NEWS - Tutti gli sport(escluso il calcio)


News passione per motori da virgilio.it

News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La mattinata del 24 febbraio 2026 presenta diverse criticità sul traffico autostradale italiano, con ressa e code soprattutto nelle direttrici principali e nei punti di confine con la Svizzera. Tra gli eventi più significativi, si segnala un incidente con coda sull’A14 Bologna-Taranto tra Pescara Sud e Ortona, oltre a code intense sulla A7 Milano-Genova, nella zona di Genova Bolzaneto, e rallentamenti rilevanti in prossimità della Dogana Svizzera sulla A9 Lainate-Como Chiasso. Di seguito il dettaglio per tratta con le principali segnalazioni di traffico intenso, rallentamenti e code.

A1 MILANO-NAPOLI



07:51 – Bivio A1/A58 e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La coda va dal chilometro 4.3 al chilometro 10.646 per una lunghezza di 6.346 km.



07:39 – Bivio A1/Inizio Complanare Piacenza e Casalpusterlengo
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata copre dal chilometro 47.0 al chilometro 54.0 per una lunghezza di 7 km.



07:12 – San Giuliano e Bivio A1/Raccordo Tang. est MI
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
La coda interessa dal chilometro 1.2 al chilometro 2.7 per una lunghezza di 1.5 km.



07:32 – Allacciamento A1 Sud e Inizio Tangenziale Napoli
Coda di 1 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale

A4 TORINO-TRIESTE



07:46 – Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La coda si estende dal chilometro 126.2 al chilometro 142 per una lunghezza di 15.8 km.



06:56 – Nodo di Pero e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta interessa dal chilometro 136.5 al chilometro 125 per una lunghezza di 11.5 km.



07:26 – Uscita a Bergamo provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste

A7 MILANO-GENOVA



08:05 – Genova Bolzaneto e Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Genova
Tratta dal chilometro 131.7 al chilometro 125.8 per una lunghezza di 5.9 km.



08:04 – Novi Ligure e Vignole Borbera
Coda per safety car, scorta veicoli in corso
Direzione Genova
Tratta dal chilometro 88 al chilometro 84, estesa per 4 km.



07:41 – Bivio A7/A12 Genova-Livorno e Genova Bolzaneto
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
Lunghezza della coda 2.9 km dal chilometro 125.8 al chilometro 128.7.



07:20 – Uscita a Genova Bolzaneto provenendo da Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Milano

A8 MILANO-VARESE



07:56 – Busto Arsizio e Bivio A8/A9 Lainate-Chiasso
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 10.7 al chilometro 21 per una lunghezza di 10.3 km.



07:42 – Sesto Cal.-Vergiate e Besnate
Coda per veicolo fermo o in avaria
Direzione Autostrada Milano-Varese
Estesa per 2 km dal chilometro 9 al chilometro 11.



07:12 – Fiera Milano e Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta dal chilometro 0 al chilometro 2.2 per una lunghezza di 2.2 km.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



08:00 – Como Monte Olimpino e Chiasso
Coda per attraversamento dogana Svizzera
Direzione Svizzera
Lunga circa 1.63 km, dal chilometro 41.63 al chilometro 40.



07:59 – Saronno e Bivio A9/A8 Milano-Varese
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Lainate
Tratta dal chilometro 10.7 al chilometro 15.7 per una lunghezza di 5 km.



07:40 – Uscita a Saronno provenendo da Como
Coda per traffico intenso
Direzione Lainate

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



07:59 – Genova Pra’ e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Genova
Tratta dal chilometro 0 al chilometro 10.7 per una lunghezza di 10.7 km.

A11 FIRENZE-PISA NORD



07:24 – Pistoia e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Firenze
Tratta dal chilometro 6 al chilometro 19 per una lunghezza di 13 km.



07:13 – Sesto Fiorentino e Firenze Peretola
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Firenze
Lunga circa 1.9 km, dal chilometro 0 al chilometro 1.9.

A12 GENOVA-ROMA



07:46 – Chiavari e Rapallo
Coda per lavori
Direzione Genova
La coda interessa dal chilometro 36.2 al chilometro 38.3 per una lunghezza di 2.1 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



07:50 – Pescara Sud e Ortona
Coda di 1 km per incidente
Direzione Taranto
Tratta dal chilometro 398.5 al chilometro 397 per una lunghezza di 1.5 km.



07:57 – Pescara Nord e Pineto
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
La coda va dal chilometro 359.6 al chilometro 362 per una lunghezza di 2.4 km.



07:49 – Pineto e Bivio A14/A25 Torano-Pescara
Traffico rallentato per lavori
Direzione Taranto
Tratta lunga 1.7 km dal chilometro 364.7 al chilometro 363.



07:31 – Grottammare e Pedaso
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
La coda interessa dal chilometro 294.3 al chilometro 296 per una lunghezza 1.7 km.



07:20 – Pedaso e Grottammare
Coda di 1 km per lavori
Direzione Taranto
Tratta dal chilometro 290.7 al chilometro 289, circa 1.7 km.



07:40 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
La coda si estende per 1 km dal chilometro 5 al chilometro 4.



07:39 – Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Coda per traffico intenso
Direzione Taranto
Lunga 4 km, dal chilometro 12 al chilometro 8.



07:27 – Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro
Coda per lavori
Direzione Bologna
La coda interessa dal chilometro 22.9 al chilometro 26.688 per una lunghezza di 3.788 km.

A22 BRENNERO-MODENA



07:21 – Carpi e Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Coda di 2 km
Direzione Modena
Lunghezza della coda 2.1 km dal chilometro 313.1 al chilometro 311.

A24 ROMA-TERAMO



06:55 – Fine Complanare e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda di 3 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
La coda si estende dal chilometro 7.3 al chilometro 3 per una lunghezza di 4.3 km.



06:40 – Svincolo di Tor Cervara e Fine Complanare
Coda per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
La coda interessa dal chilometro 3 al chilometro 1.6 per una lunghezza di 1.4 km.

A27 VENEZIA-BELLUNO



07:52 – Mogliano Veneto e Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Venezia
Lunga 3.8 km, dal chilometro 0 al chilometro 3.8.

A52 TANGENZIALE NORD DI MILANO



07:14 – CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Cavalcavia Rho
La tratta è lunga 2.88 km dal chilometro 21.61 al chilometro 18.73.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



07:23 – Vomero e Capodimonte
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
Lunga 3.6 km dal chilometro 16.1 al chilometro 12.5.



07:09 – Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Lunghezza 1.2 km, dal chilometro 18.8 al chilometro 20.



06:59 – Entrata a Corso Malta verso Pozzuoli
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 07:08:00 +0000
News n. 2
Sciopero dei trasporti febbraio 2026: calendario e orari città per città

Il mese di febbraio 2026 si preannuncia particolarmente caldo sul fronte degli scioperi in Italia, soprattutto nel settore dei trasporti. Nel corso del mese sono infatti previste numerose mobilitazioni che interessano sia il trasporto pubblico locale sia quello ferroviario, aereo e marittimo, con impatti su scala locale, regionale e nazionale. L’articolo fornisce un quadro sintetico e aggiornato di tutti gli scioperi proclamati dal 1° al 29 febbraio 2026, ordinando le informazioni giorno per giorno e città per città.

Sciopero 2 febbraio 2026

Nella provincia di Roma (Regione Lazio) è previsto uno sciopero di 4 ore nel settore degli appalti ferroviari. Coinvolge il personale delle società Elior Divisione Itinere e Polaris, proclamato dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI.

In Lombardia (tutte le province) è indetto uno sciopero di 23 ore che coinvolge il personale della società Trenord dalle ore 03.00 del 2 febbraio 2026 alle ore 02.00 del 3 febbraio 2026. Sindacato proclamante: OSR ORSA FERROVIE.

Sciopero 3 febbraio 2026

Nella regione Lombardia (tutte le province) prosegue lo sciopero indetto per la giornata precedente, interessando ancora il personale della società Trenord. La mobilitazione termina alle 02.00 del 3 febbraio 2026.

Sciopero 6 febbraio 2026

In Italia (tutte le regioni) è previsto uno sciopero di 24 ore nel settore marittimo. Coinvolge i lavoratori portuali delle imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, Autorità di Sistema Portuale (ADSP), società che applicano il CCNL Porti. Sindacato proclamante: USB LAVORO PRIVATO.

In tutta la regione Abruzzo si svolge uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale. Lo sciopero, di rilievo regionale, è indetto dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL, coinvolgendo il personale della SOC. TUA REGIONE ABRUZZO.

Nella città di Chieti (Abruzzo) è previsto uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, proclamato dai sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, coinvolgendo il personale della SOC. TUA UNITA’ DI PRODUZIONE DI LANCIANO (CH).

Nella città di Teramo (Abruzzo) è indetto uno sciopero provinciale di 24 ore. Stesse sigle sindacali di Chieti e personale della SOC. TUA DI TERAMO.

Nella città di Bari (Puglia) è stato proclamato uno sciopero di 4 ore dalle 08.30 alle 12.30 nel trasporto pubblico locale. Coinvolge il personale della SOC. AMTAB DI BARI, indetto da OSR UILT-UIL.

In Lombardia, con rilevanza territoriale, sciopero di 8 ore per ciascun turno di lavoro nel settore circolazione e sicurezza stradale, personale della SOC. AUTOSTRADE PER L’ITALIA DIREZIONE II° TRONCO MILANO (OSR UILT-UIL).

Sciopero 12 febbraio 2026

Nella città di Catania (Sicilia) è previsto uno sciopero di 4 ore dalle 14.00 alle 18.00 che coinvolge il personale della società AMTS di Catania nel trasporto pubblico locale. Sindacato: OSP CUB TRASPORTI.

Sciopero 13 febbraio 2026

Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige) sciopero di 24 ore del personale della SASA di Bolzano nel trasporto pubblico locale. Sindacati: OSR FILT-CGIL, UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.

Nella città di Termoli (Campobasso, Molise) sciopero di 24 ore del personale GTM di Termoli nel trasporto pubblico locale. Sindacato: OSR UILT-UIL.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero di 9 ore dalle 15.00 alle 24.00 del personale Arriva Udine nel trasporto pubblico locale (ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente).

Sciopero 16 febbraio 2026

Nella città di Genova (Liguria) sciopero di 4 ore dalle 11.30 alle 15.30 nel trasporto pubblico locale per i lavoratori AMT di Genova (OSR CUB TRASPORTI).

Nella città di Brescia (Lombardia), all’aeroporto di Brescia Montichiari, scioperi locali di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) per il personale GDA Handling e MH24 (OSR USB Lavoro Privato).

Settore aereo nazionale: sciopero di 24 ore per i lavoratori del comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti (CUB TRASPORTI). Sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

Sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per personale navigante Vueling Airlines e EasyJet Airlines Limited (USB Lavoro Privato).

Sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) e di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per personale di terra e di volo ITA Airways (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A./ANPAC/ANP, USB Lavoro Privato).

Sciopero 18 febbraio 2026

Nella città di Verona (Veneto) è stato proclamato uno sciopero nel settore trasporto merci. Coinvolge personale mobile e di terra della società EVM Rail dalle 09.01 alle 17.00 (OSP FILT-CGIL).

Sciopero 25 febbraio 2026

Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige) è previsto uno sciopero di 24 ore del personale SASA di Bolzano nel trasporto pubblico locale (OSR UGL/USB Lavoro Privato/ORSA Trasporti).

Settore aereo nazionale: sciopero di 24 ore (tutte le basi HJ + H24, dalle 00.00 alle 23.59) per personale di volo settore elicotteri soc. Avincis Italia (FIT-CISL/UILT-UIL/UGL-TA/ANPAC).

Sciopero 26 febbraio 2026

Settore aereo nazionale: sciopero di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) per i lavoratori comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti (CUB TRASPORTI); sciopero di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) per il personale ITA Airways (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A./ANPAC/ANP); sciopero di 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00) per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL-TA/ANPAC).

Sciopero 27 febbraio 2026

Nella città di Torino (Piemonte) sciopero di 4 ore (dalle 16.00 alle 20.00) del personale Arriva Italia di Torino nel trasporto pubblico locale (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Nella città di Bari (Puglia) sciopero di 4 ore (dalle 19.30 alle 23.30) degli operatori di esercizio Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici di Bari (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Settore ferroviario e trasporto merci su rotaia, nazionale: sciopero di 24 ore dalle 21.00 del 27/2 alle 20.59 del 28/2 del personale aziende svolgenti attività ferroviaria (CUB TRASPORTI/SGB); sciopero di 8 ore (dalle 22.00 del 27/2 alle 5.59 del 28/2) del personale comparto ferroviario (USB LAVORO PRIVATO); sciopero di 24 ore dalle 21.00 del 27/2 alle 20.59 del 28/2 personale di macchina e di bordo gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 12 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 16 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 3
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 24 febbraio 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana, aggiornati all’ultimo rilevamento ufficiale. Troverai i valori di benzina, gasolio, Gpl e metano espressi in euro al litro, con distinzione tra modalità self e servito. Inoltre, spieghiamo in termini chiari come si forma il costo alla pompa: una parte è composta da imposte (accise e Iva), mentre un’altra riflette la componente industriale, cioè il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. In basso, una tabella con i dati più recenti e un approfondimento per capire perché le oscillazioni delle quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro possono incidere sul prezzo finale pagato dagli automobilisti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 23-02-2026 (valori medi nazionali, euro/litro)

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.766
Gasolio SELF 1.812
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.462

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo alla pompa riflette un equilibrio tra tassazione e costi industriali. La componente fiscale pesa per il 58% del prezzo finale, risultando nettamente superiore alla componente industriale, che vale il 42%. All’interno della parte industriale possiamo distinguere due elementi chiave. Il primo è il costo della materia prima, che incide per il 30%: qui entrano in gioco le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro. Quando i mercati globali si muovono al rialzo o quando l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, il costo dei prodotti raffinati importati tende ad aumentare, riflettendosi gradualmente sui listini. Il secondo elemento è il margine lordo degli operatori, pari al 12% del prezzo. Questo margine è la leva attraverso cui la filiera (distributori e rete) può intervenire per modulare i prezzi, ad esempio assorbendo parzialmente aumenti improvvisi o trasferendo più rapidamente eventuali riduzioni dei costi. In sintesi, mentre le imposte determinano una quota fissa e preponderante del prezzo della benzina, la dinamica del costo industriale – guidata da mercati internazionali e cambio – e le scelte commerciali sul margine spiegano perché i prezzi possano variare tra aree, operatori e periodi diversi.

