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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il traffico sulle autostrade italiane il 17 maggio 2026 presenta alcune situazioni di rilievo. Tra i casi più significativi, si evidenziano una coda di 4 km sulla A22 Brennero-Modena per lavori tra Nogarole Rocca e Mantova Nord e una lunga attesa di un’ora e mezza per coda al Traforo del Monte Bianco in direzione Chamonix. Inoltre, segnaliamo chiusure di servizi essenziali in alcune aree di servizio sull’A1 Milano-Napoli, come la sospensione del GPL e la chiusura dei servizi di ristorazione e igienici all’area di servizio San Pietro.

A1 Milano-Napoli



21:04 – A1 Milano-Napoli – Tangenziale
L’area di servizio San Pietro ha i servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 18/5/2026
Direzione Tangenziale
Servizi non disponibili per gli utenti, si consiglia di pianificare eventuali soste con attenzione.



21:04 – A1 Milano-Napoli – Tangenziale
L’area di servizio San Pietro ha i servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 del 18/5/2026
Direzione Tangenziale



19:38 – A1 Milano-Napoli – Direzione Napoli
L’area di servizio S. Martino ovest è sprovvista di GPL fino alle 12:00 del 18/5/2026
Direzione Napoli

A22 Brennero-Modena



20:09 – A22 Brennero-Modena – Direzione Modena
Coda di 4 km tra Nogarole Rocca e Mantova Nord per lavori
Direzione Modena
La tratta interessata va dal chilometro 256 al chilometro 250 per una lunghezza complessiva di 6 km.

A26 GE-Voltri-SS 33 Semp.-Gravell.Toce



19:34 – A26 GE-Voltri-SS 33 Semp.-Gravell.Toce – Autostrada Milano-Genova
L’area di servizio Marengo sud ha il camper service chiuso per lavori
Direzione Autostrada Milano-Genova

Traforo del Monte Bianco



20:54 – Traforo del Monte Bianco – Verso Chamonix
Coda in corrispondenza Piazzale Italiano verso Chamonix. Attesa prevista un’ora e 30 minuti.
Direzione Chamonix

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 17 May 2026 19:08:00 +0000
News n. 2
Gatto si infila nel vano motore e viene scoperto dopo 100 km

Partita da Palermo a bordo di una Skoda a noleggio e diretta nel Trapanese, una coppia di turisti tedeschi si è imbarcata in un viaggio impensabile. Il promemoria di quanto possa essere straordinaria la resistenza di un gatto e, soprattutto, su un rischio in auto tanto comune quanto sottovalutato.

Il salvataggio dopo 120 km

Durante il tragitto, i due passeggeri hanno avvertito un miagolio proveniente dalla parte anteriore del veicolo e si sono subito fermati, ma estrarre il piccolo “clandestino” si è rivelato impossibile sul momento, perciò hanno deciso di proseguire la marcia fino a un agriturismo di Castelvetrano, dove avevano prenotato il soggiorno. A quel punto, richiesto l’intervento del personale della struttura, il povero felino è stato finalmente liberato dal vano motore.

Il bilancio? Oltre 120 km percorsi, gran parte dei quali a velocità autostradali, intrappolato tra le componenti meccaniche della vettura. Nonostante gli ovvi timori, il gattino ne è uscito illeso, venendo adottato dalla responsabile della struttura, che lo ha ribattezzato Adolf per via di una caratteristica macchia scura sopra la bocca.

Consigli di prevenzione

Tirato un bel sospiro di sollievo, la lezione da imparare è una: un colpo sul cofano prima di accendere il quadro può salvare una vita e risparmiare costosi danni alla vettura. Il cofano dell’auto costituisce, infatti, una delle mete preferite dai gatti, in particolar modo dai cuccioli e dai randagi, condotti lì dalla loro “bussola interna”, ovvero dall’istinto di sopravvivenza.

Soprattutto nelle giornate fredde o ventilate, un motore spento da poco emana un calore irresistibile: la protezione inferiore o il passaruota diventano l’equivalente di una tana riscaldata. Se l’area è infestata da predatori, il micio tende a rifugiarsi negli spazi stretti e angusti, sentendosi al sicuro, e poi quando l’automobilista si avvicina, apre le portiere o avvia il motore, il piccolo felino non è indotto a scappare verso l’esterno, al contrario il rumore e le vibrazioni lo spaventano a tal punto da spingerlo a rannicchiarsi ancora più a fondo nei meandri del propulsore, fino a rimanere bloccato tra cinghie e collettori.

I pericoli di questa coabitazione forzata sono altissimi. Oltre a porre a repentaglio l’incolumità dell’animale a causa delle temperature proibitive e delle parti in movimento, l’automobilista corre rischi non trascurabili. La presenza di un corpo estraneo nel vano motore piò provocare il danneggiamento delle cinghie di trasmissione, il blocco di alcune ventole o la rottura di manicotti flessibili, motivo di improvvisi guasti meccanici anche durante la marcia ad alta velocità.

Specie se lasciate l’auto parcheggiata all’aperto, in zone rurali o in quartieri infestati da colonie feline fareste bene ad applicare alcuni semplici accorgimenti. Date un paio di pacche decise sulla carrozzeria prima di girare la chiave: se c’è un micio nascosto, il rumore lo sveglierà e lo costringerà a saltare fuori. Subito dopo, mettetevi in ascolto di eventuali miagolii o rumori di graffi, e nel caso aprite il cofano ed effettuate un controllo visivo prima di girare la chiave di accensione. Un piccolo gesto di pochi secondi può salvare una vita e risparmiare costosi danni alla vettura.

Data articolo: Sun, 17 May 2026 13:34:26 +0000
News n. 3
La ricerca del veicolo passa attraverso l’intelligenza artificiale, il caso Spoticar

La rivoluzione per il mercato delle auto usate passa dal bit dell’intelligenza artificiale. A tirare le fila è Spoticar, il gigante del settore con una rete di 3.000 punti vendita in tutta Europa, pronta ad archiviare i vecchi e rigidi menù a tendina, in favore di una tecnologia molto più umana.

Come funziona il sistema di Spoticar

Promette una svolta sostanziale Spot.i, un motore di ricerca basato sull’IA e sviluppato internamente da Stellantis. Oltre a digitalizzare un catalogo di annunci, il servizio permette di trasformare una semplice intenzione di acquisto in una risposta concreta, personalizzata e pragmatica, andando a intercettare i nuovi comportamenti e le aspettative di un pubblico reale.

Fino a ieri, mettersi alla ricerca di un’auto usata sul web era una piccola montagna da scalare. Selezionavi la marca, inserivi l’anno, spuntavi la potenza e impostavi il budget, in un processo meccanico dove spesso modelli interessanti venivano scartati solo a causa di un piccolo dettaglio fuori parametro.

Spot.i scardina lo schema. Lanciato a settembre 2025, l’ecosistema centralizza i dati di tutti i veicoli disponibili nella rete europea e integra competenze automotive avanzate per fare una cosa semplice in apparenza, ma complessa dal punto di vista tecnologico: tradurre il linguaggio naturale in criteri di ricerca tecnici.

I clienti possono esprimere liberamente le proprie esigenze nella barra di ricerca del sito, esattamente come farebbero parlando con un consulente in carne e ossa. Digiti frasi tipo “Cerco un’auto spaziosa per una famiglia di quattro persone, ibrida e adatta ai viaggi in montagna” e l’IA offre un ampio ventaglio di opzioni su misura, in pochi clic.

I numeri, d’altronde, confermano il successo dell’operazione: dal debutto a oggi sono state effettuate oltre 3 milioni di ricerche in tutta Europa. Da un lato il volume enorme ha agevolato gli utenti, dall’altro ha generato lead (contatti commerciali) più numerosi e di qualità decisamente superiore per la rete dei concessionari.

La sperimentazione su WhatsApp

La strategia digitale di Spoticar non si ferma al sito web. In Francia hanno inaugurato una sperimentazione pionieristica dell’IA su WhatsApp. Sviluppato in collaborazione con un partner tecnologico del calibro di Salesforce, questo agente conversazionale rappresenta un assistente virtuale tascabile nel vero senso della parola, sempre a disposizione dei potenziali acquirenti.

Tra il divano di casa e il salone del punto vendita le distanze si assottigliano fino quasi ad azzerarsi. A seconda del messaggio lasciato dall’utente in chat, l’assistente definisce i parametri tecnici e propone in tempo reale una selezione personalizzata di vetture disponibili.

Con l’innovazione prende forma un piano industriale e strategico ampio. Spoticar intende superare il concetto di “portale di annunci” ormai superato, avviandosi verso l’era dei grandi modelli linguistici (LLM), i motori che muovono le intelligenze artificiali più evolute.

A confermare la visione è Alexandre Fils, Marketing Global Director di Spoticar:

“La nostra strategia è far evolvere SPOT.i attraverso miglioramenti mirati e progressivi. Nel lungo periodo, puntiamo a superare il tradizionale modello delle inserzioni digitali e ad abbracciare pienamente le nuove esperienze cliente abilitate dall’ascesa dei grandi modelli linguistici”

La strada si può dunque dire tracciata. Grazie all’IA di Stellantis, trovare l’auto usata, ricondizionata e garantita ideale non è più una questione di incastri matematici tra i filtri, ma una conversazione intelligente.

Data articolo: Sun, 17 May 2026 12:53:10 +0000
News n. 4
Ferrari HC25, la One-Off senza compromessi

Presentata durante i Ferrari Racing Days al Circuit of the Americas in Texas, la Ferrari HC25 – nuova creazione del reparto Progetti Speciali – rappresenta una delle interpretazioni più radicali degli ultimi anni del Cavallino Rampante. Progettata su misura con il cliente e il Centro Stile, porta la F8 Spider da cui deriva a un altro livello stilistico.

Stile esclusivo

La prima cosa che colpisce della Ferrari HC25 è il suo design. Pur partendo dalla base tecnica della F8 Spider, la vettura appare completamente diversa. Le proporzioni cambiano sensibilmente: è più lunga di 14,7 centimetri e più larga di 2,7 centimetri rispetto al modello da cui deriva. L’impressione generale è quella di una Ferrari proveniente da un futuro alternativo, dove le supercar continuano a essere dominate dai motori a combustione e da linee estreme. Il lavoro del Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni ha portato a una silhouette più bassa e filante, con superfici pulite e dettagli quasi aerospaziali.

La livrea in Moonlight Grey opaco accentua ulteriormente il carattere della vettura. A spezzare il colore della carrozzeria c’è una fascia nera lucida che attraversa la parte laterale e integra le prese d’aria dedicate al raffreddamento del motore e delle masse radianti. Una soluzione che richiama alcuni prototipi endurance e che contribuisce a dare alla HC25 un look quasi da hypercar da competizione.

Anche il frontale cambia completamente volto. I fari adottano una firma luminosa inedita, più sottile e aggressiva, mentre le prese d’aria sono state ridisegnate per migliorare i flussi aerodinamici. Dietro, il posteriore appare più largo e muscoloso, con volumi che enfatizzano la posizione centrale del motore. Pur restando una spider, la HC25 sembra progettata attorno alla ricerca della massima pulizia stilistica. Non ci sono elementi superflui: ogni dettaglio sembra avere una funzione precisa, tra aerodinamica, raffreddamento e impatto visivo.

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Propulsione tradizionale

Al centro della HC25 troviamo il celebre V8 biturbo da 3,9 litri con 720 CV a 7.000 giri/minuto e 770 Nm di coppia massima. La risposta del motore promette di essere immediata e brutale, accompagnata da un’erogazione che punta ancora tutto sul coinvolgimento del pilota.

Le prestazioni parlano da sole. La Ferrari HC25 scatta da 0 a 100 km/h in appena 2,9 secondi e raggiunge una velocità massima di 340 km/h. Dati che la collocano ancora oggi ai vertici assoluti del panorama delle supercar termiche.

Ma oltre ai numeri, ciò che rende speciale questa Ferrari è proprio la sua filosofia. In un panorama sempre più dominato da powertrain elettrificati, la HC25 celebra ancora il rapporto diretto tra motore, telaio e guidatore. Nessuna modalità silenziosa, nessuna gestione ibrida della potenza: solo un V8 centrale-posteriore che urla fino al limitatore.

Progetti Speciali di Ferrari

La HC25 nasce all’interno del programma Progetti Speciali, il reparto Ferrari dedicato alle vetture uniche costruite su richiesta dei clienti più esclusivi del marchio. In questi casi il processo creativo è molto diverso rispetto allo sviluppo di una normale Ferrari di serie. Il proprietario viene coinvolto direttamente in ogni fase del progetto: dalle prime bozze stilistiche ai modelli in scala, fino alla definizione finale di materiali, colori e dettagli dell’abitacolo.

Per la HC25, Ferrari avrebbe lavorato a stretto contatto con il cliente per trasformare un’idea precisa in una vettura concreta, mantenendo però intatta l’identità tecnica della F8 Spider. Ed è proprio questo il fascino delle one-off del Cavallino: automobili irripetibili, costruite per diventare pezzi da collezione ancora prima di toccare la strada.

Data articolo: Sun, 17 May 2026 09:05:04 +0000
News n. 5
Citycar per neopatentati, quali scegliere usate a meno di 15.000 euro

La prima auto non si scorda mai. Che sia per andare all’università, al lavoro o semplicemente per conquistare un po’ di indipendenza, la citycar resta ancora oggi una delle scelte più intelligenti per un neopatentato che vive nei centri urbani. Dimensioni compatte, costi di gestione contenuti, facilità di parcheggio e consumi ridotti: tutto quello che serve per iniziare a guidare senza ansia e senza spendere cifre esagerate.

Il mercato dell’usato, poi, nel 2026 offre opportunità particolarmente interessanti. Con meno di 15 mila euro si possono trovare vetture praticamente nuove, spesso con pochissimi chilometri e dotazioni di sicurezza ormai complete anche nei segmenti più piccoli. Frenata automatica, mantenimento di corsia, infotainment evoluti e motori efficienti non sono più un lusso riservato alle auto premium. Tra benzina, mild hybrid ed elettriche, ecco quindi le migliori citycar usate per neopatentati sotto i 15 mila euro nel 2026.

