NEWS - Tutti gli sport(escluso il calcio)


News passione per motori da virgilio.it

News passione motori

News n. 1
Svolta per i distributori, colonnine elettriche e contributi fino a 60.000 euro

Il panorama delle strade italiane si appresta a vivere una metamorfosi profonda. La tradizionale stazione di rifornimento, così come l’abbiamo conosciuta per decenni, è destinata a evolversi in un centro multi-energetico. Secondo quanto previsto dalla bozza del nuovo DDL Concorrenza, che il Governo punta ad approvare entro la fine di luglio, il futuro della mobilità nazionale passerà per una riconversione forzata ma incentivata della rete distributiva.

L’obbligo del 2028

La proposta legislativa stabilisce una data spartiacque: il 1° gennaio 2028. A partire da quel giorno, non potranno più essere rilasciate autorizzazioni per nuovi impianti che non prevedano la distribuzione di almeno un vettore energetico alternativo ai combustibili fossili. Il vincolo è stringente: i gestori che non si adegueranno a questa direttiva rischiano di perdere definitivamente l’autorizzazione all’esercizio.

Ma cosa si intende per “vettori alternativi”? La proposta, rifacendosi al regolamento Ue 2023/1804, include una vasta gamma di soluzioni: dall’energia elettrica all’idrogeno, passando per l’ammoniaca, i biocombustibili (come il biometano o i carburanti sintetici rinnovabili), il gas naturale (GNC e GNL) e il GPL.

Incentivi alla riconversione: fino a 60.000 euro

Per sostenere questa complessa transizione infrastrutturale, il Governo ha stanziato un fondo di 112 milioni di euro per il triennio 2028-2030, ripartito in circa 37-38 milioni annui. Il fulcro della manovra riguarda i contributi diretti ai gestori:

  • conversione totale nei centri abitati: gli impianti situati nelle aree urbane che sceglieranno di dismettere integralmente le pompe per idrocarburi potranno beneficiare di un contributo che copre fino al 50% delle spese sostenute. Il tetto massimo è fissato a 60.000 euro per impianto e include sia i costi di smantellamento della vecchia infrastruttura sia l’installazione di colonnine di ricarica rapida con una potenza minima di 90 kW o stazioni per biocarburanti;
  • integrazione nelle aree interne: per le zone classificate come “aree interne”, dove i servizi sono più radi, l’obiettivo è preservare il servizio tradizionale aggiungendo però opzioni green. In questo caso, il contributo è previsto per l’aggiunta di punti di ricarica o impianti di biocarburanti senza eliminare i carburanti tradizionali. L’incentivo è però ridotto della metà, con un massimale di 30.000 euro.

Oltre all’aspetto tecnico, i benzinai avranno l’obbligo di segnalare con la massima chiarezza agli utenti la presenza di e-fuels e carburanti ecologici.

Da dove arrivano i fondi?

Le risorse necessarie per finanziare questa operazione non graveranno direttamente sulle casse generali, ma deriveranno dal sistema EU ETS (Emission Trading System). In particolare, verranno utilizzati i proventi delle aste del 2026 per le quote di emissione di CO2, ovvero i permessi che le aziende acquistano per poter “inquinare”. Questi fondi, gestiti in Italia tramite il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), verranno così reinvestiti in progetti di decarbonizzazione, rendendo la trasformazione delle stazioni di servizio un pilastro della strategia green nazionale.

Questa proposta segna un passo decisivo verso una rete di ricarica più capillare, cercando di risolvere uno dei principali ostacoli alla diffusione dell’auto elettrica in Italia: la disponibilità di infrastrutture di ricarica rapida nei contesti urbani ed extraurbani. Adesso non resta che attendere ulteriori sviluppi e capire se il panorama dei classici distributori cambierà sul serio.

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 08:02:24 +0000
News n. 2
Alfa Romeo svela il suo prossimo C-SUV: il primo teaser dell’erede della Tonale

Il futuro di Alfa Romeo inizia a delinearsi con contorni sempre più nitidi, portando con sé il peso di un’eredità importante e l’entusiasmo di una nuova era tecnologica. Durante un recente incontro istituzionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, ha acceso i riflettori sul prossimo C-SUV del marchio, ovvero l’erede dell’attuale Tonale. Sebbene la presentazione sia consistita in un singolo, piccolo dettaglio visivo, il messaggio lanciato ai mercati e agli appassionati è inequivocabile: il progetto è in una fase estremamente avanzata e la vettura è ormai vicina alla sua forma definitiva.

Sarà sportivo

Uno degli aspetti che ha destato maggiore curiosità riguarda l’estetica del nuovo modello. Secondo le parole di Cappellano, il SUV è stato descritto come “davvero bellissimo” e immediatamente riconoscibile come una “vera Alfa Romeo” nel carattere e nello stile. Le indiscrezioni sul fronte stilistico parlano di un’evoluzione marcata rispetto alle linee attuali: l’auto dovrebbe adottare proporzioni più tese e sportive, caratterizzate da un cofano più lungo e un frontale decisamente più aggressivo.

Elementi distintivi del nuovo linguaggio del Centro Stile Alfa Romeo includeranno fari molto sottili e una reinterpretazione inedita del classico Trilobo, l’elemento imprescindibile del design frontale della Casa. Queste modifiche non solo puntano a rendere la vettura più moderna, ma mirano a rafforzare la sua presenza su strada in un segmento, quello C, dove la concorrenza è feroce e il design rappresenta un fattore d’acquisto determinante.

Tecnologia e piattaforma

Sotto la carrozzeria, la novità tecnica più rilevante è l’adozione della piattaforma STLA Medium. Questa architettura modulare di Stellantis rappresenta la spina dorsale della strategia multi-energia del Gruppo, consentendo alla nuova Alfa Romeo di offrire una gamma diversificata che comprenderà sia versioni ibride che varianti completamente elettriche.

L’utilizzo di questa piattaforma permetterà inoltre alla vettura di crescere leggermente nelle dimensioni, migliorando probabilmente l’abitabilità e lo spazio di carico senza sacrificare la dinamica di guida tipica del marchio. Sebbene non vi siano ancora dettagli tecnici su motori e prestazioni, non viene esclusa la possibilità di una futura variante Quadrifoglio, che rappresenterebbe il vertice della sportività per il modello.

Produzione e tempistiche

Il nuovo C-SUV giocherà un ruolo fondamentale non solo per il marchio, ma per l’intera industria automobilistica italiana. La produzione è stata ufficialmente assegnata allo stabilimento di Melfi, con un avvio previsto entro la fine del 2027. Questa tempistica è strategica: l’attuale Tonale dovrebbe infatti uscire di scena nello stabilimento di Pomigliano d’Arco nel novembre 2027, e l’obiettivo di Stellantis è garantire una continuità immediata sul mercato per evitare vuoti di offerta in un segmento così cruciale.

A Melfi, il nuovo modello Alfa Romeo condividerà le linee produttive con altri progetti di alto profilo, tra cui la nuova Jeep Compass, la Lancia Gamma e modelli a marchio DS. Questo inserimento fa parte del piano FaSTLAne 2030, che punta a massimizzare le sinergie industriali attraverso piattaforme condivise, pur mantenendo ben distinta l’identità e il carattere premium di ogni singolo brand. Nonostante il nome ufficiale rimanga ancora avvolto nel mistero, l’attesa per questa nuova “creatura” del Biscione è già altissima, con la promessa di un’auto che saprà coniugare la tradizione estetica italiana con le sfide dell’elettrificazione moderna.

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 07:09:19 +0000
News n. 3
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico autostradale in Italia il 15 luglio 2026 mostra condizioni di elevata congestione e vari incidenti, con code significative e rallentamenti soprattutto sull’autostrada A1 Milano-Napoli e sull’A14 Bologna-Taranto. In particolare, si segnala una coda di ben 7 km tra Magliano Sabina e il Bivio A1/Diramazione Roma Nord a causa di un veicolo in fiamme, e un incidente che ha causato una coda di 2 km tra Cesena e Rimini Nord sull’A14.

A1 Milano-Napoli



09:06 – Milano-Napoli
Coda di 7 km tra Magliano Sabina e Bivio A1/Diramazione Roma Nord per Veicolo in fiamme
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Roma: Bivio Diramazione Roma Nord/G.R.A. su A1 Diramazione Roma Nord – GRA. Uscita consigliata provenendo da Firenze: Orte.



09:03 – Milano-Napoli
Coda di 2 km tra Attigliano e Orte per veicolo in avaria
Direzione Napoli



08:58 – Milano-Napoli
Coda di 3 km tra Bivio A1-Variante e Sasso Marconi per veicolo in avaria
Direzione Milano



08:55 – Milano-Napoli
Code a tratti tra Bivio A1/Compl. FI Nord km 279.3 e Bivio A1-Variante per veicolo in avaria
Direzione Milano

A7 Milano-Genova



08:55 – Milano-Genova
Coda di 2 km tra Vignole Borbera e Serravalle Scrivia per incidente
Direzione Milano

A9 Lainate-Como Chiasso



09:04 – Lainate-Como Chiasso
Coda tra Como Centro e Chiasso Uscita Merci per Operazioni doganali
Direzione Svizzera



07:58 – Lainate-Como Chiasso
Code a tratti tra Saronno e Bivio A9/A8 Milano-Varese per traffico intenso
Direzione Lainate

A11 Firenze-Pisa Nord



07:50 – Firenze-Pisa Nord
Code a tratti tra Pistoia e Bivio A11/A1 Milano-Napoli per traffico intenso
Direzione Firenze



07:18 – Firenze-Pisa Nord
Coda tra Sesto Fiorentino e Firenze Peretola per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Firenze

A13 Bologna-Padova



08:08 – Bologna-Padova
Coda di 3 km tra Villamarzana e Occhiobello per incidente
Direzione Bologna



07:55 – Bologna-Padova
Coda tra Bologna Interporto e Bivio A13/A14 Bologna-Taranto per traffico intenso
Direzione Bologna

A14 Bologna-Taranto



08:59 – Bologna-Taranto
Coda di 2 km tra Cesena e Rimini Nord per incidente
Direzione Taranto



08:36 – Bologna-Taranto
Coda in uscita a Ancona sud per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione in entrambe le direzioni



08:35 – Bologna-Taranto
Code a tratti tra Bologna Fiera e Castel San Pietro per traffico intenso
Direzione Taranto

A24 Roma-Teramo



07:44 – Roma-Teramo
Coda tra Bivio A24/Tangenziale est RM e Portonaccio per incidente
Direzione G.R.A.



07:25 – Roma-Teramo
Coda di 3 km tra Via Togliatti e Bivio A24/Tangenziale est RM per Traffico Congestionato
Direzione Tangenziale Est

A27 Venezia-Belluno



08:41 – Venezia-Belluno
Traffico Rallentato tra Mogliano Veneto e Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre
Direzione Venezia

A4 Torino-Trieste



07:33 – Torino-Trieste
Code a tratti tra Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Cormano per traffico intenso
Direzione Torino

A56 Tangenziale di Napoli



08:24 – Tangenziale di Napoli
Coda tra Camaldoli e Capodimonte per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino



08:12 – Tangenziale di Napoli
Coda tra Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta per traffico intenso
Direzione Pozzuoli



08:12 – Tangenziale di Napoli
Traffico Rallentato tra Capodimonte e Arenella per traffico intenso
Direzione Pozzuoli



07:23 – Tangenziale di Napoli
Coda in entrata a Corso Malta verso Pozzuoli per traffico intenso.
Direzione Pozzuoli

TR1 Traforo del Monte Bianco



08:39 – Traforo del Monte Bianco
Coda in corrispondenza Piazzale Italiano verso Chamonix Attesa prevista 15 minuti.
Direzione Chamonix

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 07:08:00 +0000
News n. 4
KTM lancia le nuove promozioni estive, con bonus e riduzioni di prezzo su tutta la gamma

Con la stagione estiva, KTM lancia una serie di iniziative commerciali con una nuova campagna promozionale,che vede coinvolti alcuni dei modelli più iconici della gamma Street e Offroad. Fino al 30 settembre sarà, infatti, possibile accedere a condizioni d’acquisto agevolate, con incentivi che vanno incontro ai giovani appassionati delle due ruote.