Per il gasolio, la scomposizione del prezzo presenta un profilo differente. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre quella industriale pesa per il 55%. Dentro la quota industriale, il costo della materia prima è il fattore dominante: le quotazioni internazionali, insieme all’effetto del cambio euro/dollaro, rappresentano complessivamente il 45% del prezzo. Ciò significa che il gasolio è particolarmente sensibile agli andamenti dei mercati globali dei distillati medi e alle variazioni del tasso di cambio: un petrolio più caro o un euro più debole possono tradursi in pressioni al rialzo alla pompa. Il margine lordo degli operatori vale il 10% del prezzo e costituisce l’elemento sul quale la rete distributiva può intervenire per adeguare i listini. In periodi di alta volatilità, questo margine può essere utilizzato per attenuare temporaneamente gli sbalzi, mentre in fasi di stabilità può riflettere politiche commerciali, livelli di servizio offerti e differenziazione tra aree geografiche o brand. Nel complesso, il prezzo del gasolio nasce dall’interazione tra un blocco fiscale importante ma non prevalente e una componente industriale ampia, al cui interno il costo della materia prima – legato a mercati e cambio – è il principale motore delle variazioni che gli automobilisti riscontrano nel quotidiano.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 4
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.668 per la benzina, 1.718 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.434 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.404

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.728
Benzina SELF 1.694
GPL SERVITO 0.680
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.780
Benzina SELF 1.713
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.592

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.724
Benzina SELF 1.693
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.499

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.685
Benzina SELF 1.655
GPL SERVITO 0.640
Metano SERVITO 1.390

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.652
GPL SERVITO 0.663
Metano SERVITO 1.376

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.727
Benzina SELF 1.665
GPL SERVITO 0.676
Metano SERVITO 1.390

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.699
Benzina SELF 1.645
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.474

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.735
Benzina SELF 1.678
GPL SERVITO 0.771
Metano SERVITO 1.454

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.712
Benzina SELF 1.657
GPL SERVITO 0.666
Metano SERVITO 1.387

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.694
Benzina SELF 1.642
GPL SERVITO 0.699
Metano SERVITO 1.314

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.719
Benzina SELF 1.679
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.650
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.422

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.701
Benzina SELF 1.673
GPL SERVITO 0.656
Metano SERVITO 1.468

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.729
Benzina SELF 1.674
GPL SERVITO 0.799

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.705
Benzina SELF 1.678
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.732

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.708
Benzina SELF 1.653
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.454

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.746
Benzina SELF 1.690
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.363

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.654
GPL SERVITO 0.690
Metano SERVITO 1.327

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.761
Benzina SELF 1.699
GPL SERVITO 0.816

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 febbraio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.700
Benzina SELF 1.648
GPL SERVITO 0.675
Metano SERVITO 1.330

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 5
Cosa indica la sigla 91V sugli pneumatici e perché è importante

Scegliere i giusti pneumatici per la propria auto è molto importante, non dimenticare che le gomme infatti sono il solo e unico elemento di contatto della vettura con il manto stradale. Per questo devono essere di buona qualità e conformi alla normativa e alle indicazioni del costruttore del veicolo, sia per evitare multe salate, che per viaggiare in sicurezza, senza mettere in pericolo la propria vita e quella degli altri utenti della strada. Come abbiamo già visto in precedenti articoli sul tema, non è importate solo scegliere il marchio o il modello corretto per la propria macchina, ma anche fare attenzione alle sigle impresse sul fianco degli pneumatici, come la “91Vâ€.

Si tratta infatti di codici importanti, che non stanno certo lì per caso: danno informazioni fondamentali sulla capacità di carico e la velocità massima consentita. Ecco perché conoscerle e comprenderne il significato è fondamentale nella scelta degli pneumatici corretti per la propria auto e adatti alle proprie esigenze.

Il significato di 91V

Gli indici di carico e di velocità non sono dei dettagli tecnici che danno informazioni utili solo al gommista in fase di manutenzione e cambio gomme, sono invece elementi fondamentali per garantire la sicurezza stradale e le prestazioni ottimali del veicolo.

In particolare, la sigla 91V che possiamo trovare sul fianco di uno pneumatico indica le sue caratteristiche prestazionali. Il 91 è quello che viene definito indice di carico, e in questo caso è pari a un peso massimo di 615 kg per gomma, mentre la V indica il codice di velocità, che certifica la capacità di quegli pneumatici di viaggiare in sicurezza fino a una velocità massima di 240 km/h. Questo valore non si trova mai solo, ma è preceduto generalmente dalle misure dello pneumatico, per intenderci una sigla completa potrebbe essere per esempio “205/55 R16 91Vâ€. Tutti i valori indicati devono corrispondere o essere superiori a quelli che sono scritti nel libretto dell’auto, da verificare quindi per garantire la conformità legale e di sicurezza.

Che cos’è l’indice di carico

Si tratta di un numero che va da 0 a 100 e oltre, ognuno dei quali corrisponde a un peso specifico, il massimo che ogni singolo pneumatico può sopportare quando è gonfiato correttamente. L’indice di carico si trova sul fianco della gomma insieme ad altre sigle e prima della lettera che corrisponde al codice di velocità.

Non è mai una buona idea non rispettare l’indice di carico indicato sul libretto di circolazione del veicolo, i rischi infatti possono essere i seguenti:

  • un eccessivo sovraccarico può compromettere la tenuta di strada e influire negativamente sua sulla frenata che sulla stabilità del veicolo;
  • è possibile danneggiare la struttura delle gomme, aumentando il rischio di deformazioni, cedimenti e scoppi, molto pericolosi e causa di incidenti;
  • si rischiano chiaramente multe e sanzioni.

Tabella degli indici di carico più comuni

Indice di carico  Peso in kg
 80  450
 85  515
 90  600
 91  615
 95  690
 100  800

Che cos’è il codice di velocità

Il codice di velocità è rappresentato da una sola lettera e indica la velocità massima alla quale lo pneumatico è stato testato per lavorare in sicurezza. Ogni lettera corrisponde a una velocità massima (nel nostro caso la V, per esempio, indica 240 km/h.

Montare sulla propria auto pneumatici con un codice di velocità adeguato è importante per diversi motivi:

  • prima di tutto la sicurezza, superare la velocità massima consentita dal codice indicato dal costruttore può essere davvero pericoloso: può generare un eccessivo calore all’interno dello pneumatico, che causa la deformazione della carcassa e la perdita di aderenza sul manto stradale. Non c’è bisogno di dire quali e quanto gravi possono essere le conseguenze;
  • la revisione periodica (obbligatoria per legge dopo 4 anni dall’immatricolazione e poi ogni due) senza gomme corrette avrà esito negativo;
  • aumenta l’usura del battistrada e di conseguenza usare pneumatici con un codice di velocità inferiore a quello richiesto può ridurre la durata degli pneumatici;
  • anche stavolta, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, multa assicurata.

Tabella dei codici di velocità più comuni

Codice di velocità  km/h (massimo consentito)
  S  180
  T  190
  H  210
  V  240
  W  270
  Y  300

Cosa rischi se scegli pneumatici con indici inadeguati

Come abbiamo visto, la scelta degli pneumatici deve essere fatta in maniera consapevole e, ancor meglio, guidata da un professionista del settore serio e preparato. Montare gomme che non rispettano gli indici che vengono segnalati sul libretto del veicolo può essere davvero molto rischioso; riassumendo, si possono verificare le seguenti ipotesi:

  • scoppio della gomma, se sottoposta a un carico eccessivo infatti é possibile che si surriscaldi eccessivamente durante la guida ed esploda, con rischi gravissimi per conducente e occupanti dell’auto e per tutti gli utneti della strada,
  • perdita di controllo del mezzo a causa della deformazione dello pneumatico o della perdita di aderenza, con un potenziale aumento del rischio di incidenti;
  • usare gomme non adatte può accelerare l’usura del battistrada e ridurne la durata;
  • pneumatici inadatti possono causare una resistenza al rotolamento elevata e un conseguente aumento del consumo di carburante e di emissioni di Co2;
  • montare gomme sbagliate influisce negativamente sul comfort di guida, causando vibrazioni e rumori eccessivi.

Consigli per l’acquisto delle gomme corrette

Per scegliere le gomme auto corrette in maniera consapevole, senza sbagliare e rischiare quindi i problemi sopra descritti, consigliamo di:

  • consultare il libretto di circolazione del veicolo, dove vengono sempre indicate le misure e le sigle degli pneumatici omologati;
  • adattare la scelta al proprio stile di guida, ma attenzione perché non è possibile montare pneumatici con un codice inferiore a quello indicato sul libretto di circolazione;
  • valutare il tipo di veicolo e le sue esigenze specifiche anche in base ai percorsi battuti regolarmente;
  • chiedere sempre consiglio a un gommista professionista, che può fornire una consulenza personalizzata, aiutando a scegliere le gomme perfette in base al budget, allo stile di guida, alle caratteristiche del veicolo e alle strade che si percorrono abitualmente;
  • considerare le condizioni climatiche della zona in cui si vive o si lavora abitualmente;
  • valutare la rumorosità, scegliendo gomme auto con una bassa resistenza al rotolamento, che contribuiscono a ridurre il rumore contribuendo a un maggiore comfort di guida, soprattutto durante i lunghi tragitti.
Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 06:45:34 +0000
News n. 6
Free2move espande la flotta italiana con Opel Corsa e Fiat 500 elettrica

Questo mese di febbraio diventa un spartiacque per il modo in cui i cittadini di Torino, Roma e Milano concepiranno i propri spostamenti urbani ed extraurbani. Free2move, leader mondiale nelle soluzioni per la mobilità e parte integrante del colosso Stellantis, ha annunciato un piano di espansione massiccio che vede l’immissione di 200 nuovi veicoli nelle principali strade italiane.

Questa mossa non è solo un incremento numerico, ma una risposta diretta e ponderata ai cambiamenti profondi nelle abitudini di viaggio degli italiani, sempre più orientati verso un modello di consumo che predilige l’uso alla proprietà dell’auto.

Ascoltate le esigenze degli utenti

Il fulcro di questa strategia risiede nell’ascolto degli utenti. Analizzando i pattern di utilizzo e i feedback diretti, Free2move ha compreso che la domanda non riguarda più soltanto le commissioni veloci sotto casa, ma la necessità di veicoli capaci di affrontare con affidabilità anche le fughe del weekend o intere giornate di impegni professionali.

Per rispondere a questa esigenza di “lunga distanza”, l’azienda ha destinato 130 nuove Opel Corsa alle strade di Torino e Roma. Grazie al brillante motore a combustione interna e a un bagagliaio generoso, la Corsa si propone come la compagna ideale per chi cerca libertà senza il vincolo dell’autonomia elettrica nei viaggi fuori porta.

La narrazione del carsharing di Free2move si distingue per un approccio “all-inclusive” che mira alla totale tranquillità del guidatore. Che si scelga un piano settimanale o mensile, il costo del servizio include già assicurazione, carburante e parcheggio all’interno della “Home Area”. È un modello che trasforma l’auto in un servizio fluido, eliminando le frizioni burocratiche e i costi imprevisti che solitamente gravano sul possesso privato.

Anche l’elettrico

Mentre Torino e Roma puntano sulla versatilità termica, Milano accelera con decisione sull’elettrico. Nel capoluogo lombardo fa il suo ingresso l’iconica Fiat 500e, simbolo del design italiano che si sposa perfettamente con l’obiettivo di rendere gli spazi urbani più efficienti e puliti. Con questa aggiunta, Free2move consolida la sua visione globale, che vede già il 30% della propria flotta mondiale alimentato a batteria, forte dei successi ottenuti in metropoli come Parigi, Madrid e Amsterdam.

L’innovazione più significativa per l’utente milanese risiede però nell’integrazione digitale del processo di ricarica. Attraverso l’app Free2move, l’esperienza diventa totalmente dematerializzata e gratuita: basta localizzare una stazione partner, premere “inizia a ricaricare” e inserire il numero identificativo della colonnina. Senza bisogno di carte aggiuntive o pagamenti sul posto, l’azienda gestisce ogni costo, permettendo al cliente di ripartire semplicemente collegando il cavo.

Lotfi Louez, co-CEO di Free2move, ha sintetizzato questa visione parlando non solo di numeri, ma di valore umano: “Non stiamo solo aumentando i nostri numeri, stiamo aumentando la qualità del tempo trascorso dai nostri utenti in viaggio“. È un impegno che pone l’esperienza del cliente al centro di un ecosistema vastissimo che conta oltre 6 milioni di clienti e 450.000 veicoli a noleggio in tutto il mondo.

