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Il traffico sulle autostrade italiane del 2 maggio 2026 mostra alcune situazioni rilevanti di rallentamenti e criticità . Tra gli eventi più significativi troviamo un veicolo in fiamme che ha causato una coda di 1 km sull’autostrada A14 tra Giulianova e Val Vibrata in direzione Ancona, e un incidente che ha rallentato il traffico tra Fiorenzuola e Fidenza sull’A1 in direzione Napoli. Questi eventi saranno illustrati in dettaglio nei paragrafi seguenti, tratto per tratto.
15:56 – Milano-Napoli
Traffico Rallentato per incidente tra Fiorenzuola e Fidenza
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 79.0 al chilometro 80.6 per una lunghezza di 1.6 km.
16:05 – Bologna-Taranto
Coda di 1 km tra Giulianova e Val Vibrata per veicolo in fiamme
Direzione Ancona
La coda va dal chilometro 320.0 al chilometro 324.1 per una lunghezza totale di 4.1 km.
14:22 – Bologna-Taranto
Presenza di vento forte in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
La zona interessata va da Poggio Imperiale a Foggia Zona Industriale per una lunghezza di 25.5 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sat, 02 May 2026 14:08:00 +0000Non sono più piccoli SUV cittadini ma nemmeno ingombranti modelli di segmento C. In questa terra di mezzo vive uno dei segmenti più interessanti del mercato moderno: quello dei SUV di medie dimensioni. Il loro successo non è casuale. Offrono una posizione di guida rialzata, spazio interno sufficiente per una famiglia, bagagliai generosi e dimensioni ancora compatibili con parcheggi cittadini e traffico urbano. Il tutto senza raggiungere i prezzi spesso proibitivi dei SUV più grandi.
Negli ultimi anni questo segmento si è evoluto tantissimo. Oggi si passa da modelli essenziali e razionali a proposte premium, con motorizzazioni dal benzina all’elettrico. Ecco allora alcuni dei SUV di medie dimensioni più interessanti da acquistare nel 2026 restando sotto la soglia dei 35 mila euro.
Tra le novità più attese degli ultimi anni c’è sicuramente l’Alfa Romeo Junior, il SUV compatto che segna l’ingresso del Biscione in una fascia di mercato fondamentale per volumi e popolarità . Il prezzo parte da 31.050 euro per la versione ibrida da 145 CV, disponibile sia a trazione anteriore sia nella più sofisticata configurazione integrale Q4.
La Junior punta molto su un design filante, con linee sportive e dettagli aggressivi che richiamano la tradizione Alfa Romeo pur reinterpretandola in chiave moderna. Nonostante le dimensioni compatte riesce a mantenere una presenza scenica importante, anche all’interno dove è evidente il posizionamento premium della Junior
Sotto il cofano troviamo il sistema mild hybrid del gruppo Stellantis, che garantisce buoni consumi e una guida fluida soprattutto in città , arricchito da un’impostazione sospensiva studiata da Alfa. È il SUV pensato per chi non vuole rinunciare al piacere di guida pur scegliendo una vettura pratica e versatile.
La nuova generazione del SUV Dacia ha fatto un enorme salto in avanti in termini di qualità percepita, tecnologia e design, pur mantenendo quella filosofia concreta che ne ha decretato il successo. Con un prezzo di partenza di 19.900 euro continua a essere una delle proposte più accessibili del mercato. Il bello è che oggi non significa più rinunciare a comfort o tecnologia. Gli interni sono moderni, la plancia meglio organizzata e la gamma motori molto più ampia rispetto al passato.
Si passa infatti dalle varianti GPL fino alle nuove motorizzazioni ibride, comprese le interessanti versioni con trazione integrale. Rimane una delle poche vetture del segmento a mantenere una certa attitudine offroad, grazie ad altezze da terra generose e a una meccanica robusta. La Duster continua a essere la scelta intelligente per chi cerca spazio, semplicità e costi contenuti senza inseguire inutili fronzoli.
Una filosofia completamente diversa rispetto a molte rivali europee. Qui il focus si concentra sull’efficienza e sul comfort di guida. La Honda HR-V parte da 34.500 euro nella versione full hybrid e:HEV da 131 CV e 253 Nm di coppia. Si tratta di un sistema ibrido tra i più particolari del mercato perché sfrutta il motore termico per la maggior parte del tempo come generatore di energia per alimentare il sistema elettrico. Nella guida quotidiana la sensazione è molto simile a quella di un’elettrica, grazie alla fluidità di marcia e alla silenziosità .
Con un prezzo di partenza di 28.950 euro nella versione mild hybrid e-Skyactiv G da 140 CV, rappresenta una delle alternative premium sotto la soglia dei 35 mila euro. Lo stile Kodo della CX-30 la rende una delle vetture più filanti e armoniose della categoria, con proporzioni che ricordano quasi una coupé rialzata.
Proprio per il design ricercato, l’abitabilità posteriore della Mazda CX-30 non è la migliore del segmento, soprattutto per chi viaggia spesso in cinque, ma la qualità degli interni compensa ampiamente questo limite. Materiali morbidi, assemblaggi impeccabili e una posizione di guida molto curata la rendono una vettura piacevole da vivere ogni giorno. Su strada emerge tutta la filosofia Mazda: sterzo preciso, assetto equilibrato e una sensazione di connessione con l’auto ormai rara tra i SUV moderni.

La Hyundai Kona è probabilmente una delle vetture più versatili della categoria. La gamma è talmente ampia da riuscire a coprire praticamente ogni esigenza, passando dal benzina tradizionale fino all’elettrico puro. Il prezzo parte da 27.350 euro per la versione benzina da 115 CV, ma non mancano le interessanti varianti full hybrid da 33.350 euro e le configurazioni completamente elettriche.
La nuova generazione ha puntato moltissimo sul design futuristico, con la firma luminosa anteriore a tutta larghezza che ormai caratterizza i SUV Hyundai più recenti. Gli interni sono moderni e fortemente digitalizzati, con doppio display panoramico e numerosi sistemi di assistenza alla guida.
La Kona convince soprattutto per equilibrio generale. È comoda in città , stabile in autostrada e sufficientemente spaziosa per una famiglia. Un SUV moderno pensato per soddisfare davvero qualsiasi tipo di utilizzo.
La Seat Arona rappresenta una delle proposte più razionali e concrete del segmento. Con un prezzo di partenza di 22.350 euro per la versione 1.0 TSI da 95 CV, riesce a offrire spazio, semplicità e affidabilità a costi ancora accessibili.
Condivide gran parte della meccanica con gli altri modelli del Gruppo Volkswagen, fattore che si traduce in una piattaforma collaudata e motori estremamente diffusi. Il tre cilindri 1.0 TSI è ormai diventato un punto di riferimento per equilibrio tra consumi, prestazioni e affidabilità . L’Arona non cerca effetti speciali ma punta tutto sulla praticità . Gli interni sono semplici ma ben organizzati, mentre l’abitabilità è sorprendentemente buona considerando le dimensioni esterne relativamente compatte.
Se esiste un marchio che ha fatto della razionalità e delle soluzioni intelligenti il proprio marchio di fabbrica quello è Skoda. La Kamiq ne è probabilmente uno degli esempi migliori. Il SUV ceco parte da 25.500 euro e continua a convincere per praticità e soluzioni intelligenti.
Basata anch’essa sulla piattaforma condivisa del Gruppo Volkswagen, la Kamiq sfrutta tutta l’esperienza accumulata negli anni per offrire una vettura estremamente concreta. Lo spazio interno è uno dei migliori del segmento, così come il bagagliaio, mentre le celebri soluzioni “Simply Clever†migliorano la vita quotidiana con piccoli dettagli molto utili.
Il design rimane sobrio e razionale, lontano dagli eccessi stilistici di alcuni concorrenti, ma proprio questa semplicità continua a essere uno dei suoi punti di forza. La Kamiq è la classica auto che conquista soprattutto dopo qualche mese di utilizzo, quando si iniziano ad apprezzare davvero praticità e facilità d’uso.
Chiudiamo con una delle regine del segmento: la Volkswagen T-Roc. La nuova generazione ha evoluto profondamente il progetto originale, mantenendo però quella formula che ha reso questo SUV uno dei modelli più apprezzati del marchio tedesco. La T-Roc parte da 33.900 euro e si posiziona in una fascia premium grazie a una qualità percepita elevata, motorizzazioni efficienti e una forte componente tecnologica. Gli interni seguono la classica filosofia Volkswagen: linee pulite, tanta digitalizzazione e un’impostazione estremamente intuitiva.
Il SUV tedesco riesce a bilanciare bene comfort, qualità e dinamica di guida, risultando adatto tanto alla città quanto ai lunghi viaggi. Anche l’insonorizzazione e la stabilità autostradale sono superiori rispetto a molte rivali generaliste. La T-Roc rappresenta probabilmente uno dei migliori compromessi del mercato per chi cerca un SUV moderno, tecnologico e sufficientemente premium senza superare la soglia dei 35 mila euro
Data articolo: Sat, 02 May 2026 13:42:46 +0000Dopo oltre dieci anni, due marchi simbolo della cultura americana tornano a condividere la stessa strada. Jeep e Harley-Davidson hanno annunciato una nuova partnership europea per il 2026, riportando in vita una collaborazione che mancava dal 2014 e che, all’epoca, aveva conquistato gli appassionati di motori e lifestyle outdoor.
Un modo per unire due mondi che parlano la stessa lingua fatta di libertà , viaggio e voglia di esplorare. Da una parte i SUV Jeep, dall’altra le iconiche cruiser Harley-Davidson. Due modi diversi di vivere la strada, ma con una filosofia sorprendentemente simile.
Il primo appuntamento ufficiale della partnership si svolge dal 30 aprile al 3 maggio in occasione dell’European Spring Rally di Senigallia, nelle Marche, la cittadina affacciata sull’Adriatico ormai punto di riferimento per gli appassionati Harley-Davidson in Europa. Da lì partirà un vero e proprio tour continentale che accompagnerà i due marchi per tutto il 2026. In calendario ci sono cinque grandi appuntamenti internazionali:
Eventi che richiamano migliaia di motociclisti provenienti da tutta Europa e che rappresentano il contesto ideale per rafforzare l’identità condivisa dei due brand. Non è difficile capire perché Jeep e Harley-Davidson abbiano deciso di tornare insieme. Entrambe, negli anni, hanno costruito la propria immagine attorno a valori molto precisi: autenticità , carattere, spirito libero e passione per il viaggio. Valori che oggi, in un mercato sempre più digitalizzato e uniforme, diventano quasi una forma di identità .
Protagonista della partnership sarà soprattutto la nuova Jeep Compass 4xe, modello simbolo dell’evoluzione del marchio americano verso una mobilità più moderna ed elettrificata. La Compass 4xe rappresenta infatti il punto d’incontro tra tradizione off-road e nuove tecnologie. La trazione integrale resta un elemento centrale dell’esperienza Jeep, ma viene affiancata da una propulsione elettrificata che punta a ridurre consumi ed emissioni senza rinunciare alle capacità in fuoristrada.
Ed è proprio questo il messaggio che Jeep vuole portare agli eventi Harley-Davidson: l’idea che l’avventura possa evolversi senza perdere il proprio fascino.
Secondo il marchio americano, la Compass 4xe interpreta perfettamente i valori condivisi con Harley-Davidson: scoperta, libertà , passione e autenticità . Non si tratta quindi soltanto di una collaborazione commerciale, ma di una strategia di comunicazione che punta a creare un legame emotivo con il pubblico.
In un momento storico in cui l’automobile sta cambiando rapidamente pelle, partnership come questa mostrano quanto il mondo dei motori stia cercando di puntare sempre di più sull’esperienza e sulla community. Jeep e Harley-Davidson non vendono semplicemente veicoli: vendono un immaginario. E questo immaginario è fatto di strade panoramiche, viaggi improvvisati, percorsi sterrati e raduni affollati dove il motore diventa quasi un linguaggio comune.
La nuova alleanza europea sembra voler ripartire proprio da qui. Non dalle prestazioni pure o dai numeri, ma dal significato emotivo che certi marchi riescono ancora a trasmettere. Per Jeep, inoltre, la partnership rappresenta anche un’occasione importante per rafforzare la presenza della gamma elettrificata presso un pubblico storicamente legato ai motori più tradizionali.
Il 2026 sarà quindi un anno ricco di appuntamenti per gli appassionati dei due marchi, con eventi che uniranno SUV e motociclette sotto la stessa bandiera: quella dell’avventura
Data articolo: Sat, 02 May 2026 13:04:08 +0000Non molti sanno che l’esame della patente B può essere sostenuto anche con un’auto con cambio automatico. Una possibilità ancora poco conosciuta, ma destinata probabilmente a diventare sempre più comune. Del resto il mercato dell’auto sta cambiando rapidamente: elettriche, ibride e nuove tecnologie stanno lentamente facendo sparire il classico cambio manuale dalle nostre strade.
Per questo motivo sempre più persone iniziano a chiedersi se abbia ancora senso imparare a usare frizione e leva del cambio, oppure se sia meglio affrontare direttamente l’esame con un’auto automatica. La risposta, come spesso accade, dipende dalle esigenze personali. Vediamo quindi come funziona l’esame, quali sono i limiti della patente con il codice 78 e in quali casi può davvero rappresentare una scelta intelligente.
La parte teorica dell’esame non cambia assolutamente nulla. Quiz, tempistiche e modalità restano identici per tutti i candidati. La differenza arriva soltanto durante la prova pratica di guida. Chi decide di sostenere l’esame con una vettura dotata di cambio automatico può farlo sia tramite autoscuola sia da privato, senza alcuna distinzione normativa.
Una volta superato l’esame, però, sulla patente viene inserito il cosiddetto codice 78. È una sigla europea armonizzata che specifica una limitazione precisa: il conducente potrà guidare esclusivamente veicoli con cambio automatico. In pratica, la situazione è simile a quella di altri codici presenti sulla patente, come quelli relativi all’obbligo di lenti o occhiali. La patente rimane valida a tutti gli effetti, ma con una restrizione specifica.
Questo significa che mettersi al volante di un’auto con cambio manuale senza aver sostenuto un nuovo esame sarebbe considerato come guidare senza patente valida per quel tipo di veicolo. Una limitazione che oggi può sembrare importante, ma che potrebbe pesare molto meno in futuro. Basta guardare il mercato: l’elettriche non hanno nemmeno la possibilità di un cambio tradizionale, mentre quasi totalità delle ibride adottano trasmissioni automatiche o CVT.
