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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico in Italia il 3 marzo 2026 è caratterizzata principalmente da numerosi lavori in corso che comportano chiusure di tratti, entrate e uscite su molte autostrade, in particolare sulla Tangenziale di Napoli (A56) dove alcuni tratti risultano chiusi fino al mattino del 4 marzo. Segnaliamo inoltre una coda di 1 km sull’A1 tra Calenzano e Bivio A1-Variante causata da un veicolo in avaria e varie aree di servizio chiuse lungo l’A14 Bologna-Taranto che potrebbero influire sul viaggio di molti automobilisti.

A1 MILANO-NAPOLI



22:06 – A1 Milano-Napoli
Coda di 1 km tra Calenzano e Bivio A1-Variante per veicolo in avaria
Direzione Milano



22:23 – A1 Milano-Napoli
Tratto chiuso tra Orvieto e Orte fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Roma: Orte. Uscita consigliata provenendo da Firenze: Orvieto.
Direzione Napoli



23:02 – A1 Milano-Napoli
Tratto chiuso tra Capodichino e Inizio Tangenziale Napoli fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Tangenziale: Doganella su Tangenziale Napoli.
Direzione Tangenziale



22:39 – A1 Milano-Napoli
San Cesareo in entrata chiuso al traffico fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 verso G.R.A. per lavori.
Entrata consigliata verso G.R.A.: Monteporzio Catone.
Direzione G.R.A.



22:23 – A1 Milano-Napoli
Uscita di Capua chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Napoli: Santa Maria Capua Vetere. Uscita consigliata provenendo da Roma: Caianello.
Direzione in entrambe le direzioni



22:22 – A1 Milano-Napoli
Capua in entrata chiuso al traffico fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Roma: Caianello. Entrata consigliata verso Napoli: Santa Maria Capua Vetere.
Direzione in entrambe le direzioni



21:59 – A1 Milano-Napoli
Corsie di destra chiuse tra Firenze Sud e Firenze Scandicci a causa di lavori.
Direzione Milano



22:01 – A1 Milano-Napoli
Uscita di Firenze Impruneta chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Roma.
Uscita consigliata provenendo da Roma: Firenze Sud.
Direzione Milano



22:01 – A1 Milano-Napoli
Uscita di Firenze Impruneta chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 verso Bologna.
Entrata consigliata verso Bologna: Firenze Scandicci.
Direzione Milano



22:48 – A1 Milano-Napoli
Tratto chiuso tra Rioveggio e Aglio km 255 fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione Napoli



22:34 – A1 Milano-Napoli
Area di servizio Salaria Ovest chiusa fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione G.R.A.



22:26 – A1 Milano-Napoli
Area di servizio Giove Ovest chiusa fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione Napoli



22:25 – A1 Milano-Napoli
Area di servizio Tevere Ovest chiusa fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione Napoli



22:04 – A1 Milano-Napoli
Chiuso al traffico Bivio A1/A58 fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Bologna verso Agrate per lavori.
Entrata consigliata verso Agrate: Vizzolo Predabissi su Agrate-Melegnano. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Melegnano Svincolo. Uscita consigliata provenendo da Milano: Melegnano.
Direzione Milano



22:04 – A1 Milano-Napoli
Chiuso al traffico Bivio A1/A58 fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Milano verso Agrate per lavori.
Entrata consigliata verso Agrate: Vizzolo Predabissi su Agrate-Melegnano. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Melegnano Svincolo. Uscita consigliata provenendo da Milano: Melegnano.
Direzione Napoli



21:49 – A1 Milano-Napoli
Area di servizio Roncobilaccio Ovest chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione Napoli

A5 TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO



21:30 – A5 Torino – Aosta – Monte Bianco
Tratto chiuso tra Raccordo A5/SS26 dir e Aosta Ovest Svincolo fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione Torino

A7 MILANO-GENOVA



22:46 – A7 Milano-Genova
Tratto chiuso tra Serravalle Scrivia e Vignole Borbera fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Genova: Vignole Borbera.
Direzione Genova



22:00 – A7 Milano-Genova
Tratto chiuso tra Genova Bolzaneto e Bivio A7/A12 Genova-Livorno fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Genova: Genova Ovest.
Direzione Genova

A8 MILANO-VARESE



22:02 – A8 Milano-Varese
Deviazione su Bivio A8/A9 Lainate-Chiasso fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Varese: Uboldo su A9 Lainate-Chiasso.
Direzione Milano



21:08 – A8 Milano-Varese
Area di servizio Verbano Est chiusa fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione Autostrada Dei Trafori

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



22:08 – A9 Lainate-Como Chiasso
Tratto chiuso tra Como Centro e Chiasso fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per il transito di un trasporto eccezionale.
Entrata consigliata verso Svizzera: Chiasso.
Direzione Svizzera



22:07 – A9 Lainate-Como Chiasso
Tratto chiuso tra Lago di Como e Bivio A9/A59 Sud fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per il transito di un trasporto eccezionale.
Entrata consigliata verso Lainate: Fino Mornasco.
Direzione Lainate

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



22:01 – A10 Genova-Ventimiglia
Chiuso al traffico Bivio Complesso Savona/A6 Torino-Savona fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Ventimiglia verso Torino.
Entrata consigliata verso Torino: Altare su A6 Torino-Savona.
Uscita consigliata provenendo da Genova: Savona Vado.
Direzione Genova



22:01 – A10 Genova-Ventimiglia
Chiuso al traffico Bivio Complesso Savona/A6 Torino-Savona fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Genova verso Torino.
Entrata consigliata verso Torino: Altare su A6 Torino-Savona.
Uscita consigliata provenendo da Genova: Savona Vado.
Direzione Ventimiglia

A11 FIRENZE-PISA NORD



22:04 – A11 Firenze-Pisa Nord
Tratto chiuso tra Capannori e Lucca Est fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Pisa: Lucca Est.
Direzione Pisa

A12 GENOVA-ROMA



22:26 – A12 Genova-Roma
Area di servizio Tolfa Est chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione Ss1 Aurelia



22:05 – A12 Genova-Roma
Uscita di Civitavecchia Sud chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da S.S. 1 Aurelia.
Uscita consigliata provenendo da S.S. 1 Aurelia: Civitavecchia Nord.
Direzione Roma



22:21 – A12 Genova-Roma
Civitavecchia Nord in entrata chiuso al traffico fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 verso S.S. 1 Aurelia per lavori.
Entrata consigliata verso S.S. 1 Aurelia: Civitavecchia Porto.
Direzione Ss1 Aurelia



22:06 – A12 Genova-Roma
Chiavari in entrata chiuso al traffico fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Genova e Livorno: Lavagna.
Direzione in entrambe le direzioni



22:07 – A12 Genova-Roma
Uscita di Chiavari chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Genova.
Uscita consigliata provenendo da Genova: Lavagna.
Direzione Rosignano

A13 BOLOGNA-PADOVA



21:26 – A13 Bologna-Padova
Tratto chiuso tra Bivio Ss16 Adriatica e Bivio Ss64 Porrettana fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Bologna Padova: Bivio Ss64 Porrettana. Uscita consigliata provenendo da Strada Statale 16 Adriatica: Bivio Ss16 Adriatica.
Direzione Autostrada Bologna Padova



21:20 – A13 Bologna-Padova
Chiuso Bivio A13/A14 Bologna-Taranto fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Padova verso Autostrada Milano-Napoli per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli : Bologna Casalecchio su Raccordo A1-A14 Bologna Casalecchio. Uscita consigliata provenendo da Padova: Bologna Arcoveggio.
Direzione Bologna

A14 BOLOGNA-TARANTO



22:37 – A14 Bologna-Taranto
Tratto chiuso tra San Severo e Foggia fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Bari: Foggia.
Direzione Taranto



21:37 – A14 Bologna-Taranto
Tratto chiuso tra Bivio A14/A13 Bologna-Padova e Bologna Borgo Panigale fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Bologna Casalecchio su Raccordo A1-A14 Bologna Casalecchio. Uscita consigliata provenendo da Ancona: Bologna Arcoveggio su A13 Bologna-Padova.
Direzione autostrada Milano-Napoli



21:36 – A14 Bologna-Taranto
Tratto chiuso tra Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA e Bologna Casalecchio fino alle 05:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Bologna Casalecchio. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Bologna-Taranto: Bologna Arcoveggio su A13 Bologna-Padova.
Direzione autostrada Milano-Napoli



22:48 – A14 Bologna-Taranto
Area di servizio Montefeltro Ovest sprovvista di GPL per un guasto all’impianto.
Direzione Taranto



21:57 – A14 Bologna-Taranto
Area di servizio Le Saline Est con servizi di ristorazione chiusi.
Direzione Pescara



22:06 – A14 Bologna-Taranto
Area di servizio Piceno Ovest chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione Taranto



22:06 – A14 Bologna-Taranto
Area di servizio Le Saline Ovest con servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 4 marzo 2026.
Direzione Taranto

A16 NAPOLI-CANOSA



22:06 – A16 Napoli-Canosa
Tratto chiuso tra Grottaminarda e Vallata fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Canosa: Candela.
Direzione Canosa



21:29 – A16 Napoli-Canosa
Uscita di Benevento chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Canosa per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Canosa: Grottaminarda.
Direzione Napoli



21:54 – A16 Napoli-Canosa
Area di servizio Vesuvio Sud con servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 4 marzo 2026.
Direzione Canosa



21:54 – A16 Napoli-Canosa
Area di servizio Vesuvio Sud con servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 del 4 marzo 2026.
Direzione Canosa

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



22:03 – A26 GE-Voltri-Gravellona Toce
Tratto chiuso tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Diramazione D26 Predosa-Bettole fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Gravellona Toce: Ovada.
Direzione Gravellona Toce



22:04 – A26 GE-Voltri-Gravellona Toce
Area di servizio Stura Est chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per tratto chiuso.
Direzione Gravellona Toce



22:04 – A26 GE-Voltri-Gravellona Toce
Area di servizio Turchino Est chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per tratto chiuso.
Direzione Gravellona Toce



22:44 – A26 GE-Voltri-Gravellona Toce
Area di servizio Turchino Ovest chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Direzione Genova Voltri



22:05 – A26 GE-Voltri-Gravellona Toce
Chiuso al traffico Bivio A26/SS 34 del Lago Maggiore fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Genova Voltri verso Verbania.
Entrata consigliata verso Verbania: Bivio A26/SS 34 del Lago Maggiore.
Direzione Gravellona Toce

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



23:06 – A56 Tangenziale di Napoli
Entrata Capodimonte chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 verso Allacc. Diramazione Capodichino per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Corso Malta.
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino



23:05 – A56 Tangenziale di Napoli
Entrata Arenella chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Pozzuoli: Camaldoli. Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Corso Malta.
Direzione in entrambe le direzioni



23:04 – A56 Tangenziale di Napoli
Tratto chiuso tra Capodimonte e Corso Malta fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Corso Malta.
Uscita consigliata provenendo da Pozzuoli: Capodimonte.
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino



23:04 – A56 Tangenziale di Napoli
Uscita Pozzuoli chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Pozzuoli per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Pozzuoli: Inizio Tangenziale Napoli.
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino



23:04 – A56 Tangenziale di Napoli
Entrata SS Domitiana chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 verso Allacc. Diramazione Capodichino per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Entrata Arco Felice.
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino



23:03 – A56 Tangenziale di Napoli
Tratto chiuso tra Inizio Tangenziale Napoli e Entrata Arco Felice fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Entrata Arco Felice.
Uscita consigliata provenendo da Pozzuoli: Inizio Tangenziale Napoli.
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino



23:03 – A56 Tangenziale di Napoli
Uscita Doganella chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Pozzuoli per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Pozzuoli: Capodichino Svincolo.
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino



23:02 – A56 Tangenziale di Napoli
Tratto chiuso tra Fine Tangenziale Napoli e Secondigliano-Aeroporto fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Pozzuoli: Capodichino Svincolo.
Uscita consigliata provenendo da Allacc. Diramazione Capodichino: Fine Tangenziale Napoli.
Direzione Pozzuoli



23:03 – A56 Tangenziale di Napoli
Uscita Secondigliano-Aeroporto chiusa fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Allacc. Diramazione Capodichino per lavori.
Direzione Pozzuoli

S34 S.S. 34 DEL LAGO MAGGIORE



22:48 – S.S. 34 del Lago Maggiore
Chiuso al traffico Bivio SS 34/A26 Trafori fino alle 06:00 del 4 marzo 2026 provenendo da Verbania verso Gravellona Toce per lavori.
Direzione da Verbania

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 22:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Matilde Gioli, l’attrice scatena una forza della natura

Eleganza cristallina e un’anima da sportiva: l’auto di Matilde Gioli ne riflette la personalità, capace di passare con naturalezza dai set più prestigiosi alla velocità della guida reale. Se nel lavoro la conosciamo per la delicatezza e il talento, nel privato non nasconde la sua passione per i motori che sanno emozionare, proprio come la sua BMW M135 xDrive mostrata in un post. L’energia travolgente della creatura bavarese richiama quella dell’attrice, tra gli ospiti di Stasera a letto tardi su Rai 2.

La hot-hatch che sfida il cronometro: il prezzo

Non fatevi ingannare dalle forme compatte della hatchback a 5 porte. La M135 sa difendersi bene: il suo cuore TwinPower Turbo da 221 kW trasforma una compatta in una piccola belva stradale. Matilde Gioli ha scelto un mezzo autoritario, dotato di una trazione integrale che incolla la vettura alla strada e un cambio a 7 rapporti in grado di rispondere fulmineamente alla minima pressione sul pedale. Fermare il cronometro a 4,9 secondi per scattare da ferma ai 100 orari è degno di una sportiva di razza.

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Non secondaria è la velocità massima, limitata elettronicamente a 250 km/h. Quando è tempo di muoversi tra i ritmi frenetici del cinema e della TV, la quattro ruote di “passaporto” tedesco garantisce reattività ai massimi livelli, paragonabile a modelli di segmento superiore.