Dalla gestione dei parcheggi agli abbonamenti flessibili, Free2move si conferma come il fornitore di un ecosistema unico, capace di rendere la mobilità pulita, sicura e, soprattutto, accessibile a tutti tramite un’unica applicazione. Con l’arrivo di queste nuove unità entro la fine di febbraio, il futuro della mobilità italiana appare più connesso, sostenibile e libero da vincoli.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 06:40:29 +0000
News n. 7
Il mistero dell’Alfa Romeo da 30 milioni smarrita: sarebbe stata venduta per 10 euro

L’Alfa Romeo 33 Stradale, un autentico capolavoro dell’automobilismo prodotto in appena 18 esemplari tra il 1967 e il 1969, sarebbe oggi la protagonista di un mistero che sfuma tra le aule di tribunale e i confini europei. Questa vettura, il cui valore attuale verrebbe stimato intorno ai 30 milioni di euro, sarebbe svanita nel nulla in seguito alla morte del suo ultimo proprietario, un noto collezionista bresciano appassionato di auto da corsa. La vicenda è attualmente oggetto di un’indagine coordinata dalla Procura di Milano, la quale avrebbe aperto un fascicolo ipotizzando reati gravi quali estorsione e falso in atto pubblico.

Una vendita a prezzo simbolico

Secondo quanto risulterebbe dalle ricostruzioni fornite dai legali della famiglia erede, la preziosissima supercar sarebbe stata ceduta per la cifra del tutto simbolica di appena 10 euro. Questo passaggio di proprietà, che avrebbe come destinatari due cittadini francesi, si sarebbe consumato in un contesto che i denuncianti definiscono inquietante. Gli eredi, infatti, riferirebbero di essere stati stretti in una vera e propria “morsa di pauraâ€, subendo per mesi un clima pesantissimo fatto di presunte pressioni psicologiche e minacce di azioni legali.

In questo scenario, un ruolo centrale sarebbe stato giocato da un cosiddetto “amico di famigliaâ€, il quale verrebbe considerato dai legali degli eredi come il presunto regista occulto dell’intera operazione. La spirale di eventi avrebbe trovato il suo culmine in una procedura di mediazione seguita da un arbitrato, al termine della quale sarebbe stata firmata la cessione della vettura.

A rendere il quadro ancora più complesso, secondo quanto riportato dai difensori, sarebbe la costituzione di una società denominata “Fabre 33 società sempliceâ€, avvenuta proprio il giorno successivo alla conclusione della mediazione. L’auto sarebbe stata inizialmente intestata a questa entità, tra i cui amministratori figurerebbe un avvocato il cui nome risulterebbe già noto in altre vicende legate al collezionismo di lusso. Un dettaglio che alimenterebbe ulteriormente i dubbi riguarda il fatto che lo stesso professionista avrebbe in precedenza ricoperto proprio il ruolo di legale degli eredi bresciani proprietari della vettura.

Oggi se ne sono perse le tracce

Le tracce della 33 Stradale si sarebbero perse definitivamente subito dopo questi passaggi formali. Secondo le indagini difensive, le targhe originali del veicolo sarebbero state dichiarate smarrite, portando alla radiazione dell’auto dal Pubblico Registro Automobilistico per una presunta esportazione in Europa.

Da quel momento, del “gioiello” non si sarebbe saputo più nulla. Nel tentativo di rompere questo silenzio e rintracciare la fuoriserie, la famiglia avrebbe recentemente annunciato una ricompensa di 100.000 euro per chiunque sia in grado di fornire elementi concreti e utili al ritrovamento dell’esemplare storico.

L’intera vicenda resterebbe sospesa nel campo delle congetture, in attesa che la magistratura faccia chiarezza su questo possibile abuso di fiducia in un ambiente dove valori milionari si intrecciano a delicati rapporti personali.

Sullo sfondo rimane il mito intramontabile della 33 Stradale: un’opera d’arte su ruote dotata di un telaio tubolare, carrozzeria firmata da Franco Scaglione e un motore V8 a 90° da 2 litri capace di sprigionare oltre 230 cavalli. Mentre la nuova serie limitata lanciata nel 2024 celebra il futuro del marchio, la sorte di questo prezioso pezzo di storia dell’Alfa Romeo rimarrebbe, ad oggi, un intricato giallo internazionale.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 06:30:55 +0000
News n. 8
Steer-by-Wire, come cambia il processo di sterzata

Per oltre un secolo, il legame tra guidatore e asfalto è stato garantito da un vincolo fisico imprescindibile: una colonna d’acciaio. Lo Steer-by-Wire spezza questo legame storico, sostituendo la connessione meccanica con impulsi elettrici e attuatori elettronici. Non si tratta di una semplice evoluzione, ma di un cambio di paradigma: il volante smette di essere una leva meccanica per diventare un’interfaccia di input digitale, segnando il confine tra l’auto tradizionale e il veicolo software-defined.

Com’è fatto lo Steer-by-Wire

La trasformazione principale risiede nella rimozione integrale dell’albero di sterzo e dei giunti cardanici, liberando spazio prezioso nel vano motore e migliorando la sicurezza passiva in caso di impatto frontale. Al posto della meccanica tradizionale, il sistema si basa sul feedback actuator (FBA), un motore elettrico posizionato dietro al volante, che ha il compito cruciale di simulare la resistenza della strada e restituire sensazioni tattili al guidatore. Parallelamente, sull’asse anteriore opera il road steering actuator (RSA), un modulo elettromeccanico ad alta coppia che agisce direttamente sui braccetti dello sterzo per orientare le ruote. Questa separazione fisica è mediata esclusivamente da una rete di sensori di coppia e posizione che leggono ogni minima intenzione del conducente.

Come funziona

In un sistema digitale, la sterzata non è più un trasferimento di energia cinetica ma un processo di elaborazione dati ad alta velocità. Quando il conducente ruota il volante, i sensori inviano i dati alle ECU, che elaborano l’algoritmo di sterzata considerando variabili dinamiche come la velocità del veicolo, l’accelerazione laterale e il coefficiente di attrito stimato.

L’attuatore sulle ruote esegue il movimento con una precisione millimetrica, mentre il software filtra attivamente le vibrazioni parassite e i colpi dovuti alle asperità del terreno, evitando che reazioni indesiderate si ripercuotano sulle mani del guidatore, migliorando così il comfort e la stabilità direzionale.

L’assenza di un legame meccanico fisso permette di implementare un rapporto di sterzo infinitamente variabile, svincolato dai limiti della cremagliera tradizionale. Nelle manovre a bassa velocità, come i parcheggi o i tornanti stretti, il sistema può impostare un rapporto estremamente diretto, consentendo la massima sterzata con una rotazione minima del volante. Al crescere della velocità, il rapporto si demultiplica automaticamente per garantire una stabilità direzionale superiore e una risposta meno nervosa. Questa flessibilità permette inoltre una totale integrazione con i sistemi ADAS, consentendo all’auto di eseguire manovre correttive o di mantenimento corsia con una rapidità e una fluidità inarrivabili per i sistemi meccanici convenzionali.

Sicurezza: come funziona il nodo del Fail-Safe

La sfida ingegneristica più complessa riguarda la sicurezza intrinseca del sistema, che deve garantire il controllo del veicolo anche in caso di guasto elettronico totale. Per sopperire alla mancanza del piantone di backup, i costruttori adottano un’architettura a ridondanza multipla, con circuiti di alimentazione separati (spesso a 48V) e bus di comunicazione duplicati che operano in parallelo. Le centraline di controllo utilizzano logiche di “voto” per confrontare i dati e isolare eventuali malfunzionamenti istantanei.

In scenari critici, il sistema è progettato per passare a modalità di emergenza che mantengono la direzionalità o portano il veicolo in una condizione di arresto sicuro, garantendo standard di affidabilità equivalenti o superiori a quelli dei sistemi aeronautici fly-by-wire.

Il limite fisico del 12V e i vantaggi del 48V

In un sistema di sterzo tradizionale con assistenza elettrica (EPS), il motore interviene solo per “aiutare” il movimento impresso dal guidatore. Nello Steer-by-Wire, l’attuatore sulle ruote (RSA) deve invece generare da solo tutta la forza necessaria per vincere l’attrito degli pneumatici e la resistenza del terreno, specialmente a veicolo fermo. Con un impianto a 12V, generare coppie elevate richiede correnti altissime (vicine o superiori ai 100 Ampere), che portano a un surriscaldamento dei cablaggi e richiedono cavi di sezione generosa, pesanti e difficili da gestire nel layout del veicolo. Questo limita la reattività del sistema e aumenta la complessità termica delle centraline di potenza.

L’adozione di un’architettura a 48V permette di quadruplicare la tensione, riducendo drasticamente l’intensità di corrente necessaria per ottenere la stessa potenza meccanica. Questo si traduce in motori elettrici più compatti, leggeri e capaci di accelerazioni angolari molto più rapide. Grazie alla legge di Joule, le perdite di energia sotto forma di calore si riducono di un fattore pari al quadrato della diminuzione della corrente, rendendo l’intero sistema di sterzata molto più efficiente. Questa maggiore disponibilità di energia consente agli attuatori di rispondere in frazioni di millisecondo, eliminando quel senso di “ritardo” che affliggeva i primi prototipi digitali e permettendo una gestione molto più precisa della dinamica del veicolo.

I motori utilizzati nei sistemi Steer-by-Wire a 48V sono generalmente unità sincrone a magneti permanenti (PMSM) o a riluttanza, scelti per la loro altissima densità di coppia. Poiché devono operare in condizioni critiche, come sterzate complete sotto carico pesante, l’architettura a 48V facilita l’integrazione di sistemi di monitoraggio termico avanzati. La minore corrente circolante riduce lo stress sui semiconduttori degli inverter, garantendo che il sistema possa mantenere prestazioni costanti anche durante sessioni di guida prolungate o manovre di emergenza ripetute, dove un sistema a 12V rischierebbe il “derating”, ovvero un taglio della potenza per protezione termica.

Lo Steer-by-Wire rappresenta molto più di una semplice sostituzione di componenti meccanici, è l’atto finale della digitalizzazione del telaio. Liberando l’abitacolo dai vincoli fisici del piantone, i progettisti hanno ora la libertà di reinventare completamente l’ergonomia interna, passando da volanti circolari a cloche compatte che non ostacolano la visibilità della strumentazione e possono persino retrarsi durante la guida autonoma. Questa tecnologia trasforma il veicolo in un sistema dinamico adattivo, capace di cambiare carattere con un aggiornamento software e di offrire livelli di sicurezza attiva precedentemente impensabili grazie all’integrazione immediata con i sensori di bordo.

La capacità dei produttori di calibrare il feedback actuator per restituire una sensazione di guida naturale e comunicativa sarà l’ago della bilancia per l’accettazione da parte dei guidatori più puristi. Sebbene la connessione fisica sia stata spezzata, la necessità di un legame intuitivo tra uomo e macchina rimane centrale: il futuro della sterzata risiede dunque in un delicato equilibrio tra la potenza di calcolo degli algoritmi a 48V e la sensibilità tattile richiesta da chi siede al posto di comando.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 05:03:03 +0000
News n. 9
Le auto di Giorgio Pasotti, da miti immortali alla rivoluzione dei SUV

Sfrecciare in un bob a oltre 100 km/h, tra paraboliche di ghiaccio e una forza G che schiaccia il corpo, è quanto di più vicino esista a guidare una monoposto di Formula 1. Dentro quell’abitacolo per Rosso volante, Giorgio Pasotti ha abbandonato la comfort zone delle auto, alle quali è legato da una storia molto più quotidiana e pragmatica. Nei panni del mitico Eugenio Monti l’attore riscopre la semplicità meccanica, ma a fari spenti vira verso la razionalità tecnologica.

La “scuola” della strada: il fascino dell’analogico

Prima che le sirene dello spettacolo lo chiamassero a sé, Pasotti aveva già sperimentato il piacere di guida sulla Renault 4. Quando ancora la nuova versione elettrica della piccola francese non era nemmeno nei sogni più lontani, Giorgio era indaffarato a tenere sotto costante controllo una creatura difficile, con il cambio a ombrello e un assetto morbido, la palestra dove imparare a leggere il sentiero e captare le insidie. Il passo successivo, come raccontato alla Gazzetta dello Sport, è stata un Land Rover Defender, un “mulo” meccanico acquistato di “settima mano”: se imparavi a gestirne la meccanica pura (e talvolta capricciosa), il fuoristrada britannico ti sapeva portare lontano e, allo stesso tempo, ti temprava.

Il presente: l’era dei SUV e della sicurezza BMW

Il passaggio dal fango dell’off-road a contesti più raffinati è avvenuto attraverso una lunga collaborazione con il mondo MINI, iniziata già nel 2009. In quegli anni, Pasotti si è erto a portavoce della filosofia del brand, un approccio che puntava a massimizzare il divertimento di marcia riducendo l’impatto ambientale. Il preludio naturale all’approdo definitivo verso BMW nelle vesti di ambassador, accanto a modelli come la X2, capace di unire l’agilità necessaria nel traffico urbano alla solidità richiesta nei lunghi viaggi.

Visualizza questo post su Instagram

Più di recente, nell’ottobre 2025, il protagonista di Rosso volante ha rivolto lo sguardo alla mobilità a zero emissioni, al volante della iX3. Oggi sul mercato a prezzi di listino da 69.900 euro, il SUV è pronto a ogni evenienza: i sistemi avanzati di bordo prevedono i pericoli e assistono attivamente il conducente. Nonostante un passato costellato da corse elettrizzanti in pista a Vallelunga su una Ducati o a Monza su modelli sportivi, Giorgio Pasotti vede nel comfort e nel silenzio dei nuovi motori elettrici i presupposti migliori per muoversi in tranquillità. I brividi della velocità estrema restano confinati ai ricordi delle paraboliche sul ghiaccio o alle scene di Rosso volante, lasciando che su strada sia la razionalità tecnologica a dettare il ritmo.

