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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il traffico nelle autostrade italiane del 20 febbraio 2026 presenta diverse situazioni che possono influire sugli spostamenti mattutini, con eventi significativi come un incidente che ha causato una coda tra Cormano e Sesto San Giovanni sulla A4 e una chiusura del tunnel nel Traforo del Monte Bianco. Inoltre, la presenza di neve lungo l’A22 tra Confine di Stato e Vipiteno impone particolare attenzione.

A1 Milano-Napoli



06:40 – FIRENZE SUD – INCISA – REGGELLO
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 305.0 al chilometro 316.0 per una lunghezza di 11.0 km.

A4 Torino-Trieste



06:59 – CORMANO – SESTO SAN GIOVANNI
Coda per incidente
Direzione Trieste
La coda si estende per 2.1 km dal chilometro 130.0 al chilometro 132.1.



06:25 – MILANO EST – SESTO SAN GIOVANNI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 136.5 al chilometro 138.3 per una lunghezza di 1.8 km.



06:18 – Dalmine – Trezzo
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 157.2 al chilometro 167.8 per una lunghezza di 10.6 km.

A11 Firenze-Pisa Nord



07:06 – PRATO OVEST – BIVIO A11/A1 MILANO-NAPOLI
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 7.0 al chilometro 10.0 per una lunghezza di 3.0 km.

A14 Bologna-Taranto



06:36 – PEDASO – GROTTAMMARE
Traffico Rallentato per lavori
Direzione Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 290.7 al chilometro 294.4 per una lunghezza di 3.7 km.



06:26 – PESCARA NORD – PINETO
Traffico Rallentato per lavori
Direzione Ancona
La tratta interessata va dal chilometro 359.6 al chilometro 361.0 per una lunghezza di 1.4 km.

A22 Brennero-Modena



07:01 – CONFINE DI STATO – VIPITENO
Neve lungo la tratta
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa dal chilometro 0.0 al chilometro 15.9 per una lunghezza di 15.9 km.

A24 Roma-Teramo



06:41 – VIA TOGLIATTI – BIVIO A24/TANGENZIALE EST RM
Coda di 3 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
La coda si estende dal chilometro 3.5 al chilometro 7.3 per una lunghezza di 3.8 km.

Traforo del Monte Bianco



06:37 – PIAZZALE ITALIANO – PIAZZALE FRANCESE
Galleria chiusa
Direzione in entrambe le direzioni
La chiusura interessa una lunghezza di 11.7 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Fri, 20 Feb 2026 06:08:00 +0000
News n. 2
Cosa puoi guidare con la patente B: la guida definitiva aggiornata al 2026

La patente B è un’abilitazione molto ampia e va al di là della più tradizionale delle auto. Nel dettaglio, con la B si possono guidare autoveicoli con massa massima autorizzata fino a 3,5 tonnellate e progettati per il trasporto di non più di otto passeggeri oltre al conducente, cioè fino a nove posti totali- Se uno di questi due pilastri viene meno non basta la B e si entra nel territorio delle patenti superiori.

Auto, van, furgoni e camper: cosa guidare

All’interno delle 3,5 tonnellate e dei nove posti ci sono le utilitarie, i SUV, le station wagon, i multispazio, fino ai van per famiglie numerose e ai veicoli commerciali leggeri usati da artigiani e piccole aziende. Il punto di riferimento è il libretto al cui interno è indicata la massa massima autorizzata. Un furgone può essere omologato oltre soglia con la patente B, che non è più sufficiente per mettersi al volante, mentre un camper può sembrare enorme e restare guidabile se omologato a 3,5 tonnellate.

Per via dell’accordo provvisorio tra il Parlamento europeo e il Consiglio, c’è la poi possibilità allo studio di guidare con patente B veicoli fino a 4,25 tonnellate se alimentati con combustibili alternativi. La logica è compensare il maggior peso di batterie o sistemi di alimentazione green senza che chi passa a un veicolo elettrico o a idrogeno debba per forza salire di patente per un aumento di massa che non deriva da maggiore capacità di carico utile ma dalla tecnologia di trazione.

Per mettersi al volante di veicoli elettrici – dalle auto ai furgoni, fino ai mezzi di soccorso – che sono più pesanti rispetto alle equivalenti versioni termiche a causa delle batterie, non sarà richiesto alcun esame aggiuntivo per chi è titolare di patente B da almeno due anni. Diverso il discorso per i camper, per i quali sarà invece necessario frequentare un corso di formazione specifico oppure sostenere un esame dedicato.

La proposta della Commissione europea di consentirebbe così di evitare il passaggio obbligato alla patente C per guidare queste categorie di veicoli. Resta comunque la possibilità per ciascuno Stato membro di adattare le nuove disposizioni alle proprie esigenze nazionali, con un periodo massimo di quattro anni per il recepimento della norma nei rispettivi ordinamenti.

Tricicli, quadricicli e microcar

C’è poi il mondo che sta a metà tra auto e moto, quello di tricicli, quadricicli, microcar e veicoli atipici da mobilità urbana. La patente B tende a coprire un’ampia platea di mezzi, ma il punto di riferimento resta sempre cosa c’è scritto nei documenti del veicolo poiché la categoria omologativa e le caratteristiche tecniche determinano l’abilitazione necessaria.

Rimorchio e traino

Con la patente B si può trainare un rimorchio leggero fino a 750 kg. Al di là di questa soglia bisogna considerare la massa massima autorizzata della motrice, quella del rimorchio e la massa massima autorizzata del complesso. In termini formali bisogna fare riferimento all’estensione B96 e alla BE. La prima viene richiamata nelle indicazioni istituzionali come opzione per complessi oltre 3,5 tonnellate e fino a 4,25 tonnellate in presenza di rimorchio sopra 750 kg mentre la BE apre al traino oltre questi limiti.

Guidare le due ruote con la B: cosa è possibile

La patente B consente in Italia la guida di motocicli con cilindrata massima di 125 centimetri cubici, potenza non superiore a 11 kW e rapporto tra potenza e peso entro il limite di 0,1 kW/kg. Basta superarne anche soltanto una per uscire dal perimetro consentito dalla norma. In pratica, uno scooter 125 o una moto 125 omologata A1 rientrano nei parametri previsti, mentre un modello analogo ma con potenza superiore o con diversa omologazione resta escluso, anche se la cilindrata è identica. Questo impianto vale sul territorio italiano e non si applica oltre confine poiché ciascuno Stato membro decide se riconoscere o meno l’equivalenza tra categorie di patente.

Per chi ha conseguito la patente prima della metà degli anni Ottanta il quadro è meno lineare. In passato alcune abilitazioni consentivano infatti la guida di motocicli senza limiti. La variabile è la data di conseguimento del titolo e le categorie riconosciute, oltre a quanto oggi riportato sul documento. Anche in questo caso, quando si parla di controlli la fonte primaria resta il libretto di circolazione: al suo interno sono indicati i dati relativi alla potenza espressa in kW, alla massa del veicolo e alla categoria di omologazione. Le schede tecniche dei costruttori o le informazioni fornite dai venditori hanno un valore subordinato rispetto a quanto riportato nei documenti ufficiali.

Come sapere cosa si può guidare

Il modo più rapido per comprendere cosa si può guidare con la patente B è allora il libretto dove controllare i dati omologativi. Bisogna guarda il numero di posti omologati e la massa massima autorizzata. Qui si scopre quindi che con la patente B è possibile mettersi al volante di autovetture con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate e con un massimo di nove posti complessivi, tra cui il conducente. La stessa abilitazione consente di trainare un rimorchio fino a 750 kg purché la massa totale del complesso veicolo-rimorchio non superi le 3,5 tonnellate.

Rientrano inoltre gli autocarri leggeri fino a 3,5 tonnellate, categoria che comprende i furgoni destinati al trasporto di merci o persone, sempre nel rispetto del limite dei nove posti e della massa massima consentita. Anche i veicoli dotati di cabina a tre posti integrata nella carrozzeria e vano di carico posteriore possono essere guidati con patente B. Questi mezzi possono circolare nei centri urbani senza obbligo di tachigrafo, a condizione di non superare i 90 km/h e possono trainare un rimorchio entro gli stessi limiti previsti per le autovetture.

La patente B abilita anche alla guida di mezzi destinati ai servizi di emergenza come auto di polizia, ambulanze e veicoli dei vigili del fuoco purché rientrino nella soglia delle 3,5 tonnellate. Sono comprese le macchine operatrici, sia semoventi sia trainate, cingolate o stradali, sempre entro i limiti ordinari di peso, mentre restano escluse le macchine operatrici eccezionali. Infine, con la patente B è possibile condurre macchine agricole di vario tipo, come trattori e trebbiatrici, tra cui quelle classificate come eccezionali. Va però ricordato che alcune tipologie specifiche, come determinati trattori cingolati o carri per la raccolta della frutta, richiedono una patente dedicata e non rientrano nell’abilitazione standard.

Data articolo: Fri, 20 Feb 2026 05:00:06 +0000
News n. 3
Che auto guida Christian Vieri, un SUV da bomber per l’ospite di Striscia la notizia

Le auto di Christian Vieri sono proprio come lui: prestanti e letali negli ultimi metri. Per una carriera l’ex centravanti della Nazionale ha fatto esultare mezza Italia, stregata dalle sue doti di cannoniere. E anche una volta appesi gli scarpini al chiodo, Bobo – come lo chiamano tifosi e amici – ha conservato un’aura da leggenda. Non è facile dire con certezza quanto sia capiente il suo parco macchine, ma una cosa è certa: il successo professionale gli ha consentito di mettere insieme una collezione stellare.

Un SUV da bomber

Il capitolo finale della saga nel garage ha i tratti imponenti di una tedesca doc: la BMW X5, mostrata in un filmato sui social, in vendita a prezzi di listino di almeno 87.000 euro. È una quattro ruote che gli somiglia per fisicità e presenza su strada, indice di una nuova maturità da “family man†tecnologico, tuttavia, se rovistiamo nel suo passato capiremo che la storia di Christian Vieri con i motori è sempre stata scoppiettante. Del resto, bomber si nasce. Non si diventa.

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Il pezzo più incredibile, Bobo non lo ha mai guidato. Nel 1997, durante la sua stagione record all’Atletico Madrid (24 gol in 24 partite di Liga), lanciò una sfida al presidente Jesús Gil:

“Se segno tre gol anche in Coppa Uefa, mi aspetto una Ferrari 550 Maranelloâ€

Dopo la tripletta leggendaria contro il Paok Salonicco — incluso quel gol impossibile dalla linea di fondo — Gil mantenne la promessa. Eppure, nel settembre 1998, quando la Ferrari 550 Maranello era pronta, Vieri la lasciò lì, un modo per farsi perdonare il suo passaggio alla Lazio.

Passando dalle gioie spagnole ai dolori milanesi, la Cayenne di Christian Vieri doveva avere un conto aperto con la sfortuna: nella sua autobiografia, lo stesso Vieri ha raccontato di quando, a Milano, consegnò le chiavi della sua Porsche nuova fiammante a un uomo che credeva essere il parcheggiatore dell’hotel. In realtà, era un impostore: l’auto sparì nel nulla e non fu mai più ritrovata. A rendere quel veicolo “sfortunato” ci aveva già pensato Elisabetta Canalis, che in un momento di gelosia gli aveva rigato l’intera fiancata con una chiave.

Tra Dune Buggy e futuro elettrico

Una volta detto “addio†al calcio da protagonista, Vieri sembra aver trovato una dimensione più scanzonata e “chic”. In rete lo vediamo ritratto su icone dello stile balneare come la Dune Buggy — un classico che richiama lo spirito degli anni ’70 — o la nuova Moke elettrica, il top per muoversi in silenzio e rispettando l’ambiente nelle località di villeggiatura più esclusive. Pur lontani dalle prestazioni della 550 Maranello, i veicoli hanno un magnetismo tutto loro.

Nella nuova veste di “bomber di famiglia” Vieri è annunciato, insieme alla moglie Costanza Caracciolo, per una puntata di Striscia la notizia, ospite dei due padroni di casa, Ezio Greggio ed Enzo Iachetti. Nonostante le Porsche rubate e le Ferrari lasciate in Spagna, il tesoro di Christian è la serenità conquistata insieme all’ex velina. Un epilogo perfetto per chi ha passato una vita a correre, e ora si gode il viaggio – magari elettrico – con la persona giusta accanto.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 20:00:40 +0000
News n. 4
Il motore ibrido del futuro è alimentato al 100% da benzina rinnovabile

Il panorama della mobilità sostenibile europea ha assistito a una svolta significativa con l’annuncio di una collaborazione strategica tra Horse Powertrain (attraverso la divisione Horse Technologies) e Repsol. Le due aziende hanno svelato un motore ibrido di nuova generazione, denominato HORSE H12 Concept, progettato per operare esclusivamente con benzina rinnovabile al 100%. Questa partnership non soltanto dà corpo a un nuovo propulsore, ma rappresenta un bel passo in avanti nel raggiungimento della “neutralità tecnologica”, dimostrando come l’innovazione industriale del Vecchio Continente possa offrire soluzioni concrete per la riduzione delle emissioni di COâ‚‚ nel breve termine, integrandosi con l’elettrificazione e l’idrogeno.

