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Il 28 gennaio 2026 il traffico sulle autostrade italiane presenta diverse situazioni da segnalare, fra queste una coda di 1 km per lavori tra Pescara sud e Pescara Ovest sull’A14 in direzione Ancona e condizioni di neve estese sulla A26 tra il bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e il bivio A26/Diramazione A7 Milano-Genova, oltre a fenomeni di vento forte su tratti dell’A1 e della tangenziale di Napoli.
04:21 – Tra Chiusi e Attigliano
Vento Forte
in entrambe le direzioni
La tratta interessata copre dal chilometro 479.5 al chilometro 417.6 per una lunghezza di 61.9 km.
04:45 – Tra Napoli Nord e Bivio A1/A3 Napoli-Salerno
Pioggia
in entrambe le direzioni
La tratta copre un’estensione dal chilometro 759.8 al chilometro 739.7 per una lunghezza di 20.1 km.
05:28 – Tra Genova Pra’ e Bivio A10/Fine Complanare Savona
Vento Forte
in entrambe le direzioni
La tratta si estende dal km 44.8 al km 10.7 per una lunghezza di 34.1 km.
05:43 – Tra Bologna Interporto e Bivio A13/A4 Torino-Trieste
Pioggia
in entrambe le direzioni
La tratta copre un percorso dal km 116.7 al km 7.9 con una lunghezza di 108.8 km.
05:44 – Tra Ferrara sud e Bivio Ss16 Adriatica
Pioggia
in entrambe le direzioni
La lunghezza coperta è di 6.3 km a partire dal km 6.3.
06:06 – Tra Pescara sud e Pescara Ovest
Coda di 1 km per lavori
Direzione Ancona
La coda si estende dal km 387.3 al km 389.0 per una lunghezza complessiva di 1.7 km.
05:46 – Tra Bivio Diramazione Ravenna/A14 BO-TA e Ravenna
Pioggia
in entrambe le direzioni
La lunghezza interessata è di 8.5 km a partire dal km 8.5.
05:45 – Tra Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Faenza
Pioggia
in entrambe le direzioni
La tratta si estende per 64.5 km dal km 64.5.
05:14 – Tra Val di Sangro e Poggio Imperiale
Vento Forte
in entrambe le direzioni
La tratta copre 83.8 km dal km 505.0 al km 421.2.
04:47 – Tra Bivio A16/A1 Milano-Napoli e Avellino est
Pioggia
in entrambe le direzioni
La tratta ha una lunghezza di 49.7 km a partire dal km 49.7.
04:56 – Tra Udine sud e Confine di Stato
Pioggia
in entrambe le direzioni
La tratta interessa 101.4 km tra il km 119.9 e il km 18.5.
05:46 – Tra Carnia e Ugovizza
Prevista Neve
in entrambe le direzioni
La lunghezza della tratta è di 45.6 km, dal km 105.2 al km 59.6.
05:46 – Tra Ugovizza e Confine di Stato
Nevischio
in entrambe le direzioni
La lunghezza è di 14.7 km tra il km 119.9 e il km 105.2.
05:57 – Tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Bivio A26/Diram. A7 Milano-Genova
Neve
in entrambe le direzioni
La tratta si estende per 45.3 km dal km 45.3 al km 0.
04:47 – Tra Inizio Tangenziale Napoli e Fine Tangenziale Napoli
Vento Forte
in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta 20.2 km.
05:43 – Tra Piazzale Italiano e La Palud-Innesto Ss26 Diramazione Della V. D’aosta
Neve
in entrambe le direzioni
La lunghezza della tratta indicata è pari a 0 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Wed, 28 Jan 2026 05:08:00 +0000Se pensiamo alla mobilità elettrica, la mente corre subito alle auto o tutt’al più agli autobus urbani. Eppure, il cambio di paradigma principale sta avvenendo in mare aperto, dove il caso della Incat Hull 096, ribattezzata ufficialmente “China Zorrilla”, incarna al meglio questa rivoluzione silenziosa: d’ora in avanti dobbiamo rivolgerci a lei come la nave elettrica più grande del mondo.
Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dall’immaginazione: avete già progettato un gigante da 130 metri, con le lamiere già tagliate e i piani approvati per ospitare turbine a gas e complessi sistemi per il GNL, ovvero il gas naturale liquefatto. A quel punto, vi sembra di scorgere l’obiettivo in lontananza, prima che i “piani alti” vi mettano i bastoni fra le ruote: la committenza, nello specifico la compagnia sudamericana Buquebus, boccia il GNL, poiché, seppur più pulito del diesel, rimane un combustibile fossile, e l’intero apparato termico precipita.
In situazioni del genere gettare la spugna sarebbe l’opzione più facile, ma il cantiere australiano Incat Tasmania ha voluto rivedere un destino già scritto, integrando il più massiccio sistema di accumulo energetico mai visto su una nave civile. Ed è così che una divisione di ingegneri ha trasformato un colosso delle acque, destinato a trasportare 2.100 passeggeri e 225 veicoli, in un’immensa “power bank” galleggiante.
Con i suoi 130 metri di lunghezza, la “China Zorrilla” batte ogni primato di dimensioni nel ramo dei traghetti elettrici. Non meno significativo è, però, l’aspetto tecnico, basato su un sistema di batterie fornito da Corvus Energy, capace di superare i 40 MWh, pari a oltre 500 Tesla Model 3 Long Range. L’impianto alimenta due propulsori elettrici che muovono idrogetti in grado di spingere il catamarano a velocità di crociera competitive, a zero emissioni locali e senza alcun inquinamento acustico, a tutto vantaggio dell’ecosistema marino e del comfort dei passeggeri.
Il settore dei trasporti marittimi è uno dei più difficili da decarbonizzare (il cosiddetto hard-to-abate). Molti esperti hanno sostenuto per anni che l’elettrico puro fosse relegato a piccoli traghetti per brevi spedizioni lacustri. La “China Zorrilla” demolisce lo scetticismo di un tempo: il suo impiego sulla rotta tra Buenos Aires e Colonia conferma la maturità della tecnologia attuale nel gestire carichi massicci su tratte commerciali internazionali. Il successo dell’operazione dipenderà in buona parte anche dalle infrastrutture di ricarica nei porti, che dovranno essere in grado di fornire picchi di energia enormi in intervalli brevi.
Il passaggio dalle turbine a gas al “full electric” della Incat Hull 096 è un segnale per l’intero mercato: il rischio tecnologico oggi non è più scommettere sul futuro, ma restare ancorati al passato. Mentre diverse aziende temporeggiano con soluzioni ibride di compromesso, Buquebus e Incat hanno scelto di saltare direttamente alla destinazione finale. La nave al debutto inaugura un capitolo fondato sull’efficienza e sul rispetto degli habitat: la rotta tra Buenos Aires e Colonia appartiene a un’innovazione invisibile e silenziosa, capace di trasportare migliaia di persone lasciando dietro di sé solo una scia di schiuma bianca.
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 14:41:26 +0000La nuova annata di MotoGP si prevede estremamente eccitante, ma all’appello mancherà a Sepang un pilota attesissimo. Honda, KTM e il team satellite Gresini Racing della Ducati sveleranno le nuove moto nello shakedown previsto tra il 29 e il 31 gennaio in Malesia. A disputare la prima sessione di prove saranno i collaudatori e i piloti ufficiali dei team in fascia D dei quali fa parte oramai solo la Yamaha.
Dopo un brutto crash in allenamento Fermin Aldeguer, migliore rookie dello scorso campionato, sarà costretto a saltare la prima ondata di test, dal 3 al 5 febbraio. Con un post pubblicato sui suoi account social, la squadra Gresini Racing ha annunciato la notizia. Il rider spagnolo si è infortunato mercoledì 8 gennaio cadendo mentre si allenava con una moto stradale all’Aspar Circuit di Guadassuar, a Valencia, dove erano presenti anche i fratelli Marquez, oltre a Maverick Vinales e altri piloti. Dopo la caduta ha riportato una grave frattura alla diafisi del femore sinistro.
Aldeguer, a seguito del crash, è stato trasportato in un centro medico e poi a Barcellona, dove nella giornata del venerdì è stato sottoposto a un intervento chirurgico. L’operazione è avvenuta con successo e il pilota del team Gresini Racing ha incominciato la riabilitazione. Fermin si sta impegnando per prendere parte all’ultimo test invernale che si svolgerà a Buriram il 21 e 22 febbraio, proprio prima dello start ufficiale del campionato nel GP di Thailandia il 1° marzo.
Nel post IG è emerso un video con il team manager della squadra, Michele Masini, e il capo tecnico del pilota, Frankie Carchedi, che sono andati a trovare a casa Fermin, in Andorra, sotto la neve, che stava riposando sul divano. “Se Fermin è costretto a saltare la pre-stagione, Gresini va in montagna! Fermin salta ufficialmente il primo test della stagione a Sepang. Guarisci presto! #FamiliaGresini“, è emerso nel post, con una bella foto dei tre sorridenti.
Grazie a una seconda parte di stagione brillante, Aldeguer ha chiuso in classifica all’ottavo posto con 214 punti nel 2025. Il suo processo di guarigione risulta importante per Ducati che crede fortemente nelle potenzialità del ragazzo di Murcia. In futuro potrebbe diventare il nuovo alfiere di punta del team factory. Se sarà l’erede di Marc Marquez lo scopriremo solo vivendo, intanto il campione in carica è tornato in azione nell’unveiling della Desmosedici GP26 dopo il pesante crash di Mandalika che lo ha costretto a saltare l’ultima fase del campionato. L’operazione alla clavicola ha richiesto una lunga pausa dalla pista.
In Casa Aprilia Jorge Martin sta proseguendo il suo processo di recupero ad Andorra, dopo essere stato operato poco prima di Natale alla mano sinistra e alla clavicola destra, proprio per tornare in perfetta forma fisica in vista dell’inizio del campionato. Potrebbe saltare l’appuntamento con i test di Sepang, sotto consiglio dei medici, per farsi trovare pronto al test in Thailandia. Al momento Aprilia non ha comunicato nulla sulla sua possibile defezione.
