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Oggi, 5 marzo 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane è complessivamente scorrevole senza eventi critici o incidenti gravi da segnalare. Non si registrano code prolungate o interruzioni importanti, permettendo così un traffico fluido soprattutto nelle principali arterie. Nel corso della giornata non sono pervenute segnalazioni di incidenti rilevanti o rallentamenti significativi sulle tratte autostradali principali.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 23:08:00 +0000In auto Lorella Cuccarini è proprio come la vediamo in TV: solare, instancabile e proiettata verso il futuro. Non a caso ha accettato di legare la sua immagine a un veicolo maneggevole e sofisticato nei contenuti. La “più amata dagli italiani”, ospite della nuova edizione di Stasera tutto è possibile, sale in postazione di guida della BYD Seal U DM-i e sembra esserne completamente assorbita mentre affronta la strada con il suo incrollabile sorriso. Tanto elegante quanto resistente, il SUV cinese ricalca in un certo senso l’attitudine tenuta dalla celebrità , e quando cambia marcia non perde mai il ritmo.
Messo sul mercato con prezzi di listino a partire da 40.100 euro, la BYD Seal U DM-i si pone come una delle alternative più interessanti per passare alla mobilità elettrificata, mantenendo la possibilità di avventurarsi in lunghi viaggi.
In un periodo di profonda coscienza ambientale, il SUV medio “adottato” da Lorella Cuccarini occupa un posto di rilievo nella gamma del colosso cinese, che negli ultimi anni ha cominciato ad allargarsi a macchia d’olio in territorio europeo. Già nel nome, la vettura ci tiene a mettere in rilievo la tecnologia DM-i (Dual Mode Intelligent), in parole semplici, l’alimentazione è di tipo plug-in hybrid, dove l’unità elettrica costituisce il perno centrale, offrendo una guida silenziosa, mentre il propulsore termico interviene nel momento del bisogno, e l’autonomia totale sfonda il muro dei 1.080 km.
Per una professionista abituata ai ritmi frenetici dello spettacolo, è un evidente vantaggio poter contare su una percorrenza in elettrico puro fino a 80 km nei tragitti casa-lavoro. Gli interni, spaziosi e dotati di numerosi comfort, includono il display centrale da 15,6 pollici ruotabili con un tocco. La gestione delle app e del sistema di navigazione avviene in modo agile, un po’ come Lorella nei suoi balletti. A livello di sicurezza, l’equipaggiamento si colloca ai massimi livelli grazie alla Blade Battery, progettata per superare i test più severi e garantire una protezione totale ai passeggeri.
Sulla BYD la Cuccarini dà prova di una stabilità invidiabile, ma sui set televisivi conta divertirsi. Non poteva così che accettare l’invito alla puntata di Stasera tutto è possibile, in programma su Rai 2 mercoledì 4 marzo in prima serata. Alll’Auditorium Rai di Napoli parte la dodicesima edizione di uno degli show più imprevedibili e dinamici, condotto da Stefano De Martino (ormai confermatissimo volto Rai e prossimo conduttore di Sanremo 2027).
Lorella è la grande protagonista del debutto stagionale, dedicato al tema “Step Back”. Abbandonato il comfort dell’abitacolo della sua Seal U, sfida la gravità nella leggendaria Stanza inclinata a 22,5 gradi, cimentandosi in sketch improvvisati insieme a Peppe Iodice, Brenda Lodigiani e Mariasole Pollio.
Tra una risata con il cast fisso composto da Francesco Paolantoni e Herbert Ballerina, e l’atteso debutto di Claudio Lauretta nei panni di Gerry Scotti, Lorella mette alla prova un sistema di stabilità introvabile in concessionaria. Perché se la Blade Battery è a prova di urto, la Stanza inclinata di De Martino è a prova di aplomb: e vederla scivolare via dopo aver guidato il futuro è lo spettacolo che non sapevamo di voler vedere.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 20:00:21 +0000Il 2026 è iniziato nel modo giusto per Fiat che sta registrando ottimi risultati in termini di immatricolazioni, con un sostanziale passo in avanti rispetto allo scorso anno. La strategia di crescita dell’azienda, che nei mesi scorsi ha rinnovato la gamma con diversi progetti, inizia a dare i suoi frutti.
Si tratta di un riscontro molto importante. Il marchio italiano sta lavorando a un aggiornamento significativo alla sua offerta, con modelli come la Grande Panda e la 500 ibrida, e si prepara a farsi spazio anche nel segmento C. I dati raccolti in questo inizio 2026 rappresentano un primo passo verso un programma di crescita sempre più ambizioso.
Andiamo ad analizzare i dati forniti dal brand.
I dati del mese di febbraio 2026 forniti da Dataforce e riportati con un comunicato da Stellantis confermano gli ottimi dati per il brand italiano. Fiat e Fiat Professional a febbraio si confermano al vertice del mercato in Italia nel comparto delle vetture e anche in quello dei veicoli commerciali.
Le immatricolazioni complessive sono pari a 24.909 unità con un incremento di oltre 6 mila unità e una quota del 14,4% (+2,3 punti rispetto allo scorso anno). Nel cumulato, invece, si registrano 47.582 immatricolazioni (quasi 10 mila in più) e una quota del 14,4% (+2 punti).
L’azienda evidenzia anche altri due dati molto significativi:
Nel comunicato si sottolinea che i risultati sono stati ottenuti “grazie ad azioni commerciali efficaci che hanno reso le vetture Fiat accessibili a tutti gli italiani in linea con il DNA del marchio“.
Ricordiamo che Fiat sta andando molto bene anche in Europa. Nel corso del mese di gennaio (dati ACEA), il marchio italiano ha venduto oltre 29 mila unità con un incremento di oltre 6 mila rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Per effetto di questo risultato, il brand ha migliorato la sua performance del 24,6%.
Da segnalare anche gli ottimi risultati di Panda e Grande Panda che hanno conquistato le prime posizioni della Top 10 delle auto più vendute in Italia a febbraio 2026. Nel frattempo, la Topolino domina il settore dei quadricicli leggeri elettrici con una quota del 49,9% mentre Fiat Professional, con 3.640 immatricolazioni, chiude il mese con una quota del 23,7%. La Casa italiana, quindi, ha registrato riscontri incoraggianti in tutti i segmenti in cui è presente e ora può guardare con fiducia ai prossimi mesi.
Per Fiat, il 2026 sarà un anno chiave. Dopo aver lanciato la 600, la Grande Panda e la 500 ibrida e aver confermato la produzione della Panda, il brand ora guarda al segmento C con l’arrivo di nuovi modelli che permetteranno di espandere la gamma. In questo modo, il marchio del Gruppo Stellantis avrà la possibilità di crescere ancora nel corso dei prossimi anni.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 15:30:10 +0000Il mese di febbraio 2026 appena concluso segna un vero e proprio punto di svolta per Leapmotor che schiaccia sull’acceleratore e registra un risultato molto positivo nel corso del secondo mese dell’anno sul mercato italiano. La conferma è arrivata direttamente da un comunicato del Gruppo Stellantis che ha illustrato i dati elaborati da Dataforce. Andiamo ad analizzare i numeri del brand.
Quello appena concluso è stato un mese da ricordare per Leapmotor, marchio attivo in Italia nell’ambito della joint venture Leapmotor International che fa capo direttamente a Stellantis. Nel corso del secondo mese dell’anno, infatti, il brand ha registrato un totale di 5.006 immatricolazioni, portando la sua quota di mercato fino al 3,2%. Considerando solo il mercato dei privati, inoltre, il market share è del 6%. Rispetto allo scorso anno, la crescita è stata del 2196% (nello stesso periodo dello scorso anno le vendite sono state pari ad appena 379 unità ).
Leapmotor si sta affermando come un marchio di riferimento per la mobilità a zero emissioni in Italia. Anche in questo caso, i numeri di febbraio parlano chiaro. La Casa, infatti, ha conquistato la leadership del mercato delle auto elettriche raggiungendo una quota di mercato del 39,3%. Questo dato è ancora più impressionante se si considera il market share per il mercato dei privati dove il brand ha toccato quota 51,4%.
A trascinare Leapmotor è il successo della T03. Il modello in questione ha conquistato il titolo di auto elettrica più venduta in Italia ed è stata anche la seconda city car più venduta sul mercato, dopo la best seller Fiat Panda, e la quarta auto più venduta in assoluto, dopo la stessa Panda, la Jeep Avenger e la Grande Panda. Se siete interessati ad approfondire la classifica di vendite in Italia aggiornata a febbraio 2026 vi rimandiamo al nostro approfondimento sulle 10 auto più vendute in Italia.
Dando uno sguardo ai dati UNRAE, inoltre, notiamo che la T03 ha raggiunto 4.778 unità vendute nel corso del mese di febbraio e 5.727 unità da inizio anno. La vettura ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un posto di primo piano sul mercato, anche grazie a un listino prezzi particolarmente interessante per gli automobilisti alla ricerca di un modello con un prezzo accessibile.
La crescita di Leapmotor in Italia, in ogni caso, non è legata solo alla city car ma riguarda un processo molto più articolato che considera più fronti. Come confermato dall’azienda, infatti, la rete di assistenza è in costante potenziamento e la gamma inizia a registrare l’arrivo di nuovi modelli per offrire agli automobilisti opzioni sempre più complete in fase di acquisto.
Federico Scopelliti, Country Manager Leapmotor Italia, ha commentato in questo modo il risultato ottenuto dal marchio in Italia:
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 14:30:17 +0000“A poco più di un anno dal lancio in Italia, abbiamo raggiunto la leadership nel mercato elettrico e consegnato oltre 5.000 vetture in un solo mese. Un traguardo storico per Leapmotor che conferma la bontà del percorso intrapreso e che ci trasmette tanto ottimismo per il futuro”
Skoda inaugura la nuova mega fabbrica di batterie e tutto il Gruppo Volkswagen può tirare un sospiro di sollievo. Con un investimento di 205 milioni di euro, lo stabilimento di Mladá Boleslav apre i battenti lanciando un nuovo momento storico per l’elettrico del gruppo. Inizia infatti l’era delle batterie di ultima generazione e una netta diminuzione della dipendenza da aziende esterne. Aumentano così la produzione, il risparmio e la flessibilità industriale, il tutto grazio a un sito che promette di produrre oltre 335 mila unità all’anno.
I dati raccontano meglio di qualsiasi slogan la portata dell’investimento. L’impianto assembla una batteria ogni sessanta secondi. Tradotto: oltre 1.100 unità al giorno, per una produzione annua stimata superiore alle 335 mila batterie. La capacità massima, operando su due linee produttive, può arrivare fino a 1.500 unità al giorno. Numeri che trasformano lo stabilimento ceco in uno dei poli più importanti del gruppo per l’assemblaggio dei sistemi di accumulo destinati ai modelli elettrici e ibridi plug-in.
