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Il 19 aprile 2026 il traffico sulle autostrade italiane presenta situazioni di rallentamenti e code dovute a diversi fattori, tra cui incidenti, presenza di safety car e condizioni atmosferiche particolari come il fumo. Tra gli eventi piĂą significativi si segnalano una coda per safety car sulla A14 Bologna-Taranto in direzione Pescara e il traffico rallentato sulla Tangenziale di Napoli (A56) causato da un incidente tra Capodimonte e Camaldoli.
12:00 – Coda in uscita a San Cesareo
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
La situazione di traffico interessa l’uscita a San Cesareo sulla tratta Milano-Napoli.
12:00 – Scorta veicoli tra Bologna Interporto e Altedo
Coda per safety car
Direzione Bologna
La tratta interessata va dal chilometro 13.0 al chilometro 18.0 con una lunghezza di 5.0 km.
12:06 – Scorta veicoli tra Ortona e Lanciano
Coda per safety car
Direzione Pescara
La tratta interessata va dal chilometro 407.0 al chilometro 412.0 con una lunghezza di 5.0 km.
11:58 – Fumo tra Val Vibrata e Giulianova
Situazione di fumo segnalata tra i chilometri 321.0 nella direzione Taranto.
11:56 – Traffico rallentato tra Capodimonte e Camaldoli
Traffico rallentato a causa di un incidente
Direzione Pozzuoli
La tratta interessata va dal chilometro 13.8 al chilometro 16.1 con una lunghezza di 2.3 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 10:08:00 +0000Charles Leclerc su una Fiat 500 d’epoca. Lontano dai cordoli della Formula 1 e dalle sue supercar, il pilota monegasco abbraccia lo stile italiano, rinnovando un legame ormai indissolubile. Lungo le strade del Principato, il “predestinato” è stato avvistato al volante di un’icona del nostro passato, personalizzata con un tocco di modernitĂ da cui traspare passione.
Sulle strade del Principato di Monaco i bolidi da mille cavalli (o capolavori vintage quali la rarissima Ferrari 250 Testa Rossa sfoggiata da Leclerc al suo matrimonio) non fanno quasi notizia. Eppure, tra le vie strette e trafficate di Montecarlo la mitica utilitaria torinese fa la sua bella figura, rivista in modo da sottolineare l’anima del proprietario. La livrea, in tinta nera profonda attraversata da strisce bianche e rosse (i colori della bandiera monegasca), cattura subito l’attenzione, anche se il dettaglio piĂą appariscente è un altro: sulla fiancata campeggia il numero 16, portato dallo stesso Leclerc in gara sui circuiti di tutto il mondo sulle monoposto Ferrari, qui applicato su una vettura in cui regnano sovrani la lentezza e il piacere di guida.
La definizione di utilitaria qui sta stretto. Elevato a gioiello da collezione, spoglio della tecnologia moderna, il veicolo esalta la connessione tra conducente e macchina come raramente capita nelle nuove auto. Il vero lusso non sta nel prezzo di listino, ma nel carattere di mezzo capace di difendere il suo DNA contro l’avanzata delle supercar digitali.
Se ci fermassimo alla superficie, la passione di Leclerc per un bicilindrico raffreddato ad aria potremmo considerarlo un paradosso. Ma anche per uno abituato a dominare l’alta velocitĂ e a gestire accelerazioni laterali spietate la Cinquina ha un fascino tutto suo, reso possibile dall’ingegno di un uomo, Dante Giacosa, chiamato a condensare in pochi metri di lamiera il sogno di mobilitĂ di un’intera nazione. In occasione del primo storico debutto, nel luglio del 1957, l’allora Nuova 500 impiegò poco tempo a ergersi a simbolo del miracolo economico italiano, semplice e tanto affidabile da sembrare quasi indistruttibile. Con circa 13 stipendi un operaio dell’epoca se la portava a casa, coronando il desiderio di libertĂ di una famiglia intera.
La scelta di Leclerc di portare il numero 16 su una carrozzeria d’altri tempi nobilita la semplicitĂ meccanica di Giacosa e rimette il pilota in totale connessione con un’opera d’arte che trabocca di carattere, piĂą di qualsiasi hypercar moderna. La scelta di Charles non è solo un vezzo estetico, ma un tributo a un’icona che oggi rivive nei modelli di ultima generazione, ma che trova nel cuore dei puristi la sua forma piĂą sincera proprio nelle serie prodotte fino al 1975. In giro per il Principato, la 500 si rivela paradossalmente piĂą agile e sensata di tante imponenti GT moderne, confermando che il genio di Giacosa non invecchia mai. In questo binomio il passato alimenta il presente attraverso una passione slegata dai tachimetri e traspira quanto Leclerc sia ormai, senza timor di smentita, un “italiano d’adozione” mentre distingue i due volti dell’automobile: la Ferrari in pista, la Fiat 500 in viaggio.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 09:35:01 +0000Non avevano saputo fare di peggio nemmeno gli anni Settanta. Stando a quanto segnala il rapporto mensile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), la domanda globale di petrolio si appresta a subire il calo piĂą drastico dai tempi della pandemia di Covid-19. Sul settore pesava allora il lockdown, mentre oggi fa sentire tutti i suoi effetti la cosiddetta “distruzione della domanda”: la scarsitĂ di greggio fa schizzare i prezzi verso l’alto e i consumi crollano giocoforza.
L’epicentro del problema risiede nel blocco dello Stretto di Hormuz. Conseguentemente alla guerra in Iran, il principale polmone energetico del pianeta (da qui transita il 20% del greggio mondiale) ha finito per essere un collo di bottiglia invalicabile e determinare la situazione attuale, definita senza mezza termini dall’IEA “la piĂą grave interruzione della storia”. Le cifre condivise dall’agenzia fotografano un ribaltamento rispetto alle stime di soli pochi mesi fa, quando gli analisti prevedevano una crescita della domanda di 640.000 barili al giorno (bpd), mentre oggi stimano una contrazione di 80.000 bpd. Eppure, il peggio dovrebbe ancora venire: nel 2026 la produzione mondiale sembra destinata a un calo di ben 1,5 milioni di bpd, contro l’aumento precedentemente ipotizzato.
Ogni volta che l’automobilista si ferma alla stazione di servizio nota subito il divario tra i titoli dei giornali e il costo alla pompa. Mentre i futures sul Brent (il benchmark finanziario) oscillano ancora intorno ai 100-120 dollari al barile, la realtĂ dei mercati fisici è molto piĂą brutale. Come rivela l’IEA, i prezzi spot – ovvero il costo reale dei barili scambiati fisicamente — hanno toccato punte di 150 dollari. In un bacino di approvvigionamento sempre piĂą stringente, i Paesi importatori concorrono tra loro in una frenetica caccia all’oro nero per accaparrarsi le forniture residue, pagando premi altissimi al fine di garantire la continuitĂ dei servizi essenziali.
Attualmente, il maggior taglio dei consumi ha riguardato il Medio Oriente e l’area Asia-Pacifico, mentre i settori piĂą colpiti sono quelli della nafta, del GPL e, inevitabilmente, del carburante per aerei (tanto da aver giĂ provocato la momentanea restrizione di quattro aeroporti in Italia). Tuttavia, l’IEA avverte che la distruzione della domanda è destinata a diffondersi in modo capillare. Gli effetti sull’utente finale non tarderanno a farsi sentire con un rincaro dei carburanti per l’auto privata, seguito da un aumento a cascata su tutti i beni di consumo trasportati su gomma o via mare. Di fronte alla prospettiva di una scarsitĂ generalizzata, industrie e cittadini hanno giĂ iniziato a correggere drasticamente le proprie abitudini, riducendo gli spostamenti non essenziali e rimodulando i carichi logistici.
Il rapporto ipotizza una parziale normalizzazione delle forniture entro metĂ anno, ma lo scenario non convince fino in fondo la stessa Agenzia, che definisce la proiezione “forse troppo ottimistica”. E così, mentre l’incognita della guerra in Iran pesa sulla stabilitĂ di Hormuz, il settore dei trasporti affronta un periodo molto delicato. Fino a questo punto considerati obiettivi di lungo termine, l’accelerazione verso nuove forme di energia e l’ottimizzazione dei consumi appaiono oggi imperativi strategici per proteggere l’economia da uno scacco energetico permanente.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 08:17:33 +0000Il giorno 19 aprile 2026 è previsto uno sciopero in Italia. In questo articolo riportiamo tutte le informazioni essenziali sugli scioperi programmati: in particolare, per questa data, è stato indetto 1 sciopero che interesserà il settore del Trasporto Pubblico Locale nella regione Toscana. Di seguito tutti i dettagli su luogo, orari, categorie e sindacati coinvolti nello sciopero del 19 aprile 2026.
A Firenze (regione Toscana) è stato indetto uno sciopero nel settore del Trasporto pubblico locale. Lo sciopero coinvolge il personale della società Gest di Firenze e avrà una durata di 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 del 19 aprile 2026. Lo sciopero è di rilevanza territoriale e promosso dal sindacato Osp Cobas Lavoro Privato. La categoria coinvolta è il personale della Società Gest di Firenze.
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000Nel corso di aprile 2026 sono numerosi gli scioperi annunciati che coinvolgeranno diversi settori dei trasporti in Italia, dalla rete ferroviaria al trasporto pubblico locale, fino all’autotrasporto merci. Le proteste interessano sia il livello nazionale che segmenti territoriali e locali, pertanto è consigliata particolare attenzione per chi viaggia durante il mese. In questo articolo presentiamo l’elenco aggiornato degli scioperi previsti ad aprile 2026, con orari e categorie coinvolte, suddivisi per cittĂ e settore.
Italia: Sciopero nazionale di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge il personale delle societĂ ENAV e Techno Sky, responsabile della gestione e della manutenzione del traffico aereo. Coinvolto anche il personale di diversi aeroporti tra cui Milano Malpensa, Roma ACC e Napoli. Mobilitazioni inoltre nel Trasporto pubblico locale in Veneto, Umbria e Campania (Busitalia Sita Nord) per 4 ore in orario serale (20.01-24.00), promosse da USB Lavoro Privato e ADL Cobas.
Italia: Sono previsti due scioperi nazionali di 24 ore nel settore ferroviario, che coinvolgono il personale della società Rete Ferroviaria Italiana (RFI), impiegato negli impianti di manutenzione infrastruttura. Gli scioperi sono proclamati dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e dai sindacati Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.
Nella cittĂ di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria), sciopero di 4 ore dalle 10.57 alle 14.57 del personale IAS Autolinee.
A Napoli (Campania), stop del trasporto pubblico locale per 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, personale EAV.
Ad Udine (Friuli-Venezia Giulia), il personale ARRIVA Udine si asterrĂ su due fasce: urbano 17.30-21.29, extraurbano 17.15-21.14.
Italia: Sciopero nazionale di 4 ore del personale addetto ad attivitĂ ferroviarie in appalto (Elior Ristorazione).
A Brescia (Lombardia), sciopero di 24 ore del personale GDA Handling per carico e scarico merci all’aeroporto di Brescia Montichiari, proclamato da USB Lavoro Privato.
In Sicilia: sciopero regionale autotrasporto merci, 120 ore (00.01 – 14 aprile / 24.00 – 18 aprile), promosso dal Comitato Trasporto Siciliano.
A Milano e province della Lombardia (Pavia, Monza e Brianza, Lodi): sciopero di 4 ore (08.45-12.45) del personale Addabus (TPL).
Stretto di Messina (Sicilia): sciopero marittimo di 8 ore (09.01-17.01) del personale Blujet.
Nella città di Firenze (Toscana) è previsto uno sciopero nel settore del Trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società Gest di Firenze. L’astensione avrà una durata di 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 ed è promossa dal sindacato Osp Cobas Lavoro Privato. La categoria coinvolta è il personale della Società Gest di Firenze.
Italia: Sciopero nazionale del trasporto merci, 144 ore: dalle 00.00 del 20/4 alle 24.00 del 25/4, indetto da Trasportunito e riguarda il fermo nazionale servizi autotrasporto merci.
Nella provincia di Frosinone (Lazio): sciopero locale di 24 ore personale Cialone Tour.
In Calabria (tutte le province): sciopero regionale del personale RFI di sala circolazione e orario Reggio Calabria e unitĂ circolazione Calabria, 8 ore (10.00-17.59), indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.
