Oggi è Lunedi' 02/02/2026 e sono le ore 08:38:17
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Oggi è Lunedi' 02/02/2026 e sono le ore 08:38:17
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Nostra publicità
Compra su Vinted
Compra su Vinted
Oggi, 2 febbraio 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane mostra diverse criticità con code causate principalmente da incidenti e lavori. Tra gli eventi più rilevanti segnaliamo una coda lunga 5 km sull’A4 tra Milano est e il bivio per il raccordo di Viale Certosa a Torino causata da un incidente, e una coda di 2 km sull’A1 tra il bivio per l’A16 Napoli-Canosa e il nodo verso Villa Literno dovuta a un sinistro. Questi e altri eventi, come traffico intenso e veicoli in avaria, influenzano la circolazione in varie tratte.
08:04 – Bivio A1/A16 Napoli-Canosa e Nodo A1/Villa Literno-Pomigliano
Coda di 2 km per incidente
Direzione Milano
Tratta interessata tra il km 748.0 e il km 750.0 per una lunghezza di 2.0 km.
07:54 – Valsamoggia e Modena Nord
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessa dal km 157.6 al km 184.789 per una lunghezza di 27.189 km.
07:52 – Bivio A1/A58 e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta va dal km 4.3 al km 10.646 per una lunghezza di 6.346 km.
07:49 – Firenze Impruneta e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessa dal km 267.0 al km 290.0 per una lunghezza di 23.0 km.
07:44 – Firenze Scandicci (uscita da Bologna)
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
Tratta in uscita interessata al km 286.9.
07:06 – San Giuliano e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta va dal km 4.3 al km 2.7 per una lunghezza di 1.6 km.
08:01 – Milano est e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Coda di 5 km per incidente
Direzione Torino
Entrata consigliata verso Torino: Fiera Milano su A8 Milano-Varese. Uscita consigliata provenendo da Brescia: Monza.
08:01 – Dalmine (uscita da Milano)
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
07:34 – Bergamo (uscita da Milano)
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
07:20 – Nodo di Pero e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
Tratta dal km 136.5 al km 125.0 per una lunghezza di 11.5 km.
07:16 – Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
Tratta tra il km 138.3 e 141.0 per una lunghezza di 2.7 km.
08:05 – Ronco Scrivia e Busalla
Coda di 1 km per lavori
Direzione Genova
Tratta dal km 109.4 al km 108.0 per una lunghezza di 1.4 km.
08:02 – Genova Ovest e Genova Sampierdarena
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Genova
Tratta dal km 133.6 al km 132.8 per una lunghezza di 0.8 km.
07:35 – Bivio A7/A12 Genova-Livorno e Genova Bolzaneto
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta dal km 125.8 al 128.7, lunghezza 2.9 km.
07:19 – Genova Bolzaneto e Busalla
Coda di 1 km per lavori
Direzione Milano
Tratta dal km 117.3 al km 125.8 per una lunghezza di 8.5 km.
07:29 – Genova Bolzaneto (uscita da Genova)
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
07:50 – Milano Nord e Cascina Merlata
Coda di 3 km per incidente
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Milano: Cormano su A4 Torino-Trieste. Uscita consigliata provenendo da Varese: Bivio A8/Tangenziale Ovest MI.
07:50 – Busto Arsizio (uscita in entrambe le direzioni)
Coda per traffico intenso
07:02 – Busto Arsizio e Svincolo Lainate-Arese
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta dal km 7.1 al km 24.5 per una lunghezza di 17.4 km.
07:57 – Saronno (uscita da Como)
Coda per traffico intenso
Direzione Lainate
07:49 – Albisola e Bivio A10/Inizio Complanare Savona
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ventimiglia
Tratta dal km 43.6 al km 36.4 per una lunghezza di 7.2 km.
07:48 – Arenzano e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Genova
Tratta dal km 0.0 al km 15.0 per una lunghezza di 15.0 km.
07:19 – Pistoia e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Firenze
Tratta dal km 7.0 al km 20.0 per una lunghezza di 13.0 km.
07:15 – Sesto Fiorentino e Firenze Peretola
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Firenze
Tratta dal km 0.0 al km 1.8 per una lunghezza di 1.8 km.
07:34 – Rapallo e Recco
Coda di 1 km per lavori
Direzione Genova
Tratta dal km 24.2 al 28.4 per una lunghezza di 4.2 km.
08:04 – Rovigo e Villamarzana
Coda di 2 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Bologna
Tratta dal km 67.0 al km 70.0 per una lunghezza di 3.0 km.
08:01 – Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio e Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
Tratta dal km 14.4 al km 9.0 per una lunghezza di 5.4 km.
07:57 – Pescara Nord e Pineto
Coda di 2 km per lavori
Direzione Ancona
Tratta dal km 359.6 al km 362.0 per una lunghezza di 2.4 km.
07:43 – Porto Sant’ Elpidio e Civitanova Marche
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
Tratta dal km 269.4 al km 270.4 per una lunghezza di 1.0 km.
07:06 – San Benedetto del Tronto e Pedaso
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
Tratta dal km 301.1 al km 304.0 per una lunghezza di 2.9 km.
06:24 – Loreto e Civitanova Marche
Vento Forte
In entrambe le direzioni
La tratta va dal km 262.6 al km 245.5 per una lunghezza di 17.1 km.
07:56 – Avellino est e Benevento
Traffico rallentato per mezzi in lento movimento
Direzione Canosa
Tratta dal km 68.7 al km 58.1 per una lunghezza di 10.6 km.
07:37 – Svincolo di Tor Cervara e Bivio Complanare / GRA
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
Tratta dal km 0.0 al km 1.0 per una lunghezza di 1.0 km.
07:23 – Bivio Grande Raccordo Anulare e Fine Complanare
Coda di 3 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
07:34 – Settecamini e Bivio Grande Raccordo Anulare
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
Tratta dal km 0.0 al km 1.0 per una lunghezza di 1.0 km.
07:32 – Grande Raccordo Anulare e Inizio Complanare
Coda di 1 km per incidente
Direzione Tangenziale Est
Tratta dal km 1.2 al km 0.0 per una lunghezza di 1.2 km.
07:00 – Fine Complanare e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda di 4 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
Tratta dal km 7.3 al km 3.0 per una lunghezza di 4.3 km.
07:44 – Mogliano Veneto e Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Venezia
Tratta dal km 0.0 al km 3.0 per una lunghezza di 3.0 km.
06:52 – CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Cavalcavia Rho
Tratta dal km 21.61 al km 18.73 per una lunghezza di 2.88 km.
08:01 – Fuorigrotta e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
Tratta dal km 18.8 al km 10.1 per una lunghezza di 8.7 km.
07:45 – Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Tratta dal km 18.8 al km 20.0 per una lunghezza di 1.2 km.
07:11 – Corso Malta (entrata verso Pozzuoli)
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 07:08:00 +0000Nel mese di febbraio 2026 sono previsti diversi scioperi che potrebbero avere impatti significativi sia sul trasporto ferroviario che su quello pubblico locale, aereo e marittimo in numerose città e regioni d’Italia. Questo articolo fornisce il calendario aggiornato degli scioperi con date, orari, settori, città coinvolte e categorie di lavoratori interessate, utile per lavoratori, pendolari e cittadini che desiderano restare aggiornati sugli eventi di febbraio 2026. Tutte le informazioni riguardano esclusivamente il periodo di febbraio 2026, con fonti ufficiali e dettagli comprensibili.
Nella città di Roma è previsto uno sciopero di 4 ore che coinvolge il personale degli appalti ferroviari delle società Elior Divisione Itinere e Polaris. Lo sciopero interessa la provincia di Roma nella regione Lazio, proclamato dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI.
In Lombardia è stato indetto uno sciopero di 23 ore che coinvolge tutte le province della regione, interessando il personale della società Trenord. Lo sciopero avrà corso dalle 03.00 del 2/2 alle 02.00 del 3/2 ed è proclamato dal sindacato OSR ORSA FERROVIE.
Nella provincia di Rimini è previsto uno sciopero di 8 ore (dalle 09.01 alle 16.59) che coinvolge il personale della società Trenitalia DT OMCL Rimini. Sindacati coinvolti: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
In Abruzzo, in tutte le province, è previsto uno sciopero del servizio di trasporto pubblico locale di 24 ore che coinvolge il personale della società TUA Regione Abruzzo, proclamato da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.
Nella città di Chieti (Abruzzo), il personale della società TUA Unità di Produzione di Lanciano sarà protagonista di uno sciopero di 24 ore, indetto da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
A Bari (Puglia), sciopero di 4 ore (dalle 08.30 alle 12.30) del personale della società AMTAB di Bari, proclamato da OSR UILT-UIL.
Nella provincia di Teramo (Abruzzo), il personale della società TUA di Teramo parteciperà ad uno sciopero di 24 ore, indetto da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nel settore marittimo, a livello nazionale, è in programma uno sciopero di intera giornata che coinvolge i lavoratori portuali di tutta Italia, indetto da USB LAVORO PRIVATO.
Nella regione Lombardia, il personale della società Autostrade per l’Italia Direzione II Tronco Milano, settore circolazione e sicurezza stradale, sarà in sciopero per 8 ore per ciascun turno di lavoro, proclamato da OSR UILT-UIL.
Nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige), il personale della società SASA di Bolzano sarà in sciopero per 24 ore, indetto da OSR FILT-CGIL, UGL, USB LAVORO PRIVATO, ORSA TRASPORTI.
A Campobasso (Molise), il personale della società GTM di Termoli aderirà a uno sciopero di 24 ore, proclamato da OSR UILT-UIL.
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero del personale della società Arriva Udine per 9 ore (dalle 15.00 alle 24.00), promosso da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.
A livello nazionale, sono in programma scioperi nel settore aereo: il personale della società ITA Airways sarà in sciopero per 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00), su proclamazione di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL T.A., ANPAC, ANP.
Altro sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) coinvolge il personale di terra e di volo della società ITA Airways, promosso dalla USB Lavoro Privato.
Il personale della società ALHA Aeroporto di Milano Malpensa e Airport Handling Aeroporti di Milano Linate e Malpensa è interessato da scioperi di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59), proclamati da OST CUB Trasporti.
Gli assistenti di volo della società Vueling Airlines saranno anch’essi in sciopero per 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59), proclamato da RSA FILT-CGIL, ANPAC.
A livello nazionale, è in programma uno sciopero del personale di macchina e di bordo del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane della durata di 24 ore (dalle 21.00 del 27/2 alle 20.59 del 28/2), proclamato da Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI.
Nella città di Bari (Puglia), gli operatori di esercizio della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici aderiranno a uno sciopero di 4 ore (dalle 19.30 alle 23.30), proclamato da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 07:00:00 +0000Il giorno 02 febbraio 2026 sono stati programmati due scioperi che coinvolgono diversi settori del trasporto pubblico in Italia. Di seguito tutti i dettagli disponibili: città o regioni interessate, orari di inizio e fine, aziende coinvolte e categorie interessate. Per approfondire, di seguito la situazione aggiornata caso per caso per questa giornata.
E’ previsto uno sciopero di 4 ORE nel settore degli appalti ferroviari che riguarda la provincia di Roma, nella regione Lazio. Lo sciopero interessa il personale degli appalti ferroviari delle società Elior Divisione Itinere e Polaris. È stato proclamato dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI e coinvolge la categoria “personale appalti ferroviari”. L’azione di protesta avrà luogo il 02 febbraio 2026.
In Lombardia, è stato indetto uno sciopero di 23 ore che interesserà tutte le province della regione. Lo sciopero coinvolge il personale della società Trenord e sarà attivo dalle ore 03.00 del 02 febbraio 2026 alle ore 02.00 del 03 febbraio 2026. È stato proclamato dal sindacato OSR ORSA FERROVIE e riguarda la categoria “personale soc. Trenord”.
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 07:00:00 +0000Il prezzo dei carburanti lungo le autostrade oggi 02 febbraio 2026: benzina, diesel, gpl e metano
Oggi proponiamo il quadro aggiornato dei prezzi medi dei carburanti in autostrada, sulla base dell’ultimo dato ufficiale disponibile. In sintesi: benzina self a 1,743 €, gasolio self a 1,792 €, gpl servito a 0,828 € e metano servito a 1,492 €. Questi valori sono il risultato della somma tra una componente industriale (materia prima e margine di distribuzione) e una componente fiscale composta da imposte indirette come accise e Iva, che incidono in modo determinante sul prezzo alla pompa. Di seguito, i dettagli e un ripasso di come si forma il costo dei carburanti.
