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Mercoledì mattina di tensione quello vissuto il 25 febbraio, presso la barriera autostradale di Gallarate Ovest. Intorno alle 12:30, un incidente spettacolare quanto pericoloso ha coinvolto un automobilista di 79 anni, la cui corsa è terminata con il ribaltamento del veicolo proprio in prossimità dei varchi.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo viaggiava sulla A26 provenendo da Genova/Gravellona Toce in direzione Milano/A8. Per cause ancora in fase di accertamento, il conducente ha perso il controllo del mezzo, andando a impattare violentemente contro uno dei cordoli di cemento che delimitano le corsie del casello.
L’urto ha fatto da “trampolino”: la vettura si è sollevata, terminando la propria corsa adagiata su un fianco.
L’allarme è scattato immediatamente, portando sul posto un dispiegamento di mezzi di emergenza:
L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza nei punti critici come i caselli autostradali, dove la soglia di attenzione deve rimanere massima per evitare impatti contro le strutture fisse.
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 09:20:38 +0000Un concentrato estremo di tecnologia che celebra i 20 anni del Centro Stile Lamborghini con un’intensità stilistica inedita. Questo è il progetto Fenomeno griffato da Elena Salmistraro, nota in tutto il mondo per le sue collaborazioni con brand iconici e per la versatilità delle sue installazioni. Da oggetti d’arte agli arredi, la milanese si occupa di architettura e design, esprimendo il suo estro ora nella nuova supercar del marchio del Toro.
Nel video di Automobili Lamborghini, dal titolo Sculpting the soul, emerge il carisma delle linee della Fenomeno e le sensazioni della designer. Nell’estratto Elena Salmistraro, attraverso la matita, trasferisce le sue emozioni nella sportiva realizzata in 29 unità .
Sotto al cofano è alloggiato un propulsore ibrido da 1080 CV, che ingloba il V12 più potente nella storia della Casa di Sant’Agata Bolognese, per una combinazione che ha già dato i suoi frutti sul piano commerciale con la Revuelto. Quest’ultima è dotata di un motore V12 da 6,5 litri da 825 CV accoppiato a tre motori elettrici da 190 CV totali e alimentati da una batteria da 3,8 kWh, che producono insieme una potenza combinata di 1015 CV (746 kW).
Il genio creativo della designer, conosciuta per le collaborazioni con brand di fama internazionale e per le installazioni strutturali, ha arricchito la few-off ibrida. Il nuovo manifesto di Lamborghini unisce estetica e funzionalità . L’avantreno, come da tradizione, è spigoloso con prese d’aria ispirate alle vetture da corsa e una nuova firma luminosa. Il profilo laterale si ispira alla “long tail” della Essenza SCV12. Inedito il design a turbine dei cerchi monodado in carbonio. Il colore acceso esalta ogni muscolo con un retrotreno caratterizzato da una linea continua con il corpo vettura. I gruppi ottici reinterpretano le Ypsilon verticalmente, raccordando diffusore e scarico esagonale.
Gli interni della Lamborghini Fenomeno sono ispirati alla filosofia “Feel like a pilot”. Il pilota nell’abitacolo avverte le sensazioni racing con una abbondanza di fibra di carbonio, presente nella consolle centrale sullo sport pad, nei pannelli porta, nei sedili sportivi e nelle bocchette d’aerazione stampate in 3D. Un sistema di illuminazione ambiente enfatizza le forme da “navicella spaziale”. La vettura è personalizzabile in base alle esigenze dei clienti selezionatissimi. La ricerca della massima efficienza passa attraverso appendici aerodinamiche, un elaborato sistema S-Duct frontale che incrementa il carico aerodinamico. Il tetto concavo concentra il flusso sull’airscoop e sull’ala mobile posteriore a forma di “omega”, tenendo incollata la supercar all’asfalto e consentendo al contempo il raffreddamento del poderoso V12. La designer ha dichiarato:
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 09:07:41 +0000“Fenomeno è un nome davvero indovinato: è qualcosa che non puoi ignorare, un vero fenomeno che rompe con l’ordinario sotto ogni punto di vista. Il livello di dettaglio è fuori dal comune: a ogni curva e da qualsiasi angolo la osservi, ne vedi chiaramente la personalità , un’identità . Mi entusiasmano le superfici geometriche, le linee e il modo in cui il colore interagisce con esse e con i pattern esagonali, gli stilemi a Y… Fenomeno è un’autentica Lamborghini. La sua espressività è un piacere per gli occhi […] Ogni designer è spinto a creare qualcosa che ci ponga interrogativi, che stimoli i nostri sensi, che vada oltre ciò che ci è familiare per scuoterci nel profondo. E così è stato il mio incontro con Lamborghini Fenomenoâ€.
La situazione del traffico in Italia il 26 febbraio 2026 presenta numerosi rallentamenti e code dovuti principalmente a lavori e traffico intenso in diverse tratte autostradali. Segnaliamo due esempi significativi: una coda di 1 km tra Genova est e Genova Nervi sulla A12 a causa di un veicolo fermo o in avaria e un traffico rallentato tra Fermo Porto San Giorgio e Porto Sant’ Elpidio sulla A14 per lavori stradali.
08:56 – Autostrada Milano-Napoli
Coda per safety car con scorta veicoli tra Casalpusterlengo e Lodi
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 26.0 al chilometro 31.0 per una lunghezza di 5.0 km.
08:55 – Modena Sud – Modena Nord
Traffico rallentato per lavori
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 157.8 al chilometro 161.4 per una lunghezza di 3.6 km.
08:47 – Uscita Capodichino
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria in uscita a Capodichino provenendo da Autostrada Milano-Napoli
Direzione Tangenziale
La tratta interessata va dal chilometro 2.9 al chilometro 0.0.
08:57 – Milano est – Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 126.2 al chilometro 138.3 per una lunghezza di 12.1 km.
07:34 – Uscita Dalmine
Coda per traffico intenso in uscita a Dalmine provenendo da Milano
Direzione Trieste
La tratta interessata si estende al chilometro 167.8.
07:19 – Uscita Bergamo
Coda per traffico intenso in uscita a Bergamo provenendo da Milano
Direzione Trieste
La tratta interessata si estende al chilometro 172.5.
07:10 – Nodo di Pero – Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta interessata va dal chilometro 136.5 al chilometro 125.0 per una lunghezza di 11.5 km.
08:47 – Busto Arsizio – Legnano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 16.3 al chilometro 24.5 per una lunghezza di 8.2 km.
07:10 – Fiera Milano – Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 0.0 al chilometro 2.2 per una lunghezza di 2.2 km.
08:03 – Uscita Saronno
Coda per traffico intenso in uscita a Saronno provenendo da Como
Direzione Lainate
La tratta interessata si estende al chilometro 15.7.
09:03 – Pistoia – Prato est
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 9.0 al chilometro 19.0 per una lunghezza di 10.0 km.
07:34 – Sesto Fiorentino – Firenze Peretola
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 0.0 al chilometro 1.9 per una lunghezza di 1.9 km.
09:02 – Genova est – Genova Nervi
Coda di 1 km per veicolo fermo o in avaria
Direzione Rosignano
La coda si estende dal chilometro 5.5 al chilometro 4.2 per una lunghezza totale di 1.3 km.
09:04 – Fermo Porto San Giorgio – Porto Sant’ Elpidio
Traffico rallentato per lavori
Direzione Ancona
La tratta interessata va dal chilometro 271.55 al chilometro 274.0 per una lunghezza di 2.45 km.
08:52 – Modugno – Bivio Tangenziale Bari
Traffico rallentato per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Bari
La tratta interessata va dal chilometro 676.8 al chilometro 673.5 per una lunghezza di 3.3 km.
08:29 – Uscita Ancona Sud
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione in entrambe le direzioni
La coda si estende al chilometro 230.4.
08:27 – Pedaso – Grottammare
Coda di 1 km per lavori
Direzione Taranto
La coda si estende dal chilometro 290.7 al chilometro 288.0 per una lunghezza di 2.7 km.
07:56 – Bologna Casalecchio – Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
La coda si estende dal chilometro 5.0 al chilometro 4.0 per una lunghezza di 1.0 km.
07:56 – Bologna Borgo Panigale – Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 14.4 al chilometro 6.0 per una lunghezza di 8.4 km.
07:42 – Pescara Nord – Pineto
Traffico rallentato per lavori
Direzione Ancona
La tratta interessata va dal chilometro 359.6 al chilometro 361.0 per una lunghezza di 1.4 km.
09:00 – Reggiolo Rolo (entrata)
Svincoli chiusi per lavori in entrata verso Brennero
Direzione Brennero
Nessuna lunghezza coda segnalata.
07:47 – Tivoli – Castel Madama
Coda di 1 km per lavori
Direzione Superstrada Teramo Mare
La coda si estende dal chilometro 21.2 al chilometro 20.2 per una lunghezza di 1.0 km.
08:56 – Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre – Venezia
Nebbia a Banchi con visibilità di 100 metri
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 5.0 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 5.0 km.
08:13 – Mogliano Veneto – Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Venezia
La coda si estende dal chilometro 0.0 al chilometro 2.0 per una lunghezza di 2.0 km.
08:44 – Uscita Nola
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria in uscita a Nola provenendo da Salerno
Direzione Caserta
La tratta interessata si estende al chilometro 18.9.
08:49 – Allacciamento A52/A8 – CC MI Serravalle / A52
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Tangenziale Est Di Milano
La tratta interessata va dal chilometro 18.73 al chilometro 21.61 per una lunghezza di 2.88 km.
08:41 – Fuorigrotta – Capodimonte
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
La coda va dal chilometro 16.1 al chilometro 11.3 per una lunghezza di 4.8 km.
07:56 – Capodimonte – Arenella
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La tratta interessata va dal chilometro 15.3 al chilometro 16.1 per una lunghezza di 0.8 km.
07:40 – Secondigliano-Aeroporto – Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La coda va dal chilometro 18.8 al chilometro 20.0 per una lunghezza di 1.2 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 08:08:00 +0000Dopo tre mesi di letargo i campioni della classe regina del Motomondiale ritornano attivi per l’ultima entusiasmante recita in pista dei bolidi 1000cc. Lo start del campionato segna anche il ritorno in piena forma fisica dei campioni delle ultime due annate di MotoGP. Marc Marquez ha smaltito i postumi dell’infortunio di Mandalika e ha affrontato regolarmente tutte le sessioni di test in preparazione del GP della Thailandia. Jorge Martin ha preso parte esclusivamente alle prove di Buriram, trovando subito un discreto feeling sulla RS-GP26.
L’unico pilota che mancherà al debutto in Thailandia sarà Fermin Aldeguer, ancora ai box per la frattura al femore di inizio gennaio. Il teammate del vice campione del mondo Alex Marquez dovrebbe essere presente nella prossima tappa per la felicità di Nadia Padovani del team satellite Gresini Racing. I riflettori saranno tutti puntati su Marc Marquez, favorito assoluto dopo il filotto di risultati record della scorsa annata, la prima nel team factory della Casa di Borgo Panigale. Tanto se non tutto dipenderà dallo stato di forma del campione che, negli ultimi giorni di test, è caduto in tre occasioni. Pecco Bagnaia, corteggiato da Aprilia e Yamaha, potrebbe affrontare il 2025 da separato in casa, quindi senza particolari patemi. Una Nuvola Rossa che sfreccia senza nulla da perdere potrebbe diventare una seria minaccia per tutti.
Buriram, situata nel nord-est della Thailandia a circa 400 km da Bangkok, è nota come la “città della felicità ” ed è una mecca sportiva per lo spettacolare Chang International Circuit. Il tracciato di 4.554 metri consta di 12 curve ed è stato ideato da Hermann Tilke. Ducati e Aprilia, considerate le alte velocità e le frenate impegnative, sono le favorite assolute. Nei test Bezzecchi ha chiuso con il miglior tempo ed è sembrato il più in forma dell’intera griglia. Dopo il terzo posto in graduatoria della scorsa annata il romagnolo proverà a insidiare il numero 93 con le sue armi migliori.