Nella città di Milano (Lombardia): sciopero locale di 8 ore che coinvolge il personale gruppo ATM. Orari: ATM e NET Trezzo 8.45-15.00, NET Monza 14.50–termine servizio 18.50, Funicolare Como–Brunate 8.30-16.30. Indetto dal sindacato CONFIAL-Trasporti.
Nella cittĂ di Bari (Puglia): sciopero locale di 4 ore (17.30-21.30) per il personale STP, promosso da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nella cittĂ di Napoli (Campania): sciopero locale di 4 ore (8.30-12.30) del personale AIR Campania.
Nella cittĂ di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): sciopero locale di 24 ore del personale IAS Autolinee.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni.
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000Oggi, 19 aprile 2026, presentiamo il quadro aggiornato dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana sulla base dell’ultima rilevazione ufficiale disponibile. In un colpo d’occhio puoi confrontare benzina, diesel, GPL e metano e la relativa modalità di erogazione. Il prezzo pagato alla pompa nasce dall’incontro tra una componente industriale (costo del prodotto e margini di filiera) e una componente fiscale (accise e Iva), due blocchi che rispondono a logiche differenti: la prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro, la seconda segue le aliquote e il meccanismo dell’imposta sul valore aggiunto. Qui sotto trovi i dati in tabella e, più avanti, una guida chiara su come si forma il costo di benzina e gasolio.
Ultimo aggiornamento: 18-04-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.146 |
| Benzina | SELF | 1.796 |
| GPL | SERVITO | 0.901 |
| Metano | SERVITO | 1.599 |
Benzina: il prezzo alla pompa è il risultato della somma tra componente fiscale e componente industriale. Nel caso della benzina, la parte fiscale pesa per il 58% del prezzo finale ed è formata principalmente da accise e Iva: le accise sono un’imposta fissa per unità di prodotto, mentre l’Iva si applica in percentuale sul valore imponibile e, quindi, cresce o diminuisce al variare dei listini. La restante quota, pari al 42%, è la componente industriale. All’interno di questa, il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo alla pompa e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro che incide su acquisti e scambi denominati in valuta statunitense. Il margine lordo della filiera, pari al 12% del prezzo, comprende i costi di logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e il margine dei diversi operatori (raffinazione, distribuzione, stazione di servizio). à su questa porzione che il gestore e, più in generale, gli operatori possono intervenire per modulare il prezzo al pubblico, ad esempio attraverso politiche commerciali, campagne di sconto o adeguamenti legati alla concorrenza locale. In sintesi: 58% tasse, 30% materia prima e 12% margine lordo compongono il 100% del prezzo finale della benzina.
Gasolio: la struttura del prezzo è simile ma con pesi diversi. Per il gasolio, la componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale vale il 55%. La minore incidenza delle imposte rispetto alla benzina riflette un’accisa storicamente più bassa, a fronte di un utilizzo del gasolio molto diffuso nel trasporto merci e privato. All’interno della parte industriale, il costo della materia prima pesa per il 45% del prezzo al consumo: anche qui contano le quotazioni internazionali dei distillati medi e il tasso di cambio euro/dollaro, fattori capaci di generare variazioni rapide nei listini. Il margine lordo della filiera ammonta al 10% del prezzo e comprende logistica, stoccaggi, trasporto, rete distributiva e il margine degli operatori. à questa la quota su cui i player possono intervenire direttamente per adeguare i prezzi alla pompa, tenendo conto di dinamiche competitive locali, flussi di traffico, orari di servizio e strategie commerciali. In pratica, il gasolio sconta un equilibrio diverso: 45% tasse, 45% materia prima e 10% margine lordo, con un peso dell’industria più elevato rispetto alla benzina e una maggiore sensibilità alle spinte dei mercati internazionali dell’energia.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.768 per la benzina, 2.114 per il diesel, 0.808 per il gpl, 1.592 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.108 |
| Benzina | SELF | 1.766 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.510 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.120 |
| Benzina | SELF | 1.790 |
| GPL | SERVITO | 0.761 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.133 |
| Benzina | SELF | 1.790 |
| GPL | SERVITO | 0.855 |
| Metano | SERVITO | 1.760 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.125 |
| Benzina | SELF | 1.785 |
| GPL | SERVITO | 0.832 |
| Metano | SERVITO | 1.643 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.109 |
| Benzina | SELF | 1.764 |
| GPL | SERVITO | 0.779 |
| Metano | SERVITO | 1.543 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.114 |
| Benzina | SELF | 1.756 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.556 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.131 |
| Benzina | SELF | 1.766 |
| GPL | SERVITO | 0.788 |
| Metano | SERVITO | 1.547 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.099 |
| Benzina | SELF | 1.755 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.693 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.108 |
| Benzina | SELF | 1.769 |
| GPL | SERVITO | 0.871 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.113 |
| Benzina | SELF | 1.755 |
| GPL | SERVITO | 0.788 |
| Metano | SERVITO | 1.564 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.097 |
| Benzina | SELF | 1.754 |
| GPL | SERVITO | 0.809 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.118 |
| Benzina | SELF | 1.784 |
| GPL | SERVITO | 0.805 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.107 |
| Benzina | SELF | 1.750 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.578 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.117 |
| Benzina | SELF | 1.774 |
| GPL | SERVITO | 0.775 |
| Metano | SERVITO | 1.643 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.123 |
| Benzina | SELF | 1.768 |
| GPL | SERVITO | 0.856 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.126 |
| Benzina | SELF | 1.784 |
| GPL | SERVITO | 0.820 |
| Metano | SERVITO | 1.820 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.113 |
| Benzina | SELF | 1.762 |
| GPL | SERVITO | 0.799 |
| Metano | SERVITO | 1.602 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.122 |
| Benzina | SELF | 1.768 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.592 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.106 |
| Benzina | SELF | 1.761 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.110 |
| Benzina | SELF | 1.778 |
| GPL | SERVITO | 0.874 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.101 |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| GPL | SERVITO | 0.797 |
| Metano | SERVITO | 1.522 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000A Milano il futuro della mobilitĂ passa sempre meno dall’automobile. Con il nuovo piano Möves, l’amministrazione guidata da Beppe Sala compie un ulteriore passo verso una cittĂ pensata prima di tutto per pedoni e ciclisti. Non è di certo una rivoluzione improvvisa, ma l’ennesimo tassello di una strategia che negli ultimi anni ha giĂ cambiato il volto del capoluogo lombardo, seguendo l’esempio virtuoso delle metropoli nord europee.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre lo spazio dedicato alle auto private per restituirlo alle persone, migliorando qualità della vita, sicurezza e sostenibilità . Una visione ambiziosa, che però divide già opinione pubblica e automobilisti.
Il cuore del progetto è rappresentato dalla mobilità ciclabile. Il piano Möves prevede una rete complessiva di 565 chilometri di piste ciclabili, un numero che racconta bene la portata dell’intervento. Di questi, 210 km costituiranno la rete principale, articolata in 29 itinerari pensati per collegare i punti nevralgici della città , mentre altri 355 km formeranno una rete secondaria, più capillare, in grado di raggiungere anche i quartieri periferici.
Non si parte da zero: circa il 46% della rete principale è già stato realizzato, mentre diversi cantieri sono attualmente in corso. Tra questi spiccano i lavori sulla circonvallazione filoviaria a nord-ovest e gli interventi nell’area di Chiesa Rossa.
Guardando al futuro prossimo, uno dei progetti più attesi è il completamento della cosiddetta Beats, che collegherà Porta Romana ai Navigli, creando un asse ciclabile strategico per attraversare la città . L’idea di fondo è sempre la stessa: rendere la bici una vera alternativa all’auto, non solo per il tempo libero, ma anche per gli spostamenti quotidiani.
Se la bicicletta rappresenta il pilastro del piano, i pedoni non sono certo messi da parte. Möves individua 194 spazi pubblici da ripensare in chiave pedonale, con un’attenzione particolare alle aree più sensibili. Tra queste, spiccano 109 ambiti scolastici, segnalati direttamente dai cittadini, dove la sicurezza dei bambini diventa una priorità assoluta. L’obiettivo è creare zone più protette, riducendo traffico e velocità nelle immediate vicinanze delle scuole.
A questo si aggiunge una rete di 404 chilometri di percorsi pedonali principali, pensata per incentivare gli spostamenti a piedi e rendere la cittĂ piĂą accessibile. Non si tratta solo di mobilitĂ , ma di un cambio culturale: camminare torna a essere una scelta quotidiana, non una necessitĂ residuale.
Ed è proprio qui che il piano Möves mostra il suo lato più discusso. Perché se da un lato si ampliano gli spazi per bici e pedoni, dall’altro si restringe inevitabilmente quello dedicato alle auto. Tra le misure previste c’è il proseguimento dell’installazione dei cosiddetti cuscinetti berlinesi, dossi progettati per rallentare la velocità dei veicoli senza bloccare completamente il traffico.
Parallelamente, è previsto l’ampliamento delle aree dotate di paletti dissuasori, pensati per proteggere i marciapiedi e impedire la sosta selvaggia. Un intervento che punta a restituire ordine allo spazio urbano, ma che spesso viene percepito come un’ulteriore limitazione per chi si muove in auto. Infine, grande attenzione è riservata alle zone a velocità moderata, elemento chiave per migliorare la sicurezza stradale, soprattutto nelle aree più frequentate da pedoni e ciclisti.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 05:30:50 +0000Raramente vetture del genere vedono il mercato, hypercar a modello unico e celebrazioni di maestria italiana come questa Pagani Zonda 760 Unica Roadster. Parliamo di una vera one-off, costruita su misura e destinata a un solo cliente, che oggi torna all’asta. Unica lo è davvero, e infatti i prezzi escludono la maggioranza degli appassionati con una quotazione che sembrerebbe voler raggiungere i 12 milioni di euro.
Con appena 2.617 km percorsi, questa Zonda è stata protagonista di eventi esclusivi in Svizzera e persino guidata dallo stesso Horacio Pagani, dettaglio che aggiunge ulteriore valore a un esemplare già unico. L’asta, organizzata da Broad Arrow Auctions, si terrà il 17 maggio 2026 durante il prestigioso concorso di Villa d’Este, uno degli appuntamenti più iconici per gli appassionati di auto d’epoca e di lusso.
Per capire davvero cosa rende speciale questa Unica, bisogna tornare indietro nel tempo, alla fine degli anni ’90. La Zonda è stata la prima creatura di Horacio Pagani, l’auto con cui ha trasformato un sogno in realtà : costruire vetture senza compromessi, dove tecnologia, artigianalità e design convivono senza limiti.
Dal debutto nel 1999, la Zonda ha dato vita a una famiglia ristretta ma incredibilmente variegata. Circa 140 esemplari prodotti, nessuno identico all’altro, ciascuno con una propria identità . La versione 760 Unica rappresenta probabilmente il punto più alto di questa filosofia.
Realizzata attraverso un programma di personalizzazione estrema, questa vettura non nasce da un semplice catalogo optional: è il risultato di un dialogo diretto tra cliente e atelier Pagani. Ogni dettaglio, ogni finitura, ogni scelta estetica e tecnica è stata studiata per creare qualcosa che non esiste altrove.
La carrozzeria in Blue Carbon cattura la luce, richiamando alcune soluzioni viste sulla celebre Zonda Tricolore. I dettagli dorati, distribuiti con precisione chirurgica lungo la carrozzeria e sui cerchi, aggiungono un contrasto raffinato e vivace. Ă un equilibrio difficile che solo le hypercar costruite a mano riescono a raggiungere.
All’interno, l’atmosfera cambia ma resta altrettanto scenografica. Il contrasto tra blu e bianco crea un ambiente elegante e tecnico, dove materiali come pelle, legno, alluminio e fibra di carbonio convivono in un gioco di texture e colori che racconta tutta la cura artigianale tipica del marchio. Ogni comando, ogni superficie, trasmette quella sensazione sempre più rara nel mondo delle hypercar moderne: la presenza umana dietro ogni dettaglio.