Aggiornamento: 01-02-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.792 |
| Benzina | SELF | 1.743 |
| GPL | SERVITO | 0.828 |
| Metano | SERVITO | 1.492 |
Per la benzina, la struttura del prezzo al consumo nasce dall’incontro tra industria e fiscalità . La componente fiscale vale il 58% del prezzo finale e comprende accise e Iva: si tratta di imposte che si applicano in parte in misura fissa (accise) e in parte in percentuale (Iva), con un effetto moltiplicativo sul costo complessivo alla pompa. La componente industriale pesa invece per il 42% e si suddivide in due blocchi: costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera. Il costo della materia prima incide per il 30%: risente delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dell’andamento del cambio euro/dollaro, poiché gli scambi avvengono tipicamente in dollari e le oscillazioni valutarie si riflettono sui listini interni. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo finale, copre attività come logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e servizi al cliente. È su questo margine che gli operatori possono intervenire, nel rispetto della concorrenza e dei vincoli di costo, per modulare le politiche di prezzo, promozioni e differenziazioni tra aree e tipologie di impianto.
Per il gasolio, la ripartizione è diversa: la componente fiscale pesa per il 45%, mentre quella industriale arriva al 55% del prezzo finale. All’interno della quota industriale, la materia prima è determinante e vale il 45%: anche qui il riferimento sono le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro, fattori che possono produrre variazioni rapide nei prezzi all’ingrosso e, a cascata, alla pompa. Il restante 10% rappresenta il margine lordo della filiera: include i costi di approvvigionamento, logistica, gestione degli impianti, oltre alla remunerazione per operatori e distributori. Su questa porzione, gli operatori possono agire con strategie di prezzo differenziate a seconda della localizzazione, del livello di servizio (self o servito), della concorrenza locale e di eventuali iniziative commerciali. La combinazione tra volatilità della materia prima e scelte sul margine spiega perché il prezzo del gasolio possa muoversi in tempi diversi rispetto alla benzina, pur condividendone i principali driver di formazione del costo.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.654 per la benzina, 1.698 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.435 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.693 |
| Benzina | SELF | 1.642 |
| GPL | SERVITO | 0.696 |
| Metano | SERVITO | 1.404 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.711 |
| Benzina | SELF | 1.686 |
| GPL | SERVITO | 0.679 |
| Metano | SERVITO | 1.465 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.757 |
| Benzina | SELF | 1.697 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.597 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.701 |
| Benzina | SELF | 1.674 |
| GPL | SERVITO | 0.731 |
| Metano | SERVITO | 1.507 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.667 |
| Benzina | SELF | 1.646 |
| GPL | SERVITO | 0.638 |
| Metano | SERVITO | 1.390 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.687 |
| Benzina | SELF | 1.637 |
| GPL | SERVITO | 0.659 |
| Metano | SERVITO | 1.368 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.703 |
| Benzina | SELF | 1.650 |
| GPL | SERVITO | 0.674 |
| Metano | SERVITO | 1.386 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.680 |
| Benzina | SELF | 1.632 |
| GPL | SERVITO | 0.662 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.715 |
| Benzina | SELF | 1.664 |
| GPL | SERVITO | 0.778 |
| Metano | SERVITO | 1.446 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.687 |
| Benzina | SELF | 1.635 |
| GPL | SERVITO | 0.669 |
| Metano | SERVITO | 1.385 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.675 |
| Benzina | SELF | 1.632 |
| GPL | SERVITO | 0.699 |
| Metano | SERVITO | 1.316 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.694 |
| Benzina | SELF | 1.661 |
| GPL | SERVITO | 0.698 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.686 |
| Benzina | SELF | 1.633 |
| GPL | SERVITO | 0.666 |
| Metano | SERVITO | 1.419 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.685 |
| Benzina | SELF | 1.664 |
| GPL | SERVITO | 0.654 |
| Metano | SERVITO | 1.470 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.708 |
| Benzina | SELF | 1.655 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.687 |
| Benzina | SELF | 1.668 |
| GPL | SERVITO | 0.759 |
| Metano | SERVITO | 1.734 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.689 |
| Benzina | SELF | 1.639 |
| GPL | SERVITO | 0.685 |
| Metano | SERVITO | 1.453 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.726 |
| Benzina | SELF | 1.673 |
| GPL | SERVITO | 0.726 |
| Metano | SERVITO | 1.391 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.692 |
| Benzina | SELF | 1.644 |
| GPL | SERVITO | 0.692 |
| Metano | SERVITO | 1.331 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.740 |
| Benzina | SELF | 1.676 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.677 |
| Benzina | SELF | 1.634 |
| GPL | SERVITO | 0.674 |
| Metano | SERVITO | 1.332 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 07:00:00 +0000Mercedes guarda al futuro e una delle prossime evoluzioni della sua attività sarà legata all’espansione nel settore dei robotaxi. Si tratta di una scelta strategica molto importante e che conferma l’interesse dell’azienda tedesca nel portare avanti un programma di crescita che tenga conto dell’evoluzione del mercato delle quattro ruote nel corso dei prossimi anni.
Per raggiungere i suoi target, Mercedes intende puntare sulla tecnologia e sull’affidabilità della Classe S ma anche sui tanti investimenti già fatti per il settore della guida autonoma e su MB.OS, destinata a diventare una piattaforma di riferimento per il futuro. Andiamo a riepilogare tutti i dettagli annunciati dall’azienda in merito agli obiettivi futuri e alla creazione di servizi di robotaxi in grado di sfruttare le tecnologie disponibili.
Con un comunicato ufficiale, Mercedes-Benz ha confermato di essere pronta ad aprire una “nuova era” della guida automatizzata, settore in cui l’azienda ha già investito tanto nel corso degli ultimi anni. Il prossimo passo da compiere è rappresentato dallo sviluppo di quello che la Casa definisce un “ecosistema di robotaxi” che vede come veicolo ideale la nuova Classe S, modello che può combinare tecnologia, sicurezza e, naturalmente, lusso e ricercatezza nei contenuti.
Secondo Mercedes, l’attuale ammiraglia della gamma può garantire un “funzionamento fail-safe” , integrando ridondanze per sterzo, frenata, sistemi di calcolo e alimentazione elettrica. A completare il comparto tecnico c’è MB.OS che rappresenterà la piattaforma ideale per sviluppare un servizio di robotaxi. L’obiettivo dichiarato di Mercedes, infatti, è quello di creare un servizio di shuttle senza conducente da lanciare in vari Paesi in Europa, Medio Oriente, America e Asia.
Per questo motivo, la Casa sta promuovendo lo sviluppo della guida autonoma di livello 4, in base al sistema di classificazione SAE, con tanti progetti in tutto il mondo e con collaborazioni strategiche con partner di livello assoluto (nel comunicato vengono citate espressamente NVIDIA e Momenta). L’obiettivo è sfruttare appieno le potenzialità di MB.OS per rendere possibile il progetto, senza mai trascurare la sicurezza che rappresenterà un elemento centrale in futuro.
Il settore dei robotaxi ricoprirà un ruolo molto importante per sostenere la crescita del mercato delle quattro ruote nel prossimo futuro. Diverse aziende hanno già investito tanto in questo segmento. Tesla, ad esempio, ha lanciato di recente il suo servizio di robotaxi. Altre lo faranno in futuro. Il target di Mercedes è ambizioso e la sua fattibilità andrà valutata mese dopo mese, aggiornamento dopo aggiornamento.
A commentare i nuovi obiettivi dell’azienda tedesca è Jörg Burzer, Chief Technology Officer, Development & Procurement di Mercedes, che ha sottolineato:
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 06:30:38 +0000“Mercedes-Benz è il pioniere della guida autonoma sicura. Il prossimo passo della nostra roadmap è rendere possibile un’esperienza robotaxi basata sulla nuova Classe S. Per raggiungere questo obiettivo, possiamo contare su partner leader del settore al nostro fianco. Per noi, queste collaborazioni segnano l’inizio del nostro ingresso nel mercato dei robotaxi, con la Classe S e MB.OS come piattaforma di riferimento.â€
Le auto elettriche sono sempre più diffuse e, di conseguenza, anche il mercato dell’usato inizia a registrare una sostanziale crescita degli esemplari di vetture a zero emissioni disponibili per l’acquisto. Per molti automobilisti, puntare su un’auto elettrica usata potrebbe essere un vero e proprio affare. Una conferma arriva da un nuovo studio realizzato dall’Università del Michigan (Total cost of ownership of electric and gasoline used vehicles) e pubblicato su Environmental Research Letters (iopscience.iop.org). Secondo quest’indagine, chi punta su un’elettrica usata può ottenere un risparmio considerevole nel lungo periodo.
Il mercato delle quattro ruote sta cambiando molto per via della presenza delle auto elettriche. Lo studio, in particolare, tiene conto del mercato americano dove oltre il 20% degli automobilisti paga ogni mese più di 1.000 dollari come rata per il proprio veicolo. Riuscire a ridurre la spesa per l’acquisto dell’auto diventa, quindi, molto importante. La crescita delle auto elettriche, in termini di nuove immatricolazioni, va a impattare anche sul mercato dell’usato. Molto semplicemente, più auto elettriche si vendono e più, nel corso del prossimo futuro, il mercato registrerà l’arrivo di modelli a zero emissioni di seconda mano a disposizione degli automobilisti. Ricordiamo che il mercato dell’usato è in crescita in Italia.
Secondo l’indagine citata in apertura, scegliere un’auto elettrica usata può garantire un risparmio significativo nel corso di un periodo di 10 anni di utilizzo. Scegliere un mid-size SUV elettrico usato (categoria paragonabile a un SUV di segmento D in Italia) può garantire un risparmio di circa 13.000 dollari rispetto a un modello benzina di pari categoria ma nuovo. Optare per un mid-size SUV a benzina usato, invece, garantisce un risparmio di circa 3.000 dollari.
Lo studio è molto articolato, anche perché deve tenere conto di molteplici fattori che influenzano i costi finali, dal chilometraggio annuo alle modalità di ricarica (domestica o pubblica) passando per l’età del veicolo usato e anche il periodo di proprietà (l’indagine, ad esempio, ha ipotizzato l’acquisto di un’auto con 3 anni di età e 7 anni di proprietà successivi). Ci sono poi elementi come le tasse e il costo dell’elettricità e della benzina che possono variare in base allo Stato (l’indagine ha tenuto conto di 17 città americane).
Lo studio ha evidenziato come considerando veicoli elettrici di tre anni di vita utilizzati per un periodo di sette anni sia possibile ottenere un risparmio nei costi di gestione in tutti i segmenti di mercato considerati. In alcune condizioni, quindi, scegliere un’auto elettrica può rappresentare la soluzione giusta quando ci si affida al mercato dell’usato, sia per via del deprezzamento dei veicoli a zero emissioni sia per il costo di gestione che può essere più basso, a condizione di minimizzare le spese per la ricarica.
Maxwell Woody, autore principale dello studio, in una dichiarazione riportata da insideevs.com, ha sottolineato:
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 06:30:09 +0000“I trasporti rappresentano la seconda voce più importante del budget di una famiglia media e, nel mercato dei veicoli nuovi, i veicoli elettrici sono solitamente più costosi. Tuttavia, il 70% di tutti gli acquisti di veicoli riguarda veicoli usati, e i veicoli elettrici usati hanno il costo di proprietà più basso tra tutte le categorie di veicoli”
La denominazione di veicolo a tre ruote è insufficiente per capire chi può guidarlo e con quale patente perché la normativa in vigore ragiona per categoria di omologazione e per caratteristiche tecniche. Due mezzi che sembrano identici possono finire in regole diverse se sul libretto riportano categorie differenti.
La base europea per inquadrare il tema è la disciplina della patente di guida e delle categorie di veicoli della famiglia L, dove i tricicli a motore entrano nel perimetro con definizioni e soglie di potenza predefinite.
I tricicli a motore rientrano nella categoria dei veicoli a tre ruote disposte in modo simmetrico rispetto all’asse longitudinale e si distinguono per un requisito tecnico: la distanza tra le due ruote anteriori deve essere superiore a 46,5 centimetri, elemento che incide sull’omologazione. Il Codice della Strada, all’articolo 47, chiarisce che questi mezzi devono avere una cilindrata superiore a 50 centimetri cubici e una velocità massima oltre i 45 km/h, caratteristiche che li collocano a pieno titolo tra i veicoli a motore e non tra i ciclomotori.
Dal punto di vista dimensionale e strutturale, per la normativa vigente il peso in ordine di marcia non può superare i 1.000 chilogrammi mentre le dimensioni massime ammesse fissano la lunghezza a 4 metri, la larghezza a 2 metri e l’altezza a 2,5 metri. Come gli altri veicoli a motore, i tricicli sono regolarmente immatricolati, devono essere dotati di targa posteriore e sono accompagnati dalla carta di circolazione, che ne certifica le caratteristiche tecniche e l’inquadramento giuridico.
I tricicli a motore rientrano nella categoria L5e e possono essere equipaggiati con propulsori di diversa natura, che spaziano dai motori termici tradizionali alle soluzioni ibride fino alle versioni completamente elettriche. All’interno della stessa categoria la normativa distingue i tricicli in base alla destinazione d’uso e alla configurazione costruttiva e dà vita a due sotto-classificazioni ben precise.
