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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi 29 agosto 2025 in tempo reale

La situazione del traffico sulle autostrade italiane oggi, 29 agosto 2025, si presenta variegata con diversi disagi dovuti a traffico intenso, condizioni meteo avverse e chiusure per lavori. Tra gli eventi più significativi della giornata si segnalano le code a tratti sull’A1 Milano-Napoli tra Terre di Canossa – Campegine e Fidenza per traffico intenso e la chiusura di un tratto dell’A13 Bologna-Padova tra Terme Euganee e Bivio A13-Padova Sud per lavori. Di seguito il dettaglio, tratta per tratta, degli eventi registrati oggi.

A1 Milano-Napoli

Ore 21:57: Code a tratti tra Terre di Canossa – Campegine e Fidenza in direzione Milano per traffico intenso. Il tratto interessato va dal chilometro 90,4 al chilometro 119,5.

Ore 21:25: Servizi di ristorazione non disponibili presso l’area di servizio San Pietro in direzione Tangenziale. I servizi di ristorazione sono chiusi fino alle 06:00 del 30/08/2025.

Ore 21:25: Servizi igienici non disponibili presso l’area di servizio San Pietro in direzione Tangenziale. I servizi igienici sono non disponibili fino alle 06:00 del 30/08/2025.

Ore 21:22: Mancanza di GPL presso l’area di servizio Prenestina est in direzione Milano per guasto all’impianto.

Ore 19:37: Mancanza di metano presso l’area di servizio S. Martino est in direzione Milano per guasto all’impianto.

Ore 18:20: Pioggia tra Chiusi e Orvieto in entrambe le direzioni. Il tratto interessato va dal chilometro 451,4 al chilometro 417,6 per una lunghezza di 33,8 km.

Ore 11:03: Pioggia tra Pontecorvo e Capua in entrambe le direzioni. Il tratto interessato va dal chilometro 720,1 al chilometro 658,9 per una lunghezza di 61,2 km.

A16 Napoli-Canosa

Ore 21:56: Servizi di ristorazione non disponibili presso l’area di servizio Vesuvio sud in direzione Canosa. I servizi di ristorazione sono chiusi fino alle 06:00 del 30/08/2025.

Ore 21:56: Servizi igienici non disponibili presso l’area di servizio Vesuvio sud in direzione Canosa. I servizi igienici sono non disponibili fino alle 06:00 del 30/08/2025.

TR1 Traforo del Monte Bianco

Ore 21:42: Coda in corrispondenza Piazzale Italiano verso Chamonix. Attesa prevista un’ora.

A26 GE-Voltri-Gravell.Toce

Ore 21:42: Pioggia tra Casale Monferrato Nord e Bivio A26/SS 33 del Sempione in entrambe le direzioni. Il tratto interessato va dal chilometro 197,1 al chilometro 94,1 per una lunghezza di 103 km.

Ore 19:25: Temporali tra Lago Maggiore e Baveno in entrambe le direzioni. Il tratto interessato va dal chilometro 189,9 al chilometro 166,6 per una lunghezza di 23,3 km.

A13 Bologna-Padova

Ore 21:22: Tratto chiuso tra Terme Euganee e Bivio A13-Padova Sud in direzione Padova per lavori fino alle 05:00 del 30/08/2025. Entrata consigliata verso Padova: Padova sud su A13 Diramazione per Padova sud. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Terme Euganee.

Ore 21:21: Area di servizio chiusa presso San Pelagio est in direzione Padova per lavori fino alle 05:00 del 30/08/2025.

A30 Caserta-Salerno

Ore 21:15: Pioggia tra Nola e Salerno in entrambe le direzioni. Il tratto interessato va dal chilometro 49,7 al chilometro 18,9 per una lunghezza di 30,8 km.

A23 Palmanova-Tarvisio

Ore 21:09: Pioggia tra Udine sud e Confine di Stato in entrambe le direzioni. Il tratto interessato va dal chilometro 119,9 al chilometro 18,5 per una lunghezza di 101,4 km.

Ore 19:16: Vento forte tra Carnia e Pontebba in entrambe le direzioni. Il tratto interessato va dal chilometro 92,4 al chilometro 59,6 per una lunghezza di 32,8 km.

A27 Venezia-Belluno

Ore 18:54: Pioggia tra Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre e Bivio A27/SS 51 Alemagna in entrambe le direzioni. Il tratto interessato va dal chilometro 82,5 al chilometro 0,0 per una lunghezza di 82,5 km.

A14 Bologna-Taranto

Ore 17:09: Coda tra Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA in direzione Autostrada Bologna-Taranto per traffico intenso. Il tratto interessato va dal chilometro 5,0 al chilometro 4,0.

Ore 14:25: Code a tratti tra Bologna San Lazzaro e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio in direzione autostrada Milano-Napoli per traffico intenso. Il tratto interessato va dal chilometro 9,0 al chilometro 22,2 per una lunghezza di 13,2 km.

Ore 13:49: Code a tratti tra Bologna Borgo Panigale e Castel San Pietro in direzione Taranto per traffico intenso. Il tratto interessato va dal chilometro 38,2 al chilometro 4,8 per una lunghezza di 33,4 km.

Ore 13:43: Code a tratti tra Forlì e Castel San Pietro in direzione Bologna per traffico intenso. Il tratto interessato va dal chilometro 38,2 al chilometro 81,6 per una lunghezza di 43,4 km.

A5 Torino-Aosta-Monte Bianco

Ore 11:19: Coda tra Courmayeur sud e Raccordo A5/SS26 dir in direzione Monte Bianco per traffico intenso sulla viabilità ordinaria. Il tratto interessato va dal chilometro 143,4 al chilometro 138,0 per una lunghezza di 5,4 km.

A7 Milano-Genova

Ore 15:18: Vento forte tra Serravalle Scrivia e Ronco Scrivia in entrambe le direzioni. Il tratto interessato va dal chilometro 106,5 al chilometro 84,5 per una lunghezza di 22 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 20:00:00 +0000
News n. 2
Al via il controesodo sulle autostrade: weekend da bollino rosso

Agosto sta per spegnersi e, come ogni anno, il suo canto del cigno risuona non con lo sciabordio delle onde o con l’ultima granita al limone sotto l’ombrellone, ma con un suono ben diverso: quello delle ruote che scorrono sull’asfalto, delle frecce che lampeggiano in colonna, dei clacson che si lasciano sfuggire l’impazienza.

È il controesodo, il rientro di massa dalle vacanze estive verso le grandi città dello Stivale. E quest’anno, come da copione, si prevede un esodo al contrario da 12 milioni e mezzo di veicoli, un fiume in piena che, tra venerdì e domenica, si riverserà su ogni arteria utile del nostro Paese.

I numeri dell’onda lunga

Secondo le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas, saranno 12 milioni e 585 mila gli spostamenti previsti su tutta la rete autostradale. Una cifra da capogiro, ma che ormai abbiamo imparato a conoscere. E Viabilità Italia non ci gira attorno: bollino rosso già da questo pomeriggio, che poi proseguirà nella mattina di sabato 30, e soprattutto nell’intera giornata di domenica 31.

In queste ore, la rete Anas si trasforma in una cartina tornasole dell’Italia che rientra nei ranghi: si chiudono gli ombrelloni, si rispediscono i costumi in fondo all’armadio, e si torna ai turni in fabbrica, ai computer accesi in ufficio e al caffè lungo del lunedì mattina. Le direttrici sono chiare: si risale da Sud verso Nord, lungo le dorsali tirrenica, adriatica e jonica, e si varcano i valichi di confine da Francia, Slovenia e Croazia, come salmoni che, dopo la migrazione, tornano al punto di partenza.

A dare un piccolo sollievo ai viaggiatori ci pensa Anas, che fino all’8 settembre sospenderà o chiuderà 1.392 cantieri, circa l’83% di quelli attivi, per favorire un flusso più regolare. Non sarà la panacea di tutti i mali, ma in un weekend come questo anche un singolo ostacolo in meno può sembrare una benedizione.

La sicurezza è un bivio: prudenza o tragedia

A ricordarlo è Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di Anas, che lancia un appello tanto chiaro quanto urgente:

“Invito tutte e tutti a guidare con prudenza: è fondamentale per garantire la sicurezza stradaleâ€.

Non è retorica, ma allarme fondato. Secondo una recente ricerca, il 51% degli italiani non considera pericoloso superare i limiti di velocità. Peggio ancora: l’11,4% pensa che si possa fare altro durante la guida, come rispondere a un messaggio, scorrere i social, oppure sistemare la playlist nel telefonino. Eppure, solo il 55,4% degli intervistati è convinto che gli incidenti dipendano da comportamenti errati. Numeri che fanno rabbrividire più di qualsiasi colonna di auto sotto il sole d’agosto. Gemme è netto:

“Mai al volante con il cellulare. Tutto il resto può aspettareâ€.

Il controesodo è una liturgia laica

Ogni estate finisce così: non con un fuoco d’artificio, ma con una lunga coda durante il viaggio in autostrada. È una sorta di liturgia laica, con milioni di italiani che tornano, ognuno con la propria storia: c’è chi rientra abbronzato e rilassato, chi con il magone per le vacanze finite, chi già pensa al prossimo ponte.

Qualunque sia la meta finale, la strada è la stessa per tutti, e la prudenza non è mai un optional. Questo weekend si gioca una partita importante, e non è fatta di numeri o statistiche: è fatta di vite umane, di famiglie che vogliono solo tornare a casa, di lavoratori, studenti e pendolari del futuro.  E ogni decisione al volante, ogni distrazione evitata, ogni limite rispettato è un passo in più verso un ritorno sicuro.

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 13:39:48 +0000
News n. 3
F1, Stella avverte: “La Ferrari contenderà la vittoria fino a fine stagioneâ€

In un mondiale con McLaren indiscussa protagonista, la voce di Andrea Stella, team principal della scuderia papaya, suona quasi come un campanello d’allarme. Il team principal McLaren, in un’intervista rilasciata al portale ufficiale della F1, ha dichiarato con determinazione:

“Penso che la Ferrari sarà una contendente alla vittoria per il resto della stagione”.

Una dichiarazione che non fa altro che alimentare le speranze di tanti appassionati del Cavallino Rampante. A poche ore dalla ripresa del Campionato nel GP Olanda a Zandvoort, la previsione assume un peso specifico non da poco.

Avvertenza autorevole

La stagione 2025 si è distinta per il netto predominio della McLaren con 11 vittorie in 14 gare disputate. Un risultato che premia il progetto ambizioso e ben guidato dalla leadership di Andrea Stella. Nonostante questa supremazia frutto di costanza, velocità e zero tentennamenti, e oltre il vantaggio in classifica con più del doppio dei punti della Ferrari al secondo posto, il team principal alza il livello della concentrazione. Lo fa perchè secondo le sue dichiarazioni, la Scuderia di Maranello è tornata competitiva e va tenuta in grande considerazione. Stella ha commentato:

Non sono sorpreso, perché la Ferrari è stata competitiva nelle ultime gare. Sono stati competitivi sull’asciutto a Silverstone, in Belgio, e anche a Budapest, con una pole di Leclerc gestita con sicurezza, fino a quando i problemi tecnici non hanno compromesso il risultato. Sicuramente, ogni volta che correremo nella seconda parte della stagione, dovremmo tener conto che in qualifica e in gara, dovremmo fare i conti con la Ferrari”.

Un pensiero infine è stato dedicato anche a Max Verstappen, nonostante una stagione complicata:

Max, ne sono sicuro, troverà un modo per lottare per le vittorie“.

Orgoglio Ferrari

Per la Ferrari, da sempre simbolo di passione e identità sportiva, la dichiarazione di Stella è una doppia opportunità. Da una parte, il riconoscimento dell’importanza delle ultime evoluzioni tecniche; dall’altra, un invito a trasformare in risultati concreti le prestazioni incoraggianti viste nella parte finale del primo semestre di gare.

