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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 21 aprile 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane è stata caratterizzata da numerosi tratti chiusi per lavori, specialmente sulla A1 Milano-Napoli e varie tratte liguri. Tra gli eventi più significativi, si segnala il tratto chiuso sulla A7 tra Vignole Borbera e Ronco Scrivia e la chiusura dell’uscita Genova Aeroporto sulla A10 fino alle 5 del 22 aprile. Di seguito, un aggiornamento dettagliato per tratta con tutte le limitazioni e rallentamenti attivi.

A1 MILANO-NAPOLI



22:03 – Fidenza
Entrata chiusa in entrambe le direzioni fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Fiorenzuola. Entrata consigliata verso Bologna: Parma.



22:03 – Caserta nord
Entrata chiusa verso Napoli fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Napoli: Caserta sud.



22:03 – Bivio A1/A11 Firenze-Pisa Nord
Allacciamento chiuso provenendo da Roma verso Firenze e Pisa fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Firenze: Prato est su A11 Firenze-Pisa Nord. Uscita consigliata da Roma: Firenze Ovest su A11 Firenze-Pisa Nord.



22:02 – Fidenza e Bivio A1/A15 Parma-La Spezia
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Bologna: Bivio A1/A15 Parma-La Spezia.



22:02 – Fiano Romano
Entrata chiusa verso Autostrada Milano-Napoli fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata: Castelnuovo di Porto.



21:59 – Melegnano Svincolo
Entrata chiusa verso Bologna fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Bologna: Lodi.



21:53 – Firenze Scandicci e Bivio A1/Firenze-Pisa-Livorno
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.



21:41 – Bivio A1/A14 Bologna-Taranto e Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Firenze: Bologna Casalecchio su Raccordo A1-A14. Uscita consigliata prov. da Milano: Bologna Borgo Panigale su A14 Bologna-Taranto.



21:05 – Rioveggio e Pian Del Voglio
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Firenze: Pian Del Voglio.



21:05 – Bivio Raccordo Piazzale Corvetto e Bivio A1 Milano-Napoli
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: San Giuliano. Uscita consigliata da Milano Piazzale Corvetto: San Giuliano.



21:05 – San Vittore
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 22/4/2026 provenendo da Napoli per lavori.
Uscita consigliata: Caianello.



21:24 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Traffico rallentato per veicolo fermo o avaria.
Direzione Milano



21:15 – Valdarno e Arezzo
Traffico rallentato per veicolo fermo o avaria.
Direzione Napoli



21:03 – Giove est
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.



21:20 – San Pietro
Servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 22/4/2026.



21:20 – San Pietro
Servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 del 22/4/2026.

A4 TORINO-TRIESTE



21:29 – Cavenago e Trezzo
Traffico rallentato per lavori.
Direzione Trieste

A5 TORINO-AOSTA-MONTE BIANCO



22:03 – Aosta Ovest Svincolo e Raccordo A5/SS26 dir
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.



22:01 – Aosta Ovest
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 22/4/2026 verso Monte Bianco per lavori.

A7 MILANO-GENOVA



22:06 – Vignole Borbera e Ronco Scrivia
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Genova: Ronco Scrivia.



21:54 – Busalla e Genova Bolzaneto
Traffico rallentato per mezzi in lento movimento.
Direzione Genova



21:36 – Ronco Scrivia e Genova Sampierdarena
Pioggia intensa lungo la tratta.
In entrambe le direzioni

A8 MILANO-VARESE



21:36 – Accesso Nord-est Fiera Milano
Deviazione in uscita fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Provenendo da A52 Tangenziale Nord.



21:03 – Solbiate Arno – Albizzate e Bivio A8/D08 Dir. Gallarate Gattico
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Busto Arsizio.



21:29 – Sesto Cal.-Vergiate e Bivio Diramaz. A8-A26/A26 Trafori
Pioggia intensa lungo la tratta.
In entrambe le direzioni

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



22:05 – Genova Aeroporto
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 22/4/2026 provenendo da Genova per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Genova: Genova Ovest su A7 Milano-Genova.



22:04 – Bivio Compl.Savona/A6 Torino-Savona
Allacciamento chiuso fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Torino: Altare su A6 Torino-Savona.
Uscita consigliata da Genova: Savona Vado.



22:02 – Arenzano e Bivio A10/A26 Trafori
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Genova: Genova Pra’.



21:40 – Genova Pegli e Arenzano
Pioggia intensa lungo la tratta.
In entrambe le direzioni

A11 FIRENZE-PISA NORD



20:50 – Migliarino nord
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.

A12 GENOVA-ROMA



21:16 – Bivio A12/A7 Milano-Genova e Deiva Marina
Pioggia intensa lungo la tratta.
In entrambe le direzioni

A13 BOLOGNA-PADOVA



21:47 – Ferrara sud
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 22/4/2026 provenendo da Bologna per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Altedo.



21:40 – Bivio Ss64 Porrettana e Bivio Ss16 Adriatica
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso SS16 Adriatica: Bivio Ss16 Adriatica.
Uscita consigliata da Autostrada Bologna Padova: Bivio Ss64 Porrettana.



21:31 – Adige est
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 22/4/2026.
Tratto chiuso.



21:01 – Villamarzana e Rovigo
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Padova: Boara.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Villamarzana.

A14 BOLOGNA-TARANTO



22:04 – Piceno ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.



22:03 – Pedaso e Grottammare
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Pescara: Grottammare.



21:18 – Forlì e Faenza
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Bologna: Faenza.
Uscita consigliata provenendo da Ancona: Forlì.



21:13 – Rimini Nord e Rimini sud
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Ancona: Rimini sud.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Rimini Nord.



21:30 – Foggia e Gioia del Colle
Pioggia intensa sulla tratta da chilometro 554.1 a 709.6, per una lunghezza di 155.5 km.
In entrambe le direzioni

A16 NAPOLI-CANOSA



22:00 – Vesuvio sud
Area di servizio con servizi di ristorazione chiusi.



22:00 – Vesuvio sud
Area di servizio con servizi igienici non disponibili.

A22 BRENNERO-MODENA



22:00 – Bolzano Nord
Svincoli chiusi in entrata verso Modena.



21:42 – Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Riaperto al traffico verso Milano.



21:31 – Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Allacciamento chiuso fino alle 05:00 del 22/4/2026 provenendo da Brennero verso Milano per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Reggio Emilia.
Uscita consigliata da Brennero: Campogalliano.



21:06 – Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Chiuso al traffico proveniendo da Brennero verso Milano.



21:01 – Bolzano sud e Bolzano Nord
Tratto chiuso.

A23 PALMANOVA-TARVISIO



22:02 – Pontebba e Tarvisio Nord
Tratto chiuso fino alle 04:00 del 22/4/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Tarvisio: Tarvisio Nord.
Uscita consigliata da Autostrada Torino-Trieste: Pontebba.



20:41 – Gemona Osoppo e Ugovizza
Pioggia intensa lungo la tratta.
In entrambe le direzioni

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 20:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Shiva, un garage esagerato che vale una fortuna

Musica e motori: un binomio indissolubile che non può mai mancare in un rapper. Tra gli ospiti di Belve nella puntata di martedì 21 aprile, Shiva ha un conclamato debole per le auto di grande cilindrata, possibilmente vistose, come quelle che compongono il suo parco macchine, le due facce della potenza.

La sinfonia italiano del V10

Il fiore all’occhiello del cantante monta il motore in posizione centrale e dichiara radici italiane. Spinta da un motore 5.2 V10 aspirato, la Lamborghini Huracán Spyder rappresenta un “animale in via d’estinzione”, parte di una gamma articolata su più piani. Sul mercato dell’usato italiano, la Huracán Spyder oscilla oggi indicativamente tra i 230.000 e i 320.000 euro per gli esemplari più diffusi, con punte superiori per le EVO più recenti e meno chilometrate. Se la versione LP 610-4 si differenzia per la trazione integrale, la EVO eleva il livello tecnologico, sprigionando 640 CV e un’elettronica capace di coprire lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,1 secondi.

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Meno chirurgica, la variante RWD a trazione posteriore solletica le fantasie dei puristi, un altro modo di approcciarsi alla guida. Il pregio migliore rimane il sound meccanico che invade l’abitacolo in appena 17 secondi, il tempo richiesto dalla capote in tela per abbassarsi, così da godere di un allungo feroce, che solo un aspirato di questa cubatura sa regalare.

La “bestia” americana firmata Santana

Dall’altra parte del ring troviamo la Dodge Charger SRT, la massima espressione della muscle car trasformata in berlina, una risposta forte e combattiva ai raffinati modelli europei. Sul dritto la Charger SRT, tira fuori la mentalità da drag race e, nonostante le quattro ruote offrano una parvenza di civiltà, il proprio potenziale lo riserva alla pista, dove il carisma naturale incute sudditanza a chiunque le capiti a tiro.

La vettura di Shiva, tuttavia, non è un esemplare comune, bensì un progetto di personalizzazione estrema a firma RS Auto, che ne esaspera l’estetica “dark”. Caratterizzata da una finitura nero lucido supergloss, la Charger sfoggia un bodykit SRT completo, arricchito da una lama anteriore, minigonne allargate e una pitbar a sgancio rapido, accessorio puramente scenico e non idoneo all’uso stradale.

Amplificano l’impatto visivo cerchi forgiati dal pieno da 20†e un complesso sistema di illuminazione, dotato di barre LED dimmerabili e proiettori personalizzati con il logo “Santana” e la scritta “SMG”. All’interno, l’abitacolo è un tripudio di LED ambient e cielo stellato, dominato da un volante in carbonio con luci di cambiata e pelle traforata. Ogni dettaglio parla del brand del rapper, dai battitacchi “Eagles Business” fino al logo sul bocchettone del serbatoio, rendendo questo “frigorifero con il lanciafiamme” un pezzo unico al mondo.

Belve: sotto il cofano del rapper

Non pago di aver dominato le classifiche e le strade al volante delle sue auto, Shiva si appresta a cambiare registro e vivere un’esperienza più intima, e sotto certi versi rischiosa, come ospite di Belve. Nel programma cult di Rai Due, il rapper si confronta con lo stile irriverente e diretto di Francesca Fagnani.

Oltre a lui la puntata di martedì 21 aprile comprende Elettra Lamborghini e l’icona Brigitte Nielsen, la quale ha già scosso il pubblico nelle anticipazioni parlando del turbolento matrimonio con Sylvester Stallone. Messo alle strette dalle domande provocatorie e graffianti della giornalista, Shiva tirerà fuori la sua personalità più autentica, oltre l’immagine pubblica e i successi milionari.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 19:00:09 +0000
News n. 3
Genesis, via agli ordini della gamma in Italia: svelati i prezzi

Genesis, brand nato a Seul nel 2015, ha aperto gli ordini sul mercato italiano. Dopo il lancio in Germania, Regno Unito e Svizzera, il marchio coreano vuole farsi spazio nel Belpaese, puntando su vetture con un design distintivo in un segmento pieno di competitor di qualità.

I tre modelli Genesis pensati per affrontare con stile le nostre strade presentano powertrain full electric: i SUV GV60, Electrified GV70 e la berlina Electrified G80 sono disponibili in tre allestimenti – Pure, Premium e Luxury, con prezzi a partire da 56.400 euro. L’obiettivo della Casa asiatica è rompere gli schemi del lusso europeo con un approccio innovativo. Il cliente interessato viene trattato come un invitato d’onore, riprendendo la filosofia di “Son-nim” (ospite di riguardo), che verrà introdotto in un mondo premium diverso dal solito.

Lusso al giusto prezzo

Genesis ha previsto un listino di partenza di 56.400 euro per la GV60, di 69.900 euro per la Electrified GV70 e di 81.800 euro per la Electrified G80. Già inaugurato il primo showroom a Padova, presso Ferri Auto in Via Venezia 69/A, mentre il secondo aprirà nella Capitale entro la fine dell’estate, e altre aperture sono programmate nei mesi successivi. Charles Fuster, responsabile del brand Genesis in Italia, ha dichiarato:

“L’avvio dell’ordinabilità segna l’ingresso concreto di Genesis nel nostro Paese e conferma la volontà di costruire una presenza solida. Questi tre modelli interpretano in modo diverso la stessa idea di lusso contemporaneo, sempre riconoscibile nel linguaggio di design Athletic Elegance e in un’attenzione al dettaglio che privilegia equilibrio e comfort”.

Le vetture della gamma Genesis sono coperte dal programma 5-Year Care Plan, che comprende la garanzia di 5 anni (con chilometraggio illimitato), la manutenzione programmata gratuita nelle officine del marchio e assistenza stradale 24/7 in tutta Europa. Oltre agli aggiornamenti gratuiti per infotainment, navigatore e software di bordo.

Gamma auto Genesis
Ufficio Stampa Genesis
Genesis, via agli ordini in Italia

Proposte per tutti i gusti

Partiamo dalla Genesis GV60, commercializzata con un propulsore single e dual motor, con potenze da 229 a 490 CV e una batteria da 84 kWh (per un’autonomia fino a 561 km). Il SUV è proposto con cerchi da 19″ di serie, vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente, schermo OLED da 27″, ricarica wireless per gli smartphone, portellone elettrico e vernice pastello. Non mancano gli ADAS con una guida assistita di livello 2.

I prezzi della Genesis GV60 sono i seguenti:

  • GV60 Pure 229 CV: 56.400 euro
  • GV60 Premium 318 CV AWD: 66.300 euro
  • GV60 Luxury 490 CV AWD: 76.500 euro

La Genesis Electrified GV70 è venduta con powertrain dual motor da 490 CV e trazione integrale, associato a una batteria da 490 CV, per un’autonomia di 479 km nel ciclo Wltp. Di serie vi sono i cerchi da 19″, le barre sul tetto anodizzate, il portellone elettrico, vetri posteriori e lunotto riscaldabile, maniglie e griglia frontale cromate. Gli interni sono curati con sedili elettrici rivestiti in pelle, l’autenticazione tramite impronta digitale, la guida assistita di livello 2, il display OLED da 27″ e l’impianto audio da 8 altoparlanti.

