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Il 19 maggio 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diversi punti critici, tra cui una coda di 1 km causata da un veicolo in avaria tra il Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Masone e numerose chiusure per lavori e aree di servizio non operative. Esempi significativi sono la chiusura dell’entrata di Pontecorvo sulla A1 e le lunghe chiusure tra Imola e Faenza sulla A14. Di seguito i dettagli delle principali tratte coinvolte.
21:06 – L’area di servizio Casilina ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 20/5/2026
Direzione Napoli
Tratto chiuso
21:04 – Pontecorvo in entrata
Entrata chiusa al traffico fino alle 06:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Napoli: Cassino.
20:58 – Scorta veicoli tra Basso Lodigiano e Fiorenzuola
Coda per safety car
Direzione Milano
Tratto dal chilometro 51.7 al chilometro 65.0 per una lunghezza di 13.3 km.
19:53 – Collesalvetti in entrata
Entrata chiusa al traffico fino alle 06:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione Rosignano
21:03 – Area di servizio Adige est
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione Padova
21:02 – Tratto chiuso tra Villamarzana e Rovigo
Chiusura fino alle 05:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione Padova
Entrata consigliata verso Padova: Boara. Tratto lungo 7.4 km dal km 70.4 al 63.0.
21:02 – Tratto chiuso tra Boara e Rovigo
Chiusura fino alle 05:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Rovigo. Tratto lungo 4.4 km dal km 70.4 al 74.8.
21:02 – Ferrara sud in entrata
Entrata chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Altedo.
21:02 – Tratto chiuso tra Imola e Faenza
Chiusura fino alle 05:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione Taranto
Entrata consigliata verso Ancona: Faenza. Tratto lungo 14.4 km dal km 64.5 al 50.1.
21:00 – Bivio Diramazione Ravenna/A14 BO-TA
Allacciamento chiuso fino alle 05:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione da Ravenna verso Ancona
Entrata consigliata verso Ancona: Faenza su A14 Bologna-Taranto. Uscita consigliata provenendo da Ravenna: Bagnacavallo.
20:02 – Area di servizio Santerno ovest
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione Taranto
21:01 – Tratto chiuso tra Gemona Osoppo e Carnia
Chiusura fino alle 06:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione Confine Di Stato
Entrata consigliata verso Tarvisio: Carnia. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Torino-Trieste: Gemona Osoppo.
19:49 – Traffico tra Tornimparte e L’Aquila Ovest
Pioggia nella tratta dal km 101.047 al km 84.839
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza percorso interessato: 16.208 km
21:06 – Coda di 1 km tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Masone
Coda per veicolo fermo o avaria
Direzione Gravellona Toce
Tratto dal chilometro 10.3 per una lunghezza totale di 10.3 km.
21:04 – Capriate in entrata
Entrata chiusa al traffico fino alle 05:00 del 20/5/2026 per lavori
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Milano: Dalmine. Entrata consigliata verso Brescia: Dalmine.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Tue, 19 May 2026 19:08:00 +0000Barcellona è una tappa fissa del calendario di Formula 1 e della classe regina del Motomondiale, tuttavia nel 2026 ha generato numerose polemiche tra gli addetti ai lavori e i fan a causa delle pesanti conseguenze che hanno avuto Alex Marquez e Johann Zarco. Se nel primo caso il crash tra la Ducati del pilota del team Gresini Racing e Pedro Acosta è derivato da un imprevisto tecnico alla KTM sul rettilineo, va affrontato un discorso diverso per la carambola che ha coinvolto in Curva-1 il rider francese della Honda, Luca Marini e Pecco Bagnaia.
Il rettilineo a imbuto preso a quasi 300 km/h ha esposto tutti i piloti in tre diverse partenze in una domenica nera per la MotoGP. Le caselle della griglia poste a una distanza importante dalla staccata di Curva-1 hanno portato tutti i piloti a vivere attimi di paura. Lo scontro che ha determinato il grave infortunio di Zarco è stato analizzato a caldo anche dai tre piloti sul podio del GP di Barcellona.
Joan Mir, Fermin Aldeguer e Fabio Di Giannantonio hanno commentato le vicende allo start. Lo spagnolo della Honda ha scosso la testa, e il collega ha affermato: “Dobbiamo partire più avanti. Dobbiamo arrivare alla staccata al massimo in quarta che già siamo veloci. Non a trecento all’ora”. Da anni si parlava della questione sicurezza e con sei piloti penalizzati, tre partenze ritardate, due rider in ospedale e un campione del mondo a rischio nei test la questione è riemersa puntuale nelle ultime ore.
Nella Sprint Race Di Giannantonio, poi vincitore della tappa domenicale, ha centrato Brad Binder su KTM, che è stato sbalzato lateralmente contro Joan Mir della Honda. Entrambi i piloti sono caduti ma senza conseguenze fisiche. L’incidente che ha coinvolto Zarco, Marini e Mir ha riportato alla mente quello del rider della Honda, Takaaki Nakagami che, nel Gran Premio di Catalogna del 2022, con il casco fini sulla ruota posteriore della Ducati di Bagnaia e la sua moto andò a sbattere contro la Suzuki di Rins. Quest’ultimo si ruppe il polso, mentre Nakagami, miracolosamente, uscì illeso nonostante il terrificante colpo alla testa. In questa edizione sarebbe potuta essere una domenica drammatica per Alex Marquez e Johann Zarco.
Nel 2023 Enea Bastianini in sella alla Rossa determinò un maxi-incidente nella stessa curva, scontrandosi con Zarco. Nell’incidente rimasero coinvolti anche Di Giannantonio, Alex Marquez e Marco Bezzecchi, che si ruppe la caviglia e la mano sinistra, e fu costretto a saltare le tre gare successive. Il rettilineo principale di partenza e arrivo del Circuit de Barcelona-Catalunya misura 1,047 km, tuttavia il problema è la posizione della linea di partenza.
La prima sequenza di curve è a 595 metri, caratterizzata da una svolta a destra con una violenta frenata seguita da un’immediata curva a sinistra. “Partendo così lontano dalla prima curva, arriviamo lì con molta velocità , ma non la velocità a cui siamo abituati ad arrivare in un normale giro di gara”, ha spiegato Fabio Di Giannantonio. In una situazione dove è facile perdere il punto di staccata diventa complesso non commettere un errore. Il pilota del team VR46 ha aggiunto:
Data articolo: Tue, 19 May 2026 15:08:04 +0000“Arrivare lì in quinta marcia con molta velocità , con molta aerodinamica in movimento, molta turbolenza sono tutte cose che si sperimentano solo due volte nel weekend, nella Sprint e nella gara del Gran Premio. È davvero, davvero difficile essere precisiâ€.
L’obiettivo è sempre lo stesso: punire e incassare. La polizia locale di numerose città italiane ha cominciato a sanzionare chi non si è aggiornato con la recente normativa in materia di monopattini elettrici. Il Codice della Strada ha previsto l’obbligo di casco, targa e assicurazione, oltre al divieto di parcheggiare sul marciapiede e di circolare in determinate zone della città .
Dopo le tantissime polemiche sugli incidenti, le ultime disposizioni hanno previsto che i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica possano circolare solo su strade urbane con limite di velocità non superiore a 50 km/h muniti di un apposito targhino. Le nuove norme sono state introdotte per accrescere il livello di sicurezza per gli utenti della strada e per le potenziali vittime di sinistri causati da monopattini.
I monopattini sono nati come valida alternativa per una mobilità green, tuttavia in pochi hanno accolto con spirito di adeguamento le nuove regole. La polizia ha cominciato ad effettuare i controlli a partire dal 16 maggio 2026, giorno del debutto ufficiale dell’obbligo del targhino per i monopattini elettrici. Il risultato? In numerose città , da nord a sud, gli agenti hanno dovuto comminare sanzioni per assicurarsi che i mezzi siano presto adeguati alla nuova disposizione.
A Trento, nella prima giornata di verifiche, la polizia ha registrato 11 violazioni e comminato sanzioni per un totale di circa 1.300 euro. Una cifra considerevole e che dovrebbe invitare i diretti interessati al pieno rispetto delle norme. In Veneto, la polizia locale veronese, solo nella giornata di lunedì, ha fatto 11 verbali in appena un’ora, di cui tre per la mancanza del targhino, sette per conduzione senza casco e una a degli utenti che viaggiavano in due sul mezzo.
Vanno poi sommate altre 16 sanzioni registrate nella giornata di domenica. Gli agenti hanno constatato che chi sfrutta i mezzi in sharing spesso viaggia senza casco, mentre i proprietari di monopattini privati non si sono ancora conformati alla disciplina della targa obbligatoria. Milano è piena di utenti che sfruttano i monopattini elettrici per raggiungere le vie del centro e i quartieri della movida. Sono state 44 le sanzioni emesse della Polizia locale – 16 domenica, 28 lunedì, con contravvenzioni fino a 400 euro – per la mancata presenza dell’apposito contrassegno identificativo.
Situazione simile in Puglia, a Foggia, dove solo nel primo weekend si sono registrate 12 sanzioni per mancanza di targa e 15 per assenza di casco. Discorso analogo a Bari, dove gli agenti hanno firmato 14 multe, mentre a Napoli nella prima giornata di attivazione delle verifiche, i vigili urbani hanno elevato ben 10 verbali su 13 veicoli controllati. Quasi l’80% dei mezzi, in sostanza, non rispetta le nuove norme.
Per evitare le sanzioni previste dal Codice della Strada, ovvero multe che vanno da 100 e 400 euro (riducibile a 70 euro se pagata entro cinque giorni), occorre seguire l’iter per l’applicazione del targhino. Per chi, invece, si aggira senza casco è prevista una sanzione di 50 euro, mentre è assolutamente vietato il trasporto di un secondo passeggero per motivi di sicurezza.
La ricevuta della richiesta della targa non autorizza subito la circolazione. Risulta obbligatoria l’applicazione fisica del contrassegno sul mezzo, il cui iter richiede circa 20 giorni. Si tratta di un codice identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile di sei caratteri alfanumerici da applicarsi sul parafango posteriore o, in subordine, sul piantone del manubrio. Infine, dal 16 luglio 2026 diventerà obbligatoria anche la polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 14:09:13 +0000Dopo aver fatto la storia sull’asfalto, i confini della Casa modenese si sono spinti sulle onde. Con 30 metri di lunghezza e 20 di larghezza, la Ferrari Hypersail mira a diventare un punto di riferimento mondiale. Le prime foto dal cantiere dove viene costruita l’imbarcazione lasciano trasparire la cura maniacale di ogni dettaglio, tipica della Casa italiana.
L’obiettivo della Hypersail? Il Trofeo Jules Verne: un giro del mondo in equipaggio su una distanza di 21.600 miglia nautiche da chiudere entro 40 giorni, 23 ore, 30 minuti e 30 secondi. Una sfida che ha acceso l’entusiasmo anche del numero 1 della Ferrari, John Elkann, che ha accolto con positività la nuova era multidisciplinare del marchio emiliano. Per lasciare un segno nella storia della vela i tecnici sono a lavoro con estrema passione.
Dopo aver mostrato su un modellino e in video la livrea gialla e nera durante la Milano Design Week, la Ferrari ha postato le immagini dello scafo nel cantiere dove viene costruito, in provincia di Pisa. L’imponente imbarcazione vanta una carena estrema, in linea con il diktat Guillaume Verdier, genio dell’architettura navale dietro al progetto tecnico della Ferrari Hypersail.
Nel video in basso avrete la possibilità di ammirare la silhouette dello scafo, al netto delle appendici, che garantiscono la possibilità di raggiungere in pieno controllo le massime performance in mare. Spicca la chiglia basculante che offre stabilità nelle navigazioni oceaniche e i foil laterali necessari per farla arrivare alla massima velocità sulle onde.
Il guscio dello scafo, spesso pochi millimetri, è composto da una parte esterna, seguita da diversi strati di schiume, nido d’ape e laminazioni in carbonio, atti a offrire leggerezza e rigidità . Si nota la cupola del grande pozzetto coperto dove i velisti avranno la possibilità di direzionare il mezzo, una robusta prua e un’ampia poppa che unisce gli stilemi dell’AC75 dell’America’s Cup allo stile delle barche oceaniche. Giovanni Soldini, velista milanese specializzato in navigazioni oceaniche in solitario e in equipaggio, è uno dei pilastri di questo progetto.
Sono suggestive le immagini pubblicate dello scafo nel cantiere, e con una comunicazione ufficiale è stato spiegato l’iter. In una nota si legge:
“L’operazione di demoulding, la rimozione dallo stampo, arriva al termine di oltre un anno di lavoro tra laminazione, cottura dei materiali compositi e integrazione delle principali strutture interne. Con questo passaggio si completa una prima fase fondamentale della costruzione di Ferrari Hypersail. Dopo la recente presentazione della livrea, il progetto entra ora nella fase dedicata all’installazione dei sistemi meccanici, idraulici ed elettrici, in preparazione dei futuri test in acquaâ€.
Gli ultimi rumor parlano di una presentazione ufficiale entro fine anno e nella prima metà del 2027 si effettueranno i test, dato che si tratta di una barca totalmente nuova che mira a infrangere record e il primato di velocità . Avrà soluzioni tecniche, già presenti nel Motorsport, per ottimizzare l’efficienza aerodinamica e migliorare le performance. Il nome Hypersail è un omaggio alle hypercar che prendono parte al campionato mondiale endurance. Il project leader Enrico Voltolini ha aggiunto:
Data articolo: Tue, 19 May 2026 13:10:21 +0000“Il mezzo va sviluppato, l’equipaggio dovrà allenarsi, provare, imparare a sfruttare tutte le potenzialità del nuovo scafo. La nostra finestra temporale per mirare al record arriva fino al 2031â€.
La disattivazione airbag del sedile anteriore è una procedura prevista da diverse Case automobilistiche, è importante però che sia effettuata solo in situazioni specifiche (per non alterare la sicurezza a bordo) ed esclusivamente seguendo le indicazioni date dal costruttore auto.
