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Era passata da poco la mezzanotte quando una pattuglia della Polizia francese, in perlustrazione nel centro di Dieppe, si è trovata davanti un’auto che procedeva contromano. Fermato il conducente, un 41enne, è bastato poco per capire il resto: il test alcolemico ha restituito un valore di 2 g/l di alcol nel sangue, quattro volte il limite consentito. Una vicenda paradossale, che ha fatto rapidamente il giro del web e riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale.
I fatti, riportati dal portale Autoplus, si sono svolti poco dopo la mezzanotte di mercoledì 6 maggio. Mentre transitavano in una zona centrale del Comune di Dieppe, caratterizzata da un reticolo di vie a senso unico dove la visibilità rischia di risultare ingannevole, i poliziotti si sono imbattuti in una vettura contromano e hanno subito intuito la gravità della situazione. Dopo aver intimato l’alt, hanno proceduto ai riti di controllo ed era evidente quanto il conducente fosse in stato alterato. Il test alcolemico ha poi confermato i sospetti, restituendo un valore di 2 g/l di alcol nel sangue. Per dare una dimensione al dato, parliamo di un valore quattro volte superiore al limite consentito ai guidatori esperti (fissato a 0,5 g/l).
Mettersi al volante con 2 grammi di alcol nel sangue può costare caro sia all’autore dell’infrazione sia agli altri utenti della strada. A questi livelli, i riflessi si offuscano, la vista si stringe a imbuto (il famigerato “effetto tunnel”) e stabilire la distanza effettiva di un ostacolo diventa una scommessa persa in partenza. Non stupisce, dunque, che l’automobilista abbia imboccato un senso vietato senza accorgersi del pericolo, né della presenza delle Forze dell’Ordine. In città , dove un pedone o un ciclista possono sbucare dal nulla anche in piena notte, guidare in simili condizioni trasforma l’auto in una mina vagante.
In pochi decimi di tasso alcolemico cambia drasticamente la posizione del trasgressore. Superata la soglia di 0,8 g/l, si entra ufficialmente nel campo del reato. In casi simili possono scattare multe pesanti, sospensione o annullamento del titolo di guida, perdita di punti e, nelle circostanze più gravi, anche pene detentive.
Sul versante amministrativo, nelle eventualità peggiori scatta la revoca definitiva della patente, mentre il veicolo viene bloccato immediatamente, con la possibilità concreta per il proprietario di perderne il possesso attraverso la confisca. A peggiorare un bilancio già drastico, intervengono poi le violazioni relative alla circolazione in senso vietato, capace di far lievitare il numero di punti decurtati e le sanzioni accessorie, perché muoversi contromano mette a serio repentaglio l’incolumità di chiunque si trovi sulla strada.
La vicenda di Dieppe non resta un episodio isolato nel quadro della sicurezza stradale francese. Secondo l’Observatoire national interministériel de la sécurité routière, una quota molto alta delle condanne stradali riguarda proprio alcol e stupefacenti al volante. Nel corso del 2024 le autorità hanno staccato milioni di verbali, e analizzando i sinistri più gravi ci si ritrova davanti alla solita, drammatica realtà : l’eccesso di velocità e la guida in stato alterato comandano la classifica delle cause più frequenti nei rilievi delle pattuglie.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 05:30:38 +0000Non tutte le piste sono uguali. In alcuni avverti il peso della storia, come il Nürburgring, dove ogni modello della Volkswagen R viene svezzato e affinato. Ora, però, il cerchio sta per chiudersi: nel 2027, in occasione del suo 25° anniversario, il marchio tornerà ufficialmente a gareggiare nella leggendaria 24 Ore del Nürburgring. L’annuncio decreta un ritorno alle origini. Dopotutto, la “R” sta per Racing e il brand tedesco intende onorare l’eredità sviluppando una Golf R a trazione integrale progettata con lo scopo di divorare i cordoli dell’Eifel, dove il pericolo irrompe in tutta la sua spietatezza.
In vista dell’appuntamento, Volkswagen ha pensato di appoggiarsi a una collaborazione consolidata con Max Kruse Racing. Dopo tre anni di successi e test estremi con la Golf GTI Clubsport, il team compie il salto di qualità definitivo ed effettua il passaggio alla trazione integrale 4Motion.
A tirare le fila del programma sportivo ci pensa una vecchia conoscenza degli appassionati di performance: pilota, collaudatore e uomo chiave nello sviluppo delle auto stradali Volkswagen R, Benjamin Leuchter mette sul tavolo un enorme bagaglio tecnico relativo alla pista e alla produzione di serie. Il suo compito sarà trasformare la Golf R da “regina delle hot hatch” a predatrice da endurance.
Il semaforo verde scatterà solo nel 2027, ma la fame di corse di Volkswagen è già evidente. Esposta proprio al Nürburgring, la nuova show car anticipa le linee della futura Golf, dotata di un kit aerodinamico estremo e una stazza imponente. Reinhold Ivenz, capo di Volkswagen R, ha dichiarato:
“Il Nürburgring è la nostra pista di prova e sviluppo. Qui incontriamo persone che condividono la nostra stessa passione per le prestazioni. Con la Golf R 24H, rendiamo tangibile la nostra visione per il futuro: sarà la Golf R più spettacolare mai vistaâ€
La scelta di tornare nel 2027 dipende da questioni storiche. Bisogna, infatti, tornare al 2002 per capire dove tutto è iniziato, alla leggendaria R32, un punto di svolta tecnologico, capace di infilare sotto il cofano un VR6 da 3,2 litri e di portare al debutto mondiale il cambio DSG. Era l’inizio di una dinastia basata sulla trazione integrale, che oggi si prepara a riprendere posto nel suo habitat naturale.
Da allora, il marchio R si è evoluto costantemente, passando per i successi mondiali nel WRC con la Polo R e i record elettrici della avveniristica ID.R. Il fine ultimo è utilizzare la 24 Ore come un laboratorio a cielo aperto, poiché le sollecitazioni a cui una vettura viene sottoposta durante una gara di durata sulla Nordschleife sono ineguagliabili: ogni chilometro percorso in gara equivale a centinaia di chilometri di test su strada.
Al momento i dettagli tecnici rimangono protetti dal massimo riserbo, ma la base di partenza è la tecnologia 4Motion con R-Performance Torque Vectoring. Magari sarà il motore turbo 2.0 TSI a toccare picchi di potenza estremi, supportato da un sistema di gestione della trazione capace di gestire i repentini cambi di pendenza e aderenza tipici del tracciato tedesco.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 05:30:06 +0000
La situazione del traffico sulle autostrade italiane del giorno 8 maggio 2026 presenta diversi disagi, principalmente a causa di incidenti e condizioni meteo avverse. Fra gli eventi più significativi si segnalano code per incidenti notevoli sulla A1 Milano-Napoli, con una coda di 1 km tra Sasso Marconi e il Bivio A1-Variante, oltre a una situazione di nebbia tra Pontebba e Tarvisio Nord sull’A23 Palmanova-Tarvisio.
06:05 – Tra Sasso Marconi e Bivio A1-Variante
Coda di 1 km per incidente
Direzione Napoli
La coda si estende dal chilometro 219.0 al chilometro 215.0 per una lunghezza di 4.0 km.
05:59 – Bivio A1/Inizio Complanare Piacenza e Casalpusterlengo
Coda per incidente
Direzione Milano
La coda interessa una lunghezza di 1.7 km dal chilometro 49.3 al chilometro 51.0.
05:47 – Allacciamento Nord A1/Direttissima e Sasso Marconi
Coda per safety car (scorta veicoli)
Direzione Napoli
La coda si estende per 0.3 km dal chilometro 210.1 al chilometro 209.8.
05:58 – Tra Busto Arsizio e Castellanza
Coda per safety car (scorta veicoli)
Direzione Varese
La tratta interessata va dal chilometro 24.5 al chilometro 20.0 per una lunghezza complessiva di 4.5 km.
05:50 – Tra Candela e Cerignola Ovest
Coda di 1 km per incidente
Direzione Canosa
La coda si estende dal chilometro 149.4 al chilometro 148.4.
05:26 – Tra Pontebba e Tarvisio Nord
Nebbia intensa
Direzione in entrambe le direzioni
La nebbia interessa una tratta di 7.3 km dal chilometro 108.5 al chilometro 101.2.
04:41 – Tra Udine sud e Gemona Osoppo
Pioggia persistente
Direzione in entrambe le direzioni
Tratto interessato dal chilometro 44.9 al chilometro 18.5 per una lunghezza di 26.4 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Fri, 08 May 2026 04:08:00 +0000Milano, il liceo Einstein, le prime note e… una Fiat 500. Il ritorno di Elio e le Storie Tese in TV, ospiti della puntata di giovedì 7 maggio a Splendida Cornice su Rai 3, fa riaccendere agli appassionati di motori una lampadina su un legame storico e quasi sentimentale con l’auto torinese. Le forme arrotondate, i fari circolari e le dimensioni minuscole dell’utilitaria più famosa d’Italia hanno tenuto compagnia alla band, al punto da ispirare una canzone e un’operazione di design memorabile.
Tutto cominciò nel 1992, alla pubblicazione dell’album İtalyan, Rum Casusu Çıktı: come facilmente intuibile (e confermato sul sito ufficiale del gruppo), il brano Cinquecento omaggia la vettura. In pieno stile “Elii”, la canzone fa leva sull’assurdo e sul linguaggio semplice, in cui la macchina simboleggia l’italianità da smontare e rimontare. Invece di cantare le lodi delle supercar popolari all’epoca, il gruppo preferì l’estetica dell’assurdo e del quotidiano, un contenitore di vite e di storie minime, affine alla personalità dal complesso più anomalo e geniale del panorama nazionale.
Oltre al contributo musicale, la 500 ha faticato insieme a loro. Le cronache degli inizi ricordano come, nei primi anni ’80, fosse proprio una “Cinquina” a scarrozzare la band tra i locali e i teatri di Milano. In particolare, i ricordi convergono su una Fiat 500 L blu con le finiture cromate, che se oggi riscuote il favore dei collezionisti, nel 1980 era solo una macchina necessaria a destreggiarsi tra il traffico meneghino. Lontano dai cliché delle rockstar patinate, il gruppo stava inventando un nuovo modo di fare musica e la praticità della vettura risolveva ogni problema di parcheggio.
A dicembre 2017 il legame è diventato ufficiale, nero su bianco. In occasione di quel tour d’addio poi diventato leggenda (perché, ovviamente, non si sono mai sciolti davvero), Fiat ha sfornato una 500 dedicata alla band. Piuttosto che proporre la solita edizione limitata riservata ai fanatici del design, il costruttore rispolverò la stessa irriverenza degli artisti, ringraziandoli per aver guidato la piccola di casa Fiat quando ancora non li conosceva nessuno.
Il modello, manco a dirlo, colpiva nell’originalità : le due vistose sopracciglia applicate sopra i proiettori anteriori erano un omaggio grafico inconfondibile allo sguardo di Stefano Belisari, in arte Elio. Nel video di lancio, Elio e le Storie Tese utilizzavano la citycar a mo’ di macchina del tempo, attraversando i luoghi simbolo della relativa formazione, come il Liceo Scientifico Einstein di Milano, dove Stefano Belisari, Luca Mangoni e Marco Conforti si incontrarono per la prima volta nel lontano 1979.
Come ogni giovedì sera, anche il 7 maggio Splendida Cornice torna su Rai Tre, denso di contenuti e volti amati dal grande pubblico, con un parterre che va da Jasmine Trinca a Frankie hi-nrg mc, fino alla star internazionale Willem Dafoe. Eppure, per chi mastica pane e motori, il momento clou arriva con l’ingresso di Elio e le Storie Tese: tra una nota e l’altra del loro “Concertozzo”, sarà impossibile non ripensare a quella vecchia Fiat 500 L blu che li accompagnava ai primi concerti milanesi.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 20:01:36 +0000Nissan aggiorna la sua ammiraglia a batteria. Il percorso della Casa giapponese verso la mobilità a zero emissioni conduce a un ponte tra la tradizione artigianale del Sol Levante e le esigenze di un mondo connesso come non mai. Con la presentazione del Model Year 2026, il SUV completamente elettrico affina il design e porta a bordo tecnologie volte a trasformare il viaggio in un’esperienza di completo relax.