La sotto-categoria L5e-A identifica i tricicli destinati al trasporto di persone, progettati per ospitare due posti a sedere complessivi, incluso quello del conducente. In questo caso il veicolo deve essere dotato di un motore di cilindrata pari o superiore a 250 cm³ e sviluppare una potenza minima di 15 kW, requisiti che ne definiscono le prestazioni e ne giustificano l’inquadramento tra i mezzi più strutturati della categoria L.
Diversa è invece la filosofia dei tricicli L5e-B, concepiti per il trasporto di cose. Questi veicoli presentano una cabina chiusa, accessibile tramite due sportelli, con un massimo di due posti a sedere, e sono caratterizzati da un vano di carico posteriore nettamente separato dallo spazio riservato agli occupanti. La normativa impone che tale area di carico abbia una capacità minima definita, così da distinguere i tricicli da lavoro da quelli destinati alla mobilità delle persone. Insomma, già dalla struttura è possibile comprendere la funzione per cui il mezzo è stato progettato.
Nel quadro europeo esiste una soglia di riferimento che è 15 kW. Al di sopra di questo limite per i tricicli a motore l’età minima fissata a livello europeo è 21 anni. La soglia separa mezzi con prestazioni e dinamiche più impegnative da quelli più tranquilli. In parallelo la stessa direttiva apre alla possibilità che gli Stati consentano sul proprio territorio la guida dei tricicli oltre 15 kW anche con patente B, purché il conducente abbia almeno 21 anni.
In Italia, la patente B consente di guidare tricicli a motore di potenza superiore a 15 kW se il conducente ha compiuto 21 anni. Se si varca il confine, la spendibilità dipende dalle regole locali, proprio perché la direttiva europea tratta questa apertura come una possibilità concessa ai singoli Stati e non come un automatismo identico in ogni Paese.
I titolari di patente A1 possono guidare veicoli a tre ruote entro limiti che dipendono dall’omologazione. Se il mezzo è omologato come motociclo, la cilindrata non deve superare i 125 cm³ e la potenza massima consentita è di 11 kW, mentre nel caso di tricicli a motore la soglia resta fissata a 15 kW, oltre la quale l’A1 non è più sufficiente.
Con la patente A2, i tre ruote omologati come motocicli possono essere guidati fino a una potenza massima di 35 kW, coerentemente con i limiti della A2, mentre per i tricicli il tetto resta invariato a 15 kW, a conferma del fatto che la soglia di potenza dei tricicli è uno spartiacque normativo indipendente dal tipo di patente A intermedia.
La patente A senza limitazioni permette di guidare qualsiasi veicolo a tre ruote, senza distinzioni legate all’omologazione come motociclo o triciclo e senza vincoli di potenza. In questo caso è la patente più ampia a eliminare ogni restrizione e rende irrilevanti sia i kW sia la classificazione tecnica del mezzo.
Soprattutto con i tre ruote moderni a doppia ruota anteriore e avantreno basculante, la classificazione dipende da dettagli costruttivi e dall’omologazione effettiva. Il tutto ha conseguenze sulla patente richiesta e sulle regole di circolazione.
Dopodiché una cosa è essere abilitati alla guida, un’altra è circolare su certe infrastrutture. Sul tema dei tre ruote circolano dubbi su tangenziali e autostrade. L’accesso dei veicoli a tre ruote in autostrada è subordinato al rispetto di requisiti tecnici dai quali discendono le abilitazioni di guida richieste. Tutto ruota attorno all’omologazione del mezzo perché è quella a stabilire quale soglia debba essere superata e quale patente sia necessaria.
Quando il tre ruote è omologato come motociclo, per poter circolare in autostrada deve avere una cilindrata minima di 120 cm³ e può essere guidato da un conducente maggiorenne in possesso di una patente della famiglia A, quindi A1, A2 oppure A senza limitazioni. In questo caso il veicolo viene trattato a tutti gli effetti come una moto tradizionale e segue le stesse regole di accesso alle infrastrutture a scorrimento veloce.
Se invece il veicolo è omologato come triciclo cambiano i parametri perché la normativa richiede una cilindrata superiore ai 250 cm³ e una potenza non inferiore a 15 kW per imboccare l’autostrada. In questo caso la guida è consentita a chi possiede la patente B, purché abbia compiuto 21 anni, oppure la patente A senza limitazioni mentre la A2 non è sufficiente.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 05:00:27 +0000Il mercato dei veicoli pesanti in Europa ha un leader ben preciso: si tratta di Volvo Trucks che conquista la prima posizione del settore per il secondo anno consecutivo, confermandosi come un punto di riferimento del mercato. Il risultato in questione è stato ottenuto con il raggiungimento di una quota record e con un sostanziale passo in avanti rispetto ai risultati raggiunti lo scorso anno. Andiamo ad analizzare i dati forniti dall’azienda stessa oltre all’andamento di tutto il mercato, grazie ai numeri sulle immatricolazioni appena pubblicati da ACEA.
Volvo Trucks ha conquistato la leadership del mercato dei veicoli pesanti in Europa, raggiungendo una quota di mercato complessiva pari al 19%. Si tratta di un dato notevole, soprattutto andando a considerare l’incremento registrato nel passaggio dal 2024 al 2025. Nel corso del 2024, anno chiuso conquistando la leadership del mercato, Volvo Trucks aveva raggiunto un market share pari al 17,9%. Il miglioramento ottenuto nel 2025 è, quindi, pari a 1,1 punti percentuali.
L’azienda ha sottolineato che i principali mercati di attività , in termini di immatricolazioni, sono stati Regno Unito, Francia, Polonia, Germania e Lituania. In aggiunta, il brand Volvo Trucks è riuscito a conquistare una delle prime due posizioni sul mercato dei veicoli pesanti in un totale di ben 30 mercati in Europa. L’azienda ha sottolineato il ruolo da protagonista del Volvo FH Aero, che contribuisce alla crescita sul mercato grazie a quasi 33.000 ordini nel corso del 2025. Il dato conferma le potenzialità del modello che offre un’efficienza superiore, fino al 7% per quanto riguarda i consumi, rispetto alla cabina Standard del Volvo FH.
Roger Alm, Presidente di Volvo Trucks, ha così commentato il risultato ottenuto dall’azienda nel corso del 2025:
“Siamo molto orgogliosi di essere leader di mercato in Europa per il secondo anno consecutivo. Il nostro obiettivo è quello di essere il miglior partner commerciale dei nostri clienti ed essere leader di mercato è una prova tangibile della fiducia che i nostri clienti ripongono in noi. Questo ci rende molto orgogliosi e desidero esprimere un grande ringraziamento ai nostri clienti e ai nostri dipendenti per questo grande risultato. Abbiamo una gamma di prodotti di prima classe con veicoli che offrono tempi di attività , efficienza nei consumi e sicurezza superiori. L’FH Aero è il nostro fiore all’occhiello per le lunghe distanze. I clienti mi dicono che con l’Aero ottengono prestazioni straordinarie e un notevole risparmio di carburanteâ€.
La leadership di Volvo Trucks, con l’incremento della quota di mercato nel passaggio dal 2024 al 2025, viene registrata con un mercato in difficoltà . A chiarire la situazione sono gli ultimi dati pubblicati da Acea che mostrano l’andamento del settore nel corso del 2025. Il segmento dei “truck”, infatti, ha registrato un totale di 307.460 unità immatricolate con un calo del 6,2% rispetto all’anno precedente. Il dato è in netta controtendenza rispetto al quello delle auto, dove si registrano vendite in crescita.
In particolare, il calo più marcato riguarda i veicoli di medie dimensioni, detto “medium-truck”, che fanno segnare un calo del 9,9%. In calo anche gli “heavy-truck” che registrano un calo del 5,4% su base annua. Tra i mercati, invece, pesa il tonfo registrato dalla Germania dove le immatricolazioni fanno segnare un crollo del 12,2%. Segnaliamo un calo netto anche per il segmento dei van: il mercato dei veicoli commerciali leggeri, infatti, rallenta nel corso del 2025 facendo segnare un calo dell’8,8% su base annua, con anche l’Italia protagonista di un calo evidente (-5%).
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 16:30:58 +0000In queste ore si è registrato un nuovo caso di auto contromano, un trend che, purtroppo, è diventato fin troppo frequente sulle strade italiane, soprattutto considerando autostrade e strade ad alto scorrimento. Il nuovo caso arriva dalla Puglia ed è diventato virale grazie a un video pubblicato sui social network. Questo video è stato registrato e condiviso da Peppe Dileo, intervenuto per bloccare un’auto che percorreva la SS96 contromano. L’intervento dell’uomo è stato determinante e ha permesso di evitare una nuova tragedia.
La dinamica dell’accaduto può essere ricostruita dal video pubblicato nelle ultime ore e diventato subito virale sui social network. La sequenza mostra chiaramente una vettura, guidata probabilmente da un anziano, percorrere contromano un tratto della SS96, all’altezza di Altamura. L’automobilista non si era reso conto dell’errore e continuava a percorrere la strada seguendo il senso di marcia sbagliato, fino all’intervento di Dileo, che è riuscito ad attirare l’attenzione dell’uomo, invitandolo a fermare il veicolo. Ecco il video dell’accaduto.
Il messaggio pubblicato sui social da Dileo è il seguente:
“Oggi alle 12:30 ho sconfitto la morte. Ho cambiato il destino ad alcune persone, un destino senza ritorno sicuramente. Alla fine sono salito sul guardrail scavalcandolo e bloccando tutto il traffico proveniente dalla parte opposta. Poi dicono che i camionisti sono assassiniâ€.
Il video chiarisce bene la dinamica anche se non mostra la parte finale, raccontata dallo stesso Dileo nel messaggio. L’uomo alla guida dell’auto che procedeva contromano, infatti, è riuscito a effettuare un’inversione di marcia. La manovra è riuscita senza problemi e conseguenze. Fortunatamente, i conducenti degli altri veicoli che procedevano nel senso corretto di marcia si sono resi conto della situazione e sono riusciti a evitare l’impatto con la vettura contromano. Al momento, non è chiaro se l’uomo che ha percorso la SS96 contromano è stato identificato dalle Forze dell’Ordine e se, quindi, ci saranno conseguenze per l’errore commesso che avrebbe potuto provocare una vera e propria tragedia.
Quello delle auto che, per errore del conducente in genere, percorrono una strada ad alta percorrenza contromano è un fenomeno sempre più diffuso. Su Virgilio Motori, infatti, abbiamo riportato diversi casi registrati negli ultimi mesi. Anche il 2026 è iniziato con nuovi episodi di auto contromano come quello registrato nei pressi di Torino con una vettura che ha percorso diversi chilometri seguendo il senso di marcia sbagliato. Da non dimenticare, poco prima di Natale, la tragedia sfiorata sulla strada delle Olimpiadi. Ricordiamo, inoltre, che non sono rari incidenti dovuti a auto contromano e spesso si tratta di schianti con conseguenze drammatiche. Si tratta, purtroppo, di un tema di grande attualità e per cui è importante dare il via a campagne di sensibilizzazione, per incentivare una guida più sicura. In altre tratte stradali, inoltre, sarebbe necessario un miglioramento della segnaletica per evitare che sviste da parte del conducente possano tramutarsi in sinistri con conseguenze tragiche.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 15:30:09 +0000Il settore delle auto usate continua a crescere in Italia e, nello stesso tempo, sta progressivamente cambiando volto, con consumatori sempre più informati e un’attenzione maggiore alla trasparenza. La conferma arriva da un’indagine condotta da carVertical, società leader nella raccolta di dati per il settore automobilistico, che conferma un nuovo trend che caratterizza l’attività dei concessionari italiani.
Secondo i risultati dell’indagine, i concessionari italiani più evoluti non si affidano più solo all’esperienza e all’intuito per la gestione della compravendita di auto usate, settore che sta registrando una forte crescita della domanda con un contestuale calo dei prezzi. Un ruolo sempre più importante, infatti, viene ricoperto dai dati verificabili. carVertical, infatti, sottolinea che il 33% dei dealer dichiara di controllare lo storico di ogni singola vettura. In aggiunta, questa percentuale sale a ben il 50% tra i nuovi operatori del settore che sono particolarmente interessati alla reputazione e alla creazione di un rapporto di fiducia con il cliente. In quest’ottica, il report sullo storico del veicolo diventa quello che gli autori dello studio definiscono un “vero investimento” e, quindi, uno strumento che può garantire l’affidabilità di un’auto usata in rapporto a quanto promesso.
