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Il traffico sulle autostrade italiane l’8 aprile 2026 vede alcune situazioni significative, tra cui una lunga coda di 25 km sulla A1 Milano-Napoli tra Firenze Impruneta e il Bivio A1-Variante causata da traffico intenso, e una coda di 2 km sulla A16 Napoli-Canosa tra Candela e Vallata dovuta a lavori. La giornata è caratterizzata prevalentemente da traffico rallentato e code a tratti su più tratte principali.
14:03 – Firenze Impruneta e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 268.0 al chilometro 293.0 per una lunghezza di 25.0 km.
13:51 – Bivio A1-Variante e Sasso Marconi
Traffico rallentato per materiali dispersi
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 212.0 al chilometro 217.0 per una lunghezza di 5.0 km.
13:48 – Firenze sud e Firenze Scandicci
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 292.0 al chilometro 296.0 per una lunghezza di 4.0 km.
13:25 – Valdarno e Firenze sud
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 315.0 al chilometro 324.0 per una lunghezza di 9.0 km.
13:11 – Attigliano e Orvieto
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 451.4 al chilometro 479.5 per una lunghezza di 28.1 km.
12:43 – Torrenova e Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A.
Coda di 1 km per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
La corpo tratta va dal chilometro 20.0 al chilometro 19.0.
12:35 – Magliano Sabina e Orte
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 491.3 al chilometro 500.9 per una lunghezza di 9.6 km.
13:42 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 5.0 al chilometro 4.0 per una lunghezza di 1.0 km.
13:42 – Bologna Borgo Panigale e Bologna Fiera
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 15.5 al chilometro 8.0 per una lunghezza di 7.5 km.
14:02 – Candela e Vallata
Coda di 2 km per lavori
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 110.5 al chilometro 112.5.
12:16 – Avellino Ovest e Benevento
Coda di 1 km per incidente
Direzione Canosa
La tratta interessata va dal chilometro 50.3 al chilometro 49.3.
14:04 – Nodo di Pero e Cormano
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta interessata va dal chilometro 129.9 al chilometro 125.0 per una lunghezza di 4.9 km.
14:03 – Rovato e Palazzolo
Coda per safety car
Direzione Trieste
La tratta interessata va dal chilometro 200.0 al chilometro 196.0 per una lunghezza di 4.0 km.
13:02 – Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista di 15 minuti
Direzione Courmayeur
La coda si trova in corrispondenza del piazzale francese.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Wed, 08 Apr 2026 12:08:00 +0000Un video su TikTok, pochi secondi di immagini che scorrono veloci tra un filtro e una melodia virale, è bastato a scatenare la curiosità dei fan e a chiudere, simbolicamente, un capitolo della vita privata di uno dei conduttori più amati d’Italia. Le immagini mostrano un gruppo di persone che festeggia allegramente a bordo di un’imbarcazione elegante, con i calici alzati verso il cielo in un brindisi che segna un passaggio di proprietà definitivo.
La didascalia del contenuto non lascia spazio a interpretazioni: “L’ex barca di Stefano De Martino“. Ma il dettaglio che ha colpito maggiormente l’attenzione dei follower, confermando che quel legame con il passato è stato reciso, è inciso a poppa: il nome Santiago, dedicato al figlio nato dall’unione con Belén RodrÃguez, è sparito per far posto a un più impersonale “Lions“.
Per comprendere appieno il valore, non solo economico ma anche affettivo, di questo mezzo, bisogna fare un salto indietro nel tempo fino al 2019. In quell’anno, Stefano De Martino decise di commissionare quello che sarebbe diventato il suo rifugio personale tra le onde a uno dei nomi più prestigiosi della cantieristica campana: Stanislao Esposito.
Maestro artigiano di Castellammare di Stabia, Esposito è tra i pochi custodi rimasti della tradizione dei gozzi sorrentini, capaci di trasformare legni pregiati in opere d’arte galleggianti attraverso una lavorazione interamente artigianale. Il risultato di questo minuzioso lavoro fu un gioiello del mare, un gozzo sorrentino dal valore stimato tra i 250 e i 300 mila euro, costruito pezzo dopo pezzo seguendo i dettami della maestria locale.
Il nome scelto all’epoca dal conduttore di Affari Tuoi non era affatto casuale. Battezzare la barca Santiago significava mettere al centro del proprio tempo libero il figlio nato con Belén nel 2013, un punto fermo nella vita di Stefano ben prima che diventasse il personaggio televisivo più chiacchierato e di successo del panorama italiano.
Quel gozzo non era semplicemente un bene di lusso da esibire, ma era il palcoscenico di anni di traversate estive, un guscio protettivo dove godersi momenti di relax lontano dai riflettori della televisione e dall’insistenza dei paparazzi, solcando le acque cristalline che separano Capri dalle isole pontine. Era l’incarnazione di una storia familiare che per anni ha alimentato le cronache rosa e che ora, attraverso una ridenominazione, trova una sua conclusione formale.
Nonostante qualche iniziale dubbio sollevato nei commenti del video social da parte di utenti scettici, l’autore della clip ha confermato l’identità dell’imbarcazione: si tratta proprio del gozzo appartenuto all’ex volto di Amici. La scelta dei nuovi proprietari di cambiare il nome e di celebrare l’acquisto con un brindisi solenne ha trasformato quella che sembrava una semplice indiscrezione di gossip in una vera e propria struttura narrativa.
In questa storia c’è tutto: c’è l’oggetto del desiderio, la barca; c’è un nome, “Santiago”, che portava con sé un peso emotivo e una storia pubblica estremamente ingombrante; e infine c’è la scelta consapevole di voltare pagina. Vedere quel nome sparire dalla poppa per far posto alla scritta “Lions” racconta molto della natura ciclica della vita e dei ricordi.
Le imbarcazioni di questa qualità , nate dalle mani di un maestro come Esposito, sono costruite per durare nel tempo, spesso sopravvivendo ai sentimenti e alle fasi della vita di chi le possiede. Dopo aver fatto da sfondo a stagioni di successi professionali e a grandi cambiamenti personali di De Martino, il gozzo sorrentino inizia ora una nuova esistenza, con nuovi passeggeri pronti a creare i propri ricordi tra le insenature del Mediterraneo.
Data articolo: Wed, 08 Apr 2026 11:01:11 +0000C’è un silenzio operoso che avvolge i padiglioni dell’Hub di Economia Circolare di Mirafiori, a Torino. Non è più solo il rumore delle catene di montaggio che scandisce il tempo, ma quello, quasi chirurgico, di chi smonta, analizza e rigenera.
In questo luogo, simbolo storico dell’industria automobilistica italiana, sta prendendo forma una rivoluzione che trasforma i veicoli a fine vita e i prototipi in una risorsa preziosa per il futuro. Il 7 aprile 2026 segna una tappa fondamentale di questo percorso: SUSTAINera, la business unit di Stellantis dedicata all’Economia Circolare, ha annunciato il lancio di nuovi store su eBay interamente dedicati ai ricambi originali usati.
Immaginate un pezzo di carrozzeria di una Jeep o un modulo elettronico di un’Alfa Romeo che, invece di finire nel dimenticatoio dei rottami, viene selezionato e messo a disposizione di un automobilista a Parigi, Berlino o Madrid. I nuovi canali di vendita su eBay, attivi in Italia, Francia, Germania e Spagna, rendono questo scenario una realtà quotidiana.
Questi negozi online si affiancano alla piattaforma B-Parts, portando l’offerta totale di ricambi usati in Europa alla cifra sbalorditiva di 12 milioni di pezzi. Grazie alla collaborazione con BrandOn Group, specialista dell’e-commerce, Stellantis sta rendendo il mercato del “riuso” accessibile non solo ai riparatori professionisti, ma a chiunque possieda una connessione internet.
Il processo che porta un “pezzo” dallo scaffale di Mirafiori allo schermo di uno smartphone è una narrazione di precisione e rigore. Ogni componente che arriva al Centro di smontaggio non viene semplicemente rimosso, ma sottoposto a una procedura standardizzata e controllata. Il racconto inizia con un’ispezione iniziale, seguita da una classificazione meticolosa. Poi arriva lo smontaggio in sicurezza e la pulizia profonda, per terminare con una valutazione funzionale che ne attesta la perfetta efficienza.
Che si tratti di parti meccaniche, elettroniche, componenti per gli interni o lamierati, ogni pezzo è tracciato tramite il sistema di codifica Stellantis, garantendo coerenza e conformità legale. Attualmente, il magazzino di Mirafiori offre oltre 20.000 ricambi focalizzati principalmente su marchi come FIAT, Alfa Romeo e Jeep, con una disponibilità che si sta rapidamente estendendo a Peugeot, Opel e Citroën.
Scegliere un ricambio originale usato non è solo una mossa d’astuzia per il portafoglio — con risparmi che possono toccare il 70% rispetto al nuovo — ma è un gesto d’amore verso il pianeta. I numeri parlano chiaro: prolungare la vita utile di un componente garantisce un risparmio del 100% dei materiali e una riduzione fino al 50% delle emissioni di CO2 rispetto alla produzione di un pezzo nuovo. È l’applicazione pratica della strategia delle “4R” di Stellantis: Rigenerazione, Riparazione, Riuso e Riciclo.
Per abbattere le ultime diffidenze legate all’acquisto dell’usato, SUSTAINera offre garanzie solide: un anno di garanzia su ogni componente, un periodo di reso di 14 giorni e fotografie dettagliate per una trasparenza totale sulle condizioni del prodotto.
In questo modo, l’economia circolare smette di essere un concetto astratto per diventare un vantaggio concreto: meno rifiuti, meno sfruttamento di risorse naturali e un’impronta di carbonio ridotta. Mirafiori, dunque, non smette di produrre. Ha solo iniziato a realizzare un futuro più responsabile, dove ogni bullone ha ancora una storia da raccontare e chilometri da percorrere.
Data articolo: Wed, 08 Apr 2026 09:47:15 +0000Con la Pasqua appena trascorsa e la tradizionale caccia alle uova, c’è chi in Germania ha deciso di offrire un’attività alternativa altrettanto entusiasmante: la ricerca di piccole creature marine nascoste in piena vista. Non si tratta di un errore geografico, ma di una tradizione che da ormai due decenni anima l’abitacolo delle vetture di Rüsselsheim: il leggendario avvistamento degli squali Opel. Trovare questi piccoli predatori richiede un occhio attento e una buona dose di curiosità , poiché sono “creature marine” decisamente riservate che amano nascondersi nei punti più impensabili della nuova Opel Astra.
