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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 2 giugno 2026 la situazione del traffico lungo le autostrade italiane presenta alcune criticità importanti, tra cui un incidente che ha causato una coda significativa di 3 km sull’A14 tra Bologna Fiera e Bologna Borgo Panigale e rallentamenti per un altro incidente sull’A1 tra Arezzo e Valdarno. Inoltre, si segnalano condizioni di pioggia su diverse tratte che influenzano la viabilità in varie regioni del nord e centro Italia.

A1 Milano-Napoli



22:59 – Inizio A1 Milano-Napoli e Lodi
Temporali e pioggia in entrambe le direzioni sulla tratta, della lunghezza di 22.3 km.
Direzione: in entrambe le direzioni



22:59 – Inizio A1 Milano-Napoli e Lodi
Pioggia persistente in entrambe le direzioni per 22.3 km.
Direzione: in entrambe le direzioni



22:31 – Arezzo e Valdarno
Traffico rallentato per incidente su un tratto di 3 km.
Direzione Milano



22:03 – Bivio Direttissima e Roncobilaccio
A1 Panoramica: tratto chiuso tra bivio Direttissima e Roncobilaccio fino alle 06:00 del 3 giugno 2026 per lavori. In alternativa, chi da Firenze è diretto a Bologna può percorrere la A1 Direttissima.
Direzione Milano
Tratto lungo 13.15 km.

A10 Genova-Ventimiglia



22:42 – Bivio A10/A7 Milano-Genova e Arenzano
Pioggia in entrambe le direzioni per una lunghezza di 20.2 km.
Direzione: in entrambe le direzioni

A12 Genova-Roma



22:47 – Bivio A12/A7 Milano-Genova e Deiva Marina
Pioggia tra queste località in entrambe le direzioni, per una lunghezza di 49.4 km.
Direzione: in entrambe le direzioni

A14 Bologna-Taranto



23:03 – Bologna Fiera e Bologna Borgo Panigale
Coda di 3 km per incidente su un tratto di 6.1 km nella direzione autostrada Milano-Napoli.
Direzione autostrada Milano-Napoli

A16 Napoli-Canosa



22:03 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 3 giugno 2026.
Direzione Canosa



22:03 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 del 3 giugno 2026.
Direzione Canosa

A23 Palmanova-Tarvisio



21:59 – Udine sud e Confine di Stato
Pioggia in entrambe le direzioni per una lunghezza di 101.4 km.
Direzione: in entrambe le direzioni

A24 Roma-Teramo



22:06 – Area di servizio Valle Aterno
Area sprovvista di GPL.
Direzione Superstrada Teramo Mare

A26 Ge-Voltri-Gravell.Toce



22:14 – Masone e Casale Monferrato Nord
Pioggia in entrambe le direzioni lungo 80.1 km.
Direzione: in entrambe le direzioni

A27 Venezia-Belluno



22:36 – Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre e Fadalto
Pioggia per tutta la lunghezza di 66.8 km.
Direzione: in entrambe le direzioni

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 21:08:00 +0000
News n. 2
Constatazione amichevole, attenzione alla firma: quando può essere un errore

La constatazione amichevole di incidente, ancora chiamata da molti automobilisti con il vecchio nome di Cid e oggi più correttamente indicata come Cai, è uno degli strumenti più utili dopo un sinistro stradale di lieve entità. Serve a ricostruire l’accaduto, identificare i veicoli coinvolti, raccogliere i dati delle compagnie assicurative e avviare con maggiore rapidità la pratica di risarcimento. Ecco quindi che firmare una constatazione amichevole significa aderire a una ricostruzione dei fatti.

La firma non dovrebbe perciò essere considerata un gesto automatico. Il modulo blu riduce i tempi del risarcimento, certo, ma può anche cristallizzare una dinamica sbagliata. Quando le due versioni non coincidono, quando la descrizione dell’urto non convince, quando i danni non sembrano compatibili con la manovra dichiarata o quando l’altro automobilista pretende una firma immediata senza lasciare il tempo di leggere, la scelta più prudente è fermarsi.

Che cos’è la constatazione amichevole

La constatazione amichevole è il modulo utilizzato per denunciare un sinistro tra veicoli a motore e per fornire alle compagnie assicurative una prima ricostruzione dell’incidente. Nel linguaggio comune si parla ancora di Cid, sigla legata alla vecchia Convenzione indennizzo diretto, mentre nel settore assicurativo il riferimento più corretto è Cai, Constatazione amichevole di incidente. Il documento raccoglie le informazioni essenziali per identificare conducenti, proprietari, veicoli, polizze, luogo, data, ora, circostanze dello scontro, danni visibili, testimoni e dinamica.

Compilato bene, consente alle assicurazioni di ridurre i margini di incertezza e di gestire più velocemente la richiesta di risarcimento. Sottoscritto da entrambi i conducenti, assume un peso maggiore perché segnala una convergenza sulla ricostruzione dell’incidente. Non a caso, nei sinistri con soli danni a cose, la doppia firma può dimezzare il termine entro cui la compagnia deve formulare l’offerta di risarcimento, passando da sessanta a trenta giorni.

Quando il modulo CAI è firmato da entrambi, la compagnia dispone di una versione condivisa dell’accaduto e, almeno in teoria, può procedere con meno verifiche preliminari. In un tamponamento lieve con dinamica evidente veicoli fermi in colonna e responsabilità riconosciuta dal conducente che ha urtato da dietro, il Cai a doppia firma è una soluzione efficiente. Lo stesso vale quando le parti concordano sulla traiettoria dei mezzi, sui punti d’urto, sull’assenza di feriti e sulla descrizione dei danni.

Cosa comporta la firma sul modulo Cai

Firmare la constatazione amichevole significa riconoscere che il modulo contiene una rappresentazione accetta del sinistro. Il documento non impedisce in assoluto contestazioni successive perché la compagnia può disporre perizie e valutare la compatibilità tra danni e dinamica. La doppia sottoscrizione crea però una presunzione favorevole alla ricostruzione riportata nel modulo.

La constatazione amichevole non va firmata quando non c’è accordo sulla dinamica dell’incidente. Se un conducente sostiene di essere stato fermo e l’altro afferma che entrambi erano in movimento, il modulo non va trattato come una pratica neutra. Se uno dei due automobilisti dichiara di aver rispettato una precedenza e l’altro contesta la stessa circostanza, la firma congiunta rischia di mascherare un conflitto. Se il punto d’urto indicato non corrisponde ai danni visibili sui veicoli, la prudenza è obbligatoria.

Non bisogna firmare neppure quando il disegno della dinamica è poco chiaro. Lo schizzo serve a spiegare la posizione dei veicoli, la direzione di marcia, la corsia occupata, la segnaletica presente, il punto d’impatto e le manovre eseguite prima dello scontro. Un disegno ambiguo genera più problemi di una descrizione incompleta perché trasferisce sulla carta una rappresentazione visiva che la compagnia utilizzerà per interpretare l’incidente.

La firma è sconsigliabile anche quando l’altro conducente rifiuta di inserire testimoni presenti sul posto. Lo stesso vale se non vuole riportare una manovra decisiva, come una retromarcia, un cambio di corsia, una svolta improvvisa, l’apertura di una portiera o il mancato rispetto di uno stop.

Il caso del modulo compilato a metà

È un errore firmare un modulo quasi vuoto, lasciando all’altro conducente o a una delle compagnie il compito di completare le informazioni in un secondo momento. La constatazione amichevole deve contenere dati completi e verificabili ovvero targhe, generalità, compagnie assicurative, numeri di polizza, luogo, ora, circostanze, danni, punto d’urto, schizzo e firme. Quando mancano troppi elementi, il documento diventa contestabile.

Nel modulo Cai, perfino lo schizzo dell’incidente ha una funzione centrale. Deve mostrare in modo semplice e comprensibile la posizione dei veicoli al momento dell’impatto, la direzione di marcia, la presenza di incroci, stop, semafori, rotonde, corsie, parcheggi o ostacoli.

Dopodiché subito dopo l’incidente, prima di spostare i veicoli quando le condizioni di sicurezza lo permettono, è utile documentare la scena. Le fotografie dei mezzi nella posizione finale, dei danni, delle targhe, della segnaletica, della sede stradale e degli eventuali detriti sono elementi importanti nella ricostruzione. Anche i video sono utili quando servono a mostrare il contesto: visibilità, traffico, carreggiata, semafori, corsie o ostacoli.

Infine, i testimoni possono essere importanti. Sul modulo vanno riportati i nomi dei presenti, specificando se si trovavano a bordo di uno dei veicoli coinvolti oppure se erano terzi estranei. Naturalmente la testimonianza vale se è reale e coerente con il resto degli elementi disponibili. Diverso è il caso in cui intervengano le autorità. Il verbale redatto da polizia locale, carabinieri o polizia stradale ha un peso maggiore nella ricostruzione, soprattutto quando gli agenti rilevano posizione dei veicoli, tracce di frenata, danni, segnaletica, dichiarazioni e condizioni della strada.

Quando chiamare le forze dell’ordine

La constatazione amichevole è pensata per semplificare i sinistri ordinari e non per sostituire ogni forma di accertamento. Se ci sono feriti, anche lievi, bisogna chiamare i soccorsi. Se uno dei conducenti appare alterato, non ha documenti, non mostra l’assicurazione, si rifiuta di fornire i dati o tenta di allontanarsi, è opportuno l’intervento delle autorità.

Il tutto senza dimenticare che la compagnia può contestare la constatazione amichevole, anche quando il modulo è firmato da entrambi i conducenti. La doppia firma crea una presunzione sulla dinamica riportata, ma non rende intoccabile il documento. L’assicuratore può svolgere verifiche, disporre una perizia, valutare la compatibilità dei danni, confrontare le dichiarazioni, analizzare precedenti e se emergono incongruenze rifiutare o ridimensionare il risarcimento.

