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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane del 12 marzo 2026 presenta alcune criticità importanti, tra cui una coda di 3 km sull’A1 Milano-Napoli causata da un veicolo in avaria tra Modena Nord e Modena Sud, oltre a estese condizioni di nebbia su due tratte nel centro Italia. Di seguito un dettaglio per tratta degli eventi rilevati.

A1 Milano-Napoli



00:49 – Modena Nord e Modena Sud
Coda di 3 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Napoli
Segmento interessato dal chilometro 170.8 al chilometro 167.8.



00:48 – Bivio A1-Variante e Aglio
Pioggia presente lungo la tratta al chilometro 255.
In entrambe le direzioni



00:48 – Sasso Marconi e Fabro
Pioggia lungo la tratta dal chilometro 210.1 al chilometro 417.6.
In entrambe le direzioni

A10 Genova-Ventimiglia



00:48 – Uscita di Celle Ligure provenendo da Genova
Uscita chiusa per veicolo fermo o avaria.
Direzione Ventimiglia

A11 Firenze-Pisa Nord



00:49 – Firenze Peretola e Bivio A11/SS 1 Aurelia
Pioggia sulla tratta lunga 81.7 km.
In entrambe le direzioni

A25 Torano-Pescara



01:02 – Banchi tra Bivio A25/A24 Roma-Teramo e Avezzano
Nebbia con visibilità limitata a 100 metri.
In entrambe le direzioni

A24 Roma-Teramo



01:02 – Vicovaro-Mandela e Valle del Salto
Nebbia con visibilità ridotta a 100 metri lungo 41.937 km.
In entrambe le direzioni

A26 Ge-VOLTRI-Gravell.Toce



00:01 – Baveno e Arona
Tratto chiuso fino alle 05:00 per transito trasporti eccezionali.
Entrata consigliata verso Genova Voltri: Arona.
Direzione Genova Voltri



00:01 – Bivio A26/Diramaz. A8 Milano-Varese e Borgomanero
Tratto chiuso fino alle 05:00 per transito trasporti eccezionali.
Entrata consigliata verso Genova Voltri: Borgomanero. Uscita consigliata provenendo da Gravellona Toce: Arona.
Direzione Genova Voltri

A5 Torino – Aosta – Monte Bianco



00:01 – Aosta Ovest e Raccordo A5/SS26 dir
Pioggia lungo 30.6 km sulla tratta.
In entrambe le direzioni

A56 Tangenziale di Napoli



00:37 – Uscita di Capodimonte provenendo da Allacc. Diramazione Capodichino
Uscita chiusa fino alle 06:00 per lavori.
Uscita consigliata: Arenella.
Direzione Pozzuoli

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 12 Mar 2026 00:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Giusy Buscemi, il primo amore dell’ex Miss Italia

Ormai siamo abituati a vederla nei panni della vicequestore Vanina Guarrasi, ma per capire il rapporto tra Giusy Buscemi e le auto dobbiamo fare un deciso salto indietro nel tempo, fino al settembre 2012. Fu proprio allora che le si schiusero i cancelli della notorietà con la vittoria di Miss Italia e il primo contatto al volante della Fiat Panda.

A bordo di un’icona italiana

In quell’anno, una giovanissima Giusy Buscemi veniva incoronata a Montecatini Terme come la più bella d’Italia. Oltre alla passerella, l’edizione a cui prese parte sancì il ritorno di Fiat nel concorso che l’aveva vista madrina fin dagli anni Sessanta, accompagnando le Miss già dai tempi della 124, della 128 e della 850 Spider, modelli leggendari associati in eterno alla bellezza mediterranea.

Per gli spostamenti delle miss il Lingotto mise a disposizione una flotta di nuove Fiat Panda, che in quella settimana divenne il “taxi ufficiale” del fascino italiano, evoluzione di un mito capace di registrare oltre 6 milioni di immatricolazioni in 31 anni di storia. Un periodo che Buscemi di certo non avrà dimenticato, con la conquista della fascia più ambita che le permise di farsi conoscere dal grande pubblico e le ali spiegate verso una carriera luminosa, portata avanti ancora oggi. I più nostalgici ricorderanno le telepromozioni delle serate finali della manifestazione, alle quali la Panda apparve accanto a nomi storici del concorso come Gloria Bellicchi e il mai dimenticato Fabrizio Frizzi.

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Nel fortunato 2012, la neo-Miss Buscemi fu peraltro protagonista di un test speciale al volante della Fiat Panda 4×4 (apprezzata anche dalla giornalista Francesca Barra) decretata SUV of the Year per Top Gear. Giusy ebbe l’opportunità di mettere alla prova l’agilità di un mezzo capace di arrampicarsi su ogni tipo di sentiero, compresi quelli più impervi, grazie al sistema Torque on demand e al blocco differenziale elettronico (ELD). Sotto la carrozzeria rialzata battevano il grintoso bicilindrico 0.9 TwinAir da 85 CV o l’infaticabile 1.3 Multijet da 75 CV, motori piccoli ma ricchi di coppia. Con meno di 1.200 kg di peso e angoli d’attacco da vera fuoristrada, la piccola piemontese era una compagna d’avventura inarrestabile.

Vanina 2 – Un vicequestore a Catania: la resilienza resta

Dalle sfilate di Salsomaggiore e Montecatini alle scogliere di Catania, la strada è stata lunga. Mercoledì 11 marzo 2026 Giusy Buscemi va in scena con Vanina 2 – Un vicequestore a Catania. Il nuovo caso, Il talento del cappellano, la vede impegnata a risolvere il mistero di un cadavere scomparso in un hotel abbandonato e afflitta dalle pene d’amore, divisa tra il legame passato con Paolo e la nuova attrazione per il dottor Manfredi.

Nella fiction di Canale 5 Vanina deve districarsi tra la nebbia dell’Etna e i segreti della criminalità, un personaggio al quale Giusy Buscemi ha trasmesso un po’ della sua caparbietà, il segreto del successo di una carriera in prima fila, battezzata dalla Panda del 2012. L’attrice si è guadagnata una posizione privilegiata sui palinsesti televisivi, e anche i fan dei motori la ricorderanno solare sulla mitica quattro ruote italiana, sempre in cima alle classifiche di vendita nel mercato nazionale. A distanza di quattordici anni, il binomio continua a correre veloce.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 20:15:51 +0000
News n. 3
Audi RS3 competition limited, solo 750 esemplari celebrativi da oltre 100 mila euro

Il propulsore più iconico di Audi compie 50 anni. La storia del cinque cilindri viene celebrata attraverso un modello speciale che trasforma la RS3 in una versione limitata da 750 esemplari. Si chiama RS3 competition limited e strizza l’occhio agli appassionati della pista con soluzioni dedicate che impreziosiscono le performance del propulsore da 400 CV. Il nome appositamente scritto in minuscolo è omaggio alla dicitura quattro, anch’essa priva di maiuscole.

Tanta fibra di carbonio

Il design muscolare della Audi RS3 competition limited viene enfatizzato da numerosi elementi specifici in fibra di carbonio opaca, che contribuiscono a dare alla compatta sportiva un look ancora più aggressivo. All’anteriore spiccano lo splitter diviso, i nuovi deflettori integrati nelle prese d’aria laterali e le calotte degli specchietti realizzate in materiale composito. Tutti dettagli che contribuiscono anche a migliorare la gestione dei flussi aerodinamici.

Il posteriore non è da meno. Qui il pacchetto estetico comprende la cornice superiore dell’estrattore e uno spoiler dedicato in fibra di carbonio, elementi essenziali ad aumentare la deportanza e rafforzare il carattere sportivo della vettura. L’abitacolo prosegue la stessa filosofia. La fibra di carbonio domina la scena insieme a inserti in pelle e Alcantara, con una combinazione cromatica sofisticata che unisce nero e bianco. Il risultato è un ambiente che trasmette immediatamente la sensazione di trovarsi a bordo di un modello speciale con un richiamo vintage.

Solo 750 Audi RS3 per celebrare il motore cinque cilindri
Ufficio Stampa Audi
Interni dell’Audi RS3 nata per il trackday che omaggia l’iconico motore

Assetto a ghiera regolabile

Per la prima volta su una compatta firmata Audi Sport, la vettura è dotata di ammortizzatori a ghiera regolabili manualmente, una soluzione tipicamente utilizzata sulle auto da pista. Questo sistema permette di personalizzare in modo molto preciso il comportamento della vettura, adattando l’assetto alle preferenze del pilota o al tipo di circuito. Le regolazioni sono estremamente dettagliate:

  • compressione ad alta velocità regolabile su 15 livelli;
  • compressione a bassa velocità su 12 livelli;
  • estensione su 16 livelli.

A lavorare insieme alle nuove sospensioni troviamo una barra antirollio posteriore maggiorata, il sistema RS torque splitter e i freni carboceramici di serie, riconoscibili anche per le pinze rosse.

Il torque splitter, uno degli elementi più sofisticati della RS3 moderna, utilizza due frizioni elettroidrauliche a lamelle, una per ciascun semiasse posteriore. Questo sistema consente di distribuire la coppia tra le ruote posteriori in modo attivo e variabile, migliorando la trazione e rendendo la guida più precisa, soprattutto nelle curve veloci.

A completare il lavoro sull’aerodinamica troviamo anche uno spoiler specifico, che in combinazione con lo splitter anteriore aumenta la deportanza e contribuisce alla stabilità alle alte velocità.

Full optional da oltre 100 mila euro

La Audi RS3 competition limited sarà prodotta in una tiratura limitata di 750 esemplari numerati. Un numero che sottolinea il carattere esclusivo del progetto e rende questa versione destinata a diventare una vera chicca per collezionisti e appassionati.

Per il mercato italiano è prevista una quota piuttosto ridotta: 81 unità, tutte nella configurazione Sportback, che arriveranno nelle concessionarie a partire dal mese di giugno. Il prezzo di partenza è fissato a 107.600 euro, una cifra importante che sottolinea il livello di dotazioni e la natura celebrativa del modello.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 15:29:48 +0000
News n. 4
Dacia Striker, dettagli e prezzi della nuova station wagon rialzata

I rumors si sono susseguiti negli ultimi mesi, alimentando curiosità e speculazioni tra appassionati e addetti ai lavori. Ora però non c’è più spazio per le indiscrezioni: Dacia ha finalmente tolto il velo alla nuova Striker, un modello che segna un passo importante per il marchio rumeno.

Parliamo di una station wagon rialzata, che rilancia un segmento in netta discesa sul mercato, evolvendolo sotto forma di SUV. Una formula simile a quanto visto con Jogger, che dimostra una passione per le scelte coraggiose da parte del marchio. Nuova Striker con la sua volumetria slanciata riesce a incarnare in pieno la filosofia Dacia, offrendo spazio, versatilità e un prezzo d’attacco accessibile. 

Dimensioni e stile

Striker si mostra subito in tutta la sua lunghezza. Cambia infatti l’approccio Dacia alla volumetria, che rispetto alle più massicce Duster e Bigster, qui si presenta con una vettura rialzata ma filante nelle proporzioni. Sono ben 4,62 i metri che la rendono la vettura del brand più grande mai prodotta.

La carrozzeria è stata scolpita secondo gli stilemi Dacia, ma strizzando anche l’occhio al mondo Renault. Al frontale troviamo infatti una firma luminosa che richiama un po’ quanto visto nell’ultima generazione di Clio. Rimangono al tempo stesso le linee tese e le nervature che mettono in risalto i muscoli di un brand che fa della ricerca dell’avventura la propria filosofia.

Per quanto riguarda gli interni, Dacia ha scelto di mantenere ancora un velo di mistero. Al momento le informazioni sono limitate e la Casa ha confermato che maggiori dettagli verranno svelati in occasione della presentazione ufficiale prevista per giugno. È lecito aspettarsi comunque un abitacolo molto spazioso e pratico, pensato per le famiglie e per chi ha bisogno di caricare bagagli o attrezzature per il tempo libero.

Prezzi e motori

All in da parte di Dacia nella gamma motori, con tutta l’offerta del marchio che arriverà su Striker. Ci saranno quindi versioni con motori benzina tradizionali, ma anche le sempre apprezzate varianti bifuel GPL, una soluzione molto amata soprattutto in Italia per via dei costi di gestione più contenuti.

Non mancheranno naturalmente le opzioni elettrificate, pensate per chi vuole ridurre consumi ed emissioni. A completare l’offerta dovrebbe arrivare anche la variante ibrida a trazione integrale, una soluzione che permetterà alla Striker di affrontare con più sicurezza anche strade sterrate o condizioni difficili. In altre parole, Dacia punta a rendere la Striker un modello estremamente versatile, capace di adattarsi alle esigenze di clienti molto diversi tra loro.

Il prezzo, come da tradizione del marchio, sarà uno degli elementi chiave. Dacia ha già anticipato che la cifra di partenza sarà inferiore ai 25.000 euro, un posizionamento che potrebbe metterla in forte vantaggio rispetto a molte rivali nel segmento delle familiari rialzate e dei crossover di medie dimensioni.

Una nuova fase per Dacia

Con la nuova Striker Dacia punta a proseguire il capitolo di successo che sta percorrendo negli ultimi anni. La filosofia delle auto semplici, robuste e accessibili si continua a evolvere, promuovendo auto più grandi e spaziose. E se i SUV continuano a essere al centro delle preferenze della clientela europea, queste versioni con volumetrie originali possono distinguersi in un mercato sempre più affollato.

Se le promesse verranno mantenute, la Striker potrebbe diventare uno dei modelli più importanti della gamma Dacia nei prossimi anni. E considerando il prezzo annunciato, non è difficile immaginare che possa attirare l’attenzione di molti automobilisti in cerca di spazio, praticità e convenienza.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 13:31:57 +0000
News n. 5
GP Cina, Ferrari: l’esame sulla SF-26 già decisivo per la stagione 2026

Ferrari si presenta in Cina con parecchia fiducia. C’è però una questione importante sulla quale la Rossa deve realizzare un esame verso il futuro a breve termine: capire perché l’energia recuperata dall’MGU-K e stoccata nelle batterie potrebbe consumarsi troppo velocemente. Oppure se si tratta di una questione legata solamente al software di gestione. Insomma… oltre alla pista ci sono tanti dati da raccogliere che poi saranno processati la settimana prossima.

Il discorso di Fred da non sottovalutare

Le recenti esternazioni di Vasseur offrono spunti di riflessione di notevole spessore, segnatamente per quanto riguarda il rendimento della scuderia di Maranello durante l’appuntamento iridato in Australia. In perfetta aderenza con alcune proiezioni scaturite dall’incrocio tra i feedback dei piloti, le evidenze sulla telemetria e le analisi onboard, possiamo fare un ragionamento.

