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News n. 1
F1, a Barcellona la strategia potrebbe contare più della pole: Russell davanti a tutti, ma il degrado resta l’incognita

George Russell scatterà dalla pole position del Gran Premio di Barcellona, settimo appuntamento del Mondiale di Formula 1 2026. Il pilota Mercedes ha fermato il cronometro davanti a Lewis Hamilton e al compagno di squadra Kimi Antonelli, confermando la competitività della monoposto di Brackley sul circuito catalano. Alle loro spalle partiranno Lando Norris, Max Verstappen e Isack Hadjar, mentre Charles Leclerc è stato protagonista di un incidente in Q3 che lo ha relegato in fondo alla top ten.

La gara scatterà domenica alle ore 15:00 italiane e sarà trasmessa in diretta su Sky Sport F1 e in streaming su NOW. La corsa potrebbe essere decisa soprattutto dalla gestione degli pneumatici. Le temperature elevate e il degrado termico osservato durante le prove rendono, infatti, la strategia uno degli elementi chiave del weekend.

La strategia più veloce secondo Pirelli

Secondo Pirelli la soluzione teoricamente migliore sarebbe una gara su due soste con sequenza Media-Hard-Hard. Le squadre hanno conservato diversi set di pneumatici Hard proprio in vista della domenica e questo orienta naturalmente le strategie verso l’utilizzo della mescola più dura. Tuttavia, i dati raccolti nelle prove hanno evidenziato che anche la Hard non è immune dal degrado termico.

Tuttavia, il consumo delle gomme posteriori resta significativo anche con la mescola più resistente e richiederà una gestione attenta soprattutto nelle fasi iniziali degli stint. Le analisi effettuate sui long run del venerdì hanno mostrato un decadimento prestazionale vicino a due decimi al giro anche con le gomme dure.

Un ulteriore elemento da monitorare sarà la pressione degli pneumatici. Pirelli ha infatti deciso di abbassare di 1 PSI (circa 0,069 bar) la pressione di partenza dopo aver registrato aumenti particolarmente elevati durante le sessioni disputate con temperature elevate. L’obiettivo è consentire alle gomme di stabilizzarsi più rapidamente nella finestra di utilizzo ottimale.

Perché la strategia a tre soste sembra improbabile

Sulla carta una corsa a tre soste potrebbe risultare leggermente più veloce. Le simulazioni teoriche mostrano, infatti, un piccolo vantaggio cronometrico rispetto alla strategia tradizionale. Quando, però, vengono inseriti nelle simulazioni il traffico e le difficoltà di sorpasso, il quadro cambia radicalmente.

Secondo i calcoli Pirelli, la soluzione a tre soste diventerebbe addirittura tra sette e otto secondi più lenta rispetto a quella a due soste. Ogni rientro supplementare aumenta il rischio di ritrovarsi nel traffico e costringe i piloti a spingere maggiormente per superare le vetture più lente, aumentando il surriscaldamento degli pneumatici e il degrado complessivo.

Griglia di partenza GP di Barcellona

  1. George Russell (Mercedes)
  2. Lewis Hamilton (Ferrari)
  3. Kimi Antonelli (Mercedes)
  4. Lando Norris (McLaren)
  5. Max Verstappen (Red Bull)
  6. Isack Hadjar (Red Bull)
  7. Oscar Piastri (McLaren)
  8. Liam Lawson (Racing Bulls)
  9. Nico Hülkenberg (Audi)
  10. Charles Leclerc (Ferrari)
  11. Pierre Gasly (Alpine)
  12. Oliver Bearman (Haas)
  13. Franco Colapinto (Alpine)
  14. Alexander Albon (Williams)
  15. Gabriel Bortoleto (Audi)
  16. Carlos Sainz (Williams)
  17. Esteban Ocon (Haas)
  18. Yuki Tsunoda (Racing Bulls)
  19. Lance Stroll (Aston Martin)
  20. Fernando Alonso (Aston Martin)
Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 06:00:43 +0000
News n. 2
Intralcio alla visuale, la multa fino a 344 euro che non ti aspetti

Non tutte le infrazioni al Codice della Strada hanno la stessa visibilità. Alcune le conosciamo bene perché fanno parte dell’immaginario collettivo. Poi ce ne sono altre, meno note, che quasi nessuno considera davvero fino al momento in cui trova il verbale sul parabrezza o si sente fermare da una pattuglia. Una di queste riguarda qualcosa che milioni di automobilisti italiani fanno ogni giorno senza pensarci due volte: tenere nell’abitacolo oggetti che limitano la visibilità del conducente. Sembra una cosa da niente. Le cifre della multa, invece, non lo sono affatto.

Intralcio alla visuale, cosa vuol dire?

Il principio di base è semplice: chi guida deve poter vedere la strada nel modo più completo possibile. Non è solo buon senso, è un obbligo di legge. Il Codice della Strada stabilisce che il conducente deve avere in ogni momento una visibilità adeguata su tutta la traiettoria di marcia e sull’ambiente circostante. Qualsiasi oggetto che interferisca con questa visibilità, sia che si trovi sui vetri sia che occupi in modo ingombrante l’interno dell’abitacolo, costituisce una violazione.

Nella pratica, le situazioni più frequenti riguardano una serie di abitudini talmente diffuse da sembrare normalissime. Gli adesivi sul parabrezza o sui finestrini laterali sono forse la casistica più comune: quelli dei parcheggi, delle palestre, le scritte decorative, i simboli che molti incollano come personale dichiarazione d’identità. Se questi adesivi occupano porzioni della superficie vetrata che rientrano nel campo visivo diretto del guidatore, sono tecnicamente irregolari.

Stessa cosa vale per i ciondoli appesi allo specchietto retrovisore interno. I profumatori, le coroncine, i portafortuna, i cristalli di varie dimensioni: tutto ciò che dondola davanti agli occhi del conducente, distrae e occlude una porzione della visuale verso l’esterno.

Meno intuitiva ma altrettanto sanzionabile è la presenza di oggetti ingombranti sulla cappelliera posteriore: peluche, cuscini, borse lasciate lì per praticità, pile di documenti o qualsiasi altra cosa che riduca la visibilità verso il lunotto. In certi casi anche un portatelefono posizionato male può rientrare nella categoria degli ostacoli alla visuale.

C’è poi il caso dei vetri oscurati oltre i limiti consentiti dalla normativa. Sebbene i veicoli di serie escano dalla fabbrica con pellicole omologate, molti automobilisti scelgono di applicarne di più scure, spesso senza verificare se la percentuale di trasmissione della luce rispetti i valori previsti dalla legge. Anche questa è una violazione che rientra nel perimetro dell’intralcio alla visuale.

Cosa si rischia

La violazione in questione è disciplinata dall’articolo 164 del Codice della Strada, che regola tutto ciò che riguarda il carico e la sistemazione degli oggetti a bordo del veicolo in relazione alla sicurezza della guida, ed è stata meglio esplicitata da l’articolo 71a comma 4 dell’Ordinanza sui requisiti tecnici dei veicoli stradali (OETV). La sanzione amministrativa parte da un minimo di 87 euro e può arrivare fino a 344 euro.

Il consiglio, a questo punto, è banale quanto necessario: prima di salire in auto, vale la pena guardarsi intorno con occhio critico. Quello specchietto addobbato è davvero innocuo? Quell’adesivo sul lunotto non taglia proprio la linea visiva verso il retro? Quel pupazzo sulla cappelliera è davvero troppo piccolo per dare fastidio? In caso di dubbio, la risposta più sicura è sempre rimuoverlo. Perché tra una sanzione da 87 euro e un portafortuna appeso allo specchietto, la scelta è abbastanza semplice.

Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 06:00:31 +0000
News n. 3
Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 14 giugno 2026 vede la presenza di uno sciopero programmato in Italia che riguarda il settore dei trasporti pubblici. In questo articolo presentiamo tutti i dettagli aggiornati relativi allo sciopero previsto per questa giornata. Di seguito, tutte le informazioni su tempi, aree geografiche, categorie interessate e sindacati coinvolti.

Sciopero trasporto pubblico locale Firenze

Per la città di Firenze, in Toscana, nella giornata del 14 giugno 2026 è previsto uno sciopero di 24 ORE che coinvolge il trasporto pubblico locale. Lo sciopero interessa il personale della Società Autolinee Toscane bacino di Firenze e coinvolge la categoria “personale soc. Autolinee Toscane bacino di Firenze”. L’iniziativa è stata proclamata dai sindacati OSP COBAS LAVORO PRIVATO e interessa la provincia di Firenze. Il servizio potrà dunque subire rallentamenti e sospensioni per l’intera giornata.

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 4
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di giugno 2026 sono previsti numerosi scioperi che coinvolgono diversi settori del trasporto pubblico e privato in tutta Italia. L’articolo fornisce una panoramica aggiornata sulle principali date e sulle città interessate, indicando la tipologia di protesta, gli orari e le categorie professionali coinvolte. Di seguito, il calendario completo degli scioperi programmati per il mese, utile per chi viaggia, lavora nel settore o vuole essere informato sulle possibili difficoltà nei servizi di trasporto.

Sciopero 8 giugno 2026

Nella città di Catania è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il personale della società AMTS. I sindacati promotori sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.

Nella città di Foggia, lo sciopero sarà di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, coinvolgendo il personale della società ATAF. Sindacati: OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Messina è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00 per il personale della società ATM, indetto da OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.

Nelle province di Modena, Reggio Emilia, Piacenza (Regione Emilia-Romagna), sciopero di 24 ore per il personale della società SETA, indetto da OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 9 giugno 2026

Su tutto il territorio nazionale, sciopero dell’intero turno per il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione SOC. TRENITALIA, promosso da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI.

Altro sciopero nazionale, sempre per il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE della ristorazione a bordo treno, indetto dal sindacato FAST-CONFSAL.

Ancora a livello nazionale, sciopero per il personale della ristorazione e logistica a bordo treno (SOC. TRENITALIA), promosso da COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 10 giugno 2026

In tutta Italia è stato proclamato uno sciopero di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) per tutti i lavoratori dei porti, indetto da SI COBAS.

Nella città di Ravenna (Emilia-Romagna), sciopero di 12 ore (dalle 10.00 alle 22.00) del personale SERS addetto al rimorchio portuale, promosso da OSP UILT-UIL.

Sciopero 11 giugno 2026

Nella città di Palermo, sciopero di 4 ore (dalle 11.00 alle 15.00) per il trasporto pubblico locale, indetto da OSP CUB TRASPORTI (società AMAT).

In Sicilia, sciopero regionale ferroviario di 8 ore (dalle 10.01 alle 18.00) del personale FS Security, indetto da SLM FAST CONFSAL, ORSA TRASPORTI.

Nell’area dello stretto di Messina, sciopero marittimo di 24 ore (dalle 21.01 dell’11 giugno alle 20.59 del 12 giugno) del personale BluJet, promosso da FILT-CGIL, UILT-UIL.

A livello nazionale, sciopero plurisettoriale ferrovia e merci su rotaia di 23 ore (dalle 03.00 dell’11 giugno alle 02.00 del 12 giugno), indetto da CUB TRASPORTI, SGB.

Su scala nazionale, sciopero ferroviario di 8 ore (dalle 09.01 alle 17.00) per il personale FS, indetto da ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI.

Ancora su scala nazionale, sciopero plurisettoriale ferroviario di 8 ore (dalle 09.01 alle 17.00), sindacato CAT.

Infine, sciopero nazionale di 8 ore (dalle 06.00 alle 14.00) per il personale Mercitalia Shunting & Terminal, promosso da USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 13 giugno 2026

A livello interregionale, coinvolgendo il territorio italiano, sciopero di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) per il personale ENAV di Verona Airport. Sindacati: OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA di settore.

Nella città di Milano (Aeroporto Linate), sciopero di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00) del personale SKY Service, indetto da OSR USB Lavoro Privato.

A livello nazionale, sciopero di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) dei piloti e degli assistenti di volo della compagnia EasyJet Airlines Limited, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Sempre a livello nazionale, sciopero di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) per il personale navigante EasyJet Airlines Limited, organizzato da USB Lavoro Privato.

Sciopero 14 giugno 2026

Nella città di Firenze, in Toscana, sciopero di 24 ORE per il personale della Società Autolinee Toscane (bacino di Firenze). A proclamare lo sciopero è il sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO. Potrebbero verificarsi interruzioni e sospensioni del servizio del trasporto pubblico locale nell’intera provincia di Firenze.

Sciopero 18-20 giugno 2026

In Liguria (Genova città metropolitana e Savona), sciopero trasporto merci c/terzi nel territorio di Genova, piattaforme logistiche e bacini portuali di Genova e Savona. Durata: 72 ORE (dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6), sindacati OSR ALIAI/CNA-FITA/CONFARTIGIANATO TRASPORTI/FAI/FIAP/LEGA COOPERATIVE/TRASPORTOUNITO.

Sciopero 19 giugno 2026

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 24 ore per il personale Soc. Arriva Udine, indetto da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Sciopero 22 giugno 2026

Nella città di Lecce (Puglia), sciopero di 3 ore (dalle 9.30 alle 12.30) per il personale Soc. SGM, indetto da OST UILT-UIL.

In Calabria (regionale), sciopero di 4 ore (dalle 11.50 alle 15.50) per il personale Soc. Ferrovie della Calabria, indetto da OSR FAISA-CISAL.

