utili:

  • additivi anticristallizzanti: si versano nel serbatoio AdBlue a scopo preventivo, evitando che il liquido formi croste e depositi all’interno dei condotti;
  • additivi anticongelanti: si utilizzano nei periodi invernali, soprattutto se si abita o si viaggia in zone con temperature molto rigide, per evitare che ghiacci nei tubi;
  • additivi detergenti: si possono usare ai primi sintomi per sciogliere i veli di incrostazione presenti nell’impianto, prima che si blocchi del tutto.

Se questi prodotti non bastano, le officine dispongono di pulitori ad alta concentrazione così da disincrostare i singoli componenti che presentano il problema, come l’iniettore. Se però il guasto è di tipo elettrico o meccanico, nessun additivo potrà mai ripristinare il componente.

Quanto costa riparare il sistema

Per avere un’idea di spesa, bisogna prima distinguere tra il costo dei prodotti chimici e l’intervento vero e proprio in officina quando si è in presenza di un guasto:

  • da 15 a 35 euro: questo è il prezzo degli additivi che puoi acquistare in autonomia e inserire direttamente nel serbatoio durante il rabbocco;
  • da 80 a 180 euro: per la diagnosi con strumento dedicato, lo smontaggio e il lavaggio con la relativa pulizia del componente incrostato con prodotti specifici, come ad esempio l’iniettore;
  • da 350 a 650 euro: se occorre sostituire il sensore NOx difettoso, una lavorazione che in molte situazioni richiede anche l’aggiornamento software della centralina (il cui costo si aggira attorno ai 100 euro);
  • da 800 a 1.500 euro: nei casi in cui i componenti difettosi sono integrati all’interno del serbatoio. In questi sistemi non è possibile riparare i singoli pezzi e si deve sostituire l’intero blocco.

I consigli del meccanico

Per evitare di peggiorare la situazione o rischiare di rimanere a piedi con il motore bloccato, ecco quali sono i passaggi fondamentali da seguire:

  • l’additivo prima e non dopo: aggiungi l’additivo anticristallizzante come prevenzione durante il rifornimento del serbatoio dell’AdBlue. È una precauzione fondamentale soprattutto per chi fa poca strada, perché aiuta a non far cristallizzare il liquido nei condotti;
  • 1.000 km di autonomia: evita di far scendere troppo il livello e non arrivare al limite, in modo che la centralina non inneschi il conto alla rovescia di emergenza. Effettua sempre il rabbocco in anticipo;
  • AdBlue di alta qualità: usa una soluzione di urea certificata e di ottima qualità. Evita prodotti di dubbia provenienza, rimedi casalinghi o aggiunte di acqua, che rischiano di alterare la concentrazione o danneggiare i sensori;
  • controllo del sistema: chiedi al tuo meccanico di effettuare un controllo della memoria guasti del sistema AdBlue a ogni manutenzione programmata. Identificare eventuali anomalie sul nascere evita che si trasformino in blocchi improvvisi mentre sei per strada.
Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 11:13:15 +0000
News n. 10
Abarth cambia rotta, i motori termici tornano nei piani

Passare dalle 595 e 695 alle sole 500e e 600e è stato un salto troppo lungo per una parte del pubblico Abarth. Le prestazioni non mancano: la prima sviluppa 155 CV, mentre il SUV arriva a 280 CV nella versione più potente. Eppure, l’assenza del rombo tradizionale e il peso maggiore hanno inasprito il nervosismo dettato dall’impossibilità di intervenire sulla meccanica, come accadeva con i vecchi modelli.

Il dilemma dell’elettrico e i limiti meccanici

Alla bilancia la 695 superava di poco la tonnellata, mentre la 500e e la 600e toccano rispettivamente 1.335 e 1.700 kg. Olivier François, amministratore delegato di Fiat e Abarth, ha ormai riconosciuto il problema:

“Abarth ha bisogno dei motori termici. È molto chiaro. Ci stiamo lavorando”

È prematuro parlare di nuova vettura in realizzazione o di addio all’elettrico, ma il cambio di tono si sente eccome. Soltanto pochi anni fa la dirigenza disegnava un futuro dove le batterie dettavano legge, prima che le opinioni negative imponessero una parziale marcia indietro. Lo stesso François continua a difendere i vantaggi delle vetture elettriche:

“Per le prestazioni, le auto elettriche sono il meglio che si possa offrire”

Ai clienti Abarth, tuttavia, interessa anche ciò che non compare nella scheda tecnica. Il rumore dello scarico, la risposta del turbo e la possibilità di modificare il motore hanno alimentato per anni il seguito del marchio.

Gaetano Thorel, responsabile europeo di Fiat e Abarth, ha riassunto il limite incontrato dalle attuali 500e e 600e:

“Con le auto elettriche non si può mettere mano al motore”

Un messaggio forte è arrivato dal Regno Unito, dove dalle 1.027 immatricolazioni del 2024 Abarth è scesa a 291 vetture nel giro di un anno. Sebbene circoscritta a un solo mercato, la forte flessione sembra confermare le difficoltà della transizione ecologica. E l’addio alla 595 a benzina non ha di certo aiutato.

Le difficoltà di un ritorno al termico

Le speranze di una 500 Abarth a benzina potrebbero però essere frenate da forze di causa maggiore. L’attuale generazione era nata per funzionare esclusivamente a batteria e già l’arrivo della Hybrid ha costretto Fiat a modificare il progetto, nonostante sotto il cofano sia stato sistemato un tre cilindri 1.0 da appena 65 CV.

Con un motore più potente bisognerebbe intervenire di nuovo, coinvolgendo trasmissione, raffreddamento, freni e assetto. François, sul punto, non ha alimentato false speranze: “La 500 è difficile”. Risolverebbe poco anche riprendere il 1.4 turbo utilizzato sulle vecchie 595 e 695. Il vano motore potrebbe non avere lo spazio necessario e l’intera vettura andrebbe omologata da capo, con una spesa elevata da recuperare attraverso vendite tutto fuorché sicure. Insomma, il progetto può anche essere valutato, ma metterlo in atto senza perdere denaro è un altro discorso.

Il problema potrebbe essere risolto alla radice con la prossima generazione della 500, attesa intorno al 2030. Fiat avrebbe infatti la possibilità di progettare fin dall’inizio una piattaforma capace di ospitare sia le batterie sia un motore tradizionale, evitando gli adattamenti che rendono poco conveniente intervenire sul modello attuale. François ha indicato questa eventualità: “Forse sarà la prossima 500”.

Per non attendere fino al termine del decennio, Abarth potrebbe però partire dalla Fiat 600. In questo caso il lavoro sarebbe meno pesante, dato che la piattaforma CMP viene già utilizzata con motori elettrici, ibridi e a benzina.

Più incerta appare la situazione della Grande Panda. Una versione sportiva sarebbe stata presa in esame e avrebbe già raggiunto una prima fase di studio, ma da Stellantis non avrebbero dato il via libera per procedere. Prima di investire nello sviluppo, i responsabili vogliono capire se sia possibile ottenere una vettura realmente fedele al marchio. Thorel è stato categorico al riguardo: applicare lo Scorpione sulla carrozzeria serve a poco, se sotto manca il carattere di una vera Abarth.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 10:40:38 +0000
News n. 11
Vacanze in Sicilia, controlli a tappeto per chi arriva in auto

Una volta scesi dal traghetto, meglio non cedere alla tentazione di premere a tavoletta sull’acceleratore per entrare nell’autostrada in tempi record. Da lunedì 27 luglio a domenica 2 agosto, la Pulizia municipale intensificherà i controlli a Messina, con un ampio ricorso ad autovelox, Scout e Guardium, meglio conosciuto con il soprannome di Cerbero.

Tutta la città sarà sottoposta a rigorosi controlli, comprese le strade battute dai conducenti che, dopo lo sbarco, puntano dritto alle località di vacanza.

Come funzionano Cerbero e Scout

Montati sulle vetture degli agenti, i due Cerbero entrano per la prima volta nella normale programmazione settimanale, utilizzabili sia durante una sosta sia mentre la pattuglia è in movimento. Al passaggio di un mezzo ne leggono la targa e consultano in pochi istanti le banche dati nazionali, risparmiando alle Forze dell’Ordine le ricerche manuali.

Le rilevazioni effettuate permettono di risalire alla copertura assicurativa e alla data dell’ultima revisione. Ma non finisce qui, perché lo stesso procedimento aiuta a rintracciare un mezzo rubato, sotto sequestro o difforme alla classe ambientale necessaria per attraversare una determinata zona.

Ad ogni modo, dell’accertamento finale se ne occupano gli agenti in prima persona, delegati a valutare quanto restituito dal sistema. In pochi secondi avviene l’interrogazione, anche se la vettura sottoposta ai controlli è ancora davanti all’obiettivo della telecamera.

A dispetto del nome poco rassicurante, Cerbero rispetta dei limiti: i volti degli occupanti vengono oscurati, mentre l’elaborazione dei dati avviene direttamente a bordo del veicolo. Solo le informazioni necessarie raggiungono la piattaforma cloud e ogni accesso compiuto dagli operatori lascia una traccia, secondo i criteri previsti dalla normativa europea sulla privacy.

Il compito assegnato ai Guardium sulle strade di Messina riguarderà soprattutto i divieti di sosta. Per individuare un’auto lasciata in doppia fila, sul marciapiede o davanti a un passo carrabile non sarà più necessario fermare la pattuglia e compilare sul posto l’intero accertamento. La telecamera associa la targa alla posizione esatta del mezzo, poi sottopone il materiale raccolto agli agenti.

Dove sono in funzione i dispositivi

Cerbero e Scout passeranno da corso Cavour, piazza Duomo, corso Garibaldi, via Cesare Battisti, viale Boccetta, via Consolato del Mare, via Argentieri e via XXIV Maggio. Una presenza destinata a farsi sentire soprattutto nel centro cittadino, dove bastano poche vetture parcheggiate male per restringere la carreggiata e mandare in tilt la circolazione.

Sul fronte della velocità toccherà invece agli autovelox mobili. Le postazioni potranno comparire lungo diversi tratti delle statali 113 e 114, ma anche in via Circuito a Torre Faro, in via Consolare Pompea e su viale Giostra, tra via San Jachiddu e l’istituto Majorana. Quest’ultima strada merita particolare attenzione da parte di chi è appena sbarcato, poiché conduce dal porto verso gli svincoli autostradali.

Gli Scout completano il dispiegamento di apparecchi elettronici. Pur essendo meno recenti dei Guardium, possono rilevare la velocità del veicolo che precede la pattuglia anche quando entrambi sono in movimento. Controllano inoltre la copertura assicurativa e la presenza della targa nelle liste dei mezzi autorizzati ad accedere nelle Zone a traffico limitato.

