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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane per il 25 febbraio 2026 è caratterizzata principalmente da numerosi tratti chiusi e lavori in corso in diverse città e raccordi, oltre a code dovute a veicoli in avaria e incidenti. Tra gli eventi più rilevanti si segnalano il traffico bloccato con incendio di un veicolo tra Valsamoggia e Modena sud sulla A1 e una coda di 2 km nello stesso tratto, mentre sulla A14 si registra una coda di 1 km tra San Benedetto del Tronto e Grottammare per un veicolo in avaria. Di seguito tutti i dettagli per tratta.

A1 MILANO-NAPOLI



20:52 – A1 MILANO-NAPOLI
Traffico Bloccato tra Valsamoggia e Modena sud per Veicolo in fiamme
Direzione Milano



20:52 – A1 MILANO-NAPOLI
Coda di 2 km tra Valsamoggia e Modena sud per Veicolo in fiamme
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Milano: Modena sud. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Valsamoggia.



21:01 – A1 MILANO-NAPOLI
Tratto Chiuso tra Sasso Marconi e Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Bologna: Bologna Casalecchio su Raccordo A1-A14 Bologna Casalecchio. Uscita consigliata provenendo da Firenze: Sasso Marconi.



21:01 – A1 MILANO-NAPOLI
Entrata Chiusa a Piacenza Sud fino alle 05:00 del 26/02/2026 in entrambe le direzioni per lavori
Entrata consigliata verso Milano: Piacenza Ovest su A21 Torino-Piacenza-Brescia.
Entrata consigliata verso Piacenza Sud / Bologna: Piacenza Ovest su A21 Torino-Piacenza-Brescia.



21:01 – A1 MILANO-NAPOLI
Uscita Chiusa a Piacenza Sud fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Uscita consigliata provenendo da Piacenza Sud / Bologna: Piacenza Ovest su A21 Torino-Piacenza-Brescia.
Uscita consigliata provenendo da Milano: Basso Lodigiano su A1 Milano-Napoli.



21:01 – A1 MILANO-NAPOLI
Allacciamento Chiuso Bivio A1/Fine Complanare Piacenza fino alle 05:00 del 26/02/2026 provenendo da Bologna verso Piacenza Sud / A21 Torino-Brescia per lavori
Entrata consigliata verso Piacenza Sud / A21 Torino-Brescia: Basso Lodigiano.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Basso Lodigiano.



20:30 – A1 MILANO-NAPOLI
L’area di servizio Cantagallo est è chiusa fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori

A13 BOLOGNA-PADOVA



21:05 – A13 BOLOGNA-PADOVA
Tratto Chiuso tra Rovigo e Villamarzana fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Entrata consigliata verso Bologna: Villamarzana. Uscita consigliata provenendo da Padova: Boara.
Direzione Bologna



21:05 – A13 BOLOGNA-PADOVA
L’area di servizio Adige ovest è chiusa fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Direzione Bologna



21:02 – A13 BOLOGNA-PADOVA
Tratto Chiuso tra Padova Industriale e Bivio A13/A4 Torino-Trieste fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Padova Industriale.
Direzione Padova



21:02 – A13 BOLOGNA-PADOVA
Entrata Chiusa a Bologna Interporto fino alle 05:00 del 26/02/2026 in entrambe le direzioni per lavori
Entrata consigliata verso Bologna: Bologna Arcoveggio.
Entrata consigliata verso Padova: Altedo.



21:01 – A13 BOLOGNA-PADOVA
Uscita Chiusa a Bologna Interporto fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Uscita consigliata provenendo da Padova: Altedo.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Bologna Arcoveggio.

A14 BOLOGNA-TARANTO



20:58 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Coda di 1 km tra San Benedetto del Tronto e Grottammare per veicolo in avaria
Direzione Ancona



21:02 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Area di Servizio Chiusa Sant’Eufemia ovest fino alle 05:00 del 26/02/2026 per Tratto Chiuso
Direzione Ravenna



21:01 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Tratto Chiuso tra Bagnacavallo e Fornace Zarattini fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Entrata consigliata verso Ravenna: Fornace Zarattini.
Uscita consigliata provenendo da Autostrada Bologna-Taranto: Bagnacavallo.
Direzione Ravenna

A27 VENEZIA – BELLUNO



21:05 – A27 VENEZIA – BELLUNO
Tratto Chiuso tra Vittorio Veneto Nord e Belluno Svincolo fino alle 06:00 del 26/02/2026 per lavori
Direzione Ss51 Alemagna



20:58 – A27 VENEZIA – BELLUNO
Scorta veicoli tra Vittorio Veneto Sud e Vittorio Veneto Nord
Coda per safety car
Direzione Ss51 Alemagna

A30 CASERTA-SALERNO



21:05 – A30 CASERTA-SALERNO
Entrata Chiusa a Nocera Pagani fino alle 06:00 del 26/02/2026 verso Caserta per lavori
Entrata consigliata verso Caserta: Sarno.
Direzione Caserta

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



21:03 – A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE
Tratto Chiuso tra Diramazione D26 Predosa-Bettole e Masone fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Direzione Genova Voltri

A5 TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO



21:02 – A5 TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO
Tratto Chiuso tra Aosta Ovest Svincolo e Raccordo A5/SS26 dir fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Direzione Monte Bianco



21:01 – A5 TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO
Entrata Chiusa a Aosta Ovest fino alle 05:00 del 26/02/2026 verso Monte Bianco per lavori

A4 TORINO-TRIESTE



21:00 – A4 TORINO-TRIESTE
Entrata Chiusa a Capriate fino alle 05:00 del 26/02/2026 in entrambe le direzioni per lavori
Entrata consigliata verso Milano: Trezzo. Entrata consigliata verso Brescia: Dalmine.
Direzione in entrambe le direzioni



21:00 – A4 TORINO-TRIESTE
Uscita Chiusa a Capriate fino alle 05:00 del 26/02/2026 per lavori
Uscita consigliata provenendo da Brescia: Dalmine. Uscita consigliata provenendo da Milano: Trezzo.
Direzione in entrambe le direzioni

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 20:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Marco Masini, una perla tecnologica dal prezzo per pochi

A volte, il dolore è una via verso la felicità. Ce lo insegna Male necessario, il brano in gara al Festival di Sanremo 2026 con cui, insieme a Fedez, Marco Masini si riappropria dell’Ariston arrivando su un’auto folgorante. Il cantautore di origini toscane sceglie di percorrere le strade italiane al volante della quarta generazione del SAV (Sports Activity Vehicle) bavarese, un modello che fa dell’equilibrio tra forza e sensibilità il suo punto cardine.

Solidità premium tedesca: il prezzo

Così come il duetto sanremese ha unito le rime taglienti di Fedez alla melodia intensa di Masini, la nuova X3, in vendita sul mercato italiano a prezzi di listino da 66.200 euro, fonde un look “monolitico” con una tecnologia di bordo rivoluzionaria. Il design esterno è stato ridotto all’essenziale: superfici ampie e poche linee decise, dove spicca la griglia a doppio rene con il contorno luminoso Iconic Glow.

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Di farsi notare non ne ha l’esigenza: per lei parlano i contenuti di altissimo profilo, ad esempio i nuovi fari a LED con sorgenti a forma di L sovrapposte che ne definiscono lo sguardo tecnologico. Rispetto alla generazione precedente, la X3 è cresciuta nelle dimensioni (+34 mm di lunghezza), ma è diventata più bassa e larga, guadagnando un’aria minacciosa, quasi volesse mordere l’asfalto, affine alla personalità di Marco Masini, uno abituato a vivere la vita (e i tour) a ritmi serrati.

Interni: la “stanza d’hotel” che diventa salotto

Nel testo di Male necessario, i due artisti cantano di “toccare il fondo in una stanza di un hotel”. Il concetto di isolamento si traduce a bordo della BMW X3 in comfort di classe premium: il BMW Curved Display troneggia nell’abitacolo, caratterizzato da materiali ricercati e sostenibili, come il tessuto in poliestere riciclato per il cruscotto richiamante la cura artigianale di un abito da sera da indossare al Festival.

I sedili sportivi di nuova concezione, regolabili elettricamente e riscaldati, curano la postura del conducente, affinché pure i lunghi viaggi smettano di essere faticosi. Con un bagagliaio che arriva fino a 1.700 litri, c’è spazio per tutto: dai premi vinti in carriera alle attrezzature per il nuovo tour Ci vorrebbe ancora il mare, fino ai master del prossimo album Perfetto imperfetto.

Dal silenzio elettrico al ruggito M Performance

La gamma motori della X3 si accorda alle diverse tonalità della produzione di Masini. La versione 30e xDrive Plug-in Hybrid garantisce fino a 90 km di autonomia in totale silenzio, compagna discreta nei momenti di riflessione o nei centri storici: una sorta di “unplugged” su quattro ruote. Quando invece il brano richiede energia pura, la X3 M50 xDrive sprigiona 398 CV, coprendo lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 4,6 secondi, che evoca il crescendo orchestrale del suo duetto con il violoncellista Hauser.

Festival di Sanremo 2026: imparare a godersi il viaggio

“Il vero obiettivo non può essere la meta, ma imparare a godersi il viaggio”, dicono Masini e Fedez nelle loro barre. Con i nuovi sistemi di guida semi-automatica e un comfort acustico d’eccezione, la nuova BMW X3 trasforma ogni chilometro in un’emozione da condividere.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 19:24:53 +0000
News n. 3
Ferrari SF-26, l’arma al retrotreno: come funziona la soluzione geniale

Ferrari ha spinto parecchio sull’acceleratore per quanto riguarda le soluzioni estreme. Oltre l’ala posteriore che si ribalta superando abbondantemente i 200 gradi di rotazione, il team italiano ha allungato il passo della monoposto per sfruttare un box del regolamento sulla struttura non deformabile al retrotreno. Da questo approccio aggressivo nasce il soffiaggio variabile che genera carico, aiuta la monoposto in accelerazione e migliora il lavoro del diffusore.

Diffusore Ferrari SF-26: origine e razionale di una soluzione ad alto impatto tecnico

È nelle fasi a bassa velocità, quando il pacchetto aerodinamico tradizionale non ha ancora raggiunto la sua finestra di rendimento ottimale, che prende forma il senso più profondo della novità introdotta dalla scuderia di Maranello. Durante la seconda sessione delle prove su pista in Bahrain, nel paddock l’attenzione si è concentrata su un elemento inedito montato al retrotreno della SF-26. Parliamo di un profilo aerodinamico metallico fissato direttamente alla struttura deformabile posteriore.

Componente studiato appositamente dal Cavallino Rampante per migliorare il lavoro del diffusore. Il terminale di scarico della monoposto, alimentata dalla power unit 067/6, è collocato esattamente davanti a questa appendice. Una scelta geometrica tutt’altro che casuale, perché l’intero flusso dei gas ad alta temperatura investe frontalmente il profilo e ne modifica il comportamento fluidodinamico. Non sorprende, quindi, che l’aletta non sia stata costruita in fibra di carbonio.

L’esposizione continua ai gas roventi avrebbe compromesso rapidamente la resina del composito, determinandone il deterioramento. Per questo è stato adottato un materiale con precise proprietà meccaniche, in grado di sopportare sollecitazioni termiche estreme e velocità di espulsione dei gas particolarmente elevate. La necessità di garantire robustezza strutturale spiega anche il rinforzo in carbonio chiaramente visibile sulla superficie posteriore del profilo.

Inoltre, si distinguono adesivi termosensibili di colore verde, caratterizzati da una scala graduata: indicatori cromatici che registrano la temperatura massima raggiunta. Superata una determinata soglia, la relativa cella vira irreversibilmente al nero. Un sistema per acquisire un riscontro oggettivo sull’energia termica sprigionata dai gas di scarico. La verifica in pista è imprescindibile per validare la bontà della soluzione, trasformando una valutazione inizialmente qualitativa in un’analisi basata su dati misurabili.

Soffiaggio variabile e interazione con il diffusore

Il principio funzionale di questa soluzione è piuttosto chiaro: il getto dei gas combusti viene deviato verso l’alto. Da questa deflessione derivano due effetti complementari. In primo luogo, si genera una componente verticale che incrementa il carico aerodinamico sull’asse posteriore. In parallelo, si attiva un marcato fenomeno di up-wash del flusso, che favorisce l’efficienza estrattiva del diffusore. Il risultato si riflette sul rendimento globale del fondo vettura, ovviamente.

Ecco perché l’estrattore beneficia di una capacità migliore che riguarda lo smaltimento della massa fluida nella zona posteriore della monoposto. Ma la questione tecnica che si annida alla base di questa soluzione davvero interessante risiede nella natura non costante del getto di scarico. L’intensità del flusso dipende da due parametri fondamentali: da una parte abbiamo l’apertura della valvola a farfalla, mentre dall’altra c’è il regime di rotazione del propulsore.

Questo ci spiega come il contributo deportante generato dall’aletta collocata sulla struttura non deformabile dell’auto non è affatto fisso, ma modulato dall’input del pilota sull’acceleratore. Per capire meglio il suo funzionamento possiamo scomporre l’analisi nelle tre fasi che ogni pilota affronta in curva a bordo di una vettura di Formula 1: parliamo di inserimento, percorrenza e uscita. In questo modo emerge un quadro accurato.

