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Oggi 6 luglio 2026, sulle autostrade italiane si segnalano diverse situazioni di traffico intenso e code, tra cui incidenti rilevanti e rallentamenti dovuti a safety car. In particolare, sulla A1 Milano-Napoli persistono code a causa di un incidente tra Terre di Canossa – Campegine e Parma, con una coda significativa di 4 km; inoltre, sulla A14 Bologna-Taranto, è segnalato un incendio con presenza di fumo tra Canosa e Andria che sta causando disagi alla circolazione. Di seguito, un resoconto dettagliato tratta per tratta.
13:59 – Terre di Canossa – Campegine e Parma
Coda di 2 km per incidente
Direzione Milano
La coda si estende dal chilometro 119.5 al chilometro 124.4 per una lunghezza di 4.9 km.
13:32 – Terre di Canossa – Campegine e Parma
Coda di 4 km per incidente
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Milano: Parma. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Terre di Canossa – Campegine.
13:55 – Firenze Scandicci e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 265.0 al chilometro 285.0 per una lunghezza di 20 km.
13:33 – Modena sud e Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta copre circa 15.5 km dal chilometro 155.3 al chilometro 170.8.
13:29 – Modena Nord in entrata
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
13:32 – Bivio A1/A22 Brennero-Modena provenendo da Bologna
Coda per traffico intenso
Direzione Brennero
13:48 – Caianello e Capua
Coda per safety car
Direzione Milano
13:45 – Parma e Terre di Canossa – Campegine
Coda di 2 km per curiosi
Direzione Napoli
13:59 – Grumello e Ponte Oglio
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La coda si estende dal chilometro 191.0 al chilometro 187.7 per una lunghezza di 3.3 km.
13:58 – Pistoia e Montecatini Terme
Traffico rallentato per materiali dispersi
Direzione Pisa
La tratta interessata è di 1.8 km dal chilometro 30.8 al chilometro 29.0.
13:05 – Area di servizio Migliarino sud
Area di servizio chiusa fino alle 19:00 per ripristino incidente
Direzione Firenze
13:50 – Imola e Faenza
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Bologna
La coda si estende dal chilometro 58.0 al chilometro 63.5 per una lunghezza di 5.5 km.
13:58 – Canosa e Andria
Fumo dovuto a incendio
Direzione in entrambe le direzioni
13:38 – Canosa e Andria
Incendio segnalato
Direzione Taranto
14:03 – Allacciamento A26/A10 e Masone
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Genova Voltri
La coda si estende dal chilometro 6.0 al chilometro 8.0 per una lunghezza di 2 km.
13:41 – Piazzale Italiano verso Chamonix
Coda segnalata, attesa prevista 15 minuti
Direzione Chamonix
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 12:08:00 +0000Sarebbe un errore, figlio di quel facile trionfalismo che talvolta annebbia la mente, scambiare il pur pregevole successo della Ferrari SF-26 di Charles Leclerc a Silverstone per un definitivo cambio della guardia. La cronaca sportiva impone alla Rossa di festeggiare, è doveroso. Tuttavia la fredda analisi dei fatti ci obbliga a una ben più amara constatazione.
Quando i chilometri si accumulano e la domenica entra nel vivo, la superiorità tecnica della Mercedes W17 resta una spietata e inoppugnabile realtà . La scuderia di Brackley detiene ancora lo scettro della lunga distanza. È innegabile che a Maranello abbiano spremuto ogni singola stilla di potenziale dalla loro monoposto. Lo ha fatto Leclerc ieri, così come Hamilton nella prima qualifica con una super pole.
Eppure, l’abnegazione non sempre è sufficiente in Formula 1. A Silverstone, seguendo un copione in parte già recitato sulla pista di Barcellona, l’estremo sforzo della scuderia italiana ha incrociato la via della dea bendata. Il ritiro di Kimi Antonelli, di fatto, ha srotolato un inatteso tappeto rosso sotto le ruote del monegasco che è andato a vincere indisturbato senza alcun tipo di pressione.
Le corse si possono vincere con il favore del destino, ma si dominano soltanto con la tecnica. E se Kimi fosse rimasto in pista, forte di coperture più fresche di dieci tornate e di un ritmo a dir poco dirompente, l’illusione ferrarista si sarebbe sciolta come neve al sole. Esiste un abisso, del tutto visibile all’occhio di tutti, che come sappiamo separa le due vetture: le fasi di harvesting e deployment.
Il respiro ibrido del motore, vede la Mercedes operare su un altro piano di grandezza. I dati non mentono, sono sentenze inappellabili. Già nel primo scampolo di gara, calzando le mescole Medium, il giovane talento bolognese girava in media un decimo e mezzo più rapido di Leclerc, e lo faceva, badate bene, con coperture che, appunto, avevano sul groppone ben dieci giri in più rispetto a quelle della SF-26.
È l’indizio che si fa prova inequivocabile. Quando poi le vetture sono passate alla mescola dura, prima che la giostra venisse interrotta dalla Safety Car, causata dal disastroso testacoda con annesso ritiro di Max Verstappen, la supremazia tedesca si è fatta assordante. Antonelli rifilava alla Rossa un distacco sempre superiore al secondo, con una media impietosa di 1,2 secondi al giro.
Sarebbe ingenuo derubricare un simile divario unicamente al vantaggio temporaneo di gomme più fresche. Ieri, c’è stata la sostanza cruda di una W17 in grado di mantenere un ritmo infernale sulla lunga distanza, spinta da una power unit che amministra l’energia elettrica con una sapienza formidabile. La differenza è marcata col tratto grosso.
E non è certo bastata la prima deroga ADUO concessa dalla FIA a Maranello per ricucire lo strappo. Dobbiamo essere intellettualmente onesti: sul giro secco, al netto delle singole peculiarità , la SF-26 ha spesso l’ardire di guardare negli occhi la rivale. Le qualifiche ci raccontano una Rossa competitiva, capace di graffiare il cronometro e fare male alle frecce d’argento.
Ma la Formula 1 è una maratona sfiancante. Oltre al nodo del motore, c’è un parametro di questa Formula 1 decisamente importante: le gomme. È innegabile che la Rossa abbia compiuto passi da gigante rispetto all’anno passato su questo fondamentale. Tuttavia, le due creature di Brackley si dimostra ancora una volta una culla più accogliente per le coperture in determinanti contesti.
Stabilizzare le mescole nel giusto range è un’alchimia complessa, figlia della vettura, dello stile di guida, dell’assetto e del capriccio ambientale. E sotto questo aspetto, Mercedes si conferma una macchina più permissiva e costante. Quel passo tenuto da Antonelli alla fine del primo stint, più rapido di un Leclerc con gomme ben più fresche, ne è la testimonianza più solenne.
Conclusioni? Se il tema pneumatici è decisamente alla portata, tenendo a mente che il Cavallino Rampante sa comunque gestire bene la chimica legata alle gomme, a Maranello serve un balzo ingegneristico drastico sul motore. Senza tale scenario, il sogno iridato rischia fortemente di rimanere un miraggio all’orizzonte dipinto di grigio Mercedes.
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 10:45:27 +0000Nel panorama dell’automobilismo moderno, la tecnologia è diventata la principale alleata della sicurezza stradale. Tuttavia, negli ultimi mesi, un fenomeno inquietante sta minando la fiducia dei conducenti verso i sistemi di assistenza alla guida: le cosiddette “frenate fantasma”. Si tratta di anomalie improvvise e inspiegabili in cui il veicolo rallenta violentemente o si inchioda del tutto senza che vi sia alcun ostacolo reale sulla carreggiata. Quello che sembrava un difetto isolato si è trasformato in un caso giudiziario di portata europea, con un aumento esponenziale di segnalazioni che ha spinto un gruppo di automobilisti ad avviare una battaglia legale.
Il fenomeno della frenata fantasma si manifesta con una dinamica quasi sempre identica e spaventosa: mentre l’auto viaggia a velocità sostenuta, spesso su tratti autostradali, il sistema di bordo rileva un pericolo inesistente e attiva una decelerazione violenta e intempestiva. Dopo l’improvviso rallentamento, il veicolo riprende la marcia normale come se nulla fosse accaduto.
La gravità di queste anomalie è emersa con forza nell’estate del 2025, in seguito a un drammatico incidente avvenuto in Francia. Una Peugeot 208 si è immobilizzata mentre viaggiava a 120 km/h sull’autostrada A40, provocando un violento tamponamento con la vettura che la seguiva. Questo episodio ha fatto da “scintilla”, spingendo oltre 250 testimoni a denunciare episodi identici occorsi con veicoli di marchi differenti, tra cui Tesla, Renault, Audi e Volkswagen.
I principali sospetti degli esperti e dei periti tecnici ricadono sul sistema di frenata automatica d’emergenza (AEB). Dal 2022, l’installazione di questo dispositivo è diventata obbligatoria su tutti i veicoli nuovi, ma la sua implementazione sembra presentare delle criticità . Le indagini tecniche suggeriscono che i sensori — radar e telecamere — possano subire interferenze dovute a particolari condizioni meteorologiche o a difetti di calibrazione conseguenti a piccoli urti.
La vastità del problema è confermata dal fatto che la questione non riguarda un singolo costruttore. Nel dossier presentato dai legali dei consumatori figurano modelli estremamente popolari e diversi tra loro: dal Volkswagen Tiguan alla Dacia Bigster, passando per la Peugeot 308, la Citroën C4, lo Skoda Kodiaq e la Ford Focus. Questa varietà dimostra che il malfunzionamento potrebbe risiedere in componenti o software condivisi tra diversi produttori di componentistica.
Le conseguenze di questa ondata di malfunzionamenti si stanno spostando rapidamente dalle strade alle aule di tribunale. Lo scorso 29 giugno 2026, undici automobilisti hanno avviato un’azione legale collettiva presso il tribunale giudiziario di Aix-en-Provence. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere alta la pressione sui costruttori e sulle autorità pubbliche affinché vengano trovate soluzioni definitive e trasparenti.
Parallelamente, il Ministero dei Trasporti ha incaricato un organismo terzo di condurre un’inchiesta tecnica approfondita, basata su test diretti e audizioni di esperti e fornitori. Il coinvolgimento degli utenti è diventato massiccio: un gruppo dedicato su Facebook conta oggi circa 2.800 membri che si scambiano informazioni e testimonianze, dimostrando che questi incidenti hanno ormai superato la soglia dei fatti isolati. Per gli automobilisti coinvolti, oltre al rischio immediato per la sicurezza, queste anomalie comportano un forte stress psicologico e, in molti casi, la perdita di fiducia in mezzi che dovrebbero garantire protezione, non incertezza.
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 10:29:06 +0000Il panorama automobilistico internazionale sta vivendo un cambiamento tellurico, un mutamento di equilibri che minaccia di travolgere le fondamenta stesse dell’industria del Vecchio Continente. Questa è la visione lucida e priva di edulcorazioni emersa durante l’evento Quattroruote Ignition, svoltosi presso la pista di Vairano lo scorso 20 giugno. In occasione del settantesimo anniversario della testata, il leggendario designer Giorgetto Giugiaro e suo figlio Fabrizio sono stati protagonisti di un’intervista serrata condotta da Gianluca Gazzoli, durante la quale hanno delineato un futuro prossimo estremamente preoccupante per il settore.
L’incipit della riflessione di Giorgetto Giugiaro è un atto d’accusa verso l’arroganza culturale dell’Occidente. Secondo il maestro, in Europa persiste l’illusione di essere ancora i depositari di una “intelligenza automotive” che, nei fatti, è svanita. La velocità con cui i competitor asiatici — prima i giapponesi, poi i coreani e infine i cinesi — hanno imparato e superato i maestri europei è definita come “impressionante”.
La forza dei produttori cinesi risiede, paradossalmente, nella loro mancanza di eredità storica: non avendo il “patrimonio” dei brand storici, non ne hanno nemmeno i vincoli e possono concentrarsi esclusivamente sulla realizzazione di auto ben fatte, spostando il baricentro del mercato mondiale lontano dall’Europa.
Fabrizio Giugiaro ha rincarato la dose con una previsione temporale molto ristretta: “Tra cinque anni la maggior parte di voi si muoverà con un’auto cinese”. La ragione di questo sorpasso non sarà legata a una mera questione di prezzi stracciati, ma alla qualità intrinseca del prodotto. Le auto cinesi, secondo Fabrizio, saranno scelte perché “oggettivamente migliori” di quelle europee.