Per automobilisti e motociclisti il margine per confidare in una verifica distratta, dunque, si riduce parecchio. Prima di imbarcarsi conviene controllare i documenti del mezzo, dopodiché, una volta raggiunta Messina sarà sufficiente osservare limiti e divieti.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 09:35:35 +0000
News n. 12
Noleggio sociale da 100 euro, sarà l’ACI a scegliere l’auto

Prima di mettersi a cercare il modulo per la domanda conviene chiarire un punto: il noleggio sociale non è ancora partito. E quando lo farà, non permetterà di scegliere l’auto. Il canone da 100 euro al mese ha comprensibilmente rubato la scena, ma il funzionamento della misura è più rigido di quanto lasciassero pensare i primi annunci.

A decidere quale vettura finirà nelle mani dei beneficiari sarà l’ACI, che indirà una gara europea e acquisterà in blocco il modello proposto dal costruttore vincitore. Almeno durante la fase sperimentale, quindi, non ci sarà un catalogo da consultare: l’auto sarà la stessa per tutti.

I requisiti e come funziona

Per partire sono stati messi a disposizione 50 milioni di euro. In termini pratici basteranno a finanziare il noleggio di circa 3.000 automobili, una quota molto ridotta rispetto al mercato nazionale. Del resto l’obiettivo, almeno in questa fase, non è soddisfare un numero elevato di richieste, bensì capire se il progetto possa funzionare davvero. Se i risultati saranno convincenti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha già lasciato intendere che i fondi potrebbero aumentare e la misura diventare permanente.

L’accesso sarà riservato ai nuclei con un ISEE inferiore a 30.000 euro e occorrerà anche rottamare un’auto omologata fino a Euro 4, intestata al richiedente da almeno dodici mesi. Pertanto, chi ha un reddito basso ma non possiede un veicolo con queste caratteristiche resterà comunque fuori dall’iniziativa.

Il noleggio avrà una durata minima triennale e comprenderà fino a 12.000 km l’anno. Nel canone mensile di 100 euro, IVA inclusa, rientreranno anche assicurazione, bollo, manutenzione e assistenza stradale, mentre rimangono da definire alcuni dettagli, tra cui l’eventuale presenza di franchigie e l’importo da versare nel caso in cui venga superato il limite di percorrenza.

Quale modello verrà scelto

Per la fornitura di ogni esemplare è stato fissato un tetto di 14.800 euro senza IVA, vale a dire 18.056 euro includendo l’imposta. L’auto dovrà essere nuova e immatricolata in Italia, rispettare almeno la normativa Euro 6 e rimanere entro 135 grammi di CO2 al chilometro. Il limite lascia spazio sia alle motorizzazioni elettrificate sia a quelle tradizionali.

In base ai listini attuali, tra le possibili candidate ci sono Citroën C3, Dacia Sandero, Fiat Pandina, Hyundai i10 e Kia Picanto. Nessuna, al momento, può essere considerata favorita: a contare saranno le condizioni offerte durante la gara, che potrebbero essere parecchio diverse dai prezzi praticati normalmente ai clienti privati.

L’acquisto di migliaia di unità identiche dovrebbe consentire all’ACI di ottenere uno sconto consistente. Il rovescio della medaglia? Una city car può andare bene a chi si muove soprattutto in città, molto meno a una famiglia numerosa oppure a chi percorre spesso strade extraurbane. Il canone sarà leggero, la possibilità di scelta inesistente.

Trascorsi i 36 mesi, l’automobilista potrà riconsegnare il veicolo oppure comprarlo con una riduzione del 10% rispetto al valore di mercato. Non ci sarà, quindi, un prezzo di riscatto stabilito in partenza, ma l’importo dipenderà dalla quotazione raggiunta dall’auto usata in quel momento.

Il rischio del click day

Nemmeno la data di apertura delle domande è stata comunicata: l’ACI sta preparando uno sportello telematico e assegnerà le vetture a seconda dell’ordine di arrivo delle richieste. Con appena 3.000 posti disponibili, è facile prevedere una corsa al portale.

Prima servirà comunque la gara europea, i cui tempi potrebbero spostare l’avvio al 2027. Il noleggio sociale durerà, sulla carta, fino al 30 giugno 2030 e soltanto il risultato di questa piccola prova dirà se avrà un seguito più ampio.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 08:36:23 +0000
News n. 13
Il gigante delle batterie rischia il fallimento, duro colpo all’industria europea

L’ennesimo terremoto scuote l’industria delle batterie europea. Varta AG ha presentato al Tribunale di Stoccarda quattro istanze di insolvenza in autoamministrazione, una procedura che permette alla società di continuare a operare sotto la guida degli attuali vertici, mentre un esperto nominato dal giudice vigila sulla gestione.

Almeno per il momento, le attività proseguono, dagli stabilimenti fino alle consegne, e gli stipendi dovrebbero essere garantiti, ma è chiaro che il destino dell’azienda è appeso a un filo.

Alla richiesta si è arrivati dopo mesi trascorsi alla ricerca di nuovi finanziamenti. Il precedente salvataggio non avrà un seguito da parte di Porsche e Michael Tojner: i due azionisti hanno respinto la richiesta di nuovi fondi. Fin qui Varta riesce ancora a rispettare le scadenze, ma lo spartiacque ci sarà nel 2027, quando la liquidità potrebbe non bastare più a mantenere operativi i diversi rami aziendali del gruppo.

Porsche e Tojner non investono altro capitale

I numeri spiegano perché Porsche e Tojner abbiano deciso di non versare altro denaro. Varta ha chiuso il 2024 con una perdita di 64,5 milioni di euro e neppure il riassetto portato a termine la primavera seguente è bastato a rimettere in equilibrio il gruppo.

La cancellazione del titolo dai listini di Francoforte e Vienna ha allontanato la società dalle Borse, senza però alleggerirne l’esposizione finanziaria o risolverne i problemi produttivi. A far precipitare gli eventi ha contribuito la perdita di Apple.

Per anni Varta ha fornito le celle CoinPower montate negli AirPods, ma la compagnia di Cupertino avrebbe scelto un produttore cinese per le prossime commesse. Il contratto in essere scadrà alla fine di ottobre e le conseguenze ricadranno soprattutto sull’impianto bavarese di Nördlingen, cresciuto proprio grazie agli ordini provenienti dal colosso statunitense.

A Nördlingen il lavoro dovrebbe fermarsi in autunno. La chiusura, insieme ai tagli previsti a Ellwangen, costerà il posto a circa 350 persone. Il gruppo ne impiega più di 3.200: non risultano dunque 3.000 licenziamenti già stabiliti, ma con le varie divisioni ancora da vendere o riorganizzare nessuno può sapere quanti dipendenti rimarranno alla fine del riassetto.

Produrre quelle celle in Europa, del resto, era diventato sempre meno conveniente. I concorrenti cinesi le offrono a prezzi inferiori e la perdita degli ordini di Apple ha tolto a Varta una delle poche commesse abbastanza grandi da sostenere l’attività. La domanda aveva già rallentato, mentre i cambi valutari remavano contro. Il precedente intervento aveva guadagnato tempo, non risolto il problema.

Le divisioni potrebbero finire a più compratori

Un’area che continua a funzionare c’è: quella delle pile domestiche. Consumer Batteries, società autonoma facente capo a Varta, non compare nelle quattro istanze presentate a Stoccarda, mantenendo ancora i conti in ordine e proprio per questo il ramo ha già attirato dei pretendenti.

Nell’operazione sarebbero coinvolti alcuni creditori del gruppo, fra cui Deutsche Bank, RBC BlueBay, Blantyre e Whitebox. Tojner avrebbe messo gli occhi su un’altra parte dell’azienda, quella delle microbatterie.

Il futuro di Varta potrebbe decidersi così, cedendo separatamente ciò che conserva un valore industriale. Difficile immaginare che un solo investitore accetti di rilevare tutto e tenti un nuovo rilancio. Probabilmente le divisioni prenderanno strade diverse, anche se il nome continuerà a comparire sui prodotti.

È già accaduto, con modalità non identiche, nel caso Northvolt, due storie riportanti allo stesso problema: in Europa fabbricare batterie costa di più, mentre dall’Asia arrivano concorrenti capaci di praticare prezzi difficili da sostenere.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 07:45:42 +0000
News n. 14
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

Il mese di luglio 2026 si caratterizza per una serie di scioperi che interesseranno diversi comparti del trasporto pubblico in Italia. In questo articolo troverai il calendario completo e aggiornato degli scioperi previsti per tutto luglio 2026, con una panoramica dettagliata di orari, città e categorie coinvolte in ciascuna giornata. Analizzeremo città per città e regione per regione gli scioperi proclamati, permettendoti così di pianificare i tuoi spostamenti ed essere sempre aggiornato su eventuali disservizi nel trasporto locale, ferroviario, aereo, marittimo e merci. Anche questo mese non mancano mobilitazioni di rilievo nazionale e proteste di scala locale, con impatti potenziali su diverse tipologie di viaggiatori.

Sciopero 02 luglio 2026

In Lombardia è indetto uno sciopero regionale di 8 ore, dalle 3:31 alle 11:29, nel servizio di trasporto merci ferroviario. Il personale coinvolto appartiene alla società DB Cargo Italia e ad indire la protesta sono i sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

Sciopero 05 luglio 2026

In tutta Italia, numerosi scioperi riguardano soprattutto il settore aereo:

– Il personale della Società ENAV dell’Aeroporto di Milano Malpensa sciopererà per 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) su base nazionale, indetto da RSA FAST-CONFSAL-AV.

– Il personale delle aziende del comparto aereo associate Assohandlers, indotto dal sindacato CUB TRASPORTI, sciopererà per 24 ore (00.00-23.59).

– Sciopero di 24 ore anche per il personale delle aziende del comparto aereo e indotto aeroporti (esclusi Assohandlers), proclamato da CUB TRASPORTI.

– Il personale ADR Security degli Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) incrocerà le braccia per 8 ore (10.00-18.00), a seguito di una iniziativa FAST-CONFSAL.

– Altro sciopero di 4 ore (13.00-17.00) per il personale ENAV di Milano Malpensa, RSA UILT-UIL sigla l’agitazione.

– Sciopero nel settore aereo anche per il personale Fedex Corporation di Malpensa (4 ore, 14.00-18.00, OST CUB TRASPORTI).

– Personale ASC Handling all’Aeroporto di Catania Fontanarossa (4 ore, 14.00-18.00) sciopera con CUB TRASPORTI.

– A Firenze, sciopero di 24 ore del personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze (OSP COBAS Lavoro Privato).