Nonostante rimanga fedele alla filosofia del “futurismo giapponese senza tempo”, la Nissan Ariya MY26 introduce aggiornamenti che ne esaltano l’eleganza minimalista. Davanti il pannello in tinta carrozzeria e la celebre calandra V-Motion rivisitata donano al veicolo maggiore aggressività su strada. A completamento dell’estetica, i nuovi cerchi da 19 e 20 pollici in alluminio e resina creano un contrasto visivo capace di esprimere qualità premium. Il lavoro di upgrade non si esaurisce comunque qui, ma continua a bordo: la console centrale ottimizzata offre una capacità di carico di 3,2 litri, e un caricatore wireless da 15 W di ultima generazione permette di ricaricare lo smartphone senza l’ingombro dei cavi.
Se l’occhio vuole la sua parte, è alla guida che il MY26 promette i cambiamenti più significativi. I tecnici Nissan si sono rimboccati le maniche sulle sospensioni, al fine di ridurre le vibrazioni e migliorare la stabilità complessiva. Ne scaturisce una marcia ancora più fluida per affrontare lunghe percorrenze e isolarsi dall’ambiente circostante.
In termini di sicurezza attiva, l’ulteriore affinamento del controllo adattivo della distanza aiuta il conducente in modo quanto mai naturale nelle fasi accelerazioni e frenata, riducendo drasticamente lo stress nel traffico cittadino. Sul fronte digitale, l’integrazione della suite Google nel sistema NissanConnect aumenta l’interattività , paragonabile per fluidità e intuitività delle meccaniche a quella di uno smartphone.
Nonostante il MY26 sia al momento un’esclusiva in edizione limitata non destinata alla nostra penisola, l’attuale gamma della Ariya nelle concessionarie italiane offre, a partire da 42.500 euro, già una risposta specifica a differenti esigenze di mobilità elettrica. Porta d’accesso al mondo Nissan a zero emissioni, la versione base Engage, dotata di una batteria da 63 kWh e in grado di sprigionare 217 CV di potenza, mette a disposizione tecnologie come l’e-Pedal Step e la frenata d’emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti.
Il volante e i sedili riscaldabili sono solo il biglietto da visita della versione intermedia Advance, un allestimento in cui la tecnologia predittiva cancella l’affaticamento tipico dei lunghi viaggi. Oltre a mantenere la corsia o la distanza di sicurezza, il sistema ProPILOT con Navi-link dialoga attivamente con la cartografia del navigatore e regola in automatico la velocità prima di affrontare curve o rampe autostradali.
Al vertice della famiglia, la Evolve vanta la trazione integrale e-4ORCE basata su due motori elettrici per affrontare in scioltezza qualsiasi fondo, mentre nel salotto di bordo i contenuti virano verso la fascia premium, tra il tetto panoramico, l’impianto audio Bose a 10 diffusori e l’Head-Up Display. Anche se non arriverà in Italia, il Model Year 2026 allunga la longevità di un ecosistema tecnologico in continua evoluzione, mettendo l’uomo e il suo comfort al centro di tutto.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 12:43:05 +0000Le cosiddette auto senza patente non sono veicoli che si possono guidare senza alcun titolo di guida. Per condurre una minicar o una microcar serve comunque una licenza di guida: nella maggior parte dei casi la patente AM, conseguibile dai 14 anni, oppure la patente B1, disponibile dai 16 anni per i quadricicli più potenti. La differenza rispetto a un’automobile tradizionale è la non indispensabilità della patente B, quella richiesta per guidare le normali autovetture.
Il Codice della Strada classifica i veicoli in categorie diverse e distingue ciclomotori, motoveicoli, autoveicoli e altre tipologie. Le minicar rientrano nel mondo dei quadricicli, cioè veicoli a quattro ruote con limiti tecnici di massa, potenza e velocità . Le minicar sono quadricicli leggeri, non superano i 45 km/h e possono essere guidate con patentino AM dai 14 anni mentre i quadricicli pesanti richiedono la patente B1 o B dai 16 anni in su.
Nel linguaggio commerciale si usano parole diverse: minicar, microcar, auto senza patente, quadricicli elettrici, city car leggere. Dal punto di vista giuridico a contare è la distinzione tra quadricicli leggeri e quadricicli pesanti. I primi appartengono alla categoria L6e, i secondi alla categoria L7e.
I quadricicli leggeri sono i veicoli che più spesso vengono chiamati auto senza patente. Hanno dimensioni compatte, velocità limitata, massa contenuta e prestazioni pensate soprattutto per la città . Possono essere guidati con patente AM e sono equiparati, per molti aspetti, ai ciclomotori. I quadricicli leggeri sono assimilati ai ciclomotori e possono essere condotti da chi possiede patente AM, conseguibile al compimento dei 14 anni, o una categoria superiore.
I quadricicli pesanti sono più prestazionali. Possono raggiungere velocità superiori e richiedono la patente B1, conseguibile dai 16 anni, oppure la patente B. In questa categoria rientrano modelli più robusti, spesso più vicini per impostazione a una piccola automobile urbana, ma sempre soggetti a limiti tecnici.
La patente AM è il titolo minimo richiesto per guidare i quadricicli leggeri. Abilita alla guida di ciclomotori e quadricicli leggeri. Nell’ambito dell’Unione europea è valida a partire dai 16 anni, salvo il riconoscimento da parte dei singoli Stati del limite dei 14 anni. In Italia può essere infatti conseguita a 14 anni. Con la patente AM si possono guidare minicar con velocità massima di 45 km/h e potenza limitata. Per i quadricicli leggeri con abitacolo chiuso la potenza massima è fino a 6 kW mentre per altre configurazioni il limite può essere inferiore.
La patente B1 permette di guidare quadricicli diversi da quelli leggeri. In pratica riguarda i mezzi della categoria L7e, più potenti e più veloci delle minicar da patente AM. La B1 abilita alla guida di quadricicli con massa a vuoto fino a 400 kg per il trasporto persone, o 550 kg per il trasporto merci, esclusa la massa delle batterie nei veicoli elettrici, e con potenza massima fino a 15 kW.
La patente B1 si può conseguire dai 16 anni. È una soluzione intermedia per chi vuole guidare un mezzo a quattro ruote più prestazionale di una minicar limitata a 45 km/h, ma non ha ancora l’età per ottenere la patente B. Non va però confusa con una patente auto ridotta. La B1 non consente di guidare una normale automobile: autorizza soltanto la guida dei quadricicli pesanti che rispettano i limiti previsti.
Sul mercato italiano questa categoria è meno popolare rispetto alle minicar AM, ma sta tornando interessante con alcuni quadricicli elettrici più evoluti. Il vantaggio è una maggiore versatilità urbana ed extraurbana a bassa percorrenza. Il limite resta la natura del veicolo, che non offre le stesse prestazioni, la stessa protezione e la medesima libertà d’uso di una vera automobile.
Le minicar da patente AM sono pensate per l’uso urbano. Possono circolare sulle strade consentite alla loro categoria, ma non sono adatte alle arterie veloci e non vanno confuse con autovetture tradizionali. In generale i quadricicli leggeri non possono essere usati su autostrade e strade extraurbane principali perché appartengono alla categoria dei veicoli non ammessi su quelle infrastrutture.
Con una velocità massima di 45 km/h, una microcar si muove bene nei centri urbani, nei quartieri residenziali e nei tragitti brevi. Su strade dove il traffico procede a 70 o 90 km/h, diventa un elemento vulnerabile. I quadricicli pesanti da patente B1 possono offrire una velocità più alta, fino a circa 80 km/h nei limiti della categoria, ma restano comunque mezzi specifici.
Le minicar offrono più protezione di uno scooter contro pioggia, freddo e piccoli urti, ma non garantiscono il livello di sicurezza passiva di un’automobile tradizionale. Struttura, massa, sistemi di assistenza, comportamento in caso di crash e dotazioni di sicurezza non sono paragonabili a quelli di un’auto moderna di categoria M1. Significa che devono essere usate per ciò che sono: veicoli leggeri da mobilità urbana.
Le auto senza patente devono essere assicurate. Non c’è una deroga perché il veicolo è piccolo o guidabile senza patente B. La responsabilità civile è obbligatoria per circolare su strada pubblica, esattamente come per gli altri veicoli a motore. In molti casi le compagnie assicurative trattano i quadricicli leggeri in modo vicino ai ciclomotori, ma il premio varia molto in base a età del conducente, provincia, alimentazione, valore del mezzo e garanzie accessorie.
Il costo dell’assicurazione non è sempre basso. Una minicar guidata da un quattordicenne o sedicenne viene valutata dalle compagnie con un profilo di rischio specifico e può incidere sul premio. Anche il bollo e gli eventuali costi locali vanno verificati. I quadricicli possono seguire regole diverse rispetto alle autovetture e le differenze regionali hanno il loro peso. A questi costi si aggiungono manutenzione, pneumatici, freni, batteria nel caso delle elettriche e ricambi.
Il mercato dell’usato è molto attivo, soprattutto per le minicar tradizionali diesel e per i modelli guidati da adolescenti. Una microcar usata può aver vissuto una vita urbana intensa, con parcheggi stretti, piccoli urti, manutenzione irregolare e conducenti inesperti. Il chilometraggio, da solo, dice poco.
Prima di acquistare, si consiglia di controllare:
Per i modelli elettrici, la batteria è il punto centrale: autonomia reale, stato di salute e costo di sostituzione possono cambiare la convenienza dell’acquisto.
Il nuovo offre garanzia, tecnologia più aggiornata, batterie fresche nel caso delle elettriche e minori incognite. Costa però di più, soprattutto se si scelgono modelli premium o minicar con dotazione ricca. L’usato permette di risparmiare, ma richiede controlli più severi e può diventare costoso se emergono problemi meccanici o documentali.
Per un adolescente al primo veicolo, il nuovo può avere senso se la famiglia vuole massima tranquillità e assistenza ufficiale. Per un uso occasionale o per brevi tragitti, un usato recente e ben controllato può essere più razionale. Per un adulto che cerca un mezzo urbano alternativo, il confronto va fatto anche con scooter, e-bike, abbonamenti al trasporto pubblico, car sharing e city car usate.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 12:00:10 +0000In Casa Maserati sono quasi pronti dei restyling che potrebbero interessare gli appassionati storici. Il rinnovamento passa per il SUV Grecale, ma che anche dalle GT di punta. Le nuove GranTurismo e GranCabrio sono state intercettate durante i test su strada con evidenti camuffature, definendo quello che sarà un nuovo corso importante per il risorgimento del Tridente.
Un aggiornamento di metà carriera si è reso necessario anche per il calo di vendite sensibile degli ultimi mesi. I prototipi camuffati di GranTurismo, GranCabrio e Grecale sono stati immortalati a Modena nei pressi dello storico stabilimento Maserati di Viale Ciro Menotti, punto strategico del brand appartenente all’universo Stellantis, dove tutti i modelli vengono impostati e sviluppati da parte del team di ingegneria della Casa Del Tridente.
Le vetture sono state fotografate in diversi punti dell’area modenese, tra strade cittadine, percorsi collinari, strade provinciali e autostrade. I tecnici devono acquisire dati dai pro driver in diversi scenari, tutti adatti a testare le vetture in condizioni di utilizzo differenti. I collaudatori in questi casi devono macinare chilometri e ottenere informazioni importanti per il continuo sviluppo del mezzo. Alla fine si arriverà alla messa a punto ideale. La missione di Maserati è quella di scrivere il futuro della mobilità nel segmento del lusso, concentrandosi sulle esigenze dei propri clienti.