La pole position conquistata da Charles Leclerc all’Hungaroring, la prima del 2025 per la Ferrari, conferma i buoni riscontri già notati su tracciati storici come Silverstone e Spa. In questi, la Rossa ha mostrato una ritrovata competitività. La volontà ora è quella di convertire il potenziale mostrato in vittorie effettive. Il tutto mantenendo alta la concentrazione e senza farsi intimidire dal dominio McLaren.

Il calendario

Il GP Olanda apre una fase cruciale della stagione. Il proseguo della fase europea porta tracciati impegnativi, condizioni variabili e gare senza margine di errore. Zandvoort e poi Monza, il calendario propone circuiti dove la gestione delle gomme, l’aerodinamica e la precisione strategica, assumono un peso decisivo. Inoltre, i prossimi GP si correranno in tracciati tecnici dove la Ferrari può far valere il proprio know-how.

Il proseguo del campionato non concederà margini di errore: Baku, Singapore, Austin, Città del Messico, Interlagos, Las Vegas e il doppio finale mediorientale rappresentano un banco di prova totale. Circuiti tecnici, caratterizzati da asfalti diversi, condizioni estreme e strategie da pianificare al millimetro.

Proprio in questi scenari la Ferrari può giocarsi le proprie carte, facendo valere il know-how tecnico maturato con gli ultimi aggiornamenti e sfruttando la potenza del motore in piste ad alta velocità come Monza.

La fiducia

Dal Team Principal e dal Race Engineer Tom Stallard ai meccanici, all’ufficio di progettazione e ai reparti team Commerciali e Comunicazioni, fino ai piloti Oscar Piastri e Lando Norris, tutti hanno stretto una fiducia e un rapporto che scorre in profondità. E tutti i miglioramenti del 2025, da quelli della vettura a quelli della gestione delle gare, possono essere ricondotti a tali connessioni. Stella ammette:

Quando sei in una competizione come la F1 che è così impegnativa, è importante che, come squadra e individualmente, si continui a crescere e costruire. Per poterlo fare, la continuità è un fattore molto importante“.

Tutto in McLaren sembra muoversi in un’unica direzione. La coesione è forse l’arma più letale della squadra.

Pressione psicologica

Per restare in corsa, Maranello dovrà portare avanti un lavoro su più fronti. Oltre a capitalizzare i recenti aggiornamenti sul fondo, sospensioni e impianto frenante, dovrà migliorare sull’affidabilità, convertendo nel minor tempo possibile, le pole viste in vittorie. Tutto ciò agita e non poco il quartier generale di Woking.

La McLaren attualmente guida saldamente le classifiche con un margine qualitativamente e numericamente ampio.
Ma la dichiarazione di Stella offre allo stesso tempo una cauta speranza, quella di veder tornare sotto i riflettori una Rossa capace di competere non solo di nome, ma anche di fatto.

Il finale della stagione 2025 si preannuncia così come un duello dove la McLaren detiene il vantaggio strutturale, ma la Ferrari ha il talento, la storia e la voglia di rimettere le cose in gioco. Una sfida che affascinerà tifosi, tecnici e professionisti del settore. Le gare non saranno mai scontate e ogni GP, dal prossimo fino alla fine, potrà cambiare il corso del Mondiale. Le corse lo hanno insegnato: basta un errore, una serie di imprevisti.

La sfida futura

Le parole di Andrea Stella risuonano come una sveglia per tutti nel paddock. La Ferrari è tornata. Non solo nei risultati visibili, ma nella determinazione, nella velocità e nella capacità di tornare al centro della lotta. Per la Scuderia è l’occasione di dimostrare che il valore del passato può ancora fare la differenza in pista, rilanciando ambizioni e consolidando fiducia in un gruppo che ha bisogno di credere nei propri mezzi.

Per gli appassionati, un fine estate di gare da seguire con il cuore in gola, nella speranza che il Cavallino Rampante possa davvero ruggire di nuovo, riportando entusiasmo e spettacolo a ogni GP. Non sarà facile scalfire l’attuale dominio papaya, ma la F1 vive di cicli, e spesso i colpi di scena arrivano quando nessuno se li aspetta. Il 2025 potrebbe diventare l’anno in cui la McLaren ha consolidato il proprio trono, ma anche l’anno in cui la Ferrari ha ritrovato la strada per tornare grande.

E, in fondo, è proprio questa incertezza, la possibilità che il mito si rialzi e torni a sfidare chi comanda, a rendere la F1 lo spettacolo più affascinante del motorsport mondiale.

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 13:36:26 +0000
News n. 4
I 5 guasti più costosi in officina: quando non conviene più sistemare l’auto

Ricevere un preventivo di riparazione a quattro zeri è una delle esperienze più spiacevoli per qualsiasi automobilista. Quasi sempre il guasto non è improvviso, nasce da segnali ignorati, abitudini scorrette o manutenzioni rimandate. In officina lo vedo ogni giorno, i problemi iniziano in silenzio, sotto al cofano, e diventano evidenti solo quando è troppo tardi. Vediamo il dietro le quinte e cosa succede quando appare uno dei cinque guasti auto più costosi.

La frizione e il volano bimassa

Tutto comincia spesso con una sensazione quasi impercettibile, il pedale della frizione che cambia consistenza o un leggero strappo in partenza. Quel pedale segnala un disco d’attrito consumato o un volano bimassa che non riesce più a smorzare le vibrazioni del motore. Ignorare questi segnali porta a una rottura che si manifesta in modo inequivocabile. I sintomi principali di un gruppo frizione-volano al limite sono:

  • pedale della frizione duro, spugnoso o che risponde in modo anomalo;
  • vibrazioni e scossoni in partenza o a basso numero di giri;
  • slittamento in accelerazione, il motore sale di giri, ma la velocità del veicolo non aumenta in modo proporzionale;
  • rumori metallici al minimo, che spesso spariscono premendo il pedale della frizione.

La diagnosi finale richiede lo smontaggio completo del cambio per la sostituzione del kit frizione e volano. È un intervento lungo che porta il conto a superare facilmente i 1.000 euro, spesso a causa di abitudini come mantenere il piede sulla frizione al semaforo o partenze troppo aggressive.

Il fischio del turbo

Se la frizione si manifesta con scossoni, il turbo annuncia il suo cedimento con un fischio. Inizia come un sibilo sottile, che molti scambiano per un suono “sportivo”, ma in realtà è il segnale di un alberino che inizia a danneggiarsi. Quando il fischio diventa acuto e l’auto perde la sua spinta, significa che la turbina è danneggiata. La catena di eventi che porta alla rottura è quasi sempre legata alla scarsa manutenzione dell’auto:

  • olio degradato o di specifica errata crea morchie che ostruiscono il condotto di lubrificazione del turbo portandolo alla rottura;
  • l’alberino interno lavora a secco, surriscaldandosi a causa dell’enorme attrito;
  • le bronzine cedono, creando un gioco meccanico che porta le giranti a urtare contro le pareti metalliche;
  • la rottura è inevitabile, con conseguente perdita di potenza e fumo azzurrino allo scarico.

Un lavoro che richiede non solo la sostituzione del componente, ma anche la pulizia accurata dei condotti e dell’intercooler, per evitare che il nuovo turbo venga danneggiato subito.

La guarnizione della testata

A volte il problema si può manifestare con del fumo allo scarico, soprattutto al primo avviamento. Quando si nota una densa nuvola bianca, è il segnale che il liquido di raffreddamento sta bruciando in camera di combustione. La causa quasi sempre è una sottile guarnizione che ha il compito vitale di sigillare i passaggi di olio, acqua e la pressione dei cilindri. I campanelli d’allarme da non ignorare mai sono:

  • fumo bianco e denso dallo scarico, specialmente al primo avviamento;
  • emulsione di acqua e olio, visibile sotto il tappo di rabbocco dell’olio;
  • calo inspiegabile e costante del livello del liquido di raffreddamento;
  • surriscaldamento anomalo del motore, anche in condizioni di guida normali;
  • funzionamento irregolare del motore, soprattutto al primo avviamento dopo una lunga sosta.

Quello che poteva essere un problema al circuito di raffreddamento si trasforma in un’operazione lunga e costosa, che richiede lo smontaggio della testata e la sua rettifica. Il costo varia in base alla tipologia di auto, ma può arrivare anche fino a 2.500 euro.

Il cambio automatico

Nelle auto moderne, il cambio automatico è visto come il massimo del comfort. Silenzioso, fluido, fino al giorno in cui diventa l’opposto, strattoni, colpi, spie accese e marcia bloccata. Quando succede, in officina la diagnosi è quasi sempre la stessa, olio mai sostituito. Vediamo il processo di queste anomalie:

  • l’olio contaminato da microparticelle di limature intasa i micro-passaggi e i solenoidi nel gruppo meccatronico del cambio;
  • la pressione idraulica diventa instabile, causando cambiate brusche, ritardi nei cambi marcia o slittamenti;
  • il sistema va in autoprotezione (“recovery mode”), bloccandosi su una singola marcia per limitare i danni;
  • il peggio avviene quando i pacchi frizione interni si bruciano a causa della gestione errata della pressione.

È uno dei danni più costosi: la revisione o sostituzione della meccatronica può andare da 2.500 a oltre 6.000 euro.

Il motore

L’incubo peggiore sono i rumori metallici o un colpo secco e poi il silenzio. In quel momento, il danno è al motore. La scena in officina è quasi sempre la stessa, un danno strutturale interno che rende la riparazione antieconomica. Le due cause principali di un guasto così catastrofico sono:

  • lubrificazione assente: morchie che ostruiscono il pescaggio dell’olio nel carter, portando al grippaggio di pistoni e bronzine a causa dell’attrito;
  • rottura della distribuzione: la cinghia o la catena che cede o “salta dei denti”, causando una collisione violenta e distruttiva tra pistoni e valvole.

La diagnosi è la sostituzione del motore completo. Un intervento che parte da circa 1.500 euro per un motore usato e può arrivare fino a 8.000 euro per un’unità revisionata o di alta gamma.

La manutenzione

Ogni guasto racconta una storia. Molte di queste anomalie sono causate da manutenzione trascurata o eseguita in modo superficiale. Un controllo periodico, la manutenzione periodica fatta con il lubrificante corretto e un kit distribuzione sostituito al momento giusto sono piccoli gesti che aiutano a prevenire queste anomalie. Un’auto non si rompe mai da sola, è il nostro modo di guidarla e di prendercene cura a scriverne, giorno dopo giorno, il destino.

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 13:24:43 +0000
News n. 5
GP Olanda Fp2, Ferrari migliora ma il setup va corretto

Ferrari non è stata in grado di attivare le gomme, portarle in temperatura e gestire al meglio la finestra di utilizzo. È questo, in breve, il resoconto della prima sessione di prove libere olandesi, dove mancava grip e, di riflesso, si è manifestata una certa instabilità. Nella pausa prima delle FP2 i tecnici hanno lavorato per risolvere questa situazione e tra poco capiremo se ci sono effettivamente riusciti.

Ferrari con le Hard resta instabile

Le Rosse abbandonano la pitlane. Per questo primo stint il team di Maranello ha scelto le Pirelli cerchiate di bianco. Si testerà, pertanto, ancora una volta il setup e l’attivazione delle coperture più dure del fine settimana. Il tempo è uggioso e poco prima della sessione sono cadute alcune gocce di pioggia che continuano a fare presenza in alcune parti del tracciato olandese. Se ne parla in radio, per capire cosa fare.

Nel mentre si passa alla mode push e si procede con il primo tentativo, sebbene gli ingegneri di pista consiglino molta prudenza al volante. Dopo qualche titubanza sul da farsi, il muretto box italiano ha deciso di restare in pista al momento. Per ora il tracciato resta asciutto, benché il grado di aderenza a disposizione, ovviamente, sia davvero molto basso. La scelta sulle Hard potrebbe non essere casuale.

Meglio non sprecare mescole utili in una sessione che, per il momento, non può offrire dati molto indicativi. Ancora una volta Lewis parte con più feeling, mostrando una precisione maggiore al volante. Dopo qualche minuto si torna a parlare di pioggia: a quanto pare uno scroscio potrebbe arrivare presto. Ciò malgrado, dopo un cool down lap si torna a spingere. Dare un giudizio momentaneo sulla SF-25 è piuttosto complicato.