– Personale EasyJet Airlines Limited (nazionale, 24 ore, USB Lavoro Privato).

– A Palermo, sciopero di 4 ore (13.00-17.00) del personale UAB DAT LT (USB Lavoro Privato).

– A livello nazionale, piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited scioperano per 24 ore, proclamato da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.

Sciopero 06 luglio 2026

Nella città di Catania, sono previsti tre scioperi di 24 ore, che coinvolgono il personale della SOC. AMTS di Catania indetti da FIL-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, OSP ORSA TPL e OSP CUB TRASPORTI.

In Prato (Toscana) è previsto uno sciopero di 4 ore (18.30-22.30) del personale della società Autolinee Toscane, indetto da RSA FAISA-CISAL.

Infine, a livello nazionale si registra uno sciopero di 24 ore (21.00 del 6 luglio-21.00 del 7 luglio) per il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal (settore ferroviario), indetto da USB Lavoro Privato.

Sciopero 07 luglio 2026

In tutta Italia (nazionale), sciopero di 24 ore (21.00 del 6 luglio-21.00 del 7 luglio) per il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal (USB Lavoro Privato).

In Piemonte, provincia di Torino, sciopero nelle ultime 2 ore di ciascun turno per il personale del settore trasporto merci, logistica e spedizioni (OSR FILT-CGIL).

In Sicilia, su tutte le province, è indetto sciopero di 8 ore (9.00-17.00) per il personale della società RFI DOIT Palermo (OSR UILT-UIL).

Sciopero 09 luglio 2026

In tutta Italia, sciopero ferroviario di 23 ore (dalle 3.00 del 9 luglio alle 2.00 del 10 luglio) per il personale operativo degli equipaggi della società Italo NTV, proclamato da UILT-UIL.

Sciopero 10 luglio 2026

Nella città di Bari e provincia, sciopero 24 ore del trasporto pubblico locale (società STP di Bari), indetto dai sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.

In Puglia, sciopero generale su tutta la regione, inclusi pubblici e privati, per 24 ore (OSR USB Lavoro Privato).

In tutta Italia, sciopero 8 ore (16:01-23:59) del personale della società Captrain Italia (settore trasporto merci, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

Sciopero 11 luglio 2026

Nella città di Genova (Liguria), sciopero di 4 ore (11.30-15.30) del personale AMT di Genova, indetto da OST UGL-FNA.

A Palermo (Sicilia), sciopero locale dell’intera giornata (24 ore) del personale AMAT di Palermo (OSP CUB TRASPORTI).

Sciopero 15 luglio 2026

In tutta Italia, sciopero nazionale (intero turno) che coinvolge i servizi di ristorazione e logistica a bordo treno gestiti da Elior Divisione Itinere per Trenitalia, indetto da COBAS Lavoro Privato.

Sciopero 17 luglio 2026

Nella provincia di Venezia (Veneto), sciopero 24 ore del personale ATVO di Venezia (OSP SGB/FAST MOBILITA’).

Sciopero 20 luglio 2026

A Genova (Liguria), sciopero di 4 ore (11.30-15.30) del personale AMT di Genova (OST CUB TRASPORTI).

A Firenze (Toscana), due scioperi di 4 ore (19.00-23.00) del personale Autolinee Toscane Bacino Urbano (RSA FAISA-CISAL).

A Latina (Lazio), sciopero 24 ore del personale CSC Mobilità di Latina (OSR FAISA-CISAL).

A Prato (Toscana), sciopero 8 ore (14.30-22.30) del personale Autolinee Toscane (RSA FAISA-CISAL).

Sciopero 21 luglio 2026

A livello nazionale, sette scioperi nel settore aereo:

– Personale Fedex Corporation aeroporto Milano Malpensa (24 ore, OST CUB TRASPORTI)

– Personale navigante EasyJet Airlines Limited (24 ore, USB LAVORO PRIVATO)

– Personale Alha e MLE-BCUBE aeroporto Milano Malpensa (24 ore, OST CUB TRASPORTI/USB LAVORO PRIVATO)

In Calabria, personale SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (24 ore, OSR UGL-TA).

In Campania, personale GH Napoli e Sky Service (4 ore, 10.00-14.00, OSR FAST-CONFSAL).

In Sardegna, personale GEASAR aeroporto Olbia e SOGEAAL aeroporto Alghero (4 ore, 13.00-17.00, OSR UGL-TA e OSP UGL-TA).

Sciopero 22 luglio 2026

In tutta Italia, due scioperi nazionali nel settore marittimo:

– Personale Grandi Navi Veloci (24 ore, dalle 12:00 del 22 luglio alle 11:59 del 23 luglio, sindacato CSLE).

– Personale navigante Grandi Navi Veloci (24 ore, 12:00 del 22 luglio – 12:00 del 23 luglio, sindacato ORSA MARITTIMI).

Sciopero 23 luglio 2026

In tutta Italia, sciopero 24 ore nel settore ferroviario e trasporto merci su rotaia, dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio (CUB TRASPORTI e SGB), con coinvolgimento anche del trasporto pubblico locale per il 24 luglio intera giornata.

A Verona (Veneto), sciopero 24 ore (21.00 del 23 luglio-20.59 del 24 luglio) del personale RFI DOIT Verona (OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).

Settore marittimo nazionale: personale Grandi Navi Veloci (CSLE e ORSA MARITTIMI).

Sciopero 24 luglio 2026

Nelle Marche, sciopero 4 ore, 11.00-15.00 del trasporto pubblico locale (OSR USB LAVORO PRIVATO).

A Salerno (Campania), sciopero 4 ore (9.00-13.00) del personale SITA SUD (OSP UGL AUTOFERRO).

Sciopero ferroviario nazionale e su Verona (21.00 del 23 luglio – 20.59 del 24 luglio, personale RFI DOIT Verona, CUB TRASPORTI, SGB, ORSA FERROVIE, SLM-FAST-CONFSAL).

Sciopero 25 luglio 2026

In Sardegna (tutte le province), sciopero trasporto pubblico locale personale Società ARST per 8 ore con varie modalità (OSR UGL Autoferrotranvieri).

Sciopero 27 luglio 2026

Nella provincia di Savona (Liguria), sciopero di 4 ore (10.15-14.15) del personale TPL LINEA di Savona (RSU).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 22 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 24 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 25 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 27 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi 28 luglio 2026 riportiamo i prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana in base all’ultimo aggiornamento disponibile. Il costo alla pompa è il risultato di tre voci: il valore industriale (materia prima e margine dei distributori), le accise e l’Iva. Nel dettaglio, i valori medi rilevati dal Mimit al 27-07-2026 sono: benzina self a 2.071 €/l, gasolio self a 2.255 €/l, GPL servito a 0.877 €/l e metano servito a 1.606 €/l. Si tratta di medie nazionali riferite alle aree di servizio autostradali: i prezzi effettivi possono variare tra tratte, orari e impianti, ma queste indicazioni sono utili per pianificare spostamenti e budget del viaggio.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento Mimit: 27-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.255 €/l
Benzina SELF 2.071 €/l
GPL SERVITO 0.877 €/l
Metano SERVITO 1.606 €/l

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale alla pompa deriva dalla somma di due macro-componenti: quella fiscale e quella industriale. La componente fiscale pesa per il 58% del prezzo e comprende sia le accise sia l’imposta sul valore aggiunto (Iva); è dunque la voce predominante e, salvo interventi normativi, non è direttamente influenzata dalla concorrenza tra operatori. La componente industriale vale il 42% ed è suddivisa in costo della materia prima e margine lordo. La materia prima incide per il 30%: su questa quota pesano soprattutto le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’andamento del cambio euro/dollaro, perché il greggio e i derivati sono scambiati in dollari sui mercati globali. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, comprende le attività di raffinazione, stoccaggio, logistica, distribuzione e il servizio al cliente; su questa parte l’operatore può intervenire per adeguare il prezzo alla pompa, tenendo conto di fattori come la concorrenza locale, i volumi di traffico, i costi operativi dell’impianto e le eventuali politiche commerciali. Nel complesso, quindi, la benzina riflette sia dinamiche finanziarie e geopolitiche sia scelte industriali e commerciali, oltre al peso rilevante del prelievo fiscale.

Per il gasolio, la struttura del prezzo è più sbilanciata sulla componente industriale, che arriva al 55% del totale, mentre la componente fiscale incide per il 45%. All’interno della parte industriale, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo: anche qui contano le quotazioni internazionali dei distillati medi e il rapporto di cambio tra euro e dollaro, che possono muovere rapidamente i listini all’ingrosso. Il margine lordo pesa per il 10% ed è l’area in cui gli operatori agiscono per calibrare i prezzi alla pompa in funzione di concorrenza, flussi di traffico, costi logistici e politiche di approvvigionamento. Rispetto alla benzina, il gasolio risente spesso di specifiche dinamiche di domanda settoriale (trasporto merci e mobilità professionale), che possono influenzare i prezzi nei periodi di picco. Anche in autostrada, dove i costi di gestione sono generalmente più elevati rispetto alla rete urbana, il livello dei prezzi riflette sia l’andamento dei mercati internazionali sia l’equilibrio competitivo locale, con la fiscalità che resta una quota importante ma non prevalente come nel caso della benzina.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.986 per la benzina, 2.188 per il diesel, 0.772 per il gpl, 1.614 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.178
Benzina SELF 1.983
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.529

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.191
Benzina SELF 1.994
GPL SERVITO 0.742
Metano SERVITO 1.570

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.230
Benzina SELF 2.013
GPL SERVITO 0.861
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.201
Benzina SELF 1.997
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.720

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.193
Benzina SELF 1.984
GPL SERVITO 0.707
Metano SERVITO 1.552

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.178
Benzina SELF 1.974
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.570

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.213
Benzina SELF 1.999
GPL SERVITO 0.726
Metano SERVITO 1.639

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.171
Benzina SELF 1.970
GPL SERVITO 0.728
Metano SERVITO 1.693

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.181
Benzina SELF 1.987
GPL SERVITO 0.852
Metano SERVITO 1.568

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.181
Benzina SELF 1.977
GPL SERVITO 0.723
Metano SERVITO 1.574

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.166
Benzina SELF 1.968
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.559

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.185
Benzina SELF 1.992
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.531

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.179
Benzina SELF 1.976
GPL SERVITO 0.725
Metano SERVITO 1.604

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.185
Benzina SELF 1.994
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.655

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.192
Benzina SELF 1.990
GPL SERVITO 0.858

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.220
Benzina SELF 2.001
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.849

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.182
Benzina SELF 1.981
GPL SERVITO 0.750
Metano SERVITO 1.640

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.192
Benzina SELF 1.992
GPL SERVITO 0.783
Metano SERVITO 1.551

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.172
Benzina SELF 1.978
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.579

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.189
Benzina SELF 1.998
GPL SERVITO 0.856

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.176
Benzina SELF 1.974
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.566

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Lotus Emira 420 Sport, la più veloce mai realizzata con quattro cilindri

Lotus scrive nuovi record del downsizing attraverso il suo nuovo gioiello da pista: l’Emira 420 Sport. Presentata come l’auto di serie a quattro cilindri più veloce mai realizzata al mondo, porta con se una dichiarazione tecnica, supportata da numeri che lasciano ben poco spazio alle obiezioni.