Se l’estetica conquista, è la meccanica a fare breccia nel cuore degli appassionati. Sotto il cofano troviamo un V12 aspirato da 7,3 litri di origine Mercedes-AMG, capace di sviluppare 760 CV e 780 Nm di coppia. Numeri importanti, certo, ma non è questo il punto. Il vero valore sta nel modo in cui questa potenza viene gestita. In un’epoca dominata da cambi automatici e doppia frizione, la Zonda 760 Unica Roadster sceglie la strada del cambio manuale a sei rapporti.
Una scelta romantica, che trasforma ogni accelerazione in un’esperienza fisica, diretta, senza filtri, per una vettura che non vuole elettronica che addolcisce, né algoritmi che decidono per il pilota. C’è solo un dialogo puro tra uomo e macchina, qualcosa che oggi sembra appartenere a un’altra era. Ed è sicuramente proprio questo il segreto del suo fascino.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 05:30:13 +0000La svolta normativa sul tacito rinnovo della RC auto risale al decreto legge 179 del 18 ottobre 2012, che ha introdotto nel Codice delle assicurazioni private l’articolo 170 bis, secondo cui il contratto di responsabilità civile auto ha durata annuale, si risolve in automatico alla scadenza naturale e non può essere rinnovato in modo tacito.
Non solo, ma da quel momento la compagnia deve avvisare il contraente almeno 30 giorni prima della scadenza e mantenere attiva la garanzia del vecchio contratto fino al quindicesimo giorno successivo o comunque fino all’effetto della nuova polizza se decorre prima.
Restano però alcune interessanti questioni da approfondire. Abolito il tacito rinnovo, la copertura finisca alla mezzanotte del giorno di scadenza? I 15 giorni di tolleranza equivalgano a un rinnovo gratuito? Si può circolare anche oltre il termine previsto dalla legge?
Fino al 2012 il sistema era molto più rigido per l’assicurato. In presenza di una clausola di rinnovo automatico, chi non voleva proseguire con la stessa compagnia doveva attivarsi per tempo, inviare la disdetta e rispettare i termini contrattuali. La riforma è nata per rendere il mercato più mobile: il contratto RC auto non si rinnova più da solo e una volta arrivato alla sua scadenza naturale si estingue senza bisogno di una comunicazione formale da parte dell’assicurato.
Ecco quindi che se l’automobilista decide di cambiare compagnia, non occorre più inviare disdette preventive per evitare il rinnovo del contratto base RC auto. Può semplicemente lasciare scadere la polizza e stipularne un’altra. Sul piano concorrenziale il cambio della compagnia di assicurazione è diventato più facile e rapido. Sul piano pratico resta un obbligo da non aggirare: il veicolo non può circolare senza copertura obbligatoria, salvo la breve finestra protetta dal periodo di tolleranza previsto dalla legge.
L’altro cambiamento importante riguarda l’attestato di rischio, che oggi non funziona più come un tempo. Proprio grazie all’attestato di rischio l’assicurato può cambiare compagnia conservando la propria storia assicurativa e la classe di merito mentre la gestione del documento è ormai integrata in sistemi digitali condivisi.
Con la raccomandazione del 6 febbraio 2026, l’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha richiamato le imprese ai loro obblighi quando l’attestato non risultava disponibile nella banca dati dedicata. In pratica, il passaggio da una compagnia all’altra non dovrebbe più dipendere da un documento cartaceo da rincorrere all’ultimo minuto.
I 15 giorni di tolleranza non sono una proroga contrattuale e non equivalgono a un nuovo contratto. Sono il periodo entro cui la compagnia deve mantenere operante la garanzia del contratto appena scaduto così da evitare un vuoto di copertura immediato tra la fine della vecchia polizza e l’eventuale effetto di quella nuova. Secondo l’articolo 170 bis del Codice delle Assicurazioni, l’impresa deve “mantenere operante, non oltre il quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto, la garanzia prestata con il precedente contratto assicurativo fino all’effetto della nuova polizza”.
Questa formulazione ha due conseguenze. La prima è che se la polizza scade oggi la garanzia RC auto continua a operare ancora per 15 giorni successivi, a meno che prima non entri in vigore una nuova copertura. La seconda è che il periodo non è elastico: allo scadere del quindicesimo giorno la protezione finisce. Da quel momento in poi se non esiste una nuova polizza, il veicolo è scoperto e la circolazione è illegale.
La norma è stata pensata per mettere al riparo il sistema da ritardi, dimenticanze, tempi tecnici di sostituzione della polizza e disallineamenti amministrativi. Il legislatore ha voluto impedire che il passaggio da un contratto all’altro producesse, anche per distrazione, una fascia grigia di circolazione senza copertura.
Se una polizza RC auto annuale arriva a scadenza naturale, il veicolo continua a essere coperto per non oltre 15 giorni successivi. La copertura extra cessa prima se una nuova polizza entra in vigore in data anteriore. L’articolo 170 bis collega l’operatività del vecchio contratto “fino all’effetto della nuova polizza”. Questo passaggio conta anche nei casi in cui l’assicurato decida di stipulare con anticipo un nuovo contratto con un’altra compagnia: nel momento in cui il nuovo contratto diventa efficace la vecchia garanzia non rileva più.
C’è poi una distinzione tra esistenza della copertura e possibilità di dimostrarla in caso di controllo o di sinistro. Oggi le verifiche avvengono anche tramite banca dati delle coperture assicurative con il Centro di Informazione italiano che utilizza i dati reperiti nel database delle coperture gestito da Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.
Se il sinistro avviene entro il periodo di tolleranza previsto dalla legge, la copertura della vecchia polizza continua a operare, proprio perché il contratto scaduto resta efficace nei limiti temporali fissati dall’articolo 170 bis. La compagnia deve infatti mantenere operante la garanzia fino al quindicesimo giorno successivo o, se anteriore, fino all’effetto del nuovo contratto.
In assenza di una nuova polizza, il danno causato dalla circolazione di un veicolo non assicurato apre scenari piĂą pesanti sia per il profilo sanzionatorio sia per quello patrimoniale.
L’articolo 170 bis impone all’impresa di assicurazione di avvisare il contraente della scadenza del contratto con un preavviso di almeno trenta giorni. L’eventuale mancato avviso non annulla però la scadenza o prolunga la validità della polizza. La norma stabilisce contemporaneamente la durata annuale del contratto, la sua risoluzione automatica e l’obbligo di preavviso. In pratica l’assicurato non può fondare la propria tranquillità sul fatto di aver ricevuto o meno una mail o una comunicazione cartacea. L’obbligo della compagnia esiste, ma la responsabilità di controllare la data di scadenza resta a carico dell’assicurato.
In questo contesto, il divieto di tacito rinnovo valeva in origine per la sola RC auto obbligatoria, mentre sulle coperture accessorie il quadro è stato meno lineare. La legge 124 del 2017 ha esteso il principio della durata annuale e del divieto di rinnovo tacito anche alle assicurazioni dei rischi accessori alla RC auto, sia quando sono inserite nello stesso contratto sia quando vengono stipulate in un contratto distinto.
In pratica per i contratti rientranti nel perimetro della riforma non serve inviare disdetta nemmeno per coperture come furto e incendio, kasko, infortuni del conducente, assistenza stradale e simili, purché si tratti di rischi accessori collegati alla polizza RC auto nei termini indicati dalla legge.
L’abolizione del tacito significa che non può proseguire per effetto dell’inerzia del cliente. L’assicurato può decidere di restare con la stessa impresa, accettare un nuovo preventivo e stipulare un nuovo contratto alle condizioni offerte senza alcun divieto di permanenza. à stato eliminato il meccanismo che trasformava il silenzio dell’assicurato in prosecuzione automatica del rapporto.
Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 04:00:06 +0000Si apre nel peggiore dei modi la 24 Ore del NĂĽrburgring. Durante le battute iniziali delle qualifiche di sabato, un contatto multiplo ha coinvolto sette auto, portando alla morte Juha Miettinen, pilota finlandese di 66 anni. Fatale si è rivelato un sorpasso apparentemente come tanti altri, dal quale ne era scaturita una carambola: l’urto violentissimo aveva travolto la BMW 325i numero 121 facendo subito temere il peggio.
Nonostante i soccorritori abbiano immediatamente estratto Miettinen dalle lamiere e siano corsi al centro medico, i medici si sono alla fine dovuti arrendere. Gli altri sei piloti rimasti feriti nello scontro sono stati tutti portati in ospedale e nessuno sarebbe in pericolo di vita, mentre Max Verstappen, presente all’evento, non era ancora sceso sul tracciato. La direzione gara ha subito sospeso le qualifiche del sabato, in segno di rispetto la una vita spezzata di un nome noto nell’ambiente.
Juha Miettinen aveva una lunga esperienza al volante e nutriva un amore viscerale per le competizioni GT. Iscritto tra i piloti “gentleman”, conosceva benissimo la Nordschleife, tanto da inanellare successi nella classe V4 e in diverse serie endurance. I trascorsi gli permettevano di capire quando spingere e quando rispettare i limiti di un tracciato dal notevole coefficiente di difficoltĂ , ma l’imprevedibile si è abbattuto e non ha lasciato scampo.
I ritmi serrati e la magia della resistenza tedesca lo avevano spinto a scrivere 24 ore prima del dramma un post entusiasta sul weekend di gara alle porte:
“Due corse in due giorni, la prima a tarda sera e la seconda un po’ troppo presto al mattino, giusto per farvi assaggiare quello che è il gusto di una 24 ore al NĂĽrburgring”
Quelle stesse parole assumono purtroppo ora tutto un altro significato, un testamento spirituale di un grande sportivo che fino all’ultimo ha inseguito il proprio sogno. Di solito molto rumoroso e frenetico, il paddock è sprofondato in un silenzio irreale e anche i maggiori nomi della velocitĂ , pur non essendo direttamente coinvolti — come Max Verstappen, che al momento dell’incidente non era in pista — hanno avvertito il peso di una tragedia che colpisce l’intera comunitĂ del motorsport.
Seppur ancora toccati dall’accaduto, gli organizzatori dell’ADAC hanno confermato la ripresa dell’evento nella giornata di domani. Domenica, durante la formazione della griglia di partenza, piloti, meccanici e spettatori osserveranno un minuto di silenzio per onorare la memoria di Miettinen. La triste notizia riaccende – e non potrebbe essere altrimenti – l’inesauribile dibattito sulle condizioni di sicurezza in piste così tecniche e strette, dove il traffico tra auto di diverse categorie rende ogni sorpasso un rischio da calcolare a fondo.
Tuttavia, nel bene e nel maleil Nürburgring resta un luogo unico al mondo data la ferocia delle sfide, e i partecipanti ne sono consapevoli. Le polemiche passano comunque in secondo piano di fronte al ricordo di un uomo che è morto facendo ciò che amava, in una competizione a cui era parecchio legato. Il Nürburgring lascia il mondo dei motori orfano di uno dei suoi interpreti più appassionati.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 21:08:58 +0000Una doppia anima accompagna Biagio Antonacci e le sue auto. Da un lato troviamo l’adrenalina delle prestazioni tedesche, dall’altra la libertĂ assoluta di un’icona pop intramontabile. Se l’ospite della nuova puntata di Amici riesce ancora a emozionare le nuove generazioni, lo deve anche alla sua capacitĂ di mantenersi giovane al volante di bolidi folgoranti, che farebbero la gioia (e l’invidia) di ogni amante dei motori.
Il piglio sportivo del cantautore viene rivelato da qualcuno a lui molto vicino: il figlio, Giovanni Antonacci, che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha rivelato come nel DNA di famiglia scorra la passione per la Porsche 911 Targa. Dopo averla tanto a lunga attesa, l’artista si è accaparrato la versione piĂą elegante e distintiva della generazione 992, lanciata inizialmente nel 1965 in risposta ai severi standard di sicurezza americani. Quando sfreccia sull’asfalto non puoi fare altro che riconoscerla da due dettagli, il roll-bar in alluminio e il tetto in vetro apribile elettricamente in meno di 20 secondi.
L’architettura della Targa rimanda alla tradizione di Stoccarda. Montato a sbalzo, il sei cilindri boxer biturbo trasmette tutta la sua potenza a terra attraverso la trazione integrale di serie, tenendo incollata la vettura all’asfalto. Se prendiamo a riferimento la GTS, l’auto eroga 480 CV e una coppia di 570 Nm per uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in appena 3,3 secondi. La progressione tipica dei motori Porsche, qui supportata dalla rapiditĂ del cambio PDK a 8 marce, definisce il carattere di un gioiello che, tra personalizzazioni e materiali premium, richiede un investimento superiore ai 170.000 euro.
