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Oggi, 25 luglio 2026, il traffico sulle autostrade italiane presenta alcune criticità , tra cui una coda dovuta alla presenza di una safety car sulla A14 Bologna-Taranto in direzione Taranto. Questo rallentamento avviene nella zona tra Forlì e Faenza ed è accompagnato da una scorta veicoli. Nelle prossime sezioni approfondiremo questo e altri eventi di traffico rilevanti sulla rete autostradale.
20:32 – BOLOGNA-TARANTO
Coda per safety car con scorta veicoli tra Forlì e Faenza
Direzione Taranto
La coda interessa il tratto dal chilometro 71.0 al chilometro 73.95 per una lunghezza di 2.95 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 19:08:00 +0000Con o senza motore, Tadej Pogacar va forte come nessuno. Da osservato speciale ha dominato la diciannovesima tappa del Tour de France 2026 staccando tutti sull’Alpe d’Huez per un tempo finale da record e il quinto successo in questa edizione. Le poche speranze residue dei rivali si sono alla fine sgretolate contro la superiorità dello sloveno, in vantaggio di 6 minuti e 26 secondi su Remco Evenepoel a un giorno dall’arrivo a Parigi. Con il trionfo sull’Alpe d’Huez salgono a 26 le vittorie di tappa nella manifestazione e, salvo improbabili colpi di scena, domani celebrerà il quinto successo, il terzo consecutivo dopo quelli del 2024 e 2025.
Il richiamo della velocità rimane forte anche una volta sceso dalla bici, come svelato da un video girato a Montecarlo in cui Pogacar sale sulla sua Audi RS 6 Avant GT nera, parcheggiata accanto al mezzo della UAE Team Emirates-XRG. Per essere il numero uno anche in auto, nelle grandi occasioni può inoltre contare su una Porsche 911 GT3 RS della generazione 991.2, ormai tolta dal mercato.
Prodotta in 660 esemplari, la familiare costava 219.585 euro in Germania al momento del lancio, ma la configurazione scelta dal fuoriclasse delle due ruote si aggira intorno ai 250.000 euro. Il prezzo elevato non l’ha dunque dissuaso dal regalarsi un bolide altamente esclusivo, moderata solo in apparenza. Perché il V8 biturbo di 4 litri di questa stagion wagon con trazione quattro vanta una potenza di 630 CV e 850 Nm, che le vale uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima di 305 km/h.
Le differenze dalla RS 6 Avant comprendono sospensioni regolabili più leggere e una nuova taratura posteriore del differenziale sportivo quattro. Dal canto suo, Audi pensa a contenere il peso tramite il cofano in fibra di carbonio, mentre i sedili avvolgenti assicurano il sostegno laterale, anche se la carrozzeria è abbastanza spaziosa da poter accogliere bagagli e attrezzatura.
Nonostante rinunci alle vistose grafiche ispirate all’Audi A4 quattro IMSA GTO, la configurazione total black di Pogacar trova il modo di catturare l’attenzione attraverso i cerchi da 22 pollici, il diffusore ridisegnato e la doppia ala posteriore. Mancano persino le tradizionali barre sul tetto, affinché la linea guadagni in pulizia.
Se l’Audi si presta meglio negli spostamenti quotidiani, la Porsche 911 GT3 RS 991.2 segue una ricetta più estrema, mossa da un sei cilindri boxer aspirato di 4 litri da 520 CV, che lavora insieme al cambio PDK a sette rapporti.
Presentata nel 2018, la GT3 RS scatta da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e arriva a 312 km/h. Il grande alettone, i sedili a guscio e i pannelli porta alleggeriti tradiscono la vocazione corsaiola, e anche l’assorbimento acustico viene ridotto, sacrificando il comfort in nome del peso e delle sensazioni di guida.
Presto Pogacar si godrà di nuovo le sue auto, ma prima c’è un appuntamento imperdibile con la storia: la conquista di un quinto Tour lo porterebbe a eguagliare il record condiviso da Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain, con la concreta possibilità , a 27 anni, di tentare il sorpasso, un’eventualità che fino a pochi anni fa sembrava riservata ai libri di storia.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 17:59:15 +0000L’avvio delle FP3 presenta subito una sfida per le due SF-26: l’asfalto misura 10 gradi in più rispetto al venerdì, stravolgendo le normali dinamiche di attivazione e gestione delle gomme. Durante i primi giri di esplorazione, Charles Leclerc decide di non ritoccare il proprio assetto, mentre Lewis Hamilton richiede subito una modifica, chiedendo due scatti in più sull’ala anteriore per migliorare l’inserimento.
Il piano di lavoro viene però bruscamente interrotto da una bandiera rossa di dieci minuti. Alla ripartenza, l’attenzione del box prosegue con la simulazione di qualifica, dovendo fronteggiare avversari apparsi fin da subito molto più agguerriti. Nonostante il fastidio del traffico, Lewis riesce temporaneamente a imporsi in vetta con parziali record.
L’inglese non è del tutto soddisfatto della propria vettura, in quanto deve gestire un sovrasterzo ancora presente, anche se meno penalizzante rispetto alle FP2. Il clima via radio dei ferraristi svela alcune tensioni. Da un lato, Charles lamenta grosse difficoltà nell’attivare la gomma. Dall’altro, Lewis mostra insofferenza per le continue e minuziose regolazioni che deve apportate alla sua monoposto.
Nonostante queste difficoltà di warmup e un giro tutt’altro che perfetto, Leclerc riesce a piazzare la zampata: lo fa staccando il compagno di squadra di quasi quattro decimi e salendo in testa. La sessione prosegue con un breve test a serbatoi pieni di circa cinque tornate, dove le Rosse offrono riscontri rassicuranti. Si torna poi ai box per un rapido studio della telemetria.
A dieci minuti dal termine, i piloti montano Soft nuove. Il giro di lancio è aggressivo, ma il cronometro evidenziadifficoltà nel secondo settore. Leclerc, ostacolato anche dal traffico, accusa un ritardo di oltre tre decimi dalla vetta; Hamilton fa un po’ meglio, ma senza brillare. I tentativi successivi si infrangono sugli errori: Charles blocca in curva 1, mentre Lewis perde il posteriore nel T2.
La Ferrari chiude la mattinata senza aver trovato la giusta quadra sul giro secco. Le due SF-26 hanno perso la naturale docilità di manovra vista il venerdì, rivelandosi più scorbutiche. Gli ingegneri del Cavallino Rampante dovranno fare quadrato per bilanciare l’auto nel secondo settore, un intervento cruciale in vista di una qualifica che si preannunciava tiratissima.
La sessione classificatoria si apre con le gomme Medie, una mescola ignorata nelle libere del sabato. Lewis Hamiltonmette subito in cassaforte il passaggio del turno con un giro pulito ed efficace. Per Charles Leclerc, invece, l’avvio è in salita. Ostacolato dal traffico e privo del giusto feeling con la sua SF-26, il monegasco è costretto agli straordinari.
Nonostante un tempo che gli avrebbe già garantito l’accesso in Q2, il monegasco decide comunque di effettuare ulteriori giri per cercare quella sintonia con la vettura che sembra ancora mancargli. Il ferraristi migliora, ma incassa comunque due decimi abbondanti dal compagno. Alla fine chiude in una pozione che lascia presagire una qualifica in salita.
Quando il gioco si fa serio, la gestione termica degli pneumatici diventa l’assoluta priorità . Leclerc è il primo a sfidare il cronometro montando le Soft nuove, guidato passo passo dall’ingegnere Bozzi. La sfortuna però è in agguato: un lungo di Hadjar innesca una bandiera gialla, costringendolo ad alzare il piede proprio nel terzo settore e rovinando il suo giro.
Lewis Hamilton, sceso in pista poco dopo, non perdona: stampa un parziale record nel T3 e si prende la vetta, pur dichiarandosi insoddisfatto via radio. Il secondo e ultimo run rimette le cose a posto: con gomma fresca Charles strappa la seconda posizione, mentre Lewis si accontenta della terza con coperture usate. La Ferrari dimostra di essere della partita? Finalmente sì.
L’atto finale è un duello sui dettagli, dove l’outlap per innescare correttamente l’isteresi della gomma fa la differenza tra la gloria e la sconfitta. Nel primo assalto decisivo, Hamilton strappa la pole provvisoria, ma il suo giro è sporcato da due errori che lasciano margine agli avversari. Charles è ancora in difficoltà e accusa due decimi di ritardo.
Un errore in curva 1 figlio di pneumatici troppo freddi gli preclude la prima fila. Per questo chiede a Bozzi maggiore aggressività nel giro di lancio successivo. Il secondo e ultimo tentativo si trasforma però in un disastro. Lewis sbaglia nuovamente l’approccio in curva 1, compromettendo da subito la sua rincorsa, purtroppo imitato a ruota da Charles. Ferrari esce in pista troppo presto? È probabile.
A mettere la parola fine sulle speranze arriva il testacoda di Verstappen, che costringe i ferraristi ad alzare definitivamente il piede.Ad approfittarne è un chirurgico Lando Norris, che porta la sua McLaren davanti a tutti per l’inezia di 12 millesimi. Nel box italiano resta l’amaro in bocca: senza quelle piccole sbavature nel primo tentativo, Hamilton avrebbe conquistato la partenza al palo.
| POS | NO | PILOTA | TEAM | Q1 | Q2 | Q3 | LAPS |
| 1 | 4 | Lando Norris | McLaren | 1:18.277 | 1:17.456 | 1:17.207 | 16 |
| 2 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 1:18.730 | 1:17.803 | 1:17.219 | 15 |
| 3 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 1:18.984 | 1:17.626 | 1:17.445 | 20 |
| 4 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 1:18.726 | 1:18.393 | 1:17.479 | 20 |
| 5 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 1:18.891 | 1:17.928 | 1:17.684 | 15 |
| 6 | 1 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 1:18.656 | 1:18.249 | 1:17.725 | 18 |
| 7 | 63 | George Russell | Mercedes | 1:18.856 | 1:18.445 | 1:17.760 | 20 |
| 8 | 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 1:18.754 | 1:17.872 | 1:17.856 | 14 |
| 9 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 1:19.233 | 1:18.360 | 1:18.281 | 18 |
| 10 | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 1:18.796 | 1:18.639 | 1:18.686 | 18 |
| 11 | 30 | Liam Lawson | Racing Bulls | 1:19.161 | 1:18.765 | – | 12 |
| 12 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 1:19.741 | 1:18.844 | – | 12 |
| 13 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 1:19.771 | 1:19.027 | – | 12 |
| 14 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 1:19.069 | 1:19.105 | – | 11 |
| 15 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 1:20.010 | 1:19.734 | – | 12 |
| 16 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 1:20.126 | 1:19.808 | – | 15 |
| 17 | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 1:20.233 | – | – | 6 |
| 18 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 1:20.621 | – | – | 9 |
| 19 | 23 | Alexander Albon | Williams | 1:20.658 | – | – | 9 |
| 20 | 18 | Lance Stroll | Aston Martin | 1:20.659 | – | – | 8 |
| 21 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 1:20.886 | – | – | 10 |
| 22 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 1:21.322 | – | – | 9 |
Il mercato delle quattro ruote in Italia sta crescendo e ha chiuso un primo semestre molto positivo, con immatricolazioni nettamente superiori rispetto ai dati registrati nel corso dello stesso periodo dello scorso anno.
Come sempre, però, alcuni brand riescono ad attirare la maggior parte degli acquirenti, occupando una posizione di riferimento per il settore. Sulla base dei dati forniti da UNRAE, ecco quali sono i 5 brand che vendono di più in Italia.
Partiamo dalla quinta posizione dove troviamo Peugeot. Il brand del Gruppo Stellantis ha registrato circa 45 mila immatricolazioni nel corso della prima metà dell’anno sul mercato italiano.
