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Il 13 luglio 2026 si registrano diverse situazioni di traffico intenso e problemi sulla rete autostradale italiana, con eventi significativi come un incendio tra Pontecorvo e Cassino sulla A1 e una coda di 56,7 km per traffico intenso sulla A14 Bologna-Taranto. Questi sono solo alcuni esempi delle condizioni critiche che stiamo monitorando in tempo reale per gli automobilisti.
14:04 – Firenze Impruneta e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 267.0 al chilometro 292.0 per una lunghezza di 25.0 km.
14:03 – Pontecorvo e Cassino
Presenza di fumo per incendio
Direzione in entrambe le direzioni
14:02 – Bivio A1-Variante e Badia
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
La lunghezza della tratta interessata è di 17.0 km.
14:01 – Bivio A1/Fine Complanare Piacenza e Bivio A1/Diramazione Fiorenzuola
Coda per materiali dispersi
Direzione Napoli
La tratta coinvolta è lunga 2.0 km.
13:53 – Pontecorvo e Cassino
Incendio segnalato sulla tratta
Direzione Napoli
13:52 – Casalpusterlengo e Lodi
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Napoli
La lunghezza della coda è di 2.0 km.
13:44 – Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi
Coda di 2 km per veicolo in avaria
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 207.4 al chilometro 205.0, per una lunghezza di 2.4 km.
13:29 – Badia e Bivio A1-Variante
Traffico rallentato per materiali dispersi
Direzione Bologna
La trattta copre una lunghezza di 4.8 km dal chilometro 12.2 al 17.0.
12:19 – Bivio A1/A22 Brennero-Modena (provenendo da Bologna verso Brennero)
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
13:55 – Altedo e Bologna Arcoveggio
Coda di 1 km per incidente
Direzione Bologna
14:05 – Bivio A14/Diramazione Ravenna e Bivio A14/A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
La tratta interessata ha una lunghezza di 56.7 km.
13:55 – Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio e Imola
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La lunghezza interessata è di 40.1 km.
13:40 – Uscita Bologna Casalecchio
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
13:06 – Ravenna e Bivio Diramazione Ravenna/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Bologna-Taranto
La coda è lunga 1.0 km.
12:59 – Uscita Serravalle Scrivia
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
13:50 – Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista di 2 ore e 15 minuti.
Direzione Courmayeur
13:50 – Piazzale Italiano verso Chamonix
Coda con attesa prevista di 15 minuti.
Direzione Chamonix
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 12:08:00 +0000L’11 luglio Fiat ha compiuto 127 anni e per festeggiare, anziché affidarsi alla solita torta con le candeline, il marchio ha scelto di svelare nuove immagini e dettagli di un progetto che accompagna la casa torinese verso il prossimo capitolo della sua storia: la Grizzly e la Grizzly Fastback. Due SUV attesi, due siluette distinte, un’unica volontà dichiarata da Olivier François, ceo di Fiat, di rispondere ai bisogni concreti di chi l’auto la usa davvero ogni giorno, senza fronzoli inutili. I due modelli saranno tra i protagonisti del prossimo Salone di Parigi, previsto per ottobre 2026, ma il debutto commerciale non dovrebbe distanziarsi di molto: il lancio è previsto per l’ultimo trimestre dell’anno. Il conto alla rovescia, insomma, è già partito.
La Fiat Grizzly si inserisce in una gamma che negli ultimi anni ha attraversato una profonda trasformazione, con la Panda che ha cambiato pelle con il lancio della Grande Panda, la Topolino che ha conquistato il mercato dei quadricicli elettrici (arrivando anche in America) e il Doblò che continua a essere un punto di riferimento costante per i professionisti. La Grizzly in questo panorama è qualcosa di diverso, il tassello mancante nel segmento dei SUV medi, quello che Fiat non presenziava più da quando recentemente la Tipo è uscita di scena.
Fiat è nuova all’uso di nomi animali per i propri modelli, Grizzly infatti rompe una tradizione: non è un nome italiano e segnala con chiarezza la volontà del marchio di posizionarsi su una scena globale, non solo europea. Una scelta coerente con la strategia di Stellantis di costruire famiglie di prodotti pensate per più mercati contemporaneamente, anche considerando la crisi che sta abbracciando tutti i costruttori europei e che porta a rivedere le strategie globali nel segno dell’efficienza.
La strategia dichiarata da François è quella di offrire due silhouette distinte per due tipologie di clienti. Entrambe condividono lo stesso impianto razionale, lo stesso approccio pratico e buona parte delle soluzioni tecniche sotto la carrozzeria, ma poi si separano nel modo in cui si presentano. La Fiat Grizzly è lunga 4,4 metri. È la versione pensata per chi vuole massimizzare la praticità : spazio interno, abitabilità , bagagliaio capiente, linea più alta e robusta. Un SUV nel senso più tradizionale del termine, con una presenza su strada decisa e linee squadrate che richiamano il carattere dell’animale che le ha dato il nome. Le proporzioni ricordano da vicino la Grande Panda, ma con dimensioni più generose che la collocano in un segmento superiore. Anche il design rimane legato al nuovo percorso stilistico più moderno intrapreso con il B-SUV che, attraverso il fascione che contiene i fari e i passaruota squadrati, sottolinea i muscoli di Grizzly.
La Fiat Grizzly Fastback è qualche centimetro più lunga, con linee che scorrono verso una coda più slanciata, la tipica soluzione SUV coupé che ormai impazza in tutti i segmenti, dal B al D. Oltre l’esercizio di stile però, l’abitacolo mantiene un’abitabilità generosa per entrambe le file di sedili e il bagagliaio raggiunge una capacità dichiarata di 600 litri, un dato di tutto rispetto per questa categoria. Sette le tinte disponibili per la carrozzeria, in linea con la filosofia colorata che Fiat ha adottato con sempre maggiore determinazione negli ultimi anni.
Sul fronte meccanico, la gamma motori conferma la direzione presa dall’intero gruppo Stellantis nel segmento B e C: razionalizzazione estrema, un’unica famiglia di propulsori declinata in più potenze. Il protagonista è il tre cilindri turbo da 1.2 litri, disponibile nelle versioni da 100 CV e da 145 CV mild hybrid. La prima monta il cambio manuale la seconda l’automatico, più precisamente un doppia frizione a sei rapporti, lo stesso che si trova su Peugeot 208, Citroen C3 e sulla Grande Panda.
Il motore è un’evoluzione del vecchio PureTech, ma con oltre l’80% dei componenti rinnovati rispetto alle versioni precedenti, con distribuzione a catena anziché cinghia, calibrazioni aggiornate, affidabilità migliorata almeno secondo i costruttori. Un punto fondamentale che molti appassionati seguono con interesse, visti i trascorsi del 1.2 di prima generazione con cinghia a bagno d’olio. Accanto alle versioni termiche, la gamma prevede anche varianti completamente elettriche, i cui dettagli tecnici non sono ancora stati diffusi in modo definitivo.
L’agenda è abbastanza chiara. Fiat ha confermato che sia la Grizzly che la Grizzly Fastback saranno presentate ufficialmente al Salone dell’Auto di Parigi nell’ottobre 2026, uno degli appuntamenti più importanti del calendario automobilistico europeo. A seguire, il lancio commerciale è previsto per l’ultimo trimestre dello stesso anno, il che significa che i primi esemplari potrebbero arrivare in concessionaria già entro dicembre 2026.
Va precisato che i prezzi non sono ancora stati comunicati, ma sembrerebbe che entrambe le versione usciranno con lo stesso prezzo di listino. Una scelta insolita, che di fatto lascia all’acquirente la libertà di scegliere la carrozzeria preferita senza penalizzazione economica, al contrario della concorrenza dove la silhouette più sportiva costa di più rispetto alla versione tradizionale. Un messaggio di accessibilità che il marchio tiene a mandare con chiarezza.
Per accompagnare la presentazione, Fiat ha diffuso uno spot video che ha già fatto discutere. Come spesso accade con le campagne del marchio negli ultimi anni. Il filmato è ambientato in un classico ufficio anagrafe italiano, con tanto di timbri, code e scartoffie, e vede Olivier François in persona che registra i due nuovi modelli come nuovi nati nella famiglia Fiat. Quello che inizia come un atto burocratico si trasforma rapidamente in un test drive improvvisato attraverso gli uffici, con tanto di commenti entusiasti da parte degli impiegati presenti.
Lo spot gioca su un’ironia tutta italiana, strizzando l’occhio a quella burocrazia caotica che il paese si porta dietro con più o meno orgoglio. È la stessa vena comunicativa che Fiat aveva usato con successo per la Grande Panda e la Topolino, e che sembra essere diventata una firma riconoscibile della fase François. Non sarà per tutti questo tipo di comunicazione: c’è chi la trova fresca e c’è chi la trova forzata. Ma difficilmente passa inosservata, e nell’era dei contenuti che scompaiono nel giro di ore, non passare inosservati vale già qualcosa.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 11:59:17 +0000Valentino Rossi in sella alla sua Yamaha M1, con il numero 46 giallo fluo sulla livrea Monster Energy nera, che risale la collinetta di Goodwood sotto gli occhi di migliaia di tifosi. Questa la scena che si è svolta questo weekend. Il nove volte campione del mondo, ritiratosi dalla MotoGP al termine del 2021, è tornato a indossare i colori Yamaha in occasione del Festival of Speed di Goodwood 2026, trasformandosi ancora una volta in uno dei protagonisti assoluti dell’evento.
Rossi è risalito in sella alla Yamaha YZR-M1 del 2020, la stessa con cui aveva disputato la sua penultima stagione in MotoGP prima di trasferirsi al team satellite Petronas per l’ultimo anno nel 2021, per la prima volta da quando aveva appeso il casco al chiodo. Cinque anni sono passati da quell’ultima gara, eppure la confidenza con la moto sembrava intatta, almeno a giudicare dall’immagine offerta sulla collina di Goodwood.
Sabato, Rossi ha guidato la M1 in testa a un gruppo di atleti Monster Energy nella dimostrazione sulla famosa Hill Climb, con il suono inconfondibile della YZR-M1 che riecheggiava su tutta la tenuta, mentre la livrea Monster Energy con il numero 46 giallo fluo ha riportato i presenti a uno degli anni più iconici della storia del motociclismo.
Rossi ha dichiarato di essere molto felice e orgoglioso di essere tornato a Goodwood dopo più di dieci anni dall’ultima volta, sottolineando come guidare la sua M1 sia sempre fantastico. Yamaha, ha aggiunto, ha rappresentato una parte fondamentale della sua vita, e ritrovarsi insieme con la M1 del 2020 rende l’occasione ancora più speciale. Non le parole di chi recita un copione, ma di qualcuno che sente davvero quello che sta dicendo.
Il weekend di Rossi a Goodwood non è iniziato sabato sulla collina, ma già venerdì, con una delle apparizioni più attese del Festival. Rossi è uscito sul balcone di Goodwood House insieme al campione del mondo di Formula 1 in carica, Lando Norris, ricevendo un’accoglienza calorosa dalla folla radunata sotto di loro. Poco prima, Norris aveva guidato una Nissan S13 Liberty Walk del 1996 lungo la collina, parcheggiandola accanto alla YZR-M1 di Rossi al centro del Festival.
L’accostamento tra i due ha dato al Festival 2026 un sapore particolarmente speciale. Rossi tornava a Goodwood per la prima volta dal 2015, quando si era presentato sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria al TT di Assen di quell’anno. Undici anni dopo, la cornice era diversa, il numero di tifosi probabilmente ancora maggiore, ma la reazione del pubblico alla sua presenza era rimasta identica.
Il legame tra Rossi e Yamaha ha prodotto quattro dei suoi sette titoli nella classe regina della MotoGP. Nonostante il suo team VR46 corra con Ducati, il Dottore resta ambasciatore ufficiale del marchio giapponese, e la sua presenza a Goodwood era anche un’occasione per Yamaha di celebrare uno dei capitoli più brillanti della propria storia in MotoGP.
Vederlo in sella alla M1 nel 2026, dopo anni in cui lo si è abituati a seguire sulle quattro ruote nel GT World Challenge, rimette in prospettiva quanto fosse unico quel periodo. Il sound di quel motore, la livrea nera e gialla, il numero 46 che percorre la collina di Goodwood: è un pezzo di storia del motociclismo che per un fine settimana si è animato davanti a chi aveva la fortuna di essere lì.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 11:10:41 +0000La stagione di Marco Bezzecchi era cominciata con 3 vittorie di fila, due seconde posizioni, un quarto e un primo posto al Mugello. Un ruolino di marcia che lo aveva proiettato in testa alla classifica con un vantaggio di 102 punti su Marc Marquez, rivale numero 1 per la corona iridata. Il fenomeno della Ducati era stato frenato dai problemi alla spalla destra, creati proprio da una entrata “kamikazeâ€del romagnolo a Mandalika nella scorsa stagione.
Il karma ha riequilibrato gli scenari della MotoGP nell’ultimo mese e mezzo con una serie di errori e cadute che hanno portato Bezzecchi a essere risuperato da Marc Marquez in graduatoria. Lo spagnolo, dopo l’ennesima operazione alla spalla destra per rimettere nella giusta posizione una vite nell’omero destro, è tornato a sentirsi a suo agio sulla Desmosedici, mentre il Bez ha perso una grande occasione, dovendo ripartire praticamente da zero contro un avversario estremamente temibile.
