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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane per il 26 luglio 2026 vede condizioni particolarmente influenzate dai temporali e dal vento forte in diverse tratte principali. Tra gli esempi più significativi, si evidenziano i rallentamenti tra Montemarciano e Ancona sud sulla A14 causati da temporali, e le code segnalate all’uscita della barriera di Ugovizza sulla A23 a causa di traffico intenso. Di seguito, il dettaglio per singola tratta con l’aggiornamento in tempo reale dei disagi.

A1 Milano-Napoli

10:01 – Traffico Rallentato tra Valdichiana e Chiusi
Traffico rallentato a causa di temporali in entrambe le direzioni su questa tratta di 24,5 km.
Direzione: in entrambe le direzioni
Tratta coinvolta dalla Km 385.4 alla Km 409.9.

10:00 – Temporali tra Valdichiana e Chiusi
Pioggia in entrambe le direzioni tra il Km 385.4 e Km 409.9, lunghezza 24,5 km.
Direzione: in entrambe le direzioni

09:45 – Traffico rallentato tra Calenzano e Bivio A1-Variante
Rallentamenti per traffico intenso in direzione Milano su un tratto di 10 km.
Direzione Milano
Tratta coinvolta dal Km 267 al Km 277.

09:41 – Pioggia tra Firenze sud e Fabro
Temporali che interessano un ampio tratto di 116,7 km in entrambe le direzioni.
Direzione: in entrambe le direzioni
Dal Km 300.9 al Km 417.6.

09:23 – Vento forte tra Bivio Diramazione Roma nord/A1 MI-NA e Bivio Diramazione Roma nord/G.R.A.
Raffiche di vento intense lungo il tratto, senza code.
Direzione: in entrambe le direzioni
Dal Km 0 al Km 23.1.

08:44 – Vento forte tra Chiusi e Orte
Vento intenso che interessa un tratto di 73,7 km in entrambe le direzioni.
Direzione: in entrambe le direzioni
Dal Km 417.6 al Km 491.3.

A9 Lainate-Como Chiasso

09:11 – Coda tra Como Monte Olimpino e Chiasso
Coda legata all’attraversamento doganale con la Svizzera in direzione Svizzera.
Direzione Svizzera
Tratta dal Km 39.42 al Km 41.63 per circa 2,21 km.

A12 Genova-Roma

08:46 – Vento forte tra Cerveteri e Civitavecchia Nord
Condizioni di vento forte senza rallentamenti segnalati.
Direzione: in entrambe le direzioni
Dal Km 27.9 al Km 57.8.

A14 Bologna-Taranto

10:02 – Traffico rallentato tra Montemarciano e Ancona sud
Temporali che causano rallentamenti per 22,5 km in entrambe le direzioni.
Direzione: in entrambe le direzioni
Dal Km 207.9 al Km 230.4.

10:02 – Temporali tra Montemarciano e Ancona sud
Pioggia intensa sulla stessa tratta di 22,5 km.
Direzione: in entrambe le direzioni

09:52 – Pioggia tra Ancona sud e Civitanova Marche
Fenomeni di pioggia tra Ancona sud e Civitanova Marche per 32,2 km.
Direzione: in entrambe le direzioni

09:52 – Pioggia tra Senigallia e Ancona sud
Pioggia che interessa un tratto di 35,9 km.
Direzione: in entrambe le direzioni
Dal Km 194.5 al Km 230.4.

09:52 – Pioggia tra Cattolica e Senigallia
Pioggia intensa lungo 50,3 km della tratta.
Direzione: in entrambe le direzioni
Dal Km 144.2 al Km 194.5.

09:38 – Coda in uscita a Cattolica
Coda causata da traffico intenso.
Direzione: in entrambe le direzioni

09:32 – Code a tratti tra Faenza e Imola
Code a tratti per traffico intenso in direzione Bologna, su un tratto di 14,4 km.
Direzione Bologna
Dal Km 50.1 al Km 64.5.

A23 Palmanova-Tarvisio

09:58 – Coda in uscita alla barriera di Ugovizza
Coda provocata da traffico intenso in direzione Confine di Stato.
Direzione Confine Di Stato

A24 Roma-Teramo

09:59 – Vento forte tra Roma est e Castel Madama
Raffiche di vento forte che interessano entrambe le direzioni su un tratto di 16 km.
Direzione: in entrambe le direzioni
Dal Km 8.012 al Km 24.01.

TR1 Traforo del Monte Bianco

09:09 – Coda in corrispondenza Piazzale Francese verso Courmayeur
Attesa prevista di 15 minuti in direzione Courmayeur.
Direzione Courmayeur

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 08:08:00 +0000
News n. 2
Nuovo sconto accise sui carburanti, ad agosto un provvedimento tampone

C’è un limite psicologico che il governo vuole evitare di oltrepassare con i prezzi alla pompa, ed è quello dei due euro al litro. Ci siamo pericolosamente vicini, il gasolio ha già superato quella soglia mentre la benzina ci si sta avvicinando a ogni aggiornamento, e la risposta politica è arrivata direttamente da Palazzo Chigi. Giorgia Meloni ha chiamato il ministro Giorgetti per fare il punto e ha impresso un’accelerazione decisa: non si può aspettare il Consiglio dei Ministri del 4 agosto. Il decreto tampone arriverà già la prossima settimana.

Carburanti alle stelle

Il prezzo medio del gasolio ha raggiunto 2,161 euro al litro, superando il record di marzo 2022 registrato dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, mentre la benzina è salita a 1,968 euro al litro. Non è un picco isolato: sono settimane che i prezzi salgono di uno o due centesimi al giorno, alimentati dalla crisi dello Stretto di Hormuz e dall’escalation con l’Iran.

Il governo ha già calmierato tre volte i prezzi dei carburanti con tagli secchi delle accise da quando è scoppiata la crisi. Ogni intervento ha richiesto coperture significative, e le risorse non sono infinite. Il totale della spesa pubblica per frenare la corsa dei carburanti si avvicina ai 2 miliardi di euro. Intervenire ancora ha un costo e tenere i prezzi sopra i due euro ha un costo diverso, quello politico e quello economico per le famiglie e le imprese.

Vale la pena ricordare che l’Italia è il Paese dell’Unione Europea con le accise più alte sul gasolio e il secondo per quelle sulla benzina, dopo i Paesi Bassi. Il peso fiscale sul carburante è strutturalmente elevato, e ogni intervento di riduzione è di natura temporanea, finanziato con i proventi dell’IVA generata dagli stessi rincari, un meccanismo che non risolve il problema alla radice ma che permette di tamponare le situazioni più acute.

Provvedimento tampone per l’estate

Con il primo grande esodo delle vacanze alle porte, il governo ha scelto di accelerare. La premier Meloni è stata netta: il Consiglio dei Ministri del 4 agosto è “un’era geologica” rispetto alla necessità di intervenire prima. L’obiettivo dichiarato è uno solo: tenere il prezzo della benzina e del gasolio al di sotto della soglia dei due euro al litro durante le settimane clou degli spostamenti estivi. La struttura dell’intervento prevede due passaggi distinti. La prossima settimana è atteso un primo decreto tampone della durata di circa dieci giorni, seguito sette giorni dopo da un secondo provvedimento che congelerà una parte della tassazione per tutto il mese di agosto.

La copertura finanziaria arriva principalmente dall’extragettito IVA generato dagli stessi prezzi alti: più la benzina sale, più lo Stato incassa sull’IVA, e quella differenza rispetto alle previsioni di bilancio può essere girata in taglio alle accise. Per l’intervento di agosto si guarda all’extragettito IVA di luglio senza escludere di attingere a una parte dei 9,1 miliardi recuperati nei primi sei mesi dell’anno grazie all’allineamento tra Pos e registratori di cassa.

Mini sconto

La cifra che circola per lo sconto è quella dei 7-8 centesimi al litro, con un massimo stimato intorno ai 10 centesimi in scenari più favorevoli. Secondo alcune stime, nel 2026 il risparmio ottenibile attraverso le accise mobili si aggira tra i 7 e i 10 centesimi al litro, calcolato su uno scenario di prezzi elevati con il Brent intorno ai 105 dollari al barile.

Per tradurlo in termini pratici: il primo decreto dovrebbe ridurre le accise sul gasolio di 24,4 centesimi e quelle sulla benzina di sei centesimi per il periodo di emergenza immediata. Un risparmio reale per chi fa rifornimento, ma anche per il trasporto merci,  ma non sufficiente da solo a riportare i prezzi sui livelli di qualche mese fa.

C’è però un limite strutturale nel meccanismo delle accise mobili: lo sconto arriva con settimane di ritardo rispetto all’aumento dei prezzi, perché prima il rialzo deve consolidarsi nella media di due mesi, poi lo Stato deve incassare il maggior gettito IVA e solo a quel punto può trasferirlo sul taglio delle accise. In un momento in cui i prezzi cambiano di due centesimi al giorno, questa latenza strutturale è il vero tallone d’Achille dello strumento. Il decreto anticipato che il governo sta preparando serve esattamente a bypassare questo ritardo, usando le coperture disponibili adesso per uno sconto che arrivi prima del picco degli spostamenti, non dopo.

Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 07:37:24 +0000
News n. 3
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

In questo articolo trovi tutti gli scioperi previsti in Italia nel mese di luglio 2026, con dettagli su date, orari, città, regioni, aziende e categorie coinvolte. A luglio 2026 si registrano numerosi scioperi nei settori dei trasporti (aereo, ferroviario, marittimo, trasporto pubblico locale e merci) e in diversi territori del Paese. Di seguito il calendario completo e aggiornato, suddiviso per data e località, con indicazione dei dettagli forniti dalle sigle sindacali e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sciopero 02 luglio 2026

In Lombardia, sciopero regionale nel trasporto merci ferroviario: coinvolge il personale della Soc. DB Cargo Italia su tutte le province, per 8 ore (dalle 3:31 alle 11:29). Lo sciopero è indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

Sciopero 05 luglio 2026

Nel settore aereo, proclamati numerosi scioperi di rilievo nazionale e locale. Interessate: Milano Malpensa (personale ENAV, Fedex), Roma Fiumicino e Ciampino (ADR Security), EasyJet Airlines (personale navigante e piloti su tutto il territorio nazionale), Catania Fontanarossa (ASC Handling), Palermo (UAB DAT LT), personale comparto aereo, aeroportuale e indotto (aziende associate e non Assohandlers). Previsto anche uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale nella città di Firenze (società Autolinee Toscane bacino di Firenze).

Sciopero 06 luglio 2026

Nella città di Catania (Sicilia) sono previsti tre scioperi di 24 ore per il personale della società AMTS di Catania (diverse sigle: OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TPL, CUB TRASPORTI).

In Italia sciopero nazionale settore ferroviario: coinvolge il personale MERCITALIA Shunting & Terminal per 24 ore (dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio), sindacato USB Lavoro Privato.

Nel territorio della provincia di Prato (Toscana): sciopero di 4 ore (dalle 18.30 alle 22.30), personale società Autolinee Toscane sede operativa di Prato (RSA FAISA-CISAL).

Sciopero 07 luglio 2026

In Italia (nazionale): sciopero personale Mercitalia Shunting & Terminal (21:00 del 6 luglio – 21:00 del 7 luglio).

Torino (Piemonte): sciopero trasporto merci, logistica e spedizioni nelle ultime 2 ore di ciascun turno (OSR FILT-CGIL).

Sicilia, tutte le province: sciopero di 8 ore (9.00-17.00) per il personale RFI DOIT Palermo (OSR UILT-UIL).

Sciopero 09 luglio 2026

In Italia sciopero nazionale nel settore ferroviario: coinvolge il personale operativo equipaggi della società Italo NTV per 23 ore (dalle 03:00 del 9 luglio alle 02:00 del 10 luglio), sindacato UILT-UIL.

Sciopero 10 luglio 2026

A Bari (Puglia) e provincia: sciopero di 24 ore (personale STP Bari, sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

In Puglia sciopero generale regionale: categorie pubbliche e private, in particolare trasporto pubblico locale (OSR USB Lavoro Privato, intera giornata).

In Italia sciopero settore trasporto merci: personale Captrain Italia: 8 ore, 16:01-23:59 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

Sciopero 11 luglio 2026

Nella città di Genova (Liguria): sciopero di 4 ore (11.30-15.30), AMT Genova (OST UGL-FNA).

Nella città di Palermo (Sicilia): sciopero di 24 ore: AMAT Palermo (CUB TRASPORTI).

Sciopero 15 luglio 2026

In Italia (tutte le province): sciopero nazionale settore appalti ferroviari (servizi ristorazione, logistica a bordo treno, Elior Divisione Itinere per Trenitalia, COBAS Lavoro Privato). L’intero turno di ciascun lavoratore sarà coinvolto dal blocco.

Sciopero 17 luglio 2026

In Venezia (Veneto): sciopero di 24 ore del personale ATVO di Venezia per il servizio TPL (OSP SGB/FAST Mobilità).

