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Cerchiate sul calendario in rosso la giornata del 29 maggio perché potrebbe diventare un venerdì da incubo. È stato indetto uno sciopero generale, che coinvolgerà anche il settore dei trasporti, sia a livello nazionale che locale. Spostarsi diventerà un’impresa, con probabili cancellazioni di corse di metro, bus, aerei e treni. Saranno garantite solo alcune fasce orarie dove potrebbero verificarsi in ogni caso disagi.
Lo sciopero di 24 ore per l’intera giornata del 29 maggio è stato proclamato da USB (Unione Sindacale di Base) contro la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari e contro il genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e per il mancato intervento concreto per dissociarsi dai crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli Usa in Venezuela e a Cuba.
La protesta è indetta anche a causa dello sfruttamento sul lavoro, della precarietà e per il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. Le mancate politiche sociali a sostegno dell’emergenza abitativa sono tra le altre motivazioni dello sciopero.
Inoltre si vuole mandare un messaggio ai piani alti che usano azioni repressive nei diversi Decreti Sicurezza, per gli abusi della Commissione di Garanzia, e anche per il mancato appoggio nelle politiche industriali che dovrebbero gestire le transizioni in corso allo scopo di superare la fase di forte conflittualità e contro le morti sul lavoro, per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
Lo sciopero dei treni nazionali si terrà dalle 21 di giovedì 28 alle 21 di venerdì 29 maggio. I viaggiatori potranno subire cancellazioni o variazioni, con un elenco di convogli garantiti, nel corso della giornata, che sono consultabili sul sito ufficiale di Trenitalia o di Italo, a seconda della vostra prenotazione. Chi può e vuole rinunciare al viaggio può mandare la richiesta rimborso a partire dalla dichiarazione di sciopero fino all’ora di partenza del treno prenotato, per i treni Intercity e Frecce, e fino alle ore 24 del giorno antecedente lo sciopero stesso, per i treni Regionali.
Persino il comparto autostradale subirà delle conseguenze. I dipendenti incroceranno le braccia dalle 22.00 di giovedì 28 maggio fino alle 22.00 di venerdì 29 maggio, determinando code e rallentamenti ai caselli per la riduzione dei servizi di assistenza e di esazione manuale. Lo stop dei mezzi pubblici provocherà disagi e traffico in città , ma ovviamente tanto dipenderà da zona a zona. Ecco le principali fasce garantite:
Lo sciopero di 24 ore coinvolge anche il trasporto aereo dalle 00.00 alle 23.59 del 29 maggio. Possibili cancellazioni e ritardi potrebbero coinvolgere sia voli nazionali sia internazionali. I collegamenti garantiti sono quelli programmati tra le 7.00 e le 10.00 del mattino e tra le 18.00 e le 21.00 di sera. Il comparto marittimo prevede uno sciopero che durerà dalle 00.01 alle 23.59 del 29 maggio, con probabili cancellazioni dei collegamenti. Possibili disagi si avranno per i traghetti per la Sicilia, Sardegna e gli arcipelaghi minori.
Data articolo: Thu, 28 May 2026 08:22:20 +0000
Il 28 maggio 2026 il traffico sulle autostrade italiane presenta rallentamenti e code significative in varie zone del Paese. Tra gli eventi più rilevanti segnaliamo un’intensa coda di 5 km sull’autostrada A1 direzione Milano tra il Bivio A1/A3 Napoli-Salerno e il Nodo A1/SP1 Casoria, dovuta a traffico congestionato, e un traffico rallentato per veicolo in avaria sulla Tangenziale di Napoli (A56) in direzione Pozzuoli tra Capodichino e Capodimonte. A seguire, un resoconto dettagliato tratta per tratta con tutte le segnalazioni aggiornate in tempo reale.
09:58 – Firenze Scandicci e Firenze sud
Traffico Rallentato per veicolo in avaria
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 296.9 al chilometro 294.0 per una lunghezza di 2.9 km.
09:51 – Area di servizio Mascherone est
Chiusura stazione di rifornimento per interruzione energia elettrica
Direzione Milano
L’area di servizio si trova al chilometro 535.6.
09:47 – Bivio A1/A3 Napoli-Salerno e Nodo A1/SP1 Casoria
Coda di 5 km per traffico congestionato
Direzione Milano
La coda interessa dal chilometro 754.3 al 759.3 per 5 km.
09:29 – Uscita Parma
Coda in uscita per Fiera
In entrambe le direzioni
La segnalazione riguarda il tratto dal chilometro 110.4.
09:27 – Terre di Canossa – Campegine e Parma
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta compresa tra il chilometro 110.4 e 119.5, lunghezza di 9.1 km.
09:13 – Bivio A1/Fine Complanare Piacenza e Fidenza
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
Il tratto interessato è compreso tra il chilometro 58.3 e 90.4, per una lunghezza di 32.1 km.
09:56 – Monza e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
Tratto compreso tra il chilometro 136.5 e 139.0, lunghezza 2.5 km.
09:24 – Genova Bolzaneto e Busalla
Coda di 2 km per lavori
Direzione Milano
La coda si estende dal chilometro 114.3 al 125.8, per una lunghezza di 11.5 km.
08:30 – Pistoia e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Firenze
Tratto compreso tra chilometro 5.15 e 21.0, per 15.85 km.
09:41 – Genova Nervi e Recco
Coda di 2 km per veicolo in avaria
Direzione Rosignano
Tratto esteso dal chilometro 11.5 al 16.1 per 4.6 km.
09:56 – Gioia del Colle e Bivio A14/SS7 Appia
Vento forte in entrambe le direzioni
Tratto lungo 33.8 km dal chilometro 709.6 al 743.4.
09:26 – Andria e Molfetta
Pioggia in entrambe le direzioni
La pioggia interessa un tratto di 25.5 km dal chilometro 626.9 al 652.4.
09:27 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
Tratto dal chilometro 3.0 al 5.0 per 2 km.
09:07 – Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio e Bivio A14/A1 Milano-Napoli
Coda per veicolo in avaria
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratto esteso per 3 km dal chilometro 2.0 al 5.0.
08:55 – Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Castel San Pietro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
Tratto lungo 38.2 km.
08:22 – Cerignola Ovest e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto
Vento forte in entrambe le direzioni
Il tratto interessato si estende per 12.6 km dal chilometro 159.9 al 172.5.
10:01 – Ala Avio e Affi
Coda di 2 km per traffico intenso
Direzione Modena
Tratto dal chilometro 198.0 al 200.0 lungo 2 km.
09:42 – Carpi e Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Coda di 4 km per traffico intenso
Direzione Modena
Tratto dal chilometro 309.0 al 313.0.
09:55 – Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda si estende per 0.8 km dal chilometro 6.5 al 7.3.
10:05 – Capodichino e Capodimonte
Traffico rallentato per veicolo in avaria
Direzione Pozzuoli
La tratta interessa un tratto di 3.2 km dal chilometro 16.1 al 19.3.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Thu, 28 May 2026 08:08:00 +0000La nuova Ferrari Luce, accolta anche da numerose critiche, rappresenta uno dei progetti più rivoluzionari mai realizzati da Ferrari. Prima Ferrari completamente elettrica della storia, la Luce non punta soltanto sull’elettrificazione, ma introduce un nuovo concetto di prestazione istantanea, in cui il sistema di launch mode diventa il cuore dell’esperienza dinamica.
Il launch mode è il sistema elettronico che permette alla vettura di effettuare partenze da fermo con la massima accelerazione possibile, sfruttando tutta la coppia disponibile e ottimizzando la trazione ruota per ruota. Ferrari non ha ancora pubblicato una procedura definitiva ufficiale per la Luce, ma sulla base dei sistemi utilizzati sulle moderne Ferrari ad alte prestazioni — come la Ferrari SF90 Stradale — il funzionamento sarà molto simile.
Cosa succede quando il conducente attiva il launch mode tirando questa leva in giù, come un pilota sugli aerei da caccia
A differenza delle Ferrari termiche tradizionali, nella Ferrari Luce la risposta è praticamente istantanea perché i motori elettrici erogano la coppia massima fin da zero giri. Questo consente una progressione violentissima ma estremamente controllata, senza ritardi del turbo o cambi marcia percepibili.
Chi ha provato sistemi simili sulle Ferrari ibride descrive il launch control come:
Uno dei temi più discussi riguarda il suono. Ferrari ha sviluppato un sistema audio meccanico proprietario che riproduce vibrazioni e frequenze ispirate ai motori tradizionali del Cavallino. La scelta nasce anche dalle critiche ricevute dalle sportive ibride recenti come la SF90, spesso considerate troppo silenziose dagli appassionati. Alcuni utenti delle community Ferrari hanno definito il sound della SF90 “meno emozionale†rispetto ai V8 e V12 storici. Con la Luce, Ferrari cerca quindi di mantenere coinvolgimento emotivo e identità sportiva anche nell’era elettrica.
| DIMENSIONI E PESI | |
|---|---|
| Lunghezza | 5026 mm |
| Larghezza (senza specchi) | 1999 mm |
| Altezza | 1544 mm |
| Passo | 2961 mm |
| Carreggiata anteriore | 1696 mm |
| Carreggiata posteriore | 1690 mm |
| Peso in ODM* | 2260 kg |
| Rapporto peso/potenza | 2,16 kg/cv |
| Distribuzione dei pesi | 47% anteriore – 53% posteriore |
| Volume bagagliaio | 597 l |
| PNEUMATICI | |
| Anteriori | 265/35 R23 J9.5 |
| Posteriori | 315/30 R24 J11 |
| FRENI | |
| Anteriori | CCM, 390 X 34 mm |
| Posteriori | CCM, 372 X 34 mm |
| MOTOPROPULSORE | |
| Numero di motori elettrici | 4 (uno per ruota) |
| Potenza massima** | 772 kW (1050 cv) |
| Coppia massima ai motori** | 990 Nm |
| Coppia massima alle ruote** | 11150 Nm |
| ASSALE ANTERIORE | |
| Potenza all’asse | 210 kW |
| Coppia alle ruote** | 3400 Nm |
| Coppia ai motori** | 280 Nm |
| Densità di potenza | 3,23 kW/kg (93% efficienza) |
| Giri motore | 30.000 giri/min |
| Peso | 65 kg |
| ASSALE POSTERIORE | |
| Potenza all’asse | 620 kW |
| Coppia alle ruote** | 7750 Nm |
| Coppia ai motori** | 710 Nm |
| Densità di potenza | 4,80 kW/kg (93% efficienza) |
| Giri motore | 25.500 giri/min |
| Peso | 129 kg |
| BATTERIA | |
| Numero di celle | 210 (15 moduli da 14 celle) |
| Densità energetica totale | 195 Wh/kg |
| Densità energetica celle | 305 Wh/kg |
| Capacità lorda | 122 kWh |
| Tensione massima | 800 V |
| Potenza massima di ricarica | 350 kW |
| PRESTAZIONI | |
| 0-100 km/h | 2,5 s |
| 0-200 km/h | 6,8 s |
| Velocità massima | 310 km/h |
| Autonomia*** | 530 km |
| Consumi (ciclo WLTP) | Omologazione in corso |
*Â Allestimento con contenuti opzionali
** In modalità Launch Control
*** Stima (omologazione in corso)
Data articolo: Thu, 28 May 2026 07:03:30 +0000Il tour della Ferrari Luce è proseguito a Castel Gandolfo, dopo la première nella Capitale che ha visto protagonista anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In occasione dell’evento con il Sommo esponente della Chiesta Cattolica la Ferrari Luce ha sfoggiato una colorazione bianca a contrasto con gli elementi neri della carrozzeria.
Robert Francis Prevost è apparso incuriosito dal primo modello full electric della storia del Cavallino. Dopo aver visionato l’ampia seduta posteriore si è accomodato sul sedile anteriore per valutare l’impostazione di guida. Affascinato dalle novità tecniche della Luce si è fatto spiegare da Elkann e da un collaboratore tutte le caratteristiche, ascoltando con particolare attenzione le informazioni in merito all’e-Manettino.
Il numero 1 della Casa Modenese, John Elkann, ha regalato al Pontefice il volante della Luce. Lo sterzo a tre razze è prodotto in alluminio riciclato lavorato dal pieno e integra diversi controlli analogici dedicati alla dinamica del veicolo. La collaborazione con LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson, coinvolto a 360 gradi nello sviluppo della vettura ha stravolto l’immagine del Cavallino.
