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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 26 aprile 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diverse criticità, in particolare per code dovute a traffico intenso e incidenti. Segnaliamo ad esempio una coda di 3 km tra Sesto Cal.-Vergiate e Besnate sull’A8 per un incidente e una lunga coda di 11,3 km tra Recco e Genova Nervi sull’A12 per traffico intenso.

A1 Milano-Napoli



20:01 – Barriera di Napoli Nord
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli



19:45 – Colleferro e Valmontone
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta va dal km 586.9 al km 592.9 per una lunghezza di 6 km.



19:42 – Bivio A1/A22 Brennero-Modena e Modena Nord
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
La zona interessata si estende dal km 157.6 al km 155.3 con una lunghezza di 2.3 km.



19:20 – Castelnuovo di Porto e Bivio Diramazione Roma nord/G.R.A.
Code a tratti per traffico intenso
Direzione G.R.A.
Tratta interessata dal km 23.1 al km 9.518 per una lunghezza di 13.582 km.



18:57 – Torrenova e Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A.
Coda di 1 km per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.

A4 Torino-Trieste



19:22 – Monza e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La lunghezza complessiva è di 12.8 km tra il km 126.2 e 139.0.

A8 Milano-Varese



19:54 – Busto Arsizio e Castellanza
Coda di 1 km per incidente
Direzione Milano
Dal km 22.7 al km 24.0 per una lunghezza di 1.3 km.



19:41 – Sesto Cal.-Vergiate e Besnate
Coda di 3 km per incidente
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Varese: Besnate. Uscita consigliata provenendo da A26 Genova Voltri – Gravellona Toce: Sesto Cal.-Vergiate.
Direzione Autostrada Milano-Varese
La coda va dal km 5.0 al km 11.9 per una lunghezza di 6.9 km.

A11 Firenze-Pisa Nord



19:44 – Lucca est e Pistoia
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Firenze
Tratta interessata dal km 30.0 al km 64.0 per una lunghezza di 34 km.

A12 Genova-Roma



19:57 – Recco e Genova Nervi
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
La coda si estende dal km 11.5 al km 22.8 per una lunghezza di 11.3 km.

A14 Bologna-Taranto



19:03 – Forli’ e Bologna San Lazzaro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Bologna
Tratta interessata dal km 23.0 al km 81.6 per una lunghezza di 58.6 km.



18:58 – Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratta dal km 0.0 al km 4.8 per una lunghezza di 4.8 km.

A16 Napoli-Canosa



20:01 – Barriera di Napoli est
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli



19:19 – Bivio A16/A1 Milano-Napoli
Coda per traffico intenso provenendo da Canosa verso Napoli
Direzione Napoli

A56 Tangenziale di Napoli



20:04 – Doganella e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La coda si sviluppa dal km 18.8 al km 19.6 per 0.8 km.



19:00 – Entrata a Corso Malta
Coda in entrata per traffico intenso
Direzione Pozzuoli

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 18:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Arianna Fontana, la campionessa non teme la velocità

Portabandiera azzurra ai Giochi Olimpici, Arianna Fontana ha regalato prove di supremazia tecnica impossibili da cancellare, e anche in auto la pattinatrice tira fuori la sua personalità vincente. La campionessa è il volto dell’Abarth 600e Competizione Edizione Milano Cortina 2026, una serie ultra-limitata in soli 50 esemplari che celebra i valori olimpici attraverso la cattiveria dello Scorpione.

Oltre i limiti della fisica

Come lei, anche la vettura ha origini italiane e non è una qualunque, ma la più potente mai prodotta dal marchio dello Scorpione. Evoluzione estrema dell’omonima Fiat, l’Abarth 600e gestisce una mole da 1.600 kg a colpi di assetto ribassato (30 mm all’anteriore e 25 mm al posteriore), differenziale autobloccante meccanico Torsen e un impianto frenante Alcon. Accanto alla Turismo da 240 CV, la cattivissima Competizione da 280 CV brucia lo 0-100 in 5,85 secondi e si spinge fino ai 200 km/h di velocità massima.

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Proprio come una volata sul ghiaccio, l’estetica lascia il segno: la serie speciale si riconosce per la livrea Shock Orange con tetto nero a contrasto, grafiche laterali dedicate e il badge celebrativo dei Giochi sul montante. A bordo l’atmosfera è racing, con i gusci dei sedili Sabelt rivestiti in Alcantara premium e un volante che mixa pelle e Alcantara per il massimo grip. Al centro della plancia, le Performance Pages sul display infotainment da 10,25 permettono di analizzare la coppia e i risultati nelle Drag Race, mentre la compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto assicura una gestione dello smartphone immediata e senza cavi d’intralcio.

I 280 CV del motore promettono divertimento, ma i 51 kWh di batteria impongono dei limiti: i 322 km di autonomia dichiarati svaniscono in fretta se decidi di sfruttare tutta la coppia disponibile. A quel punto, con un “pieno di elettroni” da 100 kW riporti la carica all’80% in meno di 30 minuti, così da non rovinarti il gusto di uno scatto al semaforo o di una galoppata fuori porta.

Il listino mette nero su bianco l’esclusività del progetto firmato Stellantis Motorsport. Sebbene il prezzo di listino della Competizione tocchi i 46.250 euro, l’esclusivissima edizione celebrativa Milano Cortina 2026 viene proposta con un prezzo promozionale di 41.950 euro. Un investimento importante per un pezzo da collezione in cui viene posto l’accento sull’emozione visiva e su una dotazione tecnologica completa, dai sensori a 360° al portellone hands-free e al sistema Blind Spot Detection, prezioso alleato della sicurezza nei cambi di corsia.

Che tempo che fa: il potere della velocità

Arianna Fontana sveste i panni di testimonial automobilistica domenica 26 aprile, invitata alla nuova puntata di Che tempo che fa sul Nove. Dopo una prima parte densa di grandi nomi — da Roberto Saviano a Carlo Conti, fino alla “padrona di casa” Luciana Littizzetto nel ruolo inedito di ospite per il suo romanzo — Arianna si unirà al celebre tavolo di Fabio Fazio. Insieme a volti storici, da Orietta Berti e Diego Abatantuono, l’atleta racconterà probabilmente le emozioni dei suoi ultimi successi a cinque cerchi e, chissà, magari qualche dettaglio in più sull’esperienza al volante della Scorpioncina elettrica, perché la velocità, per lei, è un affare di famiglia, sia che si tratti di lame sul ghiaccio che di ruote sull’asfalto.

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 17:00:29 +0000
News n. 3
Hill Holder, la partenza in salita non è più un problema

Per decenni, la partenza in salita è stata il rito di passaggio più temuto da ogni neo-patentato e una fonte di stress per molti automobilisti esperti. Coordinare il rilascio della frizione, la pressione sull’acceleratore e il disimpegno del freno a mano richiedeva una sincronizzazione perfetta per evitare che il veicolo arretrasse pericolosamente o che il motore si spegnesse.

Oggi, questa manovra è diventata quasi invisibile grazie all’Hill Holder (o Hill-Start Assist). Questa tecnologia, inizialmente riservata alle auto di lusso o ai fuoristrada, è oggi uno standard di sicurezza attiva presente sulla quasi totalità dei veicoli moderni. Non si tratta solo di una comodità, ma di un sistema ingegneristico che preserva la meccanica del veicolo e aumenta drasticamente la sicurezza stradale negli scenari urbani ed extraurbani.

Cos’è l’Hill Holder e come si attiva

L’Hill Holder è un sistema elettronico ausiliario che mantiene frenato il veicolo per un breve intervallo di tempo (solitamente tra i 2 e i 3 secondi) dopo che il conducente ha rilasciato il pedale del freno, dando il tempo di spostare il piede sull’acceleratore e far partire l’auto senza arretramenti.

Il sistema non agisce in modo isolato, ma è una funzione integrata nel modulo dell’ESC (Electronic Stability Control) e dell’ABS. L’attivazione è automatica e avviene quando i sensori di bordo rilevano tre condizioni simultanee:

  • il veicolo è fermo;
  • il motore è acceso;
  • l’auto si trova su una pendenza superiore a una determinata percentuale (solitamente il 3-5%).

L’elettronica al servizio della fisica: sensori e attuatori

Per funzionare correttamente, l’Hill Holder si affida a una rete di sensori che comunicano in millisecondi con la centralina del veicolo. Il “cervello” del sistema deve capire esattamente in che direzione è inclinata l’auto e quali sono le intenzioni del guidatore.

Il sensore di inclinazione (inclinometro) misura l’angolo della strada rispetto all’orizzonte. È fondamentale per decidere se applicare la pressione frenante o meno. I sensori di velocità delle ruote confermano che il veicolo sia effettivamente fermo. Il sistema deve sapere se è stata inserita la prima marcia (per una salita) o la retromarcia (se si deve partire in salita andando all’indietro). All’interno del gruppo ABS, queste valvole mantengono la pressione idraulica nelle pinze dei freni anche quando il piede non preme più il pedale, bloccando fisicamente le ruote.

Dal punto di vista tecnico, rappresenta la sintesi perfetta della moderna ingegneria automobilistica: una combinazione invisibile di sensori inerziali, gestione idraulica e logica software che lavorano all’unisono per sfidare le leggi della fisica. Grazie a questo sistema, la gravità non è più una nemica del guidatore, ma una variabile gestita con precisione millimetrica dalla propria automobile.

Differenze tra cambio manuale e cambio automatico

Sebbene il risultato finale sia lo stesso, l’implementazione tecnica dell’Hill Holder varia a seconda della trasmissione del veicolo. È con il cambio manuale che l’Hill Holder offre il massimo beneficio. Il sistema monitora la posizione del pedale della frizione. La pressione dei freni viene rilasciata non appena la centralina rileva che la frizione ha raggiunto il “punto di attrito” (bite point) e il motore sta generando coppia a sufficienza per muovere l’auto contro la forza di gravità.

Nelle trasmissioni automatiche tradizionali con convertitore di coppia, l’auto tende a scivolare in avanti naturalmente (effetto creeping). Tuttavia, su pendenze elevate, questo non basta. L’Hill Holder interviene per prevenire lo slittamento inverso, preservando i componenti interni del cambio da surriscaldamenti inutili e garantendo una fluidità totale nel passaggio dal freno all’acceleratore.

I vantaggi dell’Hill Holder e la sua evoluzione

Oltre a eliminare l’ansia del conducente, l’Hill Holder ha un impatto diretto sulla longevità del veicolo. Evitando i lunghi tempi di “sfrizionamento” tipici di chi cerca di tenere ferma l’auto bilanciando i pedali, si riduce il surriscaldamento del disco della frizione. Inoltre, impedisce strappi bruschi o slittamenti delle ruote in fase di partenza su fondi a bassa aderenza (pioggia, ghiaccio o ghiaia). In contesti urbani trafficati, anche un arretramento di soli 20-30 cm può causare un tamponamento con il veicolo retrostante. L’Hill Holder elimina matematicamente questo rischio.

Molti confondono l’Hill Holder con il tasto Auto-Hold, ma tecnicamente sono evoluzioni diverse dello stesso concetto. Mentre il primo è temporaneo e serve solo per la fase di partenza, l’Auto-Hold (spesso legato al freno di stazionamento elettronico) mantiene l’auto frenata a tempo indeterminato ogni volta che ci si ferma, ad esempio a un semaforo in pianura, permettendo di togliere il piede dal freno in totale relax. L’Hill Holder è il “muscolo” che interviene nel momento critico della pendenza, l’Auto-Hold è la sua estensione per il comfort quotidiano.

I limiti tecnologici

Nonostante l’efficienza, l’Hill Holder ha dei limiti fisici e logici progettati per prevenire incidenti. Non è un freno di stazionamento. Dopo circa 3 secondi (variabile per costruttore), il sistema emette un avviso acustico o visivo e rilascia la pressione. Questo serve a prevenire il surriscaldamento delle bobine delle valvole solenoidi, che non sono progettate per un uso continuo prolungato.

Su pendenze con ghiaccio vivo, l’Hill Holder potrebbe tenere le ruote bloccate, ma il veicolo potrebbe scivolare comunque verso il basso per mancanza di attrito. In questo caso, i sistemi più evoluti coordinano la funzione di assistenza in salita con il controllo della trazione per tentare di stabilizzare il veicolo.

Un utilizzo intensivo in città collinari comporta un ciclo di lavoro maggiore per le valvole dell’ABS. Tuttavia, i componenti moderni sono testati per milioni di cicli, rendendo il guasto del sistema un evento estremamente raro.

L’Hill Holder è il perfetto esempio di come la tecnologia possa rendere la guida più democratica e sicura. Trasformando una manovra complessa e ad alto tasso di errore in un automatismo fluido, ha rimosso una delle barriere psicologiche più comuni per i guidatori.