Fase di trazione: il momento chiave

L’efficacia massima del sistema si manifesta esclusivamente in uscita di curva, durante la fase di trazione. Quando il pilota affonda il pedale sull’acceleratore, il motore esprime il massimo potenziale e, di riflesso, il flusso dei gas in uscita raggiunge la sua intensità più elevata. È in questo frangente che il retrotreno beneficia di una stabilità superiore, grazie all’aumento proporzionale della downforce generata grazie al supporto dell’appendice.

Un vantaggio competitivo tutt’altro che minimo, considerando che alle basse velocità “l’aerodinamica convenzionale” non opera ancora al picco di efficienza. Differente è lo scenario nelle fasi di inserimento e percorrenza. In staccata o nei momenti di rilascio del gas, la pressione esercitata sull’acceleratore è molto limitata o nulla. Di riflesso, il propulsore non è in grado di erogare piena potenza e l’energia cinetica dei gas di scarico diminuisce sensibilmente.

La riduzione dell’intensità del getto comporta un calo proporzionale del carico generato al posteriore. In tale scenario, l’azione dell’aletta è solo parziale, con un contributo decisamente inferiore rispetto alla fase di trazione. Per finire, un dettaglio tecnico: non si può paragonare questa soluzione ai Blown-Exhaust del 2011, contesto completamente differente che, sfruttando mappature particolari, produceva soffiaggio a farfalla chiusa. Pratica vietata dal regolamento della Formula 1 2026.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 16:34:06 +0000
News n. 4
Fiat arriva a Sanremo insieme a RDS: la musica incontra la mobilità sostenibile

Il Festival di Sanremo 2026 è iniziato e, come ogni anno, rappresenta un evento in grado di catalizzare l’attenzione degli italiani, attirando anche tutti i principali media. Dopo il successo dell’edizione 2025, anche per quest’anno torna la partnership tra Fiat, marchio di riferimento del mercato italiano (e non solo) delle quattro ruote, e RDS 100% Grandi Successi, una delle principali emittenti italiane, che seguirà il Festival da piazza Muccioli a Sanremo, nei pressi del teatro Ariston.

In occasione dell’evento e fino al prossimo 28 febbraio (giornata di chiusura dell’evento con l’attesa finale), Fiat sarà presente accanto a RDS con una doppia esposizione che vedrà due delle sue auto più importanti in mostra. Quest’iniziativa andrà ad affiancarsi a varie altre attività che si svolgeranno durante la settimana a margine dello stand di RDS. Ecco tutti i dettagli in merito.

Fiat sbarca a Sanremo

La nuova esposizione organizzata da Fiat per il Festival di Sanremo 2026 ha come protagoniste la Fiat Grande Panda e la Nuova Fiat 500 Ibrida. Si tratta di due modelli fondamentali per il futuro del marchio sul mercato europeo. La Grande Panda ha il compito di bissare il successo della Panda, riproponendo gli stessi elementi anche in un segmento di mercato caratterizzato da vetture più grandi e da più concorrenza.

Per quanto riguarda la 500 Ibrida, invece, si tratta di un modello che punta a confermare il ruolo della 500 come icona del marchio italiano, andando ad affiancare la versione elettrica con una ibrida, ricca di potenzialità e caratterizzata da un prezzo più basso. Per questi due modelli, quindi, è prevista una vetrina esclusiva in occasione della nuova edizione del Festival.

La scelta di portare a Sanremo la Grande Panda e la 500 Ibrida non è casuale e conferma le strategie che la Casa del Gruppo Stellantis, protagonista di un ottimo mese di gennaio 2026, per il futuro. I due modelli rappresentano le ultime novità di Fiat e sono anche due progetti chiave che mirano a rafforzare la presenza del marchio sul mercato, in Italia e all’estero.

Un’iniziativa da non perdere

L’esposizione organizzata da Fiat si integra con le iniziative di RDS. In piazza ci sarà un’insegna “That’s Amore” che inviterà gli ospiti a scambiarsi un  bacio. In aggiunta, il pubblico potrà scrivere cartoline d’amore che saranno poi lette live in radio. I visitatori avranno la possibilità di salire a bordo della 500 e registrare un divertente video in stile Dolcevita da ricondividere sui social.

Durante tutta la settimana, presso l’area dedicata di piazza Muccioli, il pubblico avrà la possibilità di ammirare le vetture di Fiat e di assistere alle dirette radiofoniche di Petra Loreggian e Giovanni Vernia, che ospiteranno e intervisteranno gli artisti in gara al Festival.

Da segnalare anche un’altra iniziativa con protagonista Tommaso Paradiso, al suo debutto sul palco di Sanremo. Grazie a un accordo con la sua casa di produzione Sony, il cantante, uno dei più apprezzati tra gli artisti in gara, si muoverà per Sanremo con un esemplare di Topolino, un altro modello che incarna al meglio il carattere di Fiat.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 15:00:45 +0000
News n. 5
Stellantis parte bene: vendite in crescita in Europa mentre il mercato rallenta

Il mercato delle quattro ruote in Europa ha iniziato il 2026 in negativo, con un calo netto delle immatricolazioni. Nel corso del primo mese dell’anno, infatti, l’Ue ha fatto segnare un meno 3,9% mentre tutto il mercato europeo, considerando i Paesi Efta e il Regno Unito, è in calo del 3,5%.

In questo contesto, spicca il risultato di Stellantis. Il Gruppo, infatti, è l’unico “big” a registrare un gennaio positivo. Considerando le prime sei aziende per volumi di vendita sul mercato europeo, solo Stellantis riesce a far meglio rispetto a gennaio 2025, con un dato sensibilmente migliore rispetto alla media del mercato.

Un gennaio positivo

Il mese di gennaio 2026 si è chiuso bene per Stellantis che ha registrato:

  • 145.750 unità immatricolate in Ue, con un miglioramento del 9,1% e con una quota di mercato del 18,2% (+2,1 punti);
  • 164.436 unità immatricolate in tutto il mercato europeo, con un miglioramento del 6,7% e con una quota di mercato del 17,1% (+1,6 punti).

Considerando tutto il mercato europeo, come evidenziato dai dati diffusi da ACEA, Stellantis registra dati in netta contro-tendenza rispetto alle dirette concorrenti come Volkswagen (-3,8%), Renault (-15%), Hyundai (-12,5%), BMW (-5,7%) e Toyota (-13,4%). Tra le altre aziende si segnala l’ottima performance di BYD, che con un +165% è l’azienda che cresce di più. Si tratta di un primo segnale positivo che fa ben sperare in vista di un 2026 caratterizzato da una crescita costante per l’azienda.

Il contributo di Fiat

Analizzando le vendite dei singoli brand, si nota chiaramente il contributo sostanziale dato da Fiat alla crescita di Stellantis. Il marchio torinese, infatti, ha venduto 29.415 unità in tutta Europa, registrando una crescita del 24,6% su base annua (+31,3% considerando il solo mercato Ue) e raggiungendo un market share del 3,1%, con un miglioramento di 0,7 punti rispetto allo scorso anno.

I risultati di Fiat sono ancora molto (e forse troppo) legati al mercato italiano, dove la Casa ha venduto poco meno del 67% del totale di autovetture immatricolate nel corso del mese di gennaio 2026. In Italia, il marchio ha conquistato la leadership anche della classifica delle auto più vendute. Dati positivi per Stellantis arrivano anche da Opel, con 32.054 immatricolazioni e un miglioramento del 12,7%, oltre che da Citroën, con 31.039 unità vendute e una crescita del 14% (i dati si riferiscono sempre a tutto il mercato europeo). Cresce anche Lancia, con 1.283 esemplari venduti e un buon +22%.

Stellantis deve fare i conti anche con i dati negativi di Peugeot, il suo brand principale in Europa. La Casa francese si ferma a 53.799 esemplari venduti, con un calo del 2,9% e il quinto posto complessivo nella classifica di vendite dei marchi (dopo Volkswagen, Skoda, Toyota e BMW). Numeri negativi arrivano anche da altri brand. Jeep, ad esempio, si ferma a 10.484 unità vendute, di cui più della metà in Italia, con un calo del 4,9% rispetto allo scorso anno. Male anche Alfa Romeo, che interrompe la sua crescita con un mese da 4.278 esemplari venduti in tutta Europa e un calo del 10,8% su base annua.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 14:15:29 +0000
News n. 6
La Ferrari che non si può guidare è stata venduta a 2,5 milioni di dollari

Una Ferrari unica è appena stata battuta all’asta, eppure l’acquirente non potrà mai guidare questa vettura su strada pubblica. Questo perché LaFerrari in questione non è una semplice vettura uscita dalla catena di produzione Ferrari, bensì un prototipo usato per affinare le tecnologie e la dinamica della vettura nelle sue fasi sperimentali. Insomma un muletto, come viene comunemente definito, il che lo rende un’esemplare unico che le è valso la quotazione di ben 2,5 milioni di dollari.

Perché non può essere guidata

Un esemplare che racconta il dietro le quinte di una delle icone più importanti degli ultimi tempi. Quando Ferrari decide di dare vita a un nuovo modello, sono diversi i prototipi utilizzati per affinare le tecnologie, in particolare quando si utilizzano grandi novità come il sistema ibrido de LaFerrari.

Solitamente queste vetture rimangono all’interno dell’azienda per successivi studi oppure vengono distrutte. In alcuni casi, però, Ferrari decide di fare un’eccezione. Ed è proprio ciò che è accaduto con questo telaio di sviluppo. Una volta finalizzate le specifiche definitive del modello e avviata la produzione di serie, il prototipo non era più necessario per il programma. Così, un numero selezionato di esemplari è stato ceduto privatamente a clienti fidelizzati, con una clausola ben precisa: si tratta di veicoli non omologati, impossibili da immatricolare per l’uso su strada.

Questa vettura, acquistata nel 2022 e ora passata di mano tramite asta pubblica, è una delle pochissime autorizzate a lasciare i cancelli di Maranello. Ma resta, a tutti gli effetti, un’auto “vietataâ€: non può circolare legalmente, non può essere registrata, non può essere guidata su strade aperte al traffico. È un pezzo da collezione puro, destinato a un garage climatizzato o, al massimo, a eventi privati in contesti chiusi.

Eppure, proprio questo limite ne accresce il fascino. È un oggetto che racconta il dietro le quinte dello sviluppo di una delle Ferrari più avanzate di sempre.

Simile ma non uguale

A prima vista potrebbe sembrare una LaFerrari come tutte le altre. Le linee sono quelle scolpite dal Centro Stile Ferrari, il telaio in fibra di carbonio richiama strettamente la versione definitiva e l’impostazione generale è molto vicina al modello di produzione.

Ma osservandola con attenzione emergono differenze significative. Questo prototipo era destinato ai test su strada nelle fasi finali dello sviluppo, ancora con leggere camuffature per evitare di svelare in anticipo i dettagli della vettura che sarebbe stata presentata ufficialmente al Salone di Ginevra.

La differenza più importante riguarda la meccanica. Se la LaFerrari di serie abbina il V12 aspirato al sistema ibrido HY-KERS, questo esemplare monta un motore F140 FD-12 da 6.262 cm³ aspirato naturalmente, privo della componente elettrica. Una configurazione particolare, utilizzata per specifiche fasi di sviluppo, che rende questo telaio ancora più unico.

Anche l’abitacolo tradisce la sua natura sperimentale: il volante presenta una forma differente rispetto a quello definitivo e nel vano piedi del passeggero trovano posto apparecchiature elettriche non di produzione, strumenti e cablaggi che raccontano la fase di messa a punto. Non è un interno rifinito per un cliente finale, ma uno spazio funzionale, pensato per ingegneri e collaudatori.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 13:28:29 +0000
News n. 7
Dacia Spring solo in pronta consegna, in attesa dell’erede

Chi atterra oggi sul configuratore Dacia o in concessionaria, si renderà conto che la Spring, l’elettrica compatta del brand, non è più ordinabile. Solo pronta consegna quindi da oggi in poi e fino a esaurimento scorte, in attesa dell’erede che si attende nel corso di quest’anno.

Una notizia che non passa inosservata, soprattutto per chi negli ultimi anni aveva guardato alla Dacia Spring come alla porta d’ingresso più accessibile al mondo dell’elettrico. Piccola, essenziale, senza fronzoli e con un prezzo che – complice anche il sistema di incentivi – l’aveva resa una delle BEV più vendute nel nostro Paese.

Ora però la situazione cambia. Non si tratta di un addio definitivo, ma di una fase di transizione. La Spring esce temporaneamente dal listino ordinabile, lasciando spazio alle ultime unità disponibili in stock e preparando il terreno alla nuova generazione. Una scelta che riflette dinamiche produttive e commerciali ben precise, non certo un ripensamento sulla mobilità elettrica da parte del marchio rumeno.

Niente configuratore

Visitando il sito ufficiale Dacia nel configuratore compare un messaggio chiaro: “Modello ordinabile solo per configurazioni disponibili in concessionariaâ€. Tradotto: niente più personalizzazioni su misura, ma esclusivamente vetture già presenti nella rete vendita.

Al momento l’unica versione disponibile è la più potente, la Extreme da 102 CV, quella introdotta con il recente restyling. Una variante più brillante rispetto alla precedente motorizzazione da 65 CV, capace di rendere la piccola elettrica più adatta anche a percorsi extraurbani, pur mantenendo la sua vocazione cittadina.

La decisione di sospendere gli ordini non nasce dal caso. La produzione è stata infatti destinata prioritariamente ai mercati europei dove sono attivi incentivi statali particolarmente vantaggiosi. In quei Paesi, il contributo pubblico ha sostenuto in modo deciso le vendite, rendendo la Spring estremamente competitiva nel segmento delle elettriche low cost.

