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Il 26 giugno 2026 il traffico sulle autostrade italiane presenta diverse criticità con code e rallentamenti dovuti a veicoli in avaria e incidenti, compresi almeno due eventi gravi: una coda di 3 km sull’autostrada A1 tra Ponzano Romano e Bivio A1/Diramazione Roma Nord per un incidente e la chiusura di un allacciamento sull’A24 causa incidente. La giornata vede inoltre traffico intenso e code a tratti in molte tratte strategiche come la A7 Milano-Genova e l’A14 Bologna-Taranto.
07:59 – Tra Ponzano Romano e Bivio A1/Diramazione Roma Nord
Coda di 3 km per incidente
Direzione Napoli
Tratta interessata dal km 527.0 al km 530.0, lunghezza coda 3 km.
07:59 – Valdarno e Firenze sud
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta interessata dal km 316.0 al km 322.0 per una lunghezza di 6 km.
07:56 – Firenze sud e Incisa – Reggello
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
Tratta dal km 301.0 al km 308.0 con una lunghezza di 7 km.
07:53 – Barriera di Caserta Sud
Coda per materiali dispersi
Direzione Caserta
Situazione al km 739.7.
07:42 – Entrata a Fiano Romano verso G.R.A.
Coda per traffico intenso
Direzione G.R.A.
Tratta dal km 0.0 al km 4.0.
07:01 – Bivio A1/Diramazione Roma Nord
Deviazione per incidente, provenendo da Firenze verso G.R.A.
Direzione Napoli
Seguire deviazione indicata per evitare l’incidente.
08:01 – Uscita a Capriate provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
Situazione al km 160.7.
07:36 – Milano est e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
Tratta dal km 126.2 al km 138.3, lunghezza 12.1 km.
07:12 – Nodo di Pero e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
Tratta dal km 125.0 al km 138.3, lunghezza 13.3 km.
08:06 – Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Coda per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
Tratta dal km 128.7 al km 131.7 per una lunghezza di 3 km.
08:02 – Bivio A7/A12 Genova-Livorno e Genova Bolzaneto
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta dal km 125.8 al km 128.7, lunghezza 2.9 km.
07:57 – Uscita a Genova Bolzaneto provenendo da Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
07:55 – Bivio A7/A12 Genova-Livorno e Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
Tratta dal km 128.7 al km 131.7, lunghezza 3 km.
07:30 – Fiera Milano e Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta dal km 0.0 al km 2.2, lunghezza 2.2 km.
07:56 – Genova Aeroporto e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
Tratta dal km 0.0 al km 2.3, lunghezza 2.3 km.
07:57 – Sesto Fiorentino e Firenze Peretola
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Firenze
Tratta dal km 0.0 al km 1.9, lunghezza 1.9 km.
07:18 – Prato Ovest e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
Tratta dal km 7.0 al km 12.0, lunghezza 5 km.
08:04 – Bivio A12/A7 Milano-Genova e Genova est
Coda per veicolo fermo o avaria
Direzione Rosignano
Tratta dal km 0.0 al km 1.0, lunghezza 1 km.
07:51 – Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Coda per traffico intenso
Direzione Taranto
Tratta dal km 5.0 al km 13.3, lunghezza 8.3 km.
07:46 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
Tratta dal km 4.0 al km 5.0, lunghezza 1 km.
07:37 – Pescara Nord e Pescara Ovest
Coda di 1 km per ripristino incidente
Direzione Taranto
Tratta dal km 377.0 al km 379.7, lunghezza 2.7 km.
07:35 – Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per incidente, provenendo da G.R.A. verso Via Salaria.
Direzione Tangenziale Est
06:45 – Bivio A24/Tangenziale est RM
Chiuso al traffico per incidente. Uscita consigliata provenendo da G.R.A.: Via Fiorentini.
Direzione Tangenziale Est
07:13 – Tornimparte e L’Aquila Ovest
Traffico rallentato per veicolo fermo o avaria
Direzione in entrambe le direzioni
Situazione al km 88.0.
07:57 – Mercato San Severino e Bivio A30/Raccordo Salerno-Avellino
Traffico rallentato per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Salerno
Tratta dal km 54.3 al km 55.3, lunghezza 1 km.
07:41 – Entrata a Corso Malta verso Pozzuoli
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
07:33 – Capodichino e Corso Malta
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Tratta dal km 18.8 al km 19.3, lunghezza 0.5 km.
07:31 – Vomero e Capodimonte
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
Tratta dal km 12.5 al km 16.1, lunghezza 3.6 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 06:08:00 +0000Nel mese di giugno 2026 si segnalano numerosi scioperi in tutta Italia, con un impatto che interesserà trasporti nazionali, regionali e locali. Nel dettaglio, sono stati indetti scioperi nei settori del trasporto pubblico locale, ferroviario, aeroportuale e taxi, con diverse città e regioni coinvolte. In questo articolo, troverai l’elenco completo e aggiornato degli scioperi programmati nel corso del mese, ordinati per città e per giorno, con l’indicazione di orari, categorie di lavoratori e informazioni sui disagi e sulle modalità .
Di seguito tutti i dettagli, giorno per giorno, relativi agli scioperi previsti nel solo mese di giugno 2026.
Nella città di Catania è stato proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il personale della società AMTS di Catania e interessa il trasporto pubblico locale. Sindacati promotori: OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, OSP ORSA TPL.
Nel comune di Foggia lo sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, riguarda il personale della società ATAF di Foggia nel TPL. Sindacati: OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.
Nella città di Messina, è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00, per il personale della società ATM di Messina. Sindacati: OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.
In tutte le province di Emilia-Romagna viene proclamato sciopero della durata di 24 ore con modalità variabili per il personale della società SETA nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. Sindacato promotore: OSR USB LAVORO PRIVATO.
Sull’intero territorio nazionale, il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione SOC. TRENITALIA sarà coinvolto in sciopero per l’intera giornata. Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.
In Italia (tutte le province), sciopero di 24 ore (00.00 – 23.59) di tutto il personale dei porti. Sindacato: SI COBAS.
Nella città di Ravenna sciopero locale di 12 ore (10.00 – 22.00), per personale società SERS addetto al servizio di rimorchio portuale porto di Ravenna. Sindacato: OSP UILT-UIL.
Nella città di Palermo sciopero TPL di 4 ore (11.00 – 15.00): personale AMAT di Palermo (OSP CUB TRASPORTI).
In Sicilia sciopero regionale settore ferroviario per 8 ore (10.01 – 18.00): personale FS Security (OSR SLM FAST CONFSAL, ORSA TRASPORTI).
A Messina (Stretto), sciopero settore marittimo di 24 ore (21.01 dell’11 giugno alle 20.59 del 12 giugno): personale BluJet (OSP FILT-CGIL, UILT-UIL).
In Italia (nazionale), sciopero plurisettoriale settore ferroviario e merci su rotaia di 23 ore (03.00 dell’11 giugno alle 02.00 del 12 giugno), promosso da CUB TRASPORTI e SGB.
In Italia sciopero ferroviario nazionale di 8 ore (09.01 – 17.00): personale FS Italiane (ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI).
In Italia sciopero ferroviario nazionale di 8 ore (09.01 – 17.00): personale imprese che svolgono attività ferroviarie (CAT).
In Italia sciopero nazionale di 8 ore (06.00 – 14.00): personale Mercitalia Shunting & Terminal (USB LAVORO PRIVATO).
In Italia (aeroporti) sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00): personale ENAV Verona Airport (OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV).
A Milano Linate sciopero di 4 ore (12.00 – 16.00): personale SKY Service (OSR USB Lavoro Privato).
In Italia (nazionale), sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00): piloti e assistenti EasyJet Airlines Limited (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).
In Italia sciopero 18 ore (06.00 – 24.00) per personale navigante EasyJet Airlines Limited (USB Lavoro Privato).
Nella città di Firenze, sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale: personale Autolinee Toscane bacino di Firenze (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).
In Liguria (Genova e Savona), sciopero regionale trasporto merci conto terzi di 72 ore dalle 00:01 del 18/6 alle 24:00 del 20/6, aree logistiche e portuali (OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO).
Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale: personale ARRIVA UDINE di Udine (ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE).
Nella città di Lecce (Puglia), sciopero di 3 ore (9.30 – 12.30): personale SGM di Lecce (OST UILT-UIL).
In tutta la Calabria (tutte le province), sciopero di 4 ore (11.50 – 15.50): personale Ferrovie della Calabria (OSR FAISA-CISAL).
Nella città di Napoli sciopero di 4 ore (12.45 – 16.45): personale area ferro Soc. ANM di Napoli (OSR FISI).
Nel territorio di Verona (Veneto), sciopero di 8 ore (09.01 – 17.00): lavoratori manutenzione/amministrazione/ingegneria RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE, SLM-FAST-CONFSAL).
In tutta la Sardegna: sciopero di 8 ore (09.01 – 17.00): personale equipaggi Trenitalia DOR Sardegna (OSR ORSA FERROVIE, FAST-CONFSAL).
Nella provincia di Venezia, sciopero di 4 ore (10.00 – 14.00) per il personale SOC. ATVO di Venezia nel trasporto pubblico locale, proclamato dalle sigle OSP SGB/FAST MOBILITÀ’.
In Piemonte (tutte le province), sciopero regionale, settore ferroviario di 8 ore dalle 9.00 alle 16.59 che coinvolge il personale SOC. TRENITALIA Direzione Customer Operations CSVD Regionale Piemonte. Sindacato: OSR ORSA FERROVIE.
In Lombardia (tutte le province), sciopero provinciale del trasporto pubblico locale della durata di 24 ore, con modalità variabili. Coinvolto il personale delle SOCC. GRUPPO ATM di Milano. Sindacato: CONFIAL TRASPORTI.
Nella città di Roma, sciopero locale di 24 ore per gli addetti al servizio taxi sul territorio comunale di Roma Capitale (UTI/UGL-TAXI/FEDERTAXI-CISAL/CLAAI/FAST CONFSAL TAXI/USB-TAXI/FILT-CGIL TAXI/ATLT/CONSULTAXI/SUL TAXI/ATITAXI/AGCI/LEGACOOP LAZIO).
Nella città di Firenze, sciopero di 4 ore dalle 22.30 del 27/6 alle 02.30 del 28/6 per il personale SOC. GEST di Firenze, trasporto pubblico locale (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 08 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 22 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 25 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 06:00:00 +0000Oggi, 26 giugno 2026, lungo la rete autostradale italiana i prezzi medi più recenti disponibili (aggiornamento 25-06-2026) indicano: benzina self a 1.913 euro, gasolio self a 1.996 euro, GPL servito a 0.877 euro e metano servito a 1.585 euro. Nelle tabelle seguenti trovate il dettaglio aggiornato e, a seguire, una guida per capire come si forma il prezzo alla pompa: dalla componente industriale al prelievo fiscale, passando per l’influenza delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, nonché per i margini che gli operatori possono modulare.
Ultimo aggiornamento dei dati: 25-06-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO (euro) |
| Gasolio | SELF | 1.996 |
| Benzina | SELF | 1.913 |
| GPL | SERVITO | 0.877 |
| Metano | SERVITO | 1.585 |
Per la benzina, il prezzo finale pagato dall’automobilista è il risultato di due grandi blocchi: la componente fiscale, pari al 58%, e la componente industriale, che vale il 42%. La parte fiscale comprende accise e imposta sul valore aggiunto (Iva) e rappresenta, quindi, oltre la metà del prezzo allo scontrino. Si tratta di una quota poco comprimibile nel breve periodo, in quanto fissata per legge e applicata sull’imponibile, includendo anche i costi industriali. La parte industriale, invece, racchiude gli elementi che derivano dal mercato: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. Nello specifico, la materia prima incide per il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, con un impatto diretto anche dalle oscillazioni del cambio euro/dollaro, dato che le contrattazioni internazionali avvengono prevalentemente in dollari. Il margine lordo corrisponde al 12% del prezzo e copre logistica, stoccaggio, trasporto, costi operativi e il guadagno lungo la distribuzione, fino al punto vendita. Proprio su questo margine l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, in funzione di varie leve: il livello di concorrenza nell’area, la strategia commerciale di rete, i flussi di traffico, il tipo di erogazione (self o servito) e i servizi accessori offerti. Ne risulta che, a parità di scenario fiscale, l’andamento delle quotazioni internazionali e del cambio, insieme alle politiche di prezzo degli operatori, è ciò che più frequentemente determina i movimenti, anche giornalieri, del prezzo della benzina al distributore.
