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Il giorno 20 aprile 2026 il traffico sulle principali autostrade italiane presenta condizioni critiche in alcuni tratti, soprattutto a causa di incidenti gravi e code molto lunghe dovute a lavori o traffico intenso. Ad esempio, sulla A1 Milano-Napoli un tratto è chiuso tra Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi per un incidente, creando un’interruzione totale della viabilità . Sulla A14 Bologna-Taranto si registrano code di 4 km tra Grottammare e Fermo Porto San Giorgio per lavori in corso. Di seguito un resoconto dettagliato per tratta e aggiornato alle ore più recenti.
19:05 – Tra Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi
Tratto Chiuso causa incidente
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Firenze: Sasso Marconi. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Sasso Marconi Nord.
18:50 – Tra Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi
Coda di 4 km per incidente
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Firenze: Sasso Marconi. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Sasso Marconi Nord.
18:51 – In uscita a Sasso Marconi Nord
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
18:36 – Tra Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi
Traffico bloccato per incidente
Direzione Napoli
18:42 – Tra Bivio A1-Variante e Sasso Marconi
Coda di 1 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
18:36 – Tra Incisa – Reggello e Firenze sud
Coda di 3 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
17:11 – Tra Bivio A1/Compl. FI Nord km 279.3 e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
19:04 – Tra Capriate e Dalmine
Coda di 2 km per incidente
Direzione Trieste
18:16 – Tra Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
17:25 – Tra Sesto San Giovanni e Nodo A4/A8 Milano-Varese
Coda per ripristino incidente
Direzione Torino
17:24 – In uscita a Capriate provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
17:23 – In uscita a Sesto San Giovanni provenendo da Brescia
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Torino
17:15 – In uscita a Bergamo provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
19:03 – Tra Grottammare e Fermo Porto San Giorgio
Coda di 4 km per lavori
Direzione Ancona
18:51 – Tra Ravenna e Svincolo di Bagnacavallo
Coda per safety car
In entrambe le direzioni
18:41 – Tra Pescara Nord e Pineto
Traffico rallentato per lavori
Direzione Ancona
18:06 – Tra Roseto Degli Abruzzi e Pescara Nord
Traffico rallentato per lavori
Direzione Taranto
18:18 – Tra Cattolica e Senigallia
Pioggia intensa in entrambe le direzioni
In entrambe le direzioni
18:15 – Tra Senigallia e Ancona sud
Pioggia intensa in entrambe le direzioni
In entrambe le direzioni
18:38 – Tra Doganella e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
17:23 – In entrata a Corso Malta verso Pozzuoli
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
18:07 – Tra Cerignola Ovest e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto
Vento forte in entrambe le direzioni
In entrambe le direzioni
17:41 – Tra Lainate e Legnano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Varese
17:16 – Tra Nodo A8/A4 Torino-Trieste e Fiera Milano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Varese
17:28 – Tra CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Cavalcavia Rho
17:17 – Tra Allacciamento A52/A8 e CC MI Serravalle / A52
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Tangenziale Est Di Milano
17:11 – Tra Firenze Ovest e Prato est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Pisa
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 17:08:00 +0000In occasione della Milano Design Week, una cornice che celebra l’estetica e l’innovazione, sono state presentate le edizioni 2026 di MIMO Milano Monza Motor Show e, soprattutto, del Salone Auto Torino, due appuntamenti che hanno saputo riscrivere le regole dei motor show tradizionali trasformandoli in eventi aperti, gratuiti e profondamente integrati nel tessuto urbano.
L’appuntamento con la città della Mole è fissato per la fine dell’estate: il Salone Auto Torino 2026 si svolgerà dall’11 al 13 settembre, trasformando il centro cittadino in una spettacolare esposizione a cielo aperto. Saranno tre giorni intensi in cui la passione per i motori incontrerà la bellezza delle piazze storiche torinesi, offrendo una vetrina internazionale a oltre 40 case automobilistiche.
Il format, ormai consolidato, prevede che i modelli siano esposti in forma statica tra le architetture barocche, ma con una forte componente dinamica: i visitatori avranno infatti la possibilità di effettuare test drive direttamente per le vie della città , entrando in contatto con le più recenti tecnologie e soluzioni di mobilità .
Tuttavia, il cuore operativo dell’evento inizierà a battere già il giorno precedente. Il 10 settembre 2026 sarà infatti dedicato al programma bTOb, la piattaforma business che riunisce l’intera filiera automotive. Presso il prestigioso scenario del Teatro Regio di Torino, si terrà una giornata di incontri one-to-one tra case automobilistiche, aziende di componentistica, servizi alla mobilità e finanza, volta a creare relazioni concrete e opportunità di sviluppo industriale. Questo preludio tecnico sottolinea come il Salone non sia solo una festa per il pubblico, ma un momento strategico di confronto per un settore che in Piemonte trova radici profonde e una visione d’avanguardia.
L’impatto della manifestazione non si esaurirà nei confini cittadini. La cosiddetta “Settimana Salone Auto Torino” estenderà infatti le attività commerciali su scala nazionale, coinvolgendo la rete delle concessionarie con promozioni e condizioni dedicate, producendo così ricadute reali sull’intera economia regionale e nazionale. Come sottolineato dal Presidente Andrea Levy, l’obiettivo è creare un dialogo diretto tra brand e pubblico, un modello che oggi è riconosciuto anche a livello internazionale per la sua efficacia.
Un ruolo centrale in questa edizione sarà svolto dal TADA (Torino Automotive Design Award), il premio internazionale nato per connettere l’industria europea e quella cinese. Attraverso il design, Torino si conferma nuovamente come un ponte culturale e industriale, capace di valorizzare l’innovazione e i linguaggi progettuali contemporanei. La giuria, composta da autorevoli giornalisti italiani, assegnerà riconoscimenti in categorie che spaziano dal Best Exterior Design al Best Innovation & Technology, confermando il ruolo dell’Italia come punto di riferimento globale nel design automobilistico.
Il Salone Auto Torino 2026 si preannuncia quindi come un’esperienza diffusa che integra mobilità , design e scoperta del territorio. Grazie a un sistema di convenzioni che coinvolge musei, hotel e trasporti, l’evento del 11-13 settembre non attirerà solo appassionati di motori, ma anche turisti e operatori, valorizzando l’offerta culturale della città e incentivando la permanenza dei visitatori. In un’era di profonda transizione ecologica, Torino si prepara a dimostrare che l’automobile può ancora essere raccontata in modo accessibile e moderno, celebrando una storia centenaria che guarda con determinazione al futuro della mobilità sostenibile.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 14:52:07 +0000Il conto alla rovescia per quello che molti già definiscono come il SUV della svolta è ufficialmente iniziato, portando con sé un carico di aspettative per il futuro del marchio torinese. Sebbene non ci siano ancora conferme ufficiali definitive da parte del costruttore, le indiscrezioni convergono verso un nome originale, che deriva dal mondo animale e che evoca forza: Fiat Grizzly.
Questo nuovo SUV di segmento C rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di Fiat per riconquistare una posizione di rilievo in un mercato altamente competitivo, puntando tutto su razionalità , spazio e un rapporto qualità -prezzo estremamente aggressivo. Proprio come l’orso.
Esteticamente, la Fiat Grizzly dovrebbe presentarsi come un SUV dalle forme squadrate e robuste, con una lunghezza compresa tra i 4,4 e i 4,5 metri. Lo stile trarrebbe ispirazione dalla recente Grande Panda, pur mantenendo una propria identità distinta per adattarsi alle dimensioni maggiori. Una delle novità più interessanti riguarda la versatilità degli interni: la vettura dovrebbe essere proposta sia in configurazione a 5 posti che in una variante a 7 posti, rendendola una scelta ideale per le famiglie numerose.
Per massimizzare l’appeal commerciale, Fiat sembrerebbe intenzionata a sdoppiare l’offerta stilistica, affiancando alla versione SUV classica una variante Sportback, caratterizzata da linee più filanti per intercettare i gusti di un pubblico diversificato. Il tutto sarà sviluppato sulla piattaforma Smart Car, la stessa utilizzata per la Grande Panda e per la futura Fastback, una scelta tecnica che garantisce economie di scala e prezzi di listino contenuti.
Sotto il cofano, la Fiat Grizzly abbraccerà una filosofia multi-energia, offrendo diverse opzioni per la transizione ecologica. Lo scenario più accreditato per la versione di accesso vede protagonista un sistema mild hybrid da 145 CV, basato sul propulsore 1.2 turbo a tre cilindri abbinato a un motore elettrico integrato nel cambio automatico a 6 rapporti. Questa configurazione è già nota all’interno della galassia Stellantis e promette un equilibrio ottimale tra prestazioni e consumi.
Non mancheranno le versioni 100% elettriche, con potenze stimate tra i 113 CV (83 kW) e i 156 CV (115 kW). Il punto di riferimento tecnico per la variante a batteria potrebbe essere proprio quello della Grande Panda, con un accumulatore da 44 kWh capace di garantire un’autonomia nel ciclo WLTP di circa 320 km.
Per chi cerca invece la massima semplicità ed economia d’acquisto, circola con insistenza l’ipotesi di una versione a benzina non elettrificata con cambio manuale, pensata come variante d’attacco per mantenere basso il prezzo di ingresso. Infine, tra le ipotesi più speculative, spunta una possibile variante a trazione integrale elettrificata, ottenuta grazie all’aggiunta di un secondo motore elettrico sull’asse posteriore, sebbene al momento resti solo un’ipotesi di scenario.
L’obiettivo dichiarato della Fiat Grizzly è quello di sfidare direttamente colossi dai prezzi competitivi come Dacia Duster e Bigster. Per farlo, il listino prezzi dovrà essere particolarmente competitivo. Le voci di corridoio suggeriscono un prezzo di partenza sotto i 20.000 euro per le versioni termiche più semplici. La variante mild hybrid dovrebbe collocarsi in una fascia media tra i 23.000 e i 25.000 euro, mentre le versioni completamente elettriche potrebbero attestarsi tra i 28.000 e i 30.000 euro.
Il debutto ufficiale della Grizzly è atteso per l’estate 2026, con una possibile rivelazione a luglio, mentre la presentazione al grande pubblico dovrebbe avvenire in occasione del Salone dell’auto di Parigi nell’ottobre 2026.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 13:38:20 +0000C’è un nuovo nome che negli ultimi giorni risuona nei paddock di tutto il mondo, nei salotti televisivi e nei sogni degli appassionati: Andrea Kimi Antonelli. Il giovane talento della Mercedes non è più solo una promessa, è realtà . Già leader del mondiale 2026 di F1, a Imola si è consacrato a beniamino anche davanti ai tifosi del WEC. E mentre il circus si prepara a riaccendere i motori a maggio a Miami, non mancano speciali e interventi su TV e media.
A soli due anni dall’ingresso nel grande palcoscenico, Antonelli ha ribaltato gerarchie, aspettative e pronostici. Oggi, mentre si concede una pausa strategica dopo un inizio di stagione da sogno, il pilota bolognese è già al centro di un fenomeno mediatico e sportivo che non accenna a rallentare.
Il “momento Antonelli” è arrivato anche fuori dalla pista e si è rivolto alla massa. La Rai, tramite una servizio dedicato andato in onda in un suo programma serale, ha mostrato un ragazzo diverso dall’immagine stereotipata del campione. Niente eccessi, niente personaggi costruiti. Solo autenticità : “Mi sento fortunato, privilegiato perché faccio quello che amo“, ha raccontato. Parole semplici che racchiudono la chiave del suo successo.
Antonelli non recita, è proprio questo che lo rende così irresistibile per il pubblico. Dietro al talento c’è comunque un duro lavoro, quotidiano, quasi ossessivo, tendente alla perfezione. Soprattutto c’è una famiglia che rappresenta il suo punto fermo: “Mi aiuta a tenere i piedi per terra” ha confessato. Un dettaglio che, nel mondo dorato e spesso spietato della F1, può fare tutta la differenza.