Dal punto di vista tecnico, rappresenta la sintesi perfetta della moderna ingegneria automobilistica: una combinazione invisibile di sensori inerziali, gestione idraulica e logica software che lavorano all’unisono per sfidare le leggi della fisica. Grazie a questo sistema, la gravità non è più una nemica del guidatore, ma una variabile gestita con precisione millimetrica dalla propria automobile.

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 12:01:31 +0000
News n. 4
Immatricolazioni, ecco i mercati che crescono di più in Europa nel primo trimestre 2026

Il primo trimestre del 2026 è terminato con immatricolazioni in crescita per il mercato europeo. Come sempre, alcuni mercati crescono più di altri, dando un contributo significativo all’intero settore delle quattro ruote. Tra questi c’è l’Italia che ha sfiorato la doppia cifra, per quanto riguarda l’incremento percentuale, al termine dei primi tre mesi dell’anno. Andiamo ad analizzare i dati sulla base dei numeri forniti da ACEA.

Un primo trimestre positivo

Prima di entrare nei dettagli, riepiloghiamo brevemente i risultati ottenuti dal mercato nel corso del primo trimestre del 2026. Tra gennaio e marzo, infatti, il mercato europeo (considerando UE, Efta e Regno Unito) è cresciuto del 4,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, limitando l’analisi al solo mercato Ue, invece, la crescita è del 4%. Come abbiamo visto nel nostro approfondimento in merito all’andamento delle immatricolazioni, il risultato in questione è legato a doppio filo ai dati registrati a marzo 2026.

L’Italia batte il mercato

Il mercato italiano ha battuto il mercato europeo in termini di crescita percentuale alla fine del primo trimestre del 2026. Rispetto al 2025, infatti, il nostro mercato è cresciuto del 9,2%, con un totale di 484 mila unità immatricolate. Si tratta di un risultato superiore di 5,1 punti rispetto all’intero mercato europeo. Un contributo importante è arrivato dall’elettrico che è riuscito anche a superare il diesel.

Il confronto con gli altri big market

Per crescita percentuale, l’Italia risulta il primo “big market” europeo nel corso del primo trimestre del 2026 battendo la Spagna, seconda con un incremento delle immatricolazioni pari al 7,6%. In positivo ci sono anche il Regno Unito, che cresce del 5,9%, e la Germania, che migliora le immatricolazioni del 5,2%. Continua il periodo negativo della Francia, alle prese con un rallentamento (-2,1%) delle vendite di nuove auto nel corso del trimestre.

I mercati che crescono di più

I tre mercati che crescono di più in Europa sono tutti “small market”: a guidare la classifica è l’Estonia, con un notevole +100,4% nel trimestre. Seconda posizione per l’Islanda, con un ottimo +53,4%, e terza per Malta, con un +22,2%. Questi tre mercati hanno volumi complessivi nel trimestre inferiori alle 5.000 unità. Tra i mercati di medie dimensioni, i dati migliori arrivano dall’Austria, con un ottimo +27,2% e dalla Danimarca, che chiude con un +26,6%.

I mercati con il calo maggiore

Dando uno sguardo alla parte bassa della classifica, invece, il mercato che registra il calo più significativo è la Romania, con una riduzione delle immatricolazioni del 19%. C’è poi un calo anche per Cipro, che perde il 17,5%, mentre la Norvegia deve fare i conti con un calo del 15,5%.

I primi tra le elettriche

Per quanto riguarda la diffusione di auto elettriche, invece a guidare il mercato europeo è la Norvegia, con una quota del 97,9% per le vetture a zero emissioni. La Danimarca, prima in Ue, è seconda con un ottimo 80%. Sul podio c’è anche la Finlandia, con il 46,9%. Tra i big market, invece, è prima la Francia, con il 27,9%, seguita dalla Germania, con il 22,8%, e dal Regno Unito, con il 22,4%. Quarta la Spagna, con il 9,1%, e quinta l’Italia, che si ferma al 7,9%, nonostante una sostanziale crescita delle immatricolazioni.

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 09:00:53 +0000
News n. 5
Biocarburanti, in Italia costano più della ricarica elettrica

I biocarburanti sono considerati una valida alternativa per il futuro della mobilità, con l’obiettivo di diversificare le tecnologie disponibili senza dover passare completamente all’elettrico. Il tema è molto dibattuto e prende in considerazione sia l’impatto sull’ambiente che i costi.

Una nuova indagine di Transport & Environment (T&E), principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, si concentra sul  costo dei biocarburanti e, in particolare, sulla differenza di spesa nell’utilizzo rispetto a un’auto elettrica.

Il risultato dello studio, di cui riportiamo i dettagli di seguito, è chiaro. Per fare 100 chilometri, in Italia, un’auto alimentata con HVO (Olio Vegetale Idrogenato; il più avanzato dei biocarburanti disponibili) costa il 52% in più rispetto alla ricarica elettrica. Ecco i dati dello studio.

I risultati dell’indagine

Secondo i dati dello studio, ricaricare un’auto elettrica nell’UE costa in media circa 7 euro ogni 100 chilometri percorsi. Ricorrendo a HVO puro, invece, la spesa salirebbe a 13 euro. Restringendo l’analisi all’Italia, invece, percorrere 100 chilometri con HVO richiede una spesa di 11,3 euro mentre con un’auto elettrica servono 7,4 euro. Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi con la maggior produzione di HVO e con un costo dell’elettricità tra i più alti in Ue, i biocarburanti comportano una spesa del 52% in più rispetto al ricorso a un’auto elettrica.

Secondo gli autori dell’indagine, i biocarburanti come HVO rappresentano un’utile risorsa energetica per la decarbonizzazione di alcune modalità di trasporto anche se bisogna considerare che la loro produzione realmente sostenibile è molto limitata. La differenza nel corso di utilizzo per l’utente finale, come emerge dall’indagine, è evidente e favorisce in modo significativo la mobilità elettrica.

C’è un altro fattore da considerare che viene evidenziato dallo studio. La disponibilità limitata di biomasse sostenibili per produrre HVO potrebbe comportare un aumento del costo dei biocarburanti, sia per via della necessità di importare le materie prime (oli esausti da cucina o grassi animali) da Paesi extra Ue che per la possibile adozione di tecnologie meno mature, come l’uso della biomassa derivata dai rifiuti solidi urbani o residui cellulosici. Bisogna considerare anche la competizione con il settore dell’aviazione.

Da segnalare che la Commissione Europea ha comunque aperto alla possibilità di introdurre crediti per l’impiego di biocarburanti da parte dei produttori di auto. Secondo le stime di T&E questa proposta porterebbe a un aumento del 60% della spesa per i carburanti entro il 2050. La ricerca completa, intitolata “The cost of advanced biofuels” è disponibile sul sito dell’organizzazione, transportenvironment.org.

Il commento di T&E

Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di T&E Italia, ha commentato in questo modo i risultati dell’indagine:

“Un’auto alimentata a biofuel produce gli stessi inquinanti locali di una a benzina, costa più dell’elettrico e permette solo in parte di ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Mantenere alta l’ambizione sui target di riduzione delle emissioni di CO2 per le auto significa invece stimolare i carmaker a portare più rapidamente sul mercato auto elettriche più piccole ed economiche per il mercato di massa. Peraltro, i volumi limitati di biocarburanti avanzati saranno necessari per decarbonizzare il settore aereo e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili”.

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 08:00:49 +0000
News n. 6
Mercato auto usate in crescita in Italia ma solo grazie alle minivolture, i dati aggiornati

Il mercato delle auto usate sta vivendo una fase di transizione, come confermano i dati del mese di febbraio 2026 appena pubblicati da UNRAE (ricordiamo che i dati sull’usato hanno tempistiche diverse e, sostanzialmente, sono disponibili con qualche settimana di ritardo rispetto a quelli relativi alle auto nuove).

Nel corso del mese di febbraio si è registrata una crescita dei trasferimenti di proprietà ma con una percentuale minima e con un calo dei trasferimenti netti. A rendere positivo il mese, infatti, sono state le minivolture, la pratica che consente il trasferimento temporaneo della proprietà di un mezzo da un privato a un concessionario o rivenditore di veicoli usati.

Nel frattempo, si registra una leggera crescita anche della quota delle auto elettriche e ibride plug-in sul totale dei trasferimenti, con un mercato che continua a essere dominato dalle auto benzina e diesel che, insieme, sfiorano l’80% di quota di mercato. Andiamo ad analizzare tutti i dati disponibili sull’andamento del mercato dell’usato.

I trasferimenti

Nel corso del mese di febbraio, il mercato delle auto usate registra un totale di 493.963 trasferimenti di proprietà (dato in attesa di consolidamento) con un incremento dello 0,7% rispetto ai dati dello scorso anno. Da segnalare, però, che i trasferimenti netti sono in calo dell’1,9% mentre crescono le minivolture, con un incremento del 3,9%.

Il dato positivo di febbraio è,  quindi, legato proprio ai trasferimenti temporanei di proprietà. Per quanto riguarda il primo bimestre dell’anno in corso, invece, si chiude con un totale di 938.116 trasferimenti. Questo dato si traduce in un calo del 2,4% su base annua.

I trasferimenti netti riguardano principalmente le auto con oltre 10 anni di anzianità con una quota complessiva del 48,1% che sale fino al 49% andando a considerare il cumulato annuo. Questo dato conferma il problema dell’età media del parco circolante italiano che, grazie al successo delle auto “vecchie” tra l’usato, continua a essere molto alta.

Benzina e diesel dominano

Gli automobilisti italiani preferiscono acquistare auto usate puntando su benzina e diesel, nonostante il caro carburante. I dati, in questo caso, parlano chiaro. Le auto benzina hanno una quota di mercato del 39,2%. La stessa quota viene raggiunta anche nel corso del primo bimestre.

Da segnalare anche il sorpasso al diesel che si deve accontentare di una quota del 38,4% nel corso del mese di febbraio e del 38,9% al termine del bimestre. Crescono le ibride, che arrivano al 12% nel corso del mese e all’11,6% nel bimestre. GPL e metano registrano, rispettivamente, 5,4% e 1,9% nel mese di febbraio e 5,5% e 2% nel bimestre.

Continua la crescita di ibride plug-in e elettriche, ma con numeri sensibilmente inferiori rispetto ai dati del mercato delle auto nuove. Per quanto riguarda le ibride plug-in, infatti, il mese di febbraio si è chiuso con un market share pari all’1,7% mentre nel cumulato annuo la percentuale di diffusione è pari all’1,6%.

Per le auto elettriche, infine, la quota di mercato è dell’1,2% nel corso del mese di febbraio mentre per quanto riguarda il cumulato si arriva fino all’1,2%. Complessivamente, quindi, ibride plug-in ed elettriche possono contare sul 2,8% al termine dei primi due mesi dell’anno in corso.

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 07:15:50 +0000
News n. 7
Mercedes Classe C elettrica 2026, un nuovo capitolo per la berlina tedesca

Mercedes cambia pelle a uno dei suoi modelli più iconici. La Classe C, da sempre sinonimo di equilibrio tra comfort, eleganza e tecnologia, entra ufficialmente nell’era dell’elettrico con una versione completamente nuova, che non si limita a sostituire il motore termico ma ripensa l’auto nel suo insieme.

Il risultato è una berlina che inaugura il nuovo percorso stilistico, costruita sulla nuova piattaforma pensata fin dall’inizio per la mobilità a zero emissioni già vista sulla GLC EQ. Non è quindi un adattamento, ma un cambio di paradigma: la Classe C elettrica diventa un modello a sé, con una propria identità ben definita.

Cambia tutto

A colpo d’occhio si capisce subito che ci si trova davanti una rivoluzione. Le proporzioni cambiano, le linee si fanno più pulite e il design si avvicina al linguaggio delle ultime elettriche Mercedes. La lunghezza cresce fino a 488 cm, ben oltre i 475 cm delle versioni termiche e ibride, con un passo più generoso che promette benefici evidenti in termini di abitabilità. Il frontale è uno degli elementi più caratterizzanti: la tradizionale griglia lascia spazio a una mascherina verticale chiusa e illuminata, ormai firma stilistica delle elettriche della casa.

Anche il posteriore segue questa filosofia, con un fascione nero a tutta larghezza che unisce i gruppi ottici di nuova generazione e rafforza la percezione di larghezza. Il risultato complessivo è quello di una berlina più moderna e scenografica, pensata per distinguersi anche da lontano.

