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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi 14 maggio 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diversi rallentamenti e code, soprattutto per lavori e condizioni meteorologiche avverse. Degni di nota sono una lunga coda di 2 km tra Via Fiorentini e Bivio A24/Tangenziale est RM per traffico congestionato e una coda in corrispondenza Piazzale Francese verso Courmayeur con attesa prevista di oltre 2 ore. Di seguito una panoramica dettagliata per tratta.

A1 Milano-Napoli



10:03 – Firenze Scandicci e Bivio A1-Variante
Traffico rallentato causa materiali dispersi
Direzione Milano
Tratta interessata dal chilometro 275.0 al chilometro 283.0 per una lunghezza di 8.0 km.



09:59 – Barberino di Mugello e Aglio km 255
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Bologna
Tratta interessata dal chilometro 255.45 al chilometro 258.0 per una lunghezza di 2.55 km.



09:18 – Melegnano e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta interessata dal chilometro 4.3 al chilometro 7.7 per una lunghezza di 3.4 km.

A8 Milano-Varese



10:07 – Gallarate e Solbiate Arno
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Milano
Tratta interessata dal chilometro 31.9 al chilometro 35.1 per una lunghezza di 3.2 km.



09:53 – Nodo A8/A4 Torino-Trieste e Fiera Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Varese
Tratta interessata dal chilometro 2.2 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 2.2 km.



08:12 – Gallarate Ovest e Bivio Diramazione A8-A26/A8 MI-VA
Coda per lavori
Direzione Autostrada Milano-Varese
Tratta interessata dal chilometro 1.2 al chilometro 2.0 per una lunghezza di 0.8 km.

A9 Lainate-Como Chiasso



10:00 – Barriera di Como Grandate
Coda per traffico intenso in uscita
Direzione Svizzera



09:41 – Como Grandate e Chiasso
Pioggia presente sulla tratta
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta interessata dal chilometro 41.63 al chilometro 33.0 per una lunghezza di 8.63 km.



08:21 – Bivio A9-A36 Pedemontana e Bivio A9/A8 Milano-Varese
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Lainate
Tratta interessata dal chilometro 10.7 al chilometro 22.7 per una lunghezza di 12.0 km.

A13 Bologna-Padova



09:59 – Bologna Arcoveggio e Ferrara sud
Vento forte sulla tratta
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta interessata dal chilometro 20.5 al chilometro 7.9 per una lunghezza di 12.6 km.

A14 Bologna-Taranto



10:06 – Ortona e Lanciano
Coda di 1 km per lavori in corso
Direzione Taranto
Tratta interessata dal chilometro 408.35 al chilometro 407.0 per una lunghezza di 1.35 km.



09:47 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratta interessata dal chilometro 0.0 al chilometro 0.8 per una lunghezza di 0.8 km.



08:50 – Grottammare e Pedaso
Coda di 1 km per lavori in corso
Direzione Ancona
Tratta interessata dal chilometro 294.4 al chilometro 299.0 per una lunghezza di 4.6 km.



08:49 – Pedaso e Grottammare
Coda di 1 km per lavori in corso
Direzione Taranto
Tratta interessata dal chilometro 290.7 al chilometro 288.0 per una lunghezza di 2.7 km.



08:46 – Pedaso e Fermo Porto San Giorgio
Traffico rallentato per lavori
Direzione Ancona
Tratta interessata dal chilometro 285.7 al chilometro 287.0 per una lunghezza di 1.3 km.

A16 Napoli-Canosa



10:05 – Grottaminarda e Candela
Vento forte sulla tratta in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta interessata dal chilometro 111.0 al chilometro 104.2 per una lunghezza di 6.8 km.

A22 Brennero-Modena



09:48 – Bolzano Nord e Rovereto sud
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Modena
Tratta interessata dal chilometro 166.7 al chilometro 77.5 per una lunghezza di 89.2 km.

A23 Palmanova-Tarvisio



09:12 – Carnia e Pontebba
Pioggia sulla tratta in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta interessata dal chilometro 92.4 al chilometro 59.6 per una lunghezza di 32.8 km.

A24 Roma-Teramo



09:11 – Via Fiorentini e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda di 2 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
Tratta interessata dal chilometro 7.3 al chilometro 4.9 per una lunghezza di 2.4 km.



08:47 – Inizio Complanare e Bivio Complanare / GRA
Code a tratti per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
Tratta interessata dal chilometro 0.0 al chilometro 2.2 per una lunghezza di 2.2 km.

A56 Tangenziale di Napoli



09:36 – Vomero e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
Tratta interessata dal chilometro 18.8 al chilometro 12.5 per una lunghezza di 6.3 km.

TR1 Traforo del Monte Bianco



09:54 – Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista di 2 ore e 15 minuti
Direzione Courmayeur

A12 Genova-Roma



09:09 – Inizio Raccordo Rosignano e Allacciamento SS1 Aurelia Sud/A12
Traffico rallentato per lavori
Direzione Rosignano
Tratta interessata dal chilometro 210.022 al chilometro 209.1 per una lunghezza di 0.922 km.

A27 Venezia-Belluno



09:04 – Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre e Nodo A27/A28 Conegliano-Portogruaro
Pioggia sulla tratta in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta interessata dal chilometro 41.215 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 41.215 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 14 May 2026 08:08:00 +0000
News n. 2
La Cina dell’auto si prende l’Europa: la strategia

C’è preoccupazione nel Vecchio Continente per la crescita esponenziale dei colossi dell’automotive con gli occhi a mandorla e se un nemico non puoi batterlo, l’unica soluzione è fartelo amico. Bruxelles con i suoi proclami green ha steso in passato un tappeto rosso al proliferare di tantissimi nuovi marchi che hanno puntato sull’elettrico. Grazie alle terre rare e al know-how consolidato sulle batterie sono iniziati a sbucare come funghi nuovi brand in Cina.

Pechino ha finanziato la crescita con una strategia che si è rivelata vincente. Sul mercato locale oggi spopolano auto elettrificate all’avanguardia che, subito dopo, acquisiscono appeal a livello internazionale. Da Geely a MG passando per Chery, BYD, Dongfeng e Leapmotor si moltiplicano i prodotti di successo cinesi in Europa. Il boom delle proposte low cost sta determinando un sostanzioso calo di immatricolazioni per i costruttori storici, mettendo all’angolo la nostra industria di componentistica.

Il piano di espansione cinese

Dopo aver indebolito la concorrenza, l’armata rossa starebbe avanzando con l’obiettivo di mettere le mani sugli impianti europei, anche per evitare i dazi. Gli investimenti colossali fatti per le auto elettriche dai principali Gruppi, come Volkswagen e Stellantis, non hanno reso e anche nel primo trimestre 2026 non hanno superato il 19,4% del mercato nell’Ue.

Ora l’interesse dei colossi cinesi è focalizzato sull’apertura o l’acquisizione di stabilimenti in Italia e in Spagna, sfruttando la crisi. I produttori del Paese del Dragone Rosso potrebbero legittimamente avvantaggiarsi di una situazione che ha creato anni fa Bruxelles stessa. In base a quanto afferma Reuters, le Nazioni dello Spazio economico europeo e la Svizzera avrebbero stanziato finora quasi 200 miliardi di euro per lo sviluppo della tecnologica elettrica su quattro ruote.

Ora vi basterà fare un giro nei quartieri delle vostre città per capire che c’è qualcosa che non quadra. Il piano di una transizione green per ora è fallito miseramente, e i soldi destinati alla filiera delle batterie, con lo scopo di ridurre la dipendenza dalla Cina, hanno creato l’effetto opposto. Il Gigante asiatico oggi produce l’80% degli accumulatori realizzati nel mondo e il trend non sembra in grado di invertirsi a stretto giro.

Il boom di auto asiatiche

Se un tempo gli europei erano scettici sulla tecnologia cinese, anche a causa della crisi economica, negli ultimi anni si è registrato uno stravolgimento. In tanti hanno cominciato a incuriosirsi e a sceglierle. Nel primo trimestre 2026 le proposte cinesi si sono prese l’8% del mercato europeo, raddoppiando il risultato dello stesso periodo del 2025. Se a questi si vanno a sommare i successi commerciali giapponesi e coreani vi renderete conto che l’Oriente sta vincendo a mani basse la sfida.

Con l’obiettivo di costruire nuove fabbriche o acquisirne già esistenti sul territorio occidentale, i major cinesi si potranno espandere senza limiti per sfuggire anche alla morsa dei dazi imposti sulle vetture elettriche costruite in patria e poi esportate nell’Ue. Non solo i colossi come BYD stanno sviluppando EV di estrema qualità, ma anche vetture ibride che rappresentano il presente e il futuro della nostra industria delle quattro ruote.

Fari puntati su Italia e Spagna

Per ora il Paese iberico è quello preferito dai produttori cinesi, anche grazie a un costo dell’energia elettrica tra i più bassi d’Europa, dovuto dall’utilizzo di fonti rinnovabili con una copertura ormai oltre il 60% del fabbisogno. Secondo l’agenzia Reuters, il Gruppo Geely avrebbe definito una alleanza con Ford per acquisire una delle tre aree dello stabilimento di Almussafes, nei pressi di Valencia. Dovrebbe essere costruita la citycar E2, ibrida e full electric, già lanciata in Cina con il nome di EX2.

Inoltre, Leapmotor, in grande espansione alle nostre latitudini, avrebbe trovato un accordo con il Gruppo Stellantis, proprietario del 21% della start-up, per la produzione dell’utilitaria 100% elettrica T03 nello stabilimento polacco di Tychy fino all’aprile 2025. Ora le mire si spostano a Saragozza, dove verrà introdotta una nuova linea dedicata al SUV elettrico o ibrido range extender B10 di Leapmotor e al suo gemello a marchio Opel.

Presso l’impianto Stellantis di Villaverde, a Madrid, verrà attribuito il lancio di un nuovo modello Leapmotor, in produzione dalla prima metà del 2028. La proprietà di questo impianto passerà alla joint venture Leapmotor International, controllata al 51% da Stellantis. Inoltre, la factory di Barcellona appartenuta fino al 2021 a Nissan è stata rilevata da una società creata tra il costruttore spagnolo Ebro e il major cinese Chery, in cui rientrano i brand Omoda e Jaecoo. Zhu Shaodong, CEO di Chery per l’Unione Europea, ha annunciato che si punterà su una produzione annuale di 150.000 veicoli entro il 2029, con il SUV Omoda 5 in prima linea.

Con la presentazione del nuovo piano industriale Stellantis, l’amministratore delegato Antonio Filosa spiegherà nel dettaglio tutte le strategie. Gli ultimi rumor parlano di cessioni di stabilimenti, con l’impianto italiano di Cassino che sarebbe finito nel mirino del colosso cinese Dongfeng. A seguito del rinvio delle produzioni delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, la fabbrica è in affanno con appena 19.364 unità prodotte lo scorso anno, marcando un calo del -27,9% rispetto al 2024.

Le prospettive dell’Europa

Andrea Bartolomeo, direttore di MG Italia, ha spiegato che “la nuova fabbrica europea di Saic, gruppo cinese proprietario di MG, sarà in Spagna. L’annuncio arriverà nelle prossime settimaneâ€. Si parla della cittadina di Ferrol, presso La Coruña, dove potrebbe essere costruito un nuovo impianto con una capacità produttiva stimata in 120.000 unità all’anno.

Si tratta di una vera e propria invasione, incominciata con lo stabilimento di BYD di Szeged in Ungheria, per evitare i dazi. Le aziende cinesi cominceranno a lavorare negli impianti europei sino a una capacità produttiva massima di circa 50.000 esemplari all’anno, per poi puntare su strutture di assemblaggio da 100.000 unità, mentre gli impianti a pieno regime raggiungeranno livelli di capacità di circa 300.000 unità. Un metodo espansionistico che se dovesse funzionare trasformerebbe radicalmente i nostri vetusti parchi auto. In seguito, con il boom delle proposte cinesi, le nostre aziende si potranno inserire come fornitori, contando sul fattore logistico, grazie a una maggiore vicinanza e per garantire dei tempi di consegna più rapidi.

Aspettiamoci in Europa una rete di società orientali di componentistica che metterà la parola fine a tantissime nostre realtà già in crisi. Nel corso del 2025 le importazioni di componenti di origine cinese nel Vecchio Continente hanno toccato gli 8 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a tre anni fa. Oramai il dado è tratto e nei prossimi anni assisteremo a uno stravolgimento senza precedenti storici.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 08:07:03 +0000
News n. 3
MotoGP, GP Barcellona: pronostici e orari Sprint Race e gara, dove vederle in TV

Non ci sarà Marc Marquez, operatosi alla spalla e al piede destro a Madrid, e questo è già un aspetto che avranno considerato gli avversarsi. Ad oggi l’unico ducatista in grado di mettere in difficoltà Marco Bezzecchi e Jorge Martin dovrà osservare la sfida dalla TV. La pista di Montmelò in passato ha sorriso anche ad Aleix Espargaró in sella all’Aprilia, sebbene negli ultimi due anni si siano imposti Alex Marquez e Pecco Bagnaia su Desmosedici.