Nonostante un calo delle immatricolazioni pari al 6,83%, la Casa francese è riuscita a mantenere una posizione di rilievo nel settore con un market share pari al 4,87%.
Ricordiamo che potete consultare anche la classifica dei brand che crescono di più.
In quarta posizione troviamo Dacia, brand che grazie alla sua gamma di modelli dal prezzo accessibile rappresenta la soluzione ideale per moltissimi automobilisti.
Il brand del Gruppo Renault ha raggiunto quota 49 mila unità immatricolate tra gennaio e giugno 2026. Questo risultato, però, non è stato sufficiente a garantire un semestre positivo.
Dacia, infatti, ha registrato un calo del 10,1% rispetto ai dati dello scorso anno, anche per via di una fase di aggiornamento della sua gamma. La quota risulta essere pari al 5,25%.
La terza piazza della classifica dei brand che vendono di più in Italia spetta a Volkswagen. Il colosso tedesco, che sta attraversando non poche difficoltà dal punto di vista finanziario, ha chiuso un semestre positivo in termini di immatricolazioni per il suo brand di riferimento.
Complessivamente, infatti, le unità distribuite sul mercato sono state circa 63 mila con un incremento su base annua dell’1,6%. La quota risulta essere pari al 6,75% al termine dei primi sei mesi dell’anno, in calo rispetto al 2025 a causa del dato complessivo del settore delle quattro ruote, in crescita del 9,5%.
Il marchio nipponico è sempre molto apprezzato dagli automobilisti italiani e si conferma il secondo brand più diffuso sul mercato, con un totale di quasi 65 mila unità immatricolate.
Il dato in questione si traduce in un calo dell’1% rispetto allo scorso anno, con un market share che risulta essere pari al 6,94%. Si tratta di numeri sufficienti per superare Volkswagen e confermarsi al secondo posto.
Il marchio principale per il mercato italiano è Fiat. Il brand torinese ha registrato 106 mila unità immatricolate con un incremento su base annua del 29,3% e con un market share dell’11,39%, in crescita di 1,7 punti rispetto allo scorso anno.
Il dato di Fiat è legato al successo di due modelli. Il primo è la Panda che ha raggiunto quota 62 mila esemplari, un risultato in linea con quello dello scorso anno.
Il secondo modello è la Fiat Grande Panda che, con oltre 23 mila immatricolazioni, ha conquistato il terzo posto nella classifica delle auto più vendute in Italia al termine della prima metà dell’anno.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 14:15:13 +0000Nonostante il recente calo azionario, Tesla ha chiuso il primo semestre del 2026 con risultati molto positivi, almeno per quanto riguarda le immatricolazioni sul mercato europeo. L’azienda, infatti, è tornata a correre, confermandosi come un riferimento del settore, anche in Italia. L’ufficialità arriva dai dati diffusi da ACEA (per l’Europa) e da UNRAE (per l’Italia). Ecco tutti i dettagli in merito.
Tesla è, da tempo, un punto di riferimento del mercato europeo e i dati sulle immatricolazioni nel corso del primo semestre del 2026 lo confermano. Considerando Ue, Paesi Efta e Regno Unito, l’azienda di Elon Musk ha registrato un totale di 170 mila unità immatricolate con un incremento su base annua pari al 54,6%.
Il dato è molto interessante, anche perché Tesla è cresciuta più dell’intero comparto delle auto elettriche (+35,1% al termine del primo semestre). La Casa americana può oggi contare su un market share superiore al 10%, analizzando il settore delle auto a zero emissioni (2,4% tenendo conto di tutte le alimentazioni).
Per i dettagli completi sull’andamento del mercato potete consultare il nostro approfondimento sulle immatricolazioni in Europa al termine della prima metà del 2026.
I dati confermano anche l’ottimo inizio del 2026 per la divisione italiana di Tesla, che risulta uno dei brand che crescono di più al termine della prima metà dell’anno in corso. Le unità immatricolate nel nostro Paese sono state 7.918 al termine del semestre con un incremento percentuale del 22,42%.
In questo caso, però, il brand non riesce a battere il mercato: le immatricolazioni di vetture a zero emissioni tra gennaio e giugno in Italia, infatti, hanno fatto segnare un eccellente +77,5% rispetto ai dati dello stesso periodo dello scorso anno, mostrando un comparto in ottima salute. La crescita delle EV è legata principalmente ai modelli economici. Tesla è riuscita a battere il mercato auto italiano, includendo tutte le alimentazioni, che è cresciuto del 9,5%.
Anche in Italia, Tesla supera il 10% di market share del settore delle auto elettriche (0,85% considerando tutte le alimentazioni). Il dato è particolarmente rilevante considerando il fatto che l’azienda non propone modelli economici, che stanno trascinando le vendite di diversi brand nel segmento delle vetture a zero emissioni.
I numeri parlano chiaro: la Casa è tornata a crescere e rappresenta oggi una protagonista di grande rilievo per gli automobilisti italiani ed europei alla ricerca di una nuova auto elettrica, in grado di offrire una buona dotazione e un’autonomia elevata.
Il secondo semestre rappresenterà un banco di prova molto importante con l’azienda che dovrà confermare quanto di buono fatto in questi mesi, dovendo però fare i conti con un contesto di mercato non facile e, soprattutto, con una crescente concorrenza da parte dei costruttori cinesi.
Il prossimo appuntamento con i risultati di Tesla è fissato per la prossima settimana, quando inizieranno ad arrivare i dati relativi all’andamento delle immatricolazioni nel corso del mese di luglio, il primo del secondo semestre. Continuate a seguirci per tutti i dettagli in merito.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 13:40:21 +0000La Maserati GT2 Stradale “Tribute to MC12” è un esemplare singolo, commissionato da un collezionista taiwanese innamorato del Made in Italy, che racchiude in sé il ricordo di uno dei momenti più esaltanti nella storia recente del Tridente. Un’auto costruita intorno a una memoria, ma con tutta la tecnologia del presente.
Questo progetto su misura rappresenta un tributo alla leggendaria MC12, l’auto che all’inizio del nuovo millennio ha segnato il ritorno alle competizioni del marchio. Chi segue Maserati da abbastanza tempo sa cosa significa quella sigla: la MC12 fu costruita a partire dal pianale della Ferrari Enzo, omologata per la GT Series e poi resa leggenda da un palmares che includeva tre edizioni della 24 Ore di Spa con il team Vitaphone Racing. È a quel capitolo che guarda la GT2 Stradale Tribute.
La livrea mette insieme la tonalità Digital Mint Matte al Nero Essenza, con finiture in Giallo Avia Pervia che rimandano ai colori del Vitaphone Racing. Il risultato visivo è un riferimento cromatico preciso a quelle vetture da corsa, tradotto in chiave stradale con la cura artigianale che ci si aspetta da un pezzo unico. Per la prima volta su una GT2 Stradale, gli elementi aerodinamici sono realizzati in fibra di carbonio lucida. Una scelta che accentua il carattere tecnico dell’auto e la distingue visivamente da qualsiasi altra GT2 Stradale esistente. Il Tridente anteriore in giallo lucido e i cerchi monodado neri completano un pacchetto che parla da solo, senza bisogno di spiegazioni.
Sotto il cofano ritroviamo il V6 Nettuno da 640 CV, che permette alla vettura di scattare da 0 a 100 km/h in soli 2,8 secondi e di superare i 320 km/h. Nettuno è il propulsore che Maserati ha sviluppato internamente per la MC20, con una soluzione di precamera brevettata che deriva direttamente dalla Formula 1. Il fatto che sia al centro di un tributo alla MC12 offre una coerenza emotiva e tecnica.
L’abitacolo racconta la stessa storia. Abbondanza di Alcantara nera e carbonio, sedili da competizione con il logo ricamato in giallo sui poggiatesta, cinture di sicurezza a quattro punti, cuciture che percorrono volante e plancia, e un badge dedicato “Tribute to MC12” nel tunnel centrale. Ogni elemento è coordinato, niente è lasciato al caso o all’aggiunta successiva: è un abitacolo pensato come un insieme unico fin dall’inizio.
La GT2 Stradale Tribute to MC12 nasce dal programma Maserati Fuoriserie, la divisione di personalizzazione di altissima gamma del brand. Fuoriserie ha radici profonde nella storia di Maserati, quando le carrozzerie italiane interpretavano i telai del Tridente con soluzioni su misura per clienti facoltosi. Oggi quella tradizione è istituzionalizzata, con un team interno che segue la progettazione bespoke dalla prima idea fino alla consegna.
Il fatto che il destinatario sia un collezionista di Taiwan dice qualcosa sull’estensione geografica del brand Maserati oggi, e sulla capacità di Fuoriserie di costruire un rapporto diretto con un pubblico internazionale. Non è un mercato di massa, è ovvio. Ma è un mercato che conta, che genera visibilità e che rafforza il posizionamento di Maserati nel segmento del lusso assoluto, quello dove i numeri di produzione contano molto meno del peso della narrativa. La “Tribute to MC12” è già stata presentata nello storico quartier generale di Modena. Da lì si sposterà verso Taiwan, dove il suo proprietario potrà mettere in garage non solo un’auto straordinaria, ma un pezzo di Maserati che non esiste da nessun’altra parte al mondo.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 09:02:03 +0000Aston Martin celebra il traguardo dei 25 anni della Vanquish con una serie limitata firmata Q. Il reparto di personalizzazione interno, guarda alla storia delle tre generazioni di una delle berlinette GT più identitarie del panorama britannico. Un modello celebrativo a tiratura limitatissima con dettagli dedicati.
La Vanquish 25 nasce per celebrare i 25 anni dal debutto del modello originale, presentato a Ginevra nel 2001 come successore della Virage. In quell’occasione a rubare la scena fu un’auto color argento ed è esattamente da lì che parte il lavoro di Q per questa edizione speciale. La tinta esclusiva Q Skye Silver è un riferimento diretto alla show car che catturò l’attenzione a Ginevra, un quarto di secolo fa.
In venticinque anni la Vanquish è sopravvissuta a tutto: crisi aziendali, cambi di proprietà , rivoluzioni tecnologiche, l’avanzata dell’ibrido e la pressione del full electric. È arrivata alla terza generazione, quella attuale messa in produzione nel 2024, mantenendo intatta la sua identità : motore anteriore, trazione posteriore, V12, berlinetta GT di altissimo livello con la pretesa di essere al tempo stesso un’auto da guidare davvero e un oggetto da guardare. Vittorio Gabba, responsabile di Q by Aston Martin, ha definito questa edizione un pacchetto curato di elementi esterni e interni che celebrano in modo sottile un anniversario importante nella storia del marchio. Il debutto mondiale è fissato alla Monterey Car Week in California, dal 10 al 16 agosto. Le prime consegne ai clienti sono previste a partire dal quarto trimestre del 2026.
La produzione sarà limitata ad appena 50 esemplari, suddivisi equamente tra venticinque Coupé e altrettante Volante. Entrambe le carrozzerie saranno disponibili nelle configurazioni 2+0 o 2+2, a seconda delle esigenze di chi acquista. L’esterno è un esercizio di raffinatezza misurata. Oltre alla tinta Q Skye Silver, i dettagli includono inserti in foglio metallico lungo i sottoporta e sulle prese d’aria, listelli laterali in acciaio inox, terminali di scarico dedicati, cerchi forgiati da 21 pollici con il motivo a V in finitura a contrasto e badge identificativi dell’anniversario. I prezzi per le due varianti non sono ancora stati comunicati ufficialmente, ma considerando che il modello standard parte da circa 405.000 euro, la serie limitata si posizionerà inevitabilmente su una fascia ancora più esclusiva.