In Italia, quando gli incentivi erano in vigore, la Spring era riuscita a toccare cifre davvero sorprendenti: in alcune configurazioni si scendeva fino a circa 4.000 euro grazie alla combinazione tra contributi e rottamazione. Numeri che avevano acceso i riflettori su un modello capace di democratizzare l’auto elettrica.

L’erede sembra essere dietro l’angolo

Se la Spring attuale si avvia verso il fine corsa commerciale in Italia, il futuro è già scritto. Nella seconda metà del 2026 è attesa la nuova generazione, che rappresenterà un salto tecnico e stilistico importante.

La prossima Spring, con un probabile cambio nome, dovrebbe condividere la base tecnica con la futura Renault Twingo elettrica, sfruttando un’architettura più moderna e competitiva in termini di costi e prestazioni. Questo significa piattaforma aggiornata, maggiore efficienza e – con ogni probabilità – un miglioramento generale in termini di autonomia e qualità percepita.

Dal punto di vista del design, le indiscrezioni parlano di linee più squadrate e muscolose, in linea con il nuovo corso stilistico del marchio. L’obiettivo sarà mantenere la filosofia minimalista che ha decretato il successo della Spring, ma con un’immagine più robusta e contemporanea.

Non solo. All’orizzonte c’è anche un altro progetto: la cosiddetta Hipster, attesa nel 2027, che dovrebbe ampliare ulteriormente l’offerta elettrica compatta del brand, posizionandosi come alternativa urbana accessibile ma con un carattere differente rispetto alla Spring.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 12:30:20 +0000
News n. 8
Affidabilità al primo posto, 6 auto usate inarrestabili a meno di 10.000 euro

Nella vita di un’auto il prezzo d’acquisto non è sempre la voce più importante. Spesso il prezzo si misura nel tempo, tra manutenzione straordinaria, ricambi e eventuali guasti cronici che alcuni modelli nascondono. Così vetture economiche si possono trasformare facilmente in un incubo per gli acquirenti.

Ci sono auto che con il tempo si sono costruite pessime reputazioni, altre che si sono rivelate delle gemme per affidabilità. Grazie a una meccanica ben collaudata in cui vige la regola della semplicità, motori in grado di superare i 400.000 km con solo una corretta manutenzione ordinaria e, sopratutto, un’elettronica ridotta all’essenziale. Vetture, spesso dei primi anni 2000, in cui la filosofia era orientata alla solidità e non all’intrattenimento.

Abbiamo quindi selezionato sei auto usate acquistabili con molto meno di 10.000 euro in ogni tipologia, dalle compatte, ai fuoristrada, alle station wagon, fino ai suv, che negli anni si sono dimostrate degli esempi di affidabilità e bassi costi di gestione. Non vetture in grado di dimostrare status, ma acquisti intelligenti che difficilmente vi lasceranno a piedi.

Fiat Punto

La Punto seconda serie, conosciuta come 188 e prodotta fino al 2010, è una delle utilitarie più diffuse sulle nostre strade. E non è un caso. Il suo punto di forza è la semplicità: un progetto moderno ma con un’elettronica ridotta al minimo, meccanica intuitiva e un propulsore estremamente collaudato.

Il motore 1.2 8V da 60 CV, evoluzione del celebre FIRE, è un grande esempio di resistenza. Se mantenuto con regolarità – cambi olio puntuali e controlli ordinari – può percorrere centinaia di migliaia di chilometri senza problemi strutturali.

Con meno di 4.000 euro si possono trovare esemplari con chilometraggi inferiori ai 100.000 km. Il tutto per un’auto universale, che si adatta a ogni ambiente, che richiede poco budget per le riparazioni e amata dai meccanici proprio per la facilità di intervento. Non offre infotainment moderni né insonorizzazione da segmento superiore, ma ha tutto ciò che serve per la vita quotidiana: cinque posti comodi, un’ottimo bagagliaio, consumi contenuti e addirittura piccole attenzioni come il “City†ovvero il servo sterzo elettronico che diminuisce la resistenza per effettuare parcheggi con facilità.

Fiat Panda 4×4

Inarrestabile è forse l’aggettivo più corretto. La Panda 4×4 delle prime generazioni, fino agli anni 2000, è diventata un’icona nelle zone montane e rurali. Sotto il cofano monta il “vero†FIRE da 40 CV: poca potenza ma tanta semplicità e pura ingegneria italiana. Telaio leggero, trazione integrale inseribile e una meccanica essenziale che la rende praticamente indistruttibile se ben mantenuta.

Non è un’auto per tutti. Rispetto alla Punto qui il progetto sente il peso degli anni: il comfort è spartano, la sicurezza passiva non è paragonabile agli standard moderni e su strada, soprattutto in autostrada, richiede pazienza. Ma come mezzo per la campagna, la neve o strade dissestate resta imbattibile. Con meno di 5.000 euro si trovano esemplari ben conservati, spesso ricercati proprio per la loro robustezza.

Honda Civic

La Civic è uno di quei modelli che ha costruito la propria fama sull’affidabilità meccanica. La settima e l’ottava generazione sono entrambe esempi concreti di longevità. Il motore VTEC è un esempio di resistenza e ingegneria meccanica. Un propulsore in grado di ottenere ottime prestazioni senza compromettere l’affidabilità, certo con qualche compromesso per quanto riguarda i consumi.

La settima generazione in particolare beneficia di 110 CV, su un telaio leggero con una volumetria compatta e un’ottima abitabilità. È ancora oggi una compatta concreta, con uno spazio a bordo degno di segmenti superiori

Con l’ottava generazione Honda ha introdotto un design più moderno e personale, anche se meno sfruttabile a livello di abitabilità interna. Il 1.4 da 100 CV è il più diffuso e affidabile, ma per chi cerca maggiore brillantezza è disponibile anche il 1.8 da 140 CV. Per meno di 5.000 euro si trovano esemplari della settima serie con meno di 100.000 km; la generazione successiva richiede qualcosa in più, ma resta ampiamente sotto i 10.000 euro.

Le usate più affidabili sotto i 10.000 euro
Ufficio Stampa Honda
Honda Civic tra le migliori auto affidabili ed economiche sul mercato dell’usato

Toyota Corolla

Quando si parla di affidabilità, Toyota gioca spesso un ruolo da protagonista. Lo dimostra la Corolla di nona generazione, la versione prodotta nei primi anni 2000 nonché una delle più resistenti mai realizzate. Con il passare degli anni si è guadagnata una nomea di auto inarrestabile grazie a una meccanica solida, un’elettronica ancora semplice e una qualità costruttiva ai vertici dell’epoca.

Al momento le quotazioni posizionano Corolla sotto i 7.000 euro a chilometraggi compresi tra i 100.000 e i 150.000 km, per motorizzazioni sia benzina che diesel di lunga durata. Disponibile anche in versione Verso, ovvero la variante monovolume che condivide il telaio con la berlina, che si può dimostrare una scelta intelligente per chi cerca affidabilità e praticità familiare senza spendere cifre importanti.

Volvo V70

È una delle station wagon per eccellenza. Solida, comoda, costruita con quella filosofia svedese che punta alla durata nel tempo. I modelli dal 2005 al 2009 con motore diesel da 185 CV si trovano a meno di 8.000 euro con chilometraggi intorno ai 150.000 km. Numeri che possono spaventare, ma che su Volvo V70 non rappresentano un limite strutturale se la manutenzione è stata regolare.

Gli interni sono di qualità premium e la sensazione di solidità è evidente fin dalla chiusura delle portiere. Non è economica nei consumi rispetto a una citycar, ma offre spazio, sicurezza e una meccanica capace di durare nel tempo.

Subaru Forester

Subaru è uno dei marchi con la clientela più fedele. Il motivo? Affidabilità e trazione integrale permanente. La Forester, in particolare nella terza generazione (2009-2012), rappresenta un’ottima occasione nel mercato dell’usato.

Il motore boxster da 150 CV è poco attento nei consumi ma può vantare un’ottima robustezza. Con circa 10.000 euro si trovano esemplari con chilometraggi inferiori ai 200.000 km, capaci di percorrere ancora molta strada con semplice manutenzione ordinaria.

È un’auto versatile, adatta a chi vive in zone montane o percorre spesso strade difficili. Non ha il fascino dei SUV premium europei, ma compensa con sostanza e trazione impeccabile.

Perché scegliere l’affidabilità prima di tutto

Sotto i 10.000 euro il rischio non è tanto trovare un’auto vecchia, quanto una difficile da riparare. Più elettronica significa più potenziali guasti mentre una potenza elevata spesso comporta maggiori sollecitazioni meccaniche.

Le sei vetture selezionate hanno in comune tre elementi: qualità costruttiva, ampia diffusione (e quindi ricambi economici) e una reputazione costruita negli anni. Non sono auto che si definirebbe alla moda o in grado di raccontare uno status, bensì sono mezzi concreti. Prima dell’acquisto è sempre consigliabile:

  • verificare lo storico manutentivo;
  • controllare eventuali richiami effettuati;
  • effettuare una prova su strada accurata;
  • affidarsi a un controllo da parte di un meccanico di fiducia.

Con la giusta attenzione, meno di 10.000 euro possono bastare per acquistare un’auto che durerà ancora a lungo. Perché, alla fine, l’affidabilità non è un optional ma è ciò che fa davvero la differenza nel tempo.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 11:26:34 +0000
News n. 9
La Mustang Stretched Limousine del 1966 che ha diviso il mercato

Trasformare una Mustang del 1966 in una limousine è un atto di coraggio, per alcuni un’eresia. Eppure è ciò che è successo a questo esemplare, allungato a Sydney durante i primi anni 2000.

Ci sono auto che diventano icone e auto che diventano esperimenti, si potrebbe dire che questa muscle car appartenga a entrambi i mondi. Di sicuro fa parlare di sè. Per i puristi è quasi un sacrilegio: prendere una delle pony car più celebri della storia americana e allungarla come una Lincoln Town Car da matrimonio. Per altri, invece, è l’ennesima dimostrazione che l’automobile è anche creatività, provocazione e spettacolo.

L’esemplare in questione è stato recentemente venduto all’asta sulla piattaforma Collecting Cars, riaccendendo il dibattito tra appassionati. 

8 passeggeri di lusso

Se fuori sorprende, è dentro che questa Mustang cambia completamente identità. L’abitacolo è stato completamente ripensato per ospitare fino a otto passeggeri, trasformando quella che era una sportiva compatta in una vettura da cerimonia.

L’interno è dominato da un appariscente rosso, con finiture in vinile coordinate, moquette rossa e dettagli cromati che richiamano lo stile originale dell’epoca. Non manca un divisore di cabina azionato elettricamente, soluzione tipica delle limousine di rappresentanza, che separa il conducente dagli ospiti posteriori.

L’aria condizionata è presente sia per i passeggeri anteriori sia per quelli posteriori, dettaglio fondamentale considerando le temperature australiane.  Per anni questa vettura ha lavorato come auto per matrimoni, feste scolastiche e serate di gala. Una seconda vita lontana dai semafori e dalle gare improvvisate, più vicina ai tappeti rossi e ai flash dei fotografi.

Look da Mustang

Nonostante l’allungamento evidente della carrozzeria, i progettisti hanno cercato di preservare quanto più possibile l’identità estetica della Mustang del ’66. Il frontale resta fedele all’originale: griglia con il celebre cavallino al centro, cofano lungo e linea filante tipica della prima generazione.

Anche la vista laterale, pur inevitabilmente alterata dalla sezione centrale aggiuntiva, mantiene proporzioni coerenti grazie a un lavoro di integrazione piuttosto pulito. Le ruote Rallye da 15 pollici contribuiscono a mantenere una certa coerenza visiva, evitando l’effetto “kit car†che spesso accompagna trasformazioni di questo tipo.

È proprio questo equilibrio precario tra rispetto della tradizione e voglia di stupire che ha diviso il mercato. C’è chi la considera un pezzo unico affascinante, perfetto per eventi e collezioni eccentriche. Altri la vedono come un’operazione che snatura lo spirito ribelle e sportivo della Mustang originale.

Cuore aggiornato

Sotto il cofano, però, la storia cambia ancora. Originariamente questa Mustang era equipaggiata con il classico 289 V8, uno dei motori simbolo dell’epoca. Nel tempo, però, è stato sostituito con un più moderno 302 V8 Ford, abbinato a un cambio automatico C4 a tre rapporti.

Una scelta quasi obbligata: gestire una limousine richiede fluidità e affidabilità, più che prestazioni brucianti. Il 302 V8 garantisce una spinta adeguata alle nuove dimensioni e al peso aumentato, mantenendo comunque quel sound profondo e inconfondibile che ha reso celebre la Mustang nel mondo.

Dopo anni di servizio come vettura da cerimonia a Brisbane, l’auto è tornata sotto i riflettori grazie alla recente vendita all’asta. Non è stata resa nota la cifra finale in modo ufficiale, ma l’interesse dimostrato conferma che, nel mondo delle auto classiche, anche le interpretazioni più controverse possono trovare il loro pubblico.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 08:53:39 +0000
News n. 10
Alcolock obbligatorio, cosa prevede la norma: officine abilitate e multe

Con l’entrata in vigore delle norme definitive sull’alcolock, nel sistema sanzionatorio italiano entra una misura tecnologica strutturale pensata per impedire fisicamente la reiterazione di un comportamento illecito. Siamo infatti davanti a un dispositivo capace di bloccare l’avviamento del motore in caso di tasso alcolemico superiore allo zero. In pratica appena viene rilevata anche una minima traccia.