Oltre alle condizioni particolari, infatti, c’è pure un grande traffico. Va comunque detto che, osservando il volante delle Rosse, si nota tanta instabilità e in molte curve i due ferraristi perdono l’apice. Proprio mentre si commenta la situazione, Stroll si pianta nel T1 con la sua AMR25. Bandiera rossa e tutti in garage. Ferrari ne approfitta per discutere nei box e capire come muoversi al meglio nella sessione in divenire.

Ferrari trova rendimento con la Soft

Una decina di minuti per concedere agli steward di sistemare la pista e l’azione prende nuovamente corpo. Per il momento il tempo regge e pure un pallido sole si fa spazio tra le nuvole, ma entrambe le SF-25 restano in garage. Lewis scende addirittura dall’auto, approfittando del problema di Isaak Hadjar che si deve arrendere a un guasto abbandonando la sua monoposto in pista.

Virtual Safety Car: l’azione prosegue mentre i commissari ritirano la VCARB01 del pilota franco-algerino. Scoccata la mezz’ora, Leclerc abbandona la corsia box. Lo fa ancora con gli pneumatici Hard. Bozzi fa sapere al monegasco che può spingere. Due minuti più tardi pure Hamilton è di nuovo in azione, benché nel suo caso la vettura numero 44 monti un set di coperture Soft. L’inglese al primo tentativo va nuovamente in testacoda.

Senza dubbio le condizioni non aiutano, ed è un peccato perché lo stesso Adami sostiene come il giro fosse molto buono prima dello spin. Nel frattempo, dopo aver collezionato un altro giro con le gomme bianche, Leclerc passa dai box per farsi montare le Soft. Si lancia e il livello di grip questa volta pare decente. Tuttavia si becca tantissimo traffico e si lamenta di essere “fuori fase†con la track position.

Il muretto sostiene che non sia così. Fatto sta che non riesce ad esprimere tutto il potenziale. Nel frattempo Lewis chiude il giro e si posiziona in sesta piazza. Si passa pertanto a un doppio giro per raffreddare le gomme, ma la sessione viene ancora una volta stoppata: red flag per il botto di Alexander Albon. La Rossa sembra avere fatto un passo avanti con le gomme, ma non è ancora sufficiente.

Analizziamo il comportamento di Hamilton nel suo tentativo migliore con la gomma Pirelli a banda rossa. In curva 1 la SF-25 è un po’ instabile sull’avantreno. A tal proposito si notano quei piccoli colpetti sul volante per migliorare la rotazione. Alla piega numero 2 l’auto numero 44 si comporta bene, idem alla 8. Al contrario, alla 9 perde il posteriore in uscita esattamente come alla 10, aspetto che rallenta la trazione.

Per la chicane le cose vanno meglio: non è ottima, ma buona parte di quei decimi che la Ferrari perdeva in precedenza vengono recuperati. Le vetture italiane provano ancora una volta il giro secco per capire se il rendimento possa migliorare. Le cose però non cambiano e pertanto si torna ai box. L’animo dei piloti non è un granché, visto che le performance sono lontane da quanto sperato.

Le cause di una Ferrari non in palla

Chiusa questa parentesi, Lewis passa alle prove high fuel negli ultimi 6 minuti di sessione. Le gomme sono Hard, con le quali il britannico somma in totale 6 passaggi. Anche Charles si propone anche se “indossa” le coperture Soft, con cui mette assieme 3 giri lanciati consecutivi. Analizzare i tempi è complicato in questo momento: meglio tirare le somme generali sul comportamento dell’auto italiana.

Le cause di questo distacco dalla vetta nelle FP2 paiono essere due. Da una parte l’eccessiva sensibilità ai cambiamenti di setup. Le Rosse, infatti, sono passate da un atteggiamento sottosterzante nella prima parte a un sovrasterzo evidente nella seconda. In curve come la 9 o la 10 la vettura proprio non vuole funzionare. L’anteriore resta problematico, malgrado il team abbia aggiunto downforce. Non bene.

L’altra motivazione, in buona parte legata alle coperture, resta da valutare con molta attenzione. Bisogna capire quanta percentuale di causa abbiano con precisione, tenendo presente che l’eccesso di rotazione potrebbe proprio derivare dall’overheating al retrotreno. Settore più difficile? Senza dubbio il T2. La notte porterà consiglio, si spera…

Classifica Fp2 GP Olanda 2025:

  • Lando Norris (McLaren) 1:09.890
  • Fernando Alonso (Aston Martin) +0.087s
  • Oscar Piastri (McLaren) +0.089s
  • George Russell (Mercedes) +0.384s
  • Max Verstappen (Red Bull) +0.588s
  • Lewis Hamilton (Ferari) +0.848s
  • Yuki Tsunoda (Red Bull) +0.905s
  • Charles Leclerc (Ferrari) +0.944s
  • Franco Colapinto  (Alpine) +1.067s
  • Niko Hulkemberg (Stake) +1.190s

Resoconto Fp1 GP Olanda

Ferrari si presenta a Zandvoort con la voglia di fare bene. L’obiettivo è chiaro: dare continuità di rendimento e cancellare la parentesi ungherese, dove la vettura numero 16 ha sofferto di problemi. La Scuderia ha fatto sapere che, dopo gli esami del caso, non è stato riscontrato alcun danno al telaio, che resta quello di Budapest. Con le FP1 inizieremo a capire che tipo di setup ha scelto la squadra modenese.

Ferrari sovrasterzante per proteggere l’anteriore

Le due Rosse scendono in pista. Entrambe le auto montano un set di pneumatici Pirelli a banda gialla, mentre il cambio è settato sul GX position 2, mappatura utile per avere una trasmissione piuttosto rapida nel suo lavoro. Con le Medium la Ferrari testerà la bontà del lavoro svolto sulla messa a punto. In questo momento il cielo olandese è variabile e dopo un giro di assaggio si passa alla modalità push.

Le Rosse mostrano un bilanciamento di base buono: pochissime correzioni e un livello di aderenza accettabile considerando lo stato della pista. Attendiamo però, in quanto fino ad ora si tratta del primo approccio. In questo caso è il britannico a mostrare più confidenza, sebbene Leclerc sia stato piuttosto conservativo nel suo giro. Dopo un passaggio per raffreddare le coperture Charles si lancia nuovamente per abbassare il suo tempo.

In radio non si parla di particolari correzioni alla guida. Semplicemente, Adami e Bozzi hanno fatto notare i punti dove si può migliorare in base ai distacchi sulla McLaren. C’è tanto traffico e al momento il muretto box della Rossa non è riuscito a fornire una buona track position. Si lancia pure Lewis che però perde la vettura nel T1 spiattellando le gomme. Per fortuna il testacoda non porta alcun danno.

Come primo approccio sembra che il team di Maranello abbia deciso di costruire il setup per proteggere il front-end, esattamente quello che avevamo scritto nella nostra consueta preview. A conferma di quanto detto vediamo l’atteggiamento sovrasterzante delle SF-25, sia in uscita che a centro curva, specialmente verso la fine del giro. Potrebbe pure esserci un leggero overheating, elemento assolutamente da evitare nel contesto olandese.

Ferrari non attiva bene le gomme medium

Il primo run è stoppato dall’incidente di Antonelli: bandiera rossa. Troppa foga per l’italiano, che resta insabbiato ed è costretto a ritirarsi prematuramente dalla sessione. Dopo la breve pausa, il monegasco torna subito in pista. Nei box è arrivato un ritocco al carico anteriore per rifinire l’equilibrio. Charles cerca una buona posizione in pista per mettere assieme un tentativo pulito. Mentre si lancia, anche Hamilton esce dal garage.

Interessante il team radio del monegasco dopo il primo giro: sul canale si parla di gomme e della finestra di funzionamento, che non è corretta. Per questo il ferrarista chiede qualche consiglio per i target da raggiungere, ma il muretto non sa cosa consigliargli. Si continua pertanto con il programma di lavoro stabilito. La warm-up strategy è molto importante in Olanda, fattore che determina fortemente il livello di grip.

Pare pertanto che ci sia qualche problemino con l’outlap, perché le coperture tendono a salire troppo di temperatura, come previsto. Anche per questo, dopo aver accumulato un paio di tentativi, Charles prende la via della pitlane. Pure Lewis lo segue a ruota. Va detto che l’inglese ha anche una leggera carenza di rotazione, con una scelta di setup leggermente diversa. Inoltre possiamo aggiungere altro.

In questa seconda sgambata in pista, dove le monoposto hanno spinto maggiormente, abbiamo notato una certa instabilità specie nelle curve 11 e 12. Una situazione emersa probabilmente in gran parte per l’incapacità di le coperture. Ancora una volta nei box, gli ingegneri cercano di comprendere analizzando i dati. Dopo 3 minuti si torna in pista, ma questa volta le Pirelli sono cerchiate di rosso.

Anche con le Soft il grip resta carente

Osservando il comportamento delle SF-25, in questo caso dotate dell’extra grip fornito dalle Soft, pare che l’atteggiamento della vettura sia maggiormente sottosterzante. Resta una certa instabilità che complica un po’ le cose. Va detto che in questo momento si sta testando al massimo la monoposto e trarre conclusioni affrettate non è saggio. Si procede con un doppio giro per abbassare la temperatura delle gomme con un passaggio in pitlane.

Possiamo notiamo come Charles cerchi una traiettoria a “U†nel primo settore, mentre nel T2 l’avantreno non è perfetto. Bene curva 7 e 8, carenza di rotazione alla 10, alla 11 prende il cordolo, mentre alla 13 lo manca. La trazione è migliorata rispetto al primo run, ma l’attivazione delle coperture resta piuttosto complicata. Pariamo di un aspetto che a tutti i costi va corretto per sfruttare l’aderenza.

Nella tornata successiva le cose non cambiano. Resta un instabilità nel “buttare dentro” la curva il front-end. Piega 7 e 8 restano simili, mentre alla 10 Charles perde davvero tanto. Idem nella chicane 11-12, dove il ferrarista cerca di fare il possibile nella fase di inserimento, mostrando però un cambio di direzione critico. Alla fine del secondo giro gli viene chiesto se può fare un solo cool down per poi realizzare una mini simulazione gara.

Leclerc si oppone, sostenendo che hanno problemi più grandi rispetto alle prove high fuel. E in effetti non ha tutti i torti. La situazione di Hamilton è del tutto equiparabile a quella del compagno. Serve un passo avanti sulle gomme che, durante la prima sessione di prove libere, Ferrari non è stata capace di amministrare come doveva. Una sessione difficile, nella quale correggere le cose non era possibile.

Il team dovrà studiare molto bene tutti i dati raccolti per capire come accedere alla corretta finestra di utilizzo delle coperture. Sarà cruciale farlo, altrimenti il rendimento della SF-25 sarà molto lontano da quello richiesto. Negli ultimi dieci minuti il team si dedica alle prove con tanta benzina a bordo. Le cose sembrano migliori, sebbene il passo non sia buono come quello McLaren. Attendiamo le Fp2 per saperne di più.

Classifica Fp1 GP Olanda:

  • Lando Norris (McLaren) 1:10.278
  • Oscar Piastri (McLaren) +0.292s
  • Lance Stroll (Aston Martin) +0.501s
  • Fernando Alonso (Aston Martin) +0.563s
  • Alexander Albon (Williams) +0.893s
  • Max Verstappen (Red Bull) +0.940s
  • George Russell (Mercedes) +1.108s
  • Carlos Sainz (Williams) +1.180s
  • Gabriel Bortoleto (Stake) +1.231s
  • Pierre Gasly (Alpine) +1.335s
Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 11:39:33 +0000
News n. 6
Mercato auto Ue in crescita, luglio segna la ripresa dopo mesi di incertezze

Dopo mesi di alti e bassi, luglio porta finalmente una boccata d’ossigeno al mercato auto Ue con 1.085.356 immatricolazioni e un +5,9% rispetto a luglio 2024. Meglio però non esagerare con gli entusiasmi, infatti il recupero è solo parziale: se guardiamo ai livelli pre-Covid, restiamo ancora sotto di 18,4% sul mese e di 19% sul cumulato. Insomma, il segno più c’è, ma la festa è rimandata. Nei primi sette mesi del 2025 il mercato è praticamente fermo sugli stessi numeri dell’anno scorso: 7.900.877 auto contro 7.904.412 del 2024, tuttavia a fare davvero la differenza sono i singoli Paesi, con risultati molto diversi tra loro.