La Honda è cresciuta molto sul piano tecnico, ma non sembra avere tra le sue file quel fenomeno in grado di accendere un ambiente che vive di ricordi. KTM può contare sulla voglia di rivalsa di Pedro Acosta, in orbita Ducati, e sul duo Vinales – Bastianini. Maverick spera di ottenere risultati positivi dalla collaborazione con il nuovo coach Jorge Lorenzo, mentre il romagnolo deve impegnarsi per trovare una sella prestigiosa in vista del 2027. Ben più attardate le Yamaha che, sebbene vantino un quartetto di piloti esperto, non hanno fatto il balzo in avanti atteso con il nuovo motore V4. Brutta tegola per Fabio Quartararo, ma anche per il pluricampione della SBK Toprak Razgatlioglu, al primo anno in MotoGP.
Il Gran Premio verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 offrirà in differita l’evento. La sveglia suonerà presto per i fan italiani del Motomondiale. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni di Sky Sport:
Venerdì 27 febbraio
Sabato 28 febbraio
Domenica 1° marzo
Si aggiunge un nuovo scooter al listino 2026 di Yamaha: parliamo dello scooter NMAX 155 Tech Max, equipaggiato con un motore da 155 cc, che si candida al ruolo di “fratello maggiore†della versione 125, mantenendo comunque una vocazione legata alla mobilità urbana. Il modello introduce la tecnologia YECVT, acronimo di Yamaha Electric Continuously Variable Transmission, che consente di selezionare due modalità di guida differenti.
Tra le dotazioni premium figurano il cruscotto TFT da 4,2 pollici con connettività , la navigazione Garmin inclusa gratuitamente e la sella con rivestimento in ecopelle. La Casa di Iwasa punta ad ampliare il pubblico di riferimento e, al contempo, a proporre un’ulteriore alternativa per il segmento degli scooter.
Lo scorso anno, Yamaha ha rafforzato la propria presenza nel segmento degli scooter sportivi con l’introduzione di NMAX 125 e NMAX 125 Tech Max, modelli che hanno contribuito alla crescita della gamma nel mercato europeo. La famiglia NMAX ha superato le 180.000 immatricolazioni nell’Unione Europea (sfiorato i cinque milioni di unità vendute a livello globale), arrivando a rappresentare una quota significativa delle vendite di scooter del marchio nel Vecchio Continente.
Con l’arrivo di NMAX 155 Tech Max, la proposta si amplia ulteriormente con una variante di cilindrata superiore, pensata per chi è in possesso di patenti A2 e A3 e per chi cerca prestazioni più elevate, senza rinunciare alla praticità negli spostamenti quotidiani tra città e percorsi extraurbani.
La trasmissione elettronica YECVT rappresenta la principale evoluzione tecnica: questa consente di selezionare due diverse modalità di guida e, di conseguenza, modificare la risposta del veicolo in base al contesto in cui ci si trova. La modalità Sport adotta un rapporto più corto, con un regime di rotazione più elevato, un’accelerazione più rapida e un freno motore più marcato in fase di rilascio, soprattutto a velocità intermedie; la modalità Town, al contrario, privilegia una guida rilassata, con giri più bassi e un comportamento più docile. La selezione avviene tramite il comando al manubrio e l’impostazione scelta resta memorizzata anche dopo lo spegnimento e il successivo riavvio.
Tra le novità di NMAX 155 Tech Max figura anche la funzione Downshift, progettata per aumentare la prontezza in accelerazione quando viene premuto il comando dedicato o quando si apre rapidamente l’acceleratore. Il sistema interviene anche in fase di rilascio, incrementando il freno motore e contribuendo a una maggiore stabilità nelle decelerazioni.
In combinazione con le modalità di guida Sport e Town, questa soluzione modifica la risposta del veicolo avvicinandola a quella di un mezzo dotato di cambio tradizionale, offrendo un controllo più diretto nelle diverse condizioni di marcia urbana ed extraurbana.
Il modello adotta un motore da 155 cc conforme alla normativa Euro 5+, caratterizzato da 15,1 CV di potenza massima e 14 Nm di coppia, sviluppato secondo la tecnologia Blue Core, orientata all’efficienza nei consumi e alla riduzione delle emissioni. Tra le soluzioni presenti figurano il sistema di fasatura variabile delle valvole VVA e componenti riprogettate come albero motore, basamenti, aspirazione, scarico e pompa dell’olio, oltre a un tendicatena idraulico che contribuisce a limitare gli attriti. La dotazione comprende anche il sistema Start & Stop, che spegne momentaneamente il motore nelle fasi di stop e lo riavvia automaticamente alla ripartenza, e l’avviamento Smart Key che consente l’utilizzo senza la tradizionale chiave.
Il design di NMAX 155 Tech Max eredita il DNA della gamma MAX Sport, nata nel 2001 con il lancio del TMAX, e mantiene tratti distintivi come il telaio dal design Boomerang, gli sbalzi corti e una carenatura verticale che conferisce allo scooter un aspetto solido e dinamico. La configurazione delle pedane permette una posizione di guida flessibile e naturale, adattabile a diverse situazioni di marcia, mentre l’impostazione del manubrio e dei comandi favorisce il controllo in città e nei percorsi extraurbani, migliorando la stabilità e la sensazione di sicurezza del pilota anche a velocità più sostenute.
NMAX 155 Tech Max abbina alla propria struttura sportiva un cruscotto TFT da 4,2 pollici connesso e compatibile con la navigazione Garmin integrata, che permette di visualizzare messaggi, notifiche e chiamate tramite l’app MyRide. Il sedile rivestito in ecopelle con cuciture a contrasto e rilievo combina estetica e comfort, garantendo una posizione naturale e stabile per il pilota e il passeggero. Questa attenzione ai dettagli contribuisce a rendere l’esperienza di guida più piacevole e valorizza la qualità complessiva dello scooter, sottolineando il carattere premium della gamma.
Il telaio compatto di NMAX 155 Tech Max è progettato per bilanciare rigidità e flessibilità , contribuendo all’agilità complessiva del veicolo. Le forcelle telescopiche anteriori offrono una corsa ruota di 100 mm, mentre la sospensione posteriore a doppio ammortizzatore con serbatoio separato garantisce una corsa di 91 mm. Questa configurazione assicura un controllo stabile e una qualità di guida uniforme, permettendo al pilota di affrontare percorsi urbani ed extraurbani con una risposta coerente del mezzo.
I cerchi in alluminio da 13 pollici montano pneumatici 110/70-13 all’anteriore e 130/70-13 al posteriore, combinando tenuta di strada e riduzione del peso non sospeso per migliorare comfort e reattività della sospensione. L’impianto frenante prevede dischi anteriori e posteriori da 230 mm con ABS, garantendo una frenata stabile e controllata anche su superfici bagnate o scivolose.
Lo spazio disponibile sotto la sella consente di trasportare oggetti di medie dimensioni, mentre due tasche anteriori offrono un vano per piccoli oggetti e dispositivi mobili, con presa USB-C integrata. L’illuminazione è completamente a LED: i fari anteriori verticali offrono proiettori anabbaglianti e abbaglianti, affiancati da luci di posizione a doppio LED e indicatori di direzione anteriori integrati. Il fanale posteriore compatto presenta luci orizzontali e indicatori di direzione a LED sottili, contribuendo a rendere il mezzo visibile e a definire le proporzioni complessive senza alterare le caratteristiche tecniche indicate dal comunicato. NMAX 155 Tech Max è disponibile presso la rete dei concessionari Yamaha in due varianti di colore dedicate: Crystal Graphite e Midnight Black. Lo scooter arriverà alla fine del mese di febbraio, con un prezzo di listino franco concessionario fissato a 4.099,00 euro.
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 07:00:50 +0000Il giorno 26 febbraio 2026 sono previsti 3 scioperi nel settore dei trasporti aerei in tutta Italia. I lavoratori saranno coinvolti per l’intera giornata, interessando diverse categorie e compagnie. Di seguito tutti i dettagli sugli scioperi programmati, con orari, società coinvolte, durata e sindacati promotori.
È indetto uno sciopero di 24 ore, dalle 00:00 alle 23:59, per il settore aereo su tutto il territorio nazionale. Lo sciopero riguarda i lavoratori del comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti. L’iniziativa è promossa dal sindacato CUB TRASPORTI.
Nella giornata del 26 febbraio, sarà effettuato uno sciopero di 24 ore (dalle 00:01 alle 24:00) che coinvolge il personale della società ITA Airways su base nazionale. L’agitazione è proclamata dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL T.A., ANPAC e ANP.
Per la stessa giornata, è stato proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00:01 alle 24:00) da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC. Lo sciopero riguarda piloti ed assistenti di volo della compagnia EasyJet Airlines Limited e coinvolge tutti gli aeroporti italiani dove opera la compagnia.
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 07:00:00 +0000Nel mese di febbraio 2026 sono previsti diversi scioperi nel settore dei trasporti in Italia. Le agitazioni coinvolgeranno più date e differenti comparti, a livello sia nazionale che locale: dai trasporti aerei, ferroviari e marittimi, al trasporto pubblico locale su gomma nelle principali città e province. L’articolo fornisce il calendario aggiornato degli scioperi previsti, con tutti i dettagli su orari, città , regioni, categorie coinvolte e sindacati promotori per ogni singola giornata del mese. Ecco la panoramica completa per organizzarsi al meglio e minimizzare i disagi.
Nella provincia di Roma (Lazio), è programmato uno sciopero di 4 ore nel settore ferroviario che coinvolge il personale degli appalti ferroviari delle società Elior Divisione Itinere e Polaris. L’iniziativa, promossa dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI, investe tutto il personale degli appalti ferroviari locali.
In Lombardia (tutte le province), è previsto uno sciopero regionale di 23 ore che interessa l’intero personale della società TRENORD, proclamato dal sindacato OSR ORSA FERROVIE. L’orario di astensione va dalle 03:00 del 2 febbraio alle 02:00 del 3 febbraio 2026.
In Lombardia termina uno sciopero iniziato il 2 febbraio che coinvolge il personale TRENORD sull’intero servizio ferroviario regionale, dalle 03:00 del 2 febbraio alle 02:00 del 3 febbraio 2026. Lo sciopero è indetto dal sindacato OSR ORSA FERROVIE e interessa tutte le province della regione.
In tutta Italia è previsto uno sciopero nazionale nel settore marittimo, che coinvolge i lavoratori portuali delle imprese ex art. 16, 17 e 18 L. 84/94, le Autorità di Sistema Portuale (ADSP) e le società che applicano il CCNL Porti. L’astensione dal lavoro durerà l’intera giornata ed è promossa dal sindacato USB LAVORO PRIVATO.
In Abruzzo, sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale indetto dalla SOC. TUA REGIONE ABRUZZO e promosso da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.
A Chieti (Abruzzo), sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, con personale della SOC. TUA UNITA’ DI PRODUZIONE DI LANCIANO (CH), proclamato da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
A Teramo (Abruzzo), altro sciopero provinciale di 24 ore indetto dagli stessi sindacati e coinvolgente il personale della SOC. TUA DI TERAMO.
A Bari (Puglia), sciopero di 4 ore dalle 08:30 alle 12:30 nel trasporto pubblico locale (SOC. AMTAB DI BARI), indetto da OSR UILT-UIL.
In Lombardia (regionale), sciopero di 8 ore per ciascun turno di lavoro del personale di AUTOSTRADE PER L’ITALIA DIREZIONE II° TRONCO MILANO, indetto da OSR UILT-UIL.
Nella città di Catania (Sicilia), sciopero del trasporto pubblico locale per 4 ore, dalle 14:00 alle 18:00, coinvolgente il personale AMTS di Catania e indetto dal sindacato OSP CUB TRASPORTI.
Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige), sciopero di 24 ore del personale della SASA di Bolzano, proclamato da numerosi sindacati, tra cui OSR FILT-CGIL, UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.
Nella città di Termoli (provincia di Campobasso, Molise), sciopero di 24 ore indetto dal sindacato OSR UILT-UIL presso la GTM di Termoli.
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 9 ore (dalle 15:00 alle 24:00) del personale della Arriva Udine, promosso da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.
Nella città di Genova (Liguria), sciopero di 4 ore (dalle 11:30 alle 15:30) nel trasporto pubblico locale per il personale AMT di Genova e indetto da OSR CUB TRASPORTI.
All’aeroporto di Brescia Montichiari (Lombardia), due scioperi locali di 24 ore (dalle 00:00 alle 23:59) di GDA Handling e MH24 indetti da OSR USB LAVORO PRIVATO.