Toyota Aygo X

Tra le citycar moderne più riuscite degli ultimi anni c’è senza dubbio la Toyota Aygo X. Piccola fuori ma con un look da mini crossover, ha conquistato il mercato grazie a uno stile originale e a una praticità sorprendente per le dimensioni. Per un neopatentato è una delle auto più intelligenti da acquistare oggi.

Con meno di 15 mila euro si trovano facilmente esemplari recentissimi, spesso km0 o con pochissimi chilometri, equipaggiati con il tre cilindri benzina 1.0 da 72 CV. Un motore semplice, brillante quanto basta per la città e soprattutto estremamente economico nei consumi. Scendendo verso i 12 mila euro si trovano vetture con ancora pochi chilometri, spesso ancora in garanzia ufficiale.

La Aygo X punta molto sulla facilità di utilizzo. La posizione di guida rialzata migliora la visibilità nel traffico, mentre lo sterzo leggero e il raggio di sterzata ridotto la rendono perfetta nei parcheggi cittadini. Nonostante la compattezza offre anche una buona sensazione di sicurezza grazie a una struttura moderna e a una dotazione ADAS completa per il segmento. In più c’è tutta la reputazione Toyota in termini di affidabilità. Una caratteristica che pesa parecchio quando si parla di prima auto.

Fiat Panda

Ci sono auto che sembrano immortali e la Fiat Panda è una di queste. Ancora oggi domina le classifiche di vendita italiane e continua a essere una delle migliori scelte per i neopatentati. Il motivo è semplice: costa poco mantenerla, è pratica, robusta e incredibilmente facile da guidare.

Con meno di 13 mila euro nel mercato dell’usato si trovano Panda mild hybrid di uno o due anni di vita, con pochissimi chilometri e il noto motore 1.0 FireFly da 69 CV. Una motorizzazione perfettamente compatibile con i limiti per neopatentati e capace di consumi davvero contenuti soprattutto in città.

La Panda continua a puntare tutto sulla concretezza. Non cerca effetti speciali ma funziona bene in qualsiasi situazione. Le sospensioni morbide aiutano sulle strade dissestate, l’abitacolo è semplice da comprendere anche per chi ha appena iniziato a guidare e le dimensioni compatte la rendono perfetta nei centri urbani italiani.

Hyundai i10

La Hyundai i10 rappresenta una delle alternative più sottovalutate nel segmento delle citycar. Eppure negli ultimi anni la coreana è cresciuta moltissimo, sia nella qualità percepita sia nella tecnologia di bordo, avvicinandosi alle compatte di categoria superiore. Con meno di 15 mila euro si trovano esemplari praticamente nuovi, con meno di 20 mila km percorsi e motore 1.0 benzina da 63 CV. Una meccanica semplice ma molto affidabile, ideale per chi cerca bassi costi di gestione e una guida tranquilla.

Rispetto a molte rivali europee, la i10 colpisce per la qualità dell’abitacolo. Lo spazio interno è sorprendente e anche quattro adulti riescono a viaggiare senza particolari sacrifici. Non manca poi una buona dotazione tecnologica con schermo centrale, compatibilità smartphone e numerosi sistemi di assistenza alla guida. Su strada è stabile e più matura di quanto le dimensioni facciano immaginare. In città resta agilissima, ma riesce a cavarsela bene anche fuori dai centri urbani grazie a una buona insonorizzazione e a sospensioni ben calibrate.

Smart Fortwo

Quando si parla di mobilità urbana pura, la Smart Fortwo continua a essere un riferimento assoluto. Nessuna auto riesce ancora oggi a essere così compatta e maneggevole nel traffico. Per chi vive in città congestionate o deve affrontare parcheggi impossibili ogni giorno, resta una soluzione praticamente unica.

Nel 2026 con meno di 15 mila euro si trovano sia le ultime versioni benzina sia le varianti elettriche EQ. Proprio queste ultime sono diventate molto interessanti sul mercato dell’usato perché la svalutazione elevata permette di acquistare esemplari recenti anche intorno ai 10 mila euro.

La Smart elettrica è perfetta per la città: silenziosa, immediata nella risposta dell’acceleratore e facilissima da parcheggiare grazie alle dimensioni ridottissime. L’autonomia limitata resta il principale compromesso, ma per chi percorre pochi chilometri al giorno può trasformarsi in un vantaggio economico notevole.

Le versioni benzina invece continuano a essere una scelta più versatile, soprattutto per chi deve uscire spesso dai centri urbani. Rimane comunque una vettura molto particolare, non adatta a tutti, ma che sa diventare quasi insostituibile una volta capita.

MG3

Chi desidera qualcosa di più spazioso senza abbandonare il mondo delle auto economiche dovrebbe guardare con attenzione alla MG3. La compatta cinese è diventata rapidamente una delle sorprese del mercato grazie a un rapporto qualità/prezzo estremamente aggressivo. Nel mercato dell’usato recente si trovano MG3 dello scorso anno con pochissimi chilometri a meno di 15 mila euro. La motorizzazione benzina da 116 CV, pur restando compatibile con le normative per neopatentati più recenti, offre prestazioni decisamente più vivaci rispetto alle classiche citycar.

La MG3 punta molto sullo spazio interno e sulla tecnologia. L’abitacolo è moderno, ben equipaggiato e ricco di schermi e sistemi digitali che piacciono particolarmente ai guidatori più giovani. Anche il comfort generale è superiore rispetto a molte citycar tradizionali.

Fiat 500 elettrica

Per chi cerca una citycar elettrica usata nel 2026 c’è sicuramente la Fiat 500 elettrica. La reinterpretazione moderna dell’icona italiana ha convinto praticamente tutti grazie a uno stile riuscito, interni curati e una guida estremamente piacevole.

Con meno di 13 mila euro si trovano esemplari di 3 o 4 anni con pochissimi chilometri. La scelta migliore resta quella equipaggiata con batteria da 42 kWh, capace di garantire oltre 300 km di autonomia dichiarata e decisamente più sfruttabile nella vita quotidiana rispetto alla variante con batteria più piccola.

La 500 elettrica è perfetta per i neopatentati che vivono in città e hanno la possibilità di ricaricare facilmente a casa o sul posto di lavoro. L’assenza del cambio automatico semplifica ulteriormente la guida, mentre la coppia immediata rende gli spostamenti urbani fluidi e rilassanti.

Anche la qualità generale sorprende. Gli interni sono ben rifiniti, il design mantiene il fascino della 500 originale e la tecnologia di bordo è da segmento superiore. Rimane una citycar compatta, quindi non particolarmente spaziosa, ma per utilizzo urbano è difficile trovare qualcosa di più piacevole.

In più, il mercato dell’usato elettrico sta vivendo una forte svalutazione, trasformando modelli come la 500e in occasioni molto più accessibili rispetto a pochi anni fa.

Data articolo: Sun, 17 May 2026 08:34:28 +0000
News n. 6
Maserati tratta con Huawei, in arrivo un Tridente Made in China?

Il futuro di Maserati potrebbe parlare sempre più cinese. Una frase che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile per uno dei marchi più iconici della Motor Valley italiana, ma che oggi torna con forza al centro delle indiscrezioni sull’automotive globale.

Mentre il Gruppo Stellantis prepara il nuovo piano industriale che dovrà definire strategie, investimenti e obiettivi dei prossimi anni, il nome Maserati continua infatti a essere uno dei più delicati sul tavolo. Il Tridente sta attraversando una fase complicata: vendite in calo, elettrificazione più lenta del previsto e una concorrenza premium sempre più aggressiva, soprattutto da parte dei marchi cinesi di fascia alta.

Proprio per questo motivo starebbe prendendo forma una trattativa che potrebbe cambiare profondamente il futuro del brand modenese. Secondo le indiscrezioni, Maserati starebbe dialogando con Huawei e JAC per sviluppare nuovi modelli elettrici dedicati al mercato asiatico, sfruttando una formula già utilizzata con successo dal colosso tech cinese.

Un modello già testato

Huawei, ormai da tempo, non è più soltanto uno dei principali nomi della tecnologia e delle telecomunicazioni. In Cina il gruppo è diventato uno dei protagonisti assoluti anche del settore automotive grazie alla piattaforma Harmony Intelligent Mobility Alliance, una struttura che ha dato vita a diversi brand automobilistici sviluppati insieme ai costruttori locali.

Tra questi figurano marchi come Aito, Luxeed, Stelato, Maextro e Avatr, tutti accomunati da una filosofia precisa: Huawei mette sul tavolo software, piattaforme digitali, intelligenza artificiale e sistemi di guida avanzata, mentre i partner industriali si occupano di progettazione, sviluppo produttivo e assemblaggio. Ed è proprio questo schema che potrebbe essere replicato anche con Maserati. Secondo le indiscrezioni provenienti dalla Cina, sarebbero già allo studio due modelli distinti.

Il primo dovrebbe essere commercializzato direttamente nel mercato cinese con il marchio Maextro, già presente nell’universo Huawei con la berlina di lusso S800. Il secondo, invece, arriverebbe sui mercati internazionali con il logo Maserati, pur condividendo gran parte della base tecnica e tecnologica con il modello cinese.

In pratica, un’elettrica sviluppata con il know-how software di Huawei, la produzione di JAC e il design italiano firmato Maserati. Una formula che potrebbe consentire al marchio del Tridente di accelerare lo sviluppo di nuovi modelli elettrici riducendo tempi e costi, due aspetti diventati cruciali nella nuova corsa globale all’elettrificazione.

Il peso della Cina nel lusso automobilistico

La Cina oggi rappresenta molto più di un semplice mercato per le auto premium. È il centro della nuova rivoluzione tecnologica legata alla mobilità elettrica e digitale. I costruttori cinesi non stanno più puntando solo su prezzi competitivi, ma anche su lusso, innovazione e software avanzati. Per questo motivo collaborazioni tra marchi europei storici e colossi tech asiatici stanno diventando sempre più frequenti. Per Maserati, una partnership di questo tipo potrebbe rappresentare una scorciatoia per recuperare terreno nel settore delle elettriche di lusso.

Allo stesso tempo, però, una simile operazione rischierebbe di dividere gli appassionati. Il valore di Maserati è sempre stato profondamente legato al concetto di Made in Italy, alla Motor Valley emiliana e a un’identità costruita su motori, design e artigianalità italiana. L’idea di vedere nascere una Maserati sviluppata in Cina potrebbe quindi creare discussioni, anche se il mercato globale dell’auto premium sembra ormai andare in quella direzione.

L’interesse di BYD

Nel frattempo c’è un altro nome che continua a orbitare attorno a Maserati: BYD. Il colosso cinese dell’elettrico non ha mai nascosto il proprio interesse verso marchi storici europei. I vertici del gruppo hanno più volte dichiarato di voler acquisire brand con una forte identità e un grande valore simbolico, elementi che richiedono decenni per essere costruiti da zero. E Maserati rappresenta esattamente questo. Un marchio conosciuto in tutto il mondo, con oltre cento anni di storia, capace ancora oggi di evocare lusso, sportività ed esclusività.

Anche Chery, in passato, avrebbe mostrato interesse verso il Tridente, segno di quanto il fascino della Motor Valley italiana continui a esercitare una forte attrazione sui costruttori asiatici.

Per ora si tratta soltanto di indiscrezioni e trattative non confermate ufficialmente, ma il messaggio appare chiaro: il futuro di Maserati potrebbe passare anche dalla Cina. E nel nuovo equilibrio globale dell’automobile, il confine tra tradizione italiana e tecnologia asiatica sembra diventare sempre più sottile.

Data articolo: Sun, 17 May 2026 08:21:18 +0000
News n. 7
Bentley Bentayga EWB Chalet Edition, il calore della montagna su ruote

C’è chi sceglie uno chalet tra le montagne svizzere per staccare dalla routine e chi, invece, vorrebbe portarsi quell’atmosfera ovunque. È proprio da questa idea che nasce la nuova Bentley Bentayga EWB Chalet Edition, una serie speciale che trasforma il SUV britannico in una vera baita alpina su quattro ruote. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Mulliner e The Gstaad Guy, influencer diventato celebre sui social per il suo immaginario legato al lusso discreto delle Alpi. 

Baita su ruote

Negli ultimi anni il concetto di lusso automobilistico è cambiato profondamente. Non basta più avere pelle pregiata o legni raffinati: oggi i marchi cercano di creare vere esperienze sensoriali. La Chalet Edition segue proprio questa filosofia. L’obiettivo di Bentley era chiaro: ricreare la sensazione di accoglienza tipica degli chalet di montagna, quei rifugi esclusivi dove il legno caldo, i tessuti morbidi e la luce soffusa diventano parte dell’esperienza.

La Bentayga EWB Chalet Edition punta quindi a trasformare l’abitacolo in una sorta di salotto alpino itinerante. E il passo lungo della versione EWB aiuta parecchio: dietro lo spazio è enorme, quasi da limousine, con sedili progettati per offrire il massimo comfort durante i lunghi viaggi.

Bentley ha lavorato molto sull’atmosfera interna, cercando di rendere l’ambiente meno “automotive†e più vicino a quello di una residenza di lusso. Una direzione che racconta anche come stanno cambiando i gusti della clientela più esclusiva: meno ostentazione, più ricerca di benessere e materiali autentici.

Design

La Chalet Edition si distingue subito all’esterno per una tinta molto particolare chiamata Light Tudor Grey, una tonalità elegante e sofisticata che richiama le pietre e i paesaggi montani. A contrasto arrivano dettagli in bronzo satinato e inserti con profilo Fireglow, che donano al SUV un aspetto raffinato ma non eccessivamente appariscente. Il risultato è molto lontano dall’aggressività tipica di certi SUV sportivi moderni: qui tutto punta sull’eleganza rilassata. Anche i cerchi dedicati e alcuni elementi della carrozzeria sono stati studiati per richiamare il mondo dell’alta montagna e dell’artigianato di lusso.