I tempi della pratica tra denuncia, perizia e offerta

Il riferimento generale dell’assicurazione è il termine di tre giorni dall’evento o da quando l’assicurato ne ha avuto conoscenza, salvo particolarità contrattuali e situazioni specifiche. Ricevuta la denuncia, la compagnia avvia infatti la gestione della pratica e se ci sono danni al veicolo, viene organizzata una perizia per stimare l’entità del danno e verificare la compatibilità con la dinamica dichiarata.
L’assicurato deve rendere disponibile il mezzo per l’ispezione senza effettuare riparazioni frettolose prima degli accertamenti, salvo interventi necessari per sicurezza o conservazione del bene.

I tempi dell’offerta dipendono dal tipo di danno e dalla documentazione presentata. Per i soli danni a cose, la presenza di un Cai firmato da entrambi abbrevia i termini. Se il modulo non è firmato congiuntamente, l’istruttoria richiede più tempo.

Quando ci sono danni alla persona, la procedura segue una scansione diversa e più lunga, perché servono documenti sanitari, valutazioni medico-legali e certificazione della guarigione o stabilizzazione dei postumi.

Cai digitale, cosa è cambiato dal 2026

Dal 2026 le compagnie devono mettere a disposizione strumenti informatici per consentire la compilazione e la trasmissione telematica del modulo di denuncia di sinistro. In ogni caso il cartaceo non sparisce: resta una modalità utilizzabile da chi preferisce il modulo tradizionale o si trova in condizioni in cui non è pratico usare smartphone, app o connessione. Il Cai digitale riduce errori di trascrizione, rendere più immediato l’invio alla compagnia e favorisce una raccolta più ordinata delle informazioni.

In tutti i casi non essere d’accordo non significa rifiutarsi di denunciare il sinistro, ma vitare di sottoscrivere una versione comune che non si condivide. In caso di disaccordo, ciascun conducente può compilare la propria denuncia e trasmettere tutto alla propria compagnia.

Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 12:00:55 +0000
News n. 3
Le auto più vendute in Italia a maggio 2026: tante sorprese nella Top 10

Il mese di maggio 2026 si è chiuso in positivo per il mercato auto italiano che sta vivendo un ottimo momento. Le immatricolazioni, infatti, sono in crescita nel confronto con lo scorso anno.

Alcuni modelli, però, stanno dando un contributo maggiore rispetto ad altri e questo dato emerge chiaramente dalla classifica dei modelli più venduti, che presenta diverse sorprese per quanto riguarda il mese appena concluso.

Andiamo ad analizzare, quindi, la Top 10 delle auto più vendute in Italia, sia nel corso del mese di maggio 2026 che per quanto riguarda il parziale annuo (gennaio – maggio 2026), grazie ai dati forniti da UNRAE.

I modelli più venduti

Ecco la classifica delle dieci auto più vendute a maggio 2026 in Italia:

  1. Fiat Panda: 8.965;
  2. Dacia Sandero: 4.404;
  3. Leapmotor T03: 4.250;
  4. Jeep Avenger: 4.004;
  5. BYD Atto 2: 3.818;
  6. Peugeot 208: 3.728;
  7. Citroën C3: 3.407;
  8. Toyota Yaris Cross: 3.319;
  9. Fiat Grande Panda: 2.974;
  10. Toyota Aygo X: 2.814.

Di seguito, invece, riportiamo la Top 10 del cumulato annuo, con riferimento al periodo gennaio – maggio 2026.

  1. Fiat Panda: 54.597;
  2. Jeep Avenger: 24.763;
  3. Fiat Grande Panda: 19.867;
  4. Leapmotor T03: 19.097;
  5. Dacia Sandero: 17.823;
  6. Citroën C3: 17.715;
  7. Toyota Aygo X: 15.874;
  8. Toyota Yaris Cross: 15.611;
  9. Peugeot 208: 14.712;
  10. Renault Clio: 14.594.

Ricordiamo che per approfondire l’andamento delle vendite in Italia di nuove autovetture potete dare un’occhiata all’articolo sulle immatricolazioni di maggio 2026.

Le protagoniste del mese

A guidare il mercato auto italiano è sempre la Fiat Panda che, nonostante un mese da meno di 10.000 unità vendute, continua a mantenere un vantaggio enorme rispetto ai diretti concorrenti, confermandosi come la best seller del mercato.

Nella Top 10 del mese, oltre all’ottimo secondo posto di Dacia Sandero, compaiono diverse sorprese, a partire dalla Leapmotor T03, che ormai punta a stabilizzarsi sul podio delle auto più vendute in assoluto in Italia.

Da segnalare anche il quinto posto della BYD Atto 2, modello destinato a ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante sul mercato. La vettura, che nel parziale annuo è solo al 24° posto, potrebbe diventare una presenza fissa tra le Top 10.

Si tratta di un modello che ricopre oggi un ruolo fondamentale nella crescita di BYD: la Casa cinese sta registrando numeri da record in Europa e intende rafforzare la sua posizione sul mercato con risultati sempre più significativi.

Scorrendo la classifica, invece, notiamo un mese leggermente sottotono per la Fiat Grande Panda, modello che nel parziale annuo è in terza posizione. Nel mese di maggio, invece, la vettura si deve accontentare del nono posto, con un margine significativo dalle prime.

Tra i SUV, invece, la Jeep Avenger continua a rappresentare il modello di riferimento del mercato, con un numero sempre molto elevato di automobilisti italiani che scelgono la vettura di Jeep ogni mese.

Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 08:45:07 +0000
News n. 4
Ponte sullo Stretto, bocciatura sul costo dei pedaggi e fondi da restituire all’Ue

Il Ponte sullo Stretto deve fare i conti con una nuova bocciatura, legata alle tariffe di pedaggio ipotizzate per il progetto che, nel frattempo, registra un ulteriore ritardo, costringendo la società Stretto di Messina a restituire 12 milioni di euro di fondi all’Ue, che aveva sostenuto la fase di progettazione dell’opera. Andiamo a fare il punto sulle ultime novità legate alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Un problema di tariffe

L’Autorità di regolazione dei trasporti ha evidenziato una delle criticità che bisognerà affrontare per il futuro del Ponte sullo Stretto. Tutto ruota intorno ai costi di gestione dell’opera. La struttura, infatti, dovrà essere attraversata ogni anno da più di 10 milioni di autovetture per diventare autoufficiente dal punto di vista economico.

Secondo le previsioni del Governo, i costi legati alla manutenzione ordinaria e straordinaria saranno interamente coperti dalle tariffe di pedaggio, che i veicoli saranno tenuti a pagare per attraversare lo Stretto. L’importo di queste tariffe resta da valutare. Pietro Ciucci, amministratore delegato di Stretto di Messina, aveva ipotizzato tariffe tra 4 e 10 euro.

In particolare, si ipotizza una tariffa di 4 euro per le moto, 7 euro per le automobili e 10 euro per i camion. Lo stesso ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, aveva ipotizzato un costo di circa 10 euro per auto. Secondo l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, i numeri sono diversi: il pedaggio dovrebbe partire da 27,43 euro con riferimento al 2034, anno in cui il ponte dovrebbe entrare in esercizio. Successivamente, sarebbero previsti rincari progressivi, fino a oltre 48 euro nel 2063.

Per la società Stretto di Messina, però, la situazione è diversa:

“La tariffa di 27,43 euro per i veicoli indicata nel Pef, e richiamata nel parere positivo dell’Art, è una media ponderata annuale tra i volumi di traffico e le tariffe per ciascuna tipologia di veicolo e non il costo di un singolo passaggio per le auto che, come detto più volte, sarà compreso tra circa 4 e 7 euro per tratta.”

Si tratta di una questione che andrà valutata con attenzione nel corso del prossimo futuro. Il tema delle tariffe di passaggio, infatti, rappresenta un elemento centrale per il sostentamento economico del Ponte sullo Stretto.  Costi troppo alti potrebbero portare a una riduzione del traffico, rispetto alle stime, e potrebbero limitare la capacità dell’opera di sostenersi in autonomia, sia per quanto riguarda i costi di manutenzione ordinaria che quelli di manutenzione straordinaria.

Fondi da restituire

Nel frattempo, lo Stretto di Messina deve affrontare un nuovo problema. A causa dei ritardi accumulati in fase di progettazione, infatti, la società dovrà restituire 12 milioni di euro di sostegni che aveva ricevuto dall’Ue a fine 2024.

Si tratta di un altro tema particolarmente delicato, soprattutto in considerazione del fatto che lo Stretto di Messina, al momento, è una società con 116 dipendenti, di cui ben 89 sono dirigenti e solo 27 sono impiegati.

Per il futuro, la società intende partecipare ai nuovi bandi europei per ottenere nuovi fondi, anche in considerazione del parere positivo ricevuto dall’Ue che ha giudicato il progetto in modo positivo, permettendo al Ponte di ottenere i punteggi più alti nel bando 2024.

Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 07:45:05 +0000
News n. 5
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di giugno 2026 sono previsti diversi scioperi in Italia che coinvolgono principalmente il settore dei trasporti, sia pubblico che privato, toccando numerose regioni e città del territorio nazionale. In questo articolo troverai il calendario aggiornato degli scioperi previsti, gli orari precisi, il settore e la categoria di lavoratori coinvolti, con particolare attenzione alle città interessate. Tutte le informazioni sono suddivise giorno per giorno, per una rapida consultazione.

Sciopero 08 giugno 2026

Nella città di Messina è previsto uno sciopero nel settore trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della Soc. ATM di Messina. La sospensione del servizio avverrà per 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00, con il coinvolgimento dei sindacati OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e ORSA TRASPORTI.

Nella città di Catania sono indetti due scioperi nel settore trasporto pubblico locale che interessano il personale della Soc. AMTS di Catania: il primo di 4 ore dalle 12.00 alle 16.00 da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL; il secondo nello stesso orario da ORSA TPL.

In tutta la regione Emilia-Romagna è previsto uno sciopero locale del trasporto pubblico: il personale della Soc. SETA bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza incrocerà le braccia per 24 ore con modalità varie, su iniziativa USB Lavoro Privato.