Ricordiamo infatti che l’airbag frontale del passeggero è un dispositivo indispensabile per viaggiare sicuri in macchina. Si tratta di un sistema che conosciamo tutti e che è stato progettato e realizzato proprio per proteggere gli occupanti a bordo in caso di forte urto e incidente.
Ci sono però alcuni casi in cui può essere necessario disattivarlo, la sicurezza va sempre al primo posto. Tra le circostanze possibili, la più frequente è il trasporto di neonati e bambini molto piccoli in auto, con seggiolino rivolto contro il senso di marcia, come dice la legge, posizionato sul sedile del passeggero anteriore.
Attenzione però: è necessario sapere quando bisogna disattivare l’airbag, come farlo correttamente, quando e come riattivarlo e quali rischi si corrono, per non compromettere la sicurezza in auto.
Come già accennato, la situazione più comune è il trasporto di un bambino sul sedile anteriore, su un seggiolino rivolto all’indietro. È semplice capire perché è più sicuro disattivare l’airbag: un eventuale gonfiaggio a causa di un forte urto potrebbe provocare conseguenze molto gravi per il bimbo.
Ci sono differenti costruttori che, all’interno dei loro manuali d’uso e manutenzione, specificano e raccomandano di non utilizzare mai e per nessuna ragione il seggiolino rivolto all’indietro prima di disattivare l’airbag.
I casi in cui è bene non lasciare l’airbag attivo:
È fondamentare ricordarsi di riattivare l’airbag, soprattutto quando sul sedile anteriore viaggiano adulti o bambini seduti frontalmente con sistemi di ritenuta adeguati.
Su ogni auto e modello ci sono modalità di disattivazione airbag differenti. La maggior parte dei veicoli moderni e di ultima generazione però è dotata di sistemi molto semplici e intuitivi, con un interruttore dedicato, per una procedura facile e veloce.
Secondo i manuali ufficiali di diversi brand automobilistici, questo tasto generalmente è posizionato:
Ci sono anche modelli sui quali il comando può essere azionato tramite la chiave dell’auto.
Nonostante le caratteristiche differenti per ogni auto, in generale la procedura segue più o meno gli stessi passaggi, quasi sempre:
Verificare che sul quadro strumenti o sul display compaia la spia “Airbag passeggero OFFâ€, su alcuni modelli sarà possibile vedere anche un messaggio sul display centrale o una spia luminosa sul tetto dell’abitacolo.
Dopo aver disattivato l’airbag, è fondamentale controllare che la spia di conferma sia effettivamente accesa. Attenzione: se non compaiono avvisi o al contrario resta accesa una spia di errore del sistema SRS/Airbag, il consiglio è rivolgersi immediatamente presso un’officina autorizzata.
I costruttori auto e il meccanico ricordano che ignorare la spia airbag può significare andare incontro a gravi rischi per la sicurezza e causare malfunzionamenti del sistema di protezione.
Non tutte le auto sono dotate di un interruttore per la disattivazione airbag passeggero. Ci sono vetture che si servono di sistemi automatici basati sui sensori di peso del sedile, altri modelli invece non prevedono proprio la disattivazione e mantengono l’airbag sempre attivo.
I manuali ufficiali specificano chiaramente che, se il veicolo non dispone del commutatore PACOS (Passenger Airbag Cut Off Switch), l’airbag anteriore rimane sempre attivo e quindi il sedile anteriore non deve mai essere usato per trasportare un bambino in un seggiolino rivolto all’indietro.
Ci sono auto senza interruttore dedicato, soprattutto i modelli più datati, per i quali la disattivazione può essere effettuata in officina autorizzata. È una procedura che deve essere eseguita esclusivamente da tecnici qualificati, senza mai provare con il fai-da-te, intervenendo sull’impianto elettrico o andando a scollegare i connettori. Attenzione perché può essere pericoloso e potrebbe anche compromettere il corretto funzionamento del sistema di sicurezza del veicolo in caso di necessità .
Il Codice della Strada, all’articolo 172, disciplina “l’uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta e sicurezza per bambini”. A tale proposito dice: “I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all’indietro su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l’airbag medesimo non sia stato disattivato anche in maniera automatica adeguata”. Il sedile posteriore, secondo gli esperti e la legge, è la soluzione più sicura per il trasporto dei piccolini in macchina.
Se però si decide consapevolmente di utilizzare il sedile anteriore con un seggiolino in cui il bimbo ha lo sguardo rivolto all’indietro, allora l’airbag frontale deve obbligatoriamente essere disattivato.
All’articolo 172 del CdS è possibile anche leggere quali sono le sanzioni per chi non rispetta la legge, nello specifico il Codice indica che: “Chiunque non fa uso dei dispositivi di ritenuta, cioè delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini o del dispositivo di allarme […], è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 83 a euro 332. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al presente comma per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi”.
E inoltre: “Chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacola il normale funzionamento degli stessi è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 167”.
Uno degli errori più frequenti è dimenticare l’airbag disattivato anche dopo aver tolto il seggiolino per bambini dall’auto. Quando il sedile anteriore viene usato da un adulto, l’airbag deve essere sempre e immediatamente attivato.
La riattivazione di solito si può fare seguendo la stessa procedura, ruotando il selettore da OFF a ON e verificando l’accensione della spia di conferma.
Come abbiamo visto finora quindi la disattivazione airbag non è semplice come sembra. In realtà coinvolge uno dei principali sistemi di sicurezza della propria vettura e deve essere effettuata solo nei casi previsti dal costruttore (e dalla legge).
Il nostro consiglio è di consultare sempre prima il manuale di uso e manutenzione auto oppure chiedere direttamente a un’officina specializzata o addirittura alla rete ufficiale della casa automobilistica. Ogni modello può prevedere dei sistemi e delle procedure differenti, posizioni diverse dell’interruttore ed eventuali automatismi specifici da conoscere.
Airbag e seggiolini devono essere sempre usati in maniera corretta in auto, per proteggere davvero chi viaggia a bordo, compresi i passeggeri più piccoli.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 11:30:42 +0000Al loro arrivo le e-bike dovevano portare una sicurezza maggiore sulle strade e invece quanto sta accadendo fa vacillare ogni certezza. Dopo i recenti tragici fatti di cronaca, Amazon ha deciso di rendere più difficile l’acquisto di una bicicletta elettrica sulla sua piattaforma per i cittadini statunitensi, perché molti dei modelli messi in vendita online in realtà violano le normative locali, fino a diventare un pericolo pubblico se lasciate in mani sbagliate.
In diversi casi, si tratta infatti di motociclette elettriche ad alte prestazioni, astutamente mascherate da innocue e-bike in modo da aggirare i controlli. I bolidi in questione, capaci di toccare velocità da autostrada, vengono spesso guidati da minorenni che non hanno mai sostenuto un’ora di scuola guida, e con una situazione del genere, il boom di schianti era inevitabile, al punto da provocare l’allarmismo generale.
Ormai la cronaca americana è piena di eventi tragici. L’episodio più recente arriva dalla contea di Orange, dove un quattordicenne in sella a un mezzo illegale da 90 km/h ha travolto e ucciso un anziano. Secondo il procuratore distrettuale non ci sono scuse, tanto da accusare la madre di omicidio colposo perché, nonostante i diversi avvertimenti della Polizia, lei ha preferito mettere “un’arma letale” in mano a un ragazzino.
Ma le colpe non sono solo dei genitori. Sotto accusa ci sono soprattutto i costruttori che aggirano i divieti vendendo sul web finti velocipedi esteticamente simili alle moto da cross, ma in grado di viaggiare a oltre 95 km/h. Li spacciano per normali biciclette, ignorando i paletti degli organi legislativi come quello della California, che fissa il tetto massimo a 45 km/h per la pedalata assistita e ad appena 32 km/h per i modelli con acceleratore.
Secondo il normatore, una volta superati i limiti di velocità non sei più su una bici, bensì su una moto, quindi ti occorrono targa, assicurazione, età minima e patente. Ma la strada offre un bollettino di guerra: nel giro di quattro anni gli schianti e i feriti in California legati a questi mezzi sono aumentati del 430%, andando a smentire il mito del velocipede innocuo.
Il problema della sicurezza urbana bussa forte anche alla porta di casa nostra, spinto soprattutto dal caos legato ai monopattini elettrici, trattato dal Governo nel nuovo Codice della Strada introducendo l’obbligo di targa e di assicurazione RC. Eppure, un problema rimane: insieme alle e-bike rientrano nella categoria dei “velocipedi” e pertanto non richiedono la patente. Il vuoto normativo salta all’occhio, in quanto la revoca della licenza di guida su un’auto non toglie il diritto di salire a bordo di questi mezzi elettrici, e in caso di incidente i danni possono essere molto seri.
In uno studio su Roma, l’Otodi (ortopedici traumatologi ospedalieri) ha rilevato traumi devastanti al volto, ai denti e gravi fratture scomposte agli arti per chi cade dal monopattino, complice la quasi totale assenza di protezioni. Prima di dirci fuori pericolo, insomma, accettiamo che le nuove regole sono solo una parte del lavoro: serve una vera cultura della sicurezza.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 10:30:08 +0000Ford smette di difendersi e passa al contrattacco con la Fiesta sulla via del ritorno. La Casa dell’Ovale Blu ha infatti svelato la strategia Ready Set Ford, un piano per dire addio all’immagine di costruttore generalista basato su tre principi chiave: solidità , emozione e avventura (Build, Thrill and Adventure). A tale scopo, entro il 2029 arriveranno cinque nuovi modelli, tutti accomunati da un’impostazione “rally-bred”, ovvero cresciuti a pane e rally, capaci di rimettere al centro il piacere di guida, la precisione e il controllo.
Intensificando i rapporti con Renault nasceranno sotto il marchio Ford due nuove auto elettriche a partire dal 2028 sulla piattaforma francese AmpR Small. A quanto pare, la prima novità potrebbe essere proprio quella della Fiesta, che tornerebbe in veste di citycar a zero emissioni sviluppata sulle fondamenta tecniche della Renault 5 E-Tech.
Poco dopo sarà il turno di un crossover compatto a batteria, l’erede designata dell’attuale Puma, ingegnerizzata sul pianale della Renault 4 E-Tech. A ogni modo, non ci sarebbe ragione di temere un semplice “trapianto di logo” e nulla più, infatti Jim Baumbick, capo del marchio in Europa, ha subito messo in chiaro che il DNA Ford rimarrà intatto, grazie a un lavoro profondissimo su stile e assetto, volto a garantire il tipico comportamento dinamico del brand.
I piani di espansione non si fermano alle piccole da città . Nel 2028 varcherà i cancelli della fabbrica spagnola di Valencia un nuovo membro della famiglia Bronco, un SUV di medie dimensioni che condividerà la piattaforma con l’attuale Kuga. Per quanto riguarda le motorizzazioni conterà sistemi ibridi e plug-in, unendo lo spirito d’avventura americano alle esigenze del pubblico europeo.
L’anno successivo, nel 2029, vedremo gli ultimi due tasselli del puzzle, due crossover chiamati a sostituire la Focus (ormai fuori produzione) e la Kuga. In questo caso, Ford giocherà la carta del “multi-energia”: nessuna imposizione elettrica, ma una gamma propulsori flessibile comprensiva di versioni a batteria, varianti ibride e classiche unità termiche.
Da oltre dieci anni Ford detta legge nel settore dei veicoli commerciali e la nuova strategia punta a blindare il primato. Per gli impieghi più estremi – dal soccorso alla difesa, fino al lavoro in miniera – è in arrivo il Ranger Super Duty, un mostro da lavoro capace di trainare fino a 4,5 tonnellate con una portata utile vicina alle 2 tonnellate.
Sul fronte della logistica urbana, già entro la fine dell’anno arriverà nei concessionari il Transit City, un furgone compatto e 100% elettrico sviluppato insieme alla cinese JMC, la soluzione ideale di quei corrieri costretti a muoversi nei centri storici e nelle zone a traffico limitato.
Pur senza rinnegare la rotta verso le zero emissioni, Ford sposa una linea di assoluto realismo e lascia intendere alla politica europea la necessità di definire obiettivi raggiungibili, nonché di installare colonnine di ricarica funzionanti, per questo le tecnologie ponte come l’ibrido plug-in (PHEV) e l’elettrico ad autonomia estesa (EREV) rimarranno centrali nei prossimi anni. Come riassunto efficacemente da Baumbick:
Data articolo: Tue, 19 May 2026 08:35:47 +0000“La via più veloce verso le zero emissioni è quella che i clienti sono effettivamente disposti a percorrere”
Il mercato delle auto piccole e accessibili in Europa ha sofferto parecchio negli ultimi anni, ma Stellantis ha pronte le contromisure. Il gruppo ha infatti annunciato il lancio del progetto E-Car, una nuova generazione di auto elettriche compatte, economiche e — dettaglio non da poco — 100% Made in Europe.
L’inizio della produzione è fissato per il 2028 e l’obiettivo è chiaro: ridare ossigeno a un segmento che i clienti chiedono a gran voce, ma che ultimamente è stato un po’ abbandonato dai listini.
Non è solo una lettera. Per Stellantis, la “E” racchiude l’identità profonda di questo progetto attraverso quattro parole chiave:
Il progetto ha già incassato il plauso della Commissione Europea, che ne ha riconosciuto il valore strategico: da un lato tutelerà i posti di lavoro europei nel settore del design e della produzione, dall’altro accelererà la diffusione della mobilità elettrica di massa.
La notizia è l’assegnazione della produzione allo stabilimento italiano di Pomigliano d’Arco. Non è una scelta casuale: la fabbrica campana ha una lunghissima tradizione nella creazione di citycar di successo, prima tra tutte l’amatissima Fiat Panda. Con la E-Car, Pomigliano si assicura volumi produttivi significativi e un futuro da protagonista nell’era della transizione energetica.
