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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La giornata del 25 febbraio 2026 sulle autostrade italiane è segnata da diversi episodi di traffico denso e code, in particolare si evidenziano code a tratti tra Busto Arsizio e Legnano sull’autostrada A8 Milano-Varese e lunghe code di circa 2 km tra Pedaso e Grottammare sulla A14 Bologna-Taranto causate da lavori in corso. Queste condizioni rappresentano solo alcuni dei molti rallentamenti e disagi registrati in varie tratte del Paese.

A1 MILANO-NAPOLI



08:57 – Melegnano Svincolo e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 4.3 al chilometro 8.6 per una lunghezza di 4.3 km.



07:28 – San Giuliano e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
La coda va dal chilometro 4.3 al chilometro 2.7 per una lunghezza di 1.6 km.



08:16 – Modena sud e Modena Nord
Traffico rallentato a causa di lavori
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 157.8 al chilometro 161.4 per una lunghezza di 3.6 km.

A4 TORINO-TRIESTE



08:36 – Nodo di Pero e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta interessata va dal chilometro 136.5 al chilometro 125.0 per una lunghezza di 11.5 km.



08:09 – Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Cormano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 129.9 al chilometro 141.0 per una lunghezza di 11.1 km.

A7 MILANO-GENOVA



08:44 – Genova Bolzaneto e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Genova
La tratta interessata va dal chilometro 128.7 al chilometro 125.8 per una lunghezza di 2.9 km.

A8 MILANO-VARESE



09:05 – Busto Arsizio e Legnano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 16.3 al chilometro 21.0 per una lunghezza di 4.7 km.



08:18 – Fiera Milano e Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
La coda va dal chilometro 0.0 al chilometro 2.2 per una lunghezza di 2.2 km.



07:55 – Busto Arsizio uscita da Varese
Coda per traffico intenso
Direzione Milano

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



08:43 – Bivio A10/A26 Trafori e Genova Pra’
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
La tratta interessata va dal chilometro 10.7 al chilometro 12.6 per una lunghezza di 1.9 km.



08:29 – Savona Vado uscita da Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Ventimiglia



08:00 – Genova Pegli e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Genova
La tratta interessata va dal chilometro 0.0 al chilometro 6.0 per una lunghezza di 6.0 km.

A11 FIRENZE-PISA NORD



08:45 – Pistoia e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 7.0 al chilometro 20.0 per una lunghezza di 13.0 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



09:04 – Pedaso e Grottammare
Coda di 2 km per lavori
Direzione Taranto
La coda va dal chilometro 290.7 al chilometro 288.0 per una lunghezza di 2.7 km.



09:02 – Roseto Degli Abruzzi e Pescara Nord
Coda di 1 km per lavori
Direzione Taranto
La coda va dal chilometro 353.0 al chilometro 349.0 per una lunghezza di 4.0 km.



08:50 – San Benedetto del Tronto e Pedaso
Coda di 2 km per lavori
Direzione Ancona
La coda va dal chilometro 294.4 al chilometro 303.0 per una lunghezza di 8.6 km.



08:43 – Fermo Porto San Giorgio e Porto Sant’ Elpidio
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
La coda va dal chilometro 271.55 al chilometro 273.0 per una lunghezza di 1.45 km.



07:17 – Pescara Nord e Pineto
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
La coda va dal chilometro 359.6 al chilometro 363.0 per una lunghezza di 3.4 km.



08:34 – Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro
Traffico rallentato per lavori
Direzione Bologna
La tratta interessata va dal chilometro 24.8 al chilometro 28.0 per una lunghezza di 3.2 km.



07:31 – Pineto e Bivio A14/A25 Torano-Pescara
Traffico rallentato per lavori
Direzione Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 364.7 al chilometro 363.0 per una lunghezza di 1.7 km.



08:29 – Pescara sud e Pescara Ovest
Traffico rallentato per lavori
Direzione Ancona
La tratta interessata va dal chilometro 387.3 al chilometro 389.0 per una lunghezza di 1.7 km.



08:32 – Modugno e Bivio Tangenziale Bari
Traffico rallentato per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Bari
La tratta interessata va dal chilometro 676.8 al chilometro 673.5 per una lunghezza di 3.3 km.



08:36 – Ancona sud
Coda per traffico intenso
In entrambe le direzioni

A24 ROMA-TERAMO



07:38 – Via Togliatti e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda di 3 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 7.3 al chilometro 3.5 per una lunghezza di 3.8 km.

A30 CASERTA-SALERNO



08:41 – Area di servizio Tre Ponti ovest
Mancanza di GPL per un guasto all’impianto
Direzione Salerno

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



08:56 – Fuorigrotta e Capodimonte
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
La tratta interessata va dal chilometro 16.1 al chilometro 11.3 per una lunghezza di 4.8 km.



08:36 – Fuorigrotta uscita provenendo da Allacc. Diramazione Capodichino
Coda per traffico intenso



07:19 – Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La tratta interessata va dal chilometro 18.8 al chilometro 20.0 per una lunghezza di 1.2 km.



07:16 – Corso Malta entrata verso Pozzuoli
Coda per traffico intenso

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 08:08:00 +0000
News n. 2
Alcolock obbligatorio, cosa prevede la norma: officine abilitate e multe

Con l’entrata in vigore delle norme definitive sull’alcolock, nel sistema sanzionatorio italiano entra una misura tecnologica strutturale pensata per impedire fisicamente la reiterazione di un comportamento illecito. Siamo infatti davanti a un dispositivo capace di bloccare l’avviamento del motore in caso di tasso alcolemico superiore allo zero. In pratica appena viene rilevata anche una minima traccia.

La finalità di questo sistema è ridurre gli episodi di guida in stato di ebbrezza. Si tratta di una soluzione che combina prevenzione tecnologica e rendere il conducente parte attiva di un percorso di responsabilizzazione senza escluderlo dalla mobilità. Nella visione del legislatore, l’alcolock si configura come un supporto che permette di continuare a guidare in condizioni di sicurezza e di contenere il rischio legato a scelte impulsive o comportamenti consolidati.

Le norme definitive sull’alcolock

Il perno giuridico della riforma è il comma 9-ter dell’articolo 186 del Codice della Strada, modificato a fine 2024, che attribuisce al Prefetto il potere di imporre, nei confronti dei conducenti condannati in via definitiva per guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, l’apposizione sulla patente dei codici unionali 68 e 69. Il primo sancisce l’obbligo assoluto di alcol zero, il secondo limita la guida ai soli veicoli dotati di alcolock.

La durata della prescrizione è graduata in funzione della gravità dell’infrazione. Chi è stato condannato per un valore compreso tra 0,8 e 1,5 g/l deve convivere con l’obbligo per due anni mentre per chi supera 1,5 g/l il vincolo sale a tre anni, sempre a partire dal termine del periodo di sospensione della patente.

L’articolo 125 comma 3-ter del Codice della Strada chiarisce che i codici 68 e 69 possono essere apposti anche ai titolari di patenti delle categorie internazionali M e N, cioè veicoli destinati al trasporto di persone e merci. In termini pratici anche autobus, autocarri e furgoni aziendali rientrano nel perimetro della misura.

Una volta riottenuta la patente, il conducente potrà mettersi al volante soltanto se il veicolo utilizzato è equipaggiato con un alcolock funzionante e installato. Poiché il sistema richiede di soffiare nel boccaglio prima di ogni avviamento, il guidatore intenzionato a utilizzare quel mezzo è obbligato a dimostrare alcol zero, indipendentemente dal fatto che sia il trasgressore originario o un terzo soggetto.

Come deve essere fatto e funzionare

Il quadro tecnico del nuovo dispositivo è stato definito dal decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2 luglio 2025 “Caratteristiche e modalità di installazione del dispositivo alcolockâ€.

Il documento stabilisce che il dispositivo possa essere montato su veicoli delle categorie M1, M2, M3, N1, N2 e N3, siano essi omologati o meno, a condizione che il fabbricante dell’alcolock abbia predisposto le istruzioni per quel modello di veicolo, nel rispetto del Regolamento UE 2021/1243 e della norma tecnica EN 50436.

Dal punto di vista costruttivo l’alcolock deve essere un etilometro certificato, dotato di marchio CE, in grado di misurare la concentrazione di alcol nell’aria espirata e di comandare l’immobilizzazione del veicolo quando viene rilevato un valore superiore a 0 mg/l. Non sono ammesse soglie di tolleranza: qualsiasi presenza di alcol impedisce l’avviamento.

Elemento centrale del sistema è la protezione contro le manomissioni. Ogni dispositivo deve essere sigillato al momento dell’installazione con un adesivo autodistruttivo che si deteriora in caso di tentativo di rimozione o alterazione. La presenza del sigillo integro rappresenta, durante i controlli su strada, uno degli indici di regolarità.

Il fabbricante non può limitarsi a produrre l’apparecchio. La normativa gli impone di fornire manuali di installazione, uso e manutenzione, di individuare le officine autorizzate al montaggio e di comunicare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il tipo di dispositivo, la documentazione tecnica, un fac-simile di certificato di taratura e l’elenco dei modelli di veicoli compatibili.

La taratura periodica è un aspetto tutt’altro che secondario. In caso di controlli il conducente deve poter esibire il certificato in corso di validità e deve verificare che l’intervallo di taratura indicato dal costruttore non sia scaduto. Sul piano sanzionatorio un alcolock non tarato equivale a un alcolock assente.

Officine autorizzate all’installazione e costi

Il decreto ministeriale mette nero su bianco che solo le officine di meccatronica autorizzate e indicate dal fabbricante del dispositivo possano effettuare l’installazione. L’elenco degli installatori e quello dei veicoli compatibili devono essere pubblicati sul Portale dell’Automobilista, insieme alla documentazione tecnica trasmessa dai produttori.

Nel momento in cui scriviamo, sul Portale risultano ammessi soltanto due dispositivi: il Breatech Alcolock B1000 e lo Zaldy Alcolock, ciascuno corredato dal proprio elenco di officine abilitate e dai modelli di veicoli installabili.

L’installazione e la rimozione dell’alcolock non richiedono collaudo nelle officine della Motorizzazione civile e non comportano l’aggiornamento del Documento unico di circolazione.

Il costo stimato per l’installazione si aggira intorno ai 2.000 euro, a cui vanno sommati i costi di manutenzione, le tarature periodiche e i boccagli monouso. È una spesa a carico del conducente senza alcuna forma di contributo pubblico.

Le criticità strutturali secondo Federcarrozzieri

Secondo Federcarrozzieri, il sistema dell’alcolock, così come è stati approvato, presenta alcune criticità strutturali. Il parco auto italiano ha un’età media di circa 13 anni, il che rende tecnicamente complessa se non impossibile l’installazione su molti veicoli più datati. A cui si aggiunge il numero limitato di officine abilitate, selezionate dai produttori che – a detta della federazione – rischia di comprimere la concorrenza e di far lievitare i prezzi.

Sul piano sanzionatorio, il legislatore ha scelto la linea dura. Chi guida senza rispettare l’obbligo di installazione o utilizza un dispositivo manomesso, non funzionante o privo di sigilli incorre in sanzioni specifiche previste dai commi 3-quater dell’art. 125 e 9-quater dell’art. 186 del Codice della Strada, che si sommano alle conseguenze già previste per la violazione originaria.

Più esattamente chi viene fermato alla guida di un veicolo che avrebbe dovuto essere equipaggiato con l’alcolock ma ne è sprovvisto è soggetto a una sanzione amministrativa compresa tra 158 e 638 euro, accompagnata dalla sospensione della patente di guida fino a sei mesi. Nel caso di alterazione del dispositivo o un impiego elusivo del sistema, come l’effettuazione del test a un’altra persona, il quadro sanzionatorio si inasprisce e conduce alla revoca della patente con l’obbligo di ripercorrere il percorso di accertamento dell’idoneità psicofisica e di riabilitazione.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 07:12:01 +0000
News n. 3
Sciopero dei trasporti 25 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 25 febbraio 2026 sono previsti due scioperi nel settore dei trasporti in Italia. Gli scioperi coinvolgono sia il trasporto pubblico locale nella provincia di Bolzano che il settore aereo a livello nazionale. Di seguito tutti i dettagli su orari, città e categorie coinvolte.

Bolzano – Sciopero del trasporto pubblico locale

Il 25 febbraio 2026 è indetto uno sciopero della durata di 24 ore che coinvolge il trasporto pubblico locale nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige). L’agitazione riguarda il personale della Società SASA di Bolzano. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti. Il servizio sarà quindi interessato per tutta la giornata, con inizio e fine sciopero previsti per il 25 febbraio.

Italia – Sciopero nazionale settore aereo

Per la data del 25 febbraio 2026 è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore che coinvolge il personale di volo settore elicotteri della società Avincis Italia presso tutte le basi operative del territorio. L’agitazione riguarda la fascia oraria 00:00-23:59. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC. Si tratta di uno sciopero virtuale che interessa tutte le province del Paese.

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 4
Nuovo viadotto su Autostrada A1, apre il Ribuio: calendario dei lavori e nuovi flussi

Per l’ultimo fine settimana di febbraio l’Autostrada del Sole prepara la svolta. Superando la logica della semplice manutenzione, gli interventi strutturali allineano uno dei nodi più critici della rete italiana agli standard moderni, con un impatto positivo diretto sulle esigenze della comunità locale. Tra i caselli di Incisa Reggello e Firenze Sud, entrerà infatti in funzione il viadotto Ribuio. Situato tra il km 311 e il km 313, il nuovo tratto rientra nell’ampio programma di ampliamento alla terza corsia, atteso da anni per decongestionare il traffico tra il Valdarno e il capoluogo toscano.

