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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il giorno 21 luglio 2026 vede diverse situazioni di traffico significative sulle autostrade italiane. Tra gli eventi più rilevanti segnaliamo code di 2 km per incidenti sia sulla A11 tra Altopascio e Lucca Est che sulla A14 tra Castel San Pietro e Imola. Inoltre, su alcune tratte come la Tangenziale di Napoli si segnalano rallentamenti dovuti a veicoli in avaria. Situazioni di vento forte interessano la A14 e la A16, causando rallentamenti nel traffico. Di seguito tutti i dettagli delle condizioni attuali tratta per tratta.

A1 MILANO-NAPOLI



12:00 – Bivio A1/A11 Firenze-Pisa Nord e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 267.0 al chilometro 280.4 per una lunghezza di 13.4 km.


A4 TORINO-TRIESTE



11:40 – Brescia Ovest e Bivio A4/A21 Torino-Brescia
Coda di 2.4 km per incidente
Direzione Trieste
La coda va dal chilometro 217.7 al chilometro 215.3.


A11 FIRENZE-PISA NORD



12:46 – Altopascio e Lucca est
Coda di 2 km per incidente
Direzione Pisa
La coda va dal chilometro 59.0 al chilometro 57.0.


A13 BOLOGNA-PADOVA



12:35 – Ferrara sud e Occhiobello
Traffico rallentato per temporali
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 49.1 al chilometro 33.7 per una lunghezza di 15.4 km.





12:32 – Ferrara sud e Monselice
Temporali in corso
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 88.6 al chilometro 33.7 per una lunghezza di 54.9 km.


A14 BOLOGNA-TARANTO



13:02 – Roseto Degli Abruzzi e Poggio Imperiale
Vento forte su tutta la tratta interessata
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata si estende dal chilometro 505.0 al chilometro 344.0 per una lunghezza di 161.0 km.





12:23 – Castel San Pietro e Imola
Coda di 2 km per incidente
Direzione Taranto
La coda va dal chilometro 44.0 al chilometro 40.0.


A16 NAPOLI-CANOSA



12:24 – Cerignola Ovest e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto
Vento forte su tutta la tratta interessata
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata si trova al chilometro 159.9.


A23 PALMANOVA-TARVISIO



11:37 – Pontebba e Carnia
Traffico rallentato per lavori
Direzione Autostrada Torino-Trieste
La tratta interessata va dal chilometro 88.5 al chilometro 89.5 per una lunghezza di 1.0 km.





12:12 – Barriera di Ugovizza
Coda in uscita per traffico intenso
Direzione Confine Di Stato
La zona interessata si trova al chilometro 105.2.


A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



13:04 – Zona Ospedaliera e Camaldoli
Traffico rallentato per veicolo in avaria
Direzione Pozzuoli
La tratta interessata si trova al chilometro 14.9.


TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO



12:31 – Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista di un’ora
Direzione Courmayeur
La zona interessata si trova al chilometro 0.1.


Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 11:08:00 +0000
News n. 2
Volkswagen, il consiglio ha bocciato le chiusure: al via il piano B

Dietro il comunicato ufficiale di qualche giorno fa, quello sul piano per il risanamento del gruppo senza chiusure di stabilimenti, si nasconde una bocciatura al consiglio di sorveglianza. Oliver Blume, il CEO del Gruppo Volkswagen, non ha scelto liberamente un approccio meno traumatico. Il risultato è che Wolfsburg si trova in una situazione delicata. Il piano A è caduto, il piano B è per forza meno incisivo e i problemi strutturali che avevano spinto Blume a proporre misure drastiche non sono spariti nel frattempo.

Il no del consiglio

A sbarrare la strada al CEO è stata la storica “Legge Volkswagen“, una norma che richiede una maggioranza qualificata dei due terzi per le decisioni più drastiche, concedendo di fatto un potere di veto ai sindacati e al Land della Bassa Sassonia. Non è una novità: questa legge esiste da decenni ed è parte integrante del modello di governance del gruppo. Ma è una norma che si sente soprattutto quando si tenta di fare ciò che Blume aveva in mente: chiudere quattro stabilimenti tedeschi e tagliare 100.000 posti di lavoro in modo accelerato.

Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica, ha guidato l’opposizione interna insieme al ministro Olaf Lies, diventando di fatto il volto della resistenza dei lavoratori. Il fronte sindacale ha tenuto, e Blume si è trovato con le mani legate proprio sul punto su cui puntava di più. Per tentare di ricucire lo strappo con i dipendenti, il CEO è atteso a Wolfsburg il 25 agosto e negli stabilimenti di Zwickau ed Emden il giorno seguente. Più di ottanta domande formali sono già arrivate dai lavoratori, che vogliono risposte su un futuro che sembra molto meno stabile di quanto fosse anche solo tre anni fa.

Via al piano leggero

Con le chiusure degli stabilimenti fuori portata Blume ha ripiegato su misure che non richiedono il voto qualificato del consiglio. Misure comunque significative, ma diverse nel metodo e nell’impatto immediato. La gamma dei modelli attualmente in produzione, circa 150, verrà dimezzata. La complessità delle varianti e delle personalizzazioni sarà ridotta del 75%. È una razionalizzazione che taglia costi interni e semplifica la produzione, ma che non richiede di spegnere le luci di nessuna fabbrica.

L’obiettivo è recuperare il 20% delle spese generali di gruppo per tornare competitivi, specialmente sul fronte della concorrenza cinese che negli ultimi anni ha eroso quote di mercato sia in Europa che nei mercati asiatici dove Volkswagen era storicamente forte. Anche la capacità produttiva globale verrà ridimensionata, scendendo dai 12 milioni di veicoli all’anno dell’era pre-pandemia a 9 milioni. La pressione degli investitori rimane alta: il titolo è crollato ai minimi degli ultimi 16 anni e l’utile netto è sceso del 28% nell’ultimo trimestre. Le famiglie Porsche e Piëch, che controllano ancora una quota rilevante del gruppo, non sono rimaste a guardare in silenzio.

La questione degli esuberi non è sparita con la bocciatura del piano: le stime parlano di una cifra compresa tra 100.000 e 140.000 posti a rischio entro il 2030, che rappresenterebbe circa il 20% della forza lavoro globale del gruppo. Blume ha cominciato a parlare di “soluzioni più intelligenti” rispetto alle chiusure dirette, tra cui la riconversione di alcuni siti verso attività industriali diverse, ma i contorni di questo piano alternativo restano ancora molto vaghi.

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 10:42:59 +0000
News n. 3
Smart #2 si prepara al debutto, gli ultimi test prima di ottobre

La Smart #2 è il tentativo di rimettere in strada il concetto originale che aveva reso celebre la Fortwo, ma con una tecnologia completamente diversa, un’identità aziendale profondamente cambiata e ambizioni di mercato che guardano ben oltre il pubblico di nicchia che aveva adottato le prime generazioni.

Il debutto mondiale è atteso al Salone di Parigi, ma prima di arrivarci c’è ancora del lavoro da fare.

Il programma di collaudo

La Smart #2 sta attualmente completando una serie di test su strada finalizzati a garantire che il veicolo risponda pienamente al DNA del marchio. Il programma di sviluppo prevede prove nel traffico reale, con scenari urbani che testano l’agilità del veicolo in situazioni concrete, tra cui cambi di corsia improvvisi, fondo bagnato, ostacoli inaspettati. La continua messa a punto dei nodi di rigidità del telaio, del rapporto di sterzo, della taratura delle sospensioni e del controllo dei movimenti dovrebbe garantire un comportamento stabile, reattivo e agile nella guida quotidiana in città.

Altrettanto dettagliate le verifiche NVH (rumore, vibrazioni e asperità) condotte in galleria del vento, camera acustica e banco a quattro colonne climatizzato, oltre che su strade pubbliche. Le attività hanno riguardato il rumore aerodinamico, il rumore di rotolamento e del powertrain, scricchiolii e vibrazioni, oltre alla messa a punto della qualità sonora percepita. Su un’auto di dimensioni così ridotte, dove ogni suono si percepisce amplificato, il lavoro sull’NVH è probabilmente quello che fa più differenza nella sensazione finale di qualità.

Tra Smart e Mercedes

La Smart di oggi non è più quella che si conosceva. Il marchio è attualmente una joint venture tra Mercedes e la cinese Geely, un assetto societario che ha spostato il baricentro produttivo verso oriente, mentre il presidio tecnico e stilistico europeo rimane parte dell’accordo. È una formula che solleva le domande abituali sulla continuità del carattere del brand, ma che ha anche permesso di abbattere i costi di sviluppo che avevano reso la Fortwo elettrica troppo cara rispetto al valore percepito.

La volontà del brand, secondo quanto comunicato, è raccogliere l’eredità della Fortwo con un’auto pensata per l’ambiente urbano, con la stessa filosofia di compattezza che aveva reso riconoscibile il modello originale: le ruote posizionate agli angoli della carrozzeria per massimizzare lo spazio interno, in un’auto di dimensioni “micro” ma con un abitacolo sfruttato fino all’ultimo centimetro.

La cellula di sicurezza tridion, ovvero la struttura rinforzata che ha sempre caratterizzato la Smart, ritorna in versione aggiornata, conforme agli standard moderni e pensata per offrire protezione elevata e stabilità. Una continuità simbolica oltre che tecnica, per un’auto che non può prescindere dal proprio passato.

La nuova piattaforma

La Smart #2 adotterà la nuova piattaforma ECA sviluppata specificamente per modelli di dimensioni ridotte, con l’obiettivo di integrare batteria, motore e componentistica nel minimo ingombro possibile.

I dati tecnici provvisori parlano di un passo di 187 cm e un diametro di sterzata di 6,95 metri da marciapiede a marciapiede, numeri che confermano le vocazioni cittadine dell’auto, dove la manovrabilità conta quanto il consumo. La batteria prevista è da 35,7 kWh, sufficiente per circa 300 km nel ciclo WLTP, vero punto di svolta del nuovo modello, con ricarica rapida in corrente continua che dovrebbe permettere il passaggio dal 10 all’80% in meno di 20 minuti.

Il vero nodo rimane il prezzo. Le indiscrezioni circolate finora parlano di una cifra superiore ai 25.000 euro, un posizionamento che genererà inevitabilmente qualche resistenza in un segmento dove le alternative più grandi si trovano in quella stessa fascia. Smart scommette che il formato, l’identità e la firma del brand valgano il delta. Il Salone di Parigi, tra pochi mesi, darà la risposta definitiva.

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 09:49:11 +0000
News n. 4
Prezzi benzina, il Governo dice no a nuovi sconti accise: le ragioni

I prezzi di benzina e diesel sono tornati a salire, e questa volta senza alcun paracadute. Dal 3 luglio lo sconto sulle accise che aveva alleviato il costo del pieno negli ultimi mesi è definitivamente scaduto, e il Governo ha chiarito senza troppi giri di parole che al momento non ha intenzione di reintrodurlo. Per gli automobilisti italiani, che già devono fare i conti con un costo della vita cresciuto sensibilmente, è una notizia difficile da digerire, soprattutto nel pieno dell’estate e nel bel mezzo dell’esodo di luglio e agosto.

Niente sconti

La posizione dell’esecutivo è stata ribadita più volte nelle ultime settimane dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: per ora non ci sarà un nuovo taglio generalizzato delle accise su base nazionale. Il motivo è principalmente economico, lo sconto sulle accise è un’operazione estrema con costi elevati per le finanze pubbliche. Associazioni dei consumatori e autotrasportatori continuano a chiedere a gran voce il ripristino della misura, ma al momento nessuna apertura è all’orizzonte. La situazione sarà monitorata giorno per giorno, con la possibilità di rivalutare se i prezzi dovessero ulteriormente degenerare.

Prezzi in salita

Nella giornata di oggi i prezzi medi rilevati dall’Osservatorio del Ministero delle Imprese sulla rete stradale in modalità self service sono i seguenti: benzina a 1,942 euro al litro e diesel a 2,107 euro al litro. Sulla rete autostradale i valori salgono a 2,032 euro al litro per la benzina e 2,181 euro al litro per il diesel.