Di fronte a questa invasione pacifica, le strade per l’Europa sembrano essere solo due: erigere barriere protezionistiche simili al “muro” statunitense o, in alternativa, avviare joint venture strategiche con i colossi asiatici per cercare di restare rilevanti.
Un punto centrale del dibattito ha riguardato le scelte politiche dell’Unione Europea, giudicate “innaturali”. Fabrizio Giugiaro ha criticato aspramente il divieto di sviluppare i motori termici, sottolineando come il problema non sia la tecnologia elettrica in sé, quanto la mancanza di un percorso organico. Mentre l’Europa imponeva divieti, la Cina iniziava vent’anni fa a costruire un ecosistema industriale completo per l’elettrico, arrivando oggi a dominare già le tecnologie successive, come il range extender.
Inoltre, i produttori asiatici hanno affinato la loro estetica avvicinandola al gusto europeo, continuando a richiedere consulenze stilistiche a studi come la GFG dei Giugiaro, una pratica che invece sta scomparendo tra i costruttori europei. L’eccezione che conferma la regola sarà il lancio, previsto per l’anno prossimo, della rinata Bizzarrini, disegnata proprio dallo studio dei Giugiaro.
L’analisi finale di Giorgetto Giugiaro si è spostata sul piano sociale e formativo, descrivendo governi e società occidentali come “ciechi e sordi” di fronte alla realtà . In Italia, in particolare, viene denunciata la mancanza di sostegno all’attività imprenditoriale e uno scarso ricambio generazionale tra ingegneri, progettisti e designer.
Le eccellenze formate nelle nostre scuole sono spesso costrette a fuggire all’estero per trovare opportunità lavorative, portando con sé quell’idea di automobile e quel pensiero progettuale che un tempo rendevano l’Italia la culla del design mondiale. L’avvertimento è dunque un grido di risveglio: senza un’inversione di rotta immediata, l’industria europea è destinata a sparire.
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 09:41:24 +0000La cronaca giudiziaria italiana regala a volte storie che sembrano uscire dalla penna di uno scrittore di fantascienza o da un manuale di medicina estrema. È il caso di un automobilista di 55 anni di Cremona, la cui vicenda, iniziata l’8 marzo 2022, si è conclusa solo il 4 luglio 2026 con una sentenza di assoluzione che ha dell’incredibile. L’uomo è stato scagionato dall’accusa di guida in stato di ebbrezza non perché i test fossero errati, ma perché il suo stesso corpo produceva alcol autonomamente.
Tutto ha inizio in una serata di quattro anni fa, quando l’uomo, di ritorno dal turno di lavoro serale, finisce con la propria auto in un fosso. La dinamica, raccontata dal protagonista, appare inizialmente come un banale, seppur sfortunato, incidente stradale: il conducente si era trovato di fronte a due nutrie e, nel tentativo di schivarle, una era finita sotto una ruota bloccandola, facendogli perdere il controllo del mezzo sulla fanghiglia stradale.
Tuttavia, la stranezza emerge in ospedale: nonostante l’uomo fosse astemio e non avesse toccato una goccia di alcol quella sera, gli esami del sangue rivelano un tasso alcolemico di 1,19 g/l, ben oltre il limite consentito di 0,5 g/l. Per le autorità la diagnosi è immediata: guida in stato di ebbrezza. Le conseguenze sono devastanti: ritiro e sospensione della patente per nove mesi e, soprattutto, la perdita del posto di lavoro, poiché l’auto era l’unico mezzo per raggiungere l’impiego notturno.
L’uomo, conscio della propria innocenza, ha intrapreso un lungo e costoso iter diagnostico, costato circa 1.200 euro, per dimostrare l’impossibile. Grazie alla collaborazione tra l’ospedale di Cremona e il San Raffaele di Milano, è emersa la verità scientifica: il cinquantacinquenne soffre della sindrome della fermentazione intestinale, nota anche come sindrome dell’autobrewery.
Questa rarissima patologia, descritta per la prima volta in Giappone nel 1952, trasforma l’intestino in un vero e proprio “birrificio”. Alcuni microrganismi presenti nella flora intestinale, invece di digerire normalmente i nutrienti, avviano un processo di fermentazione dei carboidrati, trasformandoli in etanolo. La “scintilla” che quella sera aveva fatto schizzare il tasso alcolemico dell’uomo era stata una semplice pizza mangiata con il figlio prima di andare al lavoro. Per confermare la diagnosi, i medici hanno sottoposto il paziente a un test specifico: ingerire una soluzione ricca di carboidrati (pari a due forchettate di pasta) e monitorare la produzione spontanea di alcol nel sangue.
Durante il processo, la difesa ha puntato sulla natura stessa del reato previsto dall’articolo 186 del Codice della Strada, il quale presuppone che lo stato di ebbrezza sia la conseguenza dell’assunzione consapevole di bevande alcoliche. Nel caso dell’uomo di Cremona, non vi era stata alcuna ingestione di alcol, ma una reazione chimica interna e involontaria scatenata da un alimento comune.
Il giudice, accogliendo le evidenze mediche e legali, ha infine assolto l’automobilista con formula piena “perché il fatto non sussiste”. La storia, pur concludendosi positivamente sul piano legale, lascia riflettere sulle difficoltà di chi è affetto da patologie così rare e invisibili, che possono distruggere la reputazione e la carriera di una persona prima che la scienza e la giustizia riescano a fare il loro corso.
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 08:36:52 +0000Per settimane si è parlato di un campionato destinato a trasformarsi in un affare privato della Mercedes. Prima Andrea Kimi Antonelli, poi George Russell, la sensazione era che il titolo mondiale 2026 avesse già imboccato una direzione precisa. Silverstone, invece, ha ribaltato ancora una volta la sceneggiatura. La vittoria di Charles Leclerc nel GP di Gran Bretagna non è soltanto il ritorno al successo della Ferrari, è il segnale che il Mondiale è apertissimo. Perché quando nelle ultime 4 gare si alternano 4 vincitori diversi, significa che nessuno è realmente padrone della F1.
Kimi Antonelli ha smesso di dominare a Monaco il 7 giugno, una settimana dopo Lewis Hamilton sorprendeva tutti e vinceva a Barcellona. Il 28 giugno è arrivata la risposta di George Russell in Austria e ora il ritorno di Leclerc a Silverstone. Una serie di gare dove il britannico della Ferrari ha continuato a collezionare podi e prestazioni sempre più convincenti. Il dato più significativo, non è quello delle vittorie, è la classifica. Dopo il GP Gran Bretagna, infatti, i primi tre del Mondiale sono racchiusi in appena 32 punti: Antonelli resta leader con 179, Russell sale a 154 e Hamilton è ormai vicinissimo a quota 147 punti. In pratica, poco più di una vittoria piena separa il leader dal sette volte campione del mondo.
La Ferrari è tornata e non solo con Leclerc. Per mesi il Cavallino ha inseguito e subito critiche, aveva mostrato velocità in qualifica senza riuscire a trasformarla in continuità la domenica. Ha alternato lampi a weekend complicati, ma Silverstone racconta una storia diversa. La Ferrari è stata la macchina più competitiva nel momento decisivo del weekend. Leclerc ha conquistato una vittoria pesantissima, la prima da oltre un anno, mentre Hamilton ha chiuso terzo dopo una scelta strategica arrivata nel finale dietro Safety Car. Lo stesso inglese, a caldo, ha ammesso che senza quel pit stop avrebbe probabilmente ottenuto il secondo posto. Un risultato finale che cambia la prospettiva. Per la prima volta nel 2026 Ferrari non ha avuto un solo pilota competitivo, li ha avuti entrambi. Quando Leclerc e Hamilton riescono a lottare contemporaneamente per il podio, il peso della Rossa nel Mondiale cambia completamente.
C’è un’altro aspetto che va oltre la classifica, Hamilton non sta ancora guidando la Ferrari che sogna ma sta iniziando a guidarla come soltanto lui sa fare. La Sprint di Silverstone aveva già raccontato una Ferrari velocissima, con il britannico secondo al traguardo alle spalle del solo Antonelli. Domenica è arrivato un altro podio, il quarto stagionale, che lo porta a soli 32 punti dalla vetta del Mondiale. Non sono pochi ma nemmeno tanti. Soprattutto se si considera che mancano ancora oltre metà delle gare e soprattutto se davanti nessuno riesce a costruire una vera fuga.
Antonelli ha perso punti pesantissimi proprio nel weekend in cui sembrava poter allungare definitivamente. Russell continua a essere solidissimo, ma alterna vittorie a giornate meno brillanti. Dietro, Norris e Piastri continuano a togliersi punti a vicenda. Verstappen, invece, paga una stagione troppo complicata e una Red Bull lontana dagli standard degli ultimi anni. In questo mosaico, Hamilton rappresenta forse la variabile più imprevedibile. Perché nessuno in griglia conosce meglio di lui come si costruisce un Mondiale. Il campionato ha cambiato volto.
C’è un’immagine che racconta meglio di qualsiasi statistica ciò che sta accadendo. Fino a qualche settimana fa sembrava che ogni gara avesse un favorito quasi obbligato. Adesso non è più così, ogni circuito cambia gli equilibri. Ogni weekend racconta una storia diversa, Mercedes resta probabilmente la vettura più completa. Ferrari invece è quella che cresce più rapidamente. McLaren continua ad avere uno dei migliori pacchetti aerodinamici anche se fin qui inespresso.
Red Bull, pur vivendo una stagione complicata, mantiene il potenziale per inserirsi nella lotta quando tutto funziona e quando Max Verstappen lo decide. Forse è proprio questa la F1 che tutti aspettavano. Quella in cui non basta avere la macchina migliore ma serve interpretare alla perfezione ogni singolo fine settimana. Il Mondiale più bello degli ultimi anni? Forse è ancora presto per dirlo. Ma una cosa appare evidente, Silverstone non ha semplicemente assegnato una vittoria, ha restituito imprevedibilità a un campionato che rischiava di prendere una strada ben definita.
“Tra la gara Sprint e le qualifiche abbiamo apportato alcune modifiche alla vettura e sono riuscito a ritrovare quel feeling che mi era mancato nelle ultime gare. Oggi ne abbiamo avuto la conferma” il commento a fine gara di Leclerc. “Risultato molto positivo e altro importante passo nella giusta direzione. Porteremo con noi gli aspetti positivi di questo weekend e continueremo a spingere al massimo nelle prossime gare” ha replicato Hamilton. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Vasseur: “Qui in pista e a Maranello tutti hanno svolto un ottimo lavoro per ridurre il divario da chi ci precede”.
In casa Mercedes invece si racconta di una drammatica domenica a Silverstone. “A volte siamo stati sfortunati, e alla fine, siamo diventati anche un po’ fortunati. La Safety Car ha giocato a nostro favore perché tutti dietro di me avevano montato pneumatici freschi. Se fossimo andati a correre di nuovo, probabilmente avrei perso almeno una posizione” il commento di Russell. “Non possiamo permetterci di continuare a soffrire di questi problemi di affidabilità ” il pensiero di Wolff.
La vera forza della Ferrari è avere 2 leader. Un elemento che potrebbe fare la differenza nella seconda parte della stagione. Ferrari non dipende più soltanto da Leclerc, Hamilton sta diventando un secondo leader tecnico oltre che sportivo. L’esperienza dell’inglese sta finalmente accelerando la crescita della squadra. Lo si vede nelle strategie, lo si percepisce nella gestione del weekend. Tutto confermato dagli sviluppi portati in pista nelle ultime gare. Anche quando il risultato finale non è perfetto, la sensazione è che la Ferrari abbia finalmente trovato una direzione precisa. E quando un team ritrova certezze tecniche, gira tutto a favore e spesso arrivano anche le certezze sportive. Oggi nessuno può sentirsi al sicuro e la Ferrari lo sa bene. A Silverstone era presente anche John Elkann, che ha potuto celebrare dal vivo un successo pesantissimo, arrivato nel momento forse più importante della stagione.
Antonelli resta il leader e continua a essere il riferimento della stagione. Russell è lì, pronto ad approfittare di ogni occasione. Ma subito dopo c’è Hamilton, tornato a vedere il titolo da vicino. Inoltre Leclerc, con questo successo, potrebbe aver ritrovato quella fiducia che negli ultimi mesi sembrava smarrita. La Ferrari aveva bisogno di un weekend così.
