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News n. 1
F1, caos ADUO: la FIA deve dribblare i buchi regolamentari

Dal 4 maggio (post GP Miami), la FIA si troverà in pianta stabile a studiare il sistema ADUO per la F1 2026: serve blindare il regolamento che aiuta i motoristi in crisi. Nel farlo, l’organo legislativo deve mostrare grande attenzione, in quanto pare che alcuni team stiano cercando di camuffare il rendimento per accedere alla deroga e mettere le mani sul propulsore.

F1 2026: L’enigma ADUO e il banco di prova della FIA

Passata l’adrenalina della tappa americana di Miami (weekend 1-2-3 maggio), i vertici della Federazione Internazionale si troveranno a dover disinnescare una delle mine più pericolose di questa rivoluzione tecnica: il caso ADUO. L’obiettivo imminente è decretare in maniera ufficiale quali motoristi abbiano le carte in regola per sbloccare i privilegi di questo meccanismo.

Nato agli albori dell’annata agonistica con intenti nobili, l’ADUO funge da paracadute normativo: mossa studiata per evitare che i costruttori attardati colino a picco in modo irreversibile. Attualmente, le chiacchiere nel paddock sono quasi interamente fagocitate da un’emergenza ben più visibile: il “super clipping“: quel terrificante e improvviso calo di spinta che genera differenziali di velocità mostruosi tra le monoposto.

Quando una vettura si ritrova a incassare 50 km/h di svantaggio rispetto a chi la segue, la questione sicurezza diventa prioritaria. Questa chiara urgenza ha inevitabilmente messo in ombra il dossier ADUO nell’agenda politica della F1 2026. Eppure il tema è tutt’altro che chiuso. È semplicemente silente, pronto a deflagrare come un ordigno a orologeria.

Il tesoro dell’ADUO e l’ambiguità ibrida

Non appena l’allarme sui delta velocistici e sulle mappature rientrerà (oggi riunione importante), l’impianto di aiuti allo sviluppo tornerà a dominare le prime pagine. Lo farà scatenando inevitabili polemiche tra le parti. Il vero cortocircuito di questa regola sta nel suo perimetro d’azione: l’ADUO giudica gli aiuti basandosi esclusivamente sull’efficienza del motore a combustione interna (endotermico), snobbando del tutto l’impatto del comparto ibrido.

Visto che il rendimento di una F1 2026 deriva da una sinfonia tra combustione e gestione elettrica, isolare l’esatta matrice di un deficit sui cavalli è un’impresa titanica. Stabilire con certezza empirica se un’auto sia lenta per colpa di un “V6 asmatico” o per un modulo elettrico incapace di immagazzinare e scaricare energia con efficacia, è un esercizio di rara complessità.

Le regole d’ingaggio, però, sono ghiottissime. Se un’unità termica accusa un ritardo prestazionale del 2% rispetto al propulsore di riferimento, scatta il bonus: un corposo assegno extra per le spese, ore aggiuntive da spendere sui rulli dei banchi prova, un jolly per aggiornare l’omologazione a stagione in corso e un ulteriore credito per la campagna seguente.

Se il deficit sfora addirittura il muro del 4%, i benefici raddoppiano (il caso di Aston Martin con la Honda, dove il ritardo su Mercedes è davvero grande): da qui arrivano fondi e sessioni di collaudo ancor più generosi, affiancati da ben due gettoni di sviluppo immediati e altrettanti per l’anno venturo. Un bottino colossale, capace di stravolgere interamente un progetto.

La guerra fredda tra Maranello e Brackley

Durante i test invernali Mercedes girava con mappature conservative per non far scattare il paracadute FIA a vantaggio dei rivali. Questo era il pensiero. Oggi il sospetto è diametralmente opposto: si pensa siano stati gli sfidanti a mascherare deliberatamente il proprio vigore meccanico, fingendo una crisi per poter mungere il sistema di aiuti e deliberare pacchetti massicci.

Togliendo dall’equazione la Honda e Audi, l’intessere si sposta sul Cavallino Rampante. Le scelte progettuali degli ingegneri italiani sono sotto la lente d’ingrandimento. Visto che la F1 ha bandito l’MGU-H, la Rossa ha scommesso su un gruppo turbocompressore di dimensioni ridotte per limitare il “turbo lag”: moto generatore che appunto tappava le falle prestazionali ai bassi regimi.

Si pensa che tale impostazione generi a un calo di potenza ai massimi regimi, sebbene il vero cruccio del motore Ferrari non sia questo. A fare la differenza maggiore è senza dubbio il rapporto di compressione Mercedes. Anche per questo, ad eccezione dei team spinti dai propulsori tedeschi, il resto del paddock ha scatenato una guerra per bandire questo espediente.

La FIA ha risposto la misurazione di questo parametro che andrà effettuata “a caldo” dal prossimo giugno, innalzando il limite tollerato dal nativo 16:1 a un ben più permissivo 16,7:1. Questa precisa interpretazione del corpo normativo sta costringendo i meccanici a massacranti turni straordinari in fabbrica, con il chiaro obiettivo di realizzare un passo in avanti con la monoposto.

Ciononostante, tra i corridoi del reparto corse italiano si respira un certo pragmatismo: ormai è noto che Ferrari potrà accedere all’ADUO. Le conferme, pur indirette, arrivano sia dalla sponda Mercedes con Antonelli, sia dalle parole degli stessi protagonisti Ferrari. Un passaggio cruciale per deliberare i cambi salvifici al propulsore italiano.

ADUO: Il labirinto dei dati dove l’inganno è dietro l’angolo

Districarsi in questo groviglio analitico è un vero incubo per i commissari delegati. Decifrare i motivi di una top speed deludente significa affrontare una matrice a incognite multiple. Il valore registrato alla fine di una retta non è la semplice fotografia dell’endotermico, ma il risultato di una complessa interazione che coinvolge la resistenza all’avanzamento, le scelte sulla deportanza e l’efficienza ibrida.

Le declinazioni tattiche sono molteplici: un pilota può scegliere di conservare gran parte dell’energia per poi sprigionarla brutalmente sul dritto, oppure può sfruttarla nei settori misti e guidati, rassegnandosi a pagare dazio nei tratti ad alta velocità. Tutto dipende dalle necessità e dalle caratteristiche della vettura e dalla mera conformazione della pista.

Una vera e propria bolla ingegneristica nella quale la Federazione rischia di impantanarsi. L’unica via d’uscita concreta per sbrogliare le controversie e smascherare i trucchi consisterebbe nel testare fisicamente i propulsori a banco. Eppure, persino questa misura estrema potrebbe rivelarsi insufficiente. Insomma: la FIA si trova davanti a un compito titanico sul quale non sono ammessi errori.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 11:24:46 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 20 aprile 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diverse criticità importanti, tra cui una lunga coda di 8 km sulla A14 Bologna-Taranto per un incidente tra Castel San Pietro e Bologna Fiera e un tratto chiuso di oltre 30 km sulla A1 Milano-Napoli per lavori tra Rioveggio e Aglio. Oltre a questi, rilevanti rallentamenti sono segnalati anche per veicoli in avaria e lavori in corso in altre tratte.

A1 MILANO-NAPOLI



11:27 – Tra Rioveggio e Aglio
Tratto Chiuso per lavori fino alle 17:00 del 20/04/2026
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Firenze: Badia su Variante di valico.

A8 MILANO-VARESE



12:53 – Tra Busto Arsizio e Legnano
Coda per veicolo in avaria
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 17.0 al chilometro 19.0 per una lunghezza di 2.0 km.

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



11:32 – Bivio A10/A7 Milano-Genova e Arenzano
Pioggia intensa in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata si estende per circa 20.2 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



12:55 – Tra Grottammare e Pedaso
Coda di 2 km per lavori
Direzione Ancona
La tratta interessata va dal chilometro 294.4 al chilometro 298.0 per una lunghezza di 3.6 km.



12:26 – Tra Castel San Pietro e Bologna Fiera
Coda di 8 km per incidente
Direzione autostrada Milano-Napoli
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Bologna Arcoveggio su A13 Bologna-Padova.
Uscita consigliata provenendo da Ancona: Bologna San Lazzaro.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 11:08:00 +0000
News n. 3
Auto elettriche usate sotto i 20.000 euro, le migliori offerte del 2026

L’elettrico rappresenta oggi una delle occasioni più interessanti del mercato dell’usato. Se fino a pochi anni fa il prezzo d’ingresso era una barriera difficile da superare, oggi la situazione è cambiata. La forte svalutazione che colpisce molte auto elettriche nei primi anni di vita ha aperto scenari nuovi, rendendo accessibili modelli che da nuovi costavano anche il doppio. 

Per questo abbiamo selezionato sei tra le migliori proposte usate del 2026, tenendo conto di prezzo, affidabilità, autonomia e facilità d’uso. Sei auto diverse tra loro, ma tutte accomunate da un aspetto: rappresentano un modo intelligente per entrare nel mondo dell’elettrico senza spendere una fortuna.

Un’opportunità da valutare

È un’opportunità concreta, ma non per tutti. L’elettrico dà il meglio di sé quando viene utilizzato nel contesto giusto: città, tragitti quotidiani contenuti e soprattutto la possibilità di ricaricare a casa ogni sera. In queste condizioni i vantaggi economici diventano evidenti, con costi di gestione molto più bassi rispetto a un’auto termica e una semplicità meccanica che riduce al minimo le sorprese, fattore particolarmente importante quando si sceglie un’usato.

Chi compra un’elettrica usata oggi deve però fare una valutazione attenta, soprattutto sullo stato della carica e sull’autonomia residua, è infatti sempre consigliato un’analisi dello stato di salute della batteria. Detto questo, il mercato offre diverse opportunità interessanti sotto i 20.000 euro, con modelli moderni, ben equipaggiati e ancora perfettamente utilizzabili nella vita di tutti i giorni.

Tesla Model 3

Tra le elettriche più desiderate degli ultimi anni, la Tesla Model 3 è oggi una delle occasioni più interessanti nel mercato dell’usato. Con un budget vicino ai 20.000 euro si trovano diversi esemplari – anche se con chilometraggi importanti, intorno ai 120-150 mila km – ma ancora perfettamente sfruttabili.

Parliamo di modelli prodotti tra il 2020 e il 2021, disponibili sia in versione a trazione posteriore sia Dual Motor a trazione integrale. Il consiglio, quando possibile, è di orientarsi sulle varianti Long Range o Performance, che garantivano oltre 500 km di autonomia da nuove e mantengono ancora oggi percorrenze più che valide.

Il punto di forza resta l’esperienza d’uso: software sempre aggiornato, rete di ricarica efficiente e una guida che ancora oggi fa scuola. Gli interni minimalisti possono dividere, ma la qualità complessiva del progetto resta elevata. Attenzione solo allo stato della batteria e alla storia manutentiva, due aspetti fondamentali per un acquisto consapevole.

Renault Zoe

La Renault Zoe è stata una delle prime elettriche a diffondersi realmente sulle strade europee, e ancora oggi rappresenta una delle scelte più intelligenti per chi cerca una citycar a zero emissioni. Con circa 10.000 euro si portano a casa esemplari del 2020 o 2021 con meno di 50.000 km, un dato che la rende particolarmente interessante. L’autonomia dichiarata da nuova si aggira intorno ai 350 km nel ciclo WLTP, valore che nella pratica resta più che sufficiente per un utilizzo urbano e periurbano.

Uno degli aspetti più particolari riguarda la batteria: fino al 2021 era possibile acquistarla separatamente o noleggiarla. Questo significa che sul mercato si trovano ancora versioni con canone mensile. Il consiglio è di puntare su esemplari con batteria di proprietà, evitando costi aggiuntivi nel tempo. Facile da guidare, compatta e con costi di gestione ridotti al minimo, la Zoe resta una delle porte d’ingresso più convincenti al mondo elettrico.