Interni tecnologici

Se fuori il cambiamento è evidente, dentro la nuova Classe C elettrica mostra il proprio family feeling premium. La piattaforma MB.EA consente di sfruttare meglio gli spazi, grazie a un pavimento piatto e a un passo più lungo, che si traducono in un abitacolo più arioso, soprattutto per chi viaggia dietro. Il vero protagonista è però il sistema MBUX Hyperscreen, ormai diventato uno dei simboli della tecnologia Mercedes. Tre schermi integrati si estendono lungo tutta la plancia, creando un ambiente digitale continuo che gestisce praticamente ogni funzione della vettura.

Navigazione, infotainment, gestione dell’energia, assistenza alla guida: tutto passa da qui, con un’interfaccia sempre più evoluta e personalizzabile. È un approccio che punta sulla massima integrazione, anche se qualcuno potrebbe storcere il naso per la quasi totale assenza di tasti fisici, soprattutto per funzioni come la climatizzazione, che richiedono inevitabilmente qualche passaggio in più nei menu. La qualità percepita è comunque ai vertici della categoria, con materiali curati e finiture che confermano la vocazione premium del modello.

Autonomia da viaggio

Uno degli aspetti più attesi riguarda ovviamente l’autonomia, e qui Mercedes sembra voler alzare l’asticella. La nuova Classe C elettrica è equipaggiata con una batteria da 94 kWh, capace di garantire fino a 762 km di percorrenza secondo il ciclo WLTP. Numeri che la collocano tra le berline elettriche più interessanti per chi percorre molti chilometri, anche grazie a una ricarica particolarmente rapida: con la tecnologia a 800 Volt, la vettura può accettare fino a 330 kW in corrente continua, permettendo soste alla colonnina decisamente contenute.

Nonostante una massa che sfiora i 2.460 kg, le prestazioni restano di alto livello. La potenza complessiva arriva a 489 CV, distribuiti su una trazione integrale che garantisce motricità e sicurezza in ogni condizione. Lo scatto da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi racconta bene il carattere della vettura: non solo efficiente, ma anche decisamente brillante.

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 07:07:42 +0000
News n. 8
Euro NCAP 2026, così cambia la sicurezza in auto

Per molto tempo parlare di Euro NCAP ha significato, quasi automaticamente, parlare di stelle, punteggi e crash test. Era un sistema semplice da capire e anche piuttosto efficace nel dare un’idea immediata del livello di protezione offerto da una vettura. Oggi, però, quel modo di leggere la sicurezza comincia a stare un po’ stretto. Il traffico è cambiato, le auto sono cambiate e, soprattutto, sono cambiati i rischi.

Non c’è più soltanto l’impatto da valutare. Ci sono la distrazione digitale, le interfacce sempre più complesse, i sistemi di assistenza che intervengono spesso e, in certi casi, anche troppo. I protocolli Euro NCAP 2026 nascono proprio da questa consapevolezza, considerando che la sicurezza moderna non può essere ridotta a ciò che succede nel momento dell’urto. Va osservata prima, durante e dopo.

È un cambio di prospettiva importante, perché sposta l’attenzione dal danno subito alla capacità del veicolo di evitare il problema, limitarlo o gestirlo in modo più intelligente.

In questo nuovo quadro, la tecnologia smette di essere semplice contorno, dato che non è più il classico argomento da brochure, infilato tra schermi grandi, sedili rifiniti bene e qualche promessa sulla guida più rilassante. Sistemi come il monitoraggio del conducente, le assistenze attive e le funzioni post-crash diventano criteri che pesano davvero nel risultato finale. E questo cambia parecchio le cose.

Significa che un’auto non viene premiata solo perché ha tanti dispositivi a bordo, ma perché quei dispositivi funzionano in modo convincente, coerente e utile nella realtà. Detto in modo molto semplice, non basta più mettere una sigla nell’elenco della dotazione, ma bisogna dimostrare che quella funzione serve davvero. È qui che il discorso sugli ADAS smette di sembrare un tema da appassionati o da tecnici e diventa qualcosa di più concreto, cioè sicurezza misurabile, confrontabile e, soprattutto, meno raccontata a slogan.

Quando gli ADAS diventano un obbligo di fatto

Il punto più interessante dei nuovi protocolli è forse proprio questo. Tecnologie che fino a poco tempo fa venivano presentate come un valore aggiunto, quasi un lusso elettronico, oggi si trasformano in elementi centrali per ottenere un buon rating. E quando un parametro entra con questo peso in una valutazione così riconosciuta, di fatto smette di essere facoltativo. Nessun costruttore può permettersi di ignorarlo, non solo per una questione tecnica, ma anche commerciale e d’immagine.

Le stelle Euro NCAP continuano a contare molto nel modo in cui un modello viene percepito. Così l’innovazione, quasi senza fare rumore, si trasforma in un obbligo. È una dinamica tipica dell’auto moderna. Prima arriva una funzione raccontata come novità, poi quella stessa funzione viene data per scontata e infine diventa uno standard non scritto. Con il 2026, questo passaggio appare ancora più chiaro.

NCAP 2026: adas sempre più importanti
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Sarà fondamentale che gli ADAS intervengano prima in modo da evitare incidenti

C’è poi un aspetto che racconta bene la maturità di questa svolta, ed è l’attenzione ai comandi e all’interfaccia. Per anni si è inseguita l’idea dell’abitacolo pulito, quasi minimalista, dominato dai touchscreen. Meno pulsanti, più superfici lisce, più menu, più software. Visivamente funziona. In foto anche molto. Però la guida non si fa in uno studio fotografico. Si fa nel traffico, con il navigatore acceso, magari sotto la pioggia, con una chiamata in arrivo e un’informazione da cercare in fretta.

In questo scenario, se per regolare una funzione importante bisogna entrare in tre sottomenu, la questione non è più estetica ma pratica. Ecco perché l’orientamento di Euro NCAP verso una valutazione meno indulgente nei confronti dell’abuso dei comandi touch ha un significato preciso. Non tutto ciò che è moderno è automaticamente più sicuro, a volte, anzi, un’interfaccia troppo scenografica rischia di essere più dispersiva del previsto.

La guida reale entra sempre di più nella valutazione

Un altro elemento chiave dei protocolli 2026 è il maggiore peso dato ai contesti reali. I crash test restano fondamentali, ci mancherebbe, ma da soli non bastano più a descrivere il comportamento complessivo di una vettura. Oggi conta anche come lavora un sistema assistito lungo un utilizzo prolungato, come reagisce in situazioni quotidiane, quanto è coerente nelle sue risposte e quanto riesce a convivere con l’imprevedibilità di chi guida.

La strada vera è piena di sfumature. Ci sono corsie lette male, cambi di ritmo, sorpassi improvvisi, segnali ambigui, stanchezza, riflessi meno pronti. Portare dentro la valutazione una quota più ampia di realtà significa avvicinare il giudizio tecnico a ciò che accade davvero. Ed è proprio lì che si misura il valore di un sistema di sicurezza contemporaneo.

Questo ha conseguenze dirette anche sul lavoro dei costruttori. Progettare un’auto, da qui in avanti, significa pensare ai sistemi di assistenza non come moduli separati, ma come parte integrante dell’esperienza di guida. Serve una calibrazione più fine. Serve più coerenza. Serve anche maggiore attenzione al modo in cui l’auto comunica con chi è al volante. Un intervento troppo brusco può risultare fastidioso o addirittura controproducente.

Il punto di equilibrio è sottile e non si trova con una scorciatoia. Va cercato in fase di sviluppo, di test e di validazione. In questo senso, i protocolli Euro NCAP 2026 non influenzano solo il voto finale, ma influenzano il progetto stesso del veicolo. Spingono l’industria verso auto più mature nel software, più curate nell’interfaccia e meno dipendenti dall’effetto sorpresa delle novità messe in vetrina.

Dalla protezione passiva a una sicurezza più completa

Anche il monitoraggio del conducente assume un peso molto forte e rappresenta bene la nuova idea di sicurezza. Per decenni si è lavorato soprattutto per proteggere il corpo durante l’incidente, oggi, senza abbandonare quel principio, si cerca di intervenire anche prima. Rilevare stanchezza, distrazione o calo di attenzione non è più un dettaglio futuristico, ma è una funzione che parla direttamente dei rischi più attuali.

Lo stesso vale per la gestione post-crash. Una volta il racconto si fermava all’urto, adesso cresce l’attenzione verso ciò che succede subito dopo. Come viene messo in sicurezza il veicolo, come si attivano certe procedure, quanto il sistema riesce a limitare le conseguenze. È un’estensione naturale del concetto di protezione, ed è anche un segnale di maturità: la sicurezza non è più una fotografia di un singolo istante, ma una sequenza completa di azioni.

Alla fine, il vero messaggio dei protocolli 2026 è piuttosto chiaro: la sicurezza automobilistica entra in una fase più adulta. Le stelle restano, certo, ma diventano il risultato di una valutazione più ampia e più severa. Non basta costruire un’auto solida. Bisogna costruire un’auto che sappia assistere bene, distrarre poco, intervenire quando serve e continuare a essere utile anche dopo l’emergenza.

È una visione meno spettacolare del passato, forse, ma molto più vicina alla guida di ogni giorno. Probabilmente è proprio questa la novità più importante, dato che non cambia solo il test, ma cambia il senso stesso di ciò che viene premiato. Non l’innovazione dichiarata, ma quella che si traduce in comportamento concreto, non la tecnologia esibita, ma quella che funziona senza creare confusione. In un settore dove tutto corre veloce, Euro NCAP 2026 ricorda una cosa abbastanza semplice: la vera evoluzione non è quella che fa scena, ma quella che riduce davvero il rischio.

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 06:15:32 +0000
News n. 9
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 sono numerosi gli scioperi previsti in Italia nel settore dei trasporti, con mobilitazioni che riguardano diverse città e categorie professionali. L’articolo fornisce tutti i dettagli aggiornati sugli scioperi rilevanti per il periodo, con informazioni essenziali su date, orari, regioni, città, sindacati e categorie coinvolte. Si segnalano scioperi nel trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo, trasporto merci e appalti, con manifestazioni sia a livello locale che nazionale. Di seguito il calendario degli scioperi suddiviso per data e località.

Sciopero 10 aprile 2026

Italia: Sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, per il personale Soc. ENAV nel settore aereo su tutta Italia, indetto da UILT-UIL. Stesso orario anche per il personale della Soc. Techno Sky. Scioperi analoghi coinvolgono inoltre il personale ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano e ENAV Aeroporto di Napoli.

Regioni Veneto, Umbria e Campania: Sciopero regionale di 4 ore, dalle 20.01 alle 24.00, per il personale Busitalia Sita Nord nel trasporto pubblico locale.

Sciopero 11 aprile 2026

Italia: Previsti 2 scioperi, entrambi di 24 ore, del personale della RFI – Rete Ferroviaria Italiana nella manutenzione infrastrutture, proclamati rispettivamente da Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) è indetto uno sciopero di 4 ore (dalle 10.57 alle 14.57) per il personale della società IAS Autolinee, indetto da RSA FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli (Campania) si terrà uno sciopero di 4 ore (dalle 11.00 alle 15.00) che coinvolge il personale della società EAV, indetto da ORSA Autoferro TPL.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero dei trasporti pubblici (urbano dalle 17.30 alle 21.29; extraurbano dalle 17.15 alle 21.14), personale società ARRIVA Udine, indetto da ASI-AU.

Italia: Sciopero nazionale di 4 ore a inizio turno montante per il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto della società Elior Ristorazione, promosso da COBAS Lavoro Privato.

Sciopero 14 aprile 2026

Brescia (Lombardia): Sciopero di 24 ore per il personale addetto allo scarico e carico merci della società GDA Handling Aeroporto Brescia Montichiari, proclamato da USB Lavoro Privato.

Sicilia (tutte le province): Sciopero regionale del trasporto merci conto terzi dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile 2026, promosso dal Comitato Trasporto Siciliano.

Sciopero 17 aprile 2026

Milano (Lombardia): Sciopero di 4 ore (8.45-12.45) del personale Addabus per il trasporto pubblico locale delle province di Milano, Pavia, Monza e Brianza, Lodi; sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Stretto di Messina (Sicilia): Sciopero marittimo di 8 ore (09.01-17.01), personale Blujet; sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana) sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, personale Gest di Firenze, sindacato Osp Cobas Lavoro Privato.

Sciopero 20 aprile 2026

Italia: Sciopero nazionale dei servizi di autotrasporto merci per 144 ore dalle 00:00 del 20 aprile alle 24:00 del 25 aprile, promosso da TRASPORTOUNITO. Coinvolge tutte le province e territori italiani.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio) sciopero del trasporto pubblico locale di 24 ore, personale Cialone Tour di Frosinone, sindacato USI CTS.