“I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche. Stellantis risponde a questa richiesta con modelli entusiasmanti per diversi brand” ha detto Antonio Filosa, CEO di Stellantis
Spesso “elettrica ed economica” è un binomio difficile da realizzare. Per vincere questa sfida e velocizzare i tempi di uscita (time-to-market), Stellantis utilizzerà tecnologie BEV (Battery Electric Vehicle) di livello mondiale sviluppate in collaborazione con partner selezionati.
Cosa dobbiamo aspettarci concretamente? Auto piccole, agili, perfette per la vita di tutti i giorni e, soprattutto, proposte con listini finalmente alla portata di tutti, sotto l’insegna di diversi marchi del gruppo.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 08:15:56 +0000Quando si tratta di auto i corsi e ricorsi storici sono quasi all’ordine del giorno. Eppure, quello sancito dalla nuova Itala 35 ha il sapore di “un’operazione nostalgia” in chiave moderna, con il ritorno del marchio Itala dopo un silenzio lungo oltre 90 anni. Fondata a Torino nel lontano 1903 e rimasta attiva fino al 1935, la storica Casa automobilistica italiana è stata riportata in vita dal Gruppo DR Automobiles nell’ambito del piano strategico Historic Italian Brands (che vedrà anche il rilancio del brand Osca).
La presentazione del primo modello della nuova era è avvenuta proprio a Torino, un omaggio doveroso alle radici del brand, e il nome assegnato evoca la leggendaria 35/45 HP con cui il principe Scipione Borghese trionfò nel celeberrimo raid Pechino-Parigi del 1907. Oggi, però, la rotta si inverte: l’asse tra Italia e Cina si consolida sotto una veste diversa.
In vendita a partire da 35.000 euro, la Itala 35 si presenta visivamente come una crossover media dalle proporzioni equilibrate e dalle linee tese. Lunga 441 cm, larga 185 e alta 160, ha una presenza su strada decisa, complici anche i generosi cerchi in lega da 20 pollici calzati da pneumatici Pirelli.
Sul frontale spiccano i gruppi ottici full LED con luci diurne dal disegno triangolare, che si integrano in una calandra arricchita da inserti cromati, mentre dietro i fanali a trapezio sporgono con decisione dalla carrozzeria, quasi a voler simulare delle appendici aerodinamiche. Come da tradizione per i modelli del gruppo di Macchia d’Isernia, la base tecnica di partenza è asiatica: la vettura è infatti strettamente derivata dalla cinese Trumpchi GS3 Yingsu, prodotta dal colosso GAC.
Fuori lo stile segue i trend globali, dentro però l’atmosfera cambia, offrendo un ambiente più curato, legato alla tradizione artigianale italiana. Tanto i sedili quanto i pannelli porta vengono rivestiti da pelle selezionata e Alcantara, un materiale ripreso anche per l’inserto che attraversa la plancia e che accentua la cura costruttiva dell’abitacolo.
La tecnologia di bordo si concentra nel quadro strumenti da 7 pollici dietro il volante e nello schermo centrale da 10,25 pollici dedicato all’infotainment, che dialoga con gli smartphone Apple e Android rispettivamente grazie al CarPlay wireless e al protocollo Carbitlink. Passando ai bagagli, il tempo di reclinare i sedili posteriori e il vano sale da 341 a 1.271 litri, ed è comodo anche il portellone, a comando elettrico.
Al lancio, si può avere la Itala 35 solo a benzina, mossa da un quattro cilindri 1.5 turbo. I suoi 170 CV (e 270 Nm di coppia) lavorano con la trazione anteriore e un cambio automatico a 7 marce: tradotto in prestazioni, partendo da fermi si toccano i 100 km/h in 7,5 secondi e la punta massima va oltre i 190 km/h, promettendo 14,7 km con un litro di verde. Nel prezzo è compresa una suite completa di ADAS, tetto panoramico apribile, sedile del guidatore ventilato e regolabile elettricamente, oltre al sistema di parcheggio assistito con telecamere a 360 gradi.
La Itala 35 arriva sul mercato con una forte spinta sulla personalizzazione. Oltre alle sei tinte tradizionali, i clienti potranno scegliere colorazioni speciali in pellicola (wrapping) o divertirsi a definire gli abbinamenti cromatici dei rivestimenti interni. E siamo appena l’inizio. I piani di DR per il rilancio del marchio sono ambiziosi: a breve sbarcheranno il crossover maggiore Itala 56 (lunga 4,68 metri) insieme all’ammiraglia Itala 61 da quasi cinque metri, e più avanti la gamma si completerà con un’utilitaria da città , un SUV ibrido plug-in e una versione con tecnologia range-extender, tutti assemblati nei nuovi impianti molisani.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 07:58:43 +0000Le moto non vengono scelte più solo in base alla potenza o alla cilindrata. Sempre più spesso, soprattutto tra chi è alle prime armi o tra chi cerca semplicemente una guida più intuitiva e meno impegnativa, il vero parametro decisivo è la maneggevolezza.
Una moto leggera e ben bilanciata significa più controllo nelle manovre a bassa velocità , più sicurezza nel traffico e, soprattutto, più divertimento quando il percorso diventa più sinuoso. Per questo abbiamo selezionato cinque modelli tra le novità del 2026 (e non solo), adatti sia ai neofiti sia a chi vuole una moto più “amichevoleâ€, senza rinunciare al piacere di guida.
Anche per via del suo peso a secco di 175 kg, Ducati Monster V2 rappresenta sicuramente una delle principali attrattive per coloro che danno importanza alla guidabilità . La Model Year 2026 adotta il nuovo bicilindrico V2 da 890 cc con fasatura variabile, capace di erogare 111 CV, e conferma la struttura monoscocca in alluminio con funzione portante, abbinata a un nuovo forcellone bibraccio ispirato alla Panigale V4.
Tra gli interventi più evidenti figurano la revisione dell’ergonomia, con sella ridisegnata e manubrio rialzato, oltre a una diversa distribuzione delle masse che contribuisce a rendere la moto più intuitiva nei cambi di direzione. Le sospensioni Showa adottano una taratura orientata all’utilizzo stradale, mentre l’impianto frenante Brembo con pinze M4.32 introduce una risposta più progressiva nella fase iniziale della frenata.

La dotazione elettronica aggiornata include riding mode, ABS cornering, controllo di trazione, anti-impennata e Ducati Quick Shift 2.0 derivato dalla Panigale V4. Il display TFT da 5 pollici introduce una nuova interfaccia con connettività Bluetooth e navigazione turn-by-turn. Il prezzo di listino parte da 12.890 euro.
Derivata dalla versione standard, Triumph Tiger Sport 800 Tour nasce come variante pensata specificamente per chi cerca una sport-tourer orientata ai viaggi, con una dotazione più completa già di serie. Il modello mantiene il tre cilindri da 798 cc da 115 CV e 84 Nm di coppia, oltre a una piattaforma tecnica compatta per la categoria, con un peso dichiarato di 232 kg nonostante la presenza dei bagagli.
L’allestimento Tour comprende valigie laterali integrate, top box con capacità per due caschi, cavalletto centrale, paramani, manopole riscaldabili e sella Comfort con tecnologia 3D Net progettata per migliorare distribuzione del peso e ventilazione. La ciclistica prevede telaio leggero, forcella rovesciata Showa da 41 mm e monoammortizzatore completamente regolabili, oltre a un impianto frenante con pinze radiali a quattro pistoncini su dischi anteriori da 310 mm. Le ruote in alluminio montano pneumatici Michelin Road 5.

Per quanto riguarda l’elettronica, sono disponibili ride-by-wire, Triumph Shift Assist, controllo di trazione disinseribile e tre modalità di guida denominate Sport, Road e Rain. La strumentazione LCD/TFT integra il sistema My Triumph Connectivity con navigazione turn-by-turn e connessione Bluetooth per smartphone e musica. Il prezzo di partenza dichiarato è di 14.195 euro. Per chi preferisce un’impostazione più essenziale e meno votata al turismo resta comunque disponibile la “normale†Tiger Sport 800.
Derivata dalla prima generazione introdotta nel 2014, Yamaha MT-07 si è affermata nel segmento delle naked medie grazie alla piattaforma CP2 e a un’impostazione tecnica compatta. L’ultima evoluzione mantiene il bicilindrico frontemarcia da 689 cc con manovellismo a 270°, aggiornato nella gestione elettronica tramite ride-by-wire, con modalità di guida selezionabili e controllo di trazione regolabile. La potenza resta invariata, mentre la risposta del motore è stata affinata per risultare più lineare ai bassi e medi regimi. Il peso in ordine di marcia è pari a circa 183 kg.
Sul piano ciclistico vengono confermati telaio e architettura generale, con interventi su sospensioni e impianto frenante che includono forcella a steli rovesciati da 41 mm e pinze anteriori radiali a quattro pistoncini. La dotazione è stata aggiornata con un nuovo display TFT a colori da 5 pollici, connettività smartphone e funzioni di navigazione. Restano presenti ABS e sistema di controllo della trazione, mentre è disponibile il cambio assistito bidirezionale come optional.

Dal punto di vista estetico, la MT-07 adotta un nuovo faro full LED dal design più compatto e convogliatori laterali ridisegnati, insieme a un manubrio più largo per migliorare il controllo. Il progetto conferma l’impostazione originale della gamma MT, con aggiornamenti mirati su elettronica e ciclistica senza modifiche strutturali al motore. Il prezzo di partenza è di 7.999 euro.
Honda NC 750 X si caratterizza per un’impostazione tecnica orientata alla gestione semplice e alla versatilità d’uso, con soluzioni che facilitano la guida quotidiana e riducono l’impegno complessivo. Il bicilindrico da 745 cc con fasatura a 270°, da 58,6 CV e 69 Nm, è abbinato a soluzioni pensate per facilitare la guida, come il cambio DCT opzionale e una gestione elettronica completa ma non invasiva.
La struttura prevede telaio a diamante in acciaio, forcella Showa da 41 mm e mono Pro-Link, con un peso di 214 kg (224 kg con DCT). La particolarità più evidente resta il serbatoio sotto la sella, che libera un vano da 23 litri nella parte frontale, rendendola pratica anche nell’uso quotidiano senza borse o accessori aggiuntivi. La dotazione elettronica comprende ride-by-wire, cinque riding mode, controllo di trazione HSTC e ABS a due canali, oltre a display TFT da 5 pollici con connettività Honda RoadSync.

Per il 2026 sono stati introdotti dei pannelli in Durabio e una quota di materiali riciclati pari al 34% della carrozzeria, mantenendo omologazione Euro 5+. L’impianto frenante adotta doppi dischi anteriori da 296 mm, con cerchi da 17 pollici e una gamma di accessori e pacchetti dedicati (Urban, Travel, Adventure, Comfort) che ne ampliano ulteriormente la versatilità . Attualmente, Honda NC 750 X è in vendita a 8.990 euro.
Aprilia Tuono 660 Factory, pur non essendo tra le ultime novità di gamma, è ancora una valida proposta nel segmento delle naked sportive medie. Uno degli elementi più rilevanti è il peso, pari a circa 171 kg a secco. Il motore bicilindrico parallelo frontemarcia da 660 cc deriva concettualmente dalla famiglia V4 del marchio e adotta perni di biella a 270° per caratterizzare l’erogazione. La potenza massima è di 105 CV a 10.400 giri/min, con 70 Nm di coppia a 8.400 giri/min, gestiti tramite sistema ride-by-wire e contralbero di equilibratura.
La ciclistica prevede telaio in alluminio con funzione portante del motore e forcellone asimmetrico, abbinati nella versione Factory a sospensioni Öhlins: forcella a steli rovesciati da 43 mm a funzioni separate e mono STX 46 completamente regolabile. L’impianto frenante è firmato Brembo con doppio disco anteriore da 320 mm e pinze radiali a quattro pistoncini, mentre le quote ciclistiche restano compatte con interasse di 1.370 mm. Le ruote sono da 17 pollici con pneumatici nelle misure 120/70 e 180/55.

L’elettronica si basa sulla piattaforma APRC con piattaforma inerziale e integra controllo di trazione, anti-impennata, gestione del freno motore e ABS cornering. Sono presenti cinque riding mode, oltre a cruise control, launch control, quickshifter bidirezionale e strumentazione TFT con connettività e gestione dei parametri di guida. Il prezzo è comunque importane: 12.999 euro.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 06:30:48 +0000Nel 2026 si parla sempre più spesso di auto GPL, è uno dei temi più discussi del mercato automotive italiano. Quello che interessa sapere agli automobilisti, soprattutto in questo momento storico, riguarda i costi di gestione di una vettura GPL, e soprattutto il rapporto tra consumi, costi e risparmio reale.
Lo scenario in cui stiamo vivendo, in cui il prezzo dei carburanti continua a salire e le auto elettriche al momento sono ancora troppo costose per la maggior parte degli automobilisti, il GPL potrebbe essere una buona soluzione per abbattere la spesa quotidiana.
C’è una sola ragione: il costo del GPL alla pompa continua a essere mediamente più basso rispetto a quello della benzina, anche a prescindere dai rincari di queste ultime settimane. Questo permette all’automobilista medio di risparmiare parecchio, soprattutto se percorre tanti chilometri ogni anno.
Ma c’è un altro fattore che influenza molto la scelta: i costi di manutenzione, e di questi è fondamentale parlare per comprendere a fondo la questione. In Italia godiamo inoltre di una rete distributiva molto estesa e della possibilità di convertire diverse auto a benzina già circolanti in bifuel, attraverso il cosiddetto retrofit.
Ora cerchiamo di capire se l’auto GPL conviene davvero nel 2026 e vediamo quando costa installare un impianto GPL, dopo quanti chilometri si inizia a recuperare la spesa sostenuta. E rispondiamo a una domanda che spesso gli automobilisti nel 2026 si fanno: è meglio scegliere una vettura ibrida o un’auto GPL oggi?
Il GPL (sigla che indica il Gas di Petrolio Liquefatto) è un carburante alternativo che deriva dalla raffinazione del petrolio e dal trattamento del gas naturale. Nelle auto moderne viene usato attraverso un impianto dedicato che lavora insieme all’alimentazione a benzina.