Cos’è il Ribuio

Lungo 150 metri, il Ribuio è una struttura moderna realizzata con tecnologia mista acciaio-calcestruzzo. Secondo quanto spiegato da Società Autostrade, l’opera poggia su pile cilindriche ad alta capacità portante e fondazioni profonde, volte a garantire massima sicurezza e durata nel tempo.

Insieme al viadotto Massone e alla galleria San Donato, costituisce lo snodo cardine del nuovo assetto della A1 in Toscana. Da un lato, l’apertura del viadotto consentirà di spostare i flussi di traffico sul nuovo asse, dall’altro libererà il tracciato storico, che potrà così essere sottoposto a una profonda riqualificazione strutturale senza bloccare la circolazione.

Il calendario dei lavori

Per agganciare la variante al vecchio tracciato, i tecnici di Autostrade entreranno in azione negli ultimi due fine settimana di febbraio e nei primi di marzo (27 febbraio-1° marzo e 6-8 marzo). Il cantiere scatterà alle 20:00 di ogni venerdì: i tecnici lavoreranno per liberare la carreggiata entro la domenica pomeriggio, così da tutelare la viabilità e i flussi pendolari del lunedì mattina. La buona notizia è che la chiusura totale del tratto Firenze Sud-Incisa sarà limitata esclusivamente alle notti tra sabato e domenica (dalle 22:00 alle 06:00). Agli automobilisti si raccomanda la massima prudenza e di consultare i pannelli a messaggio variabile per aggiornamenti in tempo reale. Durante il giorno la circolazione sarà sempre garantita, sebbene ridotta a una sola corsia per senso di marcia.

Come cambieranno i flussi

Al termine del primo weekend di lavori (domenica 1° marzo), gli utenti in viaggio in direzione Nord (verso Firenze/Bologna) verranno trasferiti su una delle nuove carreggiate a due corsie del Ribuio, mentre i conducenti in transito verso Sud continueranno a percorrere il tracciato storico. La tappa cruciale scatterà domenica 8 marzo, quando il traffico in direzione Roma si sposterà sul nuovo viadotto. Il Ribuio ospiterà pertanto entrambi i flussi veicolari, garantendo due corsie per ciascun senso di marcia e mandando “in pensione” temporanea il vecchio tracciato per i lavori di restyling.

L’intervento tra Incisa e Firenze Sud copre 17,5 km complessivi. Attualmente i primi 6 km risultano già aperti e operativi, mentre fervono i preparativi per completare la terza corsia sui restanti 12,5 km. Il completamento della fase, un passo decisivo nei lavori di potenziamento dell’intero corridoio appenninico, nasce al fine di risolvere i rallentamenti cronici in prossimità dell’area metropolitana fiorentina. Il nuovo “passaggio” sul Ribuio va a inserirsi in un ampio mosaico, affinché l’Autostrada del Sole guadagni velocità, sicurezza e capacità di assorbire i pesanti volumi di traffico che quotidianamente attraversano la spina dorsale dell’Italia.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 06:40:19 +0000
News n. 5
Rinasce Volga, nuovi SUV e berline per lo storico marchio russo

Il passato che bussa alla porta fa sempre effetto. Nei suoi quasi 15 anni di buio, lo storico marchio russo Volga aveva fatto sentire tutta la sua assenza ai fan, che pregavano di vederla tornare in azione. Quel giorno è arrivato, grazie a un investimento da 660 milioni di euro e a un sodalizio tra il colosso cinese Changan e il Gruppo JSC Avtovaz. La produzione presso lo stabilimento di Nizhny Novgorod (ex sito Volkswagen) ha preso il via e mira a ridare slancio all’automotive dell’Est Europa sull’asse Mosca-Pechino.

Dove rinasce il mito e la gamma

Le trattative, durate oltre due anni, hanno finalmente reso le linee di montaggio dell’ex fabbrica tedesca il quartier generale della nuova Volga. La gamma iniziale, che verrà svelata ufficialmente a giugno per debuttare sul mercato nel terzo trimestre del 2026, si basa su modelli Changan profondamente rivisti per incontrare i gusti e le esigenze del pubblico locale. Come riportato da Za Rulem, una delle più autorevoli testate di settore russe, l’operazione decreta il passaggio di Changan da semplice esportatore a produttore locale di peso, affiancandosi a giganti come Haval, Chery e Geely, già presenti con impianti propri tra la Russia e la Bielorussia.

Cosa guideranno i russi sotto le insegne della nuova Volga? In anteprima alla fiera Digital Industry of Russia l’azienda ha mostrato la C40, una berlina elegante derivata dalla Changan Raeton Plus, e i due crossover K30 e K40, che si ispirano rispettivamente alla Oshan X5 Plus e alla Uni-Z. In quanto ai motori, le soluzioni d’altri tempi lasciano spazio al collaudato quattro cilindri Changan da 1,5 litri, capace di erogare 188 CV e una coppia di 300 Nm, garantendo prestazioni equilibrate per un mercato che nonostante le flessioni globali resta l’undicesimo al mondo in termini di volumi. Una platea troppo ampia e rilevante per non fare gola alle arrembanti realtà del grande Paese asiatico.

Design e interni: tradizione contro tecnologia

Almeno per il momento le foto delle versioni finali rimangono oscurate, ma i teaser rilasciati dalla Casa aiutano ad avere un’idea piuttosto concreta sulla direzione intrapresa. Nel caso del SUV di punta, Volga ha scelto una linea rassicurante e muscolosa, caratterizzata da passaruota squadrati e un posteriore “sfuggente” che strizza l’occhio ai moderni SUV-coupé. All’interno, l’abitacolo si discosta dall’estetica a tratti estrema della cinese Uni-Z per abbracciare uno stile più convenzionale e concreto: volante a corona piatta, quadro strumenti interamente digitale e un generoso schermo centrale dedicato all’infotainment. È la “meccanica della semplicità” che incontra il lusso digitale.

L’operazione Volga-Changan si inserisce in uno scenario complesso. Se il 2025 ha visto un calo delle immatricolazioni del 15,6%, la Russia continua a essere il terzo mercato automobilistico del continente europeo. Con l’addio del Gruppo Renault nel 2022, la leadership di Lada AvtoVAZ è oggi insidiata proprio dall’avanzata dei brand cinesi, che occupano i vertici delle classifiche di vendita. Il terzo trimestre dell’anno ci dirà se il “nuovo corso” del costruttore saprà intercettare i desideri di una clientela che per anni ha visto nell’usato BMW, settore cresciuto del 49%, l’unica reale alternativa di prestigio.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 06:30:04 +0000
News n. 6
Auto nuova: acquisto o noleggio? Vantaggi e svantaggi da conoscere

Se l’idea di acquistare una vettura nuova è sempre molto elettrizzante, il noleggio dell’auto con numerose proposte si sta facendo strada e risulta una valida alternativa. Grazie alle soluzioni “tutto incluso“, comprensive anche di offerte per la ricarica elettrica, il noleggio piace sempre di più e rappresenta una scelta conveniente con la possibilità di abbinare diversi servizi extra e personalizzare il canone mensile.

Ma sarà veramente conveniente come sembra? Quali sono le differenze rispetto all’acquisto di una vettura nuova? Scopriamo vantaggi e svantaggi delle due opzioni per effettuare la scelta più vicina alle proprie esigenze.

Il noleggio in crescita

I tempi nel settore dell’automotive sono cambiati e, anche se il parco auto italiano rimane uno tra i più vecchi in Europa, la corsa alla transizione ecologica e le costanti innovazioni digitali, con modelli sempre più tecnologici e accessoriati, spingono il mercato verso il rinnovamento rapido delle vetture.

In questo panorama, il noleggio auto non è più solo una scelta a vantaggio delle aziende, ma si sta diffondendo sempre di più anche tra i privati, con un vero e proprio boom.

Il terzo trimestre del 2025 ha infatti registrato un aumento del 23,8% di immatricolazioni di autoveicoli a vantaggio di questa formula. Un trend destinato a crescere, che sta cambiando le abitudini degli italiani, il concetto stesso di possesso e utilizzo dell’auto e sta spingendo anche la Case automobilistiche ad adattarsi alla tendenza con formule più flessibili per l’acquisto.

Acquisto auto nuova, pro e contro

L’acquisto di un’auto nuova, da poter scegliere come si desidera, ha sempre il suo appeal, specialmente per una popolazione amante dei motori come quella italiana, e i vantaggi sono evidenti e notevoli.

Ma insieme a questi ci sono anche degli svantaggi che possono far propendere per l’opzione noleggio, sia a breve che a lungo termine. Tra i diversi fattori da tenere in considerazione ci sono, ad esempio, il budget a disposizione e la condizioni di utilizzo. Ma vediamo prima i pro dell’acquisto di una vettura nuova.

I vantaggi

Tra i diversi vantaggi ci sono:

  • la personalizzazione, é possibile scegliere alimentazione, allestimento e accessori in dotazione per modellare la vettura secondo i propri desideri;
  • l’investimento iniziale in parte recuperabile con l’eventuale rivendita  sul mercato dell’usato, sempre molto dinamico e ricco di proposte;
  • il possesso completo del mezzo che, per alcune persone, rappresenta una certa serenità e indipendenza;
  • la massima libertà di utilizzo, vendita e cambio con altre vetture;
  • la garanzia del costruttore che copre eventuali difetti di fabbrica e che può assicurare assistenza in caso di problemi di varia natura.

Gli svantaggi

L’acquisto di un’auto nuova comporta anche alcuni svantaggi che possono far considerare delle alternative differenti per avere a disposizione un veicolo per spostarsi.

Questi gli svantaggi più importanti da considerare prima di andare dal concessionario:

  • la spesa importante per l’acquisto oppure per l’acconto iniziale e la successiva rateizzazione per il resto dell’importo;
  • i costi per la manutenzione ordinaria (tagliandi, assicurazione, bollo) e straordinaria che sono interamente a carico dell’acquirente e che si sommano negli anni;
  • il rischio di una svalutazione veloce del mezzo, con una percentuale che può arrivare anche al 50% in meno rispetto al valore iniziale dopo solo tre anni di età;
  • i tempi di attesa per la consegna della vettura che, per alcuni modelli, può arrivare anche a svariati mesi.

Non è tutto rose e fiori come sembra ma occorre effettuare un calcolo preciso del costo complessivo dell’auto, in relazione anche al possibile tempo di possesso della vettura e alle condizioni di utilizzo.

L’auto sarà per tutta la famiglia? Verrà utilizzata per il lavoro con molti chilometri da macinare o solo per gli spostamenti quotidiani? Quale modello è più adatto e quali sono i consumi previsti? Tutte valutazioni da effettuare prima di mettersi alla ricerca del mezzo perfetto, tenendo in considerazione anche le numerose offerte e la possibilità, tra le altre, di acquistare un’auto a km 0.

I diversi tipi di noleggio

Dall’altra parte si inseriscono le riflessioni sulla possibilità di prendere una vettura nuova con il noleggio auto a breve, medio o lungo termine. Non esiste, infatti, un solo tipo di noleggio e non bisogna poi confonderlo con il leasing, un’altra interessante formula che consente di poter riscattare l’auto alla scadenza del contratto.

Vediamo le caratteristiche principali di ciascuna tipologia di noleggio.

Il noleggio a breve termine permette l’utilizzo del veicolo per un periodo limitato, da pochi giorni ad alcuni mesi. Un tipo di noleggio molto diffuso per la mobilità urbana con modelli come citycar, SUV e i crossover elettrici.

Questo sistema ha registrato un aumento del 53% rispetto al 2024 ed è ideale per chi ha esigenze temporanee (anche per una vacanza) e non vuole avere pensieri: il pagamento di un canone fisso comprende infatti noleggio, costi di manutenzione, assicurazione e assistenza stradale. L’attivazione è facile e veloce, il mezzo è subito disponibile: occorre solo preoccuparsi di fare rifornimento e di riconsegnare la vettura nei tempi concordati.

Il noleggio a medio termine comprende l’utilizzo del mezzo per un periodo superiore a qualche mese ma inferiore ai 2 anni. Anche qui l’accesso è comodo e veloce, il pagamento del canone comprende tutti gli aspetti burocratici: noleggio, assicurazione, manutenzione e assistenza stradale. Solitamente, il costo di questo noleggio è inferiore rispetto a quello a breve termine, con base giornaliera, ma superiore rispetto a quello a lungo termine, con tariffe mensili più basse.

Il noleggio a lungo termine consente l’utilizzo di un veicolo per un periodo che va da 12 a 60 mesi con riconsegna del veicolo alla scadenza o il rinnovo del contratto. Molto diffuso per la gestione dei mezzi aziendali, si sta diffondendo anche tra i privati per la comodità della formula: la possibilità di avere una rata fissa personalizzabile con tanti servizi compresi e meno pensieri piace sempre di più, conservando autonomia e mobilità con una formula leggera e flessibile.

Il noleggio a lungo termine comprende, infatti, diversi servizi inclusi in un unico canone: copertura assicurativa (anche con garanzie accessorie), manutenzione ordinaria e straordinaria, gestione delle pratiche in caso di sinistro e assistenza stradale.

Restano a carico del cliente la gestione del rifornimento o della ricarica elettrica del mezzo ma anche qui esistono delle offerte interessanti, anche con accordi tra i diversi partner commerciali, per effettuare l’operazione con comodità e convenienza.