Innovazione tecnica

Il motore HORSE H12 Concept non è solo un prototipo, ma l’evoluzione del già noto propulsore HR12. La sua progettazione, guidata dai team di Valladolid e Madrid, ha introdotto miglioramenti radicali nel sistema di combustione e una drastica riduzione delle perdite interne. Grazie a un rapporto di compressione innovativo di 17:1 e a un sistema di ricircolo dei gas di scarico (EGR) di nuova generazione, il motore ha raggiunto un’efficienza termica del 44,2%.

Oltre alla combustione ottimizzata, il pacchetto tecnico comprende un turbocompressore potenziato, un sistema di accensione ad alta energia e un cambio ibrido migliorato con gestione energetica ottimizzata. Un ruolo fondamentale è svolto anche dai nuovi lubrificanti Repsol, studiati appositamente per ridurre gli attriti interni e massimizzare la fluidità meccanica. Questi accorgimenti permettono di abbattere i consumi di carburante del 40% rispetto alla media delle nuove immatricolazioni europee, portando il valore sotto i 3,3 litri per 100 chilometri secondo il ciclo WLTP.

L’impatto ambientale

L’utilizzo combinato del motore H12 e della benzina rinnovabile al 100% di Repsol trasforma radicalmente l’impronta ecologica di un veicolo di medie dimensioni. Le stime indicano che un’auto equipaggiata con questa tecnologia, percorrendo una media di 12.500 km all’anno, emetterà 1,77 tonnellate di COâ‚‚ in meno rispetto a un veicolo tradizionale alimentato con combustibili fossili.

Repsol ha già raggiunto traguardi industriali importanti in questo senso, producendo benzina rinnovabile su scala industriale presso il sito di Tarragona. Questo carburante, denominato Nexa 95, è già disponibile in 30 stazioni di servizio in Spagna ed è pienamente compatibile con i veicoli a benzina esistenti, senza necessità di modifiche meccaniche. La strategia di Repsol prevede un’espansione massiccia della produzione: oltre all’impianto di Cartagena dedicato ai rifiuti, nel 2026 diventeranno operativi un secondo sito a Puertollano e un impianto dimostrativo di e-fuels a Bilbao.

Alla ricerca della neutralità tecnologica

Il progetto Horse-Repsol nasce dalla consapevolezza che oltre il 97% del parco veicolare attuale in Europa è ancora basato sulla combustione interna. Luis Cabra, Deputy CEO di Repsol, e Patrice Haettel, CEO di Horse Technologies, sostengono fermamente che puntare su un’unica tecnologia non sia il modo più rapido per abbattere le emissioni. La loro visione prevede un quadro normativo europeo che riconosca il ruolo dei motori ad alta efficienza alimentati da combustibili rinnovabili anche oltre il 2035.

L’innovazione presentata a Madrid dimostra che la decarbonizzazione può essere accelerata attraverso soluzioni accessibili che non richiedono l’attesa di infrastrutture future. Con la convalida delle prestazioni dei primi due prototipi e la presentazione del veicolo dimostrativo prevista per l’inizio del 2026, Horse e Repsol hanno tracciato la strada per la produzione industriale di motori ibridi ad altissima efficienza, capaci di affiancare l’elettrico nella corsa verso il “net zero”.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 16:21:24 +0000
News n. 5
Audi RS 5, la prima plug-in non si scorda mai: l’inizio di una nuova stirpe adrenalinica

Il debutto della nuova Audi RS 5 segna un momento di rottura e, contemporaneamente, di evoluzione per la Casa di Ingolstadt. Per la prima volta nella storia di Audi Sport, un modello ad altissime prestazioni adotta la tecnologia ibrida plug-in, realizzando una vera e propria svolta strategica. Questa vettura, discendente diretta della precedente RS 4, non si limita a elettrificare la gamma, ma riscrive il concetto di DNA RS, mettendo in coniugazione l’anima da sportiva vera con lo spirito da gran turismo. Come dichiarato dal CEO di Audi AG, Gernot Döllner, la RS 5 è l’apice della gamma A5 e introduce soluzioni tecniche raffinate destinate a segnare l’inizio di una nuova era. Sicuramente coinvolgente.

Design: muscoli e derivazione racing

Sotto il profilo estetico, la nuova Audi RS 5 esprime visivamente la sua potenza attraverso carreggiate sensibilmente ampliate: rispetto alla vecchia RS 4, l’incremento è di oltre 90 mm complessivi, con un aumento specifico di 93 mm all’avantreno e 84 mm al retrotreno. Il design è dominato dai marcati blister quattro in corrispondenza dei passaruota, un chiaro omaggio alla leggendaria Audi Ur-quattro.

Il frontale è caratterizzato dall’ampia calandra “single frame†con struttura a nido d’ape tridimensionale e proiettori Matrix LED con una firma luminosa che richiama la bandiera a scacchi. Al retrotreno, l’impronta sportiva è rimarcata da un estrattore di derivazione racing e dall’esuberante scarico RS a doppia uscita centrale, corredato di valvole a farfalla per ottimizzare il sound. La vettura può essere ulteriormente personalizzata con cerchi forgiati fino a 21 pollici e pacchetti estetici in carbonio.

Dotazioni tecniche e digitali

L’abitacolo è dominato dall’Audi Digital Stage, un ecosistema digitale composto da un display curvo che integra l’Audi Virtual Cockpit da 11,9 pollici e lo schermo MMI da 14,5 pollici, oltre a uno schermo dedicato esclusivamente al passeggero. La strumentazione RS permette di monitorare parametri specifici come forze G, tempi sul giro e temperature degli pneumatici.

Dal punto di vista telaistico, la scocca è più rigida del 10% rispetto alla A5 standard, supportata da sospensioni sportive RS con ammortizzatori a doppia valvola che garantiscono una gestione indipendente di compressione ed estensione, permettendo di passare dal massimo comfort alla massima rigidità. L’impianto frenante è del tipo brake-by-wire, con l’opzione per dischi carboceramici che riducono le masse di 30 kg.

Motori e trazione quattro evoluta

La pietra d’angolo intorno alla quale fluttua questo nuovo modello dei Quattro Anelli è ciò che si nasconde sotto il cofano: il powertrain plug-in. Quest’ultimo è composto da un V6 2.9 TFSI biturbo da 510 CV abbinato a un motore elettrico da 177 CV integrato nel cambio tiptronic a otto rapporti. La potenza massima complessiva raggiunge i 639 CV con una coppia mostruosa di 825 Nm, valori che permettono di scattare da 0 a 100 km/h in soli 3,6 secondi (5 decimi in meno della precedente RS 4) e raggiungere i 285 km/h.

La batteria da 25,9 kWh (22 kWh netti) può essere ricaricata in corrente alternata fino a 11 kW o durante la marcia tramite la funzione Battery Charge. La vera rivoluzione è però la trazione integrale quattro con il nuovo Dynamic Torque Control, un sistema di torque vectoring elettromeccanico che ripartisce la coppia tra le ruote posteriori in soli 15 millisecondi, garantendo un’agilità e una precisione in curva mai viste prima su un modello di serie.

Listino prezzi

La nuova Audi RS 5, disponibile sia in configurazione berlina che Avant, arriverà nelle concessionarie italiane nel corso del terzo trimestre 2026. Sebbene i prezzi siano ancora in fase di definizione, il listino stimato per la RS 5 berlina parte da 111.100 euro, mentre la versione performance tocca i 119.600 euro. Per la variante Avant, i prezzi partono da circa 113.500 euro, arrivando a 122.000 euro per l’allestimento top di gamma performance, che include velocità massima estesa, cerchi da 21 pollici e scarico sportivo RS.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 14:45:31 +0000
News n. 6
Singer elogia gli anni ‘80 con una supercar all’avanguardia su base Porsche 911

Il fascino delle Porsche del passato rivive in un’interpretazione che farà ribattere il cuore dei puristi. La Casa di Stoccarda è estremamente fiera di aver scritto pagine di storia del libro dell’automotive tedesco, creando degli autentici capolavori. La 911 è un gioiello senza tempo che ha fatto sognare intere generazioni e sebbene il presente sia condito da novità tecniche rivoluzionarie in molti sono ancora affascinati dalle serie del passato.

Negli anni ’80 la 911 divenne un emblema di sportività alternativa. Il restomod, creato in 75 esemplari, nasce dal telaio della 911 identificata dalla sigla 964, precisamente la penultima con raffreddamento ad aria dell’iconico motore flat six. La cura dei tecnici di Singer comprende un motore boxer aspirato da 420 CV, restaurato e sviluppato dagli specialisti con l’ingegneria di Cosworth.

I nuovi elementi tecnologici

Oltre ai rinforzi in composito e acciaio per la monoscocca, il design, ispirato alle varianti Turbo degli anni ’80, spicca per una carrozzeria in fibra di carbonio in cui emergono gli immortali gruppi ottici circolari dai paraurti, un ampio splitter anteriore, delle prese d’aria davanti ai passaruota posteriori e la possibilità di montare un’ala pronunciata nella zona posteriore, proprio come sulle 911 Carrera Cabriolet dell’epoca. Vetture del genere strizzano l’occhio ai petrolhead che sono cresciuti su sportive autentiche, senza tanti fronzoli.

Il sound del motore boxer vale già il prezzo del restomod. Singer consente di scegliere tra l’alettone fisso e quello a scomparsa e avere un meccanismo più pratico per ripiegare la capote. In sostanza è come girare a bordo di una icona degli anni ’80 con tutte le agevolazioni tecniche moderne. Il piacere di guida è estremo perché il motore raggiunge gli 8.000 giri al minuto e sprigiona una cavalleria di tutto rispetto. La trasmissione è manuale a sei rapporti e la trazione posteriore. Per chi non si accontenta è prevista una leva del cambio rialzata con meccanismo a vista e con un sistema di scarico in titanio per accentuare il rombo.

Dettagli unici

L’assetto della Porsche presenta nuovi ammortizzatori regolabili, mentre i cerchi monodado da 18 pollici trovano la perfetta quadra con dischi in carboceramica e pneumatici Michelin Pilot Sport. Rob Dickinson, fondatore e direttore creativo di Singer, ha dichiarato:

“A metà degli anni ’80, la personalizzazione offerta inizialmente da Porsche per la Carrera Coupé aveva raggiunto la Carrera Cabriolet, ordinabile con la carrozzeria più larga della 911 Turbo ma alimentata dall’ultimo motore boxer aspirato a sei cilindri dell’azienda. I nostri servizi fanno riferimento a questa vettura e celebrano un altro capitolo nell’evoluzione della 911, con l’ultima 911 modello G a tetto aperto e motore aspirato, rivisitata per il ventunesimo secolo. La natura sportiva della Carrera ci ha portato a rivalutare il meccanismo del tetto d’epoca per ridurre il peso e consentire un profilo elegante con il tetto alzato o abbassato. Il notevole motore boxer a sei cilindri riunisce le nostre conoscenze degli ultimi quindici anni e ora può essere ascoltato più chiaramente che mai”.

L’abitacolo vanta degli elementi realizzati a mano, presentando una tecnologia moderna che consente all’auto di rimanere connessa e di sfruttare i moderni sistemi di navigazione. I servizi di restauro Singer sono comprovati attraverso un rigoroso programma di sviluppo. Le auto di prova completano migliaia di chilometri di valutazione intensiva presso alcuni dei tracciati di prova più noti al mondo, tra cui Nardò in Italia e il Nürburgring in Germania. I prezzi dei servizi di restauro Singer dipendono dalle specifiche richieste dal proprietario di ogni gioiello.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 12:32:29 +0000
News n. 7
Zero Motorcycles, arriva nelle concessionarie italiane il nuovo scooter elettrico LS1

Zero Motorcycles annuncia l’arrivo nelle concessionarie italiane ed europee di LS1, il primo scooter elettrico realizzato dal costruttore statunitense specializzato proprio nei veicoli a due ruote a zero emissioni. Il debutto sul mercato coincide con il ventesimo anniversario dalla fondazione dell’azienda, segnando quindi l’ingresso in un segmento che sta diventato sempre più strategico per la mobilità urbana. Il nuovo modello – pensato per i possessori di patenti A1 e B con almeno tre anni di esperienza – punta su aspetti quali efficienza, funzionalità e tecnologia, presentando al contempo un prodotto dal design all’avanguardia.

Motore, autonomia e caratteristiche tecniche

Presentato in anteprima a EICMA 2025, LS1 è spinto da un motore elettrico da 8,4 kW (11,4 CV) con una coppia dichiarata di 240 Nm. La velocità massima raggiunge i 99 km/h, con una risposta immediata all’apertura dell’acceleratore tipica dei propulsori elettrici. Il sistema di alimentazione prevede due batterie rimovibili da 1,86 kWh ciascuna, ricaricabili tramite presa domestica con caricabatterie standard da 800 W in circa 4,5 ore dal 0 al 90%. È disponibile anche un caricabatterie rapido opzionale che riduce il tempo a 2,6 ore per lo stesso intervallo.