I prezzi della Genesis Electrified GV70 sono i seguenti:

  • GV70 Pure 490 CV AWD: 69.900 euro
  • GV70 Premium 490 CV AWD: 73.900 euro
  • GV70 Luxury 490 CV AWD: 78.700 euro

La berlina Genesis Electrified G80 vanta due motori elettrici per una potenza complessiva di 370 CV, abbinati alla trazione integrale e a una batteria da 94,5 kWh, che assicura un’autonomia fino a 570 km (ciclo Wltp). L’allestimento Luxury, l’unico previsto, prevede cerchi da 19″, gruppi ottici anteriori a matrice di LED, modanature e maniglie cromate, sedili in pelle riscaldati e regolabili elettricamente con memorie, display da 27″, climatizzatore bizona, chiave digitale, botola passante per gli sci, sospensioni adattive, guida assistita di livello 2, pompa di calore e modalità one pedal. Prezzo? La GV80 Luxury 370 CV AWD costa 81.800 euro.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 14:08:18 +0000
News n. 4
Come risparmiare fino al 40% di carburante, i consigli dell’esperto

Con i prezzi del petrolio in costante altalena, milioni di italiani cominciano a considerare l’auto come un bene insostenibile, capace di incidere sul bilancio mensile quanto l’affitto o le bollette. Tuttavia, il risparmio non si ottiene solo cercando il prezzo inferiore alla pompa, bensì nasce da una combinazione di stile di guida e cura del veicolo. Piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane, suggerisce l’esperto di carVertical Matas Buzelis, possono dare benefici concreti.

Caro carburante: i trucchi per risparmiare

Il primo buon consiglio da porre in pratica riguarda la fluidità dei movimenti. Adottare uno stile aggressivo al volante, scandito da accelerate improvvise e frenate brusche, può aumentare i consumi fino al 40%. Trattare bene l’acceleratore permette al motore di “respirare” e riduce lo stress a carico delle altre componenti, dalle gomme alle sospensioni. Imparare a sfruttare il freno motore e le fasi di rilascio, invece di pestare sul freno all’ultimo secondo, trasforma l’inerzia del veicolo in una preziosa alleata del risparmio.

Spesso si sottovaluta l’importanza del comfort a bordo. Sebbene risulti indispensabile nelle giornate di caldo estremo, il climatizzatore mette a dura prova il compressore che può richiedere fino al 30% di carburante aggiuntivo. Servirsene con criterio, limitando l’uso solo allo stretto necessario, incide in positivo sulla tenuta del mezzo, allo stesso modo l’efficienza passa per la corretta pressione degli pneumatici. Un trucco spesso dimenticato è quello di rinfrescare l’abitacolo aprendo i finestrini prima di partire, per poi azionare il clima solo una volta in movimento, evitando che il sistema debba lavorare sotto sforzo massimo partendo da temperature torride.

Anche un impercettibile cambio degli pneumatici pesa sui consumi e sul portafoglio: una flessione dell’1% nella pressione taglia l’efficienza dello 0,3%, perché impone al motore di vincere una resistenza maggiore, bruciando più gocce di prezioso carburante. Se passi dal gommista una volta al mese tieni le spese sotto controllo e guidi tranquillo.

Il valore della manutenzione

A sua volta, gioca un ruolo decisivo la gestione del tempo e dello spazio. Fin troppo spesso gli automobilisti tendono a trasformare il bagagliaio in un deposito, ignari delle conseguenze: più lasci pesi superflui più all’auto serve energia per spostarsi. Inoltre, è preferibile pianificare in anticipo i percorsi, così da evitare gli ingorghi urbani e con essi i famigerati stop-and-go, rei di bruciare carburante senza produrre chilometri.

Nei lunghi tragitti autostradali, invece, il miglior alleato è il cruise control. Mantenere una velocità costante, priva delle micro-variazioni tipiche del piede umano, stabilizza i flussi di alimentazione e regala medie chilometriche sorprendenti. Accorpare diverse commissioni in un unico viaggio risparmia poi le continue partenze a motore freddo, condizione in cui il veicolo consuma parecchio.

Non è infine il caso di trascurare la salute meccanica del mezzo. Anziché una spesa, bisognerebbe leggere la manutenzione come un investimento. Anche se un piccolo intoppo a un sensore può sembrare poco rilevante, esso fa lievitare i costi del pieno in modo silenzioso. Lo stesso vale per l’usato: prima di comprare, meglio spulciare i dati storici del veicolo per scovare negligenze che potrebbero costare caro alla pompa. In fondo, la vera battaglia contro il caro carburante si vince con la prevenzione e un pizzico di furbizia.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 13:45:36 +0000
News n. 5
Assicurazione auto, sale il premio medio: rincari record a Roma e Milano

Il 2026 è iniziato all’insegna degli aumenti per gli automobilisti italiani. Per oltre mezzo milione di proprietari di un veicolo sono aumentate le spese. Chi è stato responsabile di un sinistro ha avuto un peggioramento della classe di merito e, di conseguenza, un rincaro automatico della polizza. Oramai basta anche solo un incidente con colpa a determinare una spesa maggiore. Il rincaro supera ampiamente il risparmio ottenuto negli anni precedenti.

Dal 1° gennaio 2026 l’imposta su alcune garanzie accessorie, come l’assistenza stradale e l’infortunio del conducente, è cresciuta al 12,5%. Un incremento che non riguarda la sola RC Auto obbligatoria, ma ha determinato delle conseguenze supplementari anche tra gli automobilisti. L’effetto è un aumento del costo complessivo della polizza negli anni, anche a parità di premio base. Con la piaga degli incidenti nel Belpaese, anche a causa dell’inflazione, la metà delle province registra premi medi inferiori a 404 euro.

Divari territoriali

L’aumento del carburante nel contesto generale di rincari mette davanti a nuove sfide gli italiani. Nel quarto trimestre dello scorso anno il premio più elevato si è registrato in Toscana, Lazio e Campania. Nel quarto trimestre del 2025 il prezzo medio della garanzia RC Auto si è attestato a 432 euro, in crescita su base annua del 3,5% in termini nominali e del 2,3% in termini reali.

L’Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha affermato che la crescita dei prezzi è pari quasi alla metà di quella osservata nel quarto trimestre 2024 (+6,6%) ed è più che dimezzata rispetto al 2023 (+7,8%). Le variazioni del premio medio su base annua a livello provinciale sono racchiuse tra 0% e +8,5%. Gli incrementi più importanti si registrano a Enna (+8,5%), Roma (+6,1%), Frosinone, Milano e Novara (+5,2%).

A Napoli il premio medio è superiore di 252 euro rispetto ad Aosta. Il differenziale è stabile rispetto al quarto trimestre del 2024, ma si è ridotto rispetto al 2012 del 50,4%. La diffusione della scatola nera rimane stazionaria, con un tasso di penetrazione pari al 17,7%. L’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni ha affermato che il 91,3% dei contratti determina l’applicazione di uno sconto. Lo sconto medio concesso dalle imprese è pari a 226 euro, corrispondente al 40% del premio di tariffa. La componente commerciale rappresenta il 68% dello sconto medio.

Tariffe RC Auto cresciute del 22,4%

Dal 2022 ad oggi il costo delle Rc Auto è aumentato del 22,4%, circa 79 euro in più per ogni automobilista. Con i 33,5 milioni di veicoli assicurati in Italia, il costo complessivo per gli automobilisti è di oltre 2,64 miliardi di euro in 3 anni. Numeri spaventosi, confermati dal Codacons, dopo le verifiche pubblicate dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass). A gennaio 2022, il costo medio si aggirava sui 350 euro, per l’esattezza 353 euro. Soltanto nell’ultimo trimestre del 2025, il prezzo lordo pagato alla compagnia per la copertura obbligatoria per legge è salito del 3,5% su base annua in termini nominali, per una media 432 euro a polizza.

Come sfuggire da questa morsa? Vi consigliamo di confrontare le varie offerte sul mercato, valutare con attenzione le garanzie necessarie, gli sconti e soprattutto di guidare in modo responsabile. Un piccolo errore al volante potreste pagarlo a caro prezzo negli anni futuri.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 13:06:24 +0000
News n. 6
Certificato COC auto: a cosa serve e come ottenerlo

Chi compra un’auto all’estero, chi deve reimmatricolare un veicolo in Italia e chi si trova a rincorrere un documento mancante: tutti questi soggetti trovano nel COC, il Certificato di Conformità, il documento di cui non possono fare a meno. Il COC serve a dimostrare che quel veicolo è stato costruito in conformità a un tipo omologato secondo la disciplina europea. In pratica è il documento base che collega il singolo veicolo al suo quadro di omologazione Ue. Il riferimento normativo è la direttiva quadro 2007/46/CE.

Questo certificato attesta che il veicolo rispetta tutte le normative europee in materia di sicurezza ed emissioni, consentendone la libera circolazione all’interno del mercato europeo senza necessità di altre omologazioni.

Che cos’è il COC e a cosa serve

Il COC auto è il certificato che il costruttore rilascia per accompagnare ogni veicolo costruito in conformità al tipo approvato. Il produttore deve emettere un certificato di conformità in formato cartaceo per ciascun veicolo completo, incompleto o completato conforme al tipo approvato e deve consegnarlo all’acquirente insieme al veicolo nuovo.

La normativa europea è stata introdotta con la direttiva 92/53/CEE del Consiglio europeo e prevede che il documento descriva le caratteristiche del mezzo e le sue prestazioni tecniche, tra cui la data di fabbricazione. I modelli standardizzati fissati a livello Ue mostrano che nel COC compaiono dati come categoria del veicolo, costruttore, VIN o numero di telaio, data di produzione, oltre a una lunga serie di dati tecnici su masse, configurazione, dimensioni, emissioni e combinazioni ruota-pneumatico.

Viene quindi usato come base tecnica nelle pratiche di immatricolazione. Il regolamento Ue prevede che dal 5 luglio 2026 i costruttori possano essere esentati dall’obbligo di rilasciare il certificato cartaceo insieme a ogni veicolo se mettono il COC a disposizione in formato elettronico strutturato. Dopodiché sempre dal 5 luglio 2026, gli Stati membri dovranno rendere accessibili i dati del certificato in formato elettronico attraverso il sistema comune di scambio.

Quando serve il Certificato di Conformità

Il caso tipico è l’importazione di un’auto da un altro Paese Ue o più precisamente la sua immatricolazione in un diverso Stato membro. Il Certificato di Conformità collega il veicolo a un’omologazione europea già riconosciuta. Se il COC non c’è, la normativa amministrativa italiana ammette una scheda tecnica integrativa del costruttore, una certificazione rilasciata da un ente estero autorizzato o da un’autorità pubblica estera oppure l’attestazione del codice OE rilasciata dal rappresentante italiano del costruttore.

In questo contesto, i veicoli nuovi di fabbrica, a prescindere dalla provenienza, devono essere accompagnati da un COC valido al momento della richiesta di immatricolazione in Italia. I veicoli già immatricolati in un altro Paese dell’Unione europea devono risultare conformi alle disposizioni tecniche armonizzate in vigore al momento della loro prima immatricolazione in quel Paese e non sono soggetti a preventiva visita e prova salvo i casi particolari indicati dalla disciplina applicabile.

Il COC può essere richiesto in contesti in cui è necessario dimostrare che un veicolo è conforme a normative tecniche e di sicurezza. Pensiamo ai casi di verifica da parte enti locali per motivi specifici, come l’ottenimento di particolari autorizzazioni o certificazioni.

Chi lo rilascia e come si ottiene

A emettere il Certificato di Conformità ci pensa il costruttore. Per il nuovo, come visto, il certificato va consegnato gratuitamente con l’auto. Se invece il documento è andato perso, il regolamento europeo prevede che il costruttore, su richiesta del proprietario, debba rilasciare un duplicato del certificato cartaceo per un periodo di 10 anni dalla data di fabbricazione del veicolo. Il pagamento richiesto non può superare il costo di emissione del duplicato. A ogni modo, il costo del COC può variare a seconda del produttore e del Paese in cui viene richiesto. In genere oscilla tra i 100 e i 300 euro, a seconda del modello del veicolo e della politica del produttore.

Sul piano pratico si contatta il costruttore o il suo rappresentante, si comunica il VIN (il Vehicle Identification Number ovvero un codice unico che identifica il veicolo e che si trova sul cruscotto del veicolo, sul lato del conducente, o nel libretto di circolazione), si allegano i documenti che dimostrano la disponibilità del veicolo e si chiede il rilascio del certificato o del duplicato. La normativa europea non impone un’unica modalità operativa uguale per tutte le case automobilistiche e di conseguenza il percorso cambia da marchio a marchio.

Gli altri documenti sono la copia della carta di circolazione o documento di acquisto per dimostrare la proprietà del veicolo; una copia del documento di identità del proprietario, come un passaporto o una carta d’identità; la compilazione del modulo di richiesta che può essere scaricato dal loro sito web o richiesto al servizio clienti. Una volta che la richiesta è stata elaborata, il COC viene inviato all’indirizzo fornito dal richiedente.

Tutte le auto possono avere un COC?

Non tutte le auto possono avere un COC. Il regolamento europeo lega il certificato ai veicoli fabbricati in conformità con il tipo approvato. Il COC vive dunque dentro il perimetro dell’omologazione. Se il veicolo non rientra in un tipo omologato Ue valido per quel contesto, il certificato non è la strada.

È il caso per esempio di alcune vetture destinate a mercati non europei, di veicoli molto vecchi, di modelli modificati oppure di mezzi per i quali bisogna passare da altre forme di certificazione o da procedure diverse, come l’omologazione individuale o la documentazione tecnica sostitutiva richiesta dall’autorità nazionale.

Il Certificato di Conformità europeo è, per definizione ministeriale, il documento richiesto ai fini dell’immatricolazione nei Paesi dell’Unione europea quando si è nel campo dell’omologazione globale Ue, dell’omologazione Ue in piccola serie o dell’omologazione nazionale. La mancanza del COC in fase di vendita potrebbe non solo impedire l’immatricolazione del veicolo, ma anche esporre il venditore a sanzioni o controversie legali. Di conseguenza, per i rivenditori, garantire che ogni auto venduta sia accompagnata dal COC è indispensabile per una vendita regolare e priva di problemi.