Per il gasolio, la struttura del prezzo presenta un equilibrio diverso tra fisco e industria: la componente fiscale è pari al 45%, mentre quella industriale pesa per il 55% del totale. All’interno della parte industriale, il costo della materia prima incide per il 45% del prezzo: anche qui contano le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’andamento del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti delle variazioni dei mercati globali sull’import finale. Il margine lordo, che vale il 10% del prezzo, comprende i costi e i ricavi della filiera logistica e distributiva e costituisce l’area su cui i gestori possono intervenire per calibrare il prezzo alla pompa. Tale intervento può riflettere la struttura dei costi (trasporto, stoccaggio, gestione del punto vendita), la pressione competitiva locale, la stagionalità della domanda e la scelta tra modalità self e servito. La combinazione di questi fattori fa sì che il prezzo del gasolio risulti spesso più sensibile alle dinamiche del mercato internazionale rispetto alla benzina, proprio perché la componente industriale è più ampia. Di conseguenza, a parità di imposizione fiscale, le oscillazioni di mercato e le strategie di rete hanno un peso rilevante sui listini, con aggiustamenti che possono emergere rapidamente nei nodi autostradali a più alto traffico.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.826 per la benzina, 1.915 per il diesel, 0.793 per il gpl, 1.571 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.913 |
| Benzina | SELF | 1.825 |
| GPL | SERVITO | 0.783 |
| Metano | SERVITO | 1.514 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.934 |
| Benzina | SELF | 1.856 |
| GPL | SERVITO | 0.758 |
| Metano | SERVITO | 1.577 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.944 |
| Benzina | SELF | 1.854 |
| GPL | SERVITO | 0.877 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.926 |
| Benzina | SELF | 1.837 |
| GPL | SERVITO | 0.825 |
| Metano | SERVITO | 1.657 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.917 |
| Benzina | SELF | 1.844 |
| GPL | SERVITO | 0.734 |
| Metano | SERVITO | 1.526 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.900 |
| Benzina | SELF | 1.810 |
| GPL | SERVITO | 0.763 |
| Metano | SERVITO | 1.524 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.916 |
| Benzina | SELF | 1.825 |
| GPL | SERVITO | 0.767 |
| Metano | SERVITO | 1.505 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.907 |
| Benzina | SELF | 1.814 |
| GPL | SERVITO | 0.757 |
| Metano | SERVITO | 1.636 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.912 |
| Benzina | SELF | 1.817 |
| GPL | SERVITO | 0.864 |
| Metano | SERVITO | 1.537 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.899 |
| Benzina | SELF | 1.804 |
| GPL | SERVITO | 0.748 |
| Metano | SERVITO | 1.542 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.892 |
| Benzina | SELF | 1.803 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.507 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.944 |
| Benzina | SELF | 1.852 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.901 |
| Benzina | SELF | 1.806 |
| GPL | SERVITO | 0.750 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.916 |
| Benzina | SELF | 1.833 |
| GPL | SERVITO | 0.748 |
| Metano | SERVITO | 1.607 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.926 |
| Benzina | SELF | 1.831 |
| GPL | SERVITO | 0.866 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.925 |
| Benzina | SELF | 1.836 |
| GPL | SERVITO | 0.812 |
| Metano | SERVITO | 1.816 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.912 |
| Benzina | SELF | 1.816 |
| GPL | SERVITO | 0.766 |
| Metano | SERVITO | 1.600 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.915 |
| Benzina | SELF | 1.831 |
| GPL | SERVITO | 0.806 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.909 |
| Benzina | SELF | 1.820 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.508 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.931 |
| Benzina | SELF | 1.843 |
| GPL | SERVITO | 0.889 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.882 |
| Benzina | SELF | 1.796 |
| GPL | SERVITO | 0.773 |
| Metano | SERVITO | 1.500 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 06:00:00 +0000Tutto comincia da una chiamata telefonica da parte di forze dell’ordine che avvisano il proprietario di un’auto che la sua vettura è stata usata in una rapina: l’interlocutore fornisce un numero di targa e chiede di verificare i dati dell’auto. La truffa della targa clonata non è nuova, ma continua a fare nuove vittime (quasi sempre anziani) con una regia sempre più raffinata e spietata. Conoscere il meccanismo è il primo passo per non cascarci.
Lo schema è collaudato e segue sempre lo stesso copione. L’anziano preso di mira riceve una telefonata da un falso appartenente alle forze dell’ordine, carabinieri o polizia, a seconda dei casi. L’interlocutore informa che l’auto della vittima risulta coinvolta in una rapina appena avvenuta, perché la targa del veicolo sarebbe stata clonata e utilizzata da una banda.
Il dettaglio che rende il raggiro così efficace è la cura con cui viene costruita la credibilità . Conoscono nome e cognome, a volte citano familiari, usano un tono pacato. Di norma tendono a essere fini parlatori e cercano di disorientare la vittima con un fiume di parole. Chi riceve la chiamata, spesso una persona anziana che vive sola, non ha il tempo di ragionare: l’urgenza costruita ad arte non lascia spazio alla riflessione.
La telefonata è solo il primo atto. Per dirimere ogni possibile coinvolgimento della vittima, i truffatori spiegano che è necessario un sopralluogo nella sua casa per verificare che non vi siano gioielli o altri preziosi riconducibili alla rapina. Se la vittima cede, il secondo tempo si mette in moto quasi subito.
Poco dopo la telefonata, alla porta di casa si presenta un complice che si qualifica a sua volta come appartenente alle forze dell’ordine. L’uomo chiede di visionare i gioielli custoditi in casa per accertare che non coincidano con quelli rubati durante la rapina. Fingendo di redigere un verbale, annota caratteristiche e descrizioni dei monili.Â
Il momento decisivo è quello in cui la vittima viene allontanata anche solo per pochi secondi. La vittima viene invitata ad allontanarsi, ad esempio per recuperare un documento o un foglio utile alla verbalizzazione: in quell’istante il finto agente si impossessa dei gioielli e scappa. Nel frattempo, un altro componente della banda resta al telefono con l’anziano, fornendo spiegazioni sull’assenza del collega e invitandolo a recarsi in caserma per completare le procedure. Quando la vittima capisce cosa è successo, i truffatori sono già spariti.
La buona notizia è che difendersi da questa truffa è possibile, e non richiede chissà quale accorgimento tecnico. Basta conoscere le regole di base e tenerle a mente. I carabinieri sul loro sito ufficiale ricordano che le forze dell’ordine non chiedono mai denaro per assistere i cittadini e non possono compiere una perquisizione in casa senza un mandato. Questo è il punto fermo da cui partire: qualsiasi voce al telefono che chiede di mostrare contanti o gioielli non è un carabiniere.
Oltre a non dare seguito alla chiamata riagganciando prontamente, in caso di sospetti è opportuno avvertire subito le forze dell’ordine chiamando il 112. Al contempo sarebbe opportuno avvisare un parente o un vicino di casa in modo da avere un ulteriore aiuto nel fronteggiare un’eventuale situazione di emergenza.Â
Se si presentano dei carabinieri a casa o si riceve una chiamata da presunti agenti, meglio chiamare il commissariato della propria città tramite i numeri ufficiali e accertarsi che gli agenti siano reali. Pochi secondi di verifica possono fare la differenza tra una brutta esperienza e una truffa consumata.
Attenzione a un aspetto che spesso viene trascurato: la clonazione fisica di una targa non è fantascienza. Il raggiro telefonico sfrutta proprio questa consapevolezza per risultare credibile. La clonazione della targa consiste nella riproduzione fraudolenta del numero di immatricolazione di un veicolo legittimo per applicarlo su un altro veicolo, solitamente dello stesso modello e colore per ridurre il rischio di rilevamento. Questa pratica criminale permette ai truffatori di circolare impunemente, commettere infrazioni stradali e perpetrare reati.
Chi sospetta di essere vittima di clonazione della targa deve presentare denuncia immediata alle forze dell’ordine, fare ricorso alla multa entro 30-60 giorni e richiedere il cambio targa. Si tratta di un reato penale che può comportare fino a 2 anni e 6 mesi di reclusione. La legge tutela chi subisce la clonazione, ma il percorso burocratico per dimostrare la propria innocenza richiede tempo e documentazione.Â
Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 05:30:29 +0000Tutti sanno che esiste un limite che non si deve superare di alcol, ma tra il sapere la teoria e il capire concretamente cosa significhi in termini di bicchieri, c’è un abisso. Uno di quei vuoti informativi che finisce per generare o l’eccesso di prudenza o, molto peggio, di sottovalutare il rischio. Vale la pena fare chiarezza una volta per tutte, numeri alla mano.
Prima di parlare di birra e vino, è indispensabile capire qual è la soglia oltre la quale scatta la sanzione. In Italia, il limite legale per la generalità dei conducenti è fissato a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue (g/l). Al di sotto di questo valore, non si applicano conseguenze. Al di sopra, invece, si entra in tre fasce di gravità crescente.
La prima fascia, quella che va da 0,5 a 0,8 g/l, è di rilevanza amministrativa. La seconda, tra 0,8 e 1,5 g/l, diventa un reato penale. La terza, oltre 1,5 g/l, è quella più grave, con ammende elevate, possibilità di arresto e confisca del veicolo se di proprietà del conducente. Le sanzioni economiche vanno da 573 a 2.170 euro per la prima fascia, con sospensione della patente da 3 a 6 mesi; salgono tra 800 e 3.200 euro per la seconda fascia, con sospensione da 6 mesi a un anno; e arrivano fino a 6.000 euro per la terza, con arresto da 6 mesi a un anno e sospensione fino a 2 anni. C’è poi una categoria per cui il discorso cambia radicalmente: neopatentati e autisti professionali devono rispettare un limite pari a zero. In pratica, anche un solo bicchiere può far scattare le sanzioni.
Un’ultima novità introdotta dal nuovo Codice della Strada riguarda il cosiddetto alcolock: chi viene fermato con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l si vede applicare un codice sulla patente che impone il divieto assoluto di assumere alcol prima di guidare, oppure l’obbligo di installare sul veicolo un dispositivo che ne blocca l’avviamento in caso di alcolemia positiva.
Ecco il punto dove molti si perdono. Il tasso alcolemico non dipende solo da quanti bicchieri si bevono: è il risultato di una combinazione di variabili diverse da persona a persona. Fattori come il peso corporeo, l’età , la gradazione alcolica delle bevande, l’aver mangiato o meno prima di bere, e il tempo trascorso tra l’ultimo sorso e il momento in cui si mette in moto influenzano tutti il risultato finale.
Il motivo per cui stomaco pieno e stomaco vuoto fanno così tanta differenza è fisiologico: quando si mangia, l’alcol viene assorbito dall’intestino in modo più lento. L’alcol assorbito passa nel sangue e da lì al fegato. Solo quando il fegato ha completato questo processo il tasso alcolemico torna a zero. A parità di bicchieri consumati, una donna di 50 kg a digiuno può trovarsi in una situazione completamente diversa da un uomo di 90 kg che ha appena finito di cenare.
Per orientarsi, l’Istituto Superiore di Sanità ha elaborato delle tabelle indicative che stimano il tasso alcolemico atteso in base a sesso, peso corporeo e condizione gastrica. È bene precisare che questi valori sono solo indicativi e non hanno alcuna validità legale, poiché la molteplicità di variabili individuali rende di fatto impossibile calcolare con precisione la quantità esatta di alcol che si può assumere senza superare il limite di legge. Detto questo, sono comunque uno strumento utile per farsi un’idea di massima.