Il sito di Mladá Boleslav non è nuovo a trasformazioni profonde. Negli ultimi anni ha accompagnato la transizione elettrica di Skoda, ma ora il salto dimensionale è evidente: da fabbrica tradizionale a hub strategico per l’e-mobility europea. Le batterie prodotte qui non alimenteranno solo modelli a marchio Skoda, ma anche le nuove generazioni di veicoli di altri brand del gruppo, consolidando il ruolo del marchio ceco come fornitore interno di riferimento. In un contesto dove la filiera delle batterie è spesso dominata da giganti asiatici, questa scelta rappresenta più autonomia industriale e meno vulnerabilità alle turbolenze internazionali.
La nuova fabbrica è l’emblema dell’industria 4.0. L’84% del processo è completamente automatizzato: 131 robot lavorano lungo le linee di assemblaggio garantendo precisione millimetrica, ripetibilità e controllo qualità costante. Ma non è una fabbrica senza persone. Sono circa 600 gli operai impegnati sulle linee, tra supervisione, controllo, logistica interna e gestione dei sistemi. È l’incontro tra alta automazione e competenza umana a definire il nuovo equilibrio produttivo.
Per Skoda significa anche rafforzare il tessuto occupazionale locale, consolidando la Repubblica Ceca come uno dei poli tecnologici più importanti per il gruppo.
La vera novità , però, è tecnologica. L’impianto produce batterie con architettura cell-to-pack al litio-ferro-fosfato (LFP). Una soluzione sempre più diffusa nel panorama elettrico, soprattutto per la sua capacità di combinare sicurezza, durata e costi contenuti. Queste verranno introdotte sui nuovi modelli realizzati su piattaforma Meb+, come ID.Polo, Cupra Raval o Skoda Epiq. Ma verranno anche gradualmente sostituite sui modelli già in produzione.
Il motivo? Il vantaggio economico è significativo: si parla di un risparmio fino al 30% nei costi di produzione rispetto alla generazione precedente. Un dato che può incidere in modo sostanziale sul prezzo finale delle auto elettriche, ancora oggi percepite come costose da una parte importante del mercato.
Le batterie LFP offrono inoltre una maggiore stabilità termica e una buona longevità , caratteristiche ideali per modelli destinati a un utilizzo quotidiano e familiare. Non parliamo quindi di una scelta di ripiego, ma di una strategia mirata a rendere l’elettrico più accessibile e sostenibile su larga scala.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 12:55:31 +0000Compatta fuori, concreta dentro. Suzuki Vitara vuole mettere tutti d’accordo con la sua offerta trasversale che punta su due tagli di elettrificazione. Mild e full hybrid per rispondere alle diverse esigenze del mercato, che vuole SUV per ogni situazione in grado di assicurare affidabilità , consumi ridotti e trazione in ogni situazione. Per questo Suzuki punta su un’elettrificazione intelligente, senza complicazioni, accompagnata dalla trazione integrale AllGrip.
Il cuore dell’offerta è rappresentato da due motorizzazioni ibride ben distinte per filosofia. Si parte dal 1.4 Boosterjet turbo mild hybrid a 48 Volt, un quattro cilindri brillante e piacevole nella guida quotidiana. Dispone di una potenza massima di 129 CV, abbinati a una coppia di 235 N, più che sufficienti per muovere con agilità il peso modesto di Vitara.
L’ibrido leggero poi offre quell’aiuto in più nei consumi, contribuendo alla forza motrice in fase di accelerazione, a tutto favore dei consumi che si assestano sui 5,3 l/100 km nel ciclo misto WLTP. Disponibile sia con il cambio manuale che automatico, entrambi a 6 rapporti, abbinabili alla trazione integrale AllGrip, marchio di fabbrica del brand.
Per chi cerca un approccio ancora più orientato al risparmio di carburante e alla fluidità di marcia, c’è il 1.5 140V full hybrid da 114 CV. In questo caso il sistema elettrico ha un ruolo più centrale nella trazione, consentendo brevi tratti in modalità completamente elettrica, soprattutto in città .
In questo caso il cambio è unicamente automatico a 6 rapporti, necessario per una migliore gestione dei due gruppi propulsivi, mentre la trazione è disponibile sia in configurazione anteriore che integrale, proprio come la variante Mild Hybrid. Rispetto a quest’ultima il vantaggio della parte elettrica si riflette nei consumi, che scendono a 5,1 l/100 km nel ciclo misto WLTP, riuscendo a dare il meglio di sé nei percorsi urbani.
Uno degli elementi che distingue la Vitara dalla concorrenza è la disponibilità del sistema AllGrip Select, la trazione integrale sviluppata da Suzuki per offrire versatilità reale, non solo sulla carta. Il sistema prevede quattro modalità di guida:
Non si tratta di un fuoristrada puro, ma nel panorama dei SUV compatti la Vitara riesce ancora a offrire una marcia in più quando l’asfalto finisce. Un dettaglio che molti automobilisti apprezzano, soprattutto in zone montane o rurali.
Lo sguardo al futuro è rappresentato dalla nuova eVitara, la versione 100% elettrica che amplia l’orizzonte della gamma. Basata su un nuovo telaio dedicato, progettato specificamente per l’elettrificazione completa, porta un salto tecnologico e un nuovo design nell’universo Vitara.
La versione elettrica è infatti disponibile in tre motorizzazioni, con due versioni d’ingresso da 144 CV e 174 CV, che condividono la coppia di 193 Nm, accoppiate a una versione top di gamma già ordinabile con 184 CV e 307 Nm. Queste versioni sono abbinate a due tagli di batteria da 49 kWh e 61 kWh, con percorrenze dichiarate che arrivano fino a 526 km.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 12:14:24 +0000Si chiamerà Bridger il nuovo SUV compatto di Casa Renault. A svelarlo è il brand stesso, che per l’occasione anticipa i primi dettagli di quella che sarà la proposta rialzata più compatta del marchio. Un nome inedito, un progetto globale e un posizionamento strategico: Renault Bridger promette di inserirsi in uno dei segmenti più caldi del momento, quello dei SUV sotto i quattro metri.
I primi schizzi parlano di linee squadrate, proporzioni solide e dettagli che richiamano un mondo più avventuroso rispetto ai SUV urbani tradizionali. Colpisce, ad esempio, la presenza della ruota di scorta montata sul portellone posteriore, una soluzione che evoca immediatamente l’immaginario dei piccoli fuoristrada duri e puri.
Eppure, nonostante questo richiamo off-road, la Casa definisce Bridger come un SUV urbano. Le dimensioni saranno inferiori ai quattro metri, elemento che lo posiziona nella fascia più compatta del segmento B-SUV. Una scelta strategica: città sempre più congestionate, normative stringenti e necessità di mobilità agile rendono questo formato uno dei più richiesti in Europa e nei mercati emergenti.
Il nome Bridger richiama concetti di robustezza, solidità e capacità di collegare mondi diversi. Non è un caso. Il progetto sembra voler fare da ponte tra la praticità urbana e un’estetica più grintosa, avvicinandosi per filosofia a certe soluzioni già viste nell’universo Dacia. La firma luminosa posteriore appare moderna, affilata e ben integrata, mentre i passaruota pronunciati e le protezioni in plastica grezza sottolineano la vocazione più dinamica.
Uno degli aspetti più interessanti del progetto Bridger è la sua genesi. Il SUV nasce infatti in India, mercato strategico per il gruppo francese, dove la richiesta di veicoli compatti, robusti e dal prezzo accessibile è in forte crescita.
L’India rappresenta oggi uno dei laboratori più importanti per lo sviluppo di nuovi modelli globali. Qui si testano soluzioni tecniche e stilistiche che devono rispondere a esigenze molto diverse: strade urbane congestionate, percorsi extraurbani impegnativi e necessità di contenere i costi senza rinunciare alla qualità percepita.
Bridger si inserisce in questo scenario. Progettato per soddisfare le richieste locali, è stato rapidamente individuato come un prodotto adatto anche ad altri mercati. Il crescente interesse per SUV compatti dall’estetica “off-road†non riguarda infatti soltanto l’Asia, ma anche l’Europa e l’America Latina.
La presentazione ufficiale avverrà il 10 marzo, in occasione dell’annuncio del piano strategico futuREeady del Gruppo Renault. Un evento che segnerà un passaggio cruciale per il marchio e che offrirà maggiori dettagli non solo su Bridger, ma anche sulla visione futura del gruppo.
È probabile che in quell’occasione vengano chiarite le motorizzazioni e le piattaforme utilizzate. Al momento, la Casa mantiene il massimo riserbo sulle specifiche tecniche, ma è lecito attendersi soluzioni efficienti e compatibili con le normative più recenti, soprattutto in Europa.
Bridger potrebbe rappresentare l’ingresso nel mondo SUV per chi cerca un’auto compatta, dal design distintivo e dal prezzo competitivo. Un modello pensato per intercettare una clientela giovane, dinamica e attenta al rapporto qualità -prezzo, ma che non vuole rinunciare a uno stile personale.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 10:37:47 +0000Ci sono gioie che non si possono descrivere, ma solo vivere. Il sorriso a 32 denti di Carmine Recano accanto alla sua nuova auto avrà un’aria familiare a qualsiasi amante delle quattro ruote. Mentre i fan della serie Mare fuori attendevano l’arrivo dei primi episodi della sesta stagione su Rai Play, l’attore, volto del mitico “Comandante”, festeggiava già l’ultimo acquisto, che sembra riflettere quell’autorevolezza che lo ha reso un’icona del piccolo schermo.
Carmine Recano, emblema di guida e protezione nell’immaginario collettivo, ha messo gli occhi sulla Jeep Renegade. Il modello riflette la solidità del suo percorso artistico, ricollegandosi idealmente al carattere deciso del suo personaggio, che non guarda in faccia a nessuno quando è il momento di scendere in campo.
In Italia, la Jeep Renegade si posiziona sul mercato con prezzi di listino a partire da 35.600 euro. Dominante lungo le vie urbane con i suoi 424 cm di lunghezza, il SUV del marchio americano, connubio di forza e dotazioni avanzate, garantisce agilità tra i set partenopei e i vicoli stretti. Tra i pezzi pregiati della gamma figura il sistema e-Hybrid: il motore 1.5 T4 mild hybrid da 131 CV, in abbinamento al cambio automatico a 7 rapporti, garantisce una guida fluida e consumi ottimizzati, attestandosi mediamente tra i 5,5 e i 5,7 l/100 km. E le prestazioni migliorano ancora con la versione Trailhawk, equipaggiata di trazione integrale elettrificata 4xe e potenze capaci di raggiungere i 240 CV. Fondi sconnessi e pendenze vertiginose smettono di essere un grattacapo.
Il salto di qualità prosegue all’interno, dove il conducente trova a disposizione lo schermo Uconnect da 10,1″ e un cruscotto digitale da 10,25″, tramite cui gestire comunicazioni e mappe durante gli spostamenti quotidiani verso le riprese. Inoltre, i sistemi ausiliari di guida (ADAS) forniscono adeguato supporto con sistemi come la frenata automatica e il mantenimento della corsia.