Per la Casa di Noale sarebbe essenziale avere Bezzecchi e l’ex alfiere di punta della Pramac subito al top per provare a detronizzare la Ducati nell’ultima annata con le moto 1000 cc. La partecipazione di Martin in Malesia quindi è in forte dubbio, tuttavia la sua presenza sulla griglia di Buriram è un notevole passo in avanti dopo i problemi fisici del 2025.
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 12:32:40 +0000I puristi del marchio di Arese sognano di sedersi nell’abitacolo di una coupé in grado di sfidare i top brand sul mercato. La gamma attuale è stata arricchita di SUV di qualità , tuttavia l’unica vettura in linea con il DNA del Biscione è la Giulia, in commercio dal 2016. La nuova generazione di Alfa Romeo Giulia è attesa tra il 2027 e il 2028, con la produzione che dovrebbe avvenire nell’impianto di Cassino. Continua a mancare all’appello un progetto capace di risvegliare l’animo sopito degli appassionati dal piede pesante.
È bastato un render su Instagram del designer Juan Manuel DÃaz, ex Alfa Romeo, a riaccendere il dibattito sui progetti del marchio facente parte dell’universo Stellantis. Le immagini inedite, create con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, hanno mostrato le linee dell’Alfona, nota internamente come Tipo 941, che avrebbe dovuto rappresentare l’ammiraglia della Casa milanese.
Facciamo un salto temporale indietro di 20 anni, quando i vertici dell’Alfa Romeo erano impegnati a pensionare la 166 senza un’erede nel segmento E. I produttori stranieri, principalmente tedeschi, stavano facendo la differenza con modelli affidabili e all’avanguardia, e in Italia c’era ancora la volontà di realizzare capolavori. Un team, condotto da Wolfgang Egger, venne incaricato di sviluppare, sotto traccia, una berlina di lusso sulla base della quinta serie della Maserati Quattroporte, puntando sull’eleganza e sulla trazione posteriore.
In modo ufficioso il progetto prese il nome di Alfona, ma non si concretizzò in un prototipo. Prese forma in modellini in scala con elementi in comune con la Kamal Concept del 2003. L’avantreno con il nuovo stile dei gruppi ottici anticipavano quelli della Giulietta del 2010, mentre l’impostazione generale era più sportiva e accattivante. Il designer Juan Manuel DÃaz ha mostrato sulla sua pagina Instagram i bozzetti originali, i modellini in scala e una nuova interpretazione moderna frutto dall’IA. Sulla base del linguaggio stilistico impostato in passato ha preso luce un esemplare con componenti moderni e fari posteriori ispirati alla Giulia, facendo impazzire i fan della Casa milanese.
Il linguaggio stilistico dell’Alfa Romeo è immortale, quindi risulterebbe attraente anche su una ammiraglia sportiva con richiami retrò. Il legame tra Alfa Romeo e Maserati potrebbe ritornare così a rinsaldarsi con un nuovo progetto. In passato le due Case hanno cooperato per la creazione di gioielli, come la 8C Competizione del 2007 che vantava il motore V8 Maserati, senza dimenticare le numerose sinergie tecniche che hanno accompagnato la crescita delle gamme dei marchi del Gruppo Stellantis.
L’Alfa Romeo 4C venne realizzata nell’impianto di Modena, mentre in tempi più recente sulla piattaforma modulare Giorgio di Giulia e Stelvio, sono state elaborate la Giorgio Evo per Maserati Grecale e la Giorgio Sport per le attuali GranTurismo e GranCabrio. Persino l’hypercar 33 Stradale, prodotta in edizione limitata, ha preso vita sulla base della Maserati MC20 e con il poderoso V6 Nettuno. Un ritorno alla tradizione sportiva termica potrebbe far felici i fan che sognano un allargamento della gamma nei prossimi anni. Le auto a ruote alte hanno aiutato i vertici dell’Alfa Romeo a mettere in regola in conti in rosso, tuttavia il DNA non mente mai e in futuro un nuovo bolide potrebbe trovare posto nel listino, accantonando i buoni propositi green.
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 11:06:29 +0000BMW Motorrad chiude il 2025 con numeri che confermano la solidità del marchio nel segmento premium delle due ruote. Le consegne globali si attestano a 202.563 unità , consentendo al costruttore tedesco di superare per il quarto anno consecutivo la soglia delle 200.000 moto vendute, un risultato che arriva in una fase di forte pressione competitiva e di contrazione di alcune fasce di mercato.
La performance assume maggiore rilevanza considerando il contesto internazionale, caratterizzato dal calo costante del segmento oltre i 500 cc, dall’inasprimento delle normative e da dinamiche commerciali sempre più complesse. In questo scenario, BMW Motorrad registra risultati record in diversi mercati chiave, tra cui Italia e Spagna, chiudendo l’anno con un mese di dicembre tra i più performanti nella storia del brand.
Nel 2025 il mercato europeo conferma un andamento complessivamente solido per BMW Motorrad, con 118.814 motociclette vendute, in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Accanto ai risultati record registrati in Italia, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi, l’area dell’Europa Centrale segna un nuovo massimo storico, raggiungendo quota 12.248 unità . La Germania si conferma il principale mercato singolo a livello mondiale per il marchio, con 25.516 moto consegnate, seguita da Francia con 19.019 unità , Italia con 16.744 e Spagna con 14.005.
All’interno di questo quadro, la nostra penisola si distingue per una performance in controtendenza rispetto al mercato nazionale delle due ruote. A fronte di una flessione complessiva del 6,6%, pari a 317.684 unità , BMW Motorrad registra un nuovo record assoluto con 16.744 motociclette commercializzate, in crescita dell’1,2% rispetto al 2024. Il risultato rafforza la leadership nel segmento premium, dove la quota raggiunge il 42,2%, in aumento di 9,5 punti percentuali.
Anche al di fuori del contesto del Vecchio Continente, BMW Motorrad mantiene volumi di vendita rilevanti nel corso del 2025, pur operando in mercati caratterizzati da vincoli normativi e condizioni commerciali differenziate. Stati Uniti d’America, Brasile e Cina confermano un apporto significativo ai risultati complessivi del marchio, con 14.869 unità consegnate nel mercato statunitense, 14.488 in quello brasiliano e 10.555 in quello cinese.
Un elemento chiave del successo commerciale di BMW Motorrad nel 2025 è stato il valore della gamma prodotti e l’introduzione di nuovi modelli in grado di intercettare le preferenze dei clienti. Tra le novità , la BMW R 1300 RT, la R 1300 R e la R 1300 RS hanno registrato un’accoglienza positiva, mentre la BMW R 1300 GS Adventure, lanciata l’anno precedente, ha continuato a sostenere i volumi di vendita. Anche la nuova BMW R 12 G/S, dotata del tradizionale motore boxer raffreddato ad aria/olio, ha superato le aspettative già nel suo primo anno di presenza sul mercato.
Tra i modelli più venduti, si confermano le protagoniste storiche della gamma boxer: la BMW R 1300 GS Adventure guida con 33.570 unità , seguita dalla BMW R 1300 GS con 32.555. Nel segmento delle quattro cilindri, il podio è completato dalla BMW S 1000 RR, che chiude con 11.643 moto vendute.
Il 2025 ha evidenziato performance particolarmente positive per i segmenti di media cilindrata e fino a 500 cc di BMW Motorrad. Il comparto medio ha raggiunto 41.166 unità vendute, sostenuto soprattutto dai modelli BMW F 800 GS, F 900 R e F 900 GS, mentre nel segmento fino a 500 cc la famiglia G ha mantenuto una solida tenuta, nonostante l’imminente arrivo della nuova BMW F 450 GS.
Buoni i risultati anche per il comparto “Urban Mobilityâ€, con i modelli C 400 GT, C 400 X e le moto elettriche CE 04 e CE 02 che hanno complessivamente superato le 18.400 unità vendute. Significativa crescita si registra anche tra i quattro cilindri sportivi, grazie all’appeal delle prestazioni e della dinamica di guida. I modelli della Serie S hanno raggiunto 20.859 unità , cifra che sale a 28.408 includendo i modelli M, ovvero BMW M 1000 R, M 1000 RR e M 1000 XR.
Per il 2026, BMW Motorrad prevede di consolidare la propria posizione nel segmento premium, facendo leva su una gamma di modelli ampia e diversificata. Tra gli appuntamenti principali ci sarà il BMW Motorrad International GS Trophy in Romania, in programma in autunno, insieme a eventi e iniziative dedicate agli appassionati. La strategia del marchio punta su continuità nelle vendite e rafforzamento della presenza nei principali mercati internazionali, mantenendo l’attenzione su innovazione tecnica e aggiornamento della gamma.
La nuova BMW F 450 GS rappresenta uno dei principali elementi di novità della stagione. La crossover media, sviluppata per i possessori di patente A2, monta un motore bicilindrico da 48 CV, frizione Easy Ride Clutch e cambio a sei marce con Shift Assistant Pro. Con tre modalità di guida di serie e ciclistica derivata dalla serie GS, la F 450 GS combina leggerezza, maneggevolezza e tecnologie avanzate, garantendo autonomia superiore ai 350 km. Quattro allestimenti disponibili – Basic, Exclusive, Sport e Trophy – permettono di adattare il modello alle diverse esigenze, sia su strada sia in fuoristrada.
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 10:51:27 +0000Con una cadenza regolare gli autovelox finiscono in Italia in prima pagina. Oggi vi riportiamo un caso paradossale e che vede come protagonista un automobilista che in piena notte, nel tratto Vicenza-Treviso, ha subito un numero record di multe in soli 7 minuti. Il limite di velocità era fissato a 70 km/h ed è stato superato ripetutamente. Il conducente residente di Belluno, una volta constatato l’incredibile numero di sanzioni subite, è rimasto scioccato, anche perché non riteneva di aver percorso il tratto a tutto gas.