Sciopero 23 aprile 2026

Calabria (tutte le province): Sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 10.00 alle 17.59, indetto da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL e UILT-UIL, coinvolgendo personale delle sale circolazione e unità circolazione RFI di Reggio Calabria.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia) sciopero di 8 ore del trasporto pubblico locale del gruppo ATM di Milano con modalità differenti: ATM e NET Trezzo dalle 8.45 alle 15.00, NET Monza dalle 14.50 alle 18.50, Funicolare Como-Brunate dalle 8.30 alle 16.30; sindacato CONFIAL-TRASPORTI.

Sciopero 25 aprile 2026

Italia: Ultimo giorno dello sciopero nazionale del settore trasporto merci (iniziato il 20 aprile) con rilevanza nazionale, coinvolgendo tutte le province e il personale del settore, indetto da TRASPORTOUNITO.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia) sciopero locale di 4 ore dalle 17.30 alle 21.30 del personale STP di Bari, sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli (Campania) sciopero locale di 4 ore dalle 8.30 alle 12.30 del personale AIR Campania, sindacato OSR USB Lavoro Privato.

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) sciopero di 24 ore del personale IAS Autolinee, sindacati RSA FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Firenze (Toscana): Sciopero territoriale di 4 ore (dalle 17.30 alle 21.30) del personale Autolinee Toscane bacino di Firenze, sindacato OSP COBAS Lavoro Privato.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 23 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 24 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 25 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Nelle autostrade italiane, alla data odierna del 26 aprile 2026, i prezzi medi comunicati dall’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano gli ultimi livelli disponibili: benzina self a 1,787 €, gasolio self a 2,117 €, GPL servito a 0,901 € e metano servito a 1,597 € (ultimo aggiornamento ufficiale del 25-04-2026). Di seguito trovate la tabella di sintesi e un approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa, tra quota fiscale (accise e Iva) e componente industriale (costo della materia prima e margine lordo di distribuzione).

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento 25-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.117 €
Benzina SELF 1.787 €
GPL SERVITO 0.901 €
Metano SERVITO 1.597 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo finale riflette un forte peso del prelievo fiscale, pari al 58%, sensibilmente superiore alla componente industriale, che incide per il 42%. La parte fiscale comprende le accise e l’imposta sul valore aggiunto (Iva), che si applica anche sull’importo delle accise, contribuendo in modo determinante alla cifra esposta in cartellone e rendendo questa quota relativamente stabile nel breve periodo. La componente industriale si divide a sua volta in due elementi: il costo della materia prima (30% del prezzo) e il margine lordo di distribuzione (12%). Il costo della materia prima dipende dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dall’andamento del cambio euro/dollaro: quando l’euro si indebolisce o i listini esteri crescono, il costo in euro per litro tende a salire. Il margine lordo, invece, copre le attività di raffinazione, logistica, stoccaggio e distribuzione fino all’erogatore e rappresenta l’area sulla quale l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa. Su questa quota incidono dinamiche competitive locali, volumi di traffico, orari e servizi offerti (ad esempio differenze tra modalità self e servito), oltre a politiche commerciali e promozionali. In sintesi, mentre la fiscalità pesa in modo prevalente e stabile, l’oscillazione giornaliera è guidata soprattutto dalla materia prima e, in misura minore, dalle leve sul margine.

Per il gasolio, l’equilibrio tra le componenti cambia: la parte fiscale rappresenta il 45% del prezzo, mentre la componente industriale pesa il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima incide per il 45% e il margine lordo per il 10%. Ciò rende il gasolio più sensibile alle variazioni delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro rispetto alla benzina, perché una fetta maggiore del prezzo è legata al valore dei prodotti petroliferi sui mercati globali. Il margine, pur più contenuto, resta la leva utilizzabile dagli operatori per adeguare i listini in base alla concorrenza locale, ai flussi di traffico e alla tipologia di servizio erogato. La fiscalità continua a giocare un ruolo importante, ma incide meno che sulla benzina, lasciando alla componente industriale un peso relativamente superiore: ne consegue che shock sulla materia prima, differenziali di raffinazione e condizioni logistiche possono trasferirsi con maggiore rapidità alla pompa. Anche per il gasolio, dunque, le variazioni di breve periodo risentono soprattutto dell’andamento dei mercati internazionali, mentre la quota fiscale tende a rimanere più stabile, contribuendo a un livello di prezzo di fondo su cui si innestano le oscillazioni della componente industriale.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 11
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.743 per la benzina, 2.064 per il diesel, 0.809 per il gpl, 1.588 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.060
Benzina SELF 1.738
GPL SERVITO 0.796
Metano SERVITO 1.516

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.765
GPL SERVITO 0.768
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.081
Benzina SELF 1.767
GPL SERVITO 0.857
Metano SERVITO 1.757

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.073
Benzina SELF 1.756
GPL SERVITO 0.831
Metano SERVITO 1.645

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.053
Benzina SELF 1.743
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.543

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.061
Benzina SELF 1.736
GPL SERVITO 0.795
Metano SERVITO 1.549

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.073
Benzina SELF 1.746
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.544

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.049
Benzina SELF 1.732
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.691

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.060
Benzina SELF 1.738
GPL SERVITO 0.872
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.057
Benzina SELF 1.729
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.559

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.047
Benzina SELF 1.725
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.529

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.074
Benzina SELF 1.761
GPL SERVITO 0.812
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.058
Benzina SELF 1.727
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.569

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.065
Benzina SELF 1.750
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.638

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.077
Benzina SELF 1.742
GPL SERVITO 0.859

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.072
Benzina SELF 1.751
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.065
Benzina SELF 1.734
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.603

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.074
Benzina SELF 1.748
GPL SERVITO 0.807
Metano SERVITO 1.554

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.055
Benzina SELF 1.739
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.546

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.068
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.048
Benzina SELF 1.731
GPL SERVITO 0.795
Metano SERVITO 1.514

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 12
Foglio di via auto, cos’è, come si ottiene e quando si può usare

Il foglio di via auto è uno di quei documenti che serve nei casi in cui c’è una vettura da esportare, un veicolo senza targhe da portare al collaudo, un mezzo destinato a una fiera, un’auto d’epoca da trasferire per un evento autorizzato. È un’autorizzazione eccezionale, temporanea e vincolata per permettere ai veicoli privi di targhe definitive di percorrere un tragitto preciso per una finalità.

La base normativa è l’articolo 99 del Codice della Strada, secondo cui autoveicoli, motoveicoli e rimorchi che circolano per accertamenti tecnici, esportazione, mostre, fiere o riviste militari devono essere muniti di foglio di via e targa provvisoria rilasciati dal Dipartimento per i trasporti terrestri. La norma stabilisce anche che il documento deve indicare percorso, durata ed eventuali prescrizioni tecniche, con una validità ordinaria che non può superare i 60 giorni.

Cos’è il foglio di via auto

Il foglio di via è il documento che consente in via straordinaria e provvisoria la circolazione su strada di veicoli non muniti di targhe di immatricolazione, ma solo quando ricorrono le condizioni previste dalla legge e dagli uffici della Motorizzazione civile. La circolare ministeriale 7518 del 3 marzo 2021 ha aggiornato le istruzioni operative sul rilascio dei fogli di via e delle targhe provvisorie, sostituendo le precedenti indicazioni del 2004 e tenendo conto delle modifiche normative intervenute sull’articolo 99 del Codice della Strada, sul Documento Unico di circolazione e proprietà, sull’articolo 103 relativo alla radiazione per esportazione e sulle regole contro evasione ed elusione IVA negli acquisti intracomunitari di veicoli.

Il foglio di via serve allora per spostare un’auto senza targa in presenza di un’esigenza ammessa. Un veicolo privo di targhe definitive non può infatti circolare su strada come un normale mezzo immatricolato. Il foglio di via crea una deroga e deve essere sempre accompagnato dalla targa provvisoria. L’automobilista che circola senza avere con sé il foglio di via o la targa provvisoria si espone a una sanzione amministrativa da 26 a 102 euro.

Chi invece non rispetta il percorso o le prescrizioni tecniche indicate nel documento è sanzionato da 42 a 173 euro. In caso di violazioni ripetute per più di tre volte, alla successiva scatta una sanzione più pesante, da 87 a 344 euro con confisca del veicolo.

Quando si può usare il foglio di via

I casi di utilizzo del foglio di via sono indicati dall’articolo 99 del Codice della Strada e poi ripresi e aggiornati dalla circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il documento può essere rilasciato per veicoli che devono effettuare operazioni di accertamento e controllo dell’idoneità tecnica, come il trasferimento verso una visita e prova presso la Motorizzazione civile.

Può essere utilizzato anche per recarsi ai transiti di confine in caso di esportazione oppure per partecipare a riviste militari, mostre o fiere autorizzate di veicoli nuovi e usati, compresi i raduni di veicoli storici quando rientrano nelle ipotesi ammesse.

Il legislatore ha poi previsto casi particolari per i veicoli di categoria N e O, cioè veicoli destinati al trasporto merci e rimorchi. Le fabbriche costruttrici possono utilizzare veicoli nuovi provvisti di foglio di via e targa provvisoria, diretti all’esportazione, anche per trasportare altri veicoli nuovi di fabbrica destinati alla medesima finalità. Una previsione analoga riguarda la partecipazione a riviste militari, mostre o fiere, con la possibilità di trasportare altri veicoli o loro parti destinati allo stesso evento.

Il foglio di via può essere rilasciato sia per veicoli nuovi di fabbrica sia per veicoli già immatricolati, in Italia o all’estero purché siano privi di targhe e rientrino nelle finalità consentite. Significa che non è uno strumento limitato alle auto appena acquistate o ai mezzi destinati all’esportazione.

La circolare chiarisce che rientrano tra i veicoli mai immatricolati in Italia i veicoli nuovi acquistati nel nostro Paese, quelli nuovi o usati provenienti da Paesi UE e privi di targhe, i veicoli provenienti da Paesi extra UE per i quali siano state assolte le formalità doganali, oltre ad alcuni casi di veicoli immatricolati all’estero nella disponibilità di soggetti residenti in Italia quando siano coinvolte le violazioni previste dagli articoli 93-bis e 132 del Codice della Strada.

Dove il foglio di via non basta

Il foglio di via non serve per qualsiasi prova su strada. In buona sostanza non si può richiedere e utilizzare tutte le volte che ci si mette al volante di una vettura. Anche in questo caso il documento di riferimento che delimita il perimetro è la circolare ministeriale che esclude la possibilità di rilasciarlo per effettuare prove tecniche su prototipi non ancora omologati. In quel caso si applica la disciplina della circolazione di prova, regolata evidentemente da norme diverse.

Come si ottiene il foglio di via auto

Il foglio di via viene rilasciato dagli uffici della Motorizzazione Civile. L’articolo 99 non prevede una rigida competenza territoriale: la richiesta può quindi essere presentata a qualunque ufficio. La richiesta deve essere presentata da un soggetto avente titolo, persona fisica o giuridica che sia il proprietario, l’intestatario, il costruttore o l’acquirente che abbia titolo a richiedere il rilascio del documento.

Il foglio di via deve indicare il percorso autorizzato, la durata, la targa provvisoria e le eventuali prescrizioni tecniche. Proprio perché autorizza una circolazione eccezionale, il documento deve rendere chiaro da dove parte il veicolo, dove deve arrivare e per quale ragione sta circolando.

Per evitare problemi durante i controlli, la circolare ministeriale invita gli Uffici Motorizzazione Civile a rilasciare, oltre al foglio di via vero e proprio, anche un’attestazione contenente elementi come intestazione dell’ufficio, data e numero di protocollo, numero della targa provvisoria, generalità dell’intestatario, eventuale precedente targa di immatricolazione, data di radiazione per esportazione, categoria e dati tecnici del veicolo, numero di telaio, masse, percorso, validità temporale, prescrizione sul trasporto di carichi, estremi della direttiva CE sulle emissioni, timbro e firma del funzionario.

Foglio di via ed esportazione dell’auto

Uno dei casi più frequenti riguarda l’esportazione del veicolo all’estero. Il foglio di via si collega alla radiazione per definitiva esportazione. Per esportare un veicolo è necessario radiarlo dall’Archivio nazionale dei veicoli e dal Pra; la radiazione avviene contestualmente sui due archivi e consente anche l’interruzione dell’obbligo di pagamento del bollo auto.

Dal primo gennaio 2020, per effetto delle nuove modalità previste dall’articolo 103 del Codice della Strada, la radiazione per esportazione deve essere effettuata secondo regole aggiornate. La pratica può essere richiesta dall’intestatario o dall’avente titolo, come l’erede o il proprietario non ancora intestatario al Pra. Nel caso di veicolo già immatricolato in Italia, il foglio di via per finalità di esportazione può quindi essere rilasciato solo dopo la radiazione.

