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Oggi, 7 giugno 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta varie criticità tra rallentamenti causati da veicoli in avaria, code per tratti chiusi e diverse aree di servizio temporaneamente non operative a causa di lavori o interruzioni elettriche. Tra gli eventi più rilevanti figurano una coda di 1 km sull’autostrada A13 Bologna-Padova per un tratto chiuso e alcune chiusure significative per lavori sui tratti dell’A1 e dell’A9, con conseguenti deviazioni consigliate.
22:05 – Tratto Chiuso tra Calenzano e Barberino di Mugello
Tratto chiuso per lavori fino alle 06:00 dell’8 giugno 2026.
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Bologna: Barberino di Mugello su A1 Interna.
21:09 – Area di servizio San Pietro
Servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 dell’8 giugno 2026.
Direzione Tangenziale
21:09 – Area di servizio San Pietro
Servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 dell’8 giugno 2026.
Direzione Tangenziale
22:57 – Traffico rallentato tra Montecatini Terme e Pistoia
Rallentamenti per veicolo fermo o in avaria su tratto di 1.6 km.
Direzione Firenze
22:48 – Coda di 1 km tra Ferrara sud e Ferrara Nord
Coda dovuta a tratto chiuso per lavori su segmento di 2.9 km.
Direzione Padova
22:01 – Tratto Chiuso tra Ferrara Nord e Occhiobello
Tratto chiuso per lavori fino alle 05:00 dell’8 giugno 2026.
Direzione Padova
Entrata consigliata verso Padova: Occhiobello.
21:29 – Area di servizio Po est
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 dell’8 giugno 2026 per lavori.
Direzione Padova
22:12 – Area di servizio Dolmen di Bisceglie est
Servizi di ristorazione chiusi per interruzione energia elettrica.
Direzione Pescara
22:03 – Tratto Chiuso tra Alessandria sud e Diramazione D26 Predosa-Bettole
Chiusura fino alle 06:00 dell’8 giugno 2026 per lavori.
Direzione Genova Voltri
Entrata consigliata verso Genova Voltri: Novi Ligure su Diramazione A26-A7 Predosa-Bettole.
22:03 – Area di servizio Bormida ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 dell’8 giugno 2026 per tratto chiuso.
Direzione Genova Voltri
22:07 – Tratto Chiuso tra Lago di Como e Como Centro
Traffico interrotto fino alle 05:00 dell’8 giugno 2026 per lavori.
Direzione Lainate
Entrata consigliata verso Lainate: Como Centro.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 21:08:00 +0000Marc Marquez lo aveva detto senza mezzi termini che avrebbe potuto star davanti a tutti se solo fosse accaduto qualcosa ai rivali. Lo spagnolo della Ducati ha trionfato a Balaton, riuscendo a conquistare la sua 100esima vittoria in carriera approfittando di uno strike al via. Nel Gran Premio d’Ungheria 2026, ottava tappa stagionale del Mondiale MotoGP, è stato perfetto e ha merito il primo successo dell’anno in una gara lunga.
Il fenomeno catalano della Casa di Borgo Panigale ha subito mostrato i muscoli in qualifica, riuscendo a strappare il miglior tempo. Il nove volte iridato e campione in carica ha preceduto uno scatenato Pedro Acosta. Lo scorso anno l’enfant prodige iberico compromise il suo percorso cadendo in qualifica, ma è maturato e non ha sbagliato, riuscendo a ottenere la seconda piazza. La prima fila è stata completata da Fermin Aldeguer davanti a Di Giannantonio e Bagnaia. Bezzecchi è stato il miglior pilota Aprilia, chiudendo la seconda fila, in terza sono scattati Fernandez, Martin e Marini.
Al via Marc Marquez è subito stato in grado di dettare un bel ritmo e Pedro Acosta non è riuscito a tallonarlo. I due correranno insieme nella prossima annata in Ducati e sono già diversi GP che si stanno dando sportellate. Bezzecchi, balzato in terza posizione, si è tenuto a debita distanza. Marquez ha difeso la sua posizione di testa al via e ha subito messo in chiaro le sue intenzioni di tornare alla vittoria. Il campione in carica ha sfruttato la sua velocità nel settore finale del circuito ungherese per far respirare la polvere agli avversari.
Giro dopo giro, Marc Marquez ha ampliato il vantaggio su Acosta sino a raggiungere i due secondi, un distacco sorprendente dopo i problemi avuto nel GP d’Italia. Bezzecchi ha difeso la terza posizione sebbene Fermin Aldeguer sembrava avere più passo. Poi il pilota di Murcia è andato largo in frenata, perdendo la quarta posizione a favore di Raúl Fernández. Il rider della Trackhouse ha iniziato a ridurre gradualmente il distacco da Bezzecchi, mentre Aldeguer ha cercato di ricucire il gap.
Jorge Martin ha rimontato sino alla sesta posizione dopo aver superato Diogo Moreira, una delle maggiori sorprese della sfida breve. Il brasiliano campione Moto2 nel 2025 sta dimostrando di valere una sella in MotoGP a pieno titolo. Una volta consolidato il vantaggio Marc Marquez ha tagliato il traguardo senza patemi in P1, Pedro Acosta ha condotto una SR tranquilla, mentre Aldeguer ha commesso un altro piccolo errore in frenata e ha definitivamente detto addio a qualsiasi possibilità di podio, mentre Bezzecchi ha consolidato la sua terza posizione. Fernández è arrivato quarto, riuscendo a precedere Fermin Aldeguer, Jorge Martin e Diogo Moreira.
Dopo quasi nove mesi di digiuno, ovvero Misano 2025, Marc Marquez è tornato a vincere. Ha ottenuto la centesima vittoria in carriera nel Motomondiale. La 74ª in MotoGP ha riabilitato il pilota spagnolo in classifica piloti a causa dell’assurdo errore compiuto da Jorge Martin che alla prima curva ha perso il controllo della RS-GP26 e ha preso in pieno il leader del mondiale e anche il più vicino dei suoi inseguitori della Ducati in classifica, ossia Fabio Di Giannantonio. Uno strike talmente brutto e assurdo da aver rovinato anche lo spettacolo ai tifosi paganti sulle tribune.
Per fortuna Pedro Acosta, finché ha potuto sfruttare il potenziale della KTM, è riuscito a tenere testa a Marquez con manovre spettacolari. Marc ha vinto di gran carriera ed è diventato il terzo pilota della storia con almeno 100 vittorie. Davanti a lui ci sono solo Giacomo Agostini con 123 e Valentino Rossi con 115. Lo spagnolo della KTM è arrivato secondo, al terzo podio di stagione, mentre Pecco Bagnaia ha approfittato dell’errore di Martin per conquistare un podio insperato. Hanno chiuso la top 5 il giapponese Ai Ogura con la solita gara in progressione e a seguire Luca Marini con la Honda ufficiale.
Al termine del GP d’Ungheria, Bezzecchi rimane primo con un margine di 20 punti su Jorge Martin, 42 su Di Giannantonio, 48 su Acosta, 72 su Marc Marquez, 75 su Ogura, 81 su Bagnaia, 87 su Fernandez, 113 su Alex Marquez e 116 su Aldeguer. Questo clamoroso sbaglio di Martin potrebbe avere una forte incidenza nell’ultima parte di annata.
Marc Marquez: 10 – Si dimostra alieno sul giro secco, amministratore nella Sprint Race e assoluto dominatore della sfida domenicale. Finalmente con una condizione fisica accettabile ha ribadito la sua superiorità su una pista sinistrorsa, rilanciandosi nella lotta al vertice. Caparbio nel testa a testa ravvicinato con Acosta, in cui non poteva proprio sbagliare. Marc Marquez ha dichiarato:
“Sono super felice. È bellissimo, è incredibile. Dall’anno scorso è cambiato tutto. Ma così è lo sport. Tutto può cambiare. Sapevo che qui avevo chance, ho avuto questa sensazione già da sabato. Il prezzo da pagare è stato alto, ma sono felicissimo di essere finalmente ritornato”.
Pedro Acosta: 9 – Sulla pista ungherese è l’unico che sembra avere la stoffa per impensierire Marc. Il pilota di Mazarrón non ha ancora vinto una sfida di MotoGP, ma in questa annata sta facendo miracoli sulla KTM. Protagonista di giri spettacolari a Balaton ha conquistato un record statistico non desiderato, arrivando a 13 podi in MotoGP senza successi.
Luca Marini: 7 – Dovrà mandare una bottiglia a Jorge Martin per la carambola al via, ma è stato bravissimo a battere tutti gli altri piloti Honda portando a casa una quinta piazza che può dargli fiducia in vista delle prossime gare.
Alex Rins: 5 – Il compagno di squadra di Fabio Quartararo è riuscito a portare qualche punto a casa, ma è stato lontano dalle altre Yamaha e Toprak Razgatlioglu lo ha preceduto di due posizioni. Il turco del team satellite Pramac ha chiuso undicesimo, mentre l’ex Suzuki al tredicesimo posto.
Joan Mir: 4 – In una tappa dove Marini ha chiuso in top 5 lo spagnolo non ha sfruttato una buona occasione per fare bei punti, ritirandosi dopo una mesta caduta.
Jorge Martin: 3 – Errore non da campione del mondo in lotta per il titolo. La staccata sbagliata ha innescato una disastrosa carambola, ponendo fine alla gara di quattro colleghi incolpevoli, soprattutto a quella del compagno di squadra.
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 18:56:18 +0000Il Gran Premio di Monaco si chiude con il trionfo in solitaria della Mercedes di Kimi Antonelli, capace di imporre un ritmo inavvicinabile per l’intera griglia. In casa Ferrari, il prezioso secondo posto di Lewis Hamilton salva un fine settimana vissuto sul filo del rasoio tra penalità , allarmi sui consumi e un alto degrado imprevisto. A pesare sul bilancio della Rossa è però l’amaro ritiro di Charles Leclerc, tradito da un catastrofico collasso all’impianto frenante della sua SF-26 in regime di Safety Car.
Il Gran Premio di Monaco si apre con una scelta strategica unanime: tutti i piloti optano per le Medium, delineando una chiara tattica a sosta singola con successivo passaggio alle gomme Hard. Già durante il giro di schieramento, le comunicazioni radio si concentrano sull’attivazione degli pneumatici e sul corretto settaggio dei freni per massimizzare l’efficienza nella delicatissima prima staccata.
Allo spegnimento dei semafori, il primo vero colpo di scena rimescola le gerarchie: Max Verstappen incappa in uno stacco frizione pessimo, venendo sfilato da entrambe le Ferrari SF-26, prima di essere costretto al ritiro per un grave guasto alla power unit. Con l’olandese fuori dai giochi, la Mercedes W17 di Kimi Antonelli prende immediatamente il largo, imponendo un ritmo insostenibile.
Le due monoposto di Maranello cercano di stabilizzare il proprio passo, concentrandosi da subito sulle mappature motore per avviare una vitale strategia di risparmio carburante. Al settimo passaggio, Charles Leclerc segnala un comportamento anomalo al retrotreno, legato a sospetti problemi di rigenerazione elettrica. Il muretto box verifica la telemetria ma rassicura il monegasco, non riscontrando criticità .
Parallelamente, Lewis chiede informazioni sulle zone in cui Antonelli fa la differenza, individuando nelle curve 3 e 4 il vero vantaggio della W17. Nonostante i suggerimenti della Ferrari per ottimizzare l’handling nel terzo settore (interventi su differenziale a centro curva, brake balance e brake shaping), la Mercedes dell’italiano scava un solco di quasi sei secondi in sole otto tornate.
La gara monegasca rivela un’insidia inaspettata a livello di gomme: Hamilton lamenta un degrado dei compound nettamente superiore rispetto alle previsioni dei briefing. Per arginare l’usura, il muretto suggerisce una modifica alla guida: entrare più lenti alla 12 per garantirsi una traiettoria migliore massimizzando la trazione. Al giro 27, il team conferma che il rendimento dei compound è stabile.
La danza dei pit-stop si apre in questa fase. Leclerc anticipa la sosta al giro 26 montando le Hard, applicando una correzione di -4 click all’ala anteriore e variando il brake balance. Hamilton lo segue al giro 29, rassicurato sull’undercut per proteggere la seconda posizione, con l’istruzione di completare un’introduzione “normale” per tre tornate prima di aggredire il target lap time di 1:16.5.
La stabilità tattica dura però pochissimo: Lewis viene sanzionato con 5 secondi di penalità per aver superato il limite di velocità in pitlane. A questo si aggiunge una criticità legata ai consumi: ad entrambi i ferraristi viene imposto un lift-off massiccio, superiore ai 150 metri prima della staccata. Le mappature in uso confermano che si tratta di pura gestione della benzina.
Stiamo parlando di un fardello davvero molto pesante per un Lewis Hamilton già zavorrato dalla penalità . Il team italiano pare scelga di non comunicare subito la sanzione a Leclerc per non alterare l’equilibrio psicologico dei ferraristi. Tuttavia il monegasco della Rossa cerca comunque di alzare il ritmo dimezzando rapidamente il gap dal compagno.
La situazione precipita al giro 59, quando il botto di Lance Stroll chiama in causa la Safety Car. La Ferrari opta per un doppio pit-stop che fa infuriare Leclerc: avendo Hamilton scontato i suoi 5 secondi ai box prima di ripartire, Charles capisce che avrebbe potuto prendere la piazza sulla vettura gemella. Il regime di neutralizzazione si protrae, raffreddando inesorabilmente le componenti meccaniche.
