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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 25 luglio 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta varie problematiche significative tra cui incidenti e code di lunga durata. Ad esempio, sulla A10 tra Arenzano e Celle Ligure si segnala una coda di 4 km causata da un incidente, mentre sulla A23 tra Confine di Stato e Ugovizza vi è una lunga coda di 5 km per traffico congestionato. Questi sono solo alcuni degli eventi segnalati oggi, che influenzano la viabilità in diverse regioni italiane.

A1 Milano-Napoli



09:05 – Scorta veicoli tra Lodi e Milano
Coda per safety car
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 9.0 al chilometro 14.0 per una lunghezza di 5.0 km.



09:01 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Coda per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
La coda va dal chilometro 271.0 al chilometro 277.0 per una lunghezza di 6.0 km.



08:58 – Colleferro e Valmontone
Coda per safety car
Direzione Napoli
La tratta interessata è lunga 4.0 km dal chilometro 588.0 al chilometro 592.0.



08:39 – Bivio A1-Variante e Sasso Marconi Nord
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 199.89 al chilometro 210.1 per una lunghezza di 10.21 km.



08:36 – Valdichiana e Chiusi
Traffico rallentato per veicolo fermo o avaria
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 395.0 al chilometro 402.0 per una lunghezza di 7.0 km.



07:25 – Modena Nord e Bivio A1/A14 Bologna-Taranto
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata ha una lunghezza di 31.2 km dal chilometro 157.6 al chilometro 188.8.

A10 Genova-Ventimiglia



09:02 – Arenzano e Celle Ligure
Coda per incidente di 4 km
Direzione Ventimiglia
La coda si estende dal chilometro 20.2 al chilometro 30.3 per una lunghezza di 10.1 km.

A11 Firenze-Pisa Nord



09:04 – Altopascio e Lucca est
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Pisa
La tratta interessata va dal chilometro 49.3 al chilometro 66.0 per una lunghezza di 16.7 km.

A13 Bologna-Padova



09:02 – Bivio A13/A4 Torino-Trieste
Coda per traffico intenso proveniendo da Bologna verso Venezia
Direzione Padova

A14 Bologna-Taranto



08:58 – Pescara Nord e Bivio A14/A25 Torano-Pescara
Coda per veicolo fermo o avaria di 1 km
Direzione Taranto
La coda si estende dal chilometro 372.0 al chilometro 373.0.

A23 Palmanova-Tarvisio



09:03 – Confine di Stato e Ugovizza
Coda di 5 km per traffico congestionato
Direzione Autostrada Torino-Trieste
La coda va dal chilometro 105.2 al chilometro 119.9 per una lunghezza di 14.7 km.



07:38 – Barriera di Ugovizza
Coda in uscita per traffico intenso
Direzione Confine di Stato

A26 Ge-Voltri-Gravell.Toce



08:16 – Masone e Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia
Coda per traffico intenso
Direzione Genova Voltri
La coda va dal chilometro 0.0 al chilometro 7.0 per una lunghezza di 7.0 km.

A8 Milano-Varese



08:37 – Barriera di Milano Nord
Coda per traffico intenso
Direzione Milano

TR1 Traforo del Monte Bianco



07:35 – Piazzale Francese
Coda verso Courmayeur. Attesa prevista di un’ora e 30 minuti.
Direzione Courmayeur

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 07:08:00 +0000
News n. 2
I prezzi di petrolio e benzina volano, in arrivo un’estate da rialzo record

Mentre milioni di italiani preparano le valigie per l’esodo di agosto, i prezzi alla pompa stanno salendo a un ritmo che non si vedeva da diversi mesi e la causa è sempre da ritrovare nello Stretto di Hormuz, ritornato al centro del dibattito nelle ultime settimane con il nuovo blocco seguito all’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti. Chi guiderà per le strade italiane nei prossimi week-end pagherà il conto, in modo diretto e immediato, di una crisi geopolitica a diecimila chilometri di distanza.

La benzina segna il record del 2026

Dal 4 luglio, giorno in cui è ripartito il prezzo di mercato dopo la scadenza dello sconto sulle accise, il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi al litro, pari a un rialzo del 7,5%. Il gasolio ha fatto ancora peggio, con una crescita di circa 23 centesimi al litro, un incremento del 12,5%. Ora con i rialzi record degli ultimi giorni la benzina ha segnato un valore record per il 2026 di 1,97 euro/litro, mentre il gasolio ha raggiunto quota 2,16 euro/litro

Nelle tasche degli italiani si traduce come un rifornimento da 50 litri al costo di 7 euro in più sulla benzina e 11 euro in più sul gasolio rispetto a inizio luglio. Non sono variazioni di poco conto, soprattutto in una stagione in cui chi parte in auto o in camper si ritrova a fare più rifornimenti del solito.

L’accelerazione si è concentrata dopo l’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro. Lo Stretto di Hormuz è il passaggio attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale: quando si chiude il mercato reagisce in modo quasi istantaneo, e il riflesso alla pompa arriva nel giro di pochi giorni.

Aumento di 700 milioni per gli italiani

La stima elaborata dall’Ufficio Economico di Confesercenti mette in fila i numeri dell’impatto complessivo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l’impatto tra luglio e agosto raggiungerebbe i 700 milioni di euro di maggiore spesa per famiglie e piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria. Solo nella decina di giorni successiva al blocco di Hormuz, l’aggravio è già stimabile in circa 140 milioni di euro.

Il calendario degli spostamenti amplifica il problema. Viabilità Italia segnala il bollino rosso per il pomeriggio di giovedì 30 e per tutta la giornata di venerdì 31 luglio, e il bollino nero per le mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto, i picchi di traffico dell’estate, con milioni di veicoli in movimento sulle autostrade italiane. L’auto resta il mezzo preferito per le vacanze di prossimità, e il costo del carburante incide direttamente sul budget disponibile per la vacanza stessa.

Il presidente di Confesercenti Nico Gronchi ha chiesto al governo un intervento calibrato sulla durata dell’esodo estivo, che riduca parzialmente il trasferimento del rialzo delle quotazioni sulle famiglie, e ha sottolineato come gli interventi emergenziali non bastino da soli: servirebbe, secondo l’associazione, una strategia strutturale per ridurre la vulnerabilità del Paese agli shock energetici. Parole che si sentono a ogni crisi e che, a ogni crisi, tornano a essere attuali.

Nel frattempo, per chi parte in auto nelle prossime settimane, il consiglio pratico resta sempre lo stesso: evitare le autostrade nelle giornate di bollino nero, scegliere i distributori fuori dalle aree di servizio autostradali dove i prezzi sono mediamente più alti, e se possibile fare il pieno prima di partire, in attesa di capire in che direzione si muoveranno le quotazioni del greggio nelle prossime settimane.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:30:30 +0000
News n. 3
Sciopero dei trasporti 25 luglio 2026: città, orario inizio e fine

In Italia, il giorno 25 luglio 2026, è stato annunciato 1 sciopero che interesserà il settore dei trasporti pubblici locali. Di seguito, riportiamo tutti i dettagli aggiornati sugli scioperi previsti, con le informazioni relative alle aree coinvolte, le aziende interessate, le modalità e i sindacati promotori.

Sciopero del Trasporto Pubblico Locale in Sardegna

Per la giornata di sabato 25 luglio 2026, nella regione Sardegna è indetto uno sciopero territoriale che coinvolge tutte le province (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano). L’astensione riguarda il personale della Società ARST, con una durata di 8 ore secondo varie modalità indicate dalle strutture sindacali. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato OSR UGL Autoferrotranvieri e interessa il servizio di trasporto pubblico locale nelle aree menzionate.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 4
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di luglio 2026 sono numerosi gli scioperi programmati in Italia che potrebbero interessare chi utilizza servizi di trasporto pubblico, ferroviario, merci e aereo. Questo articolo offre una panoramica dettagliata sui principali scioperi in programma nel periodo, con particolare attenzione alle città coinvolte, alle fasce orarie e ai servizi interessati. Per ogni giornata troverai il riepilogo delle agitazioni, così da organizzare al meglio i tuoi spostamenti e le tue attività lavorative o di svago. Di seguito l’elenco completo e aggiornato degli scioperi previsti esclusivamente nel mese di luglio 2026.

Sciopero 02 luglio 2026

In Lombardia è stato indetto uno sciopero regionale che coinvolge tutte le province. Riguarda il settore del trasporto merci ferroviario: sarà coinvolto il personale della Soc. DB Cargo Italia per una durata di 8 ore, dalle 03:31 alle 11:29. Lo sciopero è promosso dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

Sciopero 05 luglio 2026

In tutta Italia sono previsti diversi scioperi di rilevanza nazionale e locale che riguardano principalmente il settore aereo. Coinvolgono il personale delle società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV Aeroporto, FEDEX Corporation di Malpensa, EasyJet Airlines Limited, aziende del comparto aereo associate Assohandlers, ADR Security Aeroporti di Roma, ASC Handling dell’Aeroporto di Catania Fontanarossa, e UAB DAT LT – Sede Secondaria Italiana. Le durate variano dalle 4 alle 24 ore. Sempre l’intera giornata si ferma anche il trasporto pubblico locale nella città di Firenze (personale Autolinee Toscane bacino di Firenze).

Sciopero 06 luglio 2026

Nella città di Catania sono stati programmati tre scioperi, tutti della durata di 24 ore, che coinvolgono il personale della SOC. AMTS di Catania nel settore del trasporto pubblico locale. I sindacati aderenti sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TPL, e CUB TRASPORTI.

Nel settore ferroviario nazionale è programmato uno sciopero di 24 ore (dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio) del personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal (USB Lavoro Privato).

A Prato (Toscana) si terrà uno sciopero di 4 ore: dalle 18.30 alle 22.30, per il personale della SOC. Autolinee Toscane sede operativa di Prato, proclamato da RSA FAISA-CISAL.

Sciopero 07 luglio 2026

In Italia (Nazionale) prosegue lo sciopero del personale della Soc. Mercitalia Shunting & Terminal (settore ferroviario) per 24 ore (dalle 21:00 del 6 luglio alle 21:00 del 7 luglio).

In provincia di Torino (Piemonte) è proclamato uno sciopero del settore trasporto merci, logistica e spedizioni con astensione dalle ultime 2 ore di ogni turno per il personale FILT-CGIL.

In Sicilia (regionale) è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 9:00 alle 17:00, per il personale della SOC. RFI DOIT Palermo (UILT-UIL).

Sciopero 09 luglio 2026

In tutta Italia è proclamato uno sciopero di 23 ore, dalle 03:00 del 9 luglio alle 02:00 del 10 luglio, che coinvolge il personale operativo degli equipaggi della società Italo NTV (UILT-UIL), nel settore ferroviario.

Sciopero 10 luglio 2026

Nella città di Bari e provincia (Puglia) il personale della società STP di Bari (TPL) sciopererà per 24 ore; proclamato dai sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.

In Puglia (regionale), riguarda tutto il personale pubblico e privato e segnatamente il trasporto pubblico locale per l’intero turno di servizio (OSR USB Lavoro Privato).

A livello nazionale il settore trasporto merci vede coinvolta la Captrain Italia (8 ore: dalle 16:01 alle 23:59), Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.

Sciopero 11 luglio 2026

Nella città di Genova (Liguria) il personale della società AMT di Genova sciopererà per 4 ore: dalle 11.30 alle 15.30 (OST UGL-FNA) nel trasporto pubblico locale.

A Palermo (Sicilia) il personale della società AMAT di Palermo si asterrà dal lavoro per 24 ore (OSP CUB TRASPORTI).

Sciopero 15 luglio 2026

In Italia, per l’intera giornata, è programmato uno sciopero nazionale che coinvolge i lavoratori nel settore ferroviario – servizi ristorazione e logistica a bordo treno (soc. Elior Divisione Itinere per Trenitalia), Sindacato COBAS Lavoro Privato.

Sciopero 17 luglio 2026

In provincia di Venezia (Veneto) è indetto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale (personale della società ATVO di Venezia, OSP SGB/FAST MOBILITÀ).

Sciopero 20 luglio 2026

Nella città di Genova (Liguria), Latina (Lazio), Firenze e Prato (Toscana) gli scioperi coinvolgeranno rispettivamente: personale della AMT di Genova (4 ore: 11.30–15.30); CSC Mobilità di Latina (24 ore); Autolinee Toscane Bacino Urbano di Firenze (4 ore: 19.00–23.00); Autolinee Toscane sede operativa di Prato (8 ore: 14.30–22.30) tra gli altri.