Rosso volante: in sella alla Guzzi V7

L’esperienza sul set di Rosso volante ha comunque permesso all’attore bergamasco di riallacciare i fili con il motorismo d’epoca. Interpretando Eugenio Monti, è salito in sella alla Moto Guzzi V7, simbolo di un’Italia che correva verso il progresso, senza l’obbligo del casco e con il vento gelido a sferzare il viso. Monti era un atleta meticoloso, amante della velocità in varie forme, dai rally alla pista: Pasotti ha saputo restituirne la complessità, tracciando un parallelo tra la precisione richiesta in una curva ghiacciata e il sangue freddo necessario a domare un propulsore d’altri tempi.

Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 20:00:41 +0000
News n. 10
Mazda CX-6e, il nuovo SUV che abbina stile ed elettrificazione arriva in Italia

Il palcoscenico scelto per il debutto italiano della nuova Mazda CX-6e non poteva essere più emblematico. Dopo l’anteprima mondiale al Salone di Bruxelles, il SUV elettrico della Casa di Hiroshima ha scelto Roma e la straordinaria cornice del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – per presentarsi al pubblico nazionale.

In questo spazio progettato da Zaha Hadid, dove le linee fluide del cemento sfidano le geometrie tradizionali, la CX-6e ha trovato il suo habitat ideale. Le forme dinamiche della vettura dialogano con l’architettura contemporanea del museo, creando un incontro perfetto tra design automobilistico e ricerca estetica.

Un viaggio nella genesi creativa: il Polo B del MAXXI

Per celebrare questo lancio, è stato concepito il Mazda Temporary Exhibition, uno spazio espositivo pensato come un naturale prolungamento del museo, quasi un “Polo B†perfettamente integrato nella filosofia della struttura. All’interno, la CX-6e assume il ruolo di opera centrale, circondata da un percorso narrativo che ne racconta la nascita.

Lungo le pareti sono esposti i disegni progettuali e gli studi stilistici originali, accompagnati da didascalie che svelano al visitatore il processo creativo dietro il linguaggio estetico della vettura. È un viaggio immersivo che parte dalla concezione iniziale per giungere al modello finale, mettendo in luce l’armonia e la precisione che caratterizzano ogni singola linea.

Kodo Design ed estetica giapponese

La Nuova Mazda CX-6e rappresenta un’evoluzione audace del linguaggio stilistico Kodo – Soul of Motion. Ispirata alla purezza dell’estetica giapponese, la vettura punta su un design pulito ed elegante, dove la fluidità delle superfici trasmette un senso di dinamismo anche quando l’auto è ferma.

All’interno, l’abitacolo è stato studiato seguendo il principio dell’umanocentricità, cercando di offrire un ambiente che trasmetta comfort e armonia. La tecnologia non è fine a sé stessa, ma è integrata in modo intuitivo: lo sguardo cade immediatamente sul monumentale display centrale da 26 pollici, che domina la plancia e si fonde con sistemi avanzati di assistenza alla guida e comandi vocali evoluti.

Il piacere di guida nell’era elettrica

Nonostante la transizione alla mobilità a zero emissioni, Mazda non ha voluto rinunciare al suo valore più distintivo: il Joy of Driving. La CX-6e è equipaggiata con un propulsore elettrico alimentato da una batteria da 78 kWh, capace di sviluppare 190 kW (258 CV) e una coppia di 290 Nm.

Un elemento identitario fondamentale è la trazione posteriore, scelta per assicurare una risposta pronta, lineare e coinvolgente. L’efficienza del sistema permette un’autonomia fino a 484 km nel ciclo WLTP, garantendo serenità sia negli spostamenti quotidiani che nei lunghi viaggi. Inoltre, la possibilità di ricarica rapida in corrente continua fino a 195 kW riduce drasticamente i tempi di attesa alle colonnine.

Listino prezzi

La strategia di elettrificazione di Mazda si concretizza in un’offerta già ordinabile, con le prime consegne previste per l’estate. Il listino della CX-6e parte da 46.750 euro per l’allestimento Takumi, che include di serie dotazioni di rilievo come i cerchi da 19 pollici e la pompa di calore, un accessorio fondamentale per preservare l’autonomia durante i climi invernali.

La personalizzazione estetica è garantita da sette tinte ricercate, tra cui il celebre Soul Red Crystal e il nuovo Air Stream Blue, con l’opzione della carrozzeria bicolore a tetto nero per chi desidera un tocco di sportività aggiuntivo. Con questo modello, Mazda conferma il proprio impegno verso un futuro elettrico avanzato, restando fedele alla propria identità di marchio capace di unire visione strategica e qualità costruttiva superiore.

Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 15:53:33 +0000
News n. 11
Alfa Romeo non rinuncia alle sue Giulia e Stelvio Quadrifoglio: riaperti gli ordini

Fino a poco tempo fa, il destino di Alfa Romeo sembrava tracciato lungo un unico binario, quello di una transizione radicale verso una gamma esclusivamente elettrica. Eppure, contro ogni pronostico che dava per spacciati i grandi motori termici ad alte prestazioni, il Biscione ha scelto di ascoltare il cuore e di tornare sui proprio passi. Facendo felici i suoi tanti appassionati. Con una decisione che profuma di passione, la casa di Arese ha annunciato la riapertura degli ordini per le versioni Quadrifoglio di Giulia e Stelvio, estendendo la loro produzione fino al 2027. Per gli appassionati della “meccanica delle emozioni”, si tratta di una vittoria insperata, il ritorno in listino di due vetture capaci di coinvolgere il guidatore in un’esperienza sensoriale che solo la combustione interna e l’eccellenza tecnica italiana sanno offrire.

Non è solo un fatto commerciale

Questa scelta non è solo una mossa commerciale, ma una celebrazione della storia. Il leggendario simbolo del Quadrifoglio, che fece il suo debutto nel 1923 con la vittoria di Ugo Sivocci alla Targa Florio, continua a identificare le vetture più performanti e viscerali del marchio. Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo, ha voluto sottolineare l’importanza di questo legame con i clienti più fedeli:

“Come annunciato al recente Bruxelles Motor Show 2026, riapriamo gli ordini di Giulia e Stelvio Quadrifoglio, mantenendo fede a una promessa fatta ai nostri clienti più attenti alle performance estreme e alle emozioni pure insite nel DNA Alfa Romeo. È il miglior modo per celebrare uno dei simboli più famosi nel mondo automotive che porta con sé una centenaria ricerca dell’eccellenza tecnica applicata alle competizioni e alle vetture di produzioneâ€.

Sotto il cofano di queste già leggendarie auto ruggisce il propulsore 2.9 V6 da 520 CV. Questo motore non è solo un generatore di potenza, ma un elemento capace di restituire una connessione istintiva e brutale tra uomo e macchina. Per massimizzare l’efficacia dinamica, la potenza è gestita da un differenziale autobloccante meccanico che ottimizza il trasferimento di coppia, garantendo agilità e velocità in curva superiori. Mentre la Giulia Quadrifoglio mantiene la purezza della trazione posteriore, la Stelvio si affida alla sofisticata trazione integrale Q4, assicurando prestazioni adrenaliniche in ogni condizione.

L’esperienza di guida che non ti tradisce

L’esperienza di guida “pura” promessa da queste vetture nasce da una ricerca ossessiva dell’equilibrio tra leggerezza e rigidità. L’uso estensivo di materiali ultraleggeri è il segreto della loro reattività: l’alluminio è stato scelto per il motore, mentre la fibra di carbonio è stata impiegata per l’albero di trasmissione, il cofano, lo spoiler e persino per elementi dell’abitacolo come plancia e pannelli. Sulla Giulia, la tecnica si spinge oltre con l’aerodinamica attiva, grazie a uno splitter anteriore in carbonio che controlla il flusso d’aria sotto il veicolo per aumentarne la stabilità. Il tutto è accompagnato dalla melodia profonda del sistema di scarico AkrapoviÄ, che traduce le prestazioni in un’emozione acustica inconfondibile.

Esteticamente, le nuove Quadrifoglio fondono tradizione e innovazione con un look ispirato alle corse. Spiccano i cerchi bruniti a 5 fori (da 19’’ per Giulia e da 21’’ per Stelvio) e le pinze freno grigio anodizzato. All’interno, l’ambiente racing è dominato dai sedili sportivi “Racing Sparco†in pelle e Alcantara. Per chi vuole personalizzare il proprio sogno, la tavolozza dei colori include livree iconiche come il Rosso Etna, il Verde Montreal e il Blu Misano, oltre ai classici Grigio Vesuvio, Nero Vulcano e Rosso Alfa.

Listino prezzi

Per quanto riguarda il listino prezzi bisognerà attendere qualche giorno, dato che l’ordinabilità in Europa riaprirà ufficialmente a partire dal prossimo mese di marzo.

Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 14:24:52 +0000
News n. 12
Al lusso non c’è limite, il superyacht di Bernard Arnault costa quanto un impero

Sei il leader del mercato? Allora è tuo dovere gridarlo: in un’epoca dove apparire è importante tanto quanto essere, Bernard Arnault segue questa regola non scritta con un superyacht da far invidia ai magnati di mezzo mondo. Il timoniere di LVMH, che festeggerà i suoi 87 anni il 5 marzo 2026, si è voluto regalare un gigante del mare, nonostante un 2025 non proprio da incorniciare per il suo impero (il comparto Fashion & Leather ha frenato, trascinando il bilancio a un -5%). Le voci nel settore nautico si fanno sempre più insistenti: lo storico Symphony sarebbe pronto a lasciare il posto a una nuova creatura da 145 metri, 45 in più rispetto all’esemplare attuale, affidato ancora una volta all’eccellenza olandese di Feadship.

Un costo sbalorditivo

Il costo dell’operazione ammonta a circa 650 milioni di dollari, collocandosi sullo stesso livello del mezzo di Bill Gates e ben al di sopra di Michael Jordan. Cifre fuori scala per quasi tutti, ed è appena l’inizio, poiché, tra ormeggio e manutenzione, “Monsieur LVMH” dovrà sostenere una spesa di gestione annua tra i 60 e i 70 milioni. Ma perché privarsi di un sogno quando il tuo conto in banca è sconfinato?

L’imprenditore siede stabilmente nella top 10 dei più ricchi del pianeta con un patrimonio vicino ai 200 miliardi di dollari, seppur si discosti dall’immagine del classico “nuovo ricco” che colleziona barche per sconfiggere la noia. La passione dell’uomo profuma di mare da decenni, anche in ambito sportivo: fin dall’83 ha legato il nome di Louis Vuitton all’America’s Cup e oggi guarda con interesse anche ai cordoli della Formula 1 e ai campi di calcio della Ligue 1, il massimo campionato francese. In confronto alla passione viscerale, il valore del garage personale – una decina di milioni – pare persino “modesto”.

Il layout dello superyacht

Il progetto in via di nascita la dice lunga sugli interessi di Bernard Arnault. Dalle indiscrezioni emerge un layout mai visto prima sviluppato su nove ponti, laddove la stazza complessiva supera le 10.000 tonnellate. Circa 80 membri dell’equipaggio assicurano un servizio costante agli ospiti, così da trasformare lo superyacht in una comunità viaggiante sulla quale far salire familiari, amici e soci d’affari. Gli spazi interni accolgono una sala da concerto privata, ambiente indispensabile affinché la pianista Helène Mercier, moglie di Arnault, possa esercitarsi durante la navigazione. Allo stesso modo, una galleria d’arte ospita a rotazione le 3.000 opere della collezione personale dell’imprenditore, posizionando l’imbarcazione tra i musei itineranti più prestigiosi al mondo.

Nonostante le dimensioni extra-large, Arnault osserva la transizione ecologica. Seguendo l’eredità dell’attuale Symphony, che già naviga per il 30% in modalità puramente elettrica, lo yacht in procinto di vedere la luce sarà un concentrato di propulsione ibrida. Un segnale forte per il settore: anche un uomo con capacità economiche esorbitanti sa che il futuro della nautica non può prescindere dalla sostenibilità. Arnault avrà pure allargato l’area di interesse con il club calcistico Paris FC (un affare da “soli” 200 milioni) e messo nel mirino le avvincenti gare di F1, ma non ha perso di vista il vecchio amore, e i cantieri olandesi. Il nuovo re dei mari è in arrivo e promette di ridefinire, ancora una volta, il concetto di navigazione d’élite.

Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 12:15:38 +0000
News n. 13
Tesla Cybercab, il primo Robotaxi è pronto ma il debutto resta un rebus

Il lento ma inesorabile cammino verso la guida completamente autonoma taglia un primo traguardo. Dalle linee della Gigafactory in Texas è uscito l’esemplare numero uno di Tesla Cybercab, con un mese di anticipo rispetto alle tabelle di marcia comunicate in precedenza. Tuttavia, le immagini circolanti in rete non devono trarre in inganno: non siamo ancora davanti alla produzione di serie. Il veicolo rientra in una flotta sperimentale che macinerà chilometri su chilometri per addestrare il software.

Le difficoltà segnalate da Musk

Lo snodo cruciale riguarda però la fase successiva. In risposta a un utente su X, lo stesso Musk ha avvertito che il via alla produzione di massa, in programma per la fine di aprile 2026, sarà inizialmente lenta. Del resto, oltre a rappresentare un nuovo modello, il Tesla Cybercab nasce con una filosofia costruttiva – l’Unboxed Process – che punta a mandare in pensione la classica catena di montaggio seriale inventata da Henry Ford.

Invece di far scorrere una scocca su un nastro, la vettura viene costruita per blocchi separati da unire solo alla fine, in modo da “sfornare” un veicolo ogni cinque secondi. Ma prima di arrivare a ritmi simili andrà affrontata una curva di apprendimento ripida, fatta di nuovi robot e componenti ridotti all’osso.