Sciopero 23 giugno 2026

Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 4 ore (dalle 12.45 alle 16.45) per il personale area ferrovicaria della Soc. ANM, promosso da OSR FISI.

Nella città di Verona (Veneto), sciopero ferroviario per il personale manutenzione, amministrativo e ingegneria della Soc. RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud: 8 ore (dalle 9.01 alle 17.00), sindacati OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL.

In Sardegna (regionale), sciopero di 8 ore (dalle 9.01 alle 17.00) per il personale equipaggi Soc. Trenitalia DOR Sardegna, indetto da OSR ORSA FERROVIE/FAST-CONFSAL.

Sciopero 24 giugno 2026

Nella città di Torino (Piemonte), sciopero di 4 ore (dalle 18.00 alle 22.00) per il personale viaggiante urbano e suburbano della società GTT, promosso da RSU Viaggiante Urbano e Suburbano.

In Calabria (regionale), sciopero settore aereo di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00) del personale Soc. SACAL GH aeroporto di Lamezia Terme, promosso da OSR UGL-TA.

Sciopero 26 giugno 2026

In Piemonte (regionale), sciopero ferroviario di 8 ore (dalle 9.00 alle 16.59) per il personale Soc. Trenitalia Direzione Customer Operations CSVD Regionale Piemonte, promosso da OSR ORSA FERROVIE.

Nella provincia di Barletta-Andria-Trani (Puglia), sciopero di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) del personale Soc. Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta, promosso da OSP FILT-CGIL.

In Lombardia (provinciale), sciopero di 24 ore con varie modalità per il personale delle Società Gruppo ATM di Milano, promosso da CONFIAL TRASPORTI.

Sciopero 27 giugno 2026

Nella città di Roma (Lazio), sciopero taxi di 24 ore (dalle 00.00 alle 24.00) per tutti gli addetti al servizio taxi nel territorio comunale di Roma Capitale. Sindacati: UTI/UGL-TAXI/FEDERTAXI-CISAL/CLAAI/FAST CONFSAL TAXI/USB-TAXI/FILT-CGIL TAXI/ATLT/CONSULTAXI/SUL TAXI/ATITAXI/AGCI/LEGACOOP LAZIO.

Sciopero 30 giugno 2026

In Puglia (regionale), sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private, promosso da OSR USB Lavoro Privato per l’intera giornata.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 08 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 5
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 14 giugno 2026, proponiamo un aggiornamento sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana e un approfondimento sulla formazione dei listini alla pompa. Il costo finale per gli automobilisti nasce dall’incontro tra la componente industriale (materia prima e margine lordo della filiera) e la componente fiscale (accise e Iva), che incide in modo determinante sul totale pagato. Nell’articolo trovi la sintesi dei valori medi più recenti disponibili, una tabella con i prezzi in autostrada per benzina, gasolio, gpl e metano e, a seguire, una guida chiara alla struttura del prezzo: come influiscono le quotazioni internazionali, l’andamento del cambio euro/dollaro e le politiche commerciali degli operatori, oltre al peso delle imposte.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento disponibile dal CSV ufficiale: 13-06-2026. I prezzi riportati sono medi e in euro.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.080 €
Benzina SELF 1.986 €
GPL SERVITO 0.892 €
Metano SERVITO 1.589 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo alla pompa riflette l’equilibrio tra imposte e parte industriale. La componente fiscale vale il 58% del prezzo finale e include accise e Iva; quest’ultima, applicandosi anche alle accise, amplifica ogni variazione della base imponibile. La componente industriale, pari al 42%, si suddivide tra costo della materia prima (30% del prezzo) e margine lordo della filiera (12%). La materia prima è guidata dalle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dal cambio euro/dollaro: quando il petrolio e i prodotti raffinati salgono, o quando l’euro si indebolisce sul dollaro, la spinta al rialzo si trasferisce rapidamente ai listini. Il margine, invece, è l’area su cui operatori e gestori possono intervenire per calibrare il prezzo alla pompa, tenendo conto di costi di trasporto, stoccaggio, servizio e delle dinamiche competitive locali. In autostrada, dove logistica e servizi pesano maggiormente, questa componente può risultare più visibile. Nel medio periodo incidono anche fattori strutturali come la stagionalità della domanda, eventuali fermi di raffineria, le politiche dell’OPEC+ e l’efficienza della catena distributiva. Le promozioni commerciali, le strategie di rete e l’ottimizzazione dei costi operativi contribuiscono a modulare il margine, mentre la fiscalità resta lo zoccolo che stabilizza il prezzo su livelli tendenzialmente elevati e limita la piena traslazione dei ribassi quando le quotazioni arretrano.

Per il gasolio, l’equilibrio tra le due macro-componenti è diverso: la quota fiscale pesa il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo e riflette l’andamento dei mercati internazionali e del cambio euro/dollaro; il margine lordo incide per il 10% ed è la leva su cui gli operatori possono intervenire per adeguare i listini ai costi e al contesto competitivo. Il gasolio risente in modo particolare dei cicli della domanda dei trasporti e, nei mesi freddi, dell’uso per il riscaldamento in alcuni Paesi europei, elementi che possono accentuarne la volatilità rispetto alla benzina. A ciò si aggiungono aspetti logistici (disponibilità di stoccaggi, pianificazione degli approvvigionamenti, rotte di importazione) che incidono sui costi operativi della filiera. In autostrada, dove l’erogazione del servizio richiede strutture e orari più estesi, i costi di gestione possono riflettersi nella parte di margine. Sul piano fiscale, l’Iva continua ad agire come moltiplicatore di base su prodotto e accise. Per il consumatore, questo significa che le oscillazioni del gasolio sono guidate principalmente dalle quotazioni internazionali e dal cambio, mentre le differenze tra stazione e stazione derivano soprattutto dalla competizione locale, dai volumi serviti e dalle politiche commerciali adottate dalla rete.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.899 per la benzina, 2.005 per il diesel, 0.805 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.895
Gasolio SELF 1.995
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.515

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.923
Gasolio SELF 2.015
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.925
Gasolio SELF 2.041
GPL SERVITO 0.886
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.912
Gasolio SELF 2.022
GPL SERVITO 0.838
Metano SERVITO 1.664

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.907
Gasolio SELF 1.991
GPL SERVITO 0.751
Metano SERVITO 1.531

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.889
Gasolio SELF 1.995
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.529

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.913
Gasolio SELF 2.017
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.502

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.883
Gasolio SELF 1.997
GPL SERVITO 0.769
Metano SERVITO 1.643

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.891
Gasolio SELF 2.003
GPL SERVITO 0.876
Metano SERVITO 1.537

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.879
Gasolio SELF 1.995
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.548

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.878
Gasolio SELF 1.980
GPL SERVITO 0.804
Metano SERVITO 1.512

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.909
Gasolio SELF 2.018
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.489

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.880
Gasolio SELF 1.995
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.565

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.907
Gasolio SELF 2.005
GPL SERVITO 0.760
Metano SERVITO 1.614

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.902
Gasolio SELF 2.020
GPL SERVITO 0.870

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.907
Gasolio SELF 2.014
GPL SERVITO 0.823
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.887
Gasolio SELF 2.005
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.600

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.910
Gasolio SELF 2.015
GPL SERVITO 0.811
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.895
Gasolio SELF 1.995
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.524

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.904
Gasolio SELF 2.005
GPL SERVITO 0.889

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.885
Gasolio SELF 1.987
GPL SERVITO 0.786
Metano SERVITO 1.509

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Fiat, il rilancio continua: il marchio cresce ancora in Italia e in Europa

Il marchio Fiat sta vivendo un inizio di 2026 davvero positivo con immatricolazioni in forte crescita, soprattutto in Italia ma con dati positivi anche in diversi altri mercati europei. I numeri parlano chiaro: la strategia di espansione della gamma sta iniziando a dare i suoi frutti. Fiat, infatti, sta crescendo ed è oggi sempre più protagonista del mercato. Andiamo ad analizzare i dati registrati dal marchio nel corso dei primi cinque mesi dell’anno.

Sempre più leader in Italia

Il mese di maggio 2026 si è chiuso con un eccellente risultato per Fiat che, come confermano i dati UNRAE, ha superato quota 15 mila unità immatricolate, con una crescita del 27,3% delle vendite rispetto ai dati dello stesso mese dello scorso anno. Questo risultato si traduce in una quota di mercato del 10,12% e permette a Fiat di “battere” il mercato italiano, in crescita del 7,6% a maggio, come abbiamo già analizzato nel nostro approfondimento sulle immatricolazioni di maggio 2026.

Anche il cumulato annuo è molto positivo per Fiat che ha chiuso i primi cinque mesi dell’anno ( gennaio – maggio) con un totale di 92 mila unità vendute in Italia e una crescita percentuale del 29% su base annua, mentre il mercato è cresciuto del 9,4%. Questo risultato permette al marchio italiano di incrementare il suo market share, fino a toccare quota 11,73%. I numeri, quindi, confermano il rilancio di Fiat sul mercato italiano.

Da segnalare anche gli ottimi risultati ottenuti dai singoli modelli. Fiat, infatti, ha piazzato quattro vetture tra le prime 30 più vendute in Italia con la Fiat Panda che occupa il primo posto, raggiungendo quota 54 mila immatricolazioni. C’è poi un ottimo terzo posto per la Grande Panda, che ha raggiunto quota 19 mila unità vendute in Italia, diventando una delle protagoniste del mercato italiano. Bene anche la Fiat 600, che ha superato le 8 mila unità vendute, piazzandosi al 26° posto della classifica. C’è poi la Fiat 500 che ha superato i 7 mila esemplari, arrivando fino al 29° posto della graduatoria.

Bene anche in Europa

La crescita di Fiat non è solo un trend italiano. Il marchio, infatti, sta facendo registrare risultati importanti anche sul mercato europeo, come confermano i dati ACEA. Considerando il mercato Ue, i Paesi Efta e il Regno Unito, infatti, il brand italiano ha raggiunto un totale di quasi 30 mila unità vendute nel corso del mese di maggio, con un incremento del 23%. Risultato ancora migliore nel parziale annuo, in cui Fiat ha venduto 131 mila unità, con un incremento del 29,2%.

Il primo semestre sarà, quindi, molto positivo e si chiuderà con numeri importanti per il brand che può guardare al futuro con grande fiducia. Il piano di rilancio di Fiat procede bene e i nuovi modelli di segmento C, in arrivo nel corso del prossimo futuro, non faranno altro che potenziare l’offerta, permettendo al marchio di continuare a crescere. Per il momento, non ci resta che attendere le prossime settimane e l’arrivo dei nuovi dati sulle immatricolazioni del mese di giugno.

Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 05:30:29 +0000
News n. 8
Auto usate, la truffa del contachilometri evolve e si adegua al mercato

Il mercato delle auto usate in Italia continua ad avere volumi elevati, per quanto riguarda i passaggi di proprietà, e, quindi, continua a rappresentare una valida opzione per gli automobilisti alla ricerca di un nuovo veicolo.

Come evidenziato dal nuovo studio di carVertical, però, il rischio di frodi è sempre molto alto e bisogna prestare la massima attenzione quando si sceglie di acquistare una vettura di seconda mano.

In particolare, c’è da fare i conti con il rischio della truffa del contachilometri, con il veicolo usato che viene venduto con un chilometraggio alterato rispetto al valore reale. Ecco tutto quello che c’è da sapere in merito.

Un rischio da non sottovalutare

I numeri raccolti da carVertical parlano chiaro. Le auto più controllate sulla piattaforma sono sempre le diesel, con oltre il 61%, e le benzina, con oltre il 37%. Quote minori, invece, per le elettriche, con lo 0,6%, e le ibride, con lo 0,5%.

Benzina e diesel sono anche le categorie che fanno registrare una percentuale di auto truccate più alta. Per le auto diesel, in particolare, si tocca una quota del 3,1% del totale, evidenziando un fenomeno considerevole. La riduzione media dei chilometri risulta pari a oltre 73 mila chilometri.

Situazione complicata anche per le benzina, con una percentuale di auto truccate pari al 2,3% e una riduzione media di chilometri pari a 58 mila chilometri. Per queste due categorie, il rischio è elevato e la truffa del contachilometri può avere un impatto davvero significativo.

Ricordiamo che, nonostante un recente rallentamento, il mercato delle auto usate continua a registrare volumi elevati, con passaggi di proprietà ben superiori al numero delle immatricolazioni di auto nuove. Si tratta di un trend che va avanti da tempo e che conferma l’importanza dell’usato per il mercato delle quattro ruote. Da segnalare anche che è molto facile trovare auto usate da meno di 5.000 euro che possono essere guidate anche da neopatentati. Per saperne di più in merito potete dare un’occhiata all’approfondimento realizzato da Virgilio Motori in merito.

Anche elettriche e ibride

Sul mercato delle auto usate, per il momento, le elettriche e ibride hanno una presenza ancora ridotta, come evidente dai dati relativi alla percentuale di auto controllate. La percentuale di auto truccate, però, non è da trascurare. Le ibride arrivano all’1,3% mentre per le elettriche si registra uno 0,9%.

Da segnalare, inoltre, che queste due categorie fanno segnare una riduzione media dei chilometri significativa. Le ibride, ad esempio, registrano un valore medio di 41 mila chilometri. Per le elettriche la situazione è ancora più rilevante, con un totale di 61 mila chilometri di riduzione media.

Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical, sottolinea:

“Molti acquirenti pensano che scegliere un’auto ibrida o elettrica significhi ridurre il rischio di problemi nascosti, ma non sempre è così. Anche i veicoli più recenti possono presentare un chilometraggio alterato, con il rischio di pagare molto più del loro reale valore. È solo una questione di tempo prima che questi segmenti rappresentino una parte molto più significativa delle vendite di auto usate.”

Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 05:30:09 +0000
News n. 9
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi 14 giugno 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane si presenta generalmente scorrevole e senza segnalazioni di incidenti gravi o lunghe code importanti. Tuttavia, si segnala uno sciopero territoriale del trasporto pubblico locale nella provincia di Firenze, che potrebbe avere ripercussioni sulla mobilità in quella zona. Nel corso dell’articolo verranno elencati eventi e situazioni di particolare interesse su varie tratte autostradali e viabilità, nonché dettagli sulle agitazioni sindacali più rilevanti che impattano sul settore dei trasporti.

Situazione delle tratte autostradali

Al momento non sono disponibili segnalazioni o eventi significativi registrati sulle tratte autostradali per la giornata del 14 giugno 2026.

Eventi e scioperi di interesse per il trasporto

Si segnala per la giornata di oggi uno sciopero del trasporto pubblico locale nel territorio della provincia di Firenze, regione Toscana, indetto dal sindacato OSP COBAS Lavoro Privato che coinvolge il personale delle autolinee toscane del bacino di Firenze, con modalità di 24 ore di astensione dal lavoro. Questo potrebbe causare disagi nella mobilità del trasporto pubblico in quella area.

Altri scioperi sindacali previsti nei giorni successivi riguardano vari settori del trasporto, come il trasporto merci in Liguria e altri scioperi nel trasporto pubblico locale in diverse regioni italiane, ma non impattano direttamente sulla giornata odierna.

Resta aggiornata la situazione del traffico e dei trasporti per possibili sviluppi.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 05:08:00 +0000
News n. 10
Estate al volante: guidare in costume, infradito e altri comportamenti a rischio

L’estate porta con sé una serie di rischi supplementari per gli automobilisti per via della combinazione di una serie di fattori tra caldo, stanchezza, traffico intenso, lunghi viaggi, distrazioni, fretta di arrivare, auto carica oltre misura, passeggeri meno disciplinati del solito. Molti incidenti e infrazioni nascono nei percorsi considerati banali: dal residence alla spiaggia, dal parcheggio al ristorante, dalla casa in affitto al supermercato più vicino.

Guidare con le infradito può diventare un problema

Partiamo dal caso più discusso: le infradito. In Italia non c’è una norma che dica testualmente che è vietato guidare con ciabatte, sandali aperti o a piedi nudi. La legge non entra nel dettaglio della calzatura, ma pretende che il conducente mantenga sempre il pieno controllo del veicolo. Se una ciabatta scivola, si incastra sotto il pedale, rallenta la frenata o compromette la sensibilità sull’acceleratore, la guida diventa non sicura.

Chi ha provato almeno una volta a frenare bruscamente con una calzatura larga sa di cosa si parla. Il piede non resta saldo, la suola può piegarsi, il tallone perde appoggio, il movimento diventa meno preciso. Il consiglio più sensato è tenere in auto un paio di scarpe leggere, chiuse o comunque ben aderenti al piede, da usare solo per guidare.

Costume da bagno e torso nudo

Anche guidare in costume non è automaticamente vietato. C’è però più di un potenziale problema pratico: un costume bagnato può far scivolare sul sedile, sporcare l’abitacolo, rendere meno confortevole la postura e distrarre il conducente durante la marcia. Un asciugamano appoggiato male sul sedile può ridurre l’aderenza del corpo allo schienale e modificare la posizione rispetto alla cintura di sicurezza.

Guidare a torso nudo aggiunge altri inconvenienti. In caso di frenata o urto la cintura è a contatto diretto con la pelle. Se l’abitacolo è rimasto sotto al sole, superfici calde, fibbie metalliche e sedili possono causare fastidio immediato. Se la pelle è scottata o sudata, ogni movimento diventa più irritante.

In parallelo, in estate capita più di frequente la richiesta di un passaggio. Qualcuno si siede sulle gambe di un altro, un bambino viene tenuto in braccio, il quinto posto diventa sesto, il bagagliaio resta pieno e la cintura viene considerata un dettaglio.

Eppure il numero dei passeggeri non si decide in base alla fretta o alla distanza, ma ai posti omologati e alle cinture disponibili. Ogni persona deve avere un sedile e un sistema di ritenuta utilizzabile. Chi viaggia senza cintura rischia solo una multa e riduce il livello di sicurezza. Nel caso dei bambini, se non hanno raggiunto 1,50 metri di altezza, devono usare un sistema di ritenuta adeguato e omologato.

Tra bagagli, borse frigo e ombrelloni

La partenza estiva mette alla prova il bagagliaio più di qualunque trasloco. Valigie schiacciate, zaini infilati sotto i piedi, borse sul lunotto, ombrelloni messi di traverso, giochi da spiaggia lasciati liberi nell’abitacolo: tutto è accettabile finché l’auto è ferma. In marcia il carico deve essere invece sistemato in modo da non cadere, non limitare la visibilità, non ostacolare i movimenti del conducente e non compromettere la stabilità dell’auto.

Le posture estive sono poi un catalogo di cattive idee. Il conducente con il gomito fuori dal finestrino, la mano appoggiata distrattamente sul volante, lo schienale troppo reclinato, il sedile lontano dai pedali. Il passeggero con i piedi sul cruscotto, la cintura messa sotto il braccio, il corpo girato verso i sedili posteriori. Tutto appare vacanziero.

In realtà tenere i piedi sul cruscotto è una delle abitudini pericolose più sottovalutate. In caso di attivazione dell’airbag, le gambe possono essere spinte verso il volto e il busto. Anche una frenata improvvisa può causare traumi, perché il corpo non è nella posizione prevista dai sistemi di sicurezza. Cinture, sedili, poggiatesta e airbag funzionano bene quando gli occupanti stanno seduti in modo corretto. Se il corpo è fuori posizione si riduce la protezione.

Caldo, sonno e disidratazione

Durante i viaggi estivi si parla molto di traffico e poco di fisiologia. Eppure il conducente è il primo sistema di sicurezza dell’auto. Se è stanco, disidratato, appesantito da un pranzo o reduce da poche ore di sonno, anche la vettura più moderna parte svantaggiata. Gli Adas aiutano, ma non sostituiscono lucidità e capacità di leggere la strada.

La disidratazione è un nemico subdolo perché non arriva sempre con segnali clamorosi. Prima della sete intensa possono comparire calo dell’attenzione, mal di testa, irritabilità, lentezza nei riflessi, difficoltà di concentrazione. In autostrada, dove la guida può diventare monotona, questi effetti pesano ancora di più. Bere acqua prima di partire, tenere una bottiglia a disposizione e programmare soste regolari non è un consiglio da manuale scolastico: è una misura di sicurezza.

Attenzione però all’altra faccia della medaglia. Bere mentre si guida o mangiare uno snack al volante può creare distrazione. La soluzione migliore resta fermarsi. Una sosta breve permette di bere, muoversi, rinfrescarsi, controllare i passeggeri e riprendere la marcia con più lucidità.

Smartphone, navigatore e accessori

Il Codice della Strada vieta l’uso durante la marcia di smartphone, tablet, notebook e dispositivi analoghi quando comportano anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante. Non serve una telefonata lunga per creare pericolo. Basta abbassare gli occhi per leggere una notifica o correggere la destinazione. Su una strada litoranea affollata, con pedoni, biciclette, scooter, attraversamenti improvvisati e auto in cerca di parcheggio, quella distrazione può bastare.

Nel caos della partenza si ricordano spesso crema solare, caricabatterie e teli mare, ma si dimenticano documenti e dotazioni. Patente, carta di circolazione, assicurazione, triangolo e giubbotto retroriflettente vanno tenuti sempre a bordo.

La patente digitale nell’app IO ha semplificato la vita agli automobilisti italiani perché può essere usata in Italia per dimostrare l’abilitazione alla guida durante i controlli. Fuori dall’Italia la prudenza suggerisce di portare con sé il documento fisico, insieme agli altri documenti del veicolo.

Prima di partire conviene verificare anche la scadenza della patente, la revisione, la copertura assicurativa, il numero di assistenza stradale, la presenza del kit per la ruota o del sistema di riparazione, lo stato delle luci, il liquido lavavetri, l’efficienza dei tergicristalli e il funzionamento del climatizzatore.

Animali in auto, il cane libero nell’abitacolo

Ci sono alcune scene molte frequenti e a forte rischio: un cane libero sul sedile posteriore, un muso fuori dal finestrino, un animale in braccio al passeggero o vicino al conducente. Gli animali vanno trasportati in modo da non limitare i movimenti del guidatore e da non ostacolare la visibilità. Trasportino, cintura dedicata, rete divisoria o vano posteriore attrezzato servono a evitare che l’animale si muova all’improvviso e distragga chi guida.

Durante l’estate bisogna aggiungere un’altra regola, ancora più seria: mai lasciare un animale chiuso in auto al caldo, nemmeno per pochi minuti. L’abitacolo può diventare pericoloso. Le soste vanno programmate anche per loro.

Data articolo: Sun, 14 Jun 2026 04:00:58 +0000
News n. 11
Le auto di Bud Spencer, i motori che hanno segnato la vita del gigante buono

Sul grande schermo Bud Spencer ha sempre protetto i più deboli con la semplicità di un cazzotto ben assestato. Eppure, dietro il “gigante buono”, si celava un uomo dai mille interessi, compresi i motori, che lo hanno incuriosito per tutta la vita. Non solo aerei e cieli infiniti, ma un legame profondo e terreno con le automobili, nato da bambino osservando la Lancia del padre e maturato tra le strade della Dolce Vita.

Una vita in viaggio

La vita di Carlo Pedersoli è stata un percorso su quattro ruote. Fin da ragazzo fu assorbito dal loro fascino, come venditore di auto e anche nel mondo delle corse, durante la parentesi in Sudamerica, dove pilotò un’Alfa Romeo Giulietta lungo le vie di Caracas. Nel suo garage ideale, Bud ha ospitato il meglio su piazza: dalle Cadillac alle Ferrari, passando per Rolls-Royce e Bentley, fino a innamorarsi delle Mercedes, da lui considerate il vertice del comfort.

Della lunga lista una vettura lo stregò completamente: la Mercedes Benz S420 del 1997. Spinta da un 4.2 litri a benzina da 279 CV, la possente creatura tedesca fu la compagna fidata di Bud per 18 anni prima dell’addio nel 2015. A 85 anni il mito del cinema decise di separarsene, ma in ricordo dei tanti momenti vissuti insieme appose un autografo sul cofano, il sigillo di un’amicizia lunga quasi due decenni. Preservata dai collezionisti, la S420 ha davanti a sé un futuro da icona itinerante, pronta a farsi ammirare dai fan ai festival, per poi trovare rifugio presso il concessionario di Lommatzsch, in omaggio alla memoria di un uomo che ha amato le macchine quanto la libertà.

A proposito di auto memorabili legate al suo nome, non possiamo non tornare a Napoli, tra i vicoli e l’umanità verace di Piedone lo sbirro. In quel cult del 1973, il commissario Rizzo — l’indimenticabile Piedone — sfrecciava a bordo di una Fiat 130, l’ammiraglia italiana entrata nel cuore di Bud anche fuori dal set. Ne possedette ben quattro: due berline e due coupé.

Solida, elegante e potente, la 130 si addiceva alla personalità del poliziotto portato in scena, uno abituato a risolvere le controversie con le “maniere forti” invece della burocrazia. Se capita di imbattersi in un esemplare a Roma o Napoli è inevitabile un tuffo al cuore, evocando immediatamente la stazza rassicurante di Bud al volante. Il fortunato sodalizio tra il commissario Rizzo e la macchina è rimasto scolpito nella memoria dei sostenitori di un’eroe così vitale, sempre dalla parte della giustizia, con la stessa genuinità mostrata da Carlo a telecamere spente.

Piedone lo sbirro: omaggio al gigante buono

A dieci anni dalla scomparsa di Carlo Pedersoli, il legame tra l’attore e il pubblico italiano resta fortissimo, tanto che in molti, ancora oggi, si sentono un po’ orfani di quell’eroe diventato parte della nostra stessa storia personale. Per celebrarne l’eredità, Rai 3 dedica a Bud una minirassegna intitolata Il gigante buono, al via proprio sabato 13 giugno alle 21.20, con la messa in onda di Piedone lo sbirro. Sarà un po’ come ritrovare un vecchio amico: un invito speciale a lasciarsi trascinare ancora una volta dal carisma di un gigante buono.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 19:51:04 +0000
News n. 12
F1, Kimi Antonelli dopo le qualifiche: “Sinceramente non sono molto feliceâ€

George Russell ha conquistato la pole position del Gran Premio di Spagna 2026 al termine di una qualifica molto equilibrata tra Mercedes e Ferrari. Il britannico ha fermato il cronometro in 1:14.679, precedendo di appena 64 millesimi Lewis Hamilton, autore di un 1:14.743 che rappresenta la sua migliore prestazione stagionale in qualifica con la Ferrari. Kimi Antonelli ha chiuso terzo in 1:14.998, pagando soprattutto l’ultimo settore del giro decisivo. Le prime tre posizioni sono racchiuse in poco più di tre decimi e lasciano aperta la lotta per la vittoria sul circuito di Barcellona, dove il degrado degli pneumatici potrebbe avere un ruolo determinante nella strategia di gara.