Guidare la classifica mondiale di F1 non è mai un caso. Farlo così presto forse si, ma fino a un certo punto. Chi segue le categorie giovanili lo sapeva già , Toto Wolff su tutti. Lo stesso team principal Mercedes ha già affermato: “Ero sicuro del successo di Antonelli“. Il bolognese era destinato a questo. La sua crescita è stata costante, quasi programmata. Nessun salto nel buio e nessuna forzatura. Solo talento, disciplina e una capacità rara di imparare da ogni singolo errore.
La vittoria in Cina, la prima, è stata il punto di svolta. Non solo per la classifica, ma per ciò che ha rappresentato emotivamente: “Nelle lacrime c’era tutto“, ha rivelato. Il peso di un sogno realizzato, ma anche la consapevolezza che quello era solo l’inizio. Perché il vero obiettivo, ora, è uno solo, sognare un titolo mondiale.
Come se non bastasse dominare la scena in F1, Antonelli fa parlare di sé anche nel mondo dell’endurance, con la sua presenza da starter nella tappa inaugurale del World Endurance Championship 2026. Una comparsa che ha acceso curiosità e entusiasmo. Perché vedere un leader della F1 muoversi con naturalezza anche in altri contesti, racconta molto della sua versatilità e della sua fame di esperienza. Non è solo marketing, è cultura motoristica, voglia di capire, imparare e assorbire.
I cori e gli applausi degli oltre 92 mila spettatori presenti all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari per la 6 Ore di Imola, hanno consacrato Kimi a nuovo beniamino italiano. Se la Ferrari campione in carica nel WEC non è riuscita a imporsi su una Toyota affamata di rivincita, poco male: Antonelli è stato la medicina perfetta per rendere la giornata indimenticabile. Complimenti agli organizzatori del WEC per aver scelto il ragazzo giusto al momento giusto.
Quello che colpisce di Antonelli non è solo la velocità , ma la mentalità . In un’epoca in cui molti giovani cercano subito il limite, lui preferisce costruire pazientemente. Antonelli sa dove migliorare, nella vita come nel lavoro, e non ha paura di dirlo. Anzi, lo usa come leva per crescere, spesso contornato dal suo gruppo di amici. Questo approccio lo sta rendendo un pilota completo prima del tempo con prestazioni solide e concrete.
Ogni campione ha i suoi riferimenti e quelli di Antonelli raccontano molto del suo modo di vedere le corse. L’idolo è Ayrton Senna ma ci sono anche altre leggende come Michael Schumacher, Gilles Villeneuve, Niki Lauda e Nelson Piquet. Tutti piloti di un’altra epoca, che ha potuto apprezzare grazie alla preziosa condivisione di chi ha incontrato nel mondo del motorsport. Ma c’è n’è uno su tutti che ancora è molto attivo e con il quale ha il piacere di rapportarsi, si chiama Valentino Rossi. Il campione di Tavullia che ha fatto la storia della MotoGP e non solo, gli ha consigliato di non strafare. Un consiglio semplice, per una filosofia vincente.
C’è una parte di Antonelli che sorprendente più di tutte, la normalità . Il racconto ai media dell’esame di guida con il parcheggio in retromarcia provato all’ultimo momento con il padre, sono racconti che hanno fatto sorridere tutti. È un’immagine potente, perché umanizza un talento straordinario. Antonelli non è distante, non è irraggiungibile. È uno di quei campioni in cui i tifosi possono riconoscersi e che possono avvicinare. Forse è proprio questo il suo vero punto di forza.
“Tutti pazzi per Kimi Antonelli†non è solo un titolo, è la fotografia di un momento in cui l’Italia ritrova un protagonista assoluto nel motorsport. Un momento in cui un ragazzo riesce a unire generazioni diverse sotto la stessa bandiera. Il futuro? È tutto da scrivere. Se questo è solo l’inizio, ci sarà da divertirsi.
Ora lo sguardo è tutto sul GP di Miami del 3 maggio. Il prossimo appuntamento F1 dopo la pausa forzata sarà un banco di prova fondamentale per capire se questa favola può davvero trasformarsi in storia. Gli avversari non staranno a guardare, nemmeno il compagno di squadra George Russell. La pressione aumenterà e con essa anche le aspettative. Kimi Antonelli sembra avere già tutto: velocità , lucidità e una qualità che non si insegna, la capacità di restare sé stessi anche quando tutto cambia.
A Miami, tra clima imprevedibile e un tracciato che non perdona errori, serviranno sangue freddo e continuità . Sarà anche una prova mentale, oltre che tecnica, in cui ogni dettaglio potrà fare la differenza. E proprio lì si capirà se il suo talento è pronto per reggere davvero il peso delle grandi occasioni.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 13:30:09 +0000L’interfaccia tra un veicolo e il manto stradale è affidata esclusivamente a quattro impronte a terra, ciascuna non più grande di una cartolina. In ambito ingegneristico, lo pneumatico non è un semplice componente elastico, ma un sistema complesso di materiali compositi progettato per gestire carichi dinamici, forze di attrito e smaltimento termico.
La verifica dell’usura non è dunque solo un obbligo di legge, ma un’analisi diagnostica fondamentale per preservare la cinematica del veicolo e la sicurezza attiva. Un battistrada degradato non compromette solo lo spazio di frenata, ma altera la risposta dello sterzo e l’efficacia dei sistemi elettronici di ausilio alla guida (come ABS ed ESP).
Per comprendere l’usura, bisogna partire dalla funzione della mescola e del disegno del battistrada. Quest’ultimo è progettato con una serie di incavi (vuoti) e tasselli (pieni). Il rapporto tra questi due elementi determina il “rapporto vuoti/pieni”, cruciale per il drenaggio dell’acqua. Quando lo pneumatico rotola su una superficie bagnata, si verifica il fenomeno dell’evacuazione idrica.
Se l’altezza dei tasselli scende sotto una certa soglia, il volume dei canali non è più sufficiente a smaltire la massa d’acqua, innescando l’aquaplaning. In termini tecnici, la pressione idrodinamica solleva la gomma dall’asfalto, annullando il coefficiente di attrito. La verifica dell’usura serve a garantire che l’aderenza rimanga entro i parametri di progetto del costruttore.
Il metodo più immediato per il controllo dell’usura è l’osservazione del TWI (Tread Wear Indicator). Si tratta di piccoli rilievi trasversali posizionati all’interno delle scanalature principali, alti esattamente 1,6 mm. Secondo il Codice della Strada (Art. 79), è il limite legale minimo per gli autoveicoli.
Tuttavia, un approccio tecnico richiede maggiore precisione. L’utilizzo di un profondimetro digitale permette di misurare l’altezza residua in diversi punti della sezione trasversale. È fondamentale misurare non solo al centro, ma anche sulle “spalle” dello pneumatico. Una differenza superiore a 1-1,5 mm tra il centro e i bordi indica una problematica di pressione o di assetto che va oltre la semplice usura naturale della gomma.
L’usura non è sempre uniforme. L’analisi della morfologia del consumo permette di diagnosticare problemi meccanici sottostanti:
Un errore comune è valutare solo lo spessore del battistrada trascurando l’integrità chimica della mescola. Gli pneumatici sono soggetti a invecchiamento ossidativo. Con il passare del tempo, gli oli emollienti presenti nella gomma evaporano o degradano a causa dei raggi UV e degli sbalzi termici.
Il risultato è la cristallizzazione: la gomma diventa dura, perde elasticità e sviluppa micro-crepe (screpolature) sui fianchi. Uno pneumatico con 8 mm di battistrada ma vecchio di 10 anni è tecnicamente più pericoloso di uno con 3 mm ma recente. Il parametro di riferimento è il DOT, una marcatura sul fianco che indica settimana e anno di produzione (es. 1224 indica la dodicesima settimana del 2024). Superati i 5-6 anni, anche con basso chilometraggio, le prestazioni decadono verticalmente.
Oltre all’usura del battistrada, la verifica deve estendersi ai fianchi, la zona strutturalmente più flessibile ma anche più vulnerabile. Un impatto violento contro un marciapiede o una buca profonda può causare la rottura delle tele interne della carcassa (generalmente in nylon, rayon o acciaio).
Questa rottura provoca la comparsa di una “ernia” o bolla sul fianco. Si tratta di un cedimento strutturale critico: la pressione interna non è più contenuta dalla struttura ma solo dal sottile strato di gomma esterno. In queste condizioni, lo pneumatico è a rischio immediato di esplosione, specialmente durante la marcia autostradale a causa dell’incremento di pressione termica.
Per massimizzare la vita utile e garantire un’usura uniforme, la tecnica prevede la rotazione (o inversione) degli pneumatici. Nei veicoli a trazione anteriore, le gomme anteriori subiscono uno stress maggiore dovuto alla sterzata e alla trasmissione della coppia motrice.
L’inversione, solitamente consigliata ogni 10.000 km, permette di compensare i diversi tassi di usura tra gli assi. Parallelamente, l’equilibratura (distribuzione uniforme delle masse rispetto all’asse di rotazione) evita vibrazioni che potrebbero generare usure localizzate e sollecitare i cuscinetti del mozzo ruota. Un treno di gomme non equilibrato genera micro-urti costanti che accelerano il degrado della mescola.
La verifica dell’usura deve tenere conto della stagionalità . Uno pneumatico invernale (M+S con simbolo 3PMSF) è progettato con una mescola ricca di silice che rimane flessibile sotto i 7°C. Utilizzare pneumatici invernali in estate accelera drasticamente l’usura: la mescola troppo morbida per le alte temperature subisce un processo di “sfarinamento”.
Al contrario, una gomma estiva in inverno diventa rigida come plastica, perdendo capacità di grip. Verificare l’usura significa anche assicurarsi che lo pneumatico sia idoneo alle condizioni termiche operative, poiché una gomma surriscaldata lavora fuori dal suo range ottimale, degradandosi chimicamente in modo irreversibile.
La manutenzione e la verifica degli pneumatici rappresentano l’anello di congiunzione tra l’ingegneria del veicolo e la sicurezza stradale. Non è sufficiente limitarsi a un controllo visivo superficiale o attendere che il veicolo manifesti vibrazioni evidenti. Una corretta analisi tecnica richiede l’uso di strumenti di precisione come il profondimetro, un’attenzione costante alla pressione di esercizio e una comprensione profonda della “storia” chimica della gomma attraverso il DOT.
Mantenere pneumatici in condizioni ottimali non significa solo rispettare le normative vigenti, ma garantire che ogni sistema di sicurezza del veicolo — dal controllo di trazione alla frenata di emergenza — possa operare secondo le specifiche di progetto. In ultima analisi, la cura degli pneumatici è l’investimento più efficiente per ottimizzare i consumi di carburante, ridurre l’impatto ambientale e, soprattutto, salvaguardare l’integrità dei passeggeri.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 12:15:53 +0000La nuova Cupra Raval debutta in Italia con l’apertura degli ordini della Launch Edition. La nuova compatta spagnola rappresenta il primo modello del Gruppo Volkswagen basato sulla nuova piattaforma MEB+, una base tecnica pensata per abbattere i costi e rendere l’elettrico più democratico, in questo caso con un’impostazione che non rinuncia al DNA sportivo tipico del marchio spagnolo.
Compatta nelle dimensioni ma ambiziosa nelle intenzioni, la Raval si presenta con prezzi a partire da 29.950 euro e si inserisce in un segmento sempre più strategico, quello delle elettriche urbane, cercando di offrire qualcosa in più rispetto all’agguerrita concorrenza.
