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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 2 marzo 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane è caratterizzata da numerosi interventi di lavori in corso, con diverse tratte chiuse o con limitazioni. In particolare, sulla A23 tra Gemona Osoppo e Carnia il tratto è chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo per lavori, cosÏ come sulla A10 tra Varazze e Celle Ligure. Inoltre, si registrano scorte veicoli per safety car sulla A4 tra Capriate e Cavenago. Questi esempi rappresentano solo alcune delle situazioni di criticità presenti oggi sulle principali arterie autostradali.

A1 MILANO-NAPOLI



22:04 – Caianello
Entrata chiusa in entrambe le direzioni fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Roma: San Vittore. Entrata consigliata verso Napoli: Capua.



21:56 – Bivio A1/A58 (Milano)
Allacciamento chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 verso Agrate per lavori.
Direzione: Milano e Napoli
Entrata consigliata verso Agrate: Vizzolo Predabissi su Agrate-Melegnano. Uscite consigliate: Melegnano da Bologna e Milano.



21:32 – Fiorenzuola
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Milano
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Fidenza.



21:27 – Piacenza Sud
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Direzione: in entrambe le direzioni
Entrate consigliate: verso Milano Basso Lodigiano, verso Piacenza Sud/Bologna Fidenza.



21:26 – Fiorenzuola
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Direzione: in entrambe le direzioni
Entrate consigliate: verso Milano Basso Lodigiano, verso Bologna Fidenza.



21:25 – Tra Fiorenzuola e Basso Lodigiano
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Milano
Entrata consigliata verso Milano: Casalpusterlengo. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Bivio Diramazione Fiorenzuola/A1 su Diramazione A1-A21 per Fiorenzuola.



21:25 – Valsamoggia
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Milano
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Bologna Casalecchio su Raccordo A1-A14.



21:19 – Tra Rioveggio e Aglio (km 255)
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Napoli



20:34 – Area di servizio Arda est
Area chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Milano



21:07 – Area di servizio San Pietro (Tangenziale)
Servizi di ristorazione e igienici non disponibili fino alle 06:00 del 3 marzo 2026.
Direzione: Tangenziale

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



22:05 – Tra Varazze e Celle Ligure
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Ventimiglia
Entrata consigliata verso Ventimiglia: Celle Ligure.



22:04 – Bivio Complesso Savona/A6 Torino-Savona
Allacciamento chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 provenendo da Ventimiglia verso Torino per lavori.
Direzione: Genova
Entrata consigliata verso Torino: Altare su A6 Torino-Savona. Uscita consigliata provenendo da Genova: Savona Vado.



22:04 – Bivio Complesso Savona/A6 Torino-Savona
Allacciamento chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 provenendo da Genova verso Torino per lavori.
Direzione: Ventimiglia
Entrata consigliata verso Torino: Altare su A6 Torino-Savona. Uscita consigliata provenendo da Genova: Savona Vado.



22:01 – Uscita Genova Aeroporto
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 provenendo da Genova per lavori.
Direzione: Ventimiglia
Uscita consigliata provenendo da Genova: Genova Ovest su A7 Milano-Genova.



22:00 – Tra Genova Pra’ e Genova Aeroporto
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Aeroporto.

A4 TORINO-TRIESTE



22:05 – Tra Capriate e Cavenago
Coda per safety car con scorta veicoli.
Direzione: Torino



21:44 – Uscita Dalmine
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Uscite consigliate: provenendo da Brescia, Bergamo; da Milano, Capriate.
Direzione: in entrambe le direzioni



21:43 – Entrata Dalmine
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 in entrambe le direzioni.
Entrate consigliate: verso Milano Capriate, verso Brescia Bergamo.
Direzione: in entrambe le direzioni



21:41 – Tra Grumello e Bergamo
Coda per safety car con scorta veicoli.
Direzione: Torino



21:13 – Entrata Grumello
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 in entrambe le direzioni.
Entrate consigliate: verso Milano Seriate, verso Brescia Ponte Oglio.
Direzione: in entrambe le direzioni



21:13 – Uscita Grumello
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 provenendo da Brescia.
Uscita consigliata: Ponte Oglio.
Direzione: Torino

A11 FIRENZE-PISA NORD



22:04 – Tra Lucca est e Capannori
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Firenze
Entrata consigliata verso Firenze: Capannori.

A12 GENOVA-ROMA



22:02 – Area di servizio Riviera Nord
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 3 marzo 2026.
Direzione: Genova



22:01 – Tra Sestri Levante e Lavagna
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Genova
Entrata consigliata verso Genova: Lavagna.



22:01 – Tra Recco e Rapallo
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Rosignano
Entrata consigliata verso Livorno: Rapallo.

A14 BOLOGNA-TARANTO



21:57 – Area di servizio Le Saline est
Servizi di ristorazione non disponibili.
Direzione: Pescara



21:50 – Tra Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per lavori.
Direzione: autostrada Milano-Napoli



21:16 – Tra Valle Del Rubicone e Cesena
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Cesena. Uscita consigliata provenendo da Ancona: Valle Del Rubicone.



21:09 – Area di servizio Sant’Eufemia ovest
Area chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Ravenna



21:08 – Tra Bagnacavallo e Fornace Zarattini
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Ravenna
Entrata consigliata verso Ravenna: Fornace Zarattini. Uscita consigliata da Bologna-Taranto: Bagnacavallo.



21:01 – Entrata Imola
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Bologna: Castel San Pietro. Verso Ancona: Faenza.
Direzione: Bologna e Ancona



21:01 – Uscita Imola
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 provenendo da Ancona per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Ancona: Faenza.
Direzione: da Ancona

A13 BOLOGNA-PADOVA



21:25 – Bivio A13/A4 Torino-Trieste
Allacciamento chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 provenendo da Bologna verso Venezia per lavori.
Direzione: Padova
Entrata consigliata verso Venezia: Padova est su A4 Torino-Trieste. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Padova Industriale.



21:04 – Tra Ferrara sud e Altedo
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Altedo. Uscita consigliata provenendo da Padova: Ferrara sud.



21:04 – Tra Bologna Interporto e Altedo
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Padova
Entrata consigliata verso Padova: Altedo. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Bologna Interporto.

A16 NAPOLI-CANOSA



22:02 – Tra Grottaminarda e Vallata
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Canosa
Entrata consigliata verso Canosa: Candela.



21:55 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi di ristorazione e igienici non disponibili fino alle 06:00 del 3 marzo 2026.
Direzione: Canosa



21:17 – Uscita Benevento
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 provenendo da Canosa per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Canosa: Grottaminarda.
Direzione: Napoli

A21 TORINO-BRESCIA



21:30 – Bivio A21/A1 (verso Milano da Torino)
Allacciamento chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Basso Lodigiano su A1 Milano-Napoli.
Uscita consigliata provenendo da Torino: Piacenza Ovest.
Direzione: Brescia



21:28 – Bivio A21 Brescia/A1 Milano-Napoli
Allacciamento chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 provenendo da Brescia verso Milano per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Basso Lodigiano su A1 Milano-Napoli.
Uscita consigliata provenendo da Brescia: Piacenza Ovest.
Direzione: Torino

A23 PALMANOVA-TARVISIO



22:05 – Tra Gemona Osoppo e Carnia
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Confine Di Stato
Entrata consigliata verso Tarvisio: Carnia. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Torino-Trieste: Gemona Osoppo.

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



22:03 – Tra Masone e Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Genova Voltri



21:05 – Area di servizio Turchino ovest
Area chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per tratto chiuso.
Direzione: Genova Voltri



21:04 – Tra Diramazione D26 Predosa-Bettole e Masone
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Genova Voltri



21:04 – Area di servizio Stura ovest
Area chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per tratto chiuso.
Direzione: Genova Voltri

A5 TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO



21:31 – Tra Raccordo A5/SS26 dir e Aosta Ovest Svincolo
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Torino



21:02 – Aosta ovest
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 verso Monte Bianco per lavori.

A8 MILANO-VARESE



22:03 – Area di servizio Verbano est
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Autostrada Dei Trafori



21:50 – Sesto Cal.-Vergiate (Entrata)
Entrata chiusa fino alle 23:00 del 2 marzo 2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrate consigliate: verso Milano-Varese Busto Arsizio su A8, verso A26 Castelletto Ticino.
Direzione: in entrambe le direzioni



21:49 – Tra Sesto Cal.-Vergiate e Besnate
Tratto chiuso fino alle 23:00 del 2 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Autostrada Milano-Varese
Entrata consigliata verso Milano-Varese: Busto Arsizio su A8. Uscita consigliata provenendo da A26: Sesto Cal.-Vergiate.



21:04 – Uscita Accesso Nord-est Fiera Milano
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 provenendo da A52 Tangenziale Nord per lavori.
Direzione: Corso Sempione



21:01 – Uscita Accesso nord-est Fiera Milano
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 3 marzo 2026 verso Corso Sempione per lavori.
Entrata consigliata verso Corso Sempione: Accesso est Merci Fiera Milano.

A27 VENEZIA – BELLUNO



22:01 – Uscita Belluno Svincolo
Uscita chiusa fino alle 08:00 del 3 marzo 2026 per lavori.
Direzione: Ss51 Alemagna

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 21:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Francesca Barra, un’inconfondibile 4×4 italiana per la giornalista

Sprizza fascino vintage da ogni bullone l’auto di Francesca Barra, tra le prime vittime della nuova edizione di Scherzi a parte, in onda a partire da lunedĂŹ 2 marzo 2026 in prima serata su Canale 5. La celebre giornalista può contare all’attivo una “partecipazione speciale” su un pezzo d’Italia su ruote, una rivisitazione audace e sorprendente di una regina assoluta di vendite sul mercato italiano.

L’auto della giornalista: quanto vale

Lo scatto risale al 2023, piĂš precisamente al mese di ottobre, e venne pubblicato dal compagno Claudio Santamaria sui suoi profili social: ritraeva Francesca Barra radiosa in spiaggia, a bordo di un fuoristrada inconfondibile. Non ci poteva essere modo migliore di cristallizzare un momento di libertĂ : lontano dai ritmi frenetici dell’attualitĂ  e della TV, il veicolo esprimeva meglio di tanti discorsi la natura glamour della coppia, impeccabile nelle uscite pubbliche.

Abbiamo giĂ  visto i due rubare le luci dei riflettori, ma lo scatto conserva un fascino unico, ritraendo una Fiat Panda 4×4 Sisley, una versione speciale nata nel 1987 come edizione limitata e diventata in breve tempo un oggetto di culto. Al debutto non era ancora giunta l’ora dei moderni crossover imbottiti di sensori, eppure la piccola 4×4 fece il boom di richieste: leggera ed essenziale, aveva una meccanica talmente semplice da risultare indistruttibile o quasi.

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In confronto al modello standard la variante Sisley si distingueva per una serie di dettagli che la rendevano un’icona della cultura “adventure”. Saltava subito all’occhio l’estetica esclusiva, dalla verniciatura metallizzata ai cerchi bianchi con logo Sisley, fino ai paraspruzzi personalizzati. Le dotazioni includevano portapacchi (roof rack) di serie, lavafari e la caratteristica presa d’aria sul cofano.

Inoltre, l’abitacolo disponeva di tessuti ricercati con ricami dedicati e il mitico inclinometro sul cruscotto, di cui non potevi fare a meno se ti davi all’avventura. Nel ramo collezionistico, un esemplare in buone condizioni può arrivare a una quotazione di circa 20.000 euro se restaurato o valutato da rivenditori.

Con ogni probabilità anche la vettura sulla quale appare Francesca Barra monta un motore 999 cm3 Fire a benzina da circa 50 CV di potenza. Nonostante il peso piuma sia di appena 860 kg, la Panda Sisley non nasce per la velocità (il picco è di 130 km/h), bensÏ per la motricità. La trazione integrale è inseribile manualmente, cosÏ da arrampicarsi su sterrati e sabbia in disinvoltura, da mandare in crisi diversi SUV massicci di ultima generazione.

Scherzi a parte: la tranquillitĂ  dopo il caos televisivo

La compostezza mostrata da Francesca Barra sulla Fiat Panda 4×4 Sisley le tornerĂ  utile per riprendersi da Scherzi a parte. Per la nuova edizione dello show Mediaset, confermato su Canale 5, Max Giusti e la squadra di autori hanno in serbo una ricca dose di sorprese.

Oltre alla dolce metĂ  dell’attore Claudio Santamaria, nel mirino della prima puntata sono finiti pure Gabriel Garko, Lorella Cuccarini e Paolo Conticini. Il programma diretto alla regia da Roberto Cenci svela anche i retroscena e i “ganci” che hanno permesso di incastrare gli ospiti. Per scaricare lo stress delle telecamere, Francesca si rimetterĂ  al volante della sua 4×4? Chi può dirlo, di certo noi lo faremmo al posto suo.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 20:02:44 +0000
News n. 3
Fiat va forte in Europa, Alfa e Lancia attendono novitĂ : il punto sui brand italiani

I marchi italiani del settore delle quattro ruote stanno attraversando una fase di riorganizzazione. Le difficoltĂ  registrate da Stellantis nel programma di elettrificazione potrebbe tradursi in un cambio di strategia per alcuni marchi del Gruppo che continuano a registrare volumi importanti in Italia e risultati decisamente inferiori in Europa. Andiamo ad analizzare i dati forniti da UNRAE e ACEA.

Il rilancio di Fiat

L’analisi dei dati di vendita di gennaio 2026 conferma un trend evidente: il rilancio del marchio Fiat in Europa sta andando bene. Il debutto della Grande Panda e l’arrivo della 500 ibrida sono le basi su cui ripartire e sostenere un programma di crescita che porterĂ , nel corso del prossimo futuro, all’arrivo di ulteriori novitĂ  con un focus sul segmento C.

Nel corso del mese di gennaio, Fiat ha venduto poco piĂš di 29 mila unitĂ  in Europa, considerando l’Ue oltre ai Paesi Efta e al Regno Unito (che però contribuiscono con poche centinaia di esemplari venduti). Questo dato è superiore del 24,6% rispetto a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno e spinge Fiat fino a un market share del 3,1%.