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Ma è aprendo le portiere che questa Bentayga cambia davvero personalità. L’interno è dominato da un mix di materiali caldi e avvolgenti: pelle marrone, inserti in legno naturale e tessuti in tweed che ricordano immediatamente il mondo delle baite alpine più esclusive. Bentley ha lavorato molto sulle texture e sui contrasti, creando un ambiente che sembra più vicino a quello di un boutique hotel di montagna che a un’automobile tradizionale. Anche i dettagli delle cuciture e le finiture Mulliner contribuiscono a dare un forte senso di esclusività. Non manca naturalmente tutta la tecnologia tipica della Bentayga EWB, ma qui viene quasi “nascosta†dietro l’atmosfera calda e accogliente dell’abitacolo.

Anima V8

Sotto il cofano della Chalet Edition non cambia la sostanza. Bentley continua a puntare sul suo poderoso V8 biturbo da 4.0 litri, un motore che riesce a unire prestazioni importanti e grande fluidità di marcia. La potenza raggiunge i 550 CV, mentre la coppia massima di 770 Nm permette al grande SUV inglese di muoversi con sorprendente facilità, nonostante dimensioni e peso importanti.

Le prestazioni restano da vera granturismo: lo 0-100 km/h viene coperto in circa 4,5 secondi, mentre la velocità massima sfiora i 290 km/h. Numeri impressionanti per un SUV che punta soprattutto sul comfort. Ed è proprio questa la magia della Bentayga: riuscire a combinare lusso estremo, comfort assoluto e prestazioni da sportiva senza mai sembrare fuori luogo.

Data articolo: Sun, 17 May 2026 07:17:33 +0000
News n. 8
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 in Italia sono previsti numerosi scioperi che interesseranno vari settori, dal trasporto pubblico locale agli aeroporti, fino al settore ferroviario e marittimo. Questo articolo offre un calendario dettagliato, giorno per giorno, con le città, le regioni e gli orari degli scioperi più importanti, fondamentali per lavoratori, pendolari e cittadini. Di seguito l’elenco aggiornato delle principali agitazioni sindacali previste nel periodo, ordinato per data e per città.

Sciopero 01 maggio 2026

In Italia è stato proclamato uno sciopero generale a rilevanza nazionale, che coinvolge il personale dipendente pubblico e privato in tutte le province per l’intera giornata. Sindacato promotore: USI-CIT.

Sciopero 04 maggio 2026

In Italia è indetto uno sciopero a livello nazionale per il personale della società Elior Divisione Itinere addetto ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia, con la modalità di mezzo turno per ogni turno di lavoro. Sindacati coinvolti: FAST-CONFSAL, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI.

Nella provincia di Milano (Lombardia), è indetto uno sciopero di 8 ore (dalle 22:00 del 4 maggio fino alle 6:00 del 5 maggio) per il settore ferroviario, con coinvolgimento del personale Mercitalia Shunting & Terminal. Sindacato: USB Lavoro Privato.

Sciopero 05 maggio 2026

Nella provincia di Milano (Lombardia), sciopero nel settore ferroviario per il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal dalle 22:00 (4 maggio) alle 6:00.

Nella provincia di Firenze (Toscana), lo sciopero riguarda il settore ferroviario – personale manutenzione RFI Doit Firenze – per l’intera giornata. Sindacato: USB Lavoro Privato.

Sciopero 07 maggio 2026

In Italia, sciopero nazionale di 24 ore nel settore marittimo che coinvolge lavoratori portuali, dipendenti delle imprese ed Autorità di Sistema Portuale. Sindacato promotore: USB Lavoro Privato.

Sciopero 08 maggio 2026

Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige), sciopero di 4 ore dalle 11:00 alle 15:00, trasporto pubblico locale, personale Trentino Trasporti; sindacato OSR ORSA TRASPORTI.

Nella città di Potenza (Basilicata), sciopero di 4 ore dalle 15:01 alle 19:00, personale Miccolis – Servizio Urbano di Potenza. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.

Nella provincia di Brescia (Lombardia), settore aereo, sciopero di 24 ore per il personale scarico/carico merci GDA Handling dell’aeroporto di Brescia Montichiari. Sindacato USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 09 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), trasporto pubblico locale, personale società EAV, sciopero di 24 ore con inizio alle 19:31 del 9 maggio e termine alle 19:30 del 10 maggio. Sindacato: OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania): prosegue lo sciopero iniziato alle 19:31 del 9 maggio e terminato alle 19:30 del 10 maggio, personale società EAV, sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

Nella città di Firenze (Toscana): sciopero territoriale di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale Autolinee Toscane, bacino di Firenze, sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 11 maggio 2026

Nelle città di Roma (Fiumicino e Ciampino) (Lazio), sciopero nazionale di 4 ore (12:00–16:00) servizio aereo, personale ADR Security, sindacato FAST-CONFSAL.

Nella città di Roma (Lazio): personale ENAV ACC Roma, sciopero nazionale di 8 ore (10:00–18:00), sindacato RSA UILT-UIL.

Nella città di Napoli (Campania): personale ENAV Napoli, sciopero interregionale di 8 ore (10:00–18:00), sindacato RSA UILT-UIL.

Nella città di Palermo (Sicilia): sciopero interregionale di 4 ore (12:00–16:00), personale GH Palermo, ASC Handling, Aviapartner Palermo, sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A..

Nella città di Cagliari (Sardegna): personale Sogaer, Sogaerdyn, SogaerSecurity, sciopero di 4 ore (13:00–17:00), sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL.

Nella città di Milano Malpensa (Lombardia): sciopero nazionale di 4 ore (13:00–17:00), personale ALHA e MLE-BCUBE, sindacati OST CUB TRASPORTI e USB Lavoro Privato.

Nazionale: sciopero nazionale della durata di 8 ore (10:00–18:00) piloti e assistenti di volo Easyjet Airlines Limited, sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Sciopero 14 maggio 2026

Nella città di Novara (Piemonte), trasporto pubblico locale: sciopero a carattere locale di 24 ore (00:00–24:00) del personale SUN di Novara. Sindacato AL-COBAS.

Sciopero 18 maggio 2026

Nella città di Bari (Puglia), trasporto pubblico locale, personale società STP di Bari, sciopero di 24 ore. Sindacati: OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

In Italia è proclamato uno sciopero generale per categorie pubbliche e private, con modalità diversificate tra trasporto ferroviario, TPL, marittimo, taxi e autostrade; la durata complessiva è di 24 ore. Sindacato: USB.

Sciopero 25 maggio 2026

In Italia (nazionale): sciopero del trasporto merci 120 ore (dalle 00:00 del 25/5 alle 24:00 del 29/5) – fermo nazionale servizi autotrasporto merci conto terzi, promotori: CNA FITA, CONFARTIGIANATO, FAI, FIAP, SNA CASARTIGIANI, UNITAL, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, AGCI.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia): trasporto pubblico locale, personale Arriva Udine, sciopero di 24 ore. Sindacato: ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 26 maggio 2026

In Emilia-Romagna (regionale): settore appalti ferroviari, personale società Copernico Appalto Ferroviario Lotto Centostazioni, sciopero nella prima metà del turno per ogni turno di lavoro in tutte le province. Sindacati: FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/ORSA FERROVIE.

Sciopero 29 maggio 2026

In Italia (nazionale): sciopero generale categorie pubbliche e private per 24 ore; settore ferroviario dalle 21:00 del 28 maggio alle 21:00 del 29 maggio; autostrade dalle 22:00 del 28 maggio alle 22:00 del 29 maggio. Sindacati: CUB, SGB, ADL VARESE, SI-COBAS, USI-CIT.

Nella città di Potenza (Basilicata): trasporto pubblico locale, personale Miccolis – Servizio Urbano di Potenza, sciopero di 24 ore. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.

In Emilia-Romagna: trasporto pubblico locale, personale Seta bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, sciopero di 24 ore. Sindacato: OSR USB LAVORO PRIVATO.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 17 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 17 maggio 2026, mettiamo a disposizione un quadro chiaro e aggiornato dei prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana. Nella tabella trovi i valori dell’ultimo monitoraggio ufficiale disponibile, utili per confrontare benzina, gasolio, Gpl e metano prima di metterti in viaggio. In coda all’articolo proponiamo anche una guida pratica alla struttura del prezzo alla pompa: quanto pesa la componente fiscale e quanto incide quella industriale, come le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro si riflettono sul costo della materia prima, e in che modo i margini degli operatori possono determinare gli aggiustamenti di listino.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento dati: 16-05-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.065
Benzina SELF 2.020
GPL SERVITO 0.915
Metano SERVITO 1.591

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo alla pompa nasce dall’interazione di due grandi blocchi: la componente fiscale, pari al 58%, e la componente industriale, che rappresenta il 42% del totale. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima incide per il 30% e dipende soprattutto dall’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dal rapporto di cambio tra euro e dollaro, valuta in cui sono espressi i principali benchmark del mercato. A questa voce si aggiunge il margine lordo, che vale il 12% del prezzo e comprende le leve commerciali e operative della filiera (dalla raffinazione alla distribuzione fino alla gestione del punto vendita): è qui che l’operatore può intervenire per modulare il prezzo finale, ad esempio recependo con più o meno rapidità le oscillazioni del mercato o differenziando le politiche di sconto tra tratte, aree e modalità di erogazione. La parte fiscale include l’imposta sul valore aggiunto applicata al prezzo complessivo e le accise, che hanno un peso rilevante e, a differenza della materia prima, non seguono giornalmente l’andamento dei mercati. Di conseguenza, quando le quotazioni calano, la riduzione del prezzo può risultare parziale perché l’IVA si applica sull’importo complessivo e la quota fissa delle accise rimane invariata; viceversa, nelle fasi di rialzo, la combinazione di prezzi internazionali più alti e tassazione proporzionale tende ad amplificare l’effetto alla pompa.

Il prezzo del gasolio presenta una struttura diversa rispetto alla benzina: la componente fiscale pesa il 45%, mentre la componente industriale arriva al 55% del totale. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima incide per il 45% e riflette principalmente le quotazioni internazionali dei distillati medi, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro che può attenuare o amplificare i movimenti dei listini in valuta statunitense. Il margine lordo vale il 10% e rappresenta l’area di manovra commerciale della filiera: qui l’operatore può intervenire con strategie di prezzo, promozioni, tempistiche di adeguamento alle variazioni di mercato e differenziazioni per rete, volumi e servizi offerti. La parte fiscale, pur inferiore a quella della benzina in termini percentuali, continua a incidere sensibilmente perché comprende sia l’IVA sul prezzo complessivo sia le accise. Per il gasolio, inoltre, la domanda legata alla logistica e al trasporto merci può rendere il mercato particolarmente reattivo a shock su offerta e scorte, traducendosi in oscillazioni rapide della materia prima. In sintesi, quando i prezzi internazionali salgono, il maggior costo della componente industriale si trasferisce rapidamente alla pompa, con l’IVA che opera da moltiplicatore; quando scendono, l’aggiustamento può essere più graduale, in funzione delle politiche di rifornimento e dei margini praticati dai diversi operatori lungo la rete.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 17 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.946 per la benzina, 1.985 per il diesel, 0.826 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.980
Benzina SELF 1.940
GPL SERVITO 0.810
Metano SERVITO 1.518

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.995
Benzina SELF 1.962
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.012
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.883
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.994
Benzina SELF 1.958
GPL SERVITO 0.854
Metano SERVITO 1.655

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.970
Benzina SELF 1.935
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.535

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.978
Benzina SELF 1.947
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.528

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.992
Benzina SELF 1.959
GPL SERVITO 0.804
Metano SERVITO 1.517

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.975
Benzina SELF 1.931
GPL SERVITO 0.796
Metano SERVITO 1.654

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.985
Benzina SELF 1.946
GPL SERVITO 0.893
Metano SERVITO 1.531

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.975
Benzina SELF 1.938
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.549

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.969
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.833
Metano SERVITO 1.529

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.002
Benzina SELF 1.945
GPL SERVITO 0.823
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.976
Benzina SELF 1.939
GPL SERVITO 0.804
Metano SERVITO 1.556

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.981
Benzina SELF 1.951
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.630

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.999
Benzina SELF 1.953
GPL SERVITO 0.882

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.993
Benzina SELF 1.947
GPL SERVITO 0.833
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.981
Benzina SELF 1.945
GPL SERVITO 0.813
Metano SERVITO 1.600

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.992
Benzina SELF 1.950
GPL SERVITO 0.834
Metano SERVITO 1.548

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.976
Benzina SELF 1.937
GPL SERVITO 0.826
Metano SERVITO 1.500

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.997
Benzina SELF 1.954
GPL SERVITO 0.904

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 maggio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.965
Benzina SELF 1.939
GPL SERVITO 0.811
Metano SERVITO 1.499

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 17 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 11
City car sempre protagoniste: ecco quali sono le più vendute in Italia

Tra le protagoniste del mercato auto italiano continuano a esserci le city car. Nonostante la crescente richiesta di SUV, infatti, le auto “piccole”, pensate per la guida in città, continuano a essere molto richieste e continuano a registrare volumi di vendita significativi.

Di seguito, quindi, andremo ad analizzare i dati UNRAE relativi alle immatricolazioni di nuove autovetture in Italia con l’obiettivo di evidenziare quali sono state le city car più vendute nel nostro Paese, sia nel corso del mese di aprile 2026 che nei primi quattro mesi del 2026.

Per l’analisi sono stati considerati i dati relativi alle immatricolazioni delle berline di segmento A e segmento B, tenendo conto, quindi, delle auto più compatte ed economiche presenti sul mercato in questo momento.

Le più vendute

Ricordiamo che il mercato auto ha iniziato il 2026 con il piede giusto, facendo registrare immatricolazioni in crescita dopo i primi quattro mesi, e che abbiamo già analizzato la classifica delle auto più vendute in Italia, considerando tutti i segmenti di mercato e, quindi, tenendo conto anche dei SUV (protagonisti della Top 10).