Con la dotazione di serie, l’autonomia urbana dichiarata arriva a 112 km, valore che può variare in base allo stile di guida e alle condizioni di utilizzo. È inoltre possibile installare una terza batteria opzionale nel vano sottosella, soluzione che consente di estendere la percorrenza fino a 173 km nel ciclo cittadino. Per quanto riguarda la ciclistica, questo scooter adotta sospensioni tarate per l’uso urbano, con un compromesso tra rigidità e comfort su pavé e fondi irregolari. Le ruote sono da 14 pollici all’anteriore e da 13 al posteriore, mentre l’impianto frenante utilizza pinze flottanti con doppio pistone davanti e singolo dietro, per un peso complessivo in ordine di marcia di 134 kg.

Sicurezza, dotazioni e prezzo di lancio

Zero LS1 integra sistemi di sicurezza attiva come ABS e controllo di trazione TCS disattivabile, soluzioni pensate per migliorare stabilità e gestione anche su superfici a bassa aderenza o in condizioni meteo sfavorevoli. Questo scooter adotta, inoltre, un sistema antifurto con immobilizzazione attiva e blocco dello sterzo, che si attivano automaticamente quando non è presente il telecomando nei paraggi: un’opzione utile per scoraggiare i furti e consentire agli utenti di lasciare il proprio veicolo in sosta con maggiore tranquillità, soprattutto nei contesti urbani più a rischio.

Il prezzo di lancio è fissato a 5.320 euro, con disponibilità nelle colorazioni Dark Silver e Pearl White. È prevista anche una gamma di accessori dedicati che comprende parabrezza, portapacchi, bauletto, caricabatterie rapido e batteria supplementare per incrementare l’autonomia. La commercializzazione è supportata dalla rete ufficiale di concessionari del marchio, con una garanzia di due anni a supporto del prodotto.

Crescita globale e i risultati ottenuti nel 2025

Il debutto di LS1 arriva in una fase di espansione per Zero Motorcycles, che nel 2025 ha registrato un incremento significativo delle vendite a livello internazionale: i dati diffusi dall’azienda indicano un aumento dell’89% in Nord America e del 17% tra Europa e altri mercati globali rispetto all’anno precedente, con una crescita sostenuta dalla domanda nei principali Paesi e dall’introduzione di modelli più accessibili destinati ad ampliare la base di utenti. All’espansione commerciale si è affiancato lo sviluppo della rete di vendita e assistenza, cresciuta del 58% nel corso dell’anno fino a superare quota 250 concessionari nel mondo.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 12:01:52 +0000
News n. 8
La Revuelto si veste di nero: la potenza record della nuova Lamborghini Carbonado X

Prendete una Lamborghini Revuelto e già vi troverete a guidare una delle supercar più prestazionali della storia. Per alzare l’asticella i tecnici tedeschi di Mansory hanno creato un mostro di potenza sulla base del modello standard. A Monaco di Baviera diverse Case prestigiose come Rolls Royce, Bentley, Aston Martin e Ferrari sono passate per la dieta dimagrante dei meccanici di Mansory, ma il lavoro che ha riguardato un esemplare di Revuelto vi lascerà senza fiato.

Si chiama Carbonado X ed eleva il marchio del Toro a un livello mai visto prima. L’unveiling della one-off è previsto allo showroom Mansory a Dubai. L’erede della Carbonado del 2022, elaborata sulla base della Aventador, alza l’asticella dalla Mansory Initiate, sempre basata sulla Revuelto, con un design che ci riporta alle scorribande a Gotham di Bruce Wayne sulla Batmobile. Ogni componente della Carbonado X è stato riprogettato per raggiungere prestazioni da sogno.

Elementi unici

Al primo sguardo appare una concept car con una livrea camouflage, ma più da vicino ci si accorge che l’intera carrozzeria è fatta di carbonio forgiato a vista. Rispetto al precedente pacchetto Initiate, i tecnici hanno sostituito ogni pannello originale a eccezione dei gruppi ottici e delle superfici vetrate. All’avantreno emergono uno splitter e un cofano ventilato. Lungo le fiancate inveve vediamo imponenti prese d’aria per il raffreddamento del motore. Spiccano ampie minigonne e parafanghi posteriori scolpiti con sfoghi integrati.

Il retrotreno presenta modifiche ancor più accentuate. Risalta l’enorme diffusore nella sezione inferiore, un’ala molto ampia e uno scarico a triplo terminale dal profilo scenografico. Una presa d’aria sul tetto offre la possibilità di far respirare un motore poderoso. Il cuore pulsante è un V12 aspirato da 6,5 litri, modificato per raggiungere una cavalleria record. La potenza del solo motore termico si attesta a 930 CV, con una coppia che raggiunge i 765 Nm. L’incremento è di 105 CV e 40 Nm. Il sistema ibrido plug-in offre una potenza complessiva di 1.120 CV, ben al di sopra la soglia dei 1.000 CV standard. La parte elettrica è rimasta invariata, con modifiche mirate solo al motore termico. La velocità massima è di 355 km/h, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h è coperto in 2,3 secondi. Sono rispettivamente 0,2 secondi e 5 km/h in più rispetto alla Revuelto di partenza. Il prezzo non è stato comunicato, tuttavia ci aspettiamo una valutazione nell’ordine delle sette cifre considerata l’unicità dell’esemplare.

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Nuovi progetti all’orizzonte

Mansory è pronta a produrre unità analoghe di questo modello per altri clienti su commissione. I collezionisti che hanno già un ampio parco auto sognano di guidare supercar potentissime. In questo caso oltre al design, è stato curato il comportamento dell’auto ad alte velocità. L’handling è stato perfezionato con soluzioni adatte alle gestione dei flussi dell’aria e l’aumento del carico sull’asse posteriore. La stabilità è frutto anche dei cerchi FV.10 in carbonio, con diametro di 21†all’anteriore e 22†al posteriore.

I più attenti avranno notato i dettagli in azzurro, sia presenti nell’abitacolo che all’esterno. Le pinze freno sono verniciate in turchese. L’abitacolo è caratterizzato da Alcantara scura con inserti a contrasto. I loghi Mansory hanno sostituito quelli del marchio del Toro e sono previsti elementi retroilluminati nelle portiere. Sono in tinta turchese anche le cinture di sicurezza.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 10:38:34 +0000
News n. 9
Hyundai, spazio alla nuova Kona nel 2027: la terza serie mette i muscoli

Il crossover di segmento B della Casa coreana si è ritagliato uno spazio importante nel mercato a zero emissioni. Inserita nel listino al di sotto del modello Tucson, la Kona è stata commercializzata in tutto il mondo nel 2017. Ci sono voluti anni di progettazioni per arrivare a performance di altissimo livello. A gennaio 2021 venne annunciata anche la versione sportiva Hyundai Kona N, equipaggiata con un motore 2.0 litri turbo, cambio automatico N DCT a doppia frizione a bagno d’olio a otto rapporti.

Il designer Chris Chapman dichiarò che l’ispirazione nelle proporzioni dell’auto proveniva direttamente dalle Gran Turismo italiane. La Kona vanta linee sinuose, esaltate dall’effetto bicolore della carrozzeria. Le prime due serie hanno enfatizzato il frontale con fari sdoppiati su due livelli con le luci diurne a LED in posizione rialzata e il secondo gruppo ottico incastonato nei fascioni paracolpi in plastica a contrasto. La terza generazione riprenderà un’impostazione simile, ma enfatizzando il DNA fuoristradistico.

Le caratteristiche della terza gen

Era previsto un restyling di metà carriera della crossover, ma Hyundai ha scelto di saltare questo passaggio e di proporre direttamente la terza serie del modello. Prenderà spunto dalle linee della concept Crater, come emerso nei test di sviluppo da Shorts Car. Sulla base dei quali NY Mammoth ha creato un render che ci consente di descrivervi realisticamente le principali novità estetiche previste. La vettura coreana avrà un frontale più scolpito, imponente e orizzontale, con una linea del cofano più piatta.

Spicca nell’avantreno una sottile striscia LED orizzontale per i gruppi ottici diurni, mentre quelle principali sono posti più in basso, ai lati del paraurti. Il crossover dovrebbe avere passaruota più bombati, naturalmente in versione meno estrema di quelli svelati sul concept Crater. Il montante posteriore inclinato dovrebbe essere molto robusto. Nella zona posteriore l’auto dovrebbe conservare sottili fanali a LED che si estendono su tutta la larghezza dell’auto come nel prototipo suddetto, associati a luci più tradizionali sui lati.

Patrimonio genetico intoccabile

La Kona è una delle auto moderne più riuscite al mondo. Il suo successo dipende da una forte identità visiva in un mercato dove i modelli si somigliano tutti. Hyundai ha scelto di non omologarsi e il risultato è stato stupefacente, anche sul piano dei numeri di vendita. La gamma sarà rinnovata con vetture in linea con l’attuale linguaggio stilistico, portandolo a un livello più avanzato. Il debutto della terza serie del crossover dovrebbe arrivare puntuale entro la fine del 2027. Non è ancora chiaro su quale piattaforma verrà elaborata la nuova Kona, tuttavia ci sarà una versione elettrica magari con maggiore autonomia, parallelamente all’offerta ibrida.

Nel listino attuale c’è ampia scelta di motorizzazioni, con benzina, mild hybrid, full hybrid ed elettrico, tutte a trazione anteriore. In versione termica è attualmente disponibile sia col 1.0 turbo da 100 CV manuale 6 marce che col 1.6 turbo da 138 CV e cambio automatico DCT a 7 rapporti. Come mild hybrid c’è la 1.0 T-GDI 48V da 100 CV con cambio manuale 6 marce e la full hybrid 1.6 GDI HEV DCT con 129 CV e cambio doppia frizione a 6 rapporti. La Hyundai Kona 100% elettrica è disponibile con due diversi tipi di batteria, da 48,6 kWh e 64,8 kWh, abbinate rispettivamente a un motore elettrico da 135 CV e 204 CV. La prima ha un’autonomia WLTP di 380 km, mentre la Kona da 64,8 kWh può raggiungere i 510 km (cerchi da 17″) o i 440 km (cerchi da 19″).

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 09:22:56 +0000
News n. 10
Scoppia la guerra dei prezzi: BYD ribassate fino al 41% tra incentivi e promozioni

La Cina è sempre più vicina, arriva con proposte su quattro ruote dall’indubbio appeal. Se sino a pochi anni fa in Europa regnava lo scetticismo nei confronti delle vetture prodotte nel Paese del Dragone Rosso, oggi nuovi colossi stanno monopolizzando il mercato. Il major BYD sta infiammando la sfida agli storici costruttori, con maxi sconti su auto elettriche e ibride plug-in. Il brand di Shenzen è tra i più in crescita al mondo con fatturati record registrati nel corso degli ultimi 2 anni.

Per ora in Germania BYD commercializza solo la Atto 2 Boost a 22.990 euro, invece di 38.990, con uno sconto totale di ben 16.000 euro: di questi, 11.500 euro rappresentano un taglio del 29% applicato dal produttore cinese rispetto al listino, più 4.500 euro di incentivi statali, per un ribasso complessivo del 41%. I modelli con gli occhi a mandorla provano a farsi preferire sulla base di un concreto risparmio rispetto alle EV o alle ibride di ultima generazione realizzate in Europa.

Gioco a ribasso

La guerra dei prezzi rappresenta un serio problema in Cina. Il Vice Presidente Esecutivo di BYD, Stella Lì, ha svelato che il futuro del settore automotive cinese è tutt’altro che promettente. Dopo un boom esponenziale negli ultimi anni, solo i marchi più forti saranno in grado di superare una guerra dei prezzi. Non tutti i costruttori asiatici potranno sostenere a lungo questa tattica. Il rischio è che rimarranno solo i colossi, anche perché la capacità produttiva dei marchi Made in China supera di gran lunga la domanda effettiva.

Major come Geely, SAIC, BYD non dovrebbero andare incontro a difficoltà in un panorama futuro che si preannuncia disastroso. Pechino sta cercando di contenere la guerra dei prezzi con una strategia precisa, tuttavia oltre 100 costruttori potrebbero essere costretti a uscire dal mercato secondo la numero 2 di BYD. L’obiettivo del colosso di Shenzen è ottenere quote di mercato a scapito dei margini di profitto immediati. Un piano di perdita nel presente, ma con un chiaro scopo che ha già dato i suoi frutti. Data la crescita del 1.000% su base annua registrata a gennaio 2026 in Germania, con una quota dell’1,4% e il sorpasso sulla connazionale SAIC Motor Corporation Limited, di cui fa parte MG, BYD sta continuando a scontare le sue proposte. In Germania sono state 23.304 le unità consegnate lo scorso anno, in crescita del 706% sul 2024. Nel Vecchio Continente si tocca quota 187.297 unità, in rialzo del 275%.

Effetto domino

Date le incredibili offerte di BYD tutti gli altri competitor cinesi in Germania non resteranno a guardare. Ci sarà una escalation di sconti in un Paese chiave, dove si sta spingendo al massimo per la transizione green. Il punto di forza della gamma BYD risiede nelle ibride plug-in, su cui grava il dazio UE standard del 10%. Le auto full electric sono penalizzate da tariffe extra imposte da Bruxelles sulle BEV. Per evitare i dazi BYD ha investito in factory in Ungheria per la produzione di vetture 100% elettriche, come la Dolphin Surf.