A spingere i prezzi in alto non c’è solo la fine dello sconto sulle accise: sembrano già esauriti gli effetti positivi dell’accordo USA-Iran di qualche settimana fa, che aveva fatto calare temporaneamente le quotazioni del greggio. Il risultato è che sul versante delle materie prime si aggiunge pressione al rialzo esattamente nel momento in cui la fiscalità ridotta è venuta meno.

A livello regionale la situazione varia, ma le differenze non consolano granché chi abita nelle zone più care. Bolzano si conferma la provincia più costosa per la benzina (1,981 euro al litro), seguita da Friuli-Venezia Giulia e Sicilia (entrambe a 1,965). Le Marche restano il territorio dove si paga meno (1,924 euro al litro). Per il diesel, il primato negativo va ancora all’Alto Adige (2,144 euro al litro), mentre le Marche si confermano anche qui la regione più conveniente (2,086 euro al litro).

Estate cara

Il tempismo non potrebbe essere peggiore. L’estate è il periodo dell’anno in cui i consumi di carburante aumentano per definizione: vacanze, spostamenti, lunghi tragitti autostradali, esodo di luglio e agosto. Chi parte in auto nei prossimi giorni deve mettere in conto un pieno che costa sensibilmente più rispetto a qualche settimana fa.

Sul medio termine, chi usa l’auto tutti i giorni farebbe bene a valutare se le condizioni sono giuste per convertire il proprio veicolo a GPL, sfruttando gli incentivi lanciati dal Governo, una motorizzazione che in questo momento offre un risparmio di circa il 40-50% sul costo chilometrico rispetto alla benzina. La benzina sopra i 2 euro è un fenomeno ciclico, ma tende a lasciare il segno nelle abitudini di consumo. E questa volta, senza sconto, potrebbe durare più a lungo del previsto.

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 09:03:09 +0000
News n. 5
Antonelli, il Mondiale parla sempre più italiano: a Spa sesta vittoria in dieci gare

Ci sono circuiti che consacrano i campioni e poi c’è Spa-Francorchamps. In Belgio, il vero talento di un pilota viene messo a nudo tra Eau Rouge, Raidillon e il lungo rettilineo del Kemmel. Se c’era un posto dove Andrea Kimi Antonelli doveva dimostrare di essere molto più di un predestinato, era proprio questo. Il giovane bolognese e la sua Mercedes hanno risposto nel modo più convincente possibile: pole position, vittoria e un Mondiale che adesso parla sempre più italiano.

La sesta vittoria stagionale non è stata la passeggiata che molti immaginavano dopo la pole del sabato. Anzi, è stata probabilmente una delle sue gare più mature. Prima il sorpasso subito da Max Verstappen al via, poi la risposta immediata alla curva 5. A seguire la beffa della Virtual Safety Car che ha consentito a Charles Leclerc di balzare al comando grazie a un pit-stop perfettamente sincronizzato. Infine, la rimonta con la pressione crescente sulla Ferrari e il sorpasso decisivo negli ultimi dieci giri. Una vittoria segno di piena maturità che scaccia le preoccupazioni sull’affidabilità Mercedes del GP di Silverstone.

Il Mondiale ha il suo padrone

Quella di Spa è una vittoria che pesa doppio. Non soltanto perché arriva su uno dei circuiti più iconici del calendario, ma perché restituisce slancio a un pilota reduce da weekend meno brillanti. Antonelli stesso lo ha ammesso a fine gara: “È bello tornare sul gradino più alto dopo un paio di fine settimana difficili. Non è stata una vittoria semplice. Dobbiamo continuare a lavorare sodo, continuare a esibirci e a segnare punti. Sarà una lunga battaglia fino alla fine della stagione. Continueremo un fine settimana alla volta e cercheremo di fare del nostro meglio ogni volta che saliremo in macchina“. Parole che raccontano la continua crescita di un ragazzo che, appena un anno fa, proprio a Spa viveva uno dei momenti più complicati della sua stagione d’esordio.

Il dato più significativo, però, non è la vittoria numero 6 in 10 gare ma la classifica Piloti. Antonelli è ormai saldamente al comando del Mondiale e, dopo il Belgio, ha ampliato ulteriormente il margine su Russell, Hamilton e Leclerc. Il vantaggio sul britannico della Ferrari è di 45 punti, mentre sul suo compagno di squadra è diventato di 50 punti. Una statistica che non sottolinea soltanto il giovane fenomeno da osservare ma consacra in lui il pilota da battere.

I numeri

I numeri certificano una stagione fin qui eccezionale. Dopo i primi 10 GP del 2026, Kimi ha già conquistato 6 vittorie, 6 pole position e totalizzato 204 punti. Un rendimento costruito grazie ai successi ottenuti in Cina, Giappone, Miami, Canada, Monaco e Belgio, che lo proiettano come il punto di riferimento della F1 in questa prima parte di stagione.

Eguagliato il record italiano di Alberto Ascari nel 1952 per il maggior numero di vittorie in una stagione. Il più giovane vincitore e il più giovane a conquistare la pole a Spa, battuti i record di Leclerc del 2019. La vittoria di Spa-Francorchamps, arrivata nell’ultimo appuntamento prima della pausa estiva, ha ulteriormente consolidato la sua leadership, permettendogli di presentarsi al giro di boa al primo posto nella Piloti con un margine significativo sui rivali.

La guida di un veterano

Antonelli non sta vincendo perché dispone della macchina migliore. Quando serve, riesce a leggere le gare come un veterano. A Spa ha gestito la pressione di Leclerc per quasi 50 giri senza mai perdere lucidità. Quando la Ferrari sembrava poter trasformare la strategia in un capolavoro, lui ha risposto girando sempre con il ritmo necessario per rientrare e riprendersi la leadership. È il tipo di gestione che normalmente appartiene ai campioni.

Per capire la portata del momento bisogna tornare indietro nel tempo fino al GP Cina a marzo. Kimi aveva già interrotto un digiuno che sembrava infinito nel motorsport italiano. Il precedente successo in F1 risaliva infatti al GP della Malesia 2006, conquistato da Giancarlo Fisichella. Vent’anni esatti di attesa ma il dato ancora più significativo è un altro. L’Italia è tornata ad avere un pilota stabilmente in testa al Mondiale con la concreta possibilità di arrivare al titolo. Una situazione che riporta inevitabilmente alla memoria i grandi nomi della nostra storia, da Nino Farina ad Alberto Ascari, fino alle occasioni sfiorate da Riccardo Patrese negli anni Ottanta.

Per una generazione intera di appassionati italiani la F1 è sempre stata soprattutto Ferrari. Oggi, invece, il centro della scena è occupato da un pilota italiano capace di conquistare tifosi anche oltre i colori della sua monoposto.

Il ragazzo che non si accontenta

La crescita mentale è probabilmente il vero segreto della stagione. Toto Wolff ha parlato apertamente della maturità raggiunta dal suo pilota, sottolineando la calma con cui affronta ogni situazione e la capacità di trovare soluzioni anche nei momenti di maggiore pressione. Basta osservare anche il suo linguaggio del corpo. Nessuna esultanza sopra le righe, nessuna dichiarazione da fenomeno. Solo un concetto ripetuto quasi ossessivamente: “Pensiamo a una gara alla volta“, la frase che tutti i grandi pronunciano quando iniziano a capire che il Mondiale si costruisce soprattutto nelle domeniche complicate.

Da ricordare ancora una volta che nel 2025 Spa era stata probabilmente la pista simbolo delle difficoltà di Antonelli. Quest’anno invece è diventata quella della consacrazione. Un ribaltamento completo di una storia che sembrava già scritta. Quella in Belgio non è stata soltanto una rivincita sportiva.

Budapest per indirizzare il campionato

Il calendario propone adesso l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva, il GP di Budapest. Una pista completamente diversa rispetto a Spa. Meno velocità, più trazione, più precisione, più gestione degli pneumatici. Ma anche un circuito che potrebbe certificare definitivamente l’obiettivo di Antonelli. Arrivare alla sosta estiva con oltre 2 GP di vantaggio significherebbe mettere una seria ipoteca sul titolo. Naturalmente la stagione è ancora lunga e la Ferrari ha dimostrato prima in Gran Bretagna e poi in Belgio di avere finalmente il passo per mettere pressione alla Mercedes.

Per anni l’Italia ha aspettato il pilota capace di raccogliere l’eredità dei grandi campioni del passato. Lo ha cercato nelle formule minori, nelle accademie, nei giovani talenti. Ogni volta sembrava quello giusto, finché la F1 riportava tutti alla realtà. Con Andrea Kimi Antonelli, invece, la sensazione è diversa. Gara dopo gara, giro dopo giro, le aspettative si spostano tutte inevitalbilmente sul titolo Mondiale.

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 08:35:50 +0000
News n. 6
Telecamere AI, debutta in Italia una nuova tecnologia contro il cellulare alla guida

La lotta alle infrazioni stradali in Italia fa un salto tecnologico concreto. Sulla Firenze-Pisa-Livorno, uno degli assi viari più trafficati della Toscana, sta per essere installato un sistema di telecamere basate sull’intelligenza artificiale capace di rilevare automaticamente alcune delle infrazioni più diffuse e pericolose sulle strade italiane. Non è fantascienza, né un progetto sperimentale ancora lontano dalla realtà: le telecamere arriveranno e cambieranno concretamente cosa significa guidare su quel tratto di strada.

Le prime telecamere in Italia

Il sistema che debutterà sulla Fi-Pi-Li è uno dei primi esempi di utilizzo su larga scala di tecnologia AI applicata al monitoraggio del traffico in Italia. L’impianto analizzerà in tempo reale le immagini dei veicoli in transito, identificando automaticamente le infrazioni rilevanti e inviando le segnalazioni alle autorità competenti per le verifiche del caso prima di procedere all’eventuale contestazione.

Non si tratta di un autovelox evoluto. Quello che rende questa tecnologia diversa è la capacità di analizzare il comportamento del conducente all’interno dell’abitacolo, non si tratta solo della velocità o la posizione del veicolo sulla carreggiata. Le telecamere guardano dentro l’auto, riconoscono la vettura e tutti i dettagli collegati.

Telefono alla guida e non solo

Le infrazioni nel mirino sono quattro: utilizzo dello smartphone alla guida, mancata revisione del veicolo, assicurazione RC Auto scaduta e, come sviluppo futuro, anche il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. Quella del cellulare alla guida è storicamente la più difficile da sanzionare in modo sistematico: richiede la presenza fisica di un agente sul posto, con tutto quello che implica in termini di copertura del territorio e di risorse disponibili. Una telecamera AI che analizza le immagini in automatico elimina questa necessità. Può controllare ogni veicolo in transito, in modo autonomo e intelligente.

Il rilevamento dell’assicurazione scaduta e della revisione mancante si basa invece sull’incrocio dei dati della targa con le banche dati del Ministero dei Trasporti e delle compagnie assicurative, un sistema già esistente ma che finora richiedeva verifiche manuali o posti di blocco fisici. Con le telecamere AI, quel controllo diventa continuo e automatizzato.

Sanzioni severe

Il momento scelto per questo salto tecnologico non è casuale. Con il nuovo Codice della Strada entrato in vigore, le sanzioni per l’uso del cellulare alla guida sono diventate significativamente più pesanti. Chi viene sorpreso con lo smartphone in mano rischia una multa fino a 1.000 euro, la decurtazione di 5 punti dalla patente e la sospensione immediata del documento di guida già alla prima violazione. In caso di recidiva entro due anni, la sospensione può arrivare fino a tre mesi.

C’è anche la cosiddetta sospensione breve: per chi ha già pochi punti sulla patente, il provvedimento scatta in modo ancora più rapido, rendendo la violazione ancora più costosa in termini pratici. Se la sperimentazione sulla Firenze-Pisa-Livorno darà i risultati attesi (le premesse tecnologiche ci sono tutte) è ragionevole aspettarsi che sistemi simili vengano progressivamente estesi ad altre autostrade e arterie principali. La tecnologia è pronta. Quello che mancava era la volontà di applicarla su larga scala. Adesso, almeno in Toscana, si parte.

