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Avete in programma un viaggio in auto verso la Francia, la Spagna o la Germania? Fareste meglio a ripassare le regole di circolazione europee. Tra i segnali classici a cui siamo abituati, un nuovo cartello stradale sta mandando in confusione migliaia di automobilisti: ritrae un rombo bianco su sfondo blu e indica che la corsia è riservata. Se la occupate senza averne diritto, potete alleggerire il portafogli in pochi secondi.
Sebbene nel Vecchio Continente rappresenti una novità , il simbolo è presente da decenni oltreoceano, negli Stati Uniti e nel Canada, dove il “diamond” definisce le cosiddette corsie HOV (High Occupancuy Vehicle), che ora pure l’Europa vede di introdurre allo scopo di contrastare il traffico e l’inquinamento, problemi quantomai attuali.
La regola d’oro del cartello è semplice: l’accesso alla corsia (solitamente quella sinistra) è limitato ai cosiddetti “veicoli ad alta occupazione”. Nella definizione rientrano:
Ovviamente, i mezzi di soccorso e le Forze dell’Ordine sono sempre esentati. E prestate bene attenzione perché se il rombo appare su un pannello luminoso, la limitazione è circoscritta a quando la luce è accesa. In altri casi, la restrizione può essere, invece, valida solo in determinate fasce orarie, quelle di punta, per snellire l’ingresso nelle grandi metropoli.
La confusione degli automobilisti sta alimentando i bilanci statali di mezza Europa. In Francia, dove la fase sperimentale è ormai conclusa, la presenza del nuovo cartello stradale per le corsie HOV è capillare e la sanzione per chi viaggia da solo nella corsia tocca i 135 euro,
Ancora più severa la Spagna, che sta investendo molto nella formazione degli utenti proprio a causa dell’alto numero di violazioni: qui la multa può arrivare a 200 euro. E non sperate di farla franca se non vedete pattuglie: sopra queste corsie vengono installate telecamere ad alta risoluzione dotate di intelligenza artificiale, capaci di “contare” quante persone ci sono nell’abitacolo e di leggere i bollini ambientali sul parabrezza.
Anche se le istituzioni italiane non hanno ancora ufficialmente introdotto il “rombo” nel nostro Codice della Strada, il debutto pare ormai imminente. Schiacciata sotto il peso del traffico e delle emissioni di anidride carbonica, l’Italia vede nelle corsie HOV una soluzione strategica. Da un lato promette di incentivare il carpooling (evitando che migliaia di auto entrino in città con un unico conducente a bordo), dall’altro potrebbe spingere l’acquisto di veicoli ecologici. Insomma, il rombo bianco sta per diventare il nuovo incubo — o la nuova risorsa — dei pendolari italiani: meglio imparare a conoscerlo subito per evitare brutte sorprese al rientro dalle vacanze o durante i futuri spostamenti urbani.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 13:51:46 +0000
Il 12 marzo 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diversi rallentamenti, sia per condizioni meteo avverse sia per incidenti e interventi di sicurezza. Nella giornata si segnala una coda importante per una safety car tra Sesto San Giovanni e Cormano sulla A4 in direzione Torino e rallentamenti per veicoli in avaria sulla A1 in direzione Firenze e Napoli.
13:55 – Tra Firenzuola e Aglio km 255
Traffico Rallentato per veicolo fermo o avaria
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 32.966 al chilometro 28.0 per una lunghezza di 4.966 km.
13:54 – Tra Aglio km 255 e Barberino di Mugello
Traffico Rallentato per veicolo fermo o avaria
Direzione Napoli
13:35 – Nodo A1/Acerra-Afragola e Bivio A1 nord/Diramazione Capodichino
Pioggia che può rallentare la circolazione
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata è lunga 1.2 km dal chilometro 754.3 al chilometro 753.1.
13:05 – Tra Ceprano e Cassino
Pioggia intensa
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta copre dal chilometro 669.9 al chilometro 642.0 per 27.9 km.
12:34 – Tra Chiusi e Ceprano
Pioggia persistente
Direzione in entrambe le direzioni
La lunghezza del tratto è di 215.7 km dal chilometro 633.3 al chilometro 417.6.
13:33 – Tra Bivio A10/Inizio Complanare Savona e Celle Ligure
Coda di 4 km per lavori
Direzione Genova
Il tratto interessato si estende dal chilometro 33.8 al chilometro 40.0 per una lunghezza di 6.2 km.
13:55 – Tra Occhiobello e Altedo
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Bologna
La coda interessa un tratto di 9 km dal chilometro 33.0 al chilometro 42.0.
13:44 – Tra Bivio Bari Zona Industriale e Bivio Bari Zona Industriale/SS96
Traffico rallentato per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Bari
La tratta è lunga 0.8 km.
13:19 – Tra Grottammare e Pedaso
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
Il tratto interessato va dal chilometro 290.7 al chilometro 296.0 per una lunghezza di 5.3 km.
12:47 – Tra Cattolica e Fano
Pioggia persistente
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta copre 29.1 km dal chilometro 173.3 al chilometro 144.2.
13:32 – Area di servizio Ofanto nord
Servizi igienici e bar non disponibili per interruzione erogazione idrica
Direzione Napoli
14:00 – Tra Castel Madama e Carsoli-Oricola
Temporali con visibilità 80 metri
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta si estende per 26.623 km dal chilometro 50.633 al chilometro 24.01.
13:59 – Tra Vicovaro-Mandela e Carsoli-Oricola
Traffico rallentato per incidente
Direzione Superstrada Teramo Mare
13:49 – Tra Via Togliatti e Inizio Complanare
Code a tratti per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
La coda si estende dal chilometro 2.2 al chilometro 3.5 per una lunghezza di 1.3 km.
13:23 – Tra Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.
13:23 – Tra Grande Raccordo Anulare e San Gabriele-Colledara
Pioggia persistente
Direzione in entrambe le direzioni
La lunghezza del tratto è di 136.315 km.
13:26 – Tra Cocullo e Pratola Peligna-Sulmona
Pioggia persistente
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa un tratto di 15.2 km dal chilometro 136.8 al chilometro 121.6.
14:03 – Tra Sesto San Giovanni e Cormano
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Torino
La coda copre dal chilometro 133.0 al chilometro 136.0 per 3 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 13:08:00 +0000Ferrari continua a scolpire i flussi della SF-26 con due inedite appendici micro-aerodinamiche sull’Halo. Ma l’osservato speciale del weekend è il debutto dell’ala ribaltabile ‘Macarena’, così ribattezzata da lo stesso Frederic Vasseur. Sgombriamo il campo dalle inesattezze che circolano: ecco come funziona davvero e quali vantaggi la Ferrari spera di ottenere.
Il Circus sbarca in Cina per il secondo appuntamento del mondiale, affrontando un tracciato le cui caratteristiche divergono nettamente da quelle di Melbourne. Sulla carta, i lunghi rettilinei di Shanghai dovrebbero sposarsi meglio con le necessità di gestione energetica della Ferrari. Analizzando a fondo il comportamento della SF-26 nelle scorse settimane c’è qualcosa da dire.
I pregi e i difetti del progetto di Maranello sono apparsi cristallini. Il tallone d’Achille resta la top speed sui rettifili principali. Questo gap velocistico, come abbiamo appurato, è figlio di un’erogazione troppo aggressiva da parte del motogeneratore MGU-K, che esaurisce prematuramente l’energia ibrida. È una criticità transitoria che penalizza ferocemente la monoposto nel giro secco in qualifica.
Al contrario, tende a sfumare sulla distanza dei 300 chilometri che si percorrono alla domenica. All’interno di questo scenario si innesta il tanto chiacchierato debutto della specifica “Macarena”. L’obiettivo degli ingegneri è chiaro: sfruttare una rotazione estrema e simultanea dei flap mobili per abbattere il delta velocistico che attualmente separa la Rossa dalla Mercedes. O per lo meno limarlo.
Per comprendere la reale portata di questa soluzione, è fondamentale fare un minimo di chiarezza s alcuni concetti tecnici. Partiamo da un dato di fatto: in fase di attivazione, l’ala si ribalta del tutto. Il bordo d’attacco si trasforma in bordo d’uscita e viceversa. Lavorando letteralmente “sottosopra”, l’elemento non è fisicamente in grado di generare lift (portanza).
È plausibile che si inneschi una sovrappressione sul nuovo “ventre” dell’ala, generando una spinta verticale verso l’alto che alleggerisce il retrotreno. Tuttavia, questo fenomeno non regala alcuna top speed extra. Al contrario, alzando il posteriore si andrebbe ad ampliare la sezione frontale della SF-26, peggiorando la penetrazione aerodinamica.
La verità è che l’ala Macarena è studiata per interfacciarsi con i flussi estratti dal diffusore e con l’appendice aerodinamica dello scarico a soffiaggio variabile. Bisogna quindi lasciar perdere le teorie fantasiose che circolano in reste durante gli ultimi giorni, secondo cui sollevare il posteriore servirebbe a variare l’incidenza del diffusore fino a farlo stallare.
Lo stallo del fondo è una fatto di fluidodinamica complesso, impossibile da innescare con variazioni di altezza così marginali (altrimenti assisteremmo a stalli continui a ogni sobbalzo). Il vero scopo della Macarena è “sporcare” deliberatamente l‘efficienza del diffusore, andando a strozzare l’estrazione dal fondo per cercare di limawitte di netto la resistenza indotta.
Sul potenziale cronometrico netto di questo aggiornamento pende ancora un punto interrogativo. Per avere un quadro ingegneristico accurato bisognerà attendere i primissimi riscontri telemetrici delle FP1 di Shanghai. D’altronde, la brevissima apparizione di questo pacchetto sulla monoposto di Hamilton durante i test in Bahrain aveva il solo scopo di validare la cinematica del sistema.
Far ruotare un’intera struttura alare sottoposta a carichi aerodinamici importanti è una sfida meccanica di altissimo livello. Volendo tracciare un’analisi qualitativa della curva del drag durante l’apertura, il confronto con un’ala standard è illuminante. La fase 1 (innesco) è sovrapponibile. Le differenze emergono nella fase 2, quella transitoria.
In questo caso la soluzione Macarena accusa un picco di drag istantaneo leggermente superiore. Il vero vantaggio si concretizza però nella fase 3, quella di stabilizzazione aerodinamica: qui l’abbattimento della resistenza all’avanzamento è drasticamente superiore rispetto a un dispositivo DRS convenzionale. Ora la palla passa alla pista per le conferme definitive.
Sfruttando al millimetro i volumi concessi dal box normativo della FIA, lo staff tecnico della Rossa ha introdotto una raffinata micro-soluzione aerodinamica. Proprio nella zona antistante l’abitacolo, a ridosso del casco del pilota, hanno fatto la loro comparsa due inediti profili alari in miniatura. Dalle primissime ispezioni visive, queste appendici sembrano vantare una corda non trascurabile.
Lo studio di questa soluzione rivela una natura ambivalente. Trattandosi di superfici alari a tutti gli effetti, il loro compito comprende anche il generare una quota di carico verticale localizzato. Tuttavia, i valori di spinta verticale sono per forza di cose marginali. Il vero scopo ingegneristico risiede nella gestione dei flussi: la funzione primaria di queste “halo wings” è quella di innescare un effetto upwash.
Deviando la massa d’aria verso l’alto i profili assolvono a un duplice compito: da un lato massimizzano l’alimentazione dell’airbox, dall’altro creano uno scudo aerodinamico che abbatte il drag generato dall’impatto dell’aria contro il casco. Nel box di Maranello si sta lavorando di fino, consapevoli che limare anche piccoli dettagli può fare la differenza in pista.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 12:30:14 +0000L’arrivo di Marc Marquez nella famiglia Ducati ha stravolto degli equilibri. Lo spagnolo ha rappresentato la scelta sportiva più comoda per vincere nell’immediato, ma ha creato delle fratture nel programma di italianità ideato da Valentino Rossi. Per anni Pecco Bagnaia, esponente più vincente dell’Academy VR46, era stato protetto dalla squadra ufficiale di Borgo Panigale e nei piani c’era la possibilità di premiare anche Marco Bezzecchi, attuale leader dell’Aprilia.
Per promuovere dal team Gresini Racing Marc Marquez, la Ducati ha rinunciato in un colpo solo a Jorge Martin, campione del mondo 2024, e a due talenti italiani, come Bastianini e Bezzecchi. Se la decisione di Dall’Igna e Tardozzi ha portato risultati importanti nel 2025, già quest’anno, complici le scarse condizioni fisiche del numero 93, potrebbero registrarsi effetti negativi. Dopo l’uscita di scena del team satellite Pramac, la Casa di Borgo Panigale è rimasta con 6 moto complessive in griglia. Il team di Valentino Rossi aveva chiesto due Desmosedici GP25 ufficiali, ma alla fine solo Di Giannantonio era stato accontentato nella passata stagione. Dati gli scarsi risultati in pista dei piloti del team Pertamina Enduro VR46, i vertici della Ducati hanno deciso di premiare la squadra satellite Gresini Racing nel 2026, dando in dote al vice campione del mondo Alex Marquez una Desmosedici GP26.
