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News passione motori

News n. 1
Il gasolio tocca nuovi record, Meloni chiede un intervento immediato dell’Europa

Il caro carburanti non conosce tregua e sta ormai riscrivendo i record storici. Alla vigilia del Consiglio dei ministri chiamato nuovamente a decidere interventi contro il rincaro alla pompa, il gasolio in autostrada ha sfondato quota 2,3 euro al litro, arrivando a 2,313 euro, mentre la benzina ha toccato i 2,212 euro. Numeri che raccontano bene quanto la situazione sia ormai fuori controllo, complice un contesto internazionale sempre più instabile.

Record storico del gasolio

Sulla rete stradale, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio della benzina in modalità self service si attesta oggi a 2,120 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge quota 2,231 euro, un dato che segna un nuovo massimo storico per il carburante diesel. Il precedente record, fissato nella settimana del 14 marzo 2022, si fermava infatti a 2,154 euro al litro sulla rete ordinaria.

Va sottolineato come questi valori, seppur già molto elevati, includano ancora l’effetto calmierante del taglio alle accise attualmente in vigore, in scadenza domani 17 settembre. Senza questo intervento fiscale, il prezzo medio nazionale del gasolio raggiungerebbe i 2,416 euro al litro, un dettaglio che fa comprendere quanto la misura, pur temporanea, stia continuando a offrire un margine di respiro agli automobilisti italiani, proprio nel momento in cui il petrolio, con il Brent stabile intorno ai 110 dollari al barile, continua a spingere al rialzo l’intera filiera energetica.

Servono “azioni mirate e immediate a livello europeo”

Di fronte a questa escalation, la premier Giorgia Meloni ha scelto di alzare il tiro, spostando la questione dal piano nazionale a quello continentale. In un colloquio con il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, la presidente del Consiglio ha sottolineato come il continuo aumento dei prezzi dell’energia non rappresenti affatto un problema circoscritto all’Italia, ma richieda piuttosto “azioni mirate e immediate a livello europeo, a sostegno delle imprese e dei cittadini europei“.

Meloni ha inoltre condiviso con Costa la proposta di porre la competitività al primo punto dell’agenda del prossimo Consiglio europeo, un segnale che testimonia quanto il dossier energetico sia ormai considerato prioritario a livello comunitario, complice anche una crisi che sta iniziando a preoccupare non solo per il fronte carburanti, ma anche per le bollette di luce e gas in vista dell’inverno alle porte. Non a caso, diverse associazioni dei consumatori stanno già sollecitando il governo a studiare misure preventive per evitare una stangata sui consumi energetici domestici nei prossimi mesi.

Bonus carburante non ancora pronto, si avvicina l’ennesima proroga

Sul fronte interno, la situazione resta incerta. Le misure selettive basate sul reddito, quelle che dovrebbero sostituire stabilmente i tagli lineari alle accise, potrebbero non essere ancora pronte in tempo per il Consiglio dei ministri di domani. Da qui l’ipotesi, sempre più concreta, di un’ulteriore breve proroga, forse di una settimana, del taglio alle accise sul gasolio attualmente in scadenza.

Una parte delle decisioni definitive potrebbe dipendere dai dati Istat sui conti pubblici, attesi per il 22 settembre, che permetteranno di verificare se il rapporto tra deficit e Pil scenderà sotto la soglia del 3%, aprendo eventualmente la strada all’uscita dell’Italia dalla procedura Ue per deficit eccessivo. Un margine di manovra che potrebbe influenzare direttamente anche le risorse disponibili per i prossimi interventi sul fronte carburanti.

Intanto, sempre il 22 settembre, scatterà anche il cosiddetto Bonus colonnine: da quella data i cittadini potranno presentare domanda per ottenere il contributo del Ministero delle Imprese destinato all’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica a uso privato. La dotazione complessiva ammonta a 68 milioni di euro fino al 2030, con un contributo che copre l’80% delle spese sostenute per acquisto e posa in opera delle colonnine, fino a un massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per gli interventi condominiali.

Nel frattempo, il conto salato per gli automobilisti continua a crescere: secondo le stime diffuse da Codacons, in un solo mese, dal 15 agosto a oggi, un pieno di gasolio o benzina in autostrada è aumentato di circa 7 euro, per un aggravio complessivo che sfiorerebbe i 695 euro annui a famiglia. Numeri che spiegano bene perché il tema resti in cima all’agenda politica di questo scorcio d’autunno, sospeso tra la necessità di una risposta europea di lungo periodo e la richiesta, sempre più pressante, di soluzioni immediate per chi ogni giorno deve fare i conti con il caro pieno.

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 08:54:34 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi 16 settembre 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane mostra alcune criticità importanti, con eventi che vanno da code dovute a lavori e fiere fino a situazioni critiche come veicoli in fiamme sulla A12 tra Santa Severa e Civitavecchia. Significativa anche una coda di oltre 6 km per safety car sulla A1 tra Piacenza e Fiorenzuola e blocchi causati da incidenti e lavori vari, che analizzeremo dettagliatamente per ogni tratta autostradale.

A1 MILANO-NAPOLI



10:04 – Piacenza e Fiorenzuola
Coda per safety car dovuta a scorta veicoli
Direzione Milano
La coda si estende dal km 58.4 al km 65.0 per una lunghezza di 6.6 km.



10:03 – Fabro e Orvieto
Coda di 2 km dovuta a lavori
Direzione Napoli
La coda va dal km 434.9 al km 432.9.



10:01 – Terre di Canossa – Campegine e Parma
Coda per Fiera
Direzione Milano
La coda si estende dal km 110.4 al km 112.0 per una lunghezza di 1.6 km.



10:00 – Nodo Napoli Centro Direzionale e Bivio A1/A3 Napoli-Salerno
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Napoli
La zona interessata va dal km 759.8 al km 757.92 per 1.88 km.



09:55 – Uscita Parma
Coda per Fiera
Direzione in entrambe le direzioni
Specificate facilmente per l’uscita a Parma.



09:28 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal km 267.0 al km 277.0 per una lunghezza di 10 km.



08:17 – Torrenova e Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A.
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
La coda si estende dal km 20.0 al km 18.0 per una lunghezza di 2 km.

A4 TORINO-TRIESTE



09:39 – Monza e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La coda interessa un tratto dal km 126.2 al km 139.0, per una lunghezza complessiva di 12.8 km.

A7 MILANO-GENOVA



09:34 – Busalla e Genova Sampierdarena
Pioggia in zona autostradale
Direzione in entrambe le direzioni
Il tratto interessato va dal km 133.6 al km 111.5 per una lunghezza di 22.1 km.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



09:46 – Lago di Como e Como Monte Olimpino
Coda per veicolo in avaria
Direzione Lainate
La coda è presente dal km 39.6 al km 40.0, lunga 0.4 km.



08:48 – Como Centro e Chiasso Uscita Merci
Coda per operazioni doganali
Direzione Svizzera
La coda si estende dal km 41.37 al km 35.0 per una lunghezza di 6.37 km.



08:26 – Origgio e Bivio A9/A8 Milano-Varese
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Lainate
La tratta interessata va dal km 10.7 al km 14.35 per una lunghezza di 3.65 km.

A11 FIRENZE-PISA NORD



09:26 – Montecatini Terme e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Firenze
Il tratto interessato va dal km 7.0 al km 28.0, per una lunghezza complessiva di 21 km.



08:51 – Firenze Ovest e Firenze Peretola
Coda di 3 km per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Firenze
La coda si estende dal km 0.0 al km 4.0.

A12 GENOVA-ROMA



09:55 – Santa Severa e Civitavecchia sud
Traffico bloccato e coda di 1 km per veicolo in fiamme
Direzione Ss1 Aurelia
La coda si estende dal km 49.0 al km 48.0 (1 km di lunghezza).



09:39 – Santa Severa e Civitavecchia sud
Presenza di fumo per veicolo in fiamme
Direzione in entrambe le direzioni
Zona al km 49.0 interessata da fumo.



09:05 – Bivio A12/A7 Milano-Genova e Sestri Levante
Pioggia sull’autostrada
Direzione in entrambe le direzioni
Il tratto interessato è dal km 48.7 al km 0.0 per una lunghezza di 48.7 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



09:41 – Pescara Nord e Pineto
Coda di 1 km dovuta a lavori
Direzione Ancona
La coda si estende dal km 359.6 al km 361.0.



09:17 – Fermo Porto San Giorgio e Porto Sant’ Elpidio
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
Il tratto interessato va dal km 276.8 al km 277.8.



08:41 – Area di servizio Sangro est
Servizi igienici non disponibili per interruzione erogazione idrica
Direzione Pescara



08:41 – Area di servizio Sangro ovest
Servizi igienici non disponibili per interruzione erogazione idrica
Direzione Taranto



08:31 – Ancona sud e Porto Sant’ Elpidio
Vento forte
Direzione in entrambe le direzioni
Il tratto interessato va dal km 262.6 al km 245.5 per una lunghezza di 17.1 km.

A24 COMPLANARE TPU SX



08:32 – Svincolo di Tor Cervara e Bivio Complanare / GRA
Coda di 1 km per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.

TANGENZIALE DI NAPOLI (A56)



09:33 – Corso Malta provenendo da Allacc. Diramazione Capodichino
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Lunghezza coda 0.0 km.



09:32 – Fuorigrotta e Capodimonte
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
La coda si estende dal km 16.1 al km 11.3 per 4.8 km di lunghezza.



09:32 – Capodimonte e Corso Malta
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
La tratta interessata è lunga 2.7 km.



09:16 – Doganella e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La coda è lunga 0.8 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 08:08:00 +0000
News n. 3
Governo al lavoro per il taglio al bollo auto e moto, l’ipotesi dello sconto variabile

Torna d’attualità un tema che sta a cuore a milioni di automobilisti italiani: quello del bollo auto, la tassa annuale che ogni proprietario di veicolo conosce fin troppo bene. Con i lavori sulla prossima legge di Bilancio ormai entrati nel vivo, il vicepremier Antonio Tajani rilancia il vecchio progetto dell’abolizione della tassa automobilistica, mentre il resto della maggioranza sembra orientato verso una soluzione più graduale.

Al lavoro sulla legge di bilancio

Mentre il governo continua a cercare la formula giusta per alleggerire dal caro carburanti le categorie più colpite dai rincari al distributore, tra le misure allo studio per sostenere il ceto medio torna sul tavolo anche l’ipotesi di intervenire sul bollo. Il leader di Forza Italia ha parlato esplicitamente di “abolizione del bollo auto e bollo moto“, rilanciando così un cavallo di battaglia storico del proprio partito.

Un’ipotesi che la maggioranza starebbe effettivamente prendendo in considerazione, ma con un approccio meno drastico rispetto alla cancellazione totale della tassa. Secondo quanto riferito da Il Sole 24 Ore, il governo starebbe infatti valutando l’introduzione di sconti calibrati in base a due parametri principali: la potenza del motore e l’impatto ambientale del veicolo.

Sconto variabile e non per tutti

Il meccanismo allo studio prevede una riduzione diversificata a seconda delle classi di appartenenza dei veicoli, a condizione che i possessori siano in regola con i pagamenti pregressi. La logica alla base della proposta è chiara: lo sconto andrebbe progressivamente a diminuire con l’aumentare della potenza del motore, premiando così le vetture più piccole e meno inquinanti.

Chi possiede un’utilitaria o un’auto di piccola cilindrata potrebbe quindi beneficiare del taglio più consistente sulla tassa automobilistica, mentre il vantaggio si ridurrebbe man mano che si sale verso motorizzazioni più potenti. Il meccanismo, secondo le indiscrezioni circolate finora, arriverebbe fino ad azzerarsi completamente per SUV, auto sportive e vetture di lusso, categorie che quindi resterebbero escluse da qualsiasi beneficio fiscale legato a questa specifica misura.

Una scelta che riflette l’obiettivo dichiarato dalla maggioranza di concentrare le risorse disponibili su chi possiede veicoli più contenuti e meno impattanti dal punto di vista ambientale, piuttosto che distribuire lo sconto in modo uniforme su tutta la platea degli automobilisti italiani, indipendentemente dal tipo di vettura posseduta.

Gli attuali esonerati dal pagamento del bollo

Va ricordato che il bollo auto è una tassa annuale obbligatoria per tutti i veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico, calcolata sulla base della norma di emissione e della potenza del motore riportate sulla carta di circolazione. Esistono già oggi alcune categorie esonerate dal versamento all’Automobile Club d’Italia: i proprietari con, in particolare chi ha gravi limitazioni della capacità di deambulazione, chi è affetto da pluriamputazioni o ha ridotte capacità motorie, oltre a persone non vedenti, sorde o con handicap psichico o mentale titolari di indennità di accompagnamento.

Un’altra esenzione riguarda i veicoli elettrici, anche se limitata nel tempo: lo sconto totale vale infatti soltanto per i primi cinque anni dall’immatricolazione, dopo i quali scatta una riduzione del 75% rispetto all’importo ordinario. Proprio partendo da questo impianto già esistente, l’esecutivo starebbe valutando di estendere una logica simile, seppur con percentuali diverse, anche ad altre categorie di veicoli.

Resta comunque da capire come si evolverà concretamente la proposta nelle prossime settimane, quando i lavori sulla Manovra entreranno nella fase più delicata. Al momento si tratta ancora di indiscrezioni e ipotesi allo studio, senza alcuna formalizzazione definitiva: per conoscere i dettagli concreti su percentuali di sconto e categorie effettivamente coinvolte, non resta che attendere l’evolversi del confronto politico all’interno della maggioranza.

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 07:31:40 +0000
News n. 4
Precedenza agli incroci, quasi tutti sbagliano questo quiz della patente

C’è una figura dei quiz per la patente che continua a mettere in difficoltà molti aspiranti automobilisti. È la figura 632, un incrocio apparentemente caotico nel quale quattro auto – D, P, B e N – devono attraversare l’intersezione senza semafori, vigili o segnali di precedenza.

Il punto fondamentale è ricordare una delle regole più importanti del Codice della Strada: in assenza di diversa segnalazione, bisogna dare la precedenza al veicolo che proviene da destra. L’articolo 145 del Codice della Strada stabilisce infatti la precedenza a destra quando le traiettorie dei veicoli stanno per intersecarsi.

La soluzione

Nella figura 632 l’ordine corretto di passaggio è:

1. D → 2. P → 3. B → 4. N

Ma perché?