Ci sono anche agenzie specializzate che offrono servizi di assistenza per ottenere il COC. Gestiscono l’intero processo per conto del proprietario del veicolo, interfacciandosi con il produttore. Può essere un vantaggio per chi non ha tempo o preferisce delegare la procedura a un professionista.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 12:00:57 +0000
News n. 7
Parroco ripara le buche stradali, rischia la multa

Quando il legame di una comunità si sfilaccia tra crateri e asfalto sgretolato, ecco che l’azione di un uomo, un parroco in questa storia, può fare la differenza. A pochi chilometri di Caltanissetta, nel borgo di Santa Rita, Padre Carmelo Carvello non celebra la messa tra navate barocche, bensì in un capannone che durante la settimana ospita mezzi agricoli.

La sua “carità” assume una forma insolita, quella della manutenzione stradale, un impegno assunto per consentire al piccolo borgo, composto da una decina di abitanti e un manipolo di attività agricole resistenti, di mantenere un’identità propria.

Carità pastorale e civile

Stanchi di contare i danni ai loro mezzi, i fedeli hanno trovato in Padre Carmelo una figura di riferimento, un orecchio attento e, poco dopo, un paio di braccia pronte al lavoro.

“La motivazione del mio intervento è pastorale e civile, non di protesta. Tanti fedeli mi hanno segnalato la difficoltà di raggiungere il borgo, ma ci sono anche residenti che percorrono questa strada più volte al giorno per esigenze familiari e scolastiche”

Le condizioni del manto stradale, infatti, avevano smesso di essere un semplice fastidio per diventare un salasso economico. E in una zona dove l’agricoltura ricopre un ruolo centrale nell’economia, non avere a disposizione le auto può determinare l’isolamento.

“Una famiglia ha sostenuto una spesa di mille euro per danni all’auto causati dalle buche. In molti hanno bucato gli pneumatici e anche le attività della zona registrano meno clienti. Quando fare la carità diventa un rischio, è il momento della carità”

Cosa dice la legge italiana

Padre Carmelo ha presente i limiti posti dalla legge italiana: spesso rigide di fronte all’iniziativa privata su suolo pubblico, le istituzioni potrebbero avere qualche critica da muovere sull’intervento “fai-da-te”. In assenza di autorizzazione, riparare una strada comunale espone alla possibilità di multe salate, ciononostante il parroco persevera, determinato a mettere in sicurezza la sua gente.

“So che potrei incorrere in una multa, ma voglio essere vicino alla mia comunità. Ho iniziato e andrò avanti poco alla volta”

Da facile previsione, il caso ha sollevato un polverone mediatico, al punto da condurre il Comune di Caltanissetta a esprimersi in merito. L’assessore ai Lavori pubblici, Calogero Adornetto, prepara un incontro con il sacerdote e un sopralluogo tecnico, ammettendo che i rattoppi d’emergenza effettuati dalle squadre comunali non possono bastare di fronte a una situazione così compromessa.

“Nei giorni scorsi una squadra di manutenzione comunale è già intervenuta per affrontare le criticità più urgenti. L’estensione e la gravità delle condizioni della strada richiedono tuttavia un intervento più ampio e strutturato”

Per una maggiore libertà e restituire dignità a Santa Rita, i residenti sperano che vada in porto il progetto di finanziamento da 3 milioni di euro dedicato alla viabilità, di cui la metà destinati nello specifico alle vie d’accesso del borgo. Mentre la burocrazia segue i suoi ritmi naturali, tutta la comunità attende fiduciosa degli aggiornamenti, consapevole che i tempi sono forse ora maturi affinché la situazione cambi, in meglio, grazie alla caparbietà e a un pizzico di sana incoscienza di un solo uomo.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 11:13:17 +0000
News n. 8
La Porsche di Messi finisce all’asta, il prezzo è più basso del previsto

Anche se l’Europa l’ha lasciata da anni e il capolinea sembra ormai vicino, Lionel Messi fa sempre notizia, ma i successi sportivi non garantiscono sempre valutazioni astronomiche alle sue “vecchie” auto. Attualmente protagonista su SBX Cars, la Porsche Cayenne GTS Coupé del 2021 un tempo appartenuta alla Pulce (come lo hanno sempre affettuosamente chiamato i fan di tutto il mondo) non dovrebbe passare di mano a cifre milionarie, frenata dalle dinamiche attuali nel mercato dell’usato premium.

Le offerte restano al palo

Il bolide della Cavallina non è rimasto a prendere polvere in un garage climatizzato. Con i suoi 22.809 km percorsi tra le strade della Spagna e le autostrade tedesche, è stato a tutti gli effetti la compagna di viaggio quotidiana di Messi, prima del suo trasferimento negli Stati Uniti.

Mossa da un otto cilindri biturbo da 4.0 litri, scarica a terra 460 CV e 620 Nm di coppia che, a dispetto della massa imponente, permettono di arrivare ai 270 km/h. Un po’ come il calciatore, evita troppi clamori, preferendo lasciar parlare i fatti. La configurazione scelta da Leo abbraccia il “potere oscuro della forza”: tanto fuori quanto dentro prevale l’eleganza del nero opaco totale, impreziosito dai cerchi RS Spyder da 21 pollici.

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Sul versante tecnico, il setup originario sfiora i 150.000 euro. E gli optional? La lista è quella delle grandi occasioni, tra le sospensioni pneumatiche, il pacchetto Sport Chrono e l’impianto audio Bose. Certificate da una perizia meticolosa, le condizioni della Porsche sono definite “quasi perfette”, tuttavia, a una settimana dalla chiusura dell’asta, le offerte faticano a prendere il volo.

Al momento la proposta più alta ammonta a 100.000 euro, in linea con le attuali condizioni di mercato per un Cayenne di pari condizioni e chilometraggio. Il valore aggiunto del mito, stavolta, sembra essersi smarrito tra le pieghe dei sedili in Alcantara.

L’eredità di un solido affare

Fino a questo punto il nome di Messi non ha gonfiato il prezzo, risultato di una logica economica e dei freddi numeri. Nel 2026, il settore dei SUV premium nel Vecchio Continente sta affrontando una fase di riflessione. La crescita fissata dai dati ACEA al 2% lascia intuire il pragmatismo diffuso, persino tra i milionari, consci di dover valutare a fondo il valore meccanico e la manutenzione, invece di lasciarsi prendere alla gola.

Con un ingaggio da 54 milioni all’anno a Miami e un patrimonio vicino agli 800 milioni, il “Diez” non si faceva scrupoli a spremere la Porsche, utilizzata alla stregua di un “muletto di lusso”, funzionale negli spostamenti quotidiani in solitaria o con la famiglia al completo.

Il nuovo proprietario della vettura metterà a segno un affare solido, aggiudicandosi una delle migliori interpretazioni della GTS a un prezzo di mercato onesto. Resta però una lezione per gli investitori: a volte, nemmeno il giocatore più forte di sempre riesce a dribblare le regole ferree della svalutazione automobilistica. Il Cayenne in vendita promette di fare le gioie di un collezionista concreto, in grado di apprezzare la potenza e la solidità del V8, con una consapevolezza: su quello stesso sedile, un tempo, si decidevano i destini del calcio mondiale.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 09:30:46 +0000
News n. 9
Hyundai Ioniq 3, la citycar evoluta con interni in stile anni Settanta e ricarica lampo

Hyundai non poteva scegliere una cornice migliore della Milano Design Week, il tempio mondiale dell’estetica e dell’innovazione, per svelare la Ioniq 3. Oltre che una novità di prodotto, la prima hatchback compatta della famiglia apre a un’era tutta da scoprire. Sviluppata in Europa e rivolta esclusivamente ai guidatori del Vecchio Continente, la neoarrivata si prefigge di portare la mobilità elettrica nel quotidiano con stile.

Art of Steel: il design che sfida il vento

Alla nuova Ioniq 3 si possono attribuire molti significati. Uno glielo dà Hyundai stessa, introducendo la filosofia stilistica “Art of Steel”: un nome evocativo, un approccio ingegneristico dove si celebrano la versatilità e la forza dell’acciaio applicate su linee scultoree. Ridotti, ma definiti i volumi della vettura catturano la luce in modo dinamico e l’inedita configurazione Aero Hatch differenzia il progetto.

Avete presente le proporzioni classiche delle compatte a due volumi? Tirateci una riga sopra: qui il frontale basso scivola verso la linea del tetto, protesa dritta sopra l’abitacolo prima di tuffarsi nello spoiler a coda d’anatra, così da abbassare il coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) ad appena 0,263, che vale un posto ai vertici della categoria. In richiamo al DNA della gamma Ioniq, torna l’iconica firma luminosa a Parametric Pixel, arricchita da quattro punti luminosi centrali che riproducono la lettera “H†in codice Morse, velato omaggio all’identità del brand.

Hyundai Ioniq 3: lo spoiler a coda d'anatra la rende facile da riconoscere
Ufficio Stampa Hyundai
Lo spoiler a coda d’anatra rende la Hyundai Ioniq 3 facilmente riconoscibile anche da dietro

All’evento di lancio Xavier Martinet, Presidente & CEO di Hyundai Motor Europe, ha dichiarato:

“Con Ioniq 3 portiamo la nostra esperienza nel settore delle auto elettriche in un nuovo segmento. Progettato su misura per le esigenze dei clienti europei, questo modello unisce un’autonomia e un’aerodinamica da prima della classe a livelli straordinari di spazio, comfort e praticità. Ioniq 3 racchiude l’essenza del marchio IONIQ – design innovativo, tecnologia avanzata e un nuovo livello di spaziosità – in un modello compatto pensato per la vita di tutti i giorniâ€

Furnished Space: un salotto anni ’70 su ruote

Se l’esterno è una scultura aerodinamica, l’interno è un inno alla spaziosità. Attraverso il concept “Furnished Spaceâ€, i designer Hyundai infondono nell’abitacolo il calore di un ambiente domestico. Grazie al pavimento completamente piatto e a un passo generoso di 2,68 metri, lo spazio a bordo si attesta su quello di auto di segmento superiore.

I materiali scelti citano il design d’arredamento italiano degli anni ’70, con tessuti accoglienti e texture naturali, ma con un occhio attento alla sostenibilità, utilizzando componenti riciclati e a base biologica. La praticità non passa in secondo piano: alla capacità di 441 litri del bagagliaio si aggiunge l’inedito Megabox, un vano da 119 litri nascosto sotto il piano di carico in cui stivare oggetti ingombranti in totale sicurezza.

Hyundai Ioniq 3: interni con materiali in stile arredamento anni Settanta
Ufficio Stampa Hyundai
I materiali selezionati per gli interni della Hyundai Ioniq 3 I materiali scelti rimandano al design d’arredamento italiano degli anni ’70

Ioniq 3 segna anche il debutto europeo del sistema di infotainment Hyundai Pleos Connect, basato su Android Automotive OS. Proiettato su display con diagonale fino a 14,6 pollici, il sistema offre un’interfaccia uomo-macchina ispirata alla semplicità d’uso degli smartphone.

L’integrazione appare totale: il pianificatore di percorso EV integrato alla tecnologia Plug & Charge e la funzionalità Vehicle-to-Load (V2L) permettono di sfruttare l’energia della batteria dell’auto per alimentare dispositivi esterni, come laptop o bici elettriche. Non mancano la Digital Key 2 dedicata all’accesso tramite smartphone e un impianto audio Bose Premium, volto a garantire un’esperienza sonora immersiva.

Sicurezza intelligente e parcheggio telecomandato

Sul fronte della sicurezza e dell’assistenza alla guida, la Ioniq 3 si allinea alle ultime innovazioni inserite nel pacchetto Hyundai SmartSense, che da un lato proteggono gli occupanti e dall’altro cambiano il modo di interagire con la strada e gli ambienti urbani. Il vero valore dell’Highway Driving Assist 2 emerge nei grandi spostamenti autostradali. Invece di una guida rigida, si ottiene un avanzamento costante e sicuro dove l’auto corregge traiettoria e andatura, trasformando i viaggi interminabili in un’esperienza molto meno stressante.

Nelle manovre più delicate entra in gioco il Remote Smart Parking Assist. Il conducente può infatti gestire l’ingresso o l’uscita del mezzo direttamente fuori dall’abitacolo e controllare ogni spostamento col telecomando, una comodità non trascurabile quando le dimensioni dei garage cittadini complicano il parcheggio. A questo si aggiunge un livello di consapevolezza visiva senza precedenti garantito dal Blind-Spot View Monitor. Il sistema proietta nel quadro strumenti digitale l’immagine in tempo reale dell’angolo cieco non appena viene azionata la freccia: spariscono le incertezze durante i cambi di corsia e la navigazione nel traffico cittadino diventa un’operazione intuitiva e priva di rischi.

Ricarica rapida

Sotto le forme scolpite della carrozzeria, la piattaforma E-GMP a 400 Volt bilancia scatto e rapidità nei rifornimenti di energia. Le opzioni della batteria rispondono ad abitudini differenti e partono dalla versione Standard Range da 42,2 kWh, che risponde alle necessità di chi si muove prevalentemente nello scenario urbano o nei tragitti casa-lavoro, garantendo 344 km di autonomia. Per non rinunciare mai ai lunghi viaggi esiste la Long Range da 61 kWh e fino a 496 km di percorrenza, poco comune nella categoria.

I tempi di sosta alla colonnina smettono di essere un problema quando si sfrutta la ricarica rapida in corrente continua, capace di riportare la batteria dal 10% all’80% in appena 29 minuti. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile riguarda però la ricarica in corrente alternata: la Ioniq 3 accetta infatti fino a 22 kW. Puoi quindi recuperare chilometri molto velocemente anche dalle comuni colonnine stradali o dai punti di ricarica domestici potenziati, e beneficiare della massima flessibilità ovunque tu decida di fare tappa.

Nonostante la vocazione pratica, la Ioniq 3 non trascura il piacere di guida. Grazie al motore elettrico da 107,8 kW (147 CV) e 250 Nm di coppia lo scatto è brillante e la velocità massima arriva a 170 km/h. Dà un’iniezione di grinta l’allestimento N Line, caratterizzato da cerchi fino a 19 pollici e dettagli estetici più aggressivi.