Nella città di Foggia (regione Puglia) sciopero locale di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30 di ATAF Foggia, indetto da OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.

Sciopero 09 giugno 2026

In tutta Italia (settore nazionale) sono previsti tre scioperi nel settore degli appalti ferroviari che riguardano il personale della Soc. Elior div. Itinere addetto a servizi di ristorazione e logistica bordo treno per Trenitalia. Gli scioperi sono indetti dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO per l’intero turno di lavoro.

Sciopero 10 giugno 2026

Nella città di Ravenna (regione Emilia-Romagna) è indetto uno sciopero locale nel settore marittimo. Il personale della Soc. SERS addetto al servizio di rimorchio portuale incrocia le braccia per 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00 con UILT-UIL.

Nella provincia di Cagliari (regione Sardegna) sciopero territoriale nel trasporto merci di 24 ore presso i siti BRT di Macchiareddu ed Elmas, indetto da OSR FIT-CISL.

Sciopero 11 giugno 2026

In tutta Italia è previsto uno sciopero plurisettoriale: il settore ferroviario è fermo dalle 03.00 dell’11/6 alle 02.00 del 12/6 e il TPL per l’intera prestazione dell’11/6 (CUB TRASPORTI/SGB). Sempre a livello nazionale, il personale delle imprese ferroviarie (ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI), degli appalti ferroviari, e di Mercitalia Shunting & Terminal incrocerà le braccia in fasce orarie comprese tra le 06.00 e le 17.00.

Nella regione Sicilia sciopero regionale di 8 ore, dalle 10.01 alle 18.00 del personale FS Security e sciopero locale del personale AMAT di Palermo (TPL) per 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 (CUB Trasporti).

Nella città di Messina (Sicilia), sciopero marittimo di 24 ore dalle 21.01 dell’11/6 alle 20.59 del 12/6 del personale BluJet Area Stretto di Messina (sindacati FILT-CGIL/UILT-UIL).

Sciopero 12 giugno 2026

In tutta Italia sciopero nazionale plurisettoriale per tutto il turno lavorativo, indetto da ADL COBAS/CLAP/COBAS LAVORO PRIVATO/SIAL COBAS.

Nella città di Napoli sciopero TPL di 4 ore, dalle 9.00 alle 13.00 del personale EAV (sindacati FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO); nella città di Potenza sciopero TPL per 24 ore della Società Miccolis; nella città di Latina (regione Lazio) sciopero TPL di 4 ore, dalle 9.30 alle 12.30 della società CSC.

Sciopero 13 giugno 2026

Nella città di Milano sciopero territoriale nel settore aereo di 4 ore dalle 12.00 alle 16.00 (personale Sky Service presso lo scalo di Milano Linate). In tutta Italia sciopero nazionale di 18 ore, dalle 6.00 alle 24.00 dei piloti ed assistenti di volo EasyJet (FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL-TA/ANPAC) e del personale navigante (USB LAVORO PRIVATO).

Nella città di Verona (settore aereo) sciopero di 18 ore dalle 6.00 alle 24.00 del personale ENAV, sempre il 13 giugno. Analogo stop nel settore aereo in Sardegna presso l’aeroporto di Cagliari (personale Sogaer, Sogaerdyn, Sogaersecurity).

Sciopero 14 giugno 2026

Nella città di Firenze (regione Toscana) sciopero territoriale TPL per 24 ore del personale Soc. Autolinee Toscane Bacino di Firenze, indetto da COBAS Lavoro Privato.

Sciopero 18-20 giugno 2026

Nella regione Liguria sciopero regionale del trasporto merci per 72 ore: dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6 che coinvolge Genova, le piattaforme logistiche e i bacini portuali di Genova e Savona. Sindacati: OSR ALIAI/CNA-FITA/CONFARTIGIANATO TRASPORTI/FIAP/LEGA COOPERATIVE/TRASPORTOUNITO.

Sciopero 19 giugno 2026

Nella città di Udine (regione Friuli-Venezia Giulia) sciopero locale TPL di 24 ore organizzato da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente per il personale Soc. Arriva Udine.

Sciopero 22 giugno 2026

Nella città di Lecce (regione Puglia) sciopero locale TPL di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30 del personale Soc. SGM di Lecce (UILT-UIL).

Sciopero 23 giugno 2026

Nella città di Verona (regione Veneto) sciopero ferroviario locale di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00 (personale manutenzione, amministrativo e ingegneria Soc. RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud, sindacati ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).

Nella città di Napoli sciopero TPL settore area ferro di 4 ore, dalle 12.45 alle 16.45 (personale ANM).

Nella regione Sardegna sciopero ferroviario regionale di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00 del personale equipaggi Trenitalia DOR Sardegna.

Sciopero 24 giugno 2026

Nella città di Torino sciopero locale TPL di 4 ore, dalle 18.00 alle 22.00 del personale viaggiante urbano e suburbano Soc. GTT di Torino.

Sciopero 26 giugno 2026

Nella regione Piemonte sciopero ferroviario regionale di 8 ore, dalle 9.00 alle 16.59 per il personale della Soc. Trenitalia Direzione Customer Operations CSVD regionale Piemonte (ORSA FERROVIE).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero 08 giugno 2026
Sciopero 09 giugno 2026
Sciopero 10 giugno 2026
Sciopero 11 giugno 2026
Sciopero 12 giugno 2026
Sciopero 13 giugno 2026
Sciopero 14 giugno 2026
Sciopero 18-20 giugno 2026
Sciopero 19 giugno 2026
Sciopero 22 giugno 2026
Sciopero 23 giugno 2026
Sciopero 24 giugno 2026
Sciopero 26 giugno 2026

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Quanto costa fare rifornimento in autostrada oggi, 02 giugno 2026? Sulla base dell’ultimo aggiornamento disponibile dell’Osservatorio prezzi del Mimit (01 giugno 2026), i prezzi medi lungo la rete autostradale risultano i seguenti: benzina self a 2,040 €, gasolio self a 2,085 €, GPL servito a 0,910 € e metano servito a 1,587 €. Il prezzo finale alla pompa deriva dall’intreccio tra componente industriale, imposte (accise) e Iva: alle oscillazioni delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro si sommano le scelte commerciali della filiera e il carico fiscale. Di seguito i dati aggiornati e una guida chiara per capire come si determina il costo dei principali carburanti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento Mimit: 01 giugno 2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 2.040 €
Gasolio SELF 2.085 €
GPL SERVITO 0.910 €
Metano SERVITO 1.587 €

Come si compone il costo dei carburanti

Nel caso della benzina, il prezzo pagato dall’automobilista è la somma di tre elementi principali. La componente fiscale pesa per il 58% e comprende accise e Iva. Le accise sono imposte indirette applicate per unità di prodotto e non seguono in modo proporzionale l’andamento del mercato, mentre l’Iva è calcolata sul totale del prezzo, quindi amplifica ogni variazione delle altre componenti. La quota industriale vale il 42% ed è a sua volta composta da due voci: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. Il costo della materia prima incide per il 30% del prezzo e riflette soprattutto le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’effetto del cambio euro/dollaro: quando il petrolio o i prezzi dei derivati crescono, o l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, questa voce tende a salire. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, remunera logistica, stoccaggi, distribuzione e politiche commerciali, ed è la leva su cui gli operatori possono intervenire per modulare il listino alla pompa (ad esempio nelle differenze tra punti vendita e tra modalità self e servito). In sintesi, il prezzo della benzina risente sia di fattori globali sia di scelte nazionali e di mercato: le imposte determinano più della metà del totale, mentre la parte industriale trasferisce con diversa intensità le variazioni dei mercati energetici.

Per il gasolio, l’equilibrio tra le componenti è differente. La quota fiscale rappresenta il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima incide per il 45%: parliamo del valore dei prodotti petroliferi sui mercati internazionali, fortemente influenzato dall’andamento del prezzo del greggio e dal cambio euro/dollaro. Se le quotazioni estere aumentano o se la valuta europea si indebolisce, il costo industriale del gasolio cresce e questo movimento tende a riflettersi rapidamente sui listini. Il margine lordo vale il 10% del prezzo e copre i costi e i ricavi della filiera distributiva (raffinazione, logistica, rete), costituendo anche lo spazio di manovra commerciale attraverso cui i diversi operatori possono differenziarsi, per esempio con promozioni, politiche di sconto o scelte di posizionamento tra self e servito. La parte fiscale, comprendendo accise e Iva, continua a incidere in modo significativo ma meno che sulla benzina, mentre la maggiore incidenza della componente industriale rende il gasolio particolarmente sensibile ai cicli del mercato internazionale dei carburanti. In pratica, sul prezzo del gasolio contano soprattutto le dinamiche globali, senza trascurare il ruolo della fiscalità e delle strategie commerciali locali.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.947 per la benzina, 2.012 per il diesel, 0.818 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.999
Benzina SELF 1.943
GPL SERVITO 0.803
Metano SERVITO 1.507

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.021
Benzina SELF 1.967
GPL SERVITO 0.783
Metano SERVITO 1.572

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.053
Benzina SELF 1.978
GPL SERVITO 0.892
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.033
Benzina SELF 1.961
GPL SERVITO 0.848
Metano SERVITO 1.667

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.997
Benzina SELF 1.942
GPL SERVITO 0.765
Metano SERVITO 1.530

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.996
Benzina SELF 1.940
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.527

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.030
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.507

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.004
Benzina SELF 1.932
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.651

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.011
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.888
Metano SERVITO 1.531

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.002
Benzina SELF 1.932
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.550

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.986
Benzina SELF 1.926
GPL SERVITO 0.822
Metano SERVITO 1.523

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.028
Benzina SELF 1.945
GPL SERVITO 0.817
Metano SERVITO 1.489

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.002
Benzina SELF 1.933
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.565

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.009
Benzina SELF 1.950
GPL SERVITO 0.777
Metano SERVITO 1.620

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.027
Benzina SELF 1.953
GPL SERVITO 0.874

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.017
Benzina SELF 1.947
GPL SERVITO 0.828
Metano SERVITO 1.821

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.012
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.802
Metano SERVITO 1.602

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.022
Benzina SELF 1.953
GPL SERVITO 0.819
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.998
Benzina SELF 1.942
GPL SERVITO 0.812
Metano SERVITO 1.503

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.024
Benzina SELF 1.960
GPL SERVITO 0.899

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.987
Benzina SELF 1.935
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.501

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Che moto guida Sofia Goggia, una scrambler dal carattere aggressivo

La velocità è il suo mestiere, ma anche per una come Sofia Goggia non bisogna mai perdere di vista il limite. Abituata a scendere a 100 km/h su una pista di ghiaccio, possiede una moto che tutti le invidiano: una Ducati Scrambler Icon, sua compagnia di viaggio a Bergamo, utilizzata mantenendo sempre alta la soglia dell’attenzione. Ospite ai box Ducati durante il Gran Premio del Mugello andato in scena la domenica appena trascorsa, la campionessa italiana ha voluto far sentire tutto il proprio sostegno al marchio di Borgo Panigale, di cui condivide i valori di libertà e genuina espressione di sé.