Non solo il Dottore ha visto da spettatore non pagante Marc Marquez eguagliarlo sul tetto del mondo per la nona volta, ma ha interpretato le volontà del management del brand emiliano come un affronto. La Ducati avrebbe potuto continuare a investire sui prospetti italiani della scuola del Dottore, ma ha creato una spaccatura che ha spinto Bezzecchi prima e Bagnaia a breve a cedere alle avance di Aprilia. La Casa di Noale sarebbe vicinissima a mettere sotto contratto per 4 anni il rider torinese. Sulla Rossa dovrebbe arrivare Pedro Acosta, enfant prodige spagnolo della KTM.
Per fronteggiare l’armata iberica del 2027 scelta da Ducati, Valentino Rossi ha aperto un dialogo con i rivali di Aprilia. In vista di un cambio di regolamento epocale, il manager Uccio Salucci, storico braccio destro del centauro di Tavullia, ha confessato di aver chiacchierato con Rivola, amministratore delegato della Casa di Noale. La squadra di Tavullia è cliente Ducati fin da quando ha fatto il suo debutto in top class nel 2022. Lo strapotere tecnico delle Desmosedici le ha permesso di diventare una struttura in grado di raggiungere traguardi top, grazie all’attuale alfiere di punta dell’Aprilia Marco Bezzecchi.
Con il contratto in scadenza a fine 2026, i rumor avevano parlato di un possibile cambio produttore per la squadra di Valentino Rossi. Quest’ultimo rimane brand ambassador della Yamaha, ma a causa delle difficoltà tecniche della M1, ha preferito ascoltare la proposta di Aprilia. Il team director della VR46, Uccio Salucci, in una chiacchierata con i colleghi di Motorsport.com ha annunciato:
“Abbiamo parlato un po’ con Aprilia perché volevano parlare con noi e noi siamo dei gentlemen. Conosco Massimo Rivola da moltissimi anni. Quando Valentino ha provato la Formula 1 con la Ferrari, Massimo Rivola ha gestito la situazione nel 2004, 22 anni fa. Conosco Massimo; è una brava persona e un ottimo manager. Abbiamo parlato un paio di volte, due o tre, perché no? Ma non ho mai pensato di cambiare e lasciare la Ducatiâ€.
Nonostante i dialoghi con la Casa di Noale, a breve il team VR46 dovrebbe preferire non lasciare la strada vecchia per quella nuova. Ducati ha fornito ben otto moto sulla griglia di partenza fino al 2024 ed è interessata a conservarne sei nel 2027, rinnovando la fiducia a Valentino Rossi.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 11:39:50 +0000In un momento di grande incertezza a causa della guerra tra Usa e Iran che sta coinvolgendo tantissimi Stati, in Senato l’appello è alla coesione nazionale. Giorgia Meloni ha minacciato di tassare chi sfrutta la crisi per avvantaggiarsi sui rialzi dei prezzi carburanti. Il problema resta la dipendenza dai mercati stranieri, quando il prezzo dei distributori cresce si tende a incolpare i gestori delle stazioni di servizio che sono l’ultimo passaggio di una catena economica molto vasta e complessa.
Per chi gestisce una pompa in Italia il margine di guadagno è molto ridotto e rimane fisso: pochi centesimi al litro non fanno la differenza, anche quando il prezzo del carburante schizza alle stelle. Gli esborsi dei clienti, invece, dipendono dal costo del petrolio, dalle spese di raffinazione e di trasporto, dai margini delle compagnie energetiche e per lo più dalle imposte. La pressione fiscale in Italia è elevatissima e il tutto si traduce in un sistema che tende a portare nelle casse dello Stato automaticamente più IVA, mentre i gestori degli impianti non necessariamente traggono un vantaggio tangibile dall’aumento dei prezzi. Un sistema farraginoso che rende insostenibile la vita degli automobilisti e dei trasportatori che ogni giorno per lavoro sono costretti a invadere le strade del Belpaese.
Giorgia Meloni ha spiegato che c’è un impegno massimo per evitare ulteriori danni economici determinati dalla crisi. Sono stati predisposti strumenti di monitoraggio sull’andamento dei prezzi per combattere i fenomeni speculativi che stanno aggravando la situazione. Il Governo si impegna a monitorare se vi saranno aumenti ingiustificati dei prezzi, soprattutto presso le pompe e nei supermercati circa i generi alimentari. In particolare sui carburanti si sta valutando il meccanismo delle accise mobili e la Premier ha spiegato:
“Non abbiamo aumentato le accise ma allineato le accise tra diesel e benzina rispettando un impegno assunto dal Governo precedente, per farlo avevamo tre strade. Abbiamo scelto di allinearle a metà strada, di aumentare le accise sul diesel che è più inquinante e di diminuirle su quella meno inquinanteâ€.
Con le accise mobili quando il prezzo di benzina e diesel aumenta lo Stato incassa automaticamente di più dall’IVA, perché questa imposta è calcolata in percentuale sul prezzo finale, ma utilizza l’eccedenza per abbassare le accise. L’intervento di Giorgia Meloni in aula, in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, è rilevante per una mitigazione immediata all’impennata dei prezzi dei carburanti. Per valutare se l’aumento troverà una certa stabilità occorrerà attendere una settimana. Il Governo almeno è pronto a innalzare le tasse per chi specula nel pieno di una crisi con pochi precedenti storici.
Il Governo ha varato di recente un decreto per ridurre in modo strutturale il prezzo dell’energia per imprese e famiglie. Un’iniziativa inedita che è stato accolta con positività dalla filiera produttiva. Al Consiglio europeo Giorgia Meloni chiederà la sospensione dell’Ets sul termoelettrico. Il coordinamento strategico per sostenere i Paesi del Golfo e difendere Cipro va valutato in connessione con la delicata situazione dello Stretto di Hormuz.
Per ora l’Italia preferisce un approccio cauto sullo schieramento di navi. I rischi di essere coinvolti direttamente nel conflitto sarebbero altissimi. In queste ore, infine, c’è un dibattito aperto su quali strumenti impiegare per difendere la libertà di navigazione, rispettando anche gli storici legami con Stati Uniti.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 10:21:05 +0000La Formula 1 ha iniziato il suo nuovo viaggio, tra duelli avvincenti e polemiche, a Melbourne. Come di consueto la sfida si è consumata tra i top team con una super Mercedes, doppietta al debutto per Russell e Antonelli, davanti alle Ferrari di Leclerc e Hamilton. Più attardata la McLaren del campione del mondo Norris e la Red Bull Racing di Verstappen, autore di un GP d’Australia in rimonta dopo un problema in qualifica. La W17 è stata nettamente la migliore monoposto in griglia, riuscendo a dettare un ritmo impareggiabile dalle dirette inseguitrici. La Ferrari è parsa l’unica monoposto in pista capace di fronteggiare lo strapotere tecnico delle Frecce d’Argento.
Le SF-26, complice anche la Sprint Race e il parco aperto, potrebbero lanciare le innovative ali posteriori che si girano di 180°. L’ala Macarena, come è stata battezzata da Vasseur, dovrebbe garantire velocità di punta più alte. Il format delle gare brevi, che Liberty Media vorrebbe allargare a più di 6 GP stagionali in futuro, offrirà al venerdì una singola sessione di prove libere. Questo programma, soprattutto con vetture ancora tutte da scoprire, designerà una griglia di partenza della gara Sprint imprevedibile. Sabato, oltre alla SR, si svolgerà poi la qualifica vera e propria che assegnerà la pole position e definirà lo schieramento di partenza per il GP che si correrà domenica.
Il Circuito Internazionale di Shanghai (5.451 metri) conta 16 curve e potrebbe esaltare le caratteristiche della SF-26. Il tracciato è molto tecnico, caratterizzato da un lungo rettilineo di oltre 1,2 km, curve ad alta velocità e un primo settore entusiasmante dove non mancheranno le battaglie. Richiede un alto carico aerodinamico e una buona gestione delle mescole. Sia Ferrari che Mercedes hanno dimostrato di non consumare in modo eccessivo le gomme e sono le favorite assolute. L’unico momento di gloria del 2025 di Hamilton al volante della Rossa è arrivato proprio in Cina con il successo nella Sprint Race.
La classifica all-time delle vittorie nelle gare brevi vede nettamente al comando Max Verstappen. L’olandese ha conquistato 13 successi, davanti a Norris e Piastri fermi a quota 3. Bottas, tornato in griglia con Cadillac, ha celebrato due trionfi, mentre il suo compagno di squadra, Sergio Perez, ne ha vinta una. George Russell, leader della classifica, e Lewis Hamilton ne contano una a testa in carriera. Per l’anglocaraibico, soddisfatto dei progressi tecnici della nuova monoposto del Cavallino, sarà l’occasione per tornare finalmente sul podio. Fari puntati anche su Charles Leclerc, ancora a secco nelle SR e apparso in formissima nella prima uscita di Melbourne.
Per i fan italiani la sveglia suonerà nuovamente presto nel weekend. Il Gran Premio di Cina verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport F1 (anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su NOW. Sono previsti 56 giri. TV8 offrirà in differita l’evento. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni di Sky Sport:
Venerdì 13 marzo
Sabato 14 marzo
Domenica 15 marzo
Honda ha presentato un’importante novità alla recente edizione di Motodays, tenutasi a Roma dal 6 all’8 marzo. La CRF300L Red Edition amplia l’offerta del costruttore giapponese nel segmento off-road grazie a un progetto sviluppato con RedMoto, che migliora le prestazioni fuoristrada senza rinunciare alla versatilità . Oltre alla nuova dual sport, la presenza del marchio è stata arricchita anche da una serie limitata dedicata agli scooter SH125i e SH150i, proposti con una livrea speciale ispirata alla tradizione sportiva HRC, pensata per gli appassionati della gamma urbana.
La nuova omologazione è tra gli elementi centrali di CRF300L Red Edition, che consente di montare pneumatici dual e da fuoristrada nelle principali misure: 90/90-21 all’anteriore e fino a 140/80-18 al posteriore. Questa flessibilità permette di adottare coperture enduro o rally, ampliando il raggio d’impiego della moto. Gli interventi sulla ciclistica sono significativi: la forcella è ora dotata di cartucce con sistema idraulico evoluto, tubi trattati al DLC nero e pistoni da 20 mm con passaggi olio maggiorati, con regolazioni complete di compressione, estensione e precarico. Al posteriore lavora il nuovo ammortizzatore Öhlins 46 HRC, regolabile in compressione ed estensione, pensato per garantire massimo controllo e stabilità .
La protezione del veicolo è affidata alla piastra paramotore AXP, che si estende fino al leveraggio del forcellone, mentre la catena è protetta da un paracatena rinforzato. Di serie sono montati pneumatici Pirelli MT21 RallyCross nelle misure 90/90-21 e 120/80-18, adatti a un utilizzo misto. Il codino portatarga, leggero e robusto, si integra con il nuovo silenziatore, mentre la grafica racing e le protezioni telaio Vibram completano il pacchetto, migliorando durata e grip a contatto con lo stivale.
Per l’utilizzo esclusivamente racing, sono disponibili componenti ad alte prestazioni non omologati per la strada, tra cui l’impianto di scarico completo SC-Project con silenziatore in titanio e fondello in carbonio, e la centralina UpMap gestibile tramite app e Bluetooth per caricare mappe dedicate. Grazie a questi interventi, il motore monocilindrico di 286 cc guadagna potenza e coppia rispetto alla versione standard, offrendo un’erogazione più brillante e una spinta maggiore ai medi regimi. La Red Edition sarà disponibile su ordinazione a partire da maggio 2026, al prezzo di 7.990 euro (IVA inclusa).
Per i motociclisti più specialistici nasce la Red Edition EVO, che conserva la base tecnica della Red Edition arricchita con componenti dedicati alla guida racing. Tra le novità ci sono pedane in Ergal ricavate dal pieno, più ampie e stabili, tubi radiatore siliconici blu ispirati alle competizioni, tappi e minuteria in alluminio anodizzato rosso, corona bimetallo per maggiore durata e leggerezza, cruna catena rinforzata e manubrio in alluminio con paracolpi e manopole racing. Questa versione rappresenta la scelta ideale per i piloti esperti che cercano performance superiori, robustezza e attenzione ai dettagli tecnici. Questa versione sarà anch’essa ordinabile a maggio 2026, tuttavia con un prezzo di partenza di 8.590 euro (IVA inclusa).
Accanto alle novità off-road, Honda ha presentato a Motodays 2026 la nuova colorazione speciale HRC per gli SH125i e SH150i 2026, declinazione sportiva degli scooter più venduti d’Italia, che nel 2025 hanno superato complessivamente 29.000 immatricolazioni. La versione HRC adotta carene decorate con la celebre livrea ‘Tricolour’, la stessa palette cromatica dei modelli simbolo come la CBR1000RR-R Fireblade, richiamando la tradizione sportiva Honda sulle piste di tutto il mondo.