Prodotta nello stabilimento di İzmit, in Turchia, la Ioniq 3 sancisce l’impegno di Hyundai in Europa, aperta a recepire le criticità delle strade strette cittadine e il desiderio di mettere in marcia nel lunghi weekend. Con undici colori esterni disponibili (tra cui il suggestivo Fierce Red Matte) e una tecnologia che semplifica la vita, la nuova nata di casa Hyundai si comporta da compagna ideale per la transizione energetica, pronta a conquistare il cuore e la ragione degli automobilisti moderni.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 08:33:58 +0000
News n. 10
Dal Gp Miami cambiano le regole di Formula 1, ecco le novità principali

Dopo tante chiacchiere la FIA ufficializza i cambi regolamentare della F1 2026. Lo fa lanciando per Miami un pacchetto di correttivi cruciali per il bilanciamento delle power unit e la sicurezza. Addio alle assurde differenze di velocità e agli eccessi di lift and coast: l’obiettivo è far ritrovare ai piloti un feeling al volante decisamente più istintivo. Tuttavia sorgono dei problemi che potrebbero essere peggiori dei rimedi.

L’allarme sicurezza a Suzuka e la revisione delle qualifiche

Qualunque sia il giudizio sulle neonate monoposto del 2026, il paddock ha ormai compreso la necessità di un approccio estremamente pragmatico per ottimizzarne il rendimento. Durante la recente pausa di aprile, i vertici della categoria, la FIA, le scuderie e i piloti si sono riuniti in via straordinaria per eseguire una vera e propria autopsia tecnica delle prime tre gare stagionali.

Inizialmente, le priorità dell’organo legislativo erano legate quasi esclusivamente al rilancio estetico delle qualifiche. Vedere vetture capaci di tempi di assoluto rilievo alzare il piede prima delle zone di staccata, rinunciando ad aggredire i cordoli, era considerato un’aberrazione visiva intollerabile per una fetta molto rumorosa di appassionati.

Ma priorità del tavolo di lavoro sono state drasticamente stravolte dalle dinamiche della pista. Il violento incidente di Bearman ha infatti agito da catalizzatore. Il testacoda ad alta velocità contro le barriere di Suzuka, scaturito dal disperato tentativo di evitare la vettura di Colapinto in approccio alla curva Spoon, ha messo in luce inequivocabilmente i gravi pericoli legati alle differenze di velocità di avvicinamento.

Di fronte a questa emergenza, la FIA ha stabilito tre obiettivi cardine: salvare lo spettacolo sul giro secco, mitigare i delta velocistici in gara e introdurre tutele specifiche per le corse sul bagnato. Per quanto riguarda le qualifiche, il limite massimo di ricarica è stato abbassato a 7 megajoule per giro, con la possibilità di ulteriori riduzioni a seconda del tracciato.

Contestualmente, la capacità di recupero dell’energia è stata innalzata dai precedenti 250 a 350 kilowatt. Questa mossa, caldeggiata in passato da diversi membri delle scuderie al top della categoria per eliminare la piaga del lift and coast, permetterà alle vetture di rallentare più bruscamente con il freno motore, consentendo di avvicinarsi ad una fase di staccata più tradizionale.

Il ricalcolo delle potenze e le tutele per il bagnato

L’intervento normativo si estende in maniera capillare anche all’ottimizzazione delle dinamiche relative alla gara. L’intento è chiaro: azzerare i picchi di accelerazione incontrollata. La Federazione Internazionale ha pertanto stabilito che il pulsante del boost, ovvero la funzione che sprigiona l’intera potenza elettrica su richiesta, non potrà più essere attivato liberamente.

I piloti potranno farne uso soltanto quando il moto generatore MGU-K starà già erogando un minimo di 150 kilowatt. L’innovazione più dirompente, tuttavia, riguarda l’erogazione variabile. Nelle zone rettilinee, in combinazione con l’aerodinamica attiva, le monoposto potranno scatenare tutti i 350 kilowatt a disposizione; nelle sezioni guidate, invece, il limite massimo sarà tagliato e bloccato a quota 250 kilowatt.

Questa compartimentazione garantirà una distribuzione dell’energia più omogenea lungo tutto l’arco del giro. Allo stesso tempo, assicurerà che le vetture dispongano della medesima spinta nelle aree dove il carico aerodinamico è un fattore vitale per la sopravvivenza in pista. La rivoluzione tocca anche le delicate condizioni di scarsa aderenza: pista bagnata, insomma.

La FIA ha autorizzato un incremento sulle temperature delle termocoperte per le intermedie, abbinando questa concessione a un drastico taglio della potenza. L’energia sprigionata dai sistemi elettrici sotto la pioggia verrà infatti limitata a una forbice compresa tra i 200 e i 250 kilowatt, disabilitando del tutto le funzioni di sorpasso estreme sul volante per scongiurare improvvise e pericolose perdite di trazione.

Inoltre verrà testato durante le prove libere un innovativo software di sicurezza per le partenze. Il sistema interverrà in maniera automatica sulle auto che dovessero accusare uno stacco frizione troppo lento allo start, azionando il motore elettrico e garantire un’accelerazione minima di sicurezza avvisando tramite speciali segnali luminosi. Così si eviteranno tamponamenti a catena in griglia.

Il pragmatismo del paddock e i timori degli ingegneri

La reale efficacia di questo cambio normativo in corsa come sempre andrà valutata in pista. Questo considerando che il tempo per realizzare simulazioni di gara preventive non c’era. Ciò malgrado ci sono Tuttavia, l’entusiasmo per le contromisure varate dalla Federazione Internazionale viene accompagnato da fondate preoccupazioni tecniche.

Rimodulare in modo così massiccio l’utilizzo della power unit, di riflesso andrà ad alterare il ciclo di vita dei singoli componenti. Questo aspetto andrà a costringere le scuderie a ricalibrare l’affidabilità totale delle componenti ibride che finiranno per operare al di fuori dei parametri originari di progetto. Se andiamo a prendere in esame i cambi regolamentari sorgono forti dubbi.

Quello più grande riguarda la capacità di queste modifiche di restituire la mera naturalezza alla guida dei piloti. La FIA ha scelto di abbassare i limiti di ricarica in qualifica: aspetto che ovviamente riduce di riflesso pure l’energia complessiva che può essere scaricata a terra dalle monoposto. Una dinamica che senza dubbio favorirà il raggiungimento dei target energetici, o per lo meno si avvicinerà molto.

Lo farà sfruttando le frenate e le fasi di trazione, riducendo in maniera netta la necessità di parzializzare sul gas artificiosamente per gestire la potenza. C’è però un rischioso effetto opposto. Il classico rovescio della medaglia che va tenuto in conto. La Formula 1 viaggia già sul filo del rasoio per quanto riguarda la gestione elettrica e soffocare ulteriormente la disponibilità di energia potrebbe i problemi.

Ci riferiamo al rischio di amplificare i famigerati tagli di potenza sui rettilinei, falcidiando il tempo in cui le vetture possono viaggiare al limite. Si innesca così un pericoloso effetto boomerang: nell’affannosa ricerca di una toppa per le criticità di guida, si finisce per azzoppare le velocità di punta, sostituendo, potenzialmente, un problema con un altro. Un cortocircuito tecnico da evitare.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 07:01:19 +0000
News n. 11
Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il 21 aprile 2026 l’Italia sarà interessata da uno sciopero che riguarderà il settore dei trasporti pubblici locali. In questo articolo sono riportati nel dettaglio i dati aggiornati relativi agli scioperi previsti per questa data, con tutte le informazioni su regione, città, aziende, categorie coinvolte e modalità dello sciopero.

Sciopero dei trasporti Frosinone

Per la giornata del 21 aprile 2026 è previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale nella città di Frosinone, nella regione Lazio. La protesta, di 24 ORE, coinvolge il personale della società Cialone Tour di Frosinone. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato USI CTS e interessa la categoria “PERSONALE SOC. CIALONE TOUR DI FROSINONE”. Lo sciopero ha rilevanza locale e potrebbe causare disagi agli spostamenti urbani e interurbani durante tutto l’arco della giornata.

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 sono previsti diversi scioperi che potranno interessare lavoratori, viaggiatori e aziende in tutta Italia, con ricadute nel settore dei trasporti a livello nazionale e locale. Questo articolo offre uno sguardo aggiornato alle date, alle città e alle modalità degli scioperi proclamati nelle prossime settimane, fornendo le informazioni essenziali per pianificare gli spostamenti e prepararsi a possibili disagi.

Sciopero 10 aprile 2026

A Milano presso l’Aeroporto di Milano Malpensa è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 13:00 alle 17:00, nel settore aereo: coinvolto il personale della Soc. ENAV. Lo sciopero è proclamato dal sindacato RSA FAST-CONFSAL-AV.

A Napoli presso l’Aeroporto di Napoli è previsto uno sciopero interregionale del personale Soc. ENAV Aeroporto di Napoli per 4 ore, dalle 13:00 alle 17:00. I sindacati coinvolti sono RSA UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV.

Nelle regioni Veneto, Umbria e Campania il personale della Soc. Busitalia Sita Nord del trasporto pubblico locale incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 20:01 alle 24:00. Promotori USB Lavoro Privato e ADL COBAS.

Sciopero 11 aprile 2026

In tutta Italia il personale della società RFI (Rete Ferroviaria Italiana) impiegato negli impianti di manutenzione infrastrutture è coinvolto in due scioperi nazionali distinti, entrambi della durata di 24 ore, indetti da Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) il personale della società IAS Autolinee incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 10:57 alle 14:57 (RSA FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL).

A Napoli, Campania, il personale della società EAV si asterrà dal lavoro per 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00 (ORSA Autoferro TPL).

Nel comune di Udine (Friuli-Venezia Giulia) è previsto uno sciopero articolato a fasce: servizio urbano dalle 17:30 alle 21:29, extraurbano dalle 17:15 alle 21:14 (Associazione Sindacale Indipendente ASI-AU).

Sul territorio nazionale, lo sciopero di 4 ore riguarda il personale addetto alle attività ferroviarie in appalto presso la società Elior Ristorazione (COBAS Lavoro Privato).

Sciopero 14 aprile 2026

Nella città di Brescia (Lombardia), sciopero di 24 ore, dalle 00:00 alle 23:59, del personale addetto a scarico e carico merci della società GDA Handling (USB Lavoro Privato).

In Sicilia (tutte le province), sciopero regionale del trasporto merci conto terzi dalle 00:01 del 14 aprile alle 24:00 del 18 aprile 2026. Promosso dal Comitato Trasporto Siciliano.

Sciopero 17 aprile 2026

A Milano e province limitrofe (Pavia, Monza e Brianza, Lodi), sciopero di 4 ore, dalle 8:45 alle 12:45, del personale Addabus del trasporto pubblico locale (OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL).

Allo Stretto di Messina (Sicilia) sciopero marittimo di 8 ore, dalle 9:01 alle 17:01, del personale Blujet, promosso da OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.

Sciopero 19 aprile 2026

A Firenze (Toscana) sciopero di 4 ore, dalle 13:00 alle 17:00, del personale Gest di Firenze del trasporto pubblico locale (Osp Cobas Lavoro Privato).

Sciopero 20 aprile 2026

In tutta Italia è proclamato uno sciopero nazionale trasporto merci della durata di 144 ore, dalle 00:00 del 20 aprile fino alle 24:00 del 25 aprile 2026 (TRASPORTOUNITO, categoria: FERMO NAZIONALE SERVIZI AUTOTRASPORTO MERCI).

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio) è previsto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società Cialone Tour di Frosinone. Il sindacato promotore è USI CTS.

Sciopero 23 aprile 2026

In Calabria (tutte le province), settore ferroviario: sciopero di 8 ore dalle 10:00 alle 17:59 per il personale della sala circolazione e orario RFI di Reggio Calabria (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL).

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia) sciopero di 8 ore: ATM e Net Trezzo dalle 8:45 alle 15:00, Net Monza dalle 14:50 al termine servizio 18:50, funicolare Como Brunate dalle 8:30 alle 16:30, personale Soc. Gruppo ATM di Milano. Sindacato: CONFIAL-TRASPORTI.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia) sciopero di 4 ore, dalle 17:30 alle 21:30, del personale Soc. STP di Bari (OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 4 ore, dalle 8:30 alle 12:30, del personale soc. AIR Campania di Napoli (OSR USB LAVORO PRIVATO).

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) sciopero di 24 ore del personale soc. IAS Autolinee (RSA FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Nella città di Firenze (Toscana) sciopero di 4 ore, dalle 17:30 alle 21:30, del personale soc. Autolinee Toscane Bacino di Firenze (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 21 aprile 2026, fotografiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana secondo l’ultimo aggiornamento disponibile (20-04-2026): gasolio self 2.141, benzina self 1.791, gpl servito 0.900, metano servito 1.598. Di seguito la tabella con i valori e, a seguire, una guida essenziale alla formazione del prezzo alla pompa: come si ripartisce tra componente industriale e fiscale, perché le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro incidono sulla materia prima e in che modo il margine commerciale può essere modulato dai gestori.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento: 20-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.141
Benzina SELF 1.791
GPL SERVITO 0.900
Metano SERVITO 1.598

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo pagato al distributore nasce dall’incrocio tra fiscalità e industria. La componente fiscale pesa per il 58% del totale e ingloba accise e imposta sul valore aggiunto applicata anche sulla quota industriale: è la parte più stabile nel breve periodo e dipende da decisioni normative. Il restante 42% è la componente industriale, che si suddivide in costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera. La materia prima vale il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi; a parità di scenario energetico, il cambio euro/dollaro può amplificare o attenuare i movimenti, perché gli scambi avvengono in dollari: un euro più debole rende più caro l’approvvigionamento, un euro più forte lo alleggerisce. Il margine lordo incide per il 12%: qui rientrano le voci di raffinazione, logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e remunerazione commerciale. Su questo margine l’operatore può intervenire per adeguare il prezzo alla pompa, rispondendo alla concorrenza locale, alla domanda stagionale, ai costi operativi e a eventuali politiche promozionali. Sulla rete autostradale, dove pesano orari prolungati e servizi accessori, il margine tende a essere più sensibile, ma la dinamica di fondo resta la stessa: tassazione elevata e materia prima denominata in dollari sono i due driver strutturali del prezzo.