Naturalmente, per il brand, il mercato italiano ha un ruolo chiave con piĂš di 19 mila immatricolazioni nel corso del primo mese dell’anno, un incremento di oltre il 20% su base annua e una quota di mercato che sale fino al 13,5%. Si tratta di numeri che confermano come Fiat sia sempre piĂš leader del mercato italiano.

Alfa e Lancia aspettano novitĂ 

Alfa Romeo ha iniziato il 2026 in negativo, con 4.278 esemplari venduti in Europa e un calo del 10,8%, per un market share dello 0,4%. In Italia, invece, le immatricolazioni sono state pari a 2.082 unitĂ , con un calo dell’8,5% su base annua.

Per il marchio, dopo il lancio di Junior e il restyling di Tonale, si attendono ora altre novitĂ  per poter arricchire la gamma e espandere le potenzialitĂ  del brand. Resta aperta la questione delle Nuove Giulia e Stelvio che sono state rimandate al prossimo futuro, riducendo i margini di crescita del brand.

Per quanto riguarda Lancia, invece, si attende l’arrivo di nuovi modelli. Con la nuova Ypsilon, il brand ha raggiunto 1.283 unitĂ  vendute di cui 1.027 in Italia, registrando una crescita del 22% sul mercato europeo ma occupando ancora una nicchia del mercato.

ServirĂ  il debutto delle novitĂ  confermate da Stellantis ma ancora in attesa del lancio ufficiale per poter guardare al futuro con una gamma piĂš ricca e con la possibilitĂ  di registrare una crescita significativa nel sempre piĂš affollato segmento premium.

Per quanto riguarda Maserati, non abbiamo dati a livello europeo, ma i numeri del 2025 sono sufficienti a inquadrare le difficoltĂ  del Tridente che ha chiuso il 2025 con un totale di 7.900 esemplari venduti in tutto il mondo. Si tratta di numeri ben inferiori rispetto al picco toccato nel 2017 quando le Maserati vendute furono piĂš di 50 mila. Il rilancio di Maserati resta uno dei punti critici per il futuro di Stellantis e su cui andrĂ  fatta chiarezza in futuro.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 16:15:45 +0000
News n. 4
Kia EV5, l’Infotainment che convince: l’abbiamo visto da vicino

La Kia EV5 nasce con l’idea piuttosto chiara di portare nel segmento dei SUV elettrici compatti un linguaggio stilistico deciso e una piattaforma tecnologica allineata ai modelli più avanzati del marchio coreano, riprendendo quella filosofia già vista su Kia EV6 ma adattandola a un contesto più familiare e concreto, dove comfort, spazio e connettività diventano elementi centrali della quotidianità e non semplici accessori da scheda tecnica. Siccome ADAS e infotainment sono uno dei punti di forza di quest’auto, abbiamo deciso di andare in profondità e analizzarli nel dettaglio. Ecco cosa ne è emerso.

Display panoramici e interfaccia intuitiva

Il cuore dell’infotainment della Kia EV5 è rappresentato dal doppio display panoramico da 12,3” ciascuno, uno dedicato alla strumentazione digitale dietro il volante e l’altro alle funzioni multimediali e di navigazione, integrati in un unico pannello curvo che attraversa la plancia con una presenza scenica importante ma mai eccessiva; questo perché la grafica rimane pulita, leggibile e ben organizzata anche durante la guida notturna o in condizioni di forte luminosità. Molto apprezzato anche un ulteriore display centrale integrato da 5,3” dedicato al climatizzatore a tre zone, che permette di accedere e di avere sempre sotto controllo questo tipo di informazioni senza dover necessariamente entrare nel menu dedicato.

L’interfaccia del sistema operativo segue la logica già vista sui modelli più recenti della gamma Kia, con icone grandi, menu chiari e una struttura a widget personalizzabili che consente di avere accesso alle informazioni più rilevanti, come autonomia residua, flussi di consumo, media, navigazione e altro. Il tutto senza dover navigare tra sottomenu complessi, e la reattività al tocco restituisce quella sensazione di fluidità che ormai si dà per scontata su uno smartphone ma che non sempre lo è in ambito automotive.

Il doppio display panoramico della Kia EV5
Raffaele Gomiero
Il display è composto da due schermi da 12.3″ ciascuno e da uno schermo da 5.3″

A rendere l’esperienza ancora più convincente contribuisce la presenza di comandi fisici ben integrati per le funzioni principali del clima e dell’audio, una scelta che evita di avere un’interazione completamente touch spesso poco pratica in movimento. Questo dimostra come sulla Kia EV5 l’equilibrio tra digitale e tradizionale sia stato calibrato con attenzione, lasciando spazio alla personalizzazione grafica della strumentazione e alla compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto.

Personalizzazione e multimedia

Per chi si stufa facilmente della stessa interfaccia, sulla Kia EV5 è possibile anche personalizzare il tema del display di bordo scegliendo tra Marvel, Disney, Pixar o selezionare uno degli altri temi presenti o che saranno integrati in futuro tramite aggiornamento. In auto ci si può anche collegare a YouTube o giocare ad alcuni videogiochi, ma attenzione perchÊ questo necessita la registrazione a KIA Connect, una piattaforma del brand che dà accesso ad alcuni servizi e contenuti.

Kia Connect è proposto in due soluzioni: 6,99 o 14,99 euro al mese, la differenza è che nel pacchetto piÚ costoso è compreso anche Netflix, mentre entrambi prevedono anche gli aggiornamenti OTA. È possibile personalizzare lo schermo a livello di luminosità (automatica o manuale), visualizzazione della telecamera durante il parcheggio, impostazioni del filtro luce blu e naturalmente il colore del display.

Sulla Kia Ev5 si possono personalizzare i temi del display
Raffaele Gomiero
Il tema Avengers della Kia EV5

Naturalmente sulla Kia EV5 non mancano i comandi al volante, sulla sinistra troviamo quelli dedicati al Cruise Control, mentre sulla destra tutti quelli relativi al multimedia, ai comandi vocali e all’accesso al telefono precedentemente collegato. Tramite un apposito menu è possibile personalizzare un pulsante dedicato alla navigazione e un pulsante generico, entrambi posizionati sul volante. In questo modo sarà possibile accedere direttamente a Amazon Music, all’audio Bluetooth, a SoundCloud, alla proiezione del telefono e molto altro, senza cercarli nei vari menu

Audio immersivo e navigazione intelligente

Un capitolo a parte merita il sistema audio, perché la Kia EV5 può essere equipaggiata con un impianto premium sviluppato da Harman Kardon, capace di offrire una configurazione con otto altoparlanti distribuiti nell’abitacolo e un subwoofer dedicato. Si tratta di una combinazione che permette di ottenere un suono pieno, avvolgente e sorprendentemente equilibrato anche a volumi sostenuti, senza distorsioni percepibili o vibrazioni fastidiose. Le impostazioni audio consentono di intervenire su equalizzazione e bilanciamento, con profili predefiniti che semplificano la scelta e permettono di adattare il suono ai gusti personali o al tipo di contenuto riprodotto.

Il sistema di navigazione integrato della Kia EV5 non si limita a proporre un percorso da punto A a punto B, ma integra informazioni in tempo reale su traffico, punti di interesse e soprattutto stazioni di ricarica, con la possibilità di pianificare soste in base all’autonomia residua e allo stato della batteria, un aspetto fondamentale su un’elettrica e gestito qui con una logica chiara, che visualizza consumi previsti e percentuale stimata all’arrivo in modo comprensibile anche a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di mobilità.

Per quanto riguarda la navigazione, la visualizzazione delle mappe è dettagliata e ben leggibile sul display da 12,3”, con la possibilitĂ  di replicare alcune informazioni sulla strumentazione digitale dietro il volante sull’head-up display (nelle versioni dove è disponibile), riducendo la necessitĂ  di distogliere lo sguardo dalla strada. La connettivitĂ  e in particolare il routing sono stati migliorati, poichĂŠ EV5 è dotata di navigazione online, una funzione che fornisce informazioni cartografiche in tempo reale all’auto, basate su dati del server aggiornati ogni 4 settimane. Il navigatore si è dimostrato reattivo nella localizzazione della posizione e con un menu ben strutturato, inoltre è possibile anche impostare lo split screen e vedere contemporaneamente tre menu, come ad esempio navigatore, media riprodotto e livello batteria.

Gli ADAS ci sono tutti

Sul fronte dei sistemi ADAS, la dotazione è completa e comprende assistente al mantenimento della corsia, Cruise Control adattivo con funzione Stop&Go, monitoraggio dell’angolo cieco, frenata automatica d’emergenza con riconoscimento di veicoli, pedoni e ciclisti. Presenti anche i sistemi di assistenza nelle manovre e nella guida in autostrada, che combinano centraggio in corsia e gestione della distanza, offrendo un livello di supporto alla guida che, pur richiedendo sempre attenzione attiva, contribuisce in modo concreto a ridurre stress e fatica nei contesti urbani e nei lunghi trasferimenti.

Da quello che abbiamo potuto toccare con mano utilizzando il Cruise Control, l’auto mantiene adeguatamente la distanza di sicurezza impostata. Oltre ad adattare in modo intelligente la velocità di marcia, lo Smart Cruise Control 2 (SCC2) è in grado, in caso di emergenza, di arrestare completamente il veicolo se il conducente non interviene. Comportamento adeguato anche per quanto riguarda il Lane Keep Assist, che mantiene l’auto nella corsia con un buon tempismo e reattività.

Nel complesso, l’infotainment della Kia EV5 si presenta come un sistema maturo, coerente e ben integrato con tutte le altre componenti dell’auto. È in grado di coniugare schermi generosi, interfaccia intuitiva, audio di qualità e assistenza alla guida evoluta in un pacchetto tecnologico che non punta solo a impressionare sulla carta ma a funzionare davvero nella quotidianità, trasformando l’abitacolo in uno spazio digitale fluido, dove ogni funzione sembra avere un senso preciso all’interno di un progetto più ampio e ben orchestrato.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 15:15:59 +0000
News n. 5
Ztl Roma, per le auto elettriche cambierĂ  tutto: ecco le novitĂ 

È in arrivo una vera e propria rivoluzione per la mobilitĂ  a Roma, cittĂ  che da tempo sta cercando di incentivare l’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale e che ha definito un’articolata area di Ztl per regolare la circolazione nelle zone piĂš affollate.

Con una delle ultime misure di febbraio, la Giunta di Roma Capitale ha approvato una riforma destinata a far discutere e che potrebbe avere un impatto significativo sulla mobilitĂ  in cittĂ . Dal prossimo 1° luglio 2026, infatti, l’accesso alla Ztl diventerĂ  a pagamento anche per le auto elettriche.

I veicoli a zero emissioni potranno contare su condizioni agevolate rispetto alle auto con motore termico. L’attuale regime di accesso gratuito per tutte le auto elettriche sarĂ  eliminato anche se resterĂ  la possibilitĂ  di accesso senza dover acquistare un permesso per alcune categorie, a partire da residenti e artigiani. Andiamo a riepilogare tutte le novitĂ  in arrivo.

Cosa cambia

La Giunta di Roma Capitale ha approvato un’importante modifica al regolamento per l’accesso alle Ztl. In particolare, è stata approvata “l’introduzione, a partire dal 1° luglio, di un permesso annuale a pagamento per l’accesso negli orari di funzionamento della Ztl del centro storico e delle altre Ztl dei veicoli a trazione esclusivamente elettrica“. La notizia era stata anticipata nelle scorse settimane, ma ora è ufficiale.

Il nuovo meccanismo, come sottolineato anche in apertura, andrĂ  a sostituire quello attuale che consente l’accesso gratuito a tutte le auto elettriche. In sostanza, per chi ha una vettura a zero emissioni ci sarĂ  la necessitĂ  di acquistare il permesso per poter accedere alle Ztl. L’Amministrazione ha comunque optato per una soluzione agevolata per i veicoli elettrici e per alcune categorie.

In particolare:

  • il permesso per le elettriche costerĂ  il 50% di quello per i veicoli equivalenti a benzina o diesel e potrĂ  essere acquistato da tutti i possesso di auto elettriche
  • il permesso resterĂ  gratuito per i possessori di auto elettriche che rientrano nelle seguenti categorie: residenti, artigiani con laboratorio in Ztl, genitori che accompagnano figli nelle scuole del Centro storico, medici convenzionati, aziende ed enti che svolgono servizi di interesse pubblico o di emergenza con mezzi identificabili
  • i servizi di car sharing continueranno ad aver accesso gratuito alle Ztl

È stato confermato, inoltre, che gli attuali titolari di un permesso riceveranno a breve tutte le indicazioni per il successivo rinnovo. Per ulteriori dettagli è sempre possibile consultare il sito ufficiale romamobilità.it.

Il commento

Nel comunicato con cui viene ufficializzata questa novitĂ  per le Ztl romane sono presenti anche le dichiarazioni di Eugenio PatanĂŠ, Assessore alla MobilitĂ , e Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, che riportiamo per completezza e per offrire ai lettori il punto di vista dell’Amministrazione che ha optato per questo nuovo intervento che rivoluzionerĂ  la mobilitĂ . La comunicazione, inoltre, conferma che la scelta è legata al forte aumento delle immatricolazioni, certificato anche dai dati di vendita in Italia delle elettrriche.

PatanĂŠ ha sottolineato:

“La misura deriva dal forte aumento dei veicoli elettrici in circolazione e, di conseguenza, dal numero sempre più elevato di permessi per l’accesso alle Ztl. Sebbene si tratti di mezzi a emissioni zero, la loro crescita sta comunque contribuendo in maniera significativa alla congestione del traffico e alla riduzione degli spazi di sosta disponibili, in particolare nel centro storico. Il provvedimento rappresenta dunque una misura di regolamentazione della mobilità cittadina, in linea con quanto già deciso da molte grandi capitali europee che hanno aggiornato le agevolazioni per i veicoli elettrici nelle aree centrali, tutelando i centri storici e garantendo un equilibrio tra sostenibilità ambientale e gestione dei flussi di traffico”.