I dati dei test sulla sicurezza

In concomitanza con la sfida industriale, Tesla sta testando l’intelligenza artificiale del Cybercab su alcune Model Y circolanti tra Austin e San Francisco. I risultati emersi indicano, però, un tasso di incidenti sensibilmente superiore rispetto a quello registrato dai conducenti umani: la media attuale, scrive Electrek, ammonta a un sinistro ogni 92.000 km.

Inoltre, queste vetture sono operative solo per una minima frazione del tempo potenziale e richiedono ancora la presenza costante di un collaudatore umano pronto a intervenire. Per rendere il sistema davvero sicuro e la messa in commercio, l’azienda stima di aver bisogno di circa 10 miliardi di miglia di dati reali. Se tutto andrà come deve andare, la soglia potrebbe essere raggiunta nell’estate del 2026, dopodiché scatterà un ulteriore anno di addestramento dell’intelligenza artificiale per gestire eventuali imprevisti stradali.

L’hardware e il muro delle normative

Non meno complicato il capitolo tecnico. Secondo le stime il nuovo “cervello elettronico” di Tesla, il chip AI5, sarà disponibile a partire da metà 2027 nella migliore delle ipotesi, di conseguenza ai primi Cybercab toccherebbe “accontentarsi” della tecnologia attuale (AI4), con possibili effetti sulle ambizioni iniziali del Robotaxi. Ma la vera montagna da scalare ha natura legale: il mezzo, senza volante né pedali, costringe il legislatore a riscrivere da zero i parametri della sicurezza stradale e delle responsabilità assicurative. Tesla dovrà, pertanto, infilarsi in un labirinto di permessi speciali ed esenzioni, una trafila burocratica che rischia di far slittare il debutto commerciale.

A differenza di dieci anni fa, Tesla ha smesso di correre da sola. La concorrenza, specialmente quella cinese, è diventata agguerrita e molto avanzata a livello tecnologico. I rivali asiatici stanno già proponendo alternative credibili nel campo della guida autonoma, spesso con tempistiche più affidabili, e in questo nuovo scenario i sistematici ritardi rischiano di mettere alla prova la pazienza degli analisti. Il Cybercab è una scommessa enorme: se vinta, rivoluzionerà il trasporto urbano, se persa, potrebbe segnare il punto di rottura della fiducia verso il genio di Musk.

Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 11:15:09 +0000
News n. 14
Stop monopattini in sharing nella grande città: quando scatta il bando

Dal prossimo 1° aprile, Firenze dirà ufficialmente addio ai monopattini in sharing. Il contenzioso sembrava destinato a trascinarsi nelle sedi legali, ma una prima significativa conferma arriva dal Tar della Toscana, che ha rigettato l’istanza cautelare promossa da Bird, colosso internazionale del settore.

La decisione di Palazzo Vecchio

La delibera dello stop risale allo scorso novembre. Palazzo Vecchio ha motivato la drastica scelta partendo dall’aggiornamento del Codice della Strada, per cui diventa obbligatorio il casco anche per i maggiorenni ed è necessaria una copertura assicurativa. Secondo i responsabili della mobilità fiorentina, la natura stessa del servizio di sharing renderebbe quasi impossibile garantire il rispetto di tali norme, esponendo il Comune a una situazione di illegalità diffusa difficilmente gestibile anche con l’impiego su larga scala della Polizia municipale.

Inoltre, l’Amministrazione del territorio ha messo nel mirino i “parcheggi selvaggi”, il transito contromano e sui marciapiedi, oltre all’occupazione indebita delle corsie preferenziali riservate a bus e taxi. Comportamenti che, stando alla delibera, creano una “situazione di potenziale violazione sistematica”, non più tollerabile per la sicurezza stradale e urbana.

La posizione di Bird: “La battaglia non è conclusa”

L’azienda Bird, operante da anni nell’area di Firenze, non ha accolto passivamente il verdetto. Nonostante il rigetto del Tar sull’immediata sospensione del provvedimento, la società ha fatto sapere di voler proseguire il ricorso nel merito, sulla base di “incongruenze rilevanti”. Attraverso una nota ufficiale, Bird ha espresso chiaramente la rispettiva posizione:

“La battaglia non è conclusa. Il pronunciamento cautelare non entra nel merito della legittimità del provvedimento e per questo andremo avanti per far valere le nostre ragioni contro uno stop che riteniamo ingiustificato e sproporzionato”

Secondo l’azienda, il percorso seguito dal Comune sarebbe in netta contraddizione con la collaborazione portata avanti negli ultimi anni. Bird sottolinea come il servizio sia stato costantemente adeguato alle richieste dell’amministrazione, con investimenti significativi in tecnologia e controlli:

“In questi anni abbiamo operato in coordinamento con l’amministrazione comunale, adeguando progressivamente il servizio alle prescrizioni ricevute e investendo in sicurezza, controllo e organizzazione del sistema a postazioni. Poi all’improvviso Palazzo Vecchio si è auto-sconfessato. Per questo riteniamo che esistessero ed esistano margini per soluzioni regolatorie alternative allo stop totale”

Un futuro incerto per la micromobilità

I recenti sviluppi nel capoluogo toscano rischiano di fare scuola in tutta Italia. Mentre in buona parte d’Europa le istituzioni politiche cercano di capire come inserire i monopattini nel traffico senza fare danni, all’ombra di Palazzo Vecchio hanno deciso di tagliare la testa al toro. La priorità, dicono, è rimettere in riga le strade e dare una ripulita al decoro urbano, accantonando quella flessibilità dello sharing talvolta trasformatasi in anarchia sui marciapiedi.

Comunque, non è detta l’ultima parola: anche se il 1° aprile è dietro l’angolo, il verdetto finale potrebbe ancora stravolgere la situazione. In assenza di dietrofront, gli abitanti e i turisti devono rassegnarsi a riprendere le vecchie abitudini. Resta da capire se la “scossa” elettrica sia stato solo un esperimento fallito o se ci sia ancora spazio per un ritorno in futuro.

Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 10:06:53 +0000
News n. 15
Pneumatici M+S, il significato di questa sigla e cosa bisogna sapere

Come sappiamo bene, gli pneumatici auto sono fondamentali per la sicurezza su strada, motivo per il quale è bene conoscerli alla perfezione, sapere come sono fatti, che cosa indicano le sigle incise sulle gomme, come provvedere alla manutenzione e come rispettare le norme del cambio pneumatici stagionale (e per usura) per non andare incontro a multe e problemi.

Sulle gomme appaiono differenti codici e sigle, tra queste una delle più comuni è la M+S, soprattutto durante la stagione invernale. Vediamo quindi che cosa significa esattamente e quando è obbligatorio montare sulla propria vettura pneumatici che presentano questa marcatura.

M+S: cosa indica

La sigla sta per Mud and Snow, ovvero fango e neve, e indica che quelle gomme, nel dettaglio, sono state progettate per assicurare delle buone prestazioni sui fondi stradali che presentano appunto fango o neve, molto importante per la stagione invernale (o dopo piogge insistenti).

Come si presentano gli pneumatici M+S e che caratteristiche li differenziano dagli altri:

  • la mescola è più morbida rispetto a quella che viene usata per le gomme estive, e questo garantisce un’aderenza maggiore anche alle basse temperature e un grip migliore sulle superfici particolarmente scivolose;
  • il battistrada di queste gomme presenta tasselli più profondi e lamelle, questo aumenta l’aderenza su strada e migliora lo scarico dell’acqua, del fango e della neve, riducendo il rischio di aquaplaning.

Una nota importante, che è bene sapere: la sigla M+S non è soggetta a una normativa europea che ne regolamenta l’utilizzo e ne definisce le caratteristiche tecniche, non sono previsti particolari test per verificare le prestazioni delle gomme che la riportano. Questo significa che qualsiasi produttore di pneumatici può indicare la sigla M+S, senza dover dimostrare standard di performance specifici su neve, fango e ghiaccio.

Pneumatici M+S e invernali: le differenze

Vedere la dicitura M+S non significa che siamo di fronte necessariamente a gomme invernali, esistono infatti delle importanti differenze tra le due categorie e proviamo a spiegarle di seguito.

Che cosa sono gli pneumatici invernali:

  • la differenza sostanziale è la certificazione: per poter essere definiti invernali infatti gli pneumatici devono superare dei test specifici. Solo in questo caso possono essere identificati dalla marcatura 3PMSF, che è ben diversa dalla M+S, che come abbiam detto non ha bisogno di alcun test e nessuna certificazione europea. Il simbolo che identifica le gomme invernali certificate 3PMSF è una montagna a tre punte con un fiocco di neve. Solo questo garantisce al compratore che ha nelle mani una gomma migliore in termini di frenata, trazione e aderenza su neve e ghiaccio, perché testata secondo standard specifici;
  • altra differenza sta nella mescola delle gomme invernali, più morbida e ovviamente specifica per le basse temperature rispetto a quella usata per gli M+S. Questa caratteristica consente di mantenere un’elevata elasticità anche a temperature che vanno sotto lo zero, garantendo una tenuta ottimale su superfici ghiacciate;
  • le lamelle sul battistrada sono più numerose e profonde rispetto agli altri pneumatici, garantendo così un maggior contatto con la superficie stradale e migliorando ulteriormente l’aderenza.

Ecco perché tutti gli pneumatici invernali possono essere considerati M+S, ma non tutti gli M+S possono essere considerati invernali: è importante saperlo.

Quando montare le gomme invernali: cosa dice la legge

Nel nostro Paese le normative ci impongono di montare le gomme invernali oppure di avere a bordo le catene da neve ogni anno a partire dal 15 ottobre (possibilità di adeguarsi senza rischio multa entro il 15 novembre) fino al 15 aprile. Questa normativa si applica a tutti i veicoli a motore tranne i ciclomotori a due ruote e i motocicli, per i quali l’obbligo è facoltativo.

Le gomme M+S, per la legge, sono equivalenti a gomme invernali, ma attenzione: nel caso di condizioni meteo particolarmente avverse, soprattutto nelle zone di montagna dove le temperature calano parecchio durante la stagione invernale e le precipitazioni nevose e il ghiaccio sono all’ordine del giorno, è obbligatorio per legge montare gli pneumatici 3PMSF, che sono certamente più sicuri rispetto alle gomme M+S.

Deroghe all’obbligo

Esistono dei casi in cui è possibile, per legge, fare un’eccezione e rivedere quindi l’obbligo di montare pneumatici invernali o catene a bordo, e nel dettaglio sono:

  • gomme All Season: chi monta pneumatici “quattro stagioni†con marcatura M+S (o addirittura 3PMSF, esistono in commercio) può evitare il cambio gomme stagionale. Si tratta di gomme che, come dice il nome stesso, vanno bene per ogni stagione, un compromesso tra pneumatici estivi e invernali, e possono essere usate tutto l’anno. La cosa fondamentale per legge è che mantengano lo stesso codice velocità che viene indicato dal costruttore sul libretto e che rispettino comunque i requisiti previsti dalla normativa vigente;
  • una grande deroga che non tutti conoscono perché più difficile da verificare se non si è esperti (meglio farlo fare dal gommista) è quella relativa al codice di velocità delle gomme. Durante il periodo di obbligo gomme invernali (come abbiamo detto, dal 15 novembre al 15 aprile) si ha la possibilità di montare sulla propria auto pneumatici invernali che riportino un codice di velocità inferiore a quello che viene segnalato dal costruttore auto sulla carta di circolazione, purché non inferiore a Q (160 km/h). In questo caso, è obbligatorio però applicare un adesivo all’interno dell’abitacolo che indichi il limite di velocità massimo consentito.

Consigli per la scelta delle gomme

Oggi possiamo trovare una grande varietà di pneumatici in commercio, parecchie alternative alla portata di tutti e che vadano incontro alle esigenze di guida e di prezzo davvero di chiunque. La scelta della gomma corretta per la propria auto non sempre è semplice, ma proviamo a dare alcuni consigli che potrebbero essere utili:

  • prima di tutto scegliere ovviamente in base alla tipologia di veicolo sul quale vengono montati: city car hanno esigenze diverse rispetto ai SUV, ai furgoni o ai camper, fatti guidare da un gommista serio, preparato e di fiducia;
  • anche la zona in cui si guida abitualmente e le condizioni meteo e climatiche influiscono parecchio sulla scelta delle gomme. Facciamo un esempio: se si vive o si lavora in località caratterizzate da inverni molto rigidi in cui nevica spesso, allora il consiglio degli esperti è chiaramente quello di optare per gomme invernali con certificazione 3PMSF. Se invece nella zona in cui si guida abitualmente in genere gli inverni sono miti e la presenza di neve o fango è occasionale, allora gli pneumatici M+S (o addirittura All Season) possono bastare;
  • il prezzo: molto dipende anche dal costo delle gomme auto e dal budget che si ha a disposizione. In base al modello di gomma, alle sue dimensioni, al marchio e ad altre caratteristiche il costo può variare di parecchio, dipende quanto una persona è disposta a spendere, in base anche all’uso che fa del veicolo; è utile trovare un buon rapporto qualità/prezzo;
  • stile di guida: questo fa tanto la differenza perché conducenti che circolano prevalentemente in città o su strade extraurbane hanno esigenze diverse rispetto a chi guida su sterrato e fuoristrada, oppure chi ama la guida sportiva ha bisogni differenti rispetto a coloro che invece preferiscono il comfort e i viaggi tranquilli. Si tratta di dettagli importanti per la scelta delle gomme giuste.

Cosa controllare prima dell’acquisto

Per una scelta consapevole, ricorda di controllare sempre:

  • l’indice di carico e il codice di velocità degli pneumatici che vuoi acquistare: devono essere compatibili con quelli indicati all’interno del libretto di circolazione. Attenzione perché se l’installazione viene eseguita su cerchi già presenti sull’auto è fondamentale scegliere la stessa misura del disco anche se nel libretto sono segnalate differenti alternative possibili;
  • il gommista e la sua reputazione, cerca di affidarti sempre a un professionista serio del settore, in caso di difficoltà e dubbi nella scelta infatti solo lui è in grado di consigliarti gli pneumatici più adatti alle tue necessità ed è lui che poi dovrà montarli in maniera adeguata sulla tua auto.