Lunga poco più di 4,30 metri e larga circa 1,80, la M135 xDrive soddisfa le esigenze di agilità in città e di stabilità nei tratti extraurbani. Il corpo vettura basso e largo (altezza di 1,43 m) le conferisce un baricentro in grado aggredire le curve con precisione millimetrica. Nonostante l’indole corsaiola, la M135 ha spazio in abbondanza: il bagagliaio offre una capacità che varia dai 380 minimi ai 1.200 litri, da sfruttare nelle piccole e nelle grandi commissioni quotidiane.

Certo, la qualità e le prestazioni hanno un costo: i prezzi di listino oscillano tra i 48.000 e i 64.000 euro a seconda delle personalizzazioni. Anche i consumi (circa 7,4 – 7,9 L/100 km nel ciclo WLTP) ricordano che questa è una macchina da guida reale, rivolta a un’utenza desiderosa di provare il brivido su strada.

Stasera a letto tardi: più imprevedibilità dei sensori di parcheggio

Ma martedì 3 marzo all’attrice di Doc – Nelle tue mani tocca “parcheggiare” temporaneamente la sua BMW per confrontarsi con una giuria decisamente più imprevedibile dei sensori di parcheggio: quella dei bambini. Matilde Gioli è infatti annunciata tra gli ospiti della prima puntata di Stasera a letto tardi, il nuovo show di Rai 2 condotto dai The Jackal.

Insieme a Carlo Conti e al campione di salto in lungo Mattia Furlani, Matilde si mette in gioco rispondendo alle domande schiette e spontanee di un gruppo di piccoli protagonisti tra i 4 e i 10 anni. In uno studio trasformato in un laboratorio di sincerità, l’attrice è chiamata a superare le “missioni” ideate da Ciro, Fabio, Aurora e Fru per ottenere l’ironico “Patentino da adulto”. Un’occasione unica per vedere il volto umano e divertito di una delle dive più amate d’Italia, pronta a farsi sorprendere dalla saggezza dei bambini a colpi di candid camera e di un’intervista fuori dagli schemi.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 20:58:03 +0000
News n. 3
Che auto guida Sabrina Ferilli, anche il SUV dell’attrice è un’icona di stile

Stile, praticità e un pizzico di anima romana che non guasta mai: il legame tra una grande auto e un’icona come Sabrina Ferilli nasce su tre capisaldi. Per muoversi tra i set della Città Eterna, l’attrice ha messo nel mirino un’elettrica dalla tecnologia avanzata e confortevole al punto giusto. In un post condiviso sui suoi profili social nel 2022 (in collaborazione con Europcar), Sabrina Ferilli appariva al volante di una Mercedes EQA, invitando i follower a riscoprire le bellezze della Capitale a impatto zero. Ma cos’ha di speciale questo SUV compatto che ha convinto persino “la Sabrina nazionale”?

Quanto costa il C-SUV guidato dall’attrice

A differenza di altre Mercedes in commercio, la EQA non nasce per impressionare. Basata sulla solida piattaforma MFA2 (la stella della GLA), si classifica nella categoria dei C-SUV, con una lunghezza di poco inferiore ai 4,50 m: il massimo se vuoi districarti nel traffico caotico del Lungotevere accedendo a interni spaziosi.

Per quanto riguarda l’aspetto più tecnico, la carrozzeria, muscolosa e aerodinamica, monta una batteria da 66,5 kWh reali nella versione 250, che offre un’autonomia stimata tra i 426 e i 490 km nel ciclo WLTP. Un guidatore abbastanza esperto può superare di gran carriera i 400 km, niente affatto pochi sia che tu abbia in mente di concederti un pomeriggio in centro oppure goderti un weekend fuori porta verso il litorale laziale.

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Non aspettatevi una sportiva brucia-semafori, ma una compagna di viaggio fluida e silenziosa. La scheda indica una potenza di 140 kW (190 CV) e una coppia motrice istantanea di 375 Nm, scaricati su strada in uno “0-100” in circa 8,9 secondi e una velocità massima autolimitata a 160 km/h. E se vai di fretta? La ricarica rapida in corrente continua (DC) fino a 100 kW permette di passare dal 10% all’80% della carica in circa mezz’ora. I prezzi di listino partono da circa 56.000 euro e superano i 67.000 nel caso delle più ricche versioni AMG, a confermare il posizionamento premium del brand.

Il ritorno di Gloria: una spinta silenziosa verso la redenzione

Si sa, Sabrina Ferilli è una donna dalle mille sorprese, propensa a uscire dalla comfort zone. Nel 2022 aveva stupito alla guida della Mercedes EQA, con cui sembrava trovarsi in perfetta sintonia. Lo stesso pubblico che la seguiva allora non può perdersi il TV movie Gloria – Il ritorno, in onda martedì 3 marzo 2026 su Rai Uno.

Nel nuovo capitolo, ritroviamo la diva Gloria Grandi alle prese con le conseguenze delle sue bugie e un difficile percorso di rinascita. Dopo il carcere e la custodia cautelare, Gloria è costretta a confrontarsi con le sue origini al Tufello e con una biografia non autorizzata che ne minaccia il passato. Come sottolineato dal regista Giulio Manfredonia, si tratta di un viaggio intimo e privato, una favola moderna sulla riconciliazione con sé stessi.

Sabrina Ferilli gestisce i flussi emotivi della sua Gloria naturalmente, lo stesso modo con cui ha gestito gli elettroni della vettura tedesca: zero strappi, largo alla coppia istantanea necessaria a lasciarsi alle spalle i pesi del passato e affrontare la salita verso la redenzione con una spinta silenziosa, ma assolutamente inarrestabile.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 19:40:21 +0000
News n. 4
Le auto più vendute in Italia a febbraio 2026: ecco la Top 10

Il 2026 è iniziato molto bene per il mercato auto italiano, con numeri in crescita per quanto riguarda le immatricolazioni complessive e, soprattutto, con un mese di febbraio molto positivo. Alcune vetture, come sempre, hanno registrato  volumi molto significativi, confermandosi come protagoniste del mercato delle quattro ruote. Ecco quali sono state le 10 auto più vendute in Italia nel corso del mese di febbraio 2026.

Le più vendute a febbraio 2026

La Top 10 delle auto più vendute in Italia nel corso del mese di febbraio 2026 vede la MG ZS occupare la decima posizione, con un totale di 2.667 unità immatricolate nel corso del periodo considerato. Nona posizione per la Renault Captur, che si ferma a 3.054 esemplari distribuiti sul mercato italiano, registrando un sostanziale incremento rispetto ai dati dello scorso anno (2.250 unità).

In ottava piazza troviamo un altro modello della Casa francese, ovvero la Renault Clio. La segmento B ha raggiunto quota 3.096 esemplari venduti, registrando una crescita percentuale del 67% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Settima posizione, invece, per la Toyota Aygo X, modello che si sta ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato, con ben 3.123 immatricolazioni e un incremento su base annua del 93%.

In classifica c’è spazio anche per la Citroën C3, che ha raggiunto la sesta piazza con un totale di 3.131 esemplari venduti. Al quinto posto, invece, troviamo la Toyota Yaris Cross che ha chiuso il mese con 3.736 unità vendute in tutta Italia, registrando un miglioramento del 25% su base annua. In quarta posizione c’è la Leapmotor T03, che continua a registrare numeri importanti arrivando a 4.778 esemplari venduti.

Il podio è interamente firmato Stellantis. In terza posizione, infatti, c’è la Fiat Grande Panda, che ha chiuso il mese con 5.500 unità vendute. Seconda piazza per la Jeep Avenger, con un totale di 5.984 unità vendute. La prima posizione, invece, tocca alla Fiat Panda che si conferma l’auto più venduta in Italia, come già fatto nel 2025, riuscendo a toccare quota 12.603 unità immatricolate.

Per maggiori dettagli in merito all’andamento del mercato italiano dopo i primi due mesi dell’anno in corso vi rimandiamo all’articolo dedicato alle immatricolazioni in Italia a febbraio 2026.

La classifica generale del 2026

Al termine dei primi due mesi dell’anno, questa è la Top 10 delle auto più vendute in Italia nel 2026:

  • Fiat Panda: 25.906 (+2,7%);
  • Jeep Avenger: 11.144 (+19,2%);
  • Fiat Grande Panda: 8.799;
  • Citroen C3: 6.647 (−17,2%);
  • Toyota Aygo X: 6.152 (+85,4%);
  • Toyota Yaris Cross: 5.967 (−2,3%);
  • Renault Clio: 5.747 (−8,0%);
  • Leapmotor T03: 5.727;
  • Renault Captur: 5.122 (6,1%);
  • Toyota Yaris: 5.043 (−9,1%).

Le variazioni percentuali di Grande Panda e Leapmotor T03 non sono riportate in quanto nei primi due mesi del 2025 le vendite di questi due modelli non erano ancora iniziate in modo completo.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 15:30:11 +0000
News n. 5
Mercato auto, l’Italia accelera: ottimi numeri per le immatricolazioni a febbraio 2026

Il mercato auto italiano continua a registrare ottimi dati. Dopo un mese di gennaio positivo, infatti, anche febbraio 2026 si chiude con una sostanziale crescita delle immatricolazioni in confronto con i dati dello scorso anno. Andiamo ad analizzare i dati di vendita del mese appena concluso che sono stati pubblicati da UNRAE.

Un febbraio in crescita

Il mese di febbraio 2026 si è chiuso molto bene per il mercato italiano, migliorando i risultati di gennaio. Con un totale di 137.965 unità immatricolate, infatti, il settore delle quattro ruote ha registrato un incremento del 14% delle vendite nel confronto con lo stesso mese dello scorso anno. Considerando solo le vendite ai privati, invece, la crescita risulta pari al 9,5%, con 82.826 unità complessive.

Questo risultato è stato ottenuto con un importante contributo da parte delle auto elettrificate:

  • le Mild Hybrid hanno raggiunto 58.330 unità vendute con un incremento del 30,4% e una quota del 36,8%;
  • le Full Hybrid hanno raggiunto 23.985 unità vendute con un incremento del 38,1% e una quota del 15,1%;
  • le Plug-in Hybrid hanno raggiunto 13.525 unità vendute con un incremento del 116,2% e una quota dell’8,5%;
  • le elettriche hanno raggiunto 12.572 unità vendute con un incremento dell’80,5% e una quota del 7,9%.

Il segmento delle plug-in (con Plug-in Hybrid e elettriche) ha una quota complessiva del 16,4% nel corso del mese di febbraio 2026, confermandosi sempre più importante per quanto riguarda le nuove immatricolazioni.

Come abbiamo visto nel nostro approfondimento pubblicato qualche giorno fa, l’Italia è tra i Paesi che crescono di più in Europa in termini di immatricolazioni di nuove vetture.

Un bimestre molto positivo

I primi due mesi dell’anno sono stati molto positivi per il mercato auto. Complessivamente, infatti, le immatricolazioni hanno raggiunto quota 302.126 unità con un incremento del 10,4% rispetto ai dati del primo bimestre dello scorso anno.

Con questo ritmo, il mercato ha la possibilità di superare nettamente i risultati ottenuti lo scorso anno, chiuso in leggero calo rispetto ai dati del 2024, e può guardare con fiducia al futuro, anche grazie a un miglioramento sempre più evidente delle performance dei modelli elettrificati.

Anche in questo caso si registra una sostanziale crescita delle auto elettrificate e, in particolare, ottimi dati per le Plug-in Hybrid, che crescono del 130,1% raggiungendo una quota dell’8,6%, e per le auto elettriche, in miglioramento del 60,9% su base annua con un market share del 7,3%.

Stellantis cresce più del mercato

A guidare il mercato italiano è il Gruppo Stellantis, protagonista di un ottimo mese di febbraio (+27%) che permette all’azienda di chiudere i primi due mesi dell’anno con 99.753 unità immatricolate. Questo dato si traduce in una crescita del 19% su base annua e in una quota di mercato del 33,3%. In sostanza, un’auto su tre tra quelle immatricolate in Italia appartiene al Gruppo Stellantis.

Seconda posizione, con meno della metà delle vendite, per il Gruppo Volkswagen, che ha totalizzato 45.929 unità vendute con un incremento del 10,5% rispetto allo scorso anno e un market share del 15,3%. In terza posizione c’è il Gruppo Renault, in calo del 19% con poco più di 27 mila esemplari immatricolati. Seguono Toyota, con 22 mila unità vendute e dati in linea con lo scorso anno (+0,59%) e BMW con 16 mila esemplari distribuiti sul mercato e un incremento dell’8%.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 14:35:22 +0000
News n. 6
Disciplinato il reato di fuga pericolosa all’alt delle Forze dell’Ordine: pene severe

Quando ci mettiamo al volante della nostra auto dobbiamo prestare massima attenzione a quello che accade intorno a noi per una guida sicura, evitare incidenti, ma anche problemi con la legge. Il Codice della Strada è stato inasprito con pene sempre più severe per i trasgressori al fine di limitare al minimo le vittime. Dal 25 febbraio scorso è stato aggiornato il reato di fuga pericolosa all’alt delle Forze dell’Ordine.

Il Decreto-Legge 24 febbraio 2026, n. 23, ha lanciato una nuova fattispecie di reato, decisamente rilevante per gli automobilisti italiani. In particolare il comma 7-bis nell’art. 192 del Cds ha convertito la fuga al posto di blocco da banale illecito amministrativo a reato penale autonomo. Chiunque proverà d’ora in avanti a scappare davanti all’alt delle Forze dell’Ordine e determinerà pericolo per l’incolumità degli agenti, degli altri cittadini e di sé stesso rischierà pene severissime. I trasgressori verranno puniti con la reclusione in carcere fino a 5 anni, oltre alla sospensione della patente e alla confisca del mezzo.