Dopo lo spavento di Assen, il pilota romagnolo è scivolato durante la Q2 della tappa tedesca alla curva 7, rotolando nella ghiaia, e si è poi recato ai box sul sellino posteriore di uno scooter, facendo subito visita al centro medico del circuito del Sachsenring. Da una radiografia è emersa una frattura alla clavicola sinistra. Dopo l’infortunio, ha postato su Instagram: “È un momento duro, ma noi siamo più duri. Adesso mi faccio aggiustare e mi rimetto al lavoro. Niente mi farà mollare! A presto”.Â
È una stagione piena di alti e bassi, conditi anche dalla ingiustificabile reazione contro un commissario di gara nella sfida di Brno. Dall’ottavo round del 2026 Marco è incappato in un problema dietro l’altro. In Ungheria è stato atterrato da una azione sconsiderata di Jorge Martin, mentre ad Assen si è tolto dai giochi nelle fasi iniziali del GP con un errore che avrebbe potuto costargli caro. Il pilota non è sembrato più tranquillo sul piano mentale per il brutto episodio di Brno e, a seguito della caduta del Sachsenring, gli accertamenti hanno evidenziato la frattura della clavicola sinistra.
Volato subito in Italia, domenica mattina Bezzecchi è stato operato con successo dal dottor Giuseppe Porcellini presso l’Ospedale Universitario di Sassuolo. La frattura è stata ridotta e stabilizzata. Il pilota ha rassicurato tutti e tornerà più motivato che mai in pista. È ancora presto per definire i tempi di recupero, ma la Casa di Noale spera di recuperare il pilota per il prossimo GP di Silverstone, in programma il 9 agosto dopo la pausa estiva.
Nella scorsa annata il team veneto aveva perso per gran parte della stagione il campione del mondo Jorge Martin. Quest’ultimo, principalmente per le sfortune degli altri, oggi si trova in testa alla classifica con 14 punti di vantaggio su Ai Ogura, rivelazione del campionato 2026, e 18 su Marc Marquez. Marco Bezzecchi, dopo l’ennesimo doppio zero, è scivolato a 22 punti dal leader madrileno.
Non si tratta di un divario enorme, se si considera tra l’altro che Martin non si trova in una forma ideale sulla RS-GP26, tuttavia in top class tutto cambia rapidamente. “Sto godendo come un riccio”, aveva dichiarato comprensibilmente il CEO di Aprilia Racing Massimo Rivola dopo la doppietta sulla pista toscana davanti alle Ducati. Ora le Desmosedici sono tornate a farsi sotto e, con un Marc Marquez -18 dalla vetta, a Noale non si potranno più commettere errori. La pausa estiva darà l’opportunità a Bezzecchi di rimettersi in sesto, stando lontano dalle pressioni mediatiche che lo hanno condizionato in pista nelle ultime settimane.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 10:27:39 +0000Se all’inizio degli anni Duemila erano sufficienti circa cinque mensilità di stipendio medio per acquistare un’auto nuova, oggi ne servono mediamente undici. Lo dice l’edizione 2026 del sondaggio sulla mobilità realizzato da Bain & Company in collaborazione con ANIASA, e il dato è difficile da ignorare: in poco più di vent’anni, comprare un’auto nuova è diventato caro più del doppio in rapporto al reddito degli italiani. E questo lo dicono i numeri.
Il meccanismo che ha portato a questa situazione non è difficile da leggere. Dal 2013 al 2026 il prezzo medio delle automobili è aumentato del 52%, a fronte di una crescita del reddito familiare pari solo al 29% nello stesso periodo. Una forbice che si è aperta in modo progressivo, alimentata da più fattori che si sono sovrapposti nel tempo senza che nessuno intervenisse a correggere la traiettoria.
A incidere sono stati diversi fattori: l’inflazione, la crisi delle catene di fornitura dopo la pandemia, la carenza di semiconduttori, l’aumento delle dotazioni di sicurezza, l’elettrificazione delle gamme e lo spostamento progressivo verso segmenti più alti, con una presenza crescente dei SUV e un ridimensionamento delle vetture compatte ed economiche. In altre parole: i costruttori hanno spostato la gamma verso l’alto per proteggere i margini, e nel farlo hanno progressivamente abbandonato il segmento dove la domanda delle famiglie italiane è più forte.
Il risultato lo vediamo nel comportamento degli automobilisti. Il 59% degli italiani dichiara di non aver preso in considerazione l’acquisto di una vettura nuova oppure di aver deciso di rimandarlo. Ancora più significativo è il fatto che circa una persona su dieci abbia scelto di rinunciare completamente all’acquisto.
Le ragioni sono abbastanza chiare. Il 36% degli intervistati indica l’incertezza sulle prospettive reddituali come principale motivo del rinvio, mentre il 25% preferisce attendere condizioni di mercato più favorevoli, come prezzi più contenuti o formule di acquisto più convenienti.
Vale però la pena sottolineare che questa frenata non è un segnale di disinteresse verso l’auto in quanto tale. L’auto continua a essere il principale strumento di spostamento degli italiani: il 76% del campione dichiara di utilizzarla abitualmente, davanti al trasporto pubblico (52%) e allo scooter (50%). Il bisogno c’è ancora, identico a prima. È la capacità di soddisfarlo che si è ridotta.
Se la situazione per le auto a combustione è complicata, per l’elettrico è ancora peggiore. Il principale ostacolo all’acquisto di un veicolo elettrico o ibrido plug-in resta il costo percepito, indicato dal 51% degli intervistati, seguito dalla disponibilità delle infrastrutture di ricarica (28%).
Non è solo una questione di percezione: le auto elettriche costano mediamente molto di più di quelle termiche equivalenti, e gli incentivi pubblici non sempre sono sufficienti a chiudere il divario in modo convincente per le famiglie che devono fare i conti con un budget reale. La diffusione delle vetture ricaricabili appare inoltre legata al reddito disponibile: le regioni con il PIL pro capite più elevato, in particolare nel Centro-Nord, registrano la maggiore penetrazione di veicoli elettrificati. Un dato che suona come una denuncia: la transizione verde, nella forma attuale, rischia di procedere a due velocità .
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 09:44:01 +0000Trieste, domenica 12 luglio, intorno a mezzogiorno. Il lungomare che costeggia il centro della città affacciandosi sul Golfo, era popolata come sempre nei fine settimana estivi: residenti, turisti, famiglie. Un posto tranquillo, abituato a veder passare barche e traghetti. Non a vedere un’automobile precipitare in mare. Eppure è esattamente quello che è successo: un’auto è finita in acqua a poca distanza dal Molo Audace, con un uomo a bordo. E senza quello che è accaduto nei secondi immediatamente successivi, questa storia avrebbe potuto avere un finale molto diverso.
Il personale dell’Accademia Militare di Modena si trovava a Trieste per una visita istituzionale alla città . Intorno alle ore 12:15, mentre gli Allievi dell’Istituto stavano scendendo dagli autobus in Piazza Unità d’Italia per iniziare la visita della città , un’autovettura con un uomo a bordo è improvvisamente finita nelle acque del molo.
Non c’è stato tempo per ragionare. I militari dell’Accademia, presenti sul posto, si sono tuffati immediatamente, raggiungendo il veicolo e riuscendo a estrarre l’uomo prima che l’auto affondasse completamente. Il salvataggio è avvenuto in pochi minuti, in condizioni difficili e con elevato rischio personale. L’uomo tratto in salvo è stato subito affidato alle cure del personale sanitario del 118. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco, la Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato le verifiche sulla dinamica dell’incidente.
Erano quattro i militari che si sono tuffati. Ufficiali e sottufficiali in visita alla città , che in pochi secondi hanno trasformato una giornata di turismo istituzionale in un intervento di salvataggio in mare aperto. Non un’esercitazione, non una simulazione: un uomo in difficoltà all’interno di un abitacolo che stava affondando, e la scelta immediata di entrare in acqua senza aspettare l’arrivo dei soccorsi specializzati.
Alla guida della vettura si trovava un quarantenne triestino che, secondo una prima ricostruzione al vaglio dei Carabinieri, avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di una manovra errata. Le Rive di Trieste sono un tratto urbano molto frequentato, con accesso diretto al mare in più punti: in certi tratti la strada scorre a pochi metri dall’acqua, e una manovra sbagliata in quelle condizioni può trasformarsi in tragedia nel giro di pochi istanti. I Carabinieri di Trieste stanno ricostruendo la dinamica esatta di quanto avvenuto. Non sono ancora state diffuse informazioni sulle condizioni di salute del conducente, ma la rapidità dell’intervento lascia sperare che le conseguenze fisiche siano limitate.
La risposta istituzionale non si è fatta attendere. Il ministro Guido Crosetto ha scritto in un post social: “Il loro coraggio, la preparazione e il senso del dovere rendono orgogliosa tutta la Difesa. Hanno agito d’istinto, mettendo la propria vita al servizio di un’altra persona. È questo il significato più autentico dell’essere militare: servire il Paese e proteggere la vita umana, sempre, anche quando non lo impone il dovere. Grazie.â€
L’intervento testimonia come il senso del dovere, la preparazione e la prontezza decisionale costituiscano valori fondanti della formazione degli Ufficiali dell’Esercito Italiano, che anche al di fuori delle attività addestrative sanno mettere le proprie capacità al servizio della collettività .
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 08:58:26 +0000Dopo le indiscrezioni dei media tedeschi sulla possibile chiusura di quattro stabilimenti del gruppo entro il 2031, l’amministratore delegato di Volkswagen Oliver Blume è uscito allo scoperto con un’intervista, prendendo le distanze dall’ipotesi delle chiusure e parlando di “soluzioni più intelligenti” per tagliare i costi. Parole che hanno il sapore di un tentativo di abbassare la temperatura dopo giorni di tensione con il sindacato dei metalmeccanici, che sui piani di ristrutturazione del gruppo mantiene un peso specifico non trascurabile, occupando ben dieci seggi nel consiglio di sorveglianza.
Il concetto che Blume ha scelto di mettere al centro dell’intervista è quello dell’intelligenza delle soluzioni, contrapposta implicitamente alla brutalità di uno stop agli stabilimenti. Il ragionamento di fondo è che chiudere un impianto non è l’unica strada percorribile per ridurre i costi, e che Volkswagen ha già dimostrato di saper trovare percorsi alternativi, l’anno scorso per esempio i costi negli stabilimenti tedeschi sono stati ridotti di un quinto in media, un risultato che lo stesso Blume ha definito un “grande progresso”. Il problema, però, è che il progresso fatto finora non basta. Le sue parole al riguardo sono state piuttosto dirette: i prodotti del gruppo sono apprezzati dal mercato, ma non generano margini sufficienti a coprire la struttura di costo attuale. Serve continuare a tagliare, in ogni ambito.
Sul fronte strategico, il piano di Blume punta a concentrare i volumi di vendita su un numero inferiore di modelli, eliminando le sovrapposizioni interne che negli anni si sono accumulate in un gruppo che conta oltre una decina di marchi. Una logica che ha senso sulla carta, ma che richiede tempo per dispiegarsi nei numeri reali.
Il piano di ristrutturazione ha però già incontrato resistenze. Secondo quanto riportato dai media tedeschi, durante una riunione tenutasi giovedì scorso a Wolfsburg 12 dei 19 membri del consiglio di sorveglianza avrebbero respinto le proposte presentate dall’amministratore delegato. Un voto che di per sé non blocca il percorso, ma che ne rende il terreno notevolmente più accidentato.
C’è però un contesto che Blume vuole che venga tenuto nella giusta considerazione, e ha usato l’intervista per ricordarlo esplicitamente. Le difficoltà attuali del gruppo non nascono da errori gestionali isolati o da scelte sbagliate su un singolo modello: sono il prodotto di un ambiente competitivo che si è fatto progressivamente più ostile su più fronti contemporaneamente.
La concorrenza cinese, negli ultimi anni, ha colpito Volkswagen in modo particolarmente pesante proprio nel mercato in cui il gruppo aveva storicamente uno dei suoi punti di forza più solidi: la Cina, appunto. Le case locali hanno guadagnato quote di mercato a ritmo sostenuto, e i volumi che Volkswagen riusciva a spostare qualche anno fa in quel paese sono diminuiti in modo sensibile.
A questo si sono aggiunti i dazi commerciali statunitensi, che hanno compresso i margini dei marchi premium del gruppo riducendo il contributo economico che storicamente questi brand garantivano all’equilibrio complessivo del portafoglio. I costi di manodopera ed energia in Germania restano strutturalmente elevati rispetto alla concorrenza internazionale, e il peso burocratico aggiunge ulteriore attrito a un sistema già sotto pressione.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 07:34:56 +0000Dici Sachsenring e pensi subito a Marc Marquez, autore di 12 successi in carriera nel Motomondiale prima di oggi dove ha celebrato il tredicesimo sigillo, decimo in MotoGP. Il ducatista, dopo aver siglato la pole position, davanti a suo fratello Alex e Fabio Di Giannantonio, non ha mai mollato la P1. Nella Sprint Race le Ducati Desmosedici hanno annichilito la Casa di Noale, rimasta orfana di Marco Bezzecchi per un infortunio alla clavicola. Dopo l’incidente causato da Martin in Ungheria, lo schiaffo al commissario in Repubblica Ceca, la caduta in Olanda e ora l’infortunio in Germania, il Bez dovrà ripartire da zero.
Nella SR Marc ha subito dettato un passo inavvicinabile per i diretti rivali. Il Cabroncito è stato perfetto in un tracciato sinistroso che è ideale per la sua spalla sana e il suo stile di guida. Il numero 93 ha preceduto Alex Marquez, Diggia e Ogura e Fernandez. Nel GP sono partite bene le due Aprilia Trackhouse di Ogura e Fernandez che hanno bruciato il romano del team VR46. Marc Marquez è scattato a fionda, provando subito ad allontanarsi da suo fratello Alex. Si è steso Di Giannantonio al quinto giro, commettendo il primo grande errore della stagione.