Più del 40% dei concessionari italiani utilizza oggi i report sullo storico del veicolo come elemento distintivo nel processo di vendita con il 41,7% che ha scelto di fornire il report già al primo contatto con il cliente. Una percentuale analoga lo fornisce sempre su richiesta mentre il 16,7% prevede di farlo a breve. In sostanza, la trasparenza diventa oggi un fattore chiave per il settore delle auto usate. Questo trend è valido soprattutto online. Le inserzioni con un report storico verificato, infatti, registrano il 21% in più di clic, in base alle rilevazioni dell’indagine.
carVertical ha scelto di aggiungere ai dati il commento di un protagonista del mercato, raccogliendo la seguente dichiarazione di Giovanni Rosso del Centro Porsche Catania, che sottolinea:
“Da quando abbiamo iniziato a inserire il report sullo storico in ogni annuncio, abbiamo notato una netta differenza: le persone interessate arrivano da noi mostrando già di fidarsi dell’auto e del rivenditore. In questo modo le trattative sono più veloci ed è più facile giustificare il prezzo fin dall’inizio”
Secondo carVertical, i dati emersi dall’indagine confermano un trend chiaro per il mercato delle auto usate in Italia che “sta diventando più maturo, più professionale e più orientato alla qualità .”. Ricordiamo che la società ha, di recente, pubblicato un’indagine sui principali trend del mercato dell’usato per il 2026.
Un report sullo storico di un’auto include una lunga serie di dati che possono fornire un quadro completo e aggiornato sul veicolo. Ci sono, però, due elementi che attirano di più l’attenzione. Si tratta del chilometraggio, un parametro essenziale per evitare le truffe del contachilometri, e i danni, per la verifica di eventuali incidenti nello storico. Da segnalare che per il 25% degli intervistati il report serve anche a escludere il rischio di avere a che fare con un’auto rubata.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 15:00:17 +0000Il 2025 è stato un anno molto positivo per il settore delle auto elettriche in Europa. I dati sulle immatricolazioni sono chiari: il numero di auto a zero emissioni in circolazione è aumentato in modo significativo, registrando un importante passo in avanti nel programma di elettrificazione del mercato europeo. Come prevedibile, però, la diffusione delle auto elettriche non è omogenea e, anzi, presenta sostanziali differenze in base al Paese. Tra i “big market” europei, in particolare, l’Italia è all’ultimo posto per volumi complessivi anche se è al secondo per percentuale di crescita. Ecco i dati sulle immatricolazioni forniti da ACEA.
Nel corso del 2025 sono state immatricolate 2.585.187 unità di auto elettriche. Si tratta di una crescita del 29,7% rispetto ai dati dell’anno precedente. Questa crescita si traduce in un aumento netto delle immatricolazioni di quasi 600 mila esemplari. Il muro dei 3 milioni di unità vendute nel corso di un anno solare è sempre più vicino e potrebbe essere raggiunto nel corso del 2026. Le elettriche hanno raggiunto una quota di mercato di poco più del 19%. Considerando la sola Ue, dove le immatricolazioni sono state pari a 1.880.370 unità con una crescita del 29,9%, il market share è di poco superiore al 17%. Per approfondire l’andamento del mercato delle quattro ruote in Europa nel corso del 2025 potete dare un’occhiata al nostro articolo sulle immatricolazioni in Europa nel corso dell’anno appena terminato.
Il mercato italiano ha registrato una sostanziale crescita per quanto riguarda la diffusione delle auto elettriche con il 2025 che si è chiuso con un ottimo +44,2% per un totale di 94.624 unità immatricolate. Questo risultato, però, pone l’Italia all’ultimo posto tra i 5 “big market” europei per volume complessivo di unità vendute.
La classifica è la seguente:
La differenza tra l’Italia e gli altri mercati è sostanziale. I dati sono ancora più negativi se andiamo a considerare la quota di mercato delle auto elettriche. In questo caso, infatti, il nostro mercato si conferma il fanalino di coda per diffusione delle vetture a zero emissioni con un market share sensibilmente inferiore rispetto a Regno Unito, Germania e Francia e più basso anche della Spagna, che con la forte crescita registrata nel 2025 sta iniziando a registrare una diffusione maggiore delle auto elettriche. Ecco la classifica per quota di mercato:
Bisogna sottolineare, inoltre, che l’Italia registra volumi di vendita inferiori (per quanto riguarda le elettriche) anche rispetto altri mercati molto più piccoli come:
Appare evidente, quindi, come i margini di crescita siano importanti. L’Italia ha ancora molta strada da fare per poter registrare una sostanziale diffusione delle auto a zero emissioni nel corso dei prossimi anni. Raggiungere gli altri big market richiederà uno sforzo importante.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 14:00:07 +0000Filtra un timido spiraglio di luce sull’industria automobilistica italiana. Dopo i mesi burrascosi della gestione Tavares, il nuovo corso Stellantis firmato Antonio Filosa prova a ricucire il rapporto con il Paese. In occasione del Tavolo automotive convocato al Mimit, Emanuele Cappellano, responsabile europeo del gruppo, ha rivendicato l’Italia come perno della strategia:
“L’avvio della produzione delle nuove DS N°8 e Jeep Compass a Melfi e della nuova Fiat 500 ibrida a Mirafiori permetterà , insieme agli altri modelli che lanceremo a partire da quest’anno, di aumentare la produzione già dal 2026”
Per avere un quadro più dettagliato delle prospettive future, è necessario passare al vaglio i singoli stabilimenti. In attesa della prossima generazione di vetture, attesa entro la fine del decennio, Mirafiori prenderà delle contromisure: oltre all’elettrico (che fatica a decollare), la storica fabbrica diventerà l’hub della nuova 500 ibrida.
A Melfi, la strategia è ancora più aggressiva. Nei prossimi mesi vedremo la rinascita della Lancia Gamma (sia elettrica che ibrida) e un nuovo modello DS, seguiti da un ulteriore lancio nel 2028. Anche Pomigliano resta centrale: la Pandina continuerà a correre, affiancata da due ulteriori compatte, che puntano a saturare la capacità produttiva. Per quanto riguarda i motori termici, Stellantis ha deciso di non abbandonare il “cuore” del Made in Italy, investendo sulla sopravvivenza dei propulsori tradizionali:
“Abbiamo deciso di investire sul futuro dei motori GSE, adattandoli ai requisiti delle normative Euro7, per garantire la loro piena impiegabilità anche dopo il 2030 sull’offerta di gamma attuale e futura”
Non è però tutto oro quello che luccica. Se da un lato arrivano i modelli, dall’altro resta il fardello economico: l’Italia è oggi un contesto “non attrattivo” a causa dei costi dell’energia e del lavoro troppo alti rispetto alla concorrenza europea ed extra-europea. Resta poi l’incognita della Gigafactory di Termoli. Mentre la joint venture ACC (con Mercedes e Total) prende tempo sulla fabbrica di batterie, Stellantis punta sulla produzione dei cambi e-DCT, consapevole che non è la soluzione definitiva reclamata a gran voce dal territorio.
Il fronte più caldo si sposta però a Bruxelles. Il ministro Adolfo Urso e Stellantis sembrano ora marciare uniti verso la revisione dello stop a benzina e diesel, orientati verso la neutralità tecnologica:
“La proposta di revisione del regolamento COâ‚‚ va nella direzione giusta, ma non è affatto sufficiente: abbiamo abbattuto il totem del 2035, ma serve il pieno riconoscimento della neutralità tecnologica”
Nonostante i piani, i sindacati tengono alta la guardia. Dai 750.000 veicoli prodotti pochi anni fa, siamo scesi alla soglia critica di 300.000 e di questo passo i rappresentanti dei lavoratori temono altri tagli.
Stellantis ha promesso oltre 7 miliardi di acquisti dalla filiera italiana per il 2026 e 500 nuove assunzioni, ma la vera prova del nove sarà il 21 maggio, quando Filosa svelerà il piano industriale definitivo. Allora finalmente capiremo se l’Italia tornerà a ricoprire un ruolo centrale o se le toccherà accontentarsi di uno da comprimaria nel gigante globale da 14 marchi.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 11:07:13 +0000Se fosse una studentessa, non ci sarebbero dubbi: la Hyundai Ioniq 9 sarebbe la prima della classe. Nonostante la forte concorrenza nel segmento dei SUV, il marchio coreano ha fatto full-in sull’elettrico e i fatti le danno ragione con il modello per sette persone, in grado di riscuotere i pareri favorevoli sia degli appassionati sia della critica. Giurati americani, tedeschi ed europei convengono su un punto: è raro trovare una proposta così attrezzata a livello estetico, ma anche nella sicurezza. Nel giro di pochi mesi l’ammiraglia si è aggiudicata una sfilza di premi che non solo riempiono d’orgoglio i produttori, ma rassicurano sulle potenzialità future: il meglio deve ancora venire.
Le cinque stelle Euro NCAP sembrano ormai quasi scontate: le trovi sulla scheda tecnica di parecchie nuove uscite. Eppure, il traguardo tagliato dalla Ioniq 9 va oltre il semplice “bollino”, perché conferitole nei test IIHS: i criteri dell’ente statunitense sono diventati molto più severi, ma lo Sport Utility si è comunque portato a casa il Top Safety Pick+. Quando ti metti al volante di una macchina così spaziosa, l’associazione alla famiglia scatta immediata e in questo caso si possono dormire sogni tranquilli. Apprendere che nei crash test laterali i manichini dei bambini sono praticamente usciti intatti, come indica il punteggio di 87%, vale per ogni genitore responsabile ben più di qualsiasi maxi-display sulla plancia.
Aggiungere alla teca dei trofei un premio per il design potrebbe fare poco notizia. Convincere riviste storicamente sensibili al fascino delle produzioni nazionali come la tedesca Auto Zeitung è, però, tutt’altra storia. In un confronto diretto il magazine ha preferito la proposta asiatica alla concorrenza premium tedesca e svedese. Il motivo? L’autonomia e la vivibilità . Il titolo di “World’s Best Large SUV” arrivato dai Women’s Worldwide Car of the Year conferma quanto la Ioniq 9 sia concreta. La linea aerodinamica convive con un abitacolo generoso negli spazi e poi, grazie al sistema a 800 Volt, i tempi alle colonnine sono rapidissimi: in autostrada si riparte subito e il viaggio prosegue liscio.
Gran parte del successo va attribuita alla piattaforma E-GMP: la base meccanica permette di avere un pavimento piatto, trasformando l’interno in una specie di salotto modulare. Che sia la versione a sei o sette posti, l’idea è che chi siede in terza fila non debba sentirsi un passeggero di serie B. I premi come quello di Wards per i migliori sistemi di propulsione o il titolo di EV of the Year della Hispanic Motor Press ribadiscono la solidità della Ioniq 9 nell’uso reale, merito soprattutto di un’ergonomia curata che riporta al centro i tasti fisici e i menu semplici, una scelta ormai sempre meno comune.
La quattro ruote coreana sembra voler chiudere una volta per tutte il dibattito sui SUV elettrici giganti: possono essere sicuri, possono essere efficienti e, soprattutto, possono essere utili davvero nella vita di ogni giorno. Hyundai ha puntato in alto e, a giudicare dai risultati, gli altri dovranno correre parecchio per raggiungerla.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 10:12:33 +0000Il concetto di “compromesso ecologico” lascia ormai il tempo che trova. Con le Continental GT S e GT Convertible S 2026, Bentley riprende il filo interrotto del passato ed esalta l’elettrificazione, che se usata per la performance pura può superare persino il mito del dodici cilindri. Le nuove arrivate si ispirano alla filosofia estrema delle storiche versioni Supersports, ma le rivisitano in chiave moderna, punto d’incontro tra lusso artigianale e tecnologia dinamica. Per la prima volta, l’ibrido brucia nelle prestazioni l’iconico motore W12 e apre a un’era tutta da vivere.
Per capire l’anima della nuova gamma “S”, bisogna guardare indietro. Il nome Supersports in Bentley è sempre stato sinonimo di rottura degli schemi: auto che mantenevano l’eleganza di una GT, con una cattiveria meccanica da supercar. Le Continental GT S e GTC S attingono a piene mani da quel mantra “driver-centric”, spianando la strada alle future produzioni della Casa e degli altri marchi tradizionali nel segmento premium.
Mentre la linea Azure si concentra ossessivamente sull’isolamento acustico e sul benessere ovattato da tipico salotto inglese, le serie S appena presentate utilizzano l’elettrificazione alla stregua di un turbocompressore invisibile. La classica fluidità dei motori termici di un tempo cede il passo a una spinta green, che garantisce una prontezza d’azione mai vista prima nella famiglia delle Granturismo. E i prezzi di listino? Ancora tutto tace, ma con ogni probabilità supereranno di gran carriera i 257.000 richiesti per la Continental GT base.
Il sistema High Performance Hybrid lascia ai numeri il compito di convincere gli inguaribili nostalgici. I 680 CV di potenza e i 930 Nm di coppia motrice ridefiniscono le capacità delle Continental GT S e GTC S, staccando di 130 CV la serie precedente. A supporto diretto dei turbocompressori, la componente garantisce un’adeguata spinta per bruciare lo 0-100 km/h in 3,5 secondi e raggiungere una velocità di punta di 305 km/h. In modalità completamente a zero emissioni, l’auto copre fino a 80 km: abbastanza per divincolarsi nei centri urbani senza la famigerata “ansia da ricarica”.