A 12 giri dal termine, prima ancora di riprendere l’azione, si consuma il dramma per la vettura numero 16: l’impianto frenante della SF-26 di Leclerc cede di schianto nel momento di preparare l’uscita dalla curva 19. L’anteriore si blocca, i freni posteriori non rispondono e il monegasco finisce a muro, scagliandosi via radio contro l’inaffidabilità della monoposto.
La gara riprende con una partenza da fermo in cui le posizioni di vertice si cristallizzano, permettendo a Hamilton di chiudere secondo dietro ad Antonelli. Al di là del piazzamento di Lewis Hamilton, Monaco lascia alla Ferrari un pesantissimo interrogativo tecnico: il divario prestazionale accumulato prima della Safety Car nei confronti della W17 evidenzia una superiorità netta del telaio tedesco, capace di fare il vuoto persino su un tracciato dove il deficit di potenza motoristica della monoposto italiana avrebbe dovuto essere azzerato.
| POS. | NO. | DRIVER | TEAM | LAPS | TIME / RETIRED | PTS. |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 78 | 2:23:31.243 | 25 |
| 2 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 78 | +6.271s | 18 |
| 3 | 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 78 | +23.394s | 15 |
| 4 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 78 | +24.261s | 12 |
| 5 | 30 | Liam Lawson | Racing Bulls | 78 | +26.553s | 10 |
| 6 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 78 | +29.010s | 8 |
| 7 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 78 | +30.369s | 6 |
| 8 | 23 | Alexander Albon | Williams | 78 | +33.413s | 4 |
| 9 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 78 | +37.140s | 2 |
| 10 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 78 | +39.153s | 1 |
| 11 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 78 | +41.899s | 0 |
| 12 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 78 | +42.748s | 0 |
| 13 | 63 | George Russell | Mercedes | 78 | +43.353s | 0 |
| 14 | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 78 | +44.102s | 0 |
| 15 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 78 | +48.964s | 0 |
| 16 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 70 | DNF | 0 |
| NC | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 64 | DNF | 0 |
| NC | 18 | Lance Stroll | Aston Martin | 56 | DNF | 0 |
| NC | 1 | Lando Norris | McLaren | 43 | DNF | 0 |
| NC | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 27 | DNF | 0 |
| NC | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 15 | DNF | 0 |
| NC | 3 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 0 | DNF | 0 |
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 17:24:44 +0000
Doveva essere una domenica di rimonta davanti al pubblico di casa. Si è trasformata invece nell’ennesimo capitolo amaro del rapporto tra Charles Leclerc e il Gran Premio di Monaco. Il pilota della Ferrari è stato costretto al ritiro nelle fasi finali della gara dopo un incidente provocato da un problema ai freni, in un momento in cui stava cercando di recuperare terreno nella lotta per il podio. L’uscita di scena del monegasco ha contribuito a innescare il caos che ha caratterizzato il finale del GP, tra Safety Car, bandiera rossa e polemiche sulle condizioni dell’asfalto.
I problemi con i freni alla Ferrari numero 16 continuano, tanto da far piantare Leclerc contro i guardrail addirittura sotto regime di Safety Car. Poco prima anche Lance Stroll è andato lungo con la stessa dinamica del ferrarista.
Tuttavia, le parole di Leclerc si soffermano sui freni e dalla sua voce pare che sia un problema non ancora risolto dalla Scuderia di Maranello, visto che il monegasco lamenta questo difetto da un paio di gare.
Le dichiarazioni di Charles Leclerc: “Mentre usavo i quattro freni, ne avevo tre che non funzionavano. Quindi, ne seguivo uno solo. L’anteriore sinistro funzionava bene, l’anteriore [destro] funzionava a metà e i due freni posteriori non funzionavano affatto. Quando dico “affatto”, intendo che non c’era alcuna decelerazione, è come se… non lo so. […] L’unica cosa che posso dire è che abbiamo una soluzione interna e passerò alla configurazione di Lewis dalla prossima gara, il che spero sia un passo avanti.â€
Il monegasco continua spiegando l’incidenza che ha avuto la Safety car sui freni: “Il problema è stata la safety car: non appena è entrata, tre dei miei quattro freni hanno smesso di funzionare. Non sono più riuscito a riattivarli, non funzionava più nulla. […] Vedremo se è stato un problema di usura, capita spesso qui, ma a questo livello era quasi impossibile girare.”
Piena fiducia, ovviamente sul team ingegneristico guidato dalla coppia Vasseur-D’Alessandro: “Penso che Fred e Jerome abbiano visto i dati e sia chiaro per tutti. Non credo che questa debba essere la storia del giorno; dobbiamo solo trovare una soluzione per i nostri freni e poi, quando queste cose accadranno, sarò in grado di fare il mio lavoro correttamente. Oggi mi sentivo solo un passeggero.â€
L’incidente che ha messo fine alla gara di Charles Leclerc lascia alla Ferrari più domande che risposte. Il monegasco esce dal weekend di casa senza punti e con il rammarico per una corsa compromessa da problemi tecnici e da un finale che avrebbe potuto raccontare una storia diversa. Il calendario, però, non concede tregua perché già nel prossimo fine settimana la F1 farà tappa in Spagna, sul circuito di Barcellona (12-14 giugno), dove Ferrari dovrà intervenire in breve tempo per risolvere il problema dei freni, oggi 3 su 4, della monoposto di Charles Leclerc. Intanto, Hamilton si gode il secondo posto e il monegasco, come dichiarato, potrebbe adottare la stessa soluzione dell’inglese.
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 16:35:57 +0000Alexander Zverev non è il primo e non sarà di certo l’ultimo grande sportivo accostato a un’auto lussuosissima. Eppure, il finalista del Roland Garros 2026 ha trovato il modo di sbalordire i suoi fan, sedendo al volante di una Koenigsegg Jesko Absolut, tra le hypercar più estreme mai costruite per circolare su strada, nata al solo scopo di portare la velocità massima dove pochissimi veicoli hanno anche solo provato ad arrivare.
In una serata come tante a Monte Carlo, il tennista tedesco è stato avvistato sul bolide svedese e immancabilmente il web è stato letteralmente travolto dai commenti: un interesse giustificato anche dall’esclusività di un esemplare che, inclusi gli optional, può superare agevolmente i 4 milioni di euro. Che sia di sua proprietà o meno, Zverev ha attirato gli occhi (e le invidie) di tutti gli appassionati di motori.
Seppur nasca dalla stessa base, la Absolut persegue un’altra missione rispetto alla Jesko Attack: se quest’ultima dà il meglio di sé in pista, con carico aerodinamico pesante e una grande ala posteriore, l’auto guidata da Zverev massimizza il passaggio dei flussi d’aria. La coda è allungata, l’ala sparisce, compaiono due pinne verticali posteriori che richiamano più l’aviazione che il mondo delle sportive tradizionali. Tutto serve a ridurre la resistenza e a mantenere stabilità quando la lancetta del tachimetro punta a cifre da primato.
Della spinta si occupa un V8 biturbo da 5.0 litri, capace di arrivare a 1.600 CV usando carburante E85. Con benzina normale la potenza dichiarata scende a 1.280 CV: su qualunque altra auto sarebbe un dato assurdo, sulla Jesko Absolut sembra quasi una versione prudente della brutalità . La coppia massima arriva a 1.500 Nm, scaricati sulle ruote posteriori attraverso un cambio a nove rapporti sviluppato internamente da Koenigsegg, il Light Speed Transmission.
Per una hypercar larga, aggressiva, piena di prese d’aria e con pneumatici enormi, il coefficiente di resistenza aerodinamica, pari a 0,278, fa venire i brividi. Koenigsegg desiderava riscrivere ogni record sul dritto, anche se la punta massima resta un terreno delicato: nelle dichiarazioni ufficiali si parla di 500 km/h, ma non esiste un certificato ufficiale che lo comprovi.
Tra Attack e Absolut, la produzione della Jesko ammonta a 125 esemplari complessivi, ed è facile quindi intuire perché il prezzo possa salire in fretta oltre il listino iniziale. Siamo distanti dal mercato automobilistico tradizionale: qui le regole le dettano aste esclusive, liste d’attesa interminabili e investimenti destinati a rivalutarsi all’istante.
L’immagine somiglia a Zverev più di quanto sembri. Così la Jesko Absolut è una macchina da rettilineo infinito, così Alexander cerca, da tempo, il suo rettilineo definitivo nel tennis. E oggi quel rettilineo passa da Parigi, teatro della finale maschile del Roland Garros 2026 dove il portacolori tedesco affronta il “nostro” Flavio Cobolli sul Philippe Chatrier, in una partita che vale molto più di un trofeo. Dopo diverse occasioni sfuggite, per Zverev è il giorno in cui la potenza deve finalmente diventare compimento. La Koenigsegg può aspettare: oggi la vera macchina da controllare è il braccio.
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 13:38:46 +0000Il tema delle multe stradali è sempre di grande attualità , soprattutto in considerazione dell’inasprimento delle sanzioni previste dal Codice della Strada e delle questioni burocratiche legate all’introduzione di nuovi autovelox su tutto il territorio nazionale. I dati del 2025 confermano una certa stabilità degli incassi derivanti dalle multe stradali anche se si registra un sostanziale calo delle entrate legate agli autovelox. Ecco tutti i dettagli in merito.
Un’indagine di Quattroruote e del Codacons offre una fotografia aggiornata sull’andamento degli incassi derivanti dalle multe stradali in Italia. Nel corso del 2025, infatti, gli enti locali italiani hanno ricavato dalle violazioni stradali un totale di 1,98 miliardi di euro.Â
Si tratta di un leggero incremento rispetto al 2024. Su base annua, infatti, le entrate dalle multe sono aumentate dello 0,2%. Da segnalare anche un altro dato che conferma una certa stabilità per il settore.
I 107 comuni capoluogo in Italia, infatti, hanno registrato un incasso complessivo di 1,04 miliardi di euro. Si tratta di un dato in linea con quello ottenuto nel corso del 2024. Per quanto riguarda le entrate, quindi, nel passaggio dal 2024 al 2025 è cambiato davvero poco.
Il Codacons, inoltre, ha sottolineato che nel 2025 c’è stato un calo delle entrate derivanti da autovelox. Nel corso del 2025, infatti, le principali 20 città italiane (con la sola eccezione di Napoli che non ha presentato la documentazione entro i termini previsti dalle norme e che, nei mesi scorsi, ha fatto parlare di sé per la questione degli autovelox spenti) hanno incassato 56,5 milioni di euro.
Questo dato è nettamente inferiore rispetto a quanto incassato nel 2024. Su base annua, infatti, lo stesso campione di città ha incassato l’8,9% in meno, con un calo di 5,5 milioni di euro. Nel corso del 2024, infatti, l’incasso complessivo è stato di 62,1 milioni di euro. A pesare sugli incassi, in questo caso, è il problema degli autovelox non omologati.
Tra le città che incassano di più troviamo Milano, con 178 milioni di euro ma un calo del 12,7%, e Roma, con 154 milioni e un calo dell’8,4%. Terza posizione per Firenze, che ha incassato 73 milioni di euro, con un incremento del 18,8%. Seguono Torino, con 57 milioni, Napoli, con 47 milioni, e Bologna, con 44 milioni.
Per quanto riguarda i proventi da autovelox, invece, la classifica cambia completamente e il fattore popolazione diventa molto meno rilevante. Firenze, infatti, è al primo posto con un totale di oltre 19 milioni di euro di incassi (ma con un calo del 4,2%). Da segnalare anche il caso di Bologna, seconda con oltre 9 milioni di euro e un incremento del 21,3% su base annua. Terza posizione per Milano, che ha incassato quasi 7 milioni di euro ma ha anche registrato un calo del 34,8%.
Un altro dato molto interessante è quello di Genova, con 4,88 milioni di euro incassati e, soprattutto, con una crescita del 54,6% su base annua. Il calo più marcato, invece, è di Bari, che registra una riduzione del 73%. La città pugliese è all’ultimo posto della classifica (tenendo conto i primi 10 comuni italiani, ma con Napoli che non ha comunicato i dati) per quanto riguarda gli incassi, sia dalle multe stradali (poco più di 10 milioni di euro) che dagli autovelox (circa 183 mila euro).
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 13:30:22 +0000Il Codice della Strada non impone un modello di scarpa a chi si mette al volante e di conseguenza non c’è una norma che proibisca décolleté, sandali con tacco, zeppe o calzature eleganti. C’è però un aspetto, tutt’altro che implicito, da non sottovalutare e riguarda la capacità del conducente di mantenere il pieno controllo dell’auto, di frenare, di modulare acceleratore, freno e frizione e di reagire davanti a un ostacolo improvviso.
Il tema torna ciclicamente di attualità perché riguarda una situazione molto comune. Una cena, un matrimonio, un evento di lavoro, una cerimonia o una semplice serata elegante possono mettere chi guida davanti a una scelta pratica: tenere ai piedi le scarpe abbinate all’abito oppure cambiarle prima di partire?
Il Codice della Strada non contiene dunque una disposizione dedicata alle calzature. Non indica un’altezza massima del tacco, non vieta la guida con scarpe aperte e non stabilisce l’obbligo di indossare scarpe chiuse. In pratica non disciplina il singolo accessorio, ma valuta il comportamento del conducente.