Diversa è invece la formula del leasing che permette al cliente di poter riscattare il veicolo diventando il proprietario effettivo. Solitamente, questo sistema prevede il pagamento di una rata finale per il riscatto e nel contratto di noleggio non sono compresi i costi di assicurazione, manutenzione e assistenza stradale, a differenza del noleggio a lungo termine.

I vantaggi e gli svantaggi del noleggio auto

Il noleggio ha quindi diversi aspetti positivi che ne favoriscono la scelta e che hanno determinato la crescita di questo sistema negli ultimi anni.

Inoltre, l’anticipo per il noleggio dell’auto non è sempre previsto: non è infatti obbligatorio ma facoltativo. Se presente, questo può ridurre ulteriormente le spese iniziali e comportare un canone mensile inferiore.

Vediamo insieme i vantaggi più importanti:

  • la possibilità di avere un’auto nuova, dotata di tutte le innovazioni tecnologiche, le alimentazioni sostenibili e i dispositivi di sicurezza più recenti;
  • la possibilità di scegliere tra diverse offerte, anche personalizzate, permettendo grande flessibilità;
  • il budget di accesso più contenuto e la rapidità di attivazione;
  • la rata unica che comprende tutti i costi di gestione della vettura;
  • la facilità di gestione del contratto che consente, al termine, di poter restituire il veicolo o rinnovare il contratto;
  • la comodità della deduzione fiscale per le aziende.

Questi sono gli svantaggi, che potrebbero favorire l’orientamento verso l’acquisto di una vettura nuova:

  • l’attenzione alle spese accessorie e il rispetto delle clausole presenti nel contratto, come ad esempio il limite del chilometraggio incluso nell’offerta;
  • la mancata proprietà dell’auto può essere percepita come poco soddisfacente, vista anche la restituzione alla fine del noleggio;
  • la necessaria puntualità con il pagamento del canone mensile;
  • la mancanza di personalizzazione del mezzo e, anche se sono disponibili diversi modelli e alimentazioni, può essere difficoltoso trovare quello desiderato.

Cosa valutare per la scelta migliore

Come visto, la scelta di quale formula preferire per la mobilità quotidiana è condizionata da numerose riflessioni. A partire dalla sostenibilità economica, quindi del budget a disposizione che risulta più consistente nel caso dell’acquisto e più contenuto per quanto riguarda il noleggio.

Si passa poi all’ipotetica durata di utilizzo della macchina e i bisogni da soddisfare: se è necessaria una vettura nuova ogni 3-4 anni il noleggio può essere la soluzione ottimale, se invece si desidera tenere l’auto per più tempo meglio indirizzarsi verso l’acquisto.

Se l’obiettivo è contenere i costi di gestione, allora è meglio orientarsi verso il noleggio, se invece è avere più libertà di scelta e di utilizzo, allora meglio scegliere l’acquisto.

Le variabili da considerare sono veramente molte, meglio valutare con calma tutte le offerte e scegliere la soluzione più comoda, in base alle diverse esigenze, senza trascurare uno degli elementi più importanti che accomuna tutti gli automobilisti: il piacere per gli occhi e alla guida.

Che sia stata acquistata o presa a noleggio, guidare una vettura nuova, bella, sicura e moderna regala sempre delle buone sensazioni, offrendo grande comfort e accompagnando piacevolmente chi è al volante giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 05:00:25 +0000
News n. 7
Che auto guida Can Yaman, una collezione esclusiva che incanta

Tutti la cercano, tutti la vogliono vedere, un po’ come lui: l’auto di Can Yaman è il nuovo oggetto del desiderio mentre l’attore approda a Sanremo 2026. Reduce dal grande successo di Sandokan, l’interprete incanterà il pubblico all’evento più prestigioso dell’anno lungo i nostri confini. Ormai italiano d’adozione, il divo turco ha legato il suo fascino a Mercedes-Benz, volto delle Icon Collection, una serie di edizioni limitate rappresentanti il vertice del lusso contemporaneo.

Le Icon Collection: lusso Mercedes

Se possiedi l’auto di Can Yaman anche tu appartieni a un club esclusivo. Al lancio della Classe E 220d All Terrain e dell’ammiraglia Classe S 400d, la Casa tedesca non si è rivolta ai saloni tradizionali, bensì agli store online. Dopotutto, trascurare la frontiera digitale ti preclude tante opportunità, e il volto noto delle serie TV lo ha capito appieno, avendo costruito un impero sui social. Come se il fascino delle vetture non fosse abbastanza, i clienti hanno ricevuto un altro beneficio esclusivo al momento dell’acquisto: un’opera d’arte 3D numerata, un NFT di esclusiva proprietà che lancia il collezionismo automobilistico dritto nel metaverso.

A livello tecnico, la Classe S 400d 4Matic incarna lo status dell’attore conquistato a suon di successi sul set. La quattro ruote in “tenuta” Icon Collection sfoggia una livrea in nero ossidiana metallizzato, mentre un abitacolo in pelle nappa beige e grigio con dettagli in legno di noce accoglie gli occupanti. Tra sedili riscaldabili, regolabili elettricamente, e il tablet MBUX il comfort è massimo, aggiungiamoci il vantaggio cliente vicino ai 30.000 euro e la prospettiva si ribalta: perché non sceglierla?

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L’approccio dinamico ispira la Classe E All Terrain della collezione, color argento selenite all’esterno e dotata di cerchi AMG da 20 pollici. Anche qui, l’equipaggiamento è fuori dal comune: tra il sistema Surround Sound Burmester, il Digital Light e il tetto panorama, il risparmio sulle dotazioni ammonta a circa 12.000 euro. Il porto sicuro nel caso di un animo nomade, che va immancabilmente a mille all’ora davanti alla camera e sui red carpet di eventi globali.

Festival di Sanremo 2026: il legame dell’attore con l’Italia

Il legame tra Can Yaman e il nostro Paese è profondo e sincero, nato tra i banchi del Liceo Italiano di Istanbul dove, oltre alla lingua, ha imparato pure il gusto per il bello tipico della nostra cultura. Carlo Conti lo ha “convocato” alla kermesse della canzone nazionalpopolare, certo di far felici i sostenitori (e le sostenitrici) di un artista carismatico, a suo perfetto agio davanti a milioni di telespettatori. A ogni modo, la sua missione va oltre l’intrattenimento: attraverso la campagna #LaMiaAutoDelFuturo per il brand elettrico Mercedes-EQ, Can Yaman ha invitato i milioni di follower a usare l’intelligenza artificiale per immaginare una mobilità più sostenibile.

Al crescere dell’hype per la prima serata del Festival di Sanremo 2026, Can Yaman resta un passo avanti. Che si tratti di sfrecciare verso la riviera ligure o di apparire in un artwork generato da un algoritmo, il sodalizio tra l’attore e la Stella continua a dettare legge in fatto di stile e lusso.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 19:34:30 +0000
News n. 8
Che auto guida Raf, l’icona del passato che non ha mai dimenticato

Nel percorso di un artista esiste sempre un prima e un dopo il successo. Quel momento per Raf è legato a un’auto dalle umili origini, specchio di un uomo non ancora consapevole di aver appena coronato i propri sogni. Al Festival di Sanremo 2026 porterà questo spirito tenace misurandosi contro colleghi più giovani e, chissà, magari tra le luci a LED e le scenografie digitali dell’Ariston gli sembrerà di vedergli passare davanti la sua “quattrolitri”, fuga e rifugio agli albori.

La fuga dai fan

In un racconto al Corriere della Sera, Raf tira fuori il cassetto dei ricordi per raccontare un episodio indimenticabile coi fan. Mentre un palazzetto dello sport tremava, centinaia di ragazzine gli correvano dietro urlanti e lui, timido fino all’eccesso, strinse una valigia e cercò la salvezza. Si infilò nell’abitacolo di una piccola francese, poco appariscente, e perciò irresistibile: la Renault 4, il primo respiro di un’era fortunata. A differenza delle comuni popstar, preferiva tenere il profilo basso e proiettarsi verso le prossime avventure, eppure capì quanto il mondo fosse cambiato.

Perché la R4

Raf non ha mai voluto seguire la massa. In un periodo storico dove capitava di imbattersi in colleghi al volante di coupé appariscenti, sceglieva la Renault 4, l’esatto opposto del divismo: dotata di cambio a ombrello, la mitica vettura francese montava sospensioni capaci di affrontare uno sterrato come se fosse un’autostrada. Lontano dai flash invadenti dei paparazzi, aveva un motore piccolo da “spremere”, in compenso la trazione anteriore era affidabile e il portellone posteriore, ampio e pratico, rendevano la macchina versatile oltre le previsioni. I sedili sottili e la strumentazione ridotta all’osso completavano il quadro di un mezzo rivolto alla gente comune, lavoratori costretti ad arrangiarsi. Anziché badare all’apparenza, il cantante rincorreva la semplicità, probabilmente la forma più solida di equilibrio.

Sanremo 2026: cosa resta di quel ragazzo

Il Raf che si presenta sul palco dell’Ariston è una persona diversa rispetto all’epoca della R4. Hit dopo hit è scampato al pericolo di rivelarsi una meteora, e oggi mette a disposizione questa consapevolezza a Sanremo 2026, il punto di arrivo di una traiettoria iniziata su dei semplici sedili in gommapiuma. Nell’arco degli anni Ottanta la Renault 4 era un guscio protettivo e a pensarci riaffiora la nostalgia: il prezzo si aggirava intorno alle 650.000 lire italiane, lo stesso di una Fiat 600 e addirittura 145.000 in meno della Citroën 2CV. In buone condizioni, un esemplare della serie originale costerebbe all’incirca tra gli 8.000 e i 15.000 euro secondo i prezzi di vendita raggiunti alle aste e alle compravendite online, mentre una versione speciale, tipo la Frog, potrebbe toccare i 20.000 euro.

Ma il valore dei ricordi batte qualsiasi qualsiasi listino. Tra i talenti in rampa di lancio e le basi elettroniche del Festival, Raf porterà la sua storia con Ora e per sempre. E se qualcuno dovesse chiedersi cosa ne è stato di quel ragazzo timido sulla “quattrolitri”, la risposta è nella musica. In fondo, la vera risposta alla domanda “Cosa resterà degli anni ’80?” è proprio lui: un artista che, come la sua vecchia Renault, non ha mai smesso di viaggiare.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 17:21:08 +0000
News n. 9
Ferrari all’avanguardia: la nuova ala posteriore genera benefici tangibili

Durante la seconda settimana di test in Bahrain, la Ferrari ha testato una soluzione tecnica che ha fatto molto discutere all’interno del paddock: un’ala posteriore che abbiamo visto per sole cinque tornate. Al centro della discussione ci sono i due flap aggiuntivi, quelli mobili secondo il regolamento tecnico per l’aerodinamica attiva: straight line mode. Di norma i foil ruotano rispetto al bordo d’uscita di una certa misura, mentre nella versione italiana l’escursione supera in maniera abbondante i 200° riducendo maggiormente il drag nel momento in cui si attiva la “modalità rettilineoâ€.

L’interpretazione brillante della Ferrari sull’ala posteriore

L’ala mobile posteriore delle altre vetture è disegnata per ruotare i flap di una quantità più contenuta. Tutti i team provano a minimizzare l’area frontale, per cui ci cerca di allineare il bordo d’ingresso a quello d’uscita. C’è anche chi ha fatto qualcosa di più particolare, come ad esempio l’Alpine, che fa ruotare i flap rispetto al bordo d’ingresso. Tuttavia è la Ferrari che ha scelto una strada molto diversa e di fatto assolutamente inedita.

La rotazione avviene sempre rispetto al bordo d’uscita, ma i flap si muovo in uno spazio compreso tra i 180° e i 270°. Parliamo di un giro molto più accentuato che capovolge completamente il plane: il ventre dei due flap è orientato verso il basso e crea risvolti super interessanti. Incrementare la rotazione rende il sistema più lento di qualche istante nell’arrivare alla posizione definitiva e questo potrebbe aiutare a ridurre ulteriormente la resistenza all’avanzamento.

La posizione di questi flap è definita da alcuni box regolamentari della FIA, mentre l’angolo di rotazione non viene normato dalla Federazione Internazionale. Viene da chiedersi se questa configurazione produca anche alcuni punti di “liftâ€, ovvero di portanza. In altre parole, potrebbe pure creare una certa spinta verso l’alto. Ma il punto è questo: ruotando l’ala, il bordo d’uscita originario diventa quello d’ingresso nella configurazione da rettilineo.

Pertanto l’ala si trova a lavorare al contrario. Non è progettata per questo e fisicamente non produce lift nel modo classico. Potrebbe anche generare una sovrappressione sul ventre dell’ala, quando capovolto, ma con ogni probabilità pure questo non è l’intento della Rossa. Creando una forza verso l’alto, si ridurrebbe la forza che agisce verticalmente sull’asse posteriore. Per agire sul drag serverebbe quindi intervenire sulla forza orizzontale che si oppone alla vettura.

Ferrari, l’ala posteriore ruota sino a 270°: i vantaggi relativi alla resistenza

Presupponendo che la forza che spinge verso l’alto sia effettivamente significativa nell’equilibrio complessivo delle forze in gioco, si tende a fare l’esatto contrario: si cerca di comprimere ulteriormente il posteriore in modo che si abbassi e l’area frontale complessiva della vettura diminuisca. In definitiva, una prima analisi suggerisce che l’ala, nella configurazione rovesciata, non produca affatto portanza ma al contrario riduca il drag in modo più efficace rispetto alla configurazione standard.