In teoria dovremmo vedere una sfida aperta tra i due costruttori italiani, tuttavia la doppietta di Le Mans della Casa di Noale ha parlato chiaro. La Rossa ha completamente perso il vantaggio tecnico della scorsa annata. Per vincere i piloti che montano sulle Desmosedici si dovranno superare, come accaduto ad Alex Marquez a Jerez de la Frontera. Il pilota del team Gresini Racing è all’ultima spiaggia, dopo l’ennesimo errore occorso nella sfida di domenica scorsa in Francia.

Tutti all’inseguimento delle Aprilia

La Casa di Noale ha ritrovato un Jorge Martin in grandissima forma che, a differenza di Bezzecchi, sa come si vincono i mondiali. Nel 2024, nonostante stesse in sella a una moto di un team satellite, riuscì a piegare il campione in carica Bagnaia. In MotoGP il madrileno non ha mai vinto in Catalogna e vorrà sfatare questo tabù. Idem Marco Bezzecchi che è rimasto in testa al mondiale con un punticino di vantaggio sul compagno di squadra.

A Barcellona sarà caccia aperta ai due piloti dell’Aprilia in fuga in graduatoria. In KTM si attende sempre un Pedro Acosta in formato deluxe nelle sfide di casa, mentre nel box Yamaha sperano di rivedere Fabio Quartararo lottare per la top 5. A Le Mans è stato tra i migliori del weekend, chiudendo il GP di Francia in sesta posizione. El Diablo ha già vinto l’edizione del 2022, quella in cui provò l’allungo decisivo su Bagnaia per la seconda corona di fila. Fari puntati sul ritorno in pista di Vinales dopo l’operazione alla spalla.

Nel team factory Ducati cresce la preoccupazione intorno al futuro in pista di Marc Marquez. Non verrà sostituito nella sfida catalana, ma a mettere ulteriore tensione ci ha pensato l’esperto manager Carlo Pernat. Il una chiacchierata in esclusiva per FormulaPassion.it il genovese ha dichiarato:

“Rientro al Mugello? Glielo auguro, ma secondo me è difficile. A Le Mans ha fatto un giro pazzesco facendo il record della pista con mezzo secondo sugli altri. Come a dire a tutti ‘io sul giro singolo neanche vi vedo’, ma poi purtroppo sulla distanza di gara non ce la fa. Gli auguro di tornare a posto, ma sul futuro mi pongo dei dubbi. Ritiro a fine 2026? Se va avanti così non so se potrà andare avanti. Il ritiro è l’opzione che nessuno di noi vuole, lui per primo. Ma a 33 anni, con i problemi che ha avuto, un punto interrogativo ce lo metto. Lontano, perché lui è Marc Marquez e ha fatto tante cose straordinarie. Però un dubbio remoto c’èâ€.

Gli orari TV del GP di Barcellona

Il Gran Premio verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 offrirà in differita l’evento domenicale. La sfida principale del GP di Barcellona 2026 di MotoGP sarà di 24 giri, mentre la SR si correrà sulla distanza di 12 giri. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni di Sky Sport:

Venerdì 15 maggio

  • FP1 Moto3: 9:00-9:35
  • FP1 Moto2: 9:50-10:30
  • FP1 MotoGP: 10:45-11:30
  • P Moto3: 13:15-13:50
  • P Moto2: 14:05-14:45
  • P MotoGP: 15:00-16:00

Sabato 16 maggio

  • FP2 Moto3: 8:40-9:10
  • FP2 Moto2: 9:25-9:55
  • FP2 MotoGP: 10:10-10:40
  • Qualifiche MotoGP: 10:50-11:30 (diretta su TV8)
  • Qualifiche Moto3: 12:45-13:25 (diretta su TV8)
  • Qualifiche Moto2: 13:40-14:20 (diretta su TV8)
  • Sprint MotoGP: 15:00 (diretta su TV8)

Domenica 17 maggio

  • Warm-Up MotoGP: 9:40-10:50
  • Gara Moto3: 11:00 (differita su TV8 alle ore 14:00)
  • Gara Moto2: 12:15 (differita su TV8 alle ore 15:15)
  • Gara MotoGP: 14:00 (differita su TV8 alle ore 20:30)
Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:12:53 +0000
News n. 4
Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 14 maggio 2026 sono previsti scioperi nel settore del trasporto pubblico locale in Italia. Secondo quanto risulta dai dati ufficiali, per questa data è programmato 1 sciopero. Di seguito vengono riportati i dettagli relativi allo sciopero previsto, con informazioni su area geografica, compagnie, orario, durata e sindacati coinvolti.

Sciopero dei trasporti Novara

Nel territorio di Novara, in Piemonte, è stato indetto uno sciopero a carattere locale del trasporto pubblico locale. L’agitazione riguarda il personale della Società SUN di Novara. Lo sciopero si svolgerà per 24 ORE, dalle 00:00 alle 24:00 del giorno 14 maggio 2026. A proclamare la protesta è stato il sindacato AL-COBAS.

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 5
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 sono previsti numerosi scioperi in Italia che interesseranno diversi settori, con particolare rilevanza nel settore dei trasporti, sia pubblico locale che ferroviario, marittimo e aereo. L’articolo fornisce un calendario dettagliato delle agitazioni sindacali con le informazioni essenziali su città, categorie coinvolte e orari di svolgimento degli scioperi previsti esclusivamente nel periodo di maggio 2026.

Sciopero 01 maggio 2026

In Italia, su tutto il territorio nazionale, è previsto uno sciopero generale per l’intera giornata. L’agitazione coinvolge il personale dipendente pubblico e privato in tutte le province. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato USI-CIT e riguarda la categoria dei lavoratori pubblici e privati.

Sciopero 04 maggio 2026

In Italia è indetto uno sciopero a rilevanza nazionale per il personale della Società Elior Divisione Itinere addetta ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia. Proclamato dal sindacato FAST-CONFSAL e FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI, dura per tutta la giornata (mezzo turno per ogni turno di lavoro).

Nella provincia di Milano (Lombardia), è previsto uno sciopero di 8 ore del personale della Società Mercitalia Shunting & Terminal, dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del giorno successivo, proclamato da OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 05 maggio 2026

Nella provincia di Milano (Lombardia), continua dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 il giorno 5, lo sciopero del personale di Mercitalia Shunting & Terminal.

Nella provincia di Firenze (Toscana), attivo uno sciopero ferroviario che coinvolge il personale della manutenzione della società RFI Doit Firenze per 8 ore, per l’intera giornata del 5 maggio 2026.

Sciopero 07 maggio 2026

In Italia, tutto il settore marittimo e i lavoratori portuali delle province italiane sono coinvolti in uno sciopero di 24 ore, proclamato dal sindacato USB Lavoro Privato, dalle 00:00 alle 23:59.

Sciopero 08 maggio 2026

Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige), sciopero di 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00, del personale della Trentino Trasporti di Trento, indetto da OSR ORSA TRASPORTI.

Nella città di Potenza (Basilicata), sciopero di 4 ore, dalle 15:01 alle 19:00, del personale della società Miccolis – Servizio Urbano.

Nella provincia di Brescia (Lombardia), sciopero di 24 ore, dalle 00:00 alle 23:59, del personale addetto allo scarico/carico merci presso l’Aeroporto Brescia Montichiari-GDA Handling.

Sciopero 09 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 24 ore del personale della società EAV, a partire dalle 19:31.

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), prosegue lo sciopero del personale EAV fino alle 19:30.

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero di 24 ore del personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze, indetto dal sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 11 maggio 2026

Nel settore aereo a livello nazionale e interregionale, diverse società operanti negli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino (Lazio): sciopero di 4 ore (dalle 12:00 alle 16:00) del personale ADR Security; ENAV ACC Roma e Napoli: sciopero di 8 ore (dalle 10:00 alle 18:00) RSA UILT-UIL; Piloti e assistenti di volo Easyjet: sciopero nazionale di 8 ore (10:00-18:00); Palermo: personale GH, ASC Handling, Aviapartner: sciopero di 4 ore (12:00-16:00); Cagliari: personale Sogaer e gruppi annessi: sciopero di 4 ore (13:00-17:00); Milano Malpensa: sciopero nazionale di 4 ore (13:00-17:00) personale ALHA e MLE-BCUBE.

Sciopero 14 maggio 2026

Nella città di Novara (Piemonte), è proclamato uno sciopero locale del trasporto pubblico locale con il coinvolgimento del personale della Società SUN di Novara per 24 ore, dalle 00:00 alle 24:00. Proclamato dal sindacato AL-COBAS.

Sciopero 15 maggio 2026

Nella città di Catania (Sicilia), sciopero di 24 ore del personale della società AMTS di Catania (OSP CUB TRASPORTI).

In tutte le province della Lombardia, sciopero ATM Milano (6 ore 15′, 8:45-15:00) e NET (24 ore), indetto da AL-COBAS.

Nella provincia di Foggia (Puglia): appalti ferroviari personale società Euro&Promos di Foggia (primo mezzo turno della prestazione a partire da 00:01).

In tutte le province della Toscana: appalti ferroviari personale Euro&Promos (seconda metà del turno).

In tutte le province del Veneto: sciopero di 24 ore personale Busitalia Sita Nord unità produttive Veneto, Umbria e Campania (USB Lavoro Privato/ADL Cobas).

Sciopero 18 maggio 2026

Nella città di Bari (Puglia), sciopero locale di 24 ore personale della società STP di Bari.

In Italia, sciopero generale di 24 ore che coinvolge le categorie pubbliche e private: ferroviario dalle 21:00 del 17/5 alle 20:59 del 18/5, TPL modalità stabilite localmente, marittimo isole maggiori da 1 ora prima delle partenze del 18/5, taxi/marittimo isole minori: 00:01-23:59, autostrade: dalle 22:00 del 17/5.

Sciopero 25 maggio 2026

In Italia, sciopero nazionale del trasporto merci: 120 ore, dalle 00:00 del 25/5 alle 24:00 del 29/5, coinvolgendo servizi autotrasporto merci conto terzi.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero locale di 24 ore personale della società Arriva Udine di Udine.

Sciopero 26 maggio 2026

In tutte le province dell’Emilia-Romagna, sciopero regionale degli appalti ferroviari personale società Copernico Lotto Centostazioni (prima metà del turno per ogni turno di lavoro).

Sciopero 29 maggio 2026

In Italia, sciopero generale nazionale di 24 ore di tutte le categorie pubbliche e private: ferroviario dalle 21:00 del 28/5 alle 21:00 del 29/5, autostrade dalle 22:00 del 28/5 alle 22:00 del 29/5.

Nella città di Potenza (Basilicata), sciopero di 24 ore personale della società Miccolis – Servizio Urbano di Potenza.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Quanto costa rifornirsi in autostrada oggi, 14 maggio 2026? In questa pagina trovi i prezzi medi correnti di benzina, gasolio, Gpl e metano sulla rete autostradale italiana, basati sull’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Il prezzo alla pompa nasce dalla somma tra componente industriale (cioè costo del prodotto e margini di distribuzione) e componente fiscale, formata da accise e Iva: un equilibrio che spiega perché i listini si muovono al variare delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, ma anche in funzione delle politiche commerciali dei singoli operatori. Di seguito i dati più recenti e, a seguire, una guida pratica per capire come si forma il costo dei carburanti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 13-05-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.068
Benzina SELF 2.004
GPL SERVITO 0.918
Metano SERVITO 1.596

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Nel prezzo finale della benzina la componente fiscale pesa per il 58%, quindi più della parte industriale, che vale il 42%. La quota industriale si divide a sua volta tra costo della materia prima (30% del prezzo) e margine lordo (12%). La materia prima riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’andamento del cambio euro/dollaro: se il barile sale o l’euro si indebolisce, il costo del prodotto tende ad aumentare e, con qualche giorno di ritardo, questa variazione può riflettersi sui listini alla pompa. Il margine, pari al 12%, è la porzione su cui l’operatore può intervenire con politiche commerciali, tenendo conto di concorrenza locale, costi logistici, orari e servizi offerti. In autostrada, dove pesano maggiormente oneri di struttura e servizi accessori, gli scostamenti sul margine possono essere più evidenti rispetto alla viabilità ordinaria, così come la differenza tra self e servito. La componente fiscale comprende accise fisse e Iva calcolata sull’intero importo (prodotto + margine + accise): ciò significa che ogni variazione della base imponibile viene amplificata dall’Iva, rendendo la benzina particolarmente sensibile sia ai movimenti delle quotazioni sia alle decisioni fiscali. In sintesi, il prezzo è l’esito di fattori globali (mercati e cambio), nazionali (tassazione) e locali (strategie commerciali), che interagiscono di giorno in giorno.

