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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

Il 5 gennaio 2026 il traffico sulle autostrade italiane presenta diverse situazioni di criticità, con code congestionate e code lunghe soprattutto sulla A14 Bologna-Taranto, dove si segnala una coda di 5 km tra Vasto Nord e Ortona. Anche sulla A1 Milano-Napoli sono presenti code e code a tratti per traffico intenso, con rallentamenti significativi in più tratti, come tra Bivio A1/Diramazione Roma sud e Valmontone e nelle zone di Cassino e Frosinone. Si segnala inoltre una chiusura al traffico al Bivio A1/A24 per allagamenti con deviazioni consigliate. Proseguendo la lettura, un resoconto dettagliato tratta per tratta degli eventi di traffico aggiornati in tempo reale.

 

A1 MILANO-NAPOLI



13:01 – Bivio A1/Diramazione Roma sud e Valmontone
Coda di 1 km per traffico congestionato
Direzione Napoli
La coda va dal chilometro 578.0 al chilometro 577.0 per una lunghezza di 1 km.



12:46 – Tratto Cassino e Frosinone
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 633.3 al chilometro 669.9 per una lunghezza di 36.6 km.



12:25 – Tratto Ceprano e Ferentino
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 618.2 al chilometro 633.3 per una lunghezza di 15.1 km.



12:02 – Tratto Ponzano Romano e Chiusi
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessa chilometri dal 417.6 al 516.0 per una lunghezza di 98.4 km.



11:53 – Tratto Firenze sud e Firenze Scandicci
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessa chilometri dal 292.0 al 297.9 per una lunghezza di 5.9 km.



11:53 – Tratto Firenze Impruneta e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessa chilometri dal 267.0 al 293.0 per una lunghezza di 26 km.



11:50 – Area di servizio Casilina est
Camper Service chiuso per guasto impianto



11:36 – Tratto Valdichiana e Monte San Savino
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessa chilometri dal 373.0 al 380.0 per una lunghezza di 7 km.



11:35 – Tratto Valdarno e Firenze sud
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessa chilometri dal 309.0 al 324.0 per una lunghezza di 15 km.



11:22 – Tratto Anagni e Bivio A1/Diramazione Roma sud
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessa chilometri dal 576.3 al 603.9 per una lunghezza di 27.6 km.



11:15 – Bivio A1/A24
Chiuso al traffico provenendo da Napoli verso Roma per allagamenti
Entrata consigliata verso Roma: Tivoli su A24 Roma-L’Aquila-Teramo.
Uscita consigliata provenendo da Napoli: Tivoli su A24 Roma-L’Aquila-Teramo.

A13 BOLOGNA-PADOVA



12:54 – Tratto Occhiobello e Ferrara Nord
Coda di 1 km per veicolo in avaria
Direzione Bologna
La coda va dal chilometro 47.0 al chilometro 48.0 per una lunghezza di 1 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



12:47 – Tratto Vasto Nord e Ortona
Coda di 5 km per traffico congestionato
Direzione Pescara
La coda va dal chilometro 403.8 al chilometro 429.0 per una lunghezza di 25.2 km.



12:01 – Tratto Vasto sud e Vasto Nord
Coda di 1 km per traffico congestionato
Direzione Pescara
La coda va dal chilometro 436.5 al chilometro 438.0 per una lunghezza di 1.5 km.



12:00 – Uscita Vasto Nord
Coda in uscita per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni.

A24 ROMA-TERAMO



12:54 – Tratto Via Togliatti e Inizio Complanare
Code a tratti per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La tratta interessa chilometri dal 2.2 al 3.5 per una lunghezza di 1.3 km.



11:30 – Tratto Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.



11:19 – Tratto A Banchi tra Assergi e San Gabriele-Colledara
Nebbia con visibilità di 90 metri
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa chilometri dal 136.315 al 116.828 per una lunghezza di 19.487 km.

A30 CASERTA-SALERNO



12:38 – Tratto Nola e Bivio A30/A1 Milano-Napoli
Coda di 5 km per traffico congestionato
Direzione Caserta
La coda va dal chilometro 0.0 al chilometro 5.0 per una lunghezza di 5 km.

TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO



12:22 – Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista di un’ora
Direzione Courmayeur

 

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 12:08:00 +0000
News n. 2
Euro 7, tutte le novità di una normativa più stringente

Il 2026 è arrivato in punta di piedi, ma è pronto a ruggire e fare chiasso per quanto riguarda l’universo dei motori. In Europa, mentre si brinda al nuovo anno e si sfogliano i calendari, prende forma l’Euro 7: il regolamento sulle emissioni che da novembre 2026 cambierà il destino di auto e veicoli commerciali. E, con loro, anche il nostro rapporto con l’automobile.

Euro 7 si fa sul serio

Non è un fuoco d’artificio normativo, l’Euro 7. È un decreto chirurgico che promette aria più pulita a patto di seppellire sotto strati di tecnologia e burocrazia tutto ciò che riguarda i veicoli a quattro ruote, e motore termico, del domani. Le date sono lì, scolpite nella calce: novembre 2026 per i nuovi modelli di auto e veicoli commerciali leggeri, novembre 2027 per tutte le nuove immatricolazioni. Poi, nel 2028, toccherà anche ad autobus, camion e rimorchi. Un rollout progressivo, quasi gentile nei tempi, ma tutt’altro che morbido nei contenuti.

Perché l’Euro 7 non è un semplice aggiornamento delle regole. È un giro di vite che va a colpire anche ciò che finora era rimasto ai margini del dibattito. Non solo benzina e diesel, non solo scarichi. Entrano nel mirino le polveri sottili prodotte da freni e pneumatici: particelle invisibili che si liberano a ogni frenata, soprattutto nel traffico urbano, trasformando ogni coda in tangenziale in un contributo al particolato fine. È la nuova frontiera della regolazione: ciò che non si vede, ma si respira.

C’è poi l’ammoniaca, gas subdolo che nasce dai convertitori catalitici e che finisce ora sotto la lente dell’Europa. E soprattutto c’è il concetto di “Durabilità Estesaâ€, che dice molto dello spirito dei tempi: le auto dovranno garantire le stesse emissioni per almeno dieci anni o 200.000 chilometri. Come se il veicolo fosse un matrimonio con l’ambiente, chiamato a resistere all’usura del tempo senza tradimenti. Non più performance pulite solo da nuove, ma una promessa da mantenere lungo tutta la vita utile.

Strumenti pronti a vigilare

A vigilare su questa fedeltà arriva l’Oba, l’On-Board Monitoring. Un grande fratello elettronico che controlla in tempo reale le emissioni e avvisa il conducente in caso di sforamenti, con allarmi sul cruscotto. Non più controlli sporadici o test lontani dalla vita reale: l’auto diventa una scatola trasparente, sempre osservata, sempre sotto esame.

E non finisce qui. Con l’Euro 7 debutta anche il “Passaporto Ambientaleâ€, l’EVP. Un documento che certifica l’impatto del veicolo sul pianeta: COâ‚‚, consumi, emissioni, persino le prestazioni delle batterie per ibride ed elettriche. Una sorta di carta d’identità verde che accompagna l’auto per tutta la sua esistenza, trasformandola in un cittadino modello con curriculum ecologico allegato.

L’ambiente ringrazia

I numeri raccontano una storia che piace agli ambientalisti: meno 35% di NOx per auto e furgoni, meno 56% per camion e autobus; CO₂ in calo del 15% rispetto a quattro anni fa per i veicoli leggeri, con l’obiettivo di un meno 45% per i mezzi pesanti dal 2029. Vittorie sulla carta, senza dubbio. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio.

Il prezzo di tutto questo sarà alto. Per i costruttori, chiamati a investimenti enormi in un momento già complicato da transizione elettrica, inflazione e incertezze globali. E, inevitabilmente, per i consumatori, che vedranno salire i listini di un mercato già sotto pressione. Il 2026, insomma, non sarà solo l’anno dell’Euro 7. Sarà l’anno in cui capiremo se l’auto europea può sopravvivere a regole sempre più severe senza perdere del tutto la sua anima, o peggio.

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 11:42:22 +0000
News n. 3
Insaziabile Alonso, il campione spagnolo sfoggia un’altra hypercar da sogno

Fernando Alonso non guida soltanto monoposto di F1. Quando scende dall’abitacolo della sua Aston Martin da gara per infilarsi tra le strade del Principato di Monaco, lo fa come se quel microcosmo sospeso tra mare e cemento fosse un’estensione naturale del suo garage. Negli ultimi mesi, il campione spagnolo è stato avvistato più volte tra Avenue Princesse Grace, Boulevard Albert Ier, il celebre tornante del Fairmont e i rettilinei affacciati sul porto di Port Hercule, trasformando la quotidianità monegasca in una passerella privata di capolavori su quattro ruote.

Prima la Ferrari 512 TR, omaggio rosso e muscolare agli Anni Novanta più puri. Poi la rarissima Mercedes-Benz CLK GTR, mostro da omologazione stradale nato per dominare Le Mans, valutato oggi oltre gli 11 milioni di dollari. Infine, la nuova Aston Martin Valiant, espressione estrema del legame tra Alonso e la Casa di Gaydon. E adesso, come se mancasse ancora qualcosa all’elenco, ecco l’ennesimo colpo d’occhio: Fernando Alonso è stato “beccato†al volante di una Ferrari LaFerrari nera, mentre scivola silenzioso – ma non troppo – tra i palazzi eleganti del Principato.

Un garage mirabolante

La scena è quasi cinematografica. Il nero opaco della carrozzeria che assorbe la luce del mattino, il rosso delle pinze freno che spicca come una firma, il V12 che rimbomba tra le curve lente di Mirabeau e le accelerazioni brevi verso la Rascasse. Alonso guida da solo e sembra rilassarsi a bordo della spettacolare creatura del Cavallino Rampante. Tornando alla sua passione, la sua collezione di supercar è un riflesso fedele della carriera: eclettica, raffinata e mai banale. Anzi, sembra più bravo nello scegliere le auto private che le scuderie con le quali gareggiare. Non c’è solo il valore economico – pur enorme – ma una coerenza quasi romantica nella scelta delle auto. Ogni modello rappresenta un’epoca, una filosofia, un’idea di velocità. La 512 TR è il ricordo di un’era analogica, la CLK GTR è la brutalità della competizione portata su strada, l’Aston Martin Valiant è il presente, cucito addosso a un pilota ancora affamato.

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E poi c’è lei, la Ferrari LaFerrari. Forse il gioiello più equilibrato della collezione. Non la più rara, non la più costosa in assoluto, ma sicuramente una delle più significative. Presentata nel 2013, LaFerrari è stata la prima hypercar ibrida del Cavallino Rampante, certificato tecnologico di Maranello prima dell’era dell’elettrificazione diffusa. Sotto la scocca in fibra di carbonio batte un V12 aspirato da 6,3 litri, capace di erogare 789 cavalli, affiancato da un motore elettrico da 161 cavalli derivato direttamente dall’esperienza in Formula 1 con il sistema HY-KERS. La potenza complessiva arriva a 950 CV, con una coppia di 990 Nm.

Un’auto sensazionale

I numeri sono ancora oggi impressionanti: 0-100 km/h in meno di tre secondi, 0-200 in circa sette, velocità massima nell’ordine dei 350 km/h. Ma LaFerrari non è solo prestazione pura. È equilibrio, risposta immediata, connessione totale tra uomo e macchina. Esattamente ciò che Alonso ha sempre cercato in pista.

Vederla sfilare per le strade di Monaco, guidata da uno dei piloti più intelligenti e longevi della storia recente della Formula 1, ha un sapore particolare. Il pilota asturiano non colleziona auto per metterle sotto una teca: le vive, le ascolta, le porta dove il rumore del motore si mescola con l’eco del mare. E in quel rombo che rimbalza tra i muri del Principato c’è, ancora una volta, tutta la sua idea di velocità.

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 10:49:12 +0000
News n. 4
F1, la nuova RedBull nasce per stupire: ecco le novità

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato, tra meno di due settimane, Oracle Red Bull Racing e Visa Cash App Racing Bulls accenderanno i riflettori sulla stagione 2026 di F1, nel luogo simbolo dell’industria automobilistica americana: Detroit, la città di Ford. Sarà qui, in casa del leggendario marchio statunitense, che la Red Bull presenterà la nuova RB22, la prima monoposto in assoluto in cui telaio e motore sono completamente progettati e costruiti in casa dalla squadra di Milton Keynes, grazie alla nuova divisione Red Bull Ford Powertrains.