Per gli interni i designer hanno pensato a un ambiente più minimal e orientato alla tecnologia con un gruppo volante-strumentazione in cui il quadro si muove insieme allo sterzo per mantenere una visione sempre impeccabile con tutte le informazioni durante la guida. Il quadro strumenti della Ferrari Luce è progettato per lasciare un segno anche sul piano della funzionalità quotidiana.
Il Papa ha toccato con mano la qualità dei materiali. Il cuore elettrico della Ferrari Luce è caratterizzato da quattro motori sincroni a magneti permanenti, due per asse, con tecnologie derivate direttamente dalla pista. La potenza complessiva dei quattro motori supera quota 1.000 CV, con uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi e una top speed dichiarata di oltre 310 km/h.
Sul volante c’è un classico Manettino a cinque posizioni e l’e-Manettino a tre posizioni. Il primo gestisce la dinamica di guida, con logiche adattative che valutano condizioni di aderenza attraverso il Side Slip Control X. Il secondo definisce potenza, curva di coppia, tipo di trazione e prestazioni massime con tre diverse modalità .
John Elkann, nel giorno dell’incontro con il Papa, ha dichiarato: “È stata una grande emozione e un immenso onore incontrare Sua Santità insieme ai colleghi di Ferrari. Un momento di straordinario valore umano e simbolico, che ispira tutte le persone della nostra azienda a continuare il proprio percorso con passione, responsabilità e fiducia verso il futuro. Un’occasione che resterà per sempre nella nostra memoria e nella storia di Ferrariâ€.
Dato lo scarso appeal della vettura, i vertici della Casa modenese sono andati alla ricerca di una benedizione per convincere i puristi della qualità del progetto. Sul piano estetico la vettura è apparsa goffa e troppo distante dal DNA delle altre vetture della gamma. Sul piano tecnico ha proposto diverse migliorie, tra cui il coefficiente aerodinamico più basso della storia del Cavallino.
La Ferrari Luce ha preso forma su una piattaforma tecnologica che offre performance da brividi, nonostante manchi un motore termico. Sotto il pianale, integrata nel telaio, c’è una batteria da 122 kWh che garantisce un’autonomia di oltre 530 km e ricariche ad alta potenza.
Data articolo: Thu, 28 May 2026 06:55:06 +0000Nel mese di maggio 2026 sono numerosi gli scioperi previsti su tutto il territorio nazionale e locale, con particolare attenzione ai settori del trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e marittimo. In questo articolo troverai un riepilogo completo, organizzato per data e città , che sintetizza tutte le informazioni fondamentali: orari, servizi coinvolti, personale interessato e sindacati promotori. Scopri di seguito il calendario degli scioperi programmati a maggio 2026 così da poterti organizzare al meglio e ridurre eventuali disagi negli spostamenti.
In Italia, è stato proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata che coinvolge tutto il personale dipendente pubblico e privato in tutte le province. Lo sciopero interessa l’intera giornata ed è stato indetto dal sindacato USI-CIT. Categoria: SCIOPERO GENERALE PERSONALE DIPENDENTE PUBBLICO E PRIVATO.
In Italia, è stato proclamato uno sciopero nazionale del personale società Elior Divisione Itinere addetto ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia per l’intera giornata; mezzo turno per ogni turno di lavoro. Sindacati: FAST-CONFSAL, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI.
Nella provincia di Milano, lo sciopero riguarda il personale della Società Mercitalia Shunting & Terminal per 8 ore, dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio 2026. Sindacato: OSR USB Lavoro Privato.
Nella provincia di Firenze (Toscana), sciopero di 8 ore per il settore ferroviario, personale manutenzione società RFI Doit Firenze. Sindacato: OSR USB Lavoro Privato.
In Italia, sciopero nazionale di 24 ore che coinvolge tutto il settore portuale e marittimo. Interessati i lavoratori portuali, dipendenti delle imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, ADSP e società del CCNL porti. Sindacato: USB Lavoro Privato.
Nella città di Trento, sciopero di 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00, per il trasporto pubblico locale, personale della società Trentino Trasporti di Trento. Sindacato: OSR ORSA TRASPORTI.
Nella città di Potenza, sciopero di 4 ore, dalle 15:01 alle 19:00, personale società Miccolis – Servizio Urbano di Potenza. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.
Nella provincia di Brescia (Lombardia), settore aereo, sciopero di 24 ore, personale GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari. Sindacato: USB LAVORO PRIVATO.
Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 24 ore a partire dalle 19:31 del 9 maggio 2026 fino alle 19:30 del 10 maggio 2026 per il trasporto pubblico locale. Personale della società EAV. Sindacato: OSR ORSA AUTOFERRO TPL.
Nella città di Napoli (Campania), prosegue lo sciopero indetto il 9 maggio e termina alle 19:30 del 10 maggio 2026, personale Soc. EAV di Napoli.
Nella città di Firenze (Toscana), sciopero territoriale di 24 ore per il personale della società Autolinee Toscane, bacino di Firenze. Sindacato: OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella città di Roma, sciopero di 4 ore (12:00-16:00) per il servizio aereo, personale ADR Security aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Sindacato: FAST-CONFSAL.
Personale ENAV ACC Roma: sciopero nazionale di 8 ore (10:00-18:00). Sindacato: RSA UILT-UIL.
Personale ENAV aeroporto di Napoli: sciopero di 8 ore (10:00-18:00), sindacato RSA UILT-UIL.
Personale Easyjet Airlines Limited: sciopero nazionale di 8 ore (10:00-18:00), sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.
Personale GH/Handling presso Palermo (GH Palermo, ASC Handling, Aviapartner Palermo): 4 ore (12:00-16:00), sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A..
Personale società Sogaer (Cagliari): 4 ore (13:00-17:00), sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL.
Personale ALHA e MLE-BCUBE Milano Malpensa: 4 ore (13:00-17:00), sindacati OST CUB TRASPORTI e USB Lavoro Privato.
Nella provincia di Novara (Piemonte), sciopero locale di 24 ore (00:00-24:00) personale società SUN di Novara. Sindacato: AL-COBAS.
In Italia, sciopero generale nazionale per il settore trasporti, pubblico e privato. Trasporto ferroviario: sciopero dalle 21:00 del 17 maggio alle 20:59 del 18 maggio su tutto il territorio nazionale. Trasporto pubblico locale: modalità definite localmente, possibili disagi nelle principali città . Trasporto marittimo (isole maggiori): sciopero un’ora prima della partenza. Taxi e trasporto marittimo (isole minori): sciopero 00:01-23:59. Autostrade: sciopero dalle 22:00 del 17 maggio. Sindacato: USB.
Nella provincia di Bari, sciopero del trasporto pubblico locale, personale Società STP di Bari (24 ore). Sindacati organizzatori: OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
In Italia, proclamato sciopero generale delle categorie pubbliche e private. Settore aereo: 00:00-23:59. Settore ferroviario: dalle 21:00 del 28/5 alle 21:00 del 29/5. Trasporto pubblico locale: modalità territoriali. Marittimo: isole minori 00:01-23:59, isole maggiori 1 ora prima delle partenze. Portuale: varie modalità . Autostrade: dalle 22:00 del 28/5 alle 22:00 del 29/5. Sindacati: CUB/SGB/ADL VARESE/SI-COBAS/USI-CIT.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 28 May 2026 06:00:00 +0000Oggi, 28 maggio 2026, mettiamo a disposizione i prezzi medi più recenti disponibili dei carburanti lungo la rete autostradale italiana per benzina, gasolio, gpl e metano. Nelle sezioni che seguono trovi una tabella di facile consultazione con i valori aggiornati e un approfondimento su come si forma il prezzo finale alla pompa: dalla componente industriale (materia prima e margini) al peso delle imposte, cioè accise e Iva. In questo modo è possibile interpretare con maggiore consapevolezza l’andamento quotidiano dei listini e capire perché le variazioni internazionali del greggio e del cambio euro/dollaro possono tradursi, con tempi e intensità diversi, in rincari o ribassi al distributore.
Ultimo aggiornamento dati: 27-05-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 2.062 |
| Gasolio | SELF | 2.137 |
| GPL | SERVITO | 0.911 |
| Metano | SERVITO | 1.586 |
Per la benzina, il prezzo al litro che gli automobilisti pagano alla pompa nasce dalla somma di due grandi componenti: quella industriale e quella fiscale. La componente fiscale pesa il 58% del totale ed è costituita da accise e Iva, due voci che non dipendono dall’operatore e che rispondono a norme e aliquote fissate per legge. Il restante 42% è la parte industriale, che ingloba il costo della materia prima e il margine lordo lungo la filiera (raffinazione, logistica, distribuzione). All’interno di questo 42%, circa il 30% del prezzo finale è riconducibile alle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e al cambio euro/dollaro: quando il greggio o i prodotti raffinati si muovono, o l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, il costo della materia prima tende a salire e viceversa. Il restante 12% è il margine lordo, sul quale l’operatore può intervenire per adeguare il prezzo alla pompa in funzione della concorrenza locale, dei costi logistici e delle politiche commerciali. In sintesi, oltre metà del prezzo della benzina deriva dal prelievo fiscale, mentre poco meno della metà riflette dinamiche industriali: di queste, la parte più volatile è la materia prima (30%), mentre il margine (12%) svolge il ruolo di cuscinetto commerciale e competitivo.
Per il gasolio, la scomposizione presenta un equilibrio diverso tra imposte e parte industriale. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo alla pompa, mentre la componente industriale vale il 55% complessivo. Di questo 55%, una quota pari al 45% del prezzo finale è legata alla materia prima, quindi alle quotazioni internazionali dei distillati e al tasso di cambio euro/dollaro: movimenti al rialzo delle quotazioni o un indebolimento dell’euro possono determinare aumenti sensibili alla cassa. Il restante 10% rappresenta il margine lordo della filiera, su cui gli operatori possono agire per modulare i listini in base a costi operativi, dinamiche concorrenziali sul territorio e strategie commerciali. Rispetto alla benzina, il gasolio mostra dunque un peso industriale relativamente più elevato e una pressione fiscale inferiore: ciò rende il prezzo del diesel strutturalmente più esposto alle oscillazioni dei mercati internazionali della materia prima e alle condizioni del cambio, mentre la porzione di margine (10%) rimane la leva di aggiustamento più immediata nella competizione tra impianti e insegne.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 28 May 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.971 per la benzina, 2.058 per il diesel, 0.820 per il gpl, 1.577 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.046 |
| Benzina | SELF | 1.968 |
| GPL | SERVITO | 0.806 |
| Metano | SERVITO | 1.513 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.062 |
| Benzina | SELF | 1.986 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.571 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.095 |
| Benzina | SELF | 2.002 |
| GPL | SERVITO | 0.882 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.075 |
| Benzina | SELF | 1.982 |
| GPL | SERVITO | 0.849 |
| Metano | SERVITO | 1.661 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.031 |
| Benzina | SELF | 1.960 |
| GPL | SERVITO | 0.768 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.042 |
| Benzina | SELF | 1.966 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.069 |
| Benzina | SELF | 1.989 |
| GPL | SERVITO | 0.797 |
| Metano | SERVITO | 1.517 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.050 |
| Benzina | SELF | 1.956 |
| GPL | SERVITO | 0.788 |
| Metano | SERVITO | 1.652 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.067 |
| Benzina | SELF | 1.974 |
| GPL | SERVITO | 0.890 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.053 |
| Benzina | SELF | 1.961 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
| Metano | SERVITO | 1.551 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.032 |
| Benzina | SELF | 1.949 |
| GPL | SERVITO | 0.825 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.071 |
| Benzina | SELF | 1.969 |
| GPL | SERVITO | 0.817 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.052 |
| Benzina | SELF | 1.960 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.565 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.056 |
| Benzina | SELF | 1.974 |
| GPL | SERVITO | 0.779 |
| Metano | SERVITO | 1.629 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.072 |
| Benzina | SELF | 1.979 |
| GPL | SERVITO | 0.877 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.066 |
| Benzina | SELF | 1.969 |
| GPL | SERVITO | 0.829 |
| Metano | SERVITO | 1.821 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.060 |
| Benzina | SELF | 1.965 |
| GPL | SERVITO | 0.804 |
| Metano | SERVITO | 1.603 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.073 |
| Benzina | SELF | 1.978 |
| GPL | SERVITO | 0.819 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.044 |
| Benzina | SELF | 1.962 |
| GPL | SERVITO | 0.816 |
| Metano | SERVITO | 1.505 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.074 |
| Benzina | SELF | 1.986 |
| GPL | SERVITO | 0.899 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.034 |
| Benzina | SELF | 1.959 |
| GPL | SERVITO | 0.803 |
| Metano | SERVITO | 1.502 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 28 May 2026 06:00:00 +0000La crescita delle auto elettriche continua e la diffusione di modelli a zero emissioni è sempre più marcata, in tutti i principali mercati globali. Un’analisi aggiornata della situazione arriva da Global EV Outlook, un report pubblicato da IEA, che con l’edizione 2025 va a fare il punto della situazione per quanto riguarda la diffusione delle auto elettriche.