Come tutta la famiglia SH, anche questa serie speciale è prodotta nello stabilimento di Atessa, unica fabbrica europea Honda, riconosciuta per qualità e capacità produttiva. La famiglia HRC diventa così un tributo all’artigianalità e al know-how italiano, unendo tecnologia Honda e stile tipicamente nazionale. La produzione sarà limitata a 500 esemplari numerati, con carene coperte fino a sei anni di garanzia e disponibilità dei ricambi, garantendo la possibilità di riparazione o sostituzione dei componenti specifici marchiati HRC.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 08:51:09 +0000Salvini promette un provvedimento anti-evasione entro l’estate che vada a regolare il fenomeno che sta dilagando in Italia negli ultimi anni. Tutti i conducenti devono fare i conti con la copertura Rc Auto, ovvero l’assicurazione obbligatoria per poter circolare in strada. A causa della crisi economica e dell’aumento dei costi assicurativi, in Italia c’è un boom di vetture che gira senza assicurazione. Gli ultimi dati, infatti, confermano che il numero di veicoli non assicurate in circolazione è in costante aumento. Per il Governo si tratta di un problema impattante che va affrontato a stretto giro.
Durante il question time alla Camera, interrogato sul delicato tema, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture ha annunciato che è allo studio un sistema di telecamere in grado di individuare automaticamente le auto sprovviste di assicurazione obbligatoria. I tecnici stanno lavorando su autovelox, tutor e varchi elettronici delle ZTL all’avanguardia, che andrebbero omologati per diventare operativi entro l’estate. Per ora questi strumenti possono solo rilevare le infrazioni per cui sono stati creati, ma con un aggiornamento mirato andrebbero a individuare tutti i furbetti che non pagano l’Rc Auto.
L’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) ha elaborato un report con tutte le informazioni fornite dalla Motorizzazione Civile sul mercato italiano ed è emerso che il numero di veicoli privi di assicurazione è altissimo. Il problema è serio dato che riguarda quasi 3 milioni di veicoli circolanti privi di copertura assicurativa. In altre parole oltre il 6% dei veicoli che girano nel Belpaese non è coperto da un’assicurazione. Chi si mette al volante senza l’assicurazione obbligatoria va incontro a delle conseguenze legali ed economiche.
La soluzione di sfruttare le telecamere della ZTL, tutor e autovelox per poter individuare tutti coloro che guidano senza copertura assicurativa appare illuminante. Le informazioni verrebbero poi incrociate con le banche dati assicurative, offrendo la possibilità di individuare immediatamente i mezzi privi di copertura Rc. Sarà necessaria un’apposita omologazione dato che questi dispositivi oggi servono per altri scopi. In ogni caso il Ministero sembra intenzionato a intraprendere una linea dura per scovare e punire i conducenti senza polizza.
Intorno a noi ci sono milioni di automobilisti che stanno sfruttando un sistema di controllo ancora lacunoso per evitare il pagamento dell’assicurazione obbligatoria. Il ministro Salvini ha annunciato:
“Il provvedimento, che deve essere una norma di legge e non può essere un decreto, sarà adottato di concerto con il Mimit, sentiti IVASS e il Garante per la protezione dei dati personale, e l’obiettivo è approvarlo entro la prossima estate. Lo scorso anno su 1,5 milioni di veicoli controllati, la polizia stradale ha accertato circa 30 mila violazioni dell’obbligo di assicurazione Rc Autoâ€.
Una soluzione va trovata perché i proprietari che causano un incidente con un’auto senza Rc devono pagare i danni di tasca propria, mentre chi subisce il sinistro è costretto a chiedere il risarcimento al Fondo vittime della strada. Ora si attendono le mosse del Governo per capire come verrà elaborata la nuova normativa. Il testo verrà creato al Ministero delle Imprese, sentiti l’IVASS e il Garante per la privacy. La legge che prevede strumenti di controllo automatico della copertura Rc esiste già , ma a causa di problemi tecnici e di privacy non si è mai tradotta in un sistema di controllo attivo ed efficiente su larga scala.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 08:27:38 +0000C’è fermento nel paddock del motorsport mondiale. In rete rimbalza la notizia che la cinese BYD, colosso dell’elettrico capace in pochi anni di ridisegnare gli equilibri dell’auto globale, stia valutando l’ingresso nelle grandi corse. Nel mirino ci sono la F1 e il WEC, con il sogno della 24 Ore di Le Mans sullo sfondo. A rivelarlo per prima la testata Bloomberg. Non soltanto una mossa industriale, un passaggio che intreccia geopolitica dello sport e marketing ad altissima velocità . Perché oggi le corse non sono più solo competizione, sono racconto, reputazione, tecnologia che diventa desiderio.
Per decenni il motorsport è stato un club a inviti esclusivi, dominato da costruttori europei e americani. Le piste come laboratori, i box come cattedrali dell’ingegneria, i podi come spot globali. Entrarci significa cambiare status, non più solo produttore, ma marchio con un’aura. BYD lo sa bene e dopo aver superato Tesla nelle vendite globali di auto elettriche e aver guidato l’espansione cinese in Europa e America Latina, il gruppo cerca ora l’ultimo miglio simbolico, la legittimazione sportiva. Un passaggio che trasforma la percezione, soprattutto nei mercati dove il brand è meno radicato. La logica è semplice, se vinci dove conta la passione, entri nella cultura pop. E nessuna vetrina è potente quanto la F1, mentre Le Mans resta il tempio della resistenza tecnologica.
L’assist per BYD arriva dal nuovo corso regolamentare. La F1 ha riscritto le proprie regole tecniche per attirare nuovi costruttori, in linea con la transizione energetica dell’auto di serie. Le power unit ibride puntano su un equilibrio più marcato tra parte endotermica ed elettrica, con una ripartizione della potenza sempre più vicina al 50-50 nel ciclo attuale. Tradotto, la pista parla una lingua familiare a chi domina l’elettrificazione. Non a caso, marchi storici e nuovi attori hanno già mosso le pedine. Audi ha sfruttato la finestra regolamentare per costruire il proprio ingresso. Cadillac rappresenta l’altra sponda dell’Atlantico pronta a scommettere sul Circus. BYD osserva, studia e calcola. Dietro le quinte, la regia istituzionale spinge verso l’apertura. La FIA e la Formula One Management cercano nuova linfa industriale per consolidare crescita e percezione della categoria a livello globale.
Se la F1 è visibilità pura, il WEC è sostanza tecnica. Le hypercar che corrono a Le Mans sono manifesto di efficienza, affidabilità e innovazione ibrida su distanze estreme. Un terreno ideale per chi vuole dimostrare che l’elettrico non è solo sprint urbano ma anche resistenza e performance. Per un costruttore come BYD, impegnato a espandere la propria presenza globale, il doppio binario F1-Endurance offre una narrazione completa tra glamour e credibilità , spettacolo e ingegneria.
A guardare con favore l’ipotesi cinese è anche il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, che ha più volte indicato l’arrivo di un costruttore della Repubblica Popolare come passo stогico nell’evoluzione del campionato. Dopo l’apertura agli Stati Uniti, l’asse si allungherebbe verso Oriente, rendendo la griglia sempre più specchio del mercato globale. Ma c’è da ricordare che la politica del paddock è complessa. Ogni nuova squadra significa redistribuire premi e valore. I team già presenti temono la diluizione dei ricavi e la compressione delle quote commerciali. L’equilibrio tra apertura e tutela degli incumbents è delicato.
Il grande ostacolo all’ingresso in F1, resta economico. Sviluppare e schierare una monoposto competitiva richiede anni di lavoro e investimenti che possono sfiorare i 500 milioni di dollari a stagione. Una montagna anche per i giganti. Ecco perché prendono quota strade alternative come partnership, acquisizioni o ingressi progressivi nel capitale di team esistenti. Un percorso già visto nel recente passato e potenzialmente replicabile. Tra le ipotesi sul tavolo, movimenti azionari che potrebbero coinvolgere realtà come Alpine, dove il fondo Otro Capital possiede una quota rilevante e in passato ha manifestato apertura a operazioni strategiche. Entrare comprando accelera tempi e know-how. Costruire da zero offre controllo totale ma richiede pazienza industriale.
Alpine, squadra già al centro di movimenti societari e nuovi equilibri industriali, potrebbe diventare il ponte tra Oriente e Circus. L’ingresso di capitali o partnership asiatiche offrirebbe a BYD una corsia preferenziale per entrare rapidamente nel Mondiale. Sarebbe la scorciatoia più rapida tra ambizione globale e griglia di partenza.
Oltre a poter correre nel circuito di casa (GP Shanghai) c’è il tema Stati Uniti. BYD non vende direttamente nel mercato nordamericano, frenata da dazi e restrizioni commerciali ereditate dall’era Donald Trump. Ma correre in F1 significa parlare comunque al cuore del pubblico USA, oggi più centrale che mai nel business del Circus. La crescita della popolarità oltreoceano porta una firma precisa, Drive to Survive. La serie ha trasformato piloti e team in personaggi globali, aprendo la F1 a nuovi fan e nuovi sponsor. Per un brand in espansione, è marketing allo stato puro.
Finora la presenza cinese nel motorsport è stata intermittente. Geely ha corso nel GT attraverso Cyan Racing, mentre NIO ha lasciato un segno conquistando il titolo piloti nella stagione inaugurale della Formula E. Lampi, più che una strategia sistemica. BYD potrebbe quindi cambiare obiettivo, non una comparsa, ma un ingresso strutturale nelle serie che definiscono l’élite.
In parallelo, il gruppo cinese spinge verso l’alto di gamma in tutti i settori. Il marchio premium Yangwang ha già mostrato ambizioni estreme con test ad altissima velocità della sua supercar elettrica su pista tedesca. È un segnale chiaro, non solo volumi vendite, ma immagine e prestazioni. Il motorsport diventa così la passerella perfetta per raccontare un’identità che evolve, dall’auto accessibile alla tecnologia aspirazionale.
La domanda non è solo se BYD entrerà , è come e perché. Entrare in F1 significa comprare attenzione globale immediata. Scegliere a sua volta Le Mans vuol dire guadagnare rispetto tecnico tra gli addetti ai lavori. Farle entrambe equivale a costruire un ponte tra emozione e ingegneria. Per la prima volta, il centro di gravità del motorsport potrebbe spostarsi insieme a quello dell’industria automobilistica. Le corse, da sempre specchio della tecnologia dominante, riflettono un mondo dove l’elettrico non è più alternativa ma riferimento. Se e quando BYD accenderà i motori, non sarà solo un debutto sportivo, sarà un messaggio. La nuova potenza dell’auto globale non chiede il permesso di entrare in pista, si prepara a prendersi la scena.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 07:59:24 +0000Nel panorama automobilistico contemporaneo, dove l’innovazione corre veloce quanto le ruote sull’asfalto, Renault ha deciso di dedicare un capitolo speciale al nostro Paese. Nasce così la nuova gamma Austral E-Tech series, una proposta pensata esclusivamente per il mercato italiano che trasforma uno dei pilastri del segmento C in un concentrato di stile, efficienza e tecnologia d’avanguardia. Questa nuova serie non è un semplice aggiornamento, ma molto di più. La volontà è quella di offrire un’esperienza 100% Full Hybrid che non accetti compromessi tra prestazioni e sostenibilità , elevando il comfort e la connettività a standard mai raggiunti prima.
Sotto alla seducente carrozzeria della Austral E-Tech series agisce la motorizzazione Full Hybrid E-Tech da 200 CV, scelta per garantire il miglior equilibrio possibile tra briosità e rispetto per l’ambiente. Con un’autonomia complessiva che può sfiorare i 1.100 km con un solo pieno e consumi dichiarati di appena 4,7 litri per 100 km, l’elegante SUV si conferma come il modello più efficiente della sua categoria.
Esteticamente, Renault ha voluto premiare i clienti italiani introducendo di serie la tinta Nero Etoilé, una scelta che garantisce un vantaggio economico immediato di 1.000 euro rispetto alle versioni precedenti. Per chi invece cerca un tocco distintivo in più, debutta la sofisticata colorazione “Blu Ardesia Satinatoâ€, che arricchisce una palette di colori già profonda e variegata.
Entrare nell’abitacolo della nuova Austral significa immergersi in un laboratorio tecnologico. Renault è tra i primi costruttori a integrare un caricatore a induzione con standard Qi2 (compatibile con il sistema MagSafe di iPhone). Grazie a un anello magnetico che ottimizza la posizione dello smartphone, la ricarica è più potente e rapida — permettendo di recuperare il 50% dell’energia in un’ora — senza i fastidiosi surriscaldamenti tipici dei sistemi precedenti.
La connettività compie un balzo in avanti grazie alla partnership con l’operatore Airnity. A partire dal 2026, l’auto disporrà di un pacchetto Internet integrato (2 GB al mese per tre anni) che permette di utilizzare le App del sistema OpenR link in modo nativo, senza dover più dipendere dalla connessione dello smartphone.
Ma la vera magia avviene nella comunicazione uomo-macchina: l’assistente vocale tradizionale lascia il posto a Google Gemini. Alimentato dall’Intelligenza Artificiale, Gemini è un assistente conversazionale capace di comprendere il linguaggio spontaneo, gestire compiti complessi e persino cambiare lingua nel bel mezzo di un dialogo, rendendo l’interazione fluida e quasi umana.