La moto della campionessa olimpionica

Fin da quando era bambina il fascino delle due ruote ha stregato Sofia Goggia. La stessa passione oggi trova sfogo nella Ducati Scrambler Icon, con la quale prova emozioni differenti dalle abituali uscite tra le nevi. Tuttavia, l’idea della sciatrice lanciata a folle velocità tra i vicoli della città orobica è ben lontana dalla realtà.

Ai microfoni di Sky Sport, Sofia ha chiarito di avere un atteggiamento prudente sull’asfalto. Di rado sfreccia sulla sua Scrambler e sempre in spostamenti brevi, ad esempio nel tragitto verso la palestra, e anche in quel caso mantiene la prudenza, perché i rischi sono sempre dietro l’angolo. Per quanto possa rimanere concentrata, non possono mai essere escluse delle sorprese, dei fattori esterni imprevedibili e serie fonti di pericolo. Dal traffico imprevedibile alle distrazioni altrui, è un attimo finire vittima di un incidente e la massima perizia risolve il problema fino a un certo punto.

Dette da una come lei, che ha fatto della velocità e del rischio calcolato un mestiere, queste parole denotano umiltà. Invece di sfogare l’adrenalina delle gare, usa la moto nei momenti di pausa come un semplice mezzo di trasporto, uno spazio di decompressione capace di restituirle quell’autonomia che i ritmi intensi dell’agonismo spesso le tolgono. La partnership con Ducati nasce proprio su questo terreno: i concetti di leggerezza e stile che il brand incarna si sposano appieno con il carattere solare, ma profondamente disciplinato, dell’atleta bergamasca.

Umiltà in sella

In effetti, la Ducati Scrambler Icon si presta benissimo alle esigenze di Sofia. All’estetica accattivante somma una maneggevolezza adatta a muoversi senza lo stress di mezzi ingombranti e in sella la disciplina rimane intatta. L’immagine di una Goggia moderata nell’atteggiamento, in netto contrasto con l’aggressività agonistica leggendaria sfoderata nelle gare di sci, dà spunto di riflessione sull’importanza di rispettare ogni precedenza e di procedere a passo d’uomo tra le auto parcheggiate di Bergamo se l’occasione lo richiede.

La saggezza di Sofia Goggia sta nella capacità di intuire il momento di dare gas e quando, invece, conviene frenare. Parcheggiata fuori dalla palestra, la Scrambler è l’immagine simbolo dell’approccio raccontato ai microfoni: niente forzature, solo la voglia di muoversi in città, il segno di una maturità sportiva che le fa distinguere nettamente tra l’adrenalina necessaria in gara e la lucidità imposta quando ci si sposta in mezzo agli altri automobilisti. Il senso della misura resta la sua bussola.

Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 05:30:54 +0000
News n. 9
Sconto accise in scadenza, il Governo valuta lo stop: gli scenari

Il 6 giugno 2026 potrebbe cambiare le abitudini di spesa di milioni di italiani al distributore. Allora giungerà a termine l’attuale taglio delle accise, nato al fine di tamponare l’onda d’urto del rincaro energetico innescato dalle tensioni in Medio Oriente. A questo punto, si staglia un bivio: confermare il sostegno o lasciare che i prezzi riprendano a correre. E, per la prima volta da quando l’emergenza è scoppiata, l’ipotesi di uno stop definitivo appare concreta.

I dubbi di Fratin

Sul futuro dello sgravio è intervenuto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Picchetto Fratin, alimentando ancor più il timore tra i conducenti. Il titolare del dicastero ha voluto sottolineare come la copertura finanziaria – finora resa possibile dall’extragettito Iva e dai proventi delle sanzioni Antitrust – inizi a gravare sulle casse statali. Andare avanti di questo passo rischia di sottrarre risorse preziose a capitoli di spesa altrettanto vitali. In un clima di rigore finanziario, la proroga non è più, dunque, un atto dovuto, ma una scelta politica che si scontra con il bilancio pubblico.

Da un lato il ministero dell’Ambiente cova dubbi sulla chiusura, dall’altro via XX Settembre adotta maggiore prudenza. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha sottolineato che il monitoraggio dei mercati rimane costante, e di conseguenza l’esecutivo osserverà sia l’andamento del barile sia le fluttuazioni dei prezzi raffinati prima di sciogliere le riserve. La risoluzione della disputa vedrà la sua risoluzione solo nelle ore immediatamente precedenti la scadenza. Allora avranno tutte le informazioni indispensabili per prendere la giusta decisione.

I possibili effetti

Ma quali sarebbero gli effetti se dal 7 giugno le accise tornassero ai livelli ordinari? Il quadro appare preoccupante per le tasche dei cittadini. Attualmente, la benzina beneficia di una riduzione di circa 5 centesimi al litro, mentre il diesel ne sconta 10 (un valore già dimezzato rispetto ai picchi di venti centesimi delle scorse settimane). In assenza di intervento statale, il rincaro sarebbe immediato: dal 7 giugno, fare il pieno da 50 litri costerebbe circa 2,50 euro in più per la benzina e 5 euro per il gasolio. Su un singolo rifornimento la cifra può sembrare trascurabile, ma il discorso cambia nel caso di chi usa quotidianamente l’auto, pendolari e trasportatori in primis.

Nonostante il clima di generale preoccupazione, occorre sottolineare come sul prezzo finale alla pompa incidano diverse variabili oltre alle tasse. Dal costo del greggio al valore dell’euro sul dollaro, le dinamiche internazionali spostano di molto gli equilibri e proprio per questo, se il mercato globale subisse delle ulteriori impennate, l’assenza di uno scudo fiscale potrebbe essere un fardello pesante.

Il conto alla rovescia è arrivato agli sgoccioli. Nell’arco delle prossime ore il Governo dovrà comunicare la sua decisione definitiva: farà quadrare i conti e confermerà lo sconto oppure il taglio sulle accise volgerà al termine? La risposta arriverà con il prossimo decreto, ma per il momento la strada verso un “ritorno alla normalità” fiscale sembra segnata. L’unica certezza, in questo scenario volatile, è che gli italiani dovranno prepararsi a vedere, con ogni probabilità, numeri più alti sui cartelloni dei distributori a partire dalla prossima settimana.

Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 05:30:44 +0000
News n. 10
Pedaggi autostradali, da oggi i rimborsi: come ottenerli

Dal 1° giugno scatta la nuova normativa ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) che riconosce agli utenti il diritto al rimborso dei pedaggi autostradali in caso di code causate da cantieri. D’ora in poi, il ritardo accumulato avrà un peso specifico: il rimborso scatterà in modo proporzionale, incrociando la lunghezza del tragitto con i minuti trascorsi effettivamente in coda.

Come avverrà il rimborso

Il rimborso, però, non arriverà in automatico, bensì sarà il viaggiatore, dopo aver subito il disservizio, a dover attivare la procedura di richiesta, fornendo prove certe del proprio passaggio. È una piccola scocciatura burocratica forse destinata a far desistere i più pigri, ma che rappresenta un passo avanti epocale verso una maggiore responsabilità dei gestori delle tratte. Non va dimenticato, infatti, che il pedaggio è un contratto di servizio: se il tempo di percorrenza previsto viene stravolto da una gestione inefficiente dei lavori, l’utente vede riconosciuto il diritto a una compensazione economica.

Non tutto avverrà subito. Qualora il vostro viaggio preveda il passaggio su autostrade appartenenti a società diverse dovrete attendere il 1° dicembre 2026, data dell’estensione definitiva della norma ai percorsi misti. Allo stato attuale, infatti, il diritto al rimborso legato ai ritardi causati dai cantieri rimane limitato unicamente alle tratte singole. Il diritto all’indennizzo dipende poi dai chilometri: scatta subito per i tragitti sotto i 30 km, mentre per quelli più lunghi bisogna superare una soglia di ritardo di 10 o 15 minuti.

Dal 50% restituito sui blocchi tra l’ora e le due ore, la percentuale aumenta in misura proporzionale alla durata del fermo. Se il blocco perdura tra le due e le tre ore, la quota sale al 75%, fino ad arrivare al rimborso integrale se, sfortunatamente, restate fermi per più di 180 minuti e – clausola di salvaguardia da tenere a mente – il rimborso viene erogato purché la somma complessiva superi l’euro.

Quando il rimborso non è dovuto

Attenzione però a non cantar vittoria troppo presto. L’Autorità ha previsto delle zone d’ombra in cui il rimborso non è dovuto. Se la coda è causata da un incidente, da una nevicata improvvisa o da un evento meteo estremo, il concessionario è esentato. Lo stesso vale relativamente ai cantieri mobili – almeno fino a questo punto – o quelle tratte dove sono già applicate riduzioni tariffarie generalizzate.