La versione di lancio non ha nulla a che vedere con quella base, che verrà presentata con un listino di partenza inferiore. La Launch Edition monta un motore elettrico da 211 CV, alimentato da una batteria da 52 kWh, capace di garantire fino a 450 km di autonomia nel ciclo WLTP. Numeri che, sulla carta, la rendono perfetta per l’utilizzo quotidiano ma anche per spostamenti più lunghi senza troppi compromessi. Sul fronte dotazioni, Cupra ha scelto di non partire al risparmio. La Launch Edition include infatti diversi pacchetti già integrati:
Il prezzo di partenza fissato a 29.950 euro la colloca in una fascia competitiva, soprattutto considerando potenza e autonomia offerte.
Salendo di livello si incontra la Launch Edition Plus, che mantiene lo stesso powertrain da 211 CV e la stessa batteria, ma alza sensibilmente l’asticella in termini di tecnologia e comfort. Qui entrano in gioco pacchetti più completi, come il Drive Pack, che introduce sistemi ADAS avanzati, tra cui la telecamera a 360 gradi e funzioni di parcheggio intelligenti. Una dotazione sempre più richiesta, soprattutto in ambito urbano per distaccarsi dalla concorrenza.
Non manca poi il Light & Sound Pack, con un impianto audio premium firmato Sennheiser e il sistema Smartlight 2.0, che contribuisce a creare un ambiente interno più sofisticato. A completare l’allestimento troviamo il navigatore integrato, i vetri posteriori oscurati e i cerchi in lega da 19 pollici Vandal Copper Machined, che danno alla Raval un look ancora più deciso.
Il prezzo sale a 33.950 euro, trasformando la Raval in una compatta elettrica già molto completa sotto ogni punto di vista, in particolare quello tecnologico.
Per chi cerca qualcosa di più in termini di prestazioni, la gamma si completa con la Launch Edition VZ, la versione più sportiva. Qui il motore sale a 226 CV, mantenendo la stessa batteria da 52 kWh. Ma è soprattutto la dinamica di guida a cambiare: questa versione introduce infatti il DCC Sport, ovvero sospensioni adattive che migliorano la risposta su strada, insieme alla funzione e-launch, pensata per sfruttare al meglio la coppia immediata dell’elettrico.
Non manca un differenziale elettronico a slittamento limitato, che contribuisce a rendere la guida più precisa e divertente, soprattutto nei percorsi ricchi di curve. Il tutto è gestito dal Cupra Drive Profile, che permette di adattare il comportamento dell’auto alle diverse esigenze di guida.
Dal punto di vista estetico e degli interni, la VZ si distingue grazie all’Ahead Pack, un pacchetto di design disponibile per un periodo limitato. Tra gli elementi più caratteristici troviamo i sedili avvolgenti CUP Bucket con rivestimenti 3D, i cerchi da 19 pollici con finitura Sulfur Green e la verniciatura opaca Manganese Matt, che sottolinea il carattere più aggressivo della vettura.
Il prezzo parte da 39.950 euro, posizionandosi come la scelta preferenziale per chi vuole un’elettrica compatta con un’anima decisamente più sportiva.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 11:38:51 +0000Dal 4 maggio (post GP Miami), la FIA si troverà in pianta stabile a studiare il sistema ADUO per la F1 2026: serve blindare il regolamento che aiuta i motoristi in crisi. Nel farlo, l’organo legislativo deve mostrare grande attenzione, in quanto pare che alcuni team stiano cercando di camuffare il rendimento per accedere alla deroga e mettere le mani sul propulsore.
Passata l’adrenalina della tappa americana di Miami (weekend 1-2-3 maggio), i vertici della Federazione Internazionale si troveranno a dover disinnescare una delle mine più pericolose di questa rivoluzione tecnica: il caso ADUO. L’obiettivo imminente è decretare in maniera ufficiale quali motoristi abbiano le carte in regola per sbloccare i privilegi di questo meccanismo.
Nato agli albori dell’annata agonistica con intenti nobili, l’ADUO funge da paracadute normativo: mossa studiata per evitare che i costruttori attardati colino a picco in modo irreversibile. Attualmente, le chiacchiere nel paddock sono quasi interamente fagocitate da un’emergenza ben più visibile: il “super clipping“: quel terrificante e improvviso calo di spinta che genera differenziali di velocità mostruosi tra le monoposto.
Quando una vettura si ritrova a incassare 50 km/h di svantaggio rispetto a chi la segue, la questione sicurezza diventa prioritaria. Questa chiara urgenza ha inevitabilmente messo in ombra il dossier ADUO nell’agenda politica della F1 2026. Eppure il tema è tutt’altro che chiuso. È semplicemente silente, pronto a deflagrare come un ordigno a orologeria.
Non appena l’allarme sui delta velocistici e sulle mappature rientrerà (oggi riunione importante), l’impianto di aiuti allo sviluppo tornerà a dominare le prime pagine. Lo farà scatenando inevitabili polemiche tra le parti. Il vero cortocircuito di questa regola sta nel suo perimetro d’azione: l’ADUO giudica gli aiuti basandosi esclusivamente sull’efficienza del motore a combustione interna (endotermico), snobbando del tutto l’impatto del comparto ibrido.
Visto che il rendimento di una F1 2026 deriva da una sinfonia tra combustione e gestione elettrica, isolare l’esatta matrice di un deficit sui cavalli è un’impresa titanica. Stabilire con certezza empirica se un’auto sia lenta per colpa di un “V6 asmatico” o per un modulo elettrico incapace di immagazzinare e scaricare energia con efficacia, è un esercizio di rara complessità .
Le regole d’ingaggio, però, sono ghiottissime. Se un’unità termica accusa un ritardo prestazionale del 2% rispetto al propulsore di riferimento, scatta il bonus: un corposo assegno extra per le spese, ore aggiuntive da spendere sui rulli dei banchi prova, un jolly per aggiornare l’omologazione a stagione in corso e un ulteriore credito per la campagna seguente.
Se il deficit sfora addirittura il muro del 4%, i benefici raddoppiano (il caso di Aston Martin con la Honda, dove il ritardo su Mercedes è davvero grande): da qui arrivano fondi e sessioni di collaudo ancor più generosi, affiancati da ben due gettoni di sviluppo immediati e altrettanti per l’anno venturo. Un bottino colossale, capace di stravolgere interamente un progetto.
Durante i test invernali Mercedes girava con mappature conservative per non far scattare il paracadute FIA a vantaggio dei rivali. Questo era il pensiero. Oggi il sospetto è diametralmente opposto: si pensa siano stati gli sfidanti a mascherare deliberatamente il proprio vigore meccanico, fingendo una crisi per poter mungere il sistema di aiuti e deliberare pacchetti massicci.
Togliendo dall’equazione la Honda e Audi, l’intessere si sposta sul Cavallino Rampante. Le scelte progettuali degli ingegneri italiani sono sotto la lente d’ingrandimento. Visto che la F1 ha bandito l’MGU-H, la Rossa ha scommesso su un gruppo turbocompressore di dimensioni ridotte per limitare il “turbo lag”: moto generatore che appunto tappava le falle prestazionali ai bassi regimi.
Si pensa che tale impostazione generi a un calo di potenza ai massimi regimi, sebbene il vero cruccio del motore Ferrari non sia questo. A fare la differenza maggiore è senza dubbio il rapporto di compressione Mercedes. Anche per questo, ad eccezione dei team spinti dai propulsori tedeschi, il resto del paddock ha scatenato una guerra per bandire questo espediente.
La FIA ha risposto la misurazione di questo parametro che andrà effettuata “a caldo” dal prossimo giugno, innalzando il limite tollerato dal nativo 16:1 a un ben più permissivo 16,7:1. Questa precisa interpretazione del corpo normativo sta costringendo i meccanici a massacranti turni straordinari in fabbrica, con il chiaro obiettivo di realizzare un passo in avanti con la monoposto.
Ciononostante, tra i corridoi del reparto corse italiano si respira un certo pragmatismo: ormai è noto che Ferrari potrà accedere all’ADUO. Le conferme, pur indirette, arrivano sia dalla sponda Mercedes con Antonelli, sia dalle parole degli stessi protagonisti Ferrari. Un passaggio cruciale per deliberare i cambi salvifici al propulsore italiano.
Districarsi in questo groviglio analitico è un vero incubo per i commissari delegati. Decifrare i motivi di una top speed deludente significa affrontare una matrice a incognite multiple. Il valore registrato alla fine di una retta non è la semplice fotografia dell’endotermico, ma il risultato di una complessa interazione che coinvolge la resistenza all’avanzamento, le scelte sulla deportanza e l’efficienza ibrida.
Le declinazioni tattiche sono molteplici: un pilota può scegliere di conservare gran parte dell’energia per poi sprigionarla brutalmente sul dritto, oppure può sfruttarla nei settori misti e guidati, rassegnandosi a pagare dazio nei tratti ad alta velocità . Tutto dipende dalle necessità e dalle caratteristiche della vettura e dalla mera conformazione della pista.
Una vera e propria bolla ingegneristica nella quale la Federazione rischia di impantanarsi. L’unica via d’uscita concreta per sbrogliare le controversie e smascherare i trucchi consisterebbe nel testare fisicamente i propulsori a banco. Eppure, persino questa misura estrema potrebbe rivelarsi insufficiente. Insomma: la FIA si trova davanti a un compito titanico sul quale non sono ammessi errori.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 11:24:46 +0000L’elettrico rappresenta oggi una delle occasioni più interessanti del mercato dell’usato. Se fino a pochi anni fa il prezzo d’ingresso era una barriera difficile da superare, oggi la situazione è cambiata. La forte svalutazione che colpisce molte auto elettriche nei primi anni di vita ha aperto scenari nuovi, rendendo accessibili modelli che da nuovi costavano anche il doppio.Â
Per questo abbiamo selezionato sei tra le migliori proposte usate del 2026, tenendo conto di prezzo, affidabilità , autonomia e facilità d’uso. Sei auto diverse tra loro, ma tutte accomunate da un aspetto: rappresentano un modo intelligente per entrare nel mondo dell’elettrico senza spendere una fortuna.
È un’opportunità concreta, ma non per tutti. L’elettrico dà il meglio di sé quando viene utilizzato nel contesto giusto: città , tragitti quotidiani contenuti e soprattutto la possibilità di ricaricare a casa ogni sera. In queste condizioni i vantaggi economici diventano evidenti, con costi di gestione molto più bassi rispetto a un’auto termica e una semplicità meccanica che riduce al minimo le sorprese, fattore particolarmente importante quando si sceglie un’usato.
Chi compra un’elettrica usata oggi deve però fare una valutazione attenta, soprattutto sullo stato della carica e sull’autonomia residua, è infatti sempre consigliato un’analisi dello stato di salute della batteria. Detto questo, il mercato offre diverse opportunità interessanti sotto i 20.000 euro, con modelli moderni, ben equipaggiati e ancora perfettamente utilizzabili nella vita di tutti i giorni.
Tra le elettriche più desiderate degli ultimi anni, la Tesla Model 3 è oggi una delle occasioni più interessanti nel mercato dell’usato. Con un budget vicino ai 20.000 euro si trovano diversi esemplari – anche se con chilometraggi importanti, intorno ai 120-150 mila km – ma ancora perfettamente sfruttabili.
Parliamo di modelli prodotti tra il 2020 e il 2021, disponibili sia in versione a trazione posteriore sia Dual Motor a trazione integrale. Il consiglio, quando possibile, è di orientarsi sulle varianti Long Range o Performance, che garantivano oltre 500 km di autonomia da nuove e mantengono ancora oggi percorrenze più che valide.