Il riferimento di base è l’articolo 140, che impone agli utenti della strada di comportarsi in modo da non creare pericolo o intralcio per la circolazione e da salvaguardare la sicurezza stradale. Accanto a questo principio generale, l’articolo 141 stabilisce che il conducente deve sempre conservare il controllo del veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, compreso l’arresto tempestivo davanti a un ostacolo prevedibile.
Il problema nasce quando la calzatura impedisce o riduce la capacità di guidare in modo sicuro. Ad esempio se il piede scivola dal pedale, se il tacco si incastra nel tappetino, se la suola non consente una pressione sul freno, se il movimento tra acceleratore e freno diventa lento o impreciso.
Dal punto di vista pratico, i tacchi alti possono interferire con tre aspetti della guida: sensibilità sul pedale, stabilità del piede e rapidità di movimento. Una scarpa con tacco sottile modifica l’appoggio naturale del piede, solleva il tallone e rende meno fluido il passaggio dall’acceleratore al freno. Una zeppa molto alta riduce la percezione della pressione esercitata sui pedali perché crea uno spessore rigido tra la pianta del piede e il comando dell’auto. Un sandalo elegante, aperto dietro o poco stabile, può sfilarsi e non garantire l’aderenza necessaria.
Il tallone durante la guida non è un dettaglio. Nella maggior parte delle manovre quotidiane, il piede destro lavora facendo perno sul pavimento dell’auto. Da quella posizione il conducente calibra la pressione sui pedali in base alla situazione. Se il tacco obbliga il piede a restare sollevato o in una posizione innaturale, il controllo diventa meno preciso. Nelle auto con cambio manuale il problema riguarda anche il piede sinistro perché la frizione richiede sensibilità e una corsa completa del pedale.
Il rischio aumenta in città dove frenate, ripartenze, attraversamenti pedonali, precedenze, ciclisti e scooter impongono movimenti continui e rapidi. La tecnologia aiuta, certo: ABS, assistenza alla frenata, cambio automatico e sistemi Adas riducono alcuni margini di rischio. Nessun dispositivo elimina però la necessità di un intervento corretto da parte del conducente.
Nessun agente può multare una persona solo perché indossa tacchi alti. La contestazione può invece materializzarsi quando la calzatura viene collegata a una condotta di guida insicura come una frenata tardiva, una manovra brusca, una perdita di controllo, un tamponamento o un investimento evitabile.
In altre parole la scarpa diventa la possibile causa o concausa di una guida non sicura. Se un conducente procede regolarmente, mantiene il controllo dell’auto e non crea situazioni di pericolo, la presenza dei tacchi non basta di per sé a fondare una sanzione. Se invece dopo un sinistro emerge che il tacco si è incastrato, che il piede è scivolato o che la calzatura ha impedito una frenata corretta, cambia il discorso.
La norma da consultare è l’articolo 141 del Codice della Strada perché impone a chi guida di essere sempre in grado di compiere le manovre necessarie in sicurezza. Un tacco largo e non troppo alto può essere meno problematico di un tacco a spillo molto instabile. Una scarpa elegante con suola aderente garantisce più controllo di una ciabatta da mare. Una zeppa rigida può essere insidiosa perché riduce la sensibilità sul pedale.
La compagnia assicurativa non può rifiutarsi di risarcire il terzo danneggiato solo perché il conducente responsabile indossava scarpe con il tacco. La responsabilità civile auto serve proprio a tutelare chi subisce il danno. Altro discorso riguarda la valutazione delle responsabilità , le coperture accessorie e le condizioni contrattuali della polizza. Se l’incidente è stato causato da una manovra errata e dagli accertamenti emerge che la calzatura ha inciso sulla capacità di frenare o controllare l’auto, questo elemento può pesare nella ricostruzione del sinistro.
Lo stesso ragionamento vale per le infradito, le ciabatte, i sandali aperti, gli zoccoli, gli stivali troppo rigidi o la guida a piedi nudi. Anche in questi casi non esiste un divieto assoluto nel Codice della Strada, ma resta fermo l’obbligo di guidare in condizioni di pieno controllo. Una ciabatta può scivolare sotto il pedale, l’infradito può piegarsi o incastrarsi, uno stivale pesante può rendere difficile dosare la pressione, un piede nudo può perdere aderenza se sudato o non riuscire a imprimere la forza in una frenata d’emergenza.
La soluzione più pratica resta anche la più banale: tenere in auto un paio di scarpe comode da usare solo durante la guida. Possono essere ballerine, sneakers leggere, mocassini morbidi o calzature basse con suola aderente.
Conviene anche fare attenzione ai tappetini dell’auto. Un tappetino non fissato può muoversi, arricciarsi e interferire con i pedali e aggravare il rischio quando si indossano scarpe con tacco o suole poco adatte. La zona pedaliera deve restare libera, pulita e priva di oggetti.
Le auto con cambio automatico riducono una parte del problema perché eliminano l’uso della frizione. Questo non significa che i tacchi diventino innocui. Il piede destro resta responsabile dell’acceleratore e del freno. Una scarpa instabile può comunque rallentare il passaggio tra i pedali generare un movimento impreciso.
Anche i sistemi di assistenza alla guida non autorizzano leggerezze. La frenata automatica d’emergenza può intervenire in determinate condizioni, ma non sostituisce il controllo umano in ogni scenario. Il cruise control adattivo aiuta nei trasferimenti autostradali, ma non libera il conducente dall’obbligo di vigilare. L’auto moderna è più sicura di quella di vent’anni fa, ma resta un mezzo che richiede piena capacità di intervento.
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 12:00:10 +0000Kia rimette mano a uno dei suoi modelli globali più importanti e lo fa senza limitarsi al solito aggiornamento di metà carriera. Attesa a giugno in Italia, la nuova Seltos nasce infatti su una piattaforma inedita, cresce nelle dimensioni, cambia approccio tecnologico e introduce una variante ibrida destinata ad avere un peso importante nei mercati europei. Tra i SUV compatti più strategici per il marchio coreano, con una distribuzione prevista fino a 189 Paesi, il modello si candida a un ruolo da primattore nel panorama internazionale.
Fin dal suo primo sbarco sul mercato, la Seltos ha cercato di soddisfare un pubblico trasversale, abbastanza compatta in città , abbastanza spaziosa per la famiglie, abbastanza curata da non sembrare una scelta di ripiego e abbastanza efficiente da adattarsi bene alla gestione quotidiana. È il territorio più duro, quello in cui il cliente premia la coerenza. Kia lo sa bene e con questa nuova generazione prova a spostare il modello un gradino più in alto, soprattutto in termini di percezione, abitabilità e dotazione.
L’evoluzione inizia dall’ossatura. Grazie alla nuova piattaforma K3, la Seltos compie un salto generazionale in termini di solidità , spinta dall’ampio ricorso ad acciai altoresistenziali, fino al 60% della struttura complessiva, una garanzia di sicurezza e di una dinamica più raffinata. La cura riservata all’assetto si sente subito: la macchina appare più piantata a terra e meno “ballerina” rispetto al passato. Ne consegue una guida sincera e composta, anche nei lunghi tragitti, indipendentemente dalle condizioni del fondo stradale.

A seconda delle aree di vendita differisce la gamma motori. In Corea e Nord America il listino prevede tre propulsori – il 2.0 benzina, il 1.6 turbo T-GDi e il nuovo 1.6 GDi Hybrid – mentre in Europa l’offerta sarà più selettiva, con il 1.6 T-GDi e il 1.6 GDi HEV, e nel Regno Unito ci sarà soltanto la versione ibrida. Almeno nel breve periodo, al full electric Kia preferisce una tecnologia funzionale, rivolta agli automobilisti che vogliono limitare le spese di gestione senza stravolgere le proprie abitudini.
Probabilmente la variante HEV rappresenta il punto di svolta, dotata dello Smart Regenerative Braking System 3.0, capace di modulare in autonomia la frenata rigenerativa in relazione al contesto stradale come il traffico, le pendenze e gli ostacoli, dalle rotonde ai dossi. Il recupero dell’energia garantisce una marcia composta e un occhio costante al risparmio di carburante in città .
Sulla nuova Seltos arriva anche la funzione Vehicle-to-Load, ormai sempre più diffusa nelle vetture Kia e Hyundai, ma qui con un significato più pratico: se dovete ricaricare un PC in viaggio, o collegare un elettrodomestico da campeggio in un posto sperduto, vi salva la giornata.
Sul fronte della trazione, Kia propone configurazioni in base alle necessità . Le versioni 1.6 turbo possono essere abbinate a un sistema integrale meccanico tradizionale, con sospensione posteriore multilink, mentre sulla Seltos Hybrid debutta, per la prima volta su un modello Kia con motore termico o ibrido, la tecnologia e-AWD. Il sistema aiuta la motricità nelle condizioni di scarsa aderenza e affianca le modalità di guida pensate per neve, fango e sabbia. Sebbene non abbia il DNA di un fuoristrada “duro e puro”, la Seltos toglie l’ansia nelle situazioni quotidiane meno gradevoli: una strada bagnata, una salita innevata, uno sterrato leggero, un parcheggio maledetto dopo un temporale.
Le sospensioni vengono a loro volta distinte nei vari mercati: in Europa l’assetto favorisce la stabilità alle alte velocità , in Corea il baricentro si sposta sul comfort urbano: dopotutto, avrebbe avuto poco senso imporre lo stesso assetto in posti dove le strade e il modo di guidare sono agli antipodi.
Rispetto alla generazione precedente anche l’aerodinamica ha ricevuto maggiori attenzioni. Spoiler posteriore, finiture laterali, cerchi studiati per ridurre la resistenza e fondo ottimizzato permettono alla nuova Seltos di scendere a un coefficiente aerodinamico di 0,31, contro lo 0,33 del modello uscente, il che vuol dire consumi migliori sulla carta, meno rumore e maggiore efficienza generale.
Fuori, la nuova Seltos appare più matura e muscolare. Il linguaggio stilistico segue la filosofia Opposites United di Kia, ormai riconoscibile su diversi modelli del marchio. Davanti una griglia importante e lo sguardo verticale della firma luminosa Star Map regalano alla Seltos un piglio decisamente cattivo, l’effetto scenico è garantito dalla sequenza Dynamic Welcome Light all’avvicinarsi del guidatore, mentre lungo la fiancata, le maniglie a scomparsa fanno sparire le linee superflue, conferendo al profilo un aspetto molto attuale e filante.
Dietro, i gruppi ottici verticali corrono lungo il portellone per dare una sensazione di maggiore larghezza, in contrasto con l’aspetto slanciato ma precario tipico di alcuni SUV, in favore di un’impronta solida a terra. Giocando con finiture satinate e contrasti, il design riesce a unire l’anima pratica da crossover con un tocco ricercato, da vettura curata fin nei dettagli.
All’interno, il passo allungato porta 25 mm extra per le gambe e fino a 14 mm in più per la testa, oltre a far lievitare di 38 litri il bagagliaio, ora portato a 536 litri secondo il metodo VDA, in una categoria dove lo spazio reale conta più delle parole. Il vano di carico può contare anche su un piano ripiegabile a doppio livello e sul sistema modulare Kia AddGear, pronto a ospitare oggetti, borse, attrezzature o il tipico caos che nella vita normale finisce inevitabilmente nel bagagliaio.

A bordo, la plancia integra due schermi da 12,3 pollici affiancati, completati da un terzo pannello per il clima e da un Head-Up Display da 12 pollici. Debutta, inoltre, un assistente vocale evoluto che sfrutta l’intelligenza generativa affinché le conversazioni siano più fluide. Con la Digital Key 2 e il Kia Connect Store, l’utente può personalizzare l’esperienza a bordo arricchendola di contenuti esclusivi, come i temi dedicati alla prossima Coppa del Mondo FIFA 2026.
Sul piano della sicurezza, il salto di qualità è affidato alle nuove generazioni di Forward Collision-Avoidance e Highway Driving Assist, una sorta di “angeli custodi”, pronti a intervenire in ogni condizione. La nuova Seltos vuole diventare una compagna più facile da vivere.
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 11:00:37 +0000Dal debutto nel 2022 la capostipite ha dimostrato quanto la batteria potesse adattarsi al marchio. Ora Rolls-Royce lancia sul mercato la Spectre Series II nel modo più coerente con la propria identità : senza stravolgere la linea, ma intervenendo su autonomia, potenza, ricarica e possibilità di personalizzazione. La prima elettrica del marchio di Goodwood consolida il suo ruolo di massima espressione del lusso sostenibile su quattro ruote.
Su una Rolls a batteria il silenzio diventa quasi una conseguenza naturale. Coppia immediata, assenza di vibrazioni, marcia fluida e sensazione di potenza sono elementi già molto vicini alla tradizione della Casa britannica. Con la Series II, Rolls-Royce affina una formula già accolta bene dai clienti e aggiunge anche una versione Black Badge ancora più estrema, destinata a diventare la sua vettura più potente mai realizzata.
All’esterno, ritroviamo l’impostazione della versione originale. Ancora una volta la lunga coupé appare imponente davanti e la firma luminosa sdoppiata le permette di farsi riconoscere al primo sguardo, come un’opera d’arte in costante movimento. Rispetto al disegno iniziale non si può parlare di rivoluzione, quanto piuttosto di un affinamento generale, volto a valorizzare quello che già c’era di buono.