Il Sindaco Gualtieri ha aggiunto:

“Non è l’unico intervento per decongestionare il centro: stiamo intervenendo colpire le truffe legate ai falsi permessi per invalidi, e abbiamo convocato un tavolo con le categorie per migliorare la modalità di consegna delle merci. Un centro storico liberato dal traffico e dal congestionamento e più vivibile è interesse di tutti: di chi ci vive, di chi ci lavora e di chi lo visita. Chi amministra Roma ha il dovere di tutelare questo patrimonio dell’umanità”.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 14:15:16 +0000
News n. 6
Monopattini senza targa, la piattaforma non è ancora pronta

Le strade italiane raccontano oggi una storia di attesa e di incertezza burocratica. Nonostante la riforma del Codice della Strada del dicembre 2024 avesse promesso una rivoluzione all’insegna della tracciabilitĂ  e della sicurezza, i monopattini elettrici continuano a circolare in uno stato di “anonimato” forzato. Il motivo non è la mancanza di volontĂ  dei proprietari, ma un ostacolo puramente tecnologico: la piattaforma telematica necessaria per ottenere la targa non è ancora operativa, rendendo di fatto impossibile adempiere agli obblighi di legge.

Un corto circuito

Questa situazione ha creato un vero e proprio corto circuito normativo. Il decreto ministeriale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 novembre scorso, sembrava aver tracciato un percorso chiaro per la regolarizzazione di questi mezzi a batteria. Il provvedimento disciplinava minuziosamente le modalitĂ  di emissione, richiesta e rilascio dei contrassegni identificativi, stabilendo persino i prezzi di vendita.

Eppure, l’ingranaggio centrale di questo sistema — ovvero il portale web a cui i cittadini dovrebbero accedere dopo aver effettuato il pagamento tramite PagoPa — resta ad oggi un “fantasma” digitale. Nonostante i termini previsti dallo stesso decreto siano ormai scaduti, l’associazione dei consumatori Assoutenti sottolinea come il servizio non sia mai stato attivato.

Le conseguenze del ritardo

Le conseguenze di questo ritardo sono tangibili e pesanti. Secondo le ricostruzioni dell’associazione, l’entrata in vigore effettiva delle novità slitterà con ogni probabilità al prossimo aprile. Il decreto prevede infatti che, una volta avviata la piattaforma telematica, i proprietari abbiano ulteriori 60 giorni di tempo per mettersi in regola. Questo significa che, finché quel sito non sarà online, il cronometro della regolarizzazione non potrà nemmeno iniziare a correre. Di riflesso, rimane congelato anche l’obbligo di assicurazione, poiché la copertura assicurativa scatterà per legge solo dopo l’effettivo rilascio della targa.

Questo clima di perenne incertezza ha avuto un impatto devastante sul settore della micromobilitĂ . Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha lanciato l’allarme su un vero e proprio crollo del mercato nazionale, che ha colpito duramente sia la vendita diretta ai privati sia il settore dello sharing. La mancanza di procedure certe ed eque ha generato un calo di fiducia tra i consumatori e una significativa perdita di valore del parco mezzi esistente. Chi oggi vorrebbe acquistare un monopattino o investire in una flotta a noleggio si ritrova frenato da una burocrazia che non riesce a fornire gli strumenti necessari per operare nella legalitĂ .

Serve una tariffa uniforme

Oltre al blocco tecnico, rimane aperta la questione dei costi vivi per gli utenti. Assoutenti auspica che, una volta superato l’impasse della piattaforma, non si verifichino speculazioni sui premi assicurativi. La richiesta è quella di una tariffa uniforme su tutto il territorio nazionale, evitando quella discriminazione territoriale che spesso affligge il mondo dell’auto. Secondo Melluso, non esistono ragioni statistiche o di rischio che giustifichino premi differenti tra diverse province, trattandosi di una tipologia di mobilitĂ  nuova e del tutto particolare.

Il monopattino elettrico in Italia, dunque, si ritrova oggi intrappolato in un paradosso burocratico: una legge che impone nuovi obblighi, ma un’amministrazione che non fornisce il “semaforo verde” per rispettarli. Fino a quando la piattaforma telematica non verrĂ  accesa, la sicurezza e la regolarizzazione promesse dalla riforma resteranno soltanto sulla carta, mentre il settore continua a soffrire un’emorragia economica dettata dall’incertezza.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 12:33:59 +0000
News n. 7
Stellantis, debutto per il mild-hybrid flex fuel: l’etanolo al centro della scena

Il Pernambuco è una splendida regione del Brasile, ma è anche un’area dove in questi anni l’innovazione industriale non si è mai fermata. Il Goiana Automotive Hub, infatti, si appresta a scrivere una pagina inedita per la storia dell’automobile dell’America Latina. Non si tratta solamente di produrre nuovi veicoli, ma di dare vita a una visione che fonde la modernitĂ  dell’elettrificazione con la tradizione energetica locale. Stellantis ha infatti annunciato l’avanzamento del suo ambizioso programma Bio-Hybrid, confermando che il lancio del primo modello mild-hybrid con alimentazione flex-fuel avverrĂ  proprio nella prima metĂ  di quest’anno. Questa mossa è il segnale di una transizione energetica fatta su misura, pensata per rispondere alle reali esigenze di una regione che ha fatto dell’etanolo la sua bandiera ecologica.

Il nuovo motore

Il protagonista tecnico di questa svolta è il sistema MHEV a 48 Volt, una tecnologia che debutta per la prima volta nel Paese carioca. Si tratta di un motore elettrico multifunzione che prende con discrezione il posto dell’alternatore e del motorino di avviamento tradizionali. Questa “centrale elettrica” in miniatura non si limita ad avviare il motore, ma agisce come un polmone supplementare capace di fornire sia energia meccanica che elettrica, generando una coppia aggiuntiva per il propulsore a combustione.

Mentre l’auto scivola sulla strada, la gestione elettronica orchestra un dialogo invisibile tra le modalitĂ  di guida, caricando una batteria agli ioni di litio da 48 Volt che lavora in perfetto parallelo con il sistema convenzionale. Il risultato è un’esperienza di guida piĂš fluida e piacevole, accompagnata da una drastica ottimizzazione dell’efficienza e del risparmio di carburante.

L’etanolo al centro del progetto

La bellezza di questo progetto, tuttavia, risiede nella sua natura “Bio”. Sviluppata dal TechMobility – Stellantis Center for Product Development & Hybrid-Flex Mobility, la tecnologia bio-hybrid è stata concepita per massimizzare l’uso dell’etanolo, sfruttando i punti di forza strutturali del settore energetico brasiliano. Stellantis ha pianificato un percorso graduale: si inizierĂ  con piattaforme a 12 Volt, focalizzate sull’accessibilitĂ  economica per una diffusione capillare, per poi approdare alla piĂš performante tecnologia a 48 Volt, proseguendo l’espansione dell’elettrificazione della gamma.

Dietro questa innovazione c’è una trasformazione industriale senza precedenti. Il Goiana Automotive Hub sta entrando in una nuova fase. Per accogliere questi nuovi modelli, Stellantis non ha solo aggiornato le linee, ma ha realizzato un ecosistema produttivo integrato: lo stabilimento di JaboatĂŁo ha iniziato a produrre cablaggi specifici, mentre a Goiana le aree delle presse, della carrozzeria e dell’assemblaggio sono state modificate per permettere la produzione dei modelli bio-hybrid sulla stessa struttura dei motori a combustione interna. In un segno di ulteriore apertura strategica, l’azienda ha anche confermato che a Goiana verranno prodotte le auto della marca Leapmotor, rafforzando l’autonomia regionale del polo.

Occhio al futuro

Lo sguardo è giĂ  rivolto al futuro prossimo. Entro la fine dell’anno, Stellantis prevede un’offensiva di prodotto massiccia: 16 nuovi modelli e aggiornamenti, tra cui sei veicoli dotati di tecnologia bio-hybrid prodotti interamente in Brasile. Quattro di questi modelli usciranno proprio dalle linee del Pernambuco.

Come sottolineato da Herlander Zola, responsabile di Stellantis per il Sud America, l’obiettivo è offrire prodotti che soddisfino i desideri della regione con totale autonomia locale. In questo scenario, l’auto non è piĂš solo un mezzo di trasporto, ma il simbolo di un’industria che sa evolversi rispettando la propria terra, unendo il ronzio dell’elettrico al profumo dell’etanolo in una sinfonia di progresso sostenibile.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 11:36:31 +0000
News n. 8
Alfa Romeo Junior, l’edizione speciale riporta la targa di lato

Da quando è stata presenta, addirittura con nome di Milano, l’Alfa Romeo Junior ha sempre fatto parlare di sĂŠ. Il cambio di denominazione, la produzione in Polonia, e altre chiacchiere hanno condizionato le vicende del primo B-SUV della storia del Biscione. Dati alla mano, la carriera commerciale non va affatto male, anzi, è il modello che traina le vendite in Europa. Questa volta, però, non sono le polemiche a dominare la scena, ma un’edizione speciale che celebra il fascino italiano in terra straniera. Il “pezzo forte” di questa versione è un dettaglio che a noi italiani suona decisamente strano e insolito: la targa anteriore decentrata, posizionata con orgoglio a lato dell’iconico scudetto.

Si tratta di una scelta estetica che richiama il passato del marchio, ma che oggi è possibile ammirare solo su modelli destinati a mercati extraeuropei. In Italia, infatti le attuali normative sulla sicurezza impongono il posizionamento della targa al centro del frontale, rendendo questa variante un piccolo “frutto proibito” per i collezionisti europei. Proprio questo indizio svela la destinazione di questa serie limitata: il Giappone, un mercato dove gli appassionati guardano da sempre alle vetture di Arese con immensa ammirazione.

Solo 120 esemplari

Sotto la guida del direttore generale Jin Narita, Stellantis Japan ha ufficialmente aperto gli ordini per l’Alfa Romeo Junior Ibrida Edizione Bianco, un oggetto del desiderio concepito specificamente per i raffinati collezionisti giapponesi. La produzione è un inno all’esclusivitĂ , con una tiratura strettamente limitata a soli 120 esemplari. L’anima di questa edizione speciale si rivela giĂ  nel nome: il protagonista assoluto è il colore della carrozzeria, un candido “Sempione White”. Questa scelta cromatica non è casuale, ma rappresenta una risposta diretta ai gusti del pubblico del Sol Levante, che predilige tonalitĂ  chiare, pure ed estremamente eleganti.

L’ispirazione per questa particolare vernice affonda le sue radici a Milano, richiamando la lucentezza eterea del marmo bianco dell’Arco della Pace, situato proprio nel distretto di Sempione. I designer hanno voluto catturare quella stessa luminosità monumentale, trasferendola sulle linee sinuose della Junior per trasformarla in una scultura in movimento. Per esaltare ulteriormente questa purezza e dare slancio alla silhouette, la vettura adotta un tetto nero a contrasto, creando un gioco cromatico sofisticato che ne sottolinea il profilo dinamico.

Carattere da vendere

Il carattere grintoso della “Edizione Bianco” emerge dai dettagli esterni, curati con precisione quasi artigianale. Al primo sguardo, l’attenzione viene rapita dai cerchi in lega Aero da 18’’ con il leggendario design a “cinque foglie”, progettati specificamente per ridurre la resistenza all’aria e migliorare l’efficienza.

La cura dei particolari prosegue con le calotte degli specchietti retrovisori in finitura carbon-look, coordinate con uno spoiler anteriore che sfoggia una decalcomania della medesima trama tecnica. Persino il semplice gesto di avviare l’auto diventa un rito esclusivo: ogni proprietario riceverĂ  infatti una custodia per le chiavi in carbonio creata unicamente per questa serie limitata.

Listino prezzi

Questa combinazione di stile e artigianalità ha un valore ben definito: l’Alfa Romeo Junior Ibrida Edizione Bianco è disponibile presso i concessionari autorizzati in Giappone al prezzo di 4.990.000 yen. Al cambio attuale, questa cifra corrisponde a circa 30.613 euro.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 10:01:18 +0000
News n. 9
Addio a Sandro Munari, il “Drago” leggenda dell’epoca d’oro dei rally

Il nome di Sandro Munari è di quelli roboanti, paragonabile allo scoppiettante motore V6 di origine Ferrari di quella Lancia Stratos con la quale ha scritto pagine memorabili di uno sport epico come il rally. In un’epoca avventurosa e intrisa di coraggio il “Drago”, così soprannominato anche per via di quel casco raffigurante la mitologica creatura, ha saputo portare lustro all’Italia e alla Lancia, con la quale ha costruito un sodalizio florido e vincente.

Le imprese con la Fulvia e la già citata Stratos hanno un valore inestimabile, così come le quattro vittorie al Monte Carlo. Purtroppo, pochi giorni fa il grande campione si è spento a Bologna all’età di 85 anni. Le sue imprese, però, non sono ingiallite ma più vivide che mai.

Un inizio sorprendente

La sua epopea ebbe inizio in modo sorprendente nel 1964, quando Arnaldo Cavallari lo scelse come navigatore per il Rally di Sardegna. In quell’occasione, il giovane veneto dimostrò subito di avere una stoffa pregiata: mentre i colleghi viaggiavano comodamente in nave, lui scelse di guidare la vettura da Porto Torres a Cagliari a ritmi forsennati, convinto che Cavallari non l’avrebbe mai trovata pronta al suo arrivo in aereo. Invece Munari la portò puntuale sulla linea di partenza e i due vinsero la corsa.

Quel giorno, superando il traguardo, Munari pianse: il suo sogno era fare il pilota, ma non aveva i mezzi economici per acquistare un’autentica macchina da corsa e quella proposta era stata la sua unica ancora di salvezza. Presto, però, il mondo avrebbe imparato a conoscerlo come “il Drago”, pilota preciso e arrembante, implacabile come la leggendaria bestia sputa fuoco.