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 07:49:48 +0000
News n. 7
Sciopero dei trasporti 21 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Il 21 luglio 2026 sono previsti diversi scioperi nel settore dei trasporti in Italia. In totale, si segnalano 7 scioperi che coinvolgono il comparto aereo, con interessamento di importanti aeroporti e società di gestione e handling su scala nazionale e regionale. Di seguito, tutti i dettagli sugli scioperi previsti il 21 luglio 2026 nelle diverse città e regioni italiane.

Sciopero settore aereo in Italia (Nazionale)

È stato indetto uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, che coinvolge il personale della società Fedex Corporation dell'Aeroporto di Milano Malpensa. A proclamare lo sciopero sono i sindacati OST CUB TRASPORTI. Il servizio interessato è quello aereo e l'ambito è di rilevanza nazionale.

Un altro sciopero nazionale riguarda il personale navigante della società EasyJet Airlines Limited, sempre della durata di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59). Lo sciopero è promosso dal sindacato USB LAVORO PRIVATO e interessa tutti gli aeroporti in Italia.

Ancora a livello nazionale in tutta Italia, viene proclamato uno sciopero di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) che coinvolge il personale delle società Alha e MLE-BCUBE all'Aeroporto di Milano Malpensa, con la partecipazione sindacale di OST CUB TRASPORTI e USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero settore aereo in Calabria (Regionale)

Per l'intera regione Calabria, e in tutte le sue province, è previsto uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 24.00. Lo sciopero interessa il personale della società SACAL GH presso l'Aeroporto di Lamezia Terme (CZ) ed è stato proclamato dal sindacato OSR UGL-TA.

Sciopero settore aereo in Campania (Interregionale)

Nella regione Campania viene indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 10.00 alle 14.00, che coinvolge il personale aeroportuale delle società GH Napoli e Sky Service di Napoli e Salerno. Lo sciopero è proclamato dal sindacato OSR FAST-CONFSAL e riguarda tutte le province della regione.

Sciopero settore aereo in Sardegna (Interregionale e Regionale)

In Sardegna, in tutte le province, lo sciopero coinvolge il personale della società GEASAR presso l'Aeroporto di Olbia con una durata di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00. L'organizzazione sindacale è OSR UGT-TA.

Sempre in Sardegna, lo stesso giorno e nella stessa fascia oraria (4 ore, dalle 13.00 alle 17.00), è previsto uno sciopero che coinvolge il personale della società SOGEAAL presso l'Aeroporto di Alghero (SS), proclamato dal sindacato OSP UGL-TA.

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di luglio 2026 in Italia sono previsti numerosi scioperi che riguardano trasporto pubblico locale, ferroviario, marittimo e specialmente il settore aereo. L’articolo offre una panoramica aggiornata e dettagliata, indicando per ogni data le città e le categorie coinvolte, gli orari e le modalità di svolgimento delle agitazioni sindacali. La guida è pensata sia per chi si sposta per lavoro che per chi viaggia per vacanza, così da pianificare al meglio spostamenti e impegni.

Sciopero 21 luglio 2026

Nella regione Calabria, per tutte le province, è indetto uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 24.00, che interessa il servizio aereo e coinvolge il personale della società SACAL GH presso l’Aeroporto di Lamezia Terme (CZ). Lo sciopero è proclamato dal sindacato OSR UGL-TA.

Nella regione Campania viene indetto uno sciopero interregionale di 4 ore, dalle 10.00 alle 14.00, che riguarda il personale aeroportuale delle società GH Napoli e Sky Service di Napoli e Salerno. La protesta è proclamata dal sindacato OSR FAST-CONFSAL e coinvolge tutte le province della regione.

In tutta Italia, è proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, che riguarda il personale della società Fedex Corporation all’Aeroporto di Milano Malpensa. Lo sciopero è promosso da OST CUB TRASPORTI.

Sempre su scala nazionale, è previsto uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, per il personale navigante della società EasyJet Airlines Limited. L’agitazione è stata proclamata dal sindacato USB LAVORO PRIVATO e coinvolge tutti gli aeroporti italiani.

In tutta Italia, nello stesso giorno, sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, del personale delle società Alha e MLE-BCUBE dell’Aeroporto di Milano Malpensa. Le sigle coinvolte sono OST CUB TRASPORTI e USB LAVORO PRIVATO.

Nella regione Sardegna (interregionale), il personale della società GEASAR presso l’Aeroporto di Olbia sciopererà per 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00. L’agitazione è proclamata da OSR UGT-TA.

Sempre in Sardegna, allo stesso orario (4 ore, dalle 13.00 alle 17.00), sarà in sciopero il personale della società SOGEAAL presso l’Aeroporto di Alghero (SS), con la sigla OSP UGL-TA.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 21 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 20 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 17 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 21 luglio 2026, ecco i prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane secondo l’ultimo rilievo ufficiale: benzina self a 2.025 €, gasolio self a 2.164 €, GPL servito a 0.880 € e metano servito a 1.590 €, aggiornati al bollettino del 20-07-2026. Nelle sezioni che seguono trovi una tabella con i valori correnti e un quadro chiaro di come si determina il costo alla pompa: una componente industriale legata alla materia prima e ai margini della filiera, e una componente fiscale composta da accise e IVA. Questa struttura aiuta a capire perché i listini possono oscillare nel tempo e quali fattori incidono maggiormente sui rifornimenti lungo la rete autostradale.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 20-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.164 €
Benzina SELF 2.025 €
GPL SERVITO 0.880 €
Metano SERVITO 1.590 €

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina: Il prezzo finale della benzina deriva dalla somma di due grandi blocchi: la componente fiscale, che pesa per il 58%, e la componente industriale, pari al 42%. Quest’ultima si divide a sua volta tra costo della materia prima (30% del prezzo) e margine lordo della filiera (12%). La quota legata alla materia prima riflette soprattutto le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’andamento del cambio euro/dollaro: quando il petrolio o i derivati salgono sui mercati o l’euro si indebolisce, la componente industriale tende a crescere; al contrario, un rafforzamento dell’euro o un calo delle quotazioni può alleggerire i listini. Il margine lordo, invece, è la porzione su cui gli operatori possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa, tenendo conto di costi logistici, concorrenza locale, volumi e strategie commerciali (come promozioni o servizi accessori in area di servizio). La componente fiscale comprende accise e IVA e, pur non dipendendo dalle dinamiche di mercato di breve periodo, amplifica in percentuale i movimenti del prezzo imponibile: se il prezzo industriale sale o scende, l’IVA applicata varia di conseguenza. La combinazione di queste leve spiega perché, anche a fronte di simili quotazioni internazionali, i prezzi possano differire tra tratte autostradali o periodi diversi.

Gasolio: Per il gasolio, gli equilibri interni sono differenti: la componente fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale vale il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima pesa per il 45% del prezzo finale, influenzato dalle quotazioni internazionali e dal cambio euro/dollaro, mentre il margine lordo è pari al 10% ed è l’area su cui l’operatore può intervenire per modificare il prezzo alla pompa. Il gasolio è un carburante fortemente legato alla logistica e al trasporto su gomma: la domanda commerciale, la stagionalità dei consumi (ad esempio l’impiego per il riscaldamento in alcuni mercati esteri) e le condizioni della supply chain possono incidere sulla volatilità delle quotazioni. Anche per il gasolio, quindi, un indebolimento dell’euro rende più costose le importazioni e si riflette nel costo industriale; viceversa, un euro forte o un calo dei prezzi internazionali può favorire ribassi. Il margine del 10% tiene conto di spese di stoccaggio e distribuzione, oneri operativi delle aree di servizio e politiche di prezzo adottate per competere lungo le tratte più frequentate. La parte fiscale, composta da accise e IVA, pur più contenuta rispetto alla benzina, resta determinante nel determinare il prezzo pagato dagli automobilisti e amplifica gli effetti delle variazioni del prezzo imponibile.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.941 per la benzina, 2.093 per il diesel, 0.775 per il gpl, 1.582 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.081
Benzina SELF 1.938
GPL SERVITO 0.769
Metano SERVITO 1.515

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.100
Benzina SELF 1.950
GPL SERVITO 0.745
Metano SERVITO 1.530

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.127
Benzina SELF 1.976
GPL SERVITO 0.862
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.104
Benzina SELF 1.954
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.671

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.095
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.710
Metano SERVITO 1.531

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.926
GPL SERVITO 0.734
Metano SERVITO 1.537

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.115
Benzina SELF 1.958
GPL SERVITO 0.739
Metano SERVITO 1.551

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.077
Benzina SELF 1.925
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.643

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 1.939
GPL SERVITO 0.852
Metano SERVITO 1.557

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.088
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.726
Metano SERVITO 1.550

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.071
Benzina SELF 1.919
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.515

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.094
Benzina SELF 1.953
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.498

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.588

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 1.947
GPL SERVITO 0.729
Metano SERVITO 1.623

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.098
Benzina SELF 1.946
GPL SERVITO 0.859

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.127
Benzina SELF 1.961
GPL SERVITO 0.802
Metano SERVITO 1.827

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.085
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.752
Metano SERVITO 1.615

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.098
Benzina SELF 1.950
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.541

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.076
Benzina SELF 1.932
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.522

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.098
Benzina SELF 1.955
GPL SERVITO 0.862

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.085
Benzina SELF 1.924
GPL SERVITO 0.747
Metano SERVITO 1.527

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 11
Nuova Maserati GranTurismo, Del Piero protagonista del film realizzato con l’AI

Maserati ha svelato al mondo una nuova, suggestiva campagna di comunicazione che fonde l’anima sportiva dell’Italia con l’ambizione globale di un marchio che, da oltre un secolo, definisce i canoni della bellezza e dell’ingegno automobilistico. Al centro di questo ambizioso progetto si trova un cortometraggio che vede come protagonista d’eccezione Alessandro Del Piero, l’indimenticabile numero 10 della Juventus e degli azzurri, simbolo universale di orgoglio e determinazione nazionale.

New York nel silenzio dell’AI

Una delle particolarità più affascinanti di questa produzione risiede nella sua realizzazione tecnica: il film è stato interamente creato utilizzando la tecnologia dell’intelligenza artificiale. Questa scelta ha permesso di dipingere uno scenario surreale e onirico: una New York City deserta e completamente immobile. La metropoli che non dorme mai viene rappresentata in un silenzio assoluto, rotto esclusivamente dal suono profondo e inconfondibile del motore Nettuno, il propulsore delle creazioni modenesi.

L’opera ritrae Maserati come “The Italian GranTurismo: Effortless Luxury Performance”. Attraverso lo sguardo e la guida sicura di Del Piero, la pellicola accompagna lo spettatore in un viaggio che attraversa le strade di Manhattan per dirigersi verso il New Jersey, trasmettendo l’idea di un movimento inarrestabile. Come sottolineato nel film, gli italiani sono sognatori per natura, ma possiedono la rara capacità di trasformare quelle visioni in realtà concrete e tangibili.

Il significato simbolico

Alessandro Del Piero ha descritto l’esperienza di questo viaggio virtuale come un momento di profonda riflessione sul significato di “simbolo”. Il campione ha paragonato il senso di orgoglio provato alla guida della nuova Maserati GranTurismo a quello di indossare la maglia azzurra prima di scendere in campo davanti al mondo intero. Nelle sue parole, il film cattura l’essenza di un brand la cui storia è stata plasmata dal coraggio e dalla ricerca incessante della bellezza.

La campagna, realizzata in collaborazione con l’agenzia creativa Migrante, arriva in un momento cruciale per il Tridente. Con una gamma rinnovata che include modelli come la GranTurismo Folgore (100% elettrica) e la linea MC20 dotata di tecnologia derivata dalla Formula 1, Maserati punta a ribadire la propria eccellenza artigianale su scala mondiale. Cristiano Fiorio, Chief Marketing Officer di Maserati, ha spiegato che il marchio sceglie di guardare al futuro con ottimismo, rendendo omaggio a chi ha trionfato nel passato e a chi continua a lavorare per raggiungere traguardi ancora più ambiziosi.

La GranTurismo: simbolo di una nazione

La protagonista meccanica del film è la nuova Maserati GranTurismo, il modello che incarna meglio di ogni altro il concetto di Gran Turismo italiano: una vettura capace di combinare comfort assoluto e piacere di guida con prestazioni da supersportiva. Disponibile sia con il motore V6 a benzina che nella versione Folgore, la GranTurismo rappresenta la sintesi perfetta tra tradizione e futuro.