Le regole sono stabilite chiaramente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La normativa specifica infatti che:
“I veicoli di categoria B non devono essere necessariamente dotati di cambio di velocità manuale, fatta salva l’apposizione del codice 78 sulla patente conseguita con veicolo con cambio diverso da quello manuale. Qualora la prova venga sostenuta su veicolo con cambio diverso da quello manuale, sulla patente di guida sarà annotato il codice UE armonizzato 78“.
Tradotto in termini pratici: la legge permette tranquillamente di conseguire la patente con un’auto automatica, ma impedisce poi di guidare vetture manuali senza una nuova prova pratica. Per rimuovere il codice 78 è infatti necessario sostenere nuovamente l’esame pratico utilizzando un’auto con cambio manuale. Non serve rifare la teoria, ma bisogna dimostrare di saper gestire frizione, marce e partenze in sicurezza.
È piuttosto evidente quale sia il principale vantaggio della patente automatica: durante l’esame pratico sparisce una delle difficoltà più stressanti per chi sta imparando a guidare. Non c’è nessun rischio di spegnere l’auto in partenza, di cambi marcia sbagliati o di partenze in salita da affrontare con l’ansia. Per molte persone, soprattutto chi vive l’esame con forte tensione, può rappresentare un aiuto concreto.
Anche chi ha difficoltà motorie o semplicemente non si sente a proprio agio con il coordinamento frizione-cambio può trovare nella patente automatica una soluzione più accessibile.
Dall’altra parte esiste però uno svantaggio evidente: la limitazione di non poter guidare auto manuali in alcun caso. C’è poi un altro aspetto da considerare. Sebbene il mercato si stia spostando verso l’automatico, in Italia il cambio manuale rimane ancora molto diffuso, soprattutto tra le auto economiche e nel mercato dell’usato.
La domanda oggi è più attuale che mai. Da una parte il mondo dell’auto sembra andare rapidamente verso un futuro elettrico e automatico. Dall’altra, milioni di automobilisti continuano ancora a guidare vetture tradizionali. Per chi pensa di acquistare presto un’elettrica o un’ibrida automatica, la patente con codice 78 potrebbe diventare una scelta assolutamente sensata. Chi invece vuole mantenere la massima libertà possibile, magari utilizzando auto diverse o condividendo vetture di famiglia, probabilmente continuerà a preferire il classico esame con cambio manuale.
Data articolo: Sat, 02 May 2026 11:29:54 +0000Alex Zanardi ha scritto un capitolo importante del mondo del motorsport, oltre a caricarsi del ruolo di leggenda e di esempio per gli altri. La sua storia non appartiene soltanto al motorsport o al paraciclismo: appartiene a chiunque abbia visto nello sport un modo per rialzarsi, anche quando la vita sembra togliere tutto.
Un uomo che ha attraversato epoche e categorie diverse, dai kart alla Formula 1, passando per la Formula Cart e le Paralimpiadi, costruendo una carriera fuori dal comune. Una vita fatta di velocità , incidenti drammatici, rinascite e nuove sfide affrontate con un sorriso che, negli anni, è diventato quasi il suo marchio di fabbrica.
Con la sua scomparsa, avvenuta nella notte del 1 maggio, il motorsport perde uno dei suoi personaggi più amati. Ma il lascito umano e sportivo di Zanardi continuerà a vivere ancora a lungo.
Nato a Bologna il 23 ottobre 1966, Alex Zanardi scopre prestissimo il fascino dei motori. Tutto inizia quasi per gioco, quando il padre gli regala un kart durante l’adolescenza. È il classico momento che cambia una vita: da lì nasce una passione totalizzante per la competizione e la velocità .
Nel 1982 arrivano i primi risultati importanti. Zanardi conquista il terzo posto nella categoria 100 cc e attira subito l’attenzione degli addetti ai lavori. I talent scout notano quel ragazzo aggressivo ma spettacolare nella guida, capace di recuperi impossibili e staccate oltre il limite.
Grazie al supporto di uno sponsor legato al mondo degli pneumatici da kart, Alex riesce a passare alla categoria superiore e a confrontarsi con il panorama internazionale. I risultati crescono rapidamente: nel 1985 e nel 1987 conquista sia il Campionato Italiano sia quello Europeo nella classe 135 cc. Era già evidente il tratto che avrebbe accompagnato tutta la sua carriera: non la ricerca della guida perfetta e pulita, ma quella spettacolare, istintiva, sempre al limite.
Nel 1988 arriva il debutto in Formula 3, passaggio fondamentale per ogni giovane pilota che sogna la Formula 1. L’impatto però non è semplice. Le monoposto richiedono un approccio completamente diverso rispetto ai kart e Zanardi impiega tempo per adattarsi.
La svolta arriva nel 1990 con il team RC Motorsport. In quella stagione Alex mostra finalmente il suo vero potenziale: chiude secondo nel Campionato Italiano di Formula 3 e conquista la Coppa Europa a Le Mans. Prestazioni che gli aprono le porte della Formula 3000, all’epoca considerata la vera anticamera della Formula 1.
Anche lì il titolo sfugge, ma Zanardi riesce comunque a impressionare grazie a pole position e gare aggressive. Il suo nome inizia a circolare nel paddock della massima categoria, fino alla chiamata che può cambiare tutto: Eddie Jordan lo vuole per sostituire Michael Schumacher nelle ultime gare del 1991. Per un giovane pilota italiano è il sogno che diventa realtà .
L’approdo in Formula 1 avviene quasi all’improvviso. Zanardi sale sulla Jordan senza una vera preparazione, ma riesce subito a dimostrare velocità e carattere. Il problema, però, è economico: la Jordan vive un momento finanziario complicato e Alex non dispone degli sponsor necessari per garantirsi un sedile stabile.
Nel 1993 arriva una nuova occasione con Lotus F1, squadra storica ma ormai lontana dai fasti del passato. Affianca Johnny Herbert in una stagione difficile, segnata da problemi tecnici e da una monoposto poco competitiva. Nonostante qualche lampo, la mancanza di risultati e sponsor lo lascia nuovamente senza volante. Nel 1994 resta in Lotus come collaudatore, ma il grave incidente di Pedro Lamy gli permette di tornare in pista da titolare.
Anche questa esperienza, però, si interrompe bruscamente: a fine stagione la Lotus abbandona la Formula 1. Ancora una volta, Zanardi si ritrova senza una squadra.
Molti piloti avrebbero insistito in Europa. Zanardi invece sceglie una strada diversa e nel 1996 vola negli Stati Uniti per correre in Formula Cart. È la decisione che cambia la sua carriera. Negli USA Alex trova finalmente l’ambiente ideale per il suo stile spettacolare. Il pubblico americano si innamora subito di quel pilota italiano sorridente, aggressivo nei sorpassi e capace di regalare gare memorabili.
Alla prima stagione conquista il terzo posto nel campionato e il premio di Rookie of the Year. Ma è solo l’inizio. Nel 1997 vince il titolo Cart dominando il campionato, impresa che ripete anche nel 1998 con sette vittorie e il titolo conquistato con largo anticipo. Alcuni sorpassi di quegli anni sono ancora oggi considerati tra i più belli della storia delle monoposto americane.
Il successo negli Stati Uniti riporta Zanardi nel mirino della Formula 1. La Williams Racing decide di puntare su di lui per il 1999. Ma il ritorno si rivela deludente: la vettura non è competitiva e Alex chiude la stagione senza punti. A quel punto prende una decisione fondamentale: tornare in America, dove si sente davvero a casa.
Il 15 settembre 2001 il destino cambia improvvisamente. Durante una gara Cart sul circuito del Lausitzring, in Germania, Zanardi perde il controllo della vettura all’uscita dei box. La sua monoposto viene centrata violentemente da quella del pilota italo-canadese Alex Tagliani. L’impatto è devastante. La Honda di Zanardi viene praticamente spezzata in due. Le condizioni appaiono subito disperate. I medici sono costretti ad amputargli entrambe le gambe per salvargli la vita. Per settimane il mondo dello sport resta col fiato sospeso.
Ma proprio quando tutti pensano che la sua carriera e la sua vita pubblica siano finite, Zanardi sorprende ancora una volta tutti. A dicembre dello stesso anno si presenta ai Caschi d’Oro e, davanti a una platea commossa, si alza dalla sedia a rotelle. Quel gesto diventa il simbolo della sua rinascita.
Per molti sarebbe stato il punto finale. Per Alex Zanardi, invece, è soltanto un nuovo inizio. Dopo anni di riabilitazione torna a fare sport, scegliendo l’handbike. Anche in questa disciplina emerge immediatamente il suo spirito competitivo. Nel 2007 debutta alla maratona di New York chiudendo quarto.
Da lì in avanti la sua crescita è impressionante. Nel 2010 conquista il titolo italiano su strada e nel 2011 vince proprio la maratona di New York, uno dei momenti più emozionanti della sua nuova carriera. Le Paralimpiadi di Giochi Paralimpici di Londra 2012 lo consacrano definitivamente: conquista due medaglie d’oro e un argento, diventando uno degli atleti simbolo dell’intera manifestazione.
Il copione si ripete anche a Giochi Paralimpici di Rio 2016, dove Alex aggiunge altre due medaglie d’oro e un argento alla sua incredibile collezione. Ma più dei successi, colpiva il suo atteggiamento. Zanardi parlava spesso della disabilità senza pietismo, trasformando ogni difficoltà in una sfida personale da affrontare con ironia e determinazione.
Il 19 giugno 2020 arriva un altro drammatico capitolo. Durante una staffetta benefica in handbike vicino a Pienza, Zanardi perde il controllo del mezzo e si scontra frontalmente con un camion. Le ferite sono gravissime. Viene sottoposto a delicati interventi neurochirurgici e maxillo-facciali. Da quel momento inizia un periodo lunghissimo fatto di operazioni, riabilitazione e silenzio mediatico. La famiglia sceglie giustamente la massima riservatezza, mentre il mondo dello sport continua a seguirne le condizioni con affetto e rispetto.
Negli ultimi anni, il nome di Alex Zanardi è rimasto legato soprattutto alla sua enorme eredità umana. Perché la sua figura aveva ormai superato il confine dello sport. Come un’altra leggenda Ayrton Senna, si spegne la sera del 1 maggio lasciando un’eredità di valori e coraggio difficilmente ripetibili.
Data articolo: Sat, 02 May 2026 09:18:11 +0000Le Ferrari iniziano le Fp1 con gomme Hard per valutare il nuovo pacchetto aggiornamenti con grip costante. La SF-26 appare stabile, ma con interpretazioni diverse: Leclerc è subito pulito, mentre Hamilton fatica nel T2 e T3, soffrendo instabilità in accelerazione e un forte bloccaggio. Il team si concentra sulla gestione dell’ibrido (MGU-K) e sui miglioramenti necessari nelle curve 11, 12, 14 e 17.
Dopo 20 minuti, i piloti rientrano ai box: Leclerc riduce il carico all’avantreno abbassando i riferimenti, mentre su entrambe le vetture si interviene sulle sospensioni per migliorare l’agilità nelle curve lente. Nonostante una pista scivolosa, Leclerc si porta in vetta, pur pagando 3 decimi di deficit velocistico nel T3 rispetto alla Mercedes di Antonelli.
Nelle prove “high fuel” con target 1:33.0, la Ferrari mostra un ritmo superiore a McLaren e Red Bull, evidenziando costanza e assenza di degrado pneumatico. Nella simulazione del giro secco con gomme Rosse, Leclerc ottiene il miglior tempo assoluto nonostante un passaggio non perfetto e un ritardo di potenza della Power Unit nel terzo settore rispetto a Mercedes.
Hamilton, rallentato da un lungo nel T2 e dalle solite difficoltà nel T3, chiude terzo a circa 4 decimi dal compagno. Nonostante il debutto positivo dei nuovi aggiornamenti, resta l’incognita sul reale potenziale dei rivali in qualifica e sull’impatto delle modifiche FIA all’ibrido nel confronto diretto con il motore Mercedes. Senza contare l’utilizzo delle coperture.
Pronti via, nessuna esitazione: all’accensione del semaforo verde, le due monoposto di Maranello calcano subito l’asfalto. Entrambe montano la mescola Media, rimasta intonsa durante la lunga sessione di libere da 90 minuti. L’obiettivo primario è innescare correttamente l’asse anteriore prima di spingere sul cronometro, affrontando anche un vento contrario nel primo settore.
Il pilota monegasco detta subito il ritmo, staccando il compagno di squadra di tre decimi. Segue un doppio passaggio di raffreddamento, sfruttato per affinare l’assetto tramite indicazioni via radio. La dinamica della vettura mostra una buona propensione alla rotazione e il muretto opta per un ulteriore tentativo di sicurezza, pronto a sospenderlo in caso di qualificazione garantita.
I tempi scendono per entrambi, ma è la McLaren di Lando Norris a beffarli per appena 11 millesimi. I due alfieri del Cavallino Rampante superano agevolmente il taglio e rientrano nei box. Resta però il nodo del T1, dove la vettura numero 16 accusa un ritardo di due decimi e mezzo dall’inglese. Inoltre serve migliorare la gestione delle coperture nel T3.
Il gioco si fa serio e si iniziano a svelare le vere carte in tavola. Anche in questa fase, le Rosse abbandonano immediatamente la corsia box non appena scatta il verde, calzando nuovamente le coperture a banda gialla. La priorità assoluta resta la gestione termica dell’anteriore, che tende a perdere calore nei lunghi rettilinei. Le condizioni del vento restano stabili, scatta la modalità push.
La SF-26 denota un bilanciamento neutro, premiando soprattutto la precisione di Charles in fase di inserimento. Di contro, Lewis fatica maggiormente nei tratti lenti, dovendo correggere frequentemente col volante: un sintomo verosimilmente imputabile a una non perfetta finestra di utilizzo degli pneumatici. Dopo la canonica doppia tornata di cool-down, si torna a spingere.
Il monegasco accusa una perdita di trazione dovuta a un sovrasterzo proprio nell’ultima piega del tracciato, vanificando in parte un giro fino a quel momento eccellente, ma riuscendo comunque a mantenere la leadership. Il britannico lima il proprio crono, rimanendo però attardato di mezzo secondo.
Questo divario evidenzia lo stato di grazia del numero 16 e, parallelamente, la mancanza di confidenza dell’inglese. Il turno si conclude con Leclerc prepotentemente in lotta per il vertice, mentre la McLaren nasconde un grande potenziale e la Mercedes rimane ancora nell’ombra. Ma come detto, sarà cruciale gestire al meglio l’attivazione delle mescole Soft, nella SQ3.