Suona molto meno clichĂ© l’altra auto mostrata da Biagio Antonacci sui suoi profili social. In uno scatto del 2015 appariva davanti a una CitroĂ«n Mehari, o forse una fedele replica su base 2CV. In questo caso la prospettiva si ribalta rispetto agli antipodi della velocitĂ : la piccola francese colonizzava i lungomari, un oggetto di plastica ABS colorato in massa che sprizzava brio da tutti i pori.
Prodotta tra il 1968 e il 1987, la “spiaggina” pesa appena 500 kg e monta un motore bicilindrico da 29 CV. Chiederle di correre è troppo — la velocitĂ massima tocca a stento i 110 km/h — ma l’assenza di portiere, il tetto in tela e la carrozzeria ondulata resistente alla ruggine ne fanno un must nel periodo estivo. Un esemplare conservato in ottime condizioni può valere oggi fino a 25.000 euro, a testimonianza di quanto questo dromedario meccanico (il nome deriva proprio da una razza di cammelli veloci) sia diventato un pezzo da collezione ambitissimo.
Accostate le sue auto sul lato della strada, Biagio Antonacci ha un impegno a cui non può mancare: la quinta puntata del serale di Amici di Maria De Filippi. Ă affidato a lui e all’ex allievo della scuola Nicolò Filippucci, fresco vincitore di Sanremo Giovani, lo spazio musicale, mentre la competizione entra nel vivo con soli dieci allievi rimasti in gara.
In una giuria composta da nomi del calibro di Gigi D’Alessio, Amadeus, Cristiano Malgioglio ed Elena D’Amario, Antonacci porta il suo carisma in una serata imperdibile anche sul fronte dell’intrattenimento, grazie alla presenza di Vanessa Incontrada, Luca Laurenti e Carlo Amleto. Una breve parentesi prima di risalire in auto e ingranare la marcia verso il prossimo viaggio.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 19:51:17 +0000All’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari l’aria è elettrica, densa di aspettative e di quel rombo profondo che solo il WEC sa regalare. La 6 Ore di Imola 2026, primo round stagionale, è molto piĂą di una gara: è un manifesto tecnico, una sfida industriale, un racconto sportivo che si consuma sul filo dei millesimi. E oggi, con la Hyperpole della Ferrari di Antonio Giovinazzi, tutto converge verso un unico punto: la prestazione pura.
Il weekend pre-gara di Imola ha confermato una veritĂ che nel paddock si respira giĂ da tempo: la Ferrari è il riferimento, ma non ha alcun margine per rilassarsi. La 499P ha mostrato una soliditĂ impressionante ma il successo è tutt’altro che scontato. Alle sue spalle, le rivali dimostrano quanto il livello sia esasperatamente alto. In un WEC così equilibrato basta un dettaglio in gara per ribaltare tutto. Imola, in questo senso, sta raccontando una Ferrari forte, completa, ma ancora immersa in una battaglia totale, dove ogni vantaggio va difeso giro dopo giro.
Tutto è iniziato martedì 14 aprile, una giornata di test ufficiali per costruire la stagione. Prima ancora delle libere, una giornata per capire gli equilibri del campionato. Ferrari si è subito messa in evidenza, mostrando una solidità impressionante sia sul giro secco che sul passo gara.
Il dato più interessante è stato un altro, la profondità della griglia. In pista 35 vetture tra Hypercar e LMGT3 per un WEC 2026 che si è presentato come uno dei campionati più competitivi degli ultimi anni. Il Prologo non ha assegnato punti, ma ha racconta una verità , quella che nessuno può permettersi errori.
La giornata di venerdì 17 aprile ha immediatamente lanciato un messaggio forte al paddock: la Ferrari resta il riferimento. Nella prima sessione di prove libere, le tre 499P hanno monopolizzato la vetta della classifica, con la numero 83 di Philip Hanson davanti a tutti in 1’31″739.
A seguire la numero 50 di Miguel Molina e la numero 51 di James Calado. Un risultato che non è solo simbolico ma la conferma di una macchina nata bene, evoluta meglio e giĂ perfettamente integrata con il tracciato di Imola. La temperatura mite e l’asfalto in progressiva evoluzione hanno favorito una lettura chiara dei valori in campo. Dietro, però, restano in scia, tutte racchiuse in pochi decimi giĂ nelle prime fasi del weekend.
Nel pomeriggio del venerdì, lo scenario si è fatto piĂą complesso. Ferrari restava competitiva, ma il margine si assottigliava e anzi a dominare è stata la Alpine numero 35 di Christian Milesi. Gli avversari hanno iniziano a mostrare il proprio potenziale. Le condizioni piĂą calde dell’asfalto hanno cambiano il comportamento delle gomme e messo in evidenza un dato chiave, la gara sarĂ una partita di gestione oltre che di velocitĂ . Il verdetto del venerdì? Ferrari favorita, ma non imbattibile. E soprattutto equilibrio totale.
La terza sessione di libere del sabato mattina 18 aprile, è stata l’ultimo banco di prova prima delle qualifiche. Meno tempo, piĂą pressione. I team hanno lavorato su due fronti, la simulazione qualifica e la gestione traffico. Le Ferrari hanno continuato a brillare, ma con margini ormai ridotti al minimo. Il gruppo Hypercar è compattissimo, segno di un Balance of Performance (BoP) che a Imola sembra aver centrato l’obiettivo.
Prima una sessione di qualifiche di pochi minuti, poi la Hyperpole per i migliori dieci. Ă qui che il talento del pilota incontra la perfezione tecnica della vettura. La Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi conquista la pole position della classe regina dell’endurance con il tempo di 1’3′”127. Un risultato importante perchĂ© a Imola partire davanti significa controllare il ritmo, evitare traffico e costruire una strategia vincente fin dal primo stint. Secondo a sorpresa la Toyota di Ryo Hirakava staccato di 0,011s.
Imola non è un circuito qualsiasi. à una pista che punisce gli errori, esalta la precisione e premia il coraggio. Curve come Acque Minerali e Rivazza trasformano ogni giro in un esercizio di equilibrio tra rischio e controllo. Non basta essere veloci, bisogna essere perfetti. La Ferrari gioca in casa, non solo geograficamente, ma emotivamente. Il pubblico del WEC spinge, la domenica il tifo si sente e ogni giro veloce diventa un boato.
Ferdinando Cannizzo, Responsabile Ferrari Endurance Race Cars, ha commentato a fiawec.com: “Nelle corse di resistenza come in qualsiasi competizione, il successo precedente non garantisce nulla; semmai alza l’asticella. Il nostro obiettivo sarĂ quello di estrarre il massimo assoluto dal pacchetto che abbiamo oggi, gara dopo gara. Il nostro approccio è lo stesso che ci ha permesso di costruire le basi dei risultati della scorsa stagione. Le prestazioni sono la somma di innumerevoli piccoli dettagli, la maggior parte dei quali non sono visibili esternamente. Ă qui che abbiamo concentrato i nostri sforzi. Tutto ciò che facciamo nelle prime gare deve essere preso di mira non solo a ottimizzare le prestazioni per Imola e Spa, ma anche a raccogliere input affidabili per la nostra simulazione, sapendo che la configurazione della vettura e l’assetto ottimale su una pista ad alta efficienza come Le Mans sono completamente diversi da quelli che usiamo alle altre piste del campionato”.
Il dettaglio che rende ancora piĂą speciale la 6 Ore di Imola 2026 è che, a sventolare la bandiera verde, ci sarĂ Kimi Antonelli. Un gesto simbolico, ma potentissimo. Antonelli rappresenta il futuro del motorsport italiano, la nuova generazione che sta giĂ bussando alle porte dell’Ă©lite mondiale. La sua presenza a Imola non è solo una celebrazione, ma un passaggio di testimone ideale tra passato, presente e futuro. Nel tempio della velocitĂ italiana, un giovane talento darĂ il via a una gara che mescola tecnologia estrema e tradizione pura.
La fotografia del primo weekend dell’anno del Mondiale WEC è chiara: Ferrari davanti, ma sotto pressione. I rivali sono pronti a colpire sfruttando un equilibrio totale nei valori in campo. Strategia e gestione saranno decisive. La 6 Ore di Imola è pronta a partire, una battaglia lunga sei ore che nasce in dieci minuti. La gara di sei ore è in calendario domenica 19 aprile dalle ore 13:00.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 16:04:28 +0000Nel panorama della mobilità europea, i passaggi a livello sembrano appartenere a un’altra epoca. Eppure, nonostante la progressiva modernizzazione delle infrastrutture, continuano a rappresentare un punto critico per la sicurezza stradale ancora trascurato.
L’ultimo tragico episodio, che ha coinvolto l’ex portiere Alexander Manninger, riporta l’attenzione sul problema. In Europa, ogni anno, centinaia di persone perdono la vita proprio in corrispondenza di questi attraversamenti. Il dato è tanto più significativo se si pensa che oggi esistono tecnologie avanzate, sistemi di segnalazione intelligenti e normative sempre più stringenti. Eppure, in molti casi, il rischio resta alto, soprattutto dove le protezioni sono quasi assenti.
La notizia ha colpito tutto il mondo dello sport e non solo. Alexander Manninger, ex portiere austriaco con un forte passato in Italia è rimasto vittima di un incidente ferroviario avvenuto in Austria, a Nussdorf am Haunsberg. Era poco dopo le 8 del mattino del 16 aprile quando il Volkswagen Multivan che stava guidando è stato travolto da un treno all’altezza di un passaggio a livello. L’impatto è stato violentissimo e non ha lasciato scampo al 48enne.
Dopo il ritiro dal calcio nel 2017, Manninger aveva intrapreso una nuova vita, lontano dai riflettori, dedicandosi al lavoro di falegname. Una quotidianità semplice, interrotta bruscamente da un evento che riporta alla luce una realtà spesso sottovalutata: gli attraversamenti lasciati liberi, perciò senza sbarre. Le indagini sono ancora in corso per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto, ma il contesto è già sufficiente per sollevare interrogativi importanti sulla sicurezza di questi incroci tra strada e ferrovia.
Non tutti i passaggi a livello sono uguali. Alcuni sono dotati di sbarre automatiche, segnalazioni luminose e acustiche, mentre altri si limitano a semplici cartelli stradali e luci intermittenti.
A livello europeo la situazione non è delle più rosee, con circa il 47% degli attraversamenti non dotato di barriere fisiche, mentre il restante 53% dispone anche di sbarre. Questo significa che quasi la metà dei passaggi a livello richiede una maggiore attenzione da parte degli utenti della strada, affidandosi in gran parte al comportamento umano e alla prudenza. In Italia la situazione è fortunatamente ben diversa: solo il 17% degli attraversamenti è privo di sbarre, segno di un’infrastruttura mediamente più sicura.
Poi rimane la centralità del fattore umano, con l’errore che gioca un ruolo decisivo anche con i sistemi più avanzati. Distrazione, fretta o sottovalutazione del rischio possono trasformare pochi secondi in una tragedia.
Se si guarda ai dati complessivi, il fenomeno assume contorni ancora più netti. In Europa, ogni anno, circa 300 persone perdono la vita in incidenti legati ai passaggi a livello. In termini percentuali, si tratta di circa l’1% degli incidenti mortali stradali. Un numero che può sembrare marginale, ma che diventa significativo se inserito nel contesto più ampio della sicurezza europea.
Ancora più preoccupante è il fatto che questo dato non mostra segnali di diminuzione negli ultimi anni. Dal 2013 a oggi, il numero di vittime è rimasto sostanzialmente stabile. E non si tratta solo di automobilisti: tra le vittime ci sono anche pedoni, ciclisti e conducenti di mezzi pesanti. Questo conferma come il problema sia trasversale e non legato a una singola categoria di utenti della strada.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 14:50:26 +0000Il Roland-Garros 2026 si prepara a diventare una vetrina privilegiata per il mondo dell’auto, grazie alla presenza di Renault, che sceglie l’evento parigino per presentare una nuova versione speciale di Renault 4 E-Tech Electric. Un progetto che nasce per celebrare uno dei tornei piĂą iconici, con una serie di dettagli legata al mondo del tennis.Â
Il legame tra il brand francese e la terra rossa è infatti duraturo, con una partnership di cinque anni che sottolinea la forza della mobilità sostenibili ai grandi eventi dello sport.