Il cambio di rotta

Per migliorare la sicurezza stradale, i giuristi hanno convenuto a stravolgere l’intera disciplina. In passato la fuga durante un controllo su strada era valutata dalla giurisprudenza come una violazione di tipo amministrativo. L’unica fattispecie penale che si poteva configurare era il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), ma la Corte di Cassazione si era pronunciata affermando che la semplice fuga non costituisse resistenza se priva di violenza o di minaccia. In realtà, in seguito a un tentativo di scappare a un ordine della polizia, purtroppo si sono spesso registrati dei gravissimi incidenti. Gli automobilisti in preda al panico hanno commesso errori alla guida, colpendo agenti o pedoni.

Ora il nuovo comma 7-bis ha scelto di accogliere l’orientamento che differenzia tra la fuga neutra e la condotta intrinsecamente pericolosa. In sostanza, se il conducente non crea pericolo e non si ferma magari per una reale disattenzione, è passibile della semplice sanzione amministrativa, tuttavia se la sua condotta è attiva e pericolosa, commette il nuovo reato specifico, che è condannabile con reclusione sino a un massimo di 5 anni. La valutazione ex ante va fatta sulla base delle circostanze effettive.

I comportamenti che configurano il reato

In sede processuale verrà presa in considerazione l’attività documentale degli operatori delle Forze dell’Ordine. Gli atti dovranno descrivere tutte le manovre del conducente, le condizioni ambientali e del traffico, tenendo conto anche di eventuali riprese video e testimonianze per accertare se la condotta sia stata realmente pericolosa. Verrà considerata la velocità di fuga in aree urbane densamente popolate, ma anche l’attraversamento di incroci con il semaforo rosso, la guida contromano o la conduzione che costringa terzi a manovre d’emergenza, oltre al rischio di investimento per gli agenti.

La tutela giuridica per gli organi di polizia impegnati quotidianamente sulle nostre strade è di primaria importanza per la sicurezza collettiva. Dopo le novità del Codice della Strada, questa nuova disciplina risulterà anche più complessa per le Forze dell’Ordine che dovranno gestire lo spiacevole evento con grande lucidità, presentando le prove documentali dell’intervento. Con la reclusione da sei mesi a cinque anni, oltre alla sospensione della patente e alla confisca del veicolo, la professionalità dovrà essere massima per evitare cause infinite.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 12:29:35 +0000
News n. 7
Formula 1, fatturato record e boom di fan: in crescita anche la MotoGP

Quando il potente uomo d’affari Bernie Ecclestone decise di cedere il carrozzone della massima categoria del Motorsport al gruppo americano di Liberty Media ci sono state forti perplessità. L’idea che la Formula 1 potesse evolversi in uno show business, mettendo da parte l’evento racing, è stata spazzata via da una rivoluzione che ha visto sempre più appassionati di nuove generazioni interessarsi all’automobilismo. In passato le sfide in pista erano seguite da una ristretta cerchia di appassionati, amanti della tecnica, che apprezzavano i cavalieri del rischio nei tracciati più importanti al mondo.

Oggi il sogno di un ragazzino è quello di vivere l’emozionante atmosfera del Paddock, dove fioccano iniziative che hanno trasformato i 22 piloti della griglia in delle superstar. Una evoluzione naturale, dettata anche dal boom dei social media, che ha reso ancor più popolare a livello mondiale la F1. Lo scorso anno sono stati addirittura 3,87 miliardi i ricavi generati dal gruppo F1, con una crescita del 14% rispetto al 2024. Un fatturato record per Liberty Media, che dal 2017 detiene le quote di maggioranza del circus e nel 2025 ha scelto di procedere all’acquisizione anche della MotoGP.

Boom di ascolti

Il 75esimo campionato della storica F1 ha generato un incremento dell’utile operativo del 28% su base annua, toccando quota 624 milioni di dollari. Negli Stati Uniti, dopo decenni fallimentari, la massima categoria del Motorsport è finalmente diventata popolare. La Formula One Group ha siglato contratti milionari con top brand come Lego, Disney, Pepsi e Apple. Nomi che consolidano i ricavi, con i diritti televisivi che hanno rappresentato il 31% delle entrate, seguite dai proventi derivanti dai promoter dei Gran Premi (26%) e dalle sponsorizzazioni, oltre una quota del 20% (21,7%). Il restante 20% è dovuto a servizi complementari come i pacchetti hospitality e servizi di lusso per vip.

Gli ascolti in diretta sono cresciuti tra il 21% e il 24% nel 2025. I ragazzi delle nuove generazioni non si perdono un GP e anche l’affluenza complessiva negli autodromi ha toccato quota 6,75 milioni di spettatori, salendo del 4% rispetto al 2024. L’impatto commerciale legato all’uscita del film ufficiale dedicato alla Formula 1 ha ulteriormente aiutato il bacino di utenza in aumento a livello internazionale. Il CEO Stefano Domenicali ha dichiarato:

“Siamo di fronte a una nuova stagione da record. Il nostro sport non è mai stato così forte, come dimostrano i partner di primo livello con cui collaboriamoâ€.

Vola la MotoGP

Non sorride solo la F1, ma anche la classe regina del Motomondiale che ha debuttato in Thailandia con il successo di Marco Bezzecchi. Lo scorso anno la MotoGP ha segnato ricavi pari a 573 milioni di dollari, ottenendo una crescita del 14% su base annua, mentre l’utile operativo è salito dell’86%, arrivando a 54 milioni di dollari.

Con un calendario sempre più ricco, i pacchetti hospitality hanno garantito maggiori entrate. In TV gli ascolti sono cresciuti del 9%, con una affluenza del 21% in più sulle tribune rispetto al 2024. Liberty Media vuole estendere le strategie commerciali vincenti della F1 alla MotoGP e non si escludono weekend di gara condivisi in futuro. L’addio di Valentino Rossi sembra finalmente essere stato metabolizzato dai fan e la sfida tra Aprilia e Ducati è più accesa che mai. Lo storico CEO del gruppo Carmelo Ezpeleta ha annunciato:

“La MotoGP ha chiuso il 2025 con presenze record e ora siamo fiduciosi del nostro potenziale per espanderci verso nuove aree geograficheâ€.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 11:06:12 +0000
News n. 8
Anche a febbraio Jeep Avenger è il SUV leader in Italia

Ideale per le giungle urbane e per avventurose gite fuori porta, la Avenger è tra le vetture più popolari degli ultimi anni. Stellantis ha trovato la ricetta giusta, sfruttando il fascino del marchio americano e unendolo alle esigenze urban degli automobilisti europei. Il risultato è stato un mezzo compatto, all’avanguardia sul piano della proposta dei motori e decisamente accattivante in termini di design. Il modello a ruote alte, disegnato a Torino, è diventato persino il B-SUV 100% elettrico più venduto a febbraio, con una quota vicina al 18%.

In base al report di Dataforce, lo scorso mese Jeep Avenger si è confermato il leader assoluto nel Belpaese nel suo segmento. Dopo i successi commerciali degli ultimi due anni, il 2026 è partito col botto nel primo bimestre. La quota nel comparto ha toccato il 6,65% nel mese con un market share vicino al 14%. Nel segmento più rilevante del car market italiano Avenger ha registrato una quota del 10,4%. Più di un cliente privato su dieci ha scelto il modello prodotto nel Vecchio Continente, presentato ufficialmente l’8 settembre 2022 insieme ad altre due proposte elettriche, la Jeep Recon e la Jeep Wagoneer S, per poi debuttare in pubblico il 17 ottobre al Salone di Parigi.

Il segreto del Freedom of Choice

L’opportunità di scegliere tra diverse soluzioni di mobilità ha reso possibile un traguardo straordinario per Jeep. La versione 100% elettrica, pensata per i progressisti green, non si traduce in una rinuncia delle peculiarità di un tradizionale fuoristrada del brand americano. Sono tanti a optare per la versione e-Hybrid, con motore ibrido a 48V e cambio automatico, in grado di tenere bassi i consumi e le emissioni. Per chi non volesse rinunciare alla guida con trazione integrale elettrificata, c’è la versione 4xe che offre soluzioni tecniche raffinate.

Le versioni speciali, come la Avenger 4xe The North Face Edition, esaltano la vocazione del modello dal design esclusivo, con dettagli che mettono in risalto l’unicità. La vettura è stata elaborata sulla piattaforma e-CMP2, creata da PSA per la produzione di Peugeot 2008 II, Opel Mokka B, Fiat 600 e DS 3 Crossback. La versione full electric vanta un motore anteriore da 400 V realizzato dalla Emotors. L’Avenger sprigiona 156 CV e 260 Nm di coppia, associati a una batteria agli ioni di litio da 54 kWh. Può percorrere sino 400 km su percorso misto e 550 km in quello urbano. Con la colonnina a 100 kW in corrente continua occorrono appena 24 minuti per passare dal 20 all’80% della carica, mentre con quella da 11 kW a una Wallbox la ricarica avviene in 5,5 ore.

Lancio della nuova Compass

Parallelamente Jeep sta proseguendo con il nuovo corso del SUV Compass. Realizzato in Italia sulla piattaforma STLA Medium, si è posto l’obiettivo di eccellere su ogni superficie, unendo un look all’avanguardia a una versatilità senza precedenti. Si può scegliere tra un motore e-Hybrid da 145 CV e una e-hybrid plug-in da 225 CV, fino alle versioni full electric che sprigionano sino a 375 CV, trazione integrale e un’autonomia di 650 km.

L’aerodinamica è molto curata con un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,29, massimizzando l’efficienza senza limitare lo spazio nell’abitacolo per i passeggeri. Non mancano i sistemi Selec-Terrain, la protezione a 360 gradi e i sensori per accrescere la sicurezza a bordo. Gli ordini sono già aperti e la nuova Compass è proposta con 5.000 euro di supervalutazione dell’usato e un finanziamento rateale interessi zero per la versione e-Hybrid 145 CV, abbinata a un cambio a doppia frizione a sei rapporti.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 10:18:00 +0000
News n. 9
Xiaomi svela la sua supercar estrema, ma non si può guidare su strada

Il colosso della telefonia cinese, da anni impegnato nella creazione di automobili futuristiche, ha scelto il capoluogo della Catalogna per presentare la Vision GT. Un bolide che fuoriesce direttamente dal mondo videoludico di Gran Turismo. La vettura creata da Xiaomi è già digitalmente nota per i fruitori della console Sony PlayStation che, nel simulatore di guida più popolare al mondo, la possono spingere al massimo sui tracciati.

La supercar cinese è uno dei prototipi che, negli anni, hanno impreziosito il catalogo di Gran Turismo. Nessuno si aspettava che l’azienda con sede a Pechino decidesse di crearla a grandezza naturale, ma il progetto ha scatenato la fantasia dei suoi creatori. Nel centro stile di Xiaomi non si sono posti limiti economici e hanno trasformato una fantasia virtuale in realtà.

Le caratteristiche del modello reale

Il passaggio dal mondo di Gran Turismo a quello fisico non ha deluso gli appassionati. La supercar cinese ha lasciato tutti a bocca aperta al Mobile World Congress di Barcellona per il suo design fantascientifico. Xiaomi sta riscuotendo un grande successo con modelli come la SU7 e la YU7, in grado di raggiungere performance da brividi. Grazie alla lunga esperienza nel settore delle batterie, nel 2021 è stata creata la società Xiaomi Automobile. Il colosso ha ricevuto il permesso di produrre veicoli dalla Commissione nazionale cinese per lo sviluppo e la riforma nell’agosto 2023. Il lancio della SU7 sul mercato locale è avvenuto il 28 dicembre 2023.

Allo stand Xiaomi al World Mobile Congress di Barcellona la Vision GT ha anticipato il linguaggio stilistico che vedremo in futuro nella gamma. Il marchio per ora ha puntato su berline dal carattere aggressivo. In forma estremizzata il prototipo vanta una carrozzeria che nasce da un lungo lavoro in galleria del vento. Le forme sono quelle di un bolide futuristico con un abitacolo a forma di goccia. L’avantreno presenta una aerodinamica esasperata, con dei canali scolpiti per indirizzare i flussi d’aria. La filosofia di design del marchio “Sculpted by the Wind”, ovvero “scolpita dal vento†è stata rispettata. La zona posteriore è quella più interessante con una fascia luminosa sottile che avvolge completamente la carrozzeria. Immancabile una cavità con funzioni aerodinamiche e di raffreddamento nel retrotreno per tenere incollata la vettura all’asfalto.

L’abitacolo 2.0

In un futuro non troppo lontano le vetture sportive potrebbero somigliare al progetto Xiaomi. Per ora la Vision GT si guida solo nel mondo virtuale, ma il volante racing e l’impostazione avveniristica potrebbero ispirare i modelli di domani. Il concetto di “Sofa Racer†degli interni consente di trasmettere una impostazione sportiva senza dimenticare il comfort.

L’obiettivo della Casa cinese è quello di trasmettere la sensazione di essere comodamente in un divano dove si può avere un totale controllo della plancia e pannelli delle porte. I sedili avvolgono il conducente con una forma ad anello che include un sofisticato sistema di luci e sound interattivi. Il bolide nasce per interagire con il conducente comprendendo in modo predittivo lo stato emotivo e adattando l’atmosfera interna di conseguenza, grazie all’ecosistema intelligente “Human x Car x Home”. Top secret i motori, ma nel videogame sviluppato da Polyphony Digital e pubblicato da Sony Computer Entertainment la Vision GT raggiunge velocità supersoniche.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 09:17:45 +0000
News n. 10
Schizzano i prezzi di benzina e gas dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz

Da sempre sfruttato dall’Iran come merce di scambio nello scacchiere geopolitico, lo Stretto di Hormuz è balzato agli onori della cronaca dopo lo scoppio del conflitto bellico. Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran con un’azione militare battezzata da Tel Aviv “Ruggito del Leone†e da Washington “Operation Epic Furyâ€. Data la tensione crescente e le difficoltà dei negoziati USA-Iran era attesa una offensiva. La replica di Teheran non si è fatta attendere: circa 35 missili balistici sono stati lanciati verso Israele, secondo le Forze di difesa locali. Il conflitto ha già determinato un aumento del prezzo del greggio e un’impennata di quello del Gnl.