Antonelli non è soddisfatto del terzo posto

Kimi Antonelli non è stato per niente soddisfatto del terzo posto: “Sinceramente non sono molto felice. Ho faticato con il feeling della vettura e il basso grip, attaccando troppo le curve. Nell’ultimo giro ho perso tutto nell’ultimo settore a causa di un paio di scivolate e le gomme mi hanno abbandonato. Tuttavia, il passo sui long run era buonoâ€.

Alla domanda se possa aver influito aver saltato le FP1, il giovane della Mercedes ha risposto: “Difficile a dirsi, forse un po’, ma in generale mi mancava passo sul giro secco questo weekend. Le FP3 sono state molto caotiche per via del traffico, il che ha complicato le cose. Ora mi concentro su domaniâ€.

Russell ritrova fiducia e punta alla vittoria

Invece, per George Russell la pole position rappresenta un importante punto di svolta dopo alcune gare complicate. Il britannico ha spiegato che il risultato non nasce soltanto dalla velocità mostrata in qualifica, ma soprattutto dal recupero delle sensazioni positive che aveva perso nelle ultime settimane.

Russell ha raccontato di aver scelto di tornare a una filosofia di setup più vicina a quella utilizzata a inizio stagione, abbandonando la ricerca continua di soluzioni alternative. Una decisione che gli ha permesso di ritrovare sicurezza e continuità durante tutto il weekend.

Il pilota Mercedes ha indicato Barcellona come il primo fine settimana dopo diversi mesi in cui si è sentito nuovamente al livello mostrato nei test invernali e nelle prime gare dell’anno. Pur partendo dalla pole, Russell non si aspetta una gara semplice: considera Antonelli una minaccia concreta e ha evidenziato il passo mostrato da Hamilton durante tutto il sabato.

Anche sul fronte strategico il britannico si aspetta una corsa movimentata. Secondo lui una sosta singola appare irrealistica viste le caratteristiche dell’asfalto catalano e il comportamento delle gomme osservato nelle prove.

Hamilton approva gli aggiornamenti Ferrari

Lewis Hamilton ha definito la seconda posizione uno dei migliori risultati ottenuti finora da quando veste i colori Ferrari. Il sette volte campione del mondo ha raccontato di aver affrontato un fine settimana complicato, soprattutto dopo aver saltato la prima sessione di prove libere, problema condiviso con Kimi Antonelli.

Il britannico ha ringraziato il lavoro svolto a Maranello, evidenziando come gli aggiornamenti introdotti sulla SF-26 abbiano contribuito a ridurre il divario dalla Mercedes.

Parlando della gara di domani, il numero 44 non nasconde le difficoltà che potrebbero presentarsi. Partirà dal lato sporco della pista e dovrà affrontare due Mercedes nelle prime posizioni, ma è convinto che il passo mostrato nel weekend consenta di lottare per il podio e, potenzialmente, per la vittoria.

Hamilton ha inoltre indicato alcuni aspetti su cui Ferrari deve ancora migliorare, citando una leggera carenza di potenza in alcune fasi del giro e la necessità di aumentare ulteriormente il carico aerodinamico posteriore. Nonostante ciò, il britannico vede segnali incoraggianti: la squadra continua a crescere e la distanza dai migliori, almeno a Barcellona, è apparsa più ridotta rispetto alle prime gare della stagione.

La classifica completa delle qualifiche del Gp di Barcellona

Pos. Pilota Scuderia Q1 Q2 Q3
1 George Russell Mercedes 1:15.717 1:15.228 1:14.679
2 Lewis Hamilton Ferrari 1:15.625 1:15.418 1:14.743
3 Kimi Antonelli Mercedes 1:15.977 1:15.295 1:14.998
4 Lando Norris McLaren 1:16.287 1:15.361 1:15.001
5 Max Verstappen Red Bull Racing 1:16.352 1:15.484 1:15.021
6 Isack Hadjar Red Bull Racing 1:16.427 1:15.754 1:15.077
7 Oscar Piastri McLaren 1:16.138 1:15.518 1:15.090
8 Liam Lawson Racing Bulls 1:16.673 1:15.585 1:16.542
9 Nico Hulkenberg Audi 1:16.066 1:15.768 1:16.657
10 Charles Leclerc Ferrari 1:15.964 1:15.281 DNF
11 Arvid Lindblad Racing Bulls 1:16.425 1:15.840 —
12 Gabriel Bortoleto Audi 1:16.616 1:16.001 —
13 Franco Colapinto Alpine 1:16.590 1:16.191 —
14 Pierre Gasly Alpine 1:16.599 1:16.261 —
15 Oliver Bearman Haas 1:16.571 1:16.389 —
16 Carlos Sainz Williams 1:16.881 1:17.827 —
17 Esteban Ocon Haas 1:17.073 — —
18 Alexander Albon Williams 1:17.424 — —
19 Sergio Perez Cadillac 1:17.545 — —
20 Valtteri Bottas Cadillac 1:17.757 — —
21 Lance Stroll Aston Martin 1:18.758 — —
22 Fernando Alonso Aston Martin 1:18.815 — —

 

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 17:25:44 +0000
News n. 13
Super Ferrari a Barcellona: Hamilton quasi in pole, Leclerc errore imperdonabile

Un sabato dalle due facce per la Ferrari al Montmelò, segnato dalle faticose ricerche di assetto nelle libere e dalla dirompente reazione prestazionale in qualifica. Se la SF-26 sfiora l’impresa con un giro magistrale di Hamilton, l’inaspettato errore in Q3 di Leclerc ne frena in parte l’entusiasmo. Il team guarda alla gara con estrema fiducia, forte di una vettura che ha finalmente sbloccato il potenziale dei nuovi aggiornamenti.

Resoconto FP3: Ferrari non riesce ad estrarre tutte le alte potenzialità della SF-26

La terza sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna si è rivelata particolarmente complessa per la Ferrari, evidenziando una faticosa ricerca del setup ideale per la SF-26 in vista delle qualifiche. Sotto il caldo sole catalano, i problemi si sono manifestati ancor prima del semaforo verde, costringendo i meccanici a trattenere la vettura di Lewis Hamilton sui cavalletti per prolungati interventi tecnici.

Il britannico è riuscito ad abbandonare la pitlane solo dopo mezz’ora, per poi rientrare quasi subito a causa di un assetto non ancora buono. Sull’altro lato del box, anche l’inizio di Charles Leclerc è stato posticipato di circa venti minuti. Il monegasco ha esordito con pneumatici Pirelli a mescola Soft, concentrandosi immediatamente sulla validazione delle mappature motore.

Nonostante un primo riscontro cronometrico incoraggiante, il monegasco ha subito lamentato via radio la presenza di fastidiose vibrazioni, un campanello d’allarme sintomatico di una messa a punto ancora precaria. Quando il sette volte campione del mondo di Formula 1 è finalmente riuscito a lanciarsi per il suo run, le difficoltà di bilanciamento della SF-26 sono parse evidenti.

Un marcato doppio controsterzo in curva 3 ha evitato una sbandata pericolosa, certificando come le coperture non fossero ancora entrate nella corretta finestra operativa. Il suo primo tentativo lo ha visto rimediare un distacco di quattro decimi dal compagno di squadra, gap accumulato soprattutto tra l’apice della curva 7 e l’uscita della 12.

Entrambi i piloti hanno effettuato ulteriori sgambate con gomme usate senza riscontrare miglioramenti, con i tecnici costretti a operare continui micro-aggiustamenti all’interno del garage per cercare la quadratura del cerchio. Nella decisiva simulazione di qualifica, le prestazioni si sono polarizzate. Hamilton non ha gestito le gomme, patendo sopratutto la percorrenza di curva 7.

Alla fine ha incassato un gap di sette decimi dalla vetta. Discorso diverso per Leclerc, decisamente più a suo agio al volante della SF-26. Il monegasco ha contenuto il distacco a due decimi, difendendosi nel settore centrale seppur cedendo il passo all’eccellente progressione della W17. Serviva un lavoro di affinamento sul setup e sulle gomme per notare al vertice Neal qualifica.

Ferrari vola con Lewis, mentre Charles esagera nel T1

Le qualifiche per la Rossa hanno sensazioni contrastanti. Se da un lato la SF-26 ha confermato di avere il potenziale per lottare al vertice, dall’altro l’amaro errore di Charles Leclerc in Q3 ha impedito alla scuderia di capitalizzare appieno il lavoro svolto al Montmelò. La sessione era iniziata sotto i migliori auspici. In Q1, le due Rosse si sono concentrate sull’attivazione gomme per accedere al massimo grip.

L’handling della vettura è apparso subito solido, segnato solo da una fisiologica ma molto leggera tendenza al sovrasterzo in uscita di curva. Lewis Hamilton ha trovato un feeling immediato, rifilando tre decimi al compagno. Entrambi hanno superato il taglio agevolmente con un solo tentativo. Il medesimo scenario, sintomo di una tyre strategy perfettamente calibrata, si è riproposto in Q2.

Con un set di gomme nuove, i ferraristi hanno centrato nuovamente la finestra termica ideale. Nonostante un giro meno pulito per Leclerc, costretto a qualche correzione di troppo tra il secondo e il terzo settore, i riscontri cronometrici (secondo e quarto tempo) hanno garantito l’accesso alla fase finale senza dover sprecare un ulteriore treno di pneumatici.

In Q3, l’abbassamento delle temperature ha rimescolato le carte. Durante il primo e decisivo run, Leclerc ha forzato eccessivamente l’ingresso in curva 3: cercando di anticipare l’erogazione del gas con una velocità di percorrenza troppo elevata, il monegasco ha innescato un violento snap perdendo la sua SF-26. Errore che mette fine alla sua qualifica proprio mentre Hamilton stava registrando il record assoluto nel primo settore.

Ripristinata l’azione, il britannico sfiora l’impresa spremendo al limite la monoposto. Un ritardo di mezzo decimo gli è costato la pole position. Tuttavia, l’ottimo secondo posto finale certifica la bontà degli aggiornamenti deliberati da Maranello e l’eccellente messa a punto della SF-26, prospettando una domenica di gara in cui la Rossa potrà recitare un ruolo da assoluta protagonista.

Risultati Qualifica GP Barcellona:

Pos. Pilota Scuderia Q1 Q2 Q3
1 George Russell Mercedes 1:15.717 1:15.228 1:14.679
2 Lewis Hamilton Ferrari 1:15.625 1:15.418 1:14.743
3 Kimi Antonelli Mercedes 1:15.977 1:15.295 1:14.998
4 Lando Norris McLaren 1:16.287 1:15.361 1:15.001
5 Max Verstappen Red Bull Racing 1:16.352 1:15.484 1:15.021
6 Isack Hadjar Red Bull Racing 1:16.427 1:15.754 1:15.077
7 Oscar Piastri McLaren 1:16.138 1:15.518 1:15.090
8 Liam Lawson Racing Bulls 1:16.673 1:15.585 1:16.542
9 Nico Hulkenberg Audi 1:16.066 1:15.768 1:16.657
10 Charles Leclerc Ferrari 1:15.964 1:15.281 DNF
11 Arvid Lindblad Racing Bulls 1:16.425 1:15.840 —
12 Gabriel Bortoleto Audi 1:16.616 1:16.001 —
13 Franco Colapinto Alpine 1:16.590 1:16.191 —
14 Pierre Gasly Alpine 1:16.599 1:16.261 —
15 Oliver Bearman Haas 1:16.571 1:16.389 —
16 Carlos Sainz Williams 1:16.881 1:17.827 —
17 Esteban Ocon Haas 1:17.073 — —
18 Alexander Albon Williams 1:17.424 — —
19 Sergio Perez Cadillac 1:17.545 — —
20 Valtteri Bottas Cadillac 1:17.757 — —
21 Lance Stroll Aston Martin 1:18.758 — —
22 Fernando Alonso Aston Martin 1:18.815 — —

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 16:11:11 +0000
News n. 14
MINI torna a correre, immatricolazioni in forte crescita nel 2026 in Italia

Tra i marchi che crescono di più in Italia nel corso del 2026 c’è spazio per MINI che sta vivendo un anno da grande protagonista del mercato italiano, con immatricolazioni in netta crescita in confronto a quanto registrato lo scorso anno.

I numeri sulle vendite di auto nel nostro Paese confermano l’ottimo stato di salute del marchio britannico, che sta facendo registrare una crescita sostanziale nel confronto con i dati dello scorso anno, battendo nettamente i numeri dell’intero mercato.

Andiamo ad analizzare la situazione grazie agli ultimi dati sulle immatricolazioni forniti da UNRAE.

Un mese di maggio positivo

MINI ha chiuso il mese di maggio in netta crescita, con un totale di 1.715 unità immatricolate in tutta Italia e un incremento percentuale del 22,68% su base annua. Si tratta di un passo in avanti considerevole che vale al marchio una quota di mercato dell’1,14%. MINI ha battuto il mercato italiano a maggio, cresciuto solo del 7,6% rispetto allo scorso anno.