Il debutto è previsto a partire dal 18 maggio, data di inizio del torneo, che ogni anno richiama a Parigi i migliori tennisti del mondo e milioni di spettatori. In questo contesto, la Renault 4 Roland-Garros E-Tech Electric si presenta come una vera protagonista fuori dal campo, pronta a catturare l’attenzione degli spettatori.
Si tratta di una showcar che anticipa la versione destinata alla produzione, attesa per l’autunno. La base è quella della nuova Renault 4 elettrica, reinterpretata però con un linguaggio più ricercato, capace di fondere tradizione e innovazione. Un’operazione che guarda al passato, evocando il nome storico R4, ma con uno sguardo ben fisso sul futuro della mobilità urbana.
Il colore Bianco Ghiaccio domina la carrozzeria, in contrasto con elementi neri che caratterizzano i montanti laterali e gli archi del tetto. I richiami al mondo del tennis sono ovunque. Sui parafanghi anteriori compaiono motivi color argento con il simbolo del Roland-Garros, mentre i cerchi in lega da 18 pollici, con design Parisienne diamantato nero, aggiungono un tocco di raffinatezza urbana.
Non mancano dettagli cromatici ispirati alla terra battuta, come i coprimozzo e gli inserti dei paraurti in tonalitĂ Brun Terracotta, che richiamano immediatamente il campo centrale del torneo parigino. Il tetto elettrico in tessuto completa un insieme che punta su leggerezza visiva e personalitĂ .
Dentro l’abitacolo, il lavoro di personalizzazione è ancora più evidente. Le sellerie, realizzate con materiali riciclati al 100%, adottano un grigio chiaro impreziosito da un tessuto grafico che richiama l’abbigliamento tecnico sportivo.
Il riferimento al tennis è chiaro nel pomello del cambio e-pop shifter, progettato per ricordare l’impugnatura di una racchetta, con tanto di logo Roland-Garros all’estremità . Anche la console centrale gioca con questo tema, integrando un tappetino per la ricarica wireless color terra battuta.
A completare il quadro, dettagli come la bandiera tricolore blu-bianco-rosso, i pannelli porta coordinati e i tappetini dedicati, che trasformano l’abitacolo in una sorta di tributo su quattro ruote allo spirito del torneo.
La presenza di Renault al Roland-Garros non si limita alla showcar e agli altri modelli in esposizione. Il marchio francese, infatti, ricopre anche il ruolo di fornitore ufficiale dei trasporti, mettendo a disposizione una flotta di ben 188 veicoli.
Tra questi spiccano modelli come Scenic E-Tech Electric e Rafale Hyper Hybrid E-Tech 4×4 da 300 CV, a dimostrazione di una strategia che punta sempre di piĂą su elettrificazione e innovazione tecnologica.
Non solo: come già accaduto nelle edizioni precedenti, saranno presenti anche navette autonome 100% elettriche, utilizzate per collegare diverse aree dell’evento e facilitare gli spostamenti degli spettatori. Un piccolo assaggio di quella mobilità del futuro che, lentamente ma inesorabilmente, sta diventando realtà .
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 13:11:59 +0000In pochi istanti un controllo della Stradale a Genova Sampierdarena è degenerato, scatenando un inseguimento ad alta velocitĂ durato diversi chilometri. La folle corsa si è conclusa con l’arresto di un 37enne, finito in manette dopo aver tentato di seminare la pattuglia che lo aveva intercettato per un’anomalia nel traffico.
Gli agenti, impegnati nei consueti pattugliamenti sul territorio, avevano messo nel mirino la moto giĂ da diversi metri, attirati dall’andatura incerta, quasi esitante del conducente. Visto come barcollava sul mezzo, gli operatori sospettavano che non fosse lucido o stesse male, ed è per questo che gli hanno intimato l’alt, azionando i dispositivi mobili.
In quel momento, però, la situazione è precipitata. Invece di accostare e spegnere il motore, il 37enne ha scalato le marce e dato gas, convinto di poter seminare gli agenti nel traffico cittadino. Ne è scaturito un lungo inseguimento, nei quali il motociclista ha messo a repentaglio sia la propria vita sia quella di decine di automobilisti e pedoni, con una serie di manovre rischiose eseguite a tutta velocità , da sorpassi azzardati a bruschi cambi di direzione.
In costante contatto radio con la pattuglia, la centrale ha monitorato l’intero tragitto e coordinato la chiusura dei varchi, così da restringere la libertĂ di manovra del motociclista ed evitare che l’inseguimento finisse in tragedia. Gli agenti della Polstrada di Sampierdarena hanno dovuto fare ampio ricorso alla loro esperienza per non perderlo di vista, cercando al contempo di minimizzare i rischi per la circolazione stradale. Finalmente la lunga e faticosa caccia all’uomo si è conclusa quando la pattuglia è riuscita a chiudere ogni via di fuga e a bloccare il mezzo in totale sicurezza, ma non poteva finire qui: una volta fermato, la sorpresa degli agenti è stata doppia.
Sulla sorte del motociclista ha inciso tanto la pericolositĂ delle sue manovre quanto il pugno di ferro del nuovo Codice della Strada. Con la recente riforma dell’articolo 192, infatti, ignorare l’alt non costa piĂą una semplice sanzione amministrativa: la fuga è diventata un reato penale a pieno titolo, che apre le porte all’arresto in flagranza. La nuova fattispecie di reato intende scoraggiare chi, pensando di rischiare solo una contravvenzione, innesca situazioni di pericolo estremo per sottrarsi alle verifiche.
Dietro la scelta disperata c’era un motivo poco nobile, emerso durante i controlli: la moto non aveva l’assicurazione e montava una targa di cartone, scritta a mano, usata per nascondere quella vera. Un espediente grossolano che ha portato al fermo amministrativo immediato del veicolo e al ritiro della carta di circolazione, in attesa della confisca definitiva di solito prevista nei casi di grave contraffazione.
Un tentativo di “clonazione” fallito nel peggiore dei modi. Oltre alle conseguenze penali legate alla fuga e alla resistenza, a carico del 37enne pendono multe pesantissime a causa della mancata assicurazione e della contraffazione del documento di circolazione. Il mezzo è stato ovviamente sequestrato, mentre all’uomo toccherĂ ora rispondere davanti ai giudici di una condotta che, per risparmiare sui costi di gestione della moto, lo ha portato dritto in una cella.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 10:42:23 +0000Fiat torna alle origini del concetto di utilitaria con il nuovo motore benzina Turbo 100 per la Grande Panda. La nuova variante si inserisce a listino come l’opzione piĂą economica e funzionale della gamma, rivolgendosi a tutti coloro che mettono il rapporto qualitĂ -prezzo e la semplicitĂ d’uso al primo posto. In occasione dello sbarco negli showroom della Casa, il 18 e il 19 aprile scattano i test drive prima di approfittare degli incentivi legati alla rottamazione. Con una coppia di 205 Nm e un cambio manuale a sei marce, la versione strizza l’occhio agli irriducibili della trasmissione meccanica desiderosi di un’auto intuitiva, in grado tanto di districarsi tra le affollate vie urbane quanto di affrontare i viaggi autostradali.
Un pilastro fondamentale rimane l’efficienza. Grazie alla tecnologia Start&Stop di serie, i consumi restano contenuti anche nelle cittĂ piĂą congestionate, ma oltre alla soliditĂ ci sono anche le tecnologie all’avanguardia. L’ingresso in gamma è affidato alla Pop, che bada al sodo includendo giĂ i principali ADAS e il quadro digitale da 10 pollici. Si collocano un gradino sopra in termini estetici e di dotazioni la Icon, che introduce i fari full LED e il display centrale da 10,25 pollici, e la ricca La Prima, caratterizzata dai cerchi in lega da 17 pollici e dalle finiture interne ecosostenibili in Bambox. Infine, la variante Business, riservata a flotte e professionisti, aggiunge ai contenuti della Icon il navigatore, il clima automatico e i sensori di parcheggio completi di telecamera.
Per tutto il mese di aprile, Fiat spinge forte sull’acceleratore della convenienza e propone la Grande Panda Turbo 100 al prezzo promozionale di 14.950 euro. L’offerta mira ad agevolare il ricambio del parco circolante: rottami un vecchio veicolo (fino a Euro 4) e aderisci al finanziamento proposto da Stellantis Financial Services Italia. Non meno importante, l’iniziativa riguarda la disponibilitĂ immediata: la promo si applica infatti alle vetture giĂ presenti nello stock delle concessionarie, togliendo di mezzo le incognite legate alle date di consegna.
Il porte aperte di sabato 18 e domenica 19 aprile ha anche altro in serbo. Fiat ha deciso di trasformare la visita in concessionaria in un momento di svago lanciando il concorso “Grande Panda ti porta in Crociera”, che permette ai vincitori di aggiudicarsi un viaggio da sogno per quattro persone. Ad accompagnamento dell’iniziativa, la Casa ha ideato la campagna di comunicazione Castaway, attualmente on-air. Lo spot, basato su un linguaggio ironico e fresco, fa da eco alla filosofia del brand: un design intelligente e “human centric” non deve essere un lusso per pochi, ma uno strumento per migliorare concretamente la qualitĂ della vita quotidiana.
I dati del primo trimestre dell’anno incoronano la bontĂ dell’operazione messa in atto da Fiat: la Grande Panda occupa giĂ saldamente la terza posizione nella classifica delle auto piĂą vendute in Italia. Un successo decretato dalla capacitĂ del modello di interpretare le esigenze di semplicitĂ e funzionalitĂ richieste oggi dagli automobilisti. Con l’introduzione del motore Turbo 100 a meno di 15.000 euro, il costruttore ribadisce la sua missione: rendere la mobilitĂ moderna, sicura e stilosa un traguardo possibile per tutti.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 08:01:37 +0000GWM, acronimo di Great Wall Motor, ha annunciato l’avvio delle proprie attivitĂ commerciali in Italia. L’azienda, un gruppo automobilistico privato cinese fondato nel 1990 e con sede a Baoding, si prepara a espandere la sua presenza in Italia, puntando su una strategia ben precisa, con la costituzione di una filiale locale e una data ufficiale per l’avvio delle vendite dirette di veicoli per il mercato italiano. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.
GWM Italia opererĂ con una filiale diretta e con una rete di concessionari ufficiali. Le vendite partiranno a giugno 2026 ed entreranno a pieno regime nel corso dell’estate. L’azienda ha confermato anche che fornirĂ formazione tecnica certificata, un servizio post-vendita completo e un sistema logistico per i ricambi, con magazzini dislocati in tutta Europa (anche in Italia).
In questo modo, la consegna di parti e componenti sarĂ sempre rapida. In aggiunta, la divisione italiana della Casa cinese proporrĂ veicoli coperti con una garanzia fino a 7 anni oppure 150.000 chilometri, promettendo anche la presenza di un servizio clienti avanzato.
Questi elementi confermano l’impegno di GWM in Europa e, in particolare, in Italia, mercato destinato a rientrare nel piano strategico di crescita del costruttore che, come si legge nel comunicato ufficiale, vuole “diventare un punto di riferimento per una mobilitĂ avanzata, efficiente e sostenibile, supportata da una solida rete di distribuzione e da un impegno a lungo termine nei confronti dei clienti.”
Il debutto italiano di GWM avverrĂ con il lancio di Ora 5. Si tratta di un SUV compatto che può rappresentare la soluzione giusta per il nostro mercato. Il modello in questione sarĂ disponibile in versione ibrida ma anche nelle versioni ICE e BEV per offrire ai clienti un’offerta completa.
Successivamente, l’azienda lancerĂ GWM Jolion MAX e GWM H7. Si tratta di due SUV di grandi dimensioni pensati, rispettivamente, per le famiglie e per le attivitĂ all’aria aperta. La gamma poi continuerĂ a crescere e ad aggiornarsi con l’arrivo di diverse novitĂ che, anno dopo anno, andranno a costituire un’offerta ricca di opzioni e di potenzialitĂ .
Attivo sul mercato da tempo, GWM è oggi uno dei principali produttori automobilistici indipendenti in Cina ed è anche il primo produttore cinese di SUV e pick-up. L’azienda ha giĂ raggiunto oltre 170 Paesi al mondo, operando in Europa, America Latina, Medio Oriente, Oceania e Africa.