Sciopero 21 luglio 2026

A livello nazionale e regionale: personale Fedex Corporation Aeroporto di Milano Malpensa (24 ore); personale EasyJet Airlines Limited (24 ore); società Alha e MLE-BCUBE Aeroporto di Malpensa (24 ore); personale SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (24 ore in Calabria); personale GH Napoli e Sky Service (4 ore 10.00–14.00 in Campania); personale GEASAR Aeroporto di Olbia (4 ore 13.00–17.00 Sardegna); personale SOGEAAL Aeroporto di Alghero (4 ore 13.00–17.00, Sardegna).

Sciopero 22 luglio 2026

Sul territorio nazionale nel settore marittimo sono previsti due scioperi da 24 ore (12:00 del 22 luglio – 11:59 del 23 luglio) relativi al personale della società Grandi Navi Veloci (CSLE e ORSA MARITTIMI).

Sciopero 23 luglio 2026

A livello nazionale e territoriale: scioperi di 24 ore coinvolgono sia il settore marittimo (personale Grandi Navi Veloci), sia il settore ferroviario e trasporto merci su rotaia (CUB TRASPORTI e SGB), e a Verona per il personale RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE / SLM-FAST-CONFSAL).

Sciopero 24 luglio 2026

Nel settore trasporti sono previsti scioperi nazionali e locali: sciopero di 4 ore (11.00–15.00) nell’intera regione Marche (personale aziende di TPL, OSR USB LAVORO PRIVATO); sciopero di 4 ore (9.00–13.00) presso SITA SUD Salerno (Campania, OSP UGL AUTOFERRO); scioperi ferroviari nazionali (24 ore, 21.00 del 23 luglio – 20.59 del 24 luglio, CUB TRASPORTI e SGB e, Verona, OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).

Sciopero 25 luglio 2026

In Sardegna, in tutte le province (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano), è in programma uno sciopero territoriale di 8 ore che coinvolge il personale della Società ARST per il trasporto pubblico locale. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato OSR UGL Autoferrotranvieri e si suddivide in diverse modalità orarie secondo le indicazioni sindacali.

Nella provincia di Savona (Liguria) è previsto uno sciopero territoriale di 4 ore (dalle 10.15 alle 14.15) che coinvolge il personale della società TPL Linea di Savona, organizzato dalla RSU.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 17 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 20 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 21 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 22 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 23 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 24 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 25 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 5
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 25 luglio 2026, lungo la rete autostradale riportiamo gli ultimi prezzi medi disponibili aggiornati alla rilevazione ufficiale più recente: benzina self a 2.059, gasolio self a 2.228, GPL servito a 0.879 e metano servito a 1.596 euro. Nelle sezioni che seguono trovi la tabella con i valori medi e un approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa, tra materia prima, margini della filiera e componente fiscale.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento: 24-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.228
Benzina SELF 2.059
GPL SERVITO 0.879
Metano SERVITO 1.596

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina: il prezzo finale della benzina alla pompa nasce dall’equilibrio tra due grandi componenti: quella fiscale, pari al 58%, e quella industriale, che pesa per il 42%. La parte industriale si suddivide a sua volta tra costo della materia prima (30%) e margine lordo della filiera (12%). La quota legata alla materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali e l’effetto del cambio euro/dollaro: quando il petrolio o i prodotti raffinati aumentano sui mercati o l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, il costo di approvvigionamento sale e, con un certo ritardo, può riflettersi sul prezzo alla pompa. Il margine lordo, che vale il 12% del prezzo, incorpora i costi e i ricavi degli operatori lungo la catena (raffinazione, logistica, distribuzione) ed è l’area su cui i gestori possono intervenire per modulare i listini, ad esempio in base alla concorrenza locale, ai volumi, alla tipologia di servizio (self o servito) e agli oneri operativi. La componente fiscale comprende accise e Iva e, poiché è la parte più pesante del prezzo, tende a smorzare o amplificare gli effetti dei movimenti della materia prima: variazioni anche sensibili dei mercati energetici possono tradursi in oscillazioni più contenute al distributore quando la tassazione assorbe una quota elevata del totale.

Gasolio: per il gasolio la struttura del prezzo vede una componente fiscale pari al 45% e una componente industriale del 55%. All’interno di quest’ultima, il peso della materia prima è del 45%, mentre il margine lordo rappresenta il 10% del prezzo finale. La parte legata alla materia prima segue le quotazioni internazionali dei distillati medi e risente del tasso di cambio euro/dollaro: spinte al rialzo dei mercati o un indebolimento dell’euro tendono ad aumentare i costi di acquisto per la filiera, con effetti progressivi sul prezzo praticato in stazione di rifornimento. Il margine del 10% è la leva commerciale su cui gli operatori possono agire per adeguare i listini, tenendo conto di fattori come concorrenza, flussi di traffico, politiche promozionali, struttura dei costi e differenze tra self e servito. La fiscalità, pur incidendo meno che sulla benzina, rimane determinante nel definire il livello complessivo pagato dagli automobilisti: la sua incidenza al 45% fa sì che, a parità di oscillazioni della materia prima, il gasolio possa mostrare dinamiche di prezzo differenti rispetto alla benzina, con aggiustamenti spesso graduali e influenzati sia dal contesto di mercato sia dalle scelte operative dei distributori.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.972 per la benzina, 2.163 per il diesel, 0.772 per il gpl, 1.608 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.155
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.534

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.167
Benzina SELF 1.982
GPL SERVITO 0.743
Metano SERVITO 1.563

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.202
Benzina SELF 2.001
GPL SERVITO 0.860
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.178
Benzina SELF 1.986
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.706

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.168
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.708
Metano SERVITO 1.547

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.157
Benzina SELF 1.961
GPL SERVITO 0.731
Metano SERVITO 1.562

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.190
Benzina SELF 1.986
GPL SERVITO 0.729
Metano SERVITO 1.612

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.147
Benzina SELF 1.957
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.687

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.160
Benzina SELF 1.973
GPL SERVITO 0.853
Metano SERVITO 1.568

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.158
Benzina SELF 1.961
GPL SERVITO 0.724
Metano SERVITO 1.565

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.139
Benzina SELF 1.951
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.544

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.160
Benzina SELF 1.982
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.531

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.155
Benzina SELF 1.961
GPL SERVITO 0.726
Metano SERVITO 1.600

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.161
Benzina SELF 1.983
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.647

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.165
Benzina SELF 1.976
GPL SERVITO 0.858

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.190
Benzina SELF 1.986
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.844

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.157
Benzina SELF 1.966
GPL SERVITO 0.750
Metano SERVITO 1.634

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.164
Benzina SELF 1.979
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.551

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.149
Benzina SELF 1.965
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.572

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.159
Benzina SELF 1.977
GPL SERVITO 0.856

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.153
Benzina SELF 1.959
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.558

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Ubriaco e al telefono, si schianta contro l’auto della Polizia

Si è cacciato nei guai da solo, tamponando l’ultima auto che avrebbe voluto trovarsi nei paraggi. Erano da poco passate le 12.30 e la pattuglia stava percorrendo la Grand-Rue Villenouvelle, una strada della città francese situata una cinquantina di chilometri a nord di Tolosa. A un certo punto gli agenti hanno sentito il colpo provenire dalla parte posteriore della loro vettura e, scesi dal mezzo, si sono ritrovati davanti l’uomo che di lì a poco avrebbero dovuto accompagnare negli uffici del comando.

Contro la pattuglia della Polizia

Dall’accaduto, stando alle informazioni diffuse dalla stampa locale, nessuno sarebbe uscito con ferite gravi. L’episodio avrebbe quindi potuto risolversi con la comunicazione dei dati e gli accertamenti normalmente effettuati dopo un incidente, ma il comportamento del 53enne ha subito attirato l’attenzione dei poliziotti, che hanno deciso di approfondire la situazione, ignari di quello che avrebbero scoperto di lì a pochi minuti.

Mentre si trovava al volante l’uomo teneva il cellulare in mano, distogliendo probabilmente lo sguardo dalla strada nei momenti precedenti all’impatto. E i guai per lui erano appena cominciati: l’alcoltest ha rilevato 0,54 milligrammi di alcol in ogni litro di aria espirata, ben al di sopra della soglia massima tollerata, pari a 0,40 mg/l.

A quel punto il conducente è stato portato al comando e sottoposto a fermo. Il telefono utilizzato al volante era ormai soltanto una delle violazioni emerse nel giro di pochi istanti: anche le targhe installate sulla sua automobile hanno creato qualche problema. Gli agenti le hanno giudicate irregolari rispetto alle prescrizioni in vigore in Francia, dove una targa assente oppure priva dei requisiti richiesti espone a una sanzione che può raggiungere 750 euro. Nei casi previsti, il veicolo rischia inoltre di rimanere immobilizzato.

Il cinquantatreenne avrebbe ammesso le proprie responsabilità già durante l’interrogatorio e ad agosto dovrà presentarsi di nuovo davanti alle autorità, che affronteranno il caso attraverso la composizione penale. La procedura gli consentirà di accettare le sanzioni proposte dalla procura e chiudere la vicenda senza arrivare in tribunale: solo allora sapremo quanto gli sarà costato quel breve tratto percorso sulla Grand-Rue Villenouvelle.

Tutte le infrazioni accertate

Di solito gli agenti scoprono simili comportamenti fermando un’auto oppure dopo aver notato una manovra sospetta. Stavolta è successo il contrario, dato che il responsabile è arrivato direttamente contro la parte posteriore della pattuglia e ha praticamente dato inizio da solo al proprio controllo.

Guardare il cellulare gli ha impedito di accorgersi in tempo della macchina davanti, e l’alcol rilevato nel suo organismo rendeva la guida ancora meno sicura. Per fortuna l’urto ha provocato soltanto danni contenuti e nessuno sembra essersi fatto seriamente male, ma pochi metri o un momento diverso sarebbero bastati a coinvolgere una persona a piedi oppure in bicicletta.

Le fonti francesi non indicano i modelli coinvolti e non risultano disponibili immagini utili a identificarli. Rimane però una dinamica difficile da dimenticare: il cinquantatreenne si è messo al volante e, utilizzando il telefono durante la marcia, ha finito il suo tragitto contro l’auto di chi avrebbe accertato entrambe le violazioni.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 05:30:50 +0000
News n. 8
Google Maps rinnova la navigazione, cambia il modo di segnalare le svolte

E se sbagliare un’uscita diventasse meno frequente? Dopo il primo rilascio negli Stati Uniti e in India, anche in Italia sta per arrivare il maggiore aggiornamento di Google Maps degli ultimi anni, relativo a Gemini e al sistema di navigazione. Entro la fine del 2026 i conducenti europei dovrebbero finalmente accedere alle nuove funzioni.

Già prima di partire ci saranno delle grosse novità, infatti, attraverso Ask Maps, sarà possibile formulare richieste molto più precise rispetto alla semplice ricerca di un indirizzo. Ad esempio, anziché scrivere “ristoranteâ€, l’utente potrà domandare un locale tranquillo, provvisto di tavoli all’aperto e situato vicino alla destinazione. Analizzando le informazioni disponibili su Maps e le recensioni dei clienti, Gemini illustrerà le proposte ritenute pertinenti direttamente sulla cartina.

Come cambia la pianificazione del viaggio

D’ora in avanti, in caso di imprevisti nel tragitto, non sarà più necessario fermarsi e digitare sullo schermo. In caso di poca autonomia, l’automobilista chiederà a Gemini indicazioni su punti di rifornimento lungo la strada e potrà immediatamente precisare di voler evitare una deviazione troppo lunga. Allo stesso modo di una normale conversazione, l’assistente virtuale unirà le due domande e fornirà una risposta esauriente. Un’eventuale cambio di programma potrà essere gestito a voce, il tempo di inserire una nuova sosta nell’itinerario, e se il traffico allunga il viaggio, il conducente potrà chiedere a Gemini di avvisare la persona attesa e persino aggiungere un appuntamento al calendario.

Persino le classiche indicazioni perderanno un po’ d’importanza. In prossimità dell’incrocio, Maps potrà suggerire di girare una volta superato un locale o un distributore visibile dalla strada. Gemini individuerà il riferimento confrontando le immagini di Street View con le attività registrate nella zona e lo segnalerà sullo schermo appena la vettura si avvicina, affinché il conducente abbia davanti agli occhi lo stesso elemento indicato dalla voce, anziché dover calcolare la distanza che lo separa dalla svolta.