Il trend di crescita delle auto elettriche su scala globale continua. Nel corso del 2025, infatti, le vendite hanno superato quota 20 milioni di unità in tutto il mondo, con un incremento del 20% su base annua.
Andando a considerare il market share delle elettriche, invece, si registra una percentuale di diffusione del 25%. In base ai dati forniti dall’indagine, si tratta del quinto anno consecutivo di crescita per le vendite di auto elettriche su base annua.
Dalle rilevazioni, inoltre, si registra che circa il 5% del parco auto globale è ora elettrificato. Questo risultato ha permesso di ottenere un risparmio di 1,2 milioni di barili di petrolio al giorno nel 2025.
Ricordiamo che anche nel 2026 il trend continua: in particolare, in Europa, le vendite sono in forte crescita. Da segnalare che anche in Italia i numeri sono molto positivi.
È la Cina a dare un contributo molto significativo alla crescita delle auto elettriche a livello globale. Nel corso del 2025, infatti, nel Paese sono state vendute circa 13,2 milioni di auto elettriche. Seconda posizione per l’Europa, che si ferma a 4,2 milioni, precedendo gli Stati Uniti, con 1,5 milioni. Nell’ultimo anno, le vendite in Cina sono aumentate di meno del 20%. Si tratta di un dato significativo ma inferiore a quanto registrato negli anni precedenti. Questo dato è legato alla sospensione del programma di permuta che agevolava il passaggio alle auto elettriche.
In Europa, invece, la crescita è stata di oltre il 30% con una decisa accelerazione rispetto agli anni precedenti. Il market share è stato del 28%. Considerando la sola Ue, invece, la quota di mercato è del 27%. Da segnalare che 24 Stati dell’Ue su un totale di 27 hanno incrementato la quota di mercato delle elettriche. In oltre la metà di questi Paesi, la crescita è stata superiore a 5 punti percentuali. In contro-tendenza, invece, gli Stati Uniti, dove si è registrato un leggero calo delle vendite rispetto al 2024, con un totale di 1,5 milioni di unità . Il report evidenzia come questo risultato sia legato a doppio filo a una serie di interventi da parte del Governo locale, che ha reso meno vantaggioso il passaggio alle elettriche.
Al di fuori dei tre mercati principali (Cina, Europa e Stati Uniti), nel resto del mondo, le vendite di auto elettriche sono aumentate di quasi il 50%, superando quota 2 milioni di unità nel corso del 2025. Da segnalare anche alcune criticità , come il Giappone, uno dei principali mercati al mondo per le quattro ruote, dove le elettriche rappresentano meno del 3% delle vendite e nel 2025 hanno registrato volumi simili a quelli del 2024. Il mercato nipponico continua a essere focalizzato sulle tecnologie ibride.
Le informazioni riportate in precedenza sono solo un breve estratto di quanto messo in evidenza dal Global EV Outlook 2026. Il report completo può essere scaricato dal sito iea.org, andando nella sezione Reports. L’indagine offre un’analisi approfondita dell’attuale stato del mercato.
Data articolo: Thu, 28 May 2026 05:30:58 +0000Grazie ai social network è possibile assistere a eventi insoliti e, fin troppo spesso, completamente assurdi. Anche un breve video pubblicato da un utente, per raccontare un episodio curioso che accade nella vita di tutti i giorni, può diventare un evento virale, conquistando l’attenzione di milioni di utenti, grazie anche a tante condivisioni.
Un nuovo caso di questo tipo si sta affermando online in queste ore. Un utente, infatti, ha pubblicato un video curioso che sta raccogliendo like e report da tutto il mondo. I protagonisti di questo video sono un carro funebre, che trasporta una bara, e uno dei tanti punti vendita della popolare catena di fast food McDonald’s. Ecco cosa è successo.
Il nuovo evento virale del giorno è stato catturato dal video che trovate riportato qui di sotto. Un utente di Instagram ha pubblicato un breve video di un carro funebre, con al suo interno una bara. Il veicolo effettua un’inaspettata svolta a destra, per imboccare il percorso che lo porterà in un drive-thru di un McDonald’s dove, probabilmente, il conducente si prenderà una breve pausa (nonostante la bara sia ancora a bordo) per ordinare e ritirare il pranzo, sfruttando il servizio rapido della nota catena di fast food, presente praticamente in tutto il mondo.
Il video in questione sembra essere stato girato in Australia, anche se non è chiara l’esatta location e non è nota l’identità del conducente del carro funebre che, inaspettatamente, ha deciso di fare una sosta al McDonald’s. Il video, nel frattempo, è diventato virale e sta raccogliendo decine e decine di like oltre a tanti commenti e tante condivisioni. Si tratta, infatti, di una soluzione decisamente assurda e fuori di testa che non può non avere successo sui social. L’algoritmo di Instagram sta facendo il suo lavoro e sta proponendo il video a un numero sempre maggiore di utenti.
Il video mostra una situazione molto particolare. Non sappiamo quali siano le normative locali (anche perché non è chiaro in quale territorio o Stato dell’Australia il video sia stato girato), ma una scena del genere in Italia non potrebbe avvenire. Un carro funebre, con un feretro e, quindi, una bara con la salma a bordo, non può effettuare soste se non per causa di forza maggiore o per motivi rituali.
La regolamentazione del trasporto è legata al D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285. Queste regole impongono la continuità del tragitto e mirano a garantire l’igiene pubblica, il decoro e l’ordine. Una situazione come quella mostrata nel video, quindi, non dovrebbe essere possibile in Italia, anche considerando la presenza di sanzioni amministrative in caso di violazione del percorso predefinito e, soprattutto, in caso di soste non certo di forza maggiore come quella a un McDonald’s.
Data articolo: Thu, 28 May 2026 05:30:00 +0000Capita di non notare subito una piccola scheggiatura sul parabrezza oppure di vederla appena e sottovalutarla. Il vetro potrebbe subire questi piccoli danneggiamenti a causa del classico sassolino che salta in autostrada, oppure viaggiando su strade dissestate o ancora a seguito di un urto apparentemente irrilevante.
Molti automobilisti continuano a guidare pensando che la scheggiatura sia cosa da niente e che sia possibile procedere finché il vetro non si rompe completamente. Ma non è così, dal primo micro danneggiamento infatti inizia il rischio di conseguenze reali e anche potenzialmente gravi.
Continuare a guidare con il vetro dell’auto scheggiato può essere molto pericoloso per la sicurezza stradale e può anche esporre l’automobilista al rischio di prendere sanzioni amministrative rilevanti. Non si tratta chiaramente di motivazioni riguardanti l’estetica del mezzo e nemmeno la manutenzione: secondo il legislatore il parabrezza deve essere considerato come un dispositivo essenziale per garantire visibilità , controllo del veicolo e protezione degli occupanti. Ed è realmente così.
Vediamo quindi che cosa dice la legge in Italia e perché ignorare una scheggiatura può costare caro.
Il parabrezza deve essere considerato come una componente strutturale dell’auto, parte integrante dei sistemi di sicurezza passiva. Nel momento in cui il vetro quindi presenta una crepa, una lesione o una scheggiatura di qualsiasi tipo o entità , allora si verificano almeno tre criticità :
Non esiste nel Codice della Strada una norma dedicata esclusivamente al parabrezza scheggiato, ma il divieto deriva da una lettura corretta e coordinata del CdS e del relativo regolamento di esecuzione.
Partiamo dall’articolo 79 del Codice della Strada: “Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione”, secondo il quale “I veicoli a motore e i loro rimorchi durante la circolazione devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento entro i limiti prescritti. Nel regolamento sono stabilite le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali e a quelle dei dispositivi di equipaggiamento cui devono corrispondere i veicoli, particolarmente per quanto riguarda i pneumatici e i sistemi equivalenti, la frenatura, i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, la limitazione della rumorosità e delle emissioni inquinanti. Qualora le norme si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle direttive stesse”.
Passiamo poi all’articolo 237 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (D.P.R. 495/1992), con rinvio all’Appendice VIII. Il legislatore qui parla proprio delle superfici vetrate e indica alla lettera G “Visibilità : tutti i vetri interessanti la visibilità del conducente non devono presentare rotture, anche se localizzate”.
Oltre ai danni e ai problemi di sicurezza, l’automobilista negligente rischia di subire anche delle conseguenze economiche. Infatti se agenti e forze dell’ordine accertano che il danno compromette l’efficienza del veicolo o la visibilità , può essere contestata la violazione dell’articolo 79 del Codice della Strada, che dice: “Chiunque circola con un veicolo che presenti alterazioni nelle caratteristiche costruttive e funzionali prescritte, ovvero circola con i dispositivi di cui all’art. 72 non funzionanti o non regolarmente installati, ovvero circola con i dispositivi di cui all’articolo 80, comma 1 del presente codice e all’articolo 238 del regolamento non funzionanti, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87 a euro 344. La misura della sanzione è da euro 1.208 a euro 12.084 se il veicolo è utilizzato nelle competizioni previste dagli articoli 9-bis e 9-ter”.
La valutazione dipende anche dall’entità della lesione e dalla sua posizione sul cristallo, oltre che dal luogo, perché per esempio in autostrada le conseguenze possono essere potenzialmente più pesanti. E infatti chi viaggia in autostrada con il vetro scheggiato potrebbe essere esposto a un profilo sanzionatorio ulteriore, perché dobbiamo ricordare che l’articolo 175 del Codice della Strada vieta la circolazione di veicoli che possano costituire pericolo per la circolazione, per condizioni di uso o equipaggiamento.
In autostrada il vetro danneggiato è considerato più pericoloso e critico a causa delle velocità elevate, che aumentano il rischio di propagazione della crepa e riducono i tempi di reazione del conducente.
Attenzione anche a un altro aspetto che spesso non viene per nulla considerato, fino al momento in cui si pone realmente il problema. L’auto con vetri danneggiati non può superare la revisione auto che – come sappiamo – per legge è obbligatoria ogni due anni.
Come abbiamo detto infatti la presenza di qualsiasi tipo di alterazione sul vetro che possa incidere sulla visibilità del conducente viene valutata tra gli elementi di sicurezza. Se il difetto viene rilevato, l’auto deve essere sistemata e poi riportata nuovamente al centro per la sua revisione.
Dal punto di vista prudenziale e normativo, l’intervento di sistemazione del vetro rotto o scheggiato non andrebbe mai rimandato. Quando si può riparare la crepa e quando invece è necessaria la sostituzione dell’intero parabrezza? Dipende dall’estensione del danno e dalla posizione sul vetro, il veicolo deve mantenere condizioni di efficienza e piena visibilità , saranno i professionisti esperti del settore a valutare la soluzione migliore, caso per caso.
Detto ciò, non è possibile guidare con il vetro auto scheggiato, si tratta infatti di un difetto non trascurabile. Il parabrezza è un componente essenziale della sicurezza auto e la normativa italiana impone che resti integro.
Il Codice della Strada, per questi motivi, prevede multe anche pesanti: la legge cerca di impedire che una riduzione della visibilità o una perdita di efficienza dell’auto possano causare sinistri stradali, già troppo frequenti. Il consiglio quindi è quello di non trascurare mai eventuali scheggiature sui vetri.
Data articolo: Thu, 28 May 2026 04:00:40 +0000Il settore delle auto ibride sta registrando una crescita sostanziale nel corso degli ultimi anni, risultando un’alternativa sempre più interessante alle auto elettriche. Alla base di questo trend ci sono vari fattori, con sempre più costruttori che stanno investendo nelle tecnologie per l’ibrido.