Il veicolo D è quello che ha la destra libera rispetto alla propria traiettoria. Può quindi impegnare per primo l’incrocio. La sua manovra è particolarmente importante: D svolta a destra e, seguendo la traiettoria indicata nella figura, non deve attendere nessuno proveniente dalla propria destra.

Una volta che D ha liberato l’incrocio, anche il veicolo P si trova con la destra libera. P può quindi procedere e attraversare l’intersezione. È proprio il passaggio di D a liberare la traiettoria che permette a P di avanzare

Dopo P, può passare B. Prima del passaggio di P, infatti, B deve rispettare la precedenza del veicolo che si trova alla sua destra, cioè P. Una volta transitato P, B può procedere.

Il veicolo N è quello che deve aspettare più a lungo. La sua destra è occupata da B, quindi N deve lasciarlo passare. Soltanto dopo il transito di B, N può completare la propria manovra

Il trucco per ricordarlo

In un incrocio di questo tipo conviene non guardare semplicemente quale auto sembra arrivare prima. Bisogna invece osservare la direzione della traiettoria e chiedersi:

“Chi ho alla mia destra?”

In questo caso si crea una sorta di catena:

D ha la destra libera → passa D → si libera P → passa P → si libera B → passa B → infine passa N.

Quindi la sequenza da memorizzare è:

D → P → B → N

È infatti errato pensare che B e D possano passare contemporaneamente o che N possa passare prima di B: i quiz ufficiali sulla figura 632 considerano queste affermazioni false.

Fai il nostro quiz

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 06:06:07 +0000
News n. 5
Jeep Compass: a chi è consigliata, prezzo e motorizzazioni

Jeep Compass inaugura nel 2026 una fase completamente nuova per il C-SUV americano. Progettata per il mercato globale, con un focus particolare sull’Europa, la nuova generazione nasce sulla piattaforma STLA Medium di Stellantis. La Casa introduce una nuova gamma totalmente elettrificata composta da motorizzazioni e-Hybrid, Plug-In Hybrid 4xe e Full Electric.

Compass oggi è una delle vetture più importanti della strategia Jeep in Europa, viene prodotta nello stabilimento Stellantis di Melfi e, rispetto alla generazione precedente, cresce nelle dimensioni, migliora l’efficienza aerodinamica e porta al debutto un abitacolo molto più tecnologico e spazioso.

Il marchio oggi vuole rafforzare la propria presenza nel competitivo segmento dei SUV compatti premium, e lo fa con la nuova Compass, pur mantenendo le note caratteristiche che hanno reso questa Jeep uno dei modelli più apprezzati della gamma: il design robusto, un livello elevato di comfort e autentiche capacità off-road.

Dimensioni e design

Anche dal punto di vista estetico, oggi Jeep Compass vive una grande evoluzione. Le linee sono più tese e moderne, nonostante mantengano gli elementi stilistici tipici del marchio Jeep.

Il frontale presenta ancora la classica griglia a sette feritoie, che nel 2026 è stata reinterpretata con un look più tecnologico e integrata con gruppi ottici full LED dal design sottile. Il cofano alto, i passaruota squadrati e le protezioni inferiori confermano l’anima da SUV autentico.

Il SUV cresce nelle dimensioni: la nuova Compass infatti è lunga circa 4,55 metri, larga 1,90 metri e alta 1,68 metri circa, è in grado quindi di offrire una maggiore abitabilità interna e una presenza su strada più importante. Anche il passo cresce, migliorando il comfort per i passeggeri posteriori. Il bagagliaio offre un’ottima capacità (550 litri con i sedili in uso, a cui possiamo aggiungere altri 34 litri di capacità ricavati nei vari vani portaoggetti sparsi nell’abitacolo).

Un altro aspetto su cui Jeep si è concentrata, prestando particolare attenzione, è l’efficienza aerodinamica. La piattaforma STLA Medium permette di ottimizzare i flussi d’aria e di diminuire i consumi, soprattutto nelle varianti elettrificate.

Nonostante l’impostazione più moderna e urbana, la nuova Jeep Compass mantiene le sue ottime capacità off-road grazie all’altezza da terra elevata e alle versioni 4xe a trazione integrale.

Allestimenti

Jeep ha pensato a differenti allestimenti in gamma, per soddisfare le esigenze di tutti, dal cliente privato alle flotte aziendali:

A seconda degli allestimenti sono disponibili diverse personalizzazioni estetiche.

Interni

L’abitacolo compie un importante salto generazionale, all’interno della nuova Jeep Compass troviamo infatti una plancia completamente ridisegnata, con un’impostazione più pulita e moderna. Al centro si posiziona un ampio display touchscreen per l’infotainment, davanti al guidatore invece la strumentazione digitale è totalmente configurabile.

Il sistema multimediale supporta aggiornamenti over-the-air, navigazione connessa e piena compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto. Altro aspetto degli interni su cui Jeep ha lavorato parecchio è l’abitabilità. Grazie al passo più lungo infatti anche lo spazio per i passeggeri posteriori aumenta.

Jeep ha scelto di usare materiali più curati, finiture moderne e una migliore insonorizzazione, che rendono più elevata la qualità percepita del C-SUV, oggi più confortevole soprattutto nei lunghi viaggi.

Molto ricca la dotazione tecnologica dedicata alla sicurezza: numerosi sistemi ADAS di ultima generazione, tra cui mantenimento attivo della corsia, cruise control adattivo e assistenza avanzata alla guida in autostrada.

Motorizzazioni

Il SUV americano abbraccia la strategia multi-energy di Stellantis e offre in gamma differenti soluzioni elettrificate:

Secondo i dati ufficiali Jeep, l’autonomia massima può raggiungere fino a circa 650 km nel ciclo WLTP, la piattaforma STLA Medium consente tempi di ricarica rapidi e una gestione energetica più efficiente.

Prezzi

Il listino della nuova Jeep Compass parte da 40.900 euro per le versioni e-Hybrid d’ingresso. Le varianti Plug-In Hybrid 4xe si posizionano su livelli superiori, le Full Electric rappresentano il top della gamma (si può arrivare a superare anche i 57.000 euro di listino, nel caso della Full Electric 4xe Overland).

A chi è consigliata

Jeep Compass è un SUV versatile e adatto a tipologie di automobilisti differenti, possiamo tranquillamente dire che la e-Hybrid da 145 CV è ideale per famiglie e utenti urbani che desiderazioni spazio, comfort e consumi contenuti.

La 4xe Plug-In Hybrid è perfetta per chi vive in zone montane o percorre spesso strade sterrate, mentre le varianti Full Electric rappresentano la soluzione perfetta per professionisti, aziende e utenti che vogliono un SUV tecnologico, silenzioso e con un’ottima autonomia per viaggiare.

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 06:00:13 +0000
News n. 6
Sciopero dei trasporti settembre 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di settembre 2026 il panorama degli scioperi in Italia sarà particolarmente intenso e interesserà numerose categorie di lavoratori, con impatti diretti soprattutto sul trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo, marittimo e dei servizi portuali. In questo articolo trovate il calendario giorno per giorno di tutte le agitazioni annunciate, suddivise per città e regione, oltre alle informazioni operative su durata, categorie coinvolte e orari. Le notizie sono aggiornate agli ultimi dati disponibili: ecco il dettaglio completo dei principali scioperi previsti per settembre 2026.

Sciopero 4 settembre 2026

Nella città di Genova, in Liguria, è indetto uno sciopero a rilevanza territoriale che coinvolge il trasporto pubblico locale. L’agitazione riguarda il personale della società AMT di Genova e si svolgerà con varie modalità per un totale di 8 ore, proclamato dal sindacato OST CUB TRASPORTI.

Sciopero 5 settembre 2026

Nella provincia di Venezia (Veneto) è previsto uno sciopero locale nel settore del trasporto pubblico locale. Lo sciopero interessa la società ATVO di Venezia e coinvolge il personale dalle 16.00 alle 20.00, promosso dai sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Sciopero 7 settembre 2026

Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige) è indetto uno sciopero di 3 ore dalle 09.01 alle 11.59 per il trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della Società SASA. Sindacati promotori: OSR FILT-CGIL, FITSGB-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO, ASGB GTV, ORSA TRASPORTI, USB LAVORO PRIVATO.

In Piemonte è stato fissato uno sciopero di 24 ore per il settore ferroviario (personale Trenitalia Direzione Customer Operations CSVD Regionale Piemonte) proclamato da OSR ORSA FERROVIE.

Nella regione Trentino-Alto Adige il personale mobile della Trenitalia Direzione Operazioni e Rete (DOR) è coinvolto in uno sciopero di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.00.

A Verona (Veneto), è previsto uno sciopero del personale manutenzione, amministrativo ed ingegneria della RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud, 24 ore (21.17 del 7/9 alle 21.00 dell’8/9).

A livello nazionale, sciopero del settore ferroviario per il personale plurisettoriale e macchinisti FS dalle 21.18 del 7/9 alle 21.00 dell’8/9 (CUB TRASPORTI, SGB, CAT, Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI).

Nel settore elicotteri, lo sciopero di 24 ore (00.00-23.59) coinvolge i piloti della società Avincis Italia (FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

Sciopero 8 settembre 2026

Scioperi diffusi nel settore ferroviario su tutto il territorio nazionale (CUB TRASPORTI/SGB, CAT, Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI), coinvolgendo anche il trasporto pubblico locale con il personale ferroviario.

In Piemonte coinvolto il personale Trenitalia Regionale (OSR ORSA FERROVIE).

A Verona (Veneto) coinvolto il personale manutenzione, amministrativo, ingegneria della RFI DOIT Verona.

Sciopero 10 settembre 2026

Nella città di Foggia (Puglia) sciopero di 8 ore (8.30-12.30 / 15.30-19.30) nel trasporto pubblico locale. Interessato il personale ATAF di Foggia.

A Trento (Trentino-Alto Adige) sciopero di 4 ore (11.00-15.00) per il personale Trentino Trasporti.

A Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero di 4 ore per il personale Arriva Udine (servizio urbano 17.45-21.45; extraurbano 17.00-21.00).

In Lombardia sciopero regionale nel trasporto merci (DB Cargo Italia Regione Lombardia, 24 ore).

A livello nazionale, sciopero per il trasporto merci (Captrain Italia, dalle 16.01 del 10/9 alle 16.00 dell’11/9).

Sciopero 11 settembre 2026

Sciopero nazionale trasporto merci (personale CAPTRAIN ITALIA, 24 ore: 16.01 10/9 – 16.00 11/9, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

Sciopero nazionale settore aereo (personale navigante tecnico Poste Air Cargo, 00.00-04.00).

Sciopero 13 settembre 2026

Nella città di Roma, sciopero a rilevanza nazionale per il personale Security Aeroporti ADR di Fiumicino e Ciampino, 24 ore. Altro sciopero nella fascia 11.00-15.00 per il personale Aviation Services Aeroporti ADR.

All’aeroporto Marco Polo di Venezia (Veneto) sciopero 10.00-14.00 del personale Sicuritalia IVRI.

Sciopero negli aeroporti di Pisa e Firenze (Toscana) per il personale Toscana Aeroporti, GH Toscana e Consulta, 11.00-15.00.

Sciopero regionale a Alghero (Sardegna): personale SOGEAAL, 24 ore.

Sciopero 13.00-17.00 nell’aeroporto di Cagliari Elmas: personale SOGAER/SOGAERSECURITY/SOGAERDYN.

Sciopero 14 settembre 2026

Nella città di Bergamo (Lombardia) previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale dalle 8.30 alle 12.30, che riguarda il personale Arriva Italia. Indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero 15 settembre 2026

Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 4 ore dalle 12.45 alle 16.45 che coinvolge il personale delle Metropolitane area Ferro ANM di Napoli.

A Firenze (Toscana) previsto sciopero di 24 ore del personale Autolinee Toscane, ed un ulteriore sciopero di 4 ore (09.30-13.30) per personale GEST.

A Prato (Toscana) previsto sciopero di 24 ore presso Autolinee Toscane sede operativa di Prato.

A Pisa (Toscana) sciopero di 4 ore (17.30-21.30) presso Autolinee Toscane.

A Ravenna (Emilia-Romagna) due scioperi per personale Start Romagna, 3.5 ore (8.30-12.00).

A Venezia (Veneto) sciopero 24 ore per personale ATVO Venezia.

Sciopero 18 settembre 2026

Nella città di Firenze (Toscana) sciopero di 24 ore per il personale Autolinee Toscane Bacino Urbano Forte di Firenze, proclamato da RSA FAISA-CISAL.

In Abruzzo (tutte le province), sciopero regionale di 4 ore (09.00-13.00) per il personale TUA Regione Abruzzo, indetto da OSR UGL-AUTOFERRO/ORSA TRASPORTI.

Sciopero 19 settembre 2026

Nella città di Genova (Liguria) sciopero di 24 ore per il personale AMT di Genova, varie modalità, sindacato OST CUB TRASPORTI.

Sciopero 20 settembre 2026

A livello nazionale, nel settore trasporto merci, sciopero per il personale SBB Cargo Italia per 8 ore: dalle 22.00 del 20/09 alle 5.59 del 21/09, promosso da OSR ORSA FERROVIE.

Sciopero 21 settembre 2026

Nella città di Bologna (Emilia-Romagna) sciopero territoriale di 8 ore (09.01-17.00) per il personale d’esercizio e amministrativo della società RFI ONAE-ONI Bologna, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

In tutta Emilia-Romagna, sciopero regionale 8 ore (09.01-17.00) per il personale Trenitalia (customer operations sedi di Bologna, Reggio Emilia storica e AV Mediopadana, Rimini).

Nella città di Roma (Lazio) sciopero di 4 ore (08.30-12.30) presso Ago Uno comuni di Albano Laziale, Ariccia, Genzano di Roma e Lanuvio.

Sciopero 22 settembre 2026

In Umbria (tutte le province), sciopero regionale 24 ore per personale Busitalia Sita Nord Regione Umbria (USB Lavoro Privato).

Sciopero 23 settembre 2026

Nelle Marche (tutte le province), sciopero regionale 24 ore per il personale delle aziende di trasporto pubblico locale, indetto da USB Lavoro Privato.

Sciopero 26 settembre 2026

In Campania (tutte le province) sciopero regionale, le prime 4 ore di ogni turno lavorativo per il personale Consorzio Stabile BACNET & FACILITY (pulizie, decoro, impianti e stazioni), indetto da COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 28 settembre 2026

Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 4 ore (08.00-12.00) per il personale AIR Campania.

A livello nazionale, settore marittimo, sciopero 24 ore per aziende del settore portuale (USB Mare e Porti).