Promette poi di migliorare notevolmente l’esperienza di guida la nuova funzione Navigazione Immersiva. Un cavalcavia smetterà di essere rappresentato come una semplice linea e anche gli edifici acquisteranno profondità, avvicinando la cartina a ciò che si vede dal parabrezza. Negli incroci mai affrontati prima, l’app mostrerà con maggiore precisione la corsia da imboccare e la posizione degli attraversamenti.

La visuale si spingerà inoltre avanti lungo il tragitto, così da preparare il conducente alle manovre successive. Se Maps individua una strada più rapida, non si limiterà a indicare il tempo risparmiato, ma consentirà di guardare meglio la deviazione proposta, e prima ancora della partenza si potrà esplorare anche la zona di arrivo e capire dove conviene lasciare l’auto.

Funzioni avanzate anche dopo il parcheggio

Ask Maps continuerà a funzionare anche dopo aver parcheggiato l’auto. Durante una passeggiata potremo domandare che cosa si trova nei dintorni e in bicicletta basterà parlare, tenendo le mani sul manubrio. Alcune di queste possibilità hanno già iniziato a comparire sugli smartphone, segno che l’integrazione fra Maps e Gemini ha preso il via in anticipo sul grande aggiornamento annunciato.

Google, comunque, non premerà un interruttore rendendo disponibile tutto nello stesso giorno. La distribuzione procederà a scaglioni e due persone con la medesima versione dell’app potrebbero vedere schermate differenti. Il servizio resterà gratuito, ma soltanto con l’arrivo in Italia capiremo quali novità saranno operative subito e quali si faranno attendere.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 05:30:30 +0000
News n. 9
Patente nautica, è sempre necessaria? Barche, potenza e distanze

Una barca con 40 CV si può guidare senza patente nautica? Dipende. La potenza è solo uno dei parametri presi in considerazione dalla normativa italiana. Anche un propulsore da 29 kW, quindi al di sotto della soglia comunemente conosciuta, può richiedere la patente quando supera il limite di cilindrata previsto per la sua tecnologia.

Allo stesso modo, una barca dotata di un piccolo motore non può allontanarsi oltre sei miglia dalla costa affidandosi alla sola esperienza del conducente. La distanza fa scattare l’obbligo indipendentemente da potenza, cilindrata e tipo di propulsione.

Ci sono poi due casi nei quali il titolo serve comunque: la conduzione delle moto d’acqua e la pratica dello sci nautico. Infine, noleggiare un mezzo non modifica le regole né trasferisce al gestore le responsabilità di chi prende il comando.

Quando si può navigare senza patente

Per comandare senza patente un’unità lunga non più di 24 metri devono essere rispettate contemporaneamente una serie di condizioni:

  • navigazione entro sei miglia dalla costa;
  • motore con potenza non superiore a 30 kW, equivalenti a 40,8 CV;
  • cilindrata entro la soglia prevista per il tipo di propulsore;
  • età minima richiesta per natanti o imbarcazioni;
  • mezzo diverso da una moto d’acqua;
  • nessuna attività di sci nautico;
  • rispetto dei limiti tecnici dell’unità e delle ordinanze locali.

Se viene meno anche uno solo dei requisiti, l’esenzione non opera più. Una cilindrata eccessiva obbliga a conseguire il titolo anche con 40 CV mentre una potenza superiore a 30 kW fa scattare la patente pur in presenza di una cilindrata ridotta. Entro sei miglia dalla costa, la patente non è richiesta quando la potenza massima di esercizio del motore arriva fino a 30 kW, 40,8 CV, e la cilindrata rimane entro il limite corrispondente.

A fare fede è la dichiarazione di potenza del motore, nella quale sono riportati potenza massima di esercizio, cilindrata, ciclo di funzionamento, alimentazione, numero di serie e caratteristiche tecniche del propulsore. Un motore originariamente più potente, ma venduto come depotenziato, può essere condotto senza patente soltanto se la limitazione è certificata e i documenti ufficiali indicano un valore entro la soglia.

La cilindrata può rendere obbligatoria la patente

La cilindrata massima consentita senza patente nautica varia in base al tipo di motore. Per i motori a due tempi il limite è di 750 cc se alimentati a carburazione e sale a 900 cc per quelli a iniezione.

I motori fuoribordo a quattro tempi, sia a carburazione sia a iniezione, possono raggiungere una cilindrata massima di 1.000 cc, mentre per i quattro tempi entrobordo il limite è fissato a 1.300 cc. Per i motori diesel, la soglia arriva a 2.000 cc in assenza di sovralimentazione, ma scende a 1.300 cc per le versioni sovralimentate.

Per fare alcuni esempi, un fuoribordo quattro tempi da 29 kW e 996 cc può essere usato senza patente entro sei miglia, purché il conducente abbia l’età prescritta. Se lo stesso propulsore sviluppa 31 kW, la cilindrata contenuta non evita l’obbligo.

Prendiamo poi un quattro tempi fuoribordo da 29 kW e 1.100 cc: la patente serve perché è stato superato il tetto dei 1.000 cc. Un diesel sovralimentato da 30 kW con cilindrata di 1.500 cc richiede ugualmente il titolo.

La soglia per quella tecnologia si ferma a 1.300 cc. Diversa la situazione di un diesel aspirato da 30 kW e 2.000 cc. I valori coincidono con i massimi ammessi e, restando entro sei miglia, non fanno scattare l’abilitazione.

La motorizzazione elettrica non possiede una cilindrata, ma conserva un dato di potenza. Per stabilire l’obbligo della patente bisogna quindi controllare il valore dichiarato dal costruttore. Un motore elettrico con potenza non superiore a 30 kW può essere condotto senza titolo entro sei miglia, nel rispetto degli altri requisiti. Oltre quel valore si applica la disciplina ordinaria.

Le sei miglia si misurano dalla costa

Il secondo grande limite riguarda la zona di navigazione. Senza patente non si possono superare sei miglia nautiche dalla costa, equivalenti a circa 11,1 chilometri. La distanza non viene calcolata dal porto di partenza e né dalla spiaggia sulla quale è stato noleggiato il mezzo. Conta la posizione dell’unità rispetto alla costa più vicina.

Una rotta lunga non impone la patente se la barca rimane sempre all’interno della fascia delle sei miglia. Al contrario, un trasferimento relativamente breve può richiederla quando attraversa un tratto di mare più lontano dalla terraferma o dalle isole. La rotta va studiata prima della partenza con una carta nautica, una cartografia elettronica affidabile o un dispositivo GPS adeguato.

Il titolo richiesto dipende dalla distanza effettiva dalla costa e dal tipo di unità condotta. Per navigare entro 6 miglia non serve la patente nautica, purché il motore rispetti i limiti previsti di potenza e cilindrata e il conducente abbia l’età minima richiesta.

Tra 6 e 12 miglia dalla costa occorre la patente nautica entro 12 miglia, mentre per spingersi oltre questa distanza è richiesta la patente senza limiti. La patente è sempre obbligatoria per condurre una moto d’acqua, indipendentemente dalla distanza dalla costa e dalla potenza del motore. Per il comando delle navi da diporto di lunghezza superiore a 24 metri serve invece la patente nautica di categoria B.

Natante, imbarcazione e nave: cosa cambia

Un natante misura fino a 10 metri. La categoria comprende gran parte dei gommoni, dei piccoli cabinati, delle lance e dei motoscafi impiegati durante le vacanze. L’imbarcazione da diporto supera i 10 metri, ma non oltrepassa i 24. A differenza del natante, deve essere iscritta nell’Archivio telematico centrale e possedere i documenti previsti per la navigazione.

Oltre 24 metri si entra fra le navi da diporto. In questo caso serve la patente di categoria B, a prescindere dalla presenza di un motore poco potente.

La lunghezza superiore a 10 metri non impone automaticamente la patente. Anche un’imbarcazione può essere condotta senza abilitazione entro sei miglia, se motore, cilindrata ed età rispettano i limiti dell’articolo 39.

In linea teorica, una barca a vela lunga 12 metri con un piccolo motore ausiliario può quindi essere comandata senza patente nella fascia costiera consentita. L’assenza dell’obbligo non rende però prudente affrontare un’unità complessa senza formazione, soprattutto in porto, con vento forte o in spazi ristretti.

Barche a vela, quando basta l’età

La propulsione velica non fa scattare da sola l’obbligo. Una barca a vela senza motore può navigare entro sei miglia con un conducente che abbia raggiunto l’età minima prevista per la classe dell’unità. Quando è presente un motore ausiliario, si controllano potenza e cilindrata come su una barca a motore.

Oltre sei miglia la patente torna obbligatoria anche se l’unità procede solo a vela. Il titolo può essere limitato alla sola propulsione a motore oppure comprendere vela e motore.

L’assenza della patente non elimina il requisito anagrafico. Il Codice fissa soglie differenti in base al mezzo:

  • 18 anni per comandare un’imbarcazione da diporto;
  • 16 anni per condurre un natante a motore;
  • 14 anni per un natante a vela con superficie velica superiore a quattro metri quadrati;
  • 14 anni per le unità a remi che navigano oltre un miglio dalla costa.

Per piccole unità a vela entro quattro metri quadrati e mezzi a remi utilizzati entro un miglio, il Codice non richiama la medesima soglia. Ordinanze locali, regolamenti sportivi e condizioni di noleggio possono comunque introdurre limiti più severi.

Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 04:00:22 +0000
News n. 10
Che auto guida The Weeknd, l’hypercar della svolta artistica

Venerdì, sabato e domenica: The Weeknd si prende San Siro per tre concerti consecutivi, tutti esauriti da tempo. Il 24, 25 e 26 luglio Milano sarà l’unica fermata italiana dell’After Hours Til Dawn Tour e in scaletta troverà quasi certamente spazio Starboy, brano del 2016 al quale è legata una delle sue automobili più famose.

Nel video Abel Tesfaye compare inizialmente davanti alla propria versione del passato, riconoscibile dalla capigliatura che ne aveva accompagnato l’ascesa. La elimina, si taglia i capelli e distrugge con una croce luminosa quanto gli ricorda la vita precedente, poi scende nel garage e sale su una McLaren P1 rossa. Al suo fianco, sul sedile normalmente riservato a un passeggero, c’è una pantera nera.

Vista la presenza tanto evidente della vettura, in molti avevano pensato a un accordo pubblicitario concluso con McLaren in occasione delle riprese. Le cose stavano diversamente: John Paolo Canton, allora addetto alle pubbliche relazioni del marchio, spiegò a Billboard che l’esemplare apparteneva già al cantante. The Weeknd, insomma, non aveva ricevuto una P1 da usare nel videoclip, ma aveva semplicemente aperto il proprio garage.

La McLaren P1 da 916 CV

Presentata nel 2013, la McLaren P1 nasce con l’obiettivo di trasferire sulla strada alcune soluzioni sviluppate nelle competizioni. I 200 km/h arrivano dopo appena 6,8 secondi, quasi prima di avere il tempo di rendersi conto della velocità raggiunta. Per i 100 ne servono 2,8 e l’accelerazione termina soltanto a quota 350 km/h, dove interviene il limitatore elettronico. Il peso a secco, intanto, rimane inferiore a 1.400 kg.

A produrre simili numeri ci pensa un V8 biturbo di 3,8 litri e la componente elettrica, capaci insieme di offrire 916 CV. Tutti i 900 Nm disponibili finiscono sull’asse posteriore e passano attraverso una trasmissione a doppia frizione con sette marce, parti di una meccanica che chiarisce bene la fama conquistata dalla P1 fra le hypercar della propria generazione.

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McLaren ne ha costruiti soltanto 375 esemplari stradali. La rarità ha contribuito ad aumentarne il valore nel tempo, tuttavia nel caso di The Weeknd conta altrettanto il legame con Starboy. La vettura viene citata già nel testo della canzone e nel video assume il ruolo di simbolo del successo raggiunto: accompagna il protagonista nella scena conclusiva e chiude il passaggio dalla vecchia immagine alla nuova.

Il brano realizzato insieme ai Daft Punk arrivò in testa alla Billboard Hot 100 e anche l’album omonimo debuttò al primo posto negli Stati Uniti, consolidando il salto di The Weeknd verso una dimensione ancora più pop. A distanza di dieci anni, la P1 rossa rimane legata a quella svolta quasi quanto il nuovo taglio di capelli mostrato dal cantante.