La finalità di questo sistema è ridurre gli episodi di guida in stato di ebbrezza. Si tratta di una soluzione che combina prevenzione tecnologica e rendere il conducente parte attiva di un percorso di responsabilizzazione senza escluderlo dalla mobilità. Nella visione del legislatore, l’alcolock si configura come un supporto che permette di continuare a guidare in condizioni di sicurezza e di contenere il rischio legato a scelte impulsive o comportamenti consolidati.

Le norme definitive sull’alcolock

Il perno giuridico della riforma è il comma 9-ter dell’articolo 186 del Codice della Strada, modificato a fine 2024, che attribuisce al Prefetto il potere di imporre, nei confronti dei conducenti condannati in via definitiva per guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, l’apposizione sulla patente dei codici unionali 68 e 69. Il primo sancisce l’obbligo assoluto di alcol zero, il secondo limita la guida ai soli veicoli dotati di alcolock.

La durata della prescrizione è graduata in funzione della gravità dell’infrazione. Chi è stato condannato per un valore compreso tra 0,8 e 1,5 g/l deve convivere con l’obbligo per due anni mentre per chi supera 1,5 g/l il vincolo sale a tre anni, sempre a partire dal termine del periodo di sospensione della patente.

L’articolo 125 comma 3-ter del Codice della Strada chiarisce che i codici 68 e 69 possono essere apposti anche ai titolari di patenti delle categorie internazionali M e N, cioè veicoli destinati al trasporto di persone e merci. In termini pratici anche autobus, autocarri e furgoni aziendali rientrano nel perimetro della misura.

Una volta riottenuta la patente, il conducente potrà mettersi al volante soltanto se il veicolo utilizzato è equipaggiato con un alcolock funzionante e installato. Poiché il sistema richiede di soffiare nel boccaglio prima di ogni avviamento, il guidatore intenzionato a utilizzare quel mezzo è obbligato a dimostrare alcol zero, indipendentemente dal fatto che sia il trasgressore originario o un terzo soggetto.

Come deve essere fatto e funzionare

Il quadro tecnico del nuovo dispositivo è stato definito dal decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2 luglio 2025 “Caratteristiche e modalità di installazione del dispositivo alcolockâ€.

Il documento stabilisce che il dispositivo possa essere montato su veicoli delle categorie M1, M2, M3, N1, N2 e N3, siano essi omologati o meno, a condizione che il fabbricante dell’alcolock abbia predisposto le istruzioni per quel modello di veicolo, nel rispetto del Regolamento UE 2021/1243 e della norma tecnica EN 50436.

Dal punto di vista costruttivo l’alcolock deve essere un etilometro certificato, dotato di marchio CE, in grado di misurare la concentrazione di alcol nell’aria espirata e di comandare l’immobilizzazione del veicolo quando viene rilevato un valore superiore a 0 mg/l. Non sono ammesse soglie di tolleranza: qualsiasi presenza di alcol impedisce l’avviamento.

Elemento centrale del sistema è la protezione contro le manomissioni. Ogni dispositivo deve essere sigillato al momento dell’installazione con un adesivo autodistruttivo che si deteriora in caso di tentativo di rimozione o alterazione. La presenza del sigillo integro rappresenta, durante i controlli su strada, uno degli indici di regolarità.

Il fabbricante non può limitarsi a produrre l’apparecchio. La normativa gli impone di fornire manuali di installazione, uso e manutenzione, di individuare le officine autorizzate al montaggio e di comunicare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il tipo di dispositivo, la documentazione tecnica, un fac-simile di certificato di taratura e l’elenco dei modelli di veicoli compatibili.

La taratura periodica è un aspetto tutt’altro che secondario. In caso di controlli il conducente deve poter esibire il certificato in corso di validità e deve verificare che l’intervallo di taratura indicato dal costruttore non sia scaduto. Sul piano sanzionatorio un alcolock non tarato equivale a un alcolock assente.

Officine autorizzate all’installazione e costi

Il decreto ministeriale mette nero su bianco che solo le officine di meccatronica autorizzate e indicate dal fabbricante del dispositivo possano effettuare l’installazione. L’elenco degli installatori e quello dei veicoli compatibili devono essere pubblicati sul Portale dell’Automobilista, insieme alla documentazione tecnica trasmessa dai produttori.

Nel momento in cui scriviamo, sul Portale risultano ammessi soltanto due dispositivi: il Breatech Alcolock B1000 e lo Zaldy Alcolock, ciascuno corredato dal proprio elenco di officine abilitate e dai modelli di veicoli installabili.

L’installazione e la rimozione dell’alcolock non richiedono collaudo nelle officine della Motorizzazione civile e non comportano l’aggiornamento del Documento unico di circolazione.

Il costo stimato per l’installazione si aggira intorno ai 2.000 euro, a cui vanno sommati i costi di manutenzione, le tarature periodiche e i boccagli monouso. È una spesa a carico del conducente senza alcuna forma di contributo pubblico.

Le criticità strutturali secondo Federcarrozzieri

Secondo Federcarrozzieri, il sistema dell’alcolock, così come è stati approvato, presenta alcune criticità strutturali. Il parco auto italiano ha un’età media di circa 13 anni, il che rende tecnicamente complessa se non impossibile l’installazione su molti veicoli più datati. A cui si aggiunge il numero limitato di officine abilitate, selezionate dai produttori che – a detta della federazione – rischia di comprimere la concorrenza e di far lievitare i prezzi.

Sul piano sanzionatorio, il legislatore ha scelto la linea dura. Chi guida senza rispettare l’obbligo di installazione o utilizza un dispositivo manomesso, non funzionante o privo di sigilli incorre in sanzioni specifiche previste dai commi 3-quater dell’art. 125 e 9-quater dell’art. 186 del Codice della Strada, che si sommano alle conseguenze già previste per la violazione originaria.

Più esattamente chi viene fermato alla guida di un veicolo che avrebbe dovuto essere equipaggiato con l’alcolock ma ne è sprovvisto è soggetto a una sanzione amministrativa compresa tra 158 e 638 euro, accompagnata dalla sospensione della patente di guida fino a sei mesi. Nel caso di alterazione del dispositivo o un impiego elusivo del sistema, come l’effettuazione del test a un’altra persona, il quadro sanzionatorio si inasprisce e conduce alla revoca della patente con l’obbligo di ripercorrere il percorso di accertamento dell’idoneità psicofisica e di riabilitazione.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 07:12:01 +0000
News n. 11
Sciopero dei trasporti 25 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 25 febbraio 2026 sono previsti due scioperi nel settore dei trasporti in Italia. Gli scioperi coinvolgono sia il trasporto pubblico locale nella provincia di Bolzano che il settore aereo a livello nazionale. Di seguito tutti i dettagli su orari, città e categorie coinvolte.

Bolzano – Sciopero del trasporto pubblico locale

Il 25 febbraio 2026 è indetto uno sciopero della durata di 24 ore che coinvolge il trasporto pubblico locale nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige). L’agitazione riguarda il personale della Società SASA di Bolzano. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti. Il servizio sarà quindi interessato per tutta la giornata, con inizio e fine sciopero previsti per il 25 febbraio.

Italia – Sciopero nazionale settore aereo

Per la data del 25 febbraio 2026 è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore che coinvolge il personale di volo settore elicotteri della società Avincis Italia presso tutte le basi operative del territorio. L’agitazione riguarda la fascia oraria 00:00-23:59. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC. Si tratta di uno sciopero virtuale che interessa tutte le province del Paese.

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 12
Nuovo viadotto su Autostrada A1, apre il Ribuio: calendario dei lavori e nuovi flussi

Per l’ultimo fine settimana di febbraio l’Autostrada del Sole prepara la svolta. Superando la logica della semplice manutenzione, gli interventi strutturali allineano uno dei nodi più critici della rete italiana agli standard moderni, con un impatto positivo diretto sulle esigenze della comunità locale. Tra i caselli di Incisa Reggello e Firenze Sud, entrerà infatti in funzione il viadotto Ribuio. Situato tra il km 311 e il km 313, il nuovo tratto rientra nell’ampio programma di ampliamento alla terza corsia, atteso da anni per decongestionare il traffico tra il Valdarno e il capoluogo toscano.

Cos’è il Ribuio

Lungo 150 metri, il Ribuio è una struttura moderna realizzata con tecnologia mista acciaio-calcestruzzo. Secondo quanto spiegato da Società Autostrade, l’opera poggia su pile cilindriche ad alta capacità portante e fondazioni profonde, volte a garantire massima sicurezza e durata nel tempo.

Insieme al viadotto Massone e alla galleria San Donato, costituisce lo snodo cardine del nuovo assetto della A1 in Toscana. Da un lato, l’apertura del viadotto consentirà di spostare i flussi di traffico sul nuovo asse, dall’altro libererà il tracciato storico, che potrà così essere sottoposto a una profonda riqualificazione strutturale senza bloccare la circolazione.

Il calendario dei lavori

Per agganciare la variante al vecchio tracciato, i tecnici di Autostrade entreranno in azione negli ultimi due fine settimana di febbraio e nei primi di marzo (27 febbraio-1° marzo e 6-8 marzo). Il cantiere scatterà alle 20:00 di ogni venerdì: i tecnici lavoreranno per liberare la carreggiata entro la domenica pomeriggio, così da tutelare la viabilità e i flussi pendolari del lunedì mattina. La buona notizia è che la chiusura totale del tratto Firenze Sud-Incisa sarà limitata esclusivamente alle notti tra sabato e domenica (dalle 22:00 alle 06:00). Agli automobilisti si raccomanda la massima prudenza e di consultare i pannelli a messaggio variabile per aggiornamenti in tempo reale. Durante il giorno la circolazione sarà sempre garantita, sebbene ridotta a una sola corsia per senso di marcia.

Come cambieranno i flussi

Al termine del primo weekend di lavori (domenica 1° marzo), gli utenti in viaggio in direzione Nord (verso Firenze/Bologna) verranno trasferiti su una delle nuove carreggiate a due corsie del Ribuio, mentre i conducenti in transito verso Sud continueranno a percorrere il tracciato storico. La tappa cruciale scatterà domenica 8 marzo, quando il traffico in direzione Roma si sposterà sul nuovo viadotto. Il Ribuio ospiterà pertanto entrambi i flussi veicolari, garantendo due corsie per ciascun senso di marcia e mandando “in pensione” temporanea il vecchio tracciato per i lavori di restyling.

L’intervento tra Incisa e Firenze Sud copre 17,5 km complessivi. Attualmente i primi 6 km risultano già aperti e operativi, mentre fervono i preparativi per completare la terza corsia sui restanti 12,5 km. Il completamento della fase, un passo decisivo nei lavori di potenziamento dell’intero corridoio appenninico, nasce al fine di risolvere i rallentamenti cronici in prossimità dell’area metropolitana fiorentina. Il nuovo “passaggio” sul Ribuio va a inserirsi in un ampio mosaico, affinché l’Autostrada del Sole guadagni velocità, sicurezza e capacità di assorbire i pesanti volumi di traffico che quotidianamente attraversano la spina dorsale dell’Italia.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 06:40:19 +0000
News n. 13
Rinasce Volga, nuovi SUV e berline per lo storico marchio russo

Il passato che bussa alla porta fa sempre effetto. Nei suoi quasi 15 anni di buio, lo storico marchio russo Volga aveva fatto sentire tutta la sua assenza ai fan, che pregavano di vederla tornare in azione. Quel giorno è arrivato, grazie a un investimento da 660 milioni di euro e a un sodalizio tra il colosso cinese Changan e il Gruppo JSC Avtovaz. La produzione presso lo stabilimento di Nizhny Novgorod (ex sito Volkswagen) ha preso il via e mira a ridare slancio all’automotive dell’Est Europa sull’asse Mosca-Pechino.

Dove rinasce il mito e la gamma

Le trattative, durate oltre due anni, hanno finalmente reso le linee di montaggio dell’ex fabbrica tedesca il quartier generale della nuova Volga. La gamma iniziale, che verrà svelata ufficialmente a giugno per debuttare sul mercato nel terzo trimestre del 2026, si basa su modelli Changan profondamente rivisti per incontrare i gusti e le esigenze del pubblico locale. Come riportato da Za Rulem, una delle più autorevoli testate di settore russe, l’operazione decreta il passaggio di Changan da semplice esportatore a produttore locale di peso, affiancandosi a giganti come Haval, Chery e Geely, già presenti con impianti propri tra la Russia e la Bielorussia.

Cosa guideranno i russi sotto le insegne della nuova Volga? In anteprima alla fiera Digital Industry of Russia l’azienda ha mostrato la C40, una berlina elegante derivata dalla Changan Raeton Plus, e i due crossover K30 e K40, che si ispirano rispettivamente alla Oshan X5 Plus e alla Uni-Z. In quanto ai motori, le soluzioni d’altri tempi lasciano spazio al collaudato quattro cilindri Changan da 1,5 litri, capace di erogare 188 CV e una coppia di 300 Nm, garantendo prestazioni equilibrate per un mercato che nonostante le flessioni globali resta l’undicesimo al mondo in termini di volumi. Una platea troppo ampia e rilevante per non fare gola alle arrembanti realtà del grande Paese asiatico.