Sciopero 20 luglio 2026

Nella città di Genova (Liguria): sciopero di 4 ore (11.30-15.30), AMT Genova (OST CUB TRASPORTI).

Nella città di Firenze (Toscana): due scioperi di 4 ore (19.00-23.00), Autolinee Toscane Bacino Urbano di Firenze (RSA FAISA-CISAL).

Nella città di Latina (Lazio): sciopero di 24 ore, CSC Mobilità (OSR FAISA-CISAL).

A Prato (Toscana): sciopero di 8 ore (14.30-22.30), Autolinee Toscane sede operativa Prato (RSA FAISA-CISAL).

Sciopero 21 luglio 2026

Nel settore aereo nazionale: coinvolta Fedex Corporation Aeroporto Milano Malpensa (24 ore), personale EasyJet Airlines Limited (24 ore), Alha e MLE-BCUBE Malpensa (24 ore).

Regione Calabria: personale SACAL GH Aeroporto Lamezia Terme (24 ore).

Regione Campania: 4 ore (10.00-14.00) per personale GH Napoli e Sky Service Napoli/Salerno.

Regione Sardegna: società GEASAR Aeroporto Olbia e SOGEAAL Alghero: 4 ore (13.00-17.00).

Sciopero 22 luglio 2026

Settore marittimo nazionale: sciopero di 24 ore (12:00 22 luglio – 11:59 23 luglio), Grandi Navi Veloci, sindacato CSLE.

Altro sciopero nazionale settore marittimo (personale navigante Grandi Navi Veloci), 12.00 22 luglio-12.00 23 luglio, ORSA MARITTIMI.

Sciopero 23 luglio 2026

Nel settore dei trasporti e logistica si contano 4 scioperi: due nel settore marittimo nazionale (Grandi Navi Veloci/CSLE e ORSA MARITTIMI), sciopero ferroviario regionale (RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud, Veneto, Verona) dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio, e sciopero ferroviario nazionale personale tutte le imprese ferroviarie dalle 21.00 del 23 alle 20.59 del 24 (CUB TRASPORTI/SGB).

Sciopero 24 luglio 2026

Nelle Marche: sciopero di 4 ore (11.00-15.00), personale aziende TPL di tutta la regione (OSR USB LAVORO PRIVATO).

A Salerno (Campania): sciopero di 4 ore (9.00-13.00), personale SITA SUD (UGL Autoferro).

In Italia: sciopero nazionale ferroviario e trasporto merci su rotaia dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio (CUB TRASPORTI/SGB).

A Verona (Veneto): sciopero ferroviario 24 ore (21.00 del 23 luglio – 20.59 del 24 luglio), RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).

Sciopero 25 luglio 2026

In Sardegna (tutte le province): sciopero territoriale ARST (trasporto pubblico locale), 8 ore secondo varie modalità (OSR UGL Autoferrotranvieri).

Sciopero 27 luglio 2026

Nella città di Savona (Liguria), sciopero TPL Linea di Savona, personale TPL, 4 ore (10.15–14.15) proclamato da RSU.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni.

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 22 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 24 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 25 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 4
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 26 luglio 2026, ecco i prezzi medi dei carburanti nelle autostrade italiane secondo l’ultima rilevazione disponibile: benzina self a 2.069 euro, gasolio self a 2.249 euro, GPL servito a 0.877 euro e metano servito a 1.606 euro. Di seguito la tabella con i valori aggiornati e, a seguire, una spiegazione chiara di come si forma il prezzo finale alla pompa, tra costo industriale, accise e Iva, per aiutare automobilisti e professionisti a interpretare le oscillazioni dei listini.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento 25-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.249
Benzina SELF 2.069
GPL SERVITO 0.877
Metano SERVITO 1.606

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina alla pompa nasce dall’incontro tra oneri fiscali e componente industriale. Nel caso della benzina, la parte fiscale incide per il 58% del prezzo finale, una quota che comprende sia le accise sia l’Iva e che, per natura, risulta più pesante della parte industriale. Quest’ultima vale il 42% e si divide in due elementi: il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo, e il margine lordo della filiera, pari al 12%. La materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro: quando il greggio e i raffinati salgono sui mercati o l’euro si indebolisce, il 30% legato alla commodity tende ad aumentare. Il margine, invece, rappresenta la quota su cui gli operatori possono intervenire per modulare il listino alla pompa, tenendo conto di costi logistici, distribuzione, servizi in area di rifornimento e dinamiche concorrenziali. La prevalenza della componente fiscale nel caso della benzina spiega perché, a parità di condizioni industriali, le variazioni giornaliere possano risultare contenute: gran parte del prezzo dipende da tributi specifici e dall’Iva applicata sul valore complessivo, mentre il resto segue le dinamiche dei mercati energetici e le strategie commerciali.

Per il gasolio la struttura è differente e più sbilanciata sulla parte industriale. La componente fiscale pesa il 45%, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo finale e risente direttamente delle quotazioni internazionali e dell’effetto cambio euro/dollaro: se i prezzi dei prodotti raffinati usati come riferimento salgono o l’euro si indebolisce sul dollaro, la porzione legata alla commodity tende a crescere. Il margine, pari al 10%, è l’area sulla quale l’operatore può agire per adeguare il prezzo alla pompa, considerando elementi come approvvigionamento, trasporto, stoccaggio, gestione della rete e servizi offerti in area di servizio. Il maggior peso della componente industriale nel gasolio rende questo carburante spesso più sensibile alle oscillazioni dei mercati internazionali rispetto alla benzina: variazioni nelle quotazioni e nel cambio possono trasferirsi più rapidamente sul prezzo finale, mentre la quota fiscale, pur rilevante, incide in misura relativamente inferiore rispetto al caso della benzina.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 5
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.983 per la benzina, 2.182 per il diesel, 0.772 per il gpl, 1.612 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.172
Benzina SELF 1.980
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.534

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.183
Benzina SELF 1.991
GPL SERVITO 0.742
Metano SERVITO 1.570

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.222
Benzina SELF 2.009
GPL SERVITO 0.860
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.196
Benzina SELF 1.995
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.710

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.185
Benzina SELF 1.980
GPL SERVITO 0.708
Metano SERVITO 1.549

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.173
Benzina SELF 1.972
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.568

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.207
Benzina SELF 1.996
GPL SERVITO 0.726
Metano SERVITO 1.634

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.164
Benzina SELF 1.967
GPL SERVITO 0.729
Metano SERVITO 1.693

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.177
Benzina SELF 1.985
GPL SERVITO 0.853
Metano SERVITO 1.568

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.176
Benzina SELF 1.974
GPL SERVITO 0.723
Metano SERVITO 1.573

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.158
Benzina SELF 1.963
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.555

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.177
Benzina SELF 1.988
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.531

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.175
Benzina SELF 1.974
GPL SERVITO 0.726
Metano SERVITO 1.604

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.179
Benzina SELF 1.991
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.650

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.185
Benzina SELF 1.987
GPL SERVITO 0.858

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.214
Benzina SELF 1.998
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.846

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.178
Benzina SELF 1.979
GPL SERVITO 0.750
Metano SERVITO 1.636

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.185
Benzina SELF 1.988
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.551

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.167
Benzina SELF 1.975
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.579

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.180
Benzina SELF 1.995
GPL SERVITO 0.856

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.171
Benzina SELF 1.971
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.565

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Mercato, le immatricolazioni di auto tra i privati crescono ancora

Come abbiamo visto nei giorni scorsi, il mercato auto italiano sta vivendo un momento positivo,  con immatricolazioni in netta crescita in confronto ai dati registrati lo scorso anno.

Tra i trend più interessannti, c’è quello legato all’andamento delle immatricolazioni effettuate dai privati che crescono più della già buona media del mercato italiano.

Mentre il noleggio a lungo termine è in difficoltà, infatti, il segmento dei privati cresce, facendo registrare ottimi numeri in questo primo semestre dell’anno. Andiamo ad analizzare i dati grazie ai numeri forniti da UNRAE.

Crescono le immatricolazioni tra i privati

I dati UNRAE sono chiari. Nel corso del mese di giugno 2026, infatti, il segmento “privati” ha fatto segnare un totale di oltre 79mila immatricolazioni, con un incremento su base annua pari al 17,3% a fronte di un mercato che, complessivamente, è cresciuto dell’11%.

Il dato è positivo anche se si va ad analizzare l’andamento del mercato nel corso del primo semestre del 2026. In questo caso, le auto immatricolate dai privati sono pari a oltre 498mila con una crescita percentuale, rispetto allo scorso anno, pari al 12,1%.

Ricordiamo che, nello stesso periodo di tempo, il mercato delle quattro ruote in Italia è cresciuto “solo” del 9,7%. Il market share del segmento “privati” risulta essere pari a  52,2%, con un incremento di 1,1 punti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il passo in avanti è, quindi, significativo.

Ricordiamo che potete approfondire l’andamento delle vendite sul mercato italiano consultando il nostro approfondimento sulle immatricolazioni nel primo semestre 2026. In aggiunta, potete dare un’occhiata anche alla classifica delle auto più vendute nel nostro Paese nel periodo di tempo considerato.

In merito agli ultimi dati sull’andamento del mercato, Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE, ha commentato:

“I dati di giugno ci consegnano un segnale incoraggiante. La crescita del mercato dimostra che gli italiani hanno voglia di partecipare alla transizione verso una mobilità sempre più sostenibile. Quando il consumatore viene messo nelle condizioni di scegliere, grazie a un’offerta sempre più ampia e accessibile e a misure che ne favoriscono concretamente l’acquisto, la risposta arriva ed è positiva

I dati sull’andamento delle vendite tra i privati sono molto positivi e confermano una crescita strutturale di tutto il comparto mentre per quanto riguarda il noleggio, come vedremo di seguito, ci sono alcune criticità da considerare.

Come vanno gli altri segmenti

Il segmento dei privati non è l’unico che cresce anche se si registra un calo netto (-2,7%) per il noleggio a lungo termine, che si ferma a un totale di 201mila immatricolazioni. Crescita significativa per il noleggio a breve termine che ha totalizzato un ottimo +38,8%, con un totale di 101mila unità.

Ci sono poi le autoimmatricolazioni, con 94mila unità e una crescita del 7,9%, e il segmento Società ed Enti, con 49mila unità e un miglioramento dello 0,5%. Per i dati aggiornati sull’andamento del mercato sarà sufficiente attendere le prossime settimane, con l’arrivo dei numeri relativi al mese di luglio 2026.

Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 05:30:53 +0000
News n. 7
La Genesis Electrified G80 arriva in Italia, prezzo e dotazione della berlina

Genesis amplia la sua gamma di modelli per il mercato italiano con una vettura destinata a diventare un simbolo per il brand. Si tratta della Genesis Electrified G80, una classica berlina di rappresentanza che viene arricchita da una motorizzazione elettrica al 100%. Andiamo a scoprire tutti i dettagli su caratteristiche tecniche, dotazione di serie e prezzo di lancio del nuovo modello di Genesis, pronto a ritagliarsi il suo spazio sul mercato italiano.

Un’elettrica ricca di potenzialità

La Genesis Electrified G80 propone uno stile che rispecchia il linguaggio di design chiamato dall’azienda Athletic Elegance: linee eleganti e pulite incontrano uno stile sportivo e dinamico, che segue il filone  avviato dal brand con la gamma Magma.  Tra le caratteristiche del modello troviamo due motori elettrici, in grado di garantire una potenza complessiva pari a 370 CV. Da segnalare anche la presenza del sistema a trazione integrale Awd.

La berlina può contare anche su una batteria da 94,5 kWh. I dati di omologazione evidenziano che il modello di Genesis è in grado di offrire un’autonomia fino a 570 chilometri nel ciclo WLTP. Si tratta di un valore più che sufficiente per poter affrontare gli spostamenti quotidiani, ma anche viaggi medio-lunghi.

La presenza di un’architettura a 400 e 800 Volt, inoltre, consente di sfruttare la ricarica rapida del pacco batteria, riducendo in modo drastico i tempi per il ripristino dell’autonomia. I dati della Casa confermano che è possibile passare dal 10% all’80% in circa 25 minuti, utilizzando una colonnina di ricarica ad alta potenza.

La vettura può contare anche sulle sospensioni adattive con funzione predittiva, sul sistema i-Pedal per la guida con un solo pedale e sul supporto agli aggiornamenti OTA. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, troveremo il cruise control adattivo con Stop & Go, il sistema di assistenza alla guida in autostrada, il mantenimento della corsia e la frenata automatica d’emergenza. Presenti anche la telecamera a 360 gradi e il sistema di parcheggio assistito anche da remoto. La berlina è ordinabile scegliendo tra 9 diverse colorazioni per la carrozzeria esterna e sette diverse opzioni per gli interni.

La dotazione di serie della berlina comprende i cerchi in lega da 19 pollici, con pneumatici Michelin Pilot Sport 4, fari Micro Lens Array, dettagli cromati oltre a un display OLED panoramico da 27 pollici, sedili in pelle riscaldati e regolabili elettricamente, volante riscaldato e sistema di illuminazione ambientale. È presente anche un impianto audio Bang & Olufsen con 17 altoparlanti. Come optional troviamo le ruote posteriori sterzanti e vari pacchetti per arricchire la dotazione  con alcuni elementi extra.