Anche per il gasolio la composizione del prezzo segue una logica a due pilastri, ma con pesi diversi rispetto alla benzina. La componente fiscale ammonta al 45% del totale, mentre la componente industriale sale al 55%. Dentro quest’ultima, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo e dipende direttamente dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dal cambio euro/dollaro: movimenti del barile o del cambio si trasmettono lungo la catena con intensità significativa, specie nei periodi di forte volatilità. Il margine lordo incide invece per il 10% e copre le attività di raffinazione, logistica e distribuzione, oltre alla remunerazione commerciale necessaria a mantenere operativa la rete. È su questa quota che i gestori hanno la leva più immediata per modulare il prezzo alla pompa, assorbendo parzialmente gli aumenti o trasferendo più rapidamente eventuali ribassi, in funzione della concorrenza locale, dei flussi di traffico e dei costi specifici dei punti vendita autostradali. La domanda di gasolio, legata sia alla mobilità privata sia al trasporto merci, può accentuare gli effetti delle oscillazioni internazionali: quando l’attività economica accelera, la pressione sulla componente industriale tende ad aumentare; viceversa, in fase di rallentamento si osserva maggiore propensione alle politiche di sconto sul margine. Anche qui, tuttavia, è l’equilibrio tra tassazione e dinamiche dei mercati in dollari a determinare il quadro complessivo dei prezzi.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.763 per la benzina, 2.105 per il diesel, 0.808 per il gpl, 1.594 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.098
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.510

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.111
Benzina SELF 1.784
GPL SERVITO 0.762
Metano SERVITO 1.598

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.125
Benzina SELF 1.786
GPL SERVITO 0.855
Metano SERVITO 1.760

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.115
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.833
Metano SERVITO 1.643

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.759
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.542

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.106
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.555

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.123
Benzina SELF 1.761
GPL SERVITO 0.788
Metano SERVITO 1.547

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.091
Benzina SELF 1.751
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.699

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.100
Benzina SELF 1.764
GPL SERVITO 0.871
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.104
Benzina SELF 1.750
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.564

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.747
GPL SERVITO 0.810
Metano SERVITO 1.536

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.114
Benzina SELF 1.779
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.100
Benzina SELF 1.746
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.575

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.107
Benzina SELF 1.769
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.646

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.112
Benzina SELF 1.761
GPL SERVITO 0.857

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.118
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.106
Benzina SELF 1.757
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.603

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.114
Benzina SELF 1.764
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.592

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.757
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.554

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.102
Benzina SELF 1.774
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.091
Benzina SELF 1.747
GPL SERVITO 0.797
Metano SERVITO 1.521

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Nissan Qashqai, il C-SUV è best seller anche nel noleggio

Il panorama automobilistico dei primi mesi del 2026 parla chiaro: Nissan Qashqai è la dominatrice del segmento C-SUV. Nel contesto ultra-competitivo delle strade italiane, questo modello si è imposto come un punto di riferimento assoluto, capace di coniugare l’eredità storica con un’innovazione tecnologica che guarda con decisione al domani della mobilità. I numeri registrati nel primo trimestre dell’anno delineano il profilo di un successo travolgente, capace di scalare le classifiche di vendita e di conquistare segmenti di mercato estremamente esigenti. Compreso il settore del noleggio.

Un successo certificato dai numeri

Analizzando i dati di vendita di marzo e del primo trimestre 2026, la Nissan Qashqai – come dicevamo – si attesta come il C-SUV più venduto in assoluto nel canale del noleggio, sia a breve che a lungo termine. Se si allarga l’orizzonte all’intera classifica di vendita nazionale, che comprende ogni segmento e modello, i risultati sono altrettanto impressionanti: Qashqai ha conquistato il terzo posto nel mese di marzo e il quarto posto nel trimestre complessivo.

Questi numeri trovano una spiegazione profonda nel settore del noleggio a lungo termine, dove le scelte degli utenti sono guidate da parametri rigorosi come l’efficienza e il comfort. In questo specifico canale, la versione dotata della tecnologia e-POWER ha sbaragliato la concorrenza, rappresentando oltre il 50% dei contratti totali della gamma Qashqai. È la dimostrazione che chi sceglie l’auto per scopi professionali o per una mobilità quotidiana intensiva riconosce nel propulsore Nissan la risposta ideale alle proprie necessità.

La rivoluzione dell’e-POWER

L’anima di questo successo è la terza generazione della tecnologia e-POWER, lanciata in Europa nel 2025 proprio su questo modello. Si tratta di un sistema unico nel suo genere, progettato per offrire tutte le sensazioni e i vantaggi della guida elettrica – come l’accelerazione fluida, brillante e una silenziosità cristallina – eliminando però la necessità della ricarica alla spina. Il conducente può godere della reattività di un motore elettrico mantenendo la praticità del rifornimento a benzina, rendendo la Qashqai il veicolo di transizione perfetto verso le zero emissioni.

Le caratteristiche tecniche raccontano una progressione straordinaria rispetto alle generazioni precedenti:

  • efficienza e consumi: il consumo di carburante si è ridotto del 12%, scendendo a una media di 4,5 l/100km (ciclo WLTP), permettendo di percorrere fino a 22,2 km con un singolo litro;
  • autonomia da record: grazie a un serbatoio da 55 litri, l’autonomia complessiva è cresciuta del 13%, superando i 1.200 km con un pieno, una cifra che garantisce una libertà di movimento senza precedenti per un SUV della sua categoria;
  • sostenibilità: anche l’ambiente ne beneficia, con una riduzione delle emissioni di COâ‚‚ del 12%, che passano da 116 g/km a 102 g/km.

Comfort, potenza e gestione

Varcando la soglia dell’abitacolo, si percepisce immediatamente il lavoro di affinamento acustico svolto dagli ingegneri Nissan. La rumorosità interna è stata ridotta di 5.6 dB, raggiungendo livelli di silenziosità paragonabili a quelli di un veicolo 100% elettrico (EV). Per chi invece cerca un piglio più dinamico, la modalità Sport offre ora una potenza totale di 205 CV (+15 CV rispetto al passato), garantendo sorpassi sicuri e una guida coinvolgente.

Infine, Nissan ha saputo ottimizzare anche i costi di gestione. Gli intervalli di manutenzione sono stati estesi da 15.000 a 20.000 km, un dettaglio non trascurabile che riduce significativamente i costi di esercizio della vettura nel tempo, rendendola una scelta razionale tanto per il privato quanto per le flotte aziendali. Con questo mix di prestazioni eccezionali e razionalità economica, la Nissan Qashqai si conferma ancora una volta come la regina indiscussa del suo segmento.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 05:40:24 +0000
News n. 16
Smart #2 concept, l’erede della ForTwo si svela al Salone di Pechino

Il ritorno dell’automobile che ha ridefinito il concetto stesso di mobilità urbana è finalmente realtà. Dopo un periodo di assenza che per molti è stato percepito come una mancanza difficile da colmare, la leggendaria citycar due posti secchi nata negli anni ’90 si prepara a riprendersi il proprio spazio, anche se cambia tutto (nome compreso). Questa vettura, capace di sfidare le convenzioni fin dal suo debutto, torna oggi in una veste completamente rinnovata, pronta a trasformare nuovamente il modo in cui viviamo i centri cittadini: la smart Concept #2, è pronta a debuttare al Salone di Pechino, anteprima concreta della futura smart #2. 

Design tedesco

Il ritorno della citycar a due posti non è un semplice omaggio al passato, ma una vera e propria reinvenzione curata dal Mercedes-Benz Global Design Team. La nuova filosofia stilistica, denominata “Love, Pure, Unexpectedâ€, punta a superare la dimensione della pura praticità per trasformare l’auto in un’estensione dell’identità personale. La silhouette rimane fedele alla compattezza che ha reso celebre il marchio, ma le linee si fanno più pulite, audaci e ricercate.

Uno degli aspetti più distintivi del design esterno è la raffinata combinazione cromatica bicolore, caratterizzata da una finitura matte bianca impreziosita da dettagli in oro caldo. Il legame con il mondo della moda di fascia premium è evidente nei particolari: la Concept #2 sfoggia inserti in pelle e fibbie che richiamano un minimalismo moderno e sofisticato. Il risultato è un equilibrio armonico di contrasti che reincarna lo spirito della storica fortwo proiettandolo nell’era elettrica.

Novità tecniche e visione futura

Sotto il profilo tecnico, la nuova smart #2 sarà completamente elettrica, posizionandosi nel segmento della mobilità intelligente premium. Il brand, nato dalla joint venture tra Mercedes-Benz AG e Geely Holding Group, punta su un modello di business altamente efficiente e orientato al futuro. I dettagli tecnici definitivi su motore, autonomia e ricarica non sono ancora stati ufficializzati, ma ci sarà occasione durante la presentazione mondiale fissata per il 22 aprile a Pechino durante il Global Brand Event “Change of Perspectivesâ€, seguita dalla presenza di rilievo ad Auto Beijing 2026.

In questa occasione, la Concept #2 condividerà la scena con un’altra importante novità: la smart #6 EHD, la prima berlina fastback premium del marchio, inizialmente destinata in esclusiva al mercato cinese. Questo annuncio segna la più ambiziosa espansione di prodotto nella storia di smart, volta a rispondere alle esigenze di clienti sempre più diversificati in Europa e nei principali mercati globali.

Posizionamento e strategia

Il prezzo della futura smart #2 rimane un tassello ancora da scoprire, ma la strategia del marchio è chiara: offrire soluzioni non convenzionali che sappiano ancora una volta sorprendere e affascinare. Con il claim “open your mindâ€, la campagna lanciata quest’anno invita a superare gli schemi del passato, adottando nuovi punti di vista sulla mobilità.

Il progetto della smart #2 non mira solo a riportare su strada una vettura amata, ma a ridefinire lo stile di vita urbano attraverso un design che unisce funzione ed espressione di stile. In un mondo che cambia velocemente, la citycar per eccellenza torna per dimostrare che l’innovazione e l’emozione possono ancora convivere in dimensioni ridotte, offrendo una visione della mobilità che è, ancora una volta, audace e inaspettata.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 05:30:57 +0000
News n. 17
Che auto guida Francesco Arca, design e prestazioni lasciano senza fiato

Con la sua bellezza e il suo charme fa battere il cuore a milioni di telespettatrici, ma cosa lo infiamma al volante? Notoriamente schivo, Francesco Arca, protagonista della miniserie La buona stella su Rai Uno, ha solide convinzioni sulle doti che deve avere, tutte presenti in un modello di cui ha fatto da testimonial. Il sorriso dell’attore senese mentre posa è l’endorsement definitivo per una vettura già entrata nelle simpatie del pubblico italiano. E per ottime ragioni.

Un crossover seducente: quanto costa usato

Robusta e affascinante, la Toyota C-HR MY2019 ha conquistato Francesco Arca. Non corrisponde all’archetipo del SUV familiare dalle forme squadrate, la nipponica ma punta a un design aggressivo, quasi muscolare da crossover coupé, dove il posteriore spiovente richiama le linee di una sportiva. Con una lunghezza di 436 cm e un’altezza di 156 affronta in disinvoltura il traffico urbano, offrendo al contempo una posizione di guida rialzata, tanto in voga oggi. Sebbene la paragonino spesso a concorrenti della fama di Mazda CX-3 e della Hyundai Kona, la C-HR conserva un’identità stilistica quasi più da “hatchback rialzata” che da fuoristrada vecchia maniera.

Ti basta mettere piede a bordo per percepire appieno la qualità costruttiva. Se Toyota occupa stabilmente le prime posizioni dei marchi ritenuti più affidabili dagli acquirenti d’altronde un motivo c’è. Oltre alla solidità, la C-HR, disponibile dall’allestimento base LE al top di gamma Limited, mette sul piatto una dotazione tecnologica all’avanguardia. Sullo schermo touch da 8 pollici, con integrazione Apple CarPlay, il guidatore può selezionare e gestire i contenuti di infotainment, mentre il pacchetto Toyota Safety Sense (di serie) gli guarda le spalle.

La frenata automatica d’emergenza, il cruise control adattivo e il mantenimento della corsia riducono il rischio di incidenti, così da vivere la bellezza del viaggio senza inutili preoccupazioni. Nelle varianti di punta sedili in pelle e un sistema audio avanzato elevano a loro volta la qualità complessiva, la chiusura del cerchio. Il bagagliaio da 377 litri e il discreto spazio posteriore tolgono ogni dubbio sui principi della C-HR: stile e sicurezza al primo posto in dimensioni compatte.

Tra le motorizzazioni del Model Year 2019 spicca il 2.0 benzina a quattro cilindri, capace di erogare 144 CV e 188 Nm di coppia motrice massima. Se non le chiedi di competere in gare d’accelerazione (completa lo “0-100” in 10,5 secondi) ti può sedurre: allo stesso prezzo (in media si va dai 15.000 ai 29.000 euro circa per l’usato, a seconda di chilometraggio e versione) trovi poco di meglio in giro come stabilità di guida e precisione in curva). Il cambio automatico CVT e la trazione anteriore garantiscono una fluidità di marcia ottimale tanto nei lunghi viaggi quanto nello scenario urbano.

La buona stella: alla ricerca della verità

Così in auto, così sul set Francesco Arca sposa progetti dove il dinamismo e la ricerca della verità dettano legge. In prima serata Rai Uno propone lunedì 20 aprile una nuova puntata della nuova serie thriller La buona stella, con Arca nei panni di Valerio Fois, un uomo segnato dal dolore e dalle ferite del passato. È un personaggio duro, complesso, che si trova coinvolto in una caccia all’uomo mozzafiato tra fughe in camper, sparatorie e misteri da risolvere. Proprio come nella scelta della sua Toyota C-HR, anche in questo ruolo Francesco dimostra che dietro un’estetica forte si nasconde sempre una grande solidità strutturale.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 20:05:21 +0000
News n. 18
Salone Auto Torino 2026, a settembre tre giorni tra innovazione, test drive e passione

In occasione della Milano Design Week, una cornice che celebra l’estetica e l’innovazione, sono state presentate le edizioni 2026 di MIMO Milano Monza Motor Show e, soprattutto, del Salone Auto Torino, due appuntamenti che hanno saputo riscrivere le regole dei motor show tradizionali trasformandoli in eventi aperti, gratuiti e profondamente integrati nel tessuto urbano.

Tre giorni di passione per l’auto sotto la Mole

L’appuntamento con la città della Mole è fissato per la fine dell’estate: il Salone Auto Torino 2026 si svolgerà dall’11 al 13 settembre, trasformando il centro cittadino in una spettacolare esposizione a cielo aperto. Saranno tre giorni intensi in cui la passione per i motori incontrerà la bellezza delle piazze storiche torinesi, offrendo una vetrina internazionale a oltre 40 case automobilistiche.