L’abitacolo della Vanquish 25 introduce rivestimenti e finiture creati appositamente per questa edizione celebrativa. Q by Aston Martin ha lavorato su ogni superficie dell’interno per creare una coerenza tra il tributo visivo all’esterno e l’esperienza a bordo, con materiali e combinazioni cromatiche che non si trovano su nessun altro esemplare di Vanquish in circolazione.
Sotto al cofano, nel frattempo, si conferma il propulsore V12 biturbo da 5,2 litri con 835 CV di potenza massima, abbinato a un cambio automatico a otto rapporti, con uno scatto 0-100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima di 344 km/h. In un’epoca in cui i V12 si contano sulle dita di pochi marchi rimasti fedeli a questa architettura, il fatto che Aston Martin non solo lo mantenga ma lo celebri con una serie speciale dice qualcosa sul posizionamento che il brand vuole tenere ancora per qualche anno, almeno fino a quando motore potrà continuare a essere omologato.
Cinquanta auto, due carrozzerie, un nome che sa di storia. La Vanquish 25 è esattamente il tipo di oggetto che non ha bisogno di essere spiegato a chi capisce di cosa si tratta.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 08:37:25 +0000Il Gran Premio d’Ungheria 2026 segna l’ingresso in scena della nuova Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ nel ruolo di vettura di sicurezza ufficiale della Formula 1, e lo fa con alcune novità che vanno oltre il semplice cambio di modello. Questa Safety Car introduce soluzioni tecniche inedite per il suo ruolo tra cui, per la prima volta in trent’anni di collaborazione tra Mercedes e FIA, la trazione integrale.
La AMG GT Black Series lascia il campo dopo 51 Gran Premi e quattro stagioni di servizio. Chi la sostituisce non è una versione de-tuned destinata a girare piano: è la variante più performante dell’attuale gamma AMG GT, con alcune modifiche significative sia sul fronte della sicurezza che su quello dell’aerodinamica.
Sotto il cofano rimane il V8 biturbo da 4,0 litri capace di sviluppare 612 CV e 850 Nm di coppia, abbinato al cambio automatico AMG Speedshift MCT a nove rapporti. Fin qui, la continuità con le Safety Car precedenti. La novità meccanica sta nel sistema di trazione integrale variabile 4Matic+: si tratta di una novità assoluta. Le precedenti Mercedes erano tutte a trazione posteriore, così come l’Aston Martin Vantage utilizzata negli ultimi anni. Bernd Mayländer, pilota ufficiale del ruolo da decenni, dispone di un’auto che risponde in modo più equilibrato ai limiti dell’aderenza. Nell’abitacolo troverà sedili racing Recaro con cinture a sei punti, roll-bar FIA, sistemi radio dedicati e un display per monitorare in tempo reale le informazioni dalla direzione gara.
La GT 63 Pro da strada è già un’auto sviluppata per la performance, ma la versione Safety Car riceve un trattamento aggiuntivo. Tra le modifiche figurano uno splitter anteriore più pronunciato, nuove alette aerodinamiche un fondo rivisto per migliorare i flussi d’aria e l’alettone posteriore attivo. Quest’ultimo è il componente che porta con sé la novità più visibile: integra direttamente al suo interno i nuovi sistemi di segnalazione luminosa, eliminando la barra luminosa tradizionale dal tetto. Il risultato è un’auto che guadagna in pulizia aerodinamica e in presenza visiva, senza rinunciare alla leggibilità dei segnali per i piloti.
Per celebrare il trentesimo anniversario della collaborazione con la Formula 1, la vettura sfoggia una livrea speciale con vernice nera lucida, dettagli rossi, loghi degli sponsor e specifici emblemi celebrativi su cofano, tetto e ala posteriore. L’estetica è quella di un’auto nata per essere vista in testa al gruppo.
Il cambiamento più immediato per chi guarda la Safety Car muoversi in pista è quello che riguarda la segnalazione. Mercedes ha eliminato il classico lampeggiante montato sul tetto, sostituendolo con una soluzione completamente integrata nell’aerodinamica della vettura. I LED sono stati inseriti direttamente nell’ala posteriore attiva e nel relativo flap, insieme alle telecamere utilizzate durante le procedure di Safety Car. Sul frontale trovano invece posto nuovi lampeggianti integrati nel paraurti e all’interno dei gruppi ottici anteriori e posteriori.
Come da regolamento FIA, le luci arancioni indicano ai piloti il divieto assoluto di sorpasso, mentre quelle verdi autorizzano il superamento della Safety Car quando la direzione gara comunica il termine della neutralizzazione. Il sistema è diverso nella forma, ma identico nella funzione: la leggibilità per i piloti rimane garantita, e il design integrato riduce il peso aggiuntivo e la resistenza aerodinamica che la tradizionale barra sul tetto comportava.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 08:10:08 +0000Mentre milioni di italiani preparano le valigie per l’esodo di agosto, i prezzi alla pompa stanno salendo a un ritmo che non si vedeva da diversi mesi e la causa è sempre da ritrovare nello Stretto di Hormuz, ritornato al centro del dibattito nelle ultime settimane con il nuovo blocco seguito all’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti. Chi guiderà per le strade italiane nei prossimi week-end pagherà il conto, in modo diretto e immediato, di una crisi geopolitica a diecimila chilometri di distanza.
Dal 4 luglio, giorno in cui è ripartito il prezzo di mercato dopo la scadenza dello sconto sulle accise, il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi al litro, pari a un rialzo del 7,5%. Il gasolio ha fatto ancora peggio, con una crescita di circa 23 centesimi al litro, un incremento del 12,5%. Ora con i rialzi record degli ultimi giorni la benzina ha segnato un valore record per il 2026 di 1,97 euro/litro, mentre il gasolio ha raggiunto quota 2,16 euro/litro
Nelle tasche degli italiani si traduce come un rifornimento da 50 litri al costo di 7 euro in più sulla benzina e 11 euro in più sul gasolio rispetto a inizio luglio. Non sono variazioni di poco conto, soprattutto in una stagione in cui chi parte in auto o in camper si ritrova a fare più rifornimenti del solito.
L’accelerazione si è concentrata dopo l’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro. Lo Stretto di Hormuz è il passaggio attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale: quando si chiude il mercato reagisce in modo quasi istantaneo, e il riflesso alla pompa arriva nel giro di pochi giorni.
La stima elaborata dall’Ufficio Economico di Confesercenti mette in fila i numeri dell’impatto complessivo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l’impatto tra luglio e agosto raggiungerebbe i 700 milioni di euro di maggiore spesa per famiglie e piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria. Solo nella decina di giorni successiva al blocco di Hormuz, l’aggravio è già stimabile in circa 140 milioni di euro.
Il calendario degli spostamenti amplifica il problema. Viabilità Italia segnala il bollino rosso per il pomeriggio di giovedì 30 e per tutta la giornata di venerdì 31 luglio, e il bollino nero per le mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto, i picchi di traffico dell’estate, con milioni di veicoli in movimento sulle autostrade italiane. L’auto resta il mezzo preferito per le vacanze di prossimità , e il costo del carburante incide direttamente sul budget disponibile per la vacanza stessa.
Il presidente di Confesercenti Nico Gronchi ha chiesto al governo un intervento calibrato sulla durata dell’esodo estivo, che riduca parzialmente il trasferimento del rialzo delle quotazioni sulle famiglie, e ha sottolineato come gli interventi emergenziali non bastino da soli: servirebbe, secondo l’associazione, una strategia strutturale per ridurre la vulnerabilità del Paese agli shock energetici. Parole che si sentono a ogni crisi e che, a ogni crisi, tornano a essere attuali.
Nel frattempo, per chi parte in auto nelle prossime settimane, il consiglio pratico resta sempre lo stesso: evitare le autostrade nelle giornate di bollino nero, scegliere i distributori fuori dalle aree di servizio autostradali dove i prezzi sono mediamente più alti, e se possibile fare il pieno prima di partire, in attesa di capire in che direzione si muoveranno le quotazioni del greggio nelle prossime settimane.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:30:30 +0000In Italia, il giorno 25 luglio 2026, è stato annunciato 1 sciopero che interesserà il settore dei trasporti pubblici locali. Di seguito, riportiamo tutti i dettagli aggiornati sugli scioperi previsti, con le informazioni relative alle aree coinvolte, le aziende interessate, le modalità e i sindacati promotori.
Per la giornata di sabato 25 luglio 2026, nella regione Sardegna è indetto uno sciopero territoriale che coinvolge tutte le province (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano). L’astensione riguarda il personale della Società ARST, con una durata di 8 ore secondo varie modalità indicate dalle strutture sindacali. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato OSR UGL Autoferrotranvieri e interessa il servizio di trasporto pubblico locale nelle aree menzionate.
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000Nel mese di luglio 2026 sono numerosi gli scioperi programmati in Italia che potrebbero interessare chi utilizza servizi di trasporto pubblico, ferroviario, merci e aereo. Questo articolo offre una panoramica dettagliata sui principali scioperi in programma nel periodo, con particolare attenzione alle città coinvolte, alle fasce orarie e ai servizi interessati. Per ogni giornata troverai il riepilogo delle agitazioni, così da organizzare al meglio i tuoi spostamenti e le tue attività lavorative o di svago. Di seguito l’elenco completo e aggiornato degli scioperi previsti esclusivamente nel mese di luglio 2026.
In Lombardia è stato indetto uno sciopero regionale che coinvolge tutte le province. Riguarda il settore del trasporto merci ferroviario: sarà coinvolto il personale della Soc. DB Cargo Italia per una durata di 8 ore, dalle 03:31 alle 11:29. Lo sciopero è promosso dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
In tutta Italia sono previsti diversi scioperi di rilevanza nazionale e locale che riguardano principalmente il settore aereo. Coinvolgono il personale delle società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV Aeroporto, FEDEX Corporation di Malpensa, EasyJet Airlines Limited, aziende del comparto aereo associate Assohandlers, ADR Security Aeroporti di Roma, ASC Handling dell’Aeroporto di Catania Fontanarossa, e UAB DAT LT – Sede Secondaria Italiana. Le durate variano dalle 4 alle 24 ore. Sempre l’intera giornata si ferma anche il trasporto pubblico locale nella città di Firenze (personale Autolinee Toscane bacino di Firenze).
Nella città di Catania sono stati programmati tre scioperi, tutti della durata di 24 ore, che coinvolgono il personale della SOC. AMTS di Catania nel settore del trasporto pubblico locale. I sindacati aderenti sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TPL, e CUB TRASPORTI.
Nel settore ferroviario nazionale è programmato uno sciopero di 24 ore (dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio) del personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal (USB Lavoro Privato).
A Prato (Toscana) si terrà uno sciopero di 4 ore: dalle 18.30 alle 22.30, per il personale della SOC. Autolinee Toscane sede operativa di Prato, proclamato da RSA FAISA-CISAL.
In Italia (Nazionale) prosegue lo sciopero del personale della Soc. Mercitalia Shunting & Terminal (settore ferroviario) per 24 ore (dalle 21:00 del 6 luglio alle 21:00 del 7 luglio).
In provincia di Torino (Piemonte) è proclamato uno sciopero del settore trasporto merci, logistica e spedizioni con astensione dalle ultime 2 ore di ogni turno per il personale FILT-CGIL.
In Sicilia (regionale) è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 9:00 alle 17:00, per il personale della SOC. RFI DOIT Palermo (UILT-UIL).
In tutta Italia è proclamato uno sciopero di 23 ore, dalle 03:00 del 9 luglio alle 02:00 del 10 luglio, che coinvolge il personale operativo degli equipaggi della società Italo NTV (UILT-UIL), nel settore ferroviario.
Nella città di Bari e provincia (Puglia) il personale della società STP di Bari (TPL) sciopererà per 24 ore; proclamato dai sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.
In Puglia (regionale), riguarda tutto il personale pubblico e privato e segnatamente il trasporto pubblico locale per l’intero turno di servizio (OSR USB Lavoro Privato).