Le auto GPL possono essere:
Nel 2026 il GPL continua a essere diffuso in Italia perché i vantaggi sono notevoli in termini di:
Secondo analisi effettuate da esperti del settore automotive, il GPL resta una delle alimentazioni più vantaggiose per chi percorre almeno 12.000-15.000 chilometri ogni anno.
Come anticipato, ancora oggi è possibile trasformare un’auto a benzina già esistente in una vettura GPL, senza dover acquistare una macchina nuova.
La conversione può essere effettuata solo presso officine autorizzate e installatori certificati, che hanno l’obbligo di:
Non tutte le auto sono convertibili allo stesso modo. Le vetture più adatte sono generalmente quelle:
Secondo gli esperti, è possibile anche effettuare conversioni su motori turbo moderni o a iniezione diretta, si tratta però di lavori tecnicamente più complicati e per questo molto più costosi.
Oggigiorno il costo medio richiesto per l’installazione di un impianto GPL sull’auto cambia soprattutto in base al motore e alla tecnologia utilizzata, di regione in regione.
| TIPOLOGIA IMPIANTO | COSTO MEDIO |
| Impianto GPL standard per auto di piccola e media cilindrata | 1.800/2.200 euro |
| Impianto GPL per auto di fascia alta/alta cilindrata | circa 3.000 euro |
Il prezzo totale comprende:
Il risparmio sul costo del carburante è il motivo principale per cui oggi in Italia il GPL continua a essere conveniente e competitivo.
Facendo un confronto tra le auto a benzina e quelle a GPL  nel 2026, il GPL continua a costare circa la metà della benzina, anzi meno della metà . Questo si traduce in un costo a chilometro molto più basso per gli automobilisti. Vedendo qual è la media dei prezzi italiani aggiornati oggi, la benzina self costa circa 1,93 €/l e il GPL circa 0,82 €/l. Per stimare il risparmio reale è necessario tenere presente, come già abbiamo detto, che le vetture GPL consumano circa 15-20% in più rispetto alla benzina.
Quindi, un’auto a benzina fa 6,5 l/100 km e la stessa auto a GPL circa 7,7 l/100 km, perciò il risparmio medio è di circa 6 € ogni 100 km. In pratica oggi il GPL consente mediamente un risparmio del 45-55% rispetto alla benzina, pari a circa 600 euro ogni 10.000 km oppure 1.200 – 1.500 € l’anno per chi percorre 20-25 mila chilometri.
Chi valuta il retrofit si pone questa domanda: dopo quanto ho ammortizzato il costo? Non possiamo dare una risposta univoca, perché dipende da differenti fattori, tra cui:
Se vogliamo fare comunque una media reale oggi, pagando 2.000 euro per un impianto e con un risparmio medio di circa 6 euro ogni 100 km, il punto di pareggio si raggiunge attorno ai 33-34.000 chilometri. Facendo quindi un semplice calcolo, per chi percorre 10-15.000 chilometri all’anno, la spesa si ammortizza in almeno 2 anni, massimo 3 anni-3 anni e mezzo, per chi ne percorre circa 20.000 allora bastano meno di due anni.
Un aspetto che non viene valutato a dovere è quello che riguarda i costi di gestione totali, che comprendono:
Nel mese di maggio 2026 si è tornati a parlare del tema incentivi GPL. Ancora la situazione non è chiara, ma secondo le anticipazioni sul Fondo Automotive 2026-2030, pare che il Governo abbia previsto contributi dedicati alla conversione GPL e metano.
Quanto valgono gli incentivi? Dobbiamo attendere il decreto attuativo, ma alcune fonti di settore parlano di un bonus da 400 euro per il retrofit GPL e di 800 euro per il retrofit metano, che potrebbero essere erogati direttamente come sconto diretto in fattura.
Gli incentivi retrofit GPL 2026 dovrebbero essere dedicati alle auto a benzina, veicoli Euro 4 o oltre e a retrofit che vengono effettuati esclusivamente presso dei centri autorizzati. Il quadro normativo è ancora in fase di definizione operativa e alcune misure sono già state annunciate ma non sono attive.
GPL o full hybrid, è la sfida più interessante sul mercato auto oggi. Vediamo tutto quello che è necessario valutare prima di prendere una decisione sensata e che possa davvero far risparmiare prezioso denaro agli automobilisti.
Le auto a GPL continuano anche oggi, nel 2026, a essere molto convenienti per coloro che utilizzano la loro auto principalmente al di fuori dei contesti urbani, della città . Sono l’ideale per chi percorre molti chilometri ogni anno, per chi vuole spendere poco di carburante e per chi cerca modelli a un prezzo più contenuto in fase d’acquisto.
Dobbiamo sottolineare che il costo chilometrico del GPL continua a essere tra i più bassi disponibili per le auto termiche.
Le auto ibride sono più vantaggiose per chi guida spesso all’interno delle città , nel traffico e contesto urbano e non percorre molti chilometri. Sono molto utili per chi predilige una fluidità di guida maggiore. Le full hybrid moderne consumano poco in urbano, con medie anche inferiori ai 5 l/100 km.
Ma nel 2026 il GPL continua ad avere un vantaggio molto rilevante sull’ibrido, grazie al prezzo ridotto del rifornimento, al costo d’acquisto più basso e alla possibilità di fare retrofit in un secondo momento. I modelli ibridi oggi sul mercato continuano a essere più costosi da acquistare rispetto agli equivalenti GPL.
Questa è un’altra domanda che l’automobilista medio in Italia si fa sempre più spesso oggi. Nella maggior parte dei casi la risposta è sì, perché come abbiamo detto finora, il vantaggio principale dipende dal costo molto inferiore del carburante, e non dagli incentivi proposti dal Governo.
Grazie al GPL infatti, anche in assenza di bonus speciali, è possibile diminuire immediatamente la spesa sostenuta per il pieno e recuperare anche in un tempo relativamente ridotto l’investimento effettuato per il retrofit. Sono parecchi gli automobilisti italiani che ritengono che il GPL sia ancora oggi la soluzione più economica per continuare a usare un’auto con propulsione termica, senza dover affrontare i costi ancora molto alti (e poco competitivi) dell’elettrico o di alcune vetture ibride.
Secondo varie analisi pubblicate nel 2026, il GPL rimane la scelta ottimale per chi tiene l’auto molti anni e percorre tanti chilometri.
Ma nel 2026, esistono ancora auto GPL nuove da acquistare sul mercato? Ebbene sì, nel nostro Paese è possibile scegliere tra differenti modelli GPL di fabbrica, nonostante l’avvento delle auto ibride ed elettriche.
Le versioni GPL di fabbrica sono convenienti perché offrono la garanzia ufficiale, consumi ottimizzati, ovviamente una integrazione perfetta dell’impianto (dalla nascita e non aftermarket), maggiore affidabilità rispetto ad alcune conversioni.
La classifica delle auto GPL più vendute in Italia nel mese di aprile 2026:
La classifica delle auto a GPL più vendute in Italia nel primo quadrimestre 2026, da gennaio ad aprile:
In Italia ad aprile 2026 sono state vendute 9.549 auto a GPL, da gennaio ad aprile invece le immatricolazioni GPL sono state in tutto 37.067. Il GPL pesa il 6,1% sul totale del mercato ad aprile 2026, il 5,7% nel primo quadrimestre.
Le auto GPL moderne hanno ridotto di parecchio il gap rispetto ai modelli a benzina, il maggior consumo medio è generalmente compreso tra +10% e +20%. Ma è evidente che il costo del carburante ridotto compensa ampiamente questa differenza.
Possiamo infatti dire che molte auto compatte moderne alimentate a GPL moderne riescono a percorrere 11-14 km/l reali a GPL, con autonomie complessive superiori ai 1.000 km grazie alla doppia alimentazione.
Nonostante i vantaggi economici di cui abbiamo parlato sinora, bisogna considerare anche alcuni svantaggi, tra cui:
Il GPL comunque continua a essere la scelta preferita da molti automobilisti italiani, offrendo buona autonomia, costi di gestione accessibili, ampia disponibilità di modelli, costi del carburante ridotti e un risparmio reale e concreto su più fronti.
Gli automobilisti che percorrono molti chilometri ogni anno possono ancora ottenere un vantaggio economico significativo, soprattutto scegliendo modelli GPL di fabbrica oppure convertendo una vettura a benzina recente con un impianto moderno e certificato.
Un consiglio del meccanico per chi abita in montagna o guida parecchio e spesso sottopone l’auto a stress e sforzi eccessivi? In queste occasioni è meglio viaggiare a benzina, così da danneggiare meno le componenti meccaniche. Altro appunto del meccanico sui costi di manutenzione: per quanto riguarda le candele, la sostituzione nelle auto a benzina può essere compresa fra i 30 e i 40 euro al massimo per 4 candele (mediamente consigliata ogni 40-60mila chilometri).
Sull’impianto GPL servono candele all’iridio, che fanno una scintilla maggiore, oppure quelle apposta per GPL, ma costano 25 euro a candela, per una spesa di circa 100 euro in tutto (da fare ogni 40mila km circa per non avere problemi con l’auto, anche se spesso la Casa madre raccomanda di aspettare anche 80mila chilometri, in officina io consiglio sempre di ridurre gli intervalli.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 06:00:24 +0000Nel mese di maggio 2026, in Italia sono programmati numerosi scioperi nei trasporti e in altri settori essenziali del servizio pubblico. In questo articolo ti forniamo il calendario aggiornato con tutte le date confermate, le categorie coinvolte e i dettagli principali città per città , per aiutarti a pianificare viaggi, spostamenti e attività lavorative evitando possibili disservizi causati dalle agitazioni sindacali.
In Italia è programmato uno sciopero generale nazionale che coinvolge il personale dipendente pubblico e privato su tutto il territorio nazionale per tutta la giornata. La protesta è stata indetta dal sindacato USI-CIT.
In Italia si terrà uno sciopero a rilevanza nazionale che coinvolge il personale della Società Elior Divisione Itinere (servizi di ristorazione sui treni Trenitalia) con la modalità di mezzo turno per ogni turno di lavoro, proclamato dai sindacati FAST-CONFSAL e FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI.
Nella provincia di Milano (Lombardia), lo sciopero interessa il personale della Mercitalia Shunting & Terminal e sarà attivo per 8 ore, dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio 2026, proclamato da USB Lavoro Privato.
Nella provincia di Milano prosegue lo sciopero ferroviario del personale Mercitalia Shunting & Terminal dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio.
Nella provincia di Firenze (Toscana), è indetto uno sciopero del personale RFI Doit Firenze (settore manutenzione ferroviaria) per 8 ore nell’intera giornata, indetto da USB Lavoro Privato.
In Italia è proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore che coinvolge tutti i lavoratori del settore portuale nelle varie province, indetto da USB Lavoro Privato.
Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige) è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00, nel settore del trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale Trentino Trasporti. Il sindacato promotore è OSR ORSA Trasporti.
Nella città di Potenza (Basilicata) sciopero di 4 ore, dalle 15:01 alle 19:00, per il personale della società Miccolis (servizio urbano). Sindacati coinvolti: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.
Nella provincia di Brescia (Lombardia) sono previste 24 ore di sciopero nel settore aereo presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari, con personale della GDA Handling coinvolto. Sindacato: USB Lavoro Privato.
Nella città di Napoli (Campania) lo sciopero del trasporto pubblico locale coinvolge il personale della società EAV, con durata 24 ore, dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio. Sindacato promotore: OSR ORSA AUTOFERRRO TPL.
Prosegue nella città di Napoli (Campania) lo sciopero del personale EAV (19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio).
Nella città di Firenze (Toscana) sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, indetto per l’intera giornata dal sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO. Personale coinvolto: Autolinee Toscane (bacino di Firenze).
Nella città di Roma (Aeroporti di Fiumicino e Ciampino), sciopero di 4 ore (12:00-16:00) per il personale ADR Security, proclamato da FAST-CONFSAL.
Sempre a Roma, il personale ENAV ACC Roma sciopera 8 ore (10:00-18:00), sindacato RSA UILT-UIL.
A Napoli il personale ENAV sciopera 8 ore (10:00-18:00), sindacato RSA UILT-UIL.
Easyjet Airlines Limited, sciopero nazionale di piloti e assistenti di volo 8 ore (10:00-18:00) – sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.
All’aeroporto di Palermo due scioperi interregionali (personale GH Palermo, ASC Handling, Aviapartner Palermo, 4 ore: 12:00-16:00, sindacati: OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A.).
A Cagliari (Aeroporto), sciopero personale Sogaer, Sogaerdyn e SogaerSecurity, 4 ore (13:00-17:00). Sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL.
A Milano Malpensa sciopero nazionale di 4 ore (13:00-17:00) per il personale delle società ALHA e MLE-BCUBE. Sindacati: OST CUB TRASPORTI, USB Lavoro Privato.
Nella città di Novara (Piemonte) sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale. Personale coinvolto: SUN di Novara. Sindacato organizzatore: AL-COBAS.
In Italia è stato proclamato uno sciopero generale nazionale nel settore dei trasporti, con diverse modalità :
Trasporto ferroviario: sciopero dalle 21:00 del 17 maggio alle 20:59 del 18 maggio;
Trasporto pubblico locale: modalità definite localmente, con possibili disagi nelle principali città ;
Trasporto marittimo (isole maggiori): interessate le partenze del 18 maggio;
Taxi e trasporto marittimo (isole minori): dalle 00:01 alle 23:59;
Autostrade: personale in sciopero dalle 22:00 del 17 maggio.
Sindacato promotore: USB.
Nella provincia di Bari (Puglia) sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale, personale della Società STP di Bari, sindacati: OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
In Italia fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci conto terzi, coinvolgendo il personale di tutto il territorio nazionale, sindacati: CNA FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, SNA CASARTIGIANI, UNITALI, CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI, LEGACOOP PRODUZIONE E SERVIZI, AGCI, dal 25 al 29 maggio (120 ore).
Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero di 24 ore (personale Soc. Arriva Udine di Udine), sindacato ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.