Le velleità sportive riemergono non appena il V8 da 4,0 litri sprigiona, tramite lo scarico dedicato, le frequenze tipiche del manovellismo a croce. In totale sintonia con un telaio che mutua le tecnologia della Speed, il pacchetto meccanico conferisce alla gamma S una decisa iniezione di carattere e reattività .

Tra i principali vantaggi competitivi delle nuove S è d’obbligo evidenziare il Bentley Performance Active Chassis, fino a questo punto quasi esclusivamente appannaggio delle versioni Speed o Mulliner. Portarlo qui significa elevare drasticamente l’asticella della dinamica di guida, sulla base di quattro pilastri fondamentali.
Il sistema anti-rollio attivo Bentley Dynamic Ride (48V) ricorre a unità elettriche sulle barre stabilizzatrici per contrastare le forze laterali in curva, affinché l’auto rimanga piatta nei cambi di direzione, e aumenti la precisioni dello sterzo. Tanto nelle manovre strette quanto nelle curve veloci, il grip si mantiene su valori eccellenti, complice l’All-Wheel Steering, lo sterzo integrale in grado di ridurre virtualmente o allungare il passo del veicolo a seconda delle circostanze.
Al debutto sulle S, il differenziale elettronico posteriore a slittamento limitato (eLSD e Torque Vectoring) agisce insieme al controllo della coppia tra gli assi per scaricare a terra i cavalli vapore con la massima efficienza, e permettere, in simultanea, una gestione della traiettoria millimetrica. Non meno importante, l’ESC di nuova generazione: favorisce un “dialogo” più aperto con il pilota. In modalità Dynamic, la vettura accetta angoli di imbardata più generosi, ed è così che il posteriore riesce a muoversi sufficientemente per chiudere la curva col gas, sotto la vigile protezione dell’elettronica.
Esteticamente, le Continental GT S e GTC S non cercano di nascondere le proprie intenzioni. La scelta cromatica dominante è il nero: dalle cornici dei finestrini ai terminali di scarico, fino alla griglia a matrice del radiatore, la Blackline Specification sostituisce le cromature esterne con dettagli in nero lucido.
Rispetto alle proposte d’ingresso, cambiano i gruppi ottici. All’anteriore i fari Full LED Matrix presentano una finitura scura (“dark tint”), un tocco stilistico finora esclusivo della GT Speed, al posteriore le luci brunite e i doppi scarichi ellittici neri sottolineano l’assetto piantato a terra della S. Di serie vengono equipaggiati cerchi da 22 pollici a dieci razze “swept-spoke” disponibili in diverse finiture, tra cui una spettacolare versione in nero lucido con superfici lavorate a specchio.

Le Continental GT S e GTC S adottano un’architettura tecnica finora prerogativa della versione Speed. I Il sistema sfrutta ammortizzatori a doppia valvola per regolare in modo indipendente i flussi di compressione ed estensione, ottenendo una calibrazione millimetrica della risposta. Ne deriva un assorbimento fluido delle asperità nei sentieri accidentati.
Il controllo del rollio passa attraverso soluzioni avanzate già applicate altrove. Motori elettrici intervengono sulle barre stabilizzatrici applicando fino a 1.300 Nm di coppia contrastante in meno di un secondo. L’auto resta piatta in curva, ma appena si torna in rettilineo il sistema “molla” la presa per non scuotere l’abitacolo sulle buche. Dietro, le ruote girano in controfase nello stretto per dare agilità , mentre nei curvoni veloci seguono l’anteriore per stabilizzare la traiettoria: il pacchetto che trasforma la massa della Continental in reattività allo stato puro.
Dentro le S il lusso lascia spazio a materiali tecnici. La pelle classica viene sostituita in molti punti dalla Dinamica, una microfibra che garantisce molto più grip su volante e cambio, fondamentale quando si gestiscono i 930 Nm di coppia del powertrain ibrido.
I sedili riprendono le cuciture scanalate d’epoca, con imbottiture laterali accentuate per bloccare il conducente ed evitare scivolamenti durante le forti accelerazioni trasversali consentite dal nuovo telaio. Le finiture abbandonano i legni chiari per il Piano Black o il carbonio lucido ed è interessante la scelta del Dark Tint Chrome per le parti metalliche, in quanto elimina i riflessi, potenziale elemento di distrazione durante la guida impegnata. Tutto l’ambiente è scuro, focalizzato sul pilota. E non poteva essere altrimenti.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 09:00:20 +0000Fin dal primo giorno Cupra ha emanato un’energia particolare sul mercato. In un’industria fatta di numeri ed efficienza, il costruttore spagnolo ha conferito la sua personalità in ogni modello che ne porta il logo sul cofano. Invece di appiattarsi su standard universali, negli uffici di Martorell hanno preferito lasciar correre l’immaginazione e creare un senso di community, merce sempre più rara: la nuova gamma Tribe Edition ne è la conseguenza logica.
Con l’apertura del 2026, la Casa ha pensato di lanciare un manifesto programmatico sotto forma di edizioni limitate. Coinvolge i pilastri del brand — Formentor, Leon e la neonata Terramar — e rincorre l’esclusività senza sfociare nell’eccesso, ma portando avanti una consapevolezza tecnologica e ambientale.
Se osservate le auto parcheggiate in una via del centro, noterete una distesa di grigi e neri metallizzati simili tra loro. Cupra, evidentemente stanca della monotonia visiva, introduce il Manganese Matt, una tonalità opaca che mette in risalto le linee tese della Formentor o le fiancate muscolose della Terramar. Accanto a questa novità , restano nella tavolozza cromatica le tinte già capaci di valorizzare le produzioni del marchio, tra cui il Century Bronze Matt o il Magnetic Tech Matt.
Ma il vero tocco di classe sta nel “Dark Chrome”: i loghi e le scritte posteriori abbandonano le cromature lucide e un po’ démodé per abbracciare una finitura scura, profonda, che dà alla vettura un aspetto molto più sofisticato e “notturno”. È un’estetica della sostanza, dove il design si impone con la forza della coerenza.
Spesso gli esponenti della classe dirigente motoristica parlano di sostenibilità , ognuno con una “ricetta” personale per ridurre l’impatto ambientale e soddisfare gli organismi politici, su tutte l’Unione Europea, tra i più attenti e sensibili al tema. Ciononostante è raro assistere a un’applicazione intelligente come quella adottata dalla Tribe Edition. Prendiamo il comparto tecnico, scendendo più nel dettaglio sui cerchi in lega da 19 e 20 pollici: oltre al colore Sulfur Green, che crea un contrasto elettrizzante con le carrozzerie scure, colpisca la scelta di realizzarli utilizzando per il 20% materiali riciclati.

Lo stesso approccio è stato usato per i paraurti e altre componenti esterne, dove le plastiche recuperate prendono nuova vita senza sacrificare la resistenza o la resa grafica, ma in modo “naturale” come dice Cupra, perché, invece di forzare la mano, inserisce l’economia circolare dentro il processo creativo. La Tribe chiede che le prestazioni non pesino inutilmente sul futuro del pianeta, ed è disposta a spendere pur di sentirsi ascoltata: i prezzi di listino della Formentor vanno da 39.700 euro a 59.700 euro, mentre la Leon coprono il range da 36.100 a 55.350 euro e la Terramar da 45.350 a 58.950 euro.
Entrando nell’abitacolo della gamma Tribe Edition, la sensazione è quella di trovarsi in un laboratorio di design d’avanguardia. Il pezzo forte? I sedili sportivi avvolgenti e, a differenza del consueto modus operandi, l’impiego della pelle o dell’Alcantara non c’entra: a precedere tutto il resto è il debutto della tecnologia di lavorazione a maglia 3D (3D Knitting).

Provate a immaginare un macchinario controllato da un computer che crea il tessuto direttamente nella sua forma tridimensionale, come se lo stesse “stampando” con il filo. Ciò significa che non ci sono ritagli di scarto né cuciture superflue e sprechi di materiale. Il tessuto risultante è riciclato al 100%, ma offre una traspirabilità e una resistenza che i materiali tradizionali faticano a raggiungere, l’unione ottimale tra l’artigianalità del sellaio e la precisione della robotica.
E per non dimenticare il carattere del brand, ecco tornare i tocchi di Sulfur Green sulle cornici dei diffusori d’aria e sulla console: anche qui, la vernice usata contiene il 15% di materiali a base biologica. Quando tocchi un tasto o ti siedi hai la percezione di un prodotto pensato e voluto in ogni suo millimetro.
La Formentor Tribe Edition non ha bisogno di presentazioni lunghe. È stata soprattutto lei ad avere sdoganato il marchio sulla scena globale e in questa versione limitata diventa quasi un oggetto da collezione. La dotazione di serie è monumentale: dai cerchi Sulfur al Keyless Advanced, fino alla videocamera posteriore e al portellone elettrico. Tra i sistemi di propulsione disponibili, gli acquirenti trovano, inoltre, il plug-in hybrid da 272 CV, capace di muoversi in elettrico nel silenzio totale, ma pronto a trasformarsi in una belva quando si preme sul gas.
La Leon, sia berlina che Sportstourer, gioca invece la carta della sportività pura mescolata a un comportamento di guida chirurgico, frutto dell’assale posteriore Multilink e del controllo dinamico dell’assetto (DCC). E il vantaggio cliente del 50% è un invito a entrare nella Tribe con un pacchetto di dotazioni che normalmente richiederebbe mesi di riflessione davanti al configuratore.
Infine, c’è lei, la Terramar, l’ultimo modello arrivato, quello incaricato a portare Cupra in una dimensione ancora più alta. La Tribe Edition la eleva immediatamente al top della gamma. Con i suoi cerchi da 20 pollici e un cruise control adattivo, i lunghi viaggi al volante della Terramar suscitano un piacere quasi mistico perché non serve un’auto enorme per avere una grande presenza. In tal caso, il vantaggio cliente sale al 60%, un segnale forte per debuttare sul nuovo modello con il massimo del carattere disponibile.
Cupra sta alimentando un fuoco. La gamma Tribe Edition è il ringraziamento del marchio a chi ha creduto in questa visione fin dall’inizio, un invito a provare qualcosa dotata di un’anima, rispettosa delle necessità del clima evitando, al tempo stesso, di risultare noiosa e in cui la tecnologia viene messa al servizio dell’emozione. Dal 26 gennaio, le edizioni limitate hanno iniziato a farsi vedere, prima online e poi negli showroom, ma come spesso accade con le cose belle, non rimarranno lì in eterno. La Tribe corre veloce, e la nuova gamma è il modo migliore per starle dietro.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 06:30:59 +0000Tra le divise d’ordinanza italiane lungo le vie di Milano hanno iniziato a fare la loro comparsa mezzi dalla livrea mimetica e dall’aspetto decisamente imponente. Sotto l’ombra della Madonnina arrivano i reparti della Lekhwiya, la Internal Security Force del Qatar, investita di un ruolo di supporto nell’imponente macchina della sicurezza schierata per le Olimpiadi invernali ormai alle porte.
L’inaugurazione del 6 febbraio allo stadio Meazza darà il via a un tour de force che si concluderà il 22 febbraio, per poi lasciare spazio alle Paralimpiadi dal 6 al 15 marzo. In prossimità delle prestigiose manifestazioni, la collaborazione internazionale diventa fondamentale, e il contributo tecnologico e operativo del Qatar si concentra su due fronti: il pattugliamento dinamico e la gestione delle emergenze ad alto rischio.
Il primo elemento che detta legge per le strade cittadine è la flotta di SUV destinati alla sorveglianza. Basati sulla già imponente settima generazione del Nissan Patrol, i fuoristrada vengono spinti all’estremo con un V8 benzina da 5,6 litri capace di scaricare a terra 400 CV, necessari per muoversi in modo agile nonostante gli allestimenti speciali.
Eppure, il motore diventa un elemento secondario rispetto alla barra luminosa, che oltre a segnalare l’emergenza nasconde un sistema di sorveglianza integrato a 360 gradi. Le telecamere montate sui quattro lati sono collegate a un’unità di elaborazione in grado di monitorare arterie stradali fino a otto corsie simultaneamente. Ottenuto il nulla osta dalle autorità locali, il sistema può attivare funzioni di riconoscimento facciale in tempo reale, e rendere così i SUV delle “sentinelle digitali” in grado di setacciare la folla e il traffico alla ricerca di potenziali minacce.
Se i Patrol rappresentano gli occhi della sicurezza, i Raider Ltav ne sono lo scudo. Prodotti in Qatar da Stark Motors, i giganti mimetici appartengono alla categoria dei veicoli tattici leggeri blindati. Nonostante l’aspetto minaccioso, la loro dotazione è limitata a uno scopo difensivo: la carrozzeria garantisce una protezione balistica di livello FB7, certificata per resistere ai colpi di armi leggere e a schegge da esplosione.