Viaggiando tra i 75 e i 90 km/h in modo costante non si è reso conto a cosa stava andando incontro. In totale dovrà pagare multe per 700 euro, con la possibilità di perdere anche 6 punti della propria patente. Sulla strada statale 53 Postumia, nota per la sua densità di autovelox, l’uomo si è ritrovato verso le 3:30 di una notte di maggio, a diventare il bersaglio mobile di un tappeto di dispositivi.
In pochissimi chilometri i comuni della zona hanno installato 13 dispositivi, 6 per un senso di marcia e 7 per l’altro. Dopo mesi i verbali sono stati recapitati all’automobilista. Quest’ultimo ha presentato un’istanza formale per l’unificazione delle violazioni, dato che tre risultavano essere regionali e due statali, ed è stata accolta, tuttavia risparmierà 70 euro e i 6 punti sulla patente. Per il resto, il residente di Belluno dovrà pagare un conto salato e forse sproporzionato.
Gli italiani sono tra i popoli europei meno rispettosi delle norme del Codice della Strada. Nonostante i correttivi voluti dal Ministro dei Trasporti Salvini, le contravvenzioni continuano a fioccare nel Belpaese. Le strade sono stracolme di autovelox che portano molti automobilisti a pagare multe per minime distrazioni. Lo scorso anno sono state applicate nuove disposizioni in merito agli autovelox per una omologazione più equa e trasparente. Le multe stradali hanno raggiunto nel 2024 incassi totali da quasi 650 milioni di euro, in aumento dell’11,3% rispetto ai proventi totali marcato nell’anno precedente.
Milano è diventata la città che mette più a rischio gli automobilisti sul piano economico, con quasi 205 milioni di euro incassati grazie alle multe stradali, +57,5 milioni rispetto al 2023. Roma è salita al secondo posto con quasi 169 milioni di euro di guadagni, mentre Firenze, ha ottenuto la medaglia di bronzo, registrando un incasso di 61,5 milioni. In quarta posizione troviamo Torino, con 45,3 milioni. Bologna, Verona e Genova, seppur in misura minore, hanno avuto degli aumenti. Codacons e Assoutenti hanno calcolato l’importo delle pene pecuniarie delle principali 20 città italiane e lo scenario è surreale.
Non ci sono strategie particolari per evitare questa impennata di sanzioni che da anni sta rovinando i conti agli automobilisti. La somma totale delle multe è salita in Italia dai 583,8 milioni del 2023 ai 649,9 milioni del 2024, in crescita 66 milioni, +11,3% in un anno. Oramai i conducenti sono diventati i primi finanziatori dei comuni che stanno continuando a incassare cifre da capogiro. L’Unione Europea, dal canto suo, spinge per una maggiore uniformità dei sistemi di controllo della velocità , con l’obiettivo di ridurre le vittime della strada del 50% entro il 2030. Obiettivi virtuosi che dovranno sposarsi anche con le esigenze quotidiane degli italiani, già alle prese con l’inflazione e una crisi senza precedenti.
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 09:44:16 +0000Da oltre 12 anni la stampa internazionale raccoglie piccole informazioni sulle condizioni del 7 volte campione del mondo di F1, ma spesso si sono rivelate illusorie. Le voci di ogni genere sulla sua lunga convalescenza hanno generato rabbia e frustrazione nei tifosi che non hanno più avuto la chance di sapere notizie dettagliate e ufficiali sul Kaiser. Dopo una vita spesa a oltre 300 km/h nell’abitacolo delle monoposto di F1, in seguito al ritiro dal circus, Michael Schumacher ha subito un terribile incidente sugli sci che gli ha causato un grave trauma cranico. Dopo essere uscito dal coma e dall’ospedale in cui è stato operato, il pilota tedesco è tornato nella sua casa dove è stato curato da una equipe medica.
Un articolo pubblicato dal quotidiano Daily Mail afferma che Michael Schumacher “non è più costretto a letto“. Il giornalista Jonathan McEvoy si sarebbe recato a Las Brisas, a Maiorca e, dopo aver consultato diverse fonti, ha affermato che il sette volte campione del mondo di Formula 1 può stare seduto su una sedia a rotelle e muoversi nella sua villa con l’aiuto di un assistente. Il magazine britannico ha anche smentito diverse voci circolate negli ultimi anni riguardo la presenza dell’ex driver della Scuderia Ferrari al matrimonio della figlia Gina nel 2024.
Michael Schumacher starebbe continuando a ricevere assistenza medica 24 ore su 24 dalla moglie Corinna e da un team di sanitari, ma i suoi progressi fisici gli consentono di muoversi nella sua proprietà iberica e non di stare sempre a letto. In base ai rumor, dopo le ammissioni di Jean Todt, il tedesco era piombato in una condizione neurologica che consente a una persona pienamente cosciente di essere consapevole di tutto ciò che accade intorno a sé, ma con l’incapacità di reagire. Per questo la comunicazione sarebbe avvenuta con gli occhi, sbattendo le palpebre. L’ex team principal della Ferrari aveva anche dichiarato che Michael continua a guardare la Formula 1 in TV.
Il fuoriclasse tedesco avrebbe fatto dei progressi notevoli, stando a quando annunciato dall’inchiesta del Daily Mail, firmata dal corrispondente di automobilismo Jonathan McEvoy. Quest’ultimo ha focalizzato l’attenzione anche sulla villa di Las Brisas situata vicino ad Andratx, sulla punta sud-occidentale di Maiorca. Appartenuta in passato al Presidente del Real Madrid Florentino Perez, è stata acquistata dalla famiglia Schumacher per circa 30 milioni di sterline, diventando un rifugio privato per la riabilitazione di Michael, alternandosi alla residenza principale di Gland, in Svizzera.
Per tutte le cure subite dal 2013 ad oggi la famiglia tedesca ha investito milioni di euro. L’ex alfiere di punta della Ferrari è assistito 24 ore su 24 da un team dedicato di infermieri e terapisti, con costi che secondo Daily Mail arrivano a decine di migliaia di sterline a settimana. L’attenzione alla privacy è massima, con muri imponenti, fitta vegetazione e telecamere a circuito chiuso che allontanano i mal intenzionati. Michael non avrebbe presenziato al matrimonio della figlia, ma avrebbe fatto dei netti passi in avanti. A 57 anni non potrebbe ancora camminare, ma già il fatto di poter allontanarsi dal letto rappresenterebbe una piccola svolta. Ora, dopo tanto riserbo, un annuncio della moglie Corinna potrebbe spazzare via ogni dubbio.
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 08:33:49 +0000La Dacia Sandero conferma il suo ruolo da protagonista nel mercato europeo: nel 2025 è risultata l’auto più venduta in Europa, un primato che testimonia come la combinazione di prezzo competitivo, versatilità e affidabilità continui a convincere gli automobilisti del Vecchio Continente. Recentemente, la vettura romena ha ricevuto un restyling che ne ha affinato il design, rendendolo più moderno e dinamico, ma senza snaturarne l’identità . Tuttavia, uno dei punti di forza della nuova Sandero resta il comparto sicurezza, che per la sua categoria offre soluzioni oggi impensabili su molte compatte economiche.
Tra le novità più pratiche spicca il caricatore a induzione per smartphone, pensato per chi utilizza il telefono durante la guida per la navigazione o la connessione wireless Apple CarPlay e Android Auto. Il sistema è ora disponibile sulla consolle centrale della Sandero, garantendo una ricarica continua senza cavi e riducendo le distrazioni: un piccolo ma significativo accorgimento per la sicurezza quotidiana.
Chi cerca un’esperienza di guida più sicura e confortevole può contare su tre nuovi equipaggiamenti che migliorano il controllo della vettura in situazioni reali: fari automatici, Multiview Camera e retrovisori ripiegabili elettricamente. I fari automatici ottimizzano la visione notturna, alternando in autonomia tra abbaglianti e anabbaglianti per evitare di accecare gli altri utenti della strada. La Multiview Camera offre una vista dall’alto durante le manovre a bassa velocità , rendendo più semplici parcheggi e svolte in spazi stretti, mentre i retrovisori ripiegabili elettricamente proteggono la carrozzeria dagli urti quando l’auto è parcheggiata in strade anguste. Questi sistemi, se combinati, contribuiscono a una guida più rilassata e sicura, anche negli scenari urbani più complessi.
La Sandero integra, inoltre, i più recenti sistemi di assistenza alla guida (ADAS), indispensabili per soddisfare le normative europee in materia di sicurezza. Tra questi, spicca la frenata automatica di emergenza, attiva sia in città che su strade extraurbane, capace di rilevare veicoli, pedoni, ciclisti e moto. Accanto a questo, il sistema di monitoraggio dell’attenzione del conducente segnala quando l’utente mostra segni di stanchezza o calo di concentrazione, riducendo il rischio di incidenti dovuti a distrazioni. Per rendere l’uso di questi sistemi immediato e intuitivo, Dacia ha introdotto il pulsante “My Safetyâ€, che permette di configurare rapidamente tutti i dispositivi ADAS secondo le preferenze del conducente. Una soluzione semplice ma efficace per garantire che la sicurezza sia sempre a portata di mano, senza complicazioni.
Possiamo dire che il restyling della Dacia Sandero non ha riguardato solo l’estetica: la vettura romena si conferma oggi una citycar attenta alla protezione dei suoi occupanti. Tra caricatore a induzione, fari automatici, Multiview Camera, retrovisori elettrici e sistemi di assistenza avanzati, la Sandero offre ai guidatori un’esperienza più sicura e serena, mostrando che anche una vettura economica può stabilire standard elevati nel segmento delle utilitarie compatte. Nel 2026, dunque, la Sandero non è soltanto una delle auto più amate in Europa, ma anche un modello di riferimento per chi cerca sicurezza concreta, comfort e tecnologia accessibile, senza rinunciare alla praticità e al piacere di guida quotidiano.
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 07:40:05 +0000Il 27 gennaio 2026 è prevista una giornata di sciopero che coinvolge il settore dei trasporti pubblici locali in Italia. Nello specifico, sono stati proclamati 1 sciopero per questa data. Di seguito trovate tutte le informazioni e i dettagli aggiornati sugli scioperi previsti per la giornata.