I prezzi della berlina

La nuova Genesis Electrified G80 arriva sul mercato italiano, in un unico allestimento Luxury, che offre una dotazione ricca e completa. La vettura, che arricchisce la gamma del brand, potrà essere ordinata con un prezzo di listino di 81.800 euro.

A disposizione dei clienti italiani sono previste formule di finanziamento a 48 mesi e di noleggio a lungo termine di 36 mesi, entrambe disponibili con un canone di partenza di 699 euro al mese.

Da segnalare anche che in tutte le soluzioni proposte da Genesis per mettersi alla guida della berlina è incluso il programma 5-Year Care Plan con cinque anni di garanzia, manutenzione programmata e assistenza stradale a disposizione della clientela.

Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 05:30:08 +0000
News n. 8
Vigile fuori servizio, può fare multe e intervenire nel traffico?

La risposta alla domanda se un vigile fuori turno possa multare un automobilista o intervenire nella circolazione dipende dal tipo di attività svolta. L’accertamento di una violazione stradale, la direzione del traffico, il controllo di veicoli e l’esercizio di funzioni di polizia giudiziaria non sono operazioni giuridicamente equivalenti.

A complicare il quadro hanno contribuito alcune pronunce della Corte di Cassazione che, esaminando casi diversi, possono apparire contraddittorie. Da una parte, la giurisprudenza civile ha escluso la legittimità di una multa elevata da un agente municipale che non era effettivamente in servizio. Dall’altra, una decisione del 2025 ha riconosciuto la qualifica di pubblico ufficiale a un operatore fuori turno intervenuto per impedire una truffa nel territorio di competenza.

Il vigile fuori servizio può fare una multa?

In linea generale, un appartenente alla Polizia locale non può elevare una contravvenzione stradale mentre si trova fuori servizio. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza civile 2748 del 30 gennaio 2019, ha stabilito che gli agenti municipali possono accertare le violazioni amministrative, comprese quelle relative alla circolazione, quando ricorrono due presupposti: devono trovarsi nel territorio dell’ente di appartenenza ed essere in servizio.

Nel procedimento esaminato dai giudici, un comandante della Polizia municipale in abiti civili e fuori turno aveva contestato a un automobilista un sorpasso pericoloso. La sanzione è stata ritenuta illegittima proprio perché l’accertatore, pur appartenendo al corpo competente e trovandosi nel relativo territorio, non stava svolgendo il servizio.

Non basta quindi possedere la qualifica professionale. Per redigere un verbale relativo a una normale infrazione stradale, l’agente locale deve operare nell’ambito delle funzioni per le quali è stato comandato e all’interno della competenza territoriale attribuita al corpo.

Perché Polizia di Stato e Carabinieri seguono regole differenti

Il limite non è esteso in automatico a tutte le forze di polizia. La Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di finanza esercitano funzioni con un ambito territoriale e organizzativo differente rispetto alla Polizia locale. La Cassazione civile, con la sentenza 34691 del 12 dicembre 2023, ha ritenuto legittimo l’accertamento effettuato fuori turno da un appartenente alla Polizia di Stato. Per gli operatori locali assumono invece un peso la legge quadro 65 del 1986, l’organizzazione dell’ente e il perimetro nel quale sono esercitate le funzioni.

La nozione di pubblico ufficiale riguarda chi esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. La qualifica viene valutata in relazione all’attività svolta e non coincide con il potere di accertare qualsiasi illecito in qualsiasi momento. L’agente di polizia giudiziaria esercita invece le funzioni previste dal Codice di procedura penale, come prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori e assicurare le fonti di prova.

L’articolo 57 del Codice di procedura penale qualifica gli appartenenti alla Polizia municipale come agenti di polizia giudiziaria nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e quando sono in servizio. Queste categorie non vanno confuse neppure con quella di agente di pubblica sicurezza, che viene attribuita agli operatori della Polizia locale in presenza delle condizioni fissate dalla legge e mediante il riconoscimento.

Cosa prevede il Codice della Strada

L’articolo 11 del Codice della Strada comprende tra i servizi di polizia stradale la prevenzione e l’accertamento delle violazioni, la rilevazione degli incidenti, la predisposizione e l’esecuzione dei servizi diretti a regolare il traffico, la scorta per la sicurezza della circolazione e la tutela della rete stradale.

L’articolo 12 attribuisce questi compiti ai corpi e ai servizi di Polizia municipale nell’ambito del perimetro di competenza che non è limitata al centro abitato, ma si estende al territorio dell’ente per il quale il corpo esercita le funzioni.

L’appartenenza alla Polizia locale autorizza quindi l’esercizio dei servizi stradali entro il relativo ambito territoriale. Per la validità dell’accertamento amministrativo la giurisprudenza richiede però che l’operatore sia effettivamente in servizio.

Un vigile fuori turno che osserva un’automobile parcheggiata in divieto può segnalare il fatto alla centrale operativa o chiedere l’intervento di una pattuglia, ma non trasformare ogni osservazione in un accertamento formale.

La sentenza della Corte di Cassazione 13264 del 4 aprile 2025 ha affrontato il caso di un agente della Polizia municipale che, pur essendo fuori servizio e in abiti civili, era intervenuto nel proprio territorio per sventare una cosiddetta truffa dello specchietto ai danni di un’automobilista.

Secondo la Suprema Corte, l’operatore agiva come pubblico ufficiale perché aveva compiuto un atto riconducibile alle proprie finalità istituzionali e perché l’intervento era avvenuto nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza. La resistenza opposta contro di lui poteva quindi integrare il reato previsto dall’articolo 337 del Codice penale.

La pronuncia non afferma che ogni agente locale possa elevare contravvenzioni durante il tempo libero. Il caso riguardava la repressione di un fatto penalmente rilevante, non la compilazione di un verbale per una comune violazione amministrativa.

Il significato di “quando è in servizioâ€

L’espressione contenuta nell’articolo 57 del Codice di procedura penale ha prodotto interpretazioni non sempre uniformi. Nel campo delle sanzioni amministrative stradali, la Corte di Cassazione ha attribuito rilievo alla condizione concreta dell’agente e richiesto che sia effettivamente in servizio.

Nel procedimento penale deciso nel 2025 la Suprema Corte ha invece riconosciuto che l’intervento compiuto fuori turno, entro il territorio e per finalità istituzionali, poteva assumere la natura di un atto del pubblico ufficio. Non si può ricavare da quest’ultima decisione una generale “riattivazione volontaria†di tutti i poteri dell’agente. Sostenere che un vigile possa decidere autonomamente di tornare in servizio ogni volta che nota un’irregolarità sarebbe una semplificazione eccessiva.

La natura dell’evento rimane decisiva. Davanti a un reato o a un pericolo concreto l’intervento può essere funzionale alla tutela pubblica. Nel caso di una normale violazione amministrativa, l’accertamento richiede il rispetto dei presupposti organizzativi e funzionali indicati dalla giurisprudenza.

Può fermare un automobilista fuori turno?

Un agente fuori servizio non dovrebbe svolgere ordinariamente un posto di controllo, intimare l’alt a veicoli per verificare documenti o effettuare controlli amministrativi come se facesse parte di una pattuglia comandata.

Quando assiste a un reato, a un incidente o a una condotta capace di creare un pericolo immediato può intervenire per impedire conseguenze più gravi, mettere in sicurezza le persone e richiedere l’arrivo delle unità in servizio.

La regolazione della circolazione rientra però tra i servizi di polizia stradale. Di norma viene svolta da operatori identificabili, dotati degli strumenti necessari e inseriti in un servizio organizzato. Un agente fuori turno può però trovarsi davanti a una situazione che richiede un’azione immediata: un incidente appena avvenuto, un ostacolo in carreggiata, un albero caduto oppure un veicolo fermo in una posizione pericolosa.

L’attività dovrebbe essere limitata a quanto serve per fronteggiare l’emergenza. Appena possibile, l’operatore deve contattare la centrale, chiedere l’arrivo della pattuglia competente e lasciare agli agenti in servizio la gestione formale dell’evento.

Un agente fuori servizio e in abiti civili deve rendere riconoscibile la propria qualifica quando pretende dal cittadino l’osservanza di un ordine collegato alle funzioni istituzionali, salvo che le circostanze rendano impossibile o pericolosa l’identificazione immediata. Il tesserino di servizio consente alla persona fermata di comprendere che non si trova davanti a un privato che impartisce ordini arbitrari.

Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 04:00:46 +0000
News n. 9
Che auto guida Tadej Pogacar, la velocità oltre la bicicletta

Con o senza motore, Tadej Pogacar va forte come nessuno. Da osservato speciale ha dominato la diciannovesima tappa del Tour de France 2026 staccando tutti sull’Alpe d’Huez per un tempo finale da record e il quinto successo in questa edizione. Le poche speranze residue dei rivali si sono alla fine sgretolate contro la superiorità dello sloveno, in vantaggio di 6 minuti e 26 secondi su Remco Evenepoel a un giorno dall’arrivo a Parigi. Con il trionfo sull’Alpe d’Huez salgono a 26 le vittorie di tappa nella manifestazione e, salvo improbabili colpi di scena, domani celebrerà il quinto successo, il terzo consecutivo dopo quelli del 2024 e 2025.

La velocità continua anche senza pedali

Il richiamo della velocità rimane forte anche una volta sceso dalla bici, come svelato da un video girato a Montecarlo in cui Pogacar sale sulla sua Audi RS 6 Avant GT nera, parcheggiata accanto al mezzo della UAE Team Emirates-XRG. Per essere il numero uno anche in auto, nelle grandi occasioni può inoltre contare su una Porsche 911 GT3 RS della generazione 991.2, ormai tolta dal mercato.

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Prodotta in 660 esemplari, la familiare costava 219.585 euro in Germania al momento del lancio, ma la configurazione scelta dal fuoriclasse delle due ruote si aggira intorno ai 250.000 euro. Il prezzo elevato non l’ha dunque dissuaso dal regalarsi un bolide altamente esclusivo, moderata solo in apparenza. Perché il V8 biturbo di 4 litri di questa station wagon con trazione quattro ruote vanta una potenza di 630 CV e 850 Nm, che le vale uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima di 305 km/h.

Le differenze dalla RS 6 Avant comprendono sospensioni regolabili più leggere e una nuova taratura posteriore del differenziale sportivo quattro. Dal canto suo, Audi pensa a contenere il peso tramite il cofano in fibra di carbonio, mentre i sedili avvolgenti assicurano il sostegno laterale, anche se la carrozzeria è abbastanza spaziosa da poter accogliere bagagli e attrezzatura.

Nonostante rinunci alle vistose grafiche ispirate all’Audi A4 quattro IMSA GTO, la configurazione total black di Pogacar trova il modo di catturare l’attenzione attraverso i cerchi da 22 pollici, il diffusore ridisegnato e la doppia ala posteriore. Mancano persino le tradizionali barre sul tetto, affinché la linea guadagni in pulizia.

Una Porsche nata per correre in pista

Se l’Audi si presta meglio negli spostamenti quotidiani, la Porsche 911 GT3 RS 991.2 segue una ricetta più estrema, mossa da un sei cilindri boxer aspirato di 4 litri da 520 CV, che lavora insieme al cambio PDK a sette rapporti.

Presentata nel 2018, la GT3 RS scatta da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e arriva a 312 km/h. Il grande alettone, i sedili a guscio e i pannelli porta alleggeriti tradiscono la vocazione corsaiola, e anche l’assorbimento acustico viene ridotto, sacrificando il comfort in nome del peso e delle sensazioni di guida.

Presto Pogacar si godrà di nuovo le sue auto, ma prima c’è un appuntamento imperdibile con la storia: la conquista di un quinto Tour lo porterebbe a eguagliare il record condiviso da Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain, con la concreta possibilità, a 27 anni, di tentare il sorpasso, un’eventualità che fino a pochi anni fa sembrava riservata ai libri di storia.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 17:59:15 +0000
News n. 10
GP Ungheria, Ferrari getta la pole: Hamilton penalizzato parte quinto

L’avvio delle FP3 presenta subito una sfida per le due SF-26: l’asfalto misura 10 gradi in più rispetto al venerdì, stravolgendo le normali dinamiche di attivazione e gestione delle gomme. Durante i primi giri di esplorazione, Charles Leclerc decide di non ritoccare il proprio assetto, mentre Lewis Hamilton richiede subito una modifica, chiedendo due scatti in più sull’ala anteriore per migliorare l’inserimento.

Il piano di lavoro viene però bruscamente interrotto da una bandiera rossa di dieci minuti. Alla ripartenza, l’attenzione del box prosegue con la simulazione di qualifica, dovendo fronteggiare avversari apparsi fin da subito molto più agguerriti. Nonostante il fastidio del traffico, Lewis riesce temporaneamente a imporsi in vetta con parziali record.