Di seguito, invece, illustriamo la Top 10 delle city car più vendute in Italia nel corso del mese di aprile 2026:

  1. Fiat Panda: 8.571 (-2,9%)
  2. Dacia Sandero: 4.064 (+5,3%)
  3. Leapmotor T03: 4.090 (+1725,9%)
  4. Peugeot 208: 3.558 (-2,0%)
  5. Renault Clio: 2.762 (-8,1%)
  6. Toyota Yaris: 2.633 (-17,2%)
  7. Opel Corsa: 2.468 (-0,9%)
  8. Fiat 500: 1.492 (+832,5%)
  9. Kia Picanto: 1.450 (+49,8%)
  10. MG3: 1.198 (-43,8%)

Ecco, invece, la Top 10 aggiornata relativa al cumulato annuo e, quindi, al periodo compreso tra gennaio e aprile:

  1. Fiat Panda: 45.601 (-2,2%)
  2. Dacia Sandero: 13.418 (-34,6%)
  3. Leapmotor T03: 14.839 (+1881,2%)
  4. Renault Clio: 12.163 (+21,5%)
  5. Peugeot 208: 10.967 (-28,3%)
  6. Toyota Yaris: 10.570 (-21,5%)
  7. Opel Corsa: 9.289 (-11,1%)
  8. MG3: 6.277 (-3,8%)
  9. Kia Picanto: 5.736 (+28,4%)
  10. Fiat 500: 5.682 (+627,5%)

Se siete interessati ad approfondire il tema delle classifiche sulle immatricolazioni in Italia vi rimandiamo anche alla Top 10 delle auto elettriche più vendute nel nostro Paese dopo i primi quattro mesi dell’anno in corso. Anche in questa classifica sono presenti diverse city car, sempre molto apprezzate da chi è alla ricerca di nuovi modelli a zero emissioni.

Le protagoniste

Una rapida occhiata alla classifica conferma l’assenza di sorprese ai primi posti. Il modello più richiesto dagli automobilisti italiani è sempre la Fiat Panda che, nonostante un leggero calo delle immatricolazioni, si sta ritagliando uno spazio di primo piano sul mercato, anche quest’anno. Il margine con tutte le altre concorrenti è notevole.

Sul podio troviamo anche la Dacia Sandero, in netto calo ma sempre al top del suo segmento. Da segnalare anche il successo della Leapmotor T03, modello che abbinando trazione elettrica e prezzo accessibile si sta conquistando uno spazio importante sul mercato.

Risaltano poi tante segmento B, dalla Clio alla 208, passando per Yaris e Corsa, che da anni rappresentano alcuni dei modelli più scelti dagli automobilisti italiani al momento dell’acquisto di una nuova vettura. In Top 10 entra anche MG3 e due “piccole” come la Picanto e la 500.

Staremo a vedere se nel corso dei prossimi mesi i trend emersi in questa prima parte di 2026 saranno confermati. L’appuntamento è fissato al prossimo mese di giugno quando arriveranno i dati relativi alle immatricolazioni sul mercato italiano registrate nel corso del mese di maggio. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti in merito all’andamento del mercato italiano.

Data articolo: Sun, 17 May 2026 05:30:57 +0000
News n. 12
Tutti vogliono il fuoristrada, record vendite INEOS

La crescente richiesta di modelli pensati per la guida in fuoristrada si traduce in un successo per INEOS Automotive, protagonista di un primo trimestre del 2026 davvero positivo. A confermarlo è stata la stessa azienda che ha diffuso alcuni dati molto interessanti in merito all’andamento delle vendite globali nel corso dei primi mesi del 2026. Andiamo ad analizzare tutti i dettagli in merito.

Un primo trimestre da record

Come comunicato questa settimana, INEOS Automotive ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un’ottima performance. Per l’azienda, infatti, si registra un record di ordini per il 4×4 Grenadier, in crescita del 20% nel corso del primo trimestre del 2026, in confronto con lo stesso periodo dello scorso anno.

A sostenere le richieste è un mix tra le vendite nel segmento retail e i nuovi accordi di fornitura per flotte di rilievo. Grenadier ha raggiunto oltre 35 mila unità consegnate a livello globale in circa tre anni di produzione.

L’azienda ha sottolineato una sostanziale crescita dell’interesse per il modello negli ultimi mesi, soprattutto da parte delle flotte. INEOS ha evidenziato anche che gli ordini provenienti da aziende, organizzazioni non profit ed enti pubblici rappresentano “un pilastro della strategia di lungo periodo dell’azienda“.

Un ottimo risultato anche in Italia

Da segnalare che anche il mercato italiano sta seguendo il trend globale, mettendo in mostra una sostanziale crescita delle richieste per i modelli di INEOS Automotive nel confronto con i dati raccolti lo scorso anno.

Il primo quadrimestre del 2026, infatti, è stato il migliore dell’azienda, in termini di raccolta di ordini, dalla fine del 2024, quando INEOS è passata al modello di distribuzione strutturata per il mercato italiano, grazie a un accordo esclusivo con ATFLOW, società del Gruppo Autotorino.

L’azienda ha anche confermato una proroga fino a fine giugno per il corso di guida off-road incluso per ogni acquirente. Si tratta di una soluzione che permette ai privati di ottenere esperienza immediata e alle flotte una formazione operativa.

Attualmente, la gamma di veicoli dell’azienda è disponibile in 50 Paesi e rappresenta, sempre di più, un riferimento nel segmento dei veicoli 4×4. Ricordiamo che da pochi mesi è disponibile sul mercato italiano anche il Grenadier MY2026, nuova evoluzione del fuoristrada che può contare su diverse novità, mentre dalla scorsa estate è disponibile anche il Quartermaster, pickup evoluzione del fuoristrada dell’azienda.

Il commento dei protagonisti

Lynn Calder, CEO di INEOS Automotive, ha commentato:

“In un contesto segnato da sfide geopolitiche che hanno interessato l’intero settore automotive negli ultimi tre anni, abbiamo mantenuto un approccio agile e resiliente. Le scelte intraprese per sostenere la nostra crescita stanno dando risultati concretiâ€

Mike Whittington, Chief Commercial Officer di INEOS Automotive, ha aggiunto:

Il Grenadier si è dimostrato un 4×4 estremamente capace, resistente e affidabile. Questo continua ad attrarre nuovi clienti retail in tutto il mondo, ma oggi anche le flotte — tradizionalmente caute verso i nuovi costruttori — hanno acquisito la fiducia necessaria per effettuare ordini importanti

Massimiliano Palestra, Sales Director & Network Development di ATFLOW, in merito ai risultati ottenuti dal brand sul mercato italiano, ha sottolineato:

Nel mondo fleet il brand INEOS rappresenta un unicum; sul mercato non esiste oggi una proposta che, in configurazione di serie, abbia doti off-road, di praticità e robustezza comparabili a quelle della gamma Grenadier. 

Data articolo: Sun, 17 May 2026 05:30:47 +0000
News n. 13
Seggiolino auto, meglio davanti o dietro? Dove i bambini viaggiano più sicuri

La sicurezza dei bambini in auto dipende da una combinazione di fattori: altezza del piccolo, tipo di seggiolino, senso di marcia, presenza dell’airbag, compatibilità con l’auto, fissaggio e uso delle cinture interne. L’articolo 172 del Codice della Strada stabilisce che i bambini di statura inferiore a 1,50 metri devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta omologato e adeguato al loro peso; lo stesso articolo prevede l’obbligo del dispositivo antiabbandono quando si trasporta un bambino di età inferiore a quattro anni.

La posizione più sicura

Il posto teoricamente più sicuro è il sedile posteriore centrale, perché è il più lontano dalle portiere e quindi offre una protezione migliore negli urti laterali. È una posizione intelligente soprattutto nei veicoli che dispongono di cintura a tre punti centrale, poggiatesta regolabile, seduta stabile e, quando previsto dal seggiolino, ancoraggi Isofix o Top Tether compatibili. Se tutto combacia, è la soluzione più protettiva.

Molte vetture hanno però il sedile centrale posteriore più stretto, rialzato, rigido o meno comodo, alcune non hanno Isofix al centro, altre offrono solo una cintura meno adatta o una conformazione del divano che impedisce al seggiolino di aderire bene. Se il posto centrale non consente un fissaggio corretto, la seconda scelta più comune è il sedile posteriore destro, quello dietro al passeggero. Offre un vantaggio pratico evidente: permette di far salire e scendere il bambino dal lato del marciapiede, riducendo l’esposizione al traffico. Il sedile posteriore destro consente al guidatore di vedere più facilmente il bambino.

Il sedile dietro al guidatore può essere una buona soluzione se è quello che consente l’installazione migliore. Ha il limite pratico dell’accesso dalla parte della strada, soprattutto quando si parcheggia in carreggiata, ma può ridurre la tentazione del guidatore di voltarsi continuamente. Per una famiglia che parcheggia spesso in strada, il lato destro può essere più sicuro nelle operazioni quotidiane. Per chi ha box, vialetto privato o spazi protetti, anche il lato sinistro può andare bene.

Si può mettere il seggiolino sul sedile anteriore?

Il seggiolino sul sedile anteriore non è vietato in assoluto. Il Codice della Strada vieta però una situazione: non si può trasportare un bambino su un seggiolino rivolto all’indietro su un sedile protetto da airbag frontale attivo. L’articolo 172 stabilisce che il trasporto è consentito solo se l’airbag è stato disattivato. Nell’Unione europea è vietato usare un seggiolino rivolto contro il senso di marcia sul sedile passeggero anteriore se l’airbag non è stato disattivato.

Quando si installa un ovetto o un seggiolino rear-facing, cioè rivolto contro il senso di marcia, sul sedile anteriore, l’airbag frontale lato passeggero deve quindi essere disattivato. I bambini piccoli non sono adulti in miniatura. Hanno testa proporzionalmente più grande, collo meno robusto e muscolatura ancora in sviluppo. In caso di impatto frontale, un seggiolino rivolto nel senso di marcia espone testa e collo a sollecitazioni molto più severe. Di conseguenza le normative più moderne spingono verso il trasporto contromarcia nei primi mesi di vita.

Quando il bambino è più grande e usa un seggiolino o un rialzo nel senso di marcia, il sedile anteriore può essere utilizzato, ma resta consigliabile arretrarlo il più possibile e mantenere lo schienale in posizione corretta. La normativa UNECE R129, conosciuta anche come i-Size, ha introdotto la classificazione dei seggiolini in base all’altezza del bambino e ha rafforzato l’attenzione alla protezione negli impatti laterali.

Fino a 15 mesi senso contrario di marcia è

Con i seggiolini omologati secondo la normativa R129, il bambino deve viaggiare in senso contrario di marcia almeno fino a 15 mesi. La Commissione europea ribadisce inoltre il divieto di usare un seggiolino rear-facing davanti con airbag attivo, proprio perché la posizione contromarcia richiede una gestione dell’airbag frontale. Una famiglia può acquistare un prodotto costoso, moderno e omologato R129, ma ridurne l’efficacia con un montaggio sbagliato o con cinture allentate. Il bambino deve essere ben aderente allo schienale, le cinture interne devono essere tese, il giubbotto imbottito andrebbe tolto perché crea spazio falso tra corpo e cinturine, e il seggiolino deve rispettare le istruzioni del costruttore.

In Italia il riferimento normativo resta l’articolo 172 del Codice della Strada. I bambini con statura inferiore a 1,50 metri devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta omologato e adeguato al loro peso. Non conta l’età in sé, anche se nella pratica i 150 cm vengono raggiunti spesso intorno ai 12 anni. Un bambino di 10 anni alto 152 cm può viaggiare con la cintura dell’auto se questa aderisce correttamente; un bambino di 12 anni ancora sotto 150 cm deve continuare a usare un sistema di ritenuta adeguato.

Dispositivo antiabbandono sotto i 4 anni

Quando si trasporta un bambino di età inferiore a quattro anni su veicoli delle categorie interessate, il conducente ha l’obbligo di utilizzare un dispositivo di allarme antiabbandono. Lo prevede sempre l’articolo 172, che collega questo obbligo ai bambini assicurati al sedile con sistema di ritenuta. È un obbligo di legge nato per prevenire tragedie da abbandono involontario in auto. La tecnologia offre un livello aggiuntivo di protezione in una situazione in cui anche persone normalmente attente possono commettere errori gravissimi.

Sanzioni per chi non usa il seggiolino

La normativa R129 ha cambiato il modo di classificare i seggiolini, spostando l’attenzione dall’impostazione tradizionale per gruppi di peso a una classificazione basata sull’altezza. ACI sottolinea che la R129 stabilisce fasce di altezza per i diversi dispositivi, mentre la R44/04 utilizzava i gruppi di peso. Dal 1° settembre 2024, nell’Unione europea la vendita dei seggiolini omologati solo secondo la vecchia normativa R44 è stata superata a favore della R129. Chi possiede già un seggiolino R44 può in genere continuare a utilizzarlo se è integro, omologato e adatto al bambino, ma per un nuovo acquisto il riferimento pratico è la R129.

In questo contesto normativo chi non usa cinture, sistemi di ritenuta per bambini o dispositivo antiabbandono quando obbligatorio rischia una sanzione amministrativa da 83 a 332 euro. Quando la violazione riguarda un minore, ne risponde il conducente oppure, se presente sul veicolo, chi è tenuto alla sorveglianza del bambino. In caso di recidiva nel biennio, all’ultima infrazione consegue anche la sospensione della patente da quindici giorni a due mesi.

Data articolo: Sun, 17 May 2026 04:00:40 +0000
News n. 14
Lamborghini Revuelto NA63, la nuova limited edition omaggia il Nord America

Ogni modello Lamborghini merita un’attenzione particolare. La Casa italiana, infatti, è in grado di realizzare vetture esclusive, con uno stile unico e con contenuti tecnici di altissimo livello. Questa settimana, ad aggiornare la gamma del brand, si registra il debutto della Revuelto NA63.

Si tratta di una particolare edizione limitata della Revuelto, il primo modello HPEV (High Performance Electrified Vehicle) V12 realizzato dalla Casa. La NA63 è stata realizzata per celebrare il legame del marchio con il Nord America, da tempo mercato principale di Lamborghini.

Andiamo, quindi, a scoprire tutti i dettagli in merito alla nuova Lamborghini Revuelto NA63, modello che sarà realizzato in un’edizione limitata a 63 unità, per omaggiare il 63° anniversario del marchio italiano.