Si evince come il divario effettivo tra la Ferrari e la Mercedes non fosse affatto rappresentato dagli otto decimi accusati dalla W17 in qualifica. Era piuttosto evidente che la situazione circoscriveva tale gap a una misura prossima alla metà: quattro decimi. Lo stesso Vasseur ha corroborato questa tesi, asserendo che il surplus prestazionale della Mercedes fosse quantificabile addirittura in tre decimi.

La SF-26 vanta indubbi pregi strutturali, sebbene palesi alcune criticità, per fortuna emendabili. Già durante la sessione classificatoria era emerso un potenziale ben più incoraggiante di quanto la graduatoria ufficiale lasciasse presagire. Tali deficienze sono state, peraltro, esacerbate dalle peculiarità morfologiche del layout australiano. Un fattore, anche questo, confermato dal medesimo team principal.

Melbourne non era amico delleF specifiche della Ferrari, a causa di quei prolungati settori privi di decelerazioni significative, dove una gestione oculata dell’energia risulta imprescindibile. Tale argomentazione, dotata di assoluta congruenza, conferma quanto ipotizzato: il fulcro della stagione agonistica risiederà nella capacità di amministrare con perizia l’energia derivante dal comparto ibrido.

Ferrari: deficit di autonomia energetica nel giro lanciato?

La SF-26 ha palesato una discrepanza più marcata in configurazione qualifica. Frangente in cui si impegna l’accumulatore alla massima capacità per concludere il giro con lo stoccaggio esaurito. Il tutto nel tentativo di massimizzare la performance velocistica. Tale condizione decade sulla lunga distanza, dove una simile condotta risulterebbe controproducente per la difesa della posizione.

È apparso evidente a tutti gli osservatori come, sulla distanza del GP, la Rossa abbia mostrato un’efficienza superiore, cogliendo di sorpresa l’intero paddock. Come rilevato, il gap tra la scuderia modenese e quella di Brackley tende a contrarsi nel passaggio dal sabato alla domenica. Il quesito imminente riguarda l’adattabilità del circuito di Shanghai alle doti della SF-26.

Vasseur mantiene un profilo prudente. In Cina lo scenario muterà radicalmente, perché si affolleranno temperature più rigide, anzitutto. Inoltre, pur in presenza di lunghi rettifili come in Bahrain, ci saranno numerose staccate per rigenerare il sistema. Dalle parole del manager si può capire come la Rossa possa incorrere in un prematuro esaurimento dell’energia elettrica durante il giro secco.

In Cina, la prevalenza di frenate violente fungerà da volano per la ricarica, agevolando la gestione energetica. Banco di prova cruciale per saggiare la reale efficienza del sistema ibrido della power unit. Non si deve ignorare che, oltre all’efficacia intrinseca dei componenti, la raffinatezza dello sviluppo software, e della relativa mappatura, riveste un ruolo decisivo per le vetture 2026.

GP Cina: l’incognita sulla gestione gomme

Sussiste inoltre un certo dubbio sulle gomme. Analizzando le riprese onboard durante il fine settimana, permangono perplessità sulla capacità della SF-26 nel gestire in maniera impeccabile la fase di attivazione dei compound. Vasseurstesso ha menzionato l’argomento, ribadendo che questo tipo di variabile continua a essere determinante per l’economia prestazionale del weekend.

Inoltre, nel primissimo scorcio del mondiale si è registrata una crescente attenzione al fenomeno del graining. Conferma via radio nelle comunicazioni tra piloti e ingegneri. D’altra parte, rispetto alle specifiche della Pirelli 2025, gli attuali pneumatici subiscono sollecitazioni laterali inferiori, rendendo più complesso il raggiungimento della finestra termica ideale per l’asse anteriore.

Anche per questo, a Shanghai, il tema gomme si preannuncia centrale all’interno del fine settimana. Va detto che la Rossa ha lavorato molto sugli schemi sospensivi per amministrare al meglio le coperture. Un lavoro specifico voluto espressamente da Loic Serra, che, dopo la scorsa stagione, ha voluto conferire alla SF-26 la capacità di sfruttare al massimo le coperture.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 12:56:36 +0000
News n. 6
Benzina a un centesimo al litro, caos e assalto alla stazione di servizio

Quando la realtà supera la fantasia. A Bruillet, un tranquillo comune francese nell’Essonne, il display di un distributore di benzina ha segnato la cifra surreale di 0,01 euro al litro la sera del 5 marzo. Manco in un film apocalittico, l’errore di inserimento manuale ha scatenato la febbre collettiva, con decine di conducenti pronti ad approfittare dell’occasione.

Il pieno a un centesimo diventa virale

Le notizie corrono veloci in rete. Alla prima soffiata su X e gruppi WhatsApp locali gli utenti si sono fiondati il più presto possibile presso la stazione di servizio, come dimostrano i video caricati in rete, dove appaiono file chilometriche di automobilisti a bocca aperta davanti al display. Oltre al serbatoio, qualcuno ne ha approfittato per riempire ogni contenitore disponibile, dalle taniche ai jerrycan di fortuna, mentre le autorità provavano a gestire un traffico incredibilmente impazzito. Il passaparola continuo è arrivato fino agli abitanti di Comuni limitrofi, che a loro volta non ci hanno pensato su due volte a mettere in moto e raggiungere il luogo di rifornimento, nel tentativo disperato di accaparrarsi “l’oro nero” a cifre irrisorie.

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La scena segue un periodo complicato. Nelle ultime settimane, infatti, i listini alla pompa hanno subito impennate brutali anche in Francia, e qualcuno ha visto nel centesimo apparso sul display una sorta di risarcimento spontaneo per i rincari dettati dalle tensioni geopolitiche internazionali. L’anomalia tecnica, poi confermata come un banale quanto catastrofico errore di digitazione durante l’aggiornamento dei prezzi, è stata corretta non appena i responsabili si sono accorti del danno. Ma il danno, per le casse del supermercato, era ormai fatto.

Le possibili conseguenze

E ora che succederà? In teoria, l’azienda erogatrice ha il diritto di rintracciare i pagamenti elettronici e chiedere la differenza agli automobilisti. Secondo il legislatore nazionale, nel momento in cui un errore è “manifesto” – ovvero tanto palese da essere chiaramente un errore e non una promozione – il venditore ha modo di rivalersi. Tuttavia, il danno d’immagine pubblica potrebbe dissuadere il grande distributore dall’adire le vie legali, visti peraltro i precedenti, che non sempre hanno portato a rimborsi forzati. Spesso le compagnie hanno preferito assorbire il colpo invece di dare battaglia per non incorrere in infinite battaglie legali o perdere reputazione.

Gli effetti dei costi energetici sui bilanci familiari sono sotto gli occhi di tutti nei filmati diffusi sul web. Mentre il carburante diventa un bene di lusso, la razionalità scompare e lascia il posto alla “corsa all’oro”. Resta da vedere quali saranno gli sviluppi della vicenda, se i conducenti che si sono procurati decine di litri a pochi centesimi riceveranno nei prossimi giorni una mail meno divertente dalla propria banca.

Comunque andrà, le immagini testimoniano le tensioni del periodo, registrate anche in Italia, dove il Governo ha nelle ultime ore deciso di rinviare il decreto contro il caro-carburanti. Il cortocircuito dei prezzi di Breuillet ha dato agli utenti l’illusione di avere la situazione sotto controllo per qualche ora. Tramontata l’anomalia della benzina a un centesimo, la rabbia per i rincari continui si conferma, però, l’unica costante nel serbatoio.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 11:17:08 +0000
News n. 7
Ford Explorer per Papa Leone XIV, il SUV ibrido celebra le origini

Il rombo discreto di un V6 americano tra i vicoli silenziosi della Città del Vaticano. Prepariamoci a vedere, ma soprattutto sentire, questa scena, dopo la nuova auto regalata a Papa Leone XIV, un esemplare unico di Ford Explorer Platinum Hybrid. L’omaggio non è solo dettato dalla carica istituzionale: il SUV è stato, infatti, materialmente assemblato a Chicago, la città natale del Santo Padre.

Invece di osservare il consueto distacco dei protocolli ufficiali, il CEO della Casa automobilistica Jim Farley ha voluto rendere l’evento un affare di famiglia, presentandosi all’udienza privata coi propri cari per consegnare di persona le chiavi nelle mani del Pontefice. Da fornitura aziendale, il gesto ha finito per toccare la sfera intima di un uomo che, pur guidando la Chiesa in tutto il mondo, non ha mai fatto mistero delle sue radici nel Midwest.

Un ponte tra due mondi

L’Explorer destinata al Pontefice non è un modello di serie. I designer dell’Ovale Blu hanno lavorato per mesi su dettagli che potessero far sentire Leone XIV a casa, anche a migliaia di chilometri di distanza dal Michigan Avenue. Non appena si sale a bordo, l’occhio cade sui battitacco personalizzati: lo skyline di Chicago fuso al profilo inconfondibile della Basilica di San Pietro evidenzia una doppia anima.

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Lo stesso dialogo visivo prosegue nei ricami dei sedili in pelle, dove i designer hanno pensato di applicare discretamente la bandiera della “Windy City” sui tag laterali. Persino l’impianto audio ha subito gli accorgimenti del caso, venendo ricalibrato per permettere la ricezione delle frequenze radio europee, così da restare connessi con le notizie del Vecchio Continente durante gli spostamenti privati. Dietro questo lavoro certosino c’è la firma di Jennifer Barilovich, Lead Electrical Systems Integration Engineer di Ford, che ha vissuto il progetto con profonda commozione:

“Appena ho potuto, l’ho detto alla mia famiglia. Vengo da una famiglia cattolica numerosissima: erano tutti entusiasti, pensavano fosse il progetto più incredibile del mondo. Per me è il punto più alto della mia vita professionale”

Potenza ibrida sotto le mura leonine

La Platinum Hybrid non va confusa con la “sorella” elettrica che circola sulle nostre strade, nata dalla collaborazione con Volkswagen. In abbinamento a un cambio automatico a 10 marce, qui spinge un sei cilindri da 3.3 litri benzina full hybrid, in grado di muovere una stazza generosa in modo pulito e silenzioso nei brevi tragitti all’interno dello Stato Vaticano. Il SUV non dovrebbe apparire nelle grandi parate di Piazza San Pietro, tradizionalmente invase da Papamobili scoperte e bianche, tuttavia potrà farsi valere negli spostamenti quotidiani operativi. E, a quanto pare, il Papa non vede l’ora di metterla alla prova. Durante la consegna, Farley ha riferito un dettaglio che svela il lato più umano del Pontefice:

“Ha notato e apprezzato tutti i tocchi personali. Abbiamo persino fatto un breve giro di prova: posso confermare che il Santo Padre apprezza la guida sportiva”

Le targhe personalizzate, “DA POPE” e “LEO XIV”, svelano l’anima pop, ma il senso di tutta l’operazione risiede nel legame con lo stabilimento produttivo. L’Explorer è stata costruita nel Chicago Assembly Plant, situato a soli otto chilometri da Dolton, il sobborgo dove il Papa è cresciuto. Dalle radici, fin sotto la Cupola.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 10:09:17 +0000
News n. 8
Patente AM, come funziona l’esame e quanto costa

Quello che conosciamo tutti con il nome di patentino per il motorino in realtà è la patente AM, che consente di guidare appunto scooter e altri veicoli 50 cc a partire dai 14 anni di età. Un tempo, si aspettavano appunto i 14 anni per mettersi in sella al cinquantino e sfrecciare con gli amici per le vie della città, senza casco né patente. Oggi fortunatamente (a partire dal 1° luglio 2004 – entrata in vigore del patentino – diventato patente AM il 19 gennaio 2013) le regole sono diverse e ogni adolescente, prima di guidare il suo motorino, deve conoscere le norme che regolano la circolazione sua strada e la segnaletica, oltre a superare esami di teoria e di pratica, dopo aver studiato a scuola guida o sui libri e aver fatto le esercitazioni necessarie appunto al superamento delle due prove.

Cosa si può guidare e a quanti anni

Come anticipato, il patentino si può ottenere dai 14 anni compiuti. Con la patente AM si possono guidare tutti i ciclomotori fino a 50 cc di cilindrata e con una potenza che non superi i 4 kW e che viaggiano a una velocità massima di 45 km/h. Per quanto riguarda i passeggeri, non possono salire in sella fino al compimento dei 16 anni di età del conducente, è importante sottolinearlo. Vediamo però nel dettaglio che cosa dice la legge e quindi quali sono i mezzi che è possibile guidare con quello che comunemente chiamiamo ancora patentino (come a inizio anni Duemila):

  • ciclomotori a due ruote (che rientrano quindi nella categoria L1e) con velocità massima di costruzione che non supera i 45 km/h, oltre a cilindrata inferiore o uguale a 50 cm³ se a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;
  • veicoli a tre ruote (rientranti invece nella categoria L2e) che hanno una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h e caratterizzati da un motore la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se ad accensione comandata, oppure la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4kW per i motori elettrici;
  • quadricicli leggeri la cui massa a vuoto è inferiore o pari a 350  kg, esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici (categoria L6e), con velocità massima per costruzione fino a 45 km/h e cilindrata fino a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata (o potenza fino a 4 o 6 kw per gli altri motori).

Esame patente AM: come funziona

Per conseguire la patente AM è necessario rivolgersi presso un’autoscuola o anche presso gli uffici territoriali della Motorizzazione Civile, si ha la possibilità di scegliere tra queste due modalità differenti. Nel primo caso l’ente si occupa di tutto (lezioni, prove, esami, esercitazioni, bollettini e pratiche burocratiche), per questo è necessario considerare costi più alti, ma a mio avviso si tratta anche della soluzione più comoda e semplice.

Presso la Motorizzazione Civile invece, come accade anche dai 16 anni per la patente B, si può fare tutto il percorso per il conseguimento del patentino da privatista, risparmiando sicuramente sul costo finale, ma studiando da soli senza alcun supporto (lezioni e simulazioni d’esame) e procedendo a tutti gli adempimenti burocratici in autonomia, ricordando che forse non per tutti è così facile e immediato, ma è una scelta assolutamente plausibile.

Per quanto riguarda le modalità di esame, i candidati hanno la possibilità di fare due prove di teoria in un tempo massimo di 6 mesi, a partire dalla data di presentazione della domanda, e tre prove pratiche di guida in un massimo di 11 mesi, a partire dal mese successivo alla data di superamento dell’esame di teoria e, quindi, del rilascio del foglio rosa, che avviene appunto solo in seguito all’esito positivo della prova teorica.

È importante sottolineare però che tra una prova d’esame che ha dato esito sfavorevole e la successiva deve trascorrere almeno un mese, e questo accade (circolare 18319 del 3/8/2015) per scoraggiare la tendenza a prenotare posti per candidati che poi non si presentano perché ancora non pronti, ecco perché ogni candidato che non passa la prova di teoria la prima volta non la può ripetere immediatamente, ma deve aspettare almeno 30 giorni dalla data di assenza (anche nel caso in cui sia dovuta a gravi motivi o malattia).