Red Bull e Ford, un’alleanza che guarda al futuro

La scelta di Detroit non è casuale, qui Ford ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia dell’automobile, e ora si prepara a scrivere quelle della F1 del futuro, al fianco di un partner che dal 2005 sfida le convenzioni del motorsport. Come ha sottolineato Laurent Mekies, CEO e Team Principal di Oracle Red Bull Racing:

“Il lancio dell’era Red Bull Ford Powertrains rappresenta non solo un passo coraggioso nel futuro, ma una potente espressione di ciò che è possibile quando ingegneria, innovazione e passione di livello mondiale si uniscono. È il culmine di diversi anni di collaborazione tra due grandi nomi del motorsport. Siamo incredibilmente entusiasti di iniziare questo nuovo capitolo, guidato dalla stessa determinazione ed eccellenza che definisce sia Ford che Red Bull”.

Dall’altra parte del tavolo, Jim Farley, CEO di Ford Motor Company, ha sottolineato come il ritorno in F1 non sia solo una questione di prestazioni in pista:

“Si tratta di come utilizziamo i nostri apprendimenti dalla F1 per rendere le nostre auto e camion migliori per i nostri clienti. Quello che impareremo insieme alla Red Bull definirà le tecnologie del futuro e questo è ciò che mi eccita di più di questa relazione”.

Queste parole rendono chiaro che il progetto Red Bull Ford Powertrains non è solo una sfida sportiva, ma una vera e propria frontiera tecnologica. Il debutto di Red Bull come costruttore completo sarà anche un banco di prova per innovazioni che potrebbero, un giorno, arrivare sulle strade di tutti i giorni.

La nuova era Red Bull è alle porte

Cosa sappiamo della RB22? Poco, ma ogni dettaglio alimenta l’attesa. Il team ha già rivelato un aggiornamento del logo con un contorno bianco intorno al lettering “Red Bull”, una modifica estetica significativa che non si vedeva dal 2015. Questa scelta, accompagnata da speculazioni dei fan, suggerisce che la livrea potrebbe abbandonare il tradizionale blu opaco introdotto nel 2016 per tornare a tonalità più lucide, simili a quelle della Red Bull dei tempi di Sebastian Vettel.

Max Verstappen, attuale protagonista del progetto 2026 insieme alla nuova recluta Isack Hadjar, ha più volte espresso il desiderio di un look più brillante e distintivo, un omaggio a quel passato glorioso che ha visto il team conquistare titoli mondiali e stabilire record.

Detroit sarà il palcoscenico di una stagione storica, la Red Bull non presenterà solo una vettura, ma inaugurerà ufficialmente la sua prima power unit interamente sviluppata in casa, frutto della collaborazione con Ford. Un passaggio che segna un cambiamento radicale nel mondo della F1, dove pochi team hanno mai prodotto sia il telaio sia il motore, e dove la sinergia tra ingegneria europea e americana promette di ridefinire gli standard tecnici della competizione.

Il lancio e le prossime tappe dei test

Il 15 gennaio, Red Bull e Visa Cash App Racing Bulls presenteranno le loro nuove livree a Detroit. Non è chiaro se la RB22 sarà già visibile nella sua interezza o se il team limiterà il lancio alla livrea e agli elementi estetici, come avvenuto in passato. Storicamente, Red Bull ha spesso svelato la vettura completa solo all’ultimo momento.

Dopo il debutto, i primi test inizieranno anticipatamente rispetto al calendario consueto, per adeguarsi ai nuovi regolamenti tecnici. Dal 26 al 30 gennaio si svolgeranno a Barcellona le prime giornate di test a porte chiuse, seguite da tre giorni di prove in Bahrain dal 18 al 20 febbraio, e da un ultimo test dal 6 all’8 marzo sempre in Bahrain. Questi test saranno fondamentali per verificare il comportamento della nuova power unit e per affinare la sinergia tra telaio e motore.

L’attesa per i fan RB è altissima, ogni dettaglio sarà analizzato e commentato, dall’aerodinamica alla filosofia di progetto, fino alle scelte dei materiali e alle prime impressioni dei piloti.

Costruttore completo, una sfida storica

Dal 2005, quando la Red Bull entrò in F1, il team ha sempre cercato di sfidare le convenzioni. Ora, con RB22, il gruppo di Milton Keynes compie un passo inedito, quello di produrre internamente sia telaio sia motore. Questo significa assumersi una responsabilità tecnica senza precedenti, ma anche ottenere una libertà creativa totale. Nessun vincolo legato ai fornitori esterni di power unit, ogni componente è sviluppato in base alle esigenze del team e dei piloti.

La collaborazione con Ford non è solo tecnica, ma anche simbolica. Detroit è la città in cui l’industria automobilistica americana ha imparato a innovare e a creare automobili iconiche. Portare qui la nuova era Red Bull Ford Powertrains significa fondere due culture ingegneristiche, europea e americana, in una sola monoposto.

Peter Bayer, CEO di Visa Cash App Racing Bulls, ha sottolineato l’aspetto emotivo e mediatico dell’iniziativa:

“Lanciare questa nuova era a Detroit, il luogo di nascita di Ford, lo rende ancora più speciale. Questa partnership riunisce marchi globali uniti dall’amore per le corse e dall’impegno a spingere i confini”.

Detroit simbolo del passato, trampolino per il futuro

Detroit non è stata scelta per caso. Non solo celebra il patrimonio automobilistico di Ford, ma diventa un simbolo di ciò che la F1 può rappresentare nel futuro. Tecnologia avanzata, innovazione e sostenibilità. Il 2026 vedrà una nuova generazione di monoposto, power unit ibride e regolamenti più sostenibili, ma anche una Red Bull più autonoma e audace che mai.

Il lancio della RB22 sarà un momento di grande spettacolo, che unisce storia e innovazione, in una città che ha plasmato il concetto di auto sportiva americana e che ora ospita una delle più potenti collaborazioni internazionali della F1.

Cosa aspettarsi dalla stagione 2026

Oltre all’aspetto tecnico, la stagione 2026 si preannuncia rivoluzionaria anche dal punto di vista sportivo. Red Bull porta in pista una coppia di piloti formata da Max Verstappen, già vincitore di più titoli mondiali, e dalla promessa emergente Isack Hadjar, destinata a portare freschezza e aggressività.

La RB22 non sarà solo una macchina da corsa, sarà il manifesto di un team che ha sempre creduto che le regole siano fatte per essere sfidate, e che ha trasformato l’audacia in vittorie. La nuova power unit, sviluppata internamente, rappresenta la ciliegina sulla torta, Red Bull non è più solo costruttore di telaio, ma ora domina anche il cuore pulsante della sua monoposto.

Il viaggio inizia da Detroit

Quando i riflettori si accenderanno il 15 gennaio, sarà più di un lancio: sarà l’inizio di una nuova era. La RB22 e la partnership con Ford incarnano innovazione, audacia e passione, valori che hanno definito la Red Bull sin dal suo ingresso in F1 ventun anni fa. Il team di Milton Keynes, ora anche produttore completo, guarda avanti con fiducia. Detroit sarà il trampolino verso un futuro che promette di essere ancora più veloce, spettacolare e tecnologico.

Il conto alla rovescia è iniziato. Per Red Bull, il 2026 non sarà solo una stagione di corse, ma il primo capitolo di un’epoca tutta nuova, dove telaio e motore, cuore e anima, sono finalmente tutte in casa.

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 10:18:50 +0000
News n. 5
Giorgia Meloni alla guida di una MINI d’epoca, colpo di scena a Madrid

C’è un dettaglio che sfugge alle agende ufficiali, ai comunicati levigati, alle foto in posa davanti alle bandiere. Un dettaglio che però racconta più di mille discorsi programmatici. È una strada residenziale di Madrid, l’asfalto chiaro, le case basse. E una Mini Cooper rossa che avanza piano, con al volante Giorgia Meloni. Nessuna scorta visibile, nessuna liturgia del potere. Solo un volante sottile, cromature essenziali e il rumore secco di un’auto che viene da un’altra epoca. Le festività di fine anno della premier italiana passano anche da qui, da una scena privata che diventa improvvisamente pubblica grazie alle immagini condivise da Santiago Abascal, leader di Vox e alleato politico nel grande cantiere della destra europea.

Ha fatto il giro del web

Le foto e il breve video hanno fatto il giro dei social in poche ore. Meloni è sorridente, rilassata, accanto ad Abascal seduto sul lato passeggero. La leader di Fratelli d’Italia, ospite nella casa madrilena del capo di Vox, si concede un momento di normalità. Quanto meno apparente. Perché ogni gesto, quando si governa, diventa un messaggio da decifrare. Lasciamo ai posteri le conclusioni da trarre.

Gli altri scatti raccontano il resto. La tavola di casa Abascal, un clima familiare, Meloni che tiene in braccio Hernan, il figlio piccolo del leader spagnolo. Accanto, la madre della premier, Lidia Bedman, e la famiglia al completo. Abascal accompagna tutto con parole cariche di enfasi e amicizia: “Un grande pilotaâ€, scrive, giocando sul doppio significato tra guida politica e guida reale. E il pubblico applaude. Migliaia di interazioni, commenti entusiasti, una narrazione che si rafforza: l’asse Roma-Madrid non è solo politico, è apparentemente anche umano.

L’ultima prima di BMW

Ma torniamo a quell’auto. Perché non è una Mini qualunque. È una Mini Minor in formato originale, l’ultima vera britannica prima che il marchio passasse sotto il controllo di BMW, prima che il mito diventasse un prodotto globale, premium e reinterpretato in chiave contemporanea. La Mini originale nasce alla fine degli anni Cinquanta come risposta intelligente a un tempo di ristrettezze. Motore trasversale, trazione anteriore, quattro ruote agli angoli della carrozzeria. Piccola fuori, sorprendentemente spaziosa dentro. Un’auto pensata per il popolo, ma capace di conquistare l’élite culturale e sportiva, dalle strade di Londra ai rally di Montecarlo.

Quella Mini non aveva bisogno di schermi, assistenze elettroniche o cavalli in eccesso. Aveva carattere e leggerezza, la sua vera arma da battaglia. Una guida diretta, fisica e quasi ruvida. Era un concentrato di ingegneria pragmatica e stile senza fronzoli. E non è un caso che Meloni sia stata immortalata proprio lì, al volante di un oggetto che parla di indipendenza e di resistenza al tempo. Prima dell’avvento del colosso tedesco alle redini del marchio “britishâ€, la Mini era un’auto di sostanza, con uno status di oggetto “cool†guadagnato nel tempo.

Cosa ci trasmette questa scena

Nel gioco dei simboli, nulla accade per caso. La premier italiana che guida una Mini storica nelle strade di Madrid, ospite di un alleato che condivide la stessa visione dell’Europa, costruisce un racconto coerente: sovranità, amicizia e tradizione. Non c’è ostentazione, non c’è lusso. C’è un’immagine che scorre via veloce, come quella Mini rossa. E lascia dietro di sé una scia di curiosità, consenso e identità. A volte la politica passa anche dal volante. E fa molto più rumore di un discorso ufficiale.

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 08:52:37 +0000
News n. 6
Dacia Sandero, gamma e prezzi del modello rinnovato

In un mercato automobilistico spesso perso tra inutili orpelli e listini che sembrano scritti per emiri, Dacia continua a recitare la parte del bastian contrario, quella di chi la macchina la costruisce per chi la guida davvero. La Casa di Mioveni con la nuova Sandero ha optato per un restyling che non è solo una boccata di aria fresca, ma un vero e proprio consolidamento di quella filosofia pragmatica che ha reso il marchio uno dei punti di riferimento in Europa. La Sandero si presenta ancora una volta con la sua doppia anima: la Streetway, votata alla giungla urbana, e la Stepway, per chi ricerca quel sapore da crossover senza dover spendere una fortuna.

Un design ancora più maturo

Il restyling 2025 non stravolge, ma affina quelle che sono le armi di seduzioni di una delle vetture più vendute in Europa. Il volto della Sandero ora sfoggia una nuova firma luminosa con un disegno a T rovesciata, che dona uno sguardo più moderno e deciso a tutto l’anteriore. La calandra è stata rivista per ospitare il nuovo corso stilistico del brand, mentre sulla variante Stepway debutta la plastica Starkle per i passaruota, un materiale che punta sulla robustezza e sulla sostenibilità senza rinunciare al look. Anche la tavolozza dei colori si aggiorna, introducendo tinte che non passano inosservate come il Giallo Ambra e il Sandstone.

All’interno, l’abitacolo fa un salto di qualità percepita. Arrivano nuovi tessuti per i rivestimenti e il geniale supporto YouClip, un sistema di fissaggio versatile per accessori che incarna perfettamente lo spirito pratico di Dacia. La tecnologia non è più un tabù: al centro della plancia svetta l’infotainment da 10 pollici, supportato da un quadro strumenti digitale da 7 pollici che rende la consultazione delle informazioni rapida e intuitiva.