Lo Stretto di Hormuz è un punto nevralgico che connette il Golfo con i mercati in Asia, Europa e Nord America. Secondo l’Energy information administration statunitense (Eia) è uno dei più rilevanti corridoi petroliferi al mondo. Per lo Stretto transita circa un quinto del petrolio consumato a livello globale, con una media di 20 milioni di barili al giorno. Capitolo Gnl: un quinto del commercio mondiale di gas naturale liquido è passato attraverso Hormuz nel 2024, principalmente dal Qatar. Oltre l’80% del petrolio e del gas che attraversano lo Stretto è destinato ai mercati asiatici. La Cina è tra i Paesi più danneggiati dalle mancate esportazioni energetiche iraniane. Una chiusura prolungata rappresenterebbe un suicidio per l’Iran e un problema per il mondo intero.

Gli effetti sui prezzi: sale il petrolio, vola il gas

Dopo l’offensiva congiunta Usa-Israele nei confronti dell’Iran si è avuto un aumento del prezzo del greggio e un boom di quello del Gnl. Il greggio si è impennato con una percentuale compresa tra il 7 e il 9%. Le oscillazioni di prezzo del Wti americano e del Brent europeo sono molto simili, mentre l’indice Ttf, ovvero il prezzo del gas europeo, è cresciuto notevolmente con una maggiorazione compresa tra il 40 e il 50%. Traducendo l’aumento in numeri: il petrolio Wti è quotato tra i 71 e i 72 dollari al barile, il Brent tra i 78 e i 79, mentre il gas Ttf a circa 45 euro al megawattora (MWh). I prezzi della benzina sono destinati a crescere in modo esponenziale.

La società che gestisce tutte le attività legate al petrolio e al gas in Qatar, compresa l’esplorazione, la produzione, la raffinazione, il trasporto e lo stoccaggio si chiama QatarEnergy. L’azienda qatariota ha cessato la produzione di gas naturale liquefatto. A Bruxelles fanno sapere che non ci sono “preoccupazioni immediate in merito alla sicurezza dell’approvvigionamentoâ€, tuttavia il petrolio viaggia verso quota 80 dollari al barile e gli analisti prefigurano scenari tra 100 e 130 dollari se dovesse prolungarsi la chiusura dello Stretto. Lo stop di produzione da parte dell’impianto di Ras Laffan del colosso qatariota è dovuto da un attacco di un drone, come confermato dal ministro della difesa di Doha, che ha colpito la struttura. QatarEnergy non ha specificato per quanto tempo durerà la sospensione.

Inevitabile rialzo dei carburanti

Il gasolio è già al livello più alto dal 28 febbraio 2025. È quanto è stato annunciato dopo la rilevazione di Staffetta Quotidiana che ha aggiunto che potrebbe trattarsi solo di una prima fase di rialzi. Secondo gli analisti la crisi in Medio Oriente potrebbe spingere a incrementi record del petrolio, nel caso in cui il conflitto con l’Iran durasse più di un mese. Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, ha dichiarato:

“Un petrolio su questi livelli rappresenta il principale problema macroeconomico. Se si arrivasse davvero a 90 o 100 dollari, con alcune proiezioni che parlano addirittura di 120 o 130 dollari, l’impatto su economia e inflazione sarebbe significativo, con inevitabili conseguenze sulle scelte delle banche centrali”.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 08:09:03 +0000
News n. 11
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di marzo 2026 sono previsti numerosi scioperi che interesseranno diversi settori e servizi pubblici, dal trasporto locale e ferroviario a quello aereo, con impatti sia a livello locale sia nazionale in molte città e regioni italiane. In questo articolo riportiamo il calendario aggiornato con tutte le date, gli orari, le categorie coinvolte e i sindacati promotori degli scioperi previsti, così da offrire un’informazione utile a lavoratori, pendolari e viaggiatori. Ecco il dettaglio degli scioperi in programma per marzo 2026.

Sciopero 02 marzo 2026

Nella città di Bolzano è indetto uno sciopero di 24 ORE che coinvolge il trasporto pubblico locale. In particolare sarà interessato il personale della Società SASA di Bolzano. Lo sciopero è convocato dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti e avrà durata dalle ore 00:00 alle 24:00.

Sciopero 06 marzo 2026

Nella città di Napoli è indetto uno sciopero di 24 ORE che riguarda il trasporto pubblico locale per il personale divisione ferro, personale viaggiante delle linee vesuviane della società EAV di Napoli. I sindacati promotori sono OSP FAISA-CONFAIL.

Sciopero 09 marzo 2026

A livello nazionale è proclamato uno sciopero generale di intera giornata che interessa personale di tutti i comparti, aree pubbliche, categorie del lavoro privato e cooperativo, organizzato dal sindacato SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE.

Sempre il 9 marzo, sempre a livello nazionale, si astiene dal lavoro anche tutto il personale a tempo determinato e indeterminato con contratti precari e atipici di tutti i comparti con esclusione del settore trasporti. Il sindacato promotore è UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912.

In parallelo, ancora il 9 marzo, altre sigle sindacali (USB e CLAP) proclamano scioperi generali ad esclusione dell’intero settore trasporti che interessano pubblici e privati.

Sciopero 11 marzo 2026

A livello nazionale è previsto uno sciopero di 8 ORE dalle 09:01 alle 16:59 che coinvolge il personale della società Italo NTV nel settore ferroviario. Il sindacato promotore è UILT-UIL.

Sciopero 13 marzo 2026

Nella città di Udine è indetto uno sciopero di 24 ORE che interessa il personale della società Arriva Udine appartenente al trasporto pubblico locale. Lo sciopero è proclamato da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Sciopero 16 marzo 2026

Nella città di Palermo sono indetti due scioperi distinti della durata di 24 ORE nel trasporto pubblico locale: uno per il personale della società Autoservizi Russo e uno per il personale della società Segesta Autolinee. Entrambi sono promossi dal sindacato OSR FAISA-CISAL.

Nella città di Enna è in programma uno sciopero di 24 ORE nel trasporto pubblico locale e interessa il personale della società Interbus, sempre su iniziativa di OSR FAISA-CISAL.

Nella città di Catania è proclamato uno sciopero di 24 ORE nel trasporto pubblico locale per il personale della Etna Trasporti da parte del sindacato OSR FAISA-CISAL.

Nella regione Abruzzo è stato proclamato uno sciopero di 24 ORE che coinvolge tutto il personale della società TUA Regione Abruzzo nel trasporto pubblico locale, imposto da OSR ORSA Autoferro TPL.

Sciopero 18 marzo 2026

A livello nazionale il settore aereo sarà interessato da diversi scioperi:

Personale della società Airport Handling/Dnata degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa in sciopero per 24 ORE congiuntamente al personale della soc. ALHA a Milano Malpensa (sindacato OST CUB Trasporti).

Il personale navigante della compagnia Easyjet Airlines Limited aderisce a uno sciopero di 4 ORE (dalle 13:00 alle 17:00) promosso da USB Lavoro Privato. Le stesse modalità e orari si applicano al personale di terra e di volo di ITA Airways, sempre sotto USB.

Nei pressi di Brescia all’Aeroporto di Brescia Montichiari sono previsti due scioperi nella stessa giornata che coinvolgono rispettivamente il personale della società GDA Handling e della società MH24, entrambi per l’intera giornata e promossi da OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 25 marzo 2026

Nella città di Frosinone sarà coinvolto il personale della società Cialone Tour in uno sciopero di 4 ORE (dalle 13:00 alle 17:00) nel trasporto pubblico locale. Lo sciopero è promosso da USI CTS.

Sciopero 27 marzo 2026

Nella provincia di Milano si svolgerà uno sciopero nel trasporto pubblico locale che riguarda il personale delle società appartenenti al gruppo ATM. La durata è di 24 ORE con varie modalità, promosso da AL-COBAS.

Nella città di Napoli è previsto uno sciopero di 4 ORE (dalle 19:00 alle 23:00) che interessa il personale della società EAV. Indetto da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-Autoferro.

Nella città di Novara è indetto uno sciopero di 4 ORE (dalle 17:30 alle 21:30) nel trasporto pubblico locale, relativo al personale della società SUN, promosso da AL-COBAS.

Sciopero 28 marzo 2026

Nella città di Bari sono in programma due scioperi: uno di 4 ORE (dalle 20:00 alle 23:59) riguardante il personale AMTAB (sindacati: FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL Autoferro), e uno di altre 4 ORE (dalle 8:30 alle 12:30) rivolto al personale MTM di Molfetta (sindacati: FIT-CISL/UILT-UIL).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni

Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 12
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 03 marzo 2026, fotografiamo i listini medi dei carburanti sulle autostrade italiane sulla base dell’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Dai dati emergono valori medi pari a: benzina self 1.778 €, gasolio self 1.830 €, GPL servito 0.829 € e metano servito 1.462 €. Nelle sezioni che seguono trovi la tabella con i prezzi aggiornati, un approfondimento su come si forma il costo finale al distributore e i grafici dedicati all’andamento e alla composizione dei carburanti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento ufficiale: 02-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.830
Benzina SELF 1.778
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.462

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo finale della benzina alla pompa deriva dall’intreccio di due macro-componenti: quella fiscale e quella industriale. Per la benzina, la parte fiscale pesa per il 58% del prezzo e comprende le accise e l’Iva, due voci che non dipendono direttamente dall’andamento dei mercati dell’energia nel breve periodo. La quota industriale, pari al 42%, è a sua volta suddivisa in costo della materia prima e margine lordo. La materia prima incide per il 30% e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi insieme all’effetto del cambio euro/dollaro: quando il petrolio o i benchmark dei raffinati crescono, o quando l’euro si indebolisce sul dollaro, il costo della componente industriale tende ad aumentare. Il margine lordo rappresenta il 12% del prezzo e copre i costi di logistica, stoccaggio, trasporto e la remunerazione della rete. È anche la leva sulla quale l’operatore può intervenire con maggiore flessibilità per calibrare il prezzo alla pompa, tenendo conto di concorrenza locale, volumi, promozioni e dinamiche di domanda. In sintesi, mentre tasse e imposte determinano oltre metà del prezzo e sono relativamente stabili, la parte industriale risponde più rapidamente ai movimenti dei mercati e alle scelte commerciali, influenzando le oscillazioni che gli automobilisti notano lungo la rete autostradale.

Per il gasolio, la scomposizione del prezzo evidenzia un equilibrio diverso tra tassazione e industria. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la quota industriale vale il 55%. All’interno di quest’ultima, il peso della materia prima è pari al 45%: anche qui contano le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’andamento del cambio euro/dollaro, fattori che si riflettono sul costo di approvvigionamento e sulla raffinazione. Il margine lordo vale invece il 10% e racchiude i costi operativi e commerciali della filiera, oltre al margine di remunerazione della distribuzione. Questa porzione è quella su cui l’operatore può intervenire per adeguare i listini alla pompa, a seconda della concorrenza nell’area, delle strategie promozionali e dei flussi di traffico. Rispetto alla benzina, il gasolio mostra quindi un’incidenza industriale più elevata, il che rende il suo prezzo tendenzialmente più sensibile ai movimenti dei mercati internazionali dei prodotti raffinati e del cambio. Al tempo stesso, la parte fiscale, pur inferiore rispetto alla benzina, continua a rappresentare una quota significativa del prezzo pagato dagli automobilisti, contribuendo a determinare la soglia di base al di sotto della quale è difficile scendere anche in presenza di fasi favorevoli sui mercati.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 13
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.681 per la benzina, 1.736 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.428 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.727
Benzina SELF 1.668
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.402

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.749
Benzina SELF 1.711
GPL SERVITO 0.678
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.800
Benzina SELF 1.727
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.588

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.746
Benzina SELF 1.709
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.497

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.705
Benzina SELF 1.666
GPL SERVITO 0.640
Metano SERVITO 1.384

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.728
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.372

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.749
Benzina SELF 1.676
GPL SERVITO 0.676
Metano SERVITO 1.371

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.715
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.663
Metano SERVITO 1.476

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.754
Benzina SELF 1.694
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.432

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.728
Benzina SELF 1.666
GPL SERVITO 0.670
Metano SERVITO 1.384

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.714
Benzina SELF 1.653
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.310

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.734
Benzina SELF 1.688
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.729
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.670
Metano SERVITO 1.425

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.721
Benzina SELF 1.686
GPL SERVITO 0.654
Metano SERVITO 1.465

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.745
Benzina SELF 1.687
GPL SERVITO 0.799

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.720
Benzina SELF 1.686
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.726
Benzina SELF 1.665
GPL SERVITO 0.689
Metano SERVITO 1.455

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.762
Benzina SELF 1.701
GPL SERVITO 0.729
Metano SERVITO 1.323

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.725
Benzina SELF 1.665
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.323

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.775
Benzina SELF 1.711
GPL SERVITO 0.814

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.719
Benzina SELF 1.658
GPL SERVITO 0.677
Metano SERVITO 1.325

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 14
Gli italiani preferiscono le auto usate: crescono i trasferimenti di proprietà

Gli italiani continuano a preferire le auto usate. Anche per un fattore di costo, legato all’aumento dei prezzi delle auto nuove, l’usato rappresenta un vero e proprio riferimento per gli automobilisti italiani. Una nuova conferma in tal senso arriva dai dati UNRAE che offrono un aggiornamento importante sull’andamento del mercato dell’usato italiano. I passaggi di proprietà sono in crescita, in modo anche significativo, e si avvicinano ai dati del 2019. Nel frattempo, le immatricolazioni di auto nuove sono diminuite. Ecco i dati relativi all’andamento del mercato italiano nel corso del 2025 e anche quali sono le motorizzazioni preferite da chi punta sull’usato.