Il motivo sta nella direzione che questo elemento impone alla massa fluida in uscita. Ci vogliono sono volute molte ore di sviluppo per mettere a punto questa soluzione, che tramite l’ala ottiene un flusso in uscita che porta con se una componente maggiore verso il basso. Quest’operazione va a “spezzare†il lavoro di estrazione del fondo, che quindi si scarica in una certa percentuale. Ridurre il lavoro del fondo significa ridurre il drag in maniera efficiente contenendo la resistenza indotta.

È chiaro che parliamo di una soluzione molto complessa che lavora con tutta l’aerodinamica dell’auto. Un qualcosa che sottolinea fortemente la voglia del team modenese di non lasciare nulla al caso e spingere sino al limite del regolamento. Un po’ quello che succede con il nuovo diffusore Ferrari, dove sfruttando le norme della FIA  muovendo l’asse posteriore è stato allungato il passo. Grazie a questa idea il team può gestire i gas di scarico per modificare la deportanza dell’ala posteriore.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 16:28:01 +0000
News n. 10
Fiat Topolino Corallo, Fabio Rovazzi firma la nuova versione della regina dei quadricicli

È tempo di Sanremo, è tempo di un nuovo coloratissimo nemico della giungla urbana. Entra in scena la Fiat Topolino Corallo, l’ultima evoluzione del quadriciclo elettrico già finito nelle grazie di migliaia di adolescenti e non, con Fabio Rovazzi al suo fianco. Tra i vicoli e le strade affollate di Sanremo, mentre i SUV restano prigionieri del traffico, la piccola di casa non fatica a divincolarsi e parcheggiarla è un gioco da ragazzi. Per citare la campagna di comunicazione, “non c’è gara”.

La mobilità urbana più accessibile e gioiosa

Mai prendersi troppo sul serio. Nei colori e nello stile la Fiat Topolino è un inno al buonumore e alla leggerezza, lo stesso atteggiamento del volto immagine Fabio Rovazzi, seduto in cabina di regia insieme al duo Carlani e Dogana. Il risultato, uno spot dal ritmo pop e solare, trasmette esattamente la personalità della Topolino: la fine della competizione ansiosa per arrivare primi, perché con un mezzo così, la gara non inizia nemmeno. Lo puntualizza Olivier Francois, CEO di FIAT & CMO di Stellantis:

“Con Topolino Corallo continuiamo a portare avanti l’idea di una mobilità urbana più semplice, più accessibile e decisamente più gioiosa. Topolino è un oggetto che fa sorridere, che alleggerisce la vita quotidiana e che permette a chiunque di muoversi con libertà, positività e leggerezza”

Sul palco dell’Ariston il giudizio della critica spesso si scontra con il voto popolare, ma per la vettura la distinzione non serve: il gradimento è unanime e si misura in numeri. Nella musica contano streaming e passaggi radio, nel settore delle quattro ruote decidono le immatricolazioni. E qui, la Topolino viaggia a ritmo di hit: il 2025 ha sancito un dominio europeo incontrastabile, con una quota di mercato del 20%. In Italia, i dati parlano di un vero trionfo, con la prima posizione nel segmento dei quadricicli elettrici leggeri a frutto di quasi 4.000 immatricolazioni, pari a una quota del 40%. Quasi una microcar su due che circola nelle nostre città porta il logo Fiat.

Un successo che Rovazzi ha deciso di dare sfogo alla sua creatività:

“Sono molto felice di tornare a essere testimonial di Fiat, una delle realtà più importanti d’Italia e un’eccellenza riconosciuta nel mondo. Sono altrettanto contento di aver avuto l’opportunità di mettere a disposizione anche la mia creatività e la mia regia per questo progetto. È uno spot che considero davvero speciale: in un mondo fatto di numeri e competizioni è bello allontanarsi e dire ‘non c’è gara’”

Le novità nel look e nell’hi-tech

La versione Corallo introduce un colore inedito nella gamma, che va affiancare il riconoscibilissimo Verde Vita per distinguersi nel grigio urbano. Eppure, la sorpresa maggiore è all’interno, dove la tecnologia fa un passo in avanti deciso verso l’intuitività. Il salto di qualità si vede nel nuovo cockpit digitale, infatti dai minimi 3,5 pollici il display passa ai generosi 5,7 pollici, occupando una superficie visiva totale di 8,3 pollici. La nuova grafica punta sulla pulizia estrema: velocità e autonomia si leggono al volo, mentre lo sguardo rimane fisso sulla strada. Tutto come deve essere.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 15:24:22 +0000
News n. 11
Alcolock obbligatorio, cosa dobbiamo fare e quanto costa

Il giorno della svolta è arrivato. Con la pubblicazione ufficiale da parte del ministero dei Trasporti dell’elenco dei dispositivi autorizzati, degli installatori certificati e dei modelli compatibili, l’alcolock entra ufficialmente in vigore. Tra i punti chiave della recente riforma del Codice della Strada, lo strumento promette tolleranza zero verso coloro che si mettono al volante dopo aver bevuto oltre i limiti consentiti. Tuttavia, l’associazione Federcarrozzieri mette in guardia sulle criticità che rischiano di creare disagi a migliaia di cittadini.

Come funziona e chi riguarda

Entrando nel dettaglio tecnico, l’alcolock è un sistema di blocco dell’avviamento al cui interno il guidatore espira: se il sensore segnala una presenza alcolemica superiore allo zero (soglia d’obbligo per i trasgressori), la centralina impedisce la partenza del veicolo. In presenza di condanne per guida in stato d’ebbrezza superiore a 0,8 g/l, il rientro in possesso della patente dopo la sospensione è ora subordinato all’installazione del dispositivo.

Il limite dei costi e del parco auto circolante

Sebbene la misura risponda a un principio inviolabile quale la sicurezza nelle nostre strade, alcuni punti tardano a convincere gli operatori di settore. Il primo scoglio è puramente economico: secondo le stime diffuse da Federcarrozzieri, l’esborso per l’acquisto e il montaggio dell’apparecchio si aggira intorno ai 2.000 euro, una cifra che grava interamente sui bilanci degli utenti. In aggiunta al fattore monetario, esiste un limite strutturale insuperabile per molti.

“Il parco auto italiano, infatti, è come noto molto anziano, al punto che l’età media delle vetture si attesta a 13 anni: su molte autovetture particolarmente anziane sarà tecnicamente impossibile installare l’alcolock”

Data l’elevata età media del parco circolante, l’associazione evidenzia come diverse vetture circolanti in Italia manchino di un’elettronica compatibile con i moderni sistemi di blocco del motore. In questi casi, i proprietari non avrebbero modo di mettersi in regola, se non acquistando una macchina più recente.

Un mercato “chiuso” e il rischio rincari

Un altro punto critico riguarda la rete di assistenza. Nonostante molte carrozzerie abbiano i requisiti tecnici necessari, il ministero ha stabilito che solo quelle indicate dal produttore del dispositivo e inserite nell’elenco del MIT potranno effettuare il montaggio. Una decisione che — secondo Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri — limita la libera concorrenza e rischia di far lievitare i prezzi per mancanza di alternative sul territorio.

“Ricordiamo che la spesa stimata per l’installazione dell’alcolock sulle auto è di circa 2mila euro a vettura, a cui si dovranno aggiungere i costi di taratura periodica prevista dal decreto, di manutenzione, e quelli per i boccagli monouso”

Il paradosso delle famiglie

Infine, emerge l’aspetto sociale legato alla quotidianità. Nelle famiglie che condividono l’uso di un’unica vettura, l’alcolock non farà distinzioni tra la persona responsabile dell’infrazione in passato e gli altri componenti. Una volta installato il kit, chiunque voglia avviare l’auto dovrà sottoporsi al test.

“C’è poi il paradosso di quelle famiglie che dispongono di una sola auto: in caso di montaggio dell’alcolock, anche tutti gli altri componenti del nucleo, per poter avviare la vettura, dovranno avere un tasso alcolemico pari a zero”

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 14:24:21 +0000
News n. 12
Lamborghini, stop auto elettriche: il motivo è chiaro

Se le auto 100% elettriche possono rappresentare una valida alternativa nei contesti urbani, chi acquista una supercar lo fa con lo scopo di provare brividi lungo la schiena e ascoltare un sound di un potente motore a benzina. Questione di ideologia di puristi che giustamente vantano una esperienza storica a bordo di auto con motori V8, V10 e V12. Per antonomasia le sportive devono essere leggere e, a causa dei pesanti pacchi batteria, le EV sono contrarie ai principi del racing. Il marchio Lamborghini ha improntato tutto sul divertimento di guida, diventando un emblema del Made in Italy.

Il fascino tagliente del marchio del Toro non sarà macchiato dal lancio di una vettura 100% elettrica. La Lanzador non si produrrà nella veste full electric. I clienti Lamborghini non la desiderano e lo stesso discorso si può estendere a una eventuale Urus alla spina o qualsiasi altro modello a zero emissioni. A esprimersi sulla vicenda è stato il CEO di Sant’Agata Bolognese, Stephan Winkelmann che, in un’intervista al Sunday Times, ha assicurato che oggi chi acquista una Lamborghini la vuole con un V8 o un V12 e le richieste per un’elettrica sono prossime allo zero.

Dietrofront sull’elettrico

La Lamborghini avrà guardato anche i pessimi risultati di Porsche degli ultimi anni e ragionato diversamente anche da Ferrari che a maggio svelerà Luce, prima storica supercar full electric del Cavallino. Il brand del Toro, rientrante nell’universo Volkswagen, ha ritardato il lancio della Lanzador che, teoricamente, avrebbe dovuto aprire un nuovo corso green. Inizialmente prevista per il 2028, due anni fa è stata rimandata al 2029 proprio perché la Casa emiliana non considerava prioritaria la presenza del crossover a zero emissioni nel listino.

A Bruxelles hanno cominciato a tentennare su un futuro a sole tinte elettriche dal 2035, a fronte di una maggiore apertura per carburanti ecologici veicoli elettrificati. Alla fine sono i clienti a dettare le regole del mercato e Lamborghini continuerà a produrre tre modelli: un quarto veicolo arriverà, ma dovrebbe presentare motorizzazioni di tipo ibrido plug-in. Possedere una Lamborghini Lanzador a batteria non rappresenta una tentazione per i collezionisti.

I progetti futuri di Lamborghini

Con il SUV Urus il marchio italiano ha ottenuto un ampio successo commerciale internazionale nel settore del lusso. Questo non vuol dire essere pronti a replicare progetti che si preannunciano fallimentari. Il CEO Winkelmann ha dichiarato:

“Fare investimenti pesanti nello sviluppo di auto elettriche quando il mercato e la base clienti non sono pronti sarebbe un hobby costoso e finanziariamente irresponsabile nei confronti degli azionisti e dei clienti oltre che dei nostri dipendenti e delle loro famiglie”.

Accantonata l’idea di una EV, Lamborghini continuerà a produrre vetture ibride plug-in che affiancheranno i modelli già presenti in gamma. Il plug-in rappresenta un giusto compromesso per unire le ragioni ambientali, tanto care alla Commissione europea, con quelle del termico. Le EV, ha aggiunto, Winkelmann, non riescono a generare quella “connessione emotiva” che una termica può garantire. La scelta di Lamborghini potrebbe sembrare conservativa rispetto alla proposta Ferrari, ma nei prossimi anni potrebbe dare risultati migliori. Per ora La Casa di Sant’Agata, come del resto Pagani, ha scelto la prudenza in attesa di capire l’evoluzione del mercato green.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 12:50:13 +0000
News n. 13
Ford Puma diventa un’esperienza sensoriale: è tempo di Sound Experience

È il momento dell’anno in cui l’Italia si divide su tutto: canzoni, look, classifiche, stonature. È la settimana per eccellenza della canzone italiana nella città dei fiori. E proprio mentre il Paese si interroga su chi vincerà, Ford sceglie di spostare la conversazione altrove: non sulla gara, ma sull’esperienza. Con il progetto “Sound Experience – la musica, sentila davveroâ€, Ford invita a superare il concetto tradizionale di ascolto e a vivere la musica attraverso tutto il corpo. Il palcoscenico è la nuova Puma Sound Edition, ma il vero centro del racconto sono le persone. O meglio, le loro percezioni.

Ford Puma Sound Edition
Ufficio Stampa Ford Italia
Ford Puma Sound Edition

La musica come vibrazione

L’idea di fondo è semplice e rivoluzionaria insieme: la musica non è solo suono. È vibrazione, ritmo, pelle d’oca. All’interno della Puma Sound Edition, il sistema audio B&O calibrato da HARMAN trasforma l’abitacolo in un ambiente immersivo, dove le tracce diventano quasi tangibili. Non si tratta solo di qualità sonora, ma di un’esperienza che coinvolge fisicamente. La trasformazione delle emozioni in frequenze è stata affidata al sound designer Francesco Spaggiari, che ha modellato melodie e vibrazioni per amplificare la componente sensoriale. Ma è attraverso gli influencer coinvolti che il progetto trova la sua dimensione più autentica.

Sentire con il corpo, oltre l’udito

Da anni impegnata nella sensibilizzazione sulle disabilità uditive, Ludovica Billi porta nel progetto uno sguardo potente e necessario. La sua testimonianza dimostra che la musica può diventare un’esperienza totale affidandosi a canali alternativi: vibrazioni, tatto, percezione fisica. Nel racconto di Ludovica, l’abitacolo della Puma si trasforma in una cassa armonica che non parla solo alle orecchie, ma alla pelle. È un messaggio che nella settimana di Sanremo assume un valore simbolico: l’emozione sonora non è esclusiva, non è limitata a un solo senso. È accessibile. E in un’epoca in cui l’inclusione non può essere uno slogan, ma deve diventare esperienza concreta, questa collaborazione racconta qualcosa di più profondo di una semplice campagna.

