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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

La situazione del traffico autostradale in Italia il 19 gennaio 2026 è caratterizzata principalmente da numerosi cantieri con chiusure di tratti e aree di servizio che interesseranno diverse tratte, causando deviazioni e rallentamenti. Non si registrano code particolarmente lunghe ma si segnalano condizioni meteorologiche avverse come vento forte e pioggia su alcuni tratti. Tra gli eventi più significativi, l’entrata chiusa a Cesena sulla A14 Bologna-Taranto e il tratto chiuso tra Ronco Scrivia e Vignole Borbera sulla A7 Milano-Genova a causa di lavori in corso.

 

A1 Milano-Napoli



22:04 – Uscita Colleferro
Uscita chiusa al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 provenendo da Roma per lavori.
Direzione Napoli
Uscita consigliata provenendo da Roma: Valmontone.



22:03 – Area di servizio Montepulciano ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Napoli



22:02 – Entrata Firenze Impruneta
Entrata chiusa al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 verso Bologna per lavori.
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Bologna: Firenze Scandicci.



21:55 – Uscita Valdichiana
Uscita chiusa al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 provenendo da Roma per lavori.
Direzione Milano
Uscita consigliata provenendo da Roma: Chiusi.



21:54 – Entrata Valdichiana
Entrata chiusa al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 verso Firenze per lavori.
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Firenze: Monte San Savino.



21:52 – Uscita Casalpusterlengo
Uscita chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 provenendo da Bologna per lavori.
Direzione Milano
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Basso Lodigiano.



21:00 – Tratto Reggio Emilia-Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Bologna: Modena Nord. Uscita consigliata provenendo da Milano: Reggio Emilia.



21:00 – Entrata Reggio Emilia
Entrata chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Milano: Terre di Canossa – Campegine. Entrata consigliata verso Bologna: Modena Nord.



20:14 – Bivio A1-Variante e Badia
Traffico rallentato per traffico intenso.
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 8.0 al chilometro 15.6 per una lunghezza di 7.6 km.



21:13 – Tra Chiusi e Magliano Sabina
Pioggia in corso.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 417.6 al chilometro 500.9 per una lunghezza di 83.3 km.



21:12 – Tra Rioveggio e Aglio km 255
Prevista neve.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 222.7 al chilometro 255.45 per una lunghezza di 32.75 km.



22:00 – Tratto Allacciamento A1 Milano-Napoli e Inizio Tangenziale Est Milano
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Tangenziale Est Di Milano
Entrata consigliata verso Tangenziale est di Milano: Inizio Raccordo A1 Milano-Napoli su A51 Tangenziale est Milano. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Milano-Napoli: Bivio A1/Raccordo Tang. est MI su A1 Milano-Napoli.

A10 Genova-Ventimiglia



22:01 – Tratto Genova Pra’ – Genova Aeroporto
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Aeroporto.



22:01 – Bivio Compl.Savona/A6 Torino-Savona
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 provenendo da Ventimiglia verso Torino per lavori.
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Torino: Altare su A6 Torino-Savona. Uscita consigliata provenendo da Genova: Savona Vado.



22:01 – Bivio Compl.Savona/A6 Torino-Savona
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 provenendo da Genova verso Torino per lavori.
Direzione Ventimiglia
Entrata consigliata verso Torino: Altare su A6 Torino-Savona. Uscita consigliata provenendo da Genova: Savona Vado.



22:01 – Uscita Genova Aeroporto
Uscita chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 provenendo da Genova per lavori.
Direzione Ventimiglia
Uscita consigliata provenendo da Genova: Genova Ovest su A7 Milano-Genova.



21:21 – Tra Genova Pra’ e Bivio A10/Fine Complanare Savona
Vento forte in corso.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 10.7 al chilometro 44.8 per una lunghezza di 34.1 km.

A13 Bologna-Padova



21:13 – Entrata Villamarzana
Entrata chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 verso Bologna per lavori.
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Occhiobello.



21:12 – Uscita Villamarzana
Uscita chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 provenendo da Padova per lavori.
Direzione Bologna
Uscita consigliata provenendo da Padova: Rovigo.



21:04 – Tratto Ferrara Nord – Ferrara Sud
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Ferrara sud. Uscita consigliata provenendo da Padova: Ferrara Nord.



21:01 – Tratto Altedo – Ferrara Sud
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Padova
Entrata consigliata verso Padova: Ferrara sud. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Altedo.

A14 Bologna-Taranto



22:05 – Entrata Cesena
Entrata chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Bologna: Cesena Nord. Entrata consigliata verso Ancona: Valle Del Rubicone.



22:04 – Area di servizio Piceno est
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Ancona



22:04 – Area di servizio Piceno ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Taranto



22:03 – Tratto Pedaso – Grottammare
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Ancona: Pedaso. Entrata consigliata verso Pescara: Grottammare.



22:01 – Tratto Bivio Tangenziale Bari – Modugno
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione autostrada Bologna-Taranto
Entrata consigliata verso Autostrada Bologna-Taranto: Modugno.



22:01 – Tra Ancona sud e Porto Sant’ Elpidio
Vento forte in corso.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 245.5 al chilometro 262.6 per una lunghezza di 17.1 km.



22:01 – Ristorante area di servizio Le Saline Ovest
Ristorante chiuso.
Direzione Taranto



21:58 – Area di servizio Le Saline est
Servizi di ristorazione non disponibili.
Direzione Pescara



21:41 – Entrata Castel San Pietro
Entrata chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Bologna: Bologna San Lazzaro. Entrata consigliata verso Ancona: Imola.

A14 Ravenna



21:18 – Nodo Diramazione Ravenna / SS16 Adriatica
Chiuso al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 provenendo da Autostrada Bologna-Taranto verso Ravenna per lavori.
Direzione Ravenna
Entrata consigliata: Fornace Zarattini. Uscita consigliata: Fornace Zarattini.

A4 Torino-Trieste



21:00 – Uscita Rovato
Uscita chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 provenendo da Milano per lavori.
Direzione Trieste
Uscita consigliata provenendo da Milano: Palazzolo.

A5 Torino – Aosta – Monte Bianco



21:33 – Tratto Courmayeur sud – Aosta Ovest
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Torino



21:33 – Tratto Aosta Ovest Svincolo – Autoporto
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Torino



21:33 – Entrata Aosta Ovest Svincolo
Entrata chiusa al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 verso Torino per lavori.
Direzione Torino



21:04 – Tratto Aosta Ovest Svincolo – Raccordo A5/SS26 dir
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Monte Bianco

A7 Milano-Genova



22:05 – Area di servizio Giovi est
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 20/01/2026 per tratto chiuso.
Direzione Milano



22:04 – Tratto Ronco Scrivia – Vignole Borbera
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Milano: Vignole Borbera.

A12 Genova-Roma



22:02 – Entrata Chiavari
Entrata chiusa al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 verso Genova per lavori.
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Lavagna.

A16 Napoli-Canosa



21:56 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 20/01/2026.
Direzione Canosa



21:56 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 del 20/01/2026.
Direzione Canosa



21:05 – Bivio A1/A16 Napoli-Canosa
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 provenendo da Roma verso Canosa per lavori.
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Canosa: Pomigliano su A16 Napoli-Canosa. Uscita consigliata provenendo da Roma: Nodo A1/Acerra-Afragola.

A26 Ge-Voltri-Gravellona Toce



21:06 – Area di servizio Stura ovest
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 20/01/2026 per tratto chiuso.
Direzione Genova Voltri



21:05 – Tratto Bivio A26/Diramazione A7 Milano-Genova – Masone
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Genova Voltri

A24 Roma-Teramo



22:05 – Nodo A24/A1 Milano-Napoli
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 20/01/2026 provenendo da Teramo verso Firenze per lavori.
Direzione Roma
Entrata consigliata verso Firenze : Roma Nord su A1 Diramazione Roma Nord – GRA. Uscita consigliata provenendo da Teramo: Roma est.



20:59 – Tra Carsoli-Oricola e Tagliacozzo
Vento forte in corso.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 50.633 al chilometro 61.25 per una lunghezza di 10.617 km.

A23 Palmanova-Tarvisio



20:53 – Tra Carnia e Confine di Stato
Vento forte in corso.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 59.6 al chilometro 119.9 per una lunghezza di 60.3 km.

A25 Torano-Pescara



20:08 – Tra Bussi-Popoli e Torre de’ Passeri-Casauria
Vento forte in corso.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 149.9 al chilometro 157.2 per una lunghezza di 7.3 km.

T06 Complanare di Bologna



21:17 – Svincolo SS 9 Via Emilia
Chiuso al traffico fino alle 05:00 del 20/01/2026 provenendo da Complanare di Bologna verso Modena per lavori.
Direzione Bologna Borgo Panigale
Entrata consigliata verso Modena: Svincolo San Giovanni in Persiceto. Uscita consigliata provenendo da Complanare di Bologna: Svincolo San Giovanni in Persiceto.

T11 Tangenziale Udine



21:42 – Tratto Udine Nord – Bivio Raccordo A23/Tangenz. Udine
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 20/01/2026 per lavori.
Direzione Tangenziale Ovest Di Udine
Uscita consigliata provenendo da A23 Udine Nord: Udine Nord.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 21:08:00 +0000
News n. 2
Al volante senza patente e 15 fermi sull’auto, l’incredibile storia del “pirata†in Brianza

Arriva dalla Brianza una storia che ha dell’incredibile e che, probabilmente, potrebbe rappresentare un vero e proprio record di violazioni del Codice della Strada nel corso degli ultimi 30 anni. Tutto nasce da un controllo di routine da parte della Polizia locale che ha fermato un’auto per alcune verifiche lo scorso 14 gennaio a Bovisio Masciago. Il caso, riportato da Monza Today, non si è concluso con una semplice multa per una violazione delle norme stradali. Al momento dell’accertamento, infatti, gli agenti sono rimasti senza parole e hanno subito capito di trovarsi di fronte a un caso unico nel suo genere. Andiamo a riepilogare tutti i dettagli su questo caso davvero particolare che vede come protagonista quello che possiamo definire come il “pirata” della Brianza.

Cosa è successo

Come detto in apertura, tutto nasce da un semplice controllo. Gli agenti della Locale, infatti, hanno fermato una vettura per delle verifiche. Alla guida del veicolo c’era un uomo di 60 anni, residente a Cesano Maderno. Al momento del controllo, l’uomo ha esibito solo la documentazione dell’auto in quanto non aveva la patente. Il documento di guida era stato ritirato. Tale ritiro, però, non era avvenuto di recente. L’automobilista non aveva più la patente da 30 anni ma continuava a guidare normalmente, in piena violazione di tutte le norme del Codice della Strada.

Un rapido approfondimento ha confermato che non si trattava della prima volta: l’uomo era già stato fermato nel 2024 da una pattuglia di Carabinieri, a Nova Milanese, mentre era alla guida (sempre senza patente). In quell’occasione, era scattata una maxi multa che, però, non è mai stata pagata. Questa volta, a causa della recidiva, è arrivata anche una denuncia penale per l’automobilista che ha guidato per 30 anni senza documento. Ricordiamo che con le nuove norme il ritiro del documento di guida è ora valido in tutta l’Ue, garantendo sempre più sicurezza durante la circolazione.