La conferma della crescita delle ibride arriva da un’analisi di Cox Automotive, riportata da CNBC, che si concentra sul mercato degli Stati Uniti ma che viene confermata anche dai recenti dati relativi al mercato europeo. Ecco tutti i dettagli in merito.
I dati raccolti da Cox Automotive confermano la crescita dell’ibrido negli Stati Uniti, un mercato con dinamiche molto diverse da quello europeo. Il confronto tra il primo trimestre del 2023 e il quarto trimestre del 2025 mette in evidenza, chiaramente, i risultati di una crescita costante. Il market share delle ibride è arrivato al 19,7%, con riferimento sempre al mercato USA. Si tratta di un dato sensibilmente superiore rispetto a quello registrato nel primo trimestre del 2023, quando la quota delle ibride era del 7,6%. Contestualmente, l’elettrico non riesce a sfondare, con un market share che arriva a 5,9%, in calo rispetto al precedente picco di 10,3%.
Nell’articolo di CNBC vengono evidenziati due fattori che stanno avendo un impatto importante nella crescita dell’ibrido, anche a scapito delle auto elettriche. Secondo i dati di JD Power, infatti, le auto ibride consumano dal 25% al ​​40% in meno di carburante rispetto ai modelli a benzina comparabili. Nello stesso tempo, secondo Kelley Blue Book , i veicoli ibridi in genere costano di più rispetto alle auto a benzina comparabili, ma sostanzialmente meno di molti veicoli completamente elettrici.
La combinazione di questi elementi, con gli automobilisti americani che sono storicamente molto attenti ai costi di gestione del proprio veicolo, sta contribuendo alla crescita delle ibride mentre sta penalizzando le elettriche, anche per via dei sistemi diversi di gestione (come la ricarica) che si traducono in abitudini di utilizzo differenti. Un sondaggio dell’American Automobile Association, condotto nel 2025, evidenzia come un freno all’elettrico sia rappresentato dalle preoccupazioni riguardo all’accessibilità economica, anche se si trovano anche auto elettriche da meno di 20.000 euro, alla disponibilità di punti di ricarica, al costo delle batterie e ai viaggi a lunga distanza.
Le auto ibride sono sempre più diffuse anche in Europa. Considerando i dati di vendita dei primi 4 mesi del 2026, infatti, è possibile notare che:
Considerando le ibride (Full Hybrid e Mild Hybrid) e le Plug-in Hybrid, quindi, la quota di mercato complessiva si avvicina sempre di più al 50%, mentre le elettriche sono a circa il 21%. Da segnalare anche la crescita in Italia: le ibride hanno registrato un ottimo +25,5% nei primi quattro mesi del 2026 mentre le ibride plug-in hanno fatto segnare un raddoppio delle immatricolazioni, con un eccellente +99,2%.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 15:15:02 +0000Gucci ha annunciato una nuova partnership con Alpine Formula One Team. Si tratta di una novità assoluta per il luxury fashion brand che diventa Title Partner del team . Dalla prossima stagione, infatti, Alpine cambierà nome, adottando una denominazione che comprenderà anche il brand, parte del gruppo internazionale Kering. Ecco tutti i dettagli.
Per effetto della nuova partnership, Alpine Formula One Team, a partire dalla stagione 2027, sarà presente in pista con il nome ufficiale Gucci Racing Alpine Formula One Team. La nuova denominazione porterà anche all’adozione di una livrea inedita, che integrerà i colori di Gucci.
Dalla collaborazione tra le due realtà nasce anche Gucci Racing, che viene definita come “una nuova piattaforma di business ed esperienziale, costruita attorno ai valori di performance, precisione, disciplina ed eccellenza, al crocevia tra lusso e sport”. Per l’occasione è previsto l’arrivo anche di un nuovo logo, svelato sul telo che copre la monoposto nelle immagini ufficiali.
Come sottolineato in precedenza, questa novità diventerà effettiva a partire dal 2027. Di conseguenza, bisognerà attendere il prossimo anno e la presentazione della nuova monoposto di Alpine per scoprire la livrea che integrerà i colori di Gucci e il logo dedicato, che richiama il tradizionale logo di Gucci.
Si tratta di una partnership sicuramente interessante. Gucci, infatti, è un brand di riferimento, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo e rappresenta un marchio facilmente riconoscibile, anche dai non addetti ai lavori e da chi non è appassionato del settore della moda.
Alpine, invece, è un marchio in fortissima crescita, anche per quanto riguarda la sua presenza nel campionato di Formula 1 dove, ad oggi, occupa la quinta posizione nel campionato costruttori e per il futuro punta a migliorare ancora, scalando posizioni anno dopo anno, con l’obiettivo di diventare sempre più un riferimento assoluto. Ricordiamo che anche altri protagonisti del settore auto puntano a entrare in Formula 1.
Tutti i dettagli aggiuntivi saranno svelati, nel corso dei prossimi mesi, tramite gli account ufficiali di Alpine e Gucci. Nel frattempo, vi lasciamo qui di sotto il post su Instagram con cui Alpine ha annunciato la partenza della nuova partnership che, come detto, entrerà in vigore dal 2027.
La nuova collaborazione è stata commentata da diversi protagonisti, a partire da Francesca Bellettini, Presidente e CEO di Gucci, che ha utilizzato le seguenti parole per descrivere l’accordo:
“La partnership con Alpine Formula One Team inaugura un nuovo capitolo nella nostra storia: Gucci è il primo luxury fashion brand a diventare Title Partner in Formula 1. Questo riflette la nostra ambizione e il ruolo che vogliamo ricoprire su questo palcoscenico”
È interessante anche l’intervento di Luca de Meo, CEO di Kering, gruppo internazionale di Gucci, ed ex CEO del Gruppo Renault, con cui ha guidato il ritorno del marchio Alpine nel mondo delle competizioni :
“La Formula 1 si è spinta ben oltre lo sport, affermandosi come una delle piattaforme di contenuto premium più potenti al mondo: ogni stagione raggiunge oltre 1,5 miliardi di persone e continua ad attrarre un pubblico in forte espansione, più giovane e sempre più femminile.”
François Provost, CEO di Renault Group, ha, invece, evidenziato un aspetto chiave della partnership che potrà dare lustro ulteriore ad Alpine:
“Per il Gruppo Renault, storico costruttore di Formula 1, rappresenta un asset strategico a sostegno dell’ambizione di Alpine: costruire notorietà , desiderabilità e influenza nei mercati, raggiungendo al contempo nuovi pubblici e le nuove generazioni”
A chiudere la rassegna di dichiarazioni dei protagonisti che hanno portato all’accordo di partnership ci sono le parole di Flavio Briatore, Executive Advisor di Alpine Formula One Team. Il manager ha voluto concludere:
Data articolo: Wed, 27 May 2026 13:50:08 +0000“Avere un brand del calibro di Gucci come Title Partner di Alpine Formula One Team è qualcosa di cui sono enormemente orgoglioso. Ma non è tutto: sono altrettanto entusiasta delle possibilità che questa partnership porta con sé e dei grandi traguardi che potremo raggiungere insieme a livello globale”
Continua il buon momento per il mercato auto europeo. Il mese di aprile 2026, infatti, si è chiuso con immatricolazioni in netta crescita e anche il parziale annuo (periodo gennaio – aprile 2026) è positivo. In questo contesto, uno dei Paesi che sta trascinando il mercato europeo è proprio l’Italia, che sta vivendo un periodo molto positivo in termini di nuove immatricolazioni. Di seguito andremo ad analizzare tutti i dati forniti da ACEA in merito all’andamento del mercato.
I dati sulle immatricolazioni registrate nel corso del mese di aprile 2026 sono molto positivi e confermano la crescita generalizzata del settore. Il mercato Ue, infatti, ha registrato 972 mila unità immatricolate, con un incremento del 5,1% su base annua.
Estendendo l’analisi al mercato europeo e, quindi, considerando anche i Paesi Efta e il Regno Unito, il totale di unità immatricolate è pari a 1,152 milioni con un incremento del 7% su base annua. In entrambi i casi, si tratta di numeri molto positivi per il settore.
In questo contesto, l’Italia batte il mercato europeo, registrando una crescita percentuale dell’11,6% su base annua ad aprile, con un totale di 155 mila unità immatricolate. Per approfondire i risultati del nostro Paese potete dare un’occhiata all’articolo dedicato all’andamento delle immatricolazioni in Italia.
A trascinare la crescita dell’Europa sono, principalmente, le auto elettrificate. In particolare, le auto elettriche sono in crescita, con un ottimo +38,3% e ben 255 mila unità immatricolate. Dati positivi anche per le ibride plug-in, che registrano un incremento del 20,3% per un totale di 118 mila unità immatricolate.
Ricordiamo che già nei giorni scorsi abbiamo analizzato l’andamento del mercato europeo per quanto riguarda le auto elettriche, evidenziando una sostanziale crescita del settore per quanto riguarda i modelli a zero emissioni.
Gli ultimi dati sul mese di aprile del 2026 ci permettono di aggiornare i dati sul cumulato annuo e, quindi, sul periodo compreso tra gennaio e aprile 2026. In questo caso, il mercato Ue è cresciuto del 4,2%, con un totale di 3,794 milioni di immatricolazioni. Dati positivi anche per tutto il mercato europeo, con 4,672 milioni di unità immatricolate e un incremento del 4,8% su base annua. Anche in questo caso, le elettriche (+29,1% ma +33,8% in Ue) e le ibride plug-in (+29%) stanno trascinando il mercato.
A guidare il mercato europeo (Ue + Efta + UK) è sempre il Gruppo Volkswagen che ha chiuso il primo quadrimestre dell’anno con un totale di 1,2 milioni di unità immatricolate e una crescita del 2,1% su base annua, per un market share complessivo del 25,7%.
Fa meglio Stellantis, che cresce del 7,1% su base annua, confermandosi al secondo posto con un totale di 740 mila unità immatricolate e un market share del 15,8%. Terza posizione per Renault. Il gruppo francese ha raggiunto quota 425 mila unità vendute ma cala del 6,5%.
In calo anche il gruppo Hyundai, quarto con 348 mila unità vendute e un calo del 2,4%. Quinta posizione per BMW, che si ferma a 327 mila unità vendute, con un incremento delle vendite del 2,1%. Il gruppo bavarese ha superato Toyota (-2,3%), che lo scorso anno occupava il quinto posto per volumi complessivi dopo i primi quattro mesi.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 13:00:51 +0000Il panorama della mobilità elettrica premium ha un nuovo punto di riferimento che porta il nome di un modello dalla fama consolidata: la Mercedes-Benz GLC. Recentemente, la Casa di Stoccarda ha annunciato un traguardo senza precedenti per la sua divisione a zero emissioni, confermando che la nuova versione full electric della GLC è diventata il modello a batteria di maggior successo nella storia del marchio. In soli 100 giorni dalla sua commercializzazione, il SUV ha registrato un volume di ordini superiore a qualsiasi altra vettura elettrica precedentemente lanciata dall’azienda, segnando un punto di svolta nella strategia di elettrificazione della Stella.
Il successo della GLC non nasce nel vuoto, ma poggia su basi solide costruite in quasi vent’anni di storia. Sin dal debutto della sua antenata, la GLK nel 2008, questo modello ha rappresentato il bestseller globale di Mercedes-Benz. In Italia, il legame con il pubblico è particolarmente profondo, come dimostrato dalle 100.000 unità immatricolate festeggiate lo scorso novembre. Con l’introduzione della variante 100% elettrica, il marchio non si è limitato a cambiare propulsore, ma ha introdotto un nuovo linguaggio stilistico e tecnologie di trazione all’avanguardia, unite a un sistema operativo proprietario che eleva le prestazioni e l’efficienza a livelli inediti per il segmento.
Uno degli aspetti più interessanti del debutto della GLC elettrica risiede nella visione industriale adottata dal Gruppo. Come spiegato da Marco Terrusi, Head of Sales di Mercedes-Benz Cars Italia, la scelta di mantenere le motorizzazioni tradizionali sull’attuale piattaforma pur lanciando la versione BEV si è rivelata vincente. Terrusi ha infatti dichiarato che questa impostazione permette di offrire ai clienti “il miglior matrimonio motore-piattaforma, sia nel mondo endotermico che in quello full electric, senza compromessi né rinunce in termini di prestazioni, piacere di guida e abitabilità â€.