Gasolio. Per il gasolio la ripartizione è differente: la componente fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo e il margine lordo vale il 10%. Questo profilo rende il gasolio ancora più esposto alle oscillazioni delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, perché la parte legata direttamente al prodotto è relativamente più ampia. Quando i prezzi dei distillati medi sui mercati all’ingrosso si muovono, l’effetto tende a riflettersi con una certa rapidità sui listini, soprattutto nei tratti autostradali dove i volumi sono elevati e l’aggiornamento dei prezzi è frequente. Il margine del 10% resta l’unica leva su cui gli operatori possono agire direttamente per modulare il prezzo alla pompa, nel rispetto della concorrenza e dei vincoli di costo (approvvigionamento, stoccaggio, trasporto, servizi). Anche per il gasolio la fiscalità gioca un ruolo importante: l’Iva applicata sul totale e le accise determinano una base imponibile che amplifica le variazioni della componente industriale. La domanda legata alla mobilità privata e soprattutto al trasporto merci può inoltre influire sui tempi di trasferimento dei movimenti di mercato, generando differenze temporanee tra aree e modalità di erogazione (self e servito).

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.934 per la benzina, 1.997 per il diesel, 0.828 per il gpl, 1.577 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.992
Benzina SELF 1.931
GPL SERVITO 0.814
Metano SERVITO 1.513

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.010
Benzina SELF 1.952
GPL SERVITO 0.783
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.020
Benzina SELF 1.961
GPL SERVITO 0.884
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.007
Benzina SELF 1.947
GPL SERVITO 0.854
Metano SERVITO 1.657

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.984
Benzina SELF 1.924
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.533

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.993
Benzina SELF 1.935
GPL SERVITO 0.811
Metano SERVITO 1.529

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.000
Benzina SELF 1.946
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.517

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.986
Benzina SELF 1.919
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.666

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.000
Benzina SELF 1.932
GPL SERVITO 0.893
Metano SERVITO 1.534

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.989
Benzina SELF 1.925
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.548

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.982
Benzina SELF 1.913
GPL SERVITO 0.835
Metano SERVITO 1.530

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.011
Benzina SELF 1.935
GPL SERVITO 0.824
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.991
Benzina SELF 1.926
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.554

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.993
Benzina SELF 1.942
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.630

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.014
Benzina SELF 1.938
GPL SERVITO 0.879

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.003
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.834
Metano SERVITO 1.819

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.993
Benzina SELF 1.933
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 1.603

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.007
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.837
Metano SERVITO 1.548

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.991
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.827
Metano SERVITO 1.509

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.008
Benzina SELF 1.939
GPL SERVITO 0.904

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.975
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.814
Metano SERVITO 1.500

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Prezzo carburante, mappa del mondo: da “quasi gratis†a cifre folli

L’aumento dei prezzi del carburante, come benzina e diesel, è ormai un tema di attualità, da monitorare quotidianamente per capire l’evoluzione del costo al litro e qual è il reale impatto che la crisi innescata dalla guerra in Medio Oriente può avere sugli automobilisti e su tutto il settore dei trasporti.

In Italia, nonostante il taglio delle accise, l’aumento dei prezzi del carburante continua a essere un tema importante. Il costo al litro è ancora molto alto e, di conseguenza, la spesa legata all’utilizzo del veicolo è significativa.

Nel resto del mondo, invece, la situazione è molto diversa e cambia da Paese a Paese. Il costo del carburante, considerando anche l’impatto delle tasse applicate, è ridotto per alcuni automobilisti e raggiunge cifre folli per altri, in base alla posizione geografica.

Andiamo ad analizzare la questione grazie ai dati elaborati dal portale GlobalPetrolPrices.com e aggiornati allo scorso 4 maggio (anche se non tutti i Governi locali offrono aggiornamenti periodici dei prezzi e i dati reali potrebbero essere leggermente diversi).

Benzina

I prezzi sono aumentati in modo significativo, ma in alcuni Paesi il carburante costa di più. L’indagine conferma che il prezzo medio della benzina, a livello globale, è di 1,29 euro al litro, considerando il prezzo finale, tasse incluse. In Italia, al momento della rilevazione, il costo era di 1,92 euro al litro, superando nettamente la media. Con il nuovo taglio delle accise, che si concentra sul diesel principalmente, il prezzo della benzina nel nostro Paese è destinato ad aumentare. In altri Paesi, in ogni caso, la situazione non è migliore e i costi per il rifornimento sono molto alti.

Sopra quota 2 euro troviamo vari Paesi come la Francia (2,008 euro) e la Germania (2,011 euro). Il muro dei 3 euro al litro, invece, viene superato in Malawi (3,275 euro) e a Hong Kong (3,551 euro). La benzina, invece, costa pochissimo in Libia (2 centesimi), in Iran (2,4 centesimi) e in Venezuela (3 centesimi al litro). Sotto la soglia di 1 euro al litro ci sono decine di Paesi (prevalentemente in Asia e Africa) mentre gli Stati Uniti si fermano a 1,075 euro al litro.

Diesel

Per quanto riguarda il diesel, invece, il prezzo medio a livello globale risulta essere pari a 1,35 euro al litro, con un costo leggermente superiore rispetto al dato medio visto per la benzina. Anche in questo caso, in Italia siamo ben al di sopra della media, con un costo di 2,052 euro al litro. Ricordiamo che nel nostro Paese l’elettrico ha superato il diesel con un nuovo passo in avanti del programma di elettrificazione del mercato italiano.

Tra i Paesi dove il gasolio costa più rispetto al mercato italiano troviamo, ancora una volta, la Francia (2,161 euro) e la Germania (2,08 euro) ma a battere tutti sono sempre Malawi (3,282 euro) e Hong Kong (4,012 euro).  La parte bassa della classifica vede Iran e Venezuela, con un costo inferiore a 1 centesimo per litro, e la Libia, dove il gasolio arriva fino a 2 centesimi al litro. Diversi Paesi si piazzano sotto quota 1 euro al litro mentre gli Stati Uniti si fermano a 1,274 euro al litro.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 05:30:32 +0000
News n. 9
Fiat Grande Panda Turbo 100 è per tutti, prezzi speciali a maggio 2026

La Fiat Grande Panda si sta ritagliando uno spazio di primo piano sul mercato ed è uno dei segreti del successo del marchio italiano in questa prima parte di 2026. Il modello ripropone le caratteristiche che hanno reso celebre la Panda in un nuovo segmento e il mercato, sia in Italia che nel resto d’Europa, sembra apprezzare.

In questo mese di maggio 2026, in particolare, gli automobilisti italiani hanno l’occasione di acquistare la vettura con condizioni molto vantaggiose. La promo del mese dedicata alla Fiat Grande Panda Turbo 100, la versione dotata di motore benzina con cambio manuale, può rappresentare l’occasione giusta per tanti potenziali acquirenti. Andiamo ad analizzare le caratteristiche dell’offerta disponibile in questo momento.

L’offerta di maggio 2026

Per tutto il mese di maggio 2026, i clienti interessati alla Grande Panda hanno la possibilità di puntare sulla versione Turbo 100 con motore benzina da 100 CV e 205 Nm, abbinato a un cambio manuale a 6 marce.

Questa configurazione rappresenta la proposta d’accesso alla gamma del modello ed è ora disponibile con un prezzo promozionale di 14.950 euro. L’offerta in questione è accessibile in caso di rottamazione di un veicolo fino a Euro 4 e scegliendo il finanziamento Stellantis Financial Services Italia. Il prezzo indicato si riferisce all’allestimento Pop.

Senza ricorrere al finanziamento (che prevede un anticipo, 35 rate mensili e una rata finale pari al valore garantito futuro), il prezzo promozionale previsto dall’offerta è di 15.900 euro. Per i dettagli completi sulla proposta commerciale è possibile fare riferimento al sito ufficiale di Fiat oppure a una concessionaria.

Nel corso del mese di maggio, la gamma della Grande Panda registra anche un’altra novità. La Casa italiana, infatti, ha annunciato l’arrivo della nuova versione Rosso Passione, con tetto a contrasto nero, che viene proposta in abbinamento all’allestimento La Prima, con un costo di 950 euro.

Questa versione adotta la denominazione (RED), già utilizzata per altri modelli, rientrando nel programma con cui Fiat contribuisce a finanziare programmi sanitari e a trasformare la mobilità in un gesto concreto di solidarietà.

Un modello di successo

L’offerta di maggio 2026 rappresenta un’ottima occasione per acquistare la Grande Panda, modello che si sta ritagliando uno spazio da protagonista del mercato. Al termine dei primi quattro mesi del 2026, infatti, la vettura ha conquistato la leadership tra le berline di segmento B presenti sul mercato, con oltre 16.900 unità immatricolate. Il modello è anche al terzo posto della classifica delle auto più vendute in Italia nel 2026.

Attualmente, i clienti interessati alla Grande Panda hanno la possibilità di scegliere tra tre varianti. Il modello base è rappresentato dalla Turbo 100 con motore benzina da 100 CV e cambio manuale. C’è poi la versione ibrida, con motore da 110 CV, batteria agli ioni di litio da 48 volt e cambio automatico a doppia frizione eDCT. A completare l’offerta è disponibile la versione elettrica, con motore da 113 CV e batteria da 44 kWh.  Si tratta di un’offerta ricca e completa, pensata per soddisfare le esigenze della clientela e per garantire a Fiat volumi di vendita elevati.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 05:30:23 +0000
News n. 10
Cristiana Capotondi, la prima auto non si scorda mai: la citycar degli anni ’90

Fin da quando era solo una giovane ragazza mossa da tante aspirazioni, Cristiana Capotondi non si è mai sottratta al fascino delle auto, compagne di viaggio con le quali è cresciuta. Sebbene oggi il nome e l’immagine dell’attrice rimandino a vetture di classe superiore, il punto di partenza per lei va ricercato nella Ford Ka, una piccola “scatola” magica affermatasi nella mobilità urbana durante la seconda metà degli anni Novanta. Con il suo lancio, la Casa dell’Ovale Blu volle accattivarsi le simpatie di un vasto pubblico, talvolta costretto ad aggirare i vincoli di un budget limitato per divincolarsi agilmente tra le vie urbane.

Una citycar audace

Il primo amore non si scorda mai e non fa differenza se ha quattro ruote. Cristiana Capotondi ha raccontato a Gazzetta Motori di essere rimasta inebriata dalle linee dal carattere della Ka, nonostante fosse l’esatto opposto dell’anonimato. Lanciato nel 1996 sotto il codice progetto BE146, il modello mostrava linee tese in contrasto alle superfici tondeggianti, figlie del linguaggio New Edge, snobbando i facili consensi: invece di raccogliere l’approvazione generale, preferiva avere una personalità marcata.

Lunga appena 3,62 cm, la Ka della Capotondi faceva al caso di una guidatrice alle prime armi. La parcheggiavi in un fazzoletto d’asfalto, sfoggiando dei mastodontici fascioni, integranti paraurti e passaruota, così da proteggere la carrozzeria dai piccoli urti cittadini e tenere i costi di riparazione sotto controllo.

A livello meccanico batteva il 1.3 benzina Endura-E da 60 CV, poco raffinato — risultava piuttosto ruvido e rumoroso — ma indistruttibile e semplice da mantenere. Al semaforo finiva per rincorrere le altre vetture, dati i numeri modesti — da 0 a 100 km/h in 17,7 secondi e circa 150 km/h di velocità massima — facendosi “perdonare” grazie a un telaio reattivo e uno sterzo diretto, per un piacere di guida inaspettato in centro.

Dalla semplicità della Ka, la carriera di Cristiana è cresciuta fino a incrociare il mondo dell’eleganza italiana. Al fianco di Lancia l’attrice porta avanti una collaborazione ormai da anni, un sodalizio che va oltre il ruolo di testimonial, volto di campagne dal forte impatto sociale, come la recente iniziativa “Insieme per proteggere”.

Il progetto punta a dare massima visibilità al numero 1522 per il sostegno alle vittime di violenza. Attraverso una potente analogia visiva che utilizza un airbag rosa all’interno della nuova Lancia Ypsilon, Cristiana Capotondi trasmette un messaggio di protezione e sicurezza, confermando come il suo rapporto con i motori si sia trasformato in un impegno civile concreto, volto a promuovere l’indipendenza e la libertà femminile.