Esame di teoria, quiz a tempo

Come abbiamo detto, dopo l’iscrizione si può sostenere due volte l’esame di teoria, entro 6 mesi. Si tratta nello specifico di un quiz di 30 domande a risposta secca (Vero o Falso) da completare entro un tempo massimo di 25 minuti. Per il superamento è concesso fare un massimo di 3 errori, al quarto si è bocciati e bisogna sostenere una nuova prova.

L’esame di teoria si può ripetere una sola volta nei 6 mesi, a un’eventuale seconda bocciatura il candidato deve presentare nuovamente la documentazione e ripagare i bollettini. Ci sono portali specializzati che mettono a disposizione simulazioni dei test d’esame ed esistono i classici libri dei quiz per la patente AM, molto utili anche a chi fa in autonomia, da privatista. Per chi si iscrive invece presso l’autoscuola, come avviene per la patente B, è possibile partecipare alle lezioni in aula e prepararsi ai quiz con i docenti qualificati.

Gli argomenti del quiz

L’esame di teoria della patente AM prevede domande che toccano questi argomenti:

  • segnali di pericolo, precedenza, divieto, obbligo;
  • segnali di indicazione e pannelli integrativi;
  • segnali luminosi;
  • segnali orizzontali;
  • norme di comportamento;
  • nome sulla precedenza;
  • fermata, sosta e definizioni stradali;
  • cause principali di incidenti e comportamenti obbligatori da tenere dopo gli incidenti;
  • assicurazione;
  • elementi del ciclomotore e uso;
  • comportamenti alla guida del ciclomotore;
  • uso del casco;
  • valore e necessità della regola;
  • rispetto dell’ambiente;
  • rispetto della vita e comportamento solidale;
  • condizioni psicofisiche per la guida dei ciclomotori;
  • conoscenze elementari sul funzionamento dei ciclomotori in caso di emergenza.

La procedura in aula

L’esame teorico per il conseguimento della patente AM si consegue con il metodo informatizzato. Come abbiamo detto, si tratta di un test di 30 domande ed è disponibile anche la traduzione in francese e tedesco. Il candidato deve compilare un questionario elettronico usando un computer, si può sostenere l’esame (al momento) solo ed esclusivamente presso gli Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile, che hanno pc con tecnologia touch screen.

Prima di accedere all’aula d’esame ogni candidato viene inquadrato da una webcam per il riconoscimento facciale, e prima di iniziare la prova viene riconosciuto anche dalla webcam installata sul pc alla propria postazione, assegnata dal personale presente in aula.

Si può toccare lo schermo esclusivamente con le proprie mani, si deve rimanere per tutti i 25 minuti nel raggio d’azione della webcam e ogni candidato ha la facoltà di navigare liberamente nella sua scheda d’esame, passando da una domanda all’altra.

Quando l’ultimo candidato ha finito la prova o è trascorso il tempo per la compilazione del quiz, l’esaminatore dichiara conclusa la prova d’esame, convalida il verbale e tutti e l’esito della sessione viene stampato e affisso all’esterno dell’aula.

Il foglio rosa

Al superamento della prova di teoria si può ritirare il foglio rosa, che permette di guidare in luoghi poco frequentati i mezzi consentiti con la patente AM. In caso di guida di quadricicli o ciclomotori a 3 ruote, bisogna esporre la lettera P di principiante per avvisare gli altri utenti della strada e deve esserci a bordo un passeggero in possesso della patente B da almeno 10 anni e un’età non superiore a 65 anni (lo stesso accade per chi ha il foglio rosa per la patente B).

Il foglio rosa ha una validità di dodici mesi entro i quali ogni candidato può riprovare a fare l’esame pratico (in caso di esito negativo) fino a tre volte, non prima che sia trascorso però almeno un mese dalla data del rilascio del foglio rosa stesso. Anche in questo caso, tra una prova d’esame con esito sfavorevole e una successiva devono passare almeno 30 giorni. In caso di esito negativo delle tre prove di guida, il candidato deve rifare anche la prova di teoria, ripetendo quindi l’intero iter.

Esame pratico, in cosa consiste

Il foglio rosa, come abbiamo detto quindi, viene rilasciato immediatamente dopo l’esito positivo alla prova teorica e permette di sostenere l’esame pratico da 30 giorni dopo il rilascio. La prova pratica si svolge in due momenti e luoghi differenti:

  • prima in una zona attrezzata e chiusa al traffico: viene valutata la capacità del candidato di realizzare manovre in sicurezza, come lo slalom tra i birilli e la frenata entro un limite preciso;
  • poi in una strada aperta al pubblico: viene esaminata la guida nel traffico urbano.

Veicoli all’esame

La prova pratica può essere svolta, indifferentemente, con ciclomotore a due ruote o a tre ruote o con quadriciclo leggero, omologati per il posto di un passeggero oltre al conducente. Sono ammessi all’esame ciclomotori a tre ruote o quadricicli leggeri solo se dotati di retromarcia. Tali veicoli possono essere muniti di cambio automatico o manuale, ma attenzione: se la prova viene sostenuta su veicolo con cambio automatico, allora sulla patente di guida, in corrispondenza della categoria AM, viene annotato il codice UE armonizzato 78 e quindi il titolare della patente AM così conseguita non potrà mai guidare veicoli di categoria AM con cambio manuale.

L’esame può essere sostenuto con ciclomotori a due ruote (categoria L1e), ciclomotori a tre ruote (categoria L2e), quadricicli leggeri (categoria L6e), omologati per il trasporto di un passeggero oltre al conducente, non necessariamente dotati di cambio di velocità manuale.

Documenti

Il giorno dell’esame il candidato si deve presentare con:

  • foglio rosa e carta di identità (eventuale permesso di soggiorno);
  • veicolo (con certificato di circolazione e assicurazione);
  • persona con funzione di istruttore con patente (solo se la prova viene fatta con ciclomotore a 3 ruote o quadriciclo leggero);
  • autovettura (con carta di circolazione e assicurazione) con autista, per accompagnare l’esaminatore nella prova su strada;
  • copia del contratto di noleggio se il veicolo è locato.

Il candidato privatista deve fare l’esame in Motorizzazione, la prova pratica si svolge presso le sedi segli UMC o, solo per i candidati delle autoscuole, presso le sedi delle autoscuole o dei centri di istruzione automobilistica idonei.

I candidati devono indossare un adeguato abbigliamento protettivo:

  • casco integrale;
  • guanti;
  • giacca con protezioni;
  • scarpe chiuse;
  • pantaloni lunghi e protezione ginocchia.

Documenti per l’iscrizione

Per il conseguimento della patente AM è necessario presentare i seguenti documenti:

  • domanda su modello TT 2112 disponibile allo sportello dell’ufficio oppure online sul Portale dell’Automobilista;
  • ricevuta di pagamento di un bollettino PagoPA per la tariffa N067-Diritti 26,40 euro – Bolli 16,00 euro – Esame di Teoria Conseguimento Patente di Guida;
  • documento d’identità in corso di validità del candidato e fotocopia;
  • per candidati minorenni: documento d’identità in corso di validità di un genitore o tutore e fotocopia;
  • fotocopia della ricevuta della visita di idoneità psicofisica rilasciata da un medico abilitato (data non anteriore a 3 mesi se fatta da medico monocratico, non anteriore a 6 mesi se effettuata da Commissione medica locale;
  • fotocopia del codice fiscale o della tessera sanitaria;
  • al momento della prenotazione della prova pratica serve anche la ricevuta di pagamento di un bollettino PagoPA per la tariffa N019-Bolli 16,00 euro – Esame.

Rivolgendosi alla Motorizzazione Civile è necessario pagare per conto proprio i bollettini obbligatori, per chi si iscrive in un’autoscuola non serve, i versamenti vengono effettuati dalla scuola guida stessa e gli importi sono compresi nel costo totale richiesto.

Quanto costa

A proposito di costi, il prezzo cambia – come abbiamo detto prima – in base alla modalità scelta per conseguire il patentino:

  • chi fa da privatista e si rivolge direttamente alla Motorizzazione Civile paga solo le spese fisse di 58,40 euro per il bollettino, il certificato medico di idoneità psicofisica (circa 40-70 euro a seconda della struttura medica). La patente AM da privatista quindi generalmente costa dai 100 ai 130 euro circa;
  • chi si iscrive in autoscuola invece può arrivare a pagare un prezzo compreso tra 200 e 250 euro circa.

Rinnovo patente AM

La patente AM vale 10 anni dalla data di conseguimento, fino a 50 anni d’età e, come tutte le patenti di guida quindi deve essere man mano rinnovata. La durata si riduce a 5 anni per chi ha tra 50 e 70 anni, a 3 anni per chi supera i 70 anni e a 2 anni per gli ultraottantenni. Il rinnovo richiede solo il pagamento dei bollettini da 16 e 10,20 euro e il superamento di una visita medica (con pagamento marca da bollo da 16 euro).

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 10:05:29 +0000
News n. 9
Gp Cina alla prova gomme: mescole, strategie e incognite della prima Sprint

Il primo weekend Sprint della stagione accende subito un tema chiave del Mondiale: la gestione degli pneumatici. A Shanghai, su uno dei circuiti più tecnici e completi del calendario, saranno le gomme a scrivere buona parte della storia del fine settimana. La scelta Pirelli resta nel solco della continuità: C2, C3 e C4, la tripletta già vista nelle ultime edizioni sul tracciato cinese. Tre gradini di durezza che, tradotti nel linguaggio gara, significano Hard, Medium e Soft pensate per coprire esigenze molto diverse tra qualifica, Sprint e GP.

Il circuito

Il layout dello Shanghai International Circuit, 5,451 chilometri che disegnano idealmente l’ideogramma “shang”, “verso l’alto”, è un banco di prova totale per gli pneumatici. Due rettilinei principali, uno dei quali supera il chilometro di lunghezza, sedici curve e un’alternanza continua tra tratti ad altissima percorrenza e sezioni lente da trazione pura. È proprio questa varietà a rendere la scelta delle mescole tutt’altro che scontata. Le curve veloci, come la esse tra la 7 e la 8, generano carichi laterali prolungati che stressano la spalla esterna delle gomme, mentre le combinazioni lente, la spirale tecnica tra curva 1 e 3, la staccata secca della 6 e il tornante della 14, impongono violente sollecitazioni longitudinali in frenata e in uscita. Gli pneumatici devono garantire stabilità in appoggio, trazione meccanica e resistenza al surriscaldamento in un contesto che non concede tregua.

Soft per la massima prestazione

La C4 (Soft) rappresenta l’arma da qualifica e da attacco breve. Offre il massimo grip meccanico e tempi sul giro più rapidi, ma paga qualcosa in termini di degrado, soprattutto se sottoposta a stint prolungati con pieno di carburante. È la gomma ideale per il giro secco e per la fase decisiva della Sprint Qualifying, dove la prestazione pura conta più della gestione. Non a caso, anche il trofeo del Pirelli Sprint Qualifying Award celebra proprio la Soft, il simbolo della massima performance sul giro singolo.

Medium, l’equilibrio che fa la differenza

La C3 (Medium) è invece la mescola più duttile del lotto. Equilibrata tra resa cronometrica e durata, può diventare la scelta chiave per la Sprint da 19 giri. Abbastanza consistente da reggere ritmo elevato senza crolli improvvisi, sufficientemente veloce da difendersi dagli attacchi di chi monterà la Soft. In una gara breve, dove il tempo perso ai box pesa enormemente, la Medium offre il miglior compromesso tra costanza e velocità.

Hard, la gomma da strategia lunga

Infine la C2 (Hard), la più resistente, meno grip immediato ma maggiore stabilità su percorrenze lunghe. È la gomma pensata per gli stint estesi del GP domenicale, quando gestione termica e usura diventano centrali. Sulle lunghe distanze, la sua capacità di mantenere prestazioni lineari riduce il rischio di crolli improvvisi e apre a strategie conservative ma efficaci.

L’incognita asfalto

Shanghai non è solo una questione di mescole. L’asfalto rifatto nell’agosto 2024 ha cambiato radicalmente il comportamento della pista. La superficie più liscia ha aumentato l’aderenza e abbassato i tempi sul giro, ma ha introdotto un’incognita: il graining, soprattutto sull’asse anteriore. Nel 2025 questo fenomeno è stato il vero limite, in particolare nella Sprint, quando la pista ancora poco gommata ha amplificato lo scivolamento superficiale del battistrada. Con il passare dei giri e l’evoluzione del tracciato, la situazione era migliorata nella gara lunga domenicale. Ora, a un anno di distanza, l’asfalto dovrebbe aver perso parte dell’aggressività iniziale. Leggermente invecchiato, ancora liscio rispetto alla media ma potenzialmente meno incline a generare graining. Un fattore che potrebbe ampliare le finestre strategiche, permettendo stint più lunghi e maggiore flessibilità nelle scelte.

Frenate e bloccaggi

Occhi puntati anche sulle frenate. Le staccate di Shanghai, simili per intensità a quelle viste nei test in Bahrain, sollecitano fortemente l’avantreno. I frequenti bloccaggi in ingresso curva non sono solo uno spettacolo per il pubblico, rappresentano una minaccia concreta per la vita utile delle gomme anteriori, creando spiattellamenti e vibrazioni che compromettono rendimento e comfort di guida.

In un tracciato dove si passa da lunghi rettilinei a frenate violente, la gestione della pressione sul pedale diventa una variabile tecnica decisiva. Basta un leggero ritardo nel rilascio o una pinzata troppo aggressiva per compromettere uno stint. In questo scenario, squadre come Ferrari e Mercedes lavorano su assetti e bilanciamento dei freni per proteggere l’asse anteriore, evitando il surriscaldamento della carcassa e l’usura irregolare del battistrada. La stabilità in frenata non incide solo sulla traiettoria ideale, ma anche sulla possibilità di allungare la vita delle mescole e mantenere costante il passo gara, soprattutto nei long run domenicali.

La strategia

Nel weekend Sprint, la gestione diventa un puzzle a incastri. Venerdì con qualifica breve, massima spinta, Soft protagonista. Sabato con gara veloce, 19 giri dove la Medium può essere la scelta più logica per chi vuole evitare cali nel finale, con la Soft alternativa aggressiva per chi punta a guadagnare posizioni subito. Domenica con strategia classica, Hard e Medium a costruire la corsa sul passo. Il precedente del 2025 offre indicazioni preziose. Quasi tutta la griglia scelse la Medium al via, mentre solo tre piloti optarono per la Hard. Nessuno utilizzò la Soft in gara, segnale chiaro di una mescola troppo delicata per gli stint lunghi. La strategia dominante fu a sosta singola, prima parte su Medium e lungo finale su Hard, gomma che garantì stabilità e minore tendenza al graining.