La F1 aveva bisogno di un GP così e di una classifica così con 4 piloti, 4 storie e 4 monoposto capaci di vincere. Con oltre metà stagione ancora da disputare, adesso nessuno può più nascondersi. Hamilton aveva bisogno di vedere il Mondiale di nuovo a portata di mano e forse per la prima volta nel 2026, il Cavallino può davvero guardare tutti dall’alto negli occhi. Perché la classifica dice Mercedes ma il vento, improvvisamente, soffia forte dalle parti di Maranello.
È forse questo il regalo più bello che Silverstone potesse fare agli appassionati: restituire incertezza. Da qui in avanti non conterà soltanto avere la macchina più veloce, ma chi saprà sbagliare meno quando la pressione salirà . Il Mondiale 2026, che fino a poche settimane fa sembrava avere un copione già scritto, oggi è diventato una corsa tutta da vivere e questa, per la F1 e per chi la ama, è la vittoria più importante.
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 08:04:40 +0000Il panorama della micromobilità urbana in Italia si appresta a vivere una trasformazione radicale che punta a mettere ordine in un settore spesso percepito come fuori controllo. La data cerchiata in rosso sul calendario è quella del 17 luglio 2026, giorno in cui diventerà ufficialmente operativo l’obbligo di assicurazione RC (Responsabilità Civile) per chiunque possieda o utilizzi un monopattino elettrico. Questa misura, arrivata dopo una serie di rinvii concordati tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le compagnie assicuratrici, rappresenta l’ultimo tassello di una serie di normative volte a inquadrare questi mezzi all’interno di regole simili a quelle dei veicoli a motore tradizionali. Restano però dei dubbi su ciò che già esiste, ovvero il dovere di indossare il casco e di munire di targa il monopattino.
La situazione attuale vede una profonda spaccatura tra il settore del noleggio e l’utenza privata. Le società di sharing hanno fatto sapere di essersi già adeguate da tempo alle normative vigenti, sottolineando di essere l’unico segmento costantemente autorizzato e controllato. Al contrario, la preoccupazione principale riguarda il circa un milione di conducenti privati che, secondo le associazioni di categoria, rischiano di circolare “fuori norma” a partire dalla scadenza di luglio.
Mentre le imprese di sharing applicano restrizioni via software, come il limite di velocità a 20 km/h introdotto dalla legge Rosso, i privati rimangono più difficili da monitorare. Assosharing lamenta infatti che, sebbene nel loro settore si registrino zero vittime dal novembre 2021, il legislatore abbia “presentato il conto” a loro per gli incidenti causati principalmente dai mezzi privati, spesso manomessi per raggiungere velocità pericolose fino a 40 km/h.
Nonostante l’introduzione di nuovi obblighi, la realtà quotidiana sulle strade italiane sembra raccontare una storia diversa. L’obbligo del casco, in vigore da due anni, e quello del targhino, scattato nel maggio 2026, vengono definiti dal presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, come una vera e propria “chimera”.
Basta osservare il traffico nelle grandi metropoli come Milano per notare violazioni sistematiche: utenti senza protezione, due persone a bordo dello stesso mezzo nonostante il divieto e monopattini che sfrecciano ignorando la segnaletica. Il problema centrale, secondo le denunce delle associazioni dei consumatori, risiede nella scarsità delle sanzioni. Senza un’applicazione rigorosa delle multe, qualsiasi divieto rischia di rimanere puramente teorico, alimentando una percezione di impunità che ha già portato a contare sei vittime dall’inizio del 2026.
L’introduzione della nuova polizza assicurativa obbligatoria non è priva di polemiche. Gli operatori dello sharing denunciano un aggravio dei costi che mette a rischio la sostenibilità del business. Secondo Assosharing, l’obbligo di RC auto non aggiungerà tutele reali per i pedoni, che sarebbero già coperti, ma imporrà solo polizze più care e complesse.
Le imprese temono che un eccesso di regolamentazione, unito a malfunzionamenti tecnici — come quelli registrati inizialmente dal portale pubblico per la registrazione dei mezzi — possa portare alla chiusura di molti servizi di noleggio, lasciando sulle strade solo i mezzi privati privi di qualsivoglia tracciamento o controllo. In un contesto dove persino l’identificazione tramite targa fisica viene considerata meno efficace del monitoraggio GPS già attivo sui mezzi in sharing, il futuro dei monopattini in Italia rimane in bilico tra la necessità di una maggiore sicurezza e il rischio di soffocare una risorsa della mobilità sostenibile.
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 07:24:51 +0000In una delle location più iconiche del calendario, dove si corse la prima storica gara di F1, la Ferrari è partita con la marcia giusta, ottenendo la pole position della SR con Hamilton. Nel suo giardino di casa Sir Lewis è stato più veloce di 11 millesimi del leader del Mondiale, Kimi Antonelli. Terzo posto per Max Verstappen sulla RB22 e quarto per Charles Leclerc con l’altra SF-26, davanti alla Mercedes di Russell e alle due McLaren di Norris e Piastri.
Nella Sprint Race Lewis Hamilton ha provato disperatamente a tenere la prima posizione, ma non ha potuto difendersi dagli attacchi energetici della W17 di Kimi Antonelli. Quest’ultimo ha dimostrato il solito talento gestionale, riuscendo ad allungare e vincere senza patemi. Medaglia di bronzo per Lando Norris, capace di tenere con onore la McLaren in versione Green and White davanti alla Mercedes di Russell, la SF-26 di Leclerc e la RB di Verstappen.
Kimi Antonelli ha anche ottenuto la pole position della sfida inglese. Il pilota della Mercedes ha bruciato le Ferrari di Charles Leclerc, secondo, e di Lewis Hamilton, terzo. Quarta l’altra Stella a tre punte di George Russell, in affanno rispetto alle W17 del numero 12. L’italiano, al via, ha subito perso la prima posizione a vantaggio dei ferraristi, mentre Russell ha iniziato a palesare un ritmo blando sulla W17. Le Mercedes sono sembrate battibili e, complice il ritiro nel finale del bolognese, Leclerc ha conquistato la prima vittoria del 2026, precedendo un fortunatissimo Russell e il pluripremiato compagno di squadra. Out Max Verstappen, mentre le McLaren hanno deluso davanti al pubblico di casa.
Charles Leclerc: 10 – Finalmente una domenica convincente per il monegasco, capace di martellare dal primo sino all’ultimo giro. Il numero 16 è scattato come un fulmine e ha tenuto a bada Antonelli e Hamilton. Ha costruito il suo successo con una gestione esemplare delle mescole e non si è dovuto preoccupare del ritorno di Antonelli per l’ennesimo problema tecnico alla W17. Ha tagliato il traguardo sotto regime di Safety Car, dando dimostrazione di un feeling ritrovato. Nona vittoria in Ferrari e quasi 2 anni dopo (623 giorni) può tornare a sorridere. Per la Scuderia è la 250esima vittoria all time in F1.
Kimi Antonelli: 9 – Un voto in meno solo perché gli è mancato il guizzo al via dopo aver siglato la quinta pole in carriera. È stato bruciato dalle due Rosse, finendo poi perdere tempo prezioso nel testa a testa con Lewis Hamilton, pur avendo un ritmo migliore. Nel finale, quando era aveva puntato la P1 di Charles, è stato punito dell’ennesima sfortuna tecnica. Il mondiale si è riaperto, ma non per sue colpe. Gli rimangono 25 punti di vantaggio su George Russell, mentre il numero 44 della Ferrari si è rifatto sotto a 32 punti. A Spa dovrà sperare che la sfortuna non lo accompagni nell’abitacolo.
Lewis Hamilton: 7 – Il secondo posto nella SR lasciava presagire una domenica memorabile del nativo di Stevenage che poi non si è concretizzata nel suo giardino di casa. Nel GP di Silverstone ha pagato con 5 secondi al pit una partenza anticipata ed è stato sverniciato dalla Mercedes di Kimi Antonelli. Alla fine avrebbe potuto chiudere secondo, ma nella roulette di bandiere gialle e pit stop con la SC è stato beffato anche dal suo ex compagno di squadra. In ogni caso è arrivato il podio numero 15 a Silverstone di una immensa carriera.
George Russell: 6,5 – La classifica gli sta sorridendo nelle ultime uscite, ma stavolta è stato semplicemente molto fortunato. Nelle ultime 4 tappe hanno vinto 4 piloti diversi e c’è anche il suo nome, i 18 punti guadagnati su Antonelli in questo weekend compensano tutte le sfortune avute a inizio campionato. Tutto sommato, dopo Leclerc, può essere il secondo pilota più felice della griglia in una domenica che era cominciata con un preoccupante passo dello “shrimp” come dicono dalle parti del Northamptonshire.
Lando Norris: 6 – In un weekend che sapeva di calvario, l’inglese è riuscito a tenere a galla il team McLaren nella SR con un terzo posto, ma ci si attendeva ben altro dalla squadra campione del mondo. Ha concluso nel GP in quarta posizione, davanti ad Hadjar, solo per i problemi di Antonelli e Verstappen. Le problematica in termini di elevato drag e scarso bilanciamento in curva della MCL40 stanno limitando il numero 1.
Racing Bulls: 6 – Weekend da sufficienza piena per lo Junior Team a punti con Lawson e Lindblad, rispettivamente sesto e settimo. L’ex squadra Minardi sta trovando continuità in questa fase di campionato, potendo impensierire l’Alpine al quinto posto della classifica costruttori. La squadra francese, a punti sia con Colapinto che con Gasly, è a quota 60 punti, mentre la RB è a 59. Ottimo lavoro!
Red Bull Racing: 5 – Ancora un problema, come in Austria, ha privato Max Verstappen di finalizzare un weekend con una bella soddisfazione. Con la chiusura dell’ala posteriore non ha potuto controllare la RB22 e altro podio buttato al vento in una annata maledetta. Infuriato, nel ring delle interviste, il pilota olandese che ai giornalisti ha tuonato:
“È la stessa cosa successa durante la Q3 della qualifica in Austria. Abbiamo avuto di nuovo un problema all’ala posteriore che non si è chiusa correttamente. In realtà è stato un problema diverso, ma alla fine succede sempre la stessa cosa. E questo, ovviamente, non dovrebbe succedere mai”.
Oscar Piastri: 3 – Sino a pochi mesi fa era il favorito per conquistare il titolo mondiale, oggi è sembrato disperso anche sul leggendario tracciato britannico. Non è più in grado di trovare continuità e il giusto feeling su questa gen di monoposto e ha chiuso undicesimo, fuori dalla zona punti. L’australiano ha bisogno di un reset e la pausa estiva probabilmente lo agevolerà , sviluppi MCL40 permettendo.
Aston Martin: 0 – Fernando Alonso e Lance Stroll hanno concluso ultimo e penultimo, come in griglia. Newey ha ammesso le colpe di un progetto nato male e sviluppato peggio. La Verdona, davanti al pubblico di casa, si è dimostrata inguidabile e ha anche fatto perdere decimi a Leclerc nei doppiaggi. Lance Stroll, penalizzato di dieci posizioni per aver utilizzato una quinta batteria e una quinta centralina elettronica in questa stagione, è lo specchio della crisi di un team che avrebbe dovuto lottare per le posizioni nobili della griglia.
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:55:57 +0000Il giorno 06 luglio 2026 sono previsti scioperi in Italia nel settore dei trasporti. Nel dettaglio, si registrano cinque scioperi che coinvolgono sia il trasporto pubblico locale sia il settore ferroviario. Di seguito una panoramica dei dettagli relativi a ciascuno sciopero attivo nella giornata.
Per l’intera giornata del 06 luglio è indetto uno sciopero di 24 ORE che riguarda il personale della SOC. AMTS di Catania. Ad aderire sono i sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL. Lo sciopero avrà rilevanza locale e coinvolgerà il trasporto pubblico personale della categoria.
Un secondo sciopero a Catania, sempre della durata di 24 ORE, è stato proclamato dal sindacato OSP ORSA TPL e coinvolge sempre il personale della SOC. AMTS di Catania per tutta la giornata.
Inoltre, a Catania nella stessa giornata, è indetto uno sciopero di 24 ORE: dalle 00.01 alle 23.59 presso la SOC. AMTS di Catania. Lo sciopero è stato proclamato da OSP CUB TRASPORTI e coinvolge la medesima categoria di personale.