Una nuova edizione limitata

Il nuovo modello svelato da Lamborghini è una limited edition e, per questo motivo, è destinato a diventare rapidamente un oggetto da collezione, soprattutto tra la clientela del Nord America, mercato a questa variante della Revuelto, già di recente protagonista con una versione speciale, fa riferimento.

La Lamborghini Revuelto NA63 può contare su una livrea unica, sviluppata in modo specifico per rappresentare la tradizione di Lamborghini e l’identità culturale nordamericana. Tra le caratteristiche troviamo strisce bicolore che corrono lungo il cofano anteriore e si abbinano ai dettagli coordinati su minigonne laterali, profili dello splitter anteriore ed elementi dell’ala del diffusore posteriore.

Per i clienti interessati all’acquisto di questa nuova limited edition c’è la possibilità di scegliere tra quattro configurazioni. La prima è caratterizzata dalla colorazione Blu Marinus per la carrozzeria, arricchita da strisce in Rosso Mut e Bianco Monocerus opaco. Si tratta di una particolare combinazione cromatica che omaggia la bandiera statunitense e, nello stesso tempo, con il pattern a strisce richiama la bandiera canadese.

A disposizione della clientela ci sono anche altre tre opzioni:  carrozzeria Grigio Serget con elementi Blu Royal e Bianco Monocerus, carrozzeria Bianco Sideralis con dettagli Rosso Mars e Blu Royal e carrozzeria Grigio Acheso con accenti Nero Nemesis e Arancio Xanto. Per dare uno sguardo da vicino alla nuova evoluzione della Revuelto vi lasciamo, qui di sotto, il carosello di immagini pubblicato da Lamborghini su Instagram.

Visualizza questo post su Instagram

Potente e ibrida

La Revuelto NA63 riprende il comparto tecnico del modello base e, quindi, può contare su tanta potenza e su un sistema ibrido che rappresenta un punto di svolta per la Casa italiana. Sotto al cofano, infatti, c’è spazio per l’iconico motore V12 aspirato abbinato a un sistema ibrido per una potenza complessiva di 1.015 CV, con una coppia motrice che arriva fino a 807 Nm. Ricordiamo che il futuro della Casa non sarà elettrico, ma l’azienda continuerà a puntare sull’ibrido.

Per quanto riguarda le prestazioni, naturalmente, la vettura raggiunge livelli incredibili, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h che viene completata in appena 2,5 secondi e una velocità massima superiore a 350 km/h. Si tratta di un concentrato di potenza che conferma le potenzialità dell’elettrificazione per il brand Lamborghini.

Data articolo: Sat, 16 May 2026 14:00:03 +0000
News n. 15
Auto elettriche, ecco la Top 10 delle più vendute in Italia ad aprile 2026

Le auto elettriche stanno dando un contributo notevole alla crescita del mercato auto in Italia. Alcuni modelli, in particolare, stanno facendo registrare numeri davvero importanti, sostenendo l’elettrificazione del settore delle quattro ruote in Italia.

Di seguito andremo ad analizzare la classifica delle auto elettriche più vendute in Italia, considerando i dati UNRAE aggiornati a fine aprile 2026. Il mercato sta crescendo e alcuni modelli stanno facendo segnare risultati davvero positivi.

Ecco tutti i dettagli in merito alle vetture a zero emissioni più vendute in assoluto.

La Top 10 delle più vendute

 Il mercato auto italiano è in crescita, grazie soprattutto al contributo di auto elettriche e auto ibride plug-in che stanno facendo registrare volumi di vendita significativi. Come detto in apertura, di seguito analizzeremo la classifica delle più vendute, con i dati aggiornati a fine aprile 2026.

Ecco la Top 10 per il mese di aprile 2026:

  1. Leapmotor T03: 4.090 (+1725,9%)
  2. Citroën C3: 920 (+27,1%)
  3. BYD Dolphin Surf: 508 (+418,4%)
  4. Dacia Spring: 458 (+163,2%)
  5. Tesla Model Y: 370 (+40,7%)
  6. Fiat 600: 339 (+1110,7%)
  7. Leapmotor B10: 316
  8. Renault Twingo: 261
  9. Volvo EX30: 255 (+64,5%)
  10. Toyota C-HR: 253

 Di seguito, invece, c’è la Top 10 del periodo compreso tra gennaio e aprile 2026:

  1. Leapmotor T03: 14.839 (+1881,2%)
  2. Citroën C3: 3.276 (+50,3%)
  3. Tesla Model Y: 2.760 (+81,8%)
  4. BYD Dolphin Surf: 2.535
  5. Tesla Model 3: 2.051 (-14,1%)
  6. Dacia Spring: 2.050 (-8,9%)
  7. Å koda Elroq: 1.120 (+672,4%)
  8. Ford Puma: 1.083 (+884,5%)
  9. Leapmotor B10: 942
  10. Fiat Grande Panda: 902 (+166,1%)

In parentesi è indicata la differenza percentuale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato non è presente se il modello lo scorso anno non era disponibile o aveva registrato pochissime immatricolazioni (in quanto appena lanciato).

Ricordiamo che, complessivamente, in Italia i dati sulle elettriche sono i seguenti:

  • aprile 2026: 13 mila unità immatricolate con un incremento del 98,6% e un market share dell’8,5%
  • gennaio – aprile 2026:  51 mila unità immatricolate con un incremento del 72,8% e un market share dell’8%

Una protagonista indiscussa

I numeri sono chiari: la Leapmotor T03 si sta ritagliando un ruolo da protagonista sul mercato, caratterizzandosi come l’auto elettrica più venduta in Italia, grazie soprattutto a un prezzo particolarmente interessante che la rende un modello accessibile e alla portata di tanti potenziali acquirenti. Il modello sta andando talmente bene che oggi occupa la quarta posizione nella Top 10 delle auto più vendute in Italia, considerando tutte le alimentazioni e non solo le auto elettriche.

Da segnalare anche la ripresa della Tesla Model Y, protagonista di un inizio 2026 molto positivo, con immatricolazioni in crescita dell’81,8% su base annua. Molto bene anche la Citroën C3 che ha registrato un incremento di oltre il 50% delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nella Top 10 trova posto anche la Grande Panda, una delle ultime arrivate sul mercato, che anche in versione elettrica si sta ritagliando il suo spazio sul mercato delle quattro ruote in Italia.

Il mercato delle auto a zero emissioni continuerà a crescere nel corso dei mesi, molto probabilmente, e i modelli che oggi guidano il settore dovrebbero rafforzare la loro posizione sul mercato. Non possiamo escludere, però, l’arrivo di nuovi protagonisti, interessati a ritagliarsi uno spazio maggiore per sfruttare al massimo il crescente interesse da parte degli automobilisti italiani verso le auto elettriche. L’appuntamento è fissato al mese prossimo per i dati aggiornati a maggio.

Data articolo: Sat, 16 May 2026 13:00:53 +0000
News n. 16
iTPMS, come misurare la pressione gomme senza sensori

Nel settore dell’ingegneria automotive, il monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS) si è evoluto da accessorio di lusso a pilastro fondamentale della sicurezza attiva e dell’efficienza energetica. Mentre la soluzione più intuitiva prevede l’installazione di sensori barometrici all’interno del gruppo ruota (dTPMS), l’industria ha perfezionato una tecnologia alternativa estremamente sofisticata: il sistema iTPMS (Indirect Tire Pressure Monitoring System).

A differenza dei sistemi diretti, l’iTPMS non “misura” la pressione nel senso tradizionale del termine. Esso opera come un sistema di monitoraggio virtuale, basato interamente su modelli matematici e algoritmi di elaborazione del segnale che risiedono nella centralina di controllo della dinamica del veicolo.

Il cuore tecnologico di questo sistema risiede nella capacità di interpretare dati fisici preesistenti, come la velocità angolare delle ruote e le frequenze di vibrazione della carcassa, per dedurre variazioni millimetriche del raggio dinamico di rotolamento. Attraverso un’analisi cinematica costante e l’applicazione della Trasformata di Fourier, l’iTPMS è in grado di identificare una perdita di pressione con estrema affidabilità, eliminando la necessità di componentistica elettronica dedicata, riducendo le masse non sospese e semplificando i processi di manutenzione e riciclo.

In questo approfondimento, analizzeremo i principi fisici, le logiche di calcolo e le sfide ingegneristiche che permettono a un software di “sentire” l’aria all’interno di uno pneumatico senza mai toccarlo.

Pressione gomme: come funziona l’iTPMS

Il funzionamento primario dell’iTPMS si fonda sulla stretta correlazione tra la pressione di gonfiaggio e la geometria dinamica dello pneumatico in movimento. In ambito meccanico, si definisce raggio dinamico di rotolamento la distanza effettiva tra l’asse della ruota e il piano stradale durante l’avanzamento del veicolo. Quando la pressione interna cala, la struttura dello pneumatico subisce una deformazione maggiore sotto l’azione del carico verticale, determinando uno schiacciamento della carcassa che riduce sensibilmente questo raggio.

Dal punto di vista puramente cinematico, una ruota con un raggio ridotto è costretta a compiere un numero superiore di rivoluzioni per coprire la medesima distanza lineare rispetto a una ruota correttamente gonfiata. Il sistema di controllo sfrutta i sensori di velocità angolare dell’ABS, tipicamente di tipo a effetto Hall o magnetoresistivi, per campionare costantemente la frequenza di rotazione di ogni singolo mozzo.

Attraverso un confronto continuo tra i segnali provenienti dai quattro canali, il software rileva eventuali asimmetrie nel rotolamento. Se una ruota mostra una velocità angolare costantemente superiore alla media delle altre, oltre una certa soglia di tolleranza memorizzata, l’algoritmo interpreta questa anomalia come una variazione della circonferenza dovuta a una perdita di pressione.

Come viene elaborato il segnale

I sistemi più evoluti superano il limite del semplice confronto tra velocità angolari integrando un’analisi vibrazionale complessa nel dominio della frequenza. Ogni pneumatico si comporta meccanicamente come un oscillatore armonico smorzato, caratterizzato da proprie frequenze naturali di risonanza determinate dalla rigidezza strutturale e dalla densità del fluido interno. Le irregolarità del manto stradale agiscono come una sollecitazione impulsiva costante che eccita queste risonanze, le quali vengono captate dai sensori di giri sotto forma di micro-oscillazioni nel segnale di velocità.

Il processore esegue una trasformata rapida di Fourier (FFT) per scomporre il segnale grezzo e isolare i picchi di frequenza relativi alla risonanza torsionale e verticale. Una diminuzione della pressione interna riduce la rigidezza pneumatica della carcassa, provocando uno slittamento dei picchi di risonanza verso frequenze più basse. Questo metodo di analisi spettrale risulta fondamentale perché permette al sistema di identificare una perdita di pressione anche qualora questa avvenga in modo uniforme su tutte e quattro le ruote, una condizione in cui la semplice analisi cinematica differenziale risulterebbe inefficace poiché i rapporti di rotazione tra i mozzi rimarrebbero invariati.

La precisione di un sistema indiretto dipende dalla sua capacità di isolare il fattore pressione da una moltitudine di altre variabili che influenzano la dinamica della ruota. Durante la percorrenza di una curva, ad esempio, le ruote esterne descrivono traiettorie più ampie rispetto a quelle interne, generando una differenza di velocità angolare che non deve essere interpretata come un’anomalia pressoria. Per ovviare a ciò, il software riceve i dati dall’angolo di sterzata e dai sensori di imbardata, applicando fattori di correzione geometrici in tempo reale.

Un’altra variabile critica è rappresentata dalla coppia motrice scaricata a terra. In fase di accelerazione, lo pneumatico subisce uno scorrimento longitudinale microscopico che altera il rapporto tra giri ruota e velocità effettiva del veicolo. L’algoritmo iTPMS dialoga quindi con la centralina motore per conoscere l’entità della coppia applicata e compensare lo slittamento previsto. Infine, poiché l’usura del battistrada riduce il raggio complessivo dello pneumatico tanto quanto una perdita di pressione, è indispensabile la procedura di reset manuale.

Questa operazione avvia una fase di apprendimento durante la quale il sistema mappa i nuovi rapporti di rotazione e le frequenze caratteristiche, stabilendo un nuovo punto di zero basato sullo stato fisico attuale degli pneumatici.

Vantaggi e svantaggi dell’iTPMS

L’integrazione di una logica di monitoraggio indiretta offre benefici significativi in termini di ingegneria dei costi e sostenibilità. Non richiedendo sensori fisici all’interno del cerchio, l’iTPMS elimina la necessità trasmettitori a radiofrequenza e valvole dedicate, semplificando le operazioni di sostituzione degli pneumatici e riducendo le masse non sospese, a tutto vantaggio della precisione delle sospensioni. Si annullano inoltre i rischi di danneggiamento dei sensori durante lo stallonamento o a causa di agenti chimici e temperature estreme.

Tuttavia, sotto il profilo della metrologia pura, il sistema indiretto presenta limitazioni intrinseche dovute alla sua natura stimativa. Non essendo in grado di fornire una lettura numerica della pressione in bar o psi sul quadro strumenti, esso agisce principalmente come un dispositivo di allerta di sicurezza. La sua sensibilità è inoltre influenzata dalla rigidezza della spalla dello pneumatico: coperture con carcasse molto rigide o di tipo Run-Flat possono mascherare parzialmente le variazioni di raggio dinamico, richiedendo algoritmi di analisi vibrazionale ancora più sofisticati per garantire la tempestività dell’allarme entro i limiti normativi previsti dalle omologazioni internazionali.

Data articolo: Sat, 16 May 2026 12:00:06 +0000
News n. 17
Settantenni scatenati sulla loro Citroën 2CV, la Polizia li ferma a una velocità folle

Alla faccia dei luoghi comuni. Una coppia di settantenni è stata fermata dalla Polizia stradale francese mentre con una Citroën 2CV modificata viaggiava alla velocità di 141 km/h ben oltre il massimo consentito. Già, sull’icona del dopoguerra, simbolo della lentezza e della dolce vita alla francese, i due arzilli anziani correvano a quasi il doppio del limite su quel tratto rurale, prima che li fermassero.