La stima del Drake

Descritto spesso come introverso e taciturno, Munari nascondeva sotto la pelle un agonismo fuori scala. Eppure, questa determinazione non intaccò mai la sua integrità morale: nel 1972, al Rally di Sanremo, si oppose fermamente a un gioco di squadra che lo avrebbe favorito, preferendo la correttezza sportiva al comando della classifica. Non voleva percorrere scorciatoie e non cedeva alla tentazione di tagliare i percorsi. Un comportamento integerrimo che gli valse la stima profonda di Enzo Ferrari.

Il commendatore lo volle con le sue auto di Maranello per la leggendaria Targa Florio del 1972, vinta trionfalmente su una Ferrari 312 PB accanto ad Arturo Merzario. Munari sfiorò persino il debutto in Formula 1 nel 1973 per sostituire Nanni Galli, ma la fedeltà alla Lancia e la mancanza di tempo per i test lo portarono a dire i no, preferendo restare nel suo mondo prediletto, tra fango e fondi sconnessi.

Una bacheca ricca

La bacheca è da lustrarsi gli occhi anche se, per sua sfortuna, non vi è un titolo mondiale piloti poichĂŠ i regolamenti dell’epoca ancora non lo prevedevano. Comunque, il palmarès può contare su: quattro trionfi al Rally di Montecarlo, vittorie in Corsica, Sanremo e Portogallo, due titoli italiani (1967 e 1969) e un campionato europeo nel 1973. Al volante delle iconiche Lancia Fulvia HF e della brutale Stratos, Munari divenne l’orgoglio dello sport tricolare. Nel 1977, conquistò la Coppa FIA piloti, un successo che lo consacrò definitivamente nell’olimpo della specialitĂ . Ma la gloria fu spesso intrecciata al dolore piĂš cupo.

Nel 1968, un terribile incidente stradale gli costò l’asportazione della milza e, ancor piĂš tragicamente, la vita dell’amico Luciano Lombardini. Quel lutto segnò profondamente il Drago, che spiegò come la morte del suo navigatore gli avesse “strappato un pezzo d’anima”, lasciando una ferita mai del tutto rimarginata.

Oltre le corse, la sua visione innovativa lo portò a fondare il Motor Show di Bologna, un’idea nata visitando l’Esposauto di Clay Regazzoni. Per quell’impresa coinvolse giganti come Niki Lauda, Giacomo Agostini e Renato Molinari, portando la magia dei motori nel cuore dell’Emilia. Oggi l’Automobile Club d’Italia e la Lancia lo piangono come una figura che ha contribuito in modo determinante a costruire il mito sportivo del marchio nel mondo, incarnando coraggio, visione e spirito di innovazione. Sandro Munari se n’è andato circondato dall’affetto della moglie Flavia e dei figli, ma il ruggito dei suoi motori continuerĂ  a echeggiare per sempre nella memoria collettiva.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 08:57:41 +0000
News n. 10
MotoGP Thailandia, l’Aprilia simply the Bez, Ducati arranca: le pagelle

Il mondiale 2026 della classe regina è scattato a Buriram con la sfida tra Aprilia e Ducati. Già nei test prestagionali si erano notati gli straordinari passi in avanti compiuti dalla Casa di Noale. Marco Bezzecchi ha migliorato il suo livello di guida sulla nuova RS-GP, riuscendo a dettare il ritmo nella giornata di venerdì al mattino, arrivando primo anche al pomeriggio. Per Marco Bezzecchi è stato l’inizio di un percorso che lo ha visto in grande forma già nei test, pur con condizioni molto diverse rispetto a quelle del weekend di gara a Buriram.

La pioggerella nel pomeriggio di PL ha parzialmente disturbato il lavoro del rider romagnolo, capace di una guida prudente in vista della Sprint Race e del Gran Premio. Nelle qualifiche Marco Bezzecchi sulla RS-GP26 ha stampato il miglior tempo, precedendo Marc Marquez e Raul Fernandez del team satellite della Casa di Noale. Seconda fila per Fabio Di Giannantonio, poi Jorge Martin e Pedro Acosta. Settimo crono per Alex Marquez, in assenza di Fermin Aldeguer alle prese ancora con i problemi al femore. Out in Q1 Pecco Bagnaia, che è scattato dalla tredicesima piazzola.

Al via della SR Marc Marquez è riuscito a prendere il comando in Curva-1, precedendo l’alfiere italiano dell’Aprilia. Alle spalle dei primi due Fernandez si è tenuto stretta la terza posizione, mentre Diggia è stato portato fuori da una staccata sbagliata di Alex Marquez. Ne hanno approfittato Pedro Acosta, Jorge Martin e Ai Ogura. Nelle prime due tornate Marco Bezzecchi e Marc Marquez hanno dato spettacolo con sorpassi a ripetizione, ma sul più bello l’italiano è crollato al suolo quando era in testa in Curva-2. Un errore grave perché è proprio nelle SR che si possono accumulare punti pesanti. Jorge Martin, nel campionato 2024, ha battuto Bagnaia proprio grazie ai successi nella gare brevi.

Marc Marquez, una volta liberatosi di Bezzecchi, è stato insidiato dal connazionale della KTM. Acosta, corteggiato dalla Casa di Borgo Panigale, ha provato a creare dei grattacapi al campione della Ducati. Nonostante la precaria forma fisica del fenomeno di Cervera c’è stata una accesa bagarre. Dietro ad Acosta sono saliti in cattedra i rider della Casa di Noale, Raul Fernandez, Ai Ogura e Jorge Martin, finalmente tornato in forma dopo i numerosi problemi fisici della scorsa annata. Il 9 volte iridato ha gestito con oculatezza le gomme e con ferocia ha regolato Acosta con una manovra, al penultimo giro, che è stata giudicata irregolare.

L’entrata di Marc è stata troppo decisa secondo i commissari di gara, ma in passato ha fatto di peggio e non è mai stato punito. Il ducatista è rimasto cucito al cordolo ed è stato furbo l’enfant prodige della KTM ad accentuare l’uscita di pista. Il campione è stato costretto a cedere la posizione all’ultima curva dell’ultimo giro, regalando a Pedro Acosta la prima gioia in MotoGP. Il dominio iberico è stato chiuso dal Raul Fernandez.

Nella sfida domenicale Bezzecchi è partito a fionda e ha fatto mangiare la polvere a tutti. Il romagnolo ha costruito giro dopo giro un vantaggio consistente sul compagno di marca Raul Fernandez. Pedro Acosta ha lottato con il coltello tra i denti con i connazionali Jorge Martin e Marc Marquez, riuscendo a strappare alla fine la seconda posizione. Ducati giÚ dal podio dopo piÚ di 4 anni e 89 GP. Era dalla domenica in Aragona nel 2021 che una Desmosedici non chiudeva nelle prime tre posizioni: Marc Marquez out in Thailandia con tanto di mescola bucata, solo non Pecco Bagnaia.

I top 3

Pedro Acosta: 9 – Con la vittoria della SR è diventato il piĂš giovane della storia della MotoGP a mettersi al collo una medaglia d’oro. Non si aspettava di trionfare per una penalitĂ  al campione in carica della Ducati, ma ha la furbizia dei predestinati. Ha dimostrato con un coraggio leonino e sorpassi audaci di meritare la corte della Casa di Borgo Panigale in ottica 2027. Terza storica vittoria Sprint per la KTM dopo i due successi marcati da Brad Binder. Ha strappato una seconda posizione nel GP, battendo due fenomeni come Marquez e Martin. Dopo la prima trasferta in Thailandia è in testa alla graduatoria. Un ottimo segnale per il marchio di Mattighofen.

Marco Bezzecchi: 8 – Se non avesse commesso l’errore nella SR avrebbe concluso un weekend da 10 in pagella. In gara non ha avuto la pressione di Marc Marquez e si è vista la differenza. È stato inattaccabile sulla RS-GP26. Qui a Buriram ne aveva troppo di piĂš rispetto a tutti gli avversari, ma ha raccolto “soli” 25 punti, due in piĂš di Raul Fernandez (voto 7,5). Il romagnolo, considerando anche il finale della scorsa stagione, ha vinto 3 GP di fila, l’unico a riuscirci nella storia della Casa di Noale.

Jorge Martin: 7 – Rimanendo in tema Aprilia si è rivisto un Martinator in un ottimo stato di forma. Vogliamo premiarlo dopo un anno infernale in ospedale in cui non è mai riuscito a esprimersi ad altissimi livelli. Rivederlo lottare contro Marquez e Acosta è stato un piacere per gli occhi. Bentornato Jorge!

I flop 3

Marc Marquez: 5,5 – Sfortunato in gara e penalizzato in modo esagerato nella Sprint. In un weekend dominato da Aprilia è stato l’unico ducatista a lottare. Si è dovuto accontentare della medaglia d’argento nella sfida breve, ma nel GP ha mostrato tutti i limiti di una Rossa che, nel 2025, aveva dominato a Buriram. Da un fenomeno come lui ci si aspetta sempre qualcosa in piĂš, tuttavia si è dovuto arrendere anzitempo con una mescola bucata e ha lasciato la Thailandia con soli 9 punti raccolti.

Pecco Bagnaia: 4 – Torna a casa a una sola lunghezza in graduatoria dal compagno di squadra. Un bottino di punti complessivo per il team factory Ducati preoccupante. Il torinese non ha mai avuto il ritmo giusto per lottare con i rider migliori nelle posizioni che contano. Dopo i test prestagionali e le dichiarazioni rilasciate i fan si aspettavano di vederlo in cima alla griglia. Dalla tredicesima casella non ha potuto granchĂŠ, chiudendo in gara con una mesta nona piazza.

Yamaha: 0 – Le aspettative della vigilia erano altissime. Il lancio del nuovo motore V4 si è dimostrato fallimentare giĂ  nei primi giri nei test. Fenomeni come Fabio Quartararo e Toprak Razgatlioglu sono stati sempre nelle ultime posizioni, esattamente come Alex Rins e Jack Miller a distanze siderali dal resto del gruppo. Il campione francese se ne andrĂ  a fine stagione e anche giustamente dato il flop tecnico. La M1 è peggiorata e saranno dolori nel 2026.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 07:22:19 +0000
News n. 11
Fumo nero in accelerazione: quando rischi la rottura del motore diesel

Vedere una nuvola di fumo nero uscire dallo scarico devi preoccuparti: il motore sta lavorando male a causa di una cattiva combustione. Vediamo quando puoi arrivare tranquillamente fino a casa (o in officina) e quando invece devi accostare subito per non danneggiare il motore. Scopriremo insieme quanto può costare l’intervento del meccanico e come evitare che una banale fumata si trasformi in un enorme danno.

Posso continuare a guidare o devo fermarmi subito?

La risposta dipende dall’intensitĂ  del fenomeno e dal comportamento dell’auto mentre sei alla guida. Se la fumositĂ  è sporadica e si manifesta solo quando premi il pedale a fondo, è possibile raggiungere l’officina. Se invece si presenta un fumo denso e persistente, è necessario fermarsi subito senza procedere. Ecco le casistiche piĂš frequenti a cui prestare attenzione:

  • se vedi poco fumo e l’auto va bene: puoi guidare piano fino all’officina, ma evita di accelerare forte o fare sorpassi tirando le marce;
  • se l’auto trema o non accelera piĂš: fermati il prima possibile. Se continui, la cenere prodotta da una cattiva combustione tapperĂ  il filtro dello scarico (DPF) e nei casi piĂš gravi sarĂ  necessaria la sua sostituzione;
  • se senti fischi forti o rumori di metallo: accosta immediatamente e spegni tutto. È il segnale che una parte interna del motore si sta rompendo e insistere può portare a un danno irreversibile;
  • se vedi spie rosse sul cruscotto: continuare a guidare è sconsigliato, soprattutto se non si conosce il motivo per cui si è accesa la spia. Chiama il carro attrezzi perchĂŠ il motore potrebbe danneggiarsi seriamente.

Ignorare questi segnali significa rischiare di restare a piedi nel bel mezzo della carreggiata e dover inoltre sostituire componenti motore con un costo molto elevato.

I costi per la riparazione

Una volta che l’officina avrĂ  collegato il computer per la diagnosi, individuerĂ  quale componente sta causando il fumo nero. In base alla mia esperienza, ecco i pezzi che generalmente ripariamo o sostituiamo in questi casi e quanto costa l’intervento in officina:

  • manicotto del turbo rotto: il tubo di gomma che porta l’aria al motore è rovinato. Il costo per la riparazione è compreso tra 120 e 250 euro;
  • valvola EGR intasata: il sistema di ricircolo dei fumi è bloccato dalla fuliggine. La sostituzione varia molto in base alla complessitĂ  del lavoro, indicativamente siamo tra i 240 e i 450 euro;
  • iniettori usurati: i polverizzatori che spruzzano il gasolio non chiudono piĂš bene e iniettano troppo carburante. Il costo è di circa 200 euro a iniettore. La spesa dipende dalla progettazzione del motore, a 3,  4 o 6 cilindri;
  • sensore massa aria (debimetro): trasmette dati errati alla centralina causando un eccesso di iniezione. La sua sostituzione è compresa tra i 220 e 350 euro;
  • filtro antiparticolato (DPF) intasato: se hai insistito a guidare con il fumo nero, il filtro è saturo. Il costo per la pulizia professionale è di circa 350 euro, mentre la sostituzione può arrivare anche a 1.200 euro.

I consigli per prevenire il guasto

Per evitare di tornare in officina con lo stesso problema, devi cambiare approccio alla gestione del tuo motore diesel. Questi propulsori sono progettati per macinare chilometri alla temperatura di esercizio, non per brevi spostamenti urbani a freddo. Ecco come proteggere la tua auto:

  • non risparmiare sui filtri: un filtro dell’aria sporco è la prima causa di mancanza di ossigeno e fumo nero, cambialo ogni 15.000 km;
  • utilizza gasolio di alta qualitĂ : i carburanti di qualitĂ  e l’uso di additivi per il serbatoio, aiutano a mantenere i polverizzatori degli iniettori liberi da incrostazioni carboniose;
  • effettua cicli di guida extraurbana: almeno una volta ogni due settimane, percorri un tratto autostradale a regimi costanti per favorire la rigenerazione del sistema di scarico;
  • evita il sottocoppia: guidare sempre a regimi troppo bassi (sotto i 1.500 giri) favorisce l’accumulo di fuliggine nei condotti di aspirazione e l’intasamento del filtro DPF.
Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 07:09:32 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari cittĂ  per cittĂ 

Nel mese di marzo 2026 sono previsti diversi scioperi in Italia che interesseranno vari settori e regioni, con particolare concentrazione nel settore dei trasporti e alcune agitazioni di carattere generale a livello nazionale. In questo articolo trovate il calendario aggiornato con le date, gli orari e le cittĂ  coinvolte dagli scioperi di marzo 2026.