Questo nuovo film (visibile a questo link) non è soltanto una pubblicità automobilistica, ma un pezzo di cultura moderna. Rappresenta una Maserati che “non si ferma mai”, orgogliosa di rappresentare l’Italia ogni volta che un suo motore si accende. Attraverso il connubio tra la leggenda sportiva di Del Piero e l’avanguardia tecnologica dell’AI, Maserati invita il pubblico a continuare a sognare, ricordando che i capitoli più memorabili dell’automobilismo e del motorsport globale portano la firma del Tridente.

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 05:40:21 +0000
News n. 12
Climatizzatore auto, attenzione ai gas fuorilegge: i rischi per motore e sicurezza

Con l’estate nel suo pieno corso e il raggiungimento di temperature sempre più elevate, il climatizzatore dell’auto smette di essere un semplice accessorio per diventare un presidio fondamentale di sicurezza e comfort. Per garantire che l’impianto offra il massimo delle prestazioni, è necessaria una manutenzione periodica che si basa su due interventi principali: la sostituzione del filtro abitacolo e la ricarica del gas refrigerante. Tuttavia, proprio durante queste operazioni, molti automobilisti rischiano di cadere vittima di frodi legate all’utilizzo di gas illegali, un fenomeno in forte crescita che sta allarmando le associazioni di categoria.

La manutenzione corretta

Il primo passo per un impianto efficiente è la cura del filtro dell’aria dell’abitacolo, che ha il compito di bloccare pollini e particelle dannose per l’organismo. Questo componente andrebbe sostituito ogni 15-20 mila chilometri o almeno una volta all’anno, con frequenza maggiore se si percorrono spesso strade polverose.

La ricarica del gas, invece, non segue una scadenza temporale rigida poiché il fluido non si consuma con l’uso; tuttavia, a causa delle micro-perdite fisiologiche delle tubazioni flessibili, l’operazione si rende solitamente necessaria ogni due anni o dopo 40-60 mila chilometri. I segnali che indicano la necessità di una ricarica sono inequivocabili: l’aria che non si raffredda più a sufficienza o tempi eccessivamente lunghi per il disappannamento del parabrezza. È fondamentale che l’intervento sia eseguito esclusivamente da professionisti abilitati dotati di specifiche attrezzature.

Il mercato nero dei gas refrigeranti

Secondo i dati forniti dall’Adira, circa il 30% del mercato italiano dei refrigeranti è oggi alimentato da prodotti illegali. Il fenomeno è in espansione in tutta l’Unione Europea, dove nel solo 2024 sono state sequestrate 670 tonnellate di HFC (idrofluorocarburi), una quantità tripla rispetto all’anno precedente. Questi gas sono considerati potenti gas serra, con un impatto sul riscaldamento globale migliaia di volte superiore a quello della CO2, motivo per cui il loro utilizzo è stato pesantemente limitato.

Dal 2017, infatti, il vecchio gas R134a è stato sostituito sulle nuove auto dal più ecologico R1234yf, che non contiene molecole di HFC e si decompone nell’atmosfera in soli dieci giorni. La frode nasce dalla differenza di prezzo: una ricarica legale con il nuovo gas costa tra 130 e 250 euro, mentre le bombole illegali e contraffatte permettono a operatori poco onesti di offrire il servizio a prezzi stracciati, intorno ai 30-40 euro.

Rischi per l’auto e per la sicurezza

L’utilizzo di gas non a norma comporta danni gravissimi e costi di riparazione elevati. Se il gas contiene cloro, il contatto con l’umidità interna al circuito genera acido cloridrico, che corrode tubi, radiatore ed evaporatore creando fori e perdite. Ancora peggiore è il rischio di grippaggio del compressore, causato da reazioni chimiche tra l’olio lubrificante e le sostanze impure del gas illegale. La rottura del compressore può inoltre diffondere schegge metalliche nel circuito, rendendo necessario un lavaggio chimico dell’intero impianto.

Il pericolo più serio riguarda però la sicurezza personale: in molti gas illegali vengono miscelati idrocarburi economici come propano e butano. Si tratta di sostanze altamente infiammabili che, in caso di incidente o rottura dei tubi, possono esplodere a contatto con le parti calde del motore.

Come riconoscere il gas legale

Per proteggersi, l’automobilista può verificare alcuni elementi distintivi delle bombole utilizzate in officina:

  • marchio Pi greco (Ï€): garantisce il rispetto delle direttive europee sui contenitori a pressione;
  • codice colore: azzurro/blu per il gas R134a e bianco con striscia rossa per il gas R1234yf;
  • etichettatura: deve essere in caratteri latini e contenere il nome del gas, i pittogrammi di pericolo, il numero del lotto e il valore GWP.

Bisogna invece diffidare di bombole sottili, leggere o usa e getta (vietate in UE), prive di maniglia di protezione o con scritte in lingue orientali. Un’officina seria e professionale non esporrà mai i propri clienti a simili rischi pur di risparmiare pochi euro sulla materia prima.

Data articolo: Tue, 21 Jul 2026 05:30:02 +0000
News n. 13
Che auto guida Ferran Torres, una compatta potente e con personalità

Un gol per un posto nella leggenda. Come Andrés Iniesta prima di lui, anche Ferran Torres ha fatto gioire un popolo intero durante una finale nella quale cominciava ormai a prendere corpo l’ipotesi dei rigori. Con una conclusione imparabile l’attaccante del Barcellona ha steso l’Argentina di Lionel Messi e al ritorno in patria riceverà l’accoglienza riservata agli eroi. Nel momento decisivo ha mantenuto il sangue freddo, qualità utile anche lontano dal campo. Per gli spostamenti quotidiani utilizza una Cupra Leon VZ e-Hybrid, ricevuta nell’ambito dell’accordo tra il marchio spagnolo e il club blaugrana.

Niente SUV per l’attaccante del Barcellona

A differenza di parecchi compagni, Torres non si è lasciato sedurre dai SUV della Casa, preferendo l’unica Leon richiesta dai giocatori. La VZ e-Hybrid da 272 CV costa 48.950 euro in Italia e comprende già ruote da 19 pollici, fari full LED, climatizzatore a tre zone e schermo centrale da 12,9 pollici. Un piano sopra si colloca la VZ Extreme, disponibile a 55.250 euro, optional esclusi. Soltanto i diretti interessati sanno se l’attaccante abbia richiesto altri accessori, dato che Cupra non ha diffuso la configurazione completa dell’esemplare consegnato.

In ottica motori, il powertrain è composto da un quattro cilindri turbo a benzina di 1,5 litri e un modulo elettrico, capaci di sviluppare 272 CV e 400 Nm combinati, inviati alle ruote anteriori mediante il cambio automatico DSG a sei rapporti. Seppur senza muoversi nel territorio delle solite supercar associate ai calciatori, lo scatto da 0 a 100 km/h in 7,1 secondi e i 229 km/h di velocità massima promettono divertimento alla guida.

L’accumulatore da 19,7 kWh promette fino a 123 km in modalità completamente elettrica secondo il ciclo WLTP e in città il dato può aumentare, grazie all’energia recuperata durante le frequenti decelerazioni. Alla colonnina accetta un massimo di 50 kW e nel passaggio dal 10 all’80% impiega meno di mezz’ora.

Oltre che per le sue prodezze in campo, Ferran Torres si è fatto notare per l’auto utilizzata, lunga 440 cm e dotata di cinque porte, adatta al contesto quotidiano. L’ingombro della batteria rende inevitabile la riduzione del bagagliaio a 270 litri: una rinuncia evidente rispetto alle versioni prive della componente plug-in. Il peso in ordine di marcia raggiunge 1.708 kg, un valore influenzato proprio dalla presenza del motore elettrico e dell’accumulatore.

A distinguerla dalla normale Leon provvedono il frontale appuntito e alcuni dettagli color rame. Sul paraurti posteriore compaiono elementi scuri, sebbene questa e-Hybrid rinunci agli scarichi visibili sulla variante esclusivamente a benzina. Dentro tornano il logo Cupra e le cuciture a contrasto, accompagnati da sedili avvolgenti che ricordano la natura sportiva dell’allestimento.

Il gol che vale un Mondiale

Entrato al 62’, Torres aveva già sfiorato il vantaggio con un colpo di testa respinto da Martinez. Al 106’, Nico Williams gli ha rimesso il pallone al centro e lui lo ha spedito sotto la traversa, stavolta fuori dalla portata del portiere argentino. Ferran Torres aveva attraversato il torneo fra critiche e partenze dalla panchina, fino alla notte che ha cambiato il peso della sua competizione e forse della sua carriera. Terminati i festeggiamenti, tornerà sulla Cupra Leon da campione del mondo.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 16:19:41 +0000
News n. 14
Che auto guida José Mourinho, il nuovo bolide dello Special One

Tredici anni fa terminava la sua prima avventura sulla panchina blanca. Dopo la deludente annata sotto la guida di Xabi Alonso prima e Alvaro Arbeloa poi, il Real Madrid si riaffida all’esperienza e alle doti di stratega del mago di Setubal, un José Mourinho a sua volta in cerca di rilancio. Se nel lontano 2010 firmava con il club spagnolo dopo aver vinto il Triplete all’Inter, in questa occasione l’allenatore portoghese deve riscattare delle parentesi piuttosto opache, l’ultima delle quali, solo in ordine cronologico, al Benfica.

Mentre percorreva la strada verso il centro sportivo di Valdebebas, i tifosi appostati nelle vicinanze lo hanno filmato al volante di una BMW XM, un SUV enorme persino secondo gli standard della categoria. Un nemmeno poi tanto velato messaggio alla concorrenza sulle ambizioni di un personaggio che nel corso della sua carriera non ha mai avuto paura di assumersi le responsabilità.

Il nuovo arrivo nel parcheggio del Real

La vettura rientra nell’accordo siglato tra la Casa automobilistica e il Real Madrid, attivo dalla stagione 2022-2023 e relativo alla fornitura dei modelli aziendali ai giocatori e allo staff della squadra. Mourinho non ha sperimentato un modello diverso, preferendo ritrovare una “vecchia†conoscenza: già durante la parentesi al Benfica circolava per Lisbona su una XM.

Non è chiaro dalle immagini quale versione dell’auto abbia ricevuto a Madrid. La gamma italiana parte dalla XM 50e, proposta da 137.500 euro, e arriva alla XM Label, il cui listino comincia da 185.600 euro. A tali cifre possono aggiungersi vernici e cerchi, nonché personalizzazioni interne. Nel parcheggio di Valdebebas il SUV ha già raccolto ampi consensi: la scorsa stagione era stato scelto anche da Jude Bellingham e Thibaut Courtois, oltre che da diversi loro compagni.

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Con i suoi 5,11 metri di lunghezza, la XM richiede un parcheggio adeguato e una certa attenzione nelle strade strette. La larghezza supera i due metri senza considerare gli specchietti, il passo misura 3,11 metri e il peso si avvicina alle 2,7 tonnellate. Dimensioni impegnative, dalle quali nasce però un abitacolo nel quale Mourinho può viaggiare con parecchio spazio a disposizione.

A dividere le due varianti è soprattutto ciò che lavora sotto il cofano. La 50e abbina un sei cilindri turbo di tre litri a un motore elettrico, raggiungendo 476 CV e 700 Nm. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 5,1 secondi, un tempo notevole in rapporto alla massa, e la batteria promette fra 80 e 85 km in modalità elettrica secondo il ciclo WLTP.

Se Mourinho avesse preferito la XM Label, i numeri assumerebbero tutt’altra dimensione. Al posto del sei cilindri spinge un V8 biturbo di 4,4 litri, ancora affiancato dalla parte elettrica, per una potenza di 748 CV e 1.000 Nm, sufficienti a bruciare lo 0-100 km/h in 3,8 secondi. Ordinando il pacchetto M Driver’s la velocità massima passa da 250 a 290 km/h, valori destinati naturalmente a rimanere inutilizzati nel tragitto verso Valdebebas.