Il punto di forza resta l’esperienza d’uso: software sempre aggiornato, rete di ricarica efficiente e una guida che ancora oggi fa scuola. Gli interni minimalisti possono dividere, ma la qualità complessiva del progetto resta elevata. Attenzione solo allo stato della batteria e alla storia manutentiva, due aspetti fondamentali per un acquisto consapevole.
La Renault Zoe è stata una delle prime elettriche a diffondersi realmente sulle strade europee, e ancora oggi rappresenta una delle scelte più intelligenti per chi cerca una citycar a zero emissioni. Con circa 10.000 euro si portano a casa esemplari del 2020 o 2021 con meno di 50.000 km, un dato che la rende particolarmente interessante. L’autonomia dichiarata da nuova si aggira intorno ai 350 km nel ciclo WLTP, valore che nella pratica resta più che sufficiente per un utilizzo urbano e periurbano.
Uno degli aspetti più particolari riguarda la batteria: fino al 2021 era possibile acquistarla separatamente o noleggiarla. Questo significa che sul mercato si trovano ancora versioni con canone mensile. Il consiglio è di puntare su esemplari con batteria di proprietà , evitando costi aggiuntivi nel tempo. Facile da guidare, compatta e con costi di gestione ridotti al minimo, la Zoe resta una delle porte d’ingresso più convincenti al mondo elettrico.
Icona italiana reinterpretata in chiave moderna, la Fiat 500e è probabilmente la scelta più chic tra le elettriche ben sotto i 20.000 euro. Nel mercato dell’usato si trovano esemplari del 2021 con meno di 50.000 km a circa 10-12 mila euro. La versione più interessante è quella con batteria più capiente da 42 kWh, capace di offrire oltre 300 km di autonomia dichiarata, rendendola adatta non solo alla città ma anche a qualche spostamento extraurbano.
La 500 elettrica punta molto sull’esperienza: interni curati, tecnologia moderna e un design che continua a fare tendenza, ora ripreso anche dalla versione ibrida. Non è l’auto più spaziosa della categoria, ma compensa con un carattere unico e una guida piacevole, perfetta per il traffico urbano.

Chi cerca più autonomia e versatilità può puntare sulla Hyundai Kona Electric, una delle elettriche più complete disponibili sul mercato dell’usato. Con circa 15.000 euro si trovano esemplari del 2021-2022 con meno di 100.000 km, equipaggiati con la batteria da 64 kWh. Una versione particolarmente interessante, perché da nuova superava i 450 km di autonomia, un valore che ancora oggi la rende competitiva. Esiste anche una variante con batteria da 39 kWh, più economica ma meno adatta a chi percorre distanze più lunghe.
La Kona si distingue per la sua praticità : posizione di guida rialzata, buona abitabilità e una gestione energetica efficiente. È una delle poche elettriche sotto i 20.000 euro che può essere utilizzata come unica auto di famiglia senza particolari compromessi.
A proposito di auto di famiglia spaziose troviamo la Volkswagen ID.4, un SUV elettrico che nel mercato del nuovo supera abbondantemente i 40.000 euro, ma che oggi si può trovare usato a cifre decisamente più accessibili. Con un budget appena inferiore ai 20.000 euro si trovano modelli del 2021 con circa 50.000 km. La versione con batteria da 52 kWh offre un’autonomia intorno ai 350 km, ma salendo oltre il tetto imposto si possono trovare varianti con batteria maggiore che salgono oltre i 450 km.
Il vero punto di forza della ID.4 è lo spazio: si tratta di una vettura nata per i lunghi spostamenti con abitacolo ampio, bagagliaio generoso e comfort elevato. Una scelta ideale per chi cerca un’elettrica familiare, per tutte le esigenze.
Chiudiamo con la Cupra Born, una delle elettriche più interessanti dal punto di vista dinamico. Basata sulla stessa piattaforma MEB del gruppo Volkswagen, condivide molto con la ID.3, ma aggiunge un tocco di sportività sia nel design che nelle scelte di assetto, legandola alla filosofia Cupra. Nel mercato dell’usato si trovano esemplari del 2022 con batteria da 58 kWh e pochi chilometri, spesso sotto i 20.000 euro.
L’autonomia oltre i 300 km è più che adeguata per l’uso quotidiano, mentre l’assetto e la risposta del motore elettrico la rendono più coinvolgente rispetto a molte concorrenti. Gli interni sono moderni e ben rifiniti, con un’impostazione più orientata al guidatore. È la scelta giusta per chi vuole un’elettrica pratica, ma con un pizzico di carattere in più.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 10:29:33 +0000Dopo giorni di tensione arriva lo stop ufficiale degli autotrasportatori. Da oggi fino alla mezzanotte del 25 aprile, gli autotrasportatori incrociano le braccia su iniziativa di Trasportounito, dando il via a uno sciopero nazionale che ha come obiettivo quello di accendere i riflettori sul caro carburante e su un settore in crisi.
La mobilitazione arriva dopo settimane di malcontento crescente e lavoro in perdita che, secondo gli operatori del settore, rappresenta ormai l’unico modo per denunciare una situazione economica diventata insostenibile. Il rischio ora non riguarda solo le imprese di trasporto, ma l’intera filiera produttiva italiana, fortemente dipendente dalla logistica su gomma.
Trasportounito non usa mezzi termini e parla apertamente di una fase di crisi profonda. Il rincaro dei carburanti, spiegano dal sindacato, sta colpendo in modo diretto e pesante i bilanci delle aziende di autotrasporto, molte delle quali già operano con margini ridotti o nulli. Le parole del segretario generale Maurizio Longo restituiscono bene il clima: si parla di una crisi “senza precedenti“, aggravata dalla mancanza di interventi concreti da parte delle istituzioni nonostante i numerosi richiami.
Negli ultimi mesi, il costo del carburante è diventato una variabile difficile da gestire. Per un settore che basa gran parte delle proprie spese proprio sul gasolio, anche piccole oscillazioni possono trasformarsi in perdite significative. E quando gli aumenti si protraggono nel tempo, la sostenibilità economica dell’azienda viene messa seriamente in discussione.Â
“E ciò accade nella totale latitanza delle istituzioni e del ministero competente; paradossalmente l’unica istituzione che ha prestato attenzione all’autotrasporto è la commissione sciopero dei servizi pubblici essenziali che ha in modo reiterato provato a frapporre ostacoli a un fermo che è lo specchio di una imprenditoria ormai soffocata dai debiti e avviata inesorabilmente sulla strada del fallimento” ha continuato il segretario generale.
Il vero timore ora riguarda le conseguenze pratiche dello sciopero. In Italia, gran parte delle merci viaggia su strada: dai beni alimentari ai prodotti industriali, fino agli approvvigionamenti per la grande distribuzione. Un blocco prolungato, anche solo parziale, rischia di tradursi in blocco delle consegne, scaffali meno riforniti e, nel breve periodo, un’impennata improvvisa dei prezzi.
La logistica è infatti uno degli ingranaggi fondamentali dell’economia moderna: quando si ferma, anche solo per pochi giorni, gli effetti si propagano rapidamente lungo tutta la catena. Ecco perché l’adesione allo sciopero sarà un fattore decisivo per capire la portata reale dell’impatto. Al momento, le previsioni parlano di una partecipazione significativa, anche se resta difficile stimare con precisione quanto sarà estesa la mobilitazione sul territorio nazionale.
Negli ultimi giorni dieci giorni, i prezzi dei carburanti sono continuati a scendere, registrando una flessione lenta e costante. Una buona notizia, almeno sulla carta, che però non sembra sufficiente a placare le tensioni. Il calo, infatti, viene percepito come troppo lento rispetto ai precedenti rialzi, e soprattutto non in grado di compensare le perdite accumulate negli ultimi mesi.
A influenzare il mercato restano anche le dinamiche internazionali, in particolare le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che continuano a incidere sul prezzo del petrolio. Nonostante il Brent abbia dato forti segnali di ridimensionamento, il riflesso sui prezzi alla pompa non è ancora arrivato veramente.
Questo scollamento tra costo della materia prima e prezzo finale non fa altro che alimentare lo scetticismo verso i colossi dei carburanti, sia da parte degli autotrasportatori ma anche tra gli automobilisti comuni.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 08:45:22 +0000L’unione europea è al lavoro per dare vita a un piano per fronteggiare i rincari e la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. Si tratta di un nuovo pacchetto di misure, ribattezzato “Accelerate EUâ€, atteso ufficialmente per il 22 aprile. Le prime bozze circolate in queste ore delineano uno scenario concreto, fatto di piccoli cambiamenti quotidiani che potrebbero però incidere in modo significativo sulle abitudini di milioni di cittadini europei.
Dall’uso dell’auto al lavoro da casa, passando per il trasporto pubblico: il piano punta a ridurre i consumi in modo rapido, cercando di evitare misure drastiche come quelle viste durante le crisi energetiche del passato.
Il cuore del piano è semplice consumare meno energia. Ma farlo senza bloccare l’economia è una sfida complessa. Le misure allo studio puntano soprattutto a intervenire su tre fronti principali: abitazioni, mobilità e organizzazione del lavoro. L’obiettivo è tagliare i consumi energetici nelle ore di punta e limitare gli sprechi.
Si parla, ad esempio, di una maggiore attenzione all’uso del riscaldamento domestico, con temperature consigliate più basse, ma anche di un invito a spostare i consumi elettrici nelle fasce orarie meno critiche. Un approccio già visto in passato, ma che potrebbe tornare d’attualità se la situazione dovesse peggiorare.
Sul fronte dei trasporti, invece, il tema diventa ancora più concreto: meno auto private e più soluzioni condivise. Una direzione che si inserisce perfettamente nel percorso già avviato dall’Europa verso una mobilità più sostenibile.
Un punto in cui Bruxelles sembra voler fare affidamento è quello della mobilità . Il piano vuole spingere sul trasporto pubblico, incentivandolo con riduzioni tariffarie e voucher gratuiti per le fasce più fragili. Al contrario punta a disincentivare il trasporto privato, con l’ipotesi di giornate senza auto, come le domeniche ecologiche, azioni dedicate a favorire la micromobilità pulita.
Una misura che sembra voler accelerare quello che è un percorso già tracciato a livello europeo, ma questa volta con la necessità data dall’urgenza di ridurre i consumi, che va oltre la scelta puramente ambientale.
Come successo per l’emergenza covid, si torna a parlare di smart working obbligatorio. Secondo l’ultima bozza del piano, si starebbe valutando l’introduzione di almeno un giorno di lavoro da remoto obbligatorio a settimana per alcune categorie. Una scelta che avrebbe un duplice effetto: ridurre il traffico urbano e abbassare i consumi legati agli spostamenti quotidiani, soprattutto quelli in auto. Non solo, si parla anche della possibilità di chiudere temporaneamente alcuni edifici pubblici nei giorni di minore affluenza, per contenere i costi energetici legati a illuminazione e riscaldamento, oltre a dare il buon esempio ai cittadini.
Una soluzione che richiama quanto già visto durante la pandemia, ma che oggi viene riletta in chiave energetica più che sanitaria. E che, inevitabilmente, riapre il dibattito su come cambierà il modo di lavorare nei prossimi anni. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se queste misure resteranno sulla carta o diventeranno parte della nostra quotidianità . Molto dipenderà dall’evoluzione dello scenario internazionale, ma non è difficile prevedere un leggero cambiamento nella quotidianità di tutti.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 07:52:35 +0000Il giorno 20 aprile 2026 è previsto uno sciopero nazionale nel settore dei trasporti in Italia. Di seguito, in questo articolo, sono riportati tutti i dettagli relativi a questo sciopero. Nel complesso, al momento risulta un solo sciopero proclamato su scala nazionale per questa data. Si riportano a seguire le informazioni complete sullo sciopero previsto:
È stato proclamato uno sciopero nazionale nel settore Trasporto merci, con il coinvolgimento di tutto il territorio italiano (Italia, tutte le province). Lo sciopero, promosso dal sindacato TRASPORTOUNITO, riguarda la categoria FERMO NAZIONALE SERVIZI AUTOTRASPORTO MERCI.