La rete di produzione può contare su 13 stabilimenti, dislocati tra Cina, Thailandia e Brasile. Di recente, inoltre, il costruttore ha realizzato un centro di progettazione europeo, con sede a Monaco di Baviera, in Germania.
Per quanto riguarda gli aspetti commerciali, GWM ha chiuso il 2025 con un totale di 1,32 milioni di unitĂ vendute, superando anche quota 500 mila unitĂ al di fuori della Cina e, quindi, confermandosi una realtĂ importante del mercato delle quattro ruote.
Il risultato del 2025 rappresenta un nuovo passo in avanti del programma di crescita aziendale, con un miglioramento delle vendite pari al 7,33% su base annua. L’arrivo in Italia e in altri mercati permetterĂ a GWM di continuare il suo programma di espansione su scala globale.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 05:30:37 +0000I finanziamenti per l’acquisto di un’auto sono una delle opzioni preferite dagli automobilisti, grazie alla possibilitĂ di dilazionare facilmente la spesa, ma anche dalle Case costruttrici, che con l’applicazione di tassi di interesse possono incrementare ricavi e utili derivanti dalla vendita dei propri veicoli.
La richiesta di finanziamenti per completare l’acquisto di un’auto è sempre molto alta anche se nel corso del 2025 è stato registrato un leggero calo, legato principalmente al calo delle immatricolazioni di nuove autovetture. Questi due parametri, infatti, sono strettamente collegati e vanno sempre considerati insieme.
Bisogna sottolineare, inoltre, che il calo è stato attenuato dalla crescita del mercato dell’usato che pur non riuscendo a compensare completamente il calo delle immatricolazioni, ha sostenuto il settore dei finanziamenti per le auto. A chiarire la questione è il “Market Outlook sulla Mobility”, un nuovo studio condotto da Crif.
Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito all’indagine che prende in considerazione l’evoluzione del settore sotto vari punti di vista.
Dai dati dell’indagine emerge chiaramente un calo dei finanziamenti per l’acquisto di nuove auto nel corso del 2025. In particolare, si registra una riduzione dell’1,2% su base annua. Questo dato, come detto in apertura, è strettamente legato al calo delle immatricolazioni di nuove auto in Italia registrato lo scorso anno, con una riduzione del 2,1% delle vendite.
La crescita del 2% del mercato dell’usato ha dato un sostegno al settore, ma non è riuscita a compensare il calo del nuovo. A livello regionale, il calo piĂą marcato viene registrato in Piemonte (-4,3%) e Toscana (-3,8%) mentre l’unica regione che chiude in positivo, con un dato in contro-tendenza rispetto alla media nazionale, è la Sicilia (+1,8%).
Non stupisce, anche considerando l’andamento dei prezzi delle auto, che l’importo medio dei finanziamenti per l’acquisto di una nuova vettura sia in crescita, raggiungendo una media di 19.400 euro. Da segnalare anche che i privati restano la componente principale del mercato con una quota complessiva del 70,8%, ma in termini di volumi registrano un calo dell’1,4% su base annua.
Da segnalare, però, che tra i privati si registra una forte crescita del segmento degli Under 30. I giovani ricorrono con frequenza crescente al finanziamento per l’acquisto di una nuova auto. Per gli Under 30, infatti, la crescita delle richieste è del 12,3%. Da segnalare, però, che il dato è legato a una maggiore propensione verso l’usato che rappresenta il 45,4% delle richieste complessive di finanziamento contro una media del mercato pari al 30,7%.
Un altro dato da considerare è quello legato agli operatori finanziari. Le finanziarie generaliste, legate maggiormente all’andamento dell’usato, registrano una crescita del 6,8% mentre le societĂ captive e specializzate, che si concentrano sul nuovo, sono in calo del 5,5%, facendo segnare un dato sensibilmente peggiore rispetto alla media del mercato.
Il settore dei finanziamenti per auto, nonostante un calo in diversi segmenti, resta un importante riferimento per il settore e continuerĂ a rappresentare per gli utenti un’opzione importante da tenere in considerazione al momento dell’acquisto di una nuova vettura, con la possibilitĂ di dilazionare al massimo la spesa.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 05:30:09 +0000Comprare una roulotte usata può essere una scelta intrigante se non ci si lascia sedurre solo dal prezzo. Nel mercato dell’usato la differenza tra un buon affare e una spesa sbagliata si misura anche sulla qualità strutturale del mezzo, la regolarità dei documenti, lo stato del telaio, l’efficienza dei freni e l’assenza di infiltrazioni.
Chi entra per la prima volta nel mondo dei caravan tende a guardare gli arredi, i cuscini, l’impressione generale. Chi ha già esperienza inizia dal pavimento, dagli angoli, dal timone, dai sigilli, dalle gomme, dalla corrispondenza del numero di telaio e dalla compatibilità con l’auto che dovrà trainarla.
Il punto di partenza è che una roulotte si compra insieme alla vettura trainante. Prima ancora di discutere di marca, letti, stufa o dinette, bisogna aprire il libretto dell’auto e verificare il limite di traino ammesso, oltre alla massa complessiva del complesso veicolare. Sul piano normativo, la patente B consente in Italia di trainare un rimorchio leggero fino a 750 kg, oppure un rimorchio superiore a 750 kg a condizione che la somma delle masse massime autorizzate di auto e rimorchio non superi 3.500 kg. Quando il complesso supera i 3.500 kg ma resta entro i 4.250 kg, entra in gioco l’estensione B96. Al di là di questa soglia serve la BE, fermo restando che il rimorchio non può avere massa massima autorizzata superiore a 3.500 kg.
In ogni caso la roulotte deve avere una posizione amministrativa pulita, con dati coincidenti tra veicolo e carta di circolazione o documento unico. Il numero di telaio riportato sul mezzo deve corrispondere a quello della documentazione. Merita attenzione anche il tema della revisione. Per i rimorchi leggeri O1 e O2 valgono le stesse scadenze di revisione previste per gli autoveicoli leggeri: prima revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, poi ogni due anni.
La prima verifica da fare nella fase di compravendita di una roulotte usata riguarda quindi le masse. La norma e la sicurezza si fondano sulla massa massima autorizzata e non sul peso a vuoto. In pratica la roulotte va valutata per ciò che può pesare a pieno carico, non per quanto pesi quando è vuota. Alla massa si aggiunge il tema del gancio traino. Deve essere omologato, installato e coerente con i dati della vettura.
Che si tratti di una roulotte o di un carrello appendice, il gancio di traino è l’elemento che assicura un collegamento tra il veicolo trainante e il rimorchio. In commercio ci sono diverse soluzioni, ciascuna con proprie caratteristiche. I ganci fissi sono i più solidi e resistenti, per questo vengono scelti soprattutto da chi utilizza il traino con una certa frequenza. I ganci removibili o smontabili si inseriscono in un supporto fisso ancorato alla struttura del veicolo e possono essere rimossi quando non servono. Ci sono poi i ganci retrattili, integrati nel paraurti e dotati di un sistema manuale o elettrico che consente di nasconderli sotto la carrozzeria.
Capitolo limiti di velocità , un’autovettura che traina un caravan deve rispettare soglie inferiori rispetto a quelle di una normale auto, con limite massimo di 70 km/h sulle strade extraurbane e 80 km/h in autostrada.
Una roulotte usata si giudica bene quando la si legge come una struttura esposta ad acqua, vibrazioni, sole, urti e lunghi periodi di fermo. Per questa ragione bisogna osservare il tetto, gli angoli superiori, i profili di giunzione, le cornici delle finestre, gli oblò, la zona attorno alla porta, i vani esterni e la parte bassa della scocca. Qualsiasi sigillante rifatto male, differenza di colore, avvallamento, rigonfiamento o ondulazione può raccontare una riparazione pregressa, un urto o una infiltrazione già passata sotto le mani di qualcuno.
Le infiltrazioni sono del resto fra i danni più gravi e costosi che possano colpire un caravan perché l’acqua aggredisce il legno, indebolisce il pavimento, deteriora l’isolamento e compromette pannelli e rivestimenti.
All’interno non bisogna lasciarsi ingannare da tendine pulite, profumatori accesi o cuscinerie in ordine. Il vero test sta negli angoli, nei pensili, nei giunti, dietro le sedute, attorno alle finestre, vicino agli oblò, nella zona bagno e sul pavimento, che deve risultare uniforme, compatto e solido sotto il peso. Tracce di muffa, odore di chiuso persistente, aloni, rivestimenti che si staccano, leggere bolle sotto la superficie o legni gonfi sono segnali da non sottovalutare.
Dal punto di vista tecnico, un caravan non ha motore, ma ha una dinamica propria. Il primo punto da esaminare è allora il timone, insieme al dispositivo di aggancio, ai collegamenti elettrici e al repulsore. Bisogna quindi verificare lo stato del giunto di accoppiamento, l’assenza di giochi anomali, l’integrità del cavo di sicurezza, la funzionalità dei connettori elettrici e la presenza di eventuali segni di urti o deformazioni sul timone.
Va poi osservato il repulsore ovvero il sistema che in frenata aziona il freno del rimorchio. Se il movimento è duro o poco fluido, il rischio è di avere un impianto non efficiente o bisognoso di intervento. Anche la cuffia parapolvere va osservata con cura: tagli, screpolature e invecchiamento della gomma sono segnali da prendere sottogamba in quanto proteggono componenti la cui usura può incidere sul comportamento su strada.
Non meno importante è l’assale. I gommini, le sospensioni e i componenti collegati all’assale sono tra le voci pesano di più. L’inattività può invecchiare gomme, freni, cuscinetti e parti elastiche quasi quanto l’uso intenso.
Gli pneumatici di una roulotte meritano grande attenzione in fase di ispezione. Una gomma può avere una scolpitura sufficiente e al tempo stesso essere vecchia, indurita, screpolata o deformata da lunghi periodi di fermo. I Una pressione errata e uno stato non corretto degli pneumatici possono provocare usura anomala, danni, se non perdita di controllo del veicolo. Su una roulotte usata bisogna osservare l’età dello pneumatico, le eventuali screpolature sui fianchi, l’uniformità del consumo e la presenza della ruota di scorta.
Per quanto riguarda i freni, una roulotte con frenata inefficiente genera comportamenti insicuri nelle frenate più brusche o nelle discese lunghe. à opportuno chiedere quando siano stati controllati o revisionati, se ci sono documenti di officina, se il repulsore è stato manutenuto e se il mezzo in marcia presenti strattoni, ritardi o reazioni anomale. Allo stesso modo, va controllato il funzionamento delle luci, degli indicatori di direzione, degli stop e delle prese elettriche.
Infine c’è il tema della stabilità . Una roulotte può essere in regola e comunque non “stare bene” dietro all’auto. Da ferma è utile verificare se la struttura appare allineata, se le ruote sono in asse, se ci sono inclinazioni innaturali, se gli appoggi e i piedini di stazionamento non hanno generato sollecitazioni anomale.
Nell’acquisto di una roulotte usata, la parte abitativa va trattata come una piccola casa mobile piena di impianti. L’impianto del gas va verificato con attenzione, insieme a regolatore, tubazioni, vano bombole e apparecchi collegati. L’impianto idrico richiede controlli su perdite, rubinetteria, wc, scarichi, pompa e serbatoi. L’impianto elettrico deve essere coerente, ordinato, senza adattamenti improvvisati, connessioni dubbie o segni di interventi artigianali. Una roulotte con infiltrazioni pregresse può avere problemi anche sugli impianti perché l’umidità non si ferma ai pannelli in quanto compromette componenti elettrici e finiture.
Conviene allora provare tutto. Frigo, stufa, illuminazione, prese, pompa acqua, finestre, zanzariere, oscuranti, sportelli, tavolo, letti e trasformazioni interne devono funzionare in modo coerente con l’età del mezzo.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 04:00:26 +0000I SUV saranno anche i signori incontrastati nelle concessionarie, ma il fascino delle station wagon resiste ancora oggi: l’auto di Bianca Guaccero ce lo insegna. La giurata di Dalla strada al palco – Special si è lasciata immortalare accanto a una tedesca tutta d’un pezzo, che dalla sua ha da proporre spazio da monovolume e dinamica da berlina sportiva.