Sciopero 29 settembre 2026

Sciopero nazionale di 24 ore per i piloti del settore elicotteri della società Avincis Italia (sciopero “virtuale”, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

Sciopero 30 settembre 2026

A livello nazionale nel settore aereo, sciopero 4 ore (13.00-17.00) per il personale ENAV e TECHNO SKY. Partecipa anche il personale ENAV APT Linate, APT Bologna, APT Bari.

Nella città di Roma (Lazio) sciopero locale 4 ore (13.00-17.00) per il personale ENAV – sede Via Appia Nuova e per le ultime 4 ore della giornata lavorativa il personale ASPP e Procurement (sede centrale di Roma).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 04 settembre 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 settembre 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 07 settembre 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 08 settembre 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 settembre 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 settembre 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 settembre 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 settembre 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 15 settembre 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi proponiamo un quadro sintetico e aggiornato dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, così come rilevati dall’Osservatorio Mimit. Nella tabella qui sotto trovi le quotazioni per benzina, gasolio, gpl e metano in base alla tipologia di erogazione. A seguire, offriamo una guida pratica alla struttura del prezzo alla pompa: dalla componente industriale, che riflette l’andamento delle quotazioni internazionali e i margini di distribuzione, alla componente fiscale, composta da accise e Iva. In questo modo puoi interpretare meglio le variazioni quotidiane e capire da cosa dipendono gli scostamenti che incontri nelle aree di servizio autostradali.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 15-09-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.313
Benzina SELF 2.212
GPL SERVITO 0.883
Metano SERVITO 1.776

I valori sono espressi in euro per litro e si riferiscono alle aree di servizio in ambito autostradale, secondo la modalità di erogazione indicata.

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo alla pompa nasce dall’incontro tra due grandi componenti: quella fiscale e quella industriale. La componente fiscale pesa per il 58% del totale e comprende le accise – imposte specifiche applicate per litro – e l’Iva, calcolata sul prezzo complessivo. Questa parte è determinante nel definire il livello finale pagato dall’automobilista e non dipende direttamente dall’andamento delle quotazioni di mercato nel brevissimo periodo. La quota industriale, pari al 42%, è invece il cuore economico del prodotto e si divide a sua volta in due sottosezioni: il costo della materia prima e il margine lordo di filiera. La materia prima incide per il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro: un apprezzamento del dollaro o un rialzo delle quotazioni internazionali tende a spingere verso l’alto il prezzo industriale. Il margine lordo rappresenta il 12% del prezzo e include i costi e i ricavi della filiera (logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e servizio), oltre alla componente di remunerazione. Su questo margine l’operatore può intervenire, entro i limiti competitivi del mercato e delle condizioni locali, per modulare il prezzo finale alla pompa.

Il gasolio segue una struttura simile, ma con pesi relativi differenti tra componente fiscale e industriale. La parte fiscale vale il 45% del prezzo finale e include accise e Iva: pur essendo una quota rilevante, è meno dominante rispetto a quanto avviene per la benzina. La componente industriale è pari al 55% e rappresenta la dinamica economica del prodotto lungo la filiera. All’interno di questa, la materia prima pesa per il 45%: risente direttamente delle quotazioni internazionali dei distillati medi e delle oscillazioni del cambio euro/dollaro, che possono amplificare o attenuare gli effetti dei movimenti sui mercati energetici globali. Il margine lordo incide per il 10% del prezzo e include i costi di approvvigionamento, logistica, distribuzione e gestione degli impianti, oltre alla quota di remunerazione per gli operatori. È su questa porzione che la concorrenza e le condizioni locali – come flussi di traffico, servizi offerti in area di servizio e politiche commerciali – possono determinare differenze tra stazione e stazione. Nel complesso, per il gasolio la maggiore incidenza della componente industriale rende il prezzo più sensibile alle variabili di mercato, pur restando influenzato dal quadro fiscale vigente.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 2.123 per la benzina, 2.234 per il diesel, 0.775 per il gpl, 1.859 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.224
Benzina SELF 2.115
GPL SERVITO 0.771
Metano SERVITO 1.775

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.229
Benzina SELF 2.129
GPL SERVITO 0.755
Metano SERVITO 1.776

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.276
Benzina SELF 2.157
GPL SERVITO 0.862
Metano SERVITO 1.881

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.250
Benzina SELF 2.140
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.914

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.228
Benzina SELF 2.117
GPL SERVITO 0.709
Metano SERVITO 1.727

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.223
Benzina SELF 2.114
GPL SERVITO 0.735
Metano SERVITO 1.827

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.257
Benzina SELF 2.146
GPL SERVITO 0.728
Metano SERVITO 1.946

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.216
Benzina SELF 2.105
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.911

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.235
Benzina SELF 2.123
GPL SERVITO 0.853
Metano SERVITO 1.808

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.233
Benzina SELF 2.120
GPL SERVITO 0.733
Metano SERVITO 1.788

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.205
Benzina SELF 2.097
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.860

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.227
Benzina SELF 2.108
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.893

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.228
Benzina SELF 2.116
GPL SERVITO 0.725
Metano SERVITO 1.806

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.229
Benzina SELF 2.128
GPL SERVITO 0.735
Metano SERVITO 1.860

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.242
Benzina SELF 2.129
GPL SERVITO 0.859

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.256
Benzina SELF 2.136
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.978

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.233
Benzina SELF 2.122
GPL SERVITO 0.755
Metano SERVITO 1.934

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.243
Benzina SELF 2.135
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.964

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.213
Benzina SELF 2.110
GPL SERVITO 0.769
Metano SERVITO 1.824

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.244
Benzina SELF 2.126
GPL SERVITO 0.866

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 settembre 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.228
Benzina SELF 2.118
GPL SERVITO 0.747
Metano SERVITO 1.859

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Volkswagen, sarà addio a motori diesel TDI: il motivo dietro la scelta

Volkswagen è piombata in crisi per risultati sull’elettrico al di sotto delle aspettative. Il Gruppo tedesco, dopo lo scandalo del dieselgate, ha cercato di reinventarsi con il lancio di tantissime vetture a zero emissioni che hanno fatto rimpiangere la precedente tecnologia. A giudicare dagli tagli di personale e dall’andamento del mercato lascia meravigliata la scelta di togliere dal mercato per diversi modelli della gamma l’opzione del diesel.

Il motore TDI, da sempre sinonimo di affidabilità e performance, lascerà spazio ai propulsori full hybrid. Volkswagen deve fronteggiare la concorrenza dei principali marchi asiatici, tra cui Toyota, che offrono da anni motori efficienti. Il TDI verrà equipaggiato ancora per qualche anno sulla Tiguan e sulla Passat, mentre sugli altri modelli il suo posto verrà preso dalla tecnologia ibrida per offrire dei bassi consumi in una fase in cui il gasolio continua a salire.

Il traguardo di Volkswagen

Volkswagen ha già lanciato su Golf e T-Roc il full hybrid e i numeri dichiarati da Volkswagen sono incoraggianti: 4,6 litri per 100 chilometri per la Golf 1.5 TSI Hybrid, 5,1 per la T-Roc. Circa 22 km/l nel primo caso, quasi 20 nel secondo, sufficienti a non far invocare dai puristi il TDI di un tempo. Kai Grünitz, responsabile dello sviluppo tecnico di VW, ha spiegato che il vero obiettivo è far crescere i numeri di vendita dei veicoli full hybrid nel Vecchio Continente. In futuro potrebbero arrivare versioni con tagli di batterie più grandi rispetto a quelle attuali.

Le versioni full hybrid di Golf e T-Roc sono già sul mercato in due allestimenti: Style e R-Line. Il Gruppo teutonico ha scommesso anche sulla guida assistita di livello 2. Tutto lascia pensare che Tiguan e Passat sopravvivranno ancora pochi anni, e il gasolio entrerà nei libri di storia. Con il rialzo dei prezzi alle pompe, acquistare un’auto diesel sarà un lusso per pochi eletti. La presenza di una batteria sotto al cofano risulterà essenziale nei prossimi anni, anche perché la quota di auto a gasolio vendute è passata da oltre il 50% nel 2015 a circa il 10-12% nel 2026.

La demonizzazione del diesel

Il processo culturale che sta portando alla riduzione progressiva delle vetture a gasolio è frutto di decisioni politiche che hanno avuto anche un forte impatto sul mercato del lavoro. L’imposizione green voluta dai burocrati della Commissione europea è nata per incentivare la sostituzione delle auto più vecchie, visto che conserviamo in Italia uno dei parchi circolanti più vetusti d’Europa. Il dieselgate ha rappresentato la rottura della fiducia pubblica nei confronti del major di Wolfsburg, a causa dell’alterazione dei test sulle emissioni degli ossidi di azoto.

La spinta verso la decarbonizzazione ha portato i burocrati a optare per un completo stop della vendita di auto termiche. Kai Grünitz, responsabile dello sviluppo tecnico di VW, a Vienna, ha chiarito:

“Non ci sarà più il diesel per l’intera gamma, eccetto Tiguan e Passat. Punteremo maggiormente sui mild hybrid e full hybrid (HEV). Questa è, in sintesi, la strategia dietro ai motori a combustione”.

La tecnologia full hybrid sta dando una valida alternativa alle auto elettriche. Volkswagen proporrà modelli a benzina ad alte prestazioni con motori a sei e otto cilindri, grazie alla condivisione dei crediti sulle emissioni, tuttavia circa il diesel siamo giunti quasi ai titoli di coda.

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 05:40:03 +0000
News n. 10
Alfa Romeo, Stelvio in promozione a settembre: il prezzo dell’allestimento Sprint

L’Alfa Romeo Stelvio torna in offerta nell’accattivante allestimento Sprint, proposto a partire da 449 euro al mese attraverso un piano di finanziamento con anticipo, rate mensili e valore futuro garantito. L’offerta è valida fino al 30 settembre 2026 e punta ai clienti che cercano flessibilità e un risparmio di 10.000 euro rispetto al prezzo di listino.

Uno dei SUV italiani più popolari ed eleganti di sempre, nella versione sportiva, continua ad attirare l’interesse di molti appassionati. Grazie all’offerta la Stelvio diventa più accessibile rispetto al pagamento un’unica soluzione, dando la possibilità di entrare in uno dei segmenti più ricercati sul mercato. Con un anticipo di 9.609,25 euro, 47 rate mensili, oltre a una maxirata finale di 23.539,90 euro il cliente può sentirsi libero di sostituire o restituire la vettura.

Tentazione alla portata

Il segmento SUV premium è di solito proibitivo per la fascia media, ma la possibilità della rata finale programmata permette di spalmare il costo complessivo nel tempo, conservando una certa flessibilità nella gestione del veicolo al termine del contratto. L’auto a ruote alte milanese ha già spento le 10 candeline, ma non ha perso il suo fascino. Grazie a uno sconto superiore a 10.000 euro potrebbe diventare una grande occasione per coloro che non possono avvicinarsi economicamente alle principali rivali, tra cui BMW X3, Audi Q5 e la Mercedes GLC.

La Stelvio, svelata al salone dell’automobile di Los Angeles il 16 novembre 2016, vanta una equilibrata distribuzione dei pesi, ripartita 50/50 tra i due assi, con un coefficiente aerodinamico di 0,30. Le sospensioni presentano uno schema chiamato AlfaLink, caratterizzato all’avantreno da una struttura a doppio quadrilatero con asse di sterzo semi-virtuale, mentre al retrotreno è presente uno schema multilink composto da quattro bracci e mezzo. La Casa di Arese ha adottato l’alluminio per molti componenti della carrozzeria quali parafanghi, cofano, portellone e per alcune parti meccaniche come sospensioni, sistema frenante e motore.

Formula vincente

La novità estetica dell’ultimo restyling, arrivato nel 2022, sono i gruppi ottici full LED Matrix costituiti da tre elementi semicircolari dotati di luci diurne. In attesa di nuovo modello, la Stelvio con motore 2.2 Turbo Diesel da 160 CV e cambio automatico vanta una dotazione completa:

Il SUV presenta l’apertura/chiusura centralizzata con telecomando, sedile guidatore con regolazioni manuali a 6 vie, comandi multifunzione al volante telecamera posteriore di parcheggio con griglie dinamiche, portellone elettrico con ugelli riscaldati per tergicristalli, rivestimento leva cambio in pelle sportiva e tanto altro. Un SUV completo, sicuro, prestazionale, sportivo ed efficiente grazie all’Euro 6e-bis.

In termini prestazionali è un SUV che si adatta alle sfide quotidiane e a comodi viaggi nel weekend. Scatta da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi, raggiungendo una velocità massima di 198 km/h. La Stelvio è un’auto che convince a distanza di 10 anni dall’unveiling, grazie a linee sinuose che non sono ancora passate di moda. La promozione rappresenta una straordinaria occasione per godere della serie attuale in vista di un’erede.

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 05:30:54 +0000
News n. 11
Veicoli commerciali, standard più severi dal 2026: le categorie coinvolte

Quali veicoli commerciali sono chiamati ad adeguarsi alle nuove regole europee del 2026? La risposta dipende dalla categoria di omologazione, dalla data in cui il mezzo viene immatricolato e dal momento in cui il costruttore ha chiesto l’approvazione di un nuovo tipo. Il calendario comprende Euro 6e-bis, la terza fase dei limiti acustici, una nuova applicazione del General Safety Regulation e, dal 29 novembre, l’avvio di Euro 7 per i nuovi tipi di auto e furgoni.

Per chi possiede un veicolo già targato le norme di omologazione non introducono un obbligo di retrofit. Un furgone Euro 6 acquistato negli anni precedenti può continuare a circolare nel rispetto delle regole nazionali e locali, comprese le eventuali limitazioni ambientali stabilite da Regioni e Comuni. Le scadenze europee condizionano soprattutto costruttori, importatori, concessionari e allestitori perché determinano quali mezzi possono ricevere una nuova omologazione o una prima immatricolazione.

Quattro scadenze, non un obbligo per tutti

Il calendario dei nuovi standard prende avvio il primo gennaio 2026, quando l’Euro 6e-bis, disciplinato dal Regolamento Ue 2023/443, diventa obbligatorio per tutte le nuove immatricolazioni comprese nel suo campo di applicazione. La norma riguarda i veicoli leggeri delle categorie M e N1, insieme ad alcuni N2 soggetti alla disciplina Euro 6. Per i nuovi tipi di veicolo, lo stesso standard si applica già dal primo gennaio 2025.