Il format, ormai consolidato, prevede che i modelli siano esposti in forma statica tra le architetture barocche, ma con una forte componente dinamica: i visitatori avranno infatti la possibilità di effettuare test drive direttamente per le vie della città, entrando in contatto con le più recenti tecnologie e soluzioni di mobilità.

Un incontro decisivo per il settore

Tuttavia, il cuore operativo dell’evento inizierà a battere già il giorno precedente. Il 10 settembre 2026 sarà infatti dedicato al programma bTOb, la piattaforma business che riunisce l’intera filiera automotive. Presso il prestigioso scenario del Teatro Regio di Torino, si terrà una giornata di incontri one-to-one tra case automobilistiche, aziende di componentistica, servizi alla mobilità e finanza, volta a creare relazioni concrete e opportunità di sviluppo industriale. Questo preludio tecnico sottolinea come il Salone non sia solo una festa per il pubblico, ma un momento strategico di confronto per un settore che in Piemonte trova radici profonde e una visione d’avanguardia.

I confini si espandono

L’impatto della manifestazione non si esaurirà nei confini cittadini. La cosiddetta “Settimana Salone Auto Torino” estenderà infatti le attività commerciali su scala nazionale, coinvolgendo la rete delle concessionarie con promozioni e condizioni dedicate, producendo così ricadute reali sull’intera economia regionale e nazionale. Come sottolineato dal Presidente Andrea Levy, l’obiettivo è creare un dialogo diretto tra brand e pubblico, un modello che oggi è riconosciuto anche a livello internazionale per la sua efficacia.

Un ruolo centrale in questa edizione sarà svolto dal TADA (Torino Automotive Design Award), il premio internazionale nato per connettere l’industria europea e quella cinese. Attraverso il design, Torino si conferma nuovamente come un ponte culturale e industriale, capace di valorizzare l’innovazione e i linguaggi progettuali contemporanei. La giuria, composta da autorevoli giornalisti italiani, assegnerà riconoscimenti in categorie che spaziano dal Best Exterior Design al Best Innovation & Technology, confermando il ruolo dell’Italia come punto di riferimento globale nel design automobilistico.

Un evento che valorizza il territorio

Il Salone Auto Torino 2026 si preannuncia quindi come un’esperienza diffusa che integra mobilità, design e scoperta del territorio. Grazie a un sistema di convenzioni che coinvolge musei, hotel e trasporti, l’evento del 11-13 settembre non attirerà solo appassionati di motori, ma anche turisti e operatori, valorizzando l’offerta culturale della città e incentivando la permanenza dei visitatori. In un’era di profonda transizione ecologica, Torino si prepara a dimostrare che l’automobile può ancora essere raccontata in modo accessibile e moderno, celebrando una storia centenaria che guarda con determinazione al futuro della mobilità sostenibile.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 14:52:07 +0000
News n. 19
Fiat Grizzly, il prossimo SUV del marchio italiano è vicino al debutto: come sarà

Il conto alla rovescia per quello che molti già definiscono come il SUV della svolta è ufficialmente iniziato, portando con sé un carico di aspettative per il futuro del marchio torinese. Sebbene non ci siano ancora conferme ufficiali definitive da parte del costruttore, le indiscrezioni convergono verso un nome originale, che deriva dal mondo animale e che evoca forza: Fiat Grizzly.

Questo nuovo SUV di segmento C rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di Fiat per riconquistare una posizione di rilievo in un mercato altamente competitivo, puntando tutto su razionalità, spazio e un rapporto qualità-prezzo estremamente aggressivo. Proprio come l’orso.

Un design tra avventura e razionalità

Esteticamente, la Fiat Grizzly dovrebbe presentarsi come un SUV dalle forme squadrate e robuste, con una lunghezza compresa tra i 4,4 e i 4,5 metri. Lo stile trarrebbe ispirazione dalla recente Grande Panda, pur mantenendo una propria identità distinta per adattarsi alle dimensioni maggiori. Una delle novità più interessanti riguarda la versatilità degli interni: la vettura dovrebbe essere proposta sia in configurazione a 5 posti che in una variante a 7 posti, rendendola una scelta ideale per le famiglie numerose.

Per massimizzare l’appeal commerciale, Fiat sembrerebbe intenzionata a sdoppiare l’offerta stilistica, affiancando alla versione SUV classica una variante Sportback, caratterizzata da linee più filanti per intercettare i gusti di un pubblico diversificato. Il tutto sarà sviluppato sulla piattaforma Smart Car, la stessa utilizzata per la Grande Panda e per la futura Fastback, una scelta tecnica che garantisce economie di scala e prezzi di listino contenuti.

La gamma motori

Sotto il cofano, la Fiat Grizzly abbraccerà una filosofia multi-energia, offrendo diverse opzioni per la transizione ecologica. Lo scenario più accreditato per la versione di accesso vede protagonista un sistema mild hybrid da 145 CV, basato sul propulsore 1.2 turbo a tre cilindri abbinato a un motore elettrico integrato nel cambio automatico a 6 rapporti. Questa configurazione è già nota all’interno della galassia Stellantis e promette un equilibrio ottimale tra prestazioni e consumi.

Non mancheranno le versioni 100% elettriche, con potenze stimate tra i 113 CV (83 kW) e i 156 CV (115 kW). Il punto di riferimento tecnico per la variante a batteria potrebbe essere proprio quello della Grande Panda, con un accumulatore da 44 kWh capace di garantire un’autonomia nel ciclo WLTP di circa 320 km.

Per chi cerca invece la massima semplicità ed economia d’acquisto, circola con insistenza l’ipotesi di una versione a benzina non elettrificata con cambio manuale, pensata come variante d’attacco per mantenere basso il prezzo di ingresso. Infine, tra le ipotesi più speculative, spunta una possibile variante a trazione integrale elettrificata, ottenuta grazie all’aggiunta di un secondo motore elettrico sull’asse posteriore, sebbene al momento resti solo un’ipotesi di scenario.

Listino prezzi

L’obiettivo dichiarato della Fiat Grizzly è quello di sfidare direttamente colossi dai prezzi competitivi come Dacia Duster e Bigster. Per farlo, il listino prezzi dovrà essere particolarmente competitivo. Le voci di corridoio suggeriscono un prezzo di partenza sotto i 20.000 euro per le versioni termiche più semplici. La variante mild hybrid dovrebbe collocarsi in una fascia media tra i 23.000 e i 25.000 euro, mentre le versioni completamente elettriche potrebbero attestarsi tra i 28.000 e i 30.000 euro.

Il debutto ufficiale della Grizzly è atteso per l’estate 2026, con una possibile rivelazione a luglio, mentre la presentazione al grande pubblico dovrebbe avvenire in occasione del Salone dell’auto di Parigi nell’ottobre 2026.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 13:38:20 +0000
News n. 20
Tutti pazzi per Kimi Antonelli: il giovane talento della F1 conquista anche WEC e TV

C’è un nuovo nome che negli ultimi giorni risuona nei paddock di tutto il mondo, nei salotti televisivi e nei sogni degli appassionati: Andrea Kimi Antonelli. Il giovane talento della Mercedes non è più solo una promessa, è realtà. Già leader del mondiale 2026 di F1, a Imola si è consacrato a beniamino anche davanti ai tifosi del WEC. E mentre il circus si prepara a riaccendere i motori a maggio a Miami, non mancano speciali e interventi su TV e media.

A soli due anni dall’ingresso nel grande palcoscenico, Antonelli ha ribaltato gerarchie, aspettative e pronostici. Oggi, mentre si concede una pausa strategica dopo un inizio di stagione da sogno, il pilota bolognese è già al centro di un fenomeno mediatico e sportivo che non accenna a rallentare.

Il volto nuovo dell’Italia che vince

Il “momento Antonelli” è arrivato anche fuori dalla pista e si è rivolto alla massa. La Rai, tramite una servizio dedicato andato in onda in un suo programma serale, ha mostrato un ragazzo diverso dall’immagine stereotipata del campione. Niente eccessi, niente personaggi costruiti. Solo autenticità: “Mi sento fortunato, privilegiato perché faccio quello che amo“, ha raccontato. Parole semplici che racchiudono la chiave del suo successo.

Antonelli non recita, è proprio questo che lo rende così irresistibile per il pubblico. Dietro al talento c’è comunque un duro lavoro, quotidiano, quasi ossessivo, tendente alla perfezione. Soprattutto c’è una famiglia che rappresenta il suo punto fermo: “Mi aiuta a tenere i piedi per terra” ha confessato. Un dettaglio che, nel mondo dorato e spesso spietato della F1, può fare tutta la differenza.

F1, la leadership che sorprende tutti

Guidare la classifica mondiale di F1 non è mai un caso. Farlo così presto forse si, ma fino a un certo punto. Chi segue le categorie giovanili lo sapeva già, Toto Wolff su tutti. Lo stesso team principal Mercedes ha già affermato: “Ero sicuro del successo di Antonelli“. Il bolognese era destinato a questo. La sua crescita è stata costante, quasi programmata. Nessun salto nel buio e nessuna forzatura. Solo talento, disciplina e una capacità rara di imparare da ogni singolo errore.

La vittoria in Cina, la prima, è stata il punto di svolta. Non solo per la classifica, ma per ciò che ha rappresentato emotivamente: “Nelle lacrime c’era tutto“, ha rivelato. Il peso di un sogno realizzato, ma anche la consapevolezza che quello era solo l’inizio. Perché il vero obiettivo, ora, è uno solo, sognare un titolo mondiale.

WEC, la consacrazione a Imola

Come se non bastasse dominare la scena in F1, Antonelli fa parlare di sé anche nel mondo dell’endurance, con la sua presenza da starter nella tappa inaugurale del World Endurance Championship 2026. Una comparsa che ha acceso curiosità e entusiasmo. Perché vedere un leader della F1 muoversi con naturalezza anche in altri contesti, racconta molto della sua versatilità e della sua fame di esperienza. Non è solo marketing, è cultura motoristica, voglia di capire, imparare e assorbire.

I cori e gli applausi degli oltre 92 mila spettatori presenti all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari per la 6 Ore di Imola, hanno consacrato Kimi a nuovo beniamino italiano. Se la Ferrari campione in carica nel WEC non è riuscita a imporsi su una Toyota affamata di rivincita, poco male: Antonelli è stato la medicina perfetta per rendere la giornata indimenticabile. Complimenti agli organizzatori del WEC per aver scelto il ragazzo giusto al momento giusto.

Il lavoro dietro il fenomeno Kimi

Quello che colpisce di Antonelli non è solo la velocità, ma la mentalità. In un’epoca in cui molti giovani cercano subito il limite, lui preferisce costruire pazientemente. Antonelli sa dove migliorare, nella vita come nel lavoro, e non ha paura di dirlo. Anzi, lo usa come leva per crescere, spesso contornato dal suo gruppo di amici. Questo approccio lo sta rendendo un pilota completo prima del tempo con prestazioni solide e concrete.

Ogni campione ha i suoi riferimenti e quelli di Antonelli raccontano molto del suo modo di vedere le corse. L’idolo è Ayrton Senna ma ci sono anche altre leggende come Michael Schumacher, Gilles Villeneuve, Niki Lauda e Nelson Piquet. Tutti piloti di un’altra epoca, che ha potuto apprezzare grazie alla preziosa condivisione di chi ha incontrato nel mondo del motorsport. Ma c’è n’è uno su tutti che ancora è molto attivo e con il quale ha il piacere di rapportarsi, si chiama Valentino Rossi. Il campione di Tavullia che ha fatto la storia della MotoGP e non solo, gli ha consigliato di non strafare. Un consiglio semplice, per una filosofia vincente.

Il ragazzo dietro un campione destinato a durare

C’è una parte di Antonelli che sorprendente più di tutte, la normalità. Il racconto ai media dell’esame di guida con il parcheggio in retromarcia provato all’ultimo momento con il padre, sono racconti che hanno fatto sorridere tutti. È un’immagine potente, perché umanizza un talento straordinario. Antonelli non è distante, non è irraggiungibile. È uno di quei campioni in cui i tifosi possono riconoscersi e che possono avvicinare. Forse è proprio questo il suo vero punto di forza.

Tutti pazzi per Kimi Antonelli†non è solo un titolo, è la fotografia di un momento in cui l’Italia ritrova un protagonista assoluto nel motorsport. Un momento in cui un ragazzo riesce a unire generazioni diverse sotto la stessa bandiera. Il futuro? È tutto da scrivere. Se questo è solo l’inizio, ci sarà da divertirsi.

Miami nel mirino

Ora lo sguardo è tutto sul GP di Miami del 3 maggio. Il prossimo appuntamento F1 dopo la pausa forzata sarà un banco di prova fondamentale per capire se questa favola può davvero trasformarsi in storia. Gli avversari non staranno a guardare, nemmeno il compagno di squadra George Russell. La pressione aumenterà e con essa anche le aspettative. Kimi Antonelli sembra avere già tutto: velocità, lucidità e una qualità che non si insegna, la capacità di restare sé stessi anche quando tutto cambia.

A Miami, tra clima imprevedibile e un tracciato che non perdona errori, serviranno sangue freddo e continuità. Sarà anche una prova mentale, oltre che tecnica, in cui ogni dettaglio potrà fare la differenza. E proprio lì si capirà se il suo talento è pronto per reggere davvero il peso delle grandi occasioni.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 13:30:09 +0000
News n. 21
Pneumatici, l’importanza di verificare periodicamente l’usura

L’interfaccia tra un veicolo e il manto stradale è affidata esclusivamente a quattro impronte a terra, ciascuna non più grande di una cartolina. In ambito ingegneristico, lo pneumatico non è un semplice componente elastico, ma un sistema complesso di materiali compositi progettato per gestire carichi dinamici, forze di attrito e smaltimento termico.

La verifica dell’usura non è dunque solo un obbligo di legge, ma un’analisi diagnostica fondamentale per preservare la cinematica del veicolo e la sicurezza attiva. Un battistrada degradato non compromette solo lo spazio di frenata, ma altera la risposta dello sterzo e l’efficacia dei sistemi elettronici di ausilio alla guida (come ABS ed ESP).