Anche l’auto non era in regola

Il caso del “pirata” della Brianza non si ferma qui. Anche la vettura su cui l’uomo viaggiava, infatti, non era in regola ed era stata sottoposta a ben 15 fermi amministrativi nel corso degli anni. L’automobilista, però, continuava a utilizzare il veicolo nonostante i provvedimenti di fermo. Gli agenti della Polizia Locale sono stati costretti ad avviare il sequestro immediato del veicolo ai fini della confisca. La vettura risulta essere intestata alla moglie dell’uomo fermato. Per la donna è scattata una multa di 354 euro a causa di un incauto affidamento del mezzo che era stato lasciato alla disponibilità del marito, nonostante la stessa fosse a conoscenza del provvedimento con cui al coniuge era stata ritirata, da tempo, la patente di guida. Ulteriori aggiornamenti sul caso potrebbero emergere nel corso dei prossimi giorni. Per l’automobilista fermato senza documento di guida ci saranno conseguenze penali che dovrebbero impedirgli, una volta e per tutte, di mettersi alla guida.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 14:45:46 +0000
News n. 3
Ford vuole le batterie di BYD: trattative avviate tra le aziende

Per portare avanti la sua strategia di elettrificazione, Ford è pronta ad affidarsi a un partner d’eccezione come BYD. Ad anticipare un possibile accordo tra le due aziende, un simbolo del settore automotive americano e l’altra punto di riferimento dell’industria cinese, è un report del Wall Street Journal che fornisce alcune indiscrezioni molto interessanti su quelle che potrebbero essere le scelte di Ford per il suo futuro. Andiamo a fare il punto sulle informazioni disponibili sulla trattativa che potrebbe rivoluzionare il mercato, sostenendo la crescita di Ford.

La trattativa

Secondo le informazioni trapelate, Ford avrebbe avviato una trattativa con BYD. L’obiettivo dell’azienda americana è quello di acquistare le batterie prodotte dal colosso cinese in modo da poter contare su una fornitura essenziale per lo sviluppo della sua gamma e, in particolare, per i suoi modelli ibridi (sia Full Hybrid che Plug-in Hybrid). Attualmente, l’accordo non sarebbe ancora stato finalizzato, in quanto ci sarebbero diversi aspetti da limare, ma le trattative vanno avanti e da ambo le parti ci sarebbe interesse a raggiungere una soluzione positiva.

Per il momento, Ford non ha confermato la trattativa, ma, con una dichiarazione di un portavoce, ha scelto anche di non smentirla sottolineando di “parlare con molte aziende di molte cose“. In sostanza, la fornitura di batterie da BYD è un’opzione sul tavolo, ma una conferma in tal senso arriverà soltanto quando ci sarà un accordo completo tra le due parti. La notizia non è stata accolta in modo positivo da parte del Governo americano. Anche se, per il momento, non c’è una dichiarazione ufficiale sul tema, il consigliere per il commercio, Peter Navarro, ha utilizzato il social X per criticare la posizione di Ford in merito a un possibile “deal” con un’azienda cinese. Ricordiamo che BYD continua a crescere, con una gamma sempre più ricca e volumi di vendita da protagonista assoluta del mercato, come confermano anche i risultati ottenuti in Italia.

Più partner per il futuro

Il possibile accordo con BYD rientra in una strategia ben precisa che Ford sta portando avanti da tempo. Non potendo sviluppare tutte le tecnologie “in casa”, la Casa punta a stringere partnership strategiche in grado di accrescere in modo significativo il valore della propria gamma. È il caso, ad esempio, dell’accordo con Volkswagen che ha già portato allo sviluppo di diverse auto elettriche destinate, principalmente, al mercato europeo. Nel frattempo, negli ultimi mesi è arrivata la conferma della partnership con Renault che porterà alla nascita di nuove elettriche low cost, con un progetto che permetterà all’azienda americana di crescere nel settore delle vetture a zero emissioni, soprattutto in termini di volumi.

Grazie a queste partnership, Ford può aggiornare la gamma, con l’obiettivo di colmare il gap con le concorrenti in termini di tecnologia (soprattutto per quanto riguarda l’elettrificazione). In questo modo, la Casa ha la possibilità di superare le difficoltà registrate in questi ultimi anni e confermarsi un punto di riferimento del mercato delle quattro ruote a livello globale. Ulteriori aggiornamenti sul possibile accordo con BYD dovrebbero arrivare a breve.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 14:10:03 +0000
News n. 4
All’asta una Bugatti Chiron unica al mondo: valore da record

Nel gelo dorato dell’inverno dell’Arizona, fra cactus spettrali e tappeti di gala, il 23 gennaio 2026 si consumerà un capitolo che gli appassionati dell’automobile aspettano da mesi: Bonhams metterà all’asta una delle hypercar più sfarzose e desiderate del pianeta, la Bugatti Chiron Super Sport Éléphant Blanc. Una vettura che non è soltanto un’automobile, ma un manifesto di opulenza, un’interpretazione moderna e strabiliante di ciò che significa “auto di lusso totaleâ€.

Una leggenda rivisitata

La Chiron Super Sport Éléphant Blanc non è un semplice modello di serie con qualche extra. È una one‑off creata su misura nel quadro del programma Bugatti Sur Mesure, il servizio di personalizzazione estrema che consente a un collezionista di plasmare ogni dettaglio – dai colori agli interni, dalle rifiniture ai simboli – con una cura artigianale che rasenta la follia aristocratica. La scelta estetica è tanto audace quanto raffinata: una carrozzeria in Glacier White – bianco glaciale, puro come la neve delle Alpi – che avvolge la sagoma iper‑allungata della Super Sport, abbinata a un interno in French Racing Blue, una tonalità profonda e regale che evoca nobiltà e dinastia.

Ma ciò che davvero distingue questa Chiron è il tributo alla Bugatti Type 41 Royale, epico simbolo di potenza e stravaganza costruttiva negli anni d’oro tra le due guerre mondiali. Quel colosso automobilistico, costruito per re e governanti, aveva sul radiatore una mascotte speciale: l’elefante danzante, scolpito da Rembrandt Bugatti, fratello di Ettore. Ora l’elefante torna, sublimato in ricami sui poggiatesta e dettagli sottili ma irresistibili, a legare visivamente passato e futuro.

Anima e fisico di un colosso

Sotto il cofano, la macchina non tradisce le aspettative: un propulsore W16 quadriturbo da 8,0 litri, capace di erogare 1.578 CV di potenza e 1.180 Nm di coppia, spingono questa belva da 0 a 100 km/h in appena 2,3 secondi. Queste cifre non sono frutto di fantasia: rispecchiano la filosofia ingegneristica più audace di Bugatti, portatrice di un’eredità di record. Basti pensare al precedente prototipo della Chiron Super Sport 300+, che nel 2019 superò la barriera dei 480 km/h con una velocità massima certificata di 488,773 km/h.

Ogni componente è stato pensato per resistere a forze estreme: turbocompressori di nuova concezione, materiali ultraleggeri e un’aerodinamica che coniuga stabilità e velocità purissima. Il “long tail†– la coda allungata rispetto alla Chiron standard – non serve solo a dare un profilo più elegante: aumenta la deportanza e la stabilità a velocità prossime all’impossibile.

Un quadro di esclusività totale

Con circa 2.750 miglia all’attivo – ovvero poco più di 4.400 km – questa Éléphant Blanc si presenta al mercato con un pedigree perfetto: ancora con la finitura originale, consegnata al collezionista in Canada e configurata secondo i gusti del mercato statunitense.

E ora eccola, sotto i riflettori della grande asta di Scottsdale, pronta a sfidare i sogni più arditi dei collezionisti di tutto il mondo. Una sfilata di icone accompagnerà il suo ingresso: classici senza tempo e altre rarità che insieme formano un caleidoscopio di lusso automobilistico.

Valore e mito

La stima di vendita è già di per sé una dichiarazione di forza di questa speciale Bugatti: tra i 3 milioni e 900.000 e i 4 milioni e 300.000 euro. Sono numeri da capogiro per un pezzo di ingegneria raffinato, unico in tutto il globo.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 12:25:17 +0000
News n. 5
Volkswagen stupì tutti con la caffettiera in auto, un’idea del 1959

Nel 1959, nel cuore dell’Europa che ancora si rimetteva dalle cicatrici della guerra e celebrava la rinascita industriale, un’idea sfuggita a ogni buon senso e a ogni ingegnere prudente prese forma in Germania: una macchina del caffè da montare nel cruscotto di una Volkswagen Maggiolino. Sembra veramente assurdo, ma è andata così, un vero e proprio dispositivo che prometteva di fare il caffè direttamente a bordo della macchina.

Quella che oggi assomiglia a una barzelletta, si chiamava Hertella Auto Kaffeemaschine, prodotta da una piccola ditta tedesca chiamata Hertella e proposta come accessorio per il Maggiolino. Non era un’opzione di serie, non fu omologata dai tecnici di Wolfsburg e non fece alcuna rivoluzione nel mercato automobilistico. Ma per chi la possedeva — pochi fortunati o forse solo pochi avventati — rappresentava il sogno di una modernità che avrebbe potuto cambiare, almeno nella fantasia degli automobilisti, il modo di vivere il viaggio su una vettura.

Il sogno di un caffè on the road

Immaginate la scena: le strade europee appena asfaltate, la Vespa che sfreccia accanto, e voi, alla guida di un Maggiolino, con un semplice connettore nell’accendisigari. Non c’era nessun pulsante on/off — la macchina si accendeva appena la collegavi alla presa da 6 o 12 volt, consumando la corrente del veicolo proprio come una piccola lampadina.

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Dentro quel cilindretto di metallo cromato si versava l’acqua, si aggiungevano i fondi di caffè e si attendeva. Però non aspettatevi la crema densa di un espresso italiano: il metodo di estrazione era più simile all’infusione di un tè, con l’acqua che veniva semplicemente riscaldata fino a raggiungere l’ebollizione.

Magneti, porcellana e qualche dubbio di sicurezza

La Hertella non era priva di un certo senso estetico. Le tazzine che accompagnavano l’accessorio erano in porcellana, minuscole coppe con alla base un disco metallico che permetteva loro di aderire magneticamente al corpo della macchina del caffè. La logica era semplice: evitare che, fra buche e curve, il caffè bollente finisse sul sedile o, peggio, in grembo a un malcapitato guidatore.

Eppure, per quanto ingegnosa nella sua applicazione, la Hertella si scontrava con la realtà: l’idea di bollire acqua in un abitacolo in movimento non era proprio il massimo della sicurezza. Ancora oggi, chiunque veda una foto di questo dispositivo replica con ironia: quanto era improbabile che qualcuno lo usasse davvero mentre guidava?

Rarità, mito e memoria

L’accessorio non vendette molto. Secondo varie stime dei collezionisti — che hanno passato anni a cercarne esemplari originali — ad oggi potrebbero esisterne al massimo sei nel mondo, sopravvissuti come reliquie di un’epoca in cui l’automobile era ancora laboratorio di curiosità tecniche.

In un mercato in cui perfino l’autoradio o il cambio automatico erano innovazioni che facevano notizia, la Hertella spiccava per la sua singolarità. Era l’idea di un comfort stradale che nessuno aveva realmente chiesto, ma che parlava di un futuro in cui l’auto avrebbe soddisfatto ogni desiderio: dal caldo ai sedili, dal vento nel parabrezza ai piaceri di un caffè “on the roadâ€.

Una leggenda fuori dal tempo

Oggi, quando discutiamo di motori e tecnologia, spesso ci concentriamo su display touch, assistenti vocali o guida autonoma. Ma se guardiamo alla Hertella Auto Kaffeemaschine del 1959, scopriamo una storia che parla di un tempo in cui la mobilità era ancora un terreno di fantasia, di gadget e di esperimenti curiosi. Un tempo in cui qualcuno — forse con troppa fede nella praticità, o forse con troppa passione per il caffè pensò che il futuro dell’auto includesse il profumo di caffè appena fatto, anche mentre si correva verso destinazioni lontane.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 11:34:29 +0000
News n. 6
Drive by Wire, che cos’è e tutti i vantaggi che porta oggi in auto

Per oltre un secolo, il legame tra il conducente e la strada è stato garantito da una connessione fisica e tangibile: aste d’acciaio, cavi in tensione e sistemi idraulici. Girare il volante significava muovere meccanicamente una cremagliera; premere il freno comportava lo spostamento fisico di un fluido. Oggi, questa architettura tradizionale sta cedendo il passo a una nuova era: quella del Drive by Wire.

Con questo termine si indica un insieme di tecnologie che sostituiscono i collegamenti meccanici o idraulici convenzionali con segnali elettronici trasmessi tramite cavi elettrici (da qui il termine “wire“). In questo ecosistema, gli input del guidatore non azionano più direttamente i componenti meccanici, ma vengono letti da sensori e rielaborati da unità di controllo elettronico (ECU), che a loro volta comandano attuatori elettromeccanici per eseguire l’operazione desiderata.