Dal primo luglio 2026 entra a pieno regime la Fase 3 del Regolamento Ue 540/2014, dedicata alla rumorosità esterna. I limiti più bassi coinvolgono tutti i veicoli di prima immatricolazione appartenenti alle categorie M1, M2, M3, N1, N2 e N3 con l’estensione dell’intervento dalle auto e dai furgoni fino agli autobus e ai mezzi pesanti per il trasporto merci.

Una terza scadenza arriva il 7 luglio 2026 con l’applicazione della nuova fase del General Safety Regulation, introdotto dal Regolamento Ue 2019/2144. Le disposizioni interessano le nuove auto M1 e i nuovi van N1, chiamati a integrare sistemi di sicurezza più avanzati e requisiti estesi per la protezione di pedoni e ciclisti.

Il percorso prosegue il 29 novembre 2026, data dalla quale l’Euro 7, definito dal Regolamento Ue 2024/1257, si applica ai nuovi tipi di veicoli M1 e N1. In questa prima fase la norma condiziona l’omologazione dei nuovi progetti mentre l’obbligo verrà esteso a tutte le nuove immatricolazioni delle stesse categorie dal 29 novembre 2027.

Quali mezzi rientrano nella categoria N1

Il diritto europeo classifica come N1 i veicoli progettati e costruiti per il trasporto di merci con una massa massima ammissibile fino a 3,5 tonnellate. La categoria N2 copre i mezzi oltre 3,5 e fino a 12 tonnellate, mentre la sigla N3 identifica quelli che superano 12 tonnellate. La stessa suddivisione è recepita dall’articolo 47 del Codice della Strada.

Rientrano tra gli N1 i furgoni compatti, medi e grandi, i van destinati alle consegne, molti pick-up, i cassonati leggeri, i telai cabinati e numerosi mezzi refrigerati o attrezzati. Anche molti camper appartengono alla categoria M1 pur condividendo telaio e motore con un furgone. Per conoscere la classificazione corretta bisogna controllare la voce J del Documento unico oppure il certificato di conformità.

Nei veicoli completati in più fasi entra in gioco anche l’allestitore. Un telaio cabinato consegnato dal costruttore può ricevere cassone, cella frigorifera, piattaforma o attrezzature professionali prima dell’immatricolazione; la configurazione finale deve conservare la conformità richiesta per massa, emissioni, rumore e sicurezza. Il semplice fatto che il veicolo base sia omologato secondo le nuove regole non chiude quindi ogni verifica sul mezzo completato.

Euro 6e-bis: cos’è cambiato dal primo gennaio

Dal primo gennaio 2026 tutte le nuove immatricolazioni comprese nel relativo campo di applicazione devono rispettare Euro 6e-bis, identificato dal carattere di emissione EB. Per i nuovi tipi l’obbligo era già partito il primo gennaio 2025. Il Regolamento Ue 2023/443 comprende veicoli a benzina, diesel e ibridi delle categorie interessate dalla normativa Euro 6, inclusi gli N1 di tutte le classi di massa di riferimento e alcuni N2 trattati come veicoli leggeri ai fini delle emissioni.

La stretta riguarda le condizioni nelle quali la conformità deve essere dimostrata, il controllo delle strategie elettroniche di gestione del motore e la misurazione delle emissioni nel mondo reale. Le prove RDE, Real Driving Emissions, vengono estese a condizioni ambientali più ampie e rendono meno agevole superare l’omologazione con una calibrazione ottimizzata intorno al solo ciclo di laboratorio.

Tra le novità compare anche l’AES flag, un indicatore leggibile dalla diagnostica di bordo che segnala l’attivazione di una strategia ausiliaria di controllo delle emissioni. Autorità e tecnici possono così capire quando il motore sta adottando una gestione diversa da quella di base e verificare con maggiore trasparenza il comportamento del veicolo.

Un’altra modifica riguarda gli ibridi plug-in. I fattori utilizzati per calcolare la quota di percorrenza elettrica vengono aggiornati per avvicinare i valori dichiarati di anidride carbonica all’uso osservato su strada, dopo che i dati raccolti avevano mostrato uno scarto marcato tra ciclo WLTP e consumi reali. Per un van plug-in Euro 6e-bis incide dunque anche sul modo in cui vengono ponderate le fasi elettriche e quelle percorse con il motore termico acceso.

I costruttori possono rispondere attraverso una combinazione di software, calibrazione, gestione termica e sistemi di trattamento dei gas. SCR, filtri antiparticolato e catalizzatori possono richiedere affinamenti, ma il regolamento non prescrive l’adozione di uno specifico componente per ogni modello.

Per le emissioni light-duty non basta leggere la massa massima di 3,5 tonnellate associata alla categoria N1: la disciplina nasce per M1, M2, N1 e N2 con massa di riferimento entro 2.610 chilogrammi, estendibile su richiesta del costruttore fino a 2.840 chilogrammi.

I furgoni elettrici puri restano fuori dalle prescrizioni Euro 6e-bis sulle emissioni allo scarico perché non possiedono un motore a combustione. Sono però coinvolti dalle norme su rumore, sicurezza e pneumatici e con Euro 7 entrano nel sistema dedicato alle emissioni dei freni, all’abrasione delle gomme e alla durata della batteria.

Rumore, vale per tutte le nuove immatricolazioni

La seconda data è il primo luglio 2026. Da quel giorno tutti i mezzi di prima immatricolazione delle categorie M1, M2, M3, N1, N2 e N3 devono rispettare la Fase 3 dei limiti acustici stabiliti dal Regolamento Ue 540/2014. I nuovi tipi erano soggetti allo stesso passaggio già dal primo luglio 2024.

Per gli N1 con massa massima fino a 2.500 chilogrammi, il tetto della prova scende da 71 a 69 dB(A); sopra 2.500 e fino a 3.500 chilogrammi passa da 73 a 71 dB(A). Poiché la scala dei decibel è logaritmica, la riduzione di due unità non va interpretata come un semplice calo percentuale.

L’omologazione valuta il veicolo nel suo insieme. Al risultato concorrono motore, aspirazione, trasmissione, scarico, aerodinamica e rotolamento degli pneumatici, con misurazioni eseguite nelle condizioni definite dalla disciplina europea e dalle procedure Unece.

Anche un van elettrico deve rispettare il limite massimo di rumore. Allo stesso tempo, alle basse velocità deve emettere il segnale previsto dall’Acoustic Vehicle Alerting System, pensato per rendere percepibile il suo arrivo a pedoni e ciclisti.

Sicurezza, cosa è diventato obbligatorio

Il terzo passaggio discende dal General Safety Regulation. Dal 7 luglio 2026 le nuove auto e i nuovi van immatricolati nell’Unione europea devono rispettare una serie più avanzata di requisiti. La Commissione europea indica cinque aree:

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 04:00:46 +0000
News n. 12
Mercedes e gerarchie, intanto Kimi vince una gara d’attesa che non parla di sorpassi

Cronometro, strategia e pazienza, ecco gli ingredienti della vittoria di Kimi Antonelli a Madrid. La F1 si aggiorna e si modifica, non più staccate impossibili e ruote che si sfiorano. Il primo GP disputato al Madring ha evidenziato un grande difetto della pista iberica: si sorpassa poco, quasi per niente. La gara, dopo i primi giri, si è trasformata in una lunga partita a scacchi.

Lando Norris era partito dalla pole e sembrava avere il destino nelle proprie mani. Poi è arrivata la Virtual Safety Car, quella finestra minuscola nella quale una gara può cambiare padrone senza che una macchina debba necessariamente superarne un’altra in pista

Per fortuna c’è Kimi

Il primo GP disputato al Madring rischiava di lasciare negli occhi degli spettatori una gara noiosa e monotona, ma dopo i primi movimenti, si è trasformata in una lunga partita a scacchi. Una partita che ha visto un pilota italiano protagonista, mentre la Ferrari continua a deludere e restare fuori dal podio. Quella di Antonelli non è stata la vittoria più spettacolare della sua giovane carriera, forse è proprio per questo che è una delle più importanti.

Il ventenne bolognese non ha avuto bisogno di inventarsi un sorpasso impossibile, né di resistere a un avversario negli specchietti. Ha dovuto fare una cosa più difficile per un pilota giovane: aspettare. Capire quando attaccare e, soprattutto, quando non farlo. La Mercedes gli ha dato una macchina competitiva mentre la Virtual Safety Car gli ha dato l’occasione, Kimi ha fatto il resto.

Norris, invece, ha pagato il prezzo della situazione. Il pilota McLaren comandava la gara, ma la neutralizzazione è arrivata nel momento peggiore per lui, la sosta poi lo ha fatto precipitare nella graduatoria mentre Antonelli e Verstappen potevano capitalizzare il momento. Da lì in avanti, Madrid è diventata una gara di gestione.

Antonelli vince anche quando deve aspettare

I campioni non si misurano soltanto nelle domeniche in cui tutto va storto e bisogna rimontare quindici macchine. Si misurano anche nelle gare apparentemente immobili, quelle nelle quali il rischio più grande è perdere la concentrazione. A Madrid, Kimi ha trasformato una corsa senza grandi sorpassi in una dimostrazione di maturità. Ha tenuto Verstappen a distanza, ha gestito il vantaggio e ha portato a casa la prima vittoria della storia del Madring, con oltre 4 secondi sul 4 volte campione del mondo.

Otto vittorie che cambiano tutto

Con la vittoria del giovane italiano, ancora più pesante è la constatazione che le gerarchie Mercedes non sono più quelle di inizio stagione. George Russell resta un pilota fortissimo ma non è più il pilota Mercedes davanti a Kimi. Ancorato a 7 vittorie in carriera, il britannico sarà costretto a inseguire il giovane compagno di squadra. Dopo la Spagna, Antonelli è a quota 292 punti, Russell a 211. Ottantuno punti di differenza e un margine che non racconta soltanto una stagione migliore, racconta una gerarchia che si è progressivamente sedimentata.

La statistica è spietata, ma non è ingiusta. Perché non si tratta soltanto di contare i trofei. Antonelli ha già vinto in condizioni diverse. Il dato racconta che il ragazzo non è più semplicemente la promessa italiana che Mercedes ha avuto il coraggio di lanciare, è diventato il riferimento della squadra e questo cambia tutto.

Per Russell, Madrid è stata una gara quasi simbolica. Quinto posto e l’ammissione dopo la gara che il Mondiale non è più realisticamente alla sua portata. Non una resa tecnica, ma la presa d’atto di una realtà matematica e sportiva.

La sensazione di controllo

Antonelli non ha dominato la gara con una superiorità schiacciante, ha dominato il momento. Ha capito quando la gara stava cambiando e ha avuto la freddezza di farsi trovare pronto. Oggi, Kimi può permettersi una cosa che a inizio anno sembrava prematura: il mondiale nel mirino.

Perché quando un pilota di vent’anni arriva a 8 vittorie in una sola stagione e costruisce un vantaggio di 81 punti sul compagno, il tema non è più se possa vincere il Mondiale. Il tema diventa quando riuscirà a chiuderlo. Certo, è presto per incidere la parola “campione” sul casco. La F1 ha memoria lunga e sa essere spietata. Restano gare, punti, incidenti, affidabilità, strategie sbagliate e giornate nelle quali una macchina semplicemente non funziona ma l’inerzia è tutta dalla parte del ragazzo italiano.

Ferrari ancora fuori dal podio

Mentre Kimi festeggia, in casa Ferrari resta poco da celebrare. La Rossa chiude il primo appuntamento del Madring ai piedi del podio con Leclerc quarto al traguardo, mentre Hamilton è costretto al ritiro al sesto giro a causa di un problema ai freni. Ancora una volta la Ferrari non è riuscita a trasformare il proprio potenziale in un risultato da podio.

Il problema della Ferrari, più che il singolo risultato di Madrid, sembra essere ancora una volta la continuità. La vettura può mostrarsi competitiva, ma troppo spesso manca quel passo ulteriore necessario per trasformare una buona prestazione in una vittoria o almeno in un podio. Davanti, intanto, la Mercedes continua a mettere insieme punti con una regolarità impressionante.

La stagione, naturalmente, è ancora lunga. Ma la fotografia di Madrid è abbastanza chiara: mentre Mercedes corre per il titolo e Antonelli allunga in vetta alla classifica, la Ferrari è ancora costretta a inseguire.

Questione mondiale

La prossima fermata sarà Baku, poi ce ne saranno altre. E magari arriverà una domenica in cui Kimi dovrà nuovamente vincere una gara a forza di sorpassi, una domenica in cui non basterà aspettare. Ma intanto va registrato il fatto più importante per gli appassionati italiani: per fortuna c’è Kimi.

Perché in una F1 che a Madrid ha faticato a regalare spettacolo in pista, Antonelli ha trovato il modo di regalare una storia. Quella di un ragazzo italiano che, gara dopo gara, sta smettendo di essere il futuro del motorsport e sta diventando il suo presente.

Otto vittorie in 14 gare dicono già parecchio. Il Mondiale, oggi, non è ancora suo, ma comincia ad assomigliargli terribilmente. La classifica gli sorride, la Mercedes ha trovato in lui il proprio punto di riferimento e gli avversari sanno che, per riaprire davvero la corsa al titolo, dovranno prima fermare un pilota che sembra avere imparato in fretta una delle regole più difficili della F1: non serve vincere sempre nello stesso modo, bisogna semplicemente trovare il modo di vincere.

Data articolo: Wed, 16 Sep 2026 03:00:07 +0000
News n. 13
Kia Sportage: a chi è consigliata, prezzo e motorizzazioni

Un’auto che generazione dopo generazione ha saputo evolversi senza perdere la propria identità, conquistando clienti molto diversi tra loro grazie a una formula semplice ma efficace: tanto spazio, una gamma motori completa, qualità costruttiva convincente e una dotazione tecnologica sempre al passo con i tempi.

A rendere ancora più interessante il pacchetto ci pensa uno degli elementi che ormai definiscono il marchio coreano: la garanzia di 7 anni, diventata nel tempo un vero marchio di fabbrica e uno degli aspetti più apprezzati dai clienti europei.

Design e dimensioni

Con i suoi 4,54 metri di lunghezza e 1,86 metri di larghezza, Kia Sportage riesce a offrire tanto spazio senza diventare eccessivamente ingombrante nella guida quotidiana.

Dal punto di vista estetico, la nuova generazione non rompe nettamente con il passato. Le linee sono più tese, scolpite e moderne. Il family feeling Kia è evidente, soprattutto nel frontale, dove i nuovi gruppi ottici dal disegno elaborato diventano immediatamente protagonisti.