Tra i vantaggi previsti dalla Casa austriaca figurano bonus che possono arrivare fino a 1.000 euro e il Tech Pack incluso nel prezzo per alcuni esemplari della propria selezione stradale.

Le promozioni sui modelli Street e Adventure

Le condizioni più interessanti riguardano la famiglia Duke di ultima generazione. KTM 125 Duke viene proposta a 4.690 euro, mentre KTM 390 Duke è disponibile a 5.490 euro. Per KTM 790 Duke resta invece confermata la formula che abbina il prezzo promozionale di 8.090 euro all’inclusione del Tech Pack, il pacchetto software che amplia le funzionalità elettroniche della moto.

Le agevolazioni interessano anche la gamma delle motard. KTM 125 SMC R è in vendita a 4.790 euro, KTM 390 SMC R a 5.640 euro, mentre per KTM 690 SMC R è previsto un credito di 1.000 euro da destinare all’acquisto di accessori KTM PowerParts e capi della linea KTM PowerWear.

Tra i modelli Adventure coinvolti figurano anche KTM 390 Adventure X, proposta a 5.490 euro, e KTM 125 Enduro R, disponibile a 4.890 euro. Prosegue inoltre l’offerta dedicata a KTM 790 Adventure, acquistabile a 10.790 euro con Tech Pack incluso. Il Tech Pack è incluso anche su alcune naked medie e maxi, tra cui KTM 990 Duke, KTM 1390 Super Duke R e KTM 1390 Super Duke R Evo.

Gli incentivi per la gamma Offroad

Le agevolazioni interessano anche la gamma Offroad. I modelli KTM EXC ed EXC-F MY26, comprese le versioni Six Days, Hard Enduro, Champions Edition e KTM 125 XC-W, beneficiano di un vantaggio cliente di 850 euro. Lo stesso incentivo è previsto per tutta la gamma KTM SX e SX-F MY26 dedicata al motocross.

Le offerte sono valide fino al 30 settembre 2026 presso i concessionari KTM aderenti all’iniziativa. Per conoscere nel dettaglio le condizioni previste per ciascun modello e verificarne la disponibilità è possibile rivolgersi alla rete ufficiale del marchio o visitare il suo sito ufficiale.

Il rilancio di KTM dopo il passaggio a Bajaj

Le promozioni estive arrivano in una fase di rilancio per KTM, dopo il passaggio sotto il controllo di Bajaj Auto completato alla fine del 2025. Il gruppo indiano è intervenuto per sostenere la ristrutturazione del costruttore austriaco, evitando la bancarotta e avviando un piano di riorganizzazione che punta a riportare stabilità sul piano industriale e commerciale.

I primi risultati sono arrivati nei mesi successivi. Nel primo trimestre del 2026 Bajaj Mobility AG, la holding che controlla KTM, ha registrato un fatturato di 331,3 milioni di euro, in crescita del 70,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le moto vendute sono salite a 40.332 unità (+125,1%), mentre i ricavi derivanti dalla vendita di motociclette hanno raggiunto i 272,4 milioni di euro (+151,6%).

Secondo il gruppo, questi risultati riflettono la ripresa delle vendite del marchio austriaco e l’avanzamento del piano di riorganizzazione, che prevede anche una riduzione delle scorte e il graduale ritorno a un ritmo produttivo più regolare. In questo contesto si inseriscono anche le nuove iniziative commerciali dedicate all’estate 2026, con cui KTM punta a sostenere ulteriormente la domanda della propria gamma.

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:20:14 +0000
News n. 5
Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Il 15 luglio 2026 il panorama nazionale italiano sarà interessato da un solo sciopero di rilievo, riguardante il settore ferroviario e i servizi connessi alla ristorazione e logistica a bordo treno. Di seguito forniamo tutti i dettagli relativi a questo sciopero, con le informazioni aggiornate su città, durata, categorie e sindacati coinvolti.

Sciopero nazionale settore appalti ferroviari – Italia (tutte le province)

In tutta Italia è indetto uno sciopero a rilevanza nazionale che coinvolge l’intero comparto dei servizi di ristorazione e logistica a bordo treno gestiti da Elior Divisione Itinere per conto di Trenitalia. Lo sciopero sarà osservato per l’intero turno di ciascun lavoratore nella giornata del 15 luglio 2026. L’astensione dal lavoro riguarda il personale della società Elior Divisione Itinere, addetto ai servizi di bordo, con proclamazione da parte del sindacato COBAS Lavoro Privato. La protesta interessa l’intero territorio italiano senza distinzioni provinciali o regionali.

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

Il mese di luglio 2026 si presenta denso di scioperi sul territorio nazionale e locale. L’articolo offre un quadro dettagliato e sempre aggiornato, data per data, di tutte le agitazioni sindacali in programma: dalle iniziative nei trasporti locali ai servizi ferroviari, dal settore aereo fino a quello marittimo, evidenziando città coinvolte, orari, categorie e sindacati organizzatori. Di seguito, il calendario completo degli scioperi previsti in Italia per luglio 2026, con tutte le informazioni essenziali divise giorno per giorno.

Sciopero 2 luglio 2026

Nella regione Lombardia è previsto uno sciopero regionale di 8 ore, dalle 3:31 alle 11:29, che coinvolge il personale della Soc. DB Cargo Italia impegnato nel servizio di trasporto merci ferroviario. I sindacati promotori sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

Sciopero 5 luglio 2026

Sul territorio nazionale sono previste numerose azioni di protesta, principalmente nel settore aereo e nel trasporto pubblico.

In particolare:

Italia (nazionale): Sciopero del personale della Società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa per 24 ore (RSA FAST-CONFSAL-AV), personale delle aziende del comparto aereo Assohandlers (24 ore, CUB TRASPORTI), personale delle aziende aeree aeroportuali e indotto aeroporti (24 ore, CUB TRASPORTI), personale ADR Security negli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino (8 ore, dalle 10:00 alle 18:00, FAST-CONFSAL), personale FEDEX Corporation di Malpensa (4 ore, 14:00-18:00, OST CUB TRASPORTI) e piloti/assistenti di volo EasyJet (24 ore, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

Firenze: Sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale (COBAS Lavoro Privato).

Palermo: Sciopero di 4 ore (13:00-17:00) del personale navigante UAB DAT LT (USB Lavoro Privato).

Catania: Sciopero di 4 ore (14:00-18:00) del personale ASC Handling aeroportuale (CUB TRASPORTI).

Sciopero 6 luglio 2026

Nella città di Catania si segnalano tre scioperi di 24 ore complessive, che coinvolgono il personale della SOC. AMTS di Catania per il trasporto pubblico locale. Le iniziative sono indette rispettivamente da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL; OSP ORSA TPL e OSP CUB TRASPORTI.

In provincia di Prato (Toscana), è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 18:30 alle 22:30, del personale SOC. Autolinee Toscane – sede operativa di Prato (RSA FAISA-CISAL).

Su base nazionale, lo sciopero interessa il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal nel settore ferroviario (24 ore, dalle 21:00 del 6 luglio alle 21:00 del 7 luglio, USB Lavoro Privato).

Sciopero 7 luglio 2026

In Italia, sciopero nazionale settore ferroviario, personale della società Mercitalia Shunting & Terminal, 24 ore (USB Lavoro Privato).

In Torino (Piemonte), trasporto merci: sciopero per le ultime 2 ore di ciascun turno (OSR FILT-CGIL).

In Sicilia, personale RFI DOIT Palermo: sciopero per 8 ore, dalle 9:00 alle 17:00 (OSR UILT-UIL).

Sciopero 9 luglio 2026

Su tutto il territorio nazionale, è indetto uno sciopero ferroviario di 23 ore del personale operativo degli equipaggi Italo NTV (UILT-UIL), dalle 03:00 del 9 luglio alle 02:00 del 10 luglio 2026.

Sciopero 10 luglio 2026

Nel trasporto pubblico locale di Bari (Puglia) sciopero di 24 ore, personale STP (OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

In Puglia sciopero generale (categorie pubbliche e private), intera giornata (OSR USB Lavoro Privato), con particolare attenzione al trasporto pubblico locale.

Su base nazionale sciopero del personale Captrain Italia nel trasporto merci (8 ore, 16:01-23:59, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

Sciopero 11 luglio 2026

Nella città di Genova, Liguria: Sciopero territoriale trasporto pubblico locale, personale AMT di Genova, 4 ore dalle 11:30 alle 15:30 (OST UGL-FNA).

Nella città di Palermo, Sicilia, AMAT di Palermo: sciopero 24 ore (OSP CUB TRASPORTI).

Sciopero 15 luglio 2026

In tutta Italia, sciopero nazionale settore appalti ferroviari: coinvolto il personale Elior Divisione Itinere incaricato dei servizi di ristorazione e logistica a bordo dei treni Trenitalia. Sciopero per l’intero turno di ciascun lavoratore, proclamato dal sindacato COBAS Lavoro Privato.

Sciopero 17 luglio 2026

Nella città di Venezia, Veneto: Sciopero locale trasporto pubblico personale ATVO di Venezia, 24 ore (OSP SGB/FAST MOBILITA’).

Sciopero 20 luglio 2026

Nella città di Genova, Liguria: Sciopero territoriale trasporto pubblico locale, personale AMT, 4 ore dalle 11:30 alle 15:30 (OST CUB TRASPORTI).

Nella città di Prato, Toscana: Sciopero territoriale trasporto pubblico personale Autolinee Toscane sede Prato, 8 ore dalle 14:30 alle 22:30 (RSA FAISA-CISAL).

Nella città di Latina, Lazio: Sciopero locale personale CSC Mobilità di Latina, 24 ore (OSR FAISA-CISAL).

Nella città di Firenze, Toscana: Sciopero locale personale Autolinee Toscane bacino urbano di Firenze ex linea, 4 ore dalle 19:00 alle 23:00 (RSA FAISA-CISAL).

Nella città di Firenze, Toscana: Sciopero locale personale Autolinee Toscane bacino urbano di Firenze, 4 ore dalle 19:00 alle 23:00 (RSA FAISA-CISAL).

Sciopero 21 luglio 2026

Nella regione Calabria: sciopero regionale del personale SACAL GH all’aeroporto di Lamezia Terme, 24 ore dalle 00:00 alle 24:00 (OSR UGL-TA).

Nella Campania: sciopero interregionale personale aeroportuale GH Napoli e Sky Service di Napoli e Salerno, 4 ore dalle 10:00 alle 14:00 (OSR FAST-CONFSAL).

Sul territorio nazionale: sciopero per il personale FEDEX Malpensa (24 ore, OST CUB TRASPORTI), personale navigante EasyJet Airlines (24 ore, USB Lavoro Privato) e personale ALHA e MLE-BCUBE Malpensa (24 ore, OST CUB TRASPORTI/USB Lavoro Privato).

Nella città di Palermo (Sicilia): sciopero locale personale navigante UAB DAT LT sede secondaria italiana (24 ore, USB Lavoro Privato).

In Sardegna (Olbia): sciopero interregionale personale GEASAR Aeroporto di Olbia, 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 (OSR UGT-TA).

In Sardegna (Alghero): sciopero regionale personale SOGEAAL Aeroporto di Alghero, 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 (OSP UGL-TA).

Sciopero 22 luglio 2026

In Italia, settore marittimo: sciopero nazionale del personale Grandi Navi Veloci, 24 ore dalle 12:00 del 22 luglio alle 11:59 del 23 luglio (CSLE).

In Italia, settore marittimo: sciopero nazionale personale navigante Grandi Navi Veloci, 24 ore dalle 12:00 del 22 luglio alle 12:00 del 23 luglio (ORSA MARITTIMI).

Sciopero 23 luglio 2026

Nella città di Verona (Veneto): Sciopero locale settore ferroviario, personale manutenzione, amministrativo e ingegneria RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud, 24 ore dalle 21:00 del 23 luglio alle 20:59 del 24 luglio (OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).

Nella regione Lombardia: Sciopero regionale trasporto merci, personale DB Cargo Italia, 24 ore dalle 00:01 alle 23:59 (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/ORSA FERROVIE).

In Italia, plurisettoriale: sciopero nazionale settore ferroviario e trasporto merci, 24 ore dalle 21:00 del 23 luglio alle 20:59 del 24 luglio (CUB TRASPORTI/SGB); TPL: intera prestazione del 24 luglio.