Le usate battono le nuove

Anche nel 2025 le auto usate hanno superato in modo netto le nuove, con un rapporto tra trasferimenti di proprietà e nuove immatricolazioni in leggera crescita. In particolare, i dati confermano un totale di 3,17 milioni di auto usate (considerando i trasferimenti netti) a fronte di 1,53 milioni di auto immatricolate.

Complessivamente le auto acquistate tra usato e nuovo sono state 4,7 milioni con un incremento dello 0,4%. Il rapporto usato/nuovo risulta essere pari a 2,1 (nel 2024 era circa 2). In sostanza, per ogni auto nuova immatricolata, in Italia si registrano 2,1 trasferimenti di proprietà. Si tratta di un trend ormai evidente che conferma il grande interesse verso l’usato da parte degli automobilisti italiani.

Una crescita continua

Il 2025 si è chiuso con un totale di 467.977 trasferimenti di proprietà (dati in attesa di consolidamento). Si tratta di un incremento dello 0,8% rispetto ai risultati registrati nel dicembre dell’anno precedente. Nel confronto con il dato del 2019, invece, si registra un calo del 3,4%. Per quanto riguarda il dato complessivo relativo al 2025, invece, si registra una crescita del 2,9% (-0,4% rispetto al 2019).

Il diesel guida il mercato ma è in calo

Dando uno sguardo alle motorizzazioni scelte da chi opta per l’usato, invece, è il diesel a giocare il ruolo da protagonista assoluto con una quota del 39,9%. Il dato, per quanto molto elevato, è in netto calo rispetto all’anno precedente. Il market share delle auto a gasolio nel settore dell’usato, infatti, è in calo di 3,7 punti percentuali. Per quanto riguarda le auto a benzina, invece, la quota per il 2025 è pari al 38,6% con un calo di 0,3 punti rispetto all’anno precedente.

Crescono in modo sensibile le auto ibride, che hanno raggiunto una quota del 10,3%. A completare l’elenco troviamo le auto a GPL, con una quota del 5,5%, e le auto a metano, che si fermano al 2%. A completare la classifica delle motorizzazioni troviamo le auto ibride plug-in, che rappresentano l’1,6% dei trasferimenti di proprietà, e le auto elettriche, che si fermano all’1,3%.

I dati sono chiari. Le auto usate e i trasferimenti di proprietà sono un elemento centrale del mercato italiano e continueranno a essere un riferimento assoluto anche nel corso del prossimo futuro. Questo trend è, senza dubbio, legato anche ai prezzi delle auto nuove che, nel corso degli ultimi anni, hanno raggiunto livelli molto elevati.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 06:30:41 +0000
News n. 15
Tante auto in circolazione ma pochi autoriparatori: un paradosso italiano

Per quanto riguarda il settore auto, l’Italia è un Paese davvero unico nel suo genere. La conferma arriva da una recente indagine che fotografa lo stato attuale del mercato italiano evidenziando una contraddizione che da tempo lo caratterizza.

Da una parte, infatti, l’Italia è il Paese europeo che presenta la maggiore densità di automobili in circolazione. Questo parametro misura il numero di automobili per abitante. Le statistiche aggiornate confermano che attualmente ci sono 701 autovetture ogni 1.000 italiani.

Questo dato non è stabile: dai primi anni Duemila, infatti, è in corso un trend che vede un costante aumento della densità di automobili, anche per via di un progressivo calo demografico che caratterizza da tempo il Paese.

Nel frattempo, come confermato dai dati diffusi dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, gli autoriparatori continuano a diminuire, con un drastico calo soprattutto per quanto riguarda gli indipendenti. Ecco tutti i dettagli emersi dall’indagine.

Sempre più auto

Il parco auto in Italia ha raggiunto circa 41,3 milioni di unità con un incremento netto rispetto al recente passato. Nel solo ultimo decennio, infatti, si sono aggiunti circa 4,2 milioni di veicoli, per un incremento complessivo dell’11,5%.

La diffusione più elevata di auto viene registrata nella provincia di Firenze, con 877 vetture per ogni 1.000 abitanti. Seguono Isernia con 850, Catania con 811, Frosinone con 801 e Reggio Emilia con 793. I dati più bassi si registrano a Trieste con 579, Milano con 571 e Genova con 511.

Bisogna sottolineare, inoltre, che l’Italia ha anche un parco auto molto anziano. Circa il 24% delle vetture in circolazione ha più di 20 anni. Tra gli altri big market europei, la Spagna fa peggio (25,6%) mentre in Francia (12,5%) e Germania (10%) si registrano dati molto più bassi per quanto riguarda la diffusione di auto con oltre 20 anni.

Sempre meno riparatori

L’indagine mette in evidenza un trend preoccupante: il calo degli autoriparatori è evidente e non sembra avere fine. Nel corso del 2014, infatti, gli autoriparatori erano circa 83.700 mentre nel 2024 sono calati a 75.200. Il calo è netto e sempre più preoccupante, anche in considerazione del fatto che il parco auto è in forte crescita e che l’età media dei veicoli diventa sempre più alta.

Si tratta di un problema da non sottovalutare. Come osservato dalla Cgia, infatti, quella che si sta registrando è “una trasformazione strutturale che rende sempre più difficile mantenere aperta un’autofficina tradizionale“. Le differenze potrebbero diventare sempre più marcate in futuro, con un parco auto circolante molto ricco e, nello stesso tempo, un numero di autoriparatori ridotto e non sufficiente a soddisfare la domanda di riparazioni.

Alla base di questi problemi ci sono i costi di gestione sempre più elevati oltre alla complessità tecnologica delle auto moderne per cui l’esperienza di un meccanico tradizionale non è più sufficiente. In aggiunta, le auto più recenti richiedono meno manutenzione rispetto al passato. Da non sottovalutare, inoltre, è la questione generazionale: i giovani, secondo l’indagine riportata da Ansa, hanno poco interesse verso i mestieri manuali e artigianali.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 06:30:31 +0000
News n. 16
Liquido radiatore auto: il fluido a cui prestare attenzione per non fondere il motore

La gestione termica è uno degli aspetti più critici per la longevità di un propulsore. Il liquido di raffreddamento, spesso erroneamente considerato un semplice additivo per l’inverno, è in realtà un fluido fondamentale per la propria auto che opera in un range di temperature compreso tra i -40 e gli oltre 120 gradi. Trascurare la sua manutenzione è un rischio che può portare alla deformazione della testata o al grippaggio del motore, con costi di ripristino elevati.

Posso guidare se il livello è basso o la spia è accesa?

Questa è la criticità principale che ogni automobilista si trova ad affrontare. La risposta tecnica è no, è necessario fermarsi immediatamente. Se la spia della temperatura (l’icona del termometro) si accende o il livello nella vaschetta è di molto sotto il minimo, il sistema non è più in grado di scambiare calore correttamente. Continuare a guidare, anche per pochi chilometri, espone il motore a un forte stress termico. Senza una massa radiante sufficiente, la testata tende a imbarcarsi, compromettendo la tenuta della guarnizione. Se ti trovi in questa situazione ecco cosa fare:

  1. accosta in sicurezza e spegni il motore;
  2. non aprire il tappo della vaschetta a caldo, il circuito è sotto pressione e il liquido bollente contenuto all’interno causerebbe gravi ustioni. Attendi almeno 30 minuti;
  3. verifica perdite visibili, se noti una pozza sotto il vano motore, il guasto è strutturale (manicotto rotto o radiatore forato) e il semplice rabbocco non sarà sufficiente per ripartire;
  4. se il terreno è asciutto ma il livello è basso, procedi al riempimento utilizzando acqua demineralizzata o il liquido specifico indicato sul libretto. Se dopo pochi chilometri il livello scende di nuovo senza lasciare tracce a terra, è necessario portare l’auto in officina perché il motore potrebbe consumare il liquido internamente.

Perché va sostituito il fluido

Il refrigerante è una miscela di acqua demineralizzata e additivi che, con il tempo, subisce un degrado chimico. Quando queste sostanze invecchiano, il liquido perde la capacità di proteggere il motore, trasformandosi in un agente corrosivo. Ecco i motivi principali per cui la sostituzione è obbligatoria:

  • acidità e corrosione: il liquido vecchio diventa acido e inizia a corrodere i metalli interni come il radiatore e la testata;
  • danni alla pompa (cavitazione): la perdita delle proprietà anti-schiuma crea micro-bolle d’aria che distruggono le palette della pompa dell’acqua, bloccando il raffreddamento;
  • rischio di fusione: se il calore non viene più trasportato via dai cilindri, il motore rischia danni strutturali gravissimi in pochi minuti.

Le scadenze da rispettare di norma sono queste:

  • liquidi tradizionali (blu/verdi): ogni 2 anni;
  • liquidi moderni “long life” (rossi/viola/gialli): ogni 5 anni o 80.000 km.

Rispettare queste tempistiche significa ripristinare la protezione chimica necessaria a mantenere il motore in salute e risparmiare su riparazioni costose.

Come scegliere il prodotto corretto

Esiste molta confusione riguardo ai colori dei refrigeranti (blu, rosso, verde, giallo o viola). In ambito professionale, il colore identifica la tecnologia chimica utilizzata e la scelta del fluido non deve mai essere casuale o basata solo sull’estetica, poiché ogni motore richiede una protezione specifica:

  • liquidi blu/verde: contengono sali minerali, sono formulati per i motori di vecchia generazione che utilizzano radiatori in rame o ottone;
  • liquidi rosso/arancio: composti da acidi organici, rappresentano lo standard per i motori moderni con componenti in alluminio e leghe leggere;
  • liquidi viola/giallo: sono prodotti ibridi di ultima generazione (come le specifiche G12 o G13) che uniscono la protezione dei minerali alla stabilità degli organici.

Mescolare liquidi di tecnologie diverse, ad esempio un blu con un rosso, è un errore grave. Può innescare una reazione chimica che porta alla formazione di una “gelatina” all’interno del circuito. Questa ostruisce i passaggi millimetrici della testata o del radiatore, causando il surriscaldamento del motore anche se il livello nella vaschetta appare corretto. Per non sbagliare, verificate sempre la specifica tecnica (es. G12, G13) richiesta dal costruttore sul libretto di uso e manutenzione.

I segnali di allarme da non ignorare

Imparare a riconoscere i sintomi di un malfunzionamento del sistema di raffreddamento può aiutarti a evitare danni irreversibili. Oltre al controllo del livello nella vaschetta, esistono segnali visivi e olfattivi molto chiari:

  • colore torbido o scuro: se il liquido non è più limpido ma appare marrone o color ruggine, significa che gli additivi sono esauriti e la corrosione sta già intaccando il motore;
  • odore dolciastro: il fluido ha un odore molto particolare. Se lo avverti vicino all’auto dopo aver guidato o, peggio, all’interno dell’abitacolo, è probabile che ci sia una micro-perdita da un manicotto o dal radiatore del riscaldamento;
  • presenza di olio nella vaschetta: se aprendo il tappo noti delle macchie oleose o una sostanza simile a una “crema” scura, significa che l’olio motore sta entrando nel circuito di raffreddamento. Questo è un segnale chiaro che indica un cedimento della guarnizione della testata o dello scambiatore di calore;
  • residui biancastri: la presenza di incrostazioni o polvere bianca intorno ai giunti dei tubi indica una lieve perdita. Il liquido evapora a causa del calore lasciando dietro di sé i residui solidi degli additivi;
  • livello che scende senza perdite a terra: se il terreno è asciutto ma devi rabboccare spesso, il liquido potrebbe trafilare all’interno dei cilindri. Questo accade a causa di una fessura nella guarnizione della testata o di un guasto allo scambiatore, portando il motore a “bruciare” il refrigerante insieme al carburante.

Controllare questi dettagli una volta al mese ti permette di intercettare un guasto prima che la lancetta della temperatura salga pericolosamente, salvando l’integrità del propulsore.

Il raffreddamento nelle auto ibride ed elettriche

Nelle vetture moderne elettrificate la gestione del calore è diventata ancora più complessa e vitale. Non si tratta più solo di raffreddare un motore termico, ma di garantire la temperatura ottimale a componenti estremamente costosi come le batterie e l’elettronica di potenza (inverter). Ecco perché in questi veicoli il fluido assume ancora di più un ruolo fondamentale:

  • circuiti separati: spesso queste auto hanno due o tre circuiti di raffreddamento indipendenti. Uno serve per il motore termico (nelle ibride), mentre un altro, a bassa temperatura, è dedicato esclusivamente alla batteria e ai sistemi elettrici;
  • liquidi a bassa conducibilità: per motivi di sicurezza, molte auto elettriche utilizzano liquidi refrigeranti speciali progettati per non trasmettere elettricità. Usare un liquido standard potrebbe causare cortocircuiti interni al pacco batterie o danni permanenti ai sistemi ad alta tensione;
  • spurgo elettronico: a differenza delle auto tradizionali, lo spurgo dell’aria in queste vetture non può essere fatto manualmente in modo efficace. Richiede quasi sempre l’uso di un computer diagnostico che attiva le pompe elettriche interne in una sequenza specifica per espellere ogni minima bolla d’aria;
  • rischi di degrado della batteria: una bolla d’aria o un liquido esausto in un’auto elettrica non causano solo surriscaldamento, ma accelerano l’invecchiamento delle celle della batteria, riducendo l’autonomia e la vita utile del veicolo.

Per queste tipologie di veicoli, il fai-da-te è fortemente sconsigliato. La precisione nella scelta del fluido e nella manutenzione del sistema non è solo una questione di longevità meccanica, ma una garanzia di sicurezza per l’intero impianto elettrico di bordo.

Data articolo: Tue, 03 Mar 2026 05:05:00 +0000
News n. 17
Che auto guida Francesca Barra, un’inconfondibile 4×4 italiana per la giornalista

Sprizza fascino vintage da ogni bullone l’auto di Francesca Barra, tra le prime vittime della nuova edizione di Scherzi a parte, in onda a partire da lunedì 2 marzo 2026 in prima serata su Canale 5. La celebre giornalista può contare all’attivo una “partecipazione speciale” su un pezzo d’Italia su ruote, una rivisitazione audace e sorprendente di una regina assoluta di vendite sul mercato italiano.