Bianca Guaccero appare radiosa accanto alla BMW Serie 5 Touring, un modello da circa 70.000 euro nelle concessionarie italiane, sensibilmente cresciuto con l’avvento dell’ottava generazione fino a sfiorare i 5,1 metri. Muscolose e al contempo fluide, le forme culminano in un frontale dal doppio rene retroilluminabile, mentre la linea di cintura alta ne slancia il profilo.
Le dimensioni imponenti non hanno delle ripercussioni sulla capienza del bagagliaio, che dai 570 litri di capacità minima può salire fino a quota 1.700 abbattendo i sedili. Professionisti e anime urbane trovano ciascuno pane per i propri denti dal punto di vista meccanico, merito di una gamma ampia e versatile, dove il diesel mild hybrid fino a 303 CV brilla nei lunghi tragitti e le opzioni plug-in hybrid, come la 530e xDrive da 299 CV, fanno un figurone nei centri urbani. Infine, la rivoluzione i5 Touring porta l’elettrico puro sul modello, e nella versione top-level M60 supera i 600 CV.
Sedersi al posto di guida della Serie 5 Touring dĂ subito l’idea di quanto BMW abbia dato una nuova accezione al lusso. Al posto dei soliti tasti fisici, l’enorme Curved Display comprende sia il quadro strumenti sia lo schermo centrale, e gli ecologici rivestimenti “Veganza” non fanno rimpiangere la pelle tradizionale. Lungo tutta la plancia corre la striscia luminosa dell’Interaction Bar, con la quale il computer di bordo segnala chiamate in arrivo o cambia tonalitĂ in base alla modalitĂ di marcia selezionata: un pizzico di spettacolo aggiunto a un abitacolo che, per il resto, rimane solido, ovattato e rifinito con una cura quasi maniacale.
Al volante della BMW Serie 5 Touring la meravigliosa Bianca Guaccero è una regina della strada, in TV, però, i riflettori si spostano soprattutto sugli artisti che la strada la vivono in modo creativo. Torna venerdì 17 aprile in prima serata su Rai 1 il nuovo appuntamento con Dalla strada al palco – Special, evoluzione del format precedentemente condotto da Nek. Il people show si erge a grande piazza italiana, in cui performer, musicisti e giocolieri hanno l’opportunitĂ di mettere in mostra tutto il loro talento.
Per questa puntata, il parterre dei “passanti importanti” — i giudici chiamati a commentare e votare le esibizioni — è d’eccezione: insieme alla giĂ citata Bianca Guaccero, troveremo Carlo Conti, Mara Venier e Nino Frassica. Gli ospiti speciali della serata includono nomi del calibro di Alex Britti e i Gipsy Kings, che arricchiranno la serata con la loro musica. Dopo il successo dei primi finalisti, Alfio Russo e il Gruppo Lirico Priolo, resta da vedere quali saranno i due nuovi qualificati. Non resta che sintonizzarsi su Rai 1 per scoprirlo.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 20:04:03 +0000Le auto elettriche stanno crescendo sempre di piĂą in Italia, con volumi di vendita sensibilmente superiori al passato. La conferma arriva dai risultati del primo trimestre del 2026 che ha visto le auto a zero emissioni completare un sorpasso storico.
Gli italiani, infatti, comprano sempre piĂą auto elettriche e sempre meno auto diesel. Questo trend emerge chiaramente dai numeri: le BEV, infatti, hanno superato le auto con motore a gasolio al termine dei primi tre mesi del 2026, per quanto riguarda le immatricolazioni di auto nuove.
La conferma arriva dal tradizionale report sulle vendite di UNRAE e rappresenta un ulteriore tassello per il programma di elettrificazione del mercato italiano. Sempre piĂą automobilisti italiani preferiscono puntare su un’auto elettrica o ibrida.
Il sorpasso delle auto elettriche alle auto diesel è frutto di due diversi trend, indipendenti ma collegati tra loro. Da una parte, infatti, le auto a zero emissioni sono sempre piĂą diffuse, anche grazie a un’offerta piĂą ricca e a prezzi piĂą accessibili. Dall’altra, invece, si riducono le opzioni per l’acquisto di un’auto diesel, con il caro carburante che rende questo tipo di veicoli sempre meno convenienti per via di un sostanziale incremento dei costi di gestione e utilizzo.
Ricordiamo che i numeri positivi delle elettriche (e delle ibride plug-in) sono alla base della ripresa del mercato delle quattro ruote in Italia che ha chiuso un ottimo primo trimestre del 2026 e che ora può guardare al futuro con maggiore fiducia. Il programma di elettrificazione sembra, finalmente, essere entrato nel vivo e sempre piĂą automobilisti italiani puntano su modelli elettrificati, anche per via dell’aumento dei costi dei carburanti.
Nel corso del primo trimestre del 2026 sono state immatricolate 38.154 unitĂ di auto elettriche. Questo dato rappresenta un incremento del 65,3% su base annua. Complessivamente, nei primi tre mesi dell’anno in corso, sono state vendute circa 15 mila unitĂ in piĂą rispetto allo scorso anno. La quota di mercato è schizzata dal 5,2% al 7,8%.
Nello stesso tempo, le auto diesel sono in calo netto: il trimestre si chiude con una riduzione del 24,8% su base annua, per un totale di 32.934 unità immatricolate (poco più di 10 mila unità in meno rispetto allo scorso anno). La quota di mercato si è ridotta, passando dal 9,8% al 6,7% (1,1 punti in meno rispetto alle elettriche).
Il sorpasso è un punto di svolta: il divario tra elettriche e auto a gasolio è destinato ad amplificarsi nel corso dei prossimi mesi, per via soprattutto di una crescente richiesta di modelli a zero emissioni, in tutti i segmenti di mercato, ma anche per il caro carburante che continua a rappresentare un problema enorme per gli automobilisti.
Ricordiamo che a crescere in Italia sono anche le ibride e, soprattutto, le ibride plug-in. Questa categoria ha registrato la crescita piĂą impressionante nel corso del primo trimestre, chiudendo il periodo con un totale di 42.944 unitĂ vendute e un aumento dei volumi complessivi del 123,3% su base annua.
L’appuntamento è fissato ora per l’inizio del mese di maggio, in modo da poter verificare l’andamento delle vendite di aprile in Italia.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 14:10:43 +0000Il 2026 è iniziato molto bene per Fiat. Il marchio italiano, infatti, si è reso protagonista di una sostanziale crescita delle immatricolazioni, dando un contributo importante al piano di rilancio di Stellantis.
Questo trend di crescita non si limita al solo mercato italiano, dove Fiat è leader e sta registrando numeri molto positivi. Come sottolineato anche dall’azienda, il marchio sta registrando ottimi dati in tutta Europa.
Andiamo ad analizzare i numeri, forniti direttamente da Stellantis tramite un comunicato stampa, che Fiat ha raccolto nel corso del primo trimestre del 2026 sul mercato europeo, considerando anche l’andamento dei modelli principali.
Sull’ottima partenza di Fiat nel corso del primo trimestre del 2026 abbiamo giĂ pubblicato vari articoli, con un approfondimento dettagliato che conferma il buon stato di salute del marchio in questa prima parte di anno. I dati forniti da Stellantis confermano quanto giĂ era stato evidenziato nei giorni scorsi: il primo trimestre di Fiat in Europa (UE29) si è chiuso con una quota di mercato del 3,4%. Questo dato include una crescita percentuale di 0,6 punti rispetto al primo trimestre del 2025.
Fiat, quindi, è tornata sopra il 3% di market share sfruttando al meglio la crescita dei volumi: nel corso dei primi tre mesi dell’anno, infatti, la Casa italiana ha registrato un incremento del +25% con oltre 27 mila immatricolazioni in piĂą. Ricordiamo che nelle prossime settimane arriverĂ il report completo sull’andamento del mercato europeo, diffuso come al solito da ACEA, che ci permetterĂ di analizzare piĂą nel dettaglio l’andamento di Fiat in rapporto anche ai risultati degli altri brand.
Il cuore della gamma Fiat continua a essere nel segmento A: l’accoppiata Panda e 500, infatti, ha permesso al marchio di raggiungere un totale di oltre 45 mila unitĂ immatricolate nei primi tre mesi del 2026. Di queste, circa 37 mila sono Panda. Complessivamente, Fiat ha il 57,6% del segmento A delle city car.
Uno dei segreti del successo di Fiat in Europa è la Grande Panda, protagonista nel primo trimestre dell’anno con un totale di 21 mila unitĂ vendute. Il modello è destinato a crescere ancora, diventando sempre piĂą un riferimento per il brand. A garantire questa crescita sarĂ la nuova versione benzina, che abbiamo analizzato di recente in un approfondimento dedicato e che si prepara a ritagliarsi uno spazio di primo piano, soprattutto in Italia, dove la Grande Panda è giĂ nella Top 3 delle auto piĂą vendute dopo i primi tre mesi dell’anno.
Il marchio Fiat si sta ritagliando uno spazio di primo piano anche tra i quadricicli leggeri con la Topolino che ha superato quota 3 mila unità vendute, registrando un incremento del 10% rispetto ai dati dello scorso anno. Fiat è ora leader del settore della micromobilità in UE29. Per quanto riguarda Fiat Professional, invece, il brand ha raggiunto una quota di mercato del 7,4%, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2025. In Italia, invece, il market share è del 25,6%, con una leadership solida che si basa su oltre 12 mila unità immatricolate.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 13:30:42 +0000Ogni automobilista in Italia è soggetto all’obbligo di fare la revisione alla propria vettura. Le scadenze da rispettare sono stabilite dalla legge e inappellabili e, quindi, devono essere rispettate per non incorrere in costose sanzioni.
Come ben sappiamo, anche le auto invecchiano con il passare del tempo e soprattutto sono soggette a fenomeni di usura, deterioramento e alla possibilità di guasti: questo è il motivo per cui è necessario, anzi obbligatorio, fare la revisione auto.
Un intervento che sottopone il veicolo a determinati controlli molto utili per ogni mezzo, ma ancor di più nel caso in cui durante l’anno l’auto non venga sottoposta agli interventi di manutenzione ordinaria, che comunque raccomandiamo.
Ricordiamo infatti che avere sempre l’auto in perfette condizioni aumenta la propria sicurezza su strada, ma anche quella degli altri utenti, diminuisce i rischi di guasti ma anche – in alcuni casi – i consumi e le emissioni.
La legge obbliga gli automobilisti a effettuare la prima revisione di un veicolo nuovo quando sono passati quattro anni dall’immatricolazione, poi i successivi controlli avranno una frequenza più ravvicinata, già a partire dal secondo (ogni due anni).
Il primo passaggio al centro revisioni avviene quindi quattro anni dopo l’immatricolazione, entro la fine del mese stesso in cui è stata immatricolata l’auto; è possibile individuare con facilità la suddetta data sulla carta di circolazione: si trova infatti nel primo riquadro del libretto, accanto alla lettera (B).
La data dell’ultima revisione è invece riportata sul tagliando adesivo che viene applicato sul libretto dal centro di revisione che ha eseguito il controllo. Infatti, per ogni revisione, l’officina che l’ha eseguita è obbligata a rilasciare un certificato e ad apporre sulla carta di circolazione l’etichetta che accerta l’esito positivo dell’intervento, per legge.
Tutte le revisioni successive invece devono essere effettuate poi ogni due anni. Se un’auto o qualsiasi altro veicolo non viene sottoposto a revisione non può circolare, e nel caso di incidenti possono anche sussistere problemi con l’assicurazione, che ha il diritto di rivalersi sull’assicurato per il danno da esso eventualmente provocato.
Una volta effettuata la prima revisione dopo i canonici 4 anni, come abbiamo detto, il ritmo diventa biennale e la cadenza segue la data dell’ultima revisione registrata sul libretto di circolazione. Non fanno eccezione i veicoli storici, anch’essi soggetti a controlli regolari.
Ci sono invece alcune categorie di veicoli, come taxi, ambulanze e mezzi a noleggio con conducente, che devono essere sottoposti a revisione ogni anno. Il motivo è chiaramente da individuare nell’utilizzo intensivo di tali mezzi e nel bisogno di certificare la loro sicurezza, conformità ed efficienza su strada.