La consegna della Jeep Renegade a Carmine Recano è stata solo il preludio a una settimana cruciale. Nelle prime ore di mercoledì 4 marzo, RaiPlay ha finalmente caricato i primi sei episodi di Mare fuori 6. Il rilascio del box set completo sulla piattaforma è in programma l’11 marzo, ma l’entusiasmo è già alle stelle per una stagione che riparte dal sangue e dal mistero del luna park.
Nelle prossime puntate, il personaggio di Massimo Esposito subisce un’evoluzione profonda. Se nella vita reale Recano sorride accanto alla sua nuova Jeep, sullo schermo il suo Massimo deve, infatti, fare i conti con un’attrazione pericolosa e inaspettata: quella per Maria, la madre di Rosa Ricci.
Mentre l’IPM accoglie volti nuovi come la giovanissima Virginia Bocelli o le ambiziose sorelle Sharon e Marika, il “Comandante” resta l’ancora morale della serie. Malgrado le pressioni del nuovo direttore Stefano Stazi e le minacce dei clan, continua a cercare l’umanità dietro le sbarre e ha davanti a sé un bivio, forse il più difficile mai affrontato: seguire le regole o i sentimenti? Comunque vada, tanto sulla strada quanto sul set, non c’è accessorio più prezioso della propria integrità .
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 10:03:26 +0000Arriva una dura risposta da parte dei benzinai agli aumenti imposti dalle compagnie petrolifere nella notte del 3 marzo, a seguito dell’evolversi della situazione in Medio Oriente. Una scelta del tutto infondata secondo le associazioni sindacali dei benzinai, che parlano apertamente di decisioni “scaricate in modo generico sulla guerra, che potrà essere pure comodo, ma è del tutto falsoâ€, denunciando una possibile connivenza con chi specula ai danni dei cittadini.
Le sigle di categoria Figisc, Faib e Fegica parlano di aumenti fino a 6 centesimi al litro applicati nel giro di poche ore. Un rincaro che, secondo i rappresentanti dei benzinai, “appare al momento ingiusto e per niente giustificato, se non da una mera previsione che ipotizza prossimi aumenti sui mercati internazionaliâ€.
Il punto è proprio questo: le tensioni geopolitiche in Medio Oriente possono incidere sulle quotazioni del greggio, ma – sottolineano i gestori – non esiste un’immediata correlazione automatica con il prezzo alla pompa. Il carburante venduto oggi, spiegano, è stato acquistato giorni o settimane fa a condizioni differenti. Da qui l’accusa implicita alle compagnie petrolifere di aver anticipato possibili rincari futuri, trasferendoli subito sul consumatore finale. Una dinamica che, secondo le associazioni, rischia di alimentare un circolo vizioso di sfiducia.
C’è poi un aspetto tecnico che i benzinai mettono al centro della discussione: l’obbligo per le compagnie di mantenere una riserva strategica di almeno 30 giorni di prodotto stoccato. Una misura pensata proprio per garantire stabilità in caso di crisi internazionali, guerre o pandemie che possano colpire aree chiave per l’estrazione e la distribuzione del petrolio.
In teoria, dunque, eventuali tensioni improvvise non dovrebbero tradursi in aumenti immediati. Le scorte servono esattamente a evitare cambi di prezzo repentini sul mercato interno. Secondo le associazioni, il rialzo applicato nella notte del 3 marzo non sarebbe coerente con questo principio. “Non si può parlare di emergenzaâ€, ribadiscono, perché le forniture risultano regolari e non si registrano al momento carenze di prodotto.
Intanto, alla pompa, il conto per gli automobilisti comincia a farsi sentire. Sei centesimi al litro possono sembrare pochi, ma su un pieno medio da 50 litri significano tre euro in più. E se la tendenza dovesse proseguire, l’impatto sul bilancio familiare diventerebbe significativo.
Il problema è che, storicamente, i prezzi dei carburanti tendono a salire rapidamente quando il greggio aumenta, ma scendono con maggiore lentezza quando le quotazioni calano. Un meccanismo che alimenta il malcontento e che negli anni ha già acceso più di una polemica. Le associazioni dei benzinai temono che si possa assistere a un’escalation progressiva, con rincari “a cascata†giustificati dall’instabilità internazionale. Uno scenario che rischia di incidere anche sull’inflazione generale, considerato il peso dei trasporti nella filiera dei beni di consumo.
A rendere ancora più delicata la situazione c’è un precedente recente. Solo pochi mesi fa l’Antitrust ha condannato le principali compagnie petrolifere italiane per aver concordato, tra il 2020 e il 2023, i rialzi della componente bio del carburante. Una decisione che ha portato a una sanzione complessiva di 936 milioni di euro.
Un episodio che pesa come un macigno nel dibattito attuale. Per i benzinai rappresenta la prova che il rischio di dinamiche speculative non è solo teorico. Le compagnie, dal canto loro, respingono ogni accusa e richiamano la volatilità dei mercati internazionali. Ma la frattura con i gestori appare evidente.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 09:02:53 +0000Melbourne apre il primo capitolo della nuova era della F1 con il GP Australia. Il 2026 segna un cambio regolamentare profondo con power unit riviste, aerodinamica ridisegnata, monoposto più compatte e un equilibrio tecnico ancora tutto da scoprire. Ma se i riflettori sono puntati sulle vetture, a decidere il ritmo del weekend dell’Albert Park potrebbero essere soprattutto loro, le gomme Pirelli.
Il circuito cittadino che si snoda attorno al lago è lungo 5,278 km, conta 14 curve (9 a destra e 5 a sinistra) e ospiterà 58 giri per un totale di oltre 306 chilometri. Una pista semi-permanente, ricavata in parte da strade normalmente aperte al traffico, con un asfalto liscio e poco abrasivo che evolve rapidamente sessione dopo sessione grazie al deposito di gomma sull’asfalto. È qui che prenderà forma la prima vera fotografia tecnica della stagione.
Come le monoposto, anche gli pneumatici sono stati adattati al nuovo corso regolamentare. Pirelli ha confermato i cerchi da 18 pollici ma ha lavorato su impronta a terra e diametro totale, entrambi ridotti per rispondere alle esigenze delle nuove vetture. La gamma slick resta composta da cinque mescole, dalla C1 (la più dura) alla C5 (la più morbida), mentre per il bagnato rimangono le Intermedie e le Full Wet. Per Melbourne la scelta è caduta sul tris più morbido: C3, C4 e C5. Una selezione già vista nelle ultime edizioni, coerente con le caratteristiche del tracciato australiano. La C3 sarà la Hard del weekend, la C4 la Medium e la C5 la Soft destinata soprattutto alla qualifica. Albert Park non è un circuito particolarmente severo per gli pneumatici. Le sollecitazioni laterali non raggiungono livelli estremi e il degrado è storicamente più legato all’usura meccanica che al surriscaldamento. Tuttavia, la combinazione di nuove monoposto e nuovi equilibri aerodinamici potrebbe cambiare lo scenario.
Nei test invernali di Barcellona e Sakhir le squadre hanno accumulato chilometri preziosi, ma Melbourne rappresenta un banco di prova completamente diverso. Il tracciato australiano presenta rettilinei veloci alternati a curve a bassa e media velocità , con frequenti ripartenze che stressano soprattutto l’asse posteriore. L’energia trasmessa dalle nuove power unit al retrotreno potrebbe accentuare un’asimmetria termica tra anteriore e posteriore. Già dalle prove libere del venerdì sarà interessante osservare come i team cercheranno di bilanciare le temperature, differenziazione delle termocoperte tra i due assi, giri di preparazione più lunghi prima del tentativo lanciato in qualifica, oppure assetti più conservativi per proteggere la gomma posteriore.
Nel 2025, nelle giornate asciutte, si era osservato un leggero graining, rimasto comunque sotto controllo. Con vetture completamente nuove, però, la finestra di utilizzo delle mescole potrebbe risultare più stretta, rendendo decisiva la capacità di portare rapidamente le gomme nella corretta temperatura di esercizio.
La C5 sarà quasi certamente la gomma di riferimento per la qualifica. Su un asfalto poco abrasivo e con carichi laterali moderati, la mescola più morbida offre il picco di prestazione ideale per il giro secco. Tuttavia, la preparazione della gomma sarà cruciale. L’Albert Park non è una pista che perdona errori, le vie di fuga sono limitate in alcuni punti e il traffico può complicare il giro lanciato. Con monoposto più piccole ma ancora molto sensibili all’aria sporca, trovare spazio libero sarà fondamentale per massimizzare il potenziale della C5. Un ulteriore elemento è rappresentato dalla nuova overtake mode, che potrebbe modificare l’approccio alla qualifica e alla gara, influenzando la scelta di partire con una mescola più aggressiva per difendere la posizione in partenza.
Storicamente Melbourne ha premiato strategie a una sola sosta, grazie al basso degrado. Tuttavia, nelle ultime stagioni la doppia sosta è diventata un’opzione concreta, soprattutto in caso di Safety Car. Nel 2024, ultima edizione interamente asciutta, la strategia più utilizzata fu Medium-Hard-Hard, con alcuni piloti che azzardarono la Soft. Nel 2025, invece, la pioggia frammentò la gara in tre atti con partenza su intermedie, passaggio alle slick dopo una neutralizzazione e ritorno alle intermedie nel finale, con la vittoria maturata proprio su gomma intermedia.
Per il 2026 molto dipenderà da due fattori chiave. Da un lato i carichi aerodinamici delle nuove vetture, se le monoposto genereranno più carico e quindi più energia sugli pneumatici, la C5 potrebbe diventare un’opzione concreta anche per uno stint iniziale breve e aggressivo. Dall’altro, la possibilità di sorpasso. Albert Park, nonostante modifiche recenti, resta un circuito dove superare non è semplice. Se la pista dovesse confermare questa tendenza, la track position potrebbe spingere verso strategie conservative a una sosta. In uno scenario lineare e asciutto, la combinazione Medium-Hard appare la più probabile. Ma non è escluso che qualcuno tenti l’undercut sfruttando la C4 in una finestra anticipata, specie se la Safety Car dovesse entrare in gioco.
Marzo in Australia coincide con l’inizio dell’autunno. Le escursioni termiche sono frequenti e le precipitazioni improvvise non rappresentano un’eccezione. Le gomme intermedie potrebbero tornare protagoniste, come accaduto nella scorsa stagione. Con un asfalto liscio e poco drenante in alcuni tratti, la gestione delle gomme da bagnato diventa particolarmente delicata. Le intermedie garantiscono un ampio range operativo ma soffrono rapidamente se la pista si asciuga; le full wet, invece, entrano in gioco solo in condizioni di pioggia intensa e persistente. La capacità di leggere l’evoluzione meteo e reagire tempestivamente ai cambi di condizioni sarà decisiva. A Melbourne, più che altrove, la strategia può ribaltare i valori in campo.