La firma luminosa a LED crea un look molto riconoscibile, mentre la grande calandra anteriore contribuisce a dare presenza su strada. La Sportage non cerca più di essere solo razionale: oggi vuole anche colpire visivamente, e ci riesce.

La fiancata è caratterizzata da superfici pulite ma muscolose, con passaruota ben marcati e una linea di cintura alta che rafforza la sensazione di robustezza. Il posteriore, invece, punta su gruppi ottici sottili collegati idealmente da una fascia nera, seguendo una delle tendenze stilistiche più diffuse nel mercato attuale.

Nel complesso, la Sportage appare più matura e premium rispetto al passato. È uno di quei SUV che riescono a trasmettere immediatamente una sensazione di solidità e modernità.

Kia Sportage: prezzi, motori, allestimenti e quale scegliere
Ufficio Stampa Kia
Kia Sportage: motori, prezzi e versioni a confronto

Interni

Aprendo la porta si ritrova quella che ormai è diventata la classica impostazione Kia: design razionale, grande attenzione alla tecnologia e una qualità percepita superiore rispetto a quanto ci si aspetterebbe nella fascia di prezzo.

La plancia è dominata dall’ampio comparto digitale, con schermi ben integrati e una grafica moderna. Tutto è orientato verso il conducente senza risultare complicato da utilizzare. I comandi fisici non spariscono del tutto, scelta intelligente che rende l’utilizzo quotidiano più intuitivo rispetto ad alcune concorrenti troppo minimaliste.

Lo spazio è uno dei veri punti forti della Sportage. Il passo di 2,68 metri garantisce comodità per cinque passeggeri, anche nei lunghi viaggi. Dietro si viaggia bene, con molto spazio per gambe e testa, mentre davanti la posizione di guida rialzata offre una sensazione di controllo molto apprezzata nel traffico cittadino e nei trasferimenti autostradali.

Anche il bagagliaio convince. La capacità parte da 562 litri, con leggere variazioni a seconda della motorizzazione scelta, e può arrivare fino a 1.751 litri abbattendo i sedili posteriori. Numeri che rendono la Sportage perfettamente adatta al ruolo di auto unica per la famiglia.

La qualità degli assemblaggi è buona, con materiali morbidi nelle zone più visibili e una sensazione generale di robustezza che trasmette fiducia nel tempo. Non punta sull’effetto wow tipico di alcuni marchi premium, ma su concretezza e funzionalità.

Motorizzazioni

La gamma si apre con il 1.6 T-GDi benzina da 150 CV. È la motorizzazione più tradizionale, disponibile sia con cambio manuale a 6 marce sia con l’automatico DCT a 7 rapporti. I consumi si attestano intorno ai 7 l/100 km, un valore in linea con dimensioni e potenza della vettura.

Molto interessante la variante GPL, particolarmente amata dal mercato italiano. Utilizza lo stesso 1.6 T-GDi ma con impianto GPL integrato al posto della ruota di scorta. La potenza scende leggermente a 143 CV, ma il vantaggio economico alla pompa è evidente. Anche qui si può scegliere tra cambio manuale e automatico DCT.

Per chi percorre tanti chilometri resta fondamentale il 1.6 CRDi mild hybrid diesel da 136 CV. È il classico motore pensato per i grandi viaggiatori: consumi intorno ai 5 l/100 km, ottima autonomia e una piacevole elasticità di marcia. L’elettrificazione leggera aiuta soprattutto nel traffico urbano e nelle ripartenze.

Salendo di livello troviamo la full hybrid da 239 CV. Qui la Sportage cambia carattere, diventando più brillante e raffinata nella guida. I consumi dichiarati di circa 5,5 l/100 km sono particolarmente interessanti considerando la potenza disponibile. È disponibile solo con cambio automatico a 6 rapporti e può essere scelta anche con trazione integrale AWD a partire dall’allestimento GT-Line.

La vera particolarità della gamma è però rappresentata dalla Tri-Fuel Full Hybrid GPL. Una soluzione rara nel mercato attuale che combina tecnologia full hybrid e alimentazione GPL. La potenza è di 237 CV e l’obiettivo è chiaro: ridurre drasticamente i costi di utilizzo quotidiano. È disponibile sugli allestimenti Business e Style con cambio automatico a 6 rapporti.

Al vertice si posiziona infine la Plug-In Hybrid da 288 CV. È la Sportage più potente e tecnologica, pensata per chi vuole sfruttare la guida elettrica nei tragitti urbani senza rinunciare alla libertà del motore termico nei viaggi lunghi.

Allestimenti

La gamma allestimenti della Sportage è costruita in modo piuttosto razionale, con una progressione chiara tra comfort, tecnologia e contenuti premium.

Infine c’è la Black Edition, versione speciale disponibile sulle motorizzazioni full hybrid. Si distingue per i dettagli nero lucido, i cerchi neri da 19 pollici e un look decisamente più aggressivo.

Prezzi

La Kia Sportage parte da 33.750 euro nella versione benzina, cifra competitiva considerando dimensioni, tecnologia e dotazione generale.

La GPL parte da 35.750 euro, mentre la diesel mild hybrid da 36.250 euro. La full hybrid richiede almeno 38.000 euro, con la variante AWD GT-Line che sale a partire da 46.000 euro.

La particolare Tri-Fuel full hybrid GPL parte invece da 40.000 euro, posizionandosi come una soluzione molto interessante per chi percorre tanti chilometri e vuole ridurre il costo carburante.

La plug-in hybrid parte da 45.750 euro, mentre la versione AWD arriva a 51.000 euro nell’allestimento Style.

A chi è consigliata

Vettura talmente polivalente nell’offerta da rivolgersi a tante esigenze diverse. Nata per essere ricoprire il ruolo di unica vettura della famiglia offre tutto lo spazio anche per i lunghi viaggi. Proprio per questo a catturare l’attenzione sono due motorizzazioni: il diesel mild hybrid e il trifuel. Il primo è il classico “mangia chilometri†autostradale impreziosito dal reparto elettrico che aiuta nell’uso cittadino a mantenere i consumi e far lavorare nel modo migliore il diesel.

Dall’altra parte l’ultimo arrivato full hybrid con GPL permette, a fronte di una spesa iniziale maggiore, di godere di un vero risparmio quotidiano sul carburante, con consumi ottimi e un effettivo risparmio alla pompa di carburante.

Semplice invece l’offerta dell’allestimento, con la variante Style come soluzione dal miglior rapporto qualità prezzo, che offre tutto l’occorrente, senza farsi ingolosire dalle GT-Line, che fanno facilmente lievitare i prezzi.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 18:00:20 +0000
News n. 14
Che auto guida Alessandro Michieletto, un classico intramontabile per il pallavolista

Con i suoi 211 centimetri di altezza, Alessandro Michieletto non è esattamente il cliente ideale di una sportiva con il tetto a un palmo dall’asfalto. Nella vita di tutti i giorni lo schiacciatore della Nazionale italiana sembra aver risolto il problema affidandosi a una Porsche Cayenne, protagonista insieme a lui di un reel pubblicato su Instagram. Spazio a bordo ne offre parecchio, ma sarebbe riduttivo fermarsi alle dimensioni: il SUV tedesco assicura prestazioni degne dello stemma che campeggia sul cofano.

Il SUV del pallavolista

La Cayenne accompagna Porsche dal 2002 e nel frattempo si è ritagliata un ruolo fondamentale nella gamma, aprendo al marchio il varco in un territorio che all’epoca fece storcere il naso a parecchi appassionati. Un SUV di Stoccarda sembrava quasi un’eresia, poi le vendite hanno dato ragione ai vertici aziendali e oggi il modello rappresenta una presenza ormai familiare sulle nostre strade. Quella mostrata da Michieletto sui social conferma che il pallavolista l’ha scelta proprio per i suoi spostamenti.

Dal reel pubblicato sui social si riconosce la Porsche Cayenne, ma le immagini lasciano qualche dubbio sulla versione ordinata. Del resto la vettura tedesca offre parecchie possibilità, con motorizzazioni capaci di cambiare sensibilmente prestazioni e prezzo finale. Meglio allora prendere come riferimento il modello attualmente in vendita in Italia per capire di che pasta è fatta.

Visualizza questo post su Instagram

Per avere un’idea del conto basta guardare il listino italiano della Cayenne 2027, che parte da 107.162 euro nella versione a benzina. Il V6 sviluppa 353 CV, accelera da 0 a 100 km/h in 6 secondi e raggiunge una velocità massima di 248 km/h, numeri in grado di far dimenticare per un attimo che stiamo pur sempre parlando di una sport utility.

Dotata di trazione integrale, la Cayenne si è ritagliata negli anni un posto di primo piano nella gamma Porsche proprio grazie alla capacità di cavarsela fuori dal territorio delle sportive tradizionali. L’abitacolo offre spazio per viaggiare comodamente e nel caso di Michieletto la questione conta parecchio, dati i suoi 211 centimetri di altezza.

Volendo esagerare, nel catalogo c’è parecchio margine. La Cayenne E-Hybrid costa almeno 120.960 euro e porta la potenza complessiva a 470 CV, abbastanza per coprire lo 0-100 km/h in 4,9 secondi con il pacchetto Sport Chrono e spingersi a 254 km/h di velocità massima.

Esame Cechia a Modena

Dalla Cayenne si passa al campo, perché questa sera Michieletto sarà impegnato con l’Italia contro la Cechia. Si gioca alle 21.05 al PalaPanini di Modena per la quarta giornata della Pool A degli Europei 2026, con gli azzurri già sicuri di un posto agli ottavi dopo le tre vittorie ottenute finora. Dall’altra parte della rete ci sarà una Cechia partita altrettanto bene, vincitrice dei primi tre incontri e quarta classificata agli ultimi Mondiali.

La posta in palio rimane importante perché il confronto pesa sulla corsa al primo posto del girone, prima dell’ultima sfida contro la Slovenia prevista giovedì 17 settembre. Cechia-Italia sarà trasmessa in chiaro su Rai 2 dalle 21.05, oltre che su Sky Sport Uno e Sky Sport Arena, con diretta streaming disponibile su RaiPlay, Sky Go e NOW. Michieletto punta a un’altra serata da protagonista, stavolta con la Cayenne lasciata inevitabilmente fuori dal PalaPanini.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 17:19:41 +0000
News n. 15
Arriva il primo SUV 100% elettrico e 4×4, la nuova eVitara di Suzuki a un prezzo imbattibile

L’elettrificazione ha conquistato la città, l’ufficio, il tragitto casa-lavoro. Ha lasciato scoperto tutto il resto: la strada bianca, il passo di montagna d’inverno, il sentiero che porta al rifugio. Sono esattamente i luoghi in cui un motore termico fa più danno – aria rarefatta, ecosistemi fragili e, non ultimo, il silenzio che vale quanto il paesaggio – e sono gli ultimi dove l’auto a batteria era arrivata. La nuova e VITARA arriva per riempire quel vuoto: primo modello 100% elettrico di Suzuki, 100% 4×4 nella versione dual motor, costruito attorno all’idea che rinunciare alle emissioni non debba significare rinunciare al fuoristrada. Il nuovo SUV interamente 4×4 può essere tuo a un prezzo imbattibile grazie all’offerta finanziaria valida fino al 30 settembre 2026.

Suzuki eVitara, il tassello mancante di una strategia dichiarata

La eVitara non è un esercizio isolato. Si inserisce in una gamma già completamente elettrificata e nel percorso di Suzuki verso la neutralità carbonica, un impegno che il costruttore estende ad auto, moto e motori fuoribordo. Il punto interessante è il dove, non il se: la casa di Hamamatsu ha scelto di debuttare nel BEV non con una citycar da traffico urbano, territorio che padroneggia da decenni con le kei car, ma con l’unico segmento in cui l’elettrico era rimasto quasi assente, quello della trazione integrale compatta.

In pratica, per la prima volta, chi vive a fondovalle, guida su sterrato o affronta tornanti innevati può farlo senza emissioni allo scarico e, aspetto sottovalutato, senza rumore. In aree protette, valli strette e centri abitati di montagna, l’inquinamento acustico pesa quanto quello dell’aria.

eVitara City
Suzuki Italia
eVitara City

ALLGRIP-e: la trazione integrale che non spreca

Il sistema ALLGRIP-e accoppia due unità eAxle, che integrano motore e inverter in un unico blocco: una all’anteriore da 128 kW, una al posteriore da 48 kW (65 CV) e 114 Nm, per un totale di 135 kW, 184 CV e 307 Nm. Non esiste albero di trasmissione, perché la ripartizione della coppia è puramente elettronica e si aggiorna in millisecondi.

È una differenza che conta anche sul piano energetico. Una 4×4 tradizionale paga la trazione integrale con attrito e massa in rotazione permanente; qui l’asse posteriore lavora solo quando serve, e il resto del tempo non costa nulla. Il divario di consumo tra 2WD e 4WD si ferma infatti a 15 Wh/km.

Sul difficile entra in gioco la modalità Trail, esclusiva della versione integrale: frena la ruota che perde aderenza e travasa coppia su quella opposta, replicando il comportamento di un differenziale autobloccante. Si affiancano l’Hill Descent Control, che stabilizza la discesa a 7 km/h agendo freno per freno, e 180 mm di altezza da terra con sbalzi corti. Non sono modalità di guida cosmetiche: è la grammatica che Suzuki scrive dal Jimny del 1970, tradotta in linguaggio elettrico.

Efficienza: il dato ambientale che conta davvero

Un’auto elettrica non è a impatto zero, è a emissioni zero allo scarico: l’impronta reale dipende dall’impianto energetico con cui si ricarica e dall’energia che consuma per ogni chilometro. Il secondo fattore è l’unico su cui il progettista può intervenire, e qui i numeri sono solidi.

Dato WLTP 2WD 4WD ALLGRIP-e
Consumo combinato 151 Wh/km 166 Wh/km
Consumo urbano 111 Wh/km 125 Wh/km
Autonomia combinata 426 km 395 km
Autonomia urbana 581 km 526 km

15,1 kWh/100 km dichiarati per la 2WD sono un valore notevole per un SUV rialzato di quasi 1,8 tonnellate. In città si scende a 11,1 kWh/100 km, con oltre 580 km di raggio d’azione: il ciclo urbano premia la rigenerazione in frenata, e su percorsi misti di montagna il recupero in discesa lavora nella stessa direzione.

A tenere in piedi questi numeri d’inverno c’è la pompa di calore, che sposta calore invece di produrlo per effetto Joule. È la ragione per cui sedili e volante riscaldati possono restare a bordo senza erodere il chilometraggio, il classico punto in cui molte elettriche perdono il 20-30% di autonomia con il freddo. Il sistema di gestione termica lavora su due fronti separati, temperatura della batteria e climatizzazione dell’abitacolo, con logiche differenti per non sprecare energia immagazzinata.