L’inglese non è del tutto soddisfatto della propria vettura, in quanto deve gestire un sovrasterzo ancora presente, anche se meno penalizzante rispetto alle FP2. Il clima via radio dei ferraristi svela alcune tensioni. Da un lato, Charles lamenta grosse difficoltà nell’attivare la gomma. Dall’altro, Lewis mostra insofferenza per le continue e minuziose regolazioni che deve apportate alla sua monoposto.

Nonostante queste difficoltà di warmup e un giro tutt’altro che perfetto, Leclerc riesce a piazzare la zampata: lo fa staccando il compagno di squadra di quasi quattro decimi e salendo in testa. La sessione prosegue con un breve test a serbatoi pieni di circa cinque tornate, dove le Rosse offrono riscontri rassicuranti. Si torna poi ai box per un rapido studio della telemetria.

A dieci minuti dal termine, i piloti montano Soft nuove. Il giro di lancio è aggressivo, ma il cronometro evidenziadifficoltà nel secondo settore. Leclerc, ostacolato anche dal traffico, accusa un ritardo di oltre tre decimi dalla vetta; Hamilton fa un po’ meglio, ma senza brillare. I tentativi successivi si infrangono sugli errori: Charles blocca in curva 1, mentre Lewis perde il posteriore nel T2.

La Ferrari chiude la mattinata senza aver trovato la giusta quadra sul giro secco. Le due SF-26 hanno perso la naturale docilità di manovra vista il venerdì, rivelandosi più scorbutiche. Gli ingegneri del Cavallino Rampante dovranno fare quadrato per bilanciare l’auto nel secondo settore, un intervento cruciale in vista di una qualifica che si preannunciava tiratissima.

GP Ungheria, analisi Qualifica: Ferrari perde la pole per un soffio

La sessione classificatoria si apre con le gomme Medie, una mescola ignorata nelle libere del sabato. Lewis Hamiltonmette subito in cassaforte il passaggio del turno con un giro pulito ed efficace. Per Charles Leclerc, invece, l’avvio è in salita. Ostacolato dal traffico e privo del giusto feeling con la sua SF-26, il monegasco è costretto agli straordinari.

Nonostante un tempo che gli avrebbe già garantito l’accesso in Q2, il monegasco decide comunque di effettuare ulteriori giri per cercare quella sintonia con la vettura che sembra ancora mancargli. Il ferraristi migliora, ma incassa comunque due decimi abbondanti dal compagno. Alla fine chiude in una pozione che lascia presagire una qualifica in salita.

Quando il gioco si fa serio, la gestione termica degli pneumatici diventa l’assoluta priorità. Leclerc è il primo a sfidare il cronometro montando le Soft nuove, guidato passo passo dall’ingegnere Bozzi. La sfortuna però è in agguato: un lungo di Hadjar innesca una bandiera gialla, costringendolo ad alzare il piede proprio nel terzo settore e rovinando il suo giro.

Lewis Hamilton, sceso in pista poco dopo, non perdona: stampa un parziale record nel T3 e si prende la vetta, pur dichiarandosi insoddisfatto via radio. Il secondo e ultimo run rimette le cose a posto: con gomma fresca Charles strappa la seconda posizione, mentre Lewis si accontenta della terza con coperture usate. La Ferrari dimostra di essere della partita? Finalmente sì.

L’atto finale è un duello sui dettagli, dove l’outlap per innescare correttamente l’isteresi della gomma fa la differenza tra la gloria e la sconfitta. Nel primo assalto decisivo, Hamilton strappa la pole provvisoria, ma il suo giro è sporcato da due errori che lasciano margine agli avversari. Charles è ancora in difficoltà e accusa due decimi di ritardo.

Un errore in curva 1 figlio di pneumatici troppo freddi gli preclude la prima fila. Per questo chiede a Bozzi maggiore aggressività nel giro di lancio successivo. Il secondo e ultimo tentativo si trasforma però in un disastro. Lewis sbaglia nuovamente l’approccio in curva 1, compromettendo da subito la sua rincorsa, purtroppo imitato a ruota da Charles. Ferrari esce in pista troppo presto? È probabile.

A mettere la parola fine sulle speranze arriva il testacoda di Verstappen, che costringe i ferraristi ad alzare definitivamente il piede.Ad approfittarne è un chirurgico Lando Norris, che porta la sua McLaren davanti a tutti per l’inezia di 12 millesimi. Nel box italiano resta l’amaro in bocca: senza quelle piccole sbavature nel primo tentativo, Hamilton avrebbe conquistato la partenza al palo.

GP Ungheria, risultati qualifica:

POS NO PILOTA TEAM Q1 Q2 Q3 LAPS
1 4 Lando Norris McLaren 1:18.277 1:17.456 1:17.207 16
2 44 Lewis Hamilton Ferrari 1:18.730 1:17.803 1:17.219 15
3 16 Charles Leclerc Ferrari 1:18.984 1:17.626 1:17.445 20
4 12 Kimi Antonelli Mercedes 1:18.726 1:18.393 1:17.479 20
5 81 Oscar Piastri McLaren 1:18.891 1:17.928 1:17.684 15
6 1 Max Verstappen Red Bull Racing 1:18.656 1:18.249 1:17.725 18
7 63 George Russell Mercedes 1:18.856 1:18.445 1:17.760 20
8 6 Isack Hadjar Red Bull Racing 1:18.754 1:17.872 1:17.856 14
9 41 Arvid Lindblad Racing Bulls 1:19.233 1:18.360 1:18.281 18
10 27 Nico Hulkenberg Audi 1:18.796 1:18.639 1:18.686 18
11 30 Liam Lawson Racing Bulls 1:19.161 1:18.765 12
12 10 Pierre Gasly Alpine 1:19.741 1:18.844 12
13 43 Franco Colapinto Alpine 1:19.771 1:19.027 12
14 5 Gabriel Bortoleto Audi 1:19.069 1:19.105 11
15 31 Esteban Ocon Haas F1 Team 1:20.010 1:19.734 12
16 14 Fernando Alonso Aston Martin 1:20.126 1:19.808 15
17 87 Oliver Bearman Haas F1 Team 1:20.233 6
18 55 Carlos Sainz Williams 1:20.621 9
19 23 Alexander Albon Williams 1:20.658 9
20 18 Lance Stroll Aston Martin 1:20.659 8
21 77 Valtteri Bottas Cadillac 1:20.886 10
22 11 Sergio Perez Cadillac 1:21.322 9
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 16:54:32 +0000
News n. 11
I brand che vendono in più in Italia: la Top 5 del primo semestre 2026

Il mercato delle quattro ruote in Italia sta crescendo e ha chiuso un primo semestre molto positivo, con immatricolazioni nettamente superiori rispetto ai dati registrati nel corso dello stesso periodo dello scorso anno.

Come sempre, però, alcuni brand riescono ad attirare la maggior parte degli acquirenti, occupando una posizione di riferimento per il settore. Sulla base dei dati forniti da UNRAE, ecco quali sono i 5 brand che vendono di più in Italia.

Peugeot

Partiamo dalla quinta posizione dove troviamo Peugeot. Il brand del Gruppo Stellantis ha registrato circa 45 mila immatricolazioni nel corso della prima metà dell’anno sul mercato italiano.

Nonostante un calo delle immatricolazioni pari al 6,83%, la Casa francese è riuscita a mantenere una posizione di rilievo nel settore con un market share pari al 4,87%.

Ricordiamo che potete consultare anche la classifica dei brand che crescono di più.

Dacia

In quarta posizione troviamo Dacia, brand che grazie alla sua gamma di modelli dal prezzo accessibile rappresenta la soluzione ideale per moltissimi automobilisti.

Il brand del Gruppo Renault ha raggiunto quota 49 mila unità immatricolate tra gennaio e giugno 2026. Questo risultato, però, non è stato sufficiente a garantire un semestre positivo.

Dacia, infatti, ha registrato un calo del 10,1% rispetto ai dati dello scorso anno, anche per via di una fase di aggiornamento della sua gamma. La quota risulta essere pari al 5,25%.

Volkswagen

La terza piazza della classifica dei brand che vendono di più in Italia spetta a Volkswagen. Il colosso tedesco, che sta attraversando non poche difficoltà dal punto di vista finanziario, ha chiuso un semestre positivo in termini di immatricolazioni per il suo brand di riferimento.

Complessivamente, infatti, le unità distribuite sul mercato sono state circa 63 mila con un incremento su base annua dell’1,6%. La quota risulta essere pari al 6,75% al termine dei primi sei mesi dell’anno, in calo rispetto al 2025 a causa del dato complessivo del settore delle quattro ruote, in crescita del 9,5%.

Toyota

Il marchio nipponico è sempre molto apprezzato dagli automobilisti italiani e si conferma il secondo brand più diffuso sul mercato, con un totale di quasi 65 mila unità immatricolate.

Il dato in questione si traduce in un calo dell’1% rispetto allo scorso anno, con un market share che risulta essere pari al 6,94%. Si tratta di numeri sufficienti per superare Volkswagen e confermarsi al secondo posto.

Fiat

Il marchio principale per il mercato italiano è Fiat. Il brand torinese ha registrato 106 mila unità immatricolate con un incremento su base annua del 29,3% e con un market share dell’11,39%, in crescita di 1,7 punti rispetto allo scorso anno.

Il dato di Fiat è legato al successo di due modelli. Il primo è la Panda che ha raggiunto quota 62 mila esemplari, un risultato in linea con quello dello scorso anno.

Il secondo modello è la Fiat Grande Panda che, con oltre 23 mila immatricolazioni, ha conquistato il terzo posto nella classifica delle auto più vendute in Italia al termine della prima metà dell’anno.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 14:15:13 +0000
News n. 12
Tesla torna a correre con un primo semestre molto positivo in Europa

Nonostante il recente calo azionario, Tesla ha chiuso il primo semestre del 2026 con risultati molto positivi, almeno per quanto riguarda le immatricolazioni sul mercato europeo. L’azienda, infatti, è tornata a correre, confermandosi come un riferimento del settore, anche in Italia. L’ufficialità arriva dai dati diffusi da ACEA (per l’Europa) e da UNRAE (per l’Italia). Ecco tutti i dettagli in merito.

Un ottimo primo semestre in Europa

Tesla è, da tempo, un punto di riferimento del mercato europeo e i dati sulle immatricolazioni nel corso del primo semestre del 2026 lo confermano. Considerando Ue, Paesi Efta e Regno Unito, l’azienda di Elon Musk ha registrato un totale di 170 mila unità immatricolate con un incremento su base annua pari al 54,6%.

Il dato è molto interessante, anche perché Tesla è cresciuta più dell’intero comparto delle auto elettriche (+35,1% al termine del primo semestre). La Casa americana può oggi contare su un market share superiore al 10%, analizzando il settore delle auto a zero emissioni (2,4% tenendo conto di tutte le alimentazioni).

Per i dettagli completi sull’andamento del mercato potete consultare il nostro approfondimento sulle immatricolazioni in Europa al termine della prima metà del 2026.

Crescita record anche in Italia

I dati confermano anche l’ottimo inizio del 2026 per la divisione italiana di Tesla, che risulta uno dei brand che crescono di più al termine della prima metà dell’anno in corso. Le unità immatricolate nel nostro Paese sono state 7.918 al termine del semestre con un incremento percentuale del 22,42%.

In questo caso, però, il brand non riesce a battere il mercato: le immatricolazioni di vetture a zero emissioni tra gennaio e giugno in Italia, infatti, hanno fatto segnare un eccellente +77,5% rispetto ai dati dello stesso periodo dello scorso anno, mostrando un comparto in ottima salute.  La crescita delle EV è legata principalmente ai modelli economici. Tesla è riuscita a battere il mercato auto italiano, includendo tutte le alimentazioni, che è cresciuto del 9,5%.

Anche in Italia, Tesla supera il 10% di market share del settore delle auto elettriche (0,85% considerando tutte le alimentazioni). Il dato è particolarmente rilevante considerando il fatto che l’azienda non propone modelli economici, che stanno trascinando le vendite di diversi brand nel segmento delle vetture a zero emissioni.

I numeri parlano chiaro: la Casa è tornata a crescere e rappresenta oggi una protagonista di grande rilievo per gli automobilisti italiani ed europei alla ricerca di una nuova auto elettrica, in grado di offrire una buona dotazione e un’autonomia elevata.

Il secondo semestre rappresenterà un banco di prova molto importante con l’azienda che dovrà confermare quanto di buono fatto in questi mesi, dovendo però fare i conti con un contesto di mercato non facile e, soprattutto, con una crescente concorrenza da parte dei costruttori cinesi.

Il prossimo appuntamento con i risultati di Tesla è fissato per la prossima settimana, quando inizieranno ad arrivare i dati relativi all’andamento delle immatricolazioni nel corso del mese di luglio, il primo del secondo semestre. Continuate a seguirci per tutti i dettagli in merito.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 13:40:21 +0000
News n. 13
Maserati GT2 Stradale, l’esemplare unico è il tributo alla MC12

La Maserati GT2 Stradale “Tribute to MC12” è un esemplare singolo, commissionato da un collezionista taiwanese innamorato del Made in Italy, che racchiude in sé il ricordo di uno dei momenti più esaltanti nella storia recente del Tridente. Un’auto costruita intorno a una memoria, ma con tutta la tecnologia del presente.