Essendo semi-permanente, Albert Park presenta un grip inizialmente basso che migliora sensibilmente nel corso del weekend. Questo significa che i riferimenti raccolti nelle prime libere potrebbero non essere del tutto indicativi per la gara. Il deposito di gomma riduce il rischio di graining ma aumenta le velocità di percorrenza, modificando le sollecitazioni sugli pneumatici. Le squadre dovranno quindi aggiornare costantemente le simulazioni strategiche, integrando i dati reali raccolti in pista. Il record del tracciato appartiene a Charles Leclerc (1:19.813 nel 2024), mentre tra i piloti in attività hanno già trionfato a Melbourne sia Verstappen, Leclerc, Alonso che Sainz. La storia recente racconta di una pista capace di premiare sia la superiorità tecnica sia l’intuizione strategica.
In un campionato che riparte da zero, le gomme rappresentano uno dei pochi elementi di continuità tecnica. Proprio la loro interazione con le nuove monoposto sarà una delle chiavi per interpretare il primo weekend dell’anno. La scelta del tris C3-C4-C5 offre alle squadre un ventaglio di opzioni ampio, dalla gestione conservativa con Hard e Medium fino all’azzardo con la Soft in stint brevi e aggressivi. La vera incognita sarà comprendere quanto rapidamente le nuove vetture riusciranno a portare gli pneumatici nella finestra ideale e quanto stabile sarà il loro comportamento sul lungo periodo.
Melbourne, da sempre teatro di sorprese e colpi di scena, si conferma così il palcoscenico perfetto per inaugurare la nuova era. Non solo per vedere chi ha interpretato meglio il regolamento, ma anche per scoprire chi saprà leggere al meglio il linguaggio silenzioso delle gomme. Perché, nella prima gara dell’anno, spesso non vince soltanto la macchina più veloce. Vince chi capisce prima degli altri come farla correre sulle gomme giuste, nel momento giusto. All’Albert Park, dove ogni dettaglio conta, Pirelli potrebbe essere la vera protagonista del primo capitolo della stagione 2026.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 08:41:41 +0000La F1 è pronta a un cambio d’epoca, il 2026 segna l’inizio di una nuova era regolamentare, con monoposto completamente riviste e power unit ripensate. Ma soprattutto segna l’ingresso ufficiale di uno dei marchi più iconici dell’automotive mondiale, Audi debutta nel Mondiale con l’Audi F1 Team, pronta a scrivere il primo capitolo della sua storia nella massima espressione del motorsport. L’appuntamento è a Melbourne, all’Albert Park Circuit, teatro del round inaugurale del Campionato del Mondo 2026. Una prima gara che non rappresenta soltanto l’inizio di una stagione, ma la nascita di un progetto costruito per anni tra Germania, Svizzera e Regno Unito.
Dietro al debutto australiano di Audi, c’è un lavoro che affonda le radici molto più indietro. L’inverno 2025-2026 è stato tra i più intensi degli ultimi anni in F1, il team ha completato migliaia di chilometri tra Barcellona e Bahrain, affrontando uno dei programmi di test più completi della recente storia del Circus. Non solo chilometri, ma sviluppo parallelo con la prima power unit interamente firmata Audi, sviluppata a Neuburg, la costruzione della monoposto 2026 secondo i nuovi regolamenti e il primo step di un ambizioso piano di ristrutturazione della factory di Hinwil.
Il team principal Jonathan Wheatley parla apertamente di “Culmine di uno sforzo collettivo enorme“. È stata costruita una squadra nuova, lanciato un marchio in F1, completata la prima vettura con powertrain proprietario e avviata una trasformazione infrastrutturale. Ma il tono resta prudente: “Orgogliosi, sì. Ma consapevoli della sfida che ci aspetta“, che tradotto vuol dire entusiasmo controllato.
Il 2026 rappresenta uno spartiacque tecnico per tutta la categoria. Le nuove regole sulle power unit e sull’aerodinamica cambiano equilibri, ridisegnano gerarchie e potenzialmente riaprono il gioco. Per un costruttore che entra ora, è il momento ideale. Non si tratta di inseguire anni di vantaggio accumulato, ma di crescere insieme alla nuova generazione di monoposto. Audi non entra per fare comparsa. Il progetto è nato con l’idea di diventare costruttore completo, con telaio e motore sotto lo stesso tetto. Una scelta che in F1 rappresenta il massimo livello di integrazione tecnica, un segnale forte anche industrialmente.
Al volante delle monoposto 2026 a Melbourne ci saranno Nico Hulkenberg sulla numero 27 e Gabriel Bortoleto sulla numero 5. Una coppia che unisce esperienza e prospettiva. In conferenza Hulkenberg ha parlato di “nuova era” e di vibrazioni positive che si percepiscono anche nelle fabbriche di Hinwil e Neuburg. Sa che Albert Park è un tracciato particolare, semi-cittadino, poco rappresentativo in senso assoluto ma capace di generare gare caotiche. E forse, proprio per questo, terreno fertile per sorprese. Bortoleto, alla sua seconda stagione in F1, sottolinea un aspetto interessante, quello che le nuove vetture azzerano parte delle gerarchie anche tra i piloti: “È un reset per tutti, indipendentemente dall’esperienza“. In altre parole, chi interpreta meglio le nuove macchine può trovare un vantaggio inatteso. Il loro obiettivo dichiarato non è il risultato immediato, ma la costruzione di ritmo e metodo. In un progetto nuovo, la pulizia dell’esecuzione conta quanto la velocità pura.
Albert Park è uno dei tracciati più iconici della F1 moderna. Circuito cittadino mascherato da permanente, layout tecnico ma imprevedibile, meteo variabile, muri vicini. Non sempre fotografa i valori reali in campo, ma spesso regala gare movimentate. Per Audi è un banco di prova simbolico con un debutto in un contesto globale, prima misurazione diretta contro i top team e la prima verifica reale dell’affidabilità della nuova power unit. Non è il circuito ideale per misurare il potenziale assoluto, ma è il luogo perfetto per iniziare. L’imprevedibilità può diventare alleata di chi ha meno storia recente ma tanto lavoro alle spalle.
Il weekend australiano non sarà intenso solo dal punto di vista sportivo. Il team ha pianificato una serie di attivazioni off-track, con quartier generale temporaneo a “Afloat” sul fiume Yarra e iniziative diffuse in città . Una strategia che racconta molto dell’approccio Audi, l’ingresso in F1 non è solo competizione, ma piattaforma globale di branding, innovazione e comunicazione. In parallelo, il giovane Freddie Slater, membro del programma di sviluppo piloti Audi, inizierà la sua stagione completa in F3 nel contesto del weekend di F1. Segnale chiaro, il progetto guarda al lungo periodo, dalla formazione al vertice.
Il vero peso del debutto Audi va oltre il cronometro, è una sfida industriale. Entrare in F1 nel 2026 significa affrontare una specifica transizione energetica e sostenibilità delle power unit, avere una certa competizione tecnologica al massimo livello, resistere alla pressione mediatica globale e saper cofrontarsi in modo diretto con marchi storici del motorsport. La F1 è oggi la piattaforma tecnica più sofisticata e visibile al mondo e per un costruttore premium come Audi, è il banco di prova definitivo. Non solo per vincere gare, ma per sviluppare tecnologie trasferibili, competenze interne e una vera e propria identità sportiva.
La domanda che tutti gli appassionati di F1 si pongono è semplice, dove si collocherà Audi alla prima gara? Il team stesso frena entusiasmi eccessivi. L’obiettivo dichiarato è progredire, accumulare esperienza, costruire basi solide. Il 2026 è l’anno zero di un progetto pensato sul medio-lungo termine. Ma la storia della F1 insegna che nei grandi reset regolamentari possono nascere sorprese. Se la power unit si dimostrerà affidabile e il telaio ben bilanciato, Audi potrebbe inserirsi più rapidamente del previsto nel gruppo di metà classifica. E in gare caotiche come Melbourne, l’occasione può arrivare prima di quanto si immagini.
Jonathan Wheatley lo ha detto chiaramente: “È l’inizio di un lungo viaggio“. Non una stagione, non un ciclo breve, un percorso. Audi entra in F1 con ambizione strutturale, non episodica. Ha costruito infrastrutture, un reparto motori proprietario, un programma giovani, una visione tecnica coerente con la nuova era regolamentare. Melbourne non sarà soltanto il primo giro della prima gara ma simbolicamente rappresenta molto di più. Rappresenta il momento in cui anni di progettazione escono dai simulatori, dalle gallerie del vento e dai banchi prova per confrontarsi con l’asfalto.
Nel 2026 la F1 cambia volto e tra i nuovi protagonisti c’è un nome che ha fatto la storia dell’endurance, dei rally, della tecnologia quattro e delle 24 Ore di Le Mans. Ora tocca alla F1 e il cronometro, finalmente, sta per sentenziare.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 08:32:05 +0000Il mese di marzo 2026 si preannuncia ricco di appuntamenti sindacali con numerosi scioperi previsti su tutto il territorio nazionale. In questo articolo analizziamo, giorno per giorno, tutte le principali agitazioni che coinvolgeranno il settore dei trasporti, dai servizi locali ai trasporti ferroviari e aerei, senza dimenticare lo sciopero generale previsto a livello nazionale. Gli scioperi possono comportare disagi per lavoratori, pendolari e viaggiatori: di seguito trovate tutte le date, le città e le modalità di svolgimento delle principali proteste in programma nel mese di marzo 2026.
Nella città di Bolzano è previsto uno sciopero di 24 ORE che interesserà il trasporto pubblico locale. Sarà coinvolto il personale della società SASA di Bolzano e l’agitazione durerà dalla mezzanotte fino alle 24:00. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.
Nella città di Napoli è stato indetto uno sciopero di 24 ORE per il trasporto pubblico locale, con particolare riferimento al personale divisione ferro, personale viaggiante e le linee vesuviane della società EAV di Napoli. Lo sciopero è indetto dal sindacato OSP FAISA-CONFAIL.
In tutta Italia è stato proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata, che coinvolgerà il personale di tutti i comparti, delle aree pubbliche, del lavoro privato e cooperativo. Sindacati promotori: SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE.
Inoltre, sempre a livello nazionale, il sindacato UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912 ha indetto uno sciopero generale del personale a tempo determinato e indeterminato con contratti precari e atipici di tutti i comparti, ad esclusione del settore trasporti.
Nella stessa giornata sono previsti anche altri scioperi generali nazionali ad esclusione del settore trasporti, proclamati dai sindacati USB e CLAP.
In tutta Italia è indetto uno sciopero nel settore ferroviario che coinvolge il personale della società Italo NTV. L’agitazione durerà per 8 ORE, dalle 09.01 alle 16.59, ed è stata indetta dal sindacato UILT-UIL.