Cinque tornate dopo è scivolato in curva 13 anche Alex Marquez, mandando alle ortiche la possibilità di ottenere un ottimo podio. Due attesi protagonisti della SR non sono riusciti a confermarsi nel GP. Marc Marquez non ha avuto patemi a gestire la P1. Ai Ogura, tallonato da Pedro Acosta nella prima parte di gara, ha lottato con Raul Fernandez per la seconda piazza. A 5 giri dalla fine il giapponese del team Trackhouse ha sopravanzato il compagno di squadra, guadagnando la seconda piazza. Martin, invece, ha difeso la quinta posizione dagli attacchi di Bagnaia e la leadership del Mondiale.
Marc Marquez: 10 e lode – Cannibale, dominatore e certezza assoluta della Casa di Borgo Panigale. Dopo la pole position e la vittoria nella SR, ha gestito come solo lui sa fare il vantaggio sugli inseguitori nel Gran Premio. Avrebbe vinto probabilmente anche con una Yamaha al Sachsenring, anche perché la concorrenza si è autoeliminata nella prima fase di gara. Non troppe settimane fa era distaccato di un centinaio di punti dalla vetta ora è tornato a soli 18 punti dal leader. A giudicare dalle sue performance post operazione è nettamente lui il favorito per la conquista del Mondiale. Il campione in carica ha dichiarato:
“Pausa estiva? Non vedevo l’ora, anche se sono andato bene in tante corse, le cinque prime gare sono stato un disastro: non capivo il mio corpo ed il mio braccio, ci sono state tante cadute strane che non erano nel mio stile. Adesso lo abbiamo capito, ora però non vedo l’ora di lavorare sul mio punto debole. Chi vince, la Spagna il Mondiale di calcio o io il Mondiale MotoGP? La Spagna è più vicina, ha due partite. Io ancora ho undici gare. È una MotoGP a 44 gare, succede di tutto, succederà di tutto. Ci sono tanti weekend di fila. Guarda il Bez, guarda Alex, guarda me. Rischi di saltare tante gare”.
AI Ogura: 9 – Siamo davanti a un talento purissimo che, persino in una giornata difficile, è riuscito a estrarre una performance maiuscola. Da metà gara in avanti ha messo un’altra marcia ed è stato capace di ricucire il gap con Raul Fernandez e conquistare un secondo posto che lo proietta a soli 14 punti dalla vetta del campionato. Secondo a Brno, vittoria ad Assen, secondo oggi. Chapeau!
Raul Fernandez 8 – Duello perso con il teammate, tuttavia non si può nemmeno normalizzare una terza posizione. Dopo il secondo posto in Olanda e il quarto in Repubblica Ceca ha confermato di essere un mastino in sella alla RS-GP26.
Pedro Acosta: 7 – Gara regolare per il futuro compagno di squadra di Marc Marquez. Si può definire il primo degli altri, avendo ottenuto il massimo su una KTM, e riuscendo a precedere 3 corone iridate della MotoGP, come Jorge Martin e Pecco Bagnaia. Pur non vincendo un GP, in questa annata è maturato tantissimo e si è meritato il salto carpiato sulla Rossa.
Jorge Martin: 5,5 – Ci si aspettava una grande performance, ma a fatica si è classificato solo in quinta posizione. Rimane il leader della classifica, ma non lo sembra in termini di risultati e passo. È in testa più per i problemi avuti dal compagno di squadra che per meriti suoi. Martinator, con la gomma media al posteriore, è stato annichilito dai rider del team satellite della Casa di Noale.
Pecco Bagnaia: 5 – Altro passo indietro per il torinese che dopo il ritiro nella scorsa tappa, non è andato oltre una sesta posizione. A giudicare dal ritmo avuto da Marc Marquez sulla stessa moto, il numero 63 avrebbe dovuto quantomeno lottare per la top 3.
Alex Marquez: 4,5 – Ha provato a tenere il passo di suo fratello maggiore, finendo al tappeto in modo sciocco. Avrebbe potuto essere l’unico capace di dargli fastidio, ma la livrea pressoché identica a quella usata da Sete Gibernau in onore di Gresini non ha portato bene.
Fabio Di Giannantonio: 4 – Primo grave errore del 2026 su una moto che avrebbe potuto garantirgli un altro podio. Il romano stava andando su ottimi ritmi e poteva inserirsi nella sfida al vertice. La caduta odierna peserà come un macigno.
Franco Morbidelli: 3 – Sperduto nelle ultime posizioni, persino su un tracciato in cui il passato era stato in grado di esaltarsi ha fatto una enorme fatica a trovare ritmo. Sembra sempre più improbabile che possa ottenere una conferma nel team di Valentino Rossi, pur essendo il primo storico rider dell’Academy.
Maverick Vinales: 2 – Sempre in fondo alla classifica, alle spalle persino di Crutchlow. Il pilota spagnolo oramai è diventato l’ombra di sé stesso e non sembra in grado di tornare ai livelli pre infortunio.
Marco Bezzecchi: s.v. – Il pilota dell’Aprilia è stato operato dal Dottor Giuseppe Porcellini presso l’Ospedale Universitario di Sassuolo; la frattura della clavicola è stata ridotta e stabilizzata. I tempi di recupero non sono ancora chiari, ma dovrebbe tornare nel prossimo Gran Premio di Silverstone, in programma a inizio agosto dopo la pausa estiva. La prognosi verrà sciolta nei prossimi giorni, in base all’evoluzione del quadro clinico, tuttavia dopo essersi trovato con un vantaggio enorme in graduatoria sui rivali, i 4 zeri consecutivi hanno stravolto gli scenari. I ducatisti si sono rifatti sotto con costanza e hanno ridotto il gap e se vorrà lottare per il titolo, il romagnolo dovrà fare un completo reset per poi rinascere dopo le polemiche, le cadute e gli infortuni dell’ultimo periodo.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 06:23:32 +0000L’elettrificazione del mercato delle quattro ruote in Italia e, più in generale, in Europa va avanti e segue binari ben precisi. In particolare, il settore sta registrando una forte crescita delle vendite di auto elettriche e di auto ibride plug-in, modelli che permettono di effettuare spostamenti a zero emissioni.
Nello stesso tempo, le auto diesel sono sempre di meno. Il “sorpasso” di elettriche e ibride plug-in alle auto diesel è ormai evidente, sia in Italia che in Europa. Il dato più rilevante è sicuramente quello legato al mercato italiano dove, storicamente, le auto a gasolio hanno sempre viaggiato su volumi molto elevati.
Andiamo ad analizzare i dati più recenti sulle immatricolazioni, forniti da UNRAE per l’Italia e da ACEA per l’Europa, in modo da capire come procede l’elettrificazione del settore delle quattro ruote.
Per il mercato italiano sono già disponibili i dati del primo semestre del 2026 che evidenziano chiaramente la scelta degli automobilisti al momento dell’acquisto di una nuova vettura. Dopo i primi sei mesi dell’anno, infatti, i dati sulle immatricolazioni sono:
Lo scorso anno, le vendite combinate di elettriche e ibride plug-in superavano di poche migliaia di unità le diesel. Quest’anno, invece, i rapporti di forza sono cambiati e i trend del mercato sono chiari. Sempre più automobilisti italiani stanno scegliendo modelli elettrici o ibridi plug-in, con un progressivo calo delle auto diesel (dovuto anche a una riduzione del numero di modelli proposti dalle Case).
Ricordiamo che potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulle immatricolazioni in Italia per scoprire come sta andando il mercato delle quattro ruote nel nostro Paese dopo i primi sei mesi di 2026. Tra i trend evidenziati troviamo una netta crescita delle auto ibride plug-in, come chiarito anche dai numeri citati in precedenza.
Per il futuro, sarà interessante capire se le auto diesel continueranno il crollo verticale registrato negli ultimi mesi o se la quota di mercato si stabilizzerà . Ulteriori dettagli in tal senso arriveranno già nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda i dati in Europa, invece, possiamo considerare i dati sulle immatricolazioni nel corso dei primi 5 mesi dell’anno. Anche in questo caso c’è un sorpasso:
I numeri citati si riferiscono al mercato europeo composto dall’Ue, dal Regno Unito e dai Paesi Efta. In questo caso, il sorpasso non è una sorpresa visto che il “peso” delle auto diesel è da tempo in netto calo in Europa e in molti mercati le vetture a gasolio non hanno mai raggiunto volumi particolarmente elevati.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 05:30:49 +0000Il settore delle auto elettriche in Italia sta crescendo e vede i costruttori cinesi giocare un ruolo sempre più importante. Nel prossimo futuro, il mercato registrerà l’arrivo di una new entry che ha tutte le carte in regola per conquistare uno spazio di primo piano.
A breve, infatti, è previsto il debutto in Italia della Geely E2. A molti utenti italiani, questo nome non dirà molto. Si tratta, però, di un modello che in Cina ha registrato una grandissima diffusione (con il nome di Galaxy Xingyuan) tanto da diventare l’elettrica più venduta nel Paese.
Con queste premesse, quindi, il debutto italiano rappresenta un momento importante. All’orizzonte, infatti, c’è l’arrivo di un modello che ha le potenzialità per ritagliarsi uno spazio da protagonista del mercato delle quattro ruote, sfruttando al meglio il trend di crescita delle vetture a zero emissioni.
La Geely E2 è un modello “globale” e viene commercializzato in diversi mercati in tutto il mondo. In Europa, ad esempio, il modello si sta ritagliando uno spazio importante in Bielorussia, dove viene anche assemblato. In Brasile, dove è stata rinominata EX2, la piccola elettrica, prodotta in uno stabilimento Renault, si sta ritagliando il suo spazio. Ecco i dettagli completi in merito.
La Geely E2 è un’auto elettrica con dimensioni compatte. La lunghezza è di 413 cm mentre il passo è di 265 cm. Si tratta di misure da segmento B. L’assetto rialzato e lo stile della carrozzeria, inoltre, avvicinano il modello al mondo dei SUV, sempre più diffusi in Italia, soprattutto tra i modelli compatti.
La vettura può contare su un motore elettrico posteriore da 116 CV (ma ci sarà anche una versione da 82 CV) che viene supportato da una batteria da 47,14 kWh di capacità (ma ci sarà anche una versione da 35,35 kWh). Nel ciclo WLTP, questa configurazione permette di ottenere un’autonomia di 345 chilometri (252 chilometri con la versione con batteria con capacità ridotta). Per quanto riguarda le prestazioni, invece, lo scatto 0-100 km/h viene completato in 10,2 secondi.
Le specifiche tecniche complete della Geely E2 per il mercato europeo e per l’Italia saranno comunicate nel corso delle prossime settimane. Il lancio è programmato per la fine dell’estate. Nel Regno Unito, in particolare, le vendite partiranno da fine agosto. Successivamente, la vettura arriverà anche sul mercato Ue e nel nostro Paese.
La Geely E2 è un grande successo in Cina, dove viene venduta con prezzi da 64.800 yuan che, al cambio attuale, sono poco più di 8 mila euro, cifra assolutamente fuori mercato per gli standard europei. Nei primi cinque mesi del 2026, in Cina, Geely ha venduto oltre 160 mila unità di questo modello.
In Italia, la vettura debutterà con un prezzo più alto ma conserverà il suo carattere economico, elemento centrale della strategia del brand. Il progetto, infatti, punta tantissimo sul rapporto qualità /prezzo e sulla possibilità di mettere a disposizione dei clienti un’elettrica “da città ” a un prezzo decisamente accessibile. Il prezzo di partenza sarà di 20.900 euro, per la variante da 82 CV e batteria da 35,35 kWh. Si partirà da 22.900 euro per la versione da 116 CV e 47,14 kWh.
Maggiori dettagli sulla versione italiana della Geely E2 arriveranno nel corso delle prossime settimane.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 05:30:32 +0000Siamo stati al Goodwood Festival of Speed 2026 e, come sempre, il problema non è stato trovare auto interessanti, semmai, è stato scegliere le più belle. Goodwood è uno di quei luoghi dove il concetto stesso di “salone†diventa troppo stretto, perché qui le auto non restano immobili sotto le luci artificiali di uno stand. Si accendono, scalano la celebre collina a tutto gas, fanno rumore, lasciano odore di gomme e benzina, oppure si muovono in silenzio con la brutalità istantanea dell’elettrico.
L’edizione 2026 ha confermato una cosa abbastanza chiara: il mondo dell’auto non si sta dividendo semplicemente tra passato e futuro, tra motori termici ed elettrici, tra nostalgia e innovazione, ma sta diventando molto più complesso. Ci sono SUV ibridi plug-in che vogliono comportarsi come supercar, coupé elettriche cinesi con potenze da hypercar, citycar a batteria che provano a tornare semplici e desiderabili, pick-up pensati per mandare in pensione il diesel e sportive europee che cercano di non perdere l’anima anche cambiando completamente tecnologia.
Tra le tante stupende novità viste a Goodwood, queste sono le auto che ci hanno colpito di più.
La Lamborghini Urus SE Performante è una di quelle auto che a Goodwood hanno perfettamente senso. In un contesto normale potrebbe sembrare quasi eccessiva, ma sulla collina inglese, circondata da prototipi, hypercar, monoposto storiche e pezzi unici, trova un ambiente naturale. È la versione più cattiva dell’Urus SE, quindi parte già da una base ibrida plug-in molto potente e la porta verso un’impostazione ancora più aggressiva, sia nel carattere sia nell’immagine.