Motori: c’è l’imbarazzo della scelta

Sotto il cofano, la Dacia Sandero continua a offrire soluzioni per ogni tasca, ma con muscoli più tonici. La Streetway parte dal collaudato 1.0 aspirato SCe da 65 CV, ma la vera novità è il TCe 100, un turbo benzina a tre cilindri con 10 CV in più rispetto al passato e consumi dichiarati di appena 5,3 litri per 100 km. Per chi cerca la massima prestazione, la Stepway conferma il TCe 110 con cambio manuale a 6 rapporti.

Il piatto forte, però, resta il GPL. La nuova versione Eco-G 120 porta la potenza a 120 CV (ben 20 in più rispetto alla precedente versione), accoppiata a un moderno cambio a doppia frizione con comando E-Shifter. Qui Dacia ha fatto un miracolo di autonomia: il serbatoio del GPL è cresciuto del 20%, passando da 40 a 50 litri. Il risultato? Una percorrenza complessiva che tocca i 1.590 km sulla Streetway, una cifra che mette in imbarazzo anche le passiste diesel più celebrate. Per chi guarda ancora oltre, la fine del 2026 segnerà l’arrivo della versione Hybrid 155, un Full Hybrid da 155 CV derivato dalla sorella maggiore Bigster.

Gli allestimenti disponibili

La gamma è strutturata per non confondere il cliente. La Sandero Streetway si divide nei livelli Essential, Expression e Journey. La versione Journey rappresenta il vertice per chi vuole tutto ciò che serve in città con un tocco di eleganza in più.

La Sandero Stepway, invece, risponde con gli allestimenti Essential, Expression ed Extreme. Quest’ultimo, in particolare, esalta l’anima outdoor della vettura, offrendo il massimo della dotazione estetica e funzionale per chi non vuole porsi limiti nei weekend fuori porta.

Listino prezzi

Il listino della Dacia Sandero Streetway attacca a 14.800 euro per la versione Essential SCe 65, arrivando ai 19.200 euro per la top di gamma Eco-G 120 Journey con cambio automatico. La Stepway, più ricca e rialzata, parte dai 16.500 euro della versione Essential Eco-G 120. Chi desidera il massimo della gamma, la Stepway Extreme con motore Eco-G 120 e cambio automatico, arriva a un prezzo di 20.200 euro. Cifre che confermano come la Sandero sia, oggi più che mai, la scelta razionale per chi non vuole rinunciare a una macchina nuova, garantita e tecnologicamente al passo con i tempi.

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 07:33:30 +0000
News n. 7
Renault Clio, storia della “musa†che ha rivoluzionato le utilitarie

Trentacinque anni di storia, diciassette milioni di cuori conquistati in centoventi nazioni e un destino già scolpito nel mito delle quattro ruote. La Renault Clio non è semplicemente un’utilitari come tante, ma è l’auto transalpina più venduta nella storia dell’umanità, un fenomeno capace di riscrivere le regole del segmento B elevando la qualità media a vette fino a quel momento – quasi – inesplorate. Nata per sovvertire gli archetipi di un settore che sul finire degli anni Ottanta vedeva la Régie in affanno, dopo le sbornie dei successi dettati dalla R4 e R5, la Clio ha saputo attraversare le epoche vincendo per ben due volte il prestigioso titolo di “Car of the Year”. Dalla pragmatica prima generazione alla tecnologica sesta, ogni evoluzione è stata una piccola rivoluzione.

Clio I (1990): La musa che salvò la Régie

Tutto ebbe inizio nel turbolento clima degli anni Ottanta. Renault soffriva la concorrenza di Ford Fiesta e Volkswagen Polo, ma soprattutto l’erosione causata dalla connazionale Peugeot 205. Il progetto X57, avviato sotto la tragica presidenza di Georges Besse e proseguito da Raymond Lévy, doveva creare un’erede della Supercinque che fosse spaziosa, pratica e moderna. Il nome, scelto dall’esperto Marcel Botton, richiamava la musa greca della storia: Clio.

Presentata nel marzo 1990, la Clio I fu una folgorazione. Con un Cx di 0,31 e linee fluide ideate da Gaston Juchet, offriva un abitacolo rivoluzionario per spazio e versatilità. Sotto il cofano battevano i nuovi motori Energy e, poco dopo, il fortunato 1.9 diesel. Fu eletta Auto dell’Anno 1991. Ma a far battere il cuore dei giovani furono le versioni “cattive”: la 1.8 16V e l’iconica Williams del 1993, un mostro blu e oro da 147 CV nato per celebrare i trionfi in Formula 1.

Clio II (1998): Il design “Cocoon” e il miracolo dCi

Dopo oltre quattro milioni di esemplari, nel 1998 il testimone passò alla X65, la seconda generazione firmata da Patrick Le Quément. La parola d’ordine era “cocoon”: forme tondeggianti, quasi materne, e un comfort di bordo senza precedenti. Fu la prima Clio a introdurre la tecnologia common rail con il leggendario motore 1.5 dCi, ancora oggi un punto di riferimento per i diesel.

Non mancarono le follie ingegneristiche, come la RS da 172 CV e l’incredibile V6 a motore centrale da 230 CV, una belva a trazione posteriore che sembrava uscita da un sogno febbrile. Questa generazione fu così amata da restare in commercio per quindici anni, diventando la più longeva della storia, tanto che uscì pure da noi la versione “Clio Storiaâ€.

Clio III (2005): sicurezza a 5 stelle

Nel 2005 arrivò la terza serie, che portò la Clio a superare la soglia psicologica dei quattro metri. Seguendo la moda del periodo, le dimensioni aumentarono per garantire una sicurezza granitica, culminata nelle 5 stelle Euro NCAP. La qualità percepita fece un balzo in avanti, integrando equipaggiamenti da segmento superiore come il navigatore Carminat TomTom.

Il successo fu tale che la Clio III bissò il titolo di Auto dell’Anno nel 2006, un primato unico per un singolo modello. La gamma si arricchì con la Sportour e la sportiva RS da 197 CV, oltre alla suggestiva versione Gordini in azzurro e bande bianche.

Clio IV (2012): la rivoluzione sensuale

Presentata al Salone di Parigi 2012, la quarta generazione segnò una rottura stilistica totale. Ispirata alla concept DeZir, sfoggiava linee sensuali, calde e accoglienti, abbandonando la variante a tre porte per puntare su una silhouette filante da cinque porte con maniglie integrate. Fu l’era della digitalizzazione, con l’esordio del sistema R-Link. Con motori turbo efficienti e un peso ridotto di 100 kg, la Clio IV confermò la leadership europea con oltre 2 milioni di unità prodotte fino al 2019.

Renault Clio, le prime quattro generazioni insieme
Ufficio Stampa Renault France
Da sinistra a destra: Renault Clio III, Clio II, Clio I e Clio IV

Clio V (2019): lo Smart Cockpit e l’anima ibrida

La quinta generazione, basata sulla piattaforma modulare CMF-B, scelse la via dell’evoluzione esterna scolpita e della rivoluzione interna. L’abitacolo fu stravolto dallo “Smart Cockpit” con un grande display verticale centrale. Ma la vera svolta avvenne nel 2020, quando sotto il cofano ci fu il debutto della tecnologia E-Tech Full Hybrid: un sistema derivato dalla Formula 1 con due motori elettrici e un cambio multi-mode senza frizione, capace di abbattere i consumi nel traffico urbano.

Clio VI (2025): il futuro è nelle sue mani

Oggi, la sesta generazione emerge come una vettura integralmente rigenerata, pronta a dettare il nuovo linguaggio stilistico di Renault. Cresciuta nelle dimensioni (4,12 metri) e con un design atletico impreziosito da cerchi da 18”, la nuova Clio VI è una sinfonia di forme slanciate. Il frontale è un’esplosione di espressività grazie alla nuova firma luminosa a losanga.

Renault Clio VI, l'ultima evoluzione
Ufficio Stampa Renault
Renault Clio di sesta generazione, l’ultima nata

All’interno, la qualità proietta l’auto nel segmento C (specie negli allestimenti superiori): plancia in Alcantara, materiali riciclati e il sistema OpenR Link con Google integrato. La sicurezza è garantita da ben 29 dispositivi ADAS, inclusa la frenata automatica in retromarcia. La punta di diamante è il motore E-Tech Full Hybrid da 160 CV, capace di percorrere fino all’80% del tempo in modalità elettrica in città, con un’autonomia totale che sfida i 1.000 km. La musa è tornata, ed è più affamata che mai.

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 07:33:10 +0000
News n. 8
Sciopero dei trasporti gennaio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di gennaio 2026 sono previsti numerosi scioperi che coinvolgono principalmente il settore del trasporto pubblico locale, quello aereo e il comparto ferroviario. In questo articolo trovate il calendario dettagliato di tutte le mobilitazioni programmate e comunicate dai sindacati, con orari e città interessate. Seguiremo con precisione i dati ufficiali e aggiorneremo mensilmente queste informazioni per garantire un servizio sempre utile e affidabile a chi si sposta per lavoro, studio o tempo libero.

Sciopero 08 gennaio 2026

Nella città di Pescara è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 09.00 alle 13.00, nei servizi di trasporto pubblico locale. Coinvolge il personale della società TUA nelle province di Pescara e Chieti e a Lanciano (Chieti). La protesta è indetta dai sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

A Teramo lo sciopero di 4 ore, dalle 09.00 alle 13.00, coinvolge il personale della società TUA, indetto dagli stessi sindacati.

In tutta la regione Abruzzo sono proclamate due azioni di sciopero, entrambe per 4 ore da parte dei sindacati OSR ORSA AUTOFERRO TPL e FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL, che riguardano tutte le aziende del servizio di trasporto pubblico locale regionale.

Nella provincia di Bolzano è in programma uno sciopero di 4 ore dalle 16.00 alle 20.00 che interessa il personale della società SASA di Bolzano, proclamato da UGL, USB LAVORO PRIVATO e ORSA TRASPORTI.

Nella città di Napoli prolungato sciopero di 24 ore che coinvolge il personale EAV Divisione Ferro e viaggiante delle linee vesuviane, promosso dal sindacato FAISA-CONFAIL.

Sciopero 09 gennaio 2026

In Campobasso è indetto uno sciopero di 4 ore dalle 08.59 alle 12.59 nei servizi TPL, con coinvolgimento del personale della società GTM di Termoli (CB), sostenuto da OSR UILT-UIL.

In tutta la Sardegna, nelle province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, il personale della società ARST svolgerà uno sciopero che interesserà l’intera giornata lavorativa.

Nel settore aereo sono previsti diversi scioperi a livello nazionale: coinvolto il personale della società Swissport Italia e Airport Handling presso gli Aeroporti di Milano Linate e Malpensa per 24 ore, indetti da vari sindacati (UILT-UIL, FILT-CGIL, FIT-CISL, CUB TRASPORTI, USB LAVORO PRIVATO, ANPAC). Alle iniziative partecipano anche tutte le aziende handling associate ASOHANDLERS (4 ore, dalle 13.00 alle 17.00) e il personale navigante di Easyjet (24 ore, USB LAVORO PRIVATO). Previste inoltre azioni di sciopero di 8 ore per il personale della Vueling Airlines (dalle 10.00 alle 18.00), UILT-UIL Vueling (dalle 10.01 alle 18.00).

Sciopero 10 gennaio 2026

Sciopero ferroviario a livello nazionale per 8 ore, che coinvolge il personale della società RFI – Impianti Manutenzione Infrastrutture. Indetto da ASSEMBLEA NAZIONALE LAVORATORI MANUTENZIONE INFRASTRUTTURA RFI e COBAS LAVORO PRIVATO/COORDINAMENTO FERROVIERI.

Sciopero 12 gennaio 2026

In tutta la regione Lombardia è previsto uno sciopero regionale di 23 ore, dalle 03.00 del 12 gennaio alle 02.00 del 13 gennaio, che coinvolge il personale della società Trenord, indetto dal sindacato ORSA FERROVIE.

Sciopero 13 gennaio 2026

In tutta la regione Umbria, sciopero di 24 ore che interessa il personale della società Busitalia Sita Nord, indetto da USB Lavoro Privato.

A livello nazionale previsto sciopero di 24 ore per gli addetti al servizio taxi, dalle 00.00 alle 24.00, proclamato da molteplici sigle sindacali di settore.

Sciopero 14 gennaio 2026

Sciopero di 24 ore nel settore del trasporto merci in tutta la Emilia-Romagna per il personale della società Dinazzano Po. Replica a livello nazionale per la società Captrain Italia dalle 16.01 del 14 gennaio alle 16.00 del 15 gennaio.