Un ottimo 2026 fino a questo punto

Il parziale annuo, inteso come il periodo gennaio – maggio, di MINI è molto positivo. Nel corso del 2026, considerando i dati aggiornati a fine maggio, la Casa ha registrato un totale di 8.154 unità immatricolate, con un incremento su base annua pari al 27,31%. Il market share è di poco superiore all’1%, in crescita rispetto allo 0,89% dello scorso anno.

Anche nel parziale annuo, MINI ha battuto il mercato, cresciuto “solo” del 9,4% su base annua nel periodo considerato. Per approfondire l’andamento delle vendite sul mercato italiano potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sui dati delle immatricolazioni in Italia aggiornati al mese di maggio 2026. Il marchio rientra anche nella classifica dei marchi che crescono di più in Europa considerando i dati aggiornati.

Bene anche in Europa

Il 2026 sta andando bene per MINI anche sul mercato europeo. In questo caso, considerando i dati ACEA aggiornati ad aprile, possiamo notare una crescita sostanziale nel confronto con i dati dello scorso anno che conferma il trend positivo per il brand britannico.

MINI ha chiuso un mese di aprile molto positivo, con un incremento delle vendite del 22,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In totale, il marchio ha venduto poco più di 15 mila unità nel corso del periodo considerato, toccando un market share dell’1,4%.

Per quanto riguarda il parziale annuo, invece, le vendite sono state pari a 60 mila unità. In questo caso, la crescita registrata dal marchio risulta pari al 12,8%, con una quota di mercato dell’1,3% (i dati si riferiscono al mercato europeo che comprende tutti i Paesi UE, i Paesi Efta e il Regno Unito).

Per i dati aggiornati sull’andamento delle vendite in Europa non ci resta che attendere un paio di settimane, con l’arrivo dei nuovi dati relativi al mese di maggio che aggiorneranno la situazione.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 14:00:48 +0000
News n. 15
Le city car non passano mai di moda, la Top 10 delle più vendute in Italia

Le city car continuano a essere molto richieste sul mercato, per via di un prezzo più accessibile e per le dimensioni compatte che le rendono facili da utilizzare anche nelle città più popolose e trafficate. Grazie ai dati di vendita forniti da UNRAE, qui di seguito andremo ad analizzare quelle che sono le 10 city car più vendute in Italia, considerando sia il mese di maggio 2026 (ultimo dato disponibile) che il parziale annuo.

Le più vendute

Per costruire la classifica delle city car abbiamo considerato le berline di segmento A e segmento B, modelli che corrispondono al meglio alla descrizione di un’auto pensata per l’utilizzo in città, con un prezzo accessibile e dimensioni compatte. Ecco la Top 10 del mese di maggio 2026:

  1. Fiat Panda: 8.965;
  2. Dacia Sandero: 4.404;
  3. Leapmotor T03: 4.250;
  4. Peugeot 208: 3.728;
  5. Toyota Yaris: 2.556;
  6. Renault Clio: 2.516;
  7. Fiat 500: 2.140;
  8. MG MG3: 2.096;
  9. Opel Corsa: 1.758;
  10. Suzuki Swift: 1.298.

Per una fotografia aggiornata dell’andamento delle vendite delle city car, ecco la Top 10 del 2026 (gennaio – maggio):

  1. Fiat Panda: 54.597;
  2. Leapmotor T03: 19.097;
  3. Dacia Sandero: 17.823;
  4. Peugeot 208: 14.712;
  5. Renault Clio: 14.594;
  6. Toyota Yaris: 13.125;
  7. Opel Corsa: 11.047;
  8. MG MG3: 8.373;
  9. Fiat 500: 7.822;
  10. KIA Picanto: 6.988.

Le protagoniste del mercato

In cima alla classifica delle city car non può che esserci la best seller per eccellenza del mercato italiano, la Fiat Panda. Il modello di Fiat ha venduto circa 54 mila unità e, quindi, continua a mantenere una media superiore ai 10 mila veicoli immatricolati ogni mese, con l’obiettivo di migliorare i risultati dello scorso anno, quando la vettura ha superato di poco quota 100 mila unità.

La grande sorpresa della classifica è la Leapmotor T03, modello che sta diventando una delle vetture più apprezzate sul mercato grazie al mix unico tra caratteristiche tecniche e prezzo. Già nelle scorse settimane abbiamo analizzato, con alcuni approfondimenti, il successo ottenuto dal modello Leapmotor che continuerà a essere uno dei più apprezzati anche in futuro.

La Top 10 comprende anche altre vetture di grande interesse come la Dacia Sandero e le diverse altre segmento B “storiche” come la Peugeot 208, la Opel Corsa, la Toyota Yaris e la Renault Clio. Da segnalare anche ottimi risultati per la MG3 e la Kia Picanto.

Nona posizione per la Fiat 500 che, anche grazie alla nuova versione ibrida, è destinata a ricoprire un ruolo importante sul mercato.

Un settore importante

Complessivamente, le berline di segmento A e segmento B rappresentano oggi una porzione rilevante del mercato. Per quanto riguarda il segmento A, ad esempio, la quota di mercato nel 2026 è pari al 11,3% mentre per il segmento B  si sale fino al 15,2%, in leggero calo rispetto allo scorso anno.

La richiesta per modelli di questo tipo, anche per via della crescente diffusione di vetture elettrificate in questi segmenti, è sempre molto alta e continuerà a esserlo in futuro. Molte Case stanno puntando su questa porzione di mercato per espandere la propria presenza in Italia mentre altre da sempre credono in questi segmenti, come confermano i risultati di Fiat.

L’appuntamento con le classifiche sulle vendite di city car in Italia è ora fissato per il mese prossimo, quando arriveranno i dati definiti sulle immatricolazioni relative al primo semestre del 2026.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 13:15:31 +0000
News n. 16
Cambio automatico che strappa e lento nelle cambiate, cosa fare per non romperlo

Se avverti che il tuo cambio automatico ha cominciato a strattonare in modo anomalo, o noti un evidente ritardo nelle cambiate, non commettere l’errore di ignorarlo. Questo comportamento su strada è un chiaro segnale che l’olio interno alla trasmissione sta lavorando in condizioni critiche e ha perso le sue proprietà protettive.

Nella grande maggioranza dei casi non è necessario sostituire l’intero blocco meccanico, esiste una soluzione idraulica mirata che, se eseguita in tempo, può risolvere il problema.

Cosa fare subito

Il primo passo obbligatorio è portare il veicolo in officina per una diagnosi elettronica, così da escludere anomalie nella centralina della trasmissione. Nella maggior parte dei casi il problema è puramente legato al fluido ATF degradato, che perde la corretta viscosità, accumula residui metallici provenienti dall’usura delle parti interne e ostruisce le elettrovalvole, compromettendo la regolazione delle pressioni interne.

I sintomi di un olio cambio automatico esausto sono chiari e facilmente riconoscibili:

  • cambiate lente o brusche: la cambiata durante la marcia in Drive o in modalità Sport risulta molto pigra oppure si manifesta con colpi secchi, particolarmente evidenti nel traffico urbano o durante la selezione delle marce;
  • slittamento cambio: il regime di rotazione del motore aumenta improvvisamente senza che il veicolo incrementi la velocità su strada;
  • strattonamenti continui: si verificano soprattutto nelle fasi di accelerazione e decelerazione, principalmente durante la guida nel traffico cittadino.

Intervenire tempestivamente permette di recuperare il funzionamento corretto senza compromettere la meccanica interna del cambio. Se invece decidi di ignorare questi avvertimenti, il rischio è quello di provocare danni interni irreversibili, costringendoti a una revisione totale della trasmissione.

Come ripristinare la trasmissione e i costi reali

La soluzione nella maggior parte dei casi è la pulizia completa del circuito idraulico. L’intervento si esegue tramite una stazione di flushing (ricircolo dell’olio), eventualmente abbinata all’utilizzo di additivi specifici in base alle condizioni della trasmissione.

La scelta del metodo e il relativo costo per il lavaggio del cambio automatico dipendono dalla tecnologia e dallo stato del lubrificante:

  • scarico a caduta e rabbocco: si svita il tappo di scarico sotto la coppa, si sostituisce il filtro e si aggiunge olio nuovo. Questo metodo è fortemente sconsigliato perché recupera meno del 60% del fluido esausto, lasciando le impurità nel convertitore di coppia. Ha una spesa contenuta tra i 250 e i 350 euro;
  • flussaggio con stazione dedicata: un macchinario specifico immette olio nuovo in pressione estraendo contemporaneamente quello esausto, garantendo la pulizia totale del sistema. È il metodo corretto e consigliato, la spesa è compresa tra i 650 e i 800 euro;
  • flussaggio con additivi specifici: prevede l’utilizzo di prodotti chimici inseriti nel circuito per sciogliere i depositi interni e proteggere i componenti da future usure. Ha un costo che oscilla tra i 750 e i 900 euro;
  • sostituzione del filtro: su molti modelli, come le vetture Mercedes, il filtro dell’olio è incorporato direttamente nella coppa e non può essere sostituito separatamente. Questo ricambio specifico può superare gli 80 euro, incidendo sul conto finale.

I consigli del meccanico

La scelta del metodo di intervento dipende dalla tipologia di cambio automatico e dalla storia manutentiva. Ecco i consigli pratici per non commettere errori costosi:

  • manutenzione regolare ogni 60.000 chilometri: se hai rispettato questa scadenza, all’interno del cambio non si sono formate morchie e puoi procedere con il lavaggio chimico in totale sicurezza;
  • oltre 120.000 chilometri senza mai cambiare l’olio: esegui esclusivamente il flussaggio meccanico senza additivi, perché i detergenti rischierebbero di staccare le morchie vecchie ostruendo i microfori delle elettrovalvole di regolazione;
  • controllo del livello: durante la manutenzione programmata, richiedi un controllo del fluido, un calo anomalo è spesso il primo segnale di una perdita che genera problemi di strattonamento;
  • non ignorare la scadenza temporale: anche se usi poco l’auto, le proprietà chimiche decadono e la sostituzione va effettuata ogni 4 anni al massimo.

Ricorda che il lavaggio risolve i problemi legati al degrado del fluido o delle impurità presenti all’interno dell’olio ATF, ma non può ricostruire ingranaggi già danneggiati, se l’auto continua a strappare, la revisione totale diventa inevitabile.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 12:07:50 +0000
News n. 17
Bici in auto, attenzione agli errori che possono costare una multa

Quando viene caricata su un veicolo, la bicicletta diventa a tutti gli effetti un carico da sistemare assicurando stabilità, visibilità, segnalazione delle sporgenze, rispetto delle dimensioni massime. Negli ultimi anni il tema è diventato ancora più d’attualità per via delle circolari ministeriali sui portabici posteriori e sui portabici da gancio traino. Le indicazioni avevano in realtà creato incertezza tra automobilisti, rivenditori e ciclisti per il timore che molti dispositivi dovessero essere sottoposti a visita e prova presso la Motorizzazione civile con aggiornamento della carta di circolazione.

Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 19 dicembre 2024 ha riportato ordine nella materia e stabilito i punti inderogabili: il carico deve restare entro i limiti ammessi, la targa deve essere leggibile e i dispositivi luminosi devono funzionare.

Non basta fissare bene la bici

La sicurezza del fissaggio è il punto di partenza, come stabilito dall’articolo 164 del Codice della Strada che impone la sistemazione del carico in modo da evitare caduta o dispersione. Il conducente deve accertarsi che le cinghie siano tirate, che i morsetti siano chiusi, che le ruote siano bloccate, che il telaio non possa ruotare e che nessuna parte mobile rischi di finire fuori sagoma con le oscillazioni del veicolo. Una bici da corsa leggera, una mountain bike elettrica o una gravel con borse laterali non producono gli stessi effetti sul portabici quando il veicolo affronta buche, dossi, frenate improvvise o raffiche di vento laterale.

Il peso merita un discorso a parte. Le e-bike possono superare facilmente i 20 o 25 kg ciascuna, soprattutto se la batteria resta montata. Caricare due biciclette elettriche su un supporto pensato per bici tradizionali significa sottoporre il dispositivo a uno sforzo non previsto. Stesso ragionamento vale per il gancio traino, che ha un carico verticale massimo ammesso.

Portabici da tetto, attenzione ad altezza e stabilità

Il portabici da tetto è la soluzione più lineare sotto il profilo normativo. Le biciclette vengono fissate sulle barre portatutto e non oscurano né la targa posteriore né i gruppi ottici. Per questo motivo crea meno complicazioni rispetto ai sistemi posteriori.

Il primo limite da rispettare è quello dell’altezza. Il Codice della Strada stabilisce una sagoma massima, e nella pratica chi monta le bici sul tetto deve fare attenzione a sottopassi, garage, parcheggi multipiano, caselli, rami bassi e barriere di accesso. L’errore tipico è ricordarsi dell’altezza solo dopo aver danneggiato il telaio della bici, il tetto dell’auto o la struttura d’ingresso di un parcheggio.

C’è poi un aspetto dinamico che molti sottovalutano. Le bici sul tetto aumentano la resistenza aerodinamica, alzano il baricentro percepito del veicolo e incidono sui consumi. In autostrada, un fissaggio imperfetto diventa più critico perché la pressione dell’aria agisce sul telaio e sulle ruote. Prima di partire occorre allora controllare ogni punto di ancoraggio, rimuovere accessori non necessari e verificare che le ruote siano assicurate.