Per spostare una massa simile con la necessaria reattività , i costruttori hanno scelto una base meccanica solidissima, quella del telaio Dodge Ram 5500, abbinata a un motore turbodiesel sei cilindri da 6,7 litri. Con i suoi 329 CV, il Raider è attrezzato per superare ostacoli e garantire la sopravvivenza degli operatori negli scenari più critici. La presenza nei pressi degli ingressi olimpici mira a offrire un cordone di sicurezza passiva pressoché impenetrabile.
L’entrata in scena dei Patrol tra i palazzi di Milano fa una certa impressione, riportando alla mente scenari da grandi metropoli globali abituate a gestire criticità di alto livello. L’obiettivo della Lekhwiya, però, è l’opposto dell’esibizionismo: far sì che i riflettori rimangano esclusivamente accesi sulla competizione sportiva. La relativa efficacia si misurerà proprio dalla capacità di rimanere spettatori silenziosi di un ingranaggio solido, che se tutto andrà come deve andare non avrà mai bisogno dei 400 cavalli o di scudi protettivi nella campagna di contrasto alle organizzazioni criminali.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 06:30:20 +0000La distinzione tra strada extraurbana principale e strada extraurbana secondaria nasce prima di tutto dalla progettazione e quindi dalle regole perché il Codice della Strada fotografa due infrastrutture pensate per scopi diversi.
La extraurbana principale è una strada a scorrimento controllato: ha carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie per senso di marcia e banchina pavimentata a destra, non ha intersezioni a raso e gestisce gli accessi laterali in modo coordinato, oltre a essere contraddistinta dagli appositi segnali di inizio e fine.
La extraurbana secondaria è la classica strada fuori città a un’unica carreggiata, con almeno una corsia per senso di marcia e banchine, dove la circolazione è mista e l’ambiente è per natura più variabile e meno incanalato.
Nella pratica molti automobilisti sentono di essere su una strada principale perché la carreggiata è larga e l’asfalto è buono, ma la sensazione inganna. La extraurbana principale si riconosce perché non vive di incroci e attraversamenti, ma di svincoli, rampe e separazione fisica dei flussi, e soprattutto perché è dichiarata dalla segnaletica di inizio e fine dedicata, che nel regolamento del Codice della Strada viene descritta come analoga a quella autostradale ma con fondo blu.
La secondaria può avere tratti molto scorrevoli e comunque restare secondaria perché basta un’intersezione a raso, un accesso laterale non coordinato o un’impostazione a carreggiata unica per collocarla nell’altra categoria. Cambiano di conseguenza limiti e comportamenti al volante.
La differenza più nota resta quella dei limiti generali: sulle extraurbane principali il limite ordinario è 110 km/h mentre sulle extraurbane secondarie e locali la soglia massima di velocità è di 90 km/h, salvo diversa segnalazione. La norma introduce un taglio netto quando entrano in gioco le precipitazioni atmosferiche: in caso di pioggia, neve o fenomeni simili, sulle extraurbane principali la velocità massima non può superare 90 km/h perché cambiano aderenza, visibilità e spazi di arresto. Per i primi tre anni dal conseguimento di alcune categorie di patente, il neopatentato non può superare 90 km/h sulle extraurbane principali, anche se la strada consentirebbe 110, perché la limitazione è personale e si sovrappone al limite della strada.
Il sorpasso su una extraurbana principale è una manovra che si innesta in un flusso regolare, molte volte su più corsie per senso di marcia; mentre su una secondaria è un’operazione che richiede lettura del traffico opposto, visibilità , margini laterali e valutazione del rischio molto più complessa.
La extraurbana principale è una strada con accesso regolato, perché le norme si applicano ai veicoli ammessi a circolarvi e prevedono condizioni e limitazioni. In pratica, l’infrastruttura è pensata per un traffico più omogeneo e prevedibile, mentre la secondaria è più inclusiva tra veicoli lenti, svolte, strade poderali, trattori in certi contesti e una varietà di situazioni che obbliga a una guida più elastica e meno da flusso.
Sulle strade extraurbane principali entrano in scena regole di comportamento che somigliano a quelle autostradali perché l’ambiente è progettato per velocità e flussi separati e quindi non perdona manovre improvvisate. L’articolo dedicato ai comportamenti durante la circolazione su autostrade e strade extraurbane principali vieta condotte come inversione di marcia, attraversamento dello spartitraffico, percorrenza contromano e retromarcia (salvo manovre nelle aree di servizio o parcheggio) e disciplina anche l’uso della corsia o piazzola di emergenza che non è una corsia di marcia alternativa ma uno spazio per la gestione dell’imprevisto. Sulla secondaria, pur restando valide le regole generali di prudenza e precedenza, la strada è costruita per convivere con più eventi laterali e intersezioni. La guida richiede quindi più lettura del contesto e meno automatismi da scorrimento.
L’assenza di intersezioni a raso significa che il guidatore non si trova davanti a incroci dove qualcuno taglia la traiettoria in mezzo al flusso, perché entrate e uscite passano attraverso sistemi più controllati. La secondaria può invece prevederne, insieme a svolte, innesti e quindi a una quantità più alta di punti in cui la traiettoria di un altro veicolo può interferire. Questo è il motivo per cui su molte secondarie il limite di 90 km/h va letto come un tetto massimo dentro cui il comportamento va calibrato su visibilità , traffico e caratteristiche locali.
La presenza della banchina pavimentata sulla extraurbana principale è poi un elemento per la gestione delle emergenze. Permette soste di sicurezza, interventi rapidi e spazi di fuga mentre sulle secondarie la banchina può essere ridotta o irregolare e rendere ogni fermata un evento pericoloso.
Le extraurbane principali sono dotate più frequentemente di controlli automatici della velocità e di sistemi di monitoraggio del traffico, perché l’obiettivo è mantenere costante il flusso e ridurre gli incidenti legati all’eccesso di velocità . Sulle secondarie il controllo è più episodico e legato a punti critici, perché il rischio non è solo la velocità , ma l’interazione con l’ambiente.
Le statistiche mostrano che sulle strade extraurbane avvengono anche incidenti gravi, ma le dinamiche cambiano tra principali e secondarie. Sulle principali incidono velocità e mancato rispetto delle distanze, sulle secondarie pesano di più errori di precedenza, sorpassi azzardati e ostacoli imprevisti.
La categoria della strada incide anche sulla probabilità di controllo, perché sulle extraurbane principali il traffico è più veloce e più regolare, quindi il controllo della velocità è più sistematico e tecnologico, mentre sulle secondarie il rischio si gioca di più su manovre, sorpassi sbagliati, visibilità e incroci. Sulla principale il legislatore protegge un flusso veloce e omogeneo, sulla secondaria l’interazione con un ambiente più complesso e meno prevedibile, che richiede margini maggiori.
Se c’è un errore che si ripete in continuazione è trattare tutte le strade fuori città come se fossero la stessa cosa, quando il Codice della Strada le separa proprio perché cambiano struttura e rischio. La extraurbana principale chiede disciplina, attenzione alla segnaletica e rispetto delle regole da scorrimento previste per quel tipo di infrastruttura. La extraurbana secondaria chiede una guida e scelte più veloci perché gli eventi laterali, la visibilità e le intersezioni trasformano ogni tratto in un caso a sé.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 05:00:46 +0000Per certe icone percorrere le strade non è sufficiente: preferiscono tracciare nuovi sentieri nell’immaginario collettivo. Vespa, simbolo celebrato del Made in Italy, torna a stupire il mondo della mobilità urbana con il lancio della 946 Horse. Terzo capitolo della prestigiosa Lunar Collection, la nuova serie limitata dà voce alle antiche simbologie del calendario lunare attraverso il design.
Dopo il mistero del drago e la sinuosità del serpente, il 2026 accoglie l’anno del cavallo, un animale che incarna alla perfezione lo spirito della Casa: nobiltà , dinamismo e quella tenacia instancabile che ha permesso al celeberrimo scooter di mantenersi attuale nei decenni di storia.
Più che un mezzo di trasporto, un tributo all’eccellenza artigianale. Si presenta così la 946 Horse, dalla profonda tonalità baio, un marrone intenso e lucente evocante il manto del purosangue. Dal 1946, anno dello storico debutto, Vespa non ha mai smesso di lavorare su sé stessa, ascoltando le opinioni e i gusti della clientela, che ai modelli presentati lungo i decenni hanno ogni volta attribuito uno stile unico, riconoscibile in pochi istanti. È ancor più vero nel caso di un’edizione limitata, che oltre ai riflessi della scocca in acciaio cattura lo sguardo per il contrasto tra le superfici opache e i dettagli lucidi delle cuciture.
Spiccano poi le forme della sella, accostabili per stile alle sedute da equitazione, con il rivestimento in pelle pregiata esteso alle manopole e ai supporti degli specchietti, offrendo una sensazione tattile di alto pregio. Nel segno di un’eleganza discreta, sotto la sella emerge una “V” dorata impressa al centro di un ferro di cavallo, un tratto distintivo presente anche sul casco jet, che insieme alla borsa posteriore coordinata completa l’estetica.
In concomitanza alla 946 Horse, Vespa lancia “In Sella”, il terzo drop della collezione di abbigliamento “Al Vento”, evoluzione del linguaggio stilistico del brand, in omaggio agli archivi storici del costruttore, reinterpretati con una sensibilità contemporanea. Protagonista in questo caso è il nuovo stemma Royal, un gioco grafico dove un cavallo e un bassotto si riflettono in modo speculare, un recupero intelligente dei disegni d’archivio rivisitati per oggi.
Bella anche la maglieria: gilet e maglioni a trecce citano le cuciture dei sellai, portando il feeling della guida fuori dalla strada. In contrasto con l’aspetto serio della produzione principale, la camicia in popeline presenta la grafica di un pilota e un cavallo al bar per un espresso. Chiude il cerchio la coperta in lana jacquard con le frange, ideale per portarsi lo stile del marchio fin sul divano.
La corsa alla 946 Horse è già iniziata. I pre-ordini dell’edizione limitata, in vendita a 12.000 euro, sono stati aperti il 26 gennaio sul sito ufficiale e presso il prestigioso concept store Vespa The Empty Space a Milano, il tempio del brand, dove è possibile toccare con mano l’intera collezione lifestyle e il casco Horse (disponibile dal 10 febbraio in tiratura limitata). Con il lancio, Vespa dimostra ancora una volta che la libertà di movimento non è nulla senza l’eleganza del gesto.
Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 15:13:46 +0000Quando si parla di auto da sogno, il nome Maserati continua a evocare emozioni forti, fatte di stile, prestazioni e orgoglio italiano. A confermarlo è il recente concorso “Novità dell’Anno 2026†promosso da Quattroruote, che ha visto la Maserati MCPURA imporsi nella categoria Dream Car, conquistando il cuore degli appassionati. Un riconoscimento che dimostra il legame profondo tra il Tridente e il pubblico italiano, conquistato dall’unione di fascino e tecnica dell’ultima supercar italiana.
Il verdetto è arrivato direttamente dai lettori della storica rivista, chiamati a scegliere l’auto più desiderabile tra alcune delle supersportive più affascinanti del panorama internazionale. E i voti della MCPURA non ha lasciato spazio a interpretazioni: per la metà dei votanti è lei l’auto dei sogni del 2026.
Il successo della Maserati MCPURA è stato tutt’altro che marginale. La supercar modenese ha ottenuto il 50% delle votazioni, distaccando nettamente una concorrenza composta dai nomi forti del panorama ad alte prestazioni mondiale. Al secondo posto si è infatti classificata la Bugatti Brouillard, seguita dalla Ford Mustang GTD, che ha raccolto il 15% delle preferenze; appena fuori dal gradino invece la GMSV Le Mans GTR.
Numeri che raccontano una vittoria significativa, contro alcune tra le vetture più performanti del mercato, da hypercar di lusso o modelli con una lunga storia alle spalle, la MCPURA è riuscita a emergere grazie al suo equilibrio tra tecnologia, design e identità .Â
La Maserati MCPURA rappresenta l’evoluzione estrema di un progetto raffinato, che ha visto la sportività del tridente raggiungere un nuovo livello, mantenendo la sua chiara identità fatta di stile ed eleganza. Al centro del progetto c’è il celebre propulsore V6 Nettuno, incastonato in un telaio monoscocca in fibra di carbonio, per gestire i pesi e la rigidità strutturale. La bilancia si ferma infatti 1.500 kg, un valore ai vertici della propria categoria, in particolare se rapportato alla potenza sprigionata di 630 CV.
Questo ha portato a un rapporto peso/potenza da riferimento, con appena 2,33 kg/CV, che garantiscono un feeling di guida ineguagliabile, assolutamente controtendenza rispetto alla direzione che sta prendendo la sportività elettrica.
A completare il quadro ci pensano dettagli iconici come le portiere “Butterflyâ€, che esaltano la teatralità dell’auto, e, nella versione Cielo, il tetto in vetro elettrocromatico retrattile, capace di trasformare l’abitacolo con un semplice comando.