Entra a far parte della tavolozza cromatica la tinta esterna Ethereal Blue e cambiano anche i cerchi, con un nuovo disegno forgiato da 23 pollici a razze sfaccettate, lavorato per riflettere la luce da diverse angolazioni. Ogni ruota può richiedere fino a sei ore di finitura manuale, dettaglio esplicativo sul livello di attenzione quasi maniacale riservato a ciascun componente.
Nella Black Badge Spectre Series II, la versione più scura e teatrale della gamma, debutta il pacchetto Iced Black Exterior Detailing, che applica una finitura satinata a gran parte degli elementi normalmente lucidi: cornice della griglia, maniglie, inserti dei paraurti, profili laterali, badge e Spirit of Ecstasy. A loro volta, i cerchi Black Badge ricevono un nuovo disegno e possono essere ordinati per la prima volta in finitura Iced Matte Black.
A bordo Rolls-Royce allarga il campo delle personalizzazioni Bespoke e lascia più spazio ai dettagli artigianali, quelli che su una Spectre contano quasi quanto autonomia e potenza. Tra le novità spicca il Duality Twill, un tessuto in rayon ricavato dal bambù e disponibile in varie tonalità , compreso l’inedito Sage, ispirato ai giardini della Costa Azzurra vicini a Villa Mimosa, storica residenza invernale di Sir Henry Royce.
La plancia introduce una fascia illuminata composta da 8.108 elementi luminosi, con un motivo a onda che attraversa l’abitacolo in senso orizzontale. Il nuovo orologio richiama gli strumenti aeronautici, mentre una piccola teca ospita uno Spirit of Ecstasy in acciaio inox illuminato dal basso.
La parte tecnica completa il quadro. Grazie a un’architettura delle celle riprogettata, la Spectre Series II compie un balzo in avanti del 18% in termini di autonomia, arrivando a toccare i 628 km nel ciclo WLTP, e i tempi di ricarica scendono fino al 14%.
Per quanto riguarda potenza e coppia, la Spectre Series II arriva a 442 kW e 1.015 Nm, mentre la Black Badge Spectre Series II si spinge oltre, a 500 kW in modalità Infinity Mode e fino a 1.100 Nm nella Spirited Mode. L’ammiraglia a zero emissioni non si limita a guardare al futuro, ma lo interpreta con la solita, imperturbabile eleganza di Goodwood.
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 10:00:10 +0000Andrea Kimi Antonelli scatterà dalla pole position nel Gran Premio di Monaco. Sul tracciato cittadino di Monte Carlo il pilota Mercedes ha conquistato la prima posizione della griglia al termine di una qualifica combattutissima, precedendo per appena 43 millesimi Max Verstappen e per 228 millesimi Lewis Hamilton. Alle loro spalle scatterà Charles Leclerc (300 millesimi esatti di distacco da Antonelli), che non è riuscito a trasformare l’ottimo passo mostrato nelle prove libere in una pole position davanti al pubblico di casa.
Le qualifiche del GP di Monaco hanno regalato una delle sessioni più intense della stagione. Dopo un venerdì dominato dalla Ferrari, favorita per la pole grazie alle prestazioni di Hamilton e Leclerc, è stata invece la Mercedes a trovare il guizzo decisivo in Q3. Antonelli ha fermato il cronometro sull’1:12.051, riuscendo a mettersi davanti a Verstappen nell’ultimo tentativo disponibile. Hamilton ha chiuso terzo, mentre Leclerc si è dovuto accontentare della seconda fila dopo essere stato tra i più veloci per tutto il weekend. Ottima anche la prestazione di Isack Hadjar, quinto con la Red Bull.
1 Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)
2 Max Verstappen (Red Bull)
3 Lewis Hamilton (Ferrari)
4 Charles Leclerc (Ferrari)
5 Isack Hadjar (Red Bull)
6 George Russell (Mercedes)
7 Lando Norris (McLaren)
8 Oscar Piastri (McLaren)
9 Alexander Albon (Williams)
10 Carlos Sainz (Williams)
11 Pierre Gasly (Alpine)
12 Esteban Ocon (Haas)
13 Nico Hülkenberg (Audi)
14 Gabriel Bortoleto (Audi)
15 Yuki Tsunoda (Aston Martin)
16 Fernando Alonso (Aston Martin)
17 Oliver Bearman (Haas)
18 Liam Lawson (Racing Bulls)
19 Jack Doohan (Alpine)
20 Lance Stroll (Racing Bulls)
La gestione degli pneumatici potrebbe avere un ruolo decisivo nel Gran Premio di Monaco, anche se sul tracciato del Principato il degrado resta tradizionalmente molto contenuto. Per il weekend Pirelli ha portato le tre mescole più morbide della gamma 2026: C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft.

Secondo le indicazioni fornite da Dario Marrafuschi, Head of Track Engineering di Pirelli, la strategia più veloce sulla carta è quella a una sola sosta. Lo scenario ideale prevede una partenza con gomma Medium e un passaggio alle Hard tra il giro 28 e il giro 34, sfruttando la bassa usura tipica del circuito monegasco. Un’alternativa equivalente è rappresentata dalla strategia inversa, con partenza su Hard e seconda parte di gara su Medium.

La mescola soft potrebbe invece entrare in gioco soltanto in situazioni particolari, come una Safety Car o una Virtual Safety Car nelle fasi finali della corsa. Proprio la probabilità elevata di neutralizzazioni e incidenti sulle strette strade di Monte Carlo potrebbe influenzare in modo significativo le decisioni dei team durante la gara.

Per i piloti che scatteranno nelle prime posizioni, tra cui Antonelli, Verstappen e Hamilton, la priorità sarà soprattutto mantenere la posizione in pista. A Monaco, infatti, sorpassare resta estremamente difficile e la strategia viene spesso costruita attorno al controllo del ritmo piuttosto che alla ricerca della massima prestazione assoluta.
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 09:22:12 +0000
Venti multe in nove mesi e ora arriva la sanzione più dura: il sequestro. A Saluzzo (Cuneo), lunedì 1° giugno, un giovane si è visto portare via il monopattino elettrico dai Carabinieri dopo una lunga serie di contestazioni legate al suo utilizzo, tra cui guida contromano, spericolati slalom sui marciapiedi, passeggeri trasportati a bordo e un ostinato disprezzo per le divise, manifestato ignorando i ripetuti alt e circolando regolarmente senza casco. La proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la modifica del mezzo, portato a una potenza di oltre 1 kW, un’infrazione dinanzi alla quale è scattato il sequestro.
A pesare non sono state soltanto le infrazioni al Codice della Strada, ma le caratteristiche tecniche del veicolo. La potenza superiore a 1 kW supera infatti in modo netto i limiti consentiti dal legislatore per un monopattino elettrico destinato alla circolazione ordinaria, proprio mentre il tema della sicurezza stradale legata alla micromobilità è diventato una priorità assoluta per le autorità , impegnate a contenere l’anarchia di mezzi che si comportano più vicini ai ciclomotori che ai semplici strumenti per gli spostamenti brevi.
Il problema non riguarda soltanto il singolo monopattino sequestrato. A Saluzzo, l’attenzione delle Forze dell’Ordine verso il mondo delle due ruote – elettriche o a pedali – si è fatta serrata, complice una circolazione cittadina sempre più caotica. L’escalation dei controlli impone di agire in una giungla urbana sempre più affollata: se nell’intero 2025 i Carabinieri sono dovuti intervenire 131 volte – sanzionando in gran parte monopattini (93) e, in minor misura, biciclette (38) – il trend non sembra rallentare, con altri 31 verbali staccati solo nei primi mesi di quest’anno.
Il totale restituisce una fotografia abbastanza netta: 115 sanzioni hanno riguardato i monopattini, 47 le biciclette. Dai verbali emerge una micromobilità ancora troppo disordinata, utile sulla carta ma spesso ingestibile nella pratica. Nati per alleggerire il traffico, certi veicoli rischiano di creare seri problemi a pedoni e automobilisti, a conferma di quanto l’educazione stradale resti il vero buco nero della partita.
Dalla circolazione sui marciapiedi al mancato uso dei dispositivi di protezione, le pattuglie si trovano alle prese con violazioni ricorrenti, tuttavia un intervento sul motore aumenta la spinta e la reattività ben oltre i limiti di sicurezza. Una maggiore capacità di accelerazione su un telaio non adeguato può essere il preludio di un incidente, perché basta poco per perdere il controllo del mezzo e rendere inutili le reazioni dell’ultimo secondo.
Il tema arriva in un momento in cui il quadro normativo sulla micromobilità sta diventando più stringente. Con l’obbligo della targa, operativo dal 16 maggio, e quello dell’assicurazione civile, in arrivo il 16 luglio, il legislatore ha risposto alla richiesta di ordine in città . È finita l’ora dei conducenti anonimi che spariscono nel traffico dopo una manovra azzardata.
Con l’introduzione delle nuove regole gli utenti vengono messi davanti alle loro responsabilità : il rispetto delle norme smette di essere considerato un optional. La micromobilità potrà tornare a essere una risorsa, purché il rispetto delle regole diventi finalmente una pratica quotidiana invece che un’eccezione.
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 08:41:20 +0000Maserati non dimentica la pista, che continua a rappresentare un elemento centrale per il brand del Tridente, focalizzato sullo sviluppo di una nuova gamma di modelli fortemente orientati alla guida sportiva e alle prestazioni, senza trascurare eleganza e lusso.
La scorsa settimana, la Casa del Tridente ha celebrato i suoi primi 100 anni di storia in pista, dando il via alla stagione GT2 2026 con un appuntamento all’Autodromo Nazionale di Monza. Andiamo a riepilogare tutti i dettagli in merito e a illustrare quali sono i piani dell’azienda per il settore delle corse.
Come sottolineato in apertura, la pista e la guida sportiva rappresentano elementi centrali nella storia di MaseratI, con la divisione Maserati Corse che continua a incarnare una delle anime del marchio del Tridente. Una conferma è arrivata la scorsa settimana, con il ritorno in pista nel GT2 European Series powered by Pirelli 2026 presso l’Autodromo di Monza.
La Casa del Tridente ha inaugurato la stagione con cinque vetture Maserati GT2 schierate in griglia e con anche il debutto di livree celebrative, riservate alle vetture da competizione GT2 e anche alla super sportiva GT2 Stradale.
Le livree speciali sono state sviluppate in collaborazione con il programma di personalizzazione Maserati Fuoriserie e sono ispirate alla leggendaria Maserati 250F che conquistò, con Juan Manuel Fangio, due titoli mondiali in Formula 1.
Per quanto riguarda il GT2 European Series 2026, dopo il primo weekend di Monza, è già tempo di guardare avanti. I prossimi appuntamenti in calendario sono già tutti definiti. La competizione, infatti, tornerà in pista sui circuiti di Spa-Francorchamps (20-21 giugno), Misano (18-19 luglio), Zandvoort (19-20 settembre) e Portimão (17-18 ottobre).
Da segnalare che, per il secondo anno consecutivo, Maserati è official car supplier del GT World Challenge Europe powered by AWS. Nella competizione, GT2 Stradale e MCPURA, considerata l’auto da sogno preferita dagli italiani, saranno, rispettivamente, Safety Car e Leading Car.
In aggiunta, la Casa è coinvolta in SRO GT Academy, progetto che mira allo sviluppo di nuovi talenti, andando a offrire una serie di opportunità di grande rilevanza per i piloti emergenti. Il vincitore potrà correre, interamente finanziato, nella GT World Challenge Europe – Endurance Cup 2027.
Ricordiamo che il centenario sportivo del Tridente è stato celebrato con varie iniziative, tra cui anche il lancio di un francobollo dedicato che omaggia la storia del marchio, sempre punto di riferimento per il settore delle quattro ruote.
Vincent Biard, Head of Maserati Corse, ha commentato:
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 05:30:46 +0000“L’inizio della stagione 2026 delle GT2 European Series rappresenta un momento particolarmente significativo per Maserati. Arriviamo a Monza con una presenza importante di ben cinque Maserati GT2 in griglia, a testimonianza della fiducia di team e piloti nel nostro progetto. Inoltre, celebriamo insieme lo spirito ‘from track to road’ del nostro Marchio: da 100 anni la pista è il laboratorio in cui nasce l’innovazione che portiamo sulle nostre auto stradali. Iniziare questo campionato proprio nell’anno in cui celebriamo un doppio anniversario – un secolo di attività in pista e un secolo del nostro iconico logo Tridente- rende questa stagione ancora più speciale e significativa.â€
Il settore delle auto a idrogeno, anche se non ha ancora trovato la sua dimensione sul mercato delle quattro ruote, continua ad attirare molto interesse, anche per via delle sue potenzialità in ambito sportivo. Un esempio in tal senso arriva da quanto annunciato da Toyota Racing.
La divisione sportiva della Casa nipponica, da tempo punto di riferimento assoluto del mercato, ha annunciato la prima dimostrazione pubblica della TR LH2, un prototipo da corsa alimentato da idrogeno liquido.
Tale dimostrazione, che punta a promuovere lo sviluppo di tecnologie a idrogeno nel settore del motorsport, avrà luogo al Circuit de la Sarthe, sede della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans. Ecco tutti i dettagli in merito al progetto che si basa sullo stesso telaio dell’hypercar TR010 HYBRID che gareggerà alla 24 Ore di Le Mans il 13 e 14 giugno.
Il prototipo da corsa TR LH2 effettuerà delle dimostrazioni nelle giornate di giovedì 11 giugno e sabato 13 giugno. Per gli appassionati ci sarà la possibilità di ammirare le potenzialità di un progetto davvero interessante.