Fiat 500 elettrica

Icona italiana reinterpretata in chiave moderna, la Fiat 500e è probabilmente la scelta più chic tra le elettriche ben sotto i 20.000 euro. Nel mercato dell’usato si trovano esemplari del 2021 con meno di 50.000 km a circa 10-12 mila euro. La versione più interessante è quella con batteria più capiente da 42 kWh, capace di offrire oltre 300 km di autonomia dichiarata, rendendola adatta non solo alla città ma anche a qualche spostamento extraurbano.

La 500 elettrica punta molto sull’esperienza: interni curati, tecnologia moderna e un design che continua a fare tendenza, ora ripreso anche dalla versione ibrida. Non è l’auto più spaziosa della categoria, ma compensa con un carattere unico e una guida piacevole, perfetta per il traffico urbano.

Le migliori elettriche usate sotto i 20.000 euro
Ufficio Stampa Stellantis
Elettriche usate sotto 20.000 euro: Fiat 500e tra le migliori del 2026

Hyundai Kona Electric

Chi cerca più autonomia e versatilità può puntare sulla Hyundai Kona Electric, una delle elettriche più complete disponibili sul mercato dell’usato. Con circa 15.000 euro si trovano esemplari del 2021-2022 con meno di 100.000 km, equipaggiati con la batteria da 64 kWh. Una versione particolarmente interessante, perché da nuova superava i 450 km di autonomia, un valore che ancora oggi la rende competitiva. Esiste anche una variante con batteria da 39 kWh, più economica ma meno adatta a chi percorre distanze più lunghe.

La Kona si distingue per la sua praticità: posizione di guida rialzata, buona abitabilità e una gestione energetica efficiente. È una delle poche elettriche sotto i 20.000 euro che può essere utilizzata come unica auto di famiglia senza particolari compromessi.

Volkswagen ID.4

A proposito di auto di famiglia spaziose troviamo la Volkswagen ID.4, un SUV elettrico che nel mercato del nuovo supera abbondantemente i 40.000 euro, ma che oggi si può trovare usato a cifre decisamente più accessibili. Con un budget appena inferiore ai 20.000 euro si trovano modelli del 2021 con circa 50.000 km. La versione con batteria da 52 kWh offre un’autonomia intorno ai 350 km, ma salendo oltre il tetto imposto si possono trovare varianti con batteria maggiore che salgono oltre i 450 km.

Il vero punto di forza della ID.4 è lo spazio: si tratta di una vettura nata per i lunghi spostamenti con abitacolo ampio, bagagliaio generoso e comfort elevato. Una scelta ideale per chi cerca un’elettrica familiare, per tutte le esigenze.

Cupra Born

Chiudiamo con la Cupra Born, una delle elettriche più interessanti dal punto di vista dinamico. Basata sulla stessa piattaforma MEB del gruppo Volkswagen, condivide molto con la ID.3, ma aggiunge un tocco di sportività sia nel design che nelle scelte di assetto, legandola alla filosofia Cupra. Nel mercato dell’usato si trovano esemplari del 2022 con batteria da 58 kWh e pochi chilometri, spesso sotto i 20.000 euro.

L’autonomia oltre i 300 km è più che adeguata per l’uso quotidiano, mentre l’assetto e la risposta del motore elettrico la rendono più coinvolgente rispetto a molte concorrenti. Gli interni sono moderni e ben rifiniti, con un’impostazione più orientata al guidatore. È la scelta giusta per chi vuole un’elettrica pratica, ma con un pizzico di carattere in più.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 10:29:33 +0000
News n. 4
Stop ai camion, sei giorni di sciopero per il caro carburante bloccano l’Italia

Dopo giorni di tensione arriva lo stop ufficiale degli autotrasportatori. Da oggi fino alla mezzanotte del 25 aprile, gli autotrasportatori incrociano le braccia su iniziativa di Trasportounito, dando il via a uno sciopero nazionale che ha come obiettivo quello di accendere i riflettori sul caro carburante e su un settore in crisi.

La mobilitazione arriva dopo settimane di malcontento crescente e lavoro in perdita che, secondo gli operatori del settore, rappresenta ormai l’unico modo per denunciare una situazione economica diventata insostenibile. Il rischio ora non riguarda solo le imprese di trasporto, ma l’intera filiera produttiva italiana, fortemente dipendente dalla logistica su gomma.

Situazione di “assoluta emergenza”

Trasportounito non usa mezzi termini e parla apertamente di una fase di crisi profonda. Il rincaro dei carburanti, spiegano dal sindacato, sta colpendo in modo diretto e pesante i bilanci delle aziende di autotrasporto, molte delle quali già operano con margini ridotti o nulli. Le parole del segretario generale Maurizio Longo restituiscono bene il clima: si parla di una crisi “senza precedenti, aggravata dalla mancanza di interventi concreti da parte delle istituzioni nonostante i numerosi richiami.

Negli ultimi mesi, il costo del carburante è diventato una variabile difficile da gestire. Per un settore che basa gran parte delle proprie spese proprio sul gasolio, anche piccole oscillazioni possono trasformarsi in perdite significative. E quando gli aumenti si protraggono nel tempo, la sostenibilità economica dell’azienda viene messa seriamente in discussione. 

E ciò accade nella totale latitanza delle istituzioni e del ministero competente; paradossalmente l’unica istituzione che ha prestato attenzione all’autotrasporto è la commissione sciopero dei servizi pubblici essenziali che ha in modo reiterato provato a frapporre ostacoli a un fermo che è lo specchio di una imprenditoria ormai soffocata dai debiti e avviata inesorabilmente sulla strada del fallimento” ha continuato il segretario generale.

Paura per il blocco delle merci

Il vero timore ora riguarda le conseguenze pratiche dello sciopero. In Italia, gran parte delle merci viaggia su strada: dai beni alimentari ai prodotti industriali, fino agli approvvigionamenti per la grande distribuzione. Un blocco prolungato, anche solo parziale, rischia di tradursi in blocco delle consegne, scaffali meno riforniti e, nel breve periodo, un’impennata improvvisa dei prezzi.

La logistica è infatti uno degli ingranaggi fondamentali dell’economia moderna: quando si ferma, anche solo per pochi giorni, gli effetti si propagano rapidamente lungo tutta la catena. Ecco perché l’adesione allo sciopero sarà un fattore decisivo per capire la portata reale dell’impatto. Al momento, le previsioni parlano di una partecipazione significativa, anche se resta difficile stimare con precisione quanto sarà estesa la mobilitazione sul territorio nazionale.

Prezzi in lenta discesa, ma non basta

Negli ultimi giorni dieci giorni, i prezzi dei carburanti sono continuati a scendere, registrando una flessione lenta e costante. Una buona notizia, almeno sulla carta, che però non sembra sufficiente a placare le tensioni. Il calo, infatti, viene percepito come troppo lento rispetto ai precedenti rialzi, e soprattutto non in grado di compensare le perdite accumulate negli ultimi mesi.

A influenzare il mercato restano anche le dinamiche internazionali, in particolare le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che continuano a incidere sul prezzo del petrolio. Nonostante il Brent abbia dato forti segnali di ridimensionamento, il riflesso sui prezzi alla pompa non è ancora arrivato veramente.

Questo scollamento tra costo della materia prima e prezzo finale non fa altro che alimentare lo scetticismo verso i colossi dei carburanti, sia da parte degli autotrasportatori ma anche tra gli automobilisti comuni.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 08:45:22 +0000
News n. 5
Piano Ue per la crisi energetica, dal blocco auto allo sconto mezzi pubblici

L’unione europea è al lavoro per dare vita a un piano per fronteggiare i rincari e la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. Si tratta di un nuovo pacchetto di misure, ribattezzato “Accelerate EUâ€, atteso ufficialmente per il 22 aprile. Le prime bozze circolate in queste ore delineano uno scenario concreto, fatto di piccoli cambiamenti quotidiani che potrebbero però incidere in modo significativo sulle abitudini di milioni di cittadini europei.

Dall’uso dell’auto al lavoro da casa, passando per il trasporto pubblico: il piano punta a ridurre i consumi in modo rapido, cercando di evitare misure drastiche come quelle viste durante le crisi energetiche del passato.

Riduzione dei consumi

Il cuore del piano è semplice consumare meno energia. Ma farlo senza bloccare l’economia è una sfida complessa. Le misure allo studio puntano soprattutto a intervenire su tre fronti principali: abitazioni, mobilità e organizzazione del lavoro. L’obiettivo è tagliare i consumi energetici nelle ore di punta e limitare gli sprechi.

Si parla, ad esempio, di una maggiore attenzione all’uso del riscaldamento domestico, con temperature consigliate più basse, ma anche di un invito a spostare i consumi elettrici nelle fasce orarie meno critiche. Un approccio già visto in passato, ma che potrebbe tornare d’attualità se la situazione dovesse peggiorare.

Sul fronte dei trasporti, invece, il tema diventa ancora più concreto: meno auto private e più soluzioni condivise. Una direzione che si inserisce perfettamente nel percorso già avviato dall’Europa verso una mobilità più sostenibile.

Più trasporto pubblico, meno auto

Un punto in cui Bruxelles sembra voler fare affidamento è quello della mobilità. Il piano vuole spingere sul trasporto pubblico, incentivandolo con riduzioni tariffarie e voucher gratuiti per le fasce più fragili. Al contrario punta a disincentivare il trasporto privato, con l’ipotesi di giornate senza auto, come le domeniche ecologiche, azioni dedicate a favorire la micromobilità pulita.

Una misura che sembra voler accelerare quello che è un percorso già tracciato a livello europeo, ma questa volta con la necessità data dall’urgenza di ridurre i consumi, che va oltre la scelta puramente ambientale.

Smart working obbligatorio

Come successo per l’emergenza covid, si torna a parlare di smart working obbligatorio. Secondo l’ultima bozza del piano, si starebbe valutando l’introduzione di almeno un giorno di lavoro da remoto obbligatorio a settimana per alcune categorie. Una scelta che avrebbe un duplice effetto: ridurre il traffico urbano e abbassare i consumi legati agli spostamenti quotidiani, soprattutto quelli in auto. Non solo, si parla anche della possibilità di chiudere temporaneamente alcuni edifici pubblici nei giorni di minore affluenza, per contenere i costi energetici legati a illuminazione e riscaldamento, oltre a dare il buon esempio ai cittadini.

Una soluzione che richiama quanto già visto durante la pandemia, ma che oggi viene riletta in chiave energetica più che sanitaria. E che, inevitabilmente, riapre il dibattito su come cambierà il modo di lavorare nei prossimi anni. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se queste misure resteranno sulla carta o diventeranno parte della nostra quotidianità. Molto dipenderà dall’evoluzione dello scenario internazionale, ma non è difficile prevedere un leggero cambiamento nella quotidianità di tutti.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 07:52:35 +0000
News n. 6
Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 20 aprile 2026 è previsto uno sciopero nazionale nel settore dei trasporti in Italia. Di seguito, in questo articolo, sono riportati tutti i dettagli relativi a questo sciopero. Nel complesso, al momento risulta un solo sciopero proclamato su scala nazionale per questa data. Si riportano a seguire le informazioni complete sullo sciopero previsto:

Sciopero dei trasporti Italia

È stato proclamato uno sciopero nazionale nel settore Trasporto merci, con il coinvolgimento di tutto il territorio italiano (Italia, tutte le province). Lo sciopero, promosso dal sindacato TRASPORTOUNITO, riguarda la categoria FERMO NAZIONALE SERVIZI AUTOTRASPORTO MERCI.

La mobilitazione avrà una durata totale di 144 ore, a partire dalle 00:00 del 20 aprile fino alle 24:00 del 25 aprile 2026. Il fermo interessa tutti i servizi di autotrasporto merci su scala nazionale. Questa iniziativa sindacale, proclamata il 24 marzo 2026 e ricevuta dagli enti competenti il 30 marzo 2026, mira a sollevare tematiche relative a condizioni lavorative e contrattuali del comparto.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Ad aprile 2026 sono previsti numerosi scioperi che coinvolgono diversi settori dei trasporti in Italia, con ripercussioni su tutto il territorio nazionale e nelle principali città. In questo articolo illustriamo tutte le mobilitazioni programmate per il mese, con date, orari, categorie interessate e sindacati promotori. Di seguito il calendario aggiornato e i dettagli degli scioperi, ordinati per città e suddivisi per giornata.