Maserati ha iniziato l’anno come peggio non si potrebbe. Dopo un 2025 da dimenticare, nel primo trimestre è emerso un tracollo del 41% delle immatricolazioni nei principali mercati. Il dato certifica che c’è bisogno di una svolta repentina. Persino gli Stati Uniti, mercato centrale nelle logiche del brand, hanno registrato un pesante -55%. In Italia si è mercato un -42%, stesso dato in Spagna. La Germania ha segnato un -28% e in Francia un -29%. Il mercato asiatico non è riuscito a invertire il trend negativo, con il Giappone a -31%. Tra le poche eccezioni positive dei primi mesi del 2026 emergono Regno Unito (+2%) e Svizzera (+128%).

Se non dovesse esserci un cambiamento sensibile nei prossimi mesi, Maserati potrebbe chiudere il 2026 con stime a ribasso e 5.000/6.000 auto vendute. Lo spettro di una crisi annunciata deriva da una gestione che non ha considerato l’andamento del mercato. Il lancio di unità 4 cilindri mild hybrid non ha convinto i puristi che si aspettavano motori all’altezza della tradizione storica del marchio italiano. Grazie allo stile iconico e alla tecnologia all’avanguardia, Maserati ha soddisfatto per decenni una clientela dal palato fine.
La scelta di investire risorse importanti in Formula E per garantire una immagine progressista green non ha pagato. La decisione di puntare su prodotti full electric è troppo distante dalle logiche del cliente medio che cerca lusso, comfort ma anche un sound iconico. L’arrivo di Jean-Philippe Imparato alla guida del marchio, dopo le esperienze in Alfa Romeo, dal 19 gennaio 2021 ad ottobre 2024, e in qualità di amministratore delegato di Peugeot, dal 1º settembre 2016 al 19 gennaio 2021, potrebbe rappresentare una rivoluzione. Con una revisione strategica in linea con i valori autentici del marchio, Maserati punterà a restare un emblema del Made in Italy in una fascia premium intermedia sempre più variegata.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 10:25:12 +0000Il mercato delle moto per patente A2 è in forte espansione e sempre più costruttori investono in questo segmento, ampliando la propria gamma con proposte dedicate. Lo dimostrano le novità presentate negli ultimi mesi, a partire da EICMA 2025, con modelli sviluppati fin dall’origine per rispettare il limite dei 35 kW, senza passare attraverso il depotenziamento.
Non si tratta più di mezzi pensati esclusivamente per i neopatentati: grazie al peso contenuto, alla facilità di utilizzo, ai prezzi accessibili e a un approccio alla guida pratico e versatile, stanno conquistando anche i motociclisti più esperti. Ecco una selezione di cinque proposte tra le più interessanti da tenere d’occhio nel 2026.
BMW F 450 GS è una delle principali novità presentate dalla Casa bavarese nella scorsa edizione di EICMA. Si tratta di una enduro stradale sviluppata ex novo per rientrare nei 35 kW, con l’obiettivo di portare il linguaggio GS su una cilindrata più compatta e accessibile. La moto monta un bicilindrico in linea da 420 cm³, con 48 CV e 43 Nm di coppia, per un peso in ordine di marcia di circa 178 kg. Tra le soluzioni tecniche spicca la frizione centrifuga Easy Ride Clutch, pensata per semplificare la gestione della guida nelle fasi più lente e in offroad, senza eliminare il controllo diretto da parte del pilota.

La ciclistica adotta una soluzione compatta con ruota anteriore da 19 pollici e impostazione orientata alla versatilità tra strada e sterrato. Il progetto si distingue anche per una dotazione elettronica completa, con modalità di guida dedicate, controllo di trazione e ABS evoluto, oltre a una strumentazione TFT con connettività . Il prezzo di partenza è fissato a 7.590 euro e sono disponibili quattro allestimenti: Basic, Exclusive, Sport e GS Trophy.
KLE500 è stata una delle protagoniste di EICMA 2025 tra le novità Kawasaki. Il modello segna il ritorno di un nome storico, ripensato in chiave moderna con un’impostazione orientata all’utilizzo misto tra strada e fuoristrada leggero, con l’obiettivo di offrire una proposta essenziale e accessibile nella fascia delle adventure compatte.
Il motore è un bicilindrico da 451 cm³ derivato dalla Z500, con una potenza di circa 45 CV e una erogazione lineare, pensata per privilegiare la gestibilità più che la prestazione pura. La ciclistica adotta telaio a traliccio e ruota anteriore da 21 pollici, soluzione che rafforza la vocazione offroad insieme a una taratura orientata alla semplicità di guida. Il peso si attesta intorno ai 185 kg. Presenti frizione assistita e antisaltellamento, ABS disinseribile e connettività tramite app per la gestione delle funzioni principali.

Accanto alla versione standard arriva la KLE500 SE, con dotazione più completa che include strumentazione TFT, parabrezza maggiorato, paramani e protezioni aggiuntive. Il prezzo parte da 6.340 euro per la versione base e arriva a 6.990 euro per la SE. Per impostazione e caratteristiche, si propone come alternativa diretta alla BMW F 450 GS.
Fresche di annuncio, Benelli BKX 300 e BKX 300 S sono tra le novità più recenti della Casa di Pesaro, con cui la gamma si amplia nella fascia delle medie cilindrate accessibili. Le due versioni condividono la stessa base tecnica ma si distinguono per impostazione e utilizzo: più orientata al fuoristrada la prima, più stradale e urbana la seconda.
Entrambe sono spinte da un monocilindrico da 292,4 cm³ Euro 5+, con 28,6 CV e 24 Nm di coppia, abbinato a un’erogazione fluida e progressiva. La BKX 300 adotta una configurazione più adventure, con ruota anteriore da 19 pollici, maggiore luce a terra e assetto più alto e votato al controllo sui fondi misti; la BKX 300 S, invece, si presenta con cerchi in lega da 17 pollici e geometrie più compatte, per una guida più agile tra città e percorsi asfaltati.

In comune troviamo il telaio in acciaio a doppia culla, sospensioni completamente regolabili e impianto frenante con disco anteriore da 300 mm con pinza radiale, oltre alla dotazione full LED e a una strumentazione LCD essenziale ma completa. Due interpretazioni della stessa piattaforma, pensate per coprire esigenze diverse senza cambiare filosofia. I prezzi partono da 3.990 euro per la BKX 300 e da 3.790 euro per la BKX 300 S.
Moto Morini riporta in vita uno dei nomi più iconici della propria storia con la nuova 3 ½ Sport, tra le novità più attese del 2026. Un modello che riprende un’icona del marchio e la reinterpreta con un’impostazione moderna, mantenendo un forte legame con il design e la filosofia della versione originale.
Il progetto punta su leggerezza, semplicità costruttiva e uno stile retrò rivisto in chiave attuale, con una struttura in acciaio e un’impostazione generale orientata alla facilità di guida e alla fruibilità quotidiana. Il motore è un bicilindrico V2 da 350 cm³ Euro 5 Plus, con 32 CV e 30 Nm di coppia, abbinato a una ciclistica con forcella a steli rovesciati e impianto frenante a doppio disco con ABS.

Il peso contenuto di 154 kg contribuisce a un comportamento agile, mentre la dotazione include display TFT con navigazione integrata e illuminazione full LED. La 3 ½ Sport è attesa nella prima metà del 2026, in due colorazioni: Legacy Red e Pure White.
Aprilia RS 457 GP Replica è una delle novità più recenti della Casa di Noale e rappresenta l’evoluzione più “cattiva†della piccola sportiva. Deriva dalla versione standard e ne estremizza l’impostazione estetica, con un chiaro richiamo al mondo della MotoGP sia nelle grafiche sia nei dettagli.
Il motore resta il bicilindrico da 457 cm³ Euro 5+, con 35 kW di potenza e una gestione elettronica completa che include Ride by Wire, traction control regolabile, ABS e diverse modalità di guida. Il peso contenuto e la dotazione di serie, che comprende anche il quickshifter bidirezionale, la rendono una moto accessibile ma già molto completa nell’equipaggiamento.

La ciclistica conferma l’impostazione compatta e precisa, con telaio in alluminio e componentistica orientata alla guida sportiva su strada e in pista. La livrea GP Replica, ispirata direttamente alla RS-GP ufficiale, aggiunge un carattere visivo più distintivo. Il prezzo è fissato a 7.550 euro.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 09:37:30 +0000Sky continuerà a essere la casa dei motori, ospitando gli eventi elettrizzanti della Formula 1 per tantissime altre stagioni. Da anni il colosso televisivo si è preso carico di raccontare il Motorsport e l’estensione pluriennale della partnership con la F1 riguarda l’Italia, il Regno Unito e l’Irlanda.
Sky Italia manterrà i diritti per altri cinque anni su tutte le sessione live in streaming su NOW. Gli appassionati potranno seguire le prove, le qualifiche, le gare sprint e i Gran Premi del Mondiale di F1, con alcuni GP che rimarranno in chiaro anche su TV8. La vetrina permetterà alla massima categoria del Motorsport di avere un’ulteriore crescita in Paesi dove si è sempre seguita la F1.
In questa stagione i fan storici sono rimasti spiazzati dalle numerose novità del regolamento tecnico. Le vetture ad effetto suolo hanno lasciato il posto a monoposto con aerodinamica attiva, con nuove Power Unit ibride con un quasi perfetto equilibrio tra motore termico ed elettrico. Le gare sono risultate movimentate, sebbene in qualifica si sia assistito a uno spettacolo peggiore rispetto alle precedenti annate.
Sky continua a svolgere ruolo centrale nella crescita di questo sport. In Italia, lo start a fionda di Kimi Antonelli, leader della classifica mondiale, ha determinato una crescita degli ascolti del 25%. Gli appassionati di F1 si aspettavano una Ferrari in lizza per la vittoria, ma ci sta pensando il bolognese della Mercedes ad accendere l’entusiasmo popolare.
La prima vittoria del pilota italiano al Gran Premio di Cina è stata seguita da 1,2 milioni di spettatori in diretta su Sky e da 1,4 milioni di spettatori in differita su TV8. La Formula 1, grazie a Sky e agli altri partner televisivi internazionali, continuerà a raggiungere i fan in oltre 100 mercati in tutto il mondo. Inoltre, la partnership include in tutti i Paesi dell’accordo una copertura completa su Sky di Formula 2, Formula 3, Porsche Supercup e F1 Academy.
Dana Strong, Group CEO di Sky, ha accolto con entusiasmo il prolungamento dell’accordo con i vertici della massima categoria del Motorsport:
“L’estensione della nostra partnership con la Formula 1 arriva in un momento entusiasmante, mentre entriamo insieme in una nuova era. Per i nostri clienti non c’è mai stato un momento migliore per seguire questo sport, con più talento britannico che mai sulla griglia di partenza e con la prossima generazione di stelle, come l’italiano Kimi Antonelli, che sta già lasciando il segno. Siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo svolto nel sostenere la crescita dello sport attraverso uno storytelling di livello mondiale, l’innovazione e investimenti a lungo termine. Questo accordo consolida la posizione di Sky come casa della Formula 1″.
Il CEO della F1, Stefano Domenicali, con il solito grande slancio ottimistico ha aggiunto:
Data articolo: Thu, 07 May 2026 09:13:54 +0000“Sky è sempre stato un partner dedicato, affidabile e appassionato sin dall’inizio della nostra collaborazione molti anni fa. Il loro approccio all’avanguardia a livello mondiale per le trasmissioni in diretta, la creazione di contenuti e le analisi dietro le quinte, guidate da un gruppo di talenti televisivi davvero straordinari, ha fatto la differenza nel continuare a far crescere il nostro sport nel Regno Unito, in Irlanda e in Italia, e sono lieto che la nostra partnership si protrarrà per il prossimo decennio. Voglio ringraziare Dana e tutto il team di Sky per la determinazione dimostrata nel concludere questo accordo e nel continuare a portare l’emozione della Formula 1 ai nostri appassionati”.
Il SUV che avrebbe dovuto inneggiare al capoluogo lombardo e alla fine è stato battezzato Junior ha rappresentato una svolta per la Casa di Arese. Il modello, destinato principalmente al mercato europeo, si è inserito con classe e personalità nel listino sotto la Tonale. La prima vettura di segmento B del marchio dal 2018, ovvero dall’uscita della MiTo, è realizzata su base PSA negli impianti di Tychy, in Polonia.