Per capire come mai dei pesci cartilaginei siano finiti all’interno di una bestseller compatta, bisogna riavvolgere il nastro del tempo fino a una domenica pomeriggio del 2004. Il designer Dietmar Finger era a casa, intento a lavorare a uno schizzo per la futura Opel Corsa D. In quel momento stava disegnando il pannello esterno del cassetto portaoggetti, un elemento solitamente invisibile ma fondamentale per garantire stabilità attraverso delle costole integrate nella plastica. Mentre tracciava quelle linee, suo figlio lo osservò e gli lanciò una sfida: “Perché non disegni semplicemente uno squalo?“.
L’idea, nata per gioco, convinse subito Finger, che diede ai rinforzi la forma del predatore. Il giorno dopo, il profilo dello squalo fu mostrato al capo designer di allora, Niels Loeb, che ne rimase affascinato. Da quel cassetto portaoggetti è iniziata una storia che ha attraversato generazioni di modelli: dalla Zafira — dove ne furono nascosti ben tre — alla ADAM, fino alle attuali Grandland, Mokka e Frontera.
Oggi, questa tradizione rivive nella nuova Opel Astra, una vettura che si presenta più affilata e moderna che mai. Progettata e costruita interamente presso la sede storica di Opel, la nuova Astra non è solo una sorpresa estetica, ma un concentrato di innovazione tecnica. Il design pulito è dominato dal frontale Opel Vizor, ora ancora più incisivo e, insieme al logo “Blitz”, illuminato.
Sotto la carrozzeria batte un cuore tecnologico d’avanguardia: i nuovi fari a matrice di Led Intelli-Lux HD vantano oltre 50.000 elementi, garantendo una precisione d’illuminazione senza precedenti per il segmento. Anche sul fronte della mobilità elettrica il passo avanti è netto: la Opel Astra Electric permette oggi di percorrere fino a 454 chilometri (WLTP) con una singola carica, un’autonomia pensata per i lunghi viaggi in totale relax.
Tuttavia, mentre l’esterno dell’auto brilla di luce propria, i piccoli squali sembrano preferire l’ombra. Realizzati con materiali ecologici, questi mini-predatori si sentono a loro agio sotto le superfici dell’abitacolo. Per chi volesse cimentarsi nella caccia, ecco qualche indizio: vale la pena cambiare prospettiva tra i sedili anteriori o esplorare con attenzione il vano bagagli della versione Sports Tourer, dove gli squali potrebbero “nuotare” ad altezze decisamente inaspettate.
Il bello di questo rituale è che le posizioni esatte rimangono segrete fino al lancio, persino per la direzione generale dell’azienda. Ogni capo designer d’interni, dalla metà degli anni 2000, si assicura che almeno uno squalo trovi dimora nel nuovo modello, rendendo la consegna dell’auto un momento ludico per i nuovi clienti.
La “storia dello squalo Opel” è destinata a continuare anche nei futuri veicoli del marchio, pronti a cambiare territorio tra le profondità degli interni e la carrozzeria. In un mondo automobilistico spesso dominato dalla fredda logica dei numeri, Opel sceglie di mantenere vivo questo tocco di carattere e umanità , ricordandoci che dietro ogni grande progetto c’è sempre l’idea geniale e un po’ folle di un ragazzo e di suo padre.
Data articolo: Wed, 08 Apr 2026 08:36:02 +0000Esiste un’emozione particolare, quasi ancestrale, che scatta nel momento in cui le dita stringono il volante e lo sguardo si perde oltre il parabrezza, verso una strada che sembra non finire mai. Per molti, il viaggio non è un semplice spostamento, ma un’esperienza sensoriale dove il confine tra asfalto e cielo si fa sottile. Ci sono percorsi nel mondo che sono diventati leggenda, celebrati da film e canzoni, sentieri scavati nella roccia o distesi lungo oceani sconfinati che promettono una libertà assoluta.
Spesso pensiamo a mete esotiche e lontane, ma la verità è che uno di questi paradisi terrestri, inserito tra le eccellenze assolute per chi ama il “road trip” perfetto, batte proprio nel cuore del nostro Paese. Non è solo una questione di paesaggi che tolgono il fiato, ma di una combinazione magica e scientifica che rende la guida un piacere puro.
Secondo un recente e innovativo studio realizzato da Autotrader in collaborazione con il noto meteorologo Jim R N Dale, la bellezza di una strada non si misura solo in chilometri o panorami. Esiste un fattore determinante che spesso sottovalutiamo: le condizioni climatiche. Esistono luoghi dove guidare è semplicemente più piacevole perché il meteo è quasi sempre perfetto. Ed è qui che l’Italia si riprende la scena con prepotenza.
La strada in questione è la Costiera Amalfitana, un nastro di asfalto che si snoda tra il blu cobalto del mare e il verde verticale dei monti Lattari. In questa classifica globale delle strade più piacevoli al mondo, la Costiera si piazza orgogliosamente al quarto posto, ottenendo un punteggio di 81 su 100.
Cosa rende questo percorso così speciale agli occhi degli esperti? Il segreto risiede nel suo clima mediterraneo, capace di offrire un’esperienza di guida unica: le temperature sono costantemente piacevoli, il cielo è spesso terso e le giornate sono inondate da una luce che esalta i colori dei borghi a picco sul mare. Sebbene i famosi tornanti e le carreggiate strette richiedano una mano ferma e attenzione costante, proprio questa complessità rende il viaggio coinvolgente per chi vede l’auto come un’estensione della propria voglia di esplorare.
Secondo lo studio, il vero valore aggiunto della Costiera è la visibilità : più l’aria è limpida, più la guida diventa sicura, rilassante e capace di curare lo stress della quotidianità . Per vivere questo sogno al massimo, il consiglio degli esperti è di mettersi in viaggio durante la primavera o l’inizio dell’estate, quando le condizioni sono letteralmente impeccabili.
Se l’Italia brilla per il suo equilibrio tra sfida e bellezza, il resto del mondo offre scenari altrettanto spettacolari dove il clima sembra essere stato disegnato da un ingegnere della felicità . In cima alla classifica mondiale troviamo la Garden Route in Sudafrica: trecento chilometri di costa dove il vento è quasi assente, la visibilità è sempre ottima e le temperature rimangono miti per gran parte dell’anno.
Subito dopo il podio è occupato dalle icone americane per eccellenza. La Route 66 e la Pacific Coast Highway si confermano mete leggendarie dove il clima secco e le infinite giornate di sole rendono ogni sosta una cartolina indimenticabile. Ma la classifica delle dieci migliori strade al mondo secondo il “Weather Score” è un vero atlante del desiderio per ogni viaggiatore:
Che si scelga il freddo fascino della Norvegia o il sole cocente della California, questo studio ci ricorda che la strada migliore non è quella che ci porta più velocemente a destinazione, ma quella che ci permette di godere di ogni singolo respiro del viaggio, preferibilmente sotto un cielo limpido e con il finestrino abbassato. E sapere che una delle esperienze più alte del mondo si trova proprio a pochi chilometri da casa nostra, rende la voglia di partire ancora più irresistibile.
Data articolo: Wed, 08 Apr 2026 07:33:27 +0000Nel 1992, la Renault Twingo ha rivoluzionato il concetto di citycar con la sua visione audace e allegra, vendendo oltre 4,1 milioni di unità in 25 Paesi. Oggi, in un mercato europeo dove il segmento A è in sofferenza, Renault raccoglie la sfida di far rinascere questo mito in veste totalmente elettrica. La nuova Twingo E-Tech Electric, attesa per il 2026, non è solo un’operazione nostalgia, ma un vero game changer progettato per rendere la mobilità a zero emissioni finalmente accessibile, con un prezzo d’attacco inferiore ai 20.000 euro per la versione Evolution.
Il segreto dell’agilità e della competitività della nuova Twingo risiede nella sua “ossatura”: la piattaforma RGEV small. Si tratta della stessa architettura tecnica utilizzata per le sorelle maggiori Renault 5 e Renault 4 E-Tech Electric, opportunamente ottimizzata per le esigenze di una citycar di segmento A. Per contenere i costi e il peso senza sacrificare il piacere di guida, Renault ha adottato un avantreno derivato dai modelli superiori, abbinandolo a un retrotreno a ruote interconnesse derivato dalla Captur.
Con una lunghezza compatta di 3,79 metri e un peso piuma per la categoria elettrica (a partire da 1.200 kg), la Twingo promette una maneggevolezza straordinaria. Il raggio di sterzata di soli 9,87 metri la rende la regina indiscussa delle manovre urbane e delle inversioni a U negli spazi più angusti.
Sotto le forme arrotondate e il “faccino” allegro batte un motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 60 kW, equivalenti a circa 82 CV. Nonostante la potenza contenuta, la coppia istantanea di 175 Nm garantisce scatti vivaci: la vettura è capace di coprire lo 0-50 km/h in appena 3,85 secondi, assicurando la prontezza necessaria per districarsi nel traffico cittadino (come abbiamo visto nella prova in anteprima).
Una delle innovazioni più interessanti per la guida quotidiana è la funzione One Pedal, disponibile nell’allestimento Techno. Questa tecnologia permette al conducente di gestire accelerazione e frenata quasi esclusivamente con il pedale dell’acceleratore; sollevando il piede, l’auto rallenta fino al completo arresto, massimizzando il recupero di energia e riducendo lo stress negli ingorghi.
La vera rivoluzione tecnologica si nasconde però nella batteria. Per la prima volta, Renault adotta la tecnologia LFP (Litio-Ferro-Fosfato), una scelta strategica che privilegia l’abbondanza di materiali meno critici e riduce i costi di produzione del 20% rispetto alle tradizionali batterie NMC. Con una capacità netta di 27,5 kWh, la batteria è stata “ben dimensionata” per le reali necessità di chi vive la città , pesando solo 212 kg.
Questa configurazione permette alla Twingo E-Tech Electric di raggiungere un’autonomia fino a 263 km nel ciclo WLTP, un dato superiore alle esigenze medie giornaliere degli utenti europei, stimate in circa 35 km. Grazie a consumi estremamente ridotti — a partire da 12,2 kWh/100 km — la ricarica diventa un impegno settimanale e non quotidiano.
Per quanto riguarda il ripristino dell’energia, di serie è previsto un caricatore in corrente alternata da 6,6 kW (che ricarica dal 10 al 100% in circa 4 ore), ma è disponibile in opzione il pack Advanced Charge che porta la ricarica AC a 11 kW (bidirezionale con funzione V2L) e aggiunge la ricarica rapida in corrente continua (DC) da 50 kW, permettendo di passare dal 10 all’80% in soli 30 minuti.