La mobilitazione avrà una durata totale di 144 ore, a partire dalle 00:00 del 20 aprile fino alle 24:00 del 25 aprile 2026. Il fermo interessa tutti i servizi di autotrasporto merci su scala nazionale. Questa iniziativa sindacale, proclamata il 24 marzo 2026 e ricevuta dagli enti competenti il 30 marzo 2026, mira a sollevare tematiche relative a condizioni lavorative e contrattuali del comparto.
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 06:00:00 +0000Ad aprile 2026 sono previsti numerosi scioperi che coinvolgono diversi settori dei trasporti in Italia, con ripercussioni su tutto il territorio nazionale e nelle principali città . In questo articolo illustriamo tutte le mobilitazioni programmate per il mese, con date, orari, categorie interessate e sindacati promotori. Di seguito il calendario aggiornato e i dettagli degli scioperi, ordinati per città e suddivisi per giornata.
Nella città di Roma è previsto uno sciopero del personale Soc. ENAV ACC Roma nel settore aereo, con una durata di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00.
A Milano, il personale della Soc. ENAV presso l’Aeroporto di Milano Malpensa e della Soc. ENAV ACC di Milano aderisce allo sciopero dalle 13.00 alle 17.00, mentre le unità produttive di Busitalia Sita Nord effettuano una mobilitazione regionale di 4 ore dalle 20.01 alle 24.00 (valido in Veneto, Umbria e Campania).
Nel settore aereo nazionale, sono coinvolte le società ENAV, Techno Sky e personale di ENAV Aeroporto di Napoli (13.00-17.00); i sindacati promotori sono UILT-UIL, ASTRA, RSA FAST-CONFSAL-AV, UGL-TA e ADL COBAS.
Su tutto il territorio di Italia, lo sciopero interessa il personale della società RFI (Rete Ferroviaria Italiana) impiegato negli impianti di manutenzione delle infrastrutture. La durata è di 24 ore, a partire dalle 00:00 fino alle 23:59, proclamato dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e dai sindacati Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.
Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) previsto uno sciopero di 4 ore (dalle 10:57 alle 14:57) per il trasporto pubblico locale, coinvolgendo il personale della società IAS Autolinee.
Nella città di Napoli (Campania) si ferma per 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, il personale della società EAV del trasporto pubblico locale.
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) il personale della società ARRIVA Udine si astiene dal lavoro in due fasce: urbano dalle 17.30 alle 21.29 e extraurbano dalle 17.15 alle 21.14.
A livello nazionale, lo sciopero di 4 ore coinvolge il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto della società Elior Ristorazione.
Nella città di Brescia (Lombardia) sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59 per il personale addetto allo scarico e carico merci della società GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari.
In tutta la Sicilia, proclamato uno sciopero regionale del settore trasporto merci (autotrasporto conto terzi), della durata di 120 ore dalle 00.01 del 14/04 alle 24.00 del 18/04/2026.
Nella città di Milano (province di Milano, Pavia, Monza, Brianza, Lodi), sciopero di 4 ore, dalle 08.45 alle 12.45 del personale Addabus nel trasporto pubblico locale.
Nella zona dello Stretto di Messina (Sicilia), sciopero nel trasporto marittimo di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.01, coinvolgendo il personale Blujet.
Nella città di Firenze (Toscana), sciopero nel trasporto pubblico locale di 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 del personale della società Gest di Firenze.
Su tutto il territorio nazionale, a partire dalle 00:00 del 20 aprile fino alle 24:00 del 25 aprile 2026, proclamato uno sciopero nazionale dei servizi di autotrasporto merci. Lo sciopero copre tutte le province e interessa il personale dei servizi di trasporto merci, promosso dal sindacato TRASPORTOUNITO.
Nella provincia di Frosinone (Lazio), è proclamato uno sciopero locale di 24 ore per il personale della Soc. Cialone Tour.
In Calabria (tutte le province), sciopero regionale del settore ferroviario di 8 ore: dalle 10.00 alle 17.59. Coinvolto il personale delle sale circolazione e orario di RFI di Reggio Calabria e l’Unità Circolazione Calabria.
Nella città di Milano (Lombardia), lo sciopero coinvolge il personale Soc. Gruppo ATM: ATM e NET Trezzo (8:45 – 15:00), NET Monza (14:50 – termine servizio 18:50), Funicolare Como Brunate (8:30 – 16:30), indetto da CONFIAL-TRASPORTI.
Nella città di Bari (Puglia), sciopero del personale STP di Bari per 4 ore: dalle 17.30 alle 21.30.
Nella città di Napoli (Campania), sciopero locale di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30 del personale AIR Campania.
Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria), sciopero di 24 ore del personale IAS Autolinee.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 06:00:00 +0000Oggi, 20 aprile 2026, facciamo il punto sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana e spieghiamo come si forma il costo alla pompa. Il valore pagato dai consumatori è la somma di tre componenti: il prezzo industriale del prodotto (inclusi i margini della filiera), le accise e l’imposta sul valore aggiunto. Sulla base dell’ultimo aggiornamento disponibile, riportato di seguito, puoi consultare i livelli medi per benzina, gasolio, GPL e metano e capire quali fattori fiscali e di mercato incidono maggiormente sulle variazioni quotidiane.
Ultimo aggiornamento: 19-04-2026 (prezzi medi autostradali in euro).
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.792 € |
| Gasolio | SELF | 2.142 € |
| GPL | SERVITO | 0.900 € |
| Metano | SERVITO | 1.599 € |
Benzina. Per la benzina, la componente fiscale è pari al 58%, superiore alla componente industriale (42%). Le imposte comprendono accise, fisse in valore assoluto, e l’IVA calcolata sul totale finale, accise incluse. Ciò significa che quando il prezzo industriale si muove, anche l’IVA varia in proporzione, amplificando al rialzo o al ribasso il prezzo alla pompa. La parte industriale si suddivide nel costo della materia prima e nel margine lordo della filiera. La materia prima pesa per il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro: un greggio o prodotti più cari e un euro debole tendono a far salire l’incidenza, mentre listini esteri in calo o una valuta più forte la riducono. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, remunera raffinazione, logistica, stoccaggio, trasporto e attività della rete, coprendo al contempo costi operativi e investimenti. Su questa voce gli operatori possono intervenire con politiche commerciali, promozioni, differenze di servizio e orari, generando scarti anche sensibili tra impianti e aree. In definitiva, il prezzo finale della benzina nasce dall’intreccio tra oneri fiscali, dinamiche dei mercati internazionali e scelte industriali e distributive lungo la filiera.
Gasolio. Il prezzo del gasolio segue una logica analoga, ma con pesi differenti: la componente fiscale vale il 45% del totale, mentre la componente industriale incide per il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo e rispecchia le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’andamento del cambio euro/dollaro, che può attenuare o accentuare i movimenti dei listini esteri una volta convertiti nella nostra valuta. La parte restante è il margine lordo, pari al 10% del prezzo, che copre raffinazione, logistica e gestione della rete e sul quale gli operatori possono agire per adattare il livello alla pompa. In fasi di maggiore domanda, tensioni geopolitiche o manutenzioni negli impianti, i differenziali di mercato sul gasolio tendono ad ampliarsi, riflettendosi rapidamente sull’incidenza della materia prima; viceversa, quando l’offerta è abbondante o i costi logistici si riducono, la pressione sui prezzi diminuisce. Anche la concorrenza locale tra impianti, le differenze di servizio e il mix tra self e servito influenzano il margine praticato. Nel complesso, quindi, il prezzo del gasolio è il risultato di imposte, mercati internazionali e politiche commerciali della filiera, con una sensibilità particolare alle dinamiche della domanda dei trasporti.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.764 per la benzina, 2.108 per il diesel, 0.808 per il gpl, 1.592 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.101 |
| Benzina | SELF | 1.762 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.510 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.113 |
| Benzina | SELF | 1.786 |
| GPL | SERVITO | 0.761 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.130 |
| Benzina | SELF | 1.788 |
| GPL | SERVITO | 0.855 |
| Metano | SERVITO | 1.760 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.119 |
| Benzina | SELF | 1.782 |
| GPL | SERVITO | 0.833 |
| Metano | SERVITO | 1.643 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.103 |
| Benzina | SELF | 1.761 |
| GPL | SERVITO | 0.779 |
| Metano | SERVITO | 1.541 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.108 |
| Benzina | SELF | 1.753 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.128 |
| Benzina | SELF | 1.764 |
| GPL | SERVITO | 0.788 |
| Metano | SERVITO | 1.547 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.094 |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.694 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.103 |
| Benzina | SELF | 1.766 |
| GPL | SERVITO | 0.871 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.107 |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.564 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.090 |
| Benzina | SELF | 1.749 |
| GPL | SERVITO | 0.810 |
| Metano | SERVITO | 1.536 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.115 |
| Benzina | SELF | 1.780 |
| GPL | SERVITO | 0.805 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.102 |
| Benzina | SELF | 1.747 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.575 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.111 |
| Benzina | SELF | 1.771 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.643 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.116 |
| Benzina | SELF | 1.763 |
| GPL | SERVITO | 0.858 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.121 |
| Benzina | SELF | 1.782 |
| GPL | SERVITO | 0.820 |
| Metano | SERVITO | 1.820 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.109 |
| Benzina | SELF | 1.759 |
| GPL | SERVITO | 0.799 |
| Metano | SERVITO | 1.603 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.117 |
| Benzina | SELF | 1.765 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.592 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.100 |
| Benzina | SELF | 1.759 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
| Metano | SERVITO | 1.554 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.105 |
| Benzina | SELF | 1.775 |
| GPL | SERVITO | 0.874 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 20 aprile 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.094 |
| Benzina | SELF | 1.748 |
| GPL | SERVITO | 0.797 |
| Metano | SERVITO | 1.521 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 06:00:00 +0000Arriva da Albenga, in provincia di Savona, un caso che ha davvero dell’incredibile: un concessionario attivo nel commercio di auto aveva creato un sistema per evadere diversi milioni di euro, minimizzando l’importo delle tasse da pagare e continuando a operare nella compravendita di auto, spesso anche con veicoli di alto valore.
A raccontare il caso, scoperto grazie a un’ispezione degli uomini della Guardia di Finanza di Savona, è ANSA. Il meccanismo di evasione, in realtà , prevedeva una serie di pratiche mirate ad aggirare la normativa vigente per evitare il pagamento delle tasse e anche il versamento dell’IVA.
In aggiunta, il rivenditore di auto avrebbe anche accettato diversi pagamenti in contanti, superando di gran lunga l’importo massimo consentito dalla normativa. Di conseguenza, è stato avviato anche l’iter per la sanzione per la violazione delle norme antiriciclaggio. Andiamo ad analizzare tutti i dettagli in merito al trucco realizzato dal concessionario.
Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno permesso di individuare lo schema truffaldino dell’imprenditore che accettava pagamenti in contanti per l’acquisto di veicoli, anche in caso di veicoli di pregio, mentre i pagamenti ricevuti in assegni non venivano mai associati alla fattura emessa.
Da segnalare, inoltre, che le auto lasciate in permuta dai clienti, in alcuni casi, risultavano cedute dall’ex proprietario (completamente all’oscuro di quanto accaduto) e non dal concessionario stesso, come, invece, prevede il meccanismo tradizionale. Ricordiamo che quando si acquista un’auto usata è importante fare attenzione ad alcune cose per evitare fregature e risultare sempre in regola sotto tutti i punti di vista.