Numeri da sportiva

Il cuore della vettura è un motore turbocompresso a quattro cilindri da 2,0 litri capace di sviluppare 420 CV e 500 Nm di coppia. Si tratta di un propulsore di derivazione AMG, ma rielaborato da Lotus per portarlo a questi livelli di potenza specifica mantenendo la compattezza e il peso ridotto che da sempre caratterizzano le sportive di Hethel. I risultati si misurano così: 0-100 km/h in 3,9 secondi, 0-200 km/h in 12,47 secondi, quarto di miglio da fermo coperto in 11,91 secondi e velocità massima di 300 km/h.

A gestire la trasmissione c’è un cambio a doppia frizione a otto rapporti, la cui taratura è stata rivista per garantire passaggi di marcia più rapidi e una risposta più immediata, sia su strada che in pista. Le palette del cambio in fibra di carbonio, nuove rispetto alla versione standard, contribuiscono a rendere l’esperienza di guida più diretta e coinvolgente.

Assetto da pista in un peso piuma

Le novità dell’assetto riguardano l’altezza da terra, ridotta di 5 mm rispetto alla Emira Turbo di base, con una taratura delle sospensioni rivista e pneumatici ad alte prestazioni montati di serie. Il telaio in alluminio incollato con sospensioni a doppio braccio oscillante resta la base, ma tutto è stato affinato per rispondere con maggiore precisione ai comandi del guidatore, soprattutto nelle situazioni limite.

Sul fronte aerodinamico, gli interventi sulla carrozzeria garantiscono 25 kg di carico verticale aggiuntivo senza aumentare la resistenza all’avanzamento, migliorando la stabilità nelle curve veloci. Il nuovo splitter anteriore, le prese d’aria maggiorate e lo spoiler posteriore incrementano anche il flusso d’aria verso i radiatori e ottimizzano il raffreddamento dei freni, un dettaglio che fa la differenza nelle sessioni in circuito.

Chi vuole spingersi ancora oltre può optare per il Lightweight Handling Pack: un pacchetto opzionale che toglie 25 kg di peso attraverso una serie di ritocchi specifici, come lo scarico in titanio, una batteria agli ioni di litio, ammortizzatori Multimatic regolabili e telemetria di bordo tramite app dedicata.

Prezzo e uscita

Il libro degli ordini è già aperto e le prime consegne sono previste per agosto 2026. In Italia il prezzo di partenza è fissato a 129.900 euro. Non è una cifra che fa rima con accessibilità, è chiaro. Ma chi si avvicina a una Lotus Emira 420 Sport sa già in partenza che non sta cercando un’auto normale. Sta cercando qualcosa di specifico: la sintesi tra leggerezza, potenza e piacere di guida puro, costruita con una filosofia che a Hethel non cambia da decenni. L’auto di serie a quattro cilindri più veloce al mondo, a quel punto, non è più solo un titolo da pubblicità televisiva. Solitamente Lotus orienta la propria filosofia progettuale verso il piacere di guida, viaggiando lontano da slogan o numeri da record, in favore di leggerezza e aerodinamica da corsa. Questa volta, ha fatto entrambe.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 05:30:36 +0000
News n. 18
Roma, scoperta officina che smontava auto rubate: cinque arresti

Dall’esterno sembrava un capannone come tanti, in una zona periferica di Roma dove i capannoni si vedono spesso e non destano attenzioni particolari. Dentro, invece, c’era un’officina specializzata nello smontaggio sistematico di auto rubate, allestita per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. L’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Roma Piazza Dante ha portato a cinque arresti in flagranza di reato nel quartiere Borghesiana, tutti per ricettazione in concorso. Il Tribunale di Roma ha già convalidato le misure cautelari.

L’officina clandestina nella periferia romana

I Carabinieri hanno fatto irruzione all’interno del capannone di via Carlo Fornara trovando cinque uomini, di cui due italiani di 28 e 50 anni, un 52enne nato in Venezuela, un 53enne polacco e un 61enne lettone, che erano intenti a smontare una Volkswagen Tiguan risultata rubata lo scorso 24 giugno nel centro di Roma.

All’interno del capannone si trovavano impianti di sollevamento per automezzi, postazioni di lavoro strutturate, banchi da officina, smerigliatrici, avvitatori pneumatici, utensili elettrici e attrezzatura specialistica per il rapido smontaggio di parti meccaniche e di carrozzeria. Non un deposito di fortuna, ma un’officina professionale allestita con un obiettivo preciso: smontare nel minor tempo possibile e disperdere i pezzi sul mercato prima che qualcuno facesse domande. Chi indaga è convinto che diversi componenti della banda avessero un passato da meccanici professionisti e l’organizzazione del capannone sembrerebbe convalidare questa tesi.

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Anche un compattatore e un jammer

Durante il blitz i militari hanno sequestrato anche un compattatore industriale, utilizzato per ridurre rapidamente le carcasse delle auto dopo lo smontaggio, e un jammer, dispositivo capace di disturbare le frequenze radio e impedire il funzionamento dei sistemi di localizzazione GPS installati sui veicoli rubati. Il jammer, in particolare, leva ogni possibile dubbio sulla predisposizione criminale di questa struttura. Non basta rubare un’auto e portarla in un capannone: se il veicolo è equipaggiato con un sistema GPS (cosa ormai all’ordine del giorno) il segnale può guidare i proprietari o le forze dell’ordine direttamente al nascondiglio. Il jammer è la risposta tecnica a questo problema, e la sua presenza suggerisce che chi gestiva l’officina aveva ben chiaro il rischio e si era attrezzato per minimizzarlo.

L’indagine dei Carabinieri

Tutto nasce dalla denuncia di furto presentata lo scorso 24 giugno dal proprietario della Volkswagen Tiguan, un modello da circa 40.000 euro, scomparsa in zona Prati. Una denuncia che ha fatto partire un’indagine che ha portato a un’officina in Piazza Dante. A quel punto i Carabinieri hanno fatto irruzione, cogliendo i cinque in flagranza di reato mentre erano alle prese con lo smontaggio proprio del SUV. L’intera area, le attrezzature e i numerosi componenti meccanici rinvenuti sono stati posti sotto sequestro, mentre le parti recuperate della Volkswagen Tiguan saranno restituite al legittimo proprietario. Le immagini condivise dei Carabinieri mostrano un capannone di notevoli dimensioni, che sembra essere lì da anni, e che nessuno fino a quel momento avrebbe mai notato. Un caso che ricorda agli automobilisti quanto sia utile dotarsi di sistemi di localizzazione e quanto quei sistemi, se usati bene, possano aiutare a ritrovare ciò che sembrava perduto per sempre.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 05:30:10 +0000
News n. 19
Auto elettriche in Europa, dove conviene comprarle tra bonus e sconti

Nel 2026 il prezzo finale di un’auto elettrica dipende da un insieme di fattori che cambiano da Paese a Paese: bonus statali, rottamazione, limiti di reddito, tetti al prezzo del veicolo, agevolazioni fiscali, deduzioni per le aziende, sconti sulla tassa di possesso, contributi per la ricarica domestica, programmi sociali e vantaggi locali. Dietro lo stesso modello elettrico possono nascondersi differenze di migliaia di euro perché i governi nazionali hanno scelto strumenti molto differenti per sostenere la transizione.

Il risultato è un’Europa dell’auto elettrica a macchia di leopardo. Ci sono Paesi che riducono subito il prezzo d’acquisto con un incentivo diretto, altri che alleggeriscono il costo nel tempo attraverso tasse più basse, altri ancora che concentrano il sostegno sulle famiglie meno abbienti, sulle flotte aziendali o sulla ricarica privata.

Tra incentivi diretti e indiretti

Gli incentivi diretti sono quelli più facili da capire. Lo Stato, una regione o un ente pubblico contribuisce all’acquisto o al leasing di un’auto elettrica, riducendo il prezzo finale oppure riconoscendo un rimborso dopo la registrazione del veicolo. In questa categoria rientrano i bonus all’acquisto, i contributi con rottamazione, i programmi per famiglie a basso reddito, i leasing sociali e gli aiuti collegati a particolari categorie di utenti.

Gli incentivi indiretti comprendono esenzioni o riduzioni sulla tassa di possesso, agevolazioni sull’imposta di registrazione, deduzioni fiscali per le aziende, trattamento favorevole del fringe benefit, Iva agevolata, accesso facilitato a zone urbane, parcheggi scontati, contributi per wallbox domestiche o infrastrutture condominiali.

Italia, ecobonus ricco ma il nodo resta la continuità

In Italia l’incentivo principale è stato l’Ecobonus. Il programma avviato il 22 ottobre 2025 metteva a disposizione circa 595 milioni di euro del Pnrr, trasferiti dalle colonnine all’acquisto di veicoli elettrici: fino a 11.000 euro per le persone con Isee inferiore a 30.000 euro e 9.000 euro per la fascia compresa fra 30.000 e 40.000 euro, con rottamazione di una vettura fino a Euro 5 e limite di prezzo fissato a 35.000 euro più Iva.

Il plafond è stato però prosciugato poco dopo l’apertura della piattaforma, con oltre 55.600 voucher richiesti. Oggi il contributo nazionale disponibile per un privato vale zero euro, perché alla scadenza formale del 30 giugno 2026 non è seguito alcun rifinanziamento.

Rimane l’esenzione dal bollo per cinque anni dalla prima immatricolazione e, salvo discipline regionali più favorevoli, il pagamento di un quarto della tariffa prevista per un’equivalente auto a benzina dal sesto anno.

Germania, il ritorno del bonus con una logica sociale

Berlino aveva interrotto bruscamente il vecchio Umweltbonus alla fine del 2023. Nel periodo seguente, le immatricolazioni elettriche subirono una contrazione vicina a un terzo. Dal 2026 la Germania è tornata sui propri passi.

Il nuovo incentivo riguarda le auto immatricolate dal primo gennaio e il portale è operativo dal 20 maggio. Il governo ha stanziato tre miliardi di euro fino al 2029, stimando di poter sostenere circa 800.000 veicoli.