La versione elettrica è stata la prima del marchio ad adottare questa tipologia di propulsore. La batteria da 54 kWh di Alfa Romeo Junior Elettrica garantisce un’autonomia fino a 414 km nel ciclo misto WLTP. Elaborata sulla piattaforma condivisa con Peugeot 2008 II, Opel Mokka B, DS 3 Crossback, Fiat 600, Jeep Avenger e Lancia Ypsilon III, la Junior riprende le motorizzazioni a motore trasversale/anteriore e lo schema sospensivo, che è del tipo MacPherson all’avantreno e a ruote interconnesse con ponte torcente al retrotreno. La gamma della sportiva compatta ora si evolve con tecnologie di serie che prima risultavano disponibili come optional a pagamento.
In occasione dell’ultimo episodio della trilogia pubblicitaria del Biscione con Pedro Alonso, noto per la nuova serie TV “Berlino 2†su Netflix dopo il successo della Casa di Carta, si sono accesi i riflettori sull’Alfa Romeo Junior. La nuova gamma è disponibile a partire da 159 € al mese, grazie alla proposta di finanziamento. L’attore spagnolo è stato immortalato nello spot “Interrogatorio”, ovvero l’ultimo episodio della trilogia dedicata al modello Alfa Romeo.
Emerge una Junior in continua evoluzione con alcune importanti dotazioni tecnologiche offerte di serie. In particolare, su Junior Sprint e Ti vengono aggiunte di serie il volante in pelle con le palette del cambio integrate (versioni Ibride), l’Adaptive Cruise Control, il wireless charger, il Keyless Entry, la retrocamera 180°, i sensori di parcheggio 360°, oltre agli specchi ripiegabili elettricamente riscaldati e il comodo Blind Spot Monitoring.
Nel filmato “Interrogatorio”, disponibile dal 10 maggio, si vede Pedro Alonso seduto davanti a una macchina della verità , con un viso imperturbabile, finché la chiave di un’Alfa Romeo Junior non viene poggiata sul tavolo. Il verdetto? Il cuore non mente mai e con un colpo di scena carico di tensione arriva un finale a sorpresa.

Il patrimonio genetico della Junior con l’allestimento Ti non cambia: body kit nero lucido e l’ambient lighting, creando una differenziazione con la Sprint. Il marchio Alfa Romeo è stato Automotive Premium Partner alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 e la serie speciale dedicata ai Giochi prende il nome di Sport Speciale, un omaggio all’Heritage del marchio del Biscione. Presenti le medesime dotazioni tecnologiche aggiunte su Sprint e Ti, con interni in Alcantara.
Gli aggiornamenti si applicano trasversalmente alle versioni ibride Q4 e full electric, dando ai clienti la possibilità di vedere soddisfatte le proprie esigenze. La versione Sprint arricchita dai nuovi contenuti risulta alla portata di tutti con una rata mensile a partire da 159 €. L’animo sportivo si racchiude perfettamente nel volume compatto del B-SUV, diventando la porta di accesso del mondo privilegiato Alfa Romeo. Chi sogna un’auto adatta agli spostamenti quotidiani, senza rinunciare ad avventurose gite fuori porta, troverà nella Junior un’ampia offerta di motorizzazioni, allestimenti di qualità e tecnologia all’avanguardia.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 08:34:12 +0000Il mercato delle biciclette da corsa viaggia alla velocità della luce e in un contesto così tecnologico e avanzato, il brand veneto Wilier Triestina ha svelato la nuova Rapida, la bicicletta nata per diventare l’emblema della performance.
Il punto d’ingresso della gamma stradale di Wilier rappresenta più di un’evoluzione, segnando il mercato premium delle biciclette da strada. La proposta della Casa di Rossano Veneto si pone l’obiettivo di garantire l’identità , il design e l’approccio ingegneristico agli appassionati, conservando intatta la cura maniacale dei modelli di fascia superiore.
Sulla nuova Rapida si possono provare emozioni autentiche. Per creare un giusto compromesso tra agilità e fruibilità sulle lunghe distanze la forcella presenta una sagoma profonda con un tubo sterzo che riporta alla mente la Filante SLR Id2. Il tubo obliquo vanta un design simile ai migliori prodotti della Wilier, con la parte superiore più sottile che si allarga in prossimità del porta borraccia. I concetti aerodinamici non si discostano troppo dalla Filante e, infatti, forcella, tubo obliquo e reggisella sono stati creati sfruttando il know-how e i medesimi profili aerodinamici NACA (National Advisory Committee for Aeronautics).
Il prezzo base è di 2.899 euro, proporzionato per chi vuole una bici da strada di qualità . ll ciclista che sogna di conciliare performance e design troverà nella Rapida un equilibrio ideale. Da notare le geometrie impeccabili, rispetto ai modelli più estremi del brand, in grado di adattarsi a neofiti ed esperti.
Lo stack è stato aumentato per garantire maggiore comfort, mentre il reach è stato leggermente allungato per assicurare una posizione rilassata in sella. Wilier Rapida rappresenta il giusto mix tra aerodinamica e design all’avanguardia, strizzando l’occhio a una fascia di clientela che non vuole accontentarsi di una bici basilare.
La posizione in sella non risulta estrema per la muscolatura della schiena e del collo, sufficientemente abbassata per una impeccabile stabilità . La fibra di carbonio dello sterzo offre anche una totale integrazione dei cavi, esattamente come su Filante e Verticale. La Wilier Triestina Rapida eredita numerose soluzioni sviluppate originariamente per le bici utilizzate dai professionisti. Esteticamente non passa inosservata con una zona frontale di grande impatto.
Il reggisella in carbonio ha un sistema di chiusura a scomparsa che rende il design ancora più pulito, mentre la scatola del movimento centrale rispetta il robusto standard Press Fit da 86,5 mm. Le colorazioni disponibili sono quattro: Dusk Grey, un grigio leggero ed elegante, Midday Orange, arancione acceso, Lastlight Black, nero lucido, Weekend White, bianco lucido.
Rapida è compatibile con gruppi meccanici ed elettronici, mentre sul tubo sella spicca un supporto deragliatore removibile per configurare il mezzo con mono corona o guarnitura 2x classica. Il forcellino con standard UDH non cambia rispetto alle sorelle maggiori e il passaggio gomme è di ben 36 millimetri. Wilier per la Rapida ha pensato a due diverse configurazioni, entrambe dotate di manubrio integrato in fibra di carbonio Z Bar e ruote Miche. Il top di gamma è equipaggiato di gruppo Shimano 105 Di2 e cerchi in carbonio Miche Asfalto da 45 millimetri di profilo. Il prezzo? 3.999 euro. La versione più economica, da 2.899 euro, vanta gruppo Shimano 105 meccanico e cerchi Miche Reflex DX.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 07:36:23 +0000Se senti odore di gasolio mentre sei alla guida, accosta subito in sicurezza e spegni il motore. La presenza di carburante fuori dai circuiti di alimentazione indica un guasto imminente che non deve essere trascurato. Sottovalutare questo segnale significa respirare i vapori tossici del diesel all’interno dell’abitacolo.
Inoltre, la fuoriuscita del combustibile genera un possibile pericolo di incendio a causa del liquido disperso nel vano motore. Vediamo quindi che cosa bisogna fare nell’immediato.
La risposta è no, devi fermarti il prima possibile. Quando avverti quella puzza significa che il gasolio sta uscendo dal suo circuito chiuso e questo avviene solitamente in due modi:
In entrambi i casi, ignorare il segnale è un errore che può recare un danno da migliaia di euro. Se la perdita è liquida, il gasolio intacca l’integrità delle cinghie e dei manicotti dell’acqua. Se invece il problema riguarda lo sfiato degli iniettori, i gas che escono sono dannosi ed entrano direttamente nell’abitacolo attraverso il sistema di ventilazione.
Ignorare l’odore di carburante sperando che il problema si risolva da solo è la via più rapida per far lievitare i costi di riparazione. La presenza costante di gasolio nebulizzato o di gas di scarico provoca una serie di anomalie a catena, vediamo le più frequenti:
Oltre a questi pericoli devi considerare l’aspetto economico. Se la perdita bagna l’alternatore o i manicotti del sistema di raffreddamento è possibile che dovrai sostituire anche quei componenti. Fermarsi subito ti permette di limitare i danni ed evitare che una semplice rondella in rame o un tubicino di recupero crepato si trasformino in un intervento molto costoso.
La spesa finale dipende esclusivamente dalla diagnosi iniziale, perché un conto è sostituire un tubo in gomma, un altro è smontare mezza testata per un componente bloccato. Vediamo una stima media del ripristino per un’auto di media cilindrata comprensivo di manodopera:
Devi tenere a mente che se la perdita ha bagnato la distribuzione, i costi potrebbero aumentare perché sarà necessario sostituire preventivamente il kit cinghia per evitare possibili rotture del motore. In quel caso, dovrai preventivare circa 700 euro extra per l’intervento completo.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 06:00:45 +0000Il 07 maggio 2026 è previsto uno sciopero sul territorio nazionale. In questo articolo riportiamo tutte le informazioni utili e aggiornate su questa agitazione, con un approfondimento sui dettagli relativi alle aree geografiche interessate, le categorie coinvolte, la durata e i sindacati promotori dell’iniziativa.
Per la giornata del 07 maggio 2026, è stato proclamato uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, che coinvolge l’intero settore marittimo su scala nazionale. Lo sciopero interessa tutte le province d’Italia, senza esclusione territoriale.
La mobilitazione è stata indetta dal sindacato USB Lavoro Privato e coinvolge i lavoratori del settore portuale, inclusi i dipendenti delle imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, delle Autorità di Sistema Portuale (ADSP) e delle società che applicano il CCNL porti.
Lo sciopero è stato proclamato in data 16 aprile 2026 e riguarda servizi e attività legate al funzionamento e alla logistica portuale su tutto il territorio nazionale.
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 07 May 2026 06:00:00 +0000Maggio 2026 sarà un mese caratterizzato da diversi scioperi che interesseranno numerosi settori in tutta Italia: dai trasporti pubblici locali, al settore marittimo, fino a quello aereo e ferroviario. Gli scioperi previsti toccheranno sia il livello nazionale sia quello locale, coinvolgendo servizi essenziali in numerose città e regioni. In questo articolo forniamo un calendario dettagliato dei principali scioperi del mese, indicando per ogni giornata le città coinvolte, le categorie interessate, la durata delle astensioni e i sindacati promotori. Le informazioni riportate riguardano esclusivamente il periodo maggio 2026.
In tutte le province d’Italia è previsto uno sciopero generale a rilevanza nazionale per l’intera giornata. Coinvolti i lavoratori del settore pubblico e privato. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato USI-CIT e riguarda tutto il personale dipendente.
In tutto il territorio nazionale si registra uno sciopero del personale addetto ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia, indetto da FAST-CONFSAL e, in una seconda proclamazione, dalle sigle FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI. Ciascuno sciopero riguarderà mezzo turno per ogni turno di lavoro nell’arco della giornata.
Nella provincia di Milano, Lombardia, è previsto uno sciopero di 8 ore dalle 22.00 del 4 maggio alle 6.00 del 5 maggio per il settore ferroviario, che coinvolge il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal. Sciopero indetto da OSR USB Lavoro Privato.
Nella provincia di Milano (Lombardia), continua lo sciopero nel settore ferroviario concludendosi alle 6:00. Personale interessato: Mercitalia Shunting & Terminal. Sindacato: OSR USB Lavoro Privato.
Nella provincia di Firenze (Toscana), sciopero di 8 ore che interessa il personale manutenzione RFI Doit Firenze per tutta la giornata. Coinvolto il sindacato OSR USB Lavoro Privato.
In tutte le province d’Italia è indetto uno sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) per il settore marittimo. Coinvolti i lavoratori portuali di imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, ADSP e società che applicano il CCNL porti. Il sindacato promotore è USB Lavoro Privato.