Prima di programmare un’esportazione, conviene verificare la presenza di fermi amministrativi, pignoramenti, sequestri o ipoteche. Se sul veicolo è infatti iscritto un fermo amministrativo occorre prima cancellarlo dopo aver pagato le somme dovute. Se invece risultano pignoramenti o sequestri, serve un atto che dimostri l’assenso alla radiazione da parte del creditore o dell’autorità competente. Per le ipoteche non ancora scadute è richiesto l’assenso del creditore in forma di scrittura privata autenticata dal notaio.

Quanto dura il foglio di via

La durata ordinaria del foglio di via non può superare i 60 giorni. È un limite fissato dall’articolo 99 del Codice della Strada. La durata effettiva non va interpretata come un periodo di libertà piena in quanto vige il principio del tempo strettamente necessario, da valutare considerando distanza, categoria del veicolo, strade da percorrere, durata delle prove tecniche o dell’evento a cui il veicolo deve partecipare. L’autorizzazione deve in sostanza coprire il tragitto e l’esigenza reale dell’automobilista.

Il secondo vincolo è il percorso. Il foglio di via deve riportarlo e il conducente deve rispettarlo. La stessa circolare precisa che il tragitto deve essere individuato in base alle necessità dell’intestatario, ma sempre nel rispetto delle finalità per cui l’autorizzazione è stata concessa e delle norme generali sulla circolazione di determinate categorie di veicoli su determinate strade.

In linea generale, il foglio di via è pensato per la circolazione sul territorio italiano. Quando viene rilasciato per finalità di esportazione, la sua funzione è accompagnare il veicolo fino al raggiungimento della destinazione estera o quantomeno fino al transito di confine indicato.

Foglio di via, targa provvisoria e targa prova: le differenze

Il foglio di via non va confuso con la targa prova. Il primo riguarda un veicolo individuato, un percorso determinato, una durata limitata e una finalità specifica. La targa prova segue una logica differente ed è pensata per esigenze professionali di prova, dimostrazione, trasferimento e attività tecniche nei casi previsti dalla relativa disciplina.

La targa provvisoria è collegata al foglio di via: l’una senza l’altro non basta. L’articolo 99 parla di foglio di via e targa provvisoria ovvero di una coppia documentale che consente al veicolo senza targhe definitive di essere identificato e controllato durante lo spostamento.

La circolazione senza foglio di via o senza targa provvisoria comporta una sanzione da 26 a 102 euro. Il mancato rispetto del percorso o delle prescrizioni tecniche porta a una sanzione da 42 a 173 euro. La reiterazione delle violazioni per più di tre volte fa salire la sanzione da 87 a 344 euro e comporta la confisca del veicolo.

Un uso improprio può far emergere irregolarità più ampie: veicolo non correttamente radiato, esportazione non perfezionata, mancato rispetto delle prescrizioni, documentazione insufficiente, dubbi sulla disponibilità del mezzo o sulla finalità effettiva del trasferimento.

Data articolo: Sun, 26 Apr 2026 04:00:08 +0000
News n. 13
Che auto guida Amadeus, il fuoristrada compatto per superare ogni ostacolo

Le auto di Amadeus non concedono nulla al superfluo. Niente supercar esagerate, niente esemplari esotici, ma qualcosa di molto più concreto risveglia il giudice di Amici di Maria De Filippi. Invece di guardare solo alla visibilità dei marchi più blasonati del momento, l’occhio cade sulla solidità meccanica, la cifra stilistica di un modello a ruote alte progettato per affrontare e superare ogni tipo di ostacolo.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 19:54:16 +0000
News n. 14
Motore che trema e perde colpi? Bastano pochi km per causare danni da migliaia di euro

Quando il propulsore procede a scatti e la spia avaria è accesa, l’integrità del sistema di scarico è a rischio. Ignorare questa anomalia significa esporre il catalizzatore a temperature che potrebbero danneggiarlo, trasformando un banale guasto in una riparazione da migliaia di euro.

Ti spiego come identificare il guasto e in quali casi è necessario arrestare immediatamente la marcia per evitare danni irreversibili.

Quando posso proseguire

Se avverti che il motore non gira in modo lineare, la prima cosa da fare è osservare il quadro strumenti. La gestione elettronica del motore ti fornisce un’indicazione precisa sulla gravità della situazione:

  • spia accesa fissa: il guasto è presente, ma la centralina riesce a compensare l’anomalia per permetterti di raggiungere l’officina più vicina per effettuare la diagnosi;
  • spia lampeggiante: in questo caso la centralina sta iniettando carburante che però non viene bruciato. Questa è la situazione più critica: oltre a distruggere il catalizzatore, rischi danni irreversibili ai pistoni e alle bielle a causa delle detonazioni incontrollate;
  • vibrazioni al minimo: quando il motore fatica a stare acceso e in accelerazione sale lentamente di giri, è sottoposto a uno stress meccanico che potrebbe causarne la rottura;
  • odore dallo scarico: questo difetto è provocato dalla mancata accensione di uno o più cilindri. Il carburante sta “lavando” le pareti dei cilindri e il combustibile non bruciato finisce nella scarico e nella coppa dell’olio, causando problemi di lubrificazione e pericolose autoaccensioni.

In presenza di una spia lampeggiante o di odore di carburante, il mio consiglio è di arrestare la marcia immediatamente. Proseguire significa passare da una riparazione di poche decine di euro a una da migliaia di euro.

Quanto costa la riparazione

La spesa finale dipende dalla tempestività dell’intervento. Se il problema riguarda l’accensione, la spesa è contenuta, se invece si danneggia lo scarico o la meccanica interna, le cifre cambiano drasticamente. Ecco i costi medi per i guasti più ricorrenti:

  • candele e cavi: il ricambio delle candele costa tra 10 e 25 euro a elemento (da 2 a 8 a seconda della motorizzazione) con una manodopera tra 40 e 80 euro. Per il kit cavi completo la spesa è tra i 70 e i 120 euro, compreso di installazione;
  • bobina d’accensione: a seconda della versione (singola, con cavi o a blocco unico), il ricambio costa dai 40 ai 200 euro, con una manodopera per il montaggio di circa 60 euro;
  • iniettori: un singolo elemento a benzina costa tra 120 e 200 euro inclusa manodopera, per un diesel common rail la cifra sale drasticamente tra 250 e 450 euro a iniettore. Il totale dipende da quanti cilindri sono coinvolti;
  • catalizzatore: il catalizzatore è fondamentale per l’ambiente, se fuso dal carburante incombusto va sostituito e il ricambio costa dai 500 a oltre 1200 euro a seconda della vettura. La manodopera, spesso complessa, oscilla tra 150 e 350 euro;
  • danni meccanici interni: in caso di problematiche interne al motore, come le valvole bruciate o perdita di compressione, la spesa parte da un minimo di 600 euro per le auto più comuni e può anche superare i 2.000 euro per quelle di fascia alta.

Consigli del meccanico

Non sottovalutare mai un motore che “zoppica”, l’elettronica moderna è precisa ma anche molto fragile di fronte alle anomalie termiche. Se avverti che la macchina non risponde correttamente, segui questi consigli per limitare i danni:

  • non forzare la marcia: se la spia avaria motore lampeggia, fermati il prima possibile;
  • diagnosi computerizzata: la lettura dei codici errore tramite presa OBD è l’unico modo per individuare con certezza il componente difettoso evitando di cambiare pezzi a caso;
  • usa ricambi di qualità: sui sistemi di accensione il risparmio non paga, componenti economici possono mandare in crisi la centralina iniezione ma anche recare danni più gravi;
  • controlla lo stato dell’olio: dopo un’anomalia prolungata, verifica che il livello dell’olio non sia salito a causa della contaminazione da carburante. In quel caso, va sostituito immediatamente.
Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 12:00:08 +0000
News n. 15
Carro funebre bloccato alla frontiera, la multa è astronomica

Sull’autostrada A96, lungo un tratto che collega l’area alpina al sud della Germania, un autoarticolato è stato fermato per un controllo di routine. A bordo trasportava un carro funebre, ma non è stato il tipo di carico a insospettire le autorità.

Il problema, infatti, era molto più burocratico che tecnico: mancavano i documenti necessari per il trasporto e l’importazione del veicolo da un paese extraeuropeo. Tutto ciò si è tradotto in una maxi multa da circa 30.000 euro, che il conducente ha dovuto pagare praticamente sul posto.

Un modello speciale

Il mezzo trasportato non era una vettura comune. Si trattava di una Mercedes-Benz Classe V profondamente modificata per uso funerario. Chi conosce questo tipo di veicoli sa bene che non si tratta di semplici adattamenti: le trasformazioni coinvolgono struttura, abitacolo e telaio. L’obiettivo è creare uno spazio adeguato al trasporto delle bare, con finiture specifiche e soluzioni tecniche dedicate. Tutte modifiche che, inevitabilmente, fanno lievitare il valore complessivo del veicolo. Ed è proprio questo dettaglio ad aver inciso in modo pesante sul conto finale della sanzione.

Il conducente, un uomo di 66 anni, era diretto verso il nord della Germania, dove il mezzo avrebbe dovuto subire interventi di riparazione in officina. Un trasferimento apparentemente semplice, che però si è complicato nel momento del controllo.

Nessun documento

Al momento della verifica, gli agenti doganali hanno chiesto la documentazione necessaria per giustificare il trasporto del veicolo. Documenti che, però, non c’erano. Niente dichiarazione doganale e nessuna prova di importazione regolare. In casi come questo, la procedura è immediata: le autorità calcolano i dazi dovuti sulla base del valore del mezzo e dei costi di trasporto.

Il conto è salito rapidamente fino a circa 30.000 euro, tra imposte e IVA all’importazione. Una cifra che il conducente ha dovuto saldare subito tramite bonifico istantaneo, per poter proseguire il viaggio. Ma la questione non si chiude qui. Il caso è stato infatti segnalato all’ufficio competente per gli affari penali della dogana di Ulm, che dovrà valutare se esistono gli estremi per ulteriori provvedimenti.

La mancata dichiarazione

Quello che è successo mette in luce un aspetto spesso sottovalutato: anche il trasporto temporaneo di un veicolo all’interno o verso l’Unione Europea richiede una documentazione precisa. Non basta dire che il mezzo è diretto in officina o che si tratta di un trasferimento momentaneo. Esistono procedure specifiche, come l’importazione temporanea, che devono essere richieste e autorizzate prima del viaggio.

Senza questi passaggi, il rischio è quello di trovarsi in una situazione complicata e costosa. Proprio come accaduto in questo caso, dove una semplice mancanza burocratica si è trasformata in una sanzione pesante.

Quando la burocrazia costa cara

Al di là dell’episodio, resta un dato evidente: nel mondo dei trasporti internazionali, la precisione nei documenti è fondamentale quanto la sicurezza su strada. Un errore, una dimenticanza o una sottovalutazione possono tradursi in costi elevati e in problemi legali non trascurabili. E se il mezzo in questione ha un valore elevato le conseguenze diventano ancora più pesanti.

Una vicenda che, al netto dell’insolito protagonista, suona quasi come un monito: quando si attraversano confini, anche all’interno dell’Europa, non esistono scorciatoie burocratiche. E ignorarle può costare davvero caro.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 11:10:33 +0000
News n. 16
Salone di Pechino: fa il suo debutto la nuova MG4, arriverà anche in Italia

Si presenta al Salone di Pechino la nuova generazione di MG4, segnando un passo in avanti di una vettura che ha già dimostrato ottimi risultati in Europa, in un segmento molto affollato di elettriche compatte. Il brand porta un’evoluzione a 360 gradi per un modello che dovrebbe sbarcare in Italia verso la metà del 2026, aggiornando design, tecnologia e base tecnica. Un progetto che nasce in Europa, sviluppato presso il centro di ricerca e sviluppo in Germania, e che si rivolge chiaramente ai gusti del Vecchio Continente.

Nuovo design

A colpo d’occhio, la nuova MG4 appare più matura, più europea. Le linee diventano meno spigolose rispetto al modello attuale, con un approccio stilistico che mette in secondo piano l’aggressività per lasciare spazio a una maggiore eleganza. Il frontale si presenta pulito, con gruppi ottici ridisegnati, mentre al posteriore rimane presente la distintiva firma luminosa a tutta larghezza, che continua a caratterizzare il modello. Un dettaglio che contribuisce a dare identità alla vettura, mantenendo un filo diretto con la generazione precedente.

Dentro l’abitacolo si respira un’aria diversa. La filosofia è quella della semplicità, ma senza entrare nel mondo del minimalismo. I materiali fanno un salto di qualità e la percezione generale è quella di un ambiente più attento ai dettagli. La tecnologia resta protagonista, con due display dedicati rispettivamente a cockpit e infotainment, ma MG ha scelto di non eliminare del tutto i comandi fisici: manopole e rotori per la climatizzazione rimangono, a beneficio della praticità quotidiana.