Tre concerti a Milano

Dopo la P1 vista nel videoclip, Starboy passerà dalle casse di San Siro. The Weeknd occuperà lo stadio milanese venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 luglio 2026, tre appuntamenti consecutivi inseriti nell’After Hours Til Dawn Tour.

Prima di lui toccherà a Playboi Carti, scelto come artista d’apertura della parte europea. Il concerto ripercorre oltre quindici anni di musica firmata Abel Tesfaye. I brani di After Hours e Dawn FM si alternano a quelli dell’album Hurry Up Tomorrow, con Blinding Lights e The Hills fra i passaggi maggiormente attesi. Troverà naturalmente posto anche la canzone che, dieci anni fa, portò davanti alle telecamere la McLaren personale del cantante.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 18:00:18 +0000
News n. 11
GP Ungheria, Ferrari vola: le due SF-26 dominano il venerdì magiaro

Il venerdì ungherese si apre sotto il segno del Cavallino Rampante. Nelle prime prove libere, la Rossa ha subito messo in mostra il potenziale della SF-26, concentrando il lavoro sull’aerodinamica e sulla gestione della power unit. Il primo assaggio arriva con le gomme Medium, sfruttando i giri iniziali per calibrare le mappature ibride, con particolare attenzione alle delicate fasi di harvesting e deployment.

Fin dai primi chilometri, Charles Leclerc ha dimostrato una grande confidenza con la monoposto, stampando tempi di rilievo con estrema naturalezza. Dall’altra parte del box, invece, Lewis Hamilton ha dovuto lottare contro un marcato sovrasterzo, che lo ha costretto a continue correzioni sul volante e ad alzare il piede nel terzo settore, vanificando i riscontri da record ottenuti nei primi due parziali.

Il programma tecnico della Scuderia ha poi visto protagoniste le prove comparative sull’attesa ala posteriore “Macarena” modificata. Entrambe le auto sono scese in pista con le appendici cosparse di flow-viz: Charles ha portato al debutto la nuova specifica studiata appositamente per Budapest, mentre Lewis ha inizialmente girato con una versione ibrida.

Con il passaggio alle mescole Soft, il setup di Charles ha richiesto solo leggeri ritocchi al carico sull’avantreno. Il monegasco ha confermato l’ottimo ritmo, sebbene l’eccesso di rotazione fosse una costante. Il lavoro in pista è stato poi momentaneamente interrotto da una bandiera rossa, causata da un guasto sulla nuova Aston Martin.

Alla ripartenza, le due Rosse hanno diversificato i programmi concentrandosi sulle simulazioni high fuel. Hamilton ha inanellato una decina di tornate sulle Medium, raccogliendo dati preziosi e mostrando una buona guidabilità, testando tra l’altro la nuova ala senza il castello aerodinamico centrale (aggiunto poi solo per l’ultima uscita).

Meno fortunato Leclerc, costretto al ritiro prematuro per un problema al cambio. Nonostante l’inconveniente tecnico, il bilancio delle FP1 resta ampiamente positivo per la Ferrari. La SF-26 si adatta bene alle caratteristiche dell’Hungaroring, dimostrando che il team italiano si è presentato a Budapest estremamente preparato.

GP Ungheria, FP2: Ferrari vola e mostra i muscoli

Le conferme arrivano nella seconda sessione. Allo scattare del semaforo verde, entrambe le SF-26 scendono subito in pista con gomme Medium, puntando a rifinire il setup e le mappature della power unit. Fin dai primi chilometri, Lewis Hamilton dimostra di aver trovato un feeling decisamente migliore rispetto alla mattinata, mostrandosi a suo agio al volante.

Charles, invece, dopo qualche sbavatura iniziale nel primo settore, raffredda le coperture e abbassa di netto il proprio tempo, allineandosi senza fatica alle prestazioni del compagno di squadra. Nonostante qualche piccola imprecisione nel terzo settore per il britannico e una tendenza al sovrasterzo che richiede ancora del fine tuning, il quadro generale è davvero solido.

I due alfieri della Rossa non sono del tutto soddisfatti del bilanciamento sebbene le auto italiane godano di un equilibrio nettamente superiore alla media. Il passaggio alle Soft viene interrotto dall’incidente a muro di Colapinto. Alla ripartenza, le mescole faticano a entrare nella giusta finestra di temperatura, costringendo entrambi i piloti a un giro di preparazione extra.

Il tentativo push non è dei più puliti: Leclerc deve correggere la traiettoria in diverse occasioni e via radio non nasconde la sua insoddisfazione per il giro, eppure riesce a balzare in testa, tallonato da Hamilton a soli 53 millesimi. Ma il talento di Stevenage non si accontenta: decide di spingere per un’altra tornata e, nonostante il traffico si prende la prima posizione assoluta.

La sessione si conclude con le prove high fuel per valutare il passo gara. La squadra diversifica il lavoro: Leclerc si concentra sulle mescole rosse, affrontando la gestione del degrado dopo i primi cinque giri, mentre Hamilton macina chilometri con le coperture a banda gialla. Con tanta benzina a bordo la guidabilità della SF-26 si conferma eccellente.

Anche in questo contesto il traffico rovina in parte la simulazioni, ma il risultato non cambia. In sintesi, la giornata magiara della Ferrari si chiude con un bilancio super per il Cavallino Rampante. Le SF-26 mostrano un potenziale altissimo, confermando in toto i pronostici della vigilia. Ora la parola passa al lavoro notturno al simulatore per limare gli ultimi dettagli: da domani si fa sul serio.

GP Ungheria, resoconto tempi FP2:

POS NO DRIVER TEAM TIME / GAP LAPS
1 44 Lewis Hamilton Ferrari 1:18.729 26
2 16 Charles Leclerc Ferrari +0.148s 30
3 4 Lando Norris McLaren +0.499s 30
4 1 Max Verstappen Red Bull Racing +0.692s 27
5 63 George Russell Mercedes +0.933s 30
6 6 Isack Hadjar Red Bull Racing +1.071s 20
7 30 Liam Lawson Racing Bulls +1.312s 29
8 81 Oscar Piastri McLaren +1.372s 28
9 27 Nico Hulkenberg Audi +1.396s 30
10 41 Arvid Lindblad Racing Bulls +1.524s 29
11 5 Gabriel Bortoleto Audi +1.745s 27
12 31 Esteban Ocon Haas F1 Team +1.828s 26
13 12 Kimi Antonelli Mercedes +1.964s 30
14 10 Pierre Gasly Alpine +2.087s 24
15 87 Oliver Bearman Haas F1 Team +2.221s 28
16 23 Alexander Albon Williams +2.244s 33
17 55 Carlos Sainz Williams +2.697s 31
18 77 Valtteri Bottas Cadillac +2.713s 31
19 14 Fernando Alonso Aston Martin +2.990s 24
20 11 Sergio Perez Cadillac +3.063s 28
21 43 Franco Colapinto Alpine +3.802s 11

 

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 17:02:52 +0000
News n. 12
Mercato auto, primo semestre 2026: i brand che crescono di più in Italia e in Europa

Il mercato auto in Europa ha chiuso un primo semestre del 2026 in positivo, con dati eccellenti per quanto riguarda le immatricolazioni, soprattutto in alcuni Paesi. In Italia, in particolare, è stato evidenziato un miglioramento davvero importante.

Di seguito andremo ad analizzare quali sono le Case che hanno registrato la crescita percentuale maggiore nel corso della prima metà dell’anno, sia per quanto riguarda il mercato italiano che per quello europeo (Ue + Paesi Efta + Regno Unito). Per la stesura delle due classifiche sono stati utilizzati i dati UNRAE (per l’Italia) e ACEA (per l’Europa). Non sono considerati i brand con una quota inferiore allo 0,5%.

La classifica in Italia

Ecco la Top 10 dei brand che crescono di più in Italia nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2026:

  1. Leapmotor: +1.449,07% (da 1.567 a 24.274)
  2. Omoda&Jaecoo: +295,87% (da 5.281 a 20.906)
  3. BYD: +208,57% (da 9.561 a 29.502)
  4. Honda: +43,40% (da 4.774 a 6.846)
  5. Fiat: +29,37% (da 82.474 a 106.693)
  6. Mazda: +26,24% (da 5.683 a 7.174)
  7. Mini: +25,61% (da 7.743 a 9.726)
  8. Tesla: +22,42% (da 6.468 a 7.918)
  9. Audi: +16,96% (da 37.451 a 43.802)
  10. Kia: +16,54% (da 23.105 a 26.926)

Il podio è monopolizzato dai nuovi protagonisti del mercato con Leapmotor, Omoda & Jaecoo (i dati UNRAE considerando i due marchi aggregati) e BYD che fanno segnare un sostanziale passo in avanti rispetto allo scorso anno.

Alle spalle dei nuovi brand che arrivano dalla Cina, però, troviamo diversi marchi ben noti agli automobilisti italiani, come Honda, protagonista di un eccellente primo semestre, e, soprattutto, Fiat, che con i suoi risultati sta trascinando il Gruppo Stellantis.

Il marchio italiano è stato protagonista di un’ottima prima parte di 2026, grazie soprattutto ai risultati raccolti dalla Grande Panda, modello che ha arricchito notevolmente le potenzialità della Casa torinese.

La classifica europea

Per la classifica europea, invece, utilizziamo i dati ACEA che, per alcune Case (come Chery e SAIC), fornisce solo i dati aggregati. Ecco la Top 10:

  1. Leapmotor: +558,3% (da 8.507 a 56.005)
  2. Chery Automobile: +305,8% (da 38.395 a 155.800)
  3. BYD: +145,5% (da 70.933 a 174.144)
  4. Tesla: +54,6% (da 110.179 a 170.351)
  5. Fiat: +28,7% (da 150.655 a 193.898)
  6. Mini: +20,4% (da 79.787 a 96.047)
  7. Saic Motor: +18,0% (da 153.108 a 180.659)
  8. Opel/Vauxhall: +11,4% (da 205.111 a 228.488)
  9. Mazda: +10,9% (da 81.953 a 90.864)
  10. Skoda: +10,8% (da 412.919 a 457.663)

Lo scenario visto in Italia si ripete anche in Europa (ricordiamo che Omoda&Jaecoo, in seconda posizione in Italia, rientra nel gruppo Chery). Anche in questo caso, non mancano i brand “storici” del mercato, con Fiat che, ancora una volta, si mostra in ottima forma raggiungendo la quinta posizione, con una crescita sostanziale rispetto ai dati registrati lo scorso anno.

Molto bene anche Tesla, che, nonostante la crescente concorrenza, si sta confermando come un punto di riferimento assoluto del settore delle auto elettriche, in forte crescita in Europa, come confermano i dati ufficiali sulle immatricolazioni. In positivo anche MINI mentre il Gruppo Stellantis rientra in classifica anche con Opel.

Le classifiche confermano l’ottimo stato di salute dei nuovi marchi del mercato, che arrivano dalla Cina per conquistare l’Europa. Nello stesso tempo, però, si nota come alcune Case storiche siano riuscite a reagire al momento di difficoltà, mostrando eccellenti risultati nel corso di tutto il semestre, sia in Italia che in Europa.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 13:15:57 +0000
News n. 13
Cristian Volpato fermato per eccesso di velocità, drug test preliminare positivo

Due controlli in poco più di due ore, entrambi sullo stesso ponte e al volante della medesima BMW Coupé. È terminata con due multe e la sospensione della patente internazionale per sei mesi la notte brava di Cristian Volpato a Sydney.

Protagonista di buone prestazioni con la maglia della nazionale australiana ai Mondiali da poco terminati, l’attaccante del Sassuolo potrebbe veder precipitare la sua posizione. Tutto dipenderà da un secondo test antidroga, disposto dopo la presunta positività alla cocaina emersa durante il controllo preliminare.

Il test preliminare e gli esami ancora in corso

Il primo episodio risale alle 23:05 di giovedì 23 luglio, quando, riferiscono i media locali, Volpato percorreva l’Anzac Bridge a una velocità superiore di oltre 20 km/h rispetto al limite di 60. Fermato dagli agenti, il ventiduenne ha ricevuto una sanzione ed è stato sottoposto all’alcoltest, che non ha rilevato la presenza di alcol.