Nella città di Udine si terrà uno sciopero di 24 ORE che riguarda il trasporto pubblico locale, in particolare il personale della società Arriva Udine, promosso da ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.
Nella città di Palermo sono previsti due scioperi di 24 ORE ciascuno che coinvolgono il personale delle società Autoservizi Russo e Segesta Autolinee. Gli scioperi sono proclamati dal sindacato OSR FAISA-CISAL e riguardano il trasporto pubblico locale.
Nella città di Enna è previsto uno sciopero di 24 ORE del personale della società Interbus, anch’esso indetto dal sindacato OSR FAISA-CISAL e relativo al trasporto pubblico locale.
Nella città di Catania sciopera per 24 ORE il personale della società Etna Trasporti, sempre sotto la sigla OSR FAISA-CISAL.
In tutta la regione Abruzzo si segnala uno sciopero di 24 ORE promosso dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL e rivolto al personale della società TUA Regione Abruzzo.
In tutta Italia il settore aereo sarà interessato da uno sciopero di 24 ORE che coinvolge il personale Airport Handling/Dnata negli aeroporti di Milano Linate e Malpensa e il personale della società ALHA presso l’aeroporto di Milano Malpensa, entrambi indetti da OST CUB TRASPORTI.
Ancora a livello nazionale, il sindacato USB LAVORO PRIVATO ha proclamato uno sciopero di 4 ORE (dalle 13.00 alle 17.00) per il personale navigante della Easyjet Airlines e per il personale di terra e di volo della ITA Airways.
A Brescia, presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari, il personale delle società GDA Handling e MH24 parteciperà anch’esso a uno sciopero di 24 ORE indetto dal sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.
Nella città di Frosinone si segnala uno sciopero di 4 ORE (dalle 13.00 alle 17.00) per il trasporto pubblico locale riguardante il personale della società Cialone Tour di Frosinone. Lo sciopero è indetto dal sindacato USI CTS.
In tutte le province della regione Lombardia si terrà uno sciopero di 24 ORE di modalità varie relativo al personale delle società del Gruppo ATM di Milano, proclamato dal sindacato AL-COBAS.
Nella città di Napoli il personale della società EAV parteciperà a uno sciopero di 4 ORE (dalle 19.00 alle 23.00) indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-AUTOFERRO.
Nella città di Novara è in programma uno sciopero di 4 ORE (dalle 17.30 alle 21.30) che coinvolge il personale della società SUN di Novara, indetto dal sindacato AL-COBAS.
Nella città di Bari sono programmati due scioperi: il primo di 4 ORE (dalle 20.00 alle 23.59) indetto per il personale della società AMTAB da parte di OSR/OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO; il secondo sempre di 4 ORE (dalle 8.30 alle 12.30) per il personale della società MTM di Molfetta, proclamato da OSP FIT-CISL, UILT-UIL.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 07:00:00 +0000Oggi, 04 marzo 2026, i prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale indicano benzina self a 1.787 euro, gasolio self a 1.845 euro, GPL servito a 0.829 euro e metano servito a 1.462 euro, secondo l’ultimo aggiornamento disponibile. Di seguito riportiamo la tabella completa con i valori aggiornati e una guida chiara alla composizione del prezzo alla pompa, distinguendo tra quota fiscale e quota industriale, per capire meglio cosa incide realmente sul conto finale quando si fa rifornimento.
Aggiornamento 03-03-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.787 |
| Gasolio | SELF | 1.845 |
| GPL | SERVITO | 0.829 |
| Metano | SERVITO | 1.462 |
Per la benzina, il prezzo finale che l’automobilista paga alla pompa è il risultato di due grandi componenti: quella fiscale e quella industriale. La componente fiscale vale il 58% del prezzo e comprende le imposte indirette, cioè accise e IVA, che si applicano sul valore del prodotto e, nel caso dell’IVA, anche sullo stesso ammontare delle accise. Questa parte, decisa per legge, si muove principalmente in base agli interventi normativi e non alla dinamica del mercato. La restante quota, pari al 42%, è la componente industriale. Al suo interno si distinguono il costo della materia prima, che pesa per il 30% del prezzo, e il margine lordo, che rappresenta il 12% del prezzo. Il costo della materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro, poiché le transazioni sui mercati energetici avvengono in gran parte in valuta statunitense: un euro più debole tende a far aumentare il prezzo in valuta locale, mentre un euro più forte lo attenua. Il margine lordo, invece, copre i costi di logistica e distribuzione e la remunerazione degli operatori; su questa porzione gli operatori possono intervenire con politiche di prezzo alla pompa, pur rimanendo condizionati dalla concorrenza, dalla stagionalità dei consumi e dall’equilibrio tra domanda e offerta.
Per il gasolio, la scomposizione del prezzo evidenzia un profilo diverso rispetto alla benzina. La componente fiscale pesa per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale vale il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima incide per il 45% del prezzo, riflettendo le quotazioni internazionali del gasolio e l’effetto del cambio euro/dollaro: quando i prezzi sui mercati all’ingrosso aumentano o l’euro si indebolisce contro il dollaro, il costo della materia prima cresce e tende a trasferirsi, con tempi variabili, sui listini alla pompa. Il margine lordo ammonta al 10% del prezzo e rappresenta la parte su cui gli operatori hanno maggiore possibilità di intervento, attraverso politiche commerciali, promozioni, gestione della rete e ottimizzazione dei costi di trasporto e stoccaggio. Anche per il gasolio, dunque, il prezzo alla pompa è il risultato dell’interazione tra fattori regolati (imposte), dinamiche globali (quotazioni e cambio) e scelte industriali (margine), con effetti che possono manifestarsi in modo più rapido o graduale a seconda del contesto di mercato, della concorrenza locale e dell’elasticità della domanda di mobilità , in particolare per il trasporto privato e commerciale.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.698 per la benzina, 1.759 per il diesel, 0.707 per il gpl, 1.430 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.749 |
| Benzina | SELF | 1.682 |
| GPL | SERVITO | 0.698 |
| Metano | SERVITO | 1.407 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.767 |
| Benzina | SELF | 1.723 |
| GPL | SERVITO | 0.680 |
| Metano | SERVITO | 1.465 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.820 |
| Benzina | SELF | 1.742 |
| GPL | SERVITO | 0.775 |
| Metano | SERVITO | 1.588 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.773 |
| Benzina | SELF | 1.729 |
| GPL | SERVITO | 0.731 |
| Metano | SERVITO | 1.497 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.727 |
| Benzina | SELF | 1.683 |
| GPL | SERVITO | 0.641 |
| Metano | SERVITO | 1.384 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.752 |
| Benzina | SELF | 1.684 |
| GPL | SERVITO | 0.666 |
| Metano | SERVITO | 1.372 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.772 |
| Benzina | SELF | 1.693 |
| GPL | SERVITO | 0.677 |
| Metano | SERVITO | 1.371 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.744 |
| Benzina | SELF | 1.678 |
| GPL | SERVITO | 0.665 |
| Metano | SERVITO | 1.476 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.776 |
| Benzina | SELF | 1.709 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.432 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.755 |
| Benzina | SELF | 1.687 |
| GPL | SERVITO | 0.671 |
| Metano | SERVITO | 1.383 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.744 |
| Benzina | SELF | 1.675 |
| GPL | SERVITO | 0.700 |
| Metano | SERVITO | 1.311 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.756 |
| Benzina | SELF | 1.703 |
| GPL | SERVITO | 0.698 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.750 |
| Benzina | SELF | 1.679 |
| GPL | SERVITO | 0.670 |
| Metano | SERVITO | 1.425 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.748 |
| Benzina | SELF | 1.705 |
| GPL | SERVITO | 0.656 |
| Metano | SERVITO | 1.467 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.762 |
| Benzina | SELF | 1.700 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.748 |
| Benzina | SELF | 1.712 |
| GPL | SERVITO | 0.758 |
| Metano | SERVITO | 1.735 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.753 |
| Benzina | SELF | 1.684 |
| GPL | SERVITO | 0.689 |
| Metano | SERVITO | 1.457 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.780 |
| Benzina | SELF | 1.716 |
| GPL | SERVITO | 0.729 |
| Metano | SERVITO | 1.333 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.750 |
| Benzina | SELF | 1.680 |
| GPL | SERVITO | 0.691 |
| Metano | SERVITO | 1.326 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.787 |
| Benzina | SELF | 1.721 |
| GPL | SERVITO | 0.814 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 marzo 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.746 |
| Benzina | SELF | 1.680 |
| GPL | SERVITO | 0.681 |
| Metano | SERVITO | 1.333 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 07:00:00 +0000BYD continua a crescere ed è sempre più protagonista del mercato. Gli ultimi dati sulle immatricolazioni registrate nel corso del mese di febbraio 2026 rappresentano una nuova conferma in tal senso. La Casa continua a crescere, con un ritmo impressionante e con una gamma sempre più ricca e completa. Andiamo a fare il punto in merito alle performance registrate da BYD nel corso del mese appena terminato.
I numeri di BYD parlano chiaro. L’azienda continua a crescere e sta diventando, sempre di più, un punto di riferimento del mercato italiano. Mese dopo mese, infatti, il brand si sta ritagliando uno spazio da protagonista nel nostro Paese con numeri sempre più convincenti.
Nel corso del mese di febbraio 2026, BYD ha raggiunto quota 4.110 immatricolazioni. Si tratta del nuovo record mensile per la Casa sul mercato italiano e di un sostanziale passo in avanti rispetto ai dati raccolti durante il mese di febbraio 2025.
Su base annua, infatti, il brand è cresciuto del 191% a febbraio 2026 arrivando a vendere ben 2.761 unità in più rispetto a quanto registrato nello stesso mese dello scorso anno. Da segnalare anche un passo in avanti rispetto a gennaio 2026, con un incremento delle immatricolazioni del 16%.
L’azienda, inoltre, ha confermato di aver raggiunto un market share del 2,6%, con un passo in avanti di 0,1 punti rispetto allo scorso mese di gennaio e di 1,6 punti su base annua. Questo risultato ha permesso a BYD di superare diversi marchi storici presenti sul mercato, scalando ulteriori posizioni nella classifica di vendite tra i costruttori.
Per approfondire l’andamento delle vendite di nuove autovetture in Italia vi rimandiamo al nostro approfondimento sulle immatricolazioni di febbraio 2026 che ci offre una fotografia aggiornata sull’andamento del mercato.
BYD è sempre più un punto di riferimento del mercato anche per quanto riguarda l’elettrificazione. Nel comparto che unisce auto elettriche e auto ibride plug-in, in forte crescita in Italia come confermano gli ultimi dati di vendita, l’azienda fa segnare ottimi numeri.
A febbraio, infatti, ha venduto 3.114 unità , raggiungendo una quota del 24,8%. Nel cumulato annuo, invece, il totale delle immatricolazioni è pari a 7.662, con un market share complessivo che risulta essere pari al 16,5%.