In tutta Italia (scioperi a carattere nazionale nel settore aereo):
– Sciopero di 24 ore per il personale del comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti, promosso da CUB TRASPORTI.
– Sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00:01 alle 24:00) di piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.
– Sciopero di 4 ore (dalle 13:00 alle 17:00) del personale navigante Vueling Airlines e personale navigante EasyJet (USB LAVORO PRIVATO).
– Sciopero nazionale di 24 ore per il personale ITA Airways.
– Sciopero di 4 ore per personale di terra e volo ITA Airways.
Nella provincia di Verona (Veneto), sciopero nel settore trasporto merci di 8 ore (dalle 09:01 alle 17:00) del personale mobile e di terra della società EVM Rail. Proclamato da OSP FILT-CGIL.
Nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige), sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della SASA di Bolzano, proclamato da OSR UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.
In tutta Italia, sciopero nazionale di 24 ore per il personale di volo settore elicotteri della Avincis Italia, su tutte le basi operative nazionali. Promosso da FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.
In tutta Italia, sono previsti tre scioperi nel settore dei trasporti aerei:
– Sciopero di 24 ore (dalle 00:00 alle 23:59) per tutti i lavoratori del comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti. Indetto dal sindacato CUB TRASPORTI.
– Sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00:01 alle 24:00) per il personale della società ITA Airways. Promosso dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL T.A., ANPAC e ANP.
– Sciopero nazionale di 24 ore (dalle 00:01 alle 24:00) per piloti e assistenti di volo della compagnia EasyJet Airlines Limited, proclamato da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC. Tutti gli aeroporti italiani dove opera la compagnia saranno interessati.
Nella città di Torino (Piemonte), sciopero locale di 4 ore (dalle 16:00 alle 20:00) per il personale Arriva Italia di Torino, indetto da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nella città di Bari (Puglia), sciopero locale di 4 ore (dalle 19:30 alle 23:30) per gli operatori di esercizio Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici.
In tutta Italia, scioperi nazionali plurisettoriali:
– Nel settore ferroviario e trasporti merci su rotaia: sciopero di 24 ore (dalle 21:00 del 27/2 alle 20:59 del 28/2) indetto da CUB TRASPORTI/SGB.
– Altro sciopero ferroviario per 8 ore (dalle 22:00 del 27/2 alle 5:59 del 28/2), indetto da USB LAVORO PRIVATO.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 12 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 16 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 25 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 26 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 07:00:00 +0000Monitoriamo quotidianamente i prezzi medi praticati sulle autostrade italiane per benzina, gasolio, GPL e metano. In questa pagina trovi l’ultima rilevazione disponibile, utile per orientarti nei rifornimenti di oggi, 26 febbraio 2026: una fotografia sintetica dei listini medi in autostrada e una guida pratica per capire da cosa nasce il prezzo finale alla pompa. Il costo pagato dagli automobilisti è la somma di due grandi blocchi: la componente industriale (materia prima e margine lordo della filiera) e la componente fiscale, composta da accise e Iva applicata sul totale. Di seguito i valori medi aggiornati e, a seguire, una spiegazione chiara di come si forma il prezzo di benzina e gasolio.
Ultimo aggiornamento rilevato: 25-02-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.772 |
| Gasolio | SELF | 1.819 |
| GPL | SERVITO | 0.828 |
| Metano | SERVITO | 1.457 |
Per la benzina, la componente fiscale incide per il 58%, una quota nettamente superiore alla componente industriale, che vale il 42% del prezzo finale. La parte industriale si divide a sua volta tra costo della materia prima e margine lordo della filiera. La materia prima pesa per il 30% e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’andamento del cambio euro/dollaro: se il barile sale o l’euro si indebolisce, il costo in euro aumenta; viceversa, si attenua quando le quotazioni scendono o la valuta unica si rafforza. Il margine lordo vale circa il 12% e include logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e remunerazione degli operatori; è la porzione sulla quale i gestori possono intervenire più direttamente per adeguare i listini, tenendo conto della concorrenza e dei costi di approvvigionamento. La fiscalità , che pesa per il 58%, somma le accise (importo fisso per litro) e l’Iva calcolata sul totale, con un effetto moltiplicativo: quando cresce la parte industriale, aumenta anche l’Iva. Incidono inoltre fattori come stagionalità dei consumi, livello delle scorte e dinamiche della domanda nei periodi di maggiore mobilità . La differenza tra self e servito deriva soprattutto da costi operativi più elevati compresi nel margine, che spiegano perché, a parità di mercato, il servito risulti normalmente più caro del self.
Per il gasolio, la struttura del prezzo vede una componente fiscale pari al 45% e una componente industriale del 55%. All’interno della parte industriale, il costo della materia prima rappresenta circa il 45% del prezzo alla pompa ed è guidato dalle stesse forze che agiscono sulla benzina: quotazioni internazionali dei distillati medi e cambio euro/dollaro. Poiché il gasolio è molto utilizzato nel trasporto merci e nei veicoli commerciali, la domanda globale e i cicli economici possono amplificarne la volatilità . Il margine lordo della filiera vale intorno al 10% e copre logistica, stoccaggio, oneri di distribuzione e gestione della rete: è l’area su cui gli operatori possono agire per calibrare il prezzo finale, in funzione dei costi e della competizione locale. La componente fiscale (45%) somma accise e Iva: le accise pesano in misura fissa per litro, mentre l’Iva si applica in percentuale sul totale e quindi segue le oscillazioni della parte industriale. Anche per il gasolio contano fattori stagionali, come la domanda per riscaldamento in alcuni mercati, e l’andamento delle scorte nei principali hub europei. La differenza tra self e servito riflette infine costi operativi diversi inclusi nel margine, che tendono a rendere più alto il prezzo del servito rispetto al self, a parità di condizioni di mercato.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.675 per la benzina, 1.725 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.431 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.716 |
| Benzina | SELF | 1.661 |
| GPL | SERVITO | 0.697 |
| Metano | SERVITO | 1.407 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.734 |
| Benzina | SELF | 1.699 |
| GPL | SERVITO | 0.680 |
| Metano | SERVITO | 1.465 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.787 |
| Benzina | SELF | 1.720 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.592 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.732 |
| Benzina | SELF | 1.700 |
| GPL | SERVITO | 0.730 |
| Metano | SERVITO | 1.499 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.692 |
| Benzina | SELF | 1.660 |
| GPL | SERVITO | 0.639 |
| Metano | SERVITO | 1.387 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.717 |
| Benzina | SELF | 1.659 |
| GPL | SERVITO | 0.662 |
| Metano | SERVITO | 1.374 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.735 |
| Benzina | SELF | 1.669 |
| GPL | SERVITO | 0.675 |
| Metano | SERVITO | 1.386 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.707 |
| Benzina | SELF | 1.652 |
| GPL | SERVITO | 0.664 |
| Metano | SERVITO | 1.475 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.742 |
| Benzina | SELF | 1.686 |
| GPL | SERVITO | 0.771 |
| Metano | SERVITO | 1.438 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.720 |
| Benzina | SELF | 1.663 |
| GPL | SERVITO | 0.666 |
| Metano | SERVITO | 1.386 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.701 |
| Benzina | SELF | 1.646 |
| GPL | SERVITO | 0.698 |
| Metano | SERVITO | 1.312 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.725 |
| Benzina | SELF | 1.684 |
| GPL | SERVITO | 0.697 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.718 |
| Benzina | SELF | 1.658 |
| GPL | SERVITO | 0.667 |
| Metano | SERVITO | 1.422 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.710 |
| Benzina | SELF | 1.680 |
| GPL | SERVITO | 0.655 |
| Metano | SERVITO | 1.466 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.735 |
| Benzina | SELF | 1.680 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.710 |
| Benzina | SELF | 1.682 |
| GPL | SERVITO | 0.759 |
| Metano | SERVITO | 1.734 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.718 |
| Benzina | SELF | 1.662 |
| GPL | SERVITO | 0.685 |
| Metano | SERVITO | 1.453 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.753 |
| Benzina | SELF | 1.697 |
| GPL | SERVITO | 0.727 |
| Metano | SERVITO | 1.343 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.717 |
| Benzina | SELF | 1.660 |
| GPL | SERVITO | 0.690 |
| Metano | SERVITO | 1.327 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.767 |
| Benzina | SELF | 1.705 |
| GPL | SERVITO | 0.814 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 febbraio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.708 |
| Benzina | SELF | 1.653 |
| GPL | SERVITO | 0.675 |
| Metano | SERVITO | 1.329 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 07:00:00 +0000Le auto “cinesi” sono sempre più diffuse in Europa. Diverse Case hanno deciso di puntare sul mercato europeo, operando in autonomia, acquistando brand locali oppure avviando partnership con costruttori già affermati e radicati. A prescindere dalla strategia adottata, i risultati iniziano a essere positivi e, mese dopo mese, è sempre più frequente vedere auto di brand cinesi circolare in strada.
I dati diffusi da AutoNews Europe e basati sulle rilevazioni di Dataforce evidenziano quelle che sono state le auto “cinesi” più vendute in Europa nel corso del mese di gennaio 2026. Questo particolare segmento di mercato ha raccolto un totale di oltre 70 mila unità vendute, risultato che si traduce in una crescita percentuale di oltre l’80% e in un market share del 7,4%.
Tra i modelli più richiesti e apprezzati dai clienti europei troviamo le proposte di diversi brand, come BYD e MG Motor, che ormai sono un punto di riferimento della mobilità in Europa, soprattutto per quanto riguarda le auto elettrificate. Ecco la classifica completa che racchiude le 10 auto più vendute sul mercato europeo nelle prime settimane dell’anno appena iniziato.
La Top 10 delle auto cinesi più vendute in Europa si apre con la BYD Seal 06, uno dei modelli più interessanti della gamma BYD che ha totalizzato 1.646 unità immatricolate, contribuendo al successo in Europa del brand. Nona piazza, invece, per la Omoda 9, in grado di raggiungere 1.725 esemplari venduti. Un gradino più in alto in classifica troviamo la BYD Sealion 7, che ha raggiunto quota 1.909 unità vendute. Ottimi risultati anche per la Leapmotor T03, in grado di spingersi fino a 1.970 esemplari, raggiungendo il settimo posto.
Da segnalare anche la sesta posizione della MG3, modello in grado di raggiungere 3.882 unità immatricolate, e la quinta posizione della MG HS, che tocca 4.584 esemplari. I numeri, quindi, confermano l’ottimo lavoro svolto da MG Motor, brand che si sta affermando come un punto di riferimento anche in Italia, grazie a una gamma ricca di opzioni. Quarta posizione per la Omoda 5 che ha totalizzato 4.762 esemplari venduti.
Tra i modelli “cinesi” più venduti in Europa troviamo la Jaecoo 7, che ha raggiunto un totale di 5.808 esemplari distribuiti sul mercato nel corso del mese di gennaio. Seconda piazza per la BYD Seal U, modello che negli ultimi mesi si è affermato anche come l’ibrida plug-in più venduta in Italia, con ampio distacco sulla concorrenza. La Seal U ha raggiunto ben 7.390 unità immatricolate.
A guidare la classifica è MG ZS, terzo modello di MG a entrare nella Top 10 confermando come la rinascita del brand sia ormai completa. Per questa vettura, infatti, le rilevazioni confermano un traguardo davvero importante con 7.550 esemplari venduti nel corso del primo mese dell’anno sul mercato europeo. Si tratta di numeri importanti, che premiano il lavoro svolto da MG, brand rilanciato dal colosso cinese SAIC, in questi ultimi anni.
Ulteriori dettagli sui risultati delle auto cinesi in Italia e in Europa arriveranno nelle prossime settimane, con la pubblicazione dei risultati di vendita del mese di febbraio 2026.
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 06:30:44 +0000BYD sta investendo tantissimo per affermarsi come un nuovo punto di riferimento del mercato europeo. L’obiettivo è chiaro: la Casa cinese vuole crescere, raggiungendo volumi di vendita importanti e ponendosi al fianco dei “big” del settore. Per centrare quest’obiettivo, la gamma è stata potenziata e arricchita, con tanti nuovi modelli e i risultati si iniziano a vedere.