Sciopero 15 gennaio 2026

In Lombardia sciopero di 24 ore con varie modalità che interessa il personale del gruppo ATM di Milano, indetto da AL-COBAS.

Sciopero 16 gennaio 2026

Nella città di Roma, sciopero di 4 ore dalle 12.30 alle 16.30 per il personale della società Paolo Scoppio Autolinee. Indetto dalla sigla FAISA-CISAL.

In tutta la regione Molise le aziende TPL extraurbano osservano uno stop di 5 ore, dalle 18.00 alle 23.00, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL e FAISA-CISAL.

Nella città di Catania sciopero di 24 ore del personale Etna Trasporti.

Nella città di Enna sciopero di 24 ore del personale Interbus.

Nella città di Palermo sciopero di 24 ore delle società Segesta Autolinee e Autoservizi Russo. Tutti indetti da FAISA-CISAL.

Sciopero 23 gennaio 2026

Nella città di Napoli, sciopero di 8 ore dalle 09.00 alle 17.00 del personale Trenitalia OMCC Sant Maria la Bruna, FIT-CISL.

Sciopero 29 gennaio 2026

Nella città di Ancona previsto sciopero di 24 ore del personale Conerobus, proclamato da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA CISAL.

Sciopero 30 gennaio 2026

Nella città di Bologna, sciopero nel settore ferroviario di 8 ore dalle 9.01 alle 16.59 per il personale RFI COABO – Circolazione e Orario Area Bologna, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA.

Nella città di Palermo sciopero di 4 ore dalle 9.00 alle 13.00 delle società Autolinee Gallo, Giamporcaro e SAIS Autolinee, indetto da FILT CGIL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL.

Sciopero 31 gennaio 2026

Nel Veneto sciopero a Verona Airport di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00 per il personale ENAV, proclamato da FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV e RSA.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi 05 gennaio 2026 ti proponiamo un aggiornamento sintetico e affidabile sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, con i valori più recenti disponibili. Troverai una tabella con benzina, gasolio, gpl e metano aggiornati alla data indicata dall’Osservatorio prezzi del Mimit, oltre a una spiegazione chiara di come si forma il prezzo finale alla pompa: dalla componente fiscale (accise e Iva) alla parte industriale, cioè il costo della materia prima e il margine lordo degli operatori. In coda all’articolo sono inclusi due grafici di approfondimento per seguire l’evoluzione dei mercati.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dai dati ufficiali: 04-01-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.767
Benzina SELF 1.744
GPL SERVITO 0.830
Metano SERVITO 1.486

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina che il consumatore vede alla pompa è la somma di due grandi componenti: quella fiscale e quella industriale. Nel caso della benzina, la quota fiscale pesa per il 58% del prezzo finale, una percentuale superiore alla componente industriale (42%). All’interno della parte industriale si distinguono il costo della materia prima e il margine lordo della filiera distributiva. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo e risente delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dell’andamento del cambio euro/dollaro: poiché gli scambi avvengono in dollari, un euro più debole tende a rendere più care le importazioni, mentre un euro più forte può alleggerire la spesa. Il margine lordo incide per il 12%: è l’area su cui l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, tenendo conto di costi logistici, concorrenza locale, servizio offerto e politiche commerciali. In presenza di oscillazioni delle quotazioni o del cambio, la trasmissione ai prezzi al consumo avviene in modo graduale e differenziato, anche a seconda della modalità di erogazione e del posizionamento dei punti vendita. La forte incidenza della fiscalità, d’altra parte, rende la struttura del prezzo della benzina particolarmente sensibile alle decisioni normative, ma al tempo stesso fornisce un quadro relativamente stabile finché non intervengono variazioni sulle imposte.

Per il gasolio la scomposizione del prezzo finale evidenzia un equilibrio diverso tra componenti rispetto alla benzina. La quota fiscale pesa per il 45% del totale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima incide per il 45% ed è influenzato dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dal cambio euro/dollaro: quando i listini globali o il dollaro si rafforzano, la componente materia prima tende a salire, riflettendosi poi sui prezzi consigliati e sui prezzi effettivi alla pompa. Il margine lordo vale il 10% del prezzo e costituisce la leva commerciale su cui gli operatori possono agire per adeguare rapidamente le condizioni in funzione dei costi di approvvigionamento, della domanda locale, delle dinamiche concorrenziali e delle strategie promozionali. Poiché il gasolio ha una componente industriale relativamente più elevata, risulta spesso più reattivo ai movimenti del mercato all’ingrosso e alle variazioni del cambio. Anche in questo caso, la trasmissione ai prezzi al dettaglio non è istantanea e può variare a seconda della rete, del canale di vendita e dei servizi inclusi, ma la ripartizione tra fiscalità e industria aiuta a comprendere perché gli aggiustamenti possono essere più marcati o più graduali nel tempo.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 10
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.656 per la benzina, 1.672 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.421 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.668
Benzina SELF 1.646
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.399

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.676
Benzina SELF 1.685
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.452

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.729
Benzina SELF 1.700
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.581

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.679
Benzina SELF 1.678
GPL SERVITO 0.731
Metano SERVITO 1.504

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.643
Benzina SELF 1.658
GPL SERVITO 0.639
Metano SERVITO 1.390

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.656
Benzina SELF 1.640
GPL SERVITO 0.671
Metano SERVITO 1.342

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.678
Benzina SELF 1.658
GPL SERVITO 0.673
Metano SERVITO 1.361

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.657
Benzina SELF 1.632
GPL SERVITO 0.663
Metano SERVITO 1.468

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.681
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.419

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.656
Benzina SELF 1.631
GPL SERVITO 0.670
Metano SERVITO 1.371

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.654
Benzina SELF 1.631
GPL SERVITO 0.701
Metano SERVITO 1.309

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.675
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.658
Benzina SELF 1.630
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.423

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.666
Benzina SELF 1.671
GPL SERVITO 0.656
Metano SERVITO 1.467

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.680
Benzina SELF 1.652
GPL SERVITO 0.796

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.673
Benzina SELF 1.692
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.741

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.669
Benzina SELF 1.626
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.439

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.700
Benzina SELF 1.675
GPL SERVITO 0.725
Metano SERVITO 1.311

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.670
Benzina SELF 1.645
GPL SERVITO 0.693
Metano SERVITO 1.313

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.698
Benzina SELF 1.675
GPL SERVITO 0.808

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 05 gennaio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.659
Benzina SELF 1.634
GPL SERVITO 0.673
Metano SERVITO 1.302

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 11
Il brand premium che cresce di più in assoluto, record nel 2025 in Italia

Alfa Romeo continua il suo programma di rilancio e chiude il 2025 con buoni risultati, sia in termini di volumi che di quota di mercato. Sulla base dei dati comunicati dalla stessa Casa italiana, infatti, Alfa Romeo è il brand premium che cresce di più in Italia, in termini di quota di mercato, nel confronto tra il 2025 e il 2024. Andiamo a riepilogare tutti i dati ottenuti dallo storico marchio italiano.

Un 2025 di successo

Già nei mesi scorsi abbiamo analizzato, in più occasioni, le buone performance di Alfa Romeo in Italia. Il brand è impegnato in un ambizioso programma di rilancio che passa per un rinnovamento della gamma. Il 2025 rappresenta un importante passo in avanti in tal senso. Complessivamente, la Casa ha registrato quasi 28.300 immatricolazioni, con un incremento del 22,9% delle vendite nel confronto con l’anno precedente. Da segnalare anche un market share dell’1,9%, con un miglioramento di 0,4 punti. Il ritorno a una quota del 2% o superiore è, quindi, vicinissimo.

Junior protagonista

Il segreto del successo di Alfa Romeo è legato soprattutto alla piena commercializzazione di Alfa Romeo Junior, che rappresenta il 50% delle vendite del brand e si posiziona tra i modelli premium più venduti del segmento. Il Model Year 2026 porterà nuova linfa con le versioni Sprint e Ti e i pacchetti Sport e Techno, da cui la Casa si aspetta un’ulteriore crescita.

La gamma spazierà dalla versione più performante, l’Elettrica Veloce da 280 CV, a quella più funzionale, l’Ibrida Q4, oggi diventata più accessibile con l’allestimento Sprint. È in arrivo, inoltre, la nuova edizione speciale per Milano Cortina 2026, evento di cui Alfa Romeo è Automotive Premium Partner.

Da non dimenticare anche il ruolo della Tonale, modello che si conferma tra i C-SUV più apprezzati del mercato italiano. Alfa Romeo ritiene che il 2026 sarà l’anno della Nuova Tonale. La versione aggiornata del SUV, presentata nei mesi scorsi, è pronta a conquistare il mercato con vari allestimenti (Tonale, Business, Sprint, Ti, Veloce e la speciale edizione di lancio Milano-Cortina 2026) e con una gamma di motorizzazioni molto ricca (Diesel, Ibrida e Ibrida Plug-in Q4 da 270 CV).

Restano sul mercato anche Giulia e Stelvio, modelli che continuano a essere apprezzatissimi dagli appassionati. Alfa Romeo ha confermato che le due segmento D continueranno a essere disponibili fino al 2027. La Casa non parla ancora di nuove generazioni, ma è chiaro che, in questi mesi, lo sviluppo delle eredi delle due vetture continuerà, in vista di un debutto programmato nel corso dei prossimi anni.

Per continuare a crescere, il brand non può fermarsi e dovrà continuare ad aggiornare la gamma, andando a definire una strategia ben precisa, con un piano industriale in grado di sostenere quelli che sono gli obiettivi per il futuro. Ulteriori aggiornamenti arriveranno nei prossimi mesi. Nel frattempo, il 2025 si chiude in modo positivo, con Alfa Romeo che è riuscita a crescere in modo significativo in Italia.

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 06:30:50 +0000
News n. 12
Multa per autovelox, fa ricorso: quello che si scopre sulla sua patente però è incredibile

Doveva essere un semplice controllo: le irregolarità emerse hanno però portato all’apertura di un’indagine penale. Nell’aprile 2025 a Modena, un autovelox sulla tangenziale Carducci (uscita 6) rilevava l’eccesso di velocità di un conducente. Al proprietario del mezzo, un 50enne lombardo, veniva notificata la multa. Ma un’attenta verifica delle Forze dell’Ordine ha permesso di scoprire che dietro quella comune infrazione si nascondeva qualcosa di più grave.

L’eccesso di velocità e la strategia del ricorso

All’arrivo della multa, il conducente tenta di adire le vie legali, opponendosi nei termini previsti dalla legge. Per supportare la propria tesi e dimostrare la regolarità della sua posizione di guida, l’uomo allega alla documentazione una copia della carta d’identità e una patente polacca. A una prima occhiata superficiale, i documenti appaiono in regola, ma è proprio qui che l’acume degli agenti della Polizia locale di Modena ha fatto la differenza.

Le verifiche successive hanno rivelato che l’uomo non aveva mai trasferito la residenza in Polonia, requisito obbligatorio secondo la normativa UE per ottenere la patente dalle autorità del Paese. L’esame della documentazione ha portato a un’altra scoperta: il 50enne era stato titolare di una patente italiana, revocata nel luglio 2022. Per aggirare il provvedimento, aveva quindi ottenuto illegalmente una patente polacca che esibiva come se fosse valida.

Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Modena, la Polizia locale del Comune di residenza del conducente ha proceduto al sequestro della patente polacca, poi inviata al Comando di Modena affinché i tecnici potessero sottoporla a tutti gli accertamenti del caso ed è lì che il castello di carte è crollato: la licenza era falsa.

A quel punto, la situazione dell’automobilista è precipitata, passando dall’ambito amministrativo all’area penale. Le autorità hanno denunciato l’uomo per il reato di falsificazione della patente di guida e hanno applicato le sanzioni previste dal Codice della Strada per la circolazione con licenza revocata, che in questo caso specifico hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 5.190 euro. Le responsabilità del cinquantenne hanno provocato un provvedimento esemplare, teso a disincentivare la messa in atto di comportamenti lesivi per la propria incolumità e quella degli altri utenti della strada.

Sicurezza stradale e cooperazione tra autorità

L’episodio offre una lezione importante sull’efficacia del sistema dei controlli. Quello che era nato come un tentativo di eludere una multa si è trasformato in un boomerang giudiziario. L’utilizzo di documenti contraffatti non è solo una violazione burocratica, ma un serio pericolo per la sicurezza pubblica: mettersi al volante nonostante una revoca vuol dire ignorare un provvedimento volto a tutelare la collettività da soggetti ritenuti non idonei alla guida.