Anche la dinamica di guida beneficia dell’intelligenza artificiale. Renault ha introdotto lo Smart Mode, che sostituisce la precedente modalità “Perso” nel sistema MULTI-SENSE. Questo software gestisce in totale autonomia il passaggio tra le configurazioni Eco, Comfort e Sport analizzando lo stile di guida del conducente in tempo reale: si avrà così la massima reattività durante un sorpasso e il massimo risparmio energetico non appena si entra in un centro abitato, senza che chi guida debba toccare alcun comando.
La gamma di Renault Austral E-Tech series è stata strutturata per rispondere alle esigenze sia dei privati che delle piccole e medie imprese, articolandosi su tre livelli di allestimento crescenti per dotazioni e rifiniture:
Con questa manovra, Renault non solo rinnova un modello di successo, ma consolida la sua visione di mobilità moderna: competitiva, elettrificata e profondamente connessa con il futuro.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 07:10:44 +0000Il Mondiale di F1 è iniziato e con il nuovo regolamento entrato in vigore, ci avete chiesto di chiarire alcune curiosità . In tanti ci avete scritto di spiegare la differenza tra boost e overtake mode. Precisiamo che non è un modo diverso di indicare la stessa cosa e che l’utilizzo è strategicamente differente per il pilota.
Ricordiamo che dal 2026, il nuovo regolamento ha ridefinito e normatizzato l’utilizzo dell’energia.
L’Overtake Mode nasce come sostituto del DRS, il sistema che nelle ultime stagioni permetteva di aprire l’ala posteriore per aumentare la velocità in rettilineo.
Il sistema permette alla monoposto che segue di utilizzare più potenza elettrica rispetto alla vettura davanti, aumentando la velocità di punta nei rettilinei. Per poterlo attivare il pilota deve trovarsi entro 1 secondo dalla macchina che precede, in modo simile alle vecchie detection zone del DRS.
Quando il sistema entra in funzione, la vettura che attacca può mantenere la piena potenza elettrica della power unit fino a velocità più elevate, mentre quella che precede vede progressivamente ridursi il deploy della batteria alle alte velocità . In questo modo si crea un differenziale energetico che favorisce il sorpasso.
L’energia aggiuntiva concessa è limitata, il regolamento parla di circa 0,5 megajoule extra disponibili per il tentativo di attacco.
In gara il sistema diventa uno strumento tattico. Il pilota deve decidere quando attivarlo per massimizzare la possibilità di superare l’avversario, ma deve anche tenere conto della carica della batteria. Dopo l’utilizzo, il pilota deve recuperare energia attraverso frenate e gestione del motore.
In qualifica, invece, l’Overtake Mode non ha alcuna funzione come immaginabile; infatti, le monoposto sono settate su un impiego dell’energia per il giro veloce.
Il termine Boost descrive invece la modalità di massima potenza della power unit. Non è legato al duello con un’altra vettura e non richiede condizioni particolari per essere attivato.
Quando il pilota utilizza il boost, la monoposto eroga la massima potenza combinata tra motore termico e sistema elettrico: insomma, è la modalità più aggressiva di utilizzo dell’energia della batteria.
A differenza dell’Overtake Mode, il boost può essere utilizzato in qualsiasi punto del circuito. Può servire per migliorare l’accelerazione in uscita di curva, difendersi da un attacco o guadagnare velocità in un tratto specifico della pista. È quindi uno strumento di gestione della performance più che un sistema di sorpasso regolamentato.
L’energia del boost è infinita? No, non lo è. Naturalmente anche il boost ha un costo energetico e il pilota subito dopo il suo utilizzo deve entrare in una fase di recupero energetico.
Il boost viene utilizzato anche in qualifica.
Quindi, la differenza è semplice.
Il Boost è la modalità di massima potenza della power unit, utilizzabile dal pilota in qualsiasi momento del giro per accelerare di più o difendersi da un attacco.
L’Overtake Mode è il sistema di aiuto al sorpasso, che può essere attivato solo quando una vettura segue un’altra da vicino e che fornisce un extra di energia elettrica per facilitare il sorpasso nei rettilinei.
| Caratteristica | Overtake Mode | Boost |
| Funzione | Aiuto al sorpasso | Deploy massimo di potenza |
| Attivazione | Entro 1 secondo | Ovunque in pista |
| Ruolo | Strumento regolamentato | Strumento strategico |
| Energia | Extra energia dedicata | Utilizzo della potenza disponibile |
| Uso tipico | Duello in rettilineo | Gestione della performance |
Sia il Boost sia l’Overtake Mode vengono attivati direttamente dal pilota tramite i comandi sul volante della monoposto. In genere l’overtake è associato a un pulsante dedicato, pensato per essere premuto rapidamente nel momento dell’attacco, mentre il boost rientra spesso nelle mappe di deploy della power unit selezionabili tramite un selettore rotante o un pulsante di potenza massima.
In entrambi i casi, però, il comando del pilota non agisce da solo. Viene gestito dal software, che controlla l’erogazione della power unit e stabilisce quanta energia elettrica può essere utilizzata in base allo stato della batteria, alla velocità della vettura e ai limiti previsti dal regolamento.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 07:06:52 +0000Nel mese di marzo 2026 sono in programma diversi scioperi che coinvolgono il settore dei trasporti su tutto il territorio italiano. Nell’articolo troverai il calendario dettagliato con le date, gli orari, le città e le categorie interessate dagli scioperi, sia a livello locale che nazionale. Gli scioperi potranno impattare sia i viaggiatori sia i lavoratori dei principali servizi di trasporto, dal pubblico locale al ferroviario, dal settore aereo al trasporto merci. Consulta di seguito l’elenco aggiornato e pianifica con attenzione i tuoi spostamenti.
Nella provincia di Bolzano (regione Trentino-Alto Adige) è previsto uno sciopero di 24 ore che interessa il trasporto pubblico locale, in particolare il personale della Società SASA di Bolzano. L’astensione riguarda la giornata intera, dalle 00:00 alle 24:00, ed è indetta dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.
Nella regione Campania, in tutte le province, è indetto uno sciopero di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) che coinvolge il personale del trasporto pubblico locale su gomma. I sindacati coinvolti sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO, FAISA-CISAL.
Nella città di Napoli è proclamato uno sciopero di 24 ore che interessa il personale viaggiante delle linee ferroviarie vesuviane gestite da EAV. Lo sciopero è indetto dal sindacato OSP FAISA-CONFAIL.
Su tutto il territorio nazionale è previsto uno sciopero generale che coinvolge tutti i comparti pubblici, privati e cooperativi, indetto dai sindacati SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912, USB e CLAP. Alcune proclamazioni escludono il settore trasporti: verifica la categoria interessata nel tuo settore di appartenenza per dettagli specifici sull’adesione.
In tutta Italia è previsto uno sciopero di 8 ore (dalle 09.01 alle 16.59) nel settore ferroviario, che coinvolge il personale della società Italo NTV. Lo sciopero è indetto dall’organizzazione sindacale UILT-UIL.
Nella provincia di Udine (regione Friuli-Venezia Giulia) si svolge uno sciopero di 24 ore che interessa il personale della società Arriva Udine. Lo sciopero è indetto dal sindacato ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.
Nella provincia di Verona (regione Veneto) è proclamato uno sciopero nel trasporto merci ferroviario, che si svolge dalle 18:00 del 14 marzo alle 17:59 del 15 marzo. Lo sciopero coinvolge il personale mobile e di terra della Società EVM Rail e viene indetto dal sindacato OSP FILT-CGIL.
Nella città di Palermo (regione Sicilia) sono indetti scioperi di 24 ore nel trasporto pubblico locale, che coinvolgono il personale delle società Autoservizi Russo e Segesta Autolinee. Entrambi sono proclamati dal sindacato OSR FAISA-CISAL.
Nella provincia di Enna (regione Sicilia), sempre nel trasporto pubblico locale, sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della Società Interbus (OSR FAISA-CISAL).
Nella città di Catania (regione Sicilia) sciopero di 24 ore del personale della Società Etna Trasporti (OSR FAISA-CISAL).
In tutta Italia, settore aereo, sciopero di 24 ore che coinvolge il personale delle società Airport Handling/Dnata Aeroporti di Milano Linate e Malpensa e Alha Aeroporto di Milano Malpensa (OST CUB TRASPORTI).
Sempre il 18 marzo 2026, sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) nel settore aereo per il personale navigante della EasyJet Airlines Limited (USB Lavoro Privato).
Nella città di Brescia (regione Lombardia) il 18 marzo sono proclamati due scioperi di 24 ore ciascuno, che coinvolgono il personale delle società GDA Handling e MH24 dell’Aeroporto di Brescia Montichiari (OSR USB LAVORO PRIVATO).
Nella regione Lombardia, a livello provinciale, sciopero di 24 ore con modalità varie per il personale delle società del Gruppo ATM di Milano (AL-COBAS).
Nella città di Napoli (regione Campania) sciopero di 4 ore (dalle 19.00 alle 23.00) del personale della società EAV di Napoli. Sindacati coinvolti: OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO.
Nella provincia di Novara (regione Piemonte) sciopero di 4 ore (dalle 17.30 alle 21.30) del personale della società SUN di Novara (AL-COBAS).
Nella città di Torino (regione Piemonte) sciopero di 8 ore (dalle 16.00 a fine servizio) per il personale della società Arriva Italia di Torino, indetto da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.
Nella provincia di Frosinone (regione Lazio) sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per il personale della società Cialone Tour (USI CTS).
Nella città di Parma (regione Emilia-Romagna) sciopero di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.10) del personale della società TEP di Parma (OSP FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/ORSA + RSU).
Nella città di Bari (regione Puglia):
– 4 ore (dalle 20.00 alle 23.59) del personale della società AMTAB (OSR/OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL AUTOFERRO).
– 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) per il personale della società MTM di Molfetta (OSP FIT-CISL/UILT-UIL).
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 07:00:00 +0000Oggi, 12 marzo 2026, lungo la rete autostradale italiana i prezzi medi registrati indicano benzina self a 1.902 euro, gasolio self a 2.093 euro, GPL servito a 0.836 euro e metano servito a 1.525 euro. Il prezzo finale alla pompa deriva da tre pilastri: la componente industriale (materia prima e margine del sistema di distribuzione), le accise e l’Iva. Di seguito trovi la tabella con i valori medi aggiornati e, più sotto, una guida chiara per capire come si compone il costo dei carburanti e quali fattori incidono sulle variazioni quotidiane.
Ultimo aggiornamento dati: 11-03-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.093 |
| Benzina | SELF | 1.902 |
| GPL | SERVITO | 0.836 |
| Metano | SERVITO | 1.525 |
Per la benzina, il prezzo finale deriva dall’interazione tra una componente fiscale e una industriale. La quota fiscale vale il 58% e comprende sia le accise, che sono imposte specifiche applicate per unità erogata, sia l’Iva, calcolata sul valore complessivo del prodotto inclusivo delle accise. La parte industriale pesa per il 42% e si suddivide in due elementi: il costo della materia prima e il margine lordo lungo la filiera. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’andamento del cambio euro/dollaro: quando i listini in dollari salgono o l’euro si indebolisce, la componente tende a crescere. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, copre le spese di approvvigionamento, logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e servizi offerti, oltre alla remunerazione degli operatori. Proprio su questo margine l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, ad esempio con politiche commerciali o differenziazioni per area e servizio. L’equilibrio tra queste parti spiega perché i prezzi possano muoversi anche a fronte di variazioni limitate delle quotazioni, e perché i livelli in autostrada, che consolida costi e servizi specifici, possano differire rispetto ad altre tipologie di rete.