Completa il quadro la modalità My Room, che tiene attivi clima e infotainment durante la sosta alla colonnina senza accendere la vettura: si consuma dalla rete e non dalla batteria.

eVitara interni
Suzuki Italia
eVitara interni

LFP: una chimica che invecchia bene

La scelta della batteria è forse la decisione più interessante dell’intero progetto. I 61 kWh sono al litio-ferro-fosfato (LFP), non alle più diffuse celle NMC. Si rinuncia a un po’ di densità energetica – e quindi a qualche chilometro di autonomia a parità di peso – in cambio di tre vantaggi concreti:

Quest’ultimo punto è il vero argomento ecologico. Il costo ambientale di un’auto elettrica si concentra nella produzione delle celle: più a lungo quelle celle restano in servizio, più quel costo iniziale si diluisce su chilometri percorsi a emissioni zero.

HEARTECT-e: leggerezza come scelta progettuale

Il pianale HEARTECT-e è nativo BEV e integra la batteria nella struttura, eliminando i longheroni di irrobustimento. Meno acciaio significa meno massa, e meno massa significa meno energia per muoversi: la sostenibilità, in ingegneria, passa quasi sempre da lì.

Il lavoro aerodinamico segue la stessa logica, con fondo carenato per ridurre le turbolenze sotto la vettura, voce che a velocità di crociera incide pesantemente sui consumi. Le misure restano compatte: 4.275 mm di lunghezza, 1.800 di larghezza, 1.635 di altezza, con un passo di 2.700 mm che libera spazio a bordo e un raggio di sterzata di 5,2 metri da citycar.

L’abitabilità è gestita dal divano scorrevole di 160 mm con frazionamento 60/40 indipendente, soluzione rara nel segmento: il bagagliaio oscilla tra circa 238 e 310 litri, fino a 1.052 litri abbattendo gli schienali. Una vettura che si adatta a più usi è una vettura che se ne sostituiscono meno.

Baule di eVitara
Suzuki Italia
Baule di eVitara

La garanzia

Sul piano ambientale, la voce più significativa del pacchetto commerciale non è il prezzo ma la garanzia. Il programma Garanzia 10&Lode rinnova la copertura sui componenti principali di 12 mesi o 20.000 km alla volta, fino a un massimo di 10 anni o 250.000 km, a condizione di rispettare integralmente il piano di manutenzione in rete.

È un incentivo strutturale a tenere l’auto più a lungo e a farla manutenere correttamente. Su un veicolo elettrico, dove l’impronta di produzione è alta e quella di utilizzo bassa, la longevità è la variabile ambientale decisiva: prolungare la vita utile vale più di qualsiasi ottimizzazione dei consumi.

La durata

Sul piano ambientale, la voce più significativa del pacchetto commerciale non è il prezzo ma la garanzia. Il programma Garanzia 10&Lode rinnova gratuitamente la copertura sui principali componenti del veicolo di 12 mesi o 15.000/20.000 km alla volta — la soglia varia in base alla cadenza del piano di manutenzione — a partire dalla scadenza della garanzia contrattuale o estesa e fino a un massimo di 10 anni o 250.000 km. Vale per le vetture acquistate dal 1° aprile al 31 dicembre 2026, a condizione di rispettare integralmente il piano di manutenzione in rete.

È un incentivo strutturale a tenere l’auto più a lungo e a farla manutenere correttamente. Su un veicolo elettrico, dove l’impronta di produzione è alta e quella di utilizzo bassa, la longevità è la variabile ambientale decisiva: prolungare la vita utile vale più di qualsiasi ottimizzazione dei consumi.

Retro eVitara
Suzuki Italia
Retro eVitara

Listino e promozione di settembre 2026

Il listino parte da 36.900 euro per la 2WD in allestimento Top e per la 4WD ALLGRIP-e Cool, e sale a 38.900 euro per la 4WD Top. Prezzi chiavi in mano, IVA e MSS incluse, IPT e PFU escluse.

Per i contratti stipulati dal 1° al 30 settembre 2026 è attiva la formula Suzuki Solutions sulla Cool 4WD Dual Motor ALLGRIP-e:

Voce Valore
Prezzo di listino 36.900 €
Anticipo 14.275 €
Importo totale del credito 22.625 €
Rate 36 da 349 €
Prima rata a 180 giorni
Maxirata finale (Valore Futuro Garantito) 14.727 €
TAN fisso 6,35%
TAEG 7,33%
Importo totale dovuto (opzione Maxirata) 27.479,50 €

Nel TAEG rientrano interessi, 350 euro di istruttoria, 16 euro di imposta di bollo sul finanziamento, i bolli su rendiconto annuale e di fine rapporto e 4,50 euro al mese di gestione pratica. Il Valore Futuro Garantito vincola a una percorrenza complessiva di 35.000 km in 36 mesi: chi supera quella soglia perde la convenienza dell’opzione di restituzione.

Alla scadenza restano tre strade – sostituire l’auto, saldare la maxirata o restituirla – più una quarta: entro 45 giorni si può rateizzare la maxirata, con importo totale dovuto che sale fino a 30.164,60 euro e TAEG massimo 7,62%.

Si aggiungono, sempre entro il 30 settembre 2026, i primi tre tagliandi di manutenzione ordinaria inclusi.

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Salvo approvazione Agos Ducato S.p.A.; la rete delle concessionarie Suzuki opera quale intermediario del credito non in esclusiva. Informazioni precontrattuali (SECCI) disponibili presso i punti vendita.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 15:29:48 +0000
News n. 16
Emissioni, i camion chiedono tempo all’Europa: nuova proposta avanzata

L’industria delle quattro ruote è in costante cambiamento e i costruttori europei si sono trovati a fronteggiare i tanti divieti che stanno impattando sugli investimenti futuri. I produttori di camion hanno chiesto all’Ue di posticipare di 3 anni l’entrata in vigore degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030. I motivi? Le reti di ricarica risulterebbero insufficienti e con gli elevati costi energetici attuali i veicoli full electric non risulterebbero vantaggiosi per i clienti.

Spesso si fa riferimento alla crisi del mondo dell’Automotive a zero emissioni, tuttavia l’imposizione green rischia di avere un forte impatto anche in merito ai mezzi pesanti. I produttori europei sarebbero costretti, salvo passi indietro, a ridurre le emissioni di CO2 dei nuovi veicoli del 43% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2025, del 64% entro il 2035 e del 90% entro il 2040, con eventuali sanzioni per chi non riuscirà ad avere la possibilità di ottenere crediti di emissione per il periodo dal 2025 al 2029.

Quadro critico

Al momento solo il 2,4% dei nuovi veicoli pesanti è a emissioni zero, un dato ben al sotto del livello richiesto per l’obiettivo del 2030, come ha sancito l’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA). I major asiatici, tra cui BYD, stanno investendo sulla tecnologia elettrica nei veicoli commerciali, tuttavia nel Vecchio Continente la situazione è ancora molto incerta. Gli amministratori delegati dei 7 principali produttori europei di camion e autobus, tra cui DAF Trucks, Daimler Truck, Iveco e Scania, hanno annunciato in un comunicato che il raggiungimento dell’obiettivo del 2030 dovrebbe essere posticipato di 3 anni.

I politici dovranno offrire delle condizioni concrete per stimolare la crescita delle stazioni di ricarica, accelerare i collegamenti alla rete, ampliare i pedaggi stradali basati sulle emissioni di CO2 e reinvestire i proventi del commercio delle emissioni nelle infrastrutture e nella diffusione dei veicoli full electric. Ai piani alti si sta effettivamente valutando la possibilità di eliminare il divieto effettivo, in vigore nei 27 Stati membri dell’Ue, sulle nuove auto termiche a partire dal 2035, dopo le sollecitazioni dei principali player.

Cambiamenti in atto

La Commissione europea sarebbe pronta a una revisione per abolire il divieto di vendita di motori a combustione interna previsto tra 9 anni. Manfred Weber, membro del parlamento europeo, alla Bild ha spiegato:

“Per le nuove immatricolazioni di veicoli dal 2035 in poi sarà obbligatoria una riduzione del 90% delle emissioni di CO2 di flotta delle Case automobilistiche, non più del 100%. Inoltre non ci sarà più un obiettivo del 100% a partire dal 2040. Ciò significa che il divieto sui motori a combustione interna è da escludere. Tutti i motori attualmente costruiti in Germania potranno quindi continuare a essere prodotti e venduti. Così manteniamo le nostre due promesse più importanti: restiamo impegnati per la neutralità climatica. Ma garantiamo anche la neutralità tecnologica. Ciò invia un segnale importante all’intera industria automobilistica e garantisce decine di migliaia di posti di lavoro industriali”.

I costruttori dovranno compensare il restante 10% delle emissioni utilizzando acciaio a basso contenuto di carbonio prodotto nell’Ue o carburanti sostenibili come carburanti elettronici e biocarburanti. Ci sarà ancora spazio per la produzione di veicoli ibridi plug-in, range extender, mild hybrid e a combustione interna oltre il 2035.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 14:04:55 +0000
News n. 17
Tesla contromano in autostrada, scattano oltre 8.000 euro di multa

Una disattenzione che poteva comportare una tragedia, in una normale giornata di settembre. Teatro della distrazione è l’autostrada A26 Genova-Gravellona Toce, nei pressi dello svincolo di Baveno, dove per fortuna una pattuglia della Polizia Stradale ha fermato una Tesla nera che stava percorrendo la carreggiata nel senso opposto rispetto a quello consentito.

Una circostanza rischiosissima per le vetture che stavano sopraggiungendo, date le alte velocità toccate in autostrada. Un impatto frontale è stato evitato, grazie all’intervento delle forze dell’ordine che hanno prontamente cercato di attirare l’attenzione del conducente, senza riuscirci in un primo momento. Solo per un miracolo non si è registrato un incidente. La vettura elettrica americana è stata bloccata nei pressi dello svincolo di Baveno, dove il conducente era uscito dall’autostrada e, in base alle ricostruzioni, voleva rientrare per prendere il giusto senso di marcia.

Grave distrazione

Nell’abitacolo della Tesla sedeva un uomo di 53 anni, residente nel Milanese che, dopo essere stato fermato dalla Polizia Stradale, è risultato in condizioni psicofisiche imbeccabili. Alla base non vi sarebbero stati problemi in merito alle sue condizioni di salute, ma banalmente aveva imboccato la direzione sbagliata. Purtroppo non è la prima volta che vi raccontiamo di episodi analoghi, dove il conducente non ha la lucidità di fermarsi, anche se non vi sono alterazioni legate alle sue percezioni.

L’automobilista si è giustificato, dicendo di essersi sbagliato allo svincolo autostradale, mentre era diretto verso il capoluogo meneghino. Un errore che lo ha portato ad affrontare l’A26 contromano e che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia.

Conto salato

Non è chiaro per quanto tempo la Tesla abbia viaggiato contromano, ma ciò che conta è il miracoloso intervento degli agenti che hanno evitato il peggio. L’uscita allo svincolo di Baveno avrebbe dovuto consentire all’automobilista di correggere autonomamente l’errore e rientrare nella direzione giusta, tuttavia la Polizia Stradale ha condannato l’uomo al pagamento di una multa salatissima. La patente è stata revocata immediatamente e, per poter tornare a guidare, il 53enne dovrà sostenere nuovamente gli esami necessari per l’ottenimento della licenza.

L’importo della multa? Compreso tra 2.046 e 8.186 euro. Inoltre, la Tesla è stata sottoposta a sequestro per 3 mesi, mentre sul fronte economico la sanzione definitiva dovrà essere decisa dal prefetto. La massima punizione a questo punto sarebbe anche in linea con la gravità della circostanza. La sbadataggine dell’uomo ha esposto gli altri utenti della strada a un rischio incalcolabile.

Guidare o circolare contromano in Italia è punito dal Codice della Strada con sanzioni che variano in base al tipo di strada e alle condizioni di visibilità, essendo una delle situazioni più pericolose che possono verificarsi. L’art. 143 del Cds prevede che chiunque circoli contromano in corrispondenza delle curve, dei raccordi convessi o in ogni altro caso di limitata visibilità, ovvero percorre la carreggiata contromano, quando la strada sia divisa in più carreggiate separate, è soggetto a sanzione amministrativa. Dalla violazione prevista dal presente comma consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI. In casi di recidiva la sospensione va da due a sei mesi.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 12:47:10 +0000
News n. 18
Hyundai lancia in Italia l’auto con abbonamento tutto incluso: come funziona

Dire addio ai vincoli tradizionali dell’acquisto o ai contratti di lungo periodo ora è possibile anche con Hyundai. Il costruttore coreano ha infatti annunciato il debutto ufficiale sul mercato italiano di MOCEAN, il brand europeo dedicato alla mobilità in abbonamento. Una soluzione pensata per chi cerca la massima flessibilità e trasparenza, affiancandosi alle classiche formule di noleggio a lungo termine (Hyundai Renting).

Come funziona MOCEAN: la formula all-inclusive

Il cuore della proposta MOCEAN è l’accesso all’auto senza l’obbligo di possesso né l’immobilizzo di capitale. Il servizio si basa infatti su un canone mensile “tutto compreso” e zero anticipo.

Nel canone sono inclusi:

L’esperienza è pensata per essere 100% digitale: dalla scelta del modello alla sottoscrizione del contratto, fino alla gestione delle pratiche e all’opzione di consegna dell’auto direttamente a domicilio.

I modelli disponibili e la durata dei contratti

In questa prima fase di lancio in Italia, l’offerta MOCEAN spazia tra diversi segmenti della gamma Hyundai per soddisfare ogni esigenza di spazio e budget:

Le motorizzazioni al lancio comprendono propulsori a benzina, Diesel mild-hybrid e Full Hybrid, con contratti flessibili della durata di 12 o 24 mesi.

Per chi cerca impegni più duraturi (36-48 mesi) e con una pianificazione a lungo termine, resta attiva la proposta Hyundai Renting.

Le novità in arrivo nei prossimi mesi

Come sottolineato da Marcus Welz, Managing Director di Hyundai Connected Mobility, l’obiettivo è offrire soluzioni personalizzate che accompagnino le esigenze in evoluzione dei clienti.