Questa filosofia ha permesso alla GLC elettrica di non essere percepita come una “scelta obbligata” o di ripiego, ma come una proposta superiore che non sacrifica lo spazio o il dinamismo tipico dei modelli termici del marchio.
I dati relativi ai primi tre mesi di vendite evidenziano dinamiche di mercato estremamente positive. Da un lato, si registra un significativo tasso di conquista da altri marchi concorrenti; dall’altro, emerge una forte tendenza di conversione interna. Molti clienti storici, già possessori di versioni endotermiche della GLC, stanno decidendo di passare alla nuova proposta full electric.
Un fattore determinante in questa transizione è rappresentato dalla competitività economica. Secondo quanto riportato dai vertici di Mercedes-Benz Italia, i clienti hanno mostrato di apprezzare il fatto che, a parità di prestazioni, “i prezzi tra endotermico ed elettrico siano oggi addirittura più vantaggiosi nella scelta BEVâ€. Questo posizionamento di prezzo sta abbattendo una delle barriere storiche all’acquisto delle auto elettriche, rendendo la scelta ecologica anche la più conveniente dal punto di vista finanziario.
L’accoglienza del mercato italiano è stata talmente entusiasta da saturare rapidamente la capacità produttiva allocata per il nostro Paese. Ad oggi, il portafoglio ordini è già arrivato a coprire le consegne previste per il prossimo autunno, occupando gran parte delle quote disponibili per l’intero 2026.
Con la nuova GLC elettrica, Mercedes-Benz sembra aver trovato la formula perfetta per traghettare i suoi clienti più fedeli verso il futuro della mobilità , combinando la tradizione di un modello bestseller con l’innovazione tecnologica più spinta. Il risultato è un veicolo che non solo rispetta l’ambiente, ma si impone come il nuovo standard di riferimento per ordini e gradimento nella storia elettrica della Stella.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:20:44 +0000Da ieri sera nel mondo della Formula 1 si è riaccesa la polemica sul presunto “motore Mercedes illegaleâ€. Dove? Sui social, ovviamente, e la voce che gira è che la power unit di Brackley sfrutti una zona grigia del regolamento 2026 per ottenere più potenza rispetto ai rivali. In realtà , però, non si tratta di una scoperta improvvisa né di una vera irregolarità accertata
Il tema riguarda il nuovo regolamento tecnico delle power unit 2026, che ha abbassato il rapporto di compressione massimo del motore da 18:1 a 16:1. Secondo Ferrari, Honda, Audi e altri rivali, Mercedes avrebbe trovato un modo per rispettare il limite “a freddo†durante i controlli FIA, ma ottenere un valore più elevato quando il motore raggiunge le temperature operative in pista.
La teoria si basa sull’espansione termica dei componenti interni del motore. In pratica, il propulsore sarebbe perfettamente conforme nei test statici previsti dal regolamento, ma potrebbe modificare il proprio comportamento una volta in esercizio, generando un vantaggio prestazionale. Alcune stime circolate parlavano addirittura di due o tre decimi al giro.
Ovviamente un giudice che fa i giochi c’è, ed è la FIA. Infatti, la Federazione non ha mai dichiarato illegale il motore Mercedes. Anzi, già a febbraio Toto Wolff aveva spiegato che tutte le comunicazioni con la Federazione erano state “trasparenti e positiveâ€, accusando i rivali di cercare pressione politica più che tecnica.
La Federazione stessa ha ammesso che il regolamento presentava un’area poco chiara e per questo ha deciso di intervenire modificando i criteri di controllo. A fine febbraio il World Motor Sport Council ha approvato un compromesso: dal 1° giugno 2026 il rapporto di compressione verrà verificato sia a freddo sia a temperatura operativa, mentre dal 2027 i controlli saranno effettuati direttamente in condizioni di utilizzo reale.
Questo significa che il tema era noto da tempo all’interno della Formula 1 e che non esiste alcuna “bomba†scoperta nelle ultime ore. Semplicemente, il 1° giugno è quasi arrivato.
Bisogna dire che le polemiche tecniche in F1 sono tipiche all’inizio di ogni nuova era regolamentare. Mercedes, storicamente, è spesso riuscita a interpretare meglio i cambiamenti tecnici (come avvenne nel 2014 con l’introduzione delle power unit ibride).
Due esempi perfetti sono il “double diffuser†del 2009 e il sistema DAS Mercedes del 2020. Entrambi nacquero subito dopo grandi cambi regolamentari e in entrambi i casi i rivali parlarono di soluzioni “illegaliâ€, salvo poi vedere la FIA dichiararle regolari almeno per una stagione.
Il “double diffuser†fu introdotto da Brawn GP, insieme a Toyota e Williams, nel 2009. Quell’anno la FIA aveva rivoluzionato l’aerodinamica per ridurre il carico e facilitare i sorpassi. Alcuni team interpretarono il regolamento in modo letterale, mentre Brawn trovò una zona grigia creando un diffusore posteriore “a doppio piano†che generava molto più carico aerodinamico. Ferrari, Renault e Red Bull protestarono immediatamente sostenendo che la soluzione violasse lo spirito delle regole.
La FIA però respinse i reclami e successivamente il Tribunale d’Appello confermò la legalità del sistema. Quella scelta cambiò completamente la stagione. Brawn dominò l’inizio del campionato e Jenson Button vinse il titolo mondiale. Solo mesi dopo tutti gli altri team riuscirono a copiare il concetto.
Il secondo esempio è il DAS (“Dual Axis Steeringâ€) sviluppato da Mercedes-AMG Petronas Formula One Team nel 2020. Con il volante il pilota poteva modificare la convergenza delle ruote anteriori tirando o spingendo il piantone dello sterzo. Il sistema migliorava gestione gomme e velocità sui rettilinei. Quando comparve nei test invernali, Red Bull parlò subito di possibili irregolarità e presentò protesta ufficiale al GP d’Austria.
Anche in questo caso, però, la FIA stabilì che il sistema fosse conforme al regolamento 2020. La Federazione decise comunque di vietarlo dall’anno successivo modificando le norme tecniche.
È una dinamica tipica della Formula 1. Una soluzione nasce in una zona grigia, viene considerata legale perché non esplicitamente vietata, e solo dopo il regolamento viene riscritto per impedirla.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:14:03 +0000Dalla strada al green, Genesis porta in Italia una nuova idea di lusso automobilistico: discreto, sofisticato e profondamente ispirato all’ospitalità coreana. In un contesto dove il golf diventa simbolo di stile di vita, il brand coreano presenta tre modelli elettrici che raccontano un modo diverso di vivere l’auto premium: GV60, GV70 ed G80.
Non è un caso che Genesis abbia scelto il mondo del golf come uno dei suoi territori naturali. Il brand è da anni protagonista del PGA Tour e del Genesis Scottish Open, eventi che incarnano perfettamente la filosofia “Son-nimâ€, il concetto coreano dell’ospite trattato con riguardo assoluto.
Nel golf, come nel design Genesis, conta l’equilibrio. Il gesto preciso, il silenzio, la cura dei dettagli. Tutto ciò si riflette nelle linee “Athletic Eleganceâ€, il linguaggio stilistico del marchio che unisce superfici pulite, proporzioni eleganti e presenza scenica senza eccessi. Genesis non vuole stupire con ostentazione. Preferisce conquistare con la raffinatezza. Un approccio quasi sartoriale, che ricorda l’atmosfera di una clubhouse esclusiva immersa nel verde.
Genesis GV60 è il modello più dinamico e giovane della gamma. Un SUV compatto premium 100% elettrico che punta su design, tecnologia e piacere di guida. Le sue proporzioni scolpite e atletiche dialogano con dettagli futuristici come la celebre Crystal Sphere, il selettore rotante che si illumina nell’abitacolo trasformandosi quasi in un oggetto di design.
A bordo domina un’atmosfera minimalista ma sofisticata, fatta di pelle Nappa, superfici morbide e tecnologie intuitive. Sul fronte tecnico, GV60 arriva fino a 490 CV con architettura a 800 Volt, autonomia fino a 561 km e ricarica ultra-rapida dal 10 all’80% in appena 18 minuti. Interessante anche l’approccio alla personalizzazione: nove colori carrozzeria, tre tonalità opache e cinque ambienti interni in pelle Nappa.
Electrified GV70 rappresenta probabilmente il punto di equilibrio perfetto della gamma Genesis. È un SUV di segmento D elegante, spazioso e raffinato, pensato per chi vuole viaggiare molto senza rinunciare al comfort assoluto. Il design resta fedele alla filosofia Athletic Elegance, ma qui tutto appare più maturo e sofisticato. Le proporzioni sono solide, il frontale importante ma mai aggressivo, mentre gli interni sembrano costruiti attorno al benessere dei passeggeri.
La tecnologia lavora con discrezione: riconoscimento tramite impronta digitale, Digital Key, retrovisore digitale, i-Pedal e sistemi avanzati di assistenza alla guida convivono in modo naturale con materiali ricercati e una cura quasi maniacale per i dettagli.
Anche qui la scheda tecnica è importante: 490 CV in modalità Boost, batteria da 84 kWh, trazione integrale e autonomia fino a 479 km. La ricarica dal 10 all’80% richiede circa 19 minuti grazie alla piattaforma a 800 Volt. È il SUV pensato per chi ama il viaggio lungo, il weekend fuori città , il silenzio di un trasferimento elegante verso un resort o un campo da golf immerso nella natura.
Se GV60 è la più sportiva e GV70 la più versatile, Electrified G80 è la vera ammiraglia filosofica di Genesis. Una berlina elettrica che interpreta il lusso con misura e raffinatezza. Non a caso il claim scelto dal brand è “Il lusso di chi non vuole apparireâ€. Qui tutto ruota attorno all’esperienza a bordo. L’abitacolo diventa un salotto silenzioso, con sedili relax, materiali premium, illuminazione ambientale e un impianto Bang & Olufsen a 17 altoparlanti che trasforma ogni viaggio in un’esperienza immersiva. La tecnologia non invade mai lo spazio. Accompagna.
I comandi soft touch, le manopole zigrinate, il display OLED panoramico da 27 pollici e i sistemi di assistenza sono integrati con eleganza quasi invisibile. La motorizzazione elettrica sviluppa 370 CV con autonomia fino a 570 km e ricarica ultra-rapida in circa 25 minuti. È un’auto che sembra pensata per chi considera il tempo un lusso vero. Manager, professionisti, appassionati di design e clienti che cercano un’eleganza meno urlata rispetto ai tradizionali marchi premium europei.
Genesis arriva in Italia con una visione molto precisa: costruire un’esperienza premium diversa, più umana e meno ostentata. Dopo Padova, il brand aprirà anche a Roma, avviando uno sviluppo progressivo della rete italiana. Genesis sceglie un approccio elegante, con tanta qualità percepita, comfort autentico e l’attenzione quasi artigianale verso il cliente.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:13:45 +0000La revisione della patente di guida non va confusa con il rinnovo periodico perché è un procedimento amministrativo che serve a verificare se il titolare della licenza di guida possieda ancora i requisiti psicofisici e l’idoneità tecnica necessari per guidare in sicurezza.
La base normativa è l’articolo 128 del Codice della Strada, secondo cui gli uffici competenti della Motorizzazione civile e il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e 187, possono disporre la revisione quando sorgono dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici, psichici o tecnici del conducente. La norma prevede che il titolare della patente possa essere sottoposto a visita medica davanti alla Commissione medica locale oppure a esame di idoneità .
Il rinnovo della patente è la conferma di validità del documento, legata all’età del conducente e alla categoria posseduta. La revisione interviene quando l’amministrazione ritiene necessario controllare di nuovo se quella persona sia ancora in grado di guidare.
Un automobilista può rinnovare la patente per anni e poi ricevere un provvedimento di revisione dopo un incidente, una violazione grave o una segnalazione sanitaria. Allo stesso modo, un conducente giovane e con patente non ancora vicina alla scadenza può essere chiamato a revisione se emergono dubbi sulla sua preparazione tecnica o sulle sue condizioni psicofisiche.