I cinque maggiori mercati

A luglio la Spagna domina con un +17,1%, seguita dalla Germania con +11,1%, male invece Regno Unito (-5,0%), Italia (-5,1%) e soprattutto Francia, in calo del 7,7%. Guardando ai primi sette mesi:

  • Spagna +14,3%;
  • Regno Unito +2,4%;
  • Germania -2,5%;
  • Italia -3,7%;
  • Francia -7,9%.

L’Italia a luglio guadagna la terza posizione per volume di immatricolazioni tra i cinque Paesi, ma resta lontana dai migliori e con una crescita elettrica che definire lenta è un eufemismo.

L’Italia non decolla nell’elettrico

Il vero problema sono le auto ricaricabili (BEV e PHEV), avendo la nostra penisola toccato appena il 12,3% di quota a luglio, tra il 4,9% di elettriche pure (BEV) e il 7,4% di ibride plug-in (PHEV). Confrontiamola con gli altri Paesi:

  • Germania: 28,7% (BEV 18,4%, PHEV 10,3%);
  • Regno Unito: 33,8% (BEV 21,3%, PHEV 12,5%);
  • Francia: 24,0% (BEV 16,8%, PHEV 7,2%);
  • Spagna: 21,3% (BEV 8,8%, PHEV 12,5%).

E in tutta Europa? Le ECV raggiungono il 27,5% di quota, con le BEV al 17,2% e le PHEV al 10,3%, e l’Italia è praticamente 4 volte sotto la media europea nelle elettriche pure – 4,9% contro 18,7% – e la situazione peggiora, infatti dodici mesi fa lo scarto era di 11,6 punti, contro i 13,8 attuali.

Le mosse dell’Europa

La Commissione Europea ha avviato due consultazioni pubbliche: sulle emissioni CO2 fino al 10 ottobre, per rivedere gli standard dei veicoli leggeri, e sui veicoli aziendali a zero emissioni fino all’8 settembre, votata a introdurre obiettivi nazionali e incentivi fiscali. Il 12 settembre ripartirà anche il dialogo strategico Ue sul futuro dell’automotive, mentre Acea e Clepa chiedono a Bruxelles di rallentare la corsa alle emissioni zero, bilanciando ambiente e competitività industriale.

Italia, infrastrutture e incentivi: doppio ritardo

Secondo Andrea Cardinali (Unrae), l’Italia rischia di restare tagliata fuori:

“L’Italia deve colmare il gap che ci separa dall’Europa sulla mobilità elettrica: oggi la quota di BEV è quasi quattro volte inferiore alla media degli altri Paesi, e il ritardo nell’attivazione degli incentivi sta anche congelando il mercato”

Al 30 giugno 2025, il Belpaese è sedicesimo in Europa per punti di ricarica con 13,2 ogni 100 km contro una media di 19,5 e i costi di ricarica restano tra i più alti. Il direttore generale dell’associazione chiede una fiscalità aziendale più favorevole e incentivi semplici, senza paletti che riducono i modelli agevolabili, poiché senza stimoli economici e colonnine diffuse, la transizione ecologica resta una bella favola.

Luglio racconta di un mercato europeo in grado di crescere e un’Italia ferma al palo. Se non arrivano incentivi chiari, infrastrutture e una strategia seria, il divario con il resto d’Europa continuerà a ingrandirsi e quando anche la Spagna ti supera sull’elettrico, forse è il momento di chiedersi se non sia ora di cambiare marcia.

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 09:54:15 +0000
News n. 7
Lancia Flaminia Sport Zagato: l’eleganza corsaiola degli anni Sessanta

Alla fine degli anni Cinquanta l’Italia corre tra le strade del boom economico. Il mercato si espande, le città si popolano sempre più di persone e automobili, mentre gli appassionati delle quattro ruote iniziano a porre attenzione alle prestazioni. Un periodo in cui Lancia si può vantare di aver recentemente dato vita al primo motore V6 al mondo – a bordo dell’Aurelia – ma già si prepara a voler osare di più.

Così nel 1957 debutta Lancia Flaminia al Salone di Ginevra, come naturale evoluzione proprio dell’Aurelia. Si tratta di una berlina potente e spaziosa, che non vuole rinunciare a nulla, come una vera ammiraglia. In quegli anni il mercato chiede auto più spaziose e moderne, seguendo la scia delle vetture tedesche e inglesi.

La risposta di Lancia è un progetto ambizioso, che unisce la tradizionale qualità costruttiva del marchio a un design firmato Pininfarina, elegante ma attuale e proiettato al futuro. Il telaio a scocca portante, la meccanica raffinata e il motore V6, derivato da quello Aurelia ma profondamente aggiornato, la posiziona come vettura di alta gamma, capace di rivolgersi a una clientela esigente: industriali, professionisti e istituzioni. Non a caso diviene presto l’auto preferita delle alte cariche dello Stato e utilizzata persino come vettura presidenziale.

Pininfarina, Zagato, Touring

Come spesso accade nella storia dell’automobile italiana, la Flaminia non si limita alla sola versione berlina: i carrozzieri più prestigiosi ricevono il compito di interpretarla. Tra Pininfarina, Touring e Zagato, nasce una dinastia di varianti che ancora oggi alcuni definiscono l’apice del design automobilistico italiano. Tre carrozzieri con il compito di disegnare tre progetti diversi su una stessa base:

  • Pininfarina interpreta la Flaminia con una coupé elegante, sobria e perfetta per chi desidera un’auto raffinata da gran turismo;
  • Touring anche interpreta la Flaminia come un’auto da viaggio, dando vita alla sua GT nelle versioni coupé e cabrio;
  • Zagato, infine, è da sempre la carrozzeria più orientata alla sportività, per questo da vita a una sportiva due posti prestazionale e leggera, senza rinunciare all’eleganza Lancia.

È qui che la storia prende una piega entusiasmante, perché la mano di Zagato porta alla nascita di un modello che ancora oggi viene ricordato, grazie alla mano di un grande designer.

La coupé Lancia che univa lusso e velocità con carrozzeria Zagato
Sotheby's
Lancia Flaminia Sport Zagato, eleganza e sportività anni ’60

La matita di Ercole Spada

Per parlare della Flaminia Sport non si può prescindere dalla figura di Ercole Spada, giovane designer che in Zagato trova il terreno ideale per esprimere il suo talento. Spada, all’epoca appena entrato nell’atelier milanese, disegna una carrozzeria morbida, filante, senza fronzoli ma evoluta rispetto al modello originario. In questo progetto l’aerodinamica non è un dettaglio secondario: le linee armoniose sono studiate per ridurre la resistenza e garantire velocità ed efficienza.

Il risultato è un corpo vettura basso, con parafanghi anteriori leggermente pronunciati e una coda rastremata, quasi tronca, che diventa un tratto distintivo. Non è un vezzo estetico, Zagato ha già introdotto soluzioni simili sulle auto da corsa e Spada le reinterpreta con eleganza. La Flaminia Sport non è un’auto appariscente, ma è subito chiaro che ha qualcosa di speciale. 

La presentazione nel 1958

Il debutto ufficiale avviene al Salone di Torino del 1958, accanto alle versioni firmate dagli altri due carrozzieri. Mentre quest’ultimi puntano su raffinatezza e comfort, la Flaminia Sport Zagato attira gli sguardi degli appassionati più sportivi. È più compatta, più aggressiva e soprattutto ha un’anima da corsa.

Sotto il cofano pulsa il celebre V6 derivato dall’Aurelia, il primo al mondo a essere montato su un’auto di serie. Nella Flaminia Sport trova un nuovo sviluppo, con cubature differenti a seconda delle versioni e una progressione fluida che ben si sposa con la leggerezza della carrozzeria Zagato.

Dati tecnici Flaminia Sport prima serie:

  • motore: V6 a 60°, 2.458 cm³;
  • potenza: circa 119 CV a 5.300 giri/min;
  • velocità massima: 180 km/h;
  • trasmissione: cambio manuale a 4 rapporti;
  • peso: poco sopra i 1.200 kg, grazie alla costruzione leggera Zagato.

Numeri che, letti oggi, possono sembrare modesti, ma che a fine anni Cinquanta rappresentano un equilibrio perfetto tra utilizzo stradale e vocazione sportiva.

L’evoluzione fino alla Supersport

La storia non si ferma alla prima serie. Negli anni si susseguono alcuni aggiornamenti, specialmente dal punto di vista delle prestazioni, che con la Flaminia 3C Sport del 1962 raggiunge i 140 CV, addirittura 150, con l’aumento di cilindrata a 2.8 L. Nel 1963 arriva la Flaminia Supersport, un’evoluzione completa del concetto originale. La linea si affina ulteriormente, l’anteriore si assottiglia e il posteriore si fa più deciso, con quella che viene definita la coda “troncaâ€. È un aggiornamento che la proietta pienamente negli anni Sessanta, senza perdere il tocco di raffinatezza Zagato.

Anche la meccanica cresce: il V6 passa da 2,8 litri a 3,0 litri, con potenze che arrivano fino a 152 CV. La velocità massima supera i 200 km/h, un traguardo che certifica la vocazione sportiva della vettura. La Flaminia Super Sport diventa così l’auto perfetta per chi desidera distinguersi: una gran turismo due posti, esclusiva e performante, che non teme il confronto con le sportive europee dell’epoca, dalle Jaguar alle Maserati.

Pochissimi esemplari per gli appassionati

Se già la Flaminia berlina era un’auto per pochi, la versione Sport Zagato rappresenta un vero e proprio oggetto da collezione. La produzione di entrambe le versioni è estremamente limitata:

  • prima serie (1959-1961): 99 esemplari;
  • seconda serie (1962-1963): circa 100 esemplari;
  • Supersport (1964-1967): poco più di 150 esemplari.

Numeri esili rispetto alle auto di serie dell’epoca. E proprio questa rarità, unita alla bellezza della linea e al blasone del marchio, rende la Flaminia Sport una delle Lancia più ricercate sul mercato collezionistico. Oggi, trovarne una in condizioni originali è un’impresa da veri intenditori. Alle aste internazionali, le cifre hanno superato in più occasioni i 200 mila euro, segno che il fascino di questa vettura non conosce tempo. Ogni esemplare racconta una storia di passione, di design artigianale e di un’Italia capace di sognare attraverso l’automobile.

La collaborazione tra Lancia e Zagato ha dato vita a una sportiva elegante, veloce e raffinata, capace di segnare un’epoca e di resistere al passare del tempo. Segno di un tempo in cui le case automobilistiche instauravano rapporti con carrozzieri e piccoli artigiani per creare qualcosa di unico e far crescere il mercato sotto il segno della bellezza.

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 09:50:18 +0000
News n. 8
Ferrari F40 verde pallido venduta all’asta, prezzo da capogiro

Certe auto sembrano intoccabili. Nascono con un’aura di sacralità e l’idea di modificarle pare quasi un’eresia. La Ferrari F40 è una di queste: ultima creatura sviluppata sotto la supervisione del Drake in persona, icona assoluta degli anni Ottanta, simbolo di prestazioni folli e design da poster in cameretta. Eppure qualcuno, nel 2024, ha avuto il coraggio di riscriverne i connotati.

Trattasi della “Minty Fortyâ€, una Ferrari F40 del 1991 che ha abbandonato il classico rosso per un verde pallido mai visto sul modello in questione, lo stesso tono attribuito negli anni Sessanta alla leggendaria 250 GTO telaio 3505 GT, quella scatenata su strada da Stirling Moss e rimasta famosa proprio per via della sua livrea fuori dal coro. All’asta di Monterey 2024 la F40 è stata venduta alla bellezza di 1.792.500 dollari, scatenando reazioni opposte: c’è chi grida allo scandalo e chi, invece, applaude il coraggio di sfidare il dogma del “rosso Ferrariâ€.