Succede anche nelle migliori famiglie: il valore della versatilità

Tra un viaggio in auto e una campagna di sensibilizzazione, Cristiana Capotondi trova il tempo per fare ciò che le riesce meglio: brillare sul set. In Succede anche nelle migliori famiglie, la commedia diretta da Alessandro Siani proposta mercoledì 13 maggio in prima serata su Rai Uno, l’attrice interpreta Isabella Di Rienzo. Il film racconta con ironia e ritmo le peripezie di tre fratelli che, dopo la morte del padre, si ritrovano in Sicilia per il matrimonio improvviso della madre.

In un’opera intrisa di segreti di famiglia e colpi di scena, vengono a galla il talento comico e la versatilità della Capotondi, capace di passare con naturalezza dai temi più profondi alla leggerezza del grande schermo.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 20:14:13 +0000
News n. 11
Piero Ferrari avvistato sulla sua nuova hypercar di Maranello

Lo hanno avvistato al volante del futuro. Piero Ferrari, vice presidente della Casa di Maranello e custode di un’eredità che non ha eguali al mondo, tiene a battesimo la F80, l’ultima nata della linea delle “grandi serie speciali”, la nobile stirpe che ha generato miti come la GTO, la F40 e la LaFerrari.

Ingegneria derivata da Le Mans

Siccome indietro non si torna, la F80 guarda avanti e varca la frontiera dell’ibrido. Abbandonando il romanticismo nostalgico del V12, l’hypercar, presentata nell’ottobre 2024 e prodotta in appena 799 esemplari (già andati sold-out, nonostante il prezzo astronomico di circa 3,6 milioni di euro), collega i trionfi di Le Mans alle strade di tutti i giorni.

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Lasciarsi alle spalle il classico dodici cilindri avrà anche generato un po’ di malcontento tra alcuni fan, ma la scelta nasce da un’esigenza comprensibile: esaltare le prestazioni. Il cuore, un V6 biturbo da 3.0 litri – derivato direttamente dalla 499P, il bolide con cui il marchio è risalito sul tetto del mondo nel Mondiale Endurance – libera 900 CV, che diventano 1.200 CV combinati con i tre moduli elettrici. Nonostante la spinta, la potenza viene domata dall’asse anteriore e-4WD per riscrivere i limiti della fisica in inserimento. Tra i cordoli o su strada, la sensazione è quella di poter riscrivere le leggi della fisica a ogni sterzata.

Sul giro a Fiorano la F80 ha fermato il cronometro a 1’15â€30, il miglior risultato mai realizzato da una Ferrari stradale. In appena 2,15 secondi copre lo “0-100” e in 5,7 tocca i 200 km/h, cifre talmente impressionanti da ridurre il clamore suscitato dai 350 km/h di velocità, un dettaglio quasi trascurabile se rapportato alla capacità di aggredire lo spazio tra le curve.

Il carico aerodinamico detta le regole dello stile

Esteticamente, la Ferrari F80 non ci prova neanche a essere rassicurante. Con oltre una tonnellata di carico aerodinamico a 250 km/h, ogni linea è scolpita per schiacciare l’auto al suolo. Il muso basso con la discussa fascia nera richiama la Daytona, rivisto però in chiave futuristica, mentre un’ala attiva e un enorme diffusore avvicinano il posteriore più a un prototipo da competizione che a una vettura stradale.

A bordo, appare ancora più evidente la filosofia adottata. Gli uomini Ferrari definiscono il layout dell’abitacolo “1+”, perché tutto ruota intorno al guidatore, mentre il passeggero resta quasi arretrato, in secondo piano, come se fosse ammesso a osservare più che a partecipare. E qui torna prepotente il carattere visivo della F80, un mezzo volto a nutrire la sete di forza e adrenalina di una platea specifica.

Il fatto che a guidarla sia Piero Ferrari chiude idealmente un cerchio e ne apre un altro. Con le origini conserva un forte legame, ma la F80 rifiuta la celebrazione statica del passato. Invece di limitarsi a onorare la tradizione, la reinterpreta attraverso un’ingegneria radicale, accettando il rischio di apparire divisiva o meno poetica rispetto ai modelli storici: la priorità è ribadire un primato tecnico assoluto in uno stile conforme ai canoni imperanti ai giorni giorni. Ferrari accetta il compromesso di un’estetica radicale pur di guidare l’evoluzione tecnologica del settore.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 17:42:50 +0000
News n. 12
L’età media delle auto in Italia continua a crescere: ecco i numeri

Il mercato auto italiano deve fare i conti con un problema sempre più rilevante: l’età media delle auto è molto alta e non accenna a diminuire, anche per via di immatricolazioni che, per quanto in crescita rispetto allo scorso anno, continuano ad attestarsi su volumi non particolarmente elevati.

Un’età media avanzata comporta una serie di problemi per il settore auto, anche per quanto riguarda l’impatto ambientale, e può causare anche un aumento dei costi di gestione del veicolo, soprattutto per quanto riguarda la RC Auto. Ecco gli ultimi dati aggiornati.

I numeri

L’età media delle auto in circolazione in Italia continua a essere molto alta. Uno studio realizzato da Facile.it, basato su un campione di oltre 12 milioni di preventivi raccolti nel corso dell’ultimo anno, fotografa al meglio la situazione.

In media, infatti, le auto in Italia hanno un’età pari a 12 anni e mezzo. Questo dato comporta una serie di conseguenze per gli automobilisti, come costi più alti di manutenzione (ordinaria e straordinaria), consumi maggiori di carburante e anche spese assicurative più elevate.

Un’auto di 14 anni, secondo l’indagine, registra una spesa del 25% superiore rispetto a una di 10 anni. Questo dato si basa su un campione di oltre 16.000 preventivi calcolati nell’ultimo anno da automobilisti in prima classe di merito, età compresa over 40, alla guida di una Panda 3a serie. Questo aspetto comporta un aumento anche dei costi di mantenimento del veicolo.

Un altro dato che conferma l’età avanzata delle auto è l’aumento delle richieste per la garanzia assistenza stradale. Questa garanzia accessoria è passata dall’essere presente nel 39% delle polizze RCA nel corso del 2024 al 56% ad aprile 2026. Si tratta di una conferma del problema: molti automobilisti sentono l’esigenza di poter contare su una copertura assicurativa aggiuntiva di questo tipo.

Ci sono alcune differenze regionali da considerare: le auto più vecchie d’Italia si trovano in Calabria e Sicilia, regioni dove l’età media arriva a 14 anni e 4 mesi (quasi 2 anni in più rispetto alla media nazionale). Un’età avanzata viene registrata anche in Basilicata (14 anni e due mesi) oltre che in Puglia e Sardegna, che toccano quota 14 anni.

Le auto più giovani (ma sarebbe meglio dire meno anziane) si trovano in Toscana, dove si registra un dato medio di 11 anni e 5 mesi. Seguono poi il Lazio e la Lombardia, che toccano quota 11 anni e 11 mesi. Sotto la media nazionale c’è anche l’Emilia-Romagna, con un totale di 12 anni e 4 mesi. La maggior parte delle regioni, però, si attesta al di sopra della media.

Il commento

In merito ai risultati dell’indagine e al problema dell’età avanzata delle auto,  Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it, ha commentato: “Dal punto di vista assicurativo, bisogna inoltre mettere in conto che l’offerta di garanzie accessorie per le autovetture più vecchie è limitata. Alcune coperture, ad esempio quella che tutela da furto e incendio, tendono ad essere meno efficaci all’avanzare dell’età del veicolo, mentre altre, come quelle contro gli eventi naturali o gli atti vandalici, difficilmente vengono offerte dalle compagnie assicurative se la vettura ha troppi anni sulle spalle”

Data articolo: Wed, 13 May 2026 15:00:29 +0000
News n. 13
Mantenere l’auto costa fino a 4.500 euro l’anno, i consigli per risparmiare

L’aumento del costo dei carburanti ha riacceso l’attenzione su un tema sempre molto attuale, ovvero i costi di mantenimento di un’auto. Possedere e utilizzare un veicolo a quattro ruote, infatti, comporta una spesa significativa e che può variare in base a svariati fattori.

Per mantenere la propria auto, secondo una recente indagine, le famiglie italiane arrivano a spendere fino a quasi 4.500 euro in un anno. Si tratta, quindi, di un importo significativo e che può incidere in misura significativa sul budget familiare.

Andiamo a fare il punto della situazione e a riepilogare alcuni consigli per poter risparmiare, andando a ridurre fino al minimo possibile le spese per il mantenimento della propria auto, considerando costi fissi e costi legati all’utilizzo.

Una spesa importante

Un’analisi realizzata da Facile.it e Pratiche Auto Online sul costo di mantenimento di un’auto conferma il “peso” di un veicolo sul bilancio familiare. Lo studio ha preso in considerazione tre profili di automobilista:

  • famiglia con figli con età inferiore a 25 anni, con una station wagon diesel (in media 3.556 euro l’anno);
  • coppia senza figli over 40 con un’auto di medie dimensioni a benzina (2.441 euro l’anno);
  • un giovane under 21 neopatentato (classe di merito 14) con citycar a benzina mild hybrid (3.226 euro l’anno).

Sono poi state considerate tre diverse città (Milano, Roma e Napoli), in modo da avere un quadro più dettagliato in merito all’evoluzione dei costi di mantenimento che devono tenere conto di vari fattori, come il costo dell’assicurazione, il bollo, il carburante necessario per l’utilizzo e i costi legati alla manutenzione e all’usura del veicolo.

La città più costosa è Napoli, dove la spesa risulta essere compresa tra 3.098 euro e 4.486 euro. Anche a Roma c’è da mettere in conto una spesa significativa, con un range che va da 2.532 euro a 3.694 euro. Per Milano, invece, la spesa è compresa tra 2.329 euro e 3.404 euro.  Anche nelle situazioni più vantaggiose, il costo di mantenimento di un’auto resta significativo.

I dati di spesa tengono conto di RC auto, bollo, carburante, costi di usura e manutenzione secondo tabelle Aci e il prezzo della revisione obbligatoria. Il range di spesa è calcolato considerando tutte le possibili combinazioni per i tre profili di automobilista e per le tre città.

Come risparmiare

Per risparmiare sui costi di mantenimento di un’auto ci sono pochi margini e, per questo, è utile sfruttare al massimo tutte le opportunità disponibili. Oltre al tema dei prezzi del carburante, con la possibilità di ridurre i costi di rifornimento scegliendo le stazioni dove la benzina costa meno, c’è da considerare anche il costo dell’assicurazione auto, che garantisce un margine di risparmio importante.

Gli esperti di Facile sottolineano: “L’assicurazione è una delle spese che incide maggiormente sul mantenimento dell’auto e, in alcuni casi, può arrivare a rappresentare il 70% del costo totale. Fortunatamente, però, è una delle voci su cui è più semplice risparmiare“. Sfruttando tutte le opzioni a propria disposizione è possibile contenere i costi e, quindi, minimizzare l’impatto del mantenimento dell’auto sul bilancio familiare.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 14:30:02 +0000
News n. 14
F1, così Ferrari guadagnerà 2 decimi al giro con il nuovo scarico

L’approfondimento tecnico sul nuovo scarico FTM della Ferrari SF-26 chiarisce le dinamiche del soffiaggio variabile. Tra la ricerca di carico e il delicato compromesso per arginare il drag aerodinamico, la Rossa ha affinato i deflettori per massimizzare l’efficienza. Il responso delle telemetrie promuove l’audace scelta di Maranello: la spinta verticale aggiuntiva garantisce un dividendo cronometrico di oltre due decimi al giro.

Le dinamiche operative del sistema FTM sulla SF-26

Occorre sgomberare subito il campo da un equivoco tecnico: sebbene la finalità rimanga lo sfruttamento aerodinamico dei flussi roventi, il paragone con gli scarichi soffiati della Red Bull nel 2011 è del tutto fuorviante. L’architettura di Milton Keynes si configurava come un dispositivo “attivo”, vincolato a mappature propulsive estreme in grado di pompare gas ad altissima pressione persino a farfalla chiusa. Un espediente che sprigionava un massiccio carico verticale nelle fasi di staccata.

L’impostazione deliberata per la Ferrari SF-26 si muove su coordinate diametralmente opposte, qualificandosi come una soluzione strettamente “passiva”. Essendo del tutto assenti calibrazioni dedicate del motore a combustione interna, il soffiaggio variabile eroga il suo potenziale quasi unicamente nelle frazioni di trazione e di piena accelerazione, ovvero quando l’unità motrice lavora al massimo regime.

Di conseguenza, proprio in frenata, frangente in cui un surplus di spinta verticale risulterebbe vitale per le attuali vetture del ciclo normativo 2026, il volume dei gas espulsi crolla drasticamente. L’energia liberata in tale contesto è irrilevante se accostata ai fasti del decennio passato. Alla luce di questi fatti, ipotizzare un guadagno cronometrico di mezzo secondo al giro è una suggestione priva di fondamento tecnico.