I dati pubblicati da ACEA in merito all’andamento delle vendite del mercato europeo nel corso del primo mese del 2026, infatti, premiano BYD. L’azienda ha quasi triplicato le vendite rispetto allo scorso anno, scalando la classifica dei costruttori in un mercato europeo che ha chiuso gennaio con un calo del 3,5%. Ecco tutti i numeri relativi all’andamento di BYD in Europa e anche un’analisi sulla crescita del brand sul mercato italiano, uno dei più importanti per la Casa.
BYD ha chiuso il 2025 con un totale di 187 mila unità immatricolate in Europa (considerando Ue, Paesi Efta e Regno Unito) e una crescita rispetto all’anno precedente pari al 268%. Per la Casa, il market share in Europa, considerando tutto il 2025, è stato dell’1,4%.
Il 2026 è iniziato con un ritmo simile: nel corso del mese di gennaio 2026, infatti, sono state immatricolate 18.242 unità sul mercato europeo, con un incremento del 165% rispetto ai dati del gennaio dello scorso anno. Per effetto di questo risultato, la quota di mercato dell’azienda è passata dallo 0,7% (dato di gennaio 2025) allo 1,9%.
Mantenendo questo ritmo, BYD potrebbe agilmente superare quota 200.000 unità vendute in Europa nel corso del 2026, battendo il record registrato nel 2025 e avvicinandosi alla Top 10 dei costruttori (attualmente è al 12° posto). Le premesse per un anno di successi in Europa, quindi, ci sono tutte.
Da segnalare che BYD è riuscita a ritagliarsi uno spazio da protagonista anche nella classifica delle auto cinesi più vendute, confermando il suo ruolo di primo piano sul mercato. Diversi modelli, infatti, sono riusciti a entrare nella Top 10, sostenendo la crescita della Casa sul mercato europeo.
Il mese di gennaio 2026 è stato molto positivo per BYD anche in Italia, dove l’azienda ha immatricolato 3.553 unità . In sostanza, circa il 20% delle unità vendute nel corso del primo mese dell’anno in Europa dall’azienda sono state distribuite sul mercato italiano, che si conferma un riferimento assoluto per la strategia di crescita di BYD.
Rispetto a gennaio 2025, la Casa ha registrato una crescita del 329%. La quota di mercato, inoltre, è davvero importante, risultando pari al 2,5% (lo scorso anno era lo 0,62%). Per effetto di questi dati, è a un passo dall’entrare nella Top 10 dei costruttori attivi sul mercato italiano.
Considerando i dati di inizio 2026, BYD ha tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio da protagonista assoluta del mercato, in Italia e in Europa, nel corso dei prossimi mesi. Il costante potenziamento della gamma, confermato dalle tante novità recenti e dai prossimi modelli in arrivo, permetterà al brand di sostenere la crescita.
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 06:30:00 +0000Il sorpasso è un’azione regolata dal Codice della Strada. La norma stabilisce che il sorpasso consiste nel superamento di un veicolo che procede nella stessa direzione, effettuato spostandosi dalla propria corsia per portarsi su un’altra per poi rientrare. Disposizioni alla mano, il sorpasso deve essere eseguito a sinistra. Questa impostazione discende da un principio di sicurezza poiché il lato sinistro è quello in cui il conducente ha maggiore visibilità del veicolo che precede e in cui è strutturata la logica stessa della circolazione sulle strade a doppio senso e sulle carreggiate separate.
Le eccezioni al sorpasso a sinistra hanno carattere restrittivo. Riguardano ad esempio il caso in cui il veicolo da superare abbia segnalato e iniziato una svolta a sinistra, situazione tipica delle strade urbane o extraurbane ordinarie, ma di fatto assente in autostrada, dove non esistono incroci a raso né svolte trasversali.
Di base, prima di avviare un sorpasso, bisogna verificare che nessun altro veicolo, sulla stessa carreggiata o nella corsia immediatamente a sinistra abbia già intrapreso la medesima manovra. Questo controllo va effettuato attraverso gli specchietti retrovisori e lo specchietto laterale sinistro. Il conducente è tenuto ad accertarsi che lo spazio disponibile sia sufficiente a completare il sorpasso in condizioni di sicurezza, senza obbligare gli altri utenti della strada a frenate improvvise o cambi di traiettoria.
Per comprendere quando sia possibile passare a destra bisogna partire dalla regola cardine della circolazione in autostrada: l’obbligo di tenere la corsia più libera a destra. Il Codice della Strada stabilisce che il conducente deve impegnare la corsia di destra e utilizzare quelle di sinistra solo per effettuare un sorpasso.
La conseguenza è che, in assenza di sorpasso, la permanenza continuativa in corsia centrale o sinistra è già una violazione. Eppure questo comportamento è frequente e costantemente davanti agli occhi. Molti conducenti si stabilizzano in corsia centrale perché la considerano una sorta di corsia di crociera e trasformano quella di destra in una corsia di scorrimento regolare.
Quando un conducente rispetta la norma e viaggia nella corsia più libera a destra, può accadere che si ritrovi a procedere a velocità superiore rispetto a chi occupa impropriamente la corsia centrale. In questo caso il veicolo di destra finisce davanti senza che sia stata effettuata una manovra di sorpasso in senso stretto. Non si è cioè verificato uno spostamento laterale finalizzato al superamento ma una prosecuzione della marcia nella corsia corretta.
Il punto decisivo è la distinzione tra sorpasso e superamento. Il sorpasso comporta una manovra attiva: il conducente esce dalla propria corsia, si sposta su un’altra per superare il veicolo più lento e poi rientra. Il superamento è una situazione di fatto che si verifica quando due veicoli procedono su corsie diverse e uno dei due, mantenendo la propria corsia, avanza più rapidamente dell’altro.
In autostrada il superamento a destra è ammesso quando deriva dal corretto utilizzo delle corsie. Se un conducente si trova già nella corsia di destra e continua a percorrerla senza spostamenti mentre un altro veicolo rimane in corsia centrale a velocità inferiore, il fatto che il primo si ritrovi davanti al secondo non integra una violazione. Non c’è stata alcuna manovra costruita per superare, ma l’applicazione della regola che impone di stare a destra.
Viceversa, se un conducente, trovandosi in corsia centrale o sinistra, decide di spostarsi a destra con per superare un veicolo più lento, realizza un sorpasso a destra vero e proprio, che resta vietato.
C’è poi un altro scenario da analizzare, ed è quello della circolazione in condizioni di traffico intenso o congestionato. Quando la densità dei veicoli è tale da occupare tutte le corsie del senso di marcia e l’andamento è vincolato dai veicoli che precedono, il Codice della Strada ammette la cosiddetta marcia per file parallele. In questa situazione le corsie avanzano come colonne indipendenti con velocità che differiscono poco l’una dall’altra.
In un contesto di questo tipo, è normale che una corsia scorra più velocemente di un’altra e che i veicoli di una colonna si ritrovino davanti a quelli della colonna adiacente. Anche in questo caso non si parla di sorpasso, perché manca la manovra di spostamento laterale finalizzata al superamento. La marcia per file parallele non autorizza però cambi di corsia indiscriminati: gli spostamenti restano consentiti solo quando la segnaletica e le condizioni lo permettono e devono essere sempre segnalati con gli indicatori di direzione.
La sanzione scatta quando il conducente del veicolo utilizza la corsia di destra come scorciatoia per superare le vetture più lente che occupano le corsie di sinistra. Questa condotta, oltre a essere espressamente vietata, è considerata pericolosa perché sorprende gli altri guidatori e utenti della strada che non si aspettano di essere superati da destra e aumenta il rischio di collisioni laterali durante eventuali rientri.
Ogni conducente risponde delle proprie azioni e una violazione altrui non legittima comportamenti scorretti. La sola manovra corretta, in presenza di un veicolo più lento davanti, resta il sorpasso a sinistra, seguito dal rientro nella corsia di destra.
L’articolo 148 del Codice della Strada vieta allora in modo espresso il sorpasso a destra, fatta eccezione per le ipotesi previste dalla norma, mentre l’articolo 143 impone ai conducenti di mantenere la corsia più libera a destra per la marcia ordinaria, destinando quelle di sinistra esclusivamente alle manovre di sorpasso.
Sul piano sanzionatorio, il sorpasso a destra effettuato al di fuori dei casi consentiti comporta una multa amministrativa compresa tra 83 e 332 euro. Qualora venga violato il divieto di sorpasso previsto dall’articolo 148 in modo più ampio, la sanzione può risultare ancora più pesante, con importi che vanno da 167 a 665 euro.
Alle sanzioni pecuniarie prevista dalla normativa in vigore si aggiunge quindi la sospensione della patente di guida per un periodo da uno a tre mesi. Per i neopatentati, al di là dell’età anagrafica, il provvedimento è come al solito più severo poiché la sospensione arriva a durare da tre a sei mesi.
Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 05:00:26 +0000Sulle auto J-Ax non è mai stato uno da grandi proclami. Eppure, le polemiche non risparmiano nessuno sui social, specialmente quando conti oltre due milioni e mezzo di follower. Se n’è accorto, a sue spese, lo “Zio” del rap italiano, in questi giorni impegnato sul palco del Festival di Sanremo 2026 con la graffiante Italia starter pack.
Nel brano in gara racconta di cantieri, debiti e persone che protestano più per la pizza all’ananas che per lo stipendio. Pregiudizi? Forse no: in tempi non sospetti, il caso montato ad arte su una “semplice” automobile decappottabile aveva mandato il web in tilt.
L’invidia può andare totalmente fuori controllo. Tutto era iniziato all’uscita del singolo Salsa, in seguito a uno scatto di J-Ax che era andato di traverso ai “leoni da tastiera”: lui, sorridente, accanto alla Bentley Continental GT, gioiello riservato a pochissimi eletti dal valore di 230.000 euro. La didascalia era una provocazione allo stato puro:
“Grazie a Sony Music che oltre al contratto mi ha fatto questo regalo: una Bentley decappottabileâ€
Apriti cielo. In poche ore, i contestatori del cantante alzarono un vibrante grido di protesta. Tra accuse di ostentazione e insulti, la situazione degenerò, peccato che ci fosse l’inganno, perché la realtà può essere anche un esperimento sociale, in pieno stile Aleotti. Poche ore dopo, il rapper sputò il rospo sull’accaduto con la sua solita schiettezza:
“Era tutto uno scherzo, quanti boccaloni ci sono sul web. È affittata per il video del singolo, Sony sa che a me delle auto di lusso non frega un ca…oâ€
Morale della favola? Prima di precipitarsi sulla tastiera e sparare sentenze, sarebbe il caso di azionare il cervello. D’altronde, i fan di J-Ax avevano già capito ci fosse sotto qualcosa: se il loro idolo dovesse sognare un motore, sceglierebbe quello di una moto sportiva (o di una console).
La storia della Bentley sembra aver anticipato il tema trattato da J-Ax a Sanremo 2026. In Italia starter pack, il rapper fotografa il vizio di abboccare alla minima provocazione e lanciarsi in un’effimera caccia alle streghe sulle note di un inedito esperimento country-pop.
“Qui per campare serve un po’ di c**o sempre, è vietato ma fa niente”
canta Ax, descrivendo un’Italia che preferisce un coro da stadio alla risoluzione dei problemi reali, e gli stereotipi a un’analisi lucida e oggettiva.
Nonostante la Bentley Continental GT rimanga una delle supercar degli ultimi anni più desiderate al mondo, un concentrato di eleganza britannica e potenza bruta, per J-Ax è un “semplice” oggetto di scena. Nel suo “starter pack” personale non sembra esserci posto da destinare alle supercar, ma la voglia di misurarsi con nuovi generi, quella sì.
Alla fine, tra un cantiere e una pizza all’ananas, il cantante preferisce lasciare la Bentley e le chiacchiere da bar digitale agli accumulatori di like che hanno bisogno di uno status symbol per sentirsi qualcuno. Specialmente se è “fluo” e rumorosa come un ritornello che fa “pa pa parappa”.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 22:02:04 +0000C’è un momento, nella storia di ogni grande squadra, in cui vincere non basta più. Bisogna dimostrare di saper restare in cima. È con questo spirito che Ferrari ha inaugurato ufficialmente la stagione 2026 del FIA World Endurance Championship, presentando al Museo Enzo Ferrari la nuova livrea della 499P, la Hypercar che nel 2025 ha riportato a Maranello il titolo Costruttori e quello Piloti nella top class dell’endurance, spezzando un’attesa lunga 53 anni. Un vernissage aperto al pubblico, tra tifosi, addetti ai lavori e vertici del Cavallino. Presenti il CEO Benedetto Vigna, Antonello Coletta Global Head of Endurance and Corse Clienti e Ferdinando Cannizzo responsabile delle vetture endurance per dare all’evento il sapore di un rito collettivo. Perché la 499P non è soltanto un prototipo da corsa, è il simbolo di un ritorno vincente, di una missione compiuta e di una nuova responsabilità .