In Emilia-Romagna, su tutte le province, è previsto uno sciopero regionale nel settore appalti ferroviari (personale Soc. Copernico Appalto Ferroviario Lotto Centostazioni Emilia Romagna), proclamato da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE. Modalità : prima metà del turno per ogni turno di lavoro.
In Italia è proclamato uno sciopero generale nazionale che coinvolge:
Settore aereo: 00:00 – 23:59;
Ferroviario: 21:00 del 28/5 – 21:00 del 29/5;
TPL: modalità territoriali;
Marittimo: isole minori 00:01-23:59 / isole maggiori 1 ora prima delle partenze del 29/5;
Portuale: varie modalità ;
Autostrade: 22:00 del 28/5 – 22:00 del 29/5;
Sindacati: CUB, SGB, ADL VARESE, SI-COBAS, USI-CIT.
Nella città di Potenza (Basilicata) sciopero 24 ore settore servizio urbano (personale Soc. Miccolis), sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.
In Emilia-Romagna, sciopero 24 ore (personale Soc. SETA nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza), sindacato OSR USB Lavoro Privato.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Fonte: Mit
Data articolo: Tue, 19 May 2026 06:00:00 +0000Oggi, 19 maggio 2026, proponiamo il quadro dei prezzi medi di benzina, gasolio, gpl e metano lungo la rete autostradale italiana, sulla base dell’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Il corrispettivo pagato alla pompa è il risultato della somma tra componente industriale (costo del prodotto e margini della filiera) e componente fiscale, formata da accise e Iva. L’andamento delle quotazioni internazionali, il cambio euro/dollaro e la modalità di rifornimento (self o servito) spiegano le differenze tra tratte e impianti. Di seguito i dati aggiornati e una guida pratica alla struttura del prezzo.
Aggiornamento: 18-05-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 2.023 |
| GPL | SERVITO | 0.915 |
| Metano | SERVITO | 1.588 |
Benzina. Il prezzo della benzina al distributore nasce dall’equilibrio tra tassazione e costi industriali. La componente fiscale incide per il 58% e include accise e Iva, elementi che non dipendono dalle dinamiche concorrenziali tra impianti ma da scelte normative e dall’andamento dei consumi. La parte industriale, pari al 42% del prezzo finale, si divide in due cardini. Primo, il costo della materia prima, che vale il 30% del prezzo: qui pesano le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e il cambio euro/dollaro, perché il petrolio e i principali benchmark sono negoziati in valuta statunitense; un euro più debole rende più costoso approvvigionarsi. Secondo, il margine lordo della filiera, pari al 12% del prezzo: in questa quota rientrano logistica, stoccaggio, distribuzione e il margine commerciale degli operatori, che possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa anche tramite politiche promozionali o differenze tra self e servito. In autostrada, la struttura dei costi (aperture prolungate, servizi accessori, canoni) può influire su questa parte industriale, ma resta la tassazione a rappresentare la fetta più ampia del prezzo complessivo della benzina, determinando gran parte della stabilità o della rigidità rispetto ai movimenti delle quotazioni.
Gasolio. Per il gasolio, l’equilibrio tra le componenti è differente: la parte fiscale pesa per il 45%, mentre la componente industriale vale il 55% del prezzo finale. All’interno di quest’ultima, il cuore è il costo della materia prima, che incide per il 45% del prezzo: anche qui contano le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’effetto del cambio euro/dollaro. Quando i mercati globali registrano tensioni su domanda e offerta (stagionalità dei trasporti, dinamiche della raffinazione, shock geopolitici), il costo del prodotto si riflette più velocemente sul prezzo al dettaglio del gasolio. Il margine lordo della filiera, pari al 10% del prezzo, comprende trasporto, stoccaggio, costi operativi della rete e il margine commerciale degli operatori; è su questa porzione che i gestori possono maggiormente intervenire per differenziare i listini, anche tra modalità self e servito. In ambito autostradale, l’erogazione continua, i servizi accessori e i vincoli logistici possono incidere su tale margine, generando scostamenti rispetto alla viabilità ordinaria. Nel complesso, la maggiore incidenza della componente industriale rende il prezzo del gasolio relativamente più sensibile ai movimenti delle quotazioni internazionali rispetto alla benzina, pur restando la fiscalità un elemento decisivo nella formazione del prezzo pagato dagli automobilisti.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 19 May 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.947 per la benzina, 1.982 per il diesel, 0.826 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.976 |
| Benzina | SELF | 1.941 |
| GPL | SERVITO | 0.810 |
| Metano | SERVITO | 1.513 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.993 |
| Benzina | SELF | 1.964 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.009 |
| Benzina | SELF | 1.970 |
| GPL | SERVITO | 0.883 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.992 |
| Benzina | SELF | 1.959 |
| GPL | SERVITO | 0.855 |
| Metano | SERVITO | 1.666 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.967 |
| Benzina | SELF | 1.937 |
| GPL | SERVITO | 0.773 |
| Metano | SERVITO | 1.535 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.976 |
| Benzina | SELF | 1.948 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.528 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.991 |
| Benzina | SELF | 1.960 |
| GPL | SERVITO | 0.803 |
| Metano | SERVITO | 1.517 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.973 |
| Benzina | SELF | 1.933 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
| Metano | SERVITO | 1.654 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.984 |
| Benzina | SELF | 1.947 |
| GPL | SERVITO | 0.893 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.973 |
| Benzina | SELF | 1.939 |
| GPL | SERVITO | 0.804 |
| Metano | SERVITO | 1.549 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.967 |
| Benzina | SELF | 1.928 |
| GPL | SERVITO | 0.833 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.998 |
| Benzina | SELF | 1.944 |
| GPL | SERVITO | 0.823 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.974 |
| Benzina | SELF | 1.940 |
| GPL | SERVITO | 0.804 |
| Metano | SERVITO | 1.556 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.979 |
| Benzina | SELF | 1.952 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.629 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.995 |
| Benzina | SELF | 1.954 |
| GPL | SERVITO | 0.882 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.991 |
| Benzina | SELF | 1.948 |
| GPL | SERVITO | 0.834 |
| Metano | SERVITO | 1.820 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.979 |
| Benzina | SELF | 1.946 |
| GPL | SERVITO | 0.813 |
| Metano | SERVITO | 1.600 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.989 |
| Benzina | SELF | 1.950 |
| GPL | SERVITO | 0.834 |
| Metano | SERVITO | 1.548 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.974 |
| Benzina | SELF | 1.939 |
| GPL | SERVITO | 0.824 |
| Metano | SERVITO | 1.501 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.995 |
| Benzina | SELF | 1.957 |
| GPL | SERVITO | 0.904 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 maggio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.963 |
| Benzina | SELF | 1.940 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
| Metano | SERVITO | 1.498 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 19 May 2026 06:00:00 +0000In occasione dell’Automotive Dealer Day, l’evento B2B di riferimento in Europa per il settore automobilistico, China Car Company — distributore esclusivo in Italia del brand DFSK e associato UNRAE — presenta ufficialmente sul mercato italiano il nuovo DFSK E5 PLUS. Il nuovo modello si posiziona come il top di gamma del brand: un SUV di segmento D che combina una spaziosità eccezionale con una tecnologia ibrida plug-in all’avanguardia, capace di garantire oltre 1.200 km di autonomia complessiva.
DFSK E5 PLUS è equipaggiato con un sistema a doppio motore PMSM (Permanent Magnet Synchronous Motor) che massimizza potenza ed efficienza:
Propulsione: motore termico 4 cilindri da 1.498 cc (70 kW) accoppiato a un potente motore elettrico da 160 kW (214 CV) con 280 Nm di coppia.
Performance: accelerazione 0-100 km/h in 8,0 secondi e velocità massima di 180 km/h.
Autonomia: fino a 120 km in modalità Full Electric (ideale per la città ) e oltre 1.200 km in modalità combinata.
Ricarica Rapida: la batteria da 25,3 kWh passa dal 30% all’80% in soli 28 minuti.
Efficienza: consumo combinato di 6,4 L/100 km ed emissioni di CO2 pari a soli 22 g/km (ciclo WLTP).
La dinamica di guida è personalizzabile tramite diverse modalità (Eco, Comfort, Sport, Neve) e una gestione intelligente dell’energia (Elettrico puro, Priorità carburante, Modalità Smart).
Con una lunghezza di 4,76 metri e un passo di 2,78 metri, il design dell’E5 PLUS è caratterizzato da linee minimaliste e una grande cura per l’aerodinamica (Cx di 0,34). I dettagli, come i cerchi da 19 pollici a bassa resistenza, sottolineano la razionalità del progetto. La palette cromatica si ispira alla natura con 6 tonalità : Midnight Black, Moonlight Silver, Nebula White, Lunar Grey, Aurora Green e Sand Grey.
L’abitacolo è progettato per offrire il massimo comfort a famiglie numerose o a chi necessita di spazio flessibile:
Configurazione 7 posti: interni in pelle pregiata con sedute della seconda fila scorrevoli e reclinabili fino a 125°.
Capacità di Carico: abbattendo la seconda e terza fila si ottiene un piano di carico piatto lungo 1,9 metri. Il bagagliaio con apertura elettrica offre 465 litri in configurazione 5 posti.
Comfort per le gambe: spazi generosi in tutte le file (fino a 917 mm nella prima).

L’innovazione incontra la semplicità d’uso grazie a una plancia digitale dominata da:
Display infotainment Full-HD da 15,6″ (vetro ultra-resistente 7H) e strumentazione LCD da 8,8″.
Visione a 540°: sistema di telecamere panoramiche con “telaio trasparente” per monitorare ostacoli sotto il veicolo.
Sicurezza Completa: dotazione ADAS di alto livello che include monitoraggio angoli ciechi (BSD), avviso collisione, 6 airbag, controllo stabilità in discesa (HDC) e Dash-cam integrata.
Il DFSK E5 PLUS arriverà nei saloni italiani dopo l’estate, con un prezzo altamente competitivo in fase di definizione. Tutti i modelli godono della garanzia China Car Company di 5 anni o 100.000 km.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 05:59:15 +0000Il mercato dei veicoli commerciali leggeri (fino a 3,5 tonnellate) sta attraversando una fase di transizione in Italia. Dopo un deciso rallentamento nello scorso anno, infatti, nel corso del 2026 non si è registrata un’inversione di tendenza.
Il primo quadrimestre dell’anno, infatti, si è chiuso con un saldo negativo per quanto riguarda le immatricolazioni, ma con un calo percentuale minimo. Il dato complessivo è, quindi, negativo, ma non c’è stato un vero e proprio crollo.
Su quattro mesi, solo marzo ha visto il segno più per quanto riguarda le immatricolazioni mensili a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. Andiamo ad analizzare l’andamento del mercato, considerando i numeri forniti da UNRAE.
Nel corso del mese di aprile 2026 sono state immatricolate 15.205 unità di veicoli commerciali sul mercato italiano con un calo dello 0,1% (appena 15 unità in meno) rispetto ad aprile 2025. Il mercato, quindi, ha sostanzialmente replicato i numeri dello scorso anno.
Nel cumulato annuo, invece, il margine con lo scorso anno diventa più marcato. Complessivamente, le immatricolazioni sono state pari a 62.315 unità con un calo dell’1,2% su base annua.
Dopo il primo quadrimestre dell’anno, solo il mese di marzo ha fatto registrare un incremento delle immatricolazioni (ma solo dello 0,7%) rispetto ai dati raccolti lo scorso anno. Ricordiamo che il 2025 si è chiuso con un calo del 4,9% rispetto al 2024.
L’analisi sulle singole immatricolazioni mette in evidenza i differenti trend del mercato dei veicoli commerciali in Italia. Dopo i primi quattro mesi del 2026, infatti, registriamo:
È interessante sottolineare la sostanziale crescita dei modelli ibridi mentre le elettriche sono in calo. Si tratta di un trend differente da quello del settore delle autovetture che, in Italia, sta facendo segnare una forte crescita grazie a elettriche e ibride con numeri decisamente migliori rispetto al 2025.
Nel suo comunicato, UNRAE sottolinea la forte preoccupazione per l’aumento dei prezzi dei carburanti che, nel corso del prossimo futuro, potrebbe rappresentare un freno sostanziale alla crescita dell’intero settore. Nel frattempo, però, nuovi incentivi potrebbero sostenere il settore. Per il futuro, inoltre, il Presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, sottolinea:
Data articolo: Tue, 19 May 2026 05:30:51 +0000 “Il primo report diffuso ieri dal Parlamento Europeo, in merito alla revisione del Regolamento sui target di emissione di CO2 per i veicoli commerciali, prevede l’introduzione di obiettivi meno severi che passerebbero da -40% a -30% al 2030 e da -90% a -80% al 2035â€. Il nuovo orientamento testimonia un passo avanti verso un impianto normativo più equilibrato e pragmatico, utile per sostenere la transizione del settore preservando la competitività industriale e la capacità di investimentoâ€.
Le batterie sono un elemento centrale per il futuro del mondo delle quattro ruote e, in particolare, per la diffusione delle auto elettriche. Tra le sfide tecnologiche da affrontare non c’è solo quella della capacità del pacco batterie, che deve essere sufficiente a garantire una buona autonomia al veicolo.
Un tema sempre più attuale, infatti, riguarda la capacità di ricarica e, in particolare, il tempo di ripristino dell’autonomia. Dover aspettare decine e decine di minuti che il “rifornimento” si completi è un aspetto che penalizza in modo significativo le elettriche.
Per questo motivo, i produttori cinesi di batterie si stanno concentrando su questo problema e, come confermano gli ultimi annunci, lo stanno risolvendo, generazione dopo generazione e novità tecnologica dopo novità tecnologica.
Un esempio arriva da CATL, azienda specializzata nel settore delle batterie, che ha svelato la terza generazione della sua Shenxing, sistema basato su celle litio-ferro-fosfato. Questa nuova batteria è in grado di ricaricarsi in tempi rapidissimi.
La nuova generazione della batteria di CATL è in grado di passare dal 10% all’80% di carica in appena 3 minuti e 44 secondi, andando ad abbattere il tempo per il “rifornimento” che, in questo modo, diventa molto simile a un normale rifornimento di benzina o diesel.