Ford Puma Sound Edition

La musica che diventa colore

Complementare e quasi opposta è la visione di Daniela Collu. La sua sinestesia – quella capacità di associare suoni a colori e forme – apre un’altra finestra sull’esperienza musicale. Nel suo racconto, le note non si limitano a vibrare: diventano immagini, sfumature, geometrie. La musica si traduce in percezioni visive, dimostrando che l’esperienza sensoriale può essere sorprendentemente ricca e personale. Il risultato è un dialogo tra due mondi: quello di chi sente con il corpo e quello di chi vede con il suono. Due prospettive diverse, unite da un filo comune.

Emozione come linguaggio universale

Come sottolinea Sabina Grixoni, Direttrice della Comunicazione di Ford, nella settimana in cui l’Italia parla di musica l’obiettivo è lanciare un messaggio potente: viverla in modo diverso. Puma Sound Edition diventa così uno strumento, non il fine. Il mezzo attraverso cui raccontare che la tecnologia può amplificare le emozioni senza sostituirle. In fondo, è questo il cuore del progetto: ricordare che la musica non conosce barriere e può essere vissuta in modi profondamente personali.

E mentre fuori si discute di vincitori e classifiche, dentro l’abitacolo succede qualcosa di più intimo. Una vibrazione che attraversa il corpo. Un colore che nasce da una nota. Un ritmo che si trasforma in emozione. Perché certe esperienze non si misurano in decibel. Si misurano in brividi sulla pelle.

In collaborazione con Ford Italia

 

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 12:42:14 +0000
News n. 14
Skoda Epiq: l’elettrica da 430 km di autonomia con tanto spazio

Svelata ufficialmente nelle sue forme definitive, la Skoda Epiq apre a una nuova era del Gruppo Volkswagen in materie di mobilità a zero emissioni. Il colosso di Wolfsburg ha imparato dagli errori del passato e punta su una mobilità green accessibile. Il prezzo di partenza base della Epiq si aggira sui 25.000 euro, diventando l’erede spirituale urban della Skoda Kamiq.

Rispetto alla sorella maggiore, la Epiq è più corta di 7 cm, per un totale di 417 cm, offrendo interni più spaziosi e un baule più ampio: 475 litri dichiarati, ovvero 75 in più del modello termico. Il city-SUV elettrico punta a riscrivere le regole dell’abitabilità interna con un bagagliaio che può estendersi fino a 1.344 litri abbattendo i sedili posteriori. Giusto per fare un confronto con uno dei SUV più amati del momento, la Jeep Avenger non supera una volumetria base di 355 litri.

Tecnologie all’avanguardia

La Epiq è costruita sulla nuova piattaforma MEB+, che consente di eliminare gli ingombri meccanici nella zona posteriore e di sfruttare un pavimento completamente piatto, garantendo un’abitabilità sorprendente per cinque passeggeri adulti. Il prototipo camuffato con una coloratissima livrea nasconde un frontale Tech-Deck Face, una reinterpretazione moderna della calandra Skoda che presenta radar e sensori dietro una superficie nera lucida, incorniciata da fari a LED a forma di T.

Il SUV ha un look rialzato e robusto, nonostante le dimensioni ideali per i contesti urbani nostrani. L’abitacolo segue con coerenza il linguaggio di design “Modern Solidâ€, ovvero un ambiente minimal caratterizzato da materiali ecosostenibili e un ampio schermo centrale per l’infotainment. A differenza della ID. Polo, nella Epiq il cruscotto vanta un display da 5,3†anziché 10,3â€. Comodo anche il divano posteriore. Non mancano i tasti fisici sul volante e i comandi a rotella per le funzioni principali. L’ombrello integrato nella portiera e il raschietto per il ghiaccio nascosto nel portellone posteriore sono due tocchi di classe.

Autonomia ideale in città

Le batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) sono le seguenti per le versioni d’accesso: l’entry-level Epiq 35, da 25.000 euro, presenta un motore anteriore da 116 CV (85 kW) e batteria da 38,5 kWh (37 kWh netti). L’autonomia dichiarata è di 315 km (WLTP), perfetta per l’uso urbano e per qualche rapida gita fuori porta. La versione Epiq 40 vanta una potenza di 135 CV (99 kW) offrendo lo stesso pacco batteria LFP. L’autonomia resta invariata a 315 km, con uno scatto più brioso.

Epiq 55 è il top di gamma e dispone di una batteria con chimica NMC (Nichel-Manganese-Cobalto) da 55 kWh. La potenza sale a 211 CV (155 kW), riuscendo a coprire lo scatto 0 a 100 km/h in 7,4 secondi. L’autonomia massima dichiarata è di 430 km, rendendola adatta anche a viaggi di medio raggio. La versione base viaggia senza problemi con una ricarica in corrente continua (DC) fino a 50 kW, mentre la variante Epiq 55 supporta picchi fino a 133 kW, consentendo di passare dal 10% all’80% della carica in soli 23 minuti. Con il debutto nelle concessionarie italiane, previsto per la seconda metà del 2026, la Skoda Epiq se la vedrà con la Volkswagen ID.2all e la Cupra Raval, sempre rientranti nel Gruppo Volkswagen, insieme alla Renault 4 E-Tech e la nuova Citroën ë-C3.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 11:09:40 +0000
News n. 15
L’urban SUV che emoziona alla guida e nel suono: Ford Puma Sound Edition

Auto per piacere o auto da utilizzare? Ford Puma, ormai, fa entrambe le cose con una naturalezza quasi disarmante. È una di quelle vetture che non richiede tanto tempo per conoscerla: basta salirci a bordo, fare qualche chilometro per capire che lei è solida, matura, ben pensata.

E se l’attenzione mediatica in queste settimane è puntata sulla musica, la nuova Sound Edition, è quella veste melodica di Puma che aggiunge alla base tecnica quel pizzico di emozione che merita di essere raccontata. Perché Puma è, prima di tutto, un’auto che sa o si fa guidare bene.

Leggera, precisa, sorprendentemente divertente

Puma è costruita su una piattaforma che privilegia leggerezza e rigidità strutturale. Il risultato si sente subito: sterzo diretto, inserimenti puliti, un retrotreno che segue con compostezza senza mai risultare nervoso.

In città è agile, quasi svelta nei cambi di direzione. Fuori tangenziale, tra le curve, mostra un equilibrio raro nel segmento. L’assetto è ben calibrato: sufficientemente sostenuto per garantire precisione, ma capace di assorbire le asperità senza trasformare ogni buca in un fastidio.

È una guida sincera, tradizionale nel senso migliore del termine: quella che ti restituisce esattamente ciò che stai facendo al volante.

Mild hybrid intelligente e consumi sotto controllo

La gamma punta su soluzioni efficienti e razionali, con motorizzazioni EcoBoost mild hybrid che sfruttano l’elettrificazione leggera per migliorare coppia ai bassi regimi e contenere i consumi.

Il sistema a 48V interviene in modo fluido, quasi impercettibile, ma efficace nei rilanci e nelle ripartenze. In uso reale, Puma riesce a mantenere medie interessanti senza sacrificare brillantezza.

Non è un SUV sportivo, ma sa essere brillante quando serve. E soprattutto mantiene quella piacevole sensazione di controllo che rende la guida quotidiana meno stressante.

MegaBox: il colpo di genio

Uno dei veri punti di forza di Puma è la gestione dello spazio. Il vano bagagli è tra i migliori della categoria, anche grazie al celebre MegaBox, il doppio fondo profondo e lavabile che permette di caricare oggetti ingombranti o sporchi senza drammi. Un’idea semplice, concreta, quasi “vecchia scuola†per efficacia.

Dentro, la posizione di guida è leggermente rialzata ma non troppo, perfetta per chi vuole dominare la strada senza perdere la sensazione di controllo diretto. La qualità percepita è cresciuta, con materiali più curati e assemblaggi solidi.

Quando la tecnica incontra l’emozione

E poi c’è lei, la versione che in queste settimane fa parlare di sé: la Sound Edition.

Dal punto di vista tecnico, la novità più evidente è l’evoluzione del sistema audio B&O Performance. Dieci altoparlanti, potenza che sale fino a 650 watt, midwoofer anteriori potenziati e una calibrazione acustica curata dagli specialisti HARMAN.

Nuova Ford Puma Sound Edition
Ufficio Stampa Ford Italia
Nuova Ford Puma Sound Edition

La differenza si percepisce subito. I bassi sono più pieni ma controllati, le voci restano nitide anche ad alto volume, la scena sonora è ampia e ben distribuita nell’abitacolo. Non è un semplice impianto potente: è un sistema progettato per mantenere equilibrio e pulizia.

Anche il design si adegua: cerchi in lega rifiniti in Magnetite, dettagli a contrasto, colore dedicato Metropolis White. Dentro, sedili in tessuto Metal Grey e un ambiente più luminoso, pensato per trasmettere serenità.

Digitale intuitivo, senza eccessi

Il sistema infotainment è moderno ma intuitivo. Schermo centrale ben leggibile, strumentazione digitale chiara, comandi al volante ergonomici.

Non c’è quella sovrabbondanza di funzioni inutili che complica la vita. Qui tutto è dove deve essere. E questo, oggi, è quasi un lusso.

I sistemi di assistenza alla guida sono completi: mantenimento di corsia, cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza. Tutto lavora in modo discreto, senza interventi invasivi.

Una Puma più matura, più completa, più personale

Ford Puma è cresciuta. È più raffinata, più tecnologica, ma resta fedele a un’idea precisa: offrire equilibrio.

Equilibrio tra dimensioni compatte e abitabilità, tra efficienza e piacere di guida, tra tecnologia e semplicità d’uso.

La Sound Edition aggiunge un livello emozionale in più, senza snaturare il progetto. È un modo intelligente di interpretare la contemporaneità: migliorare ciò che già funziona, senza dimenticare che un’auto deve prima di tutto essere un piacere alla guida.

E quando trovi questa combinazione, la differenza si sente. Non solo nelle orecchie. Ma nel modo in cui affronti ogni chilometro…possibilmente cantando.

In collaborazione con Ford Italia

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 10:55:56 +0000
News n. 16
MotoGP, il favorito nel GP di Thailandia dopo i test di Buriram

Dopo infiniti giri di pista nei test prestagionali e le tante chiacchiere sul mercato piloti il campionato di MotoGP 2026 è pronto a infiammare le domeniche dei fan. Con i primi punti pesanti in palio al Chang International Circuit di Bururim, dove è in programma nel weekend il Gran Premio della Thailandia, è tempo già di pronostici.

L’unico assente sarà Fermin Aldeguer, ancora alle prese con la frattura al femore rimediata mentre si allenava a gennaio sul circuito di Aspar. Il pilota spagnolo sta ancora recuperando dall’infortunio e il team Gresini Racing ha scelto di puntare su Michele Pirro, esperto collaudatore della Ducati. Gli appassionati della MotoGP potranno seguire la prima gara dell’anno, a Buriram, alle ore 9:00 di domenica mattina. L’inseguimento alla corona di Marc Marquez potrebbe essere più interessante e meno scontato dopo i risultati dei test di Buriram.

Volano le Aprilia

La Casa di Noale ha concluso i test di Buriram con il miglior tempo di Marco Bezzecchi, pronto a sfidare i ducatisti nella corsa al titolo MotoGP 2026. Con il tempo di 1’28″668, nuovo record della pista, il pilota romagnolo nella seconda giornata di prove ha battuto il tempo di Marc Marquez, comandando la graduatoria dei tempi. Il campione spagnolo, limitato da un problema intestinale, si è fermato dopo essere incappato nella terza caduta sul circuito di Buriram. Marc Marquez è scivolato in curva 3, riportando una leggera abrasione all’avambraccio destro.

Alle spalle della RS-GP26 ufficiale di Marco Bezzecchi si è classificata l’Aprilia clienti del rider giapponese Ogura a soli 0.097 millesimi. Alle spalle delle prime due Aprilia, aspettando la crescita di Jorge Martin, sono arrivate le Ducati GP26 di Marc Marquez, Pecco Bagnaia e Alex Marquez, racchiusi in meno di tre centesimi. Il primo pilota in sella a una moto non italiana è stato Pedro Acosta a bordo della KTM RC16.

Tutti all’inseguimento di Marc Marquez

Il fenomeno di Cervera ha cominciato l’annata dopo il lungo stop per il problema e l’operazione alla scapola destra. L’ultimo Gran Premio affrontato è stato quello di Mandalika, il 5 ottobre, in cui venne travolto al primo giro da Marco Bezzecchi in sella all’Aprilia. Lo scorso anno il 9 volte iridato aveva dominato i test, conquistando in Thailandia la Sprint Race. Celebrò il successo al debutto sulla Rossa, davanti al fratello, tornando leader del Mondiale per la prima volta dal 2019 e firmando anche il giro veloce numero 80 della sua immensa carriera.