Partiamo dalla bevanda per eccellenza della nostra tradizione. Un calice di vino standard è di circa 125 ml con gradazione intorno al 12%. Per un uomo di 70 kg, un calice di vino corrisponde a un tasso alcolemico stimato di circa 0,25 g/l a stomaco vuoto e di 0,15 g/l a stomaco pieno. Ma attenzione a non fermarsi al secondo: due calici a stomaco vuoto per un uomo di 70 kg porterebbero il tasso stimato intorno a 0,5 g/l, esattamente sulla soglia. Qualsiasi variabile aggiuntiva, come una digestione lenta, potrebbe far superare il limite.
Con il diminuire del peso le cose cambiano sensibilmente. Una donna di 55 kg con un bicchiere di vino da 125 ml a stomaco vuoto si troverebbe attorno a 0,42 g/l, e a stomaco pieno circa 0,24 g/l. Significa che già al secondo bicchiere, anche con cibo nello stomaco, il rischio di avvicinarsi o superare 0,5 g/l diventa concreto.
La birra è forse la bevanda che crea più confusione, anche perché la variabilità di gradazioni in commercio è enorme: si va dal 3,5% di una lager light al 10% di una doppio malto, passando per il 5% delle birre normali.
Partiamo dalla lattina da 33 cl classica al 5%: per un uomo di 70 kg, una lattina di birra normale a stomaco vuoto corrisponde a circa 0,28 g/l; a stomaco pieno scende a 0,16 g/l. Una sola birra, quindi, non è problematica per un adulto di corporatura media che ha mangiato. Due birre normali portano il tasso intorno a 0,32-0,56 g/l a seconda delle condizioni.
La situazione si complica con le birre speciali (8%): un uomo di 75 kg che assume a stomaco vuoto due birre speciali ottiene un’alcolemia attesa di 0,82 g/l, già nella fascia penale. Due birre artigianali, quindi, possono bastare a rendere la situazione illegale oltre che pericolosa. Le doppio malto al 10% meritano particolare attenzione. Un uomo di 80 kg a stomaco vuoto può in linea teorica concedersi due birre normali da 33 cl, ma la stessa persona con due birre speciali supererebbe già il limite.
Per le donne il margine si restringe ulteriormente: una donna di 55 kg che beve una lattina da 33 cl a stomaco vuoto si trova già a circa 0,46 g/l, praticamente sul limite con una sola birra. La seconda è fuori discussione.
Gin, vodka, rum, whisky, grappa: il mondo dei superalcolici è quello dove le quantità si fanno più ingannevoli. Un bicchierino da 4 cl può sembrare pochissimo, ma la gradazione, che può viaggiare tra il 35% e il 60%, concentra una quantità di alcol puro significativa.
Per un uomo di 70 kg, un bicchierino di superalcolico da 4 cl a 45° corrisponde a circa 0,29 g/l a stomaco vuoto e 0,17 g/l a stomaco pieno. Fin qui, un solo amaro dopo cena può sembrare gestibile. Ma è facilissimo scivolare verso il secondo. Il problema dei superalcolici è che si combinano spesso con altre bevande durante la serata. Un uomo di 70 kg che ha bevuto a stomaco vuoto una birra doppio malto e un superalcolico si trova con un’alcolemia stimata di circa 0,84 g/l, già nella seconda fascia penale.
Per le donne, anche qui i numeri sono più severi: una donna di 55 kg con un solo superalcolico da 4 cl a stomaco vuoto si aggira intorno a 0,47 g/l, e il secondo la porterebbe abbondantemente oltre la soglia legale. I digestivi a gradazione inferiore (25-30%) sono leggermente meno critici in termini numerici, ma si consumano solitamente a fine pasto in aggiunta al vino, e l’effetto combinato è quello che conta davvero.
Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 05:30:25 +0000Il pass per la fase a eliminazione diretta è già stato staccato dopo le prime due giornate, ma non per questo la Germania sottovaluterà la partita in programma stasera contro l’Ecuador. Nell’ultima giornata del Gruppo E dei Mondiali 2026, la Nazionale tedesca cercherà di confermarsi come una delle principali candidate alla vittoria finale, trascinata anche da Jamal Musiala, uno dei prospetti più interessanti della sua generazione.
Nonostante sia solo un classe 2003, il campione del Bayern Monaco ha già ottenuto la propria consacrazione nel firmamento europeo, ma fuori dal campo sta ancora facendo i conti con le conseguenze di un incidente avvenuto oltre un anno fa. Il 13 aprile 2025, sull’autostrada A8, il centrocampista viaggiava a 194 km/h in un tratto dove il limite era fissato a 120 km/h. Da quell’episodio è nato un iter giudiziario conclusosi nei primi mesi del 2026 senza indulgenze, visto che, oltre a una multa, si è visto revocare la patente.
In pieno pomeriggio Musiala stava percorrendo la A8 in direzione Salisburgo, nei pressi di Neubiberg, con la sorella minore seduta accanto a lui, mentre sotto lavoravano gli oltre 600 CV di una Audi RS e-tron GT, una delle elettriche più potenti costruite dalla Casa di Ingolstadt. Secondo la ricostruzione fornita dalla Procura di Monaco, il calciatore tentò un sorpasso senza accorgersi di una Volkswagen Golf che circolava alla sua destra. Il contatto avvenne a velocità elevatissima e procurò ferite lievi alle persone a bordo della Golf, un uomo di 30 anni e una donna di 26. Musiala e la sorella non riportarono conseguenze fisiche.
Il giocatore si fermò subito per verificare le condizioni delle altre persone coinvolte. Il bilancio economico fu pesante: i danni complessivi vennero stimati intorno ai 200.000 euro. Entrambe le vetture risultarono compromesse in modo irreparabile e anche le barriere laterali dell’autostrada rimasero coinvolte nell’impatto.
Musiala ha poi riconosciuto di aver causato l’incidente e accettato le conseguenze. La fortuna, in una situazione simile, è stata soltanto una: nessuno ha riportato ferite gravi. A quasi 200 km/h, una distrazione durante un sorpasso può avere un esito ben diverso. A metà febbraio è scattata pure la revoca della patente: un nuovo documento non potrà essergli rilasciato prima che siano trascorsi nove mesi da quando il decreto è diventato definitivo. Pertanto, Musiala dovrà restare senza patente almeno fino all’autunno, quando potrà avviare l’iter necessario per tornare al volante.
Le vicissitudini alla guida non tolgono nulla al talento di Musiala. E da lui i tifosi si aspettano molto anche in Ecuador-Germania, partita in programma questa sera alle 22 italiane al New York New Jersey Stadium. Reduce dal 7-1 contro Curaçao e dal 2-1 in rimonta sulla Costa d’Avorio, l’undici tedesco arriva all’ultima giornata con sei punti, forte dell’accesso già conquistato ai sedicesimi di finale.
Sul fronte opposto della barricata, l’Ecuador attende ancora di realizzare il suo primo goal nel torneo e ha disperato bisogno di aggiudicarsi l’intera posta per tenere aperto il discorso qualificazione. La Germania può permettersi qualche rotazione, ma Musiala resta uno dei giocatori capaci di cambiare una partita con un’accelerazione. Stavolta, però, la velocità dovrà restare confinata al rettangolo verde.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 19:40:47 +0000Porsche ha dato vita a un’evoluzione della 911 nata per la pista. Una vettura esclusiva che non può vedere la strada ma dedicata a competere nella Categoria GT4. Non un aggiornamento, bensì qualcosa di genuinamente nuovo questa 911 GT4 R, nata dalla divisione motorsport di Zuffenhausen per competere sul serio. Chi si aspettava un piccolo ritocco al catalogo racing di Porsche si sbagliava di grosso.
Il prezzo? 265.000 euro tasse escluse. Non esattamente una cifra per tutte le tasche ma parliamo di una macchina da corsa vera, sviluppata per vincere campionati.
La 911 GT4 R è destinata a raccogliere l’eredità dei fortunati modelli Clubsport, a partire dalla stagione agonistica 2027. Un passaggio di testimone che non è solo tecnico, ma anche simbolico: la piattaforma cambia, la filosofia no. Portare una vettura competitiva e accessibile alle squadre che vogliono correre nelle serie GT4 internazionali.
E il palcoscenico su cui dovrà dimostrare il suo valore non è da poco: campionati come la ADAC GT4 Germany o la GT4 European Series sono riferimenti importanti per il motorsport clienti europeo, frequentati da team professionisti e gentlemen driver che cercano affidabilità , prestazioni e un pacchetto tecnico che permetta loro di fare la differenza senza reinventarsi ogni weekend.
Questo nuovo modello è basato tecnicamente sulla versione Cup della 911 GT3. Un punto di partenza nobile, che garantisce una base già collaudata e affinata in decine di campionati in tutto il mondo. Da lì in poi, la divisione motorsport ha lavorato su ogni dettaglio per costruire qualcosa di specifico per le regole GT4, senza tradire l’impostazione della macchina madre.
Al cuore della GT4 R c’è il più classico dei motori Porsche moderni. Al retrotreno trova posto il celebre motore boxer a sei cilindri da 4,0 litri ad alto regime di rotazione, già apprezzato sulla 911 Cup. Nella sua configurazione nativa, questa unità è capace di sprigionare una potenza massima di 520 CV con una coppia di 470 Nm. Tuttavia, per rispettare i rigorosi regolamenti della classe GT4, la vettura può essere consegnata dalla fabbrica dotata di limitatori del flusso d’aria che riducono la potenza a 430 CV.
La gestione della spinta è affidata a un cambio sequenziale a sei rapporti con innesti a denti frontali, azionabile tramite le palette al volante. Niente automatismi superflui, niente compromessi: una trasmissione pensata per rispondere in modo diretto, senza filtri tra il pilota e la meccanica.
Sul fronte del telaio, all’anteriore troviamo un asse a doppio braccio oscillante, mentre il posteriore adotta uno schema multi-link. Entrambi sono completamente regolabili in altezza, campanatura e convergenza. I team possono inoltre contare su ammortizzatori a due vie e tre diverse costanti elastiche delle molle per affinare il set-up. Una flessibilità che permette di adattare la macchina a qualsiasi circuito, dal lento e tecnico al veloce e spietato.
Sull’impianto frenante non si è badato a spese: due circuiti separati con pinze monoblocco in alluminio, a sei pistoncini davanti e a quattro pistoncini dietro, che agiscono su dischi in acciaio da 380 mm. Il tutto è coordinato da un sistema ABS da corsa Bosch di quinta generazione, progettato per offrire prestazioni costanti anche sotto carichi estremi.
Sul fronte dei materiali, una delle innovazioni più affascinanti riguarda l’ampio utilizzo di materiali compositi in fibra naturale uniti a resina epossidica, impiegati per componenti critiche come le portiere, il cofano motore e diverse appendici aerodinamiche, oltre a elementi specifici del cockpit. Leggeri, rigidi e sostenibili, un binomio che il motorsport moderno persegue con sempre più convinzione.
L’aerodinamica è completata da una vistosa ala posteriore con attacco a collo di cigno, regolabile manualmente in undici posizioni diverse per adattarsi alle esigenze di ogni tracciato. Downforce o bassa resistenza: la scelta spetta al team, e gli undici step disponibili lasciano ampio margine di manovra.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 14:04:55 +0000
Il sindacato di Hyundai ha votato con l’87% dei consensi l’autorizzazione allo sciopero, coinvolgendo quasi 40.000 iscritti, dopo che undici round di trattative salariali si sono arenati senza risultato. Al centro dello scontro, stavolta, non ci sono solo buste paga e benefit: ci sono i robot e il futuro che li vede come protagonisti.
La decisione di Hyundai di introdurre migliaia di robot umanoidi Atlas negli stabilimenti produttivi entro il 2027 ha provocato una dura reazione dei sindacati sudcoreani. In una lettera interna diffusa, il sindacato è stato categorico: senza un accordo tra lavoratori e direzione, nessun robot basato su nuove tecnologie potrà entrare sul posto di lavoro.