Per il gasolio, l’architettura del prezzo presenta un bilanciamento diverso: la componente fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima vale il 45% del prezzo finale ed è strettamente legato alle quotazioni internazionali e al cambio euro/dollaro. Oscillazioni dei mercati o movimenti valutari possono quindi riflettersi rapidamente sui listini. Il margine lordo incide per il 10% e include costi di raffinazione, stoccaggio, trasporto, distribuzione e la remunerazione della rete: è su questo spazio che i diversi operatori possono muoversi per definire politiche di prezzo, tenendo conto di concorrenza, flussi di traffico e servizi accessori. Il peso relativamente maggiore della componente industriale nel gasolio rispetto alla benzina fa sì che le dinamiche di mercato internazionale si trasmettano con particolare evidenza alla pompa. Al tempo stesso, la presenza dell’Iva e delle accise nella parte fiscale, pari al 45%, continua a esercitare un ruolo determinante sul prezzo pagato dai consumatori: l’Iva è applicata sul valore complessivo del prodotto, mentre le accise rappresentano importi specifici. La combinazione di questi fattori chiarisce perché, in autostrada, i livelli di prezzo possano risultare diversi rispetto ad altre reti e variare nel tempo.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.814 per la benzina, 2.030 per il diesel, 0.718 per il gpl, 1.510 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.001 |
| Benzina | SELF | 1.793 |
| GPL | SERVITO | 0.709 |
| Metano | SERVITO | 1.434 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.032 |
| Benzina | SELF | 1.837 |
| GPL | SERVITO | 0.690 |
| Metano | SERVITO | 1.514 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.066 |
| Benzina | SELF | 1.857 |
| GPL | SERVITO | 0.791 |
| Metano | SERVITO | 1.652 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.043 |
| Benzina | SELF | 1.841 |
| GPL | SERVITO | 0.743 |
| Metano | SERVITO | 1.584 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.026 |
| Benzina | SELF | 1.809 |
| GPL | SERVITO | 0.659 |
| Metano | SERVITO | 1.456 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.030 |
| Benzina | SELF | 1.808 |
| GPL | SERVITO | 0.683 |
| Metano | SERVITO | 1.439 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.056 |
| Benzina | SELF | 1.824 |
| GPL | SERVITO | 0.687 |
| Metano | SERVITO | 1.448 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.019 |
| Benzina | SELF | 1.794 |
| GPL | SERVITO | 0.683 |
| Metano | SERVITO | 1.599 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.031 |
| Benzina | SELF | 1.823 |
| GPL | SERVITO | 0.782 |
| Metano | SERVITO | 1.472 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.035 |
| Benzina | SELF | 1.807 |
| GPL | SERVITO | 0.685 |
| Metano | SERVITO | 1.472 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.003 |
| Benzina | SELF | 1.786 |
| GPL | SERVITO | 0.707 |
| Metano | SERVITO | 1.399 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.022 |
| Benzina | SELF | 1.815 |
| GPL | SERVITO | 0.708 |
| Metano | SERVITO | 1.423 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.032 |
| Benzina | SELF | 1.802 |
| GPL | SERVITO | 0.682 |
| Metano | SERVITO | 1.485 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.017 |
| Benzina | SELF | 1.812 |
| GPL | SERVITO | 0.668 |
| Metano | SERVITO | 1.600 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.016 |
| Benzina | SELF | 1.801 |
| GPL | SERVITO | 0.805 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.047 |
| Benzina | SELF | 1.832 |
| GPL | SERVITO | 0.762 |
| Metano | SERVITO | 1.775 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.025 |
| Benzina | SELF | 1.806 |
| GPL | SERVITO | 0.702 |
| Metano | SERVITO | 1.528 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.048 |
| Benzina | SELF | 1.835 |
| GPL | SERVITO | 0.733 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.016 |
| Benzina | SELF | 1.795 |
| GPL | SERVITO | 0.699 |
| Metano | SERVITO | 1.446 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.048 |
| Benzina | SELF | 1.832 |
| GPL | SERVITO | 0.822 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 marzo 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.029 |
| Benzina | SELF | 1.801 |
| GPL | SERVITO | 0.695 |
| Metano | SERVITO | 1.437 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 07:00:00 +0000Alfa riporta un nome che ha scritto la storia del Biscione. La dicitura Quadrifoglio Oro va a firmare l’edizione speciale destinata alla Germania della Giulia ad alte prestazioni. Un omaggio al mercato tedesco, dove la berlina tedesca ha visto arrivare il maggior numero di ordini.Â
Per celebrare questo rapporto privilegiato, Alfa Romeo ha deciso di lanciare una versione esclusiva che combina la meccanica estrema della Quadrifoglio con dettagli estetici raffinati e distintivi.
Il nome Quadrifoglio Oro è un richiamo al passato per Alfa. Negli anni Settanta e Ottanta era una sigla famosa che stava a indicare le versioni top di gamma. Tanti i modelli del passato che portano questa firma, dall’Alfetta all’Alfasud, per rappresentare il lato più raffinato della produzione del Biscione.
Riprendere oggi il nome Quadrifoglio Oro significa quindi collegarsi direttamente a quel patrimonio storico, reinterpretandolo in chiave moderna su una delle berline sportive più apprezzate degli ultimi anni.
Il ritorno di questa variante non sarà però destinata all’Italia, bensì al mercato in cui la Giulia Quadrifoglio ha avuto più successo: la Germania. Solo fino a giugno i clienti tedeschi potranno acquistare la Quadrifoglio Oro, una versione che per 2.300 in più rispetto ai 103.000 euro del listino permette di portarsi a casa numerosi dettagli esclusivi in oro.Â
Si parte dai profili dei loghi e le pinze freno che caratterizzano l’esterno. Nell’abitacolo invece è ben più presente la firma dorata nei rivestimenti della plancia, e del resto dei pellami.
Sotto il cofano, invece, non cambia nulla. E probabilmente è proprio ciò che gli appassionati speravano. La Giulia Quadrifoglio Oro mantiene infatti la stessa base tecnica della versione tradizionale, con il celebre motore V6 biturbo da 2,9 litri capace di erogare 520 CV. Un’unità sviluppata con soluzioni tecniche derivate dal mondo Ferrari, che ha contribuito in modo decisivo al successo della berlina sportiva italiana.
Trazione posteriore, sterzo diretto e distribuzione dei pesi quasi perfetta rendono la dinamica di guida vicina a quella di una supercar, orchestrando il tutto grazie a un assetto incredibilmente preciso. Numeri alla mano, la berlina del Biscione resta una delle proposte più emozionanti del segmento: lo scatto da 0 a 100 km/h si ferma ad appena 3,9 secondi, mentre la velocità massima supera i 300 km/h nella configurazione più estrema.
Con la Quadrifoglio Oro, Alfa Romeo non introduce una rivoluzione tecnica, ma lancia un messaggio simbolico molto chiaro. La Giulia continua a essere uno dei modelli più rappresentativi del marchio, che meglio racconta la filosofia di auto del Biscione e questa edizione speciale dimostra l’intenzione dimantenere vivo il legame con i suoi mercati più importanti.
In Germania, patria delle grandi berline sportive, la Giulia è riuscita negli anni a ritagliarsi uno spazio importante tra rivali storiche. La Quadrifoglio Oro diventa quindi una sorta di tributo a quei clienti che hanno scelto l’alternativa italiana, apprezzandone carattere, stile e sopratutto piacere di guida. Un modo elegante per celebrare il passato e, allo stesso tempo, ricordare che l’anima sportiva di Alfa Romeo continua a vivere anche nelle sue interpretazioni più esclusive.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 06:30:56 +0000I prezzi del carburante continuano a salire, ma non per tutti. Chi vive vicino al confine con San Marino è infatti solito al fenomeno del “pendolarismo da distributore†che porta gli automobilisti a superare il confine per venire a mettere benzina dove accise e guerre non sono ancora arrivate.
Non si tratta di una curiosità locale, ma di un comportamento che torna ciclicamente ogni volta che il costo del petrolio sale o che il prezzo alla pompa in Italia subisce impennate improvvise. E ancora una volta, il piccolo Stato incastonato tra Emilia-Romagna e Marche si trasforma in una meta per chi vuole risparmiare sul pieno.
Il cosiddetto turismo del carburante non è certo una novità . Chi vive nelle province di Rimini, Pesaro o nelle zone limitrofe conosce bene questa dinamica: quando i prezzi italiani salgono, i distributori di San Marino diventano una meta quasi obbligata. Il fenomeno si riaccende soprattutto nei momenti di tensione sui mercati energetici. Basta un aumento del prezzo del petrolio o un cambiamento fiscale per spingere molti automobilisti a percorrere qualche chilometro in più pur di risparmiare alla pompa.
Negli ultimi tempi la scena è tornata a essere familiare: file ai distributori, targhe italiane ovunque e automobilisti che riempiono il serbatoio e qualche tanica prima di tornare oltre confine. Per molti non si tratta nemmeno di un’abitudine occasionale. Alcuni residenti delle zone vicine organizzano il rifornimento direttamente a San Marino durante tutto l’anno, integrandolo nella routine mensile. Un piccolo viaggio che, alla lunga, può tradursi in un risparmio significativo sul budget familiare.
Il motivo di questo pendolarismo è semplice: il prezzo. Attualmente la benzina nei distributori di San Marino oscilla tra 1,55 e 1,67 euro al litro, circa 30 centesimi in meno rispetto alla media dei distributori italiani nelle stesse aree. Una differenza che, su un pieno da 50 litri, può tradursi facilmente in un risparmio di 15 euro o più. Una cifra sufficiente a giustificare anche qualche chilometro in più di viaggio.
La situazione è invece diversa per il diesel. Negli ultimi giorni anche a San Marino il prezzo del gasolio ha registrato aumenti significativi, arrivando a sfiorare 1,95 euro al litro. Per molti automobilisti la scelta è quindi quasi automatica: se si vive nelle zone limitrofe, basta una deviazione di pochi minuti per fare il pieno spendendo meno.
A guidare una differenza di prezzo così rilevante ci sono le accise sui carburanti. Una parte consistente del prezzo alla pompa imposta dallo stato, che negli anni è aumentata per finanziare emergenze, infrastrutture e altre spese pubbliche. In totale al momento le accise sono una quota fissa di 67 centesimi al litro, a cui bisogna aggiungere il 22% di iva sull’intero costo del carburante.
San Marino, invece, applica una struttura fiscale meno pesante, che consente ai distributori di proporre prezzi più bassi di circa 30 centesimi, anche grazie alla recente rimodulazione che ha visto scendere le tasse sulla benzina a sfavore del diesel, come successo in Italia. Ed è proprio questo scarto fiscale a rendere il piccolo Stato una meta privilegiata per chi cerca di alleggerire il costo del pieno.
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 06:30:16 +0000Così come può bastare poco per rendere l’auto più bella, con una pulizia profonda e una bella lucidatura, allo stesso modo basta poco anche per far apparire la vettura trascurata. L’occhio cade proprio lì: dove c’è quella piccola riga o quell’inestetismo che rovina le linee e la carrozzeria della nostra fidata quattroruote. Può bastare una manovra non perfetta, lo sportello aperto incautamente oppure un’intensa grandinata per causare un piccolo bozzo sulla carrozzeria.
Si pensa subito a quanto potrebbe costare andare dal carrozziere per sistemare il danno e se ci sono alternative per fare un intervento fai da te senza spendere troppi soldi. Sarai felice di sapere che con pochi ed economici oggetti potrai provare a riparare da solo l’ammaccatura, facendo un buon lavoro ed eliminando quell’antipatico inestetismo sulla tua auto, per farla sembrare come nuova.
In caso di piccole ammaccature, per bolli poco profondi e su superfici piane, ci sono dei rimedi fai da te efficaci per la manutenzione quotidiana e le piccole riparazioni. Si possono fare comodamente a casa, utilizzando alcune attrezzature che si possiedono già o che sono facilmente acquistabili presso i negozi specializzati, anche online, con costi contenuti.
Esistono trucchi per quasi tutte le componenti della vettura, anche per la pulizia degli interni, ma, in questo caso, ci concentreremo sulle parti in metallo dell’auto con una soluzione che sfrutta il contrasto tra caldo e freddo per compiere una specie di “magiaâ€, ridurre quegli antipatici inestetismi e rimettere praticamente a nuovo le linee della vettura, donandole velocemente un aspetto più bello e curato.
Per applicare questo semplice rimedio occorrono solo un phon per capelli, meglio ancora uno di quelli professionali utilizzato dai carrozzieri (la pistola ad aria calda, per intenderci) e del ghiaccio secco, in cubetti o spray.
Per questo tipo di operazione, sarebbe più comodo utilizzare il ghiaccio secco spray che può essere posizionato agevolmente sulla zona da trattare. In alternativa, si può utilizzare dell’aria compressa molto fredda, ma non garantisce lo stesso identico risultato.
Consigliamo di indossare dei guanti spessi e degli occhiali protettivi, quelli in plastica trasparente dalla forma avvolgente vanno benissimo. La sicurezza viene sempre prima di tutto e con queste protezioni si eviterà di correre rischi, proteggendo punti delicati come occhi e mani durante l’operazione.
Phon e ghiaccio secco, usati con sapienza, possono assicurare buoni risultati in maniera veloce ed economica. In più possono essere utilizzati con facilità anche da chi non ha una grande esperienza e manualità , perché le azioni da compiere sono piuttosto semplici. Il trucco sta nella rapidità : il passaggio veloce dal caldo al freddo produrrà , infatti, uno shock termico che consentirà alla lamiera di ritornare nella posizione originale, prima di essere stata deformata dall’ammaccatura.
Questi metodi sono utili per danni leggeri, è importante sottolinearlo, e se non è stata intaccata la verniciatura dell’automobile. Altrimenti, per zone più estese e con danni al colore, è meglio affidarsi alle riparazioni professionali di un bravo carrozziere ed evitare il fai da te. Vediamo insieme come utilizzare questi strumenti per ottenere un buon risultato.
Vediamo nel dettaglio le fasi della procedura:
Può anche succedere che si senta un rumore tipo “popâ€, come di un tappo che salta: questo indica che la lamiera è tornata alla sua posizione originale. Non c’è da spaventarsi, anzi è un buon segnale di successo dell’intervento fai da te.
Non rimane che verificare il risultato per capire se l’ammaccatura è stata completamente riparata, controllando a occhio e passando la mano sulla superficie. Se l’esito non è ancora soddisfacente, si può ripetere l’operazione per un paio di volte.