Design e interni: tradizione contro tecnologia

Almeno per il momento le foto delle versioni finali rimangono oscurate, ma i teaser rilasciati dalla Casa aiutano ad avere un’idea piuttosto concreta sulla direzione intrapresa. Nel caso del SUV di punta, Volga ha scelto una linea rassicurante e muscolosa, caratterizzata da passaruota squadrati e un posteriore “sfuggente” che strizza l’occhio ai moderni SUV-coupé. All’interno, l’abitacolo si discosta dall’estetica a tratti estrema della cinese Uni-Z per abbracciare uno stile più convenzionale e concreto: volante a corona piatta, quadro strumenti interamente digitale e un generoso schermo centrale dedicato all’infotainment. È la “meccanica della semplicità” che incontra il lusso digitale.

L’operazione Volga-Changan si inserisce in uno scenario complesso. Se il 2025 ha visto un calo delle immatricolazioni del 15,6%, la Russia continua a essere il terzo mercato automobilistico del continente europeo. Con l’addio del Gruppo Renault nel 2022, la leadership di Lada AvtoVAZ è oggi insidiata proprio dall’avanzata dei brand cinesi, che occupano i vertici delle classifiche di vendita. Il terzo trimestre dell’anno ci dirà se il “nuovo corso” del costruttore saprà intercettare i desideri di una clientela che per anni ha visto nell’usato BMW, settore cresciuto del 49%, l’unica reale alternativa di prestigio.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 06:30:04 +0000
News n. 14
Auto nuova: acquisto o noleggio? Vantaggi e svantaggi da conoscere

Se l’idea di acquistare una vettura nuova è sempre molto elettrizzante, il noleggio dell’auto con numerose proposte si sta facendo strada e risulta una valida alternativa. Grazie alle soluzioni “tutto incluso“, comprensive anche di offerte per la ricarica elettrica, il noleggio piace sempre di più e rappresenta una scelta conveniente con la possibilità di abbinare diversi servizi extra e personalizzare il canone mensile.

Ma sarà veramente conveniente come sembra? Quali sono le differenze rispetto all’acquisto di una vettura nuova? Scopriamo vantaggi e svantaggi delle due opzioni per effettuare la scelta più vicina alle proprie esigenze.

Il noleggio in crescita

I tempi nel settore dell’automotive sono cambiati e, anche se il parco auto italiano rimane uno tra i più vecchi in Europa, la corsa alla transizione ecologica e le costanti innovazioni digitali, con modelli sempre più tecnologici e accessoriati, spingono il mercato verso il rinnovamento rapido delle vetture.

In questo panorama, il noleggio auto non è più solo una scelta a vantaggio delle aziende, ma si sta diffondendo sempre di più anche tra i privati, con un vero e proprio boom.

Il terzo trimestre del 2025 ha infatti registrato un aumento del 23,8% di immatricolazioni di autoveicoli a vantaggio di questa formula. Un trend destinato a crescere, che sta cambiando le abitudini degli italiani, il concetto stesso di possesso e utilizzo dell’auto e sta spingendo anche la Case automobilistiche ad adattarsi alla tendenza con formule più flessibili per l’acquisto.

Acquisto auto nuova, pro e contro

L’acquisto di un’auto nuova, da poter scegliere come si desidera, ha sempre il suo appeal, specialmente per una popolazione amante dei motori come quella italiana, e i vantaggi sono evidenti e notevoli.

Ma insieme a questi ci sono anche degli svantaggi che possono far propendere per l’opzione noleggio, sia a breve che a lungo termine. Tra i diversi fattori da tenere in considerazione ci sono, ad esempio, il budget a disposizione e la condizioni di utilizzo. Ma vediamo prima i pro dell’acquisto di una vettura nuova.

I vantaggi

Tra i diversi vantaggi ci sono:

  • la personalizzazione, é possibile scegliere alimentazione, allestimento e accessori in dotazione per modellare la vettura secondo i propri desideri;
  • l’investimento iniziale in parte recuperabile con l’eventuale rivendita  sul mercato dell’usato, sempre molto dinamico e ricco di proposte;
  • il possesso completo del mezzo che, per alcune persone, rappresenta una certa serenità e indipendenza;
  • la massima libertà di utilizzo, vendita e cambio con altre vetture;
  • la garanzia del costruttore che copre eventuali difetti di fabbrica e che può assicurare assistenza in caso di problemi di varia natura.

Gli svantaggi

L’acquisto di un’auto nuova comporta anche alcuni svantaggi che possono far considerare delle alternative differenti per avere a disposizione un veicolo per spostarsi.

Questi gli svantaggi più importanti da considerare prima di andare dal concessionario:

  • la spesa importante per l’acquisto oppure per l’acconto iniziale e la successiva rateizzazione per il resto dell’importo;
  • i costi per la manutenzione ordinaria (tagliandi, assicurazione, bollo) e straordinaria che sono interamente a carico dell’acquirente e che si sommano negli anni;
  • il rischio di una svalutazione veloce del mezzo, con una percentuale che può arrivare anche al 50% in meno rispetto al valore iniziale dopo solo tre anni di età;
  • i tempi di attesa per la consegna della vettura che, per alcuni modelli, può arrivare anche a svariati mesi.

Non è tutto rose e fiori come sembra ma occorre effettuare un calcolo preciso del costo complessivo dell’auto, in relazione anche al possibile tempo di possesso della vettura e alle condizioni di utilizzo.

L’auto sarà per tutta la famiglia? Verrà utilizzata per il lavoro con molti chilometri da macinare o solo per gli spostamenti quotidiani? Quale modello è più adatto e quali sono i consumi previsti? Tutte valutazioni da effettuare prima di mettersi alla ricerca del mezzo perfetto, tenendo in considerazione anche le numerose offerte e la possibilità, tra le altre, di acquistare un’auto a km 0.

I diversi tipi di noleggio

Dall’altra parte si inseriscono le riflessioni sulla possibilità di prendere una vettura nuova con il noleggio auto a breve, medio o lungo termine. Non esiste, infatti, un solo tipo di noleggio e non bisogna poi confonderlo con il leasing, un’altra interessante formula che consente di poter riscattare l’auto alla scadenza del contratto.

Vediamo le caratteristiche principali di ciascuna tipologia di noleggio.

Il noleggio a breve termine permette l’utilizzo del veicolo per un periodo limitato, da pochi giorni ad alcuni mesi. Un tipo di noleggio molto diffuso per la mobilità urbana con modelli come citycar, SUV e i crossover elettrici.

Questo sistema ha registrato un aumento del 53% rispetto al 2024 ed è ideale per chi ha esigenze temporanee (anche per una vacanza) e non vuole avere pensieri: il pagamento di un canone fisso comprende infatti noleggio, costi di manutenzione, assicurazione e assistenza stradale. L’attivazione è facile e veloce, il mezzo è subito disponibile: occorre solo preoccuparsi di fare rifornimento e di riconsegnare la vettura nei tempi concordati.

Il noleggio a medio termine comprende l’utilizzo del mezzo per un periodo superiore a qualche mese ma inferiore ai 2 anni. Anche qui l’accesso è comodo e veloce, il pagamento del canone comprende tutti gli aspetti burocratici: noleggio, assicurazione, manutenzione e assistenza stradale. Solitamente, il costo di questo noleggio è inferiore rispetto a quello a breve termine, con base giornaliera, ma superiore rispetto a quello a lungo termine, con tariffe mensili più basse.

Il noleggio a lungo termine consente l’utilizzo di un veicolo per un periodo che va da 12 a 60 mesi con riconsegna del veicolo alla scadenza o il rinnovo del contratto. Molto diffuso per la gestione dei mezzi aziendali, si sta diffondendo anche tra i privati per la comodità della formula: la possibilità di avere una rata fissa personalizzabile con tanti servizi compresi e meno pensieri piace sempre di più, conservando autonomia e mobilità con una formula leggera e flessibile.

Il noleggio a lungo termine comprende, infatti, diversi servizi inclusi in un unico canone: copertura assicurativa (anche con garanzie accessorie), manutenzione ordinaria e straordinaria, gestione delle pratiche in caso di sinistro e assistenza stradale.

Restano a carico del cliente la gestione del rifornimento o della ricarica elettrica del mezzo ma anche qui esistono delle offerte interessanti, anche con accordi tra i diversi partner commerciali, per effettuare l’operazione con comodità e convenienza.

Diversa è invece la formula del leasing che permette al cliente di poter riscattare il veicolo diventando il proprietario effettivo. Solitamente, questo sistema prevede il pagamento di una rata finale per il riscatto e nel contratto di noleggio non sono compresi i costi di assicurazione, manutenzione e assistenza stradale, a differenza del noleggio a lungo termine.

I vantaggi e gli svantaggi del noleggio auto

Il noleggio ha quindi diversi aspetti positivi che ne favoriscono la scelta e che hanno determinato la crescita di questo sistema negli ultimi anni.

Inoltre, l’anticipo per il noleggio dell’auto non è sempre previsto: non è infatti obbligatorio ma facoltativo. Se presente, questo può ridurre ulteriormente le spese iniziali e comportare un canone mensile inferiore.

Vediamo insieme i vantaggi più importanti:

  • la possibilità di avere un’auto nuova, dotata di tutte le innovazioni tecnologiche, le alimentazioni sostenibili e i dispositivi di sicurezza più recenti;
  • la possibilità di scegliere tra diverse offerte, anche personalizzate, permettendo grande flessibilità;
  • il budget di accesso più contenuto e la rapidità di attivazione;
  • la rata unica che comprende tutti i costi di gestione della vettura;
  • la facilità di gestione del contratto che consente, al termine, di poter restituire il veicolo o rinnovare il contratto;
  • la comodità della deduzione fiscale per le aziende.

Questi sono gli svantaggi, che potrebbero favorire l’orientamento verso l’acquisto di una vettura nuova:

  • l’attenzione alle spese accessorie e il rispetto delle clausole presenti nel contratto, come ad esempio il limite del chilometraggio incluso nell’offerta;
  • la mancata proprietà dell’auto può essere percepita come poco soddisfacente, vista anche la restituzione alla fine del noleggio;
  • la necessaria puntualità con il pagamento del canone mensile;
  • la mancanza di personalizzazione del mezzo e, anche se sono disponibili diversi modelli e alimentazioni, può essere difficoltoso trovare quello desiderato.

Cosa valutare per la scelta migliore

Come visto, la scelta di quale formula preferire per la mobilità quotidiana è condizionata da numerose riflessioni. A partire dalla sostenibilità economica, quindi del budget a disposizione che risulta più consistente nel caso dell’acquisto e più contenuto per quanto riguarda il noleggio.

Si passa poi all’ipotetica durata di utilizzo della macchina e i bisogni da soddisfare: se è necessaria una vettura nuova ogni 3-4 anni il noleggio può essere la soluzione ottimale, se invece si desidera tenere l’auto per più tempo meglio indirizzarsi verso l’acquisto.

Se l’obiettivo è contenere i costi di gestione, allora è meglio orientarsi verso il noleggio, se invece è avere più libertà di scelta e di utilizzo, allora meglio scegliere l’acquisto.

Le variabili da considerare sono veramente molte, meglio valutare con calma tutte le offerte e scegliere la soluzione più comoda, in base alle diverse esigenze, senza trascurare uno degli elementi più importanti che accomuna tutti gli automobilisti: il piacere per gli occhi e alla guida.

Che sia stata acquistata o presa a noleggio, guidare una vettura nuova, bella, sicura e moderna regala sempre delle buone sensazioni, offrendo grande comfort e accompagnando piacevolmente chi è al volante giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro.

Data articolo: Wed, 25 Feb 2026 05:00:25 +0000
News n. 15
Che auto guida Can Yaman, una collezione esclusiva che incanta

Tutti la cercano, tutti la vogliono vedere, un po’ come lui: l’auto di Can Yaman è il nuovo oggetto del desiderio mentre l’attore approda a Sanremo 2026. Reduce dal grande successo di Sandokan, l’interprete incanterà il pubblico all’evento più prestigioso dell’anno lungo i nostri confini. Ormai italiano d’adozione, il divo turco ha legato il suo fascino a Mercedes-Benz, volto delle Icon Collection, una serie di edizioni limitate rappresentanti il vertice del lusso contemporaneo.

Le Icon Collection: lusso Mercedes

Se possiedi l’auto di Can Yaman anche tu appartieni a un club esclusivo. Al lancio della Classe E 220d All Terrain e dell’ammiraglia Classe S 400d, la Casa tedesca non si è rivolta ai saloni tradizionali, bensì agli store online. Dopotutto, trascurare la frontiera digitale ti preclude tante opportunità, e il volto noto delle serie TV lo ha capito appieno, avendo costruito un impero sui social. Come se il fascino delle vetture non fosse abbastanza, i clienti hanno ricevuto un altro beneficio esclusivo al momento dell’acquisto: un’opera d’arte 3D numerata, un NFT di esclusiva proprietà che lancia il collezionismo automobilistico dritto nel metaverso.

A livello tecnico, la Classe S 400d 4Matic incarna lo status dell’attore conquistato a suon di successi sul set. La quattro ruote in “tenuta” Icon Collection sfoggia una livrea in nero ossidiana metallizzato, mentre un abitacolo in pelle nappa beige e grigio con dettagli in legno di noce accoglie gli occupanti. Tra sedili riscaldabili, regolabili elettricamente, e il tablet MBUX il comfort è massimo, aggiungiamoci il vantaggio cliente vicino ai 30.000 euro e la prospettiva si ribalta: perché non sceglierla?