A livello nazionale il settore trasporto merci vede coinvolta la Captrain Italia (8 ore: dalle 16:01 alle 23:59), Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.
Nella città di Genova (Liguria) il personale della società AMT di Genova sciopererà per 4 ore: dalle 11.30 alle 15.30 (OST UGL-FNA) nel trasporto pubblico locale.
A Palermo (Sicilia) il personale della società AMAT di Palermo si asterrà dal lavoro per 24 ore (OSP CUB TRASPORTI).
In Italia, per l’intera giornata, è programmato uno sciopero nazionale che coinvolge i lavoratori nel settore ferroviario – servizi ristorazione e logistica a bordo treno (soc. Elior Divisione Itinere per Trenitalia), Sindacato COBAS Lavoro Privato.
In provincia di Venezia (Veneto) è indetto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale (personale della società ATVO di Venezia, OSP SGB/FAST MOBILITÀ).
Nella città di Genova (Liguria), Latina (Lazio), Firenze e Prato (Toscana) gli scioperi coinvolgeranno rispettivamente: personale della AMT di Genova (4 ore: 11.30–15.30); CSC Mobilità di Latina (24 ore); Autolinee Toscane Bacino Urbano di Firenze (4 ore: 19.00–23.00); Autolinee Toscane sede operativa di Prato (8 ore: 14.30–22.30) tra gli altri.
A livello nazionale e regionale: personale Fedex Corporation Aeroporto di Milano Malpensa (24 ore); personale EasyJet Airlines Limited (24 ore); società Alha e MLE-BCUBE Aeroporto di Malpensa (24 ore); personale SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (24 ore in Calabria); personale GH Napoli e Sky Service (4 ore 10.00–14.00 in Campania); personale GEASAR Aeroporto di Olbia (4 ore 13.00–17.00 Sardegna); personale SOGEAAL Aeroporto di Alghero (4 ore 13.00–17.00, Sardegna).
Sul territorio nazionale nel settore marittimo sono previsti due scioperi da 24 ore (12:00 del 22 luglio – 11:59 del 23 luglio) relativi al personale della società Grandi Navi Veloci (CSLE e ORSA MARITTIMI).
A livello nazionale e territoriale: scioperi di 24 ore coinvolgono sia il settore marittimo (personale Grandi Navi Veloci), sia il settore ferroviario e trasporto merci su rotaia (CUB TRASPORTI e SGB), e a Verona per il personale RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE / SLM-FAST-CONFSAL).
Nel settore trasporti sono previsti scioperi nazionali e locali: sciopero di 4 ore (11.00–15.00) nell’intera regione Marche (personale aziende di TPL, OSR USB LAVORO PRIVATO); sciopero di 4 ore (9.00–13.00) presso SITA SUD Salerno (Campania, OSP UGL AUTOFERRO); scioperi ferroviari nazionali (24 ore, 21.00 del 23 luglio – 20.59 del 24 luglio, CUB TRASPORTI e SGB e, Verona, OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).
In Sardegna, in tutte le province (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano), è in programma uno sciopero territoriale di 8 ore che coinvolge il personale della Società ARST per il trasporto pubblico locale. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato OSR UGL Autoferrotranvieri e si suddivide in diverse modalità orarie secondo le indicazioni sindacali.
Nella provincia di Savona (Liguria) è previsto uno sciopero territoriale di 4 ore (dalle 10.15 alle 14.15) che coinvolge il personale della società TPL Linea di Savona, organizzato dalla RSU.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 22 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 24 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 25 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000Oggi, 25 luglio 2026, lungo la rete autostradale riportiamo gli ultimi prezzi medi disponibili aggiornati alla rilevazione ufficiale più recente: benzina self a 2.059, gasolio self a 2.228, GPL servito a 0.879 e metano servito a 1.596 euro. Nelle sezioni che seguono trovi la tabella con i valori medi e un approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa, tra materia prima, margini della filiera e componente fiscale.
Aggiornamento: 24-07-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.228 |
| Benzina | SELF | 2.059 |
| GPL | SERVITO | 0.879 |
| Metano | SERVITO | 1.596 |
Benzina: il prezzo finale della benzina alla pompa nasce dall’equilibrio tra due grandi componenti: quella fiscale, pari al 58%, e quella industriale, che pesa per il 42%. La parte industriale si suddivide a sua volta tra costo della materia prima (30%) e margine lordo della filiera (12%). La quota legata alla materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali e l’effetto del cambio euro/dollaro: quando il petrolio o i prodotti raffinati aumentano sui mercati o l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, il costo di approvvigionamento sale e, con un certo ritardo, può riflettersi sul prezzo alla pompa. Il margine lordo, che vale il 12% del prezzo, incorpora i costi e i ricavi degli operatori lungo la catena (raffinazione, logistica, distribuzione) ed è l’area su cui i gestori possono intervenire per modulare i listini, ad esempio in base alla concorrenza locale, ai volumi, alla tipologia di servizio (self o servito) e agli oneri operativi. La componente fiscale comprende accise e Iva e, poiché è la parte più pesante del prezzo, tende a smorzare o amplificare gli effetti dei movimenti della materia prima: variazioni anche sensibili dei mercati energetici possono tradursi in oscillazioni più contenute al distributore quando la tassazione assorbe una quota elevata del totale.
Gasolio: per il gasolio la struttura del prezzo vede una componente fiscale pari al 45% e una componente industriale del 55%. All’interno di quest’ultima, il peso della materia prima è del 45%, mentre il margine lordo rappresenta il 10% del prezzo finale. La parte legata alla materia prima segue le quotazioni internazionali dei distillati medi e risente del tasso di cambio euro/dollaro: spinte al rialzo dei mercati o un indebolimento dell’euro tendono ad aumentare i costi di acquisto per la filiera, con effetti progressivi sul prezzo praticato in stazione di rifornimento. Il margine del 10% è la leva commerciale su cui gli operatori possono agire per adeguare i listini, tenendo conto di fattori come concorrenza, flussi di traffico, politiche promozionali, struttura dei costi e differenze tra self e servito. La fiscalità , pur incidendo meno che sulla benzina, rimane determinante nel definire il livello complessivo pagato dagli automobilisti: la sua incidenza al 45% fa sì che, a parità di oscillazioni della materia prima, il gasolio possa mostrare dinamiche di prezzo differenti rispetto alla benzina, con aggiustamenti spesso graduali e influenzati sia dal contesto di mercato sia dalle scelte operative dei distributori.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.972 per la benzina, 2.163 per il diesel, 0.772 per il gpl, 1.608 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.155 |
| Benzina | SELF | 1.969 |
| GPL | SERVITO | 0.767 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.167 |
| Benzina | SELF | 1.982 |
| GPL | SERVITO | 0.743 |
| Metano | SERVITO | 1.563 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.202 |
| Benzina | SELF | 2.001 |
| GPL | SERVITO | 0.860 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.178 |
| Benzina | SELF | 1.986 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.706 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.168 |
| Benzina | SELF | 1.969 |
| GPL | SERVITO | 0.708 |
| Metano | SERVITO | 1.547 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.157 |
| Benzina | SELF | 1.961 |
| GPL | SERVITO | 0.731 |
| Metano | SERVITO | 1.562 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.190 |
| Benzina | SELF | 1.986 |
| GPL | SERVITO | 0.729 |
| Metano | SERVITO | 1.612 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.147 |
| Benzina | SELF | 1.957 |
| GPL | SERVITO | 0.730 |
| Metano | SERVITO | 1.687 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.160 |
| Benzina | SELF | 1.973 |
| GPL | SERVITO | 0.853 |
| Metano | SERVITO | 1.568 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.158 |
| Benzina | SELF | 1.961 |
| GPL | SERVITO | 0.724 |
| Metano | SERVITO | 1.565 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.139 |
| Benzina | SELF | 1.951 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.544 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.160 |
| Benzina | SELF | 1.982 |
| GPL | SERVITO | 0.793 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.155 |
| Benzina | SELF | 1.961 |
| GPL | SERVITO | 0.726 |
| Metano | SERVITO | 1.600 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.161 |
| Benzina | SELF | 1.983 |
| GPL | SERVITO | 0.727 |
| Metano | SERVITO | 1.647 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.165 |
| Benzina | SELF | 1.976 |
| GPL | SERVITO | 0.858 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.190 |
| Benzina | SELF | 1.986 |
| GPL | SERVITO | 0.801 |
| Metano | SERVITO | 1.844 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.157 |
| Benzina | SELF | 1.966 |
| GPL | SERVITO | 0.750 |
| Metano | SERVITO | 1.634 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.164 |
| Benzina | SELF | 1.979 |
| GPL | SERVITO | 0.785 |
| Metano | SERVITO | 1.551 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.149 |
| Benzina | SELF | 1.965 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.572 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.159 |
| Benzina | SELF | 1.977 |
| GPL | SERVITO | 0.856 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.153 |
| Benzina | SELF | 1.959 |
| GPL | SERVITO | 0.744 |
| Metano | SERVITO | 1.558 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000Si è cacciato nei guai da solo, tamponando l’ultima auto che avrebbe voluto trovarsi nei paraggi. Erano da poco passate le 12.30 e la pattuglia stava percorrendo la Grand-Rue Villenouvelle, una strada della città francese situata una cinquantina di chilometri a nord di Tolosa. A un certo punto gli agenti hanno sentito il colpo provenire dalla parte posteriore della loro vettura e, scesi dal mezzo, si sono ritrovati davanti l’uomo che di lì a poco avrebbero dovuto accompagnare negli uffici del comando.
Dall’accaduto, stando alle informazioni diffuse dalla stampa locale, nessuno sarebbe uscito con ferite gravi. L’episodio avrebbe quindi potuto risolversi con la comunicazione dei dati e gli accertamenti normalmente effettuati dopo un incidente, ma il comportamento del 53enne ha subito attirato l’attenzione dei poliziotti, che hanno deciso di approfondire la situazione, ignari di quello che avrebbero scoperto di lì a pochi minuti.
Mentre si trovava al volante l’uomo teneva il cellulare in mano, distogliendo probabilmente lo sguardo dalla strada nei momenti precedenti all’impatto. E i guai per lui erano appena cominciati: l’alcoltest ha rilevato 0,54 milligrammi di alcol in ogni litro di aria espirata, ben al di sopra della soglia massima tollerata, pari a 0,40 mg/l.
A quel punto il conducente è stato portato al comando e sottoposto a fermo. Il telefono utilizzato al volante era ormai soltanto una delle violazioni emerse nel giro di pochi istanti: anche le targhe installate sulla sua automobile hanno creato qualche problema. Gli agenti le hanno giudicate irregolari rispetto alle prescrizioni in vigore in Francia, dove una targa assente oppure priva dei requisiti richiesti espone a una sanzione che può raggiungere 750 euro. Nei casi previsti, il veicolo rischia inoltre di rimanere immobilizzato.
Il cinquantatreenne avrebbe ammesso le proprie responsabilità già durante l’interrogatorio e ad agosto dovrà presentarsi di nuovo davanti alle autorità , che affronteranno il caso attraverso la composizione penale. La procedura gli consentirà di accettare le sanzioni proposte dalla procura e chiudere la vicenda senza arrivare in tribunale: solo allora sapremo quanto gli sarà costato quel breve tratto percorso sulla Grand-Rue Villenouvelle.
Di solito gli agenti scoprono simili comportamenti fermando un’auto oppure dopo aver notato una manovra sospetta. Stavolta è successo il contrario, dato che il responsabile è arrivato direttamente contro la parte posteriore della pattuglia e ha praticamente dato inizio da solo al proprio controllo.