Per gli automobilisti che vogliono andare oltre l’80% di carica, inoltre, non ci saranno particolari problemi: per raggiungere il 90% di carica, invece, serviranno poco più di 6 minuti. Per una ricarica rapidissima, passando dal 10% al 35%, invece, basta appena un minuto.
Si tratta di un importante salto tecnologico per CATL, che già ha un ruolo di riferimento del mercato, con una quota pari a circa il 36%. L’azienda è uno dei principali fornitori di batterie per auto elettriche e con la nuova versione di Shenxing si prepara a fare un ulteriore salto in avanti.
Ricordiamo che anche BYD sta lavorando a una nuova generazione di batterie che punta a garantire una ricarica rapida, in tutte le condizioni di utilizzo e con la massima efficienza nel tempo. Il settore, quindi, potrebbe proporre a breve diverse soluzioni avanzate.
Le basse temperature sono un nemico delle batterie delle auto elettriche. CATL, però, sembra aver risolto anche questo problema. Con una temperatura di -30° C, infatti, è possibile passare dal 20% all’80% di carica in appena 9 minuti. Questo risultato è stato ottenuto con un nuovo sistema per la gestione della temperatura durante la carica che ottimizza il funzionamento delle celle e permette di contenere i tempi di ricarica anche con un freddo estremo.
CATL punta a incrementare la velocità di ricarica senza compromessi sull’affidabilità . Le batterie LFP di nuova generazione, infatti, saranno in grado di conservare più del 90% della capacità iniziale anche dopo circa un migliaio di cicli di ricarica ad alta velocità . Si tratta di un plus ulteriore per tutti gli utenti che intenderanno sfruttare la ricarica rapida in modo intenso durante il ciclo di vita dell’auto elettrica. Ricordiamo che CATL sta lavorando anche a un altro progetto per rivoluzionare il mercato, con una batteria al sodio che potrebbe offrire notevoli vantaggi in futuro, andando a rafforzare la posizione dell’azienda.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 05:30:00 +0000Una grandinata violenta può trasformare in pochi minuti una vettura integra in un’auto da portare in carrozzeria, con cofano, tetto, montanti e portiere segnati da decine di ammaccature. Il tema sembra diventato oggi più frequente: la stessa Ivass, nel bollettino statistico 2026 sul comparto auto, segnala che nel 2024 il 52,8% delle polizze RC Auto aveva almeno una copertura accessoria attiva. La RC Auto obbligatoria non copre infatti i danni subiti dalla propria vettura a causa della grandine.
La responsabilità civile serve a risarcire i danni provocati a terzi durante la circolazione, non quelli subiti dal veicolo assicurato per eventi naturali, agenti atmosferici o calamità . Per essere tutelati, bisogna acquistare una garanzia accessoria specifica, chiamata eventi atmosferici, eventi naturali o copertura contro grandine e calamità naturali.
Cofano e tetto sono le parti più esposte alla grandine, ma non sono le sole: parabrezza, lunotto, cristalli laterali, specchi, fari, tetto panoramico, modanature e sensori possono subire conseguenze anche più costose delle classiche bozze sulla lamiera. Sulle auto moderne la presenza di ADAS, telecamere, radar, parabrezza riscaldati, sensori pioggia e dispositivi integrati rende alcune riparazioni molto meno banali rispetto al passato. Temporali intensi e grandinate interessano sempre più di frequente aree urbane, tangenziali, parcheggi scoperti e grandi città .
Nel linguaggio comune si parla di assicurazione grandine, ma nella maggior parte dei casi non si tratta di una polizza autonoma. Di norma è una garanzia accessoria inserita nel pacchetto eventi atmosferici o eventi naturali, abbinata alla RC Auto oppure a formule più ampie che comprendono anche furto, incendio, cristalli, atti vandalici o kasko.
La copertura grandine tutela dai danni diretti e materiali subiti dal veicolo in conseguenza dell’evento atmosferico assicurato. Possono rientrare le ammaccature sulla carrozzeria, i danni alla verniciatura, la rottura dei cristalli, la compromissione del tetto panoramico, i danni a fari, fanali, specchi e altri elementi esterni del veicolo. Quando previsto dal contratto, la copertura può estendersi anche agli accessori stabilmente fissati, agli optional dichiarati, agli impianti audio-video integrati e ad alcuni componenti installati in modo permanente.
Le compagnie non rimborsano sulla base del contratto sottoscritto. Se una polizza copre solo la carrozzeria e non i cristalli, il parabrezza rotto segue una garanzia diversa. Se gli accessori non sono dichiarati o non risultano stabilmente installati, la liquidazione può essere contestata. Se il danno deriva da un’infiltrazione d’acqua successiva a un cristallo rotto e il contratto esclude i danni indiretti, l’indennizzo può essere ridotto o negato. Nelle polizze più complete il risarcimento può coprire anche la manodopera, i materiali, la sostituzione dei pezzi danneggiati e il ripristino delle parti colpite. Nelle polizze più restrittive il rimborso può essere condizionato all’uso di una carrozzeria convenzionata o limitato da massimali non generosi.
La polizza grandine può prevedere una franchigia ovvero una quota fissa che resta a carico dell’assicurato. Può contenere uno scoperto ossia una percentuale del danno che non viene liquidata. Può fissare un massimale, vale a dire l’importo massimo che la compagnia riconosce per quel sinistro o per quella garanzia. Se ad esempio il danno stimato è di 2.500 euro e la franchigia è di 200 euro, il rimborso effettivo può scendere a 2.300 euro. Se invece è previsto anche uno scoperto del 10%, la quota a carico dell’assicurato aumenta.
Molte compagnie offrono condizioni più favorevoli se l’assicurato accetta di rivolgersi a una carrozzeria convenzionata. In alcuni casi la franchigia si riduce, lo scoperto viene eliminato, la gestione della pratica diventa più rapida o il pagamento avviene tra compagnia e officina. Il rovescio della medaglia è la minore libertà di scelta. Per le auto nuove o in garanzia, la questione assume un valore supplementare. Alcuni proprietari preferiscono affidarsi alla rete ufficiale per preservare tracciabilità , qualità documentale e valore residuo del veicolo. Altri scelgono tecnici specializzati nella riparazione senza verniciatura, una soluzione efficace quando le ammaccature non hanno intaccato la vernice.
Il costo della garanzia grandine dipende da una serie di variabili: valore commerciale dell’auto, provincia di residenza, esposizione al rischio meteo, storico assicurativo, compagnia, formula scelta, massimale, franchigia, scoperto, età del veicolo e presenza di altre coperture. In alcuni pacchetti la garanzia eventi atmosferici viene venduta insieme a furto e incendio. In altri può essere aggiunta a parte. In altri ancora non è disponibile per veicoli troppo vecchi o con valore residuo molto basso.
In tutti i casi quando la grandine colpisce l’auto, la prima cosa da fare è documentare tutto. Bisogna fotografare il veicolo da più angolazioni, riprendere i dettagli delle ammaccature, immortalare eventuali cristalli rotti, conservare immagini del luogo in cui l’auto era parcheggiata e annotare data, ora e posizione. Se possibile è utile recuperare bollettini meteorologici, comunicazioni della Protezione Civile, notizie locali o segnalazioni ufficiali che confermino l’evento atmosferico nella zona e nella fascia oraria indicate.
Dopo la denuncia, la compagnia apre la pratica e incarica un perito che verifica la compatibilità tra danni e evento atmosferico, valuta l’entità del ripristino, controlla le condizioni contrattuali e stima l’importo liquidabile. A quel punto l’assicurato può ricevere l’autorizzazione alla riparazione, un’offerta di indennizzo oppure indicazioni sulla carrozzeria convenzionata da utilizzare se la polizza prevede quella modalità .
La compagnia deve poter collegare il danno al fenomeno atmosferico. Servono quindi fotografie chiare, denuncia di sinistro, dati della polizza, carta di circolazione, coordinate per l’eventuale pagamento, preventivo della carrozzeria se richiesto, documentazione meteo e, quando disponibile, attestazione di interventi locali da parte di autorità , vigili del fuoco, protezione civile o organi di informazione. Gli articoli di giornale possono rafforzare il quadro probatorio, soprattutto quando la grandinata è stata intensa e documentata. Lo stesso vale per video, immagini del parcheggio, testimonianze di altri automobilisti e segnalazioni comunali. Più la documentazione è ordinata, meno margini ci sono per contestazioni sulla dinamica.
Un errore da evitare è riparare subito l’auto senza attendere le istruzioni della compagnia. In caso di urgenza, ad esempio per un parabrezza rotto che rende il veicolo inutilizzabile, è preferibile contattare l’assicurazione e farsi autorizzare l’intervento.
La compagnia può negare o ridurre il risarcimento quando la grandine non è inclusa nella garanzia, quando l’evento non è documentato, quando la denuncia viene presentata oltre i termini contrattuali, quando i danni non sono compatibili con la dinamica dichiarata o quando il veicolo presentava già danni precedenti non distinguibili da quelli nuovi.
Altre esclusioni riguardano veicoli lasciati in condizioni particolari, accessori non dichiarati, danni indiretti, usura, difetti preesistenti o riparazioni effettuate senza autorizzazione. Non tutte queste esclusioni sono sempre presenti, ma proprio per questo bisogna leggere il contratto. Una cattiva abitudine del mercato è comprare la polizza guardando solo il premio finale. È comprensibile perché l’assicurazione auto pesa sul bilancio familiare. Però sulle garanzie accessorie il prezzo più basso spesso coincide con franchigie più alte, massimali più bassi o vincoli più rigidi.
Data articolo: Tue, 19 May 2026 04:00:58 +0000Aprile è servito alla Ferrari per guardarsi allo specchio. L’imperativo è uno solo: pragmatismo. Gli upgrade di Miami funzionano, ma vanno spremuti sino all’ultima goccia di prestazione. Nel frattempo, col fiato sospeso per la delibera sull’ADUO che segnerà il destino della Power Unit, il team ha tracciato una linea temporale invalicabile. Oltre quel limite, la scuderia sarà costretta a prendere decisioni drastiche per il futuro.
Osservano lucidamente le dinamiche della Ferrari SF-26, lo scenario ingegneristico sfugge a bocciature clamorose. Anzi, i lampi di genio ci sono. Il telaio della Rossa ha esibito concetti di assoluto spessore, tanto da scatenare una rapida emulazione da parte della concorrenza, lesta a clonare le soluzioni sfornate in Via Abetone Inferiore 4. Tuttavia non si può gioire affatto.
Il verdetto della pista è il solito: la stella a tre punte resta la lepre da inseguire, mentre a Woking, archiviate le prime noie di gioventù legate all’unità motrice tedesca, hanno ingranato la marcia trionfale. La MCL40 viaggia su binari e minaccia seriamente la leadership di Brackley. E il Cavallino Rampante? Ristagna nel suo eterno purgatorio prestazionale. Una sindrome oramai quasi endemica.
A prescindere dalle cause scatenanti, il destino è inchiodato all’inseguimento perpetuo. Si accumula gap in avvio di campionato, un disavanzo cronico che non viene mai appianato. Oppure, quando l’alba stagionale illude, manca la giusta strada per concretizzare e sostenere gli upgrade nel lungo periodo. Vedasi 2022. Non è un processo alle intenzioni, sia chiaro, ma l’amara fotografia dell’ultimo ventennio rosso.
Nelle stanze dei bottoni a Maranello si guarda con trepidazione alle concessioni della Federazione Internazionale. Parliamo dell’AUDUO, ovviamente. L’imperativo è una revisione dell’ibrido per la gestione dell’energia che nel 2026 è totalizzante. Eppure, a voler essere brutali, una power unit Ferrari rinvigorita e azzeccata non garantirà alla SF-26 lo scettro iridato per grazia ricevuta.
Colmare il divario con l’esuberanza del propulsore Mercedes richiederebbe un miracolo ingegneristico. Il vantaggio è grande e non si può rifare il motore zero: parliamo solamente di modifiche e più ore di studio tra CFD e galleria del vento. La parola d’ordine è quindi ottimizzare al meglio la vettura vista a Miami e mantenere l’attuale gap in classifica quanto più basso possibile.
C’è poi un altro grattacapo che riguarda le gomme. Passa spesso in sordina, ma è un dato di fatto che le creature della Rossa difettino storicamente in un parametro cruciale: l’attivazione e la gestione certosina del compound, a prescindere dal layout della pista e dalle mescole scelte. Con la sentenza FIA sull’ADUO distante soli quattordici giorni, il posizionamento strategico della Rossa resta un’assoluta incognita.
Nel frangente della Florida, il muretto della Rossa ha svelato la prima vera iniezione di sviluppi sulla SF-26 andando a toccare ogni macro-area della monoposto. I detrattori hanno gridato al passo falso strategico: immettere un tale volume di novità in un weekend col format Sprint, potendo contare solo su novanta minuti di prove libere, è parso un azzardo fatale per sviscerare i segreti della vettura.
Bisogna però essere realisti e calarsi nelle dinamiche della Formula 1 2026: il mito dell’auto che scende in pista ed è istantaneamente nel suo “sweet spot” è pura fantascienza. L’ottimizzazione relativa alla messa a punti esige tempo. Serve macinare tanti chilometri. L’abnegazione degli uomini in rosso, ma serve una finestra temporale più ampia per estrarre il vero potenziale.
Un propulsore evoluto è inutile se il dipartimento tecnico non imbocca la traiettoria di sviluppo corretta, amalgamando lesingole componenti. Senza questa quadratura, il solco che separa dalla vetta della massima categoria resterà incolmabile. Il triumvirato che gestire la Ferrari, parliamo di Vasseur (team principal, Serra (direttore tecnico) e Gualtieri (motore) sta sudando letteralmente su questo fronte.
L’urgenza di una bussola organizzativa è assoluta: un singolo ingranaggio fuori posto in questa delicata fase andrebbe tristemente a condannare ancora una volta le sorti della storica scuderia. Fonti vicine alla nostra redazione, confermano una strategia blindata: si punterà aggressivamente sull’annata in corso, cercando disperatamente di raddrizzare le sorti mondiali.