La prima cosa che colpisce è la presenza degli allori iridati. Non sono un dettaglio grafico, ma una dichiarazione d’intenti. Gli emblemi FIA dei Campioni del Mondo in carica campeggiano sull’arco dei passaruota anteriori, sotto lo Scudetto con il Cavallino Rampante. Sulla 499P numero 51, affidata ai campioni Piloti 2025 Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, gli allori dedicati ai conduttori spiccano anche sulle pinne sopra le portiere. Un segno di orgoglio, ma anche un promemoria. “Difendere la leadership conquistata nel 2025 non sarà semplice. I nostri avversari sono sempre più competitivi e molti si presentano con vetture evolute. Noi abbiamo scelto una strada diversa, convinti che la competitività della 499P sia ancora sufficiente per lottare ai massimi livelli, ha spiegato Coletta. La filosofia è chiara, non vivere di ricordi, ma trasformare la memoria in energia.
La 499P continua a rendere omaggio alla 312P che dominò l’endurance fino al 1973, ultimo anno prima del lungo silenzio nella classifica assoluta. Ma l’abito 2026 evolve nel segno della continuità . Il Rosso Scuderia resta protagonista, ma cambia pelle. Finitura lucida, non più opaca, in perfetta sintonia con la SF-26 di F1. È una scelta che rafforza il legame visivo tra le anime racing di Maranello. Il Giallo Modena, come una pennellata sapiente, enfatizza i volumi del cockpit, cuore fisico e simbolico della vettura. La novità più evidente è nella direzione delle linee diagonali gialle che formano la freccia, stil iconico fin dal debutto nel 2023. Se prima la punta indicava il senso di marcia, ora è rivolta verso l’ala posteriore. Una scelta che valorizza l’abitacolo come centro gravitazionale della vettura. Non solo una soluzione grafica, ma un messaggio: al centro resta sempre l’uomo, il pilota, l’equilibrio tra talento e tecnologia.
Sul piano tecnico, la 499P 2026 non introduce rivoluzioni evidenti. L’unico Joker utilizzato dal debutto resta quello adottato a San Paolo nel luglio 2024. Ma sarebbe un errore leggere la continuità come immobilismo. Durante l’inverno la Ferrari ha lavorato intensamente su analisi dati, correlazione tra simulatore e pista, studio dei comportamenti in condizioni limite. “Le gare dove abbiamo sofferto nel 2025 sono quelle che ci hanno dato maggiori spunti di miglioramento“, ha sottolineato Cannizzo.
La Federazione ha rimisurato tutte le vetture in una nuova galleria del vento negli Stati Uniti, riposizionando la 499P nella finestra di performance. Ne è derivata una ricalibrazione della mappa aerodinamica e interventi mirati, soprattutto sul fondo, per centrare i target di carico e resistenza imposti dal regolamento. Piccoli cambiamenti, ma con impatti significativi sul comportamento della vettura.
A questo si aggiunge la variabile delle nuove gomme Michelin. Migliorano il warm-up, ma richiedono un nuovo equilibrio tra setup e gestione delle mescole. “Dovremo ritrovare la correlazione tra galleria del vento e pista, un nuovo match tra vettura e pneumatici“, ha spiegato Cannizzo. Un lavoro ancora in parte da completare, che rende la vigilia più complessa ma anche più stimolante.
Il powertrain resta uno dei capolavori tecnici della Hypercar di Maranello. Motore V6 biturbo centrale-posteriore abbinato a un’unità elettrica ERS sull’asse anteriore. Trazione integrale temporanea, gestione sofisticata dell’energia, integrazione totale tra termico e elettrico. Il V6 deriva dalla famiglia di 6 cilindri che equipaggia anche modelli stradali Ferrari. È il segno tangibile del transfer tecnologico tra pista e produzione, un dialogo continuo che alimenta l’identità del marchio.
Le equipaggi restano invariati per il quarto anno consecutivo. L’Hypercar numero 50 sarà ancora affidata ad Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen. La numero 51 ai campioni in carica Pier Guidi, Calado e Giovinazzi. “Ricominciare dopo aver vinto è positivo, ma tutti ripartono da zero punti. Confermarsi è più complicato che diventarlo”, ha ricordato Pier Guidi. Calado ha messo l’accento sulla costanza, fondamentale in un calendario di 8 round, dove Le Mans assegna punteggio doppio.
Giovinazzi, che nel 2025 ha coronato il sogno di diventare Campione del Mondo con Ferrari, guarda al Qatar come primo banco di prova per misurare ambizioni e gerarchie. Fuoco parla di ridurre gli errori, Molina individua in Qatar e Le Mans le gare chiave, Nielsen sottolinea l’esperienza accumulata su piste ostiche come Fuji e San Paolo. Parole diverse, stessa consapevolezza. La concorrenza cresce, il margine si assottiglia, la pressione aumenta.
Il FIA WEC 2026 conferma 8 appuntamenti. Si parte con Prologo e 1812 KM del Qatar a Lusail, poi Imola, Spa, la 24 Ore di Le Mans, San Paolo, COTA, Fuji e Sakhir. Un viaggio globale che mette alla prova affidabilità , strategia e resilienza. Nel 2025 Ferrari ha chiuso con una tripletta in Qatar e ha riportato il titolo Costruttori a casa dopo oltre mezzo secolo. Ora la sfida è trasformare l’eccezione in abitudine. La 499P 2026 non promette rivoluzioni clamorose. Promette qualcosa di più difficile: continuità , equilibrio, maturità .
In un’epoca in cui molti inseguono l’ultimo upgrade, Ferrari sceglie di fidarsi del proprio progetto, affinandolo nei dettagli e nella comprensione profonda dei suoi meccanismi. Il rosso lucido brilla sotto le luci del Museo Enzo Ferrari. Gli allori raccontano ciò che è stato. Ma il rumore che tutti aspettano è un altro, quello del V6 che si accende a Lusail, quando le vittorie tornano a essere soltanto un ricordo e il cronometro rimette tutti sullo stesso piano. Difendere il titolo mondiale è più difficile che conquistarlo. La 499P riparte da qui.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 21:11:02 +0000A volte, il dolore è una via verso la felicità . Ce lo insegna Male necessario, il brano in gara al Festival di Sanremo 2026 con cui, insieme a Fedez, Marco Masini si riappropria dell’Ariston arrivando su un’auto folgorante. Il cantautore di origini toscane sceglie di percorrere le strade italiane al volante della quarta generazione del SAV (Sports Activity Vehicle) bavarese, un modello che fa dell’equilibrio tra forza e sensibilità il suo punto cardine.
Così come il duetto sanremese ha unito le rime taglienti di Fedez alla melodia intensa di Masini, la nuova X3, in vendita sul mercato italiano a prezzi di listino da 66.200 euro, fonde un look “monolitico” con una tecnologia di bordo rivoluzionaria. Il design esterno è stato ridotto all’essenziale: superfici ampie e poche linee decise, dove spicca la griglia a doppio rene con il contorno luminoso Iconic Glow.
Di farsi notare non ne ha l’esigenza: per lei parlano i contenuti di altissimo profilo, ad esempio i nuovi fari a LED con sorgenti a forma di L sovrapposte che ne definiscono lo sguardo tecnologico. Rispetto alla generazione precedente, la X3 è cresciuta nelle dimensioni (+34 mm di lunghezza), ma è diventata più bassa e larga, guadagnando un’aria minacciosa, quasi volesse mordere l’asfalto, affine alla personalità di Marco Masini, uno abituato a vivere la vita (e i tour) a ritmi serrati.
Nel testo di Male necessario, i due artisti cantano di “toccare il fondo in una stanza di un hotel”. Il concetto di isolamento si traduce a bordo della BMW X3 in comfort di classe premium: il BMW Curved Display troneggia nell’abitacolo, caratterizzato da materiali ricercati e sostenibili, come il tessuto in poliestere riciclato per il cruscotto richiamante la cura artigianale di un abito da sera da indossare al Festival.
I sedili sportivi di nuova concezione, regolabili elettricamente e riscaldati, curano la postura del conducente, affinché pure i lunghi viaggi smettano di essere faticosi. Con un bagagliaio che arriva fino a 1.700 litri, c’è spazio per tutto: dai premi vinti in carriera alle attrezzature per il nuovo tour Ci vorrebbe ancora il mare, fino ai master del prossimo album Perfetto imperfetto.
La gamma motori della X3 si accorda alle diverse tonalità della produzione di Masini. La versione 30e xDrive Plug-in Hybrid garantisce fino a 90 km di autonomia in totale silenzio, compagna discreta nei momenti di riflessione o nei centri storici: una sorta di “unplugged” su quattro ruote. Quando invece il brano richiede energia pura, la X3 M50 xDrive sprigiona 398 CV, coprendo lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 4,6 secondi, che evoca il crescendo orchestrale del suo duetto con il violoncellista Hauser.
“Il vero obiettivo non può essere la meta, ma imparare a godersi il viaggio”, dicono Masini e Fedez nelle loro barre. Con i nuovi sistemi di guida semi-automatica e un comfort acustico d’eccezione, la nuova BMW X3 trasforma ogni chilometro in un’emozione da condividere.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 19:24:53 +0000Ferrari ha spinto parecchio sull’acceleratore per quanto riguarda le soluzioni estreme. Oltre l’ala posteriore che si ribalta superando abbondantemente i 200 gradi di rotazione, il team italiano ha allungato il passo della monoposto per sfruttare un box del regolamento sulla struttura non deformabile al retrotreno. Da questo approccio aggressivo nasce il soffiaggio variabile che genera carico, aiuta la monoposto in accelerazione e migliora il lavoro del diffusore.
È nelle fasi a bassa velocità , quando il pacchetto aerodinamico tradizionale non ha ancora raggiunto la sua finestra di rendimento ottimale, che prende forma il senso più profondo della novità introdotta dalla scuderia di Maranello. Durante la seconda sessione delle prove su pista in Bahrain, nel paddock l’attenzione si è concentrata su un elemento inedito montato al retrotreno della SF-26. Parliamo di un profilo aerodinamico metallico fissato direttamente alla struttura deformabile posteriore.
Componente studiato appositamente dal Cavallino Rampante per migliorare il lavoro del diffusore. Il terminale di scarico della monoposto, alimentata dalla power unit 067/6, è collocato esattamente davanti a questa appendice. Una scelta geometrica tutt’altro che casuale, perché l’intero flusso dei gas ad alta temperatura investe frontalmente il profilo e ne modifica il comportamento fluidodinamico. Non sorprende, quindi, che l’aletta non sia stata costruita in fibra di carbonio.
L’esposizione continua ai gas roventi avrebbe compromesso rapidamente la resina del composito, determinandone il deterioramento. Per questo è stato adottato un materiale con precise proprietà meccaniche, in grado di sopportare sollecitazioni termiche estreme e velocità di espulsione dei gas particolarmente elevate. La necessità di garantire robustezza strutturale spiega anche il rinforzo in carbonio chiaramente visibile sulla superficie posteriore del profilo.
Inoltre, si distinguono adesivi termosensibili di colore verde, caratterizzati da una scala graduata: indicatori cromatici che registrano la temperatura massima raggiunta. Superata una determinata soglia, la relativa cella vira irreversibilmente al nero. Un sistema per acquisire un riscontro oggettivo sull’energia termica sprigionata dai gas di scarico. La verifica in pista è imprescindibile per validare la bontà della soluzione, trasformando una valutazione inizialmente qualitativa in un’analisi basata su dati misurabili.
Il principio funzionale di questa soluzione è piuttosto chiaro: il getto dei gas combusti viene deviato verso l’alto. Da questa deflessione derivano due effetti complementari. In primo luogo, si genera una componente verticale che incrementa il carico aerodinamico sull’asse posteriore. In parallelo, si attiva un marcato fenomeno di up-wash del flusso, che favorisce l’efficienza estrattiva del diffusore. Il risultato si riflette sul rendimento globale del fondo vettura, ovviamente.