Il punto interessante non è soltanto la potenza. Certo, l’idea di un SUV Lamborghini da 812 CV capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 3,3 secondi e di superare i 300 km/h resta qualcosa di difficilmente razionale, però Goodwood serve anche a questo: a mostrare fino a dove i marchi possono spingersi quando vogliono trasformare una categoria già estrema in qualcosa di ancora più teatrale.
La Urus SE Performante non prova a nascondere la propria natura, anzi, la amplifica. Dal vivo colpisce soprattutto per l’atteggiamento, è larga, bassa per essere un SUV, muscolosa, con dettagli aerodinamici che non sembrano messi lì solo per decorazione. Il carbonio, le prese d’aria, l’assetto visivo più piantato a terra e il nuovissimo frontale ancora più affilato con inserti in carbonio raccontano subito che non si tratta semplicemente di una Urus più potente, ma di una variante pensata per spostare in alto l’idea stessa di Super SUV.

La parte più curiosa, però, è il rapporto tra elettrificazione e brutalità . La presenza del sistema plug-in non rende l’auto più educata nel senso tradizionale del termine, ma le permette di avere una risposta ancora più pronta e un livello di prestazione più pieno.
Il motore elettrico, in questo caso, non serve a trasformarla in un oggetto tranquillo, ma a renderla più efficace, insieme alle sospensioni a doppia camera che le permettono una tenuta più stabile anche su strade bianche. È un modo molto Lamborghini di interpretare la transizione: non togliere intensità , ma aggiungerne. Ci sarebbe molto altro da dire sulla Lamborghini Urus SE Performante, ma in futuro non mancheranno le occasioni.
La Denza Z è stata una delle sorprese più forti del Goodwood Festival of Speed 2026, non tanto perché ormai la crescita dei costruttori cinesi in Europa sia una novità , ma perché questa coupé elettrica porta con sé un messaggio molto chiaro: non vuole essere un’alternativa economica alle sportive europee, vuole competere sul piano dell’immagine, della tecnologia e delle prestazioni.
Denza, marchio premium del gruppo BYD, ha scelto Goodwood per mostrare una supercar elettrica costruita su una piattaforma dedicata, la e3 Sports Car Platform. La gamma prevista comprende 4 varianti: Coupé, Spider, Racing e Special Edition, con quest’ultima pensata anche per tentare l’assalto al Nürburgring. È un dettaglio importante, perché fa capire che non si tratta soltanto di una show car scenografica, ma di un progetto nato per misurarsi con il mondo delle prestazioni vere.

I numeri sono da hypercar: tre motori elettrici, uno davanti e due dietro, trazione integrale, 1.604 CV e 1.240 Nm di coppia. La Coupé dichiara uno 0-100 km/h in 2,25 secondi e 300 km/h di velocità massima, mentre la Racing, con pneumatici semi-slick, scende fino a 1,96 secondi nello 0-100 e può raggiungere i 350 km/h. A gestire tutto ci sono sospensioni evolute, freni carboceramici e un sistema elettronico che coordina sterzo, assetto e frenata.
Interessante anche la batteria Blade 2.0 da 76 kWh, integrata nella scocca con architettura Cell-to-Body. L’autonomia WLTP arriva fino a 410 km, ma il dato più impressionante è la ricarica: con tecnologia Flash Charging, Denza dichiara il passaggio dal 10 al 97% in 9 minuti.
Dal vivo la Z funziona perché crea contrasto: in mezzo a supercar storiche e marchi europei leggendari, porta un’idea cinese di performance, fatta di software, batteria, potenza elettrica e gestione intelligente. È una delle auto più significative di Goodwood perché racconta il momento in cui la Cina premium smette di inseguire e inizia a sfidare direttamente l’élite sportiva europea.
In mezzo a supercar, prototipi estremi e SUV ad alte prestazioni, la MG GO! è una di quelle auto che rischiano di passare quasi inosservate, ma che raccontano forse meglio di altre dove può andare il mercato elettrico nei prossimi anni. Perché dietro questo prototipo si legge già la futura MG2, una piccola full electric da città attesa in veste definitiva tra circa un anno.
La cosa interessante è che MG non ha scelto una strada anonima, infatti la GO! è compatta, sportiva e molto scenografica, con un grande spoiler posteriore e proporzioni da piccola elettrica grintosa. Alcuni dettagli difficilmente arriveranno sulla versione di serie, come l’estrattore marcato, i ganci anteriori, l’assetto ribassato o le ruote 245/35 R20 con mozzo centrale, però il messaggio è chiaro: anche un’elettrica accessibile può avere personalità .

Il design guarda al passato del marchio inglese più di quanto sembri. I fari tondi e la linea di cintura orizzontale si ispirano alla MGB GT del 1965 disegnata da Pininfarina, mentre il posteriore richiama modelli più recenti e sportivi come MG Metro Turbo e MG ZR, soprattutto nella scelta dell’alettone vistoso. La GO! è a cinque porte, ma prova a mascherare quelle posteriori per mantenere un’impostazione più da piccola coupé.
Sul piano tecnico MG mantiene ancora il riserbo. Non ci sono dati ufficiali su motore, batteria e autonomia, ma la futura MG2 potrebbe nascere sulla Modular Scalable Platform già usata dal gruppo e, considerando la destinazione urbana, una batteria intorno ai 40 kWh e circa 300 km di autonomia sarebbero valori plausibili. Anche il prezzo sarà centrale: l’obiettivo dovrebbe essere restare sotto i 25.000 euro.
A Goodwood, paradossalmente, la sua forza sta proprio nel non voler urlare. In mezzo al rumore del Festival, la GO! porta un messaggio più silenzioso ma molto attuale: il futuro dell’elettrico non si gioca soltanto sulle hypercar, ma anche sulle piccole auto capaci di sostituire davvero le utilitarie termiche.
Il BYD Shark è una delle presenze più interessanti viste a Goodwood perché porta l’elettrificazione in un segmento ancora molto legato al diesel: quello dei pick-up. È il primo pick-up ibrido plug-in della casa cinese e introduce in Europa la tecnologia Super Hybrid DMO, cioè Dual Mode Off-road, con trazione integrale ottenuta attraverso due motori elettrici, uno per asse.
Dal vivo ha una presenza importante e un design coerente con il nome. Il frontale si ispira allo squalo, soprattutto nel disegno dei fari collegati da una fascia luminosa e nella forma del paraurti, mentre le protezioni in plastica sui passaruota, le pedane laterali e i cerchi da 18 pollici con pneumatici maggiorati gli danno l’aspetto giusto: moderno, ma ancora credibile come mezzo da lavoro.

Le dimensioni sono da pick-up vero: 5.457 mm di lunghezza, 1.971 mm di larghezza, 1.925 mm di altezza e 3.260 mm di passo, mentre l’altezza da terra varia tra 210 e 230 mm, mentre il cassone offre 1.200 litri di volume utile, con portata di 790 kg e capacità di traino di 2.500 kg.
Il powertrain combina un 1.5 turbobenzina da 150 CV con due motori elettrici da 231 e 204 CV, con la potenza complessiva arriva a 436 CV, con 650 Nm di coppia, abbastanza per uno 0-100 km/h in 5,7 secondi. La batteria Blade da 32,2 kWh, integrata nel telaio, permette fino a 90 km in elettrico e un’autonomia complessiva di 675 km, mentre la ricarica DC arriva a 55 kW e consente di passare dal 30 all’80% in poco più di 20 minuti.
A bordo, però, lo Shark non rinuncia al comfort: strumentazione digitale da 10,25 pollici, infotainment da 15,6 pollici, Apple CarPlay e Android Auto wireless, audio Dynaudio e telecamera a 360 gradi. A Goodwood convince perché mostra una via molto pragmatica: elettrificare il pick-up senza togliergli robustezza, versatilità , capacità di lavoro e facendolo rimanere anche bello da vedere.
L’Alpine A110 FUTURE è una delle auto più delicate da raccontare tra quelle viste a Goodwood, perché tocca il tema più difficile per una sportiva come lei: evolversi senza perdere identità . La A110 attuale ha costruito il proprio fascino su leggerezza, equilibrio e piacere di guida, più che sulla corsa alla potenza e questo per il primo prototipo della nuova generazione, ha un peso simbolico enorme.
Alpine ha scelto proprio il Goodwood Festival of Speed per mostrare un primo assaggio della futura A110, portando in Inghilterra un muletto della sportiva destinato anche alla hillclimb, con al volante i piloti ufficiali del BWT Alpine Formula One Team, Pierre Gasly e Franco Colapinto. Una scelta non banale, perché significa presentare l’auto in movimento, in un contesto dove il comportamento conta almeno quanto l’immagine.

I dettagli tecnici, per ora, restano limitati. Alpine non ha ancora comunicato quale powertrain adotterà il prototipo visto a Goodwood, il dato più importante riguarda però la nuova piattaforma APP, Alpine Performance Platform, sviluppata per accogliere propulsioni elettriche. Allo stesso tempo, la casa francese ha confermato anche la possibilità di varianti endotermiche, segno che il futuro della A110 potrebbe non essere scritto in una sola direzione.
È proprio questo a renderla interessante, dato che in un momento in cui molte sportive elettriche puntano su potenze altissime e accelerazioni brutali, Alpine deve fare un lavoro diverso: conservare agilità , compattezza, precisione e leggerezza percepita. La sfida non è soltanto rendere la nuova A110 veloce, ma farla sentire ancora come una vera Alpine.
A Goodwood, accanto alla nuova sportiva, Alpine ha portato anche le attuali A290 e A390, oltre ad alcuni modelli storici del marchio e alla Formula 1 E20 del 2012 con motore V8, così da collegare passato e futuro. La A110 FUTURE convince proprio perché non promette solo tecnologia: prova a difendere un’idea di guida, anche mentre tutto intorno cambia.
La Pagani Huayra 70 Derecho è una di quelle auto che a Goodwood sembrano nate per stare esattamente lì. Non perché rappresenti il futuro della mobilità , ma perché racconta una parte dell’automobile che resiste al tempo: quella dell’oggetto costruito come pezzo unico, con una cura quasi ossessiva per materiali, meccanica e dettagli.
La Huarya 70 Derecho debutta in anteprima mondiale al Goodwood Festival of Speed 2026 ed è il secondo dei tre esemplari speciali realizzati per celebrare i 70 anni di Horacio Pagani, dopo la Trionfo svelata a gennaio. A svilupparla è stato il Reparto Grandi Complicazioni della casa modenese, cioè la divisione dedicata alle creazioni più esclusive e personalizzate. Già questo basta a chiarire che non si parla di una semplice serie limitata, ma di un’auto nata come progetto su misura.

Dal vivo colpisce per la carrozzeria in carbonio a vista con finitura Pearl Orange e Inky Blue, abbinata a elementi in alluminio anodizzato Glossy Titanium. L’abitacolo continua lo stesso racconto, con rivestimenti in pelle Ceramic White e Tricolore Blue, cuciture a contrasto e dettagli Pearl Orange su volante e leva del cambio. È una combinazione molto Pagani: teatrale, ricchissima, ma mai casuale.
La base tecnica resta quella della Huayra, ma il dettaglio più importante è la trasmissione. Il V12 biturbo AMG da 864 CV e 1.100 Nm di coppia è infatti abbinato a un cambio manuale a sette marce sviluppato da Xtrac. In un’epoca dominata da elettrificazione, software e cambi automatici sempre più rapidi, questa scelta ha un valore quasi romantico, con la velocità massima autolimitata a 350 km/h.
A Goodwood, accanto alla Huayra 70 Derecho, Pagani espone anche Zonda F Roadster e Utopia Roadster, mentre sulla hillclimb corrono Huayra Codalunga Speedster e Huayra R con pacchetto Tempesta. È il modo perfetto per raccontare un marchio che non rincorre il futuro: lo attraversa restando fedele alla propria idea di automobile.
La cosa più interessante del Goodwood Festival of Speed 2026 è proprio questa convivenza di mondi. La Lamborghini Urus SE Performante porta l’ibrido plug-in dentro una dimensione di eccesso prestazionale. La Denza Z mostra quanto i marchi cinesi siano ormai pronti a sfidare il lusso europeo anche sul piano dell’immagine. La MG GO! ricorda che l’elettrico deve diventare accessibile e semplice. Il BYD Shark dimostra che anche i pick-up possono cambiare tecnologia. L’Alpine A110 FUTURE prova a salvare la leggerezza nell’era delle batterie. La Pagani Huayra 70 Derecho difende invece la bellezza dell’artigianato meccanico.
Sono auto diversissime, quasi incompatibili tra loro. Eppure, viste nello stesso posto, raccontano bene il momento dell’industria. Non c’è una sola direzione. Ce ne sono molte. Alcune guardano alla prestazione pura, altre alla praticità , altre ancora all’identità di marca o alla trasformazione energetica.
Goodwood resta speciale proprio perché permette di vedere tutto questo senza filtri. Non è un evento ordinato, non è un salone tradizionale, non è una vetrina statica. È un grande cortocircuito automobilistico, dove una hypercar artigianale può convivere con una piccola elettrica urbana e un pick-up plug-in può risultare interessante quanto una supercar.
Alla fine, uscendo dal Festival, la sensazione è che l’auto non sia affatto diventata meno emozionante, ma più complessa, più contraddittoria, forse anche più difficile da raccontare. Ma proprio per questo più interessante. E queste sei auto, ognuna a modo suo, sono state tra le migliori sintesi possibili di Goodwood 2026.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 17:38:54 +0000Un incidente con conseguenze drammatiche scuote il settore del motociclismo. Sul noto circuito di Brno (in testa all’articolo un’immagine di repertorio) durante una gara della categoria Superstock 1000/Superbike dell’Alpe Adria International Motorcycle Championship, infatti, l’austriaco Philipp Steinmayr di 32 anni e il romeno Adrian Rus-Sinner di 43 anni sono morti a seguito delle gravi ferite riportate dopo una caduta avvenuta poco dopo la partenza della gara.