Si tratta di un’iniziativa che rientra nel programma di Toyota che punta a sostenere lo sviluppo di tecnologie e infrastrutture legate all’idrogeno, andando anche a ampliare le possibilità di realizzare soluzioni legate al mondo del motorsport.
Nel carosello riportato qui di sotto potete ammirare, da tutte le angolazioni, il nuovo progetto di Toyota che rappresenta l’ultima evoluzione di un lungo lavoro di sviluppo, mirato a evidenziare le potenzialità dell’idrogeno, anche nel settore del motorsport.
La Casa nipponica ha già sperimentato le potenzialità dell’idrogeno, con la ORC ROOKIE GR Corolla H2 Concept, veicolo che ha utilizzato idrogeno gassoso nella sua partecipazione alla serie giapponese Super Taikyu.
Ricordiamo anche le prove dimostrative della GR Yaris H2 al Rally di Ypres, una tappa del Campionato del Mondo Rally FIA, avvenute nel 2022. Da segnalare anche che la GR Yaris Rally2 H2 Concept ha effettuato delle dimostrazioni al Rally di Finlandia del 2025 e al Rally di Monte-Carlo di quest’anno.
Ad arricchire l’esperienza dell’azienda c’è la ORC ROOKIE GR Corolla H2 Concept che ha completato un giro dimostrativo sul Circuit de la Sarth. Nello stesso anno è stata presentata la GR H2 Racing Concept a LeMans.
Dall’esperienza maturata è nato il progetto GR LH2 Racing Concept, presentato lo scorso anno, sempre a LeMans. Il prototipo era alimentato a idrogeno liquido ed è stato la base di partenza per il nuovo progetto TR LH2 Racing.
Da segnalare, inoltre, che, prima della dimostrazione in pista, il prototipo da corsa TR LH2 sarà mostrato al pubblico nell’Hydrogen Village e sarà il fulcro di un’area espositiva dedicata alla tecnologia dell’idrogeno.
In quest’area sarà possibile ottenere varie informazioni e scoprire diverse testimonianze legate all’impegno di Toyota nello sviluppo di tecnologie a idrogeno, per una società a impatto zero. L’area espositiva sarà inaugurata mercoledì 10 giugno.
Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 05:30:37 +0000L’illusione delle prove libere lascia spazio all’amarezza delle qualifiche monegasche, con la Ferrari bloccata in seconda fila dopo non aver ottimizzato il potenziale della SF-26. Mentre Kimi Antonelli beffa Verstappen strappando la pole per Mercedes, Maranello si ferma alla terza e quarta piazza. Lewis Hamilton massimizza il pacchetto, mentre Charles Leclerc finisce a muro nel disperato tentativo finale.
La terza sessione di prove libere a Monaco conferma l’ottimo potenziale della SF-26, ma preannuncia una qualifica serratissima. Entrambe le Ferrari sono scese immediatamente in pista su gomma Soft, ribadendo l’equilibrio di base e la solidità all’avantreno già emersi al venerdì. A livello di handling, la Rossa è un’auto solida e reattiva, con una rotazione eccellente in punti cruciali come la Santa Devota.
Il lavoro di micro-affinamento al muretto è stato incessante. Sulla monoposto di Hamilton, Carlo Santi si è concentrato sull’ottimizzazione del brake balance e sull’utilizzo delle impostazioni pre-mappate a volante per migliorare l’inserimento alla curva 7. Leclerc, dal canto suo, ha patito qualche difficoltà iniziale in frenata arrivando lungo al tunnel, per poi concentrarsi sulla raccolta dati termica.
A metà sessione, i tecnici sono intervenuti per incrementare il carico all’avantreno: +4 punti sulla vettura del monegasco e +2 su quella dell’inglese. Nonostante l’ottimo passo gara simulato, la SF-26 non ha potuto mostrare il suo reale potenziale nel giro secco decisivo. Con il secondo set di Soft nuove, Leclerc ha trovato traffico pesante lungo tutto il tracciato, dovendo letteralmente inchiodare alla Rascasse per evitare collisioni.
La sessione, interrotta nel finale da una bandiera rossa per l’incidente di Bearman alla curva 3, lascia un quadro chiaro: la Ferrari ha un telaio preparato e incisivo tra le stradine del Principato, ma la conquista della prima fila sarà un’impresa complessa. Oltre alla W17 di Antonelli, resteranno da arginare le inevitabili offensive di Max Verstappen e di una McLaren finora rimasta strategicamente nascosta.
Le qualifiche del Gran Premio di Monaco si chiudono con l’amaro in bocca per la Ferrari, bloccata in seconda fila al termine di una sessione in cui la Scuderia non è riuscita a ottimizzare il potenziale. In Q1, le due SF-26 scendono in pista con gomme Soft nuove, optando per un approccio aggressivo con due tornate push consecutive senza giri di preparazione.
La vettura risponde bene e, supportati da continue indicazioni radio su handling e mappature, Hamilton e Leclerc superano agevolmente il taglio, sebbene si faccia notare l’inserimento di una McLaren improvvisamente molto competitiva. Le prime vere criticità emergono in Q2. Dopo una lunga bandiera rossa causata a un dritto dell’Audi di Bortoleto alla chicane del porto, le Rosse faticano a estrarre il massimo grip dalle mescole.
Nonostante l’introduzione del giro di preparazione, ottimizzare l’auto non è semplice: Charles denuncia un eccesso di rotazione e lamenta una cattiva gestione del traffico da parte del muretto, mentre Lewis abortisce un giro per ritoccare l’incidenza dell’ala anteriore, accusando un feeling imperfetto con il mezzo che spiega nei dettagli.
Il Q3 amplifica le difficoltà . Nel primo assalto cronometrato, il monegasco scoda alla 3 e sfiora le barriere, ritrovandosi costretto a rincorrere dalla settima piazza. L’inglese, invece, si assicura provvisoriamente il terzo tempo. I minuti finali sono al cardiopalma: il monegasco tira fuori il talento e sigla la pole provvisoria, ma viene beffato in rapida successione dal compagno di squadra, da Verstappen e da Kimi Antonelli.
In un ultimo, disperato tentativo con coperture usate, Leclerc finisce a muro. Probabilmente era inutile realizzare questo giro, ma l’orgoglio di provarci sino all’ultimo difficilmente poteva essere placcato. Hamilton riesce a fare meglio e blindando il terzo posto. Una seconda file per la Rossa che comunque lascia a Maranello parecchio rammarico in vista della gara.
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 16:48:25 +0000Il marchio Fiat sta vivendo un periodo molto positivo, con immatricolazioni in crescita e un ruolo sempre più da protagonista sul mercato, in Italia e in Europa, grazie anche agli ultimi modelli lanciati.
Per sostenere la crescita, la Casa italiana ha annunciato la nuova campagna promozionale Estate italiana FIAT, con l’obiettivo di offrire ai suoi clienti italiani una serie di promozioni molto vantaggiose.
Si tratta di un’iniziativa che durerà per tutto il mese di giugno (con possibili proroghe successive) e che sarà estesa anche ad altri Paesi, come confermato dal marchio nel suo comunicato ufficiale.
Andiamo ad analizzare tutti i dettagli relativi alla nuova campagna del marchio italiano che punta ad affermarsi, ancora una volta, come un vero e proprio riferimento per la clientela, sfruttando appieno la sua gamma.
In questa fase di crescita e con tante novità da poco disponibili sul mercato, come la Grande Panda, che punta a diventare la nuova best seller del suo segmento, Fiat ha bisogno di sostenere la sua attività con una campagna di marketing studiata nei minimi dettagli.
Da questa esigenza nasce Estate italiana FIAT, chiaramente ispirata alla bella stagione italiana. L’azienda ha sottolineato di aver realizzato una campagna strutturata come un’ampia piattaforma di comunicazione per i mercati europei.
L’obiettivo è chiaro: il brand punta a sostenere la sua presenza in tutta Europa, portando avanti il programma di crescita, ampiamente confermato dai recenti dati di vendita sul mercato europeo. Per farlo, il marketing e la comunicazione sono fondamentali.
La campagna prende vita anche grazie al nuovo brano “Al Mio Paese”, una canzone particolarmente coinvolgente che punta a diventare il tormentone dell’estate, con le performance di Serena Brancale, Levante e Delia.
Per quanto riguarda il mercato italiano, la nuova promo Estate italiana FIAT porta una serie di vantaggi molto interessanti, con offerte dedicate a tutta la gamma del brand italiano per soddisfare appieno tutti i clienti.
Per le vetture in pronta consegna è possibile ottenere fino a 6.000 euro di vantaggi. In particolare, è possibile ottenere 4.500 euro di sconto in caso di rottamazione e 1.500 euro in caso di finanziamento.
Ad esempio, una Pandina Hybrid in pronta consegna è disponibile con prezzi da 9.950 euro, in caso di rottamazione di una vettura da Euro 0 a Euro 5 e finanziamento Stellantis Financial Services Italia. In questo modo è possibile acquistare la vettura con 33 rate da 99 euro e Rata Finale Residua di 8.431,50 euro.
Da segnalare che la promozione prevede il meccanismo “parti adesso e paghi dopo l’estate“. In sostanza, il primo addebito del finanziamento è fissato dopo la fine del periodo estivo, rimandando all’autunno tutte le spese.
Per tutti i dettagli legati alle promozioni in corso e agli sconti a cui è possibile accedere vi rimandiamo al sito ufficiale di Fiat oppure vi consigliamo di recarvi direttamente nelle concessionarie del brand.
Per chi è interessato a una nuova Fiat vi rimandiamo all’articolo sul perché scegliere la Grande Panda, che analizza nei dettagli caratteristiche e punti di forza di una delle ultime novità della gamma del marchio italiano.
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 14:15:02 +0000Toyota RAV4 è uno dei modelli di riferimento della gamma del costruttore nipponico. Il SUV, giunto alla sesta generazione, si sta ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato anche grazie a un’efficienza superiore alla media, che consente di sfruttare al meglio tutti i vantaggi legati alla motorizzazione ibrida.
La versione Full Hybrid, in particolare, si distingue per consumi contenuti e per un prezzo più accessibile rispetto alla variante Plug-in Hybrid, in grado di offrire tanti chilometri in modalità a zero emissioni.
Per gli automobilisti alla ricerca di un nuovo SUV ibrido, quindi, la Toyota RAV4 di nuova generazione può rappresentare l’opzione giusta. Andiamo a scoprire tutte le caratteristiche del modello.
Il listino della Toyota RAV4 offre diverse varianti tra cui scegliere, permettendo alla clientela di sfruttare le potenzialità dell’ibrido di Toyota per prestazioni ottimali e consumi contenuti.
La versione Full Hybrid del SUV è disponibile sia con trazione FWD che con trazione AWD-i. Il sistema utilizza un motore ibrido da 2.5 litri, caratterizzato da un avviamento reattivo e un’accelerazione fluida, come avviene con le auto elettriche.
Il modello ha una potenza di 185 CV, scegliendo la versione a trazione anteriore, mentre la variante con trazione integrale arriva fino a 194 CV. La coppia è di 221 Nm. Questa doppia scelta offre ai clienti la possibilità di individuare il modello giusto.
La nuova generazione ha introdotto aggiornamenti al cambio e all’unità di controllo di potenza oltre a un nuovo pacchetto batterie agli ioni di litio ad alta potenza, più compatto e leggero della versione precedente, in modo da poter migliorare efficienza e guidabilità .
RAV4, insieme ad altri modelli della gamma del brand, ha dato un contributo importante a rendere Toyota un’azienda di riferimento del settore con la Casa nipponica che oggi ricopre un ruolo da leader del mercato delle quattro ruote.
La Toyota RAV4 è un modello di medie dimensioni, con una lunghezza di 4,6 metri, che può adattarsi al meglio alle esigenze delle famiglie, anche grazie a una gamma particolarmente ricca di varianti, con le versioni Icon, Premium, RAV4 e GR Sport (quest’ultima disponibile solo con trazione integrale).
In base all’allestimento e alla motorizzazione, la versione Full Hybrid del SUV della Casa nipponica può ridurre consumi ed emissioni. I dati di omologazione, relativi al ciclo combinato WLTP, confermano che il consumo è compreso tra 4,9 e 5,7 litri per ogni 100 chilometri percorsi, con emissioni di CO2 in atmosfera comprese tra 112 e 129 grammi al chilometro.
Si tratta di un’ottima soluzione per la categoria con Toyota che ha lavorato per rendere il suo SUV Full Hybrid un modello in grado di abbinare accessibilità , prestazioni ed efficienza. La clientela può sempre puntare sulla versione Plug-in Hybrid che, nel ciclo combinato WLTP, può garantire un’autonomia elettrica fino a 137 chilometri.
Per saperne di più sul modello vi rimandiamo al nostro approfondimento dedicato ai prezzi e agli allestimenti della Nuova Toyota RAV4.
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 13:45:38 +0000Il taglio delle accise carburanti andrà avanti fino al 3 luglio. Con decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Governo ha deciso di non staccare la spina alla riduzione fiscale, ma lo fa con una novità che sta già facendo discutere.
Senza l’intervento normativo, dal 7 giugno le aliquote sarebbero schizzate alle stelle, ma l’esecutivo ha voluto scongiurare lo shock, cristallizzando la situazione attuale ancora per qualche settimana, tuttavia, la strategia cambia: se la benzina vede confermato lo sconto di 5 centesimi al litro, il gasolio subisce un taglio del beneficio, dimezzato da 10 a 5 centesimi. Calcolatrice alla mano, tenuto conto dell’effetto Iva, il risparmio reale sui rifornimenti di gasolio passa da circa 12 centesimi a poco più di 6.