Il sindacato dei metalmeccanici coreani ha fatto i propri calcoli: secondo le sue stime, ogni robot costerà meno di due anni di stipendio di un operaio, un dato che sposta la lettura da supporto alla manodopera a sostituzione pianificata. E la richiesta economica che accompagna la protesta è altrettanto chiara: i rappresentanti sindacali vogliono partecipare ai profitti prodotti da questa rivoluzione tecnologica, chiedendo un bonus straordinario pari al 30% dei profitti netti, per circa 25.000 euro a testa per i 73.000 dipendenti del gruppo.
Al CES 2026 di Las Vegas, Boston Dynamics (sussidiaria del gruppo Hyundai) ha presentato la versione commerciale del robot umanoide Atlas. Un progetto che fa parte del piano industriale di Hyundai e prevede la costruzione di un impianto dedicato alla produzione di robot con una capacità stimata di circa 30.000 unità all’anno entro il 2028.
Hyundai ha cercato di rassicurare tutti presentando un piano di integrazione progressiva: Atlas inizierà nel 2028 con compiti ripetitivi dove sicurezza e qualità sono state comprovate, per poi estendersi all’assemblaggio entro il 2030. L’azienda, insomma, dipinge uno scenario in cui umani e macchine lavorano fianco a fianco. Ma il valore delle azioni Hyundai ha registrato un incremento dopo l’annuncio del piano robotico e questo ha contribuito ad alimentare ulteriori timori tra i lavoratori.
La vicenda Hyundai assume un valore simbolico che va ben oltre il settore automobilistico. Mentre le imprese investono sempre più nell’integrazione tra intelligenza artificiale e robotica fisica, cresce il dibattito su come governare la transizione tecnologica. Non è una questione che riguarda solo la Corea del Sud.
In Sud America le prime manifestazioni di bancari e autisti hanno puntato il dito contro banche digitali e piattaforme di trasporto che annunciano massicce riduzioni di personale. In Europa, BT Group ha licenziato 55.000 dipendenti prevedendo che un terzo delle posizioni sarà sostituito dall’automazione. Il caso Hyundai è solo il più visibile di una serie di tensioni che si stanno moltiplicando in tutto il mondo industrializzato.
Quello che sta succedendo da Hyundai è solo l’inizio. Se i robot umanoidi diventano davvero abbastanza capaci da lavorare in fabbrica, ogni azienda manifatturiera del mondo vorrà usarli. La domanda che nessuno sa ancora rispondere è se questa transizione porterà con sé nuovi lavori oppure semplicemente meno lavoratori. La questione non riguarda soltanto l’innovazione, ma anche la distribuzione dei benefici economici, la tutela dell’occupazione e la definizione di nuove regole per la convivenza tra esseri umani e macchine. Per ora, trentamila persone in tuta da lavoro hanno deciso che su tutto questo vogliono avere voce in capitolo.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 13:06:40 +0000Nel Codice della Strada la guida dopo aver assunto droghe rientra tra le condotte più gravi perché unisce il rischio per la sicurezza, la responsabilità penale del conducente e la possibilità di perdere la patente. Il tema è diventato più sensibile dopo la riforma del Codice della Strada introdotta dalla legge 177 del 2024. La modifica dell’articolo 187 ha spostato l’attenzione dalla vecchia formula della guida in stato di alterazione psicofisica alla guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il legislatore ha voluto anticipare la soglia di intervento e rendere più severo il contrasto a una condotta considerata molto pericolosa.
L’articolo 187 del Codice della Strada punisce chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope. La sanzione prevede un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi a un anno. All’accertamento del reato si aggiunge sempre una conseguenza amministrativa sulla patente con sospensione da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a una persona estranea al reato, la durata della sospensione viene raddoppiata.
Per chi rientra tra i soggetti dell’articolo 186-bis, come neopatentati, conducenti professionali e autisti di mezzi destinati al trasporto di persone o cose in determinate condizioni, le sanzioni possono essere aumentate da un terzo alla metà . In caso di recidiva nel triennio, la patente viene revocata. Per i conducenti professionali la revoca può arrivare sempre quando il reato viene commesso nell’ambito delle categorie previste.
Con la sentenza di condanna o di applicazione della pena viene disposta la confisca del mezzo utilizzato per commettere il reato, salvo che appartenga a una persona estranea. In pratica la conseguenza non si ferma alla patente o alla multa, ma può incidere anche sulla disponibilità dell’auto. La situazione diventa ancora più grave se il conducente provoca un incidente stradale. In quel caso le pene vengono raddoppiate e la patente è sempre revocata.
Prima della riforma il reato ruotava in modo più diretto intorno allo stato di alterazione psicofisica. Dopo le modifiche introdotte dalla legge 177 del 2024, la formulazione si è concentrata sulla guida successiva all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Questo passaggio ha fatto discutere perché sembrava rendere punibile la semplice positività anche quando la sostanza fosse stata assunta in un momento non vicino alla guida.
La circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Ministero della Salute dell’11 aprile 2025 ha chiarito che serve una correlazione temporale tra assunzione e guida. Non basta ragionare in modo generico sulla presenza di una sostanza nel corpo. Occorre accertare che l’assunzione sia avvenuta in un periodo prossimo alla conduzione del veicolo e che la sostanza sia ancora in grado di produrre effetti sull’organismo durante la guida.
Questo spiega perché il tema delle matrici biologiche è centrale. Secondo le indicazioni ministeriali, sangue e fluido del cavo orale sono le matrici considerate idonee a individuare una presenza compatibile con effetti ancora attivi mentre le urine possono documentare un’assunzione pregressa ma non sono da sole sufficienti per dimostrare un’intossicazione in atto.
La Corte costituzionale è intervenuta nel 2026 sul nuovo impianto normativo con l’esclusione dell’illegittimità della norma ma con il richiamo della necessità di collegare la sanzione alla pericolosità della condotta. Il Ministero dell’Infrastrutture e dei Trasporti ha poi sottolineato che, nella disciplina vigente, il test salivare e l’esame del sangue sono strumenti centrali per soddisfare i requisiti probatori.
Gli organi di polizia stradale possono sottoporre il conducente a controlli qualitativi non invasivi quando ci sono elementi utili o ragionevoli motivi per procedere. Questi accertamenti possono avvenire anche con apparecchi portatili e hanno lo scopo di orientare l’intervento e non di chiudere il procedimento. Se il primo test dà esito positivo o non negativo, si passa agli accertamenti analitici di conferma.
Il fluido del cavo orale, cioè la saliva, è diventato uno strumento importante nei controlli. Il prelievo deve avvenire secondo procedure definite, con raccolta del campione, conservazione, trasporto e catena di custodia. Quando il prelievo del fluido orale non è possibile oppure quando il conducente viene trasportato in ospedale dopo un incidente, gli agenti possono richiedere prelievi di liquidi biologici nelle strutture sanitarie.
Una delle conseguenze più temute riguarda il ritiro immediato della patente. Quando l’esito degli accertamenti di conferma non è disponibile nell’immediato, ma il test preliminare è positivo e ricorrono i presupposti previsti, gli organi di polizia possono disporre il ritiro della patente fino all’esito degli accertamenti per un periodo non superiore a dieci giorni. Nel frattempo il conducente non può continuare a guidare.
Se non c’è una persona idonea che possa prendere il volante, il veicolo viene fatto trasportare nel luogo indicato dall’interessato o presso la più vicina autorimessa. Le spese di recupero e trasporto sono a carico del conducente sottoposto a controllo. Dopo l’esito positivo degli accertamenti analitici il prefetto dispone che il conducente si sottoponga a visita medica per verificare l’idoneità alla guida. La patente può essere sospesa in via cautelare fino all’esito dell’esame di revisione. Se dalla visita emerge l’inidoneità può scattare la revoca con divieto di conseguire una nuova patente prima del termine previsto.
Per i conducenti più giovani il quadro è ancora più severo. Se il reato viene accertato nei confronti di un minore di 21 anni non ancora titolare di patente, il conseguimento del titolo può essere impedito fino al compimento dei 24 anni. Se il soggetto stava guidando con foglio rosa, le regole sulla sospensione e sulla revoca possono colpire anche l’autorizzazione all’esercitazione.
La Rc auto serve a risarcire i terzi danneggiati e questo principio resta centrale anche quando il conducente responsabile ha commesso una grave violazione. Dopo aver pagato i danni, la compagnia può esercitare il diritto di rivalsa nei confronti dell’assicurato se le condizioni di polizza lo prevedono.
Nel caso di rivalsa, l’assicurazione risarcisce il danneggiato, poi può chiedere al proprio cliente il rimborso delle somme versate, nei limiti e secondo le clausole del contratto. Alcune polizze prevedono clausole di rinuncia alla rivalsa o limitazioni della rivalsa, ma non sono uno scudo universale. Le condizioni cambiano da compagnia a compagnia, possono avere esclusioni, massimali, franchigie e casi non coperti.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 12:00:07 +0000Il gap di 41 punti tra Lewis Hamilton e Kimi Antonelli è colmabile se la Ferrari dimostrerà ulteriori progressi nelle prossime sfide europee. Tre podi di fila negli ultimi tre round, la storica prima vittoria in Ferrari arrivata a Barcellona e una seconda posizione in campionato, hanno riacceso l’entusiasmo dei tifosi della Scuderia in una fase in cui il team sembra aver iniziato a seguire alla lettera le indicazioni del campione anglocaraibico.
Dopo un 2025 al di sotto delle aspettative, Lewis Hamilton pare aver imboccato la strada giusta e, a 41 anni suonati, sembra pronto a caricarsi sulle spalle la Rossa. Intorno alla squadra c’è un rinnovato entusiasmo, ma la nota dolente delle ultime settimane è rappresentata da Charles Leclerc che sta commettendo errori pesanti in pista che lo hanno fatto scivolare in graduatoria a -81 dal leader emiliano della Mercedes. Sul tracciato del Red Bull Ring il monegasco ha sempre dimostrato di avere un ottimo feeling e una delle sue 8 vittorie in F1 è arrivata a Spielberg nel 2022.
La tappa austriaca dirà tanto sulle ambizioni della Ferrari e, in attesa di capire quanto l’ADUO impatterà sulle performance della SF-26, a Maranello si sta lavorando per perfezionare telaisticamente la Rossa. A Barcellona è arrivato un pacchetto di aggiornamenti particolarmente corposo, valutato in circa tre decimi al giro, che ha garantito a Lewis Hamilton la possibilità di lottare e battere, con un pizzico anche di fortuna, le Mercedes W17.
La Stella si è offuscata in Spagna, senza novità tecniche, sebbene un George Russell in grande spolvero in qualifica e nella prima parte di GP, ma scelte strategiche e un calo progressivo del ritmo hanno facilitato la missione del numero 44. Kimi Antonelli, dopo un ruolino di marcia da sogno nei primi 6 GP, si è fermato per un problema tecnico, riaprendo la contesa. Il team di Brackley cercherà il riscatto sul tracciato del RB Ring, sfruttando la potenza delle PU soprattutto nei tre allunghi consecutivi dove la prima fase di accelerazione risulterà decisiva.
Con i suoi 4.318 metri il RB Ring è uno dei circuiti più amati dai piloti, grazie alle continue accelerazioni e frenate violente sui sali scendi. Sarà il primo appuntamento con aria più rarefatta del normale e vedremo quale monoposto si esprimerà al meglio. La McLaren dovrà alzare il livello delle sue performance. Attesissima anche la Red Bull Racing che porterà un corposo pacchetto di aggiornamenti per abbassare il peso della RB22. In Spagna la vettura costruita a Milton Keynes ha sofferto le curve a media e alta velocità . Per Max Verstappen e Isack Hadjar l’Austria rappresenterà un banco di prova utile per valutare gli sviluppi.
Il GP d’Austria verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport F1 (anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su NOW. TV8 offrirà in differita le qualifiche e il Gran Premio. Non essendo un weekend sprint, il programma seguirà il format tradizionale: tre sessioni di prove libere, le qualifiche del sabato e la gara domenicale su una lunghezza di 71 tornate. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:
Venerdì 26 giugno
Sabato 27 giugno
Domenica 28 giugno
Toccare un milione di chilometri è un risultato speciale per qualsiasi vettura, ma farlo con il motore originale e senza interventi straordinari ha reso una MINI Cooper D celebre nel mondo. L’affidabilità della compatta inglese di segmento B è stata comprovata da una prova impregnata di determinazione e amore per i lunghi spostamenti.