Nella provincia di Trento (Trentino-Alto Adige), sciopero di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 del personale della società Trentino Trasporti. Indetto da OSR ORSA Trasporti.
Nella provincia di Potenza (Basilicata), sciopero di 4 ore dalle 15.01 alle 19.00 che coinvolge il personale della società Miccolis – Servizio urbano di Potenza. Indetto da diverse sigle sindacali tra cui FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL Autoferro.
Nella provincia di Napoli (Campania), sciopero 24 ore (dalle 19.31 del 9 maggio alle 19.30 del 10 maggio) dei lavoratori della società EAV di Napoli, settore trasporto pubblico locale. Indetto da OSR ORSA Autoferro TPL.
Nella provincia di Firenze (Toscana), previsto uno sciopero territoriale di 24 ore del personale della società Autolinee Toscane (bacino di Firenze). Sindacato promotore: OSP COBAS Lavoro Privato.
Nel settore aereo nazionale vari scioperi riguardano tutto il personale ADR Security Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino), ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Napoli, Easyjet Airlines Limited, nonché società GH Palermo, ASC Handling, Aviapartner Palermo, e Gruppo SOGAER (Aeroporto di Cagliari) e società Alha e MLE-Bcube aeroporto di Milano Malpensa, con fermate tra le ore 10.00 e le 18.00 e altri in varie fasce orarie comprese tra le 10.00 e le 17.00. Le sigle sindacali coinvolte sono FAST-CONFSAL, RSA UILT-UIL, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC, CUB Trasporti, USB Lavoro Privato, OSP FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A.
Nella provincia di Novara (Piemonte), sciopero di 24 ore del personale della società SUN. Indetto da AL-COBAS.
Nella città di Catania (Sicilia), sciopero di 24 ore che interessa il personale della società AMTS. Promosso dal sindacato OSP CUB Trasporti.
In tutte le province d’Italia previsto uno sciopero generale di 48 ore nei settori ferroviario e marittimo, proclamato da CSLE. Coinvolge le categorie pubbliche e private.
In tutta la provincia di Milano (Lombardia), sciopero di 24 ore con varie modalità per il personale delle società del Gruppo ATM.
Nella provincia di Foggia (Puglia), sciopero dal primo mezzo turno a partire dalle 00.01 del personale appalti ferroviari Euro&Promos. Sigle coinvolte: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL Ferrovieri, FAST-CONFSAL, ORSA Ferrovie.
Nell’intera regione Toscana, seconda metà del turno del personale appalti ferroviari Euro&Promos Lotto 2.
Nel Veneto, sciopero di 24 ore con modalità varie per il personale delle società Busitalia Sita Nord Unità Produttive Veneto, Umbria e Campania. Proclamato da USB Lavoro Privato e ADL COBAS.
Nella città di Bari (Puglia), sciopero di 24 ore per il personale della società STP. Indetto da OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
In tutte le province d’Italia, fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci conto terzi dalle 00.00 del 25 maggio fino alle 24.00 del 29 maggio, indetto dalle principali associazioni di categoria del trasporto merci.
Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 24 ore per il personale della società Arriva Udine. Proclamato da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.
In tutte le province d’Italia sciopero generale (ferroviario dalle 21.00 del 28 maggio alle 21.00 del 29 maggio; autostrade dalle 22.00 del 28 maggio alle 22.00 del 29 maggio). Coinvolge le categorie pubbliche e private. Proclamato da CUB, SGB, ADL Varese, SI-COBAS, USI-CIT.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 07 May 2026 06:00:00 +0000Oggi, 07 maggio 2026, proponiamo il quadro aggiornato dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, come rilevati dall’Osservatorio del MIMIT. In tabella trovi benzina, gasolio, GPL e metano con le relative modalità di erogazione. I valori disponibili sono: gasolio self 2.112 euro, benzina self 1.989 euro, GPL servito 0.928 euro, metano servito 1.594 euro. A seguire, una guida per capire come si forma il prezzo finale alla pompa: dalla componente industriale (materia prima e margine) ai prelievi fiscali (accise e IVA), così da leggere con maggiore consapevolezza l’andamento quotidiano dei listini.
Ultimo aggiornamento: 06-05-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.112 |
| Benzina | SELF | 1.989 |
| GPL | SERVITO | 0.928 |
| Metano | SERVITO | 1.594 |
Benzina. Nel prezzo finale della benzina la componente fiscale conta per il 58%, risultando quindi superiore alla componente industriale, che incide per il 42%. All’interno della quota industriale, circa il 30% riflette il costo della materia prima: un valore che risente direttamente delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dell’andamento del cambio euro/dollaro, dato che gli scambi sono generalmente denominati in valuta statunitense. Il restante 12% è il margine lordo lungo la filiera (raffinazione, logistica, stoccaggio, distribuzione e vendita), la parte sulla quale gli operatori possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa in risposta alla concorrenza, ai volumi di traffico e ai costi operativi dei punti vendita. Sul versante fiscale, rientrano i prelievi fissi (accise) e l’imposta sul valore aggiunto, applicata sul totale: questo meccanismo fa sì che, quando aumentano i costi industriali, cresca anche l’IVA in valore assoluto, amplificando la variazione percepita dal consumatore. La ripartizione tra imposte e industria spiega perché oscillazioni nelle quotazioni o nel cambio non si trasferiscano sempre in modo lineare al prezzo: il peso fiscale, infatti, attenua parzialmente i ribassi e, viceversa, amplifica in parte i rialzi, mentre il margine, pur relativamente contenuto, consente agli operatori di assorbire shock temporanei o di effettuare aggiustamenti commerciali.
Gasolio. Per il gasolio la struttura è diversa: la componente fiscale pesa per il 45%, mentre la componente industriale raggiunge il 55%. All’interno di quest’ultima, il 45% è attribuibile alla materia prima, fortemente condizionata dalle quotazioni internazionali e dal tasso di cambio euro/dollaro, fattori che determinano la base di partenza del prezzo. Il 10% rappresenta invece il margine lordo della filiera, la leva su cui gli operatori possono agire per adeguare i listini alla concorrenza, ai flussi di traffico pesante e ai costi di gestione delle aree di servizio. La componente fiscale comprende accise e IVA: la presenza dell’imposta sul valore aggiunto applicata sull’intero ammontare fa sì che le variazioni della materia prima e del margine si riflettano anche sul gettito, incidendo sul prezzo finale pagato dall’automobilista. Rispetto alla benzina, il maggior peso della parte industriale nel gasolio rende i prezzi più sensibili ai movimenti delle quotazioni e alle dinamiche dei mercati energetici, oltre che a fattori stagionali e logistici che influenzano approvvigionamenti e domanda. Anche in questo caso, tuttavia, la presenza del margine e della fiscalità crea un effetto cuscinetto: i ribassi internazionali possono richiedere tempo per trasferirsi integralmente, mentre gli aumenti possono essere parzialmente smorzati dalle politiche commerciali dei distributori.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 07 May 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.936 per la benzina, 2.046 per il diesel, 0.835 per il gpl, 1.581 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.045 |
| Benzina | SELF | 1.930 |
| GPL | SERVITO | 0.818 |
| Metano | SERVITO | 1.518 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.059 |
| Benzina | SELF | 1.940 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.065 |
| Benzina | SELF | 1.955 |
| GPL | SERVITO | 0.888 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.057 |
| Benzina | SELF | 1.946 |
| GPL | SERVITO | 0.855 |
| Metano | SERVITO | 1.655 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.029 |
| Benzina | SELF | 1.916 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.536 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.042 |
| Benzina | SELF | 1.939 |
| GPL | SERVITO | 0.824 |
| Metano | SERVITO | 1.544 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.051 |
| Benzina | SELF | 1.948 |
| GPL | SERVITO | 0.813 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.035 |
| Benzina | SELF | 1.924 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
| Metano | SERVITO | 1.674 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.049 |
| Benzina | SELF | 1.942 |
| GPL | SERVITO | 0.895 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.038 |
| Benzina | SELF | 1.933 |
| GPL | SERVITO | 0.821 |
| Metano | SERVITO | 1.554 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.033 |
| Benzina | SELF | 1.912 |
| GPL | SERVITO | 0.843 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.052 |
| Benzina | SELF | 1.929 |
| GPL | SERVITO | 0.828 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.043 |
| Benzina | SELF | 1.934 |
| GPL | SERVITO | 0.817 |
| Metano | SERVITO | 1.557 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.045 |
| Benzina | SELF | 1.944 |
| GPL | SERVITO | 0.801 |
| Metano | SERVITO | 1.633 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.062 |
| Benzina | SELF | 1.943 |
| GPL | SERVITO | 0.882 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.050 |
| Benzina | SELF | 1.941 |
| GPL | SERVITO | 0.841 |
| Metano | SERVITO | 1.818 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.049 |
| Benzina | SELF | 1.937 |
| GPL | SERVITO | 0.828 |
| Metano | SERVITO | 1.604 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.053 |
| Benzina | SELF | 1.948 |
| GPL | SERVITO | 0.841 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.040 |
| Benzina | SELF | 1.928 |
| GPL | SERVITO | 0.831 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.055 |
| Benzina | SELF | 1.946 |
| GPL | SERVITO | 0.907 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 maggio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.029 |
| Benzina | SELF | 1.934 |
| GPL | SERVITO | 0.825 |
| Metano | SERVITO | 1.509 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 07 May 2026 06:00:00 +0000Il Gruppo Stellantis ha iniziato bene il 2026, con vendite in crescita e l’obiettivo di avviare un programma di rilancio dopo le difficoltà registrate negli ultimi anni. I numeri raccolti dall’azienda in Europa sono positivi e confermano un dettaglio importante per un Gruppo così grande e articolato: Stellantis sta crescendo con un ritmo superiore rispetto a quello dell’intero mercato, facendo segnare un incremento percentuale delle immatricolazioni nettamente superiore a quello di Volkswagen. Andiamo ad analizzare i dati forniti da ACEA in merito alle vendite in Europa nel primo trimestre del 2026.
I risultati di Stellantis, in termini di immatricolazioni, sono positivi. Il Gruppo ha registrato un totale di 563 mila unità immatricolate in Europa (Ue + Paesi EFTA + Regno Unito) nel corso del primo trimestre del 2026. Questo dato si traduce in una crescita del 7,3% su base annua.
Il market share è del 16% (+0,5 punti rispetto allo scorso anno). Limitando l’analisi al solo mercato Ue, invece, la crescita è dell’8,5%. Un ruolo di primo piano lo ricopre Fiat. La Casa italiana è cresciuta del 31% su base annua nei primi tre mesi del 2026.
Questi dati confermano il ritmo di Stellantis, con l’azienda che sta crescendo più del mercato europeo e anche dei suoi principali concorrenti. Il mercato europeo, infatti, ha chiuso il primo trimestre con una crescita del 4,1% su base annua.
Il Gruppo Volkswagen, invece, ha incrementato le vendite del 2,5% mentre Renault (-8,4%), Toyota (-2,8%) e Hyundai (-3,3%), gli altri tre costruttori che compongono la Top 5 in Europa, hanno registrato un primo trimestre negativo in confronto con lo scorso anno. I concorrenti di Stellantis sono, quindi, in evidente difficoltà e non tengono il passo del Gruppo.
Per quanto riguarda l’Italia, sono già disponibili i dati sulle vendite di aprile 2026 forniti da UNRAE e, di conseguenza, possiamo analizzare l’andamento del Gruppo nel corso dei primi quattro mesi dell’anno. Anche in questo caso, i numeri sono molto positivi.
Stellantis, infatti, ha venduto 206 mila unità in Italia nel periodo compreso tra gennaio e aprile, facendo registrare un incremento delle immatricolazioni del 15,2%, con una quota di mercato pari al 32,21%. Anche in questo caso, il Gruppo ha “battuto” il mercato, cresciuto del 9,8% nello stesso periodo di tempo.