L’inizio della storia

La storia parte in modo normale. La F40 telaio 88538 esce da Maranello il 27 febbraio 1991 nel classico Rosso Corsa con interni in tinta, viene consegnata in Germania e il primo proprietario, Dieter Wolf, la usa eccome. Non è una di quelle supercar chiuse in garage come reliquie. Quindi, nel 1994 passa nelle mani di Arnold Gardemann, presidente del Ferrari Club tedesco, poi, nel 1998, finisce coinvolta in un incidente, abbastanza da richiedere una riparazione importante in Olanda.

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A quel punto, viene sistemata a regola d’arte dagli specialisti di Forza Service, e nel 2008 riceve persino la certificazione Ferrari Classiche: motore e cambio originali, tutto in ordine come da fabbrica. Insomma, una F40 con la sua storia, i suoi chilometri (oggi circa 31.000) e una vita vissuta, ma ancora rossa, come tutte le altre 1.315 prodotte.

La trasformazione dal Rosso Corsa al verde pallido

Il colpo di scena arriva nel 2021. Il nuovo proprietario, invece di limitarsi a un restauro cosmetico, decide di rischiare: “Se non sarà mai una F40 a chilometri zero, perché non renderla unica?â€. Da qui nasce l’idea della livrea verde pallido, lo stesso della 250 GTO di Stirling Moss, una delle Ferrari più celebri di sempre, emblema di esclusività e rottura degli schemi. Rifatti completamente in blu da un artigiano abituato a lavorare su jet privati, gli interni sembrano uscito da un concept moderno.

Il debutto e il prezzo di vendita da record

Al debutto in livrea verde i social esplodono e la stessa Ferrari ne riconosce l’eccezionalità, tanto da autorizzare Amalgam a creare un modello in scala ufficiale della Minty Forty. Nel frattempo, l’auto partecipa a eventi, raduni, persino alla Mille Miglia Tribute, sempre circondata da curiosi e smartphone puntati, quindi, ad agosto 2024, il gran finale: l’asta di Monterey (di recente teatro del debutto della McLaren W1 negli Usa), dove vola via per quasi 1,8 milioni di dollari, prova che anche i miti possono evolvere.

Il rosso resta il colore Ferrari per eccellenza, eppure questa F40 dimostra che un po’ di follia può trasformare un’icona in una leggenda nuova, capace di dividere e affascinare allo stesso tempo. Del resto, una F40 non è mai stata fatta per passare inosservata. Nemmeno quando si veste di verde.

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 08:44:29 +0000
News n. 9
Scontro nel mondo auto, Seat accusa BYD: i motivi della disputa legale

Un gioco di vocali e consonanti infiamma il mercato automobilistico. In Spagna – e precisamente a Martorell, quartiere generale di Seat – hanno deciso che certi nomi scelti da BYD, colosso cinese in rapida ascesa, assomigliano un po’ troppo ai loro. Talmente tanto da spingere la Casa spagnola, facente parte del gruppo Volkswagen, a bussare alla porta dell’Euipo, l’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale, riferisce l’Ara. La richiesta? Bloccare la registrazione dei marchi di alcuni modelli BYD, perché secondo loro rischiano di confondere i consumatori e di “giocare†con la reputazione dei brand di casa.

Somiglianze sospette

Il dito è puntato soprattutto contro quattro nomi: Seal, Sealion, Seal S e Seal U. A un primo sguardo può sembrare una questione da poco, ma Seal si differenzia da Seat per una sola lettera e quando si parla di marchi, bastano piccole sfumature per scatenare una battaglia legale. Il caso più gustoso, però, riguarda Sealion: in inglese, il suono è talmente simile a Seat Leon da aver fatto sgranare gli occhi al brand iberico, soprattutto ora, data la rapida scalata di BYD nel Vecchio Continente.

La partita legale è appena iniziata

La pratica è finita sul tavolo dell’Euipo, già pronta ad avvisare BYD. Adesso i cinesi hanno tempo fino a ottobre per difendersi e spiegare perché quei nomi, secondo loro, non creano confusione. Poi toccherà all’ufficio europeo decidere il da farsi. Qui però entra in gioco la solita lentezza della burocrazia, infatti le dispute possono durare anni, con avvocati impegnati tra faldoni di documenti e aziende intente a bruciare milioni in consulenze legali. Di solito, alla fine, si arriva a un compromesso: magari il marchio incriminato cambia nome in un singolo Paese, o solo per un certo modello, o si trova un accordo economico, per adesso, però, siamo appena all’inizio, e la tensione è alle stelle.

Diversi analisti sostengono Seat stia “marcando il territorioâ€. Perché? Perché BYD sta correndo come un treno nel mercato spagnolo – e in quello continentale in generale. Tra gennaio e luglio 2025, Seat e Cupra hanno venduto quasi 60.000 auto nel Paese madre, mentre BYD è passata da zero a 12.000 immatricolazioni nello stesso periodo, con una crescita del 700% rispetto all’anno scorso. La spina nel fianco più grossa si chiama Seal U, il SUV elettrico cinese venduto in 27.000 unità nel primo semestre 2025, contro le 15.000 della Cupra Formentor, il modello su cui Volkswagen puntava per dominare la categoria. Capite bene perché a Martorell e a Wolfsburg non stiano dormendo sonni tranquilli.

Cosa aspettarsi adesso

Da qui a ottobre, BYD dovrà presentare le sue ragioni. Potrebbe provare a dimostrare che i suoi nomi non creano confusione, magari portando sondaggi o dati di mercato oppure, per evitare lunghe battaglie legali, potrebbe proporre un accordo e cambiare qualche nome. A ogni modo, la storia contiene due insegnamenti: la competizione nel mondo delle quattro ruote non si combatte più solo a colpi di cavalli e batterie, bensì anche con le parole, e BYD ha smesso i panni di outsider. E quando cominci a fare paura, una lettera conta.

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 07:54:27 +0000
News n. 10
Rifiuto dell’alcol test, cosa si rischia davvero e perché è peggio del test positivo

Nel lessico della sicurezza stradale, poche scelte hanno un impatto più immediato del rifiuto dell’alcol test. Per la legge italiana, chi nega l’etilometro viene trattato come se avesse un tasso alcolemico oltre 1,5 g/l cioè nella fascia più alta e più severa prevista dal Codice della Strada.

Questo è il primo motivo per cui, sul piano sanzionatorio la risposta è netta: il rifiuto fa scattare le pene massime del reato, con ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da 6 mesi a 1 anno, sospensione della patente da 6 mesi a 2 anni, confisca del veicolo se di proprietà del conducente e, in caso di recidiva nel biennio, revoca. Punto di riferimento normativo è l’articolo 186 del Codice della Strada.

Il quadro normativo aggiornato, cosa prevede il Codice della Strada

La disciplina della guida in stato di ebbrezza distingue tre soglie, ma attribuisce al rifiuto il trattamento della soglia più alta.

Nella fascia oltre 1,5 g/l la legge prevede ammenda tra 1.500 e 6.000 euro, arresto tra 6 e 12 mesi, sospensione della patente tra 1 e 2 anni e confisca; nelle fasce inferiori le pene sono più contenute: tra 0,8 e 1,5 g/l scatta un’ammenda 800–3.200 euro, l’arresto fino a 6 mesi e la sospensione del documento di guida tra 6 e 12 mesi, mentre tra 0,5 e 0,8 g/l resta un illecito amministrativo con multa e sospensione più brevi. In ogni caso, la violazione comporta decurtazione di 10 punti dalla patente.

Il rifiuto dell’alcol test, ai sensi del comma 7, rinvia direttamente alle pene stabilite per quelle della fascia oltre 1,5 g/l, con la decurtazione e l’eventuale revoca se ricorre la recidiva nel biennio.

Perché rifiutare è spesso più dannoso di un positivo moderato

L’idea che negarsi all’etilometro salvi dalle conseguenze è fuorviante. Se il test avesse restituito un valore tra 0,5 e 0,8 g/l, le sanzioni sarebbero amministrative e temporaneamente meno afflittive; tra 0,8 e 1,5 g/l la risposta penale esiste ma resta comunque inferiore alla fascia massima.

Il rifiuto colloca invece il conducente in automatico nella fascia oltre 1,5 g/l, con confisca potenziale e revoca in caso di recidiva. In pratica, nella maggioranza degli scenari reali, il rifiuto dell’alcol test si traduce in un peggioramento certo del quadro sanzionatorio rispetto a molti positivi moderati.

Il Codice della Strada introduce aggravanti che fanno lievitare le conseguenze. Se il fatto avviene tra le 22 e le 7 l’ammenda aumenta da un terzo alla metà. Se si provoca un incidente le sanzioni raddoppiano e scatta il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni, salvo che appartenga a terzi estranei.

Se accertato un tasso maggiore di 1,5 g/l in caso di incidente, la revoca della patente è regola. La recidiva nel biennio comporta sempre la revoca.

Lavori di pubblica utilità, confisca e punti patente

Per alcuni casi l’articolo 186 consente la sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità, ma la strada si restringe in presenza di incidente o aggravanti. La confisca del veicolo è sempre disposta in caso di condanna nelle ipotesi più gravi, salvo che il mezzo appartenga a terzi estranei, mentre la decurtazione standard è di 10 punti; la recidiva nel biennio conduce alla revoca.

Se il giudice li concede e il conducente li porta a termine, il reato si estingue, la sospensione può essere dimezzata e la confisca evitata. Non è però un automatismo: è una valutazione discrezionale e in caso di incidente spesso l’accesso è precluso. C’è poi la messa alla prova che, se conclusa positivamente, estingue il reato ma non cancella le sanzioni amministrative sulla patente. Anche in questo caso il rifiuto dell’alcol test proietta nella fascia massima.

Neopatentati e professionisti, tolleranza zero

Per neopatentati e professionisti del trasporto vige la regola della tolleranza zero: il limite è 0,0 g/l e l’articolo 186-bis prevede un regime più severo che si somma alla disciplina generale. In caso di rifiuto dell’alcol test, anche questi conducenti ricadono nella logica dell’articolo 186 con gli effetti della fascia oltre 1,5 g/l .

Dal 25 novembre 2024 la legge 177 ha riformato l’articolo 187: per la guida dopo assunzione di stupefacenti non è più necessario dimostrare l’alterazione psico-fisica, ma basta il nesso con l’assunzione. Anche qui il rifiuto dell’accertamento comporta l’applicazione delle pene più gravi previste dalla norma, con sospensione lunga e arresto. L’evoluzione normativa è stata recepita nella circolare interministeriale dell’11 aprile 2025, che uniforma le procedure tossicologico-forensi per alcol e droghe, riducendo margini di contenzioso su modalità e catena di custodia. In buona sostanza, tanto per l’articolo 186 quanto per l’articolo 187, negarsi ai test espone alle sanzioni massime.

Come si svolge oggi l’accertamento: dalla strada al laboratorio

La catena di controllo è strutturata e lascia meno spazio a contestazioni. Gli operatori partono da una valutazione sintomatica e se necessario impiegano precursori; quando possibile passano all’etilometro omologato. Se sul posto non è disponibile, il conducente può essere accompagnato al più vicino ufficio o comando per completare la prova. In scenari particolari, soprattutto con incidenti e necessità sanitarie, si ricorre agli accertamenti clinici o al fluido orale secondo standard tossicologico–forensi uniformati

La circolare dell’11 aprile 2025 chiarisce ruoli di forze di polizia e sanitari, tempi, modulistica e filiera di conservazione. Il rifiuto in una qualsiasi di queste fasi, nei casi tipizzati dalla norma, attiva il regime sanzionatorio massimo con tutte le conseguenze su libertà personale, patrimonio e patente.