Poco dopo ha rifatto capolino sullo stesso tratto. Intorno all’1:10 di venerdì, la polizia ha intercettato la BMW a 109 km/h, quasi 50 oltre il limite, disponendo un’altra multa e la sospensione della patente, valida nel Nuovo Galles del Sud, che impedirà al 22enne di guidare nello Stato australiano per i prossimi sei mesi.

In occasione del secondo controllo, gli agenti hanno eseguito anche un test preliminare a bordo strada, dalla quale sarebbe emerso un esito positivo alla cocaina, ma la vicenda non può ancora dirsi conclusa. È stato infatti raccolto un altro campione di fluido orale, affidato al laboratorio per gli accertamenti necessari: fino al responso definitivo, l’indagine rimane aperta.

Stando ad alcuni media australiani, Volpato avrebbe effettuato anche un test indipendente, dal quale non sarebbero emerse tracce di cocaina. Ai fini dell’indagine conterà però il risultato del secondo campione raccolto dalla Polizia, ancora affidato alle analisi di laboratorio. Finora non è stata formulata alcuna accusa penale, mentre restano invece le due sanzioni per eccesso di velocità e la sospensione della patente internazionale per sei mesi.

Sulla BMW si conosce ancora meno: le fonti la descrivono soltanto come una coupé, senza precisare il modello o l’anno. Non sono state diffuse fotografie che consentano di riconoscerla e nemmeno le autorità hanno fornito maggiori dettagli.

La reazione di Football Australia

Football Australia ha confermato di conoscere le accuse rivolte a uno dei suoi giocatori e di aver contattato il diretto interessato. La federazione monitorerà gli sviluppi della vicenda, offrendo sostegno al calciatore nella fase degli accertamenti, e sulla stessa linea si è espresso il sindacato Professional Footballers Australia. Al momento né il Sassuolo né l’entourage di Volpato hanno rilasciato dichiarazioni.

Nato proprio a Sydney, il trequartista si era trasferito in Italia ancora adolescente. Dopo essere entrato nel settore giovanile della Roma, ha esordito in Serie A a 18 anni e nel 2023 è passato al Sassuolo. In precedenza aveva vestito le maglie delle Nazionali italiane Under 19 e Under 20.

Alla vigilia del Mondiale 2026 ha scelto di rappresentare l’Australia, raccogliendo tre presenze durante il torneo. Il ritorno nella città natale avrebbe dovuto accompagnare uno dei momenti migliori della sua giovane carriera, ma i due passaggi sull’Anzac Bridge complicano la situazione. Per conoscere la portata effettiva dell’accaduto resta da aspettare il responso del laboratorio.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 13:14:58 +0000
News n. 14
Hyundai Ioniq 6 N Line, più autonomia e look da sportiva: quanto costa

La Hyundai Ioniq 6 si rinnova in Italia. Disponibile in un’unica configurazione – l’allestimento N Line – la berlina elettrica monta due motori dalla potenza di 325 CV, scaricati a terra dalla trazione integrale, e una batteria più capiente rispetto al passato. Il prezzo di listino parte da 60.300 euro.

Design e aerodinamica: il carattere della nuova elettrica

Fedele alla filosofia “streamliner”, riconoscibile dalla carrozzeria levigata e dalla coda spiovente, Hyundai mantiene la forma affusolata vista fin dal debutto, ma gli interventi sui dettagli conferiscono carattere. Con un coefficiente Cx di 0,215, la vettura contiene i consumi, soprattutto alle velocità autostradali.

Non era ancora successo che la Ioniq 6 fosse disponibile in versione N Line. Seppur meno estrema, richiama la variante 6 N attraverso paraurti specifici e minigonne dedicate, nonché i numerosi elementi in nero. Inserite sia nella parte anteriore sia in quella posteriore, le linee orizzontali accentuano la larghezza della carrozzeria, mentre i cerchi esclusivi da 20 pollici calzano pneumatici nella misura 245/40.

Di serie sono previsti anche i fari anteriori a matrice di LED, capaci di adattare il fascio luminoso alle condizioni della strada, e i vetri oscurati posteriori. Gli specchietti esterni sono regolabili elettricamente e integrano sia la chiusura automatica sia il riscaldamento.

All’interno prosegue la caratterizzazione sportiva. I sedili sono rivestiti in pelle e materiale scamosciato e la pedaliera è realizzata in metallo, dettagli pensati su misura così come il volante a tre razze, riportante il logo N. Dietro la corona trovano posto i paddle destinati alla regolazione della frenata rigenerativa, utilizzabili anche per azionare la funzione I-Pedal e guidare ricorrendo il meno possibile al pedale del freno.

Il nuovo accumulatore da 84 kWh promette fino a 595 km di autonomia nel ciclo WLTP, anche se il valore può variare parecchio a seconda di velocità e temperatura esterna. Per recuperare energia in viaggio, la Ioniq 6 sfrutta l’architettura a 800 Volt della piattaforma E-GMP: presso una colonnina compatibile, l’unità passa dal 10 all’80% in 18 minuti.

Il precondizionamento porta in anticipo la batteria alla temperatura più adatta, in modo da accorciare la sosta una volta collegato il cavo. La pompa di calore aiuta a ridurre i consumi durante i mesi freddi e con la funzione Vehicle-to-Load, invece, l’energia immagazzinata a bordo può alimentare dispositivi elettrici esterni.

Un abitacolo ricco di tecnologia

La dotazione di serie comprende due schermi da 12,3 pollici, uno riservato alla strumentazione e l’altro al sistema multimediale. Apple CarPlay e Android Auto funzionano senza fili, mentre gli aggiornamenti possono essere ricevuti da remoto, e sono inclusi anche head-up display, impianto audio Bose, chiave digitale e servizi connessi Bluelink.

Sul versante del comfort figurano sedili anteriori ventilati e regolabili elettricamente, sedute riscaldabili sia davanti sia dietro, climatizzatore bizona e portellone elettrico. Il pacchetto Hyundai SmartSense riunisce i principali sistemi di assistenza, dal cruise control adattivo al mantenimento della corsia, fino al controllo dell’angolo cieco e al parcheggio da remoto.

Con il finanziamento Hyundai Plus, il vantaggio promozionale può raggiungere i 4.000 euro. Al termine del contratto il cliente ha tre opzioni: sostituire la vettura, saldare il valore futuro garantito oppure restituirla alle condizioni previste.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 12:17:29 +0000
News n. 15
Auto usate, serve autenticare la firma del venditore: dove e come si fa

Venditore e acquirente possono accordarsi sul prezzo, verificare l’auto, effettuare il pagamento e consegnare le chiavi. Finché la firma sull’atto non viene autenticata e il trasferimento non compare negli archivi pubblici, la compravendita automobilistica non ha però completato il proprio percorso amministrativo. L’autentica serve a certificare che la sottoscrizione appartenga al venditore. Un pubblico ufficiale o un soggetto autorizzato controlla l’identità dell’interessato e attesta che la firma è stata apposta in sua presenza.

Il passaggio di proprietà è un’operazione distinta. Attraverso questa seconda fase vengono aggiornati il Pubblico registro automobilistico e l’Archivio nazionale dei veicoli. Al nuovo intestatario viene poi rilasciato il Documento unico di circolazione e di proprietà.

A chi spetta autenticare la firma

Nella forma più comune, quella della dichiarazione unilaterale di vendita, la firma da autenticare è del venditore. L’acquirente non deve sottoscrivere lo stesso documento e se ci si rivolge al Comune soltanto per l’autentica non è richiesta la sua presenza. Diversa è l’ipotesi del contratto bilaterale. In quel caso firmano entrambe le parti e le due sottoscrizioni devono essere autenticate. Ci sono tre forme dell’atto di vendita: la dichiarazione unilaterale con firma autenticata del venditore, il contratto bilaterale con firme autenticate di venditore e acquirente, l’atto pubblico o sentenza in copia conforme e in bollo.

Nella prassi delle compravendite tra privati prevale la prima soluzione. Risulta più semplice, non impone la presenza contemporanea delle parti per la sola autentica e consente all’acquirente oppure a una persona da lui incaricata, di presentare la richiesta di trasferimento.

Se il veicolo appartiene a più persone devono sottoscrivere tutti gli intestatari chiamati a cederne la proprietà. Per un’automobile intestata a una società firma invece il legale rappresentante, che dovrà documentare identità, ruolo e poteri.

Una delega ordinaria non autorizza un’altra persona a firmare al posto del proprietario. Le situazioni nelle quali il venditore non può comparire personalmente richiedono un titolo di rappresentanza adeguato, da concordare con il notaio o con lo sportello che seguirà la pratica.

Dove si può autenticare la firma

La legge consente di rivolgersi agli uffici comunali e ai titolari degli Sportelli telematici dell’automobilista, chiamati a rilasciare l’autentica senza compensi aggiuntivi, fatti salvi imposta di bollo e diritti previsti.

Oggi la firma del venditore può essere autenticata attraverso cinque canali. Rivolgendosi allo Sportello telematico dell’automobilista di un’unità territoriale ACI-Pra, l’autentica e la registrazione del passaggio di proprietà vengono eseguite consecutivamente: si pagano soltanto i costi previsti dalla legge, senza una tariffa aggiuntiva per l’autentica. Lo stesso avviene negli Sta della Motorizzazione civile, dove la firma viene autenticata contestualmente al trasferimento del veicolo.

In alternativa ci si può rivolgere a una delegazione ACI o a un’agenzia di pratiche auto abilitata come Sta. In questo caso lo studio gestisce l’intera procedura, ma ai costi di legge si aggiunge la tariffa per il servizio di intermediazione. Il Comune si limita invece ad autenticare la firma e non provvede alla registrazione del passaggio: bisogna pagare una marca da bollo da 16 euro e gli eventuali diritti comunali. Infine, l’atto può essere autenticato o redatto da un notaio, sostenendo il costo del bollo e dell’onorario professionale.

Autentica allo Sta del Pra

Lo Sportello telematico dell’automobilista dell’unità territoriale ACI-Pra permette di concentrare l’intera operazione in un’unica sede. Il venditore firma l’atto, l’identità viene verificata e l’acquirente presenta la richiesta di trasferimento. La contestualità non è soltanto una comodità. Presso gli Sta del Pra, dopo l’autentica, bisogna procedere subito con la pratica e con il rilascio del Documento unico.

In questo modo il precedente intestatario non lascia l’ufficio affidandosi alla promessa dell’acquirente di completare tutto in un secondo momento. Anche il nuovo proprietario ottiene la certezza che l’auto sia stata registrata a suo nome. Per gli sportelli Pra può essere richiesta la prenotazione online. Ci si può rivolgere a uno Sta anche in una provincia diversa da quella di residenza o da quella nella quale risulta iscritto il veicolo.

Autentica alla Motorizzazione civile

Gli Sta degli Uffici provinciali della Motorizzazione civile svolgono un servizio analogo. La firma viene autenticata gratuitamente sotto il profilo della tariffa amministrativa, ma restano dovuti bolli, diritti e imposte collegati al passaggio. Anche qui autentica e trasferimento devono seguire un percorso contestuale. Prima dell’appuntamento conviene verificare modalità di accesso, documenti accettati e sistemi di pagamento adottati dall’ufficio.

Delegazioni ACI e agenzie di pratiche auto

Chi preferisce affidare documenti e versamenti a un intermediario può rivolgersi a una delegazione dell’Automobile club o a uno studio di consulenza automobilistica abilitato come Sta. L’agenzia prepara l’atto, controlla i dati, autentica la firma attraverso il soggetto autorizzato, calcola l’IPT e completa la registrazione. Alla somma prevista dalla legge si aggiunge un compenso stabilito liberamente dal professionista.

Autentica in Comune

Il Comune offre un’alternativa utile quando le parti non vogliono o non possono completare immediatamente il passaggio. Il venditore si presenta davanti al dipendente incaricato dal sindaco, viene identificato e firma l’atto. La residenza nel territorio comunale non è il punto centrale della procedura, ma l’organizzazione cambia da un’amministrazione all’altra. Alcune sedi lavorano solo su appuntamento. Altre affidano il servizio agli uffici anagrafici, ai municipi o agli sportelli del cittadino. Il Comune non aggiorna il Pra e non rilascia il Documento unico. Conclusa l’autentica, l’atto deve essere portato a uno Sta per la registrazione entro il termine previsto.