Gli utenti che intendono presentare domanda di rimborso dovranno inoltrare allegare scontrini o fatture del telepedaggio tramite i canali messi a disposizione dai concessionari, che vanno dal portale web allo sportello fisico. Al momento della domanda, oltre ai dati personali, andranno indicati i caselli di entrata e uscita e l’IBAN per l’accredito e a quel punto entra in vigore un nuovo diritto per l’automobilista, che trasforma il tempo perso in coda in un indennizzo richiedibile.

Supponiamo di subire novanta minuti di coda: grazie alla nuova norma, sarà possibile richiedere metà del rimborso del pedaggio. Una volta caricata la prova del transito sul portale del gestore, l’utente acquisisce il diritto al recupero del credito e ha, dunque, fine la situazione in cui pagava il prezzo pieno, anche di fronte a un servizio chiaramente insufficiente.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 17:26:12 +0000
News n. 11
Il mercato auto italiano non si ferma, immatricolazioni in crescita anche a maggio 2026

Il mercato auto italiano chiude un altro mese in positivo: nel corso di maggio 2026, infatti, le immatricolazioni di nuove autovetture sono cresciute con un ritmo significativo. Il risultato in questione si riflette sull’andamento del mercato nel corso del 2026. Dopo i primi cinque mesi dell’anno, il settore delle quattro ruote si conferma in netta crescita. Andiamo ad analizzare i dati sulle immatricolazioni appena pubblicati da UNRAE.

Un mese positivo

Il mese di maggio 2026 è stato molto positivo. Il settore delle quattro ruote, infatti, ha raccolto un totale di 151 mila unità vendute nel corso del quinto mese dell’anno, con un miglioramento dell’8,1% rispetto a maggio dello scorso anno. In termini assoluti, le vendite sono cresciute di circa 11 mila unità.

Il risultato in questione si riflette sui dati del cumulato annuo. Tra gennaio e maggio, le immatricolazioni in Italia sono state pari a 797 mila unità, con un miglioramento del 9,5% su base annua. Complessivamente, le immatricolazioni sono aumentate di quasi 70 mila unità. Salvo improbabili crolli, quindi, il primo semestre del 2026 sarà positivo per il settore.

Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, ha commentato così i risultati del settore:

“Il mercato delle autovetture conferma un trend espansivo nei volumi mensili, ma l’andamento complessivo resta facilmente influenzabile dall’incertezza del contesto, locale e globale, nel quale ci troviamo. Siamo di fronte a una fase di recupero che, per consolidarsi davvero, necessita di essere supportata da politiche industriali di ampio respiro e da un quadro normativo certo, capace di restituire piena fiducia a famiglie e imprese nelle loro intenzioni di acquisto o investimento.â€

Ricordiamo che anche il mercato europeo sta vivendo un periodo molto positivo,  come confermano gli ultimi dati di vendita. Per i risultati di maggio per il settore europeo sarà necessario attendere qualche settimana.

Crescono ibride e elettriche

Anche a maggio, il contributo alla crescita di auto elettriche e auto ibride plug-in è significativo. I dati del mese sono i seguenti:

  • Elettriche: 13 mila unità immatricolate con un incremento dell’86,2%
  • Ibride plug-in: 15 mila unità immatricolate con un incremento del 71%

Considerando il cumulato annuo, le elettriche registrano una crescita del 75,4%, con una quota di mercato complessiva pari all’8,1%, mentre le ibride plug-in sono in crescita del 91,2%, con un market share che ora risulta essere pari a 8,7%. Per sapere quali sono le elettriche più vendute nel nostro Paese potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulla classifica dei modelli più venduti nel corso del 2026.

Stellantis cresce più del mercato

Il Gruppo Stellantis si conferma leader del mercato italiano, con un totale di oltre 43 mila unità vendute a maggio e una crescita del 10,05% su base annua. Nel cumulato annuo, invece, il Gruppo ha toccato quota 249 mila unità vendute con un incremento del 14,25% rispetto ai dati dello scorso anno. La quota di mercato nel corso del 2026 per il gruppo è di 31,6%. A guidare la crescita di Stellantis in Italia è il marchio Fiat, in crescita del 29,71% nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, per un totale di oltre 92 mila unità vendute. Ricordiamo che Stellantis sta dominando anche nel segmento dei veicoli commerciali.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 17:15:59 +0000
News n. 12
Incidente Ferrari alla gara di auto d’epoca, tragedia sfiorata

Per qualche secondo lo spettacolo della rievocazione storica è degradato nel panico. Durante la ventiduesima edizione del Bergamo Historic Gran Prix, andata in scena domenica 31 maggio lungo il Circuito delle Mura in Città Alta, una Ferrari GTS Turbo degli anni Ottanta è uscita di strada nella zona della Fara, finendo contro un albero a bordo carreggiata. A bordo dell’auto viaggiavano padre e figlio, soccorsi subito dall’ambulanza dell’organizzazione, che ha fortunatamente escluso la necessità di cure mediche.

Il fuori pista

Poco prima del Parking Fara, lungo il tratto che segue la discesa della Boccola in direzione Sant’Agostino, la Ferrari ha perso il controllo in una semicurva ed è andata a sbattere contro il muro, riportando dei seri danni. Secondo le prime ipotesi emerse, la presenza di olio sull’asfalto potrebbe aver contribuito in modo decisivo all’incidente, oltre alla pericolosità del percorso, tra i più temuti dai partecipanti. Anche se alcuni spettatori si trovavano nelle vicinanze al momento dell’incidente, non era presente una folla numerosa come nelle zone più frequentate della manifestazione, tra viale delle Mura e Colle Aperto.

A rendere la scena dell’incidente ancora più dolorosa da guardare è la rarità della protagonista:la GTS Turbo occupa un posto speciale nella storia delle Ferrari, legata a un periodo, gli anni Ottanta, in cui la Casa di Maranello sperimentava soluzioni tecniche audaci, spinta pure dalle penalizzazioni fiscali sulle cilindrate superiori ai due litri. Motore V8, sovralimentazione e linee derivate dalla famiglia 308 e 328 caratterizzano un bolide meno appariscente rispetto ad altre icone del marchio, ma proprio per questo ricercato dagli appassionati. Gli esemplari in buone condizioni possono muoversi oggi su cifre importanti, fino a raggiungere o superare la soglia dei 90.000 o dei 100.000 euro a seconda di storia, stato e documentazione.

La vettura, rimossa con un carro attrezzi, è stata portata in rimessa per le riparazioni. A ogni modo, l’assenza di feriti, tanto tra i partecipanti quanto tra il pubblico, può già ritenersi un piccolo successo: su un circuito cittadino sono vietate le distrazioni, e anche nelle manifestazioni non competitive il margine di errore rimane sempre pericolosamente sottile.

Il comunicato degli organizzatori

Gli organizzatori, interpellati sull’accaduto, hanno annunciato un intervento immediato sul tracciato:

“Tenuto conto dell’incidente, si aggiungerà una chicane per rallentare ulteriormente i mezzi”

La decisione punta ad abbassare ancora la velocità in un punto evidentemente sensibile del percorso. Nella stessa nota, il comitato promotore ha voluto ricordare anche la natura dell’evento:

“Già nel briefing prima della partenza abbiamo sottolineato che la manifestazione non è una corsa ma uno show e per garantire la massima sicurezza avevamo predisposto più di 50 uomini e sbandieratori lungo tutto il percorso. Nessuno è rimasto ferito e anche i danni alla vettura verranno riparati, riportandola agli antichi splendori”

La giornata è giunta al suo termine senza conseguenze fisiche. Tuttavia, l’immagine della Ferrari contro l’albero, in una domenica nata per celebrare la storia, non verrà archiviata tanto in fretta dai presenti. La risposta degli organizzatori è stata immediata, con l’inserimento di una chicane supplementare: meglio correggere il tiro prima che la fortuna possa voltare le spalle.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 14:11:04 +0000
News n. 13
Sinner in Vespa per le strade di Montecarlo: così prepara il ritorno

Jannik Sinner su una Vespa rossa per le strade di Montecarlo. Pochi secondi di video, niente di costruito, nessuna posa da fenomeno globale. Eppure il filmato è bastato per accendere i social, soprattutto adesso che il numero uno del tennis mondiale è uscito dal Roland Garros nel modo più inatteso, piegato da un malore durante il match contro Juan Manuel Cerundolo.

Sulle strade del Principato

La scena condivisa sui social non ha bisogno di troppe spiegazioni: ritrae il campione di San Candido mentre attraversa il Principato su una Vespa Primavera rossa, mezzo italiano per eccellenza, lontano anni luce dall’estetica delle supercar che di solito popolano le strade di Monaco. Al suo fianco, nel video circolato nelle scorse settimane, c’era anche Laila Hasanovic, un quadretto normale, quasi domestico, e proprio per questo capace di colpire i fan dato l’altissimo tenore di vita condotto a Monaco, dove la parata di yacht e hypercar è all’ordine del giorno. L’uscita di Sinner su una Vespa rossa fa metaforicamente a pugni con le regole tacito del posto.

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Il filmato non nasce dopo la sconfitta di Parigi: segue quello rilanciato ad aprile, quando Sinner era stato ripreso per le strade di Monaco insieme alla fidanzata. Oggi torna a circolare perché il contesto è cambiato, seguendo il crollo fisico al Rolland Garros, tanto improvviso quanto amaro da assistere. Non offre una diagnosi né fornisce dei dettagli sulle condizioni attuali dell’atleta, ma aiuta a tracciare il profilo psicologico e umano di un giocatore straordinario, che pare aver tenuto l’umiltà degli esordi, nonostante il ricchissimo conto in banca e i bolidi nascosti in garage, compresa una Ferrari.