L’incidente è avvenuto sabato 11 luglio, poco dopo la partenza della gara di Brno, dove poche settimane fa ha corso anche il Motomondiale. Steinmayr, infatti, ha avuto un problema tecnico con la moto ed è stato poi colpito da Rus-Sinner, che sopraggiungeva da dietro. L’impatto è stato fatale. Il pilota austriaco è deceduto sul colpo, mentre il romeno poco dopo, in ospedale, a seguito delle gravi ferite riportate.
La notizia del decesso è stata divulgata soltanto nella giornata di oggi, ma non sono stati rilasciati ulteriori dettagli per tutelare la privacy delle famiglie. A seguito dell’incidente, l’organizzazione è intervenuta e ha optato per l’annullamento di tutto il programma rimanente del weekend, che prevedeva diverse competizioni sul circuito della Repubblica Ceca.
Steinmayr, in passato campione del mondo del Fim Ewc (Endurance World Championship) nella categoria Stock, era tra i favoriti della gara, dopo aver conquistato il secondo posto durante le qualifiche del sabato mattina e in passato aveva più volte sottolineato il legame speciale con Brno. Adrian Rus-Sinner, inoltre, era molto conosciuto tra gli appassionati per la sua attività di vlogger dedicata al motociclismo.
FIM Europe Circuit Racing ha rilasciato un comunicato in merito alla tragedia avvenuta questo weekend a Brno. Ecco il testo integrale:
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 16:25:16 +0000La FIM Europe si rammarica di dover confermare che due piloti hanno perso la vita in seguito a un incidente avvenuto durante la giornata di sabato del Campionato Internazionale di Motociclismo Alpe Adria presso l’Automotodrom di Brno.
Nonostante il tempestivo intervento dei servizi medici, Philipp Steinmayr (Austria, 13 agosto 1993) è deceduto a causa delle ferite riportate nell’incidente. Adrian Rus (Romania, 11 agosto 1982) è stato trasportato in ospedale in condizioni critiche, dove in seguito è deceduto a causa delle ferite riportate.
A seguito dell’incidente, gli organizzatori hanno deciso di annullare l’intero programma rimanente del fine settimana. Di conseguenza, le gare in programma della Supersport 300 European Cup, della Supersport 600 European Cup, della Superstock 1000 European Cup e del Campionato Europeo Femminile non avranno luogo.
FIM Europe, l’Unione Motociclistica Alpe Adria, AAcademy (organizzatore) e l’Automotodrom Brno esprimono le loro più sentite condoglianze alle famiglie, agli amici, ai team e ai cari di Philipp Steinmayr e Adrian Rus.
Negli Stati Uniti, i robotaxi sono sempre più diffusi. I veicoli a guida autonoma, però, hanno un problema con le luci lampeggianti e rischiano di bloccare le ambulanze e i camion dei vigili del fuoco, rallentando l’arrivo dei soccorsi. Tutto ruota intorno a un problema del software che “guida” la vettura senza conducente. A chiarire la questione è un report di Nhtsa, l’agenzia americana per la sicurezza stradale. Ecco tutti i dettagli in merito alla questione e cosa potrebbe succedere nel corso delle prossime settimane.
Le auto a guida autonoma rischiano di diventare un ostacolo per ambulanze e camion dei vigili del fuoco. In particolare, i robotaxi (i veicoli senza conducente pensati per agevolare gli spostamenti in città ) possono creare non pochi problemi ai soccorsi, come confermato da diversi casi documentati da Nhtsa.
Si tratta di un problema legato a un bug del software che gestisce le flotte di veicoli a guida autonoma. Di conseguenza, un aggiornamento potrebbe eliminare questo difetto e consentire il funzionamento corretto dei robotaxi.
Per il momento, è bene sottolineare, non sono emerse informazioni precise in merito alle aziende coinvolte e, quindi, a quali robotaxi hanno registrato i problemi con le luci lampeggianti che hanno portato al blocco o al rallentamento dei veicoli di primo soccorso.
Jonathan Morrison, amministratore della NHTSA, come riportato da Wired, ha sottolineato: “Per dirla senza mezzi termini: un veicolo a guida autonoma che non può interagire in sicurezza con i soccorritori rappresenta un pericolo per il pubblico in generale”Â
Le informazioni sono limitate e bisognerà attendere le prossime settimane per avere le idee più chiare. Nhtsa ha pianificato degli incontri con gli sviluppatori dei software dei robotaxi, già programmati per la fine di luglio, in modo da velocizzare la risoluzione.
L’obiettivo è trovare i bug che causano il problema e rilasciare un nuovo aggiornamento per ottimizzare il funzionamento dei robotaxi. Maggiori dettagli in tal senso dovrebbero emergere a breve.
La tecnologia alla base dei robotaxi è recente e ha già dimostrato di avere qualche problema. In passato, infatti, sono stati registrati diversi casi di robotaxi impazziti e di veicoli a guida autonoma che hanno causato incidenti o ostacolato la corretta circolazione.
Si tratta di casi isolati (nella maggior parte dei casi, i robotaxi funzionano senza particolari problemi) che confermano che il sistema non è ancora perfetto e che ci sono molti margini di miglioramento.
Ricordiamo che il settore della guida autonoma e, in particolare, quello dei robotaxi sta attirando tanti investimenti, con diverse aziende che hanno già investito in questi servizi o che stanno pianificando il lancio di nuovi prodotti.
Il software di guida autonoma è la chiave del successo dei servizi di robotaxi, che devono affrontare numerose variabili per poter funzionare correttamente. Per questo motivo, le aziende e i loro sviluppatori sono chiamati a lavorare costantemente per ottimizzare al massimo il funzionamento.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 14:10:13 +0000Quando si sceglie una polizza auto, il prezzo non dice tutto. Due preventivi possono sembrare simili, ma nascondere condizioni diverse al momento del sinistro. Tra questi, lo scoperto assicurativo è una delle clausole a cui prestare attenzione perché indica la percentuale del danno che resta a carico dell’assicurato.
La differenza rispetto alla franchigia è netta. La franchigia è una cifra fissa. Lo scoperto cresce insieme all’importo del danno. Se il danno è piccolo, l’esborso può sembrare gestibile. Se il danno è pesante, la quota a carico dell’automobilista può diventare molto alta.
Lo scoperto è una clausola contrattuale che stabilisce quale percentuale del danno non sarà pagata dalla compagnia. Se la polizza prevede uno scoperto del 10%, significa che il 10% del danno resta a carico dell’assicurato e che l’assicuratore interviene per la parte restante, nei limiti e alle condizioni del contratto.
Nel linguaggio assicurativo lo scoperto indica una copertura parziale con una quota del danno lasciata al cliente. Nel settore auto si trova soprattutto nelle garanzie accessorie, come furto e incendio, kasko, eventi atmosferici, atti vandalici, cristalli o collisione. La Rc auto obbligatoria ha invece una logica diversa: serve a risarcire i terzi danneggiati.
Lo scoperto cambia il rimborso perché sposta una parte del rischio dalla compagnia all’assicurato. La logica alla base di questa clausola prevede che più l’assicurato accetta di partecipare al danno, più la compagnia può proporre un premio più contenuto.
Il problema è che il risparmio sul premio si vede subito, mentre il costo dello scoperto si scopre solo dopo il sinistro. Per fare un esempio, con un danno da 2.000 euro e uno scoperto del 10%, la quota a carico del cliente è di 200 euro. Con un danno da 12.000 euro, la stessa percentuale vale 1.200 euro.
Franchigia e scoperto non sono sinonimi. La franchigia è un importo predeterminato che resta a carico dell’assicurato. Lo scoperto è una percentuale calcolata sul danno. Se una polizza prevede una franchigia di 500 euro, quella è la somma che l’assicurato dovrà sostenere, salvo diverse clausole contrattuali. Se la polizza prevede uno scoperto del 10%, la quota non è conoscibile con precisione prima del sinistro perché dipende dal valore del danno accertato.
In presenza di franchigia, l’impresa risarcisce comunque per intero il danneggiato nei limiti del massimale e può poi rivalersi sull’assicurato per l’importo della franchigia previsto dal contratto.
La franchigia nella RC auto obbligatoria non riduce quindi il pagamento al terzo danneggiato. Può però generare una richiesta di rimborso nei confronti dell’assicurato. Con le garanzie accessorie franchigia e scoperto incidono invece sull’indennizzo riconosciuto al proprietario del veicolo.
Nelle polizze auto lo scoperto viene spesso affiancato a un minimo non indennizzabile. La clausola può cioè essere scritta così: scoperto 10% con minimo di 250 euro. In questo caso si calcola il 10% del danno, ma se il risultato è inferiore a 250 euro resta comunque a carico dell’assicurato il minimo previsto.
Facciamo qualche esempio. Se il danno è di 1.000 euro, il 10% sarebbe 100 euro, ma il minimo di 250 euro fa salire la quota a carico del cliente. Se il danno è di 8.000 euro, il 10% vale 800 euro e quindi si applica questa cifra, perché superiore al minimo.
Alcune compagnie propongono garanzie furto e incendio proprio con formule del tipo “scoperto 10% e franchigia/minimo 250 euro†oppure “scoperto 15% e minimo 375 euroâ€.
Lo scoperto compare soprattutto nelle garanzie che coprono i danni al proprio veicolo. Furto e incendio sono tra i casi più frequenti. Se l’auto viene rubata o danneggiata da un incendio, la compagnia può riconoscere l’indennizzo al netto dello scoperto previsto. Un’altra garanzia in cui lo scoperto è molto presente è la kasko. Questa copertura protegge l’auto anche quando il danno deriva da responsabilità del conducente, da urto, collisione, uscita di strada o ribaltamento, a seconda della formula scelta.
Lo scoperto può comparire anche in eventi atmosferici, atti vandalici, cristalli, collisione con animali selvatici e altre coperture aggiuntive. Non c’è però una regola unica: ogni contratto va letto nelle condizioni.
La RC auto obbligatoria copre i danni causati a terzi dalla circolazione del veicolo. L’obbligo è previsto dall’articolo 122 del Codice delle assicurazioni private che oggi si applica ai veicoli utilizzati in conformità alla loro funzione di mezzo di trasporto, a prescindere dalle caratteristiche del veicolo e dal fatto che sia fermo o in movimento.
Le clausole interne al contratto non possono lasciare il terzo danneggiato senza tutela nei limiti previsti dalla legge. Se il conducente provoca un danno a un altro automobilista, a un pedone o a un ciclista, la compagnia interviene secondo le regole della Rc auto obbligatoria e nei limiti del massimale.
Diverso è il rapporto successivo tra assicuratore e assicurato. In presenza di franchigie, rivalse o condizioni specifiche, la compagnia può chiedere all’assicurato il rimborso di quanto previsto dal contratto. Per questo le clausole limitative non sono da prendere alla leggera, anche quando il sinistro riguarda terzi.
Il massimale è il tetto massimo che la compagnia paga in caso di sinistro. Per la Rc auto ci sono minimi fissati per legge: 6.450.000 euro per i danni alle persone e 1.300.000 euro per i danni alle cose, per ciascun sinistro.
Nelle garanzie accessorie possono variare il massimale o il valore assicurato. Per furto e incendio conta di solito il valore commerciale del veicolo. Per cristalli, assistenza, eventi naturali o atti vandalici ci sono limiti. Lo scoperto si applica dentro questo perimetro. Prima si accerta il danno indennizzabile, poi si guardano eventuali limiti, poi si calcola la quota a carico dell’assicurato.
Una polizza con scoperto può avere un premio più basso perché trasferisce una parte del rischio sull’assicurato. In caso di sinistro, la compagnia sa che non dovrà pagare l’intero danno indennizzabile. Per l’automobilista può essere una scelta ragionevole. Chi guida poco, parcheggia in box, usa un’auto di valore basso o accetta di sostenere una parte del danno può preferire un premio più leggero.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 12:00:36 +0000Arrivata sul mercato come SUV elettrico a sette posti tra i più grandi e ambiziosi della gamma coreana, la berlina ammiraglia di Hyundai aveva già convinto critica e pubblico con autonomie fino a 620 km, abitacolo generoso e un livello di dotazione tecnologica difficile da replicare nella concorrenza diretta. Con il Model Year 2027 il marchio non stravolge nulla ma aggiunge un allestimento top di gamma ancora più esclusivo, dedicato a chi vuole l’Ioniq 9 nella sua configurazione più potente e più personale.
La gamma MY2027 mantiene la struttura già nota, articolata su quattro livelli. Si parte dalla versione Business, quella di accesso, con trazione posteriore e cerchi da 19 pollici. Già qui la dotazione è completa: fari full LED sia davanti che dietro, portellone elettrico, quadro strumenti digitale da 12,3 pollici con infotainment abbinato della stessa diagonale, compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto wireless, clima bizona, sedili riscaldati anche per la seconda fila e tecnologia V2L. Di serie anche la suite Hyundai SmartSense con guida assistita di livello 2 avanzata e controllo dell’angolo cieco.
Salendo alla versione XClass si aggiungono cerchi da 20 pollici, fari a matrice di LED, rivestimenti in pelle, ventilazione dei sedili, specchietto retrovisore digitale, impianto audio Bose e digital key. Disponibile a due o quattro ruote motrici, è probabilmente l’allestimento più equilibrato per chi non vuole rinunciare a niente ma non vuole nemmeno portarsi a casa il configuratore più costoso.