Guardare il cellulare gli ha impedito di accorgersi in tempo della macchina davanti, e l’alcol rilevato nel suo organismo rendeva la guida ancora meno sicura. Per fortuna l’urto ha provocato soltanto danni contenuti e nessuno sembra essersi fatto seriamente male, ma pochi metri o un momento diverso sarebbero bastati a coinvolgere una persona a piedi oppure in bicicletta.
Le fonti francesi non indicano i modelli coinvolti e non risultano disponibili immagini utili a identificarli. Rimane però una dinamica difficile da dimenticare: il cinquantatreenne si è messo al volante e, utilizzando il telefono durante la marcia, ha finito il suo tragitto contro l’auto di chi avrebbe accertato entrambe le violazioni.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 05:30:50 +0000E se sbagliare un’uscita diventasse meno frequente? Dopo il primo rilascio negli Stati Uniti e in India, anche in Italia sta per arrivare il maggiore aggiornamento di Google Maps degli ultimi anni, relativo a Gemini e al sistema di navigazione. Entro la fine del 2026 i conducenti europei dovrebbero finalmente accedere alle nuove funzioni.
Già prima di partire ci saranno delle grosse novità , infatti, attraverso Ask Maps, sarà possibile formulare richieste molto più precise rispetto alla semplice ricerca di un indirizzo. Ad esempio, anziché scrivere “ristoranteâ€, l’utente potrà domandare un locale tranquillo, provvisto di tavoli all’aperto e situato vicino alla destinazione. Analizzando le informazioni disponibili su Maps e le recensioni dei clienti, Gemini illustrerà le proposte ritenute pertinenti direttamente sulla cartina.
D’ora in avanti, in caso di imprevisti nel tragitto, non sarà più necessario fermarsi e digitare sullo schermo. In caso di poca autonomia, l’automobilista chiederà a Gemini indicazioni su punti di rifornimento lungo la strada e potrà immediatamente precisare di voler evitare una deviazione troppo lunga. Allo stesso modo di una normale conversazione, l’assistente virtuale unirà le due domande e fornirà una risposta esauriente. Un’eventuale cambio di programma potrà essere gestito a voce, il tempo di inserire una nuova sosta nell’itinerario, e se il traffico allunga il viaggio, il conducente potrà chiedere a Gemini di avvisare la persona attesa e persino aggiungere un appuntamento al calendario.
Persino le classiche indicazioni perderanno un po’ d’importanza. In prossimità dell’incrocio, Maps potrà suggerire di girare una volta superato un locale o un distributore visibile dalla strada. Gemini individuerà il riferimento confrontando le immagini di Street View con le attività registrate nella zona e lo segnalerà sullo schermo appena la vettura si avvicina, affinché il conducente abbia davanti agli occhi lo stesso elemento indicato dalla voce, anziché dover calcolare la distanza che lo separa dalla svolta.
Promette poi di migliorare notevolmente l’esperienza di guida la nuova funzione Navigazione Immersiva. Un cavalcavia smetterà di essere rappresentato come una semplice linea e anche gli edifici acquisteranno profondità , avvicinando la cartina a ciò che si vede dal parabrezza. Negli incroci mai affrontati prima, l’app mostrerà con maggiore precisione la corsia da imboccare e la posizione degli attraversamenti.
La visuale si spingerà inoltre avanti lungo il tragitto, così da preparare il conducente alle manovre successive. Se Maps individua una strada più rapida, non si limiterà a indicare il tempo risparmiato, ma consentirà di guardare meglio la deviazione proposta, e prima ancora della partenza si potrà esplorare anche la zona di arrivo e capire dove conviene lasciare l’auto.
Ask Maps continuerà a funzionare anche dopo aver parcheggiato l’auto. Durante una passeggiata potremo domandare che cosa si trova nei dintorni e in bicicletta basterà parlare, tenendo le mani sul manubrio. Alcune di queste possibilità hanno già iniziato a comparire sugli smartphone, segno che l’integrazione fra Maps e Gemini ha preso il via in anticipo sul grande aggiornamento annunciato.
Google, comunque, non premerà un interruttore rendendo disponibile tutto nello stesso giorno. La distribuzione procederà a scaglioni e due persone con la medesima versione dell’app potrebbero vedere schermate differenti. Il servizio resterà gratuito, ma soltanto con l’arrivo in Italia capiremo quali novità saranno operative subito e quali si faranno attendere.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 05:30:30 +0000Una barca con 40 CV si può guidare senza patente nautica? Dipende. La potenza è solo uno dei parametri presi in considerazione dalla normativa italiana. Anche un propulsore da 29 kW, quindi al di sotto della soglia comunemente conosciuta, può richiedere la patente quando supera il limite di cilindrata previsto per la sua tecnologia.
Allo stesso modo, una barca dotata di un piccolo motore non può allontanarsi oltre sei miglia dalla costa affidandosi alla sola esperienza del conducente. La distanza fa scattare l’obbligo indipendentemente da potenza, cilindrata e tipo di propulsione.
Ci sono poi due casi nei quali il titolo serve comunque: la conduzione delle moto d’acqua e la pratica dello sci nautico. Infine, noleggiare un mezzo non modifica le regole né trasferisce al gestore le responsabilità di chi prende il comando.
Per comandare senza patente un’unità lunga non più di 24 metri devono essere rispettate contemporaneamente una serie di condizioni:
Se viene meno anche uno solo dei requisiti, l’esenzione non opera più. Una cilindrata eccessiva obbliga a conseguire il titolo anche con 40 CV mentre una potenza superiore a 30 kW fa scattare la patente pur in presenza di una cilindrata ridotta. Entro sei miglia dalla costa, la patente non è richiesta quando la potenza massima di esercizio del motore arriva fino a 30 kW, 40,8 CV, e la cilindrata rimane entro il limite corrispondente.
A fare fede è la dichiarazione di potenza del motore, nella quale sono riportati potenza massima di esercizio, cilindrata, ciclo di funzionamento, alimentazione, numero di serie e caratteristiche tecniche del propulsore. Un motore originariamente più potente, ma venduto come depotenziato, può essere condotto senza patente soltanto se la limitazione è certificata e i documenti ufficiali indicano un valore entro la soglia.
La cilindrata massima consentita senza patente nautica varia in base al tipo di motore. Per i motori a due tempi il limite è di 750 cc se alimentati a carburazione e sale a 900 cc per quelli a iniezione.
I motori fuoribordo a quattro tempi, sia a carburazione sia a iniezione, possono raggiungere una cilindrata massima di 1.000 cc, mentre per i quattro tempi entrobordo il limite è fissato a 1.300 cc. Per i motori diesel, la soglia arriva a 2.000 cc in assenza di sovralimentazione, ma scende a 1.300 cc per le versioni sovralimentate.
Per fare alcuni esempi, un fuoribordo quattro tempi da 29 kW e 996 cc può essere usato senza patente entro sei miglia, purché il conducente abbia l’età prescritta. Se lo stesso propulsore sviluppa 31 kW, la cilindrata contenuta non evita l’obbligo.
Prendiamo poi un quattro tempi fuoribordo da 29 kW e 1.100 cc: la patente serve perché è stato superato il tetto dei 1.000 cc. Un diesel sovralimentato da 30 kW con cilindrata di 1.500 cc richiede ugualmente il titolo.
La soglia per quella tecnologia si ferma a 1.300 cc. Diversa la situazione di un diesel aspirato da 30 kW e 2.000 cc. I valori coincidono con i massimi ammessi e, restando entro sei miglia, non fanno scattare l’abilitazione.
La motorizzazione elettrica non possiede una cilindrata, ma conserva un dato di potenza. Per stabilire l’obbligo della patente bisogna quindi controllare il valore dichiarato dal costruttore. Un motore elettrico con potenza non superiore a 30 kW può essere condotto senza titolo entro sei miglia, nel rispetto degli altri requisiti. Oltre quel valore si applica la disciplina ordinaria.
Il secondo grande limite riguarda la zona di navigazione. Senza patente non si possono superare sei miglia nautiche dalla costa, equivalenti a circa 11,1 chilometri. La distanza non viene calcolata dal porto di partenza e né dalla spiaggia sulla quale è stato noleggiato il mezzo. Conta la posizione dell’unità rispetto alla costa più vicina.
Una rotta lunga non impone la patente se la barca rimane sempre all’interno della fascia delle sei miglia. Al contrario, un trasferimento relativamente breve può richiederla quando attraversa un tratto di mare più lontano dalla terraferma o dalle isole. La rotta va studiata prima della partenza con una carta nautica, una cartografia elettronica affidabile o un dispositivo GPS adeguato.
Il titolo richiesto dipende dalla distanza effettiva dalla costa e dal tipo di unità condotta. Per navigare entro 6 miglia non serve la patente nautica, purché il motore rispetti i limiti previsti di potenza e cilindrata e il conducente abbia l’età minima richiesta.
Tra 6 e 12 miglia dalla costa occorre la patente nautica entro 12 miglia, mentre per spingersi oltre questa distanza è richiesta la patente senza limiti. La patente è sempre obbligatoria per condurre una moto d’acqua, indipendentemente dalla distanza dalla costa e dalla potenza del motore. Per il comando delle navi da diporto di lunghezza superiore a 24 metri serve invece la patente nautica di categoria B.
Un natante misura fino a 10 metri. La categoria comprende gran parte dei gommoni, dei piccoli cabinati, delle lance e dei motoscafi impiegati durante le vacanze. L’imbarcazione da diporto supera i 10 metri, ma non oltrepassa i 24. A differenza del natante, deve essere iscritta nell’Archivio telematico centrale e possedere i documenti previsti per la navigazione.
Oltre 24 metri si entra fra le navi da diporto. In questo caso serve la patente di categoria B, a prescindere dalla presenza di un motore poco potente.
La lunghezza superiore a 10 metri non impone automaticamente la patente. Anche un’imbarcazione può essere condotta senza abilitazione entro sei miglia, se motore, cilindrata ed età rispettano i limiti dell’articolo 39.
In linea teorica, una barca a vela lunga 12 metri con un piccolo motore ausiliario può quindi essere comandata senza patente nella fascia costiera consentita. L’assenza dell’obbligo non rende però prudente affrontare un’unità complessa senza formazione, soprattutto in porto, con vento forte o in spazi ristretti.
La propulsione velica non fa scattare da sola l’obbligo. Una barca a vela senza motore può navigare entro sei miglia con un conducente che abbia raggiunto l’età minima prevista per la classe dell’unità . Quando è presente un motore ausiliario, si controllano potenza e cilindrata come su una barca a motore.
Oltre sei miglia la patente torna obbligatoria anche se l’unità procede solo a vela. Il titolo può essere limitato alla sola propulsione a motore oppure comprendere vela e motore.
L’assenza della patente non elimina il requisito anagrafico. Il Codice fissa soglie differenti in base al mezzo:
Per piccole unità a vela entro quattro metri quadrati e mezzi a remi utilizzati entro un miglio, il Codice non richiama la medesima soglia. Ordinanze locali, regolamenti sportivi e condizioni di noleggio possono comunque introdurre limiti più severi.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 04:00:22 +0000Venerdì, sabato e domenica: The Weeknd si prende San Siro per tre concerti consecutivi, tutti esauriti da tempo. Il 24, 25 e 26 luglio Milano sarà l’unica fermata italiana dell’After Hours Til Dawn Tour e in scaletta troverà quasi certamente spazio Starboy, brano del 2016 al quale è legata una delle sue automobili più famose.
Nel video Abel Tesfaye compare inizialmente davanti alla propria versione del passato, riconoscibile dalla capigliatura che ne aveva accompagnato l’ascesa. La elimina, si taglia i capelli e distrugge con una croce luminosa quanto gli ricorda la vita precedente, poi scende nel garage e sale su una McLaren P1 rossa. Al suo fianco, sul sedile normalmente riservato a un passeggero, c’è una pantera nera.