La fragilità dell’uomo dietro il numero uno

Sembrava che nulla potesse separare Jannik dalla vittoria contro Cerundolo. Avanti due set a zero, tutti lo davano ormai avviato verso il turno successivo, poi, nel terzo parziale, la difficoltà a restare dentro lo scambio ha indirizzato la gara a favore dell’argentino, che ha rimontato e chiuso la pratica in cinque set, aiutato dalle condizioni precarie dell’avversario. A suscitare la preoccupazione, più che il risultato, è il modo in cui è arrivato, e ora l’attenzione si sposta sugli esami. Sinner si sottoporrà al J Medical di Torino a controlli mirati, volti a stabilire l’origine del malessere avvertito in campo. La cura, se così si può chiamare, è intanto un po’ di riposo, in attesa di scoprire l’esito degli accertamenti. Il calendario del tennis corre, ma davanti a un crollo del genere le priorità mutano.

In sella alla Vespa rossa il dominatore del circuito ATP mette da parte l’aura glaciale, lasciando emergere la sua natura più semplice. Secondo le immagini circolate, il modello è una Primavera rossa fiammante dalla cilindrata non meglio definita: la gamma attuale comprende versioni da 50, 125 e 150 cc a prezzi lontani dai giocattoli di lusso del Principato, di poco superiori ai 4.000 euro per la versione d’accesso e oltre 5.000 euro per le cilindrate superiori. Anche qui sta parte del fascino della scena: un campione che potrebbe scegliere qualsiasi mezzo viene associato a qualcosa di popolare, italiano, immediatamente riconoscibile.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 13:16:23 +0000
News n. 14
Bollo auto in scadenza: le date da non dimenticare

Il bollo auto resta una delle tasse meno amate dagli automobilisti italiani, non tanto per la sua complessità tecnica quanto per la sua natura: si paga anche se il veicolo rimane fermo in garage, perché il presupposto è il possesso e non l’utilizzo della macchina. Ogni anno milioni di proprietari, locatari o utilizzatori devono fare i conti con una scadenza che non coincide per tutti nello stesso giorno in quanto cambia in base alla data di immatricolazione, alla potenza del mezzo, alla tipologia del veicolo e alla Regione di residenza.

La tassa sul possesso, non sull’uso del veicolo

Come premesso, il bollo auto è una tassa automobilistica regionale o provinciale dovuta per il possesso del veicolo. A rilevare è l’intestazione del mezzo e, salvo esenzioni previste per determinate categorie di persone o veicoli, il pagamento va effettuato periodicamente alla Regione o alla Provincia autonoma competente. A differenza della Rc auto che decorre dalla data di stipula della polizza, la tassa automobilistica segue logiche amministrative legate all’immatricolazione e al periodo tributario.

Quando si acquista un’auto nuova di fabbrica in un concessionario, il primo bollo va quindi pagato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione del veicolo. Se però l’immatricolazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, il pagamento può slittare alla fine del mese successivo senza l’applicazione di sanzioni o interessi.

Per fare un esempio pratica, se una vettura viene immatricolata il 12 marzo, il primo bollo va pagato entro il 31 marzo. Se l’immatricolazione cade il 25 marzo, il proprietario può effettuare il versamento entro il 30 aprile. La data da controllare è quella di immatricolazione riportata sulla carta di circolazione, sul Documento Unico di circolazione e proprietà o sul foglio di via.

Le eccezioni regionali: Lombardia, Piemonte, Trento e Bolzano

La disciplina del bollo auto ha una base comune, ma non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Le Regioni e le Province autonome possono introdurre proprie regole operative nel solco della autonomia amministrativa.

In Lombardia, per i veicoli di nuova immatricolazione dal primo gennaio 2004, il primo pagamento va effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Per gli anni successivi, sempre per questa categoria di veicoli, il termine di pagamento è fissato all’ultimo giorno del mese in cui il veicolo è stato immatricolato. In pratica, se l’auto è stata immatricolata a ottobre, il periodo di validità seguirà la periodicità ottobre-settembre e il rinnovo dovrà essere pagato entro la fine di ottobre.

In Piemonte, il primo bollo va versato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Il mese di immatricolazione va pagato per intero anche quando la vettura viene immatricolata l’ultimo giorno utile. Per i bolli successivi, la Regione applica il criterio del pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza.

Anche le Province autonome di Trento e Bolzano prevedono discipline che consentono il pagamento nel mese successivo rispetto a quello di immatricolazione senza applicazione di interessi e sanzioni.

La regola del mese successivo per le auto in circolazione

Per le auto già in circolazione, il rinnovo del bollo deve essere pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del bollo precedente. Se il bollo scade a dicembre, il pagamento va effettuato a gennaio; se la scadenza cade ad aprile, il versamento deve essere fatto a maggio; se il periodo termina ad agosto, il proprietario dovrà pagare entro settembre.

Si tratta di uno schema che resta però legato al calendario: quando l’ultimo giorno utile coincide con un sabato, una domenica o un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno feriale successivo. Nel 2026, ad esempio, il pagamento dei veicoli con bollo scaduto a dicembre 2025 è slittato al 2 febbraio, perché il 31 gennaio cadeva di sabato. Lo stesso meccanismo si applica ogni volta che la scadenza naturale non coincide con una giornata lavorativa.

L’acquisto di un’auto usata introduce un’altra variabile. Se la vettura ha un bollo ancora valido, il nuovo proprietario non deve pagare subito una nuova tassa automobilistica. Dovrà farlo alla scadenza naturale del bollo in corso nel rispetto del termine ordinario del mese successivo, al netto di regole regionali diverse.

Diverso è il caso dell’auto acquistata presso un rivenditore che ha posto il veicolo in regime di sospensione d’imposta per la rivendita. In questa ipotesi, quando l’auto esce dal regime di sospensione si applicano regole simili a quelle previste per il primo pagamento dei veicoli nuovi. Il riferimento operativo diventa la data dell’atto di vendita o dell’uscita dalla sospensione, con le scadenze fissate dalla Regione competente.

Come controllare la scadenza del bollo auto

La ricevuta del pagamento precedente del bollo auto è il primo documento da consultare perché indica il periodo di validità e consente di capire quando dovrà essere effettuato il rinnovo. Se è disponibile si può ricorrere ai servizi digitali dell’Aci o ai portali tributari regionali.

Il portale ACI permette infatti di calcolare l’importo del bollo e del superbollo, pagare online, consultare i servizi legati alla posizione tributaria e attivare promemoria per non dimenticare la scadenza. Alcune Regioni mettono inoltre a disposizione servizi propri, anche integrati con pagoPA, l’app IO o sistemi di avviso digitale.

Per le auto più potenti entra in gioco anche il superbollo, l’addizionale erariale dovuta per i veicoli con potenza superiore a 185 kW. A differenza del bollo ordinario, che è una tassa regionale o provinciale, il superbollo è un tributo erariale e viene versato con modello F24 Elementi identificativi. La scadenza segue quella del bollo auto, ma il canale di pagamento è diverso.

Cosa succede se si paga in ritardo

Pagare il bollo in ritardo il bollo auto comporta costi aggiuntivi ed esattamente:

  • se la posizione viene regolarizzata entro 14 giorni scatta la sanzione pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • dal 15esimo al 30esimo giorno sanzione pari all’1,5% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • dal 31esimo al 90esimo giorno sanzione pari all’1,67% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • dal 91esimo giorno a 1 anno sanzione pari al 3,75% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • oltre 1 anno sanzione pari al 30% della tassa dovuta oltre gli interessi moratori da calcolare per ogni semestre di ritardo.

Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare la posizione prima dell’arrivo di un atto di accertamento con il versamento della tassa dovuta con sanzioni ridotte e interessi. Più passa il tempo, più aumenta il costo della dimenticanza. Dopo anni di omissioni, l’ente competente può procedere con avvisi, recupero coattivo e ulteriori conseguenze amministrative.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 12:00:20 +0000
News n. 15
Toyota cancella Lexus LF-ZC, addio all’ambiziosa berlina elettrica

Il panorama dell’auto elettrica di lusso perde uno dei suoi progetti più carichi di aspettative. Toyota ha ufficialmente deciso di cancellare il programma della Lexus LF-ZC, la berlina elettrica di fascia alta che avrebbe dovuto rappresentare, a partire dal 2027, la massima espressione tecnologica della divisione premium del Gruppo. Quello che era stato presentato come il manifesto del futuro per Lexus si scontra oggi con una realtà di mercato profondamente mutata, spingendo il colosso giapponese a una revisione drastica delle proprie priorità industriali.

Una promessa tecnologica interrotta

Presentata con grande risonanza al Japan Mobility Show nell’ottobre del 2023, la Lexus LF-ZC non era solo un esercizio di stile, ma una vera e propria sfida alle leggi della fisica applicate alla mobilità. Il modello avrebbe dovuto portare al debutto le batterie allo stato solido di nuova generazione, una tecnologia considerata il “sacro graal” del settore per la sua capacità di abbattere i tempi di ricarica e garantire un’autonomia rivoluzionaria, stimata intorno ai 1.000 chilometri.

Oltre all’alimentazione, il progetto prevedeva l’adozione del gigacasting, un processo produttivo d’avanguardia che permette di realizzare grandi componenti strutturali in alluminio in un unico pezzo. Questa innovazione avrebbe dovuto garantire una riduzione significativa dei costi e dei tempi di assemblaggio, offrendo al contempo una rigidità torsionale superiore a vantaggio della dinamica di guida. Nonostante la cancellazione del modello, Toyota ha precisato che la ricerca su queste tecnologie strategiche non si fermerà, poiché rimangono pilastri fondamentali per i futuri veicoli del gruppo.

Le ragioni del “no”: tra mercato e politica

La decisione di fermare la LF-ZC non nasce da un fallimento tecnico, ma da un’attenta analisi del contesto internazionale. I media giapponesi evidenziano come la scelta rifletta il rallentamento della domanda globale di veicoli elettrici, un fenomeno che sta colpendo trasversalmente l’intera industria. A questo si aggiunge un clima di incertezza politica, alimentato dalla progressiva eliminazione degli incentivi fiscali per le auto a zero emissioni negli Stati Uniti, uno dei mercati chiave per il marchio Lexus.