Tribute to MC12

Questo progetto su misura rappresenta un tributo alla leggendaria MC12, l’auto che all’inizio del nuovo millennio ha segnato il ritorno alle competizioni del marchio. Chi segue Maserati da abbastanza tempo sa cosa significa quella sigla: la MC12 fu costruita a partire dal pianale della Ferrari Enzo, omologata per la GT Series e poi resa leggenda da un palmares che includeva tre edizioni della 24 Ore di Spa con il team Vitaphone Racing. È a quel capitolo che guarda la GT2 Stradale Tribute.

La livrea mette insieme la tonalità Digital Mint Matte al Nero Essenza, con finiture in Giallo Avia Pervia che rimandano ai colori del Vitaphone Racing. Il risultato visivo è un riferimento cromatico preciso a quelle vetture da corsa, tradotto in chiave stradale con la cura artigianale che ci si aspetta da un pezzo unico. Per la prima volta su una GT2 Stradale, gli elementi aerodinamici sono realizzati in fibra di carbonio lucida. Una scelta che accentua il carattere tecnico dell’auto e la distingue visivamente da qualsiasi altra GT2 Stradale esistente. Il Tridente anteriore in giallo lucido e i cerchi monodado neri completano un pacchetto che parla da solo, senza bisogno di spiegazioni.

Il cuore rimane Nettuno

Sotto il cofano ritroviamo il V6 Nettuno da 640 CV, che permette alla vettura di scattare da 0 a 100 km/h in soli 2,8 secondi e di superare i 320 km/h. Nettuno è il propulsore che Maserati ha sviluppato internamente per la MC20, con una soluzione di precamera brevettata che deriva direttamente dalla Formula 1. Il fatto che sia al centro di un tributo alla MC12 offre una coerenza emotiva e tecnica.

L’abitacolo racconta la stessa storia. Abbondanza di Alcantara nera e carbonio, sedili da competizione con il logo ricamato in giallo sui poggiatesta, cinture di sicurezza a quattro punti, cuciture che percorrono volante e plancia, e un badge dedicato “Tribute to MC12” nel tunnel centrale. Ogni elemento è coordinato, niente è lasciato al caso o all’aggiunta successiva: è un abitacolo pensato come un insieme unico fin dall’inizio.

Maserati Fuoriserie

La GT2 Stradale Tribute to MC12 nasce dal programma Maserati Fuoriserie, la divisione di personalizzazione di altissima gamma del brand. Fuoriserie ha radici profonde nella storia di Maserati, quando le carrozzerie italiane interpretavano i telai del Tridente con soluzioni su misura per clienti facoltosi. Oggi quella tradizione è istituzionalizzata, con un team interno che segue la progettazione bespoke dalla prima idea fino alla consegna.

Il fatto che il destinatario sia un collezionista di Taiwan dice qualcosa sull’estensione geografica del brand Maserati oggi, e sulla capacità di Fuoriserie di costruire un rapporto diretto con un pubblico internazionale. Non è un mercato di massa, è ovvio. Ma è un mercato che conta, che genera visibilità e che rafforza il posizionamento di Maserati nel segmento del lusso assoluto, quello dove i numeri di produzione contano molto meno del peso della narrativa. La “Tribute to MC12” è già stata presentata nello storico quartier generale di Modena. Da lì si sposterà verso Taiwan, dove il suo proprietario potrà mettere in garage non solo un’auto straordinaria, ma un pezzo di Maserati che non esiste da nessun’altra parte al mondo.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 09:02:03 +0000
News n. 14
Vanquish 25, la celebrazione di un pezzo di storia di Aston Martin

Aston Martin celebra il traguardo dei 25 anni della Vanquish con una serie limitata firmata Q. Il reparto di personalizzazione interno, guarda alla storia delle tre generazioni di una delle berlinette GT più identitarie del panorama britannico. Un modello celebrativo a tiratura limitatissima con dettagli dedicati.

25 anni dal debutto

La Vanquish 25 nasce per celebrare i 25 anni dal debutto del modello originale, presentato a Ginevra nel 2001 come successore della Virage. In quell’occasione a rubare la scena fu un’auto color argento ed è esattamente da lì che parte il lavoro di Q per questa edizione speciale. La tinta esclusiva Q Skye Silver è un riferimento diretto alla show car che catturò l’attenzione a Ginevra, un quarto di secolo fa.

In venticinque anni la Vanquish è sopravvissuta a tutto: crisi aziendali, cambi di proprietà, rivoluzioni tecnologiche, l’avanzata dell’ibrido e la pressione del full electric. È arrivata alla terza generazione, quella attuale messa in produzione nel 2024, mantenendo intatta la sua identità: motore anteriore, trazione posteriore, V12, berlinetta GT di altissimo livello con la pretesa di essere al tempo stesso un’auto da guidare davvero e un oggetto da guardare. Vittorio Gabba, responsabile di Q by Aston Martin, ha definito questa edizione un pacchetto curato di elementi esterni e interni che celebrano in modo sottile un anniversario importante nella storia del marchio. Il debutto mondiale è fissato alla Monterey Car Week in California, dal 10 al 16 agosto. Le prime consegne ai clienti sono previste a partire dal quarto trimestre del 2026.

50 esemplari

La produzione sarà limitata ad appena 50 esemplari, suddivisi equamente tra venticinque Coupé e altrettante Volante. Entrambe le carrozzerie saranno disponibili nelle configurazioni 2+0 o 2+2, a seconda delle esigenze di chi acquista. L’esterno è un esercizio di raffinatezza misurata. Oltre alla tinta Q Skye Silver, i dettagli includono inserti in foglio metallico lungo i sottoporta e sulle prese d’aria, listelli laterali in acciaio inox, terminali di scarico dedicati, cerchi forgiati da 21 pollici con il motivo a V in finitura a contrasto e badge identificativi dell’anniversario. I prezzi per le due varianti non sono ancora stati comunicati ufficialmente, ma considerando che il modello standard parte da circa 405.000 euro, la serie limitata si posizionerà inevitabilmente su una fascia ancora più esclusiva.

Interni dedicati

L’abitacolo della Vanquish 25 introduce rivestimenti e finiture creati appositamente per questa edizione celebrativa. Q by Aston Martin ha lavorato su ogni superficie dell’interno per creare una coerenza tra il tributo visivo all’esterno e l’esperienza a bordo, con materiali e combinazioni cromatiche che non si trovano su nessun altro esemplare di Vanquish in circolazione.

Sotto al cofano, nel frattempo, si conferma il propulsore V12 biturbo da 5,2 litri con 835 CV di potenza massima, abbinato a un cambio automatico a otto rapporti, con uno scatto 0-100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima di 344 km/h. In un’epoca in cui i V12 si contano sulle dita di pochi marchi rimasti fedeli a questa architettura, il fatto che Aston Martin non solo lo mantenga ma lo celebri con una serie speciale dice qualcosa sul posizionamento che il brand vuole tenere ancora per qualche anno, almeno fino a quando motore potrà continuare a essere omologato.

Cinquanta auto, due carrozzerie, un nome che sa di storia. La Vanquish 25 è esattamente il tipo di oggetto che non ha bisogno di essere spiegato a chi capisce di cosa si tratta.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 08:37:25 +0000
News n. 15
Arriva la nuova Safety Car di Formula 1, come cambia la Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+

Il Gran Premio d’Ungheria 2026 segna l’ingresso in scena della nuova Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ nel ruolo di vettura di sicurezza ufficiale della Formula 1, e lo fa con alcune novità che vanno oltre il semplice cambio di modello. Questa Safety Car introduce soluzioni tecniche inedite per il suo ruolo tra cui, per la prima volta in trent’anni di collaborazione tra Mercedes e FIA, la trazione integrale.

La AMG GT Black Series lascia il campo dopo 51 Gran Premi e quattro stagioni di servizio. Chi la sostituisce non è una versione de-tuned destinata a girare piano: è la variante più performante dell’attuale gamma AMG GT, con alcune modifiche significative sia sul fronte della sicurezza che su quello dell’aerodinamica.

La prima a trazione integrale

Sotto il cofano rimane il V8 biturbo da 4,0 litri capace di sviluppare 612 CV e 850 Nm di coppia, abbinato al cambio automatico AMG Speedshift MCT a nove rapporti. Fin qui, la continuità con le Safety Car precedenti. La novità meccanica sta nel sistema di trazione integrale variabile 4Matic+: si tratta di una novità assoluta. Le precedenti Mercedes erano tutte a trazione posteriore, così come l’Aston Martin Vantage utilizzata negli ultimi anni. Bernd Mayländer, pilota ufficiale del ruolo da decenni, dispone di un’auto che risponde in modo più equilibrato ai limiti dell’aderenza. Nell’abitacolo troverà sedili racing Recaro con cinture a sei punti, roll-bar FIA, sistemi radio dedicati e un display per monitorare in tempo reale le informazioni dalla direzione gara.

Pacchetto aerodinamico dedicato

La GT 63 Pro da strada è già un’auto sviluppata per la performance, ma la versione Safety Car riceve un trattamento aggiuntivo. Tra le modifiche figurano uno splitter anteriore più pronunciato, nuove alette aerodinamiche un fondo rivisto per migliorare i flussi d’aria e l’alettone posteriore attivo. Quest’ultimo è il componente che porta con sé la novità più visibile: integra direttamente al suo interno i nuovi sistemi di segnalazione luminosa, eliminando la barra luminosa tradizionale dal tetto. Il risultato è un’auto che guadagna in pulizia aerodinamica e in presenza visiva, senza rinunciare alla leggibilità dei segnali per i piloti.

Per celebrare il trentesimo anniversario della collaborazione con la Formula 1, la vettura sfoggia una livrea speciale con vernice nera lucida, dettagli rossi, loghi degli sponsor e specifici emblemi celebrativi su cofano, tetto e ala posteriore. L’estetica è quella di un’auto nata per essere vista in testa al gruppo.

Niente più barra luminosa

Il cambiamento più immediato per chi guarda la Safety Car muoversi in pista è quello che riguarda la segnalazione. Mercedes ha eliminato il classico lampeggiante montato sul tetto, sostituendolo con una soluzione completamente integrata nell’aerodinamica della vettura. I LED sono stati inseriti direttamente nell’ala posteriore attiva e nel relativo flap, insieme alle telecamere utilizzate durante le procedure di Safety Car. Sul frontale trovano invece posto nuovi lampeggianti integrati nel paraurti e all’interno dei gruppi ottici anteriori e posteriori.

Come da regolamento FIA, le luci arancioni indicano ai piloti il divieto assoluto di sorpasso, mentre quelle verdi autorizzano il superamento della Safety Car quando la direzione gara comunica il termine della neutralizzazione. Il sistema è diverso nella forma, ma identico nella funzione: la leggibilità per i piloti rimane garantita, e il design integrato riduce il peso aggiuntivo e la resistenza aerodinamica che la tradizionale barra sul tetto comportava.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 08:10:08 +0000
News n. 16
I prezzi di petrolio e benzina volano, in arrivo un’estate da rialzo record

Mentre milioni di italiani preparano le valigie per l’esodo di agosto, i prezzi alla pompa stanno salendo a un ritmo che non si vedeva da diversi mesi e la causa è sempre da ritrovare nello Stretto di Hormuz, ritornato al centro del dibattito nelle ultime settimane con il nuovo blocco seguito all’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti. Chi guiderà per le strade italiane nei prossimi week-end pagherà il conto, in modo diretto e immediato, di una crisi geopolitica a diecimila chilometri di distanza.

La benzina segna il record del 2026

Dal 4 luglio, giorno in cui è ripartito il prezzo di mercato dopo la scadenza dello sconto sulle accise, il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi al litro, pari a un rialzo del 7,5%. Il gasolio ha fatto ancora peggio, con una crescita di circa 23 centesimi al litro, un incremento del 12,5%. Ora con i rialzi record degli ultimi giorni la benzina ha segnato un valore record per il 2026 di 1,97 euro/litro, mentre il gasolio ha raggiunto quota 2,16 euro/litro

Nelle tasche degli italiani si traduce come un rifornimento da 50 litri al costo di 7 euro in più sulla benzina e 11 euro in più sul gasolio rispetto a inizio luglio. Non sono variazioni di poco conto, soprattutto in una stagione in cui chi parte in auto o in camper si ritrova a fare più rifornimenti del solito.

L’accelerazione si è concentrata dopo l’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro. Lo Stretto di Hormuz è il passaggio attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale: quando si chiude il mercato reagisce in modo quasi istantaneo, e il riflesso alla pompa arriva nel giro di pochi giorni.