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L’approccio dinamico ispira la Classe E All Terrain della collezione, color argento selenite all’esterno e dotata di cerchi AMG da 20 pollici. Anche qui, l’equipaggiamento è fuori dal comune: tra il sistema Surround Sound Burmester, il Digital Light e il tetto panorama, il risparmio sulle dotazioni ammonta a circa 12.000 euro. Il porto sicuro nel caso di un animo nomade, che va immancabilmente a mille all’ora davanti alla camera e sui red carpet di eventi globali.

Festival di Sanremo 2026: il legame dell’attore con l’Italia

Il legame tra Can Yaman e il nostro Paese è profondo e sincero, nato tra i banchi del Liceo Italiano di Istanbul dove, oltre alla lingua, ha imparato pure il gusto per il bello tipico della nostra cultura. Carlo Conti lo ha “convocato” alla kermesse della canzone nazionalpopolare, certo di far felici i sostenitori (e le sostenitrici) di un artista carismatico, a suo perfetto agio davanti a milioni di telespettatori. A ogni modo, la sua missione va oltre l’intrattenimento: attraverso la campagna #LaMiaAutoDelFuturo per il brand elettrico Mercedes-EQ, Can Yaman ha invitato i milioni di follower a usare l’intelligenza artificiale per immaginare una mobilità più sostenibile.

Al crescere dell’hype per la prima serata del Festival di Sanremo 2026, Can Yaman resta un passo avanti. Che si tratti di sfrecciare verso la riviera ligure o di apparire in un artwork generato da un algoritmo, il sodalizio tra l’attore e la Stella continua a dettare legge in fatto di stile e lusso.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 19:34:30 +0000
News n. 16
Che auto guida Raf, l’icona del passato che non ha mai dimenticato

Nel percorso di un artista esiste sempre un prima e un dopo il successo. Quel momento per Raf è legato a un’auto dalle umili origini, specchio di un uomo non ancora consapevole di aver appena coronato i propri sogni. Al Festival di Sanremo 2026 porterà questo spirito tenace misurandosi contro colleghi più giovani e, chissà, magari tra le luci a LED e le scenografie digitali dell’Ariston gli sembrerà di vedergli passare davanti la sua “quattrolitri”, fuga e rifugio agli albori.

La fuga dai fan

In un racconto al Corriere della Sera, Raf tira fuori il cassetto dei ricordi per raccontare un episodio indimenticabile coi fan. Mentre un palazzetto dello sport tremava, centinaia di ragazzine gli correvano dietro urlanti e lui, timido fino all’eccesso, strinse una valigia e cercò la salvezza. Si infilò nell’abitacolo di una piccola francese, poco appariscente, e perciò irresistibile: la Renault 4, il primo respiro di un’era fortunata. A differenza delle comuni popstar, preferiva tenere il profilo basso e proiettarsi verso le prossime avventure, eppure capì quanto il mondo fosse cambiato.

Perché la R4

Raf non ha mai voluto seguire la massa. In un periodo storico dove capitava di imbattersi in colleghi al volante di coupé appariscenti, sceglieva la Renault 4, l’esatto opposto del divismo: dotata di cambio a ombrello, la mitica vettura francese montava sospensioni capaci di affrontare uno sterrato come se fosse un’autostrada. Lontano dai flash invadenti dei paparazzi, aveva un motore piccolo da “spremere”, in compenso la trazione anteriore era affidabile e il portellone posteriore, ampio e pratico, rendevano la macchina versatile oltre le previsioni. I sedili sottili e la strumentazione ridotta all’osso completavano il quadro di un mezzo rivolto alla gente comune, lavoratori costretti ad arrangiarsi. Anziché badare all’apparenza, il cantante rincorreva la semplicità, probabilmente la forma più solida di equilibrio.

Sanremo 2026: cosa resta di quel ragazzo

Il Raf che si presenta sul palco dell’Ariston è una persona diversa rispetto all’epoca della R4. Hit dopo hit è scampato al pericolo di rivelarsi una meteora, e oggi mette a disposizione questa consapevolezza a Sanremo 2026, il punto di arrivo di una traiettoria iniziata su dei semplici sedili in gommapiuma. Nell’arco degli anni Ottanta la Renault 4 era un guscio protettivo e a pensarci riaffiora la nostalgia: il prezzo si aggirava intorno alle 650.000 lire italiane, lo stesso di una Fiat 600 e addirittura 145.000 in meno della Citroën 2CV. In buone condizioni, un esemplare della serie originale costerebbe all’incirca tra gli 8.000 e i 15.000 euro secondo i prezzi di vendita raggiunti alle aste e alle compravendite online, mentre una versione speciale, tipo la Frog, potrebbe toccare i 20.000 euro.

Ma il valore dei ricordi batte qualsiasi qualsiasi listino. Tra i talenti in rampa di lancio e le basi elettroniche del Festival, Raf porterà la sua storia con Ora e per sempre. E se qualcuno dovesse chiedersi cosa ne è stato di quel ragazzo timido sulla “quattrolitri”, la risposta è nella musica. In fondo, la vera risposta alla domanda “Cosa resterà degli anni ’80?” è proprio lui: un artista che, come la sua vecchia Renault, non ha mai smesso di viaggiare.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 17:21:08 +0000
News n. 17
Ferrari all’avanguardia: la nuova ala posteriore genera benefici tangibili

Durante la seconda settimana di test in Bahrain, la Ferrari ha testato una soluzione tecnica che ha fatto molto discutere all’interno del paddock: un’ala posteriore che abbiamo visto per sole cinque tornate. Al centro della discussione ci sono i due flap aggiuntivi, quelli mobili secondo il regolamento tecnico per l’aerodinamica attiva: straight line mode. Di norma i foil ruotano rispetto al bordo d’uscita di una certa misura, mentre nella versione italiana l’escursione supera in maniera abbondante i 200° riducendo maggiormente il drag nel momento in cui si attiva la “modalità rettilineoâ€.

L’interpretazione brillante della Ferrari sull’ala posteriore

L’ala mobile posteriore delle altre vetture è disegnata per ruotare i flap di una quantità più contenuta. Tutti i team provano a minimizzare l’area frontale, per cui ci cerca di allineare il bordo d’ingresso a quello d’uscita. C’è anche chi ha fatto qualcosa di più particolare, come ad esempio l’Alpine, che fa ruotare i flap rispetto al bordo d’ingresso. Tuttavia è la Ferrari che ha scelto una strada molto diversa e di fatto assolutamente inedita.

La rotazione avviene sempre rispetto al bordo d’uscita, ma i flap si muovo in uno spazio compreso tra i 180° e i 270°. Parliamo di un giro molto più accentuato che capovolge completamente il plane: il ventre dei due flap è orientato verso il basso e crea risvolti super interessanti. Incrementare la rotazione rende il sistema più lento di qualche istante nell’arrivare alla posizione definitiva e questo potrebbe aiutare a ridurre ulteriormente la resistenza all’avanzamento.

La posizione di questi flap è definita da alcuni box regolamentari della FIA, mentre l’angolo di rotazione non viene normato dalla Federazione Internazionale. Viene da chiedersi se questa configurazione produca anche alcuni punti di “liftâ€, ovvero di portanza. In altre parole, potrebbe pure creare una certa spinta verso l’alto. Ma il punto è questo: ruotando l’ala, il bordo d’uscita originario diventa quello d’ingresso nella configurazione da rettilineo.

Pertanto l’ala si trova a lavorare al contrario. Non è progettata per questo e fisicamente non produce lift nel modo classico. Potrebbe anche generare una sovrappressione sul ventre dell’ala, quando capovolto, ma con ogni probabilità pure questo non è l’intento della Rossa. Creando una forza verso l’alto, si ridurrebbe la forza che agisce verticalmente sull’asse posteriore. Per agire sul drag serverebbe quindi intervenire sulla forza orizzontale che si oppone alla vettura.

Ferrari, l’ala posteriore ruota sino a 270°: i vantaggi relativi alla resistenza

Presupponendo che la forza che spinge verso l’alto sia effettivamente significativa nell’equilibrio complessivo delle forze in gioco, si tende a fare l’esatto contrario: si cerca di comprimere ulteriormente il posteriore in modo che si abbassi e l’area frontale complessiva della vettura diminuisca. In definitiva, una prima analisi suggerisce che l’ala, nella configurazione rovesciata, non produca affatto portanza ma al contrario riduca il drag in modo più efficace rispetto alla configurazione standard.

Il motivo sta nella direzione che questo elemento impone alla massa fluida in uscita. Ci vogliono sono volute molte ore di sviluppo per mettere a punto questa soluzione, che tramite l’ala ottiene un flusso in uscita che porta con se una componente maggiore verso il basso. Quest’operazione va a “spezzare†il lavoro di estrazione del fondo, che quindi si scarica in una certa percentuale. Ridurre il lavoro del fondo significa ridurre il drag in maniera efficiente contenendo la resistenza indotta.

È chiaro che parliamo di una soluzione molto complessa che lavora con tutta l’aerodinamica dell’auto. Un qualcosa che sottolinea fortemente la voglia del team modenese di non lasciare nulla al caso e spingere sino al limite del regolamento. Un po’ quello che succede con il nuovo diffusore Ferrari, dove sfruttando le norme della FIA  muovendo l’asse posteriore è stato allungato il passo. Grazie a questa idea il team può gestire i gas di scarico per modificare la deportanza dell’ala posteriore.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 16:28:01 +0000
News n. 18
Fiat Topolino Corallo, Fabio Rovazzi firma la nuova versione della regina dei quadricicli

È tempo di Sanremo, è tempo di un nuovo coloratissimo nemico della giungla urbana. Entra in scena la Fiat Topolino Corallo, l’ultima evoluzione del quadriciclo elettrico già finito nelle grazie di migliaia di adolescenti e non, con Fabio Rovazzi al suo fianco. Tra i vicoli e le strade affollate di Sanremo, mentre i SUV restano prigionieri del traffico, la piccola di casa non fatica a divincolarsi e parcheggiarla è un gioco da ragazzi. Per citare la campagna di comunicazione, “non c’è gara”.

La mobilità urbana più accessibile e gioiosa

Mai prendersi troppo sul serio. Nei colori e nello stile la Fiat Topolino è un inno al buonumore e alla leggerezza, lo stesso atteggiamento del volto immagine Fabio Rovazzi, seduto in cabina di regia insieme al duo Carlani e Dogana. Il risultato, uno spot dal ritmo pop e solare, trasmette esattamente la personalità della Topolino: la fine della competizione ansiosa per arrivare primi, perché con un mezzo così, la gara non inizia nemmeno. Lo puntualizza Olivier Francois, CEO di FIAT & CMO di Stellantis:

“Con Topolino Corallo continuiamo a portare avanti l’idea di una mobilità urbana più semplice, più accessibile e decisamente più gioiosa. Topolino è un oggetto che fa sorridere, che alleggerisce la vita quotidiana e che permette a chiunque di muoversi con libertà, positività e leggerezza”

Sul palco dell’Ariston il giudizio della critica spesso si scontra con il voto popolare, ma per la vettura la distinzione non serve: il gradimento è unanime e si misura in numeri. Nella musica contano streaming e passaggi radio, nel settore delle quattro ruote decidono le immatricolazioni. E qui, la Topolino viaggia a ritmo di hit: il 2025 ha sancito un dominio europeo incontrastabile, con una quota di mercato del 20%. In Italia, i dati parlano di un vero trionfo, con la prima posizione nel segmento dei quadricicli elettrici leggeri a frutto di quasi 4.000 immatricolazioni, pari a una quota del 40%. Quasi una microcar su due che circola nelle nostre città porta il logo Fiat.

Un successo che Rovazzi ha deciso di dare sfogo alla sua creatività:

“Sono molto felice di tornare a essere testimonial di Fiat, una delle realtà più importanti d’Italia e un’eccellenza riconosciuta nel mondo. Sono altrettanto contento di aver avuto l’opportunità di mettere a disposizione anche la mia creatività e la mia regia per questo progetto. È uno spot che considero davvero speciale: in un mondo fatto di numeri e competizioni è bello allontanarsi e dire ‘non c’è gara’”

Le novità nel look e nell’hi-tech

La versione Corallo introduce un colore inedito nella gamma, che va affiancare il riconoscibilissimo Verde Vita per distinguersi nel grigio urbano. Eppure, la sorpresa maggiore è all’interno, dove la tecnologia fa un passo in avanti deciso verso l’intuitività. Il salto di qualità si vede nel nuovo cockpit digitale, infatti dai minimi 3,5 pollici il display passa ai generosi 5,7 pollici, occupando una superficie visiva totale di 8,3 pollici. La nuova grafica punta sulla pulizia estrema: velocità e autonomia si leggono al volo, mentre lo sguardo rimane fisso sulla strada. Tutto come deve essere.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 15:24:22 +0000
News n. 19
Alcolock obbligatorio, cosa dobbiamo fare e quanto costa

Il giorno della svolta è arrivato. Con la pubblicazione ufficiale da parte del ministero dei Trasporti dell’elenco dei dispositivi autorizzati, degli installatori certificati e dei modelli compatibili, l’alcolock entra ufficialmente in vigore. Tra i punti chiave della recente riforma del Codice della Strada, lo strumento promette tolleranza zero verso coloro che si mettono al volante dopo aver bevuto oltre i limiti consentiti. Tuttavia, l’associazione Federcarrozzieri mette in guardia sulle criticità che rischiano di creare disagi a migliaia di cittadini.