Sciopero 02 marzo 2026

Nella cittĂ  di Bolzano è indetto uno sciopero della durata di 24 ORE per il trasporto pubblico locale, che coinvolge tutto il personale della societĂ  SASA di Bolzano. L’agitazione è stata proclamata dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti e si svolgerĂ  dalla mezzanotte alle 24:00.

Sciopero 06 marzo 2026

Nella cittĂ  di Napoli sono due gli scioperi previsti per il trasporto pubblico locale. Il primo coinvolge il personale della societĂ  EAV di Napoli e durerĂ  4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, indetto dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL. Il secondo riguarda il personale divisione ferro, personale viaggiante e linee vesuviane della societĂ  EAV di Napoli, con uno sciopero di 24 ore indetto da OSP FAISA-CONFAIL.

Sciopero 09 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale è proclamato uno sciopero generale di intera giornata che riguarda il personale di tutti i comparti, aree pubbliche, categorie del lavoro privato e cooperativo (sindacato: SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE). Ulteriori scioperi generali sono proclamati da UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912, USB e CLAP per il personale del settore pubblico e privato ma con esclusione dell’intero settore trasporti, sempre per l’intera giornata.

Sciopero 13 marzo 2026

Nella cittĂ  di Udine è previsto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della societĂ  Arriva Udine. L’agitazione è indetta dal sindacato ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Sciopero 16 marzo 2026

Nella cittĂ  di Palermo sono indetti due scioperi di 24 ore che coinvolgono il personale delle societĂ  Autoservizi Russo e Segesta Autolinee. Entrambi sono proclamati dal sindacato OSR FAISA-CISAL.
Nella cittĂ  di Enna sciopero di 24 ore per il personale della societĂ  Interbus (OSR FAISA-CISAL).
Nella cittĂ  di Catania sciopero di 24 ore per il personale della societĂ  Etna Trasporti (OSR FAISA-CISAL).
In Abruzzo (tutte le province), sciopero di 24 ore del personale della SocietĂ  TUA (OSR ORSA AUTOFERRO TPL).

Sciopero 18 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale sono indetti diversi scioperi nel settore aereo di 24 ore (00:00-23:59) che riguardano il personale di Airport Handling/Dnata presso gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa, nonchĂŠ il personale ALHA di Milano Malpensa (OST CUB TRASPORTI). Sono previsti anche due scioperi di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolgono rispettivamente il personale navigante di EasyJet Airlines Limited e il personale di terra e di volo di ITA Airways (USB Lavoro Privato).

Sciopero 27 marzo 2026

In Lombardia (tutte le province), sciopero di 24 ore in varie modalitĂ  per il personale del Gruppo ATM di Milano (AL-COBAS).
Nella città di Napoli è previsto uno sciopero di 4 ore dalle 19.00 alle 23.00, che coinvolge il personale della società EAV (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO).

Sciopero 28 marzo 2026

Nella cittĂ  di Bari sono indetti due scioperi nel settore del trasporto pubblico locale:
– Uno di 4 ore, dalle 20.00 alle 23.59, per il personale della societĂ  AMTAB (OSR/OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL AUTOFERRO).
– Un altro di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, per il personale della societĂ  MTM di Molfetta (OSP FIT-CISL/UILT-UIL).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 13
Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: cittĂ , orario inizio e fine

Il 02 marzo 2026 in Italia è previsto un solo sciopero nel settore dei trasporti. Nell’articolo di seguito trovate tutti i dettagli relativi allo sciopero segnalato, con informazioni su cittĂ  coinvolte, durata e sindacati promotori.

Sciopero dei trasporti Bolzano

È stato indetto uno sciopero della durata di 24 ORE per il trasporto pubblico locale nella provincia di Bolzano, regione Trentino-Alto Adige. Lo sciopero interessa il personale della SocietĂ  SASA di Bolzano e sarĂ  effettivo dalla mezzanotte fino alle 24:00 del giorno 2 marzo 2026. L’agitazione è stata proclamata dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 02 marzo 2026, proponiamo il quadro aggiornato dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana. Nella tabella trovi benzina, gasolio, GPL e metano con la relativa modalità di erogazione e il prezzo medio nazionale rilevato nell’ultimo aggiornamento disponibile. A seguire, spieghiamo in modo chiaro come si forma il prezzo alla pompa: quali sono le componenti fiscali e industriali, in che modo incidono le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro e dove interviene il margine degli operatori. In chiusura trovi anche i grafici di approfondimento e la fonte istituzionale a cui fare riferimento per ulteriori verifiche.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Dati aggiornati: 01-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Gasolio SELF 1.829 €
Benzina SELF 1.778 €
GPL SERVITO 0.829 €
Metano SERVITO 1.464 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo pagato dal consumatore alla pompa nasce dall’incontro tra componente fiscale e componente industriale. La prima vale il 58% e include imposte indirette come accise e IVA; la seconda incide per il 42% ed è determinata da fattori di mercato. All’interno della parte industriale, il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo finale e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e la dinamica del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti delle variazioni espresse in dollari. Il margine lordo degli operatori, pari al 12% del prezzo, copre logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e rischio commerciale, ed è la leva su cui i distributori possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa in risposta alla concorrenza locale e alle condizioni di domanda e offerta. La parte fiscale, pur non dipendendo dall’andamento quotidiano dei mercati, pesa in modo decisivo sul prezzo finale: le accise sono importi unitari per litro e l’IVA si applica sul valore complessivo, includendo anche le accise. La combinazione tra fiscalità elevata e oscillazioni del costo industriale spiega perché il prezzo della benzina possa mostrare variazioni nel breve periodo, pur rimanendo strutturalmente influenzato dal carico fiscale predominante.

Per il gasolio, la ripartizione tra componente fiscale e industriale è diversa e aiuta a comprendere specificità e dinamiche di prezzo. La componente fiscale pesa per il 45%, mentre la componente industriale sale al 55% del prezzo alla pompa. Dentro la quota industriale, il costo della materia prima incide per il 45%: è la parte più sensibile alle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e alle variazioni del cambio euro/dollaro, che possono trasmettersi rapidamente sui listini. Il margine lordo degli operatori è pari al 10% del prezzo e remunera attività come trasporto, stoccaggio, gestione della rete, servizi al cliente e rischi operativi; su questa quota l’operatore può intervenire con politiche commerciali e promozionali, anche per rispondere alla concorrenza tra impianti in aree limitrofe. La minore incidenza della fiscalità rispetto alla benzina rende il gasolio relativamente più esposto alle dinamiche industriali e alle condizioni dei mercati energetici internazionali. Ciò significa che fasi di rialzo delle quotazioni o di indebolimento dell’euro tendono a riflettersi in modo più diretto sul prezzo, mentre il quadro fiscale, pur rilevante, non assorbe la stessa quota del prezzo finale. Nel complesso, conoscere questa scomposizione aiuta a interpretare le variazioni e a capire quali elementi incidano di più nel breve e nel medio periodo.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 15
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.680 per la benzina, 1.736 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.428 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.727
Benzina SELF 1.668
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.402

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.749
Benzina SELF 1.711
GPL SERVITO 0.679
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.799
Benzina SELF 1.726
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.588

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.745
Benzina SELF 1.708
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.497

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.703
Benzina SELF 1.666
GPL SERVITO 0.640
Metano SERVITO 1.385

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.728
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.372

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.748
Benzina SELF 1.676
GPL SERVITO 0.676
Metano SERVITO 1.371

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.715
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.476

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.753
Benzina SELF 1.694
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.432

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.728
Benzina SELF 1.666
GPL SERVITO 0.670
Metano SERVITO 1.385

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.712
Benzina SELF 1.652
GPL SERVITO 0.699
Metano SERVITO 1.312

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.734
Benzina SELF 1.688
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.728
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.670
Metano SERVITO 1.425

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.720
Benzina SELF 1.685
GPL SERVITO 0.654
Metano SERVITO 1.465

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.745
Benzina SELF 1.687
GPL SERVITO 0.798

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.719
Benzina SELF 1.686
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.726
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.689
Metano SERVITO 1.454

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.762
Benzina SELF 1.701
GPL SERVITO 0.729
Metano SERVITO 1.323

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.724
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.325

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.774
Benzina SELF 1.711
GPL SERVITO 0.814

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.719
Benzina SELF 1.658
GPL SERVITO 0.677
Metano SERVITO 1.325

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 16
5 supercar usate a meno di 50.000 euro, i migliori affari del 2026

Il mercato dell’usato sta vivendo una fase interessante: alcune sportive e granturismo di inizio anni 2000 o della scorsa decade hanno subito una svalutazione importante, pur mantenendo intatto il loro fascino. Attenzione però, perché comprare una supercar “a buon prezzo” non significa automaticamente fare un affare. Manutenzione, assicurazione, bollo e superbollo possono incidere in modo significativo.

Ma se si sceglie con criterio, puntando su esemplari ben tenuti, con storico manutentivo certificato e chilometraggi coerenti, si può entrare in un mondo fatto di V8 aspirati, sei cilindri sovralimentati e telai raffinati con una cifra inferiore a quella di molte berline medie nuove. Ecco cinque supercar usate sotto i 50.000 euro che nel 2026 rappresentano alcuni dei migliori affari sul mercato.

Aston Martin V8 Vantage

La prima è un’icona britannica. La V8 Vantage prodotta tra il 2006 e il 2009 è una delle Aston più accessibili di sempre sul mercato dell’usato. Eppure conserva tutto il DNA del marchio: cofano lunghissimo, abitacolo arretrato, proporzioni perfette e un’eleganza senza tempo che richiama immediatamente l’immaginario da “Bond car”.

Con un budget tra i 45.000 e i 50.000 euro si trovano esemplari con meno di 70.000 km, spesso in condizioni molto buone. Sotto il cofano c’è il V8 aspirato da 4.3 litri capace di 426 CV, abbinato al cambio Sportshift robotizzato o al manuale, sempre più ricercato.

Le prestazioni sono ancora oggi di altissimo livello: lo 0-100 km/h si copre in poco piÚ di 4,9 secondi e il sound è uno di quelli che fanno girare la testa anche ai meno appassionati. La guida è fisica, coinvolgente, meno filtrata rispetto alle sportive moderne.

Non è un’auto economica da mantenere, questo va detto. Ma il valore d’acquisto attuale la rende una delle supercar più affascinanti per rapporto tra prezzo e blasone.

Jaguar F-Type

Restiamo in Inghilterra con la Jaguar F-Type, una delle sportive più riuscite degli ultimi quindici anni. La prima generazione, prodotta fino al 2018, ha riportato il marchio al centro dell’attenzione grazie a un design muscoloso e a un carattere deciso.

Con meno di 40.000 euro si trovano versioni V6 3.0 sovralimentate da 300 a 380 CV in condizioni eccellenti, spesso con chilometraggi contenuti. Se si accetta di salire verso i 100.000 km, il prezzo può scendere fino a circa 30.000 euro, altrimenti varianti con pochissimi chilometri salgono fino ai 40.000 euro.

La F-Type è disponibile sia coupé sia roadster. La seconda, con la capote abbassata e il V6 che ruggisce, regala un’esperienza di guida estremamente coinvolgente. L’assetto è rigido il giusto, la trazione posteriore assicura divertimento e il cambio automatico a otto rapporti si dimostra rapido e ben calibrato.

È una supercar più moderna rispetto alla Vantage, con interni meglio rifiniti e una tecnologia più attuale. E soprattutto con un’immagine che, ancora oggi, non passa inosservata.

Maserati GranTurismo

Qui si entra nel territorio delle granturismo pure, quelle con quattro posti veri (anche se posteriori piÚ adatti a brevi viaggi) e un motore che è pura colonna sonora. La Maserati GranTurismo di prima generazione, prodotta dal 2007 in avanti, è una delle italiane piÚ emozionanti disponibili sotto i 50.000 euro.

Con circa 45.000 euro si trovano esemplari con meno di 70.000 km, spesso equipaggiati con il V8 da 4.7 litri capace di 450 CV. Un motore aspirato che canta fino a oltre 7.000 giri, con un timbro inconfondibile.

La linea firmata Pininfarina è ancora oggi attualissima: lunga, filante, con proporzioni classiche e dettagli che la rendono immediatamente riconoscibile. Dentro si respira un’atmosfera artigianale, con pelle ovunque e una plancia che privilegia il piacere tattile rispetto alla digitalizzazione spinta.

Non è una sportiva estrema da pista, ma una vera GT: veloce, comoda sulle lunghe distanze e capace di regalare emozioni autentiche. I costi di gestione non sono da utilitaria, ma il prezzo d’acquisto attuale è sorprendentemente accessibile rispetto al listino originale.

Con 50.000 euro oggi compri una supercar come la Maserati GranTurismo
Ufficio Stampa Stellantis
Supercar a metĂ  prezzo: la Maserati GranTurismo a meno di 50.000 euro

BMW Z4 M40i

È la piÚ recente della selezione e al tempo stesso il nome meno blasonato, ma forse proprio per questo la piÚ facile da vivere quotidianamente. La BMW Z4 nella versione M40i rappresenta un equilibrio invidiabile tra sportività e tecnologia moderna.

La generazione più recente tra il 2022 e il 2024 si riesce a trovare sul mercato dell’usato a cifre tra i 45.000 e i 50.000 euro. Questo per vetture con meno di 50.000 km e una tecnologia in linea con lo stile attuale e una grande presenza tecnologica. Nonostante l’attitudine da roadster sportiva, più che una vera supercar, il sei cilindri in linea da 340 CV non fa sconti in termini di potenza.