Velocità da pista

In un primo momento le Forze dell’Ordine potrebbero aver immaginato di imbattersi in giovani tuner scatenati. E invece no, li aspettava qualcosa di meno comune: una coppia di pensionati di 71 e 75 anni, che aveva decisamente dei programmi movimentati per la giornata. Rimbalzata inizialmente sulla pagina Facebook CamRoute France, la notizia ha scatenato in breve tempo un mix di risate incredule e totale sconcerto tra gli utenti.

Nonostante una storia del genere strappi un inevitabile sorriso, e persino un po’ di tenerezza, la legge non guarda in faccia a nessuno dovendo garantire, come giusto che sia, la sicurezza generale. Oltre all’età dei protagonisti, il fatto colpisce per l’auto utilizzata nelle scorribande. Una 2CV di serie non può, infatti, fisicamente toccare i 141 km/h, ma fatica a superare i 115 km/h nella sua versione più potente, e solo con il vento a favore e una generosa discesa.

Dunque, i proprietari hanno sottoposto il bicilindrico originale della Casa francese a modifiche meccaniche del tetto illegali, una potenziale fonte di rischio tanto per l’incolumità degli occupanti quanto di quella degli altri automobilisti e passanti. A differenza dei moderni veicoli, dotati di ogni sistema di sicurezza possibile nel rispetto delle normative europee, la 2CV sottostava a limiti molto meno severi al momento della messa in produzione, anche perché una buona parte delle dotazioni oggi comuni nemmeno esisteva all’epoca.

Su un sentiero di campagna, a una velocità di percorrenza quasi doppia del limite, i tempi di reazione si azzerano e gli spazi di frenata si allungano in maniera irrimediabile, a maggior ragione con un mezzo ormai più da esposizione. In caso di incidente, gli altri utenti della strada – ciclisti, trattori o semplici pedoni – potevano fare davvero una brutta fine, ma il pronto intervento degli agenti ha impedito il degenerare della situazione.

L’intervento degli agenti

I gendarmi non hanno usato l’ironia davanti a un’infrazione così grave. La vettura è stata immediatamente bloccata sul posto e caricata sul carro attrezzi in direzione della scuderia della questura, in attesa che la giustizia faccia il suo corso. Oltre al pesante verbale per la velocità e per la circolazione con un veicolo modificato senza omologazione, i due anziani proprietari dovranno rispondere dell’accusa di messa in pericolo della vita altrui, un reato che cancella ogni traccia di simpatia dalla vicenda.

Tuttavia, sul fronte legale,i due anziani quasi certamente eviteranno la linea dura. La nuova legge del 2026 sui pirati della strada prevede sanzioni esemplari, ma l’anagrafe della coppia garantisce tutele e sconti di pena automatici. A ogni modo, le sfumature burocratiche non giustificano il rischio: la strada non fa sconti a nessuno, nemmeno se guidi un mito della storia dell’auto.

Data articolo: Sat, 16 May 2026 08:58:55 +0000
News n. 18
Dacia Duster e Bigster, debutta il nuovo 4×4 GPL e 48V: taglio a consumi ed emissioni

Dacia lo ha fatto di nuovo. Fedele al suo DNA votato alla concretezza e alla democratizzazione della tecnologia, il brand ha svelato una soluzione tecnica che non ha precedenti sul mercato mondiale: il nuovo propulsore Hybrid-G 150 4×4. Sotto lo stesso cofano convivono la tecnologia mild-hybrid a 48V, il risparmio del bi-fuel benzina/GPL e la prontezza di una trazione integrale gestita al 100% dal motore elettrico. La novità debutta contemporaneamente sulla Duster, il fuoristrada solido e accessibile, e la sorella maggiore Bigster, il nuovo C-SUV nato per offrire più spazio a bordo e versatilità nei lunghi viaggi.

Come funziona il gruppo motopropulsore

Il gruppo motopropulsore è decisamente raffinato. Sull’asse anteriore troviamo un’unità a benzina 1.2 mild-hybrid 48V da 103 kW (140 CV), abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti con levette al volante, su quello posteriore, invece, è installato un motore elettrico da 23 kW (31 CV).

La potenza massima combinata tocca così i 113 kW (154 CV), supportata da una coppia di 230 Nm del motore termico e fino a 87 Nm erogati dal modulo elettrico posteriore. Ad alimentare la componente elettrica ci pensa una batteria agli ioni di litio da 0,84 kWh a 48V, capace di ricaricarsi autonomamente durante le decelerazioni e le frenate.

Il vecchio albero di trasmissione meccanico costituisce solo un pallido ricordo, al suo posto opera il motore elettrico in completa autonomia. Se una ruota inizia a slittare sul fango o sull’asfalto bagnato, la spinta arriva dietro in un battito di ciglia, senza i ritardi dei vecchi sistemi meccanici. Oltre ad attivarsi nelle ripartenze difficili, il sistema lavora in maniera impeccabile fino a 140 km/h, mentre sulla strada asciutta in condizioni tranquille il retrotreno si stacca del tutto in automatico. Zero attriti inutili, niente trascinamenti meccanici e, di conseguenza, meno soste dal benzinaio.

Inoltre, novità assoluta nel caso di un 48V, l’unità elettrica posteriore ottiene in dote un cambio a due velocità dedicato. In pratica, la prima marcia dà la spinta cattiva necessaria a tirarsi fuori dai guai nel fango o sulla neve e al salire della velocità subentra la seconda marcia per far girare il motore più basso, il che significa viaggiare nel silenzio e consumare meno energia.

Aumenta l’efficienza

Dacia non tradisce la sua leadership nel GPL e cala l’asso dell’efficienza. Lungo i tratti urbani la Duster e Bigster Hybrid-G 150 4×4 sono in grado di circolare a zero emissioni fino al 60% del tempo, garantendo una guida fluida e silenziosa. Rispetto alla versione 4×4 meccanica mild-hybrid il costo totale di proprietà (TCO) scende fino al 30% e grazie alla presenza di due serbatoi da 50 litri ciascuno (uno per la benzina e uno per il GPL), l’autonomia complessiva tocca la soglia record di 1.500 km nel ciclo WLTP, pur lasciando adeguato spazio al vano bagagli. I consumi medi partono da 7,1 l/100 km con alimentazione a GPL e da 5,9 l/100 km a benzina.

Anche l’ambiente ringrazia: i grammi di CO2 al chilometro scendono a 115 con l’alimentazione a gas e a 133 se si viaggia a benzina. Numeri alla mano, parliamo di circa 20 g/km in meno rispetto alle vecchie versioni puramente meccaniche, la prova che oggi avere le quattro ruote motrici fa rima con sostenibilità, sia per l’aria che respiriamo sia per le nostre tasche.

Data articolo: Sat, 16 May 2026 07:56:47 +0000
News n. 19
Scooter 125 sotto i 2.100 euro, i cinque modelli più economici tra le novità 2026

Il mercato degli scooter 125 economici è in forte crescita, sostenuto dalla domanda di mezzi semplici e pratici, ideali per muoversi rapidamente nel traffico urbano e caratterizzati da consumi contenuti. Molti utenti dispongono inoltre di un budget limitato, spesso legato all’utilizzo per tragitti brevi e alla necessità di lasciare il veicolo parcheggiato in strada.

Questo ha spinto i costruttori a proporre modelli sempre più accessibili, non solo per i neopatentati, ma anche per chi cerca un secondo veicolo da utilizzare quotidianamente. In questo scenario abbiamo selezionato le cinque soluzioni più economiche tra le novità del 2026.

KL B-Tre 125, doppio freno a disco con ABS

Presentato in occasione di EICMA 2025, KL B-Tre 125 rappresenta una delle proposte più accessibili tra gli scooter 125 pensati per la mobilità urbana. Il modello punta su dimensioni compatte e su una dotazione semplice ma aggiornata. Il design segue linee tradizionali, con frontale compatto, pedana piatta e sella posizionata a 790 mm da terra, una configurazione studiata per facilitare l’utilizzo quotidiano in città.

Dal punto di vista tecnico, KL B-Tre 125 adotta un monocilindrico quattro tempi da 124,6 cc raffreddato ad aria, capace di sviluppare 8,7 CV e 8,6 Nm di coppia. Il peso in ordine di marcia dichiarato è di 111 kg, mentre la ciclistica prevede ruota anteriore da 16 pollici e posteriore da 14 pollici. La dotazione comprende forcella a steli rovesciati, doppio freno a disco con ABS e trasmissione automatica CVT. Il serbatoio ha una capacità di 6,8 litri.

KL B-Tre 125 scooter urbano con doppio disco ABS
Ufficio Stampa KL Motorcycle
KL B-Tre 125 può contare su un serbatoio dalla capacità importante di 6,8 litri

La strumentazione digitale utilizza una grafica essenziale e facilmente leggibile anche durante la guida urbana. L’omologazione Euro 5+ conferma inoltre l’adeguamento agli standard più recenti previsti per le nuove immatricolazioni. KL B-Tre 125 viene proposto con un prezzo di partenza di 2.090 euro.

Kymco Micare 125, lo scooter che punta su consumi contenuti

Tra le novità del 2026 c’è anche Kymco Micare 125, caratterizzato da una configurazione orientata soprattutto alla praticità. Il modello adotta linee essenziali e dimensioni contenute, con carenature dal design moderno e una dotazione che comprende faro full LED, strumentazione digitale LCD e supporto portapacchi di serie. Sotto la sella trova spazio un vano con presa USB, affiancato da un ulteriore portaoggetti collocato nella parte anteriore.

Kymco Micare 125 scooter compatto a basso consumo
Ufficio Stampa EICMA
Kymco Micare 125, oltre a consumi ridotti, vanta faro full LED e strumentazione digitale

La parte tecnica si basa su un monocilindrico quattro tempi da 124 cc raffreddato ad aria e omologato Euro 5+, con una potenza dichiarata di 8,8 CV e una coppia di 9,8 Nm. Kymco dichiara consumi fino a 50 km/l, valore che, insieme al serbatoio da 4,9 litri, permette di raggiungere un’autonomia vicina ai 250 km. La velocità massima indicata è di 90 km/h, mentre la trasmissione automatica CVT è pensata per privilegiare la semplicità di utilizzo nel traffico urbano.

Il peso in ordine di marcia è di 108 kg e la sella posizionata a 760 mm da terra contribuisce a rendere più immediata la gestione del mezzo anche nelle manovre a bassa velocità. Kymco Micare 125 utilizza ruote da 14 pollici e una ciclistica composta da forcella anteriore e ammortizzatore posteriore regolabili, mentre l’impianto frenante si affida a un sistema CBS. Il prezzo di listino dichiarato è di 2.190 euro, con una promozione di lancio che porta la cifra a 2.090 euro.

Velocifero City-One 125, design moderno a un prezzo economico

Pur essendo stato presentato alla fine del 2024, Velocifero City-One 125 continua a rientrare tra le proposte più economiche disponibili anche nel 2026. Il modello vanta dimensioni compatte e ruote da 16 pollici, pensate per migliorare stabilità e comfort sui percorsi cittadini. Il design segue uno stile semplice e moderno, mentre la dotazione comprende una strumentazione TFT e un impianto frenante con dischi su entrambe le ruote.

Velocifero City-One 125 scooter ruota alta 125
Ufficio Stampa Velocifero
Velocifero City-One 125, nonostante il “peso” di due anni, rimane tra le proposte più economiche sul mercato

Il motore è un monocilindrico quattro tempi da 125 cc raffreddato ad aria, con una potenza dichiarata di circa 9,8 CV e una coppia di 9,2 Nm. Le prestazioni restano in linea con la categoria, con una velocità massima di 90 km/h e consumi indicati intorno ai 2,7 l/100 km. Il peso si colloca tra 108 kg a secco e circa 115-120 kg in ordine di marcia.

Sul fronte delle geometrie, il modello presenta un interasse di 1.350 mm e una sella a 810 mm da terra, elementi che ne definiscono l’accessibilità generale. La ciclistica abbina una forcella telescopica idraulica a un doppio ammortizzatore posteriore, mentre il serbatoio da 7 litri consente una gestione equilibrata dell’autonomia. Il prezzo di listino parte da 1.990 euro.

Keeway Icon 125S, tra i migliori in rapporto qualità-prezzo

Keeway Icon 125S si colloca tra le proposte più “aggressive†sul fronte del prezzo, con un’impostazione che punta a ridurre il superfluo. L’equipaggiamento include sistema keyless, presa USB e display LCD, mentre la struttura resta semplice, con ruote da 14 pollici e impianto frenante a doppio disco con CBS.

Keeway Icon 125S scooter urbano economico
Ufficio Stampa Keeway
Keeway Icon 125S prevede sistema keyless, presa USB e display LCD

Keeway Icon 125S adotta un motore monocilindrico da 123,6 cc raffreddato ad aria, tarato per privilegiare la regolarità nell’utilizzo quotidiano più che le prestazioni. Le sospensioni prevedono una forcella telescopica con escursione di 75 mm e un monoammortizzatore posteriore, configurazione che privilegia la semplicità costruttiva rispetto a soluzioni più articolate. Il peso è pari a 103 kg.

A definire il posizionamento è soprattutto il prezzo di 1.990 euro, che lo colloca tra gli scooter 125 più economici attualmente in circolazione. Una soglia che sintetizza l’approccio del modello, pensato per chi cerca uno scooter essenziale per i propri spostamenti.

SYM BWT 125, per chi non ha particolari pretese

SYM BWT 125 occupa una posizione importante tra gli scooter 125 più economici sul mercato, con un prezzo di listino pari a 1.990 euro. Il modello viene proposto con bauletto posteriore di serie e con una dotazione che include avviamento keyless, presa USB nel retroscudo, illuminazione a LED e strumentazione LCD. La configurazione prevede inoltre pedana piatta e doppio cavalletto centrale e laterale.

SYM BWT 125 scooter urbano economico con bauletto
Ufficio Stampa SYM
SYM BWT 125 include il bauletto come elemento di serie, a differenza di altri concorrenti

Il progetto è sviluppato su dimensioni compatte, con sella a 785 mm da terra e una larghezza contenuta. Il peso di 106 kg rientra nei valori tipici della categoria e si inserisce in un’impostazione generale semplificata. La ciclistica utilizza ruote da 16 pollici all’anteriore e 14 al posteriore, mentre l’impianto frenante abbina un disco anteriore a un tamburo posteriore con sistema CBS.