Il verdetto dell’asfalto: il dualismo tra carico extra e resistenza

Oltre le validazioni al computer e i riscontri in galleria del vento, è l’asfalto a sancire la bontà di un progetto. E le telemetrie confermano la reale efficacia del nuovo impianto di scarico installato sulla SF-26. La configurazione, recentemente evoluta in occasione del Gran Premio di Miami, restituisce un tangibile slancio aggiuntivo, rivelandosi preziosa proprio nell’estrazione della monoposto dalle curve.

Tuttavia, l’implementazione impone una convivenza forzata con un severo compromesso aerodinamico: l’inevitabile incremento del drag. L’appendice, dovendo seguire le norme tecniche della FIA, è fissa e non dispone di automatismi per flettersi sui tratti rettilinei, continuando a generare resistenza all’avanzamento. Un fattore penalizzante che il reparto corse deve tassativamente contabilizzare.

Proprio per mitigare questa criticità, Ferrari ha optato per un passo indietro tattico, schierando una variante ibrida che incrocia l’architettura primigenia con le geometrie viste in Bahrain. Nello specifico, la superficie dei deflettori investita dai gas combusti è stata ridotta, contestualmente a un netto calo dell’angolo di incidenza e all’assottigliamento strutturale dei piloni di sostegno. Ma a quanto ammonta, cronometro alla mano, il reale beneficio di questo elemento?

Il dividendo cronometrico: oltre due decimi di vantaggio

La domanda cruciale ruota sempre attorno al delta prestazionale effettivo. Un parametro che i tecnici di Maranello continuano a decifrare senza sosta. Stando alle indiscrezioni più attendibili trapelate dal paddock, il guadagno assicurato dall’FTM supera di poco i due decimi a tornata. Un margine assolutamente cruciale nell’estremizzata economia della Formula 1 odierna.

A prescindere dal layout del tracciato, le prime indagini testimoniano che il soffiaggio variabile inietta il carico posteriore desiderato sulla Rossa. Un pacchetto aerodinamico che, per inciso, esprimerebbe un potenziale nettamente superiore se assecondato da una power unit capace di erogare la medesima cavalleria del propulsore Mercedes. Un capitolo, quello inerente ai limiti del turbocompressore e dell’endotermico, che meriterà una rigorosa trattazione separata.

L’equazione è chiara: la massima categoria del motorsport impone compromessi costanti, ma nessun dipartimento tecnico delibererebbe una soluzione atta a peggiorare un’area di per sé già carente rispetto alla concorrenza. Significherebbe compiere un clamoroso autogol ingegneristico. Resta da capire come evolverà la stagione con gli aggiornamenti sulla SF-26.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 13:07:24 +0000
News n. 15
Bollo moto storiche, chi ha diritto all’esenzione

Le moto con più di 30 anni sono esenti dalla tassa automobilistica mentre le moto tra 20 e 29 anni possono ottenere un’agevolazione solo se riconosciute di interesse storico e collezionistico. Il bollo è una tassa regionale e le differenze tra territori possono cambiare l’importo dovuto, la procedura richiesta e il tipo di beneficio riconosciuto.

Da un lato ci sono i motoveicoli ultratrentennali, per i quali l’esenzione dal bollo è automatica, a condizione che non siano utilizzati per attività professionale, d’impresa, arte o professione. Dall’altro ci sono le moto ultraventennali, cioè con anzianità compresa tra 20 e 29 anni, che non diventano esenti in automatico solo perché datate: per ottenere il beneficio devono avere il Certificato di rilevanza storica e collezionistica, rilasciato da un registro riconosciuto, e devono risultare annotate sulla carta di circolazione quando la normativa lo richiede.

Il bollo moto non funziona sempre allo stesso modo

Il bollo moto ordinario è una tassa legata al possesso del veicolo mentre la tassa di circolazione per i mezzi storici ultratrentennali si paga solo quando la moto circola su strade o aree pubbliche. Se una moto con più di 30 anni resta ferma in garage non si paga nulla. Se invece viene usata può essere richiesto un importo forfettario annuale, di solito molto contenuto, stabilito dalle regole regionali.

Il bollo moto è gestito a livello regionale con alcune particolarità amministrative. In pratica il quadro nazionale stabilisce i principi, ma le applicazioni operative possono cambiare. Il proprietario deve quindi verificare la disciplina della propria Regione o Provincia autonoma. Vale soprattutto per le moto tra 20 e 29 anni, dove il confine tra bollo pieno, riduzione del 50% ed esenzione totale dipende dal territorio di residenza e dall’uso del veicolo.

Per le ultratrentennali l’anzianità è sufficiente a far scattare l’esenzione automatica dal bollo, salvo uso professionale. Per le ultraventennali occorre invece un riconoscimento formale. In altre parole, una moto immatricolata da 22, 25 o 28 anni non gode in automatico dello sconto. Deve essere classificata come veicolo di interesse storico e collezionistico attraverso il Certificato di rilevanza storica. Le moto ultratrentennali sono quelle che godono del trattamento più favorevole. In linea generale, se il motoveicolo è stato costruito da oltre 30 anni, non è adibito a uso professionale e non viene utilizzato nell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioni, il proprietario non deve pagare il bollo ordinario. L’esenzione è automatica e non richiede una domanda.

La tassa di circolazione se la moto viene usata e il CRS

L’esenzione dal bollo non significa sempre circolazione gratuita. In molte regioni se la moto ultratrentennale viene usata su strade o aree pubbliche, il proprietario deve versare una tassa di circolazione forfettaria. L’importo cambia da territorio a territorio. In Toscana, ad esempio, la tassa di circolazione ammonta a 11,93 euro per i motoveicoli storici ultratrentennali posti in circolazione. In Emilia-Romagna l’importo indicato per i motoveicoli è 10,33 euro.

Per le moto di età compresa tra 20 e 29 anni, la regola nazionale non è l’esenzione totale, ma la riduzione del 50% della tassa automobilistica. Questa agevolazione riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico in possesso del Certificato di rilevanza storica e con l’annotazione sulla carta di circolazione.

Il CRS è il documento che attribuisce al motoveicolo lo status di veicolo di interesse storico e collezionistico. Viene rilasciato ad autoveicoli e motoveicoli con più di 20 anni secondo criteri di anzianità, originalità e ottimo stato di conservazione ed è riconosciuto dalla normativa italiana anche negli ambiti della circolazione e della fiscalità.

Le differenze regionali più importanti

La Lombardia è uno dei casi più favorevoli. Dal primo gennaio 2022 l’esenzione dal bollo auto e dalla tassa di circolazione è riconosciuta agli autoveicoli e ai motoveicoli iscritti nei registri storici riconosciuti, tra cui ASI, FMI, Storico Fiat, Storico Lancia e Storico Alfa Romeo. Per chi possiede una moto tra 20 e 29 anni e risiede in Lombardia equivale a un beneficio più ampio rispetto alla semplice riduzione nazionale del 50%.

Anche l’Emilia-Romagna prevede un regime favorevole per le moto storiche ultraventennali. Sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica gli autoveicoli e i motoveicoli di interesse storico e collezionistico tra 20 e 29 anni se in possesso del CRS annotato sulla carta di circolazione. Per i veicoli adibiti a uso professionale si applica invece la riduzione del 50%.

La Provincia autonoma di Bolzano conferma l’impostazione della riduzione al 50% per i veicoli di età compresa tra 20 e 29 anni riconosciuti di interesse storico e collezionistico. Il certificato deve essere rilasciato da uno degli enti riconosciuti, tra cui ASI, FMI, Storico Lancia, Italiano Fiat e Italiano Alfa Romeo.

Chi paga il bollo pieno

Il caso più frequente è quello della moto tra 20 e 29 anni priva di Certificato di rilevanza storica. Anche se il modello è ricercato, raro o considerato cult dagli appassionati, senza certificazione il beneficio fiscale non scatta. Una sportiva anni Novanta, una naked dei primi anni Duemila o uno scooter diventato iconico possono essere interessanti sul mercato, ma il Fisco guarda alla documentazione. Se manca il CRS il bollo resta ordinario.

ASI, FMI e registri riconosciuti: a cosa servono

Per una moto ultraventennale, l’iscrizione a un registro storico è il passaggio che può aprire la strada al beneficio fiscale. Nel mondo delle due ruote, la Federazione Motociclistica Italiana ha un ruolo centrale perché gestisce il Registro Storico dedicato ai motoveicoli e ciclomotori. In ogni caso, la certificazione serve distinguere le moto realmente meritevoli di tutela per originalità, coerenza tecnica, stato di conservazione e corrispondenza ai dati storici.

Il CRS può essere utile per reimmatricolare un veicolo radiato, reiscrivere al Pra un motoveicolo, conservare o richiedere una targa conforme al periodo storico e, in molti casi, ottenere condizioni assicurative dedicate. Per ottenerlo la strada più naturale è quella della Federazione Motociclistica Italiana. Il proprietario deve seguire la procedura prevista dal Registro Storico FMI, fornendo documentazione, dati tecnici e immagini del veicolo. Gli esaminatori valutano la conformità del mezzo e rilasciano il CRS.

Anche ASI rilascia il Certificato di Rilevanza Storica per motoveicoli con più di 20 anni, secondo criteri di anzianità, originalità e conservazione. Di norma l’accesso passa attraverso un club federato che accompagna il proprietario nella preparazione della pratica. Per chi possiede una moto di valore storico particolare, una conservata di pregio o un modello raro, questa strada può offrire anche un inquadramento collezionistico più ampio. Una volta ottenuto il CRS, può essere necessario aggiornare la carta di circolazione presso gli uffici competenti.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 12:00:00 +0000
News n. 16
CUPRA Raval, l’elettrica compatta da 446 km di autonomia

Con la presentazione ufficiale della CUPRA Raval, il marchio sfida apertamente le convenzioni del mercato automobilistico, portando su strada un’interpretazione radicale dell’auto elettrica urbana che fonde design d’impatto, prestazioni elevate ed emozione. Progettata, sviluppata e prodotta a Barcellona, nello stabilimento di Martorell, è pronta alla sfida del mercato

Design esterno

Lunga appena 4.046 mm, la CUPRA Raval si distingue per proporzioni compatte e una presenza su strada imponente, quasi muscolare. Il frontale è dominato dal tipico design a “muso di squaloâ€, dove linee nette e dinamiche si raccordano con i fari Matrix LED e il logo CUPRA illuminato, creando una firma luminosa riconoscibile istantaneamente, sia di giorno che di notte.

L’ossessione per il dettaglio emerge lungo la fiancata, dove le maniglie a scomparsa con illuminazione integrata non solo puliscono l’estetica, ma ottimizzano i flussi d’aria. Il posteriore è altrettanto audace, con un diffusore prominente e una luce che attraversa l’intera larghezza dell’auto, integrando un logo illuminato senza cornice. Nonostante l’anima urbana, la praticità è garantita da un bagagliaio sorprendente da 441 litri, reso possibile dallo spostamento dei componenti del motore elettrico.

Cockpit digitale e sostenibile

L’abitacolo della Raval è totalmente incentrato sul conducente, con una posizione di guida rialzata che invita a prendere il controllo. La console centrale sospesa libera spazio prezioso, mentre il sistema di infotainment da 12,9†debutta con il nuovo sistema operativo Android, offrendo un ecosistema fluido basato su app native come Spotify e YouTube.

CUPRA dimostra che sportività e sostenibilità possono coesistere: gli interni spaziano dal tessuto riciclato al 100% dell’allestimento Pulse fino al rivoluzionario pacchetto Ahead, che introduce per la prima volta nel segmento rivestimenti dei sedili con elementi in 3D (3D Knitting), riducendo gli sprechi di produzione. L’esperienza multisensoriale è completata dall’impianto audio Sennheiser a 12 altoparlanti e dalla Smart Light Next Generation, una striscia luminosa nel cruscotto che comunica visivamente con il guidatore segnalando pericoli o lo stato della ricarica.

Prestazioni e motorizzazioni

Basata sull’avanzata piattaforma MEB+, la Raval promette una dinamica di guida agile e precisa, definita dal brand come un vero “feeling da go-kart”. La gamma motori è strutturata per rispondere a ogni esigenza di autonomia e potenza:

  • batteria da 37 kWh (LFP): pensata per la città, con potenze da 116 CV o 135 CV e un’autonomia di circa 300 km;
  • batteria da 52 kWh (NMC): offre prestazioni superiori con versioni da 211 CV e la top di gamma VZ (Veloz) da 226 CV.