Autentica dal notaio

Il notaio può autenticare la sottoscrizione o redigere un atto pubblico. Il suo intervento comporta un onorario, al quale si sommano imposta di bollo e costi del successivo trasferimento. Questa strada viene scelta quando la compravendita presenta elementi fuori dall’ordinario: procure, successioni complesse, dubbi sulla titolarità, società, soggetti incapaci o accordi che richiedono clausole particolari. Anche l’atto notarile deve essere trascritto. L’intervento del professionista non sostituisce l’aggiornamento degli archivi automobilistici, salvo che il servizio concordato comprenda pure quella fase.

Quali documenti deve portare il venditore

Per la sola autentica occorrono:

  • documento di identità o di riconoscimento in corso di validità;
  • atto di vendita completo;
  • dati dell’acquirente;
  • dati identificativi del veicolo;
  • marca da bollo da 16 euro, se l’atto viene formato su carta;
  • eventuale documentazione sui poteri di firma, quando vende una società.

Nell’atto devono essere riportate le generalità delle parti, il codice fiscale dell’acquirente, la targa, il prezzo concordato e gli altri elementi richiesti dal modello utilizzato. La firma non va apposta a casa, ma deve essere eseguita davanti al pubblico ufficiale o al soggetto autorizzato, dopo la verifica dell’identità.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 12:00:14 +0000
News n. 16
Autovelox, Salvini: “In Italia sono 3.305, spenti quelli irregolariâ€

Il 23 luglio 2026 segna una data spartiacque per la gestione della sicurezza stradale in Italia. Durante il question time al Senato, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato un’imponente operazione di riordino che ha portato allo spegnimento di migliaia di dispositivi per il rilevamento della velocità.

In poche parole: gli autovelox. L’obiettivo dichiarato non è eliminare i controlli, ma ricondurli a una logica di trasparenza e utilità reale, eliminando quegli strumenti percepiti dai cittadini più come “trappole” per fare cassa che come presidi di sicurezza.

Una riforma attesa da decenni

L’intervento legislativo mira a colmare un vuoto normativo e una frammentazione che duravano da oltre tre decenni. Come sottolineato dal ministro durante l’audizione, “abbiamo lavorato a lungo con gli enti locali e con le associazioni e siamo arrivati, dopo trentaquattro anni, a mettere ordine in materia di autovelox”.

All’inizio dell’attuale mandato governativo, si ipotizzava la presenza di circa 10-11 mila dispositivi sul territorio nazionale; oggi, a seguito della verifica di rispondenza alle regole vigenti, ne risultano attivi solo 3.305.

Perché molti autovelox sono stati spenti

La decisione di disattivare una quota così massiccia di apparecchiature non è stata casuale, ma è scaturita dal mancato rispetto delle normative tecniche e di segnalazione. Il criterio seguito dal Ministero è stato chiaro: eliminare ciò che non era a norma. “Abbiamo semplicemente spento autovelox furbetti, mal segnalati o nascosti” ha precisato Salvini.

La filosofia alla base di questa scelta distingue nettamente tra la sanzione educativa e quella vessatoria. Il Ministero ribadisce infatti che i rilevatori di velocità sono “fondamentali come strumento di prevenzione e sanzione nelle zone assolutamente dimostrate a rischio”, ma non devono diventare strumenti impropri di prelievo fiscale qualora manchino i requisiti di visibilità e corretta indicazione per l’automobilista.

La mappa dei dispositivi disattivati

L’operazione di “pulizia” ha interessato l’intera penisola, con un impatto particolarmente significativo nelle regioni settentrionali e nelle grandi aree metropolitane. In termini regionali, la Lombardia guida la classifica con ben 144 autovelox disattivati, seguita dal Piemonte con 131 e dall’Emilia Romagna con 95. Anche il Veneto (84) e la Toscana (69) hanno visto una sensibile riduzione del numero di postazioni attive.

Scendendo lungo lo Stivale, i dispositivi spenti sono stati 33 nel Lazio, 16 in Liguria, 15 nelle Marche, 12 in Abruzzo, 9 nella provincia di Trento, 8 in Sicilia e 6 in Sardegna. Se si guarda alle singole città, il dato più eclatante arriva dalla città metropolitana di Milano, dove sono stati spenti ben 111 autovelox, mentre a Roma e Torino le disattivazioni sono state 28 per ciascuna città.

Oltre la velocità: la sicurezza stradale a 360 gradi

Il riordino degli autovelox si inserisce in un piano più ampio di sicurezza stradale che tocca altre criticità, come la gestione dei monopattini e i raduni clandestini. Per quanto riguarda i raduni automobilistici illegali, come quelli segnalati nell’area del Lago di Garda, il Ministero ha confermato un monitoraggio costante in collaborazione con l’Interno per contrastare condotte di guida pericolose in zone ad alto flusso turistico.

La nuova linea del Ministero punta a restituire credibilità agli strumenti di controllo. Riducendo il numero di autovelox a quelli strettamente necessari e regolamentari, si spera di aumentare l’accettazione sociale di tali misure, trasformandoli da “nemici” degli automobilisti a veri alleati della sicurezza stradale nei punti più critici del Paese.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 11:00:21 +0000
News n. 17
Roma, scoperti 21 container pieni di moto rubate: tre arresti e due denunce

Il silenzio del quartiere Parioli, negli ultimi tempi turbato da una serie di furti di motociclette, ha trovato risposta in un’imponente operazione di polizia giudiziaria che ha svelato un complesso sistema di riciclaggio internazionale.

I Carabinieri della Compagnia Roma Parioli, supportati dai militari della Stazione di Ponte Galeria e in stretta collaborazione con il Gruppo e la Compagnia di Ostia, hanno inferto un colpo durissimo a un’organizzazione dedita alla ricettazione di veicoli a due ruote.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, si è conclusa con il fermo di tre cittadini stranieri e il sequestro di un vero e proprio “tesoro” meccanico pronto a lasciare il Paese.

La pista dei container a Ponte Galeria

L’attività investigativa, nata per contrastare i furti avvenuti nel quadrante nord della Capitale, ha condotto i militari fino a via della Magliana, in località Ponte Galeria. Qui, all’interno della sede di una società privata, i Carabinieri hanno individuato un’area di stoccaggio sospetta.

Un meticoloso servizio di osservazione ha permesso di accertare la presenza di ben 54 container, tutti locati a soggetti stranieri, che fungevano da base operativa per il transito della merce illecita. Dopo aver ottenuto il via libera dalla Procura, gli investigatori hanno proceduto all’apertura forzata dei moduli metallici, rivelando uno scenario inquietante.

In 21 dei container controllati erano stipate motociclette di varie cilindrate e una quantità enorme di parti di ricambio. Molti dei mezzi erano già stati smontati e accuratamente imballati, pronti per essere caricati e spediti illegalmente fuori dai confini dell’Unione Europea.

I responsabili e il materiale sequestrato

Durante il blitz, i Carabinieri hanno sorpreso sul posto i tre principali indiziati: tre uomini di 53, 28 e 54 anni, tutti senza fissa dimora e con precedenti penali specifici. Per loro è scattato il fermo con l’accusa di ricettazione e riciclaggio in concorso, provvedimento già convalidato dall’Autorità Giudiziaria. Altri due complici, di 50 e 54 anni, sono stati invece denunciati a piede libero per i medesimi reati.

All’interno dei moduli riconducibili ai tre fermati è stata accertata la presenza di numerosi mezzi di sicura provenienza illecita. Nei restanti container, legati ai soggetti denunciati, è stato invece rinvenuto materiale di dubbia origine e privo di elementi identificativi, sul quale sono tuttora in corso accertamenti tecnici volti a risalirne alla provenienza. L’intera area, comprensiva dei 21 container e del loro prezioso contenuto, è stata posta sotto sequestro.

Un’indagine ancora aperta

Il ritrovamento di questo “hub” logistico rappresenta solo un tassello di un mosaico più ampio. Le indagini dei Carabinieri proseguono ora su due fronti: da un lato, l’analisi dei veicoli sequestrati per identificare i legittimi proprietari e procedere alle restituzioni; dall’altro, la caccia a numerosi altri locatari stranieri dei restanti container che, al momento dell’operazione, sono risultati irreperibili.

L’operazione sottolinea l’efficacia del coordinamento tra le diverse componenti dell’Arma sul territorio romano, capace di risalire dal singolo furto di quartiere fino alle rotte internazionali del traffico di veicoli rubati. Resta inteso che, essendo il procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari, i soggetti coinvolti devono considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 10:11:18 +0000
News n. 18
Tesla FSD bocciato dalla Francia: dubbi su sicurezza e distrazione del conducente

Il dibattito sul futuro della guida autonoma nel Vecchio Continente ha subito una brusca frenata a causa della presa di posizione netta della Francia. Il governo di Parigi ha ufficialmente espresso la propria opposizione all’uso del software Full Self-Driving (FSD) di Tesla sulle strade dell’Unione Europea nella sua forma attuale. Questa decisione rappresenta il primo rifiuto pubblico da parte di un governo dell’Ue nei confronti di un’iniziativa guidata dai Paesi Bassi che mira ad approvare questa tecnologia in tutto il territorio comunitario.

Le ragioni del “no”: sicurezza e responsabilità

La motivazione centrale che ha spinto la Francia a porre questo limite risiede in profonde preoccupazioni legate alla sicurezza stradale. Attraverso una dichiarazione video, il Ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, ha puntato il dito contro due rischi specifici che il software comporterebbe: il rischio di eccesso di velocità e la potenziale disattenzione del conducente.

Secondo il governo francese, sebbene il sistema FSD rappresenti un indubbio progresso tecnologico, i compromessi richiesti in termini di sicurezza non sono ancora ritenuti accettabili. “In Francia crediamo che, mentre questo sistema apporta una serie di progressi tecnologici, i compromessi sulla sicurezza non siano ancora sufficienti a giustificare l’autorizzazione nella sua forma attuale” ha dichiarato esplicitamente Tabarot. Il timore è che il conducente umano, pur dovendo rimanere pronto a intervenire in ogni momento, possa essere indotto a un falso senso di sicurezza, riducendo i propri livelli di vigilanza necessari per gestire situazioni impreviste.

Un fronte europeo diviso

La posizione francese crea una spaccatura significativa all’interno dell’Unione Europea. Fino a questo momento, la tendenza sembrava favorevole a Tesla: l’autorità stradale dei Paesi Bassi (RDW) aveva infatti approvato in via provvisoria la tecnologia ad aprile 2026, spingendo nazioni come Belgio, Danimarca, Estonia e Lituania a fare lo stesso in vista di un possibile voto a livello europeo previsto per l’autunno.

Tuttavia, la Francia non è sola nel suo scetticismo. Tabarot ha accennato al fatto che altri Paesi europei condividono le medesime preoccupazioni, pur non nominandoli direttamente, sebbene fonti giornalistiche indichino che anche la Svezia potrebbe opporsi all’approvazione. Per Tesla, l’FSD è considerato un punto di vendita cruciale e un importante generatore di entrate, specialmente in un momento in cui le immatricolazioni del marchio in Europa stanno iniziando a riprendersi dopo il calo dell’anno precedente.

Cos’è il Full Self-Driving (FSD) e la replica di Musk

Per comprendere la portata del limite imposto, occorre definire la natura della tecnologia coinvolta. Il Full Self-Driving di Tesla è classificato come un sistema di assistenza alla guida capace di gestire autonomamente accelerazione, frenata e sterzata, ma che richiede obbligatoriamente che il conducente umano rimanga sempre vigile e pronto a riprendere il controllo del veicolo in qualsiasi momento.

La reazione di Elon Musk alla chiusura francese non si è fatta attendere. Attraverso una dichiarazione rilasciata sulla sua piattaforma social X, il CEO di Tesla ha criticato aspramente la posizione di Parigi, affermando che “ritardare l’approvazione dell’FSD in Francia costerà vite umane”, sostenendo implicitamente che la tecnologia sia già più sicura della guida puramente umana.

Prospettive future

Nonostante la ferma opposizione attuale, il dialogo non si è interrotto. Il Ministro Tabarot ha confermato che la Francia sta continuando le discussioni tecniche con i Paesi Bassi e altri Stati membri dell’Ue riguardo a questa tecnologia. La sfida resta quella di trovare un equilibrio normativo che permetta l’innovazione senza compromettere i rigidi standard di sicurezza stradale che la Francia, e una parte crescente dell’Europa, non sembrano disposti a negoziare.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 09:29:17 +0000
News n. 19
GP Ungheria, Ferrari porta una nuova ala Macarena: ecco come funziona

Budapest rappresenta una grande occasione per la Ferrari, favorita dalle caratteristiche guidate del tracciato ma chiamata a decifrare la complessa incognita di un asfalto a grip variabile. Per dominare all’Hungaroring, la Rossa ha introdotto un pacchetto di micro-aerodinamica volto a massimizzare carico e upwash. La vera chiave del weekend sarà unire queste novità a un assetto chirurgico, un connubio fondamentale per gestire le gomme e contenere la minaccia della Mercedes.