Il motore è un monocilindrico da 125 cc raffreddato ad aria da circa 9,6 CV, abbinato a trasmissione automatica CVT e tarato per un utilizzo urbano. I consumi dichiarati si attestano su valori vicini ai 40 km/l, con autonomia potenziale prossima ai 200 km grazie al serbatoio da 5 litri.

Data articolo: Sat, 16 May 2026 06:00:08 +0000
News n. 20
Hongqi, debutta in Italia il marchio cinese di lusso

Il panorama automobilistico europeo continua a cambiare volto e questa volta il nuovo protagonista arriva dalla Cina. Si chiama Hongqi ed è un nome che, almeno per ora, in Italia conoscono in pochi. Eppure nel suo Paese d’origine rappresenta qualcosa di prestigioso, tra rappresentanza istituzionale e lusso automobilistico.

Dopo aver conquistato spazio nei mercati del Nord Europa, il costruttore asiatico ha ufficializzato il proprio sbarco anche nel nostro Paese, confermando l’espansione nel Vecchio Continente. Una mossa che testimonia quanto i marchi cinesi non vogliano più limitarsi al ruolo di outsider low cost, ma puntino ormai apertamente ai segmenti premium e luxury, storicamente dominati dai brand europei.

Marchio presidenziale cinese

La storia di Hongqi affonda le radici nel 1958. Non si tratta quindi di un marchio nato recentemente sull’onda della rivoluzione elettrica, ma di uno dei costruttori più storici e simbolici della Cina. Non a caso il nome Hongqi significa letteralmente “Bandiera Rossa”, e per decenni le sue vetture sono state associate alle più alte cariche dello Stato cinese.

Le limousine del marchio sono infatti diventate celebri come auto presidenziali, utilizzate durante eventi ufficiali e cerimonie governative. Un ruolo che ha contribuito a costruire attorno al brand un’immagine di esclusività molto particolare, diversa da quella tipica dei costruttori occidentali.

Negli ultimi anni, però, Hongqi ha cambiato pelle. La Norvegia è stata il primo mercato europeo scelto per il debutto nel 2021, un laboratorio ideale per i veicoli elettrici vista la fortissima diffusione delle auto a batteria nel Paese scandinavo. Da lì è iniziata una crescita costante. Il 2025 si è chiuso con oltre 460 mila vetture consegnate a livello globale, segnando l’ottavo anno consecutivo di aumento delle vendite.

A trainare sono state soprattutto le elettriche e le ibride plug-in, che hanno registrato una crescita vicina al 30%. Numeri che raccontano bene le ambizioni del marchio: Hongqi non vuole essere soltanto un simbolo nazionale cinese, ma un vero competitor globale nel segmento premium.

EMC Auto per la distribuzione

Per il mercato italiano, Hongqi ha scelto di affidarsi a EMC Auto, che si occuperà della distribuzione e della commercializzazione delle vetture nel nostro Paese. I primi modelli saranno presentati ufficialmente durante l’Automotive Dealer Day, in programma dal 19 al 21 maggio 2026 a Verona. L’obiettivo per i prossimi anni, segna ben 15 modelli tra elettrici e ibridi plug-in in arrivo entro il 2028, segno di una strategia aggressiva e di lungo periodo.

A commentare l’accordo è stato Federico Daffi, Presidente e CEO di EMC Auto, che ha sottolineato come Hongqi rappresenti un marchio dal posizionamento distintivo, capace di puntare su qualità, design e contenuti tecnologici. Una dichiarazione che lascia intuire come il brand voglia inserirsi nella fascia alta del mercato, sfidando costruttori europei già consolidati.

Lusso cinese contro i marchi europei

L’arrivo di Hongqi in Italia conferma una tendenza ormai evidente: i costruttori cinesi non stanno più entrando in Europa soltanto con citycar economiche o SUV accessibili. Sempre più spesso puntano direttamente ai segmenti superiori, proponendo auto ricche di tecnologia, design ricercato e motorizzazioni elettrificate. È una sfida delicata soprattutto per i marchi premium europei, che fino a pochi anni fa sembravano inattaccabili. Hongqi punta infatti su un mix molto preciso: forte identità estetica, abitacoli lussuosi e un rapporto prezzo-dotazioni spesso competitivo rispetto ai rivali occidentali.

Non è ancora chiaro quali saranno i primi due modelli destinati al mercato italiano, ma guardando alla gamma internazionale si può immaginare l’arrivo di SUV elettrici di grandi dimensioni e berline di rappresentanza dal look molto scenografico. La sensazione è che il mercato europeo stia entrando in una nuova fase, dove la competizione non si giocherà più soltanto sull’autonomia elettrica o sui prezzi, ma anche sulla capacità dei brand emergenti di costruire un’immagine forte e credibile. E Hongqi, forte della propria storia e del peso simbolico che ha in Cina, sembra voler giocare questa partita senza alcun timore reverenziale.

Data articolo: Sat, 16 May 2026 05:30:51 +0000
News n. 21
Le ultime 7 Saab prodotte verranno battute all’asta, tra cui anche prototipi unici

Un’asta senza base di riserva per liberare le ultime auto rimaste in una fabbrica di un marchio che ha scritto decenni di storia dell’auto. Questo è l’appuntamento dal 21 al 30 maggio sul sito svedese Klaravik dove sette Saab uscite dallo stabilimento di Trollhättan verranno messe in vendita al miglior offerente.  Tra prototipi unici, disperati tentativi di rilanciare il marchio e modelli storici di un brand che ha visto la propria storia concludersi. Sette aste senza riserva per decidere il valore delle ultime vetture vendute ufficialmente dalla fabbrica.

Dagli aerei alle auto

La storia di Saab è una di quelle che sembrano uscite da un’altra epoca dell’automobile, quando i marchi avevano una personalità fortissima e non inseguivano le mode o i trend di vendita. L’azienda nasce in Svezia come costruttore aeronautico. Il nome Saab deriva infatti da Svenska Aeroplan Aktiebolaget. La prima vettura arriva nel 1947 con la presentazione della Saab 92, entrata in produzione due anni più tardi. Da lì inizia un percorso fatto di modelli diventati iconici, come le 900 Turbo, amate per il loro carattere anticonvenzionale e per una filosofia progettuale molto diversa rispetto alle rivali tedesche dell’epoca.

Nel 1989 entra in scena General Motors, che acquista il 50% dell’azienda prima di rilevarne il controllo completo nel 2007. Ma gli anni non sono semplici per tutto il settore automotive e Saab finisce progressivamente inglobata nelle logiche industriali che non le appartengono, condividendo piattaforme e motori con altri marchi.

Ci pensa poi la crisi economica globale ad accelerare il tracollo. Nel 2010 Saab passa alla olandese Spyker, ma il tentativo di salvataggio dura pochissimo. Già nel 2012 il marchio attraversa una profonda crisi, aprendo la strada all’arrivo di NEVS, la National Electric Vehicle Sweden, che rileva gli asset con l’obiettivo di traghettare Saab verso l’elettrico.

Anche quel progetto però non riesce mai davvero a decollare. Nel 2019 NEVS viene assorbita dal colosso cinese Evergrande e da allora la fabbrica di Trollhättan è rimasta una sorta di gigantesco contenitore pieno di sogni incompiuti. Per molti osservatori svedesi, questa asta rappresenta simbolicamente la fine definitiva della storia industriale legata a Saab.

I modelli in asta

La parte più affascinante dell’evento riguarda ovviamente le vetture che finiranno sotto il martello virtuale. Tra le sette auto presenti figurano tre esemplari di pre-produzione della Saab 9-3 costruiti nel 2014. Sono modelli estremamente rari perché appartengono alla fase finale della travagliata rinascita Saab sotto la gestione NEVS. Auto nate in un periodo in cui il marchio cercava disperatamente di tornare sul mercato, pur con risorse limitatissime.

Accanto a queste ci saranno tre prototipi elettrici sviluppati da NEVS prima del lancio della 9-3 EV destinata al mercato cinese. Progetti importantissimi per capire quale sarebbe potuto essere il futuro del marchio svedese se il piano di elettrificazione fosse andato fino in fondo.

La vettura probabilmente più curiosa dell’intera asta è però il prototipo dotato di sistema elettrico con range extender. Un modello sperimentale che racconta la fase di transizione con la necessità di trovare soluzioni ibride per superare i limiti tecnologici dell’epoca.

Un pezzo di storia automobilistica

Negli ultimi anni il fascino delle Saab è cresciuto enormemente tra gli appassionati. Non solo per nostalgia, ma perché il marchio rappresenta una filosofia automobilistica ormai quasi scomparsa. Le Saab non cercavano necessariamente di piacere a tutti. Avevano soluzioni particolari, ergonomie studiate con logiche aeronautiche, motori turbo quando molti ancora li consideravano una stranezza e una forte identità nordica che le rendeva immediatamente riconoscibili.

Questa asta, quindi, è il capitolo finale di una storia iniziata oltre settant’anni fa e conclusa tra crisi industriali, tentativi di rilancio e sogni elettrici mai davvero decollati. Per i collezionisti sarà un’occasione irripetibile. Per gli appassionati, invece, sarà soprattutto un viaggio malinconico dentro uno dei marchi più originali che l’automobile europea abbia mai conosciuto

Data articolo: Sat, 16 May 2026 05:30:23 +0000
News n. 22
Eccesso di velocità, quando la multa è annullata per stato di necessità

Superare i limiti di velocità resta una violazione seria del Codice della Strada, anche quando il conducente ha una buona ragione per premere sull’acceleratore. La legge italiana ammette però una eccezione: la multa per eccesso di velocità può essere annullata se il conducente dimostra di aver agito in stato di necessità. Per essere chiari, si tratta di un pericolo attuale, un danno grave alla persona, una situazione non volontariamente causata, l’impossibilità di evitare il pericolo in altro modo e una condotta proporzionata all’emergenza.

Il punto di partenza è l’articolo 54 del Codice penale, secondo cui non è punibile chi ha commesso il fatto perché costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, se il pericolo non sia stato volontariamente causato, non fosse altrimenti evitabile e il fatto sia proporzionato al pericolo. La stessa logica si applica anche alle sanzioni amministrative, perché l’articolo 4 della legge 689 del 1981 esclude la responsabilità per chi commette una violazione amministrativa in stato di necessità.

Eccesso di velocità, la regola generale resta la sanzione

Ci pensa il Codice della Strada a fissare i limiti su strada: 130 km/h in autostrada, 110 km/h sulle strade extraurbane principali, 90 km/h sulle extraurbane secondarie e locali, 50 km/h nei centri abitati, salvo diversa segnalazione e con la possibilità, in alcuni tratti urbani, di arrivare a 70 km/h se le caratteristiche della strada lo consentono. Chi supera il limite di non oltre 10 km/h rischia una sanzione da 42 a 173 euro; chi supera il limite di oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h rischia da 173 a 694 euro. Oltre 40 km/h e fino a 60 km/h si sale da 543 a 2.170 euro, con sospensione della patente da uno a tre mesi; oltre 60 km/h la multa va da 845 a 3.382 euro, con sospensione della patente da sei a dodici mesi.

Lo stato di necessità è un’eccezione e spetta al conducente dimostrare che quella violazione era l’unico modo ragionevole per evitare un danno grave e imminente. Per intenderci, si tratta di documenti, certificati medici, referti, testimonianze, chiamate al 112 o al 118, messaggi, tracciati, orari coerenti, accessi al pronto soccorso, prove dell’urgenza reale o ragionevolmente temuta.

Anche quando l’emergenza esiste, la velocità deve comunque essere proporzionata. Correre per accompagnare una persona in ospedale può essere giustificabile; viaggiare a una velocità folle in centro abitato, mettendo a rischio pedoni e altri veicoli, non lo è. La norma non autorizza a sostituire un pericolo con un altro pericolo ancora più grande. Qui entra in gioco la valutazione del giudice. Una cosa è superare il limite su una strada libera per raggiungere il pronto soccorso con un passeggero in crisi respiratoria; un’altra è attraversare un centro abitato a velocità incompatibile con la sicurezza collettiva.

Che cosa significa stato di necessità

Lo stato di necessità richiede un pericolo di danno grave alla persona. La formula è importante perché esclude i danni puramente economici o patrimoniali. Non si può invocare lo stato di necessità per evitare di perdere un appuntamento di lavoro, per non far scadere una pratica, per impedire un furto già segnalabile alle forze dell’ordine, per raggiungere un cliente, per salvare una consegna o per evitare una perdita finanziaria.

Il danno deve riguardare la vita, la salute, l’integrità fisica o una situazione personale grave. Un infarto sospetto, una crisi respiratoria, un’emorragia, un malore improvviso, un parto imminente, un trauma rilevante, una richiesta d’aiuto da parte di una persona fragile possono rientrare nell’area dello stato di necessità. Un ritardo, una scadenza, una preoccupazione economica o un disagio organizzativo no.

Il secondo requisito è l’attualità del pericolo. Significa che il rischio deve essere in corso o comunque imminente. Il giudice valuta ciò che il conducente poteva percepire in quel momento. Se una persona teme un infarto per forti dolori al petto e poi gli esami escludono l’evento cardiaco, lo stato di necessità può comunque essere discusso perché conta anche la ragionevolezza del timore iniziale. Se invece il conducente corre per un controllo medico programmato, per ritirare referti o per anticipare una visita già fissata, manca l’urgenza.

Dopodiché lo stato di necessità vale solo se il pericolo non era altrimenti evitabile. Se era possibile chiamare il 118, attendere un’ambulanza, rivolgersi a un presidio più vicino, fermarsi presso una pattuglia, chiedere soccorso immediato o adottare una soluzione meno rischiosa, il giudice può ritenere non giustificato l’eccesso di velocità. Questo non significa che bisogna sempre attendere l’ambulanza. Ci sono casi in cui il trasporto diretto può essere comprensibile, soprattutto in zone isolate o davanti a sintomi drammatici. Ma bisogna spiegare perché quella scelta fosse necessaria.