Un altro errore frequente riguarda le biciclette con componenti aggiuntivi. Borse, seggiolini, cestini, portapacchi e accessori fissati male possono diventare elementi instabili. Chi trasporta la bici sul tetto dovrebbe alleggerirla il più possibile, perché ogni parte non solidale al telaio aumenta la probabilità di vibrazioni, rumori e movimenti.

Il portabici posteriore da portellone

Il portabici da portellone è pratico, economico e diffuso tra chi non ha il gancio traino. Il dispositivo viene fissato alla parte posteriore dell’auto tramite cinghie, ganci o staffe, con le bici collocate dietro al lunotto e al portellone. Se il portabici o le biciclette oscurano anche solo parzialmente la targa, l’auto non è però in regola. Lo stesso vale per stop, frecce, luci di posizione, retronebbia e dispositivi di segnalazione visiva. Non serve che la copertura sia totale in quanto basta una visibilità compromessa per essere fuori norma. vedano “di latoâ€. Su strada non funziona così.

Quando la parte posteriore del veicolo viene coperta dal carico, occorre ricorrere a dispositivi supplementari che ripetano luci e targa. Una targa fatta in casa, stampata su carta, incollata su un cartoncino o riprodotta su un supporto non autorizzato non risolve il problema. La targa deve essere quella del veicolo collocata nell’alloggiamento previsto una targa ripetitrice regolare.

Un ulteriore elemento riguarda la posizione del portabici rispetto al portellone. Alcuni modelli non sono compatibili con tutte le auto, altri possono interferire con spoiler, lunotto, tergicristallo posteriore o superfici verniciate.

I casi della targa e delle luci coperte

La targa è uno dei punti su cui le forze dell’ordine prestano maggiore attenzione. Deve essere visibile, leggibile e ben collocata. Di conseguenza chi usa un portabici da gancio traino dotato di portatarga deve verificare che la targa sia saldamente fissata e ben illuminata. Chi usa una targa ripetitrice deve accertarsi che sia stata rilasciata regolarmente e che riporti i dati corretti.

Un portabici posteriore caricato male può quindi nascondere lo stop centrale, oscurare una freccia, rendere meno visibile una luce di posizione o interferire con la targa. I portabici da gancio traino di buona qualità integrano quasi sempre un gruppo luci supplementare collegato alla presa elettrica del veicolo.

Trasportare la bici dentro l’auto va sempre bene?

Caricare la bici all’interno dell’abitacolo o del bagagliaio può sembrare la soluzione più sicura sotto il profilo normativo, perché non ci sono sporgenze esterne, pannelli, targa coperta o luci oscurate. In molti casi è vero. In realtà anche il trasporto interno deve rispettare una regola elementare: il carico non deve limitare la visibilità del conducente, impedire i movimenti o mettere in pericolo gli occupanti.

Una bici appoggiata sui sedili posteriori senza fissaggio diventa pericolosa in caso di frenata brusca. Un telaio lasciato libero nel bagagliaio di una station wagon senza rete divisoria può muoversi violentemente. Una ruota anteriore smontata e lasciata nell’abitacolo può colpire un passeggero.

Chi trasporta la bici dentro l’auto dovrebbe bloccarla con cinghie, abbattere i sedili solo se il carico rimane stabile e proteggere gli elementi appuntiti o sporgenti. Se la bici impedisce di vedere dallo specchietto interno, occorre compensare con una perfetta visibilità laterale, ma non si deve mai arrivare a una situazione in cui il conducente guida alla cieca.

Il discorso cambia per le biciclette pieghevoli o per le bici da bambino, che possono entrare più facilmente nel bagagliaio. Anche in quel caso il carico deve essere fermo.

Dopo il decreto 2024 il quadro è più chiaro

Il portabici da gancio traino è oggi una delle soluzioni più apprezzate da chi trasporta e-bike o più biciclette. È stabile, basso, comodo da caricare e molte volte dotato di fanaleria integrata e alloggiamento per la targa. La sua disciplina è stata però al centro di un passaggio normativo piuttosto discusso.

Le circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2023 avevano aperto la questione della visita e prova presso la Motorizzazione civile per alcune strutture posteriori. Il timore era che l’utilizzo di un portabici da gancio traino potesse comportare l’obbligo di aggiornare la carta di circolazione. Il decreto ministeriale del 19 dicembre 2024 ha chiarito che l’installazione delle strutture amovibili posteriori su gancio traino non richiede l’aggiornamento della carta di circolazione quando avviene nel rispetto delle condizioni previste.

In ogni caso il dispositivo deve essere conforme, installato secondo le istruzioni del costruttore e usato nel rispetto di masse, dimensioni e carico massimo ammesso sul gancio. Se il portabici copre i dispositivi luminosi o l’alloggiamento della targa, devono essere presenti luci supplementari e portatarga idoneo.

Il decreto ha anche chiarito un altro punto: sull’alloggiamento della targa della struttura amovibile può essere applicata la targa di immatricolazione del veicolo oppure la targa ripetitrice prevista dal Codice della Strada.

Carico sporgente, quando si usa il pannello bianco e rosso

Se il carico sporge longitudinalmente oltre la sagoma del veicolo, la sporgenza deve essere segnalata da un pannello quadrangolare a strisce bianche e rosse. Quest’ultimo deve essere omologato, retroriflettente e conforme al modello approvato. Va collocato in modo visibile, normale all’asse del veicolo, affinché chi segue possa notare la presenza del carico. Quando il carico occupa l’intera larghezza posteriore possono servire due pannelli collocati alle estremità della sporgenza.

La larghezza è un altro terreno minato. Una bici montata trasversalmente sul retro dell’auto può sporgere lateralmente, soprattutto se si tratta di mountain bike con manubri larghi o telai di grandi dimensioni. Il Codice della Strada consente alcune sporgenze laterali entro limiti definiti, ma non permette di circolare con un ingombro pericoloso o non percepibile.

Manubri, ruote, pedali e telai non devono uscire in modo tale da creare rischio per pedoni, ciclisti, motociclisti o altri automobilisti. In città il problema emerge nei sorpassi ravvicinati, nelle svolte strette, nei parcheggi e nelle strade a carreggiata ridotta. In autostrada pesa la stabilità del carico alle velocità più elevate.

Quando si rischiano sanzioni e ritiro dei documenti

L’articolo 164 del Codice della Strada prevede una multa tra 87 e 344 euro per chi non sistema correttamente il carico. Nei casi più gravi il veicolo non può proseguire il viaggio finché il carico non viene sistemato secondo le regole. L’organo accertatore può procedere anche al ritiro immediato della carta di circolazione e della patente, con restituzione dopo la regolarizzazione.

Il quadro peggiora se il problema riguarda la targa. Circolare con targa non visibile, irregolare o collocata male porta a conseguenze più pesanti, perché entra in gioco l’identificazione del veicolo. Anche la mancanza del pannello per il carico sporgente può essere contestata. Lo stesso vale per le luci coperte, per il mancato funzionamento dei dispositivi supplementari, per la sporgenza non conforme o per il superamento dei limiti di massa.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 12:00:56 +0000
News n. 18
Offerte SUV Mazda: arrivano i Summer Sales con rate e tassi agevolati

Mazda lancia i Summer Sales, una campagna promozionale dedicata all’intera gamma SUV del marchio giapponese, valida fino al 30 giugno 2026. Disponibilità immediata, vantaggi economici concreti e formule di noleggio a tasso agevolato: è la combinazione che la Casa di Hiroshima mette sul tavolo per chi sta pensando di cambiare auto entro l’estate.

Non si tratta di sconti generici applicati in modo uniforme, ma di offerte calibrate modello per modello, con logiche differenti a seconda del segmento.

Vantaggi per Mazda CX-60 e CX-80

Le protagoniste principali della campagna sono le due ammiraglie della gamma: la Mazda CX-60 e la Mazda CX-80, i SUV di fascia alta che rappresentano il vertice della proposta Mazda in termini di qualità costruttiva, comfort e tecnologia di bordo.

Fino al 30 giugno, tutte le Mazda CX-60 e CX-80 disponibili in pronta consegna beneficiano di un vantaggio cliente di 9.000 euro, indipendentemente dalla modalità di acquisto e dall’eventuale presenza o meno di una permuta. Una cifra che, su modelli con listini da 50.000 euro in su, ha un peso specifico tutt’altro che trascurabile. I possessori di partita IVA possono inoltre beneficiare di ulteriori vantaggi dedicati fino a 2.000 euro, che salgono fino a 3.500 euro in caso di acquisto tramite formule Leasing, portando il vantaggio complessivo fino a 12.500 euro.

A fianco dell’acquisto diretto c’è poi la formula Mazda Rent, pensata per chi preferisce il noleggio a lungo termine all’acquisto. Attraverso questa soluzione è possibile accedere alla Mazda CX-60 Homura Diesel 249 CV AWD a partire da 499 euro al mese. Una versione particolarmente ricca di dotazione, disponibile con una formula all-inclusive che include manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione RCA, e servizi di assistenza. La proposta di noleggio sarà valida fino al 30 settembre 2026, concedendo qualche settimana in più rispetto alla scadenza della promozione acquisto.

CX-60 e la CX-80 2026 hanno ricevuto di recente una serie di aggiornamenti nel segno del Kaizen che hanno perfezionato le prestazioni dinamiche, arricchito gli interni con nuove finiture in pelle e adeguato i sistemi di sicurezza i-Activsense agli standard più attuali. Le versioni diesel sono inoltre ora omologate per il carburante rinnovabile HVO 100, il che aggiunge un ulteriore argomento per chi tiene all’impronta ambientale del proprio veicolo senza voler passare all’elettrico.

Sconto aggiuntivo Mazda CX-5 e CX-30

Chi guarda a segmenti più compatti troverà nella campagna Summer Sales condizioni agevolate, anche se con un meccanismo diverso. Fino al 30 giugno, Mazda CX-5 e Mazda CX-30 beneficiano di un vantaggio aggiuntivo di 500 euro rispetto alle promozioni attualmente in vigore; certo non si tratta dello stesso volume di sconto garantito alle ammiraglie.

La CX-30 è il SUV compatto Mazda per chi cerca un’auto maneggevole, ben rifinita e tecnologicamente al passo, in un formato che si adatta bene sia al traffico cittadino che all’uso extraurbano. La CX-5, dal canto suo, è appena stata aggiornata in modo massiccio, segnando un punto di riferimento nel segmento dei SUV di medie dimensioni, apprezzata per la solidità costruttiva, la qualità percepita degli interni e un’ergonomia di bordo che tiene conto davvero del guidatore.

I modelli della gamma Mazda si caratterizzano da sempre per un approccio progettuale che non segue i trend del momento, ma costruisce un’esperienza d’uso coerente e duratura nel tempo. I Summer Sales sono l’occasione per entrare in quella famiglia a condizioni più favorevoli del solito. La scadenza è il 30 giugno: chi sta valutando uno di questi modelli ha ancora qualche giorno per passare in concessionaria.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 10:30:28 +0000
News n. 19
Volkswagen, la crisi non molla: annunciati 19 mila esuberi

Questa settimana, in anticipo rispetto all’assemblea degli azionisti prevista per il 18 giugno, l’amministratore delegato di Volkswagen Oliver Blume ha diffuso un documento che riassume la situazione del gruppo e anticipa i numeri del piano di ristrutturazione in corso. I numeri fanno un certo effetto, anche per chi li aveva già messi in conto. Solo presso Volkswagen, inclusi gli stabilimenti di Sachsen e Osnabrück, l’organico sarà ridotto di 19.000 unità entro la fine dell’anno. Non è una prospettiva futura: è un processo già avviato e in stato avanzato di esecuzione.

Ridurre i posti di lavoro

I tagli all’organico sono la parte più visibile di un piano molto più ampio, che tocca produzione, capacità installata, strutture gestionali e complessità dei prodotti. Per Volkswagen, Audi, Porsche e la consociata Cariad, il gruppo ha concordato di ridurre il numero di posti di lavoro in Germania di circa 50.000 unità entro il 2030.

In totale, sono già stati conclusi oltre 28.000 accordi vincolanti per le cessazioni del rapporto di lavoro entro il 2030. I costi di produzione presso gli stabilimenti Volkswagen in Germania sono già stati ridotti di oltre il 20% entro il 2025. Il gruppo ha già ottenuto un miliardo di euro di risparmi e sta lavorando per arrivare a sei miliardi entro il 2030 grazie a programmi di performance specifici.

Sul fronte della capacità produttiva, il ridimensionamento è altrettanto radicale. La capacità era stata pianificata prima del Covid sulla base di ipotesi molto più ottimistiche, fissata in 12 milioni di veicoli l’anno. Oggi il gruppo ritiene realistica una cifra intorno ai 9 milioni e l’obiettivo è adeguare la capacità produttiva a questo livello. Negli ultimi due anni il gruppo ha già ridotto la produzione di circa due milioni di unità tra Europa e Cina, e sono in corso misure per tagliare ulteriori 500.000 unità in Cina. I prossimi passi in Europa, avverte Blume, saranno di portata simile.

Crescita quasi inesistente

Le parole che Blume ha scelto per descrivere il contesto attuale non sono quelle dell’ottimismo istituzionale che si sente spesso nelle comunicazioni aziendali. Sono parole concrete e dure per chi le deve ascoltare. Le condizioni per l’industria automobilistica sono ulteriormente peggiorate nel 2026, a causa del conflitto in Medio Oriente, della contrazione dei volumi di mercato e della concorrenza sempre più intensa.