Data articolo: Wed, 08 Apr 2026 06:00:29 +0000Mai banale Lewis Hamilton, neanche nella presentazione ufficiale della compagna showgirl Kim Kardashian. Dopo settimane di rumor e un lungo periodo da single l’anglocaraibico ha ritrovato l’amore con una delle donne più desiderate e seguite al mondo. Il pilota della Ferrari, in occasione del weekend di Suzuka, si è presentato al raduno di auto preparate di Tokyo, un evento caro agli appassionati del Paese del Sol Levante.
Dopo un buon inizio di stagione, il 41enne ha scelto al vetrina giapponese per svelare, in stile Fast and Furious, il bolide più raro della sua collezione. La Rossa preferita da Enzo Ferrari è stata ripresa da più angolazioni, mostrandosi in tutta la sua bellezza. A completare un quadro da sogno c’è anche una passeggera speciale sulla F40: Kim Kardashian. Le immagini parlano da sole e mostrano una piacevole connessione tra i due.
Per uno straordinario pilota in grado di accendere sempre i riflettori sul suo conto, sebbene non vinca un Gran Premio di F1 da anni, c’è una regina mondiale dei reality show, ex modella statunitense. Nel 2007 Kim divenne protagonista, insieme alla sua famiglia, del reality show “Al passo con i Kardashian”, che ebbe una risonanza globale, dando fama a tutte le sorelle. Dopo la storia con Kanye West, la quarantacinquenne si è presa una pausa dove si è concentrata sulla sua carriera da imprenditrice e produttrice televisiva.
L’attuale fiamma di Hamilton appare alla fine del filmato che ammirerete in basso con un sorriso smagliante. La coppia sembra divertita e, dopo alcune apparizioni delle settimane precedenti, hanno sugellato l’unione. Le voci su una loro love story erano circolate in occasione del Super Bowl. Ora i fan potrebbero assistere alla presenza di Kim Kardashian nel Paddock di Miami, prossima tappa del campionato di Formula 1. Le due icone dei rispettivi ambiti vantano un’aura fortissima e il sodalizio sta portando anche ottimi risvolti in ambito sportivo.
Il 7 volte iridato sembra aver messo alle spalle definitivamente un 2025 al di sotto delle aspettative. Quest’anno ha debuttato con un rinnovato ottimismo sulla SF-26, cogliendo un quarto posto nella gara inaugurale in Australia e salendo per la prima volta sul podio con la Rossa in Cina. Nel GP di Giappone il numero 44 non è andato oltre la sesta posizione, non trovando il feeling giusto. Le sue performance sono in linea con quelle di Leclerc e il gap in classifica tra i due ferraristi è di appena 8 punti.
Per lottare contro le Mercedes la Scuderia modenese porterà svariati aggiornamenti nella tappa di Miami. La Rossa verrà ampiamente sviluppata nel corso della stagione, aspettando le modifiche alla Power Unit che arriveranno solo dopo la tappa di Monaco con l’ADUO. Potrebbe essere la svolta concreta per trasformare una buona base telaistica in una vera monoposto da titolo, tuttavia la SF-26 è ancora un cantiere aperto.
Per ora Lewis si gode la Ferrari F40 e la sua bella compagna californiana. La presenza di Kim nel video è un chiaro segnale di un rapporto che viaggia alla massima velocità . Il campione, al volante di una delle vetture più iconiche di sempre, ha solo aggiunto al filmato la didascalia: “Here we go again. Drift Vol. IIIâ€, chiudendo una trilogia nipponica da brividi.
Data articolo: Wed, 08 Apr 2026 05:30:43 +0000La kermesse newyorkese ha rappresentato per Hyundai la vetrina ideale per ingolosire gli americani nel panorama dei pick-up 2.0. Hyundai è pronta a ritagliarsi uno spazio importante nel segmento dei pick-up, uno dei più amati sul mercato a stelle e strisce. Il concept promuove la piattaforma “body on frame”, con telaio a longheroni dei classici fuoristrada e rappresenterà , entro il 2030, il primo pick-up midsize del brand coreano in Nord America.
La Hyundai Boulder Concept vanta lo stile tipico di un SUV con un design verticale a due volumi, ma con una reale capacità di traino/trasporto. Promette di essere in grado di affrontare anche l’off-road più impegnativo, trainando carichi pesanti e ingombranti. La realizzazione del Boulder è stata portata avanti dal team di Hyundai Design North America, con sede nel sud della California. Questo studio di design è stato sviluppato per soddisfare le esigenze degli appassionati di fuoristrada e per attrarre una clientela che vuole andare oltre il classico concetto di pick-up.
Il mezzo a ruote alte squadrato vanta pneumatici da 37 pollici, angoli d’attacco anteriori e posteriori ottimizzati per affrontare anche gli ostacoli più difficili. L’”Art of Steel” di Hyundai conferisce forza, mentre la flessibilità dell’acciaio mostra un linguaggio di bellezza scultorea. Pensato per avventure estreme, a bordo, gode di tutte le tecnologie necessarie per arrivare alla meta. Spicca un sistema digitale avanzato che funge da assistente off-road, offrendo la possibilità al conducente di scegliere le traiettorie migliori nei passaggi più ardui.
Grazie a un’eccellente visibilità , con ​​doppi finestrini fissi superiori in stile safari, l’abitacolo è luminoso e offre la possibilità di ammirare ogni dettaglio. Le portiere offrono una maggiore capacità di carico laterale sia per la prima che per la seconda fila di sedili. Non manca un portapacchi a basso profilo, con cinghie in acciaio tra le barre longitudinali, per accrescere le capacità di carico. L’intera carrozzeria del Boulder risplende grazie a una brillante finitura Liquid Titanium.

Il brand Hyundai sta vivendo un ottimo stato di salute e vuole espandere la sua presenza in Nord America. Il management della Casa di Seul ha collegato il Boulder a una strategia commerciale che porterà 36 nuovi veicoli in Nord America entro il 2030. Randy Parker, Presidente e CEO di Hyundai Motor North America, ha dichiarato:
“Lo sviluppo di un robusto pick-up di medie dimensioni rappresenta un’importante opportunità di crescita per Hyundai negli Stati Uniti. I veicoli con telaio a longheroni svolgono un ruolo centrale in questo mercato e vediamo una chiara opportunità di offrire ai clienti una nuova alternativa che rispecchi il loro modo di lavorare, esplorare e vivere. Il concept SUV Boulder testimonia il nostro approccio a questo segmento e come stiamo sviluppando con cura il nostro pick-up di medie dimensioni, ponendo al centro le esigenze e le aspettative dei clienti statunitensiâ€.
Oltre a essere sviluppato per il mercato statunitense, verrà progettato e costruito in America, forgiato con acciaio statunitense prodotto da Hyundai. Lo stile e le proporzioni audaci faranno impazzire i clienti che guidano pick-up, strizzando l’occhio a una nuova generazione di appassionati e lavoratori.
Data articolo: Wed, 08 Apr 2026 05:30:08 +0000Tra le vette innevate una nuova auto elettrica strega Zeudi Di Palma. L’ex Miss Italia, ospite della puntata di Belve in programma per mercoledì 7 febbraio in prima serata su Rai Due, si dichiara “totalmente addicted” della BMW iX3, mentre la sua vita privata finisce sotto i riflettori. La storia d’amore con la modella e attivista Scarlett Jade Plott profuma di libertà e nuovi inizi, esattamente come il salto generazionale che la Casa tedesca sta compiendo con il suo SUV.
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 19:00:42 +0000Da sempre le Land Rover Defender hanno rappresentato una garanzia per i militari, nascendo proprio con questo scopo. La rivale di Jeep oggi è diventata una sicurezza anche per i poliziotti italiani, dopo aver servito con onore l’esercito di Sua Maestà .
Una Land Rover Defender 110 3.0 diesel Mild Hybrid 16 da 250 cavalli e quattro ruote motrici è stata affidata alle unità operative di primo intervento della Polizia di Stato con una protezione totale contro gli attacchi a fuoco. Il fuoristrada ha ricevuto una blindatura di livello 4 plus. Vanta una cellula di protezione a 360 gradi per gli operatori per affrontare qualsiasi tipo di offensiva con armi da fuoco. L’auto non condivide alcun elemento tecnico con il precedente modello di Defender. In passato era realizzata su un telaio a longheroni con carrozzeria separata, l’ultima serie è elaborata su un telaio monoscocca in alluminio denominato D7x e derivato dalla piattaforma Jaguar-Land Rover condivisa con altri modelli del Gruppo.
Sin dagli albori la vettura a ruote alte inglese riscosse un grande successo commerciale per le sue doti all-terrain. Nel Vecchio Continente, agli inizi degli anni ‘70, il modello superò il milione di esemplari prodotti. Le forze militari inglesi scelsero le Land Rover, affiancandole alle Austin Champ. Dal 1978, anno della nazionalizzazione della British Leyland, il nome della vettura si trasformò in quello quello della Casa produttrice.
Per le esigenze nostrane, l’auto è stata modificata con un’ingegnosa rivalutazione degli spazi del vano bagagli, al fine di renderlo più funzionale al trasporto dell’equipaggiamento della Polizia di Stato che si occupa di prevenire il crimine. Per migliorare l’efficacia degli interventi degli agenti sono state realizzate due sedute indipendenti per i passeggeri posteriori con un alloggiamento per il trasposto dello scudo balistico, degli elmetti e delle armi lunghe.
La seconda pelle delle Uopi è caratterizzata da una giacca di colore blu, un pantalone e una combat shirt a manica lunga. Sulla giacca spicca la scritta POLIZIA sul retro, di colore grigio opaco non riflettente. Gli agenti nell’aprile 2015 dal Dipartimento della pubblica sicurezza e operano all’interno dei 13 Reparti prevenzione crimine.
I poliziotti delle Uopi sono equipaggiati e addestrati per affrontare le situazioni più critiche. Devono fronteggiare i problemi di sicurezza pubblica, intervenendo tempestivamente per prevenire azioni violente o di matrice terroristica. Gli operatori lavorano sul territorio con attività di vigilanza dinamica o di stazionamento a protezione di obiettivi a particolare rischio di minaccia terroristica.
Le Uopi, istituite nell’aprile 2015 dal Dipartimento della pubblica sicurezza, operano all’interno dei 13 Reparti prevenzione crimine. Devono arrivare a gestire eventi di criminalità , dove può essere compromessa la sicurezza dei cittadini e degli altri operatori delle Forze dell’ordine. Le dotazioni di livello superiore, come dimostra anche il bestione 4×4 della Land Rover, devono rappresentare un supporto tattico per offrire la massima tutela dei civili.