Questa transizione non rappresenta soltanto una semplificazione costruttiva, ma costituisce la pietra angolare per l’evoluzione dei sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e, in prospettiva, per la guida autonoma. Eliminando i vincoli fisici della meccanica, il Drive by Wire ridefinisce il concetto di controllo del veicolo, aprendo a scenari di efficienza e design precedentemente inimmaginabili, pur sollevando sfide cruciali in termini di sicurezza informatica e ridondanza dei sistemi. In questo approfondimento, analizzeremo le diverse declinazioni di questa tecnologia — dal Throttle by Wire allo Steer by Wire — valutando i benefici in termini di dinamica del veicolo e le criticità legate alla percezione del feedback da parte del conducente.

Come funziona il Drive by Wire

L’architettura Drive by Wire rompe il paradigma della connessione lineare “comando-azione”. In un sistema tradizionale, la forza fisica del guidatore viene moltiplicata (tramite leve o servocomandi) e trasmessa ai componenti. Nel DbW, il sistema si basa su una catena di tre elementi fondamentali:

  • sensori di input: trasformano la pressione sul pedale o la rotazione del volante in un segnale elettrico (es. potenziometri o sensori a effetto Hall);
  • unità di controllo elettronico (ECU): elabora i dati ricevuti incrociandoli con parametri come velocità del veicolo, angolo di imbardata e aderenza;
  • attuatori elettromeccanici: motori elettrici ad alta precisione (spesso di tipo brushless) che eseguono fisicamente il lavoro meccanico.

Questa architettura permette di “filtrare” gli input del guidatore, correggendo eventuali errori o ottimizzando la risposta in base alle condizioni ambientali.

Tipologie di Drive by Wire

Come già anticipato, il Drive by Wire può essere di diverse tipologie, in particolare:

  • electronic throttle control (ETC): è la forma più comune. Non essendoci un cavo fisico, la centralina può gestire l’apertura della farfalla non solo in base al pedale, ma anche per ottimizzare i consumi o stabilizzare la vettura in caso di perdita di trazione;
  • Brake by Wire: fondamentale nelle auto ibride ed elettriche. Il sistema deve decidere in millisecondi come ripartire la forza frenante tra i freni a disco e la frenata rigenerativa del motore elettrico, garantendo una sensazione costante sul pedale;
  • Steer by Wire: è la tecnologia più audace. Rimuove il piantone dello sterzo, permettendo di variare il rapporto di sterzata in modo dinamico: molto diretto in manovra, meno sensibile in autostrada;
  • Shift by Wire: sostituisce i leveraggi del cambio con impulsi elettrici, permettendo di utilizzare pulsanti, rotelle o persino l’automazione totale nel passaggio tra “Park” e “Drive”.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi

In un’auto tradizionale, trasmettere un comando dal posto di guida alle ruote o ai freni richiede una quantità enorme di componenti “passivi”: piantoni dello sterzo in acciaio, alberi di rinvio, giunti cardanici, cilindri maestri idraulici e metri di tubazioni in rame o treccia metallica. Questi non sono solo pesanti, ma sono anche soggetti a inerzia e attriti interni. Sostituire tutto questo con sottili cavi elettrici in rame o fibra ottica e piccoli attuatori in lega leggera permette di risparmiare decine di chilogrammi.

Questo alleggerimento ha un effetto a cascata: meno massa significa minor consumo di energia per l’accelerazione e, nel caso dei veicoli elettrici, un aumento dell’autonomia della batteria. Inoltre, l’assenza di fluidi idraulici elimina il rischio di perdite e la necessità di smaltimento di oli esausti, rendendo il veicolo intrinsecamente più ecologico e semplice da manutenere.

Il vantaggio forse più affascinante per un progettista è la completa de-strutturazione del layout interno. In un sistema meccanico, la posizione del volante è vincolata dalla necessità di allinearsi con la scatola dello sterzo nel vano motore; è un legame fisico che “buca” la struttura dell’auto. Con il Drive by Wire, questo vincolo scompare. Poiché il volante è solo un’interfaccia elettronica, può essere posizionato ovunque, o persino essere retrattile. Questo permette di avanzare la plancia, aumentando lo spazio per le gambe e creando un abitacolo che somiglia più a un salotto che a una cabina di pilotaggio.

La paratia che separa il motore dall’abitacolo può essere progettata esclusivamente per scopi strutturali e di isolamento acustico, senza dover prevedere fori per il passaggio di piantoni e leveraggi, migliorando drasticamente la silenziosità a bordo e la gestione dei flussi termici.

Uno degli aspetti più dibattuti riguarda la perdita della connessione sensoriale. In un’auto classica, si sente il volante che si alleggerisce quando le ruote perdono aderenza o la vibrazione del pedale quando interviene l’ABS. Con i sistemi by Wire, questa connessione è interrotta. Per ovviare a questo isolamento, gli ingegneri devono progettare sistemi di “feedback aptico”. Si tratta di motori elettrici dedicati, montati sul volante o sul pedale, che simulano artificialmente le resistenze e le vibrazioni che il guidatore si aspetta di sentire. La sfida è puramente algoritmica: riuscire a tradurre i dati della strada in una sensazione tattile che sembri naturale e non artificiale.

In ultima analisi, il Drive by Wire è il tassello mancante per la piena realizzazione della guida autonoma. Un computer non può azionare un pedale meccanico con la stessa precisione e velocità con cui può inviare un impulso elettrico a un attuatore. Questa tecnologia trasforma l’auto in una piattaforma aggiornabile. In futuro, potremo scaricare un aggiornamento software che cambia completamente la taratura dello sterzo o la risposta dei freni, permettendo al veicolo di evolversi e migliorare anche anni dopo essere uscito dalla fabbrica. L’automobile smette di essere un prodotto meccanico finito per diventare un dispositivo digitale in continua evoluzione.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 11:34:00 +0000
News n. 7
Nuova regola per le auto storiche, niente più obbligo di assicurazione per i mezzi fermi

Cambiano ancora una volta le regole sull’assicurazione dei veicoli e, con esse, anche gli obblighi per automobilisti, collezionisti e appassionati. Il Governo ha approvato un nuovo decreto legislativo, ora all’esame del Parlamento, che recepisce la direttiva europea 2021/2118 e interviene sulla disciplina della responsabilità civile auto. Una riforma tecnica solo in apparenza, che corregge le norme introdotte nel 2024 e chiarisce finalmente quando un veicolo fermo in garage deve essere assicurato e quando, invece, può restarne fuori.

La deroga all’obbligo: in cosa consiste

Il punto più delicato del provvedimento riguarda proprio i veicoli che non circolano. Dopo mesi di polemiche e interpretazioni contrastanti, il Consiglio dei ministri ha introdotto una deroga all’obbligo assicurativo per i mezzi definiti “non idonei all’usoâ€, cioè privi in modo stabile di parti essenziali che ne consentano la circolazione. Una correzione di rotta rispetto a quanto previsto nel 2024, quando l’obbligo di Rc auto era stato esteso anche ai veicoli fermi, generando forte preoccupazione tra collezionisti e operatori del settore.

La deroga nasce dalle pressioni delle associazioni di categoria dei commercianti di veicoli usati e dei carrozzieri, ma risponde anche a una realtà diffusa: quella dei veicoli in stato di rottame o in attesa di restauro. Scocche senza motore, telai incompleti, auto e moto acquistate non per essere guidate, ma per essere ricostruite pezzo dopo pezzo. Per questi mezzi, chiarisce la relazione illustrativa del decreto, l’obbligo assicurativo non si applica.

Il legislatore, però, traccia un confine preciso. Restano esclusi dalla deroga i veicoli semplicemente privati di componenti facilmente reinstallabili, come ruote o batterie. In questi casi l’auto o la moto sono considerate ancora potenzialmente idonee alla circolazione e, di conseguenza, soggette all’obbligo di assicurazione. Un distinguo che punta a evitare abusi, ma che soprattutto serve a mettere ordine dopo la confusione normativa dell’anno scorso.

Un quadro adesso più chiaro

Nel 2024, infatti, l’estensione dell’obbligo aveva fatto scattare l’allarme tra gli appassionati di veicoli storici, preoccupati non solo per i costi, ma anche per il rischio di sanzioni pesanti, fino a mille euro. Il nuovo decreto cancella quelle incertezze e restituisce un quadro più leggibile, soprattutto a chi conserva in garage mezzi che non vedono la strada da anni. Un chiarimento che arriva in un settore tutt’altro che marginale. Il patrimonio dei veicoli storici in Italia è vasto e in continua crescita. Nel 2025 i mezzi in possesso del Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica registrati in Motorizzazione Civile sono 309.899, di cui 219.456 auto e 90.443 moto. Numeri che raccontano una passione diffusa e radicata.

Un parco auto di lungo corso

Tuttavia, il dato più significativo riguarda l’intero parco circolante italiano, che può essere considerato “maturoâ€. In Italia si stimano 4,3 milioni di auto con oltre 20 anni di età considerate di interesse storico o collezionistico. Rappresentano il 43,9% delle vetture “over 20â€. Di queste, il 5,6% ha tra i 30 e i 39 anni, il 2,3% tra i 40 e i 49 anni, l’1,6% tra i 50 e i 59 anni. Una piccola ma preziosa minoranza supera i 60 anni, testimoni di un’epoca in cui l’auto era ancora un racconto meccanico prima che digitale.

Apertura a polizze specifiche

Guardando a questi numeri, il Governo ha deciso di intervenire anche su un altro fronte: quello delle polizze. Il decreto apre infatti alla possibilità di introdurre assicurazioni obbligatorie di durata inferiore all’anno per i veicoli utilizzati in modo stagionale. Un cambiamento atteso da tempo da chi utilizza moto e auto storiche solo in determinati periodi, senza un impiego quotidiano.

Sarà un apposito decreto ministeriale a disciplinare le polizze infra-annuali, superando l’attuale rigidità della Rc auto annuale. Una maggiore flessibilità che potrebbe tradursi in costi più proporzionati all’uso reale del mezzo, senza però rinunciare alle tutele previste dalla legge. Infine, novità anche per il mondo delle competizioni motoristiche. Per gare e manifestazioni sportive, il provvedimento consente agli organizzatori di stipulare, in alternativa alla tradizionale Rc auto, una polizza di responsabilità civile generale. Una soluzione più aderente alla natura degli eventi e alle esigenze operative di chi li organizza.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 09:54:52 +0000
News n. 8
Dalle armi ai veicoli: i russi di Kalashnikov lanciano la Izh Enduro

Il colosso russo Kalashnikov, nota principalmente per la produzione di armi da fuoco, ha deciso di entrare nel mondo delle moto elettriche ampliando la propria gamma di veicoli speciali con il lancio della Izh Enduro elettrica con sidecar, un nuovo modello progettato per rispondere a molteplici esigenze operative e di viaggio.

Versatile e robusta, la motocicletta è pensata per l’utilizzo da parte delle forze dell’ordine, delle squadre di soccorso, degli amanti dell’avventura outdoor e dei viaggiatori su lunghe distanze.

La Izh Enduro con sidecar è disponibile in diverse configurazioni, permettendo agli utenti di scegliere la versione più adatta alle proprie necessità. Le opzioni includono due ruote motrici elettriche da 3 kW, ideali per percorsi semplici e spostamenti urbani, e due ruote motrici da 5 kW, pensate per affrontare itinerari più impegnativi che richiedono maggiore potenza e affidabilità.

È disponibile anche una versione con motore elettrico da 4 kW, che offre un equilibrio ottimale tra prestazioni ed efficienza, oltre a una variante con motore a combustione interna da 450 cc, dedicata agli appassionati delle motociclette tradizionali.