L’estetica non cerca compromessi

Di certo, la XM tende a far discutere sul piano estetico. Gran parte del frontale è occupata dall’enorme doppio rene illuminato, mentre i quattro terminali di scarico sono sistemati verticalmente ai lati della coda, e anche all’interno BMW ha seguito una strada poco convenzionale, soprattutto nel disegno del soffitto, attraversato da rilievi geometrici e luci a LED. Nel bagagliaio entrano 527 litri, abbastanza per le necessità quotidiane e qualche trasferta. A tredici anni dall’ultima volta, Mourinho ha ripreso posto a Valdebebas su una delle auto più vistose presenti nel parcheggio del Real Madrid.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 15:44:13 +0000
News n. 15
Jetta M6, la nuova elettrica di Volkswagen punta sul prezzo e sfida BYD

Il mercato automobilistico cinese sta vivendo una fase di competizione estrema, dove i produttori locali come BYD stanno mettendo a dura prova la supremazia storica dei marchi europei. In questo scenario di forte pressione, il Gruppo Volkswagen ha deciso di rispondere attraverso il suo sub-brand Jetta, lanciando una nuova offensiva di prodotto nel segmento dei modelli di volume economici. La novità più discussa è la Jetta M6, una berlina elettrica che, secondo le prime immagini e le indiscrezioni trapelate dal Ministero cinese dell’Industria e dell’Information Technology (MIIT), presenta una somiglianza estetica sorprendente con uno dei veicoli elettrici più popolari al mondo: la Tesla Model 3.

Un design che cita la Silicon Valley

L’aspetto che ha destato maggiore scalpore riguarda la sezione frontale della vettura. Ad un primo sguardo, la parte anteriore della Jetta M6 appare estremamente familiare: i sottili fari a LED confluiscono in una grembiulatura anteriore fortemente sagomata e priva della classica griglia del radiatore. Questa scelta stilistica cita esplicitamente il linguaggio del design di Tesla, in particolare la conformazione del “muso” della Model 3.

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Tuttavia, allontanandosi dal frontale, la carrozzeria adotta linee più convenzionali. Si tratta di una berlina lunga 4,81 metri con una silhouette fastback che termina in una sottile fascia luminosa continua al posteriore. Dettagli come le maniglie delle porte parzialmente incassate e le linee pulite della scocca contribuiscono a un’immagine complessiva sobria, confermando che le analogie con Tesla sono concentrate principalmente nella firma estetica anteriore.

Tecnica e prestazioni

Sotto la carrozzeria, la Jetta M6 non cerca l’eccellenza prestazionale delle hypercar, ma punta alla solidità richiesta dal mercato di massa cinese. La piattaforma è stata progettata per massimizzare l’abitabilità, grazie a un passo di 2,82 metri che promette spazio generoso all’interno.

Il veicolo è spinto da un singolo motore elettrico fornito dal produttore cinese CRRC, disponibile in due livelli di potenza:

  • base: eroga 113 kW (152 CV) con una velocità massima di 166 km/h;
  • variante superiore: raggiunge i 145 kW (194 CV) con una velocità limitata a 172 km/h.

Questi dati sottolineano una chiara direzione verso l’efficienza e la praticità quotidiana piuttosto che verso la sportività pura. Le celle della batteria agli ioni di litio sono prodotte da CALB, mentre l’assemblaggio dei pacchi batteria è affidato alla joint venture FAW-Volkswagen. Con un peso a vuoto che varia tra i 1.557 e i 1.628 kg, la M6 si posiziona come una vettura equilibrata per il traffico urbano ed extraurbano.

La strategia del prezzo

Il vero punto di forza della Jetta M6 risiede nel posizionamento commerciale. Per contrastare il calo delle vendite subito dalla VW in Cina, il marchio Jetta agirà come brand per grandi volumi ma a basso prezzo. Le indiscrezioni riportate da CarNewsChina parlano di un prezzo di circa 102.041 Yuan, che al cambio attuale corrispondono a soli 13.180 euro.

Questa strategia fa parte di un piano più ampio: entro il 2028, il marchio Jetta intende lanciare cinque nuovi modelli, di cui quattro dotati di propulsione elettrica o plug-in hybrid. Tuttavia, per i clienti europei la Jetta M6 resterà un oggetto del desiderio irrealizzabile: secondo le informazioni attuali, non è previsto alcun piano per l’esportazione di questo modello verso il Vecchio Continente. Con la M6, Volkswagen sembra aver trovato la formula per rispondere colpo su colpo ai produttori cinesi, unendo un look “premium” a un prezzo di vendita imbattibile.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 15:04:09 +0000
News n. 16
Opel Combo, ora anche a benzina: spazio, tecnologia e prezzo competitivo

L’evoluzione del mercato automobilistico richiede oggi una flessibilità senza precedenti, capace di adattarsi alle diverse esigenze di vita quotidiana, lavoro e tempo libero. In questo contesto, l’annuncio dell’apertura degli ordini per l’Opel Combo con motore a benzina rappresenta una mossa strategica fondamentale per il marchio tedesco. Con un prezzo di partenza fissato a 26.600 euro (chiavi in mano in Italia, IPT esclusa), Opel punta a democratizzare la versatilità, offrendo una soluzione concreta e moderna per chi cerca un veicolo spazioso senza dover necessariamente guardare alle motorizzazioni diesel o elettriche.

Efficienza e brio

La principale novità che segna l’ingresso sul mercato di questa versione è il propulsore a benzina da 1,2 litri. Capace di erogare una potenza di 81 kW (110 CV), questo motore è stato progettato per offrire un equilibrio ottimale tra consumi contenuti e prestazioni brillanti per la guida urbana ed extraurbana.

Abbinato a un cambio manuale a sei marce, il Combo a benzina è in grado di raggiungere una velocità massima di 179 km/h, garantendo la prontezza necessaria anche quando il veicolo viaggia a pieno carico. Per le famiglie, questo significa poter contare su un mezzo affidabile per i lunghi viaggi autostradali così come per le commissioni quotidiane, con una fluidità di marcia tipica dei motori a benzina di ultima generazione.

Spazio “da furgone” in un’auto passeggeri

Il vero vantaggio competitivo dell’Opel Combo risiede nella sua capacità di trasformarsi a seconda della necessità. La versione d’ingresso Edition +, lunga 4,41 metri, è concepita per ospitare comodamente cinque passeggeri, garantendo al contempo un volume di carico che non ha eguali nella categoria.

Con tutti i posti occupati, il bagagliaio offre una capacità di 1.355 litri (misurati fino al tetto). Tuttavia, è nella modularità che il Combo esprime il suo massimo potenziale per la vita familiare: abbattendo i sedili posteriori e il sedile del passeggero anteriore, la capacità di carico schizza a 3.500 litri. Questa caratteristica trasforma l’abitacolo in un vero e proprio vano da furgone, permettendo il trasporto di attrezzature sportive ingombranti, biciclette o mobili, rendendolo il compagno ideale per ogni tipo di hobby o trasloco. Ulteriori dettagli pratici, come il finestrino del portellone apribile indipendentemente, facilitano l’accesso al vano carico anche in spazi ristretti.

Tecnologia premium al servizio della sicurezza

Nonostante il posizionamento di prezzo accessibile, Opel non ha rinunciato a dotazioni tecnologiche di segmenti superiori. Un vantaggio enorme per la sicurezza familiare è rappresentato dai fari a matrice di LED Intelli-Lux Matrix, offerti di serie. Questa tecnologia garantisce una visibilità notturna ottimale senza abbagliare gli altri automobilisti, migliorando drasticamente la sicurezza attiva durante i viaggi serali.

All’interno, la vita di bordo è semplificata da una radio multimediale con touchscreen da 10 pollici. Il sistema supporta l’integrazione wireless con Apple CarPlay e Android Auto, permettendo ai genitori di gestire navigazione e musica senza distrazioni legate ai cavi. La presenza di sensori di parcheggio posteriori, aria condizionata e vetri oscurati completa un pacchetto che punta tutto sul comfort degli occupanti.

La strategia della “libertà di scelta”

L’ingresso della versione a benzina completa una gamma che Opel definisce “la scelta giusta per ogni esigenza”. I clienti possono ora decidere tra i motori termici tradizionali (benzina e diesel) o la variante Combo Electric, completamente priva di emissioni locali. Questa libertà permette a ogni famiglia di selezionare il gruppo motopropulsore che meglio si adatta al proprio chilometraggio annuo e alle restrizioni di circolazione della propria zona, mantenendo inalterati i vantaggi di spazio e flessibilità che hanno reso il Combo un’icona del suo segmento.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 13:50:11 +0000
News n. 17
Super Leclerc a Spa, ma il vero capolavoro è di Hamilton: Ferrari trascinata da Lewis

Se le cronache di Spa incoronano giustamente il ritrovato Leclerc con una strameritata seconda piazza, la vera impresa della domenica belga porta l’inconfondibile firma di Hamilton. Costretto a domare una SF-26 azzoppata e scontare una penalità, Lewis mostra cosa significa fare la differenza. Una cavalcata implacabile che piega le fredde logiche adottando “il mestiere del manico”.

Bravissimo Charles, ma Lewis?

A buon diritto gli onori della cronaca sono andati a Charles Leclerc. Il giovanotto del Principato ha tagliato il traguardo in seconda posizione, a meno di due secondi dalla Mercedes di quel Kimi Antonelli che oggi comanda le classifiche mondiali. Questo, sia ben chiaro, considerando che per una decina abbondante di tornate il monegasco ha persino accarezzato l’illusione del trionfo.

Charles è stato inappuntabile, su questo non ci piove. Ha saputo trarre il massimo profitto dal regime di Virtual Safety Car, spingendo poi sull’acceleratore con una costanza implacabile sino alla bandiera a scacchi. È la riprova che il ferrarista ha finalmente trovato la quadratura del cerchio, scrostandosi di dosso le antiche ruggini per trovare una sintonia autentica con questa SF-26.

Impresa tutt’altro che banale: andatelo a chiedere a George Russell, che in casa Mercedes con Antonelli ci deve fare i conti tutti i giorni. Ma se Leclerc ha confezionato il fine settimana perfetto, che parole ci restano per l’agire di Lewis Hamilton? Partiamo da un fatto di cronaca. Nelle interviste del giovedì, Lewis ha ribadito un concetto: anche per la campagna in Belgio ha snobbato il simulatore.

Eppure, a dispetto della modernità, continua a dettare la linea di sviluppo al muretto, affidandosi unicamente al vecchio, infallibile mestiere e a una sensibilità di guida che non si insegna. Ancora: pur recando sulla fiancata sinistra le stimmate di un incontro ravvicinato con Russell, ha condotto una corsa superba, coronato da una rimonta su Piastri nelle battute finali. Che voto assegnargli, dunque?

Hamilton: il lavoro con la Ferrari danneggiata dietro il risultato

L’intera architettura dei bargeboard della sua SF-26 è andata in fumo alla prima tornata. Ora, senza entrare in astrusi tecnicismi, è lampante che se “quegli ammennicoli” ci sono, a qualcosa pur servono. E averli integri da una sola parte significa viaggiare con i flussi sbilenchi. Eppure Lewis non ha fatto una piega: 44 giri senza un lamento, né per la vettura azzoppata né per l’iniqua sanzione.

L’imperativo categorico era uno solo: isolarsi dal mondo e domare la macchina. Hamilton ha dovuto reinventare il proprio stile di guida, tamponando gli scompensi figli dell’urto. Nel primo stint di gara, calzando gomme Medium, l’impresa gli è riuscita in fretta; i veri grattacapi sono giunti con il secondo. Cambiare mescola, in Formula 1, equivale a cambiare l’equilibrio dinamico dell’auto.

Calzate le Hard, Lewis ha patito le pene dell’inferno per ritrovare il ritmo, costretto a stravolgere le regolazioni della vettura, impianto frenante e differenziale, in primis, per raddrizzare la baracca. Ha dovuto ridisegnare le traiettorie e il modo stesso di trattare le coperture. Poi, superata l’impasse iniziale, si è messo letteralmente a volare a bordo della SF-26.