Le indagini hanno permesso di verificare la posizione fiscale dell’imprenditore proprietario del concessionario. Negli ultimi cinque anni, probabilmente da quando lo schema truffaldino era stato avviato, l’uomo aveva presentato dichiarazioni dei redditi vicine allo zero, nonostante avesse un tenore di vita molto alto e avesse venduto numerosi veicoli, con ricavi elevati. Nello stesso periodo di tempo, inoltre, sarebbero stati effettuati degli acquisti di immobili all’interno del nucleo familiare. Stando alle verifiche, i ricavi non dichiarati ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP risultano essere superiori a 2,3 milioni di euro, con un’IVA evasa superiore a 250 mila euro.
Per evitare la dispersione del patrimonio, inoltre, è stata richiesta l’attivazione di un vincolo di indisponibilità sui beni della società e dell’imprenditore, nonché il pignoramento di 22 autoveicoli. Da segnalare che il “trucco” costituisce anche una violazione della normativa antiriciclaggio, che vieta il trasferimento di denaro per importi elevati. Il concessionario, invece, era solito accettare (di buon grado) pagamenti in contanti. Sono stati individuati diversi clienti. Nei confronti del titolare e dei suoi clienti, complessivamente, sono stati avviati 56 processi verbali di contestazione di sanzioni amministrative antiriciclaggio, per un totale pari a più di 2,8 milioni di euro.
Le indagini proseguono per valutare l’estensione della rete e la presenza di eventuali ulteriori violazioni che potrebbero aggravare la posizione dell’imprenditore, che ora sarà tenuto a rispondere di diverse accuse. Ulteriori dettagli in merito alla questione, soprattutto nel caso in cui dalle indagini dovessero emergere ulteriori irregolarità , potrebbero arrivare a breve.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 05:30:44 +0000La tecnologia può tornare utile in vari contesti legati alla mobilità e, soprattutto, può rappresentare una risorsa fondamentale per il monitoraggio delle strade e il controllo della circolazione, garantendo una verifica più facile del rispetto del Codice della Strada.
A tal proposito, arriva da Como un nuovo progetto destinato a diventare una soluzione molto interessante per sostenere l’attività delle varie divisioni della Polizia Municipale. Gli agenti possono ora contare su un sistema per controllare la presenza di auto in sosta vietata.
Grazie all’intelligenza artificiale, infatti, è possibile effettuare numerose verifiche in tempo reale, garantendo agli agenti la possibilità di controllare in tempi rapidi i veicoli e individuare, facilmente, chi si trova in condizioni di irregolarità .
Andiamo a scoprire come funziona questo nuovo sistema.
La Municipale di Como può contare su un nuovo sistema per la verifica della regolarità del parcheggio. Si chiama Falco ed è costituito da una telecamera a infrarossi che consente di scansionare rapidamente le targhe delle vetture posteggiate, andando alla ricerca di possibili irregolarità nella sosta.
Sfruttando l’intelligenza artificiale, Falco può effettuare diverse altre verifiche in tempi rapidissimi. Il sistema è progettato per controllare se una vettura ferma sulle strisce per residenti può effettivamente sostare su tali stalli, effettuando verifiche incrociate.
Falco non si occupa di multare le auto irregolari. I dati raccolti e verificati dal sistema, infatti, vengono poi trasmessi all’ausiliare del traffico che potrà effettuare le verifiche del caso per procedere poi con l’eventuale sanzione.
Il sistema, quindi, si occupa di fare una prima scrematura, scansionando tanti veicoli in poco tempo e segnalando le potenziali irregolarità agli addetti “umani” che andranno poi a effettuare un secondo controllo mirato all’emissione della multa.
In questo modo si riduce drasticamente il rischio di errori e imprecisioni. Il sistema AI e il controllo umano permettono di assicurare che le rilevazioni siano sempre precise e puntuali e che solo chi ha effettivamente commesso un’irregolarità venga multato. Ricordiamo che a Roma è attivo il sistema Cerbero, una soluzione analoga per scovare i furbetti.
Stando alle informazioni fornite dal costruttore Brav, il sistema Falco è in grado di effettuare fino a 2 mila controlli di targhe ogni ora, andando a scansionare un numero elevatissimo di vetture nel corso di un intero turno di lavoro. Per poter funzionare, il sistema viene installato su una flotta di microcar elettriche Birba del Gruppo DR. Queste vetture hanno una batteria integrata da 13,9 kWh e possono percorrere fino a 182 chilometri con una sola carica.
In questo modo, la flotta di microcar potrà “pattugliare” un’area molto vasta, andando ad analizzare numerose targhe e ad accertare tutte le violazioni. Dopo la prima fase sperimentale, il sistema Falco potrà essere installato anche su vetture normali, scooter e biciclette. Potenzialmente, tale sistema è replicabile in vari contesti di utilizzo e potrà essere proposto da diverse amministrazioni locali, in modo da migliorare e rendere più efficienti i controlli.
Inizialmente, gli ausiliari di Como utilizzeranno Falco per analizzare varie zone della città per poi concentrarsi maggiormente su quelle aree dove le violazioni risultano essere più frequenti. La fase sperimentale partirà entro fine aprile.
Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 05:30:07 +0000All’Autodromo Enzo e Dino Ferrari si fa la storia. La 6 Ore di Imola 2026 parla giapponese e incorona la Toyota Gazoo Racing, che centra un traguardo simbolico e pesantissimo: 50esima vittoria nel Mondiale Endurance. Un traguardo raggiunto alla 100esima partecipazione con la hypercar ibrida GR010, al termine di una gara intensa, strategica e combattuta fino all’ultimo stint. Una risposta da campioni veri alla Ferrari, padrona di casa e campione del mondo in carica, costretta ad arrendersi dopo aver accarezzato a lungo il sogno davanti a oltre 92 mila spettatori.
A firmare il successo è il trio composto da Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa, protagonisti di una prova solida e senza sbavature, chiusa dopo 213 giri con oltre 13 secondi di vantaggio sulla Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. Terzo posto per l’altra Toyota, la numero 7 di Nyck de Vries, Mike Conway e Kamui Kobayashi. Per Toyota un doppio podio che certifica la forza ritrovata del colosso nipponico.
Per buona parte della gara, il copione sembrava scritto diversamente. Nelle prime due ore è stata la Ferrari a dettare il ritmo, trascinata da un impeccabile James Calado sulla 499P numero 51, forte della pole position conquistata in Hyperpole da Giovinazzi.
Alle sue spalle l’altra Rossa, la numero 50 di Miguel Molina, mentre la Toyota numero 8 di Hartley inseguiva senza perdere contatto. La prima svolta alla sosta programmata, Hartley riesce a riportarsi in seconda posizione, iniziando una lenta ma inesorabile pressione sulle Ferrari.
Dietro, la Cadillac del team Jota e la AF Corse numero 83 completano una top five estremamente compatta, Alle loro spalle si accende il duello tra Mike Conway e Phil Hanson mentre la Genesis al debutto, si è trovata subito ad affrontare un problema tecnico.
Il cuore della corsa, tra la terza e la quarta ora, è un concentrato di tensione. La Toyota passa all’attacco e con Ryo Hirakawa prende il comando, tenendo dietro Alessandro Pier Guidi in un duello ruota a ruota fatto di ritmo e nervi. Il giapponese non sbaglia nulla, gestisce il traffico e mantiene il controllo, mentre Ferrari resta incollata senza trovare lo spiraglio decisivo.
Nel frattempo, alle loro spalle, si accende la battaglia per il podio. Antonio Felix da Costa con l’Alpine prova a inserirsi, ma deve fare i conti con l’altra Toyota di Nyck de Vries. Una sfida spettacolare, fatta di sorpassi e controsorpassi, che tiene viva la lotta per il terzo posto. A complicare ulteriormente il quadro arriva l’episodio che rimescola le carte, il testacoda di Nick Cassidy alla Tamburello, con la Peugeot 9X8 finita nella ghiaia. L’ingresso della Safety Car compatta il gruppo e riapre i giochi, riportando Ferrari a contatto diretto con la Toyota di testa.
Negli ultimi due stint il cielo sopra Imola non aveva più il sole. Nuvole scure e qualche goccia di pioggia hanno aggiunto ulteriore incertezza a una gara già tesissima. Ma è proprio qui che emerge la lucidità della Toyota con una strategia perfetta, cambi pilota impeccabili e gestione gomme senza errori.
Ferrari provava a restare agganciata, ma il ritmo della GR010 era superiore. Il distacco costruito si è mantenuto fino al traguardo, dove Sebastien Buemi poteva finalmente esultare. Vittoria numero cinquanta per Toyota, un traguardo storico che rilancia le ambizioni per il titolo 2026. Per Ferrari resta un secondo posto che lascia sensazioni contrastanti, la velocità c’è, la competitività pure. È mancato quel dettaglio per tornare sul gradino più alto del podio davanti al proprio pubblico.
Kamul Kobayashi, Team Principal e pilota Toyota, ha commentato così il risultato: “Siamo riusciti a portare entrambe le vetture sul podio e a iniziare la stagione con una vittoria, quindi sono davvero contento. La cosa più importante è che la nostra vettura sembra essere competitiva, il che ci dà fiducia per il resto della stagione”.
Sebastien Buemi, il vincitore, sulla stessa lunghezza d’onda del compagno di team: “È una storia fantastica, sul circuito di casa della Ferrari e al debutto della TR010 HYBRID. Gran parte del merito va al team di Higashi-Fuji e Colonia per il loro incredibile lavoro. La loro reazione a un anno difficile come il 2025 è stata impressionante“.
Se in Hypercar è festa Toyota, nella categoria LMGT3 è la BMW a prendersi la scena. Il Team WRT conquista la vittoria con la vettura numero 69 guidata da McIntosh, Harper e Thompson, approfittando del clamoroso ritiro della McLaren numero 10 del Garage 59, partita dalla pole. Un colpo di scena a pochi giri dalla fine che spalanca la porta al successo della squadra belga, al secondo trionfo in Italia negli ultimi tre anni. Alle loro spalle la Corvette del team TF Sport e la Porsche del team Manthey completano un podio ricco di emozioni, impreziosito da una rimonta spettacolare dopo un testacoda iniziale.
Ma la 6 Ore di Imola non è stata solo gara. È stata anche emozione e identità . Tutto questo ha avuto il volto di Andrea Kimi Antonelli. Il giovane talento bolognese, leader del Mondiale di F1, è stato il protagonista assoluto del pre-gara, accolto da un boato continuo delle tribune. Cori, applausi, e tanto entusiasmo, Imola lo ha abbracciato come un idolo.
Il bolognese ha risposto con semplicità e sorriso, fino al momento più iconico della giornata: il ruolo di starter d’eccezione. Alle 13 in punto, con il tricolore in mano, Antonelli ha dato il via alla gara, sancendo simbolicamente il passaggio di consegne tra presente e futuro del motorsport italiano.
La 6 Ore di Imola 2026 lascia molto più di una prima classifica. Lascia la sensazione di un campionato apertissimo, con Toyota e Ferrari pronte a darsi battaglia fino alla fine. Lascia la conferma di un pubblico italiano caldo, competente e sempre innamorato delle corse. Lascia un’immagine indelebile, quella di Antonelli davanti al suo pubblico, mentre sventola la bandiera tricolore. Perché se Toyota ha scritto la storia, l’Italia ha trovato il suo nuovo simbolo. Da Imola, ancora una volta, il motorsport riparte guardando lontano.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 20:05:16 +0000Più che un’operazione di marketing, un incontro tra due filosofie con molto in comune. Che sia dietro la macchina da presa come regista o sul palcoscenico in vesti di attore o conduttore di Zelig On, Paolo Ruffini trova sempre un modo per farsi riconoscere e in auto non è da meno. Il comico livornese ha prestato il suo volto a due modelli di segmenti diversi, ma capaci di essere trasversali ed empatici.