Nonostante Toyota abbia registrato nel 2025 un incremento record del 42,4% nelle vendite di auto elettriche, il management ha preferito adottare una strategia improntata alla prudenza. Non è un caso isolato nel panorama nipponico: anche Honda ha recentemente ridimensionato i propri obiettivi di conversione totale all’elettrico, segno di una riflessione profonda che coinvolge tutti i principali player del Sol Levante.

Verso un futuro a ruote alte

La cancellazione della LF-ZC non significa un disimpegno dal mondo dell’elettrico, ma una riallocazione delle risorse verso settori ritenuti più redditizi e richiesti. Toyota ha infatti deciso di puntare con decisione sullo sviluppo dei SUV, un comparto che continua a mostrare una domanda solida e costante su tutti i principali mercati internazionali.

Il gruppo ha ribadito in una nota ufficiale la volontà di rispondere con prontezza ai cambiamenti del mercato, puntando a costruire auto che superino le aspettative dei clienti. In questo nuovo scenario, l’eleganza filante di una berlina da record come la LF-ZC lascia spazio alla concretezza dei SUV, confermando come, in un settore automobilistico in continua metamorfosi, la capacità di adattamento sia diventata il vero motore dell’innovazione.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 10:27:51 +0000
News n. 16
Bugatti W16 Mistral, la versione speciale che omaggia il Piccolo Principe

Nel mondo dell’eccellenza automobilistica, esistono vetture che superano la semplice definizione di mezzo di trasporto per diventare capitoli di storia. La Bugatti W16 Mistral, già di per sé una roadster esclusiva prodotta in soli 99 esemplari per celebrare l’addio al leggendario motore W16 da 8,0 litri, trova nella personalizzazione estrema la sua massima espressione. È qui che il reparto “Sur Mesure†di Bugatti ha dato vita a un progetto unico al mondo: “Le Retour du Jeune Princeâ€, “Il ritorno del Piccolo Principe”.

Un incontro tra letteratura e ingegneria

La genesi di questo esemplare risale all’ottobre 2023, nata dall’incontro tra un collezionista di lungo corso e Jascha Straub, responsabile del design personalizzato Bugatti. L’obiettivo era ambizioso: realizzare una vettura che omaggiasse non solo il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, ma anche il lavoro letterario dello stesso cliente, che ha scritto un seguito alla storia del Principe. Sotto la guida di Sabine Consolini, questa narrazione è stata trasposta in un concetto visivo senza precedenti.

Un design che cattura la luce lunare

L’estetica esteriore della “Le Retour du Jeune Prince” colpisce per una palette cromatica sviluppata ad hoc. Il team ha creato tonalità calde comprese tra il rame e il bronzo, studiate per evocare il riflesso della luce lunare sulla superficie terrestre. La carrozzeria reagisce con intensità cangiante al variare dell’illuminazione, enfatizzando le forme scultoree della Mistral.

La cura del dettaglio è quasi maniacale: la griglia a ferro di cavallo è stata modificata con linee 3D che seguono il flusso del cofano, mentre il logo Bugatti sulla calandra è contornato in oro. Sui fianchi posteriori e sull’ala, un cielo stellato color argento è stato dipinto a mano e integrato nella vernice attraverso un complesso processo di stratificazione. Il tocco finale è un “Easter egg” sotto l’ala posteriore: quando l’airbrake si solleva, rivela una reinterpretazione della celebre scena tra il Principe e la volpe.

L’abitacolo

Entrando nell’abitacolo, il viaggio letterario si fa ancora più intimo. Bugatti ha utilizzato due tonalità di pelle: “Terre d’Or†(un beige luminoso) e “Driftwood†(un tono più terroso). I pannelli delle porte sono autentici capolavori di selleria, con la luna ricamata circondata da innumerevoli stelle che attraversano tutto il cockpit fino ai poggiatesta.

Il vero tocco poetico degli interni si trova però nel selettore del cambio. Al suo interno è incastonata una rosa d’argento, creata attraverso uno scan 3D di un fiore vero per massimizzare il realismo. Questo gioiello è un riferimento diretto alla rosa del racconto, simbolo di tenerezza e memoria. Persino il motore W16, visibile aprendo il vano posteriore, presenta incisioni personalizzate che raffigurano i personaggi principali della storia.

Potenza mostruosa avvolta nel mito

Nonostante la veste poetica, tecnicamente la Mistral resta una predatrice della strada. Il motore W16 da 8,0 litri scarica i suoi 1.600 CV attraverso un cambio a doppia frizione a sette rapporti e trazione integrale. Sebbene su un pezzo unico di tale valore le prestazioni passino in secondo piano, la consapevolezza di poter superare i 400 km/h conferisce a questo progetto un fascino quasi surreale. “Le Retour du Jeune Prince†non è più solo un’auto, ma un libro rilegato in carbonio e pelle, creato per essere letto e vissuto lungo le strade del mondo.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 09:19:20 +0000
News n. 17
La crisi dei carburanti e gli effetti sul ponte del 2 giugno

L’arrivo del Ponte del 2 giugno 2026 segna un punto di svolta nelle abitudini turistiche degli italiani. Se in passato questa festività rappresentava l’assaggio della spensieratezza estiva, quest’anno il clima è dominato dalla prudenza e dalla necessità di risparmio. L’incertezza legata alla situazione geopolitica internazionale, in particolare alla guerra in Iran e alle tensioni nello Stretto di Hormuz, ha innescato una spirale inflattiva che colpisce direttamente il portafoglio di chi desidera concedersi qualche giorno di relax.

Il peso dei carburanti sul budget familiare

Il capitolo più oneroso per i viaggiatori riguarda senza dubbio i carburanti. Secondo i dati diffusi dal Codacons, il confronto con lo scorso anno è impietoso: la benzina ha subito un rincaro del 15,4%, mentre il gasolio ha registrato un’impennata record del 27,5% rispetto al 2025.

Tradotto in termini pratici, un pieno di diesel costa oggi 22 euro in più rispetto allo scorso anno, mentre per la benzina l’aggravio è di circa 13 euro. Si stima che la spesa complessiva per i rifornimenti di chi si sposterà in auto per questo ponte raggiungerà la vertiginosa cifra di 640 milioni di euro.

Alloggi e trasporti: tra aumenti e controtendenze

Non va meglio sul fronte dell’accoglienza e dei trasporti alternativi. Le analisi di Assoutenti evidenziano aumenti del 3,5% per alberghi e motel, che salgono al 5,4% per villaggi vacanze e campeggi. Anche muoversi via mare è diventato più caro, con i traghetti che segnano un +6% proprio a causa del prezzo del petrolio alle stelle.

In questo scenario, l’unica voce in controtendenza è rappresentata dalle tariffe aeree, che calano mediamente del 3,4%, con punte del -13,5% per i voli nazionali. Questa dinamica è paradossalmente innescata dalla minore domanda e dal timore di cancellazioni legate all’emergenza jet-fuel e alla situazione internazionale.

Ferie più corte e mete vicine

Questi rincari hanno un impatto diretto sulla durata e sulla qualità delle ferie. Una ricerca dell’Istituto Piepoli rivela che il 31% degli italiani ha deciso di ridurre la durata dei propri soggiorni. Di questi, quasi la metà (il 45%) attribuisce la scelta a una minore disponibilità economica del nucleo familiare, mentre il 21% punta il dito proprio sui costi di viaggio.

La gestione del budget diventa quindi una vera e propria strategia di sopravvivenza turistica: il 31% degli intervistati opta per alloggi più economici, il 27% sceglie destinazioni più vicine e il 23% risparmia al ristorante o riduce le attività extra. Curioso è il dilemma degli standard: il 29% preferisce una vacanza corta ma confortevole, mentre il 28% è disposto a sacrificare le comodità pur di avere più giorni a disposizione.

L’ombra della geopolitica sulle scelte estive

Anche la scelta delle mete è pesantemente condizionata dal contesto internazionale. Il 62% degli intervistati dichiara che le guerre e i prezzi dei carburanti influenzino le loro decisioni estive. Di conseguenza, la maggioranza opta per mete nazionali (59%) o europee (24%). Ben 6,1 milioni di cittadini hanno addirittura annullato le vacanze programmate a causa dell’instabilità globale, mentre altri 5,5 milioni hanno subito la cancellazione dei voli per ragioni legate alla crisi energetica.

Nonostante i costi del pieno, l’automobile resta il mezzo preferito dal 51% dei viaggiatori, seguita dal treno (18%). Il Ponte del 2 giugno 2026 ci consegna l’immagine di un Paese che non rinuncia a viaggiare, ma lo fa con un pragmatismo nuovo, dettato da una crisi che non accenna a placarsi.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 08:05:09 +0000
News n. 18
Mercedes-Benz GLE e GLS 2026, al via gli ordini: i prezzi per il mercato italiano

Mercedes-Benz annuncia un importante aggiornamento per i suoi modelli di punta nel segmento dei SUV di grandi dimensioni. A partire dal 29 maggio 2026, sono ufficialmente aperti gli ordini per le nuove GLE, GLE Coupé e GLS, tre vetture che si presentano oggi più potenti, intuitive ed esclusive che mai. Dopo la première mondiale tenutasi a Tuscaloosa, in Alabama, la gamma sbarca sul mercato italiano con prezzi che partono da 89.714 euro per la versione SUV della GLE.

Nuovi motori e allestimenti

Il pilastro di questo rinnovamento è rappresentato dall’introduzione di una nuova generazione di motori a sei cilindri, progettati per offrire prestazioni superiori e una maggiore efficienza. Per rispondere alle diverse esigenze della clientela, Mercedes-Benz ha strutturato l’offerta su tre distinti livelli di equipaggiamento: ADVANCED, ADVANCED PLUS e PREMIUM. Questa semplificazione della gamma permette di scegliere tra diversi gradi di personalizzazione e contenuti tecnologici, mantenendo sempre elevato lo standard di lusso tipico della casa di Stoccarda.