La fisica del battistrada e la geometria del contatto

Per comprendere l’usura, bisogna partire dalla funzione della mescola e del disegno del battistrada. Quest’ultimo è progettato con una serie di incavi (vuoti) e tasselli (pieni). Il rapporto tra questi due elementi determina il “rapporto vuoti/pieni”, cruciale per il drenaggio dell’acqua. Quando lo pneumatico rotola su una superficie bagnata, si verifica il fenomeno dell’evacuazione idrica.

Se l’altezza dei tasselli scende sotto una certa soglia, il volume dei canali non è più sufficiente a smaltire la massa d’acqua, innescando l’aquaplaning. In termini tecnici, la pressione idrodinamica solleva la gomma dall’asfalto, annullando il coefficiente di attrito. La verifica dell’usura serve a garantire che l’aderenza rimanga entro i parametri di progetto del costruttore.

Indicatori visivi e misurazioni micrometriche degli pneumatici: il TWI

Il metodo più immediato per il controllo dell’usura è l’osservazione del TWI (Tread Wear Indicator). Si tratta di piccoli rilievi trasversali posizionati all’interno delle scanalature principali, alti esattamente 1,6 mm. Secondo il Codice della Strada (Art. 79), è il limite legale minimo per gli autoveicoli.

Tuttavia, un approccio tecnico richiede maggiore precisione. L’utilizzo di un profondimetro digitale permette di misurare l’altezza residua in diversi punti della sezione trasversale. È fondamentale misurare non solo al centro, ma anche sulle “spalle” dello pneumatico. Una differenza superiore a 1-1,5 mm tra il centro e i bordi indica una problematica di pressione o di assetto che va oltre la semplice usura naturale della gomma.

Tipi di usura degli pneumatici

L’usura non è sempre uniforme. L’analisi della morfologia del consumo permette di diagnosticare problemi meccanici sottostanti:

  • usura ai bordi (entrambi): tipica di una marcia prolungata con sottogonfiaggio. La struttura della gomma “spancia”, caricando eccessivamente le spalle e surriscaldando i fianchi;
  • usura centrale: risultato di sovragonfiaggio. La pressione eccessiva rende lo pneumatico convesso, concentrando il lavoro sulla fascia centrale e riducendo l’area di contatto;
  • usura asimmetrica (solo un lato): indica un problema di convergenza o campanatura (camber). Se l’angolo di inclinazione della ruota rispetto alla verticale non è corretto, il carico viene distribuito in modo disomogeneo;
  • usura a macchie o “a squame”: spesso causata da ammortizzatori scarichi o malfunzionanti che non riescono a smorzare le oscillazioni, portando la ruota a piccoli “salti” che asportano materiale in modo discontinuo.

L’invecchiamento dei polimeri: fattore DOT e cristallizzazione

Un errore comune è valutare solo lo spessore del battistrada trascurando l’integrità chimica della mescola. Gli pneumatici sono soggetti a invecchiamento ossidativo. Con il passare del tempo, gli oli emollienti presenti nella gomma evaporano o degradano a causa dei raggi UV e degli sbalzi termici.

Il risultato è la cristallizzazione: la gomma diventa dura, perde elasticità e sviluppa micro-crepe (screpolature) sui fianchi. Uno pneumatico con 8 mm di battistrada ma vecchio di 10 anni è tecnicamente più pericoloso di uno con 3 mm ma recente. Il parametro di riferimento è il DOT, una marcatura sul fianco che indica settimana e anno di produzione (es. 1224 indica la dodicesima settimana del 2024). Superati i 5-6 anni, anche con basso chilometraggio, le prestazioni decadono verticalmente.

Shock strutturali e danni ai fianchi: l’analisi delle ernie

Oltre all’usura del battistrada, la verifica deve estendersi ai fianchi, la zona strutturalmente più flessibile ma anche più vulnerabile. Un impatto violento contro un marciapiede o una buca profonda può causare la rottura delle tele interne della carcassa (generalmente in nylon, rayon o acciaio).

Questa rottura provoca la comparsa di una “ernia” o bolla sul fianco. Si tratta di un cedimento strutturale critico: la pressione interna non è più contenuta dalla struttura ma solo dal sottile strato di gomma esterno. In queste condizioni, lo pneumatico è a rischio immediato di esplosione, specialmente durante la marcia autostradale a causa dell’incremento di pressione termica.

Bilanciatura, equilibratura e inversione programmata degli pneumatici

Per massimizzare la vita utile e garantire un’usura uniforme, la tecnica prevede la rotazione (o inversione) degli pneumatici. Nei veicoli a trazione anteriore, le gomme anteriori subiscono uno stress maggiore dovuto alla sterzata e alla trasmissione della coppia motrice.

L’inversione, solitamente consigliata ogni 10.000 km, permette di compensare i diversi tassi di usura tra gli assi. Parallelamente, l’equilibratura (distribuzione uniforme delle masse rispetto all’asse di rotazione) evita vibrazioni che potrebbero generare usure localizzate e sollecitare i cuscinetti del mozzo ruota. Un treno di gomme non equilibrato genera micro-urti costanti che accelerano il degrado della mescola.

Influenza della temperatura e mescole stagionali

La verifica dell’usura deve tenere conto della stagionalità. Uno pneumatico invernale (M+S con simbolo 3PMSF) è progettato con una mescola ricca di silice che rimane flessibile sotto i 7°C. Utilizzare pneumatici invernali in estate accelera drasticamente l’usura: la mescola troppo morbida per le alte temperature subisce un processo di “sfarinamento”.

Al contrario, una gomma estiva in inverno diventa rigida come plastica, perdendo capacità di grip. Verificare l’usura significa anche assicurarsi che lo pneumatico sia idoneo alle condizioni termiche operative, poiché una gomma surriscaldata lavora fuori dal suo range ottimale, degradandosi chimicamente in modo irreversibile.

La manutenzione e la verifica degli pneumatici rappresentano l’anello di congiunzione tra l’ingegneria del veicolo e la sicurezza stradale. Non è sufficiente limitarsi a un controllo visivo superficiale o attendere che il veicolo manifesti vibrazioni evidenti. Una corretta analisi tecnica richiede l’uso di strumenti di precisione come il profondimetro, un’attenzione costante alla pressione di esercizio e una comprensione profonda della “storia” chimica della gomma attraverso il DOT.

Mantenere pneumatici in condizioni ottimali non significa solo rispettare le normative vigenti, ma garantire che ogni sistema di sicurezza del veicolo — dal controllo di trazione alla frenata di emergenza — possa operare secondo le specifiche di progetto. In ultima analisi, la cura degli pneumatici è l’investimento più efficiente per ottimizzare i consumi di carburante, ridurre l’impatto ambientale e, soprattutto, salvaguardare l’integrità dei passeggeri.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 12:15:53 +0000
News n. 22
Cupra Raval, aprono gli ordini con la Launch Edition: prezzo e allestimenti

La nuova Cupra Raval debutta in Italia con l’apertura degli ordini della Launch Edition. La nuova compatta spagnola rappresenta il primo modello del Gruppo Volkswagen basato sulla nuova piattaforma MEB+, una base tecnica pensata per abbattere i costi e rendere l’elettrico più democratico, in questo caso con un’impostazione che non rinuncia al DNA sportivo tipico del marchio spagnolo.

Compatta nelle dimensioni ma ambiziosa nelle intenzioni, la Raval si presenta con prezzi a partire da 29.950 euro e si inserisce in un segmento sempre più strategico, quello delle elettriche urbane, cercando di offrire qualcosa in più rispetto all’agguerrita concorrenza.

Raval Launch Edition

La versione di lancio non ha nulla a che vedere con quella base, che verrà presentata con un listino di partenza inferiore. La Launch Edition monta un motore elettrico da 211 CV, alimentato da una batteria da 52 kWh, capace di garantire fino a 450 km di autonomia nel ciclo WLTP. Numeri che, sulla carta, la rendono perfetta per l’utilizzo quotidiano ma anche per spostamenti più lunghi senza troppi compromessi. Sul fronte dotazioni, Cupra ha scelto di non partire al risparmio. La Launch Edition include infatti diversi pacchetti già integrati:

  • Edge Pack, che arricchisce la dotazione tecnologica e il rapporto con lo smartphone;
  • Immersive Design, sedili avvolgenti rivestiti in Dinamica;
  • Winter Pack Lite, con funzione di riscaldamento per sedili e volante.

Il prezzo di partenza fissato a 29.950 euro la colloca in una fascia competitiva, soprattutto considerando potenza e autonomia offerte.

Launch Edition Plus

Salendo di livello si incontra la Launch Edition Plus, che mantiene lo stesso powertrain da 211 CV e la stessa batteria, ma alza sensibilmente l’asticella in termini di tecnologia e comfort. Qui entrano in gioco pacchetti più completi, come il Drive Pack, che introduce sistemi ADAS avanzati, tra cui la telecamera a 360 gradi e funzioni di parcheggio intelligenti. Una dotazione sempre più richiesta, soprattutto in ambito urbano per distaccarsi dalla concorrenza.

Non manca poi il Light & Sound Pack, con un impianto audio premium firmato Sennheiser e il sistema Smartlight 2.0, che contribuisce a creare un ambiente interno più sofisticato. A completare l’allestimento troviamo il navigatore integrato, i vetri posteriori oscurati e i cerchi in lega da 19 pollici Vandal Copper Machined, che danno alla Raval un look ancora più deciso.

Il prezzo sale a 33.950 euro, trasformando la Raval in una compatta elettrica già molto completa sotto ogni punto di vista, in particolare quello tecnologico.

Launch Edition VZ

Per chi cerca qualcosa di più in termini di prestazioni, la gamma si completa con la Launch Edition VZ, la versione più sportiva. Qui il motore sale a 226 CV, mantenendo la stessa batteria da 52 kWh. Ma è soprattutto la dinamica di guida a cambiare: questa versione introduce infatti il DCC Sport, ovvero sospensioni adattive che migliorano la risposta su strada, insieme alla funzione e-launch, pensata per sfruttare al meglio la coppia immediata dell’elettrico.

Non manca un differenziale elettronico a slittamento limitato, che contribuisce a rendere la guida più precisa e divertente, soprattutto nei percorsi ricchi di curve. Il tutto è gestito dal Cupra Drive Profile, che permette di adattare il comportamento dell’auto alle diverse esigenze di guida.

Dal punto di vista estetico e degli interni, la VZ si distingue grazie all’Ahead Pack, un pacchetto di design disponibile per un periodo limitato. Tra gli elementi più caratteristici troviamo i sedili avvolgenti CUP Bucket con rivestimenti 3D, i cerchi da 19 pollici con finitura Sulfur Green e la verniciatura opaca Manganese Matt, che sottolinea il carattere più aggressivo della vettura.

Il prezzo parte da 39.950 euro, posizionandosi come la scelta preferenziale per chi vuole un’elettrica compatta con un’anima decisamente più sportiva.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 11:38:51 +0000
News n. 23
F1, caos ADUO: la FIA deve dribblare i buchi regolamentari

Dal 4 maggio (post GP Miami), la FIA si troverà in pianta stabile a studiare il sistema ADUO per la F1 2026: serve blindare il regolamento che aiuta i motoristi in crisi. Nel farlo, l’organo legislativo deve mostrare grande attenzione, in quanto pare che alcuni team stiano cercando di camuffare il rendimento per accedere alla deroga e mettere le mani sul propulsore.

F1 2026, l’enigma ADUO e il banco di prova della FIA

Passata l’adrenalina della tappa americana di Miami (weekend 1-2-3 maggio), i vertici della Federazione Internazionale si troveranno a dover disinnescare una delle mine più pericolose di questa rivoluzione tecnica: il caso ADUO. L’obiettivo imminente è decretare in maniera ufficiale quali motoristi abbiano le carte in regola per sbloccare i privilegi di questo meccanismo.

Nato agli albori dell’annata agonistica con intenti nobili, l’ADUO funge da paracadute normativo: mossa studiata per evitare che i costruttori attardati colino a picco in modo irreversibile. Attualmente, le chiacchiere nel paddock sono quasi interamente fagocitate da un’emergenza ben più visibile: il “super clipping“: quel terrificante e improvviso calo di spinta che genera differenziali di velocità mostruosi tra le monoposto.

Quando una vettura si ritrova a incassare 50 km/h di svantaggio rispetto a chi la segue, la questione sicurezza diventa prioritaria. Questa chiara urgenza ha inevitabilmente messo in ombra il dossier ADUO nell’agenda politica della F1 2026. Eppure il tema è tutt’altro che chiuso. È semplicemente silente, pronto a deflagrare come un ordigno a orologeria.

Il tesoro dell’ADUO e l’ambiguità ibrida

Non appena l’allarme sui delta velocistici e sulle mappature rientrerà (oggi riunione importante), l’impianto di aiuti allo sviluppo tornerà a dominare le prime pagine. Lo farà scatenando inevitabili polemiche tra le parti. Il vero cortocircuito di questa regola sta nel suo perimetro d’azione: l’ADUO giudica gli aiuti basandosi esclusivamente sull’efficienza del motore a combustione interna (endotermico), snobbando del tutto l’impatto del comparto ibrido.

Visto che il rendimento di una F1 2026 deriva da una sinfonia tra combustione e gestione elettrica, isolare l’esatta matrice di un deficit sui cavalli è un’impresa titanica. Stabilire con certezza empirica se un’auto sia lenta per colpa di un “V6 asmatico” o per un modulo elettrico incapace di immagazzinare e scaricare energia con efficacia, è un esercizio di rara complessità.

Le regole d’ingaggio, però, sono ghiottissime. Se un’unità termica accusa un ritardo prestazionale del 2% rispetto al propulsore di riferimento, scatta il bonus: un corposo assegno extra per le spese, ore aggiuntive da spendere sui rulli dei banchi prova, un jolly per aggiornare l’omologazione a stagione in corso e un ulteriore credito per la campagna seguente.

Se il deficit sfora addirittura il muro del 4%, i benefici raddoppiano (il caso di Aston Martin con la Honda, dove il ritardo su Mercedes è davvero grande): da qui arrivano fondi e sessioni di collaudo ancor più generosi, affiancati da ben due gettoni di sviluppo immediati e altrettanti per l’anno venturo. Un bottino colossale, capace di stravolgere interamente un progetto.