È stato proclamato uno sciopero a rilevanza nazionale che riguarda il settore ferroviario. L’astensione dal lavoro si svolgerà per 24 ore: dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio e coinvolge il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal. Lo sciopero è stato indetto dal sindacato USB Lavoro Privato.
Nel territorio della provincia di Prato è previsto uno sciopero di 4 ore: dalle 18.30 alle 22.30 che coinvolge il personale della SOC. Autolinee Toscane (sede operativa di Prato), con proclamazione da parte della RSA FAISA-CISAL. Lo sciopero avrà rilevanza territoriale e riguarda il trasporto pubblico locale.
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:00:00 +0000Nel mese di luglio 2026 sono previsti diversi scioperi nel settore dei trasporti che interesseranno numerose città e regioni italiane, coinvolgendo sia il trasporto pubblico locale che quello ferroviario, marittimo e aereo. In questo articolo forniamo il calendario aggiornato di tutte le principali agitazioni sindacali, ordinate per data e città , con dettagli su orari, categorie coinvolte e sindacati aderenti. Se hai in programma viaggi o spostamenti a luglio, è importante restare aggiornati per minimizzare eventuali disagi.
Nella regione Lombardia è previsto uno sciopero regionale nel trasporto merci ferroviario, che coinvolge “tutte le province”. Riguarda il personale della Soc. DB Cargo Italia, con una durata di 8 ore: dalle 03:31 alle 11:29. I sindacati promotori sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
Nell’intera giornata sono previsti undici scioperi che coinvolgono principalmente il trasporto aereo su scala nazionale e locale, oltre a un’azione che interessa il trasporto pubblico a Firenze:
– Italia (Nazionale): sciopero del personale Sociètà ENAV Aeroporto di Milano Malpensa (RSA FAST-CONFSAL-AV), sciopero personale di aziende del comparto aereo e indotto aeroportuale associate Assohandlers (CUB TRASPORTI), e sciopero del personale EasyJet Airlines Limited (USB Lavoro Privato e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).
– Roma (Fiumicino e Ciampino): sciopero di 8 ore del personale ADR Security degli aeroporti di Roma (FAST-CONFSAL).
– Milano Malpensa: sciopero di 4 ore del personale Fedex Corporation (OST CUB TRASPORTI).
– Catania: sciopero di 4 ore del personale ASC Handling Aeroporto di Catania Fontanarossa (CUB TRASPORTI).
– Firenze: sciopero di 24 ore del personale Autolinee Toscane bacino di Firenze (OSP COBAS Lavoro Privato).
– Palermo: sciopero di 4 ore del personale navigante UAB DAT LT (USB Lavoro Privato).
Nella città di Catania sono proclamati ben tre scioperi distinti nel trasporto pubblico locale: il personale della SOC. AMTS di Catania aderirà a tre diverse sigle sindacali (OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, OSP ORSA TPL e OSP CUB TRASPORTI) per l’intera giornata, con modalità di 24 ORE. Questi scioperi riguarderanno l’intero servizio di trasporto pubblico in città .
Nel settore ferroviario nazionale, è previsto uno sciopero che coinvolge il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal proclamato da USB Lavoro Privato, di 24 ore dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio, con ripercussioni su tutto il territorio italiano.
Nella città di Prato (Toscana), il personale della SOC. Autolinee Toscane – sede operativa di Prato parteciperà a uno sciopero di 4 ore (dalle 18.30 alle 22.30), indetto dal sindacato RSA FAISA-CISAL, relativo al trasporto pubblico locale.
Nella regione Sicilia, tutto il personale della SOC. RFI DOIT Palermo nel settore ferroviario partecipa a uno sciopero di 8 ore (dalle 9.00 alle 17.00) indetto da OSR UILT-UIL.
Su scala nazionale, sciopero di 23 ore (dalle 03.00 del 9 luglio alle 02.00 del 10 luglio) del personale operativo equipaggi della SOC. Italo NTV, indetto da UILT-UIL.
Nella provincia di Bari, sciopero di 24 ore del personale della SOC. STP di Bari nel trasporto pubblico locale, indetto da OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.
In tutta la regione Puglia, proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata che coinvolge tutte le categorie pubbliche e private, inclusi i lavoratori TPL (OSR USB Lavoro Privato).
Sul territorio nazionale, il personale della SOC. CAPTRAIN Italia del settore trasporto merci ferroviario incrocia le braccia per 8 ore dalle 16.01 alle 23.59 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).
Nella città di Palermo (Sicilia), sciopero di 24 ore del personale della SOC. AMAT di Palermo nel trasporto pubblico locale, indetto da OSP CUB TRASPORTI.
Sul territorio nazionale, sciopero per l’intero turno lavorativo di tutto il personale SOC. Elior div. Itinere addetto ai servizi di ristorazione e logistica bordo treno Trenitalia, proclamato dalle sigle FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL, COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella regione Sicilia, sciopero di 24 ore dalle 06.30 del 17 alle 06.30 del 18 luglio del personale SOC. Caronte & Tourist Isole Minori nel settore marittimo (OSR UGL Mare e Porti).
Nella città di Venezia, sciopero di 24 ore del personale SOC. ATVO di Venezia – trasporto pubblico locale (OSP SGB/FAST Mobilità ).
Nella città di Verona (Veneto), nel settore ferroviario locale, sciopero di 24 ore dalle 21.00 del 19 alle 20.59 del 20 luglio del personale SOC. RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA Ferrovie/SLM-FAST-CONFSAL).
Nella città di Latina (Lazio), sciopero di 24 ore del personale della SOC. CSC Mobilità di Latina – TPL (OSR FAISA-CISAL).
Nella città di Firenze (Toscana), il personale della SOC. Autolinee Toscane bacino urbano sciopera per 4 ore: dalle 19.00 alle 23.00 (RSA FAISA-CISAL).
Nella regione Calabria, sciopero di 24 ore dalle 00.00 alle 24.00 del personale della SOC. SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (CZ) (OSR UGL-TA).
Su base nazionale, personale SOC. ALHA e MLE-BCUBE Aeroporto di Milano Malpensa sciopera per 24 ore (OST CUB Trasporti/USB Lavoro Privato).
Su scala nazionale, il personale della SOC. Grandi Navi Veloci è in sciopero per 24 ore (dalle 12.00 del 22 alle 11.59 del 23 luglio, CSLE).
Sul territorio nazionale, personale delle imprese ferroviarie e trasporto merci su rotaia sciopera 24 ore: dalle 21.00 del 23 alle 20.59 del 24 luglio; per il TPL (Trasporto Pubblico Locale), intera prestazione prevista il 24/7 (CUB Trasporti/SGB).
Nella provincia di Savona (Liguria), sciopero di 4 ore: dalle 10.15 alle 14.15 personale SOC. TPL Linea Savona, sigla RSU.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:00:00 +0000Oggi, 06 luglio 2026, proponiamo un quadro sintetico e affidabile dei prezzi medi dei carburanti praticati sulla rete autostradale italiana, ricavati dall’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Nel dettaglio trovate le quotazioni per benzina, gasolio, GPL e metano con l’indicazione della modalità di erogazione. Ricordiamo che il prezzo alla pompa nasce dall’incontro tra la componente industriale (materia prima e margine di distribuzione) e la fiscalità (accise e Iva), tre tasselli che insieme definiscono il costo finale sostenuto dagli automobilisti.
Ultimo aggiornamento: 05-07-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.004 € |
| Benzina | SELF | 1.932 € |
| GPL | SERVITO | 0.883 € |
| Metano | SERVITO | 1.589 € |
Per la benzina, il prezzo finale deriva dall’equilibrio tra oneri fiscali e costi industriali lungo la filiera. La componente fiscale incide per il 58% e comprende accise e Iva: le accise sono imposte specifiche sul prodotto, mentre l’Iva è un’imposta percentuale che si applica sul valore complessivo, inclusivo delle accise stesse, amplificando gli effetti di ogni variazione a monte. La parte industriale pesa per il 42% e si scompone in due elementi: la materia prima, pari al 30%, e il margine lordo, pari al 12%. La quota relativa alla materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro, fattori che possono muovere rapidamente i listini all’ingrosso. Il margine lordo comprende la remunerazione degli operatori della filiera (raffinazione, logistica, distribuzione e gestione della rete) e rappresenta l’area su cui i gestori possono intervenire per adeguare i prezzi alla pompa, tenendo conto di concorrenza locale, volumi di vendita, costi operativi e politiche commerciali. In sintesi, quando oscillano i mercati petroliferi o il tasso di cambio, la componente industriale (in particolare la materia prima) tende a recepire per prima gli scostamenti; l’effetto fiscale, essendo in larga parte proporzionale, contribuisce poi a definire il prezzo conclusivo pagato dagli automobilisti.
Per il gasolio, la struttura del prezzo presenta un equilibrio diverso rispetto alla benzina. La componente fiscale vale il 45%, mentre la componente industriale pesa il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima incide per il 45% del prezzo e il margine lordo per il 10%. Anche per il gasolio, le quotazioni internazionali e l’andamento del cambio euro/dollaro sono i principali driver della quota materia prima: rialzi del barile o un euro più debole tendono ad aumentare il costo all’origine, che poi si riflette sui prezzi alla pompa. Il margine lordo, invece, rappresenta l’insieme delle voci di remunerazione e dei costi della filiera (stoccaggio, trasporto, esercizio della rete e politiche commerciali), ed è l’area sulla quale gli operatori possono intervenire per modulare le strategie di prezzo, anche in funzione della domanda locale e della concorrenza tra punti vendita. Rispetto alla benzina, il maggior peso della componente industriale sul gasolio rende il prezzo più sensibile ai movimenti della materia prima, mentre la minor incidenza della fiscalità attenua parzialmente l’effetto moltiplicativo dell’Iva sul totale, pur restando determinante nella formazione del costo finale.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.846 per la benzina, 1.927 per il diesel, 0.788 per il gpl, 1.568 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.920 |
| Benzina | SELF | 1.839 |
| GPL | SERVITO | 0.776 |
| Metano | SERVITO | 1.500 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.942 |
| Benzina | SELF | 1.867 |
| GPL | SERVITO | 0.751 |
| Metano | SERVITO | 1.577 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.958 |
| Benzina | SELF | 1.876 |
| GPL | SERVITO | 0.878 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.935 |
| Benzina | SELF | 1.858 |
| GPL | SERVITO | 0.813 |
| Metano | SERVITO | 1.664 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.923 |
| Benzina | SELF | 1.853 |
| GPL | SERVITO | 0.724 |
| Metano | SERVITO | 1.526 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.913 |
| Benzina | SELF | 1.831 |
| GPL | SERVITO | 0.754 |
| Metano | SERVITO | 1.515 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.936 |
| Benzina | SELF | 1.856 |
| GPL | SERVITO | 0.764 |
| Metano | SERVITO | 1.499 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.919 |
| Benzina | SELF | 1.834 |
| GPL | SERVITO | 0.749 |
| Metano | SERVITO | 1.632 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.926 |
| Benzina | SELF | 1.841 |
| GPL | SERVITO | 0.863 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.919 |
| Benzina | SELF | 1.838 |
| GPL | SERVITO | 0.744 |
| Metano | SERVITO | 1.537 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.900 |
| Benzina | SELF | 1.820 |
| GPL | SERVITO | 0.785 |
| Metano | SERVITO | 1.499 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.947 |
| Benzina | SELF | 1.867 |
| GPL | SERVITO | 0.801 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.918 |
| Benzina | SELF | 1.834 |
| GPL | SERVITO | 0.748 |
| Metano | SERVITO | 1.565 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.926 |
| Benzina | SELF | 1.853 |
| GPL | SERVITO | 0.743 |
| Metano | SERVITO | 1.606 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.932 |
| Benzina | SELF | 1.848 |
| GPL | SERVITO | 0.866 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.935 |
| Benzina | SELF | 1.853 |
| GPL | SERVITO | 0.813 |
| Metano | SERVITO | 1.819 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.928 |
| Benzina | SELF | 1.844 |
| GPL | SERVITO | 0.764 |
| Metano | SERVITO | 1.599 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.933 |
| Benzina | SELF | 1.858 |
| GPL | SERVITO | 0.801 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.914 |
| Benzina | SELF | 1.834 |
| GPL | SERVITO | 0.787 |
| Metano | SERVITO | 1.493 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.943 |
| Benzina | SELF | 1.859 |
| GPL | SERVITO | 0.863 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.904 |
| Benzina | SELF | 1.823 |
| GPL | SERVITO | 0.766 |
| Metano | SERVITO | 1.499 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:00:00 +0000Le prossime settimane saranno particolarmente difficili per il settore ferroviario italiano. Da Nord a Sud, infatti, la rete italiana sta registrando diverse attività di manutenzione e aggiornamento che si svolgeranno tra il mese di luglio e il mese di agosto. Attualmente, sono attivi circa 1.300 cantieri. Per questo motivo, le prossime settimane potrebbero essere accompagnate da ritardi notevoli per i viaggiatori. Andiamo ad analizzare la questione nei dettagli, evidenziando anche quali sono le tratte che saranno più interessate dai lavori e per cui sarà necessario mettere in conto dei ritardi o dei tempi di percorrenza più lunghi.