Per accedere serve un reddito imponibile familiare non superiore a 80.000 euro. La soglia cresce di 5.000 euro per figlio, fino a un massimo di due figli. Una Bev o una fuel cell riceve 3.000 euro di base; le maggiorazioni legate a reddito e composizione familiare portano il totale fino a 6.000 euro. Plug-in ed elettriche con range extender partono da 1.500 euro e possono arrivare a 4.500, purché rispettino i parametri tecnici richiesti.

Sono ammessi acquisto e leasing di veicoli nuovi. Sul lungo periodo interviene la fiscalità: le Bev registrate entro il 31 dicembre 2030 possono ottenere dieci anni di esenzione dalla tassa automobilistica, comunque non oltre la fine del 2035.

Francia, bonus ecologico e leasing sociale

Parigi non consegna più il vecchio bonus écologique nella sua forma originaria. Dal luglio 2025 il sostegno passa soprattutto attraverso i certificati di risparmio energetico, i Cee, e il relativo coup de pouce. Nel 2026 l’importo indicativo arriva a 5.700 euro per le famiglie in povertà energetica, scende a circa 4.700 euro per gli altri nuclei con reddito modesto e si ferma a 3.500 euro per le restanti famiglie ammesse. Non si tratta di una somma invariabile: il valore dipende anche dal mercato dei certificati.

La vettura deve essere nuova ed elettrica, costare non più di 47.000 euro, pesare meno di 2.400 chilogrammi e superare il punteggio ambientale francese. Quest’ultimo non considera soltanto le emissioni allo scarico, ma anche fabbricazione, batteria e logistica.

Per i modelli dotati di batteria prodotta in Europa si aggiunge una maggiorazione compresa fra 1.200 e 2.000 euro. Il tetto teorico può quindi salire a 7.700 euro, non ai 6.700 indicati sommando il vecchio extra fisso da mille euro.

Completa il quadro il leasing sociale. La nuova campagna è stata riaperta il 16 luglio 2026 e si rivolge ai lavoratori con reddito contenuto che necessitano dell’automobile per gli spostamenti quotidiani. Le rate devono rimanere sotto i 200 euro mensili; alcune offerte scendono intorno a 140 euro, ma non tutte costano 100 euro come spesso viene raccontato. L’aiuto pubblico al contratto può raggiungere 9.500 euro e la locazione deve durare almeno tre anni.

Spagna con la fase Auto+, Portogallo con gli incentivi

Il nuovo programma Auto+ in Spagna ha ricevuto la sua cornice normativa: la dotazione ammonta a 400 milioni, 350 destinati alle persone fisiche e 50 agli operatori economici. Gli acquisti effettuati dal primo gennaio 2026 possono comunque rientrare retroattivamente nel programma.

Per una vettura M1 il contributo pubblico massimo è di 4.500 euro. Il costruttore o il punto vendita deve aggiungere almeno 1.000 euro di sconto sui nuovi ordini interessati, mentre il prezzo massimo del veicolo è fissato a 45.000 euro prima delle imposte.

La formula non distribuisce la stessa cifra a ogni automobile. Una Bev o fuel cell riceve una quota di base pari al 50% del massimale, una plug-in o un range extender parte dal 25%. I modelli sotto 35.000 euro guadagnano un ulteriore 25%, quelli compresi fra 35.000 e 45.000 il 15%.

L’assemblaggio finale nell’Unione aggiunge un altro 15%, mentre determinate condizioni sulla batteria valgono il restante 10%. Soltanto una Bev economica che soddisfi tutti i criteri industriali raggiunge quindi i 4.500 euro pieni.

L’incentivo in Portogallo assegna 4.000 euro ai privati che comprano una Bev nuova e demoliscono una vettura a combustione con più di dieci anni. Il prezzo massimo ordinario è 38.500 euro, sale a 55.000 euro per i modelli con più di cinque posti. La seconda fase 2026 finanzia 1.375 auto, per un budget di 5,5 milioni.

Per le imprese il quadro diventa ancora più favorevole. Le elettriche beneficiano di esenzioni sulle imposte di acquisto e possesso.

Austria, Grecia e Irlanda, meno clamore, molta fiscalità

In Austria c’è il 15% di incentivo fiscale agli investimenti delle imprese, accompagnato da ammortamenti e detrazione dell’Iva. Per i cittadini esistono comunque misure locali e contributi alla ricarica, variabili fra Länder e comuni.

In Grecia il contributo base per una Bev è di 3.000 euro. La demolizione di una termica con almeno dieci anni aggiunge 1.500 euro, giovani fino a 29 anni e famiglie numerose possono ottenere altre maggiorazioni. Nella combinazione migliore si arriva a 5.500 euro, ai quali può sommarsi un aiuto di 500 euro per la wallbox.

L’Irlanda concede fino a 3.500 euro sul prezzo e mantiene un alleggerimento della Vehicle Registration Tax fino a 5.000 euro, decrescente nelle fasce di prezzo superiori. Un contributo da 300 euro sostiene la ricarica domestica.

Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo tra vantaggi fiscali e auto aziendali

Nei Paesi Bassi prevalgono super-ammortamenti, deduzioni ambientali e tassazione agevolata dell’auto aziendale. Il vecchio sussidio generalizzato al privato non è più la leva centrale.

In Belgio non esiste un assegno nazionale per il privato. Per le auto aziendali elettriche i costi possono però beneficiare della piena deducibilità e il trattamento del benefit in kind resta molto più favorevole di quello applicato alle vetture termiche. La quota elettrica nelle immatricolazioni corporate belghe è passata dall’8,8% del 2021 a oltre il 54% nel 2025.

In Lussemburgo il contributo arrivava a 6.000 euro per le elettriche più efficienti e a sette posti, ma la finestra utile per i nuovi ordini si è chiusa il 30 giugno 2026.

Nord Europa: meno assegni, più fisco

La Norvegia ha costruito il mercato elettrico più maturo del continente senza affidarsi, negli ultimi anni, a un bonus da richiedere online. Da gennaio 2026 l’esenzione Iva al 25% copre soltanto i primi 300.000 corone norvegesi del prezzo, contro le precedenti 500.000. Sulla parte eccedente l’imposta si paga regolarmente. Restano agevolazioni sulle tasse di immatricolazione e sui pedaggi, ma la tassazione legata al peso penalizza le elettriche più grandi.

La Danimarca non concede un contributo diretto generalizzato. Utilizza invece la tassa di registrazione, con aliquote e deduzioni che rendono competitive le Bev soprattutto nelle fasce non di lusso. Nel primo semestre 2026 le elettriche hanno sfiorato l’80% del mercato danese.

La Svezia ha abbandonato il vecchio bonus generalizzato e dal 18 marzo 2026 applica un premio sociale. Le famiglie con reddito inferiore alle soglie stabilite, residenti in zone rurali o con trasporto pubblico insufficiente, possono ricevere 1.300 corone al mese per 36 mesi, cioè 46.800 corone complessive. Per i redditi più bassi si aggiungono 18.000 corone iniziali. Sono ammesse elettriche nuove e usate dal prezzo non superiore a 450.000 corone.

La Finlandia esenta le Bev dalla tassa di prima immatricolazione e applica una riduzione al valore imponibile delle auto aziendali. Nel biennio 2026-2027 opera anche una misura di rottamazione che può arrivare a 2.500 euro per l’acquisto di una nuova elettrica.

L’Islanda concede sovvenzioni comprese fra 400.000 e 900.000 corone islandesi per le elettriche immatricolate nel Paese.

Polonia e Paesi dell’est: incentivi importanti ma mercati fragili

La Polonia ha terminato il programma NaszEauto il 30 aprile 2026. La Romania attende ancora la piena definizione delle nuove allocazioni mentre alcune misure in Lituania sono subordinate ad approvazioni o aperture dei bandi. In Ungheria il sostegno da 5.500 a 10.500 euro era rivolto alle imprese e aveva una finestra limitata, conclusa nella primavera 2026. La Croazia arriva fino a 9.000 euro, ma indirizza il denaro a taxi, consegne e servizi di mobilità, non al comune automobilista privato.

I casi del Regno Unito e della Svizzera

Il Regno Unito ha reintrodotto un Electric Car Grant a due fasce. I modelli che soddisfano i criteri produttivi più severi ottengono fino a 3.750 sterline, il secondo livello vale 1.500 sterline. L’auto deve appartenere all’elenco approvato e la versione base della motorizzazione deve rientrare nel tetto di 37.000 sterline. Il compratore vede lo sconto direttamente sul prezzo, senza dover anticipare il contributo.

In Svizzera manca invece un bonus federale uniforme: le riduzioni sulla tassa automobilistica dipendono dai cantoni.

Data articolo: Tue, 28 Jul 2026 04:00:28 +0000
News n. 20
Carburanti, taglio di 17 centesimi sul diesel fino al 6 agosto: benzina esclusa

Alla fine il Governo interviene soltanto sul diesel. La benzina resta esclusa dal provvedimento, mentre sul gasolio verranno tolti 17 centesimi al litro, conteggiando sia le accise sia l’Iva. Il taglio durerà fino al 6 agosto e richiederà una spesa di circa 125 milioni di euro.

A chiarire i termini della misura è stato Giancarlo Giorgetti, dopo il Consiglio dei ministri:

“Il provvedimento fa sì che si preveda uno sconto sul gasolio, e solo sul gasolio, per un controvalore pari a 17 centesimi tra accise e Iva, fino al 6 agosto”

Cosa succederà dopo il 6 agosto

Non è ancora detto che tutto finisca in quella data. Il 4 agosto l’esecutivo farà nuovamente il punto sui prezzi e sul quadro internazionale, per stabilire se confermare l’intervento anche nei giorni successivi. Molto dipenderà da come si muoveranno le quotazioni e da ciò che comparirà, nel frattempo, sui tabelloni dei distributori.

“Valuteremo l’evoluzione della situazione, monitorando la situazione internazionale e i prezzi, per vedere cosa fare dopo il 6 agosto”

Nessun aumento delle accise sui tabacchi come ipotizzato nelle ore precedenti al Cdm, con l’opinione contraria sia di Forza Italia sia della Lega. Giorgetti ha chiuso il punto senza lasciare spazio a interpretazioni.

“Non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi”

Resta da capire se, oltre allo sconto deciso dal Governo, arriverà una mano anche dal mercato. Il prezzo del Brent ha iniziato a scendere e l’auspicio del ministro è che il calo finisca per riflettersi anche sui listini italiani, sebbene non in modo immediato.

“Oggi, ad esempio, il prezzo del Brent è in calo. La speranza è che questo si traduca tra qualche giorno anche in una diminuzione del prezzo alla pompa”

Quanto costano oggi benzina e diesel

Con questa decisione il Consiglio dei ministri prende posizione su un tema delicato come i rialzi alla pompa. Lunedì 27 luglio la media nazionale della benzina in modalità self-service si è attestata a 1,982 euro al litro, contro i 2,185 del gasolio. Per ritrovare un valore più elevato della verde bisogna tornare indietro all’ottobre del 2023 e nel caso del diesel fino al marzo del 2022.