La Calligraphy standard introduce cerchi da 21 pollici, tetto panoramico elettrico, pelle Nappa e specchietti digitali con schermi OLED, ed è disponibile anche in configurazione a sei posti, con due sedute singole al posto del divanetto centrale nella seconda fila. Una scelta di comfort che molti acquirenti di questo segmento apprezzano particolarmente.
La Calligraphy Black Ink è la novità assoluta del MY2027, ed è disponibile esclusivamente con il powertrain AWD Performance da 428 CV, il più potente della gamma capace di uno 0-100 km/h attorno ai 5 secondi su un veicolo che pesa oltre due tonnellate.
Esteticamente, come suggerisce il nome, il tema gioca sul nero. Cerchi da 21 pollici neri, loghi neri, lettering del modello in nero, portellone posteriore in tinta scura. Un trattamento coerente e riconoscibile che trasforma la grande SUV bianca o grigia in qualcosa di più radicale senza toccarne le proporzioni. All’interno la pelle Nappa è nera, con inserti della plancia in alluminio anodizzato scuro. Un abitacolo in cui la cura dei dettagli non è decorativa ma parte della firma dell’auto.
La trazione integrale di questa versione non è solo una questione di prestazioni, ma di sicurezza e libertà : su un veicolo lungo quasi cinque metri e destinato anche a famiglie con bambini e bagagli, avere entrambi gli assi motorizzati dà sicurezza in condizioni meteo difficili e una stabilità alle andature autostradali che la versione posteriore non può replicare allo stesso modo.
Hyundai ha definito il listino MY2027 con una progressione chiara:
La progressione tra Calligraphy standard e Black Ink è di appena 800 euro per portarsi a casa la versione esclusiva nell’allestimento più riconoscibile.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 09:00:17 +0000La Cizeta-Moroder V16T è una vettura per palati fini con una storia caratteristica: un tecnico italiano emigrato in California, un produttore musicale visionario, un motore a sedici cilindri montato di traverso e un debutto presentato da Jay Leno. Non male per una supercar che quasi nessuno ha mai visto dal vivo. Ora l’unico prototipo originale che porta entrambi i cognomi sul muso tornerà sotto i riflettori, questa volta quelli di una sala d’aste. RM Sotheby’s lo batterà in agosto 2026 con una stima compresa tra 1,4 e 1,8 milioni di dollari.
Erano gli anni di Countach e Testarossa, di curvature impossibili e volumi esagerati, e Claudio Zampolli, ex tecnico Lamborghini che aveva costruito la sua carriera tra Modena e Los Angeles, aveva in testa un progetto ancora più estremo. Zampolli voleva costruire una supercar che battesse tutti sul piano tecnico, e per farlo aveva bisogno di un motore fuori dall’ordinario. La soluzione fu un V16 ottenuto affiancando due V8. Il problema era quello di sempre: i soldi. Ed è qui che entra in scena Giorgio Moroder, produttore musicale di fama mondiale, padre della disco music elettronica e appassionato di supercar. Dal loro incontro nacque il nome composito Cizeta-Moroder, e una vettura destinata a restare nella storia anche per la sua rarità .
Il design fu affidato a Marcello Gandini, lo stesso che aveva firmato la Countach, e lo si riconosce immediatamente: linee spigolose, grandi passaruota, prese d’aria laterali muscolose e quattro fari a scomparsa distribuiti su due livelli. Un frontale che ancora oggi non ha perso nulla del suo impatto visivo.
L’esemplare che andrà all’asta è il prototipo telaio 001. Costruito nel 1988, è l’unico a portare ufficialmente entrambi i nomi sul badge: dopo che Giorgio Moroder decise di uscire dal progetto, probabilmente quando i costi iniziarono a superare le previsioni, le vetture prodotte successivamente persero la sua firma e divennero semplicemente Cizeta.
Il debutto pubblico avvenne nel dicembre 1988 a Los Angeles, in un evento che Moroder accompagnò con un brano musicale composto appositamente per l’occasione. Il conduttore americano Jay Leno presentò la vettura al pubblico: difficile immaginare un palcoscenico più adatto per una supercar nata dall’incrocio tra la Motor Valley emiliana e l’industria dell’intrattenimento californiana.
La stima di RM Sotheby’s si posiziona tra 1,4 e 1,8 milioni di dollari. Nel 2022 lo stesso esemplare era già passato sotto il martello della medesima casa d’aste, aggiudicandosi per circa 1,2 milioni di euro. La crescita della valutazione riflette l’interesse sempre più marcato del mercato collezionistico verso le supercar degli anni Ottanta e Novanta, un segmento che continua ad apprezzarsi anche mentre il mercato generale delle auto d’epoca attraversa fasi alterne.
A rendere il lotto ancora più particolare è la dotazione che accompagna la vettura. Insieme alla documentazione cartacea tradizionale, il compratore riceverà anche un NFT contenente materiale digitale dedicato: il brano musicale originale composto da Moroder per l’occasione, una scansione tridimensionale della vettura, un rendering artistico e il certificato digitale di provenienza. Un pacchetto insolito, che miscela il mondo analogico della meccanica italiana degli anni Ottanta con gli strumenti digitali del presente.
Chi si aggiudicherà questo esemplare comprerà l’unico pezzo che porta entrambi i cognomi, con tutto il peso storico e narrativo che questo comporta. E in un mercato dove le storie contano quasi quanto i cavalli, la V16T ha materiale sufficiente per reggere il confronto con qualsiasi altra supercar dello stesso periodo.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 08:00:54 +0000Da oggi, domenica 12 luglio, sulle strade italiane qualcosa cambia, anche se a occhio nudo non si vede niente di diverso. In sordina una parte consistente degli autovelox installati in giro per l’Italia ha smesso di funzionare, spenta per via di un decreto ministeriale che dopo decenni ha finalmente messo ordine in una materia che era diventata un campo minato legale. Il decreto sull’omologazione dei dispositivi di rilevazione della velocità , firmato dal ministro Matteo Salvini, è entrato in vigore, e le prime conseguenze concrete si sono già fatte sentire: circa 850 autovelox, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono stati momentaneamente disattivati perché non rientrano nell’elenco dei modelli considerati conformi ai requisiti previsti.Â
Nel 1992, il regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada stabilì che tutte le apparecchiature per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità dovevano essere sia “omologate” sia “approvate” dal ministero competente. Due procedure distinte, entrambe obbligatorie. Il problema è che nessuno ha mai stabilito i criteri e l’iter per l’omologazione: con il risultato pratico che nessun autovelox è mai stato realmente omologato in Italia, ma solo autorizzato.
Per anni tutto è andato avanti così, in un grigio normativo che nessuno aveva interesse a risolvere del tutto. Fino a quando diverse sentenze della Corte di Cassazione, pronunciandosi sui ricorsi di automobilisti multati, hanno ribadito con chiarezza che omologazione e approvazione sono due procedure diverse e che entrambe sono obbligatorie. Quelle sentenze avevano scosso le fondamenta del sistema: amministrazioni comunali nel panico, avvocati che fiutavano il business dei ricorsi, automobilisti in coda agli sportelli per impugnare le sanzioni.
Con il decreto ora in vigore, quella storia si chiude. I dispositivi che rientrano nell’Allegato B del provvedimento, che elenca 25 prototipi già approvati in passato dal ministero, si intendono automaticamente omologati e possono continuare a operare.
Il numero che campeggia nei comunicati ufficiali del ministero è quello di circa 850 apparecchi temporaneamente spenti. La Lega, dal canto suo, parla di un passaggio dalla giungla alle regole, e il ministro Salvini si è detto soddisfatto del risultato. Va precisato che questi apparecchi non sono stati spenti perché malfunzionanti o taroccati: semplicemente, il modello su cui sono basati non compare nell’elenco dei 25 prototipi riconosciuti automaticamente conformi. Non è un problema di affidabilità tecnica, ma di burocrazia: i costruttori dovranno presentare la richiesta di omologazione secondo il nuovo iter, e solo allora i dispositivi potranno tornare in servizio. Nel frattempo, ogni multa erogata da un apparecchio non omologato è nulla.
Il meccanismo previsto dal decreto per i nuovi dispositivi è invece chiaro fin dall’inizio: ogni nuovo autovelox dovrà ottenere l’omologazione secondo le caratteristiche, i requisiti e le procedure stabilite dal provvedimento prima di poter essere installato e messo in funzione.
Non tutti accolgono la notizia con lo stesso entusiasmo, e le preoccupazioni che arrivano dal fronte della sicurezza stradale meritano di essere ascoltate con attenzione. Luigi Altamura, referente ANCI, ha espresso in modo netto le sue perplessità : “siamo all’inizio dell’esodo estivo, il traffico sulle strade italiane è ai livelli più alti dell’anno, e spegnere centinaia di autovelox in questo preciso momento rischia di mandare un messaggio sbagliatoâ€. Il timore, detto in parole semplici, è che qualcuno interpreti la notizia come un liberi tutti e schiacci l’acceleratore dove fino a ieri un dispositivo avrebbe registrato la targa.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 07:15:23 +0000Sono passati appena tre anni da quando Audi ha completato la transizione verso le plance completamente digitali, trasformando i propri abitacoli in superfici illuminate da schermi immensi. Adesso, con una velocità che dice molto su quanto il vento sia cambiato, la casa di Ingolstadt fa retromarcia. I tasti fisici torneranno. E quei display giganti che hanno colonizzato i cruscotti degli ultimi anni perderanno il ruolo da protagonisti che si erano conquistati forse troppo in fretta.
A svelare la svolta è stato Rouven Mohr, responsabile tecnico di Audi, in un’intervista a GoAuto. Secondo Mohr ogni pulsante e ogni rotella dovrà avere “il classico click e la sensazione tattile Audiâ€. Un manifesto progettuale che si traduce in un nome preciso: Radical Next, il nuovo linguaggio stilistico che ridefinirà gli interni dei futuri modelli del brand.
La decisione non è caduta dal nulla. Audi era stata tra le più aggressive nell’abbracciare la digitalizzazione degli abitacoli, arrivando a eliminare il celebre selettore rotativo MMI in favore di superfici touch che promettevano un’esperienza più moderna. Il problema è che quella promessa non ha convinto tutti. I clienti, soprattutto in Europa, Nord America e Australia, continuavano a chiedere qualcosa da trovare al volo senza staccare gli occhi dalla strada.
È una questione di sicurezza oltre che di gusto. Trovare un pulsante fisico richiede una frazione di secondo; trovare la stessa funzione su un touchscreen richiede di cercarla con gli occhi, di navigare tra sottomenu, di confermare con un tocco che spesso non risponde al primo tentativo. La distrazione che ne risulta, su un veicolo in movimento, ha un costo reale.
Audi non è la sola a essersi accorta del problema. Toyota o Mazda hanno sempre mantenuto pulsanti fisici per le funzioni più usate, e non hanno subito le critiche che invece hanno colpito chi è andato verso il touch screen in modo completo. Ferrari ha recentemente offerto ai propri clienti un retrofit per ripristinare i comandi fisici sulle vetture più recenti, dichiarando senza mezzi termini che i touchscreen non sono un progresso quando rallentano l’accesso alle funzioni durante la guida. E in Germania, sia BMW che Mercedes stanno percorrendo strade diverse fatte di maxi-display e superfici continue, lasciando ad Audi la possibilità di distinguersi.
I concept recenti anticipano già dove si sta andando. La Nuvolari, la supercar ibrida da 1001 CV presentata a giugno, ha un abitacolo essenziale con una strumentazione incassata nella palpebra e un display verticale piccolo e posizionato in basso. La Concept C, roadster che anticipa un modello di serie atteso nel 2027, porta lo schermo in orizzontale al centro della plancia mentre sul volante spiccano rotelle fisiche di comando. In entrambi i casi, la tecnologia è presente ma non invadente.
Sul fronte dei materiali, la direzione è verso l’autenticità : la vera ardesia compare già sui modelli più recenti come anticipazione di ciò che verrà . Meno plastica, meno superfici lucide che sembrano preziose solo finché sono nuove, più materiali che invecchiano bene e trasmettono qualità al tatto anche con il passare del tempo. Chi ha fretta di toccare con mano la rivoluzione dovrà però aspettare. I modelli in arrivo nei prossimi due anni manterranno l’attuale impostazione. La vera svolta arriverà tra circa due anni, quando il linguaggio Radical Next debutterà sui modelli di serie.
Tre anni per passare ai display, due anni per tornare ai pulsanti. Nella storia del design automobilistico, non è la prima volta che un cambio di rotta avviene a questa velocità . Ma raramente il mercato aveva parlato così chiaramente.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 06:40:02 +0000Nel mese di luglio 2026 sono numerosi gli scioperi previsti in Italia che interessano diversi settori e territori. In questo articolo troverai il calendario aggiornato di tutti gli scioperi di luglio 2026, con orari, servizi coinvolti e sindacati promotori, per offrire una panoramica chiara e utile su come potrebbero variare i servizi di trasporto pubblico, ferroviario, aereo e marittimo durante il mese. Gli scioperi riguardano sia ambito locale che nazionale e coinvolgono città come Genova, Palermo, Firenze, oltre a regioni come la Puglia, la Lombardia, la Sicilia e altre ancora.
In Lombardia è indetto uno sciopero regionale che coinvolge tutte le province. È interessato il personale della Società DB Cargo Italia impegnato nel servizio di trasporto merci ferroviario, con uno sciopero di 8 ore: dalle 3:31 alle 11:29. Sindacati coinvolti: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
Sul territorio nazionale sono previsti più scioperi che riguardano principalmente il settore aereo e il trasporto pubblico locale.