Sciopero 10 aprile 2026

Nella città di Roma è previsto uno sciopero del personale Soc. ENAV ACC Roma nel settore aereo, con una durata di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00.

A Milano, il personale della Soc. ENAV presso l’Aeroporto di Milano Malpensa e della Soc. ENAV ACC di Milano aderisce allo sciopero dalle 13.00 alle 17.00, mentre le unità produttive di Busitalia Sita Nord effettuano una mobilitazione regionale di 4 ore dalle 20.01 alle 24.00 (valido in Veneto, Umbria e Campania).

Nel settore aereo nazionale, sono coinvolte le società ENAV, Techno Sky e personale di ENAV Aeroporto di Napoli (13.00-17.00); i sindacati promotori sono UILT-UIL, ASTRA, RSA FAST-CONFSAL-AV, UGL-TA e ADL COBAS.

Sciopero 11 aprile 2026

Su tutto il territorio di Italia, lo sciopero interessa il personale della società RFI (Rete Ferroviaria Italiana) impiegato negli impianti di manutenzione delle infrastrutture. La durata è di 24 ore, a partire dalle 00:00 fino alle 23:59, proclamato dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e dai sindacati Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) previsto uno sciopero di 4 ore (dalle 10:57 alle 14:57) per il trasporto pubblico locale, coinvolgendo il personale della società IAS Autolinee.

Nella città di Napoli (Campania) si ferma per 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, il personale della società EAV del trasporto pubblico locale.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) il personale della società ARRIVA Udine si astiene dal lavoro in due fasce: urbano dalle 17.30 alle 21.29 e extraurbano dalle 17.15 alle 21.14.

A livello nazionale, lo sciopero di 4 ore coinvolge il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto della società Elior Ristorazione.

Sciopero 14 aprile 2026

Nella città di Brescia (Lombardia) sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59 per il personale addetto allo scarico e carico merci della società GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari.

In tutta la Sicilia, proclamato uno sciopero regionale del settore trasporto merci (autotrasporto conto terzi), della durata di 120 ore dalle 00.01 del 14/04 alle 24.00 del 18/04/2026.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Milano (province di Milano, Pavia, Monza, Brianza, Lodi), sciopero di 4 ore, dalle 08.45 alle 12.45 del personale Addabus nel trasporto pubblico locale.

Nella zona dello Stretto di Messina (Sicilia), sciopero nel trasporto marittimo di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.01, coinvolgendo il personale Blujet.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero nel trasporto pubblico locale di 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 del personale della società Gest di Firenze.

Sciopero 20 aprile 2026

Su tutto il territorio nazionale, a partire dalle 00:00 del 20 aprile fino alle 24:00 del 25 aprile 2026, proclamato uno sciopero nazionale dei servizi di autotrasporto merci. Lo sciopero copre tutte le province e interessa il personale dei servizi di trasporto merci, promosso dal sindacato TRASPORTOUNITO.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella provincia di Frosinone (Lazio), è proclamato uno sciopero locale di 24 ore per il personale della Soc. Cialone Tour.

Sciopero 23 aprile 2026

In Calabria (tutte le province), sciopero regionale del settore ferroviario di 8 ore: dalle 10.00 alle 17.59. Coinvolto il personale delle sale circolazione e orario di RFI di Reggio Calabria e l’Unità Circolazione Calabria.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia), lo sciopero coinvolge il personale Soc. Gruppo ATM: ATM e NET Trezzo (8:45 – 15:00), NET Monza (14:50 – termine servizio 18:50), Funicolare Como Brunate (8:30 – 16:30), indetto da CONFIAL-TRASPORTI.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia), sciopero del personale STP di Bari per 4 ore: dalle 17.30 alle 21.30.

Nella città di Napoli (Campania), sciopero locale di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30 del personale AIR Campania.

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria), sciopero di 24 ore del personale IAS Autolinee.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 20 aprile 2026, facciamo il punto sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana e spieghiamo come si forma il costo alla pompa. Il valore pagato dai consumatori è la somma di tre componenti: il prezzo industriale del prodotto (inclusi i margini della filiera), le accise e l’imposta sul valore aggiunto. Sulla base dell’ultimo aggiornamento disponibile, riportato di seguito, puoi consultare i livelli medi per benzina, gasolio, GPL e metano e capire quali fattori fiscali e di mercato incidono maggiormente sulle variazioni quotidiane.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 19-04-2026 (prezzi medi autostradali in euro).

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.792 €
Gasolio SELF 2.142 €
GPL SERVITO 0.900 €
Metano SERVITO 1.599 €

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Per la benzina, la componente fiscale è pari al 58%, superiore alla componente industriale (42%). Le imposte comprendono accise, fisse in valore assoluto, e l’IVA calcolata sul totale finale, accise incluse. Ciò significa che quando il prezzo industriale si muove, anche l’IVA varia in proporzione, amplificando al rialzo o al ribasso il prezzo alla pompa. La parte industriale si suddivide nel costo della materia prima e nel margine lordo della filiera. La materia prima pesa per il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro: un greggio o prodotti più cari e un euro debole tendono a far salire l’incidenza, mentre listini esteri in calo o una valuta più forte la riducono. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, remunera raffinazione, logistica, stoccaggio, trasporto e attività della rete, coprendo al contempo costi operativi e investimenti. Su questa voce gli operatori possono intervenire con politiche commerciali, promozioni, differenze di servizio e orari, generando scarti anche sensibili tra impianti e aree. In definitiva, il prezzo finale della benzina nasce dall’intreccio tra oneri fiscali, dinamiche dei mercati internazionali e scelte industriali e distributive lungo la filiera.

Gasolio. Il prezzo del gasolio segue una logica analoga, ma con pesi differenti: la componente fiscale vale il 45% del totale, mentre la componente industriale incide per il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo e rispecchia le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’andamento del cambio euro/dollaro, che può attenuare o accentuare i movimenti dei listini esteri una volta convertiti nella nostra valuta. La parte restante è il margine lordo, pari al 10% del prezzo, che copre raffinazione, logistica e gestione della rete e sul quale gli operatori possono agire per adattare il livello alla pompa. In fasi di maggiore domanda, tensioni geopolitiche o manutenzioni negli impianti, i differenziali di mercato sul gasolio tendono ad ampliarsi, riflettendosi rapidamente sull’incidenza della materia prima; viceversa, quando l’offerta è abbondante o i costi logistici si riducono, la pressione sui prezzi diminuisce. Anche la concorrenza locale tra impianti, le differenze di servizio e il mix tra self e servito influenzano il margine praticato. Nel complesso, quindi, il prezzo del gasolio è il risultato di imposte, mercati internazionali e politiche commerciali della filiera, con una sensibilità particolare alle dinamiche della domanda dei trasporti.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.764 per la benzina, 2.108 per il diesel, 0.808 per il gpl, 1.592 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.101
Benzina SELF 1.762
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.510

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.113
Benzina SELF 1.786
GPL SERVITO 0.761
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.130
Benzina SELF 1.788
GPL SERVITO 0.855
Metano SERVITO 1.760

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.119
Benzina SELF 1.782
GPL SERVITO 0.833
Metano SERVITO 1.643

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.103
Benzina SELF 1.761
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.541

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.108
Benzina SELF 1.753
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.555

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.128
Benzina SELF 1.764
GPL SERVITO 0.788
Metano SERVITO 1.547

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.094
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.694

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.103
Benzina SELF 1.766
GPL SERVITO 0.871
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.107
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.564

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.090
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.810
Metano SERVITO 1.536

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.115
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.102
Benzina SELF 1.747
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.575

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.111
Benzina SELF 1.771
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.643

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.116
Benzina SELF 1.763
GPL SERVITO 0.858

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.121
Benzina SELF 1.782
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.109
Benzina SELF 1.759
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.603

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.117
Benzina SELF 1.765
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.592

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.100
Benzina SELF 1.759
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.554

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.105
Benzina SELF 1.775
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.094
Benzina SELF 1.748
GPL SERVITO 0.797
Metano SERVITO 1.521

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Evasione milionaria per un concessionario: ecco i trucchi per evitare di pagare le tasse

Arriva da Albenga, in provincia di Savona, un caso che ha davvero dell’incredibile: un concessionario attivo nel commercio di auto aveva creato un sistema per evadere diversi milioni di euro, minimizzando l’importo delle tasse da pagare e continuando a operare nella compravendita di auto, spesso anche con veicoli di alto valore.

A raccontare il caso, scoperto grazie a un’ispezione degli uomini della Guardia di Finanza di Savona, è ANSA. Il meccanismo di evasione, in realtà, prevedeva una serie di pratiche mirate ad aggirare la normativa vigente per evitare il pagamento delle tasse e anche il versamento dell’IVA.

In aggiunta, il rivenditore di auto avrebbe anche accettato diversi pagamenti in contanti, superando di gran lunga l’importo massimo consentito dalla normativa. Di conseguenza, è stato avviato anche l’iter per la sanzione per la violazione delle norme antiriciclaggio. Andiamo ad analizzare tutti i dettagli in merito al trucco realizzato dal concessionario.

Un trucco per evadere

Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno permesso di individuare lo schema truffaldino dell’imprenditore che accettava pagamenti in contanti per l’acquisto di veicoli, anche in caso di veicoli di pregio, mentre i pagamenti ricevuti in assegni non venivano mai associati alla fattura emessa.

Da segnalare, inoltre, che le auto lasciate in permuta dai clienti, in alcuni casi, risultavano cedute dall’ex proprietario (completamente all’oscuro di quanto accaduto) e non dal concessionario stesso, come, invece, prevede il meccanismo tradizionale. Ricordiamo che quando si acquista un’auto usata è importante fare attenzione ad alcune cose per evitare fregature e risultare sempre in regola sotto tutti i punti di vista.

Un’evasione milionaria

Le indagini hanno permesso di verificare la posizione fiscale dell’imprenditore proprietario del concessionario. Negli ultimi cinque anni, probabilmente da quando lo schema truffaldino era stato avviato, l’uomo aveva presentato dichiarazioni dei redditi vicine allo zero, nonostante avesse un tenore di vita molto alto e avesse venduto numerosi veicoli, con ricavi elevati. Nello stesso periodo di tempo, inoltre, sarebbero stati effettuati degli acquisti di immobili all’interno del nucleo familiare. Stando alle verifiche, i ricavi non dichiarati ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP risultano essere superiori a 2,3 milioni di euro, con un’IVA evasa superiore a 250 mila euro.

Per evitare la dispersione del patrimonio, inoltre, è stata richiesta l’attivazione di un vincolo di indisponibilità sui beni della società e dell’imprenditore, nonché il pignoramento di 22 autoveicoli. Da segnalare che il “trucco” costituisce anche una violazione della normativa antiriciclaggio, che vieta il trasferimento di denaro per importi elevati. Il concessionario, invece, era solito accettare (di buon grado) pagamenti in contanti. Sono stati individuati diversi clienti. Nei confronti del titolare e dei suoi clienti, complessivamente, sono stati avviati 56 processi verbali di contestazione di sanzioni amministrative antiriciclaggio, per un totale pari a più di 2,8 milioni di euro.

Le indagini proseguono per valutare l’estensione della rete e la presenza di eventuali ulteriori violazioni che potrebbero aggravare la posizione dell’imprenditore, che ora sarà tenuto a rispondere di diverse accuse. Ulteriori dettagli in merito alla questione, soprattutto nel caso in cui dalle indagini dovessero emergere ulteriori irregolarità, potrebbero arrivare a breve.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 05:30:44 +0000
News n. 11
Mai più furbetti della sosta, arriva il nuovo sistema AI che scansiona 2.000 targhe all’ora

La tecnologia può tornare utile in vari contesti legati alla mobilità e, soprattutto, può rappresentare una risorsa fondamentale per il monitoraggio delle strade e il controllo della circolazione, garantendo una verifica più facile del rispetto del Codice della Strada.