L’azienda sta costruendo una gamma molto competitiva con SEAL U DM-i che si conferma il modello più venduto in Italia tra le auto ibride plug-in, con ampio margine rispetto a tutti i diretti concorrenti presenti sul mercato.
SEAL 6 DM-i è prima nel suo segmento mentre ATTO 2 DM-i è già al secondo posto tra le plug-in hybrid, ancor prima del lancio ufficiale programmato che avverrà con i Porte Aperte in programma il 14 e 15 marzo e il 21 e 22 marzo.
Nel frattempo, DOLPHIN SURF prosegue la propria crescita e si afferma come secondo
modello elettrico più venduto in Italia, contribuendo alla crescita di BYD nel nostro Paese e, in particolare, nel segmento delle auto elettriche.
Elon Musk, già prima di diventare un protagonista della politica americana, è sempre stato noto per le sue dichiarazioni sopra le righe, su tanti argomenti, spesso non connessi direttamente con la sua attività di imprenditore e le sue aziende, Tesla in primis.
In alcuni casi, Musk ha rilasciato interviste o dichiarazioni pubbliche in cui ha anticipato l’avvio di progetti mai partiti o il lancio di prodotti che sono poi stati rimandati più volte, come la guida autonoma per le Tesla o la partenza di una missione verso Marte.
Ad arricchire il lungo elenco di dichiarazioni “eccentriche” di Musk arriva in queste ore una nuova intervista in cui l’imprenditore anticipa il futuro di Tesla e quali potrebbero essere gli obiettivi su cui puntare per i prossimi anni.
Questa volta, però, il numero uno di Tesla potrebbe aver esagerato. Nel futuro dell’azienda, infatti, ci potrebbero essere delle fabbriche sulla Luna che potrebbero entrare in attività in un futuro non troppo lontano.
Di recente, Musk ha spostato la sua attenzione sulla Luna che viene vista come un passaggio intermedio per arrivare a Marte. L’imprenditore, però, non aveva mai creato un collegamento tra il nostro satellite e la sua azienda.
In un’intervista con André Thierig , direttore dello stabilimento Tesla Gigafactory di Berlino, Musk, che punta a ottenere il più grande stipendio della storia, ha condiviso le sue previsioni per il futuro della casa automobilistica anticipando un progetto che sembra quasi fantascienza.
Secondo Musk: “Tra 20 anni, direi che Tesla avrà fabbriche sulla Luna” anche se non è chiaro in che modo l’azienda potrà realizzarle (in un periodo sostanzialmente breve) e come potrà sfruttarle. La dichiarazione in questione va considerata come una delle tante uscite sopra le righe del numero uno di Tesla.
Nello stesso tempo, però, bisogna ricordare che qualche settimana fa, come riportato da Reuters, lo stesso Musk ha dichiarato che SpaceX ha spostato la sua attenzione sulla costruzione di una “città autosufficiente” sulla Luna, un progetto che potrebbe essere realizzato in meno di 10 anni.
La frase sulle fabbriche Tesla sulla Luna va, quindi, considerata tenendo conto dell’interesse di SpaceX e di un possibile cambio di strategia per il prossimo futuro. La realizzazione di fabbriche Tesla sulla Luna, in questo momento, è quasi fantascienza.
Musk, che ha anticipato l’approvazione della guida autonoma in Europa, è imprevedibile ed è abituato a sorprendere, non solo con dichiarazioni ma anche con fatti, annunci a sorpresa e nuovi progetti potenzialmente rivoluzionari. Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse.
Nel corso dell’intervista, Musk ha toccato anche argomenti più concreti e, soprattutto, ha rivolto un invito agli investitori. Secondo il numero uno di Tesla, infatti, gli investitori dovrebbero “tenere le azioni” in quanto in futuro potrebbero valere ancora di più. L’azienda non ha intenzione di fermarsi e punta a ritagliarsi uno spazio sempre più da protagonista sul mercato con nuovi progetti. Il futuro di Tesla è stato definito come “brillante”. Anche in questo caso, bisognerà attendere, però, la prova dei fatti.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 06:30:08 +0000Tra le tante manovre da saper padroneggiare per guidare in modo fluido e sicuro, la partenza in salita è sicuramente una delle più difficili perché la pendenza della strada può rappresentare un ostacolo da gestire: la paura maggiore è che si spenga il motore o che l’auto slitti indietro, danneggiando la macchina che ci segue.
Se abbiamo parcheggiato, ci siamo fermati a un semaforo o, semplicemente, ci ritroviamo in coda nel traffico in una strada ripida, il pericolo potrebbe essere dietro l’angolo; ma con qualche consiglio e un po’ di sangue freddo, anche questa insidiosa manovra può essere affrontata e conclusa con agilità .
Le tecniche per affrontare la partenza in salita sono due: con il freno a mano o senza . La prima è una tecnica più sicura e utile per chi è meno esperto alla guida: il freno a mano inserito permetterà infatti di svolgere le varie operazioni con calma mentre l’auto è saldamente immobile.
La seconda invece richiede maggiore dimestichezza e velocità nell’esecuzione poiché non c’è l’assistenza del freno a mano che tiene la macchina ferma durante lo svolgimento della manovra.
Una regola però è comune a entrambe: quella di restare calmi e concentrati, senza farsi prendere dalla fretta. Questo sarà molto utile anche nel caso in cui questa manovra venga richiesta all’esame pratico per conseguire la patente di guida.
Vediamo ora i diversi passaggi della tecnica più sicura e comoda, quella con l’aiuto del freno a mano, per fare la partenza in salita:
Se invece sei più esperto e conosci bene la tua auto, la manovra della partenza in salita si può effettuare anche senza l’aiuto del freno a mano.
Vediamo i passaggi principali, ad auto accesa:
Il punto più difficile di questa manovra è riuscire a essere rapidi e coordinati, per evitare che il motore si spenga, che la vettura retroceda e che la frizione si surriscaldi.
La partenza in salita, se non eseguita in maniera corretta, può provare nel tempo molteplici problemi come il rischio di usura della frizione, del motore e degli pneumatici. Se si mantiene la frizione a metà corsa per molto tempo, si può verificare il surriscaldamento della stessa fino a “bruciarlaâ€.
Anche il motore e gli pneumatici possono venire penalizzati dallo svolgimento di manovre errate prolungate, con l’usura prematura. Un altro errore che può capitare di commettere è quello di non inserire la prima marcia ma un’altra, rischiando anche qui diversi danni alle componenti meccaniche dell’auto.
Come già detto, bisogna assolutamente evitare gesti bruschi come rilasciare la frizione in maniera improvvisa o accelerando a fondo ma eseguire l’operazione con dolcezza e gradualità , senza strappi.
La tecnologia ci viene in aiuto con dispositivi specifici che servono agli automobilisti per sentirsi più comodi e sicuri alla guida. Tra i diversi ADAS disponibili troviamo, infatti, anche quelli che supportano il conducente nello svolgimento di manovre più complesse: l’Hill Start Assist e il Brake Hold. Vediamoli più da vicino.
L’Hill Start Assist (HSA), il sistema di assistenza alla partenza in salita, mantiene il veicolo frenato per alcuni secondi, anche dopo che il guidatore ha staccato il piede dal freno. Questo sistema può aiutare quindi a ridurre lo stress di guida e il rischio di incidenti stradali.
Il Brake Hold è un sistema di sicurezza elettronico che mantiene la vettura ferma in maniera automatica senza bisogno di premere il pedale del freno. Questo sistema è indicato per le fermate temporanee, al contrario del freno di stazionamento o freno a mano, e si disattiva automaticamente, appena si tocca il pedale dell’accelerazione.
Nelle vetture più moderne, inoltre, se viene rilevato un tempo prolungato di utilizzo del Brake Hold, viene inserito in automatico il freno di stazionamento.
Un buon modo per avere più confidenza con la macchina e acquisire maggiore dimestichezza con la partenza in salita è quello di fare diverse esercitazioni.
Utilizzando un parcheggio vuoto o una strada privata, si possono fare delle prove per comprendere meglio i diversi passaggi e fare pratica per conoscere il punto di stacco della frizione. L’assenza di altre vetture aiuterà a essere più tranquilli.
Mantenere la calma e il controllo in questi momenti è molto importante: ecco perché quando si è alla guida occorre essere concentrati e attenti alle proprie azioni.
Riassumendo, i consigli generali per affrontare la partenza in salita sono:
E se la nostra vettura ha il cambio automatico, come facciamo a fare la partenza in salita? In questo caso, in verità , è più semplice perché non è presente il pedale della frizione.
In più, può venirci in aiuto la tecnologia con i sistemi di assistenza alla guida, per affrontare la manovra con facilità .
Ecco come svolgere la manovra in pochi e semplici passaggi:
Se è presente, si può utilizzare l’Hill Start Assist per avere più sostegno durante l’esecuzione della manovra: la vettura resterà ferma per alcuni secondi permettendoti di accelerare agevolmente ed evitando così il rischio di scivolamento all’indietro della vettura.
Data articolo: Wed, 04 Mar 2026 05:00:22 +0000Eleganza cristallina e un’anima da sportiva: l’auto di Matilde Gioli ne riflette la personalità , capace di passare con naturalezza dai set più prestigiosi alla velocità della guida reale. Se nel lavoro la conosciamo per la delicatezza e il talento, nel privato non nasconde la sua passione per i motori che sanno emozionare, proprio come la sua BMW M135 xDrive mostrata in un post. L’energia travolgente della creatura bavarese richiama quella dell’attrice, tra gli ospiti di Stasera a letto tardi su Rai 2.
Non fatevi ingannare dalle forme compatte della hatchback a 5 porte. La M135 sa difendersi bene: il suo cuore TwinPower Turbo da 221 kW trasforma una compatta in una piccola belva stradale. Matilde Gioli ha scelto un mezzo autoritario, dotato di una trazione integrale che incolla la vettura alla strada e un cambio a 7 rapporti in grado di rispondere fulmineamente alla minima pressione sul pedale. Fermare il cronometro a 4,9 secondi per scattare da ferma ai 100 orari è degno di una sportiva di razza.
Non secondaria è la velocità massima, limitata elettronicamente a 250 km/h. Quando è tempo di muoversi tra i ritmi frenetici del cinema e della TV, la quattro ruote di “passaporto” tedesco garantisce reattività ai massimi livelli, paragonabile a modelli di segmento superiore.
Lunga poco più di 4,30 metri e larga circa 1,80, la M135 xDrive soddisfa le esigenze di agilità in città e di stabilità nei tratti extraurbani. Il corpo vettura basso e largo (altezza di 1,43 m) le conferisce un baricentro in grado aggredire le curve con precisione millimetrica. Nonostante l’indole corsaiola, la M135 ha spazio in abbondanza: il bagagliaio offre una capacità che varia dai 380 minimi ai 1.200 litri, da sfruttare nelle piccole e nelle grandi commissioni quotidiane.