La crescita rapida negli ultimi giorni ha gettato sia i conducenti che le associazioni di categoria nello sconforto. Rispetto a venerdì 24 luglio, quando la benzina si fermava a 1,968 euro al litro e il gasolio a 2,161, le quotazioni sono salite di 1,4 e 2,4 centesimi. Dopo i rialzi registrati fino a sabato, la corsa ha comunque cominciato a rallentare tra domenica e l’inizio della nuova settimana.

Hanno poco di cui sorridere gli utenti delle autostrade, dove la benzina self costa in media 2,071 euro al litro e il gasolio tocca i 2,255 euro. Riempire un serbatoio da 50 litri comporta dunque una spesa di circa 104 euro con la verde e quasi 113 euro scegliendo il gasolio.

Le differenze aumentano al servito. Negli impianti delle compagnie, la benzina oscilla mediamente tra 2,068 e 2,182 euro al litro, mentre il diesel si colloca tra 2,274 e 2,378 euro. Prezzi un po’ più contenuti nelle pompe bianche, dove le medie scendono rispettivamente a 2,034 euro per la benzina e a 2,248 euro per il gasolio. Anche con un distributore indipendente, insomma, la soglia dei due euro resta ormai ampiamente superata.

Meno tesa la situazione riguardante i carburanti alternativi. Il Gpl viene venduto mediamente tra 0,759 e 0,786 euro al litro negli impianti di marca, contro 0,749 euro delle pompe bianche. Il metano varia invece da 1,573 a 1,693 euro al chilogrammo, con una media di 1,607 euro presso gli operatori indipendenti. Intanto le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati hanno mostrato i primi segnali di arretramento, soprattutto sul diesel, dopo la sospensione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. Un movimento che potrebbe frenare nuovi rincari, ma che non cancella quelli già arrivati sui tabelloni.

Data articolo: Mon, 27 Jul 2026 17:00:05 +0000
News n. 21
Ferrari ottima solo nelle intenzioni: come la Rossa ha sbagliato a Budapest

Il disastroso weekend della Ferrari a Budapest smaschera la retorica di Vasseur sulla tanto decantata “perfetta esecuzione”. Tra l’incapacità di trovare il setup per la SF-26 e le scelte strategiche deleterie al muretto, Maranello ha gettato al vento l’opportunità di dominare. In vista di Zandvoort servono meno alibi e molta più concretezza, per curare un’agonia tecnica denunciata dallo stesso Leclerc.

Ferrari: l’ottima esecuzione esiste solo nelle chiacchiere di Vasseur

Una disfatta su tutta la linea: non c’é altra formula per riassumere la trasferta magiara della Rossa. È bastato mezzo giro di pista perché l’intera impalcatura del Gran Premio rovinasse miseramente al suolo. L’esame di coscienza che ne consegue non può e non deve ammettere sconti, se si considera che il mandato della scuderia di Maranello era uno e inequivocabile: imporre la propria legge sul fine settimana.

I crismi per una marcia trionfale erano presenti, a una sola e ovvia condizione: che le direttive venissero eseguite con il necessario rigore. E invece? Invece il nulla. Da quando officia al timone di Maranello, il buon Vasseur coltiva con ostinata dedizione i propri personalissimi tormentoni. Quello che va per la maggiore in questo 2026 è, per l’appunto, il mantra della “perfetta esecuzione”.

Una nenia sulla quale non ci sentiremmo nemmeno di dargli torto, in linea di massima, purché non si riduca a un mero esercizio retorico. Ebbene: ieri, per non parlare della qualifica al sabato pomeriggio, della tanto scanzonata perfezione esecutiva non si è vista nemmeno l’ombra: l’asfalto, giudice supremo e sempre inappellabile, si è incaricato di certificarne la totale assenza.

Ferrari sprofonda nei soliti difetti

A conti fatti, si potrebbe persino sostenere che Budapest sia stata ostile con la Ferrari. Sarebbe, tuttavia, un comodo e pietoso alibi: la cruda verità è che Maranello, assai più banalmente, ha smarrito la facoltà di comprendere se stessa. Sì perché la SF-26 celava nel proprio grembo un potenziale notevole. Un bagliore che il venerdì aveva illuso i fedeli, per poi spegnersi tra le pieghe del toboga ungherese.

La spiegazione di questa metamorfosi è semplice: incapacità di tracciare una rotta coerente sulla messa a punto. Si sono visti innumerevoli tentativi, molti dei quali ineccepibili, che hanno partorito, però, il classico pugno di mosche verso la necessità dello step in avanti. Un quadro che definire desolante è un puro atto di clemenza. Se non altro, Lewis è quasi riuscito nell’intento di arpionare la pole position.

Un’agognata partenza dal palo vanificata da un paio di sbavature fatali in Q3. Charles, per contro, è sprofondato in quell’apatia rassegnata, tipica di chi sa bene di non riuscire a padroneggiare la sua vettura. Un canovaccio che si è riproposto pure la domenica, dove il monegasco ha vagato per la pista senza mai trovare il ritmo, incapace di impensierire nessuno tranne che se stesso.

Il tutto si è consumato sotto lo sguardo imperturbabile e bovino dei notabili al muretto, ancora una volta impermeabili a tale agonia tecnica. Finché non è toccato allo stesso Charles Leclerc, gracchiando via radio, l’ingrato compito di squarciare il velo su una realtà che a Maranello, per ostinata cecità, ci si rifiutava di vedere. Quel famoso “quale ritmo” che da solo spiega il weekend. Signori, il quadro è completo.

Serve un approccio più efficiente

Resta poi il capitolo inerente la mera strategia: scelte inappropriate, eccessive e dolorosamente aleatorie. Basti citare le Pirelli a banda rossa opzionate al via e il reiterato tentativo di undercut da parte di Lewis Hamilton finito miseramente in malora. E come tacere sulla geniale alzata d’ingegno nel richiamare le vetture ai box in regime di doppia bandiera gialla, a sole nove tornate dal traguardo. Insomma.

Una sequela di mosse che ha cospirato verso un epilogo avvilente. La Ferrari poteva vincere; poteva, e doveva, accorciare in classifica sulla Mercedes. E se non lo ha fatto è solo per sue esclusive ed evidenti colpe che non possono essere giustificate con la sola delusione espressa dai protagonisti davanti alle telecamere, condite da promesse di stare più attenti in futuro.

Ora la Rossa è attesa da tre settimane di purgatorio e riflessione prima di sbarcare a Zandvoort, dove i tratti distintivi della SF-26 (a questo punto il condizionale è d’obbligo) dovrebbero nuovamente sposarsi con le caratteristiche del tracciato. A patto, si spera, che a qualcuno non venga la malaugurata idea di decantare ancora la storiella dell’ottima esecuzione del weekend.

Data articolo: Mon, 27 Jul 2026 14:32:30 +0000
News n. 22
Ligier JS50, la microcar diventa elettrica con 164 km di autonomia

Il mondo delle microcar elettriche si muove più velocemente di quanto sembri. Mentre si discute di incentivi, colonnine e autonomia delle grandi berline, nel segmento dei quadricicli leggeri qualcosa sta cambiando in modo silenzioso ma concreto. Ligier ne è un esempio: il costruttore francese ha aggiornato la JS50 2026 con una nuova batteria, e il risultato è un salto di autonomia che ridisegna le possibilità d’uso di un’auto disponibile dai 14 anni.

Batteria LFP e autonomia record

La JS50 elettrica 2026 introduce una nuova batteria da 11 kWh, disponibile sia per la versione L6e sia per la più potente L7e. Il pacchetto si chiama B11 e porta con sé un cambio di chimica importante: le celle sono al litio-ferro-fosfato (LFP), una tecnologia sempre più diffusa anche nel settore automotive grazie alla maggiore durata nel tempo e alla buona stabilità termica.

Secondo il costruttore, il nuovo accumulatore permette di raggiungere fino a 164 km, un valore che posiziona la JS50 tra le microcar con la maggiore autonomia dichiarata della categoria. Non sono i 400 km di una berlina elettrica di segmento C, ma per un veicolo che nasce per la mobilità urbana e i percorsi brevi sono numeri che cambiano la prospettiva d’uso in modo significativo.

La batteria integra un sistema di riscaldamento che ne migliora il funzionamento alle basse temperature, fino a -20 °C, un dettaglio che può sembrare secondario su un’auto pensata per la città ma che diventa rilevante nei mesi invernali, quando la chimica LFP soffre di più la temperatura bassa rispetto ad altri tipi di celle. La ricarica completa da presa domestica richiede circa sei ore.

Non le manca niente

Il salto di capacità non serve solo a fare più chilometri: la maggiore energia disponibile consente di usare accessori come climatizzatore e servosterzo elettrico senza particolari rinunce,  componenti che sulle microcar con batterie più piccole erodevano l’autonomia in modo sensibile. È una distinzione che fa la differenza nell’uso reale, guidare una microcar senza aria condizionata in agosto è un’esperienza che pochi farebbero volentieri.

L’abitacolo propone un display touchscreen da 10 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless, con impianto audio Pioneer, telecamera posteriore, fari Full LED e climatizzatore disponibili come equipaggiamenti.

Sul piano tecnico rimangono il telaio in alluminio, le sospensioni anteriori MacPherson e i freni a disco su tutte e quattro le ruote, una dotazione tecnica che va ben oltre il minimo indispensabile per la categoria. La JS50 mantiene l’impostazione del restyling 2025, che aveva già portato un netto salto qualitativo rispetto alle generazioni precedenti.

Prezzi e allestimenti

La Ligier JS50 elettrica B11 parte da 15.490 euro, prezzo identico per le versioni L6e e L7e. La gamma è articolata su cinque livelli di allestimento, con la versione d’ingresso che garantisce già una dotazione dignitosa e la Ultimate che aggiunge cerchi da 16 pollici, climatizzatore, telecamera posteriore, indicatori di direzione dinamici e apertura elettrica del portellone.

Sotto i 16.000 euro per un’auto che può essere guidata a 14 anni con la patente AM, che ha 164 km di autonomia dichiarata e un abitacolo con touchscreen da 10 pollici: il confronto con alcune utilitarie termiche ora inizia a raccontare una storia diversa rispetto a qualche anno fa.