Per il proprietario, Peter Kirchoff, il traguardo raggiunto ha un sapore molto più ampio, mostrando lo straordinario legame creato con la sua MINI. In 12 anni a bordo della sua Cooper D Peter ha affrontato senza particolari patemi ben un milione di km. Un dato eccezionale ottenuto senza cambiare motore e registrando un consumo medio di 2,95 l/100 km. Il 20 giugno del 2026 il risultato è stato festeggiato presso lo stabilimento di Oxford dove la vettura è stata prodotta.
La MINI B, battezzata Nemo, ha attraversato ben 25 Paesi, e il proprietario nei suoi lunghi spostamenti ha annottato tutti i dettagli in quella che è diventata una missione chiamata Project One M. Sul suo profilo Facebook Kirchoff ha documentato km per km la sua esperienza di guida, condividendo i dati con la comunità con estrema precisione e trasparenza. Non solo il proprietario si è divertito a girare il mondo, ma ha trasformato la sua esperienza in un test scientifico utile a tutti gli amanti del marchio inglese.
Con la caratteristica livrea Volcanic Orange e le strisce bianche sul cofano, la versione diesel dell’iconica utilitaria inglese ha dimostrato una super efficienza. Con consumi estremamente contenuti e una meccanica rimasta sostanzialmente invariata, la MINI D ha completato il progetto senza affanni e ora non si fermerà . Il risultato del milione raggiunto rappresenta solo l’inizio di un percorso che dovrebbe concludersi con il traguardo del milione di miglia, cioè 1,6 milioni di km. A nostro avviso la conquista del One Million Miles Project risulterà più complessa, ma l’affidabilità dimostrata sin qui dal motore diesel B47 di BMW lascia ben sperare.
Kirchoff ha configurato l’auto personalmente e ha assicurato di non aver mai avuto dubbi sulla scelta di un altro brand. L’uomo è un grande appassionato di MINI e ha dichiarato:
“La mia MINI non mi ha mai lasciato a piedi: motore originale, nessun intervento importante, nessun incidente e un consumo incredibilmente basso di 2,56 litri per 100 chilometri. Qualità che gli altri automobilisti abituati alle lunghe percorrenze possono solo sognare”.
La sua passione per il marchio britannico si lega inevitabilmente a Oxford, il luogo di nascita della MINI moderna. La prima MINI della nuova era è uscita dalla linea di produzione nello stabilimento inglese il 26 aprile 2001. Markus Grüneisl, responsabile degli impianti di Oxford e Swindon, ha annunciato:
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 09:45:32 +0000“Oxford fa parte della storia di MINI da quando le prime MINI classiche sono uscite dalla linea di produzione qui, nel 1959. Mentre celebriamo i 25 anni di produzione della MINI moderna, questo traguardo rappresenta un tributo perfetto alla competenza e alla dedizione del nostro team, e siamo felici di accogliere Peter e la sua MINI nello stabilimento. Siamo orgogliosi che una MINI costruita qui possa raggiungere con facilità un milione di chilometri e avere ancora un aspetto così impeccabile”.
Il doppio successo consecutivo di Marc Marquez in Ungheria e Repubblica Ceca ha stravolto completamente gli scenari della classe regina. Lo spagnolo ha ridotto il suo gap dal leader Marco Bezzecchi, complici gli ultimi passaggi a vuoto del romagnolo. La squalifica nella sfida Brno ha rappresentato il punto più basso della carriera del Bez che dovrà rifarsi per non cadere in una spirale negativa sul piano psicologico. L’alfiere italiano dell’Aprilia, al Mugello, aveva accumulato ben 102 punti di vantaggio su MM93.
L’operazione al piede e alla spalla destra ha completamente rimesso a nuovo il campione della Ducati che ha ritrovato nuova linfa nelle ultime due sfide, dimostrando di avere una marcia in più. Lo scorso anno Marc Marquez dominò la scena sulla Rossa, ma Assen non è uno dei suoi tracciati preferiti. In totale il numero 93 ci ha vinto 3 volte. Pecco ha conquistato tre edizioni di fila (2022, 2023, 2024) e potrebbe prolungare la striscia positiva di 4 podi consecutivi. La classifica è corta perché tra il primo ed il settimo, che è Bagnaia, vittorioso nella SR ceca e fresco di annuncio del passaggio in Aprilia nel 2027, ci sono appena 53 punti.
Marco Bezzecchi dovrà anche stare molto attento a Jorge Martin che si è rifatto sotto in classifica a soli 8 punti. Se a Balaton Park il romagnolo era stato incolpevole, a Brno il pilota dell’Academy VR46 ha avuto una reazione esagerata, schiaffeggiando un commissario dopo una banale caduta. Un brutto gesto che è stato punito con il ban nella sfida della scorsa settimana. Le scuse non hanno evitato una gogna mediatica che non aiuteranno mentalmente il leader dell’Aprilia.
Fari puntati anche su Fabio Di Giannantonio che continua con costanza a ottenere punti pesanti, a -23 dal vertice della classifica. Il TT Circuit di Assen è caratterizzato da curvoni veloci e cambi di direzione rapidi. Il tracciato olandese, dove Valentino Rossi riusciva sempre a esprimersi al massimo, evidenzia la precisione di guida, l’agilità della moto e mette a dura prova le gomme. Salvo clamorose sorprese sarà una sfida tutta italiana tra Aprilia e Ducati.
Pedro Acosta, sostituto nel 2027 di Bagnaia in Ducati, potrebbe esaltarsi tra le curve in rapida successione del tracciato olandese, ma nelle ultime uscite la KTM ha dimostrato scarsa affidabilità . In una delle piste più iconiche del calendario sarebbe entusiasmante vedere al top della forma anche i piloti della Yamaha, Fabio Quartararo e Toprak Razgatlioglu, ma la M1 non è ancora all’altezza delle moto migliori del lotto.
L’evento di Assen verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 offrirà in differita le sfide delle tre classi del Motomondiale nella giornata di domenica. Il weekend di Assen chiude l’ultimo “back to back” prima della sfida di metà luglio in Germania e della pausa estiva. Il Gran Premio d’Olanda 2026 di MotoGP sarà di 26 giri, mentre la Sprint Race si correrà sulla distanza di 13 giri. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:
Venerdì 25 giugno
Sabato 26 giugno
Domenica 27 giugno
La Capitale, nei primi giorni estivi, resta avvolta nella morsa del caldo con temperature record. Negli orari più bollenti l’intensità del sole è elevatissima e raggiunge il suo massimo verso le ore 14. Le temperature percepite si aggirano da giorni sui 35° per una ondata di calore che non sembra destinata ad attenuarsi nel prossimo fine settimana. Con un clima estremo a soffrire sono anche gli autobus elettrici che coprono le tratte urbane di Roma che devono affrontare una emergenza a causa di un maggior consumo delle batterie.
Sulle strade romane sono ben 250 i bus elettrici circolazione e, quando la fornitura sarà completa, diventeranno 411, 396 dei quali da 12 metri e 15 da 18 metri. In questi ultimi giorni i pullman alla spina stanno affrontando alcune criticità a causa di un maggiore utilizzo dell’aria condizionata. Per questo motivo devono tornare nei depositi per ricaricarsi anzitempo, sebbene Atac abbia evidenziato che non ci siano ripercussioni sulle corse.
Il primo di 250 mezzi elettrici per il trasporto pubblico ha debuttato sulle strade di Roma a marzo del 2025. I mezzi green gradualmente sono entrati in funzione, perché nei primi giorni erano stati caratterizzati dal furto dei cavi di rame dalle stazioni di ricarica nel deposito di Portonaccio. Il contratto di servizio relativo alla fornitura specifica degli autobus a zero emissioni devono presentare un’autonomia di 250 chilometri.
Il membro del CdA di Atac, Roberto Cantiani, ha annunciato problema al Corriere della Sera. Come confermato anche sulle colonne di RomaToday, a causa delle alte temperature che si riscontrano sin dalle prime ore del mattino, l’autonomia dei bus scenderebbe della metà a causa del necessario e costante utilizzo dell’aria condizionata. Quando la batteria segna il 30%, gli autisti sono costretti a chiamare la centrale operativa e rientrare nei depositi di Grottarossa e Portonaccio per ricaricare di energia i pullman elettrici. Discorso analogo si può estendere anche alle auto elettriche che possono avere una autonomia limitata in condizioni di estremo caldo o freddo.
In giornate roventi è sostanzialmente impossibile non rinfrescare l’abitacolo con l’uso dell’aria condizionata. Anche Atac ha sottolineato come sia “del tutto naturale che con un’ondata di caldo estremo ci sia un utilizzo più intenso dei condizionatori e che aumentino i consumi del mezzo: succede con il gasolio e anche con l’elettrico”. Il servizio funzionerebbe senza particolari patemi e verrebbe garantito “secondo quanto previsto dai programmi d’esercizio”.
I bus full electric vengono caricati a rotazione per “rendere meno critico l’impatto sulla rete di distribuzione dell’energia elettrica” che già deve affrontare “momenti di picco della domanda dovuti all’accensione dei condizionatori”. L’Atac ha escluso riduzioni delle corse o l’uscita di mezzi senza aria condizionata con l’obiettivo di garantire la continuità su strada anche nelle giornate più calde estive.
La calura proseguirà per svariati mese e per questo motivo Atac ha contattato il fornitore dei mezzi per trovare una soluzione effettiva per ottimizzare le batterie. I bus sono in full service, quindi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono a carico del fornitore e senza costi aggiuntivi per l’azienda per i trasporti autoferrotranviari del Comune.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 08:13:29 +0000In un’Italia sempre più piegata da una crisi economica che sta modificando profondamente le scelte di famiglie, lavoratori e imprese, emergono dei dati sui costi della mobilità che fanno tremare i polsi agli automobilisti. Con il decentramento urbano in zone periferiche per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, il risparmio sull’affitto viene corroso dalla crescita esponenziale delle spese per raggiungere il posto di lavoro.
L’analisi della Cna ha palesato che una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone di locazione può finire poi per investire oltre 2.000 euro annui aggiuntivi tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre voci di spesa legate alla mobilità quotidiana. Dove sarebbe a quel punto il vantaggio? Costanti spostamenti nel traffico determinano anche un aumento dello stress e per molti impieghi la soluzione di un lavoro da remoto sarebbe stata facile da confermare anche dopo la situazione emergenziale del periodo pandemico.
Se il beneficio sull’affitto finisce poi per essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro c’è da capire, città per città , come si arrivino a spendere cifre così alte. A Milano vivere fuori dal cuore della city consente ancora un vantaggio economico significativo, ma molto inferiore a quello che appare a prima vista.
Nel capoluogo meneghino, come è emerso dall’indagine della Cna, un nucleo familiare può risparmiare mediamente circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione scegliendo un’abitazione fuori città , ma oltre 2.300 euro vengono erosi dai maggiori costi di mobilità . Il beneficio reale? Circa 3.000 euro annui. Nella Capitale il risparmio sull’affitto si aggirerebbe intorno 4.800 euro l’anno, ma il costo aggiuntivo degli spostamenti oltrepasserebbe la soglia dei 2.200 euro, garantendo un surplus di circa 2.600 euro. Scenario analogo a Firenze e Bologna, dove oltre la metà del beneficio derivante da un affitto più basso viene polverizzato dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro.
In città come Bari, Napoli, Perugia e Ancona il risparmio sull’affitto verrebbe assorbito per oltre due terzi dal costo degli spostamenti quotidiani per un risparmio effettivo di poche centinaia di euro l’anno. A Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce fino all’85-90% del risparmio ottenuto sul canone può essere eroso dalle spese di mobilità . Tradotto: per un lavoratore di una piccola impresa e un artigiano c’è un problema inaggirabile.
Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti devono anche spostarsi costantemente durante la giornata e, in base alle analisi della Cna, un serramentista affronta mediamente circa 20mila chilometri all’anno con esborsi che possono superare i 4.500 euro per veicolo. Con i costi dei carburanti registrati per un elettricista che opera quotidianamente sul territorio l’esborso annuale cresce a circa 5.600 euro, mentre per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30mila chilometri l’anno, il conto da pagare può arrivare a 6.700 euro.
Gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, percorrono in media circa 35mila chilometri l’anno, il costo può arrivare a 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo dell’impresa. Il presidente Cna Dario Costantini ha annunciato:
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 07:06:15 +0000“Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti, servono risposte coordinate. Oltre alle politiche abitative sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale”.
Nel panorama automobilistico attuale, mettere d’accordo la trazione integrale, i costi di gestione contenuti e il rispetto per l’ambiente sembra un’utopia. Eppure, Dacia ha abituato il mercato a soluzioni concrete, capaci di badare al sodo senza rinunciare all’innovazione intelligente. La conferma definitiva arriva con il debutto della nuova Dacia Duster Hybrid-G 150 4×4, una vettura con una motorizzazione trifuel decisamente inedita.
Questo modello prende la solidità tipica del SUV rumeno e unisce i benefici dell’elettrificazione ibrida ai vantaggi economici del GPL. Tutto questo promette anche di esaltare le capacità offroad di una vettura che ama l’esperienze outdoor e le gite nella natura.
Il cuore del sistema è un 1.2 benzina mild‑hybrid 48V da 140 CV sull’asse anteriore, affiancato da un motore elettrico da 31 CV sul retrotreno. La potenza combinata arriva a 154 CV, con 230 Nm di coppia termica e fino a 87 Nm di coppia elettrica sulla parte posteriore. Il cambio anteriore è un automatico a doppia frizione a 6 rapporti con palette al volante. La vera particolarità , però, sta nella gestione del carburante. Dacia è da anni il punto di riferimento europeo per le motorizzazioni GPL, e qui porta questa filosofia a un livello inedito: due serbatoi da 50 litri ciascuno, uno per la benzina e uno per il GPL, per un’autonomia complessiva che nel ciclo WLTP tocca i 1.500 km.Â
L’assenza di un collegamento meccanico tradizionale tra i due assi potrebbe far storcere il naso ai puristi dell’offroad, ma la prova dei fatti smentisce ogni scetticismo. Il retrotreno è gestito dal motore elettrico, e questo cambia tutto. La coppia arriva dove serve nell’istante in cui serve, senza il leggero ritardo tipico dei sistemi tradizionali. In fuoristrada, su fango, ghiaia, neve o terreni instabili, la risposta è praticamente immediata, il sistema sente la perdita di aderenza e interviene.
Un dettaglio che fa la differenza: il cambio a due rapporti del motore elettrico posteriore. In prima, la coppia è massima alle velocità basse, ideale quando si scala un sentiero o si affrontano fondi scivolosi. In seconda, il motore lavora in modo più efficiente alle velocità autostradali, riducendo consumi e rumore. La trazione integrale è disponibile da 0 a 140 km/h, con retrotreno che si disinnesta automaticamente su asfalto asciutto per non sprecare energia. Semplice da usare, solido da far lavorare.
A fare la differenza, nella pratica, è anche la presenza di un selettore dedicato che permette di scegliere come affrontare il terreno davanti a sé. Le modalità disponibili coprono un ventaglio ampio di situazioni: Eco riduce i consumi nella guida urbana e autostradale ordinaria, mentre Auto lascia al sistema il compito di gestire autonomamente la distribuzione della trazione senza richiedere alcun intervento.
Quando il fondo cambia, entrano in scena le modalità più specifiche, come Snow per neve e ghiaccio, Mud/Sand per sabbia e terreni cedevoli, Off‑Road per i percorsi più impegnativi, dove la coppia viene ripartita in modo da simulare il blocco del differenziale e mantenere la trazione anche nelle condizioni più ostiche.
Fuori dalla pista sterrata, il Duster Hybrid‑G 150 4×4 funziona da ibrido urbano. In città , fino al 60% del tempo di guida avviene in modalità puramente elettrica, con la batteria da 0,84 kWh che si ricarica da sola in frenata. I consumi nel ciclo misto parlano da soli: a GPL si parte da 7,1 litri per 100 km, a benzina da 5,9 litri.
Rispetto a un 4×4 meccanico tradizionale, il costo totale di utilizzo può calare fino al 30%. Numeri che, con il GPL ai prezzi attuali, fa la differenza ad ogni pieno. Il Duster dimostra, ancora una volta, che fare la cosa giusta non deve costare di più. Anzi, in questo caso conviene pure.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 06:30:50 +0000Il Gran Premio d’Austria potrebbe segnare uno dei passaggi più importanti della stagione 2026 di Formula 1. Dopo mesi di discussioni sul nuovo sistema ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), il weekend del Red Bull Ring sarà il primo in cui alcuni costruttori potranno concretamente utilizzare gli aiuti concessi dalla FIA per recuperare terreno sul fronte delle power unit.
La prima valutazione effettuata dalla FIA dopo il Gp del Canada ha individuato il motore Red Bull-Ford come riferimento della categoria per quanto riguarda la parte endotermica della power unit. Di conseguenza tutti gli altri costruttori hanno ottenuto opportunità supplementari di sviluppo. Ferrari, Honda e Audi avrebbero diritto a due aggiornamenti aggiuntivi, mentre Mercedes ne avrebbe ricevuto uno. Red Bull, essendo il benchmark individuato dalla FIA, non potrà usufruire di alcun ADUO.
La decisione non è ancora stata ufficializzata in via definitiva dalla Federazione, che sta continuando il confronto con i costruttori prima della conferma formale dei risultati. Tuttavia, la graduatoria circolata rappresenta la base sulla quale i team stanno già lavorando.
La FIA monitora le prestazioni dei motori attraverso un indice dedicato alla sola componente endotermica. Se un costruttore risulta almeno il 2% dietro al motore di riferimento ottiene un aggiornamento supplementare per la stagione in corso e uno per quella successiva. Se il divario supera il 4%, gli aggiornamenti diventano due per l’anno corrente e due per l’anno seguente.
| Motorista | Distacco dal benchmark ICE | ADUO 2026 | ADUO 2027 | Budget extra |
| Red Bull-Ford | Benchmark | Nessuno | Nessuno | Nessuno |
| Mercedes | >2% e <4% | 1 aggiornamento | 1 aggiornamento | fino a 3 milioni $ |
| Ferrari | >4% | 2 aggiornamenti | 2 aggiornamenti | almeno 4,65 milioni $ |
| Honda | >4% | 2 aggiornamenti | 2 aggiornamenti | almeno 4,65 milioni $ |
| Audi | >4% | 2 aggiornamenti | 2 aggiornamenti | almeno 4,65 milioni $ |
Ferrari, Honda e Audi sarebbero state classificate oltre la soglia del 4% rispetto al benchmark individuato dalla FIA. Mercedes si troverebbe invece nella fascia compresa tra il 2% e il 4%.
Il paradosso è nel benchmark Red Bull. Mercedes ha vinto sei delle prime sette gare stagionali e domina entrambe le classifiche mondiali, mentre Red Bull stessa si è detta sorpresa di essere stata identificata come riferimento tecnico dell’ICE.
Il costruttore che potrebbe attirare maggiormente l’attenzione in Austria è Ferrari. La Scuderia di Maranello avrebbe già preparato un primo aggiornamento della power unit, accompagnato da un’evoluzione del carburante sviluppato insieme a Shell. Ferrari dispone, infatti, di due finestre aggiuntive di sviluppo e potrebbe decidere di distribuire gli interventi tra estate e autunno.
Se Ferrari rappresenta il caso mediaticamente più rilevante, anche Honda e Audi sono attese da un momento cruciale.
Honda è uno dei costruttori maggiormente penalizzati dalla nuova generazione di power unit e potrebbe beneficiare in modo significativo del sistema ADUO. La FIA aveva già previsto per i costruttori più in difficoltà maggiori margini economici e tecnici per accelerare lo sviluppo.
Audi, al debutto come motorista ufficiale in Formula 1, starebbe invece preparando un proprio aggiornamento da introdurre proprio in Austria.
La vera questione riguarda il metodo utilizzato dalla FIA per stabilire la graduatoria.
L’ADUO valuta esclusivamente la prestazione del motore endotermico e non considera l’intera power unit. Nei motori di questa generazione la componente elettrica contribuisce a circa metà della potenza disponibile, diversi protagonisti del paddock ritengono che la classifica finale non rifletta necessariamente la competitività complessiva delle monoposto.
| Deficit ICE rispetto al benchmark | Budget extra | Aggiornamenti concessi |
| 2% – 4% | fino a 3 milioni $ | 1 nel 2026 + 1 nel 2027 |
| 4% – 6% | fino a 4,65 milioni $ | 2 nel 2026 + 2 nel 2027 |
| 6% – 8% | fino a 6,35 milioni $ | 2 nel 2026 + 2 nel 2027 |
| 8% – 10% | fino a 8 milioni $ | 2 nel 2026 + 2 nel 2027 |
| oltre 10% | fino a 11 milioni $ | 2 nel 2026 + 2 nel 2027 |
Proprio per questo motivo Red Bull ha chiesto ulteriori chiarimenti alla Federazione, mentre la FIA continua a confrontarsi con i costruttori prima della pubblicazione definitiva dei risultati.
A prescindere dall’esito delle discussioni, il Gran Premio d’Austria sarà il primo vero banco di prova dell’ADUO pensato dalla FIA. Per la prima volta gli aiuti previsti dal regolamento potrebbero passare dalla teoria alla pista, offrendo una prima indicazione su quanto questo strumento sarà realmente capace di modificare gli equilibri della nuova era tecnica della Formula 1.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 06:15:56 +0000Il giorno 25 giugno 2026 è previsto in Italia uno sciopero che coinvolgerà il settore dei trasporti. In particolare, nella provincia di Venezia sarà indetto uno sciopero che interesserà una specifica categoria di lavoratori del trasporto pubblico locale. Di seguito tutti i dettagli su questo sciopero previsto per la giornata del 25 giugno 2026.
Per la città di Venezia e la regione Veneto è stato indetto uno sciopero relativo al Trasporto pubblico locale. Lo sciopero interesserà il personale della società ATVO di Venezia e durerà 4 ore, con orario dalle 10.00 alle 14.00. Lo sciopero ha una rilevanza locale e coinvolge il personale della categoria “PERSONALE SOC. ATVO DI VENEZIA”.
L’agitazione sindacale è stata proclamata dalle sigle OSP SGB/FAST MOBILITÀ’. I lavoratori coinvolti nello sciopero svolgono un ruolo centrale nella mobilità della provincia lagunare, e la modalità di astensione dal servizio coinvolgerà dunque fasce orarie specifiche, con possibili disagi per gli utenti dei trasporti pubblici di Venezia nella fascia oraria indicata.
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 06:00:00 +0000In occasione del Festival dell’Economia di Trento si è tenuta una conferenza dal titolo “Sicurezza in Movimento”, ospitata nella Cloud Aspi di piazza Duomo. L’incontro è stato l’occasione per un confronto tra il Vice Questore Aggiunto Fabio Mazza, Dirigente del Centro Operativo della Polizia Stradale di Trento, e Giuseppe Della Porta, direttore del tronco di Udine di Aspi.
I relatori hanno incontrato studenti, neopatentati e giovani per sensibilizzare sul tema della sicurezza stradale e, in particolare, sulla questione del rispetto dei limiti di velocità , un aspetto fondamentale per poter viaggiare e muoversi in auto in sicurezza.
Superare i limiti, infatti, oltre a una violazione del Codice della Strada, comporta rischi significativi. In caso di incidente, infatti, gli effetti potrebbero essere rilevanti. Tra i più giovani c’è ancora un’elevata tendenza a non rispettare i limiti di velocità , superando con una certa frequenza la velocità massima consentita. Si tratta di un tema molto importante. Ecco tutti i dati in merito.