Build Your Dreams vanta in Germania una importante quota di auto-immatricolazioni e di vendite al settore del noleggio. Nel 2025 solo 2.887 immatricolazioni (il 12,4% del totale) sono state effettuate da privati. Si tratta di un altro metodo interessante per accrescere la visibilità del marchio cinese nel Vecchio Continente, sebbene molte concessionarie si ritrovano con veicoli invenduti a causa della politica aggressiva sui prezzi.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 08:03:29 +0000
News n. 11
Lancia Fulvia Coupé Monte-Carlo, la leggendaria notte al Col de Turini

Una vittoria che ha scritto la storia di un marchio e dato il via a un movimento tutto italiano fatto di passione per i motori e le corse. La Lancia Fulvia Coupé Monte-Carlo nasce così: come omaggio alla notte entrata nella leggenda, quella del Rally di MonteCarlo 1972, quando Sandro Munari e Mario Mannucci portarono una piccola coupé torinese sul gradino più alto del podio, contro avversarie più potenti e sulla carta ben più attrezzate.

Non era la più veloce. Non era la più rumorosa. Non era di certo la favorita. Ma era la più equilibrata, la più affidabile, la più intelligente. E in una notte gelida, sui tornanti ghiacciati del Col de Turini, fu proprio questa intelligenza meccanica a fare la differenza.

La versione celebrativa Monte-Carlo è la realizzazione immortale di quella impresa. Un’auto che porta addosso l’eco di fari nella neve, di motori al limitatore e di pubblico assiepato tra i muretti in pietra.

La Lancia Fulvia Coupé

Per capire la Monte-Carlo bisogna partire da lontano, dal 1965. È l’anno in cui Lancia decide di affiancare alla raffinata berlina Fulvia – in commercio dal 1963 – una versione più compatta e dinamica. L’incarico viene affidato a Piero Castagnero, che disegna una coupé elegante e slanciata, con proporzioni pulite e un’aria sofisticata. Lui stesso parlerà di una linea “ispirata ai motoscafi Rivaâ€, e in effetti quella coda leggermente inclinata e il frontale basso evocano un certo gusto nautico.

La base tecnica è quella della berlina, ma il telaio viene accorciato di 150 mm. Sotto il cofano trova posto il noto V4 stretto da 1.200 cc, capace di 80 CV. È un motore particolare, compatto, con angolo ridottissimo tra le bancate, che permette una disposizione longitudinale anteriore molto avanzata. La Fulvia Coupé nasce come una gran turismo compatta, raffinata, con interni curati e una guida precisa. Ma qualcuno in Lancia guarda oltre.

Cesare Fiorio, insieme all’ingegner Mina della Squadra Corse HF, intuisce subito il potenziale sportivo della vettura. Così prende forma la Fulvia Rallye 1.3 HF. La sigla “High Fidelity†non è casuale: indica un’auto fedele al pilota, solida, capace di portarlo al traguardo anche nelle condizioni più dure. Come simbolo viene scelto un elefante rosso, un animale apparentemente goffo ma in realtà inarrestabile.

La nascita della HF

Le prime vittorie non tardano ad arrivare. La Fulvia Coupé inizia a farsi notare nei rally europei, conquistando appassionati e piloti. Il pubblico si accorge che quella piccola Lancia è tremendamente efficace. Il successo sportivo alimenta quello commerciale. Ma c’è un limite evidente: la cilindrata del V4, ancora relativamente contenuta, non consente di competere stabilmente per la vittoria assoluta nel Campionato del Mondo Rally.

Nel 1969 la dirigenza, convinta dai possibili risvolti di immagine, concede a Fiorio carta bianca e budget per trasformare la Fulvia in un’arma definitiva. Il motore viene portato a 1.584 cc, la potenza sale a 120 CV, le sospensioni vengono riviste, il cambio diventa a cinque marce, lo sterzo più diretto. Per mantenere un’impronta su strada equilibrata, cerchi e pneumatici crescono di dimensione.

Ma soprattutto, l’auto viene alleggerita drasticamente, fino a scendere a circa 850 kg. Nasce così la Fulvia Coupé Rallye 1.6 HF, una vettura compatta ma finalmente in grado di giocarsela dare del filo da torcere alle concorrenti.

Fulvia Coupé Rallye 1.6 HF, la piccola che zittì i giganti
Ufficio Stampa Stellantis
La Fulvia Coupé Rallye 1.6 HF numero 14 di Munari e Mannucci

Il Col de Turini

Il 1972 è l’anno della consacrazione. La Fulvia HF numero 14, guidata da Munari e navigata da Mannucci, affronta il Rally di MonteCarlo senza i favori del pronostico. Porsche e Alpine Renault sono considerate più potenti e più moderne, con i francesi che giocano in casa da favoriti. Eppure la gara si rivela durissima. La Fulvia resta terza per buona parte del rally. Poi arriva la notte del Col de Turini.

Durante la notte del 28 Gennaio 1972 tra neve, ghiaccio e tornanti strettissimi, le Porsche pagano la grande potenza scaricata sulla trazione posteriore e una scelta di pneumatici non ottimale. Le Alpine, spinte al limite, iniziano a soffrire problemi meccanici, con le trasmissioni che si arrendono una dopo l’altra.

La Lancia, invece, resta lì. Leggera, bilanciata, affidabile. Certo non la più veloce in assoluto, ma inarrestabile. In quella notte, il potere della leggerezza e della robustezza prevale sulla cavalleria pura. Quando la neve si posa, la Fulvia è davanti a tutti. È una vittoria che ha il sapore dell’impresa. E a fine stagione Lancia si aggiudica il Campionato Costruttori. È proprio da quella notte sul Turini che inizia l’era del rally in Italia.

Omaggio alla vittoria

Per celebrare l’impresa, Lancia decide di realizzare una serie speciale: la Fulvia Coupé Monte-Carlo. La base scelta è quella della Fulvia Coupé 1.3 S seconda serie, già in produzione dal 1970. Le vincenti 1.6 HF sono ormai prodotte in numeri limitatissimi, quasi esclusivamente per la Squadra Corse, quindi la Monte-Carlo nasce come omaggio stilistico e tecnico più accessibile.

La scocca è interamente in acciaio, con parafanghi leggermente allargati. Dalla 1600 HF seconda serie eredita alcuni dettagli distintivi: le luci targa fissate al baule anziché al paraurti, i deflettori fissi, particolari specifici dell’abitacolo. All’interno spiccano i sedili sportivi avvolgenti in finta pelle nera con poggiatesta in gomma. Inedito il volante a tre razze rivestito in pelle, elemento che contribuisce a dare un tono più sportivo e ricercato.

Il motore è il 1.2 litri V4 stretto anteriore longitudinale da 90 CV che, su un peso di circa 970 kg, garantiscono prestazioni brillanti per l’epoca. Non è una replica corsaiola estrema, ma una gran turismo con un’anima sportiva ben marcata, capace di evocare le emozioni della notte monegasca.

Il successo commerciale e la seconda serie

La Monte-Carlo incontra subito il favore del pubblico. Il richiamo alla vittoria è forte, l’estetica accattivante, il nome evocativo. Per questo la serie speciale rimane a listino anche con l’ultimo restyling della coupé, la Fulvia 3. La meccanica resta quella della seconda serie, ma l’aggiornamento mantiene viva l’attenzione sul modello.

In totale vengono prodotti 4.440 esemplari della Fulvia Coupé Monte-Carlo seconda serie. Con l’arrivo della Fulvia 3, ne vengono assemblati ulteriori 2.529. Numeri importanti, che testimoniano il successo commerciale della versione celebrativa. La Monte-Carlo diventa così una delle Fulvia più riconoscibili e ricercate, capace di unire il fascino della competizione a una fruibilità quotidiana.

L’inizio del dominio Lancia

La Fulvia HF, e con lei la Monte-Carlo come sua erede celebrativa, segna l’inizio di un’epoca d’oro per Lancia nei rally. Dopo di lei arriverà la Stratos, radicale e costruita da zero per vincere. Ma senza la Fulvia, senza quella notte sul Turini, probabilmente la Stratos non sarebbe mai esistita.

La Fulvia ha dimostrato che si può vincere con intelligenza tecnica, con equilibrio, con visione. In lei ci sono le fondamenta del dominio Lancia negli anni Settanta.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti febbraio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di febbraio 2026 diversi scioperi interesseranno il settore dei trasporti in Italia, coinvolgendo numerose città e regioni, con impatti su trasporto pubblico locale, comparto ferroviario e settore aereo. In questo articolo forniamo il quadro aggiornato di tutte le mobilitazioni proclamate: per ciascun giorno sono indicati la città coinvolta, il tipo di servizio interessato, la categoria dei lavoratori che scioperano, gli orari di agitazione e le sigle sindacali promotrici. Si ricorda che il calendario è aggiornato solo agli scioperi effettivamente proclamati per febbraio 2026.

Sciopero 02 febbraio 2026

Nella provincia di Roma (regione Lazio) è in programma uno sciopero di 4 ore che coinvolge il settore degli appalti ferroviari. Sono interessati i lavoratori delle società Elior Divisione Itinere e Polaris, che sciopereranno per la categoria “personale appalti ferroviari”. I sindacati proclamanti sono OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI.

In Lombardia (tutte le province) è indetto uno sciopero regionale nel settore ferroviario: il personale della società TRENORD si astiene dal lavoro per 23 ore, dalle 03:00 del 2 febbraio alle 02:00 del 3 febbraio 2026, su proclamazione del sindacato OSR ORSA FERROVIE.

Sciopero 03 febbraio 2026

In Lombardia (tutte le province) prosegue lo sciopero regionale nel settore ferroviario iniziato il 2 febbraio e termina alle 02:00 del 3 febbraio 2026. È coinvolto il personale della società TRENORD per la categoria “personale soc. Trenord”. Sindacato: OSR ORSA FERROVIE.

Sciopero 06 febbraio 2026

In tutta Italia è previsto uno sciopero nazionale del settore marittimo per l’intera giornata. Coinvolge lavoratori portuali delle imprese ex art. 16, 17 e 18 L. 84/94, le Autorità di Sistema Portuale (ADSP) e società con CCNL Porti, indetto da USB LAVORO PRIVATO.

In Abruzzo (tutta la regione) è proclamato uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale per il personale della SOC. TUA REGIONE ABRUZZO (sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL).

Nella città di Chieti (Abruzzo) è previsto uno sciopero di 24 ore per il personale della SOC. TUA UNITA’ DI PRODUZIONE DI LANCIANO (CH), sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nella città di Teramo (Abruzzo) sciopero provinciale di 24 ore per il personale della SOC. TUA DI TERAMO, sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nella città di Bari (Puglia) sciopero di 4 ore, dalle 08.30 alle 12.30, interessando il personale SOC. AMTAB DI BARI. Sindacato: OSR UILT-UIL.

In Lombardia (tutte le province) sciopero territoriale di 8 ore per ciascun turno di lavoro per il personale SOC. AUTOSTRADE PER L’ITALIA DIREZIONE II° TRONCO MILANO, proclamato da OSR UILT-UIL.

Sciopero 12 febbraio 2026

Nella città di Catania (Sicilia) è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 14.00 alle 18.00, del trasporto pubblico locale con coinvolgimento del personale della AMTS di Catania. Proclamato dal sindacato OSP CUB TRASPORTI.

Sciopero 13 febbraio 2026

Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige) sciopero di 24 ore per il personale della compagnia SASA di Bolzano. Sindacati: OSR FILT-CGIL, UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.

Nella città di Termoli (provincia di Campobasso, Molise) sciopero di 24 ore per il personale della GTM di Termoli (OSR UILT-UIL).

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero di 9 ore, dalle 15.00 alle 24.00, per il personale della Arriva Udine (ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente).

Sciopero 16 febbraio 2026

Nella città di Genova (Liguria) sciopero di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30, nel trasporto pubblico locale. Interessato il personale AMT di Genova (OSR CUB TRASPORTI).

Nella città di Brescia (Lombardia) sciopero aereo di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) per il personale GDA Handling e MH24 all’Aeroporto di Brescia Montichiari (OSR USB LAVORO PRIVATO).

In Italia (tutte le province) settore aereo:

– Sciopero di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) nel comparto aereo, aeroportuale e indotto (CUB TRASPORTI).

– Sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

– Sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per personale navigante di Vueling Airlines e EasyJet (USB LAVORO PRIVATO).

– Sciopero nazionale di 24 ore del personale ITA Airways (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A./ANPAC/ANP).

– Sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per il personale di terra e di volo di ITA Airways (USB LAVORO PRIVATO).

Sciopero 18 febbraio 2026

Nella città di Verona (Veneto) è proclamato uno sciopero nel trasporto merci che coinvolge il personale mobile e di terra della società EVM Rail. Sciopero di 8 ore: dalle 09.01 alle 17.00, indetto da OSP FILT-CGIL.

Sciopero 25 febbraio 2026

Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige) è previsto uno sciopero provinciale del trasporto pubblico locale della durata di 24 ore, con coinvolgimento del personale della società SASA di Bolzano. Sindacati: OSR UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.

In Italia (tutte le province) settore aereo: sciopero nazionale di 24 ore per tutto il personale di volo del settore elicotteri della società Avincis Italia. Sindacati: FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Sciopero 26 febbraio 2026

In Italia (tutte le province) settore aereo sono previsti numerosi scioperi nazionali di 24 ore (o 4 ore sul personale navigante e di terra):

– Tutte le categorie dei lavoratori comparto aereo, aeroportuale e indotto (CUB TRASPORTI).