Come gli altri modelli Kalashnikov della stessa categoria, la Izh Enduro con sidecar si distingue per adattabilità e maneggevolezza. Il veicolo è affidabile, facile da controllare e può raggiungere velocità comprese tra 100 e 150 km/h, a seconda della versione scelta. Il sidecar di base garantisce soluzioni di trasporto flessibili ed è personalizzabile in base alle esigenze operative; inoltre, è possibile agganciare anche un rimorchio, aumentando ulteriormente la capacità di carico.

Dal punto di vista tecnico, la nuova Izh Enduro con sidecar offre una velocità massima di 120 km/h e un’autonomia fino a 100 km, variabile in base alle condizioni di utilizzo. Il passo misura 1.385 mm, l’altezza della sella è di 720 mm e il peso complessivo è di 220 kg. Con il sidecar installato, le dimensioni totali raggiungono 2.130 x 2.100 x 1.170 mm, confermando la vocazione del mezzo come soluzione pratica e multifunzionale per impieghi professionali e avventure fuori strada.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 09:44:53 +0000
News n. 9
Impazza una nuova truffa ,â€le hanno clonato la targaâ€: anziani nel mirino

C’è sempre un “buongiorno†che non promette nulla di buono. E questo, pronunciato con voce ferma, quasi rassicurante, ha il timbro dell’autorità: “Buongiorno, siamo i Carabinieri: la targa della sua auto è stata clonata da una banda di rapinatoriâ€. Non è l’incipit di un noir ambientato nei vicoli di Napoli, ma l’apertura studiata al millimetro di una nuova truffa agli anziani, raffinata, moderna e crudele. Un copione che parte dal Sud, ma viaggia veloce come un Frecciarossa lungo la Penisola, cambiando accento a ogni fermata.

Non si parla più di un figlio coinvolto in un incidente, e nemmeno di un nipote in stato di fermo. Quella è roba vecchia, ormai superata. Qui siamo a un livello superiore: l’organizzazione – stando a quanto emerso – è composta da veri professionisti dell’inganno, capaci di entrare in sintonia con le vittime, di modularne le paure, di parlare il loro stesso dialetto. Come se avessero frequentato una scuola di recitazione, o peggio, un corso accelerato su come smontare la fiducia degli anziani pezzo dopo pezzo.

Il modus operandi

La storia che emerge dalle carte dell’indagine sembra scritta da uno sceneggiatore senza scrupoli. La telefonata arriva in casa. Dall’altra parte della linea c’è un finto appartenente alle forze dell’ordine che spiega, con calma burocratica, che un’auto con la stessa targa di quella della vittima è stata utilizzata per una rapina in gioielleria. Un colpo grosso. Gioielli, oro e preziosi. Serve dimostrare di non c’entrare nulla.

Nel caso della 78enne padovana, invalida al cento per cento e costretta su una carrozzina, il marito viene indotto a uscire di casa: deve andare in un ufficio di polizia per chiarire la sua posizione. Intanto la donna resta al telefono, come tenuta per mano a distanza. Le viene chiesto di fotografare i gioielli presenti in casa e di inviare le immagini. È una perizia preventiva, spiegano. Una valutazione e una formalità.

A quel punto entra in scena il secondo attore. Si presenta di persona, educato, con moduli e modelli da compilare. Sembra tutto vero, tutto regolare. L’uomo parla la lingua giusta, usa le parole che meglio si plasmano alla situazione. Nel frattempo, registra e annota tutto, mentre rassicura la vittima. Poi, chiede un documento, una scusa qualunque. La fa allontanare dalla stanza. Bastano pochi secondi. Quando la vittima torna, l’uomo è sparito. Con lui, i gioielli.

Non è tutto

Ma la truffa non finisce qui. Perché c’è ancora la voce al telefono, il complice, che invita a non preoccuparsi. Spiega l’assenza del collega, inventa una giustificazione e suggerisce di recarsi in caserma o in commissariato per completare i verbali. Ne indica uno a caso, purché lontano da casa. È l’ultimo atto: quando la vittima è ormai in auto, nei pressi della destinazione, la linea cade. Fine dello spettacolo. I truffatori svaniscono. Sipario.

Questa volta, però, qualcosa si inceppa. La 78enne si insospettisce e chiama il 113, descrivendo quella persona. La macchina investigativa si mette in moto e alla stazione centrale di Milano viene fermata una 22enne di origini campane, accusata di aver preso parte alla truffa. È l’unica, per ora. I gioielli non ci sono più. Volatilizzati come la fiducia rubata a chi aveva già poco da difendere. Resta l’amarezza e un incubo plasmato sotto una nuova e sgradevole forma.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 08:42:37 +0000
News n. 10
Cuba senza benzina, attesa di mesi per un pieno di carburante

Negli ultimi mesi, gran parte delle stazioni di servizio dell’Avana ha smesso di distribuire carburante. Le pompe sono vuote, le code si dissolvono e persino attività secondarie come la ricarica degli accendini sono diventate difficili a causa della scarsità di benzina e gas.

Una crisi che parte da lontano

La situazione non è solo un problema locale: la drastica riduzione delle spedizioni di petrolio da parte del Venezuela — un fornitore chiave per Cuba — ha stretto ancora di più un mercato già in difficoltà. I rifornimenti diventano imprevedibili, e ciò ha un impatto immediato sulla mobilità e sulla vita quotidiana.

Come si vive senza carburante

Per gli automobilisti dell’Avana la realtà è dura per questi motivi:

  • In molte aree solo poche stazioni offrono carburante, mentre altre sono a secco.
  • Per accedere alla benzina bisogna registrarsi su un’app mobile e aspettare mesi per un possibile turno di rifornimento.
  • Anche chi ottiene un turno può trovarsi ad avere a disposizione solo benzina di bassa qualità o tipi non utilizzabili per il proprio veicolo

Molti mezzi restano fermi in garage, aziende di trasporti locali sono costrette a fermare le attività e le consegne si riducono drasticamente.

Effetti sull’economia e sulla mobilità

Questo tipo di crisi si ripercuote anche sul resto dell’economia:

  • Tassi di utilizzo delle auto drasticamente ridotti.
  • Aumento del mercato nero di carburante a prezzi esorbitanti.
  • Dipendenza da veicoli alternativi come bici e carri trainati.

La situazione cubana è un potente promemoria di quanto sia fondamentale la sicurezza delle catene di approvvigionamento e l’efficienza energetica. Anche un’auto performante vale poco se il carburante non arriva. Inoltre, la crisi mette in evidenza l’importanza delle tecnologie alternative: auto ibride, elettriche o a biocarburante potrebbero, nel lungo periodo, ridurre la dipendenza da fonti fossili instabili.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 07:45:00 +0000
News n. 11
Dacia Sandero, il restyling dona un design più maturo: tanto fuori quanto dentro

C’è un momento nella vita di ogni modello in cui il passato incontra il futuro, e per Dacia Sandero Streetway e Stepway quel momento è oggi. Due nomi e una sola anima che, nel corso degli anni, hanno conquistato gli automobilisti per semplicità, solidità e affidabilità, adesso si presentano con un design rivisto, capace di trasmettere carattere senza sacrificare l’essenzialità che ha reso celebre il marchio del gruppo Renault. È l’inizio di una nuova storia, fatta di linee più decise, materiali innovativi e dettagli pensati per rendere la vita a bordo più pratica e piacevole.

Esternamente come cambia

Il frontale cattura subito l’attenzione: la nuova firma luminosa a LED, una T rovesciata posta sopra i fari, diventa il segno distintivo della personalità della Sandero. Non è solo un dettaglio estetico, ma un vero e proprio simbolo di modernità e solidità. La firma luminosa si collega alla calandra inedita attraverso una sequenza di puntini bianchi, come pixel su uno sfondo nero, creando un effetto grafico elegante e contemporaneo. L’integrazione tra calandra, fari e paraurti è perfetta: il frontale sembra un unico pezzo, semplice, armonioso, capace di trasmettere robustezza senza risultare massiccio.

Anche il posteriore si rinnova. I nuovi fari a LED, sempre con effetto “pixelâ€, accentuano la personalità della Sandero Streetway e della Sandero Stepway. La forma verticale dei fari dialoga con i parafanghi, aumentando la percezione visiva di stabilità. Sulla Stepway, il design robusto è ulteriormente sottolineato dalla nuova fascia nera opaca che corre tra fari e paraurti, a sottolineare il carattere più grintoso e orientato all’outdoor del modello.

A proposito di outdoor, le protezioni in Starkle® diventano protagoniste. Questo materiale, introdotto da Dacia su nuovo Duster, combina resistenza, estetica e sostenibilità: contiene il 20% di plastica riciclata e presenta particelle bianche che creano un effetto maculato unico. Non è verniciato, quindi resiste meglio ai graffi della vita quotidiana e riduce la carbon footprint in fase di produzione. Le protezioni coprono passaruota, sottoscocca e fendinebbia, rendendo la Sandero Stepway pronta a ogni avventura, senza rinunciare a un aspetto raffinato.

Cosa cambia dentro

Il design si riflette anche negli accessori e nei dettagli funzionali: nuovi coprimozzi, cerchi in lega leggera e la shark antenna di serie a partire dalla versione Expression completano il pacchetto estetico, mentre le nuove tinte metallizzate, come il giallo ambra per la Streetway e la Stepway, e il colore Sandstone disponibile sulla Streetway, offrono un tocco di personalità in più.

Anche l’interno racconta una storia coerente. Le nuove bocchette dell’aria a T rovesciata richiamano la firma luminosa esterna, legando design e identità visiva. I rivestimenti tessili, inediti per sedili, plancia e pannelli porta, creano ambienti accoglienti e resistenti. Gli allestimenti Essential ed Expression puntano sul nero, mentre la Streetway adotta dettagli blu raffinati. L’ergonomia del nuovo volante e, nelle versioni automatiche, il comando del cambio E-Shifter e le palette al volante, rendono la guida più fluida e piacevole.

L’evoluzione passa anche dalla tecnologia: il sistema multimediale con display centrale da 10’’ e navigazione connessa, insieme a un caricatore a induzione per smartphone, garantisce connettività senza compromessi. L’esclusivo sistema YouClip, semplice e versatile, permette di agganciare in modo sicuro accessori come supporti per tablet, organizer, caricabatterie e appendiabiti. Due nuovi accessori, una custodia per occhiali e una borsa per la spesa, saranno presto disponibili nei concessionari, a completare la praticità quotidiana. La nuova Sandero non è solo un’auto semplice: è un equilibrio tra essenzialità e modernità, tra robustezza e comfort, tra estetica pulita e funzionalità intelligente. Ogni dettaglio, dal frontale al bagagliaio, è pensato per migliorare la vita a bordo senza complicarla, confermando Dacia come marchio capace di parlare chiaro, senza fronzoli, ma con stile.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 07:30:14 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti 19 gennaio 2026: città, orario inizio e fine

Il 19 gennaio 2026 sono previsti tre scioperi nel settore dei trasporti pubblici locali in Italia. Questa giornata sarà caratterizzata da interruzioni dei servizi in diverse aree del Paese, con orari e modalità differenti a seconda delle città e delle società coinvolte. Di seguito riportiamo il dettaglio di ciascuno sciopero previsto per questa data.

Sciopero dei trasporti Bolzano (Trentino-Alto Adige)

È in programma uno sciopero di 4 ORE, dalle 16.00 alle 20.00, che interesserà il servizio di trasporto pubblico locale nella provincia di Bolzano. Coinvolto il personale della SASA di Bolzano. Lo sciopero è indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, UGL, USB LAVORO PRIVATO, ORSA TRASPORTI ed è di rilevanza provinciale.

Sciopero dei trasporti Napoli (Campania)

A Napoli è previsto uno sciopero di 24 ORE che coinvolge il personale della Divisione Ferro, personale viaggiante, Linee Vesuviane soc. EAV di Napoli nell’ambito del trasporto pubblico locale. A proclamare la protesta è il sindacato OSP FAISA-CONFAIL. Lo sciopero è di rilevanza locale e interesserà principalmente la circolazione dei mezzi pubblici nella città e nell’area vesuviana.