L’addestramento è continuo con simulazione di scenari operativi straordinari. Gli agenti che guidano la Defender sono pronti a portarla al limite pur di completare le missioni. Pur trattandosi di un mezzo pesante, la blindatura non va ad aggravare in modo eccessivo la guida in termini di agilità . Un dettaglio importante per una vettura che deve fare la differenza soprattutto in missioni in città .
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 14:06:26 +0000Gli esperti lo avevano annunciato e un panorama nefasto per la nostra economia si sta abbattendo con un rapido effetto a catena, come già avvenuto in passato. All’inizio degli anni ’70, più precisamente il 2 dicembre 1973, un’Italia in crescita dopo il boom economico rimase spiazzata dall’austerity e piombò nel buio.
Luci spente in città , domeniche senz’auto, locali chiusi alle 23, e dopo un risveglio nel dopoguerra positivo il Belpaese comprese che i tempi di abbondanza erano già finiti. Alcune misure, messe in campo negli anni ’70, potrebbero tornare in un futuro non troppo lontano se la situazione tra Usa, Israele e Iran non cambierà . Le misure adottate dal Governo dell’epoca stravolsero la vita delle famiglie italiane, anticipando gli orari di chiusura di uffici e negozi e cambiando abitudini consolidate, ora, dopo tutto questo tempo la storia potrebbe ripetersi.
Con la crisi energetica, l’immagine mondana a gioiosa dell’Italia fu travolta da un’ondata di ansia e preoccupazione per il futuro. La guerra dello Yom Kippur, con protagoniste Egitto e Siria che attaccarono Israele, determinò prima un rincaro del greggio da parte dell’Opec verso gli Stati che appoggiavano Tel Aviv, poi un vero embargo. Il costo del petrolio schizzò alle stelle e diversi Paesi europei dovettero prendere decisioni estreme. Mariano Rumor, Presidente del Consiglio dei Ministri tra il 1968 e il 1974, con il decreto austerity decise di vietare le auto e le moto a tutti gli italiani nei giorni festivi e nelle domeniche, ma anche le barche e gli aerei privati.
Potevano circolare solo i mezzi di sicurezza e di soccorso, i medici e i parroci, per gli altri la multa era di un milione di lire. Per risparmiare benzina vennero abbassati i limiti di velocità : in città il limite restò a 50 km/h, ma nelle strade extraurbane scese a 100 all’ora e nelle autostrade a 120 all’ora. Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, la chiusura ancora prolungata, dello Stretto di Hormuz, porterebbe a cambiamenti epocali, con razionamenti energetici, smart working e targhe alterne.
Se nell’inverno del 1974 le città italiane ridussero l’illuminazione pubblica del 40%, i distributori di benzina rimasero chiusi dalle 12 del sabato a tutta la domenica. In base alle analisi condotte, il transito delle materie prime avrà un peso sull’utile per azione dello Stoxx 600 (che replica il rendimento delle più grandi società europee) superiore in termini inflazionistici rispetto a quattro anni fa, con l’invasione su vasta scala ordinata dalla Russia in Ucraina.
Se poi si guarda a livello mondiale la mobilità sta cambiando. La Corea del Sud ha introdotto il divieto di circolazione a targhe alterne per i dipendenti pubblici, due giorni a settimana, esteso su base volontaria alle auto private. La Slovacchia e la Slovenia hanno imposto tetti agli acquisti di carburante. Circa il trasporto pubblico sui treni, la Lituania ha tagliato del 50% le tariffe ferroviarie locali per due mesi. L’Argentina ha invece allargato la quota di bioetanolo nella miscela della benzina. Alcuni Governi hanno deciso di intervenire sui prezzi dei carburanti e c’è chi, come l’Italia, ha deciso di tagliare le accise sui carburanti.
L’attacco di Usa e Israele all’Iran ha già avuto un impatto devastante sul mercato energetico e ulteriori limitazioni potrebbero arrivare a maggio in Italia. Non si esclude l’illuminazione pubblica ridotta, targhe alterne, smart working, come negli anni della pandemia, ma questa volta si cercherà di evitare la didattica a distanza per le scuole e non dovrebbero esserci limitazioni per la sanità . Potrebbero scattare restrizioni sull’uso dei condizionatori in estate, per temperature e tempi di utilizzo, e per i termosifoni in inverno, come avvenuto anche dopo l’invasione russa in Ucraina nel 2022.
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 13:07:20 +0000Lo studio e l’esercizio sono gli elementi necessari per affrontare tutte le prove, compresa quella di teoria per la patente B. Questo esame mette spesso in agitazione e può sembrare più difficile per i numerosi argomenti da studiare e per la presenza dei quiz a risposta multipla da risolvere in un tempo determinato.
La difficoltà può derivare anche dal fatto di non sapere come e dove esercitarsi ma, anche qui, meglio non farsi prendere dal panico e cercare delle soluzioni pratiche per testare la propria preparazione e acquisire più confidenza con il tipo di prova.
L’esame di teoria, insieme a quello di pratica, fa parte delle prove necessarie per il conseguimento della patente B e vi si accede tramite la prenotazione alla Motorizzazione Civile o attraverso un’autoscuola, presentando i documenti necessari per sostenerlo.
L’esame, se non viene superato al primo tentativo, può essere ripetuto dopo almeno un mese. Se i due tentativi non dovessero andare a buon fine, occorrerebbe presentare di nuovo la domanda e sostenere i costi necessari per la procedura.
Con il superamento dell’esame di teoria si ottiene il foglio rosa, che permette di passare alle guide e prepararsi alla prova pratica. Il foglio rosa è valido un anno e consente fino a 3 tentativi per superare l’esame pratico e conseguire la patente di guida.
L’esame di teoria comprende 30 domande sui vari argomenti, ai quali bisogna rispondere con la V di vero o la F di falso, nel tempo a disposizione di 20 minuti, con un massimo di 3 errori consentiti.
La prova si svolge con il metodo informatizzato, ovvero con la compilazione di un questionario elettronico mediante un computer con tecnologia touch screen, da sostenere presso gli uffici della Motorizzazione Civile della provincia di residenza.
Il candidato sarà riconosciuto all’inizio della prova da una webcam che lo inquadrerà durante tutta la durata dell’esame e per rispondere alle domande dovrà selezionare la soluzione ritenuta corretta sullo schermo, toccando il cerchio con all’interno la lettera “V†o “Fâ€.
Sul monitor sarà presente il tempo residuo per lo svolgimento della prova e sarà possibile navigare all’interno del questionario, passare da una domanda all’altra, cambiare la risposta e consultare la scheda di riepilogo dell’esame.
I quiz ministeriali disponibili per l’esame e sui quali è possibile esercitarsi sono più di 7.000 e riguardano ben 25 argomenti diversi. Nel corso del tempo si sono aggiornati con nuovi argomenti, includendo temi come i sistemi di assistenza alla guida (ADAS), gli angoli ciechi e le distrazioni che possono derivare dall’uso dei dispositivi mobili.
Questo l’elenco di tutti gli argomenti:
Gli argomenti sono tanti e complessi: meglio organizzarsi con un piano di studio ben strutturato che preveda quiz specifici, tempo per ripassare, correggere gli eventuali errori e approfondire i temi dove si riscontrano maggiori difficoltà .
Studiare i vari argomenti, seguire le lezioni della scuola guida o leggere il manuale può non bastare: per comprendere come sono strutturate le domande, provare a superare i test e colmare eventuali lacune, non rimane che utilizzare i quiz messi a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per fare delle simulazioni della prova d’esame, disponibili su diversi siti e app.
Per chi non avesse a disposizione un pc o volesse esercitarsi anche mentre è fuori casa, esistono delle pratiche applicazioni per smartphone, compatibili con i sistemi operativi iOS e Android, che consentono di ottimizzare i tempi ed entrare sempre più in confidenza con le domande. Tra queste figurano per esempio Quiz Patente Ufficiale 2026 o Quiz Patente 2026 BRUM.
Tra le piattaforme più affidabili, oltre a quelle fornite dalle autoscuole, figurano MondoPatente, TuttoPatenti e Quiz Patente Online: si tratta di siti dover poter effettuare le simulazioni a titolo gratuito, svolgere quiz specifici per argomento e ripassare la teoria. Inoltre, sono completi di timer per prendere confidenza con il tempo che passa.
In questa fase di esercitazione, premia avere costanza e fare tante prove per affrontare il maggior numero possibile di quesiti.
Oltre a seguire le lezioni e ad esercitarsi con le simulazioni, per un risultato ottimale è bene studiare con strategia e seguire un metodo chiaro e preciso per ottimizzare tempo e sforzi.
La strategia per lo studio più efficace consiglia di leggere sul manuale l’argomento specifico e di provare a rispondere ai quiz relativi alla stessa materia, per passare poi alle simulazioni complete sui temi misti.
Analizzare sempre gli errori commessi e leggere anche gli approfondimenti proposti può fare davvero la differenza e aiutare a fissare bene in mente le risposte corrette, arrivando preparati e sereni all’esame.
Ed ora qualche consiglio utile per utilizzare al meglio le simulazioni:
Per prepararsi a dovere, può essere molto utile concentrarsi su quelli che sono gli errori più comuni: la struttura della domanda, le parole trabocchetto, gli argomenti più spinosi (le spie dell’auto, la segnaletica stradale, la distanza di sicurezza, i sorpassi e la precedenza).
Capita spesso, infatti, di sbagliare la risposta non perché non si è abbastanza preparati ma perché la domanda è stata interpretata in maniera appositamente complessa: confondendo tra gli obblighi e i divieti, tra le parole assolute come “solo†e “mai†e le negazioni, che spesso traggono in inganno.
Domande difficili per far sbagliare? No, piuttosto domande mirate a comprendere l’effettiva conoscenza del Codice della Strada, vista la grande responsabilità che comporta la guida di un mezzo per la propria e l’altrui incolumità .
Prepararsi per un esame così importante è difficile ma, organizzandosi bene, studiando e arrivando alla data prefissata con serenità , può essere affrontato e superato in maniera agevole.
Un ultimo consiglio: meglio evitare trucchi e congegni per facilitarsi il compito.
La tecnologia avanza non solo per permettere di esercitarsi prima dell’esame ma anche per garantire la sicurezza durante la prova ed evitare che si possa copiare o che arrivino suggerimenti dall’esterno, con l’utilizzo di dispositivi tecnologici.