Eccezioni e impossibilità oggettiva, cosa ha detto la Cassazione

Il quadro non è privo di sfumature. La giurisprudenza ha chiarito che non integra il reato di rifiuto chi non riesce a completare l’alcol test per impossibilità oggettiva documentata (per esempio, affezioni delle vie respiratorie), e che il prelievo ematico può essere legittimamente rifiutato quando il conducente non necessita di cure e non ricorrono i presupposti del comma 5 dell’articolo 186 del Codice della Strada.

In altre pronunce, però, la Suprema Corte ha affermato che il rifiuto elusivo – come interrompere ripetutamente il soffio dopo essere stati edotti sulle modalità – integra comunque il reato. Il messaggio è semplice: ci sono eccezioni circoscritte e da provare; nella pratica quotidiana, un rifiuto non motivato o strumentale resta penalmente rilevante e conduce alle pene della fascia massima.

La giurisprudenza ha poi ribadito che il conducente ha diritto all’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore, ma non sempre gli operanti hanno l’obbligo di attendere il suo arrivo, soprattutto negli accertamenti urgenti.

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 07:30:40 +0000
News n. 11
Sciopero dei trasporti 29 agosto 2025: città, orario inizio e fine

Il 29 agosto 2025 sono previsti scioperi nel settore dei trasporti in Italia. In questo articolo troverai il numero totale di scioperi programmati per questa giornata e, di seguito, i dettagli relativi a ciascuno sciopero: città o area geografica coinvolta, compagnie interessate, orari di inizio e fine, sindacati promotori, categoria e tipo di servizio coinvolto.

Per ogni sciopero previsto il 29 agosto 2025, consulta le sezioni seguenti per tutte le informazioni utili.

Non risultano scioperi previsti per il giorno 29 agosto 2025.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti agosto 2025: calendario e orari città per città

Nel mese di agosto 2025, secondo i dati ufficiali, non risultano scioperi dei trasporti previsti in Italia. In questo articolo, aggiorniamo mensilmente il calendario degli scioperi con tutte le informazioni essenziali su date, orari, città e categorie coinvolte, per aiutare i cittadini a pianificare i propri spostamenti e restare informati su eventuali disagi. Per il mese di agosto 2025, non sono segnalate interruzioni o sospensioni dei servizi di trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo o marittimo.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 13
Il prezzo dei carburanti in Piemonte oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

In questo articolo analizziamo i prezzi aggiornati dei principali carburanti in Piemonte alla data odierna, fornendo una panoramica dettagliata su benzina, gasolio, GPL e metano. Verranno inoltre spiegate le componenti che determinano il costo finale alla pompa, per aiutare i consumatori a comprendere meglio come si forma il prezzo che pagano ogni giorno.

Il prezzo dei carburanti in Piemonte

Aggiornamento prezzi al 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Benzina SELF 1.684
Gasolio SELF 1.620
GPL SERVITO 0.675
Metano SERVITO 1.417

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che troviamo ogni giorno presso i distributori è il risultato di una complessa struttura di costi e imposte. In particolare, per la benzina, la componente fiscale rappresenta circa il 58% del prezzo finale. Questa quota comprende accise e IVA, che incidono in modo significativo sul costo pagato dal consumatore. La restante parte, pari al 42%, è la cosiddetta componente industriale. Quest’ultima si suddivide a sua volta tra il costo della materia prima, che incide per circa il 30% sul prezzo totale, e il margine lordo dell’operatore, che rappresenta il 12%. Il costo della materia prima è fortemente influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle variazioni del cambio euro/dollaro, fattori che possono determinare oscillazioni anche rilevanti nel prezzo alla pompa. Il margine lordo, invece, è la parte su cui il gestore può intervenire direttamente, modificando il prezzo finale in base a strategie commerciali, costi di gestione e concorrenza locale. Comprendere questa suddivisione aiuta a capire perché il prezzo della benzina possa variare anche sensibilmente da un periodo all’altro o tra diverse aree geografiche.

Anche il prezzo del gasolio segue una struttura simile, ma con alcune differenze significative. Nel caso del gasolio, la componente fiscale incide per il 45% sul prezzo finale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di questa quota industriale, il costo della materia prima rappresenta circa il 45% del prezzo totale e, come per la benzina, è soggetto alle fluttuazioni delle quotazioni internazionali e al cambio euro/dollaro. Il margine lordo dell’operatore, invece, incide per il 10% sul prezzo finale e costituisce la parte su cui il gestore può agire per modificare il prezzo alla pompa. Questa struttura fa sì che il prezzo del gasolio sia generalmente meno gravato da imposte rispetto alla benzina, ma più esposto alle dinamiche del mercato internazionale. Di conseguenza, anche per il gasolio si possono registrare variazioni di prezzo legate sia a fattori fiscali sia a quelli di mercato, rendendo importante per i consumatori monitorare costantemente gli aggiornamenti dei prezzi.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo dei carburanti in Molise oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

In questo articolo analizziamo i prezzi aggiornati al 29 agosto 2025 dei principali carburanti in Molise: benzina, gasolio (diesel), GPL e metano. Verranno illustrati i valori medi rilevati nella regione, con una panoramica sulle componenti che determinano il costo finale alla pompa. Comprendere come si forma il prezzo dei carburanti è fondamentale per chi desidera risparmiare e restare informato sulle dinamiche di mercato e sulle incidenze fiscali che pesano sui consumatori.

Il prezzo dei carburanti in Molise

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Benzina SELF 1.711
Gasolio SELF 1.641
GPL SERVITO 0.705
Metano SERVITO 1.460

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina in Italia è il risultato di una somma di diverse componenti, ciascuna delle quali incide in modo significativo sul costo finale che i consumatori pagano alla pompa. In particolare, la componente fiscale rappresenta la parte più rilevante, incidendo per circa il 58% sul prezzo totale della benzina. Questa quota comprende le accise, ovvero le imposte specifiche sui carburanti, e l’IVA, che viene applicata sull’intero importo. La componente industriale, che costituisce il restante 42%, si suddivide a sua volta in due parti: il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. Il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo, è influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle fluttuazioni del cambio euro/dollaro, fattori che possono far variare sensibilmente il prezzo anche nel breve periodo. Il margine lordo, che incide per il 12%, rappresenta la quota sulla quale i distributori possono intervenire per modificare il prezzo alla pompa, coprendo costi di gestione, trasporto e guadagno. Comprendere questa suddivisione aiuta a capire perché il prezzo della benzina può variare non solo in base al mercato internazionale, ma anche a seguito di decisioni fiscali e strategie commerciali degli operatori.

Anche il prezzo del gasolio segue una logica simile, ma con una diversa ripartizione delle componenti. Nel caso del gasolio, la componente fiscale incide per il 45% sul prezzo finale, mentre la parte industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo totale, anch’esso fortemente influenzato dalle quotazioni internazionali e dal cambio euro/dollaro. Il margine lordo degli operatori, invece, pesa per il 10% e costituisce la parte sulla quale i gestori possono agire direttamente per modificare il prezzo alla pompa, tenendo conto dei costi di esercizio e delle politiche commerciali. Questa struttura fa sì che il prezzo del gasolio sia particolarmente sensibile alle variazioni del mercato internazionale, ma anche alle scelte dei singoli distributori. Inoltre, la minore incidenza della fiscalità rispetto alla benzina rende il prezzo del gasolio leggermente più flessibile alle dinamiche di mercato, pur restando comunque soggetto a una pressione fiscale significativa.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 15
Il prezzo dei carburanti in Calabria oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

In questo articolo analizziamo i prezzi aggiornati al 29 agosto 2025 dei principali carburanti in Calabria: benzina, gasolio (diesel), GPL e metano. Verranno illustrati i valori medi rilevati nella regione e fornita una panoramica dettagliata sulla composizione del prezzo alla pompa, per aiutare i consumatori a comprendere meglio cosa incide sul costo finale di ogni litro di carburante.

Il prezzo dei carburanti in Calabria

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (euro)
Benzina SELF 1.734
Gasolio SELF 1.645
GPL SERVITO 0.737
Metano SERVITO 1.513

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che ogni automobilista paga alla pompa è il risultato di una struttura complessa, composta da diverse voci che incidono in modo significativo sul costo finale. In particolare, per quanto riguarda la benzina, la componente fiscale rappresenta circa il 58% del prezzo totale. Questa quota comprende le accise, ovvero le imposte specifiche sui carburanti, e l’IVA, che viene applicata sull’intero importo. La parte restante, pari al 42%, è definita componente industriale. Quest’ultima si suddivide a sua volta tra il costo della materia prima, che incide per circa il 30% sul prezzo complessivo, e il margine lordo, che rappresenta il 12%. Il costo della materia prima è fortemente influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle oscillazioni del cambio euro/dollaro, fattori che possono determinare variazioni anche significative nel prezzo finale. Il margine lordo, invece, è la parte su cui gli operatori possono intervenire direttamente, modificando il prezzo alla pompa in base a dinamiche di mercato, concorrenza e costi di gestione. Comprendere questa suddivisione aiuta a capire perché il prezzo della benzina possa variare non solo in base alle fluttuazioni del mercato internazionale, ma anche per effetto delle politiche fiscali e delle strategie commerciali dei distributori.

Per quanto riguarda il gasolio, la struttura del prezzo presenta alcune differenze rispetto alla benzina. In questo caso, la componente fiscale incide per il 45% sul prezzo totale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo finale, anch’esso soggetto alle variazioni delle quotazioni internazionali e al tasso di cambio tra euro e dollaro. Il margine lordo degli operatori, invece, si attesta intorno al 10%. Questo significa che, sebbene la pressione fiscale sia leggermente inferiore rispetto alla benzina, il prezzo del gasolio è comunque fortemente influenzato dai mercati internazionali e dalle scelte dei distributori. Gli operatori possono intervenire sul margine per adeguare i prezzi alla concorrenza o per far fronte ai costi di gestione, mentre la componente fiscale rimane determinata dalle politiche statali. Questa suddivisione evidenzia come il prezzo del gasolio sia il risultato di un equilibrio tra fattori globali e locali, e sottolinea l’importanza di monitorare sia le dinamiche di mercato sia le decisioni normative per comprendere le variazioni dei prezzi alla pompa.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 16
Il prezzo dei carburanti a Bolzano oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

Oggi, 29 agosto 2025, analizziamo i prezzi aggiornati dei principali carburanti a Bolzano: benzina, gasolio, GPL e metano. In questo articolo troverai i valori medi rilevati, una spiegazione dettagliata di come si compone il prezzo alla pompa e tutte le informazioni utili per comprendere le dinamiche che influenzano il costo dei carburanti in Italia.

Il prezzo dei carburanti a Bolzano

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (euro/litro)
Benzina SELF 1.760
Gasolio SELF 1.696
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.550

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che ogni automobilista paga alla pompa è il risultato di una struttura complessa, suddivisa principalmente tra componente fiscale e componente industriale. In particolare, per la benzina, la parte fiscale rappresenta circa il 58% del prezzo finale. Questa quota comprende accise e IVA, che incidono in modo significativo sul costo complessivo. La componente industriale, invece, ammonta al 42% e si suddivide ulteriormente tra il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. Il costo della materia prima, che pesa per circa il 30% sul prezzo totale, è influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dall’andamento del cambio euro/dollaro, fattori che possono far variare sensibilmente il prezzo anche in tempi brevi. Il margine lordo, pari al 12%, rappresenta la quota su cui i distributori possono intervenire direttamente, modificando il prezzo alla pompa in base a politiche commerciali, costi di gestione e dinamiche di mercato locale. Comprendere la suddivisione di queste componenti aiuta a spiegare perché il prezzo della benzina possa variare non solo in base alle fluttuazioni internazionali, ma anche per effetto delle politiche fiscali nazionali e delle strategie dei singoli operatori.