Il decreto svela subito dove il Governo ha trovato i fondi: la manovra attinge direttamente dall’extragettito Iva di maggio, pari a 149,4 milioni di euro, incassati dallo Stato grazie ai listini ancora gonfiati. Un meccanismo ad “accisa mobile” che, di fatto, ricicla le maggiori entrate fiscali per calmierare, almeno in parte, il peso dei carburanti, entro i margini di bilancio già acquisiti.
Ma se il Governo la considera una mossa equilibrata, i consumatori la giudicano un compromesso al ribasso. A nome delle associazioni di categoria, Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, definisce la riduzione dello sconto sul diesel un vero e proprio “autogol” e manifesta un timore: che in autostrada il costo del gasolio possa tornare a sfondare rapidamente la soglia psicologica dei 2,1 euro al litro.
“Una decisione assurda considerato che oggi il gasolio si paga ancora 2,072 euro in autostrada. Non va molto meglio nelle strade normali dove salirà oltre i 2 euro, da 1,980 di oggi a 2,041. Evidentemente non si rendono conto di quello che ha detto ieri l’Istat, ossia che “il forte aumento delle quotazioni delle materie prime energetiche ha già cominciato a traslarsi sui prezzi al consumo con possibili conseguenze sull’andamento dei consumi. Insomma, è stato un autogolâ€
Secondo gli enti di categoria, la proroga agisce come un palliativo anziché come una cura strutturale. Il provvedimento previene un contraccolpo immediato sui listini, altrimenti destinato a gravare ulteriormente su famiglie e imprese già messe a dura prova dall’inflazione, ma non riporta i prezzi a livelli ritenuti sostenibili dal mercato.
Sui 50 litri di pieno, il divario tra il vecchio e il nuovo sconto sul gasolio si traduce in circa 3 euro di risparmio in meno. Non cambierà la vita, ma è un segnale che fa storcere il naso, specialmente perché il comparto dei trasporti e dell’autotrasporto continua a soffrire in silenzio, scaricando parte dei costi di logistica sul prezzo finale dei prodotti esposti sugli scaffali del supermercato.
Insomma, ci trasciniamo verso l’estate con una misura in scadenza tra meno di un mese e sorgono i soliti dubbi su cosa succederà dopo il 3 luglio. L’alternativa tra un nuovo intervento tampone e un piano di lungo periodo resta al centro del dibattito, mentre i conducenti osservano i listini con crescente apprensione, nel timore di un passo indietro del Governo proprio alla vigilia delle partenze per le vacanze.
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 13:28:51 +0000A Monte Carlo si è vista una scena che, a modo suo, sembrava uscita da una commedia italiana girata nel posto sbagliato. George Russell, pilota Mercedes in Formula 1, non era al volante di una monoposto né di una supercar appena uscita da qualche garage blindato del Principato, piuttosto affrontava le vie strette di Monaco su una Fiat 500 Jolly, finché la piccola spiaggina gli ha riservato la più beffarda delle sorprese.
L’immagine di Russell a piedi accanto alla Cinquina ha fatto rapidamente il giro dei social, come facilmente pronosticabile. Abituati a vederlo su una vettura da oltre 1.000 CV, con ingegneri e strategie studiate al millimetro, i fan hanno scoperto un lato inedito, più intimo, di un giovane uomo ambizioso, ma sorretto anche da un’incrollabile passione per i motori. Sceso dalla vettura, ha conosciuto il lato fragile delle quattro ruote perché puoi anche correre in Formula 1, ma la meccanica non fa sconti a nessuno.
Stando alle prime ricostruzioni, la 500 ha accusato un guasto improvviso lasciando Russell e la compagna Carmen Mundt in panne, nel bel mezzo del traffico locale. A quel punto, non c’è stata altra scelta eccetto quella più banale e antica del mondo: scendere, mettersi dietro l’auto e spingerla fino a liberare la strada per l’incredulità degli utenti, che magari avranno sorriso immedesimandosi in una situazione così comune. Nella sua banalità , la scena è diventata virale ini poco tempo, condivisa senza indugi sui social tra commenti spiritosi ed emoji divertite.
Parte della curiosità deve essere però anche attribuita all’auto protagonista: la Fiat 500 Jolly rappresenta una delle versioni più ricercate e riconoscibili del modello, un esercizio stilistico in rotta con il modello tradizionale, un atto di coraggio valso l’interesse di un pubblico amante della guida en-plein air, a cielo aperto. Al momento del lancio la Casa torinese la associò subito alle vacanze, del resto la carrozzeria aperta e i sedili in vimini davano un’aria sbarazzina, ma anche sofisticata, da stabilimento balneare di lusso in movimento.
Nel corso degli anni la Jolly ha guadagnato sempre più fama anche al di fuori dei confini italiani, tanto da suscitare l’interesse dei collezionisti di ogni parte del mondo, disposti a contendersi esemplari in buone o ottime condizioni a suon di offerte generose per quella che, di fatto, resta una citycar. Più che un mezzo di trasporto, una piccola icona mediterranea.
L’apparizione a Monaco è quindi una sorpresa fino a un certo punto. Lungo le strade del Principato auto simili sembrano avere ancora una collocazione naturale, circondate da yacht, alberghi storici, ville nascoste e garage pieni di pezzi rari. In un contesto del genere, la “Spiaggina” si prende la scena con una naturalezza che molte supercar contemporanee si sognano: non è questione di cavalli, ma di un fascino d’altri tempi capace di calamitare gli sguardi proprio grazie alla sua diversità . Nel caso di Russell, però, la Jolly ha smesso di collaborare, e al pilota britannico è toccato arrangiarsi: un campione abituato ai riflettori e alla tecnologia estrema riportato, di colpo, alla normalità più disarmante.
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 11:37:38 +0000Durante le prove libere del Gran Premio di Monaco sono apparsi degli elementi sull’alettone posteriore delle auto. Diverse monoposto, tra cui Mercedes, Red Bull e McLaren, sono scese in pista con particolari appendici montate nella zona centrale dell’alettone posteriore. La Ferrari ha pensato ad una soluzione differente.
Il motivo di questo elemento sta nella peculiarità del tracciato del Principato e alle novità introdotte dal regolamento tecnico 2026. Le squadre hanno, infatti, sfruttato una specifica opportunità regolamentare per incrementare il carico aerodinamico in un circuito dove la velocità massima conta molto meno rispetto alla percorrenza delle curve lente.
Le strutture viste a Monaco sono piccole ali supplementari installate nella zona centrale dell’alettone posteriore. Il loro compito è generare ulteriore deportanza e migliorare la gestione dei flussi d’aria diretti verso la parte posteriore della vettura.
Perché proprio a Monaco? La loro comparsa è strettamente collegata al nuovo sistema di aerodinamica attiva introdotto da quest’anno. Le monoposto dispongono infatti di due configurazioni aerodinamiche: una ad alto carico, denominata corner mode, utilizzata nelle curve, e una a bassa resistenza aerodinamica, chiamata straight mode, pensata per i rettilinei.
A Monaco, però, la FIA ha autorizzato i team a utilizzare esclusivamente la configurazione da alto carico, considerando la quasi totale assenza di rettilinei significativi. Questo ha consentito agli ingegneri di sfruttare una zona normalmente occupata dai meccanismi associati alla gestione dell’aerodinamica attiva per installare ulteriori elementi aerodinamici.
Qual è l’obiettivo? Aumentare il carico verticale sulle ruote posteriori, migliorare la trazione in uscita dalle curve lente e rendere la vettura più stabile nei numerosi cambi di direzione che caratterizzano il circuito monegasco.
Ovviamente, ogni squadra ha interpretato il concetto in maniera diversa, come potete vedere dalle nostre foto.
Mercedes è stata probabilmente la più aggressiva dal punto di vista progettuale. La scuderia di Brackley ha introdotto una struttura composta da più profili sovrapposti nella parte centrale dell’ala, creando una vera e propria mini-cascata aerodinamica destinata ad aumentare la deportanza complessiva.

Red Bull ha scelto una soluzione più semplice e pulita, con due appendici laterali collocate attorno al supporto centrale dell’alettone. L’obiettivo resta quello di incrementare il carico senza compromettere eccessivamente l’efficienza dei flussi diretti verso il diffusore.

McLaren ha invece adottato un approccio intermedio, sviluppando una configurazione che combina più piccoli profili aerodinamici integrati nella struttura centrale dell’ala posteriore.

Anche altre squadre hanno presentato varianti dello stesso concetto. Ferrari, invece, quale soluzione ha trovato?
A differenza di Mercedes, Red Bull e McLaren, Ferrari non ha presentato le vistose appendici supplementari viste sugli alettoni posteriori dei rivali. La SF-26 dispone già di una delle interpretazioni più originali del nuovo regolamento 2026 grazie al particolare alettone posteriore “Macarena”, introdotto nel corso della stagione per sfruttare il sistema di aerodinamica attiva.

Per il weekend di Monaco il team di Maranello ha preferito continuare a sviluppare la propria filosofia aerodinamica senza ricorrere alle soluzioni estreme adottate da altre squadre. Una scelta che non sembra aver penalizzato la competitività della vettura, considerando che Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno mostrato un passo molto competitivo nelle prime sessioni di prove libere del Principato.
Alpine F1 Team
Racing Bulls
Aston Martin F1 Team
Audi F1 Team
Williams F1 Team
Semplice. La ragione principale è che il vantaggio ottenuto a Monaco diventerebbe uno svantaggio nella maggior parte degli altri tracciati.
Le appendici aggiuntive aumentano infatti il carico aerodinamico ma generano anche una quantità significativa di resistenza all’avanzamento. Sul circuito del Principato il compromesso è accettabile perché le velocità massime incidono poco sulla prestazione complessiva.
In piste come Monza, Silverstone, Spa-Francorchamps, invece, il drag aggiuntivo penalizzerebbe fortemente le prestazioni sul dritto. Le squadre sarebbero quindi costrette a sacrificare velocità di punta, efficienza energetica e capacità di difendersi o attaccare nei rettilinei.
Per questo motivo le soluzioni viste a Monaco sono considerate configurazioni specifiche da alto carico, sviluppate esclusivamente per un circuito dalle caratteristiche uniche. Salvo sorprese regolamentari, difficilmente queste particolari appendici torneranno a comparire nel corso della stagione 2026.
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 10:05:04 +0000Oltre tre milioni di unità vendute e nessuna voglia di fermarsi. La Lexus ES passa all’ottava generazione segnando il punto d’incontro tra l’eredità del brand – nato nel 1989 insieme alla limousine LS – e la nuova era della mobilità elettrificata, sotto le sembianze di una berlina premium per raffinatezza, spazi e dotazioni tecnologiche. In rottura con gli schemi del passato, la creatura nipponica eleva il lusso a una dimensione sensoriale, dove il software diventa il regista invisibile del viaggio.
Per accogliere la filosofia multipath della Casa, la Lexus ES 2026 vede la luce sulla piattaforma globale K, riprogettata in modo profondo al fine di supportare una carrozzeria imponente, lunga 5.140 mm (+165 mm rispetto alla precedente), larga 1.920 mm e con un passo esteso di 80 mm (2.950 mm totali). Quest’ultimo dato è probabilmente il più interessante: abbinato a un’altezza di 1.560 mm per la variante BEV (1.555 mm per l’ibrida), garantisce un’abitabilità interna e una presenza su strada ragguardevoli.
Sotto il pianale trova spazio la batteria agli ioni di litio, un capolavoro di packaging. Nonostante la complessità del sistema elettrico, Lexus è riuscita a mantenere un baricentro estremamente basso, essenziale per la Lexus Driving Signature, e a garantire al contempo un bagagliaio che tocca i 517 litri nella versione elettrica (493 litri nell’ibrida). Le dirette concorrenti possono stare solo a guardare.
Dall’audace prototipo LF-ZC viene attinto a piene mani il linguaggio stilistico, traduzione del principio Clean Tech & Elegance in forme concrete. Il frontale reinterpreta la classica calandra a clessidra: nei modelli ibridi, integra una presa d’aria superiore per il raffreddamento, mentre nei BEV la pulizia delle linee annulla la resistenza aerodinamica. La firma luminosa, con la doppia forma a L, definisce il nuovo volto elettrificato del costruttore.
Lungo i fianchi, una modanatura nera gioca con i volumi affinché l’auto appaia più compatta e dinamica. Dietro, la barra a LED segue il profilo rastremato del posteriore, a definire un corpo vettura affusolato, volto a minimizzare la resistenza.

Lexus ha lavorato ossessivamente sulla gestione dei flussi. Il sottoscocca, ora incavato, prevede delle inedite aero-stabilizzanti, progettate per sopprimere la turbolenza posteriore. Il sistema di tergicristalli, posizionato sotto la linea del cofano, e le nuove maniglie parzialmente a filo sono solo alcuni degli interventi mirati a ridurre il coefficiente di penetrazione. Sui modelli a zero emissioni, lamelle attive sulla griglia permettono di gestire la temperatura interna in base alle richieste energetiche.