Oltre al controllo personale, infatti, durante l’esame entrano in funzione dei jammer, dispositivi che vanno a saturare le bande di frequenza e impediscono la trasmissione di dati wireless tra gli apparati elettronici.
Purtroppo, qualche furbetto che tenta di eludere il sistema si trova sempre e spesso finisce sulle pagine di cronaca per le soluzioni creative messe in campo per cercare di aggirare l’ostacolo. L’ultima riguarda un candidato beccato all’esame con l’auricolare: per lui gravi conseguenze per il compimento non di una semplice bravata ma di un vero e proprio reato, con il rischio di una multa salata, nel caso migliore, e di reclusione, in quello peggiore.
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 12:20:14 +0000Fermarsi oggi davanti a un totem luminoso di una stazione di servizio è diventato un esercizio di stupore e, talvolta, di rassegnazione. Per decenni, l’automobilista italiano ha guardato al gasolio come alla scelta del risparmio, il carburante pragmatico che permetteva di macinare chilometri con un occhio attento al portafogli. Quel tempo, però, sembra svanito come i fumi di uno scarico d’epoca. Oggi, le cifre proiettate sui display raccontano una realtà capovolta: il gasolio ha staccato la benzina, posizionandosi su soglie che gravano pesantemente su chiunque possieda un veicolo diesel. Questo rincaro non è un semplice capriccio del mercato, ma il frutto di una complessa trama dove la fisionomia fiscale si intreccia con la geopolitica e la transizione ecologica.
Molti puntano il dito esclusivamente verso le fiamme dei conflitti internazionali, ma la realtà è che il diesel aveva già iniziato la sua corsa solitaria prima ancora che le tensioni in Medio Oriente si inasprissero. Il punto di svolta è stata l’ultima Legge di Bilancio. La Manovra varata lo scorso dicembre ha infatti ridisegnato il volto delle tasse sui carburanti, prevedendo un riallineamento delle accise tra benzina e gasolio.
In termini pratici, lo Stato ha deciso di abbassare la tassa sulla benzina di 4,05 centesimi al litro, aumentando però della stessa identica cifra quella sul diesel. L’effetto è stato un terremoto istantaneo: già nei primi giorni di gennaio, il costo del gasolio aveva superato quello della benzina, sancendo la fine di un’era.
Per anni, l’accisa sul diesel è stata mantenuta artificialmente più bassa per un motivo preciso: proteggere il centro nevralgico dell’economia nazionale, ovvero il settore del trasporto merci e della logistica. Era un modo per non zavorrare una filiera chiave per l’industria italiana.
Tuttavia, col passare del tempo, quella che era nata come una misura di sostegno è stata reinterpretata come un sussidio dannoso. In un’epoca dominata dalla sensibilità alla crisi climatica, il gasolio non è più apparso in linea con gli obiettivi verdi, portando così alla decisione politica di eliminare lo “sconto” storico.
A pesare ulteriormente sul portafogli è intervenuta la normativa europea. Dall’inizio del 2026, in tutti i Paesi dell’Ue sono scattati aumenti sulla quota obbligatoria di biocarburanti da miscelare ai combustibili fossili per ridurne l’impatto ambientale. Si tratta di un rincaro di circa 2 centesimi al litro. Sebbene questa misura colpisca indistintamente sia il diesel che la benzina, sul gasolio l’impatto finale è stato più doloroso, andando a sommarsi a un’accisa già sensibilmente più alta.
Non si può poi ignorare il fattore chimico e geopolitico. Il gasolio nasce da un processo di distillazione frazionata del petrolio greggio. Con la guerra in corso in Iran, l’instabilità del mercato del greggio si ripercuote direttamente sul prodotto finito. Se aumenta il costo della materia prima alla fonte, il gasolio è il primo a risentirne, poiché la sua produzione è strettamente legata alla disponibilità e al costo del petrolio.
Il dramma dei prezzi è accentuato da un paradosso: il diesel è il carburante che muove il mondo. È essenziale per i camion, le industrie, l’agricoltura e la pesca. Per anni il suo acquisto è stato incentivato, creando una domanda quotidiana altissima che non accenna a diminuire. In momenti di scarsità di approvvigionamento, a una domanda così rigida corrisponde inevitabilmente un’impennata violenta dei prezzi.
Le conseguenze sono sistemiche. I maggiori costi sostenuti da logistica e agricoltura vengono spesso scaricati sul consumatore finale, innescando una spirale di rincari che finisce per colpire il prezzo dei beni sugli scaffali, pesando sulle tasche di tutti i cittadini.
Per tentare di frenare questa deriva, alcuni Paesi sono corsi ai ripari con aiuti mirati. Il governo italiano, nell’ultimo decreto carburanti, ha inserito un credito d’imposta del 20% sui costi del diesel agricolo, estendendo un provvedimento che era inizialmente riservato solo alla pesca.
All’estero, l’esempio della Lituania è emblematico: il governo ha approvato una riduzione dell’aliquota sul gasolio valida fino al 15 giugno, portandola da 500 a 450 euro per 1.000 litri di diesel convenzionale.
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 11:10:32 +0000Mentre il mercato dei veicoli ricreazionali sembra spingere verso dimensioni sempre più imponenti, con camper che somigliano a yacht terrestri pronti a dominare le corsie autostradali, c’è chi ha deciso di percorrere la strada opposta. In un mondo che corre, l’Ari 458 Pro sceglie di rallentare il passo, riducendo il concetto di vacanza alle dimensioni di una citycar. Non è un esperimento strano, ma una nuova frontiera: a partire da maggio 2026, questo piccolo prodigio elettrico sarà pronto a dimostrare che la vera libertà nasce spesso dalla riduzione all’essenziale.
L’Ari 458 Pro non nasce dal nulla, ma affonda le sue radici nel mondo pragmatico delle consegne urbane, basandosi su un veicolo commerciale leggero elettrico. Con una potenza di soli 15 kW (circa 20 CV) e una velocità massima che si ferma a 70 km/h, l’approccio al viaggio cambia radicalmente: qui il cronometro non esiste, conta solo la tranquillità . Viaggiare con l’Ari significa riscoprire il piacere del percorso invece che l’ansia dell’arrivo.
A seconda della batteria scelta — da 15 kWh o 23,5 kWh — l’autonomia oscilla tra i 120 e i 230 km. Potrebbe sembrare un limite invalicabile, ma è invece il fulcro del suo concetto: l’Ari non è fatto per le grandi arterie autostradali, ma per le strade secondarie, per raggiungere quel lago nascosto o per un weekend improvvisato a pochi chilometri da casa. Con lei serve una sola cosa: il tempo, inteso come lusso supremo e pazienza per le soste di ricarica.
Visto nel traffico, l’Ari 458 Pro appare quasi come una “cargo bike con tetto” anziché un classico camper. La sua silhouette è incredibilmente compatta: una lunghezza compresa tra 3,50 e 3,82 metri e una larghezza di appena 1,49 metri gli permettono di infilarsi ovunque, dalle strade costiere più strette agli accessi angusti dove i giganti del settore devono necessariamente arrendersi.
Tuttavia, è una volta aperta la porta della cellula che avviene la magia. Nonostante l’impronta a terra minima, l’interno sorprende con un’altezza di 1,85 metri, permettendo anche alle persone più alte di stare in piedi senza dover chinare il capo. In appena 2,8 m² di superficie, il costruttore sassone ha creato un vero e proprio “parco giochi” per gli amanti del fai-da-te.
La cellula abitativa, infatti, viene consegnata volutamente vuota, ma già dotata di tutte le predisposizioni essenziali: dall’impianto elettrico ai collegamenti idrici, fino ai pannelli solari sul tetto. Spetta al proprietario decidere come disporre il letto e i vani di stivaggio, trasformando l’allestimento in un progetto personale e unico.
Con un prezzo di partenza che si attesta poco sopra i 30.000 euro (IVA inclusa), l’Ari 458 Pro si posiziona come un’alternativa accessibile e radicalmente diversa rispetto ai “liner” di lusso già pronti. Mentre icone come il Volkswagen California, il Mercedes Marco Polo o il Ford Transit Nugget puntano tutto su comfort e versatilità totale, l’Ari sceglie la via del minimalismo assoluto.
Non offre il lusso di un motore termico raffinato come il Mini Silverdream, né la superficie di un mini-caravan come la Dashaway eCT, che però richiede un veicolo trainante. L’Ari 458 Pro è un “controprogetto”, una provocazione gentile che mette sul tavolo una domanda fondamentale per ogni viaggiatore moderno: di quanto spazio e di quanta velocità abbiamo davvero bisogno per essere felici in viaggio? Ad Ari la risposta.
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 10:12:17 +0000Sulle strade del Principato di Monaco, dove l’azzurro del Mediterraneo si fonde con il riflesso scintillante degli yacht ormeggiati al porto, il concetto di lusso non è un’astrazione, ma una presenza tangibile che satura l’aria. In questo piccolo avamposto di libertà e sfarzo, le regole del mondo esterno sembrano sospese: è un luogo dove la velocità non è un tabù. È in questo scenario quasi sospeso nel tempo che Leonardo Maria Del Vecchio, 31 anni e tra i più ricchi giovani imprenditori al mondo, ha deciso di far sfilare il suo ultimo, prezioso acquisto: la Ferrari F80.
Mentre il giovane erede della galassia Luxottica prosegue la sua scalata finanziaria per diventare il primo azionista della Delfin — la cassaforte che custodisce partecipazioni in giganti come Generali e Unicredit — la sua passione per i motori ha trovato un nuovo vertice. La visione di questo bolide rosso che fende il traffico monegasco è stata descritta dai presenti come qualcosa di “quasi celestiale”.
Non è un avvistamento comune, nemmeno per gli standard del Principato: Del Vecchio è stato infatti uno dei primi clienti privati al mondo a ricevere questo carico prezioso, consegnato pochi giorni fa dopo che il primo esemplare assoluto era stato recapitato a Londra a fine 2025.
La Ferrari F80 non è una vettura, ma l’esempio di apice tecnologico dell’80esimo anniversario della Casa di Maranello. Prodotta in una tiratura limitatissima di soli 799 esemplari, questa hypercar rappresenta il punto di riferimento assoluto del Cavallino Rampante. Sotto il cofano batte un powertrain derivato direttamente dal mondo delle corse: un motore V6 da 3.0 litri biturbo che, lavorando in sinergia con un propulsore elettrico, scarica a terra una potenza complessiva mostruosa di 1.200 CV.