Per quanto riguarda il gasolio, la struttura del prezzo presenta alcune differenze rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45% sul prezzo finale, mentre la parte industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo, anch’esso fortemente influenzato dalle quotazioni internazionali e dal cambio euro/dollaro. Il margine lordo degli operatori, invece, si attesta intorno al 10% e costituisce la parte su cui i distributori possono agire per modificare il prezzo praticato ai consumatori. Questo significa che, sebbene il peso delle tasse sia inferiore rispetto alla benzina, il prezzo del gasolio risente maggiormente delle dinamiche di mercato e delle strategie commerciali dei distributori. Anche per il gasolio, quindi, le variazioni di prezzo possono essere determinate sia da fattori esterni, come l’andamento dei mercati internazionali, sia da scelte interne degli operatori e dalle politiche fiscali adottate a livello nazionale.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 17
Il prezzo dei carburanti a Trento oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

Oggi, 29 agosto 2025, analizziamo i prezzi aggiornati dei principali carburanti a Trento: benzina, gasolio (diesel), GPL e metano. In questo articolo troverai i dati più recenti sui costi medi alla pompa, una panoramica sulla composizione del prezzo dei carburanti e le principali variabili che influenzano il costo finale per gli automobilisti. Comprendere come si forma il prezzo dei carburanti è fondamentale per chi desidera risparmiare e restare informato sulle dinamiche del mercato energetico.

Il prezzo dei carburanti a Trento

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Benzina SELF 1.728
Gasolio SELF 1.655
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.375

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che ogni automobilista paga alla pompa è il risultato di una struttura complessa, suddivisa principalmente in due grandi componenti: quella fiscale e quella industriale. Per quanto riguarda la benzina, la componente fiscale rappresenta circa il 58% del prezzo finale. Questa quota è composta dalle accise, ovvero imposte specifiche applicate dallo Stato, e dall’IVA, che si applica anche sulle accise stesse. Il restante 42% è la cosiddetta componente industriale, che a sua volta si suddivide in due parti: il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. Il costo della materia prima, che incide per circa il 30% sul prezzo totale, è influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle variazioni del cambio euro/dollaro, fattori che possono far oscillare sensibilmente il prezzo alla pompa. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, rappresenta la quota su cui i distributori possono intervenire direttamente, modificando il prezzo finale in base alla concorrenza, ai costi di gestione e alle strategie commerciali. Comprendere questa suddivisione aiuta a capire perché il prezzo della benzina possa variare anche in presenza di oscillazioni minime del costo del greggio o delle politiche fiscali nazionali.

Per quanto riguarda il gasolio, la composizione del prezzo presenta alcune differenze rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45% sul prezzo finale, mentre la parte industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo totale, anch’esso fortemente influenzato dalle quotazioni internazionali e dal tasso di cambio tra euro e dollaro. Il margine lordo degli operatori, invece, si attesta intorno al 10%. Questo margine è la porzione su cui i gestori delle stazioni di servizio possono agire per adeguare i prezzi in base alle dinamiche di mercato, alla concorrenza locale e ai propri costi operativi. La maggiore incidenza della componente industriale rispetto a quella fiscale rende il prezzo del gasolio più sensibile alle variazioni del mercato internazionale rispetto alla benzina. Tuttavia, anche per il gasolio, le imposte rappresentano una fetta significativa del prezzo finale, sottolineando l’importanza delle politiche fiscali nel determinare il costo che gli automobilisti devono sostenere quotidianamente.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 18
Il prezzo dei carburanti in Veneto oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

Quali sono i prezzi aggiornati di benzina, gasolio, GPL e metano in Veneto oggi, 29 agosto 2025? In questo articolo trovi una panoramica completa sui costi medi dei principali carburanti nella regione, con dati aggiornati e una spiegazione dettagliata delle componenti che determinano il prezzo finale alla pompa. Analizzeremo come le tasse, le accise e le dinamiche di mercato influenzano il costo che automobilisti e professionisti si trovano a sostenere ogni giorno.

Il prezzo dei carburanti in Veneto

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Benzina SELF 1.690
Gasolio SELF 1.618
GPL SERVITO 0.681
Metano SERVITO 1.346

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che ogni automobilista paga alla pompa è il risultato di una somma di diverse componenti, ciascuna delle quali incide in modo significativo sul costo finale. In particolare, la componente fiscale rappresenta la parte più rilevante, pari al 58% del prezzo totale. Questa quota comprende accise e IVA, che vengono applicate dallo Stato e costituiscono una fonte importante di entrate fiscali. La restante parte, il 42%, è definita come componente industriale. Quest’ultima si suddivide a sua volta in due elementi principali: il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. Il costo della materia prima, che incide per circa il 30% sul prezzo finale, è influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle oscillazioni del cambio euro/dollaro, fattori che possono far variare sensibilmente il prezzo anche in tempi brevi. Il margine lordo, invece, rappresenta il 12% del prezzo e costituisce la quota su cui i distributori possono intervenire direttamente, modificando il prezzo alla pompa in base a strategie commerciali, concorrenza locale e costi di gestione. In sintesi, il prezzo della benzina è il risultato di una complessa interazione tra tassazione, dinamiche di mercato globale e politiche commerciali dei singoli operatori.

Per quanto riguarda il gasolio, la composizione del prezzo presenta alcune differenze rispetto alla benzina. La componente fiscale, pur restando significativa, è pari al 45% del prezzo totale, mentre la componente industriale sale al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima incide per il 45%, riflettendo anch’esso le variazioni delle quotazioni internazionali e l’andamento del cambio euro/dollaro. Il margine lordo degli operatori, invece, rappresenta il 10% del prezzo finale: è su questa quota che i gestori delle stazioni di servizio possono agire per adeguare i prezzi in base alle condizioni di mercato, alla concorrenza e ai costi operativi. La presenza di una componente industriale più elevata rispetto alla benzina rende il prezzo del gasolio maggiormente sensibile alle fluttuazioni dei mercati internazionali e alle strategie commerciali dei distributori. In definitiva, il prezzo del gasolio è determinato da un equilibrio tra fiscalità, costi della materia prima e politiche di prezzo dei singoli operatori, offrendo così una panoramica chiara delle dinamiche che influenzano il costo di questo carburante fondamentale per il trasporto privato e commerciale.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 19
Il prezzo dei carburanti in Valle d’Aosta oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel e gpl

In questo articolo analizziamo i prezzi aggiornati di benzina, gasolio e GPL in Valle d’Aosta per la giornata di oggi, 29 agosto 2025. Verranno illustrati i valori medi rilevati per ciascun carburante, oltre a una spiegazione dettagliata delle componenti che determinano il costo finale alla pompa. Comprendere come si forma il prezzo dei carburanti è fondamentale per chi desidera risparmiare e restare informato sulle dinamiche del mercato energetico italiano.

Il prezzo dei carburanti in Valle d’Aosta

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€/l)
Gasolio SELF 1.673
Benzina SELF 1.730
GPL SERVITO 0.822

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che ogni automobilista paga alla pompa è il risultato di una struttura complessa, suddivisa principalmente in due grandi componenti: quella fiscale e quella industriale. Per quanto riguarda la benzina, la componente fiscale rappresenta circa il 58% del prezzo finale. Questa quota comprende accise e IVA, che incidono in modo significativo sul costo complessivo e sono stabilite a livello nazionale. La restante parte, pari al 42%, è la cosiddetta componente industriale. Quest’ultima si suddivide ulteriormente tra il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. Il costo della materia prima, che pesa per circa il 30% sul prezzo totale, è influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle variazioni del cambio euro/dollaro. Il margine lordo, invece, rappresenta circa il 12% del prezzo e costituisce la quota su cui i distributori possono intervenire per modificare il prezzo alla pompa, in base a dinamiche di mercato, concorrenza e politiche commerciali. Comprendere questa suddivisione aiuta a capire perché il prezzo della benzina possa variare anche in presenza di oscillazioni minime del prezzo del greggio o delle imposte.

Anche il prezzo del gasolio segue una struttura simile, ma con alcune differenze nelle percentuali delle sue componenti. Nel caso del gasolio, la componente fiscale incide per il 45% sul prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima rappresenta circa il 45% del prezzo totale. Questo valore è fortemente influenzato dalle quotazioni internazionali e dall’andamento del cambio euro/dollaro, proprio come per la benzina. Il margine lordo degli operatori, invece, si attesta intorno al 10%. È su questa parte che i gestori delle stazioni di servizio possono agire per adeguare il prezzo alla pompa, rispondendo alle dinamiche di mercato e alle esigenze commerciali. La presenza di una componente fiscale meno pesante rispetto alla benzina rende il prezzo del gasolio generalmente più sensibile alle variazioni del mercato internazionale e alle strategie dei distributori. Questa struttura compositiva spiega le differenze di prezzo tra i vari carburanti e le possibili oscillazioni giornaliere.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 20
Il prezzo dei carburanti in Umbria oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

Oggi, 29 agosto 2025, analizziamo i prezzi aggiornati dei principali carburanti in Umbria: benzina, gasolio, GPL e metano. In questo articolo troverai i dati medi regionali, una panoramica su come si compone il prezzo alla pompa e le principali variabili che incidono sui costi finali per i consumatori. Capire la struttura del prezzo dei carburanti è fondamentale per orientarsi tra le variazioni giornaliere e le dinamiche di mercato che influenzano il rifornimento.

Il prezzo dei carburanti in Umbria

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Benzina SELF 1.692
Gasolio SELF 1.627
GPL SERVITO 0.705
Metano SERVITO 1.354

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina alla pompa è il risultato di una struttura complessa che coinvolge diverse componenti. In particolare, la parte fiscale incide in modo significativo: circa il 58% del prezzo finale della benzina è rappresentato da tasse, tra cui accise e IVA. Questa percentuale è nettamente superiore rispetto alla componente industriale, che si attesta intorno al 42%. La componente industriale si suddivide ulteriormente in due parti: il costo della materia prima e il margine lordo. Il costo della materia prima, che rappresenta circa il 30% del prezzo totale, è influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle variazioni del cambio euro/dollaro. Questi fattori possono far oscillare il prezzo anche nel breve periodo. Il margine lordo, invece, costituisce il restante 12% e rappresenta la quota su cui i gestori delle stazioni di servizio possono intervenire direttamente per modificare il prezzo alla pompa. È importante sottolineare che, sebbene il margine sia relativamente contenuto, la concorrenza tra operatori può portare a differenze di prezzo anche significative tra un distributore e l’altro. In sintesi, il prezzo della benzina è fortemente condizionato dalla pressione fiscale e dalle dinamiche dei mercati internazionali, mentre la componente su cui si può agire a livello locale è limitata.

Anche il prezzo del gasolio segue una struttura articolata, ma con una diversa ripartizione tra le componenti. In questo caso, la componente fiscale incide per circa il 45% sul prezzo finale, mentre la parte industriale pesa per il 55%. All’interno della componente industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo totale e risente anch’esso delle quotazioni internazionali e delle fluttuazioni del cambio euro/dollaro. Il margine lordo, che ammonta al 10%, è la quota su cui i gestori possono intervenire per modificare il prezzo praticato alla pompa. Rispetto alla benzina, il gasolio presenta quindi una pressione fiscale inferiore e una maggiore incidenza della componente industriale. Questo rende il prezzo del gasolio più sensibile alle variazioni dei mercati internazionali e alle strategie commerciali dei singoli operatori. Tuttavia, anche per il gasolio, la parte su cui i distributori possono agire direttamente rimane limitata rispetto al peso delle tasse e delle dinamiche globali. Comprendere questa suddivisione aiuta i consumatori a interpretare meglio le variazioni di prezzo e a valutare le opportunità di risparmio.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 21
Il prezzo dei carburanti in Toscana oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

In questo articolo analizziamo i prezzi aggiornati dei principali carburanti in Toscana alla data odierna, fornendo una panoramica dettagliata su benzina, gasolio, GPL e metano. Verranno inoltre spiegate le principali componenti che determinano il costo finale alla pompa, tra fattori fiscali, industriali e dinamiche di mercato internazionale.