Nel capoluogo ligure, Genova, è stato indetto uno sciopero territoriale che coinvolge il settore del Trasporto pubblico locale. L’astensione dal lavoro si svolgerà nella fascia oraria di 4 ORE: DALLE 11.30 ALLE 15.30. Lo sciopero interessa il personale della società AMT di Genova e vede come promotore il sindacato OSR CUB Trasporti.
Fonte: Mit
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 07:00:00 +0000Nel mese di gennaio 2026 sono previsti diversi scioperi nel settore dei trasporti in Italia. Questo articolo offre una panoramica aggiornata e puntuale di tutte le iniziative di sciopero che si svolgeranno nel periodo di riferimento, con dettagli su date, città , categorie dei lavoratori coinvolti, tipo di servizio interessato e orari degli scioperi. Le informazioni qui riportate permettono di organizzarsi al meglio e sono utili sia per i viaggiatori che per i lavoratori.
Nella regione Liguria, in particolare nella provincia di Genova, è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale ed è indetto dal personale della Società AMT di Genova, con i sindacati OSR CUB TRASPORTI.
Nella città di Ancona, nella regione Marche, si terrà uno sciopero della durata di 24 ore che coinvolgerà il trasporto pubblico locale, con il personale della società Conerobus di Ancona. Sono coinvolti i sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.
A livello nazionale, per il settore elicotteri, è previsto uno sciopero che interesserà tutte le basi diurne dalle 08.00 alle 16.00 e le basi H24 dalle 08.00 alle 20.00. Lo sciopero coinvolge il personale di volo del settore elicotteri della Società Avincis RW, con i sindacati FIT-CISL/UILT-UIL/UGL-TA/ANPAC.
Nella città di Bolzano, in Trentino-Alto Adige, è previsto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il trasporto pubblico locale. Interessato il personale della Società SASA di Bolzano. I sindacati promotori sono OSR UGL/USB LAVORO PRIVATO/ORSA TRASPORTI.
Nella città di Brescia, in Lombardia, si terranno due scioperi nel settore aereo, entrambi di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00. Il primo coinvolge il personale della società GDA Handling dell’aeroporto di Brescia Montichiari, indetto dai sindacati OSR USB LAVORO PRIVATO. Il secondo interessa il personale della società MH24 sempre presso l’aeroporto di Brescia Montichiari, con i medesimi sindacati.
Nella regione Veneto è stato proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00 che coinvolge il personale della società ENAV di Verona Airport, promosso dalle sigle OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV + RSA.
A livello nazionale, nel settore aereo, è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00 che coinvolge piloti ed assistenti di volo della società Easyjet Airlines Limited, con i sindacati FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL-TA/ANPAC.
Fonte: Mit
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 07:00:00 +0000Oggi, 27 gennaio 2026, riportiamo i prezzi medi praticati nelle aree di servizio autostradali, aggiornati secondo l’ultima rilevazione ufficiale. Il costo alla pompa nasce dalla somma tra la quota industriale del prodotto (che include il costo della materia prima e il margine della distribuzione) e la componente fiscale, costituita da accise e Iva. Di seguito trovi la tabella con benzina, gasolio, gpl e metano aggiornata all’ultimo dato disponibile, oltre a una guida che spiega come si forma il prezzo e quali fattori lo influenzano ogni giorno, dalle quotazioni internazionali al cambio euro/dollaro.
Ultimo aggiornamento dati: 26-01-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.736 |
| Gasolio | SELF | 1.781 |
| GPL | SERVITO | 0.830 |
| Metano | SERVITO | 1.496 |
Benzina. Il prezzo pagato dagli automobilisti è il risultato di due macro-componenti. La parte fiscale pesa per il 58% del totale e comprende accise e Iva: è la quota più rilevante e, salvo modifiche legislative, tende a rimanere stabile nel tempo. La componente industriale vale il 42% ed è a sua volta composta da costo della materia prima (30%) e margine lordo della filiera (12%). La materia prima riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’andamento del cambio euro/dollaro: quando il petrolio o i benchmark dei raffinati si muovono, questi effetti si trasmettono progressivamente al prezzo alla pompa. Il margine lordo copre attività di raffinazione, logistica, stoccaggio e gestione della rete e rappresenta l’area su cui gli operatori possono intervenire per calibrare il prezzo in funzione dei costi e della concorrenza, anche in relazione alla modalità di erogazione (self o servito). Va ricordato che l’Iva si applica sull’intera base imponibile, accise incluse, generando un effetto moltiplicativo sul prezzo finale. In autostrada, dove pesano costi operativi e di servizio maggiori, il margine può riflettere queste specificità pur rimanendo entro il 12% indicato. Programmi fedeltà , politiche commerciali e differenze di posizionamento degli impianti spiegano variazioni tra stazioni senza alterare l’equilibrio complessivo tra parte fiscale e industriale.
Gasolio. Per il gasolio la struttura del prezzo presenta un profilo diverso: la componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo finale e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi e del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti delle oscillazioni del mercato. Il margine lordo vale il 10% e copre le attività della filiera (raffinazione, trasporto, stoccaggio, distribuzione), oltre ai costi operativi della rete autostradale. È su questo margine che gli operatori hanno la leva per modulare i listini, anche in funzione della modalità di rifornimento (self o servito), dei flussi di traffico e della competizione tra impianti. La parte fiscale, composta da accise e Iva, determina un pavimento stabile del prezzo, mentre la dinamica quotidiana dipende soprattutto dalla materia prima: quando i distillati internazionali salgono o scendono, l’effetto si riflette gradualmente alla pompa. La presenza di costi logistici specifici delle tratte autostradali e le differenti strategie commerciali contribuiscono a differenze tra stazioni, pur mantenendo il rapporto complessivo tra quota fiscale e industriale coerente con i pesi indicati (45% e 55%).
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.650 per la benzina, 1.690 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.432 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.685 |
| Benzina | SELF | 1.637 |
| GPL | SERVITO | 0.697 |
| Metano | SERVITO | 1.403 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.705 |
| Benzina | SELF | 1.682 |
| GPL | SERVITO | 0.682 |
| Metano | SERVITO | 1.465 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.748 |
| Benzina | SELF | 1.694 |
| GPL | SERVITO | 0.776 |
| Metano | SERVITO | 1.584 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.696 |
| Benzina | SELF | 1.669 |
| GPL | SERVITO | 0.731 |
| Metano | SERVITO | 1.507 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.660 |
| Benzina | SELF | 1.644 |
| GPL | SERVITO | 0.639 |
| Metano | SERVITO | 1.390 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.680 |
| Benzina | SELF | 1.634 |
| GPL | SERVITO | 0.659 |
| Metano | SERVITO | 1.363 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.693 |
| Benzina | SELF | 1.648 |
| GPL | SERVITO | 0.674 |
| Metano | SERVITO | 1.380 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.671 |
| Benzina | SELF | 1.626 |
| GPL | SERVITO | 0.662 |
| Metano | SERVITO | 1.469 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.707 |
| Benzina | SELF | 1.658 |
| GPL | SERVITO | 0.780 |
| Metano | SERVITO | 1.443 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.676 |
| Benzina | SELF | 1.630 |
| GPL | SERVITO | 0.665 |
| Metano | SERVITO | 1.380 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.668 |
| Benzina | SELF | 1.627 |
| GPL | SERVITO | 0.700 |
| Metano | SERVITO | 1.311 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.687 |
| Benzina | SELF | 1.657 |
| GPL | SERVITO | 0.695 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.678 |
| Benzina | SELF | 1.629 |
| GPL | SERVITO | 0.667 |
| Metano | SERVITO | 1.417 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.681 |
| Benzina | SELF | 1.663 |
| GPL | SERVITO | 0.655 |
| Metano | SERVITO | 1.466 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.701 |
| Benzina | SELF | 1.650 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.684 |
| Benzina | SELF | 1.668 |
| GPL | SERVITO | 0.759 |
| Metano | SERVITO | 1.734 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.682 |
| Benzina | SELF | 1.633 |
| GPL | SERVITO | 0.685 |
| Metano | SERVITO | 1.449 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.718 |
| Benzina | SELF | 1.670 |
| GPL | SERVITO | 0.726 |
| Metano | SERVITO | 1.391 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.683 |
| Benzina | SELF | 1.637 |
| GPL | SERVITO | 0.691 |
| Metano | SERVITO | 1.327 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.728 |
| Benzina | SELF | 1.669 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 gennaio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.670 |
| Benzina | SELF | 1.631 |
| GPL | SERVITO | 0.674 |
| Metano | SERVITO | 1.328 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 07:00:00 +0000Il Michigan è tornato a dimostrare quanto la natura possa trasformare un’autostrada in un teatro del caos in pochi minuti. Una violenta tempesta ha colpito la regione di Grand Rapids, trasformando l’Interstatale 196 in un campo di battaglia ghiacciato. Oltre 100 veicoli sono stati coinvolti in incidenti a catena, alcuni finiti fuori carreggiata, altri scontrati tra loro, in una scena che sembra uscita da un film catastrofico.
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 06:40:49 +0000Nel 2025 gli italiani hanno versato alle casse dei loro comuni quasi 1,9 miliardi di euro a titolo di multe stradali. Una cifra che, purtroppo, non è simbolo di ordine o sicurezza sulle strade, ma di un flusso costante di sanzioni che negli ultimi cinque anni ha superato gli 8,5 miliardi di euro. Tradotto in termini più concreti, vuol dire che ogni cittadino residente, neonati compresi, ha contribuito per una media di 142 euro: una cifra che pesa come un piccolo tributo imposto alla vita di tutti i giorni dei cittadini.