Aumento di 700 milioni per gli italiani

La stima elaborata dall’Ufficio Economico di Confesercenti mette in fila i numeri dell’impatto complessivo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l’impatto tra luglio e agosto raggiungerebbe i 700 milioni di euro di maggiore spesa per famiglie e piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria. Solo nella decina di giorni successiva al blocco di Hormuz, l’aggravio è già stimabile in circa 140 milioni di euro.

Il calendario degli spostamenti amplifica il problema. Viabilità Italia segnala il bollino rosso per il pomeriggio di giovedì 30 e per tutta la giornata di venerdì 31 luglio, e il bollino nero per le mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto, i picchi di traffico dell’estate, con milioni di veicoli in movimento sulle autostrade italiane. L’auto resta il mezzo preferito per le vacanze di prossimità, e il costo del carburante incide direttamente sul budget disponibile per la vacanza stessa.

Il presidente di Confesercenti Nico Gronchi ha chiesto al governo un intervento calibrato sulla durata dell’esodo estivo, che riduca parzialmente il trasferimento del rialzo delle quotazioni sulle famiglie, e ha sottolineato come gli interventi emergenziali non bastino da soli: servirebbe, secondo l’associazione, una strategia strutturale per ridurre la vulnerabilità del Paese agli shock energetici. Parole che si sentono a ogni crisi e che, a ogni crisi, tornano a essere attuali.

Nel frattempo, per chi parte in auto nelle prossime settimane, il consiglio pratico resta sempre lo stesso: evitare le autostrade nelle giornate di bollino nero, scegliere i distributori fuori dalle aree di servizio autostradali dove i prezzi sono mediamente più alti, e se possibile fare il pieno prima di partire, in attesa di capire in che direzione si muoveranno le quotazioni del greggio nelle prossime settimane.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:30:30 +0000
News n. 17
Sciopero dei trasporti 25 luglio 2026: città, orario inizio e fine

In Italia, il giorno 25 luglio 2026, è stato annunciato 1 sciopero che interesserà il settore dei trasporti pubblici locali. Di seguito, riportiamo tutti i dettagli aggiornati sugli scioperi previsti, con le informazioni relative alle aree coinvolte, le aziende interessate, le modalità e i sindacati promotori.

Sciopero del Trasporto Pubblico Locale in Sardegna

Per la giornata di sabato 25 luglio 2026, nella regione Sardegna è indetto uno sciopero territoriale che coinvolge tutte le province (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano). L’astensione riguarda il personale della Società ARST, con una durata di 8 ore secondo varie modalità indicate dalle strutture sindacali. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato OSR UGL Autoferrotranvieri e interessa il servizio di trasporto pubblico locale nelle aree menzionate.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 18
Ubriaco e al telefono, si schianta contro l’auto della Polizia

Si è cacciato nei guai da solo, tamponando l’ultima auto che avrebbe voluto trovarsi nei paraggi. Erano da poco passate le 12.30 e la pattuglia stava percorrendo la Grand-Rue Villenouvelle, una strada della città francese situata una cinquantina di chilometri a nord di Tolosa. A un certo punto gli agenti hanno sentito il colpo provenire dalla parte posteriore della loro vettura e, scesi dal mezzo, si sono ritrovati davanti l’uomo che di lì a poco avrebbero dovuto accompagnare negli uffici del comando.

Contro la pattuglia della Polizia

Dall’accaduto, stando alle informazioni diffuse dalla stampa locale, nessuno sarebbe uscito con ferite gravi. L’episodio avrebbe quindi potuto risolversi con la comunicazione dei dati e gli accertamenti normalmente effettuati dopo un incidente, ma il comportamento del 53enne ha subito attirato l’attenzione dei poliziotti, che hanno deciso di approfondire la situazione, ignari di quello che avrebbero scoperto di lì a pochi minuti.

Mentre si trovava al volante l’uomo teneva il cellulare in mano, distogliendo probabilmente lo sguardo dalla strada nei momenti precedenti all’impatto. E i guai per lui erano appena cominciati: l’alcoltest ha rilevato 0,54 milligrammi di alcol in ogni litro di aria espirata, ben al di sopra della soglia massima tollerata, pari a 0,40 mg/l.

A quel punto il conducente è stato portato al comando e sottoposto a fermo. Il telefono utilizzato al volante era ormai soltanto una delle violazioni emerse nel giro di pochi istanti: anche le targhe installate sulla sua automobile hanno creato qualche problema. Gli agenti le hanno giudicate irregolari rispetto alle prescrizioni in vigore in Francia, dove una targa assente oppure priva dei requisiti richiesti espone a una sanzione che può raggiungere 750 euro. Nei casi previsti, il veicolo rischia inoltre di rimanere immobilizzato.

Il cinquantatreenne avrebbe ammesso le proprie responsabilità già durante l’interrogatorio e ad agosto dovrà presentarsi di nuovo davanti alle autorità, che affronteranno il caso attraverso la composizione penale. La procedura gli consentirà di accettare le sanzioni proposte dalla procura e chiudere la vicenda senza arrivare in tribunale: solo allora sapremo quanto gli sarà costato quel breve tratto percorso sulla Grand-Rue Villenouvelle.

Tutte le infrazioni accertate

Di solito gli agenti scoprono simili comportamenti fermando un’auto oppure dopo aver notato una manovra sospetta. Stavolta è successo il contrario, dato che il responsabile è arrivato direttamente contro la parte posteriore della pattuglia e ha praticamente dato inizio da solo al proprio controllo.

Guardare il cellulare gli ha impedito di accorgersi in tempo della macchina davanti, e l’alcol rilevato nel suo organismo rendeva la guida ancora meno sicura. Per fortuna l’urto ha provocato soltanto danni contenuti e nessuno sembra essersi fatto seriamente male, ma pochi metri o un momento diverso sarebbero bastati a coinvolgere una persona a piedi oppure in bicicletta.

Le fonti francesi non indicano i modelli coinvolti e non risultano disponibili immagini utili a identificarli. Rimane però una dinamica difficile da dimenticare: il cinquantatreenne si è messo al volante e, utilizzando il telefono durante la marcia, ha finito il suo tragitto contro l’auto di chi avrebbe accertato entrambe le violazioni.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 05:30:50 +0000
News n. 19
Google Maps rinnova la navigazione, cambia il modo di segnalare le svolte

E se sbagliare un’uscita diventasse meno frequente? Dopo il primo rilascio negli Stati Uniti e in India, anche in Italia sta per arrivare il maggiore aggiornamento di Google Maps degli ultimi anni, relativo a Gemini e al sistema di navigazione. Entro la fine del 2026 i conducenti europei dovrebbero finalmente accedere alle nuove funzioni.

Già prima di partire ci saranno delle grosse novità, infatti, attraverso Ask Maps, sarà possibile formulare richieste molto più precise rispetto alla semplice ricerca di un indirizzo. Ad esempio, anziché scrivere “ristoranteâ€, l’utente potrà domandare un locale tranquillo, provvisto di tavoli all’aperto e situato vicino alla destinazione. Analizzando le informazioni disponibili su Maps e le recensioni dei clienti, Gemini illustrerà le proposte ritenute pertinenti direttamente sulla cartina.

Come cambia la pianificazione del viaggio

D’ora in avanti, in caso di imprevisti nel tragitto, non sarà più necessario fermarsi e digitare sullo schermo. In caso di poca autonomia, l’automobilista chiederà a Gemini indicazioni su punti di rifornimento lungo la strada e potrà immediatamente precisare di voler evitare una deviazione troppo lunga. Allo stesso modo di una normale conversazione, l’assistente virtuale unirà le due domande e fornirà una risposta esauriente. Un’eventuale cambio di programma potrà essere gestito a voce, il tempo di inserire una nuova sosta nell’itinerario, e se il traffico allunga il viaggio, il conducente potrà chiedere a Gemini di avvisare la persona attesa e persino aggiungere un appuntamento al calendario.

Persino le classiche indicazioni perderanno un po’ d’importanza. In prossimità dell’incrocio, Maps potrà suggerire di girare una volta superato un locale o un distributore visibile dalla strada. Gemini individuerà il riferimento confrontando le immagini di Street View con le attività registrate nella zona e lo segnalerà sullo schermo appena la vettura si avvicina, affinché il conducente abbia davanti agli occhi lo stesso elemento indicato dalla voce, anziché dover calcolare la distanza che lo separa dalla svolta.

Promette poi di migliorare notevolmente l’esperienza di guida la nuova funzione Navigazione Immersiva. Un cavalcavia smetterà di essere rappresentato come una semplice linea e anche gli edifici acquisteranno profondità, avvicinando la cartina a ciò che si vede dal parabrezza. Negli incroci mai affrontati prima, l’app mostrerà con maggiore precisione la corsia da imboccare e la posizione degli attraversamenti.

La visuale si spingerà inoltre avanti lungo il tragitto, così da preparare il conducente alle manovre successive. Se Maps individua una strada più rapida, non si limiterà a indicare il tempo risparmiato, ma consentirà di guardare meglio la deviazione proposta, e prima ancora della partenza si potrà esplorare anche la zona di arrivo e capire dove conviene lasciare l’auto.

Funzioni avanzate anche dopo il parcheggio

Ask Maps continuerà a funzionare anche dopo aver parcheggiato l’auto. Durante una passeggiata potremo domandare che cosa si trova nei dintorni e in bicicletta basterà parlare, tenendo le mani sul manubrio. Alcune di queste possibilità hanno già iniziato a comparire sugli smartphone, segno che l’integrazione fra Maps e Gemini ha preso il via in anticipo sul grande aggiornamento annunciato.

Google, comunque, non premerà un interruttore rendendo disponibile tutto nello stesso giorno. La distribuzione procederà a scaglioni e due persone con la medesima versione dell’app potrebbero vedere schermate differenti. Il servizio resterà gratuito, ma soltanto con l’arrivo in Italia capiremo quali novità saranno operative subito e quali si faranno attendere.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 05:30:30 +0000
News n. 20
Patente nautica, è sempre necessaria? Barche, potenza e distanze

Una barca con 40 CV si può guidare senza patente nautica? Dipende. La potenza è solo uno dei parametri presi in considerazione dalla normativa italiana. Anche un propulsore da 29 kW, quindi al di sotto della soglia comunemente conosciuta, può richiedere la patente quando supera il limite di cilindrata previsto per la sua tecnologia.

Allo stesso modo, una barca dotata di un piccolo motore non può allontanarsi oltre sei miglia dalla costa affidandosi alla sola esperienza del conducente. La distanza fa scattare l’obbligo indipendentemente da potenza, cilindrata e tipo di propulsione.

Ci sono poi due casi nei quali il titolo serve comunque: la conduzione delle moto d’acqua e la pratica dello sci nautico. Infine, noleggiare un mezzo non modifica le regole né trasferisce al gestore le responsabilità di chi prende il comando.

Quando si può navigare senza patente

Per comandare senza patente un’unità lunga non più di 24 metri devono essere rispettate contemporaneamente una serie di condizioni:

  • navigazione entro sei miglia dalla costa;
  • motore con potenza non superiore a 30 kW, equivalenti a 40,8 CV;
  • cilindrata entro la soglia prevista per il tipo di propulsore;
  • età minima richiesta per natanti o imbarcazioni;
  • mezzo diverso da una moto d’acqua;
  • nessuna attività di sci nautico;
  • rispetto dei limiti tecnici dell’unità e delle ordinanze locali.

Se viene meno anche uno solo dei requisiti, l’esenzione non opera più. Una cilindrata eccessiva obbliga a conseguire il titolo anche con 40 CV mentre una potenza superiore a 30 kW fa scattare la patente pur in presenza di una cilindrata ridotta. Entro sei miglia dalla costa, la patente non è richiesta quando la potenza massima di esercizio del motore arriva fino a 30 kW, 40,8 CV, e la cilindrata rimane entro il limite corrispondente.

A fare fede è la dichiarazione di potenza del motore, nella quale sono riportati potenza massima di esercizio, cilindrata, ciclo di funzionamento, alimentazione, numero di serie e caratteristiche tecniche del propulsore. Un motore originariamente più potente, ma venduto come depotenziato, può essere condotto senza patente soltanto se la limitazione è certificata e i documenti ufficiali indicano un valore entro la soglia.

La cilindrata può rendere obbligatoria la patente

La cilindrata massima consentita senza patente nautica varia in base al tipo di motore. Per i motori a due tempi il limite è di 750 cc se alimentati a carburazione e sale a 900 cc per quelli a iniezione.

I motori fuoribordo a quattro tempi, sia a carburazione sia a iniezione, possono raggiungere una cilindrata massima di 1.000 cc, mentre per i quattro tempi entrobordo il limite è fissato a 1.300 cc. Per i motori diesel, la soglia arriva a 2.000 cc in assenza di sovralimentazione, ma scende a 1.300 cc per le versioni sovralimentate.

Per fare alcuni esempi, un fuoribordo quattro tempi da 29 kW e 996 cc può essere usato senza patente entro sei miglia, purché il conducente abbia l’età prescritta. Se lo stesso propulsore sviluppa 31 kW, la cilindrata contenuta non evita l’obbligo.