Viaggiava sul cronometro dei battistrada e, nonostante un gap di nove secondi dalla McLaren di Oscar Piastri, non ha sollevato il piede dal pedale finché non lo ha riacciuffato. Giunto negli scarichi della MCL40 numero 81, ha atteso un paio di giri prima di sbarazzarsi dell’australiano. Qualche passaggio in più, avrebbe messo nel mirino anche il terzo gradino del podio di Verstappen.

Lewis è il leader tecnico della Ferrari 2026

Una prova, quella di Hamilton, che definire monumentale è fargli torto. Una delle regole non scritte del giornalismo, si sa, vuole che le copertine vadano a chi taglia il traguardo davanti. E, lo ripetiamo, nulla deve offuscare i grandi meriti di Leclerc. Pure lui rinato dopo un pesante periodo di appannaggio condito da innumerevoli errori e rendimento opaco.

Ma a scrutare tra le pieghe della domenica automobilistica targata Gran Premio del Belgio, chi ha davvero compiuto l’impresa titanica è stato il sette volte iridato. Indomito, Lewis ha spremuto ogni singola stilla della sua SF-26, dimostrando un’osmosi con la squadra che appare, oggi, l’esatto opposto di quanto vedevamo l’anno passato.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 13:38:27 +0000
News n. 18
A giugno l’energia solare è la prima fonte energetica in Europa

Il panorama energetico europeo ha raggiunto un traguardo storico nel corso del mese di giugno appena concluso. Secondo le analisi pubblicate dal prestigioso think tank energetico Ember, gli impianti fotovoltaici hanno prodotto complessivamente 52 TWh di elettricità, arrivando a coprire il 25% dei consumi totali dell’Unione Europea. Si tratta di un primato assoluto: per la prima volta, il Sole è diventato la principale fonte di produzione energetica del continente su base mensile, superando pilastri storici come il nucleare e i combustibili fossili.

Una gerarchia energetica ribaltata

Il sorpasso avvenuto a giugno non è solo simbolico, ma poggia su dati strutturali che ridisegnano la gerarchia delle fonti energetiche in Europa. Con il suo 25%, il fotovoltaico ha scalzato il nucleare, fermatosi al 21%, e ha lasciato sensibilmente indietro il gas (15%), l’eolico (14%), l’idroelettrico (12%) e il carbone, quest’ultimo ormai ridotto all’8% del mix produttivo. Questo record non è un evento isolato, ma rappresenta il terzo primato consecutivo dopo quelli registrati a giugno 2025 e maggio 2026, confermando una tendenza ormai consolidata.

Caldo, ore di luce e nuovi impianti

Il raggiungimento di questa quota del 25% è il risultato di una combinazione di fattori climatici e industriali. Da un lato, le ondate di calore che hanno colpito gran parte dell’Europa hanno spinto al rialzo la domanda di energia per il raffrescamento degli edifici. Dall’altro, le lunghe giornate estive hanno permesso ai pannelli di lavorare alla massima efficienza proprio in concomitanza con i picchi di consumo.

Tuttavia, l’elemento determinante rimane la crescita della capacità installata. Negli ultimi cinque anni, il fotovoltaico ha vissuto un’espansione definita dagli analisti come “stratosferica”. Se a giugno 2021 la produzione era di soli 21 TWh (il 10% della domanda), nel solo 2025 l’Ue ha aggiunto 65,1 GW di nuova capacità solare, segnando una crescita annua costante superiore al 20%.

Spagna, Germania e la sorpresa in Polonia

Il record europeo è la somma di successi nazionali straordinari. La Germania ha guidato la corsa raggiungendo una quota record del 36% di elettricità prodotta dal Sole, seguita dalla Spagna che ha superato per la prima volta la soglia del 34%. Particolarmente significativa è la performance della Polonia: pur essendo storicamente dipendente dal carbone, il Paese è riuscito a coprire il 24% della sua produzione elettrica mensile tramite il solare, grazie all’installazione di oltre 20 GW di nuovi impianti dal 2020 a oggi.

I risvolti per la mobilità

Il primato del solare ha implicazioni dirette e profonde per il settore della mobilità, in particolare per la diffusione dei veicoli elettrici. Poiché l’energia solare è diventata una “componente vitale del sistema energetico europeo”, la ricarica delle auto elettriche sta diventando progressivamente più pulita ed economica.

Quando un quarto dell’elettricità immessa in rete proviene direttamente dal Sole, l’impronta di carbonio di ogni chilometro percorso da un’auto elettrica si riduce drasticamente, rendendo la transizione energetica dei trasporti un obiettivo reale e non solo teorico. Inoltre, l’abbondanza di energia solare durante le ore diurne apre nuove opportunità per lo sviluppo di tariffe di ricarica agevolate e per la gestione intelligente della rete, dove i veicoli possono fungere da accumulatori per l’energia rinnovabile prodotta in eccesso.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 13:09:04 +0000
News n. 19
Codice causale per il rinnovo della patente: dove si trova e cos’è

Il codice causale per il rinnovo della patente identifica, nel sistema PagoPA, il motivo del versamento destinato alla Motorizzazione. Dal 2022 i vecchi versamenti sui conti correnti postali 9001 e 4028 sono stati sostituiti da PagoPA. La pratica viene ora identificata, nel tariffario nazionale, dalla tariffa N004 – Rinnovo patente, che comprende 10,20 euro di diritti della Motorizzazione Civile e 16 euro di imposta di bollo.

Il vecchio codice causale 002 non si usa più

Il cosiddetto codice causale permetteva di collegare il versamento effettuato tramite bollettino postale all’operazione richiesta alla Motorizzazione Civile. Nel caso della conferma di validità della patente, il numero indicato dalle vecchie istruzioni era 002. Quel sistema prevedeva due pagamenti separati: uno sul conto corrente 9001 per i diritti della Motorizzazione civile e l’altro sul conto 4028 per l’imposta di bollo. Sul bollettino compariva uno spazio dedicato alla causale, da cui nasce ancora oggi la domanda su dove trovare il relativo codice.

Dal passaggio a PagoPA il funzionamento è cambiato. L’automobilista non deve più scrivere manualmente la causale, perché seleziona dal Portale dell’Automobilista la tariffa collegata alla pratica da svolgere. I vecchi bollettini 9001 e 4028 non sono più utilizzabili per le pratiche relative a patenti e CQC. Nel tariffario nazionale in vigore il rinnovo della patente viene identificato dal codice N004. La descrizione completa è N004 – Diritti 10,20 euro | Bolli 16 euro – Rinnovo patente.

L’importo del versamento ministeriale ammonta quindi a 26,20 euro. Si tratta una tariffa PagoPA unica che riunisce i diritti della Motorizzazione Civile e l’imposta di bollo. Questo codice viene selezionato all’interno del sistema di pagamento oppure individuato dall’autoscuola, dall’agenzia o dalla struttura che gestisce la pratica per conto dell’interessato.

Dove si trova la tariffa N004

Per effettuare il pagamento bisogna entrare nell’area riservata del Portale dell’Automobilista usando Spid o Carta d’identità elettronica. Una volta autenticato occorre accedere alla sezione “Pagamento pratiche online PagoPA†e quindi selezionare la voce “Nuovo pagamentoâ€. A quel punto bisogna scegliere il tariffario nazionale oppure quello previsto per uno dei territori dotati di regole proprie. Nell’elenco si può cercare la tariffa N004 – Rinnovo patente, aggiungerla al carrello e controllare i dati del titolare.

La tariffa N004 si riferisce al tariffario nazionale, ma sono in vigore disposizioni specifiche per Sicilia, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Province autonome di Trento e Bolzano.

Il pagamento può essere concluso online con uno degli strumenti accettati dal sistema. In alternativa il Portale consente di stampare l’avviso PagoPA e saldarlo tramite home banking, app, banca, ufficio postale o esercente convenzionato. Una volta versata la somma occorre tornare nell’area riservata, aprire “I miei pagamenti†e stampare la ricevuta generata dal Portale dell’Automobilista. La ricevuta rilasciata dalla banca, dall’app o dal punto vendita non sostituisce il documento ministeriale da presentare al medico.

La questione del codice fiscale

Il pagamento è accettato soltanto se il codice fiscale del titolare della pratica coincide con quello dell’intestatario della patente da rinnovare. Questo non impedisce a un familiare di accedere al Portale con il proprio Spid o con la propria Carta d’identità elettronica e pagare per un’altra persona. Prima della conferma bisogna però sostituire i dati proposti automaticamente dal sistema con quelli dell’effettivo titolare del documento.

Se il pagamento resta associato al codice fiscale di chi ha effettuato l’accesso, pur riferendosi alla patente di un’altra persona, la ricevuta non può essere utilizzata per il rinnovo. In quel caso occorre attivare la procedura di rimborso e generare un nuovo versamento corretto.

Dove si rinnova la patente

Il rinnovo non si conclude con il versamento. La conferma della validità è subordinata a una visita che accerti il mantenimento dei requisiti fisici e psichici richiesti per guidare. L’accertamento può essere svolto da un medico abilitato ai sensi dell’articolo 119 del Codice della Strada. Rientrano tra i soggetti autorizzati i medici delle Asl con funzioni medico-legali, i medici militari, quelli appartenenti ai servizi sanitari delle Ferrovie dello Stato, alla Polizia di Stato, ai Vigili del fuoco e alle altre strutture previste dalla legge.

La disciplina comprende anche medici privati iscritti agli albi professionali e accreditati dal Ministero. Alcuni lavorano all’interno di autoscuole, agenzie di consulenza automobilistica o sedi Aci, ma l’idoneità viene sempre certificata dal professionista autorizzato, non dall’organizzazione che ospita la visita.

La visita deve svolgersi davanti alla Commissione medica locale quando le condizioni cliniche fanno sorgere dubbi sull’idoneità alla guida, per le patenti speciali e per alcune categorie professionali oltre determinati limiti di età. La Commissione può ridurre la durata del rinnovo rispetto alle scadenze ordinarie quando ritiene che le condizioni del conducente richiedano controlli più frequenti.

Per le persone affette da diabete titolari di patente A, B o BE, il medico monocratico tiene conto anche della valutazione di uno specialista in diabetologia e malattie del ricambio dell’Asl. In presenza di complicazioni capaci di incidere sulla sicurezza, l’interessato può essere inviato alla Commissione. Chi possiede una patente C, D, CE o DE ed è affetto da diabete deve invece sottoporsi alla Commissione medica locale integrata da uno specialista diabetologo.

La procedura telematica ordinaria può essere avviata nei quattro mesi che precedono la scadenza. Anticipare troppo la visita non prolunga la validità del documento e può comportare il ricorso a una pratica diversa dalla normale conferma.

Per le patenti AM, A1, A2, A, B1, B e BE, la durata dipende dall’età del conducente. Il rinnovo avviene ogni dieci anni fino ai 50 anni, ogni cinque tra 50 e 70 anni, ogni tre tra 70 e 80 anni e ogni due dopo gli 80 anni. Le categorie C1, C1E, C e CE durano cinque anni fino al compimento dei 65 anni e due anni oltre questa soglia. Dopo i 65 anni il controllo deve essere eseguito in Commissione medica locale.

Le patenti D1, D1E, D e DE seguono una validità di cinque anni fino a 70 anni, tre anni fino a 80 e due anni dopo gli 80. Restano distinti i limiti per la conduzione professionale di autobus e degli altri mezzi adibiti al trasporto di persone.

Per le comuni patenti A e B la scadenza coincide di regola con il giorno e il mese del compleanno. L’allineamento non si applica alle categorie C e D, alle CQC e alle patenti A o B rinnovate dalla Commissione medica locale o dagli specialisti Asl in diabetologia.

Quanto costa il rinnovo

La componente ministeriale nazionale è pari a 26,20 euro, suddivisa tra 10,20 euro di diritti e 16 euro di bollo. A questa somma si aggiungono il costo della visita medica, il recapito della nuova patente e l’eventuale compenso richiesto dall’autoscuola o dall’agenzia. La tariffa sanitaria cambia comunque in base alla struttura, al territorio, alla categoria della patente e alla necessità di sottoporsi a una Commissione medica locale.