Sciopero 24 luglio 2026

Nella città di Salerno: Sciopero trasporto pubblico locale, personale SITA Sud Salerno, 4 ore dalle 9:00 alle 13:00 (OSP UGL AUTOFERRO).

Nella regione Marche: Sciopero regionale aziende trasporto pubblico locale, 4 ore dalle 11:00 alle 15:00 (OSR USB Lavoro Privato).

Nella città di Bari: Sciopero locale operatori di esercizio Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici, 4 ore dalle 19:45 alle 23:45 (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Sciopero 25 luglio 2026

Nella regione Sardegna: Sciopero territoriale personale ARST province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, 8 ore con varie modalità (OSR UGL AUTOFERROTRANVIERI).

Sciopero 27 luglio 2026

Nella città di Savona (Liguria): Sciopero territoriale personale TPL LINEA di Savona, 4 ore dalle 10:15 alle 14:15 (RSU).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi 15 luglio 2026 i viaggiatori in autostrada possono contare su prezzi medi ufficiali aggiornati dall’Osservatorio del Ministero: benzina self a 1.973 euro, gasolio self a 2.070 euro, Gpl servito a 0.883 euro e metano servito a 1.587 euro. Di seguito pubblichiamo la tabella con i dati più recenti disponibili e, a seguire, un approfondimento chiaro su cosa determina il costo finale alla pompa: dalla componente industriale (materia prima e margine) al peso delle imposte, tra accise e Iva.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 14-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.070
Benzina SELF 1.973
GPL SERVITO 0.883
Metano SERVITO 1.587

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo finale riflette due grandi blocchi. La componente fiscale vale il 58% e comprende accise e Iva: si tratta della parte più pesante in fattura, che incide più del prezzo industriale. La quota industriale rappresenta il 42% e si divide a sua volta in costo della materia prima e margine lordo. Il costo della materia prima pesa per il 30%: qui entrano in gioco le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti delle oscillazioni delle borse delle commodity. Il margine lordo incide per il 12% e racchiude la leva commerciale dell’operatore lungo la filiera: dalla raffinazione alla logistica, fino alla gestione della rete e del punto vendita. È su questa frazione, in particolare, che si possono vedere differenze tra marchi e aree geografiche, oltre che tra modalità di erogazione. In sintesi, quando il prezzo alla pompa sale o scende, il movimento nasce perlopiù dalle variazioni della materia prima e dal cambio, mentre le imposte restano relativamente stabili e il margine può essere adattato per riflettere la dinamica del mercato e la concorrenza locale.

Per il gasolio la ripartizione è differente: la componente fiscale incide per il 45% del prezzo, mentre la parte industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo complessivo: anche qui contano le quotazioni internazionali e il rapporto di cambio euro/dollaro, che determinano il valore del prodotto all’ingrosso importato o scambiato sui mercati. Il margine lordo pesa per il 10% e costituisce lo spazio di manovra degli operatori per modulare il prezzo alla pompa in funzione dei costi operativi, della domanda e della competizione tra impianti. In pratica, il gasolio risulta più sensibile ai movimenti del mercato internazionale perché la quota collegata alla materia prima è particolarmente rilevante. Le oscillazioni del greggio e dei prodotti raffinati possono riflettersi in tempi rapidi sui listini, con aggiustamenti che gli operatori gestiscono attraverso il margine. Le imposte, pur rappresentando una fetta significativa, hanno un andamento più costante e incidono meno che sulla benzina, lasciando alla componente industriale un ruolo maggiore nel determinare le variazioni quotidiane riscontrate dagli automobilisti.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.890 per la benzina, 2.000 per il diesel, 0.778 per il gpl, 1.569 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.993
Benzina SELF 1.887
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.508

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.012
Benzina SELF 1.908
GPL SERVITO 0.747
Metano SERVITO 1.578

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.033
Benzina SELF 1.925
GPL SERVITO 0.863
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.014
Benzina SELF 1.903
GPL SERVITO 0.803
Metano SERVITO 1.662

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.997
Benzina SELF 1.890
GPL SERVITO 0.714
Metano SERVITO 1.515

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.994
Benzina SELF 1.878
GPL SERVITO 0.737
Metano SERVITO 1.520

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.013
Benzina SELF 1.899
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.499

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.993
Benzina SELF 1.877
GPL SERVITO 0.736
Metano SERVITO 1.636

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.997
Benzina SELF 1.889
GPL SERVITO 0.858
Metano SERVITO 1.536

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.994
Benzina SELF 1.877
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.533

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.976
Benzina SELF 1.867
GPL SERVITO 0.778
Metano SERVITO 1.498

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.004
Benzina SELF 1.904
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.992
Benzina SELF 1.878
GPL SERVITO 0.733
Metano SERVITO 1.576

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.001
Benzina SELF 1.896
GPL SERVITO 0.734
Metano SERVITO 1.610

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.005
Benzina SELF 1.894
GPL SERVITO 0.861

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.008
Benzina SELF 1.898
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.815

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.995
Benzina SELF 1.884
GPL SERVITO 0.754
Metano SERVITO 1.599

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.001
Benzina SELF 1.898
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.531

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.989
Benzina SELF 1.882
GPL SERVITO 0.777
Metano SERVITO 1.498

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.010
Benzina SELF 1.898
GPL SERVITO 0.862

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.988
Benzina SELF 1.872
GPL SERVITO 0.751
Metano SERVITO 1.502

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Sfrecciava in auto a 208 km/h, patente ritirata: le gravi conseguenze

Teatro dell’assurda vicenda è la Francia dove, secondo le prime ricostruzioni, un giovane automobilista stava spingendo al limite una Mercedes A 45 AMG presa a noleggio da qualche giorno quando è stato pizzicato a superare il limite di velocità di oltre 110 km/h. Per il 19enne è arrivato il ritiro immediato della patente, il sequestro della vettura tedesca e l’inizio di un procedimento giudiziario che potrebbe tenerlo lontano dal volante per diversi anni.

Dopo il rilevamento della velocità attraverso un radar, la polizia transalpina ha prontamente individuato e fermato il veicolo a pochi chilometri di distanza. Purtroppo molti neopatentati non hanno ancora la giusta maturità al volante e credono di essere invincibili. Superare di oltre 118 km/h il limite consentito rende l’idea del pericolo che hanno corso anche gli altri automobilisti in quel momento sul tratto di strada. La bravata presenterà un conto salatissimo per il giovane, ma almeno non è terminata con un incidente.

I rischi legati all’eccesso di velocità

Spingere in modo irragionevole il pedale del gas determina spazi di frenata più lunghi, riducendo il campo visivo e diminuendo drasticamente il tempo di reazione agli imprevisti. Il neopatentato in questione pagherà delle conseguenze ancora più gravi. Dato che l’auto era a noleggio, il responsabile riceverà ulteriori addebiti economici a carico per il fermo e la gestione del veicolo. Il ragazzo dovrà comparire davanti al tribunale competente, con il rischio di rivedere la patente tra molto tempo.

A differenza dell’Italia, in Francia non ci sono particolari restrizioni sulla potenza dell’auto che un neopatentato può guidare, tuttavia i limiti di velocità sono severi e le violazioni più gravi possono comportare la sospensione o la revoca della patente, oltre a pesanti conseguenze penali. I neopatentati italiani, invece, hanno la facoltà di guidare solo determinati veicoli nei primi tempi e una AMG rappresenta un’auto con una cavalleria difficile da domare anche per un automobilista esperto.

Le caratteristiche del bolide tedesco

La versione ad alte prestazioni A 45 AMG è stata svelata al Salone dell’automobile di Ginevra del 2013, prima di essere commercializzata nel giugno dello stesso anno. Rispetto al modello tradizionale da cui trae origine, la A 45 AMG vanta miglioramenti tecnici, quali un motore turbo a quattro cilindri in linea da 2 litri, un cambio DCT a 7 rapporti, la trazione integrale, sospensioni sportive, freni perfezionati, una griglia anteriore dal design più accattivante, terminali di scarico cromati e cerchi in lega AMG esclusivi.

Nel 2015 è arrivato anche un restyling con un aumento della potenza sotto al cofano. Per i tempi si è dimostrata un’auto compatta sportiva rivoluzionaria, potendo competere con vetture di segmenti superiori. La potenza specifica di 355 CV rappresentava un punto di riferimento assoluto tra i motori a benzina di serie da 2,0 litri e consentiva alla A45 AMG di scattare da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi, mentre la velocità massima venne limitata a 250 km/h. Il pacchetto aerodinamico aggiuntivo, con uno spoiler posteriore più grande e uno splitter anteriore più ampio, venne adottato per tenere incollata la vettura all’asfalto. Date le alte performance della vettura tedesca, il 19enne si sarà fatto prendere la mano, ma siamo sicuri che l’esperienza negativa gli servirà da insegnamento.

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 05:30:55 +0000
News n. 10
I dazi Ue non bastano, non si arresta l’avanzata delle auto elettriche cinesi

I dazi europei sulle auto elettriche prodotte in Cina stanno avendo effetti parziali, non risultando sufficienti a rallentare la crescita dei colossi con gli occhi a mandorla. Il risultato giungerebbe da una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), secondo cui le tariffe introdotte dall’Unione europea avrebbero solo riportato molti marchi occidentali a trasferire nuovamente la produzione nel Vecchio Continente, senza però arrestare il boom dei competitor cinesi.

I player del Paese del Dragone Rosso stanno continuando a invadere il mercato dell’Ue, a causa delle politiche di Bruxelles e grazie a prezzi più bassi. In base all’analisi, in media, un veicolo elettrico prodotto in Cina resta, nonostante i dazi, il 21% meno costoso rispetto a quelli dei produttori europei, mentre non ci sarebbe una sfida ad armi pari in tema di batterie, dato che le esportazioni cinesi sono cresciute di 7 volte tra il 2020 e il 2025.

L’analisi di Transport & Environment

La principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti ha evidenziato che i dazi europei sulle auto elettriche hanno ridotto del 5% la quota di mercato Ue dei veicoli prodotti in Cina, ma non hanno frenato i brand cinesi. Il gigante asiatico può contare su una vastissima esperienza in materia di elettrico e ha sfruttato negli anni scorsi il tappeto rosso steso da Bruxelles con il Green Deal.

Con la crescita esponenziale dei pacchi batteria, le esportazioni cinesi sono aumentate di 7 volte tra il 2020 e il 2025. Sono iniziati a sbucare come funghi nuovi marchi e per la prima volta il Dragone ha esportato oltre un milione di veicoli in un solo mese. A giugno 2026 sono uscite dalla Cina 1,037 milioni di auto, +75% rispetto allo stesso mese del 2025, di cui oltre la metà è composta da elettriche o ibride plug-in. L’Ue ha provato a mettere un freno, introducendo dazi aggiuntivi sulle EV prodotte in Cina dopo l’indagine anti-sussidi, rendendo più complicato l’accesso al mercato comunitario. I major come BYD hanno già aggirato il problema, investendo su impianti nel Vecchio Continente.

La risposta europea

A Bruxelles hanno deciso di promuovere la creazione di auto elettriche alla portata di tutti. Seguendo il diktat di Ursula von der Leyen la “E†di E-Car starà per Europea, Emozione, Elettrica ed Ecosostenibile. Per ora meno di un quarto delle batterie realizzate nell’Ue è prodotto da aziende europee e, secondo il Report T&E, le prospettive del settore rimangono incerte. L’organizzazione, in una nota, ha espressamente chiesto:

“(Occorre rafforzare, ndr) gli strumenti di difesa commerciale, estendendoli anche alle batterie prodotte in Cina. Secondo l’associazione, infatti, misure commerciali mirate consentirebbero ai produttori europei di competere più efficacemente sul mercato interno senza rallentare la transizione all’elettrico. Le stime mostrano che un dazio del 20% sulle batterie cinesi comporterebbe un aumento medio del prezzo delle auto elettriche prodotte nell’UE di appena il 2,8%”.

Per uscire dalla crisi, i major europei, tra cui Stellantis, dovrebbero lanciare diverse E-car nei prossimi anni. Il colosso italo-francese ha già commercializzato la FIAT Topolino, la Citroën Ami e Opel Rocks-e, realizzate sulla stessa piattaforma, che sono classificate come quadricicli leggeri elettrici (categoria L6e). Le future E-Car rientrerebbero in un segmento ad alto potenziale, destinato a invertire la rotta nel Vecchio Continente.

Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 05:30:26 +0000
News n. 11
Che auto guida Adrien Rabiot, il SUV che scatta come una supercar

Poca apparenza, tanta sostanza. Sulla concretezza Adrien Rabiot ci ha costruito un’intera carriera e ancora oggi, tra le fila della Francia al Mondiale 2026, il centrocampista sta dando tutto per la causa con la testa proiettata alla finalissima. Il modo in cui recupera palloni e occupa gli spazi lasciati liberi dai compagni lo rende una pedina insostituibile per il commissario tecnico Didier Deschamps, che nelle partite chiave sa di poterci fare affidamento.

Smessi i panni di calciatore, il transalpino sembra invece disposto a concedersi qualche sfizio in più. Risalgono a novembre 2025 le immagini in cui arrivava a Milanello al volante di una BMW XM. Imponente nelle forme e brillante nelle prestazioni, la creatura bavarese, sviluppata dalla divisione sportiva del marchio, mette a disposizione oltre 650 CV e un look impossibile da confondere con altre produzioni della gamma attuale.

Un gigante firmato dalla divisione M

Lunga 5,11 metri e larga poco più di due, la BMW XM nasce come modello autonomo della divisione M. Non deriva quindi direttamente da una vettura appartenente alla gamma tradizionale della Casa. Le proporzioni massicce vengono sottolineate dal grande doppio rene anteriore, dalle prese d’aria sviluppate in verticale e dai cerchi che possono raggiungere i 23 pollici.

Al posteriore spiccano i quattro terminali di scarico esagonali, disposti uno sopra l’altro ai lati del diffusore. La carrozzeria vista sulla vettura guidata da Rabiot rende il complesso meno appariscente rispetto alle tinte più accese, senza riuscire a nascondere dimensioni e forme. Secondo i dati ufficiali, la XM pesa circa 2.700 kg: una massa importante persino nel panorama dei super SUV di lusso.

L’abitacolo prova a bilanciare l’impostazione sportiva con il comfort richiesto a un modello di tale categoria. Davanti trovano posto il display curvo BMW e sedili avvolgenti, mentre la zona posteriore è concepita come un salotto: il divano denominato M Lounge avvolge i passeggeri ai lati e il rivestimento sagomato del cielo integra un sistema di illuminazione dedicato.

Abbinato a un motore elettrico, integrato nel cambio automatico a otto rapporti, il V8 biturbo di 4,4 litri montato sulla XM standard sviluppa 653 CV e 800 Nm, che la trazione M xDrive trasferisce alle quattro ruote. Non lo si direbbe a giudicare dal peso, ma lo scatto da 0 a 100 km/h richiede appena 4,3 secondi e la velocità massima è limitata a 250 km/h, elevabili a 270 scegliendo il pacchetto M Driver. La batteria permette inoltre di coprire parte degli spostamenti quotidiani usando soltanto l’energia elettrica.

Il listino conferma le ambizioni del modello. Al momento del lancio italiano, la XM da 653 CV costava poco meno di 180.000 euro, prima di aggiungere accessori e personalizzazioni. La più potente Label porta le prestazioni e il conto a un livello superiore, ma le immagini disponibili non consentono di attribuire con certezza tale versione a Rabiot.

Francia-Spagna: contro il centrocampo delle stelle

Tolte le mani dal volante, Rabiot dovrà sprigionare la propria potenza sul terreno di gioco. A partire dalle 21, Francia e Spagna si sfidano questa sera ad Arlington nella prima semifinale del Mondiale 2026, dopo aver eliminato rispettivamente Marocco e Belgio.

Didier Deschamps ha schierato il milanista dal primo minuto accanto ad Aurélien Tchouaméni. Il loro compito sarà limitare il centrocampo composto da Rodri, Fabián Ruiz e Dani Olmo, ma anche arginare le accelerazioni di Lamine Yamal. La Francia cerca la terza finale mondiale consecutiva e vuole cancellare le sconfitte subite contro gli spagnoli agli Europei 2024 e nella Nations League 2025. Rabiot ha assicurato che i Bleus non temono nessuno: adesso dovrà dimostrarlo nel punto più affollato del campo.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 18:43:37 +0000
News n. 12
Ferrari Luce, all’asta l’esemplare numero 0: cifra da capogiro

A Maranello hanno sfruttato uno dei principi più intriganti della psicologia del consumo e dell’economia comportamentale. Se per molti un prezzo più alto si traduce semplicemente in un costo maggiore, in determinati ambienti una quotazione elevata aumenta il valore percepito e il desiderio di possedere un bene. La Ferrari Luce è proposta a 550.000 euro, nonostante un risultato estetico lontano dalla sportività autentica del Cavallino e la presenza di un pacco batteria piuttosto di un motore termico tradizionale.

Diventerà un’iconica auto da collezione? Lo scopriremo tra il 13 e il 15 agosto prossimi, quando il primissimo esemplare del modello andrà all’asta nel corso della prestigiosa Monterey Car Week in California. L’obiettivo dei vertici era differenziarsi e per questo motivo il progetto è stato affidato a LoveFrom, il collettivo americano di designer e creativi fondato da Jony Ive.

Ive ha lavorato con svariati brand internazionali, tra cui Apple, e ha provato a tracciare nuove frontiere per il marchio italiano, catturando l’interesse di progressisti del green dal portafoglio pesante. Con una innovativa batteria con capacità fino a 830 kW e una elettronica avanzata, la Luce ha spazzato in parte le polemiche per le sue forme goffe.

Quotazione milionaria

I puristi avrebbero evitato con piacere la realizzazione della Ferrari Luce, tuttavia il management del Cavallino ha scelto di rivolgersi a un pubblico nuovo, soprattutto asiatico, arabo e americano. L’esemplare all’asta vanta una configurazione Tailor Made, ovvero il programma che consente di personalizzare diversi aspetti delle Ferrari. Lo Chassis 0 avrà un prezzo di riserva che supera i 960.000 euro (1.100.000 dollari). L’intero ricavato della vendita andrà poi alla Fondazione Ferrari.

Non dubitiamo che andrà venduta, anche perché la prima elettrica di Maranello verrà esposta in uno degli eventi più esclusivi al mondo. Dopo anni di progettazione e 60 brevetti depositati, è venuto fuori un progetto divisivo. La Luce eroga 1.050 CV, scaricando tutta la sua coppia in modo istantaneo alle ruote e ha richiesto un approccio fuori dagli schemi classici. Il pacco batteria da 122 kWh si compone di 210 celle in serie ed è in grado di offrire una capacità di scarica fino a 830 kW.

L’architettura a 800V non rappresenta un inedito nel car market green, garantendo la possibilità ricaricare fino a una potenza di picco di 350 kW. Risulterà possibile recuperare 70 kWh in 20 minuti, ovvero il tempo di una sosta all’autogrill. Le celle della batteria sono state sviluppate in collaborazione con SK on e sono del tipo pouch (a sacchetto) con una capacità da 159 Ah.

Ferrari Luce, all'asta l'esemplare numero 0
Ufficio Stampa RM Sotheby's
Ferrari Luce, in vendita il telaio 0

Le caratteristiche del telaio 0

La carrozzeria del modello che verrà battuta all’asta da RM Sotheby’s vanta l’esclusiva vernice Madreperla Semi-Gloss, una tinta speciale studiata per generare riflessi iridescenti verdi e viola in base alla luce. I cerchi dedicati sono di colore bianco, mentre le pinze sono state realizzate appositamente. Gli interni sono caratterizzati da finiture in Grigio Corvara e da rivestimenti in una elegante pelle Perla Le Mans, un materiale sviluppato appositamente per il programma Ferrari Tailor Made e derivato da pellami svizzeri accuratamente selezionati.

Chi si aggiudicherà la primissima elettrica del Cavallino avrà una targa celebrativa che arricchirà il valore collezionistico dell’unità. Il divertimento è assicurato da un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,5 secondi e una velocità di punta di 310 km/h.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 13:56:36 +0000
News n. 13
Green Deal, Urso lancia l’allarme: rischio crisi per l’automotive europeo

La Cina si avvicina, anche a causa di decisioni politiche di Bruxelles che hanno favorito il boom di EV dagli occhi a mandorla. Il Green Deal approvato nel 2020, ovvero l’insieme di iniziative politiche della Commissione europea per raggiungere la neutralità entro il 2050, ha proposto una nuova legislazione sull’economia circolare (CE), per la ristrutturazione degli edifici, la biodiversità, l’agricoltura e l’innovazione.

In teoria le disposizioni approvate a Bruxelles avrebbero dovuto migliorare il Vecchio Continente, tuttavia non sono stati valutati i possibili effetti negativi di obiettivi difficilmente raggiungibili. Per diversi Paesi che stanno attraversando gravi problemi economici non è stato percorribile lo scenario green figurato. Il target net‑zero del 2050 appare sempre più difficile da raggiungere anche per una questione culturale e per la mancanza di infrastrutture di ricarica sparse su tutto il territorio. Il Green Deal sarebbe così diventato il principale motivo delle difficoltà che stanno colpendo la filiera automotive del Continente.

Dubbi leciti

In occasione del tavolo automotive convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Urso avrebbe usato il pugno duro nei confronti delle strategie europee per la transizione ecologica dell’industria delle quattro ruote. Le misure comunitarie, secondo il ministro, avrebbero dovuto migliorare gli scenari, ma hanno aggravato la situazione. Adolfo Urso ha dichiarato:

“Lo abbiamo detto sin dall’inizio, con responsabilità e senza infingimenti. L’epicentro della crisi è a Bruxelles, nelle follie del Green Deal che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica europea, favorendo la tecnologia e la produzione cinese. Oggi i fatti dimostrano che avevano ragione. Non è soltanto Volkswagen in grave difficoltà, la crisi sta investendo i principali costruttori europei e rischia di travolgere l’intera filiera industriale del Continente”.

Il pacchetto di politiche con cui l’Ue sogna di raggiungere la neutralità climatica, intervenendo in modo incisivo anche sul settore auto, ha imposto ai costruttori ingenti investimenti per passare a motorizzazioni innovative, con numeri di vendita che si sono rivelati al di sotto delle aspettative. In particolare l’elettrico ancora non ha rispettato i numeri attesi con danni già visibili sui conti dei competitor europei, schiacciati dalla morsa dei dazi a Est e dei prodotti low cost dalla Cina.

Sale la pressione

I passi indietro nel 2025 di Volkswagen, Stellantis e altri major europei hanno inciso sulla crisi anche di fornitori di componentistica, aziende di ingegneria, imprese della chimica, dell’acciaio e dei servizi connessi. Si è mandato in tilt un ecosistema che dava lavoro a milioni di persone, rappresentando una quota significativa del valore aggiunto manifatturiero.

Urso ha sottolineato come i produttori asiatici, in primis i costruttori cinesi di auto elettriche, stanno acquisendo sempre un maggiore spazio, grazie a costi di produzione più bassi e a un forte sostegno industriale. Urso ha indicato una dead line per rivedere l’impostazione delle politiche europee sull’automotive:Non c’è più tempo da perdere, il 2026 deve essere l’anno delle riforme europee”.

L’invito a calibrare meglio gli obiettivi ambientali con la tenuta industriale e occupazionale della filiera automotive, dovrà essere fatto nei prossimi mesi, secondo Urso, per evitare una deindustrializzazione. Oramai è una corsa contro il tempo perché la Cina, grazie al tappeto rosso steso da Bruxelles, avrà una crescita esponenziale nei prossimi anni, potendo offrire veicoli elettrificati a prezzi più bassi.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 13:31:02 +0000
News n. 14
Nuova Kia XCeed, tecnologia da ammiraglia al prezzo di una compatta

Mettere alla porta un modello di successo nel mercato europeo avrebbe avuto poco senso. Così, mentre il resto della famiglia Ceed si avvia a lasciare il posto alla K4, Kia concede alla XCeed un altro giro di pista. Lanciato nel 2019, il crossover cambia volto e migliora nell’abitacolo, con tecnologie riprese dai modelli più recenti del marchio.

La frenesia non inganna il costruttore coreano, che, invece di sviluppare una generazione partendo da zero, ricorre a un secondo restyling. Oltre ad alcuni ritocchi superficiali, Kia tenta di migliorare il comfort quotidiano rivedendo le sospensioni posteriori e l’insonorizzazione.