La trazione posteriore è sinonimo di divertimento, cosi come il telaio rivisto dalla sezione M Sport della casa tedesca. È forse la vettura che riesce meglio nell’utilizzo da tutti i giorni, trasformandosi in una sportiva a piacimento.

Porsche Cayman

Chiudiamo con un nome sempre verde, quando si parla di sportive pure: la Porsche Cayman, nella generazione prodotta tra il 2007 e il 2010, è a oggi una delle migliori porte d’ingresso al mondo Porsche.

Con circa 40.000 euro si trovano esemplari con meno di 40.000 km, dotati del famoso boxer sei cilindri aspirato, con potenze che variano da 245 a 295 CV. Una configurazione tecnica che garantisce baricentro basso, distribuzione dei pesi perfetta e un feeling di guida tra i piĂš coinvolgenti del mercato.

Salendo verso i 50.000 euro si possono valutare anche modelli piĂš recenti, tra il 2015 e il 2017 (generazione 981), con dotazioni piĂš moderne e interni aggiornati.

La Cayman è chirurgica tra le curve, comunicativa nello sterzo, stabile in frenata. Porsche è una garanzia per chi ama guidare davvero, senza compromessi. E il marchio Porsche assicura una tenuta del valore spesso superiore alla media del segmento.

Supercar “low cost”, ma con la testa

Comprare una supercar usata sotto i 50.000 euro è oggi possibile, ma serve consapevolezza. Il prezzo d’ingresso può essere allettante, ma manutenzione ordinaria e straordinaria, pneumatici, freni e assicurazione richiedono un budget adeguato.

Il consiglio è sempre lo stesso: verificare lo storico tagliandi, controllare eventuali richiami, affidarsi a professionisti per una perizia tecnica e mettere in conto un fondo per imprevisti.

Se si fa la scelta giusta, però, il risultato è impagabile: un V8 che canta al minimo, una linea scolpita dal vento, una trazione posteriiore pronta a scaricare centinaia di cavalli sull’asfalto. Emozioni che, fino a qualche anno fa, erano riservate a pochi. Oggi, con 50.000 euro e un pizzico di coraggio, possono diventare realtà.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 06:30:54 +0000
News n. 17
Allarme Confindustria, l’automotive è in crisi e non è da solo

L’industria italiana prova a rialzare la testa, ma lo fa con fatica. L’ultimo report del Centro Studi di Confindustria fotografa un quadro ancora fragile, fatto di luci e ombre. Se da un lato alcuni comparti tornano a crescere, dall’altro l’automotive resta tra i settori più in difficoltà, con un calo che preoccupa imprese e lavoratori.

Il dato è chiaro: la manifattura italiana non è ancora uscita dalla fase di rallentamento iniziata nel 2023. E tra i comparti che soffrono di più spicca proprio quello dell’auto, alle prese con una trasformazione epocale tra elettrificazione, calo della domanda e tensioni internazionali.

9 settori industriali su 22 in crescita

Secondo l’analisi, nove settori industriali su ventidue mostrano segnali di crescita. Tra questi, spiccano il farmaceutico e alcuni comparti dell’alimentare, che beneficiano di una domanda estera ancora solida e di una maggiore stabilità dei costi energetici rispetto ai picchi del biennio precedente.

Il quadro complessivo, però, resta disomogeneo. L’export rallenta in diversi mercati chiave e i consumi interni non riescono a dare una spinta decisiva alla produzione. Le imprese si muovono in un contesto di incertezza, condizionato da tassi d’interesse ancora elevati e da un clima geopolitico instabile.

In questo scenario, la crescita di alcuni comparti non basta a compensare le difficoltà di quelli più strutturali e strategici per il sistema Paese. E l’automotive rientra proprio tra questi.

L’utomotive segna -10,3%: le cause

Il dato che colpisce maggiormente è il -10,3% registrato dal settore automotive. Una flessione importante, che riflette una combinazione di fattori.

Da un lato c’è la contrazione della produzione, legata a una domanda europea debole e a un mercato interno che fatica a riprendersi. Le immatricolazioni restano sotto i livelli pre-pandemia e l’incertezza normativa – tra stop ai motori termici, incentivi intermittenti e cambi di strategia sulla transizione elettrica – pesa sulle scelte dei consumatori.

Dall’altro lato c’è la trasformazione industriale in atto. La filiera dell’auto sta vivendo una fase di riconversione profonda: l’elettrificazione richiede investimenti massicci, nuove competenze e una riorganizzazione delle catene di fornitura. Molte aziende dell’indotto, soprattutto le piccole e medie imprese specializzate in componenti per motori termici, si trovano oggi in una posizione delicata.

Non va dimenticato, inoltre, il tema della competitività internazionale. La pressione dei produttori asiatici, in particolare cinesi, si fa sempre più forte sul fronte delle auto elettriche e ibride, mentre negli Stati Uniti le politiche industriali protezionistiche creano ulteriori squilibri. In questo contesto, l’industria europea – e quella italiana in particolare – rischia di perdere terreno.

È attesa “una moderata crescita”

Nonostante il quadro complesso, il rapporto di Confindustria non è privo di spiragli positivi. Per i prossimi mesi si parla di una “moderata crescita”, sostenuta da un possibile miglioramento della domanda estera e da un graduale recupero dei consumi interni.

Molto dipenderà dall’evoluzione del contesto macroeconomico: inflazione, politiche monetarie e stabilità geopolitica restano variabili decisive. Per l’automotive, però, la sfida sarà soprattutto strutturale. Non si tratta solo di recuperare volumi produttivi, ma di ridefinire un intero modello industriale.

Serviranno politiche industriali chiare, incentivi stabili e una strategia europea coordinata per evitare che la transizione ecologica si trasformi in una perdita di competitività. L’auto non è un settore qualsiasi: rappresenta una parte fondamentale della manifattura italiana, con centinaia di migliaia di occupati e un indotto che coinvolge meccanica, elettronica, chimica e logistica.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 06:30:34 +0000
News n. 18
Che auto guida Max Angioni, una scelta di classe per il comico e conduttore

In auto Max Angioni non è come te lo aspetti. In barba al lusso convenzionale, per muoversi tra un set televisivo e un teatro, il comico ha fatto all-in sulla DS 7. Proprio cosĂŹ, il “folletto” di Como, che ha conquistato il palco di Zelig prima di approdare a Le Iene, ha gusti sobri al volante, nonostante per sua stessa ammissione il bolide dei sogni sia una Lamborghini Urus, una “Batmobile nel mondo reale”.

Quanto costa il SUV

La versione della DS 7, in vendita a prezzi di listino da 45.900 euro, trasuda eleganza magnetica in tinta total black, quasi Angioni volesse bilanciare l’energia esplosiva e spesso surreale dei sketch messi in scena. Anche se in un’intervista a Drive Up ha sottolineato le difficoltĂ  affrontate tra le vie urbane, i pro superano i contro, a cominciare dal comfort e dallo spazio a bordo.

Allo sbarco sul mercato nel 2017, sotto forma di Crossback, la DS 7 è l’emblema del savoir-faire francese. Una volta infilato piede a bordo, Max Angioni e i suoi compagni di viaggio possono apprezzare i materiali premium e la cura artigianale richiamante l’alta orologeria: dai tasti a “clous de Paris” ai sedili ventilati e massaggianti, il conducente si sente il benvoluto. GiĂ  ce lo immaginiamo Angioni dopo l’adrenalina di una puntata a Le Iene, mentre si immerge nel silenzio garantito dai vetri isolanti e dalle sospensioni DS Active Scan, capaci di leggere la strada in tempo reale cosĂŹ da adattarsi alle imperfezioni.

Tecnologia e versatilitĂ : il SUV che non rinuncia a nulla

Sotto il vestito elegante, la DS 7 nasconde una base meccanica solida, condivisa con l’eccellenza della piattaforma EMP2. Il motore diesel BlueHDi 130, un punto di riferimento in termini di efficienza e regolaritĂ  sulle lunghe tratte, assicura consumi molto contenuti.

In alternativa, è disponibile la variante E-Tense, ovvero la plug-in hybrid, con potenze che spaziano dai 225 CV fino ai 360 CV della versione 4×4. Quest’ultima, una “belva” silenziosa, vanta uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 5,6 secondi e offre, al tempo stesso, un’autonomia elettrica urbana vicina agli 80 km. Con un bagagliaio generoso da 555 litri, la DS 7 è anche una campionessa di praticitĂ : c’è spazio in abbondanza per i costumi di scena, i testi dei monologhi e tutto l’occorrente per una vita vissuta a tutto gas tra Milano e il resto d’Italia.

La compagna di viaggio del conduttore de Le Iene

Il successo di Max Angioni sta nella sua capacitĂ  di essere originale senza mai risultare forzato. La DS 7 riflette esattamente questo spirito, indicata per distinguersi dalla massa dei SUV a catena, mantenendo, però, la sostanza. Il sistema di infotainment DS IRIS, comprensivo di schermo ad alta risoluzione e integrazione smartphone totale, permette a un creativo come lui di gestire chiamate, messaggi e magari appuntarsi un’idea per una battuta dell’ultimo minuto in totale sicurezza.

Non è esagerato, dunque, definire la DS 7 nera di Max Angioni un esercizio di stile. Tra i risultati raggiunti, lo Sport Utility d’oltralpe può “dire” di avere scalato le classifiche di gradimento di uno dei nuovi volti della comicitĂ  italiana, che sceglie di viaggiare in prima classe, ma con discrezione.

Data articolo: Sun, 01 Mar 2026 19:58:51 +0000
News n. 19
5 compatte premium a meno di 35.000 euro, quali scegliere nel 2026

C’è un segmento che in Italia non conosce crisi: quello delle compatte premium. Auto lunghe poco più di quattro metri, facili da guidare in città ma capaci di macinare chilometri in autostrada con comfort e qualità da segmento superiore. Non sono semplici berline due volumi: sono il punto d’incontro tra tecnologia, piacere di guida e immagine.

Con un budget fino a 35.000 euro si può già entrare nel mondo premium con versioni d’accesso ben equipaggiate, motorizzazioni efficienti e dotazioni di sicurezza complete. Certo, basta poco con gli optional per salire di prezzo, ma le configurazioni base sono oggi molto più ricche rispetto al passato: infotainment connesso, strumentazione digitale, assistenza alla guida di livello 2 e finiture curate.

Abbiamo selezionato cinque protagoniste del segmento, tutte sotto (o attorno) alla soglia dei 35.000 euro di listino. Modelli che rappresentano filosofie diverse: c’è chi punta sulla sportività, chi sull’equilibrio, chi sull’eleganza fuori dagli schemi. Ecco quali scegliere e perché.

Audi A3

È una delle regine indiscusse del segmento. La A3 è da anni un riferimento per chi cerca una compatta premium solida, tecnologica e con un’immagine forte ma non eccessiva. L’attuale generazione ha fatto un deciso passo avanti sul piano del design: linee tese, frontale ampio, gruppi ottici affilati e una presenza su strada che la rende immediatamente riconoscibile.

Dentro, l’ambiente è quello tipico di Ingolstadt: minimalista ma raffinato. La strumentazione digitale Audi Virtual Cockpit e il display centrale orientato verso il guidatore creano una postazione di guida moderna e intuitiva. I materiali sono di buona qualità anche negli allestimenti base, con assemblaggi precisi e una sensazione generale di solidità.

Sotto il cofano, a partire da 30.950 euro si entra nel mondo TFSI benzina, con potenze equilibrate e consumi contenuti. La A3 non è solo un’auto d’immagine: lo sterzo preciso e l’assetto ben calibrato la rendono piacevole anche tra le curve, senza sacrificare il comfort nei lunghi viaggi.

È la scelta giusta per chi vuole un’auto completa sotto ogni aspetto, senza eccessi ma con un livello qualitativo elevato e una tenuta del valore nel tempo tra le migliori della categoria.

Volkswagen Golf

Come la sorella a Quattro Anelli, la Golf da anni rappresenta una delle scelte di rilievo nel segmento premium. La sua forza è l’equilibrio: qualità costruttiva, tecnologia, comfort e motorizzazioni efficienti in un pacchetto che negli anni si è evoluto senza tradire sé stesso.

L’ottava generazione ha introdotto una digitalizzazione spinta, con plancia quasi interamente touchscreen e strumentazione digitale di serie. All’inizio ha fatto discutere per l’uso esteso dei comandi touch, ma nel tempo si è dimostrata coerente con le tendenze del mercato. L’abitacolo resta spazioso per quattro adulti e il bagagliaio è tra i più sfruttabili del segmento.

A 31.550 euro si parte con motorizzazioni benzina e mild hybrid brillanti il giusto per l’uso quotidiano, con consumi contenuti e costi di gestione ragionevoli. Su strada è una delle compatte più mature: assorbe bene le asperità e trasmette sicurezza anche alle alte velocità.

La Golf è la scelta razionale, quella che difficilmente delude. Non è la piĂš emozionale, ma è una delle piĂš complete. E questo, per molti automobilisti, è l’obiettivo.

BMW Serie 1

La Serie 1 è la proposta più sportiva del lotto, almeno per tradizione. Con la terza generazione ha abbandonato la trazione posteriore per passare all’anteriore, ma ha mantenuto una guida dinamica e coinvolgente.

Il design è muscoloso, con il doppio rene anteriore ben in vista e una linea laterale compatta e grintosa. Dentro si respira un’atmosfera più orientata al guidatore rispetto alle rivali: seduta bassa, volante spesso, strumentazione digitale curata e sistema infotainment iDrive tra i più intuitivi sul mercato.

A 35.500 euro si entra nel mondo BMW con motorizzazioni benzina e diesel efficienti, ma già capaci di regalare una certa vivacità. Lo sterzo è diretto, l’assetto preciso, la sensazione di controllo elevata. È un’auto che invita a guidare, più che a farsi trasportare.

Lo spazio posteriore non è il suo punto forte, ma per chi cerca una compatta premium con un’anima sportiva e un marchio che fa ancora la differenza nell’immaginario collettivo, la Serie 1 resta una delle scelte più convincenti.