I pit stop decisivi arrivarono tra il 14esimo e il 15esimo giro, finestra che permise di massimizzare il rendimento della Hard fino alla bandiera a scacchi. Una gestione pulita, senza strappi, premiò chi seppe leggere l’evoluzione della pista. Il risultato fu ritmo costante e degrado sotto controllo.

Simulazioni e carichi

Le simulazioni attuali indicano tempi sul giro simili a quelli dello scorso anno. Le nuove monoposto, pur diverse per filosofia aerodinamica e gestione dell’energia, sembrano compensare la perdita di velocità di punta con efficienza nei tratti misti. Tradotto, il carico sulle gomme resta elevato e la loro gestione sarà ancora una volta decisiva. In un tracciato dove la tecnica incontra la strategia, gli pneumatici non sono un dettaglio ma il centro del racconto. Grip contro durata, attacco contro pazienza, Soft contro Hard. A Shanghai si vince anche e soprattutto  scegliendo quando spingere e quando aspettare.

Perché nel Mondiale moderno la differenza tra una gara ordinaria e una memorabile passa da un rettangolo di gomma grande quanto un foglio A4. E questo fine settimana, più che mai, sarà lui a decidere chi salirà sul gradino più alto del podio.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 09:03:09 +0000
News n. 10
Aumenti benzina e diesel, il Governo frena sulle accise mobili

Niente fumata bianca. Il Consiglio dei Ministri si è concluso senza il tanto atteso decreto antirincari: il MEF ha deciso di congelare il provvedimento per avviare “ulteriori verifiche” sulla reale efficacia del meccanismo delle accise mobili. Mentre la politica riflette, i prezzi alla pompa continuano a erodere il potere d’acquisto, con il gasolio che in autostrada ha toccato il picco record di 2,60 euro al litro, nonostante la parziale inversione di rotta del greggio sui mercati internazionali (sceso dopo il picco di 130 dollari di lunedì).

La mappa dei rincari

I numeri dell’Osservaprezzi Mimit mettono a nudo un divario netto tra i vari marchi. Carte alla mano, negli ultimi dieci giorni i clienti Eni hanno trovato una resistenza maggiore ai rincari, con medie che si sono fermate a 1,94 euro per il diesel e 1,78 per la benzina. Sul fronte opposto si posiziona IP, con punte di 2,05 euro per il gasolio.

Ancora più netta la forbice se analizziamo l’intero periodo dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, dove la rete Tamoil ha spinto con decisione sull’acceleratore dei rincari, registrando un balzo di ben 34 centesimi sul gasolio e di 15 sulla benzina, al contrario di Eni, che nello stesso arco di tempo ha contenuto gli aumenti entro i 19 centesimi per il diesel e i 9 per la verde. La rapidità di aggiornamento dei listini ha scatenato l’ira del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che punta il dito contro le compagnie:

“Sono velocissime ad aumentare i prezzi allo scoppio di una crisi, ma lente a ridurli quando l’emergenza rientra”

Lo sconto “mini” che non convince

Il motivo dello stallo a Palazzo Chigi nasce da un problema di coperture. Con le regole attuali e l’extra-gettito IVA accumulato in soli dieci giorni di crisi, il taglio delle accise non supererebbe i 5 centesimi, molto meno dei 25 centesimi garantiti dal governo Draghi nel 2022, che però poteva contare su mesi di accumulo fiscale.

Il rinvio ha fatto infuriare le opposizioni e le associazioni di categoria. Per il Codacons servirebbe un taglio di almeno 15-20 centesimi per essere efficace, mentre Assoutenti stima che senza un intervento immediato l’aggravio sui prezzi alimentari sarà di 830 milioni di euro. Anche Coldiretti lancia l’allarme: le esportazioni di prodotti deperibili rischiano di perdere 2 miliardi di euro di valore a causa dei costi logistici insostenibili.

L’Italia regge meglio dei partner Ue

Nonostante il rinvio del decreto, il Mimit rivendica l’efficacia dei controlli anti-speculazione attivati lunedì. Secondo i dati diffusi dalla maggioranza, l’Italia è il Paese che ha registrato l’aumento più contenuto tra le grandi economie europee: +1%, contro il +4% della Germania e il +3% della Francia. Il ministro Urso ha già convocato per venerdì la Commissione di allerta rapida sui prezzi. Sul tavolo, una doppia missione: monitorare i comportamenti anomali dei distributori segnalati da Mister Prezzi e impedire che la fiammata energetica riaccenda la spirale inflattiva.

Ai tecnici del Tesoro toccherà modificare la norma per rendere lo sconto più corposo e immediato, evitando però di creare un buco nei conti pubblici in un momento in cui l’ombra della recessione si allunga minacciosa. E per gli automobilisti italiani il pieno resta un appuntamento fisso con prezzi record difficili da sostenere.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 08:37:30 +0000
News n. 11
Aprilia SR GT 400, debutta lo scooter crossover da 36 CV con telaio motociclistico

Era stato presentato in anteprima alla scorsa edizione di EICMA, ma ora è pronto al debutto sul mercato: SR GT 400 è il nuovo scooter crossover di media cilindrata di Aprilia. Il modello arriva in un segmento che negli ultimi mesi ha registrato una crescita significativa, con l’obiettivo di ampliare l’offerta del marchio. Alla base del progetto c’è l’impostazione tecnica tipica di Aprilia, con soluzioni derivate dal mondo motociclistico applicate a uno scooter pensato anche per l’uso quotidiano. Alla base troviamo un motore monocilindrico da 400 cc raffreddato a liquido, capace di sviluppare 36 CV di potenza, ed è già prenotabile online attraverso il sito ufficiale della Casa di Noale.

Design ispirato alle moto sportive e all’offroad

Il centro stile Aprilia ha sviluppato le forme di SR GT 400 prendendo ispirazione dalle moto sportive del marchio e dal mondo dell’offroad. Il risultato è un modello dalle linee snelle e affilate, con sovrastrutture ridotte all’essenziale, una soluzione che richiama l’impostazione delle moto da enduro, dove ogni elemento ha una funzione precisa.  Il frontale è caratterizzato dal gruppo ottico full LED a tre elementi, firma delle moto sportive di Noale. Sopra di esso si sviluppa il parabrezza sospeso, rastremato e verticale, ispirato allo stile offroad. Il componente offre protezione aerodinamica ed è regolabile su cinque posizioni.

Le fiancate presentano feritoie dal carattere sportivo, mentre le pedane ergonomiche richiamano nelle forme le piastre protettive delle moto da fuoristrada. Nella vista laterale, il modello evidenzia un’impostazione dinamica grazie a sbalzi ridotti e linee tese che ne sottolineano la sportività. Il tunnel centrale ospita il serbatoio e collega la parte anteriore alla coda, contribuendo a un’impostazione più vicina a quella di una moto. Il posteriore è definito da un codone snello e slanciato, con le luci completamente integrate nel portatarga, soluzione che lascia la parte finale visivamente pulita e richiama il parafango alto tipico delle moto da enduro.

Ciclistica e telaio con impostazione motociclistica

Prodotto nello stabilimento veneto dove nascono anche le moto supersportive della Casa di Noale, SR GT 400 è stato sviluppato con l’obiettivo di offrire un comportamento dinamico preciso e un elevato livello di controllo in diverse condizioni di guida. Telaio e ciclistica sono stati progettati per garantire stabilità e sicurezza, risultati ottenuti anche attraverso una lunga fase di sviluppo e collaudo su strada condotta dai tester Aprilia. Il telaio a doppia culla in tubi di acciaio ad alta resistenza è di nuova concezione e nasce da un approccio tipicamente motociclistico.

Aprilia SR GT 400, scooter dall'ispirazione offroad
Ufficio Stampa Aprilia
Il manubrio naked a doppia sezione con paramani riprende l’ergonomia delle adventure

Il lavoro svolto su disegno e sezione dei tubi ha permesso di ottenere elevati valori di rigidità, con benefici sulla precisione di guida, sul feeling all’anteriore e sulla stabilità complessiva. I tecnici hanno inoltre scelto un angolo del cannotto di sterzo ridotto per diminuire l’avancorsa e migliorare la maneggevolezza, con l’obiettivo di mantenere un equilibrio tra agilità e stabilità. Anche le sospensioni seguono una logica simile a quella adottata sulle moto. All’anteriore è presente una forcella con doppia piastra a steli rovesciati da 41 mm con escursione di 120 mm, sviluppata per offrire supporto nella guida dinamica e allo stesso tempo assorbire le irregolarità del fondo.

Al posteriore lavora invece un doppio ammortizzatore a gas con serbatoio separato, regolabile nel precarico e con escursione di 120 mm. Il progetto ha puntato anche sul contenimento del peso: telaio, motore, sovrastrutture e cerchi in lega contribuiscono a un peso complessivo di 186 kg in ordine di marcia, dato che si riflette anche sull’accelerazione, dichiarata in cinque secondi nello scatto da zero a sessanta metri. Il sistema frenante prevede un disco anteriore flottante da 300 mm con pinza radiale a quattro pistoncini e un disco posteriore da 240 mm con pinza a due pistoncini, entrambi assistiti da ABS a due canali.

Le caratteristiche tecniche del motore

SR GT 400 è equipaggiato con il motore 400 hpe Euro 5+, un monocilindrico quattro tempi a quattro valvole con raffreddamento a liquido e iniezione elettronica. Il propulsore è stato sviluppato con l’obiettivo di coniugare prestazioni e guidabilità mantenendo dimensioni compatte e peso contenuto. La potenza massima dichiarata è di 36 CV (26,4 kW) a 7.500 giri, mentre la coppia raggiunge i 37,7 Nm a 5.700 giri.

Tra le soluzioni tecniche adottate figura una biella più lunga e ottimizzata nel peso insieme a un pistone alleggerito stampato in lega di alluminio, componenti pensati per ridurre le forze di inerzia e limitare le vibrazioni, con benefici sul comfort di marcia soprattutto alle velocità di crociera. Il motore utilizza inoltre il sistema brevettato PCV (Positive Crankcase Ventilation), composto da due lamelle integrate nel carter motore, che riduce le perdite di pompaggio e contribuisce a migliorare l’efficienza del propulsore.

L’erogazione di potenza e coppia è supportata da una linea di aspirazione specifica e da leggi di alzata valvole ottimizzate, mentre un tendicatena progressivo contribuisce alla silenziosità della distribuzione. Tra le soluzioni tecniche adottate figurano anche l’ottimizzazione della camera di combustione tramite calcoli CFD, un iniettore ad elevata nebulizzazione e l’utilizzo di olio motore a bassa viscosità.

Il sistema di accensione twin spark con gestione indipendente delle scintille migliora la combustione e contribuisce a contenere i consumi, mentre la frizione a bagno d’olio è abbinata a una trasmissione con taratura specifica per la fase di partenza. La cover del variatore CVT è stata progettata con una forma dedicata per favorire il raffreddamento della cinghia.

Elettronica e strumentazione

La dotazione elettronica di SR GT 400 è stata sviluppata con l’obiettivo di migliorare il controllo del mezzo e la sicurezza di guida. Il modello è equipaggiato con il controllo di trazione ATC (Aprilia Traction Control), regolabile su due livelli di intervento e disinseribile anche durante la marcia. I due livelli, ATC MAX e ATC MIN, consentono di adattare il funzionamento del sistema alle diverse condizioni di guida.

Il sistema frenante è assistito da ABS Bosch a due canali, attivo su entrambe le ruote oppure soltanto su quella anteriore. Il sistema può essere disinserito sulla ruota posteriore oppure escluso automaticamente quando si seleziona la modalità ATC OFF. In questo modo è possibile ottenere una configurazione più adatta alla guida su fondi a bassa aderenza, con controllo di trazione disattivato e ABS attivo solo sulla ruota anteriore.

Aprilia SR GT 400, scooter crossover con motore 36 CV e agile
Ufficio Stampa Aprilia
Il display TFT da 5†di SR GT 400 mostra diversi parametri ed può essere collegato a uno smartphone

La strumentazione utilizza un display TFT a colori da 5 pollici, attraverso cui vengono visualizzati e gestiti i principali parametri del veicolo. L’interfaccia grafica è progettata per garantire una lettura chiara delle informazioni e adatta automaticamente la modalità di visualizzazione tra giorno e notte in base alle condizioni di luminosità. Tra gli accessori disponibili è presente Aprilia MIA, la piattaforma multimediale che consente di collegare lo smartphone al veicolo, permettendo la gestione di chiamate, musica e assistente vocale tramite i comandi al manubrio, oltre alla visualizzazione delle indicazioni di navigazione direttamente sul display.

Comfort e praticità

Su Aprilia SR GT 400, comfort e sportività sono combinati in modo equilibrato. La posizione di guida è comoda e rilassata, adatta anche a percorsi di lunga distanza, mentre l’altezza della sella di 820 mm, abbinata a una luce da terra di 190 mm, garantisce un sicuro appoggio dei piedi a terra. La protezione dall’aria è assicurata da un cupolino studiato aerodinamicamente, regolabile manualmente su cinque posizioni per un’escursione totale di 70 mm, che contribuisce anche alla stabilità alle alte velocità.

Tra le dotazioni di serie figurano il sistema keyless, che permette di avviare il veicolo e gestire aperture di vano sottosella e sportello carburante senza estrarre la chiave, e la funzione Bike Finder, utile per individuare il veicolo in parcheggi affollati. Il sottosella è in grado di ospitare un casco integrale e altri oggetti personali, mentre sul tunnel centrale è presente un vano portaoggetti con presa USB-C per la ricarica di dispositivi mobili.

Posizione di guida e vocazione adventure

In sella, SR GT 400 punta a offrire una guida reattiva nelle ripartenze, maneggevole nel traffico e nei percorsi ricchi di curve, mantenendo stabilità anche alle velocità più elevate. Il modello è stato sviluppato per affrontare diversi contesti di utilizzo, dalla guida urbana fino ai percorsi meno battuti, con la possibilità di proseguire anche quando termina l’asfalto. La posizione di guida è caratterizzata da un’impostazione attiva e da un ampio manubrio naked a doppia sezione con paramani, soluzione che richiama l’ergonomia delle moto adventure e favorisce il controllo del mezzo.

Aprilia SR GT 400, scooter GT con motore 36 CV
Ufficio Stampa Aprilia
Il retrotreno adotta due ammortizzatori a gas con serbatoio separato e precarico regolabile

Le sospensioni a lunga escursione e un’altezza minima da terra di 190 mm permettono di affrontare ostacoli e fondi irregolari. A completare l’impostazione ci sono gli pneumatici Mitas Enduro Trail-ADV 2, sviluppati per questo modello e montati su cerchi da 16 pollici all’anteriore e 14 al posteriore, nelle misure 120/70 e 150/70. Il battistrada “all terrain†è progettato per adattarsi a diverse superfici, dall’asfalto alle strade bianche.