Scontro tra Maranello e Brackley

Durante i test invernali Mercedes girava con mappature conservative per non far scattare il paracadute FIA a vantaggio dei rivali. Questo era il pensiero. Oggi il sospetto è diametralmente opposto: si pensa siano stati gli sfidanti a mascherare deliberatamente il proprio vigore meccanico, fingendo una crisi per poter mungere il sistema di aiuti e deliberare pacchetti massicci.

Togliendo dall’equazione la Honda e Audi, l’intessere si sposta sul Cavallino Rampante. Le scelte progettuali degli ingegneri italiani sono sotto la lente d’ingrandimento. Visto che la F1 ha bandito l’MGU-H, la Rossa ha scommesso su un gruppo turbocompressore di dimensioni ridotte per limitare il “turbo lag”: moto generatore che appunto tappava le falle prestazionali ai bassi regimi.

Si pensa che tale impostazione generi a un calo di potenza ai massimi regimi, sebbene il vero cruccio del motore Ferrari non sia questo. A fare la differenza maggiore è senza dubbio il rapporto di compressione Mercedes. Anche per questo, ad eccezione dei team spinti dai propulsori tedeschi, il resto del paddock ha scatenato una guerra per bandire questo espediente.

La FIA ha risposto la misurazione di questo parametro che andrà effettuata “a caldo” dal prossimo giugno, innalzando il limite tollerato dal nativo 16:1 a un ben più permissivo 16,7:1. Questa precisa interpretazione del corpo normativo sta costringendo i meccanici a massacranti turni straordinari in fabbrica, con il chiaro obiettivo di realizzare un passo in avanti con la monoposto.

Ciononostante, tra i corridoi del reparto corse italiano si respira un certo pragmatismo: ormai è noto che Ferrari potrà accedere all’ADUO. Le conferme, pur indirette, arrivano sia dalla sponda Mercedes con Antonelli, sia dalle parole degli stessi protagonisti Ferrari. Un passaggio cruciale per deliberare i cambi salvifici al propulsore italiano.

ADUO: il labirinto dei dati dove l’inganno è dietro l’angolo

Districarsi in questo groviglio analitico è un vero incubo per i commissari delegati. Decifrare i motivi di una top speed deludente significa affrontare una matrice a incognite multiple. Il valore registrato alla fine di una retta non è la semplice fotografia dell’endotermico, ma il risultato di una complessa interazione che coinvolge la resistenza all’avanzamento, le scelte sulla deportanza e l’efficienza ibrida.

Le declinazioni tattiche sono molteplici: un pilota può scegliere di conservare gran parte dell’energia per poi sprigionarla brutalmente sul dritto, oppure può sfruttarla nei settori misti e guidati, rassegnandosi a pagare dazio nei tratti ad alta velocità. Tutto dipende dalle necessità e dalle caratteristiche della vettura e dalla mera conformazione della pista.

Una vera e propria bolla ingegneristica nella quale la Federazione rischia di impantanarsi. L’unica via d’uscita concreta per sbrogliare le controversie e smascherare i trucchi consisterebbe nel testare fisicamente i propulsori a banco. Eppure, persino questa misura estrema potrebbe rivelarsi insufficiente. Insomma: la FIA si trova davanti a un compito titanico sul quale non sono ammessi errori.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 11:24:46 +0000
News n. 24
Auto elettriche usate sotto i 20.000 euro, le migliori offerte del 2026

L’elettrico rappresenta oggi una delle occasioni più interessanti del mercato dell’usato. Se fino a pochi anni fa il prezzo d’ingresso era una barriera difficile da superare, oggi la situazione è cambiata. La forte svalutazione che colpisce molte auto elettriche nei primi anni di vita ha aperto scenari nuovi, rendendo accessibili modelli che da nuovi costavano anche il doppio. 

Per questo abbiamo selezionato sei tra le migliori proposte usate del 2026, tenendo conto di prezzo, affidabilità, autonomia e facilità d’uso. Sei auto diverse tra loro, ma tutte accomunate da un aspetto: rappresentano un modo intelligente per entrare nel mondo dell’elettrico senza spendere una fortuna.

Un’opportunità da valutare

È un’opportunità concreta, ma non per tutti. L’elettrico dà il meglio di sé quando viene utilizzato nel contesto giusto: città, tragitti quotidiani contenuti e soprattutto la possibilità di ricaricare a casa ogni sera. In queste condizioni i vantaggi economici diventano evidenti, con costi di gestione molto più bassi rispetto a un’auto termica e una semplicità meccanica che riduce al minimo le sorprese, fattore particolarmente importante quando si sceglie un’usato.

Chi compra un’elettrica usata oggi deve però fare una valutazione attenta, soprattutto sullo stato della carica e sull’autonomia residua, è infatti sempre consigliato un’analisi dello stato di salute della batteria. Detto questo, il mercato offre diverse opportunità interessanti sotto i 20.000 euro, con modelli moderni, ben equipaggiati e ancora perfettamente utilizzabili nella vita di tutti i giorni.

Tesla Model 3

Tra le elettriche più desiderate degli ultimi anni, la Tesla Model 3 è oggi una delle occasioni più interessanti nel mercato dell’usato. Con un budget vicino ai 20.000 euro si trovano diversi esemplari – anche se con chilometraggi importanti, intorno ai 120-150 mila km – ma ancora perfettamente sfruttabili.

Parliamo di modelli prodotti tra il 2020 e il 2021, disponibili sia in versione a trazione posteriore sia Dual Motor a trazione integrale. Il consiglio, quando possibile, è di orientarsi sulle varianti Long Range o Performance, che garantivano oltre 500 km di autonomia da nuove e mantengono ancora oggi percorrenze più che valide.

Il punto di forza resta l’esperienza d’uso: software sempre aggiornato, rete di ricarica efficiente e una guida che ancora oggi fa scuola. Gli interni minimalisti possono dividere, ma la qualità complessiva del progetto resta elevata. Attenzione solo allo stato della batteria e alla storia manutentiva, due aspetti fondamentali per un acquisto consapevole.

Renault Zoe

La Renault Zoe è stata una delle prime elettriche a diffondersi realmente sulle strade europee, e ancora oggi rappresenta una delle scelte più intelligenti per chi cerca una citycar a zero emissioni. Con circa 10.000 euro si portano a casa esemplari del 2020 o 2021 con meno di 50.000 km, un dato che la rende particolarmente interessante. L’autonomia dichiarata da nuova si aggira intorno ai 350 km nel ciclo WLTP, valore che nella pratica resta più che sufficiente per un utilizzo urbano e periurbano.

Uno degli aspetti più particolari riguarda la batteria: fino al 2021 era possibile acquistarla separatamente o noleggiarla. Questo significa che sul mercato si trovano ancora versioni con canone mensile. Il consiglio è di puntare su esemplari con batteria di proprietà, evitando costi aggiuntivi nel tempo. Facile da guidare, compatta e con costi di gestione ridotti al minimo, la Zoe resta una delle porte d’ingresso più convincenti al mondo elettrico.

Fiat 500 elettrica

Icona italiana reinterpretata in chiave moderna, la Fiat 500e è probabilmente la scelta più chic tra le elettriche ben sotto i 20.000 euro. Nel mercato dell’usato si trovano esemplari del 2021 con meno di 50.000 km a circa 10-12 mila euro. La versione più interessante è quella con batteria più capiente da 42 kWh, capace di offrire oltre 300 km di autonomia dichiarata, rendendola adatta non solo alla città ma anche a qualche spostamento extraurbano.

La 500 elettrica punta molto sull’esperienza: interni curati, tecnologia moderna e un design che continua a fare tendenza, ora ripreso anche dalla versione ibrida. Non è l’auto più spaziosa della categoria, ma compensa con un carattere unico e una guida piacevole, perfetta per il traffico urbano.

Le migliori elettriche usate sotto i 20.000 euro
Ufficio Stampa Stellantis
Elettriche usate sotto 20.000 euro: Fiat 500e tra le migliori del 2026

Hyundai Kona Electric

Chi cerca più autonomia e versatilità può puntare sulla Hyundai Kona Electric, una delle elettriche più complete disponibili sul mercato dell’usato. Con circa 15.000 euro si trovano esemplari del 2021-2022 con meno di 100.000 km, equipaggiati con la batteria da 64 kWh. Una versione particolarmente interessante, perché da nuova superava i 450 km di autonomia, un valore che ancora oggi la rende competitiva. Esiste anche una variante con batteria da 39 kWh, più economica ma meno adatta a chi percorre distanze più lunghe.

La Kona si distingue per la sua praticità: posizione di guida rialzata, buona abitabilità e una gestione energetica efficiente. È una delle poche elettriche sotto i 20.000 euro che può essere utilizzata come unica auto di famiglia senza particolari compromessi.

Volkswagen ID.4

A proposito di auto di famiglia spaziose troviamo la Volkswagen ID.4, un SUV elettrico che nel mercato del nuovo supera abbondantemente i 40.000 euro, ma che oggi si può trovare usato a cifre decisamente più accessibili. Con un budget appena inferiore ai 20.000 euro si trovano modelli del 2021 con circa 50.000 km. La versione con batteria da 52 kWh offre un’autonomia intorno ai 350 km, ma salendo oltre il tetto imposto si possono trovare varianti con batteria maggiore che salgono oltre i 450 km.

Il vero punto di forza della ID.4 è lo spazio: si tratta di una vettura nata per i lunghi spostamenti con abitacolo ampio, bagagliaio generoso e comfort elevato. Una scelta ideale per chi cerca un’elettrica familiare, per tutte le esigenze.

Cupra Born

Chiudiamo con la Cupra Born, una delle elettriche più interessanti dal punto di vista dinamico. Basata sulla stessa piattaforma MEB del gruppo Volkswagen, condivide molto con la ID.3, ma aggiunge un tocco di sportività sia nel design che nelle scelte di assetto, legandola alla filosofia Cupra. Nel mercato dell’usato si trovano esemplari del 2022 con batteria da 58 kWh e pochi chilometri, spesso sotto i 20.000 euro.

L’autonomia oltre i 300 km è più che adeguata per l’uso quotidiano, mentre l’assetto e la risposta del motore elettrico la rendono più coinvolgente rispetto a molte concorrenti. Gli interni sono moderni e ben rifiniti, con un’impostazione più orientata al guidatore. È la scelta giusta per chi vuole un’elettrica pratica, ma con un pizzico di carattere in più.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 10:29:33 +0000
News n. 25
Stop ai camion, sei giorni di sciopero per il caro carburante bloccano l’Italia

Dopo giorni di tensione arriva lo stop ufficiale degli autotrasportatori. Da oggi fino alla mezzanotte del 25 aprile, gli autotrasportatori incrociano le braccia su iniziativa di Trasportounito, dando il via a uno sciopero nazionale che ha come obiettivo quello di accendere i riflettori sul caro carburante e su un settore in crisi.

La mobilitazione arriva dopo settimane di malcontento crescente e lavoro in perdita che, secondo gli operatori del settore, rappresenta ormai l’unico modo per denunciare una situazione economica diventata insostenibile. Il rischio ora non riguarda solo le imprese di trasporto, ma l’intera filiera produttiva italiana, fortemente dipendente dalla logistica su gomma.

Situazione di “assoluta emergenza”

Trasportounito non usa mezzi termini e parla apertamente di una fase di crisi profonda. Il rincaro dei carburanti, spiegano dal sindacato, sta colpendo in modo diretto e pesante i bilanci delle aziende di autotrasporto, molte delle quali già operano con margini ridotti o nulli. Le parole del segretario generale Maurizio Longo restituiscono bene il clima: si parla di una crisi “senza precedenti, aggravata dalla mancanza di interventi concreti da parte delle istituzioni nonostante i numerosi richiami.

Negli ultimi mesi, il costo del carburante è diventato una variabile difficile da gestire. Per un settore che basa gran parte delle proprie spese proprio sul gasolio, anche piccole oscillazioni possono trasformarsi in perdite significative. E quando gli aumenti si protraggono nel tempo, la sostenibilità economica dell’azienda viene messa seriamente in discussione. 

E ciò accade nella totale latitanza delle istituzioni e del ministero competente; paradossalmente l’unica istituzione che ha prestato attenzione all’autotrasporto è la commissione sciopero dei servizi pubblici essenziali che ha in modo reiterato provato a frapporre ostacoli a un fermo che è lo specchio di una imprenditoria ormai soffocata dai debiti e avviata inesorabilmente sulla strada del fallimento” ha continuato il segretario generale.

Paura per il blocco delle merci

Il vero timore ora riguarda le conseguenze pratiche dello sciopero. In Italia, gran parte delle merci viaggia su strada: dai beni alimentari ai prodotti industriali, fino agli approvvigionamenti per la grande distribuzione. Un blocco prolungato, anche solo parziale, rischia di tradursi in blocco delle consegne, scaffali meno riforniti e, nel breve periodo, un’impennata improvvisa dei prezzi.

La logistica è infatti uno degli ingranaggi fondamentali dell’economia moderna: quando si ferma, anche solo per pochi giorni, gli effetti si propagano rapidamente lungo tutta la catena. Ecco perché l’adesione allo sciopero sarà un fattore decisivo per capire la portata reale dell’impatto. Al momento, le previsioni parlano di una partecipazione significativa, anche se resta difficile stimare con precisione quanto sarà estesa la mobilitazione sul territorio nazionale.

Prezzi in lenta discesa, ma non basta

Negli ultimi giorni dieci giorni, i prezzi dei carburanti sono continuati a scendere, registrando una flessione lenta e costante. Una buona notizia, almeno sulla carta, che però non sembra sufficiente a placare le tensioni. Il calo, infatti, viene percepito come troppo lento rispetto ai precedenti rialzi, e soprattutto non in grado di compensare le perdite accumulate negli ultimi mesi.

A influenzare il mercato restano anche le dinamiche internazionali, in particolare le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che continuano a incidere sul prezzo del petrolio. Nonostante il Brent abbia dato forti segnali di ridimensionamento, il riflesso sui prezzi alla pompa non è ancora arrivato veramente.

Questo scollamento tra costo della materia prima e prezzo finale non fa altro che alimentare lo scetticismo verso i colossi dei carburanti, sia da parte degli autotrasportatori ma anche tra gli automobilisti comuni.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 08:45:22 +0000


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