I dati, diffusi dal Codacons, tracciano un quadro chiaro e al tempo stesso inquietante: nel 2025 le entrate degli enti locali per violazioni del Codice della strada si attestano a 1,89 miliardi, con una flessione del 4,4% rispetto al 2024, quando il gettito era stato di 1,98 miliardi. Un calo di 88 milioni di euro, che gli analisti dell’associazione non esitano a spiegare: non si tratta tanto delle novità introdotte dal nuovo Codice della strada a dicembre 2024, quanto piuttosto dei limiti imposti agli autovelox e dello spegnimento di molti apparecchi dopo le sentenze della Cassazione, che hanno dichiarato nulle le multe elevate con dispositivi non omologati. Un nodo, questo, che ancora oggi rimane irrisolto, lasciando molte amministrazioni locali in bilico tra legittimità e necessità di entrate.
A livello regionale, la mappa degli incassi racconta un’Italia a geometria variabile: la Lombardia si conferma la regina delle multe, con 455,8 milioni di euro, più del doppio della Toscana, seconda con 208 milioni, seguita dall’Emilia Romagna con 192 milioni. Al fondo della classifica, quasi simbolico, troviamo la Valle d’Aosta con soli 2,7 milioni. Una disparità che non sorprende, se si considera la concentrazione di traffico, autostrade e centri urbani densamente popolati al Nord rispetto alle regioni più piccole o meno popolate.
Lo scenario urbano aggiunge ulteriori sfumature: tra le grandi città con oltre 250mila abitanti, Milano guida la classifica con 169,7 milioni di euro, seguita da Roma con 118,7 milioni e Firenze con 64 milioni. E mentre i piccoli Comuni, sotto i 5mila abitanti, riescono a raccogliere 105 milioni, quelli tra 20mila e 60mila abitanti arrivano a 325 milioni, e le città di dimensione intermedia tra 60mila e 250mila residenti registrano 310 milioni. In sostanza, più grande è il Comune, più consistente è il gettito, ma anche più evidente diventa la vulnerabilità alle novità normative.
Il confronto con il 2024 rivela ulteriori dettagli interessanti. Tra le regioni, la Calabria registra il calo più marcato (-14,4%), seguita dal Lazio (-12,3%) e dalla Sicilia (-8,5%), mentre il Molise vede un incremento sorprendente del 62,9%, passando da 2,4 a 4 milioni, con crescite rilevanti anche in Sardegna (+22%) e Abruzzo (+19%). Tra le grandi città , Bari perde un quarto degli incassi (-25,4%), Palermo quasi un quinto (-19,5%), Roma quasi un quinto anche lì (-18,5%), mentre Firenze segna un incremento del 4,1%.
Guardando alla serie storica, emerge un trend che racconta la progressione di una vera e propria “tassa automobilisticaâ€: nel 2021, ancora segnato dai limiti di circolazione imposti dall’emergenza Covid, le multe avevano fruttato 1,2 miliardi, salendo a 1,6 miliardi nel 2022, 1,77 miliardi nel 2023 e 1,98 miliardi nel 2024, prima di un leggero calo a 1,90 miliardi nel 2025. Un percorso che mostra come gli italiani abbiano contribuito costantemente, nel bene e nel male, a sostenere le casse degli enti locali attraverso il pagamento di contravvenzioni.
Data articolo: Tue, 27 Jan 2026 06:30:51 +0000In un panorama automobilistico sempre più omologato, dove l’elettrificazione avanza come un dogma e le assistenze elettroniche si moltiplicano fino a diventare una seconda coscienza del guidatore, la Donkervoort P24 RS appare come un autentico bastian contrario. E proprio per questo affascina gli appassionati più veraci. Non ricerca il consenso facile né l’â€effetto wow†tipico di questi tempi, perché la sua forza risiede principalmente nella cara e vecchia meccanica. Dunque, siamo al cospetto di una supercar che rifiuta la mediazione, che rimette al centro del pianeta la guida e il dialogo diretto tra uomo e macchina.
La P24 RS è l’ultima espressione della filosofia Donkervoort, piccolo costruttore olandese con sede a Lelystad, fondato nel 1978 e rimasto orgogliosamente a conduzione familiare. Una realtà che, da sempre, ha fatto della leggerezza estrema e della purezza tecnica la propria cifra stilistica. In un’epoca in cui le supercar diventano sempre più complesse e pesanti, la Donkervoort continua a sottrarre invece che aggiungere. E lo fa in modo quasi provocatorio.
Prodotta in appena 150 esemplari, a un prezzo che parte da 298.500 euro, la P24 RS nasce per rispettare i rigidi vincoli normativi riservati alle piccole serie. Ma anziché viverli come un limite, Donkervoort li ha trasformati in un’opportunità per ripensare completamente il progetto. Il risultato è una vettura radicale, che abbandona ogni forma di compromesso superfluo.
Al centro del progetto risiede il motore V6 biturbo di origine Ford da 3,5 litri, interamente in alluminio, capace di erogare fino a 600 CV e 800 Nm di coppia. Numeri impressionanti, certo, ma è il contesto a renderli quasi irreali: la massa a secco si ferma a soli 780 kg. Il rapporto peso-potenza arriva così a 770 CV per tonnellata, una cifra da hypercar. Le prestazioni sono conseguenza diretta di questa equazione estrema: 0-100 km/h in meno di 2,4 secondi, 0-200 in appena 7,3.
Eppure, ridurre la P24 RS a un semplice esercizio di velocità sarebbe un errore. Donkervoort non ha mai costruito auto per inseguire record, ma per offrire sensazioni coinvolgenti. Emblematica, in questo senso, la presenza del sistema PTC – Power To Choose, che consente al pilota di selezionare tre livelli di potenza: 400, 500 o 600 CV. Una scelta che restituisce centralità al guidatore, permettendogli di adattare il carattere dell’auto al contesto e al proprio stato d’animo.
Il cambio manuale a cinque rapporti, leggerissimo, con funzione di rev-matching disattivabile, è un altro certificato del pensiero alla base di tale veicolo. Se il mondo vira verso l’automatismo totale, Donkervoort difende la leva, la frizione e l’errore umano come parte integrante dell’esperienza. Anche telaio e sospensioni seguono la stessa logica funzionale: ammortizzatori attivi Tractive, altezza da terra regolabile e un’aerodinamica studiata per generare 90 kg di carico a 250 km/h, con una velocità massima superiore ai 300 km/h.
Il vero segreto, però, è nascosto nella struttura. La tecnologia Ex-Core, sviluppata internamente, combina tubi in lega e pannelli in carbonio in una sorta di “sandwich†avanzato, composto da fibra di carbonio e schiuma termosensibile. Una soluzione più leggera ed efficiente rispetto ai tradizionali processi in autoclave, oggi utilizzata anche nel motorsport e persino nel settore della Difesa. Il risultato è una rigidità straordinaria a fronte di un peso ridicolo: alcune parti della carrozzeria possono essere sollevate letteralmente con un dito.
C’è infine un aspetto che va oltre la tecnica. La Donkervoort P24 RS è un’auto profondamente personale. La lettera “P†nel nome è dedicata a Phébe, figlia del CEO Denis Donkervoort, così come la precedente F22 rendeva omaggio a Filippa, la primogenita. Un dettaglio che racconta molto: acquistare una Donkervoort non significa solo comprare una supercar, ma entrare in una storia familiare, artigianale e, naturalmente, autentica.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 15:49:51 +0000Che Toyota fosse in grado di stupire con le proprie creazioni lo sappiamo da tempo immemore. Dalle nostre parti ciò che ha sempre convinto degli operosi giapponesi quanto di buono sono riusciti a sfornare, soprattutto, quando si parla di auto di piccola taglia. L’ultimo capolavoro di questa stirpe è la rinnovata Toyota Aygo X, la prima vettura di segmento A a poter vantare l’adozione di un propulsore Full Hybrid, nello specifico lo stesso che si può avere anche sulla “sorellona†Yaris. I benefici di questo sistema propulsivo sono netti, perché rispetto alla precedente generazione, la più piccola creatura del colosso nipponico migliora sia in termini di performance che di efficienza, e i dati lo dimostrano in modo franco. Provare per credere.
Dunque, Toyota ha portato l’ibrido dove nessuno aveva osato davvero. Sulla nuova Aygo X scompare il vecchio tre cilindri benzina da 1.0 litro, ormai andato in pensione, sostituito da un sistema condiviso – come anticipato – con Yaris e Yaris Cross. Nella fattispecie parliamo di un 1.5 litri Full Hybrid capace di esprimere una potenza complessiva di 116 CV, ben 44 in più rispetto alla generazione precedente.
Numeri che, su un’auto di queste dimensioni, cambiano radicalmente il comportamento su strada. L’Aygo X non è più soltanto un veicolo razionale per sgusciare nel traffico urbano di tutti i giorni, ma diventa un oggetto brillante, dall’ottima reattività anche nei percorsi fuori dal circuito cittadino. L’accelerazione migliora in modo sensibile, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 9,2 secondi, mentre la risposta dell’acceleratore beneficia di un’ottima messa a punto del sistema ibrido, che crea una connessione più lineare tra regime del motore e spinta. Il risultato è una sensazione di immediatezza che rende la guida più coinvolgente, ma sempre fluida.
Alla base di questo comportamento coinvolgente c’è anche la piattaforma GA-B della Toyota Global New Architecture. Una struttura che garantisce un baricentro basso e una carrozzeria particolarmente rigida, elementi fondamentali per sfruttare al meglio l’aumento di potenza. Sospensioni, freni e sterzo sono stati aggiornati per accompagnare questa evoluzione: per la prima volta, la Aygo X adotta freni a disco su tutte e quattro le ruote, mentre i controlli dello sterzo sono stati ottimizzati per restituire una sensazione di maggiore leggerezza e precisione. Il raggio di sterzata inferiore ai cinque metri completa un quadro di grande agilità .
Integrare un sistema Full Hybrid così sofisticato in un’auto lunga poco più di tre metri e mezzo non è stato semplice. Toyota ha dovuto ripensare completamente il packaging della vettura, mantenendo invariati sia il passo di 2.430 mm sia la capacità del bagagliaio. La soluzione è raffinata: per la prima volta su un Full Hybrid Toyota, i due stack di celle della batteria sono posizionati uno accanto all’altro lungo tutta la larghezza del pavimento, in senso longitudinale sotto i sedili posteriori. La batteria ausiliaria, invece, trova spazio sotto il piano di carico, senza sacrificare la praticità .