Il prezzo dei carburanti in Toscana

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Benzina SELF 1.682
Gasolio SELF 1.617
GPL SERVITO 0.690
Metano SERVITO 1.487

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina alla pompa è il risultato di una struttura complessa che coinvolge diversi fattori. In particolare, la componente fiscale rappresenta la parte più rilevante, incidendo per circa il 58% sul prezzo finale. Questa quota comprende accise e IVA, che vengono applicate dallo Stato e sono fisse o soggette a variazioni in base alle politiche fiscali. La restante parte, pari al 42%, è definita come componente industriale. Quest’ultima si suddivide a sua volta in due elementi principali: il costo della materia prima e il margine lordo dell’operatore. Il costo della materia prima, che incide per circa il 30% sul prezzo totale, è influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle fluttuazioni del cambio euro/dollaro. Il margine lordo, invece, rappresenta circa il 12% del prezzo e costituisce la quota su cui i distributori possono intervenire per modificare il prezzo alla pompa, tenendo conto di costi operativi, logistica e concorrenza. Questa struttura fa sì che le variazioni dei prezzi internazionali e delle politiche fiscali si riflettano rapidamente sul prezzo pagato dai consumatori.

Per quanto riguarda il gasolio, la composizione del prezzo presenta alcune differenze rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per circa il 45% sul prezzo finale, risultando quindi meno gravosa rispetto alla benzina. La parte industriale, invece, pesa per il 55% e si suddivide anch’essa tra costo della materia prima e margine dell’operatore. Il costo della materia prima, influenzato dalle quotazioni internazionali e dal cambio euro/dollaro, rappresenta circa il 45% del prezzo totale. Il margine lordo dell’operatore, invece, si attesta intorno al 10%, costituendo la quota su cui i gestori possono agire per adeguare i prezzi in base alle dinamiche di mercato e ai costi di gestione. Questa suddivisione rende il prezzo del gasolio più sensibile alle variazioni dei mercati internazionali rispetto alla benzina, ma anche più flessibile alle strategie commerciali dei distributori. Comprendere la composizione del prezzo del gasolio aiuta i consumatori a interpretare le variazioni quotidiane e a valutare le opportunità di risparmio.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 22
Il prezzo dei carburanti in Sicilia oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

In questo articolo analizziamo i prezzi aggiornati dei principali carburanti in Sicilia al 29 agosto 2025. Verranno riportati i valori medi di benzina, gasolio, GPL e metano, fornendo una panoramica chiara e aggiornata per chi desidera monitorare l’andamento dei costi alla pompa. Approfondiremo inoltre come si compone il prezzo finale dei carburanti, tra costi industriali, accise e IVA, per comprendere meglio le dinamiche che influenzano il prezzo pagato dagli automobilisti.

Il prezzo dei carburanti in Sicilia

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Benzina SELF 1.734
Gasolio SELF 1.649
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.754

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che ogni automobilista paga alla pompa è il risultato di diverse componenti che si sommano tra loro. In particolare, la componente fiscale rappresenta la parte più rilevante, incidendo per circa il 58% sul prezzo finale. Questa quota comprende sia le accise, ovvero le imposte specifiche sui carburanti, sia l’IVA applicata al prezzo complessivo. La componente industriale, invece, incide per il restante 42% e si suddivide a sua volta in due parti: il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. Il costo della materia prima, che rappresenta circa il 30% del prezzo totale, è influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle oscillazioni del cambio euro/dollaro, fattori che possono variare anche in tempi brevi. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, è la quota su cui i distributori possono intervenire direttamente, modificando il prezzo alla pompa in base alle proprie strategie commerciali e ai costi di gestione. Comprendere questa suddivisione aiuta a spiegare perché il prezzo della benzina possa variare anche in presenza di oscillazioni limitate del prezzo del greggio, e quanto il peso delle tasse sia determinante nel determinare il costo finale per il consumatore.

Anche il prezzo del gasolio segue una logica simile, ma con una diversa ripartizione tra componente fiscale e industriale. Nel caso del gasolio, la componente fiscale incide per circa il 45% sul prezzo finale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo totale e risente anch’esso delle quotazioni internazionali e delle variazioni del cambio tra euro e dollaro. Il margine lordo degli operatori, invece, vale circa il 10% del prezzo e costituisce la parte su cui i distributori possono agire per modificare il prezzo alla pompa, in base alle proprie politiche commerciali e ai costi operativi. Questa struttura fa sì che il prezzo del gasolio sia particolarmente sensibile alle dinamiche dei mercati internazionali, ma anche alle scelte dei singoli operatori. La conoscenza di questi elementi permette agli automobilisti di comprendere meglio le variazioni di prezzo e di valutare con maggiore consapevolezza le proprie scelte di rifornimento.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 23
Il prezzo dei carburanti in Sardegna oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel e gpl

In questo articolo analizziamo i prezzi aggiornati dei carburanti in Sardegna alla data odierna, fornendo una panoramica dettagliata su benzina, gasolio e GPL. Verrà inoltre spiegato come si compone il prezzo finale alla pompa, considerando sia le componenti fiscali che quelle industriali, per aiutare i consumatori a comprendere meglio le dinamiche che influenzano il costo dei carburanti.

Il prezzo dei carburanti in Sardegna

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Benzina SELF 1.717
Gasolio SELF 1.642
GPL SERVITO 0.798

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che ogni automobilista paga alla pompa è il risultato di una struttura complessa, composta da diverse voci che incidono in modo significativo sul costo finale. In particolare, per quanto riguarda la benzina, la componente fiscale rappresenta circa il 58% del prezzo totale. Questa quota comprende le accise, che sono imposte specifiche sui carburanti, e l’IVA, l’imposta sul valore aggiunto applicata sul prezzo finale. La componente industriale, invece, incide per il restante 42% ed è suddivisa tra il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. Il costo della materia prima, che rappresenta circa il 30% del prezzo, è influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle variazioni del cambio euro/dollaro. Il margine lordo, pari al 12%, è la parte su cui i distributori possono intervenire per modificare il prezzo alla pompa, tenendo conto di costi operativi, logistica e concorrenza. Comprendere questa suddivisione aiuta a capire perché il prezzo della benzina possa variare frequentemente e come le fluttuazioni dei mercati internazionali e delle politiche fiscali nazionali si riflettano direttamente sul portafoglio dei consumatori.

Per quanto riguarda il gasolio, la composizione del prezzo presenta alcune differenze rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45% sul prezzo finale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo totale e, come per la benzina, è fortemente influenzato dalle quotazioni internazionali e dal tasso di cambio tra euro e dollaro. Il margine lordo degli operatori, invece, incide per il 10% e costituisce la parte su cui i distributori possono agire per adeguare i prezzi alla pompa in base alle dinamiche di mercato e ai costi di gestione. Questa struttura rende il prezzo del gasolio particolarmente sensibile alle variazioni dei mercati globali e alle politiche fiscali, ma offre anche un certo margine di manovra agli operatori per rispondere alle esigenze del mercato locale. Comprendere come si compone il prezzo del gasolio è fondamentale per interpretare le oscillazioni che si registrano quotidianamente e per valutare le opportunità di risparmio.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 24
Il prezzo dei carburanti in Puglia oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

Oggi, 29 agosto 2025, analizziamo i prezzi aggiornati dei principali carburanti in Puglia: benzina, gasolio, GPL e metano. In questo articolo troverai i dati più recenti sui costi alla pompa, una panoramica su come si compone il prezzo dei carburanti e le principali variabili che incidono sulle variazioni quotidiane. Comprendere la struttura del prezzo dei carburanti è fondamentale per chi vuole essere informato e consapevole delle dinamiche che influenzano il costo finale pagato dagli automobilisti.

Il prezzo dei carburanti in Puglia

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (euro)
Benzina SELF 1.722
Gasolio SELF 1.626
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.488

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che ogni automobilista paga alla pompa è il risultato di una somma di componenti diverse, ciascuna con un peso specifico. In particolare, la componente fiscale rappresenta circa il 58% del prezzo finale della benzina, una percentuale molto elevata rispetto alla quota industriale, che si attesta al 42%. La parte fiscale comprende sia le accise, ovvero le imposte specifiche sui carburanti, sia l’IVA applicata sul prezzo complessivo. La componente industriale, invece, si suddivide ulteriormente: il 30% del prezzo è determinato dal costo della materia prima, che dipende dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle fluttuazioni del cambio euro/dollaro. Il restante 12% rappresenta il margine lordo, ovvero la quota su cui gli operatori possono intervenire direttamente per modificare il prezzo alla pompa. Questo margine include i costi di distribuzione, trasporto, gestione e il profitto dei gestori. Le variazioni giornaliere dei prezzi sono spesso influenzate proprio da questi fattori, oltre che da eventuali oscillazioni delle tasse o delle accise decise a livello nazionale.

Anche il prezzo del gasolio segue una struttura simile, ma con alcune differenze significative. Nel caso del gasolio, la componente fiscale incide per il 45% sul prezzo finale, mentre la parte industriale arriva al 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo, anch’esso influenzato dalle quotazioni internazionali e dal cambio euro/dollaro. Il margine lordo, invece, è pari al 10% e costituisce la parte su cui i distributori possono agire per modificare il prezzo alla pompa. Questo margine copre i costi di gestione, distribuzione e il profitto degli operatori. La differenza nella composizione tra benzina e gasolio riflette anche le diverse politiche fiscali e le strategie di mercato adottate per questi due carburanti. Comprendere queste dinamiche è importante per interpretare le variazioni di prezzo e per valutare le opportunità di risparmio al momento del rifornimento.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000
News n. 25
Il prezzo dei carburanti nelle Marche oggi 29 agosto 2025: benzina, diesel, gpl e metano

Oggi, 29 agosto 2025, analizziamo i prezzi aggiornati dei principali carburanti nelle Marche: benzina, gasolio, GPL e metano. In questo articolo troverai i dati medi più recenti, una panoramica su come si compone il prezzo alla pompa e le informazioni essenziali per comprendere le dinamiche che influenzano il costo dei carburanti nella regione.

Il prezzo dei carburanti nelle Marche

Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2025

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (€)
Benzina SELF 1.688
Gasolio SELF 1.621
GPL SERVITO 0.720
Metano SERVITO 1.354

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che troviamo ogni giorno presso i distributori è il risultato di una struttura complessa, composta da diverse voci che incidono in modo significativo sul costo finale al consumatore. In particolare, per la benzina, la componente fiscale rappresenta circa il 58% del prezzo totale. Questa quota comprende accise e IVA, che costituiscono la parte più rilevante del prezzo alla pompa. La restante parte, pari al 42%, è definita come componente industriale e si suddivide ulteriormente in due elementi principali: il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. Il costo della materia prima, che incide per circa il 30% sul prezzo finale, è fortemente influenzato dalle quotazioni internazionali del petrolio e dalle variazioni del cambio euro/dollaro. Il margine lordo, invece, rappresenta il 12% del prezzo e corrisponde alla quota su cui i gestori e le compagnie petrolifere possono intervenire per modificare il prezzo praticato al pubblico. Questo margine copre i costi di distribuzione, logistica e remunerazione degli operatori. Comprendere questa suddivisione è fondamentale per capire perché il prezzo della benzina possa variare anche in presenza di oscillazioni minime del mercato internazionale o di modifiche fiscali decise a livello nazionale.

Per quanto riguarda il gasolio, la struttura del prezzo presenta alcune differenze rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45% sul prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di questa quota industriale, il costo della materia prima pesa per il 45% e, come per la benzina, è influenzato dalle quotazioni internazionali e dal tasso di cambio tra euro e dollaro. Il margine lordo degli operatori, invece, rappresenta il 10% del prezzo del gasolio. Anche in questo caso, il margine è la parte sulla quale i distributori possono agire per modificare il prezzo alla pompa, tenendo conto delle dinamiche di mercato e della concorrenza locale. La maggiore incidenza della componente industriale rispetto a quella fiscale rende il prezzo del gasolio più sensibile alle variazioni del mercato internazionale rispetto alla benzina. Tuttavia, anche le decisioni fiscali e le politiche energetiche nazionali continuano a giocare un ruolo determinante nella formazione del prezzo finale che i consumatori si trovano a pagare ogni giorno.


Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 29 Aug 2025 06:00:00 +0000


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