Siamo alla resa dei conti e la tensione è palpabile: ogni minima sbavatura si paga a caro prezzo. Si passa alle gomme Soft, dove la corretta attivazione termica per estrarre il massimo grip meccanico diventa un fattore cruciale. Il giro di uscita dai box appare insolitamente cauto, sfociando nella massima potenza ibrida solo in prossimità dell’ultima curva.
Purtroppo per la scuderia italiana, i tentativi lanciati si rivelano sporchi, macchiati da troppe correzioni al volante da parte di entrambi i portacolori. Lewis fa mea culpa in radio per un errore nel secondo settore e una sbavature nel T3. Leclerc sceglie il silenzio, pur sapendo di aver lasciato decimi preziosi per strada. La bandiera a scacchi sentenzia un quarto posto per Charles e relega Lewis in settima piazza.
Benché la vettura italiana sia profondamente diversa rispetto a quella 2025, nel momento decisivo sono ancora una volta le gomme a tradire la Ferrari. Vasseur lo aveva detto: “servirà ottimizzare il fine settimana“. A conti fatti le ambizioni della Ferrari svaniscono, e la prima sessione ufficiale del weekend mostra un contesto contrario a quanto voluto. C’è però tempo per recuperare iniziando dalla gara sprint di oggi.
Data articolo: Sat, 02 May 2026 06:21:34 +0000Nel mese di maggio 2026 sono previsti numerosi scioperi in Italia che interesseranno sia il settore pubblico che quello privato in diverse città e regioni del Paese. Gli scioperi coinvolgono trasporto aereo, ferroviario, locale e servizi di ristorazione, con impatti a livello nazionale, regionale e locale. In questo articolo, presentiamo il calendario dettagliato degli scioperi giorno per giorno, indicando le categorie interessate, i servizi coinvolti e gli orari di ciascuno sciopero.
In tutta Italia è stato proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata, riguardante sia il personale dipendente pubblico e privato in tutte le province d’Italia. Lo sciopero è indetto dal sindacato USI-CIT e interessa l’intero territorio nazionale.
In tutta Italia è previsto uno sciopero nazionale nel settore degli appalti ferroviari che coinvolge il personale Soc. Elior Div. Itinere addetto a servizi di ristorazione Soc. Trenitalia. La modalità dello sciopero è mezzo turno per ogni turno di lavoro. I sindacati coinvolti sono FAST-CONFSAL e FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI.
Nella città di Milano (provincia) è previsto uno sciopero nel settore ferroviario che coinvolge il personale Soc. Mercitalia Shunting & Terminal Provincia di Milano. Lo sciopero durerà otto ore, dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio. Il sindacato promotore è OSR USB LAVORO PRIVATO.
Nella città di Firenze è indetto uno sciopero nel settore ferroviario della società RFI DOIT Firenze. Lo sciopero coinvolge il personale del settore manutenzione per otto ore durante l’intera prestazione. Il sindacato promotore è OSR USB LAVORO PRIVATO.
In tutta Italia è previsto uno sciopero nazionale nel settore marittimo che coinvolge i lavoratori del settore portuale (imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, AdSP e società che applicano CCNL porti). Lo sciopero durerà 24 ore, dalle 00:00 alle 23:59 ed è indetto da USB LAVORO PRIVATO.
Nella città di Trento è previsto uno sciopero nel trasporto pubblico locale che coinvolge il personale Soc. Trentino Trasporti. Lo sciopero durerà 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00 ed è indetto da OSR ORSA TRASPORTI.
Nella città di Potenza è stato proclamato uno sciopero del trasporto urbano. Lo sciopero coinvolge il personale Soc. Miccolis – servizio urbano di Potenza e durerà 4 ore, dalle 15:01 alle 19:00. I sindacati promotori sono: FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL AUTOFERRO.
Nella città di Napoli è previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale che coinvolge il personale Soc. EAV di Napoli. Lo sciopero avrà durata 24 ore: dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio. Il sindacato coinvolto è OSR ORSA AUTOFERRO TPL.
In tutta Italia sono proclamati numerosi scioperi nel settore aereo che coinvolgono il personale delle società ENAV, ADR Security Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino), EasyJet Airlines Limited, GH Palermo, ASC Handling, Aviapartner Palermo, gruppo SOGAER dell’aeroporto di Cagliari e Socc. ALHA e MLE-BCUBE aeroporto di Milano Malpensa. Gli orari degli scioperi variano nella giornata: 8 ore dalle 10:00 alle 18:00, 4 ore dalle 13:00 alle 17:00, 4 ore dalle 12:00 alle 16:00, in base alla società e alla sigla sindacale coinvolta.
Nella città di Novara è indetto uno sciopero nel trasporto pubblico locale che coinvolge il personale Soc. SUN di Novara. La durata sarà di 24 ore e il sindacato coinvolto è AL-COBAS.
Nella città di Catania è indetto uno sciopero di 24 ore, dalle 00:01 alle 23:59 presso la società AMTS di Catania con coinvolgimento del personale del trasporto pubblico locale (sindacato OSP CUB TRASPORTI).
In tutta Italia e nelle regioni di Lombardia, Puglia, Toscana, e Veneto sono previsti scioperi nel settore ferroviario, appalti ferroviari e trasporto pubblico locale con modalità e orari variabili. I sindacati coinvolti includono CSLE, AL-COBAS, FILT-CGIL, FIT-CISL, UGL, USB LAVORO PRIVATO e altri, a seconda della provincia e del servizio.
In tutta Italia è stato indetto uno sciopero nel settore trasporto merci. Riguarda il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci conto terzi e durerà 120 ore: dalle 00:00 del 25 maggio alle 24:00 del 29 maggio. Le sigle sindacali coinvolte sono CNA FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, SNA CASARTIGIANI, UNITAI, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, AGCI, ecc.
In tutta Italia è stato proclamato uno sciopero generale delle categorie pubbliche e private: nel settore ferroviario dalle 21:00 del 28 maggio alle 21:00 del 29 maggio, per le autostrade dalle 22:00 del 28 maggio alle 22:00 del 29 maggio, e per gli altri settori l’intera giornata. I sindacati coinvolti sono CUB, SGB, ADL VARESE, SI-COBAS, USI-CIT.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 02 May 2026 06:00:00 +0000In questa guida trovi, in un colpo d’occhio, i prezzi medi dei carburanti sulla rete autostradale italiana e gli elementi necessari per interpretarli: l’elenco aggiornato per benzina, gasolio, GPL e metano con la relativa modalità di erogazione, oltre a una spiegazione chiara di come si forma il prezzo finale al distributore tra componente industriale e prelievo fiscale.
Aggiornamento 01-05-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.113 |
| Benzina | SELF | 1.809 |
| GPL | SERVITO | 0.902 |
| Metano | SERVITO | 1.598 |
Il prezzo della benzina alla pompa è il risultato di due grandi componenti. La prima è quella fiscale, che pesa per il 58% del totale e comprende il prelievo dovuto allo Stato tra imposte indirette e accise; è una quota che incide in misura determinante sul conto finale e che si somma all’IVA calcolata sul valore imponibile. La seconda è la componente industriale, pari al 42%, che racchiude la parte economica “di filiera†necessaria per portare il carburante dal mercato internazionale al serbatoio degli automobilisti. All’interno della quota industriale si distinguono due voci: il costo della materia prima e il margine lordo. La materia prima rappresenta circa il 30% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro, dato che gli scambi avvengono tipicamente in valuta statunitense: quando il barile o i prezzi dei raffinati crescono, o l’euro si indebolisce, la pressione sui listini aumenta. Il margine lordo, che vale il 12% del prezzo, comprende i costi di logistica, stoccaggio, trasporto e gestione della rete, oltre al guadagno dell’operatore: è la porzione sulla quale i gestori possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa in funzione della concorrenza locale, dei volumi e dei servizi offerti in stazione.
Per il gasolio la ripartizione è diversa e riflette specificità di domanda e offerta. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre quella industriale pesa per il 55%. All’interno della parte industriale, la materia prima copre il 45% del prezzo: questa voce è agganciata alle quotazioni internazionali del diesel e ai movimenti del cambio euro/dollaro, con effetti diretti sulla spesa degli autotrasportatori e di chi usa veicoli a gasolio. Quando le quotazioni dei prodotti raffinati aumentano o l’euro si deprezza, la componente di costo cresce e si trasferisce progressivamente sui listini al distributore. Il margine lordo rappresenta il 10% del prezzo e include le spese operative della filiera (raffinazione, logistica, trasporto, gestione della stazione) e il guadagno dell’operatore: è la leva sulla quale i gestori possono agire per adeguare il prezzo alla concorrenza territoriale, alle politiche commerciali del marchio e ai servizi accessori offerti lungo le tratte autostradali. La combinazione tra tassazione, andamento dei mercati internazionali e scelte commerciali spiega quindi perché il prezzo del gasolio possa mostrare dinamiche diverse rispetto alla benzina, pur seguendone spesso la tendenza generale.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 02 May 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.758 per la benzina, 2.055 per il diesel, 0.809 per il gpl, 1.586 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.054 |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.512 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 1.776 |
| GPL | SERVITO | 0.767 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.069 |
| Benzina | SELF | 1.779 |
| GPL | SERVITO | 0.857 |
| Metano | SERVITO | 1.757 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.067 |
| Benzina | SELF | 1.774 |
| GPL | SERVITO | 0.831 |
| Metano | SERVITO | 1.648 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.038 |
| Benzina | SELF | 1.755 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.540 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.049 |
| Benzina | SELF | 1.756 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.548 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.062 |
| Benzina | SELF | 1.763 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.536 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.044 |
| Benzina | SELF | 1.754 |
| GPL | SERVITO | 0.787 |
| Metano | SERVITO | 1.687 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.058 |
| Benzina | SELF | 1.756 |
| GPL | SERVITO | 0.876 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.047 |
| Benzina | SELF | 1.747 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.559 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.040 |
| Benzina | SELF | 1.738 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 1.771 |
| GPL | SERVITO | 0.812 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.050 |
| Benzina | SELF | 1.746 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.564 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.053 |
| Benzina | SELF | 1.766 |
| GPL | SERVITO | 0.775 |
| Metano | SERVITO | 1.635 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.072 |
| Benzina | SELF | 1.758 |
| GPL | SERVITO | 0.861 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.059 |
| Benzina | SELF | 1.760 |
| GPL | SERVITO | 0.822 |
| Metano | SERVITO | 1.812 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.057 |
| Benzina | SELF | 1.750 |
| GPL | SERVITO | 0.799 |
| Metano | SERVITO | 1.606 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.062 |
| Benzina | SELF | 1.759 |
| GPL | SERVITO | 0.807 |
| Metano | SERVITO | 1.554 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.048 |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| GPL | SERVITO | 0.797 |
| Metano | SERVITO | 1.544 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.069 |
| Benzina | SELF | 1.766 |
| GPL | SERVITO | 0.879 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 maggio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.038 |
| Benzina | SELF | 1.749 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.516 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 02 May 2026 06:00:00 +0000Se mentre sei alla guida vedi apparire sul cruscotto il simbolo di un termometro rosso, la tua auto ti sta dicendo che c’è un problema grave all’impianto di raffreddamento del motore.
In officina consideriamo questo segnale un’allerta critica, a differenza delle spie gialle che indicano la necessità di una verifica a breve termine. Ignorare questo avviso, anche solo per pochi chilometri, significa esporre il tuo propulsore a danni strutturali che spesso risultano irreparabili.
Per capire la gravità della situazione, devi prima considerare come la spia si accende. La luce rossa del refrigerante non si attiva sempre per lo stesso motivo, vediamo quindi le varie motivazioni:
Capire queste differenze ti aiuta a segnalare in modo adeguato il problema della tua auto all’officina: nel primo caso la meccanica sta soffocando per il calore, nel secondo manca proprio la materia prima per proteggerla.
La risposta è una sola: devi fermarti il prima possibile per verificare la situazione. Non appena le condizioni del traffico lo permettono, accosta e spegni il motore. Proseguire la marcia con la spia rossa accesa senza un controllo significa rischiare il grippaggio dei pistoni o la deformazione della testata. Una volta fermo, agisci con prudenza per capire cosa è successo:
Se il fluido è poco sotto il minimo, il rabbocco è l’unica soluzione per poter proseguire la marcia in sicurezza senza dover chiamare il carro attrezzi. Tuttavia, ricorda che prima di procedere è fondamentale attendere almeno trenta o quaranta minuti per far scendere la pressione ed evitare spruzzi bollenti.
Il costo per ripristinare il tuo sistema di raffreddamento dipende interamente dalla causa del guasto e dalla velocità con cui hai spento il motore. In officina analizziamo diversi scenari, dai più semplici ai più complessi, che influenzano direttamente la spesa finale:
Tieni presente che queste stime sono relative a vetture di media cilindrata e non di lusso, per le quali i costi possono essere molto più alti, e sono comprensive del prezzo dei ricambi e della manodopera necessaria per lo spurgo dell’aria e il riempimento del nuovo liquido refrigerante.
Per evitare di ritrovarti fermo in una corsia d’emergenza, devi cambiare approccio alla manutenzione della tua auto. In officina vedo spesso danni gravi che potevano essere evitati con qualche accortezza in più. Ecco alcuni consigli che posso darti per proteggere il tuo motore:
Gli ultimi dati IVASS confermano che il costo della RC Auto resta sotto pressione. Nel quarto trimestre 2025 il prezzo medio effettivo della garanzia RC Auto si è attestato a 432 euro, con un aumento annuo del 3,5% in termini nominali, anche se la crescita risulta più lenta rispetto agli anni precedenti. Il dato è importante perché fotografa il contesto in cui si muovono le famiglie: assicurare un secondo veicolo significa aggiungere una spesa ricorrente a un capitolo sempre più sensibile del budget domestico.
La buona notizia è che chi compra una seconda auto non deve ripartire dalla classe di merito peggiore. Grazie alla Legge Bersani e alla più ampia RC familiare è possibile utilizzare una classe di merito già maturata dal proprietario stesso o da un familiare convivente. La cattiva notizia è che nonostante l’eredità di una classe favorevole, le compagnie assicurative possono valutare età , residenza, storia, tipo di veicolo, alimentazione, uso dichiarato, percorrenza, formula di guida e altre variabili commerciali.