Oltre ai numeri e alle soluzioni tecniche, la MCPURA colpisce per la sua capacità di raccontare una storia profondamente italiana fatta di uomini e donne che lavorano a Modena, a cui il Direttore Operativo Maserati, Santo Ficili ha dedicato un ringraziamento in occasione di questo premio:Â
“Desidero inoltre esprimere un profondo grazie alle donne e agli uomini dello storico stabilimento di Modena che, con competenza e orgoglio, danno vita ogni giorno a vetture straordinarie. È grazie al loro lavoro che Maserati continua a rappresentare un’eccellenza del Made in Italy nel mondoâ€
Un approccio legato alla manodopera italiana che sembra aver convinto proprio il pubblico del territorio, da sempre attento non solo alle prestazioni pure, ma anche al valore complessivo di un’automobile.
Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 12:30:21 +0000La città è l’ambiente ideale dell’elettrico, dove dimensioni compatte e tragitti giornalieri ridotti convivono al meglio con l’ansia da ricarica. Qui l’abbattimento delle emissioni è un fattore chiave nella qualità della vita delle metropoli e poter sfruttare spazi ristretti per parcheggiare diventa un vero guadagno di tempo. Non è un caso se proprio in ambito urbano le citycar elettriche stanno vivendo una seconda giovinezza, spinte anche da politiche di accesso agevolato alle ZTL, costi di gestione ridotti e una crescente attenzione verso la sostenibilità .
In questo scenario, il tetto dei 20.000 euro rappresenta una soglia psicologica importante: una cifra che, soprattutto con incentivi e promozioni, rende l’elettrico accessibile a un pubblico sempre più ampio. Abbiamo quindi selezionato cinque citycar elettriche che riescono a coniugare prezzo contenuto, praticità quotidiana e una dotazione coerente con le esigenze della mobilità urbana moderna.
Parliamo di un punto di riferimento da anni del mondo delle elettriche a basso costo. La Dacia Spring è un progetto ormai maturo che guarda alla mobilità elettrica cittadina, mostrando in modo chiaro i propri limiti e facendo del rapporto dimensioni/qualità /prezzo il proprio cavallo di battaglia. È l’elettrica europea più economica sul mercato e in occasione degli ecoincentivi dello scorso anno è stato possibile acquistarla addirittura a meno di 5.000 euro.
La Spring è una vettura progettata per le esigenze di mobilità cittadina, con dimensioni compatte di 3,7 metri di lunghezza, 1,7 di larghezza e 1,5 di altezza è agile in mezzo al traffico e facile da parcheggiare anche nelle ore di punta. Il propulsore non promette miracoli e si divide in due fasce di potenza: da 45 a 65 CV, entrambe spinte dalla coppia immediata dell’elettrico che muove senza difficoltà il suo peso contenuto. Il compromesso principale invece resta la batteria, che garantisce un’autonomia dichiarata di 227 km, più che sufficiente per l’utilizzo quotidiano ma con qualche limite per le ambizioni extraurbane, specialmente per chi non possiede un garage dove caricarla ogni sera.
Il vero asso nella manica resta però il prezzo, che parte da 17.900 euro, rendendola una delle porte d’ingresso più semplici al mondo dell’auto elettrica.
Un nome storico Renault è anche una delle vetture più economiche della mobilità elettrica. La citycar che per anni ha dominato strade delle città italiane è ora tornata in versione completamente elettrica. La Twingo E-Tech Electric è una celebrazione moderna a un’icona del passato, con un design originale che richiama la vettura del 1993, reinterpretata.
La carrozzeria nasce su una piattaforma dedicata al mondo elettrico e permette di portare un propulsore da 82 e una batteria da 27,5 kWh su una volumetria compatta. Agile in città e brillante nello scatto, raggiunge i 50 km/h da ferma in meno di quattro secondi, il dato più importante nelle ripartenza al semaforo.
Come con la Spring, anche la Twingo deve venire a compromessi con l’autonomia, con una percorrenza dichiarata di 263 km, un dato migliore della precedente ma che pone gli stessi limiti nell’utilizzo extraurbano. Il prezzo in questo caso parte da 19.500 euro, che la posiziona tra le proposte più interessanti del mercato, con un ottimo equilibrio tra prestazioni, stile e prezzo.

Elettrica di origine cinese, distribuita in Europa da Stellantis, la Leapmotor T03 è sbarcata nel mercato europeo dal 2023, e in poco tempo si è conquistata un ruolo centrale nella mobilità cittadina, tanto da essere l’elettrica più venduta nel mese di luglio dello scorso anno. Dal suo può contare su dimensioni compatte con poco più di 3,6 metri di lunghezza a fronte di un’abitabilità interna di tutto rispetto, impreziosita da un livello di digitalizzazione elevato, con un quadro strumenti digitale da 8 pollici e un touchscreen centrale da 10,1 pollici.
La sua vera forza sta però nel pacco batterie, che con 36,5 kWh offre un’autonomia dichiarata fino a 403 km in città , rendendola al di sopra della concorrenza. La dotazione tecnologica si amplia poi con la ricarica rapida che consente di arrivare all’80% in circa 36 minuti e i sistemi di assistenza alla guida di secondo livello, per una vettura che vuole tradurre in dimensioni compatte un’offerta completa e moderna.
Il prezzo di partenza di 18.900 euro la rende una delle alternative più interessanti per chi cerca un’elettrica compatta ma ben equipaggiata.
Ha conquistato il mercato con la sua estetica appariscente e una soluzione tecnologica fuori dall’ordinario, la Microlino è un oggetto di design su ruote che ha riscritto gli stilemi considerati intoccabili dell’automobilismo. Si riconosce fin da subito grazie all’unico sportello frontale che gestisce l’ingresso nella vettura e la sua forma triangolare che evidenzia la presenza di una sola ruota posteriore.
Le dimensioni sono super compatte, con appena 2,5 metri di lunghezza, che consente di trasportare due persone e ben 230 litri di bagagliaio. Centimetri che le permettono di muoversi con facilità anche nelle strade più strette dei centri storici italiani e riuscire a parcheggiare in posti altrimenti impensabili.
Dal punto di vista tecnico Microlino dispone di tre tagli di batteria, per cucire su misura le proprie esigenze di autonomia – che va da 91 a 230 km – e di budget. La velocità massima è limitata a 90 km/h, sufficiente a percorrere strade ad alto scorrimento o raccordi cittadini, per una vettura che da vocazione non vuole spingersi oltre la città .
Costruita in Italia, nello stabilimento di Torino, rappresenta una proposta unica nel panorama della micromobilità elettrica. I prezzi partono da 17.900 euro per la versione base, salendo per le varianti più performanti o per la suggestiva versione Spiaggina, dal look ispirato al mondo nautico.
La Citroën Ami ha rivoluzionato il concetto di mobilità urbana elettrica, imponendosi come una delle soluzioni più originali e accessibili del mercato. Quadriciclo leggero, guidabile anche prima dei 18 anni, Ami punta tutto su semplicità , compattezza e costi ridotti.
Condivide la stessa base tecnica con la Fiat Topolino, che ne reinterpreta lo stile in chiave più “dolce vitaâ€, mantenendo invariati i punti di forza del progetto. Autonomia di 75 km, ricarica completa in circa 4 ore da una normale presa domestica e un raggio di sterzata di soli 7,20 metri fanno di queste microvetture un vero asso nella manica per gli spostamenti quotidiani in città .
La Citroën Ami parte da 7.990 euro, mentre la versione Buggy sale a 9.590 euro. La Fiat Topolino, invece, ha un prezzo di partenza di 9.890 euro. Cifre che le rendono imbattibili per chi cerca una soluzione elettrica essenziale, pratica e alla portata di tutti.
Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 11:38:39 +0000I tempi sembrano essere più stretti di quanto atteso per l’arrivo dell’erede della Fortwo nel mercato europeo. La nuova Smart #2 si prepara ad avviare la produzione nei prossimi mesi e ad arrivare sulle strade entro la fine del 2026. La citycar più amata dalle metropoli europee è pronta a tornare dopo l’addio del 2024.
La Smart #2 porta con sé l’ambizioso obiettivo di riportare la mobilità cittadina al centro dell’offerta del marchio. Anche a seguito delle linee guida descritte nel nuovo Green Deal da parte dell’Europa, questo modello ha tutte le carte in tavola per riscrivere la sua storia di successo. Costruita sulla base della nuova piattaforma ECA, un’architettura dedicata a vetture elettriche e compatte, ottimizzandone lo spazio per batteria e perciò autonomia, la Smart #2 porterà con sé le dimensioni minime che hanno reso celebre la Fortwo, compresa la classica configurazione a due posti secchi.
Moderna sotto ogni punto di vista, questa nuova icona della città promette di offrire soluzioni studiate per la praticità che richiede la metropoli. Mentre il taglio laterale promette un tocco nostalgico per garantire l’ottima capacità di carico nonostante le dimensioni.
La Smart #2 è già stata avvistata durante i suoi recenti testi in strada, che dimostrano come la fase sperimentale si trovi nelle fasi finali. I muretti camuffati hanno già dato una visuale chiara delle proporzioni e dell’impostazione che tutti si aspettavano, insomma il family feeling è rimasto quello della Fortwo, non ci sono dubbi.
Per il vero colpo d’occhio definitivo bisognerà aspettare solo il Salone di Pechino di aprile, occasione in cui verrà svelata in modo ufficiale, sottolineando la centralità del ruolo della Cina nello sviluppo e nella produzione dei modelli Smart di nuova generazione, frutto della joint venture tra Mercedes-Benz e Geely.
Dopo di che non bisognerà aspettare molto per vedere l’inizio della produzione della Smart #2, attesa sempre negli stabilimenti cinesi nell’estate 2026. L’obiettivo è quello di avviare rapidamente la commercializzazione sul mercato locale per poi estendere la distribuzione anche all’Europa entro la fine dell’anno.
Un tempismo che risponde anche alle esigenze normative: la #2 sarà un’auto completamente elettrica, pensata per essere a prova di 2035, ovvero compatibile con il futuro stop alla vendita di auto termiche in molti Paesi europei. L’autonomia non sarà da record, ma adeguata a un utilizzo urbano e periurbano, con particolare attenzione ai costi, che dovrebbero rimanere relativamente accessibili rispetto ad altre elettriche attualmente sul mercato.
L’arrivo della #2 si inserisce in una strategia più ampia di rilancio del marchio. Smart, negli ultimi anni, ha cambiato pelle, proponendo modelli come #1 e #3, più grandi e orientati a un pubblico diverso rispetto al passato. La #2 rappresenta invece il ritorno alle origini, ma con una maturità tecnologica completamente nuova.
Accanto a lei, nel corso del 2026, il marchio presenterà anche la Smart #6 EHD, una berlina a tre volumi che segnerà un’ulteriore espansione verso segmenti più alti. Dotata di un sistema ibrido plug-in da 435 CV e di un’autonomia elettrica dichiarata di 285 km, sarà il modello più potente e grande mai realizzato da Smart.
Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 09:12:27 +0000C’è una linea sottile che separa le auto di successo da quelle che fanno epoca. La Dacia Sandero risiede proprio lì, su quel confine che negli anni ha finito per cancellare. Nata senza clamore, cresciuta senza promesse roboanti, è diventata una delle vetture simbolo dell’Europa delle quattro ruote. Nel 2025, e non è la prima volta, è stata l’auto più venduta del continente, ribandendo quanto il suo perfetto bilanciamento fra qualità e prezzo sia l’arma vincente. Dunque, riavvolgiamo il nastro del tempo e ripercorriamo la strada che ha portato questa compatta rumena a diventare un simbolo dei nostri tempi.
La Dacia Sandero debutta nel 2008 come versione a due volumi della Logan. È un’auto figlia di un’idea chiara: offrire l’essenziale, senza fronzoli, con meccanica Renault collaudata e costi sotto controllo. All’inizio è spartana, quasi ruvida nella sua essenzialità . Le finiture sono semplici e lineari, mentre la sicurezza offre il minimo indispensabile. Tuttavia, funziona bene e soprattutto ha la capacità di durare nel tempo. In un mercato scosso dalla crisi economica, la Sandero intercetta immediatamente un bisogno concreto: spendere meno senza rinunciare all’affidabilità .
La prima serie (2008-2012) condivide oltre il 70% della componentistica con la Logan. Motori benzina e diesel di derivazione Renault, oltre alla possibilità di avere anche il GPL, con conseguenti costi di gestione ancor più ridotti. Nel 2009 arriva la Sandero Stepway, con assetto rialzato e look da crossover: una outsider che anticipa il gusto del pubblico europeo. I crash test Euro NCAP inizialmente sono severi, ma con l’introduzione del Safety Pack la sicurezza migliora sensibilmente. È il primo segnale di un percorso che diventerà ancora più luminoso.