La Thailandia ha interrotto la tradizione del Motomondiale di partire in notturna in Qatar. Progettato nel 2014 dal noto architetto tedesco Herman Tilke, il tracciato è lungo 4.554 metri ed è caratterizzato da 12 curve di cui la prima, dopo il rettilineo di partenza, è una destra ad angolo retto che richiede una forte staccata. Sul tracciato del Chang International Circuit, il favorito rimane Marc Marquez, ma Marco Bezzecchi potrebbe dargli filo da torcere. L’alfiere italiano della Casa di Noale sta meglio sul piano fisico e punterà alla vittoria. In orbita Aprilia è finito anche Pecco Bagnaia che, probabilmente nella sua ultima annata in Ducati, proverà a fare la differenza dopo un 2025 da dimenticare. Fari puntati anche sulla coppia iberica Alex Marquez – Pedro Acosta e sui rider del team di Valentino Rossi.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 09:43:44 +0000
News n. 17
Citroën si prende la scena: svelata l’auto ufficiale del “Fuori Sanremoâ€

Il marchio Citroën spiccherà fuori gli studi del “Fuori Sanremoâ€, allestiti presso il Grand Hotel Londra in occasione del Festival. Si accenderanno i riflettori per il brand transalpino in uno degli appuntamenti mediatici più rilevanti del panorama nazionale. Il partner Radio Italia, in diretta contemporanea, proporrà le interviste ai protagonisti e gli ospiti del Festival, a cura dei conduttori Francesca Leto e Mauro Marino, Giuditta Arecco e Marco Falivelli, Daniela Cappelletti, Emiliano Picardi e Mario Volanti.

Oltre a presenziare al Grand Hotel Londra, la partecipazione attiva di Citroën avverrà al Radio Italia Music Village, nell’area prossima al centro di Sanremo, luogo di incontro per pubblico, artisti e media. Da oggi e per una settimana il marchio appartenente al Gruppo Stellantis, in una glassbox espositiva, ospiterà la “Citroën Comfort Loungeâ€, uno spazio dedicato al benessere e ai curiosi che vogliono concedersi una pausa. Su comode poltrone Bubble si può provare un’esperienza sensoriale con cuffie insonorizzate e una selezione di sound naturali. Per vivere un momento di relax si potranno ascoltare i suoni del mare e del vento. Il contatto diretto con la visione di Citroën del comfort moderno, fuori l’Ariston, rappresenta una ottima opportunità per valutare le ultime proposte.

Gamma in esposizione

Chi sarà interessato potrà accomodarsi nell’abitacolo del nuovo SUV Citroën C5 Aircross per testare la qualità del comfort a bordo. In un ambiente insonorizzato ci si potrà rilassare su sedili autoventilati e massaggianti, da dove è possibile ammirare un maxi display waterfall verticale capace di riprodurre le stesse atmosfere distensive della Comfort Lounge. Un benessere dinamico nella settimana dove l’Italia si ferma per l’intrattenimento musicale del Festival.

Il pubblico potrà scoprire nel dettaglio il listino di Citroën, orientato ai giovani e tra i più avanzati sul piano dell’elettrificazione del Vecchio Continente. La nuova C3 ha dato una impronta nuova al segmento B, mostrando un look più deciso e robusto. La serie ha sostituito un modello iconico che ha costruito il proprio successo su uno stile replicato anche dai diretti competitor. Ha inaugurato un nuovo linguaggio stilistico per Citroën, dando linfa anche al Gruppo Stellantis in una fase di difficoltà. Alla versione elettrica si sono affiancate il benzina da 100 CV e l’ibrido a 48V con la medesima potenza e sono quattro gli allestimenti disponibili: YOU, PLUS, BUSINESS e MAX. È stata prodotta sulla piattaforma modulare Smart Car, derivata dal pianale CMP.

La prima ad arrivare sul mercato è stata la Citroën C3 equipaggiata con il motore 3 cilindri turbo 1.2 PureTech da 100 CV associata al cambio manuale a sei marce. Presenta una altezza da terra di 16,5 cm, mentre per la ë-C3 è di 19,5 cm. L’ë-C3 dispone di un motore elettrico da 113 CV e 120 Nm di coppia, alimentato da una batteria LFP con una capacità di 44 kWh che offre un’autonomia di circa 320 km. Lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 11 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 135 km/h.

Listino completo

Sarà possibile ammirare il SUV C5 Aircross, che rappresenta l’ammiraglia Citroën nel campo dell’elettrificazione. La C5 Aircross presenta due versioni, la più equilibrata e accessibile Comfort Range, equipaggiata di un motore da 210 CV / 157 kW abbinato a una batteria da 73 kWh, per un’autonomia di 520 km, e la Long Range, con motore da 230 CV/170 kW e una batteria da 97 kWh, presto disponibile, che offrirà un’eccezionale autonomia di 680 km. In esposizione anche il SUV C5 Aircross Hybrid 145 Automatic, il nuovo SUV C5 Aircross Plug-In Hybrid 225 Automatic e la piccola AMI, proposta sul mercato nel 2020.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 08:29:33 +0000
News n. 18
Omoda 7, il crossover più bello tra design futuristico e tecnologia intelligente

Stupisco o rimango? Omoda 7 appartiene alla seconda categoria. Incoronata nel 2025 con il French Design Gold Award come “The Most Beautiful Crossoverâ€, non è semplicemente un esercizio stilistico, ma una visione coerente di mobilità contemporanea.

Il suo linguaggio è pulito, futuristico senza eccessi, con proporzioni studiate per non invecchiare. Frontale basso, posteriore alto, linee scolpite ma misurate: è il tipo di design che non ha bisogno di gridare per farsi notare. E infatti funziona così: la guardi, la riconosci, la ricordi. Di giorno è scultorea, di notte diventa quasi teatrale. Le firme luminose dinamiche, gli indicatori di direzione animati, i gruppi ottici posteriori “ultra-red lightning†trasformano la carrozzeria in un linguaggio visivo. Non decorazione, ma comunicazione. Un modo elegante di dire: “Ci sono, e so dove sto andandoâ€.

Smart mobility, un click alla volta

Omoda 7 porta nel quotidiano un concetto semplice e potentissimo: il parcheggio in un click. Con i sistemi APA (Automatic Parking Assist) e RPA (Remote Parking Assist), le manovre diventano fluide, quasi coreografate. Parallelo, perpendicolare, diagonale, spazi stretti da far sudare anche i più esperti: l’auto analizza, pianifica e agisce. Il volante gira, l’auto entra, tu respiri.

È un dettaglio? No. È la differenza tra stress e serenità quando rientri dopo una giornata intensa. E qui entra in scena l’anima smart del crossover. Diciannove sistemi ADAS lavorano in silenzio: dal Cruise Control Adattivo all’Avviso di Superamento Corsia, dal Monitoraggio dell’Angolo Cieco alla Frenata Automatica di Emergenza. Tecnologie che non invadono, ma proteggono. Come dovrebbe sempre essere.

Un abitacolo che diventa rifugio

Il cockpit avvolgente ospita un display scorrevole Star Track da 15,6 pollici con risoluzione 2.5K, sempre leggibile anche sotto il sole più spietato. Il sistema intelligente 8155 garantisce fluidità e rapidità, mentre il controllo vocale a quattro zone ascolta tutti, non solo chi guida. Finalmente. Ma il vero lusso contemporaneo è il silenzio. Grazie alla tecnologia ENC di cancellazione del rumore del motore e ai supporti idraulici, la rumorosità si riduce fino a 10 dB e l’assorbimento delle vibrazioni migliora del 30%.

Il risultato? Un abitacolo VIP ultra-silenzioso che trasforma il traffico in sottofondo. E per chi vuole concedersi una pausa: il sedile passeggero si trasforma in una piccola suite benessere con poggia-gambe, massaggio, ventilazione e riscaldamento. Più che un crossover, una parentesi di quiete nel caos urbano.

NEO crossover, per chi sceglie con consapevolezza

Omoda 7 parla ad una generazione urbana e consapevole, quella dei Neo-LOHAS: persone che cercano qualità, tecnologia intelligente e un’estetica coerente con il proprio stile di vita. Non moda, ma visione. Non eccesso, ma equilibrio.

La sicurezza è totale: otto airbag, visione panoramica a 540° con telaio trasparente per controllare anche ciò che accade sotto il veicolo, connettività intelligente per gestire da remoto climatizzazione e stato dell’auto. È un ecosistema, non solo un mezzo di trasporto.

Alle spalle c’è la solidità del gruppo Chery, oggi tra i protagonisti globali più dinamici del settore automotive, con una presenza in 64 mercati e una crescita costante anche in Europa. Un’espansione che non punta solo ai numeri, ma alla costruzione di un’identità chiara: innovazione, ibrido di nuova generazione, tecnologia intelligente.

Non per tutti: per chi la capisce

Omoda 7 non nasce per piacere a chiunque. Nasce per accompagnare a lungo chi la sceglie. È un’auto che unisce estetica e sostanza, comfort e controllo, tecnologia e serenità. Costruita per durare nel tempo e semplificare la vita. Il parcheggio in un click è solo l’inizio. Il resto è un viaggio fatto di luce, silenzio e consapevolezza.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 08:21:58 +0000
News n. 19
Sciopero dei trasporti febbraio 2026: calendario e orari città per città

Il mese di febbraio 2026 si preannuncia particolarmente caldo sul fronte degli scioperi in Italia, soprattutto nel settore dei trasporti. Nel corso del mese sono infatti previste numerose mobilitazioni che interessano sia il trasporto pubblico locale sia quello ferroviario, aereo e marittimo, con impatti su scala locale, regionale e nazionale. L’articolo fornisce un quadro sintetico e aggiornato di tutti gli scioperi proclamati dal 1° al 29 febbraio 2026, ordinando le informazioni giorno per giorno e città per città.

Sciopero 2 febbraio 2026

Nella provincia di Roma (Regione Lazio) è previsto uno sciopero di 4 ore nel settore degli appalti ferroviari. Coinvolge il personale delle società Elior Divisione Itinere e Polaris, proclamato dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI.

In Lombardia (tutte le province) è indetto uno sciopero di 23 ore che coinvolge il personale della società Trenord dalle ore 03.00 del 2 febbraio 2026 alle ore 02.00 del 3 febbraio 2026. Sindacato proclamante: OSR ORSA FERROVIE.

Sciopero 3 febbraio 2026

Nella regione Lombardia (tutte le province) prosegue lo sciopero indetto per la giornata precedente, interessando ancora il personale della società Trenord. La mobilitazione termina alle 02.00 del 3 febbraio 2026.

Sciopero 6 febbraio 2026

In Italia (tutte le regioni) è previsto uno sciopero di 24 ore nel settore marittimo. Coinvolge i lavoratori portuali delle imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, Autorità di Sistema Portuale (ADSP), società che applicano il CCNL Porti. Sindacato proclamante: USB LAVORO PRIVATO.

In tutta la regione Abruzzo si svolge uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale. Lo sciopero, di rilievo regionale, è indetto dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL, coinvolgendo il personale della SOC. TUA REGIONE ABRUZZO.

Nella città di Chieti (Abruzzo) è previsto uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, proclamato dai sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, coinvolgendo il personale della SOC. TUA UNITA’ DI PRODUZIONE DI LANCIANO (CH).

Nella città di Teramo (Abruzzo) è indetto uno sciopero provinciale di 24 ore. Stesse sigle sindacali di Chieti e personale della SOC. TUA DI TERAMO.

Nella città di Bari (Puglia) è stato proclamato uno sciopero di 4 ore dalle 08.30 alle 12.30 nel trasporto pubblico locale. Coinvolge il personale della SOC. AMTAB DI BARI, indetto da OSR UILT-UIL.

In Lombardia, con rilevanza territoriale, sciopero di 8 ore per ciascun turno di lavoro nel settore circolazione e sicurezza stradale, personale della SOC. AUTOSTRADE PER L’ITALIA DIREZIONE II° TRONCO MILANO (OSR UILT-UIL).

Sciopero 12 febbraio 2026

Nella città di Catania (Sicilia) è previsto uno sciopero di 4 ore dalle 14.00 alle 18.00 che coinvolge il personale della società AMTS di Catania nel trasporto pubblico locale. Sindacato: OSP CUB TRASPORTI.

Sciopero 13 febbraio 2026

Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige) sciopero di 24 ore del personale della SASA di Bolzano nel trasporto pubblico locale. Sindacati: OSR FILT-CGIL, UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.

Nella città di Termoli (Campobasso, Molise) sciopero di 24 ore del personale GTM di Termoli nel trasporto pubblico locale. Sindacato: OSR UILT-UIL.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero di 9 ore dalle 15.00 alle 24.00 del personale Arriva Udine nel trasporto pubblico locale (ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente).

Sciopero 16 febbraio 2026

Nella città di Genova (Liguria) sciopero di 4 ore dalle 11.30 alle 15.30 nel trasporto pubblico locale per i lavoratori AMT di Genova (OSR CUB TRASPORTI).

Nella città di Brescia (Lombardia), all’aeroporto di Brescia Montichiari, scioperi locali di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) per il personale GDA Handling e MH24 (OSR USB Lavoro Privato).

Settore aereo nazionale: sciopero di 24 ore per i lavoratori del comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti (CUB TRASPORTI). Sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

Sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per personale navigante Vueling Airlines e EasyJet Airlines Limited (USB Lavoro Privato).

Sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) e di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per personale di terra e di volo ITA Airways (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A./ANPAC/ANP, USB Lavoro Privato).

Sciopero 18 febbraio 2026

Nella città di Verona (Veneto) è stato proclamato uno sciopero nel settore trasporto merci. Coinvolge personale mobile e di terra della società EVM Rail dalle 09.01 alle 17.00 (OSP FILT-CGIL).