Sciopero dei trasporti Udine (Friuli-Venezia Giulia)

Nella città di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, è annunciato uno sciopero di 4 ORE con diverse modalità operative. Saranno coinvolti i lavoratori della Arriva Udine di Udine, sempre nell’ambito del trasporto pubblico locale. La protesta, indetta da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente, avrà eco principalmente a livello locale.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 13
Pedaggi autostradali 2026, dove si paga di più e quanto sono aumentati

Con il nuovo anno iniziato ormai già da qualche settimana, per gli automobilisti italiani è il momento di farsi i conti in tasca. Come da tradizione, anche il 1° gennaio 2026 è scattato il rincaro sui pedaggi autostradali in allineamento agli indici di inflazione che, sebbene sembrino pesare poco sul singolo tragitto, a lungo andare rischiano di colpire in modo significativo i bilanci familiari, specie dei lavoratori pendolari.

I numeri del rincaro

La maggior parte delle concessionarie, tra cui la rete gestita da Autostrade per l’Italia, ha applicato un aumento medio dell’1,50%. Tuttavia, il panorama non è uniforme sullo Stivale intero: l’Autostrada del Brennero ha contenuto il rialzo all’1,46%, mentre la maglia nera per l’incremento massimo spetta alla tratta Salerno-Pompei-Napoli, che ha visto i propri pedaggi salire dell’1,925%.

Per capire cosa comporti il ritocco ai pedaggi nella vita di tutti i giorni, Altroconsumo ha rilasciato un report su 38 tratte tra le più frequentate dalla quale risulta un’Italia a due velocità: se per alcuni il viaggio costa quanto l’anno scorso, per altri l’esborso annuale è destinato a gonfiarsi  anche in modo importante.

L’impatto reale sul portafoglio

Analizzando i dati raccolti, l’aumento nominale oscilla solitamente tra i 10 e i 30 centesimi per tratta. Può sembrare una cifra irrisoria, ma nel caso dei conducenti che percorrono queste strade quotidianamente per lavoro o studio, il calcolo cambia drasticamente.

Soffermandoci sulle tratte maggiormente colpite, chi si muove sulla A1 tra Firenze Sud e Roma Nord o sulla A14 tra Napoli e Bari Nord deve ora sborsare un importo supplementare di 30 centesimi a viaggio. Per un pendolare che effettua 20 viaggi di andata e ritorno al mese, l’aggravio ammonta a circa 12 euro mensili, ovvero quasi 150 euro all’anno. In merito alle tratte intermedie, sulla A4, una delle arterie più congestionate d’Europa, i rincari si attestano sui 10-20 centesimi, il tragitto Bergamo-Milano Est è passato a 3,80 euro (+0,10€), mentre tra Torino e Novara Ovest l’esborso è cresciuto di 20 centesimi.

Dove il prezzo resta invariato

Tuttavia, alcune tratte non hanno subito variazioni. In 16 dei 38 casi – evidenzia Altroconsumo – il pedaggio rimane invariato rispetto al 2024, comprese tratte cruciali quali la Pescara Nord-Roma Est o la Varese-Milano Nord, rispettivamente ferme a 21,40 e 3,60 euro. In concomitanza all’incremento dei costi, il 2026 porta con sé anche una timida speranza sul fronte della qualità del servizio. Il nuovo anno introduce infatti normative più stringenti sui rimborsi per i disagi dovuti ai cantieri e resta da vedere se queste compensazioni saranno sufficienti a mitigare l’irritazione degli automobilisti, stretti tra strade spesso ridotte a una sola corsia e tariffe che, inesorabilmente, continuano a lievitare.

Alla fine dei conti, muoversi in Italia continua a rappresentare una voce rilevante di spesa per i guidatori, in particolar modo per quelli costretti a percorrere decine di chilometri ogni giorno mossi da esigenze lavorative o di studio. Fortunatamente, la tecnologia permette di tener sotto controllo le tariffe, ad esempio per il rifornimento di carburante, e non devono essere a loro volta trascurate le app per i rimborsi perché se i pedaggi salgono, la pretesa di viaggiare in condizioni accettabili va quantomeno garantita.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 06:30:45 +0000
News n. 14
Renault Clio, mai vista così tanta tecnologia a bordo

C’è stato un tempo in cui salire a bordo di un’auto significava accendere il motore, cercare una stazione radio decente e affidarsi all’istinto. Quel tempo, oggi, è definitivamente alle spalle. La nuova Renault Clio racconta un’altra storia, più complessa e affascinante, fatta di tecnologia, di intelligenza che non invade ma assiste chi siede a bordo della macchina. È il racconto di un’auto che vuole essere contemporanea senza diventare fredda, digitale senza perdere l’anima. Insomma, una vera Clio, come è sempre stata.

Un impianto speciale

Si parte dall’audio, che non è più un semplice sottofondo ma un’esperienza sensoriale vera e propria. L’impianto Harman Kardon, disponibile in opzione, trasforma l’abitacolo in una sala d’ascolto itinerante grazie a 410 watt di potenza distribuiti su 10 canali. Ma il dettaglio che fa la differenza è la collaborazione con Jean-Michel Jarre: cinque ambienti sonori – Studio, Podcast, Concert, Immersion e Club – pensati per adattarsi all’umore, al contenuto e persino al momento della giornata. Non è solo musica, è atmosfera, è la sensazione di viaggiare dentro una colonna sonora cucita su misura.

Infotainment molto coinvolgente

La pietra d’angolo della tecnologia presente sulla nuova Renault Clio è però il sistema OpenR Link con Google integrato, una sorta di cabina di comando che alza l’asticella per il segmento. Due display da 10 pollici, uno centrale leggermente orientato verso il conducente, offrono un ecosistema completo e intuitivo. Google Maps, Google Assistant e l’accesso a Google Play con oltre 100 applicazioni disponibili rendono l’auto autonoma dallo smartphone. Non serve più collegare il telefono, evitando surriscaldamenti e distrazioni: tutto è già lì, integrato, fluido, sicuro. Con il piano Internet incluso, la Renault Clio diventa una piattaforma connessa sempre attiva, capace di offrire fino a 40 ore mensili di streaming audio e tre di video, direttamente dal sistema di bordo.

E il futuro è già scritto. Nei prossimi aggiornamenti over the air arriverà Google Gemini, l’assistente IA destinato a sostituire Google Assistant. Qui il salto è culturale prima ancora che tecnologico. Gemini non chiede comandi rigidi, non pretende formule esatte: dialoga. Si può parlare con naturalezza, interrompere una frase, cambiare lingua a metà discorso. È un assistente conversazionale vero, che promette di semplificare la guida e ridurre la distanza tra uomo e macchina. E lo farà anche sulle Clio già in circolazione, senza bisogno di cambiare auto, solo grazie a un aggiornamento software.

Ben 29 ADAS presenti

Sul fronte della sicurezza, Renault non si limita a rispettare la normativa, ma prova ad anticiparla. Fino a 29 sistemi di assistenza alla guida trasformano la compatta francese in un laboratorio di ADAS normalmente riservati a segmenti superiori. L’Active Driver Assist, con cruise control adattivo intelligente, regola la velocità in base al profilo della strada, alle curve, alle rotatorie e persino al traffico laterale, evitando manovre rischiose. In caso di inattività del conducente, il sistema non si limita a un avviso: rallenta l’auto, attiva le quattro frecce e la porta a fermarsi in sicurezza. È la tecnologia che si prende la responsabilità quando l’uomo non può più farlo.

Non mancano dettagli che fanno la differenza nella vita quotidiana: la frenata automatica in retromarcia, l’alert di uscita sicura degli occupanti, le telecamere HD con visione a 360 gradi e quella interna, nel montante del parabrezza, che monitora stanchezza e distrazione del guidatore, in linea con la normativa GSR2.3. E poi c’è una scelta intelligente, quasi controcorrente: il My Safety Switch. Un pulsante semplice, a sinistra del volante, che permette di richiamare con un gesto le proprie preferenze sugli ADAS, evitando di doverle reimpostare a ogni avviamento. È un piccolo dettaglio, ma racconta una filosofia chiara: la tecnologia deve servire il conducente, non dominarlo. La nuova Clio non grida al futuro, lo costruisce in silenzio. E lo fa con quella misura tutta francese che rende l’innovazione non un esercizio di stile, ma un compagno di viaggio.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 06:30:00 +0000
News n. 15
Corsie per bus e taxi, oltre 100.000 multe in un anno: succede a Torino

Se sbagli corsia, Torino non perdona. I numeri presentati dal Consiglio comunale evidenziano l’approccio rigoroso adottato nel capoluogo piemontese a tutela del servizio pubblico: in poco più di un anno dall’accensione dei “varchi elettronici” a protezione delle corsie preferenziali per bus e taxi, le Forze dell’Ordine hanno staccato oltre 101.000 verbali. Non ci sono scuse che tengano: la telecamera ti scopre? Arriva puntuale il conto a casa e per i residenti locali (ma non solo) diventa difficile digerire i nuovi divieti, a maggior ragione in caso di violazione fortuita della normativa. Perché, sebbene ci sia qualche “furbetto” pronto a usare ogni sotterfugio pur di saltare la coda, talvolta può anche capitare di sfruttare inavvertitamente i passaggi inappropriati.

I numeri della discordia

Da gennaio 2025 a oggi il bilancio ufficiale ha registrato un totale di 101.185 sanzioni, ma a infiammare il dibattito in aula non è tanto il dato delle multe, bensì quello dei ricorsi, motivo delle feroci critiche indirizzate all’Amministrazione comunale dai rappresentanti dell’opposizione e da una parte degli abitanti. A tal riguardo, l’assessore alla Mobilità di Torino, Marco Porcedda, difende il sistema: le contestazioni sono state appena 669, una percentuale minima rispetto al totale.

Per Palazzo Civico si tratta di una conferma della trasparenza delle procedure, secondo una logica semplice: se meno dell’1% dei multati provano a fare ricorso, la contravvenzione non dava motivi fondati per rivolgersi all’organo giuridico competente. L’assessore ha infatti ribadito la linea della giunta:

“L’intenzione di regolarizzare il traffico delle corsie preferenziali per agevolare il trasporto pubblico sta dando i risultati sperati”

“Varchi trappola” o civiltà stradale? Il contenzioso

Non tutti però vedono in questi dati una conferma di buon funzionamento. Il consigliere di Torino Bellissima, Pierlucio Firrao, che ha sollevato il caso con un’interpellanza, ha dato una lettura diametralmente opposta: gli automobilisti non rinunciano al ricorso perché ammettono l’errore, ma perché il sistema scoraggia la difesa, tra il contributo da riconoscere al Giudice di Pace quasi pari alla multa e i lunghi tempi necessari al Prefetto.

Firrao sceglie termini forti nel contestare l’ottimismo dell’amministrazione, definendo molti di questi varchi come punitivi:

“Seiicentosessantanove ricorsi non sono affatto pochi, soprattutto se rapportati alle difficoltà di accesso alla tutela per i cittadini”

La strategia della mobilità

L’amministrazione, però, tira dritto. Per Porcedda, il progressivo diminuire delle multe segnala un cambio di abitudini da parte dei torinesi e tra i beneficiari della svolta c’è il trasporto pubblico, che guadagna velocità. Se i bus non restano imbottigliati nel traffico delle auto private, il servizio diventa puntuale e sembrano esserci pochi dubbi a riguardo.

Tuttavia resta accesissimo il confronto su un altro punto: le telecamere sono uno strumento di civiltà o un modo per le casse comunali di battere cassa? Una cosa è certa: Palazzo Civico non ha intenzione di spegnerle. Per la maggioranza, la correttezza è certificata dai giudici, per l’opposizione si sta solo tassando la distrazione dei cittadini al volante. In questo clima di costante tensione, la segnaletica gialla delle corsie preferenziali è diventata il confine più sorvegliato (e costoso) della città.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 06:30:00 +0000
News n. 16
Carrello appendice o rimorchio? Norme e differenze

Carrello appendice e rimorchio sembrano parenti stretti: due o quattro ruote, un timone, un gancio, un carico sopra. Poi però arrivano le norme perché il carrello appendice è considerato una parte integrante del veicolo trainante mentre il rimorchio è un veicolo trainato in senso proprio con una sua disciplina più autonoma. Questa differenza è il motivo per cui cambiano targhe, procedure, revisione e scelte di patente.