La svolta vera arriva nel 2012 con la seconda generazione. Il progetto resta low cost, ma cambia l’approccio. La Sandero cresce nella qualità percepita, nell’equipaggiamento e soprattutto nella sicurezza. Quattro airbag, ESP, controllo di trazione e sistemi multimediali fanno il loro ingresso. Il design diventa più coerente con il resto della gamma Dacia che, nel frattempo, diventa uno dei brand più solido d’Europa. Nei test Euro NCAP del 2013 arrivano quattro stelle: un traguardo che inorgoglisce per un’auto che fino a pochi anni prima veniva guardata con sufficienza.
Nel 2016 è tempo di un restyling che affina ulteriormente il modello. Nuova firma luminosa a LED, frontale ispirato alla Duster, interni rivisti nei materiali e nell’ergonomia. È una Sandero più matura, che inizia a non sembrare più “economicaâ€, ma semplicemente razionale. Ed è proprio in questi anni che diventa una presenza fissa nelle classifiche di vendita europee, fino a essere l’auto più venduta del Vecchio Continente nel 2016.
La terza generazione, presentata nel 2020 e in vendita dal 2021, segna il salto definitivo. La Sandero passa alla piattaforma CMF-B, la stessa di Renault Clio e Captur. Crescono sicurezza, comfort e tecnologia, ma il prezzo resta l’arma principale. Le motorizzazioni tre cilindri benzina e soprattutto la versione ECO-G a GPL diventano centrali, specie in Italia, dove la Sandero si afferma come una delle auto bifuel più apprezzate in assoluto. Nel luglio 2021 è già l’auto più venduta in Europa. Nel 2025 la Sandero è oggetto di un aggiornamento di metà carriera, presentato sui principali mercati europei.
Il restyling ha interessato soprattutto il frontale, la firma luminosa, i contenuti tecnologici e i sistemi di assistenza alla guida, allineandoli alle normative più recenti. Nessuna rivoluzione, ma un affinamento mirato: la cifra stilistica di un modello che ha fatto della coerenza il suo punto di forza. Le performance dello scorso anno certificano la consacrazione definitiva: prima auto in Europa per volumi di vendita. Un risultato che non nasce dal caso, ma da quindici anni di evoluzione costante. La Sandero non ha mai promesso sogni e voli pindarici, ma ha offerto solidità e concretezza. Spesso le virtù più richieste. Non solo nel campo automobilistico.
Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 07:40:53 +0000Nel mese di gennaio 2026 sono previsti diversi scioperi che coinvolgeranno numerose città e settori dei trasporti in Italia, con disservizi sia a livello locale che nazionale. Questo articolo fornisce il quadro completo e aggiornato degli scioperi proclamati, con dettagli su orari, città , regioni e categorie interessate. Gli scioperi saranno concentrati soprattutto nei servizi del trasporto pubblico locale, ferroviario, merci e nel comparto aereo e variano per durata e modalità di svolgimento. Di seguito, tutte le informazioni essenziali per chi viaggia, lavora o utilizza i mezzi pubblici a gennaio 2026.
Nella città di Bolzano è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 16.00 alle 20.00, che coinvolge il personale della Società SASA di Bolzano nel settore del trasporto pubblico locale. I sindacati coinvolti sono OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.
Nella città di Chieti si terrà uno sciopero di 4 ore, dalle 9.00 alle 13.00, che coinvolge il personale della Società TUA Unità di Produzione di Lanciano. Coinvolge il servizio di trasporto pubblico locale ed è indetto dai sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
A Genova, nel settore ferroviario, il personale equipaggi della Società Trenitalia DOIC di Genova Piazza Principe sciopererà per 8 ore, dalle 09.01 alle 17.00. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE, FAST-CONFSAL e UGL FERROVIE.
Nella città di Pescara il personale della Società TUA Unità di Produzione per le province di Pescara e Chieti parteciperà a uno sciopero di 4 ore, dalle 9.00 alle 13.00 nel trasporto pubblico locale. I sindacati coinvolti sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
A Teramo si terrà uno sciopero di 4 ore, dalle 9.00 alle 13.00 per il personale della Società TUA di Teramo nel trasporto pubblico locale, promosso da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
In Abruzzo, su tutto il territorio regionale, è stato proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 9.00 alle 13.00, per il personale delle aziende di trasporto pubblico locale, in particolare della Società TUA Regione Abruzzo. I sindacati coinvolti sono ORSA Autoferro TPL, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
Nelle città di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano (Regione Sardegna) è previsto uno sciopero di intera giornata per il personale della società ARST, indetto dai sindacati OSR/OSP ORSA AUTOFERRO TPL. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale delle province coinvolte.
A Termoli (provincia di Campobasso, Molise) sarà in atto uno sciopero di 4 ore, dalle 8.59 alle 12.59 che coinvolge il personale della società GTM nel servizio di trasporto pubblico locale. Il sindacato promotore è OSR UILT-UIL.
Nei principali aeroporti italiani e nelle città di Milano Linate e Milano Malpensa diversi scioperi riguarderanno personale handling e compagnie aeree (Swissport Italia, Airport Handling, Assohandlers, Easyjet Airline Company Limited, Vueling Airlines), con durata fino a 24 ore e orari specifici tra le 00.00 e le 23.59, indetti da più organizzazioni sindacali tra cui CUB Trasporti, UILT-UIL, FILT-CGIL, FIT-CISL, USB Lavoro Privato, RSA FILT-CGIL/ANPAC.
Su tutto il territorio nazionale (Italia) sono previsti scioperi nel settore ferroviario (personale RFI manutenzione infrastrutture e personale imprese ferroviarie), con modalità di 24 ore dalle 21:00 del 9 gennaio alle 21:00 del 10 gennaio, promossi da OSR CUB Trasporti/SGB.
In Italia si terranno quattro scioperi nazionali che coinvolgono i settori ferroviario e plurisettoriale. Scioperi di 24 ore dalle 21:00 del 9 gennaio alle 21:00 del 10 gennaio coinvolgono personale delle imprese ferroviarie e della società RFI Impianti Manutenzione Infrastrutture (indetti da CUB Trasporti/SGB). Per il TPL, l’agitazione riguarda l’intera prestazione lavorativa della giornata del 10 gennaio. Ulteriori scioperi di 8 ore sono indetti nella stessa giornata da Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI, COBAS Lavoro Privato e Coordinamento Ferroviari.
In Lombardia, in tutte le province, è in programma uno sciopero nel comparto ferroviario di 23 ore, dalle 03:00 del 12 gennaio alle 02:00 del 13 gennaio, che coinvolge il personale Trenord e personale delle aziende del comparto ferroviario merci e viaggiatori. Indetto da OSR ORSA Ferrovie e riguarda sia il settore ferroviario sia, plurisettorialmente, tutte le società del trasporto ferroviario merci e viaggiatori nella regione.
In Italia è indetto uno sciopero nazionale degli addetti al servizio taxi per l’intera giornata, dalle 00.00 alle 24.00, promosso da varie sigle sindacali.
In Umbria (tutte le province) sciopero regionale di 24 ore per il personale Busitalia Sita Nord, indetto da OSR USB Lavoro Privato.
In Lombardia termina nella notte tra il 12 e il 13 gennaio uno sciopero regionale di 23 ore che coinvolge personale della società Trenord e delle aziende ferroviarie merci e viaggiatori. Indetto da OSR ORSA Ferrovie.
In Emilia-Romagna sciopero regionale di 24 ore nel settore trasporto merci per il personale della Società Dinazzano Po, promosso da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-FNA, FAISA-CISAL.
In Italia sciopero nazionale del personale Soc. Captrain Italia, attivo per 24 ore dalle 16:01 del 14 gennaio alle 16:00 del 15 gennaio (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).
In Italia sciopero nazionale del trasporto merci per il personale della società Captrain Italia, di 24 ore dalle 16:01 del 14 gennaio alle 16:00 del 15 gennaio, indetto da FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL.
In Lombardia (tutte le province) è indetto uno sciopero provinciale di 24 ore nel trasporto pubblico locale, coinvolgendo il personale delle società del Gruppo ATM di Milano, indetto da AL-COBAS.
Nella provincia di Catania è stato indetto uno sciopero di 24 ore nel settore del trasporto pubblico locale a carico del personale Etna Trasporti di Catania, promosso da OSR FAISA-CISAL.
Nella provincia di Enna sciopero di 24 ore per il personale Interbus di Enna, indetto da OSR FAISA-CISAL.
Nella città di Palermo due scioperi di 24 ore indetti da OSR FAISA-CISAL interessano il personale delle compagnie Segesta Autolinee di Palermo e Autoservizi Russo di Palermo.
Nella regione Molise (tutte le province) sciopero di 5 ore, dalle 18:00 alle 23:00 per il personale delle aziende TPL extraurbano, indetto da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL e FAISA-CISAL.
Nella città di Bolzano sciopero di 4 ore, dalle 16.00 alle 20.00 per il servizio di trasporto pubblico locale (personale SASA di Bolzano) indetto da OSR FILT-CGIL, UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.
A Napoli sciopero di 24 ore per il personale della Divisione Ferro, personale viaggiante, Linee Vesuviane soc. EAV di Napoli (trasporto pubblico locale), proclamato da OSP FAISA-CONFAIL.
Nella città di Udine sciopero di 4 ore per il personale Arriva Udine di Udine nel trasporto pubblico locale, promosso da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.
Nella città di Genova è stato indetto uno sciopero territoriale di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30 per il settore del trasporto pubblico locale. Interessa il personale della società AMT di Genova ed è promosso dal sindacato OSR CUB Trasporti.
Nella provincia di Ancona è indetto uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società Conerobus di Ancona (OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL).
In Italia (tutte le province) sciopero nazionale del personale di volo del settore elicotteri di Avincis RW, con le seguenti modalità : basi diurne dalle 08:00 alle 16:00; basi H24 dalle 08:00 alle 20:00. Indetto da FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 8 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 12 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 16 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 27 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 29 gennaio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 07:00:00 +0000Uno dei simboli più importanti del motorsport ora prende vita nella casa di tutti gli appassionati tramite il set Lego dedicato alla Ferrari F2004 di Michael Schumacher. Un tributo pensato per collezionisti e fan della monoposto che conquistò ventidue anni fa l’ultimo titolo della leggenda di Formula 1.
Un set composto da 735 pezzi che propone una riproduzione in scala fedele della Ferrari F2004. Una monoposto dalle dimensioni finali di 32 cm di lunghezza, 13 cm di larghezza e 7 cm di altezza, fatta di dettagli funzionanti e omaggi al campione del mondo e alla sua ultima vettura. Lo sterzo è funzionante i pneumatici stick riportano la storica scritta Bridgestone Potenza e il cockpit richiama in maniera dettagliata l’abitacolo originale. Insomma Lego ha messo in questo set Icons tutta l’attenzione che si riserva ai più grandi.
Infatti, oltre alla vettura in sé, ci sono altri elementi che impreziosiscono l’esperienza, come la miniatura di Michael Schumacher stesso, completa di casco, trofeo del vincitore e base espositiva in stile podio. Oppure lo stand espositivo con le principali statistiche della vettura e una citazione del sette volte campione del mondo, pensata per accompagnare il modello come un vero pezzo da museo domestico.
La Ferrari F2004 è una vera leggenda tra le monoposto, una delle più vincenti di sempre con cui Michael Schumacher conquistò il suo settimo e ultimo titolo mondiale dopo una stagione dominata dall’inizio alla fine.
13 vittorie su 18 Gran Premi, per una Ferrari in grado di essere veloce e affidabile, condotta dal miglior pilota dell’epoca, uno dei migliori di tutti i tempi. Per molti appassionati, quella stagione rappresenta il punto più alto della carriera di Schumacher e uno dei momenti più iconici nella storia del Cavallino Rampante.
Non sorprende quindi che LEGO abbia scelto proprio questa monoposto per rendere omaggio al Kaiser, puntando su un modello che parla immediatamente alla memoria collettiva di chi ha seguito la Formula 1 nei primi anni Duemila.
Uno degli aspetti più interessanti di questo set LEGO Icons è la sua capacità di andare oltre il pubblico dei collezionisti puri. Certo, il target principale resta quello degli adulti appassionati, ma il linguaggio scelto è inclusivo: non serve essere esperti di mattoncini o di Formula 1 per apprezzarne il valore.
La costruzione diventa un modo per rivivere una storia, per avvicinare magari anche le nuove generazioni a un’epoca che non hanno vissuto direttamente. In questo senso, il set è un ponte tra passato e presente.
Il LEGO Icons Ferrari F2004 Michael Schumacher è già disponibile in preordine, con un prezzo fissato a 89,99 euro. L’uscita ufficiale è prevista per il 1° marzo 2026. Una cifra che lo colloca in linea con altri modelli Icons dedicati a icone dell’automotive e del motorsport, sotto la linea Technic.
Un prezzo che, per molti appassionati, rappresenta un compromesso accettabile per portarsi a casa un pezzo di storia della Formula 1. Perché, in fondo, la F2004 non è mai stata solo una Ferrari vincente: è stata il simbolo di un’epoca irripetibile.
Data articolo: Sat, 31 Jan 2026 06:30:25 +0000