Il personale della Società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa sciopera su tutto il territorio nazionale per 24 ore e per 4 ore (dalle 13:00 alle 17:00) indetti rispettivamente da RSA FAST-CONFSAL-AV e UILT-UIL.
È proclamato uno sciopero di 24 ore dal sindacato CUB Trasporti che coinvolge il personale delle aziende del comparto aereo, aeroportuale e indotto associate Assohandlers (nazionale), e sempre per 24 ore anche il personale delle aziende aeroportuali e indotto aeroporti su tutto il territorio nazionale (esclusi Assohandlers).
Il personale ADR Security degli aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) sciopera per 8 ore: dalle 10:00 alle 18:00, indetto da FAST-CONFSAL.
Il personale della Società FEDEX Corporation di Malpensa sciopera per 4 ore: dalle 14:00 alle 18:00 su scala nazionale (OST CUB TRASPORTI).
Il personale della Società ASC Handling dell’aeroporto di Catania Fontanarossa sciopera per 4 ore: dalle 14:00 alle 18:00 (OSP CUB Trasporti).
A Firenze è proclamato uno sciopero di 24 ore per il personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze dal sindacato COBAS Lavoro Privato.
Il personale navigante della compagnia EasyJet Airlines Limited sciopera per 24 ore a livello nazionale (USB Lavoro Privato e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).
Nella città di Palermo, il personale navigante della società UAB DAT LT – Sede Secondaria Italiana partecipa a uno sciopero di 4 ore: dalle 13:00 alle 17:00 (USB Lavoro Privato).
Nella città di Catania sono indetti tre scioperi, tutti della durata di 24 ore, che coinvolgono il personale della società AMTS di Catania e proclamati rispettivamente da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, OSP ORSA TPL e OSP CUB TRASPORTI.
A livello nazionale è indetto uno sciopero del settore ferroviario che coinvolge il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal, per 24 ore: dalle 21:00 del 6 luglio alle 21:00 del 7 luglio (USB Lavoro Privato).
Nel territorio della provincia di Prato è previsto uno sciopero di 4 ore: dalle 18:30 alle 22:30 per il personale della SOC. Autolinee Toscane sede operativa di Prato (RSA FAISA-CISAL).
Sul territorio nazionale prosegue lo sciopero indetto dalle 21:00 del 6 luglio alle 21:00 del 7 luglio per il personale della Mercitalia Shunting & Terminal (USB Lavoro Privato).
Nella provincia di Torino (Piemonte), sciopero nel settore trasporto merci, logistica e spedizioni interessando le ultime 2 ore di ciascun turno (OSR FILT-CGIL).
In Sicilia, sciopero per 8 ore: dalle 9:00 alle 17:00 che coinvolge il personale della SOC. RFI DOIT Palermo in tutte le province (OSR UILT-UIL).
Sul territorio nazionale nel settore ferroviario è previsto uno sciopero per 23 ore: dalle 3:00 del 9 luglio alle 2:00 del 10 luglio che coinvolge il personale operativo degli equipaggi della società Italo NTV (UILT-UIL).
Nella città di Bari e provincia sciopero del trasporto pubblico locale di 24 ore per il personale della società STP di Bari (OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).
In tutta la regione Puglia, sciopero generale (pubblico/privato) per l’intera giornata; coinvolge in particolare il trasporto pubblico locale (OSR USB Lavoro Privato).
Sul territorio nazionale, sciopero nel settore trasporto merci con coinvolgimento del personale della società Captrain Italia per 8 ore: dalle 16:01 alle 23:59 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).
Nella città di Genova, regione Liguria, sciopero territoriale per il trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della società AMT di Genova con 4 ore: dalle 11:30 alle 15:30 (OST UGL-FNA).
Nella città di Palermo, regione Sicilia, sciopero locale nel trasporto pubblico locale per 24 ore coinvolgendo il personale della società AMAT di Palermo (OSP CUB TRASPORTI).
Sul territorio nazionale sciopero nel settore appalti ferroviari che riguarda il personale della SOC. Elior Div. Itinere addetto a servizi di ristorazione e logistica bordo treno della Società Trenitalia. Lo sciopero è proclamato da COBAS Lavoro Privato e si svolge per l’intero turno lavorativo del 15 luglio 2026.
In Sicilia (tutte le province), sciopero di 24 ore: dalle 6:30 del 17/7 alle 6:30 del 18/7 per il personale della società Caronte & Tourist Isole Minori (OSR UGL Mare e Porti).
Nella provincia di Venezia (Veneto), proclamato sciopero di 24 ore per il personale della società ATVO di Venezia (OSP SGB/FAST Mobilità ).
Nella città di Genova (Liguria), sciopero territoriale di 4 ore: dalle 11:30 alle 15:30 per il personale della società AMT di Genova (OST CUB TRASPORTI).
Nella provincia di Prato (Toscana), sciopero di 8 ore: dalle 14:30 alle 22:30 coinvolge il personale di Autolinee Toscane sede operativa di Prato (RSA FAISA-CISAL).
Nella città di Latina (Lazio), sciopero di 24 ore per il personale della società CSC Mobilità di Latina (OSR FAISA-CISAL).
Nella città di Firenze (Toscana), doppio sciopero di 4 ore: dalle 19:00 alle 23:00 indetto per il personale delle Autolinee Toscane bacino urbano (RSA FAISA-CISAL).
In Calabria (tutte le province), sciopero di 24 ore: dalle 00:00 alle 24:00 per il personale della SOC. SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (OSR UGL-TA).
In Campania (tutte le province), sciopero interregionale di 4 ore: dalle 10:00 alle 14:00 per il personale aeroportuale Socc. GH Napoli, Sky Service e Bourelly Health Service di Napoli e Salerno (OSR FAST-CONFSAL).
A livello nazionale sciopero di 24 ore (00:00-23:59) per il personale della SOC. FEDEX Corporation Aeroporto di Malpensa (OST CUB Trasporti) e per il personale navigante della SOC. EasyJet Airlines Limited (USB Lavoro Privato).
Nella città di Palermo (Sicilia), sciopero di 24 ore: dalle 00:00 alle 23:59 per il personale navigante della società UAB DAT LT (USB Lavoro Privato).
In Sardegna, sciopero di 4 ore: dalle 13:00 alle 17:00 per il personale SOC. GEASAR Aeroporto di Olbia (OSR UGT-TA) e personale SOC. SOGEAAL Aeroporto di Alghero (OSP UGL-TA).
A livello nazionale, sciopero di 24 ore: dalle 00:00 alle 23:59 interessa il personale SOCC. Alha e MLE-BCUBE dell’Aeroporto di Milano Malpensa (OST CUB Trasporti/USB Lavoro Privato).
A livello nazionale nel settore marittimo: personale della SOC. Grandi Navi Veloci sciopera per 24 ore: dalle 12:00 del 22/7 alle 11:59 del 23/7 (CSLE) e personale navigante di Grandi Navi Veloci per 24 ore: dalle 12:00 del 22/7 alle 12:00 del 23/7 (ORSA MARITTIMI).
Nel Veneto, provincia di Verona, sciopero di 24 ore: dalle 21:00 del 23/7 alle 20:59 del 24/7 per il personale manutenzione, amministrativo ed ingegneria della società RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).
Sul territorio nazionale settore ferroviario, trasporto merci su rotaia: sciopero di 24 ore: dalle 21:00 del 23/7 alle 20:59 del 24/7 e per il TPL (intera prestazione del 24/7) per il personale imprese che svolgono attività ferroviaria (CUB Trasporti/SGB).
In Salerno (Campania), sciopero di 4 ore: dalle 9:00 alle 13:00 per il personale della società SITA SUD (OSP UGL Autferro).
In Marche, sciopero di 4 ore: dalle 11:00 alle 15:00 per il personale delle aziende di trasporto pubblico locale (OSR USB Lavoro Privato).
Nella città di Bari (Puglia), sciopero di 4 ore: dalle 19:45 alle 23:45 degli operatori di esercizio della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici di Bari (OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL).
Nella provincia di Savona (Liguria), sciopero di 4 ore: dalle 10:15 alle 14:15 del personale SOC. TPL LINEA di Savona (RSU).
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 06:00:00 +0000Oggi, 12 luglio 2026, riportiamo i prezzi medi più recenti disponibili per i rifornimenti in autostrada: benzina self a 1.968 euro, gasolio self a 2.064 euro, GPL servito a 0.884 euro e metano servito a 1.582 euro (ultimo aggiornamento: 11-07-2026). Nell’articolo trovi la tabella completa e una guida chiara su come si forma il prezzo alla pompa, distinguendo tra componente fiscale e industriale, con riferimenti a accise, IVA, quotazioni internazionali e margini degli operatori. In chiusura sono inclusi anche due grafici di sintesi per una lettura immediata dell’andamento.
Ultimo aggiornamento dati: 11-07-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 1.968 |
| GPL | SERVITO | 0.884 |
| Metano | SERVITO | 1.582 |
Per la benzina, la struttura del prezzo alla pompa è determinata dalla combinazione tra componente fiscale e componente industriale. La parte fiscale pesa per il 58% del prezzo finale e comprende principalmente accise e imposta sul valore aggiunto (IVA), che vengono applicate in modo uniforme a livello nazionale e garantiscono prevedibilità normativa, ma anche una forte incidenza sul prezzo pagato dagli automobilisti. La componente industriale, pari al 42%, si articola a sua volta in due elementi: costo della materia prima e margine lordo. Il costo della materia prima incide per il 30% e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, nonché l’effetto del cambio euro/dollaro, dato che le commodity energetiche sono scambiate prevalentemente in dollari. Il margine lordo rappresenta il 12% del prezzo e copre i costi di logistica, stoccaggio, distribuzione e il guadagno degli operatori; è la quota sulla quale i gestori possono intervenire più rapidamente per adeguare i listini a dinamiche concorrenziali, promozioni o esigenze di servizio. Nel complesso, il prezzo finale della benzina risulta quindi dall’intreccio tra fattori regolatori e di mercato: mentre le imposte stabilizzano una parte rilevante del prezzo, la componente industriale trasferisce alla pompa, con tempi diversi, le variazioni dei mercati internazionali e del cambio, determinando oscillazioni anche nel breve periodo.
Il prezzo del gasolio segue una logica simile, ma con un equilibrio tra componenti diverso rispetto alla benzina. La parte fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale incide per il 55%. All’interno di quest’ultima, il ruolo predominante è svolto dalla materia prima, che vale il 45% del prezzo e risente direttamente dell’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi e delle oscillazioni del cambio euro/dollaro. Queste variabili possono trasferirsi ai listini con tempi variabili in funzione delle scorte, dei contratti di fornitura e della concorrenza tra marchi e punti vendita. Il margine lordo pesa per il 10% e rappresenta lo spazio operativo con cui gli operatori possono modulare i prezzi alla pompa, tenendo conto di costi di trasporto, gestione dei punti vendita, servizi accessori e politiche commerciali. In autostrada, dove le strutture devono garantire ampia operatività e servizi continuativi, tale margine può riflettere anche i maggiori oneri di presidio e logistica rispetto alla rete ordinaria. Nel complesso, la formazione del prezzo del gasolio è quindi fortemente influenzata dai mercati internazionali e dal cambio, con la parte fiscale che fissa una soglia significativa ma meno dominante rispetto alla benzina, e con la componente industriale che trasferisce più direttamente le tensioni dei mercati energetici sul prezzo finale pagato dagli automobilisti.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.883 per la benzina, 1.988 per il diesel, 0.779 per il gpl, 1.568 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.979 |
| Benzina | SELF | 1.876 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.509 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.000 |
| Benzina | SELF | 1.901 |
| GPL | SERVITO | 0.747 |
| Metano | SERVITO | 1.578 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.024 |
| Benzina | SELF | 1.920 |
| GPL | SERVITO | 0.862 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.005 |
| Benzina | SELF | 1.898 |
| GPL | SERVITO | 0.806 |
| Metano | SERVITO | 1.662 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.982 |
| Benzina | SELF | 1.883 |
| GPL | SERVITO | 0.717 |
| Metano | SERVITO | 1.515 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.982 |
| Benzina | SELF | 1.871 |
| GPL | SERVITO | 0.739 |
| Metano | SERVITO | 1.517 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.003 |
| Benzina | SELF | 1.893 |
| GPL | SERVITO | 0.750 |
| Metano | SERVITO | 1.499 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.984 |
| Benzina | SELF | 1.872 |
| GPL | SERVITO | 0.738 |
| Metano | SERVITO | 1.633 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.990 |
| Benzina | SELF | 1.881 |
| GPL | SERVITO | 0.859 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.982 |
| Benzina | SELF | 1.870 |
| GPL | SERVITO | 0.732 |
| Metano | SERVITO | 1.532 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.961 |
| Benzina | SELF | 1.855 |
| GPL | SERVITO | 0.779 |
| Metano | SERVITO | 1.498 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.995 |
| Benzina | SELF | 1.896 |
| GPL | SERVITO | 0.792 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.983 |
| Benzina | SELF | 1.872 |
| GPL | SERVITO | 0.735 |
| Metano | SERVITO | 1.576 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.986 |
| Benzina | SELF | 1.889 |
| GPL | SERVITO | 0.736 |
| Metano | SERVITO | 1.611 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.990 |
| Benzina | SELF | 1.885 |
| GPL | SERVITO | 0.863 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.996 |
| Benzina | SELF | 1.890 |
| GPL | SERVITO | 0.809 |
| Metano | SERVITO | 1.815 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.984 |
| Benzina | SELF | 1.877 |
| GPL | SERVITO | 0.755 |
| Metano | SERVITO | 1.598 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.991 |
| Benzina | SELF | 1.893 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.974 |
| Benzina | SELF | 1.874 |
| GPL | SERVITO | 0.779 |
| Metano | SERVITO | 1.494 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.002 |
| Benzina | SELF | 1.889 |
| GPL | SERVITO | 0.862 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.976 |
| Benzina | SELF | 1.864 |
| GPL | SERVITO | 0.752 |
| Metano | SERVITO | 1.501 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 06:00:00 +0000Il mercato italiano ha chiuso il primo semestre del 2026 in positivo. A trascinare il settore delle quattro ruote è arrivato un contributo molto importante da Fiat. Il brand, infatti, ha registrato un’ottima prima metà dell’anno, con immatricolazioni in netta crescita rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati UNRAE confermano il buon momento. Il successo è legato a una gamma sempre più ricca e articolata che, pur mantenendo la caratteristica accessibilità del brand, si sta rafforzando per proporre soluzioni sempre più complete e vantaggiose.