La parte che colpisce di più è però questa: “Non possiamo dare per scontato che i livelli di vendita e di prezzo del passato torneranno sui mercati. E certamente non possiamo dare per scontato che i mercati torneranno a crescere.” Una frase che fotografa una rottura netta con il modo in cui l’industria era abituata a ragionare fino a pochi anni fa, con cicli di crisi seguiti da rimbalzi, con mercati che prima o poi si normalizzavano e tornavano a tirare.

In parole povere: dobbiamo ridurre i costi e diventare più redditizi, in un contesto economico che è diventato più complesso, dove la crescita è quasi inesistente. Dobbiamo adeguare le nostre strutture di conseguenza e riposizionare il nostro modello di business“, afferma ancora l’amministratore delegato. Non è una dichiarazione di resa, ma è il riconoscimento che le vecchie regole del gioco non valgono più.

Tra le misure strutturali annunciate c’è anche la semplificazione della gamma prodotti: prodotti mirati, meno varianti, volumi maggiori per modello, con una maggiore attenzione alle aspettative dei clienti nelle diverse regioni. Una strategia che punta a concentrare le risorse su ciò che vende davvero, invece di disperdere investimenti su decine di configurazioni che saturano le linee senza produrre margini adeguati.

Il segnale che arriva da Wolfsburg, al di là dei numeri specifici, è quello di un gruppo che ha scelto di operare con trasparenza su una situazione difficile, invece di minimizzarla fino all’inevitabile. Per i lavoratori coinvolti è una magra consolazione, ma per il futuro industriale del gruppo potrebbe essere l’approccio più onesto possibile in un momento in cui fingere che vada tutto bene non è più un’opzione credibile.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 09:00:17 +0000
News n. 20
Leapmotor B05, arriva la nuova berlina elettrica da 26.900 euro

Il marchio cinese Leapmotor, che che in Italia molti conoscono ormai grazie alla T03 ovvero la citycar elettrica più venduta nel suo segmento negli ultimi mesi, fa un passo deciso verso un territorio nuovo. Non più solo piccole auto pensate per la città, ma una berlina vera, con dimensioni da segmento C, un powertrain da 218 CV e un’autonomia che sfiora i 500 km. Si chiama B05, è stata appena stata lanciata ed è il segnale più chiaro finora che Leapmotor non ha nessuna intenzione di fermarsi alle prime file del mercato.

Il contesto in cui arriva questa berlina è già di per sé significativo. Leapmotor grazie alla joint venture con Stellantis è riuscita a costruire in tempi rapidissimi una reputazione solida sull’accessibilità economica, senza però sacrificare la dotazione di serie. La B05 vuole confermare quella reputazione su un segmento più esigente, dove la concorrenza è più agguerrita e dove il cliente chiede qualcosa di più di un buon rapporto prezzo-autonomia.

Design e dimensioni da media di gamma

Non è un’auto piccola: è lunga 4,43 metri ed è larga 1,88 metri, una cifra da berlina di segmento superiore. Le proporzioni sono quelle di una hatchback a cinque porte con ambizioni da fastback: linea di cintura alta, tetto che scende dolcemente verso il posteriore, un profilo generale che strizza l’occhio alle berline europee di fascia media, dando un ennesimo esempio del lavoro dei designer Leapmotor in linea con i gusti europei.

I dettagli stilistici sono accurati: le portiere senza cornice, le maniglie a scomparsa e i cerchi aerodinamici da 19 pollici danno all’auto un’aria più curata di quanto ci si aspetterebbe per il prezzo di listino, che scopriamo alla fine. Il lavoro sull’aerodinamica è evidente e misurabile: il coefficiente Cx dichiarato è di 0,26, un valore ottimo per una berlina di questo segmento e che contribuisce direttamente all’autonomia dichiarata.

La base tecnica è garantita dalla Platform B, impostazione utilizzata anche dalla B10. Ciò si traduce in trazione posteriore, distribuzione dei pesi 50:50 tra asse anteriore e posteriore, schema sospensivo con McPherson all’anteriore e multilink al posteriore. Quest’ultimo ha ricevuto un contributo diretto dal team chassis globale di Stellantis, che ha partecipato allo sviluppo e ha testato l’auto anche sulle piste di Balocco. Un pedigree tecnico elevato che non ci si aspetta su un’auto cinese, ancor meno in questa fascia di prezzo.

All’interno vige la digitalizzazione

La plancia è dominata dalla digitalizzazione e dalla semplicità. Come al solito niente effetti scenici, con al centro un display da 14,6 pollici, mentre davanti al guidatore si trova una strumentazione digitale da 8,8 pollici. La compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto è di serie, insieme alla gestione remota tramite app dedicata, una funzione sempre più apprezzata da chi è abituato a controllare il proprio veicolo dal telefono.

Lo spazio per chi siede dietro è descritto come buono, coerente con le dimensioni della carrozzeria. Il vano bagagli offre 345 litri dichiarati, un numero non esaltante per un’auto di 4,43 metri e soprattutto poco sviluppato in larghezza, il che lo rende meno versatile di quanto la cifra lasci immaginare. Da notare anche l’assenza di un bagagliaio anteriore: lo spazio che avrebbe potuto ospitarlo è stato lasciato libero per un’eventuale futura variante Range Extender, una soluzione non ancora confermata ufficialmente ma evidentemente in valutazione da parte del costruttore.

È un dettaglio che dice qualcosa di interessante sulla strategia di Leapmotor: l’architettura è stata progettata con flessibilità, lasciando aperta la possibilità di ampliare la gamma in futuro senza stravolgere la struttura di base. Una mossa prudente in un mercato in cui le preferenze dei clienti stanno ancora evolvendo.

Motore elettrico e due offerte di autonomia

Passiamo al cuore dell’auto. I numeri del motore elettrico della B05 parlano di 218 CV e 240 Nm di coppia: una combinazione più che sufficiente per garantire una guida vivace in qualsiasi contesto. Lo sprint da 0 a 100 km/h è coperto in 6,7 secondi con Launch Control attivato.

Le batterie disponibili sono due. La versione base monta un pacco da 56,2 kWh, accreditato di 401 km WLTP di autonomia. La versione più capiente sale a 67,1 kWh, portando l’autonomia dichiarata fino a 482 km. Non è difficile capire quale delle due sarà quella più richiesta in Italia, soprattutto da chi usa la berlina anche per i viaggi fuori città.

La B05 non si presenta come un’auto sportiva ma sorprende per la solidità del comportamento dinamico. Il rollio in curva è contenuto, l’assetto regge bene anche quando si aumenta il ritmo, e lo sterzo ha una reattività e una rapidità superiori alle aspettative, considerando il peso complessivo del veicolo e la leggerezza del volante. È il tipo di piacevolezza di guida che si apprezza nella vita di tutti i giorni, non necessariamente su una pista.

Prezzi da prima della classe

Ed eccoci al punto che, alla fine, determinerà il destino commerciale della B05. Il listino parte da 26.900 euro, ma Leapmotor ha strutturato un’offerta di lancio che abbassa significativamente la soglia d’ingresso. Con permuta o rottamazione di un veicolo usato, la versione Life con batteria da 56,2 kWh scende a 22.900 euro. Senza incentivi, è disponibile un sconto di 3.000 euro. Sono numeri che posizionano la B05 in modo molto aggressivo rispetto alla concorrenza diretta.

Messa in questi termini, la proposta è difficile da ignorare. Non perché la B05 sia perfetta, lo dimostra il bagagliaio che potrebbe essere più generoso, e il marchio che deve ancora costruire una nomea nel tempo e una rete di assistenza capillare in Italia, ma il rapporto tra quello che si paga e quello che si riceve è strutturalmente difficile da replicare con la concorrenza europea.

Leapmotor non è più quella startup cinese di cui pochi avevano sentito parlare fino a due anni fa. Con la partnership di Stellantis, con uno sviluppo chassis curato anche sulle piste italiane, e con modelli come questa B05, il brand sta costruendo una proposta sempre più credibile. Il mercato italiano è storicamente diffidente verso i nuovi arrivati, soprattutto se vengono da fuori Europa. Ma prezzi di questo livello, abbinati a prestazioni e dotazioni che reggono il confronto con chi chiede il doppio, tendono a convincere anche gli scettici.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 07:22:34 +0000
News n. 21
Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 13 giugno 2026 in Italia sono previsti quattro scioperi che coinvolgono principalmente il settore aereo, con impatti sia a livello nazionale sia su aeroporti specifici. Di seguito vengono riportati tutti i dettagli importanti relativi a ciascun sciopero in programma e alle aree geografiche interessate.

Sciopero dei trasporti Italia: personale ENAV Verona Airport

È previsto uno sciopero di 18 ore, dalle 06.00 alle 24.00, a livello interregionale, che coinvolge tutto il territorio italiano. Lo sciopero riguarda il personale della Soc. ENAV di Verona Airport. Le sigle sindacali che hanno indetto la protesta sono OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA di settore. La categoria interessata è il personale di ENAV di Verona Airport.

Sciopero dei trasporti Lombardia (Milano): SKY Service Milano Linate

Per la città di Milano, presso lo scalo di Milano Linate (Piazzale Ovest), è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00. Lo sciopero ha rilevanza territoriale e coinvolge il personale della società SKY Service. A indire lo sciopero è stata l’OSR USB Lavoro Privato. Questo coinvolgerà il personale operante nell’area aeroportuale.

Sciopero dei trasporti Italia: piloti e assistenti EasyJet Airlines Limited

Un nuovo sciopero di durata 18 ore, dalle 06.00 alle 24.00, è stato proclamato a livello nazionale e riguarda tutto il personale piloti e assistenti di volo della compagnia EasyJet Airlines Limited. I sindacati coinvolti sono FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC. Lo sciopero copre l’intero territorio nazionale e potrebbe comportare notevoli disagi per i passeggeri negli aeroporti italiani.

Sciopero dei trasporti Italia: personale navigante EasyJet Airlines Limited

Il personale navigante della compagnia aerea EasyJet Airlines Limited sarà anch’esso coinvolto in uno sciopero nazionale di 18 ore, dalle 06.00 alle 24.00. A organizzare la protesta è stata la sigla sindacale USB Lavoro Privato, che porterà uno stop ai servizi di tutto il personale navigante su scala nazionale nella giornata del 13 giugno 2026.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 22
FIAT, una gamma per i neopatentati: la prima auto è più accessibile

Prendere la patente? Un traguardo difficile da tagliare, anche oggi, soprattutto oggi, tra i costi delle autoscuole e il miraggio di un’auto nuova. Ma non per questo bisogna smettere di sognare, e infatti FIAT prova a investire la rotta con “La prima Fiat non si scorda maiâ€, un pacchetto confezionato ad hoc per gli Under 30 e i neopatentati.

La gamma si apre ai giovani guidatori

L’iniziativa profuma di fiducia verso le nuove generazioni. Troppo spesso, chi ha conseguito da poco l’ambita licenza di guida si sente “limitato” nella scelta del veicolo a causa di norme restrittive sulla potenza. Per rompere lo schema, la Casa italiana rende l’intera gamma omologata e adatta ai neopatentati. Già, proprio tutta, dalla iconica Pandina alla intramontabile 500, fino alle nuove Grande Panda (entrata persino nelle grazie di Jeremy Clarkson), 600 e Qubo L. Poco importa quale sia il modello o la motorizzazione: il giovane cliente non deve rinunciare al proprio stile o alle proprie esigenze, senza la fastidiosa sensazione di ripiego spesso associata all’acquisto della prima vettura.

Fermandosi alla superficie, verrebbe magari da pensarla una semplice trovata commerciale, ma l’iniziativa merita una maggiore attenzione. Sviluppato in stretta sinergia con Stellantis Financial Services, il piano offre un ecosistema di supporto ai ragazzi e alle ragazze Under 30 che hanno conseguito la patente da tre anni. Se il costo di una nuova vettura è aumentato in maniera considerevole nel giro di pochi anni, qui la barriera d’ingresso scende parecchie grazie a uno sconto speciale, applicabile anche senza la necessità di rottamare o dare in permuta un usato, e un tasso agevolato del 2,99%.

Le condizioni finanziarie vanno incontro a un bacino di giovani guidatori con budget di spesa contenuti. A partire da 99 euro mensili ci si può portare a casa la Pandina Hybrid Pop, che, se paragonata ai costi di gestione quotidiana, suona come una rivoluzione in piena regola, in quanto permette ai ragazzi di muoversi nel traffico urbano evitando di dipendere dai mezzi pubblici o di prosciugare i loro risparmi con il pagamento in un’unica soluzione.

Supporto e serenità per la prima guida

Ma c’è di più. “La prima Fiat non si scorda mai” affianca i giovani automobilisti nel loro percorso di crescita. Grazie alla formula “Fiat Più”, il finanziamento include, oltre al Valore Futuro Garantito, anche pacchetti assicurativi “Furto & Incendio Plus” e il servizio “Service Care Plus”. In particolare, quest’ultimo garantisce la manutenzione ordinaria programmata, e rassicura i conducenti alle prime armi, ancora poco esperti nella gestione dell’officina.