Manutenzione gomme: consigli utili

Per una corretta manutenzione degli pneumatici auto è importante seguire alcuni pratici e semplici consigli degli esperti, tra cui:

  • controllare la pressione di gonfiaggio delle gomme regolarmente. Molti automobilisti tendono infatti a sottovalutare questo importante consiglio, ma è fondamentale per la sicurezza e per l’usura delle gomme. Le indicazioni sulla corretta pressione si trovano sul manuale d’uso dell’auto o anche sull’etichetta che viene applicata all’interno dello sportello del carburante o di una delle portiere della macchina stessa. La pressione di gonfiaggio può cambiare a seconda delle condizioni di carico del veicolo e della temperatura esterna;
  • controllare anche le condizioni e lo stato di usura del battistrada, a intervalli regolari. Attenzione perché la profondità minima del battistrada consentita per legge è di 1,6 mm, puoi verificarla anche in autonomia con il semplice trucchetto della moneta di cui abbiamo già parlato;
  • far eseguire la regolazione della convergenza dal professionista ogni volta che procedi al cambio gomme oppure ogni anno, in modo da garantire la corretta usura e tenuta di strada;
  • e infine, una raccomandazione sullo stile di guida: è necessario adattarlo alle condizioni della strada e del meteo, per evitare problemi con le gomme. Se si procede su strade ricoperte di neve o fango, è importante diminuire la velocità, mantenere una distanza di sicurezza maggiore rispetto al solito ed evitare accelerazioni e frenate brusche. oltre a salvaguardare l’usura delle gomme e di altre componenti auto, sono comportamenti che salvano vite, riducendo il rischio di incidenti.
Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 09:12:07 +0000
News n. 16
Suzuki Swift Hybrid Sakura, la serie speciale debutta a Sanremo 2026: il prezzo

Tra le strade della Riviera iniziano a risuonare le note del festival della canzone italiana. Un appuntamento imperdibile anche per le Case automobilistiche come Suzuki, che ha scelto il palcoscenico di Sanremo per svelare la nuova Swift Hybrid Sakura. In giapponese, “Sakura” fa riferimento al fiore di ciliegio, simbolo di rinascita e bellezza, che in questo caso dà vita a una serie speciale dall’anima tecnologica, capace di coniugare la tradizione millenaria del Sol Levante con la modernità di una citycar globale.

Il prezzo della citycar in serie speciale

In arrivo sul mercato a prezzi di listino di 21.950 euro, la Suzuki Swift Hybrid Sakura si candida a un ruolo di trendsetter. Per quanto riguarda gli esterni, la vettura presenta una raffinata livrea bicolore, dove il tetto e le calotte degli specchietti retrovisori in Oro Rosa metallizzato accentuano la tonalità della carrozzeria Bianco Artico metallizzato, ispirandosi ai petali dei ciliegi in fiore, un tocco di poesia orientale in un design muscoloso. Sui montanti posteriori gli attenti osservatori scorgeranno il lettering “Sakura”, scritto in caratteri Kanji giapponesi. Fari full LED assottigliati, cerchi in lega bicolore da 16 pollici e vetri posteriori oscurati sottolineano, infine, il carattere dinamico e sofisticato.

Interni curati e tecnologia “senza fili”

Messo piede a bordo, gli occupanti vengono pervasi da un’atmosfera accogliente e ricercata. Il richiamo al fiore di ciliegio continua grazie alle modanature in Oro Rosa che impreziosiscono la plancia, i pannelli delle portiere e la console centrale, creando un ambiente armonioso. Ma oltre all’invitante colpo d’occhio, la Sakura aggiunge contenuti pratici, dalla ricarica wireless per lo smartphone, collocata in modo strategico nel tunnel centrale, al bracciolo centrale anteriore rivestito in ecopelle.

Visualizza questo post su Instagram

Il sistema di infotainment si affida a uno schermo touch da 9 pollici ad alta definizione, con navigatore integrato e piena compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto. Anche sul fronte sicurezza, Suzuki ha assegnato una dotazione di riferimento per il segmento B: il pacchetto di sistemi ausiliari alla guida (ADAS) include la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti, il cruise control adattivo con funzione stop&go e il mantenitore attivo della corsia, garantendo ai conducenti un’assistenza di Livello 2 fluida e sicura.

Efficienza mild-hybrid per neopatentati

La configurazione meccanica prevede il collaudato 1.2 tre cilindri aspirato da 81 CV, accoppiato a un sistema mild hybrid a 12V, che interviene in fase di accelerazione per ottimizzare la spinta e ridurre il carico sul motore termico. Il binomio tra il limite di potenza per i neopatentati e il peso piuma di 1.032 kg rende la Swift Hybrid Sakura estremamente facile da manovrare, garantendo al contempo percorrenze eccellenti pari a 4,7 l/100 km.

L’equipaggiamento della serie speciale include obbligatoriamente il cambio automatico CVT, un componente che trasforma la dinamica di marcia rendendola più fluida e lineare, a tutto vantaggio del benessere del conducente nel traffico intenso. La nuova Suzuki Swift Hybrid Sakura potrà essere ordinata solamente fino al prossimo 21 giugno, l’ultimo giorno di primavera, chiudendo idealmente il ciclo della fioritura che le ha dato il nome prima dell’arrivo della stagione estiva.

Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 08:57:02 +0000
News n. 17
Folle inseguimento, poliziotto in SUV corre a 160km/h per fermare un collega

Anche i membri delle Forze dell’Ordine, al di fuori dell’orario di servizio, possono violare il Codice della Strada, magari per una distrazione o per una scelta sbagliata. In alcuni casi, però, le violazioni sono talmente evidenti che diventano casi di cronaca, anche senza aver comportato conseguenze drammatiche, come incidenti stradali. Il caso che vi raccontiamo oggi non è recente ma è talmente incredibile da essere ritornato virale online, anche a seguito dell’iter giudiziario scattato dopo il fatto.

Siamo in Florida, Stato americano noto per la sua caoticità e per l’alta frequenza di eventi fuori dall’ordinario. Un uomo è stato fermato da un vice-sceriffo a seguito di un controllo stradale in quanto stava percorrendo un tratto di strada ben al di sopra del limite di velocità con il suo SUV. L’uomo in questione, dopo un breve colloquio, ha ripreso la marcia. L’intera scena è stata ripresa dalla bodycam del vice-sceriffo. La particolarità dell’accaduto sta nel fatto che il fermato è un agente della Polizia di Orlando.

Cosa è successo

Per quanto incredibile, la dinamica del caso è molto semplice. Un agente in servizio ha individuato una violazione dei limiti di velocità da parte di un SUV che percorreva un tratto di strada con limite a 45 miglia orarie (circa 72 km/h) con una velocità di 80 miglia orarie (pari a poco meno di 130 km/h). A questo punto è partito l’inseguimento con l’agente che è stato costretto a spingere il suo veicolo fino a 160 km/h per raggiungere il SUV che viaggiava oltre i limiti.

Le immagini riprese dalla body cam dell’agente in servizio, un vice-sceriffo della contea di Seminole hanno evidenziato il breve colloquio tra l’agente stesso e il suo collega, in servizio presso la Polizia di Orlando e, al momento della violazione, non impegnato in alcuna attività legata a operazioni di Polizia.

Il fermato, sorpreso dal controllo, ha esclamato “Sto andando al lavoro, amico. Perché stai cercando di fermarmi?“. L’uomo ha rifiutato di mostrare i suoi documenti ed è ripartito, accendendo le sirene del suo SUV che, come dichiarato dal vice-sceriffo, erano spente al momento della violazione dei limiti di velocità.

L’appartenenza alla Polizia di Orlando non è stata sufficiente per evitare l’incriminazione. Il poliziotto è stato accusato di guida spericolata, resistenza a pubblico ufficiale e guida da un agente delle Forze dell’ordine, come riportato dalla ricostruzione di Fox 35 Orlando che ha seguito da vicino tutta la storia.

Processo evitato

Il poliziotto di Orlando si è trovato di fronte al rischio di dover affrontare un lungo iter giudiziario. Per questo motivo, l’uomo ha optato per l’adesione al pretrial diversion program, un istituto del sistema giudiziario statunitense che permette a una persona accusata di un reato (di solito minore) di evitare il processo penale rispettando determinate condizioni stabilite dal tribunale o dal pubblico ministero.

Una volta completato il programma (circa un anno dopo l’evento), le accuse sono state ritirate. Il caso, però, resta negli archivi e, di tanto in tanto, torna virale per via dell’insolita situazione in cui un poliziotto si è messo all’inseguimento di un suo collega che a sua volta è scappato dopo il fermo, rifiutandosi di mostrare i documenti richiesti.

Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 06:30:41 +0000
News n. 18
Suzuki è pronta per Sanremo 2026: ecco tutte le iniziative in programma

Il 76° Festival di Sanremo si svolgerà dal 24 al 28 febbraio 2026 e sarà accompagnato da una serie di eventi collegati che arricchiranno la settimana della nuova edizione del concorso canoro. Tra i protagonisti di quest’edizione c’è anche Suzuki. La Casa nipponica, infatti, è uno degli sponsor dell’evento e la sua Swift Hybrid è stata scelta come nuova Auto del 76° Festival di Sanremo.

Si tratta di una prestigiosa partnership che quest’anno renderà l’evento ancora più interessante grazie al Suzuki Stage, il palco “outdoor” che permetterà al pubblico di vivere il Festival anche al di fuori del Teatro Ariston, con musica dal vivo e tanti ospiti nel corso di tutta la settimana. Da segnalare anche il nuovo programma Sotto Sanremo, un’esclusiva di Rai Play, che vedrà proprio la Swift tra le protagoniste, raccontando il Festival da un punto di vista inedito.

Un evento da non perdere

Suzuki Stage sarà il palco outdoor, contribuendo a esaltare il concetto di Festival diffuso e, quindi, di una rassegna che va ben oltre la serata che si svolgerà al Teatro Ariston. Nel corso delle serate, Suzuki Stage, cuore del progetto “Tra palco e città”, ospiterà diversi artisti che avranno modo di esibirsi nella cornice di Piazza Colombo. Il programma di quest’anno è il seguente:

  • martedì 24 febbraio: Gaia
  • mercoledì 25 febbraio: Bresh
  • giovedì 26 febbraio: The Kolors
  • venerdì 27 febbraio: Francesco Gabbani
  • sabato 28 febbraio: Pooh

Già lo scorso weekend, inoltre, Suzuki Stage è stato il palcoscenico giusto per mettere in mostra la musica italiana con l’Opening che si è svolto sabato 21 febbraio. Durante la serata c’è stata l’esibizione di giovani talenti di Area Sanremo e degli Urban Theory. La conduzione degli eventi che si svolgeranno sul Suzuki Stage sarà affidata a Daniele Battaglia.

La collaborazione tra il Festival della canzone italiana, l’evento televisivo più atteso dell’anno, e Suzuki non è inedita. Già lo scorso anno, infatti, la Casa nipponica ha ricoperto il ruolo di Auto del Festival (con la S-Cross) e ha organizzato l’evento Stage per garantire agli spettatori la possibilità di vivere Sanremo anche al di fuori dell’Ariston. Il 2026 sarà un anno ancora più interessante, con diversi eventi inediti che andranno ad arricchire il programma di iniziative collaterali alle serate del Festival.

 C’è anche Sotto Sanremo

Tra le iniziative collegate al Festival di quest’anno c’è anche Sotto Sanremo, un progetto narrativo originale che punta a offrire un punto di vista differente sull’evento, coinvolgendo anche Suzuki Swift Hybrid, il modello scelto per essere l’Auto del Festival di Sanremo 2026. La vettura sarà anche la protagonista della sigla del programma condotto da Anna-Lou Castoldi, Elisa Maino e Nicole Rossi. Il nome “Sotto Sanremo” è un riferimento a un ex locale abbandonato, trasformato in uno spazio nascosto che diventa per l’occasione un vero e proprio osservatorio privilegiato sul Festival. Il programma sarà disponibile su Rai Play e sarà composto da 7 puntate da 30 minuti. Il debutto è fissato per oggi, 23 febbraio 2026.

Data articolo: Mon, 23 Feb 2026 06:30:18 +0000
News n. 19
Che auto guida Achille Lauro, una Ferrari per il piacere del riscatto

Il legame tra Achille Lauro e le auto era già scritto tra le stelle o, per meglio dire, tra le barre dei suoi primi successi. Affonda negli esordi il legame viscerale con i motori, una metafora di riscatto e libertà, dopo un’adolescenza burrascosa, trascorsa lungo le periferie romane. In un modo o in un altro, il nome dell’artista è la costante di ogni evento prestigioso organizzato in Italia: la cerimonia conclusiva di Milano-Cortina 2026 non poteva che spalancargli i cancelli. Ma la migliore performance è quella che lo attende a telecamere spente, in garage, dove si nasconde una collezione capace di raccontare il lato umano senza filtri, meglio di una qualunque biografia.

La profezia della Ferrari 488 GTB

Il primo indizio di questo destino “a tutta velocità” risale al 2018. Nel brano Purple Rain, un giovane Lauro raccontava:

“Fumo una mela rossa, rossa come il Ferrari che avrò”

Visualizza questo post su Instagram

E in effetti una supercar di Maranello lo attendeva all’orizzonte: una 488 GTB da 670 CV, accanto alla quale il cantante appariva in uno scatto sui social. Ad accompagnamento, un pensiero chiarificatore circa il suo rapporto con il lusso:

“Ho cambiato macchina, ma ho la stessa fame di quando in una macchina ci dormivo”

Passare dagli stenti affrontati negli esordi a un bolide con prezzi di listino da 207.000 euro al lancio, capace di coprire lo 0-100 in 3 secondi netti, è il trofeo di una battaglia vinta contro il passato.