Il successo dell’operazione è il frutto della collaborazione sinergica tra diversi comandi di Polizia e dell’incrocio costante delle banche dati. In un’epoca in cui la circolazione è sempre più globale, la capacità delle autorità di verificare la validità di documenti esteri si conferma uno strumento indispensabile per garantire la legalità sulle nostre strade.

Data articolo: Mon, 05 Jan 2026 06:30:22 +0000
News n. 13
Prezzi auto elettriche più vicini alle termiche, cosa sta cambiando

Pur in assenza di incentivi all’acquisto e di interventi regolatori straordinari, nel 2025 la forbice di prezzo tra vetture elettriche (BEV) e a combustione si è assottigliata sul mercato automobilistico tedesco. L’analisi del Center Automotive Research di Bochum diffusa da Dpa sottolinea le nuove dinamiche del settore che, se confermate, potrebbero favorire la diffusione dei modelli a zero emissioni da qui ai prossimi anni.

L’assottigliamento dei listini

Nell’arco dei dodici mesi la differenza economica media tra un’auto a batteria e una controparte a combustione equivalente è scesa da oltre 7.300 a circa 1.340 euro e in un mercato come quello tedesco, il principale d’Europa, la variabile rimane tuttora quella decisiva per una buona fetta degli acquirenti.

Il dato è rilevante anche per il contesto in cui è scaturito. Nel 2025 il Governo non ha reintrodotto bonus statali legati all’acquisto delle BEV e la rete di ricarica pubblica non è cresciuta in maniera esponenziale. Le politiche di stimolo pubblico non hanno, insomma, determinato la riduzione del costo, che può invece essere attribuita all’accesa competizione tra le Case produttrici e alla revisione delle strategie commerciali.

Dal confronto effettuato su venti modelli chiave con entrambe le alimentazioni emerge che nel corso dell’ultimo anno i costruttori hanno applicato sconti medi rispettivamente del 18,1% sulle elettriche e del 19,3% su quelle termiche. Le percentuali risultano quindi simili, ma il contesto di partenza cambia perché la diffusione delle prime è sempre stata ostacolata da listini più elevati.

Con una progressiva convergenza delle politiche commerciali adottate dai costruttori comincia a scorgersi un riequilibrio, che si traduce in un incremento della quota di mercato delle BEV da poco più del 13% a oltre il 22%. In assenza di incentivi, l’andamento rafforza l’idea di un legame diretto tra la riduzione del divario di prezzo e l’aumento della domanda. Non si tratta di un cambio improvviso delle preferenze dei consumatori, bensì di una risposta a condizioni economiche migliori.

Il legame tra pricing e volumi di vendita

Secondo il direttore del Car, Ferdinand Dudenhöffer, cause strutturali dovrebbero consolidare la tendenza in futuro. In primis, stanno aumentando le economie di scala sulle piattaforme elettriche, i volumi produttivi e la standardizzazione. In secundis, il calo dei costi delle materie prime, soprattutto quelli legati alle batterie, ha ridotto una delle principali voci di spesa inerenti alle BEV.

Se il mercato tende già a ridurre autonomamente il divario dei listini, l’ingerenza statale potrebbe non avere gli effetti sperati sulle dinamiche di lungo periodo o, peggio ancora, provocare un effetto distorsivo. La competizione si gioca sempre più sul prezzo finale e sulla capacità delle Case di assorbire parte delle uscite di cassa.

In ottica 2026, gli analisti si dicono fiduciosi circa un’ulteriore riduzione del gap e in un incremento della quota di mercato delle elettriche. Continueranno a pesare i limiti sulle emissioni di anidride carbonica per le flotte, arriveranno nuovi modelli e aumenterà la pressione competitiva dei produttori cinesi sul mercato europeo. In questo quadro, il tema centrale non è più se l’auto elettrica costi di più, ma quanto sia ormai vicina, sul piano economico, alle alternative a combustione.

Data articolo: Sun, 04 Jan 2026 17:46:56 +0000
News n. 14
Bologna, dal primo gennaio alcune ibride sono escluse dalle ZTL: scopri quali

Bologna rivede di nuovo le regole di accesso al centro storico. In segno di continuità con una politica già intrapresa da tempo, l’Amministrazione comunale stringe ulteriormente la cinghia nella gestione della mobilità urbana. Dal 1° gennaio 2026 i veicoli ibridi intestati a persone non residenti non sono più autorizzati a entrare nella ZTL del capoluogo emiliano, come avevano preannunciato le autorità già a febbraio.

Nuove regole di accesso alla ZTL

La città degli asinelli porta così avanti la sua crociata contro il traffico e l’inquinamento, iniziato con un limite generalizzato dei 30 km/h su larga parte della rete stradale urbana e poi proseguita attraverso una graduale decarbonizzazione del trasporto pubblico locale. Stavolta il giro di vite riguarda l’accesso dei mezzi privati, anche di coloro che fino a questo punto avevano beneficiato di un trattamento di favore.

La riduzione del flusso veicolare nelle aree centrali e l’alleggerimento della pressione sul centro storico – obiettivi perseguiti dal provvedimento – potrebbero restituire spazi di sosta ai residenti. In altre parole, restringere il perimetro delle agevolazioni che negli anni avevano finito per allargarsi oltre le previsioni iniziali dovrebbe andare incontro alle richieste degli abitanti.

Una stretta già avviata negli anni precedenti

Il nuovo regolamento di Bologna affonda le radici nel Piano generale del traffico urbano approvato nel 2019. Fin da allora il documento prevedeva la possibilità di rivedere i benefici concessi ai veicoli a basse emissioni qualora il loro numero fosse cresciuto oltre una certa soglia ed è esattamente quanto accaduto. Tra il 2019 e il 2023 i permessi ZTL per veicoli ibridi sono aumentati del 66%, da poco meno di 18.000 a circa 30.000 in termini assoluti.

In una prima fase, l’apertura indiscriminata agli ibridi serviva a favorire una transizione verso forme di mobilità meno impattanti a livello ambientale, ma con il passare del tempo sarebbero sorti degli effetti controindicativi: la crescita delle domande di parcheggio e la congestione negli spazi meritevoli di tutela.

Gli autorizzati all’ingresso e gli esclusi

Di conseguenza, il nulla osta virtuale per l’ingresso nella ZTL sarà accordato d’ora in avanti esclusivamente ai residenti e alle aziende aventi sede operativa presso il territorio comunale. Restano fuori tutti gli altri. Secondo le stime degli enti locali, la svolta legislativa andrà a interessare circa 10.259 mezzi ibridi intestati a persone non residenti.

Le condizioni sul fronte dell’accesso restano fondamentalmente invariate per gli abitanti, che avranno sempre diritto al permesso ZTL anche se proprietari di un ibrido. Tuttavia, l’autorizzazione non equivale a un parcheggio gratuito, in quanto la sosta all’interno della Zona a Traffico Limitato sarà a pagamento.

Regime transitorio e veicoli elettrici

Almeno sotto il profilo amministrativo, la transizione avverrà in maniera progressiva. Le abilitazioni rilasciate prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento restano valide fino alla loro naturale scadenza, mentre non si registrano novità di sorta sui veicoli elettrici, ai quali verrà sempre riconosciuto l’accesso libero alla ZTL e la sosta gratuita. La distinzione attuata dal Comune di Bologna risulta evidente: se l’ibrido smette di essere considerato un punto d’arrivo, le BEV godono del miglior trattamento, consentendo di ridurre in modo significativo le emissioni di sostanze nocive nell’ecosistema.

Data articolo: Sun, 04 Jan 2026 14:32:50 +0000
News n. 15
Bici elettrica truccata vola a 85 km/h, sequestro e multa da 1.200 euro

Da un controllo di routine a sequestro e multa pesante. Nell’ultimo giorno dell’anno, a Trento, una pattuglia della Polizia locale ha fermato un uomo di 41 anni mentre percorreva una pista ciclabile su un’e-bike indossando un casco da moto. Non procedeva a velocità compatibile con una bicicletta, nemmeno una dotata di pedalata assistita, e gli accertamenti successivi hanno dissipato le perplessità.

Il fermo

Il modello elettrico era in grado di raggiungere gli 85 km/h da motoveicolo dopo essere stato sottoposto a modifica illegale. Messo davanti alle proprie responsabilità, il conducente si è detto consapevole dell’irregolarità commessa e di aver acquistato il mezzo su un sito web cinese proprio per quelle caratteristiche. Ormai era, però, troppo tardi per le scuse: oltre al sequestro dell’e-bike, il trasgressore ha ricevuto una sanzione amministrativa di 1.200 euro. Il fatto che nessuno si sia fatto male è, ovviamente, una buona notizia, ma non esonera l’autore del gesto dalle proprie azioni: il peccato di leggerezza avrebbe potuto condurre a conseguenze più serie.

Sulla base della normativa in vigore, le e-bike prevedono la pedalata assistita, dove il motore supporta la spinta delle gambe fino ai 25 km/h. Una volta superata tale soglia, il mezzo deve comportarsi allo stesso modo di una bici tradizionale, in caso contrario si entra nell’ambito dei ciclomotori non omologati.

I limiti normativi

Prima di definirla una differenza formale, sarebbe opportuno riflettere sulle caratteristiche tecniche di una bici in termini di peso, freni e assetto. Quando viene “truccata”, ovvero manipolata per superare i paletti tecnici, giuridici e di sicurezza fissati dal legislatore, smette di avere senso nel contesto in cui circola. Nonostante ciò, continua a muoversi dove non dovrebbe come le piste ciclabili, gli attraversamenti pedonali e le zone promiscue, costringendo le Forze dell’Ordine a correre ai ripari.

Negli ultimi anni, il numero di e-bike modificate è cresciuto in maniera esponenziale. Che siano spinte da motori sovradimensionati o abbiano le centraline alterate, incrementano il rischio di incidenti e intervenire sul fenomeno non è affatto un compito semplice, soprattutto a causa del mercato online extraeuropeo, caratterizzato da un’ampia offerta di mezzi già pronti o facilmente manipolabili, spesso venduti come semplici biciclette al fine di aggirare gli obblighi di immatricolazione e assicurativi. Spesso gli acquirenti sanno bene cosa stanno scegliendo: non vengono ingannati dal portale e-commerce, ma cercano di aggirare il sistema.

In assenza di targa, assicurazione e revisione, risulta evidente il vantaggio economico, peccato che non si dispongano neppure delle dotazioni di sicurezza necessarie in un veicolo progettato per tali prestazioni. Un’e-bike da 85 km/h rappresenta un pericolo sia per colui che la guida, sprovvisto di protezioni idonee, sia per tutti gli altri utenti della strada, in particolare delle categorie fragili, privi di un adeguato margine di reazione di fronte a un veicolo così performante e spesso silenzioso.

Non si tratta di demonizzare la mobilità elettrica: la bicicletta a pedalata assistita, se usata correttamente, è uno strumento efficace per ridurre traffico e inquinamento, nonché per rendere accessibile la mobilità a più persone. Il problema nasce quando viene trasformata in un surrogato illegale di un ciclomotore.

Data articolo: Sun, 04 Jan 2026 13:23:03 +0000
News n. 16
Fiat è il brand più venduto in Italia nel 2025: ecco i dati

Il 2025 è appena terminato ed è già tempo di bilanci. Fiat, in particolare, ha chiuso l’anno confermandosi leader del mercato italiano, sia per quanto riguarda le vetture sia per i veicoli commerciali (con Fiat Professional). I risultati sono legati anche ad alcuni modelli che, staccando nettamente la concorrenza, guidano il mercato, come la Panda tra le autovetture e il Ducato tra i veicoli commerciali. Andiamo ad analizzare, nel dettaglio, i numeri forniti dalla Casa italiana.

Un 2025 da leader

Con un mercato italiano che rallenta rispetto allo scorso anno, Fiat conferma il suo ruolo di leader conquistando, ancora una volta, il titolo di brand più venduto in Italia. Il successo, come detto, è doppio e riguarda sia le autovetture sia i veicoli commerciali. Complessivamente, la Casa ha registrato 193.086 immatricolazioni pari ad una quota complessiva dell’11,3%. Questo dato è in crescita di 0,6 punti percentuali, con oltre 4.000 immatricolazioni in più rispetto all’anno precedente.

La Panda guida il mercato

Tra le autovetture, Fiat ha raccolto un totale di 143.017 immatricolazioni pari ad una quota del 9,4%, in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Il risultato è legato a doppio filo al successo della Fiat Panda, modello che si conferma in cima alla classifica di vendite, tornando al di sopra del muro delle 100.000 unità vendute nel corso dell’anno in Italia. Per approfondire i risultati della segmento A della Casa italiana potete dare un’occhiata all’approfondimento di Virgilio Motori sulle vendite della Panda nel 2025 che include anche un dettagliato confronto con i dati raccolti dal modello nel corso degli ultimi anni.