Ecco perché l’estrattore beneficia di una capacità migliore che riguarda lo smaltimento della massa fluida nella zona posteriore della monoposto. Ma la questione tecnica che si annida alla base di questa soluzione davvero interessante risiede nella natura non costante del getto di scarico. L’intensità del flusso dipende da due parametri fondamentali: da una parte abbiamo l’apertura della valvola a farfalla, mentre dall’altra c’è il regime di rotazione del propulsore.
Questo ci spiega come il contributo deportante generato dall’aletta collocata sulla struttura non deformabile dell’auto non è affatto fisso, ma modulato dall’input del pilota sull’acceleratore. Per capire meglio il suo funzionamento possiamo scomporre l’analisi nelle tre fasi che ogni pilota affronta in curva a bordo di una vettura di Formula 1: parliamo di inserimento, percorrenza e uscita. In questo modo emerge un quadro accurato.
L’efficacia massima del sistema si manifesta esclusivamente in uscita di curva, durante la fase di trazione. Quando il pilota affonda il pedale sull’acceleratore, il motore esprime il massimo potenziale e, di riflesso, il flusso dei gas in uscita raggiunge la sua intensità più elevata. È in questo frangente che il retrotreno beneficia di una stabilità superiore, grazie all’aumento proporzionale della downforce generata grazie al supporto dell’appendice.
Un vantaggio competitivo tutt’altro che minimo, considerando che alle basse velocità “l’aerodinamica convenzionale” non opera ancora al picco di efficienza. Differente è lo scenario nelle fasi di inserimento e percorrenza. In staccata o nei momenti di rilascio del gas, la pressione esercitata sull’acceleratore è molto limitata o nulla. Di riflesso, il propulsore non è in grado di erogare piena potenza e l’energia cinetica dei gas di scarico diminuisce sensibilmente.
La riduzione dell’intensità del getto comporta un calo proporzionale del carico generato al posteriore. In tale scenario, l’azione dell’aletta è solo parziale, con un contributo decisamente inferiore rispetto alla fase di trazione. Per finire, un dettaglio tecnico: non si può paragonare questa soluzione ai Blown-Exhaust del 2011, contesto completamente differente che, sfruttando mappature particolari, produceva soffiaggio a farfalla chiusa. Pratica vietata dal regolamento della Formula 1 2026.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 16:34:06 +0000Il Festival di Sanremo 2026 è iniziato e, come ogni anno, rappresenta un evento in grado di catalizzare l’attenzione degli italiani, attirando anche tutti i principali media. Dopo il successo dell’edizione 2025, anche per quest’anno torna la partnership tra Fiat, marchio di riferimento del mercato italiano (e non solo) delle quattro ruote, e RDS 100% Grandi Successi, una delle principali emittenti italiane, che seguirà il Festival da piazza Muccioli a Sanremo, nei pressi del teatro Ariston.
In occasione dell’evento e fino al prossimo 28 febbraio (giornata di chiusura dell’evento con l’attesa finale), Fiat sarà presente accanto a RDS con una doppia esposizione che vedrà due delle sue auto più importanti in mostra. Quest’iniziativa andrà ad affiancarsi a varie altre attività che si svolgeranno durante la settimana a margine dello stand di RDS. Ecco tutti i dettagli in merito.
La nuova esposizione organizzata da Fiat per il Festival di Sanremo 2026 ha come protagoniste la Fiat Grande Panda e la Nuova Fiat 500 Ibrida. Si tratta di due modelli fondamentali per il futuro del marchio sul mercato europeo. La Grande Panda ha il compito di bissare il successo della Panda, riproponendo gli stessi elementi anche in un segmento di mercato caratterizzato da vetture più grandi e da più concorrenza.
Per quanto riguarda la 500 Ibrida, invece, si tratta di un modello che punta a confermare il ruolo della 500 come icona del marchio italiano, andando ad affiancare la versione elettrica con una ibrida, ricca di potenzialità e caratterizzata da un prezzo più basso. Per questi due modelli, quindi, è prevista una vetrina esclusiva in occasione della nuova edizione del Festival.
La scelta di portare a Sanremo la Grande Panda e la 500 Ibrida non è casuale e conferma le strategie che la Casa del Gruppo Stellantis, protagonista di un ottimo mese di gennaio 2026, per il futuro. I due modelli rappresentano le ultime novità di Fiat e sono anche due progetti chiave che mirano a rafforzare la presenza del marchio sul mercato, in Italia e all’estero.
L’esposizione organizzata da Fiat si integra con le iniziative di RDS. In piazza ci sarà un’insegna “That’s Amore” che inviterà gli ospiti a scambiarsi un bacio. In aggiunta, il pubblico potrà scrivere cartoline d’amore che saranno poi lette live in radio. I visitatori avranno la possibilità di salire a bordo della 500 e registrare un divertente video in stile Dolcevita da ricondividere sui social.
Durante tutta la settimana, presso l’area dedicata di piazza Muccioli, il pubblico avrà la possibilità di ammirare le vetture di Fiat e di assistere alle dirette radiofoniche di Petra Loreggian e Giovanni Vernia, che ospiteranno e intervisteranno gli artisti in gara al Festival.
Da segnalare anche un’altra iniziativa con protagonista Tommaso Paradiso, al suo debutto sul palco di Sanremo. Grazie a un accordo con la sua casa di produzione Sony, il cantante, uno dei più apprezzati tra gli artisti in gara, si muoverà per Sanremo con un esemplare di Topolino, un altro modello che incarna al meglio il carattere di Fiat.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 15:00:45 +0000Il mercato delle quattro ruote in Europa ha iniziato il 2026 in negativo, con un calo netto delle immatricolazioni. Nel corso del primo mese dell’anno, infatti, l’Ue ha fatto segnare un meno 3,9% mentre tutto il mercato europeo, considerando i Paesi Efta e il Regno Unito, è in calo del 3,5%.
In questo contesto, spicca il risultato di Stellantis. Il Gruppo, infatti, è l’unico “big” a registrare un gennaio positivo. Considerando le prime sei aziende per volumi di vendita sul mercato europeo, solo Stellantis riesce a far meglio rispetto a gennaio 2025, con un dato sensibilmente migliore rispetto alla media del mercato.
Il mese di gennaio 2026 si è chiuso bene per Stellantis che ha registrato:
Considerando tutto il mercato europeo, come evidenziato dai dati diffusi da ACEA, Stellantis registra dati in netta contro-tendenza rispetto alle dirette concorrenti come Volkswagen (-3,8%), Renault (-15%), Hyundai (-12,5%), BMW (-5,7%) e Toyota (-13,4%). Tra le altre aziende si segnala l’ottima performance di BYD, che con un +165% è l’azienda che cresce di più. Si tratta di un primo segnale positivo che fa ben sperare in vista di un 2026 caratterizzato da una crescita costante per l’azienda.
Analizzando le vendite dei singoli brand, si nota chiaramente il contributo sostanziale dato da Fiat alla crescita di Stellantis. Il marchio torinese, infatti, ha venduto 29.415 unità in tutta Europa, registrando una crescita del 24,6% su base annua (+31,3% considerando il solo mercato Ue) e raggiungendo un market share del 3,1%, con un miglioramento di 0,7 punti rispetto allo scorso anno.
I risultati di Fiat sono ancora molto (e forse troppo) legati al mercato italiano, dove la Casa ha venduto poco meno del 67% del totale di autovetture immatricolate nel corso del mese di gennaio 2026. In Italia, il marchio ha conquistato la leadership anche della classifica delle auto più vendute. Dati positivi per Stellantis arrivano anche da Opel, con 32.054 immatricolazioni e un miglioramento del 12,7%, oltre che da Citroën, con 31.039 unità vendute e una crescita del 14% (i dati si riferiscono sempre a tutto il mercato europeo). Cresce anche Lancia, con 1.283 esemplari venduti e un buon +22%.
Stellantis deve fare i conti anche con i dati negativi di Peugeot, il suo brand principale in Europa. La Casa francese si ferma a 53.799 esemplari venduti, con un calo del 2,9% e il quinto posto complessivo nella classifica di vendite dei marchi (dopo Volkswagen, Skoda, Toyota e BMW). Numeri negativi arrivano anche da altri brand. Jeep, ad esempio, si ferma a 10.484 unità vendute, di cui più della metà in Italia, con un calo del 4,9% rispetto allo scorso anno. Male anche Alfa Romeo, che interrompe la sua crescita con un mese da 4.278 esemplari venduti in tutta Europa e un calo del 10,8% su base annua.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 14:15:29 +0000Una Ferrari unica è appena stata battuta all’asta, eppure l’acquirente non potrà mai guidare questa vettura su strada pubblica. Questo perché LaFerrari in questione non è una semplice vettura uscita dalla catena di produzione Ferrari, bensì un prototipo usato per affinare le tecnologie e la dinamica della vettura nelle sue fasi sperimentali. Insomma un muletto, come viene comunemente definito, il che lo rende un’esemplare unico che le è valso la quotazione di ben 2,5 milioni di dollari.
Un esemplare che racconta il dietro le quinte di una delle icone più importanti degli ultimi tempi. Quando Ferrari decide di dare vita a un nuovo modello, sono diversi i prototipi utilizzati per affinare le tecnologie, in particolare quando si utilizzano grandi novità come il sistema ibrido de LaFerrari.
Solitamente queste vetture rimangono all’interno dell’azienda per successivi studi oppure vengono distrutte. In alcuni casi, però, Ferrari decide di fare un’eccezione. Ed è proprio ciò che è accaduto con questo telaio di sviluppo. Una volta finalizzate le specifiche definitive del modello e avviata la produzione di serie, il prototipo non era più necessario per il programma. Così, un numero selezionato di esemplari è stato ceduto privatamente a clienti fidelizzati, con una clausola ben precisa: si tratta di veicoli non omologati, impossibili da immatricolare per l’uso su strada.
Questa vettura, acquistata nel 2022 e ora passata di mano tramite asta pubblica, è una delle pochissime autorizzate a lasciare i cancelli di Maranello. Ma resta, a tutti gli effetti, un’auto “vietataâ€: non può circolare legalmente, non può essere registrata, non può essere guidata su strade aperte al traffico. È un pezzo da collezione puro, destinato a un garage climatizzato o, al massimo, a eventi privati in contesti chiusi.
Eppure, proprio questo limite ne accresce il fascino. È un oggetto che racconta il dietro le quinte dello sviluppo di una delle Ferrari più avanzate di sempre.
A prima vista potrebbe sembrare una LaFerrari come tutte le altre. Le linee sono quelle scolpite dal Centro Stile Ferrari, il telaio in fibra di carbonio richiama strettamente la versione definitiva e l’impostazione generale è molto vicina al modello di produzione.
Ma osservandola con attenzione emergono differenze significative. Questo prototipo era destinato ai test su strada nelle fasi finali dello sviluppo, ancora con leggere camuffature per evitare di svelare in anticipo i dettagli della vettura che sarebbe stata presentata ufficialmente al Salone di Ginevra.
La differenza più importante riguarda la meccanica. Se la LaFerrari di serie abbina il V12 aspirato al sistema ibrido HY-KERS, questo esemplare monta un motore F140 FD-12 da 6.262 cm³ aspirato naturalmente, privo della componente elettrica. Una configurazione particolare, utilizzata per specifiche fasi di sviluppo, che rende questo telaio ancora più unico.
Anche l’abitacolo tradisce la sua natura sperimentale: il volante presenta una forma differente rispetto a quello definitivo e nel vano piedi del passeggero trovano posto apparecchiature elettriche non di produzione, strumenti e cablaggi che raccontano la fase di messa a punto. Non è un interno rifinito per un cliente finale, ma uno spazio funzionale, pensato per ingegneri e collaudatori.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 13:28:29 +0000Chi atterra oggi sul configuratore Dacia o in concessionaria, si renderà conto che la Spring, l’elettrica compatta del brand, non è più ordinabile. Solo pronta consegna quindi da oggi in poi e fino a esaurimento scorte, in attesa dell’erede che si attende nel corso di quest’anno.
Una notizia che non passa inosservata, soprattutto per chi negli ultimi anni aveva guardato alla Dacia Spring come alla porta d’ingresso più accessibile al mondo dell’elettrico. Piccola, essenziale, senza fronzoli e con un prezzo che – complice anche il sistema di incentivi – l’aveva resa una delle BEV più vendute nel nostro Paese.