Come funziona e chi riguarda

Entrando nel dettaglio tecnico, l’alcolock è un sistema di blocco dell’avviamento al cui interno il guidatore espira: se il sensore segnala una presenza alcolemica superiore allo zero (soglia d’obbligo per i trasgressori), la centralina impedisce la partenza del veicolo. In presenza di condanne per guida in stato d’ebbrezza superiore a 0,8 g/l, il rientro in possesso della patente dopo la sospensione è ora subordinato all’installazione del dispositivo.

Il limite dei costi e del parco auto circolante

Sebbene la misura risponda a un principio inviolabile quale la sicurezza nelle nostre strade, alcuni punti tardano a convincere gli operatori di settore. Il primo scoglio è puramente economico: secondo le stime diffuse da Federcarrozzieri, l’esborso per l’acquisto e il montaggio dell’apparecchio si aggira intorno ai 2.000 euro, una cifra che grava interamente sui bilanci degli utenti. In aggiunta al fattore monetario, esiste un limite strutturale insuperabile per molti.

“Il parco auto italiano, infatti, è come noto molto anziano, al punto che l’età media delle vetture si attesta a 13 anni: su molte autovetture particolarmente anziane sarà tecnicamente impossibile installare l’alcolock”

Data l’elevata età media del parco circolante, l’associazione evidenzia come diverse vetture circolanti in Italia manchino di un’elettronica compatibile con i moderni sistemi di blocco del motore. In questi casi, i proprietari non avrebbero modo di mettersi in regola, se non acquistando una macchina più recente.

Un mercato “chiuso” e il rischio rincari

Un altro punto critico riguarda la rete di assistenza. Nonostante molte carrozzerie abbiano i requisiti tecnici necessari, il ministero ha stabilito che solo quelle indicate dal produttore del dispositivo e inserite nell’elenco del MIT potranno effettuare il montaggio. Una decisione che — secondo Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri — limita la libera concorrenza e rischia di far lievitare i prezzi per mancanza di alternative sul territorio.

“Ricordiamo che la spesa stimata per l’installazione dell’alcolock sulle auto è di circa 2mila euro a vettura, a cui si dovranno aggiungere i costi di taratura periodica prevista dal decreto, di manutenzione, e quelli per i boccagli monouso”

Il paradosso delle famiglie

Infine, emerge l’aspetto sociale legato alla quotidianità. Nelle famiglie che condividono l’uso di un’unica vettura, l’alcolock non farà distinzioni tra la persona responsabile dell’infrazione in passato e gli altri componenti. Una volta installato il kit, chiunque voglia avviare l’auto dovrà sottoporsi al test.

“C’è poi il paradosso di quelle famiglie che dispongono di una sola auto: in caso di montaggio dell’alcolock, anche tutti gli altri componenti del nucleo, per poter avviare la vettura, dovranno avere un tasso alcolemico pari a zero”

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 14:24:21 +0000
News n. 20
Lamborghini, stop auto elettriche: il motivo è chiaro

Se le auto 100% elettriche possono rappresentare una valida alternativa nei contesti urbani, chi acquista una supercar lo fa con lo scopo di provare brividi lungo la schiena e ascoltare un sound di un potente motore a benzina. Questione di ideologia di puristi che giustamente vantano una esperienza storica a bordo di auto con motori V8, V10 e V12. Per antonomasia le sportive devono essere leggere e, a causa dei pesanti pacchi batteria, le EV sono contrarie ai principi del racing. Il marchio Lamborghini ha improntato tutto sul divertimento di guida, diventando un emblema del Made in Italy.

Il fascino tagliente del marchio del Toro non sarà macchiato dal lancio di una vettura 100% elettrica. La Lanzador non si produrrà nella veste full electric. I clienti Lamborghini non la desiderano e lo stesso discorso si può estendere a una eventuale Urus alla spina o qualsiasi altro modello a zero emissioni. A esprimersi sulla vicenda è stato il CEO di Sant’Agata Bolognese, Stephan Winkelmann che, in un’intervista al Sunday Times, ha assicurato che oggi chi acquista una Lamborghini la vuole con un V8 o un V12 e le richieste per un’elettrica sono prossime allo zero.

Dietrofront sull’elettrico

La Lamborghini avrà guardato anche i pessimi risultati di Porsche degli ultimi anni e ragionato diversamente anche da Ferrari che a maggio svelerà Luce, prima storica supercar full electric del Cavallino. Il brand del Toro, rientrante nell’universo Volkswagen, ha ritardato il lancio della Lanzador che, teoricamente, avrebbe dovuto aprire un nuovo corso green. Inizialmente prevista per il 2028, due anni fa è stata rimandata al 2029 proprio perché la Casa emiliana non considerava prioritaria la presenza del crossover a zero emissioni nel listino.

A Bruxelles hanno cominciato a tentennare su un futuro a sole tinte elettriche dal 2035, a fronte di una maggiore apertura per carburanti ecologici veicoli elettrificati. Alla fine sono i clienti a dettare le regole del mercato e Lamborghini continuerà a produrre tre modelli: un quarto veicolo arriverà, ma dovrebbe presentare motorizzazioni di tipo ibrido plug-in. Possedere una Lamborghini Lanzador a batteria non rappresenta una tentazione per i collezionisti.

I progetti futuri di Lamborghini

Con il SUV Urus il marchio italiano ha ottenuto un ampio successo commerciale internazionale nel settore del lusso. Questo non vuol dire essere pronti a replicare progetti che si preannunciano fallimentari. Il CEO Winkelmann ha dichiarato:

“Fare investimenti pesanti nello sviluppo di auto elettriche quando il mercato e la base clienti non sono pronti sarebbe un hobby costoso e finanziariamente irresponsabile nei confronti degli azionisti e dei clienti oltre che dei nostri dipendenti e delle loro famiglie”.

Accantonata l’idea di una EV, Lamborghini continuerà a produrre vetture ibride plug-in che affiancheranno i modelli già presenti in gamma. Il plug-in rappresenta un giusto compromesso per unire le ragioni ambientali, tanto care alla Commissione europea, con quelle del termico. Le EV, ha aggiunto, Winkelmann, non riescono a generare quella “connessione emotiva” che una termica può garantire. La scelta di Lamborghini potrebbe sembrare conservativa rispetto alla proposta Ferrari, ma nei prossimi anni potrebbe dare risultati migliori. Per ora La Casa di Sant’Agata, come del resto Pagani, ha scelto la prudenza in attesa di capire l’evoluzione del mercato green.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 12:50:13 +0000
News n. 21
Ford Puma diventa un’esperienza sensoriale: è tempo di Sound Experience

È il momento dell’anno in cui l’Italia si divide su tutto: canzoni, look, classifiche, stonature. È la settimana per eccellenza della canzone italiana nella città dei fiori. E proprio mentre il Paese si interroga su chi vincerà, Ford sceglie di spostare la conversazione altrove: non sulla gara, ma sull’esperienza. Con il progetto “Sound Experience – la musica, sentila davveroâ€, Ford invita a superare il concetto tradizionale di ascolto e a vivere la musica attraverso tutto il corpo. Il palcoscenico è la nuova Puma Sound Edition, ma il vero centro del racconto sono le persone. O meglio, le loro percezioni.

Ford Puma Sound Edition
Ufficio Stampa Ford Italia
Ford Puma Sound Edition

La musica come vibrazione

L’idea di fondo è semplice e rivoluzionaria insieme: la musica non è solo suono. È vibrazione, ritmo, pelle d’oca. All’interno della Puma Sound Edition, il sistema audio B&O calibrato da HARMAN trasforma l’abitacolo in un ambiente immersivo, dove le tracce diventano quasi tangibili. Non si tratta solo di qualità sonora, ma di un’esperienza che coinvolge fisicamente. La trasformazione delle emozioni in frequenze è stata affidata al sound designer Francesco Spaggiari, che ha modellato melodie e vibrazioni per amplificare la componente sensoriale. Ma è attraverso gli influencer coinvolti che il progetto trova la sua dimensione più autentica.

Sentire con il corpo, oltre l’udito

Da anni impegnata nella sensibilizzazione sulle disabilità uditive, Ludovica Billi porta nel progetto uno sguardo potente e necessario. La sua testimonianza dimostra che la musica può diventare un’esperienza totale affidandosi a canali alternativi: vibrazioni, tatto, percezione fisica. Nel racconto di Ludovica, l’abitacolo della Puma si trasforma in una cassa armonica che non parla solo alle orecchie, ma alla pelle. È un messaggio che nella settimana di Sanremo assume un valore simbolico: l’emozione sonora non è esclusiva, non è limitata a un solo senso. È accessibile. E in un’epoca in cui l’inclusione non può essere uno slogan, ma deve diventare esperienza concreta, questa collaborazione racconta qualcosa di più profondo di una semplice campagna.

Ford Puma Sound Edition

La musica che diventa colore

Complementare e quasi opposta è la visione di Daniela Collu. La sua sinestesia – quella capacità di associare suoni a colori e forme – apre un’altra finestra sull’esperienza musicale. Nel suo racconto, le note non si limitano a vibrare: diventano immagini, sfumature, geometrie. La musica si traduce in percezioni visive, dimostrando che l’esperienza sensoriale può essere sorprendentemente ricca e personale. Il risultato è un dialogo tra due mondi: quello di chi sente con il corpo e quello di chi vede con il suono. Due prospettive diverse, unite da un filo comune.

Emozione come linguaggio universale

Come sottolinea Sabina Grixoni, Direttrice della Comunicazione di Ford, nella settimana in cui l’Italia parla di musica l’obiettivo è lanciare un messaggio potente: viverla in modo diverso. Puma Sound Edition diventa così uno strumento, non il fine. Il mezzo attraverso cui raccontare che la tecnologia può amplificare le emozioni senza sostituirle. In fondo, è questo il cuore del progetto: ricordare che la musica non conosce barriere e può essere vissuta in modi profondamente personali.

E mentre fuori si discute di vincitori e classifiche, dentro l’abitacolo succede qualcosa di più intimo. Una vibrazione che attraversa il corpo. Un colore che nasce da una nota. Un ritmo che si trasforma in emozione. Perché certe esperienze non si misurano in decibel. Si misurano in brividi sulla pelle.

In collaborazione con Ford Italia

 

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 12:42:14 +0000
News n. 22
Skoda Epiq: l’elettrica da 430 km di autonomia con tanto spazio

Svelata ufficialmente nelle sue forme definitive, la Skoda Epiq apre a una nuova era del Gruppo Volkswagen in materie di mobilità a zero emissioni. Il colosso di Wolfsburg ha imparato dagli errori del passato e punta su una mobilità green accessibile. Il prezzo di partenza base della Epiq si aggira sui 25.000 euro, diventando l’erede spirituale urban della Skoda Kamiq.

Rispetto alla sorella maggiore, la Epiq è più corta di 7 cm, per un totale di 417 cm, offrendo interni più spaziosi e un baule più ampio: 475 litri dichiarati, ovvero 75 in più del modello termico. Il city-SUV elettrico punta a riscrivere le regole dell’abitabilità interna con un bagagliaio che può estendersi fino a 1.344 litri abbattendo i sedili posteriori. Giusto per fare un confronto con uno dei SUV più amati del momento, la Jeep Avenger non supera una volumetria base di 355 litri.

Tecnologie all’avanguardia

La Epiq è costruita sulla nuova piattaforma MEB+, che consente di eliminare gli ingombri meccanici nella zona posteriore e di sfruttare un pavimento completamente piatto, garantendo un’abitabilità sorprendente per cinque passeggeri adulti. Il prototipo camuffato con una coloratissima livrea nasconde un frontale Tech-Deck Face, una reinterpretazione moderna della calandra Skoda che presenta radar e sensori dietro una superficie nera lucida, incorniciata da fari a LED a forma di T.

Il SUV ha un look rialzato e robusto, nonostante le dimensioni ideali per i contesti urbani nostrani. L’abitacolo segue con coerenza il linguaggio di design “Modern Solidâ€, ovvero un ambiente minimal caratterizzato da materiali ecosostenibili e un ampio schermo centrale per l’infotainment. A differenza della ID. Polo, nella Epiq il cruscotto vanta un display da 5,3†anziché 10,3â€. Comodo anche il divano posteriore. Non mancano i tasti fisici sul volante e i comandi a rotella per le funzioni principali. L’ombrello integrato nella portiera e il raschietto per il ghiaccio nascosto nel portellone posteriore sono due tocchi di classe.

Autonomia ideale in città

Le batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) sono le seguenti per le versioni d’accesso: l’entry-level Epiq 35, da 25.000 euro, presenta un motore anteriore da 116 CV (85 kW) e batteria da 38,5 kWh (37 kWh netti). L’autonomia dichiarata è di 315 km (WLTP), perfetta per l’uso urbano e per qualche rapida gita fuori porta. La versione Epiq 40 vanta una potenza di 135 CV (99 kW) offrendo lo stesso pacco batteria LFP. L’autonomia resta invariata a 315 km, con uno scatto più brioso.