Per rafforzare la gamma nel segmento delle city car, Fiat ha in programma il lancio anche della 500 Hybrid, modello prodotto a Mirafiori e destinato a ricoprire un ruolo di primo piano sul mercato delle quattro ruote italiano. Tra i modelli Fiat, inoltre, si registrano le buone performance anche della 600, che ha superato quota 20 mila immatricolazioni e presto riceverà un aggiornamento con un’edizione speciale dedicata a Milano Cortina 2026.

Anche la Grande Panda è riuscita a raccogliere numeri soddisfacenti, con oltre 11 mila immatricolazioni e con una presenza sul mercato destinata ad aumentare grazie all’arrivo della variante con motore turbo benzina da 1.2 litri e cambio manuale. Da non dimenticare è la presenza del brand nel segmento della micromobilità, con la Fiat Topolino che ha totalizzato 3987 immatricolazioni, con una quota di mercato del 43%. Piano piano, quindi, Fiat sta costruendo una gamma di modelli di nuova generazione in grado di sostenere la crescita e rafforzare la sua posizione di leader in Italia.

Il Ducato è protagonista

Per quanto riguarda Fiat Professional, invece, le immatricolazioni hanno superato quota 50.000 unità con un market share pari al 26,4%. Si tratta di un dato migliore di 2,8 punti rispetto a quello registrato nell’anno precedente. Il protagonista assoluto è sempre il Ducato, veicolo commerciale più venduto in Italia con oltre 20.659 immatricolazioni (con una crescita di circa 900 unità). Da segnalare anche i buoni dati del Doblò van, punto di riferimento del mercato dei van compatti e secondo veicolo commerciale più venduto in Italia. Per il modello ci sono 20.000 immatricolazioni con un incremento di ben 7.297 unità rispetto al 2024.

Data articolo: Sun, 04 Jan 2026 09:00:44 +0000
News n. 17
BYD non si ferma più: risultati record nel 2025 in Italia e all’estero

BYD si conferma come un vero e proprio punto di riferimento del mercato delle quattro ruote, in Italia, in Europa e in tutto il resto del mondo. La Casa cinese, che non ha mai nascosto la sua ambizione di crescere fino a diventare uno dei brand di riferimento del mercato, ha chiuso il mese di dicembre con ottimi risultati che attestano l’eccellente lavoro svolto nel corso dell’intero 2025. Andiamo ad analizzare i dati forniti dall’azienda stessa.

Grande protagonista in Italia

Per quanto riguarda il mercato italiano, BYD ha confermato di aver raggiunto:

  • 3.347 vetture immatricolate nel mese di dicembre 2025; questo risultato permette al brand di entrare nella Top 10 dei costruttori dopo appena 15 mesi dal debutto nel nostro mercato
  • 25.226 vetture immatricolate nel corso di tutto il 2025; il dato è dieci volte superiore a quello raggiunto dal brand lo scorso anno e consente a BYD di toccare un market share pari all’1,5%

I numeri parlano chiaro. BYD ha iniziato la sua scalata al vertice del mercato italiano, centrando i primi obiettivi di crescita e contribuendo all’incremento del peso delle auto cinesi nel nostro Paese. In particolare, i target sono stati raggiunti con una gamma composta quasi esclusivamente da veicoli elettrici e ibridi plug-in, confermando le potenzialità della Casa in termini di elettrificazione.

Nel canale Nuova Energia (Elettrico e Plug-in Hybrid), in particolare, BYD ha ottenuto una quota del 15,4% a dicembre e del 12,3% nel corso di tutto il 2025. Tra i modelli, inoltre, si segnala la performance della Seal U DM-i, che si è affermata come la prima vettura venduta in Italia con Super Hybrid Dual Mode Intelligent (DM-i) con 14.486 unità, quasi il doppio della seconda più venduta. Interessante anche la performance della Dolphin Surf che, in appena 6 mesi di disponibilità commerciale, ha conquistato la quinta posizione del segmento delle city car elettriche, con un totale di 4.563 vetture immatricolate.

Ricordiamo che potete consultare l’andamento delle vendite di nuove auto in Italia con il nostro approfondimento sulle immatricolazioni nel 2025 per il mercato italiano.

Una crescita globale

I dati forniti dall’azienda includono anche altre evidenze che confermano la crescita globale del mercato. In Europa, in particolare, BYD registra:

  • circa 7.770 unità in Inghilterra, entrando nella Top 10 dei costruttori a dicembre, e circa 51.500 unità nel corso del 2025; specifichiamo che il comunicato di BYD fa riferimento all’Inghilterra e non al Regno Unito
  • oltre 4.100 unità a dicembre e circa 23.360 unità nel 2025 in Germania, avvicinandosi sempre di più all’obiettivo dell’1% di quota
  • circa 3.200 unità a dicembre, con una quota del 3,1%, e circa 25.500 unità nel 2025 in Spagna
  • circa 2.700 immatricolazioni in Francia nel corso del mese di dicembre che portano il totale annuo a oltre 14.300 unità

Da segnalare, inoltre, che, considerando il mercato globale, BYD ha confermato di aver raggiunto quota 2,26 milioni di veicoli elettrici puri venduti nel 2025. Questo risultato consente all’azienda di conquistare la leadership mondiale nel settore. I numeri sono chiari. BYD rappresenta oggi un punto di riferimento assoluto del mercato e sta vivendo un programma di crescita significativo e destinato a garantire risultati importanti nel corso dei prossimi anni. L’obiettivo della Casa è entrare stabilmente nella parte alta di tutte le classifiche di vendita, puntando su modelli di qualità e, soprattutto, su tecnologie di elettrificazione. L’appuntamento è fissato ai prossimi mesi per verificare quale sarà l’andamento delle vendite di BYD nel corso del 2026.

Data articolo: Sun, 04 Jan 2026 08:00:44 +0000
News n. 18
Auto vintage, mercato in continua crescita: c’è una riscoperta

Se le auto moderne stentano a decollare nelle vendite e spesso si parla di mercato in piena crisi, diverso è invece il discorso delle auto d’epoca o d’interesse storico. Stiamo parlando di quelle vetture che hanno almeno 20 anni d’età e si avviano a diventare storiche nel giro di una decina di anni. A dimostrazione di tutto ciò ci sono aste ed eventi che si tengono sempre con maggiore frequenza in tutto il mondo.

A Bologna Fiere, ad esempio, si è tenuta lo scorso ottobre la 42esima edizione di Auto e Moto d’Epoca, che ha mostrato per l’ennesima volta il grande amore degli appassionati per questo genere di attività. Soprattutto dopo il Covid, infatti, molti modelli hanno acquisito ancora più valore richiamando l’attenzione di diversi collezionisti.

Non serve per forza essere ricchi

Il mondo delle auto vintage, in costante ascesa, è per così dire molto “inclusivo”. Non bisogna per forza essere dei miliardari per poterne avere una. Alcuni modelli, come ad esempio la classica Fiat 500 degli anni ’70, si trovano a meno di 10mila euro, un prezzo abbordabilissimo insomma. Certo poi ci sono i casi particolari come la Ferrari F50, che può arrivare anche a quotazioni di circa 8 milioni di euro. Ci sono poi vetture davvero estreme come la Mercedes-Benz 300 SLR Uhlenhaut Coupé del 1955, che nel 2022 è stata venduta per circa 145 milioni di dollari.

Molte volte, quando si decide di lanciarsi nel mondo del vintage, ci si ritrova a dover fare una scelta: comprare un’auto su cui investire per poi attendere che il valore di questa salga o semplicemente regalarsi il modello che si è sempre desiderato guidare in passato, magari per utilizzarlo nel tempo libero. Naturalmente una cosa non esclude per forza l’altra. Ci sono alcune occasioni tra le auto vintage che diventano davvero ghiotte per l’acquirente che ne capisce.

Ad esempio una Nissan 350Z, coupé a trazione posteriore spinta da un V6 3.5, che sprigiona una potenza di 300 CV, è possibile acquistarla a meno di 25mila euro. Naturalmente, prima di mettersi alla ricerca di un modello vintage bisogna avere delle conoscenze di base importanti così da non finire preda di venditori truffaldini. È importante conoscere la storia del veicolo che stiamo acquistando e la sua valutazione media.

Agevolazioni

C’è poi da tenere sempre presente che bisognerà svolgere alcuni lavori di manutenzione su questo tipo di vetture per tenerle sempre al top. Le auto ultratrentenni, inoltre, sono esentate dal bollo auto e sono tenute a pagare una tassa di circolazione forfettaria di 28,40 euro l’anno per circolare sulle strade pubbliche. Per quanto concerne invece quelle auto che sono d’interesse storico, ma che hanno un’età compresa tra i 20 e i 29 anni, hanno diritto in alcuni casi a esenzioni o riduzioni del bollo, ma a discrezione della regione d’appartenenza.

In un momento storico in cui le auto elettriche, e digitali più in generale, stanno prendendo il sopravvento, la voglia di guidare alcuni vecchi bolidi che hanno fatto la storia diventa sempre più pressante. C’è quindi una sorta di riscoperta di queste vetture vintage che rappresentano un po’ la nostra storia e che in alcuni casi sono quel sogno proibito che oggi può diventare finalmente realtà.

Data articolo: Sun, 04 Jan 2026 06:30:23 +0000
News n. 19
Hyundai al primo posto al Top Safety Awards: fa incetta di premi

Negli ultimi anni, fortunatamente, sta venendo fuori sempre con maggiore prepotenza il tema della sicurezza. Molte Case stanno investendo in questo campo con tecnologie all’avanguardia che permettono alle vetture di essere sempre più intelligenti così da coprire gli eventuali errori commessi dai guidatori. A tal proposito Hyundai si è tolta una bella soddisfazione, ottenendo ben 21 premi e piazzandosi di fatto al primo posto negli IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) Top Safety Awards 2025. Questo risultato bissa quello fatto registrare appena un anno fa.

All’interno del Gruppo i 21 premi sono stati distribuiti così: 10 per Hyundai, 6 per Genesis e 5 per Kia. Tra i 21 modelli premiati, 18 hanno ottenuto il massimo riconoscimento TSP+ 2025, un incremento davvero notevole rispetto al 2024, quando i premi erano stati 12. Tra i vincitori si segnalano i nuovi SUV di punta del Gruppo coreano come la IONIQ 9 2026 e la Kia EV9 2025-26. Questi hanno ottenuto ottimi punteggi in tutte le categorie, conquistando la massima valutazione in tutti i vari test svolti.

I modelli premiati

Hyundai ha ottenuto 8 premi TSP+ e 2 TSP, Genesis, ne ha ricevuti 5 TSP+ e 1 TSP e infine Kia ha conquistato 5 TSP+. Questi risultati non fanno altro che confermare i grandi sforzi del Gruppo Hyundai nel sviluppare tecnologie in grado di garantire maggiore sicurezza a chi utilizza le proprie vetture.

Volendo scendere nello specifico, Hyundai ha ottenuto i premi TSP+ con i seguenti modelli: Tucson 2025, IONIQ 5 2025, IONIQ 6 2025, IONIQ 9 2026, Elantra 2025-26 (post ottobre 2024), Sonata 2025-26 (post novembre 2024), Kona 2025-26 e infine il Santa Fe 2025-26 (post novembre 2024). Il premio TSP, invece, è andato alla Palisade 2026 e alla Santa Cruz. Per la Genesis, invece, sono stati premiati con il TSP+: la GV60 2025, la GV70 2025-26 (post aprile 2024), l’Electrified GV70 2025-26, la GV80 2025-26 e la G80 2026 (post giugno 2025). Infine alla G90 2025 è andata la valutazione TSP.

Kia, invece, ha ottenuto i suoi 5 riconoscimenti TSP+ con: la Telluride 2025, la K4 2025 (post novembre 2025), la EV9 2025-26, la Sportage 2026 (post maggio 2025) e la Sorento 2026 (post settembre 2025). Tutti i premi in ogni caso si riferiscono ai modelli e alle versioni vendute negli Stati Uniti. Questi risultati, come confermato anche in un comunicato diffuso da Hyundai, confermano i principi di sicurezza della piattaforma Electric-Global Modular Platform (E-GMP).