Vista la presenza tanto evidente della vettura, in molti avevano pensato a un accordo pubblicitario concluso con McLaren in occasione delle riprese. Le cose stavano diversamente: John Paolo Canton, allora addetto alle pubbliche relazioni del marchio, spiegò a Billboard che l’esemplare apparteneva già al cantante. The Weeknd, insomma, non aveva ricevuto una P1 da usare nel videoclip, ma aveva semplicemente aperto il proprio garage.
Presentata nel 2013, la McLaren P1 nasce con l’obiettivo di trasferire sulla strada alcune soluzioni sviluppate nelle competizioni. I 200 km/h arrivano dopo appena 6,8 secondi, quasi prima di avere il tempo di rendersi conto della velocità raggiunta. Per i 100 ne servono 2,8 e l’accelerazione termina soltanto a quota 350 km/h, dove interviene il limitatore elettronico. Il peso a secco, intanto, rimane inferiore a 1.400 kg.
A produrre simili numeri ci pensa un V8 biturbo di 3,8 litri e la componente elettrica, capaci insieme di offrire 916 CV. Tutti i 900 Nm disponibili finiscono sull’asse posteriore e passano attraverso una trasmissione a doppia frizione con sette marce, parti di una meccanica che chiarisce bene la fama conquistata dalla P1 fra le hypercar della propria generazione.
McLaren ne ha costruiti soltanto 375 esemplari stradali. La rarità ha contribuito ad aumentarne il valore nel tempo, tuttavia nel caso di The Weeknd conta altrettanto il legame con Starboy. La vettura viene citata già nel testo della canzone e nel video assume il ruolo di simbolo del successo raggiunto: accompagna il protagonista nella scena conclusiva e chiude il passaggio dalla vecchia immagine alla nuova.
Il brano realizzato insieme ai Daft Punk arrivò in testa alla Billboard Hot 100 e anche l’album omonimo debuttò al primo posto negli Stati Uniti, consolidando il salto di The Weeknd verso una dimensione ancora più pop. A distanza di dieci anni, la P1 rossa rimane legata a quella svolta quasi quanto il nuovo taglio di capelli mostrato dal cantante.
Dopo la P1 vista nel videoclip, Starboy passerà dalle casse di San Siro. The Weeknd occuperà lo stadio milanese venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 luglio 2026, tre appuntamenti consecutivi inseriti nell’After Hours Til Dawn Tour.
Prima di lui toccherà a Playboi Carti, scelto come artista d’apertura della parte europea. Il concerto ripercorre oltre quindici anni di musica firmata Abel Tesfaye. I brani di After Hours e Dawn FM si alternano a quelli dell’album Hurry Up Tomorrow, con Blinding Lights e The Hills fra i passaggi maggiormente attesi. Troverà naturalmente posto anche la canzone che, dieci anni fa, portò davanti alle telecamere la McLaren personale del cantante.
Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 18:00:18 +0000Il venerdì ungherese si apre sotto il segno del Cavallino Rampante. Nelle prime prove libere, la Rossa ha subito messo in mostra il potenziale della SF-26, concentrando il lavoro sull’aerodinamica e sulla gestione della power unit. Il primo assaggio arriva con le gomme Medium, sfruttando i giri iniziali per calibrare le mappature ibride, con particolare attenzione alle delicate fasi di harvesting e deployment.
Fin dai primi chilometri, Charles Leclerc ha dimostrato una grande confidenza con la monoposto, stampando tempi di rilievo con estrema naturalezza. Dall’altra parte del box, invece, Lewis Hamilton ha dovuto lottare contro un marcato sovrasterzo, che lo ha costretto a continue correzioni sul volante e ad alzare il piede nel terzo settore, vanificando i riscontri da record ottenuti nei primi due parziali.
Il programma tecnico della Scuderia ha poi visto protagoniste le prove comparative sull’attesa ala posteriore “Macarena” modificata. Entrambe le auto sono scese in pista con le appendici cosparse di flow-viz: Charles ha portato al debutto la nuova specifica studiata appositamente per Budapest, mentre Lewis ha inizialmente girato con una versione ibrida.
Con il passaggio alle mescole Soft, il setup di Charles ha richiesto solo leggeri ritocchi al carico sull’avantreno. Il monegasco ha confermato l’ottimo ritmo, sebbene l’eccesso di rotazione fosse una costante. Il lavoro in pista è stato poi momentaneamente interrotto da una bandiera rossa, causata da un guasto sulla nuova Aston Martin.
Alla ripartenza, le due Rosse hanno diversificato i programmi concentrandosi sulle simulazioni high fuel. Hamilton ha inanellato una decina di tornate sulle Medium, raccogliendo dati preziosi e mostrando una buona guidabilità , testando tra l’altro la nuova ala senza il castello aerodinamico centrale (aggiunto poi solo per l’ultima uscita).
Meno fortunato Leclerc, costretto al ritiro prematuro per un problema al cambio. Nonostante l’inconveniente tecnico, il bilancio delle FP1 resta ampiamente positivo per la Ferrari. La SF-26 si adatta bene alle caratteristiche dell’Hungaroring, dimostrando che il team italiano si è presentato a Budapest estremamente preparato.
Le conferme arrivano nella seconda sessione. Allo scattare del semaforo verde, entrambe le SF-26 scendono subito in pista con gomme Medium, puntando a rifinire il setup e le mappature della power unit. Fin dai primi chilometri, Lewis Hamilton dimostra di aver trovato un feeling decisamente migliore rispetto alla mattinata, mostrandosi a suo agio al volante.
Charles, invece, dopo qualche sbavatura iniziale nel primo settore, raffredda le coperture e abbassa di netto il proprio tempo, allineandosi senza fatica alle prestazioni del compagno di squadra. Nonostante qualche piccola imprecisione nel terzo settore per il britannico e una tendenza al sovrasterzo che richiede ancora del fine tuning, il quadro generale è davvero solido.
I due alfieri della Rossa non sono del tutto soddisfatti del bilanciamento sebbene le auto italiane godano di un equilibrio nettamente superiore alla media. Il passaggio alle Soft viene interrotto dall’incidente a muro di Colapinto. Alla ripartenza, le mescole faticano a entrare nella giusta finestra di temperatura, costringendo entrambi i piloti a un giro di preparazione extra.
Il tentativo push non è dei più puliti: Leclerc deve correggere la traiettoria in diverse occasioni e via radio non nasconde la sua insoddisfazione per il giro, eppure riesce a balzare in testa, tallonato da Hamilton a soli 53 millesimi. Ma il talento di Stevenage non si accontenta: decide di spingere per un’altra tornata e, nonostante il traffico si prende la prima posizione assoluta.
La sessione si conclude con le prove high fuel per valutare il passo gara. La squadra diversifica il lavoro: Leclerc si concentra sulle mescole rosse, affrontando la gestione del degrado dopo i primi cinque giri, mentre Hamilton macina chilometri con le coperture a banda gialla. Con tanta benzina a bordo la guidabilità della SF-26 si conferma eccellente.
Anche in questo contesto il traffico rovina in parte la simulazioni, ma il risultato non cambia. In sintesi, la giornata magiara della Ferrari si chiude con un bilancio super per il Cavallino Rampante. Le SF-26 mostrano un potenziale altissimo, confermando in toto i pronostici della vigilia. Ora la parola passa al lavoro notturno al simulatore per limare gli ultimi dettagli: da domani si fa sul serio.
| POS | NO | DRIVER | TEAM | TIME / GAP | LAPS |
| 1 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 1:18.729 | 26 |
| 2 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | +0.148s | 30 |
| 3 | 4 | Lando Norris | McLaren | +0.499s | 30 |
| 4 | 1 | Max Verstappen | Red Bull Racing | +0.692s | 27 |
| 5 | 63 | George Russell | Mercedes | +0.933s | 30 |
| 6 | 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | +1.071s | 20 |
| 7 | 30 | Liam Lawson | Racing Bulls | +1.312s | 29 |
| 8 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | +1.372s | 28 |
| 9 | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | +1.396s | 30 |
| 10 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | +1.524s | 29 |
| 11 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | +1.745s | 27 |
| 12 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | +1.828s | 26 |
| 13 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | +1.964s | 30 |
| 14 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | +2.087s | 24 |
| 15 | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | +2.221s | 28 |
| 16 | 23 | Alexander Albon | Williams | +2.244s | 33 |
| 17 | 55 | Carlos Sainz | Williams | +2.697s | 31 |
| 18 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | +2.713s | 31 |
| 19 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | +2.990s | 24 |
| 20 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | +3.063s | 28 |
| 21 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | +3.802s | 11 |
Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 17:02:52 +0000
Il mercato auto in Europa ha chiuso un primo semestre del 2026 in positivo, con dati eccellenti per quanto riguarda le immatricolazioni, soprattutto in alcuni Paesi. In Italia, in particolare, è stato evidenziato un miglioramento davvero importante.
Di seguito andremo ad analizzare quali sono le Case che hanno registrato la crescita percentuale maggiore nel corso della prima metà dell’anno, sia per quanto riguarda il mercato italiano che per quello europeo (Ue + Paesi Efta + Regno Unito). Per la stesura delle due classifiche sono stati utilizzati i dati UNRAE (per l’Italia) e ACEA (per l’Europa). Non sono considerati i brand con una quota inferiore allo 0,5%.
Ecco la Top 10 dei brand che crescono di più in Italia nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2026:
Il podio è monopolizzato dai nuovi protagonisti del mercato con Leapmotor, Omoda & Jaecoo (i dati UNRAE considerando i due marchi aggregati) e BYD che fanno segnare un sostanziale passo in avanti rispetto allo scorso anno.
Alle spalle dei nuovi brand che arrivano dalla Cina, però, troviamo diversi marchi ben noti agli automobilisti italiani, come Honda, protagonista di un eccellente primo semestre, e, soprattutto, Fiat, che con i suoi risultati sta trascinando il Gruppo Stellantis.
Il marchio italiano è stato protagonista di un’ottima prima parte di 2026, grazie soprattutto ai risultati raccolti dalla Grande Panda, modello che ha arricchito notevolmente le potenzialità della Casa torinese.
Per la classifica europea, invece, utilizziamo i dati ACEA che, per alcune Case (come Chery e SAIC), fornisce solo i dati aggregati. Ecco la Top 10:
Lo scenario visto in Italia si ripete anche in Europa (ricordiamo che Omoda&Jaecoo, in seconda posizione in Italia, rientra nel gruppo Chery). Anche in questo caso, non mancano i brand “storici” del mercato, con Fiat che, ancora una volta, si mostra in ottima forma raggiungendo la quinta posizione, con una crescita sostanziale rispetto ai dati registrati lo scorso anno.
Molto bene anche Tesla, che, nonostante la crescente concorrenza, si sta confermando come un punto di riferimento assoluto del settore delle auto elettriche, in forte crescita in Europa, come confermano i dati ufficiali sulle immatricolazioni. In positivo anche MINI mentre il Gruppo Stellantis rientra in classifica anche con Opel.
Le classifiche confermano l’ottimo stato di salute dei nuovi marchi del mercato, che arrivano dalla Cina per conquistare l’Europa. Nello stesso tempo, però, si nota come alcune Case storiche siano riuscite a reagire al momento di difficoltà , mostrando eccellenti risultati nel corso di tutto il semestre, sia in Italia che in Europa.
Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 13:15:57 +0000Due controlli in poco più di due ore, entrambi sullo stesso ponte e al volante della medesima BMW Coupé. È terminata con due multe e la sospensione della patente internazionale per sei mesi la notte brava di Cristian Volpato a Sydney.
Protagonista di buone prestazioni con la maglia della nazionale australiana ai Mondiali da poco terminati, l’attaccante del Sassuolo potrebbe veder precipitare la sua posizione. Tutto dipenderà da un secondo test antidroga, disposto dopo la presunta positività alla cocaina emersa durante il controllo preliminare.