L’attitudine ai viaggi è supportata anche dal serbatoio da 12 litri, che consente un’autonomia dichiarata superiore ai 300 km. Questa configurazione è pensata per rendere SR GT 400 adatto sia agli spostamenti quotidiani sia a percorrenze più lunghe.

Prezzi, colori e versioni speciali

Aprilia SR GT 400 è disponibile in tre colorazioni e nella versione Rally Replica, con prezzi a partire da 6.750 euro. Oltre al Rugged Black, il modello offre due tonalità di grigio metallizzato: Boulder Grey, opaco e con un tono caldo, e Dusty Grey, lucido e dai toni più freddi. Le finiture sono abbinate a elementi in color alluminio, tra cui maniglie passeggero, protezioni delle pedane, terminali dello scarico e consolle centrale. La sella sportiva nera presenta doppio rivestimento con cuciture a contrasto, mentre sui cerchi neri emergono dettagli rossi sul canale.

La versione Rally Replica si ispira alla livrea e alle grafiche racing di Aprilia Tuareg Rally, vincitrice per due volte dell’Africa Eco Race. La carrozzeria nero opaco è caratterizzata da scritte e dettagli tipicamente racing, come gli steli della forcella color oro e le molle degli ammortizzatori rosse. A supporto del lancio, Aprilia ha organizzato un roadshow nelle concessionarie selezionate di otto regioni italiane, dal Piemonte alla Sicilia, per permettere ai potenziali acquirenti di vedere il veicolo dal vivo prima della commercializzazione.

Ulteriori accessori disponibili

La linea di accessori di Aprilia SR GT 400 è pensata per migliorare l’esperienza di guida. Per incrementare la capacità di carico, è disponibile un bauletto quadrato in ABS ultraresistente, montabile sul portapacchi posteriore rimuovendo i maniglioni passeggero. Il bauletto, dallo stile robusto in pieno spirito adventure, è dotato di chiusura ermetica, logo Aprilia, schienale con imbottitura interna removibile e serratura con chiave personalizzata, e può contenere un casco integrale.

Tra gli altri accessori figurano protezioni laterali in tubi d’acciaio verniciati nero opaco, pedane sportive con inserti in gomma e manopole riscaldabili regolabili su tre livelli tramite il sistema Aprilia MIA. Completano la gamma telo coprigambe, antifurto elettronico, telo copri veicolo da esterno e, per chi non ha la versione Rally Replica, il sistema di connettività Aprilia MIA per collegare lo smartphone al veicolo tramite Bluetooth.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 07:00:27 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 11 marzo 2026 è previsto uno sciopero a livello nazionale che coinvolge il settore dei trasporti ferroviari in Italia. In questo articolo approfondiremo tutti i dettagli relativi all’unico sciopero in programma per questa data. Di seguito sono riportate tutte le informazioni essenziali per chi viaggia o lavora nel settore interessato.

Sciopero ferroviario Nazionale – Italia

Per la giornata dell’11 marzo 2026 è stato indetto uno sciopero a rilevanza nazionale che riguarda tutto il territorio italiano. Lo sciopero interessa il settore ferroviario e coinvolge il personale della società Italo NTV, appartenente alla categoria “PERSONALE SOC. ITALO NTV”.

L’astensione dal lavoro si svolgerà con la seguente modalità: 8 ORE: DALLE 09.01 ALLE 16.59. Lo sciopero è stato proclamato dall’organizzazione sindacale UILT-UIL. Questo potrebbe avere un impatto sul regolare svolgimento dei servizi ferroviari in tutta Italia durante la fascia oraria sopra indicata, pertanto si consiglia ai viaggiatori di programmare i propri spostamenti tenendo conto di ritardi o cancellazioni.

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 13
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari città per città

Marzo 2026 si preannuncia un mese denso di scioperi che interesseranno il settore dei trasporti e altri comparti in tutta Italia. In questo articolo trovi il calendario dettagliato di tutti gli scioperi previsti durante il mese di marzo 2026, con informazioni essenziali su città coinvolte, orari, sindacati promotori e categorie interessate. Gli scioperi previsti riguardano sia il trasporto pubblico locale (bus, tram, metropolitane), sia i settori ferroviario e aereo, con mobilitazioni importanti anche su base nazionale. Di seguito, data per data, tutti i dettagli utili per chi viaggia o lavora nei comparti interessati.

Sciopero 02 marzo 2026

Nella provincia di Bolzano è indetto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della Società SASA di Bolzano. I sindacati promotori sono OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Sciopero 06 marzo 2026

Nella regione Campania, in tutte le province, si svolge uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, che coinvolge il personale delle aziende di trasporto pubblico locale su gomma. I sindacati promotori sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO e FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli è programmato uno sciopero di 24 ore che riguarda il personale divisione ferro, personale viaggiante sulle linee vesuviane gestite dalla società EAV. Il sindacato promotore è OSP FAISA-CONFAIL.

Sciopero 09 marzo 2026

A livello nazionale è previsto uno sciopero generale per l’intera giornata, che coinvolge il personale di tutti i comparti pubblici e privati (ad esclusione del settore trasporti per alcune sigle). È indetto dai sindacati SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912, USB, e CLAP, con diverse modalità in base all’appartenenza sindacale e alla categoria.

Sciopero 11 marzo 2026

In tutta Italia è proclamato uno sciopero a rilevanza nazionale che riguarda il settore ferroviario, con coinvolgimento del personale della società Italo NTV. La sospensione dal lavoro durerà 8 ore, dalle 09.01 alle 16.59, ed è stata proclamata dal sindacato UILT-UIL.

Sciopero 13 marzo 2026

Nella provincia di Udine (regione Friuli-Venezia Giulia) è previsto uno sciopero di 24 ore che interessa il personale della società Arriva Udine. Indetto dal sindacato ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Sciopero 14-15 marzo 2026

Nella provincia di Verona (regione Veneto) il personale mobile e di terra della società EVM Rail si asterrà dal lavoro per 24 ore, dalle 18:00 del 14 marzo alle 17:59 del 15 marzo. Sindacato promotore OSP FILT-CGIL.

Sciopero 16 marzo 2026

Nella città di Palermo (regione Sicilia) sono previsti tre scioperi di 24 ore ciascuno, che riguardano il personale delle seguenti società di autolinee: Autoservizi Russo, Segesta Autolinee. I sindacati coinvolti sono OSR FAISA-CISAL.

Nella provincia di Enna sciopero di 24 ore per il personale della società Interbus, sindacato OSR FAISA-CISAL.

Nella provincia di Catania coinvolto il personale della società Etna Trasporti con modalità di 24 ore. Sindacato OSR FAISA-CISAL.

Sciopero 18 marzo 2026

In tutta Italia è stato proclamato uno sciopero di 24 ore nel settore aereo dal sindacato OST CUB Trasporti. Coinvolti il personale di Airport Handling/Dnata negli aeroporti di Milano Linate e Malpensa, e il personale della società ALHA all’aeroporto di Milano Malpensa.

Per la fascia 13:00 – 17:00, il personale navigante della compagnia easyJet Airlines Limited aderisce allo sciopero nazionale promosso da USB Lavoro Privato.

Nella provincia di Brescia si astiene dal lavoro per 24 ore il personale delle società GDA Handling e MH24 presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari. Indetto dal sindacato OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 27 marzo 2026

In Lombardia (provinciale) sciopero di 24 ore (varie modalità) per il personale del Gruppo ATM di Milano, indetto da AL-COBAS.

Nella città di Napoli (Campania) sospensione del servizio per 4 ore, dalle 19:00 alle 23:00, per il personale EAV. Sindacati coinvolti: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-AUTOFERRO.

Nella provincia di Novara (Piemonte) sciopero di 4 ore, dalle 17:30 alle 21:30, per il personale della società SUN. Sindacato AL-COBAS.

Nella provincia di Torino (Piemonte) personale Arriva Italia in sciopero per 8 ore, dalle 16:00 a fine servizio. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nella provincia di Frosinone (Lazio) il personale della società Cialone Tour si astiene dal lavoro per 4 ore, dalle 13:00 alle 17:00. Sindacato USI CTS.

Sciopero 28 marzo 2026

Nella città di Bari (Puglia) è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 20:00 alle 23:59, per il personale della società AMTAB di Bari (sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO).

Nella città di Molfetta (Puglia) sciopero di 4 ore, dalle 8:30 alle 12:30, per il personale della società MTM. Sindacati OSP FIT-CISL, UILT-UIL.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 11 marzo 2026, offriamo una fotografia aggiornata dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana sulla base dell’ultimo rilievo ufficiale disponibile. Il prezzo pagato alla pompa nasce dalla somma di tre grandi componenti: il valore industriale del prodotto (che comprende la materia prima e il margine lungo la filiera), le accise e l’IVA applicata sul totale. Di seguito riportiamo i valori medi per benzina, gasolio, GPL e metano comunicati all’Osservatorio del Mimit; gli importi, espressi in euro, sono utili come riferimento e possono variare tra aree di servizio e operatori.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dai dati ufficiali: Aggiornamento 10-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.066
Benzina SELF 1.886
GPL SERVITO 0.835
Metano SERVITO 1.525

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il peso del prelievo fiscale è determinante: la componente fiscale incide per il 58% del prezzo finale, una quota nettamente superiore alla componente industriale, pari al 42%. All’interno di quest’ultima si distinguono due voci: il costo della materia prima, che rappresenta il 30% del prezzo, e il margine lordo della filiera, che vale il 12%. Le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’andamento del cambio euro/dollaro sono i principali fattori che muovono la materia prima: se i listini internazionali crescono o la valuta statunitense si rafforza rispetto all’euro, il costo in euro tende ad aumentare, trasferendosi poi sui listini alla pompa. Il margine lordo, che pesa per il 12%, remunera raffinazione, logistica, distribuzione e i costi operativi delle stazioni di servizio; è anche la leva su cui gli operatori possono intervenire con maggiore rapidità, adeguando i prezzi in base alla concorrenza locale, ai volumi serviti e ai servizi offerti in area di rifornimento. Le imposte si compongono di accise, di natura sostanzialmente fissa per unità di prodotto, e dell’IVA, calcolata sul totale che include anche le accise: ciò amplifica le variazioni quando il prezzo industriale sale o scende. In sintesi, il prezzo della benzina riflette l’equilibrio tra dinamiche dei mercati internazionali, struttura dei costi di filiera e carico fiscale.

Nel caso del gasolio, la struttura dei costi presenta un diverso bilanciamento tra le componenti. La parte fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima arriva al 45%: è quindi particolarmente sensibile alle quotazioni internazionali dei raffinati e al cambio euro/dollaro, fattori che determinano il prezzo di approvvigionamento in euro. Quando i mercati globali registrano rialzi o l’euro si indebolisce, il costo del gasolio tende a crescere, con effetti che si riflettono rapidamente sui listini. Il margine lordo della filiera vale il 10% del prezzo e comprende trasporto, stoccaggio, distribuzione, gestione dell’impianto e servizi accessori: su questa voce gli operatori possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa in funzione della pressione competitiva, dei costi operativi e delle strategie commerciali. Anche per il gasolio, le imposte includono accise e IVA applicata sul totale, con un effetto moltiplicativo al variare della base imponibile. Il risultato è un prezzo finale che dipende dall’intreccio tra variabili internazionali, struttura dei costi domestici e politiche di prezzo della rete, con dinamiche spesso più marcate per un prodotto molto legato alla domanda del trasporto e della logistica.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 15
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.964 per la benzina, 2.193 per il diesel, 0.718 per il gpl, 1.506 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 5.788
Benzina SELF 5.127
GPL SERVITO 0.708
Metano SERVITO 1.434

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.010
Benzina SELF 1.829
GPL SERVITO 0.690
Metano SERVITO 1.514

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.040
Benzina SELF 1.842
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.641

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.031
Benzina SELF 1.837
GPL SERVITO 0.743
Metano SERVITO 1.584

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.009
Benzina SELF 1.801
GPL SERVITO 0.658
Metano SERVITO 1.450

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.006
Benzina SELF 1.796
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.463

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.030
Benzina SELF 1.809
GPL SERVITO 0.687
Metano SERVITO 1.444

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.003
Benzina SELF 1.787
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.591

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.014
Benzina SELF 1.817
GPL SERVITO 0.781
Metano SERVITO 1.472

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.018
Benzina SELF 1.797
GPL SERVITO 0.684
Metano SERVITO 1.466

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.987
Benzina SELF 1.776
GPL SERVITO 0.707
Metano SERVITO 1.393

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.009
Benzina SELF 1.803
GPL SERVITO 0.708
Metano SERVITO 1.423

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.014
Benzina SELF 1.791
GPL SERVITO 0.681
Metano SERVITO 1.482

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.007
Benzina SELF 1.809
GPL SERVITO 0.668
Metano SERVITO 1.595

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.001
Benzina SELF 1.793
GPL SERVITO 0.805

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.030
Benzina SELF 1.822
GPL SERVITO 0.762
Metano SERVITO 1.766

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.008
Benzina SELF 1.793
GPL SERVITO 0.702
Metano SERVITO 1.520

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.027
Benzina SELF 1.821
GPL SERVITO 0.733
Metano SERVITO 1.521

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.998
Benzina SELF 1.788
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.429

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.030
Benzina SELF 1.825
GPL SERVITO 0.822

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.011
Benzina SELF 1.791
GPL SERVITO 0.694
Metano SERVITO 1.431

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 16
BYD Blade Battery 2.0, in nove minuti si fa un pieno di energia

L’innovazione che BYD ha recentemente presentato al mondo non è un semplice aggiornamento tecnico, ma rappresenta l’abbattimento delle ultime barriere psicologiche e pratiche che ancora frenano la diffusione di massa della mobilità elettrica. Il fulcro di questa rivoluzione risiede nella combinazione tra la Blade Battery 2.0 e la tecnologia FLASH Charging, un binomio capace di rendere il rifornimento di energia rapido e intuitivo quanto un normale pieno di carburante. Grazie a una potenza di ricarica senza precedenti, è oggi possibile passare dal 10% al 97% della capacità in soli nove minuti, eliminando di fatto le lunghe attese alle colonnine che hanno caratterizzato la prima fase dell’elettrificazione.

Densità e chimica evoluta

Sviluppata attraverso sei anni di ricerca intensiva, la seconda generazione della Blade Battery di BYD è riuscita a superare il tradizionale compromesso tra densità energetica e velocità di ricarica. Grazie al sistema di trasporto ionico denominato “FlashPassâ€, l’azienda ha spinto oltre i limiti la chimica Litio-Ferro-Fosfato (LFP). Questo sistema si basa su tre innovazioni strutturali: il catodo “Flash-Release†per un rilascio accelerato degli ioni, un elettrolita ottimizzato dall’intelligenza artificiale e un anodo “Flash-Intercalate†che permette l’inserimento del litio in modalità 3D a 360°.