Questi rimedi fai da te, molto economici, richiedono pazienza e attenzione. È bene sottolineare comunque che purtroppo, proprio perché si tratta di accorgimenti fatti in autonomia, il risultato non è garantito, e non è detto che si ottengano i risultati sperati: se dopo qualche passaggio ancora non si è raggiunto l’aspetto desiderato, meglio non insistere sulla superficie, che va trattata con la giusta delicatezza.
La tentazione iniziale può essere quella di ripetere più volte l’operazione o di strofinare in maniera troppo aggressiva, ma così si rischia di peggiorare la situazione, anziché migliorarla. Bisogna considerare, infatti, che se si surriscalda troppo la zona interessata, è possibile rovinare la vernice o graffiare la carrozzeria, evidenziando e ampliando l’inestetismo, invece di ridurlo o renderlo invisibile.
L’auto trattata con questo trucco, se funziona, apparirà subito più bella e più curata. Ripetiamo che questo metodo è adatto per piccole ammaccature, poco profonde, che coinvolgono solamente le parti metalliche e che non hanno intaccato la verniciatura della macchina.
Per le parti in plastica, o se l’auto è gravemente ammaccata si possono utilizzare altri rimedi, come i kit a ventosa o le paste abrasive e leviganti, che però richiedono una certa dimestichezza ed esperienza, per non causare ulteriori problemi.
Se poi il danno è molto esteso, profondo e ha compromesso il colore e altre parti del veicolo, allora non è nemmeno il caso di rischiare provando con i metodi fai da te, anzi. È meglio rivolgersi direttamente a un carrozziere, per una valutazione più precisa e una riparazione professionale accurata. A volte pazienza e buona volontà non sono sufficienti per risolvere la situazione e occorre mettere mano al portafoglio ma, se il lavoro sarà fatto a regola d’arte, il risultato sarà ottimale e anche l’auto ringrazierà .
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 05:00:24 +0000Il Gigacasting non è semplicemente una nuova tecnica di assemblaggio, bensì il manifesto di una rivoluzione industriale che mira a riscrivere le leggi della fisica produttiva nel settore automotive. Per decenni la scocca di un’auto è stata concepita come un complesso puzzle di centinaia di piccoli pezzi di acciaio stampato, saldati insieme da una danza frenetica di robot e scintille.
Oggi, questa architettura frammentata sta cedendo il passo a una visione monolitica. Ispirandosi alla semplicità costruttiva dei modellini giocattolo in metallo, il Gigacasting utilizza presse colossali per fondere intere sezioni del telaio in un unico, imponente pezzo di alluminio. È un salto evolutivo che promette di rendere le fabbriche più snelle, i veicoli più leggeri e il processo produttivo incredibilmente più veloce, segnando il passaggio definitivo dall’era della meccanica tradizionale a quella dell’integrazione strutturale estrema.
Il passaggio al Gigacasting rappresenta una rottura netta con la filosofia costruttiva introdotta da Henry Ford oltre un secolo fa. Nella produzione convenzionale, il telaio è il risultato di un assemblaggio faticoso di lamiere stampate, rinforzi e staffe che devono combaciare perfettamente per garantire la rigidità torsionale necessaria. Il Gigacasting bypassa questa frammentazione iniettando una lega di alluminio fuso in uno stampo gigante a pressioni elevatissime, creando in un unico colpo una struttura che precedentemente avrebbe richiesto oltre settanta pezzi distinti.
Questa integrazione non è solo un esercizio di stile ingegneristico, ma una necessità dettata dall’era elettrica, dove ogni grammo risparmiato si traduce in chilometri extra di autonomia. La fusione unica elimina le sovrapposizioni di materiale tipiche delle giunzioni flangiate e delle saldature, permettendo di distribuire lo spessore del metallo in modo intelligente solo dove serve davvero per resistere agli urti o sostenere il peso delle batterie. Il risultato finale è un componente che non solo pesa meno, ma che presenta una precisione dimensionale superiore, riducendo le tolleranze di montaggio e migliorando drasticamente la silenziosità e il comfort di marcia del veicolo finito.
L’introduzione delle Giga Press trasforma radicalmente l’architettura stessa dei siti produttivi, rendendoli più simili a moderne fonderie ad alta tecnologia che a tradizionali linee di carrozzeria. Occupando lo spazio di un intero reparto di saldatura, una singola pressa è in grado di compiere il lavoro che prima richiedeva una flotta di robot antropomorfi e chilometri di binari di trasporto. Questo porta a una contrazione fisica della linea di produzione, permettendo di costruire fabbriche più compatte e meno costose da riscaldare, illuminare e manutenere.
La velocità del ciclo produttivo subisce un’accelerazione senza precedenti, poiché il tempo necessario per estrarre una sezione fusa e raffreddata è di gran lunga inferiore alla somma dei tempi di posizionamento e saldatura dei singoli componenti. Inoltre, la gestione dei dati e del controllo qualità diventa estremamente più lineare. Invece di monitorare migliaia di punti di saldatura potenzialmente difettosi, il sistema deve verificare l’integrità strutturale di un unico pezzo attraverso scansioni a raggi X o ultrasuoni, garantendo una costanza qualitativa che riduce drasticamente i richiami o le rilavorazioni a fine linea.
Il cuore di questa tecnologia non è solo la dimensione della pressa, ma la scienza dei materiali che permette al metallo fuso di scorrere uniformemente in stampi enormi. Per ottenere un pezzo unico senza difetti, i produttori utilizzano leghe di alluminio ad alta fluidità che non richiedono il trattamento termico post-fusione. Tradizionalmente, i componenti fusi devono essere riscaldati e raffreddati lentamente per evitare deformazioni, ma su un pezzo di oltre un metro e mezzo di lunghezza, il calore causerebbe torsioni incontrollabili.
L’innovazione risiede nell’eliminazione di questo passaggio grazie a composizioni chimiche che raggiungono la durezza strutturale desiderata già durante il raffreddamento naturale nello stampo. Questo richiede un controllo maniacale della temperatura delle matrici, che vengono attraversate da circuiti di raffreddamento sofisticati per garantire che il metallo si solidifichi in modo omogeneo, evitando la formazione di bolle d’aria o “giunzioni fredde” che comprometterebbero la resistenza agli urti dell’intero telaio.
Il rovescio della medaglia di questa efficienza monolitica emerge quando l’auto lascia la fabbrica ed entra nel mondo reale, dove incidenti e piccoli urti sono all’ordine del giorno. In un veicolo tradizionale, un danno alla parte posteriore permette spesso di tagliare e sostituire solo un longherone o una porzione della lamiera. Con il Gigacasting, il danno a un singolo braccio della fusione può compromettere l’integrità dell’intera struttura posteriore, rendendo l’operazione di riparazione complessa o addirittura impossibile con le attrezzature standard delle carrozzerie attuali.
Esiste il rischio concreto che i costi di ripristino superino rapidamente il valore residuo del veicolo, portando le compagnie assicurative a dichiarare il “fermo tecnico” anche per incidenti che non hanno toccato gli organi vitali dell’auto. Per mitigare questo problema, i produttori stanno studiando zone di deformazione programmata bullonate alla struttura principale, che fungano da “fusibili” meccanici in caso di urto a bassa velocità . Tuttavia, la sfida resta aperta: bilanciare l’estrema economia di produzione con la sostenibilità del possesso a lungo termine è il prossimo grande ostacolo che l’industria deve superare per rendere il Gigacasting uno standard accettabile su scala globale.
Un aspetto spesso sottovalutato è l’immane lavoro di simulazione digitale necessario prima ancora che la pressa venga accesa. Progettare uno stampo per il Gigacasting richiede software di fluidodinamica computazionale capaci di prevedere come il metallo fuso si comporterà a pressioni immense. Ogni millesimo di secondo conta: se il metallo rallenta troppo in una sezione sottile dello stampo, si solidifica prematuramente, creando un punto di rottura.
Questi stampi sono opere d’arte della meccanica di precisione, composti da sezioni mobili che devono aprirsi e chiudersi con una forza brutale ma con una precisione micrometrica. La manutenzione di tali strumenti è un capitolo a sé: a causa delle temperature estreme e dello stress meccanico, le superfici interne degli stampi devono essere rivestite con materiali ceramici o nanotecnologici per evitare che l’alluminio si incolli alle pareti. Il monitoraggio in tempo reale tramite sensori IoT permette di prevedere l’usura dello stampo, trasformando la fonderia in un ambiente guidato dai dati dove l’errore umano è ridotto al minimo.
È chiaro, quindi, che questa nuova tecnologia può aiutare a ottenere più vetture in meno tempo coprendo la domanda sempre maggiore di acquisto da parte di privati e aziende. Al contempo, però, serve fare attenzione alle complicazioni post vendita: ad un normale automobilista conviene effettuare una piccola riparazione che risulta complessa e costosa in caso di incidente?
Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 04:00:21 +0000Ormai siamo abituati a vederla nei panni della vicequestore Vanina Guarrasi, ma per capire il rapporto tra Giusy Buscemi e le auto dobbiamo fare un deciso salto indietro nel tempo, fino al settembre 2012. Fu proprio allora che le si schiusero i cancelli della notorietà con la vittoria di Miss Italia e il primo contatto al volante della Fiat Panda.
In quell’anno, una giovanissima Giusy Buscemi veniva incoronata a Montecatini Terme come la più bella d’Italia. Oltre alla passerella, l’edizione a cui prese parte sancì il ritorno di Fiat nel concorso che l’aveva vista madrina fin dagli anni Sessanta, accompagnando le Miss già dai tempi della 124, della 128 e della 850 Spider, modelli leggendari associati in eterno alla bellezza mediterranea.
Per gli spostamenti delle miss il Lingotto mise a disposizione una flotta di nuove Fiat Panda, che in quella settimana divenne il “taxi ufficiale” del fascino italiano, evoluzione di un mito capace di registrare oltre 6 milioni di immatricolazioni in 31 anni di storia. Un periodo che Buscemi di certo non avrà dimenticato, con la conquista della fascia più ambita che le permise di farsi conoscere dal grande pubblico e le ali spiegate verso una carriera luminosa, portata avanti ancora oggi. I più nostalgici ricorderanno le telepromozioni delle serate finali della manifestazione, alle quali la Panda apparve accanto a nomi storici del concorso come Gloria Bellicchi e il mai dimenticato Fabrizio Frizzi.
Nel fortunato 2012, la neo-Miss Buscemi fu peraltro protagonista di un test speciale al volante della Fiat Panda 4×4 (apprezzata anche dalla giornalista Francesca Barra) decretata SUV of the Year per Top Gear. Giusy ebbe l’opportunità di mettere alla prova l’agilità di un mezzo capace di arrampicarsi su ogni tipo di sentiero, compresi quelli più impervi, grazie al sistema Torque on demand e al blocco differenziale elettronico (ELD). Sotto la carrozzeria rialzata battevano il grintoso bicilindrico 0.9 TwinAir da 85 CV o l’infaticabile 1.3 Multijet da 75 CV, motori piccoli ma ricchi di coppia. Con meno di 1.200 kg di peso e angoli d’attacco da vera fuoristrada, la piccola piemontese era una compagna d’avventura inarrestabile.
Dalle sfilate di Salsomaggiore e Montecatini alle scogliere di Catania, la strada è stata lunga. Mercoledì 11 marzo 2026 Giusy Buscemi va in scena con Vanina 2 – Un vicequestore a Catania. Il nuovo caso, Il talento del cappellano, la vede impegnata a risolvere il mistero di un cadavere scomparso in un hotel abbandonato e afflitta dalle pene d’amore, divisa tra il legame passato con Paolo e la nuova attrazione per il dottor Manfredi.
Nella fiction di Canale 5 Vanina deve districarsi tra la nebbia dell’Etna e i segreti della criminalità , un personaggio al quale Giusy Buscemi ha trasmesso un po’ della sua caparbietà , il segreto del successo di una carriera in prima fila, battezzata dalla Panda del 2012. L’attrice si è guadagnata una posizione privilegiata sui palinsesti televisivi, e anche i fan dei motori la ricorderanno solare sulla mitica quattro ruote italiana, sempre in cima alle classifiche di vendita nel mercato nazionale. A distanza di quattordici anni, il binomio continua a correre veloce.
Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 20:15:51 +0000Il propulsore più iconico di Audi compie 50 anni. La storia del cinque cilindri viene celebrata attraverso un modello speciale che trasforma la RS3 in una versione limitata da 750 esemplari. Si chiama RS3 competition limited e strizza l’occhio agli appassionati della pista con soluzioni dedicate che impreziosiscono le performance del propulsore da 400 CV. Il nome appositamente scritto in minuscolo è omaggio alla dicitura quattro, anch’essa priva di maiuscole.
Il design muscolare della Audi RS3 competition limited viene enfatizzato da numerosi elementi specifici in fibra di carbonio opaca, che contribuiscono a dare alla compatta sportiva un look ancora più aggressivo. All’anteriore spiccano lo splitter diviso, i nuovi deflettori integrati nelle prese d’aria laterali e le calotte degli specchietti realizzate in materiale composito. Tutti dettagli che contribuiscono anche a migliorare la gestione dei flussi aerodinamici.