C’è poi il capitolo dei consumi, quello che più di ogni altro mette d’accordo testa e portafoglio. Perché la nuova Aygo X Full Hybrid riesce in un equilibrio che, fino a poco tempo fa, sembrava impossibile: offrire prestazioni nettamente superiori senza chiedere nulla in cambio al distributore. I dati ufficiali parlano di 3,7 litri ogni 100 chilometri ed emissioni di CO₂ di appena 85 g/km, valori che la pongono ai vertici del segmento A. Il merito è da attribuire a un sistema ibrido che lavora in modo continuo e intelligente, sfruttando la trazione elettrica ogni volta che è possibile e facendo intervenire il gruppo termico solo quando serve davvero.
Il risultato è una marcia spesso silenziosa, fluida, quasi ovattata, a tutto vantaggio dell’efficienza. Anzi, la sensazione è quella di un’auto che scorre su strada con naturalezza, trasformando ogni rallentamento in energia recuperata da sfruttare, poi, quando vi è la necessità . Toyota Aygo X Full Hybrid riesce in un’impresa difficile, quella di rivoluzionare il mondo delle citycar, ormai messo in soffitta da tanti costruttori, garantendo performance e consumi che stracciano la nostalgia e i ricordi. Il futuro fa meno paura, anche a bordo di un’auto così compatta.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 14:55:37 +0000L’India non è più un mercato emergente, ma un’area dove si gioca una partita molto importante. Numeri, popolazione, volumi e prospettive lo rendono uno degli snodi centrali dell’industria automobilistica globale. Con una popolazione di 1,45 miliardi di abitanti, lo scorso anno ha registrato 4,3 milioni di immatricolazioni, mentre i SUV sono i veicoli che vanno per la maggiore, tanto che valgono oltre il 55% delle quote di mercato. È qui che Renault ha deciso di disputare una partita solida e ambiziosa, schierando un prodotto pensato per rosicchiare terreno ai concorrenti e issarsi più in alto possibile: la nuova Renault Duster, progettata, prodotta e commercializzata in India come base di una strategia globale. Una “World Car†nel senso più concreto del termine.
Il mercato indiano è monolitico nella sua unicità . Chi domina qui può vantare una certa influenza e lo sanno bene Maruti‑Suzuki, Hyundai e Tata che sono attualmente i primi tre marchi per volume in India. Tuttavia, Renault non vuole essere da meno ed è qui che entra in gioco il B-SUV, parente stretto di quel modello che in Italia e in Europa abbiamo apprezzato sotto il cappello di Dacia. La nuova Renault Duster debutta il 26 gennaio 2026, giorno della Republic Day, per rendere omaggio a un momento molto sentito e legarsi ancora di più a questa area del globo.
Il SUV compatto di nuova generazione nasce su una piattaforma moderna, la CMF‑B modulare, adattata con cura per le esigenze locali, e viene prodotto nello stabilimento di Oragadam, Chennai, ed è pensato per entrare in concorrenza coi grandi nomi del segmento come Hyundai Creta, Kia Seltos o Maruti Suzuki Grand Vitara. Esteticamente, il Duster è cresciuto. Le linee sono moderne e muscolose: paraurti imponenti, passaruota squadrati, ruote in lega dal carattere deciso, fari LED con firma luminosa all’avanguardia e dettagli che parlano di solidità e contemporaneità . È un mezzo che vuole trasmettere fiducia in chi deve affrontare quotidianamente le strade affollate e le vie sterrate dell’Asia meridionale.
All’interno, la trasformazione è altrettanto profonda. Un abitacolo con schermo touchscreen di generose dimensioni, quadro strumenti completamente digitale, connettività wireless per smartphone e finiture curate, segnano una distanza significativa rispetto al Duster delle origini. Qui la tecnologia dialoga con la tradizione dell’off‑road: comfort e praticità si fondono con dotazioni di sicurezza che includono fino a 17 sistemi ADAS per la guida assistita e la protezione degli occupanti, ponendo il SUV ai vertici della categoria in termini di assistenza.
A livello di motori, la Renault Duster offre un buon ventaglio di opzioni. Al vertice troviamo il modello 1.6 litri Full-Hybrid 160 con due motori elettrici e batteria da circa 1,4 kWh, capace di offrire un equilibrio tra potenza ed efficienza e di guidare in elettrico per buona parte del tempo nei percorsi urbani. Accanto all’ibrido, sono previste varianti più tradizionali, tra cui un TCe 100,  un moderno tre cilindri turbo benzina che bilancia prestazioni, consumi e costi di esercizio.
Questa nuova Renault Duster, insomma, non è un’auto qualunque. È un SUV che unisce ambizione globale ad attenzione locale, tecnologia avanzata a praticità d’uso quotidiano, design moderno a robustezza. L’India non è più solo un mercato di esportazione, è diventata parte integrante del destino della Losanga. E la Duster, con il suo mix di carattere e sostanza, è il certificato di questa nuova era.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 13:30:05 +0000L’auto è tornata a essere un bene di lusso? Purtroppo, per molti guidatori italiani la risposta è un sonoro “sì”. Se il 2025 ha richiesto una serie di sacrifici, il 2026 non è partito sotto i migliori auspici, anzi: per chiunque possieda un veicolo l’orizzonte si fa sempre più ripido. Lo denuncia Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, che evidenzia come ogni singola voce di spesa inclusa nel rapporto Istat — dall’acquisto alla manutenzione, fino alla sosta — abbia subito gli effetti dell’inflazione.
Le disponibilità economiche necessarie per acquistare un’auto oggi non lasciano indifferenti. Nel 2025, i listini delle vetture a benzina e diesel hanno rispettivamente avuto un’impennata dell’1,3% e dello 0,6%. Nonostante gli incentivi e le spinte alla transizione, le motorizzazioni ibride ed elettriche hanno registrato un timido ma costante +0,4%.
In controtendenza, invece, troviamo il mercato dell’usato, che ha segnato un calo complessivo del 2,2%, anche se non è necessariamente una buona notizia per il settore. Il crollo dei prezzi (fino al -2,7% per i diesel) è, infatti, figlio dei troppi dubbi sul futuro dei propulsori tradizionali e dei crescenti limiti alla circolazione nelle grandi città , motivo del crollo delle immatricolazioni per le vetture a gasolio.
È quando, però, l’auto entra in officina che i nodi vengono al pettine. Nel 2025, per i pezzi di ricambio si è speso il 2% in più, mentre i costi per manutenzione e riparazione sono lievitati di quasi il 3%.
Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, spiega le cause di questo fenomeno:
“Il comparto delle autoriparazioni da un lato risente ancora dell’impennata dei prezzi dei ricambi scattata a seguito di guerra in Ucraina, caro-energia e crisi geopolitiche internazionali, dall’altro l’ingresso sul mercato di autovetture altamente tecnologiche (si pensi a quelle full electric) richiede interventi sempre più specializzati e con personale qualificato, con un aggravio dei costi a carico delle imprese del settore”
Insomma, la complessità dei mezzi moderni richiede competenze che, inevitabilmente, si riflettono sul conto finale presentato al cliente.
La lista dei rincari del 2025 è lunga e variegata, dalle assicurazioni (+5,3% rispetto al 2024), passando per noleggio e sharing (+5%) e parcheggi (+2,4%), fino all’affitto garage (+1,6%). L’unica nota positiva dell’anno passato è arrivata dai distributori, con una spesa per il gasolio scesa del 3,5% e per la benzina del 4,6%, ma il sollievo sembra destinato a svanire in fretta. Le prime settimane del nuovo anno non lasciano spazio all’ottimismo, visto che dal 1° gennaio sono scattati nuovi aumenti che colpiscono trasversalmente tutti gli utenti della strada.
Davide Galli conclude con una riflessione amara sull’attualità :
“Se il 2025 si chiude con una raffica di rincari, il 2026 non si è certo aperto con notizie positive: dal 1° gennaio sono infatti scattati i rincari sia dei pedaggi autostradali, saliti in media del +1,5%, sia delle accise sul gasolio, e anche alcune polizze assicurative, come quelle per l’assistenza stradale e gli infortuni del conducente, sono state interessate da forti aumenti. Alcune Regioni hanno poi optato per una revisione del bollo auto, con aumenti fino al +10%”
Tra accise, bolli e polizze accessorie, il 2026 si preannuncia come un anno di “resistenza” per gli automobilisti italiani, chiamati a fronteggiare costi di gestione che sembrano non conoscere un tetto massimo.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 12:16:01 +0000Viaggiare in auto è uno dei modi migliori per scoprire la bellezza dell’Europa, ma per i guidatori il panorama non è l’unica cosa a cui prestare attenzione. Secondo un recente studio condotto da Tollwayr, i costi per attraversare ponti, gallerie e autostrade variano in modo vertiginoso da un confine all’altro, fino a toccare i valori massimi in Francia, Italia e Danimarca, i Paesi con le infrastrutture più care del Vecchio Continente.
In cima alla lista nera dei rincari troviamo l’Eurotunnel, il collegamento sotto la Manica tra Francia e Regno Unito: un singolo attraversamento comporta una spesa di ben 72 euro. Ma il caso transalpino è sistemico e non si limita solo a un unico grande progetto. Mattijs Wijnmalen, amministratore delegato di Tollwayr, analizza così la situazione del Paese:
“Ciò che è particolarmente degno di nota è che la Francia non ha solo uno o due percorsi costosi, ma applica costantemente prezzi elevati su tutte le sue principali autostrade e gallerie”
Secondo l’esperto, questo modello ha ragioni profonde legate alla gestione del territorio:
“L’estesa rete di pedaggi del Paese riflette significativi investimenti infrastrutturali, ma comporta anche un notevole onere finanziario sia per gli automobilisti locali che per i turisti”
A tal proposito, è emblematico l’esborso di 68,90 richiesto dalla tratta Parigi-Marsiglia, che si colloca in pianta stabile nella top 5 del continente.