Ora però la situazione cambia. Non si tratta di un addio definitivo, ma di una fase di transizione. La Spring esce temporaneamente dal listino ordinabile, lasciando spazio alle ultime unità disponibili in stock e preparando il terreno alla nuova generazione. Una scelta che riflette dinamiche produttive e commerciali ben precise, non certo un ripensamento sulla mobilità elettrica da parte del marchio rumeno.
Visitando il sito ufficiale Dacia nel configuratore compare un messaggio chiaro: “Modello ordinabile solo per configurazioni disponibili in concessionariaâ€. Tradotto: niente più personalizzazioni su misura, ma esclusivamente vetture già presenti nella rete vendita.
Al momento l’unica versione disponibile è la più potente, la Extreme da 102 CV, quella introdotta con il recente restyling. Una variante più brillante rispetto alla precedente motorizzazione da 65 CV, capace di rendere la piccola elettrica più adatta anche a percorsi extraurbani, pur mantenendo la sua vocazione cittadina.
La decisione di sospendere gli ordini non nasce dal caso. La produzione è stata infatti destinata prioritariamente ai mercati europei dove sono attivi incentivi statali particolarmente vantaggiosi. In quei Paesi, il contributo pubblico ha sostenuto in modo deciso le vendite, rendendo la Spring estremamente competitiva nel segmento delle elettriche low cost.
In Italia, quando gli incentivi erano in vigore, la Spring era riuscita a toccare cifre davvero sorprendenti: in alcune configurazioni si scendeva fino a circa 4.000 euro grazie alla combinazione tra contributi e rottamazione. Numeri che avevano acceso i riflettori su un modello capace di democratizzare l’auto elettrica.
Se la Spring attuale si avvia verso il fine corsa commerciale in Italia, il futuro è già scritto. Nella seconda metà del 2026 è attesa la nuova generazione, che rappresenterà un salto tecnico e stilistico importante.
La prossima Spring, con un probabile cambio nome, dovrebbe condividere la base tecnica con la futura Renault Twingo elettrica, sfruttando un’architettura più moderna e competitiva in termini di costi e prestazioni. Questo significa piattaforma aggiornata, maggiore efficienza e – con ogni probabilità – un miglioramento generale in termini di autonomia e qualità percepita.
Dal punto di vista del design, le indiscrezioni parlano di linee più squadrate e muscolose, in linea con il nuovo corso stilistico del marchio. L’obiettivo sarà mantenere la filosofia minimalista che ha decretato il successo della Spring, ma con un’immagine più robusta e contemporanea.
Non solo. All’orizzonte c’è anche un altro progetto: la cosiddetta Hipster, attesa nel 2027, che dovrebbe ampliare ulteriormente l’offerta elettrica compatta del brand, posizionandosi come alternativa urbana accessibile ma con un carattere differente rispetto alla Spring.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 12:30:20 +0000Nella vita di un’auto il prezzo d’acquisto non è sempre la voce più importante. Spesso il prezzo si misura nel tempo, tra manutenzione straordinaria, ricambi e eventuali guasti cronici che alcuni modelli nascondono. Così vetture economiche si possono trasformare facilmente in un incubo per gli acquirenti.
Ci sono auto che con il tempo si sono costruite pessime reputazioni, altre che si sono rivelate delle gemme per affidabilità . Grazie a una meccanica ben collaudata in cui vige la regola della semplicità , motori in grado di superare i 400.000 km con solo una corretta manutenzione ordinaria e, sopratutto, un’elettronica ridotta all’essenziale. Vetture, spesso dei primi anni 2000, in cui la filosofia era orientata alla solidità e non all’intrattenimento.
Abbiamo quindi selezionato sei auto usate acquistabili con molto meno di 10.000 euro in ogni tipologia, dalle compatte, ai fuoristrada, alle station wagon, fino ai suv, che negli anni si sono dimostrate degli esempi di affidabilità e bassi costi di gestione. Non vetture in grado di dimostrare status, ma acquisti intelligenti che difficilmente vi lasceranno a piedi.
La Punto seconda serie, conosciuta come 188 e prodotta fino al 2010, è una delle utilitarie più diffuse sulle nostre strade. E non è un caso. Il suo punto di forza è la semplicità : un progetto moderno ma con un’elettronica ridotta al minimo, meccanica intuitiva e un propulsore estremamente collaudato.
Il motore 1.2 8V da 60 CV, evoluzione del celebre FIRE, è un grande esempio di resistenza. Se mantenuto con regolarità – cambi olio puntuali e controlli ordinari – può percorrere centinaia di migliaia di chilometri senza problemi strutturali.
Con meno di 4.000 euro si possono trovare esemplari con chilometraggi inferiori ai 100.000 km. Il tutto per un’auto universale, che si adatta a ogni ambiente, che richiede poco budget per le riparazioni e amata dai meccanici proprio per la facilità di intervento. Non offre infotainment moderni né insonorizzazione da segmento superiore, ma ha tutto ciò che serve per la vita quotidiana: cinque posti comodi, un’ottimo bagagliaio, consumi contenuti e addirittura piccole attenzioni come il “City†ovvero il servo sterzo elettronico che diminuisce la resistenza per effettuare parcheggi con facilità .
Inarrestabile è forse l’aggettivo più corretto. La Panda 4×4 delle prime generazioni, fino agli anni 2000, è diventata un’icona nelle zone montane e rurali. Sotto il cofano monta il “vero†FIRE da 40 CV: poca potenza ma tanta semplicità e pura ingegneria italiana. Telaio leggero, trazione integrale inseribile e una meccanica essenziale che la rende praticamente indistruttibile se ben mantenuta.
Non è un’auto per tutti. Rispetto alla Punto qui il progetto sente il peso degli anni: il comfort è spartano, la sicurezza passiva non è paragonabile agli standard moderni e su strada, soprattutto in autostrada, richiede pazienza. Ma come mezzo per la campagna, la neve o strade dissestate resta imbattibile. Con meno di 5.000 euro si trovano esemplari ben conservati, spesso ricercati proprio per la loro robustezza.
La Civic è uno di quei modelli che ha costruito la propria fama sull’affidabilità meccanica. La settima e l’ottava generazione sono entrambe esempi concreti di longevità . Il motore VTEC è un esempio di resistenza e ingegneria meccanica. Un propulsore in grado di ottenere ottime prestazioni senza compromettere l’affidabilità , certo con qualche compromesso per quanto riguarda i consumi.
La settima generazione in particolare beneficia di 110 CV, su un telaio leggero con una volumetria compatta e un’ottima abitabilità . È ancora oggi una compatta concreta, con uno spazio a bordo degno di segmenti superiori
Con l’ottava generazione Honda ha introdotto un design più moderno e personale, anche se meno sfruttabile a livello di abitabilità interna. Il 1.4 da 100 CV è il più diffuso e affidabile, ma per chi cerca maggiore brillantezza è disponibile anche il 1.8 da 140 CV. Per meno di 5.000 euro si trovano esemplari della settima serie con meno di 100.000 km; la generazione successiva richiede qualcosa in più, ma resta ampiamente sotto i 10.000 euro.

Quando si parla di affidabilità , Toyota gioca spesso un ruolo da protagonista. Lo dimostra la Corolla di nona generazione, la versione prodotta nei primi anni 2000 nonché una delle più resistenti mai realizzate. Con il passare degli anni si è guadagnata una nomea di auto inarrestabile grazie a una meccanica solida, un’elettronica ancora semplice e una qualità costruttiva ai vertici dell’epoca.
Al momento le quotazioni posizionano Corolla sotto i 7.000 euro a chilometraggi compresi tra i 100.000 e i 150.000 km, per motorizzazioni sia benzina che diesel di lunga durata. Disponibile anche in versione Verso, ovvero la variante monovolume che condivide il telaio con la berlina, che si può dimostrare una scelta intelligente per chi cerca affidabilità e praticità familiare senza spendere cifre importanti.
È una delle station wagon per eccellenza. Solida, comoda, costruita con quella filosofia svedese che punta alla durata nel tempo. I modelli dal 2005 al 2009 con motore diesel da 185 CV si trovano a meno di 8.000 euro con chilometraggi intorno ai 150.000 km. Numeri che possono spaventare, ma che su Volvo V70 non rappresentano un limite strutturale se la manutenzione è stata regolare.
Gli interni sono di qualità premium e la sensazione di solidità è evidente fin dalla chiusura delle portiere. Non è economica nei consumi rispetto a una citycar, ma offre spazio, sicurezza e una meccanica capace di durare nel tempo.
Subaru è uno dei marchi con la clientela più fedele. Il motivo? Affidabilità e trazione integrale permanente. La Forester, in particolare nella terza generazione (2009-2012), rappresenta un’ottima occasione nel mercato dell’usato.
Il motore boxster da 150 CV è poco attento nei consumi ma può vantare un’ottima robustezza. Con circa 10.000 euro si trovano esemplari con chilometraggi inferiori ai 200.000 km, capaci di percorrere ancora molta strada con semplice manutenzione ordinaria.
È un’auto versatile, adatta a chi vive in zone montane o percorre spesso strade difficili. Non ha il fascino dei SUV premium europei, ma compensa con sostanza e trazione impeccabile.
Sotto i 10.000 euro il rischio non è tanto trovare un’auto vecchia, quanto una difficile da riparare. Più elettronica significa più potenziali guasti mentre una potenza elevata spesso comporta maggiori sollecitazioni meccaniche.
Le sei vetture selezionate hanno in comune tre elementi: qualità costruttiva, ampia diffusione (e quindi ricambi economici) e una reputazione costruita negli anni. Non sono auto che si definirebbe alla moda o in grado di raccontare uno status, bensì sono mezzi concreti. Prima dell’acquisto è sempre consigliabile:
Con la giusta attenzione, meno di 10.000 euro possono bastare per acquistare un’auto che durerà ancora a lungo. Perché, alla fine, l’affidabilità non è un optional ma è ciò che fa davvero la differenza nel tempo.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 11:26:34 +0000Trasformare una Mustang del 1966 in una limousine è un atto di coraggio, per alcuni un’eresia. Eppure è ciò che è successo a questo esemplare, allungato a Sydney durante i primi anni 2000.
Ci sono auto che diventano icone e auto che diventano esperimenti, si potrebbe dire che questa muscle car appartenga a entrambi i mondi. Di sicuro fa parlare di sè. Per i puristi è quasi un sacrilegio: prendere una delle pony car più celebri della storia americana e allungarla come una Lincoln Town Car da matrimonio. Per altri, invece, è l’ennesima dimostrazione che l’automobile è anche creatività , provocazione e spettacolo.
L’esemplare in questione è stato recentemente venduto all’asta sulla piattaforma Collecting Cars, riaccendendo il dibattito tra appassionati.Â
Se fuori sorprende, è dentro che questa Mustang cambia completamente identità . L’abitacolo è stato completamente ripensato per ospitare fino a otto passeggeri, trasformando quella che era una sportiva compatta in una vettura da cerimonia.
L’interno è dominato da un appariscente rosso, con finiture in vinile coordinate, moquette rossa e dettagli cromati che richiamano lo stile originale dell’epoca. Non manca un divisore di cabina azionato elettricamente, soluzione tipica delle limousine di rappresentanza, che separa il conducente dagli ospiti posteriori.
L’aria condizionata è presente sia per i passeggeri anteriori sia per quelli posteriori, dettaglio fondamentale considerando le temperature australiane. Per anni questa vettura ha lavorato come auto per matrimoni, feste scolastiche e serate di gala. Una seconda vita lontana dai semafori e dalle gare improvvisate, più vicina ai tappeti rossi e ai flash dei fotografi.
Nonostante l’allungamento evidente della carrozzeria, i progettisti hanno cercato di preservare quanto più possibile l’identità estetica della Mustang del ’66. Il frontale resta fedele all’originale: griglia con il celebre cavallino al centro, cofano lungo e linea filante tipica della prima generazione.
Anche la vista laterale, pur inevitabilmente alterata dalla sezione centrale aggiuntiva, mantiene proporzioni coerenti grazie a un lavoro di integrazione piuttosto pulito. Le ruote Rallye da 15 pollici contribuiscono a mantenere una certa coerenza visiva, evitando l’effetto “kit car†che spesso accompagna trasformazioni di questo tipo.