A tal proposito, arriva da Como un nuovo progetto destinato a diventare una soluzione molto interessante per sostenere l’attività delle varie divisioni della Polizia Municipale. Gli agenti possono ora contare su un sistema per controllare la presenza di auto in sosta vietata.

Grazie all’intelligenza artificiale, infatti, è possibile effettuare numerose verifiche in tempo reale, garantendo agli agenti la possibilità di controllare in tempi rapidi i veicoli e individuare, facilmente, chi si trova in condizioni di irregolarità.

Andiamo a scoprire come funziona questo nuovo sistema.

Un Falco per le strade

La Municipale di Como può contare su un nuovo sistema per la verifica della regolarità del parcheggio. Si chiama Falco ed è costituito da una telecamera a infrarossi che consente di scansionare rapidamente le targhe delle vetture posteggiate, andando alla ricerca di possibili irregolarità nella sosta.

Sfruttando l’intelligenza artificiale, Falco può effettuare diverse altre verifiche in tempi rapidissimi. Il sistema è progettato per controllare se una vettura ferma sulle strisce per residenti può effettivamente sostare su tali stalli, effettuando verifiche incrociate.

Falco non si occupa di multare le auto irregolari. I dati raccolti e verificati dal sistema, infatti, vengono poi trasmessi all’ausiliare del traffico che potrà effettuare le verifiche del caso per procedere poi con l’eventuale sanzione.

Il sistema, quindi, si occupa di fare una prima scrematura, scansionando tanti veicoli in poco tempo e segnalando le potenziali irregolarità agli addetti “umani” che andranno poi a effettuare un secondo controllo mirato all’emissione della multa.

In questo modo si riduce drasticamente il rischio di errori e imprecisioni. Il sistema AI e il controllo umano permettono di assicurare che le rilevazioni siano sempre precise e puntuali e che solo chi ha effettivamente commesso un’irregolarità venga multato. Ricordiamo che a Roma è attivo il sistema Cerbero, una soluzione analoga per scovare i furbetti.

Tanti controlli in poco tempo

Stando alle informazioni fornite dal costruttore Brav, il sistema Falco è in grado di effettuare fino a 2 mila controlli di targhe ogni ora, andando a scansionare un numero elevatissimo di vetture nel corso di un intero turno di lavoro. Per poter funzionare, il sistema viene installato su una flotta di microcar elettriche Birba del Gruppo DR. Queste vetture hanno una batteria integrata da 13,9 kWh e possono percorrere fino a 182 chilometri con una sola carica.

In questo modo, la flotta di microcar potrà “pattugliare” un’area molto vasta, andando ad analizzare numerose targhe e ad accertare tutte le violazioni. Dopo la prima fase sperimentale, il sistema Falco potrà essere installato anche su vetture normali, scooter e biciclette. Potenzialmente, tale sistema è replicabile in vari contesti di utilizzo e potrà essere proposto da diverse amministrazioni locali, in modo da migliorare e rendere più efficienti i controlli.

Inizialmente, gli ausiliari di Como utilizzeranno Falco per analizzare varie zone della città per poi concentrarsi maggiormente su quelle aree dove le violazioni risultano essere più frequenti. La fase sperimentale partirà entro fine aprile.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 05:30:07 +0000
News n. 12
WEC, Toyota nella storia: impresa a Imola. Ferrari seconda e festa per Kimi Antonelli

All’Autodromo Enzo e Dino Ferrari si fa la storia. La 6 Ore di Imola 2026 parla giapponese e incorona la Toyota Gazoo Racing, che centra un traguardo simbolico e pesantissimo: 50esima vittoria nel Mondiale Endurance. Un traguardo raggiunto alla 100esima partecipazione con la hypercar ibrida GR010, al termine di una gara intensa, strategica e combattuta fino all’ultimo stint. Una risposta da campioni veri alla Ferrari, padrona di casa e campione del mondo in carica, costretta ad arrendersi dopo aver accarezzato a lungo il sogno davanti a oltre 92 mila spettatori.

A firmare il successo è il trio composto da Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa, protagonisti di una prova solida e senza sbavature, chiusa dopo 213 giri con oltre 13 secondi di vantaggio sulla Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. Terzo posto per l’altra Toyota, la numero 7 di Nyck de Vries, Mike Conway e Kamui Kobayashi. Per Toyota un doppio podio che certifica la forza ritrovata del colosso nipponico.

Ferrari davanti, poi la rimonta Toyota

Per buona parte della gara, il copione sembrava scritto diversamente. Nelle prime due ore è stata la Ferrari a dettare il ritmo, trascinata da un impeccabile James Calado sulla 499P numero 51, forte della pole position conquistata in Hyperpole da Giovinazzi.

Alle sue spalle l’altra Rossa, la numero 50 di Miguel Molina, mentre la Toyota numero 8 di Hartley inseguiva senza perdere contatto. La prima svolta alla sosta programmata, Hartley riesce a riportarsi in seconda posizione, iniziando una lenta ma inesorabile pressione sulle Ferrari.

Dietro, la Cadillac del team Jota e la AF Corse numero 83 completano una top five estremamente compatta, Alle loro spalle si accende il duello tra Mike Conway e Phil Hanson mentre la Genesis al debutto, si è trovata subito ad affrontare un problema tecnico.

La gara cambia volto: equilibrio e tensione

Il cuore della corsa, tra la terza e la quarta ora, è un concentrato di tensione. La Toyota passa all’attacco e con Ryo Hirakawa prende il comando, tenendo dietro Alessandro Pier Guidi in un duello ruota a ruota fatto di ritmo e nervi. Il giapponese non sbaglia nulla, gestisce il traffico e mantiene il controllo, mentre Ferrari resta incollata senza trovare lo spiraglio decisivo.

Nel frattempo, alle loro spalle, si accende la battaglia per il podio. Antonio Felix da Costa con l’Alpine prova a inserirsi, ma deve fare i conti con l’altra Toyota di Nyck de Vries. Una sfida spettacolare, fatta di sorpassi e controsorpassi, che tiene viva la lotta per il terzo posto. A complicare ulteriormente il quadro arriva l’episodio che rimescola le carte, il testacoda di Nick Cassidy alla Tamburello, con la Peugeot 9X8 finita nella ghiaia. L’ingresso della Safety Car compatta il gruppo e riapre i giochi, riportando Ferrari a contatto diretto con la Toyota di testa.

Finale grigio: Toyota non sbaglia

Negli ultimi due stint il cielo sopra Imola non aveva più il sole. Nuvole scure e qualche goccia di pioggia hanno aggiunto ulteriore incertezza a una gara già tesissima. Ma è proprio qui che emerge la lucidità della Toyota con una strategia perfetta, cambi pilota impeccabili e gestione gomme senza errori.

Ferrari provava a restare agganciata, ma il ritmo della GR010 era superiore. Il distacco costruito si è mantenuto fino al traguardo, dove Sebastien Buemi poteva finalmente esultare. Vittoria numero cinquanta per Toyota, un traguardo storico che rilancia le ambizioni per il titolo 2026. Per Ferrari resta un secondo posto che lascia sensazioni contrastanti, la velocità c’è, la competitività pure. È mancato quel dettaglio per tornare sul gradino più alto del podio davanti al proprio pubblico.

Il commento

Kamul Kobayashi, Team Principal e pilota Toyota, ha commentato così il risultato: “Siamo riusciti a portare entrambe le vetture sul podio e a iniziare la stagione con una vittoria, quindi sono davvero contento. La cosa più importante è che la nostra vettura sembra essere competitiva, il che ci dà fiducia per il resto della stagione”.

Sebastien Buemi, il vincitore, sulla stessa lunghezza d’onda del compagno di team: “È una storia fantastica, sul circuito di casa della Ferrari e al debutto della TR010 HYBRID. Gran parte del merito va al team di Higashi-Fuji e Colonia per il loro incredibile lavoro. La loro reazione a un anno difficile come il 2025 è stata impressionante“.

LMGT3, BMW sorride nel finale

Se in Hypercar è festa Toyota, nella categoria LMGT3 è la BMW a prendersi la scena. Il Team WRT conquista la vittoria con la vettura numero 69 guidata da McIntosh, Harper e Thompson, approfittando del clamoroso ritiro della McLaren numero 10 del Garage 59, partita dalla pole. Un colpo di scena a pochi giri dalla fine che spalanca la porta al successo della squadra belga, al secondo trionfo in Italia negli ultimi tre anni. Alle loro spalle la Corvette del team TF Sport e la Porsche del team Manthey completano un podio ricco di emozioni, impreziosito da una rimonta spettacolare dopo un testacoda iniziale.

Kimi Antonelli, il futuro è già presente

Ma la 6 Ore di Imola non è stata solo gara. È stata anche emozione e identità. Tutto questo ha avuto il volto di Andrea Kimi Antonelli. Il giovane talento bolognese, leader del Mondiale di F1, è stato il protagonista assoluto del pre-gara, accolto da un boato continuo delle tribune. Cori, applausi, e tanto entusiasmo, Imola lo ha abbracciato come un idolo.

Il bolognese ha risposto con semplicità e sorriso, fino al momento più iconico della giornata: il ruolo di starter d’eccezione. Alle 13 in punto, con il tricolore in mano, Antonelli ha dato il via alla gara, sancendo simbolicamente il passaggio di consegne tra presente e futuro del motorsport italiano.

Una gara che vale doppio

La 6 Ore di Imola 2026 lascia molto più di una prima classifica. Lascia la sensazione di un campionato apertissimo, con Toyota e Ferrari pronte a darsi battaglia fino alla fine. Lascia la conferma di un pubblico italiano caldo, competente e sempre innamorato delle corse. Lascia un’immagine indelebile, quella di Antonelli davanti al suo pubblico, mentre sventola la bandiera tricolore. Perché se Toyota ha scritto la storia, l’Italia ha trovato il suo nuovo simbolo. Da Imola, ancora una volta, il motorsport riparte guardando lontano.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 20:05:16 +0000
News n. 13
Che auto guida Paolo Ruffini, citycar e ammiraglie fuori dagli schemi

Più che un’operazione di marketing, un incontro tra due filosofie con molto in comune. Che sia dietro la macchina da presa come regista o sul palcoscenico in vesti di attore o conduttore di Zelig On, Paolo Ruffini trova sempre un modo per farsi riconoscere e in auto non è da meno. Il comico livornese ha prestato il suo volto a due modelli di segmenti diversi, ma capaci di essere trasversali ed empatici.

La piccola dal gusto “pop”

Ci può essere un modello più “pop” della Peugeot 208? La citycar francese incarna, nelle linee e nello stile, il carattere solare e accessibile di Paolo. Un punto di non ritorno è stato l’introduzione del famosissimo i-Cockpit, composto da un volante piccolo e una strumentazione rialzata, affinché il guidatore sia padrone della situazione su strada. E qui scatta automatico il parallelismo con lo stile di Ruffini presentatore: immediato, senza filtri, in grado di mettere chiunque a proprio agio. Come la 208, sponsorizzata in alcuni simpatici contenuti social, l’artista sfodera una comicità diretta e “leggera” (nel senso più nobile del termine) per affacciarsi al pubblico, e rendere così le interazioni spontanei.

L’anarchica francese

Se la 208 esprime il lato quotidiano, la Peugeot 508 RXH mette in evidenza l’anima coraggiosa e, perché no, anticonformista. Nonostante sia “figlia” dello stesso produttore, quest’ultima si discosta nettamente dalla sorella in termini di personalità, imboccando un sentiero lontano dai trend in voga oggi, basata su un sistema ibrido diesel con trazione integrale virtuale e assetto rialzato. La propensione a mescolare generi differenti fa venire in mente l’impegno di Ruffini nel sociale, artefice di progetti come Up&Down, in cui la diversità non viene stigmatizzata ma valorizzata.