Un contributo fondamentale ai risultati raggiunti da Stellantis è arrivato da Fiat, marchio che sta vivendo un periodo di forte crescita, con l’azienda che sta raccogliendo i frutti del lavoro svolto negli ultimi anni per sviluppare una gamma più ricca e completa.
Il marchio torinese ha raggiunto quota 77 mila unità vendute nel corso dei primi quattro mesi del 2026, registrando un incremento delle vendite del 30% su base annua e un market share pari al 12,1% di tutto il mercato italiano. L’azienda domina anche il mercato dei veicoli commerciali.
Staremo a vedere come andranno le vendite di Stellantis in Italia e in Europa nel corso del secondo trimestre del 2026. Le premesse per un nuovo trimestre positivo, come confermato dai dati di aprile, ci sono tutte. Ulteriori dettagli in merito arriveranno nelle prossime settimane, con la pubblicazione dei risultati in Europa e poi dei dati di vendita di maggio in Italia.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 05:30:55 +0000McLaren è un punto di riferimento nel mondo delle quattro ruote, sia in pista che su strada. Nel corso degli anni, la Casa ha realizzato modelli di grande successo, che spesso attirano l’attenzione dei collezionisti di tutto il mondo.
In queste ore, ad arricchire la sua lunga storia di successi, McLaren ha presentato la MCL-HY FIA Hypercar, vettura sportiva che gareggerà nel Campionato del Mondo Endurance FIA ​​(WEC) e nella 24 Ore di Le Mans nel 2027.
Il modello in questione sarà anche la base di partenza della MCL-HY GTR, un modello che viene offerto ai clienti VIP di McLaren tramite il programma Project: Endurance che permetterà a pochi fortunati di poter mettersi alla guida di un modello davvero esclusivo. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.
La nuova MCL-HY GTR è stata appena presentata, dopo una lunga fase di sviluppo, e inizierà i test in pista nel corso delle prossime settimane, in vista del debutto nelle competizioni già in calendario per il prossimo anno.
Durante la fase di test, il pilota ufficiale del McLaren Hypercar Team, Mikkel Jensen, sarà affiancato dai piloti del McLaren Driver Development Programme (DDP), Gregoire Saucy e Richard Verschoor. Per questa fase di sviluppo, ci sarà il contributo anche del pilota della United Autosports, Ben Hanley.
La nuova hypercar può contare su un motore V6 biturbo, pensato per offrire prestazioni al top in pista, grazie anche al sistema ibrido MGU. Il propulsore eroga fino a 707 CV di potenza all’asse posteriore.
Da segnalare anche un peso ridotto ad appena 1.030 chilogrammi. Il progetto è stato costruito seguendo le normative ACO/IMSA. Le consegne della McLaren MCL-HY GTR, il modello derivato dalla Hypercar che sarà messo a disposizione dei clienti selezionati, sono programmate per la fine del 2027, al termine del periodo di sviluppo e dopo il debutto in pista della vettura.
Questo modello, frutto della collaborazione tra McLaren Racing e McLaren Automotive, non ha il sistema ibrido LMDh, obbligatorio per le Hypercar FIA, per poter garantire ai clienti “un’esperienza di guida più pura in pista”.
Per ammirare il nuovo progetto da tutte le angolazioni potete dare un’occhiata alle foto ufficiali pubblicate da McLaren su Instagram, in occasione della presentazione del suo nuovo modello avvenuta in queste ore.
Zak Brown, Amministratore Delegato di McLaren Racing, ha voluto sottolineare l’importanza che questo nuovo progetto ricoprirà per la Casa:
“Dopo mesi e anni di lavoro, eccoci qui a svelare al mondo la MCL-HY. McLaren Racing ora ha tre vetture pronte a competere nelle più importanti serie del motorsport: Formula 1, INDYCAR e WEC. Questo significa che McLaren, i suoi partner e i suoi fan possono sfidare insieme la Tripla Corona del GP di Monaco, della 500 Miglia di Indianapolis e della 24 Ore di Le Mans: una storia unica che abbraccia diverse serie e che ci distingue dagli altri.â€
Nick Collins, Amministratore Delegato di McLaren Automotive, ha aggiunto:
Data articolo: Thu, 07 May 2026 05:30:49 +0000“La MCL-HY GTR offrirà un’esperienza da Hypercar FIA senza precedenti per la sua accessibilità agli appassionati di guida in pista. Chi ci accompagnerà in questo viaggio vedrà e sentirà il meglio di McLaren e come la nostra tradizione nelle corse stia plasmando il nostro futuro più che mai.â€
Dietro le sue linee eleganti, il rombo metallico del V6 e il fascino delle granturismo italiane degli anni Sessanta si nasconde una storia complessa, fatta di regolamenti sportivi, collaborazioni industriali e orgoglio italiano. Perché senza la Fiat Dino, Ferrari non avrebbe potuto correre in Formula 2 con il motore progettato per omaggiare Alfredo “Dino†Ferrari, il figlio di Enzo scomparso prematuramente nel 1956.
La Dino è quindi molto più di una coupé elegante o di una spider da dolce vita. È il punto d’incontro tra due mondi con filosofie opposte: quella industriale della Fiat e quella elitaria del Cavallino Rampante. E forse proprio questo equilibrio tra esclusività e produzione di serie, è il motivo per cui ancora oggi continua ad affascinare così tanto gli appassionati.
Siamo nel 1965 e Ferrari vuole tornare protagonista in Formula 2. Il regolamento FIA, però, impone una regola precisa: il motore deve derivare da un modello di serie prodotto in almeno 500 esemplari entro dodici mesi con un propulsore da massimo 1.6 litri. Per Maranello è un problema enorme. Ferrari costruisce auto in numeri troppo limitati per soddisfare la richiesta della Federazione. Serve quindi un partner industriale capace di produrre rapidamente centinaia di motori e vetture. È qui che entra in scena Fiat.
Al tempo stesso per il marchio torinese la proposta del Cavallino rappresenta un’occasione irripetibile. La Casa vuole dare un’erede sportiva alla 2300S Coupé e vede nella collaborazione con Ferrari il modo perfetto per rafforzare la propria immagine. Nasce così uno dei sodalizi più affascinanti dell’automobilismo italiano.
Ferrari mette sul tavolo il suo straordinario V6 progettato da Vittorio Jano per la Dino 206 da corsa. Fiat si occupa invece della produzione industriale del motore con cilindrata compatta e della realizzazione delle vetture stradali che dovranno permettere l’omologazione. Il risultato è qualcosa che fino a quel momento sembrava impensabile: una Fiat con un motore Ferrari sotto al cofano.
Ed è proprio il motore il cuore pulsante della Dino. Il V6 di 1987 cm³ utilizzato dalla Fiat deriva direttamente dall’unità destinata alle competizioni. Ha un angolo tra le bancate di 65 gradi, doppio albero a camme in testa per ciascuna bancata, distribuzione comandata da catene con tenditori regolabili e una raffinata costruzione in alluminio per basamento e testata.
La potenza arriva a 160 CV a 7.500 giri/minuto e il carattere del motore è tipicamente Ferrari: ama girare in alto, ha una risposta nervosa e soprattutto un sound metallico e acuto che rende immediatamente riconoscibile l’indole della Rossa.
Rispetto alla versione Ferrari cambia il sistema di lubrificazione. La Fiat utilizza infatti il carter umido invece del più sofisticato carter secco della Dino 206 GT. Una soluzione scelta per contenere costi e complessità produttiva, senza però snaturare il progetto originale. Per molti appassionati è proprio questo il dettaglio che rende la Fiat Dino unica: la possibilità di vivere un’esperienza “quasi Ferrari”, ma in una veste più accessibile e meno estrema.
La Fiat Dino debutta nel 1966 con la versione Spider, affidata alle mani di Pininfarina. Una scelta quasi obbligata vista la lunga collaborazione tra il carrozziere torinese e Ferrari. La Spider è bassa, filante, elegante senza risultare aggressiva. Le proporzioni sono quelle tipiche delle sportive italiane dell’epoca: cofano lungo, abitacolo arretrato e coda corta. L’atmosfera è quella della dolce vita italiana, tra località marittime e boulevard illuminati.
L’anno successivo arriva invece la Coupé, disegnata da Bertone. Ed è qui che la storia prende una piega interessante. Perché la Coupé non è semplicemente una versione chiusa della Spider. È un’auto completamente diversa per filosofia. Il passo più lungo permette infatti di ottenere quattro posti veri, trasformando la Dino in una granturismo elegante e utilizzabile anche nei lunghi viaggi.
Le linee sono più tese e moderne rispetto alla Spider. Bertone sceglie uno stile geometrico e pulito, tipico del design italiano di fine anni Sessanta. Il risultato è una vettura sofisticata ma meno sensuale della scoperta firmata Pininfarina. Eppure sarà proprio la Coupé a conquistare maggiormente il mercato.
Al di fuori della filosofia che le divide, entrambe condividono lo stesso schema: motore anteriore longitudinale, trazione posteriore e cambio manuale a cinque marce. Il differenziale autobloccante regala un comportamento dinamico brillante, mentre l’impianto frenante a quattro dischi è una soluzione estremamente avanzata per il periodo.

L’idea di una Fiat con motore Ferrari incuriosisce immediatamente il pubblico. E non potrebbe essere altrimenti. Negli anni Sessanta Ferrari rappresenta un sogno irraggiungibile per la maggior parte degli automobilisti italiani. La Dino, invece, riesce ad avvicinare quel mondo a una clientela più ampia. Non era comunque un’auto economica. Anzi, il prezzo restava elevato rispetto agli standard Fiat. Ma il fascino del marchio Ferrari nascosto sotto il cofano bastava a giustificare ogni sacrificio.
La Dino diventa rapidamente uno status symbol. Piace ai professionisti, agli imprenditori e agli appassionati che cercano qualcosa di diverso dalle classiche sportive inglesi o tedesche. E soprattutto piace per il suo carattere. Perché nonostante il logo Fiat sulla calandra, basta mettere in moto il V6 per capire immediatamente che dentro quell’auto c’è molto di più.
Il successo spinge alla nascita di una seconda serie nel 1969. La cilindrata sale a 2418 cm³ e la potenza raggiunge quota 180 CV a 6.600 giri/minuto. Cambia il carattere del propulsore: meno rabbioso agli alti regimi rispetto al due litri, ma molto più pieno e corposo nell’erogazione. La Dino 2400 Coupé supera i 205 km/h, entrando di diritto nel territorio delle granturismo più veloci del periodo.
Ma le novità non finiscono qui. La seconda serie introduce infatti un nuovo retrotreno a sospensioni indipendenti derivato dalla Fiat 130. Una modifica fondamentale che trasforma il comportamento stradale della vettura, migliorando stabilità , comfort e precisione in curva. Anche gli interni diventano più raffinati, mentre la qualità generale cresce sensibilmente. Fiat vuole rendere la Dino una vera ammiraglia sportiva, capace di competere con vetture molto più costose. La Coupé continua a essere la preferita del pubblico, mentre la Spider mantiene il suo ruolo di auto più esclusiva e ricercata.
La produzione della Fiat Dino termina nel 1972 dopo circa 7.577 esemplari complessivi realizzati nelle varie versioni e motorizzazioni. Ma la sua storia non finisce davvero lì. Perché quel magnifico V6 Ferrari continuerà a vivere ancora a lungo. E lo farà su una delle auto da rally più leggendarie di sempre: la Lancia Stratos.
Nel grande intreccio industriale tra Fiat, Ferrari, Lancia e Bertone, il motore Dino diventa infatti il cuore della futura regina dei rally anni Settanta. Una seconda vita che consacra definitivamente il progetto nato anni prima per la Formula 2.
Oggi la Fiat Dino rappresenta una delle sportive italiane più affascinanti e sottovalutate della sua epoca. Ha il fascino delle Ferrari classiche ma con una personalità tutta sua. Non cerca di imitare Maranello, piuttosto interpreta quel mondo in modo più elegante e accessibile.