Il primo episodio risale alle 23:05 di giovedì 23 luglio, quando, riferiscono i media locali, Volpato percorreva l’Anzac Bridge a una velocità superiore di oltre 20 km/h rispetto al limite di 60. Fermato dagli agenti, il ventiduenne ha ricevuto una sanzione ed è stato sottoposto all’alcoltest, che non ha rilevato la presenza di alcol.
Poco dopo ha rifatto capolino sullo stesso tratto. Intorno all’1:10 di venerdì, la polizia ha intercettato la BMW a 109 km/h, quasi 50 oltre il limite, disponendo un’altra multa e la sospensione della patente, valida nel Nuovo Galles del Sud, che impedirà al 22enne di guidare nello Stato australiano per i prossimi sei mesi.
In occasione del secondo controllo, gli agenti hanno eseguito anche un test preliminare a bordo strada, dalla quale sarebbe emerso un esito positivo alla cocaina, ma la vicenda non può ancora dirsi conclusa. È stato infatti raccolto un altro campione di fluido orale, affidato al laboratorio per gli accertamenti necessari: fino al responso definitivo, l’indagine rimane aperta.
Stando ad alcuni media australiani, Volpato avrebbe effettuato anche un test indipendente, dal quale non sarebbero emerse tracce di cocaina. Ai fini dell’indagine conterà però il risultato del secondo campione raccolto dalla Polizia, ancora affidato alle analisi di laboratorio. Finora non è stata formulata alcuna accusa penale, mentre restano invece le due sanzioni per eccesso di velocità e la sospensione della patente internazionale per sei mesi.
Sulla BMW si conosce ancora meno: le fonti la descrivono soltanto come una coupé, senza precisare il modello o l’anno. Non sono state diffuse fotografie che consentano di riconoscerla e nemmeno le autorità hanno fornito maggiori dettagli.
Football Australia ha confermato di conoscere le accuse rivolte a uno dei suoi giocatori e di aver contattato il diretto interessato. La federazione monitorerà gli sviluppi della vicenda, offrendo sostegno al calciatore nella fase degli accertamenti, e sulla stessa linea si è espresso il sindacato Professional Footballers Australia. Al momento né il Sassuolo né l’entourage di Volpato hanno rilasciato dichiarazioni.
Nato proprio a Sydney, il trequartista si era trasferito in Italia ancora adolescente. Dopo essere entrato nel settore giovanile della Roma, ha esordito in Serie A a 18 anni e nel 2023 è passato al Sassuolo. In precedenza aveva vestito le maglie delle Nazionali italiane Under 19 e Under 20.
Alla vigilia del Mondiale 2026 ha scelto di rappresentare l’Australia, raccogliendo tre presenze durante il torneo. Il ritorno nella città natale avrebbe dovuto accompagnare uno dei momenti migliori della sua giovane carriera, ma i due passaggi sull’Anzac Bridge complicano la situazione. Per conoscere la portata effettiva dell’accaduto resta da aspettare il responso del laboratorio.
Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 13:14:58 +0000La Hyundai Ioniq 6 si rinnova in Italia. Disponibile in un’unica configurazione – l’allestimento N Line – la berlina elettrica monta due motori dalla potenza di 325 CV, scaricati a terra dalla trazione integrale, e una batteria più capiente rispetto al passato. Il prezzo di listino parte da 60.300 euro.
Fedele alla filosofia “streamliner”, riconoscibile dalla carrozzeria levigata e dalla coda spiovente, Hyundai mantiene la forma affusolata vista fin dal debutto, ma gli interventi sui dettagli conferiscono carattere. Con un coefficiente Cx di 0,215, la vettura contiene i consumi, soprattutto alle velocità autostradali.
Non era ancora successo che la Ioniq 6 fosse disponibile in versione N Line. Seppur meno estrema, richiama la variante 6 N attraverso paraurti specifici e minigonne dedicate, nonché i numerosi elementi in nero. Inserite sia nella parte anteriore sia in quella posteriore, le linee orizzontali accentuano la larghezza della carrozzeria, mentre i cerchi esclusivi da 20 pollici calzano pneumatici nella misura 245/40.
Di serie sono previsti anche i fari anteriori a matrice di LED, capaci di adattare il fascio luminoso alle condizioni della strada, e i vetri oscurati posteriori. Gli specchietti esterni sono regolabili elettricamente e integrano sia la chiusura automatica sia il riscaldamento.
All’interno prosegue la caratterizzazione sportiva. I sedili sono rivestiti in pelle e materiale scamosciato e la pedaliera è realizzata in metallo, dettagli pensati su misura così come il volante a tre razze, riportante il logo N. Dietro la corona trovano posto i paddle destinati alla regolazione della frenata rigenerativa, utilizzabili anche per azionare la funzione I-Pedal e guidare ricorrendo il meno possibile al pedale del freno.
Il nuovo accumulatore da 84 kWh promette fino a 595 km di autonomia nel ciclo WLTP, anche se il valore può variare parecchio a seconda di velocità e temperatura esterna. Per recuperare energia in viaggio, la Ioniq 6 sfrutta l’architettura a 800 Volt della piattaforma E-GMP: presso una colonnina compatibile, l’unità passa dal 10 all’80% in 18 minuti.
Il precondizionamento porta in anticipo la batteria alla temperatura più adatta, in modo da accorciare la sosta una volta collegato il cavo. La pompa di calore aiuta a ridurre i consumi durante i mesi freddi e con la funzione Vehicle-to-Load, invece, l’energia immagazzinata a bordo può alimentare dispositivi elettrici esterni.
La dotazione di serie comprende due schermi da 12,3 pollici, uno riservato alla strumentazione e l’altro al sistema multimediale. Apple CarPlay e Android Auto funzionano senza fili, mentre gli aggiornamenti possono essere ricevuti da remoto, e sono inclusi anche head-up display, impianto audio Bose, chiave digitale e servizi connessi Bluelink.
Sul versante del comfort figurano sedili anteriori ventilati e regolabili elettricamente, sedute riscaldabili sia davanti sia dietro, climatizzatore bizona e portellone elettrico. Il pacchetto Hyundai SmartSense riunisce i principali sistemi di assistenza, dal cruise control adattivo al mantenimento della corsia, fino al controllo dell’angolo cieco e al parcheggio da remoto.
Con il finanziamento Hyundai Plus, il vantaggio promozionale può raggiungere i 4.000 euro. Al termine del contratto il cliente ha tre opzioni: sostituire la vettura, saldare il valore futuro garantito oppure restituirla alle condizioni previste.
Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 12:17:29 +0000Venditore e acquirente possono accordarsi sul prezzo, verificare l’auto, effettuare il pagamento e consegnare le chiavi. Finché la firma sull’atto non viene autenticata e il trasferimento non compare negli archivi pubblici, la compravendita automobilistica non ha però completato il proprio percorso amministrativo. L’autentica serve a certificare che la sottoscrizione appartenga al venditore. Un pubblico ufficiale o un soggetto autorizzato controlla l’identità dell’interessato e attesta che la firma è stata apposta in sua presenza.
Il passaggio di proprietà è un’operazione distinta. Attraverso questa seconda fase vengono aggiornati il Pubblico registro automobilistico e l’Archivio nazionale dei veicoli. Al nuovo intestatario viene poi rilasciato il Documento unico di circolazione e di proprietà .
Nella forma più comune, quella della dichiarazione unilaterale di vendita, la firma da autenticare è del venditore. L’acquirente non deve sottoscrivere lo stesso documento e se ci si rivolge al Comune soltanto per l’autentica non è richiesta la sua presenza. Diversa è l’ipotesi del contratto bilaterale. In quel caso firmano entrambe le parti e le due sottoscrizioni devono essere autenticate. Ci sono tre forme dell’atto di vendita: la dichiarazione unilaterale con firma autenticata del venditore, il contratto bilaterale con firme autenticate di venditore e acquirente, l’atto pubblico o sentenza in copia conforme e in bollo.
Nella prassi delle compravendite tra privati prevale la prima soluzione. Risulta più semplice, non impone la presenza contemporanea delle parti per la sola autentica e consente all’acquirente oppure a una persona da lui incaricata, di presentare la richiesta di trasferimento.
Se il veicolo appartiene a più persone devono sottoscrivere tutti gli intestatari chiamati a cederne la proprietà . Per un’automobile intestata a una società firma invece il legale rappresentante, che dovrà documentare identità , ruolo e poteri.
Una delega ordinaria non autorizza un’altra persona a firmare al posto del proprietario. Le situazioni nelle quali il venditore non può comparire personalmente richiedono un titolo di rappresentanza adeguato, da concordare con il notaio o con lo sportello che seguirà la pratica.
La legge consente di rivolgersi agli uffici comunali e ai titolari degli Sportelli telematici dell’automobilista, chiamati a rilasciare l’autentica senza compensi aggiuntivi, fatti salvi imposta di bollo e diritti previsti.
Oggi la firma del venditore può essere autenticata attraverso cinque canali. Rivolgendosi allo Sportello telematico dell’automobilista di un’unità territoriale ACI-Pra, l’autentica e la registrazione del passaggio di proprietà vengono eseguite consecutivamente: si pagano soltanto i costi previsti dalla legge, senza una tariffa aggiuntiva per l’autentica. Lo stesso avviene negli Sta della Motorizzazione civile, dove la firma viene autenticata contestualmente al trasferimento del veicolo.
In alternativa ci si può rivolgere a una delegazione ACI o a un’agenzia di pratiche auto abilitata come Sta. In questo caso lo studio gestisce l’intera procedura, ma ai costi di legge si aggiunge la tariffa per il servizio di intermediazione. Il Comune si limita invece ad autenticare la firma e non provvede alla registrazione del passaggio: bisogna pagare una marca da bollo da 16 euro e gli eventuali diritti comunali. Infine, l’atto può essere autenticato o redatto da un notaio, sostenendo il costo del bollo e dell’onorario professionale.
Lo Sportello telematico dell’automobilista dell’unità territoriale ACI-Pra permette di concentrare l’intera operazione in un’unica sede. Il venditore firma l’atto, l’identità viene verificata e l’acquirente presenta la richiesta di trasferimento. La contestualità non è soltanto una comodità . Presso gli Sta del Pra, dopo l’autentica, bisogna procedere subito con la pratica e con il rilascio del Documento unico.
In questo modo il precedente intestatario non lascia l’ufficio affidandosi alla promessa dell’acquirente di completare tutto in un secondo momento. Anche il nuovo proprietario ottiene la certezza che l’auto sia stata registrata a suo nome. Per gli sportelli Pra può essere richiesta la prenotazione online. Ci si può rivolgere a uno Sta anche in una provincia diversa da quella di residenza o da quella nella quale risulta iscritto il veicolo.
Gli Sta degli Uffici provinciali della Motorizzazione civile svolgono un servizio analogo. La firma viene autenticata gratuitamente sotto il profilo della tariffa amministrativa, ma restano dovuti bolli, diritti e imposte collegati al passaggio. Anche qui autentica e trasferimento devono seguire un percorso contestuale. Prima dell’appuntamento conviene verificare modalità di accesso, documenti accettati e sistemi di pagamento adottati dall’ufficio.
Chi preferisce affidare documenti e versamenti a un intermediario può rivolgersi a una delegazione dell’Automobile club o a uno studio di consulenza automobilistica abilitato come Sta. L’agenzia prepara l’atto, controlla i dati, autentica la firma attraverso il soggetto autorizzato, calcola l’IPT e completa la registrazione. Alla somma prevista dalla legge si aggiunge un compenso stabilito liberamente dal professionista.