L’abitacolo applica il principio dell’Omotenashi. Invece dei classici tasti che rompono la continuità del cruscotto, Lexus ha integrato nella plancia degli Hidden Switches, interruttori a sfioramento invisibili fino all’avviamento dell’auto. Il conducente interagisce con il cockpit in stile Tazuna: un quadro strumenti da 12,3 pollici personalizzabile con sei layout, progettato per mantenere l’attenzione sulla strada. Il volante di nuova generazione, con palette per il controllo della rigenerazione o per la selezione delle marce virtuali nell’Interactive Manual Drive, è stato a sua volta riprogettato per offrire una regolazione telescopica superiore di 70 mm rispetto al passato.

La cura per i passeggeri posteriori è massima: l’ingresso e l’uscita sono stati facilitati dallo studio accurato del “punto d’anca” e dello spazio tra cuscino e montante, mentre la tecnologia Bamboo Layering, inclusa nelle finiture, fa variare cromaticamente le venature del legno tramite la luce ambientale.Â
Lexus ha confezionato la sua nuova gamma motori attorno a una varietà di profili. Sesta generazione del sistema Full Hybrid, la ES 300h, punto di riferimento dell’offerta, monta un modulo eAxle di dimensioni compatte, ausiliare al propulsore termico da 2,5 litri. Il posizionamento della batteria agli ioni di litio — nascosta sotto i sedili posteriori — libera preziosi centimetri a bordo. A seconda del temperamento cercato, potete optare per la classica trazione anteriore o lasciarvi guidare dalla trazione integrale E-Four, che legge le forze G e l’imbardata istante dopo istante, ripartendo la coppia dove serve, per un feeling di guida mai così preciso.
Se passiamo ai sistemi elettrici, la 350e occupa il gradino base, forte dei suoi 224 CV e di un pacco batteria da 77 kWh, sotto la 500e da 343 CV, dotato del sistema integrale Direct4, in grado di dialogare costantemente con il manto stradale e assicurare, dunque, una trazione impeccabile in qualsiasi scenario. Tuttavia, il principale valore aggiunto consiste nella gestione termica del sistema: l’auto “ragiona” in anticipo grazie al pre-condizionamento automatico legato al percorso impostato sul GPS. Grazie all’efficienza operativa, le soste alle colonnine rapide durano appena 30 minuti, rapide anche durante le giornate invernali più rigide, dove la gestione della temperatura fa la reale differenza tra una ricarica efficiente e una frustrante.Â
Per la prima volta su una ES, troviamo inoltre una sospensione posteriore multilink. La maggiore rigidità arriva anche dalle colle strutturali, presenti per circa sette metri sulle versioni a batteria, deputate a limitare le torsioni della scocca e a rendere più diretta la risposta del mezzo, soprattutto all’aumentare delle sollecitazioni laterali. La rigidità è stata incrementata sia sul pianale sia in corrispondenza del tetto panoramico e dei supporti motore, riducendo drasticamente le vibrazioni trasmesse all’abitacolo.
Il sistema frenante, puramente elettronico, assicura una linearità di risposta che non fa rimpiangere i sistemi meccanici tradizionali, garantendo che il passaggio dalla rigenerazione elettrica al freno idraulico sia impercettibile.
All’interno il sistema Concierge Climate coordina riscaldamento, ventilazione e il sistema nanoeX, capace di diffondere ioni per idratare la pelle e abbattere virus e batteri. Il comparto audio, infine, vede il sistema Mark Levinson a 17 altoparlanti con tecnologia PurePlay e Quantum Logic Surround, posizionare ogni sorgente sonora per eliminare ostacoli fisici: ne deriva una scena sonora di livello straordinario.
Con l’ottava generazione, Lexus ES cambia senza rinnegare la propria identità . Restano il comfort, la cura costruttiva e l’attenzione al silenzio di marcia, ma entrano in gioco soluzioni più moderne, dall’aerodinamica rivista al nuovo eAxle, pensate per accompagnare la berlina verso una mobilità sempre più elettrificata. I prezzi di listino non sono ancora stati comunicati.
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 08:35:58 +0000Nel 2026 esistono SUV che si comprano con meno di 16.000 euro. L’avanzata cinese ha portato in Italia auto non perfette, ma che hanno spiazzato il mercato dopo anni di continui aumenti di listini e appiattimento della concorrenza. Così, per moltissimi italiani che cercano un mezzo comodo, moderno e con una posizione di guida rialzata senza indebitarsi per anni, ora nello stivale si possono trovare SUV economici e questa classifica parla esattamente di questo. Abbiamo selezionato i dieci SUV d’ingresso disponibili in Italia nel 2026, e qualche sorpresa c’è.
Il nome EVO non è famoso quanto quelli che si trovano nelle concessionarie dei grandi marchi, ma il prezzo di 15.900 euro parla da solo. Prodotta nello stabilimento molisano del Gruppo DR su base cinese JAC Refine S2, la EVO 3 è classificata ufficialmente come il SUV più economico disponibile in Italia nel 2026. Quattro metri e quattordici centimetri di lunghezza, un 1.5 benzina da 113 CV sotto il cofano e, già nella versione base, una dotazione che lascia sorpresi: fari LED, cerchi in lega, retrocamera, infotainment da 9 pollici, sedili riscaldabili. Cose che fino a qualche anno fa non si vedevano nemmeno su auto da 25.000 euro.
Il marchio DFSK è presente in Italia da alcuni anni attraverso l’importatore ufficiale e punta su una proposta semplice: tanto spazio, tecnologia moderna, prezzi competitivi. Il Glory 500 è un SUV da quasi 4,5 metri che a 16.500 euro offre un abitacolo più generoso della media, con cinque posti comodi e un bagagliaio utilizzabile nella vita reale. Il motore è un 1.5 turbo benzina abbinato a cambio manuale nella versione d’accesso. Per le famiglie che cercano un SUV funzionale senza ambizioni sportive e con un budget contenuto, è un nome da tenere in considerazione.
MC è uno dei brand dell’universo DR, e come i modelli della casa madre porta in dote una base meccanica di origine cinese reinterpretata per il mercato europeo. L’MC 4 si colloca nella fascia delle compatte con un design più curato rispetto ad altre proposte dello stesso gruppo, una carrozzeria dal profilo crossover ben proporzionato e una dotazione che nella versione base include già un touchscreen da 10 pollici, sensori anteriori e posteriori, retrocamera e connettività wireless. Il prezzo di 17.700 euro la posiziona in una zona interessante: abbastanza sopra alla EVO 3 da giustificare un salto di qualità percepita, abbastanza sotto ai 20.000 euro da rimanere accessibile a un pubblico ampio.
La DR3 è il modello entry-level della gamma DR Automobiles, marchio molisano che ha costruito il proprio successo commerciale proprio su questa fascia di mercato con prezzi accessibili e produzione italiana su piattaforme derivate da partner cinesi. Il motore è un 1.5 benzina da 102 CV abbinato a cambio manuale a cinque rapporti. A 17.900 euro la DR3 si trova in diretta concorrenza con i modelli cinesi della stessa fascia, ma può vantare la produzione in Italia, un argomento che per una fetta di acquirenti ha ancora un peso specifico nella decisione d’acquisto. La rete di assistenza DR, cresciuta molto negli ultimi anni, è oggi presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale.
Grande Panda è un nome che in Italia significa qualcosa: la Panda è da decenni l’auto più venduta nel Paese, e questa nuova generazione prova a portare quell’eredità dentro un formato crossover moderno e familiare al tempo stesso. Il prezzo di partenza è di 17.900 euro nella versione benzina 1.2 da 100 CV, la scelta più semplice ed economica da gestire senza alcun tipo di elettrificazione.
L’MG ZS è probabilmente il SUV cinese più conosciuto in Italia. Da quando SAIC Motor ha rilancito il marchio britannico MG sulle strade europee, la ZS è diventata un riferimento di fascia: un crossover da 4,31 metri con un allestimento di serie sorprendentemente ricco e motorizzazioni che coprono sia il segmento termico sia quello elettrico nella variante ZS EV. La versione benzina con il 1.5 VTi da 106 CV parte da 18.990 euro in allestimento Comfort, già ricco. La garanzia di sette anni è un altro argomento commerciale forte. L’MG ZS non emoziona con la guida, ma sul fronte del rapporto dotazione-prezzo è ancora una delle proposte più difficili da battere sul mercato.
La Dacia Spring è l’elettrica più economica d’Europa. Non promette autonomia da primato né interni da premium EV, ma di farvi spostare in città e dintorni a costi di gestione bassissimi, con un prezzo di acquisto che senza incentivi si ferma a 19.700 euro. La batteria da 26,8 kWh garantisce un’autonomia WLTP di 225 chilometri, sufficienti per chi la usa prevalentemente in contesto urbano. Il motore elettrico da 65 CV non ha velleità sportive, ma la guidabilità cittadina è brillante come su ogni buona elettrica: risposta immediata, silenziosità , nessuna gestione del cambio.
BYD è diventato in pochi anni il costruttore di auto elettriche più grande del mondo, e il Dolphin Surf è la sua carta da giocare nella fascia più accessibile del mercato europeo. Crossover elettrico compatto da 4,15 metri, porta in dote la tecnologia della casa madre cinese, con batteria LFP di composizione proprietaria, sistema di gestione termica efficiente, schermo rotante da 10,1 pollici, il tutto a un prezzo che in Italia parte da 19.750 euro. La versione di base monta una batteria da 38 kWh con autonomia WLTP di circa 340 chilometri, un dato che la distanzia nettamente dalla Spring e la avvicina a elettriche che costano diecimila euro di più.
La Toyota Aygo X è la più piccola della famiglia, ma è anche quella che ha compiuto il salto tecnologico più netto nella generazione 2026. L’addio al vecchio 1.0 atmosferico, rimpiazzato dal full hybrid da 116 CV condiviso con la Yaris, ha trasformato un’auto già valida in una delle citycar ibride più efficienti del mercato. A 20.850 euro l’Aygo X Hybrid non è la più economica del segmento, ma offre qualcosa che nessuna rivale di questa fascia riesce a garantire: la qualità e l’affidabilità dei sistemi ibridi Toyota, costruiti su vent’anni di esperienza e milioni di vetture vendute in tutto il mondo.Â
La Citroen C3 nella versione Hybrid chiude la selezione portando in dota uno dei marchi più attenti al comfort di questa fascia. Il sistema mild hybrid da 136 CV abbinato alla trasmissione a doppia frizione è pensato per ridurre i consumi nei percorsi misti e restituire una guida fluida e priva di strappi, caratteristica che la C3 ha sempre avuto nel suo DNA. Il prezzo di partenza è di 21.450 euro, con una dotazione base che include schermo da dieci pollici con connettività wireless, sensori di parcheggio posteriori e un pacchetto di sicurezza attiva già decente. Ma è la qualità di marcia a fare la differenza: le sospensioni della C3 assorbono le asperità stradali con una morbidezza che in questa fascia di prezzo è tutt’altro che scontata.Â
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:42 +0000Giugno 2026 si presenta come un mese particolarmente intenso per quanto riguarda gli scioperi in Italia, con numerose astensioni dal lavoro già programmate in diversi settori e città . Il settore più coinvolto risulta quello dei trasporti, dal trasporto pubblico locale alle attività ferroviarie, fino alle compagnie aeree. L’articolo riepiloga tutti gli scioperi previsti, giorno per giorno, con focus su città , regioni e orari, per aiutare cittadini, pendolari e viaggiatori a orientarsi e pianificare eventuali spostamenti.
Nella città di Messina, in Sicilia, è previsto uno sciopero nel trasporto pubblico locale che coinvolge il personale Soc. ATM di Messina. La mobilitazione durerà 8 ore: dalle 16.00 alle 24.00 e vede la partecipazione dei sindacati OSP FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/ORSA TRASPORTI.
Nella città di Catania, sempre in Sicilia, si terranno due scioperi nel trasporto pubblico locale che coinvolgono il personale Soc. AMTS di Catania. Entrambi gli scioperi dureranno 4 ore: dalle 12.00 alle 16.00 e sono indetti, rispettivamente, da OSP FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.
In Emilia-Romagna, su tutte le province, è previsto uno sciopero nel trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della Soc. SETA nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. La durata è di 24 ore con varie modalità decise dalla OSR USB LAVORO PRIVATO.
Nella città di Foggia, in Puglia, si terrà uno sciopero nel trasporto pubblico locale con personale Soc. ATAF di Foggia, della durata di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30. Indetto da OST FILT-CGIL/FAISA-CISAL.
In Italia, a livello nazionale, sono previsti tre scioperi simultanei nel settore appalti ferroviari che coinvolgono il personale Soc. Elior Div. Itinere addetto a servizi di ristorazione e logistica bordo treno Soc. Trenitalia. Gli scioperi copriranno l’intero turno di lavoro e sono indetti dai sindacati FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL, e COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella città di Ravenna, in Emilia-Romagna, è previsto uno sciopero nel settore marittimo che interessa il personale Soc. SERS addetto al servizio di rimorchio portuale Porto di Ravenna. La mobilitazione durerà 12 ore: dalle 10.00 alle 22.00 ed è indetta da OSP UILT-UIL.
Nella città di Cagliari, in Sardegna, uno sciopero di 24 ore: dalle 00.01 alle 23.59 interesserà il personale Soc. ALL Trasporti nei siti BRT di Macchiareddu ed Elmas, organizzato da OSR FIT-CISL.