Il servizio MOCEAN – già attivo con successo in Paesi come Spagna, Germania, Regno Unito e Francia – si arricchirà a breve anche in Italia di importanti novità:

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 12:31:55 +0000
News n. 19
Suzuki GSX-R1000R Stealth, solo dieci esemplari per la serie speciale total black

Suzuki GSX-R1000R Stealth debutta al Salone Auto di Torino come serie speciale della supersportiva giapponese. Prodotta in dieci esemplari numerati, introduce una livrea completamente nera e una serie di componenti specifici rispetto al modello di partenza.

L’allestimento prende ispirazione dalla Stealth Line utilizzata da Suzuki per i motori fuoribordo, dalla quale riprende l’alternanza tra finiture lucide e opache. La base tecnica resta invece quella di GSX-R1000R.

Una serie speciale total black

L’elemento che distingue GSX-R1000R Stealth è la livrea full black, che alterna superfici in nero lucido e nero opaco con dettagli “tono su tono”. Sul serbatoio compaiono il logo Stealth e il numero progressivo dell’esemplare. L’impostazione riprende quella della Stealth Line sviluppata da Suzuki per i motori fuoribordo.

La dotazione specifica comprende lo scarico AkrapoviÄ in titanio, il cupolino fumé, la cover monoposto e le alette in carbonio. Non sono invece previste modifiche al motore, alla ciclistica o alla piattaforma elettronica rispetto a GSX-R1000R.

Motore, elettronica e ciclistica

Il motore resta il quattro cilindri in linea da 999,8 cm³ raffreddato a liquido e con distribuzione DOHC. L’unità sviluppa 195 CV di potenza massima e 110 Nm di coppia ed è dotata del sistema di fasatura variabile SR-VVT, acronimo di Suzuki Racing Variable Valve Timing, oltre al comando elettronico dell’acceleratore Ride-by-Wire. Il serbatoio ha una capacità di 16 litri, mentre il peso in ordine di marcia dichiarato è di 203 kg.

La gestione elettronica comprende una piattaforma inerziale IMU, il controllo di trazione regolabile su dieci livelli e disinseribile, tre mappe motore, launch control e sistema anti-impennata. A questi si aggiunge il quick shifter bidirezionale, che consente di inserire e scalare le marce senza utilizzare la frizione durante la marcia. La serie Stealth mantiene quindi lo stesso pacchetto di assistenza elettronica del modello dal quale deriva.

Non cambiano nemmeno gli elementi principali della ciclistica, basata sul telaio in alluminio a doppia trave e abbinata a un impianto frenante Brembo. GSX-R1000R Stealth è ordinabile esclusivamente online sul sito ufficiale Suzuki, con un prezzo di listino di 21.690 euro, circa 1.200 euro in più rispetto alla versione standard.

La GSX-R1000R di serie

Presentata nel settembre 2025, l’attuale Suzuki GSX-R1000R ha segnato il ritorno della supersportiva nell’anno del 40° anniversario della famiglia GSX-R. L’aggiornamento ha interessato diversi elementi del propulsore, tra cui il rapporto di compressione portato a 13,8:1, gli iniettori a otto fori e i corpi farfallati passati da 46 a 48 mm, consentendo anche l’adeguamento alla normativa Euro 5+.

Tra gli interventi introdotti figurano anche la revisione dell’impianto di scarico, con collettori di diametro maggiore, un catalizzatore più capiente collocato vicino al motore e due sensori di ossigeno. Suzuki ha inoltre adottato una nuova unità ABS Astemo e una batteria agli ioni di litio HY battEliiy P-series, insieme ad altri aggiornamenti di dettaglio destinati a componentistica e impianto elettrico.

La gamma è proposta nelle tre livree celebrative Blu 40th, Rosso 40th e Giallo 40th. La prima richiama GSX-R750 del 1986, la seconda si ispira alla colorazione legata a Kevin Schwantz nel 1993, mentre la terza riprende i colori utilizzati dal Team Alstare nel 2005. Il logo del 40° anniversario compare su carene, serbatoio e chiave.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 11:59:06 +0000
News n. 20
In vendita la Porsche di Schumacher, l’auto che non poteva guidare

Le condizioni fisiche, avvolte dal mistero, in cui è piombato il 7 volte campione del mondo della F1 hanno spinto i familiari a prendere in considerazione l’idea di cedere tantissimi bolidi che erano conservati in garage. Nell’arco della sua lunga carriera nel Motorsport Michael Schumacher era riuscito ad accumulare le vetture più iconiche della storia dell’automotive, sfruttando fama e potere economico.

Dato il legame storico con la Scuderia italiana, il Kaiser aveva deciso di acquistare di nascosto un modello iconico di Porsche. Si tratta della Carrera GT, prodotta dal 2003 al 2006, in ricordo del 3º posto assoluto conquistato nella Carrera Messicana del 1954 dalla Casa di Stoccarda. Nell’anno del conseguimento del suo ultimo riconoscimento iridato in Formula 1, il fuoriclasse della Ferrari si innamorò delle linee sinuose della biposto tedesca, svelata per la prima volta al Salone dell’Automobile di Ginevra nel 2000.

Asta rovente

Il 16 gennaio 2027, in base alle anticipazione dei lotti fatta da Mecum Auctions, nell’evento di Kissimmee in Florida verrà battuta all’asta la Porsche Carrera GT del Barone Rosso. Dopo anni di mistero, a causa di una clausola che impediva all’ex uomo simbolo della Ferrari di diventare ambasciatore di altri marchi di auto, è emersa la verità. Nonostante gli accordi con il Gruppo FIAT, previsti dal contratto con la Scuderia modenese, il pilota decise di non lasciarsi sfuggire una della auto più belle dell’epoca.

La vettura era spinta da un motore V10 di 5,7 litri di cilindrata da 450 kW (612 CV), il più grande e potente allora mai costruito dal brand Porsche, associato a un cambio manuale a sei rapporti. La Porsche presentava poca elettronica, favorendo lo stile di guida maschio di Michael. La Carrera GT era nata per manici autentici in grado di sussurrare alle gomme e richiedeva tanto talento. La sportiva venne acquistata attraverso la società del manager Willi Weber, che quindi risultava formalmente come proprietario, un modo per aggirare il problema contrattuale con la Casa modenese.

In vendita la Porsche di Schumacher
Ufficio Stampa Mecum
All’asta la Porsche Carrera GT di Michael Schumacher

Chilometraggio basso

Michael decise di personalizzare la GT con una colorazione nera per quanto concerne la carrozzeria, l’abitacolo e i cerchi in lega, lasciando dei dettagli rossi come il bordo dei cerchioni, le pinze dei freni, oltre ai dadi di fissaggio. Sulla Porsche del Kaiser spiccava anche un logo adesivo rosso con le iniziali “MSâ€, posto sulla copertura del vano motore.

L’auto ha affrontato 14.000 chilometri e solo di recente è stato certificato il legame con il suo noto proprietario. Il modello è balzato agli onori della cronaca anche per la triste vicenda che ha riguardato Paul Walker, compianto attore americano scomparso il 30 novembre 2013 a causa di uno schianto a Los Angeles.

Realizzata in appena 1.270 esemplari, vantava un motore nato per le sport prototipo LMP1, concepito per equipaggiare una vettura destinata ad affrontare la 24 Ore di Le Mans al posto della 911 GT1/98. In Casa Volkswagen Ferdinand Piëch non avrebbe voluto che Porsche facesse concorrenza all’Audi R8 Sport nell’edizione di inizio secolo della 24 Ore, forse non immaginando che il lavoro avrebbe portato a creare un oggetto di culto della produzione stradale. Acquistare la Carrera GT guidata da Michael Schumacher significa fare oggi un sicuro investimento. La vendita è persino accompagnata da fotografie che documentano che alla guida dell’auto ci fosse proprio il campione tedesco.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 11:44:18 +0000
News n. 21
Lamborghini Tecnomar 63, lo yacht da 4.000 CV è in vendita: prezzo per pochi

Associare Lamborghini alle supercar viene quasi automatico, ma il Toro ha trovato il modo di farsi riconoscere pure lontano dall’asfalto. Il Tecnomar for Lamborghini 63 prova a trasferire proprio questo carattere sull’acqua e a guardarlo si capisce subito da quale famiglia provenga.

Linee tese, largo impiego di materiali leggeri e un’impostazione decisamente sportiva cercano di trasferire in acqua il carattere delle vetture di Sant’Agata Bolognese. Uno degli esemplari prodotti è ora in vendita e per parcheggiarlo al proprio molo occorre avere da parte qualcosa più dei soldi destinati alle vacanze estive: 3,15 milioni di euro.

L’unità in questione risale al 2022 e porta il nome Fast One. La collaborazione tra Tecnomar, marchio di The Italian Sea Group, e Lamborghini non si è limitata ad applicare qualche stemma del Toro, coinvolgendo i rispettivi centri stile, con richiami alla Sián FKP 37 e alla concept Terzo Millennio, oltre a elementi che reinterpretano le forme rese celebri da Miura e Countach. Persino l’hard top prende spunto dalle roadster Lamborghini.

Due V12 e 4.000 CV

Quasi venti metri di lunghezza e 5,42 metri di larghezza non impediscono al Tecnomar 63 di muoversi con una certa fretta. Con due MAN V12 da 2.000 CV ciascuno, il Tecnomar può contare sulla bellezza di 4.000 CV complessivi, una potenza enorme persino per uno yacht di queste dimensioni. La velocità massima dichiarata arriva a 60 nodi nella scheda attuale del costruttore, mentre il progetto è legato simbolicamente al numero 63 e alcune fonti riportano una punta di 63 nodi, circa 117 km/h. In crociera si viaggia invece attorno ai 40 nodi.

La tanica in garage qui può tranquillamente rimanere dov’è, visto che il serbatoio contiene 3.500 litri di carburante, mentre l’esemplare in vendita ha accumulato circa 400 ore di moto. Nell’annuncio vengono indicati inoltre una larghezza di 5,42 metri e un pescaggio di 1,2 metri, misure importanti che non hanno impedito di lavorare sulla leggerezza, seguendo uno dei principi cari alle supersportive Lamborghini.

A bordo continua lo spettacolo

Salendo a bordo i richiami alle Lamborghini stradali continuano, tra esagoni, forme a Y, fibra di carbonio e sedili che sembrano arrivare direttamente da un abitacolo del Toro. Alla postazione di comando compare persino il pulsante di avviamento in stile Lamborghini, dettaglio probabilmente superfluo su uno yacht da milioni di euro e proprio per questo praticamente inevitabile.

Fast One non si è fatto mancare molto nemmeno sul fronte degli optional: la configurazione comprende finiture metalliche Lamborghini, pacchetto grafico Edition 63, illuminazione ambientale RGB, tre televisori e un impianto audio premium. Nel cockpit trova posto uno schermo retrattile da 43 pollici, accompagnato da tavoli regolabili elettricamente, mentre all’esterno è stato ricavato un bar attrezzato.

Sottocoperta le comodità continuano con forno, piano cottura, lavastoviglie, frigoriferi e macchina per il ghiaccio. A completare il corredo ci sono addirittura due Lamborghini Seabob FS5 Limited Edition, coordinati nel colore allo scafo e provvisti della relativa stazione di ricarica rapida. Perché evidentemente 4.000 CV e quasi venti metri di yacht meritavano un ulteriore contributo alla sobrietà.

Il prezzo richiesto di 3,15 milioni di euro rimette rapidamente tutto in prospettiva. Non sarà esattamente l’alternativa alla Huracán usata per risparmiare, ma per il Tecnomar for Lamborghini 63 quattro ruote erano evidentemente troppo poche. E questa volta il Toro ha lasciato l’asfalto per correre sull’acqua.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 11:03:56 +0000
News n. 22
Blocco diesel Euro 5, Salvini chiede un altro rinvio

Nonostante manchino appena due settimane al primo ottobre, la partita sul blocco delle auto diesel Euro 5 potrebbe non essere ancora finita. Dopo il rinvio di un anno già deciso nel 2025, Matteo Salvini torna infatti a chiedere una proroga della misura prevista nel Bacino Padano. A preoccupare il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sono soprattutto le conseguenze per chi utilizza ancora ogni giorno una vettura interessata dalle limitazioni.

Nel frattempo qualcosa si è mosso, sia in Piemonte ed Emilia-Romagna, entrambe ricorse a misure compensative per evitare il blocco, sia in Veneto, al lavoro su una soluzione simile. Al momento l’unica che sembra intenzionata a procedere è la Lombardia, con limitazioni attive tra le 7.30 e le 19.30 a Milano, Brescia, Monza e Bergamo, ammettendo però delle deroghe, fra cui quella legata al Move-In.

Salvini chiede un’altra proroga

Intervenuto a margine dell’evento Sovranità energetica e competitività dalle biomasse al nucleare di nuova generazione, Salvini ha spiegato di aver affrontato la questione con il presidente della Lombardia Attilio Fontana.

“Con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana abbiamo parlato di temi molto concreti che interessano i cittadini lombardiâ€

Il leader della Lega ha quindi indicato il numero di persone che, secondo la sua stima, rischierebbero di subire le conseguenze del provvedimento:

“Dal primo ottobre, 500mila cittadini rischiano di rimanere a piedi se hanno l’auto diesel Euro 5â€

Da qui la richiesta avanzata nella sua veste di ministro dei Trasporti:

“Ho chiesto la prorogaâ€

Salvini ha legato la propria posizione soprattutto all’impatto economico che il blocco potrebbe avere sui proprietari delle vetture coinvolte:

“Danneggiare chi non si può permettere di comprare l’auto, la moto o il furgone nuovo non mi sembra intelligenteâ€

Il ministro ha poi chiamato in causa le caratteristiche geografiche della Pianura Padana per spiegare le difficoltà legate alla qualità dell’aria nella zona:

“A Bruxelles non si sono accorti che noi, nella pianura padana, abbiamo le Alpi a Nord e gli Appennini a Sudâ€

E ha concluso il ragionamento sottolineando la conseguenza della particolare conformazione:

“Quindi è più difficile il ricircolo dell’ariaâ€

Le Regioni hanno preso strade diverse

La richiesta di Salvini arriva in una situazione dove il blocco, almeno nella forma originariamente immaginata, ha già perso parecchi pezzi. Il Piemonte si era mosso durante l’estate adottando interventi alternativi, evitando così lo stop per oltre 300 mila vetture. Fra le misure previste figurano incentivi per l’utilizzo dei biocarburanti Hvo e altri interventi destinati alla riduzione delle emissioni.