Anche lo spazio a bordo sembra migliorare, segno di un lavoro attento sull’ergonomia e sull’ottimizzazione delle volumetrie, aspetti sempre più importanti per chi utilizza l’auto ogni giorno.

Batterie di nuova generazione

Il cuore della nuova MG4 rimane ovviamente elettrico, ma con alcune novità interessanti sul fronte delle batterie e dell’autonomia. Per il mercato europeo sono previste inizialmente due configurazioni:

  • una versione da 150 CV abbinata a una batteria da 43 kWh, capace di percorrere fino a 323 chilometri;
  • una seconda variante da 160 CV con batteria da 53,9 kWh, che porta l’autonomia a circa 415 chilometri.

Numeri già competitivi, ma è nella seconda fase del progetto che si intravede il vero salto tecnologico. Entro la fine dell’anno è infatti attesa una versione più evoluta, dotata di batteria a stato semi-solido da circa 70 kWh, con un’autonomia dichiarata che potrebbe arrivare fino a 537 chilometri. Si tratta di una tecnologia ancora poco diffusa, ma destinata a rappresentare uno dei prossimi passi dell’elettrificazione, grazie a una maggiore densità energetica e a tempi di ricarica potenzialmente più contenuti.

Prezzi e arrivo in Italia

Per quanto riguarda i prezzi italiani, MG non ha ancora comunicato cifre ufficiali. Tuttavia, guardando al mercato britannico, dove i preordini sono già stati aperti, la nuova MG4 parte da poco più di 27.000 euro. Se questo posizionamento dovesse essere confermato anche in Italia, la compatta elettrica cinese potrebbe continuare a giocare un ruolo chiave tra le proposte più interessanti per rapporto qualità-prezzo.

Il debutto commerciale nel nostro Paese è atteso intorno alla metà del 2026, in un momento in cui il mercato elettrico europeo sarà ancora più competitivo rispetto a oggi, mentre la versione con batterie di nuova generazione dovrebbe arrivare verso fine anno.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 09:57:13 +0000
News n. 17
Leapmotor B05 è ora ordinabile in Italia, prezzi e allestimenti

C’è qualcosa di diverso nell’approccio di Leapmotor al mercato europeo. Con la nuova B05, il brand cinese, supportato dalla rete industriale di Stellantis, prova a inserirsi in un segmento dove finora l’elettrico ha faticato a trovare un equilibrio tra costo, prestazioni e piacere di guida. Il risultato è una coupé elettrica a trazione posteriore, con un prezzo di partenza che parte da 26.900 euro. Una cifra che, fino a poco tempo fa, sembrava lontanissima per un’auto con questo carattere.

Dopo il successo della T03, Leapmotor alza quindi l’asticella e punta direttamente al segmento C, con un modello che cerca di mettere insieme design sportivo, tecnologia e dinamica di guida senza compromessi evidenti.

Nata per divertire

La Leapmotor B05 è un progetto che parte da una base ben precisa: offrire piacere di guida. Sotto la carrozzeria troviamo un motore elettrico da 218 CV (160 kW) e 240 Nm di coppia, numeri sufficienti per divertire senza eccessi, in particolare con la coppia immediata fornita dall’elettrico. La potenza viene scaricata solo sull’asse posteriore, una scelta tecnica che punta chiaramente al piacere di guida.

A questo si aggiunge una distribuzione dei pesi perfettamente bilanciata (50:50) e un assetto sviluppato con il contributo dei tecnici Stellantis, segno che il progetto non è stato lasciato al caso. La struttura è stata progettata per garantire un’elevata rigidità torsionale, elemento fondamentale per migliorare stabilità e precisione nella guida. Il tutto porta a una vettura che promette di essere efficiente, ma anche coinvolgente tra le curve, strizzando l’occhio a chi cerca qualcosa in più rispetto alla classica berlina elettrica, come promette l’estetica.

Autonomia e ricarica

Sul fronte tecnico, Leapmotor punta su una soluzione raffinata: la batteria integrata nella struttura del veicolo. La B05 utilizza infatti la tecnologia Cell-to-Chassis (CTC), che trasforma il pacco batterie in un elemento portante del telaio. Questo permette di migliorare sia la rigidità complessiva sia l’efficienza dello spazio interno. Sono previste due configurazioni di capacità e autonomia:

  • una batteria da 56,2 kWh, con autonomia fino a 401 km WLTP;
  • una versione più capiente da 67,1 kWh, che arriva fino a 482 km WLTP.

Numeri che rendono la B05 adatta non solo all’uso quotidiano, ma anche a viaggi più lunghi. Interessante anche la ricarica: la potenza massima in corrente continua arriva fino a 174 kW, permettendo di passare dal 30% all’80% in circa 17 minuti. Un dato che, nella vita reale, può fare la differenza soprattutto nei lunghi spostamenti.

Prezzi e offerta lancio

La gamma si articola su due allestimenti principali: Life e Design, con una struttura semplice e facilmente comprensibile. Il listino parte da:

  • 26.900 euro per la versione Life con batteria da 56,2 kWh;
  • 29.400 euro per la Life con batteria da 67,1 kWh.

In più l’offerta lancio abbassa notevolmente la soglia d’ingresso in caso di permuta o rottamazione. Il prezzo può scendere fino a 22.900 euro, portando la B05 in una fascia di mercato decisamente competitiva. Un posizionamento che mette pressione a molti costruttori tradizionali, soprattutto considerando il rapporto tra prezzo, potenza e dotazione tecnologica.

In arrivo anche la Ultra

E mentre la B05 muove i primi passi sul mercato, Leapmotor guarda già avanti. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe in fase di sviluppo una versione Ultra, caratterizzata da una potenza superiore e da un assetto ulteriormente affinato. Non solo: si parla anche di una possibile variante ibrida, una scelta che potrebbe ampliare ulteriormente il pubblico interessato al modello.

Se confermate, queste evoluzioni dimostrano una cosa: Leapmotor non vuole limitarsi a entrare nel mercato europeo, ma punta a ritagliarsi uno spazio stabile, offrendo una gamma completa e competitiva.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 08:07:23 +0000
News n. 18
Dacia Duster, quattro allestimenti per esprimere ogni personalità

Scegliere una Dacia Duster non è mai stata una semplice questione di budget, ma una scelta di pragmatismo che, con il Model Year 2026, evolve in una dimensione fatta di tecnologia consapevole e design robusto. La nuova gamma si articola su quattro pilastri fondamentali, ognuno pensato per rispondere a una sfumatura diversa del vivere quotidiano, mantenendo quel rapporto qualità-prezzo che ha reso il modello il SUV più venduto a privati in Europa dal 2018.

Essential: il punto di partenza intelligente

Alla base della piramide troviamo l’allestimento Essential, la soglia d’accesso che incarna la filosofia “Value for Money” del brand. È la versione dedicata a chi cerca la sostanza pura, priva di fronzoli ma ricca di affidabilità. Questo allestimento è strettamente legato alla motorizzazione Eco-G 120, il propulsore bifuel benzina-GPL che ha democratizzato il risparmio alla pompa.

Con un prezzo di partenza fissato a 19.900 euro, l’Essential offre tutto ciò che serve per la mobilità moderna, garantendo un’autonomia complessiva che può sfiorare i 1.380 km grazie al doppio serbatoio. È la scelta di chi vede l’auto come uno strumento di libertà, solido e senza complicazioni.

Expression: l’equilibrio e il debutto dell’ibrido

Salendo di un gradino si incontra l’allestimento Expression, vero baricentro commerciale della gamma Duster. Qui il design inizia a farsi più ricercato, con dettagli che sottolineano l’anima outdoor del mezzo, come le protezioni in Starkle, un materiale innovativo composto per il 20% da plastica riciclata che resiste a graffi e urti senza bisogno di verniciatura.

L’allestimento Expression è il primo a sbloccare l’intera potenza della nuova offerta motori:

  • con il motore Mild Hybrid 140, il prezzo parte da 23.150 euro, offrendo un sistema a 48V che riduce i consumi del 10%;
  • per chi punta all’efficienza massima, la versione Full Hybrid 155 (che sostituisce la precedente Hybrid 140) è disponibile a partire da 26.650 euro, permettendo di circolare in città fino all’80% del tempo in modalità elettrica;
  • infine, debutta in questo allestimento l’inedito Hybrid-G 150 4×4, il primo ibrido bifuel a trazione integrale, proposto a 28.500 euro.

Journey ed Extreme: le due anime del top di gamma

Al vertice della gamma Duster si posizionano due allestimenti che offrono interpretazioni opposte ma complementari del SUV: Journey ed Extreme. In occasione del lancio delle nuove motorizzazioni, Dacia ha applicato un leggero ritocco di 50 euro ai listini di queste versioni rispetto al passato, giustificato dall’arricchimento delle dotazioni.

L’allestimento Journey è rivolto a chi non vuole rinunciare al comfort e alla tecnologia nei lunghi viaggi. Le novità per il 2026 includono nuovi abbinamenti per le sellerie, rivestimenti esclusivi e l’introduzione della regolazione lombare di serie per il sedile del conducente. Inoltre, la sicurezza fa un passo avanti: l’Adaptive Cruise Control diventa ora parte della dotazione di serie per tutte le motorizzazioni ibride del livello Journey.

L’allestimento Extreme, invece, parla a chi vive l’auto come compagna di avventure fuori dai sentieri battuti. Esteticamente si distingue per i nuovi cerchi in lega neri, che ne esaltano il look aggressivo e la firma luminosa a forma di Y. Sebbene mantenga la robustezza tipica del brand, l’Extreme offre ora come opzione l’Adaptive Cruise Control per i motori ibridi, permettendo al cliente di modulare la dotazione tecnologica secondo le proprie necessità. Entrambe le versioni beneficiano di finiture senza cromature, una scelta “eco-smart” che riduce l’impatto ambientale rafforzando l’identità moderna della vettura.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 06:00:12 +0000
News n. 19
Sciopero dei trasporti 25 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il 25 aprile 2026 in Italia si registra 1 sciopero a rilevanza nazionale che interessa il settore del trasporto merci. Di seguito, tutti i dettagli aggiornati sulla protesta nazionale e le informazioni utili su orari, categorie coinvolte, sindacati promotori e durata dello stop lavorativo.

Italia: Sciopero nazionale dei trasporti merci

Per il giorno 25 aprile 2026, è stato indetto uno sciopero nazionale che interessa il settore trasporto merci sull’intero territorio italiano. Lo sciopero è iniziato alle 00:00 del 20 aprile e terminerà alle 24:00 del 25 aprile, per un totale di 144 ore consecutive.

La protesta coinvolge tutte le province e regioni d’Italia, senza esclusioni territoriali. Il fermo riguarda i servizi di autotrasporto merci, promosso dal sindacato TRASPORTOUNITO, con la categoria dichiarata come “FERMO NAZIONALE SERVIZI AUTOTRASPORTO MERCI”.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 20
Toyota Yaris Cross, ecco i prezzi del restyling

Milano, capitale del design e della moda, è stata scelta come palcoscenico ideale per il debutto della nuova Toyota Yaris Cross, un SUV compatto che ha saputo conquistare il mercato europeo e italiano sin dal suo esordio nel 2021. In occasione della Milano Design Week, Toyota ha svelato un rinnovamento che punta tutto sull’eleganza e sulla tecnologia, restando fedele alla filosofia del kaizen, ovvero il miglioramento continuo.

La vettura, prodotta negli stabilimenti francesi di Valenciennes, si presenta con un’estetica più raffinata, dominata da una nuova griglia anteriore a nido d’ape e da gruppi ottici a LED ridisegnati che ne sottolineano il carattere robusto ma sofisticato.

Il Full Hybrid al centro della scena

Sotto il profilo tecnico, la novità più rilevante è la scelta di offrire l’intera gamma esclusivamente con la motorizzazione Full Hybrid 130. Questo sistema, capace di erogare 130 CV (96 kW), garantisce accelerazioni più pronte e una guida fluida, mantenendo consumi ed emissioni ai vertici della categoria (circa 4,4-4,7 l/100 km). Ma è nell’analisi dei prezzi e degli allestimenti che la strategia commerciale di Toyota per il 2026 rivela la sua ambizione di mantenere la leadership nel segmento B-SUV.

Listino prezzi

Il listino della nuova Yaris Cross parte da 29.600 euro per la versione d’ingresso, denominata semplicemente Yaris Cross. Questa soglia d’accesso, tuttavia, diventa molto più competitiva grazie a una promozione che abbassa il prezzo a 24.950 euro in caso di permuta o rottamazione, senza vincoli particolari sull’usato. Salendo di un gradino troviamo l’allestimento Icon, considerato il cuore della gamma, proposto a 32.500 euro per la trazione anteriore (FWD) e a 35.000 euro per la versione a trazione integrale intelligente AWD-i. La Icon arricchisce la dotazione con cerchi in lega da 17’’, luci d’ambiente e il sistema multimediale Toyota Smart Connect con schermo da 10,5’’.