Per capire come funziona l’assicurazione della seconda auto bisogna partire dalla classe di merito universale. È il sistema che consente di ricostruire la storia assicurativa del proprietario del veicolo e di collocarlo in una scala bonus-malus. La classe migliore è la 1, quella peggiore è la 18. In assenza di agevolazioni chi assicura per la prima volta un veicolo partirebbe da una classe alta e quindi più costosa.
La classe di merito non coincide con il premio finale. Due automobilisti in classe 1 possono pagare cifre differenti. Un neopatentato residente in una provincia ad alta sinistrosità , alla guida di un’auto potente e con formula guida libera può ricevere un preventivo più alto rispetto a un cinquantenne con lunga storia assicurativa, vettura compatta e nessun sinistro negli ultimi anni. L’attestato di rischio, che fotografa la storia assicurativa del veicolo e del proprietario, resta il documento centrale. Il Codice delle assicurazioni disciplina l’attestazione sullo stato del rischio all’articolo 134 e prevede anche l’obbligo per le imprese di comunicare tempestivamente eventuali variazioni peggiorative della classe di merito.
La legge Bersani introdotta nel 2007 ha modificato il mercato assicurativo perché ha permesso di non partire dalla classe di merito più penalizzante quando si assicura un veicolo appena acquistato. Il meccanismo consente al proprietario di un’auto nuova o usata appena entrata nel nucleo familiare di acquisire la classe di merito già maturata su un altro veicolo della stessa tipologia, proprio o di un familiare convivente.
Il caso classico è quello del figlio neopatentato che compra la sua prima auto e può utilizzare la classe di merito del padre o della madre purché faccia parte dello stesso stato di famiglia e siano rispettate le altre condizioni richieste. Senza questa possibilità , il giovane conducente partirebbe da una classe più sfavorevole. Con la legge Bersani può entrare nel sistema assicurativo con una classe migliore, pur restando soggetto a una tariffazione spesso elevata per via dell’età , dell’inesperienza e del profilo di rischio.
La legge Bersani si rivela utile quando la seconda auto viene acquistata ex novo, anche usata, e deve essere assicurata per la prima volta da quel proprietario. Non funziona invece come uno strumento per trasferire liberamente classi tra veicoli già assicurati da tempo, perché su quel terreno è intervenuta la Rc familiare con regole più ampie ma anche con condizioni aggiuntive.
La RC familiare ha ampliato la logica della Bersani. Dal 2020, la migliore classe di merito maturata all’interno del nucleo familiare può essere utilizzata per un nuovo contratto su un veicolo appena acquistato, ma anche in sede di rinnovo di una polizza già esistente e può essere trasferita anche tra veicoli di tipologia diversa, per esempio da auto a moto o da moto ad auto. Questa estensione è legata alla modifica dell’articolo 134, comma 4-bis, del Codice delle assicurazioni private.
Con la legge Bersani tradizionale, il beneficio riguarda soprattutto il veicolo appena acquistato e mezzi della stessa categoria. Con la RC familiare la classe può circolare all’interno della famiglia anche in situazioni prima escluse, purché siano rispettati i requisiti previsti. C’è però un vincolo: per applicare la RC familiare a un veicolo già assicurato, l’attestato di rischio non deve riportare sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria negli ultimi cinque anni.
Il primo requisito riguarda la persona fisica. Le agevolazioni non si applicano liberamente alle società , alle auto aziendali o ai veicoli intestati a persone giuridiche. La logica della norma è familiare e personale, non commerciale. Se la seconda auto è intestata a una società , a una ditta o a un soggetto giuridico, il meccanismo Bersani o RC familiare non opera nello stesso modo. Il secondo requisito è la convivenza stabile. Il familiare da cui si eredita la classe deve risultare nello stesso stato di famiglia del proprietario del veicolo da assicurare. Non basta essere parenti, non basta avere lo stesso cognome, non basta vivere di fatto in modo saltuario se anagraficamente si risulta altrove. La prova più utilizzata è lo stato di famiglia o una dichiarazione sostitutiva.
Il terzo requisito è l’esistenza di una polizza attiva sul veicolo da cui si prende la classe. Non si può ereditare la classe da un’auto non assicurata, da una polizza scaduta, sospesa o non più in corso. Il quarto requisito riguarda il veicolo da assicurare. Nel caso della Bersani, deve trattarsi di un mezzo appena acquistato, nuovo o usato che sia, e mai assicurato in precedenza dallo stesso proprietario. Nel caso della RC familiare, il beneficio può entrare anche al rinnovo, ma solo se l’attestato di rischio del veicolo interessato è pulito negli ultimi cinque anni.
Una famiglia acquista una city car usata per il figlio appena patentato. Senza agevolazioni, il ragazzo partirebbe da una classe di ingresso molto sfavorevole. Se vive ancora con i genitori e uno dei due ha una classe di merito migliore, la nuova polizza può acquisire quella classe. Il risparmio può essere reale, ma una classe 1 ereditata non equivale a una classe 1 maturata in vent’anni senza incidenti. Le compagnie sanno distinguere tra classe naturale e classe acquisita tramite agevolazione. Il premio del neopatentato può quindi restare alto perché l’età , la minore esperienza di guida e il profilo statistico incidono comunque sul prezzo.
Qui entra in gioco anche la formula di guida. Una polizza con guida libera, aperta a qualunque conducente, costa spesso più di una con guida esperta o esclusiva. Se l’auto sarà utilizzata da un giovane, dichiarare una formula non coerente può esporre a problemi seri in caso di sinistro, comprese rivalse o limitazioni previste dal contratto.
Molte famiglie si chiedono se convenga intestare la seconda auto al genitore con classe migliore o al figlio. La risposta non è uguale per tutti. Intestare la vettura al genitore può produrre preventivi più bassi, perché il profilo dell’intestatario è più favorevole, ma se il conducente abituale è il figlio, la compagnia deve saperlo e la formula di guida deve essere coerente. Intestare l’auto al figlio, consente di costruire una storia assicurativa personale. È una scelta che può costare di più all’inizio, ma può essere più trasparente e utile nel lungo periodo. Se il figlio resta nel nucleo familiare, può comunque accedere alla classe del genitore attraverso la Bersani. Se però cambia residenza prima della stipula o non risulta più nello stato di famiglia, il beneficio può saltare.
C’è poi un aspetto patrimoniale da non ignorare. Il proprietario del veicolo è il soggetto a cui si collega la classe di merito e l’attestato di rischio. Spostare intestazioni solo per inseguire il premio più basso può creare complicazioni in caso di vendita, successione, separazione familiare, trasferimento di residenza o cambio compagnia.
Una delle novità della RC familiare è la possibilità di utilizzare la migliore classe di merito anche tra veicoli di diversa tipologia, per esempio da auto a moto. Prima dell’estensione, il beneficio era più rigido. Oggi se i requisiti sono rispettati, una famiglia può valorizzare la migliore classe presente nel nucleo anche per assicurare un mezzo differente. Questo non significa che il premio della moto diventi simile a quello dell’auto. Le statistiche di rischio, la cilindrata, l’età del conducente, il luogo di residenza, la stagionalità d’uso e le garanzie accessorie possono cambiare radicalmente il costo. La classe è un punto di partenza.
La stessa cautela vale per autocarri, ciclomotori e altri veicoli. In linea generale il meccanismo può riguardare più categorie, ma l’applicazione dipende dal tipo di veicolo, dal contratto, dalla documentazione e dal rispetto dei requisiti normativi. Prima di firmare, conviene chiedere alla compagnia un preventivo dettagliato e verificare la classe CU assegnata, non solo l’importo complessivo. Legge Bersani e RC familiare riguardano la responsabilità civile obbligatoria. Non trasferiscono condizioni favorevoli su furto e incendio, kasko, atti vandalici, eventi atmosferici, cristalli, assistenza stradale, infortuni del conducente o tutela legale. Queste coperture seguono regole commerciali proprie.
Data articolo: Sat, 02 May 2026 04:00:00 +0000Quando il successo chiama, devi solo farti trovare pronto. Tra Festival di Sanremo e hit musicali, Geolier ha trovato la sua consacrazione nel circuito mainstream e assicurarsi auto di indiscutibile fascino, da rispondere per le rime ai rapper americani, ne è la più logica conseguenza. Per la voce di Secondigliano, il garage pulsa al ritmo di una vita vissuta in corsia di sorpasso, dove l’opulenza britannica convive con supercar estreme.
In cima alla gerarchia meccanica di Geolier siede la Rolls-Royce Cullinan, una fortezza di cinque metri che separa gli occupanti dal mondo esterno, andando incontro al bisogno di protezione e isolamento tipico delle star. Sottoposta ad aggiornamento nel 2024, la carrozzeria estremizza il concetto del lusso con una firma luminosa più moderna e cerchi fino a 23 pollici, che sommati alla spiccata altezza da terra rendono la vettura una presenza impossibile da ignorare.
Dopo un’intensa sessione in studio il maestoso V12 biturbo da 6.75 litri sotto il cofano dà una spinta decisa ma silenziosa, un movimento quasi impercettibile. Gli oltre 400.000 euro indicati nel listino? Una formalità : tra optional su misura e una rifinitura fatta a mano, il prezzo lievita allo scoccare delle dita.
Non potrebbe esserci esemplare più lontano della Rolls-Royce della Lamborghini Urus SE, protagonista di un controverso video girato da Geolier in coppia con Rocco Hunt. Per il marchio di Sant’Agata Bolognese il modello rappresenta un punto di svolta, il suo primo super SUV ibrido plug-in della storia dove l’anima di una familiare si abbina alla cattiveria di una sportiva da 800 CV e 312 km/h di velocità massima. Rumorosa e imponente, ti permette di distinguerti in un attimo, in linea con lo spirito di un giovane uomo che ha trasformato la propria passione in uno show. Nonostante l’attenzione dichiarata all’efficienza e alla riduzione delle emissioni grazie alla batteria, la Urus, proposta sul mercato a più di 250.000 euro, resta una Lamborghini nell’anima.
Mentre la supercar italiana brama per apparire, la McLaren Artura sacrifica volentieri lo sfarzo sull’altare di una dinamica di guida impeccabile. A differenza degli altri giganti del garage, questa plug-in, una vettura leggera e tecnica, utilizza un sistema da 700 CV per ottenere una coppia istantanea. I 330 km/h di punta e un telaio apparentemente “rubato” a una griglia di partenza farebbero emozionare qualsiasi amante della velocità .
Completa la parterre di eccellenza la Mercedes-Maybach Classe S, con la quale Geolier ha “invaso” il campo dello Stadio Maradona di Napoli. In un salotto tecnologico da oltre 250.000 euro (più della Artura), il comfort dei sedili posteriori executive e l’insonorizzazione favoriscono il relax a bordo.
Geolier posa le chiavi della Rolls per afferrare il microfono: il Primo Maggio di Geolier è a Roma, sul palco di un concertone che scuote le coscienze sul futuro del lavoro. Tra i grandi nomi di una scaletta infinita, il rapper partenopeo divide la scena con colleghi del calibro di Mahmood, Rose Villain e i The Kolors, tutti uniti sotto il tema della dignità umana nell’era tecnologica.
Data articolo: Fri, 01 May 2026 19:19:11 +0000Andare a fare il pieno dal 2 maggio non sarà uguale per tutti. Il Governo proroga il taglio delle accise sulle auto diesel dopo l’impennata del 24% registrato dal settore nelle ultime settimane, che aveva generato non poco malcontento. La nuova misura scatterà ufficialmente allo scoccare della mezzanotte tra il 1° e il 2 maggio e ci accompagnerà fino al 23 maggio.
“Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, confermando il taglio che era già previsto per il passato (20 centesimi al litro). Per la benzina il taglio è diminuito a 5 centesimi, che corrisponde più o meno al 6% sul prezzo del carburante”
La novità che farà discutere è la forbice che si apre tra i due carburanti. Se lo sconto sul gasolio si mantiene sugli stessi valori, ai veicoli a benzina va molto peggio, con uno sforbiciata ridotta in seguito a un’attenta analisi dei listini attuali, come ha sottolineato la premier Giorgia Meloni:
“C’è una sproporzione importante fra l’aumento del gasolio e l’aumento della benzina in queste settimane. La benzina è aumentata del 6%; il gasolio del 24%. Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, confermando il taglio che era già previsto per il passato (20 centesimi al litro)â€
In buona sostanza, i conducenti di auto diesel continueranno a beneficiare di uno sconto totale (IVA inclusa) di 24,4 centesimi, mentre per chi fa rifornimento di benzina lo sconto scivola a soli 5 centesimi (6,1 con l’IVA). Il motivo? Il gasolio è il cuore pulsante dell’economia, dai camion che riforniscono i supermercati ai pescherecci, ed ecco perché il Governo ha deciso di alzare il muro contro i rincari.
A ogni modo, è meglio mettersi fin da ora l’anima in pace: il taglio non diventerà legge perenne. Palazzo Chigi naviga a vista: le casse dello Stato impediscono voli pindarici, soprattutto in una fase economica delicata dove blindare lo sconto sarebbe uno sforzo troppo gravoso.
“Non mi sento di dire oggi che rendo strutturale il taglio delle accise con la situazione economica che non sarà facilissima: rischieremmo di azzerare le risorse che abbiamo da qui a fine anno. Tagliarle costa molto per il beneficio che produce se diventa strutturale”
Il Governo interverrà soltanto a determinate condizioni, davanti a una crisi altrimenti impossibile da fermare. Con le sanzioni Antitrust e l’extra-gettito IVA l’esecutivo confida di colmare i buchi, sperando che l’IVA incassata in più basti a coprire lo sconto promesso.
Prepariamoci a un lunedì dal retrogusto amaro: con il diesel che dovrebbe restare inchiodato sui valori attuali, mentre la benzina subirà un’impennata quasi immediata. Venendo meno gran parte dello sconto precedente, il prezzo medio nazionale della verde è destinato a schizzare rapidamente sopra la soglia di 1,92 euro al litro.
Conti alla mano, scatterà un aumento di 18 centesimi a ogni litro di benzina. La tesi del Governo è che il gasolio debba avere la precedenza perché muove l’economia, ma questo non è granché di conforto tutti gli altri. Inutile girarci intorno: la disparità di trattamento determinerà in una spesa supplementare non indifferente per milioni di automobilisti a maggio.
Data articolo: Fri, 01 May 2026 09:13:13 +0000La motorizzazione più in voga nella silhouette più in voga. I SUV continuano a dominare il mercato europeo e italiano, e l’ibrido rappresenta la scelta più razionale per chi vuole avvicinarsi all’elettrificazione senza cambiare radicalmente le proprie abitudini. Niente cavi né pianificazione delle ricariche, ma consumi più bassi soprattutto in città e una guida più fluida: è questo il segreto del loro successo.