La carrozzeria mantiene tratti sia da berlina compatta sia da SUV. Se la posizione di guida rialzata e le protezioni in plastica portano alla mente il segmento dei crossover, il profilo filante e le dimensioni contenute favoriscono la guida in città. Sul mercato italiano la nuova XCeed parte da 27.450 euro.

Le novità nello stile e nelle proporzioni

Già dal frontale tutti gli elementi sembrano cambiare forma. Cofano e gruppi ottici – ora sviluppati in verticale ai lati della carrozzeria – sono stati ridisegnati e sotto spicca una grande presa d’aria con finitura satinata, mentre la mascherina Tiger Nose evidenzia la parentela con gli altri modelli Kia. Un lavoro di lima ha accorciato lo sbalzo anteriore di 15 millimetri, fermando la lunghezza a 4,38 metri.

Non viene, però, modificato lo spazio compreso tra i due assi, perché il taglio si concentra nella porzione di carrozzeria davanti alle ruote così da accorciare visivamente il muso. La XCeed misura inoltre 1,826 metri in larghezza e presenta un passo di 2,65 metri, quota importante sia per la stabilità sia per l’abitabilità. A stabilirne l’altezza sono i cerchi: 1,483 metri con quelli da 16 pollici e 1,495 scegliendo i nuovi 18 pollici. La differenza deriva dal maggiore diametro delle ruote e raggiunge appena 12 millimetri.

La Kia XCeed si aggiorna tanto nello stile quanto la dotazione tecnologica
Ufficio Stampa Kia
Restyling per la Kia XCeed: il crossover coreano si aggiorna nello stile e nella dotazione tecnologica, confermando la sua anima versatile

Lungo la fiancata c’è poco da segnalare. Rimangono il tetto discendente verso la coda e i passaruota evidenziati da rivestimenti scuri, due elementi che distinguono la XCeed da una normale compatta. Nella zona posteriore i designer correggono il portale e conferiscono una nuova firma luminosa. Inoltre, la modifica del paraurti fa apparire l’auto più larga quando viene osservata da dietro. I ritocchi alle proporzioni non hanno sottratto spazio al bagagliaio: dai 426 litri minimi, la capienza aumenta abbattendo lo schienale posteriore frazionato 60:40.

Raffinatezza digitale negli interni

A bordo lo step avanti è netto. Due display da 12,3 pollici – uno dedicato alla strumentazione digitale, l’altro al sistema multimediale – confluiscono nel pannello sopra la plancia. Per limitare le distrazioni, le informazioni di guida rimangono nella traiettoria visiva del conducente, mentre le principali funzioni della vettura possono essere gestite dal display centrale.

Dai controlli del climatizzatore a quelli multimediali si passa tramite il Multimode Touch Display. Cambiano inoltre le bocchette dell’aria, il volante e il selettore del cambio automatico. Rivestimenti inediti e finiture di qualità superiore cercano infine di alzare la qualità percepita rispetto alla precedente XCeed.

La nuova Kia XCeed rinnova plancia e comandi per facilitare la gestione di infotainment e guida
Ufficio Stampa Kia
Ergonomia al centro: la nuova Kia XCeed rinnova plancia e comandi per facilitare la gestione di infotainment e guida

Durante il viaggio, Kia Connect porta informazioni utili sul display e comunica eventuali anomalie rilevate dalla diagnostica. Anche una volta scesi dalla XCeed è possibile tenerla monitorata grazie alla Kia App e, con la Digital Key 2.0, uno smartphone compatibile può aprire e mettere in moto l’auto, oltre a condividere la chiave con un’altra persona.

L’evoluzione tecnologica interessa pure la sicurezza. Highway Driving Assist unisce cruise control adattivo e mantenimento attivo della corsia, aiutando la XCeed a rispettare la distanza dal veicolo davanti. Il sistema utilizza anche i dati del navigatore e i limiti rilevati lungo il percorso.

Radar posteriori sorvegliano gli angoli ciechi e il traffico trasversale durante le manovre in retromarcia. In presenza di un pericolo, l’elettronica è pronta a intervenire sullo sterzo oppure azionare i freni. La frenata automatica anteriore riconosce veicoli e gli utenti fragili della strada (pedoni e ciclisti), mentre una telecamera interna controlla il comportamento del conducente alla ricerca di segnali di distrazione o stanchezza. La dotazione effettiva varierà in base alla versione.

Pablo Martínez Masip, vicepresidente Product, Brand & Customer Experience di Kia Europe, ha dichiarato:

“Abbiamo introdotto miglioramenti concreti negli ambiti che contano maggiormente per i nostri clienti, dalla connettività alla sicurezza e al comfort di marcia. Grazie al nuovo infotainment e agli interventi dedicati al comfort, la XCeed aggiornata offre un’esperienza più connessa, rassicurante e piacevoleâ€

Motori, allestimenti e prezzi

Nei motori a benzina Kia ripone ancora fiducia, affiancandoli alla tecnologia mild hybrid. Abbinato a un cambio manuale a sei marce oppure, nella variante mild hybrid, a un automatico doppia frizione DCT7, il 1.0 T-GDi da 115 CV apre il listino italiano. È invece venduto soltanto insieme al cambio automatico il più potente 1.6 T-GDi, accreditato di 150 CV. Non cambia la trazione, rigorosamente anteriore.

La versione da 180 CV rimane invece fuori dalla gamma italiana, almeno per ora, sebbene compaia nel comunicato europeo. Secondo il ciclo WLTP, la XCeed consuma da 6 a 6,9 litri di benzina ogni 100 chilometri e le emissioni dichiarate oscillano fra 135,7 e 155,3 grammi di anidride carbonica al chilometro.

In marcia gli interventi riguardano soprattutto comfort e risposta ai comandi. Modifiche alla sospensione posteriore promettono di assorbire meglio le irregolarità, soprattutto a vantaggio dei passeggeri seduti dietro. Ulteriori accorgimenti contro rumori e vibrazioni dovrebbero rendere l’abitacolo maggiormente silenzioso durante i viaggi. Le modalità Normal e Sport sono state ricalibrate, accentuando le rispettive differenze nella risposta dell’auto.

La variante Business apre il listino italiano a 27.450 euro con il 1.0 T-GDi da 115 CV e cambio manuale. Servono 30.450 euro per la stessa potenza in configurazione mild hybrid DCT7. L’allestimento Style parte da 33.800 euro con il tre cilindri elettrificato, mentre il 1.6 T-GDi da 150 CV porta il prezzo a 34.800 euro.

Prodotta nello stabilimento slovacco di Žilina, la rinnovata XCeed difende dunque una formula ormai rara: una compatta rialzata che conserva motori termici dai prezzi accessibili. Kia la definisce una tecnologia di passaggio verso l’elettrificazione. Per molti automobilisti europei potrebbe rappresentare, più semplicemente, un’alternativa alle elettriche e ai SUV tradizionali.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 13:17:28 +0000
News n. 15
Quando la cintura di sicurezza è obbligatoria e chi è esentato

La cintura di sicurezza è obbligatoria sempre, in autostrada, in città, nei tragitti brevi, sui sedili posteriori e durante gli spostamenti compiuti a velocità ridotta. In buona sostanza deve essere allacciata quando il veicolo è in marcia e il posto occupato dispone di una cintura.

La disciplina di riferimento si trova nell’articolo 172 del Codice della Strada, che regola sia l’impiego delle cinture sia quello dei sistemi di ritenuta destinati ai bambini. Il principio è semplice, mentre le eccezioni sono circoscritte: conducente e passeggeri devono utilizzare i dispositivi installati sul veicolo, salvo che ricorra una delle esenzioni indicate dalla legge.

Perché la cintura è indispensabile

La cintura è un dispositivo di sicurezza passiva progettato per trattenere l’occupante durante una collisione, una brusca frenata o una variazione improvvisa della traiettoria. Evita che il corpo venga proiettato contro il volante, il parabrezza, la plancia, i sedili anteriori oppure all’esterno dell’abitacolo.

Il suo ruolo non è stato superato dall’introduzione degli airbag. Al contrario, cintura, pretensionatore, limitatore di carico, sedile, poggiatesta e airbag sono progettati per lavorare insieme. L’airbag frontale interviene in una frazione di secondo e presuppone che la persona si trovi nella posizione prevista dai progettisti. Senza cintura, il corpo può avvicinarsi troppo rapidamente al cuscino in apertura, riducendone l’efficacia e aumentando il rischio di lesioni.

Anche chi siede dietro deve proteggersi. Un passeggero posteriore non trattenuto può essere scagliato contro gli occupanti anteriori, oltre a subire direttamente le conseguenze dell’urto

Cosa stabilisce l’articolo 172 del Codice della Strada

Il primo comma dell’articolo 172 impone l’uso delle cinture al conducente e ai passeggeri dei quadricicli leggeri della categoria L6e dotati di carrozzeria chiusa e dei veicoli appartenenti alle categorie M1, N1, N2 e N3, purché muniti dei relativi dispositivi.

Dietro queste sigle rientrano:

  • le automobili e gli altri veicoli destinati al trasporto di persone con non più di otto posti oltre a quello del conducente, classificati M1;
  • i veicoli per il trasporto merci, compresi furgoni e autocarri, appartenenti alle categorie N1, N2 e N3;
  • alcuni quadricicli leggeri chiusi, come determinate microcar;
  • autobus e pullman delle categorie M2 e M3, secondo le regole specifiche previste per i loro occupanti.

Norme alla mano, le cinture vanno impiegate in qualsiasi situazione di marcia.

La cintura è obbligatoria anche sui sedili posteriori

L’obbligo riguarda tutti i posti equipaggiati con cinture, non soltanto quelli anteriori. Chi viaggia dietro deve quindi allacciarle sia sulle strade extraurbane sia nei centri abitati. Lo stesso principio si applica quando l’auto procede nel traffico, si muove in coda, percorre una rotatoria o effettua una manovra. Fino a quando il mezzo è in marcia, il dispositivo deve essere utilizzato.

L’articolo 172 collega l’obbligo alle situazioni di marcia. Di conseguenza, una persona seduta in un’automobile parcheggiata e immobile non è tenuta a mantenere la cintura allacciata.

La situazione cambia appena il veicolo comincia a muoversi. Anche una manovra compiuta all’interno di un parcheggio richiede prudenza e, quando avviene in un’area soggetta alla circolazione pubblica, ricade nelle regole del Codice della strada.

Cosa succede sulle auto storiche prive di cinture

La legge impone di utilizzare i dispositivi di cui il veicolo è provvisto. Un’auto d’epoca nata e omologata senza cinture non diventa irregolare per il solo fatto di non averle, purché la sua configurazione rispetti le prescrizioni applicabili al momento dell’immatricolazione e non siano intervenuti obblighi successivi di adeguamento.

Il discorso cambia se le cinture erano previste, ma sono state rimosse. In questo caso non si è di fronte a una normale assenza originaria, ma a un dispositivo obbligatorio mancante, inefficiente o manomesso.

Occorre poi prestare attenzione anche al trasporto dei bambini. Sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 sprovvisti di sistemi di ritenuta, i bambini fino a tre anni non possono viaggiare. Quelli di età superiore possono occupare il sedile anteriore soltanto se superano 1,50 metri di statura.

La normale cintura dell’automobile è progettata per il corpo di un adulto. Se viene usata troppo presto, il tratto diagonale può passare sul collo anziché sulla spalla mentre la parte addominale rischia di appoggiarsi sull’addome invece che sulle ossa del bacino.

Seggiolini e rialzi servono a portare il bambino nella posizione corretta rispetto alla geometria della cintura. Il dispositivo deve essere montato secondo le istruzioni del produttore e dopo la verifica di compatibilità, orientamento, punti di ancoraggio e limiti dimensionali.

Per i bambini di età inferiore a quattro anni, nei veicoli interessati dalla disciplina italiana, va utilizzato anche il dispositivo antiabbandono previsto dalla normativa. L’obbligo riguarda i veicoli M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia, oltre a quelli immatricolati all’estero quando sono guidati da residenti in Italia.

L’eccezione per taxi e auto a noleggio con conducente

Una disciplina particolare riguarda taxi e veicoli adibiti al noleggio con conducente. I bambini di statura non superiore a 1,50 metri possono essere trasportati senza uno sistema di ritenuta soltanto a precise condizioni.