Data articolo: Mon, 27 Jul 2026 14:00:29 +0000
News n. 23
Hyundai Insteroid, la one-off che arriva dal gaming con il Drift Mode

Il nome dice già tutto, con la fusione di “Inster” e “Steroidâ€. Questo nuovo modello unico nel suo genere, e nella tiratura, è la piccola citycar elettrica del brand coreano presa, gonfiata, e trasformata in qualcosa che sembra uscito da un videogioco. Passaruota allargati, ala posteriore enorme, presa d’aria sul tetto degna di una Gruppo B, cerchi asimmetrici tra anteriore e posteriore.

Ispirata ai videogame

La Insteroid reinterpreta in chiave gaming il city-SUV 100% elettrico Inster, e non lo fa in modo timido. Il pattern pixelato ispirato all’estetica degli Space Invaders è visibile sul tetto, sulle portiere e sull’ala posteriore a doppio elemento, una firma grafica che rende l’auto immediatamente riconoscibile anche nelle foto in bianco e nero.

I fari anteriori rotondi a LED, uno dei pochi elementi mutuati direttamente dalla Inster di serie, contribuiscono a quell’atmosfera retrò-futurista che è diventata una firma Hyundai sulle BEV degli ultimi anni.

Le carreggiate sono state allargate grazie a passaruota maggiorati, con uno splitter anteriore affilato, un estrattore posteriore da vera auto da gara e minigonne con enormi prese d’aria. Il tetto ospita una presa d’aria che non stonerebbe su un’auto da rally. Il tutto è rifinito in vernice bianca con accenti arancioni, per una combinazione cromatica che non lascia dubbi sull’attitudine dell’auto.

La Insteroid è entrata anche nel videogioco JDM: Japanese Drift Master, diventando il primo modello elettrico a fare il suo ingresso nell’open-world virtuale del titolo di drifting. Prima ancora, era già presente su Asphalt Legends Unite e Roblox. La concretizzazione di un approccio al brand che Hyundai sta costruendo con coerenza, cercando di dialogare con generazioni che scoprono i prodotti prima nel digitale e poi nel mondo fisico.

Modalità drift

La funzionalità che ha acceso più curiosità è la Drift Mode. La modalità drift lavora in sinergia con il sistema audio Beat House, che diffonde musica mentre l’auto produce fumo dagli pneumatici. È una scelta che suona volutamente sopra le righe, ma che è coerente con il carattere complessivo del progetto.

Hyundai ha dotato la Insteroid di una firma sonora unica, che compensa l’assenza di un propulsore termico con un’identità acustica costruita elettronicamente. L’abitacolo è essenziale: roll cage per la rigidità del telaio, sedili a guscio, freno a mano manuale e un cruscotto senza touchscreen ma con un display dedicato al conducente. Il volante è progettato per non richiedere di spostare le mani dalla posizione di guida, con pulsanti dedicati per Boost, Track e Mode.

Materiali e tecnologie creative

L’interno mostra una tessuto 3D a maglia realizzato da filati riciclati, prodotto con un processo a pezzo unico su misura: una scelta che abbina la riduzione degli scarti di lavorazione all’estetica di un abitacolo che vuole essere tecnico ma non privo di personalità.

Le strutture a reticolo leggero sono integrate nei pannelli della carrozzeria per ottimizzare le prestazioni e ridurre il peso complessivo. È una tecnica ispirata all’additive manufacturing, dove la forma strutturale della parte di carrozzeria è calcolata per resistere ai carichi reali senza materiale in eccesso. Non è la prima volta che questo approccio appare su un concept auto, ma il modo in cui la Insteroid lo abbina all’estetica gaming è inedito.

Hyundai ha lasciato aperta la porta a una produzione in serie: la Insteroid potrebbe entrare in produzione se ci fosse sufficiente domanda da parte del pubblico. La community dei gaming-car-enthusiast è più grande di quanto sembri. E questa, forse, è la parte meno fantascientifica di tutto il progetto.

Data articolo: Mon, 27 Jul 2026 12:23:01 +0000
News n. 24
Quali infrazioni fanno perdere più punti sulla patente

Basta una sola violazione grave per perdere metà del credito ordinario della patente. Il Codice della Strada prevede infatti decurtazioni comprese tra uno e dieci punti, alle quali possono aggiungersi multe, sospensione del documento, revoca e conseguenze penali. Il sistema della patente a punti, introdotto in Italia nel 2003, assegna a ogni conducente un saldo iniziale di 20 punti. La logica è progressiva: più la condotta mette in pericolo la sicurezza stradale, maggiore sarà la penalizzazione applicata.

Non tutte le regole sono però  intuitive. Guidare con il telefono in mano, per esempio, costa cinque punti alla prima violazione, mentre la recidiva nel biennio ne sottrae dieci. Un eccesso di velocità fino a 40 km/h oltre il limite comporta tre punti; superando la soglia di 60 km/h se ne perdono dieci. Il quadro è più severo per i neopatentati. Nei primi tre anni dal conseguimento della patente, la decurtazione prevista per ogni singola infrazione viene raddoppiata: una violazione da dieci punti può quindi consumare l’intero credito iniziale.

Le infrazioni da 10 punti

Ogni patente ha un saldo iniziale di 20 punti. Quando viene accertata una violazione compresa nella tabella allegata all’articolo 126-bis del Codice della Strada, il punteggio indicato dalla legge viene sottratto dal saldo del conducente. La penalizzazione non coincide con la multa. Si tratta di due conseguenze diverse a cui può sommarsi alla sospensione o alla revoca della patente quando lo prevede la norma violata.

Dieci punti sono la decurtazione più elevata prevista per una singola violazione. In questa fascia rientrano quei comportamenti che sono considerati un pericolo immediato, come l’eccesso di velocità più grave, la guida in stato di ebbrezza, la circolazione contromano in condizioni rischiose e alcune manovre vietate in autostrada. Più precisamente:

  • superamento del limite di velocità di oltre 60 km/h;
  • guida in stato di ebbrezza oltre le soglie previste dall’articolo 186;
  • rifiuto dell’alcoltest;
  • guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti;
  • rifiuto degli accertamenti per sostanze stupefacenti;
  • uso del telefono alla guida, in caso di recidiva nel biennio;
  • circolazione contromano in curva, sui dossi o con visibilità limitata;
  • circolazione sulla carreggiata sbagliata nelle strade separate;
  • sorpassi vietati nelle situazioni più pericolose;
  • retromarcia in autostrada;
  • uso abusivo della corsia di emergenza;
  • violazioni gravi dopo un incidente con feriti;
  • forzamento di un posto di blocco, quando il fatto non costituisce reato;
  • gravi violazioni nel trasporto di merci pericolose;
  • alterazione o mancanza di tachigrafo e limitatore di velocità nei casi previsti;
  • violazioni più gravi dei tempi di guida e riposo professionali.

Velocità oltre il limite, quando si arriva a dieci punti

La penalizzazione cambia in base all’entità dello sforamento. Se l’eccesso supera 10 km/h ma non oltrepassa 40 km/h, vengono tolti tre punti; tra 40 e 60 km/h la sottrazione sale a sei. Oltre 60 km/h si arriva alla soglia massima di dieci punti.

A quest’ultima violazione si accompagna la sospensione della patente da sei a dodici mesi. La recidiva nel biennio può condurre alla revoca della licenza di guida.

Alcol, droghe e rifiuto degli accertamenti

La guida con un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro comporta una decurtazione di dieci punti, oltre alle sanzioni amministrative o penali legate alla concentrazione rilevata. Anche il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest costa dieci punti.

Identica penalizzazione interessa la guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti e il rifiuto degli accertamenti disposti dagli organi di polizia. Multe, sospensione e procedimenti penali seguono una disciplina distinta e possono avere conseguenze molto più durature della perdita del punteggio.

Per conducenti con meno di 21 anni, neopatentati nei primi tre anni e alcune categorie professionali vale invece il principio dell’alcol zero. Un valore superiore a zero ma non oltre 0,5 grammi per litro determina una sottrazione di cinque punti.

Cellulare alla guida: cinque punti, che diventano dieci

La riforma del 2024 ha irrigidito il trattamento dell’uso dei dispositivi elettronici. Alla prima violazione vengono sottratti cinque punti e si applica la sospensione ordinaria della patente da 15 giorni a due mesi. Se lo stesso illecito viene commesso nuovamente entro due anni, la decurtazione sale a dieci punti. La sospensione passa da uno a tre mesi e la sanzione economica diventa più elevata.

Il divieto comprende smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi quando il loro impiego richiede di togliere anche temporaneamente le mani dal volante. Sono ammessi gli strumenti a viva voce o con auricolare, purché il conducente mantenga adeguate capacità uditive e non debba usare le mani.

Contromano e sorpassi pericolosi

Non ogni circolazione contromano determina la perdita di dieci punti. La violazione ordinaria ne costa quattro; la soglia massima scatta quando si procede in direzione opposta in curva, sui dossi, in presenza di visibilità limitata oppure sulla carreggiata sbagliata di una strada divisa. Oltre alla penalizzazione di dieci punti, la condotta più grave porta alla sospensione della patente. Le conseguenze possono aggravarsi in caso di recidiva.

Anche il sorpasso presenta livelli differenti. Le fattispecie più pericolose, come alcune manovre effettuate vicino a curve, dossi, incroci, attraversamenti pedonali o passaggi a livello, possono costare dieci punti e la sospensione del documento.

Le manovre vietate in autostrada

Utilizzare la corsia di emergenza senza una ragione consentita dalla legge espone alla perdita di dieci punti. Lo stesso vale per la retromarcia e per alcuni usi irregolari delle corsie di accelerazione o decelerazione. L’inversione di marcia e la circolazione contromano in autostrada assumono una gravità maggiore. In questi casi entra in gioco la revoca della patente.

Quali infrazioni fanno perdere 8 punti

La fascia da otto punti comprende un numero più ristretto di comportamenti, tutti caratterizzati da un rischio elevato. Uno dei casi più frequenti riguarda l’omessa precedenza ai pedoni. Il conducente che non consente il passaggio a chi si trova sulle strisce, o si accinge ad attraversare nei casi regolati dalla norma, subisce una decurtazione di otto punti. La medesima misura interessa la mancata fermata davanti a persone invalide, non vedenti o sordocieche riconoscibili attraverso gli ausili previsti.

Otto punti vengono sottratti anche quando l’inosservanza della distanza di sicurezza provoca un incidente con lesioni gravi. Rientrano nello stesso livello l’inversione di marcia effettuata in prossimità o in corrispondenza di incroci, curve e dossi, oltre alla guida senza le lenti o gli altri dispositivi prescritti sulla patente.