Il lavoro della Rossa per Budapest

L’attesa per il Gran Premio d’Ungheria accende le speranze dei tifosi del Cavallino. Dopo aver visto la SF-26 lottare per la vittoria a Spa-Francorchamps, in un contesto che non era favorevole, vige una certa sensazione: le sinuose curve dell’Hungaroring potrebbero esaltare le doti della SF-26. Il tracciato magiaro è composto da sezioni guidate e da una minore incidenza della power unit: sembrerebbe il palcoscenico ideale per la Rossa.

Una vettura di Formula 1 che ha recentemente dimostrato una netta superiorità nelle velocità di percorrenza delle curve medio lente. Ma l’esito del fine settimana magiaro è tutt’altro che scontato o già scritto. La vera sfida si giocherà sulla perfetta esecuzione di ogni singolo dettaglio. L’ombra del passo falso di Monaco c’è, dove la Ferrari doveva dominare senza ostacoli.

Sappiamo bene come andò a finire con il dominio della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli: da qui serve la massima cautela. In quell’occasione, la W17 seppe trovare il bilanciamento ideale sfruttando assetti più morbidi e una finestra di rigidezze ridotta. Ma torniamo al presente: a complicare ancora di più il rebus tecnico ci pensa la superficie della pista. L’Hungaroring è attualmente un mosaico di asfalti differenti: il rettilineo principale e il terzo settore presentano manti molto recenti.

Al contrario, la parte centrale del circuito conserva una superficie decisamente più datata. Questa eterogeneità costringerà i piloti a gestire un improvviso cambio di aderenza all’interno dello stesso giro, rendendo la ricerca dell’assetto ottimale un vero grattacapo per gli ingegneri. In questo scenario, e non potrebbe essere altrimenti, il comportamento degli pneumatici farà tutta la differenza.

Mercedes soffre particolarmente gli asfalti vecchi e a bassa aderenza, poiché denota una leggera carenza di carico aerodinamico rispetto alla Ferrari. Meno aderenza significa meno grip, un fattore che sulla carta pende a totale favore della SF-26. Ma la costruzione del giro perfetto richiede un controllo super delle gomme, specie considerando che le temperature saliranno durante il weekend.

La nuova ala posteriore della Ferrari

Ferrari può recitare il ruolo di protagonista? Assolutamente sì. Ma per farlo deve unire tutti i punti del puzzle. Anche per questo arriva un aggiornamento del team italiano specifico per il tracciato, che lavora per adattare al meglio la vettura al kartodromo magiaro: parliamo dell’ala posteriore. A Monaco, la Rossa aveva snobbato queste particolari appendici aerodinamiche collocate al centro della specifica.

Di fatto, tra le squadre di vertice era l’unica a ignorare totalmente questa via di sviluppo. Le cose sono ora cambiate, in quanto il team di Maranello ha capito come questo tipo di soluzione può fare la differenza. La nuova ala posteriore mostra un insieme di profili, dove l’architettura di questo multi-elemento non è affatto casuale e ottimizza una specifica area concessa dal regolamento.

Sfruttando il volume che ospita il meccanismo di attivazione con cui le vetture aprono e chiudono l’ala, si palesa una sorta di triplano aerodinamico con duplice utilità: generare carico aggiuntivo e incrementare la spinta locale esaltando il fenomeno dell’upwash. A Monaco, i team sfruttarono queste soluzioni anche perché la FIA aveva imposto il divieto assoluto di impiegare l’aerodinamica attiva tra i muretti cittadini.

A Budapest, viceversa, l’organo federale ha dato il via libera all’utilizzo dei sistemi mobili; un dettaglio normativo cruciale che impone a questi elementi di ancorarsi unicamente al mainplane, senza potersi in alcun modo appoggiare sulle sezioni mobili. Oltre a questo, il team ha implementato ulteriori piccoli device sul bordo d’uscita dell’ultimo elemento dell’ala.

Questa cura maniacale per i dettagli si estende alle micro-appendici progettate per prolungare la sezione centrale: una mossa pensata per favorire la corretta rotazione dell’ala. Anche in questo caso, l’obiettivo è aumentare il carico generato localmente. La storica scuderia italiana ha puntato tutto su una micro-aerodinamica estrema per cucire la vettura addosso alle tortuose esigenze del circuito ungherese. ok niente

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 09:25:17 +0000
News n. 20
Il Governo lancia il noleggio sociale: chi può avere un’auto nuova a 100 euro al mese

Il panorama dell’automotive italiano si arricchisce di una misura inedita che punta a coniugare la transizione ecologica con l’equità sociale. È stato presentato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il nuovo programma di noleggio sociale a lungo termine, un’iniziativa prevista dal Dpcm Automotive e illustrata dal Ministro Adolfo Urso insieme al Presidente dell’Automobile Club d’Italia (ACI), Geronimo La Russa.

L’obiettivo è duplice: da un lato accelerare il rinnovo del parco circolante nazionale per migliorare la sicurezza stradale e l’ambiente, dall’altro favorire l’accesso alla mobilità per le famiglie a basso reddito.

Una misura dal valore morale e sociale

Nelle parole del Ministro Urso, il noleggio sociale rappresenta una svolta sul piano “morale e sociale”. La misura è pensata specificamente per chi oggi non ha le risorse economiche per rottamare un’auto vecchia e inquinante e acquistarne una nuova. Grazie a questo programma sperimentale, tali soggetti potranno acquisire a noleggio un’auto sostenibile e più sicura. Il Governo ha inoltre assicurato che, in caso di successo della sperimentazione, verranno stanziate tutte le risorse necessarie per trasformare questa iniziativa in una politica industriale strutturale e più equa.

I dettagli tecnici: costi, durata e beneficiari

Il programma, che resterà attivo fino al 30 giugno 2030, è riservato alle persone fisiche con un ISEE inferiore a 30.000 euro. La formula proposta è estremamente accessibile: un contratto di noleggio a lungo termine della durata minima di 36 mesi con un canone sociale di soli 100 euro al mese (IVA inclusa).

Il contratto prevede un limite di percorrenza fissato a 12.000 chilometri annui. Un aspetto particolarmente interessante riguarda la conclusione del periodo di noleggio: al termine dei tre anni, il beneficiario avrà la possibilità di acquistare il veicolo usufruendo di uno sconto del 10% sul valore di mercato.

Veicoli ammessi e obbligo di rottamazione

Per accedere a questa agevolazione, la normativa impone requisiti stringenti sia sul veicolo in uscita che su quello in entrata. È infatti obbligatoria la rottamazione di un veicolo fino a Euro 4, che deve essere di proprietà del richiedente da almeno 12 mesi.

Per quanto riguarda l’auto da noleggiare, deve trattarsi di un veicolo nuovo, immatricolato in Italia e appartenente alla categoria M1 (autovetture). I requisiti ecologici prevedono un’omologazione almeno Euro 6 e un limite di emissioni di CO2 non superiore a 135 grammi per chilometro.

La strategia politica: stop agli “incentivi a pioggia”

La presentazione della misura è stata anche l’occasione per il Ministro Urso di ribadire un cambio di rotta nella politica degli incentivi. Il Ministro ha dichiarato che non verranno più utilizzati gli “incentivi a pioggia”, poiché in passato hanno finito per favorire l’acquisto di auto straniere, specialmente cinesi. L’obiettivo futuro è legare i sussidi al principio del “Made in Europe”: quando entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo, gli incentivi potranno essere destinati esclusivamente ad auto con almeno il 70% di componentistica europea.

Urso ha inoltre sollevato una critica alle attuali regole dell’Unione Europea, sostenendo che senza un cambiamento a livello di Bruxelles, gli sforzi nazionali rischiano di essere inefficaci, paragonandoli al tentativo di “svuotare il mare con un secchiello”.

Come aderire: il “Click Day”

L’accesso al programma sarà gestito tramite un click day, come confermato dal Presidente dell’ACI, Geronimo La Russa. L’Automobile Club d’Italia, forte della sua storia ultra-secolare di vicinanza ai cittadini e ai servizi di mobilità, collaborerà attivamente alla riuscita dell’iniziativa per garantire che il contributo arrivi effettivamente a chi ne ha più bisogno.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 08:20:05 +0000
News n. 21
Distributori carburanti, arriva la riforma: obbligo di colonnine e biocarburanti dal 2028

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a quella che è stata definita dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, come una “svolta storica”: la riforma della rete di distribuzione dei carburanti. Inserito nel disegno di legge annuale per la Concorrenza 2026, il provvedimento punta a trasformare radicalmente il volto dei distributori italiani, accompagnandoli verso un futuro multimodale e meno dipendente dai combustibili fossili.

Razionalizzazione e riconversione

Il fulcro della riforma risiede nella razionalizzazione della rete, che oggi conta troppi punti vendita spesso inefficienti o tecnologicamente superati. L’obiettivo dichiarato è favorire la chiusura o la riconversione degli impianti obsoleti e a basso erogato, spingendoli verso nuove forme di energia come i biocarburanti e la ricarica elettrica.

Una delle novità più incisive riguarda il futuro delle autorizzazioni: dal 2028, per ottenere una nuova licenza, i titolari degli impianti dovranno obbligatoriamente offrire almeno una soluzione di alimentazione alternativa ai carburanti tradizionali, che si tratti di elettricità, biocarburanti o idrogeno. Per i distributori attuali, questo significa dover pianificare per tempo una trasformazione strutturale della propria offerta commerciale.

Supporto economico e incentivi

Per non lasciare solo il settore in questo passaggio delicato, la riforma istituisce un fondo da 120 milioni di euro per il triennio 2028-2030, con una dotazione di 40 milioni all’anno. Questo pacchetto finanziario è destinato a due scopi principali:

  • contributi alla riconversione: i titolari possono ricevere un contributo fino a 60.000 euro (nel limite del 50% delle spese sostenute) per trasformare il punto vendita in una stazione di ricarica elettrica o per la produzione di biocarburanti;
  • indennizzi per la cessazione: per i gestori che scelgono di non proseguire l’attività nell’impianto convertito, è previsto un ulteriore indennizzo non superiore a 20.000 euro.

Procedure semplificate

La riforma non tocca solo l’aspetto energetico, ma interviene pesantemente sulla tutela dei gestori e sulla stabilità dei loro rapporti con le grandi compagnie petrolifere. Vengono introdotte regole chiare per rendere i contratti più stabili e trasparenti, con garanzie minime e sanzioni severe per chi utilizza forme contrattuali non conformi.

Dal punto di vista tecnico, il provvedimento semplifica le procedure di dismissione. Per i distributori che chiudono, sono previste modalità precise per la messa in sicurezza: dalla rimozione delle infrastrutture fuori terra all’inertizzazione dei serbatoi interrati e delle condotte, garantendo l’isolamento delle matrici ambientali e il recupero dei residui di prodotto.

Nuovi obblighi di informazione al consumatore

Infine, la riforma cambia anche il rapporto visivo con l’utente finale. I titolari degli impianti avranno l’obbligo di fornire un’adeguata informazione ai consumatori sulla disponibilità di prodotti a basso impatto ambientale. Sarà necessario segnalare chiaramente la presenza di biocarburanti in purezza, biometano, idrogeno ed e-fuel.

La riforma non è solo un piano di ammodernamento, ma un processo governato verso la decarbonizzazione che mira a salvaguardare la continuità del servizio anche nelle aree interne e nelle isole minori, garantendo al contempo che la trasformazione del trasporto stradale sia “sostenibile e innovativa”. Vedremo se tutto ciò darà una spinta al rinnovamento di tutto il settore, che inevitabilmente dovrà guardare al domani con un occhio differente.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 07:32:17 +0000
News n. 22
F1, Antonelli rimpianto Ferrari: arriva l’ammissione di Mercedes

Il matrimonio tra Antonelli e Ferrari potrebbe essere celebrato in futuro, ma la sensazione è che si sia persa una grande occasione per creare un binomio tricolore di assoluto impatto. Erano anni che l’Italia non aveva in griglia un pilota e a soli 19 anni il bolognese sta riscrivendo tutti i record della categoria, soprattutto grazie alla lungimiranza di Toto Wolff e un progetto tecnico di assoluto valore.