Ci può essere un modello più “pop” della Peugeot 208? La citycar francese incarna, nelle linee e nello stile, il carattere solare e accessibile di Paolo. Un punto di non ritorno è stato l’introduzione del famosissimo i-Cockpit, composto da un volante piccolo e una strumentazione rialzata, affinché il guidatore sia padrone della situazione su strada. E qui scatta automatico il parallelismo con lo stile di Ruffini presentatore: immediato, senza filtri, in grado di mettere chiunque a proprio agio. Come la 208, sponsorizzata in alcuni simpatici contenuti social, l’artista sfodera una comicità diretta e “leggera” (nel senso più nobile del termine) per affacciarsi al pubblico, e rendere così le interazioni spontanei.
Se la 208 esprime il lato quotidiano, la Peugeot 508 RXH mette in evidenza l’anima coraggiosa e, perché no, anticonformista. Nonostante sia “figlia” dello stesso produttore, quest’ultima si discosta nettamente dalla sorella in termini di personalità , imboccando un sentiero lontano dai trend in voga oggi, basata su un sistema ibrido diesel con trazione integrale virtuale e assetto rialzato. La propensione a mescolare generi differenti fa venire in mente l’impegno di Ruffini nel sociale, artefice di progetti come Up&Down, in cui la diversità non viene stigmatizzata ma valorizzata.
Al momento del suo arrivo nelle concessionarie la 508 RXH non rincorreva l’applauso facile, anzi. I capi progetto volevano suscitare lo stupore della platea, a maggior ragione quella convinta di averle viste ormai tutte e di essere indifferente alle nuove uscite. Il centro nevralgico sfuggiva all’occhio, in compenso lo sentivi appieno una volta salito a bordo e messo in marcia: l’efficienza elettrica unita alla forza del gasolio sembrava tradurre a livello meccanico le varie sfumature di Paolo.
Entrambi avevano qualcosa di prezioso da insegnare: l’innovazione nasce spesso dall’unione di mondi lontani in apparenza, ingredienti di una ricetta finale dotata di carattere e, soprattutto, cuore. Sponsorizzate nel 2012, le proposte targate Peugeot portavano a galla la praticità democratica di Ruffini, necessaria a conquistarsi le simpatie di massa, e l’ambizione tecnica, anticamera del progresso.
La versatilità delle auto supportate da Paolo Ruffini è di casa a Zelig On, uno show che ne porta a caratteri maiuscoli la firma, affiancato da Lodovica Comello e dal duo Ale & Franz. Sul palco agisce da esperto “direttore d’orchestra” della comicità , mentre 19 artisti salgono sul palco portando linguaggi disparati. La presenza di un fuoriclasse come Paolo Cevoli, con il suo intramontabile assessore Palmiro Cangini, funge da ponte tra la grande tradizione e la nuova scuola comica selezionata da Giancarlo Bozzo. Allo stesso modo dei veicoli accompagnati da Ruffini al debutto, anche Zelig On scommette sull’empatia e sull’innovazione per continuare a emozionare il pubblico.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 19:57:28 +0000Renault sta lavorando con attenzione allo sviluppo di una gamma di modelli di nuova generazione in grado di soddisfare appieno le esigenze del mercato delle quattro ruote ma, nello stesso tempo, capace di conquistare gli appassionati con uno stile unico e ricercato, senza perdere l’accessibilità tipica dei modelli della Casa francese.
Da questa esigenza nascono alcuni progetti creativi pensati per rivisitare la gamma del brand con l’obiettivo di esaltare il design e lo stile, trasformando l’auto in una vera e propria opera d’arte. L’ultimo esempio di questo progetto arriva dall’opera realizzata da Joshua Vides che ha ricevuto carta bianca da Renault per poter rivisitare la Twingo E-Tech Electric, modello simbolo del nuovo corso della Casa.
Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito all’opera dell’artista americano che esalta lo stile della piccola elettrica francese.
Joshua Vides ha realizzato una performance presso il Défilé Renault, al numero 53 degli Champs-Élysées dall’8 al 13 aprile. Per cinque giorni, l’artista ha lavorato sul modello, trasformando un oggetto industriale in un’opera immersiva, con l’obiettivo di creare un vero e proprio parallelismo tra arte contemporanea, cultura pop e, naturalmente, design automobilistico.
Vides è noto per le sue opere caratterizzate da un’estetica che gioca sul contrasto tra bianco e nero e, su queste linee, ha trasformato la Twingo E-Tech Electric, il modello con cui Renault vuole rendere sempre più accessibile la mobilità elettrica, puntando su un comparto tecnico completo e su un design iconico.
Il lavoro svolto dall’artista americano resterà visibile al pubblico anche nel prossimo futuro: la versione di Twingo rivisitata da Joshua Vides, infatti, è ora esposta al Défilé Renault fino al 9 giugno, nell’ambito della rassegna Pop Art Car. L’opera sarà poi integrata nella collezione di art cars del Fondo Renault, che da tempo porta avanti un lavoro mirato alla creazione e all’approfondimento di un vero e proprio dialogo tra il modo dell’auto e quello dell’arte contemporanea. In futuro, ulteriori modelli della Casa saranno protagonisti di iniziative simili.
Il video pubblicato da Vides su Instagram ci mostra la realizzazione dell’opera e il risultato finale, visibile da tutte le angolazioni.
La Renault Twingo E-Tech Electric è un modello destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista del mercato, anche grazie alle sue ottime prestazioni. Si tratta di una piccola elettrica, pensata per garantire agli automobilisti la possibilità di puntare sulla mobilità sostenibile con una spesa contenuta, una buona autonomia e una dotazione completa. Con la versione Evolution, la city car francese parte da meno di 20.000 euro e rappresenta oggi un modello di grande interesse per il mercato italiano.
Arnaud Belloni, Group Global Chief Marketing Officer Renault, ha commentato:
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 14:15:13 +0000“Abbiamo offerto un’esperienza rara: è stato uno spettacolo straordinario vedere Joshua Vides trasformare in diretta, sotto gli occhi del pubblico, Twingo E-Tech Electric in opera immersiva. Un vero e proprio salto dal mondo reale a quello dei bozzetti, in cui Twingo diventa terreno di espressione artistica al 100%. Questa ‘art car’ è ora esposta al Défilé Renault sugli Champs-Elysées per consentire a tutti di scoprirla.”
Lepas, il nuovo marchio del Gruppo Chery, sarà tra i protagonisti della Milano Design Week 2026 dove sarà presente con una public exhibition, in programma tra il 21 e il 26 aprile. Il giorno prima, domani 20 aprile, il brand mostrerà in anteprima un modello destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista sul mercato.
Si tratta di Lepas L6, modello che debutta in Europa a distanza di alcuni mesi dal debutto italiano del brand, avvenuto in occasione del Salone dell’Automobile di Torino con la presenza dell’ammiraglia L8. Il nuovo progetto avrà un’importanza strategica enorme per il futuro del brand che punta a ritagliarsi uno spazio di rilievo sul mercato italiano ed europeo.
Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.
Lepas punta in alto: il brand vuole ritagliarsi uno spazio da protagonista nel segmento premium del mercato europeo, puntando su un livello tecnologico molto alto ma anche su un design ricercato e, soprattutto, su quella che l’azienda chiama “nuova energia” e, quindi, su soluzioni elettrificate in grado di rispondere alle richieste degli automobilisti.
Si tratta di un progetto ambizioso che arriva in un momento particolare del mercato italiano, con vendite in forte crescita per elettriche e ibride e con un caro carburante che rende sempre più costoso utilizzare veicoli a benzina e diesel.
Gli obiettivi Lepas sono molto ambiziosi. L’azienda, infatti, ha chiarito di voler “abbattere le barriere tra tecnologia ed estetica” e di “trasformare la mobilità a nuova energia da un freddo insieme di tecnologie in un’esperienza raffinata e centrata sull’uomo“. Di conseguenza, il brand punterà su design, elettrificazione e su contenuti avanzati per conquistare i clienti italiani ed europei.
Chery Group, quindi, ha in programma il lancio di Lepas con un evento globale dedicato al design e che porterà al debutto europeo il nuovo modello L6. Si tratta di un SUV compatto che punta a interpretare in chiave contemporanea il concetto di mobilità efficiente.
Alla base del progetto c’è la tecnologia ibrida plug-in, sviluppata in modo tale da poter garantire prestazioni “brillanti” ma anche una mobilità efficiente oltre a un livello di comfort e sicurezza al top del mercato, per una combinazione destinata a rendere L6 un modello da seguire con attenzione.
Per il momento, le informazioni disponibili sono limitate, ma è chiaro che basterà attendere solo poche ore per scoprire tutti i dettagli su un modello e su un brand che vogliono diventare protagonisti del mercato italiano ed europeo.
Nei prossimi mesi, quindi, continueremo a seguire Lepas, modello dopo modello e annuncio dopo annuncio, per verificare di volta in volta le caratteristiche dei progetti sviluppati per l’Europa dal gruppo Chery e capire quali sono le reali potenzialità di crescita.
Molto dipenderà dall’equilibrio tra prezzo e contenuti. Trovare il giusto mix è fondamentale per poter conquistare la clientela europea e, soprattutto, per convincere i clienti italiani ad acquistare un nuovo modello di un brand al debutto sul mercato. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti in merito.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 13:45:21 +0000Compie il passo decisivo verso la realtà industriale lo State Truck. Sostenuto indirettamente dalla visione imprenditoriale di Jeff Bezos, il pick-up elettrico, che fa dell’accessibilità e del pragmatismo la sua bandiera, punta a scardinare il mercato sotto l’occhio vigile degli investitori. Con la chiusura di un round di finanziamento Serie C da 650 milioni di dollari, Slate Auto porta il totale finora raccolto a quota 1,4 miliardi bruciando le tappe, visto che la start-up è nata solo nel 2022 (inizialmente sotto il nome di Re:Car).
Non nasconde l’entusiasmo il CEO dell’azienda, Peter Faricy. In una nota ufficiale, l’alto dirigente sottolinea come la tabella di marcia proceda a passo regolare:
“Il nostro round di finanziamento Serie C consentirà a Slate di raggiungere le fasi successive della produzione quest’anno: nei tempi e nel budget previsti. Non vediamo l’ora che i nostri futuri clienti possano preordinare i loro Slate Truck a partire da giugno”
Il lusso e le prestazioni da supercar rincorse da altre compagnie non trovano terreno fertile in Slate Auto, convinta a imboccare la strada diametralmente opposta, definita “della tela bianca”. In altre parole la giovane e arrembante Casa intende produrre in un’unica configurazione di base il veicolo a zero emissioni, limitata all’essenziale, che spetterà poi ai futuri proprietari decidere se completare con accessori post-vendita.
Seppur nasca nelle vesti di pick-up, lo Slate Truck può essere riconfigurato e diventare così un SUV a cinque posti a seconda delle necessità del singolo cliente. Un approccio modulare e minimalista, dove le spese di produzione e la complessità industriale diminuiscono, permettendo all’azienda di tenere sotto controllo i prezzi di listino, alla portata della classe media.
Chris Barman, presidente della divisione Vehicles, ha messo l’accento proprio sulla sfida industriale vinta dalla startup:
“Per quasi quattro anni, Slate è rimasta focalizzata al massimo sui passi necessari per sviluppare il nostro veicolo e reindustrializzare la nostra fabbrica di Varsavia; consegneremo gli Slate Truck a quasi la metà del costo di un veicolo nuovo medio, come promesso
Sbilanciarsi sui prezzi resta al momento prematuro: soltanto nel mese di giugno verranno resi noti, ma fin da ora l’interesse del pubblico appare palpabile. Ad oggi, Slate ha totalizzato oltre 160.000 prenotazioni, garantite da depositi rimborsabili di soli 50 dollari, il che suggerisce una domanda enorme per veicoli elettrici dalle soglie d’accesso non proibitive, adatti al lavoro e alla vita quotidiana.