L’Italia non resta a guardare e segue a ruota i vicini d’oltralpe. La Milano-Bari si aggiudica la “medaglia d’argento” nella classifica generale dei pedaggi autostradali con un costo di 68,30 euro, un macigno sul bilancio di famiglie e autotrasportatori, confermando il Belpaese come uno dei più onerosi per la classe dei guidatori
Spostandoci verso nord, l’ingegneria si paga a caro prezzo: il maestoso Ponte Øresund, punto di connessione tra Danimarca e Svezia, costituisce il ponte più caro d’Europa con una tariffa di 54 euro. Per quanto riguarda i Balcani, sebbene non entri nelle prime dieci posizioni a livello continentale, la Croazia si conferma la Nazione più cara della sua regione con un pedaggio massimo di 32,80 euro.
In questo scenario di cifre a due zeri, il Regno Unito rappresenta una storia quasi incredibile. Mentre il Paese affronta un momento economico complesso, con nuove tasse che stanno influenzando il mercato delle vetture di lusso, le tariffe stradali rimangono mediamente inferiori rispetto al resto d’Europa. Si colloca al limite estremo il pedaggio di appena 0,14 euro sul Warburton Bridge, il pagamento più economico dell’intera Europa, il che fa ulteriormente notizia se rapportato ai 72 euro necessari per passare sotto il mare a soli pochi chilometri di distanza.
A ogni modo, le eccezioni confermano una regola tacita: qualunque sia il tratto specifico percorso, sotto la Manica o la lunghissima Milano-Bari, muoversi di Paese in Paese impone oggi alle famiglie una pianificazione meticolosa delle tappe. Se non altro, le pratiche app da scaricare sugli smartphone di ultima generazione può dare un prezioso aiuto nella scelta dei distributori di benzina e dei luoghi di ristoro.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 10:24:26 +0000Nel cuore della storica sede Bentley di Crewe un rombo brutale di 666 cavalli ha squarciato il silenzio quasi sacrale. La Casa inglese si è voluta superare con il lancio di Supersports: Full Send, il film più adrenalinico da lei mai realizzato, dedicato al leggendario stuntman e atleta di sport estremi Travis Pastrana. Tra le linee di produzione e i centri tecnici del campus, centinaia di dipendenti Bentley hanno per tre giorni partecipato come volontari alle celebrazioni della nuova Supersports, un gioiello di rara potenza e agilità già andato sold-out, pronto a stupire lo stesso Pastrana.
Abituato a mezzi costruiti appositamente per le sue esibizioni, lo stuntman ha riconosciuto tutto il valore della vettura:
“Sapevo che la Supersports avrebbe avuto molta potenza, ma sono rimasto felicemente sorpreso da quanto fosse agile e divertente da guidare. Non avevo mai guidato un’auto di serie per girare un video di questa portata senza modifiche all’angolo di sterzata o alla frizione: avevo i miei dubbi, ma la Supersports ha superato ogni mia aspettativa. È la combinazione perfetta di lusso e performance”
Per permettere al funambolo delle quattro ruote di muoversi tra i reparti della compagnia oltre i limiti dell’aderenza, il team di ingegneri ha lavorato nell’ombra nel centro tecnico. La modifica più visibile? Un freno a mano idraulico montato accanto al volante per bloccare istantaneamente l’asse posteriore.
Sulla maniglia di questo strumento è stato inciso un nome: Mildred, in omaggio a Mildred Mary Petre, una delle iconiche “Bentley Girls” del passato, nota per il suo spirito impavido in netto anticipo sui tempi. Il team di sviluppo ha scelto proprio di richiamare quel coraggio necessario a spingere un’auto da oltre due tonnellate in un drift infinito.
I 400 ospiti selezionati all’anteprima mondiale di Dubai hanno potuto scorgere icone come la Speed 8 vincitrice di Le Mans 2003 e la mitica Blower #2 del 1929, l’auto più preziosa del patrimonio Bentley. E per qualche istante Pastrana sfreccia accanto al nuovo SUV urbano di lusso, ancora camuffato: di cosa si tratta? Lo scopriremo verso la fine del 2026, quando è prevista l’uscita della vettura, intanto bisogna “correre ai ripari”: in chiusura dell’opera Frank-Steffen Walliser, Presidente e CEO dell’azienda d’oltremanica, deve infatti gestire i “danni” (ovvero i chilometri di segni di pneumatici) lasciati dal pilota sul cemento della fabbrica.
Mentre il film dispensa spettacolo sulle piattaforme social ufficiali, la Supersports utilizzata per le riprese si appresta a entrare nella prestigiosa Heritage Collection di Crewe, accanto ai modelli pre-guerra. Ed è quasi finita l’attesa per i fortunati proprietari che sono riusciti ad aggiudicarsela: nell’ultimo trimestre del 2026 prenderà il via la produzione, anticamera alle prime consegne, attese in apertura del prossimo anno. Bentley sconfessa il credo secondo cui il lusso possa essere proposto solo in modo statico o compassato. Attraverso il progetto “Full Send”, il marchio britannico ha ribadito di non aver paura a sfidare i limiti: più che una provocazione, uno stile di guida (e di vita).
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 09:35:19 +0000Ricevere una multa non è mai una bella notizia, ma riceverne una falsa è decisamente peggio. Migliaia di cittadini hanno segnalato una nuova e sofisticata ondata di phishing negli ultimi giorni, così studiata nei minimi particolari da aver già indotto diversi utenti in errore. Del resto, la ribattezzata truffa autovelox si presenta in un italiano perfetto, come se la comunicazione provenisse davvero da PagoPA. Con uno stile formale e burocratico l’incipit sfrutta l’effetto sorpresa e il timore reverenziale verso le istituzioni:
“Gentile utente, il nostro sistema ha rilevato la presenza di una posizione ancora aperta. Si tratta di una contestazione per eccesso di velocità rilevata automaticamente”
La reazione più istintiva sarebbe quella di pagare subito, ma è meglio tenere i nervi sotto controllo e non lasciarsi prendere dall’agitazione perché alcuni piccoli dettagli smascherano il tentativo di truffa.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 08:42:44 +0000Il leggendario Rally Monte-Carlo ha inaugurato il FIA WRC 2026 con un’edizione d’altri tempi. Dopo oltre un decennio, la neve e il ghiaccio sono tornati a essere i protagonisti assoluti, mettendo a dura prova team ed equipaggi tra mercoledì 21 e domenica 26 gennaio.
In questo scenario estremo, la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ha fatto il suo esordio ufficiale in WRC2. Nonostante le insidie del percorso, le vetture affidate a Yohan Rossel e Nikolay Gryazin hanno dimostrato una competitività straordinaria.
Sebbene alcuni contatti abbiano allontanato i piloti dalla vittoria assoluta di categoria, il potenziale della nuova Ypsilon Rally2 è apparso evidente: una vettura solida, veloce e pronta a dare battaglia per il titolo mondiale.
Oltre alla buona prova di Lancia, da segnalare anche l’impresa di Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi che, al volante di una Ford Fiesta, hanno vinto la prova speciale 14 del Rally di Monte-Carlo 2026 diventando la prima vettura classe Rally 3 (meno prestazionali delle categorie superiori Rally 1 e 2) a conquistare una prova speciale nel campionato Mondiale rally.
Ad aiutare l’impresa anche le condizioni meteo, col fondo stradale che è andato via via migliorando rispetto a chi è partito per primo. A conferma di questo il podio composto da altre due vetture Rally 2. La prima Rally 1 è la Hyundai del francese Fourmaux staccata di 22 secondi
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 07:45:29 +0000C’è un filo invisibile che lega ogni generazione della Renault Clio. Un filo che non si spezza nemmeno oggi, davanti a una sesta generazione che cambia quasi tutto: lo stile, le dotazioni, la sicurezza e la tecnologia. Eppure, sotto la carrozzeria più affilata e dietro gli schermi più grandi, la Clio resta fedele a sé stessa. Un’auto per tutti. Democratica, trasversale, capace di parlare a pubblici diversi senza mai perdere il senso della misura. È questa la sua vera forza, ieri come oggi. La nuova Clio VI lo dimostra soprattutto dove conta di più: sotto il cofano. Perché se il design evolve e l’abitacolo si fa più maturo, è nelle motorizzazioni che Renault ribadisce la propria filosofia. Ampia scelta, soluzioni intelligenti e nessuna imposizione. Ognuno può trovare la propria Clio su misura.
La punta di diamante è senza discussioni la E-Tech Full Hybrid da 160 CV, evoluzione profonda di un sistema che già aveva convinto sulla precedente generazione. Qui, però, si fa un salto vero. Non solo numeri, ma sostanza. Il lavoro sviluppato da Horse Powertrain porta in dote un’esperienza di guida più fluida, reattiva e raffinata. E soprattutto maggiormente efficiente. Lo schema resta il solito: un motore termico affiancato da due unità elettriche e da una trasmissione multimode intelligente a innesti a denti, senza frizione. La grande novità è il nuovo motore benzina 1.8 litri HR18, che sostituisce il precedente 1.6. Più moderno, con iniezione diretta e ciclo Atkinson, offre 22 Nm di coppia in più e una risposta più pronta in ogni situazione.
Cresce anche la batteria, da 1,2 a 1,4 kWh, mentre la trasmissione guadagna una modalità supplementare: da 14 a 15 combinazioni, per una gestione ancora più morbida dei passaggi tra elettrico e termico. Il risultato è concreto: lo 0-100 km/h scende a 8,3 secondi, i consumi omologativi WLTP si fermano a 3,9 l/100 km e le emissioni dichiarate sono di 89 g/km di CO₂.
Valori che, fino a pochi anni fa, sembravano impensabili per una compatta generalista. In città la Clio E-Tech può viaggiare fino all’80% del tempo in elettrico, ma il sistema sa adattarsi anche fuori dai centri urbani, scegliendo autonomamente tra le quattro modalità operative: ibrida dinamica, E-drive, termica pura e recupero energetico. Il tutto senza che il guidatore debba preoccuparsi di nulla. L’autonomia complessiva può arrivare a 1.000 km, un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan il senso di questa tecnologia.