Anche il riferimento a una spesa complessiva compresa tra 60 e 120 euro va letto come una stima, non come una tariffa fissata dalla legge. Rivolgersi a una struttura sanitaria può costare meno rispetto a una pratica interamente gestita da un intermediario mentre il servizio di un’autoscuola riduce gli adempimenti a carico dell’utente. Il recapito della patente costa 7,32 euro, pari a 6 euro più Iva. La somma viene pagata alla consegna, in contanti oppure con carta sui circuiti accettati, o al momento del ritiro all’ufficio postale.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 12:00:28 +0000
News n. 20
Auto rovente al sole, il metodo per rinfrescarla in pochi secondi

Apri la portiera della tua auto lasciata sotto il sole e il modo in cui vieni “accolto” non è dei migliori, se vogliamo usare un eufemismo: una folata molto più calda dell’aria esterna ti toglie quasi il respiro. Come prima reazione penseresti di accendere subito il climatizzatore, e l’idea avrebbe pure una sua logica, ma nei primi istanti l’impianto deve combattere contro un abitacolo pieno d’aria rovente. Per ridurre il disagio Hannah Fry, matematica britannica con un dottorato in fluidodinamica, suggerisce di espellerla prima ancora di mettere in moto il motore.

Come far uscire l’aria rovente dall’auto

Senza ricorrere ad accessori, abbassi completamente il finestrino posteriore sul lato opposto rispetto al conducente, dopodiché apri e richiudi rapidamente la portiera del guidatore due o tre volte. Il movimento sembrerà piuttosto insolito a un passante, ma a quanto pare conviene superare il breve momento di imbarazzo, visto che in pochi secondi dovresti sostituire buona parte dell’aria intrappolata con quella proveniente dall’esterno.

Fry ha ripubblicato il consiglio sul proprio profilo TikTok durante una nuova ondata di caldo, accompagnandolo con una spiegazione molto semplice:

“La portiera funziona in pratica come un grande ventaglio”

Durante l’apertura, la portiera sposta una quantità consistente d’aria e crea una differenza di pressione. Quella accumulata nell’abitacolo viene spinta verso l’esterno, mentre dal finestrino posteriore entra aria nuova: in fluidodinamica si parla di “bulk flowâ€, cioè del movimento complessivo di una massa di fluido da una zona all’altra. Anche in una giornata torrida, fuori dall’auto la temperatura rimane normalmente inferiore rispetto ai valori raggiunti all’interno.

Un’ora sotto il sole ha fatto aumentare di circa 22 °C la temperatura delle auto esaminate in uno studio pubblicato su Pediatrics. Il rialzo maggiore si è verificato nella prima mezz’ora e nemmeno i finestrini tenuti leggermente aperti hanno cambiato granché. L’abitacolo ha continuato a scaldarsi quasi alla stessa velocità, raggiungendo valori simili a quelli misurati con i vetri completamente chiusi.

Aprire e chiudere la portiera interviene soltanto sull’aria rimasta dentro, quindi il beneficio iniziale non riguarda il volante o i sedili arroventati. Plastiche e rivestimenti hanno assorbito il calore e impiegano più tempo a perderlo. Dopo il ricambio servirà ancora il climatizzatore, che troverà almeno una temperatura di partenza meno estrema e potrà raffreddare l’interno dell’auto con minore fatica.

Il pericolo delle temperature nell’abitacolo

Un vetro appena abbassato offre comunque scarsa protezione dal rapido aumento della temperatura interna. Secondo la Nhtsa, in appena dieci minuti l’aumento può avvicinarsi a 11 °C e nemmeno un parcheggio all’ombra offre sufficienti garanzie. Per tale motivo un bambino non va mai lasciato da solo in macchina, nemmeno durante una commissione rapida, e chi ne vede uno chiuso all’interno deve avvertire subito i soccorsi.

Il metodo suggerito da Hannah Fry richiede pochi secondi e manda fuori l’aria rimasta a scaldarsi nell’abitacolo, niente di più. Sedili o plancia continueranno a emanare calore e toccherà al climatizzatore abbassarne la temperatura dopo la partenza. Aprire il finestrino e muovere la portiera rende almeno meno pesante il primo impatto, senza consumare carburante o energia della batteria.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 10:48:41 +0000
News n. 21
Volkswagen ID. Polo, arriva la versione più economica: quanto costa

Alla presentazione della ID. Polo, Volkswagen aveva promesso una versione elettrica da circa 25.000 euro. Al lancio, tuttavia, nei listini italiani erano comparse soltanto le Edition 1 da 35.000 euro e Edition 1 More da 38.400 euro, entrambe con batteria da 52 kWh. Era il preludio della variante d’accesso, che ora esce finalmente allo scoperto riducendo di parecchio la spesa necessaria.

Prezzo e autonomia

In Germania la ID. Polo Trend costa 24.995 euro. Sul sito italiano Volkswagen parla invece di un’offerta commerciale intorno ai 25.000 euro e indica settembre 2026 come periodo di disponibilità, senza aver ancora pubblicato il listino definitivo. Prima di aspettarsi la stessa identica cifra tedesca sarà quindi meglio conoscere eventuali promozioni, obblighi di finanziamento o condizioni legate alla permuta.

37 kWh contro 52: una parte consistente dei 10.000 euro risparmiati dipende dalla batteria. La Trend porta con sé meno energia e deve quindi fermarsi prima delle Edition 1, ma i 334 km WLTP dichiarati da Volkswagen permettono di affrontare comunque i tragitti quotidiani, mentre la differenza si sentirà maggiormente nei trasferimenti autostradali.

Una sosta dal 10 all’80% richiede circa 23 minuti, purché il punto di ricarica eroghi i 90 kW accettati dall’auto. Il motore della versione base manda 116 CV alle ruote anteriori e, sempre con la batteria da 37 kWh, Volkswagen proporrà anche l’alternativa da 135 CV. Quest’ultima offrirà un po’ di vivacità in più, inevitabilmente pagata attraverso un consumo superiore.

A cambiare sono il prezzo e l’autonomia, non lo spazio: ID. Polo rimane lunga 4,05 metri e sfrutta il passo di 2,60 metri per lasciare ai passeggeri posteriori 19 millimetri in più rispetto alla Polo con motore termico. Il bagagliaio offre 441 litri, destinati a diventare 1.243 dopo aver ripiegato il divano, cifre superiori a quelle della sorella alimentata a benzina.

Trend rinuncia ad alcuni accessori inseriti negli allestimenti superiori, ma non si presenta come una versione completamente spoglia, infatti davanti al conducente trova posto un quadro digitale da circa 10 pollici e al centro della plancia compare il sistema multimediale da 12,9. Sono inoltre compresi il climatizzatore automatico e i fari a LED, oltre al volante multifunzione rivestito in materiale sintetico.

Infilarsi in un parcheggio risulta poi meno complicato: i sensori installati davanti e dietro avvisano il conducente della vicinanza degli ostacoli. Side Assist si occupa dell’angolo cieco e controlla che dalla strada non arrivi qualcuno al momento di aprire la portiera. Reversing Assist torna utile in un vicolo: registra il tratto appena percorso e guida la vettura all’indietro lungo la stessa traiettoria.

Gli altri allestimenti da 37 kWh

Spendere poco non obbligherà a scegliere l’allestimento base. La batteria da 37 kWh entra anche nei listini di Life e Style, in vendita in Germania da 29.195 euro. La prima investe parte della differenza sul cruise control adattivo e sulla telecamera, la seconda preferisce i fari Matrix LED e pagando ancora si possono aggiungere il tetto in vetro oppure l’impianto audio Harman Kardon.

I 334 km dichiarati indicano chiaramente quale sarà l’habitat della versione meno cara. In città e nel tragitto verso il lavoro la capacità ridotta incide poco, specialmente con una presa disponibile a casa, mentre in una vacanza le soste arriveranno prima rispetto alla ID. Polo da 52 kWh. Da settembre la Trend sarà proposta anche in Italia e il listino chiarirà che cosa Volkswagen intenda davvero con la formula “intorno ai 25.000 euroâ€.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 09:49:26 +0000
News n. 22
Caro carburanti, benzina e diesel sopra i 2 euro in autostrada

Partire con il pieno adesso costa parecchio più di quanto avrebbe richiesto all’inizio di luglio. I rincari hanno colpito soprattutto il gasolio, tornato sopra la benzina sia sulla rete ordinaria sia in autostrada, e proprio lungo le principali direttrici italiane la media del diesel self service ha raggiunto 2,155 euro al litro, contro i 2,020 euro della verde.

Fuori dall’autostrada si risparmia qualcosa, sebbene i dati diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy lascino poco spazio all’ottimismo. La benzina in modalità self costa mediamente 1,931 euro al litro e il gasolio 2,082 euro, dunque inserendo 50 litri nel serbatoio si spendono 96,55 euro con la prima e 104,10 euro con il secondo. La medesima quantità acquistata in autostrada porta il conto rispettivamente a 101 e 107,75 euro.

I prezzi medi e l’impatto sulle tasche degli automobilisti

Sull’aumento dei prezzi ha inciso la fine dello sconto temporaneo sulle accise, scaduto il 3 luglio. Da allora un automobilista che utilizza il gasolio ha visto aumentare rapidamente il costo del rifornimento, senza avere il tempo di abituarsi alla nuova cifra comparsa sui tabelloni. Alle tasse si sono aggiunte le tensioni internazionali, che hanno fatto salire le quotazioni del petrolio in pieno periodo partenze estive.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha calcolato la differenza rispetto all’ultimo giorno di applicazione dello sconto. In autostrada, soltanto il rincaro del diesel aggiunge 5,10 euro a un pieno da 50 litri:

“Dal 3 luglio, ultimo giorno di sconto sulle accise, il gasolio in autostrada costa 10,2 centesimi in più al litro, con un rialzo del 5,18%. Nella rete stradale la stangata è ancora peggiore: 11,4 centesimi al litro e 5,70 euro in più a rifornimento”

Le medie nazionali, tuttavia, nascondono differenze significative fra un distributore e l’altro. Analizzando i prezzi comunicati dagli impianti al Mimit, il Codacons ha individuato a Milano una pompa self service dove il diesel veniva venduto a 2,695 euro al litro e la benzina a 2,635 euro. A Pantelleria si arrivava rispettivamente a 2,599 e 2,499 euro.

I picchi in autostrada

I valori massimi rilevati in autostrada riguardano invece il servizio effettuato dall’operatore: sulla A21 Torino-Piacenza un litro di gasolio ha toccato 2,699 euro, sulla A4 Venezia-Trieste si è fermato a 2,682 euro e sulla A22 Brennero-Modena ha raggiunto 2,609 euro. Per la benzina il primato segnalato dal Codacons appartiene ancora alla A21, con 2,549 euro al litro.

Non sono prezzi rappresentativi dell’intera rete, ma mostrano quanto possa incidere la scelta della stazione di servizio. Con 50 litri di gasolio acquistati a 2,699 euro si spendono 134,95 euro, quasi 31 in più rispetto al costo calcolato sulla media delle strade ordinarie.

Il Codacons chiede al governo un nuovo intervento sulle accise, limitato almeno alla fase più intensa dell’esodo e del successivo rientro dalle vacanze:

“I rincari dei listini alla pompa avranno effetti pesanti sulle vacanze estive degli italiani. Il governo deve intervenire con urgenza adottando un nuovo taglio delle accise da far valere fino alla fine di agosto”

Lo stesso aumento finisce inoltre nel costo dei trasporti e rischia di arrivare indirettamente sugli scaffali, visto il largo impiego della gomma nella distribuzione delle merci. Nell’immediato, i conducenti in prossimità di partire possono soltanto evitare il servito e confrontare le tariffe tramite l’Osservaprezzi del Mimit, rifornendosi possibilmente prima di entrare in autostrada.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 08:04:42 +0000
News n. 23
Autovelox, 850 dispositivi spenti: in vigore le nuove regole

850 autovelox non potranno più scattare fotografie agli automobilisti, almeno fino a quando non verranno messi in regola. Il decreto dell’8 giugno 2026 ne impone lo spegnimento e prova a risolvere la confusione fra apparecchi semplicemente approvati e dispositivi omologati, già affrontata più volte dalla Cassazione nei ricorsi presentati dai conducenti.