L’auto della giornalista: quanto vale

Lo scatto risale al 2023, più precisamente al mese di ottobre, e venne pubblicato dal compagno Claudio Santamaria sui suoi profili social: ritraeva Francesca Barra radiosa in spiaggia, a bordo di un fuoristrada inconfondibile. Non ci poteva essere modo migliore di cristallizzare un momento di libertà: lontano dai ritmi frenetici dell’attualità e della TV, il veicolo esprimeva meglio di tanti discorsi la natura glamour della coppia, impeccabile nelle uscite pubbliche.

Abbiamo già visto i due rubare le luci dei riflettori, ma lo scatto conserva un fascino unico, ritraendo una Fiat Panda 4×4 Sisley, una versione speciale nata nel 1987 come edizione limitata e diventata in breve tempo un oggetto di culto. Al debutto non era ancora giunta l’ora dei moderni crossover imbottiti di sensori, eppure la piccola 4×4 fece il boom di richieste: leggera ed essenziale, aveva una meccanica talmente semplice da risultare indistruttibile o quasi.

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In confronto al modello standard la variante Sisley si distingueva per una serie di dettagli che la rendevano un’icona della cultura “adventure”. Saltava subito all’occhio l’estetica esclusiva, dalla verniciatura metallizzata ai cerchi bianchi con logo Sisley, fino ai paraspruzzi personalizzati. Le dotazioni includevano portapacchi (roof rack) di serie, lavafari e la caratteristica presa d’aria sul cofano.

Inoltre, l’abitacolo disponeva di tessuti ricercati con ricami dedicati e il mitico inclinometro sul cruscotto, di cui non potevi fare a meno se ti davi all’avventura. Nel ramo collezionistico, un esemplare in buone condizioni può arrivare a una quotazione di circa 20.000 euro se restaurato o valutato da rivenditori.

Con ogni probabilità anche la vettura sulla quale appare Francesca Barra monta un motore 999 cm3 Fire a benzina da circa 50 CV di potenza. Nonostante il peso piuma sia di appena 860 kg, la Panda Sisley non nasce per la velocità (il picco è di 130 km/h), bensì per la motricità. La trazione integrale è inseribile manualmente, così da arrampicarsi su sterrati e sabbia in disinvoltura, da mandare in crisi diversi SUV massicci di ultima generazione.

Scherzi a parte: la tranquillità dopo il caos televisivo

La compostezza mostrata da Francesca Barra sulla Fiat Panda 4×4 Sisley le tornerà utile per riprendersi da Scherzi a parte. Per la nuova edizione dello show Mediaset, confermato su Canale 5, Max Giusti e la squadra di autori hanno in serbo una ricca dose di sorprese.

Oltre alla dolce metà dell’attore Claudio Santamaria, nel mirino della prima puntata sono finiti pure Gabriel Garko, Lorella Cuccarini e Paolo Conticini. Il programma diretto alla regia da Roberto Cenci svela anche i retroscena e i “ganci” che hanno permesso di incastrare gli ospiti. Per scaricare lo stress delle telecamere, Francesca si rimetterà al volante della sua 4×4? Chi può dirlo, di certo noi lo faremmo al posto suo.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 20:02:44 +0000
News n. 18
Fiat va forte in Europa, Alfa e Lancia attendono novità: il punto sui brand italiani

I marchi italiani del settore delle quattro ruote stanno attraversando una fase di riorganizzazione. Le difficoltà registrate da Stellantis nel programma di elettrificazione potrebbe tradursi in un cambio di strategia per alcuni marchi del Gruppo che continuano a registrare volumi importanti in Italia e risultati decisamente inferiori in Europa. Andiamo ad analizzare i dati forniti da UNRAE e ACEA.

Il rilancio di Fiat

L’analisi dei dati di vendita di gennaio 2026 conferma un trend evidente: il rilancio del marchio Fiat in Europa sta andando bene. Il debutto della Grande Panda e l’arrivo della 500 ibrida sono le basi su cui ripartire e sostenere un programma di crescita che porterà, nel corso del prossimo futuro, all’arrivo di ulteriori novità con un focus sul segmento C.

Nel corso del mese di gennaio, Fiat ha venduto poco più di 29 mila unità in Europa, considerando l’Ue oltre ai Paesi Efta e al Regno Unito (che però contribuiscono con poche centinaia di esemplari venduti). Questo dato è superiore del 24,6% rispetto a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno e spinge Fiat fino a un market share del 3,1%.

Naturalmente, per il brand, il mercato italiano ha un ruolo chiave con più di 19 mila immatricolazioni nel corso del primo mese dell’anno, un incremento di oltre il 20% su base annua e una quota di mercato che sale fino al 13,5%. Si tratta di numeri che confermano come Fiat sia sempre più leader del mercato italiano.

Alfa e Lancia aspettano novità

Alfa Romeo ha iniziato il 2026 in negativo, con 4.278 esemplari venduti in Europa e un calo del 10,8%, per un market share dello 0,4%. In Italia, invece, le immatricolazioni sono state pari a 2.082 unità, con un calo dell’8,5% su base annua.

Per il marchio, dopo il lancio di Junior e il restyling di Tonale, si attendono ora altre novità per poter arricchire la gamma e espandere le potenzialità del brand. Resta aperta la questione delle Nuove Giulia e Stelvio che sono state rimandate al prossimo futuro, riducendo i margini di crescita del brand.

Per quanto riguarda Lancia, invece, si attende l’arrivo di nuovi modelli. Con la nuova Ypsilon, il brand ha raggiunto 1.283 unità vendute di cui 1.027 in Italia, registrando una crescita del 22% sul mercato europeo ma occupando ancora una nicchia del mercato.

Servirà il debutto delle novità confermate da Stellantis ma ancora in attesa del lancio ufficiale per poter guardare al futuro con una gamma più ricca e con la possibilità di registrare una crescita significativa nel sempre più affollato segmento premium.

Per quanto riguarda Maserati, non abbiamo dati a livello europeo, ma i numeri del 2025 sono sufficienti a inquadrare le difficoltà del Tridente che ha chiuso il 2025 con un totale di 7.900 esemplari venduti in tutto il mondo. Si tratta di numeri ben inferiori rispetto al picco toccato nel 2017 quando le Maserati vendute furono più di 50 mila. Il rilancio di Maserati resta uno dei punti critici per il futuro di Stellantis e su cui andrà fatta chiarezza in futuro.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 16:15:45 +0000
News n. 19
Kia EV5, l’Infotainment che convince: l’abbiamo visto da vicino

La Kia EV5 nasce con l’idea piuttosto chiara di portare nel segmento dei SUV elettrici compatti un linguaggio stilistico deciso e una piattaforma tecnologica allineata ai modelli più avanzati del marchio coreano, riprendendo quella filosofia già vista su Kia EV6 ma adattandola a un contesto più familiare e concreto, dove comfort, spazio e connettività diventano elementi centrali della quotidianità e non semplici accessori da scheda tecnica. Siccome ADAS e infotainment sono uno dei punti di forza di quest’auto, abbiamo deciso di andare in profondità e analizzarli nel dettaglio. Ecco cosa ne è emerso.

Display panoramici e interfaccia intuitiva

Il cuore dell’infotainment della Kia EV5 è rappresentato dal doppio display panoramico da 12,3†ciascuno, uno dedicato alla strumentazione digitale dietro il volante e l’altro alle funzioni multimediali e di navigazione, integrati in un unico pannello curvo che attraversa la plancia con una presenza scenica importante ma mai eccessiva; questo perché la grafica rimane pulita, leggibile e ben organizzata anche durante la guida notturna o in condizioni di forte luminosità. Molto apprezzato anche un ulteriore display centrale integrato da 5,3†dedicato al climatizzatore a tre zone, che permette di accedere e di avere sempre sotto controllo questo tipo di informazioni senza dover necessariamente entrare nel menu dedicato.

L’interfaccia del sistema operativo segue la logica già vista sui modelli più recenti della gamma Kia, con icone grandi, menu chiari e una struttura a widget personalizzabili che consente di avere accesso alle informazioni più rilevanti, come autonomia residua, flussi di consumo, media, navigazione e altro. Il tutto senza dover navigare tra sottomenu complessi, e la reattività al tocco restituisce quella sensazione di fluidità che ormai si dà per scontata su uno smartphone ma che non sempre lo è in ambito automotive.

Il doppio display panoramico della Kia EV5
Raffaele Gomiero
Il display è composto da due schermi da 12.3″ ciascuno e da uno schermo da 5.3″

A rendere l’esperienza ancora più convincente contribuisce la presenza di comandi fisici ben integrati per le funzioni principali del clima e dell’audio, una scelta che evita di avere un’interazione completamente touch spesso poco pratica in movimento. Questo dimostra come sulla Kia EV5 l’equilibrio tra digitale e tradizionale sia stato calibrato con attenzione, lasciando spazio alla personalizzazione grafica della strumentazione e alla compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto.

Personalizzazione e multimedia

Per chi si stufa facilmente della stessa interfaccia, sulla Kia EV5 è possibile anche personalizzare il tema del display di bordo scegliendo tra Marvel, Disney, Pixar o selezionare uno degli altri temi presenti o che saranno integrati in futuro tramite aggiornamento. In auto ci si può anche collegare a YouTube o giocare ad alcuni videogiochi, ma attenzione perché questo necessita la registrazione a KIA Connect, una piattaforma del brand che dà accesso ad alcuni servizi e contenuti.

Kia Connect è proposto in due soluzioni: 6,99 o 14,99 euro al mese, la differenza è che nel pacchetto più costoso è compreso anche Netflix, mentre entrambi prevedono anche gli aggiornamenti OTA. È possibile personalizzare lo schermo a livello di luminosità (automatica o manuale), visualizzazione della telecamera durante il parcheggio, impostazioni del filtro luce blu e naturalmente il colore del display.

Sulla Kia Ev5 si possono personalizzare i temi del display
Raffaele Gomiero
Il tema Avengers della Kia EV5

Naturalmente sulla Kia EV5 non mancano i comandi al volante, sulla sinistra troviamo quelli dedicati al Cruise Control, mentre sulla destra tutti quelli relativi al multimedia, ai comandi vocali e all’accesso al telefono precedentemente collegato. Tramite un apposito menu è possibile personalizzare un pulsante dedicato alla navigazione e un pulsante generico, entrambi posizionati sul volante. In questo modo sarà possibile accedere direttamente a Amazon Music, all’audio Bluetooth, a SoundCloud, alla proiezione del telefono e molto altro, senza cercarli nei vari menu

Audio immersivo e navigazione intelligente

Un capitolo a parte merita il sistema audio, perché la Kia EV5 può essere equipaggiata con un impianto premium sviluppato da Harman Kardon, capace di offrire una configurazione con otto altoparlanti distribuiti nell’abitacolo e un subwoofer dedicato. Si tratta di una combinazione che permette di ottenere un suono pieno, avvolgente e sorprendentemente equilibrato anche a volumi sostenuti, senza distorsioni percepibili o vibrazioni fastidiose. Le impostazioni audio consentono di intervenire su equalizzazione e bilanciamento, con profili predefiniti che semplificano la scelta e permettono di adattare il suono ai gusti personali o al tipo di contenuto riprodotto.

Il sistema di navigazione integrato della Kia EV5 non si limita a proporre un percorso da punto A a punto B, ma integra informazioni in tempo reale su traffico, punti di interesse e soprattutto stazioni di ricarica, con la possibilità di pianificare soste in base all’autonomia residua e allo stato della batteria, un aspetto fondamentale su un’elettrica e gestito qui con una logica chiara, che visualizza consumi previsti e percentuale stimata all’arrivo in modo comprensibile anche a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di mobilità.

Per quanto riguarda la navigazione, la visualizzazione delle mappe è dettagliata e ben leggibile sul display da 12,3â€, con la possibilità di replicare alcune informazioni sulla strumentazione digitale dietro il volante sull’head-up display (nelle versioni dove è disponibile), riducendo la necessità di distogliere lo sguardo dalla strada. La connettività e in particolare il routing sono stati migliorati, poiché EV5 è dotata di navigazione online, una funzione che fornisce informazioni cartografiche in tempo reale all’auto, basate su dati del server aggiornati ogni 4 settimane. Il navigatore si è dimostrato reattivo nella localizzazione della posizione e con un menu ben strutturato, inoltre è possibile anche impostare lo split screen e vedere contemporaneamente tre menu, come ad esempio navigatore, media riprodotto e livello batteria.

Gli ADAS ci sono tutti

Sul fronte dei sistemi ADAS, la dotazione è completa e comprende assistente al mantenimento della corsia, Cruise Control adattivo con funzione Stop&Go, monitoraggio dell’angolo cieco, frenata automatica d’emergenza con riconoscimento di veicoli, pedoni e ciclisti. Presenti anche i sistemi di assistenza nelle manovre e nella guida in autostrada, che combinano centraggio in corsia e gestione della distanza, offrendo un livello di supporto alla guida che, pur richiedendo sempre attenzione attiva, contribuisce in modo concreto a ridurre stress e fatica nei contesti urbani e nei lunghi trasferimenti.

Da quello che abbiamo potuto toccare con mano utilizzando il Cruise Control, l’auto mantiene adeguatamente la distanza di sicurezza impostata. Oltre ad adattare in modo intelligente la velocità di marcia, lo Smart Cruise Control 2 (SCC2) è in grado, in caso di emergenza, di arrestare completamente il veicolo se il conducente non interviene. Comportamento adeguato anche per quanto riguarda il Lane Keep Assist, che mantiene l’auto nella corsia con un buon tempismo e reattività.