Quando la multa può essere annullata

Il caso più classico di annullamento della multa per stato di necessità è il trasporto urgente al pronto soccorso. Se un passeggero ha un malore improvviso, sintomi gravi, perdita di coscienza, difficoltà respiratorie, dolore toracico, forte emorragia o una condizione compatibile con un pericolo serio, il superamento dei limiti può essere giustificato. In ogni caso l’annullamento della multa non è automatico: servono referti, certificati, accesso al pronto soccorso, testimonianze e coerenza temporale tra l’infrazione e l’arrivo in ospedale.

Può rientrare nello stato di necessità anche il caso di chi corre verso una persona non presente in auto, ma in pericolo. Si pensi a un genitore anziano solo in casa che telefona dicendo di non respirare, a un figlio che segnala un incidente domestico, a una persona disabile che chiede aiuto per una caduta o a un familiare che manifesta sintomi gravi e non può muoversi. Anche qui serve documentare la telefonata, la successiva assistenza, l’intervento medico, l’eventuale chiamata ai soccorsi, la condizione sanitaria riscontrata.

Emergenza sanitaria ragionevolmente temuta

La giurisprudenza ammette che lo stato di necessità possa essere valutato anche quando il pericolo, si rivela meno grave del previsto, purché il conducente fosse in buona fede e il timore fosse fondato su circostanze oggettive. La Cassazione, nell’ordinanza 4834 del 2018, ha ricordato che l’esclusione della responsabilità per violazioni amministrative può fondarsi anche sull’erronea persuasione di trovarsi in una situazione di pericolo imminente, ma solo quando tale persuasione deriva da circostanze oggettive verificabili.

Se la persona in pericolo era già assistita da medici, ambulanza o personale sanitario, lo stato di necessità diventa invece difficile da sostenere. Correre verso l’ospedale perché un familiare è già ricoverato perché si vuole assistere a un intervento o perché si teme di arrivare tardi non equivale a salvare qualcuno da un pericolo attuale e non evitabile. La multa può essere annullata solo se la violazione era funzionale a evitare un danno grave alla persona e se non esistevano alternative ragionevoli.

Non rientrano nello stato di necessità i casi legati a danni economici, scadenze, appuntamenti, lavoro, consegne o problemi patrimoniali. Correre perché si sta perdendo un volo, perché si deve arrivare a una riunione, perché si rischia di perdere un contratto, perché un allarme domestico segnala un possibile furto o perché si teme un danno a un bene materiale non è sufficiente.

Data articolo: Sat, 16 May 2026 04:00:55 +0000
News n. 23
Stellantis, un accordo da 1 miliardo con la cinese Dongfeng: i dettagli

Stellantis ha appena annunciato un nuovo accordo strategico con Dongfeng, storico partner industriale in Cina, con l’obiettivo di rafforzare la produzione locale e accelerare lo sviluppo di modelli elettrificati destinati non solo al mercato asiatico, ma anche a una possibile diffusione globale.

La collaborazione tra le due aziende non nasce oggi. Stellantis e Dongfeng lavorano insieme da oltre trent’anni, ma ora focus non è più soltanto presidiare il mercato cinese: l’obiettivo è creare piattaforme e modelli competitivi su scala internazionale, in un momento in cui la Cina è diventata il centro mondiale della mobilità elettrica.

Investimenti da 1 miliardo

Si parla di investimenti di circa un miliardo di euro, di cui Stellantis segna un contributo diretto di circa 130 milioni. Una mossa industriale e strategica, con gli ultimi anni segnati da diversi costruttori occidentali che hanno faticato in Cina, schiacciati dalla crescita rapidissima dei brand locali, soprattutto nel settore elettrico. Marchi come BYD, Nio o Geely hanno cambiato gli equilibri del mercato, costringendo i gruppi europei a ripensare completamente la loro presenza nel Paese.

Nuova produzione a Wuhan

Il focus della produzione sarà lo stabilimento DPCA di Wuhan, città che negli ultimi anni è diventata uno dei poli principali dell’industria automotive cinese. Proprio qui, a partire dal 2027, nasceranno quattro nuovi modelli: due Peugeot e due Jeep. Non è ancora chiaro se si tratterà esclusivamente di vetture elettriche oppure di una gamma mista con ibride plug-in e full electric, ma la direzione è evidente: Stellantis vuole sfruttare l’esperienza cinese nella produzione EV per rendere più competitivi i propri marchi.

Per Peugeot il progetto potrebbe avere un peso ancora più importante. I nuovi modelli sviluppati a Wuhan potrebbero infatti diventare la base per future esportazioni verso altri mercati internazionali, Europa compresa. Una strategia già adottata da diversi costruttori, che oggi vedono nella Cina non solo un mercato di sbocco, ma anche un centro produttivo altamente efficiente. Jeep, invece, punta a rafforzare la propria presenza in Asia con prodotti più adatti alle nuove esigenze urbane ed elettrificate, mantenendo però l’identità del marchio legata al mondo SUV.

La Cina cambia gli equilibri dell’auto

L’accordo tra Stellantis e Dongfeng racconta molto anche del momento che sta vivendo il settore automobilistico globale. Fino a pochi anni fa erano le aziende europee e americane a esportare tecnologia in Cina; oggi, invece, molte competenze chiave legate all’elettrificazione arrivano proprio dal mercato cinese.

Batterie, software, gestione energetica e piattaforme dedicate alle auto elettriche sono diventati elementi in cui i costruttori asiatici hanno accumulato un vantaggio enorme. Collaborazioni come questa servono anche a colmare quel gap tecnologico e produttivo che l’Europa sta cercando di recuperare.

Per Stellantis il progetto rappresenta quindi una doppia sfida: restare competitiva in Cina e allo stesso tempo sfruttare questa partnership per accelerare la trasformazione globale dei suoi marchi. Nel frattempo, il gruppo continua a lavorare su più fronti. Dalla crescita dei robotaxi con Nvidia e Uber ai nuovi investimenti sull’elettrico, passando per le alleanze industriali internazionali, la sensazione è che il futuro dell’auto si giochi sempre di più sulla capacità di creare reti globali piuttosto che agire da soli. E la nuova intesa con Dongfeng sembra andare esattamente in questa direzione.

Data articolo: Fri, 15 May 2026 14:38:09 +0000
News n. 24
Torna il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026, la guida dell’evento

Come ogni primavera il Lago di Como si trasforma in una passerella a cielo aperto per alcune delle automobili più affascinanti mai costruite. Anche nel 2026 torna uno degli appuntamenti più esclusivi e attesi dall’automotive: il Concorso d’Eleganza Villa d’Este.

Organizzato da BMW Group tra il celebre Grand Hotel Villa d’Este e la vicina Villa Erba, l’evento torna dal 15 al 17 maggio 2026 con un programma ancora più ricco, tra auto storiche rarissime, concept futuristiche e aste milionarie.

8 classi in gara

Come da tradizione, il cuore del Concorso sarà rappresentato dalle vetture selezionate dalla giuria internazionale. Per il 2026 sono previste otto categorie principali, pensate per raccontare diverse epoche e filosofie dell’automobile.

  • class A: Automotive Tailoring: The Decade of Opulence, 1924-1934;
  • class B: Future Couture: Dressed For Speed, 1935-1939;
  • class C: Viva Villa d’Este: Extravagant 1950s Style;
  • class D: “The Top Goes Down, The Price Goes Upâ€: Selling Sunshine;
  • class E: They Earned Their Names: Enzo’s Endurance Legends;
  • class F: Every Scratch Tells A Story: Ageing Gracefully Without Restoration;
  • class G: From Carnaby Street To The Autostrada: The Swinging GT Driver;
  • class H: The Pace Race: The Supercar Comes of Age.

Si tratta di un viaggio completo nella storia dell’automobile, capace di passare dalle eleganti cabriolet anteguerra fino alle supercar che hanno definito gli anni Ottanta e Novanta.

Premi di pregio

Il riconoscimento più ambito del concorso resta il Trofeo BMW Group – Best of Show, assegnato dalla giuria alla vettura considerata più significativa dell’intera manifestazione. Grande rilievo, come ogni anno, anche per la Coppa d’Oro, premio storico assegnato direttamente dal pubblico presente all’evento. Il vincitore assoluto riceverà inoltre un esclusivo cronografo firmato A. Lange & Söhne, ulteriore simbolo del prestigio della manifestazione. Non mancheranno poi i premi speciali:

  • il Trofeo del Presidente;
  • il Trofeo Il Canto del Motore, consegnato dal tenore Jonas Kaufmann alla vettura con il miglior sound;
  • il Trofeo dei Ragazzi;
  • il Trofeo del Presidente della Giuria;
  • il Trofeo dei Presidenti;
  • i premi dedicati alle concept car e ai prototipi contemporanei.

Negli ultimi anni il Concorso ha infatti ampliato il proprio sguardo anche verso il futuro, ospitando studi di design e hypercar che anticipano le prossime tendenze del settore.

Il FuoriConcorso

Parallelamente all’evento principale torna anche il celebre FuoriConcorso, manifestazione ormai diventata complementare a Villa d’Este. Per il 2026 il tema scelto sarà KraftMeister, un omaggio alla cultura automobilistica tedesca e alla sua tradizione ingegneristica. I giardini di Villa del Grumello e Villa Sucota ospiteranno un percorso fatto di sportive leggendarie, concept visionarie e modelli firmati dai tuner più celebri della Germania.

L’idea è raccontare l’evoluzione della performance tedesca, dalle grandi GT degli anni Sessanta fino alle preparazioni più estreme moderne. Un tema che promette di attirare moltissimi appassionati, soprattutto considerando la crescente attenzione verso il mondo restomod e tuning heritage.

Spazio per gli acquisti

Come ogni anno, il Concorso d’Eleganza sarà anche un enorme palcoscenico per il mercato delle auto da collezione. La casa d’aste Broad Arrow tornerà infatti come partner ufficiale dell’evento, portando oltre 70 vetture tra le più ricercate al mondo. Le vendite si terranno il 16 e 17 maggio, con preview già dal venerdì precedente. Vetture che raccontano epoche diverse, ma accomunate da un valore collezionistico ormai altissimo.

Ed è forse proprio questo il fascino unico di Villa d’Este: riuscire a mettere nello stesso luogo il passato più romantico dell’automobile e il futuro del design, trasformando un semplice weekend sul Lago di Como in una celebrazione totale della passione per i motori.

Data articolo: Fri, 15 May 2026 13:58:56 +0000
News n. 25
Honda ci ripensa, rinviato abbandono delle auto termiche al 2050

Per anni il messaggio era stato chiaro: puntare tutto sull’elettrico e arrivare a una gamma completamente a zero emissioni entro il 2040. Ora però qualcosa è cambiato. Honda rivede la propria strategia globale e rallenta la corsa verso l’elettrificazione totale, scegliendo un approccio più prudente e realistico.

La decisione è la risposta a uno dei momenti più delicati della storia del brand. Per la prima volta dal 1957 il bilancio Honda è andato in negativo, un risultato che ha acceso un campanello d’allarme all’interno dell’azienda. Il marchio cambia dunque marcia, scegliendo una strategia più flessibile in cui le motorizzazioni ibride avranno un ruolo centrale ancora per molti anni.

Slitta l’elettrificazione

Rivisto il piano industriale, che rinuncia all’idea di eliminare la componente termica per il 2040, rimandando la deadline di dieci anni. La domanda sul mercato non permette di poter prevedere un prossimo futuro a soli elettroni, almeno fuori dalla Cina, per questo la visione deve essere progressiva, in linea con quella degli altri marchi, tutti nella stessa situazione. Honda, che negli ultimi anni aveva investito enormemente nello sviluppo delle future piattaforme EV, ha deciso quindi di distribuire diversamente le proprie risorse. 

Arrivano 15 nuovi modelli ibridi

Il cuore della nuova strategia Honda sarà rappresentato dalle ibride. Il costruttore giapponese ha annunciato l’arrivo di ben 15 nuovi modelli hybrid nei prossimi anni, destinati ai mercati globali. L’obiettivo è rafforzare quella tecnologia che oggi rappresenta probabilmente il miglior compromesso tra consumi, emissioni e praticità d’utilizzo. Non è un caso che proprio le ibride stiano vivendo una seconda giovinezza in Europa, dove molti automobilisti non sono ancora pronti al passaggio definitivo all’elettrico puro.

Honda punta in particolare sull’evoluzione del proprio sistema e:HEV, già utilizzato su modelli come Civic, HR-V e ZR-V. Una tecnologia raffinata, che combina motore termico ed elettrico con una gestione particolarmente efficiente dei consumi.

Secondo le anticipazioni, le nuove ibride saranno più leggere, più efficienti e soprattutto meno costose da produrre. Un aspetto cruciale in un momento storico in cui il prezzo finale delle auto sta diventando uno dei principali problemi del mercato europeo. Non si tratta soltanto di citycar o crossover compatti: la strategia coinvolgerà diversi segmenti, inclusi SUV e modelli globali destinati anche agli Stati Uniti.

Due concept anticipano il futuro

Accanto all’annuncio della nuova strategia, Honda ha mostrato anche due concept che anticipano il linguaggio stilistico e tecnologico dei prossimi modelli. Le concept car presentano linee molto pulite, superfici scolpite e un design che cerca di mescolare minimalismo giapponese e sportività. Il frontale abbandona molte delle soluzioni viste negli ultimi anni per puntare su firme luminose sottili e un aspetto più futuristico.

Gli interni seguono invece una filosofia completamente nuova: meno pulsanti fisici, grandi schermi panoramici e un’interfaccia sviluppata attorno all’intelligenza artificiale. Honda punta infatti molto sul software e sull’esperienza digitale a bordo, un settore ormai fondamentale quanto il motore stesso.

Dal punto di vista tecnico, i concept anticipano piattaforme pensate per ospitare sia propulsori elettrici sia sistemi ibridi evoluti. Una soluzione che permetterà alla casa giapponese di adattarsi rapidamente alle esigenze dei vari mercati senza dover sviluppare architetture completamente separate. Ed è proprio questa la parola chiave del nuovo corso Honda: flessibilità.

Data articolo: Fri, 15 May 2026 13:05:55 +0000


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