Prendiamo poi un quattro tempi fuoribordo da 29 kW e 1.100 cc: la patente serve perché è stato superato il tetto dei 1.000 cc. Un diesel sovralimentato da 30 kW con cilindrata di 1.500 cc richiede ugualmente il titolo.

La soglia per quella tecnologia si ferma a 1.300 cc. Diversa la situazione di un diesel aspirato da 30 kW e 2.000 cc. I valori coincidono con i massimi ammessi e, restando entro sei miglia, non fanno scattare l’abilitazione.

La motorizzazione elettrica non possiede una cilindrata, ma conserva un dato di potenza. Per stabilire l’obbligo della patente bisogna quindi controllare il valore dichiarato dal costruttore. Un motore elettrico con potenza non superiore a 30 kW può essere condotto senza titolo entro sei miglia, nel rispetto degli altri requisiti. Oltre quel valore si applica la disciplina ordinaria.

Le sei miglia si misurano dalla costa

Il secondo grande limite riguarda la zona di navigazione. Senza patente non si possono superare sei miglia nautiche dalla costa, equivalenti a circa 11,1 chilometri. La distanza non viene calcolata dal porto di partenza e né dalla spiaggia sulla quale è stato noleggiato il mezzo. Conta la posizione dell’unità rispetto alla costa più vicina.

Una rotta lunga non impone la patente se la barca rimane sempre all’interno della fascia delle sei miglia. Al contrario, un trasferimento relativamente breve può richiederla quando attraversa un tratto di mare più lontano dalla terraferma o dalle isole. La rotta va studiata prima della partenza con una carta nautica, una cartografia elettronica affidabile o un dispositivo GPS adeguato.

Il titolo richiesto dipende dalla distanza effettiva dalla costa e dal tipo di unità condotta. Per navigare entro 6 miglia non serve la patente nautica, purché il motore rispetti i limiti previsti di potenza e cilindrata e il conducente abbia l’età minima richiesta.

Tra 6 e 12 miglia dalla costa occorre la patente nautica entro 12 miglia, mentre per spingersi oltre questa distanza è richiesta la patente senza limiti. La patente è sempre obbligatoria per condurre una moto d’acqua, indipendentemente dalla distanza dalla costa e dalla potenza del motore. Per il comando delle navi da diporto di lunghezza superiore a 24 metri serve invece la patente nautica di categoria B.

Natante, imbarcazione e nave: cosa cambia

Un natante misura fino a 10 metri. La categoria comprende gran parte dei gommoni, dei piccoli cabinati, delle lance e dei motoscafi impiegati durante le vacanze. L’imbarcazione da diporto supera i 10 metri, ma non oltrepassa i 24. A differenza del natante, deve essere iscritta nell’Archivio telematico centrale e possedere i documenti previsti per la navigazione.

Oltre 24 metri si entra fra le navi da diporto. In questo caso serve la patente di categoria B, a prescindere dalla presenza di un motore poco potente.

La lunghezza superiore a 10 metri non impone automaticamente la patente. Anche un’imbarcazione può essere condotta senza abilitazione entro sei miglia, se motore, cilindrata ed età rispettano i limiti dell’articolo 39.

In linea teorica, una barca a vela lunga 12 metri con un piccolo motore ausiliario può quindi essere comandata senza patente nella fascia costiera consentita. L’assenza dell’obbligo non rende però prudente affrontare un’unità complessa senza formazione, soprattutto in porto, con vento forte o in spazi ristretti.

Barche a vela, quando basta l’età

La propulsione velica non fa scattare da sola l’obbligo. Una barca a vela senza motore può navigare entro sei miglia con un conducente che abbia raggiunto l’età minima prevista per la classe dell’unità. Quando è presente un motore ausiliario, si controllano potenza e cilindrata come su una barca a motore.

Oltre sei miglia la patente torna obbligatoria anche se l’unità procede solo a vela. Il titolo può essere limitato alla sola propulsione a motore oppure comprendere vela e motore.

L’assenza della patente non elimina il requisito anagrafico. Il Codice fissa soglie differenti in base al mezzo:

  • 18 anni per comandare un’imbarcazione da diporto;
  • 16 anni per condurre un natante a motore;
  • 14 anni per un natante a vela con superficie velica superiore a quattro metri quadrati;
  • 14 anni per le unità a remi che navigano oltre un miglio dalla costa.

Per piccole unità a vela entro quattro metri quadrati e mezzi a remi utilizzati entro un miglio, il Codice non richiama la medesima soglia. Ordinanze locali, regolamenti sportivi e condizioni di noleggio possono comunque introdurre limiti più severi.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 04:00:22 +0000
News n. 21
Che auto guida The Weeknd, l’hypercar della svolta artistica

Venerdì, sabato e domenica: The Weeknd si prende San Siro per tre concerti consecutivi, tutti esauriti da tempo. Il 24, 25 e 26 luglio Milano sarà l’unica fermata italiana dell’After Hours Til Dawn Tour e in scaletta troverà quasi certamente spazio Starboy, brano del 2016 al quale è legata una delle sue automobili più famose.

Nel video Abel Tesfaye compare inizialmente davanti alla propria versione del passato, riconoscibile dalla capigliatura che ne aveva accompagnato l’ascesa. La elimina, si taglia i capelli e distrugge con una croce luminosa quanto gli ricorda la vita precedente, poi scende nel garage e sale su una McLaren P1 rossa. Al suo fianco, sul sedile normalmente riservato a un passeggero, c’è una pantera nera.

Vista la presenza tanto evidente della vettura, in molti avevano pensato a un accordo pubblicitario concluso con McLaren in occasione delle riprese. Le cose stavano diversamente: John Paolo Canton, allora addetto alle pubbliche relazioni del marchio, spiegò a Billboard che l’esemplare apparteneva già al cantante. The Weeknd, insomma, non aveva ricevuto una P1 da usare nel videoclip, ma aveva semplicemente aperto il proprio garage.

La McLaren P1 da 916 CV

Presentata nel 2013, la McLaren P1 nasce con l’obiettivo di trasferire sulla strada alcune soluzioni sviluppate nelle competizioni. I 200 km/h arrivano dopo appena 6,8 secondi, quasi prima di avere il tempo di rendersi conto della velocità raggiunta. Per i 100 ne servono 2,8 e l’accelerazione termina soltanto a quota 350 km/h, dove interviene il limitatore elettronico. Il peso a secco, intanto, rimane inferiore a 1.400 kg.

A produrre simili numeri ci pensa un V8 biturbo di 3,8 litri e la componente elettrica, capaci insieme di offrire 916 CV. Tutti i 900 Nm disponibili finiscono sull’asse posteriore e passano attraverso una trasmissione a doppia frizione con sette marce, parti di una meccanica che chiarisce bene la fama conquistata dalla P1 fra le hypercar della propria generazione.

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McLaren ne ha costruiti soltanto 375 esemplari stradali. La rarità ha contribuito ad aumentarne il valore nel tempo, tuttavia nel caso di The Weeknd conta altrettanto il legame con Starboy. La vettura viene citata già nel testo della canzone e nel video assume il ruolo di simbolo del successo raggiunto: accompagna il protagonista nella scena conclusiva e chiude il passaggio dalla vecchia immagine alla nuova.

Il brano realizzato insieme ai Daft Punk arrivò in testa alla Billboard Hot 100 e anche l’album omonimo debuttò al primo posto negli Stati Uniti, consolidando il salto di The Weeknd verso una dimensione ancora più pop. A distanza di dieci anni, la P1 rossa rimane legata a quella svolta quasi quanto il nuovo taglio di capelli mostrato dal cantante.

Tre concerti a Milano

Dopo la P1 vista nel videoclip, Starboy passerà dalle casse di San Siro. The Weeknd occuperà lo stadio milanese venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 luglio 2026, tre appuntamenti consecutivi inseriti nell’After Hours Til Dawn Tour.

Prima di lui toccherà a Playboi Carti, scelto come artista d’apertura della parte europea. Il concerto ripercorre oltre quindici anni di musica firmata Abel Tesfaye. I brani di After Hours e Dawn FM si alternano a quelli dell’album Hurry Up Tomorrow, con Blinding Lights e The Hills fra i passaggi maggiormente attesi. Troverà naturalmente posto anche la canzone che, dieci anni fa, portò davanti alle telecamere la McLaren personale del cantante.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 18:00:18 +0000
News n. 22
GP Ungheria, Ferrari vola: le due SF-26 dominano il venerdì magiaro

Il venerdì ungherese si apre sotto il segno del Cavallino Rampante. Nelle prime prove libere, la Rossa ha subito messo in mostra il potenziale della SF-26, concentrando il lavoro sull’aerodinamica e sulla gestione della power unit. Il primo assaggio arriva con le gomme Medium, sfruttando i giri iniziali per calibrare le mappature ibride, con particolare attenzione alle delicate fasi di harvesting e deployment.

Fin dai primi chilometri, Charles Leclerc ha dimostrato una grande confidenza con la monoposto, stampando tempi di rilievo con estrema naturalezza. Dall’altra parte del box, invece, Lewis Hamilton ha dovuto lottare contro un marcato sovrasterzo, che lo ha costretto a continue correzioni sul volante e ad alzare il piede nel terzo settore, vanificando i riscontri da record ottenuti nei primi due parziali.

Il programma tecnico della Scuderia ha poi visto protagoniste le prove comparative sull’attesa ala posteriore “Macarena” modificata. Entrambe le auto sono scese in pista con le appendici cosparse di flow-viz: Charles ha portato al debutto la nuova specifica studiata appositamente per Budapest, mentre Lewis ha inizialmente girato con una versione ibrida.

Con il passaggio alle mescole Soft, il setup di Charles ha richiesto solo leggeri ritocchi al carico sull’avantreno. Il monegasco ha confermato l’ottimo ritmo, sebbene l’eccesso di rotazione fosse una costante. Il lavoro in pista è stato poi momentaneamente interrotto da una bandiera rossa, causata da un guasto sulla nuova Aston Martin.

Alla ripartenza, le due Rosse hanno diversificato i programmi concentrandosi sulle simulazioni high fuel. Hamilton ha inanellato una decina di tornate sulle Medium, raccogliendo dati preziosi e mostrando una buona guidabilità, testando tra l’altro la nuova ala senza il castello aerodinamico centrale (aggiunto poi solo per l’ultima uscita).

Meno fortunato Leclerc, costretto al ritiro prematuro per un problema al cambio. Nonostante l’inconveniente tecnico, il bilancio delle FP1 resta ampiamente positivo per la Ferrari. La SF-26 si adatta bene alle caratteristiche dell’Hungaroring, dimostrando che il team italiano si è presentato a Budapest estremamente preparato.

GP Ungheria, FP2: Ferrari vola e mostra i muscoli

Le conferme arrivano nella seconda sessione. Allo scattare del semaforo verde, entrambe le SF-26 scendono subito in pista con gomme Medium, puntando a rifinire il setup e le mappature della power unit. Fin dai primi chilometri, Lewis Hamilton dimostra di aver trovato un feeling decisamente migliore rispetto alla mattinata, mostrandosi a suo agio al volante.

Charles, invece, dopo qualche sbavatura iniziale nel primo settore, raffredda le coperture e abbassa di netto il proprio tempo, allineandosi senza fatica alle prestazioni del compagno di squadra. Nonostante qualche piccola imprecisione nel terzo settore per il britannico e una tendenza al sovrasterzo che richiede ancora del fine tuning, il quadro generale è davvero solido.

I due alfieri della Rossa non sono del tutto soddisfatti del bilanciamento sebbene le auto italiane godano di un equilibrio nettamente superiore alla media. Il passaggio alle Soft viene interrotto dall’incidente a muro di Colapinto. Alla ripartenza, le mescole faticano a entrare nella giusta finestra di temperatura, costringendo entrambi i piloti a un giro di preparazione extra.

Il tentativo push non è dei più puliti: Leclerc deve correggere la traiettoria in diverse occasioni e via radio non nasconde la sua insoddisfazione per il giro, eppure riesce a balzare in testa, tallonato da Hamilton a soli 53 millesimi. Ma il talento di Stevenage non si accontenta: decide di spingere per un’altra tornata e, nonostante il traffico si prende la prima posizione assoluta.

La sessione si conclude con le prove high fuel per valutare il passo gara. La squadra diversifica il lavoro: Leclerc si concentra sulle mescole rosse, affrontando la gestione del degrado dopo i primi cinque giri, mentre Hamilton macina chilometri con le coperture a banda gialla. Con tanta benzina a bordo la guidabilità della SF-26 si conferma eccellente.

Anche in questo contesto il traffico rovina in parte la simulazioni, ma il risultato non cambia. In sintesi, la giornata magiara della Ferrari si chiude con un bilancio super per il Cavallino Rampante. Le SF-26 mostrano un potenziale altissimo, confermando in toto i pronostici della vigilia. Ora la parola passa al lavoro notturno al simulatore per limare gli ultimi dettagli: da domani si fa sul serio.