Con circa 1.300 cantieri aperti, la rete ferroviaria italiana sta vivendo un periodo di profondo aggiornamento, con interventi basati su oltre 11 miliardi e mezzo di euro di investimenti. Secondo Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), gli interventi di manutenzione sono stati programmati in modo specifico in questo periodo che si caratterizza per un traffico mediamente più basso, nonostante il periodo di esodo per le vacanze estive. Di conseguenza, i lavori in corso dovrebbero avere un impatto inferiore sulla mobilità . Il rischio di ritardi, per i prossimi mesi, è inevitabile e i viaggiatori dovranno organizzarsi per affrontare tutte le avversità .
Gli interventi in corso non dovrebbero rallentare troppo gli spostamenti, soprattutto per quanto riguarda il raggiungimento delle mete turistiche più battute. Le linee Tirrenica e Adriatica, ad esempio, saranno garantite per tutto il periodo estivo. Allo stesso modo, è prevista una copertura completa per i collegamenti verso la Liguria e verso la Puglia. Ricordiamo, in ogni caso, che il sito di Trenitalia propone una sezione dedicata alle informazioni per i viaggiatori, con tutti i dettagli per i lavori programmati.
Uno degli interventi più importanti, per quanto riguarda le infrastrutture, in questo periodo sarà la sostituzione del cavalcaferrovia “Ponte al Pinoâ€, situato nel nodo ferroviario di Firenze. Si tratta di una tratta che collega il centro di Firenze con Campo di Marte. La prima fase dei lavori terminerà il 10 luglio, mentre una seconda parte è fissata per il 26-30 luglio.
Questo intervento porterà a una temporanea sospensione della circolazione ferroviaria sulle tratte Firenze Campo di Marte-Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte-Firenze Santa Maria Novella, con effetti anche sui treni nazionali. I treni a lunga percorrenza sfrutteranno la linea Tirrenica, con un incremento della percorrenza. Ad agosto, invece, ci saranno dei lavori sulla linea Milano – Venezia dell’Alta Velocità con un’interruzione della circolazione dal 2 al 16 agosto tra Verona e Vicenza, mentre dal 10 al 17 agosto è previsto uno stop tra Piacenza Est e Melegnano, lungo la linea Milano – Bologna.
Altri interventi sono previsti sulla Milano – Genova, tra il 20 luglio e il 29 agosto (con 9 giorni di chiusura già in programma), e sulla Firenze-Roma, dal 10 al 28 agosto, con un conseguente aumento della percorrenza. Il quadro è abbastanza chiaro: nel corso delle prossime settimane, infatti, la rete ferroviaria sarà aggiornata e, in alcuni casi, la circolazione sarà pesantemente condizionata. Si tratta, però, di una necessità per poter garantire un miglioramento dei servizi nel lungo periodo.
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 05:30:33 +0000Il Gruppo BMW sta lavorando con grande attenzione allo sviluppo di processi produttivi sempre più efficienti e in grado di garantire un miglioramento delle attività aziendali. La digitalizzazione e l’integrazione con l’intelligenza artificiale diventano, quindi, essenziali.
Un ruolo centrale in tal senso lo ricopre la IA fisica, elemento che collega l’IA digitale a macchine e robot reali. Grazie a questa tecnologia è possibile integrare sistemi intelligenti come i robot umanoidi nei processi produttivi.
In passato, l’azienda ha implementato il robot umanoide Figure 02 nel suo stabilimento di Spartanburg, negli Stati Uniti, già dal 2025. Tale robot ha supportato la produzione della BMW X3 lavorando nel reparto carrozzeria, con l’obiettivo di agevolare il processo di saldatura. Ora è tutto pronto per un nuovo step del percorso evolutivo.
Per il prossimo futuro, infatti, arriva un nuovo robot che avrà il compito di migliorare la logistica e lo smistamento dei componenti, rendendo il processo di produzione ancora più agile e veloce, a tutto vantaggio dell’efficienza delle attività produttive. Ecco i dettagli completi in merito.
Nello stabilimento di Spartanburg entra in attività Figure 03. Il nuovo robot umanoide, migliorato sotto tanti punti di vista, sarà impiegato in applicazioni complesse di sequenziamento logistico, con l’obiettivo di garantire un sostanziale miglioramento delle attività aziendali.
Il robot deve gestire componenti che inizialmente arrivano in container di grandi dimensioni, non smistati. Lo smistamento rappresenta una parte centrale del processo di logistica nella produzione automobilistica e il ruolo del robot umanoide diventa centrale.
I vari componenti, dopo essere stati smistati, saranno trasportati al luogo di installazione dello stabilimento, sfruttando un sistema automatizzato, e saranno forniti agli addetti nella sequenza giusta, in modo da poter completare rapidamente l’assemblaggio.
L’utilizzo di robot rappresenta un elemento centrale della strategia del Gruppo BMW che punta a migliorare l’automazione dei processi produttivi ricorrendo all’intelligenza artificiale fisica. Si tratta di un passaggio fondamentale per l’incremento della produttività .
Secondo l’azienda: “L’obiettivo è proteggere e valorizzare al massimo i dipendenti, migliorando ulteriormente gli ambienti di lavoro.” I prossimi passi del programma saranno comunicati successivamente. Nel frattempo, l’azienda porta avanti vari progetti legati alla trasformazione digitale delle sue attività , con un focus sullo stabilimento di Spartanburg.
Ricordiamo che la diffusione dei robot nei processi produttivi è sempre più marcata e, in alcuni casi, i lavoratori umani sono arrivati a scioperare contro la loro presenza. Nel futuro, però, ci saranno sempre più robot nelle catene di montaggio che potrebbero rivoluzionare i processi produttivi.
Ulrich Wieland, Vicepresidente del Controllo della Produzione e della Logistica di BMW Manufacturing, ha commentato:
Lo stabilimento di Spartanburg è il luogo di nascita della robotica umanoide nelle attività operative quotidiane di BMW Manufacturing. Dopo aver già completato con successo un progetto pilota con Figure 02 nel nostro reparto di carrozzeria, non vediamo l’ora di implementare Figure 03 per un caso d’uso di sequenziamento nella logisticaâ€
Brett Adcock, fondatore e CEO di Figure AI, ha aggiunto:
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 05:30:21 +0000“Il nostro impiego di 11 mesi con Figure 02 ha dimostrato che gli umanoidi non sono più esperimenti di laboratorio, ma possono rappresentare una risorsa preziosa per la creazione di una forza lavoro flessibile e affidabile nel settore manifatturiero”
La buona fede non cancella una violazione del Codice della Strada. Per evitare la sanzione non basta dimostrare di non avere avuto l’intenzione di infrangere la norma. Nelle sanzioni amministrative non serve il dolo ovvero la volontà di violare la legge. È sufficiente la colpa, che può consistere anche in disattenzione, imprudenza, negligenza o mancata verifica. Questo significa che un automobilista può essere multato anche se non voleva sbagliare. Chi parcheggia dove non può, entra in una Ztl senza permesso, percorre una corsia riservata o supera un limite di velocità viene sanzionato perché “ha tenuto una condotta vietata.
La buona fede può essere accettata solo quando si trasforma in errore scusabile che esiste quando il conducente è stato tratto in inganno da circostanze oggettive, esterne e non imputabili a lui.
I riferimenti normativi sono il Codice della Strada e la legge 689 del 1981 che disciplina le sanzioni amministrative. L’articolo 3 stabilisce che nelle violazioni punite con sanzione amministrativa ciascuno risponde della propria azione o omissione cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa. La stessa norma aggiunge che, se la violazione è commessa per errore sul fatto, l’autore non è responsabile quando l’errore non è determinato da sua colpa.
In pratica l’automobilista non deve per forza avere voluto violare la norma. Basta che abbia agito con colpa. Se invece l’errore nasce da una falsa percezione della realtà non imputabile al conducente, la responsabilità può essere esclusa, ma l’onere di dimostrarlo pesa su chi contesta la multa.
La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che in materia di sanzioni amministrative c’è una presunzione di colpa a carico di chi ha commesso la trasgressione. Non significa che il cittadino sia sempre condannato in partenza, ma che deve portare elementi per dimostrare di avere agito senza colpa. Se vogliamo sintetizzare il significato in poche parole, possiamo affermare che la buona fede si prova.
Se l’agente accerta una violazione, deve contestarla secondo le regole. Non può trasformare la buona fede dichiarata dall’automobilista in una cancellazione automatica della sanzione.
Non significa però che l’agente non valuti la situazione. Davanti a casi limite, segnaletica assente, cartelli illeggibili, emergenze reali o circostanze anomale, può tenere conto del contesto. Il potere dell’agente non è però quello di riscrivere la legge sulla base dell’impressione personale. Se il verbale viene emesso, la sede per far valere la buona fede diventa il ricorso.
L’eventuale errore scusabile va sostenuto con prove. Chi vuole contestare deve quindi ragionare in termini documentali: foto, video, testimonianze, ricevute, certificati, stato dei luoghi, posizione della segnaletica, condizioni di visibilità . Se la spiegazione non entra nel verbale o non viene poi sostenuta con elementi oggettivi, perde forza. In materia di multe stradali, la differenza tra una lamentela e un ricorso serio va cercata nelle prove.
Il caso più evidente in cui la buona fede ha un peso riguarda la segnaletica. Se un cartello di divieto è caduto o vandalizzato in modo da non essere visibile, l’automobilista può sostenere di non essere stato messo nelle condizioni di conoscere il divieto. In questo scenario la buona fede è la conseguenza di una carenza oggettiva.
Lo stesso vale per una segnaletica contraddittoria. Se un cartello autorizza una condotta e un altro la vieta, oppure se la segnaletica orizzontale e quella verticale danno indicazioni incoerenti, il conducente può trovarsi davanti a una situazione ambigua che può diventare un argomento forte.
Le Ztl sono uno dei terreni più frequenti di contestazione. Un varco con display spento, indicazioni poco comprensibili, cartelli non visibili o messaggi ambigui può indurre in errore chi guida. In questi casi il ricorso ha senso se il conducente documenta lo stato del varco al momento del transito o dimostra che la segnalazione non era idonea.
La buona fede non salva chi confonde distrazione e impossibilità di conoscere la regola. Se il cartello c’era ed era visibile, il conducente non può sostenere di non averlo notato. La strada richiede attenzione continua e la mancata percezione di un segnale leggibile viene considerata una forma di colpa.
Non basta poi ignorare una nuova disciplina della circolazione. Se una strada diventa senso unico, se cambiano gli orari della Ztl o se viene modificata una corsia, il conducente deve adeguarsi alla segnaletica presente. La buona fede non copre l’errore evitabile. Chi comunica una targa sbagliata per un permesso Ztl, non controlla la scadenza di un’autorizzazione, dimentica di rinnovare un pass o inserisce dati errati in una pratica non può sostenere di non avere colpa.
Anche la fretta non è una giustificazione. Essere in ritardo al lavoro, dover prendere un treno o cercare parcheggio da molto tempo non elimina la responsabilità .
Diverso è il caso dello stato di necessità . L’articolo 4 della legge 689 del 1981 prevede cause di esclusione della responsabilità , tra cui lo stato di necessità . Qui non si parla più della semplice buona fede, ma di una situazione in cui la violazione viene commessa per evitare un pericolo attuale e grave alla persona.
L’esempio classico è il trasporto urgente di una persona in pericolo di vita. Se un automobilista supera un limite, passa con il rosso o entra in una corsia vietata per portare qualcuno al pronto soccorso in una situazione realmente grave e non altrimenti gestibile, può invocare lo stato di necessità . Ma anche qui servono le prove, come certificati medici o eventuali testimonianze.