Inoltre negli ultimi anni sempre più modelli elettrificati riescono a scendere sotto la soglia dei 25-30 mila euro, con alcune proposte che si avvicinano addirittura ai 20 mila. Merito dell’evoluzione tecnologica, ma anche dell’ingresso di una maggiore concorrenza e di piattaforme condivise che hanno abbattuto i costi.
Mild hybrid, full hybrid e soluzioni sempre più efficienti: il panorama è ampio e variegato. Alcuni modelli puntano tutto sul risparmio nei consumi urbani, altri cercano di mantenere un buon equilibrio anche nei viaggi più lunghi. In ogni caso, il filo conduttore resta lo stesso: offrire un’alternativa concreta ai motori tradizionali senza far lievitare il prezzo. Ecco allora i SUV ibridi più economici del 2026, quelli che riescono a coniugare prezzo d’attacco, tecnologia e reale convenienza nell’uso quotidiano.
Con la Grande Panda, Fiat ha deciso di reinterpretare uno dei suoi modelli più iconici in chiave moderna e spaziosa. Il risultato è un SUV compatto che mantiene lo spirito pratico della Panda, ma lo arricchisce con la tecnologia del gruppo Stellantis. A partire da 19.900 euro, la motorizzazione mild hybrid da 110 CV rappresenta una soluzione equilibrata: abbastanza brillante per l’uso quotidiano, ma anche attenta ai consumi, soprattutto nel traffico urbano. Non è un’auto pensata per stupire con prestazioni elevate, ma per accompagnare la vita di tutti i giorni senza complicazioni.
La Toyota Aygo X rappresenta un piccolo cambio di paradigma. Non tanto per le dimensioni, che restano quelle di una citycar rialzata, quanto per la tecnologia che porta con sé. Il sistema full hybrid da 115 CV, già collaudato su modelli di segmento superiore, debutta qui in una veste compatta e accessibile con un prezzo d’ingresso di 20.850 euro. Il risultato è una vettura perfetta per la città , dove riesce a sfruttare al massimo la componente elettrica. Nei tragitti urbani, infatti, è possibile viaggiare spesso in modalità a zero emissioni, con consumi estremamente contenuti e delle dimensioni che rendono l’ambiente cittadino più semplice da vivere.
Le dimensioni compatte aiutano nei parcheggi e nelle manovre, mentre la posizione di guida da SUV offre una visibilità migliore rispetto alle classiche utilitarie. Non è pensata per macinare chilometri in autostrada, ma come auto da città rappresenta una delle proposte più intelligenti oggi sul mercato.
La nuova Citroen C3 cambia completamente approccio e si avvicina al mondo dei SUV. Linee più robuste, assetto rialzato e una maggiore attenzione al comfort, da sempre punto di forza del marchio francese. Condivide la base tecnica con la Grande Panda, compreso il motore 1.2 mild hybrid da 110 CV, ma si distingue per un’impostazione più orientata al comfort. Le sospensioni lavorano bene sulle asperità e la guida è rilassata, ideale per chi usa l’auto principalmente in città .
Non è la più sportiva della categoria, ma non è questo il suo obiettivo. La C3 Hybrid punta a offrire un’esperienza di guida piacevole e senza stress, mantenendo un prezzo accessibile a partire da 21.450 euro.
MG continua a spingere forte sul rapporto qualità /prezzo, e la ZS Hybrid ne è la dimostrazione. Si tratta di uno dei SUV più accessibili con tecnologia full hybrid, capace di offrire spazio, dotazioni e consumi contenuti a un prezzo competitivo che parte da 22.990 euro.
Il sistema ibrido con motore 1.5 è pensato per privilegiare l’efficienza, soprattutto in città , dove riesce a contenere i consumi in modo significativo. Ma è l’abitabilità a fare la differenza: rispetto ad altri modelli della lista, la ZS offre più spazio a bordo, rendendola adatta anche a un utilizzo familiare. Non è la più raffinata nella guida, ma la qualità del pacchetto complessivo è difficile da ignorare.
La Dacia Duster è una certezza. Negli anni è riuscita a costruirsi una reputazione solida grazie a un mix di robustezza, semplicità e prezzo competitivo. Con l’ultima generazione, però, ha fatto un passo avanti importante sia nel design che sull’offerta motori La gamma ibrida è ampia e divisa in tre differenti proposte: si parte dal mild hybrid a 23.150 euro, soluzione più economica e ideale per chi vuole contenere il prezzo d’acquisto, passando per il full hybrid, fino ad arrivare all’ibrido benzina-GPL 4×4 che parte da 28.500 euro.
La Duster resta una delle poche vere “tuttofareâ€: si muove bene in città , ma non teme strade sterrate o percorsi più impegnativi. L’ibrido qui non stravolge la filosofia del modello, ma la completa, rendendolo ancora più versatile.

Il ritorno del nome Frontera segna una nuova fase per Opel nel segmento dei SUV compatti. La nuova generazione punta su uno stile moderno e su una buona dotazione tecnologica, mantenendo un approccio razionale e un prezzo di partenza da 26.250 euro. Il mild hybrid da 110 CV, condiviso con altri modelli del gruppo Stellantis, garantisce consumi contenuti e una guida fluida, soprattutto nel traffico urbano. Non è una vettura estrema, ma riesce a offrire un buon equilibrio tra comfort, spazio e tecnologia.
La Kia Stonic è una delle proposte più equilibrate e tecnologicamente ricche del segmento. A metà strada tra SUV e crossover, si distingue per uno stile moderno e per una buona qualità costruttiva. La versione mild hybrid da 115 CV offre prestazioni adeguate e consumi contenuti, mentre la dotazione tecnologica è completa già dalle versioni base. È una vettura che con 26.250 euro di partenza offre tutto ciò di cui si ha bisogno, in una veste appagante e razionale da utilizzare. Ed è proprio questa versatilità a renderla una scelta interessante per chi cerca un’auto affidabile e senza sorprese.
La Jeep Avenger è uno dei modelli più richiesti del momento. Compatta, moderna e con un design che richiama il mondo off-road, riesce a distinguersi in un segmento sempre più affollato. La versione e-Hybrid sfrutta un sistema a 48V che migliora consumi e fluidità , soprattutto in città . Non è una Jeep estrema, ma mantiene quel carattere distintivo che la rende riconoscibile. È una vettura pensata per chi vuole qualcosa di diverso, senza rinunciare alla praticità e con un prezzo di partenza di 27.200 euro.
Chiudiamo con una delle veterane del segmento, la Suzuki Vitara. Una vettura che nel tempo ha saputo evolversi senza perdere la sua identità . La motorizzazione hybrid da 129 CV offre un buon compromesso tra prestazioni e consumi, con la possibilità della trazione integrale che resta un valore aggiunto importante. Non è la più moderna dal punto di vista stilistico, ma come da tradizione punta tutto sulla sostanza, che di certo non manca in relazione a un prezzo di partenza di 27.450 euro. Affidabile, concreta e versatile: la Vitara è una scelta che convince nel tempo, soprattutto per chi cerca un SUV capace di affrontare anche percorsi meno battuti.
Data articolo: Fri, 01 May 2026 06:00:17 +0000Il giorno 01 maggio 2026 è previsto uno sciopero a livello nazionale in Italia. In questo articolo troverai tutte le informazioni essenziali e aggiornate sulla situazione degli scioperi per questa data, con indicazione delle aree coinvolte, la durata, i sindacati promotori e i servizi potenzialmente impattati.
Per tutta la giornata del 01 maggio 2026 è stato indetto uno sciopero generale a rilevanza nazionale, che coinvolgerà sia il personale dipendente pubblico sia privato in tutte le province d’Italia. La modalità dello sciopero riguarda l’intera giornata. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato USI-CIT e interessa la categoria “SCIOPERO GENERALE PERSONALE DIPENDENTE PUBBLICO E PRIVATO“.
Fonte: Mit
Data articolo: Fri, 01 May 2026 06:00:00 +0000Viaggiare in gruppo con altri motociclisti richiede particolare attenzione e alcune regole condivise: gestire correttamente gli spazi, il ritmo e i cambi di direzione è fondamentale per mantenere l’ordine lungo il percorso ed evitare situazioni critiche. Anche un’uscita breve, se affrontata senza particolari accortezze, può creare situazioni di pericolo per tutti gli utenti della strada.
Dalla distanza di sicurezza alla disposizione in carreggiata, fino alla comunicazione tra i partecipanti, ogni aspetto incide e, a fare la differenza, non sono soltanto gli anni di esperienza in moto o i chilometri percorsi in sella, ma una guida consapevole. Ecco quali sono i principali consigli da tenere a mente prima di allacciare il proprio casco e partire.
Quando si viaggia in moto in gruppo, la gestione delle distanze è uno degli aspetti più delicati. Restare troppo vicini alla moto che precede riduce il tempo di reazione in caso di frenata improvvisa, mentre lasciare troppo spazio può favorire l’inserimento di altri veicoli, spezzando il gruppo. Per questo motivo, il riferimento standard più utilizzato resta quello dei due secondi di distanza: significa che tra una moto e quella che segue deve intercorrere un intervallo temporale di almeno due secondi, calcolato rispetto al passaggio su un punto fisso della strada.
In questo modo la distanza reale varia in base alla velocità , aumentando automaticamente quando si viaggia più veloci. Il margine può crescere ulteriormente in funzione delle condizioni dell’asfalto, del traffico e della visibilità . Mantenere un margine adeguato aiuta a rendere più fluida la marcia e a gestire meglio eventuali imprevisti.
Anche i sorpassi richiedono particolare attenzione. All’interno del gruppo è consigliabile evitare cambi di posizione non concordati, perché possono creare confusione e alterare il ritmo di marcia. La disposizione delle moto, inoltre, incide sulla sicurezza: la fila indiana è spesso la soluzione più immediata, ma limita la visuale e riduce lo spazio di manovra.
Quando la strada lo consente, una formazione sfalsata a scacchiera permette di migliorare la visibilità e mantenere una maggiore distanza laterale. Sui tratti più stretti o tortuosi, invece, è preferibile tornare alla fila singola, aumentando lo spazio tra una moto e l’altra.
Comunicare in modo chiaro è essenziale per ridurre il rischio di errori e rendere più prevedibili i movimenti lungo il percorso. Ogni cambio di direzione, rallentamento o variazione di posizione dovrebbe essere segnalato con anticipo, utilizzando indicatori di direzione, gesti convenzionali o sistemi di interfono. Anche un semplice cenno può aiutare chi segue a interpretare correttamente la situazione. La prevedibilità dei movimenti resta uno degli elementi più importanti per mantenere ordine e limitare situazioni di incertezza.
Allo stesso tempo, procedere in gruppo non significa rinunciare alla propria autonomia di giudizio. Seguire la moto che precede non vuol dire replicarne automaticamente traiettorie, frenate o sorpassi, perché ogni situazione può cambiare in base alla posizione sulla strada, alla visibilità e alle caratteristiche del mezzo. Ogni motociclista deve continuare a valutare in autonomia le condizioni del percorso e i margini di sicurezza, mantenendo sempre il controllo delle proprie decisioni.
Il ritmo di marcia non si trasmette in modo uniforme tra tutti i partecipanti. Ogni accelerazione o rallentamento della moto che apre la fila tende a propagarsi progressivamente verso chi segue, generando il cosiddetto “effetto elasticoâ€. Più il gruppo è numeroso, maggiore sarà il ritardo con cui le variazioni di andatura arriveranno fino alle ultime posizioni. Per limitare questo fenomeno è utile definire prima della partenza un ordine preciso, distribuendo i partecipanti in base a esperienza, passo di guida e caratteristiche della moto.
Anche il ruolo di chi apre e chi chiude il gruppo è fondamentale per mantenere compattezza e ordine lungo il tragitto. Il capogruppo deve mantenere un’andatura regolare, leggere in anticipo le condizioni della strada e segnalare con tempestività eventuali cambi di ritmo, soprattutto in prossimità di incroci, centri abitati o rallentamenti. Chi si trova in coda, invece, ha il compito di monitorare il gruppo, verificare che nessuno resti indietro e gestire meglio le variazioni di velocità che si accumulano lungo la fila.
Tra gli errori più frequenti durante un’uscita collettiva, infatti, c’è la tendenza a concentrarsi esclusivamente su chi precede. In realtà , è altrettanto importante controllare con regolarità gli specchietti per verificare che la moto successiva sia ancora in posizione. La perdita del contatto visivo deve portare a una riduzione del ritmo, così da permettere il riallineamento del gruppo senza manovre improvvisate o recuperi bruschi. Un’attenzione particolare va mantenuta anche in prossimità di incroci e cambi di direzione, dove il rischio di disallineamento aumenta.
Prima della partenza, inoltre, è fondamentale definire con chiarezza le regole di comportamento. L’ordine di marcia, la gestione delle soste e la segnaletica interna al gruppo devono essere condivisi in anticipo per evitare fraintendimenti lungo il percorso. Infine, anche se scontato, è bene fare un check completo della propria moto.
Data articolo: Fri, 01 May 2026 05:30:48 +0000Il primo trimestre del 2026 si è chiuso con vendite in crescita per il mercato europeo, grazie soprattutto a un eccellente mese di marzo (+12,5%) che ha permesso al settore delle quattro ruote di crescere del 4%.
A trascinare le vendite di nuove auto, però, sono state soprattutto le auto ibride, con particolare riferimento alle plug-in, e le elettriche, mentre continua il calo delle auto benzina e diesel che, trimestre dopo trimestre, registrano quote di mercato sempre più contenute.
Ecco, quindi, tutti i dettagli in merito all’andamento delle vendite di nuove autovetture in Europa in base all’alimentazione sulla base dei numeri forniti da ACEA in relazione al primo trimestre dell’anno in corso.
I dati relativi alle vendite in Europa nel primo trimestre sono chiari: le immatricolazioni di auto elettriche sono in netta crescita in confronto allo scorso anno. In Europa (Paesi Ue, Efta e Regno Unito), le immatricolazioni nel corso del primo trimestre sono state di 723 mila unità con un incremento del 26,2% su base annua.
Limitando l’analisi al mercato Ue, invece, la crescita è stata del 32,5%, con un totale di 546 mila unità . Ricordiamo anche il dato dell’Italia: come abbiamo visto nel nostro approfondimento pubblicato nelle scorse settimane, sul mercato italiano sono state immatricolate 38 mila unità di auto elettriche con una crescita del 65,7% su base annua.