GP Ungheria, resoconto tempi FP2:

POS NO DRIVER TEAM TIME / GAP LAPS
1 44 Lewis Hamilton Ferrari 1:18.729 26
2 16 Charles Leclerc Ferrari +0.148s 30
3 4 Lando Norris McLaren +0.499s 30
4 1 Max Verstappen Red Bull Racing +0.692s 27
5 63 George Russell Mercedes +0.933s 30
6 6 Isack Hadjar Red Bull Racing +1.071s 20
7 30 Liam Lawson Racing Bulls +1.312s 29
8 81 Oscar Piastri McLaren +1.372s 28
9 27 Nico Hulkenberg Audi +1.396s 30
10 41 Arvid Lindblad Racing Bulls +1.524s 29
11 5 Gabriel Bortoleto Audi +1.745s 27
12 31 Esteban Ocon Haas F1 Team +1.828s 26
13 12 Kimi Antonelli Mercedes +1.964s 30
14 10 Pierre Gasly Alpine +2.087s 24
15 87 Oliver Bearman Haas F1 Team +2.221s 28
16 23 Alexander Albon Williams +2.244s 33
17 55 Carlos Sainz Williams +2.697s 31
18 77 Valtteri Bottas Cadillac +2.713s 31
19 14 Fernando Alonso Aston Martin +2.990s 24
20 11 Sergio Perez Cadillac +3.063s 28
21 43 Franco Colapinto Alpine +3.802s 11

 

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 17:02:52 +0000
News n. 23
Mercato auto, primo semestre 2026: i brand che crescono di più in Italia e in Europa

Il mercato auto in Europa ha chiuso un primo semestre del 2026 in positivo, con dati eccellenti per quanto riguarda le immatricolazioni, soprattutto in alcuni Paesi. In Italia, in particolare, è stato evidenziato un miglioramento davvero importante.

Di seguito andremo ad analizzare quali sono le Case che hanno registrato la crescita percentuale maggiore nel corso della prima metà dell’anno, sia per quanto riguarda il mercato italiano che per quello europeo (Ue + Paesi Efta + Regno Unito). Per la stesura delle due classifiche sono stati utilizzati i dati UNRAE (per l’Italia) e ACEA (per l’Europa). Non sono considerati i brand con una quota inferiore allo 0,5%.

La classifica in Italia

Ecco la Top 10 dei brand che crescono di più in Italia nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2026:

  1. Leapmotor: +1.449,07% (da 1.567 a 24.274)
  2. Omoda&Jaecoo: +295,87% (da 5.281 a 20.906)
  3. BYD: +208,57% (da 9.561 a 29.502)
  4. Honda: +43,40% (da 4.774 a 6.846)
  5. Fiat: +29,37% (da 82.474 a 106.693)
  6. Mazda: +26,24% (da 5.683 a 7.174)
  7. Mini: +25,61% (da 7.743 a 9.726)
  8. Tesla: +22,42% (da 6.468 a 7.918)
  9. Audi: +16,96% (da 37.451 a 43.802)
  10. Kia: +16,54% (da 23.105 a 26.926)

Il podio è monopolizzato dai nuovi protagonisti del mercato con Leapmotor, Omoda & Jaecoo (i dati UNRAE considerando i due marchi aggregati) e BYD che fanno segnare un sostanziale passo in avanti rispetto allo scorso anno.

Alle spalle dei nuovi brand che arrivano dalla Cina, però, troviamo diversi marchi ben noti agli automobilisti italiani, come Honda, protagonista di un eccellente primo semestre, e, soprattutto, Fiat, che con i suoi risultati sta trascinando il Gruppo Stellantis.

Il marchio italiano è stato protagonista di un’ottima prima parte di 2026, grazie soprattutto ai risultati raccolti dalla Grande Panda, modello che ha arricchito notevolmente le potenzialità della Casa torinese.

La classifica europea

Per la classifica europea, invece, utilizziamo i dati ACEA che, per alcune Case (come Chery e SAIC), fornisce solo i dati aggregati. Ecco la Top 10:

  1. Leapmotor: +558,3% (da 8.507 a 56.005)
  2. Chery Automobile: +305,8% (da 38.395 a 155.800)
  3. BYD: +145,5% (da 70.933 a 174.144)
  4. Tesla: +54,6% (da 110.179 a 170.351)
  5. Fiat: +28,7% (da 150.655 a 193.898)
  6. Mini: +20,4% (da 79.787 a 96.047)
  7. Saic Motor: +18,0% (da 153.108 a 180.659)
  8. Opel/Vauxhall: +11,4% (da 205.111 a 228.488)
  9. Mazda: +10,9% (da 81.953 a 90.864)
  10. Skoda: +10,8% (da 412.919 a 457.663)

Lo scenario visto in Italia si ripete anche in Europa (ricordiamo che Omoda&Jaecoo, in seconda posizione in Italia, rientra nel gruppo Chery). Anche in questo caso, non mancano i brand “storici” del mercato, con Fiat che, ancora una volta, si mostra in ottima forma raggiungendo la quinta posizione, con una crescita sostanziale rispetto ai dati registrati lo scorso anno.

Molto bene anche Tesla, che, nonostante la crescente concorrenza, si sta confermando come un punto di riferimento assoluto del settore delle auto elettriche, in forte crescita in Europa, come confermano i dati ufficiali sulle immatricolazioni. In positivo anche MINI mentre il Gruppo Stellantis rientra in classifica anche con Opel.

Le classifiche confermano l’ottimo stato di salute dei nuovi marchi del mercato, che arrivano dalla Cina per conquistare l’Europa. Nello stesso tempo, però, si nota come alcune Case storiche siano riuscite a reagire al momento di difficoltà, mostrando eccellenti risultati nel corso di tutto il semestre, sia in Italia che in Europa.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 13:15:57 +0000
News n. 24
Cristian Volpato fermato per eccesso di velocità, drug test preliminare positivo

Due controlli in poco più di due ore, entrambi sullo stesso ponte e al volante della medesima BMW Coupé. È terminata con due multe e la sospensione della patente internazionale per sei mesi la notte brava di Cristian Volpato a Sydney.

Protagonista di buone prestazioni con la maglia della nazionale australiana ai Mondiali da poco terminati, l’attaccante del Sassuolo potrebbe veder precipitare la sua posizione. Tutto dipenderà da un secondo test antidroga, disposto dopo la presunta positività alla cocaina emersa durante il controllo preliminare.

Il test preliminare e gli esami ancora in corso

Il primo episodio risale alle 23:05 di giovedì 23 luglio, quando, riferiscono i media locali, Volpato percorreva l’Anzac Bridge a una velocità superiore di oltre 20 km/h rispetto al limite di 60. Fermato dagli agenti, il ventiduenne ha ricevuto una sanzione ed è stato sottoposto all’alcoltest, che non ha rilevato la presenza di alcol.

Poco dopo ha rifatto capolino sullo stesso tratto. Intorno all’1:10 di venerdì, la polizia ha intercettato la BMW a 109 km/h, quasi 50 oltre il limite, disponendo un’altra multa e la sospensione della patente, valida nel Nuovo Galles del Sud, che impedirà al 22enne di guidare nello Stato australiano per i prossimi sei mesi.

In occasione del secondo controllo, gli agenti hanno eseguito anche un test preliminare a bordo strada, dalla quale sarebbe emerso un esito positivo alla cocaina, ma la vicenda non può ancora dirsi conclusa. È stato infatti raccolto un altro campione di fluido orale, affidato al laboratorio per gli accertamenti necessari: fino al responso definitivo, l’indagine rimane aperta.

Stando ad alcuni media australiani, Volpato avrebbe effettuato anche un test indipendente, dal quale non sarebbero emerse tracce di cocaina. Ai fini dell’indagine conterà però il risultato del secondo campione raccolto dalla Polizia, ancora affidato alle analisi di laboratorio. Finora non è stata formulata alcuna accusa penale, mentre restano invece le due sanzioni per eccesso di velocità e la sospensione della patente internazionale per sei mesi.

Sulla BMW si conosce ancora meno: le fonti la descrivono soltanto come una coupé, senza precisare il modello o l’anno. Non sono state diffuse fotografie che consentano di riconoscerla e nemmeno le autorità hanno fornito maggiori dettagli.

La reazione di Football Australia

Football Australia ha confermato di conoscere le accuse rivolte a uno dei suoi giocatori e di aver contattato il diretto interessato. La federazione monitorerà gli sviluppi della vicenda, offrendo sostegno al calciatore nella fase degli accertamenti, e sulla stessa linea si è espresso il sindacato Professional Footballers Australia. Al momento né il Sassuolo né l’entourage di Volpato hanno rilasciato dichiarazioni.

Nato proprio a Sydney, il trequartista si era trasferito in Italia ancora adolescente. Dopo essere entrato nel settore giovanile della Roma, ha esordito in Serie A a 18 anni e nel 2023 è passato al Sassuolo. In precedenza aveva vestito le maglie delle Nazionali italiane Under 19 e Under 20.

Alla vigilia del Mondiale 2026 ha scelto di rappresentare l’Australia, raccogliendo tre presenze durante il torneo. Il ritorno nella città natale avrebbe dovuto accompagnare uno dei momenti migliori della sua giovane carriera, ma i due passaggi sull’Anzac Bridge complicano la situazione. Per conoscere la portata effettiva dell’accaduto resta da aspettare il responso del laboratorio.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 13:14:58 +0000
News n. 25
Hyundai Ioniq 6 N Line, più autonomia e look da sportiva: quanto costa

La Hyundai Ioniq 6 si rinnova in Italia. Disponibile in un’unica configurazione – l’allestimento N Line – la berlina elettrica monta due motori dalla potenza di 325 CV, scaricati a terra dalla trazione integrale, e una batteria più capiente rispetto al passato. Il prezzo di listino parte da 60.300 euro.

Design e aerodinamica: il carattere della nuova elettrica

Fedele alla filosofia “streamliner”, riconoscibile dalla carrozzeria levigata e dalla coda spiovente, Hyundai mantiene la forma affusolata vista fin dal debutto, ma gli interventi sui dettagli conferiscono carattere. Con un coefficiente Cx di 0,215, la vettura contiene i consumi, soprattutto alle velocità autostradali.

Non era ancora successo che la Ioniq 6 fosse disponibile in versione N Line. Seppur meno estrema, richiama la variante 6 N attraverso paraurti specifici e minigonne dedicate, nonché i numerosi elementi in nero. Inserite sia nella parte anteriore sia in quella posteriore, le linee orizzontali accentuano la larghezza della carrozzeria, mentre i cerchi esclusivi da 20 pollici calzano pneumatici nella misura 245/40.

Di serie sono previsti anche i fari anteriori a matrice di LED, capaci di adattare il fascio luminoso alle condizioni della strada, e i vetri oscurati posteriori. Gli specchietti esterni sono regolabili elettricamente e integrano sia la chiusura automatica sia il riscaldamento.

All’interno prosegue la caratterizzazione sportiva. I sedili sono rivestiti in pelle e materiale scamosciato e la pedaliera è realizzata in metallo, dettagli pensati su misura così come il volante a tre razze, riportante il logo N. Dietro la corona trovano posto i paddle destinati alla regolazione della frenata rigenerativa, utilizzabili anche per azionare la funzione I-Pedal e guidare ricorrendo il meno possibile al pedale del freno.

Il nuovo accumulatore da 84 kWh promette fino a 595 km di autonomia nel ciclo WLTP, anche se il valore può variare parecchio a seconda di velocità e temperatura esterna. Per recuperare energia in viaggio, la Ioniq 6 sfrutta l’architettura a 800 Volt della piattaforma E-GMP: presso una colonnina compatibile, l’unità passa dal 10 all’80% in 18 minuti.

Il precondizionamento porta in anticipo la batteria alla temperatura più adatta, in modo da accorciare la sosta una volta collegato il cavo. La pompa di calore aiuta a ridurre i consumi durante i mesi freddi e con la funzione Vehicle-to-Load, invece, l’energia immagazzinata a bordo può alimentare dispositivi elettrici esterni.

Un abitacolo ricco di tecnologia

La dotazione di serie comprende due schermi da 12,3 pollici, uno riservato alla strumentazione e l’altro al sistema multimediale. Apple CarPlay e Android Auto funzionano senza fili, mentre gli aggiornamenti possono essere ricevuti da remoto, e sono inclusi anche head-up display, impianto audio Bose, chiave digitale e servizi connessi Bluelink.

Sul versante del comfort figurano sedili anteriori ventilati e regolabili elettricamente, sedute riscaldabili sia davanti sia dietro, climatizzatore bizona e portellone elettrico. Il pacchetto Hyundai SmartSense riunisce i principali sistemi di assistenza, dal cruise control adattivo al mantenimento della corsia, fino al controllo dell’angolo cieco e al parcheggio da remoto.

Con il finanziamento Hyundai Plus, il vantaggio promozionale può raggiungere i 4.000 euro. Al termine del contratto il cliente ha tre opzioni: sostituire la vettura, saldare il valore futuro garantito oppure restituirla alle condizioni previste.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 12:17:29 +0000


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