La versione VZ rappresenta la massima espressione del DNA sportivo, capace di scattare da 0 a 100 km/h in soli 6,8 secondi e di raggiungere i 175 km/h di velocità massima. Grazie al sistema di ammortizzatori adattivi DCC Sport con 15 livelli di regolazione e allo sterzo progressivo, la Raval VZ garantisce una maneggevolezza superiore alla media del segmento.

Listino prezzi

La CUPRA Raval non è solo un mezzo di trasporto, ma un hub energetico grazie alla tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), che permette di alimentare dispositivi esterni come e-bike o laptop direttamente dalla batteria dell’auto. Sul fronte della sicurezza, sistemi come il Travel Assist e il Remote Park Assist (che permette di parcheggiare l’auto tramite smartphone dall’esterno) pongono la vettura ai vertici della categoria per assistenza alla guida.

Le ordinazioni in Italia partono con tre versioni esclusive: Launch Edition, Launch Edition Plus e Launch Edition VZ, tutte equipaggiate con la batteria da 52 kWh e un’autonomia fino a 446 km. In una fase successiva, arriverà la versione di accesso con batteria da 37 kWh, che porterà il prezzo di partenza a circa 26.000 euro. Il debutto nelle concessionarie è previsto per l’estate 2026.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 10:39:04 +0000
News n. 17
Addio alle pioniere di Tesla, stop per le Model S e Model X

Il 10 maggio 2026, l’aria all’interno della fabbrica Tesla di Fremont, in California, aveva un sapore diverso dal solito. Non era solo il calore sprigionato dalle presse o il ronzio familiare dei robot di assemblaggio: era il peso del silenzio che stava per calare su due linee produttive storiche. Pochi giorni fa, gli ultimi esemplari di Model S e Model X sono scivolati fuori dai cancelli dello stabilimento, fissati per sempre negli scatti fotografici che i dipendenti hanno condiviso con orgoglio e nostalgia sulla piattaforma X.

Fine di un’epoca

Per capire quale capitolo sia concluso, bisogna riavvolgere il nastro fino al 2012. Quando la Model S entrò in produzione di grande serie, il mondo dell’auto guardava con scetticismo all’elettrico. Tesla però non stava costruendo solo una vettura, perché stava cercando di designare un nuovo paradigma. Sotto la guida tecnica di Peter Rawlinson — un veterano dell’ingegneria che aveva affinato il suo talento in Jaguar e Ruf prima di approdare alla corte di Elon Musk — la Model S impose standard che avrebbero costretto l’intera industria a inseguire: autonomia senza precedenti, prestazioni da supercar e, soprattutto, l’idea che l’auto fosse un oggetto guidato dal software.

Il terremoto causato da queste due ammiraglie fu avvertito con particolare violenza a Wolfsburg, la stella polare del colosso Volkswagen. Si racconta che Martin Winterkorn, l’allora CEO del Gruppo VW, fosse rimasto così colpito (o forse spaventato) da ordinare l’acquisto di tre Model S. Non voleva solo guidarle, ma voleva smontarle. Dopo test intensivi e un’analisi millimetrica dei componenti, Winterkorn si rivolse ai suoi ingegneri con parole che oggi suonano come un’ammissione di sconfitta e, al tempo stesso, uno stimolo brutale: Un’auto del genere me la sarei aspettata da voi“.

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La fascinazione tedesca per la creatura di Musk arrivò persino ai vertici più alti del potere. Ferdinand Piëch, leggendario patriarca di VW, nel 2013 si concesse una prova su strada al volante di una Model S nera. Quel giro di prova non fu una semplice curiosità: i rapporti dell’epoca suggeriscono che Piëch avesse iniziato a sondare seriamente la possibilità di acquisire Tesla o di entrarvi come socio di maggioranza. Musk, tuttavia, scelse la strada dell’indipendenza, una scommessa che col tempo avrebbe portato alla nascita di Model 3 e Model Y, i modelli di volume che proprio su Model S e X avevano costruito il loro successo d’immagine.

Si chiude il sipario senza eredi

Oggi, però, il sipario si chiude senza un bis. Tesla ha confermato che l’intero inventario statunitense è ormai esaurito e che non sono previsti eredi diretti per le due ammiraglie. Fremont non resterà vuota, ma la sua missione sta per cambiare radicalmente. Laddove venivano assemblati i pacchi batteria e le portiere “Falcon Wing” della Model X, presto prenderà vita una nuova forma di intelligenza artificiale: il robot umanoide Optimus.

L’uscita di scena di Model S e Model X segna una metamorfosi profonda per il marchio. Elon Musk ha già tracciato la rotta, vedendo il futuro non più solo nelle auto di lusso, ma in un ecosistema dominato da robotaxi a guida autonoma. È la fine di un’era che ha cambiato per sempre il modo in cui percepiamo il trasporto, un addio silenzioso che lascia spazio a una nuova, incerta ed elettrizzante frontiera tecnologica.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 10:08:41 +0000
News n. 18
Jeep Avenger, si rinnova il modello più venduto del brand in Europa

Siamo arrivati a un crocevia fondamentale per il marchio Jeep. In un panorama automobilistico europeo sempre più affollato, la Avenger non si accontenta di guardare i suoi traguardi — oltre 270.000 ordini e tre anni consecutivi sul podio dei SUV più venduti (in Italia è la prima scelta) — ma decide di evolversi radicalmente.

Il nuovo capitolo non si presenta come un semplice aggiornamento, ma qualcosa di più. Senza contare che arriva anche un’edizione speciale per celebrare gli 85 anni del marchio americano.

La nuova calandra fa capolino

L’estetica della nuova Jeep Avenger segue il rigoroso principio del “design to functionâ€, dove la bellezza è sempre al servizio della praticità. La novità stilistica più dirompente è la calandra a sette feritoie retroilluminata a LED. Ispirata alla sorella maggiore Compass, questa nuova firma rende il SUV immediatamente riconoscibile anche nell’oscurità totale, allineandolo al nuovo corso stilistico del brand.

La protezione è totale: nuovi paraurti avvolgono l’auto a 360 gradi, completati da protezioni sottoscocca realizzate in materiali “molded-in-color†che nascondono i piccoli graffi da parcheggio o da fuoristrada. Per gli amanti dei dettagli, i nuovi coprimozzi dei cerchi da 17†e 18†nascondono un piccolo omaggio: il profilo stilizzato della leggendaria Willys. Anche la scelta cromatica si fa più profonda con l’introduzione delle tinte Forest e Bamboo, studiate per evocare il legame ancestrale del marchio con l’ambiente naturale.

Un salto di qualità nell’abitacolo

Salendo a bordo, la percezione è quella di un segmento superiore. I materiali dei pannelli porta sono stati sostituiti con varianti più morbide al tatto, e la plancia ora vanta un inserto imbottito che ne ingentilisce le linee.

La tecnologia non è solo scenografica ma funzionale: debutta il sistema di telecamere a 360° che ricostruisce una vista dall’alto del veicolo, proteggendolo dagli urti durante le manovre più strette. I nuovi fari LED Matrix assicurano invece una guida notturna senza stress, adattando il fascio luminoso in modo intelligente per non abbagliare chi incrocia la nostra rotta.

Ampie scelte sotto il cofano

Sotto il cofano, la rinnovata Jeep Avenger ribadisce il concetto di libertà totale. La gamma motori è stata rifinita per coprire ogni scenario d’uso:

  • Turbo Benzina 100 CV: un tre cilindri da 1.2 litri completamente rivisto. Grazie a un’iniezione ad alta pressione (350 bar) e al ciclo Miller, promette consumi ridotti e un’affidabilità estrema, testata per oltre 30.000 ore in condizioni critiche. Notevole l’estensione degli intervalli di manutenzione: ora il tagliando si fa ogni 2 anni o 25.000 km;
  • eHybrid 110 CV: la soluzione perfetta per la città, capace di muoversi in modalità 100% elettrica sotto i 30 km/h per piccoli tratti, grazie alla batteria a 48V integrata nel cambio a doppia frizione;
  • 4xe da 145 CV: la versione a trazione integrale per chi non accetta compromessi. Con un motore elettrico posteriore capace di 1.900 Nm di coppia, può scalare pendenze del 40% anche su fondi con zero aderenza anteriore;
  • 100% Elettrica: forte di 156 CV e un’autonomia di 400 km WLTP, rappresenta la punta di diamante della mobilità sostenibile Jeep.

L’edizione dell’Anniversario e l’arrivo sul mercato

Per celebrare il traguardo degli 85 anni, Jeep ha creato una Special Edition che punta tutto sull’esclusività: finiture oro su cerchi e paraurti, sedili rivestiti in pregiato tartan con cuciture dorate e un adesivo celebrativo sul cofano con il logo “85 Years of Adventureâ€. Sebbene gli ordini siano aperti da oggi presso tutta la rete, i primi fortunati clienti vedranno le proprie unità arrivare nelle concessionarie a partire dal mese di settembre 2026.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 08:50:36 +0000
News n. 19
Rumore di rotolamento in marcia, il cuscinetto ruota sta cedendo? Cosa fare

Quando stai guidando l’auto e inizi a sentire un rumore “di rotolamento” che aumenta con l’aumentare della velocità, proprio come il suono di un aeroplano in decollo, è un chiaro sintomo di un cuscinetto danneggiato. Un segnale che non devi assolutamente sottovalutare per la tua sicurezza, nelle righe che seguono ti spiegherò come capire se il problema è grave e cosa fare per rimediare.

Posso continuare a guidare?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare chiarezza sull’intensità del segnale che ricevi dall’auto. Se il rumore del cuscinetto è ancora lieve, puoi raggiungere con calma l’officina, ma non devi assolutamente sottovalutare il problema perché il peggioramento può essere improvviso. I segnali chiari di un cuscinetto danneggiato sono:

  • quando inizia il rumore: il ronzio si manifesta solitamente attorno ai 40 km/h;
  • aumento del volume: il rumore diventa più forte man mano che aumenti la velocità;
  • comportamento in curva: il ronzio aumenta quando sterzi verso un lato e può scomparire quando sterzi dal lato opposto;
  • suono indipendente dal motore: il rumore continua anche se metti in folle, perché dipende solo dal rotolamento della ruota.

Se avverti che il ronzio sta diventando forte e persistente, devi evitare di utilizzare l’auto e andare subito dal meccanico: l’aumento del volume indica che l’usura sta accelerando e il rischio di perdere la ruota è imminente. Anche se il rumore è ancora debole, il mio consiglio è comunque di non aspettare: un cuscinetto che “canta” va sostituito subito per non rovinare anche il mozzo o il sensore ABS.

Quando devi assolutamente fermarti

Bisogna invece fermarsi il prima possibile quando compaiono questi segnali che indicano un cedimento strutturale del cuscinetto. In queste situazioni è necessario chiamare un carro attrezzi per evitare che la ruota si stacchi o si blocchi all’improvviso:

  • rumore di ferro: senti uno sfregamento metallico, soprattutto in fase di sterzata, che indica la distruzione dei componenti interni;
  • tenuta di strada: senti la macchina che non è più precisa nella guida e sembra quasi “scappare” o sbandare lateralmente;
  • perdita di stabilità: avverti che la ruota non è più ferma nella sua sede, dando la sensazione che l’auto si stia smontando.

In questi casi, non rischiare, chiama subito il soccorso stradale. Quando senti il metallo che gratta, la meccanica ha ceduto e non hai più la garanzia che la ruota rimanga ancorata al mozzo.

Quanto costa la riparazione

Il costo dell’intervento dipende dalla tecnologia del costruttore e da quanto tempo hai aspettato. Ecco i prezzi medi che troverai in fattura:

  • sostituzione del solo cuscinetto: se la tua auto permette di cambiare solo il componente interno, il costo del ricambio è di circa 50-130 euro (più manodopera);
  • gruppo mozzo completo: molto comune sulle auto moderne. Si cambia tutto il blocco mozzo-ruota. Il costo del pezzo oscilla tra i 220 e i 350 euro;
  • manodopera: il lavoro richiede dalle 2 alle 5 ore per i casi più complessi. Il costo varia da 80 a 200 euro.