Cupra Leon

Cupra è il brand sportivo nato dalla costola di Seat e ormai diventato un vero caposaldo del Gruppo Volkswagen e la León ne è il manifesto. Linee affilate, dettagli color rame, assetto ribassato e un’immagine decisamente più audace rispetto alle classiche compatte tedesche.

A 33.450 euro si entra in un mondo che punta molto sulla personalità. Gli interni combinano sportività e tecnologia: strumentazione digitale, grande schermo centrale e sedili avvolgenti. I materiali sono di buon livello, con finiture curate e un’impostazione più emozionale rispetto a Golf e A3, con cui condivide parte della base tecnica.

Su strada è precisa e stabile, con una taratura delle sospensioni che privilegia il controllo rispetto al comfort assoluto. Le motorizzazioni benzina e ibride plug-in garantiscono buone prestazioni e, nel caso delle versioni elettrificate, la possibilità di muoversi in città in modalità elettrica. È la compatta premium per chi non vuole passare inosservato e cerca un’alternativa meno convenzionale ai marchi storici.

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DS 4

La DS 4 è la proposta più originale del gruppo Stellantis. Il marchio francese punta su design ricercato e interni quasi “couture”, con lavorazioni particolari, pellami curati e un’attenzione ai dettagli che richiama il mondo del lusso parigino.

La linea è un mix tra berlina compatta e crossover, con assetto leggermente rialzato e proporzioni slanciate. Non è l’auto più spaziosa dietro, ma l’abitacolo anteriore è scenografico: plancia avvolgente, comandi integrati con soluzioni creative e un sistema infotainment evoluto.

A partire da 33.964 euro si può scegliere tra motorizzazioni benzina, diesel e ibride plug-in. La guida privilegia il comfort: sospensioni ben tarate, insonorizzazione curata e una sensazione di isolamento dall’esterno che la rende adatta ai lunghi viaggi. È la compatta premium per chi cerca qualcosa di diverso, meno diffuso, con un’identità forte e uno stile che punta più sull’eleganza che sulla sportività pura.

Con meno di 35.000 euro oggi si può entrare nel mondo delle compatte premium con dotazioni complete e tecnologie di ultima generazione. Non sono più auto “di accesso” nel senso tradizionale del termine: sono modelli maturi, capaci di soddisfare esigenze familiari, professionali e personali.

 

Data articolo: Sun, 01 Mar 2026 16:33:06 +0000
News n. 20
Peugeot 9X8, la nuova livrea è un omaggio alle GTi

Il Leone cambia pelle e sfoggia una nuova livrea per la Peugeot 9X8 2026. Dopo un 2025 fatto di alti e bassi, chiuso con piazzamenti lontani dalle aspettative, in casa Peugeot c’è la consapevolezza che serva qualcosa in più. Non soltanto sul piano tecnico, ma anche nell’immagine e nell’identità. La 9X8 2026 nasce proprio con questo spirito: voltare pagina, senza dimenticare l’audacia che ha sempre contraddistinto il progetto.

Debutto in Qatar

La nuova veste grafica farà il suo debutto ufficiale in pista in occasione della prima tappa stagionale in Qatar, appuntamento che ormai rappresenta l’apertura simbolica del campionato endurance moderno. Una passerella importante, perché la gara di Losail è il banco di prova perfetto per verificare il lavoro svolto durante l’inverno.

Il 2026 non può essere un anno interlocutorio. Dopo aver rivisto in profondità il progetto 9X8 già nel 2024 il team ha continuato a lavorare su bilanciamento, gestione gomme e costanza sul passo gara. La nuova livrea accompagna questo percorso di maturazione tecnica. Il Leone resta protagonista, ma si inserisce in un contesto grafico ancora piÚ moderno e aggressivo.

Gli Hypergraphs

Elemento centrale del nuovo look sono gli “Hypergraphs”, un linguaggio visivo che Peugeot sta sviluppando anche sui modelli di serie più sportivi. Linee spezzate, sovrapposizioni dinamiche e contrasti netti danno alla carrozzeria un aspetto quasi digitale, come se la vettura fosse attraversata da flussi di energia.

Il nero e il grigio restano dominanti, ma vengono valorizzati da accenti più decisi che esaltano i volumi estremi della Hypercar francese. La 9X8 continua a distinguersi per la sua silhouette fuori dagli schemi, nata senza l’ala posteriore tradizionale nella prima versione e poi evoluta secondo le esigenze regolamentari.

Questa architettura così particolare rende la livrea ancora più importante: ogni linea deve dialogare con le superfici scolpite e con le prese d’aria, accompagnando l’occhio lungo un profilo che non assomiglia a nessun’altra vettura in griglia.

Il risultato è una macchina che sembra progettata in galleria del vento e rifinita in uno studio di design contemporaneo. Un oggetto tecnico, certo, ma anche un manifesto stilistico. In un campionato dove l’immagine conta quasi quanto la prestazione – basti pensare al livello di cura visto su molte Hypercar rivali – Peugeot ha scelto di rafforzare ulteriormente la propria identità visiva.

Il legame con la GTi

C’è poi un filo rosso – in tutti i sensi – che collega la 9X8 2026 ai modelli stradali più sportivi della Casa. Il ritorno della sigla GTi nella gamma Peugeot trova proprio nell’Endurance un terreno fertile per raccontare performance, elettrificazione e DNA racing.

La Hypercar del WEC è infatti un laboratorio tecnologico: il powertrain ibrido, la gestione dell’energia sull’asse anteriore e l’efficienza aerodinamica sono elementi che, seppur con le dovute differenze, influenzano lo sviluppo delle vetture di serie. La nuova livrea, con i suoi Hypergraphs e le sue linee tese, diventa così un ponte tra pista e strada.

È una strategia precisa: rafforzare l’idea che dietro ogni modello sportivo Peugeot ci sia un patrimonio tecnico maturato nelle competizioni. E che ogni dettaglio, anche estetico, contribuisca a costruire un racconto coerente.

Il 2026 sarà quindi un anno cruciale. La 9X8 deve dimostrare di poter ambire a qualcosa di piÚ del ruolo di outsider. La nuova livrea è il primo passo, il biglietto da visita con cui il Leone si presenta al via della stagione. Poi, come sempre, sarà la pista a parlare.

Data articolo: Sun, 01 Mar 2026 14:43:02 +0000
News n. 21
Ford vuole rendere le auto elettriche economiche, il piano per tagliare i prezzi

Se un giorno guideremo delle auto elettriche economiche il merito potrebbe essere di Ford. Sin dal suo debutto di massa, la nuova tecnologia richiede batterie enormi, ree di appesantire il mezzo, costringendolo a consumare di piĂš. Si genera in questo modo il famigerato “circolo vizioso del peso”, il motivo dietro anche il rincaro dei listini e la diffidenza di diversi automobilisti, che ancora non se la sentono di passare a forme di mobilitĂ  meno impattanti sull’ambiente. Ma Ford ha forse trovato la chiave per rompere lo schema: la strategia pubblicata dalla Casa americana potrebbe dare il lĂ  a una rivoluzione industriale in piena regola. Se tutto andrĂ  come da programma, la prossima generazione di pick-up elettrici alla spina avrĂ  gli stessi prezzi delle controparti a benzina.

Come ridurre il peso

Fino a ieri, l’industria ha risposto all’ansia da autonomia aggiungendo moduli su moduli. Le batterie arrivano, pertanto, a pesare quanto il 25% dell’intero veicolo e a determinare quasi la metĂ  del costo. Ford ha deciso di invertire la rotta trasformando i propri ingegneri in una sorta di “cacciatori di taglie”. Ogni grammo risparmiato sulla struttura o sull’aerodinamica comporta un vantaggio economico, in quanto permette di montare una batteria piĂš piccola e quindi meno costosa, a paritĂ  di chilometri percorsi.

Per vincere la battaglia, la Casa dell’Ovale Blu sta adottando i cosiddetti “unicastings”, ovvero delle enormi fusioni uniche in alluminio al posto di decine di piccoli pezzi. Se pensiamo che la struttura di un modello attuale come il Ford Maverick è composta da 146 elementi diversi, nei prossimi pick-up a zero emissioni ne basteranno soltanto due. Di conseguenza, si riducono i bulloni, le saldature (un taglio netto del 66%) e, soprattutto, i robot in fabbrica, da cui ne scaturisce una produzione piĂš veloce e, di riflesso, un prezzo finale inferiore per l’acquirente.

Il piano per abbattere i prezzi

La riuscita dell’operazione passerĂ  sia attraverso la chimica, con la rinuncia a materiali costosi e critici quali nichel e cobalto in favore di accumulatori LFP (litio-ferro-fosfato), sia tramite l’architettura. Con il sistema cell-to-structure, la batteria smette di essere un “pacco” trasportato e diventa parte integrante dell’ossatura del veicolo. Eliminando involucri extra e connettori pesanti, i moduli si fondono con il telaio, cosĂŹ da abbattere le spese e il rumore percepito nell’abitacolo, oltre a incrementare la reattivitĂ  della macchina tra le curve.

L’efficienza si gioca altresĂŹ sull’elettronica. Le BEV attuali somigliano a un groviglio di cavi e centraline — spesso oltre 30 — che comunicano a fatica tra loro e aggiungono un fardello inutile al sistema. Ford ha deciso di “fare pulizia”, riducendo il caos ad appena cinque moduli principali.

La maggiore svolta tecnica consiste però nel passaggio dai classici 12 Volt ai 48 Volt. Può sembrare una sottigliezza per ingegneri, ma in realtĂ  cambia tutto: con una tensione maggiore si possono usare cavi di rame molto piĂš sottili. Nel nuovo pick-up, ciò equivale a eliminare oltre un chilometro di cablaggi e risparmiare circa 10 kg di rame. Considerando il valore raggiunto dal metallo, meno lo si usa, piĂš il costruttore può scendere nel prezzo finale della vettura. Se il piano funzionerĂ , l’auto elettrica smetterĂ  di essere un’opzione “di nicchia”, andando a competere ad armi pari con i modelli a benzina.

Data articolo: Sun, 01 Mar 2026 12:10:52 +0000
News n. 22
Fugge dopo il tamponamento, l’auto si ribalta e finisce nel fosso

Questione di karma? Credeva di passarla liscia un conducente svizzero in fuga dopo aver tamponato la vettura di un altro guidatore, ma presto la situazione ha preso la piega sbagliata. Negli istanti successivi, travolto dalla foga del momento, perde il controllo del mezzo e finisce dritto nel fosso, sotto lo sguardo incredulo dei presenti.

Fortunatamente, come riportano il profilo instagram @talkabout.engines, nessuno si è fatto male, ma il video pubblicato in rete inchioda l’automobilista davanti alle sue responsabilitĂ . Forse la prossima volta, invece di darsi alla macchia, seguirĂ  le buone maniere: non è mai troppo tardi per imparare dai propri errori.

La dinamica

Ma riavvolgiamo il nastro e cerchiamo di ricostruire la dinamica. L’evento scatenante è stato un classico tamponamento, qualcosa che accade migliaia di volte ogni giorno anche sulle nostre strade: il tempo di una distrazione minima o un peccato di frenesia ed è fatta. A questo punto sarebbe il caso di fermarsi, accostare e procedere con i rilievi di rito.

Peccato che il conducente protagonista della vicenda abbia preso la decisione peggiore: premere sull’acceleratore e tentare la fuga. Su cosa gli sia scattato solo lui lo sa, senz’altro non era la reazione prevista dall’altro automobilista. Le immagini mettono bene in evidenza lo sbigottimento provato: sarebbe stato sufficiente ammettere il proprio errore e tutto sarebbe tornato alla normalitĂ . Invece di fermarsi dopo il primo urto, il conducente ha, però, provato la fuga e la fretta è stata una cattiva consigliera: arrivato alla rotonda a velocitĂ  probabilmente eccessiva, la situazione gli è sfuggita in un attimo.

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L’ingresso in rotatoria è stato un disastro: la traiettoria era del tutto sbagliata e l’auto ha perso aderenza quasi subito, “decollando” fuori dalla carreggiata. La corsa è finita nel peggiore dei modi, con la vettura ribaltata in un fosso ai bordi della strada. Una scena surreale sotto gli occhi increduli degli altri automobilisti, che si sono ritrovati davanti a un’auto sottosopra nel giro di pochi secondi.

A guardare le immagini della macchina capovolta nel fossato verrebbe da temere il peggio. Eppure, nessuno si è fatto niente: sia il conducente fuggitivo sia la persona colpita nell’urto iniziale sono rimasti del tutto illesi. Un esito che lascia tirare un sospiro di sollievo, visto quanto sia facile che simili dinamiche portino a serie conseguenze per l’incolumitĂ  fisica. I soccorsi, giunti sul posto in tempi brevi, hanno potuto constatare che lo spavento è stato l’unico vero danno riportato dai soggetti coinvolti, oltre ovviamente ai danni materiali ingenti.

In attesa di chiarimenti

Le autoritĂ  svizzere hanno immediatamente avviato i rilievi per ricostruire con esattezza ogni passaggio della folle corsa: resta da capire cosa abbia spinto l’automobilista ad allontanarsi dal posto dopo il primo urto. In attesa di aggiornamenti ufficiali, l’episodio rimane un monito sulla responsabilitĂ  di cui ci facciamo carico una volta messi al volante. Una piccola disattenzione può capitare a chiunque, ma è la reazione successiva a determinare il confine tra un contrattempo e un disastro. Stavolta, fortunatamente, la storia si chiude con un’auto da rottamare e una grande lezione imparata, ma senza vite spezzate.

Data articolo: Sun, 01 Mar 2026 11:16:58 +0000
News n. 23
Che auto guida Sal Da Vinci, la semplicitĂ  di una compatta per il cantante

Il 2026 è l’anno della consacrazione definitiva, in auto, però, Sal Da Vinci non ostenta bolidi irraggiungibili o prototipi da milioni di euro. Con il trionfo al Festival di Sanremo, il cantante napoletano corona una settimana pressochĂŠ perfetta, in cui è riuscito nel difficile compito di mettere d’accordo pubblico e critica. Il successo del brano Per sempre sĂŹ lo riporta sul tetto della musica italiana, e il meglio deve ancora venire. Tra studi di registrazione, tappe del tour e la partecipazione al prossimo Eurovision Song Contest, lo attendono una marea di trasferte sulla sua vettura.