Nonostante le menti pensanti di Maranello sia già in parte rivolte al ciclo tecnico del 2027, le indiscutibili doti del progetto 678 costringono la Gestione Sportiva a spremere ogni stilla di prestazione. Il morale regge, sorretto da un nuovo assetto metodologico. A quanto appreso, però, esiste un confine temporale che non si può valicabile: senza riscontri cronometrici tangibili, la spina andrà staccata a settembre.
Il “tribunale d’appello” sarà il Gran Premio di Monza. Dopo la gara di casa ci sarà una riunione per capire le reali possibilità della Ferrari, e si deciderà se “tenere in vita” lo sviluppo della SF-26 o se dirottare tutte le energie in blocco sull’anno venturo. Sino ad allora parola all’asfalto, con i prossimi tre round del mondiale che, per ragioni diverse, saranno molto importanti per il futuro del team italiano.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 19:32:28 +0000Il mondo del motociclismo può rilassarsi dopo le preoccupanti immagini che sono arrivate dalla pista nella domenica catalana. Alex Marquez e Johann Zarco, protagonisti di due momenti catastrofici della sfida di Barcellona, hanno aggiornato personalmente i fan sulle loro condizioni di salute. Il quadro clinico avrebbe potuto essere drammatico dopo le carambole che li hanno coinvolti.
A causa di un problema tecnico alla KTM di Pedro Acosta, leader nella fase iniziale del GP, Alex Marquez ha centrato la moto austriaca, finendo per sfracellarsi sull’erba ad alta velocità . Il pilota del team Gresini Racing ha cercato di evitare sul dritto l’avversario frenato da un’avaria al motore, ma subito dopo il contatto ha perso il controllo della sua Ducati, schiantandosi a bordo pista. La Desmosedici azzurra ha continuato la decelerazione, provocando la caduta anche Fabio Di Giannantonio, che ha subito un colpo alla mano e poi ha ripreso parte alla sfida trovando persino il gusto del successo.
Il numero 73 è stato trasportato in ambulanza ed è rimasto sempre cosciente. Gli esami clinici hanno evidenziato la frattura della clavicola destra e una piccola frattura alla vertebra cervicale C4. Il fratello minore di Marc ha inviato un messaggio via social, annunciando che la clavicola è stata stabilizzata con una placca. Operato all’Ospedale Generale della Catalogna a Sant Cugat, è stato già dimesso e dovrà sottoporsi a ulteriori esami in settimana per stabilire il percorso terapeutico più indicato per quanto concerne la lesione vertebrale. Nel comunicato diffuso dal team Gresini Racing si legge:
“Alex Marquez è stato operato ieri sera con successo per una frattura alla clavicola destra, stabilizzata con l’inserimento di una placca dai dottori Anna Carreras, David Benito e Paula Barragán presso l’Ospedale Generale della Catalogna”.
Alla ripartenza della sfida in Curva-1 il pilota della Honda LCR è rimasto coinvolto in un contatto con Bagnaia e Marini. Uno sfortunato tamponamento ha creato una dinamica più unica che rara. Il piede sinistro del rider francese è rimasto incastrato nella Ducati di Pecco, facendo temere un infortunio al femore. Trasportato d’urgenza in ambulanza all’ospedale di Barcellona, Zarco ha annunciato di non aver avuto fratture al femore.
Le conseguenze riguardano i legamenti del ginocchio sinistro, completamente lesionati nell’incidente. Inoltre, si è aggiunta una lieve frattura nella parte inferiore del perone, vicino alla caviglia sinistra. Dopo la lacerazione dei legamenti del ginocchio sinistro, Zarco si recherà a Lione dal dr. Bertrand Sonnery-Cottet, luminare della chirurgia ortopedica. Di recente anche Marc Marquez si è sottoposto a un doppio intervento in Spagna per risolvere il problema alla spalla e al piede destro.
Con due bandiere rosse e tre start il GP di Barcellona 2026 verrà ricordato come uno dei peggiori dell’era recente. Il vincitore Fabio Di Giannantonio ha spiegato di aver visto la forcella e pezzi di moto volare, durante la carambola tra Alex Marquez e Pedro Acosta, mentre Bagnaia, Acosta e Rivola hanno chiesto a gran voce nel post GP regole più severe sulle ripartenze. Nella giornata di lunedì, nei test, si è registrata anche la brutta caduta di Jorge Martin, per fortuna senza conseguenze e fratture.
Tra due settimane la MotoGP tornerà protagonista al Mugello per il settimo round e il team Gresini Racing ha preferito essere molto cauto e non ha fissato una data precisa per il rientro di Alex Marquez, sottolineando che la priorità è la corretta guarigione dell’osso. Massima riservatezza anche in merito ai tempi di recupero di Johann Zarco. La cosa fondamentale è che entrambi i piloti siano fuori pericolo.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 17:52:59 +0000Il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este è andato in scena lo scorso weekend con l’edizione 2026 che si è svolta in un contesto di temperature primaverili sulle rive del Lago di Como, una cornice unica che fa da sfondo ideale per la manifestazione, organizzata da BMW Classic.
Come sempre, il concorso ha presentato una selezione di veri e propri gioielli del mondo dell’automobilismo. La nuova edizione della Coppa d’Oro è stata assegnata, tramite votazione popolare, a un modello Mercedes che ha conquistato l’attenzione degli appassionati.
Alla manifestazione hanno partecipato diversi modelli da collezione e sono stati assegnati vari riconoscimenti, per premiare il lavoro svolto nella conservazione e nel restauro di quelle che possono essere considerate delle vere e proprie opere d’arte. Ecco tutti i dettagli in merito.
A conquistare il trofeo Coppa d’Oro Villa d’Este è stata la Mercedes-Benz 300 SL Roadster di proprietà di Eric Blumencranz. Si tratta di una vettura realizzata nel 1963. IL modello in questione ha superato la concorrenza di altre icone del mondo delle quattro ruote come la Ferrari Testarossa Spider appartenuta a Gianni Agnelli.
L’esemplare che ha conquistato la Coppa d’Oro è una delle ultime 300 SL Roadster prodotte ed è conservata in condizioni completamente originali, considerando anche la verniciatura bianca con cui il modello è uscito dalla fabbrica. A completare le caratteristiche del modello troviamo gli interni in pelle nera, i freni a disco e l’hardtop originale, sempre nero.
Da segnalare anche la presenza di un paio di sci fissati sul portellone del bagagliaio, elemento che arricchisce l’allestimento, mantenendo la fedeltà con l’utilizzo originale della vettura. Nel corso della sua storia, questo modello ha avuto solo altri due proprietari prima di arrivare negli Stati Uniti nel 2025. Le condizioni di conservazione sono praticamente perfette.
Potete ammirare la Mercedes che ha conquistato la Coppa d’Oro da tutte le angolazioni grazie al carosello di immagini che proponiamo qui di sotto e che è stato pubblicato dall’account ufficiale Instagram della manifestazione. Tramite questo account, inoltre, gli appassionati hanno la possibilità di ammirare tutti i modelli che hanno partecipato all’evento svoltosi lo scorso weekend.
Nel corso dell’edizione 2026 del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este sono stati premiati anche altri modelli. Il riconoscimento per il miglior restauro, chiamato Trofeo BMW Group Classic, è stato assegnato alla Ferrari 250 GTO del 1962, un modello iconico che ha scritto la storia di Ferrari e del mondo delle quattro ruote e che è stato riproposto in una veste eccellente alla manifestazione. Il Trofeo ASI per la migliore auto conservata del dopoguerra è andato alla Fiat 8V Zagato, modello realizzato nel 1954.
Da segnalare anche il Trofeo Vranken Pommery dell’auto più iconica, conquistato dalla Cadillac Eldorado del 1957. Il Trofeo Schedoni Modena, che premia i migliori interni in pelle, considerando estetica e stato di conservazione, è andato alla BMW M1 del 1980, ancora intatta nonostante gli oltre 45 anni di carriera. Anche quest’edizione della manifestazione, quindi, ha premiato alcuni modelli iconici e che ancora oggi sono conservati in condizioni eccellenti.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 14:00:07 +0000Ferrari è un marchio di riferimento per il settore automotive e, nonostante un momento poco positivo sul mercato azionario, può guardare al futuro con grande fiducia, anche in considerazione del progetto della sua prima elettrica, ormai pronta al debutto.
Nel frattempo, però, l’azienda di Maranello deve fare i conti con un sorpasso inaspettato. Lo storico marchio motociclistico Royal Enfield, che oggi è controllato dal gruppo indiano Eicher Motors, ha superato Ferrari nella classifica dei marchi più forti al mondo nel settore automotive.
Questo dato emerge dal nuovo report Brand Finance Automotive Industry 2026, un’analisi annuale che ha l’obiettivo di fotografare il mercato e valutare il valore dei vari brand delle due e delle quattro ruote su scala globale.
Si tratta di un risultato che certifica il lavoro svolto dalla Casa, che continua a rafforzare il suo ruolo sul mercato confermandosi, sempre di più, un riferimento assoluto per tutti gli appassionati. Andiamo ad analizzare i dettagli completi in merito.
Il report Brand Finance Automotive Industry 2026 ha l’obiettivo di valutare la forza e il valore dei marchi attivi sul mercato a livello globale e viene realizzato dalla società indipendente Brand Finance, specializzata nella valutazione economica dei brand e in indagini di mercato.
Lo studio, quindi, si basa su valutazioni interne e sull’analisi di molteplici fattori. Non vengono presi in considerazione solo i dati di vendita o i dati tecnici dei singoli modelli, che comunque servono a determinare le caratteristiche di un marchio.
Sulla base di tutti gli elementi considerati, viene realizzato poi un indice sintetico, con un punteggio massimo di 100 punti. Ogni brand viene analizzato, tenendo conto di tutti i fattori in gioco, e ottiene poi un punteggio complessivo.
Per approfondire, potete dare un’occhiata al report del 2025 che presenta alcune differenze con quello del 2026.
Il risultato ottenuto da Royal Enfield è significativo. Lo storico brand ha raggiunto un punteggio di 88,9 su 100, con un rating AAA, grazie anche a un aumento del valore complessivo pari a circa il 30% (per una valutazione che ora si attesta intorno a 1,2 miliardi di dollari).
Royal Enfield sta diventando, quindi, un punto di riferimento del mercato, uscendo da una nicchia riservata ad appassionati e affacciandosi in un mercato nuovo, senza perdere le caratteristiche di brand premium. L’azienda è in espansione ed è attiva in oltre 80 Paesi e con oltre 3.200 punti vendita.
Nel report Brand Finance Automotive Industry 2026, la Casa ha conquistato un ottimo terzo posto, alle spalle solo di Toyota e BMW e prima di brand di grande rilevanza come Audi. Anche Ferrari deve cedere il passo. La Casa di Maranello, infatti, si deve accontentare del settimo posto.
Per quanto riguarda l’azienda italiana, c’è da tenere in conto che il progetto più atteso, la Ferrari Luce, deve ancora arrivare. Con questo nuovo elemento, la valutazione e l’importanza del marchio potrebbero cambiare ancora.
Sarà interessante analizzare il valore della Casa il prossimo anno, quando la nuova Luce diventerà un punto di riferimento della gamma con l’obiettivo di spingere Ferrari anche nel settore delle auto a zero emissioni, destinato a ricoprire un ruolo sempre più importante.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 13:30:12 +0000In uno dei santuari del motorsport mondiale, il Nurburgring Nordschleife, 25 chilometri di curve cieche, boschi, salti e guardrail, anche quest’anno non hanno vinto Ferrari, Lamborghini o Mercedes. Almeno non nel cuore del pubblico. La vettura più amata della 24 Ore è stata una normalissima Dacia Logan. Sì, proprio lei, la berlina low-cost nata per i mercati emergenti, quella che in Europa è diventata il simbolo dell’auto senza pretese.
Mentre i GT3 ufficiali da oltre 600 cavalli combattevano per la vittoria assoluta, una Logan numero 300 preparata dal piccolo team tedesco Olli’s Garage Racing è diventata virale sui social, nei paddock e persino tra gli addetti ai lavori. Il motivo è semplice, in un motorsport sempre più perfetto, costoso e sterilizzato, la Logan rappresenta tutto ciò che il pubblico romantico teme di perdere.
La scena sembrava scritta da uno sceneggiatore con grande senso dell’umorismo. Per molti poteva sembrare uno scherzo. Da una parte Mercedes-AMG GT3 ufficiali, Ferrari e Lamborghini. Dall’altra una Dacia Logan con la sagoma da taxi dell’Est Europa e una reputazione non proprio invidiabile. Ma al Nurburgring le differenze diventano parte dello spettacolo. La 24 Ore del Ring è una delle poche gare al mondo dove prototipi e GT3 condividono la pista con vetture molto più lente. Proprio questo caos controllato a renderla unica. La Logan di Olli’s Garage corre nelle classi minori, dove conta sopravvivere più che vincere.
In questo 2026 è successo qualcosa di più grande. Dei video diventati virali mostrano la Logan attraversare indenne una zona piena d’olio dove diverse GT potentissime finiscono in testacoda o nella ghiaia. La Dacia continua tranquilla, quasi indifferente al dramma attorno a lei. Poco dopo, un altro filmato la mostra mentre tiene dietro addirittura la Mercedes GT3 del team di Max Verstappen in un tratto misto del circuito. Inoltre, non è stata la vettura più lenta della gara, alcune BMW 325i hanno chiuso dietro. E nei commenti qualcuno ha scritto: “Non tutto deve essere carbonio e minaccia. A volte il motorsport ha bisogno di una berlina sensata con ambizioni totalmente irragionevoli“.