FIAT rafforza la propria presenza sul mercato italiano puntando sulle nuove generazioni. Dopo aver stregato gli adolescenti con la Topolino, il marchio allarga gli orizzonti ai neopatentati sull’intera gamma per dare un boost alle vendite e posizionarsi come partner ideale per la prima esperienza al volante. Proporre un veicolo accessibile e facile nella manutenzione facilita l’indipendenza dei ragazzi, obiettivo che da sempre rende la patente un sogno. Con l’iniziativa, FIAT lega il proprio nome all’inizio di questa esperienza, tendendo la mano ai nuovi guidatori lungo il percorso di vita e mobilità.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 05:30:30 +0000
News n. 23
Stefano De Martino, la nuova auto non passa inosservata: costa una fortuna

Non notare Stefano De Martino per le vie di Milano è praticamente impossibile. Nonostante abbia imparato ad adottare un profilo discreto lontano dalle telecamere, il conduttore dà all’occhio per l’auto scelta nel quotidiano. Ormai volto di punta Rai, l’ex ballerino di Amici ruba l’attenzione al volante della Mercedes Classe G nera sulla quale viene visto salire in un pomeriggio come tanti. Il colosso di metallo tedesco sembra destinato a dominare il traffico cittadino piuttosto che limitarsi alla funzionalità.

Un colosso da città: la scelta anticonformista

Solo il diretto interessato sa cosa lo abbia spinto a scegliere proprio il fuoristrada. Rispetto ai SUV moderni, costruiti attorno a curve morbide, aerodinamica e consumi più contenuti, la vettura predilige un design ancorato al passato, a una filosofia dove gli angoli retti, le superfici piatte e la stazza imponente permettevano di muoversi anche in sentieri accidentati. Nel tempo la Classe G è passata da contesti duri, militari, a simbolo di successo, solido e imponente.

Se osserviamo l’auto di De Martino notiamo subito la configurazione total black. Abbinata a cerchi in lega massicci e a una griglia frontale imponente, la carrozzeria restituisce un look aggressivo, sottoposto alle cure di AMG. Sotto il cofano della G 63 spinge un otto cilindri biturbo da 4.0 litri capace di sviluppare 585 CV e 850 Nm di coppia motrice massima, numeri che ben si addicono a un fuoristrada dalla forte presenza scenica, che occupa lo spazio con una naturalezza prepotente, fino quasi a rappresentare un elemento architettonico urbano.

Da fermo raggiunge i 100 km/h in circa 4,5 secondi, tempo degno di una sportiva non “solo†per un mezzo da off-road indistruttibile. Il prezzo? All’altezza della sua fama: la Mercedes-AMG G 63 parte da oltre 208.000 euro, ma con personalizzazioni e allestimenti speciali può superare quota 250.000 euro.

L’evoluzione di un personaggio

Agli esordi televisivi, De Martino era un ragazzo dinamico e leggero, in costante movimento fisico. Ma oggi lasciata la scuola di Maria De Filippi ed entrato nella fase di maturità, la sua parabola professionale ha preso un’altra direzione e con l’approdo alla conduzione di programmi di punta — ultimo tra tutti il successo di Affari Tuoi, affiancato dall’inossidabile Herbert Ballerina — Stefano ha consolidato un ruolo centrale nel palinsesto televisivo. Il grande pubblico riconosce in lui un volto rassicurante, preparato a gestire le pressioni e i ritmi del preserale con una calma e una consapevolezza nuove.

Eppure, dietro la giacca e il tono di voce misurato, la Classe G testimonia un’altra sfumatura della sua personalità, quella più muscolare, forse più riservata, di sicuro meno influenzata dalle mode passeggere. Con il modello di Stoccarda in tonalità nera sotto mano, la discrezione diventa relativa: prima ancora del motore, sono le proporzioni e i dettagli ricercati a farsi notare.

Come il suo percorso in Rai, da giovane promessa a erede ufficiale di Carlo Conti al Festival di Sanremo, anche la Mercedes Classe G parla di una stabilità conquistata centimetro dopo centimetro, con la consapevolezza che, una volta raggiunto un certo livello, non è più necessario correre per farsi notare: basta semplicemente esserci.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 05:30:04 +0000
News n. 24
Harrison Ford, l’auto dall’anima avventurosa: stile intramontabile

Harrison Ford è una di quelle figure che appartengono all’immaginario collettivo globale, un volto che, a prescindere dal decennio, è sempre rimasto sinonimo di avventura, carisma e una certa, indistruttibile, graniticità umana. Eppure, dietro la patina dell’icona hollywoodiana, c’è un uomo che ha vissuto la propria passione per la libertà non solo sui set, ma anche nei cieli e sulle strade, in auto.

La resilienza di un eroe

Oltre ai successi hollywoodiani, così importanti da consacrarlo definitivamente sul grande schermo, Harrison Ford ha vissuto anche dei momenti difficili sulla sua pelle, dove la resilienza gli ha consentito di rimettersi sempre in piedi. Impossibile dimenticare quanto accadde nel 2015, quando il suo velivolo Ryan PT-22 precipitò su un campo da golf californiano. Dopo settimane di degenza per le ferite riportate, l’attore non si perse d’animo, ma affrontò il recupero con una rara discrezione, come se i personaggi caparbi portati sul grande schermo facessero parte di lui.

Proprio in quel periodo così turbolento e traumatico le cronache portarono alla luce una passione curiosa al volante: quella per un’auto elettrica, nello specifico la Tesla Model S. Pizzicare l’attore al volante di un mezzo tanto d’avanguardia, un precursore della mobilità a zero emissioni, lasciava intendere quanto fosse di ampie vedute, aperto al cambiamento e alle cause del nuovo millennio.

In termini narrativi, nel 2018 Harrison Ford scese in campo accanto a Jeep. Diretto da James Mangold, girò lo spot Owner’s Manual, dove rifletteva su come la vita, a differenza delle automobili, non venga consegnata con un manuale d’uso. Con la sua voce profonda e inconfondibile, ammise che, pur chiamandosi Ford di cognome, era la Jeep Wrangler 4xe a renderlo felice.

Come ha sottolineato Olivier Francois, CMO di Stellantis, la Casa americana voleva creare qualcosa di autentico, in grado di lasciare traccia dopo il passaggio nell’half-time del Super Bowl, trovando in Harrison Ford il testimonial giusto: un uomo che ha incarnato l’avventura sia davanti alla cinepresa sia nella vita reale.

Indiana Jones – I predatori dell’arca perduta: ritorno alle origini

E parlando di avventura, è impossibile non tornare alle origini, a quel mito che ha consacrato Ford nell’olimpo del cinema. Venerdì 12 giugno, Italia 1 propone in prima serata Indiana Jones – I predatori dell’arca perduta, il capitolo apripista di una saga capace di attraversare le generazioni. Sulla figura magnetica del protagonista, un professore universitario di giorno insegnante archeologia e di sera avversario dei nazisti, non mancano le curiosità.

Ad esempio, in pochi sanno le origini del mito – un castello di sabbia costruito alle Hawaii tra George Lucas e Steven Spielberg – o la tecnica, geniale e spartana, usata dalla produzione per ricreare il suono brutale dei colpi ricevuti dai personaggi: colpire una pila di giacche con una mazza da baseball.

Pizzicato dall’obiettivo durante una delle sue solite giornate o ripreso in contesti più promozionali, Harrison Ford non cambia mai registro. Manuale d’istruzioni in tasca o meno, la sua grinta, a metà tra eroe del cinema e da uomo dalla tempra d’acciaio, gli permette di affrontare qualsiasi ostacolo senza mai girarsi dall’altra parte.

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 19:00:59 +0000
News n. 25
F1, rebus Ferrari nel venerdì di Barcellona: i nuovi update funzionano?

Il Gran Premio di Spagna rappresenta uno snodo cruciale per la Ferrari. Il tracciato del Montmelò, infatti, è storicamente considerato il banco di prova ideale per valutare le reali potenzialità di una monoposto. Considerando la chiara volontà di progressione del team italiano e il corposo pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla SF-26, il fine settimana catalano assume un’importanza strategica vitale per il Cavallino Rampante.

Un approccio non facile da parte della Ferrari

Nelle FP1 del Montmelò, la Ferrari ha introdotto in pista un corposo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici per la SF-26. Le novità tecniche coinvolgono componenti cruciali come il fondo, le pance e il diffusore. In questa sessione inaugurale, Lewis Hamilton è rimasto ai box per cedere il volante al giovane Dino Beganovic. Di conseguenza, il lavoro di raccolta dati e i primi feedback sull’evoluzione della monoposto sono stati affidati a Charles Leclerc.

Il monegasco inizia l’attività con gomme Medium e tanta prudenza, mantenendo basse le mappature di endotermico e ibrido. L’obiettivo era testare la stabilità intrinseca della monoposto. Pur rilevando un’auto abbastanza stabile, Leclerc ha segnalato un comportamento non perfetto in fase di inserimento e nella rotazione. Per mitigare il problema, ha richiesto subito un aumento di carico all’avantreno pari a due click.

Dopo una prova di partenza, Charles ha effettuato un breve stint di due giri per saggiare la validità della modifica. L’anteriore è parso migliore, ma non ancora dotato della precisione richiesta, rendendo necessaria un’ulteriore variazione di due gradi sull’incidenza dell’ala. Contemporaneamente, il team ha condotto test a velocità costante. C’è stato anche il lavoro di adattamento con i nuovi dischi freno Carbon Industries.

Il passaggio alle Soft ha fatto emergere ulteriori criticità legate all’handling globale. L’obiettivo non era la prestazione sul cronometro, ma la ricerca di un bilanciamento che non si è palesato. Le difficoltà di guida hanno imposto correzioni al setup in più occasioni, per migliorare le velocità di percorrenza di alcune curve non all’altezza della situazione.

Negli ultimi minuti delle FP1, la Ferrari torna alle Medium per una breve simulazione di passo gara. Il verdetto ha evidenziato una vettura che soffriva specie nel primo settore, dove la percorrenza a centro curva risultava inefficace. Al contrario, nel terzo settore il bilanciamento era più promettente, sebbene richiedesse un ulteriore step evolutivo in vista delle successive prove libere.

GP Barcellona, resoconto FP2: Ferrari ancora indietro sul bilanciamento 

Nelle FP2, i due piloti della Ferrari scendono subito in pista con le Medium per proseguire lo studio del nuovo pacchetto di aggiornamenti. I primi giri confermano un piccolo passo avanti, con una base di assetto meno difficile da sfruttare. L’equilibrio dell’auto appare più efficace con le Pirelli a banda gialla (Medium), benché l’ottimizzazione resti un obiettivo da centrare.

Il lavoro procede con test specifici: Carlo Santi propone a Hamilton maggiore potenza elettrica in uscita da curva 3 e l’inglese approva agendo sul manettino. Operazione che spiega come il team fosse ancora alla ricerca della configurazione corretta sul sistema ibrido. Dopo la pausa causata da un problema della VCarb, Lewis cerca conferme sul terzo settore, giudicato positivamente dal muretto.

Nonostante l’equilibrio della SF-26 sia migliorato un pelo rispetto alla mattinata, emergono criticità nella gestione delle coperture. Nel primo settore manca grip, probabilmente a causa di pneumatici non ancora nella corretta finestra di utilizzo. Inoltre, curva 12 presenta seri problemi: in fase di trazione, quando si va sul gas, la vettura si scompone vistosamente, inibendo l’accelerazione in uscita.

Poi, quando i ferraristi passano alle Soft, il primo giro lanciato delude, con cronometri lontani dalla vetta. Le difficoltà permangono: Hamilton lamenta la sensazione di un elemento rotto al retrotreno, ipotesi per fortuna smentita dai sensori del muretto, che lo esorta a spingere per un secondo tentativo prima di rientrare. Tuttavia, il suo feeling con la SF-26 non decolla.

La sessione si chiude con le simulazioni passo gara. Charles Leclerc fatica a mantenere l’auto composta malgrado cerchi una guida la più pulita possibile, essendo costretto a diverse correzioni. Scenario che si ripete con Lewis, qualche minuto più tardi, che dopo 4 giri è già costretto a gestire le gomme. Gli update vanno studiati con calma, perché solo in questo modo possono funzionare. Domani nelle FP3 sapremo se le novità Ferrari sono davvero valide o meno.

GP Barcellona, risultati FP2

Pos Pilota Team Tempo / Distacco Giri
1 Lando Norris McLaren 1:15.426 30
2 George Russell Mercedes +0.009s 28
3 Oscar Piastri McLaren +0.057s 24
4 Charles Leclerc Ferrari +0.373s 29
5 Kimi Antonelli Mercedes +0.589s 31
6 Max Verstappen Red Bull Racing +0.895s 33
7 Arvid Lindblad Racing Bulls +0.985s 29
8 Gabriel Bortoleto Audi +1.185s 27
9 Lewis Hamilton Ferrari +1.205s 28
10 Isack Hadjar Red Bull Racing +1.248s 30
11 Nico Hulkenberg Audi +1.508s 31
12 Oliver Bearman Haas F1 Team +1.519s 31
13 Liam Lawson Racing Bulls +1.541s 8
14 Carlos Sainz Williams +1.594s 29
15 Franco Colapinto Alpine +1.625s 30
16 Pierre Gasly Alpine +1.834s 29
17 Esteban Ocon Haas F1 Team +2.112s 29
18 Valtteri Bottas Cadillac +2.799s 6
19 Alexander Albon Williams +3.364s 29
20 Sergio Perez Cadillac +3.835s 34
21 Fernando Alonso Aston Martin +3.860s 21
22 Lance Stroll Aston Martin +4.033s 20

 

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 17:28:15 +0000


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