Il minore non deve occupare il sedile anteriore e deve essere accompagnato da almeno una persona di età non inferiore a 16 anni. L’eccezione riguarda il seggiolino, non è una generale autorizzazione a trasportare i bambini senza alcuna precauzione e non si estende alle auto private.

Sugli autobus delle categorie M2 e M3, tutti gli occupanti di età superiore a tre anni devono utilizzare i sistemi di sicurezza installati quando sono seduti. L’obbligo vale mentre il mezzo è in movimento. La presenza di un autobus o di un pullman non rende facoltativa la cintura. Se il sedile ne dispone, il passeggero deve allacciarla. La normativa prescrive anche che gli utenti siano informati attraverso cartelli, pittogrammi, avvisi del conducente, comunicazioni del personale oppure sistemi audiovisivi.

Un’eccezione è prevista per i passeggeri dei veicoli M2 e M3 autorizzati al trasporto di persone in piedi, adibiti al servizio locale e in circolazione nelle zone urbane. In tale contesto il viaggio in piedi è ammesso secondo l’omologazione e le condizioni del servizio.

Chi è esentato dall’uso della cintura

Sono esonerati gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale quando svolgono un servizio di emergenza. La sola appartenenza al corpo non basta: fuori dalla situazione indicata dalla norma, anche gli agenti devono utilizzare le cinture.

La deroga si applica ai conducenti e agli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario durante un intervento di emergenza. Un normale trasferimento, privo dei requisiti dell’intervento urgente, non fa scattare automaticamente l’esonero. Rientrano tra i beneficiari anche gli appartenenti ai servizi di vigilanza privata regolarmente riconosciuti mentre effettuano scorte.

Gli appartenenti alle forze armate possono viaggiare senza cintura nell’espletamento di attività istituzionali svolte in situazioni di emergenza. Anche qui l’esenzione è collegata al tipo di servizio e non alla qualifica professionale considerata isolatamente.

I conducenti dei veicoli appositamente allestiti per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, insieme a quelli dei mezzi a uso speciale, possono essere esentati quando sono impegnati in attività di igiene ambientale nei centri abitati. La disposizione comprende anche le zone industriali e artigianali.

Gravidanza: la cintura resta obbligatoria salvo certificazione

Essere incinta non comporta l’esenzione automatica dalle cinture di sicurezza. La donna in gravidanza deve continuare a indossare la cintura, a meno che il ginecologo curante non certifichi l’esistenza di particolari condizioni di rischio connesse al suo utilizzo. Non è sufficiente un’autodichiarazione non è sufficiente. e neppure il semplice stato di gravidanza consente di decidere in autonomia di viaggiare senza dispositivo.

In assenza di controindicazioni mediche certificate, la cintura va posizionata in modo corretto: il tratto inferiore deve passare il più in basso possibile, sotto l’addome e sulle ossa del bacino, mentre quello diagonale deve scorrere tra i seni e lateralmente rispetto alla pancia. Non deve essere collocata dietro la schiena né sotto il braccio. L’esenzione prevista dall’articolo 172 nasce per casi specifici valutati dal ginecologo, non per trasformare una condizione fisiologica in una deroga generalizzata.

Una persona può essere dispensata dall’uso della cintura quando una patologia particolare o una condizione fisica costituiscono una controindicazione specifica al dispositivo di ritenuta. Anche in questa situazione l’interessato non si limita a presentare una generica attestazione del medico di famiglia. Il Codice della Strada richiede una certificazione rilasciata dall’unità sanitaria locale competente oppure dall’autorità abilitata di un altro Stato membro dell’Unione europea. Il documento deve riportare la durata della validità, contenere il simbolo previsto dalla normativa europea ed essere mostrato agli organi di polizia quando richiesto.

La valutazione è individuale. Non c’è una lista che consenta al cittadino di autodiagnosticarsi il diritto all’esonero. Tra le condizioni esaminate in sede sanitaria possono rientrare gravi insufficienze respiratorie, particolari conformazioni o patologie addominali, alcune neostomie, l’assenza dei normali punti di appoggio della cintura e altre situazioni cliniche incompatibili con il dispositivo; spetta però alla struttura sanitaria accertare la reale controindicazione.

Quanto costa la multa per chi non usa la cintura

Chi non utilizza le cinture, i sistemi di ritenuta per bambini o, nei casi previsti, il dispositivo antiabbandono è soggetto a una sanzione amministrativa da 83 a 332 euro. Se la violazione viene commessa dal conducente, dalla patente vengono sottratti cinque punti. Per i neopatentati, nei primi tre anni dal rilascio della patente, la decurtazione prevista per le violazioni commesse alla guida viene raddoppiata secondo la disciplina generale della patente a punti.

Il passeggero maggiorenne privo di cintura risponde della sanzione pecuniaria. La decurtazione va invece collegata alla violazione commessa nella qualità di conducente oppure alla responsabilità attribuita al guidatore nei casi previsti, come il mancato sistema di ritenuta del minore affidato alla sua sorveglianza. Il Codice della strada stabilisce anche una conseguenza più severa per la recidiva. Quando il conducente incorre almeno due volte nella violazione nell’arco di due anni, all’ultima infrazione segue la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 12:00:43 +0000
News n. 16
Monopattini, scatta il 16 luglio l’assicurazione obbligatoria: regole e costi

Le scorribande urbane sui monopattini stanno per terminare. La micromobilità urbana in Italia si appresta a un clamoroso ribaltone con l’introduzione delle assicurazioni. Il giorno da tenere a mente sul calendario è il 16 luglio 2026, data in cui diventerà ufficialmente operativo l’obbligo di assicurazione Rc (Responsabilità civile) per chiunque possieda o utilizzi un monopattino elettrico.

La direttiva, prevista inizialmente per il maggio scorso, è stata oggetto di una proroga concessa dai ministeri competenti. Dopo una lunga serie di rinvii concordati tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le compagnie assicuratrici, finalmente siamo davanti alla svolta. La disposizione prevede che la polizza sia legata al mezzo di trasporto e non al suo utilizzatore, esattamente come succede per gli altri veicoli. La polizza coprirà la responsabilità civile prevista dalla legge nei confronti di danni causati a terzi.

Le regole base

Per sottoscrivere una polizza è necessario il contrassegno identificativo, anche noto come targhino: al 30 giugno scorso, secondo i dati divulgati dal Mit, ben 133.135 monopattini erano stati targati a partire dal 16 maggio, data di entrata in vigore del provvedimento, principalmente a Milano (33.316) e Roma (27.900). Dopo aver speso una cifra intorno ai 40 euro per il contrassegno e dopo averlo registrato nella piattaforma ministeriale Monopattini, si potrà procedere all’acquisto della polizza da associare al proprio mezzo.

I cittadini maggiorenni e quelli di età superiore ai 14 anni (età minima per l’utilizzo dei monopattini elettrici), possono ottenerla su richiesta di chi esercita l’autorità genitoriale. I mezzi a noleggio, invece, sono sempre coperti da polizze sottoscritte dalle società di sharing. La polizza non risarcisce i danni causati dal conducente del monopattino a sé stesso, a meno che non abbia siglato accordi particolari con la compagnia. La polizza può essere limitata al nominativo indicato al momento della sottoscrizione o venire estesa ai familiari.

Il costo

Indicativamente le cifre oscillano tra i 40 e i 150 euro. Per chi venisse pizzicato senza assicurazione sono previste pesanti sanzioni, disciplinate dall’art. 193 del Codice della Strada, con multe da 866 sino a 3.464 euro, oltre alla cessazione della circolazione e il sequestro amministrativo del mezzo. Se la medesima violazione si ripete nell’arco di due anni, la multa è raddoppiata e viene applicato un fermo amministrativo di 45 giorni dopo la regolarizzazione della polizza. Cosa accade in caso di incidente? La persona deve personalmente, ai sensi del Codice civile, risarcire i danni causati a beni e persone, con cifre consistenti in caso di lesioni gravi.

Gli operatori dello sharing si stanno lamentando per l’aumento dei costi che metterà a rischio la sostenibilità del fenomeno, tuttavia l’obbligo di assicurazione è arrivato per contenere la crescente diffusione dei monopattini nelle giungle urbane e offrire un elevato grado di sicurezza. Le statistiche (Aci-Istat) rivelano come nel 2024 siano avvenuti 3.895 incidenti con monopattini elettrici, con un bilancio di 23 vittime e 3.751 feriti.

Numeri preoccupanti se confrontati con quelli del 2021 dove erano stati 9 i decessi, mentre nel 2022 si era saliti a 16 e nel 2023 a 21. Le vittime risulterebbero di sesso maschile, spesso di origine straniera e di età molto variabile, dagli adolescenti agli ultrasessantenni. Per questo motivi il 14 dicembre 2024 è diventato obbligatorio (in base alla legge 177/2024) indossare il casco anche per gli utilizzatori maggiorenni, mentre in precedenza la disposizione si applicava solo a quelli minorenni.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 11:54:23 +0000
News n. 17
Volkswagen, la crisi travolge il lavoro: quanti posti sono a rischio

Un’altra ondata di licenziamenti rischia di travolgere il gruppo Volkswagen dopo i tagli già programmati. Per la prima volta, Oliver Blume si è sbottonato sulla possibile portata della seconda fase di risparmi. L’amministratore delegato del colosso tedesco ipotizza l’uscita di 50.000 dipendenti, una stima che, laddove venisse confermata, porterebbe a 100.000 riduzioni nel mondo.

Anche se la preoccupazione serpeggia tra i lavoratori, i numeri vanno presi con le pinze. Gli eventuali allontanamenti permetterebbero di ridurre il gap rispetto alle realtà concorrenti – attualmente pari al 20% – senza variazioni nel costo del lavoro. Blume ha spiegato:

“Stiamo verificando in tutti i marchi e le regioni quali adeguamenti siano davvero necessari e realizzabiliâ€

Impianti Volkswagen sotto pressione

Tra Volkswagen, Audi, Porsche e le altre società controllate il gruppo ha già messo in conto circa 50.000 tagli. Entro la fine dell’anno oltre metà del piano sarà completato. Fino a questo punto Volkswagen ha scongiurato i licenziamenti diretti su vasta scala, ricorrendo alle uscite concordate, ma i problemi di bilancio stringono come un cappio al collo.

In particolare, desta allarmismo la situazione delle fabbriche tedesche, che lascia immaginare soluzioni dolorose nei prossimi anni. Zwickau ed Emden potrebbero perdere i rispettivi modelli, mentre su Hannover pesa il ridimensionamento dei veicoli commerciali e lo stesso clima di sfiducia circonda Neckarsulm, sede Audi. Secondo le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane, la chiusura dei quattro siti metterebbe in discussione oltre 45.000 posti di lavoro.

Blume ha provato a raffreddare gli animi, pur riconoscendo il problema:

“Le soluzioni intelligenti sono sempre migliori della chiusura di uno stabilimentoâ€.

Poco dopo ha aggiunto una precisazione meno rassicurante:

“Oggi non possiamo confermare un impiego competitivo per questi quattro siti nel prossimo decennioâ€.

Chiusura che, comunque, non è l’unico esito possibile. Blume vorrebbe assegnare agli impianti meno utilizzati attività diverse da quelle attuali, coinvolgendo anche società esterne: a Osnabrück, per esempio, Volkswagen ha valutato la produzione di mezzi destinati alla difesa. Il negoziato prosegue e il futuro dello stabilimento rimane aperto.

Le proteste dei lavoratori Volkswagen

A spingere Volkswagen verso la più grande riorganizzazione della propria storia concorrono i dazi statunitensi e la crisi della domanda europea, aggravata dall’avanzata dei marchi cinesi. Tra aprile e giugno il gruppo ha consegnato 2,09 milioni di veicoli, registrando una flessione del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel primo trimestre il calo si era fermato al 4%.

Il piano prevede anche una riduzione della capacità produttiva e il dimezzamento graduale della gamma. Da circa 12 milioni di veicoli realizzabili ogni anno prima della pandemia, Volkswagen punta a scendere verso quota 9 milioni.