Questi accorgimenti tecnici non solo riducono la resistenza interna, limitando il calore generato, ma permettono un incremento della densità energetica del 5%. Il risultato è straordinario: le vetture equipaggiate con questa tecnologia possono ora superare i 1.000 km di autonomia secondo il ciclo CLTC. Inoltre, BYD ha introdotto uno strato SEI (Solid Electrolyte Interphase) ultra-sottile e autoriparante, che garantisce stabilità chimica e una longevità superiore, con un degrado della capacità ridotto del 2,5% rispetto alla versione precedente.

Potenza estrema anche a -30°C

Se la batteria è il cuore, il FLASH Charger è il sistema circolatorio di questa nuova era. Capace di erogare fino a 1.500 kW attraverso un singolo connettore, questa stazione di ricarica sfida le leggi della fisica applicata. Uno degli aspetti più critici dell’elettrico, ovvero il calo di prestazioni durante l’inverno, viene risolto brillantemente: anche a temperature estreme di -30°C, il sistema è in grado di ricaricare una Blade Battery 2.0 dal 20% al 97% in soli 12 minuti.

Il design stesso della stazione è stato rivoluzionato con una struttura a forma di “T” sospesa. Questa soluzione evita che cavi e connettori entrino in contatto con lo sporco o l’umidità del terreno, mentre un sistema di carrucole con guida su binario rende l’operazione di aggancio estremamente leggera e semplice per l’utente. Per non sovraccaricare la rete elettrica, ogni stazione integra sistemi di accumulo che fungono da amplificatori di potenza durante i picchi di domanda.

Il debutto europeo

Nonostante le prestazioni velocistiche, la sicurezza rimane la priorità assoluta. La Blade Battery 2.0 ha superato test estremi, come il Nail Penetration Test (perforazione con chiodo) eseguito simultaneamente alla ricarica FLASH, senza generare fumo o fiamme. Persino dopo un corto circuito forzato di quattro celle con temperature superiori ai 700°C, la batteria non ha mostrato fenomeni di thermal runaway.

L’Europa si prepara ad accogliere questa tecnologia a partire da aprile, con il marchio premium DENZA. Il modello di punta sarà la DENZA Z9GT, una shooting brake gran turismo che nella sua versione RWD Long Range adotterà un’architettura a 1000V per offrire circa 800 km di autonomia. La produzione dei modelli destinati al mercato europeo inizierà ad agosto, con le prime consegne previste entro la fine del 2026, supportate da un piano di installazione capillare di stazioni FLASH Charging in tutto il continente.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 06:40:20 +0000
News n. 17
Auto elettrica incidentata, il costo del carro attrezzi può essere una stangata

Immaginate di uscire miracolosamente illesi da un grave incidente stradale, per poi ricevere una fattura che toglie il fiato quanto l’impatto stesso: oltre 20.000 euro. Non si tratta del costo per una nuova vettura, ma della sola parcella presentata da un servizio di rimozione e deposito per una Peugeot e-208 andata distrutta. Questo episodio, verificatosi recentemente in Germania, ha acceso i riflettori su un fenomeno preoccupante che sta emergendo con la diffusione della mobilità a zero emissioni: il lievitare vertiginoso dei costi di soccorso e stoccaggio per i veicoli elettrici. Il dilemma principale non è più solo la complessità tecnica del recupero, ma la gestione di una presunta “emergenza batterie” che, secondo le compagnie assicurative, si sta trasformando in un modello di business speculativo ai danni degli automobilisti.

Il caso limite

Tutto ha avuto inizio lungo l’autostrada A3, nei pressi della cittadina bavarese di Erlangen. Un conducente, al volante della sua Peugeot elettrica, ha tamponato violentemente un camion, riducendo la vettura a un ammasso di lamiere gialle. Fin qui, una tragica scena di ordinaria amministrazione sulle strade europee. Tuttavia, la presenza di un pacco batterie ha cambiato radicalmente il protocollo di intervento. Gli addetti al recupero sono giunti sul posto con un mezzo speciale e, una volta trasportato il relitto nel deposito, è stato richiesto l’intervento di un cosiddetto “esperto di batterie” a causa di una segnalazione di fumo.

Il risultato è stato un elenco di voci di spesa surreali: solo per la consulenza del tecnico e il periodo di “quarantena” di una settimana all’interno di un container speciale, la fattura ha riportato la cifra di 4.100 euro. Sommando le altre operazioni, il totale ha superato i 20.000 euro, una somma che fortunatamente è stata coperta dall’assicurazione, ma che solleva interrogativi sulla legittimità di tali tariffe.

Conti gonfiati

Quello appena descritto non è un caso isolato. Un’indagine condotta dal dipartimento di ricerca sugli incidenti di Allianz ha analizzato le fatture di rimorchio per l’anno 2025, giungendo a una conclusione amara: soccorrere un’auto elettrica costa mediamente quasi il doppio rispetto a una vettura a combustione tradizionale. Lo studio denuncia l’applicazione di costi insoliti e spesso ingiustificati, come l’impiego di personale sanitario o di consulenti esterni, che suggeriscono una malafede operativa o una deliberata mancanza di competenza da parte delle aziende di soccorso.

Molte imprese sembrano alimentare i timori legati all’alta tensione per imporre protocolli di sicurezza estremi, come il sezionamento manuale dei moduli delle batterie o lo stoccaggio in strutture isolate a tariffe astronomiche. Pratiche che Allianz non esita a definire come un “modello di business speculativo”.

Pericolo reale o percezione distorta?

La difesa delle associazioni di categoria si basa sulla pericolosità intrinseca degli accumulatori, che in caso di danni strutturali possono andare incontro a un “thermal runaway” (una fuga termica difficile da domare). Tuttavia, i dati smentiscono una pericolosità superiore: le auto elettriche prendono fuoco molto meno frequentemente delle auto a benzina o diesel. Esperti come Rainer Kühl sottolineano che, anche dopo collisioni violente, le batterie rimangono spesso integre, come dimostrato da analisi ai raggi X. Inoltre, se una batteria fosse davvero sul punto di incendiarsi, la procedura corretta sarebbe l’immersione totale in acqua e non una lenta e costosa rimozione manuale.

La situazione in Italia: una quiete apparente

Mentre in Germania il dibattito infuria, in Italia la situazione appare ancora stabile, complice una diffusione più lenta della mobilità elettrica. Attualmente, le tariffe del soccorso stradale non riflettono una distinzione netta tra motori termici ed elettrici. Tuttavia, il settore assicurativo avverte che lo scenario è destinato a mutare rapidamente. I gestori dei carri attrezzi stanno già valutando l’introduzione di personale specializzato per la gestione degli accumulatori ad alto voltaggio. Il rischio è che, senza una normativa chiara e linee guida condivise dai produttori, anche nel nostro Paese il soccorso di un’auto a batteria possa presto diventare un lusso per pochi.

Data articolo: Wed, 11 Mar 2026 06:30:36 +0000
News n. 18
Che auto guida Lino Guanciale, stile italiano per un piacere di guida assoluto

Sfrecciare verso il set a bordo della propria auto preferita è un rito irrinunciabile per Lino Guanciale, in procinto di emozionare il pubblico con la serie Le libere donne. Mentre lo vediamo vestire i panni del dottor Mario Tobino nella Lucca del 1942 tra le corsie del manicomio di Maggiano, nella vita reale l’attore abruzzese sceglie il carattere e la grinta di una creazione Made in Italy. Nella fiction di Rai 1 Lino esplora l’animo umano e il dolore di donne recluse, ma nella quotidianità si affida alla precisione tecnica e alla potenza della sua Alfa Romeo Stelvio. Un connubio, quello tra l’attore e il Biscione, in cui l’eleganza e la sostanza vanno insieme.

Il prezzo del SUV da record

Nato nel 2016 sull’architettura Giorgio (la stessa della Giulia), il SUV, in vendita a partire da 56.300 euro, si prefigge di portare l’indole di una sportiva in un’auto a ruote alte. Il suo nome lo deve al Passo dello Stelvio, il sentiero montuoso che mette a dura prova la tenuta meccanica. Con una distribuzione dei pesi vicina al 50:50 e un peso contenuto, la vettura ha lanciato al debutto il guanto di sfida a colossi tedeschi come la BMW X3 o la Audi Q5 raccogliendo consensi per lo sterzo, diretto oltre ogni immaginazione. La gamma motorizzazioni risponde ai gusti tanto dei grandi viaggiatori quanto dei puristi della velocità ed è così che ha fatto breccia anche nel cuore di Lino Guanciale, come confidato dallo stesso attore alla Gazzetta dello Sport.

Il 2.2 JTDm diesel è disponibile in tre step (160, 190 e 210 CV), tutti abbinati al cambio automatico ZF a 8 rapporti, mentre il 2.0 turbo benzina da 280 CV fa dell’equilibrio il tratto distintivo, capace di scattare da 0 a 100 km/h in soli 5,7 secondi. Sopra troneggia la versione Quadrifoglio, il mostro sacro della gamma. Con un motore 2.9 V6 biturbo da 510-520 CV di derivazione Ferrari, la versione spinta ha fermato il cronometro al Nürburgring in 7:51, un record assoluto per la categoria nel 2017. La tecnologia Q4 (trazione integrale che privilegia il posteriore) e il selettore DNA permettono di cucirsi l’auto addosso, passando da una guida “Natural” per il relax urbano a quella “Dynamic” per le strade tutte curve.

L’abitacolo della Stelvio rispecchia la filosofia Alfa, in cui il guidatore è al centro. Al posto dei “tablet giganti” potenziale fattore di distrazione, il salotto di bordo sfodera materiali premium e un infotainment integrato da 8,8 pollici. E il bagagliaio da 525 litri si presta ai lunghi spostamenti che la carriera di un attore impegnato come Guanciale richiede.

Le libere donne: il valore dell’anima

Su Rai 1 Lino Guanciale si prepara a conquistare il prime time con Le libere donne. La serie, tratta dal romanzo di Mario Tobino, ci porta nel 1942, dove l’attore abruzzese interpreta proprio Tobino, un medico-poeta che cerca di portare umanità in un luogo di sofferenza, il manicomio di Maggiano. La trama ruota attorno a Margherita (Grace Kicaj), una donna internata dopo un atto di ribellione contro un marito violento. In un’Italia ferita dalla guerra e dalle leggi razziali, il personaggio di Guanciale dovrà lottare contro i metodi arcaici dei colleghi per dare voce a chi non l’ha più. Con un cast d’eccezione che include Fabrizio Biggio e Francesca Cavallin, la miniserie in sei episodi promette di essere uno dei titoli più profondi della stagione. Che sia al volante della sua Alfa o sul set di una grande produzione Rai, Lino Guanciale conferma la sua predilezione per le storie e le macchine dotate di un’anima.

Data articolo: Tue, 10 Mar 2026 20:09:05 +0000
News n. 19
Renault futuREady, ben 12 modelli verranno lanciati in Europa entro il 2030

Sotto il segno del nuovo piano strategico denominato “futuREadyâ€, Renault ha tracciato una rotta ambiziosa che punta a trasformare radicalmente la sua presenza globale entro il 2030. Non si tratta soltanto di un aggiornamento industriale, ma di un vero e proprio cambio di paradigma che mira a consolidare la leadership europea della Casa francese, accelerando al contempo una massiccia offensiva sui mercati internazionali. L’obiettivo finale è chiaro: vendere 2 milioni di veicoli all’anno, di cui il 50% al di fuori dei confini europei, raggiungendo la piena elettrificazione delle vendite nel Vecchio Continente.

L’offensiva europea

In Europa, Renault si prepara a lanciare 12 nuovi prodotti entro il 2030, capitalizzando sulla sua storica forza nei segmenti A e B con modelli come la nuova Clio e le rinascite elettriche di Renault 5 e Renault 4. Tuttavia, la vera sfida si sposta ora nei segmenti C e D, dove una seconda ondata di veicoli ibridi ed elettrici è pronta a ridefinire il concetto di lusso accessibile. Nonostante la spinta verso l’elettrico puro, la tecnologia Full Hybrid E-Tech rimarrà un pilastro fondamentale della gamma ben oltre il 2030, servendo da ponte ideale per i clienti che si avvicinano alla transizione energetica.

Per i veicoli 100% elettrici, Renault introduce la piattaforma RGEV medium 2.0, un concentrato di innovazione pensato per i segmenti superiori. Questa architettura a 800 Volt permetterà ricariche ultrarapide e un’autonomia che potrà toccare i 750 km (WLTP). La flessibilità è tale da prevedere configurazioni 4×4 e versioni con range extender capaci di estendere il raggio d’azione fino a 1.400 km totali. Anche il settore dei trasporti professionali vedrà una rivoluzione con il Trafic Van E-Tech Electric, il primo veicolo “Software Defined” (SDV) con architettura a 800V e 450 km di autonomia.

La sfida globale

L’ambizione di Renault non si ferma all’Europa. La strategia internazionale prevede il lancio di 14 nuovi modelli entro la fine del decennio, facendo leva su hub strategici in Marocco, Turchia, America Latina, Corea del Sud e India. Proprio l’India è destinata a diventare un centro mondiale di produzione ed esportazione.

Simbolo di questa offensiva è la showcar Bridger Concept, un SUV compatto lungo meno di 4 metri ma dalla personalità imponente. Con un’altezza da terra di 200 mm e ruote da 18 pollici, questo crossover urbano ridefinisce gli spazi interni, offrendo un raggio alle ginocchia posteriore di 200 mm (record per il segmento) e un bagagliaio da 400 litri. La versione di serie, prevista entro la fine del 2027, sarà disponibile in varianti termiche, ibride ed elettriche.

R-Space Lab

Il futuro dell’abitacolo prende forma nel Renault R-Space Lab, un laboratorio di innovazione che esplora il concetto di veicolo intelligente per il 2030. Gli interni sono stati ripensati per essere luminosi e modulabili: il display curvo openR panorama attraversa l’intera plancia, mentre il sedile del passeggero può scorrere fino alla seconda fila per facilitare l’interazione con i bambini. La sicurezza fa un balzo in avanti con l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale, che include sensori touch per il rilevamento del tasso alcolemico e un Safety Coach potenziato.

Dunque, Renault si proietta verso il 2030 con un mix di agilità locale e coerenza mondiale, come sottolineato dal CEO Fabrice Cambolive. Attraverso l’innovazione tecnologica e una gamma prodotti profondamente rinnovata, la marca francese intende incarnare la modernità, puntando a una crescita sostenibile e a una leadership elettrificata in ogni angolo del pianeta.