Fiat ha chiuso un semestre molto positivo, facendo registrare un totale di 106 mila unità immatricolate nel corso del periodo compreso tra gennaio e giugno. Per il marchio del Gruppo Stellantis, questo risultato si traduce in una crescita del 29% su base annua e in una quota di mercato che risulta essere pari all’11,39%, con un miglioramento di quasi due punti rispetto allo scorso anno.
Nello stesso periodo di tempo, il mercato auto italiano è cresciuto “solo” del 9,6%. Fiat, quindi, è stato uno dei brand con la migliore performance, incrementando il totale di unità immatricolate di quasi 25 mila esemplari. Per approfondire l’andamento del mercato italiano potete dare un’occhiata al nostro articolo sulle immatricolazioni nel primo semestre del 2026.
Ricordiamo che Fiat sta andando molto bene anche in Europa, ma per i dati completi sul primo semestre dell’anno sarà necessario attendere ancora un paio di settimane. In ogni caso, il brand dovrebbe chiudere il semestre in modo molto positivo anche sul mercato europeo. Il segreto del successo è da ricercare nei modelli che oggi compongono la gamma Fiat.
A guidare le vendite di Fiat è, naturalmente, la Panda, che si conferma la best seller del mercato italiano. Nel corso del primo semestre dell’anno, infatti, la segmento A del marchio italiano ha venduto un totale di 62 mila unità , con un risultato in leggerissima crescita rispetto allo scorso anno e con un enorme vantaggio rispetto ai concorrenti (nella Top 10 delle auto più vendute il secondo modello si è fermato a 27 mila unità ).
La crescita di Fiat non è legata alla Panda ma ad altri modelli, con la Grande Panda che si è confermata una delle vetture più richieste sul mercato italiano. Complessivamente, la Grande Panda ha toccato quota 23 mila unità immatricolate nel corso del periodo, risultando il secondo SUV più venduto in Italia nel semestre. Da segnalare anche il contributo della 500, che ha superato quota 9 mila unità vendute. Sullo stesso livello si è piazzata anche la 600.
Ricordiamo che Fiat ha già in programma un nuovo aggiornamento della gamma, con i nuovi Grizzly e Grizzly Fastback che, dopo la presentazione ufficiale avvenuta nelle scorse settimane, si preparano a fare breccia nel mercato, con l’obiettivo di incrementare la presenza del marchio. In particolare, in questo caso, il focus sarà il segmento C, con l’obiettivo di sostituire la gamma Tipo e ottenere risultati superiori in termini di volumi di vendita.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 05:30:50 +0000La Cina è sempre più un punto di riferimento del mercato delle quattro ruote a livello globale. I costruttori cinesi, infatti, oggi ricoprono un ruolo di primo piano e continuano a crescere. Il Paese, inoltre, è protagonista del mercato anche come esportatore, con volumi molto importanti. Proprio sulla questione, nel corso del mese di giugno 2026 è stato registrato un record molto importante, che segna un nuovo traguardo per la Cina.
I dati forniti dalla China Association of Automobile Manufacturers (Caam) confermano un nuovo record per le esportazioni di auto dalla Cina. Nel corso del mese di giugno 2026, infatti, il Paese ha esportato complessivamente un totale di 1,037 milioni di veicoli.
Questo dato rappresenta una crescita significativa rispetto al passato. In particolare, nel confronto con il mese di maggio 2026 si registra una crescita dell’11,6%. In confronto allo scorso anno, invece, le esportazioni sono cresciute del 75,1%, evidenziando gli enormi passi in avanti fatti dall’industria cinese. Il mese di giugno è stato, quindi molto positivo.
Allo stesso modo, però, l’export cinese ha raggiunto risultati eccellenti nel corso del primo semestre, con oltre 5 milioni di veicoli esportati e una crescita su base annua del 63,5% che conferma un trend che va avanti da tempo e che rafforza il ruolo della Cina come riferimento del mercato.
I risultati ottenuti dalla Cina nel corso del primo semestre dell’anno sono sensibilmente superiori rispetto alle stime iniziali. Le previsioni della Caam per l’intero 2026 prevedevano un totale di 7,4 milioni di veicoli esportati e una crescita di appena il 4,3% su base annua.
Considerando il ritmo attuale (con il semestre chiuso con un +63,5%), il mercato cinese dovrebbe superare quota 10 milioni di unità esportate, raggiungendo risultati impensabili fino a pochi anni fa. Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire quali saranno i reali risultati del mercato.
Nel frattempo, il mercato cinese sta rallentando mentre l’Europa deve fare i conti con concorrente sempre più agguerrito.
La Caam ha evidenziato un vero e proprio cambiamento strutturale per le esportazioni di auto al di fuori dalla Cina. Per la prima volta, infatti, la categoria di veicoli a nuova energia (Nev), che comprende elettriche, ibride plug-in, auto a idrogeno e altri carburanti alternativi, ha superato quota 50% delle spedizioni.
Nel corso del mese di giugno, i veicoli Nev hanno raggiunto quota 523 mila esportazioni, con una crescita di 1,6 volte. Nel corso del primo semestre, invece, le esportazioni sono state di 2,355 milioni di untià , con un incremento di 1,2 volte rispetto ai livelli raggiunti nello stesso semestre dello scorso anno.
Per il futuro, la Cina punta a nuovi obiettivi per il settore automotive. Il Governo ha pubblicato il  “Piano d’azione per il picco delle emissioni di carbonio del 15esimo piano quinquennale”. Tra le novità previste c’è la volontà di portare al 30% la quota del parco circolante per i veicoli a nuova energia che, quindi, dovranno più che raddoppiare la quota rispetto ai livelli attuali (nel 2025 erano al 12%). Questo target dovrebbe essere raggiunto entro il 2030.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 05:30:12 +0000Per gli esperti Jude Bellingham è il prototipo dell’incursore moderno, un talento che non può essere confinato a un’unica zona del campo. Una volta recuperato il pallone lontano dall’area di rigore, colpisce al minimo errore avversario grazie a un fiuto del gol raro tra i centrocampisti. Una presenza difficile da contrastare come l’auto scelta dal madridista: una BMW XM, il grande SUV ibrido plug-in sviluppato dalla divisione M.
Gli allenatori possono stare tranquilli: anche quando gli spazi latitano, lui trova quasi sempre il pertugio. Al contrario, la vettura mostra i muscoli, lunga 5,11 metri e larga oltre 2, specchietti esclusi. I grandi reni BMW illuminati coprono buona parte del frontale e le linee squadrate della carrozzeria fanno apparire il modello ancora più massiccio di quanto suggeriscano le dimensioni.
Di profilo spiccano i passaruota pronunciati, riempiti da cerchi che possono raggiungere i 23 pollici. Una fascia decorativa corre lungo le fiancate e prosegue verso la coda, dove i quattro terminali di scarico sono disposti verticalmente. Sul lunotto compaiono due piccoli loghi BMW, un omaggio alla M1, la prima automobile realizzata autonomamente dal reparto Motorsport.
Il prezzo colloca la XM in una categoria riservata a pochi. In occasione del lancio sul mercato italiano, la versione da 653 CV richiedeva 178.800 euro, cifra salita successivamente oltre i 180.000 euro. Per la più potente Label Red si superavano invece i 200.000 euro, prima ancora di aggiungere eventuali optional.
Fin dal debutto, la gigantesca calandra ha suscitato parecchie discussioni, ma l’abitacolo segue una logica più razionale. Sulla plancia il conducente può facilmente consultare il quadro strumenti e lo schermo dedicato all’infotainment, mentre dietro i passeggeri si accomodano sul divano M Lounge. Il rivestimento del tetto presenta una struttura tridimensionale, valorizzata dall’illuminazione ambientale.
Le immagini disponibili impediscono di stabilire con esattezza quale versione utilizzi Bellingham. Sulla XM originaria, 653 CV e 800 Nm di coppia arrivano da un V8 biturbo di 4,4 litri aiutato da un motore elettrico. Secondo i dati ufficiali della Casa, passa da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi e può percorrere fino a 82 km in modalità elettrica.
Al vertice, la XM Label si fa riconoscere per alcuni dettagli specifici e la potenza accreditata di 748 CV e 1.000 Nm di coppia, che le valgono uno 0-100 in 3,8 secondi. La massa raggiunge però 2.800 kg: una mole enorme, tenuta a bada dalla trazione integrale M xDrive e dall’assetto adattivo.
Fra pochi minuti Bellingham dovrà scambiare la comodità della sua BMW con la tensione di un quarto di finale mondiale. Norvegia e Inghilterra si affrontano a Miami alle 23 italiane. Soltanto una staccherà il pass per la semifinale contro la vincente di Argentina-Svizzera.
Il numero 10 del Real Madrid arriva all’appuntamento con quattro gol e un assist nel torneo. In coppia con Harry Kane, ha deciso gli ottavi contro i padroni di casa del Messico segnando due volte. Sul fronte opposto la nazionale scandinava di Erling Haaland viene dall’impresa contro il Brasile. Due compagni ai tempi del Borussia Dortmund diventano rivali nella notte di Miami: per uno dei due, il viaggio mondiale finirà qui.
Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 20:30:09 +0000Il futuro di Fiat è legato a un importante aggiornamento della gamma che passa anche per il debutto dei nuovi Grizzly e Grizzly Fastback, due modelli destinati a ricoprire un ruolo di primo piano nel segmento C del mercato europeo.
Per celebrare al meglio il suo 127° anniversario, nella giornata di oggi, Fiat ha scelto di realizzare un video dedicato che ha come protagonisti i due nuovi membri della gamma.
Questa scelta conferma l’importanza che Grizzly e Grizzly Fastback ricoprono per il futuro. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito, verificando quali sono state le dichiarazioni del CEO del brand.
Il video celebrativo diffuso in queste ore da Fiat è stato pubblicato sull’account Instagram del brand. Eccolo:
Olivier Francois, CEO di FIAT e CMO globale di Stellantis, ha commentato:
Con Grizzly e Grizzly Fastback, FIAT completa la sua gamma con due silhouette distinte per due diverse tipologie di clienti, ciascuna progettata per soddisfare le reali esigenze quotidiane delle famiglie. Grizzly è il SUV per chi cerca spazio e comfort, mentre Grizzly Fastback è pensato per i clienti che desiderano gli stessi vantaggi razionali in una silhouette più distintiva. Presentarli nel giorno del compleanno di FIAT è stata una scelta naturale. Perché non si tratta di un semplice lancio: è FIAT che fa ciò che ha sempre saputo fare meglio: rendere il trasporto familiare, semplice, accessibile e davvero conveniente dall’Europa al Medio Oriente e Africa, al Sud America.â€
Fiat sta vivendo un momento molto positivo, con immatricolazioni in forte crescita in Italia e in Europa. Il segreto del successo è rappresentato dall’aggiornamento della gamma. Oltre alla “solita” Panda, che continua a registrare volumi di vendita importanti, guidando il mercato italiano per unità vendute anche nel corso del primo semestre del 2026, la Casa italiana sta arricchendo la sua offerta.
Modelli come la Fiat 600 e la Fiat 500, soprattutto con la nuova versione ibrida, stanno dando un contributo importante. Il progetto Grande Panda, protagonista del mercato con ottimi volumi di vendita in Italia, è sempre più solido e il modello sta diventando un vero e proprio punto di riferimento per il brand.
L’arrivo di Grizzly e Grizzly Fastback rappresenta un’opportunità importante per Fiat. La Casa si prepara a espandere la sua presenza nel segmento C del mercato, colmando un vuoto lasciato dalla Fiat Tipo. Si tratta di un progetto chiave per il futuro e che ha tutte le potenzialità per diventare un nuovo successo, seguendo quanto già visto con la Grande Panda.
La Casa italiana ha chiarito che Grizzly porterà spazio, comfort e praticità quotidiana nel formato SUV, mentre Grizzly Fastback aggiunge una silhouette più distintiva, mantenendo la stessa attenzione alla funzionalità e alle esigenze familiari. I due modelli andranno a posizionarsi nel segmento C, con una lunghezza di 4,4 e 4,5 metri rispettivamente, e un ampio bagagliaio.
Maggiori dettagli in merito arriveranno nel corso delle prossime settimane. Nel frattempo, però, Fiat non intende fermarsi e sta pianificando il lancio dei suoi nuovi modelli nei minimi dettagli. L’obiettivo è chiaro: il marchio vuole crescere e rafforzare la sua posizione sul mercato con una gamma sempre più ricca e articolata. Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse.
Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 14:30:23 +0000