Il rispetto dei limiti di velocità è un tema sempre molto attuale e di fondamentale importanza. Il Codice della Strada prevede regole ben precise , con sanzioni che possono raggiungere un importo rilevante per gli automobilisti che non rispettano i limiti. Si tratta di un aspetto molto importante e per cui è sempre utile fare attività di sensibilizzazione, soprattutto tra i più giovani.
Ricordiamo che per contrastare il superamento dei limiti di velocità spesso si ricorre agli autovelox. Di recente, sono state implementate nuove regole per gestire le multe legate alle rilevazioni automatiche del superamento dei limiti effettuate dagli autovelox. Sul tema, inoltre, segnaliamo anche la questione dei limiti di velocità “verdi”.
Nel corso dell’evento di Trento sono stati illustrati alcuni dati molto importanti, raccolti nel corso degli incontri nelle scuole dall’Osservatorio “Non Chiudere gli Occhi”, in collaborazione con Skuola.net e Autostrade per l’Italia, Dai dati raccolti, infatti, emerge che quasi un giovane su due dichiara di utilizzare lo smartphone mentre si trova alla guida, con un conseguente rischio di distrazioni. Circa due giovani su tre, inoltre, hanno ammesso di mettersi alla guida anche se stanchi e affaticati. Da segnalare, inoltre, che circa quattro giovani su dieci hanno dichiarato di superare regolarmente i limiti di velocità . Si tratta di numeri particolarmente rilevanti e che non devono essere trascurati.
Il tema della sicurezza stradale, infatti, richiede la massima attenzione. Comportamenti sbagliati, soprattutto se ripetuti nel tempo, fino a diventare la normalità , possono diventare molto pericolosi, esponendo a rischi che non possono essere ignorati. I dati raccolti dall’indagine confermano anche alcuni aspetti positivi. Rispetto al 2023, infatti, si registra una crescita significativa del rispetto delle norme di sicurezza, come l’uso delle cinture in auto e del casco sui motorini. Da segnalare anche che otto giovani su dieci hanno riconosciuto un effetto positivo delle attività di educazione stradale svolte con esperti del settore, forze dell’ordine, ma anche con testimonial e con familiari di vittime della strada.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 05:30:56 +0000Muoversi in auto in estate richiede un certo livello di preparazione, soprattutto se si deve intraprendere un lungo viaggio. Bastano pochi trucchi, però, per affrontare il caldo torrido nel migliore dei modi, completando gli spostamenti in tranquillità (anche se si utilizza un’auto non molto recente). Gli accorgimenti da seguire sono pochi e sono alla portata di tutti. Ecco come prepararsi al meglio ad affrontare viaggi, brevi o lunghi, con la propria auto durante l’estate e un periodo caratterizzato da temperature molto elevate.
Per contrastare il caldo torrido durante i viaggi in auto è possibile ricorrere al climatizzatore di bordo, elemento ormai essenziale della dotazione di serie delle auto. In linea di massima, la soluzione giusta è fissare una temperatura obiettivo di 22-24° C, evitando di impostare un valore troppo alto o uno troppo basso. In questo modo, il viaggio sarà più confortevole .
Per evitare sbalzi termici all’arrivo, invece, basterà aumentare di qualche grado la temperatura nei minimi che precedono l’arrivo. Le auto più moderne possono sfruttare sistemi di climatizzazione avanzata che permettono di adeguare il funzionamento del sistema in modo flessibile all’andamento della temperatura, riducendo anche i consumi.
Il Codice della Strada vieta di tenere acceso il motore dell’auto quando in sosta con il solo scopo di mantenere attivo il condizionatore, per le auto benzina, diesel, GPL, metano e anche per i modelli mild hybrid. Per rinfrescare rapidamente l’auto alla partenza, quindi, conviene percorrere il primo tratto di strada a bassa velocità e con i finestrini abbassati.
Ci penserà la ventilazione naturale a rinfrescare il veicolo. Successivamente, sarà possibile attivare il condizionatore di bordo. Auto elettriche e ibride plug-in, invece, possono sfruttare la climatizzazione anche da ferme, grazie alla possibilità di ricorrere all’energia custodita nel pacco batterie. La pre-climatizzazione può essere gestita, in questi casi, anche da remoto, con l’app messa a disposizione dal costruttore del veicolo.
Per affrontare viaggi più lunghi è utile ricorrere alla climatizzazione (come anche per i brevi tragitti) e non c’è bisogno di aprire di tanto in tanto i finestrini, pratica che può diventare anche controproducente, sia per la temperatura che per l’efficienza a bordo, con il rischio di un aumento dei consumi reali.
La soluzione più semplice è rappresentata dall’attivazione del sistema di climatizzazione di bordo, con una temperatura corretta, come indicato in precedenza, e con la disattivazione della funzione di ricircolo dell’aria. In questo modo, il sistema si occuperà di introdurre aria pulita dall’esterno, dopo averla filtrata, senza la necessità di aprire i finestrini.
Chi viaggia in auto in estate dovrebbe effettuare un controllo approfondito del proprio veicolo prima di partire, affidandosi a tecnici esperti, in grado di verificare la presenza di malfunzionamenti. Si tratta di una questione di sicurezza ma anche di una pratica che può tornare utile per contrastare il caldo. Un controllo sul funzionamento del sistema di climatizzazione, infatti, rappresenta un aspetto essenziale per poter raffreddare l’abitacolo della vettura in modo semplice e in totale sicurezza.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 05:30:29 +0000Esiste un copione collaudato che si ripete ogni giorno sulle strade italiane. Un automobilista viene fermato da una pattuglia, si avvicina al finestrino, e nel giro di qualche secondo comincia a costruire una narrativa. Qualcosa che spieghi perché stesse guidando con il telefono in mano, o troppo veloce, o senza i documenti a portata di mano. La tentazione di trovare una giustificazione è comprensibile ma raramente porta ai risultati sperati. Anzi, spesso li peggiora.
Gli agenti delle forze dell’ordine trascorrono le proprie giornate a fermare automobilisti. Hanno ascoltato ogni variante possibile di ogni scusa immaginabile e hanno sviluppato nel tempo un radar abbastanza preciso per capire quando qualcuno sta cercando di cavarsela con una buona storia. Il problema non è tanto essere scoperti in fallo: è che certe giustificazioni segnalano all’agente un profilo specifico, ovvero quello di chi nega l’evidenza o prova a manipolare la situazione, e questo non depone mai a proprio favore al momento di decidere come procedere.
La regola d’oro è una sola: in caso di controllo, la strada della chiarezza e della correttezza è quasi sempre la meno costosa. Ma è utile sapere, prima di aprire bocca, quali sono le giustificazioni che suonano più false, e che quindi andrebbero evitate con cura.
Le scuse che circolano con più frequenza durante i controlli stradali hanno alcune caratteristiche in comune. Tendono a spostare la responsabilità su fattori esterni, che sia un’urgenza, una distrazione involontaria, una dimenticanza materiale. Fanno leva sulla comprensione umana dell’agente, come se potesse o dovesse ignorare un’infrazione per simpatia verso una situazione difficile. E soprattutto, sono talmente note agli operatori che spesso ottengono l’effetto opposto a quello desiderato: invece di ammorbidire la situazione, la irrigidiscono. Vediamole nel dettaglio.
È forse la più classica tra le scuse da evitare. L’automobilista viene fermato con il telefono in mano o all’orecchio, e la prima cosa che dice è: “C’era una chiamata urgente, non potevo non rispondere“. La variante più audace aggiunge: “È la prima volta che mi capita“. Entrambe le formulazioni hanno lo stesso problema: non reggono. Questo perché nel codice della strada non esiste una deroga per le chiamate urgenti. L’urgenza non è un’attenuante valida quando si tratta di usare il telefono alla guida: esiste la modalità vivavoce, esiste la possibilità di accostare e fermarsi. Sostenere che non si poteva fare altrimenti è una dichiarazione che un agente esperto leggerà come una scusa, mai come una giustificazione.
Con il nuovo Codice della Strada introdotto negli ultimi anni, l’uso del telefono alla guida è una delle infrazioni più sanzionate e con le conseguenze più pesanti in termini di decurtazione di punti. Non è il momento di aggravare la situazione con una storia poco credibile.
Questa è la giustificazione più diffusa tra chi viene fermato per eccesso di velocità . L’automobilista ammette implicitamente di aver spinto sul pedale dell’acceleratore, ma si giustifica con un’emergenza familiare: la mamma ricoverata, il figlio all’ospedale, il marito che ha avuto un malore. Il concetto di fondo è che la fretta era giustificata da una circostanza eccezionale.
Il problema è che gli agenti non possono valutare la gravità soggettiva dell’emergenza per decidere se applicare o meno una sanzione. Le norme sui limiti di velocità non prevedono eccezioni per le urgenze familiari, e dichiarare un’emergenza di questo tipo non sospende l’obbligo di rispettare le regole. Anzi, espone a una verifica: le forze dell’ordine hanno accesso a strumenti e procedure che consentono di verificare, in tempi relativamente brevi, la presenza di un familiare in una struttura ospedaliera. Non sempre lo fanno sul posto, ma possono farlo, e sapere che potrebbero basta per rendere la scusa particolarmente rischiosa.
È una delle scuse più controproducenti in assoluto. Chi viene fermato a un posto di controllo con indizi di alterazione, che siano occhi lucidi, parola impastata, o andatura non perfettamente lineare, e dichiara spontaneamente di avere una bassa tolleranza all’alcol o di essere particolarmente sensibile anche a piccole quantità , ottiene un risultato paradossale: convince l’agente che sia necessario fare l’etilometro.
Non solo: una dichiarazione del genere implica di aver bevuto qualcosa. Che la tolleranza sia alta o bassa, i limiti di legge non cambiano in base alla sensibilità individuale. La soglia legale è la stessa per tutti: zero grammi per litro per i neopatentati, i professionisti del trasporto e chi ha meno di tre anni di guida; 0,5 grammi per litro per tutti gli altri. Se si è sobri, non serve spiegare niente: i test diranno zero. Se si ha qualcosa nel sangue, nessuna spiegazione eviterà la sanzione. L’unica strategia sensata, in quel momento, è collaborare con compostezza e lasciare che i test facciano il loro lavoro.
“Ho appena cambiato borsa e me li sono dimenticati“. Oppure: “Li ho lasciati sul tavolo di casa stamattina“. Sono tutte versioni della stessa giustificazione per la mancanza di patente, carta di circolazione o documento d’identità al momento del controllo. La mancanza di documenti al momento del controllo è di per sé una violazione sanzionabile. La scusa della borsa sbagliata o del portafogli dimenticato non modifica questo fatto, e ha l’effetto collaterale di far pensare all’agente che il guidatore potrebbe non avere i documenti validi o, nel caso della patente, che potrebbe non averla del tutto.
Chi dimentica davvero i propri documenti sa che può regolarizzare la situazione in un secondo momento, presentandoli presso un ufficio competente entro i termini previsti. Tentare di svicolare con una storia sulla borsa non accelera questo processo e spesso lo complica.
L’ultima scusa della lista è quella che più di tutte tende a far indispettire gli agenti, che sono lavoratori anche loro, e che hanno scelto un lavoro che inizia molto spesso ben prima delle otto di mattina. Dichiarare di essere in ritardo al lavoro per giustificare una guida troppo veloce o un sorpasso azzardato suggerisce implicitamente che le regole della strada siano un inconveniente negoziabile quando si ha fretta. Il codice della strada si applica indipendentemente dall’agenda del conducente, e nessun orario di timbratura giustifica comportamenti che mettono in pericolo gli altri utenti.
La cosa migliore da fare quando si viene fermati, in qualunque circostanza, è restare calmi, essere cortesi e rispondere in modo onesto alle domande degli agenti. Non perché la gentilezza cancelli le infrazioni, ma perché è l’unico approccio che non rischia di trasformare una multa ordinaria in un controllo approfondito più complicato.