Nel complesso, l’infotainment della Kia EV5 si presenta come un sistema maturo, coerente e ben integrato con tutte le altre componenti dell’auto. È in grado di coniugare schermi generosi, interfaccia intuitiva, audio di qualità e assistenza alla guida evoluta in un pacchetto tecnologico che non punta solo a impressionare sulla carta ma a funzionare davvero nella quotidianità, trasformando l’abitacolo in uno spazio digitale fluido, dove ogni funzione sembra avere un senso preciso all’interno di un progetto più ampio e ben orchestrato.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 15:15:59 +0000
News n. 20
Ztl Roma, per le auto elettriche cambierà tutto: ecco le novità

È in arrivo una vera e propria rivoluzione per la mobilità a Roma, città che da tempo sta cercando di incentivare l’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale e che ha definito un’articolata area di Ztl per regolare la circolazione nelle zone più affollate.

Con una delle ultime misure di febbraio, la Giunta di Roma Capitale ha approvato una riforma destinata a far discutere e che potrebbe avere un impatto significativo sulla mobilità in città. Dal prossimo 1° luglio 2026, infatti, l’accesso alla Ztl diventerà a pagamento anche per le auto elettriche.

I veicoli a zero emissioni potranno contare su condizioni agevolate rispetto alle auto con motore termico. L’attuale regime di accesso gratuito per tutte le auto elettriche sarà eliminato anche se resterà la possibilità di accesso senza dover acquistare un permesso per alcune categorie, a partire da residenti e artigiani. Andiamo a riepilogare tutte le novità in arrivo.

Cosa cambia

La Giunta di Roma Capitale ha approvato un’importante modifica al regolamento per l’accesso alle Ztl. In particolare, è stata approvata “l’introduzione, a partire dal 1° luglio, di un permesso annuale a pagamento per l’accesso negli orari di funzionamento della Ztl del centro storico e delle altre Ztl dei veicoli a trazione esclusivamente elettrica“. La notizia era stata anticipata nelle scorse settimane, ma ora è ufficiale.

Il nuovo meccanismo, come sottolineato anche in apertura, andrà a sostituire quello attuale che consente l’accesso gratuito a tutte le auto elettriche. In sostanza, per chi ha una vettura a zero emissioni ci sarà la necessità di acquistare il permesso per poter accedere alle Ztl. L’Amministrazione ha comunque optato per una soluzione agevolata per i veicoli elettrici e per alcune categorie.

In particolare:

  • il permesso per le elettriche costerà il 50% di quello per i veicoli equivalenti a benzina o diesel e potrà essere acquistato da tutti i possesso di auto elettriche
  • il permesso resterà gratuito per i possessori di auto elettriche che rientrano nelle seguenti categorie: residenti, artigiani con laboratorio in Ztl, genitori che accompagnano figli nelle scuole del Centro storico, medici convenzionati, aziende ed enti che svolgono servizi di interesse pubblico o di emergenza con mezzi identificabili
  • i servizi di car sharing continueranno ad aver accesso gratuito alle Ztl

È stato confermato, inoltre, che gli attuali titolari di un permesso riceveranno a breve tutte le indicazioni per il successivo rinnovo. Per ulteriori dettagli è sempre possibile consultare il sito ufficiale romamobilità.it.

Il commento

Nel comunicato con cui viene ufficializzata questa novità per le Ztl romane sono presenti anche le dichiarazioni di Eugenio Patané, Assessore alla Mobilità, e Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, che riportiamo per completezza e per offrire ai lettori il punto di vista dell’Amministrazione che ha optato per questo nuovo intervento che rivoluzionerà la mobilità. La comunicazione, inoltre, conferma che la scelta è legata al forte aumento delle immatricolazioni, certificato anche dai dati di vendita in Italia delle elettrriche.

Patané ha sottolineato:

“La misura deriva dal forte aumento dei veicoli elettrici in circolazione e, di conseguenza, dal numero sempre più elevato di permessi per l’accesso alle Ztl. Sebbene si tratti di mezzi a emissioni zero, la loro crescita sta comunque contribuendo in maniera significativa alla congestione del traffico e alla riduzione degli spazi di sosta disponibili, in particolare nel centro storico. Il provvedimento rappresenta dunque una misura di regolamentazione della mobilità cittadina, in linea con quanto già deciso da molte grandi capitali europee che hanno aggiornato le agevolazioni per i veicoli elettrici nelle aree centrali, tutelando i centri storici e garantendo un equilibrio tra sostenibilità ambientale e gestione dei flussi di trafficoâ€.

Il Sindaco Gualtieri ha aggiunto:

“Non è l’unico intervento per decongestionare il centro: stiamo intervenendo colpire le truffe legate ai falsi permessi per invalidi, e abbiamo convocato un tavolo con le categorie per migliorare la modalità di consegna delle merci. Un centro storico liberato dal traffico e dal congestionamento e più vivibile è interesse di tutti: di chi ci vive, di chi ci lavora e di chi lo visita. Chi amministra Roma ha il dovere di tutelare questo patrimonio dell’umanitàâ€.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 14:15:16 +0000
News n. 21
Monopattini senza targa, la piattaforma non è ancora pronta

Le strade italiane raccontano oggi una storia di attesa e di incertezza burocratica. Nonostante la riforma del Codice della Strada del dicembre 2024 avesse promesso una rivoluzione all’insegna della tracciabilità e della sicurezza, i monopattini elettrici continuano a circolare in uno stato di “anonimato” forzato. Il motivo non è la mancanza di volontà dei proprietari, ma un ostacolo puramente tecnologico: la piattaforma telematica necessaria per ottenere la targa non è ancora operativa, rendendo di fatto impossibile adempiere agli obblighi di legge.

Un corto circuito

Questa situazione ha creato un vero e proprio corto circuito normativo. Il decreto ministeriale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 novembre scorso, sembrava aver tracciato un percorso chiaro per la regolarizzazione di questi mezzi a batteria. Il provvedimento disciplinava minuziosamente le modalità di emissione, richiesta e rilascio dei contrassegni identificativi, stabilendo persino i prezzi di vendita.

Eppure, l’ingranaggio centrale di questo sistema — ovvero il portale web a cui i cittadini dovrebbero accedere dopo aver effettuato il pagamento tramite PagoPa — resta ad oggi un “fantasma” digitale. Nonostante i termini previsti dallo stesso decreto siano ormai scaduti, l’associazione dei consumatori Assoutenti sottolinea come il servizio non sia mai stato attivato.

Le conseguenze del ritardo

Le conseguenze di questo ritardo sono tangibili e pesanti. Secondo le ricostruzioni dell’associazione, l’entrata in vigore effettiva delle novità slitterà con ogni probabilità al prossimo aprile. Il decreto prevede infatti che, una volta avviata la piattaforma telematica, i proprietari abbiano ulteriori 60 giorni di tempo per mettersi in regola. Questo significa che, finché quel sito non sarà online, il cronometro della regolarizzazione non potrà nemmeno iniziare a correre. Di riflesso, rimane congelato anche l’obbligo di assicurazione, poiché la copertura assicurativa scatterà per legge solo dopo l’effettivo rilascio della targa.

Questo clima di perenne incertezza ha avuto un impatto devastante sul settore della micromobilità. Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha lanciato l’allarme su un vero e proprio crollo del mercato nazionale, che ha colpito duramente sia la vendita diretta ai privati sia il settore dello sharing. La mancanza di procedure certe ed eque ha generato un calo di fiducia tra i consumatori e una significativa perdita di valore del parco mezzi esistente. Chi oggi vorrebbe acquistare un monopattino o investire in una flotta a noleggio si ritrova frenato da una burocrazia che non riesce a fornire gli strumenti necessari per operare nella legalità.

Serve una tariffa uniforme

Oltre al blocco tecnico, rimane aperta la questione dei costi vivi per gli utenti. Assoutenti auspica che, una volta superato l’impasse della piattaforma, non si verifichino speculazioni sui premi assicurativi. La richiesta è quella di una tariffa uniforme su tutto il territorio nazionale, evitando quella discriminazione territoriale che spesso affligge il mondo dell’auto. Secondo Melluso, non esistono ragioni statistiche o di rischio che giustifichino premi differenti tra diverse province, trattandosi di una tipologia di mobilità nuova e del tutto particolare.

Il monopattino elettrico in Italia, dunque, si ritrova oggi intrappolato in un paradosso burocratico: una legge che impone nuovi obblighi, ma un’amministrazione che non fornisce il “semaforo verde” per rispettarli. Fino a quando la piattaforma telematica non verrà accesa, la sicurezza e la regolarizzazione promesse dalla riforma resteranno soltanto sulla carta, mentre il settore continua a soffrire un’emorragia economica dettata dall’incertezza.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 12:33:59 +0000
News n. 22
Stellantis, debutto per il mild-hybrid flex fuel: l’etanolo al centro della scena

Il Pernambuco è una splendida regione del Brasile, ma è anche un’area dove in questi anni l’innovazione industriale non si è mai fermata. Il Goiana Automotive Hub, infatti, si appresta a scrivere una pagina inedita per la storia dell’automobile dell’America Latina. Non si tratta solamente di produrre nuovi veicoli, ma di dare vita a una visione che fonde la modernità dell’elettrificazione con la tradizione energetica locale. Stellantis ha infatti annunciato l’avanzamento del suo ambizioso programma Bio-Hybrid, confermando che il lancio del primo modello mild-hybrid con alimentazione flex-fuel avverrà proprio nella prima metà di quest’anno. Questa mossa è il segnale di una transizione energetica fatta su misura, pensata per rispondere alle reali esigenze di una regione che ha fatto dell’etanolo la sua bandiera ecologica.

Il nuovo motore

Il protagonista tecnico di questa svolta è il sistema MHEV a 48 Volt, una tecnologia che debutta per la prima volta nel Paese carioca. Si tratta di un motore elettrico multifunzione che prende con discrezione il posto dell’alternatore e del motorino di avviamento tradizionali. Questa “centrale elettrica” in miniatura non si limita ad avviare il motore, ma agisce come un polmone supplementare capace di fornire sia energia meccanica che elettrica, generando una coppia aggiuntiva per il propulsore a combustione.

Mentre l’auto scivola sulla strada, la gestione elettronica orchestra un dialogo invisibile tra le modalità di guida, caricando una batteria agli ioni di litio da 48 Volt che lavora in perfetto parallelo con il sistema convenzionale. Il risultato è un’esperienza di guida più fluida e piacevole, accompagnata da una drastica ottimizzazione dell’efficienza e del risparmio di carburante.

L’etanolo al centro del progetto

La bellezza di questo progetto, tuttavia, risiede nella sua natura “Bio”. Sviluppata dal TechMobility – Stellantis Center for Product Development & Hybrid-Flex Mobility, la tecnologia bio-hybrid è stata concepita per massimizzare l’uso dell’etanolo, sfruttando i punti di forza strutturali del settore energetico brasiliano. Stellantis ha pianificato un percorso graduale: si inizierà con piattaforme a 12 Volt, focalizzate sull’accessibilità economica per una diffusione capillare, per poi approdare alla più performante tecnologia a 48 Volt, proseguendo l’espansione dell’elettrificazione della gamma.

Dietro questa innovazione c’è una trasformazione industriale senza precedenti. Il Goiana Automotive Hub sta entrando in una nuova fase. Per accogliere questi nuovi modelli, Stellantis non ha solo aggiornato le linee, ma ha realizzato un ecosistema produttivo integrato: lo stabilimento di Jaboatão ha iniziato a produrre cablaggi specifici, mentre a Goiana le aree delle presse, della carrozzeria e dell’assemblaggio sono state modificate per permettere la produzione dei modelli bio-hybrid sulla stessa struttura dei motori a combustione interna. In un segno di ulteriore apertura strategica, l’azienda ha anche confermato che a Goiana verranno prodotte le auto della marca Leapmotor, rafforzando l’autonomia regionale del polo.

Occhio al futuro

Lo sguardo è già rivolto al futuro prossimo. Entro la fine dell’anno, Stellantis prevede un’offensiva di prodotto massiccia: 16 nuovi modelli e aggiornamenti, tra cui sei veicoli dotati di tecnologia bio-hybrid prodotti interamente in Brasile. Quattro di questi modelli usciranno proprio dalle linee del Pernambuco.

Come sottolineato da Herlander Zola, responsabile di Stellantis per il Sud America, l’obiettivo è offrire prodotti che soddisfino i desideri della regione con totale autonomia locale. In questo scenario, l’auto non è più solo un mezzo di trasporto, ma il simbolo di un’industria che sa evolversi rispettando la propria terra, unendo il ronzio dell’elettrico al profumo dell’etanolo in una sinfonia di progresso sostenibile.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 11:36:31 +0000
News n. 23
Alfa Romeo Junior, l’edizione speciale riporta la targa di lato

Da quando è stata presenta, addirittura con nome di Milano, l’Alfa Romeo Junior ha sempre fatto parlare di sé. Il cambio di denominazione, la produzione in Polonia, e altre chiacchiere hanno condizionato le vicende del primo B-SUV della storia del Biscione. Dati alla mano, la carriera commerciale non va affatto male, anzi, è il modello che traina le vendite in Europa. Questa volta, però, non sono le polemiche a dominare la scena, ma un’edizione speciale che celebra il fascino italiano in terra straniera. Il “pezzo forte” di questa versione è un dettaglio che a noi italiani suona decisamente strano e insolito: la targa anteriore decentrata, posizionata con orgoglio a lato dell’iconico scudetto.

Si tratta di una scelta estetica che richiama il passato del marchio, ma che oggi è possibile ammirare solo su modelli destinati a mercati extraeuropei. In Italia, infatti le attuali normative sulla sicurezza impongono il posizionamento della targa al centro del frontale, rendendo questa variante un piccolo “frutto proibito” per i collezionisti europei. Proprio questo indizio svela la destinazione di questa serie limitata: il Giappone, un mercato dove gli appassionati guardano da sempre alle vetture di Arese con immensa ammirazione.