Per chi cerca il massimo della raffinatezza, l’allestimento Premium si posiziona a 35.450 euro (FWD) o 37.950 euro (AWD-i). Qui il comfort incontra la sostenibilità grazie agli interni in Sakura Touch, un materiale sintetico che riduce le emissioni di CO2 del 95% rispetto alla pelle tradizionale. Infine, l’anima sportiva del brand è rappresentata dalla GR SPORT, disponibile solo con trazione anteriore a 36.750 euro, che si distingue per sospensioni ricalibrate, cerchi da 18’’ esclusivi e dettagli ispirati al mondo dei rally di Toyota Gazoo Racing.

La personalizzazione

La personalizzazione gioca un ruolo fondamentale nei costi finali attraverso i pacchetti optional. Ad esempio, il Premiere Pack dedicato alla versione Premium FWD ha un costo di 2.500 euro e include fari Matrix LED, sistema audio JBL a 8 altoparlanti e l’esclusiva colorazione bi-tone Precious Bronze con tetto nero (disponibile a 1.800 euro se si rinuncia al tetto panoramico). Altri pacchetti come l’Easy Pack per la versione base (1.100 euro) o il Comfort Pack per la Icon (1.000 euro) permettono di modulare la dotazione tecnologica secondo le proprie esigenze.

Toyota non dimentica l’accessibilità finanziaria: le offerte prevedono rate da 159 euro al mese per 48 mesi con la formula Toyota Easy Next, oppure canoni di noleggio a lungo termine tramite KINTO a partire da 249 euro + IVA per i professionisti. Con una garanzia che si estende fino a 5 anni sulle componenti ibride, la nuova Yaris Cross si conferma una scelta razionale ed emozionale, pronta a sfidare le strade urbane con uno stile che non passa inosservato.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 05:30:46 +0000
News n. 21
Usura dell’auto in leasing, quando si rischiano addebiti non previsti

Il leasing auto consente di mettersi al volante di un veicolo nuovo, di diluire il costo nel tempo e di rinviare la scelta finale tra riscatto, sostituzione o restituzione. Al momento della riconsegna emerge il nodo del rapporto: distinguere la normale usura dai danni extra-usura, cioè da quei difetti che non rientrano nel fisiologico deperimento del mezzo e che possono trasformarsi in un addebito economico per il cliente.

La cornice giuridica del leasing finanziario prevede che se l’utilizzatore non esercita l’opzione finale di acquisto, il bene venga restituito, mentre la disciplina dello stato del veicolo e degli oneri viene poi rimessa al contratto e alla documentazione collegata.

Non c’è una regola universale valida per ogni contratto e per ogni operatore. A rivelarsi decisivi sono il testo contrattuale, le guide di restituzione adottate dalla società di leasing o noleggio e la verifica concreta effettuata alla riconsegna.

Dove finisce l’usura fisiologica e dove comincia il danno

Qualsiasi auto si deteriora con il tempo, con i chilometri percorsi, con l’esposizione agli agenti atmosferici e con il normale impiego quotidiano. La perdita di qualità estetica e funzionale minima è già incorporata nella logica economica del contratto perché il valore residuo del veicolo a fine rapporto presuppone un certo grado di consumo ordinario.

Il problema nasce quando il difetto supera la soglia della tollerabilità e incide sul valore commerciale del mezzo o sulla sua integrità tecnica. Un piccolo segno superficiale compatibile con l’età del veicolo può essere assorbito nella normale usura, ma una ammaccatura, un graffio profondo, un cerchio lesionato, una bruciatura dell’abitacolo, un rivestimento strappato, una chiave mancante o un accessorio non restituito escono dalla sfera del consumo fisiologico e ricadono nella categoria del danno imputabile al cliente.

Ciò che è coerente con l’uso ordinario non viene addebitato, ciò che richiede ripristino, sostituzione o riduce in modo anomalo il valore del veicolo sì. La distinzione si basa sull’effetto che quel difetto produce. Un segno modesto ma localizzato su una parte tecnologicamente complessa può costare più di un danno visivamente esteso su un elemento semplice. È il caso di paraurti che integrano sensori di parcheggio, telecamere o componenti legati ai sistemi ADAS.

Perché il cliente può essere chiamato a pagare

La società di leasing calcola il contratto sulla base di un valore residuo atteso del veicolo a fine rapporto. Se al momento della riconsegna lo stato effettivo dell’auto è peggiore di quello che ci si poteva aspettare da un uso corretto, il valore del bene scende in misura anomala e quella perdita viene ribaltata sull’utilizzatore. Si tratta delle spese legate a danni e usura oltre il normale utilizzo per cui si demanda alla perizia la quantificazione degli importi e al contratto la disciplina delle condizioni economiche.

Tradotto in modo meno notarile, il cliente paga quando il veicolo non viene restituito nello stato che il contratto considera fisiologico per età, durata e percorrenza. Può avvenire per un danno da urto mai sistemato, per una manutenzione trascurata, per interni deteriorati oltre il ragionevole, per pneumatici in condizioni non compatibili con gli standard richiesti, per documentazione assente o per dotazioni mancanti. A contare non sono solo carrozzeria e meccanica, ma anche il corredo del veicolo, quindi seconda chiave, libretti, eventuali cavi, ruotino, cappelliera, kit specifici e altri accessori consegnati all’origine.

Se durante il contratto si verifica un sinistro e il danno non viene denunciato o non viene gestito secondo le procedure previste, al termine del leasing quel difetto può essere contestato come danno addebitabile.

Il momento decisivo della restituzione

La legge che ha tipizzato la locazione finanziaria stabilisce che in mancanza dell’acquisto finale il bene debba essere restituito. Dopodiché sono il contratto e le procedure applicative a definire come questa restituzione avviene, quali standard debbano essere rispettati e come vengano regolati gli scostamenti.

La riconsegna si accompagna a un verbale e a una rilevazione dello stato d’uso. Le società raccomandano che il veicolo venga restituito pulito e in condizioni tali da rendere visibili eventuali danni per consentire una verifica attendibile. Se l’auto arriva sporca, con difetti difficilmente leggibili o con dotazioni incomplete, il rischio è che la contestazione si allarghi e che il margine di discussione del cliente si restringa. In questa cornice di regole, chi riconsegna un’auto senza aver fotografato in esterni, interni, pneumatici, cristalli, strumenti di bordo e chilometraggio si priva di una difesa.

Perizia preliminare: strumento per evitare sorprese

Per sapere come verrà giudicata la propria auto, una buona strada è programmare una perizia preliminare qualche settimana prima della scadenza oppure nel richiedere una verifica preventiva dello stato del mezzo. Questo passaggio consente di capire quali difetti rischiano di essere classificati come danni e di decidere.

Il vantaggio della perizia anticipata è anche strategico. Se un danno è coperto da una polizza kasko o da una garanzia accessoria attivata sul contratto, la sistemazione anticipata evita un addebito più severo alla chiusura. Se invece il danno è modesto e rientra nella normale usura, la verifica preventiva mette il cliente al riparo da riparazioni inutili.

E siccome non sempre il tariffario dei danni o il catalogo di riconsegna risultano intuitivi, è utile che gli standard di usura e di danno siano noti fin dall’inizio del rapporto o comunque consultabili in modo trasparente.

I casi più ricorrenti in cui il cliente resta esposto

Nella prassi di fine leasing, le contestazioni più frequenti si distribuiscono su un ventaglio molto più ampio. Ci sono i graffi profondi e le ammaccature, certo, ma anche i cristalli scheggiati, i cerchi segnati oltre tolleranza, i sedili macchiati o strappati, le plastiche interne deteriorate, gli pneumatici non conformi, gli accessori non riconsegnati e le chiavi mancanti.

C’è poi il capitolo del chilometraggio, che non coincide con la nozione di danno, ma interagisce con essa. Un’auto con percorrenza superiore a quella contrattualmente prevista può presentare un livello di consumo più accentuato, e questo incide sul giudizio dello stato del mezzo.

E poi, un foro, una bruciatura da sigaretta, una macchia permanente o un elemento interno rotto non hanno nulla di fisiologico, anche se occupano pochi centimetri. Lo stesso vale per componenti mancanti che paiono banali ma nel loro insieme abbassano il valore di rivendita del veicolo.

Cosa controllare prima di firmare e prima di restituire

Prima di firmare, bisogna leggere il canone, la durata e l’eventuale maxi-rata, ma anche tutto ciò che riguarda la riconsegna, gli standard di usura, le spese per danni oltre il normale utilizzo, la presenza di eventuali franchigie assicurative, le procedure di denuncia del sinistro e il contenuto delle guide di stato d’uso. Il costo vero del leasing può riemergere alla fine, sotto forma di conguaglio per difetti o mancanze che il cliente aveva sottovalutato.

Prima della restituzione conviene invece fare un controllo del veicolo. Bisogna verificare carrozzeria, cristalli, ruote, interni, dispositivi elettronici, spie, dotazioni, libretti, doppie chiavi e accessori consegnati all’origine. Occorre inoltre raccogliere prova degli eventuali interventi effettuati, delle denunce di sinistro presentate e delle riparazioni eseguite durante il contratto.

Sul piano pratico la verifica anticipata, magari accompagnata da un confronto con il proprio assicuratore o con l’officina che conosce il veicolo, permette di capire se convenga intervenire prima, denunciare un danno, attivare una copertura esistente oppure prepararsi a contestare un addebito ritenuto sproporzionato.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 04:00:12 +0000
News n. 22
Che auto guida Carlo Conti, il buon gusto della discrezione

Il successo non gli ha mai dato alla testa e lo si vede anche al volante. Nonostante sia da decenni una colonna portante dei palinsesti Rai, Carlo Conti preferisce farsi circondare da auto semplici, ben realizzate, pertinenti nel contesto urbano. Da uno come lui un po’ te lo aspetti, perché la sobrietà e l’eleganza sono il suo marchio di fabbrica in tutte le avventure televisive, fino all’ultimo Dalla strada al palco – Special, dove occupa la poltrona di giurato.

La signora delle citycar

In alcuni scatti “rubati” dai paparazzi, Carlo Conti appare accanto alla Smart ForTwo, la signora delle citycar, che ha rivoluzionato il modo di intendere gli spostamenti cittadini. Oltre alla 500 d’epoca, guidata il giorno del suo matrimonio con Francesca Vaccaro, il conduttore toscano si avvale di un’altra vettura semplice nell’anima, stregato dalla genialità di una cellula di sicurezza lunga meno di tre metri allo sfarzo di mezzi ingombranti.

Prodotta dal 1998 fino a marzo 2024, la Smart accoglie due persone in un abitacolo spazioso, sorprendentemente date le dimensioni ridottissime. La sua particolare architettura ospita motore e trazione posteriore, con un raggio di sterzata imbattibile e il muso cortissimo permette di conquistare parcheggi impossibili al di fuori della portata dei veicoli più ingombranti.

Tre generazioni distinte scandiscono la storia della piccola biposto. Pannelli in plastica e la celebre cellula Tridion a vista resero la prima serie un oggetto del desiderio, a dispetto di un cambio robotizzato piuttosto pigro. Il secondo atto ha allungato di poco il passo a 273 cm, così da migliorare sicurezza e abitabilità, senza mai perdere l’identità l’originaria, mai messa in discussione nemmeno dalla serie successiva, nata in collaborazione con Renault, la più richiesta sul mercato dell’usato, specie nelle motorizzazioni 1.0 aspirate o 0.9 turbo.

Canto del cigno (almeno fin qui, date le voci sul ritorno) di un modello mitico, il terzo capitolo guadagna larghezza maggiore e un raggio di sterzata imbattibile. L’ultima evoluzione culmina nella variante EQ, versione a zero emissioni dotata di propulsore da 60 kW e batteria da 17,6 kWh, perfetta per lo scatto fulmineo tra i semafori.

Dalla strada al palco – Special: un viaggio nell’arte

Mentre la sua auto ideale lo accompagna con discrezione nel quotidiano, la creatività di Carlo Conti continua a brillare in TV con il successo di Dalla strada al palco – Special. Il programma, nato proprio da un’idea del conduttore fiorentino, torna stasera, venerdì 24 aprile, su Rai Uno per celebrare l’arte autentica dei performer di strada. In questo terzo appuntamento i riflettori si accendono su performance imprevedibili, dove il ritmo della musica si intreccia con il brivido di evoluzioni acrobatiche al limite del possibile.