Sciopero 25 febbraio 2026

Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige) è previsto uno sciopero di 24 ore del personale SASA di Bolzano nel trasporto pubblico locale (OSR UGL/USB Lavoro Privato/ORSA Trasporti).

Settore aereo nazionale: sciopero di 24 ore (tutte le basi HJ + H24, dalle 00.00 alle 23.59) per personale di volo settore elicotteri soc. Avincis Italia (FIT-CISL/UILT-UIL/UGL-TA/ANPAC).

Sciopero 26 febbraio 2026

Settore aereo nazionale: sciopero di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) per i lavoratori comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti (CUB TRASPORTI); sciopero di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) per il personale ITA Airways (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A./ANPAC/ANP); sciopero di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL-TA/ANPAC).

Sciopero 27 febbraio 2026

Nella città di Torino (Piemonte) sciopero di 4 ore (dalle 16.00 alle 20.00) del personale Arriva Italia di Torino nel trasporto pubblico locale (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Nella città di Bari (Puglia) sciopero di 4 ore (dalle 19.30 alle 23.30) degli operatori di esercizio Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici di Bari (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Settore ferroviario e trasporto merci su rotaia, nazionale: sciopero di 24 ore dalle 21.00 del 27/2 alle 20.59 del 28/2 del personale aziende svolgenti attività ferroviaria (CUB TRASPORTI/SGB); sciopero di 8 ore (dalle 22.00 del 27/2 alle 5.59 del 28/2) del personale comparto ferroviario (USB LAVORO PRIVATO); sciopero di 24 ore dalle 21.00 del 27/2 alle 20.59 del 28/2 personale di macchina e di bordo gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 12 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 16 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 20
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 24 febbraio 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana, aggiornati all’ultimo rilevamento ufficiale. Troverai i valori di benzina, gasolio, Gpl e metano espressi in euro al litro, con distinzione tra modalità self e servito. Inoltre, spieghiamo in termini chiari come si forma il costo alla pompa: una parte è composta da imposte (accise e Iva), mentre un’altra riflette la componente industriale, cioè il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. In basso, una tabella con i dati più recenti e un approfondimento per capire perché le oscillazioni delle quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro possono incidere sul prezzo finale pagato dagli automobilisti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 23-02-2026 (valori medi nazionali, euro/litro)

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.766
Gasolio SELF 1.812
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.462

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo alla pompa riflette un equilibrio tra tassazione e costi industriali. La componente fiscale pesa per il 58% del prezzo finale, risultando nettamente superiore alla componente industriale, che vale il 42%. All’interno della parte industriale possiamo distinguere due elementi chiave. Il primo è il costo della materia prima, che incide per il 30%: qui entrano in gioco le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro. Quando i mercati globali si muovono al rialzo o quando l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, il costo dei prodotti raffinati importati tende ad aumentare, riflettendosi gradualmente sui listini. Il secondo elemento è il margine lordo degli operatori, pari al 12% del prezzo. Questo margine è la leva attraverso cui la filiera (distributori e rete) può intervenire per modulare i prezzi, ad esempio assorbendo parzialmente aumenti improvvisi o trasferendo più rapidamente eventuali riduzioni dei costi. In sintesi, mentre le imposte determinano una quota fissa e preponderante del prezzo della benzina, la dinamica del costo industriale – guidata da mercati internazionali e cambio – e le scelte commerciali sul margine spiegano perché i prezzi possano variare tra aree, operatori e periodi diversi.

Per il gasolio, la scomposizione del prezzo presenta un profilo differente. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre quella industriale pesa per il 55%. Dentro la quota industriale, il costo della materia prima è il fattore dominante: le quotazioni internazionali, insieme all’effetto del cambio euro/dollaro, rappresentano complessivamente il 45% del prezzo. Ciò significa che il gasolio è particolarmente sensibile agli andamenti dei mercati globali dei distillati medi e alle variazioni del tasso di cambio: un petrolio più caro o un euro più debole possono tradursi in pressioni al rialzo alla pompa. Il margine lordo degli operatori vale il 10% del prezzo e costituisce l’elemento sul quale la rete distributiva può intervenire per adeguare i listini. In periodi di alta volatilità, questo margine può essere utilizzato per attenuare temporaneamente gli sbalzi, mentre in fasi di stabilità può riflettere politiche commerciali, livelli di servizio offerti e differenziazione tra aree geografiche o brand. Nel complesso, il prezzo del gasolio nasce dall’interazione tra un blocco fiscale importante ma non prevalente e una componente industriale ampia, al cui interno il costo della materia prima – legato a mercati e cambio – è il principale motore delle variazioni che gli automobilisti riscontrano nel quotidiano.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 21
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.668 per la benzina, 1.718 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.434 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.404

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.728
Benzina SELF 1.694
GPL SERVITO 0.680
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.780
Benzina SELF 1.713
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.592

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.724
Benzina SELF 1.693
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.499

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.685
Benzina SELF 1.655
GPL SERVITO 0.640
Metano SERVITO 1.390

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.652
GPL SERVITO 0.663
Metano SERVITO 1.376

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.727
Benzina SELF 1.665
GPL SERVITO 0.676
Metano SERVITO 1.390

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.699
Benzina SELF 1.645
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.474

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.735
Benzina SELF 1.678
GPL SERVITO 0.771
Metano SERVITO 1.454

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.712
Benzina SELF 1.657
GPL SERVITO 0.666
Metano SERVITO 1.387

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.694
Benzina SELF 1.642
GPL SERVITO 0.699
Metano SERVITO 1.314

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.719
Benzina SELF 1.679
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.650
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.422

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.701
Benzina SELF 1.673
GPL SERVITO 0.656
Metano SERVITO 1.468

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.729
Benzina SELF 1.674
GPL SERVITO 0.799

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.705
Benzina SELF 1.678
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.732

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.708
Benzina SELF 1.653
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.454

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.746
Benzina SELF 1.690
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.363

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.654
GPL SERVITO 0.690
Metano SERVITO 1.327

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.761
Benzina SELF 1.699
GPL SERVITO 0.816

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.700
Benzina SELF 1.648
GPL SERVITO 0.675
Metano SERVITO 1.330

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 22
Cosa indica la sigla 91V sugli pneumatici e perché è importante

Scegliere i giusti pneumatici per la propria auto è molto importante, non dimenticare che le gomme infatti sono il solo e unico elemento di contatto della vettura con il manto stradale. Per questo devono essere di buona qualità e conformi alla normativa e alle indicazioni del costruttore del veicolo, sia per evitare multe salate, che per viaggiare in sicurezza, senza mettere in pericolo la propria vita e quella degli altri utenti della strada. Come abbiamo già visto in precedenti articoli sul tema, non è importate solo scegliere il marchio o il modello corretto per la propria macchina, ma anche fare attenzione alle sigle impresse sul fianco degli pneumatici, come la “91Vâ€.

Si tratta infatti di codici importanti, che non stanno certo lì per caso: danno informazioni fondamentali sulla capacità di carico e la velocità massima consentita. Ecco perché conoscerle e comprenderne il significato è fondamentale nella scelta degli pneumatici corretti per la propria auto e adatti alle proprie esigenze.

Il significato di 91V

Gli indici di carico e di velocità non sono dei dettagli tecnici che danno informazioni utili solo al gommista in fase di manutenzione e cambio gomme, sono invece elementi fondamentali per garantire la sicurezza stradale e le prestazioni ottimali del veicolo.

In particolare, la sigla 91V che possiamo trovare sul fianco di uno pneumatico indica le sue caratteristiche prestazionali. Il 91 è quello che viene definito indice di carico, e in questo caso è pari a un peso massimo di 615 kg per gomma, mentre la V indica il codice di velocità, che certifica la capacità di quegli pneumatici di viaggiare in sicurezza fino a una velocità massima di 240 km/h. Questo valore non si trova mai solo, ma è preceduto generalmente dalle misure dello pneumatico, per intenderci una sigla completa potrebbe essere per esempio “205/55 R16 91Vâ€. Tutti i valori indicati devono corrispondere o essere superiori a quelli che sono scritti nel libretto dell’auto, da verificare quindi per garantire la conformità legale e di sicurezza.

Che cos’è l’indice di carico

Si tratta di un numero che va da 0 a 100 e oltre, ognuno dei quali corrisponde a un peso specifico, il massimo che ogni singolo pneumatico può sopportare quando è gonfiato correttamente. L’indice di carico si trova sul fianco della gomma insieme ad altre sigle e prima della lettera che corrisponde al codice di velocità.

Non è mai una buona idea non rispettare l’indice di carico indicato sul libretto di circolazione del veicolo, i rischi infatti possono essere i seguenti:

  • un eccessivo sovraccarico può compromettere la tenuta di strada e influire negativamente sua sulla frenata che sulla stabilità del veicolo;
  • è possibile danneggiare la struttura delle gomme, aumentando il rischio di deformazioni, cedimenti e scoppi, molto pericolosi e causa di incidenti;
  • si rischiano chiaramente multe e sanzioni.

Tabella degli indici di carico più comuni

Indice di carico  Peso in kg
 80  450
 85  515
 90  600
 91  615
 95  690
 100  800

Che cos’è il codice di velocità

Il codice di velocità è rappresentato da una sola lettera e indica la velocità massima alla quale lo pneumatico è stato testato per lavorare in sicurezza. Ogni lettera corrisponde a una velocità massima (nel nostro caso la V, per esempio, indica 240 km/h.

Montare sulla propria auto pneumatici con un codice di velocità adeguato è importante per diversi motivi:

  • prima di tutto la sicurezza, superare la velocità massima consentita dal codice indicato dal costruttore può essere davvero pericoloso: può generare un eccessivo calore all’interno dello pneumatico, che causa la deformazione della carcassa e la perdita di aderenza sul manto stradale. Non c’è bisogno di dire quali e quanto gravi possono essere le conseguenze;
  • la revisione periodica (obbligatoria per legge dopo 4 anni dall’immatricolazione e poi ogni due) senza gomme corrette avrà esito negativo;
  • aumenta l’usura del battistrada e di conseguenza usare pneumatici con un codice di velocità inferiore a quello richiesto può ridurre la durata degli pneumatici;
  • anche stavolta, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, multa assicurata.

Tabella dei codici di velocità più comuni

Codice di velocità  km/h (massimo consentito)
  S  180
  T  190
  H  210
  V  240
  W  270
  Y  300

Cosa rischi se scegli pneumatici con indici inadeguati

Come abbiamo visto, la scelta degli pneumatici deve essere fatta in maniera consapevole e, ancor meglio, guidata da un professionista del settore serio e preparato. Montare gomme che non rispettano gli indici che vengono segnalati sul libretto del veicolo può essere davvero molto rischioso; riassumendo, si possono verificare le seguenti ipotesi:

  • scoppio della gomma, se sottoposta a un carico eccessivo infatti é possibile che si surriscaldi eccessivamente durante la guida ed esploda, con rischi gravissimi per conducente e occupanti dell’auto e per tutti gli utneti della strada,
  • perdita di controllo del mezzo a causa della deformazione dello pneumatico o della perdita di aderenza, con un potenziale aumento del rischio di incidenti;
  • usare gomme non adatte può accelerare l’usura del battistrada e ridurne la durata;
  • pneumatici inadatti possono causare una resistenza al rotolamento elevata e un conseguente aumento del consumo di carburante e di emissioni di Co2;
  • montare gomme sbagliate influisce negativamente sul comfort di guida, causando vibrazioni e rumori eccessivi.

Consigli per l’acquisto delle gomme corrette

Per scegliere le gomme auto corrette in maniera consapevole, senza sbagliare e rischiare quindi i problemi sopra descritti, consigliamo di:

  • consultare il libretto di circolazione del veicolo, dove vengono sempre indicate le misure e le sigle degli pneumatici omologati;
  • adattare la scelta al proprio stile di guida, ma attenzione perché non è possibile montare pneumatici con un codice inferiore a quello indicato sul libretto di circolazione;
  • valutare il tipo di veicolo e le sue esigenze specifiche anche in base ai percorsi battuti regolarmente;
  • chiedere sempre consiglio a un gommista professionista, che può fornire una consulenza personalizzata, aiutando a scegliere le gomme perfette in base al budget, allo stile di guida, alle caratteristiche del veicolo e alle strade che si percorrono abitualmente;
  • considerare le condizioni climatiche della zona in cui si vive o si lavora abitualmente;
  • valutare la rumorosità, scegliendo gomme auto con una bassa resistenza al rotolamento, che contribuiscono a ridurre il rumore contribuendo a un maggiore comfort di guida, soprattutto durante i lunghi tragitti.
Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 06:45:34 +0000
News n. 23
Free2move espande la flotta italiana con Opel Corsa e Fiat 500 elettrica

Questo mese di febbraio diventa un spartiacque per il modo in cui i cittadini di Torino, Roma e Milano concepiranno i propri spostamenti urbani ed extraurbani. Free2move, leader mondiale nelle soluzioni per la mobilità e parte integrante del colosso Stellantis, ha annunciato un piano di espansione massiccio che vede l’immissione di 200 nuovi veicoli nelle principali strade italiane.

Questa mossa non è solo un incremento numerico, ma una risposta diretta e ponderata ai cambiamenti profondi nelle abitudini di viaggio degli italiani, sempre più orientati verso un modello di consumo che predilige l’uso alla proprietà dell’auto.

Ascoltate le esigenze degli utenti

Il fulcro di questa strategia risiede nell’ascolto degli utenti. Analizzando i pattern di utilizzo e i feedback diretti, Free2move ha compreso che la domanda non riguarda più soltanto le commissioni veloci sotto casa, ma la necessità di veicoli capaci di affrontare con affidabilità anche le fughe del weekend o intere giornate di impegni professionali.