– Personale della compagnia ITA Airways (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A./ANPAC/ANP).

– Piloti e assistenti di volo della EasyJet Airlines Limited (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL-TA/ANPAC).

– Personale navigante EasyJet, personale di terra e di volo ITA Airways, personale navigante Vueling Airlines: sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) (USB LAVORO PRIVATO).

Sciopero 27 febbraio 2026

Nella città di Bari (Puglia) è proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 19.30 alle 23.30, rivolto agli operatori di esercizio della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici (sindacati: OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Nella città di Torino (Piemonte) sciopero di 4 ore, dalle 16.00 alle 20.00, interessante il personale della società Arriva Italia (torinese). Sindacati: OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

In Italia (tutte le province) comparto plurisettoriale: vari scioperi nazionali nel settore ferroviario, trasporto merci su rotaia per 24 ore dalle 21.00 del 27/2 alle 20.59 del 28 febbraio (CUB TRASPORTI/SGB; ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI). Inoltre scioperi del comparto ferroviario e TPL di 8 ore dalle 22.00 del 27/2 alle 05.59 del 28/2 (USB LAVORO PRIVATO).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 12 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 16 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 13
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Il prezzo dei carburanti lungo le autostrade oggi 19 febbraio 2026: benzina, diesel, gpl e metano

I prezzi dei carburanti in autostrada riflettono la combinazione tra costi industriali e componenti fiscali. Oggi 19 febbraio 2026, in base all’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile, i prezzi medi in autostrada sono: benzina self a 1.753 euro, gasolio self a 1.801 euro, gpl servito a 0.829 euro e metano servito a 1.471 euro. In questo articolo trovi la tabella con i valori medi aggiornati, insieme a una guida chiara su come si forma il prezzo alla pompa: dalla quota legata alla materia prima e al cambio euro/dollaro fino al peso delle imposte, tra accise e Iva.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 18-02-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.753 €
Gasolio SELF 1.801 €
GPL SERVITO 0.829 €
Metano SERVITO 1.471 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo è dominata dalla componente fiscale, pari al 58% del totale, nettamente superiore alla quota industriale che rappresenta il restante 42%. All’interno della parte industriale convivono due elementi chiave: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. La materia prima incide per circa il 30% del prezzo finale e risente direttamente delle quotazioni internazionali del greggio e dei prodotti raffinati, oltre che dell’andamento del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare l’effetto dei movimenti delle borse petrolifere. Il margine lordo, che vale il 12% del prezzo, copre le attività di raffinazione, logistica, stoccaggio e distribuzione e costituisce l’area sulla quale operatori e gestori possono intervenire con politiche commerciali e promozionali per modulare il prezzo alla pompa. La componente fiscale, invece, è formata da accise e Iva: si tratta di voci stabilite per legge che non dipendono dalle scelte dei singoli operatori e che, pertanto, tendono a rendere meno immediato il trasferimento al consumatore dei cali delle quotazioni, specie quando le imposte gravano in misura percentualmente elevata. In sintesi, il prezzo della benzina nasce dall’equilibrio tra dinamiche dei mercati internazionali, valore dell’euro contro il dollaro, costi operativi della filiera e un prelievo fiscale che, incidendo per oltre la metà del totale, determina gran parte del livello pagato dagli automobilisti.

Per il gasolio, l’equilibrio tra le componenti cambia: la quota fiscale pesa per il 45% del prezzo, mentre la componente industriale raggiunge il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo finale, riflettendo l’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi e l’effetto del cambio euro/dollaro, variabili che possono muovere sensibilmente i listini in tempi anche brevi. Il margine lordo incide per il 10% e copre il complesso delle attività di raffinazione, logistica e distribuzione: è il segmento sul quale gli operatori hanno maggiore possibilità di azione commerciale, tramite politiche di prezzo, promozioni o ottimizzazioni dei costi di rete. Il diverso bilanciamento tra parte fiscale e industriale, rispetto alla benzina, fa sì che il gasolio risulti più esposto alle oscillazioni dei mercati energetici e del cambio, mentre l’imposizione, pur rilevante, assorbe una quota inferiore del totale. Ne deriva che fasi di rialzo delle quotazioni possono riflettersi più rapidamente sui prezzi alla pompa, così come periodi di raffreddamento dei mercati tendono a trasmettersi con maggiore evidenza, pur rimanendo il peso delle imposte un fattore strutturale che limita l’ampiezza delle variazioni percepite dal consumatore.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.659 per la benzina, 1.708 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.434 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.700
Benzina SELF 1.648
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.410

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.721
Benzina SELF 1.690
GPL SERVITO 0.678
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.773
Benzina SELF 1.707
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.592

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.714
Benzina SELF 1.682
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.499

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.678
Benzina SELF 1.650
GPL SERVITO 0.640
Metano SERVITO 1.389

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.698
Benzina SELF 1.642
GPL SERVITO 0.662
Metano SERVITO 1.377

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.716
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.675
Metano SERVITO 1.386

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.687
Benzina SELF 1.634
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.474

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.725
Benzina SELF 1.668
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.434

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.701
Benzina SELF 1.645
GPL SERVITO 0.668
Metano SERVITO 1.391

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.682
Benzina SELF 1.633
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.316

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.708
Benzina SELF 1.670
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.698
Benzina SELF 1.639
GPL SERVITO 0.666
Metano SERVITO 1.425

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.691
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.654
Metano SERVITO 1.467

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.719
Benzina SELF 1.662
GPL SERVITO 0.796

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.697
Benzina SELF 1.672
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.697
Benzina SELF 1.642
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.455

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.739
Benzina SELF 1.682
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.363

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.699
Benzina SELF 1.645
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.328

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.752
Benzina SELF 1.689
GPL SERVITO 0.816

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 febbraio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.688
Benzina SELF 1.638
GPL SERVITO 0.675
Metano SERVITO 1.333

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 15
Opel Corsa, arriva la YES Special Edition: ecco i prezzi

La Opel Corsa continua a essere un punto di riferimento del mercato italiano ed europeo. La segmento B, mese dopo mese, conquista tanti automobilisti grazie alle sue dimensioni compatte, ideali per muoversi in città, e a uno stile unico ed elegante, che la rende immediatamente riconoscibile. Il modello di Opel si aggiorna con l’arrivo di una nuova edizione speciale pensata per il mercato italiano: la nuova Opel Corsa YES propone una colorazione esclusiva e una dotazione di serie completa. Ecco tutti i dettagli.

Una nuova edizione speciale

Il listino della Opel Corsa si arricchisce con la nuova edizione speciale Corsa YES, caratterizzata dalla particolare colorazione arancione Koral brillante e da interni aggiornati, con dettagli coordinati alla carrozzeria esterna. In alternativa, è possibile optare per la colorazione Eucalyptus Green, disponibile sempre con cuciture interne abbinate.

Tra le caratteristiche del modello troviamo il tetto nero a contrasto, cerchi in lega BiColour da 16 pollici, display digitali (infotainment multimediale con touchscreen da 10 pollici e display del quadro strumenti da 7 pollici) e volante in pelle vegana. Sul fronte motorizzazione, il modello è disponibile in due versioni. La prima ha il motore 1.2 benzina da 100 CV abbinato al cambio manuale. La seconda, invece, può contare sul motore Hybrid da 110 CV abbinato al cambio automatico. La versione elettrica della Corsa, per ora, resta fuori dal listino della serie speciale.

Da segnalare anche due pacchetti opzionali. Il Comfort Pack (250 euro) che aggiunge il freno di stazionamento elettrico, bracciolo centrale con vano portaoggetti e due chiavi con telecomando. Il Tech Pack, che integra la dotazione con il sistema Keyless Start, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, la telecamera posteriore a 130 gradi e gli specchietti esterni regolabili elettricamente (con un costo di 700 euro).

I clienti interessati all’acquisto della Corsa YES hanno la possibilità di scegliere tra il motore ibrido oppure quello a benzina, con prezzi che partono da 21.850 euro (prezzo chiavi in mano in Italia, IPT esclusa). Gli ordini sono già aperti. Il sito ufficiale di Opel conferma che le consegne sono previste per il mese di maggio 2026.

Ricordiamo che, nei giorni scorsi, Opel ha annunciato anche l’apertura degli ordini per la nuova Astra.

Il commento dell’azienda

Giorgio Vinciguerra, Managing Director di Opel Italia, ha usato queste parole per presentare la nuova edizione speciale alla clientela italiana:

“La nostra Opel Corsa è una delle preferite dei clienti. Essere in cima ai desideri dei clienti europei ed italiani parla da sé. Questo successo è dovuto non ultimo al fatto che rinnoviamo continuamente il fascino della Opel Corsa con nuove idee. Il miglior esempio è la nuova edizione speciale esclusiva YES con interessanti equipaggiamenti aggiuntivi e il colore accattivante Koral Orange con design esterno e interno abbinati. Con questo, i clienti di Opel Corsa possono distinguersi dalla massa”

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 06:30:43 +0000
News n. 16
Auto benzina, ecco le più vendute in Italia a gennaio 2026

Le auto benzina (senza sistemi di elettrificazione) rappresentano ancora una fetta importante del mercato auto italiano. La conferma arriva dai dati UNRAE sulle immatricolazioni di gennaio 2026 nel nostro Paese. Nonostante un calo di ben 8 punti, infatti, i modelli con motore benzina hanno un market share del 18,7%. Di conseguenza, quasi una vettura ogni cinque venduta in Italia presenta un motore benzina privo di elettrificazione. Complessivamente, le unità immatricolate sono state 26.805, con un calo del 25,4% su base annua. Andiamo a scoprire quali sono state le auto a benzina più vendute di gennaio 2026. 

La Top 10

Al decimo posto della classifica delle auto benzina più vendute in Italia troviamo la MG ZS, modello chiave per il successo del brand in Italia. La vettura ha registrato 908 unità immatricolate, con un calo del 42% rispetto all’anno precedente. La nona posizione, invece, è occupata dall’Audi A1, che si ferma a 919 esemplari venduti, registrando un calo su base annua del 4,8%. In ottava piazza c’è la Renault Clio, primo modello della classifica a superare il muro delle 1.000 unità immatricolate su base mensile. La city car della Casa francese ha raggiunto, infatti, 1.034 esemplari con un incremento del 36% rispetto ai dati registrati l’anno precedente. Il suo successo è strettamente legato alla nuova generazione, lanciata nei mesi scorsi.

Buoni numeri arrivano anche per la Ford Tourneo Courier, che tocca quota 1.076 unità vendute con un incremento del 30,9%. Sesta posizione, invece, per la Kia Picanto. La piccola della Casa coreana ha raggiunto 1.182 esemplari venduti, con un leggero incremento rispetto allo scorso anno (+2,6%). La classifica continua con due segmento B di Stellantis: in quinta posizione c’è la Peugeot 208 (con 1.234 esemplari venduti e un calo del 46%) mentre in quarta troviamo la Opel Corsa (con 1.362 unità e un calo del 38%).

Prima di analizzare le posizioni più alte della classifica, vi segnaliamo che potete dare un’occhiata anche alla classifica delle 10 auto più vendute in Italia e anche alla classifica delle auto elettriche più vendute.

Il podio

Terza posizione per la Volkswagen T-Cross, che ha raggiunto 1.616 unità vendute a gennaio con un calo del 28,7% rispetto a gennaio 2025. Secondo posto per la Citroën C3, ferma a 1.872 esemplari immatricolati con un vero e proprio crollo (-55%).

Al primo posto tra le auto benzina più vendute a gennaio troviamo la Jeep Avenger che, dopo aver conquistato il titolo di SUV più venduto, ottiene un altro primato. Il modello ha totalizzato 1.992 unità immatricolate, con un calo del 14,6% su base annua.

Per i dati di febbraio 2026 bisognerà attendere un paio di settimane: saranno pubblicati nei primi giorni di marzo.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 06:30:03 +0000
News n. 17
Inversione gomme auto, perché e come va fatta: a cosa fare attenzione

Per viaggiare con il massimo della sicurezza e del comfort, anche le ruote auto devono essere in perfette condizioni: l’operazione di inversione delle gomme è una delle buone pratiche da effettuare per poter garantire l’uniformità nell’usura degli pneumatici, prolungarne la vita e avere una migliore stabilità durante la guida. Proprio lo stile di guida, i chilometri che si percorrono, il tipo di strade e il carico della vettura possono influenzare le condizioni degli pneumatici, oltre alla normale usura, ed effettuare l’inversione con regolarità assicura alti standard di comfort e sicurezza.

Ma di cosa si tratta nel dettaglio? Perché è così importante effettuarla con regolarità? E come si esegue? In questo articolo troverai tutte le informazioni per avere un quadro approfondito sull’inversione delle gomme.