La cura proposta dal management ha incontrato una forte opposizione. I rappresentanti dei lavoratori hanno bloccato i provvedimenti più drastici durante la riunione del consiglio di sorveglianza, accompagnata da proteste in numerosi stabilimenti tedeschi. IG Metall ricorda i sacrifici già sostenuti dai dipendenti e chiede progetti industriali capaci di riempire gli impianti.

Christiane Benner, presidente del sindacato, ha riassunto così il clima:

“La rabbia e l’incertezza sono enormi. Servono nuove idee per utilizzare la capacità degli stabilimentiâ€

Dal canto suo, Blume ha promesso altri incontri e informazioni trasparenti una volta definite le misure. Il destino di decine di migliaia di lavoratori sembra appeso a un filo.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 10:20:48 +0000
News n. 18
Ponte sullo Stretto, il Governo tratta con Bruxelles: richiesti nuovi chiarimenti

Nuova riunione al ministero delle Infrastrutture per capire quanto manca al prossimo passaggio del Ponte sullo Stretto. Matteo Salvini ha convocato i vertici della società concessionaria e riesaminato le osservazioni arrivate dall’Unione europea. Bruxelles attende chiarimenti sia sull’impatto dell’opera nell’area interessata sia sulle modifiche apportate al vecchio contratto e, secondo quanto dichiarato dal Mit, il lavoro svolto finora avrebbe avvicinato le parti.

Il leader della Lega, nonché vicepresidente del Consiglio dei ministri, ha riunito il 13 luglio i piani alti di Stretto di Messina S.p.A., società concessionaria dell’opera. Al centro dell’incontro sono finite le richieste comunitarie e la documentazione da integrare. Il confronto con l’Ue, ricorda il ministero, prosegue da oltre un anno nella speranza di raggiungere il punto d’intesa definitivo.

Sul rischio di una procedura d’infrazione, il ministero ha smentito le ricostruzioni più allarmistiche. Nei colloqui avviati con Bruxelles, assicurano, questa possibilità non sarebbe mai finita sul tavolo. A ogni modo, il giudizio della Commissione sui punti ancora aperti dipenderà dall’esame delle integrazioni richieste.

Ambiente e appalti: i nodi da sciogliere

Il primo riguarda la Direttiva Habitat, posta a tutela di specie e aree naturali di interesse comunitario. La costruzione del ponte e delle opere collegate interessa una zona delicata per la biodiversità, attraversata anche da numerose rotte migratorie degli uccelli. Il Governo è dunque tenuto a dimostrare la compatibilità dell’intervento e motivare l’eventuale prevalenza delle esigenze collettive.

Nel 2025 il progetto aveva concluso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Il risultato favorevole era comunque accompagnato da prescrizioni e non aveva chiuso ogni questione. Proprio sugli aspetti ambientali il Mit e il ministero dell’Ambiente stanno preparando i dati integrativi chiesti dalla Commissione.

L’altro punto coinvolge la Direttiva europea sui contratti pubblici. Il valore del progetto è cresciuto molto rispetto alla gara originaria, assegnata nel 2005 al consorzio Eurolink guidato da Webuild. Le norme comunitarie pongono un limite del 50% alle modifiche del valore contrattuale effettuate senza indire una nuova procedura. Alla Commissione spetta adesso verificare i calcoli e stabilire quali voci concorrano al raggiungimento del 50%.

Il progetto resta in attesa del nuovo passaggio

Sul Ponte pesa ancora lo stop imposto nell’autunno 2025 dalla Corte dei conti. I magistrati contabili negarono il visto alla delibera del Cipess che aveva approvato il progetto definitivo, sollevando dubbi sulla copertura finanziaria, sull’iter seguito e sulla conformità alle regole europee. Una seconda bocciatura interessò l’atto aggiuntivo alla convenzione con Stretto di Messina S.p.A.

A marzo è entrato in vigore il decreto con cui il Governo ha provato a rimettere in moto la macchina amministrativa, poi convertito in legge. Prima di tornare al Cipess e al vaglio della Corte dei conti serviranno ulteriori adempimenti, mentre la spesa indicata rimane invariata a 13,5 miliardi di euro, almeno sulla carta.

Con l’ultima riunione al Mit, la procedura rimane nella fase delle verifiche. In base all’esito del confronto con Bruxelles verranno stabiliti il passaggio alla Corte dei conti e i tempi di apertura dei cantieri. Fra Sicilia e Calabria sorgerebbe una campata sospesa lunga 3,3 chilometri, misura mai raggiunta da alcun ponte al mondo.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 08:56:46 +0000
News n. 19
Jannik Sinner, niente patentino della moto: bocciato per la quarta volta

Esistono esami davanti ai quali persino Jannik Sinner perde il punto decisivo. Poche ore dopo aver conquistato Wimbledon per la seconda volta consecutiva, il campione altoatesino ha raccontato di aver fallito ancora la prova per ottenere la patente della moto. È già la quarta bocciatura, arrivata poco prima della partenza verso Londra.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 08:03:43 +0000
News n. 20
Carburanti, allerta per la carenza di jet fuel e prezzi ancora in rialzo

Viaggiare in estate rischia di diventare più complicato sia in auto sia in aereo. Mentre benzina e gasolio continuano a salire lungo la rete italiana, l’Europa deve fare i conti con scorte di jet fuel ridotte a meno di un mese di consumi. L’Italia si trova in una posizione migliore rispetto ad altri Paesi, grazie all’aumento della produzione interna, ma quanto accaduto negli aeroporti durante la primavera invita a tenere alta l’attenzione.

Fino allo scoppio della guerra con l’Iran, il Medio Oriente garantiva circa la metà del jet fuel importato dall’Europa, una dipendenza diventata problematica con le difficoltà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Stati Uniti, Canada, India e Corea del Sud hanno coperto una parte delle forniture mancanti: quel che si dice una soluzione tampone, perché basta una nuova fiammata del conflitto per rimettere tutto in discussione.

Secondo i dati riportati da Reuters, all’inizio di giugno le riserve europee ammontavano a 38 milioni di barili, abbastanza da soddisfare meno di 30 giorni di domanda e di gran lunga inferiore ai 99 milioni presenti negli Stati Uniti. Energy Aspects stima inoltre per il terzo trimestre un deficit europeo vicino a 600.000 barili al giorno, proprio nel periodo caratterizzato dal maggiore traffico turistico.

Jet fuel, cosa rischiano gli aeroporti italiani

Le prime avvisaglie erano arrivate ad aprile, quando Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso avevano comunicato alle compagnie una disponibilità limitata di jet fuel. Il ritardo di una fornitura di Air BP aveva creato un vuoto temporaneo, al quale altri operatori avevano fatto fronte e nessuno dei quattro aeroporti aveva dovuto cancellare voli.

Da allora l’industria italiana ha reagito aumentando del 10% la produzione di carburante per l’aviazione nei primi quattro mesi dell’anno. Le raffinerie nazionali sono così riuscite a soddisfare quasi il 70% della domanda di marzo e aprile, mentre le importazioni sono diminuite del 6%. E gli arrivi sia dagli Stati Uniti che dalla Turchia hanno contribuito a ridurre la dipendenza dalle rotte maggiormente esposte.

A giugno, il presidente di Assaeroporti Carlo Borgomeo aveva escluso problemi di disponibilità in Italia per il resto del 2026. Da allora, però, il quadro europeo si è fatto più teso. Il carburante continua ad arrivare anche da Paesi molto lontani, mentre le scorte coprono meno di un mese di consumi. Un ulteriore intoppo lungo le rotte commerciali metterebbe nuovamente gli scali in difficoltà, motivo per cui Bruxelles tiene pronta una contromisura: attingere alle riserve nazionali con un intervento coordinato.

Benzina e diesel aumentano ancora alla pompa

Nel frattempo, i rincari colpiscono gli automobilisti. In base alle rilevazioni dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, domenica 12 luglio la benzina self ha raggiunto una media nazionale di 1,879 euro al litro, due millesimi in più rispetto al giorno precedente, e il gasolio è salito da 1,985 a 1,988 euro. Va peggio in autostrada, dove la benzina self costa mediamente 1,969 euro al litro e il diesel arriva a 2,065 euro. Il divario rispetto alla rete ordinaria sfiora i dieci centesimi per la verde e si avvicina agli otto per il gasolio: con centinaia di chilometri davanti, la differenza smette presto di sembrare trascurabile.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 07:16:27 +0000
News n. 21
Nuova Mercedes-AMG CLA 45, arriva la sportiva elettrica da 680 CV

La Mercedes-AMG CLA 45 4MATIC+ segna il debutto di una nuova dimensione prestazionale nel segmento delle sportive compatte, portando su strada tecnologie finora impensabili. Presentata ufficialmente il 9 luglio 2026, questa vettura completamente elettrica rappresenta un salto evolutivo per il marchio di Affalterbach, puntando tutto su agilità, potenza e un piacere di guida ancora più intenso. Disponibile fin dal lancio nelle versioni coupé e Shooting Brake, la CLA 45 4MATIC+ si distingue per un design incisivo che esprime il massimo dinamismo anche da ferma.

Ben tre motori

La caratteristica più interessante di questo modello è il rivoluzionario sistema di propulsione basato su tre motori elettrici a flusso assiale: due posizionati sull’asse posteriore e uno su quello anteriore. Questa configurazione tecnica, compatta quanto geniale, permette di erogare una potenza di picco di 500 kW (680 CV), garantendo una spinta costante e ripetibile ogni volta che il guidatore lo richiede.

Le prestazioni dichiarate sono mozzafiato: la vettura è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi. Questo pacchetto tecnologico di vertice deriva direttamente dall’esperienza maturata con la Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte, trasferendo l’innovazione della produzione di serie sulla piattaforma della nuova CLA.

La dinamica di guida è affidata al sistema di trazione integrale AMG Performance 4MATIC+ completamente variabile, che distribuisce la potenza in modo continuo tramite i tre motori elettrici controllati indipendentemente. Per ottimizzare il bilanciamento aerodinamico e l’efficienza alle alte velocità, la vettura introduce l’aerodinamica attiva, un elemento unico nella sua classe: la versione coupé adotta uno spoiler posteriore attivo, mentre la Shooting Brake integra uno spoiler sul bordo del tetto.

L’assetto è gestito dal sistema AMG RIDE CONTROL con smorzamento adattivo, che consente al conducente di definire personalmente il setup tra diverse tarature come “Comfortâ€, “Sport†o la specifica AMGFORCE S+. Quest’ultima modalità è stata progettata per offrire un’esperienza autentica e tipicamente AMG ispirata ai motori termici, completa di sound caratteristico di un quattro cilindri AMG ad alte prestazioni e cambi marcia simulati con interruzione della trazione e feedback aptico.

Buona l’autonomia

Oltre alle performance pure, la nuova CLA 45 4MATIC+ stabilisce nuovi standard per il comfort sulle lunghe distanze, eliminando l’ansia da autonomia. Grazie a una gestione termica avanzata, aerodinamica ottimizzata e batterie di ultima generazione, l’autonomia nel ciclo WLTP raggiunge i 670 chilometri per la coupé e i 640 chilometri per la Shooting Brake, una distanza paragonabile al tragitto tra Berlino e Vienna.

La ricarica è altrettanto rapida grazie all’architettura a 800 volt, che supporta potenze fino a 330 kW. Questo permette di passare dal 10% all’80% della carica in soli 22 minuti, immettendo energia sufficiente per oltre 270 chilometri in appena dieci minuti.

L’esperienza a bordo è focalizzata sul guidatore, con un’atmosfera racing creata dai Sedili Performance AMG, dal volante specifico e da rivestimenti in pelle ARTICO/Microcut nero con dettagli a contrasto. La tecnologia è al servizio delle performance anche in circuito grazie all’AMG TRACK PACE, incluso nel pacchetto AMG DYNAMIC PLUS, che trasforma ogni visita in pista in una sessione di allenamento professionale registrando oltre 80 dati specifici dieci volte al secondo.