L’estetica scelta da Del Vecchio è un omaggio alla tradizione più pura: una livrea nell’inconfondibile Rosso Ferrari arricchita da dettagli neri che ne esaltano le linee aerodinamiche estreme. Le prestazioni sono altrettanto sbalorditive: la F80 è capace di raggiungere una velocità massima di 350 km/h, bruciando lo scatto da 0 a 100 km/h in appena 2,15 secondi. Ogni dettaglio di questo gioiello da 3,6 milioni di euro è stato progettato per ridefinire i limiti della fisica stradale.
La presenza di Del Vecchio al porto di Monaco non è passata inosservata agli osservatori di auto, soprattutto quando il giovane imprenditore è apparso con una combinazione di “ferri” dal valore complessivo di circa 7 milioni di euro. Accanto alla neonata F80 brillava infatti una Koenigsegg Jesko Attack, un mostro svedese da 1.600 CV pensato per il massimo carico aerodinamico. Questa incredibile coppia di hypercar va ad aggiungersi a una collezione già leggendaria, che vanta pezzi storici come la Ferrari Enzo e la Maserati MC12.
Dunque, la presenza su strada di questi bolidi è la conferma di un legame viscerale tra un collezionista d’eccezione e l’eccellenza ingegneristica. In un periodo decisamente fortunato, in cui gli investimenti di Del Vecchio in società come Acqua Fiuggi e Leone Film Group segnano nuovi traguardi, la Ferrari F80 si staglia come il simbolo perfetto di questa nuova era. È il riflesso di un’ambizione che non conosce confini, capace di sfrecciare verso il futuro con la stessa velocità con cui la sua nuova hypercar divora l’asfalto del Principato.
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 09:07:23 +0000Per anni, il sommesso ma grintoso frullio del 1.0 turbo a tre cilindri di Volkswagen è stato parte della colonna sonora delle nostre città . È stato un motore che “ha fatto scuola”, il simbolo indiscusso dell’era del downsizing, capace di dimostrare che anche una cubatura ridotta poteva offrire brio, efficienza e versatilità su una gamma vastissima di modelli, dalle agili utilitarie ai crossover compatti. Tuttavia, ogni stagione ha il suo termine e, con l’avvicinarsi della normativa Euro 7, questo piccolo grande cuore tecnologico si appresterebbe a uscire di scena, lasciando il posto a una nuova filosofia progettuale che segna il ritorno a cubature più generose per garantire la sopravvivenza dei motori termici.
Il Gruppo Volkswagen avrebbe tracciato una rotta per il futuro prossimo: a partire dai restyling previsti intorno al 2027, tutte le vetture con motore trasversale del Gruppo dovrebbero adottare esclusivamente unità da 1.5 o 2.0 litri. Questa decisione sancirebbe il pensionamento non solo del 1.0 a tre cilindri, oggi colonna portante di modelli come Volkswagen Polo e T-Cross, Seat Ibiza e Arona, Å koda Fabia e Kamiq, ma seguirebbe anche il recente addio al leggendario 2.5 a cinque cilindri dell’Audi RS3.
In pratica, l’intero listino sarà semplificato e razionalizzato. Fatta eccezione per i marchi di lusso come Porsche e Bentley e per le Audi con motore longitudinale (dalla A5 in su), il futuro sarà dominato da una schiera di quattro cilindri altamente efficienti, pronti a coprire anche quelle fasce di potenza un tempo riservate alle unità più piccole.
Il testimone dovrebbe passare nelle mani del raffinato 1.5 TFSI, un motore che rappresenta l’apice della tecnologia a benzina del Gruppo. Questa unità non è una semplice alternativa, ma un concentrato di ingegneria: è già dotata di turbo a geometria variabile e opera secondo il ciclo Miller, una soluzione che ottimizza il rendimento rispetto al tradizionale ciclo Otto.
La flessibilità del 1.5 è tale da permettergli di coprire potenze che vanno da poco meno di 100 CV fino a circa 150 CV. Un esempio concreto di questa transizione è già visibile sulla più recente Volkswagen T-Roc, dove il 1.5 viene offerto nella variante da 116 CV, la stessa potenza che fino a ieri era l’apice prestazionale del “mille” su modelli come Polo e Taigo. Per chi cerca prestazioni superiori, il punto di riferimento dovrebbe restare il 2.0 TSI, capace di spingersi fino ai 333 CV della Golf R.
Sul fronte dei motori a gasolio, la scelta si dovrebbe ridurre a un’unica, solida certezza: il 2.0 TDI. Questo propulsore ci si aspetta continui a equipaggiare le grandi stradiste con potenze comprese tra 116, 150 e 193 CV, anche se i tecnici avvertono che potrebbe subire una leggera flessione della cavalleria proprio per rientrare nei rigidi parametri dell’omologazione Euro 7.
La vera novità del prossimo futuro risiede però nell’evoluzione dell’elettrificazione. Se oggi il 1.5 è già disponibile come mild hybrid e plug-in, domani vedremo il debutto di una variante full hybrid. Le indiscrezioni parlano di un sistema avanzato con trasmissione a rotismi epicicloidali, concettualmente simile a quello utilizzato da Toyota, ma con un tocco distintivo tipico del Gruppo Volkswagen: la capacità di simulare la presenza delle marce.
Questa innovazione mira a eliminare lo sgradevole “effetto scooter” tipico di queste trasmissioni, offrendo una sensazione di guida più naturale e sportiva. Tale tecnologia non sarà esclusiva delle auto compatte, ma potrà essere abbinata anche al 2.0 turbo a benzina per muovere con efficienza le vetture più grandi e pesanti della gamma.
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 07:29:37 +0000Ad aprile 2026 sono previsti diversi scioperi che coinvolgono principalmente il settore aereo, ferroviario, marittimo e il trasporto pubblico locale su varie città e regioni italiane. In particolare, le date più significative risultano essere il 10, l’11, il 13, il 14, il 17, il 19, il 20, il 21 e il 24 aprile, con iniziative che interessano l’intero territorio nazionale o specifiche realtà locali. Proponiamo un riepilogo dettagliato degli scioperi previsti, indicando per ciascuna data le città , le regioni, gli orari e le categorie coinvolte.
In tutta Italia sono previsti numerosi scioperi nel settore aereo dalle 13.00 alle 17.00 che coinvolgono:
– Personale Soc. ENAV (indetto da UILT-UIL)
– Personale Soc. TECHNO SKY (UILT-UIL)
– Personale Soc. ENAV ACC Roma (RSA UGL-TA, RSA UILT-UIL, ASTRA)
– Personale Soc. ENAV Aeroporto Milano Malpensa (RSA FAST-CONFSAL-AV)
– Personale Soc. ENAV ACC Milano (RSA FAST-CONFSAL-AV)
Nella città di Napoli lo sciopero riguarda il personale della Società ENAV Aeroporto di Napoli (RSA UILT-UIL/UGL-TA/FAST-CONFSAL-AV), sempre dalle 13.00 alle 17.00.
Per il trasporto pubblico locale è in programma uno sciopero dalle 20.01 alle 24.00 delle unità produttive Busitalia Sita Nord in Veneto, Umbria e Campania (USB Lavoro Privato/ADL Cobas).
In tutta Italia, nel settore ferroviario, si fermano per 24 ore:
– Personale Soc. RFI Impianti Manutenzione Infrastrutture (Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI, e Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri).
Nella città di Napoli (Campania), è previsto uno sciopero di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 nel trasporto pubblico locale, indetto da OSR ORSA Autferro TPL e riferito al personale Soc. EAV.
In tutta Italia (nazionale) negli appalti ferroviari sciopera il personale dipendente Soc. Elior Ristorazione addetto ad attività ferroviarie, per 4 ore ad inizio turno montante (Cobas Lavoro Privato).
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), è previsto uno sciopero del personale Soc. Arriva Udine: 4 ore, urbano 17.30-21.29, extraurbano 17.15-21.14 (ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente).
Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) sciopero di 4 ore dalle 10.57 alle 14.57 del personale della società IAS Autolinee (RSA Filt-Cgil/Uilt-Uil/Faisa-Cisal).
In Sicilia, da 00.01 del 14/4 alle 24.00 del 18/4, fermo dei servizi autotrasporto c/terzi (Comitato Trasporto Siciliano – trasporto merci).
Nella città di Messina (Sicilia), personale Soc. Blujet dello stretto di Messina si ferma per 8 ore dalle 09.01 alle 17.01 (FILT-CGIL/UILT-UIL, settore marittimo).
Nella città di Firenze (Toscana), sciopero di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00 del personale Soc. GEST (Cobas Lavoro Privato, trasporto pubblico locale).
Nella città di Vasto (Abruzzo), sciopero di 4 ore dalle 09.00 alle 13.00 del personale Soc. Autoservizi Tessitore di Vasto (Faisa-Cisal, trasporto pubblico locale).
In tutta Italia (nazionale), fermo dei servizi autotrasporto merci per 144 ore: dalle 00.00 del 20/4 alle 24.00 del 25/4 (Trasportounito).
Nella città di Frosinone (Lazio), sciopero di 24 ore del personale Soc. Cialone Tour (USI CTS, trasporto pubblico locale).
Nella città di Milano (Lombardia), sciopero di 8 ore per il personale del Gruppo ATM di Milano così ripartito: ATM e NET Trezzo 8.45 – 15.00, NET Monza 14.50-18.50, Funicolare Como-Brunate 8.30-16.30 (Confial-Trasporti, trasporto pubblico locale).
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero 10 aprile 2026: trasporti aerei e locali a rischio in tutta Italia
Sciopero 11 aprile 2026: treni fermi per 24 ore
Sciopero 13 aprile 2026: trasporti locali a rischio in Campania, Friuli Venezia Giulia e Calabria
Sciopero 14-18 aprile 2026: fermo autotrasportatori in Sicilia
Sciopero 17 aprile 2026: stop servizi marittimi a Messina
Sciopero 19 aprile 2026: tram e bus a Firenze
Sciopero 20-25 aprile 2026: fermo nazionale autotrasporto merci
Sciopero 21 aprile 2026: disagi trasporti a Frosinone
Sciopero 24 aprile 2026: trasporto pubblico ATM e Monza
Fonte: Mit
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 06:00:00 +0000Oggi 07 aprile 2026 facciamo il punto sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, riportando benzina, gasolio, Gpl e metano così come rilevati dall’Osservatorio prezzi Mimit (ultimo aggiornamento disponibile al 06-04-2026). Nelle sezioni seguenti trovi una tabella di sintesi con i valori medi e un approfondimento chiaro su come si forma il prezzo alla pompa: dalla quota industriale (materie prime e margini di distribuzione) fino al peso delle imposte, tra accise e Iva.