Di cosa si tratta

Per chi ancora non lo sa, purtroppo non tutti conoscono la pratica che invece è fondamentale, l’inversione gomme auto consiste nello scambio di posizione degli pneumatici. Si tratta nel dettaglio di una semplice operazione, che però assicura alle gomme un consumo bilanciato, specialmente considerando le possibili differenze di usura causate dalla trazione dell’auto, dal tipo di guida e dei carichi trasportati. Prima di procedere con l’inversione, è sempre meglio controllare visivamente le condizioni generali dello pneumatico: l’altezza del battistrada, la presenza di eventuali irregolarità e asimmetrie nell’usura che potrebbero rendere necessaria la sostituzione o la riparazione della gomma.

Perché è utile farla

Effettuare regolarmente l’inversione delle gomme comporta diversi vantaggi con un impatto positivo anche sul portafoglio.

Vediamoli nel dettaglio:

  • maggiore sicurezza, grazie alla migliore tenuta di strada, soprattutto sulle curve e in frenata;
  • maggiore durata delle gomme, grazie all’usura più regolare;
  • risparmio economico, riducendo la necessità di manutenzioni straordinarie, sostituzioni anticipate e limitando anche il consumo di carburante grazie al miglior rotolamento sulla strada;
  • miglior comfort di guida, evitando slittamenti a causa della scarsa aderenza, problemi di instabilità e allungamento dello spazio di frenata.

I vantaggi dell’inversione delle gomme sono quindi notevoli, ma esistono anche altri elementi da valutare che potrebbero rendere l’operazione necessaria più frequentemente per evitare situazioni di pericolo.

Quando fare l’inversione delle gomme con più frequenza

Sull’usura degli pneumatici incidono diversi fattori e alcuni di questi possono rendere necessaria un’attenzione maggiore e degli interventi più frequenti, per scongiurare possibili pericoli ed evitare situazioni spiacevoli, ricordando che le ruote sono il punto di contatto tra l’auto e la strada e devono essere sempre in perfette condizioni.

Occorre allora prestare particolare attenzione a questi elementi:

  • stile di guida, se si percorrono molti chilometri su strade sterrate e con carichi pesanti oppure si guida spesso a una velocità sostenuta, può esserci la necessità di effettuare l’inversione più spesso;
  • usura irregolare, può essere un segnale di qualche problema ed è bene intervenire prima possibile con l’inversione o con un altro tipo di manutenzione che valuta il gommista stesso;
  • rumorosità delle gomme, occorre anche qui un controllo approfondito per comprenderne le cause e intervenire;
  • distribuzione del peso in maniera non corretta all’interno della vettura, che può portare a un’usura irregolare degli pneumatici.

Cosa tenere in considerazione per un intervento corretto

Dopo aver determinato la necessità di effettuare un’inversione, quali sono gli aspetti da considerare per effettuare l’operazione in maniera corretta? Anche qui ci sono molti elementi da non trascurare per assicurarsi di aver fatto un buon lavoro: in primis, occorre seguire le indicazioni riportate sul libretto del costruttore, che indica le misure corrette degli pneumatici, da controllare leggendo le sigle presenti sul battistrada.

Poi vanno tenute in considerazione la tipologia di trazione della vettura (anteriore, posteriore o integrale), le condizioni generali dello pneumatico, la marca e il modello delle gomme (se tutte e quattro uguali o se diverse). In base a questi elementi, potrà cambiare anche il tipo di inversione che si andrà a fare, affinché l’operazione avvenga in maniera sicura e corretta.

Quando e come fare l’inversione delle gomme

L’inversione delle gomme è consigliabile ogni 10.000 – 15.000 km, o almeno una volta all’anno ma, come visto, può essere necessaria con maggiore frequenza in caso si percorrano molti chilometri su strade non asfaltate. L’operazione può essere effettuata durante il cambio delle gomme e, con l’occasione, è consigliabile fare anche un controllo delle condizioni delle pastiglie e dei dischi dei freni, per assicurarsi un servizio completo e una maggiore sicurezza dell’auto.

Come effettuare l’operazione

L’inversione delle gomme non si esegue allo stesso modo su tutti i veicoli: per alcuni lo scambio avviene tra i due assi (anteriore e posteriore), per altri sullo stesso asse (destra con sinistra e viceversa) e, per altri, ancora avviene con un doppio scambio tra assi e posizioni.

Vediamo le diverse modalità:

  • trazione anteriore, di solito le gomme anteriori si spostano sull’asse posteriore senza cambiare lato e quelle posteriori si spostano sull’asse anteriore cambiando lato;
  • trazione posteriore, le gomme posteriori vanno sull’asse anteriore senza cambiare lato e quelle anteriori vanno sull’asso posteriore incrociando la posizione;
  • trazione integrale, solitamente si esegue un’inversione incrociata cambiando sia l’asse che il lato (formando una X);
  • pneumatici direzionali, presentano una freccia sul fianco che indica la direzione o rotazione della gomma e possono essere spostati solo cambiando l’asse ma senza cambiare lato per non compromettere le prestazioni.

Si possono anche effettuare inversioni a due, su un solo asse, scambiando il lato della gomma, con la sinistra che passerà quindi a destra e viceversa.

A cosa fare attenzione

Innanzitutto, alle dimensioni degli pneumatici: l’inversione può essere effettuata solo con gomme delle stesse dimensioni; se sono diverse il cambio va effettuato solo sullo stesso asse. Poi occorre prestare attenzione alle marche e ai modelli: possono esserci delle differenze, anche minime, che possono modificare le caratteristiche della gomma. L’inversione, anche qui, deve avvenire allora solo sullo stesso asse, invertendo la gomma destra con la sinistra. Durante tutta l’operazione è necessario eseguire con cura tutte le fasi di smontaggio e montaggio degli pneumatici, facendo ben attenzione, come visto, alle diverse sigle, marche e modelli.

Cosa effettuare dopo l’inversione

Dopo aver completato l’operazione, non devono mancare i necessari controlli per assicurarsi che le condizioni degli pneumatici siano ottimali: il controllo della pressione delle gomme, le operazioni di equilibratura e di convergenza delle gomme per perfezionare così la manutenzione. Anche se sembrano simili e sono complementari, ricordiamo che l’equilibratura e la convergenza sono due operazioni distinte: con l’equilibratura si distribuisce correttamente il peso tra lo pneumatico e il cerchio per eliminare eventuali vibrazioni; con la convergenza, invece, si regolano gli angoli geometrici delle ruote rispetto all’asse del veicolo, assicurando così un allineamento ottimale.

Sono entrambe operazioni fondamentali che contribuiscono, insieme all’inversione, a ridurre l’usura irregolare degli pneumatici ed aiutano ad incrementare la sicurezza e la stabilità dell’auto durante la guida.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 05:00:14 +0000
News n. 18
Mercedes mette in pausa la guida autonoma, cosa sta succedendo

La notizia ha fatto rumore, perché non si tratta di un semplice aggiornamento software, ma di una pausa strategica su una delle tecnologie più discusse degli ultimi anni, cioè il Drive Pilot di Level 3 che permetteva la guida “eyes-off†in determinate condizioni. Una di quelle funzioni che, almeno sulla carta, sembravano spalancare la porta a un nuovo modo di vivere l’auto, e invece oggi si ritrovano in stand-by per una serie di motivi che, messi insieme, raccontano molto più di un ripensamento tecnico, visto che Mercedes ha deciso di sospendere temporaneamente la diffusione del sistema sulle nuove versioni di Mercedes Classe S.

L’introduzione del Drive Pilot

Quando il Drive Pilot è stato introdotto, prima su EQS e poi sulla berlina ammiraglia, ha rappresentato una sorta di traguardo tecnologico, perché consentiva, entro certi limiti molto precisi, di togliere le mani dal volante e persino di distogliere lo sguardo dalla strada, affidando al sistema la gestione del traffico in autostrada. Questo fino a velocità moderate, inizialmente intorno ai 60 km/h e poi salite fino a circa 95 km/h, ma sempre in situazioni di traffico intenso e su tratti specifici, una cornice operativa che già allora lasciava intuire come il cosiddetto ODD, cioè l’Operational Design Domain, sarebbe stato il vero spartiacque tra entusiasmo e utilizzo concreto.

In pratica l’ODD definisce quando e dove un sistema può funzionare, quali condizioni devono essere rispettate e quali scenari sono esclusi. Nel caso di Drive Pilot la lista era piuttosto dettagliata: autostrade mappate dalla Casa, segnaletica ben leggibile, presenza di un veicolo davanti, condizioni meteo favorevoli, niente pioggia intensa, niente notte, fari e tergicristalli in modalità automatica. Un insieme di requisiti che, se letti uno dietro l’altro, fanno capire come la finestra d’uso reale fosse molto più stretta rispetto all’idea generica di “auto che guida da solaâ€, ed è proprio qui che sta la differenza tra percezione e realtà.

ODD e campo di utilizzo: il vero limite

Il punto centrale, insomma, non è tanto la bontà tecnica del sistema quanto il suo campo di utilizzo, perché un Level 3 che funziona solo in Germania e in alcune autostrade di California e Nevada, tra l’altro in situazioni molto specifiche, finisce per essere una soluzione affascinante ma di nicchia. Quasi un laboratorio viaggiante più che una funzione quotidiana, e quando il pubblico si accorge che l’auto può guidare da sola solo in un tratto preciso, a una certa velocità e con il sole alto nel cielo, l’effetto wow tende a ridimensionarsi, lasciando spazio a una valutazione più pragmatica su costi e benefici.

Mercedes stessa ha ammesso che la domanda non è stata travolgente, parlando apertamente di un appeal limitato proprio a causa dell’ODD, sottolineando come non abbia senso offrire un sistema con pochi benefici percepiti mentre all’orizzonte si profila una soluzione più vantaggiosa entro pochi anni. Suona come una presa d’atto lucida, quasi un passo indietro necessario per riposizionarsi in un mercato dove la guida assistita deve essere prima di tutto utilizzabile spesso, non solo dimostrabile in conferenza stampa.

Tutti gli sforzi saranno concentrati su un Level 2 evoluto
Ufficio Stampa Mercedes
Drive Pilot si ferma: ODD limitato, costi alti e nuove strategie spingono Mercedes verso un Level 2 più versatile

A questo si aggiunge un aspetto regolatorio non secondario, perché il Level 3, a differenza del Level 2, comporta un trasferimento di responsabilità temporaneo dal conducente al costruttore. Questo significa normative complesse, autorizzazioni differenti Paese per Paese, assicurazioni, certificazioni, un percorso che non si risolve con un aggiornamento over-the-air ma richiede un lavoro legale e politico considerevole.

Costi, sensori e forniture sotto pressione

Poi c’è la questione dei costi, che raramente finisce in prima pagina ma che in realtà incide in modo decisivo sulle scelte industriali. Un sistema Level 3 come Drive Pilot non si basa solo su telecamere e radar, ma integra anche Lidar e mappe ad alta definizione, elementi che alzano l’asticella tecnologica ma anche quella economica. E quando i volumi restano contenuti, diventa complicato ammortizzare investimenti così importanti, soprattutto su modelli già posizionati in una fascia premium dove ogni optional ha un prezzo che deve essere giustificato con un valore percepito chiaro.

Il Lidar, in particolare, è stato uno dei pilastri della strategia tecnica, scelto per garantire ridondanza e compensare i limiti delle sole telecamere, come abbagliamenti solari o condizioni di scarsa luminosità. Anche qui però non sono mancati ostacoli legati ai fornitori, con accordi interrotti e partner in difficoltà finanziaria, elementi che rendono evidente quanto la catena di fornitura possa influenzare direttamente l’offerta di una tecnologia avanzata, perché senza componenti chiave certificati e disponibili su larga scala, anche il software più sofisticato resta sulla carta.

Le mappe ad altissima definizione rappresentano un altro tassello delicato, poiché per funzionare in modalità “eyes-off†il sistema deve conoscere con precisione chirurgica il tratto di strada, incluse corsie, curve, svincoli, e questo richiede aggiornamenti continui e un’infrastruttura digitale che non tutti i mercati sono pronti a sostenere. Rimangono dei limiti, anche se l’intelligenza artificiale promette in futuro di ridurre la dipendenza da mappe così dettagliate grazie a una maggiore capacità di interpretare l’ambiente in tempo reale, una prospettiva interessante ma ancora in evoluzione.

Level 2 evoluto contro Level 3: differenze concrete

Nel frattempo Mercedes ha scelto di puntare su un sistema di Level 2 avanzato, spesso definito 2++, che di fatto amplia le capacità di assistenza alla guida su un numero molto maggiore di scenari, comprese le strade urbane, pur mantenendo l’obbligo per chi è al volante di restare vigile e pronto a intervenire. Una soluzione che può sembrare meno rivoluzionaria ma che, nella pratica quotidiana, risulta più sfruttabile perché non è vincolata a un ODD così ristretto e non comporta lo stesso livello di responsabilità legale per il costruttore.

La differenza sostanziale tra Level 2 e Level 3 sta proprio nella gestione dell’attenzione e della responsabilità: nel Level 2 il conducente deve sempre supervisionare il sistema, anche quando le mani possono essere tolte dal volante per qualche secondo, mentre nel Level 3, entro i limiti previsti, è l’auto a farsi carico della guida e a richiamare l’attenzione solo quando serve riprendere il controllo. Un passaggio che sulla carta sembra minimo, ma che in realtà cambia completamente il quadro normativo e psicologico.