La crescita delle elettriche in Europa è confermata anche dall’analisi dei brand che crescono di più sul mercato. Nella Top 5, infatti, sono comprese diverse Case che hanno beneficiato della crescente richiesta di modelli a zero emissioni. Questo trend è destinato a continuare anche nel corso del prossimo futuro, per un mercato sempre più elettrificato.
Crescono anche le ibride: limitando l’analisi alle plug-in, infatti, in Europa si registra un ottimo +32,4% per le immatricolazioni, con un totale di 354 mila unità . Il dato relativo all’Ue, invece, è di +29,7% con un totale di 268 mila unità vendute. Per quanto riguarda l’Italia, le vendite sono state poco più di 40 mila con un sorprendente +110% su base annua.
Le ibride (senza sistema plug-in, quindi considerando mild hybrid e full hybrid) hanno raggiunto un totale di 1,355 milioni di unità vendute in Europa (+11,4%) e 1,089 milioni di unità vendute in Ue (+12,8%). Per quanto riguarda il mercato italiano, invece, le immatricolazioni sono state pari a 249 mila unità con un incremento del 25,8%.
Continua il calo delle auto benzina. Nel corso del primo trimestre del 2026, infatti, le vendite sono state pari a 791 mila unità , con una riduzione del 17% su base annua. Per quanto riguarda l’Ue, invece, le immatricolazioni si sono fermate a 636 mila unità , con un calo del 18,2%. Dati simili anche per l’Italia, dove si registra un calo del 18,6% per un totale di 117 mila unità vendute.
Il diesel registra una flessione inferiore rispetto alle auto benzina. In Europa, infatti, le immatricolazioni hanno fatto segnare un calo del 16,4%, con un totale di 233 mila unità . Limitando l’analisi all’Ue, le vendite sono state 218 mila, con un calo del 15,7%. Per il mercato italiano, infine, si registrano 96 mila unità vendute e un calo del 23,5%, più marcato rispetto alle benzina.
Data articolo: Fri, 01 May 2026 05:30:01 +0000Il seggiolino auto è un sistema di ritenuta, progettato per lavorare insieme alla struttura dell’auto, alla cintura di sicurezza, agli ancoraggi ISOFIX e, nei modelli che li prevedono, alla gamba di supporto o al Top Tether. Secondo la normativa in vigore, i bambini di statura inferiore a 1,50 metri devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta omologato e adeguato. La regola dei 150 cm esiste perché la cintura dell’auto è progettata per il corpo di un adulto o di un ragazzo già abbastanza alto. Al di sotto di questa soglia, la fascia diagonale può finire sul collo e quella addominale può comprimere zone vulnerabili dell’addome.
Il primo controllo da fare prima di montare il seggiolino riguarda l’omologazione. Dal primo settembre 2024 nell’Unione europea non possono più essere immessi sul mercato seggiolini omologati solo secondo la vecchia norma ECE R44. I prodotti nuovi devono rispondere alla UNECE R129, conosciuta come i-Size. La Commissione europea raccomanda ai consumatori di acquistare prodotti messi in vendita dopo settembre 2024 perché conformi allo standard R129. Quest’ultima introduce requisiti più stretti per la protezione negli impatti laterali e impone il trasporto in senso contrario di marcia almeno fino ai 15 mesi, una scelta tecnica pensata per proteggere testa, collo e colonna vertebrale nei bambini più piccoli.
Il libretto del seggiolino spiega come installare quel modello mentre il manuale dell’auto indica dove sono gli attacchi Isofix, quali sedili sono compatibili, se esistono limitazioni per la gamba di supporto, come gestire l’airbag anteriore e dove passare le cinture. Una base Isofix può richiedere una specifica inclinazione, una gamba di supporto può non essere compatibile con vani portaoggetti nel pavimento, un Top Tether può dover essere fissato a un ancoraggio preciso e non a un generico punto del bagagliaio.
Il controllo preliminare riguarda anche la compatibilità del seggiolino con la vettura. Non tutti i dispositivi si adattano allo stesso modo a tutti i sedili, soprattutto quando si parla di auto compatte, sedute molto inclinate, panche posteriori sagomate o vetture con tre sedili separati.
Il sistema Isofix ha ridotto il rischio di errori di installazione perché vincola il seggiolino alla struttura dell’auto mediante punti di ancoraggio rigidi. Ecco allora che il primo controllo da fare è visivo e meccanico: gli indicatori degli agganci devono diventare verdi, se il modello li prevede, e il seggiolino non deve muoversi in modo evidente quando viene afferrato alla base. Non bisogna scuoterlo dalla parte alta dello schienale, dove una certa oscillazione può essere fisiologica. La verifica si fa vicino al punto di fissaggio, cioè alla base o in prossimità degli attacchi.
Quando il seggiolino usa una gamba di supporto, deve arrivare saldamente al pavimento e restare perpendicolare, senza comprimersi in modo anomalo e senza poggiare su coperchi di vani portaoggetti non idonei. Se è previsto il Top Tether, il nastro deve essere teso e agganciato al punto indicato dal costruttore dell’auto. Fissarlo a un anello qualsiasi è un errore perché in caso d’urto quel punto potrebbe non essere progettato per sostenere il carico.
Non tutti i seggiolini si installano con Isofix. Alcuni usano la cintura a tre punti dell’auto, altri prevedono entrambe le possibilità , altri ancora sono rialzi con schienale in cui il bambino viene trattenuto dalla cintura del veicolo. La cintura deve seguire il percorso indicato dalle guide colorate del seggiolino. Se passa fuori sede, se resta attorcigliata, se non viene messa in tensione o se blocca il seggiolino nel punto sbagliato, l’intero sistema perde efficacia. Dopo il montaggio, il seggiolino va spinto con decisione contro lo schienale dell’auto e la cintura va tirata fino a eliminare ogni allentamento.
La R129 impone il rear-facing ovvero il trasporto in senso contrario di marcia almeno fino a 15 mesi, ma molti esperti raccomandano di prolungarlo finché il seggiolino lo consente e finché il bambino rientra nei limiti di altezza e peso indicati dal costruttore. Il motivo è biomeccanico: nei bambini piccoli la testa è proporzionalmente più pesante, mentre collo e colonna vertebrale sono ancora in sviluppo.
In un urto frontale, che resta una delle configurazioni più severe, un bambino rivolto in avanti subisce una forte proiezione del capo e del torace. Se invece viaggia contro marcia, il guscio del seggiolino distribuisce meglio le forze lungo schiena, collo e testa.
Il sedile anteriore non è vietato in assoluto, ma richiede attenzione. Il caso più delicato riguarda il seggiolino installato in senso contrario di marcia sul sedile passeggero anteriore. In questa configurazione, l’airbag frontale deve essere disattivato. L’articolo 172 del Codice della Strada vieta infatti il trasporto di bambini su un seggiolino rivolto all’indietro davanti a un airbag frontale attivo, salvo disattivazione adeguata. Un airbag che si apre contro il dorso di un ovetto o di un seggiolino rear-facing può generare una spinta violenta proprio verso il bambino. Quando invece il bambino viaggia fronte marcia sul sedile anteriore, cambia il quadro. In genere l’airbag può restare attivo, ma il sedile va arretrato il più possibile e bisogna verificare le indicazioni del costruttore dell’auto e del seggiolino.
In linea generale il sedile posteriore è la scelta più prudente per montare il seggiolino auto. Il posto centrale posteriore offre un vantaggio perché è più lontano dalle portiere, ma solo se dispone di cintura a tre punti o di ancoraggi compatibili con il seggiolino. Se il posto centrale ha una seduta stretta, rialzata, instabile o una cintura non idonea, meglio scegliere un posto laterale attrezzato.
Il sedile posteriore lato marciapiede è una soluzione pratica e sicura perché consente di far salire e scendere il bambino dal lato protetto della strada. Il lato guida può essere comodo per il genitore, ma espone più spesso l’adulto a operazioni vicino al traffico. Sulle auto a sette posti, la terza fila va valutata con cautela: non sempre offre la stessa protezione strutturale e non sempre consente una gestione agevole di Isofix, cinture e accesso al bambino. In pratica il posto migliore è quello in cui il seggiolino può essere installato in modo stabile, compatibile e verificabile.
Un seggiolino montato correttamente può diventare inefficace se il bambino viene legato male. Le cinture interne a 5 punti devono aderire al corpo senza schiacciare, ma anche senza lasciare spazio eccessivo. La prova empirica più utile è quella del pizzicotto: se si riesce ad afferrare una piega evidente del nastro all’altezza della clavicola, l’imbracatura è troppo lenta.
Le bretelle devono partire dall’altezza giusta, secondo le indicazioni del seggiolino e la direzione di marcia. Il poggiatesta deve seguire la crescita del bambino perché una regolazione troppo bassa comprime le spalle e una troppo alta lascia la testa meno protetta. La fibbia deve essere chiusa completamente, le cinture non devono essere attorcigliate e nessun elemento deve passare sul collo.
In inverno molti bambini vengono allacciati con indumenti voluminosi. In caso d’urto l’imbottitura si comprime e lascia spazio tra corpo e cinture: meglio togliere il giubbotto, allacciare bene il bambino e poi coprirlo con una coperta o con il cappotto appoggiato sopra.
Quando il bambino cresce, molti genitori passano troppo presto al semplice rialzo senza schienale. È una scelta motivata dalla praticità , dallo spazio o dal prezzo, ma non sempre è la più sicura. Il problema del booster semplice è che solleva il bambino, ma non guida sempre in modo adeguato la cintura diagonale e non offre protezione laterale alla testa. Se il piccolo si addormenta e scivola di lato, la cintura può spostarsi verso il collo o perdere il contatto corretto con il torace.
La verifica da fare è la posizione della cintura: la fascia diagonale deve passare al centro della spalla, non sul collo e non sul braccio. La fascia addominale deve restare bassa, sopra il bacino, non sulla pancia.
Per i bambini di età inferiore a quattro anni, in Italia è obbligatorio anche il dispositivo antiabbandono. Quest’ultimo deve essere compatibile, funzionante, carico se alimentato a batteria e associato allo smartphone o al sistema previsto. In questo contesto l’errore da evitare è credere che un seggiolino costoso compensi un’installazione sbagliata. Un modello di fascia alta, se fissato male, protegge peggio di un modello più semplice ma installato bene. Il secondo errore è lasciare la cintura lenta. Succede sia con la cintura dell’auto sia con l’imbracatura interna del seggiolino. Il terzo errore riguarda le cinture attorcigliate. Un nastro ruotato distribuisce male il carico e può comprimere il corpo in modo più aggressivo.
Il quarto errore è ignorare gli indicatori Isofix. Se il segnale resta rosso, il seggiolino non è agganciato. l quinto errore è non regolare il poggiatesta mentre il sesto è montare il seggiolino anteriore contro marcia con airbag attivo. Gli ultimi due errori da evitare sono usare accessori non omologati insieme al seggiolino e non rifare i controlli dopo aver spostato il seggiolino da un’auto all’altra. Ogni trasferimento è una nuova installazione, non una semplice replica della precedente.
Prima di mettere in moto, bisogna fare una verifica completa. Il seggiolino deve essere adatto all’altezza e al peso del bambino; l’etichetta di omologazione deve essere presente; il manuale deve confermare la compatibilità con l’auto; gli agganci Isofix devono essere chiusi; la gamba di supporto o il Top Tether devono essere corretti; la cintura dell’auto deve seguire le guide previste; il seggiolino non deve avere gioco eccessivo alla base; il bambino deve essere allacciato senza giacche voluminose; il poggiatesta deve essere alla quota giusta; la cintura non deve mai passare sul collo o sull’addome.
Data articolo: Fri, 01 May 2026 04:00:18 +0000Il successo non l’ha cambiata. Ancora oggi, Claudia Gerini conserva un animo genuino, verace, che la avvicina ai fan. Nonostante i red carpet, nonostante le collaborazioni di spicco, l’attrice italiana tiene i piedi per terra e si sa ancora meravigliare davanti alle belle auto, come quelle provate in film (e videoclip) molto famosi. Al volante getta la maschera e pensa solo a guidare, con una naturalezza rara, acquisita anche in circostanze impensabili.
Il punto di svolta? Claudia Gerini indica senza esitazioni la pista di Vallelunga, teatro di un training su una monoposto di Formula 3 durato tre giorni, il miglior modo per affinare l’istinto. A pochi centimetri dall’asfalto, ha compreso le responsabilità di un pilota in un mezzo dalla spinta estrema, e l’esperienza, bissata poi a Imola con una Lamborghini, le ha insegnato a non andare troppo forte in strada. Il paradosso dei professionisti è servito: la velocità nel traffico diventa un’inutile recita, quando testi il limite di un circuito.
Il cinema, ça va sans dire, le ha amplificato il DNA motoristico. La BMW Serie 3 Cabrio argentata del film cult Viaggi di nozze era il terzo protagonista della coppia più “cafona” d’Italia, Ivano e Jessica. Ai microfoni della Gazzetta dello Sport la Gerini ha ricordato la complessità tecnica delle scene: tra scambi di sedile in corsa con Carlo Verdone e la necessità di una controfigura, il lavoro ha richiesto gli straordinari all’intera produzione. Attualmente un esemplare simile viaggia, di solito, su quotazioni piuttosto accessibili rispetto alle grandi classiche da collezione, nell’ordine degli 8.000-15.000 euro, con punte superiori ai 20.000 euro per le versioni più curate o con propulsori più interessanti.
Ma se il “famolo strano” è storia pop, il suo gusto personale vira sull’eleganza oscura, alla Jaguar E-Type nera nel videoclip di Amore impossibile dei Tiromancino, un predatore degli anni ’60 con un cofano infinito che lei ha testato nei panni di Eva Kant. Memore di quei trascorsi, è proprio la E-Type la vettura dei suoi sogni. In termini di cifre, una E-Type Series 1 Coupé gioca nel campionato d’élite, valutata in media almeno tra i 100.000 e i 180.000 euro. In caso di un modello raro, totalmente originale o reduce da un restauro maniacale, il prezzo lievita fino a toccare vette che la rendono un investimento su ruote più che una semplice auto d’epoca.