Ultimo aggiornamento dati: 06-04-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.157 |
| Benzina | SELF | 1.816 |
| GPL | SERVITO | 0.885 |
| Metano | SERVITO | 1.595 |
Benzina: il prezzo finale della benzina nasce dalla somma di una componente industriale e di una componente fiscale. In riferimento alla benzina, la componente fiscale è pari al 58%, quindi più alta rispetto al prezzo industriale (42%). All’interno della quota industriale, due sono gli elementi chiave: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. La materia prima pesa per il 30% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali del greggio e dei prodotti raffinati, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro: un euro più forte tende a mitigare i rincari importati, mentre un dollaro forte può spingere al rialzo il costo espresso in valuta europea. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, è la leva su cui gli operatori possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa in funzione della concorrenza, dei costi logistici, dei volumi e dei servizi offerti nelle aree di servizio. Le imposte includono le accise, di importo fisso per unità di prodotto, e l’Iva, applicata in percentuale sul valore imponibile: questo meccanismo fa sì che, quando la componente industriale cresce, anche l’Iva aumenti in valore assoluto. In sintesi, il prezzo alla pompa della benzina risente delle dinamiche dei mercati energetici globali, del cambio e delle politiche fiscali, mentre i margini distribuitivi influenzano le differenze tra impianti e tratte, in particolare in autostrada dove pesano servizi e orari.
Gasolio: per il gasolio la ripartizione tra componente fiscale e industriale è differente. La componente fiscale corrisponde al 45% del prezzo, mentre quella industriale è pari al 55%. Dentro la quota industriale, la materia prima incide per il 45%: le quotazioni internazionali e il rapporto euro/dollaro rappresentano quindi il fattore principale di volatilità , con effetti immediati lungo la filiera in base alle condizioni di mercato e alla domanda, che per il gasolio risente anche di cicli stagionali e dell’andamento del trasporto merci. Il margine lordo rappresenta il 10% del prezzo ed è la voce su cui l’operatore può agire per adeguare il listino alla pompa, in funzione di competitività territoriale, costi di gestione dell’impianto, logistica e servizi accessori tipici delle stazioni autostradali. Come per la benzina, il prelievo fiscale combina accise e Iva, con quest’ultima che cresce in valore assoluto quando sale la base imponibile. Il risultato è che, a parità di tassazione, gli scostamenti delle quotazioni e del cambio possono tradursi rapidamente in variazioni percepite dal consumatore, mentre le politiche commerciali incidono sulle differenze puntuali tra impianti e tratte.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.784 per la benzina, 2.139 per il diesel, 0.784 per il gpl, 1.597 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.105 |
| Benzina | SELF | 1.778 |
| GPL | SERVITO | 0.778 |
| Metano | SERVITO | 1.520 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.145 |
| Benzina | SELF | 1.806 |
| GPL | SERVITO | 0.728 |
| Metano | SERVITO | 1.568 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.159 |
| Benzina | SELF | 1.806 |
| GPL | SERVITO | 0.821 |
| Metano | SERVITO | 1.733 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.169 |
| Benzina | SELF | 1.804 |
| GPL | SERVITO | 0.806 |
| Metano | SERVITO | 1.628 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.138 |
| Benzina | SELF | 1.785 |
| GPL | SERVITO | 0.766 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.137 |
| Benzina | SELF | 1.773 |
| GPL | SERVITO | 0.760 |
| Metano | SERVITO | 1.568 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.146 |
| Benzina | SELF | 1.776 |
| GPL | SERVITO | 0.747 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.125 |
| Benzina | SELF | 1.773 |
| GPL | SERVITO | 0.778 |
| Metano | SERVITO | 1.692 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.153 |
| Benzina | SELF | 1.790 |
| GPL | SERVITO | 0.849 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.158 |
| Benzina | SELF | 1.780 |
| GPL | SERVITO | 0.756 |
| Metano | SERVITO | 1.580 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.115 |
| Benzina | SELF | 1.769 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.526 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.133 |
| Benzina | SELF | 1.794 |
| GPL | SERVITO | 0.773 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.147 |
| Benzina | SELF | 1.774 |
| GPL | SERVITO | 0.758 |
| Metano | SERVITO | 1.579 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.143 |
| Benzina | SELF | 1.790 |
| GPL | SERVITO | 0.747 |
| Metano | SERVITO | 1.649 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.142 |
| Benzina | SELF | 1.782 |
| GPL | SERVITO | 0.842 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.138 |
| Benzina | SELF | 1.802 |
| GPL | SERVITO | 0.786 |
| Metano | SERVITO | 1.822 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.135 |
| Benzina | SELF | 1.780 |
| GPL | SERVITO | 0.783 |
| Metano | SERVITO | 1.627 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.141 |
| Benzina | SELF | 1.787 |
| GPL | SERVITO | 0.781 |
| Metano | SERVITO | 1.613 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.118 |
| Benzina | SELF | 1.771 |
| GPL | SERVITO | 0.780 |
| Metano | SERVITO | 1.576 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.151 |
| Benzina | SELF | 1.792 |
| GPL | SERVITO | 0.869 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 aprile 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.139 |
| Benzina | SELF | 1.769 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 06:00:00 +0000Siamo abituati a vedere l’istruttore di guida alla stregua di un angelo custode del volante, quello pronto a frenare al posto tuo e a correggerti ogni minima sbavatura sui cartelli stradali in vista dell’esame. Ma cosa succede se il “maestro” si rivela essere il peggiore degli allievi? Tra velocità da pista e un brindisi di troppo, un educatore in Francia ha dato la sua lezione più importante, seppur involontaria: quella su come farsi ritirare la patente (e il lavoro) in tempi record.
Data articolo: Tue, 07 Apr 2026 05:30:11 +0000Quarantacinque secondi per conquistare la casella successiva. L’auto di Paola Perego sembra muoversi nella stessa direzione del suo nuovo show (in coppia con Gabriele Vagnato), The Floor, in onda da lunedì 6 aprile in prima serata su Rai Due. I SUV mastodontici e i tempi dilatati non incantano la conduttrice, che agisce in sottrazione: la quattro ruote da lei scelta le permette di schivare il traffico con la stessa prontezza richiesta ai 100 concorrenti del programma televisivo, chiamati a difendere il proprio territorio sulla scacchiera luminosa.
La filosofia ha un nome: Fiat 500. Quella di Paola Perego, di vernice rossa, appartiene alla fortunata serie 312. Anche se l’ossatura tecnica risale al 2007, con l’evoluzione del 2015 la piccola del Lingotto ha trovato il modo di mantenersi attuale senza stravolgere il suo DNA. La presentatrice guida una versione che ha messo da parte il passato per abbracciare l’Euro 6 e un pacchetto sicurezza di gran lunga più attuale.
Non servono i numeri da supercar. Il motore 1.2 Fire da 69 CV passerà sottotraccia nelle gare d’accelerazione (visti i 13 secondi necessari per arrivare a 100 km/h), in compenso garantisce una robustezza d’altra epoca. Con i suoi 357 centimetri di lunghezza, la Cinquina trasforma, infatti, i vicoli più stretti in corsie preferenziali. Mentre i mezzi imponenti restano incastrati a calcolare le manovre, lei si infila in ogni varco e risolve il problema del parcheggio sul nascere.
L’abitacolo? Un ufficio in miniatura che non rinuncia al colore. Se la fascia in tinta carrozzeria strizza l’occhio alla Cinquecento del ’57, lo schermo Uconnect da 7†con Apple CarPlay riporta tutto al presente. Così coordini i tempi della TV evitando di staccare le mani dal volante. Malgrado la sagoma ridotta suggerisca il contrario, davanti si sta larghi e la seduta alta aiuta a leggere bene il traffico. Certo, i miracoli finiscono dietro: il bagagliaio da 185 litri obbliga a una scelta drastica su cosa portarsi, mentre i sedili posteriori sono poco più di un supporto per borse e valigie.
A seconda degli optional, una 500 serie 312 nuova costava tra i 14.000 e i 20.000 euro al momento del lancio e ancora oggi il valore regge: un usato in buone condizioni viaggia tra i 7.000 e i 12.000 euro in relazione ai chilometri e all’allestimento.
L’attaccamento di Paola Perego alla sua piccola rossa ha fatto il giro delle redazioni, finendo nel mirino di Scherzi a parte. In uno storico servizio la vettura finiva bersaglio di ogni tipo di angheria, scatenando una reazione da “difesa del territorio” della conduttrice eloquente sul rapporto con il mezzo.
La stessa grinta servirà il lunedì dalle 21:20 su Rai Due. In The Floor – Ne rimarrà solo uno, la missione non è trovare un parcheggio, ma gestire cento concorrenti pronti a soffiarsi i centimetri della scacchiera luminosa. In partite a velocità record, i partecipanti alla gara cercano di ottenere il territorio avversario e aggiudicarsi, pertanto, la ricca posta: oltre alla gloria, il gioco mette in palio 100.000 euro e il nuovo bonus Golden Star per chi infila tre successi consecutivi. La Perego mette la prima: dalla città allo studio, è vietato concedere spazio.
Data articolo: Mon, 06 Apr 2026 19:00:30 +0000Persino gli aeroporti in cui atterrano finiscono per portare il nome di certi personaggi famosi. È il caso di Cristiano Ronaldo e dello scalo internazionale di Funchal, la capitale dell’arcipelago di Madeira, in Portogallo, dove il fuoriclasse è nato. Proprio qui, in quello che di fatto è il giardino di casa sua, un utente di Instagram conosciuto come “bantersuperleague” è riuscito a scovare qualcosa di davvero unico. No, non ha beccato il calciatore dell’Al-Nassr in carne e ossa, ma il suo inconfondibile jet privato, parcheggiato sulla pista a favore di obiettivo.
Anche se il campione non si è fatto vedere, lasciando il dubbio se fosse già sceso o se stesse aspettando all’interno del velivolo prima del decollo, gli indizi riconducono a un unico proprietario. Perché se le celebrità possono trovare il modo di nascondersi agli occhi dei curiosi, i loro mezzi di trasporto quasi mai riescono a passare inosservati.
Il gioiello scelto non si presta a facili equivoci, trattandosi di un Gulfstream G650, tra i jet privati di grandi dimensioni maggiormente in voga. L’esemplare di Cristiano Ronaldo sfoggia una livrea nera con accenti in oro e argento a sprizzare lusso da ogni angolatura. Ma a renderlo davvero unico sono i dettagli personalizzati che urlano il nome del proprietario. Vicino al portellone d’ingresso campeggia l’ormai iconica sagoma dell’esultanza “Siuuuu”, il marchio di fabbrica del portoghese, affiancata dalla celebre sigla CR7 a caratteri cubitali.