La sospensione del Drive Pilot sulla Mercedes Classe S, quindi, non va letta come un passo indietro definitivo rispetto alla guida automatizzata, ma come una pausa strategica in un percorso che si sta rivelando più tortuoso del previsto, dove entusiasmo tecnologico, vincoli normativi, costi industriali e aspettative del mercato devono trovare un equilibrio realistico. In questo senso la scelta di rafforzare un Level 2 più versatile può essere interpretata come una mossa pragmatica, quasi un consolidamento delle basi prima di tentare nuovamente il salto verso un’automazione più spinta.

Data articolo: Thu, 19 Feb 2026 04:55:49 +0000
News n. 19
Rafael Leao scatenato anche in auto, una supercar da fuoriclasse per la stella del Milan

Così come le sue folate sul rettangolo verde ammattiscono le difese rivali, così in auto Rafael Leao semina accelerazioni devastanti e cambi di direzione improvvisi. Il numero 10 del Milan sprigiona la fantasia al volante della Lamborghini Urus, portata nell’officina di Evosound di Valmadrera (in provincia di Lecco, nota per le sue opere straordinarie su supercar da sogno) per un’opera di custom che eleva il concetto di personalizzazione a manifesto del suo stile: audace, sfacciato e in costante evoluzione, proprio come le sue giocate in campo.

La Lamborghini Urus dell’attaccante del Milan

Agli ordini di mister Massimiliano Allegri l’attaccante portoghese si è scoperto bomber prolifico. Un attaccante di razza, che punta sull’esplosività e sulla tecnica per trascinare i compagni nella rincorsa all’Inter di Alessandro Bastoni e Lautaro Martinez in campionato. Leggerne in anticipo le intenzioni impone doti “telepatiche”, ed è un po’ lo stesso anche una volta messi gli scarpini in un angolo.

Rafael Leao porta lo stile in strada: Urus custom Evosound, contrasto nero-oro
Ufficio Stampa Evosound
La Lamborghini Urus di Rafael Leao sfoggia cerchi oro e anima da predatore

La tonalità nera della sua Lamborghini Urus su cui Evosound aveva già lavorato in passato (come spiega il titolare, Pasquale, nel video qui sotto) conferisce al SUV di Sant’Agata Bolognese l’aura di un predatore notturno, ma presto “l’abito” potrebbe cambiare. Nel post condiviso sulle piattaforme social Evosound anticipa che avverranno degli importanti sviluppi, i cui frutti li vediamo già ora, anche se solo in parte, nelle “calzature”. Qualunque sarà la prossima verniciatura scelta da uno dei maggiori talenti della Serie A, Leao voleva godersi la versione dark con un set di cerchi in lega cromati oro, belli da togliere il fiato.

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L’apnea forzata fin troppo familiare agli avversari: impegnati a colmare il divario nel tentativo disperato di restare in scia, si ritrovano puntualmente a corto d’ossigeno, spettatori passivi di un lampo dorato in fuga. La stella del Milan ha deciso di seminare il panico anche sull’asfalto, lasciando agli inseguitori solo il riverbero dei suoi cerchi e una nuvola di polvere.

Un pezzo unico firmato Evosound

L’opacità cupa del body trova il suo naturale contrappunto nei cerchi, autentici lampi di luce pronti a esplodere a rotazione costante, in puro stile Leao, un po’ sopra le righe forse, di certo molto lussuoso e eccentrico. Rifiniture nate per trasformare una “solita” Lambo in un esemplare unico firmato Evosound, che ci ha gentilmente inviato le immagini originali che vedete, magnete per le luci di San Siro persino a motore spento.

Rafael Leao e la sua Urus personalizzata: lusso aggressivo firmato Evosound
Ufficio Stampa Evosound
Look dark e dettagli estremi: la Urus di Rafael Leao cambia pelle

Il valore aggiunto dell’intervento di Evosound sulla macchina risiede nel carattere transitorio del progetto. Leao tratta la sua Urus come una tela dinamica, una supercar incline a mutare pelle. Mentre la Casa del Toro ha curato la base tecnica, l’attaccante si è affidato al talento e ai preziosi consigli dell’officina per differenziarsi, trattando il suo bolide nello stile di un accessorio glamour: oggi nero e oro, domani chissà. Per ora, il fuoriclasse portoghese si gode questo mostro da oltre 600 cavalli vestito da “cattivo”, consapevole che la personalizzazione automobilistica deve sorprendere e, attraverso il contrasto tra il matte totale e il flash dell’oro, la missione può dirsi compiuta. In attesa di scoprire le future magie di Rafa e del team di Evosound, possiamo già mettere la mano sul fuoco: la banalità non abita qui.

Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 19:00:03 +0000
News n. 20
Ferrari, nuovo diffusore: soluzione innovativa che garantisce più carico alla SF-26

Nel panorama della Formula 1 targata 2026, la scuderia di Maranello ha profuso sforzi considerevoli nel perfezionamento dell’estrattore sulla Ferrari SF-26. In un’epoca tecnica definita dalla micro-ottimizzazione, la consapevolezza di ogni componente diviene l’ago della bilancia prestazionale. Di conseguenza ad una configurazione del retrotreno già degna di nota, il Cavallino Rampante ha inteso affinare un’intuizione tecnica che la FIA ha decretato ineccepibile sotto il profilo regolamentare.

La SF-26 nel teatro del Bahrain: l’analisi

L’aggiornamento iniziale sul diffusore pare aver già restituito evidenze empiriche di estremo interesse. Nel solco tracciato tra le sessioni a porte chiuse e la seconda settimana di test, gli ingegneri in rosso si sono dedicati alla validazione del paradigma aerodinamico, una perfetta convergenza tra le simulazioni CFD, le risultanze della galleria del vento e il riscontro della pista. Un processo che si configura come un imperativo categorico.

Ci riferiamo alla semplice necessità di alimentare la curva di apprendimento con dati certi durante l’ultima settima di prove qui a Sakhir. Anche per questo, nella giornata odierna, abbiamo visto con insistenza tanta paraffina sulla vettura italiana. Uno strumento fondamentale per studiare le traiettorie della massa fluida che percorrono l’auto. Informazioni che saranno cruciali quando verranno incrociati i modelli computazionali preventivati.

La scuderia italiana, con estrema solerzia ha immortalato ogni passaggio della vettura per trasmettere istantaneamente i fotogrammi alla sede della Ferrari. Il protocollo d’indagine tramite flow-viz (la vernice fluo che viene stesa sulla vettura) è stato esperito con un rigore quasi accademico: abbiamo osservato le maestranze trattare con dedizione dapprima la sezione anteriore della monoposto, per poi traslare l’indagine verso le estremità terminali delle fiancate. Tutto secondo i programmi.

Nelle prime ore odierne, esaurito un breve collaudo sistemistico, la vernice tracciante è apparsa nella zona del diffusore. È affascinante scrutare come il fluido viscoso avvolga le pance, lambendo il celebre “mouse-hole”. Questo varco è deputato a convogliare un flusso d’aria incontaminato verso l’estrattore. Il suo scopo è piuttosto chiaro: ovviare alla naturale perdita di energia che il fluido subisce in quell’area critica per mantenere un buona corrente fluida.

Inoltre, la sezione sconta l’intrusione laterale di correnti a bassa velocità, poiché il fondo vettura non gode più del sigillo pneumatico del recente passato. Riuscire a energizzare la vena fluida significa, di riflesso, scongiurare il rischio di distacchi dello strato limite lungo la rampa del diffusore. L’analisi della pigmentazione rivela come la massa fluida venga solo parzialmente risucchiata verso il cuore della macro-componente.

Ferrari, nuovo diffusore: interpretazione del regolamento molto interessante

La Ferrari ha testato la prima evoluzione stagionale sfruttando un’interpretazione magistrale del codice tecnico. Le modifiche si focalizzano sull’estensione fisica dell’estrattore: il reparto corse ha capitalizzato i volumi regolamentari destinati ai piloni dell’ala posteriore e alla struttura d’impatto (impact attenuator). Lo ha fatto muovendo l’asse posteriore allungando il passo.

Trattasi di uno stratagemma d’alta scuola per ricavare spazio utile all’integrazione di appendici che fungano da prolungamento virtuale del diffusore, incrementando così la capacità estrattiva della massa fluida. Gli aerodinamici hanno fuso in un’unica superficie le appendici precedentemente scisse, ancorandole solidamente ai lati della struttura d’impatto.

È lecito ipotizzare che i gas di scarico, espulsi a velocità estremamente elevate (con un’energia cinetica molto alta e un flusso particolarmente intenso) colpiscano direttamente quella superficie, aumentando in modo significativo il carico aerodinamico. Questa soluzione architettonica della “Rossa” merita un’analisi minuziosa e, laddove confermata efficace, è destinata a elevare sensibilmente l’efficienza del retrotreno.

Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 17:53:15 +0000
News n. 21
Auto nuove, costi di riparazione alle stelle anche per danni lievi

Le auto di nuova generazione possono contare su sensori avanzati, telecamere e anche su sistemi di illuminazione moderni ed efficienti. Si tratta di elementi che offrono un sostanziale miglioramento rispetto alla componentistica presente sui veicoli di qualche anno fa. Questi vantaggi, però, sono accompagnati da un potenziale problema per gli automobilisti che non va sottovalutato e deve essere sempre considerato con molta attenzione, soprattutto al momento di effettuare l’acquisto.

Il costo di riparazione delle auto nuove è molto alto. Anche un piccolo danno registrato dalla carrozzeria, infatti, può tradursi in una spesa elevata per effettuare il necessario intervento di riparazione. La conferma arriva da una dettagliata indagine di ADAC, il club automobilistico tedesco, che ha realizzato una serie di simulazioni, calcolando preventivi per la riparazione di danni specifici presso officine autorizzate dai costruttori. Il risultato dell’analisi è chiaro: anche un danno di lieve entità può comportare costi per centinaia (o addirittura migliaia) di euro per essere messo a posto. Ecco i dettagli.

Le riparazioni costano caro

L’indagine di ADAC, che può essere consultata tramite il sito ufficiale adac.de, si basa su una serie di simulazioni e, in particolare, su tre scenari ben precisi:

  • sostituzione del parabrezza;
  • scontro nella parte anteriore sinistra;
  • scontro nella parte posteriore destra.

Per ogni scenario sono stati calcolati dei preventivi, tenendo conto dei prezzi praticati dalle officine autorizzate dai singoli costruttori. L’obiettivo dell’indagine è quello di evidenziare i costi che gli automobilisti devono sostenere per effettuare riparazioni, anche piccole, al proprio veicolo.

Bisogna sottolineare che un intervento apparentemente limitato può comportare, per le auto di nuova generazione, una serie di interventi aggiuntivi, come la necessità di ricalibrare i sensori, che, inevitabilmente, si traducono in spese extra. Le officine, al momento del calcolo del preventivo, devono tener conto di questi interventi per determinare il costo complessivo della riparazione.

Per avere un quadro chiaro sui costi, l’indagine ha preso in considerazione ben 20 modelli, appartenenti a segmenti di mercato e brand differenti. Le riparazioni sono solo uno dei rincari con cui gli automobilisti devono fare i conti.

Una spesa da non sottovalutare

Sostituire il parabrezza può costare caro. Con una Volkswagen Golf, ad esempio, si può arrivare a quasi 2.500 euro, con la sola ricalibrazione dei sensori, che segue l’intervento di sostituzione, che costa 800 euro. Sopra i 2.000 euro ci sono anche la Nissan Qashqai e la Ford Focus, modelli molto diffusi soprattutto tra le famiglie, oltre alla Tesla Model Y. Il modello più economico è la MG 4 che, tra quelli considerati dall’indagine, è l’unico che consente di effettuare una riparazione con una spesa inferiore ai 1.000 euro.

In caso di urto anteriore, invece, i costi sono ancora più elevati. Con una BMW 330e, ad esempio, si arriva a una cifra di ben 8.000 euro, a causa dei proiettori laser che hanno un costo di sostituzione di 3.300 euro, quasi il doppio di un faro LED. Per una Fiat 500, invece, servono poco più di 3.000 euro mentre la maggioranza dei veicoli richiede più di 4.000 euro. La riparazione a seguito di un impatto posteriore, invece, va da un minimo di 2.113 euro, per la Dacia Sandero, a un massimo di 5.149 euro per la Toyota Corolla.

Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 15:15:43 +0000
News n. 22
Nuova Volkswagen Golf elettrica, lo sviluppo continua ma il debutto è lontano

Tra le novità per il futuro del settore delle quattro ruote ci sarà spazio anche per la Nuova Volkswagen Golf elettrica, un modello destinato a ricoprire un ruolo chiave per il Gruppo tedesco, impegnato a sostenere un ambizioso programma di elettrificazione, soprattutto in Europa. Il progetto in questione era atteso sul mercato già per il 2026 – 2027 ma l’azienda potrebbe aver optato per un cambio in corso d’opera, posticipando il lancio con l’obiettivo di ottimizzare al massimo il comparto tecnico e lanciare un modello in grado di conquistare, da subito, il mercato. Andiamo a riepilogare tutte le informazioni disponibili in merito alla futura Golf elettrica di nuova generazione.