Epiq 55 è il top di gamma e dispone di una batteria con chimica NMC (Nichel-Manganese-Cobalto) da 55 kWh. La potenza sale a 211 CV (155 kW), riuscendo a coprire lo scatto 0 a 100 km/h in 7,4 secondi. L’autonomia massima dichiarata è di 430 km, rendendola adatta anche a viaggi di medio raggio. La versione base viaggia senza problemi con una ricarica in corrente continua (DC) fino a 50 kW, mentre la variante Epiq 55 supporta picchi fino a 133 kW, consentendo di passare dal 10% all’80% della carica in soli 23 minuti. Con il debutto nelle concessionarie italiane, previsto per la seconda metà del 2026, la Skoda Epiq se la vedrà con la Volkswagen ID.2all e la Cupra Raval, sempre rientranti nel Gruppo Volkswagen, insieme alla Renault 4 E-Tech e la nuova Citroën ë-C3.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 11:09:40 +0000
News n. 23
L’urban SUV che emoziona alla guida e nel suono: Ford Puma Sound Edition

Auto per piacere o auto da utilizzare? Ford Puma, ormai, fa entrambe le cose con una naturalezza quasi disarmante. È una di quelle vetture che non richiede tanto tempo per conoscerla: basta salirci a bordo, fare qualche chilometro per capire che lei è solida, matura, ben pensata.

E se l’attenzione mediatica in queste settimane è puntata sulla musica, la nuova Sound Edition, è quella veste melodica di Puma che aggiunge alla base tecnica quel pizzico di emozione che merita di essere raccontata. Perché Puma è, prima di tutto, un’auto che sa o si fa guidare bene.

Leggera, precisa, sorprendentemente divertente

Puma è costruita su una piattaforma che privilegia leggerezza e rigidità strutturale. Il risultato si sente subito: sterzo diretto, inserimenti puliti, un retrotreno che segue con compostezza senza mai risultare nervoso.

In città è agile, quasi svelta nei cambi di direzione. Fuori tangenziale, tra le curve, mostra un equilibrio raro nel segmento. L’assetto è ben calibrato: sufficientemente sostenuto per garantire precisione, ma capace di assorbire le asperità senza trasformare ogni buca in un fastidio.

È una guida sincera, tradizionale nel senso migliore del termine: quella che ti restituisce esattamente ciò che stai facendo al volante.

Mild hybrid intelligente e consumi sotto controllo

La gamma punta su soluzioni efficienti e razionali, con motorizzazioni EcoBoost mild hybrid che sfruttano l’elettrificazione leggera per migliorare coppia ai bassi regimi e contenere i consumi.

Il sistema a 48V interviene in modo fluido, quasi impercettibile, ma efficace nei rilanci e nelle ripartenze. In uso reale, Puma riesce a mantenere medie interessanti senza sacrificare brillantezza.

Non è un SUV sportivo, ma sa essere brillante quando serve. E soprattutto mantiene quella piacevole sensazione di controllo che rende la guida quotidiana meno stressante.

MegaBox: il colpo di genio

Uno dei veri punti di forza di Puma è la gestione dello spazio. Il vano bagagli è tra i migliori della categoria, anche grazie al celebre MegaBox, il doppio fondo profondo e lavabile che permette di caricare oggetti ingombranti o sporchi senza drammi. Un’idea semplice, concreta, quasi “vecchia scuola†per efficacia.

Dentro, la posizione di guida è leggermente rialzata ma non troppo, perfetta per chi vuole dominare la strada senza perdere la sensazione di controllo diretto. La qualità percepita è cresciuta, con materiali più curati e assemblaggi solidi.

Quando la tecnica incontra l’emozione

E poi c’è lei, la versione che in queste settimane fa parlare di sé: la Sound Edition.

Dal punto di vista tecnico, la novità più evidente è l’evoluzione del sistema audio B&O Performance. Dieci altoparlanti, potenza che sale fino a 650 watt, midwoofer anteriori potenziati e una calibrazione acustica curata dagli specialisti HARMAN.

Nuova Ford Puma Sound Edition
Ufficio Stampa Ford Italia
Nuova Ford Puma Sound Edition

La differenza si percepisce subito. I bassi sono più pieni ma controllati, le voci restano nitide anche ad alto volume, la scena sonora è ampia e ben distribuita nell’abitacolo. Non è un semplice impianto potente: è un sistema progettato per mantenere equilibrio e pulizia.

Anche il design si adegua: cerchi in lega rifiniti in Magnetite, dettagli a contrasto, colore dedicato Metropolis White. Dentro, sedili in tessuto Metal Grey e un ambiente più luminoso, pensato per trasmettere serenità.

Digitale intuitivo, senza eccessi

Il sistema infotainment è moderno ma intuitivo. Schermo centrale ben leggibile, strumentazione digitale chiara, comandi al volante ergonomici.

Non c’è quella sovrabbondanza di funzioni inutili che complica la vita. Qui tutto è dove deve essere. E questo, oggi, è quasi un lusso.

I sistemi di assistenza alla guida sono completi: mantenimento di corsia, cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza. Tutto lavora in modo discreto, senza interventi invasivi.

Una Puma più matura, più completa, più personale

Ford Puma è cresciuta. È più raffinata, più tecnologica, ma resta fedele a un’idea precisa: offrire equilibrio.

Equilibrio tra dimensioni compatte e abitabilità, tra efficienza e piacere di guida, tra tecnologia e semplicità d’uso.

La Sound Edition aggiunge un livello emozionale in più, senza snaturare il progetto. È un modo intelligente di interpretare la contemporaneità: migliorare ciò che già funziona, senza dimenticare che un’auto deve prima di tutto essere un piacere alla guida.

E quando trovi questa combinazione, la differenza si sente. Non solo nelle orecchie. Ma nel modo in cui affronti ogni chilometro…possibilmente cantando.

In collaborazione con Ford Italia

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 10:55:56 +0000
News n. 24
MotoGP, il favorito nel GP di Thailandia dopo i test di Buriram

Dopo infiniti giri di pista nei test prestagionali e le tante chiacchiere sul mercato piloti il campionato di MotoGP 2026 è pronto a infiammare le domeniche dei fan. Con i primi punti pesanti in palio al Chang International Circuit di Bururim, dove è in programma nel weekend il Gran Premio della Thailandia, è tempo già di pronostici.

L’unico assente sarà Fermin Aldeguer, ancora alle prese con la frattura al femore rimediata mentre si allenava a gennaio sul circuito di Aspar. Il pilota spagnolo sta ancora recuperando dall’infortunio e il team Gresini Racing ha scelto di puntare su Michele Pirro, esperto collaudatore della Ducati. Gli appassionati della MotoGP potranno seguire la prima gara dell’anno, a Buriram, alle ore 9:00 di domenica mattina. L’inseguimento alla corona di Marc Marquez potrebbe essere più interessante e meno scontato dopo i risultati dei test di Buriram.

Volano le Aprilia

La Casa di Noale ha concluso i test di Buriram con il miglior tempo di Marco Bezzecchi, pronto a sfidare i ducatisti nella corsa al titolo MotoGP 2026. Con il tempo di 1’28″668, nuovo record della pista, il pilota romagnolo nella seconda giornata di prove ha battuto il tempo di Marc Marquez, comandando la graduatoria dei tempi. Il campione spagnolo, limitato da un problema intestinale, si è fermato dopo essere incappato nella terza caduta sul circuito di Buriram. Marc Marquez è scivolato in curva 3, riportando una leggera abrasione all’avambraccio destro.

Alle spalle della RS-GP26 ufficiale di Marco Bezzecchi si è classificata l’Aprilia clienti del rider giapponese Ogura a soli 0.097 millesimi. Alle spalle delle prime due Aprilia, aspettando la crescita di Jorge Martin, sono arrivate le Ducati GP26 di Marc Marquez, Pecco Bagnaia e Alex Marquez, racchiusi in meno di tre centesimi. Il primo pilota in sella a una moto non italiana è stato Pedro Acosta a bordo della KTM RC16.

Tutti all’inseguimento di Marc Marquez

Il fenomeno di Cervera ha cominciato l’annata dopo il lungo stop per il problema e l’operazione alla scapola destra. L’ultimo Gran Premio affrontato è stato quello di Mandalika, il 5 ottobre, in cui venne travolto al primo giro da Marco Bezzecchi in sella all’Aprilia. Lo scorso anno il 9 volte iridato aveva dominato i test, conquistando in Thailandia la Sprint Race. Celebrò il successo al debutto sulla Rossa, davanti al fratello, tornando leader del Mondiale per la prima volta dal 2019 e firmando anche il giro veloce numero 80 della sua immensa carriera.

La Thailandia ha interrotto la tradizione del Motomondiale di partire in notturna in Qatar. Progettato nel 2014 dal noto architetto tedesco Herman Tilke, il tracciato è lungo 4.554 metri ed è caratterizzato da 12 curve di cui la prima, dopo il rettilineo di partenza, è una destra ad angolo retto che richiede una forte staccata. Sul tracciato del Chang International Circuit, il favorito rimane Marc Marquez, ma Marco Bezzecchi potrebbe dargli filo da torcere. L’alfiere italiano della Casa di Noale sta meglio sul piano fisico e punterà alla vittoria. In orbita Aprilia è finito anche Pecco Bagnaia che, probabilmente nella sua ultima annata in Ducati, proverà a fare la differenza dopo un 2025 da dimenticare. Fari puntati anche sulla coppia iberica Alex Marquez – Pedro Acosta e sui rider del team di Valentino Rossi.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 09:43:44 +0000
News n. 25
Citroën si prende la scena: svelata l’auto ufficiale del “Fuori Sanremoâ€

Il marchio Citroën spiccherà fuori gli studi del “Fuori Sanremoâ€, allestiti presso il Grand Hotel Londra in occasione del Festival. Si accenderanno i riflettori per il brand transalpino in uno degli appuntamenti mediatici più rilevanti del panorama nazionale. Il partner Radio Italia, in diretta contemporanea, proporrà le interviste ai protagonisti e gli ospiti del Festival, a cura dei conduttori Francesca Leto e Mauro Marino, Giuditta Arecco e Marco Falivelli, Daniela Cappelletti, Emiliano Picardi e Mario Volanti.

Oltre a presenziare al Grand Hotel Londra, la partecipazione attiva di Citroën avverrà al Radio Italia Music Village, nell’area prossima al centro di Sanremo, luogo di incontro per pubblico, artisti e media. Da oggi e per una settimana il marchio appartenente al Gruppo Stellantis, in una glassbox espositiva, ospiterà la “Citroën Comfort Loungeâ€, uno spazio dedicato al benessere e ai curiosi che vogliono concedersi una pausa. Su comode poltrone Bubble si può provare un’esperienza sensoriale con cuffie insonorizzate e una selezione di sound naturali. Per vivere un momento di relax si potranno ascoltare i suoni del mare e del vento. Il contatto diretto con la visione di Citroën del comfort moderno, fuori l’Ariston, rappresenta una ottima opportunità per valutare le ultime proposte.

Gamma in esposizione

Chi sarà interessato potrà accomodarsi nell’abitacolo del nuovo SUV Citroën C5 Aircross per testare la qualità del comfort a bordo. In un ambiente insonorizzato ci si potrà rilassare su sedili autoventilati e massaggianti, da dove è possibile ammirare un maxi display waterfall verticale capace di riprodurre le stesse atmosfere distensive della Comfort Lounge. Un benessere dinamico nella settimana dove l’Italia si ferma per l’intrattenimento musicale del Festival.

Il pubblico potrà scoprire nel dettaglio il listino di Citroën, orientato ai giovani e tra i più avanzati sul piano dell’elettrificazione del Vecchio Continente. La nuova C3 ha dato una impronta nuova al segmento B, mostrando un look più deciso e robusto. La serie ha sostituito un modello iconico che ha costruito il proprio successo su uno stile replicato anche dai diretti competitor. Ha inaugurato un nuovo linguaggio stilistico per Citroën, dando linfa anche al Gruppo Stellantis in una fase di difficoltà. Alla versione elettrica si sono affiancate il benzina da 100 CV e l’ibrido a 48V con la medesima potenza e sono quattro gli allestimenti disponibili: YOU, PLUS, BUSINESS e MAX. È stata prodotta sulla piattaforma modulare Smart Car, derivata dal pianale CMP.

La prima ad arrivare sul mercato è stata la Citroën C3 equipaggiata con il motore 3 cilindri turbo 1.2 PureTech da 100 CV associata al cambio manuale a sei marce. Presenta una altezza da terra di 16,5 cm, mentre per la ë-C3 è di 19,5 cm. L’ë-C3 dispone di un motore elettrico da 113 CV e 120 Nm di coppia, alimentato da una batteria LFP con una capacità di 44 kWh che offre un’autonomia di circa 320 km. Lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 11 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 135 km/h.

Listino completo

Sarà possibile ammirare il SUV C5 Aircross, che rappresenta l’ammiraglia Citroën nel campo dell’elettrificazione. La C5 Aircross presenta due versioni, la più equilibrata e accessibile Comfort Range, equipaggiata di un motore da 210 CV / 157 kW abbinato a una batteria da 73 kWh, per un’autonomia di 520 km, e la Long Range, con motore da 230 CV/170 kW e una batteria da 97 kWh, presto disponibile, che offrirà un’eccezionale autonomia di 680 km. In esposizione anche il SUV C5 Aircross Hybrid 145 Automatic, il nuovo SUV C5 Aircross Plug-In Hybrid 225 Automatic e la piccola AMI, proposta sul mercato nel 2020.

Data articolo: Tue, 24 Feb 2026 08:29:33 +0000


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