È proprio questo equilibrio precario tra rispetto della tradizione e voglia di stupire che ha diviso il mercato. C’è chi la considera un pezzo unico affascinante, perfetto per eventi e collezioni eccentriche. Altri la vedono come un’operazione che snatura lo spirito ribelle e sportivo della Mustang originale.
Sotto il cofano, però, la storia cambia ancora. Originariamente questa Mustang era equipaggiata con il classico 289 V8, uno dei motori simbolo dell’epoca. Nel tempo, però, è stato sostituito con un più moderno 302 V8 Ford, abbinato a un cambio automatico C4 a tre rapporti.
Una scelta quasi obbligata: gestire una limousine richiede fluidità e affidabilità , più che prestazioni brucianti. Il 302 V8 garantisce una spinta adeguata alle nuove dimensioni e al peso aumentato, mantenendo comunque quel sound profondo e inconfondibile che ha reso celebre la Mustang nel mondo.
Dopo anni di servizio come vettura da cerimonia a Brisbane, l’auto è tornata sotto i riflettori grazie alla recente vendita all’asta. Non è stata resa nota la cifra finale in modo ufficiale, ma l’interesse dimostrato conferma che, nel mondo delle auto classiche, anche le interpretazioni più controverse possono trovare il loro pubblico.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 08:53:39 +0000Con l’entrata in vigore delle norme definitive sull’alcolock, nel sistema sanzionatorio italiano entra una misura tecnologica strutturale pensata per impedire fisicamente la reiterazione di un comportamento illecito. Siamo infatti davanti a un dispositivo capace di bloccare l’avviamento del motore in caso di tasso alcolemico superiore allo zero. In pratica appena viene rilevata anche una minima traccia.
La finalità di questo sistema è ridurre gli episodi di guida in stato di ebbrezza. Si tratta di una soluzione che combina prevenzione tecnologica e rendere il conducente parte attiva di un percorso di responsabilizzazione senza escluderlo dalla mobilità . Nella visione del legislatore, l’alcolock si configura come un supporto che permette di continuare a guidare in condizioni di sicurezza e di contenere il rischio legato a scelte impulsive o comportamenti consolidati.
Il perno giuridico della riforma è il comma 9-ter dell’articolo 186 del Codice della Strada, modificato a fine 2024, che attribuisce al Prefetto il potere di imporre, nei confronti dei conducenti condannati in via definitiva per guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, l’apposizione sulla patente dei codici unionali 68 e 69. Il primo sancisce l’obbligo assoluto di alcol zero, il secondo limita la guida ai soli veicoli dotati di alcolock.
La durata della prescrizione è graduata in funzione della gravità dell’infrazione. Chi è stato condannato per un valore compreso tra 0,8 e 1,5 g/l deve convivere con l’obbligo per due anni mentre per chi supera 1,5 g/l il vincolo sale a tre anni, sempre a partire dal termine del periodo di sospensione della patente.
L’articolo 125 comma 3-ter del Codice della Strada chiarisce che i codici 68 e 69 possono essere apposti anche ai titolari di patenti delle categorie internazionali M e N, cioè veicoli destinati al trasporto di persone e merci. In termini pratici anche autobus, autocarri e furgoni aziendali rientrano nel perimetro della misura.
Una volta riottenuta la patente, il conducente potrà mettersi al volante soltanto se il veicolo utilizzato è equipaggiato con un alcolock funzionante e installato. Poiché il sistema richiede di soffiare nel boccaglio prima di ogni avviamento, il guidatore intenzionato a utilizzare quel mezzo è obbligato a dimostrare alcol zero, indipendentemente dal fatto che sia il trasgressore originario o un terzo soggetto.
Il quadro tecnico del nuovo dispositivo è stato definito dal decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2 luglio 2025 “Caratteristiche e modalità di installazione del dispositivo alcolockâ€.
Il documento stabilisce che il dispositivo possa essere montato su veicoli delle categorie M1, M2, M3, N1, N2 e N3, siano essi omologati o meno, a condizione che il fabbricante dell’alcolock abbia predisposto le istruzioni per quel modello di veicolo, nel rispetto del Regolamento UE 2021/1243 e della norma tecnica EN 50436.
Dal punto di vista costruttivo l’alcolock deve essere un etilometro certificato, dotato di marchio CE, in grado di misurare la concentrazione di alcol nell’aria espirata e di comandare l’immobilizzazione del veicolo quando viene rilevato un valore superiore a 0 mg/l. Non sono ammesse soglie di tolleranza: qualsiasi presenza di alcol impedisce l’avviamento.
Elemento centrale del sistema è la protezione contro le manomissioni. Ogni dispositivo deve essere sigillato al momento dell’installazione con un adesivo autodistruttivo che si deteriora in caso di tentativo di rimozione o alterazione. La presenza del sigillo integro rappresenta, durante i controlli su strada, uno degli indici di regolarità .
Il fabbricante non può limitarsi a produrre l’apparecchio. La normativa gli impone di fornire manuali di installazione, uso e manutenzione, di individuare le officine autorizzate al montaggio e di comunicare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il tipo di dispositivo, la documentazione tecnica, un fac-simile di certificato di taratura e l’elenco dei modelli di veicoli compatibili.
La taratura periodica è un aspetto tutt’altro che secondario. In caso di controlli il conducente deve poter esibire il certificato in corso di validità e deve verificare che l’intervallo di taratura indicato dal costruttore non sia scaduto. Sul piano sanzionatorio un alcolock non tarato equivale a un alcolock assente.
Il decreto ministeriale mette nero su bianco che solo le officine di meccatronica autorizzate e indicate dal fabbricante del dispositivo possano effettuare l’installazione. L’elenco degli installatori e quello dei veicoli compatibili devono essere pubblicati sul Portale dell’Automobilista, insieme alla documentazione tecnica trasmessa dai produttori.
Nel momento in cui scriviamo, sul Portale risultano ammessi soltanto due dispositivi: il Breatech Alcolock B1000 e lo Zaldy Alcolock, ciascuno corredato dal proprio elenco di officine abilitate e dai modelli di veicoli installabili.
L’installazione e la rimozione dell’alcolock non richiedono collaudo nelle officine della Motorizzazione civile e non comportano l’aggiornamento del Documento unico di circolazione.
Il costo stimato per l’installazione si aggira intorno ai 2.000 euro, a cui vanno sommati i costi di manutenzione, le tarature periodiche e i boccagli monouso. È una spesa a carico del conducente senza alcuna forma di contributo pubblico.
Secondo Federcarrozzieri, il sistema dell’alcolock, così come è stati approvato, presenta alcune criticità strutturali. Il parco auto italiano ha un’età media di circa 13 anni, il che rende tecnicamente complessa se non impossibile l’installazione su molti veicoli più datati. A cui si aggiunge il numero limitato di officine abilitate, selezionate dai produttori che – a detta della federazione – rischia di comprimere la concorrenza e di far lievitare i prezzi.
Sul piano sanzionatorio, il legislatore ha scelto la linea dura. Chi guida senza rispettare l’obbligo di installazione o utilizza un dispositivo manomesso, non funzionante o privo di sigilli incorre in sanzioni specifiche previste dai commi 3-quater dell’art. 125 e 9-quater dell’art. 186 del Codice della Strada, che si sommano alle conseguenze già previste per la violazione originaria.
Più esattamente chi viene fermato alla guida di un veicolo che avrebbe dovuto essere equipaggiato con l’alcolock ma ne è sprovvisto è soggetto a una sanzione amministrativa compresa tra 158 e 638 euro, accompagnata dalla sospensione della patente di guida fino a sei mesi. Nel caso di alterazione del dispositivo o un impiego elusivo del sistema, come l’effettuazione del test a un’altra persona, il quadro sanzionatorio si inasprisce e conduce alla revoca della patente con l’obbligo di ripercorrere il percorso di accertamento dell’idoneità psicofisica e di riabilitazione.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 07:12:01 +0000Il giorno 25 febbraio 2026 sono previsti due scioperi nel settore dei trasporti in Italia. Gli scioperi coinvolgono sia il trasporto pubblico locale nella provincia di Bolzano che il settore aereo a livello nazionale. Di seguito tutti i dettagli su orari, città e categorie coinvolte.
Il 25 febbraio 2026 è indetto uno sciopero della durata di 24 ore che coinvolge il trasporto pubblico locale nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige). L’agitazione riguarda il personale della Società SASA di Bolzano. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti. Il servizio sarà quindi interessato per tutta la giornata, con inizio e fine sciopero previsti per il 25 febbraio.
Per la data del 25 febbraio 2026 è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore che coinvolge il personale di volo settore elicotteri della società Avincis Italia presso tutte le basi operative del territorio. L’agitazione riguarda la fascia oraria 00:00-23:59. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC. Si tratta di uno sciopero virtuale che interessa tutte le province del Paese.
Fonte: Mit
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 07:00:00 +0000Per l’ultimo fine settimana di febbraio l’Autostrada del Sole prepara la svolta. Superando la logica della semplice manutenzione, gli interventi strutturali allineano uno dei nodi più critici della rete italiana agli standard moderni, con un impatto positivo diretto sulle esigenze della comunità locale. Tra i caselli di Incisa Reggello e Firenze Sud, entrerà infatti in funzione il viadotto Ribuio. Situato tra il km 311 e il km 313, il nuovo tratto rientra nell’ampio programma di ampliamento alla terza corsia, atteso da anni per decongestionare il traffico tra il Valdarno e il capoluogo toscano.
Lungo 150 metri, il Ribuio è una struttura moderna realizzata con tecnologia mista acciaio-calcestruzzo. Secondo quanto spiegato da Società Autostrade, l’opera poggia su pile cilindriche ad alta capacità portante e fondazioni profonde, volte a garantire massima sicurezza e durata nel tempo.
Insieme al viadotto Massone e alla galleria San Donato, costituisce lo snodo cardine del nuovo assetto della A1 in Toscana. Da un lato, l’apertura del viadotto consentirà di spostare i flussi di traffico sul nuovo asse, dall’altro libererà il tracciato storico, che potrà così essere sottoposto a una profonda riqualificazione strutturale senza bloccare la circolazione.
Per agganciare la variante al vecchio tracciato, i tecnici di Autostrade entreranno in azione negli ultimi due fine settimana di febbraio e nei primi di marzo (27 febbraio-1° marzo e 6-8 marzo). Il cantiere scatterà alle 20:00 di ogni venerdì: i tecnici lavoreranno per liberare la carreggiata entro la domenica pomeriggio, così da tutelare la viabilità e i flussi pendolari del lunedì mattina. La buona notizia è che la chiusura totale del tratto Firenze Sud-Incisa sarà limitata esclusivamente alle notti tra sabato e domenica (dalle 22:00 alle 06:00). Agli automobilisti si raccomanda la massima prudenza e di consultare i pannelli a messaggio variabile per aggiornamenti in tempo reale. Durante il giorno la circolazione sarà sempre garantita, sebbene ridotta a una sola corsia per senso di marcia.
Al termine del primo weekend di lavori (domenica 1° marzo), gli utenti in viaggio in direzione Nord (verso Firenze/Bologna) verranno trasferiti su una delle nuove carreggiate a due corsie del Ribuio, mentre i conducenti in transito verso Sud continueranno a percorrere il tracciato storico. La tappa cruciale scatterà domenica 8 marzo, quando il traffico in direzione Roma si sposterà sul nuovo viadotto. Il Ribuio ospiterà pertanto entrambi i flussi veicolari, garantendo due corsie per ciascun senso di marcia e mandando “in pensione” temporanea il vecchio tracciato per i lavori di restyling.
L’intervento tra Incisa e Firenze Sud copre 17,5 km complessivi. Attualmente i primi 6 km risultano già aperti e operativi, mentre fervono i preparativi per completare la terza corsia sui restanti 12,5 km. Il completamento della fase, un passo decisivo nei lavori di potenziamento dell’intero corridoio appenninico, nasce al fine di risolvere i rallentamenti cronici in prossimità dell’area metropolitana fiorentina. Il nuovo “passaggio” sul Ribuio va a inserirsi in un ampio mosaico, affinché l’Autostrada del Sole guadagni velocità , sicurezza e capacità di assorbire i pesanti volumi di traffico che quotidianamente attraversano la spina dorsale dell’Italia.
Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 06:40:19 +0000