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 04:00:48 +0000Sono anni ormai che Filippo Bisciglia è parte integrante di Temptation Island tanto quanto i video mostrati alle coppie e la domanda finale prima di lasciare il programma. Lontano dal villaggio, però, il conduttore romano ha mostrato un rapporto con le auto meno prevedibile rispetto a quello di molti altri volti dello spettacolo. Anziché mettersi in mostra alla guida di sportive estreme o SUV titanici, le immagini sui social lo ritraggono accanto a una Smart ForTwo, comparsa sul suo profilo Instagram in circostanze per lui poco gradevoli, e su un’Audi Q3 Sportback ibrida plug-in provata in occasione di una partnership promozionale.
In uno scatto pubblicato su Instagram, Filippo Bisciglia raccontava ai fan di essersi visto caricare la propria vettura sul carro attrezzi. Anche senza dirne il nome, i più attenti osservatori hanno riconosciuto in un attimo i tratti della Smart ForTwo, un mezzo molto apprezzato pure da personalità note della televisione italiana, come Gabriel Garko. Dotata di un look distintivo, la due posti si usa facilmente in città grazie agli ingombri ridotti, ma non per questo sacrifica il comfort a bordo.
Nelle ultime generazioni la ForTwo misura appena 2,69 metri e ha un diametro di sterzata di 6,95 metri. Il motore collocato posteriormente permette alle ruote anteriori di sterzare maggiormente, una soluzione che rende la piccola Smart particolarmente agile. Non è l’auto con cui impressionare chi guarda, ma quella capace di risolvere il problema quotidiano di entrare in un posto dove le altre restano fuori. Ed è proprio questo contrasto a renderla interessante accanto a un personaggio televisivo tanto conosciuto.
Più appariscente, ma anche più strutturata sul piano tecnico, è l’Audi Q3 Sportback 45 TFSI, protagonista di un video realizzato con L’Automobile Roma. Bisciglia la guida per le strade della Capitale puntando sul silenzio della modalità elettrica e, nelle vesti di testimonial, sembra trovarsi a suo perfetto agio.
La versione mostrata abbina un quattro cilindri 1.4 TFSI da 150 CV a un motore elettrico, per una potenza complessiva di 245 CV e 400 Nm di coppia. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 7,3 secondi e la velocità massima è limitata a 210 km/h. Sul fronte dell’autonomia in modalità EV, invece, la Casa dei Quattro Anelli dichiarava fino a 50 km nel ciclo WLTP al momento del lancio, a patto di ricaricare la batteria con regolarità .
Fra poco Filippo Bisciglia si riapproprierà della prima serata, con la nuova edizione di Temptation Island al via alle 21.30 su Canale 5. Nel villaggio calabrese del Calalandrusa Beach & Nature Resort entreranno sette coppie non sposate e senza figli in comune, affiancate da 26 single.
Nel ciclo di sei puntate i sentimenti dei partecipanti verranno messi a dura prova, tra filmati e falò di confronto. Dietro le scene lavorano oltre cento telecamere e circa venti operatori: una macchina inarrestabile che cattura esitazioni, crisi e tradimenti, portandoli alla luce del sole. Fuori dal set Bisciglia può scegliere la Smart per passare ovunque. Dentro Temptation Island, invece, il traffico emotivo promette di essere decisamente meno gestibile.
Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 19:00:09 +0000Una cittadina peruviana residente a Monza è stata protagonista di una serie di illeciti alla guida e ora dovrà pagare ben 7.400 euro di multa. Un semplice controllo da parte della Polizia locale di Brugherio ha fatto luce su un illecito davvero particolare.
L’assenza dell’assicurazione e la mancata revisione per il veicolo, infatti, si sommano alla guida senza patente, per una combinazione di violazioni del Codice della Strada che non può che essere sanzionata con una multa molto salata.
Andiamo a riepilogare quanto accaduto e a evidenziare quali sono state tutte le violazioni che hanno portato all’emissione della maxi-multa.
A riportare il caso è la sezione dedicata alla provincia Monza e Brianza de Il Giorno. Il caso è stato definito come una vera e propria “bomba” dell’illecito. La donna, infatti, circolava con la sua vettura senza avere la patente (che era stata revocata in passato) oltre che senza assicurazione obbligatoria per il veicolo e senza aver effettuato la revisione, con il termine ultimo per il controllo che era già scaduto.
La vettura, inoltre, non apparteneva alla donna ma a un altro cittadino peruviano, residente a Cologno Monzese. In alcuni casi, la guida di un’auto di un’altra persona può portare a una sanzione. Il controllo effettuato dalla Polizia locale ha portato, oltre a una serie di multe, anche al fermo e al sequestro del veicolo, eventualità inevitabili in questo contesto di violazioni davvero uniche (almeno se considerate tutte insieme).
Ricordiamo che la guida senza assicurazione, vietata dalla normativa, rappresenta un illecito molto pericoloso. La mancanza della copertura RC comporta, infatti, una serie di rischi aggiuntivi in caso di incidente. Discorso simile per la revisione, che segue tempistiche ben precise per tutte le vetture e rappresenta un controllo obbligatorio da effettuare periodicamente. Sul tema, segnaliamo che ci sono una serie di proposte, a livello europeo, per una modifica delle regole che, però, non elimineranno l’obbligo di revisione periodica.
Le sanzioni legate agli illeciti commessi dalla cittadina peruviana si sommeranno, fino ad arrivare a un importo totale di circa 7.400 euro. In aggiunta, per il proprietario del veicolo è stato avviato il procedimento per incauto affidamento, considerando che la conducente non aveva la patente. Lo stesso dovrà anche pagare la sanzione per via della mancanza della copertura assicurativa obbligatoria (senza una copertura RC, infatti, il veicolo non poteva circolare). Ricordiamo che poche settimane fa una sanzione simile è arrivata a un uomo che guidava un camion. Il caso è molto simile, con una serie di illeciti che, combinati, hanno portato a un incremento dell’importo della sanzione.
Per evitare sanzioni e rispettare il Codice della Strada, naturalmente, è necessario avere la patente di guida e, quindi, essere autorizzati alla guida. Il possesso del documento, però, non è sufficiente. Anche il veicolo deve essere in regola e deve avere una copertura RC attiva oltre che deve aver effettuato i controlli di revisione, se previsti dall’età del veicolo. Anche una sola mancanza tra queste farà scattare una sanzione inevitabile.
Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 15:30:06 +0000BYD sta diventando una delle Case di riferimento del mercato europeo, con una crescita davvero importante registrata nel corso degli ultimi mesi. Anche in Italia, il brand è sempre più presente sulle strade.
L’azienda prepara una nuova strategia per il futuro. Nel corso dei prossimi anni, infatti, BYD vuole essere percepita come un costruttore europeo, grazie a un sostanziale incremento della produzione di vetture nel continente.
Si tratta di una scelta strategica molto importante, legata a doppio filo anche al nuovo progetto dell’Ue che prepara l’introduzione di dazi sulle ibride plug-in prodotte in Cina. Si tratta di un segmento in forte crescita e che vede BYD protagonista.
In questo modo, l’azienda cinese potrà evitare eventuali dazi e potrà rafforzare la sua presenza sul mercato, migliorando la logistica e velocizzando i tempi di consegna. Ecco i dettagli completi in merito al futuro del brand.
Lars Bialkowski, vicepresidente di BYD, nel corso di un evento di presentazione dedicato alla Dolphin G DM-i, nuova plug-in pronta a conquistare il mercato, ha chiarito alcuni aspetti centrali per il futuro dell’azienda.
BYD vuole diventare un costruttore europeo o, quanto meno, essere percepito come tale. Nel giro di cinque anni, infatti, l’azienda punta ad adottare una strategia nuova, rafforzando la sua presenza nel continente.
Questa scelta è legata a doppio filo anche alla volontà di rafforzare la presenza nel segmento delle auto ibride plug-in, che l’azienda vede come una soluzione ideale per soddisfare le esigenze degli automobilisti europei.
Ricordiamo che BYD sta vivendo un 2026 molto positivo. Come abbiamo visto nel nostro approfondimento dedicato, in questo momento l’azienda è una dei nuovi protagonisti del mercato italiano, con immatricolazioni in forte crescita. Ecco tutti i dettagli in merito.
La strategia di BYD è legata allo spostamento della produzione in Europa e rientra in un programma di crescita che mira a spingere l’azienda ancora più in alto, con l’obiettivo di diventare il più grande produttore automobilistico mondiale entro il 2030.
Da alcuni mesi, ricordiamo, è entrato in attività il primo impianto europeo, situato a Szeged, in Ungheria. La produzione di nuovi modelli sarà avviata nel corso del prossimo autunno. È già in fase di sviluppo anche un altro impianto, situato a Smirne, in Turchia.
BYD guarda anche alla possibilità di espandere la sua presenza in Europa con nuovi impianti di produzione da costruire da zero oppure da rilevare da altri produttori europei che, in questo momento, non riescono a sfruttarli.
In passato, a tal proposito, si è parlato di un certo interesse di BYD per i siti italiani del Gruppo Stellantis, da Cassino a Mirafiori. Si tratta di un tema che potrebbe tornare d’attualità nel corso del prossimo futuro. Le ultime indiscrezioni in tal senso risalgono al mese scorso.
Per il futuro, quindi, la strategia di BYD è chiara e definita. L’azienda vuole continuare la crescita e vuole essere considerata, sempre di più, come un brand “europeo” agli occhi dei consumatori del continente.
Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 13:30:53 +0000Tra le protagoniste del mercato delle quattro ruote nel 2026 c’è, senza dubbio, Mazda. La Casa nipponica sta vivendo un periodo molto positivo, con numero in netta crescita in termini di unità immatricolate. Considerando il periodo gennaio – maggio 2026, infatti, si nota un trend ormai evidente. Sia in Italia che nel resto d’Europa, infatti, il marchio sta registrando ottimi risultati. Andiamo ad analizzare i numeri.
Mazda sta vivendo un periodo molto positivo in Italia. Nonostante un mese di maggio in linea con lo scorso anno, infatti, la Casa nipponica si dimostra in forte crescita, come confermato dai dati UNRAE. Nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, Mazda ha venduto 6.244 unità con una crescita del 31% su base annua. Si tratta di un dato significativo, anche in considerazione del fatto che il mercato italiano, nello stesso periodo di tempo, è cresciuto “solo” del +9,4%.
Questo risultato, quindi, ha permesso a Mazda di incrementare la sua quota di mercato, ora pari allo 0,79%. Il target dell’1% non è poi così lontano. Anche se non rientra tra i marchi che vendono di più in Italia, Mazda si sta comunque ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato e continuerà a essere un riferimento per il futuro.
I risultati in Italia confermano l’ottimo stato di salute di Mazda, che sta crescendo anche grazie a una gamma sempre più completa e articolata. Il brand nipponico punta in alto e sta conquistando uno spazio sempre più rilevante in Europa.
La conferma, anche in questo caso, arriva dai dati sulle immatricolazioni. I numeri forniti da ACEA ci forniscono un dato aggiornato chiaro che fotografa bene la situazione. Ricordiamo che potete consultare il nostro approfondimento per un quadro aggiornato sulle vendite in Europa.
Nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, infatti, Mazda ha venduto oltre 73mila unità in tutta Europa (considerando Ue, Paesi Efta e Regno Unito). Questo dato si traduce in una crescita dell’11% rispetto allo scorso anno a fronte di un mercato che cresce del 4%.
Il raffronto è ancora più interessante se si considera il solo mercato Ue, dove Mazda sta espandendo in misura evidente il suo raggio d’azione. La Casa nipponica, infatti, ha chiuso i primi cinque mesi dell’anno in corso con oltre 58 mila unità vendute in Ue e con una crescita che sfiora il 20% su base annua.
Si tratta di numeri importanti e che vanno a certificare l’ottimo lavoro svolto da Mazda nel corso di questi ultimi anni. La Casa ha arricchito la sua gamma, introducendo nuovi modelli ed espandendosi in altri segmenti di mercato.
Gli investimenti stanno dando i loro frutti, permettendo al brand di poter contare su una presenza sempre più capillare sul mercato delle quattro ruote. Nelle prossime settimane, con l’arrivo dei dati definitivi del primo semestre, avremo le idee più chiare sulla crescita dell’azienda.
Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 13:00:59 +0000