Data articolo: Thu, 07 May 2026 04:07:19 +0000Con la sua band, i The Kolors, è uno degli ospiti più attesi a Tim Battiti Live Spring, nella puntata di mercoledì 6 maggio, in onda su Canale 5. La stessa energia ed esuberanza che hanno sostenuto Stash fin dagli inizi della carriera la ritroviamo sulle sue auto, dei gioielli personalizzati opposti come filosofia, affidati alle sapienti mani di Tittarelli Luxury Custom, perché lo stile non conosce confini di segmento o di prezzo.
Da una parte brilla la Ferrari Purosangue, la prima “ruote alte” di Maranello rivelatasi un successo commerciale clamoroso. Dall’altra, fa bella mostra di sé la più amata dagli italiani, quella Fiat Panda che sembra sempre guadagnare fascino con il passare del tempo, un pezzo unico battezzato “Pandarella” per l’occasione.
Partendo dalla Ferrari, Stash ha chiesto una configurazione capace di esaltare le linee scultoree firmate da Flavio Manzoni senza scadere nell’eccesso. Ribattezzata “Naturalissima”, la Purosangue del cantante sfoggia una raffinata tinta Titanio Naturale, arricchita da una livrea speciale in Nero Lucido che ne snellisce i volumi. I cerchi bicolore, anch’essi in Titanio Naturale, completano un pacchetto estetico di rara classe.
Sotto il cofano batte il leggendario V12 aspirato da 6.5 litri, capace di erogare 725 CV, un “atto di ribellione” all’invasione su vasta scala dell’ibridazione a tutti i costi, pronta a offrire un’esperienza sensoriale di un’epoca passata: 0-100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima superiore ai 310 km/h. Grazie alle sospensioni attive a 48 volt e a una distribuzione dei pesi quasi perfettamente bilanciata (49:51), l’auto di Stash promette emozioni da pista, pur offrendo il comfort delle tipiche porte posteriori controvento.
Ok, la Ferrari rappresenta il vertice dell’ingegneria, ma come se la cava l’altra creazione di Tittarelli? Una storica Fiat Panda rivisitata in chiave “adventure” tocca le corde del cuore: la livrea Desert Storm avvolge l’intera carrozzeria, inclusi i cerchi, in richiamo alle atmosfere dei grandi raid.
In una clip diffusa sui social, l’atelier romano spiega come ha trasformato la Panda: i dettagli gialli dei fendinebbia creano un contrasto con la tinta sabbia, mentre la griglia sui fari e la presa d’aria supplementare richiamano il mondo dei rally. Il look da “esploratrice” è completato da un portapacchi rinforzato sul tetto, per non porsi limiti.
Pneumatici tacchettati quattro stagioni con paraschizzi dedicati permettono di affrontare ogni terreno e la dicitura “Pandarella”, presente anche sulla parte inferiore della portiera, sigilla l’inconfondibile stile “pop-custom”.
Dopo aver fatto rombare i motori, Stash si accinge a far cantare i fan sul palco di Tim Battiti Live Spring. L’esperimento primaverile del festival, condotto da Michelle Hunziker e Alvin, si sposta dalle spiagge pugliesi alla suggestiva cornice medievale di Ferrara.
Nella splendida Piazza Trento e Trieste, i The Kolors sono tra i grandi protagonisti della serata insieme a nomi del calibro di Emma, Fedez e Geolier. Il gruppo porta la carica dei loro ultimi successi in una puntata che promette di bissare il successo d’ascolti dell’esordio (oltre 2,2 milioni di spettatori). Dalla cura millimetrica per i dettagli delle proprie auto, alla potenza travolgente della musica live, Stash conferma di saper sempre come lasciare il segno.
Data articolo: Wed, 06 May 2026 19:59:56 +0000Sulla scia di quanto sta accadendo per il mercato delle quattro ruote, anche il mercato moto italiano è in crescita, con un mese di aprile 2026 che conferma il trend positivo che era già stato evidenziato al termine del primo trimestre dell’anno.
Il settore è in ripresa, dopo aver affrontato un 2025 complicato per via del cambio di omologazione Euro 5, e può guardare al futuro con una certa fiducia. Un contributo decisivo alla crescita arriva dagli scooter, che riflettono l’esigenza degli italiani di una mobilità più semplice e accessibile, soprattutto in città . In crescita, però, ci sono anche le moto e i ciclomotori.
Ecco i dati in merito alle immatricolazioni relative al mese di aprile 2026 e al primo quadrimestre dell’anno in corso.
Il mese di aprile 2026 si è chiuso con immatricolazioni complessive pari a 44.359 unità . Il dato si traduce in una crescita percentuale del 14,82%. Si tratta di un dato molto positivo e che segue quanto già visto per il mercato auto, protagonista di un ottimo mese di aprile.
Per quanto riguarda il primo quadrimestre (gennaio – aprile), le immatricolazioni complessive sono ora pari a 129.160 unità con un incremento del 14,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In sostanza, il dato di aprile conferma il trend visto nel primo trimestre dell’anno.
Da segnalare, invece, un calo per il segmento elettrico, nonostante un mese di aprile con dati positivi per le moto. Nel cumulato annuo, infatti, le vendite si fermano a 2.293 unità . Questo dato si traduce in un calo di 6,5% su base annua. Per sostenere il settore in futuro potrebbero essere necessari nuovi incentivi dopo l’Ecobonus 2026 che ha avuto un fondo di 30 milioni di euro per sostenere l’elettrificazione del mercato delle due ruote.
Ricordiamo che per chi utilizza un mezzo a due ruote solo durante la bella stagione, il ritorno in strada deve avvenire nel massimo della sicurezza e, quindi, con una serie di controlli da fare prima di tornare a utilizzare il proprio veicolo.
La crescita è guidata dagli scooter: ad aprile, infatti, le immatricolazioni sono state pari a quasi 26 mila unità , con un miglioramento del +23,25% su base annua. Più indietro le moto che crescono “solo” del 3,65%. Ci sono poi 1.333 unità vendute per quanto riguarda i ciclomotori, con un incremento del 20,42% su base annua.
Nel cumulato annuo, invece, le immatricolazioni degli scooter sono state pari a 72 mila unità , con un incremento del 17,6%, mentre le moto si fermano a 52 mila unità , con un incremento percentuale del 10,41%. Da segnalare anche poco più di 2 mila unità vendute per i ciclomotori che, dopo un periodo complicato, registrano una crescita del 26,33%.
Il presidente di Ancma, Mariano Roman, ha sottolineato:
Data articolo: Wed, 06 May 2026 13:45:25 +0000Le prospettive, tuttavia, restano strettamente legate all’evoluzione del contesto macroeconomico: la durata dell’attuale clima di incertezza, insieme alle ricadute del costo dell’energia e dei carburanti e, più in generale, dell’inflazione, potrebbe incidere sulla capacità di spesa dei consumatori. In questo scenario, appare fondamentale un deciso allentamento delle tensioni geopolitiche per salvaguardare i livelli di consumo. A fronte di queste criticità , prevale comunque un cauto ottimismo. Le due ruote si confermano infatti come la modalità di trasporto più economica e versatile, qualità che le rendono particolarmente competitive in contesti incerti come quello attuale.
Il mese di aprile 2026 si è chiuso con una sostanziale crescita delle immatricolazioni per il mercato italiano. Come sempre, però, alcuni modelli hanno raggiunto risultati decisamente superiori rispetto ad altri. Di seguito andremo ad analizzare la Top 10 delle auto più vendute in Italia nel corso del mese di aprile 2026, sulla base dei dati forniti da UNRAE.
Ad aprire la Top 10 delle auto più vendute in Italia nel corso del mese di aprile 2026, che ricordiamo si è chiuso con immatricolazioni in forte crescita, troviamo la Volkswagen T-Roc, modello che ha raggiunto un totale di 3.074 unità immatricolate. Nona posizione, invece, per la Toyota Aygo X, che con 3.372 esemplari venduti si conferma una delle segmento A più apprezzate.
Scorrendo la classifica troviamo la Citroën C3, che si ferma a 3.505 unità vendute, la Peugeot 208, con 3.558, e la Fiat Grande Panda che chiude il trio di Stellantis con un totale di 3.704 unità vendute, occupando la sesta posizione. Da segnalare anche la quinta piazza per la MG ZS, con 3.742 esemplari distribuiti. Al quarto posto c’è la Dacia Sandero, con 4.064.
Sul gradino più basso del podio, invece, c’è spazio per la Leapmotor T03, modello che si sta ritagliando un ruolo da protagonista del mercato. Per la vettura ci sono 4.090 unità immatricolate nel corso del mese. Seconda posizione per la Jeep Avenger, modello che si conferma come SUV più venduto, con 4.350 esemplari e con una crescita di oltre il 5% che fa seguito ai già ottimi dati dello scorso anno.
A guidare il mercato nel corso del mese di aprile c’è la Fiat Panda, con 8.571 unità immatricolate. Per la segmento A si registra un calo del 2,9% delle immatricolazioni su base annua. Ricordiamo che un’indagine ha confermato che la Panda non è più l’auto più economica da mantenere in Italia.
I dati di aprile ci permettono di aggiornare la classifica delle auto più vendute in Italia nel 2026, considerando i primi quattro mesi dell’anno. La Top 10 è molto simile a quella vista in precedenza, anche se c’è qualche differenza da non trascurare.
In questo caso, la decima posizione è conquistata dalla MG ZS (con un totale di 11.767 unità vendute). In classifica ci sono poi la Renault Clio (12.163), la Toyota Yaris Cross (12.292), la Toyota Aygo X (13.061), la Dacia Sandero (13.418), la Citroën C3 (14.306) e la Leapmotor T03 (14.839).
Il podio è monopolizzato da Stellantis, che sta vivendo una prima parte molto positiva in termini di unità vendute. La terza piazza, infatti, è conquistata dalla Fiat Grande Panda (16.894) mentre al secondo posto troviamo la Jeep Avenger (20.757),
A guidare il mercato italiano è sempre la Fiat Panda che raggiunge quota 45.601 unità immatricolate. La segmento A di Fiat vende più del doppio rispetto alla seconda più venduta ma registra un leggero rallentamento rispetto agli ottimi risultati ottenuti nel 2025.
Dopo quattro mesi, infatti, la vettura ha venduto circa mille unità in meno in Italia. Si tratta di un calo percentuale pari a poco più del 2% che può rappresentare un piccolo campanello d’allarme per la vettura, soprattutto in un contesto di mercato in cui le immatricolazioni sono in netta crescita.
Data articolo: Wed, 06 May 2026 12:47:18 +0000DENZA, marchio premium del Gruppo BYD dedicato alla mobilità a nuova energia, annuncia la propria partecipazione in qualità di auto ufficiale della 71ª edizione dei Premi David di Donatello, il più importante riconoscimento del cinema italiano. La cerimonia si terrà questa sera, mercoledì 6 maggio, a Cinecittà e sarà trasmessa in prima serata su Rai 1.
Protagonista dell’evento sarà la DENZA Z9GT, modello di punta recentemente presentato a Parigi, incaricato di accompagnare attori, registi e ospiti d’onore fino al Teatro 23 di Cinecittà . In un contesto che celebra l’eccellenza artistica italiana, la Z9GT si distingue per un’eleganza contemporanea, contribuendo a valorizzare il momento del red carpet con una presenza raffinata e riconoscibile.
La DENZA Z9GT rappresenta una nuova visione della mobilità di alta gamma, unendo design distintivo, tecnologie avanzate e prestazioni elevate. Ammiraglia del segmento shooting brake, è disponibile sia in versione completamente elettrica sia nella configurazione Super Hybrid DM, ridefinendo gli standard delle granturismo ad alte prestazioni. Il suo stile combina dinamismo sportivo ed eleganza funzionale, fondendo le linee di una vettura performante con la versatilità di una wagon.
Grazie all’evoluto sistema tri-motore sviluppato da DENZA, la Z9GT offre prestazioni di riferimento, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi nella versione elettrica, e un’elevata agilità . Lo sterzo indipendente delle ruote posteriori consente inoltre manovre avanzate, come inversioni a compasso e movimenti laterali, facilitando la guida anche negli spazi più ristretti.