Il SUV compatto del cantante napoletano: i prezzi

Nonostante occupi da decenni una posizione di rilievo nella discografia partenopea, Sal Da Vinci è uno che non si è mai montato la testa. Invece di buttarsi a capofitto sulla prossima supercar, ha scelto un modello accattivante esteticamente, ma da persona comune come la Mini Countryman. Rispetto alla versione precedente, la nuova generazione, disponibile sul mercato italiano a prezzi di listino da 33.806 euro, è cresciuta nelle dimensioni, arrivando a circa 444 cm di lunghezza, che la collocano con decisione nel segmento C. Ormai ha smesso di essere la “piccola” di casa, e ce ne rendiamo conto anche per lo spazio di carico, che dai 450 litri arriva a sfiorare i 1.450 con i sedili abbattuti.

Motori: tra spinta ibrida e potenza pura

Scendendo nei dettagli tecnici, la gamma offre soluzioni adatte a ogni esigenza, accomunate dal celebre “go-kart-felling” del marchio. L’opzione entry-level è rappresentata dal 1.5 mild-hybrid da 170 CV, un tre cilindri turbo fluido e parco nei consumi, all’altezza del traffico cittadino.

Se vai alla caccia di prestazioni superiori, la versione S ALL4 fa al caso tuo: il 2.0 TwinPower Turbo da circa 241 CV viene supportato dalla trazione integrale intelligente di serie. E fa ancora meglio la cattivissima John Cooper Works (JCW), capace di offrire 312 CV e una coppia generosa, per uno scatto da 0 a 100 km/h in poco piĂš di 5 secondi. Non manca la variante elettrica SE ALL4, con circa 450 km di autonomia (WLTP) e una ricarica rapida in corrente continua, ideale per viaggiare in totale silenzio tra Napoli e Roma.

Sanremo 2026: l’accordo tra l’Ariston e lo schermo OLED

Sal Da Vinci ha trionfato a Sanremo 2026 dopo un avvincente confronto finale con Sayf, Ditonellapiaga, Arisa e il duo Fedez & Masini. Ma se sul palco la scena era tutta per le grandi voci e gli arrangiamenti orchestrali, a bordo della Countryman il “direttore” è lo schermo OLED circolare da 9,4 pollici. È lĂŹ che passa tutto, dalla musica al navigatore, e Sal può gestire ogni funzione semplicemente parlando con l’assistente vocale “Hey Mini”. È una comoditĂ  non da poco per chi vive tra una telefonata e l’altra o vuole cambiare traccia tenendo lo sguardo fisso sulla strada.

L’ambiente è curatissimo, con luci soffuse che cambiano tonalitĂ  e materiali di fascia alta. Sotto la carrozzeria, un pacchetto di aiuti alla guida rende i viaggi meno stressanti. Tra il cruise control e i sistemi ausiliari, le lunghe tratte autostradali diventano decisamente piĂš riposanti. Proprio come una canzone che resta nel cuore, la Mini di Sal Da Vinci promette di accompagnarlo “per sempre” (o quasi) lungo le strade del suo nuovo, grande successo.

Data articolo: Sun, 01 Mar 2026 10:20:39 +0000
News n. 24
Sequestrati 8.000 litri di gasolio allungati con acqua, ecco la truffa

Ritrovarsi con l’auto in panne subito dopo aver fatto, inavvertitamente, il pieno di gasolio allungato con acqua è l’incubo di ogni automobilista. Lo hanno vissuto a proprie spese decine di utenti a Paternò, in provincia di Catania, dove una stazione di rifornimento è risultata una trappola ben allestita. I sintomi erano identici per tutti: motori che perdevano colpi all’improvviso, nuvole di fumo anomalo dallo scarico e macchine che si spegnevano senza mai ripartire.

A seguito di numerose segnalazioni giunte dai conducenti locali, la Guardia di Finanza ha recuperato 8.000 litri di gasolio pronti per essere erogati. E i campioni, spediti d’urgenza al laboratorio dell’Agenzia delle Dogane di Catania, hanno dato un risultato inequivocabile: il carburante presentava un’elevata concentrazione di acqua. A seguito degli accertamenti, i gestori dell’impianto sono stati denunciati per frode in commercio e altri reati connessi alla distribuzione di prodotti non conformi.

I danni dell’acqua nei sistemi Common Rail: quanto costa

I moderni sistemi Common Rail prevedono che il gasolio, oltre a bruciare, debba lubrificare la pompa e gli iniettori. Al contrario, l’acqua può compromettere le componenti meccaniche, perciò non c’è da sorprendersi se la macchina finisce per fermarsi all’improvviso, con il conto in officina che schizza alle stelle: spesso sostituire l’intero impianto di iniezione costa oltre 2.000 euro.

L’acqua, a differenza del gasolio, non possiede capacitĂ  lubrificanti. Quando entra nel circuito di iniezione, le superfici metalliche interne iniziano a degradarsi rapidamente a causa di ossidazione e corrosione. Ancora piĂš grave è il rischio di “grippaggio”: la mancanza di lubrificazione porta al blocco della pompa ad alta pressione, i cui frammenti metallici finiscono poi negli iniettori distruggendoli del tutto. Inoltre, la presenza di acqua nel serbatoio favorisce la proliferazione batterica, con la nascita di alghe e depositi fangosi che intasano i filtri e impediscono il corretto afflusso di carburante.

I precedenti

Il caso di Catania si aggiunge a una lista purtroppo piuttosto lunga. Di recente un episodio simile è capitato a Busto Arsizio, con la benzina annacquata a causa di un probabile guasto alle cisterne. A Ferrara, invece, un altro impianto era finito sotto indagine verso la fine dello scorso anno. Che sia colpa della scarsa manutenzione o di una scelta deliberata per aumentare i profitti, il risultato per l’automobilista non cambia: resta a piedi con un danno economico doppio. Si paga infatti per un carburante diluito, ricevendo meno energia di quella acquistata e rischiando di rovinare la vettura in modo permanente.

Come tutelarsi

Il principale nodo critico riguarda la possibilitĂ  di ottenere un risarcimento. Collegare il guasto meccanico a un dato rifornimento non è semplice, a maggior ragione se vengono utilizzati i sistemi di pagamento tradizionali. Mentre l’impiego di bancomat o carta di credito lascia una traccia digitale della transazione, da poter poi presentare in sede legale, scegliere i contanti e buttare via subito lo scontrino rischia di costare caro, motivo per cui è preferibile conservare la ricevuta. La vigilanza delle autoritĂ  protegge i diritti dei consumatori, ma la prudenza del conducente è l’unico modo per limitare i danni di una truffa cosĂŹ condannabile.

Data articolo: Sun, 01 Mar 2026 09:19:24 +0000
News n. 25
Fiat Multipla Hybrid Power, l’ibrido è nato oltre 25 anni fa

L’ibrido quando nessuno se lo aspettava, un’innovazione passata in sordina che poi ha rivoluzionato l’auto per come la conosciamo oggi. Chi pensa che le vetture in grado di combinare benzina ed elettrico siano una realtà da pochi anni si sbaglia di grosso. Oltre 25 anni fa Fiat apriva la strada a una nuova idea di mobilità con l’insospettabile e iconica Fiat Multipla Hybrid Power.

È una storia che sa di laboratorio e di visione, di intuizioni che arrivano troppo presto per essere comprese fino in fondo. Una storia che parte da un’auto discussa, divisiva, fuori dagli schemi. E che proprio per questo si presta a diventare terreno fertile per la sperimentazione.

La rivoluzione a sei posti

Era il 1997 quando la Multipla fece la sua prima apparizione ufficiale al Salone di Francoforte. In un’epoca in cui le monovolume cominciavano a diffondersi ma restavano ancora legate a schemi tradizionali, Fiat decise di osare.

Linee fuori dal coro, proporzioni quasi provocatorie, un frontale alto e corto che sembrava disegnato con la voglia di rompere le regole. Ma la vera rivoluzione era dentro. Due file da tre posti, sei sedute vere, non di fortuna. Nessun strapuntino sacrificato in terza fila, nessun compromesso.

La larghezza generosa e la lunghezza contenuta creavano un abitacolo arioso, luminoso, intelligente. Chi l’ha guidata ricorda ancora la sensazione di spazio, la visuale dominante, quella console centrale sospesa che sembrava arrivare dal futuro, tutta orientata al pilota. La Multipla non era bella nel senso convenzionale del termine, anzi molti diranno che non era bella affatto. Eppure era funzionale e tremendamente moderna.

La Multipla che nessuno conosce

Accanto alle versioni benzina, diesel e metano – queste ultime diventate quasi iconiche nel panorama italiano – esiste un capitolo che in pochi conoscono. Nel 2000 Fiat presentò la Multipla Hybrid Power, un progetto sperimentale che oggi definiremmo plug-in hybrid.

All’epoca, però, la parola “plug-in” non faceva ancora parte del lessico comune. E parlare di auto elettrificate significava guardare a un orizzonte lontano. Eppure, quella Multipla poteva viaggiare in modalità completamente elettrica.

Purtroppo ne furono realizzati soltanto 10 esemplari, destinati al Comune di Napoli nell’ambito del Progetto Atena, un’iniziativa mirata alla sperimentazione di soluzioni a basse emissioni in ambito urbano. 

Come funzionava

In città la Multipla Hybrid Power si comportava come un’elettrica pura. Velocità massima di 80 km/h e un’autonomia superiore agli 80 km in modalità a zero emissioni locali. Numeri che possono competere con le ibride moderne, figuriamoci nel 2000. 

Fuori dai centri urbani entrava in gioco il lavoro congiunto dei due motori. La velocità massima superava i 155 km/h e l’autonomia complessiva arrivava a circa 400 km. Prestazioni in linea con le versioni tradizionali, ma con emissioni sensibilmente ridotte.

La propulsione era affidata a un sistema fatto da un motore termico a benzina da 103 CV e un’unità elettrica da 30 kW di potenza. Le batterie invece erano quindici elementi al Nichel-Idruri metallici, tecnologia avanzata per quegli anni, quando il litio non era ancora lo standard dominante.

La Multipla che anticipò le plug-in moderne
Ufficio Stampa Stellantis
L’abitacolo della Fiat Multipla Hybrid Power con il selettore delle modalitĂ  di guida

Le “Multimodalità”

Uno degli aspetti piĂš affascinanti della Multipla Hybrid Power era la possibilitĂ  per il guidatore di scegliere la modalitĂ  di funzionamento tramite una manopola posizionata tra i sedili anteriori. Tre le opzioni:

  • elettrica: il motore a benzina era spento e scollegato dal cambio. La trazione era affidata esclusivamente al motore elettrico. Silenziosa, fluida, perfetta per l’ambiente urbano;
  • ibrida: i due propulsori lavoravano in parallelo. L’elettrico interveniva in partenza – sfruttando la coppia immediata – e nelle fasi di accelerazione, affiancando il termico. In decelerazione e frenata recuperava energia, anticipando di fatto il concetto di rigenerazione oggi diffuso su larga scala;
  • elettrica con ricarica: una soluzione intelligente. La trazione restava elettrica, ma il motore termico funzionava a regime costante per azionare l’alternatore e ricaricare le batterie. Una logica da range extender ante litteram.

Leggendo queste modalità, è impossibile non pensare a quanto fossero avanti. Non solo per l’Italia, ma per l’intero panorama europeo.

Il posto sacrificato

Per integrare il sistema ibrido, un compromesso era inevitabile. Le batterie vennero collocate al centro della fila anteriore, al posto del sedile centrale. La Multipla Hybrid Power passava cosĂŹ da sei a cinque posti.

Un sacrificio simbolico per l’auto che aveva fatto dei sei posti veri la propria bandiera, alla quale rinunciava per accogliere la tecnologia del futuro. È un’immagine che racconta bene il momento storico: la necessità di trovare spazio, fisico e culturale, per qualcosa di nuovo.

Il sistema elettronico di gestione era il vero regista dell’intero schema propulsivo, capace di coordinare motori e flussi energetici in base alle condizioni di utilizzo. Un lavoro di integrazione che oggi diamo per scontato, ma che allora rappresentava una sfida tecnica considerevole.

Un’occasione mancata?

Col senno di poi, viene naturale chiedersi cosa sarebbe successo se Fiat avesse creduto fino in fondo in questo progetto, trasformandolo in una proposta di serie. All’inizio degli anni Duemila il mercato non era pronto. I costi erano elevati, le infrastrutture di ricarica praticamente inesistenti, la sensibilità ambientale ancora in fase embrionale. L’ibrido sarebbe esploso solo diversi anni dopo, trainato da altri costruttori e da normative sempre più stringenti.

Eppure, la Multipla Hybrid Power dimostra che l’intuizione c’era. Che l’idea di combinare efficienza urbana e versatilità extraurbana non era affatto nuova. Che l’industria italiana, spesso accusata di inseguire, in quel caso aveva anticipato. Forse è stata davvero un’occasione mancata. O forse è stata semplicemente una tappa necessaria, un laboratorio viaggiante che ha contribuito – anche se in silenzio – alla maturazione della tecnologia ibrida.

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Da “Sarete belli voi” a Michael Schumacher

La Multipla, si sa, è stata al centro di campagne pubblicitarie fuori dagli schemi. Lo slogan “Sarete belli voi” trasformava le critiche estetiche in un punto di forza. Un modo ironico e intelligente per ribaltare la narrazione. Quel linguaggio diretto, provocatorio, raccontava un’auto che non chiedeva approvazione. Un’auto che metteva al centro la sostanza.

Nel tempo, il modello è stato associato anche a testimonial d’eccezione come Michael Schumacher, in un periodo in cui il legame tra tecnologia stradale e competizione era parte integrante della comunicazione del gruppo torinese. È curioso pensare che dietro un design tanto discusso si nascondesse una delle sperimentazioni più interessanti dell’epoca in tema di elettrificazione.

Data articolo: Sun, 01 Mar 2026 07:00:27 +0000


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