Al momento del suo arrivo nelle concessionarie la 508 RXH non rincorreva l’applauso facile, anzi. I capi progetto volevano suscitare lo stupore della platea, a maggior ragione quella convinta di averle viste ormai tutte e di essere indifferente alle nuove uscite. Il centro nevralgico sfuggiva all’occhio, in compenso lo sentivi appieno una volta salito a bordo e messo in marcia: l’efficienza elettrica unita alla forza del gasolio sembrava tradurre a livello meccanico le varie sfumature di Paolo.

Entrambi avevano qualcosa di prezioso da insegnare: l’innovazione nasce spesso dall’unione di mondi lontani in apparenza, ingredienti di una ricetta finale dotata di carattere e, soprattutto, cuore. Sponsorizzate nel 2012, le proposte targate Peugeot portavano a galla la praticità democratica di Ruffini, necessaria a conquistarsi le simpatie di massa, e l’ambizione tecnica, anticamera del progresso.

Zelig On: prova di empatia

La versatilità delle auto supportate da Paolo Ruffini è di casa a Zelig On, uno show che ne porta a caratteri maiuscoli la firma, affiancato da Lodovica Comello e dal duo Ale & Franz. Sul palco agisce da esperto “direttore d’orchestra” della comicità, mentre 19 artisti salgono sul palco portando linguaggi disparati. La presenza di un fuoriclasse come Paolo Cevoli, con il suo intramontabile assessore Palmiro Cangini, funge da ponte tra la grande tradizione e la nuova scuola comica selezionata da Giancarlo Bozzo. Allo stesso modo dei veicoli accompagnati da Ruffini al debutto, anche Zelig On scommette sull’empatia e sull’innovazione per continuare a emozionare il pubblico.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 19:57:28 +0000
News n. 14
La Renault Twingo E-Tech Electric diventa un’opera d’arte grazie a Joshua Vides

Renault sta lavorando con attenzione allo sviluppo di una gamma di modelli di nuova generazione in grado di soddisfare appieno le esigenze del mercato delle quattro ruote ma, nello stesso tempo, capace di conquistare gli appassionati con uno stile unico e ricercato, senza perdere l’accessibilità tipica dei modelli della Casa francese.

Da questa esigenza nascono alcuni progetti creativi pensati per rivisitare la gamma del brand con l’obiettivo di esaltare il design e lo stile, trasformando l’auto in una vera e propria opera d’arte. L’ultimo esempio di questo progetto arriva dall’opera realizzata da Joshua Vides che ha ricevuto carta bianca da Renault per poter rivisitare la Twingo E-Tech Electric, modello simbolo del nuovo corso della Casa.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito all’opera dell’artista americano che esalta lo stile della piccola elettrica francese.

Un progetto unico

Joshua Vides ha realizzato una performance presso il Défilé Renault, al numero 53 degli Champs-Élysées dall’8 al 13 aprile. Per cinque giorni, l’artista ha lavorato sul modello, trasformando un oggetto industriale in un’opera immersiva, con l’obiettivo di creare un vero e proprio parallelismo tra arte contemporanea, cultura pop e, naturalmente, design automobilistico.

Vides è noto per le sue opere caratterizzate da un’estetica che gioca sul contrasto tra bianco e nero e, su queste linee, ha trasformato la Twingo E-Tech Electric, il modello con cui Renault vuole rendere sempre più accessibile la mobilità elettrica, puntando su un comparto tecnico completo e su un design iconico.

Il lavoro svolto dall’artista americano resterà visibile al pubblico anche nel prossimo futuro: la versione di Twingo rivisitata da Joshua Vides, infatti, è ora esposta al Défilé Renault fino al 9 giugno, nell’ambito della rassegna Pop Art Car. L’opera sarà poi integrata nella collezione di art cars del Fondo Renault, che da tempo porta avanti un lavoro mirato alla creazione e all’approfondimento di un vero e proprio dialogo tra il modo dell’auto e quello dell’arte contemporanea. In futuro, ulteriori modelli della Casa saranno protagonisti di iniziative simili.

Il video pubblicato da Vides su Instagram ci mostra la realizzazione dell’opera e il risultato finale, visibile da tutte le angolazioni.

Visualizza questo post su Instagram

La Renault Twingo E-Tech Electric è un modello destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista del mercato, anche grazie alle sue ottime prestazioni. Si tratta di una piccola elettrica, pensata per garantire agli automobilisti la possibilità di puntare sulla mobilità sostenibile con una spesa contenuta, una buona autonomia e una dotazione completa. Con la versione Evolution, la city car francese parte da meno di 20.000 euro e rappresenta oggi un modello di grande interesse per il mercato italiano.

Il commento dell’azienda

Arnaud Belloni, Group Global Chief Marketing Officer Renault, ha commentato:

“Abbiamo offerto un’esperienza rara: è stato uno spettacolo straordinario vedere Joshua Vides trasformare in diretta, sotto gli occhi del pubblico, Twingo E-Tech Electric in opera immersiva. Un vero e proprio salto dal mondo reale a quello dei bozzetti, in cui Twingo diventa terreno di espressione artistica al 100%. Questa ‘art car’ è ora esposta al Défilé Renault sugli Champs-Elysées per consentire a tutti di scoprirla.”

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 14:15:13 +0000
News n. 15
Milano Design Week, Lepas presenta in anteprima il suo nuovo SUV compatto

Lepas, il nuovo marchio del Gruppo Chery, sarà tra i protagonisti della Milano Design Week 2026 dove sarà presente con una public exhibition, in programma tra il 21 e il 26 aprile. Il giorno prima, domani 20 aprile, il brand mostrerà in anteprima un modello destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista sul mercato.

Si tratta di Lepas L6, modello che debutta in Europa a distanza di alcuni mesi dal debutto italiano del brand, avvenuto in occasione del Salone dell’Automobile di Torino con la presenza dell’ammiraglia L8. Il nuovo progetto avrà un’importanza strategica enorme per il futuro del brand che punta a ritagliarsi uno spazio di rilievo sul mercato italiano ed europeo.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.

Un debutto importante

Lepas punta in alto: il brand vuole ritagliarsi uno spazio da protagonista nel segmento premium del mercato europeo, puntando su un livello tecnologico molto alto ma anche su un design ricercato e, soprattutto, su quella che l’azienda chiama “nuova energia” e, quindi, su soluzioni elettrificate in grado di rispondere alle richieste degli automobilisti.

Si tratta di un progetto ambizioso che arriva in un momento particolare del mercato italiano, con vendite in forte crescita per elettriche e ibride e con un caro carburante che rende sempre più costoso utilizzare veicoli a benzina e diesel.

Gli obiettivi Lepas sono molto ambiziosi. L’azienda, infatti, ha chiarito di voler “abbattere le barriere tra tecnologia ed estetica” e di “trasformare la mobilità a nuova energia da un freddo insieme di tecnologie in un’esperienza raffinata e centrata sull’uomo“. Di conseguenza, il brand punterà su design, elettrificazione e su contenuti avanzati per conquistare i clienti italiani ed europei.

Un evento da non perdere

Chery Group, quindi, ha in programma il lancio di Lepas con un evento globale dedicato al design e che porterà al debutto europeo il nuovo modello L6. Si tratta di un SUV compatto che punta a interpretare in chiave contemporanea il concetto di mobilità efficiente.

Alla base del progetto c’è la tecnologia ibrida plug-in, sviluppata in modo tale da poter garantire prestazioni “brillanti” ma anche una mobilità efficiente oltre a un livello di comfort e sicurezza al top del mercato, per una combinazione destinata a rendere L6 un modello da seguire con attenzione.

Per il momento, le informazioni disponibili sono limitate, ma è chiaro che basterà attendere solo poche ore per scoprire tutti i dettagli su un modello e su un brand che vogliono diventare protagonisti del mercato italiano ed europeo.

Nei prossimi mesi, quindi, continueremo a seguire Lepas, modello dopo modello e annuncio dopo annuncio, per verificare di volta in volta le caratteristiche dei progetti sviluppati per l’Europa dal gruppo Chery e capire quali sono le reali potenzialità di crescita.

Molto dipenderà dall’equilibrio tra prezzo e contenuti. Trovare il giusto mix è fondamentale per poter conquistare la clientela europea e, soprattutto, per convincere i clienti italiani ad acquistare un nuovo modello di un brand al debutto sul mercato. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti in merito.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 13:45:21 +0000
News n. 16
L’auto elettrica voluta da Bezos si avvia alla produzione, costa la metà

Compie il passo decisivo verso la realtà industriale lo State Truck. Sostenuto indirettamente dalla visione imprenditoriale di Jeff Bezos, il pick-up elettrico, che fa dell’accessibilità e del pragmatismo la sua bandiera, punta a scardinare il mercato sotto l’occhio vigile degli investitori. Con la chiusura di un round di finanziamento Serie C da 650 milioni di dollari, Slate Auto porta il totale finora raccolto a quota 1,4 miliardi bruciando le tappe, visto che la start-up è nata solo nel 2022 (inizialmente sotto il nome di Re:Car).

Pre-ordini sempre più vicini: i tempi di produzione

Non nasconde l’entusiasmo il CEO dell’azienda, Peter Faricy. In una nota ufficiale, l’alto dirigente sottolinea come la tabella di marcia proceda a passo regolare:

“Il nostro round di finanziamento Serie C consentirà a Slate di raggiungere le fasi successive della produzione quest’anno: nei tempi e nel budget previsti. Non vediamo l’ora che i nostri futuri clienti possano preordinare i loro Slate Truck a partire da giugno”

Il lusso e le prestazioni da supercar rincorse da altre compagnie non trovano terreno fertile in Slate Auto, convinta a imboccare la strada diametralmente opposta, definita “della tela bianca”. In altre parole la giovane e arrembante Casa intende produrre in un’unica configurazione di base il veicolo a zero emissioni, limitata all’essenziale, che spetterà poi ai futuri proprietari decidere se completare con accessori post-vendita.

Seppur nasca nelle vesti di pick-up, lo Slate Truck può essere riconfigurato e diventare così un SUV a cinque posti a seconda delle necessità del singolo cliente. Un approccio modulare e minimalista, dove le spese di produzione e la complessità industriale diminuiscono, permettendo all’azienda di tenere sotto controllo i prezzi di listino, alla portata della classe media.

Chris Barman, presidente della divisione Vehicles, ha messo l’accento proprio sulla sfida industriale vinta dalla startup:

“Per quasi quattro anni, Slate è rimasta focalizzata al massimo sui passi necessari per sviluppare il nostro veicolo e reindustrializzare la nostra fabbrica di Varsavia; consegneremo gli Slate Truck a quasi la metà del costo di un veicolo nuovo medio, come promesso

Boom di prenotazioni: prezzi previsti per giugno

Sbilanciarsi sui prezzi resta al momento prematuro: soltanto nel mese di giugno verranno resi noti, ma fin da ora l’interesse del pubblico appare palpabile. Ad oggi, Slate ha totalizzato oltre 160.000 prenotazioni, garantite da depositi rimborsabili di soli 50 dollari, il che suggerisce una domanda enorme per veicoli elettrici dalle soglie d’accesso non proibitive, adatti al lavoro e alla vita quotidiana.

Il focus si sposta ora sulla linea di montaggio, collocata a Warsaw (Ohio). Sulle “fasi successive” previste per il 2024 l’azienda ha preferito non entrare nei dettagli, tuttavia i portavoce confermano che le prime consegne avverranno entro la fine del 2026. Si avvia così verso le fasi cruciali l’allestimento delle catene di montaggio, dove nascerà una delle scommesse più interessanti nei confini americani. La versatilità fisica e il risparmio reale del progetto potrebbe dare slancio a una nuova era sul versante elettrico: se il costo si aggirerà intorno alla metà della media attuale, come promesso, Tesla e soci avrebbero una nuova rivale da temere.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 10:30:48 +0000
News n. 17
Leclerc su una Fiat 500 d’epoca, il video tra le vie di Monaco

Charles Leclerc su una Fiat 500 d’epoca. Lontano dai cordoli della Formula 1 e dalle sue supercar, il pilota monegasco abbraccia lo stile italiano, rinnovando un legame ormai indissolubile. Lungo le strade del Principato, il “predestinato” è stato avvistato al volante di un’icona del nostro passato, personalizzata con un tocco di modernità da cui traspare passione.