In Ferrari Kimi non avrebbe mai trovato un ambiente pronto e un mezzo all’altezza del suo talento, finendo probabilmente per essere sommerso dalle pressioni. Mercedes ha creduto nelle potenzialità di un enfant prodige, difendendolo nell’anno di debutto nel circus, in sostituzione di una leggenda come Lewis Hamilton passato alla Ferrari. L’affare vero pare averlo fatto il team con sede a Brackley che, in un colpo solo, ha risparmiato sul cospicuo ingaggio dell’esperto anglocaraibico, investendo tutto sul giovane italiano.

AKA, come è soprannominato a causa delle iniziali del suo nome e cognome, è stato due volte campione europeo di kart nella categoria OK (nel 2020 e 2021) ed è cresciuto sotto l’ala protettiva del boss della Mercedes. Nelle monoposto aveva subito dimostrato la sua velocità, conquistando la Formula 4 ADAC, la Formula 4 italiana e i FIA Motorsport Games nella categoria Formula 4 nel 2022, la Formula Regional Middle East e la Formula Regional Europea nel 2023.

Nonostante una sola annata in Formula 2 non indimenticabile, terminata con un sesto posto in graduatoria, il pilota è stato premiato con il sedile della Mercedes nella passata stagione.

Occasione persa da Ferrari

Nel contesto italiano, dopo i risultati altalenanti in F1 del 2025, Antonelli sarebbe stato demolito dalla stampa. In un’intervista concessa sito belga Rtbf, in occasione del weekend di Spa-Francorchamps, Toto Wolff ha risposto a una domanda su un ipotetico futuro di Andrea Kimi Antonelli in Ferrari. L’austriaco ha ammesso:

“Siamo consapevoli di questa possibilità, ma Kimi è un pilota Mercedes da quando aveva 11 anni. La Ferrari avrebbe dovuto prenderlo 6 o 7 anni fa, invece di rendersi conto solo ora di avere un bravo pilota italiano. Certo, faranno di tutto per avere un pilota italiano. I suoi genitori si stanno affacciando in un mondo che non conoscono. I media italiani gli hanno messo molta pressione, paragonandolo ad Ayrton Senna già dalla seconda gara. Ho chiesto loro di calmarsi un po’ perché parlavamo di un 19enne che aveva vinto 2 gare e non 3 mondiali. Ma l’Italia è orgogliosa di avere un giovane pilota. Da molto tempo non ne hanno uno così competitivo”.

L’avvertimento di Mercedes

Toto Wolff ha lanciato una frecciata al management della Rossa che si è lasciato sfuggire probabilmente il più grande talento italiano della storia moderna dell’automobilismo. Charles Leclerc, e in prospettiva Oliver Bearman, sono due alfieri dell’Academy su cui puntare, ma un pilota bolognese avrebbe avuto ben altro effetto rispetto all’inglese in forza alla Haas.

In Mercedes, nonostante il vantaggio in classifica e la crescita di Kimi, non sono disposti ad abbassare la guardia. L’obiettivo dichiarato del manager austriaco è continuare a proteggere il driver italiano nella rincorsa al titolo. Nel box della Stella sono consapevoli che potrebbero esserci momenti difficili in futuro, anche se fino ad ora non ce ne sono stati, salvo qualche avaria dovuta all’inaffidabilità della W17. Nel complesso la vettura anglo-tedesca ha dimostrato di essere un concentrato di tecnologia quasi imbattibile per i competitor in griglia.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 06:20:25 +0000
News n. 23
Sciopero dei trasporti 24 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 24 luglio 2026 si svolgeranno quattro scioperi che coinvolgono il settore dei trasporti in diverse aree d’Italia. In questo articolo forniamo una panoramica essenziale sugli scioperi previsti, indicando i dettagli geografici, le società coinvolte, la durata, i sindacati promotori e i settori interessati. Di seguito sono elencate tutte le informazioni dettagliate sugli scioperi fissati per questa data.

Sciopero dei trasporti nelle Marche

È previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, che interessa il trasporto pubblico locale sull’intero territorio della Regione Marche. Coinvolto il personale delle aziende di trasporto pubblico locale della regione. Lo sciopero è indetto dal sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero dei trasporti a Salerno (Campania)

È indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 9.00 alle 13.00, nel settore del trasporto pubblico locale a Salerno. È coinvolto il personale della società SITA SUD di Salerno. Lo sciopero è promosso dal sindacato OSP UGL AUTOFERRO.

Sciopero ferroviario nazionale (Italia)

A livello nazionale è previsto uno sciopero che coinvolge il settore ferroviario e il trasporto merci su rotaia per 24 ore, dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio. Lo sciopero riguarda il personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria, ed è indetto dai sindacati CUB TRASPORTI e SGB.

Sciopero ferroviario a Verona (Veneto)

A Verona è indetto uno sciopero di 24 ore (dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio) riguardante il settore ferroviario a rilevanza locale. Sono coinvolti il personale di manutenzione, amministrativo e ingegneria della società RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud. I sindacati promotori sono OSR ORSA FERROVIE e SLM-FAST-CONFSAL.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 24
Cybertruck coinvolto in un incidente a catena: impressionano i danni al pick-up Tesla

Il pomeriggio di sabato 18 luglio 2026, intorno alle 13:43, la quiete di Silver Spring, nel Maryland, è stata interrotta da quello che i testimoni hanno descritto come un “miracolo”. All’incrocio tra Columbia e Fairland Road, un massiccio camion commerciale per traslochi ha perso improvvisamente il controllo, piombando su una colonna di almeno dieci veicoli. Tra le auto coinvolte, quella che ha catturato maggiormente l’attenzione dei media e dei primi soccorritori è stata un Tesla Cybertruck, protagonista di una dinamica d’impatto così violenta da essere definita “disturbante” anche per gli standard dei moderni crash-test.

La dinamica

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla polizia della contea di Montgomery, il camion fuori controllo ha colpito la fila di auto ferme o in lento movimento. Il Cybertruck, un gigante elettrico da quasi 3.000 chilogrammi, ha ricevuto un colpo obliquo estremamente violento proprio dietro la cabina dei passeggeri. La forza dell’urto è stata tale da strappare la sezione posteriore del pick-up, separandola dal resto del veicolo.

Le riprese aeree effettuate dai droni e i filmati trasmessi dai notiziari locali hanno mostrato una scena caotica, con detriti, vetri infranti e componenti automobilistici sparsi su tutta l’intersezione della Columbia Pike. Il Cybertruck è apparso tagliato nettamente in due sezioni separate: l’intero cassone di carico riposava sull’asfalto a breve distanza dalla cabina di guida, che sembrava quasi un’entità a sé stante.

Tema sicurezza e l’integrità dell’esoscheletro

Nonostante l’aspetto catastrofico dei danni, l’incidente ha offerto una prova sul campo della resilienza strutturale del veicolo di Tesla. Sebbene la sezione posteriore sia stata tranciata via, l’esoscheletro in acciaio inossidabile e la cabina dei passeggeri sono rimasti completamente intatti. Questa incredibile capacità di assorbire le forze estreme generate dal camion in movimento ha impedito che i passeggeri all’interno subissero lesioni gravi o fatali.

I soccorritori del servizio antincendio e di salvataggio della contea di Montgomery hanno valutato sul posto un totale di 18 persone. Di queste, dieci sono state ospedalizzate con ferite lievi, inclusi tre bambini. Il fatto che nessuno abbia riportato ferite potenzialmente letali in un ammasso di lamiere di tale entità ha lasciato sbalorditi gli abitanti di Silver Spring, che hanno parlato apertamente di un esito miracoloso.

Conseguenze sulla viabilità e indagini in corso

L’incidente ha causato pesanti rallentamenti e un blocco totale della circolazione durante il fine settimana. Le autorità hanno dovuto chiudere completamente le corsie in direzione nord della U.S. Route 29 all’altezza di Musgrove Road per diverse ore, il tempo necessario alle squadre di emergenza per rimuovere l’enorme campo di detriti. La strada è stata riaperta solo verso le 16:15 del pomeriggio.

Attualmente, l’incidente resta sotto indagine attiva da parte della polizia. Non è ancora noto il motivo esatto per cui il conducente del camion per traslochi abbia perso il controllo del mezzo, innescando la reazione a catena. Mentre il Cybertruck torna al centro del dibattito sulla sicurezza stradale, questo evento rimarrà impresso nella cronaca per l’immagine iconica del pick-up futuristico diviso a metà, a testimonianza di una violenza meccanica che, per una volta, non si è trasformata in tragedia umana.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 05:40:36 +0000
News n. 25
Anas prepara l’esodo estivo: meno cantieri e bollino nero l’1 e l’8 agosto

L’estate 2026 si preannuncia come una delle stagioni più intense per la rete viaria italiana. Le stime indicano che, tra la fine di luglio e l’inizio di settembre, transiteranno lungo le strade e le autostrade del Paese quasi 500 milioni di veicoli. Per gestire questa mole impressionante di traffico e garantire la fluidità degli spostamenti durante le fasi critiche dell’esodo e del controesodo, Anas ha messo in campo il piano “Estate sicura 2026”, una strategia complessa che coinvolge infrastrutture, personale e comunicazione istituzionale.

Le criticità: bollini neri e cantieri aperti

Il coordinamento di Viabilità Italia ha individuato date precise in cui la pressione sulla rete stradale raggiungerà il suo apice. In particolare, la massima allerta riguarda le mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto, giornate per le quali sono stati previsti i cosiddetti bollini neri. Sebbene Anas gestisca oltre 30.000 chilometri di strade — destinati a diventare presto 43.000 — non sono state segnalate arterie intrinsecamente più critiche di altre; tuttavia, le difficoltà maggiori si concentreranno inevitabilmente nei tratti in cui sono presenti cantieri ancora attivi.

Per mitigare l’impatto dei lavori, Anas ha disposto la sospensione di ben 1.175 cantieri su 1.414, pari all’83% del totale degli interventi in corso. Tuttavia, permangono delle eccezioni locali: nel Lazio, ad esempio, su 22 cantieri presenti, cinque rimarranno aperti per ragioni tecniche o di urgenza, rappresentando punti di potenziale rallentamento per gli automobilisti. Per prevenire le criticità e prestare assistenza immediata, verranno impiegate circa 2.500 risorse a turnazione su tutto il territorio nazionale.

Sicurezza stradale: consapevolezza e incidenti

Il periodo estivo è storicamente complesso per la sicurezza stradale. Il presidente dell’Aci, Geronimo La Russa, ha evidenziato come i mesi di luglio e agosto facciano registrare circa il 20% dell’incidentalità annua, un dato influenzato non solo dai volumi di traffico ma anche dalle temperature elevate e dalla fatica.

Per contrastare questo fenomeno, Anas ha lanciato la campagna “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, volta a combattere le distrazioni tecnologiche e a promuovere la massima responsabilità al volante. Parallelamente, si osserva un miglioramento nei comportamenti degli italiani, che tendono sempre più a optare per le “partenze intelligenti” nei giorni feriali per evitare i picchi di congestione.

Consigli utili e rispetto dell’ambiente

Viaggiare informati è il primo passo per un tragitto sereno. Oltre alla collaborazione con Isoradio per la diffusione di aggiornamenti in tempo reale, Anas rivolge l’attenzione anche a tematiche sociali e ambientali. È attiva la campagna contro l’abbandono degli animali domestici, ricordando che il personale Anas salva mediamente un animale ogni cinque giorni dal pericolo di essere investito.

Un’altra criticità stagionale è legata ai roghi estivi, spesso causati dal lancio di mozziconi dal finestrino. Il messaggio che campeggia sui pannelli a messaggio variabile della rete è chiaro: “La strada non è un posacenere”, un appello al rispetto dell’ambiente per evitare incendi che possono mettere a rischio la sicurezza del viaggio stesso. Infine, per chi si sposta tra terra e mare, la collaborazione con la Guardia Costiera ricorda che la responsabilità necessaria per condurre una vettura non è diversa da quella richiesta per una barca. La parola d’ordine resta dunque la responsabilità, per far sì che la meta delle vacanze venga raggiunta in totale sicurezza.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 05:30:11 +0000


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