Ad accompagnare il racconto delle storie dei partecipanti troveremo i cosiddetti “passanti importanti”: oltre a Conti, saranno presenti Mara Venier, Nino Frassica e Bianca Guaccero, pronti a vestire i panni di giudici spontanei. Tra gli ospiti d’eccezione spiccano l’ironia di Enrico Brignano e l’energia di Rocco Hunt, il tutto scandito dal ritmo della band live diretta da Enrico Melozzi. La festa comincia alle 21.30 su Rai Uno, subito dopo Affari Tuoi: un viaggio nell’arte disponibile anche su RaiPlay.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 19:55:54 +0000
News n. 23
ORA 5, il SUV ibrido del marchio di GWM scommette sulla bellezza

Il palcoscenico dell’Auto China 2026, immerso nel tema “Future of Intelligenceâ€, ha visto brillare una stella particolarmente luminosa nel firmamento del Gruppo GWM: il marchio ORA. Non si tratta di una semplice divisione automobilistica, ma di un’idea che fonde l’estetica ricercata con le tecnologie più avanzate del colosso di Baoding. Durante l’evento, ORA ha ribadito con forza il proprio posizionamento come “Global Fashion Boutique Brandâ€, trasformando la presentazione dei nuovi modelli in un vero e proprio Fashion Show che ha saputo catturare l’attenzione di influencer e addetti ai lavori.

ORA 5 Hybrid: Il cuore tecnologico della “Boutique”

Al centro dell’esposizione di GWM, nella posizione stand B5, la GWM ORA 5 Hybrid Edition si è imposta come il modello di riferimento per chi cerca un equilibrio perfetto tra eleganza urbana e prestazioni sostenibili. La vettura non è solo un esercizio di stile, ma un concentrato di ingegneria d’avanguardia basato sulla logica collaborativa di una rete neurale. Grazie a un’architettura innovativa a doppia velocità con trazione diretta, la ORA 5 è in grado di gestire in autonomia la commutazione intelligente tra tre fonti di energia e sei modalità di guida tramite l’uso dell’intelligenza artificiale.

Questa gestione neurale rende l’efficienza e la fluidità uno standard in ogni scenario di guida. I dati tecnici confermano l’efficacia di questa architettura: nel traffico cittadino più intenso, la ORA 5 Hybrid fa segnare consumi record di appena 4,5 litri per 100 km. Grazie a un’efficienza di sistema del 45,2%, che supera significativamente la concorrenza, l’auto garantisce un’autonomia straordinaria che supera i 1.100 chilometri con un pieno, eliminando di fatto ogni ansia da ricarica per i lunghi viaggi.

Prestazioni e fluidità: potenza in kW e CV

Nonostante l’anima ibrida, l’esperienza di guida promessa dalla ORA 5 è estremamente reattiva e paragonabile a quella di un veicolo elettrico premium. Il sistema eroga una potenza totale di 166 kW, che corrispondono a circa 226 CV, garantendo una risposta immediata e senza ritardi. Lo scatto è bruciante per la categoria: la vettura copre lo 0-50 km/h in soli 3,2 secondi, raggiungendo i 100 km/h da ferma in 7,7 secondi.

Il segreto di questa reattività risiede nel cuore pulsante dell’architettura ibrida intelligente, composta da un motore 1.5T dedicato all’ibrido, un modulo di trazione altamente integrato e un pacco batteria ad alta potenza. La fluidità è garantita dalla coordinazione millimetrica tra i due motori, supportata da un sistema di compensazione intelligente della coppia durante i cambi di marcia, rendendo l’erogazione della potenza continua e raffinata.

Qualità certificata e visione futura

Il marchio ORA a Pechino non si è limitato alla sola tecnologia di propulsione. GWM ha voluto sottolineare l’affidabilità dei propri prodotti, ricordando come, nel febbraio 2026, la ORA 03 abbia ottenuto il prestigioso rating Platinum (cinque stelle) CA-CAP per i test di corrosione e durabilità. Questo riconoscimento conferma che la ricercatezza estetica del brand è supportata da una robustezza costruttiva di altissimo livello.

Guardando avanti, il futuro di ORA appare ancora più dinamico e orientato verso una clientela globale. Durante il Salone di Pechino, il brand ha offerto un’anteprima della sua futura gamma di prodotti sportivi fashion, suggerendo che l’eleganza che contraddistingue i modelli attuali verrà presto declinata in varianti più prestazionali e dal carattere spiccatamente sportivo. Con oltre 16 milioni di utenti globali alle spalle del Gruppo GWM e una rete di vendita in continua espansione che conta oltre 1.500 punti all’estero, ORA si candida a diventare il punto di riferimento per una mobilità che non vuole rinunciare né all’intelligenza tecnologica né al calore di un design d’autore.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 15:00:01 +0000
News n. 24
Volkswagen, quattro anteprime mondiali a Pechino: auto sempre più intelligenti

La notte di Pechino si illumina di una luce nuova, quella di un’offensiva tecnologica senza precedenti. In occasione della VW Group Night, svoltasi alla vigilia dell’Auto China 2026, il Gruppo Volkswagen ha svelato la sua strategia per il mercato cinese: un piano imponente che prevede il lancio di 30 modelli elettrificati entro il 2027, destinati a diventare 50 entro il 2030.

Questa narrazione non parla solo di numeri, ma di una metamorfosi profonda che vede l’integrazione di intelligenza artificiale, guida autonoma e partnership locali strategiche. Al centro di questo palcoscenico, quattro modelli emergono come simboli di una nuova era.

ID.Aura T6: la compatta che guarda al futuro

La prima protagonista di questa rivoluzione è la ID.Aura T6, realizzata dalla joint venture FAW-Volkswagen. Si tratta di un SUV elettrico di dimensioni compatte molto atteso, che segna il debutto dell’inedita famiglia ID.Aura. La sua essenza risiede nella China Electronic Architecture (CEA), una piattaforma avanzata sviluppata specificamente per il mercato locale.

Questa base tecnologica non è solo una struttura meccanica, ma un ecosistema digitale che consente aggiornamenti continui over-the-air e funzionalità di guida assistita di livello 2. Esteticamente, il veicolo promette un’integrazione fluida tra hardware e software, preparando il terreno per le tecnologie che vedremo nella seconda metà dell’anno.

ID.Unyx 09: l’ammiraglia intelligente

Accanto al SUV compatto, Volkswagen Anhui ha presentato la ID.Unyx 09, un modello già prossimo alla produzione che sposta l’asticella verso l’alto. Parliamo di una berlina elettrica imponente, lunga ben 5 metri, che combina eleganza e potenza di calcolo. La ID.Unyx 09 è concepita come un salotto digitale itinerante: è dotata di un sistema di calcolo ad alte prestazioni e di un assistente AI che funge da interfaccia intelligente tra uomo e macchina. Anche qui, la sicurezza è garantita da sistemi di assistenza alla guida di livello 2, ma la vera differenza la fa l’interazione naturale con l’utente, rendendo ogni viaggio un’esperienza personalizzata.

Jetta X: l’elettrico per tutti, con stile

Il Gruppo non dimentica il valore dell’accessibilità e lo fa attraverso il marchio Jetta, che punta a mantenere la sua leadership anche nell’era elettrica. La concept car Jetta X introduce un nuovo linguaggio di design e un logo aggiornato, segnando una direzione inedita per il brand. L’obiettivo è ambizioso: lanciare quattro modelli a batteria entro il 2028, con il primo debutto previsto già entro la fine di quest’anno. La Jetta X vuole proporsi come una scelta “intelligente e affidabile” per consumatori di ogni età, dimostrando che il lusso tecnologico e la praticità possono coesistere a prezzi competitivi.

Audi E7X: il vertice della performance premium

Infine, il marchio dei quattro anelli ha presentato l’Audi E7X, il primo SUV premium a batteria sviluppato esclusivamente per il mercato cinese in collaborazione con SAIC. Basato sulla Advanced Digitized Platform, questo SUV di grandi dimensioni incarna la dinamica di guida tipica di Audi, esaltata dalla trazione integrale quattro. Le prestazioni sono di assoluto livello, con varianti di motorizzazione che offrono potenze di sistema di 300 o 500 kW. Ma il vero primato della E7X è tecnologico: segnerà infatti il debutto mondiale e locale della guida automatizzata di livello 3 per Audi.

Oltre il metallo: L’Agente AI

Tutti questi modelli saranno unificati da una visione comune: la Agentic AI for All. Entro la seconda metà dell’anno, i veicoli basati sulla piattaforma CEA integreranno un agente AI di bordo basato su modelli linguistici di grandi dimensioni. A differenza dei comuni assistenti vocali, questo sistema è in grado di prendere decisioni contestuali e compiere azioni complesse attraverso una conversazione naturale, mantenendo però i dati al sicuro all’interno del veicolo. È il primo passo verso il 2027, quando l’architettura CEA 2.0 unificherà definitivamente l’esperienza di guida e la vita a bordo in un unico, potente sistema intelligente.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 14:09:12 +0000
News n. 25
QJMotor SRT 450 RX, arriva in Italia la crossover cinese a un prezzo competitivo

La gamma adventure di QJMotor si amplia con l’arrivo di SRT 450 RX, una proposta di media cilindrata pensata per un utilizzo trasversale tra città, viaggi e percorsi sterrati. Il nuovo modello punta su una dotazione di serie notevolmente accessoriata, rivolgendosi a chi cerca una soluzione equilibrata anche in ottica della patente A2.

Il progetto punta su un posizionamento competitivo sul mercato delle crossover, sempre più affollato per la presenza numerose rivali, con un prezzo che parte da meno di 5.800 euro. Tra gli elementi chiave figurano il motore bicilindrico, componentistica all’avanguardia, leggerezza e versatilità.

Design, motore e ciclistica

Il design di QJMotor SRT 450 RX richiama il mondo adventure, con un frontale alto in stile enduro e soluzioni come le protezioni laterali e del motore, pensate per limitare i danni in caso di contatti. La dotazione di serie prevede il parafango anteriore basso, mentre tra gli optional è disponibile il parafango anteriore alto, più adatto a un utilizzo su fondi non asfaltati.

Sotto il serbatoio da 18 litri è presente un motore bicilindrico parallelo da 449,5 cc, capace di erogare 48 CV a 9.500 giri/min e 41 Nm di coppia a 8.000 giri. Valori in linea con i limiti previsti per la patente A2. La dotazione comprende il controllo di trazione di serie, utile per affrontare fondi a bassa aderenza con maggiore sicurezza.

La struttura è basata su un telaio in acciaio abbinato a un forcellone in alluminio. La sella è posizionata a 835 mm da terra, mentre il peso dichiarato a secco è di 166 kg. Le ruote a raggi adottano cerchi da 21 pollici all’anteriore e 18 pollici al posteriore, configurazione tipica per un utilizzo anche su percorsi sterrati.

Le sospensioni sono fornite da Marzocchi, con forcella anteriore regolabile da 200 mm di escursione e mono posteriore regolabile. L’impianto frenante è firmato Brembo, con disco anteriore da 320 mm e pinza radiale a quattro pistoncini, affiancato da un disco posteriore da 240 mm. L’ABS è di serie ed è disinseribile al posteriore.

Dotazioni, tecnologia e prezzo

La dotazione di serie di QJMotor SRT 450 RX comprende una strumentazione digitale con display TFT da 5 pollici, connettività Bluetooth e sistema di mirroring per la navigazione tramite smartphone. Il quadro è completato dalla presenza di una presa USB per la ricarica dei dispositivi.

L’illuminazione è full LED, mentre tra gli elementi dedicati al comfort sono presenti manopole e sella riscaldabili, oltre al parabrezza regolabile. Si tratta di soluzioni incluse nella dotazione, mentre su altri modelli concorrenti sono spesso disponibili come optional. A pagamento è invece proposto il set di valigie in alluminio, composto da due laterali e un top case da 45 litri.

QJMotor SRT 450 RX è proposta a un prezzo di 5.790 euro franco concessionario. Il modello è disponibile nelle colorazioni Red/Grey e Shiny Black ed è già in distribuzione in tutta la rete ufficiale italiana.

Occhio alla concorrenza

Nel segmento delle crossover di media cilindrata per patente A2 la concorrenza è in costante crescita, con diversi modelli già presenti sul mercato. Tra questi figurano CFMoto 450MT, Royal Enfield Himalayan 450, BMW F 450 GS, Kawasaki KLE 500 e KTM 390 Adventure R. Si tratta di un contesto affollato, in cui le caratteristiche tecniche e la versatilità rappresentano elementi centrali nella scelta.

In questo scenario, la proposta di QJMotor si distingue soprattutto per il prezzo, che si posiziona su un livello competitivo rispetto ai principali rivali. Un aspetto che, insieme alla dotazione di serie, contribuisce a rendere SRT 450 RX una delle opzioni da considerare all’interno della categoria.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 12:23:54 +0000


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