Gli impegni non portano però Claudia Gerini sul sedile di un’automobile, ma sul divano di Splendida cornice, ospite di Geppi Cucciari nella puntata in programma giovedì 30 aprile su Rai Tre, dove racconterà il nuovo film L’amore sta bene su tutto di Giampaolo Morelli, in un contesto, come sempre, irriverente. Insieme a lei, un cast variegato: dalla musica di Tosca agli interventi di Mario Tozzi, Gad Lerner e il genio di Terry Gilliam. Un’ottima occasione per vedere l’attrice fuori dagli schemi del set, magari pronta a raccontare ancora una volta che, per lei, la vita va vissuta con il cambio manuale e i giri giusti.
Data articolo: Thu, 30 Apr 2026 19:43:45 +0000Il mercato auto europeo ha chiuso in positivo il primo trimestre del 2026, registrando numeri importanti grazie soprattutto a un ottimo mese di marzo e alla spinta, sempre più rilevante, delle auto elettriche e delle auto ibride plug-in, che stanno sostenendo la crescita del settore.
Un’analisi più approfondita dei dati, però, conferma come non tutti i brand stanno crescendo allo stesso modo. Ci sono, infatti, alcune aziende che stanno raccogliendo numeri decisamente migliori, rispetto allo scorso anno.
Ecco, quindi, quali sono i 5 brand auto che crescono di più in Europa, considerando i dati del primo trimestre del 2026 che sono stati diffusi nei giorni scorsi da ACEA e che tengono conto di tutta l’UE, dei Paesi Efta e del Regno Unito. Nell’elenco vengono considerati i marchi che superano quota 10 mila unità immatricolate nel trimestre.
In quinta posizione, nella classifica dei brand che crescono di più sul mercato europeo dopo il primo trimestre del 2026, troviamo Skoda, protagonista di un ottimo trimestre con un totale di 222 mila unità immatricolate e una crescita del 15,7% su base annua. Il brand è sempre più un punto di riferimento del Gruppo Volkswagen che, senza il contributo di Skoda, avrebbe chiuso un trimestre decisamente meno positivo rispetto ai dati maturati.
Scorrendo la classifica, c’è Opel che rappresenta uno dei segreti del rilancio di Stellantis, gruppo che ha chiuso un ottimo primo trimestre. Per il marchio tedesco (nel totale sono incluse anche le vendite di Vauxhall nel Regno Unito), le immatricolazioni sono state pari a 115 mila unità con un incremento del 17,8% su base annua.
Il marchio Fiat è uno dei brand in maggiore crescita in Europa e ha appena chiuso un trimestre molto positivo, grazie al successo di modelli come la Grande Panda. Per la Casa torinese, infatti, le vendite sono state pari a 101 mila unità (nel totale sono incluse anche le Abarth però) con una crescita del 31% su base annua. Per Fiat, questo risultato si traduce in un market share del 3,1% che rafforza la posizione del brand sul mercato europeo.
Buon primo trimestre anche per Tesla. Dopo le difficoltà dello scorso anno, l’azienda americana è partita bene nel 2026 con oltre 78 mila unità immatricolate nel corso dei primi tre mesi dell’anno, anche grazie alla nuova Model Y. Il confronto con il 2025 è molto positivo: Tesla è cresciuta del 44,9% in Europa, sfruttando al massimo la crescente richiesta di modelli a zero emissioni.
La grande protagonista del mercato europeo è BYD. La Casa cinese ha appena chiuso un trimestre da record con 73 mila unità immatricolate e una crescita del 155% su base annua. Grazie anche a una gamma in costante espansione e ricca di modelli interessanti e accessibile, BYD si sta affermando come un brand di riferimento ed è pronta a superare Tesla in Europa. La crescita continuerà nel corso del prossimo futuro, con BYD che punta a scalare la classifica dei costruttori, diventando sempre più un riferimento del mercato.
Data articolo: Thu, 30 Apr 2026 14:00:33 +0000Il Ponte del 1° maggio, con il weekend lungo, rappresenta un’occasione per molti italiani che si metteranno in viaggio raggiungendo, anche grazie a previsioni meteo favorevoli, luoghi di vacanza, al mare, al lago o in montagna.
Per gli spostamenti, in tanti si affideranno all’auto, con un conseguente affollamento lungo le strade e le autostrade nazionali. Le stime parlano chiaro: oltre 7 milioni di italiani saranno in viaggio durante il weekend del 1° maggio 2026 e raggiungeranno le mete di vacanza in auto.
Andiamo a vedere quali sono le previsioni per tutto il weekend, sia per quanto riguarda il meteo e le condizioni climatiche attese che per il traffico, soprattutto lungo le strade e le autostrade che consentono di raggiungere i luoghi di vacanza del Paese.
Partiamo dal meteo che, per tanti, è un parametro da valutare con attenzione prima di mettersi in viaggio. Le previsioni per il weekend lungo prevedono un bel tempo in buona parte del Paese, con il Sole grande protagonista e anche un leggero aumento delle temperature, che ci ricorda l’avvicinarsi dell’estate.
Questo almeno per venerdì 1° e sabato 2 maggio. Da domenica 3 maggio, invece, è atteso un inizio di annuvolamento nelle regioni a nord ovest e Sardegna, con un aumento anche al vento.
Un primo accenno della nube temporalesca che sembrerebbe colpire gran parte del centro-nord Italia nella prossima settimana: correnti umide e fresche di origine oceanica sono infatti destinate direttamente verso il bacino del Mediterraneo provocando intensi peggioramenti in particolare nelle giornate di martedì e mercoledì.
Passiamo ora alle previsioni sul traffico, un aspetto essenziale per chi viaggia in auto e deve valutare l’orario di partenza e il tragitto da seguire, per minimizzare il tempo degli spostamenti (soprattutto quando ci sono da percorrere tanti chilometri) ed evitare un consumo eccessivo di carburante, con costi ancora elevati nonostante il taglio delle accise che sarà riproposto a maggio. Ricordiamo, inoltre, che prima di partire è possibile calcolare il costo del viaggio tenendo conto del pedaggio autostradale.
Per il 1° maggio, in particolare, c’è da fare attenzione ad alcune tratte autostradali, come l’A1 Milano – Napoli, soprattutto in prossimità di Bologna, e la A14 Bologna – Taranto, che permettono di raggiungere la costa tirrenica e adriatica dal Nord.
A rischio di traffico sono anche l’A7 Milano-Genova e l’A10 Genova-Ventimiglia, così come sull’A4 Torino-Trieste. Attenzione anche alle strade verso i laghi e, in particolare, verso il Lago di Garda. Al Sud, occhi puntati sull’A2, detta anche Salerno – Reggio Calabria.
Su tutte queste strade, per la mattina del 1° maggio ci potrebbe essere traffico intenso in direzione di luoghi di vacanza. Il 2 maggio, invece, le condizioni di viabilità sembrano essere molto più tranquille, con le grandi arterie autostradali senza particolari rallentamenti. Chi prevede di organizzare una gita fuori porta di una sola giornata può sfruttare questa giornata per ridurre il rischio di traffico.
Per quanto riguarda il 3 maggio, invece, c’è da fare i conti con il traffico di rientro che potrebbe causare lunghe code verso le zone ad alta densità abitativa, soprattutto nel pomeriggio. Il rientro, verso il Nord Italia e le città più grandi del Centro e del Sud, dovrà essere pianificato con attenzione per evitare ingorghi. Possibili code anche per lunedì 4 maggio che potrebbe essere la giornata scelta per il rientro da chi ha la possibilità di allungare il Ponte di qualche ora.
Data articolo: Thu, 30 Apr 2026 13:30:11 +0000Sono stati davvero tanti, troppi, gli incidenti in autostrada causati da anziani alla guida in contromano. Episodi che hanno inevitabilmente riacceso il dibattito sugli over 80 al volante. Quando l’età avanza diventa difficoltoso guidare per molti automobilisti, non tutti, perché la poca lucidità e possibili carenze nella vista e nell’udito, possono provocare comportamenti errati e pericolosi, oltre a potenziali conseguenze drammatiche.
Gli episodi di guida contromano da parte di anziani al volante fanno senza dubbio riflettere sulle modalità di rinnovo patente per tutti coloro che hanno superato gli 80 anni d’età . È chiaro che si tratta di un discorso generico, non possiamo fare di tutta l’erba un fascio, ci sono automobilisti avanti con l’età ancora molto attenti e responsabili, ma oggettivamente – con il passare degli anni – i riflessi e la lucidità non sono più quelli di una volta e, di conseguenza, aumentano anche i rischi su strada.
Che cosa prevede il nostro Codice della Strada per gli automobilisti over 80? Esami ravvicinati per tutti coloro che hanno intenzione di continuare a guidare. Le visite e i controlli per ottenere il rinnovo della patente diventano biennali.
Una scadenza ravvicinata, che però permette di verificare e quindi garantire che gli utenti anziani che si trovano alla guida siano ancora in grado di condurre il veicolo mantenendone la piena padronanza e garantendo l’incolumità propria e di tutti gli altri utenti della strada.
È richiesta una visita medica che si concentra su condizioni generali, udito e vista, per garantire la sicurezza. La procedura è standard, quindi rimane la stessa usata per le altre fasce d’età , ma con frequenza aumentata. È possibile effettuare la visita presso le sedi ASL, autoscuole o studi medici autorizzati, il medico può imporre delle limitazioni a seconda delle condizioni del conducente, come per esempio l’obbligo di lenti, la guida esclusivamente di giorno, eccetera. Dopo gli 80 anni, per le patenti C e D, di solito di procede al declassamento a patente B.
Come abbiamo detto sopra quindi oggi gli automobilisti over 80 che hanno intenzione di ottenere il rinnovo della patente possono rivolgersi al medico presso le sedi che abbiamo indicato, che valuta le condizioni di salute generali, vista e udito.
Nel caso in cui il medico che giudica il richiedente dovesse avere dubbi sui requisiti psico-fisici per il rilascio dell’idoneità alla guida, può fare un’ulteriore richiesta di visita da parte di una commissione medica locale.
Attenzione in questi casi, perché è possibile che poi la commissione medica, valutando al meglio l’automobilista over 80 in questione, prescriva obblighi o limiti come per esempio l’obbligo di apparecchio acustico mentre è alla guida, l’obbligo di guidare solo in orari diurni e/o con occhiali da vista, il divieto di spostarsi oltre un determinato raggio di chilometri dalla propria residenza o ancora di non superare un determinato limite di velocità . È fondamentale seguire alla lettera quanto prescritto dal medico, per evitare – oltre ai pericoli su strada – anche multe salate.
Ci sono altri limiti previsti dalla legge in Italia per il rinnovo patente over 80, come quello che riguarda la categoria di licenza che deve essere sottoposta a rinnovo. Chi ha la C, C+E e la D (per la guida di tutti i principali mezzi pesanti) sopra i 68 anni vedrà declassata la sua patente di guida.
Il rinnovo è sempre obbligatorio ogni 2 anni, le patenti D e DE vengono declassate a C e CE. La C+E dopo i 68 anni diventa patente C. Non ci sono limitazioni di velocità specifiche a causa dell’età , ma valgono le regole generali per la patente C. In sintesi, dopo gli 80 anni non si possono più guidare autobus o mezzi pesanti articolati, mentre si può continuare a condurre autocarri (patente C) previo rinnovo biennale.
Quali sono i documenti da presentare per il rinnovo della patente di guida? La procedura è la stessa, standardizzata per tutti i soggetti di qualsiasi età .
Innanzitutto bisogna presentarsi alla visita medica con i seguenti documenti:
Una volta pagati i bollettini e consegnato i documenti, si procede con la visita e, se l’esito è positivo – in assenza di complicazioni – la nuova patente arriva direttamente a casa tramite posta e entro 15 giorni.
In questo periodo di attesa si può comunque circolare con un documento provvisorio che viene rilasciato dalla stessa commissione medica, che permette di non incorrere in nessuna sanzione amministrativa e decurtazione dei punti dalla patente nel caso in cui l’automobilista venga fermato a un posto di blocco e trovato senza patente.
Attenzione a un altro dato importante: oggi la scadenza della patente coincide con il giorno del proprio compleanno, dovrebbe essere più facile ricordare di procedere al rinnovo, questo è utile per non incorrere in sanzioni pesanti.
Chi guida con patente scaduta rischia infatti una multa che va da un minimo di 160 euro a un massimo di 644 euro, oltre al ritiro della patente.
Come già dicevamo in apertura, troppo spesso si sono verificati pericolosi incidenti perché degli automobilisti – la maggior parte delle volte purtroppo si trattava di anziani over 80 – hanno imboccato raccordi autostradali contromano, provocando vittime e rischiando veramente tragedie.
Abbiamo letto del caso di un anziano che ha imboccato contromano l’ingresso autostradale tra Montichiari e Borgosatollo, in provincia di Brescia, finendo per scontrarsi frontalmente con un’altra auto. L’anziano alla guida in quel caso ha avuto la peggio ed è deceduto sul colpo; lo stesso è successo al conducente dell’altro veicolo, un giovane di 28 anni, che nonostante il trasporto in ospedale, purtroppo non ce l’ha fatta.
O ancora, abbiamo parlato di un altro caso in cui invece – fortunatamente – la tragedia è stata sfiorata. Dove? Sull’autostrada A18, in Sicilia, tra gli svincoli di Acireale e Fiumefreddo. Qui un uomo anziano, che poi è apparso in stato confusionale, ha imboccato contromano lo svincolo di Acireale per dirigersi in direzione Messina.
Gli agenti della Polstrada sono riusciti a intervenire tempestivamente, evitando possibili incidenti gravi. In questo caso quindi la tragedia è stata praticamente sfiorata, ma il pericolo a volte è davvero dietro l’angolo.
Data articolo: Thu, 30 Apr 2026 13:07:45 +0000L’impalcatura tecnica della F1 è pronta a subire un profondo scossone. Alla vigilia di Miami, palcoscenico che vedrà l’introduzione di aggiornamenti cruciali, la FIA rimescola le carte con modifiche sulla gestione dell’energia. Intervento normativo che opacizza ulteriormente la comprensione delle dinamiche di gara: Ferrari cosa pensa di ottenere all’interno di questo scenario?
Sotto il profilo ingegneristico, La FIA è intervenuto sulla gestione dei flussi ibridi. Il primo provvedimento impone una decurtazione della soglia di energia totale recuperabile nell’arco di una singola tornata, che scende dagli originari 8 a 7 mega joule. La ricaduta in pista sarà immediata: assisteremo a una fisiologica contrazione del fenomeno noto come super clipping, sebbene non sparirà .