Le definizioni normative

Secondo il Codice della Strada il carrello appendice deve essere “a non più di due ruoteâ€, destinato al trasporto di bagagli, attrezzi e simili e “si considera parte integrante†della motrice solo se rientra nei limiti di sagoma e massa previsti dalla normativa. La formulazione comprende l’estensione agli autoveicoli, oltre che ai motoveicoli, ed è segnalata come modifica introdotta dalla legge 177 del 25 novembre 2024.

Il rimorchio rientra nello stesso articolo del Codice della Strada, ma la logica è diversa: qui si ragiona con un veicolo destinato a essere trainato, con caratteristiche tecniche e amministrative che lo rendono di fatto un soggetto autonomo nell’ecosistema della circolazione. Di conseguenza, ci sono più facilità nella gestione tra targatura, revisione periodica e compatibilità formale con la motrice, ma anche maggiore responsabilità e più attenzione in termini di controlli su carte e numeri.

La normativa distingue i rimorchi destinati al trasporto di persone, limitatamente a quelli dotati di almeno due assi e ai semirimorchi, quelli impiegati per il trasporto di cose, i rimorchi utilizzati per trasporti specifici e quelli classificati a uso speciale. Rientrano nella disciplina anche i caravan e i rimorchi destinati al trasporto di attrezzature turistiche e sportive.

Il Codice della Strada chiarisce poi cosa si intende per semirimorchio, definendolo come un veicolo progettato in modo tale che una sua parte si sovrapponga all’unità motrice, trasferendo su quest’ultima una quota rilevante della massa complessiva o del carico trasportato. Questa caratteristica strutturale distingue il semirimorchio dagli altri tipi di rimorchio dal punto di vista tecnico e giuridico.

Limiti di dimensione e di massa

Il carrello appendice non è libero di crescere a piacimento perché deve restare dentro un insieme di limiti proporzionati al veicolo trattore. Le soglie sono parte della sua identità giuridica. Nel regolamento compaiono valori massimi di lunghezza, larghezza e massa complessiva legati alla massa a vuoto della motrice, oltre al vincolo che la larghezza non deve superare quella del veicolo trainante. Se il carrello appendice sfora questi parametri si sta parlando di un’altra cosa.

Le dimensioni e il peso massimo consentiti per un carrello appendice dipendono dalla massa a vuoto del veicolo trainante. Nel caso di auto con massa a vuoto inferiore a 1.000 kg, il carrello non può superare i 300 kg di peso e deve rispettare dimensioni massime pari a 2 metri di lunghezza, 1,2 metri di larghezza e 2,5 metri di altezza. Quando invece il veicolo trainante ha una massa a vuoto superiore a 1.000 kg, il limite di peso del carrello appendice sale a 600 kg, mentre le dimensioni massime ammesse arrivano a 2,5 metri di lunghezza, 1,5 metri di larghezza e 2,5 metri di altezza.

Il rimorchio nasce per categorie e omologazioni proprie e si sceglie in funzione di ciò che bisogna fare e dei limiti della motrice, ma non è sottomesso alla logica integrativa dell’appendice. Il carrello appendice non è progettato per una vita da attacco-stacco come un rimorchio e lo si capisce bene guardando alle procedure operative. C’è una circolare tecnica che tratta gli accertamenti e le operazioni amministrative per i veicoli in abbinamento a carrelli appendice che comprende alcuni casi come il riutilizzo dell’appendice su un altro veicolo o la gestione dopo la rottamazione del trattore.

La questione delle targhe

La targa è il primo elemento che gli agenti di controllo verificano. Per il Codice della Strada, quando sono agganciati, i carrelli appendice devono esporre nella parte posteriore una targa ripetitrice dei dati di immatricolazione della motrice. Per i rimorchi la regola generale è che devono essere muniti di una targa posteriore contenente i dati di immatricolazione, in quanto siamo davanti a un’entità identificata. Poi c’è la complicazione storica della targa ripetitrice per i rimorchi immatricolati in certe finestre temporali e delle interpretazioni chiarite da circolari, ma resta il principio che l’appendice è ripetitrice, il rimorchio tende a essere proprio.

Revisione e abbinamento

Sul versante revisione il rimorchio segue un calendario che è diventato molto più chiaro dopo il recepimento delle regole sui controlli tecnici periodici. Il decreto ministeriale 2014 del 19 maggio 2017 indica per alcune categorie, tra cui O1 e O2, una periodicità che replica la logica “quattro anni, poi ogni dueâ€. Essendo inquadrato come parte integrante, il carello appendice tende a essere gestito con l’attenzione amministrativa sull’annotazione e sugli accertamenti tecnici collegati al veicolo trattore e alle condizioni di abbinamento, come richiamato dalla documentazione ministeriale.

Patente e masse

Se c’è un punto a cui prestare attenzione è il rapporto tra patente e masse a libretto. La patente B consente di guidare complessi entro soglie prestabilite e quando si entra nel terreno in cui la massa complessiva supera i limiti normativi, scattano estensioni come la B96 oppure categorie come la BE, con regole diverse. La legge ragiona sulla massa massima autorizzata e non sul carico effettivo del giorno. Succede quindi che è possibile essere fuori regola anche con un rimorchio vuoto se sulla carta quel complesso supera il perimetro abilitante.

Assicurazione e responsabilità

In caso di incidente a contare è come il sistema definisce l’oggetto che si sta usando. Se un mezzo è rimorchio e si tratta come fosse un carrello appendice o se un carico trasportato su appendice è in realtà fuori perimetro rispetto alla destinazione d’uso e alle caratteristiche, il problema può diventare un fronte di discussione sul risarcimento, sulle responsabilità e sulla gestione del rischio.

La scelta da fare

Ecco quindi che se serve aumentare la capacità di carico in modo limitato, per bagagli e attrezzi e si vuole restare nel campo dell’oggetto integrato al veicolo, il carrello appendice ha senso, ma solo se ci si muove all’interno dei limiti di sagoma, massa e abbinamento che lo definiscono.

Se invece serve un trasporto più flessibile, se si prevedono usi diversi, se si vuole un mezzo trainato che viva di vita propria e che si possa gestire come strumento a prescindere dalla singola auto, si sta descrivendo un rimorchio, e occorre accettare un numero maggiore di vincoli: targa propria, revisione, compatibilità di patente e rispetto delle masse.

Data articolo: Mon, 19 Jan 2026 05:00:46 +0000
News n. 17
ZTL, tenta di coprire la targa con un asciugamano: scoperto e denunciato

Pensava di aggirare il sistema affidandosi alla biancheria da bagno. Arriva da Cagliari l’ultima grottesca vicenda riguardante un automobilista di 49 anni, che per evitare l’occhio elettronico della ZTL di Villanova ha provato a utilizzare un asciugamano colorato. In fondo, cosa mai poteva andare storto? Tutto, suo malgrado: oltre a ricevere la multa, una denuncia penale gli toglierà il sonno a lungo.

Un piano (poco) geniale

Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio scorso si è consumato un episodio ai limiti dell’assurdo. L’uomo, residente nell’hinterland cagliaritano, doveva a quanto pare entrare nel quartiere storico di Villanova, ma gli mancava il pass e così, anziché cercare il parcheggio fuori dalle mura o rassegnarsi a una passeggiata, ha escogitato un “piano B”: tra il portellone e il lunotto ha collocato un normalissimo asciugamano, facendolo pendere esattamente sopra la targa. Se la telecamera non leggeva i numeri, le sarebbe stato impossibile farle la multa, in teoria. In pratica, un “peccato di superficialità”, in quanto le città sono ancora popolate da agenti in carne e ossa.

L’incontro con la Polizia locale

Mentre l’auto transitava nei pressi del varco tra via Bosa e piazza Garibaldi, una pattuglia della Polizia locale di Cagliari, impegnata in un normale servizio di controllo, ha notato il veicolo con un bizzarro “addobbo” sulla carrozzeria. Gli agenti non ci hanno messo molto a capire che quel pezzo di spugna non era lì per asciugare la carrozzeria umida, bensì per nascondere l’identità del mezzo, e una volta fermato il veicolo al quarantanovenne è toccato incorrere in un incubo burocratico. Invece di limitarsi a una ramanzina e a un semplice verbale per l’accesso vietato alla ZTL, le autorità hanno usato il pugno duro.

Dalla sanzione alla denuncia penale

Qui sta l’errore di valutazione principale commesso dal guidatore. Mentre entrare in una Zona a Traffico Limitato privo di autorizzazione configura il reato di violazione amministrativa (si paga solo la multa), l’occultamento della targa determina un approccio inflessibile fino a sfociare nella giustizia penale, poiché la persona colta in flagrante impedisce alla Polizia di stabilire la persona al volante qualora accade qualcosa di grave. Alla fine, il conto risulta salatissimo: dal dover versare un importo piuttosto contenuto l’uomo si è ritrovato con una denuncia a suo carico e il processo da affrontare prosciugherà ulteriormente i suoi risparmi.

La vigilanza non conosce pausa

L’episodio di Villanova conferma che la sorveglianza nelle aree sensibili di Cagliari si è fatta strettissima. Le ZTL, introdotte allo scopo di proteggere il patrimonio storico e rendere i quartieri più vivibili riducendo le emissioni nocive nell’ambiente, sono ormai blindate. L’idea di poter “ingannare il sistema” con trucchi artigianali è un rischio che non vale mai la pena correre: le telecamere sono intelligenti, certo, ma le pattuglie sul territorio lo sono di più e soprattutto, hanno un senso della realtà che un asciugamano colorato non può confondere. L’automobilista cagliaritano lo ha imparato a proprie spese, un promemoria di come, nel pieno della sorveglianza digitale, la furbizia della “vecchia scuola” spesso porta dritto davanti a un giudice.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 15:30:14 +0000
News n. 18
Brabus 900 Rocket Edition, la nuova esclusiva G 63 da 900 CV

Ci sono limiti che non vedono l’ora di essere superati, come quelli di Brabus per la personalizzazione estrema. Il custom shop torna al lavoro su quella che forse è la sua musa preferita: la Mercedes-AMG G 63. Questa volta l’obiettivo arriva a 900 CV per il fuoristrada, con eccessi e lusso sfrenato tipico del marchio.

Limitato a 30 esemplari

La nuova Brabus 900 Rocket Edition sarà prodotta in soli 30 esemplari, a conferma della filosofia ultra-esclusiva che accompagna questo modello. Ogni vettura è costruita con un approccio sartoriale, quasi artigianale, come da tradizione Brabus.

A fare da apripista arrivano due configurazioni di lancio ben distinte: Signature Black e Stealth Gray, due interpretazioni cromatiche che enfatizzano il carattere minaccioso e sofisticato della Rocket Edition. Non si tratta però di versioni standard: ogni cliente potrà personalizzare ampiamente la propria vettura, scegliendo materiali, finiture e dettagli in base ai propri gusti, con un livello di customizzazione che va ben oltre quello offerto dai programmi ufficiali delle Case.

Raggiunge i 900 CV

Il V8 biturbo AMG della G 63 viene stravolto da Brabus, che lo porta a 4,5 L di cilindrata e spinge la sua potenza fino a 900 CV e la coppia massima a 1.250 Nm. Proprio ciò che serviva a questa Brabus 900 Rocket Edition per spingere con forza i suoi 2.640 kg, peso che non viene percepito nello scatto da 0 a 100 km/h, completato in appena 3,7 secondi.

Dei “compromessi†invece vengono fatti sulla velocità massima, limitata elettronicamente a 240 km/h, per evitare di perdere il controllo di una volumetria che viaggia alta rispetto al terreno.