La giurisprudenza amministrativa ha ribadito il carattere cautelare della revisione: si tratta di una misura preventiva, finalizzata a verificare la persistenza dell’idoneità alla guida, non di una sanzione in senso stretto. Il Consiglio di Stato ha confermato che l’amministrazione può disporre la revisione quando il comportamento di guida genera un dubbio sull’idoneità tecnica del conducente, senza dover dimostrare in anticipo la perdita effettiva dei requisiti.
La revisione può scattare in presenza di dubbi sui requisiti fisici e psichici o sull’idoneità tecnica. Il primo caso riguarda la salute del conducente; il secondo riguarda la sua capacità di guidare rispettando le regole e governando il veicolo. Sul piano tecnico, uno dei casi più noti è la perdita totale dei punti della patente. Quando il saldo punti arriva a zero, il conducente deve sottoporsi all’esame di revisione per dimostrare di possedere ancora le conoscenze e le capacità richieste.
La revisione può arrivare anche dopo incidenti gravi, soprattutto quando il sinistro ha provocato lesioni e dalla condotta del conducente emergono dubbi sulla sua capacità di guida. L’articolo 128 prevede quindi casi nei quali la revisione è sempre disposta, come per il conducente minorenne autore materiale di una violazione del Codice della Strada da cui deriva la sospensione della patente.
Un altro terreno delicato riguarda la guida in stato di ebbrezza e la guida dopo assunzione di sostanze stupefacenti. Il prefetto può disporre la revisione nei casi previsti dagli articoli 186 e 187 del Codice della Strada. La riforma introdotta dalla legge 177 del 2024 ha rafforzato il collegamento tra le condanne per guida in stato di ebbrezza e l’obbligo di revisione della patente anche ai fini dell’adeguamento del documento alle prescrizioni previste dalla normativa.
La revisione della patente può essere disposta anche quando emergono condizioni sanitarie tali da far dubitare della sicurezza alla guida. Tra le situazioni che possono portare a una verifica ci sono patologie visive importanti, disturbi neurologici, crisi epilettiche, problemi cardiaci, diabete con episodi di ipoglicemia, dipendenze da alcol o sostanze, malattie muscolo-scheletriche invalidanti, deficit cognitivi o condizioni psichiatriche incompatibili con una guida sicura.
L’organo chiamato a valutare questi casi è la Commissione medica locale. Le strutture sanitarie territoriali la definiscono come un organo collegiale composto da medici specialisti incaricati di verificare l’idoneità psicofisica alla guida nei casi previsti dal Codice della Strada, compresi rinnovi complessi, patenti speciali, revisioni e situazioni cliniche che possono incidere sulla sicurezza.
Gli attori principali sono la Motorizzazione civile e il Prefetto. La prima gestisce il procedimento amministrativo, notifica il provvedimento, riceve la domanda, organizza gli esami di idoneità e registra l’esito. Il Prefetto interviene nei casi collegati a guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, secondo quanto previsto dal Codice della Strada.
Le forze di polizia e le autorità sanitarie possono segnalare situazioni dalle quali emergono dubbi sull’idoneità alla guida, come un incidente con dinamica anomala, una condotta pericolosa, un malore alla guida, una violazione grave o una relazione medica. Il conducente non sceglie liberamente se sottoporsi o meno alla revisione. Quando riceve il provvedimento deve rispettare i termini indicati. Il mancato adempimento può portare alla sospensione della patente.
La revisione richiede una visita medica, un esame teorico, una prova pratica o una combinazione di questi accertamenti. Dipende dal motivo del provvedimento. Se il problema riguarda la salute, il conducente viene indirizzato alla Commissione medica locale che può richiedere documentazione clinica, certificati specialistici, esami diagnostici o valutazioni aggiuntive. Al termine dichiara il conducente idoneo, idoneo con limitazioni, idoneo per un periodo più breve rispetto alla validità ordinaria oppure non idoneo.
Se il dubbio riguarda la preparazione tecnica o la condotta di guida, il conducente deve affrontare prove simili a quelle previste per il conseguimento della patente. L’esame teorico avviene con quiz informatizzato.  La prova pratica serve a verificare la capacità effettiva di condurre il veicolo.
Chi riceve il provvedimento deve infine presentare domanda di revisione della patente entro i termini indicati e prenotare l’esame teorico e pratico entro 30 giorni dalla notifica.
Il documento più importante è la notifica del provvedimento di revisione perché da lì derivano obblighi, termini e tipo di accertamento richiesto. A questa si aggiungono documento d’identità , codice fiscale, patente di guida, eventuale certificato medico o documentazione sanitaria richiesta, ricevute dei pagamenti e modulistica della Motorizzazione civile.
Quando la revisione riguarda l’idoneità psicofisica sono richiesti certificato anamnestico, referti specialistici, documentazione relativa a patologie, terapie in corso, esami della vista, valutazioni neurologiche, cardiologiche, diabetologiche o tossicologiche. In caso di revisione tecnica, all’atto dell’esame occorre presentarsi con la patente di guida in originale oppure con l’eventuale provvedimento di sospensione in originale accompagnato dalla notifica del ritiro della patente.
I costi variano in base al tipo di accertamento. Una revisione solo tecnica comporta pagamenti amministrativi e costi legati agli esami. Una revisione sanitaria comprende la visita in Commissione medica locale, eventuali certificati, esami specialistici e documentazione integrativa. I costi sanitari possono salire in base alla complessità della valutazione.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:00:46 +0000In un periodo in cui il costo dei carburanti rappresenta una delle voci di spesa più gravose per le famiglie e le imprese italiane, la qualità di ciò che finisce nei serbatoi delle nostre automobili diventa un tema di cruciale importanza. Tuttavia, una recente operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Milano nell’area di Abbiategrasso ha gettato una luce inquietante su pratiche illecite e pericolose che minacciano non solo le tasche dei consumatori, ma anche la loro incolumità fisica e l’integrità dell’ambiente. Le Fiamme Gialle hanno infatti individuato e rimosso dal mercato oltre 20.000 litri di gasolio “modificato”, un vero e proprio miscuglio chimico destinato a essere venduto al dettaglio come comune carburante per autotrazione.
L’intervento dei finanzieri ha permesso di isolare una sostanza che, pur essendo venduta come gasolio, aveva ben poco a che fare con il prodotto raffinato a norma di legge. Il combustibile è stato prelevato e sottoposto a meticolose analisi presso il laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), i cui esiti hanno confermato i peggiori sospetti degli inquirenti. Il liquido sequestrato è risultato essere non conforme alla normativa vigente, presentando caratteristiche chimico-fisiche anomale e potenzialmente distruttive per i moderni motori diesel.
In particolare, le analisi hanno evidenziato un punto di infiammabilità estremamente elevato, un parametro tecnico fondamentale per garantire la corretta combustione all’interno del motore e la sicurezza durante il trasporto e lo stoccaggio. Questa alterazione non è stata causata da un errore di raffinazione, ma da una deliberata miscelazione del gasolio con solventi, benzine e oli vegetali esausti. Si tratta di una sorta di “cocktail di scarto” creato per gonfiare i volumi di vendita e massimizzare i profitti in modo illecito.
Dietro questo spregiudicato esperimento chimico si nasconde una precisa strategia criminale volta a colpire le casse dello Stato. Questi “mix” abusivi vengono effettuati principalmente per aggirare la normativa sulle accise che gravano sui prodotti energetici. Utilizzando componenti meno tassate o totalmente esenti (come gli oli vegetali esausti o certi solventi industriali), i responsabili della frode riescono a immettere sul mercato un prodotto a un costo industriale bassissimo, vendendolo però ai prezzi correnti di mercato. Questo meccanismo genera una concorrenza sleale nei confronti dei distributori onesti e sottrae ingenti risorse all’erario, danneggiando l’intera collettività .
Oltre al danno economico, la vendita di carburante alterato rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza della circolazione stradale. I motori di ultima generazione, estremamente sensibili alla qualità del combustibile, possono subire danni irreparabili al sistema di iniezione e alle pompe a causa dei residui lasciati dai solventi o dalle impurità degli oli esausti. In casi estremi, l’alterazione del punto di infiammabilità può aumentare drasticamente il rischio di incendi o esplosioni, mettendo a rischio la vita di chi si trova alla guida o nelle vicinanze del veicolo.
Non meno grave è l’impatto ambientale: la combustione di questi miscugli non autorizzati produce emissioni allo scarico non controllate, con un potenziale rischio per l’ambiente derivante dalla dispersione di sostanze chimiche nocive che non verrebbero prodotte da un gasolio standard.
Al termine degli accertamenti, la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro del gasolio ancora presente nella cisterna del distributore, impedendo che ulteriori automobilisti rimanessero vittime del raggiro. Il gestore dell’impianto è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria con la pesante accusa di frode nell’esercizio commerciale. L’indagine di Abbiategrasso conferma l’importanza di un controllo costante sulla filiera dei carburanti, fondamentale per proteggere i cittadini da chi tenta di trasformare una risorsa energetica essenziale in uno strumento di profitto illegale e pericoloso.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 10:25:28 +0000Toyota Motor Corporation ha segnato un nuovo capitolo nella storia di uno dei fuoristrada più rappresentativi al mondo, annunciando il debutto ufficiale della Land Cruiser serie FJ. Questo nuovo modello si affianca alle già note serie 300, 70 e 250, completando una famiglia che ha superato i 12,4 milioni di unità vendute globalmente. Tuttavia, per il momento, la serie FJ è stata lanciata esclusivamente per il mercato giapponese, con una previsione di vendita di circa 1.300 unità al mese. Restiamo fiduciosi che una finestrella si possa aprire anche per l’Europa, e ovviamente per l’Italia.
Sviluppata attorno al concetto di “Freedom & Joy”, la serie FJ è stata concepita per permettere a una platea più vasta di guidatori di godere dell’esperienza Land Cruiser senza le difficoltà legate alle dimensioni imponenti dei modelli classici. La vettura presenta infatti misure decisamente più compatte: è lunga 4.575 mm (350 mm in meno rispetto alla serie 250) e larga 1.855 mm, con un passo di 2.580 mm. Queste proporzioni, unite a un raggio di sterzata di soli 5,5 metri, garantiscono un’agilità e una manovrabilità eccellenti sia nel traffico cittadino che nei passaggi più stretti in off-road.
Nonostante il formato “small”, Toyota non ha accettato compromessi sulla robustezza. La FJ mantiene la tradizionale struttura a telaio a longheroni, garanzia di affidabilità e durata nel tempo. Il telaio, derivato dalla serie IMV e rinforzato con piastre in acciaio ad alta resistenza, è stato riprogettato per adattarsi alle dimensioni ridotte, aumentando la rigidità laterale.
Sotto il cofano batte un motore a benzina da 2.7 litri (2TR-FE), capace di erogare una potenza massima di 163 CV (120 kW) e una coppia di 246 Nm. Il propulsore è abbinato a una trasmissione 6 Super ECT e a una trazione integrale part-time. Le capacità fuoristradistiche sono assicurate da angoli di attacco e uscita equivalenti a quelli della serie 250 e da un’articolazione delle ruote paragonabile alla serie 70. Tra i sistemi di assistenza alla guida spiccano il Downhill Assist Control (DAC), l’Hill Start Assist Control (HAC) e il bloccaggio elettrico del differenziale posteriore.
L’estetica della Land Cruiser FJ fonde la tradizione del marchio con un tocco di modernità e divertimento. La carrozzeria mantiene il classico profilo squadrato per massimizzare abitabilità e capacità di carico, ma introduce elementi ludici come il motivo a “dadi” con spigoli smussati. Il frontale è caratterizzato da iconici fari a LED a forma di U e dal logo Toyota che richiama i modelli del passato, mentre la ruota di scorta è montata esternamente sul portellone posteriore.
L’interno è progettato per garantire la massima visibilità , fondamentale nella guida tecnica, con una plancia orizzontale e un monitor da 12,3 pollici. Nonostante la compattezza esterna, il bagagliaio offre una capacità di 795 litri con i sedili in uso, espandibili fino a 1.607 litri abbattendo la seconda fila.
Attualmente proposta in Giappone al prezzo di 4.500.100 yen per l’allestimento VX, la Land Cruiser FJ è disponibile in cinque colorazioni monotone, tra cui le distintive tonalità Smoky Blue e Oxide Bronze Metallic. Per chi desidera ulteriore personalizzazione, Toyota ha stretto una collaborazione con ARB per offrire accessori specifici come portapacchi, piastre paramotore e rock rails.