Un altro aspetto di cui tenere conto è l’onere della prova. La Corte della Cassazione ha distinto tra inesistenza della segnaletica e inadeguatezza della segnaletica. Se il cittadino sostiene che il segnale non esisteva, spetta all’amministrazione provare il contrario, perché la presenza del segnale è un elemento costitutivo della violazione. Se invece il cittadino dice che il segnale c’era ma era inadeguato, la prova dell’inadeguatezza grava su chi fa ricorso.
Chi vuole contestare una multa può scegliere, in linea generale, tra ricorso al Prefetto e ricorso al Giudice di pace. Il ricorso al Prefetto è amministrativo, non richiede contributo unificato, ma in caso di rigetto può portare a un’ordinanza-ingiunzione con importo più pesante rispetto al pagamento ridotto. Il ricorso al Giudice di pace è giudiziale, richiede costi iniziali, ma consente una valutazione più diretta delle prove.
Quando si invoca la buona fede, il Giudice di pace può essere la strada più adatta se servono fotografie, documenti, testimonianze e valutazioni puntuali sullo stato dei luoghi. Il Prefetto decide sugli atti e può accogliere il ricorso se la documentazione è chiara, ma i casi fondati sull’errore scusabile richiedono spesso un esame molto concreto.
Il ricorso deve essere costruito bene. Bisogna indicare il verbale, spiegare i fatti, allegare prove, distinguere tra errore personale e causa esterna, dimostrare la normale diligenza usata dal conducente.
Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 04:00:28 +0000Neymar non ha mai avuto un rapporto discreto con il lusso. In campo vive di giocate improvvise, fuori dal campo il gusto resta altrettanto appariscente. Nel suo garage è finita anche una Ferrari Purosangue personalizzata, una delle auto più discusse di Maranello perché rompe parecchi tabù della Casa italiana.
La vettura è il primo modello di serie del Cavallino dotato di quattro porte e quattro posti veri. Per quanto a Maranello respingano l’etichetta SUV, nella sostanza l’assetto rialzato e l’abitacolo generoso spingono in quella direzione, pur offrendo prestazioni degne di una sportiva. Un compromesso che, nel caso di Neymar, calza bene con l’immagine del campione abituato a unire scena pubblica e vita familiare.
Secondo quanto riportato dalla stampa estera, l’esemplare dell’attaccante sarebbe stato personalizzato anche negli interni, con dettagli dedicati al suo nome. Del resto, quando ti chiami Neymar, l’auto rischia di diventare una specie di firma mobile. In un filmato circolato su Instagram, inoltre, il brasiliano viene mostrato al volante della vettura.
In un’epoca ormai orientata all’elettrificazione e ai motori ridotti, la Purosangue monta il V12 aspirato da 6.5 litri, in grado di erogare 725 CV e assicurare uno 0-100 in circa 3,3 secondi. La velocità massima superiore ai 310 km/h ribadisce il carattere aggressivo di un modello emozionante da guidare che, pur cambiando proporzioni, non rinuncia alle prestazioni tipiche di Maranello.
A differenza di una coupé estrema, la Purosangue può comodamente ospitare più persone con meno rinunce. Non per questo perde il DNA di una Ferrari: il V12 e la presenza scenica lasciano tranquilli. Mentre Neymar dispensava magie in campo, la stampa gli ha attribuito bolidi come Rolls-Royce Ghost, Bentley Continental GT, Lamborghini Huracan, Mercedes Classe G e Aston Martin DBX.
La Purosangue, però, ha qualcosa di diverso: segna il tentativo di Ferrari di entrare in un territorio dove fino a pochi anni fa sembrava impensabile vederla. In fondo, è una Ferrari pensata per coniugare alla consueta appariscenza una certa praticità : una combinazione ottimale per un giocatore abituato alla ribalta continua, dentro e fuori dal campo.
Reduce dal ritorno al Santos dopo gli anni europei e la parentesi in Arabia Saudita, O’Ney sembra aver trovato una nuova maturità . Il talento resta enorme, l’immagine globale pure, ma il tempo passa e il contesto è evoluto. Non più soltanto il ragazzo esplosivo del Barcellona o del PSG, ma un fuoriclasse arrivato all’ultimo grande valzer in maglia brasiliana.
Messosi a completa disposizione di Ancelotti, potrà essere utile negli ottavi del Mondiale 2026 contro la Norvegia, in programma al Metlife Stadium. Le difficoltà palesate al cospetto del Giappone suonano come un campanello d’allarme per la Seleçao, che dovrà saper reggere l’onda d’urto della nazionale scandinava, trascinata da un Erling Haaland in grande spolvero.
Neymar cercherà di mantenersi lucido in vista magari di un ingresso a gara in corso, pronto a estrarre dal cilindro qualche colpo capace di rompere gli equilibri. Mentre la Purosangue resta in garage, per lui l’unica accelerazione davvero importante sarà quella dentro il Mondiale.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 19:30:50 +0000Charles Leclerc domina a Silverstone e riporta la Ferrari alla vittoria al termine di una gara condotta magistralmente. Una domenica dai due volti per la Rossa: se il monegasco esulta, Lewis Hamilton mastica amaro perdendo il secondo posto a causa di un discusso pit stop sotto Safety Car. Il Cavallino Rampante incassa comunque punti d’oro per il mondiale.
Quando i semafori rossi si spengono sul tracciato di Silverstone, l’adrenalina esplode. È un avvio fulmineo, una partenza a razzo che vede le due Ferrari SF-26 scattare in perfetta sincronia, divorando l’asfalto per mettersi subito a dettare legge davanti a tutti già all’ingresso di curva 1. Poco dopo le Mercedes innescano una lotta che fa il gioco della Scuderia di Maranello.
Eppure, l’idillio iniziale nasconde insidie tecniche fin dai primissimi giri. Siamo solo al terzo passaggio quando Lewis Hamilton apre le comunicazioni radio. La sua voce tradisce una certa frustrazione: la vettura soffre di un fastidioso sottosterzo, un limite evidente nell’inserimento in curva. Dal muretto, Carlo Santi riceve l’informazione e interviene con lucidità .
L’italiano suggerisce al sette volte campione del mondo di usare una configurazione pre-mappata. L’obiettivo è chiaro: agire sul differenziale per rendere più equilibrata la vettura e affinare il brake shape per ottimizzare le staccate. Ma i problemi per il britannico sono appena iniziati. Pochi istanti dopo, la direzione gara gela il sangue del box ferrarista: investigazione per jump start.
Lewis si è mosso di qualche millimetro prima del via, un’esitazione fatale punita inesorabilmente con 5 secondi di penalità . Come se non bastasse, la guidabilità della sua SF-26 peggiora, innescando un leggero graining che impedisce la corretta rotazione dell’auto. Una corsa che per l’inglese non è iniziata al meglio, dove il feeling con la SF-26 non è buono, a quanto pare.
Dietro di lui, la minaccia ha un nome preciso: Kimi Antonelli. Il talento bolognese, un volta liberatosi di George Russell si mette in caccia della numero 44. Al dodicesimo giro, la pressione di Kimi diventa insostenibile e, sfruttando la velocità nel secondo settore, affonda il sorpasso. Hamilton subisce, lamentando in radio un calo di reattività legato al deployment del sistema ibrido.
Il muretto incassa e risponde suggerendo di percorrere curva 4 in seconda marcia, una mossa puramente strategica per favorire la ricarica dell’energia. Mentre l’inglese della Rossa combatte nel traffico, Charles Leclerc dipinge traiettorie perfette in testa al gruppo. Al giro 15, il suo vantaggio su Antonelli è di 4,5 secondi. Il monegasco sembra in simbiosi totale con la vettura, oggi.
Tuttavia il muretto non abbassa la guardia. Bryan Bozzi chiama il primo tyre phase update, iniziando un lavoro certosino di monitoraggio delle coperture. Dal box piovono una marea di informazioni: si naviga sul “Plan A”, per Lewis con indicazioni millimetriche per curare l’handling. Serve chiaramente un’attenzione maniacale per dare il massimo curando ogni singolo dettaglio.
La fase centrale della corsa si trasforma in una partita a scacchi sul degrado. Al giro 24, Hamilton, asfissiato da temperature critiche e da un sottosterzo definito “pazzesco”, rientra ai box per montare le Hard, scontando la sua penalità e riemergendo alle spalle di Russell. Anche Leclerc segue a ruota per coprire la strategia, mentre Antonelli sceglie di restaste in pista estendendo lo stint a dismisura.
La strategia Mercedes è chiara: accumulare un delta di grip per l’assalto finale. La tensione sale vertiginosamente. In pista, Hamilton e Russell mettono in scena uno spettacolo vibrante, passandosi e ripassandosi in un furioso “effetto yo-yo”. Lewis è teso: ha il passo, ma l’ibrido lo lascia a secco nei momenti cruciali della difesa. Qualcosa che lo fa innervosire e non poco.
Nel frattempo, Antonelli si ferma ai box al giro 36, rientrando con mescole fresche e un ritardo di 7,4 secondi da Leclerc. Il copione sembra scritto per un finale all’arma bianca, ma il motorsport, lo sappiamo, spesso è imprevedibile. Ed è per questo che l’esito della corsa cambia repentinamente al passaggio numero 41: il colpo di scena che ribalta il tavolo.
Antonelli finisce lungo e rientra a fatica ai box. Non è un errore di guida, ma un cedimento: un violento passaggio sui cordoli ha danneggiato il deflettore della ruota anteriore sinistra. Nonostante i tentativi dei meccanici, la gara del bolognese è compromessa. All’improvviso, il cielo sopra Silverstone si tinge di rosso. Uno-due Ferrari a dieci giri dal termine. E poi che succede? Ancora l’imprevedibile.
Il passo della terza forza in campo, Max Verstappen, non sembra affatto impensierire le due SF-26. Sembra fatta. Ma la F1 non perdona distrazioni. Al giro 48, la RB22 dell’olandese perde aderenza e si insabbia nel secondo settore. La Safety Car neutralizza la gara. In quel momento frenetico, il muretto Ferrari decide per il double stack, richiamando entrambe le vetture.
È un azzardo? Forse. Leclerc mantiene la leadership, ma Hamilton, accodandosi, perde la posizione a vantaggio di Russell, che decide di non fermarsi. L’attesa ripartenza non avverrà mai e la gara finisce sotto il regime di vettura di sicurezza. Una vera e propria beffa per l’inglese che, dopo aver montato le gomme Soft nuove, non può sfruttarle passando Russell.
Il sogno di una doppietta che sembrava ormai incisa nella pietra e vapora. Ma quando la bandiera a scacchi sventola, c’è spazio solo per l’urlo liberatorio di Charles Leclerc. Un grido di gioia puro, tenuto in gola per troppo tempo. Il monegasco vince e convince. Ferrari lascia il suolo inglese con una pole di Hamilton, due podi e un  trionfo: una boccata d’ossigeno vitale che inietta morale e punti pesanti nella sfida mondiale.
| Pos | N° | Pilota | Team | Giri | Tempo / Ritiro | Punti |
| 1 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 52 | 1:27:11.335 | 25 |
| 2 | 63 | George Russell | Mercedes | 52 | +0.427s | 18 |
| 3 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 52 | +0.772s | 15 |
| 4 | 1 | Lando Norris | McLaren | 52 | +1.149s | 12 |
| 5 | 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 52 | +1.598s | 10 |
| 6 | 30 | Liam Lawson | Racing Bulls | 52 | +2.023s | 8 |
| 7 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 52 | +2.214s | 6 |
| 8 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 52 | +2.413s | 4 |
| 9 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 52 | +3.229s | 2 |
| 10 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 52 | +3.445s | 1 |
| 11 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 52 | +4.014s | 0 |
| 12 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 52 | +4.391s | 0 |
| 13 | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 52 | +5.245s | 0 |
| 14 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 52 | +5.512s | 0 |
| 15 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 52 | +7.403s | 0 |
| 16 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 52 | +8.005s | 0 |
| 17 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 52 | +8.162s | 0 |
| 18 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 51 | +1 lap | 0 |
| 19 | 18 | Lance Stroll | Aston Martin | 51 | +1 lap | 0 |
| 20 | 3 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 46 | DNF | 0 |
| NC | 23 | Alexander Albon | Williams | 43 | DNF | 0 |
| NC | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 36 | DNF | 0 |
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 17:52:05 +0000
La convergenza delle ruote è la regolazione meccanica degli angoli delle sospensioni per garantire che gli pneumatici siano perfettamente allineati alla traiettoria di marcia del veicolo. Si effettua in officina tramite un banco d’assetto computerizzato quando l’auto tira da un lato o consuma il battistrada in modo asimmetrico. Il controllo va eseguito a ogni cambio gomme o in media ogni 40.000 km, con un costo variabile in base alla tipologia di auto e alla complessità . Rimandare questo intervento significa distruggere un treno di gomme nel giro di pochi mesi e viaggiare con un’auto non sicura.