La sfilata sulle strade del Principato di Monaco

Sulle strade del Principato di Monaco i bolidi da mille cavalli (o capolavori vintage quali la rarissima Ferrari 250 Testa Rossa sfoggiata da Leclerc al suo matrimonio) non fanno quasi notizia. Eppure, tra le vie strette e trafficate di Montecarlo la mitica utilitaria torinese fa la sua bella figura, rivista in modo da sottolineare l’anima del proprietario. La livrea, in tinta nera profonda attraversata da strisce bianche e rosse (i colori della bandiera monegasca), cattura subito l’attenzione, anche se il dettaglio più appariscente è un altro: sulla fiancata campeggia il numero 16, portato dallo stesso Leclerc in gara sui circuiti di tutto il mondo sulle monoposto Ferrari, qui applicato su una vettura in cui regnano sovrani la lentezza e il piacere di guida.

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La definizione di utilitaria qui sta stretto. Elevato a gioiello da collezione, spoglio della tecnologia moderna, il veicolo esalta la connessione tra conducente e macchina come raramente capita nelle nuove auto. Il vero lusso non sta nel prezzo di listino, ma nel carattere di mezzo capace di difendere il suo DNA contro l’avanzata delle supercar digitali.

Il genio di Dante Giacosa

Se ci fermassimo alla superficie, la passione di Leclerc per un bicilindrico raffreddato ad aria potremmo considerarlo un paradosso. Ma anche per uno abituato a dominare l’alta velocità e a gestire accelerazioni laterali spietate la Cinquina ha un fascino tutto suo, reso possibile dall’ingegno di un uomo, Dante Giacosa, chiamato a condensare in pochi metri di lamiera il sogno di mobilità di un’intera nazione.  In occasione del primo storico debutto, nel luglio del 1957, l’allora Nuova 500 impiegò poco tempo a ergersi a simbolo del miracolo economico italiano, semplice e tanto affidabile da sembrare quasi indistruttibile. Con circa 13 stipendi un operaio dell’epoca se la portava a casa, coronando il desiderio di libertà di una famiglia intera.

La scelta di Leclerc di portare il numero 16 su una carrozzeria d’altri tempi nobilita la semplicità meccanica di Giacosa e rimette il pilota in totale connessione con un’opera d’arte che trabocca di carattere, più di qualsiasi hypercar moderna. La scelta di Charles non è solo un vezzo estetico, ma un tributo a un’icona che oggi rivive nei modelli di ultima generazione, ma che trova nel cuore dei puristi la sua forma più sincera proprio nelle serie prodotte fino al 1975. In giro per il Principato, la 500 si rivela paradossalmente più agile e sensata di tante imponenti GT moderne, confermando che il genio di Giacosa non invecchia mai. In questo binomio il passato alimenta il presente attraverso una passione slegata dai tachimetri e traspira quanto Leclerc sia ormai, senza timor di smentita, un “italiano d’adozione” mentre distingue i due volti dell’automobile: la Ferrari in pista, la Fiat 500 in viaggio.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 09:35:01 +0000
News n. 18
Petrolio, peggior calo della domanda dal Covid: la crisi è storica

Non avevano saputo fare di peggio nemmeno gli anni Settanta. Stando a quanto segnala il rapporto mensile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), la domanda globale di petrolio si appresta a subire il calo più drastico dai tempi della pandemia di Covid-19. Sul settore pesava allora il lockdown, mentre oggi fa sentire tutti i suoi effetti la cosiddetta “distruzione della domandaâ€: la scarsità di greggio fa schizzare i prezzi verso l’alto e i consumi crollano giocoforza.

Il crollo degli ultimi mesi

L’epicentro del problema risiede nel blocco dello Stretto di Hormuz. Conseguentemente alla guerra in Iran, il principale polmone energetico del pianeta (da qui transita il 20% del greggio mondiale) ha finito per essere un collo di bottiglia invalicabile e determinare la situazione attuale, definita senza mezza termini dall’IEA “la più grave interruzione della storiaâ€. Le cifre condivise dall’agenzia fotografano un ribaltamento rispetto alle stime di soli pochi mesi fa, quando gli analisti prevedevano una crescita della domanda di 640.000 barili al giorno (bpd), mentre oggi stimano una contrazione di 80.000 bpd. Eppure, il peggio dovrebbe ancora venire: nel 2026 la produzione mondiale sembra destinata a un calo di ben 1,5 milioni di bpd, contro l’aumento precedentemente ipotizzato.

Ogni volta che l’automobilista si ferma alla stazione di servizio nota subito il divario tra i titoli dei giornali e il costo alla pompa. Mentre i futures sul Brent (il benchmark finanziario) oscillano ancora intorno ai 100-120 dollari al barile, la realtà dei mercati fisici è molto più brutale. Come rivela l’IEA, i prezzi spot – ovvero il costo reale dei barili scambiati fisicamente — hanno toccato punte di 150 dollari. In un bacino di approvvigionamento sempre più stringente, i Paesi importatori concorrono tra loro in una frenetica caccia all’oro nero per accaparrarsi le forniture residue, pagando premi altissimi al fine di garantire la continuità dei servizi essenziali.

Prospettiva horror

Attualmente, il maggior taglio dei consumi ha riguardato il Medio Oriente e l’area Asia-Pacifico, mentre i settori più colpiti sono quelli della nafta, del GPL e, inevitabilmente, del carburante per aerei (tanto da aver già provocato la momentanea restrizione di quattro aeroporti in Italia). Tuttavia, l’IEA avverte che la distruzione della domanda è destinata a diffondersi in modo capillare. Gli effetti sull’utente finale non tarderanno a farsi sentire con un rincaro dei carburanti per l’auto privata, seguito da un aumento a cascata su tutti i beni di consumo trasportati su gomma o via mare. Di fronte alla prospettiva di una scarsità generalizzata, industrie e cittadini hanno già iniziato a correggere drasticamente le proprie abitudini, riducendo gli spostamenti non essenziali e rimodulando i carichi logistici.

Il rapporto ipotizza una parziale normalizzazione delle forniture entro metà anno, ma lo scenario non convince fino in fondo la stessa Agenzia, che definisce la proiezione “forse troppo ottimisticaâ€. E così, mentre l’incognita della guerra in Iran pesa sulla stabilità di Hormuz, il settore dei trasporti affronta un periodo molto delicato. Fino a questo punto considerati obiettivi di lungo termine, l’accelerazione verso nuove forme di energia e l’ottimizzazione dei consumi appaiono oggi imperativi strategici per proteggere l’economia da uno scacco energetico permanente.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 08:17:33 +0000
News n. 19
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 19 aprile 2026 è previsto uno sciopero in Italia. In questo articolo riportiamo tutte le informazioni essenziali sugli scioperi programmati: in particolare, per questa data, è stato indetto 1 sciopero che interesserà il settore del Trasporto Pubblico Locale nella regione Toscana. Di seguito tutti i dettagli su luogo, orari, categorie e sindacati coinvolti nello sciopero del 19 aprile 2026.

Sciopero dei trasporti Firenze

A Firenze (regione Toscana) è stato indetto uno sciopero nel settore del Trasporto pubblico locale. Lo sciopero coinvolge il personale della società Gest di Firenze e avrà una durata di 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 del 19 aprile 2026. Lo sciopero è di rilevanza territoriale e promosso dal sindacato Osp Cobas Lavoro Privato. La categoria coinvolta è il personale della Società Gest di Firenze.

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 20
Milano, il piano Möves rivoluziona la circolazione delle auto

A Milano il futuro della mobilità passa sempre meno dall’automobile. Con il nuovo piano Möves, l’amministrazione guidata da Beppe Sala compie un ulteriore passo verso una città pensata prima di tutto per pedoni e ciclisti. Non è di certo una rivoluzione improvvisa, ma l’ennesimo tassello di una strategia che negli ultimi anni ha già cambiato il volto del capoluogo lombardo, seguendo l’esempio virtuoso delle metropoli nord europee.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre lo spazio dedicato alle auto private per restituirlo alle persone, migliorando qualità della vita, sicurezza e sostenibilità. Una visione ambiziosa, che però divide già opinione pubblica e automobilisti.

Piano ambizioso

Il cuore del progetto è rappresentato dalla mobilità ciclabile. Il piano Möves prevede una rete complessiva di 565 chilometri di piste ciclabili, un numero che racconta bene la portata dell’intervento. Di questi, 210 km costituiranno la rete principale, articolata in 29 itinerari pensati per collegare i punti nevralgici della città, mentre altri 355 km formeranno una rete secondaria, più capillare, in grado di raggiungere anche i quartieri periferici.

Non si parte da zero: circa il 46% della rete principale è già stato realizzato, mentre diversi cantieri sono attualmente in corso. Tra questi spiccano i lavori sulla circonvallazione filoviaria a nord-ovest e gli interventi nell’area di Chiesa Rossa.

Guardando al futuro prossimo, uno dei progetti più attesi è il completamento della cosiddetta Beats, che collegherà Porta Romana ai Navigli, creando un asse ciclabile strategico per attraversare la città. L’idea di fondo è sempre la stessa: rendere la bici una vera alternativa all’auto, non solo per il tempo libero, ma anche per gli spostamenti quotidiani.

L’importanza dei pedoni

Se la bicicletta rappresenta il pilastro del piano, i pedoni non sono certo messi da parte. Möves individua 194 spazi pubblici da ripensare in chiave pedonale, con un’attenzione particolare alle aree più sensibili. Tra queste, spiccano 109 ambiti scolastici, segnalati direttamente dai cittadini, dove la sicurezza dei bambini diventa una priorità assoluta. L’obiettivo è creare zone più protette, riducendo traffico e velocità nelle immediate vicinanze delle scuole.

A questo si aggiunge una rete di 404 chilometri di percorsi pedonali principali, pensata per incentivare gli spostamenti a piedi e rendere la città più accessibile. Non si tratta solo di mobilità, ma di un cambio culturale: camminare torna a essere una scelta quotidiana, non una necessità residuale.

Il risvolto della medaglia del piano Möves

Ed è proprio qui che il piano Möves mostra il suo lato più discusso. Perché se da un lato si ampliano gli spazi per bici e pedoni, dall’altro si restringe inevitabilmente quello dedicato alle auto. Tra le misure previste c’è il proseguimento dell’installazione dei cosiddetti cuscinetti berlinesi, dossi progettati per rallentare la velocità dei veicoli senza bloccare completamente il traffico.

Parallelamente, è previsto l’ampliamento delle aree dotate di paletti dissuasori, pensati per proteggere i marciapiedi e impedire la sosta selvaggia. Un intervento che punta a restituire ordine allo spazio urbano, ma che spesso viene percepito come un’ulteriore limitazione per chi si muove in auto. Infine, grande attenzione è riservata alle zone a velocità moderata, elemento chiave per migliorare la sicurezza stradale, soprattutto nelle aree più frequentate da pedoni e ciclisti.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 05:30:50 +0000
News n. 21
Pagani Zonda 760 Unica Roadster, la one-off italiana da 12 milioni di euro è all’asta

Raramente vetture del genere vedono il mercato, hypercar a modello unico e celebrazioni di maestria italiana come questa Pagani Zonda 760 Unica Roadster. Parliamo di una vera one-off, costruita su misura e destinata a un solo cliente, che oggi torna all’asta. Unica lo è davvero, e infatti i prezzi escludono la maggioranza degli appassionati con una quotazione che sembrerebbe voler raggiungere i 12 milioni di euro.