Infine, Toyota ha già anticipato che dalla primavera del 2027 sarà disponibile il Land Hopper, un veicolo elettrico di mobilità personale a tre ruote, pieghevole e trasportabile proprio nel bagagliaio della Land Cruiser, per spingersi là dove anche il fuoristrada più agile deve fermarsi.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 09:44:24 +0000Il panorama della sicurezza stradale in Italia presenta una sorta di paradosso: nonostante la consapevolezza dei rischi, tanti automobilisti continuano ad adottare comportamenti pericolosi, ignorando le conseguenze legali delle proprie azioni. È quanto emerge da una recente indagine condotta da YouGov su impulso di Locauto, azienda leader nel noleggio di veicoli, nell’ambito del progetto “Locauto on tour†dedicato alla sicurezza. Lo studio, condotto a livello nazionale con un focus specifico sulla città di Roma, dipinge un quadro fatto di luci e ombre, dove l’esigenza di un “ripasso” delle regole appare come una necessità condivisa dalla maggioranza della popolazione.
Il dato di partenza è sintomatico: il 76% degli intervistati romani (contro il 71% della media nazionale) riconosce apertamente la necessità di rileggere e approfondire le norme del Codice della Strada. Questa incertezza si riflette in ambiti specifici della vita quotidiana al volante: circa il 34% dei conducenti non conosce con precisione le restrizioni vigenti per i neopatentati, mentre il 33% ammette di non sapere come comportarsi correttamente in caso di incidente stradale. Questa lacuna formativa è particolarmente sentita in seguito alle recenti novità legislative che hanno inasprito diverse sanzioni.
L’indagine mette in evidenza una sequela di abitudini pericolose. La distrazione principale è rappresentata dallo smartphone: ben il 53% degli intervistati dichiara di utilizzarlo mentre guida, nonostante i divieti. Nello specifico, il 12% lo usa per scambiarsi messaggi, mentre il 26% effettua telefonate, un comportamento che non si ferma nemmeno su strade extraurbane (8%) o in autostrada (9%).
A questo si aggiunge un preoccupante fattore legato alle condizioni psico-fisiche: il 52% dei conducenti ammette di mettersi al volante anche quando si sente stanco, mentre il 9% confessa di trasportare occasionalmente bambini senza l’uso corretto di cinture o seggiolini. Sul fronte delle sostanze, il 32% ha guidato dopo aver consumato alcolici, e a Roma il dato relativo alla guida sotto l’effetto di stupefacenti tocca il 17%, superando la media nazionale del 14%.
Uno dei punti più critici emersi dalla ricerca riguarda la mancata conoscenza delle sanzioni più severe. Il 58% degli intervistati ignora che la patente possa essere sospesa in caso di positività ai test antidroga anche in assenza di segni evidenti di alterazione. Ancora più marcata è l’ignoranza sulle sanzioni legate all’alcol: il 70% non sa che un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l può comportare l’arresto fino a un anno e una sanzione di 6.000 euro. Di conseguenza, strumenti come l’Alcolock restano sconosciuti al 77% del campione, così come la possibilità di confisca del veicolo è ignota al 75% dei soggetti.
Non mancano, tuttavia, alcuni segnali incoraggianti che mostrano una radicata cultura della sicurezza in determinati ambiti. L’87% degli automobilisti dichiara di allacciare sempre la cintura di sicurezza, e l’80% utilizza sistemi adeguati per il trasporto degli animali domestici. Inoltre, l’83% dimostra di conoscere correttamente i limiti di velocità autostradali e il 76% si dice pronto a compilare il modulo CID in caso di sinistro. Questi dati rappresentano una base solida da cui ripartire per promuovere una maggiore consapevolezza e responsabilità su tutte le strade italiane.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 08:34:36 +0000Tenere pulita e igienizzata la propria auto è fondamentale, e riuscire a farlo in autonomia a volte è soddisfacente e consente di risparmiare. Anche se sembra una di quelle attività semplicissime, in realtà il lavaggio dell’auto nasconde delle insidie.
Non bastano acqua, detergente e una buona dose di pazienza, usare la lancia ad acqua o l’idropulitrice in alcuni passaggi infatti può risultare scomodo. Chi lo ha fatto almeno una volta sa che alcuni piccoli fastidi possono trasformare il lavaggio dell’auto in una continua interruzione.
Mentre ci si sposta attorno alla propria macchina per pulire bene ogni sua parte – paraurti, cerchi, parte posteriore e anteriore, fiancate – il tubo dell’acqua rimane spesso bloccato sotto a una ruota. Lo stesso quindi si tende, questo causa una perdita di mobilità ed è necessario continuare a tornare indietro per liberare il tubo incastrato e ricominciare a lavare la macchina. Spesso si tratta di una scomoda sequenza ripetuta decine di volte, che rende il lavaggio più lento e stressante.
Eppure esiste un semplice trucco, economico e in realtà molto conosciuto (anche se molti lo ignorano) che è sorprendentemente efficace: usare alcune palline da tennis.
Quando il tubo della pompa, della lancia o dell’idropulitrice che si usa per lavare l’auto scorre sul pavimento tende ad aderire alla superficie e quindi, durante gli spostamenti laterali, resta incastrato facilmente sotto le gomme della macchina. Il peso dell’auto chiaramente crea attrito e il tubo quindi rimane lì fermo.
Le conseguenze sono sempre le stesse:
Per chi lava spesso l’auto a casa o negli autolavaggi self service, questo è uno dei motivi principali per cui il lavoro diventa più noioso e stancante.
Niente di più semplice e intuitivo, il trucco nasce dall’idea di usare le palline da tennis come una sorta di guida mobile per il tubo dell’acqua. L’idea è veloce e facile, molto intuitiva in realtà : sfrutta infatti un principio molto semplice, ovvero andare a creare un piccolo punto di scorrimento che possa impedire al tubo di incastrarsi sotto la ruota.
Bastano appunto solo alcune palline da tennis, devono essere ben posizionate vicino agli pneumatici, nei punti in cui il tubo tende a bloccarsi più facilmente durante le operazioni di lavaggio della macchina.
Come funziona? In pratica la presenza della pallina da tennis va a modificare il punto di contatto e quindi diminuisce il rischio che il tubo venga schiacciato o rimanga incastrato mentre ci si sposta attorno alla propria auto per lavarla con il getto d’acqua. Il vantaggio principale non è tanto velocizzare il lavaggio, ma renderlo più fluido e continuo, evitando stressanti e infinite interruzioni.
Si tratta quindi di un sistema estremamente semplice da replicare, ora vediamo come fare nel dettaglio. Innanzitutto basta procurarsi alcune palline da tennis, facilmente reperibili e anche abbastanza economiche. Poi c’è un dettaglio a cui bisogna prestare attenzione prima di procedere: osservare il percorso che compie il tubo durante il lavaggio e i punti in cui continua a incastrarsi. Una volta determinati, si può:
La loro posizione infatti può cambiare in base a due fattori:
Se l’auto che viene lavata è di più grandi dimensioni, come un SUV o una station wagon, allora potrebbe essere necessario usare più palline nello stesso momento, in modo da coprire meglio tutto il perimetro della vettura.
Ci sono altri casi in cui invece basta anche una sola pallina da tennis per il lavaggio auto, per vetture più piccole infatti potrebbe essere sufficiente spostarla progressivamente seguendo la zona che si sta pulendo.
In un’epoca in cui ogni cosa diventa sempre più costosa, carburante compreso purtroppo, avere una soluzione economica a portata di mano può realmente fare la differenza, anche nel caso di un trucco così semplice e in realtà spesso banalizzato e sotovalutato.
Se si hanno già alcune palline inutilizzate in casa non bisogna nemmeno comprare nulla, altrimenti bastano davvero pochi euro per prendere un accessorio così semplice, ma che può rendere il lavaggio auto molto più comodo.
Chiariamolo: non è una procedura professionale, ma solo un trucchetto fai-da-te furbo. Non sostituisce tecniche corrette di pulizia, detergenti adatti o una buona organizzazione del lavoro, aiuta semplicemente a eliminare uno degli inconvenienti più comuni e sottovalutati.
Il trucco della pallina da tennis non rivoluziona il lavaggio dell’auto, ma dimostra come spesso bastano dei piccoli dettagli o prodotti molto semplici per migliorare davvero l’esperienza.
Ridurre le interruzioni, evitare di liberare continuamente il tubo e mantenere il movimento fluido attorno alla propria macchina rende il lavaggio fai da te più pratico e meno stressante: bastano pochi secondi e una semplice pallina da tennis. Perché non provare? Non costa (quasi) nulla!
Come abbiamo detto, ovviamente non va a migliorare il potere pulente dell’acqua e nemmeno a sostituire quelle che sono le tecniche corrette di lavaggio, si tratta solo di un semplice accorgimento che può risolvere il problema reale della gestione del tubo. Altra cosa importantissima da non dimenticare: attenzione a lavare l’auto all’aperto, privatamente, scopri quando sei a rischio multa e cosa dice il Codice della Strada.
Riuscire a muoversi attorno all’auto senza fermarsi ogni pochi secondi per liberare la lancia dell’acqua incastrata sotto gli pneumatici è davvero un must, diventa decisamente più piacevole pulire la propria macchina. E diciamocelo: è proprio quello di cui abbiamo bisogno.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 08:11:10 +0000Il mondo del car detailing assiste a una costante evoluzione guidato dalla necessità di ottimizzare i tempi di manutenzione senza scendere a compromessi sulla resa estetica e protettiva. Il Ceramic Shampoo di MA-FRA rappresenta questa filosofia includendo i benefici della nanotecnologia ceramica direttamente nella fase di lavaggio manuale.
La caratteristica distintiva del Ceramic Shampoo risiede nella sua avanzata formula chimica arricchita con polimeri ceramici SiO2 (Biossido di Silicio) super-idrofobici. Non si tratta di un semplice detergente, bensì di una soluzione multifunzionale 3in1 ingegnerizzata per compiere tre azioni strutturali in un’unica operazione.
Oltre alle proprietà fisiche di protezione, l’impatto visivo post-lavaggio è eccezionale. Il Ceramic Shampoo dona alla vernice una lucentezza profonda e una saturazione del colore che storicamente si potevano ottenere soltanto dopo lunghe sessioni di stesura di una cera solida in barattolo.
Al tatto, la superficie risulta incredibilmente setosa, riducendo l’adesione della polvere e facilitando le successive operazioni di asciugatura.
MA-FRA prescrive un protocollo d’uso semplice ma rigoroso, studiato per attivare correttamente la matrice ceramica sulla carrozzeria
1. Diluizione: versare esattamente 4 tappi di Ceramic Shampoo all’interno di un secchio d’acqua pulita (preferibilmente tiepida per favorire l’attivazione dei tensioattivi)
2. Condizioni ambientali: operare rigorosamente all’ombra e su superfici fredde al tatto, per evitare che il prodotto si asciughi precocemente sulla vernice
3. Tecnica di lavaggio: applicare la soluzione partendo dal basso verso l’alto utilizzando un guanto o un panno in microfibra morbida, distribuendo il prodotto in modo uniforme
4. Finitura: risciacquare abbondantemente con acqua ad alta pressione e procedere all’asciugatura immediata con un panno in microfibra ultra-assorbente di alta qualitÃ
Enzo Ferrari diceva “io vi vendo un motore e quello che c’è intorno ve lo regalo“. Stavolta il motore non c’è, o meglio, ci sono quattro propulsori elettrici, uno per ruota, ma l’amato V12 non è pervenuto. La Ferrari Luce appena presentata, la prima elettrica del Cavallino, non sembra aver fatto breccia nei cuori della gente. Le prime reazioni che il web, e non solo, ha riversato sull’inedita cinque posti di Maranello sono state a dir poco taglienti.
La creatura disegnata da Joni Ive, l’ex genio di Apple, ha spiazzato il mondo intero. “Adesso la Mondial non è più la Ferrari peggiore di sempre“, emerge come un coro gridato all’unisono dal popolo della rete. Ma, in fondo, perché questa macchina non piace?