L’abitacolo integra soluzioni tecnologiche di ultima generazione: un head-up display in realtà aumentata da 50 pollici, un display centrale flottante da 17,3 pollici e due schermi da 13,2 pollici dedicati rispettivamente al quadro strumenti e all’intrattenimento del passeggero anteriore.
Il design si distingue per superfici essenziali, proporzioni equilibrate e una silhouette slanciata. Tutti gli elementi tecnologici, inclusi sensori e sistemi avanzati di assistenza alla guida, sono integrati in modo discreto, mantenendo un’estetica pulita e armoniosa.
La partecipazione di DENZA alla 71ª edizione dei Premi David di Donatello nasce dall’incontro tra due realtà accomunate da una forte attenzione alla qualità e ai dettagli. Da un lato, la cerimonia celebra il meglio della produzione cinematografica italiana; dall’altro, DENZA porta sul red carpet il proprio linguaggio fatto di innovazione, design ed eleganza
Data articolo: Wed, 06 May 2026 12:41:13 +0000Le agevolazioni per comprare un’auto nuova o usata con la legge 104 non spettano a chiunque abbia un verbale di invalidità o un riconoscimento di handicap. Il sistema fiscale prevede benefici precisi legati alle condizioni sanitarie, alle categorie di veicoli, all’intestazione del mezzo e all’uso dell’auto per la mobilità della persona con disabilità . Le agevolazioni sono quattro: Iva ridotta al 4%, detrazione Irpef del 19%, esenzione dal bollo auto ed esenzione dall’imposta provinciale di trascrizione.
Rientrano tra i beneficiari i non vedenti e sordi, le persone con disabilità psichica o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento, le persone con grave limitazione della capacità di deambulazione o affette da pluriamputazioni, e le persone con ridotte o impedite capacità motorie permanenti.
Per alcuni beneficiari, come chi soffre di grave limitazione della deambulazione o pluriamputazioni, l’agevolazione può essere riconosciuta anche senza adattamento del veicolo. Per le persone con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, il veicolo deve essere modificato in funzione della limitazione fisico-motoria o devono risultare adattamenti prescritti e documentati. Il beneficio può spettare alla persona con disabilità oppure al familiare che l’ha fiscalmente a carico. Non basta essere conviventi, affezionati, parenti stretti o utilizzatori abituali dell’auto, ma serve che la persona con disabilità risulti fiscalmente a carico del familiare intestatario o acquirente.
L’auto agevolata può essere intestata alla persona con disabilità oppure al familiare che l’ha fiscalmente a carico. Per le agevolazioni collegate all’Ipt, il veicolo deve essere intestato alla persona con disabilità o al soggetto cui la persona è fiscalmente a carico. Lo stesso principio ricorre anche per il bollo e per le altre agevolazioni fiscali. L’uso del veicolo deve quindi essere destinato in modo esclusivo o prevalente alla mobilità della persona con disabilità . Significa che il veicolo non può diventare l’auto ordinaria di un altro componente del nucleo familiare.
L’agevolazione non è riservata solo alle vetture nuove. L’Iva al 4% può essere applicata anche sull’acquisto di veicoli usati se ricorrono i requisiti previsti e se l’operazione è soggetta a Iva. Se si compra un’auto usata da un privato l’operazione non è soggetta a Iva, quindi l’aliquota ridotta al 4% non trova applicazione. Se si acquista da un concessionario o da un venditore professionale con operazione imponibile Iva, l’agevolazione incide sul prezzo
Il beneficio più immediato è l’Iva agevolata al 4%. Per una vettura con imponibile elevato, il risparmio fiscale supera diverse migliaia di euro. L’agevolazione si applica anche agli optional acquistati insieme al veicolo e agli adattamenti necessari. A questa misura si aggiunge la detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto, calcolata su un importo massimo di 18.075,99 euro.
La detrazione può quindi arrivare a poco più di 3.400 euro, ma il beneficio effettivo dipende dalla capienza fiscale del contribuente. In pratica se non c’è IRPEF sufficiente da detrarre, il vantaggio si riduce. La detrazione riguarda anche alcune spese di riparazione del mezzo, ma non copre i normali costi di esercizio e la manutenzione ordinaria. Carburante, assicurazione, tagliandi ordinari, pneumatici e materiali di consumo restano fuori.
Non tutte le auto rientrano nell’agevolazione Iva e nelle altre misure collegate. Per i veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità i limiti tecnici sono della cilindrata fino a 2.000 cc per motori a benzina o ibridi, fino a 2.800 cc per diesel o ibridi e potenza non superiore a 150 kW per i veicoli elettrici.
Una persona che deve salire e scendere con difficoltà avrà bisogno di un veicolo con seduta accessibile, portiere ampie e soglia non troppo alta. Chi viaggia con carrozzina può richiedere un bagagliaio capiente, una soglia di carico bassa o un allestimento specifico. Chi necessita di adattamenti alla guida deve ragionare su comandi, cambio automatico, spazio per le gambe, sistemi di ausilio e compatibilità tecnica.
Per molte famiglie, un’auto compatta alta da terra può sembrare la soluzione più comoda, ma alcuni SUV hanno soglie di accesso troppo elevate per chi ha problemi motori. Alcune monovolume o multispazio, oggi meno acquistati, restano più pratiche per il trasporto di carrozzine, ausili e passeggeri con ridotta mobilità . Per l’usato, un veicolo già adattato può essere interessante se gli interventi effettuati sono compatibili con le esigenze certificate e risultano indicati sulla carta di circolazione.
L’adattamento tecnico può riguardare i comandi di guida, la carrozzeria o la sistemazione interna del veicolo per consentire alla persona con disabilità di accedervi. Tra gli esempi rientrano pedane sollevatrici, scivoli, bracci sollevatori, paranchi, sedili scorrevoli o girevoli, sistemi di ancoraggio della carrozzella e sistemi di ritenuta. Per chi ha ridotte o impedite capacità motorie permanenti, l’adattamento è la condizione per ottenere le agevolazioni.
Se la persona guida servono patente speciale e dispositivi prescritti. Se non guida, l’adattamento riguarda il trasporto, l’accesso all’abitacolo o l’alloggiamento della carrozzina.
L’esenzione dal bollo auto è uno dei vantaggi più interessanti nel lungo periodo: riguarda autovetture, autoveicoli per trasporto promiscuo, autoveicoli per trasporti specifici, motocarrozzette e motoveicoli per trasporti specifici e destinati alla mobilità delle persone con disabilità o al loro accompagnamento e nel rispetto dei limiti tecnici previsti. Il beneficio vale per un solo veicolo.
Se la persona con disabilità possiede più auto, deve scegliere quella per cui richiedere l’esenzione. Il trasferimento dell’agevolazione su un altro veicolo è possibile solo se il primo viene venduto o cancellato dal Pra e richiede una nuova domanda insieme alla cessazione dell’agevolazione precedente.
L’esenzione dall’Imposta provinciale di trascrizione interessa sia l’iscrizione dei veicoli nuovi sia la trascrizione del passaggio di proprietà dei veicoli usati. L’agevolazione si applica per l’acquisto di veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità con gli stessi limiti tecnici di cilindrata e potenza richiamati per le altre agevolazioni. L’agevolazione vale per un solo veicolo ed è possibile ottenerla di nuovo per un secondo mezzo solo se il primo viene venduto o cancellato dal Pra. Se il veicolo viene venduto prima di due anni dall’acquisto è dovuto il versamento, salvo il caso in cui il cambio sia reso necessario da variazioni indispensabili legate alla disabilità .
Rientrano nelle agevolazioni anche autoveicoli per trasporto promiscuo, autoveicoli per trasporti specifici, motocarrozzette e motoveicoli per trasporti specifici. Gli autocaravan possono rientrare in alcune agevolazioni, ma con regole più limitate e non sempre identiche a quelle delle autovetture.
Restano invece esclusi alcuni mezzi che molti considerano auto nel linguaggio quotidiano, ma che fiscalmente non rientrano nelle categorie agevolabili. È il caso dei quadricicli leggeri, le cosiddette minicar, che non possono essere trattati come autovetture agevolate ai fini delle misure previste per il settore auto disabili.
Data articolo: Wed, 06 May 2026 12:00:45 +0000Il panorama delle auto aziendali in Europa non è più quello di un tempo. Dove una volta dominavano incontrastati i marchi storici del Vecchio Continente, oggi soffia un vento nuovo, gelido per alcuni e ricco di opportunità per altri. Mantenere la flotta aziendale è diventato un esercizio di equilibrismo finanziario per le imprese, che si trovano strette tra listini in costante ascesa e la necessità di non pesare eccessivamente sui bilanci.
Secondo i dati raccolti dal think tank AgitaLab, l’industria europea ha paradossalmente spianato la strada ai costruttori cinesi, pronti a occupare quegli spazi lasciati vuoti da prezzi ormai fuori controllo.
La parola d’ordine nelle direzioni acquisti è diventata TCO (Total Cost of Ownership). L’88% degli addetti ai lavori conferma che le aziende hanno un obiettivo unico: mantenere invariato il costo totale di gestione, che include canone di noleggio e costi d’esercizio. Appena il 12% delle imprese accetta di assorbire i rincari pur di non toccare la qualità delle proprie car list.
In questo scenario, la soluzione sta diventando sempre più spesso “orientale”. Circa il 46% del mercato sta virando verso marchi cinesi, attratti da vetture piacevoli, con dotazioni di bordo superiori e, soprattutto, un prezzo di listino decisamente aggressivo. Sebbene i noleggiatori mantengano una certa prudenza sui valori residui per evitare brutte sorprese future, il noleggio funge da “cavallo di Troia”: permette di superare la diffidenza verso un brand sconosciuto, assicurando al contempo un turnover più rapido rispetto al mercato dei privati.
Un’altra strategia per contenere i costi, adottata dal 42% del campione, è il cosiddetto downsizing delle categorie. Chi prima guidava una berlina di segmento D si ritrova oggi al volante di una compatta di segmento C. Questa manovra, però, nasconde un’insidia pratica: se l’auto aziendale non è più in grado di assolvere al ruolo di “auto di famiglia”, il dipendente potrebbe preferire altri benefit o rimborsi monetari. Il rischio per i costruttori è che, pur mantenendo le quote, la “torta” del mercato diventi sempre più piccola.
Ma come siamo arrivati a questo punto? La causa risiede nel cambio di strategia delle Case automobilistiche che, dopo la crisi dei chip post-Covid, hanno abbandonato la corsa ai volumi per concentrarsi sui margini industriali. Il risultato è visibile nei numeri: il valore medio di un’auto immatricolata per il noleggio è passato dai 22.000 euro del 2019 ai 32.000 euro dello scorso anno.
Mentre l’Europa sembra “aver dormito”, come suggerito da alcuni osservatori al Salone di Pechino, la Cina corre su piattaforme tecnologiche a 800V per ricariche ultra-veloci, che lì sono ormai lo standard. Personaggi come Lei Jun, CEO di Xiaomi, vengono accolti come pop star, mentre i colossi come Huawei si trasformano da fornitori a veri e propri sistemi operativi dell’intera industria, creando ecosistemi che uniscono intelligenza artificiale e satelliti.
Il futuro delle flotte sarà dunque popolato da una miriade di nuovi loghi? Non è detto. He Xiaopeng di Xpeng evoca la citazione del film Highlander: “Ne resterà soltanto uno“ (o quasi). La sua profezia per il 2030 vede la sopravvivenza di appena 5 grandi costruttori cinesi, mentre altri leader di settore come BYD ne ipotizzano circa quindici.
Ciò che è certo è che la “disruption” è in atto. Tra guerre dei prezzi e sovrapproduzione, i marchi cinesi puntano ora alle fabbriche in loco per compensare la forza dello yuan e conquistare definitivamente l’Europa. In questo scenario di convergenza digitale e industriale su larga scala, le car list aziendali non sono più semplici elenchi di modelli, ma il primo vero campo di battaglia di una rivoluzione che sta ridisegnando i confini del mondo dell’auto.
Data articolo: Wed, 06 May 2026 11:12:29 +0000