Tecnicamente, la convergenza (definita in officina come assetto ruote) è l’angolo che gli pneumatici dello stesso asse formano rispetto all’asse longitudinale del veicolo, osservando la vettura dall’alto. Le case costruttrici stabiliscono specifiche misurazioni per ogni singolo modello, espresse in gradi, necessarie a garantire un’ottima tenuta di strada. Spesso si confonde la convergenza con l’equilibratura. È importante chiarire la differenza, l’equilibratura risolve i problemi legati alle vibrazioni percepite sul volante posizionando dei pesi sul cerchio, mentre la convergenza, sistema l’allineamento meccanico dei braccetti e dei tiranti di sterzo.
Per capire davvero come si comporta l’assetto di un’auto, non si può isolare un solo parametro. Un banco d’assetto professionale misura e corregge una triade di angoli fondamentali che lavorano in stretta sinergia. Quando i parametri escono dalle tolleranze della casa madre, si verificano queste precise condizioni:
Mantenere l’assetto nei parametri corretti offre diversi vantaggi sia in termini di sicurezza che di comfort. Vediamo quali sono:
Il prezzo di questo intervento varia in base alla complessità delle sospensioni del veicolo e alla necessità di intervenire su uno o su entrambi gli assi. Non è un’operazione basata su un tariffario fisso, ma sul tempo effettivo di occupazione del banco d’assetto e sull’attrezzatura utilizzata. I costi medi indicativi attuali si dividono in tre fasce principali:
Va considerato infine che se le regolazioni meccaniche sotto la scocca sono bloccate (situazione frequente sulle vetture con diversi anni sulle spalle a causa di ruggine e ossido), l’officina potrebbe richiedere un sovrapprezzo per il tempo extra necessario allo sbloccaggio manuale dei componenti.
La regolazione dell’assetto geometrico richiede precisione millimetrica ed esperienza sul campo. Il procedimento standard segue passaggi rigorosi:
Per capire se l’assetto è sballato prima di danneggiare le gomme, ti lascio una serie di consigli pratici basati sul lavoro quotidiano sul campo:
Tesla, da diversi anni ormai, è un punto di riferimento del settore delle auto elettriche. La Casa americana, però, deve fare i conti con una concorrenza crescente (soprattutto da parte dei costruttori cinesi) che ha un impatto significativo sulle vendite e sui risultati finanziari.
Nei giorni scorsi, Tesla ha annunciato i risultati finanziari del secondo trimestre del 2026. L’azienda ha raggiunto numeri superiori alle stime degli analisti di Wall Street. Nei giorni successivi alla presentazione dei dati della trimestrale, però, il titolo è crollato in borsa, evidenziando una flessione che conferma i dubbi degli investitori.
Andiamo ad analizzare i dati rivelati da Tesla e qual è stato l’effetto dell’annuncio sul titolo dell’azienda.
Tra aprile e giugno 2026, come confermato ufficialmente nei giorni scorsi, Tesla ha raggiunto oltre 480 mila unità consegnate. Questo dato si traduce in un incremento del 25% rispetto allo stesso trimestre del 2025.
Il risultato di Tesla è nettamente superiore alle attese del mercato. Gli analisti stimavano, infatti, circa 400 mila unità per il trimestre appena terminato. L’azienda, invece, ha mostrato dati ben sorprendenti, con anche una produzione elevata (circa 451 mila veicoli assemblati).
Per quanto riguarda le vendite, la maggior parte delle consegne riguarda sempre Model 3 e Model Y che raggiungono un totale di 467 mila esemplari, mentre Cybertruck e Semi si fermano a poco più di 12 mila unità .
L’azienda ha evidenziato una ripresa significativa in Europa, dove l’aumento dei costi dei carburanti può aver contribuito a sostenere l’intero settore delle auto elettriche che può rappresentare una soluzione al caro benzina e diesel.
I dati di vendita positivi, però, non hanno giovato al titolo di Tesla che, sul mercato azionario, ha registrato un netto calo. Questo dato può essere interpretato in vari modi e suscita i dubbi di molti investitori sul futuro dell’azienda. Nel lungo periodo, infatti, Tesla non ha ancora dimostrato di poter garantire delle basi solide per continuare a crescere.
I temi sul tavolo sono tanti, come l’espansione del sistema Full Self-Driving oltre allo sviluppo di robotaxi e di soluzioni legate all’intelligenza artificiale, con i robot Optimus. Tutti questi progetti hanno richiesto e continueranno a richiedere importanti investimenti per l’azienda. Tesla, infatti, dovrà raccogliere nuove risorse per poter aggiornare la sua gamma di prodotti e servizi con soluzioni in grado di poter garantire una crescita nel lungo periodo.
Per questo motivo, molti investitori hanno preferito vendere le proprie posizioni in Tesla, seguendo il principio del “buy the rumor, sell the news” che spinge a vendere dopo buone notizie nel breve periodo (come una buona trimestrale) e a comprare quando ci sono indiscrezioni su una crescita futura.
Nei primi giorni di luglio, a seguito della pubblicazione dei dati sulla trimestrale, le azioni di Tesla sono passate dal valore di oltre 420 dollari a circa 393 dollari. Questo calo potrebbe continuare nel corso delle prossime settimane. La questione andrà monitorata con attenzione. I risultati finanziari positivi, infatti, non sono stati sufficienti a convincere gli investitori.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 14:45:05 +0000McMurtry Automotive ha svelato la nuova Spéirling Pure. Si tratta di una rivoluzionaria hypercar elettrica pensata per la pista e che punta a conquistare gli appassionati alla ricerca di prestazioni al top. Andiamo a scoprire tutti i dettagli sul nuovo progetto, le sue specifiche tecniche e anche il prezzo di partenza a cui i clienti dovranno fare riferimento per completare l’ordine.
La Spéirling Pure è frutto di un programma di ricerca e sviluppo durato un decennio e di migliaia di chilometri percorsi durante la fase di test. McMurtry ha sottolineato di aver lavorato al di fuori degli standard del settore per creare un veicolo da pista in grado di sorprendere e di essere diverso da qualsiasi altro progetto del settore automotive.
McMurtry aveva presentato un prototipo nel 2022, stabilendo un record nella cronoscalata del Goodwood Festival of Speed, superando nettamente molti costruttori affermati. Successivamente, nel 2025, ha ottenuto il record del Top Gear Test Track che era detenuto dalla monoposto Renault che gareggiò in Formula 1 nel 2004. Il prototipo della Spéirling Pure è stato anche il primo prototipo a guidare capovolto.
La versione di produzione può erogare fino a 1000 CV di potenza da mettere a disposizione delle ruote posteriori, grazie anche al supporto della batteria agli ioni di litio da 100 kWh con celle Molicel. La Spéirling Pure genera fino a 2.000 chilogrammi di deportanza su richiesta, sfruttando il sistema Downforce-on-Demand.
La nuova hypercar sarà esposta dal 9 al 12 luglio in occasione della prossima edizione del Goodwood Festival of Speed mentre il 14 agosto, al The Quail, è previsto il debutto della versione di produzione che segnerà un passaggio importante per il progetto.
La vettura arriva sul mercato con un prezzo di listino di 995.000 sterline, pari a circa 1,15 milioni di euro, a cui bisogna aggiungere le tasse locali, i costi di spedizione e gli optional (il programma di personalizzazione consente ai clienti di “creare” la propria versione della hypercar).
Per quanto riguarda le consegne, invece, non bisognerà attendere molto. I primi esemplari, infatti, saranno consegnati ai clienti già nel corso del 2026. Si tratta, quindi, di un progetto reale e pronto a conquistare il suo segmento di mercato, ricco di opzioni riservate ad appassionati che non hanno particolari limitazioni in termini di spesa.
Per ammirare il progetto da tutte le angolazioni potete fare riferimento al carosello di immagini pubblicato dall’account ufficiale della Casa su Instagram, che ci mostra la vettura da tutte le angolazioni.
Thomas Yates, cofondatore e amministratore delegato di McMurtry, commenta:
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 14:00:51 +0000“La Spéirling PURE segna l’inizio di una nuova era nella guida in pista, con prestazioni strabilianti adatte a tutti i tipi di guidatori, dagli appassionati del fine settimana ai piloti professionisti. Nella versione di serie, l’auto è significativamente più utilizzabile, ma non per questo meno estrema. In termini di emozioni, tenuta di strada, accelerazione, sound, estetica e tecnologia, offriamo qualcosa che nessun altro produttore è in grado di offrire.
Ferrari riporta il cambio “vecchia maniera” su una V12 con una soluzione pensata per l’era dell’elettronica. Sulla serie speciale 12Cilindri Manuale arrivano leva, terzo pedale e tecnologia by-wire. La trasmissione continua in buona sostanza a essere a doppia frizione, però il pilota torna a usare mani e piede sinistro come sulle sportive di una volta.
Partendo dalla stessa base della Gran Turismo con motore anteriore V12, l’esperienza al volante evolve in modo netto. Il prezzo di 590.000 euro è coerente con una serie speciale riservata a pochi clienti. Al posto delle palette arriva una leva manuale con cancelletto, abbinata a un pedale della frizione anch’esso by-wire. Il comando lavora sulle prime sei marce e sulla retromarcia, mentre il conducente può comunque passare alla modalità automatica. In pratica, Ferrari cerca di riportare nella guida il movimento fisico della cambiata, affidandosi tuttavia a una gestione elettronica molto sofisticata.

A fare la differenza è la tecnologia by-wire. Invece di agire su una trasmissione manuale classica, la leva dialoga con il DCT a otto rapporti tramite elementi dedicati. L’architettura è stata progettata per restituire meglio le sensazioni simili a quelle di un cambio manuale Ferrari, con una risposta studiata anche nei movimenti e nei suoni.
Una logica analoga viene applicata dal pedale della frizione. Quando il pilota lo preme, i sensori rilevano il movimento e lo trasformano in un comando per la frizione. Tutto fila liscio tra leva, frizione e acceleratore? La cambiata risulta fluida. Altrimenti, richiamando il comportamento di un normale tradizionale, la macchina può reagire con uno strappo o arrivare allo stallo. Non è casuale: Ferrari sceglie di rimettere al centro il gesto del conducente, anziché ridurre tutto a una fredda sequenza gestita dalla macchina.
Probabilmente lo stesso effetto non lo si sarebbe ottenuto senza il V12 aspirato da 6,5 litri. Un motore in grado di erogare 830 CV a 9.250 giri/min e raggiungere i 9.500 giri/min, che valorizza le cambiate ai regimi più alti attraverso una progressione confezionata su misura. Le prestazioni sono ancora degne di una Ferrari moderna: oltre 340 km/h di velocità massima, 0-100 km/h in 2,9 secondi e 0-200 km/h in meno di 7,9 secondi.
1.499 esemplari saranno, invece, gli esemplari prodotti. Il numero richiama i fasti del passato, in particolare la cilindrata del primo motore dodici cilindri Ferrari del 1947, così da rafforzare il legame simbolico tra l’ultima arrivata e la storia del marchio. L’abitacolo riceve un tunnel centrale ridisegnato, il pomello tondo in alluminio, la griglia a sei innesti e una pedaliera specifica a tre pedali.
Altri dettagli distintivi li conferisce il reparto Tailor Made. Rispetto alla 12Cilindri standard, la Manuale si riconosce per il logo sulla mostrina laterale, le finiture su misura, i cerchi forgiati e alcuni dettagli interni specifici. Il nuovo ingresso nella gamma non è quindi una nuova rossa da cima a fondo, ma una reinterpretazione mossa da un principio: riportare al centro il coinvolgimento fisico della guida, usando la tecnologia più moderna.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 10:10:41 +0000Raramente una Ferrari 288 GTO finisce in vendita. Quando accade, il mercato collezionistico abbandona quasi ogni forma di razionalità . L’esemplare comparso su Bring a Trailer lo dimostra bene: l’asta ha già superato quota 6,75 milioni di dollari e il conto potrebbe salire ancora, perché non si tratta soltanto di una supercar anni Ottanta, ma di una delle rosse più importanti dell’era moderna.