Fondamentale per raggiungere questi valori è il sistema di sovralimentazione dedicato: due turbocompressori ad alte prestazioni, con compressori maggiorati e cuscinetti assiali rinforzati, capaci di generare una pressione massima di 1,4 bar. Le valvole Brabus BoostXtra completano il quadro, aggiungendo un sound di rilascio marcato e inconfondibile nelle variazioni di carico, elemento che contribuisce a rendere l’esperienza di guida ancora più teatrale.

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Quanta fibra di carbonio

Dal punto di vista estetico, la Rocket Edition non fa nulla per passare inosservata. Il widebody Brabus, sviluppato esclusivamente per questo modello, è realizzato interamente in fibra di carbonio a vista, con finitura lucida sigillata.

Parafanghi allargati, splitter anteriori, prese d’aria maggiorate, cofano specifico e diffusore posteriore trasformano il Classe G in una presenza ancora più imponente e aggressiva. Ogni elemento non è solo decorativo, ma studiato per migliorare l’aerodinamica e la stabilità alle alte velocità, pur mantenendo l’impostazione da fuoristrada di lusso.

A completare il quadro ci pensano i cerchi dedicati di grandi dimensioni e un impianto frenante rinforzato, necessario per tenere sotto controllo prestazioni di questo livello.

Interni Brabus Masterpiece

Se l’esterno impressiona, l’abitacolo è la conferma definitiva di cosa significhi il concetto Brabus Masterpiece. Gli interni sono realizzati artigianalmente in pelle nera di altissima qualità, con una cura maniacale per ogni dettaglio.

I designer e i maestri tappezzieri Brabus hanno introdotto una particolare trapuntatura “Shell†su sedili, pannelli porta e pavimenti dell’abitacolo e del vano bagagli. A impreziosire il tutto ci sono i loghi “Double-B†impressi e le superfici dei sedili micro-perforate, pensate per supportare la climatizzazione integrata.

L’atmosfera è quella di un salotto di lusso blindato, dove ogni superficie trasmette esclusività e artigianalità, senza rinunciare alla tecnologia e al comfort tipici della base Mercedes-AMG.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 12:07:49 +0000
News n. 19
Il regalo per ogni appassionato di auto, l’hypercar che ti puoi costruire da solo

Si aggiungono due nuovi set nella lista di desideri degli appassionati di auto e LEGO. La collaborazione del brand di mattoncini e Bugatti si amplia con due nuovi set dedicati alla Chiron Pur Sport e la Vision Gran Turismo.

Con questi due arrivi salgono a quattro le proposte LEGO ispirate alle vetture di Molsheim, confermando quanto il marchio francese continui a essere un riferimento non solo sulle strade (e sulle piste), ma anche nel mondo del collezionismo e dell’intrattenimento. Non si tratta di semplici giocattoli: come da tradizione LEGO, ogni set racconta una storia fatta di design, tecnologia e dettagli che richiamano fedelmente le auto reali.

Bugatti Chiron Pur Sport Technic

Il primo dei due nuovi set è dedicato alla Bugatti Chiron Pur Sport, una delle interpretazioni più estreme e raffinate della hypercar francese. Appartenente alla linea LEGO Technic, il modello è pensato per chi ama non solo l’estetica, ma anche la meccanica, seppur in versione “a mattonciniâ€.

Il set è composto da 771 elementi, prevalentemente nei colori arancione e nero, una combinazione che richiama immediatamente l’identità visiva Bugatti e le livree più iconiche della Chiron. Una scelta cromatica che non è solo estetica, ma funzionale a valorizzare le forme scolpite della vettura e la sua impostazione sportiva.

La costruzione del modello, in linea con la selezione Technic, permette di dare vita al leggendario motore W16 Bugatti funzionante, proprio come lo sterzo e le portiere mobili. Dettagli che rendono formativa l’esperienza di creazione della vettura e più vicina al mondo dell’auto.

Le dimensioni finali di 8 centimetri di altezza per 29 centimetri di lunghezza sono ideali per l’esposizione, sia su una scrivania sia in una vetrina dedicata, mentre il prezzo di 64,99 euro, lo posiziona alla base della selezione Technic, in particolare considerato il numero di pezzi e il dettaglio della vettura.

Bugatti Vision Gran Turismo LEGO Speed Champions

Il secondo set guarda invece al mondo dei concept e dei videogiochi, con la Bugatti Vision Gran Turismo, protagonista della linea LEGO Speed Champions. Si tratta della reinterpretazione in scala ridotta della concept car progettata nel 2015 per il celebre videogioco Gran Turismo, un’auto che ha fatto sognare gli appassionati grazie a un design futuristico e ricco di richiami storici.

La Vision Gran Turismo, anche in versione LEGO, mantiene una forte connessione con il passato del marchio. Non mancano infatti i riferimenti alla Type 57 Tank, vincitrice della 24 Ore di Le Mans nel 1937 e 1939, un richiamo che Bugatti ha voluto inserire anche nel progetto originale come omaggio alla propria storia sportiva.

Il set è composto da 284 pezzi e punta molto sui dettagli: dalla griglia a ferro di cavallo, firma stilistica Bugatti, ai pneumatici marchiati Michelin, fino al grande spoiler posteriore, che sottolinea il carattere estremo del concept. La scala ridotta e lo stile Speed Champions rendono questo modello particolarmente adatto a chi ama costruzioni rapide ma d’impatto.

Il prezzo, pari a 27,99 euro, rende questo set LEGO Speed Champions un’ottima idea regalo, perfetta anche per chi si avvicina per la prima volta ai set LEGO dedicati alle auto sportive.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 11:21:11 +0000
News n. 20
All’asta l’Hummer H1 di Tupac Shakur, icona degli anni ’90

Un’auto che unisce la cultura hip hop con la passione per le quattro ruote. L’Hummer H1, icona degli anni 90 torna sotto i riflettori con l’asta del modello del 1996 appartenuto a Tupac Shakur, acquistato pochi mesi prima della sua morte.

In asta il 23 gennaio a Scottsdale, in Arizona, dalla casa d’aste Bonhams, la vettura si prepara a essere una vettura il cui valore viaggia al di fuori di quello delle quattro ruote, ruotando intorno a una delle figure più rilevanti della musica contemporanea. Insomma una gemma per collezionisti e fan molto facoltosi.

Mezzo militare

Questo Hummer H1 fa parte della prima fase di produzione per uso civile. Derivato direttamente dal HMMWV (High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle), il celebre Humvee sviluppato da AM General per l’esercito statunitense, porta con se una serie di scelte progettuali senza compromessi.

Le dimensioni sono volutamente intimidatorie e la meccanica è fatta per attraversare ogni situazione. La tecnica strutturale viene gestita da mozzi a portale, sospensioni indipendenti per ogni ruota e, ovviamente, trazione integrale permanente. La variante scelta da Tupac è stata equipaggiata con il propulsore diesel V8, per favorire una coppia sorprendente in ogni fondo.

Simbolo di eccesso

Negli anni ’90, l’Hummer H1 diventa rapidamente un simbolo di lusso ostentato ed eccesso, soprattutto negli Stati Uniti. È il periodo in cui celebrità, sportivi e star della musica lo scelgono come mezzo di rappresentanza, spesso anche come forma di protezione. Per molti artisti della scena rap, in particolare, l’H1 rappresenta potere, invincibilità e distanza dal mondo comune. In questo contesto, l’acquisto da parte di Tupac Shakur appare tutt’altro che casuale. Il rapper lo compra nuovo, pochi mesi prima della sua morte, rendendolo uno degli ultimi beni iconici legati direttamente alla sua figura. L’Hummer diventa così una sorta di estensione del personaggio pubblico di Tupac: imponente, controverso, impossibile da ignorare.

Il veicolo si presenta oggi in condizioni in gran parte originali, un aspetto che ne accresce ulteriormente il valore collezionistico. Al momento della catalogazione per l’asta, il contachilometri segna poco più di 10.000 miglia, una percorrenza sorprendentemente contenuta per un mezzo di quasi trent’anni.

Un H1 ricco di dettagli

Dal punto di vista degli equipaggiamenti, l’Hummer H1 di Tupac non delude. La dotazione rispecchia perfettamente l’immaginario del modello: fari supplementari sul tetto, bull bar anteriore con luci aggiuntive, verricello frontale e persino un sistema di regolazione della pressione degli pneumatici direttamente dall’abitacolo, soluzione pensata per adattarsi rapidamente a fondi diversi, dalla sabbia all’asfalto.

Sono dettagli che raccontano una filosofia automobilistica ormai lontana, fatta di robustezza estrema e funzionalità militare, ben diversa dall’attuale concetto di SUV di lusso. Ed è proprio questo contrasto a rendere l’H1 ancora più affascinante agli occhi di chi guarda al passato con un certo romanticismo. Si tratta quindi di un oggetto culturale, un frammento tangibile di un’epoca che continua a esercitare un forte richiamo nel mondo della musica e della storia americana. Il suo valore non è legato solo alla rarità del modello o allo stato di conservazione, ma soprattutto al retaggio che porta con sé.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 10:21:12 +0000
News n. 21
Ferrari con 1,5 milioni di km percorsi, record estremo per la supercar

È raro associare il marchio Ferrari a chilometraggi da record. Nell’immaginario collettivo le Rosse di Maranello vivono protette in garage climatizzati, escono solo nelle belle giornate e accumulano pochi chilometri l’anno. Eppure, ogni tanto, c’è chi ribalta completamente questo paradigma. È il caso di una Ferrari 456 GT che ha raggiunto l’incredibile traguardo di 1,5 milioni di chilometri percorsi, dimostrando che anche una supercar con il Cavallino sul cofano può diventare una vera macinachilometri.

La protagonista di questa storia è una 456 GT del 1992, recentemente acquistata dallo youtuber e appassionato Doug Tabbutt, che si è trovato tra le mani un esemplare con 970.143 miglia segnate sul contachilometri. Un numero che fa impressione, soprattutto se associato a un V12 Ferrari, e che rappresenta un record estremo di utilizzo reale, lontano da collezionismi e speculazioni.

Un’auto vissuta fino in fondo

La particolarità di questa Ferrari non sta solo nei numeri, ma nella filosofia con cui è stata usata. Il precedente proprietario non l’ha mai trattata come un oggetto da esposizione, ma come una vera automobile, da guidare ogni giorno. Viaggi lunghi, probabilmente autostrada macinata senza particolari riguardi per il valore futuro. Una scelta controcorrente, che oggi rende questa 456 GT un caso unico nel panorama Ferrari.

Ovviamente, un chilometraggio simile lascia il segno. Non si tratta di una supercar conservata in condizioni da concorso, ma di un’auto che porta addosso i segni del tempo e dell’utilizzo intenso. Ed è proprio questo che rende la sua storia così interessante.

Il restauro

Come raccontato dallo stesso Doug Tabbutt, le condizioni della vettura sono tutt’altro che perfette. La carrozzeria è stata ridipinta in passato, ma il lavoro non è impeccabile: la vernice presenta difetti evidenti e le guarnizioni, indurite dagli anni, avrebbero bisogno di essere sostituite. Anche l’abitacolo racconta una lunga vita passata su strada.

I sedili sono stati riverniciati, soluzione che ha compromesso l’aspetto originale della pelle, mentre nella zona posteriore il rivestimento si è ritirato, lasciando ben poco del lusso che caratterizzava la 456 GT appena uscita da Maranello. Il fascino resta, ma è quello di un’auto vissuta, non certo di un esemplare da museo.

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Dal punto di vista meccanico, invece, la situazione è tutta da verificare. Un V12 Ferrari con 1,5 milioni di chilometri sulle spalle impone un controllo approfondito, così come l’assetto e le componenti soggette a usura. La buona notizia è che, trattandosi di un’auto dei primi anni ’90, l’elettronica è ridotta al minimo: meno centraline, meno sensori, meno potenziali problemi nascosti. Tutto si gioca sulla meccanica pura, come una volta.