Maserati Levante Trofeo: il Tridente su misura

Le auto di Achille Lauro identificano un periodo preciso. Se la Ferrari è il sogno dell’adolescente, la Maserati Levante Trofeo rappresenta l’uomo maturo che vuole lasciare il segno. In collaborazione con il programma Fuoriserie della Casa modenese, il volto della musica italiana ha conferito al suo SUV da 580 CV una livrea Grigio Maratea e audaci bande arancioni. Sebbene il motore V8 turbo da 3.8 litri permetta prestazioni da supercar, il tocco definitivo si trova all’interno: la firma incisa sulla soglia battitacco, il dettaglio finale di una produzione elegante condita da una potenza brutale.

Dal mito Rolls-Royce al sogno americano

Nell’excursus di Achille Lauro con le auto è d’obbligo fare un accenno alla celebre Rolls-Royce di Sanremo 2019. Il brano portato all’Ariston ha sdoganato un immaginario fatto di lusso estremo e icone memorabili, un concetto applicato dall’artista alle vetture americane. Per celebrare il disco di platino di “Amore disperato”, ha infatti sfoggiato un imponente Ford Bronco nero opaco da 335 CV, rivelatore, insieme alle Chevrolet Camaro avvistate nei suoi viaggi a Las Vegas, di un gusto eclettico che spazia dall’eleganza europea alla forza bruta d’oltreoceano.

BMW: la voce del lusso contemporaneo

Alla fine, Lauro e BMW Italia si sono trovati sulla stessa lunghezza d’onda, con l’artista che oggi racconta i modelli di punta della Casa tedesca. Il baricentro dell’interesse pende verso la cultura e la tecnologia d’avanguardia sulle quattro ruote, una sinergia che si consacra come una vera e propria estensione dello stile personale e della visione artistica. Dai primi precari passi alla cornice di Milano-Cortina 2026, Achille ha tracciato la propria rotta: il successo nasce inesorabilmente da una grande fame.

Data articolo: Sun, 22 Feb 2026 18:30:21 +0000
News n. 20
Box e posti auto, prezzi alle stelle: a Napoli e Roma l’aumento è record

Trovare parcheggio in città è sempre molto difficile. A peggiorare le cose ci sono i prezzi dei box e dei posti auto che continuano ad aumentare. La conferma arriva da una nuova indagine dell’Ufficio Studi Tecnocasa che ha messo a confronto i dati del 2024 con quelli del 2025, con l’obiettivo di evidenziare i trend di un settore sempre più importante, soprattutto per chi abita in città molto affollate ed è alla ricerca di un modo semplice e conveniente per parcheggiare il proprio veicolo, in particolare la sera. Gli aumenti su base annua sono significativi e in alcune città si registrano rincari più elevati che in altre, con un impatto significativo sui residenti. Il rincaro maggiore viene registrato a Napoli mentre a Roma si tocca il valore più alto per un box. Andiamo a riepilogare quelli che sono i dati forniti dallo studio.

Un aumento significativo

Secondo le rilevazioni di Tecnocasa, i prezzi dei box auto e dei posti auto sono aumentati del 2% e dell‘1,2% nel confronto tra i dati del 2024 e quelli del 2025. Si tratta di un nuovo passo di una tendenza che va avanti già da diversi anni nelle grandi città e che ha fatto aumentare in modo significativo i costi per il parcheggio. Lo studio rileva anche che 6 acquirenti su 10 di mini garage privati scelgono di effettuare l’acquisto per il ricovero notturno del proprio veicolo, nello stesso condominio dove vivono oppure in uno vicino (in un raggio di 500 metri).

I restanti, 4 su 10, optano per l’acquisto a scopo investimento, con l’obiettivo di ottenere un buon rendimento grazie all’affitto dello spazio di parcheggio. In questo contesto, inoltre, si registrano diverse criticità da non sottovalutare. Le auto moderne sono più grandi e alcuni box non possono soddisfare le esigenze di chi sceglie di guidare un SUV di grandi dimensioni. In aggiunta, può essere necessario dello spazio aggiuntivo, se si ha la necessità di puntare su una wallbox per la ricarica domestica dell’auto elettrica o ibrida plug-in. Per lo studio, sono oggi necessari almeno 18 metri quadrati, un valore superiore a quello di diversi box. Spesso, inoltre, locali commerciali non più utilizzati vengono “convertiti” in spazi di parcheggio.

Le città più care

Trovare un box auto non è semplice, ma in alcune città i costi stanno aumentando più che in altre. È il caso di Napoli dove si registra un rincaro del 3,3% nel confronto tra il primo semestre del 2024 e quello del 2025. Si tratta di un dato superiore a quello registrato a Roma e Firenze (+2,7%), Torino (+2,5%) oltre che Milano e Palermo (+2,2%). Le città più costose dove comprare un box sono Milano e Roma. Per i cittadini milanesi, ad esempio, si parte da 16.000 euro e si può arrivare fino a 120.000 euro. Per chi vive a Roma, invece, il prezzo delle soluzioni più economiche è più basso (circa 8.500 euro) ma si può arrivare fino a 200.000 euro. I box costano tanto anche a Napoli dove le quotazioni oscillano tra 10.000 euro e 140.000 euro.

Data articolo: Sun, 22 Feb 2026 15:30:01 +0000
News n. 21
MG, la rinascita del brand non si ferma: raggiunto un traguardo storico

MG Motor è oggi un punto di riferimento assoluto del mercato europeo. Il rilancio del brand, reso possibile grazie all’intervento del gruppo SAIC, una delle principali realtà dell’industria automotive cinese, ha registrato ottimi numeri che hanno reso il marchio una delle opzioni preferite dagli automobilisti europei. Tutto è iniziato nel 2011, con il debutto dei primi modelli nel Regno Unito. Successivamente, il piano di rilancio si è esteso anche al resto d’Europa, con un focus su alcuni mercati, come l’Italia, dove oggi le vetture di MG sono molto diffuse in strada e fanno segnare ottimi numeri.

Un milione di unità vendute

La crescita di MG è stata graduale e ha portato il brand ad affermarsi come un riferimento del mercato europeo tanto da raggiungere, in queste prime settimane del 2026, il traguardo di 1 milione di unità vendute (dal 2011, anno in cui è iniziato il “rilancio” del marchio con il nuovo corso gestito da SAIC). Da segnalare che l’azienda ha venduto oltre 300.000 elettriche e che grazie al cosiddetto “ibrido vero” (la tecnologia Full Hybrid) è riuscita a ottenere una sostanziale accelerazione delle vendite. Il dato arriva dopo un 2025 da record.

Per raggiungere questo traguardo sono stati necessari diversi modelli che, anno dopo anno, hanno arricchito la gamma del marchio ed è stato fondamentale per MG estendere la sua presenza sul territorio. In questo momento, l’azienda può contare su oltre 1.300 concessionari distribuiti in ben 34 mercati. Il programma di espansione ha seguito più strade, con un potenziamento della gamma (con un focus anche sull’elettrificazione) che è andato di pari passo con l’arricchimento della rete di vendita e supporto ai clienti.

Il mercato principale di MG è il Regno Unito, dove ci sono le origini del marchio. Il mercato britannico, che l’azienda stessa definisce come il mercato “domestico” per il brand, ha dato un contributo importante alle vendite con ben 386 mila unità consegnate. Dando uno sguardo all’Ue, invece, il primo mercato è l’Italia dove MG è diventato grande protagonista, come confermano anche i dati del 2025. Nel nostro Paese, infatti, sono state vendute oltre 50.000 unità nel corso del 2025 con MG che ha raggiunto un market share superiore al 3%, potenziando contestualmente la sua rete di vendita che oggi conta 70 concessionari, circa 150 punti vendita e 130 punti di assistenza.

Il commento dell’azienda

Andrea Bartolomeo – Country Manager e Vice President di SAIC Motor Italy, ha rilasciato la seguente dichiarazione per commentare i risultati ottenuti da MG in Europa in questi anni:

“Abbiamo raggiunto un traguardo straordinario, un milione di auto MG sulle strade del nostro continente. Sono davvero orgoglioso della crescita che MG sta costruendo grazie all’ampia scelta di auto che possiamo offrire ai clienti. Abbiamo adottato un approccio lungimirante, in particolare nei confronti dei veicoli ibridi ed elettrici, spesso in anticipo rispetto agli altri, oltre a investire in tecnologie rilevanti e accessibili. Ci siamo presentati al mercato con soluzioni concrete e questo ci ha premiato.â€

Nel comunicato ufficiale con cui l’azienda ha annunciato il raggiungimento del traguardo di un milione di unità vendute, inoltre, viene confermato anche l’arrivo di alcune novità di prodotto per il primo semestre. La crescita di MG non è finita e il brand punta a espandere ulteriormente la sua gamma.

Data articolo: Sun, 22 Feb 2026 14:15:17 +0000
News n. 22
6 SUV premium a metà prezzo, i migliori usati a meno di 30.000 euro nel 2026

Tutti vogliono i SUV. Il dominio nel mercato è netto, in particolare nei segmenti di medie dimensioni, meglio ancora se premium. Linee scolpite, interni curati, tecnologia evoluta e quel badge sul cofano che fa la differenza nel parcheggio dell’ufficio. Il problema? Con 30 mila euro, oggi, a malapena si porta a casa un modello generalista ben accessoriato. Il mondo premium, sul nuovo, sembra sempre più irraggiungibile.

Ma il mercato dell’usato cambia le carte in tavola. Con la stessa cifra si possono trovare SUV di marchi blasonati, con pochi chilometri e ancora nel pieno della loro vita tecnica. Modelli del 2022, 2023 e persino 2024, spesso provenienti da leasing o flotte aziendali, con manutenzione certificata e motorizzazioni efficienti.

Per questo abbiamo selezionato 6 SUV premium che si trovano sotto la soglia dei 30.000 euro, capaci di offrire ancora oggi comfort, tecnologia e immagine di alto livello. Ecco le scelte più interessanti.

Audi Q3

È uno dei riferimenti del segmento da anni. Con la nuova generazione la Q3 ha portato il family feeling Audi verso una direzione fatta di muscoli e fasci luminosi sempre più evoluti, ma non per questo dimenticando la solidità costruttiva simbolo del marchio.

La fascia di prezzo appena sotto i 30.000 euro è dominata da esemplari del 2023 in cui è facile imbattersi in vetture con meno di 50.000 km, con una selezione di motori tra il benzina e il diesel, entrambi da 150 CV, ampiamente efficaci per muovere la vettura.

All’interno si respira la classica esperienza di guida dei Quattro Anelli, con una plancia dichiaratamente digitalizzata che spezza la semplicità progettuale tedesca. Le finiture sono ben curate specialmente nella parte alta, con uno spazio a bordo di segmento premium per tutta la famiglia. Chi sceglie Q3 lo fa per avere un SUV compatto premium concreto, elegante e ancora molto attuale nel design.

BMW X2

La X2 è la proposta più dinamica della famiglia SUV compatta BMW. Linea da SUV coupé, assetto leggermente più basso rispetto alla X1 e una guida che strizza l’occhio al piacere al volante.

Con meno di 25.000 euro si trovano esemplari del 2022 che hanno percorso meno di 60.000 km, motorizzati sia dal diesel d’ingresso con 116 CV sia da il mild hybrid benzina da 125 CV. Non sono motorizzazioni sportive in senso stretto, ma garantiscono brillantezza sufficiente per l’uso quotidiano.

L’abitacolo rispecchia in pieno l’essenza di guida BMW: la nuova plancia non nasconde il carattere e garantisce un’ergonomia leggermente più rivolta verso il guidatore, materiali sono di segmento premium mentre la posizione di guida è rialzata ma leggermente meno rispetto ad altri SUV. È la scelta giusta per chi vuole un premium compatto per la città con un pizzico di carattere in più, senza salire troppo di prezzo.

Cupra Formentor

È una delle sorprese più interessanti degli ultimi anni. Il Formentor ha portato il marchio Cupra fuori dall’orbita Seat con un prodotto di rottura in grado di distinguersi sia nel design che nella sportività. La piattaforma è la stessa condivisa con il Gruppo Volkswagen, eppure qui i tecnici Cupra hanno dato una propensione più rigida e orientata ad assicurarsi il miglior comportamento sull’asfalto.

Il mercato dell’usato è popolato da versioni del 2025 con pochissimi chilometri – spesso meno di 20.000 km – che montano il diesel d’ingresso da 150 CV oppure il 1.5 mild hybrid benzina sempre da 150 CV. Il tutto a prezzi inferiori ai 30.000 euro, che scendono sensibilmente con l’aumentare dei chilometri sulle spalle.

Il punto forte di questa vettura sta nell’equilibrio: assetto preciso, sterzo diretto e una qualità interna che non ha nulla da invidiare alle cugine tedesche. Il design resta uno dei più riusciti del segmento, con linee tese e dettagli in rame che ne sottolineano l’identità sportiva. Per chi cerca qualcosa con una storia meno duratura ma sicuramente premium, il Formentor è una scelta centrata.

SUV premium a metà prezzo con le migliori offerte dell'usato
Ufficio Stampa Cupra
Cupra Formentor tra i migliori SUV premium usati sotto 30.000 euro

Mercedes-Benz GLB

Il SUV con le linee che strizzano l’occhio ai fuoristrada, Mercedes GLB dalla sua punta su razionalità e spazio. L’estetica è squadrata e permette all’abitacolo di massimizzare la volumetria, tanto da avere in alcune configurazione anche una terza fila di sedili. A meno di 30 mila euro sul mercato dell’usato si possono trovare vari modelli del 2022 con meno di 60.000 km nelle versioni diesel da 150 CV o la variante d’ingresso da 116 CV.