I consigli del meccanico per far durare i cuscinetti

Per evitare di dover tornare presto in officina, segui queste semplici accortezze che aiutano a preservare la meccanica delle tue ruote:

  • evita le buche ad alta velocità: un urto violento può segnare le sfere interne e dare inizio a un ronzio che peggiorerà col tempo;
  • attenzione ai tornanti a pieno carico: se percorri spesso strade di montagna cariche, lo stress laterale accelera l’usura;
  • non usare i distanziali: allontanare la ruota dal suo asse originale schiaccia il cuscinetto in modo anomalo e lo rompe prima del previsto;
  • rumori durante la marcia: non ignorare mai i suono dell’auto, un ronzio preso in tempo significa risparmiare centinaia di euro ed evitare che il danno si estenda al mozzo o ai sensori;
  • freni bloccati: se una pinza rimane frenata, il calore eccessivo “cuoce” il grasso interno del cuscinetto rovinandolo.
Data articolo: Wed, 13 May 2026 08:39:33 +0000
News n. 20
“La sua auto è stata rubataâ€, così scatta la nuova truffa agli anziani

Il mondo dell’automobile, per molti anziani, rappresenta l’ultimo baluardo di indipendenza. Poter guidare significa autonomia, libertà di movimento e, spesso, il legame con una proprietà faticosamente guadagnata nel tempo. Proprio per questo, i truffatori hanno imparato a usare l’auto non solo come mezzo di fuga, ma come una vera e propria arma psicologica.

Se un tempo eravamo abituati alla “truffa dello specchietto” – dove un finto danno alla carrozzeria serviva a estorcere contanti sul momento – o a quella della gomma bucata, oggi il crimine si è evoluto in forme molto più insidiose e teatrali, capaci di colpire dritto al cuore della sicurezza domestica.

Il finto furto

L’ultimo, inquietante episodio arriva dalla provincia di Macerata, dove una banda specializzata ha trasformato il timore di un furto d’auto in un grimaldello per svaligiare appartamenti. In pochi giorni sono stati messi a segno più di sette colpi, seguendo un copione studiato nei minimi dettagli che gioca sulla prontezza e sull’autorità delle forze dell’ordine.

Tutto inizia con uno squillo di telefono, fisso o cellulare. Dall’altra parte, una voce ferma, autoritaria ma rassicurante, si presenta come un ufficiale della Guardia di Finanza. Il messaggio è di quelli che tolgono il fiato: “La sua auto è stata rubata, venga subito in caserma a fare denuncia“. In quel momento, nella mente della vittima scatta un cortocircuito. Non c’è tempo di andare in garage a controllare, non c’è spazio per il dubbio. L’interlocutore spiega con dovizia di particolari che un’auto rubata sta circolando e risulta intestata proprio all’anziano di turno.

Per rendere il tutto drammaticamente credibile, i malviventi utilizzano anche piccoli accorgimenti tecnologici. Se la vittima, mossa da un briciolo di sospetto, prova a salvare il numero della chiamata in arrivo, si accorge con sollievo (e poi amaro inganno) che appare l’immagine profilo di un uomo in uniforme. Questo dettaglio visivo abbatte le ultime difese: chi mai potrebbe sospettare di un profilo social o di messaggistica che mostra i gradi e i colori delle Fiamme Gialle?

La trappola definitiva

Una volta stabilita la fiducia, i sedicenti militari invitano la vittima a presentarsi immediatamente in caserma, chiedendo come “procedura” di confermare l’indirizzo di residenza. È qui che la trappola scatta definitivamente. Mentre i malcapitati, spaventati e confusi, si precipitano fuori dall’abitazione – lasciando spesso all’interno altri familiari fragili – i complici dei telefonisti sono già appostati sotto casa.

Sfruttando il momento di assenza, i ladri entrano nell’appartamento indisturbati, sapendo esattamente quanta autonomia hanno prima che l’anziano si renda conto, una volta arrivato alla vera caserma, di essere stato raggirato. In pochi minuti, i criminali portano via quanto riescono, tra soldi e gioielli, dileguandosi prima che l’allarme possa scattare.

L’appello delle autorità

Davanti a questa ondata di colpi, le autorità hanno lanciato un appello accorato per ricordare che la divisa, quella vera, non agisce mai in questo modo. Le Fiamme gialle raccomandano di non fornire mai dati personali a sconosciuti via telefono, mail o Pec e di verificare sempre, con una chiamata diretta ai numeri di emergenza ufficiali, l’identità di chi si presenta come appartenente alle forze dell’ordine. Soprattutto, i finanzieri ricordano che tra le loro priorità non figura la possibilità di controllare oggetti preziosi per presunti depositi in cassette di sicurezza.

Questa truffa è la prova di come il legame tra l’uomo e la sua auto possa essere distorto per scopi criminali, trasformando un oggetto di utilità quotidiana in un’esca perfetta per violare l’intimità della casa. La prevenzione, in questi casi, passa per l’informazione: dubitare sempre delle urgenze telefoniche, specialmente quando toccano i nostri beni più cari.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 07:20:52 +0000
News n. 21
FIAT 500 Hybrid, serie speciale per celebrare la Dolce Vita

Chi ha avuto il piacere di godere delle calde estati di Portofino avrà un colpo al cuore a vedere le immagini della versione special della FIAT 500C. La sfiziosa “convertibile†prende ispirazione dalle atmosfere della costa italiana e dal gioioso spirito mediterraneo.

Già di base la 500C risulta più costosa della versione chiusa, sebbene riprenda l’impostazione dell’abitacolo elegante omologato per quattro persone. Questa edizione limitata unisce lo stile senza tempo della tradizione tricolore con una nuova esperienza a cielo aperto. Per scoprirla occorre premere un pulsante e attendere 10 secondi. Sino alla velocità di 60 km/h è possibile reclinare anche il lunotto in vetro, dotato di sistema di sbrinamento elettrico.

Mobilità raffinata

La serie speciale Dolcevita si distingue per un design classico e per una dotazione di serie concepita per enfatizzare comfort e stile. La vettura si nota per una capote in tessuto blu dedicata, fari full LED, cerchi in lega diamantati da 16 pollici, calotte degli specchietti retrovisori cromate e un badge laterale specifico con il logo “Dolcevita”. I sedili in tessuto Pieds de poule e vinile, impreziositi dal logo “500” ricamato, donano quel tocco di classe in più.

La dotazione inedita, inoltre, include un sistema di infotainment con display da 10,25 pollici e autoradio DAB, climatizzatore automatico, sensore pioggia e sensori di parcheggio posteriori. FIAT arricchisce la gamma del suo modello urbano più celebre facendo debuttare anche la versatile variante 3+1.

Nuova 500 Hybrid 3+1

C’è chi sogna una maggiore praticità a bordo della vettura torinese e i tecnici hanno pensato di creare una piccola portiera posteriore incernierata sul lato passeggero. La soluzione risulta molto più funzionale per l’accesso alla seconda fila di sedili, rendendo più agevole l’ingresso degli adulti o il posizionamento dei bambini. La variante 3+1 è venduta sul mercato in due diversi allestimenti: ICON e La Prima.

La 500C è proposta solo con il tre cilindri 1.0 in versione ibrida “leggera”, offrendo performance di tutto rispetto per la città. Lo sterzo è diretto e preciso, il rollio limitato e il cambio piuttosto preciso anche per affrontare avventurose gite fuori porta. Gli ordini per la 500 Hybrid Dolcevita, con la medesima motorizzazione, sono già aperte.

Le auto saranno presenti negli showroom del marchio piemontese per la fine del mese di giugno. FIAT ha pensato a un’offerta commerciale a maggio, vincolata alla rottamazione di un vecchio veicolo e all’adesione a un piano finanziario Stellantis Financial Services. In rottamazione di una vettura omologata fino ad Euro 4 e di immatricolazione entro il 27/05/2026, la 500 Hybrid 65 CV Cabrio Dolcevita (da listino a 25.200 euro) è offerta in promo a 21.450 euro oppure a 19.950 euro, solo con finanziamento Stellantis Financial Services.

Con un anticipo 2.717 euro è previsto un importo totale del credito di 17.504 euro. L’offerta include anche il servizio Identicar di un anno di 271 euro. L’importo totale dovuto è di 22.581,18 euro composto da: importo totale del credito, spese di istruttoria 395 euro, interessi 4.511,43 euro, spese di incasso mensili 3,50 euro, imposta sostitutiva sul contratto da addebitare sulla prima rata di 44,75 euro. Tale importo è da restituirsi in 36 rate come segue: n° 35 rate da 199 euro e una rata finale residua (pari al valore garantito futuro) di 15.572,1 euro incluse le spese di incasso mensili di 3,5 euro (TAN fisso 8,99%, TAEG 11,46%).

Data articolo: Wed, 13 May 2026 05:30:56 +0000
News n. 22
Torna il pericolo del lancio dei sassi contro le auto dai cavalcavia

Teatro del raccapricciante spettacolo è stato il paese di Vezzano, frazione del comune italiano di Vallelaghi in provincia di Trento. Non si è trattata di una banale bravata, ma di un pericoloso gesto che avrebbe potuto determinare un immane dolore per diverse famiglie. Il fenomeno del lancio di sassi è tornato a spaventare gli italiani, come accadeva negli anni ’80 e ’90.

In molti lo hanno dimenticato, ma nel 1986 perse la vita una bimba di soli due mesi e mezzo a causa di questa azione deplorevole. Dieci anni dopo la tragedia sull’A21, morì Maria Letizia Berdini. Con cadenza regolare si sono verificati degli episodi, ma ora in Trentino il terrore corre nuovamente lungo le strade. Basta una piccola pietra a causare un dramma, anche perché è molto facile perdere il controllo del mezzo una volta che si verifica il botto sul parabrezza.

Episodi a ripetizione

Giovedì sera tre vetture sono state colpite da piccole pietre che hanno infranto il parabrezza di un veicolo. Purtroppo chi si apposta sui cavalcavia il più delle volte indossa un passamontagna e l’identificazione risulta molto complessa anche con le telecamere. A Vezzano, lungo la Gardesana, pochi minuti prima della mezzanotte, all’altezza del cavalcavia nei pressi del ristorante pizzeria Pomodoro, è avvenuto il misfatto.

Due macchine stavano arrivando da Padergnone verso Vigolo Baselga, mentre l’altra viaggiava verso le Sarche. Uno dei guidatori ha spiegato che ha percepito un botto violento. Nonostante l’azione delittuosa e il conseguente spavento è riuscito a mantenere il controllo dell’auto e si è fermato in una piazzola. L’uomo stava tornando a casa da Arco, affrontando il solito percorso quotidiano e, quando si è fermato, ha visto sull’asfalto alcuni sassi di 3-4 centimetri, che avevano sfondato il parabrezza della sua macchina.

Sfiorata la tragedia

Il vetro infanto e alcune schegge hanno colpito il viso del conducente che, per miracolo, non è rimasto ferito. In prima battuta l’uomo ha pensato al distacco di un frammento del cavalcavia, ma solo quando ha arrestato la sua corsa e ha controllato la vettura si è reso conto del vero problema. Subito dopo si sono fermate, infatti, altre due vetture colpite di striscio. Gli automobilisti sono riusciti a scorgere delle figure sul cavalcavia, probabilmente gli stessi ragazzi che avevano lanciato i sassi e stavano guardando la scena.

Date le circostanze è partita d’obbligo una chiamata ai carabinieri e, poco dopo, è arrivata in soccorso una pattuglia. Gli agenti allertati hanno perlustrato la zona, ma non sono ancora riusciti a identificare gli autori del misfatto. Le indagini sono in corso, ma risulterà difficile l’individuazione anche a causa dell’assenza delle telecamere. Sul cavalcavia c’è un’aiuola e su un muretto sono stati trovati alcuni sassi. Tutto lascia presuppore che il trend del lancio di pericolose pietre dall’alto sia ricominciato. Per ora la zona è stata transennata per evitare che qualcuno si avvicini al parapetto, ma il gesto allarmante rimane. Spesso a compierlo sono minorenni che, senza una ragione specifica, iniziano quello che per loro è solo un gioco al bersaglio.

Negli ultimi due anni è ricominciato questo trend e lo scorso marzo un sasso ha colpito una vettura in corsa, frantumando il parabrezza e causando due feriti lievi, lungo la Mebo, all’altezza di Terlano. Prima di allora si è registrato un altro caso anche a Usmate, in Brianza. Per i poveri automobilisti, oltre allo spavento, c’è anche un ingente danno da pagare. Nel 2025 la Cassazione ha affermato che il lancio di oggetti dal cavalcavia contro le vetture in corsa, anche per gioco, configura il reato di tentato omicidio. Nella sentenza 1710 i giudici hanno assicurato che tale condotta crea un concreto pericolo di incidenti mortali, integrando il dolo eventuale anche senza mirare a un’auto specifica.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 05:30:52 +0000
News n. 23
Passo indietro di Harley-Davidson, la Sportster 883 si prepara a tornare sul mercato

Harley-Davidson cambia ancora strategia e fa marcia indietro su una delle moto più rappresentative della propria storia. Dopo aver deciso di mandarla in pensione quattro anni fa, la Casa di Milwaukee starebbe lavorando al clamoroso ritorno sul mercato di Sportster 883, prevista nuovamente in gamma nel 2027.