Data articolo: Tue, 10 Mar 2026 15:22:34 +0000
News n. 20
Che auto guida la famiglia del bosco, una 4×4 che non si ferma mai

Certi veicoli nascono per la città, altri sembrano fatti apposta per sparire tra i sentieri: l’auto della famiglia del bosco appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Anziché puntare fuoristrada estremi o SUV di grido, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno optato per la Renault Kangoo 4×4 di prima generazione: qui la concretezza è al primo posto.

La monovolume francese: il valore per i collezionisti

Al momento del lancio, nel 1997, la Kangoo aveva il compito di sostituire le vecchie furgonette derivate dalle utilitarie (come l’Express) volgendo lo sguardo al futuro. La Casa francese inventò la “multispazio”: una carrozzeria alta 183 cm, portellone verticale generoso e le innovative portiere posteriori scorrevoli. In appena 4 metri di lunghezza e 1,66 di lunghezza, il modello d’oltralpe assicurava un volume di carico raro nel segmento.

Tuttavia, è con la versione Pampa e poi con la 4×4 vera e propria (arrivata nel 2001) che questo modello ha trovato la sua vocazione rurale. La Pampa – assetto rialzato di 100 mm e look off-road – era un antipasto, la Kangoo 4×4 fu invece una rivoluzione meccanica per il genere: oltre che “alta”, era dotata di una trazione integrale con giunto idraulico che trasferiva la coppia alle ruote posteriori non appena quelle anteriori perdevano aderenza. Sotto la scocca, la Kangoo 4×4 era strutturalmente semplice. Da un lato, la dolcezza di erogazione e la progressione costante del 1.6 a benzina da 95 CV evitavano bruschi cali di potenza, dall’altra, i 160 Nm del 1.9 dCi turbodiesel da 80 CV lo rendevano un portento nel fango.

Le caratteristiche tecniche e il valore dell'auto della famiglia del bosco
Getty Images
i dati tecnici e le quotazioni dell’auto che ha accompagnato la famiglia del bosco

La massa oscillante tra i 1.250 e i 1.400 kg, unita a un passo di soli 2,60 metri, conferiva alla Kangoo 4×4 proprietà di agilità eccezionali, con angoli di attacco e uscita capaci di impensierire mezzi ben più blasonati. Grazie alla trazione integrale permanente a gestione automatica, il modello si è imposto come la scelta ideale per professionisti della montagna, guardie forestali e agricoltori. La versatilità di bordo era il suo asso nella manica: cinque occupanti viaggiavano in totale comodità, potendo contare su un vano di carico modulabile che passava da 550 a ben 2.500 litri abbattendo la fila posteriore. E che ne è rimasto di lei oggi? Una “cult car”: se una Kangoo normale si trova a cifre irrisorie, una 4×4 ben conservata può arrivare a una quotazione tra i 4.000 e i 9.000 euro.

Famiglia del bosco: il simbolo del 4×4

Proprio la versatilità della Kangoo l’ha resa la compagna ideale per Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia che ha deciso di vivere nei boschi di Palmoli, in Abruzzo. La loro scelta di vita radicale — niente elettricità tradizionale, acqua del pozzo e homeschooling per i tre figli — ha però determinato l’intervento del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. Le preoccupazioni sull’isolamento sociale e sulle condizioni di vita dei tre bambini hanno condotto al loro allontanamento dai genitori nel novembre 2025 e al trasferimento in una struttura protetta. Mentre la battaglia legale prosegue, la Kangoo 4×4 è il simbolo del tentativo di vivere ai margini della società, in mezzo alla natura selvaggia.

Data articolo: Tue, 10 Mar 2026 14:32:17 +0000
News n. 21
Lamborghini Miura, la prima supercar della storia festeggia 60 anni

Il 10 marzo 1966, i padiglioni del Salone di Ginevra furono testimoni di una trasformazione radicale per l’intera industria dei motori. La presentazione della Lamborghini Miura non fu il semplice lancio di un nuovo prodotto, ma l’inizio di un’epoca che avrebbe visto nascere il concetto stesso di supercar. A soli tre anni dalla fondazione della Casa di Sant’Agata Bolognese, questa vettura riuscì a stravolgere l’ideale delle auto sportive, introducendo un’architettura tecnica mai vista prima su un veicolo stradale ad alte prestazioni.

Come nacque la leggenda

La storia di questo manifesto programmatico comincia con la volontà di Ferruccio Lamborghini di creare una macchina capace di lasciare il mondo senza parole. Per riuscirci, diede fiducia a un gruppo di tecnici giovanissimi: gli ingegneri Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, insieme al collaudatore Bob Wallace. Questi uomini iniziarono a lavorare al “Progetto L105” (conosciuto anche come 400 TP) spesso oltre il normale orario di lavoro, spinti dal desiderio di applicare le soluzioni del motorsport a una vettura di serie. Il risultato fu un telaio in acciaio, leggero e innovativo, caratterizzato da pareti spesse appena 0,8 millimetri, per un peso complessivo di soli 120 chilogrammi.

Questo scheletro meccanico venne mostrato per la prima volta al Salone di Torino del 1965. Fu un gesto audace che attirò l’attenzione di molti designer, ma fu Nuccio Bertone a convincere Ferruccio con una frase rimasta celebre: disse che avrebbe creato “la scarpa perfetta per questo meraviglioso piede. Il design fu affidato a Marcello Gandini, che realizzò una carrozzeria alta solo 105 centimetri, sensuale e schiacciata a terra come una sogliola. La Miura introdusse elementi grafici diventati leggenda: i fari con le caratteristiche “ciglia”, le lamelle nere sul cofano e le prese d’aria dietro le portiere per alimentare il motore.

Il V12 sotto il cofano

L’unità tecnica che rendeva unica la Miura era il suo V12 da 3,9 litri montato in posizione centrale e trasversale. Questa scelta rivoluzionò la distribuzione dei pesi e offrì un’esperienza di guida senza precedenti. Il propulsore, con l’albero motore che ruotava in senso antiorario, divenne il riferimento assoluto per performance e sound, comparendo persino in film come The Italian Job. Con una velocità massima di 280 km/h, la Miura fu, al momento del lancio, l’auto di serie più veloce del mondo.

L’evoluzione del modello seguì una traiettoria di costante affinamento. La P400 originale (1966-1969), prodotta in circa 108 unità nel primo anno, erogava 350 CV e costava 7.700.000 lire. Seguì la P400 S (1968-1971), che portò la potenza a 370 CV e introdusse miglioramenti come gli alzacristalli elettrici, un assetto con ammortizzatori Koni e un maggiore comfort interno, al prezzo di 7.850.000 lire. La maturità completa arrivò con la P400 SV (1971-1973): la potenza salì a 385 CV, vennero eliminate le “ciglia” dai fari e, tecnicamente, si introdusse la lubrificazione separata tra motore e cambio per una maggiore affidabilità. Questa versione finale superava i 290 km/h e costava 8.600.000 lire.

Oggi è ancora fonte di ispirazione

In totale, tra il 1966 e il 1973, furono costruiti 763 esemplari. Oltre alle versioni di serie, nacquero pezzi unici come la Miura Roadster del 1968, rifinita in azzurro cielo lamé con interni bianchi. Oggi, a sessant’anni dal debutto, la Miura non invecchia ma matura, restando una pietra angolare del marchio. Come dichiarato dal CEO Stephan Winkelmann, celebrare questo anniversario significa rendere omaggio a un capolavoro che continua a ispirare le moderne supersportive, ricordandoci il coraggio di sfidare le convenzioni. La cura di questo patrimonio è oggi affidata al Lamborghini Polo Storico, che certifica e restaura queste icone destinate all’eternità.

Data articolo: Tue, 10 Mar 2026 14:02:53 +0000
News n. 22
MotoGP, bloccato il rinnovo di Marquez in Ducati: Bagnaia cambia squadra

La stagione 2026 è appena cominciata e nel Paddock della MotoGP non si fa altro che ragionare sul collocamento dei migliori piloti della griglia nella nuova era. La rivoluzione tecnica del prossimo anno sta spingendo tantissimi rider a valutare un cambio di casacca. Nonostante siano Ducati e Aprilia a dominare la scena attualmente, nel 2027 potrebbero tornare in auge i costruttori giapponesi. La Yamaha sta sfruttando questo campionato come base per sviluppare il motore V4 in ottica 850cc, mentre la Honda ha iniziato gli investimenti sulla prossima moto con largo anticipo, sfruttando le doti di tester di Luca Marini.

Nel box Ducati c’è una certa preoccupazione per le condizioni fisiche di Marc Marquez. Il campione in carica non sembra nemmeno vicino all’80% del suo potenziale sulla Rossa e ha concluso, a causa di un problema a una mescola, con soli 9 punti il weekend di Buriram. Pecco Bagnaia, pur non ritirandosi, ha chiuso con 8 punti complessivi, frutto di due piazzamenti in nona posizione. Nessuno degli altri ducatisti è parso pronto a fronteggiare la corazzata Aprilia.

Bezzecchi, dopo essere scivolato nelle prime battute della Sprint, si è rifatto con gli interessi nella sfida domenicale, comandando dal primo all’ultimo giro. Pedro Acosta pare aver fatto quel salto di maturità tanto atteso in KTM, sfoderando due performance maiuscole. Lo spagnolo è diventato il più giovane a vincere una SR e il nuovo leader della graduatoria.

Si separano le strade di Marquez e Bagnaia

Marc, nonostante abbia raggiunto un accordo di massima con la Casa di Borgo Panigale, pare non intenzionato a firmare ora il rinnovo. Vi sono ancora molte incognite e il catalano ha bisogno di concentrarsi sul pieno recupero della forma fisica. Nel corso di una intervista ai microfoni della MotoGP durante l’evento dello sponsor Estrella Galicia il 9 volte iridato ha dichiarato:

“Io, il mio entourage e Ducati siamo d’accordo su quasi tutti i punti ma come ho detto in conferenza stampa ho chiesto a Ducati di aspettare un po’ prima di firmare. Ero infortunato quando abbiamo iniziato a parlare del futuro, prima di tutto voglio sentirmi a mio agio sulla moto e poi firmare il contratto”.

Marc Marquez potrebbe essere tentato anche da un ritorno in Honda, vicina a mettere sotto contratto Fabio Quartararo, tuttavia dovrebbe apporre la firma sul rinnovo con Ducati più avanti durante la stagione. Per Pecco Bagnaia, invece, il rapporto con il team romagnolo è vicino ai titoli di coda. Dopo un 2025 da incubo il bicampione della MotoGP avrebbe manifestato la volontà di cambiare aria. L’offerta di un quadriennale dell’Aprilia appare la più allettante e ha superato quella della Yamaha. Jorge Martin, iridato nel 2024, dovrebbe transitare dalla Casa di Noale a quella di Iwata nel 2027, lasciando la sella libera al torinese.

Pecco ha scelto Aprilia

La RS-GP appare un portento e nel box sono tutti pronti a detronizzare la Ducati dopo 6 anni di trionfi nei costruttori. Bezzecchi non teme Marc Marquez e ha tutte le carte in regola per ambire al suo primo riconoscimento iridato nel Motomondiale. Bagnaia, in ottica 2027, gode di un ottimo rapporto con il rider riminese, essendo cresciuti insieme nell’Academy di Valentino Rossi.

Pecco Bagnaia direbbe addio al Rosso Ducati per scegliere un lungo percorso con il Nero Aprilia. Pedro Acosta sarebbe pronto a prendere il posto del numero 63 nel team factory di Borgo Panigale e lasciare la KTM ad Alex Marquez. Il pilota torinese ha deciso di sposare il progetto di Noale con un legame di 4 anni. L’ultimo a firmare un contratto così lungo fu Marc Marquez con Honda nel 2020, risolto consensualmente nel 2023.

Data articolo: Tue, 10 Mar 2026 12:08:28 +0000
News n. 23
Una strada spettacolare, tra le più belle al mondo: riapre nel 2026

Quest’anno riapre la Trollstigen: undici tornanti tra cascate e monti scenografici nel cuore del Nord Europa. Si tratta di una strada di montagna presso Rauma, a sud di Andalsnes nella contea di More og Romsdal, in Norvegia. Il 16 giugno 2012 è diventata un luogo di culto, inserita nel percorso turistico nazionale vantando una pendenza del 12% e una sola corsia per quasi tutto il percorso. Può essere attraversata anche da 2500 veicoli in un singolo giorno.

La Trollstigen solitamente rimane chiusa da fine autunno a primavera inoltrata. Le condizioni atmosferiche non consentono il passaggio. Sebbene molti tornanti siano stati ampliati tra il 2005 e il 2012, i veicoli oltre i 12,4 metri non possono circolare sulla strada. Nel corso degli ultimi anni sono sopravvenute problematiche e chiusure forzate, ma finalmente per uno degli itinerari più spettacolari del mondo ci sarà un nuovo capitolo. La Trollstigen, nota come la “Scala dei Trollâ€, nel 2026 riaprirà i battenti nella sua interezza, garantendo una esperienza iconica e quasi contro le leggi della fisica tra le vette della Norvegia occidentale.

La storia della lingua di asfalto unica

Dobbiamo fare un salto indietro al 1905 quando venne rilasciata una licenza per la costruzione di un percorso per cavalli sullo Stigfjellet, noto come il sentiero Klovstien. Nei progetti c’era l’idea di costruire una strada spettacolare che potesse connettere Sylte e Rauma. Per gli standard dell’epoca creare un itinerario sullo Stigfjellet appariva una idea rischiosa, e solo nel 1916 lo Storting diede l’autorizzazione per cominciare i lavori. L’opera iniziò nel 1928, ostacolata dalla ripidità dei monti, dal rischio di frane e dalla frequenza di allagamenti, nel periodo invernale infatti i lavori erano generalmente sospesi. Ci vollero otto anni per dar vita al tratto, battezzato Trollstigen, e inaugurato ufficialmente il 31 luglio 1936 da Haakon VII.

Il percorso completo venne costruito grazie al crescente afflusso turistico, che in questa area cominciò ad aumentare dalla fine del XIX secolo. Per motivi di marketing, alle montagne intorno a Trollstigen furono attribuiti dei nuovi nomi come Kongen (Il re), Dronningen (la regina), Bispen (il vescovo) e Trollveggen (la Parete del Troll), mentre la cascata KnivsflÃ¥fossen a Geiranger fu battezzata Syv Ssstre (le Sette Sorelle). Un percorso affascinante che ha richiesto un lavoro di ammodernamento continuo. Tra il 2005 e il 2012 vennero ampliati i tornanti, e al termine di questi fu eretto anche un museo. La via di comunicazione fu quindi dichiarata Strada Nazionale Turistica da Magnhild Meltveit Kleppa, l’allora Ministro dei Trasporti norvegese.