Con appena 2.617 km percorsi, questa Zonda è stata protagonista di eventi esclusivi in Svizzera e persino guidata dallo stesso Horacio Pagani, dettaglio che aggiunge ulteriore valore a un esemplare già unico. L’asta, organizzata da Broad Arrow Auctions, si terrà il 17 maggio 2026 durante il prestigioso concorso di Villa d’Este, uno degli appuntamenti più iconici per gli appassionati di auto d’epoca e di lusso.

Una Zonda Unica

Per capire davvero cosa rende speciale questa Unica, bisogna tornare indietro nel tempo, alla fine degli anni ’90. La Zonda è stata la prima creatura di Horacio Pagani, l’auto con cui ha trasformato un sogno in realtà: costruire vetture senza compromessi, dove tecnologia, artigianalità e design convivono senza limiti.

Dal debutto nel 1999, la Zonda ha dato vita a una famiglia ristretta ma incredibilmente variegata. Circa 140 esemplari prodotti, nessuno identico all’altro, ciascuno con una propria identità. La versione 760 Unica rappresenta probabilmente il punto più alto di questa filosofia.

Realizzata attraverso un programma di personalizzazione estrema, questa vettura non nasce da un semplice catalogo optional: è il risultato di un dialogo diretto tra cliente e atelier Pagani. Ogni dettaglio, ogni finitura, ogni scelta estetica e tecnica è stata studiata per creare qualcosa che non esiste altrove.

Apoteosi del carbonio

La carrozzeria in Blue Carbon cattura la luce, richiamando alcune soluzioni viste sulla celebre Zonda Tricolore. I dettagli dorati, distribuiti con precisione chirurgica lungo la carrozzeria e sui cerchi, aggiungono un contrasto raffinato e vivace. È un equilibrio difficile che solo le hypercar costruite a mano riescono a raggiungere.

All’interno, l’atmosfera cambia ma resta altrettanto scenografica. Il contrasto tra blu e bianco crea un ambiente elegante e tecnico, dove materiali come pelle, legno, alluminio e fibra di carbonio convivono in un gioco di texture e colori che racconta tutta la cura artigianale tipica del marchio. Ogni comando, ogni superficie, trasmette quella sensazione sempre più rara nel mondo delle hypercar moderne: la presenza umana dietro ogni dettaglio.

V12 aspirato e cambio manuale

Se l’estetica conquista, è la meccanica a fare breccia nel cuore degli appassionati. Sotto il cofano troviamo un V12 aspirato da 7,3 litri di origine Mercedes-AMG, capace di sviluppare 760 CV e 780 Nm di coppia. Numeri importanti, certo, ma non è questo il punto. Il vero valore sta nel modo in cui questa potenza viene gestita. In un’epoca dominata da cambi automatici e doppia frizione, la Zonda 760 Unica Roadster sceglie la strada del cambio manuale a sei rapporti.

Una scelta romantica, che trasforma ogni accelerazione in un’esperienza fisica, diretta, senza filtri, per una vettura che non vuole elettronica che addolcisce, né algoritmi che decidono per il pilota. C’è solo un dialogo puro tra uomo e macchina, qualcosa che oggi sembra appartenere a un’altra era. Ed è sicuramente proprio questo il segreto del suo fascino.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 05:30:13 +0000
News n. 22
RC auto, come funzionano tacito rinnovo e tolleranza di 15 giorni

La svolta normativa sul tacito rinnovo della RC auto risale al decreto legge 179 del 18 ottobre 2012, che ha introdotto nel Codice delle assicurazioni private l’articolo 170 bis, secondo cui il contratto di responsabilità civile auto ha durata annuale, si risolve in automatico alla scadenza naturale e non può essere rinnovato in modo tacito.

Non solo, ma da quel momento la compagnia deve avvisare il contraente almeno 30 giorni prima della scadenza e mantenere attiva la garanzia del vecchio contratto fino al quindicesimo giorno successivo o comunque fino all’effetto della nuova polizza se decorre prima.

Restano però alcune interessanti questioni da approfondire. Abolito il tacito rinnovo, la copertura finisca alla mezzanotte del giorno di scadenza? I 15 giorni di tolleranza equivalgano a un rinnovo gratuito? Si può circolare anche oltre il termine previsto dalla legge?

Perché è stato abolito il tacito rinnovo

Fino al 2012 il sistema era molto più rigido per l’assicurato. In presenza di una clausola di rinnovo automatico, chi non voleva proseguire con la stessa compagnia doveva attivarsi per tempo, inviare la disdetta e rispettare i termini contrattuali. La riforma è nata per rendere il mercato più mobile: il contratto RC auto non si rinnova più da solo e una volta arrivato alla sua scadenza naturale si estingue senza bisogno di una comunicazione formale da parte dell’assicurato.

Ecco quindi che se l’automobilista decide di cambiare compagnia, non occorre più inviare disdette preventive per evitare il rinnovo del contratto base RC auto. Può semplicemente lasciare scadere la polizza e stipularne un’altra. Sul piano concorrenziale il cambio della compagnia di assicurazione è diventato più facile e rapido. Sul piano pratico resta un obbligo da non aggirare: il veicolo non può circolare senza copertura obbligatoria, salvo la breve finestra protetta dal periodo di tolleranza previsto dalla legge.

L’altro cambiamento importante riguarda l’attestato di rischio, che oggi non funziona più come un tempo. Proprio grazie all’attestato di rischio l’assicurato può cambiare compagnia conservando la propria storia assicurativa e la classe di merito mentre la gestione del documento è ormai integrata in sistemi digitali condivisi.

Con la raccomandazione del 6 febbraio 2026, l’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha richiamato le imprese ai loro obblighi quando l’attestato non risultava disponibile nella banca dati dedicata. In pratica, il passaggio da una compagnia all’altra non dovrebbe più dipendere da un documento cartaceo da rincorrere all’ultimo minuto.

I 15 giorni di tolleranza equivalgono a rinnovo?

I 15 giorni di tolleranza non sono una proroga contrattuale e non equivalgono a un nuovo contratto. Sono il periodo entro cui la compagnia deve mantenere operante la garanzia del contratto appena scaduto così da evitare un vuoto di copertura immediato tra la fine della vecchia polizza e l’eventuale effetto di quella nuova. Secondo l’articolo 170 bis del Codice delle Assicurazioni, l’impresa deve “mantenere operante, non oltre il quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto, la garanzia prestata con il precedente contratto assicurativo fino all’effetto della nuova polizzaâ€.

Questa formulazione ha due conseguenze. La prima è che se la polizza scade oggi la garanzia RC auto continua a operare ancora per 15 giorni successivi, a meno che prima non entri in vigore una nuova copertura. La seconda è che il periodo non è elastico: allo scadere del quindicesimo giorno la protezione finisce. Da quel momento in poi se non esiste una nuova polizza, il veicolo è scoperto e la circolazione è illegale.

La norma è stata pensata per mettere al riparo il sistema da ritardi, dimenticanze, tempi tecnici di sostituzione della polizza e disallineamenti amministrativi. Il legislatore ha voluto impedire che il passaggio da un contratto all’altro producesse, anche per distrazione, una fascia grigia di circolazione senza copertura.

Quando la tolleranza smette di proteggere

Se una polizza RC auto annuale arriva a scadenza naturale, il veicolo continua a essere coperto per non oltre 15 giorni successivi. La copertura extra cessa prima se una nuova polizza entra in vigore in data anteriore. L’articolo 170 bis collega l’operatività del vecchio contratto “fino all’effetto della nuova polizzaâ€. Questo passaggio conta anche nei casi in cui l’assicurato decida di stipulare con anticipo un nuovo contratto con un’altra compagnia: nel momento in cui il nuovo contratto diventa efficace la vecchia garanzia non rileva più.

C’è poi una distinzione tra esistenza della copertura e possibilità di dimostrarla in caso di controllo o di sinistro. Oggi le verifiche avvengono anche tramite banca dati delle coperture assicurative con il Centro di Informazione italiano che utilizza i dati reperiti nel database delle coperture gestito da Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.

Che cosa accade in caso di incidente nei 15 giorni successivi

Se il sinistro avviene entro il periodo di tolleranza previsto dalla legge, la copertura della vecchia polizza continua a operare, proprio perché il contratto scaduto resta efficace nei limiti temporali fissati dall’articolo 170 bis. La compagnia deve infatti mantenere operante la garanzia fino al quindicesimo giorno successivo o, se anteriore, fino all’effetto del nuovo contratto.

In assenza di una nuova polizza, il danno causato dalla circolazione di un veicolo non assicurato apre scenari più pesanti sia per il profilo sanzionatorio sia per quello patrimoniale.

L’obbligo di avviso della compagnia assicurativa

L’articolo 170 bis impone all’impresa di assicurazione di avvisare il contraente della scadenza del contratto con un preavviso di almeno trenta giorni. L’eventuale mancato avviso non annulla però la scadenza o prolunga la validità della polizza. La norma stabilisce contemporaneamente la durata annuale del contratto, la sua risoluzione automatica e l’obbligo di preavviso. In pratica l’assicurato non può fondare la propria tranquillità sul fatto di aver ricevuto o meno una mail o una comunicazione cartacea. L’obbligo della compagnia esiste, ma la responsabilità di controllare la data di scadenza resta a carico dell’assicurato.

In questo contesto, il divieto di tacito rinnovo valeva in origine per la sola RC auto obbligatoria, mentre sulle coperture accessorie il quadro è stato meno lineare. La legge 124 del 2017 ha esteso il principio della durata annuale e del divieto di rinnovo tacito anche alle assicurazioni dei rischi accessori alla RC auto, sia quando sono inserite nello stesso contratto sia quando vengono stipulate in un contratto distinto.

In pratica per i contratti rientranti nel perimetro della riforma non serve inviare disdetta nemmeno per coperture come furto e incendio, kasko, infortuni del conducente, assistenza stradale e simili, purché si tratti di rischi accessori collegati alla polizza RC auto nei termini indicati dalla legge.

L’abolizione del tacito significa che non può proseguire per effetto dell’inerzia del cliente. L’assicurato può decidere di restare con la stessa impresa, accettare un nuovo preventivo e stipulare un nuovo contratto alle condizioni offerte senza alcun divieto di permanenza. È stato eliminato il meccanismo che trasformava il silenzio dell’assicurato in prosecuzione automatica del rapporto.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 04:00:06 +0000
News n. 23
Tragedia alla 24 Ore del Nürburgring, morto il pilota Juha Miettinen in un incidente

Si apre nel peggiore dei modi la 24 Ore del Nürburgring. Durante le battute iniziali delle qualifiche di sabato, un contatto multiplo ha coinvolto sette auto, portando alla morte Juha Miettinen, pilota finlandese di 66 anni. Fatale si è rivelato un sorpasso apparentemente come tanti altri, dal quale ne era scaturita una carambola: l’urto violentissimo aveva travolto la BMW 325i numero 121 facendo subito temere il peggio.

Nonostante i soccorritori abbiano immediatamente estratto Miettinen dalle lamiere e siano corsi al centro medico, i medici si sono alla fine dovuti arrendere. Gli altri sei piloti rimasti feriti nello scontro sono stati tutti portati in ospedale e nessuno sarebbe in pericolo di vita, mentre Max Verstappen, presente all’evento, non era ancora sceso sul tracciato. La direzione gara ha subito sospeso le qualifiche del sabato, in segno di rispetto la una vita spezzata di un nome noto nell’ambiente.

L’ultimo post prima del tragico incidente

Juha Miettinen aveva una lunga esperienza al volante e nutriva un amore viscerale per le competizioni GT. Iscritto tra i piloti “gentleman”, conosceva benissimo la Nordschleife, tanto da inanellare successi nella classe V4 e in diverse serie endurance. I trascorsi gli permettevano di capire quando spingere e quando rispettare i limiti di un tracciato dal notevole coefficiente di difficoltà, ma l’imprevedibile si è abbattuto e non ha lasciato scampo.