Un progetto tutto nuovo

La Nuova Volkswagen Golf elettrica, erede della segmento C che ha da poco compiuto 50 anni, sarà un progetto completamente nuovo, sviluppato nei minimi dettagli per garantire un sostanziale miglioramento rispetto al modello precedente. Alla base della futura hatchback elettrica ci sarà l’architettura SSP (Scalable Systems Platform) a 800 V. Lo sviluppo di quest’architettura ha registrato diverse problematiche che, probabilmente, sono state un fattore importante nella scelta di posticipare il lancio della nuova Golf a zero emissioni. Un altro elemento da considerare è la scelta di avviare un programma di ristrutturazione dell’impianto di Wolfsburg, con l’obiettivo di contenere i costi dell’attività produttiva.

Sfruttando la SSP, l’elettrica di nuova generazione potrà contare sulla possibilità di utilizzare la ricarica rapida (fino a 350/400 kW). La vettura potrà contare su un nuovo sistema operativo che avrà il compito di gestire tutte le funzioni di guida assistita e che potrà essere aggiornato over-the-air, con un miglioramento costante del software. Per quanto riguarda la batteria, tutti i modelli realizzati da Volkswagen con l’architettura SSP, compresa la Golf, potranno contare su batterie unificate con sistema cell-to-pack che dovrebbe garantire dimensioni più compatte, maggiore efficienza e anche costi più contenuti.

La hatchback elettrica dovrebbe seguire la nomenclatura della variante termica. Di conseguenza, è atteso l’arrivo di una versione ad alte prestazioni GTI. Successivamente, ci sarà anche una versione R, con sistema dual motor e trazione integrale. La gamma sarà composta da più varianti, differenziate per potenza del motore e per capacità della batteria, oltre che da vari allestimenti. In questo caso, però, ulteriori dettagli arriveranno soltanto nel corso delle prossime settimane.

L’attesa sarà lunga

Al momento, non ci sono conferme ufficiali in merito al lancio della nuova Volkswagen Golf elettrica. Probabilmente, infatti, il progetto si farà attendere. La segmento C a zero emissioni potrebbe arrivare soltanto sul finire del decennio in corso e, quindi, tra il 2028 e il 2029. Molto dipenderà dall’andamento dei lavori di sviluppo in questi mesi. La vettura andrà ad affiancare l’attuale Golf con motori termici che, secondo il CEO dell’azienda, Thomas Schafer, potrebbe restare sul mercato anche fino al 2035, considerando la qualità del progetto e l’elevata efficienza dei motori utilizzati che possono rispettare i vincoli normativi in Ue. Ulteriori dettagli arriveranno a breve.

Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 14:15:29 +0000
News n. 23
Finte società di noleggio, come difendersi dalle truffe

Il settore dell’autonoleggio cade nella rete delle truffe. Finti operatori vendono servizi inesistenti con l’unico scopo di incassare pagamenti e sparire senza lasciare traccia. Con una nota di servizio, Aniasa, l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, mette in guardia sui tentativi di frode, che iniziano online e finiscono con il conto corrente svuotato. Le articolate strategie della malavita hanno già creato diversi problemi, ma prestando attenzione a una serie di piccoli indizi è possibile porre un freno a un fenomeno crescente.

I criminali sono tutto fuorché degli sprovveduti sulle tecniche informatiche: creano annunci sponsorizzati su Google utilizzando parole chiave e loghi quasi identici ai marchi principali del settore, così da conquistare la fiducia dell’utente un po’ distratto. A quel punto, la conversazione passa presto su canali informali, dove il finto operatore cerca di blandire la vittima a pagare per un servizio in realtà mai erogato.

La trappola: dai motori di ricerca alla chat

Secondo quanto rilevato dall’Associazione, si sta registrando un aumento delle frodi messe in atto da organizzazioni criminali che si spacciano per società di noleggio auto o per agenzie intermediarie. Dopo il primo contatto telefonico, il raggiratore chiede di proseguire su WhatsApp ed è qui che viene inviato un preventivo falso e richiesto il saldo anticipato, spesso con l’aggiunta di una cauzione.

Aniasa spiega nel dettaglio la modalità di pagamento sospetta: i versamenti vengono richiesti tramite bonifico bancario – il più delle volte istantaneo – in massima parte a favore di persone fisiche o presso punti “Tabacchi”, attraverso l’invio di “Codici QR”.

Come smascherare il finto operatore

La truffa emerge nel momento in cui il cliente si reca fisicamente al desk della società di noleggio, scoprendo di non avere alcuna prenotazione. Per evitare questo scenario, Aniasa ricorda che le comunicazioni ufficiali seguono regole rigide:

  • e-mail: provengono solo da domini aziendali ufficiali (es. @nomeazienda.it) e mai da indirizzi privati;
  • telefono: i veri operatori usano esclusivamente i numeri pubblicati sui portali istituzionali;
  • canali: le prenotazioni non vengono mai formalizzate tramite WhatsApp o social network.

Le società di autonoleggio utilizzano esclusivamente carte di credito o di debito indicate nei rispettivi siti ufficiali. Non ricorrono a social network o piattaforme di messaggistica per gestire prenotazioni o pagamenti e se chiedono di corrispondere anticipi su carte prepagate o conti intestati a privati è meglio stare alla larga: con ogni probabilità, il presunto operatore nasconde un secondo fine.

In caso di dubbi, Aniasa invita ad aprire il sito ufficiale della compagnia e a cercare i riferimenti nella pagina dei contatti, dopotutto, è sempre meglio dedicare due minuti a una telefonata di controllo che perdere centinaia di euro in un bonifico istantaneo. Nessuno chiederà mai via telefono o mail codici riservati come Pin, password usa e getta (Otp) o il Cvv della carta: se lo fanno, sono truffatori.

Davanti a un tentativo di raggiro, la mossa corretta è avvisare immediatamente il servizio clienti della società di noleggio ufficiale. Bisogna bruciare sul tempo i contatti dei pirati informatici: segnalare è l’unico strumento reale che abbiamo per oscurare i loro canali e impedire ad altri automobilisti di incorrere nella stessa beffa.

Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 11:27:35 +0000
News n. 24
Milano, slitta lo stop per le moto vecchie in Area B e C: la decisione

Retromarcia no, “realismo metropolitano” sì. Almeno per un altro anno, il Comune di Milano ha deciso di riporre nel cassetto la scure che pendeva sulle teste di migliaia di centauri. Si pensava di mettere al bando le vecchie moto già dal prossimo autunno, ma a Palazzo Marino correggono ora il tiro: il divieto di accesso in Area B e C per i mezzi su due ruote più datati slitta a ottobre 2027. Che si potesse andare in questa direzione lo avevano fatto pensare le parole, quasi profetiche, pronunciate dal sindaco Beppe Sala all’alba del 2026:

“Non escludo per niente che verrà prolungata l’attuale regolamentazione”

Detto, fatto. La tregua è servita.

I numeri che frenano il divieto

Sul ripensamento hanno avuto un ruolo determinante i dati dell’ultimo censimento relativi al traffico. Ebbene, a Milano le moto rappresentano oltre il 20% del parco circolante, ma sono perlopiù di recente produzione e in buona parte elettriche. In buona sostanza, i vecchi esemplari incidono appena per l’1-2% sulle emissioni totali di polveri sottili e ossidi di azoto, un peso piuma che ha convinto la giunta a concedere altri dodici mesi di tempo.

Chi può continuare a circolare

Lo stop rimandato riguarda una platea che, secondo le opposizioni, sfiora i 90.000 veicoli. Se possedete uno di questi mezzi, potete stare tranquilli fino al 2027:

  • motori 2 tempi: Euro 2 e 3;
  • motori 4 tempi (benzina): Euro 0, 1 e 2;
  • diesel: Euro 2 e 3.

Ottime notizie anche sul fronte della ZTL Isola: motoveicoli e ciclomotori hanno ottenuto il via libera per l’accesso, il transito e la sosta anche durante il varco notturno. Una mossa pensata per allentare la pressione sulle strade limitrofe, evitando di intasare i parcheggi e congestionare i quartieri appena fuori dai confini della Zona a traffico limitato.

Il rinvio divide politica ed ecologisti

Come ogni mossa che tocca la mobilità meneghina, il rinvio ha acceso la miccia del dibattito politico. Da un lato gli ecologisti, come Federico Del Prete di Legambiente Lombardia, masticano amaro vedendo nell’atto una rinuncia al progresso:

“Non vediamo le opportunità di una seconda, ulteriore deroga alle limitazioni… si continua a incoraggiare l’uso dei ciclomotori e dei motoveicoli alimentati a combustibili fossili”

Dall’altro lato, le opposizioni (Lega e Fratelli d’Italia in testa) cantano vittoria, parlando di un traguardo raggiunto grazie alle battaglie nelle piazze e alla raccolta firme per il referendum del gruppo “Divieto”. Per Samuele Piscina e Silvia Sardone della Lega, si tratta del fallimento di una linea politica specifica:

“Per mesi abbiamo contrastato un provvedimento ideologico, scollegato dalla realtà e inefficace dal punto di vista ambientale”

Attenzione, però: la tregua non è una pace definitiva. Se le moto Euro 2 e 3 hanno guadagnato tempo, la marcia di Area B per le auto procede spedita. Le restrizioni inerenti alle benzina Euro 3 sono già realtà, e il calendario per il 2028 e il 2030 resta confermato, con il progressivo addio ai diesel Euro 6 e ai benzina Euro 4.

Mantenere in garage il vecchio modello senza sostituirlo resta possibile solo grazie al MoVe-In: la scatola nera che “baratta” la libera circolazione con un pacchetto di chilometri contati. Per adesso, però, sotto la Madonnina le vecchie care marmitte hanno ancora il permesso di farsi sentire.

Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 10:31:36 +0000
News n. 25
Mirafiori riparte, assunti i primi 80 giovani per la nuova Fiat 500 ibrida

Soffia aria di rinnovamento tra i cancelli di Mirafiori. Oltre alla rimessa in piena funzione dei macchinari, l’impianto Stellantis può ora contare su nuove risorse umane, 80 giovani che a partire da lunedì 17 febbraio presteranno servizio nel centro. La rinascita di uno dei poli produttivi più iconici d’Italia passa, insomma, attraverso forze fresche. Il primo tassello di un piano più ampio di risalita annunciato dal gruppo, legato all’avvio produttivo della nuova Fiat 500 Hybrid, il modello potenzialmente in grado di riportare i volumi di vendita necessari a ridare ossigeno allo stabilimento.

Il piano assunzioni

Il processo di rafforzamento verrà scandito da una serie di tappe. Entro la fine di febbraio sono attesi altri 160 nuovi addetti, seguiti da ulteriori inserimenti a marzo, per un totale di 430 ingressi, tra il polo torinese e le altre realtà piemontesi del gruppo. La campagna di rafforzamento fa pensare positivo, anche perché si tratta di ragazzi giovanissimi (l’età media è di 24 anni), diplomati, che in modo intraprendente appaiono pronti a scommettere sul futuro delle quattro ruote in Italia. Seppur inizialmente a termine con durata minima di un anno, i contratti costituiscono la fase numero uno di un ricambio generazionale, così commentato da Giuseppe Manca, responsabile delle Risorse Umane di Stellantis in Italia:

“Questi giovani rientrano in un’importante iniziativa di ricambio generazionale che stiamo portando avanti dallo scorso anno in Italia quando abbiamo inserito quasi 500 persone, di cui 120 ingegneri sempre a Torino. Anche nel 2026 prevediamo di inserire in azienda nuovi colleghi, tra cui appunto gli oltre 400 del complesso di Mirafiori di cui oggi abbiamo avuto un primo inserimento. Quanto successo oggi è un ulteriore esempio tangibile dell’impegno di Stellantis in Italia”

500 Hybrid: la “mossa” per il mercato italiano

Dietro il profondo movimento batte il cuore ibrido della Fiat 500, la vettura della riscossa, chiamata a colmare il vuoto lasciato da una transizione elettrica che, in Italia, procede più lentamente del previsto. La 500e piace molto all’estero, occupando le prime posizioni delle classifiche commerciali tra le piccole a zero emissioni in mercati maturi come la Germania. Lungo la nostra penisola, però, il discorso cambia: per quanto il design della Cinquina resti un’icona, l’automobilista italiano medio cerca ancora sostanza e prezzi accessibili. Trasferire il look moderno della versione a zero emissioni su un cuore ibrido potrebbe ridare slancio al mercato nazionale, e l’aumento degli occupati induce già all’ottimismo.

Verso il secondo turno: Mirafiori scalda i motori

L’arrivo dei nuovi assunti è legato a doppio filo all’introduzione del secondo turno sulla linea di produzione, in programma per metà marzo. I neoassunti hanno iniziato un percorso di formazione interna intensiva: divisi in classi, impareranno i segreti della linea prima di entrare operativamente in reparto. L’ingresso di ventenni nella catena produttiva, alle prese con quella che è, senza esagerazioni, la vettura simbolo del Paese, restituisce dignità a un intero territorio. Stellantis punta sull’ibrido per garantire stabilità oggi, mentre prepara il sentiero green di domani: se la 500 Hybrid sarà il successo che tutti si aspettano, queste assunzioni potrebbero essere appena l’inizio di una nuova era per l’auto “Made in Torino”.

Data articolo: Wed, 18 Feb 2026 09:35:57 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

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