Si tratta di motori efficienti dedicati a chi percorre tanti chilometri fuori dalla città e con una notevole coppia per muovere agilmente il peso di questo SUV. L’interno mantiene il family feeling Mercedes, con la plancia capitanata dal sistema MBUX con doppio display, che rimane un’ottimo esempio di digitalizzazione di livello premium.

La qualità dell’abitacolo è ai vertici del segmento, con accoppiamenti tattili e cromatici di alto livello e che rendono l’esperienza a bordo appagante. È il SUV premium ideale per chi mette al primo posto spazio e qualità, senza rinunciare a tecnologia e sicurezza.

Volvo XC40

La XC40 è diventata in pochi anni uno dei modelli più apprezzati del marchio svedese. Design minimalista, sicurezza ai vertici e un’impostazione votata al comfort. Con un budget tra i 27.000 e i 30.000 euro si trovano versioni mild hybrid da 163 CV del 2023 o 2024, spesso con meno di 30.000 km. Un chilometraggio contenuto che rende l’acquisto ancora più interessante.

L’abitacolo è essenziale ma raffinato, con materiali di qualità e un sistema infotainment basato su Google integrato. La guida è rilassata, con un assetto che privilegia la comodità rispetto alla sportività. Chi sceglie XC40 cerca un SUV premium elegante, sicuro e con un’immagine diversa dalle solite tedesche.

Alfa Romeo Stelvio

Chiudiamo con un SUV di segmento superiore che, sul mercato dell’usato, diventa sorprendentemente accessibile. La Stelvio resta uno dei SUV più appaganti da guidare. Appena sotto la soglia dei 30.000 euro si trovano esemplari diesel da 160 o 209 CV del 2023/2024 con meno di 60.000 km. Motorizzazioni brillanti, abbinate a un telaio che ancora oggi rappresenta un riferimento per dinamica di guida.

Lo sterzo è diretto, l’assetto preciso e la distribuzione dei pesi quasi perfetta. Dentro, la qualità è migliorata nelle ultime evoluzioni, con una dotazione tecnologica adeguata ai tempi. È la scelta per chi non vuole solo un SUV premium, ma anche un’auto capace di regalare emozioni al volante.

Con 30.000 euro oggi si può entrare nel mondo premium senza compromessi eccessivi. Basta guardare al mercato dell’usato con attenzione e senza fretta. Perché, a volte, il vero affare non è comprare nuovo, ma scegliere bene

Data articolo: Sun, 22 Feb 2026 11:22:02 +0000
News n. 23
L’abitacolo come delle Airpods, come funziona la cancellazione attiva Hyundai

Il comfort è una cosa seria per Hyundai e a dimostrarlo è la propria ammiraglia Ioniq 9, esempio di eccellenza tecnologica al servizio della piacevolezza d’uso. Dalla frenata rigenerativa intelligente agli specchietti digitali, tutto ruota attorno alla guida, per renderla più rilassante possibile.

Sotto questo punto di vista il comfort acustico è fondamentale quando si viaggia e perciò il team Hyundai ha introdotto una tecnologia attiva per la cancellazione dei rumori in grado di portare l’isolamento a nuovi livelli.

Guidare un’auto elettrica è già di per sé un’esperienza diversa. Meno vibrazioni, meno rumore meccanico, un’erogazione fluida. Ma quando sparisce il “rumore del motoreâ€, emergono altri suoni che prima passavano meno osservati: il rotolamento degli pneumatici, i fruscii aerodinamici, le imperfezioni dell’asfalto. È proprio su questi dettagli che Hyundai ha deciso di intervenire, trasformando l’abitacolo della Hyundai Ioniq 9 in una sorta di grande cuffia con cancellazione attiva del rumore.

L’obiettivo è semplice da spiegare ma complesso da raggiungere: creare un ambiente ovattato, capace di ridurre la fatica nei lunghi viaggi e migliorare la qualità della vita a bordo, soprattutto per chi macina chilometri ogni giorno.

La “magia†della cancellazione attiva dei rumori

Chi ha mai indossato un paio di cuffie con ANC (Active Noise Cancelling) conosce bene la sensazione: si preme un pulsante e il mondo esterno si attenua. Il ronzio dell’aereo diventa un sottofondo lontano, il treno non disturba più, l’ufficio open space si trasforma in uno spazio personale.

Hyundai ha preso proprio questo principio e lo ha portato nel settore automotive. Non è la prima Casa a lavorare sull’isolamento acustico, ma qui si parla di un approccio attivo, non solo passivo. Non basta più inserire materiali fonoassorbenti o vetri più spessi: il sistema interviene in tempo reale, analizzando e contrastando i rumori indesiderati.

Il tutto trasforma l’abitacolo a seconda della velocità e delle condizioni stradali, adattandosi continuamente per mantenere il livello di comfort il più elevato possibile. È una tecnologia che guarda al futuro della mobilità elettrica, dove silenzio e qualità dell’esperienza diventano elementi centrali quanto autonomia e prestazioni.

Come funziona l’ANC-R di Hyundai

Il sistema sviluppato dalla Casa coreana si chiama Active Road Noise Control (ANC-R). Il suo funzionamento è tanto affascinante quanto ingegneristicamente sofisticato.

All’interno dell’auto sono posizionati diversi microfoni che captano i rumori generati dal rotolamento degli pneumatici e dai flussi d’aria. Un’unità di controllo elabora questi segnali in frazioni di secondo e genera un’onda sonora opposta, cioè in controfase, capace di “annullare†gran parte del rumore percepito.

Questa onda viene diffusa nell’abitacolo attraverso un impianto audio che circonda la vettura: la Ioniq 9 monta infatti un sistema Bose a 14 diffusori con supporto surround 5.1.

È importante sottolineare un aspetto cruciale: l’ANC-R non elimina tutto. E non potrebbe farlo. I suoni di sicurezza, come clacson, sirene o segnali d’allarme, restano perfettamente udibili. Il sistema per sua natura è in grado di intervenire soprattutto sui rumori continui e prevedibili, quelli che generano affaticamento nel lungo periodo.

Nelle lunghe distanze, il rumore costante può incidere sul livello di stress del conducente. Ridurlo significa migliorare la concentrazione, favorire conversazioni più naturali tra i passeggeri e rendere l’esperienza di viaggio più rilassante.

Data articolo: Sun, 22 Feb 2026 09:59:18 +0000
News n. 24
Vendita benzina, è il miglior gennaio dal 2012

Italiani sempre in auto in questo inizio di 2026. Lo dimostrano i dati sulle vendite di benzina che segnano un +6%, centrando quello che è il miglior risultato per il mese di gennaio dal 2012. Un dato che sorprende, soprattutto in un contesto in cui si parla spesso di elettrificazione, mobilità alternativa e riduzione dei consumi fossili.

A fotografare la situazione è l’Unione Energie per la Mobilità (Unem), che nel suo ultimo report evidenzia una crescita significativa delle immatricolazioni e, di conseguenza, dei rifornimenti alla pompa. L’aumento della benzina si traduce in circa 50.000 tonnellate in più rispetto allo stesso mese del 2025. Un segnale chiaro: almeno per ora, l’auto a motore termico resta centrale nelle abitudini degli italiani.

Le ragioni? Diverse. Da un lato un inverno relativamente mite ma piovoso che ha favorito gli spostamenti in auto, dall’altro un mercato che, pur tra mille difficoltà, continua a proporre modelli benzina competitivi, ben più accessibili rispetto alle alternative elettriche o ibride plug-in.

Crisi petrolchimica

Se le pompe di benzina festeggiano, il quadro generale non può dire lo stesso. Il settore dei prodotti petroliferi è infatti in crisi, con un mercato che segna un -5,2% rispetto allo scorso anno. Il calo è “fortemente influenzato dalla persistente crisi della petrolchimicaâ€, come sottolinea l’Unem, che infatti segna da sola un impressionante -70,4% rispetto allo scorso anno.

Il ruolo delle accise

A dare una spinta alla benzina è stato anche l’allineamento delle accise, che ha visto ribilanciare il divario tra gasolio e benzina, a favore di quest’ultima. La verde ha infatti perso circa 7 centesimi al litro, chiudendo gennaio con una media di 1,638 euro al litro, più basso del diesel che però, nonostante i 5 centesimi di aumento al litro, è calato di solo 1,2 centesimi rispetto a dicembre, fermandosi a 1,657 euro al litro.

La combinazione tra fiscalità rivista e quotazioni internazionali più favorevoli ha quindi creato un contesto relativamente stabile per i rifornimenti, scongiurando i grossi rincari temuti da molti.

Gli altri carburanti

Non tutti i carburanti, però, seguono la stessa traiettoria della benzina. Il gasolio ha infatti registrato una diminuzione del 3,2%, pari a circa 56.000 tonnellate in meno. Un calo che si inserisce in una tendenza di progressiva riduzione della domanda, legata anche al cambiamento del parco circolante e alla maggiore diffusione di veicoli ibridi.

Ancora in terreno negativo il GPL autotrazione, che segna un -6,3% (-8.000 tonnellate). Un dato che conferma le difficoltà di questo segmento, penalizzato da un’offerta di modelli sempre più limitata e da una concorrenza crescente da parte delle ibride leggere.

In controtendenza il jet fuel, che cresce dello 0,6% (+2.000 tonnellate) e registra il gennaio con i volumi mensili più alti degli ultimi sei anni. Un segnale positivo per il traffico aereo, che continua il suo percorso di recupero.

Uno scenario in evoluzione

Il miglior gennaio dal 2012 per la benzina racconta di un’Italia che, almeno per ora, continua a muoversi prevalentemente su quattro ruote a motore termico. Ma il quadro complessivo resta complesso: da una parte la mobilità privata che tiene, dall’altra un settore industriale che soffre e una transizione energetica ancora in pieno corso.

I prossimi mesi diranno se quello registrato a gennaio sarà un episodio isolato o l’inizio di una nuova fase di stabilizzazione dei consumi tradizionali. Intanto, alla pompa, la benzina si prende la rivincita e torna protagonista come non accadeva da oltre un decennio.

Data articolo: Sun, 22 Feb 2026 08:51:25 +0000
News n. 25
Il Gruppo Renault ha chiuso il 2025 con vendite in crescita, anche grazie alle elettriche

Il 2025 è stato un anno positivo per il Gruppo Renault che ha raggiunto risultati importanti, con una crescita in termini di unità vendute in tutto il mondo e un risultato superiore al mercato. Ci sono ancora diversi aspetti da ottimizzare, soprattutto per quanto riguarda il bilancio, ma i numeri confermano che il programma di elettrificazione procede bene, con vendite soddisfacenti. Per l’azienda, quindi, lo scorso anno è stato un punto di ripartenza in vista di un futuro ancora in crescita. Ecco i numeri ufficializzati dal Gruppo.

Un anno di crescita

Il 2025 si è chiuso con diversi indicatori positivi per il Gruppo Renault che può guardare ai prossimi anni su basi solide. L’azienda ha registrato 2,33 milioni di unità vendute in tutto il mondo. Questo dato si traduce in una crescita percentuale del 3,2% rispetto ai dati raccolti nel corso del 2024.

Il risultato è particolarmente interessante se confrontato con l’andamento di tutto il mercato delle quattro ruote che lo scorso anno ha registrato una crescita globale dell’1,6%. In sostanza, quindi, Renault ha ottenuto una performance nettamente superiore rispetto all’intero mercato.

Questo dato è stato raggiunto anche grazie alla strategia di elettrificazione, con una crescita del 77,3% dei veicoli elettrici e del 35,2% di quelli ibridi che rappresentano, rispettivamente, il 14% e il 30% delle vendite. Complessivamente, quindi, il 44% delle immatricolazioni registrate dal Gruppo francese nel corso del 2025 è legato a modelli elettrificati.

Particolarmente interessanti, come abbiamo già visto in un approfondimento pubblicato nelle scorse settimane, sono i risultati del marchio Renault per cui il 20% delle vendite è legato a modelli elettrici, gamma che registra una crescita del 72%. Complessivamente, il brand ha registrato un aumento delle vendite dell’11,7% sulla spinta di mercati come America Latina (+11,3%), Corea del Sud (+55,9%) e Marocco (+44,8%).

Per quanto riguarda i risultati finanziari, il Gruppo Renault ha chiuso il 2025 con un totale di 57,9 miliardi di euro di ricavi, migliorando del 3% il dato del 2024. A tassi di cambio costanti, invece, la crescita risulta pari al 4,5%.

Il commento del CEO

François Provost, CEO di Renault Group, ha commentato così i risultati:

“In un contesto di mercato difficile, i risultati del 2025 dimostrano tutto l’impegno dei nostri team per garantire performance costanti e di prim’ordine tra i player dell’industria automotive. Tale performance rispecchia la solidità dei nostri fondamentali e la nostra agilità. Questo successo conferma, soprattutto, la bontà e solidità della nostra strategia prodotto nonché la forza delle nostre Marche, riconosciute dai clienti”

Il CEO ha anche confermato che nel corso delle prossime settimane (la data da segnalare sul calendario è quella del 10 marzo), sarà presentata la nuova strategia che guiderà le attività del gruppo nel corso dei prossimi anni. Ulteriori aggiornamenti in merito, quindi, arriveranno a breve. Nel frattempo, l’azienda ha diverse novità in arrivo come la Twingo E-Tech, una nuova segmento A a zero emissioni e un’ibrida di segmento C per Dacia oltre all’Alpine A390.

Data articolo: Sun, 22 Feb 2026 06:30:39 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

News generaliste che accomunano sport diversi