Sulla stessa linea si è mossa pochi giorni fa l’Emilia-Romagna, sfruttando la clausola di flessibilità prevista dalla normativa nazionale per sostituire il blocco con altre misure contro l’inquinamento. E il fronte potrebbe presto allargarsi al Veneto, dove si sta valutando una soluzione analoga.

Almeno per ora, è diverso il discorso in Lombardia, dove la scadenza resta fissata al 1° ottobre 2026. La richiesta di Salvini, da sola, non basta infatti a spostarla e servirà un provvedimento concreto per concedere un’altra proroga: dopo mesi di rinvii e decisioni diverse da Regione a Regione, i possessori di una diesel Euro 5 si ritrovano ancora in attesa di una risposta definitiva.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 09:29:20 +0000
News n. 23
Ricalibrare ADAS auto, quando è necessario e cosa si rischia altrimenti

Negli ultimi anni le nostre automobili sono cambiate radicalmente: non sono più solo vetture meccaniche, ma veri e propri computer su ruote. Al centro di questa rivoluzione ci sono gli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), ovvero i sistemi avanzati di assistenza alla guida.

Funzionalità come la frenata automatica d’emergenza, il mantenimento attivo della corsia, il riconoscimento dei segnali stradali e il Cruise Control adattivo dipendono interamente da una complessa rete di sensori, telecamere, radar e lidar installati sulla carrozzeria e sui cristalli della vettura.

Tuttavia, affinché questi “occhi e orecchie elettronici” funzionino con precisione millimetrica, devono osservare il mondo circostante da un punto di vista perfettamente allineato. Basta una minima deviazione o uno spostamento impercettibile per far sì che la centralina interpreti in modo errato la traiettoria di un ostacolo o la posizione delle strisce stradali. È qui che entra in gioco la ricalibrazione degli ADAS: una procedura tecnica fondamentale per ripristinare i parametri di fabbrica e garantire che i sistemi di sicurezza intervengano esattamente quando e come stabilito dai costruttori.

Vediamo come funzionano questi sistemi, in quali situazioni diventa obbligatorio ricalibrarli e quali rischi si corrono se si trascura questa operazione cruciale.

Anatomia degli ADAS: come vedono il mondo telecamere e radar

Per capire perché la ricalibrazione sia così delicata, occorre comprendere come la vettura percepisce l’ambiente esterno. I sistemi di assistenza alla guida non si affidano a un solo componente, ma a una combinazione modulare di strumenti tecnici che lavorano in sinergia attraverso un processo definito fusione dei dati (data fusion).

Ciascuno di questi componenti ha un “campo visivo” ben preciso con angoli di apertura definiti al millesimo di grado. Se l’orientamento fisico del sensore varia anche di una frazione di grado, l’algoritmo di calcolo riceverà informazioni sfalsate, compromettendo la capacità dell’auto di “leggere” la strada correttamente.

Quando è necessario ricalibrare gli ADAS

La ricalibrazione non è un intervento da eseguire esclusivamente in seguito a un guasto, ma una procedura obbligatoria ogni volta che viene modificata la geometria del veicolo o la posizione fisica dei sensori. I casi principali includono:

Le tipologie di calibrazione

La procedura di azzeramento e allineamento non è identica per tutte le auto, ma varia in base alla marca, al modello e al tipo di sistema installato. Le metodologie principali sono tre: statica, dinamica e ibrida.

La ricalibrazione statica si svolge interamente all’interno dell’officina ed è una procedura di estrema accuratezza. Il veicolo viene posizionato su un pavimento perfettamente livellato e davanti ad esso vengono collocati appositi pannelli di calibrazione (target patterns), specifici per ciascun marchio automobilistico.

Attraverso sistemi di puntamento laser e software diagnostici dedicati, l’operatore allinea perfettamente la telecamera o il radar con i punti di riferimento stampati sui pannelli. Durante questa fase, le condizioni ambientali devono essere rigide: illuminazione omogenea, assenza di riflessi o ombre sul pannello e pressione dei pneumatici impostata ai valori ideali di fabbrica.

La ricalibrazione dinamica richiede una fase di guida su strada. Dopo aver collegato uno strumento di diagnosi alla presa OBD dell’auto e avviato la procedura, il tecnico guida la vettura lungo un percorso prestabilito. Il sistema impiega una fase di auto-apprendimento mentre la vettura viaggia a una velocità costante (solitamente tra i 40 e gli 80 km/h) su strade con segnaletica orizzontale ben marcata e in buone condizioni di traffico. La telecamera “impara” a riconoscere le linee di corsia e gli oggetti, regolando automaticamente la propria linea di fede e tarando l’algoritmo interno.

Molti veicoli di ultima generazione richiedono un approccio combinato: una prima fase di azzeramento statico in officina con pannelli fisici, seguita da una sessione di calibrazione dinamica su strada per confermare l’accuratezza dei parametri appresi.

I pericoli di un sistema scalibrato

Sottovalutare la ricalibrazione degli ADAS equivale a guidare una vettura con i freni usurati o lo sterzo sfasato. I rischi pratici legati a un sistema non calibrato sono molteplici e potenzialmente pericolosi. Una deviazione di un solo grado nella telecamera del parabrezza si traduce in uno scostamento di oltre un metro a una distanza di 50-60 metri dal veicolo. Questo significa che l’auto potrebbe “vedere” un ostacolo nella corsia adiacente anziché nella propria, oppure non rilevarlo affatto.

Il radar o la telecamera possono scambiare un cavalcavia, un cartello stradale o un veicolo parcheggiato per un ostacolo improvviso presente sulla traiettoria di marcia, azionando violentemente i freni senza alcun motivo reale. In caso di imminente collisione o di abbandono involontario della corsia, un sensore disallineato potrebbe non inviare il segnale di allarme in tempo o non attivare la frenata automatica.

In caso di incidente stradale, qualora le perizie dovessero accertare che il malfunzionamento di un sistema di sicurezza è stato causato da una mancata ricalibrazione a seguito di una precedente riparazione (es. sostituzione del vetro), le compagnie assicurative potrebbero rivalersi sul proprietario o sul riparatore che non ha eseguito il lavoro a regola d’arte. La ricalibrazione non è un’operazione che si può improvvisare o svolgere con metodi “fai-da-te”, richiede un investimento significativo in attrezzature dedicate, formazione tecnica continua e software sempre aggiornati.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 09:23:50 +0000
News n. 24
Auto cinesi, quanto convengono davvero? Prezzi da affare ma attenzione ai rischi

Fino a pochi anni fa per un automobilista italiano era quasi un’eresia avvicinarsi alle auto cinesi. Regnava lo scetticismo sulla qualità e si era disposti a spendere qualcosa in più pur di avere un prodotto all’altezza, ma i tempi sono cambiati e per rendersene conto è sufficiente fare un salto in qualsiasi concessionaria della propria zona. Probabilmente almeno una rappresentante di Pechino si trova nel salone di vendita e magari va pure a ruba.

Una questione di prezzo? Certamente è un vantaggio, ma riassumere tutto in un’unica voce sarebbe troppo sbrigativo. Come sottolinea bee2link group Italia nella sua analisi, spesso non c’è paragone anche nei tempi di sviluppo rispetto ai concorrenti e, a parità di prezzo, le dotazioni tendono a essere di gran lunga più generose. Ecco allora che le nuove tendenze possono essere solo l’inizio di un fenomeno dalle grandi ripercussioni sull’intera industria, anche se non è tutto oro quello che luccica.

Il prezzo non è più l’unico argomento

La vecchia equazione “auto cinese uguale auto economicaâ€, insomma, comincia a stare stretta. Dietro ai prezzi competitivi ci sono economie di scala importanti, ma il cliente guarda pure ciò che riceve in cambio del proprio denaro. Tecnologia di bordo, sistemi di assistenza alla guida e allestimenti completi contribuiscono a rendere appetibili vetture che fino a poco tempo fa molti avrebbero probabilmente escluso a priori.

E gli italiani sembrano aver cambiato atteggiamento in fretta. Una Instant Survey di Areté citata nell’analisi indica che tre persone su quattro sarebbero pronte a prendere in considerazione l’acquisto di un’auto cinese. Intanto i nuovi marchi presenti nel nostro Paese sono diventati 22 nel 2026, contro i 18 dell’anno precedente.

Sul nuovo, la loro presenza è già evidente. Nei primi quattro mesi del 2026, secondo i dati riportati dalla Gazzetta, i marchi cinesi hanno raggiunto il 12,5% delle immatricolazioni italiane, una quota doppia rispetto alla media europea, mentre la situazione cambia parecchio spostandosi sull’usato, dove a maggio rappresentavano appena lo 0,62% dell’offerta.

Il vero esame arriva dopo l’acquisto

Il vero punto interrogativo arriva qualche anno dopo l’acquisto. Risparmiare e portarsi a casa una vettura ben accessoriata fa certamente piacere, ma prima o poi capita di aver bisogno di un’officina e lì il prezzo pagato in concessionaria conta poco. Per i marchi cinesi l’assistenza post vendita rappresenta quindi un banco di prova importante, soprattutto nel confronto con Case che in Italia possono contare su reti costruite nel corso di decenni.

Il dubbio riguarda soprattutto la disponibilità dei ricambi e i tempi necessari per ottenere un intervento: una garanzia lunga tranquillizza sulla carta, però serve una rete capace di risolvere rapidamente il problema quando qualcosa si rompe. Concessionarie, officine e logistica finiscono così per pesare nella scelta quasi quanto ciò che troviamo dentro l’auto.

Rimane poi l’incognita della rivendita. Stabilire oggi quanto varrà fra quattro o cinque anni un modello appartenente a un marchio arrivato da poco è complicato, soprattutto considerando la velocità con cui l’industria cinese rinnova la propria offerta. Il vantaggio di avere prodotti aggiornati molto rapidamente rischia infatti di mostrare l’altra faccia della medaglia quando arriva il momento di vendere l’usato.

Comprare cinese, quindi, non significa automaticamente fare un affare né assumersi un rischio. Il prezzo di listino racconta solo l’inizio della storia: assistenza, ricambi e tenuta del valore diranno molto di più quando le auto vendute oggi avranno accumulato qualche anno sulle spalle.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 08:44:15 +0000
News n. 25
Volkswagen Mission Efficiency, l’elettrica nata per consumare meno

Ridurre il più possibile i consumi: è l’obiettivo con cui Volkswagen ha costruito la Mission Efficiency, curando l’aerodinamica fin nei particolari. Molto bassa e dalla coda stretta e affusolata, la carrozzeria sembra pensata più per fendere l’aria che per sfilare in passerella.

La Casa dichiara un coefficiente aerodinamico di 0,158, abbinato a una superficie frontale di 2,08 metri quadrati. Per capire quanto conti basta il confronto proposto dal costruttore: a 140 km/h il prototipo richiede circa la stessa energia che serve alla ID. Polo viaggiando a 100 km/h, e guardandola di profilo si capisce dove sono andati a cercare il risultato.

Aerodinamica estrema

A Volkswagen non è bastato lavorare sulle forme della carrozzeria. Anche le ruote posteriori sono state coperte, così come il fondo della vettura. Sul frontale trovano invece spazio tre aperture per il raffreddamento, che si attivano separatamente in base alle necessità per limitare la resistenza all’aria.

Persino le maniglie delle porte sono integrate nella carrozzeria, altro piccolo contributo alla ricerca dell’efficienza. Tetto e lunotto svolgono invece un secondo lavoro grazie alla presenza di celle solari, chiamate ad alimentare i servizi elettrici di bordo. Mission Efficiency rimane fin qui un prototipo, sebbene diverse delle tecnologie utilizzate siano già vicine alla produzione di serie.

Oltre 1.200 km nel viaggio verso Vienna

Per verificare il lavoro svolto, Volkswagen ha portato la Mission Efficiency fuori dai laboratori. Il prototipo è partito da Wolfsburg con destinazione Vienna, passando per PoznaÅ„ e Olomouc. Alla fine il contachilometri segnava 1.278,36 km, affrontati con una sola ricarica intermedia. Una volta arrivata nella capitale austriaca, l’auto disponeva ancora di 164 km di autonomia.

Ma snoccioliamo qualche numero, così da capire la parsimonia del concept: percorrere 100 km ha richiesto in media 6,89 kWh e se contiamo pure le perdite durante la ricarica il valore sale a 7,51 kWh. Mission Efficiency ha mantenuto una velocità media di 67,72 km/h, toccando nel tratto più veloce i 138 km/h.

Volkswagen ha poi voluto spingersi oltre con una prova svolta in condizioni decisamente più favorevoli. A 68 km/h costanti, senza salite e tenendo spenta la climatizzazione, la vettura ha consumato appena 6,48 kWh/100 km. Un risultato ottenuto in uno scenario ben lontano dall’utilizzo quotidiano, ma utile per capire fin dove possa arrivare il progetto quando quasi tutto gioca a suo favore.

Batteria contenuta e 135 CV

Ci pensa poi la batteria a rendere l’esperimento ancora più curioso. Montare semplicemente un accumulatore enorme avrebbe voluto dire aggirare il problema dell’autonomia, ma non era quello che la Casa tedesca aveva intenzione di fare, per questo la batteria raggiunge una capacità netta di 54,9 kWh. Il compito di alimentare le ruote anteriori spetta a un motore elettrico da 99 kW, equivalenti a circa 135 CV.

Parte della meccanica, inoltre, ha già un legame con i modelli destinati alle concessionarie. Il motore deriva da quello della ID. Polo, mentre alla base della vettura troviamo la piattaforma MEB+ a trazione anteriore, utilizzata pure dalla ID. Cross. Insomma, il prototipo permette di sperimentare soluzioni estreme attorno a componenti che non appartengono a un futuro lontano.

Le forme estreme hanno imposto qualche compromesso sullo spazio, non nella lunghezza, di 4,775 m, bensì in altezza, ferma ad appena 1,392 m, nonostante a bordo ci sia posto per quattro persone secondo uno schema 2+2 e per 481 litri di bagagli. A rimetterci qualcosa sono soprattutto i passeggeri posteriori: Volkswagen indica quei sedili per persone alte fino a circa 1,60 metri.

Per ora non è prevista una versione di serie. Più che anticipare un nuovo modello, il progetto mostra quanto si possa guadagnare lavorando sui consumi prima ancora di aumentare la capacità della batteria. Oltre gli 80 km/h, Volkswagen parla di un vantaggio superiore al 30% rispetto alla ID. Polo: in altre parole, per andare più lontano non serve necessariamente portarsi dietro una batteria gigantesca. A volte conviene chiedere meno energia all’auto.

Data articolo: Tue, 15 Sep 2026 07:20:36 +0000


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