A Maranello la 288 GTO rappresentava il lasciapassare per il Gruppo B, la categoria estrema che negli anni Ottanta spinse le Case verso soluzioni sempre più radicali. Il regolamento imponeva almeno 200 esemplari stradali e così Ferrari fece, realizzandone 272 in totale tra il 1984 e il 1986. Poi il Gruppo B venne cancellato e la GTO si vide improvvisamente privata del suo palcoscenico. Il lavoro svolto, però, non andò disperso: la sua evoluzione tecnica contribuì allo sviluppo della F40, diventata in seguito uno dei manifesti assoluti del Cavallino.
L’auto in vendita è una delle prime 200 unità realizzate. Completato nel dicembre 1984, il telaio 54225 venne destinato agli Stati Uniti tramite Ferrari of Houston, concessionaria legata a Giuseppe Risi. Nel giugno 1985 passò al collezionista Sam Bardor, che prese una decisione piuttosto insolita per una 288 GTO: fece cambiare la livrea originale Rosso Corsa in argento. Successivamente la vettura sarebbe tornata al colore di fabbrica, ma quella parentesi rimane una delle svolte più impensabili nella sua storia, menzionata anche nella ricostruzione di Marcel Massini.
La biografia dell’esemplare non è stata piatta. Dopo alcuni passaggi tra Stati Uniti, Messico ed Europa, l’esemplare cambiò proprietario in diverse occasioni. Negli anni Novanta finì addirittura al centro di una vicenda giudiziaria nei Paesi Bassi, dove rimase sequestrata prima di tornare sul mercato. Il restauro completo partì nel 2010, su incarico di Risi, direttamente a Maranello. Un anno più tardi arrivò il riconoscimento definitivo: la certificazione Ferrari Classiche, che rafforza la fiducia degli acquirenti perché conferma la coerenza delle componenti principali.
Sotto la carrozzeria in materiali compositi e Kevlar si trova il V8 Tipo F114B di 2.855 cc, montato in posizione centrale-longitudinale e sovralimentato da due turbocompressori IHI. La potenza dichiarata è di 400 CV, abbastanza per portare la 288 GTO fino a 305 km/h. Numeri che oggi non fanno saltare dalla sedia, visto che persino certe elettriche familiari accelerano come missili con il bagagliaio pieno. Nel 1984, però, erano dati da territorio proibito.
Il fascino nasce anche dalla linea. La parentela visiva con la 308 GTB esiste, ma la GTO mostra un’aggressività spiazzante. I passaruota allargati, le prese d’aria, il frontale basso e la coda più carica tradiscono subito una funzione diversa. A bordo ci sono inoltre aria condizionata e alzacristalli elettrici, dotazioni tutt’altro che scontate su una sportiva del 1985 con ambizioni da corsa.
Con circa 23.000 km all’attivo, l’esemplare porta i segni di una Ferrari guidata anziché soltanto restaurata e custodita in garage. Si spiega perciò facilmente il lievitare del prezzo: il valore storico della 288 GTO, unito alla rarità , al pedigree e alla documentazione, non fa altro che giustificare l’interesse dei collezionisti più facoltosi di tutto il mondo.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 09:51:50 +0000Mettere mano alla propria auto senza passare per forza dalla rete ufficiale potrebbe diventare più semplice negli Stati Uniti. Donald Trump ha firmato il memorandum “Freedom to Fixâ€, un provvedimento mirato a rafforzare il diritto alla riparazione e a ridurre gli ostacoli incontrati da automobilisti e officine indipendenti, nonché da produttori di ricambi aftermarket.
Da anni il cosiddetto “Right to Repair†tiene banco oltreoceano. Mentre i conducenti chiedono un accesso facilitato a tutto il necessario per riparare il veicolo fuori dalla rete ufficiale, i costruttori criticano aperture troppo ampie su veicoli ormai pieni di sistemi informatici ed elementi tecnici delicati.
Il documento siglato da Trump si concentra soprattutto sugli impianti legati alle emissioni. Relativamente ai componenti di controllo vige un divieto negli Usa, messo nero su bianco con il Clean Air Act. Peccato che in certi casi il confine tra manutenzione legittima e modifica non autorizzata rischi di diventare molto sottile, soprattutto se il proprietario o un’officina indipendente intervengono su componenti collegati al controllo delle emissioni.
Dal punto di vista della Casa Bianca, l’incertezza avrebbe finito per limitare la libertà degli automobilisti facendo lievitare i costi. Il provvedimento chiede all’Epa di chiarire quali interventi siano ammessi, in modo da distinguere una riparazione da una modifica del veicolo.
All’Agenzia per la protezione ambientale si chiede di fornire indicazioni entro 30 giorni. Senza aprire al tuning, il memorandum guarda piuttosto ai conducenti che devono sistemare l’auto e riportarla in regola. Una differenza piccola solo sulla carta, in quanto nella pratica può incidere sul margine di manovra.
In aggiunta, l’amministrazione intende ridurre la dipendenza dal sistema di certificazione della California, considerato troppo lento e costoso. In questa direzione l’Epa ha già riconosciuto Sema come possibile autorità alternativa per certificare componenti compatibili con il Clean Air Act.
Qualora il meccanismo desse i riscontri sperati, gli automobilisti americani potranno avere più scelta tra pezzi originali e componenti equivalenti. Non avrebbero di che lamentarsi nemmeno le officine terze, riuscendo a ottenere più informazioni sulla vettura. In breve, le novità promettono una maggiore concorrenza e fatture meno salate.
Prima di definire risolta la questione sarebbe, però, quantomeno il caso di attendere i prossimi sviluppi. Appare, infatti, abbastanza improbabile che le Case automobilistiche assistano impassibili visti gli interessi in ballo. I rappresentanti di categoria hanno già espresso delle rimostranze, perché un veicolo di ultima generazione comprende sì parte meccaniche, ma è altresì composto da software e sensori. Aprire troppo l’accesso alle riparazioni, nella loro lettura, può creare problemi di sicurezza e rispetto delle norme ambientali.
Agli automobilisti e alle officine che chiedono costi inferiori e meno vincoli fanno da contraltare i costruttori, decisi a difendere il controllo su componenti quantomai complessi. Con regole meno rigide dell’Epa, lo scontro tra gli attori coinvolti sarebbe destinato a crescere.
E non ci sarebbe da sorprendersi se la ricaduta andasse a interessare pure altri mercati. Lo stesso problema esiste, infatti, ovunque le vetture siano sottoposte ad aggiornamenti e diagnosi digitali, mentre i ricambi risultano sempre meno facili da gestire fuori dalla rete ufficiale autorizzata.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 08:18:20 +0000Il giorno 05 luglio 2026 sono previsti in Italia undici scioperi che interesseranno principalmente il settore aereo su scala nazionale e locale, oltre a un’azione che coinvolge il trasporto pubblico a Firenze. Di seguito tutti i dettagli sugli scioperi previsti per questa data, con indicazione delle città , degli orari, delle compagnie coinvolte e delle specifiche modalità di svolgimento.
È previsto uno sciopero a livello nazionale che riguarda il personale della Società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa. La mobilitazione, proclamata dal sindacato RSA FAST-CONFSAL-AV, si svolgerà per 24 ore dalle 00.01 alle 24.00 e interesserà tutto il territorio italiano.
Proclamato dal sindacato CUB TRASPORTI, un altro sciopero della durata di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, coinvolge il personale delle aziende del comparto aereo, aeroportuale e indotto associate Assohandlers a livello nazionale.
Ancora indetto da CUB TRASPORTI, uno sciopero di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) coinvolge il personale delle aziende del comparto aereo e indotto aeroporti (ad esclusione degli aderenti Assohandlers) su tutto il territorio nazionale.
Il personale della Società ADR Security degli Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) sciopererà per 8 ore dalle 10.00 alle 18.00, su iniziativa del sindacato FAST-CONFSAL.
Uno sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) è previsto per il personale della Società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, indetto da RSA UILT-UIL, con validità su scala nazionale.
Lo sciopero riguarda il personale della Società FEDEX Corporation di Malpensa e sarà attivo per 4 ore: dalle 14.00 alle 18.00, su iniziativa di OST CUB TRASPORTI. Interessato il territorio nazionale.
L’OSP CUB TRASPORTI proclama uno sciopero di 4 ore dalle 14.00 alle 18.00 per il personale della Società ASC Handling dell’Aeroporto di Catania Fontanarossa, con validità interregionale su tutto il territorio italiano.
A Firenze, il sindacato OSP COBAS Lavoro Privato proclama uno sciopero di 24 ore del personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze, che interessa il servizio locale di trasporto pubblico nell’area.
Il personale navigante della compagnia EasyJet Airlines Limited sciopererà su tutto il territorio nazionale per 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59. Il sindacato coinvolto è USB Lavoro Privato.
Nella città di Palermo, il personale navigante della società UAB DAT LT – Sede Secondaria Italiana parteciperà a uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, sotto la sigla USB Lavoro Privato.
Proclamato dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC, uno sciopero di 24 ore (00.00-23.59) interesserà su base nazionale piloti e assistenti di volo della società EasyJet Airlines Limited.
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 06:00:00 +0000Il mercato delle quattro ruote in Europa sta registrando, in questi mesi, l’ascesa di una nuova protagonista. Leapmotor, attiva sul mercato europeo con la joint venture con Stellantis, sta crescendo e diventa un brand sempre più diffuso. I numeri parlano chiaro e, soprattutto in Italia, Leapmotor ha ormai intrapreso la strada per diventare uno dei riferimenti del settore.
Leapmotor ha appena avviato la sua crescita in Europa con l’obiettivo di raggiungere, progressivamente, tutti i mercati. Nel frattempo, le vendite iniziano a crescere. I dati ACEA, aggiornati a fine maggio 2026, confermano l’ascesa del brand che ha registrato oltre 43 mila unità immatricolate, incrementando di oltre il 550% i risultati ottenuti nel corso dei primi cinque mesi dello scorso anno. Questo dato vale una quota di mercato dello 0,7% in Europa, considerando tutti i Paesi Ue, i Paesi Efta e il Regno Unito. Si tratta di numeri destinati a migliorare ancora, considerando l’obiettivo del brand di espandere la sua presenza a nuovi mercati nel corso del prossimo futuro. Ricordiamo che il brand ha appena lanciato la nuova berlina B05, un’elettrica che punta a conquistare il mercato con un prezzo decisamente interessante.
Per Leapmotor, i numeri sono ancora più interessanti se si guarda al mercato italiano che rappresenta oggi il riferimento assoluto del brand e, quindi, la base di partenza da cui partire per conquistare il mercato europeo nella sua interezza. Insieme a BYD e ad altri brand cinesi, oggi Leapmotor rappresenta una delle nuove protagoniste del mercato, con volumi destinati a crescere sempre di più.
Considerando i dati aggiornati alla fine del primo semestre, Leapmotor ha registrato oltre 24 mila immatricolazioni sul mercato italiano. Il dato è particolarmente rilevante, soprattutto se si considera che lo scorso anno, dopo i primi sei mesi, le vendite si fermarono a meno di 2 mila unità . Il risultato ottenuto nel primo semestre del 2026 ha permesso a Leapmotor di raggiungere un market share del 2,59% che rende il brand uno dei grandi protagonisti del mercato.
Il successo di Leapmotor è legato a doppio filo al successo della T03, la piccola elettrica economica che sta conquistando il mercato. Al termine dei primi sei mesi dell’anno, infatti, la vettura ha raggiunto quota 21,8 mila unità immatricolate, piazzandosi al secondo posto della classifica delle auto più vendute del segmento A e nella Top 10 delle auto più vendute in assoluto nel semestre.
La T03 è anche l’auto elettrica più venduta in Italia, con volumi complessivi pari a circa quattro volte quelli della seconda classifica. Si tratta, quindi, di un modello di grandissimo successo. I risultati di Leapmotor andranno monitorati in futuro con molta attenzione. Il brand punta a crescere e registrare risultati sempre migliori, con l’obiettivo di affermarsi come un riferimento assoluto del mercato italiano ed europeo, con una particolare attenzione alla mobilità a zero emissioni.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 05:30:36 +0000