La stretta sui dispositivi non omologati

Dal 12 luglio possono rimanere accesi 3.150 dei circa 4.000 strumenti registrati sulla piattaforma del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per i rimanenti è scattata la sospensione e una nuova sanzione rilevata attraverso uno di essi rischierebbe di essere annullata a seguito del ricorso dell’automobilista. Lo spegnimento avrà carattere temporaneo qualora gli enti ottengano l’omologazione, al termine della quale gli apparecchi torneranno in servizio.

Nella lettura di Matteo Salvini, dietro alcuni autovelox si nascondeva l’interesse dei Comuni a incassare denaro dalle contravvenzioni, anziché la volontà di rendere le strade sicure. Al momento di annunciare lo stop agli 850 apparecchi, il ministro dei Trasporti è tornato così su una delle accuse lanciate più spesso negli ultimi anni:

“Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale

Prima di entrare in funzione, ogni nuovo modello dovrà superare l’omologazione prevista dal decreto. Ma il via libera iniziale da solo non basterà a garantire un’autorizzazione senza scadenza: durante l’utilizzo saranno controllate tanto la precisione delle misurazioni quanto la regolarità del funzionamento e, in seguito a una riparazione o a modifiche del software, servirà un’altra verifica. A occuparsene saranno i laboratori riconosciuti secondo i criteri riportati nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

L’intervento era stato provocato soprattutto dalle sentenze cominciate con l’ordinanza 10505 della Cassazione, depositata nell’aprile 2024. Secondo i giudici, l’approvazione tecnica non poteva sostituire l’omologazione espressamente richiesta dal Codice della Strada e da lì in poi numerosi automobilisti hanno contestato le sanzioni ricevute.

Per gli apparecchi già presenti sulle strade è stato previsto un passaggio intermedio. Alcuni modelli approvati in passato vengono ora considerati omologati, purché rispettino le caratteristiche elencate nell’Allegato B e risultino correttamente registrati. I dispositivi più datati dovranno invece affrontare l’esame della documentazione o specifiche prove tecniche prima di poter essere riaccesi.

Gli effetti cambiano parecchio da una zona all’altra. Il Mit ha comunicato lo spegnimento di 144 apparecchi in Lombardia e 131 in Piemonte, a cui seguono l’Emilia-Romagna con 94, il Veneto con 84 e la Toscana con 69, la Liguria con 16 e le Marche con 15. Numeri inferiori riguardano regioni nelle quali il parco censito era già limitato. I dati diffusi dal Ministero fotografano comunque una situazione ancora suscettibile di cambiamenti, dato che gli enti potranno regolarizzare gli strumenti sospesi.

Come avanzare ricorso

Gli automobilisti multati avranno modo di controllare l’apparecchio sul portale Velox Mit, inserendo il Comune, l’ente accertatore oppure il codice identificativo riportato nel verbale. Se il dispositivo non compare nel database o rientra fra quelli sospesi, la sanzione può essere contestata al Giudice di Pace  entro 30 giorni dalla notifica, o al Prefetto entro 60, ma pagando la somma si rinuncia alla possibilità di impugnarla.

L’Associazione vittime incidenti stradali valuta positivamente il tentativo di mettere ordine, pur ricordando che la regolarità degli strumenti non cancella il dovere di rispettare i limiti. Il presidente Domenico Musicco ha dichiarato:

“Non si possono mettere autovelox solo per fare cassa, ma deve passare il messaggio che le regole vanno rispettate da tutti”

Se il nuovo sistema funzionasse, le multe dovrebbero diventare meno semplici da contestare, ma anche meno esposte al sospetto di essere state prodotte da un apparecchio privo dei requisiti necessari.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 07:37:21 +0000
News n. 24
F1, GP Spa: mattatore Antonelli, Leclerc salva la Ferrari. Le pagelle

Kimi Antonelli ha ottenuto la sesta pole position stagionale a Spa-Francorchamps, scattando bene allo spegnimento dei semafori, per poi lottare con Max Verstappen (balzato in testa dopo l’Eau Rouge) e Charles Leclerc. Dalla seconda fila è partito George Russell che è stato colpito da Hamilton in un classico incidente di gara. L’inglese della Mercedes si è arrestato nella ghiaia. Il bolognese, invece, è stato tallonato dal monegasco, capace di sopravanzare il quattro volte iridato della Red Bull Racing.

Alla ripresa dopo l’uscita della SC, Antonelli ha dettato il passo, mentre Leclerc è stato riscavalcato da Max Verstappen senza possibilità di difendersi. Lewis è stato penalizzato per il contatto al via con Russell con 5 secondi che ha scontato nel primo cambio gomme. Hamilton è stato negli scarichi anche dal compagno per diversi giri, ma nella doppia sosta Charles si è ritrovato davanti ad Antonelli e Verstappen grazie a una VSC.

Kimi ha rimontato e ha superato al 10 giri dalla fine il ferrarista. Charles ha provato a non mollare nella parte finale del Gran Premio, ma non aveva cavalli sul dritto per un controsorpasso. Un italiano ha finalmente vinto a Spa dopo 73 anni, precedendo Leclerc e Verstappen. Il bolognese ha raggiunto i sei trionfi stagionali, come Patrese, diventando il secondo italiano più vincente di sempre dietro ad Ascari con 13.

I top

Kimi Antonelli: 10 e lode – Con la partenza al palo, la 258a pole position per il motore Mercedes, ha ottenuto il record del più giovane poleman a Spa, a 19 anni, 10 mesi e 28 giorni. Battuto il primato di Charles Leclerc del 2019 (21 anni, 10 mesi e 19 giorni) in Belgio, quando riuscì poi ad aggiudicarsi la sua prima tappa in F1. Il leader della classifica ha eguagliato il record italiano per il maggior numero di pole in una stagione: 6 come Alberto Ascari nel 1953. Un pilota nostrano non partiva dalla prima casella dai tempi di Giancarlo Fisichella nel 2009. Dopo 19 giri a ritmi furiosi è stato chiamato ai box per la prima sosta per difendersi da Verstappen. Nella seconda parte ha rimontato su Leclerc con una calma olimpica e lo ha sverniciato grazie alla sua PU inarrivabile.

Charles Leclerc: 9 – Partito a fionda dalla quarta casella, Charles è riuscito inserirsi subito nelle prime tre posizioni, dimostrando un ottimo passo. Fortunatissimo nell’esposizione della VSC per dei detriti in pista, in occasione della prima sosta, il monegasco è uscito davanti al leader della classifica, Kimi Antonelli, e Max Verstappen. Sulla SF-26 non ha potuto nulla contro il motorone ibrido Mercedes e si è tenuto una seconda posizione di assoluto prestigioso. Al termine della corsa CL16 ha dichiarato:

“Facevamo comunque fatica nei rettilinei oggi, però il passo non era male. Ero anche sorpreso di quanto quando Kimi mi ha passato, ho pensato che se ne sarebbe andato facilmente, invece è rimasto lì, ci ho creduto fino alla fine perché con la scia potevo restare lì, ma non ne avevo abbastanza”.

Max Verstappen: 8 – Quando va al limite su quest’auto il massimo che può ottenere è una terza posizione. L’olandese è stato anche aiutato dalla scia in qualifica di Hadjar ed è partito bene, ma la RB22 non può andare oltre. In una stagione maledetta, il figlio d’arte di Jos sta dimostrando la sua classe e ha ottenuto il 300esimo podio nella storia del team Red Bull Racing.

Gabriel Bortoleto: 7,5 – Ancora a punti il giovane brasiliano che ha tenuto un bel ritmo su un altro tracciato leggendario. Di talento il ragazzo di Osasco ne ha ed è stato il primo degli altri, alle spalle dei top team. L’ottavo posto farà felice Mattia Binotto. Tutti i punti in classifica costruttori per Audi li ha portati Gabriel.

Lando Norris: 7 – Cattiveria da leone in gabbia in questo weekend, nonostante le 10 posizioni in griglia. Il campione del mondo in carica, andando lungo nella prima parte di gara, è riuscito addirittura a portarsi in testa alla corsa per poi essere superato da Leclerc e Antonelli. Un settimo posto che gli lascerà l’amaro in bocca a causa della penalità per il cambio della centralina.

I flop

Lewis Hamilton: 5,5 – Vicinissimo in qualifica al compagno di squadra, ma in gara ha deluso. Al di là del crash con Russell, su un tracciato iconico come Spa, dove è stato protagonista tante volte in passato, il campione della Ferrari non è riuscito a dimostrare il suo valore e si è demoralizzato giro dopo giro. Auto sfasciata nelle prove libere 3, ritmo basso nella seconda parte di gara, dopo un pericoloso unsafe release che ha coinvolto un meccanico, e punti lasciati per strada, a maggior ragione senza Russell in campo. Leclerc ha sempre preso le scelte giuste, mentre Lewis avrebbe potuto fare molto di più in Belgio. In ogni caso è secondo nel Mondiale a -45 dal leader e in Ungheria potrebbe rifarsi.

George Russell: 5 – La fortuna stavolta lo ha abbandonato e la sua gara è finita subito nei primi chilometri. Il pilota di King’s Lynn ha svoltato al primo giro come se non ci fosse Lewis Hamilton in traiettoria. In un classico incidente di gara, il rivale di Antonelli per la corona iridata ha avuto la peggio. In qualifica, pur continuando a beneficiare delle bandiere gialle, si è preso un distacco di mezzo secondo dal compagno di squadra. Antonelli ha parità di W17 sta facendo un altro sport.

Oscar Piastri: 4,5 – Aveva dominato nel 2025, mentre oggi ha faticato. Nella seconda metà di gara è crollato a 19 secondi e sembra oramai il lontano parente del pilota che aveva sfiorato il Mondiale.

Carlos Sainz: 4 – Se nella scorsa tappa era stato criticato per il misunderstanding con Charles Leclerc nelle fasi di doppiaggio, stavolta lo spagnolo è veramente in atroci difficoltà sulla FW48. La monoposto inglese, oltre all’Aston Martin, è la grande delusa del campionato 2026. Doveva essere l’anno della svolta, ma la vettura di Grove è una barzelletta in Belgio.

Esteban Ocon: 3 – Il pilota francese della Haas si è reso protagonista di un contatto fratricida con Oliver Bearman. I due piloti stanno faticando in questa fase di campionato, dopo un buon inizio di stagione, ma nelle ultime uscite il nativo di Évreux ha commesso errori pesanti, anche a causa del passo indietro della monoposto americana con PU Ferrari.

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 06:47:41 +0000
News n. 25
Sciopero dei trasporti 20 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Il 20 luglio 2026 sono previsti cinque scioperi nel settore del trasporto pubblico locale in Italia. Questi scioperi sono programmati in varie città, con orari e modalità differenti, e coinvolgono il personale di diverse società di trasporto e sindacati. Di seguito tutti i dettagli relativi alle città, compagnie e orari degli scioperi di questa giornata.

Sciopero dei trasporti Genova

A Genova (Liguria) è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30, che coinvolge il personale della società AMT di Genova. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato OST CUB TRASPORTI e riguarda il servizio di trasporto pubblico locale.

Sciopero dei trasporti Firenze

A Firenze (Toscana) sono previsti due scioperi nella stessa fascia oraria. Il primo riguarda il personale della società Autolinee Toscane Bacino Urbano di Firenze ex Linea e il secondo coinvolge il personale della società Autolinee Toscane Bacino Urbano di Firenze. Entrambi sono indetti per 4 ore, dalle 19.00 alle 23.00, con sindacato RSA FAISA-CISAL.

Sciopero dei trasporti Latina

A Latina (Lazio) è indetto uno sciopero della durata di 24 ore. Lo sciopero interessa il personale della società CSC Mobilità di Latina e viene proclamato dal sindacato OSR FAISA-CISAL per il servizio locale di trasporto pubblico.

Sciopero dei trasporti Prato

A Prato (Toscana), lo sciopero riguarda il personale della società Autolinee Toscane sede operativa di Prato. Lo stop durerà 8 ore, dalle 14.30 alle 22.30, indetto dal sindacato RSA FAISA-CISAL e interessa il servizio di trasporto pubblico locale.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 20 Jul 2026 06:00:00 +0000


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