Sull’intero territorio nazionale ci sono molteplici centri di controllo privati autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in grado di garantire in tutto il Paese un servizio di revisione dei veicoli capillare. In genere hanno la possibilità di fissare appuntamenti più velocemente rispetto agli uffici pubblici e riducono i tempi di attesa. Il costo in questi casi è superiore rispetto agli uffici pubblici, la spesa è compensata però dalla rapidità del servizio.
Gli uffici del Dipartimento trasporti terrestri sono un’alternativa più economica per effettuare la prima revisione auto e anche le successive. C’è un unico problema: è necessario muoversi con largo anticipo perché in questi casi ottenere un appuntamento richiede tempi più lunghi e gli orari di apertura spesso sono meno flessibili.
Il certificato di revisione è un documento ufficiale che è diventato obbligatorio a partire dal primo aprile 2019, che deve essere rilasciato al termine di ogni revisione periodica del veicolo.
A che cosa serve? Attesta che l’auto o altro mezzo ha superato i controlli di sicurezza e ambientali, riportando i chilometri percorsi nel momento in cui è stato effettuato il controllo. Questo strumento è stato inserito come obbligo di legge principalmente per contrastare le frodi del contachilometri (spesso i reali chilometri percorsi vengono manomessi per vendere un veicolo usato a un prezzo molto più elevato, è una “truffa” che purtroppo in Italia conosciamo molto bene).
Il certificato di revisione deve accompagnare la carta di circolazione e includere i dati identificativi del veicolo (targa, telaio), data e luogo del controllo, chilometraggio registrato e l’esito della revisione (regolare, ripetere, sospeso).
Viene realizzato dall’officina specializzata che effettua la revisione e serve a garantire la sicurezza stradale, verificare l’idoneitĂ del veicolo e tracciare i chilometri reali, il cui dato viene trasmesso al Portale dell’Automobilista, viene consegnato da parte dei centri di revisione autorizzati o dalla Motorizzazione Civile. Si tratta di un documento fondamentale e obbligatorio in caso di controllo o vendita dell’usato.
Esistono anche casi di revisione straordinaria, si tratta di controlli tecnici obbligatori imposti dalla Motorizzazione Civile, che può decidere di disporla anche su segnalazione degli organi di Polizia Stradale, nel caso in cui ci siano dei dubbi sulla persistenza dei requisiti per circolare o in seguito a un incidente. La revisione auto cosiddetta anche “singola” può essere fatta esclusivamente agli uffici provinciali della Motorizzazione.
Si tratta di casi eccezionali, può capitare che la revisione straordinaria venga richiesta dopo incidenti stradali gravi, sinistri con dubbi sulla sicurezza, o a seguito di controlli stradali, per verificare la persistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità e inquinamento del veicolo in oggetto.
Se il mezzo ha subito gravi danni a causa di un sinistro oppure se ci sono dubbi sull’efficienza di elementi di sicurezza come i freni, lo sterzo e altre componenti fondamentali dell’auto, allora può essere necessario fare questo ulteriore controllo. La revisione straordinaria può essere eseguita solo dai tecnici specializzati degli uffici della Motorizzazione Civile, è importante sapere inoltre che non sostituisce la revisione periodica, a meno che quest’ultima non scada entro l’anno in corso.
Quali sono i controlli che vengono effettuati durante la revisione auto periodica:
Attenzione a non confondere la revisione auto con il tagliando perché la prima verifica solo la funzionalità , senza andare a sostituire pezzi o rabboccare i liquidi. Oltretutto la revisione è obbligatoria per legge, mentre il tagliando è estremamente consigliato ogni anno, ma non è un obbligo: non si rischiano multe e altre sanzioni, ma è importante per la sicurezza e la funzionalità del proprio mezzo.
Per poter superare la revisione auto senza alcuna criticità e alcun problema particolare, il veicolo deve essere conforme per legge a tutti i controlli previsti, l’ispettore incolla un tagliando adesivo apposito sul libretto di circolazione con l’indicazione di “Revisione regolare” e la data in cui è stata effettuata l’ispezione con esito positivo.
Si tratta di un aggiornamento della carta di circolazione che certifica che la vettura è idonea alla circolazione su strada e che è conforme agli standard di sicurezza e ambientali stabiliti dalla normativa in vigore.
Nel caso contrario, se quindi durante i controlli invece emergono dei difetti di lieve entità , che in realtà non sono tanto gravi da compromettere immediatamente la sicurezza, allora l’auto può continuare a circolare su strada, ma ad una condizione: il problema deve essere subito riparato.
Gli interventi richiesti dai tecnici specializzati devono essere eseguiti in officina e documentati in modo puntuale, entro un mese poi l’auto deve essere sottoposta nuovamente a verifica, per passare il controllo. In questi casi, sul libretto viene riportata l’annotazione “Revisione ripetere – da ripresentare entro un mese”: significa quindi che, in gergo, l’esito è sospeso fino alla risoluzione delle anomalie.
C’è poi un ultimo caso, il peggiore: durante la revisione auto emergono dei problemi gravi al veicolo, tanto da rappresentare un rischio per la sicurezza o da violare i limiti sulle emissioni, che oggi sappiamo tutti essere sempre più stringenti secondo le direttive dell’Unione europea.
Che cosa fare se ci si trova in questa situazione? Scatta immediatamente la sospensione dalla circolazione, questo vuol dire che il veicolo non può essere guidato su strada e può essere spostato solo per raggiungere l’officina che deve eseguire gli interventi riparatori richiesti in fase di revisione.
Il libretto in questo caso viene aggiornato con la dicitura “Revisione ripetere – veicolo sospeso dalla circolazione fino a nuova visita con esito favorevole”: l’auto quindi è bloccata e non può essere usata fino al superamento di una nuova revisione.
Per non incappare in eventuali problemi e ritrovarsi con il veicolo fermo, è possibile prendere in considerazione la pre-revisione, un controllo da effettuare in officina prima di sottoporre il veicolo alla revisione ufficiale.
In questo modo è possibile andare a controllare tutte le parti vitali dell’auto, per arrivare pronti al momento dell’effettiva revisione, senza avere la preoccupazione di un esito negativo a causa della non idoneità del mezzo.
Ci sono diverse officine che propongono dei prezzi vantaggiosi per realizzare la pre-revisione, con tariffe agevolate se si decide di fare il doppio controllo.
La revisione auto ha un prezzo fisso per tutti. Se si decide di procedere presso le officine della Motorizzazione civile, allora il prezzo ufficiale è di 45 euro.
Se invece la scelta ricade sui centri privati autorizzati, allora il prezzo base parte da 54,95 euro, a cui vanno aggiunti l’Iva al 22%, eventuali diritti postali e le commissioni di pagamento. Il prezzo totale quindi raggiunge circa 79 euro.
Chiaramente a questa cifra potrebbero essere aggiunte eventuali spese per le riparazioni di componenti danneggiate, emerse durante il controllo.
Come abbiamo giĂ detto, i veicoli storici e da collezione sono soggetti a revisione biennale. Tra questi rientrano:
Lo abbiamo chiarito: la prima revisione deve essere effettuata dopo 4 anni dall’immatricolazione auto, poi ogni due anni. Non si scappa: si tratta di un obbligo previsto dalla legge e quindi, se un veicolo non viene sottoposto alla revisione periodica, il conducente è soggetto a una sanzione minima di 173 euro, anche nel caso in cui lo stesso sia parcheggiato su suolo pubblico. Saldando la somma entro cinque giorni, l’importo si riduce a 121,10 euro.
Ci sono casi però ben più gravi: una revisione non eseguita potrebbe essere una dimenticanza, ma se non è stata eseguita per più di una scadenza, allora la multa viene raddoppiata e sulla carta di circolazione viene apposta la dicitura “Il veicolo è sospeso dalla circolazione sino a revisione effettuata”.
L’etichetta quindi indica che l’auto non può circolare fino al superamento della revisione. L’unica eccezione riguarda il tragitto verso il centro di revisione, ma è comunque obbligatorio dimostrare di avere un appuntamento prenotato per evitare la multa.
Nel caso in cui il veicolo venga trovato nuovamente senza revisione, allora la legge condanna al fermo amministrativo per 90 giorni: la carta di circolazione viene ritirata e viene dato all’automobilista un permesso temporaneo che serve esclusivamente per rientrare a casa.
In questo caso la multa si alza parecchio, fino a raggiungere i 1.998 euro, ridotta a 1.398,60 euro se pagata entro cinque giorni. In caso di reiterata mancata revisione, l’auto può anche essere confiscata.
Attenzione a non cercare di fare i furbi, perché la presentazione di un documento falso che attesti una revisione inesistente è violazione del comma 17 dell’articolo 80 del Codice della Strada: è prevista una multa di 430 euro, che diventa di 301 euro se viene pagata entro cinque giorni, ma il libretto di circolazione viene ritirato.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 12:07:41 +0000L’ombra del conflitto in Iran e la tensione costante lungo lo Stretto di Hormuz hanno tenuto l’Europa, e in particolare l’Italia, col fiato sospeso per settimane. Il blocco di quella che è considerata l’arteria vitale del commercio petrolifero mondiale ha innescato un’ondata di rincari che ha pesato come un macigno sui bilanci delle famiglie e delle imprese italiane. Tuttavia, dopo giorni di incertezza e prezzi alle stelle, il monitoraggio del mercato dei carburanti inizia a mostrare i segni di una fragile ma preziosa tregua.
Nelle ultime settimane, il timore di un’interruzione prolungata delle forniture aveva spinto le quotazioni verso l’alto, raggiungendo un picco critico giovedì 9 aprile. In quella data, le medie nazionali in modalitĂ self-service avevano toccato vette allarmanti: la benzina era arrivata a 1,792 euro/litro, mentre il gasolio aveva sfondato la barriera dei 2,184 euro/litro.
Lungo la rete autostradale, la situazione appariva ancora piĂą drammatica, con cifre che superavano rispettivamente la soglia di 1,82 euro per la verde e 2,20 euro per il diesel. Era il culmine di una tempesta perfetta, alimentata dall’instabilitĂ geopolitica e dalla speculazione sui mercati internazionali.
Tuttavia, i dati piĂą recenti comunicati dal Ministero delle Imprese, delineano uno scenario meno teso e segnano un’inversione di tendenza rispetto ai rincari precedenti. Sebbene i prezzi restino su livelli storicamente elevati, è iniziata una lenta ma costante discesa. Questa “piccola tregua” è dovuta a una parziale stabilizzazione dei mercati che ha permesso una timida flessione dei listini alla pompa.
Il protagonista assoluto di questo calo è il gasolio, che sta guidando la discesa con una flessione decisamente più marcata rispetto alla benzina. In soli sette giorni, il prezzo del diesel ha perso esattamente 5 centesimi al litro, attestandosi su una media nazionale di 2,134 euro. Per gli automobilisti, questo si traduce in un risparmio tangibile: oggi un pieno da 50 litri di gasolio costa 2,50 euro in meno rispetto alla settimana precedente. Anche la benzina ha iniziato a calare, sebbene in modo più contenuto, scendendo a una media di 1,773 euro/litro con un risparmio di circa 1,9 centesimi rispetto ai picchi di inizio mese.
L’analisi territoriale rivela inoltre dinamiche curiose su dove convenga effettivamente fermarsi a fare rifornimento in questa fase di calo. Se per la benzina la discesa dei prezzi è stata leggermente piĂą accentuata lungo le tratte autostradali, contribuendo a ridurre il tradizionale divario con i prezzi urbani, la situazione è diametralmente opposta per il diesel.
Per chi viaggia su mezzi a gasolio, rimane decisamente più conveniente fare il pieno nei centri abitati prima di imboccare il casello, poiché nei distributori urbani il calo è stato quasi il doppio rispetto a quello registrato sulla rete autostradale.
Nonostante questi segnali positivi, gli esperti invitano alla prudenza. In un contesto di forte volatilitĂ legato all’evoluzione del conflitto mediorientale, questa flessione non rappresenta ancora una svolta decisiva, ma probabilmente piĂą un segnale di respiro in un mercato che rimane estremamente sensibile agli eventi esterni.
La tregua attuale permette agli automobilisti di guardare al tabellone dei prezzi con meno ansia rispetto a pochi giorni fa, ma la strada verso una stabilizzazione definitiva appare ancora strettamente legata agli equilibri precari della geopolitica internazionale.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 10:18:31 +0000