Per rispondere a questa esigenza di “lunga distanza”, l’azienda ha destinato 130 nuove Opel Corsa alle strade di Torino e Roma. Grazie al brillante motore a combustione interna e a un bagagliaio generoso, la Corsa si propone come la compagna ideale per chi cerca libertà senza il vincolo dell’autonomia elettrica nei viaggi fuori porta.

La narrazione del carsharing di Free2move si distingue per un approccio “all-inclusive” che mira alla totale tranquillità del guidatore. Che si scelga un piano settimanale o mensile, il costo del servizio include già assicurazione, carburante e parcheggio all’interno della “Home Area”. È un modello che trasforma l’auto in un servizio fluido, eliminando le frizioni burocratiche e i costi imprevisti che solitamente gravano sul possesso privato.

Anche l’elettrico

Mentre Torino e Roma puntano sulla versatilità termica, Milano accelera con decisione sull’elettrico. Nel capoluogo lombardo fa il suo ingresso l’iconica Fiat 500e, simbolo del design italiano che si sposa perfettamente con l’obiettivo di rendere gli spazi urbani più efficienti e puliti. Con questa aggiunta, Free2move consolida la sua visione globale, che vede già il 30% della propria flotta mondiale alimentato a batteria, forte dei successi ottenuti in metropoli come Parigi, Madrid e Amsterdam.

L’innovazione più significativa per l’utente milanese risiede però nell’integrazione digitale del processo di ricarica. Attraverso l’app Free2move, l’esperienza diventa totalmente dematerializzata e gratuita: basta localizzare una stazione partner, premere “inizia a ricaricare” e inserire il numero identificativo della colonnina. Senza bisogno di carte aggiuntive o pagamenti sul posto, l’azienda gestisce ogni costo, permettendo al cliente di ripartire semplicemente collegando il cavo.

Lotfi Louez, co-CEO di Free2move, ha sintetizzato questa visione parlando non solo di numeri, ma di valore umano: “Non stiamo solo aumentando i nostri numeri, stiamo aumentando la qualità del tempo trascorso dai nostri utenti in viaggio“. È un impegno che pone l’esperienza del cliente al centro di un ecosistema vastissimo che conta oltre 6 milioni di clienti e 450.000 veicoli a noleggio in tutto il mondo.

Dalla gestione dei parcheggi agli abbonamenti flessibili, Free2move si conferma come il fornitore di un ecosistema unico, capace di rendere la mobilità pulita, sicura e, soprattutto, accessibile a tutti tramite un’unica applicazione. Con l’arrivo di queste nuove unità entro la fine di febbraio, il futuro della mobilità italiana appare più connesso, sostenibile e libero da vincoli.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 06:40:29 +0000
News n. 24
Il mistero dell’Alfa Romeo da 30 milioni smarrita: sarebbe stata venduta per 10 euro

L’Alfa Romeo 33 Stradale, un autentico capolavoro dell’automobilismo prodotto in appena 18 esemplari tra il 1967 e il 1969, sarebbe oggi la protagonista di un mistero che sfuma tra le aule di tribunale e i confini europei. Questa vettura, il cui valore attuale verrebbe stimato intorno ai 30 milioni di euro, sarebbe svanita nel nulla in seguito alla morte del suo ultimo proprietario, un noto collezionista bresciano appassionato di auto da corsa. La vicenda è attualmente oggetto di un’indagine coordinata dalla Procura di Milano, la quale avrebbe aperto un fascicolo ipotizzando reati gravi quali estorsione e falso in atto pubblico.

Una vendita a prezzo simbolico

Secondo quanto risulterebbe dalle ricostruzioni fornite dai legali della famiglia erede, la preziosissima supercar sarebbe stata ceduta per la cifra del tutto simbolica di appena 10 euro. Questo passaggio di proprietà, che avrebbe come destinatari due cittadini francesi, si sarebbe consumato in un contesto che i denuncianti definiscono inquietante. Gli eredi, infatti, riferirebbero di essere stati stretti in una vera e propria “morsa di pauraâ€, subendo per mesi un clima pesantissimo fatto di presunte pressioni psicologiche e minacce di azioni legali.

In questo scenario, un ruolo centrale sarebbe stato giocato da un cosiddetto “amico di famigliaâ€, il quale verrebbe considerato dai legali degli eredi come il presunto regista occulto dell’intera operazione. La spirale di eventi avrebbe trovato il suo culmine in una procedura di mediazione seguita da un arbitrato, al termine della quale sarebbe stata firmata la cessione della vettura.

A rendere il quadro ancora più complesso, secondo quanto riportato dai difensori, sarebbe la costituzione di una società denominata “Fabre 33 società sempliceâ€, avvenuta proprio il giorno successivo alla conclusione della mediazione. L’auto sarebbe stata inizialmente intestata a questa entità, tra i cui amministratori figurerebbe un avvocato il cui nome risulterebbe già noto in altre vicende legate al collezionismo di lusso. Un dettaglio che alimenterebbe ulteriormente i dubbi riguarda il fatto che lo stesso professionista avrebbe in precedenza ricoperto proprio il ruolo di legale degli eredi bresciani proprietari della vettura.

Oggi se ne sono perse le tracce

Le tracce della 33 Stradale si sarebbero perse definitivamente subito dopo questi passaggi formali. Secondo le indagini difensive, le targhe originali del veicolo sarebbero state dichiarate smarrite, portando alla radiazione dell’auto dal Pubblico Registro Automobilistico per una presunta esportazione in Europa.

Da quel momento, del “gioiello” non si sarebbe saputo più nulla. Nel tentativo di rompere questo silenzio e rintracciare la fuoriserie, la famiglia avrebbe recentemente annunciato una ricompensa di 100.000 euro per chiunque sia in grado di fornire elementi concreti e utili al ritrovamento dell’esemplare storico.

L’intera vicenda resterebbe sospesa nel campo delle congetture, in attesa che la magistratura faccia chiarezza su questo possibile abuso di fiducia in un ambiente dove valori milionari si intrecciano a delicati rapporti personali.

Sullo sfondo rimane il mito intramontabile della 33 Stradale: un’opera d’arte su ruote dotata di un telaio tubolare, carrozzeria firmata da Franco Scaglione e un motore V8 a 90° da 2 litri capace di sprigionare oltre 230 cavalli. Mentre la nuova serie limitata lanciata nel 2024 celebra il futuro del marchio, la sorte di questo prezioso pezzo di storia dell’Alfa Romeo rimarrebbe, ad oggi, un intricato giallo internazionale.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 06:30:55 +0000
News n. 25
Steer-by-Wire, come cambia il processo di sterzata

Per oltre un secolo, il legame tra guidatore e asfalto è stato garantito da un vincolo fisico imprescindibile: una colonna d’acciaio. Lo Steer-by-Wire spezza questo legame storico, sostituendo la connessione meccanica con impulsi elettrici e attuatori elettronici. Non si tratta di una semplice evoluzione, ma di un cambio di paradigma: il volante smette di essere una leva meccanica per diventare un’interfaccia di input digitale, segnando il confine tra l’auto tradizionale e il veicolo software-defined.

Com’è fatto lo Steer-by-Wire

La trasformazione principale risiede nella rimozione integrale dell’albero di sterzo e dei giunti cardanici, liberando spazio prezioso nel vano motore e migliorando la sicurezza passiva in caso di impatto frontale. Al posto della meccanica tradizionale, il sistema si basa sul feedback actuator (FBA), un motore elettrico posizionato dietro al volante, che ha il compito cruciale di simulare la resistenza della strada e restituire sensazioni tattili al guidatore. Parallelamente, sull’asse anteriore opera il road steering actuator (RSA), un modulo elettromeccanico ad alta coppia che agisce direttamente sui braccetti dello sterzo per orientare le ruote. Questa separazione fisica è mediata esclusivamente da una rete di sensori di coppia e posizione che leggono ogni minima intenzione del conducente.

Come funziona

In un sistema digitale, la sterzata non è più un trasferimento di energia cinetica ma un processo di elaborazione dati ad alta velocità. Quando il conducente ruota il volante, i sensori inviano i dati alle ECU, che elaborano l’algoritmo di sterzata considerando variabili dinamiche come la velocità del veicolo, l’accelerazione laterale e il coefficiente di attrito stimato.

L’attuatore sulle ruote esegue il movimento con una precisione millimetrica, mentre il software filtra attivamente le vibrazioni parassite e i colpi dovuti alle asperità del terreno, evitando che reazioni indesiderate si ripercuotano sulle mani del guidatore, migliorando così il comfort e la stabilità direzionale.

L’assenza di un legame meccanico fisso permette di implementare un rapporto di sterzo infinitamente variabile, svincolato dai limiti della cremagliera tradizionale. Nelle manovre a bassa velocità, come i parcheggi o i tornanti stretti, il sistema può impostare un rapporto estremamente diretto, consentendo la massima sterzata con una rotazione minima del volante. Al crescere della velocità, il rapporto si demultiplica automaticamente per garantire una stabilità direzionale superiore e una risposta meno nervosa. Questa flessibilità permette inoltre una totale integrazione con i sistemi ADAS, consentendo all’auto di eseguire manovre correttive o di mantenimento corsia con una rapidità e una fluidità inarrivabili per i sistemi meccanici convenzionali.

Sicurezza: come funziona il nodo del Fail-Safe

La sfida ingegneristica più complessa riguarda la sicurezza intrinseca del sistema, che deve garantire il controllo del veicolo anche in caso di guasto elettronico totale. Per sopperire alla mancanza del piantone di backup, i costruttori adottano un’architettura a ridondanza multipla, con circuiti di alimentazione separati (spesso a 48V) e bus di comunicazione duplicati che operano in parallelo. Le centraline di controllo utilizzano logiche di “voto” per confrontare i dati e isolare eventuali malfunzionamenti istantanei.

In scenari critici, il sistema è progettato per passare a modalità di emergenza che mantengono la direzionalità o portano il veicolo in una condizione di arresto sicuro, garantendo standard di affidabilità equivalenti o superiori a quelli dei sistemi aeronautici fly-by-wire.

Il limite fisico del 12V e i vantaggi del 48V

In un sistema di sterzo tradizionale con assistenza elettrica (EPS), il motore interviene solo per “aiutare” il movimento impresso dal guidatore. Nello Steer-by-Wire, l’attuatore sulle ruote (RSA) deve invece generare da solo tutta la forza necessaria per vincere l’attrito degli pneumatici e la resistenza del terreno, specialmente a veicolo fermo. Con un impianto a 12V, generare coppie elevate richiede correnti altissime (vicine o superiori ai 100 Ampere), che portano a un surriscaldamento dei cablaggi e richiedono cavi di sezione generosa, pesanti e difficili da gestire nel layout del veicolo. Questo limita la reattività del sistema e aumenta la complessità termica delle centraline di potenza.

L’adozione di un’architettura a 48V permette di quadruplicare la tensione, riducendo drasticamente l’intensità di corrente necessaria per ottenere la stessa potenza meccanica. Questo si traduce in motori elettrici più compatti, leggeri e capaci di accelerazioni angolari molto più rapide. Grazie alla legge di Joule, le perdite di energia sotto forma di calore si riducono di un fattore pari al quadrato della diminuzione della corrente, rendendo l’intero sistema di sterzata molto più efficiente. Questa maggiore disponibilità di energia consente agli attuatori di rispondere in frazioni di millisecondo, eliminando quel senso di “ritardo” che affliggeva i primi prototipi digitali e permettendo una gestione molto più precisa della dinamica del veicolo.

I motori utilizzati nei sistemi Steer-by-Wire a 48V sono generalmente unità sincrone a magneti permanenti (PMSM) o a riluttanza, scelti per la loro altissima densità di coppia. Poiché devono operare in condizioni critiche, come sterzate complete sotto carico pesante, l’architettura a 48V facilita l’integrazione di sistemi di monitoraggio termico avanzati. La minore corrente circolante riduce lo stress sui semiconduttori degli inverter, garantendo che il sistema possa mantenere prestazioni costanti anche durante sessioni di guida prolungate o manovre di emergenza ripetute, dove un sistema a 12V rischierebbe il “derating”, ovvero un taglio della potenza per protezione termica.

Lo Steer-by-Wire rappresenta molto più di una semplice sostituzione di componenti meccanici, è l’atto finale della digitalizzazione del telaio. Liberando l’abitacolo dai vincoli fisici del piantone, i progettisti hanno ora la libertà di reinventare completamente l’ergonomia interna, passando da volanti circolari a cloche compatte che non ostacolano la visibilità della strumentazione e possono persino retrarsi durante la guida autonoma. Questa tecnologia trasforma il veicolo in un sistema dinamico adattivo, capace di cambiare carattere con un aggiornamento software e di offrire livelli di sicurezza attiva precedentemente impensabili grazie all’integrazione immediata con i sensori di bordo.

La capacità dei produttori di calibrare il feedback actuator per restituire una sensazione di guida naturale e comunicativa sarà l’ago della bilancia per l’accettazione da parte dei guidatori più puristi. Sebbene la connessione fisica sia stata spezzata, la necessità di un legame intuitivo tra uomo e macchina rimane centrale: il futuro della sterzata risiede dunque in un delicato equilibrio tra la potenza di calcolo degli algoritmi a 48V e la sensibilità tattile richiesta da chi siede al posto di comando.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 05:03:03 +0000


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