Renault Clio però non vive solo di ibrido. Anzi, la vera forza della gamma è proprio la varietà . L’ingresso è affidato al nuovo TCe 115, un tre cilindri benzina completamente inedito per questo modello. Un 1.2 litri moderno, derivato dal motore del Full Hybrid E-Tech 200 di Austral, Espace e Rafale. Non un compromesso al ribasso, ma una scelta tecnica ambiziosa, capace di offrire brillantezza, efficienza e una guida appagante fin dal primo gradino della gamma. Disponibile con cambio manuale a sei rapporti, rappresenta una porta d’accesso solida e coerente al mondo Clio.
A completare l’offerta arriverà , fra pochi mesi, la Eco-G 120 EDC, versione bifuel benzina-GPL abbinata al cambio automatico a doppia frizione. Una risposta concreta a chi cerca costi ridotti e grande autonomia: fino a 1.450 km, grazie al nuovo serbatoio GPL da 50 litri. Un’alternativa intelligente al diesel, perfettamente in linea con lo spirito pratico della Clio.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 07:40:53 +0000Il nostro rapporto con l’automobile sta cambiando. Se, per decenni, il possesso dell’auto è stato davvero un traguardo irrinunciabile, in un certo senso simbolo di autonomia e status sociale, oggi la visione è cambiata. L’autovettura è infatti diventata servizio anziché un bene da possedere. E così, il noleggio a lungo termine, fino a pochi anni fa riservato quasi esclusivamente alle flotte aziendali, ha convinto anche i privati che scoprono i vantaggi di una mobilità senza vincoli patrimoniali e con costi certi.
Questo cambio di passo risponde a esigenze concrete, dettate in particolare dall’aumento dei costi di manutenzione, dalla complessità burocratica legata alla proprietà , dall’obsolescenza tecnologica sempre più rapida dei veicoli e, non ultima, dalla difficoltà di prevedere le spese straordinarie. Il mercato ha reagito moltiplicando le offerte, ma non sempre con risultati soddisfacenti in termini di qualità  e assistenza.
Ed è in questo contesto che s’inserisce De Clementi Mobility, realtà romana con sei decenni di storia nel settore automotive. Tre strutture operative sul territorio e un team consolidato dall’esperienza sono alla base di un servizio che ha scelto di distinguersi per completezza e attenzione al cliente. L’approccio semplifica la gestione dell’automobile, assorbendo tutte le incombenze che normalmente gravano sull’utilizzatore e trasformando la mobilità in un processo lineare e prevedibile.
Il noleggio a lungo termine è oggi una risposta efficace alle complessità della mobilità contemporanea. De Clementi Mobility ha strutturato un’offerta che elimina gli elementi di incertezza tipici del possesso tradizionale.
Il servizio parte da vetture già immatricolate, riducendo significativamente i tempi di attesa che caratterizzano l’acquisto. Il canone mensile fisso raggruppa ogni voce di spesa: manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione completa con copertura RCA, kasko, furto e incendio, assistenza stradale attiva ventiquattro ore su ventiquattro in tutta Europa. Anche il bollo auto e le pratiche amministrative vengono gestiti internamente, liberando il cliente da ogni adempimento burocratico.
La formula trasforma costi variabili e imprevedibili in una spesa mensile costante, per agevolare la pianificazione economica familiare o professionale. Per chi utilizza l’automobile quotidianamente ma non desidera immobilizzare capitale o assumere i rischi legati alla proprietà , questa soluzione assicura flessibilità e tranquillità operative.
Oltre al veicolo, ciò che caratterizza l’offerta è l’organizzazione dei servizi di supporto. Ogni cliente viene assegnato a un consulente personale che segue il rapporto nel tempo, creando un canale diretto per qualsiasi necessità con un referente che conosce lo storico e le esigenze specifiche dell’utilizzatore.
Il servizio prioritario in officina e carrozzeria accorcia i tempi di intervento, mentre la disponibilità immediata di un’auto sostitutiva durante le riparazioni garantisce continuità nella mobilità quotidiana. Ma non solo. Le manutenzioni programmate su appuntamento si adattano agli impegni del cliente, evitando l’improvvisazione che spesso caratterizza la gestione ordinaria del veicolo.
Particolarmente rilevante risulta la gestione completa dei sinistri, che include assistenza legale. Un aspetto da non sottovalutare, perché in situazioni potenzialmente complesse come quelle successive a un incidente, disporre di un supporto specializzato che gestisce ogni aspetto pratico e normativo alleggerisce considerevolmente il carico sul cliente.
Il sistema di monitoraggio proattivo delle scadenze, dalle revisioni periodiche al rinnovo dei documenti, previene invece dimenticanze che potrebbero generare sanzioni o interruzioni del servizio. L’assistenza personalizzata si modella sulle specificità di ogni situazione, riconoscendo le esigenze diverse di ogni utilizzatore.
La diversificazione dell’offerta evidenzia la varietà delle esigenze di mobilità . Le famiglie necessitano di veicoli spaziosi con elevati standard di sicurezza, in cui comfort e protezione prevalgono su altri parametri. I professionisti, ad esempio, cercano auto rappresentative che comunichino affidabilità e solidità , strumenti che contribuiscono a costruire la propria immagine – non trascurabile – verso clienti e collaboratori.
I neopatentati si orientano invece su soluzioni economicamente accessibili che permettano di acquisire esperienza di guida senza gravare eccessivamente sul budget, mentre gli utenti senior apprezzano veicoli confortevoli con un’assistenza calibrata su specifiche necessità di supporto.
L’azienda serve anche il segmento degli appassionati, con servizi specializzati di restauro per auto d’epoca e gestione di vetture da collezione, testimonianza di competenze meccaniche che derivano da decenni di attività . Le formule di mobilità temporanea coprono infine esigenze contingenti, dal veicolo sostitutivo durante riparazioni prolungate alle necessità professionali a tempo determinato.
La decisione su chi affidare la propria mobilità si basa su elementi concreti e verificabili. De Clementi Mobility costruisce la propria proposta su fattori reali con un referente dedicato che assicura continuità relazionale, sessant’anni di attività  che attestano solidità e abilità nell’intercettare le trasformazioni del mercato e, ancora, servizi completi a tariffe definite che facilitano la valutazione economica.
Le tre sedi operative, integrate quando necessario da servizi a domicilio, riducono gli spostamenti e semplificano l’accesso ai servizi. L’assistenza continuativa e il supporto post-vendita estendono il rapporto oltre la semplice transazione commerciale, mentre l’adozione di tecnologie moderne e processi certificati dimostra la capacità di aggiornare competenze storiche con strumenti contemporanei.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 07:00:25 +0000In un momento di difficoltà del mercato dell’auto, c’è un settore che non conosce crisi. Furti, esportazione e vendita dei pezzi di ricambio continuano a circolare più vivi che mai. Per questo quando si prende in considerazione una vettura, bisognerebbe considerare anche l’appetibilità del modello per i ladri, al fine di scongiurare brutte sorprese.
Il 2025 ha segnato un aumento del 3% di furti in Italia, arrivando a 136.201 veicoli sottratti ai proprietari. La crescita però non è pari in ogni regione, ci sono punti d’Italia in cui questo fenomeno è scoppiato.
Il 78% dei furti si registra in sole cinque regioni. Tra queste, guida la classifica la Campania, dove i furti sono il 23% del totale nazionale. Seguono il Lazio con il 18% e la Sicilia con il 14%. Stesso numero che si registra in Puglia, seguita subito dopo dalla Lombardia che segna l’11% dei furti nel territorio italiano. Invece, le regioni in cui si possono dormire sonni più tranquilli sono Umbria, Trentino e Molise.
Al contrario di quanto si possa pensare, a guidare il mercato dei furti non sono le auto più costose o le tedesche premium in cui i ricambi sono più cari, bensì le vetture più presenti nelle nostre strade, questo perché sono quelle in cui la richiesta di parti è maggiore.
A guidare questa triste graduatoria c’è la Fiat Panda. Nel solo 2025 ne sono stati rubati circa 125.000 esemplari, un numero impressionante se confrontato con i soli 12.570 veicoli recuperati. La stragrande maggioranza delle Panda sottratte finisce smontata per alimentare il mercato dei pezzi di ricambio o esportata all’estero.
Al secondo posto troviamo un’altra icona italiana, la Fiat 500, con 5.889 furti registrati. Compatta, diffusa e molto richiesta anche nel mercato dell’usato, rappresenta un bersaglio ideale. Completa il podio la Fiat Punto, che pur non essendo più in produzione resta una delle auto più presenti nel parco circolante italiano, con 4.604 segnalazioni di furto.
La lista prosegue ancora sotto il segno del Made in Italy: Lancia Ypsilon (5.048 furti), Fiat 500L (2.637 unità ) e Alfa Romeo Giulietta (3.606 esemplari). Non mancano però modelli stranieri molto diffusi come Smart Fortwo (2.150 furti), Citroën C3 (1.741), Volkswagen Golf (1.608) e Ford Fiesta (1.496).
Il motivo è semplice: ricambi e facilità di rivendita. Le auto più rubate sono spesso quelle con componenti facilmente smontabili e compatibili con un vasto numero di veicoli circolanti. Fanali, centraline, paraurti, cerchi e interni finiscono rapidamente sul mercato parallelo o vengono utilizzati per riparazioni a basso costo. In altri casi, attraverso un canale rodato di esportazione, i veicoli vengono trasferiti all’estero o trasformati con documenti falsi.
Sapere quali sono le auto più rubate in Italia non significa rinunciare a comprarle, ma essere più consapevoli che una vettura meno costosa o moderna spesso non è meno appetibile ai ladri. Sistemi antifurto moderni, box chiusi, parcheggi custoditi e polizze assicurative adeguate restano le armi migliori per ridurre il rischio. In un contesto in cui il furto d’auto è ancora una realtà concreta, la prevenzione resta l’unica vera difesa.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 06:30:09 +0000