I nuovi criteri degli IIHS

Questi risultati sono resi ancora più di spessore dalle novità dei criteri IIHS 2025. Sono stati, infatti, innalzati in maniera significativa i requisiti per l’assegnazione del Top Safety Pick+. È stata posta maggiore attenzione alla protezione dei passeggeri dei sedili posteriori. Nel test di sovrapposizione anteriore moderata, sono stati introdotti dei manichini posteriori più piccoli per rappresentare meglio passeggeri come bambini o adulti di bassa statura, per garantire una valutazione più realistica degli incidenti. Per ottenere il TSP 2025 bisogna ottenere “good” come valutazione nei test di sovrapposizione frontale ridotta e nei test laterali aggiornati, mentre nei test di sovrapposizione frontale moderata aggiornato bisogna ricevere “acceptable”, e infine ottenere “acceptable” o “good” come valutazioni nella prevenzione degli urti frontali con pedoni e nei fari di serie. Per ricevere invece il TSP+ 2025, il veicolo deve ottenere “good” nei test di sovrapposizione frontale ridotta, sovrapposizione frontale moderata aggiornata e test laterali aggiornati, infine deve anche soddisfare i requisiti di prevenzione degli urti frontali con pedoni e dei fari.

Data articolo: Sun, 04 Jan 2026 06:30:22 +0000
News n. 20
Marmitta rumorosa, si rischia la multa?

Se ci si chiede se con una marmitta rumorosa si rischia la multa, la risposta è sì, ma sarebbe un errore ridurre tutto a una questione di decibel percepiti a orecchio. A contare è la conformità del veicolo ovvero se lo scarico è quello previsto in omologazione, se il silenziatore è integro e se non è stato alterato. La normativa in vigore punisce la circolazione con un mezzo che, per condizioni o modifiche, non rispetta più i requisiti tecnici con cui è stato autorizzato a stare su strada.

La prima norma che entra in gioco è l’articolo 155 del Codice della Strada sulla limitazione dei rumori: “Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico e sia da altri atti connessi con la circolazione stessa. Il dispositivo silenziatore, qualora prescritto, deve essere tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve essere alteratoâ€.

La marmitta può diventare il segnale di un silenziatore bucato, svuotato, manomesso o comunque non più efficiente e in quel caso la contestazione è possibile anche senza trasformare la strada in un laboratorio di acustica. Il punto è che il rumore spesso porta con sé un’altra contestazione, quella che fa male al portafoglio: la violazione legata alle modifiche.

Secondo quanto stabilito dalla sentenza 2685 del 2020 della Corte di cassazione per qualificare un rumore come molesto è sufficiente la valutazione soggettiva delle forze dell’ordine intervenute sul posto, senza che sia necessario ricorrere a misurazioni tecniche o strumentali. In assenza di una verifica immediata poco importa che il rumore derivi da un evento fortuito oppure da una modifica apportata all’impianto di scarico: in entrambe le situazioni il conducente può andare incontro a sanzioni anche rilevanti.

Quando lo scarico è stato modificato

Circolare con una marmitta bucata e quindi rumorosa è dunque una situazione da non sottovalutare, perché comporta conseguenze che vanno ben oltre il semplice fastidio acustico. Continuare a utilizzare il veicolo in queste condizioni può aggravare il danno meccanico e rendere l’intervento di riparazione più complesso e costoso. L’aspetto più delicato riguarda il rispetto delle norme del Codice della Strada che vietano la produzione di rumori molesti sia quando dipendono dal modo di guidare sia quando sono causati dallo stato o dalle caratteristiche del veicolo stesso.

In presenza di una marmitta danneggiata, il conducente si espone quindi a controlli e a possibili sanzioni perché il rumore anomalo viene considerato incompatibile con una circolazione corretta e sicura.

Se la marmitta è rumorosa perché è stata sostituita con un componente non conforme oppure perché è stata modificata in modo da cambiare le caratteristiche originarie del veicolo occorre fare riferimento all’articolo 78 del Codice della Strada che disciplina le modifiche delle caratteristiche costruttive e l’obbligo di aggiornare la carta di circolazione dopo la prescritta visita e prova.

Qui non si parla più della sanzione da rumore molesto ma di circolazione con un veicolo che non risulta collaudato a seguito della modifica e la sanzione pecuniaria prevista dall’articolo 78 è più alta: da 430 a 1.731 euro.

Di più: nella pratica collegata all’articolo 78 può essere applicata la sanzione accessoria del ritiro della carta di circolazione finalizzato a far sottoporre il veicolo a visita e prova.

Quando è un dispositivo non conforme o mancante

C’è poi un’altra norma che viene richiamata quando si parla di scarichi: l’articolo 72 del Codice della Strada elenca i dispositivi di equipaggiamento obbligatori dei veicoli a motore e tra questi inserisce i dispositivi silenziatori e di scarico.

Se un dispositivo prescritto manca o non è conforme, la sanzione prevista è nell’ordine da 87 a 344 euro. Questo è il terreno in cui rientrano molte situazioni di mezzo: scarico non omologato, scarico privo di requisiti, componenti non corrispondenti a quelli consentiti, senza che sia sempre necessario dimostrare la modifica strutturale come nell’articolo 78.

Tornando al punto di partenza, l’articolo 155 prevede una sanzione amministrativa per chi viola le sue disposizioni all’interno della fascia da 42 a 173 euro. Se durante il controllo emerge che lo scarico non è semplicemente rumoroso ma è alterato, svuotato o non conforme, l’accertamento può spostarsi sull’articolo 72 o sull’articolo 78 e gli importi e le conseguenze diventano più impattanti.

Il mito della misurazione dei decibel

Se il problema è l’alterazione del silenziatore o la modifica delle caratteristiche costruttive, la base della violazione va cercata nella mancata conformità rispetto a omologazione e prescrizioni e non nella misurazione puntuale di quel giorno.

Anche se non misurano il rumore con un fonometro possono comunque essere contestate l’alterazione del silenziatore o la non conformità o modifica se gli elementi tecnici sono riscontrabili.

C’è un altro piano da non sottovalutare: lo scarico è un elemento che incide su sicurezza, rumore e inquinamento e infatti l’articolo 79 impone che il veicolo sia mantenuto in condizioni di massima efficienza in modo da contenere rumore e inquinamento entro certi limiti.

Quando in revisione vengono riscontrati difetti tali da compromettere la sicurezza o da determinare inquinamento acustico, la disciplina operativa prevede l’annotazione “revisione da ripetere†e la sospensione del veicolo dalla circolazione fino a nuova visita con esito favorevole così da consentire la circolazione solo per recarsi in officina o al centro revisione.

Auto e moto, stesso principio ma controlli diversi

Sulla carta, auto e moto finiscono sotto lo stesso ombrello normativo, perché il concetto è identico: lo scarico deve restare conforme e il silenziatore non può essere alterato, però nella pratica la moto è spesso più esposta ai controlli mirati perché le modifiche allo scarico sono più diffuse e più visibili.

Il risultato è che sulle due ruote basta poco per attirare l’attenzione: un rumore secco, un rilascio che scoppietta in modo anomalo, o un timbro che tradisce la mancanza del dispositivo fonoassorbente e il fermo diventa più probabile.

Sulle auto la contestazione può arrivare con più facilità quando lo scarico rumoroso si accompagna a un contesto da elaborazione come assetto, gomme, estetica aggressiva o guida esibizionistica perché in quel caso le forze dell’ordine tendono a verificare l’insieme del veicolo e non solo l’uscita dei gas.

Come chiarito dalla Corte di Cassazione non è necessario utilizzare strumenti o dispositivi specifici per la misurazione del rumore, perché spetta direttamente all’agente di polizia valutare se il livello sonoro prodotto superi o meno i limiti consentiti.

Data articolo: Sun, 04 Jan 2026 05:00:53 +0000
News n. 21
Qual è stato il SUV più venduto in Italia nel 2025? Numeri da record, ancora una volta

Negli ultimi anni c’è un segmento che la fa da padrone tra le auto ed è quello dei SUV (Sport Utility Vehicle). Anche in Italia questa categoria ha incontrato il gradimento del pubblico e c’è un marchio in particolare che sembra aver tradotto alla perfezione i desideri dei propri clienti: stiamo parlando di Jeep. Il brand americano, oggi di proprietà di Stellantis, viaggia a vele spiegate nel nostro Paese, in particolare con il modello Avenger, che si conferma al top in Italia a livello di vendite.

L’ennesimo trionfo

Secondo l’elaborazione di Dataforce, Jeep Avenger, anche dopo dicembre 2025, si è confermato il SUV più venduto d’Italia, con una quota di mercato nel comparto che supera il 5,5%. Inoltre si piazza anche al secondo posto tra i B-SUV 100% elettrici con una quota del 15,4%. Il successo di questo modello è tale da piazzarlo addirittura al terzo posto complessivo delle auto più vendute d’Italia, tenendo conto di ogni segmento e motorizzazione.

Tra i segreti di questo modello, che si conferma best seller in Italia, c’è sicuramente la grande flessibilità dal punto di vista della motorizzazione. Jeep Avenger è infatti offerta nelle modalità 100% elettrica, e-Hybrid, benzina e 4xe. Ci sono poi anche alcune versioni speciali come l’Avenger 4xe The North Face Edition, che hanno permesso di impreziosire ulteriormente la gamma.

Un altro modello è pronto a prendersi la scena

Jeep però, dopo il successo dell’Avenger, è pronta a ripetersi con la nuova Compass, che è già in vendita da fine 2025. Il modello in questione ha già incontrato giudizi positivi, riuscendo a vincere il premio della Giuria Popolare ad Auto Europa 2026. La nuova Compass è la terza generazione del SUV globale che ormai è diventato una vera e propria pietra miliare del brand. Costruita sulla piattaforma STLA Medium, unisce le migliori capacità della categoria.

La nuova Jeep Compass è stata disegnata per disimpegnarsi adeguatamente sia sulle strade cittadine, che sulle autostrade. Ai clienti viene offerta con un’ampia gamma di opzioni: e-Hybrid da 145 CV e una e-hybrid plug-in da 225 CV, poi ci sono le versioni completamente elettriche che arrivano ad erogare sino a 375 CV, con trazione integrale e un’autonomia da 650 km. L’auto in questione è poi dotata di un coefficiente di resistenza di 0,29, che massimizza l’esperienza di guida. Inoltre, grazie ai sistemi Selec-Terrain, la protezione a 360 gradi e i vari sensori posizionati in maniera intelligente, viene migliorata sia la sicurezza che le prestazioni in generale dell’auto.

La nuova Jeep Compass offre alla clientela quella versatilità da sempre marchio di fabbrica del brand americano. L’altezza da terra è superiore a 200 mm, i guadi dell’acqua fino a 480 mm invece garantiscono sicurezza su tutti i terreni. Insomma questo è un SUV adatto ad ogni situazione. Jeep punta tantissimo su questo modello per replicare i numeri fatti registrare dall’Avenger, che come abbiamo visto continua ad essere il SUV più desiderato dagli italiani. Nel 2025 il marchio Jeep ha chiuso al 9° posto in Italia tra i marchi più venduti con una quota di mercato pari al 4,11%. A sua volta il nostro Paese risulta essere il primo mercato europeo per il brand americano.

Data articolo: Sat, 03 Jan 2026 16:55:01 +0000
News n. 22
DR pronta al rilancio dello storico marchio italiano

L’Italia è da sempre la culla dei motori. Qui sono nati alcuni dei marchi più famosi in assoluto. Alcuni hanno fatto la storia e ancora oggi sono in piena attività, altri invece sono finiti spazzati via dalle varie crisi economiche che ha subito il nostro Paese. Presto però uno storico brand nostrano tornerà a calcare le strade, stiamo parlando di Itala. La Casa torinese è nata nel 1903 ed è rimasta attiva praticamente sino al 1934. In questo periodo è stata il secondo costruttore italiano per volume produttivo, annoverando tra i suoi clienti anche capi di Stato. Purtroppo la guerra e alcune vicissitudini aziendali ne decretarono il fallimento. Di recente però il Gruppo DR Automobiles, di proprietà di Massimo Di Risio, ha messo le mani sul marchio con l’intenzione di tornare a commercializzarlo.

Una storia fatta di successi

I più attenti avranno notato che in tv, nelle ultime settimane, è spesso apparso uno spot proprio per ricordare i grandi traguardi dell’Itala. Il tutto naturalmente non era casuale, ma serviva per preparare il terreno a questo grande ritorno. L’obiettivo dichiarato è quello di rientrare sul mercato per la fine del 2026. Non si conoscono ancora per il momento i dettagli di questa operazione, ma è facile immaginare che Itala potrebbe diventare il brand premium del Gruppo vista la storia che si porta alle spalle.