Il Comune offre un’alternativa utile quando le parti non vogliono o non possono completare immediatamente il passaggio. Il venditore si presenta davanti al dipendente incaricato dal sindaco, viene identificato e firma l’atto. La residenza nel territorio comunale non è il punto centrale della procedura, ma l’organizzazione cambia da un’amministrazione all’altra. Alcune sedi lavorano solo su appuntamento. Altre affidano il servizio agli uffici anagrafici, ai municipi o agli sportelli del cittadino. Il Comune non aggiorna il Pra e non rilascia il Documento unico. Conclusa l’autentica, l’atto deve essere portato a uno Sta per la registrazione entro il termine previsto.
Il notaio può autenticare la sottoscrizione o redigere un atto pubblico. Il suo intervento comporta un onorario, al quale si sommano imposta di bollo e costi del successivo trasferimento. Questa strada viene scelta quando la compravendita presenta elementi fuori dall’ordinario: procure, successioni complesse, dubbi sulla titolarità , società , soggetti incapaci o accordi che richiedono clausole particolari. Anche l’atto notarile deve essere trascritto. L’intervento del professionista non sostituisce l’aggiornamento degli archivi automobilistici, salvo che il servizio concordato comprenda pure quella fase.
Per la sola autentica occorrono:
Nell’atto devono essere riportate le generalità delle parti, il codice fiscale dell’acquirente, la targa, il prezzo concordato e gli altri elementi richiesti dal modello utilizzato. La firma non va apposta a casa, ma deve essere eseguita davanti al pubblico ufficiale o al soggetto autorizzato, dopo la verifica dell’identità .
Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 12:00:14 +0000Il 23 luglio 2026 segna una data spartiacque per la gestione della sicurezza stradale in Italia. Durante il question time al Senato, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato un’imponente operazione di riordino che ha portato allo spegnimento di migliaia di dispositivi per il rilevamento della velocità .
In poche parole: gli autovelox. L’obiettivo dichiarato non è eliminare i controlli, ma ricondurli a una logica di trasparenza e utilità reale, eliminando quegli strumenti percepiti dai cittadini più come “trappole” per fare cassa che come presidi di sicurezza.
L’intervento legislativo mira a colmare un vuoto normativo e una frammentazione che duravano da oltre tre decenni. Come sottolineato dal ministro durante l’audizione, “abbiamo lavorato a lungo con gli enti locali e con le associazioni e siamo arrivati, dopo trentaquattro anni, a mettere ordine in materia di autovelox”.
All’inizio dell’attuale mandato governativo, si ipotizzava la presenza di circa 10-11 mila dispositivi sul territorio nazionale; oggi, a seguito della verifica di rispondenza alle regole vigenti, ne risultano attivi solo 3.305.
La decisione di disattivare una quota così massiccia di apparecchiature non è stata casuale, ma è scaturita dal mancato rispetto delle normative tecniche e di segnalazione. Il criterio seguito dal Ministero è stato chiaro: eliminare ciò che non era a norma. “Abbiamo semplicemente spento autovelox furbetti, mal segnalati o nascosti” ha precisato Salvini.
La filosofia alla base di questa scelta distingue nettamente tra la sanzione educativa e quella vessatoria. Il Ministero ribadisce infatti che i rilevatori di velocità sono “fondamentali come strumento di prevenzione e sanzione nelle zone assolutamente dimostrate a rischio”, ma non devono diventare strumenti impropri di prelievo fiscale qualora manchino i requisiti di visibilità e corretta indicazione per l’automobilista.
L’operazione di “pulizia” ha interessato l’intera penisola, con un impatto particolarmente significativo nelle regioni settentrionali e nelle grandi aree metropolitane. In termini regionali, la Lombardia guida la classifica con ben 144 autovelox disattivati, seguita dal Piemonte con 131 e dall’Emilia Romagna con 95. Anche il Veneto (84) e la Toscana (69) hanno visto una sensibile riduzione del numero di postazioni attive.
Scendendo lungo lo Stivale, i dispositivi spenti sono stati 33 nel Lazio, 16 in Liguria, 15 nelle Marche, 12 in Abruzzo, 9 nella provincia di Trento, 8 in Sicilia e 6 in Sardegna. Se si guarda alle singole città , il dato più eclatante arriva dalla città metropolitana di Milano, dove sono stati spenti ben 111 autovelox, mentre a Roma e Torino le disattivazioni sono state 28 per ciascuna città .
Il riordino degli autovelox si inserisce in un piano più ampio di sicurezza stradale che tocca altre criticità , come la gestione dei monopattini e i raduni clandestini. Per quanto riguarda i raduni automobilistici illegali, come quelli segnalati nell’area del Lago di Garda, il Ministero ha confermato un monitoraggio costante in collaborazione con l’Interno per contrastare condotte di guida pericolose in zone ad alto flusso turistico.
La nuova linea del Ministero punta a restituire credibilità agli strumenti di controllo. Riducendo il numero di autovelox a quelli strettamente necessari e regolamentari, si spera di aumentare l’accettazione sociale di tali misure, trasformandoli da “nemici” degli automobilisti a veri alleati della sicurezza stradale nei punti più critici del Paese.
Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 11:00:21 +0000Il silenzio del quartiere Parioli, negli ultimi tempi turbato da una serie di furti di motociclette, ha trovato risposta in un’imponente operazione di polizia giudiziaria che ha svelato un complesso sistema di riciclaggio internazionale.
I Carabinieri della Compagnia Roma Parioli, supportati dai militari della Stazione di Ponte Galeria e in stretta collaborazione con il Gruppo e la Compagnia di Ostia, hanno inferto un colpo durissimo a un’organizzazione dedita alla ricettazione di veicoli a due ruote.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, si è conclusa con il fermo di tre cittadini stranieri e il sequestro di un vero e proprio “tesoro” meccanico pronto a lasciare il Paese.
L’attività investigativa, nata per contrastare i furti avvenuti nel quadrante nord della Capitale, ha condotto i militari fino a via della Magliana, in località Ponte Galeria. Qui, all’interno della sede di una società privata, i Carabinieri hanno individuato un’area di stoccaggio sospetta.
Un meticoloso servizio di osservazione ha permesso di accertare la presenza di ben 54 container, tutti locati a soggetti stranieri, che fungevano da base operativa per il transito della merce illecita. Dopo aver ottenuto il via libera dalla Procura, gli investigatori hanno proceduto all’apertura forzata dei moduli metallici, rivelando uno scenario inquietante.
In 21 dei container controllati erano stipate motociclette di varie cilindrate e una quantità enorme di parti di ricambio. Molti dei mezzi erano già stati smontati e accuratamente imballati, pronti per essere caricati e spediti illegalmente fuori dai confini dell’Unione Europea.
Durante il blitz, i Carabinieri hanno sorpreso sul posto i tre principali indiziati: tre uomini di 53, 28 e 54 anni, tutti senza fissa dimora e con precedenti penali specifici. Per loro è scattato il fermo con l’accusa di ricettazione e riciclaggio in concorso, provvedimento già convalidato dall’Autorità Giudiziaria. Altri due complici, di 50 e 54 anni, sono stati invece denunciati a piede libero per i medesimi reati.
All’interno dei moduli riconducibili ai tre fermati è stata accertata la presenza di numerosi mezzi di sicura provenienza illecita. Nei restanti container, legati ai soggetti denunciati, è stato invece rinvenuto materiale di dubbia origine e privo di elementi identificativi, sul quale sono tuttora in corso accertamenti tecnici volti a risalirne alla provenienza. L’intera area, comprensiva dei 21 container e del loro prezioso contenuto, è stata posta sotto sequestro.
Il ritrovamento di questo “hub” logistico rappresenta solo un tassello di un mosaico più ampio. Le indagini dei Carabinieri proseguono ora su due fronti: da un lato, l’analisi dei veicoli sequestrati per identificare i legittimi proprietari e procedere alle restituzioni; dall’altro, la caccia a numerosi altri locatari stranieri dei restanti container che, al momento dell’operazione, sono risultati irreperibili.
L’operazione sottolinea l’efficacia del coordinamento tra le diverse componenti dell’Arma sul territorio romano, capace di risalire dal singolo furto di quartiere fino alle rotte internazionali del traffico di veicoli rubati. Resta inteso che, essendo il procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari, i soggetti coinvolti devono considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 10:11:18 +0000Il dibattito sul futuro della guida autonoma nel Vecchio Continente ha subito una brusca frenata a causa della presa di posizione netta della Francia. Il governo di Parigi ha ufficialmente espresso la propria opposizione all’uso del software Full Self-Driving (FSD) di Tesla sulle strade dell’Unione Europea nella sua forma attuale. Questa decisione rappresenta il primo rifiuto pubblico da parte di un governo dell’Ue nei confronti di un’iniziativa guidata dai Paesi Bassi che mira ad approvare questa tecnologia in tutto il territorio comunitario.
La motivazione centrale che ha spinto la Francia a porre questo limite risiede in profonde preoccupazioni legate alla sicurezza stradale. Attraverso una dichiarazione video, il Ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, ha puntato il dito contro due rischi specifici che il software comporterebbe: il rischio di eccesso di velocità e la potenziale disattenzione del conducente.
Secondo il governo francese, sebbene il sistema FSD rappresenti un indubbio progresso tecnologico, i compromessi richiesti in termini di sicurezza non sono ancora ritenuti accettabili. “In Francia crediamo che, mentre questo sistema apporta una serie di progressi tecnologici, i compromessi sulla sicurezza non siano ancora sufficienti a giustificare l’autorizzazione nella sua forma attuale” ha dichiarato esplicitamente Tabarot. Il timore è che il conducente umano, pur dovendo rimanere pronto a intervenire in ogni momento, possa essere indotto a un falso senso di sicurezza, riducendo i propri livelli di vigilanza necessari per gestire situazioni impreviste.
La posizione francese crea una spaccatura significativa all’interno dell’Unione Europea. Fino a questo momento, la tendenza sembrava favorevole a Tesla: l’autorità stradale dei Paesi Bassi (RDW) aveva infatti approvato in via provvisoria la tecnologia ad aprile 2026, spingendo nazioni come Belgio, Danimarca, Estonia e Lituania a fare lo stesso in vista di un possibile voto a livello europeo previsto per l’autunno.
Tuttavia, la Francia non è sola nel suo scetticismo. Tabarot ha accennato al fatto che altri Paesi europei condividono le medesime preoccupazioni, pur non nominandoli direttamente, sebbene fonti giornalistiche indichino che anche la Svezia potrebbe opporsi all’approvazione. Per Tesla, l’FSD è considerato un punto di vendita cruciale e un importante generatore di entrate, specialmente in un momento in cui le immatricolazioni del marchio in Europa stanno iniziando a riprendersi dopo il calo dell’anno precedente.
Per comprendere la portata del limite imposto, occorre definire la natura della tecnologia coinvolta. Il Full Self-Driving di Tesla è classificato come un sistema di assistenza alla guida capace di gestire autonomamente accelerazione, frenata e sterzata, ma che richiede obbligatoriamente che il conducente umano rimanga sempre vigile e pronto a riprendere il controllo del veicolo in qualsiasi momento.
La reazione di Elon Musk alla chiusura francese non si è fatta attendere. Attraverso una dichiarazione rilasciata sulla sua piattaforma social X, il CEO di Tesla ha criticato aspramente la posizione di Parigi, affermando che “ritardare l’approvazione dell’FSD in Francia costerà vite umane”, sostenendo implicitamente che la tecnologia sia già più sicura della guida puramente umana.
Nonostante la ferma opposizione attuale, il dialogo non si è interrotto. Il Ministro Tabarot ha confermato che la Francia sta continuando le discussioni tecniche con i Paesi Bassi e altri Stati membri dell’Ue riguardo a questa tecnologia. La sfida resta quella di trovare un equilibrio normativo che permetta l’innovazione senza compromettere i rigidi standard di sicurezza stradale che la Francia, e una parte crescente dell’Europa, non sembrano disposti a negoziare.
Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 09:29:17 +0000