Percorso in Norvegia Trollstigen
iStock
Trollstigen: strada tortuosa in Norvegia

Preparatevi a una esperienza sensoriale

Per gli amanti dei viaggi in auto o in moto c’è la possibilità di percorrere la mitica valle di Isterdalen e Valldal, affrontando una pendenza da brividi. A bordo del giusto mezzo gli 11 tornanti a gomito scolpiti nella roccia viva daranno un ebrezza unica, passando dal suono naturale della cascata Stigfossen, sino a raggiungimento di un salto verticale di 320 metri tra le spettacolari cime “La Regina†(Dronninga) e “Il Vescovo†(Bispen). Il percorso è generalmente aperto solo da metà maggio a ottobre.

La Norvegia, sul piano naturalistico, nella bella stagione sembra uscita da una fiaba. Il tratto ha conquistato fotografi e avventurosi viaggiatori di tutto il mondo, essendo considerata la strada più bella del mondo. Dopo una lunga chiusura per motivi di sicurezza, a maggio 2026 tornerà accessibile ai visitatori. Il percorso fa parte della County Road 63 e arriva fino a circa 850 metri di altitudine.

Data articolo: Tue, 10 Mar 2026 10:59:30 +0000
News n. 24
Patente graduale, la novità che potrebbe cambiare gli standard europei

È stata battezzata Graduated Driving License (GDL) e rappresenta una svolta per i giovani e inesperti conducenti che intendono ottenere la patente. Il sistema permette di acquisire gradualmente sicurezza e competenze, e rappresenta già uno standard in diverse realtà anglofone. L’innovazione, in vigore dal 2026 nel Vecchio Continente in Irlanda del Nord, offre un supporto ai neopatentati nei primi mesi dopo aver superato l’esame, il periodo in cui sono più a rischio di essere coinvolti in un incidente.

Il cambiamento è epocale e rimanda al cammino a step dei percorsi universitari. Medici e tante altre figure professionali seguono infatti una formazione strutturata prima di lavorare in modo indipendente. Allo scopo di acquisire gli strumenti necessari per gestire una tale responsabilità, vanno superate delle prove.

In Gran Bretagna la questione della patente di guida graduale è stata materia di studio per decenni. Sulla base di confronti tra esperti accademici, agenti della polizia, specialisti della sicurezza stradale e famiglie colpite da lutti si è presa la decisione di affinare per i neopatentati un percorso di guida nel tempo, determinando un’esposizione controllata alle situazioni più rischiose. Sulla base di prove scientifiche, i Paesi che hanno sperimentato il sistema GDL hanno ridotto del 20-40% gli incidenti mortali e gravi per i neopatentati.

​Obiettivo sicurezza

Per sviluppare le opportune abilità in condizioni più sicure, prima di affrontare situazioni complesse, sarebbe logico impartire delle esperienze di guida progressive. Per ora il GDL non è un modello “universale”, ma potrebbe diventare uno standard europeo. Il sistema si basa su tre fasi, con precise restrizioni su orari notturni e in merito al trasporto di passeggeri a bordo. Nonostante gli ultimi interventi positivi del Codice della Strada, continuano a essere troppe le vittime di incidenti. Spesso sono i più giovani a commettere imprudenze, superando i limiti imposti dalla legge.

A partire dal primo ottobre 2026, l’Irlanda del Nord diventerà una delle realtà europee ad adottare ufficialmente la Graduated Driving License (GDL). Il ministro delle Infrastrutture Liz Kimmins l’ha già eletta la più significativa riforma del sistema delle patenti di guida da quasi 70 anni. Nel 24% degli incidenti gravi o mortali del 2024, avvenuti sul territorio irlandese, sono stati coinvolti guidatori tra i 17 e i 23 anni, ovvero l’8% delle patenti in circolazione. Le sanzioni più severe non bastano, anche perché i giovani guidano spesso con gli smartphone tra le mani e tendono a distrarsi facilmente o alzare il gomito.

Una riforma rivoluzionaria

Le autorità nordirlandesi hanno deciso di intervenire con la Graduated Driving License, che non è una patente a punti, ma un percorso strutturato che prevede l’acquisizione progressiva dei privilegi di guida, sulla base dell’esperienza maturata e del comportamento tenuto al volante. L’idea che un singolo esame pratico possa realmente attribuire capacità di guida eccellenti si traduce nella possibilità di mettere a rischio la vita degli altri, e la questione continua a essere un rebus.

L’Australia, già nel 1966, promosse nello Stato del Nuovo Galles del Sud un sistema graduale per la licenza di guida. La Nuova Zelanda adottò ufficialmente uno schema più avanzato nel 1987. Oggi, negli Stati Uniti, tutti e 50 gli Stati hanno una propria versione della GDL, e a ruota Canada e altri Paesi hanno adottato un sistema simile. Il periodo di apprendimento prolungato dura almeno 12 mesi con restrizioni notturne sul trasporto di passeggeri, le fasi sono le seguenti:

  • la prima fase è riconosciuta come quella dell’apprendimento supervisionato: chi sogna di raggiunger l’autonomia alla guida può mettersi al volante soltanto in presenza di un adulto esperto, in qualità di supervisore. Sono le prime ore di pratica reale, in condizioni di rischio controllato, e anche le più delicate. Per questo motivo c’è sempre un veterano al fianco pronto a intervenire;
  • nella fase intermedia il neopatentato raggiunge il diritto di guidare in autonomia, ma con limitazioni specifiche nelle situazioni più a rischio: la guida nelle ore notturne e il trasporto di passeggeri coetanei, due circostanze in cui si possono verificare incidenti. In Irlanda del Nord, ad esempio, per i primi sei mesi i neopatentati under 24 potranno trasportare la notte tra le 23 e le 6 soltanto un passeggero di età compresa tra i 14 e i 20 anni, con eccezione per i familiari stretti. È specificato anche un periodo minimo obbligatorio di sei mesi di apprendimento prima di poter sostenere l’esame pratico;
  • la terza e ultima fase è quella dell’ottenimento della patente a tutti gli effetti, ma solo dopo aver superato senza problemi e intoppi il periodo intermedio o dopo aver affrontato ulteriori test avanzati. La durata varia di Paese in Paese. Dopo il percorso in cui il guidatore ha dimostrato di non aver commesso errori, ottiene tutti i diritti e le libertà connesse alla licenza di guida.

Chiare evidenze scientifiche

I Paesi che hanno adottato tale sistema hanno avuto dei benefici notevoli. Utilizzato in realtà vastissime come Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Canada, il GDL ha realmente ridotto i rischi, consentendo allo stesso tempo di sviluppare un’esperienza di guida sempre più sicura. Negli Usa diverse ricerche hanno registrato una riduzione degli incidenti tra i giovani compresa tra il 20% e il 40% dopo l’introduzione di tale percorso graduale. Un report sistematico su questi sistemi ha confermato che le misure più efficaci sono esattamente quelle che l’Irlanda del Nord si appresta a introdurre nel 2026.

I giovani dovranno dimostrare saper guidare bene e non si tratta di una questione di cilindrata dei mezzi, ma di capacità da acquisire con il tempo. Il percorso di un neopatentato verrà seguito nell’arco di un anno, con una variazione a discrezione di ciascun Paese, e se i progressi nordirlandesi dovessero confermare i risultati già acquisti, la patente graduale potrebbe trasformarsi in un nuovo standard europeo.

Gli incidenti stradali continuano a rappresentare una delle principali cause di morte tra i giovani alle nostre latitudini, soprattutto nella fascia d’età 18-24 anni. Sebbene ci sia stato un calo generale delle vittime nel primo semestre 2025 (-6,8%), il fenomeno dell’incidentalità dei neopatentati rimane preoccupante e legato a comportamenti a rischio durante le ore notturne o nei fine settimana. Una serata in discoteca o al bar può causare delle conseguenze terribili e un sistema premiante a fasi potrebbe responsabilizzare di più rispetto al superamento di un singolo esame pratico, a volte anche piuttosto facile in alcune zone d’Italia.

Data articolo: Tue, 10 Mar 2026 09:55:57 +0000
News n. 25
Dieci giri da brividi: Ferrari davanti, duelli veri e una F1 che torna a far sognare

C’è stato un momento, nei primi dieci giri del GP d’Australia, in cui il Mondiale ha cambiato faccia. Non per un colpo di scena isolato, ma per la qualità pura dello spettacolo. Sorpassi, controsorpassi, strategie che si intrecciano e una Ferrari finalmente capace di stare davanti o provarci con autorevolezza. Albert Park ha acceso la stagione con un avvio che profuma di battaglia vera, di quelle che mancavano da tempo.

Allo spegnersi dei semafori si è capito subito che qualcosa sarebbe andato diversamente. Le nuove regole tecniche in vista del 2026 hanno trasformato la partenza in un esercizio di precisione. Non più solo riflessi e frizione, ma gestione termica, carica del turbo, sincronizzazione perfetta tra meccanica ed elettronica. Un equilibrio delicatissimo che ha tradito qualcuno e premiato chi ha osato.

La partenza

Le due McLaren sono rimaste praticamente piantate. Davanti invece è scattata la rossa di Charles Leclerc: partenza perfetta, pulita e decisa. Il monegasco ha preso l’interno e si è presentato in curva 1 da leader, mentre alle sue spalle l’altra Ferrari di Lewis Hamilton ha costruito un primo settore solidissimo che l’ha proiettata nelle posizioni di vertice. In pochi metri la Scuderia ha già lanciato un messaggio: che si fa sul serio. Ma la scena se l’è presa subito il duello con George Russell. La Mercedes del britannico ha dimostrato di avere un passo impressionante e al secondo giro è arrivato l’affondo: staccata profonda, sorpasso pulito e leadership conquistata. Sembrava l’inizio della fuga, invece era solo il primo capitolo.

Leclerc ha risposto da campione. Giro successivo, gestione dell’energia impeccabile, trazione migliore in uscita e controsorpasso che ha rimesso la Ferrari davanti. Da lì è iniziata una lotta che ha avuto tutto, tecnica, nervi e lettura della gara. Russell incollato agli scarichi, pressione costante, tentativi ripetuti. Leclerc glaciale, capace di difendersi senza strappi, scegliendo quando spingere e quando respirare. Ferrari e Leclerc accendono Melbourne: dieci giri da brivido e spettacolo puro.

Giro dopo giro, una partita a scacchi

Al sesto passaggio Russell era ancora lì, a meno di un secondo, ma Leclerc aveva già mostrato un segnale importante, quello di miglior gestione dell’energia ibrida, come evidenziavano lo stato delle gomme oltre a un ritmo costante. Il giro veloce in 1’24â€553 è stato più di un numero, la certificazione che la Ferrari non stava solo resistendo, stava guidando. All’ottavo giro il momento simbolo, sorpasso e controsorpasso tra Leclerc e Russell in poche curve. Un elastico continuo, ruota a ruota, con il ferrarista capace di restare davanti. Hamilton osservava da terzo incomodo, pronto ad approfittare di ogni minima esitazione. Dietro, intanto, cresceva la rimonta di Kimi Antonelli, scivolato al via ma velocissimo nel ricostruire la sua gara.

Al nono giro la fotografia perfetta con Leclerc a difendersi, Russell aggressivo e Hamilton in agguato. Tre stili, tre filosofie, un unico racconto. La Formula 1 che mancava da troppo, al decimo giro ha messo il sigillo sullo spettacolo con sorpassi a centro gruppo, Antonelli in risalita furiosa e ritmo alto ovunque. Non solo vertice, ma battaglia diffusa. È questa la differenza tra una gara ordinata e una gara viva. E poi il dato che sa di storia, giro 11, Ferrari di nuovo al comando per la 510esima volta in un GP iridato. Non succedeva da dieci gare, dall’Ungheria. Sette mesi e cinque giorni di attesa cancellati in pochi giri tirati al limite.

Dopo il decimo giro

La corsa ha cambiato spartito al giro 12, il fumo dalla Red Bull di Isack Hadjar, ritiro e Virtual Safety Car in pista. Momento chiave con le Mercedes che hanno reagito subito, Russell e Antonelli ai box, passaggio da Medium a Hard e possibilità concreta di arrivare fino in fondo. Ferrari invece ferma, fedele al piano gara. Scelta conservativa o fiducia nel passo? Il dubbio ha attraversato il paddock.

Alla ripartenza le due Rosse erano davanti. Leclerc e Hamilton leader virtuali, controllo della pista e gestione della temperatura gomme. Una dimostrazione di solidità strategica che ha rimesso la Scuderia al centro del gioco. Le soste differite hanno poi riallineato gli equilibri. Leclerc ai box al giro 25 per montare le Hard, Hamilton tre tornate dopo. Ferrari terza e quarta, posizioni congelate fino alla bandiera a scacchi. Ma il cuore della gara restava nei primi dieci giri, lì si è vista la vera gerarchia.

La giornata

Leclerc ha chiuso terzo conquistando il 51esimo podio in carriera, eguagliando Mika Hakkinen al 16esimo posto di tutti i tempi. Un traguardo simbolico che racconta continuità e maturità mentre le parole del monegasco fotografano bene la giornata: “La mia partenza è stata buona e ho imparato molto nei primi giri. Ci sono tante cose di cui tenere conto allo stesso tempo, erogazione dell’energia, pneumatici, sorpassi. Sono contento di come ho gestito la situazione dall’interno dell’abitacolo. Purtroppo però non avevamo il passo per mantenere la prima posizione nelle fasi successive di gara. Dobbiamo essere molto bravi sul fronte dello sviluppo e spingere al massimo per ridurre il divario”.

Alla grande festa di Melbourne ha partecipato a distanza la McLaren. Un weekend difficile per il McLaren Mastercard F1 Team. Norris ha lavorato duramente per assicurarsi una P5, tenendo a bada un risorgente Verstappen, mentre Piastri non è stato in grado di iniziare il suo Gran Premio di casa dopo essersi schiantato sul suo primo laps-to-grid di ricognizione.

Lucido e analitico

Ancora più netto il giudizio del team principal Frederic Vasseur: “La partenza e i primi dieci giri sono stati tra i più entusiasmanti degli ultimi dieci anni. E non lo dico solo perché eravamo davanti”. È la sintesi perfetta. Perché quei dieci giri hanno detto molto più di una classifica, hanno mostrato una Ferrari competitiva sul passo, reattiva nelle fasi calde, capace di battagliare senza complessi contro una Mercedes aggressiva. Hanno raccontato una F1 meno prevedibile, dove la tecnica non soffoca il talento ma lo esalta. Dove le nuove regole non standardizzano, ma amplificano le differenze.

Il Mondiale ora vola in Cina, allo Shanghai International Circuit, per il primo weekend Sprint della stagione. Ma l’impressione è che qualcosa si sia già acceso. Un segnale tecnico, emotivo e narrativo insieme. Se questo è l’antipasto, il 2026 può davvero diventare l’anno della nuova era. E la Ferrari, finalmente, sembra pronta a viverla da protagonista.

Data articolo: Tue, 10 Mar 2026 08:16:13 +0000


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