Sotto la fusoliera due motori Rolls-Royce BR725 spingono il gigante dei cieli a una velocità massima di poco inferiore ai 1.000 km/h. Oltre a essere incredibilmente veloce per accorciare le distanze tra l’Arabia Saudita e l’Europa, il G650 risulta molto adatto alle esigenze di una famiglia numerosa. All’interno può ospitare comodamente fino a diciannove persone sedute e offre spazio per dormire a ben dieci passeggeri. Una sistemazione ideale che sembra fatta su misura di CR7, la compagna Georgina e i loro cinque figli durante i lunghi spostamenti intercontinentali.
La curiosità suscitata dall’avvistamento mette in luce un paradosso moderno legato ai viaggi dei super VIP. In genere, motivi di sicurezza e privacy dissuadono le star di fama mondiale dal prendere voli di linea commerciali, eppure velivoli del genere danno ancor più nell’occhio.
Dal comune cittadino fino a Cristiano Ronaldo, alla fine tutti devono utilizzare lo stesso identico asfalto per decollare e atterrare, specie in quelle località dotate di un solo aeroporto principale. Sperduta nell’Oceano Atlantico, Funchal ha ad esempio un unico scalo a disposizione, ed è pertanto ovvio che i jet privati dei miliardari condividano gli spazi e le piste con i normali aerei turistici.
Di diverso c’è il fatto che personaggi del calibro di Ronaldo abbiano staff e guardie del corpo pronti a scortarli direttamente dalla scaletta dell’aereo all’auto con i vetri oscurati. Le probabilità di vederli camminare sottobraccio tra i passeggeri al gate o al nastro bagagli rasentano lo zero, eppure nell’ambito dell’aviazione, pesantemente regolamentato, standardizzato e visibile a chiunque, nascondere l’aereo di un divo rimane l’anello debole della riservatezza.
Data articolo: Mon, 06 Apr 2026 11:07:21 +0000La crisi del carburante rischia di mettere in ginocchio il settore aereo in Europa. Inizialmente il rallentamento sembrava dipendere dal classico caos pasquale, ma più i giorni passano e più la situazione sembra farsi seria. Lascia temere il peggio il campanello d’allarme suonato da Air BP Italia: in una nota ufficiale, il fornitore impone tagli drastici ai rifornimenti in quattro aeroporti chiave come quelli di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia. La priorità spetta ai voli ambulanza, ai voli di Stato e alle tratte internazionali che superano le tre ore di volo. Per tutti gli altri, il carburante viene centellinato fino all’ultima goccia.
Nonostante i numeri indichino una gestione d’emergenza, le istituzioni provano a gettare acqua sul fuoco. Pierluigi Di Palma, Presidente dell’Enac, invita a non confondere i picchi stagionali con le crisi geopolitiche:
“Le difficoltà per l’approvvigionamento di carburante sono legate al periodo pasquale di traffico intenso, non al blocco di Hormuz. Se il conflitto dovesse continuare, ci saranno conseguenze, ma al momento vedo le diplomazie al lavoro”
Anche il Gruppo Save, società di riferimento in Veneto, prova a ridimensionare l’impatto, sottolineando come il problema riguardi un singolo fornitore e non l’intera rete di approvvigionamento degli aeroporti coinvolti. Tuttavia, il quadro globale suggerisce prudenza. Il caos in Medio Oriente continua a pesare come un’incognita enorme, specialmente lungo lo Stretto di Hormuz. Da lì parte infatti gran parte del greggio mondiale: eventuali intoppi nell’area vanno a ripercuotersi sui depositi europei.
Finché il tratto di mare resta a rischio, risulta dunque impossibile fare previsioni certe sulla disponibilità di carburante. Sebbene la maggior parte del greggio del Golfo sia diretta verso Asia e Stati Uniti, i contraccolpi sull’offerta europea sono inevitabili, specialmente per un continente che importa il 30% del proprio fabbisogno di jet fuel.
L’oscillazione dei prezzi costituisce un problema familiare ai vettori, ma la scarsità fisica del prodotto crea della preoccupazione tra gli stessi operatori, persino di un colosso come Ryanair, che fissa il momento esatto in cui la situazione potrebbe precipitare:
“Non ci sono carenze di carburante nel breve, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori possono garantire carburante fino a metà /fine maggio. Se la guerra dovesse protrarsi fino a giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture in alcuni aeroporti europei”
Un monito che trova eco anche in casa Lufthansa, dove si segnalano già le prime criticità in alcuni scali asiatici, a conferma di una catena logistica globale estremamente fragile.
Se la situazione non dovesse normalizzarsi entro giugno, l’impatto sui consumatori sarebbe duplice. Da un lato, l’aumento dei costi del carburante spingerebbe ulteriormente verso l’alto i prezzi dei biglietti, già provati dall’inflazione. Dall’altro, lo spettro di cancellazioni e riprogrammazioni forzate si farebbe concreto.
Come se ciò non bastasse, una beffa normativa pende sulla testa dei viaggiatori. In caso di stop ai voli per mancanza di cherosene, le compagnie potrebbero invocare la “causa di forza maggiore”. RimborsoAlVolo spiega:
Data articolo: Mon, 06 Apr 2026 10:38:21 +0000“Eventuali restrizioni ai voli dovute a carenza di carburante rientrerebbero nelle circostanze eccezionali non imputabili alle compagnie aeree, facendo venire meno il diritto dei passeggeri al risarcimento fino a 600 euro previsto dalla legge comunitaria”
Sentire un “cloc” metallico ogni volta che prendi un dosso o una buca non è mai un buon segno, specialmente se guidi spesso su strade dissestate e fondi sconnessi. Ti dico subito che quel rumore non va ignorato, in quanto indica un’usura eccessiva sulla sospensione. Continuare a viaggiare in queste condizioni non solo compromette il comfort, ma mette a rischio la tua sicurezza.
La risposta dipende dall’entità del danno. Se senti un battito, ma l’auto non sbanda, mantiene la traiettoria e il volante risponde bene ai comandi, puoi proseguire la marcia con estrema prudenza per raggiungere l’officina il prima possibile.
In questo caso, i componenti hanno iniziato a prendere gioco meccanico ma garantiscono ancora una minima tenuta. Devi invece fermarti immediatamente e chiamare un carro attrezzi se avverti uno (o più) dei seguenti segnali:
In queste condizioni, un componente della sospensione potrebbe cedere del tutto, causando la perdita totale di controllo del veicolo. Diventa molto pericoloso proseguire, e si rischia inoltre di fare danni molto gravi.
Ignorare questo segnale significa sottoporre l’auto a uno stress meccanico che finisce per rovinare anche il resto della sospensione. Ecco cosa potrebbe succedere se si aspetta troppo prima di intervenire:
Il costo finale dell’intervento dipende principalmente dal modello dell’auto e dalla complessità del lavoro. Di seguito riportiamo una stima della spesa complessiva:
Per garantire la massima sicurezza su strada e ottimizzare i costi di manutenzione, è fondamentale seguire alcune accortezze tecniche:
Il mercato auto europeo ha iniziato il 2026 con un leggero calo delle immatricolazioni. In attesa dell’arrivo dei dati completi del primo trimestre, una rapida analisi dei dati del periodo gennaio-febbraio forniti da ACEA ci conferma il rallentamento del mercato.
Questo trend non è generale: le immatricolazioni sono in calo in Europa, ma alcuni mercati sono in positivo. Un esempio in tal senso arriva dall’Italia, protagonista di un’ottima prima parte di 2026.
Considerando i “big market”, infatti, il nostro Paese è quello che cresce di più. Andiamo ad analizzare l’attuale stato del mercato mettendo a confronto i dati italiani con quelli del resto d’Europa.
Prima di entrare nei dettagli del confronto andiamo a riepilogare brevemente l’andamento delle immatricolazioni in Europa, considerando tutto il mercato (Ue, Paesi Efta e Regno Unito). Al termine dei primi due mesi dell’anno, le vendite di nuove auto sono calate dell’1% con un totale di circa 1,959 milioni di unità vendute. Il calo è più marcato (-1,2%) se si considera il solo mercato Ue.
Il mercato italiano, come confermato anche dai dati sul primo trimestre pubblicati in questi giorni, cresce. Limitando l’analisi al bimestre (in modo da poter confrontare al meglio i risultati con il resto del mercato europeo) è possibile notare una crescita del 10,2% delle immatricolazioni, con quasi 300 mila unità vendute. Questo dato è sensibilmente superiore a quello fatto registrare dalla media europea. Tra i Paesi europei, fanno meglio dell’Italia solo alcuni small market come Estonia (+116%), Islanda (+76%) e Malta (+53%) e alcuni con volumi medi come l’Austria (+10,4%) e la Danimarca (+10,2%).
Per quanto riguarda i “big market” europei (Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), le immatricolazioni sono in chiaro scuro. Solo due sono in positivo, con percentuali inferiori all’Italia, mentre gli altri due sono in netto calo. La performance migliore è quella del Regno Unito, che cresce del 4,8%. Cresce anche la Spagna, con un incremento del 4,6%. In calo, invece, la Germania, che fa segnare una riduzione delle immatricolazioni dell’1,4%. La Francia, invece, sta vivendo un periodo abbastanza negativo con un calo dell’11,1% delle vendite.
Un contributo importante alla crescita registrata dal mercato italiano, in rapporto al resto d’Europa, è arrivato dalle elettriche, con un totale di 31 mila unità vendute (per un market share superiore al 10%) e una crescita del 61,3% rispetto ai risultati dell’anno precedente. Questa percentuale è la più alta tra i big market (che però hanno volumi ben superiori, al netto della sola Spagna) ed è la seconda più alta in Europa tra i mercati con almeno 5 mila unità immatricolate.
Il mercato europeo, invece, cresce del 14,3% per quanto riguarda il segmento delle elettriche che oggi possono contare su una quota di mercato complessiva pari a poco più del 19% (per l’Ue si scende a circa il 18%). Per approfondire l’andamento delle auto elettriche in Europa potete dare un’occhiata ai dati completi che confermano numeri da record anche per le ibride plug-in in questa prima parte di 2026. Per i dati completi sul primo trimestre in Europa, invece, bisognerà attendere la fine del mese di aprile.
Data articolo: Mon, 06 Apr 2026 05:30:16 +0000