Il posteriore non è da meno. Qui il pacchetto estetico comprende la cornice superiore dell’estrattore e uno spoiler dedicato in fibra di carbonio, elementi essenziali ad aumentare la deportanza e rafforzare il carattere sportivo della vettura. L’abitacolo prosegue la stessa filosofia. La fibra di carbonio domina la scena insieme a inserti in pelle e Alcantara, con una combinazione cromatica sofisticata che unisce nero e bianco. Il risultato è un ambiente che trasmette immediatamente la sensazione di trovarsi a bordo di un modello speciale con un richiamo vintage.

Per la prima volta su una compatta firmata Audi Sport, la vettura è dotata di ammortizzatori a ghiera regolabili manualmente, una soluzione tipicamente utilizzata sulle auto da pista. Questo sistema permette di personalizzare in modo molto preciso il comportamento della vettura, adattando l’assetto alle preferenze del pilota o al tipo di circuito. Le regolazioni sono estremamente dettagliate:
A lavorare insieme alle nuove sospensioni troviamo una barra antirollio posteriore maggiorata, il sistema RS torque splitter e i freni carboceramici di serie, riconoscibili anche per le pinze rosse.
Il torque splitter, uno degli elementi più sofisticati della RS3 moderna, utilizza due frizioni elettroidrauliche a lamelle, una per ciascun semiasse posteriore. Questo sistema consente di distribuire la coppia tra le ruote posteriori in modo attivo e variabile, migliorando la trazione e rendendo la guida più precisa, soprattutto nelle curve veloci.
A completare il lavoro sull’aerodinamica troviamo anche uno spoiler specifico, che in combinazione con lo splitter anteriore aumenta la deportanza e contribuisce alla stabilità alle alte velocità .
La Audi RS3 competition limited sarà prodotta in una tiratura limitata di 750 esemplari numerati. Un numero che sottolinea il carattere esclusivo del progetto e rende questa versione destinata a diventare una vera chicca per collezionisti e appassionati.
Per il mercato italiano è prevista una quota piuttosto ridotta: 81 unità , tutte nella configurazione Sportback, che arriveranno nelle concessionarie a partire dal mese di giugno. Il prezzo di partenza è fissato a 107.600 euro, una cifra importante che sottolinea il livello di dotazioni e la natura celebrativa del modello.
Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 15:29:48 +0000I rumors si sono susseguiti negli ultimi mesi, alimentando curiosità e speculazioni tra appassionati e addetti ai lavori. Ora però non c’è più spazio per le indiscrezioni: Dacia ha finalmente tolto il velo alla nuova Striker, un modello che segna un passo importante per il marchio rumeno.
Parliamo di una station wagon rialzata, che rilancia un segmento in netta discesa sul mercato, evolvendolo sotto forma di SUV. Una formula simile a quanto visto con Jogger, che dimostra una passione per le scelte coraggiose da parte del marchio. Nuova Striker con la sua volumetria slanciata riesce a incarnare in pieno la filosofia Dacia, offrendo spazio, versatilità e un prezzo d’attacco accessibile.Â
Striker si mostra subito in tutta la sua lunghezza. Cambia infatti l’approccio Dacia alla volumetria, che rispetto alle più massicce Duster e Bigster, qui si presenta con una vettura rialzata ma filante nelle proporzioni. Sono ben 4,62 i metri che la rendono la vettura del brand più grande mai prodotta.
La carrozzeria è stata scolpita secondo gli stilemi Dacia, ma strizzando anche l’occhio al mondo Renault. Al frontale troviamo infatti una firma luminosa che richiama un po’ quanto visto nell’ultima generazione di Clio. Rimangono al tempo stesso le linee tese e le nervature che mettono in risalto i muscoli di un brand che fa della ricerca dell’avventura la propria filosofia.
Per quanto riguarda gli interni, Dacia ha scelto di mantenere ancora un velo di mistero. Al momento le informazioni sono limitate e la Casa ha confermato che maggiori dettagli verranno svelati in occasione della presentazione ufficiale prevista per giugno. È lecito aspettarsi comunque un abitacolo molto spazioso e pratico, pensato per le famiglie e per chi ha bisogno di caricare bagagli o attrezzature per il tempo libero.
All in da parte di Dacia nella gamma motori, con tutta l’offerta del marchio che arriverà su Striker. Ci saranno quindi versioni con motori benzina tradizionali, ma anche le sempre apprezzate varianti bifuel GPL, una soluzione molto amata soprattutto in Italia per via dei costi di gestione più contenuti.
Non mancheranno naturalmente le opzioni elettrificate, pensate per chi vuole ridurre consumi ed emissioni. A completare l’offerta dovrebbe arrivare anche la variante ibrida a trazione integrale, una soluzione che permetterà alla Striker di affrontare con più sicurezza anche strade sterrate o condizioni difficili. In altre parole, Dacia punta a rendere la Striker un modello estremamente versatile, capace di adattarsi alle esigenze di clienti molto diversi tra loro.
Il prezzo, come da tradizione del marchio, sarà uno degli elementi chiave. Dacia ha già anticipato che la cifra di partenza sarà inferiore ai 25.000 euro, un posizionamento che potrebbe metterla in forte vantaggio rispetto a molte rivali nel segmento delle familiari rialzate e dei crossover di medie dimensioni.
Con la nuova Striker Dacia punta a proseguire il capitolo di successo che sta percorrendo negli ultimi anni. La filosofia delle auto semplici, robuste e accessibili si continua a evolvere, promuovendo auto più grandi e spaziose. E se i SUV continuano a essere al centro delle preferenze della clientela europea, queste versioni con volumetrie originali possono distinguersi in un mercato sempre più affollato.
Se le promesse verranno mantenute, la Striker potrebbe diventare uno dei modelli più importanti della gamma Dacia nei prossimi anni. E considerando il prezzo annunciato, non è difficile immaginare che possa attirare l’attenzione di molti automobilisti in cerca di spazio, praticità e convenienza.
Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 13:31:57 +0000Ferrari si presenta in Cina con parecchia fiducia. C’è però una questione importante sulla quale la Rossa deve realizzare un esame verso il futuro a breve termine: capire perché l’energia recuperata dall’MGU-K e stoccata nelle batterie potrebbe consumarsi troppo velocemente. Oppure se si tratta di una questione legata solamente al software di gestione. Insomma… oltre alla pista ci sono tanti dati da raccogliere che poi saranno processati la settimana prossima.
Le recenti esternazioni di Vasseur offrono spunti di riflessione di notevole spessore, segnatamente per quanto riguarda il rendimento della scuderia di Maranello durante l’appuntamento iridato in Australia. In perfetta aderenza con alcune proiezioni scaturite dall’incrocio tra i feedback dei piloti, le evidenze sulla telemetria e le analisi onboard, possiamo fare un ragionamento.
Si evince come il divario effettivo tra la Ferrari e la Mercedes non fosse affatto rappresentato dagli otto decimi accusati dalla W17 in qualifica. Era piuttosto evidente che la situazione circoscriveva tale gap a una misura prossima alla metà : quattro decimi. Lo stesso Vasseur ha corroborato questa tesi, asserendo che il surplus prestazionale della Mercedes fosse quantificabile addirittura in tre decimi.
La SF-26 vanta indubbi pregi strutturali, sebbene palesi alcune criticità , per fortuna emendabili. Già durante la sessione classificatoria era emerso un potenziale ben più incoraggiante di quanto la graduatoria ufficiale lasciasse presagire. Tali deficienze sono state, peraltro, esacerbate dalle peculiarità morfologiche del layout australiano. Un fattore, anche questo, confermato dal medesimo team principal.
Melbourne non era amico delleF specifiche della Ferrari, a causa di quei prolungati settori privi di decelerazioni significative, dove una gestione oculata dell’energia risulta imprescindibile. Tale argomentazione, dotata di assoluta congruenza, conferma quanto ipotizzato: il fulcro della stagione agonistica risiederà nella capacità di amministrare con perizia l’energia derivante dal comparto ibrido.
La SF-26 ha palesato una discrepanza più marcata in configurazione qualifica. Frangente in cui si impegna l’accumulatore alla massima capacità per concludere il giro con lo stoccaggio esaurito. Il tutto nel tentativo di massimizzare la performance velocistica. Tale condizione decade sulla lunga distanza, dove una simile condotta risulterebbe controproducente per la difesa della posizione.
È apparso evidente a tutti gli osservatori come, sulla distanza del GP, la Rossa abbia mostrato un’efficienza superiore, cogliendo di sorpresa l’intero paddock. Come rilevato, il gap tra la scuderia modenese e quella di Brackley tende a contrarsi nel passaggio dal sabato alla domenica. Il quesito imminente riguarda l’adattabilità del circuito di Shanghai alle doti della SF-26.
Vasseur mantiene un profilo prudente. In Cina lo scenario muterà radicalmente, perché si affolleranno temperature più rigide, anzitutto. Inoltre, pur in presenza di lunghi rettifili come in Bahrain, ci saranno numerose staccate per rigenerare il sistema. Dalle parole del manager si può capire come la Rossa possa incorrere in un prematuro esaurimento dell’energia elettrica durante il giro secco.
In Cina, la prevalenza di frenate violente fungerà da volano per la ricarica, agevolando la gestione energetica. Banco di prova cruciale per saggiare la reale efficienza del sistema ibrido della power unit. Non si deve ignorare che, oltre all’efficacia intrinseca dei componenti, la raffinatezza dello sviluppo software, e della relativa mappatura, riveste un ruolo decisivo per le vetture 2026.
Sussiste inoltre un certo dubbio sulle gomme. Analizzando le riprese onboard durante il fine settimana, permangono perplessità sulla capacità della SF-26 nel gestire in maniera impeccabile la fase di attivazione dei compound. Vasseurstesso ha menzionato l’argomento, ribadendo che questo tipo di variabile continua a essere determinante per l’economia prestazionale del weekend.
Inoltre, nel primissimo scorcio del mondiale si è registrata una crescente attenzione al fenomeno del graining. Conferma via radio nelle comunicazioni tra piloti e ingegneri. D’altra parte, rispetto alle specifiche della Pirelli 2025, gli attuali pneumatici subiscono sollecitazioni laterali inferiori, rendendo più complesso il raggiungimento della finestra termica ideale per l’asse anteriore.
Anche per questo, a Shanghai, il tema gomme si preannuncia centrale all’interno del fine settimana. Va detto che la Rossa ha lavorato molto sugli schemi sospensivi per amministrare al meglio le coperture. Un lavoro specifico voluto espressamente da Loic Serra, che, dopo la scorsa stagione, ha voluto conferire alla SF-26 la capacità di sfruttare al massimo le coperture.
Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 12:56:36 +0000Quando la realtà supera la fantasia. A Bruillet, un tranquillo comune francese nell’Essonne, il display di un distributore di benzina ha segnato la cifra surreale di 0,01 euro al litro la sera del 5 marzo. Manco in un film apocalittico, l’errore di inserimento manuale ha scatenato la febbre collettiva, con decine di conducenti pronti ad approfittare dell’occasione.
Le notizie corrono veloci in rete. Alla prima soffiata su X e gruppi WhatsApp locali gli utenti si sono fiondati il più presto possibile presso la stazione di servizio, come dimostrano i video caricati in rete, dove appaiono file chilometriche di automobilisti a bocca aperta davanti al display. Oltre al serbatoio, qualcuno ne ha approfittato per riempire ogni contenitore disponibile, dalle taniche ai jerrycan di fortuna, mentre le autorità provavano a gestire un traffico incredibilmente impazzito. Il passaparola continuo è arrivato fino agli abitanti di Comuni limitrofi, che a loro volta non ci hanno pensato su due volte a mettere in moto e raggiungere il luogo di rifornimento, nel tentativo disperato di accaparrarsi “l’oro nero” a cifre irrisorie.
La scena segue un periodo complicato. Nelle ultime settimane, infatti, i listini alla pompa hanno subito impennate brutali anche in Francia, e qualcuno ha visto nel centesimo apparso sul display una sorta di risarcimento spontaneo per i rincari dettati dalle tensioni geopolitiche internazionali. L’anomalia tecnica, poi confermata come un banale quanto catastrofico errore di digitazione durante l’aggiornamento dei prezzi, è stata corretta non appena i responsabili si sono accorti del danno. Ma il danno, per le casse del supermercato, era ormai fatto.
E ora che succederà ? In teoria, l’azienda erogatrice ha il diritto di rintracciare i pagamenti elettronici e chiedere la differenza agli automobilisti. Secondo il legislatore nazionale, nel momento in cui un errore è “manifesto” – ovvero tanto palese da essere chiaramente un errore e non una promozione – il venditore ha modo di rivalersi. Tuttavia, il danno d’immagine pubblica potrebbe dissuadere il grande distributore dall’adire le vie legali, visti peraltro i precedenti, che non sempre hanno portato a rimborsi forzati. Spesso le compagnie hanno preferito assorbire il colpo invece di dare battaglia per non incorrere in infinite battaglie legali o perdere reputazione.