Il focus si sposta ora sulla linea di montaggio, collocata a Warsaw (Ohio). Sulle “fasi successive” previste per il 2024 l’azienda ha preferito non entrare nei dettagli, tuttavia i portavoce confermano che le prime consegne avverranno entro la fine del 2026. Si avvia così verso le fasi cruciali l’allestimento delle catene di montaggio, dove nascerà una delle scommesse più interessanti nei confini americani. La versatilità fisica e il risparmio reale del progetto potrebbe dare slancio a una nuova era sul versante elettrico: se il costo si aggirerà intorno alla metà della media attuale, come promesso, Tesla e soci avrebbero una nuova rivale da temere.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 10:30:48 +0000Charles Leclerc su una Fiat 500 d’epoca. Lontano dai cordoli della Formula 1 e dalle sue supercar, il pilota monegasco abbraccia lo stile italiano, rinnovando un legame ormai indissolubile. Lungo le strade del Principato, il “predestinato” è stato avvistato al volante di un’icona del nostro passato, personalizzata con un tocco di modernità da cui traspare passione.
Sulle strade del Principato di Monaco i bolidi da mille cavalli (o capolavori vintage quali la rarissima Ferrari 250 Testa Rossa sfoggiata da Leclerc al suo matrimonio) non fanno quasi notizia. Eppure, tra le vie strette e trafficate di Montecarlo la mitica utilitaria torinese fa la sua bella figura, rivista in modo da sottolineare l’anima del proprietario. La livrea, in tinta nera profonda attraversata da strisce bianche e rosse (i colori della bandiera monegasca), cattura subito l’attenzione, anche se il dettaglio più appariscente è un altro: sulla fiancata campeggia il numero 16, portato dallo stesso Leclerc in gara sui circuiti di tutto il mondo sulle monoposto Ferrari, qui applicato su una vettura in cui regnano sovrani la lentezza e il piacere di guida.
La definizione di utilitaria qui sta stretto. Elevato a gioiello da collezione, spoglio della tecnologia moderna, il veicolo esalta la connessione tra conducente e macchina come raramente capita nelle nuove auto. Il vero lusso non sta nel prezzo di listino, ma nel carattere di mezzo capace di difendere il suo DNA contro l’avanzata delle supercar digitali.
Se ci fermassimo alla superficie, la passione di Leclerc per un bicilindrico raffreddato ad aria potremmo considerarlo un paradosso. Ma anche per uno abituato a dominare l’alta velocità e a gestire accelerazioni laterali spietate la Cinquina ha un fascino tutto suo, reso possibile dall’ingegno di un uomo, Dante Giacosa, chiamato a condensare in pochi metri di lamiera il sogno di mobilità di un’intera nazione. In occasione del primo storico debutto, nel luglio del 1957, l’allora Nuova 500 impiegò poco tempo a ergersi a simbolo del miracolo economico italiano, semplice e tanto affidabile da sembrare quasi indistruttibile. Con circa 13 stipendi un operaio dell’epoca se la portava a casa, coronando il desiderio di libertà di una famiglia intera.
La scelta di Leclerc di portare il numero 16 su una carrozzeria d’altri tempi nobilita la semplicità meccanica di Giacosa e rimette il pilota in totale connessione con un’opera d’arte che trabocca di carattere, più di qualsiasi hypercar moderna. La scelta di Charles non è solo un vezzo estetico, ma un tributo a un’icona che oggi rivive nei modelli di ultima generazione, ma che trova nel cuore dei puristi la sua forma più sincera proprio nelle serie prodotte fino al 1975. In giro per il Principato, la 500 si rivela paradossalmente più agile e sensata di tante imponenti GT moderne, confermando che il genio di Giacosa non invecchia mai. In questo binomio il passato alimenta il presente attraverso una passione slegata dai tachimetri e traspira quanto Leclerc sia ormai, senza timor di smentita, un “italiano d’adozione” mentre distingue i due volti dell’automobile: la Ferrari in pista, la Fiat 500 in viaggio.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 09:35:01 +0000Non avevano saputo fare di peggio nemmeno gli anni Settanta. Stando a quanto segnala il rapporto mensile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), la domanda globale di petrolio si appresta a subire il calo più drastico dai tempi della pandemia di Covid-19. Sul settore pesava allora il lockdown, mentre oggi fa sentire tutti i suoi effetti la cosiddetta “distruzione della domandaâ€: la scarsità di greggio fa schizzare i prezzi verso l’alto e i consumi crollano giocoforza.
L’epicentro del problema risiede nel blocco dello Stretto di Hormuz. Conseguentemente alla guerra in Iran, il principale polmone energetico del pianeta (da qui transita il 20% del greggio mondiale) ha finito per essere un collo di bottiglia invalicabile e determinare la situazione attuale, definita senza mezza termini dall’IEA “la più grave interruzione della storiaâ€. Le cifre condivise dall’agenzia fotografano un ribaltamento rispetto alle stime di soli pochi mesi fa, quando gli analisti prevedevano una crescita della domanda di 640.000 barili al giorno (bpd), mentre oggi stimano una contrazione di 80.000 bpd. Eppure, il peggio dovrebbe ancora venire: nel 2026 la produzione mondiale sembra destinata a un calo di ben 1,5 milioni di bpd, contro l’aumento precedentemente ipotizzato.
Ogni volta che l’automobilista si ferma alla stazione di servizio nota subito il divario tra i titoli dei giornali e il costo alla pompa. Mentre i futures sul Brent (il benchmark finanziario) oscillano ancora intorno ai 100-120 dollari al barile, la realtà dei mercati fisici è molto più brutale. Come rivela l’IEA, i prezzi spot – ovvero il costo reale dei barili scambiati fisicamente — hanno toccato punte di 150 dollari. In un bacino di approvvigionamento sempre più stringente, i Paesi importatori concorrono tra loro in una frenetica caccia all’oro nero per accaparrarsi le forniture residue, pagando premi altissimi al fine di garantire la continuità dei servizi essenziali.
Attualmente, il maggior taglio dei consumi ha riguardato il Medio Oriente e l’area Asia-Pacifico, mentre i settori più colpiti sono quelli della nafta, del GPL e, inevitabilmente, del carburante per aerei (tanto da aver già provocato la momentanea restrizione di quattro aeroporti in Italia). Tuttavia, l’IEA avverte che la distruzione della domanda è destinata a diffondersi in modo capillare. Gli effetti sull’utente finale non tarderanno a farsi sentire con un rincaro dei carburanti per l’auto privata, seguito da un aumento a cascata su tutti i beni di consumo trasportati su gomma o via mare. Di fronte alla prospettiva di una scarsità generalizzata, industrie e cittadini hanno già iniziato a correggere drasticamente le proprie abitudini, riducendo gli spostamenti non essenziali e rimodulando i carichi logistici.
Il rapporto ipotizza una parziale normalizzazione delle forniture entro metà anno, ma lo scenario non convince fino in fondo la stessa Agenzia, che definisce la proiezione “forse troppo ottimisticaâ€. E così, mentre l’incognita della guerra in Iran pesa sulla stabilità di Hormuz, il settore dei trasporti affronta un periodo molto delicato. Fino a questo punto considerati obiettivi di lungo termine, l’accelerazione verso nuove forme di energia e l’ottimizzazione dei consumi appaiono oggi imperativi strategici per proteggere l’economia da uno scacco energetico permanente.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 08:17:33 +0000Il giorno 19 aprile 2026 è previsto uno sciopero in Italia. In questo articolo riportiamo tutte le informazioni essenziali sugli scioperi programmati: in particolare, per questa data, è stato indetto 1 sciopero che interesserà il settore del Trasporto Pubblico Locale nella regione Toscana. Di seguito tutti i dettagli su luogo, orari, categorie e sindacati coinvolti nello sciopero del 19 aprile 2026.
A Firenze (regione Toscana) è stato indetto uno sciopero nel settore del Trasporto pubblico locale. Lo sciopero coinvolge il personale della società Gest di Firenze e avrà una durata di 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 del 19 aprile 2026. Lo sciopero è di rilevanza territoriale e promosso dal sindacato Osp Cobas Lavoro Privato. La categoria coinvolta è il personale della Società Gest di Firenze.
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000A Milano il futuro della mobilità passa sempre meno dall’automobile. Con il nuovo piano Möves, l’amministrazione guidata da Beppe Sala compie un ulteriore passo verso una città pensata prima di tutto per pedoni e ciclisti. Non è di certo una rivoluzione improvvisa, ma l’ennesimo tassello di una strategia che negli ultimi anni ha già cambiato il volto del capoluogo lombardo, seguendo l’esempio virtuoso delle metropoli nord europee.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre lo spazio dedicato alle auto private per restituirlo alle persone, migliorando qualità della vita, sicurezza e sostenibilità . Una visione ambiziosa, che però divide già opinione pubblica e automobilisti.
Il cuore del progetto è rappresentato dalla mobilità ciclabile. Il piano Möves prevede una rete complessiva di 565 chilometri di piste ciclabili, un numero che racconta bene la portata dell’intervento. Di questi, 210 km costituiranno la rete principale, articolata in 29 itinerari pensati per collegare i punti nevralgici della città , mentre altri 355 km formeranno una rete secondaria, più capillare, in grado di raggiungere anche i quartieri periferici.
Non si parte da zero: circa il 46% della rete principale è già stato realizzato, mentre diversi cantieri sono attualmente in corso. Tra questi spiccano i lavori sulla circonvallazione filoviaria a nord-ovest e gli interventi nell’area di Chiesa Rossa.
Guardando al futuro prossimo, uno dei progetti più attesi è il completamento della cosiddetta Beats, che collegherà Porta Romana ai Navigli, creando un asse ciclabile strategico per attraversare la città . L’idea di fondo è sempre la stessa: rendere la bici una vera alternativa all’auto, non solo per il tempo libero, ma anche per gli spostamenti quotidiani.
Se la bicicletta rappresenta il pilastro del piano, i pedoni non sono certo messi da parte. Möves individua 194 spazi pubblici da ripensare in chiave pedonale, con un’attenzione particolare alle aree più sensibili. Tra queste, spiccano 109 ambiti scolastici, segnalati direttamente dai cittadini, dove la sicurezza dei bambini diventa una priorità assoluta. L’obiettivo è creare zone più protette, riducendo traffico e velocità nelle immediate vicinanze delle scuole.
A questo si aggiunge una rete di 404 chilometri di percorsi pedonali principali, pensata per incentivare gli spostamenti a piedi e rendere la città più accessibile. Non si tratta solo di mobilità , ma di un cambio culturale: camminare torna a essere una scelta quotidiana, non una necessità residuale.
Ed è proprio qui che il piano Möves mostra il suo lato più discusso. Perché se da un lato si ampliano gli spazi per bici e pedoni, dall’altro si restringe inevitabilmente quello dedicato alle auto. Tra le misure previste c’è il proseguimento dell’installazione dei cosiddetti cuscinetti berlinesi, dossi progettati per rallentare la velocità dei veicoli senza bloccare completamente il traffico.
Parallelamente, è previsto l’ampliamento delle aree dotate di paletti dissuasori, pensati per proteggere i marciapiedi e impedire la sosta selvaggia. Un intervento che punta a restituire ordine allo spazio urbano, ma che spesso viene percepito come un’ulteriore limitazione per chi si muove in auto. Infine, grande attenzione è riservata alle zone a velocità moderata, elemento chiave per migliorare la sicurezza stradale, soprattutto nelle aree più frequentate da pedoni e ciclisti.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 05:30:50 +0000