Ciò non toglie che mitigare il taglio improvviso delle velocità di punta che si innesca durante la ricarica del pacco batterie è senza dubbio cosa buona. Ad accentuare l’impatto di questa manovra interviene un secondo limite: il taglio della potenza elettrica erogabile. Durante la gara, nelle sezioni della pista in cui le norme vietano l’impiego dell’aerodinamica attiva, l’output massimo precipiterà da 350 a 250 chilowatt.
Questa costrizione innesca un profondo effetto domino. Una mossa che andrà a spostare le finestre strategiche in cui lo sfruttamento del motore elettrico garantirà il reale vantaggio cronometrico. La diretta conseguenza è la totale riscrittura delle logiche inerenti il calcolo relativo al software di gestione: operazione che introduce un certo coefficiente di incertezza.
Un terreno minato in cui la Mercedes entra da favorita: l’architettura software tedesca, preposta all’amministrazione energetica, si è già dimostrata molto più flessibile e meno soggetta alle variazioni repentine delle condizioni del tracciato rispetto ai diretti competitor. Un beneficio che il team di Brackley vorrà far pesare anche nel nuovo contesto competitivo di Miami.
A livello prettamente teorico, la necessità di recuperare una minore quantità di energia gioca a favore degli inseguitori, prospettando un assottigliamento del gap prestazionale dalla Mercedes. Ma in questo bivio normativo, si inserisce la revisione tecnica della Ferrari. La SF-26 attesa a Miami si presenterà in una veste aerodinamica evoluta, votata all’innalzamento dell’efficienza globale.
La finalità è chiara: a parità di velocità espressa rispetto ai rivali che portano in pista la W17, la monoposto di Maranello dissiperà meno energia per fendere l’aria e vincere la resistenza all’avanzamento. Lo studio sullo sviluppo ha interessato l’aggiornamento di ambedue i profili alari e a quanto sembra (da confermare), prevede una modifica dello scarico FTM.
Elemento focale di questo pacchetto è l’attesissima ala denominata “Macarena”, in Florida nella sua versione 2.0. È inutile sottolineare che su tale soluzione tecnica poggiano parte delle speranze ferrariste. Si tratta di interventi propedeutici, la prima fase di un crono programma delineato per pareggiare i conti velocistici a partire dal mese di giugno, quando Ferrari potrà accedere alla deroga ADUO della FIA.
Se l’efficacia di questa componente dovesse rivelarsi all’altezza, combinandosi positivamente con gli altri fattori in gioco per colmare il divario nei tratti ad alta velocità di percorrenza, ecco che per il Cavallino Rampante, si aprirebbe uno scenario vantaggioso di ottima fattura. I primi riferimenti inequivocabili arriveranno dallo studio dell’unica sessione di prove libere (90 minuti per Miami).
Tuttavia, l’ottimismo derivante dagli aggiornamenti aerodinamici sulla SF-26 deve scontrarsi con la spietata realtà del propulsore. La Ferrari patisce tuttora un chiaro deficit di cavalli espresso in via diretta dal motore termico. Una carenza strutturale oggettiva e certificata. Questo limite endemico sancisce un’amara previsione per la tappa in Florida.
Pur con un’efficienza affinata, sui lunghi rettilinei della tracciato statunitense, con ogni probabilità le due Rosse continueranno a pagare un delta sfavorevole nei confronti dei motorizzati Mercedes. Non c’è spazio per miracoli immediati da parte della Scuderia, sebbene l’equazione legata alle varie opzioni di bilanciamento si stia progressivamente allargando.
Ma le prestazioni non nascono unicamente dalle dinamiche energetica. A decidere le sorti del weekend sarà altresì la complessa quadratura del setup: un mosaico di variabili da incastrare disponendo di soli 90 minuti di prove libere. Qualora l’allineamento prestazionale dovesse rivelarsi valido, l’equazione finale sarà risolta dalla bontà del lavoro di messa a punto costruito dal team italiano attorno alla SF-26.
Data articolo: Thu, 30 Apr 2026 13:03:41 +0000La Milano Design Week 2026 ha confermato una cosa che è ormai abbastanza chiara da qualche anno: l’automobile è una delle protagoniste della manifestazione. Con il fatto che oggi il racconto di un’auto passa sempre più spesso da installazioni, materiali, colori, suoni, percorsi immersivi e spazi urbani trasformati in piccole scenografie, la Milano Design Week 2026 non poteva non essere il palcoscenico ideale di alcuni importanti annunci.
In questo contesto Toyota, Cupra, Renault, BYD, Hyundai e Audi sopra le altre hanno usato Milano come una specie di laboratorio aperto, ognuna con un tono diverso, ma tutte con la stessa necessità di fondo: spiegare che l’auto sta cambiando pelle e che il design non è più solo una questione di carrozzeria ben riuscita, ma un modo per raccontare tecnologia, identità e idea di futuro.
Tra gli annunci più forti della settimana milanese c’è senza dubbio quello di Hyundai, perché la Casa coreana ha scelto la Design Week per presentare in anteprima mondiale la IONIQ 3, nuovo modello della gamma elettrica IONIQ. Non una semplice apparizione, quindi, ma un debutto vero, con un peso industriale e simbolico molto evidente. L’installazione “Unfold Storiesâ€, allestita alla Torneria Tortona, ha dato al progetto una cornice coerente con il linguaggio della manifestazione, lontana dall’effetto classico da conferenza stampa e più vicina a un racconto di marca costruito per immagini, superfici e suggestioni.

Hyundai si è mossa su un terreno che le riesce sempre meglio: quello di un’elettrica non raccontata solo come mezzo efficiente, ma come oggetto urbano, compatto, contemporaneo, pensato per abitare la città e non soltanto per attraversarla. La Hyundai IONIQ 3 è una compatta elettrica a trazione anteriore, proposta con due batterie: 42,2 kWh e 61 kWh, con potenze di 135 o 147 CV, a seconda della versione e un’autonomia che arriva fino a 344 km con la batteria da 42,2 kWh e fino a 496 km con quella da 61 kWh.
Toyota ha portato a Milano la nuova Yaris Cross, scelta tutt’altro che secondaria se si guarda al peso commerciale del modello. Il B-SUV ibrido giapponese è uno dei nomi più importanti della gamma Toyota in Europa e in Italia, quindi il restyling presentato durante la Design Week assume un valore preciso: non si tratta di un esercizio di stile fine a sé stesso, ma dell’aggiornamento di un’auto molto presente sulle strade, riconoscibile e già radicata nel mercato.

La nuova Yaris Cross punta su un aspetto più elegante e maturo, con un frontale rivisto e una presenza visiva più curata, senza tradire quella formula concreta che l’ha resa forte: dimensioni gestibili, impostazione da SUV compatto, motorizzazione Full Hybrid e una certa naturalezza nell’uso quotidiano. Milano, in questo caso, diventa il posto giusto per raccontare un’evoluzione più di sostanza che di rottura.
La gamma è stata presentata con quattro allestimenti e con una motorizzazione Hybrid 130 da 130 CV a trazione anteriore o AWD-i in base alle versioni, mentre come prestazioni si parla di uno scatto 0-100 km/h in 10,7 secondi e consumi tra 4,4 e 4,7 l/100 km. Interessante la versione GR Sport che avrà un frontale dedicato, cerchi in lega lavorati da 18†e interni customizzati.
Audi ha giocato una partita diversa, più scenografica e concettuale, portando a Milano l’installazione “Originâ€, firmata da Zaha Hadid Architects. Qui il prodotto in senso stretto passa quasi in secondo piano, perché il vero messaggio riguarda il modo in cui il marchio tedesco vuole presentare la propria filosofia di design. La scelta di affidarsi a uno studio così riconoscibile non è casuale: Audi cerca da tempo di rafforzare l’idea di un marchio tecnologico, raffinato, pulito nelle linee ma sempre più interessato a raccontarsi attraverso esperienze fisiche e immersive.
In una Design Week affollata di linguaggi, oggetti e contaminazioni, “Origin†ha funzionato come un portale simbolico verso una mobilità fatta di proporzioni, luce, architettura e percezione. Meno auto esposta come oggetto statico, più ambiente costruito intorno all’identità del brand.
Renault ha scelto una strada più leggera, immediata e per certi versi più affettuosa, portando al centro del racconto la Twingo E-Tech Electric. Il richiamo alla “rana elettrica†vista a Brera nell’interpretazione dell’artista Marcantonio Raimondi Malerba, rende bene l’idea di un progetto che non cerca soltanto l’effetto premium o la grande dichiarazione futuristica, ma punta su simpatia, memoria e riconoscibilità .
La Twingo, del resto, non è un nome qualunque: appartiene a quella categoria di auto che hanno lasciato un segno perché riuscivano a essere intelligenti senza prendersi troppo sul serio. La nuova interpretazione elettrica prova a recuperare proprio quello spirito, adattandolo a una mobilità urbana più pulita, compatta e meno ingombrante. In mezzo a tante installazioni sofisticate, Renault ha scelto il linguaggio del colore, della forma amichevole e dell’icona pop, ottenendo un effetto molto adatto al contesto milanese. Sul mercato la Renault Twingo E-Tech Electric è proposta negli allestimenti Evolution e Techno, con prezzi a partire da 19.500 euro.
Cupra alla Milano Design Week 2026 ha portato la Raval dentro un racconto più ampio, lontano dalla classica esposizione da salone. Il marchio è tornato con il progetto Beyond the Known, pensato per esplorare nuovi territori del design, tra innovazione digitale, ricerca materica e identità visiva. Cupra apre gli ordini della Cupra Raval in Italia con la Launch Edition, portando al debutto la piattaforma MEB+ del Gruppo Volkswagen. La compatta elettrica spagnola punta su un posizionamento urbano ma dinamico, con prezzi a partire da 29.950 euro.

La versione base offre motore da 211 CV, batteria da 52 kWh e autonomia fino a 450 km WLTP, mentre la Launch Edition Plus aggiunge dotazioni più ricche, tra ADAS evoluti, telecamera a 360 gradi, parcheggio intelligente, audio Sennheiser e navigatore integrato. Al vertice c’è la Launch Edition VZ, da 226 CV, più sportiva e proposta da 39.950 euro. Arriverà nell’estate 2026.
BYD rappresenta uno dei segnali più interessanti della Milano Design Week 2026, perché la sua presenza racconta meglio di tante analisi quanto sia cambiato l’equilibrio dell’industria automobilistica. I marchi cinesi non sono più comparse esotiche o presenze marginali, ma protagonisti sempre più sicuri, capaci di usare eventi europei molto visibili per consolidare immagine, reputazione e ambizione.
Nel caso di BYD, il messaggio ruota inevitabilmente intorno all’elettrico, settore in cui il costruttore ha costruito una forza industriale enorme e una gamma sempre più riconoscibile anche fuori dalla Cina. A Milano, il tema non è soltanto mostrare un’auto, ma far percepire una presenza: quella di un brand che vuole essere considerato parte stabile del panorama europeo, non una novità passeggera. Il design diventa quindi uno strumento per rendere più vicino un marchio ancora in fase di piena familiarizzazione.
Data articolo: Thu, 30 Apr 2026 11:53:00 +0000Alfa Romeo evolve due modelli che oggi rappresentano l’anima della gamma del Biscione. Dopo anni Giulia e Stelvio conservano fascino e performance, sebbene vivano un fisiologico momento di decrescita sul piano commerciale. Per questo motivo i vertici della Casa di Arese hanno deciso far debuttare una nuova soluzione. Inizialmente il pacchetto era disponibile solo in Germania, ma ora si è esteso al Vecchio Continente, Italia inclusa.
Con questo pacchetto Giulia e Stelvio fanno un salto di qualità , strizzando l’occhio agli amanti del racing. I sedili presentano un taglio più sportivo, mentre la plancia e i pannelli delle portiere vengono rivestiti in pelle nera con cuciture rosse a contrasto. Una combinazione cromatica che esalta la passione per le sfide in pista che hanno caratterizzato gli anni d’oro del marchio. Nell’abitacolo abbonda la fibra di carbonio con inserti in questo materiale ultraleggero, chiaro omaggio allo spirito corsaiolo della Casa di Arese.
Il Package enfatizza la tecnologia Alfa Romeo. Il fulcro della dinamica è rappresentato dalle Alfa Active Suspension, sospensioni adattive a controllo elettronico che bilanciano in tempo reale comfort e precisione. Con valvole elettroidrauliche la soluzione stabilisce l’intensità di smorzamento in base alle condizioni della superficie e allo stile del guidatore. Non manca Chassis Domain Control (CDC), un computer centrale che elabora i segnali dei sensori di accelerazione e movimento per garantire un elevato piacere di guida con i freni e il differenziale autobloccante meccanico Q2.
Questa tecnologia rende più controllabili i limiti fisici dei veicoli e serve a creare un equilibrio tra prestazioni di guida sportive e comfort nell’uso quotidiano. Per vivere piacevoli momenti a bordo è previsto l’impianto audio premium griffato Harman/Kardon.
Un poderoso amplificatore a dodici canali da 900 watt gestisce in modo dinamico ogni aspetto, diffondendo il sound attraverso un sistema complesso di quattordici altoparlanti: un subwoofer per bassi profondi, quattro woofer, cinque midrange da 80 mm per una resa vocale naturale e cristallina e quattro tweeter da 25 mm per alte frequenze limpide e brillanti. La sinfonia non è solo esterna con un sound spettacolare, ma anche interna, grazie all’avanzata tecnologia surround Logic-7. Il segnale audio è distribuito in modo uniforme e tridimensionale, ricreando un ambiente sonoro coinvolgente.
Per chi vuole divertirsi al volante della Giulia e della Stelvio la modalità Dynamic, tramite Alfa DNA, irrigidisce gli ammortizzatori per offrire la massima precisione nei tratti misti, mentre nelle modalità Natural e Advanced Efficiency il sistema rende l’auto godibile anche in città . In Advanced Efficiency e Natural, infatti, viene data priorità al confort. In Germania il Pack Performance è abbinato al motore diesel da 2,2 litri da 210 CV, supportato dal cambio automatico a otto rapporti e dalla trazione integrale Q4.
Il pacchetto arriva in Italia a un prezzo di 4.176 euro in combinazione con il solo allestimento Veloce. La dotazione ricca non è proposta a una cifra esagerata, se si considerano le sospensioni Synaptic Dynamic Control a controllo elettronico, la fibra di carbonio e l’impianto audio di alta qualità . Il nuovo pacchetto esalta il patrimonio genetico sportivo del brand milanese con componenti volti a valorizzarne design, tecnologia e dinamica di guida.
Data articolo: Thu, 30 Apr 2026 10:41:53 +0000