Stop, semaforo e velocità: le violazioni da 6 punti

Il mancato arresto davanti al segnale di stop sottrae sei punti. Non basta rallentare o controllare che la strada sia libera: la prescrizione impone l’arresto del veicolo prima di ripartire. Passare con il semaforo rosso comporta la medesima penalizzazione. La decurtazione si applica anche quando non si rispettano le indicazioni impartite dall’agente del traffico.

Se la violazione viene ripetuta nel biennio può scattare la sospensione della patente. Sei punti vengono tolti pure per l’eccesso di velocità superiore a 40 km/h ma non oltre 60 km/h rispetto al limite. In questo caso la sospensione si aggiunge già alla prima contestazione. La stessa fascia comprende varie condotte pericolose ai passaggi a livello, come il mancato arresto davanti alle barriere chiuse o in fase di chiusura.

Le principali infrazioni da 5 punti

La soglia dei cinque punti raccoglie comportamenti diffusi. Rientrano l’uso del cellulare alla prima contestazione, il mancato impiego delle cinture di sicurezza, la violazione delle norme sui sistemi di ritenuta dei bambini e la circolazione in moto senza casco. Cinque punti possono essere sottratti anche per:

  • omessa precedenza nei casi previsti dalla legge;
  • velocità non adeguata alle condizioni della strada, del traffico o della visibilità;
  • sorpasso eseguito senza essersi accertati che la manovra possa avvenire in sicurezza;
  • distanza insufficiente quando l’incidente causa gravi danni ai veicoli e ne impone la revisione;
  • violazioni della disciplina sui dispositivi antiabbandono;
  • infrazioni di media gravità ai tempi di guida e riposo dei conducenti professionali;
  • guida con tasso alcolemico superiore a zero e fino a 0,5 g/l per i soggetti sottoposti al divieto assoluto di bere.

Le decurtazioni da 4, 3, 2 e un punto

Scendendo nella scala delle penalizzazioni, quattro punti vengono sottratti per la circolazione contromano nella fattispecie ordinaria, per alcune violazioni relative alla posizione del veicolo sulla carreggiata e per l’omessa fermata dopo un incidente con soli danni alle cose. Se i danni sono così gravi da richiedere la revisione del mezzo, la decurtazione può salire a dieci punti.

Tre punti riguardano, fra gli altri casi, l’eccesso di velocità compreso tra oltre 10 e 40 km/h, il mancato controllo delle condizioni prima di iniziare un sorpasso e alcune violazioni della distanza di sicurezza.

La sottrazione di due punti può derivare dall’inosservanza di diversi segnali, da condotte irregolari su autostrade e strade extraurbane principali, dall’occupazione abusiva degli spazi riservati alle persone con disabilità o dal mancato uso del triangolo nei casi prescritti.

Un solo punto viene tolto per alcune infrazioni relative all’illuminazione del veicolo, al trasporto di passeggeri sui motocicli e ad altre condotte considerate meno pericolose.

Più violazioni insieme: il limite dei 15 punti

Quando nello stesso episodio vengono contestate più infrazioni, la somma delle decurtazioni non può superare 15 punti. La regola impedisce che una serie di violazioni simultanee consumi oltre quella soglia. Il limite non opera se almeno una delle condotte prevede la sospensione o la revoca della patente. In simili casi tutti i punti collegati alle diverse infrazioni possono essere sottratti. Anche per i neopatentati resta il tetto di 15 punti relativo alle violazioni contestuali purché non ricorra l’eccezione legata alla sospensione o alla revoca.

Nel caso di azzeramento dei punti il conducente viene chiamato a sostenere la revisione della patente con nuove prove di teoria e pratica destinate a verificare la permanenza dell’idoneità alla guida. Dalla notifica del provvedimento decorre il termine indicato per sottoporsi agli esami. Se il titolare non si presenta o non supera le prove, la patente viene sospesa a tempo indeterminato, fino all’esito favorevole della revisione.

La revisione può essere disposta anche senza saldo azzerato quando emergono dubbi sui requisiti tecnici, fisici o psichici del conducente oppure quando scatta il meccanismo delle tre violazioni da almeno cinque punti.

Data articolo: Mon, 27 Jul 2026 12:00:10 +0000
News n. 25
Fiat, nuovi modelli in arrivo: tra citycar elettriche e SUV di medie dimensioni

Auto piccole, pratiche, economicamente accessibili, pensate per le persone. Saranno tante le novità che Fiat lancerà globalmente nel quadriennio fino al 2030, tutte multi-regionali e destinate a più mercati simultaneamente, con l’obiettivo di superare la storica dipendenza da un numero ristretto di modelli che ha reso il marchio vulnerabile nei momenti di calo di domanda su singole vetture.

Fiat è uno dei quattro marchi globali su cui Stellantis concentrerà la quota maggiore di risorse nel piano FaSTLAne 2030, insieme a Jeep, Peugeot e Ram. Il peso specifico di questa scelta non va sottovalutato: significa che Torino non è un capitolo da chiudere ma da riscrivere, con investimenti reali e una roadmap dettagliata.

L’arrivo dell’E-Car

Il progetto più atteso è la E-Car. La futura citycar Fiat dovrebbe essere presentata al Salone di Parigi del 2026, mentre la produzione dovrebbe partire nel 2028 nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. In linea con l’idea delle compatte Made in Europe, dovrebbe costare meno di 15.000 euro.

È una cifra che, se confermata, la posiziona come l’elettrica di massa più accessibile mai prodotta in Italia, e probabilmente tra le meno care in Europa. Questo grazie alla scelta politica dell’Unione europea di puntare su risorse interne per costruire una nuova generazione di vetture compatte ed elettriche nate per la città, in grado di aiutare la mobilità delle metropoli e supportare l’economia interna dell’automotive con inventivi e vantaggi fiscali.

Il modello gemello sarà la Citroen 2CV elettrica, un’accoppiata che richiama alla memoria la stagione degli anni Settanta e Ottanta, quando i due marchi vivevano in mondi opposti ma condividevano lo stesso spazio sociale nei parcheggi europei.

Olivier François ha tenuto a precisare che il design della piccola elettrica da città non è ancora stato definito, e che le proporzioni apparse nelle slide del piano FaSTLAne non rappresentano necessariamente la forma definitiva della vettura. Per anticiparne la direzione stilistica, Stellantis ha comunque mostrato durante la Milano Design Week il concept Ippo, dalle linee squadrate ma addolcite da elementi tondeggianti che evocano chiaramente la Panda.

La scelta di Pomigliano d’Arco è complice di un legame con uno stabilimento che negli ultimi anni ha vissuto momenti di incertezza, e la E-Car rappresenta per il sito campano un investimento di lungo periodo che va ben oltre il singolo modello.

La Quattrolino

Il Quattrolino è il nuovo microveicolo elettrico ultracompatto destinato alla mobilità metropolitana a corto raggio. Il nome evoca la continuità del marchio, richiamando la Topolino, ma il concept guarda avanti: è un’auto pensata per sopravvivere e prosperare nei centri urbani più congestionati sfruttando l’abitabilità di quattro posti.

Dovrebbe rievocare lo stile della Fiat 600 Multipla e inserirsi nel filone aperto dalla Topolino, ma con una maggiore abitabilità interna: quattro posti, quindi, in uno spazio contenuto.

Non è la prima volta che Fiat prova a reinventare la multi-abitabilità in formato compatto: la Multipla originale degli anni Novanta è rimasta nella memoria collettiva più per la sua originalità radicale che per i volumi di vendita, ma il contesto oggi è diverso. Le città europee stringono sempre di più le maglie per le auto di grandi dimensioni, e un quattro posti elettrico con ingombro ridotto ha argomenti che dieci anni fa non avrebbe avuto.

Va detto che il nome definitivo non è ancora stato scelto: il responsabile del brand Fiat oscilla tra Quattrolino e Multiplina, quest’ultimo nome usato in alcune presentazioni recenti. Qualunque sarà il nome finale, il modello debutterà al Salone di Parigi 2026 insieme alla E-Car.

I Grizzly

La novità più vicina del piano è il Fiat Grizzly, il cui nome ha trovato conferma dopo mesi di indiscrezioni. Non uno ma due modelli, entrambi basati sulla piattaforma Smart Car della Grande Panda: una versione alta con linee da SUV tradizionale, e una seconda variante dalla carrozzeria SUV-fastback con coda spiovente e linea più sportiva.

I due Grizzly sono SUV di segmento C con una lunghezza intorno ai 4,4 metri, ovvero il segmento più competitivo del mercato europeo. La piattaforma condivisa con Grande Panda, Opel Grandland e Citroen C5 Aircross permette economie di scala significative, che Fiat intende trasformare in un vantaggio di prezzo rispetto ai concorrenti premium.

Debutteranno alla Fiera di Versailles e sono eredi spirituali della 500X, destinati ad aggredire il segmento C-SUV con prezzi concorrenziali. Le motorizzazioni previste includono mild hybrid ed elettrico, seguendo la logica multi-energia che caratterizza tutta la piattaforma Smart Car. Per Fiat è un salto dimensionale significativo: finora il marchio non ha mai avuto una presenza strutturata nel segmento C-SUV, e il Grizzly colma un vuoto di gamma che i clienti famiglie avvertivano da tempo.

Niente Panda al momento

La domanda che molti si pongono quando si parla del futuro di Fiat è una sola: e la Panda? La risposta che emerge dal piano FaSTLAne 2030 è chiara ma non completamente soddisfacente per chi aspetta una nuova generazione nell’immediato. Stellantis ha confermato che l’attuale Fiat Panda resterà sulle linee produttive almeno fino al 2030, sfruttando la motorizzazione ibrida che continua a renderla l’auto più venduta in Italia.

Questo non significa che non ci sia un futuro per il modello: nel piano verso il 2030 sono state confermate le nuove generazioni della 500 e della Pandina, con la 500 ancora assegnata a Mirafiori e la Pandina che segue un percorso parallelo. Ma i tempi non coincidono con l’attesa di chi sperava in un annuncio ravvicinato.

La scelta di non affrettare la nuova Panda e di continuare a vendere quella attuale ha una logica industriale. Fiat preferisce concentrare le risorse sui modelli che aprono nuovi segmenti piuttosto che su quelli che rinnovano mercati già consolidati. E in un quadriennio in cui si lanciano tredici novità globali, ogni decisione di tempistica ha un peso specifico.

Detto questo, il nodo della Panda è anche emotivo: è l’auto che ha tenuto Fiat in piedi in certi momenti difficili, è quella che ogni anno vince le classifiche di immatricolazione in Italia, è quella che molti italiani hanno in testa quando pensano a una macchina italiana. Il piano fino al 2030 la conserva e la aggiorna, ma la grande rivoluzione di prodotto (se e quando arriverà) è ancora fuori dall’orizzonte visibile.

Data articolo: Mon, 27 Jul 2026 11:56:51 +0000


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