La Ferrari 456 GT

Questa è l’ennesima prova della capacità meccanica che ha contraddistinto gli anni ’90, periodo in cui dall’Italia uscivano auto indistruttibili, dalle Panda 4×4 alle Ferrari 456 GT di questa storia. Quest’ultima è una granturismo 2+2 con l’obiettivo di riprendere il piacere di guidare per il puro gusto di farlo, tipico dei decenni precedenti. Non una supercar estrema ma una vettura da oltre 300 km/h di velocità massima, scatenati grazie al V12 da 5,5 litri, capace di erogare 442 CV, abbinato a un cambio manuale a sei marce.

L’interno era dedicato al comfort e al lusso, con rivestimenti in pelle Connolly, impianto audio di alta gamma e persino un set di valigie Schedoni dedicato. Un dettaglio spesso dimenticato, ma fondamentale, era il serbatoio da 110 litri, pensato proprio per coprire lunghe distanze senza soste frequenti.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 08:50:33 +0000
News n. 22
Sciopero dei trasporti gennaio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di gennaio 2026 sono previsti diversi scioperi che coinvolgono il settore dei trasporti in Italia. Questi scioperi toccheranno sia il trasporto pubblico locale che i servizi ferroviari e aerei, interessando varie città e regioni del Paese. Nell’articolo vengono riportate le date, le categorie e i servizi coinvolti per ogni protesta dal 19 gennaio al 31 gennaio 2026. Non risultano scioperi indetti prima del 19 gennaio 2026.

Sciopero 19 gennaio 2026

Nella città di Bolzano è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 16.00 alle 20.00, relativo al trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della società SASA di Bolzano e indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, UGL, USB LAVORO PRIVATO e ORSA TRASPORTI.

Nella città di Napoli è indetto uno sciopero di 24 ore che interessa il trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della divisione Ferro, personale viaggiante e linee vesuviane della società EAV di Napoli, indetto dal sindacato OSP FAISA-CONFAIL.

Nella città di Udine è previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale per 4 ore, con varie modalità. Coinvolto il personale della società Arriva Udine e indetto dal sindacato ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 23 gennaio 2026

Nella città di Napoli si terrà uno sciopero del settore ferroviario, della durata di 8 ore dalle 09.00 alle 17.00, che coinvolgerà il personale della società Trenitalia OMCC di S. Maria la Bruna. Lo sciopero è indetto dal sindacato OSR FIT-CISL.

Sciopero 26 gennaio 2026

In tutta Italia è previsto uno sciopero del settore elicotteri, con orario su basi diurne dalle 08.00 alle 16.00 e su basi H24 dalle 08.00 alle 20.00. Il personale interessato è quello della società Avincis RW ed è indetto dai sindacati FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.

Sciopero 27 gennaio 2026

Nella città di Genova è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30, per il trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della società AMT di Genova e indetto dal sindacato OSR CUB TRASPORTI.

Sciopero 29 gennaio 2026

Nella città di Ancona si terrà uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della società Conerobus di Ancona, per il trasporto pubblico locale. Lo sciopero è indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Sciopero 30 gennaio 2026

Nella città di Bologna è previsto uno sciopero ferroviario per 8 ore, dalle 9.01 alle 16.59. Coinvolto il personale della società RFI COABO – Circolazione e Orario Area Bologna, indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e ORSA.

Nella città di Palermo si terrà uno sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore e 30 minuti, dalle 9.00 alle 13.30. Interessato il personale delle società Sais Trasporti, Autolinee Gallo e Autolinee Giamporcaro, indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Bolzano è indetto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della società SASA di Bolzano, per il trasporto pubblico locale. I sindacati coinvolti sono OSR UGL, USB LAVORO PRIVATO e ORSA TRASPORTI.

Sciopero 31 gennaio 2026

Nella città di Brescia sono previsti due scioperi del settore aereo di 4 ore ciascuno, dalle 13.00 alle 17.00. Interessato il personale delle società GDA Handling e MH24 dell’Aeroporto di Brescia Montichiari, indetti entrambi dal sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.

In Veneto sciopero interregionale nel settore aereo di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge il personale della società ENAV di Verona Airport. Lo sciopero è indetto dai sindacati OSL FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV e RSA.

In tutta Italia è indetto uno sciopero nazionale nel settore aereo di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge piloti e assistenti di volo della società EasyJet Airlines Limited. Lo sciopero è indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 23
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Prezzi medi dei carburanti in autostrada oggi, 18 gennaio 2026: riportiamo le medie aggiornate per benzina, gasolio, gpl e metano, con indicazione dell’erogazione (self o servito) e fonte ufficiale. I valori esposti derivano dall’ultimo aggiornamento disponibile dell’Osservatorio prezzi del Mimit (17-01-2026) e aiutano chi è in viaggio a stimare la spesa lungo le principali tratte. Nella seconda parte dell’articolo spieghiamo in modo chiaro come si forma il prezzo alla pompa, distinguendo tra componente industriale e fiscale, con un focus su come incidono quotazioni internazionali, cambio euro/dollaro e margini della distribuzione.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati (CSV): 17-01-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.731 €
Gasolio SELF 1.774 €
GPL SERVITO 0.829 €
Metano SERVITO 1.486 €

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Il prezzo della benzina alla pompa nasce dalla somma di una componente industriale e di una componente fiscale. Nel caso della benzina, le imposte pesano per il 58% del totale, dunque più della metà del conto che l’automobilista paga: qui rientrano accise e Iva, applicate sul prezzo finale. La quota industriale vale invece il 42% e si divide in due blocchi: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera distribuzione/raffinazione. La materia prima incide per circa il 30% del prezzo e risente delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e del rapporto di cambio euro/dollaro, perché gli scambi energetici avvengono in dollari. Se il petrolio o i prodotti finiti salgono o l’euro si indebolisce, questa voce tende ad aumentare, trasferendosi progressivamente sui listini. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, copre costi operativi, logistica, stoccaggio e una quota di utile; è anche l’area nella quale operatori e gestori possono intervenire, ad esempio modulando il differenziale tra self e servito, le strategie promozionali o l’allineamento ai prezzi dell’area. Per questo motivo i prezzi possono presentare differenze tra punti vendita e tratte autostradali. Pur con oscillazioni legate al mercato internazionale, la struttura resta stabile: la fiscalità, predominante, rende più rigido il prezzo rispetto ai movimenti a breve del barile, mentre la parte industriale trasferisce nel tempo gli impulsi delle quotazioni e della valuta.

Gasolio. Anche per il gasolio il prezzo finale deriva dall’addizione di una quota industriale e di una quota fiscale, ma con pesi differenti rispetto alla benzina. La parte fiscale vale il 45% del totale, quindi meno della metà, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima pesa per circa il 45% del prezzo: come per la benzina, dipende dall’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi e dal cambio euro/dollaro. Un rialzo delle quotazioni o un indebolimento dell’euro tende ad accrescere questa voce, con effetti che si riflettono gradualmente sui prezzi alla pompa. Il margine lordo incide per il 10% del prezzo e rappresenta la porzione su cui gli operatori hanno maggiore facoltà di intervento, per coprire costi di esercizio, trasporto e servizi accessori e per definire la propria politica commerciale tra self e servito. La maggiore incidenza della componente industriale rispetto alla benzina rende il gasolio, in media, più sensibile ai movimenti delle quotazioni e della domanda nei settori che lo impiegano intensivamente, come la logistica e il trasporto su strada. Tuttavia, anche in questo caso, la presenza della fiscalità e della concorrenza tra punti vendita determina differenze locali e temporanee, per cui conviene confrontare i listini e scegliere l’erogazione più conveniente sul proprio itinerario.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 24
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.642 per la benzina, 1.676 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.426 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.673
Benzina SELF 1.629
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.403

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.688
Benzina SELF 1.675
GPL SERVITO 0.683
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.734
Benzina SELF 1.685
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.584

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.685
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.504

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.648
Benzina SELF 1.640
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.387

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.665
Benzina SELF 1.628
GPL SERVITO 0.659
Metano SERVITO 1.354

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.680
Benzina SELF 1.642
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.380

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.659
Benzina SELF 1.619
GPL SERVITO 0.663
Metano SERVITO 1.469

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.690
Benzina SELF 1.646
GPL SERVITO 0.781
Metano SERVITO 1.435

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.661
Benzina SELF 1.621
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.376

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.655
Benzina SELF 1.619
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.303

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.676
Benzina SELF 1.650
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.663
Benzina SELF 1.620
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.412

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.669
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.655
Metano SERVITO 1.463

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.685
Benzina SELF 1.638
GPL SERVITO 0.796

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.674
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.667
Benzina SELF 1.621
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.442

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.704
Benzina SELF 1.661
GPL SERVITO 0.725
Metano SERVITO 1.351

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.672
Benzina SELF 1.627
GPL SERVITO 0.695
Metano SERVITO 1.317

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.708
Benzina SELF 1.661
GPL SERVITO 0.811

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.658
Benzina SELF 1.624
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.309

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 25
Škoda svela il nome di un nuovo SUV: sarà la futura ammiraglia della gamma

Sono passati quasi quattro anni dalla presentazione di Vision 7S, concept con cui Å koda mostrava al mondo il suo nuovo linguaggio stilistico, denominato Modern Solid. Il progetto ha anche fornito un’anticipazione di un futuro modello di serie, completamente elettrico e in grado di ospitare fino a 7 posti. Questo modello è destinato a diventare la nuova ammiraglia di Å koda. La Casa ha confermato l’arrivo imminente e ufficializzato il nome del veicolo. Vediamo i dettagli dell’annuncio per questa vettura che ricoprirà un ruolo chiave nel futuro del brand, posizionandosi al vertice della gamma.

La nuova ammiraglia

Dal concept Vision 7S nascerà la Å koda Peaq, nome con cui l’azienda vuole sottolineare il posizionamento del modello, destinato a occupare il vertice della gamma del brand. Per il momento, le informazioni sono limitate, tanto che il nuovo progetto è stato, di fatto, solo anticipato con un teaser, rimandando il rilascio di maggiori dettagli al futuro. Å koda ha confermato che l’attesa anteprima mondiale del veicolo è prevista per l’estate 2026. Secondo la Casa, inoltre, Peaq “segna un’altra pietra miliare nell’ampliamento della gamma di modelli elettrici Å koda“.

Il futuro modello avrà le caratteristiche di un SUV di grandi dimensioni, con un abitacolo spazioso e caratterizzato da soluzioni all’avanguardia. Dal punto di vista tecnico, la base di partenza sarà la ben nota piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen (oppure la sua evoluzione MEB+). È possibile ipotizzare la presenza di più motorizzazioni e di vari tagli di batteria, con una gamma particolarmente articolata e in grado di soddisfare le esigenze di tutta la clientela.

Come detto in precedenza, però, Peaq è ancora avvolto dal mistero e resterà così per diversi mesi. Il brand si prenderà tutto il tempo necessario per completare lo sviluppo e poi avviare la presentazione. Il lancio commerciale, in mercati selezionati, è programmato per fine 2026 oppure per la prima parte del 2027. Ci vorrà ancora tempo, quindi, prima di scoprire tutte le caratteristiche del nuovo SUV della Casa.

L’annuncio del debutto di Peaq è accompagnato dalla pubblicazione, sui canali social del brand, di un breve video teaser che riassume gli obiettivi dell’azienda con questo nuovo progetto. Ecco il video in questione:

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Il commento dell’azienda

Martin Jahn, membro del consiglio di amministrazione di Å koda Auto per le vendite e il marketing, ha così commentato l’annuncio della Casa arrivato in questi giorni:

“Con Vision 7S, abbiamo esplorato nuovi territori per Å koda, con un’idea chiara di come elevare il marchio. Da allora, abbiamo introdotto un nuovo linguaggio di design e perfezionato ulteriormente la nostra identità di prodotto. Ora stiamo dando vita a questo innovativo concetto di veicolo. Il nostro nuovo modello di punta porta i valori del nostro marchio, ovvero spaziosità e praticità, a un livello completamente nuovo. Da oggi, la nostra audace visione per il futuro elettrico di Å koda ha un nome: Peaq, una chiara indicazione del posto che questo modello occupa nel nostro portafoglio.”

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 06:30:40 +0000


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