Le soluzioni tecniche adottate dalla Ferrari Luce sono sicuramente interessanti, e i sessanta brevetti a suo carico ci si stagliano davanti come un bel biglietto da visita, al pari del lavoro aerodinamico eccellente e maniacale (ha il Cx migliore nella storia del Cavallino). Tuttavia, ciò che spicca è una vettura dal design troppo di rottura con il mondo Ferrari. Chi si aspettava “semplicemente” un’elettrica col Cavallino Rampante, è rimasto deluso. La forma a goccia, il musetto levigato e quelle proporzioni che di sportivo hanno molto poco, sono ciò che ha spiazzato completamente ogni osservatore.
Anche la Purosangue, il primo SUV nella storia di Maranello, nel suo debutto fu criticata da molti perché Ferrari aveva scelto una via non aderente alla tradizione, ma rispetto alla Luce possiede qualcosa in più: le forme tipiche di una Ferrari. Il musetto lungo e abbassato, cattivo, nonché delle proporzioni che emanano una sportività tangibile anche se declinata a ruote alte. Sull’elettrica ciò non accade, perché quella silhouette ha un gusto meno da auto e più da oggetto industriale, appartenente alla sfera del tech. Non a caso, non è difficile incappare nel commento che paragona la Luce a un mouse firmato Apple. Chi da Ferrari si aspettava una mossa in stile Porsche, con la sua Taycan, è rimasto deluso.
Sul web si può incontrare di tutto, la tempesta di “meme” contro la Ferrari Luce ha imperversato su ogni schermo. C’è chi ha trasformato l’elettrica di Maranello in una Multipla, preferendola comunque all’originale, mentre ci sono altri che hanno provato a sfruttare l’IA per generare una Luce più affine all’universo del Cavallino, ottenendo persino dei buoni risultati.
Al di là della tribù che naviga su internet, hanno fatto scalpore le parole di Luca Cordero di Montezemolo, un uomo che ha scritto pagine memorabile in sella all’azienda modenese: “Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari, si rischia la distruzione di un mito. Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina, sicuramente è un’auto che i cinesi non ci copieranno“. Dello stesso avviso Carlo Calenda, leader di Azione, che dal 1998 al 2004 ha lavorato proprio a Maranello: “La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari“. Pure Flavio Briatore ha ricalcato le parole di Montezemolo, confermando che “questa i cinesi non ce la copieranno“.
Insomma, i primi vagiti della Luce non hanno convinto neppure le Borse, tanto che il titolo ieri è precipitato. Più che un buongiorno assomiglia a una buonanotte, tanto vale spegnere la Luce e dormirci su.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 07:29:04 +0000Negli ultimi anni, il mercato dei ciclomotori 50 cc ha continuato a mantenere un ruolo centrale nella mobilità urbana, soprattutto tra i più giovani e chi cerca un mezzo pratico per gli spostamenti quotidiani.
Tra scooter a ruota alta, modelli compatti e proposte dal carattere più sportivo, il panorama attuale offre soluzioni molto diverse tra loro per impostazione, dotazioni e prezzi. Ecco una selezione di alcuni tra i modelli più interessanti disponibili oggi sul mercato.
Piaggio Liberty 50 si colloca tra i ciclomotori più apprezzati in Italia, risultando il modello più immatricolato nei primi quattro mesi del 2026 secondo i dati ANCMA e Ministero dei Trasporti. Il modello è equipaggiato con motore monocilindrico i-get da 49 cc, abbinato a trasmissione automatica CVT e sistema di alimentazione a iniezione elettronica. La potenza dichiarata è pari a 2,2 kW (3,0 CV), con una coppia massima di 3,0 Nm. I consumi nel ciclo WMTC sono indicati in 2,5 l/100 km, con emissioni di CO2 pari a 57 g/km.
Dal punto di vista ciclistico, adotta un telaio in tubi d’acciaio e sospensione anteriore a forcella telescopica idraulica, mentre al posteriore è presente un ammortizzatore singolo con precarico regolabile su cinque posizioni. L’impianto frenante prevede un disco anteriore da 240 mm e un tamburo posteriore da 140 mm. Le dimensioni compatte, con lunghezza di 1.945 mm e larghezza di 700 mm, facilitano la maneggevolezza nel traffico urbano, mentre la sella posta a 780 mm da terra ne rende accessibile l’utilizzo. Il prezzo di listino è di 2.650 euro.

La variante Piaggio Liberty S 50 mantiene la stessa base tecnica del modello standard, con differenze concentrate principalmente sull’impostazione estetica. Cambiano infatti le finiture, con l’utilizzo di elementi in nero lucido su dettagli come cornici, logo e indicatori di direzione, oltre ad accenti blu su scudo anteriore e cerchi, che definiscono uno stile più caratterizzato rispetto alla versione standard. Restano invariati motore, ciclistica e dotazioni principali. Il prezzo è di 2.750 euro.
Kymco propone nel segmento dei 50 cc con due scooter pensati per esigenze differenti nella mobilità urbana: Filly 50 e Agility 50 R16 Plus. A parità di cilindrata, i due modelli seguono filosofie diverse, con il primo orientato a compattezza e semplicità di utilizzo, mentre il secondo punta maggiormente su comfort e capacità di carico.
Filly 50 si caratterizza per dimensioni contenute e soluzioni essenziali dedicate agli spostamenti cittadini. Il motore monocilindrico quattro tempi da 50 cc raffreddato ad aria sviluppa 3,3 CV e 3,5 Nm di coppia. Peso ridotto e ruote da 12 pollici favoriscono la maneggevolezza nel traffico, mentre la dotazione comprende presa USB, smart lock e bauletto da 33 litri. Il veicolo è disponibile a un prezzo base di 1.990 euro.

Agility 50 R16 Plus propone invece una configurazione studiata per offrire maggiore praticità nell’utilizzo quotidiano. La ciclistica con ruota anteriore da 16 pollici e posteriore da 14 pollici contribuisce a migliorare stabilità e comfort sui fondi urbani irregolari, mentre la pedana piatta maggiorata e il serbatoio da 7 litri influiscono positivamente su funzionalità e autonomia. Il prezzo di listino è pari a 2.390 euro.
Da vent’anni un punto di riferimento nel settore scooter con la propria filiale italiana, SYM mette mano su Symphony 50 con il Model Year 2026: nuova strumentazione digitale, indicatori di direzione a LED anteriori e posteriori e un design rivisto del gruppo ottico posteriore, mantenendo però le caratteristiche principali che hanno contraddistinto questo modello.
La motorizzazione è affidata a un monocilindrico quattro tempi da 49 cc raffreddato ad aria, con potenza massima di 2,2 kW e coppia di 3,0 Nm. I consumi dichiarati nel ciclo WMTC sono pari a 2,3 l/100 km. La ciclistica adotta una forcella telescopica anteriore e un ammortizzatore posteriore singolo, mentre l’impianto frenante utilizza dischi sia all’anteriore sia al posteriore.

Tra gli elementi distintivi del modello figurano le ruote da 16 pollici, soluzione tipica degli scooter pensati per l’utilizzo cittadino e per una maggiore stabilità sui fondi irregolari. Sono sempre presenti la pedana piatta, il vano sottosella da 18 litri e la presa USB integrata. SYM Symphony 50 viene proposto con bauletto di serie e ha un prezzo di listino pari a 2.299 euro.
Infine, per chi cerca un’alternativa più sportiva rispetto ai classici scooter urbani, nel segmento dei 50 cc sta ricevendo ampio consenso Beta RR Motard 2T 50. Come suggerisce il nome, adotta una configurazione da motard stradale, con ruote da 17 pollici, impostazione rialzata e ciclistica derivata dalle moto di cilindrata superiore della gamma Beta.
La motorizzazione è affidata a un monocilindrico due tempi raffreddato a liquido con cambio a sei marce e oil mixer integrato. Tra gli aggiornamenti introdotti figurano un nuovo cambio con forchette forgiate e il sistema di recupero vapori benzina adeguato alle normative antinquinamento. La cilindrata è pari a 49,7 cc.

La parte ciclistica prevede un telaio rivisto nelle geometrie, un forcellone più lungo e sospensioni aggiornate per migliorare stabilità e controllo. L’impianto frenante utilizza un disco anteriore da 260 mm e un disco posteriore da 220 mm, mentre il peso dichiarato è di 85 kg. Completano la dotazione il fanale posteriore a LED e il sistema mono-serratura per bloccasterzo, avviamento, sella e serbatoio.
Il prezzo di Beta RR Motard 2T 50 è di 3.240 euro, ma se non ci si vuole accontentare la gamma propone anche le versioni Sport, Sport Low Seat, Track e X Special Edition, ma ovviamente il costo è maggiore.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 06:00:02 +0000Nel passato recente poche vetture sportive sono paragonabili allo stile artigianale dell’Alfa Romeo 33 Stradale. Per una volta un modello di ultima generazione non ha fatto rimpiangere un capolavoro del passato, regalando una gioia ai puristi.
Il valore dell’Alfa Romeo è stato riconosciuto anche dalla giuria internazionale del XXIX Premio Compasso d’Oro ADI che ha attribuito alla nuova Alfa Romeo 33 Stradale la Menzione d’Onore nella categoria “Design per la mobilità â€. Si tratta di uno dei più prestigiosi riconoscimenti al mondo nell’ambito del design industriale, conferito con una cerimonia di premiazione svoltasi di recente a Milano, presso l’ADI Design Museum.
Nel 1967 fu Franco Scaglione a creare le forme di uno dei bolidi più esclusivi al mondo. La 33 Stradale è considerata un’auto leggendaria, anche grazie alla sua estetica inimitabile. È stata prodotta in soli 18 esemplari tra il 1967 e il 1969. Il telaio, il motore e il cambio furono concepiti dal reparto corse dell’Alfa Romeo. I traguardi ottenuti nel Motorsport ebbero delle ricadute fenomenali anche sul prodotto auto. Si trattò della prima vettura a presentare le portiere con apertura a farfalla, incernieriate sul tetto.
Il punto di forza era la leggerezza. Sotto il cofano il motore V8 era abbinato ad una trasmissione manuale a 6 rapporti con differenziale autobloccante e sbalzo oltre l’assale posteriore. Con 690 kg sulla bilancia la sportiva accelerava da 0 a 100 km/h in appena 5,6 secondi, riuscendo a raggiungere una velocità massima di 260 km/h. Con 270 cavalli di potenza diventò una delle auto aspirate più potenti della sua generazione.
Con gli strumenti moderni i design hanno saputo enfatizzare il DNA del Biscione con la “bellezza necessaria†attuale, creando un perfetto equilibrio tra proporzioni, volumi e trattamenti delle superfici. Le forme sinuose sono l’emblema della raffinatezza del marchio di Arese. Gli interni sono caratterizzati da un design minimalista e da materiali concepiti per enfatizzare l’esperienza racing.
La supercar milanese è stata realizzata in soli 33 esemplari esclusivi, un numero non casuale, grazie a un processo artigianale unico con standard di altissima qualità e una maniacale cura del dettaglio. La partnership con la Carrozzeria Touring Superleggera, che ha firmato alcune delle più belle Alfa Romeo della storia ha dato i suoi frutti. Cuore pulsante della nuova Alfa Romeo 33 Stradale è un V6 biturbo da 3.0 litri capace di sprigionare oltre 620 cavalli di potenza.
Si tratta di una vettura speciale, progettata su misura attraverso un dialogo diretto con il cliente, che ha meritato il riconoscimento dell’Associazione per il Disegno Industriale. Nel 2018 fu la Giulia a ricevere il Compasso d’Oro nella sua XXV edizione, in una fase delicata per il brand. La Brera, anni prima, aveva ottenuto il premio poiché “una delle automobili più belle e affascinanti che siano state mai realizzateâ€. Nel 2014, infine, la Giulietta aveva ottenuto la Menzione d’Onore in occasione del XXIII Compasso d’Oro.
Il Premio Compasso d’Oro ADI è nato nel 1954, diventando il più autorevole riconoscimento mondiale di design. Partorito da una intuizione di Gio Ponti viene curato dall’ADI. L’Osservatorio permanente del Design dell’ADI – commissione di designer, critici, storici e giornalisti specializzati – seleziona e valuta i migliori prodotti al mondo. I progetti vengono conservati nella Collezione Storica del Premio Compasso d’Oro ADI, esposta all’ADI Design Museum di Milano e dichiarata dal Ministero della Cultura “di eccezionale interesse artistico e storico†quale patrimonio nazionale dal 2004.
Data articolo: Wed, 27 May 2026 05:30:46 +0000