Certo, la qualità e le prestazioni hanno un costo: i prezzi di listino oscillano tra i 48.000 e i 64.000 euro a seconda delle personalizzazioni. Anche i consumi (circa 7,4 – 7,9 L/100 km nel ciclo WLTP) ricordano che questa è una macchina da guida reale, rivolta a un’utenza desiderosa di provare il brivido su strada.
Ma martedì 3 marzo all’attrice di Doc – Nelle tue mani tocca “parcheggiare” temporaneamente la sua BMW per confrontarsi con una giuria decisamente più imprevedibile dei sensori di parcheggio: quella dei bambini. Matilde Gioli è infatti annunciata tra gli ospiti della prima puntata di Stasera a letto tardi, il nuovo show di Rai 2 condotto dai The Jackal.
Insieme a Carlo Conti e al campione di salto in lungo Mattia Furlani, Matilde si mette in gioco rispondendo alle domande schiette e spontanee di un gruppo di piccoli protagonisti tra i 4 e i 10 anni. In uno studio trasformato in un laboratorio di sincerità , l’attrice è chiamata a superare le “missioni” ideate da Ciro, Fabio, Aurora e Fru per ottenere l’ironico “Patentino da adulto”. Un’occasione unica per vedere il volto umano e divertito di una delle dive più amate d’Italia, pronta a farsi sorprendere dalla saggezza dei bambini a colpi di candid camera e di un’intervista fuori dagli schemi.
Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 20:58:03 +0000Stile, praticità e un pizzico di anima romana che non guasta mai: il legame tra una grande auto e un’icona come Sabrina Ferilli nasce su tre capisaldi. Per muoversi tra i set della Città Eterna, l’attrice ha messo nel mirino un’elettrica dalla tecnologia avanzata e confortevole al punto giusto. In un post condiviso sui suoi profili social nel 2022 (in collaborazione con Europcar), Sabrina Ferilli appariva al volante di una Mercedes EQA, invitando i follower a riscoprire le bellezze della Capitale a impatto zero. Ma cos’ha di speciale questo SUV compatto che ha convinto persino “la Sabrina nazionale”?
Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 19:40:21 +0000Il 2026 è iniziato molto bene per il mercato auto italiano, con numeri in crescita per quanto riguarda le immatricolazioni complessive e, soprattutto, con un mese di febbraio molto positivo. Alcune vetture, come sempre, hanno registrato volumi molto significativi, confermandosi come protagoniste del mercato delle quattro ruote. Ecco quali sono state le 10 auto più vendute in Italia nel corso del mese di febbraio 2026.
La Top 10 delle auto più vendute in Italia nel corso del mese di febbraio 2026 vede la MG ZS occupare la decima posizione, con un totale di 2.667 unità immatricolate nel corso del periodo considerato. Nona posizione per la Renault Captur, che si ferma a 3.054 esemplari distribuiti sul mercato italiano, registrando un sostanziale incremento rispetto ai dati dello scorso anno (2.250 unità ).
In ottava piazza troviamo un altro modello della Casa francese, ovvero la Renault Clio. La segmento B ha raggiunto quota 3.096 esemplari venduti, registrando una crescita percentuale del 67% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Settima posizione, invece, per la Toyota Aygo X, modello che si sta ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato, con ben 3.123 immatricolazioni e un incremento su base annua del 93%.
In classifica c’è spazio anche per la Citroën C3, che ha raggiunto la sesta piazza con un totale di 3.131 esemplari venduti. Al quinto posto, invece, troviamo la Toyota Yaris Cross che ha chiuso il mese con 3.736 unità vendute in tutta Italia, registrando un miglioramento del 25% su base annua. In quarta posizione c’è la Leapmotor T03, che continua a registrare numeri importanti arrivando a 4.778 esemplari venduti.
Il podio è interamente firmato Stellantis. In terza posizione, infatti, c’è la Fiat Grande Panda, che ha chiuso il mese con 5.500 unità vendute. Seconda piazza per la Jeep Avenger, con un totale di 5.984 unità vendute. La prima posizione, invece, tocca alla Fiat Panda che si conferma l’auto più venduta in Italia, come già fatto nel 2025, riuscendo a toccare quota 12.603 unità immatricolate.
Per maggiori dettagli in merito all’andamento del mercato italiano dopo i primi due mesi dell’anno in corso vi rimandiamo all’articolo dedicato alle immatricolazioni in Italia a febbraio 2026.
Al termine dei primi due mesi dell’anno, questa è la Top 10 delle auto più vendute in Italia nel 2026:
Le variazioni percentuali di Grande Panda e Leapmotor T03 non sono riportate in quanto nei primi due mesi del 2025 le vendite di questi due modelli non erano ancora iniziate in modo completo.
Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 15:30:11 +0000Il mercato auto italiano continua a registrare ottimi dati. Dopo un mese di gennaio positivo, infatti, anche febbraio 2026 si chiude con una sostanziale crescita delle immatricolazioni in confronto con i dati dello scorso anno. Andiamo ad analizzare i dati di vendita del mese appena concluso che sono stati pubblicati da UNRAE.
Il mese di febbraio 2026 si è chiuso molto bene per il mercato italiano, migliorando i risultati di gennaio. Con un totale di 137.965 unità immatricolate, infatti, il settore delle quattro ruote ha registrato un incremento del 14% delle vendite nel confronto con lo stesso mese dello scorso anno. Considerando solo le vendite ai privati, invece, la crescita risulta pari al 9,5%, con 82.826 unità complessive.
Questo risultato è stato ottenuto con un importante contributo da parte delle auto elettrificate:
Il segmento delle plug-in (con Plug-in Hybrid e elettriche) ha una quota complessiva del 16,4% nel corso del mese di febbraio 2026, confermandosi sempre più importante per quanto riguarda le nuove immatricolazioni.
Come abbiamo visto nel nostro approfondimento pubblicato qualche giorno fa, l’Italia è tra i Paesi che crescono di più in Europa in termini di immatricolazioni di nuove vetture.
I primi due mesi dell’anno sono stati molto positivi per il mercato auto. Complessivamente, infatti, le immatricolazioni hanno raggiunto quota 302.126 unità con un incremento del 10,4% rispetto ai dati del primo bimestre dello scorso anno.
Con questo ritmo, il mercato ha la possibilità di superare nettamente i risultati ottenuti lo scorso anno, chiuso in leggero calo rispetto ai dati del 2024, e può guardare con fiducia al futuro, anche grazie a un miglioramento sempre più evidente delle performance dei modelli elettrificati.
Anche in questo caso si registra una sostanziale crescita delle auto elettrificate e, in particolare, ottimi dati per le Plug-in Hybrid, che crescono del 130,1% raggiungendo una quota dell’8,6%, e per le auto elettriche, in miglioramento del 60,9% su base annua con un market share del 7,3%.
A guidare il mercato italiano è il Gruppo Stellantis, protagonista di un ottimo mese di febbraio (+27%) che permette all’azienda di chiudere i primi due mesi dell’anno con 99.753 unità immatricolate. Questo dato si traduce in una crescita del 19% su base annua e in una quota di mercato del 33,3%. In sostanza, un’auto su tre tra quelle immatricolate in Italia appartiene al Gruppo Stellantis.
Seconda posizione, con meno della metà delle vendite, per il Gruppo Volkswagen, che ha totalizzato 45.929 unità vendute con un incremento del 10,5% rispetto allo scorso anno e un market share del 15,3%. In terza posizione c’è il Gruppo Renault, in calo del 19% con poco più di 27 mila esemplari immatricolati. Seguono Toyota, con 22 mila unità vendute e dati in linea con lo scorso anno (+0,59%) e BMW con 16 mila esemplari distribuiti sul mercato e un incremento dell’8%.
Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 14:35:22 +0000Quando ci mettiamo al volante della nostra auto dobbiamo prestare massima attenzione a quello che accade intorno a noi per una guida sicura, evitare incidenti, ma anche problemi con la legge. Il Codice della Strada è stato inasprito con pene sempre più severe per i trasgressori al fine di limitare al minimo le vittime. Dal 25 febbraio scorso è stato aggiornato il reato di fuga pericolosa all’alt delle Forze dell’Ordine.
Il Decreto-Legge 24 febbraio 2026, n. 23, ha lanciato una nuova fattispecie di reato, decisamente rilevante per gli automobilisti italiani. In particolare il comma 7-bis nell’art. 192 del Cds ha convertito la fuga al posto di blocco da banale illecito amministrativo a reato penale autonomo. Chiunque proverà d’ora in avanti a scappare davanti all’alt delle Forze dell’Ordine e determinerà pericolo per l’incolumità degli agenti, degli altri cittadini e di sé stesso rischierà pene severissime. I trasgressori verranno puniti con la reclusione in carcere fino a 5 anni, oltre alla sospensione della patente e alla confisca del mezzo.
Per migliorare la sicurezza stradale, i giuristi hanno convenuto a stravolgere l’intera disciplina. In passato la fuga durante un controllo su strada era valutata dalla giurisprudenza come una violazione di tipo amministrativo. L’unica fattispecie penale che si poteva configurare era il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), ma la Corte di Cassazione si era pronunciata affermando che la semplice fuga non costituisse resistenza se priva di violenza o di minaccia. In realtà , in seguito a un tentativo di scappare a un ordine della polizia, purtroppo si sono spesso registrati dei gravissimi incidenti. Gli automobilisti in preda al panico hanno commesso errori alla guida, colpendo agenti o pedoni.
Ora il nuovo comma 7-bis ha scelto di accogliere l’orientamento che differenzia tra la fuga neutra e la condotta intrinsecamente pericolosa. In sostanza, se il conducente non crea pericolo e non si ferma magari per una reale disattenzione, è passibile della semplice sanzione amministrativa, tuttavia se la sua condotta è attiva e pericolosa, commette il nuovo reato specifico, che è condannabile con reclusione sino a un massimo di 5 anni. La valutazione ex ante va fatta sulla base delle circostanze effettive.
In sede processuale verrà presa in considerazione l’attività documentale degli operatori delle Forze dell’Ordine. Gli atti dovranno descrivere tutte le manovre del conducente, le condizioni ambientali e del traffico, tenendo conto anche di eventuali riprese video e testimonianze per accertare se la condotta sia stata realmente pericolosa. Verrà considerata la velocità di fuga in aree urbane densamente popolate, ma anche l’attraversamento di incroci con il semaforo rosso, la guida contromano o la conduzione che costringa terzi a manovre d’emergenza, oltre al rischio di investimento per gli agenti.
La tutela giuridica per gli organi di polizia impegnati quotidianamente sulle nostre strade è di primaria importanza per la sicurezza collettiva. Dopo le novità del Codice della Strada, questa nuova disciplina risulterà anche più complessa per le Forze dell’Ordine che dovranno gestire lo spiacevole evento con grande lucidità , presentando le prove documentali dell’intervento. Con la reclusione da sei mesi a cinque anni, oltre alla sospensione della patente e alla confisca del veicolo, la professionalità dovrà essere massima per evitare cause infinite.
Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 12:29:35 +0000Quando il potente uomo d’affari Bernie Ecclestone decise di cedere il carrozzone della massima categoria del Motorsport al gruppo americano di Liberty Media ci sono state forti perplessità . L’idea che la Formula 1 potesse evolversi in uno show business, mettendo da parte l’evento racing, è stata spazzata via da una rivoluzione che ha visto sempre più appassionati di nuove generazioni interessarsi all’automobilismo. In passato le sfide in pista erano seguite da una ristretta cerchia di appassionati, amanti della tecnica, che apprezzavano i cavalieri del rischio nei tracciati più importanti al mondo.
Oggi il sogno di un ragazzino è quello di vivere l’emozionante atmosfera del Paddock, dove fioccano iniziative che hanno trasformato i 22 piloti della griglia in delle superstar. Una evoluzione naturale, dettata anche dal boom dei social media, che ha reso ancor più popolare a livello mondiale la F1. Lo scorso anno sono stati addirittura 3,87 miliardi i ricavi generati dal gruppo F1, con una crescita del 14% rispetto al 2024. Un fatturato record per Liberty Media, che dal 2017 detiene le quote di maggioranza del circus e nel 2025 ha scelto di procedere all’acquisizione anche della MotoGP.
Il 75esimo campionato della storica F1 ha generato un incremento dell’utile operativo del 28% su base annua, toccando quota 624 milioni di dollari. Negli Stati Uniti, dopo decenni fallimentari, la massima categoria del Motorsport è finalmente diventata popolare. La Formula One Group ha siglato contratti milionari con top brand come Lego, Disney, Pepsi e Apple. Nomi che consolidano i ricavi, con i diritti televisivi che hanno rappresentato il 31% delle entrate, seguite dai proventi derivanti dai promoter dei Gran Premi (26%) e dalle sponsorizzazioni, oltre una quota del 20% (21,7%). Il restante 20% è dovuto a servizi complementari come i pacchetti hospitality e servizi di lusso per vip.
Gli ascolti in diretta sono cresciuti tra il 21% e il 24% nel 2025. I ragazzi delle nuove generazioni non si perdono un GP e anche l’affluenza complessiva negli autodromi ha toccato quota 6,75 milioni di spettatori, salendo del 4% rispetto al 2024. L’impatto commerciale legato all’uscita del film ufficiale dedicato alla Formula 1 ha ulteriormente aiutato il bacino di utenza in aumento a livello internazionale. Il CEO Stefano Domenicali ha dichiarato:
“Siamo di fronte a una nuova stagione da record. Il nostro sport non è mai stato così forte, come dimostrano i partner di primo livello con cui collaboriamoâ€.
Non sorride solo la F1, ma anche la classe regina del Motomondiale che ha debuttato in Thailandia con il successo di Marco Bezzecchi. Lo scorso anno la MotoGP ha segnato ricavi pari a 573 milioni di dollari, ottenendo una crescita del 14% su base annua, mentre l’utile operativo è salito dell’86%, arrivando a 54 milioni di dollari.
Con un calendario sempre più ricco, i pacchetti hospitality hanno garantito maggiori entrate. In TV gli ascolti sono cresciuti del 9%, con una affluenza del 21% in più sulle tribune rispetto al 2024. Liberty Media vuole estendere le strategie commerciali vincenti della F1 alla MotoGP e non si escludono weekend di gara condivisi in futuro. L’addio di Valentino Rossi sembra finalmente essere stato metabolizzato dai fan e la sfida tra Aprilia e Ducati è più accesa che mai. Lo storico CEO del gruppo Carmelo Ezpeleta ha annunciato:
Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 11:06:12 +0000“La MotoGP ha chiuso il 2025 con presenze record e ora siamo fiduciosi del nostro potenziale per espanderci verso nuove aree geograficheâ€.
Ideale per le giungle urbane e per avventurose gite fuori porta, la Avenger è tra le vetture più popolari degli ultimi anni. Stellantis ha trovato la ricetta giusta, sfruttando il fascino del marchio americano e unendolo alle esigenze urban degli automobilisti europei. Il risultato è stato un mezzo compatto, all’avanguardia sul piano della proposta dei motori e decisamente accattivante in termini di design. Il modello a ruote alte, disegnato a Torino, è diventato persino il B-SUV 100% elettrico più venduto a febbraio, con una quota vicina al 18%.
In base al report di Dataforce, lo scorso mese Jeep Avenger si è confermato il leader assoluto nel Belpaese nel suo segmento. Dopo i successi commerciali degli ultimi due anni, il 2026 è partito col botto nel primo bimestre. La quota nel comparto ha toccato il 6,65% nel mese con un market share vicino al 14%. Nel segmento più rilevante del car market italiano Avenger ha registrato una quota del 10,4%. Più di un cliente privato su dieci ha scelto il modello prodotto nel Vecchio Continente, presentato ufficialmente l’8 settembre 2022 insieme ad altre due proposte elettriche, la Jeep Recon e la Jeep Wagoneer S, per poi debuttare in pubblico il 17 ottobre al Salone di Parigi.
L’opportunità di scegliere tra diverse soluzioni di mobilità ha reso possibile un traguardo straordinario per Jeep. La versione 100% elettrica, pensata per i progressisti green, non si traduce in una rinuncia delle peculiarità di un tradizionale fuoristrada del brand americano. Sono tanti a optare per la versione e-Hybrid, con motore ibrido a 48V e cambio automatico, in grado di tenere bassi i consumi e le emissioni. Per chi non volesse rinunciare alla guida con trazione integrale elettrificata, c’è la versione 4xe che offre soluzioni tecniche raffinate.
Le versioni speciali, come la Avenger 4xe The North Face Edition, esaltano la vocazione del modello dal design esclusivo, con dettagli che mettono in risalto l’unicità . La vettura è stata elaborata sulla piattaforma e-CMP2, creata da PSA per la produzione di Peugeot 2008 II, Opel Mokka B, Fiat 600 e DS 3 Crossback. La versione full electric vanta un motore anteriore da 400 V realizzato dalla Emotors. L’Avenger sprigiona 156 CV e 260 Nm di coppia, associati a una batteria agli ioni di litio da 54 kWh. Può percorrere sino 400 km su percorso misto e 550 km in quello urbano. Con la colonnina a 100 kW in corrente continua occorrono appena 24 minuti per passare dal 20 all’80% della carica, mentre con quella da 11 kW a una Wallbox la ricarica avviene in 5,5 ore.
Parallelamente Jeep sta proseguendo con il nuovo corso del SUV Compass. Realizzato in Italia sulla piattaforma STLA Medium, si è posto l’obiettivo di eccellere su ogni superficie, unendo un look all’avanguardia a una versatilità senza precedenti. Si può scegliere tra un motore e-Hybrid da 145 CV e una e-hybrid plug-in da 225 CV, fino alle versioni full electric che sprigionano sino a 375 CV, trazione integrale e un’autonomia di 650 km.
L’aerodinamica è molto curata con un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,29, massimizzando l’efficienza senza limitare lo spazio nell’abitacolo per i passeggeri. Non mancano i sistemi Selec-Terrain, la protezione a 360 gradi e i sensori per accrescere la sicurezza a bordo. Gli ordini sono già aperti e la nuova Compass è proposta con 5.000 euro di supervalutazione dell’usato e un finanziamento rateale interessi zero per la versione e-Hybrid 145 CV, abbinata a un cambio a doppia frizione a sei rapporti.
Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 10:18:00 +0000Il colosso della telefonia cinese, da anni impegnato nella creazione di automobili futuristiche, ha scelto il capoluogo della Catalogna per presentare la Vision GT. Un bolide che fuoriesce direttamente dal mondo videoludico di Gran Turismo. La vettura creata da Xiaomi è già digitalmente nota per i fruitori della console Sony PlayStation che, nel simulatore di guida più popolare al mondo, la possono spingere al massimo sui tracciati.
La supercar cinese è uno dei prototipi che, negli anni, hanno impreziosito il catalogo di Gran Turismo. Nessuno si aspettava che l’azienda con sede a Pechino decidesse di crearla a grandezza naturale, ma il progetto ha scatenato la fantasia dei suoi creatori. Nel centro stile di Xiaomi non si sono posti limiti economici e hanno trasformato una fantasia virtuale in realtà .
Il passaggio dal mondo di Gran Turismo a quello fisico non ha deluso gli appassionati. La supercar cinese ha lasciato tutti a bocca aperta al Mobile World Congress di Barcellona per il suo design fantascientifico. Xiaomi sta riscuotendo un grande successo con modelli come la SU7 e la YU7, in grado di raggiungere performance da brividi. Grazie alla lunga esperienza nel settore delle batterie, nel 2021 è stata creata la società Xiaomi Automobile. Il colosso ha ricevuto il permesso di produrre veicoli dalla Commissione nazionale cinese per lo sviluppo e la riforma nell’agosto 2023. Il lancio della SU7 sul mercato locale è avvenuto il 28 dicembre 2023.
Allo stand Xiaomi al World Mobile Congress di Barcellona la Vision GT ha anticipato il linguaggio stilistico che vedremo in futuro nella gamma. Il marchio per ora ha puntato su berline dal carattere aggressivo. In forma estremizzata il prototipo vanta una carrozzeria che nasce da un lungo lavoro in galleria del vento. Le forme sono quelle di un bolide futuristico con un abitacolo a forma di goccia. L’avantreno presenta una aerodinamica esasperata, con dei canali scolpiti per indirizzare i flussi d’aria. La filosofia di design del marchio “Sculpted by the Wind”, ovvero “scolpita dal vento†è stata rispettata. La zona posteriore è quella più interessante con una fascia luminosa sottile che avvolge completamente la carrozzeria. Immancabile una cavità con funzioni aerodinamiche e di raffreddamento nel retrotreno per tenere incollata la vettura all’asfalto.
In un futuro non troppo lontano le vetture sportive potrebbero somigliare al progetto Xiaomi. Per ora la Vision GT si guida solo nel mondo virtuale, ma il volante racing e l’impostazione avveniristica potrebbero ispirare i modelli di domani. Il concetto di “Sofa Racer†degli interni consente di trasmettere una impostazione sportiva senza dimenticare il comfort.
L’obiettivo della Casa cinese è quello di trasmettere la sensazione di essere comodamente in un divano dove si può avere un totale controllo della plancia e pannelli delle porte. I sedili avvolgono il conducente con una forma ad anello che include un sofisticato sistema di luci e sound interattivi. Il bolide nasce per interagire con il conducente comprendendo in modo predittivo lo stato emotivo e adattando l’atmosfera interna di conseguenza, grazie all’ecosistema intelligente “Human x Car x Home”. Top secret i motori, ma nel videogame sviluppato da Polyphony Digital e pubblicato da Sony Computer Entertainment la Vision GT raggiunge velocità supersoniche.
Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 09:17:45 +0000