Solo 120 esemplari

Sotto la guida del direttore generale Jin Narita, Stellantis Japan ha ufficialmente aperto gli ordini per l’Alfa Romeo Junior Ibrida Edizione Bianco, un oggetto del desiderio concepito specificamente per i raffinati collezionisti giapponesi. La produzione è un inno all’esclusività, con una tiratura strettamente limitata a soli 120 esemplari. L’anima di questa edizione speciale si rivela già nel nome: il protagonista assoluto è il colore della carrozzeria, un candido “Sempione Whiteâ€. Questa scelta cromatica non è casuale, ma rappresenta una risposta diretta ai gusti del pubblico del Sol Levante, che predilige tonalità chiare, pure ed estremamente eleganti.

L’ispirazione per questa particolare vernice affonda le sue radici a Milano, richiamando la lucentezza eterea del marmo bianco dell’Arco della Pace, situato proprio nel distretto di Sempione. I designer hanno voluto catturare quella stessa luminosità monumentale, trasferendola sulle linee sinuose della Junior per trasformarla in una scultura in movimento. Per esaltare ulteriormente questa purezza e dare slancio alla silhouette, la vettura adotta un tetto nero a contrasto, creando un gioco cromatico sofisticato che ne sottolinea il profilo dinamico.

Carattere da vendere

Il carattere grintoso della “Edizione Bianco” emerge dai dettagli esterni, curati con precisione quasi artigianale. Al primo sguardo, l’attenzione viene rapita dai cerchi in lega Aero da 18’’ con il leggendario design a “cinque foglieâ€, progettati specificamente per ridurre la resistenza all’aria e migliorare l’efficienza.

La cura dei particolari prosegue con le calotte degli specchietti retrovisori in finitura carbon-look, coordinate con uno spoiler anteriore che sfoggia una decalcomania della medesima trama tecnica. Persino il semplice gesto di avviare l’auto diventa un rito esclusivo: ogni proprietario riceverà infatti una custodia per le chiavi in carbonio creata unicamente per questa serie limitata.

Listino prezzi

Questa combinazione di stile e artigianalità ha un valore ben definito: l’Alfa Romeo Junior Ibrida Edizione Bianco è disponibile presso i concessionari autorizzati in Giappone al prezzo di 4.990.000 yen. Al cambio attuale, questa cifra corrisponde a circa 30.613 euro.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 10:01:18 +0000
News n. 24
Addio a Sandro Munari, il “Drago†leggenda dell’epoca d’oro dei rally

Il nome di Sandro Munari è di quelli roboanti, paragonabile allo scoppiettante motore V6 di origine Ferrari di quella Lancia Stratos con la quale ha scritto pagine memorabili di uno sport epico come il rally. In un’epoca avventurosa e intrisa di coraggio il “Dragoâ€, così soprannominato anche per via di quel casco raffigurante la mitologica creatura, ha saputo portare lustro all’Italia e alla Lancia, con la quale ha costruito un sodalizio florido e vincente.

Le imprese con la Fulvia e la già citata Stratos hanno un valore inestimabile, così come le quattro vittorie al Monte Carlo. Purtroppo, pochi giorni fa il grande campione si è spento a Bologna all’età di 85 anni. Le sue imprese, però, non sono ingiallite ma più vivide che mai.

Un inizio sorprendente

La sua epopea ebbe inizio in modo sorprendente nel 1964, quando Arnaldo Cavallari lo scelse come navigatore per il Rally di Sardegna. In quell’occasione, il giovane veneto dimostrò subito di avere una stoffa pregiata: mentre i colleghi viaggiavano comodamente in nave, lui scelse di guidare la vettura da Porto Torres a Cagliari a ritmi forsennati, convinto che Cavallari non l’avrebbe mai trovata pronta al suo arrivo in aereo. Invece Munari la portò puntuale sulla linea di partenza e i due vinsero la corsa.

Quel giorno, superando il traguardo, Munari pianse: il suo sogno era fare il pilota, ma non aveva i mezzi economici per acquistare un’autentica macchina da corsa e quella proposta era stata la sua unica ancora di salvezza. Presto, però, il mondo avrebbe imparato a conoscerlo come “il Dragoâ€, pilota preciso e arrembante, implacabile come la leggendaria bestia sputa fuoco.

La stima del Drake

Descritto spesso come introverso e taciturno, Munari nascondeva sotto la pelle un agonismo fuori scala. Eppure, questa determinazione non intaccò mai la sua integrità morale: nel 1972, al Rally di Sanremo, si oppose fermamente a un gioco di squadra che lo avrebbe favorito, preferendo la correttezza sportiva al comando della classifica. Non voleva percorrere scorciatoie e non cedeva alla tentazione di tagliare i percorsi. Un comportamento integerrimo che gli valse la stima profonda di Enzo Ferrari.

Il commendatore lo volle con le sue auto di Maranello per la leggendaria Targa Florio del 1972, vinta trionfalmente su una Ferrari 312 PB accanto ad Arturo Merzario. Munari sfiorò persino il debutto in Formula 1 nel 1973 per sostituire Nanni Galli, ma la fedeltà alla Lancia e la mancanza di tempo per i test lo portarono a dire i no, preferendo restare nel suo mondo prediletto, tra fango e fondi sconnessi.

Una bacheca ricca

La bacheca è da lustrarsi gli occhi anche se, per sua sfortuna, non vi è un titolo mondiale piloti poiché i regolamenti dell’epoca ancora non lo prevedevano. Comunque, il palmarès può contare su: quattro trionfi al Rally di Montecarlo, vittorie in Corsica, Sanremo e Portogallo, due titoli italiani (1967 e 1969) e un campionato europeo nel 1973. Al volante delle iconiche Lancia Fulvia HF e della brutale Stratos, Munari divenne l’orgoglio dello sport tricolare. Nel 1977, conquistò la Coppa FIA piloti, un successo che lo consacrò definitivamente nell’olimpo della specialità. Ma la gloria fu spesso intrecciata al dolore più cupo.

Nel 1968, un terribile incidente stradale gli costò l’asportazione della milza e, ancor più tragicamente, la vita dell’amico Luciano Lombardini. Quel lutto segnò profondamente il Drago, che spiegò come la morte del suo navigatore gli avesse “strappato un pezzo d’anima”, lasciando una ferita mai del tutto rimarginata.

Oltre le corse, la sua visione innovativa lo portò a fondare il Motor Show di Bologna, un’idea nata visitando l’Esposauto di Clay Regazzoni. Per quell’impresa coinvolse giganti come Niki Lauda, Giacomo Agostini e Renato Molinari, portando la magia dei motori nel cuore dell’Emilia. Oggi l’Automobile Club d’Italia e la Lancia lo piangono come una figura che ha contribuito in modo determinante a costruire il mito sportivo del marchio nel mondo, incarnando coraggio, visione e spirito di innovazione. Sandro Munari se n’è andato circondato dall’affetto della moglie Flavia e dei figli, ma il ruggito dei suoi motori continuerà a echeggiare per sempre nella memoria collettiva.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 08:57:41 +0000
News n. 25
MotoGP Thailandia, l’Aprilia simply the Bez, Ducati arranca: le pagelle

Il mondiale 2026 della classe regina è scattato a Buriram con la sfida tra Aprilia e Ducati. Già nei test prestagionali si erano notati gli straordinari passi in avanti compiuti dalla Casa di Noale. Marco Bezzecchi ha migliorato il suo livello di guida sulla nuova RS-GP, riuscendo a dettare il ritmo nella giornata di venerdì al mattino, arrivando primo anche al pomeriggio. Per Marco Bezzecchi è stato l’inizio di un percorso che lo ha visto in grande forma già nei test, pur con condizioni molto diverse rispetto a quelle del weekend di gara a Buriram.

La pioggerella nel pomeriggio di PL ha parzialmente disturbato il lavoro del rider romagnolo, capace di una guida prudente in vista della Sprint Race e del Gran Premio. Nelle qualifiche Marco Bezzecchi sulla RS-GP26 ha stampato il miglior tempo, precedendo Marc Marquez e Raul Fernandez del team satellite della Casa di Noale. Seconda fila per Fabio Di Giannantonio, poi Jorge Martin e Pedro Acosta. Settimo crono per Alex Marquez, in assenza di Fermin Aldeguer alle prese ancora con i problemi al femore. Out in Q1 Pecco Bagnaia, che è scattato dalla tredicesima piazzola.

Al via della SR Marc Marquez è riuscito a prendere il comando in Curva-1, precedendo l’alfiere italiano dell’Aprilia. Alle spalle dei primi due Fernandez si è tenuto stretta la terza posizione, mentre Diggia è stato portato fuori da una staccata sbagliata di Alex Marquez. Ne hanno approfittato Pedro Acosta, Jorge Martin e Ai Ogura. Nelle prime due tornate Marco Bezzecchi e Marc Marquez hanno dato spettacolo con sorpassi a ripetizione, ma sul più bello l’italiano è crollato al suolo quando era in testa in Curva-2. Un errore grave perché è proprio nelle SR che si possono accumulare punti pesanti. Jorge Martin, nel campionato 2024, ha battuto Bagnaia proprio grazie ai successi nella gare brevi.

Marc Marquez, una volta liberatosi di Bezzecchi, è stato insidiato dal connazionale della KTM. Acosta, corteggiato dalla Casa di Borgo Panigale, ha provato a creare dei grattacapi al campione della Ducati. Nonostante la precaria forma fisica del fenomeno di Cervera c’è stata una accesa bagarre. Dietro ad Acosta sono saliti in cattedra i rider della Casa di Noale, Raul Fernandez, Ai Ogura e Jorge Martin, finalmente tornato in forma dopo i numerosi problemi fisici della scorsa annata. Il 9 volte iridato ha gestito con oculatezza le gomme e con ferocia ha regolato Acosta con una manovra, al penultimo giro, che è stata giudicata irregolare.

L’entrata di Marc è stata troppo decisa secondo i commissari di gara, ma in passato ha fatto di peggio e non è mai stato punito. Il ducatista è rimasto cucito al cordolo ed è stato furbo l’enfant prodige della KTM ad accentuare l’uscita di pista. Il campione è stato costretto a cedere la posizione all’ultima curva dell’ultimo giro, regalando a Pedro Acosta la prima gioia in MotoGP. Il dominio iberico è stato chiuso dal Raul Fernandez.

Nella sfida domenicale Bezzecchi è partito a fionda e ha fatto mangiare la polvere a tutti. Il romagnolo ha costruito giro dopo giro un vantaggio consistente sul compagno di marca Raul Fernandez. Pedro Acosta ha lottato con il coltello tra i denti con i connazionali Jorge Martin e Marc Marquez, riuscendo a strappare alla fine la seconda posizione. Ducati giù dal podio dopo più di 4 anni e 89 GP. Era dalla domenica in Aragona nel 2021 che una Desmosedici non chiudeva nelle prime tre posizioni: Marc Marquez out in Thailandia con tanto di mescola bucata, solo non Pecco Bagnaia.

I top 3

Pedro Acosta: 9 – Con la vittoria della SR è diventato il più giovane della storia della MotoGP a mettersi al collo una medaglia d’oro. Non si aspettava di trionfare per una penalità al campione in carica della Ducati, ma ha la furbizia dei predestinati. Ha dimostrato con un coraggio leonino e sorpassi audaci di meritare la corte della Casa di Borgo Panigale in ottica 2027. Terza storica vittoria Sprint per la KTM dopo i due successi marcati da Brad Binder. Ha strappato una seconda posizione nel GP, battendo due fenomeni come Marquez e Martin. Dopo la prima trasferta in Thailandia è in testa alla graduatoria. Un ottimo segnale per il marchio di Mattighofen.

Marco Bezzecchi: 8 – Se non avesse commesso l’errore nella SR avrebbe concluso un weekend da 10 in pagella. In gara non ha avuto la pressione di Marc Marquez e si è vista la differenza. È stato inattaccabile sulla RS-GP26. Qui a Buriram ne aveva troppo di più rispetto a tutti gli avversari, ma ha raccolto “soli†25 punti, due in più di Raul Fernandez (voto 7,5). Il romagnolo, considerando anche il finale della scorsa stagione, ha vinto 3 GP di fila, l’unico a riuscirci nella storia della Casa di Noale.

Jorge Martin: 7 – Rimanendo in tema Aprilia si è rivisto un Martinator in un ottimo stato di forma. Vogliamo premiarlo dopo un anno infernale in ospedale in cui non è mai riuscito a esprimersi ad altissimi livelli. Rivederlo lottare contro Marquez e Acosta è stato un piacere per gli occhi. Bentornato Jorge!

I flop 3

Marc Marquez: 5,5 – Sfortunato in gara e penalizzato in modo esagerato nella Sprint. In un weekend dominato da Aprilia è stato l’unico ducatista a lottare. Si è dovuto accontentare della medaglia d’argento nella sfida breve, ma nel GP ha mostrato tutti i limiti di una Rossa che, nel 2025, aveva dominato a Buriram. Da un fenomeno come lui ci si aspetta sempre qualcosa in più, tuttavia si è dovuto arrendere anzitempo con una mescola bucata e ha lasciato la Thailandia con soli 9 punti raccolti.

Pecco Bagnaia: 4 – Torna a casa a una sola lunghezza in graduatoria dal compagno di squadra. Un bottino di punti complessivo per il team factory Ducati preoccupante. Il torinese non ha mai avuto il ritmo giusto per lottare con i rider migliori nelle posizioni che contano. Dopo i test prestagionali e le dichiarazioni rilasciate i fan si aspettavano di vederlo in cima alla griglia. Dalla tredicesima casella non ha potuto granché, chiudendo in gara con una mesta nona piazza.

Yamaha: 0 – Le aspettative della vigilia erano altissime. Il lancio del nuovo motore V4 si è dimostrato fallimentare già nei primi giri nei test. Fenomeni come Fabio Quartararo e Toprak Razgatlioglu sono stati sempre nelle ultime posizioni, esattamente come Alex Rins e Jack Miller a distanze siderali dal resto del gruppo. Il campione francese se ne andrà a fine stagione e anche giustamente dato il flop tecnico. La M1 è peggiorata e saranno dolori nel 2026.

Data articolo: Mon, 02 Mar 2026 07:22:19 +0000


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