I ritmi serrati e la magia della resistenza tedesca lo avevano spinto a scrivere 24 ore prima del dramma un post entusiasta sul weekend di gara alle porte:

“Due corse in due giorni, la prima a tarda sera e la seconda un po’ troppo presto al mattino, giusto per farvi assaggiare quello che è il gusto di una 24 ore al Nürburgring”

Quelle stesse parole assumono purtroppo ora tutto un altro significato, un testamento spirituale di un grande sportivo che fino all’ultimo ha inseguito il proprio sogno. Di solito molto rumoroso e frenetico, il paddock è sprofondato in un silenzio irreale e anche i maggiori nomi della velocità, pur non essendo direttamente coinvolti — come Max Verstappen, che al momento dell’incidente non era in pista — hanno avvertito il peso di una tragedia che colpisce l’intera comunità del motorsport.

La decisione degli organizzatori

Seppur ancora toccati dall’accaduto, gli organizzatori dell’ADAC hanno confermato la ripresa dell’evento nella giornata di domani. Domenica, durante la formazione della griglia di partenza, piloti, meccanici e spettatori osserveranno un minuto di silenzio per onorare la memoria di Miettinen. La triste notizia riaccende – e non potrebbe essere altrimenti – l’inesauribile dibattito sulle condizioni di sicurezza in piste così tecniche e strette, dove il traffico tra auto di diverse categorie rende ogni sorpasso un rischio da calcolare a fondo.

Tuttavia, nel bene e nel maleil Nürburgring resta un luogo unico al mondo data la ferocia delle sfide, e i partecipanti ne sono consapevoli. Le polemiche passano comunque in secondo piano di fronte al ricordo di un uomo che è morto facendo ciò che amava, in una competizione a cui era parecchio legato. Il Nürburgring lascia il mondo dei motori orfano di uno dei suoi interpreti più appassionati.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 21:08:58 +0000
News n. 24
Che auto guida Biagio Antonacci, lusso e icone pop per il cantautore

Una doppia anima accompagna Biagio Antonacci e le sue auto. Da un lato troviamo l’adrenalina delle prestazioni tedesche, dall’altra la libertà assoluta di un’icona pop intramontabile. Se l’ospite della nuova puntata di Amici riesce ancora a emozionare le nuove generazioni, lo deve anche alla sua capacità di mantenersi giovane al volante di bolidi folgoranti, che farebbero la gioia (e l’invidia) di ogni amante dei motori.

La sportiva e la “spiaggina”: i prezzi

Il piglio sportivo del cantautore viene rivelato da qualcuno a lui molto vicino: il figlio, Giovanni Antonacci, che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha rivelato come nel DNA di famiglia scorra la passione per la Porsche 911 Targa. Dopo averla tanto a lunga attesa, l’artista si è accaparrato la versione più elegante e distintiva della generazione 992, lanciata inizialmente nel 1965 in risposta ai severi standard di sicurezza americani. Quando sfreccia sull’asfalto non puoi fare altro che riconoscerla da due dettagli, il roll-bar in alluminio e il tetto in vetro apribile elettricamente in meno di 20 secondi.

L’architettura della Targa rimanda alla tradizione di Stoccarda. Montato a sbalzo, il sei cilindri boxer biturbo trasmette tutta la sua potenza a terra attraverso la trazione integrale di serie, tenendo incollata la vettura all’asfalto. Se prendiamo a riferimento la GTS, l’auto eroga 480 CV e una coppia di 570 Nm per uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in appena 3,3 secondi. La progressione tipica dei motori Porsche, qui supportata dalla rapidità del cambio PDK a 8 marce, definisce il carattere di un gioiello che, tra personalizzazioni e materiali premium, richiede un investimento superiore ai 170.000 euro.

Suona molto meno cliché l’altra auto mostrata da Biagio Antonacci sui suoi profili social. In uno scatto del 2015 appariva davanti a una Citroën Mehari, o forse una fedele replica su base 2CV. In questo caso la prospettiva si ribalta rispetto agli antipodi della velocità: la piccola francese colonizzava i lungomari, un oggetto di plastica ABS colorato in massa che sprizzava brio da tutti i pori.

Prodotta tra il 1968 e il 1987, la “spiaggina” pesa appena 500 kg e monta un motore bicilindrico da 29 CV. Chiederle di correre è troppo — la velocità massima tocca a stento i 110 km/h — ma l’assenza di portiere, il tetto in tela e la carrozzeria ondulata resistente alla ruggine ne fanno un must nel periodo estivo. Un esemplare conservato in ottime condizioni può valere oggi fino a 25.000 euro, a testimonianza di quanto questo dromedario meccanico (il nome deriva proprio da una razza di cammelli veloci) sia diventato un pezzo da collezione ambitissimo.

Amici: si ingrana la marcia

Accostate le sue auto sul lato della strada, Biagio Antonacci ha un impegno a cui non può mancare: la quinta puntata del serale di Amici di Maria De Filippi. È affidato a lui e all’ex allievo della scuola Nicolò Filippucci, fresco vincitore di Sanremo Giovani, lo spazio musicale, mentre la competizione entra nel vivo con soli dieci allievi rimasti in gara.

In una giuria composta da nomi del calibro di Gigi D’Alessio, Amadeus, Cristiano Malgioglio ed Elena D’Amario, Antonacci porta il suo carisma in una serata imperdibile anche sul fronte dell’intrattenimento, grazie alla presenza di Vanessa Incontrada, Luca Laurenti e Carlo Amleto. Una breve parentesi prima di risalire in auto e ingranare la marcia verso il prossimo viaggio.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 19:51:17 +0000
News n. 25
Imola accende il WEC: Hyperpole alla Ferrari e Kimi Antonelli per il via alla gara

All’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari l’aria è elettrica, densa di aspettative e di quel rombo profondo che solo il WEC sa regalare. La 6 Ore di Imola 2026, primo round stagionale, è molto più di una gara: è un manifesto tecnico, una sfida industriale, un racconto sportivo che si consuma sul filo dei millesimi. E oggi, con la Hyperpole della Ferrari di Antonio Giovinazzi, tutto converge verso un unico punto: la prestazione pura.

Ferrari detta il ritmo

Il weekend pre-gara di Imola ha confermato una verità che nel paddock si respira già da tempo: la Ferrari è il riferimento, ma non ha alcun margine per rilassarsi. La 499P ha mostrato una solidità impressionante ma il successo è tutt’altro che scontato. Alle sue spalle, le rivali dimostrano quanto il livello sia esasperatamente alto. In un WEC così equilibrato basta un dettaglio in gara per ribaltare tutto. Imola, in questo senso, sta raccontando una Ferrari forte, completa, ma ancora immersa in una battaglia totale, dove ogni vantaggio va difeso giro dopo giro.

Prologo

Tutto è iniziato martedì 14 aprile, una giornata di test ufficiali per costruire la stagione. Prima ancora delle libere, una giornata per capire gli equilibri del campionato. Ferrari si è subito messa in evidenza, mostrando una solidità impressionante sia sul giro secco che sul passo gara.

Il dato più interessante è stato un altro, la profondità della griglia. In pista 35 vetture tra Hypercar e LMGT3 per un WEC 2026 che si è presentato come uno dei campionati più competitivi degli ultimi anni. Il Prologo non ha assegnato punti, ma ha racconta una verità, quella che nessuno può permettersi errori.

Prove libere 1

La giornata di venerdì 17 aprile ha immediatamente lanciato un messaggio forte al paddock: la Ferrari resta il riferimento. Nella prima sessione di prove libere, le tre 499P hanno monopolizzato la vetta della classifica, con la numero 83 di Philip Hanson davanti a tutti in 1’31″739.

A seguire la numero 50 di Miguel Molina e la numero 51 di James Calado. Un risultato che non è solo simbolico ma la conferma di una macchina nata bene, evoluta meglio e già perfettamente integrata con il tracciato di Imola. La temperatura mite e l’asfalto in progressiva evoluzione hanno favorito una lettura chiara dei valori in campo. Dietro, però, restano in scia, tutte racchiuse in pochi decimi già nelle prime fasi del weekend.

Prove libere 2

Nel pomeriggio del venerdì, lo scenario si è fatto più complesso. Ferrari restava competitiva, ma il margine si assottigliava e anzi a dominare è stata la Alpine numero 35 di Christian Milesi. Gli avversari hanno iniziano a mostrare il proprio potenziale. Le condizioni più calde dell’asfalto hanno cambiano il comportamento delle gomme e messo in evidenza un dato chiave, la gara sarà una partita di gestione oltre che di velocità. Il verdetto del venerdì? Ferrari favorita, ma non imbattibile. E soprattutto equilibrio totale.

Prove libere 3

La terza sessione di libere del sabato mattina 18 aprile, è stata l’ultimo banco di prova prima delle qualifiche. Meno tempo, più pressione. I team hanno lavorato su due fronti, la simulazione qualifica e la gestione traffico. Le Ferrari hanno continuato a brillare, ma con margini ormai ridotti al minimo. Il gruppo Hypercar è compattissimo, segno di un Balance of Performance (BoP) che a Imola sembra aver centrato l’obiettivo.

Hyperpole

Prima una sessione di qualifiche di pochi minuti, poi la Hyperpole per i migliori dieci. È qui che il talento del pilota incontra la perfezione tecnica della vettura. La Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi conquista la pole position della classe regina dell’endurance con il tempo di 1’3′”127. Un risultato importante perché a Imola partire davanti significa controllare il ritmo, evitare traffico e costruire una strategia vincente fin dal primo stint. Secondo a sorpresa la Toyota di Ryo Hirakava staccato di 0,011s.

Le riflessioni

Imola non è un circuito qualsiasi. È una pista che punisce gli errori, esalta la precisione e premia il coraggio. Curve come Acque Minerali e Rivazza trasformano ogni giro in un esercizio di equilibrio tra rischio e controllo. Non basta essere veloci, bisogna essere perfetti. La Ferrari gioca in casa, non solo geograficamente, ma emotivamente. Il pubblico del WEC spinge, la domenica il tifo si sente e ogni giro veloce diventa un boato.

Ferdinando Cannizzo, Responsabile Ferrari Endurance Race Cars, ha commentato a fiawec.com: “Nelle corse di resistenza come in qualsiasi competizione, il successo precedente non garantisce nulla; semmai alza l’asticella. Il nostro obiettivo sarà quello di estrarre il massimo assoluto dal pacchetto che abbiamo oggi, gara dopo gara. Il nostro approccio è lo stesso che ci ha permesso di costruire le basi dei risultati della scorsa stagione. Le prestazioni sono la somma di innumerevoli piccoli dettagli, la maggior parte dei quali non sono visibili esternamente. È qui che abbiamo concentrato i nostri sforzi. Tutto ciò che facciamo nelle prime gare deve essere preso di mira non solo a ottimizzare le prestazioni per Imola e Spa, ma anche a raccogliere input affidabili per la nostra simulazione, sapendo che la configurazione della vettura e l’assetto ottimale su una pista ad alta efficienza come Le Mans sono completamente diversi da quelli che usiamo alle altre piste del campionato”.

Il dettaglio: Kimi Antonelli

Il dettaglio che rende ancora più speciale la 6 Ore di Imola 2026 è che, a sventolare la bandiera verde, ci sarà Kimi Antonelli. Un gesto simbolico, ma potentissimo. Antonelli rappresenta il futuro del motorsport italiano, la nuova generazione che sta già bussando alle porte dell’élite mondiale. La sua presenza a Imola non è solo una celebrazione, ma un passaggio di testimone ideale tra passato, presente e futuro. Nel tempio della velocità italiana, un giovane talento darà il via a una gara che mescola tecnologia estrema e tradizione pura.

Attesa per la gara

La fotografia del primo weekend dell’anno del Mondiale WEC è chiara: Ferrari davanti, ma sotto pressione. I rivali sono pronti a colpire sfruttando un equilibrio totale nei valori in campo. Strategia e gestione saranno decisive. La 6 Ore di Imola è pronta a partire, una battaglia lunga sei ore che nasce in dieci minuti. La gara di sei ore è in calendario domenica 19 aprile dalle ore 13:00.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 16:04:28 +0000


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