Dietro la Logan non c’è un costruttore ufficiale, non c’è un budget milionario e non c’è una struttura da F1. C’è Oliver Kriese, detto “Olli”, proprietario di una piccola officina tedesca e anima di Olli’s Garage. Il progetto nasce quasi come una provocazione romantica, portare una vettura popolare in una delle gare endurance più dure del pianeta. Un’idea che ricorda il motorsport anni ’70, quando bastavano passione, amici e chiavi inglesi. La Logan deriva da una vecchia vettura del Dacia Logan Cup, categoria monomarca low-cost nata negli anni 2000.mNegli anni il team è diventato una sorta di culto underground del Nurburgring.
La macchina è lenta, spesso lentissima, ma è impossibile non notarla. Anche perché il pubblico del Ring ama da sempre gli outsider. Il team lavora davvero con budget ridotti e molti membri sono volontari. Alcuni fan aiutano economicamente la squadra e nel paddock la Logan viene fotografata quasi quanto le GT3. Da segnalare che ci sono anche critici che considerano la Dacia non più aggiornata e un pericoloso ostacolo tra le vetture in corsa.
La storia sarebbe già perfetta così, ma c’è un dettaglio che la rende ancora più romantica. Nel 2025, la Logan originale fu distrutta in un incidente violentissimo con un’Aston Martin. La vettura venne praticamente demolita e per molti era la fine della favola. Invece il pubblico reagì come si reagisce alla morte di un personaggio amato. Partirono raccolte fondi spontanee e i social si riempirono di messaggi. I commissari di pista e gli appassionati si mobilitarono per aiutare il team a tornare in gara negli anni successivi. Così la Logan grazie soprattutto al suo team è rinata.
Nel 2026 è tornata ancora più assurda. Perché sotto il cofano non c’è più il tranquillo motore originale, il team ha montato un propulsore Renault Mégane RS da circa 280 cavalli. Una specie di Frankenstein meccanico nato in garage. Il risultato è stato che la Dacia è stata ancora lenta rispetto alle GT3, ma abbastanza veloce da diventare imprevedibile e non più ultima.
C’è un motivo preciso se questa storia continua a fare il giro del mondo. La Logan rappresenta l’ultima forma di motorsport autentico. Oggi le gare endurance sono dominate da simulatori, ingegneri, factory team e budget enormi. Tutto è perfetto, scientifico, professionale mentre la Dacia invece è rumorosa, improbabile e quasi ridicola. Proprio questo è il punto, quando la gente vede una Logan da poche migliaia di euro sfidare macchine che costano quanto una villa, si crea immediatamente una narrazione universale: Davide contro Golia.
Non importa che arrivi 107esima assoluta, conta il fatto che sia arrivata. Conta che abbia perso una ruota a tre ore dalla fine e sia comunque tornata in pista dopo una riparazione disperata dei meccanici. Conta che ogni volta che passava davanti alle tribune, il pubblico la applaudisse più delle GT ufficiali.
La Logan è diventata anche un fenomeno culturale. Sui social è diventata materiale perfetto per meme, gif e video virali. Molti fan inglesi e americani l’hanno collegata subito al mito della Dacia Sandero di Top Gear. Altri chiedono già che venga aggiunta ai videogiochi. Il tutto giustificato dal fatto che la sua silhouette anonima in mezzo a Mercedes, Ferrari e Lamborghini sembra un fotomontaggio vivente. Ma è reale e forse questo è il dettaglio più incredibile.
Questa storia funziona così bene perché il pubblico non vuole soltanto vedere chi vince. Vuole storie curiose e la Dacia Logan di Olli’s Garage è la storia perfetta perché contiene tutto, oggi anche il fatto che Max Verstappen ne è stato coinvolto indirettamente nella narrazione. La Logan è la prova che nel motorsport moderno esiste ancora spazio per l’assurdo. forse è proprio questo il motivo per cui, mentre Ferrari e Lamborghini combattevano per la gloria, il pubblico guardava una vecchia Dacia Logan colorata che arrancava nella fredda notte dell’Eifel. Perché certe auto non corrono per vincere, corrono per essere ricordate.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 12:29:53 +0000Comprare un’auto usata nel 2026 significa muoversi in un mercato sempre più centrale per le famiglie italiane. Proprio perché il mercato è ampio e costoso, la garanzia sull’auto usata è diventata uno dei punti più delicati della compravendita. Su questo versante bisogna distinguere tre piani: la garanzia di conformità prevista dal Codice del Consumo quando si compra da un venditore professionale, la garanzia per vizi del Codice Civile quando l’acquisto avviene tra privati, e le garanzie commerciali aggiuntive che non possono sostituire né comprimere i diritti minimi riconosciuti dalla legge.
Se l’auto usata viene acquistata da un concessionario, da un rivenditore, da un autosalone o comunque da un venditore professionale, e l’acquirente compra come consumatore privato, entra in gioco la garanzia legale di conformità disciplinata dal Codice del Consumo. Tutela il consumatore quando il bene presenta un difetto di conformità rispetto al contratto di vendita e che il consumatore deve rivolgersi al venditore ovvero al soggetto con cui ha concluso il contratto. Se l’auto viene venduta da un professionista a un consumatore è un obbligo di legge. Il venditore non può cancellarla, non può farla pagare come se fosse un optional e non può sostituirla con una copertura commerciale più debole.
Se invece l’auto viene comprata da un privato cambia la situazione. Il Codice del Consumo non si applica alle vendite tra due consumatori. In quel caso il riferimento è il Codice Civile, in particolare l’articolo 1490, secondo cui il venditore deve garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. La tutela è meno forte rispetto all’acquisto da un professionista. Nella vendita tra privati il compratore deve dimostrare che il vizio era già presente prima della vendita, che non era riconoscibile e nei casi più difficili che il venditore ne era a conoscenza o lo ha taciuto in mala fede.
Se l’auto viene acquistata con partita Iva, per uso aziendale o professionale, la disciplina del Codice del Consumo può non applicarsi perché questa tutela riguarda il consumatore che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale.
La garanzia legale ha durata di due anni e decorre dalla consegna. L’azione per far valere i difetti non dolosamente occultati si prescrive in 26 mesi dalla consegna. Applicata all’auto usata significa che il venditore professionale resta responsabile dei difetti di conformità che esistevano al momento della consegna e che si manifestano entro il periodo di responsabilità previsto. Non è necessario che il guasto sia già evidente il giorno del ritiro.
Può emergere dopo, purché sia collegato a una non conformità originaria e non a un normale deterioramento successivo. Per i beni usati, venditore e consumatore possono accordarsi per ridurre la durata della responsabilità del venditore, ma non sotto un anno. Per un’auto usata venduta da professionista a consumatore, la garanzia legale non può essere ridotta sotto i 12 mesi.
La garanzia legale copre i difetti di conformità ovvero le situazioni in cui l’auto non corrisponde al contratto, alla descrizione fatta dal venditore, alle qualità promesse, all’uso normale o alle caratteristiche che il consumatore poteva attendersi considerando età , chilometraggio, prezzo, stato dichiarato e storia del veicolo. L’articolo 129 del Codice del Consumo stabilisce che il venditore deve fornire al consumatore beni conformi al contratto.
In linea generale rientrano nella garanzia legale i guasti a motore, cambio, impianto frenante, sterzo, sospensioni, centraline, componenti elettroniche, climatizzazione, sistemi di sicurezza, apparati di alimentazione o altri elementi essenziali, se il problema costituisce un difetto di conformità e non una conseguenza normale dell’usura o di un uso scorretto successivo alla vendita.
Facciamo un esempio semplice. Se dopo due settimane dall’acquisto si accende una spia motore e l’officina accerta un problema già presente o compatibile con una condizione preesistente, il venditore non può liquidare la questione dicendo che è un’auto usata. Se dopo otto mesi il cliente rompe il motore per assenza di olio, manutenzione ignorata o uso improprio, la garanzia legale difficilmente potrà coprire il danno.
Freni, frizione, pneumatici, batteria, ammortizzatori, cinghie, dischi, pastiglie e altri componenti soggetti a consumo non sono automaticamente coperti ogni volta che si guastano. Su un’auto usata, soprattutto se datata o molto chilometrata, una certa usura è normale. Il venditore non può però nascondersi dietro l’usura. Se un componente era già compromesso al momento della consegna, se il venditore ha dichiarato il contrario, se il difetto rende l’auto non conforme all’uso normale o se la descrizione commerciale era fuorviante, il consumatore può contestare.
La formula vista e piaciuta viene ancora usata in molte vendite di auto usate. Nelle compravendite da professionista a consumatore non può essere usata per cancellare la garanzia legale. Può indicare che l’acquirente ha visionato il veicolo e ne ha accettato alcune condizioni evidenti, ma non può escludere la responsabilità del venditore per difetti di conformità non dichiarati o non conoscibili. Il venditore professionale ha il dovere di informare il consumatore.
Se un difetto è noto, va dichiarato. Se l’auto ha subito incidenti importanti, chilometraggio non coerente, difetti meccanici rilevanti o limitazioni d’uso, queste informazioni non possono essere occultate dietro una frase generica. La garanzia legale nasce per evitare che il compratore venga lasciato solo davanti a una non conformità che non poteva valutare al momento dell’acquisto.
Nella vendita tra privati, la clausola vista e piaciuta ha un peso maggiore perché non si applica il Codice del Consumo e perché il compratore assume un rischio più ampio. Anche nel Codice Civile il patto che esclude o limita la garanzia non ha effetto se il venditore ha taciuto in mala fede i vizi della cosa. Quindi se un privato vende un’auto sapendo che ha un grave problema occulto e lo nasconde, non può sempre rifugiarsi dietro il vista e piaciuta.
Il problema è probatorio. L’acquirente dovrà dimostrare non solo il difetto, ma anche la sua rilevanza, la preesistenza e, nei casi più complessi, la conoscenza o la reticenza del venditore.
La carrozzeria lucida non dice nulla su distribuzione, cambio automatico, turbina, batteria ad alta tensione, centraline, manutenzione saltata, riparazioni post-incidente o chilometraggio reale. Prima di comprare, soprattutto da un privato, una verifica indipendente può evitare molti guai. Meglio controllare la situazione giuridica del veicolo al Pra prima dell’acquisto, per verificare eventuali gravami, vincoli o problemi amministrativi.
Quando emerge un difetto di conformità , il consumatore ha diritto prima di tutto al ripristino della conformità del bene. I rimedi primari sono la riparazione o la sostituzione del bene. Solo se non sono possibili o adeguati si passa a riduzione del prezzo o risoluzione del contratto.
Nel caso di un’auto usata, la sostituzione dell’intero veicolo è spesso poco praticabile perché l’auto è un bene specifico, con chilometraggio, stato e caratteristiche proprie. Nella pratica, il rimedio più frequente è la riparazione a carico del venditore.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 12:00:14 +0000Immaginate le strade del Principato di Monaco, un luogo dove la densità di hypercar per metro quadrato è probabilmente la più alta al mondo. In questo scenario, vedere una Ferrari moderna o una Pagani da milioni di euro è quasi l’ordinario. Eppure, nei giorni scorsi, lo sguardo dei passanti non è stato catturato dall’ennesimo gioiello tecnologico dell’ultima ora, ma da una sagoma squadrata e bianchissima, impreziosita dai colori che hanno fatto la storia del motorsport: una Lancia Delta HF Integrale Evoluzione Martini 6. Al volante, con la naturalezza di chi vive tra i cordoli, c’era Fernando Alonso.
Vedere un bi-campione del mondo di Formula 1, un uomo abituato a domare mostri di potenza come l’Aston Martin Valkyrie o la Pagani Zonda Diamante Verde, scegliere una “vecchia” gloria degli anni Novanta racconta una storia di passione pura. La Martini 6 non è una scelta per chi vuole solo apparire, perché è una macchina per puristi, per chi sa riconoscere il sibilo del quattro cilindri turbo e apprezza la precisione di un cambio manuale a cinque rapporti.
Ciò che rende questo incontro tra il pilota e la vettura così interessante è il pedigree dell’auto stessa. La Martini 6, prodotta nel 1992, è la celebrazione definitiva di un’impresa epica: il sesto titolo mondiale costruttori consecutivo ottenuto dalla Lancia nel WRC. Si tratta di un record ancora oggi ineguagliato nella storia dei rally, un primato che trasforma ogni chilometro percorso da questa Delta in una parata celebrativa della superiorità ingegneristica dell’Italia che fu. Lancia ne costruì appena 310 esemplari, rendendola una delle serie limitate più rare e desiderate dai collezionisti di tutto il mondo.
Alonso, che nel suo garage custodisce pezzi da museo come la McLaren MP4/4B di Senna e icone come la Ferrari F40, sembra voler rendere omaggio a un’epoca in cui le auto da corsa erano ancora strettamente imparentate con quelle stradali. Seduto tra i sedili Recaro in Alcantara turchese, circondato da finiture che trasudano sportività artigianale, lo spagnolo non sta solo guidando un investimento da quasi 400.000 euro; sta pilotando un frammento di storia che porta impresse sulla carrozzeria le decalcomanie “World Rally Champion” come medaglie al valore.
Sotto il cofano della Martini 6 batte il celebre 2.0 litri a 16 valvole da 213 CV. Sebbene oggi questi numeri possano sembrare modesti rispetto agli oltre 800 cavalli delle moderne supercar di Alonso, la Delta offre una guida viscerale e immediata che poche auto contemporanee possono replicare. È una macchina che evoca i nomi di leggende come Biasion, Kankkunen e Auriol, piloti che hanno domato fango e asfalto per scrivere il mito dell’Integrale.
Vedere Fernando Alonso aggirarsi per le curve del Principato con questa Lancia è un promemoria affascinante: per un vero campione, il valore di un’auto non si misura solo nei tempi sul giro o nel prezzo d’asta, ma nelle emozioni accumulate e nel rispetto per chi ha segnato un’era. Mentre la livrea Martini riflette il sole della Costa Azzurra, la Delta di Alonso dimostra che certe leggende non invecchiano mai, tornano semplicemente a correre nelle mani di chi sa ancora apprezzare l’essenza della guida. In quel momento, tra i tornanti di Monaco, il mito Lancia ha smesso di essere un ricordo confinato nei libri di storia per tornare a essere, orgogliosamente, presente.
Data articolo: Mon, 18 May 2026 11:27:36 +0000