Tra le imprese storiche più famose del marchio c’è sicuramente quella compiuta dal modello 35/45 HP. Nel 1907, infatti, il principe Scipione Borghese, insieme al pilota e meccanico Ettore Guizzardi e al giornalista Luigi Barzini senior, inviato per il Corriere della Sera, presero parte al Raid internazionale Pechino-Parigi. La vittoria fu così schiacciante da ricevere risonanza internazionale. Barzini ne trasse un libro che ebbe notevole successo e il tutto contribuì a lanciare in tutto il mondo l’immagine dell’Italia come Paese top nella costruzione di auto. La 35/45 HP è custodita ancora oggi al MAUTO, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. Proprio la scorsa notte di Natale, a Stanotte a Torino, Alberto Angela ha raccontato nuovamente questa storia leggendaria.

Un altro marchio italiano pronto al rilancio

Come dicevamo per il momento non si hanno notizie certe sul futuro del brand. DR solitamente importa e distribuisce vetture dalla Cina assemblandole su licenza, staremo a vedere cosa deciderà di fare con questo marchio. Intanto c’è da dire che Itala non è l’unico progetto che in questo momento è in ballo a Macchia d’Isernia. Presto, infatti, si proverà a rilanciare anche la OSCA (Officine Specializzate Costruzione Automobili).

Quest’ultimo marchio fu fondato nel 1947 da Ettore, Ernesto e Bindo Maserati a Bologna per produrre auto da competizione di piccola cilindrata. L’azienda è rimasta in piedi sino al 1967, anno della sua definitiva chiusura. Nel 1999 si era tentato il rilancio con il prototipo Osca 2500 GT Dromos, che però non fu mai commercializzato. A partire dal 2022, invece, il brand, è entrato a far parte ufficialmente del Gruppo DR e presto potrebbe vedere nuovamente la luce. Insomma Massimo Di Risio è pronto a rispolverare due vecchie glorie italiane per darci due nuovi marchi nei prossimi mesi, non ci resta che aspettare.

Data articolo: Sat, 03 Jan 2026 14:34:08 +0000
News n. 23
Xpeng G9, nuovo record europeo per la potenza di ricarica

La Cina non perde occasione di ribadire la sua superiorità nella produzione di auto elettriche. In una stazione di ricarica pubblica da 1.000 kW a Varna, nella provincia autonoma di Bolzano, la Xpeng G9 ha raggiunto una potenza di picco di 453 kW, un primato europeo in ambito di ricarica in corrente continua. Al di là dei numeri, l’importante traguardo raggiunto dimostra il progresso delle BEV sul fronte del rifornimento energetico, tra gli aspetti più dibattuti sulla mobilità a zero emissioni.

Il risultato di Varna e il precedente in Norvegia

Il tema dei tempi di ricarica rimane cruciale nel confronto con le motorizzazioni tradizionali. Per anni è stato uno degli argomenti caldi, evidenziato soprattutto dagli scettici sulle vetture a batteria, ma il quadro potrebbe cambiare grazie alle nuove piattaforme tecniche, in grado di sostenere potenze superiori, purché gli enti locali si adoperino a offrire infrastrutture adeguate. Per quanto riguarda la Xpeng G9 Model Year 2026, il dato di Bolzano non costituisce nemmeno il pieno potenziale del veicolo: stando a quanto dichiarato dalla Casa, in condizioni ideali arriva fino a 525 kW di punta.

Il test di Varna è stato condotto da Paolo Mariano, divulgatore ed esperto di auto elettriche, che ha avuto occasione di constatare un interessante andamento relativo alla curva di ricarica. Una volta toccato il picco intorno al 14% di stato di rifornimento, la potenza è rimasta intorno a circa 400 kW fino al 34% e ha mantenuto una media superiore ai 347 kW lungo l’intero ciclo 10-80%.

La batteria è passata dal 10 all’80% in appena 12 minuti e 43 secondi a Bolzano, e aveva performato addirittura meglio pochi mesi fa in Norvegia, dove le condizioni climatiche più favorevoli avevano contribuito a completare il processo in 11 minuti e 48 secondi. Il dato italiano assume però un peso specifico particolare perché ottenuto con temperature comprese tra 0 e 4 gradi, quindi lontane da uno scenario ideale. Eppure, la storia si è comunque scritta.

In poco più di tre minuti la G9 ha recuperato 100 km: il preriscaldamento della batteria e l’architettura a 800 Volt hanno permesso di centrare un risultato fino a pochi anni fa fuori portata. Disponibile nelle varianti Long Range e AWD a prezzi di listino a partire da 61.990 euro, il modello Xpeng monta una batteria LFP da 94,6 kWh (litio-ferro-fosfato), una chimica dalla rinomata stabilità termica e capacità di far fronte a cicili di ricarica molto spinti. Nel caso specifico supporta fino a 5C, il che spiega la possibilità di mantenere potenze elevate senza cali improvvisi.

Il nuovo punto di riferimento

Sul record europeo è intervenuto Gian Leonardo Fea, managing director di Xpeng Italia:

“Oggi la Xpeng G9 MY26 si conferma come il nuovo benchmark tecnologico sul mercato europeo. Non si tratta solo della potenza di picco raggiungibile, ma di una gestione dell’energia così evoluta da trasformare la sessione di ricarica in un processo fluido e lineare. Con l’introduzione della tecnologia 5C, la Casa risponde con i fatti alla sfida dell’efficienza, offrendo una soluzione concreta e immediata per le lunghe percorrenze ma anche per caricare 100 km in meno del tempo per un caffèâ€

Data articolo: Sat, 03 Jan 2026 12:29:05 +0000
News n. 24
Fleximan è tornato? Un nuovo caso riaccende il dibattito sugli autovelox

Se n’erano perse le tracce il 23 febbraio 2024 ad Asola, teatro della sua ultima scorribanda. Ora sulle strade italiane incombe il vecchio fantasma di Fleximan e sul web si riaccende un fenomeno mai completamente spento. Approfittando della nebbia, che ha coperto movimenti e tempi, nella notte tra il 29 e il 30 dicembre il sabotatore per antonomasia della penisola ha deciso di salutare il 2025 a modo suo: tagliando alla base un Velocar installato lungo la Statale 16 Adriatica, nel territorio di Mezzano. E salgono così a 24 gli autovelox abbattuti in poco più di 30 mesi.

Sotto il profilo giudiziario, si configura il reato di danneggiamento aggravato di bene pubblico, punibile con la reclusione da sei mesi a tre anni secondo l’art. 635 del Codice penale. Ma risalire all’autore dei gesti è tutt’altra questione, infatti, nonostante le indagini ripetute e coordinate tra Carabinieri e Polizia Locale, l’identità di Fleximan resta sconosciuta.

I rilevatori di velocità abbattuti

All’epoca del primo blitz, il 18 maggio 2023 a Bosaro, in provincia di Rovigo, sembrava poco più di un atto vandalico, e invece i mesi successivi hanno raccontato una storia differente. Al moltiplicarsi delle azioni contro gli autovelox, è cresciuta anche la fama di un personaggio mai individuato dalle Forze dell’Ordine, elevato, almeno da una parte dell’opinione pubblica, a simbolo contro limiti di velocità ritenuti troppo bassi e dispositivi percepiti come strumenti di cassa.

In apertura del 2024 il picco. In poche settimane cadono impianti a Rosolina, al Passo Giau sopra Cortina, poi ancora Reggio Emilia, Cremona, Padova, Bergamo, Ravenna, Mantova e Spoleto. Tra il 24 e il 27 gennaio viene lasciato un avviso proprio nel Ravennate: prima dell’abbattimento, qualcuno appone un cartello con la scritta “in arrivo Fleximan”, una sorta di ‘firma d’autore’ che decreta il passaggio da serie di atti anonimi a fenomeno consapevole della sua risonanza.

I pali troncati (e le rivendicazioni implicite) terminano nel febbraio 2024. Da Asola è sceso il silenzio, interpretato da molti come la fine della vicenda, ma il ritorno di Mezzano rimescola le carte e la scelta del luogo appare tutto fuorché casuale: ormai il Ravennate conta sei dispositivi abbattuti e il Velocar colpito è dello stesso tipo di quello rimosso a Faenza, finito al centro di polemiche dopo aver generato multe per circa un milione di euro nel primo mese di attività.

La spaccatura dell’opinione pubblica

Sul conto di Fleximan l’opinione pubblica continua a dividersi. Da un lato c’è chi lo difende a spada tratta, considerandolo un Robin Hood moderno, dall’altro qualcuno lo definisce un semplice vandalo alla quale è stata concessa fin troppa visibilità. A tal proposito, già nel 2024 l’ex sindaco di Villa del Conte, Antonella Argenti, aveva riconosciuto la portata del fenomeno: “Non condivido questa giustizia fai da te, che però ci deve far riflettereâ€.

Sono attualmente in corso le indagini sul caso di Mezzano: le telecamere della zona vengono analizzate e la ricostruzione degli orari potrebbero aiutare a definire un responsabile. Che sia l’inizio di una nuova serie o sia destinato a rimanere un episodio isolato, a distanza di anni il mito di Fleximan non si è ancora esaurito.

Data articolo: Sat, 03 Jan 2026 11:26:37 +0000
News n. 25
Auto contromano a Torino per 7 km, tragedia sfiorata

Dramma sfiorato sulla Tangenziale di Torino. Venerdì 2 gennaio, nel tardo pomeriggio, una Fiat Panda bianca ha imboccato la carreggiata contromano, procedendo per 7 km prima di concludere la propria corsa contro un’utilitaria rossa nei pressi dello svincolo di Venaria Reale. Stando alle prime informazioni trapelate, un ferito è stato trasportato in codice giallo all’ospedale Maria Vittoria, dove medici e infermieri potranno tenerne monitorati i progressi, anche se prevale un cauto ottimismo sul suo pronto recupero.

L’allarme lanciato sui social

L’allarme è scattato poco dopo le 17, quando diversi automobilisti hanno segnato al numero unico di emergenza la presenza della Panda che aveva imboccato la tangenziale Nord nel verso sbagliato. Nel mentre, i gruppi social frequentati dagli utenti abituali della viabilità torinese hanno iniziato a propagare il passaparola. “Attenzione, c’è un’auto contromano sulla tangenziale Nord, all’altezza di Settimo in direzione sudâ€, ha scritto un conducente, al quale hanno fatto da seguito varie altre segnalazioni che hanno contribuito ad aumentare la prudenza dei guidatori.

Le testimonianze raccolte online riferiscono dell’avvistamento della vettura bianca prima a Borgaro e poi in direzione Venaria, luogo dell’impatto. “L’ho visto passare e non si fermaâ€, scrive un altro internauta, ponendo l’accento sulla velocità e l’apparente inconsapevolezza dell’automobilista. Pochi minuti dopo la corsa del mezzo è stata interrotta dallo scontro frontale con un’utilitaria che procedeva regolarmente nel relativo senso di marcia.

A quel punto sono entrati in azione i sanitari del 118 per prestare le prime cure al ferito e disporne il trasferimento in ospedale con un codice di media gravità. Presenti anche i vigili del fuoco e gli agenti della Polizia Stradale per la messa in sicurezza dell’area e la ricostruzione dell’esatta dinamica dell’accaduto. Le operazioni di soccorso e i rilievi hanno richiesto la provvisoria chiusura di una parte della carreggiata.

I precedenti

A supporto delle Forze dell’Ordine, i tecnici di ITP, la società addetta a gestire la tangenziale torinese, si sono occupati della rimozione dei veicoli incidentati in modo da consentire la riapertura graduale della circolazione. Nel corso delle operazioni di soccorso e dei rilievi, il traffico ha subito rallentamenti sulla carreggiata in direzione Milano.

L’episodio riaccende i fari su un fenomeno preoccupante. Quello appena salito alle cronache è giusto l’ultimo di una serie di casi di veicoli rei di imboccarsi contromano su autostrade e tangenziali: solo in Piemonte, nel corso dell’ultima stagione estiva, si sono contate cinque vittime in incidenti analoghi, tra cui quelli avvenuti lungo la Torino-Bardonecchia (quando venne coinvolto un 18enne alla guida di una Apecar) e la Torino-Milano, casi diversi per dinamica ed epilogo, ma sempre riconducibili a un ingresso in senso errato.

In questo caso, sembra ci siano state conseguenze meno gravi, complice forse la rapidità delle segnalazioni e la diffusione dell’allarme sui social, che ha consentito a molti automobilisti di rallentare o accostare. A ogni modo, l’ingresso contromano su arterie ad alta velocità rappresenta tuttora uno dei maggiori rischi per la sicurezza stradale, in quanto i margini di intervento ridotti lasciano poco spazio a manovre correttive una volta che il veicolo è già inserito in carreggiata. È l’ora di prenderne atto.

Data articolo: Sat, 03 Jan 2026 10:06:06 +0000


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