Ad annunciarlo è stato Artie Starrs, attuale CEO del celebre marchio statunitense, in occasione della presentazione dell’ultima trimestrale. “Back to the Bricks†– questo il nome del nuovo piano industriale – punta a recuperare la tradizione della Motor Company e ad avvicinare nuovi clienti attraverso modelli più accessibili, segnando una netta discontinuità rispetto alle strategie adottate negli ultimi anni.

Primi dettagli sulla Sportster 883

Il ritorno di Sportster 883 rappresenta uno dei passaggi più significativi del nuovo corso Harley-Davidson. Il modello con motore Evolution raffreddato ad aria era uscito di scena nel 2022 dopo oltre trent’anni di carriera, lasciando scoperto quello che per lungo tempo è stato il principale punto d’ingresso alla gamma della Casa americana.

Secondo quanto dichiarato dal CEO Artie Starrs al Wall Street Journal, la nuova versione manterrà la cilindrata da 883 cc. Le immagini mostrate durante la presentazione del piano industriale anticipano diversi richiami estetici al modello originale. Nelle silhouette diffuse da Harley-Davidson si riconoscono il classico bicilindrico a V di 45 gradi, il filtro dell’aria circolare e un’impostazione generale molto vicina alla precedente Iron 883.

Alcuni elementi sembrano però rivisti, a partire dal parafango posteriore più esteso e dalla ruota anteriore di dimensioni differenti. Tra i dettagli che sembrano confermati anche il tradizionale Peanut Tank, da sempre associato alla famiglia Sportster. Sul fronte tecnico, al momento non sono stati diffusi dati ufficiali sulle modifiche apportate al motore.

Un ritorno a un prezzo accessibile

Il ritorno di Sportster 883 sarebbe legato anche alle richieste arrivate negli ultimi anni dalla rete commerciale Harley-Davidson. Secondo quanto riferito da Artie Starrs, il modello continuerebbe a essere uno dei più richiesti dai concessionari del marchio a livello globale, nonostante l’uscita di scena. La strategia della Casa americana punta infatti a recuperare quella fascia di clienti rimasta scoperta dopo il progressivo aumento dei prezzi medi della gamma, tornando a proporre una moto più accessibile rispetto agli standard attuali del marchio.

Negli Stati Uniti d’America, il prezzo della nuova Sportster 883 dovrebbe collocarsi attorno ai 10.000 dollari, valore inferiore rispetto ai 10.749 dollari richiesti per Iron 883 nel 2022. La produzione destinata al mercato americano dovrebbe tornare nello stabilimento di York, in Pennsylvania, mentre per gli altri mercati Harley-Davidson potrebbe affidarsi ancora una volta alla produzione in Thailandia. Per il momento non sono invece emerse indicazioni ufficiali sui prezzi previsti per il mercato europeo.

In arrivo anche Sprint X440

Accanto al ritorno di Sportster 883, Harley-Davidson starebbe lavorando anche a una nuova moto d’accesso destinata a posizionarsi alla base della gamma. Il progetto dovrebbe riportare in vita il nome Sprint e, secondo le indiscrezioni emerse finora, deriverebbe dalla piattaforma della X440 sviluppata in collaborazione con Hero MotoCorp per il mercato indiano.

L’obiettivo della Casa americana sarebbe quello di ampliare il pubblico del marchio attraverso un modello più compatto ed economico, con un prezzo che dovrebbe collocarsi ben al di sotto dei 10.000 dollari, anche se le ipotesi iniziali di una soglia vicina ai 6.000 dollari sembrano essersi progressivamente allontanate.

Dal punto di vista tecnico, la base dovrebbe restare quella già vista sulla X440, caratterizzata da un monocilindrico oil-cooled da 440 cc con distribuzione SOHC a due valvole, accreditato di 27 CV e 38 Nm di coppia massima a 4.000 giri, abbinato a un telaio tubolare. Le silhouette mostrate durante la presentazione suggeriscono però un’impostazione profondamente rivista sotto il profilo stilistico, con proporzioni più vicine alla tradizione cruiser Harley-Davidson. Dalle immagini emergono infatti una sella particolarmente bassa, un posteriore allungato e geometrie differenti rispetto alla X440 già commercializzata. Sempre più distante, invece, l’ipotesi di una derivazione dalle X350 e X500 prodotte in Cina da Qianjiang per Harley-Davidson.

Note positive nel primo trimestre

La nuova strategia di Harley-Davidson si inserisce in un tentativo più ampio di invertire una tendenza negativa che negli ultimi anni ha inciso in modo significativo sui volumi del marchio. Dal 2019 a oggi le vendite globali avrebbero registrato un calo complessivo vicino al 40%, spingendo la Casa di Milwaukee a rivedere più volte la propria impostazione industriale e di prodotto.

I primi dati relativi al 2026 mostrano comunque alcuni segnali di stabilizzazione. Le scorte presso i concessionari risultano in calo del 22% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le vendite globali di motociclette segnano un incremento dell’8%, con un +14% sul mercato statunitense. Restano però alcune criticità: le spedizioni sono ancora in flessione del 3% e il fatturato si attesta a circa 1,1 miliardi di dollari, in calo del 2% su base annua.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 05:24:08 +0000
News n. 24
Che auto guida Gabriele Corsi, una serie limitata per dominare la notte

Scegliere l’auto giusta è un po’ come azzeccare l’abito: ti cambia la giornata, o forse in questo caso sarebbe corretto dire “notte”. Perché è questo il significato in giapponese della parola “Yoru”, la serie speciale della Suzuki Vitara ricevuta da Gabriele Corsi, impegnato al commento dell’Eurovision Song Contest in coppia con Elettra Lamborghini. Ormai tolta dal mercato, la versione arricchisce il SUV di sfumature inedite per consentirle di superare a pieni voti la prova del red carpet.

Motore ibrido e trazione integrale

Non occorre essere il maggiore degli esperti per distinguere la Vitara Yoru dal modello base. Ispirandosi al cielo stellato, la carrozzeria blu evoca il mistero della notte, mentre il tetto e i montanti in argento richiamano la luce della luna. Non sono solo i colori a fare la differenza, ma i contrasti: il contorno nero della mascherina e dei gruppi ottici si sposa con il badge Kanji sul montante centrale.

Il tema della notte continua negli interni, dove l’orologio analogico incastonato nel cruscotto mostra i simboli Kanji al posto delle ore. Ma per ammirare il tratto forte bisogna alzare lo sguardo, al tetto panoramico Starview apribile elettricamente, una finestra spalancata sul cielo che rende ogni viaggio un momento di contemplazione, coerente con l’anima “notturna” del modello.

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A muovere la Vitara Yoru ci pensa il 1.4 Boosterjet, un turbo benzina da 129 CV aiutato da un piccolo modulo elettrico a 48V. Nei momenti di massimo carico il sistema mild hybrid ottimizza la fluidità di marcia e garantisce una spinta immediata appena si preme sull’acceleratore. A differenza dei comuni crossover urbani, la Yoru punta sulla trazione AllGrip Select: con 175 mm di altezza da terra e quattro modalità di guida tra cui scegliere, neve e sterrati smettono di essere un problema. Al lancio costava 31.990 euro, ma tra sconti e permute si riusciva a portarla a casa con meno di 30.000 euro: un prezzo onesto allineato alla personalità di una macchina molto pragmatica.

Eurovision Song Contest: si accende lo spettacolo

Il tempo di scendere dall’auto ed è già ora di musica. Dalla Wiener Stadthalle di Vienna Rai Uno propone in prima serata la diretta dell’Eurovision Song Contest, giunto alla 70ª edizione e la tensione per il debutto dei primi artisti in gara è già altissima. A guidarci nel racconto di questa kermesse leggendaria ci saranno proprio Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, pronti a commentare le performance dei 15 Paesi in gara.

L’attesa è tutta per l’Italia, rappresentata da Sal Da Vinci con il brano Per sempre sì, vincitore dell’ultimo Sanremo. Nonostante l’Italia faccia parte dei Big Four (quest’anno ridotti a causa del ritiro della Spagna) e abbia già guadagnato l’accesso alla finale, Sal presenterà il suo pezzo al pubblico internazionale

La serata si preannuncia magica sin dall’apertura, affidata al racconto musicale Vita di Toni e all’emozionante esibizione di Vicky Leandros, che celebrerà le 70 edizioni della manifestazione accompagnata da un coro monumentale. Dall’Italia si potrà esprimere la preferenza tra i 15 Paesi in scaletta (dalla Moldavia alla Serbia), contribuendo a decretare i 10 qualificati alla finalissima di sabato 16 maggio. Non resta che alzare il volume e godersi lo spettacolo.

Data articolo: Tue, 12 May 2026 19:30:29 +0000
News n. 25
Audi Q9, l’evoluzione dell’abitacolo grazie alle nuove tecnologie

Audi ha presentato una versione camuffata della Q9, mostrandone gli interni hi-tech. La Q9 sarà il primo SUV di grandi dimensioni della Casa dei quattro anelli in grado di sfidare sul mercato la BMW X7 e la Mercedes-Benz GLS. Il brand tedesco, rientrante nella famiglia Volkswagen, ha scelto di offrire dalla prossima estate tutto il confort possibile a famiglie numerose.

La Q9 vanta tre file di sedili, eventualmente con una panca a tre posti, con la seconda fila omologata per alloggiare tre seggiolini contemporaneamente, o due sedili singoli completamente regolabili elettricamente e dotati di ventilazione attiva. Il relax raggiungerà dei livelli da sogno con sedili anteriori riscaldati, ventilati e massaggianti, con altoparlanti nei poggiatesta.

Materiali più naturali

I rivestimenti saranno piacevoli al tatto, riducendo l’uso di plastiche. il primo SUV di grandi dimensioni di Audi stabilisce nuovi standard in termini di esclusività. I clienti potranno scegliere tra materiali di primissima qualità, dalla fibra di alpaca alla microfibra dinamica, sino alla classica pelle Nappa. Sono disponibili differenti legni come il frassino a venatura aperta o il carbonio intrecciato con accenti grigio basalto.

Si potranno scegliere elementi decorativi coordinati in tutto l’abitacolo e grazie al ridotto utilizzo di superfici lucide in favore di materiali opachi e texturizzati, si avrà una esperienza da business class. Non mancano colori inediti come il marrone tamarindo e il beige pietra per offrire un’atmosfera piacevole alla vista. Si potrà personalizzare un abitacolo per raggiungere un livello di relax insuperabile.

Spazio a volontà

La console centrale, ridisegnata e versatile, presenta due pad di ricarica wireless conformi allo standard Qi2.2 e porte di ricarica USB-C con potenza fino a 100 watt. Il doppio caricabatterie wireless consente la ricarica rapida simultanea di due smartphone. Nel bagagliaio c’è un sistema di binari in alluminio con ganci scorrevoli e ancoraggi regolabili che permette di bloccare il carico in tre dimensioni, lasciando libero il pavimento per le valigie più voluminose. Inoltre, Audi include un portapacchi per le barre portatutto di serie con ogni nuova Q9.

La plancia curata nei minimi dettagli alza l’asticella rispetto alle ultime Audi ed è capace di offrire un quadro strumenti di 11,9 pollici e un display curvo di 14,5 pollici per il sistema multimediale, a cui si può aggiungere un ulteriore schermo di 10,9 pollici dedicato al passeggero. Per gli amanti della musica c’è l’impianto audio Bang & Olufsen che integra la tecnologia 4D: oltre ai classici altoparlanti, vi sono attuatori nei sedili anteriori per delle sensazioni da brividi.

Vera chicca della Q9 è il tettuccio che offre una grande luminosità. Il vetro stratificato è diviso in nove segmenti che diventano opachi individualmente premendo un pulsante, riflettendo quasi totalmente i raggi UV e il calore infrarosso. Una volta fermato il SUV, il tetto si oscura automaticamente per proteggere la privacy dell’abitacolo. Sulla Q9 le portiere si potranno aprire e chiudere elettricamente, tramite la chiave, l’app myAudi, l’MMI, il pedale del freno o la fibbia della cintura di sicurezza. La Q9, in arrivo a luglio, farà dimenticare definitivamente l’ammiraglia A8. Il CEO di Audi Gernot Döllner ha annunciato:

“Con la Q9, il concetto di ‘Vorsprung durch Technik’ (Progresso attraverso la tecnologia) è sempre più definito dall’esperienza a bordo. Le auto sono da tempo molto più di un semplice mezzo di trasporto; sono spazi abitativi mobili per i nostri clienti. Materiali di alta qualità, sedili modulabili con sedili elettrici individuali nella seconda fila e portiere automatiche sottolineano l’impegno per la qualità del nostro nuovo SUV di grandi dimensioniâ€.

Data articolo: Tue, 12 May 2026 14:04:04 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

News generaliste che accomunano sport diversi