Gli effetti dei costi energetici sui bilanci familiari sono sotto gli occhi di tutti nei filmati diffusi sul web. Mentre il carburante diventa un bene di lusso, la razionalità scompare e lascia il posto alla “corsa all’oro”. Resta da vedere quali saranno gli sviluppi della vicenda, se i conducenti che si sono procurati decine di litri a pochi centesimi riceveranno nei prossimi giorni una mail meno divertente dalla propria banca.
Comunque andrà , le immagini testimoniano le tensioni del periodo, registrate anche in Italia, dove il Governo ha nelle ultime ore deciso di rinviare il decreto contro il caro-carburanti. Il cortocircuito dei prezzi di Breuillet ha dato agli utenti l’illusione di avere la situazione sotto controllo per qualche ora. Tramontata l’anomalia della benzina a un centesimo, la rabbia per i rincari continui si conferma, però, l’unica costante nel serbatoio.
Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 11:17:08 +0000Il rombo discreto di un V6 americano tra i vicoli silenziosi della Città del Vaticano. Prepariamoci a vedere, ma soprattutto sentire, questa scena, dopo la nuova auto regalata a Papa Leone XIV, un esemplare unico di Ford Explorer Platinum Hybrid. L’omaggio non è solo dettato dalla carica istituzionale: il SUV è stato, infatti, materialmente assemblato a Chicago, la città natale del Santo Padre.
Invece di osservare il consueto distacco dei protocolli ufficiali, il CEO della Casa automobilistica Jim Farley ha voluto rendere l’evento un affare di famiglia, presentandosi all’udienza privata coi propri cari per consegnare di persona le chiavi nelle mani del Pontefice. Da fornitura aziendale, il gesto ha finito per toccare la sfera intima di un uomo che, pur guidando la Chiesa in tutto il mondo, non ha mai fatto mistero delle sue radici nel Midwest.
L’Explorer destinata al Pontefice non è un modello di serie. I designer dell’Ovale Blu hanno lavorato per mesi su dettagli che potessero far sentire Leone XIV a casa, anche a migliaia di chilometri di distanza dal Michigan Avenue. Non appena si sale a bordo, l’occhio cade sui battitacco personalizzati: lo skyline di Chicago fuso al profilo inconfondibile della Basilica di San Pietro evidenzia una doppia anima.
Lo stesso dialogo visivo prosegue nei ricami dei sedili in pelle, dove i designer hanno pensato di applicare discretamente la bandiera della “Windy City” sui tag laterali. Persino l’impianto audio ha subito gli accorgimenti del caso, venendo ricalibrato per permettere la ricezione delle frequenze radio europee, così da restare connessi con le notizie del Vecchio Continente durante gli spostamenti privati. Dietro questo lavoro certosino c’è la firma di Jennifer Barilovich, Lead Electrical Systems Integration Engineer di Ford, che ha vissuto il progetto con profonda commozione:
“Appena ho potuto, l’ho detto alla mia famiglia. Vengo da una famiglia cattolica numerosissima: erano tutti entusiasti, pensavano fosse il progetto più incredibile del mondo. Per me è il punto più alto della mia vita professionale”
La Platinum Hybrid non va confusa con la “sorella” elettrica che circola sulle nostre strade, nata dalla collaborazione con Volkswagen. In abbinamento a un cambio automatico a 10 marce, qui spinge un sei cilindri da 3.3 litri benzina full hybrid, in grado di muovere una stazza generosa in modo pulito e silenzioso nei brevi tragitti all’interno dello Stato Vaticano. Il SUV non dovrebbe apparire nelle grandi parate di Piazza San Pietro, tradizionalmente invase da Papamobili scoperte e bianche, tuttavia potrà farsi valere negli spostamenti quotidiani operativi. E, a quanto pare, il Papa non vede l’ora di metterla alla prova. Durante la consegna, Farley ha riferito un dettaglio che svela il lato più umano del Pontefice:
“Ha notato e apprezzato tutti i tocchi personali. Abbiamo persino fatto un breve giro di prova: posso confermare che il Santo Padre apprezza la guida sportiva”
Le targhe personalizzate, “DA POPE” e “LEO XIV”, svelano l’anima pop, ma il senso di tutta l’operazione risiede nel legame con lo stabilimento produttivo. L’Explorer è stata costruita nel Chicago Assembly Plant, situato a soli otto chilometri da Dolton, il sobborgo dove il Papa è cresciuto. Dalle radici, fin sotto la Cupola.
Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 10:09:17 +0000Quello che conosciamo tutti con il nome di patentino per il motorino in realtà è la patente AM, che consente di guidare appunto scooter e altri veicoli 50 cc a partire dai 14 anni di età . Un tempo, si aspettavano appunto i 14 anni per mettersi in sella al cinquantino e sfrecciare con gli amici per le vie della città , senza casco né patente. Oggi fortunatamente (a partire dal 1° luglio 2004 – entrata in vigore del patentino – diventato patente AM il 19 gennaio 2013) le regole sono diverse e ogni adolescente, prima di guidare il suo motorino, deve conoscere le norme che regolano la circolazione sua strada e la segnaletica, oltre a superare esami di teoria e di pratica, dopo aver studiato a scuola guida o sui libri e aver fatto le esercitazioni necessarie appunto al superamento delle due prove.
Come anticipato, il patentino si può ottenere dai 14 anni compiuti. Con la patente AM si possono guidare tutti i ciclomotori fino a 50 cc di cilindrata e con una potenza che non superi i 4 kW e che viaggiano a una velocità massima di 45 km/h. Per quanto riguarda i passeggeri, non possono salire in sella fino al compimento dei 16 anni di età del conducente, è importante sottolinearlo. Vediamo però nel dettaglio che cosa dice la legge e quindi quali sono i mezzi che è possibile guidare con quello che comunemente chiamiamo ancora patentino (come a inizio anni Duemila):
Per conseguire la patente AM è necessario rivolgersi presso un’autoscuola o anche presso gli uffici territoriali della Motorizzazione Civile, si ha la possibilità di scegliere tra queste due modalità differenti. Nel primo caso l’ente si occupa di tutto (lezioni, prove, esami, esercitazioni, bollettini e pratiche burocratiche), per questo è necessario considerare costi più alti, ma a mio avviso si tratta anche della soluzione più comoda e semplice.
Presso la Motorizzazione Civile invece, come accade anche dai 16 anni per la patente B, si può fare tutto il percorso per il conseguimento del patentino da privatista, risparmiando sicuramente sul costo finale, ma studiando da soli senza alcun supporto (lezioni e simulazioni d’esame) e procedendo a tutti gli adempimenti burocratici in autonomia, ricordando che forse non per tutti è così facile e immediato, ma è una scelta assolutamente plausibile.
Per quanto riguarda le modalità di esame, i candidati hanno la possibilità di fare due prove di teoria in un tempo massimo di 6 mesi, a partire dalla data di presentazione della domanda, e tre prove pratiche di guida in un massimo di 11 mesi, a partire dal mese successivo alla data di superamento dell’esame di teoria e, quindi, del rilascio del foglio rosa, che avviene appunto solo in seguito all’esito positivo della prova teorica.
È importante sottolineare però che tra una prova d’esame che ha dato esito sfavorevole e la successiva deve trascorrere almeno un mese, e questo accade (circolare 18319 del 3/8/2015) per scoraggiare la tendenza a prenotare posti per candidati che poi non si presentano perché ancora non pronti, ecco perché ogni candidato che non passa la prova di teoria la prima volta non la può ripetere immediatamente, ma deve aspettare almeno 30 giorni dalla data di assenza (anche nel caso in cui sia dovuta a gravi motivi o malattia).
Come abbiamo detto, dopo l’iscrizione si può sostenere due volte l’esame di teoria, entro 6 mesi. Si tratta nello specifico di un quiz di 30 domande a risposta secca (Vero o Falso) da completare entro un tempo massimo di 25 minuti. Per il superamento è concesso fare un massimo di 3 errori, al quarto si è bocciati e bisogna sostenere una nuova prova.
L’esame di teoria si può ripetere una sola volta nei 6 mesi, a un’eventuale seconda bocciatura il candidato deve presentare nuovamente la documentazione e ripagare i bollettini. Ci sono portali specializzati che mettono a disposizione simulazioni dei test d’esame ed esistono i classici libri dei quiz per la patente AM, molto utili anche a chi fa in autonomia, da privatista. Per chi si iscrive invece presso l’autoscuola, come avviene per la patente B, è possibile partecipare alle lezioni in aula e prepararsi ai quiz con i docenti qualificati.
L’esame di teoria della patente AM prevede domande che toccano questi argomenti:
L’esame teorico per il conseguimento della patente AM si consegue con il metodo informatizzato. Come abbiamo detto, si tratta di un test di 30 domande ed è disponibile anche la traduzione in francese e tedesco. Il candidato deve compilare un questionario elettronico usando un computer, si può sostenere l’esame (al momento) solo ed esclusivamente presso gli Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile, che hanno pc con tecnologia touch screen.
Prima di accedere all’aula d’esame ogni candidato viene inquadrato da una webcam per il riconoscimento facciale, e prima di iniziare la prova viene riconosciuto anche dalla webcam installata sul pc alla propria postazione, assegnata dal personale presente in aula.
Si può toccare lo schermo esclusivamente con le proprie mani, si deve rimanere per tutti i 25 minuti nel raggio d’azione della webcam e ogni candidato ha la facoltà di navigare liberamente nella sua scheda d’esame, passando da una domanda all’altra.
Quando l’ultimo candidato ha finito la prova o è trascorso il tempo per la compilazione del quiz, l’esaminatore dichiara conclusa la prova d’esame, convalida il verbale e tutti e l’esito della sessione viene stampato e affisso all’esterno dell’aula.
Al superamento della prova di teoria si può ritirare il foglio rosa, che permette di guidare in luoghi poco frequentati i mezzi consentiti con la patente AM. In caso di guida di quadricicli o ciclomotori a 3 ruote, bisogna esporre la lettera P di principiante per avvisare gli altri utenti della strada e deve esserci a bordo un passeggero in possesso della patente B da almeno 10 anni e un’età non superiore a 65 anni (lo stesso accade per chi ha il foglio rosa per la patente B).
Il foglio rosa ha una validità di dodici mesi entro i quali ogni candidato può riprovare a fare l’esame pratico (in caso di esito negativo) fino a tre volte, non prima che sia trascorso però almeno un mese dalla data del rilascio del foglio rosa stesso. Anche in questo caso, tra una prova d’esame con esito sfavorevole e una successiva devono passare almeno 30 giorni. In caso di esito negativo delle tre prove di guida, il candidato deve rifare anche la prova di teoria, ripetendo quindi l’intero iter.
Il foglio rosa, come abbiamo detto quindi, viene rilasciato immediatamente dopo l’esito positivo alla prova teorica e permette di sostenere l’esame pratico da 30 giorni dopo il rilascio. La prova pratica si svolge in due momenti e luoghi differenti:
La prova pratica può essere svolta, indifferentemente, con ciclomotore a due ruote o a tre ruote o con quadriciclo leggero, omologati per il posto di un passeggero oltre al conducente. Sono ammessi all’esame ciclomotori a tre ruote o quadricicli leggeri solo se dotati di retromarcia. Tali veicoli possono essere muniti di cambio automatico o manuale, ma attenzione: se la prova viene sostenuta su veicolo con cambio automatico, allora sulla patente di guida, in corrispondenza della categoria AM, viene annotato il codice UE armonizzato 78 e quindi il titolare della patente AM così conseguita non potrà mai guidare veicoli di categoria AM con cambio manuale.
L’esame può essere sostenuto con ciclomotori a due ruote (categoria L1e), ciclomotori a tre ruote (categoria L2e), quadricicli leggeri (categoria L6e), omologati per il trasporto di un passeggero oltre al conducente, non necessariamente dotati di cambio di velocità manuale.
Il giorno dell’esame il candidato si deve presentare con:
Il candidato privatista deve fare l’esame in Motorizzazione, la prova pratica si svolge presso le sedi segli UMC o, solo per i candidati delle autoscuole, presso le sedi delle autoscuole o dei centri di istruzione automobilistica idonei.
I candidati devono indossare un adeguato abbigliamento protettivo:
Per il conseguimento della patente AM è necessario presentare i seguenti documenti:
Rivolgendosi alla Motorizzazione Civile è necessario pagare per conto proprio i bollettini obbligatori, per chi si iscrive in un’autoscuola non serve, i versamenti vengono effettuati dalla scuola guida stessa e gli importi sono compresi nel costo totale richiesto.
A proposito di costi, il prezzo cambia – come abbiamo detto prima – in base alla modalità scelta per conseguire il patentino:
La patente AM vale 10 anni dalla data di conseguimento, fino a 50 anni d’età e, come tutte le patenti di guida quindi deve essere man mano rinnovata. La durata si riduce a 5 anni per chi ha tra 50 e 70 anni, a 3 anni per chi supera i 70 anni e a 2 anni per gli ultraottantenni. Il rinnovo richiede solo il pagamento dei bollettini da 16 e 10,20 euro e il superamento di una visita medica (con pagamento marca da bollo da 16 euro).
Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 10:05:29 +0000