Il sistema AMG DYNAMIC SELECT permette inoltre di scegliere tra sette programmi di guida differenti, adattando il carattere dell’auto da efficiente a pronta per il track day. La base tecnica della vettura è di assoluta eccellenza, essendo derivata dalla Mercedes-Benz CLA, nominata “Car of the Year 2026†e giudicata l’auto più sicura testata da Euro NCAP nel 2025.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 05:40:57 +0000
News n. 22
Ubriaco alla guida, per giustificarsi attribuisce la colpa all’aceto nell’insalata

L’immaginazione degli automobilisti di fronte alla paletta della Polizia sembra non conoscere confini, sfociando talvolta in giustificazioni che rasentano l’incredibile. L’ultimo episodio di questa singolare “antologia” del traffico si è consumato lungo la via Emilia, nei pressi di Castel San Pietro Terme, dove un normale controllo della Polizia Stradale è degenerato in una vicenda surreale che ha visto come protagonista un uomo di 57 anni. Quest’ultimo, beccato in stato di ebbrezza, ha proferito una giustificazione assurda: colpa dell’aceto.

Il controllo: dalla cintura al sospetto

Tutto ha avuto inizio per una banale infrazione al Codice della Strada: l’uomo viaggiava infatti a bordo del suo furgone senza la cintura di sicurezza allacciata. Quando gli agenti hanno intimato l’alt per procedere alla contestazione della violazione, non potevano immaginare che si sarebbero trovati di fronte a una situazione ben più grave. Non appena il conducente ha abbassato il finestrino per consegnare i documenti, dall’abitacolo è fuoriuscito un intenso odore di alcol, talmente forte da spingere gli agenti ad approfondire immediatamente il controllo.

Di fronte ai primi sospetti delle forze dell’ordine, l’automobilista ha cercato di giocare d’anticipo con una prima, parziale giustificazione. Ha infatti tentato di spiegare il forte odore all’interno del mezzo affermando che il veicolo fosse carico di bevande alcoliche trasportate, lasciando intendere che le esalazioni provenissero dal carico e non dal suo respiro. Tuttavia, la prova dell’etilometro ha rapidamente smentito questa versione dei fatti.

Un tasso da record e la scusa dell’insalata

Il risultato dell’alcoltest è stato inequivocabile e allarmante: l’etilometro ha registrato un valore di 1,73 grammi per litro, una concentrazione di alcol nel sangue superiore di oltre tre volte rispetto al limite legale consentito per mettersi alla guida. È in questo momento che il 57enne, forse preso dalla disperazione o dagli effetti dell’ebbrezza, ha sfoderato la scusa definitiva che ha lasciato esterrefatti gli agenti della Stradale.

L’uomo ha infatti dichiarato che il risultato fuori scala era probabilmente dovuto al fatto di aver “esagerato con l’aceto nell’insalata†durante il pasto. Si tratta di una spiegazione che la scienza e la tecnologia smentiscono categoricamente: l’etilometro, infatti, misura la concentrazione di alcol presente nell’aria alveolare e nel sangue, e il normale consumo alimentare di aceto non è assolutamente in grado di alterare i valori in modo così drastico.

Le conseguenze legali

Com’era prevedibile, la fantasiosa tesi del condimento eccessivo non ha sortito alcun effetto mitigante sulla procedura di legge. Per il conducente sono scattati immediatamente i provvedimenti più severi previsti dalla normativa vigente per la guida in stato di ebbrezza. Gli agenti hanno proceduto con la denuncia e il ritiro immediato della patente di guida. Per evitare ulteriori rischi, il furgone è stato affidato a un collega dell’autista, giunto sul posto per permettere al carico di proseguire il viaggio in sicurezza.

Questo episodio, per quanto possa apparire grottesco, sottolinea ancora una volta l’importanza fondamentale dei controlli stradali. La guida sotto l’effetto dell’alcol rimane uno dei principali fattori di rischio per la sicurezza pubblica e gli incidenti stradali, e le sanzioni per chi supera i limiti in modo così eclatante restano, giustamente, tra le più rigide del sistema sanzionatorio automobilistico.

Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 05:30:42 +0000
News n. 23
Le auto di Roberto Mancini, la passione per i bolidi italiani

Da calciatore prima e da allenatore poi, Roberto Mancini ha da sempre incarnato il gusto del bello. Risuona la stessa musica pensando alle sue auto, eleganti e performanti, meglio ancora se italiane. Per l’ultimo commissario tecnico capace di portare la Nazionale al trionfo non poteva forse essere altrimenti. Eppure, il rapporto con le quattro ruote è partito dal basso secondo quanto da lui dichiarato ai microfoni.

Il garage cominciò con un’A112

Agli inizi Roberto Mancini si accontentava di un’Autobianchi A112 usata: gliela vendette Salvatore Vullo, suo compagno alla Sampdoria, durante la prima stagione trascorsa a Genova. La targa di Agrigento tradiva la provenienza del veicolo, mentre il futuro tecnico muoveva i primi passi nel calcio professionistico.

Nel garage dei sogni del Mancini bambino, però, c’era soprattutto la Volkswagen Golf GTI, che riuscì a comprarsi con il primo stipendio da calciatore, come ha raccontato anni dopo. Compatta e sportiva, la tedesca era diventata uno dei modelli preferiti dai giovani automobilisti grazie a prestazioni nettamente superiori rispetto a quelle delle comuni utilitarie.

I guadagni e le possibilità cambiarono insieme alla sua carriera. In rete al tecnico jesino viene attribuita una Porsche 911 Turbo e, nonostante il diretto interessato non abbia fornito molti particolari sull’esemplare, la scelta mostra come il suo interesse si sia esteso alle sportive prima di spostarsi verso i SUV ad alte prestazioni.

Con Maserati il rapporto è diventato anche professionale. Già nel 2018 l’ex allenatore di Inter e Manchester City guidava una Levante GranSport, ordinata in Bianco Alpi con interni rivestiti in pelle rossa e cerchi da 21 pollici. Poi, in qualità di brand ambassador del Tridente, ritirò presso una concessionaria di Roma una Levante Trofeo Grigio Maratea.

Rispetto alla precedente GranSport, la Trofeo era però di una differente pasta meccanica: il V8 biturbo di 3,8 litri sviluppava 580 CV, scaricati sull’asfalto dalla trazione integrale Q4. Così da fermo Mancini poteva raggiungere i 100 km/h in 4,1 secondi e spingersi fino ai 300 km/h. Chi la voleva doveva essere disposto ad accettare un prezzo di almeno 160.100 euro nel 2020.

Un’altra creatura italiana ha stregato il “Mancio”. Nel giugno 2022, in questo caso presso una concessionaria della sua Jesi, ricevette in comodato d’uso un’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio verniciata in Rosso Competizione. Il V6 biturbo di 2,9 litri da 510 CV montato sotto il cofano offriva performance più vicine a quelle di una coupé che a quelle di un normale mezzo familiare.

Una panchina dove il risultato non è tutto

In panchina Roberto Mancini tornerà, stavolta alla guida della Nazionale della Politica, nella 35ª Partita del Cuore, in programma alle 21.30 allo Stadio Gran Sasso d’Italia Italo Acconcia dell’Aquila. L’incontro contro la Nazionale Cantanti, capitanata da Sal Da Vinci, sarà trasmesso in diretta su Rai 1.

Il 40% dell’incasso ottenuto dalla vendita dei biglietti andrà alla Croce Rossa Italiana per l’emergenza provocata dal terremoto in Venezuela, mentre il restante 60% verrà assegnato alla Fondazione Ausilia, attiva con progetti rivolti ai giovani del territorio aquilano. Le somme raccolte attraverso il numero solidale 45595 saranno invece destinate interamente alla popolazione venezuelana. Stavolta il risultato conterà poco: la parte decisiva della serata si giocherà fuori dal campo.

Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 19:00:19 +0000
News n. 24
Autovelox, oltre 300 milioni di incassi nei Comuni italiani

Il tema della velocità sulle strade italiane non è mai stato così centrale come in questo periodo, sospeso tra la necessità di garantire la sicurezza e il dibattito sugli incassi milionari delle amministrazioni locali. Secondo le stime diffuse dal Codacons, nel solo 2025 le sanzioni elevate tramite autovelox hanno generato per i Comuni italiani proventi per 56,5 milioni di euro. Nonostante la cifra sia imponente, si registra un calo dell’8,9% rispetto all’anno precedente, segno di un cambiamento in atto nella gestione di questi dispositivi.

La mappa degli incassi: Firenze regina

Analizzando i dati del 2025, emerge una geografia delle multe molto definita. Firenze si conferma la capitale italiana degli autovelox, avendo incassato nell’ultimo anno ben 19,7 milioni di euro. Seguono Bologna con 9,2 milioni e Milano con 6,9 milioni di euro. Tuttavia, la vera sorpresa arriva dai piccoli centri, capaci di generare introiti sproporzionati rispetto alla loro popolazione: è il caso di Galatina, in Puglia, con 5,3 milioni di euro, o del minuscolo comune di Colle Santa Lucia sulle Dolomiti, che ha superato i 2 milioni di euro di incasso.

Allargando lo sguardo agli ultimi cinque anni (2021-2025), il Codacons ha calcolato che nelle principali 21 città italiane gli autovelox hanno garantito un “tesoretto” complessivo di 306,5 milioni di euro. In questo arco temporale, Firenze svetta con 86,1 milioni, staccando nettamente Milano (52,1 milioni) e Genova (30 milioni). All’estremo opposto della classifica troviamo Napoli, che in cinque anni ha incassato appena 59.713 euro, e Aosta, con soli 4.514 euro derivanti da un’unica annualità. Anche il dato pro-capite è emblematico: a Firenze ogni residente paga in media 235,5 euro di multe l’anno, seguita da Potenza con 224 euro, mentre a Napoli la media scende a soli 0,06 euro.

La fine della “giungla”

Dopo un’attesa durata ben 34 anni, il 12 luglio è entrato ufficialmente in vigore il decreto ministeriale dell’8 giugno, che introduce norme rigorose per mettere fine a quella che è stata definita la “giungla” dei rilevatori di velocità. L’obiettivo del provvedimento è stabilire requisiti chiari per l’omologazione, la taratura e la verifica degli apparecchi. Come sottolineato dal Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini: “Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale”.

Il cambiamento più drastico riguarda lo spegnimento immediato di circa 850 autovelox non più considerati idonei perché sprovvisti della necessaria omologazione. Restano invece regolarmente in funzione circa 3.150 dispositivi già conformi alla legge. Il fulcro della nuova normativa distingue tra “approvazione” e “omologazione”: una sentenza della Corte di Cassazione del 2024 ha infatti stabilito che le sanzioni elevate da apparecchi solo approvati ma non omologati sono nulle. Per semplificare il passaggio, il decreto prevede l’omologazione automatica per i dispositivi che hanno ottenuto l’approvazione tecnica dopo il giugno 2017, mentre per quelli antecedenti sono necessari nuovi test tecnici di idoneità.

Cosa deve fare l’automobilista

Per i cittadini è oggi fondamentale verificare la legittimità della sanzione prima di procedere al pagamento. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo a disposizione un portale ufficiale dove è possibile consultare l’elenco di tutte le telecamere italiane, verificando modello, anno di approvazione e comune di appartenenza.

In aggiunta, è consigliabile controllare il sito istituzionale del Comune che ha rilevato l’infrazione, dove dovrebbero essere riportati i dettagli sull’omologazione; in caso di assenza di dati, l’utente può richiedere un accesso agli atti. Il Codacons ha commentato positivamente la stretta, pur lamentando un “enorme ritardo” nell’emanazione del decreto, che ha alimentato per anni un contenzioso legale tra automobilisti ed enti locali, minando il principio della certezza della pena.

Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 13:52:08 +0000
News n. 25
Dimarco arriva con una Ferrari unica al primo giorno di ritiro dell’Inter

Federico Dimarco sta guardando il mondiale da casa, avendo fallito l’accesso alla competizione americana insieme agli azzurri. Un dispiacere, ma è necessario guardare avanti. Il futuro dell’esterno, miglior assistman dello scorso campionato, è ancora saldamente insieme all’Inter. La formazione campione d’Italia si prepara alla prossima stagione con rinnovato entusiasmo, pronta a difendere il titolo da una concorrenza che sembra più agguerrita che mai.

I nerazzurri, comunque, potranno contare ancora su un Dimarco nel motore. Nel frattempo, il ragazzo si è presentato al ritiro a bordo di una vettura, questa sì, dal motore davvero esagerato: la Ferrari 849 Testarossa. Il bolide di Maranello ha fatto subito girare la testa ai tanti tifosi presenti alla Pinetina.

Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 12:57:41 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

News generaliste che accomunano sport diversi