In Italia, livello nazionale, numerosi scioperi coinvolgeranno il settore ferroviario, il trasporto pubblico locale e appalti ferroviari, con adesioni di diverse sigle sindacali (tra cui FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, CUB TRASPORTI, SGB, CAT, FAST-CONFSAL). Gli scioperi dureranno tra le 8 e 23 ore e riguarderanno, tra gli altri, il personale di macchina e di bordo del Gruppo FS e le imprese che svolgono attività ferroviaria.
Nella regione Sicilia su tutte le province, sciopero di 8 ore: dalle 10.01 alle 18.00 per il personale Soc. FS Security Regione Sicilia (OSR SLM FAST CONFSAL/ORSA TRASPORTI).
Nella città di Palermo, in Sicilia, è previsto uno sciopero di 4 ore: dalle 11.00 alle 15.00 per il personale Soc. AMAT Palermo, indetto da OSP CUB TRASPORTI.
Nella città di Messina, settore marittimo, sciopero di 24 ore: dalle 21.01 dell’11/6 alle 20.59 del 12/6 per il personale Soc. Blujet area Stretto di Messina, indetto da OSP FILT-CGIL/UILT-UIL.
In Italia, sciopero a livello nazionale che coinvolge appalti e plurisettoriale, con la partecipazione di ADL COBAS/CLAP/COBAS LAVORO PRIVATO/SIAL COBAS.
Nella città di Napoli, in Campania, sciopero nel trasporto ferroviario (soc. EAV di Napoli) di 4 ore: dalle 09.00 alle 13.00 (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO).
Nella città di Potenza, Basilicata, sciopero di 24 ore del personale Soc. Miccolis per il servizio urbano di Potenza (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL AUTOFERRO).
Nella città di Latina, in Lazio, sciopero nel trasporto pubblico locale di 4 ore: dalle 9.30 alle 12.30, personale Soc. CSC Latina (OSR FAISA-CISAL).
Nella città di Milano, in Lombardia, sciopero di 4 ore: dalle 12.00 alle 16.00 presso lo scalo di Milano Linate per il personale Soc. Sky Service (OSR USB LAVORO PRIVATO).
Nell’Aeroporto di Verona, personale Soc. ENAV in sciopero di 18 ore: dalle 06.00 alle 24.00 (OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV + RSA).
In Italia, sciopero nazionale nelle compagnie EasyJet Airlines Limited e settore aeroportuale, compreso personale navigante e addetti dei gruppi SOGAER (Aeroporto di Cagliari) e SOGAERDYN.
In Sardegna (tutte le province), sciopero interregionale di 4 ore: dalle 12.00 alle 16.00 per il personale SOGAER, SOGAERDYN, SOGAERSECURITY Operanti presso l’Aeroporto di Cagliari (OSR UGL-TA).
Nella città di Firenze, in Toscana, sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale Soc. Autolinee Toscane Bacino di Firenze (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).
Nella regione Calabria (tutte le province), sciopero di 4 ore: dalle 11.50 alle 15.50 per il personale Soc. Ferrovie della Calabria (OSR FAISA-CISAL).
Nella regione Liguria (tutte le province), sciopero di 72 ore: dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6 che interessa il trasporto merci e il fermo servizio nei territori di Genova e Savona (OSR ALIAI/CNA-FITA/CONFARTIGIANATO TRASPORTI/FAI/FIAP/LEGA COOPERATIVE/TRASPORTOUNITO).
Nella città di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, sciopero di 24 ore per il personale Soc. Arriva Udine (ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE).
Nella città di Lecce, in Puglia, sciopero di 3 ore: dalle 9.30 alle 12.30 per il personale Soc. SGM Lecce (OST UILT-UIL).
Nella città di Verona, in Veneto, sciopero di 8 ore: dalle 9.01 alle 17.00 per il personale Soc. RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).
Nella città di Napoli, in Campania, sciopero di 4 ore: dalle 12.45 alle 16.45 per il personale Soc. ANM Napoli, area ferro (OSR FISI).
Nella regione Sardegna (tutte le province), sciopero di 8 ore: dalle 9.01 alle 17.00 per il personale equipaggi Soc. Trenitalia DOR Sardegna (OSR ORSA FERROVIE/FAST-CONFSAL).
Nella città di Torino, in Piemonte, sciopero di 4 ore: dalle 18.00 alle 22.00 per il personale viaggiante urbano e suburbano Soc. GTT di Torino (RSU Viaggiante Urbano e Suburbano).
Nella regione Piemonte (tutte le province), sciopero di 8 ore: dalle 09.00 alle 16.59 per il personale Soc. Trenitalia Customer Operations CSVD Regionale Piemonte (OSR ORSA FERROVIE).
Nella città di Barletta, in Puglia, sciopero di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30 per il personale Soc. Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta (OSP FILT-CGIL).
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero 08 giugno 2026
Sciopero 09 giugno 2026
Sciopero 10 giugno 2026
Sciopero 11 giugno 2026
Sciopero 12 giugno 2026
Sciopero 13 giugno 2026
Sciopero 14 giugno 2026
Sciopero 15 giugno 2026
Sciopero 18 giugno 2026
Sciopero 19 giugno 2026
Sciopero 22 giugno 2026
Sciopero 23 giugno 2026
Sciopero 24 giugno 2026
Sciopero 26 giugno 2026
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:00 +0000Oggi 06 giugno 2026 offriamo un quadro sintetico e affidabile dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, con indicazione per tipologia ed erogazione. Il prezzo finale pagato dagli automobilisti nasce dall’intreccio tra la componente industriale (costo della materia prima e margini della filiera), le imposte specifiche come le accise e l’Iva. Ecco le medie più recenti disponibili (ultimo aggiornamento 05-06-2026): benzina self 2.023 €, gasolio self 2.068 €, gpl servito 0.906 €, metano servito 1.584 €. A seguire, la tabella dettagliata dei listini medi e un approfondimento su come si compone il costo di benzina e gasolio.
Ultimo aggiornamento rilevato: 05-06-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 2.023 € |
| Gasolio | SELF | 2.068 € |
| GPL | SERVITO | 0.906 € |
| Metano | SERVITO | 1.584 € |
Per la benzina, la formazione del prezzo alla pompa riflette un equilibrio tra tassazione e dinamiche di mercato. La componente fiscale pesa per il 58% del totale e include accise e Iva, due leve che incidono in modo determinante sulla spesa finale dell’automobilista. La parte industriale vale invece il 42% ed è suddivisa tra costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo e dipende dalle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dall’andamento del cambio euro/dollaro: un euro più debole o un rialzo delle quotazioni internazionali tende a spingere verso l’alto i listini, e viceversa. Il margine lordo — pari al 12% — copre logistica, stoccaggio, distribuzione e i costi/ricavi della rete di vendita; è l’area sulla quale gli operatori possono intervenire per modulare i prezzi alla pompa in funzione della concorrenza, della localizzazione e delle strategie commerciali. Nel complesso, quindi, il prezzo della benzina è il risultato di fattori regolatori (imposte), variabili esogene (quotazioni internazionali e cambio) e scelte operative (margini), con effetti che possono manifestarsi in tempi diversi a seconda delle condizioni del mercato e delle politiche di rifornimento della rete.
Anche per il gasolio il prezzo finale nasce dall’interazione tra fisco e industria, ma con un profilo percentuale diverso. La componente fiscale incide per il 45% del totale, mentre quella industriale pesa per il 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima è pari al 45%: risente direttamente delle quotazioni internazionali dei distillati medi e delle oscillazioni del cambio euro/dollaro, che possono amplificare o attenuare i movimenti dei prezzi all’origine. Il margine — pari al 10% del prezzo — comprende i costi e i ricavi della filiera (trasporto, stoccaggio, distribuzione, gestione dei punti vendita) ed è la leva su cui gli operatori possono agire per adeguare i listini, anche in risposta alla stagionalità della domanda, alla competizione locale e alla struttura dei costi. La diversa incidenza delle imposte rispetto alla benzina e il peso più elevato della componente industriale spiegano perché il gasolio possa mostrare dinamiche di prezzo specifiche, a volte divergenti rispetto alla verde. In definitiva, il prezzo del gasolio riflette simultaneamente il quadro internazionale, l’andamento del cambio e le scelte commerciali della rete, con aggiustamenti che possono essere più o meno rapidi a seconda delle condizioni di approvvigionamento e della concorrenza.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.932 per la benzina, 1.990 per il diesel, 0.815 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.979 |
| Benzina | SELF | 1.930 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.512 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.002 |
| Benzina | SELF | 1.956 |
| GPL | SERVITO | 0.780 |
| Metano | SERVITO | 1.577 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.024 |
| Benzina | SELF | 1.959 |
| GPL | SERVITO | 0.892 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.008 |
| Benzina | SELF | 1.947 |
| GPL | SERVITO | 0.849 |
| Metano | SERVITO | 1.671 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.980 |
| Benzina | SELF | 1.930 |
| GPL | SERVITO | 0.764 |
| Metano | SERVITO | 1.532 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.978 |
| Benzina | SELF | 1.924 |
| GPL | SERVITO | 0.791 |
| Metano | SERVITO | 1.527 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.004 |
| Benzina | SELF | 1.951 |
| GPL | SERVITO | 0.791 |
| Metano | SERVITO | 1.507 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.982 |
| Benzina | SELF | 1.917 |
| GPL | SERVITO | 0.779 |
| Metano | SERVITO | 1.646 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.988 |
| Benzina | SELF | 1.925 |
| GPL | SERVITO | 0.883 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.979 |
| Benzina | SELF | 1.915 |
| GPL | SERVITO | 0.786 |
| Metano | SERVITO | 1.548 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.967 |
| Benzina | SELF | 1.913 |
| GPL | SERVITO | 0.818 |
| Metano | SERVITO | 1.514 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.005 |
| Benzina | SELF | 1.932 |
| GPL | SERVITO | 0.815 |
| Metano | SERVITO | 1.489 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.978 |
| Benzina | SELF | 1.915 |
| GPL | SERVITO | 0.787 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.989 |
| Benzina | SELF | 1.939 |
| GPL | SERVITO | 0.773 |
| Metano | SERVITO | 1.614 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.001 |
| Benzina | SELF | 1.936 |
| GPL | SERVITO | 0.875 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.999 |
| Benzina | SELF | 1.937 |
| GPL | SERVITO | 0.826 |
| Metano | SERVITO | 1.820 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.989 |
| Benzina | SELF | 1.926 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
| Metano | SERVITO | 1.602 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.994 |
| Benzina | SELF | 1.936 |
| GPL | SERVITO | 0.816 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.980 |
| Benzina | SELF | 1.928 |
| GPL | SERVITO | 0.806 |
| Metano | SERVITO | 1.515 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.004 |
| Benzina | SELF | 1.941 |
| GPL | SERVITO | 0.899 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.969 |
| Benzina | SELF | 1.920 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
| Metano | SERVITO | 1.505 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:00 +0000Nel corso dei primi mesi del 2026, il mercato delle quattro ruote in Europa ha registrato una sostanziale crescita delle immatricolazioni, ma con differenze significative per quanto riguarda le alimentazioni. In particolare, le auto elettriche e le auto ibride plug-in sono in forte crescita e, mese dopo mese, diventano sempre più un riferimento del mercato, contribuendo all’elettrificazione e alla progressiva riduzione delle vendite di auto benzina e diesel. Andiamo ad analizzare i dati forniti da ACEA che chiariscono l’andamento del mercato in base alle differenti tipologie di alimentazione.
Come abbiamo già visto nell’approfondimento dedicato, il mercato delle quattro ruote in Europa sta crescendo. Tra gennaio e aprile, infatti, sono state vendute oltre 4,6 milioni di unità con un incremento del 4,8% su base annua. Il dato in questione si riferisce all’andamento di tutto il mercato. Considerando solo il mercato Ue (quindi senza includere il Regno Unito e i Paesi Efta), le vendite sono state pari a 3,79 milioni di unità con un incremento del 4,2% su base annua. I dati sono, quindi, molto positivi.
Le vendite di auto elettriche e auto ibride plug-in in Europa sono in forte crescita. I dati aggiornati alla fine del mese di aprile, infatti, evidenziano un trend chiaro. Ecco i dettagli:
Tra i dati disponibili, è interessante anche il confronto con l’Italia dove elettriche (+73,1%) e ibride plug-in (+99,2%) sono in netta crescita ma si mantengono ancora su volumi ridotti. La crescita percentuale elevata è legata, principalmente, agli scarsi risultati raggiunti lo scorso anno da queste due categorie.
La crescita di elettriche e ibride plug-in in Europa è legata soprattutto ad alcuni marchi che dominano la classifica dei brand che crescono di più in Europa, proprio grazie alla crescente richiesta di modelli elettrificati da parte degli automobilisti del continente. Questi marchi stanno sfruttando al meglio la domanda di auto elettrificate sul mercato europeo.
Estendendo l’analisi anche alle altre tipologie di alimentazione, è possibile notare altri trend che stanno caratterizzando il mercato. Ecco i dettagli:
I dati sono chiari. Le auto ibride continuano a crescere, con un ritmo inferiore ma con volumi sensibilmente superiori alle plug-in, mentre benzina e diesel sono in calo. Per quanto riguarda il diesel, in particolare, si registra anche il sorpasso da parte delle ibride plug-in.
Ulteriori dettagli in merito all’andamento del mercato europeo arriveranno nelle prossime settimane, con la pubblicazione dei dati relativi al mese di maggio, che usciranno sul finire del mese di giugno.
Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 05:30:14 +0000