Mercedes-Benz GLE: ampia versatilità

La nuova GLE SUV si conferma come uno dei modelli di maggior successo del marchio, profondamente modernizzata attraverso numerosi componenti rivisti. Il design è stato aggiornato per riflettere un’estetica moderna, ma è all’interno che l’auto esprime al meglio il concetto di “Welcome homeâ€: un ambiente dove tecnologie innovative e un comfort eccezionale si fondono per accogliere conducente e passeggeri. Questo SUV versatile, che celebra i 140 anni di innovazione della Stella, viene proposto con un listino che parte da 89.714 euro.

GLE Coupé: l’anima sportiva

Per chi cerca una presenza su strada più dinamica, la GLE Coupé accentua il suo carattere sportivo. Con nuovi dettagli stilistici, il modello risulta più potente ed espressivo, beneficiando al contempo di tecnologie che lo rendono più intuitivo nelle interazioni quotidiane. La sportività della variante Coupé si riflette anche nel posizionamento di mercato, con ordini aperti a partire da 98.015 euro.

Mercedes-Benz GLS: la “Classe S” dei SUV

Al vertice della gamma si posiziona la nuova GLS, la vettura che incarna la visione Mercedes di esclusività e intelligenza digitale applicata ai grandi volumi. Spesso definita la “Classe S dei SUV”, la GLS eleva il comfort a un livello superiore grazie a una tecnologia d’avanguardia: il controllo dell’ammortizzazione basato su cloud.

Questo sistema, applicato alle sospensioni AIRMATIC ed E-ACTIVE BODY CONTROL, permette alla vettura di “leggere” la strada e adattare automaticamente lo smorzamento poco prima di incontrare dossi o irregolarità impegnative. Il risultato è un viaggio estremamente fluido, pensato in particolare per il benessere dei passeggeri posteriori. Per accedere a questa ammiraglia a ruote alte, il prezzo di partenza è fissato a 115.323 euro.

Un futuro nel segno della tradizione

L’aggiornamento di questi modelli dimostra lo spirito pionieristico di Mercedes-Benz, capace di integrare soluzioni digitali avanzate in veicoli dalla solida tradizione meccanica. Con la disponibilità immediata per l’ordine, la nuova gamma GLE e GLS si pone l’obiettivo di consolidare la leadership della Stella nel mercato dei SUV premium, offrendo vetture che non sono solo mezzi di trasporto, ma veri e propri concentrati di innovazione. E la Casa di Stoccarda in questo è una garanzia da centoquaranta anni.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 07:04:28 +0000
News n. 19
Il GPL rovina davvero il motore? Quello che ogni automobilista dovrebbe conoscere

Il dubbio assilla da sempre chiunque voglia tagliare i costi del rifornimento installando un impianto a gas. Dietro i tanti miti e le paure di riparazioni costose, c’è una spiegazione tecnica molto semplice che ogni automobilista dovrebbe conoscere per viaggiare sereno e senza sorprese.

I rischi per chi sceglie l’alimentazione a GPL

Il GPL non rovina il motore se l’impianto è calibrato correttamente. Il rischio reale è l’usura precoce delle valvole causata dalle alte temperature di combustione, un problema che oggi i tecnici prevengono e risolvono configurando l’elettronica dell’impianto a gas. Infatti è pulito ed efficiente; tuttavia, possiede caratteristiche chimiche e fisiche completamente diverse rispetto alla benzina tradizionale. Se queste differenze non vengono compensate da una corretta installazione o da una manutenzione scrupolosa, la meccanica interna potrebbe usurarsi. Vediamo i componenti soggetti ad usura:

  • robustezza della testata: è il problema più noto. Mancando il potere lubrificante del carburante liquido, il rischio è la recessione delle valvole. Alcuni motori nascono con sedi valvole rinforzate in lega dura, mentre altri materiali sono più “teneri” e finiscono per incassarsi nella testata;
  • calibrazione della mappa: il GPL brucia con una dinamica diversa rispetto alla benzina. Se la regolazione della centralina del gas è errata, si crea una miscela magra che fa aumentare la temperatura, surriscaldando le valvole di scarico e mettendo sotto sforzo l’intera testata;
  • stile di guida: i lunghi tragitti ad alti giri (come i viaggi in autostrada) aumentano drasticamente lo stress termico. Inoltre, viaggiando sempre a gas, la benzina nel serbatoio rimane ferma rischiando di degradarsi, danneggiando pompa carburante e iniettori.

Quanti chilometri dura un motore a GPL?

Questi propulsori possono superare tranquillamente i 250.000 o 300.000 chilometri, eguagliando o addirittura superando quelli alimentati esclusivamente a benzina. Il gas è un carburante molto pulito che non lascia depositi carboniosi sui pistoni e non diluisce l’olio motore, preservando l’efficienza dei componenti interni a lungo termine. Tuttavia, il raggiungimento di queste percorrenze record non è automatico e dipende da tre fattori strettamente legati alla gestione del veicolo:

  • la compatibilità meccanica della testata: i motori con sedi valvole rinforzate di fabbrica o dotati di punterie idrauliche autoregistranti raggiungono chilometraggi elevatissimi senza alcun intervento straordinario;
  • la manutenzione: la sostituzione regolare dei filtri del gas (fase liquida e fase gassosa) ogni 15.000 – 20.000 km evita il bloccaggio degli iniettori, mantenendo la carburazione lineare e proteggendo il motore dai surriscaldamenti;
  • la scadenza decennale del serbatoio: per legge, la bombola del GPL va sostituita ogni 10 anni dalla data di collaudo dell’impianto. Questo è l’unico vero sbarramento temporale che richiede un investimento economico per poter continuare a circolare.

Quali sono i motori che lavorano meglio con il GPL

Non tutti reagiscono allo stesso modo all’installazione di un impianto a gas. La differenza fondamentale risiede nella progettazione della testata e nei materiali scelti dal costruttore. In officina sappiamo bene che alcune architetture meccaniche tollerano il GPL per centinaia di migliaia di chilometri senza problemi, mentre altre richiedono un’attenzione raddoppiata. Se stai cercando una vettura per la trasformazione a GPL o vuoi sapere se la tua è strutturalmente adatta, le caratteristiche che fanno la differenza in termini di longevità sono tre:

  • i motori con punterie idrauliche: sono ideali perché recuperano il gioco valvole in modo automatico sfruttando la pressione dell’olio motore. Questo azzera la necessità di registrazioni manuali periodiche e protegge la testata dall’incassamento delle valvole;
  • i vecchi motori a iniezione indiretta: i propulsori tradizionali (come lo storico motore Fire Fiat) hanno camere di scoppio e logiche di iniezione semplici che si prestano magnificamente alla trasformazione, garantendo un’affidabilità eccezionale e costi di installazione ridotti rispetto ai moderni motori a iniezione diretta;
  • le vetture nate con impianto della casa: i modelli venduti direttamente dal concessionario con alimentazione bi-fuel di serie spesso montano già in linea di produzione testate dedicate, equipaggiate con sedi valvole rinforzate in acciaio sinterizzato studiate appositamente per sopportare lo stress termico del gas.

I sintomi di un motore a GPL che sta soffrendo

Riconoscere i segnali di un’usura meccanica in corso evita di danneggiare la testata in modo irreparabile. Quando le valvole o la carburazione iniziano a creare problemi, ci sono dei sintomi che il conducente avverte durante la marcia quotidiana. Vediamo i segnali d’allarme più frequenti che ti fanno capire di andare in officina:

  • minimo instabile a freddo: l’auto stenta a mantenere i giri regolari appena avviata a benzina. Il difetto tende a sparire o attenuarsi non appena il motore si scalda ed entra in temperatura d’esercizio;
  • difficoltà di avviamento: il motorino di avviamento gira a vuoto per diversi secondi prima di riuscire a mettere in moto il veicolo. Questo accade perché la compressione interna dei cilindri è già parzialmente compromessa dalle valvole che non chiudono più ermeticamente;
  • accensione della spia motore: la centralina originale rileva anomalie nei parametri di combustione. Spesso si registrano codici errore DTC per miscela troppo magra o mancate accensioni localizzate su uno o più cilindri;
  • perdita di potenza sotto sforzo: la vettura risponde in modo lento e mostra vuoti di erogazione quando si accelera a fondo, specialmente nei tratti di salita o durante i sorpassi autostradali.

I consigli del meccanico per viaggiare sicuri

Far durare un motore bi-fuel oltre i 200.000 chilometri richiede buone abitudini e piccoli accorgimenti tecnici che in officina consiglio sempre per proteggere la propria auto:

  • manutenzione dell’impianto: non limitarti al classico cambio dell’olio motore. Per viaggiare sereni a gas è fondamentale effettuare una manutenzione regolare, ogni 15.000 o 20.000 km, oltre a verificare periodicamente l’efficienza degli iniettori per evitare che una cattiva nebulizzazione smagrisca la carburazione e surriscaldi la testata;
  • sfrutta l’elettronica dell’impianto: chiedi al tuo installatore di attivare le strategie di contributo benzina in centralina (nei nuovi sistemi dovrebbero essere già attive). Consumerai qualche litro di carburante tradizionale in più durante i lunghi viaggi in autostrada, ma salverai le valvole di scarico dalle temperature eccessive;
  • evita i carichi massimi prolungati a gas: il GPL è eccellente per i trasferimenti e la guida fluida, ma se devi affrontare una salita ripida a pieno carico o vuoi guidare in modo sportivo, premi il pulsante e passa temporaneamente a benzina per raffreddare la camera di scoppio;
  • regola del quarto di serbatoio: non viaggiare mai con la spia della riserva di benzina accesa fissa. La pompa del carburante originale ha bisogno di essere immersa nel liquido per non surriscaldarsi e grippare, inoltre la benzina fresca evita la formazione di depositi acidi che ostruiscono gli iniettori.
Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 06:46:00 +0000
News n. 20
La 24 ore Le Mans ‘invisibile’: così gli ingegneri combattono il buio a colpi di dati e telemetria

Di giorno sono numeri, grafici, pressioni e algoritmi, di notte diventano nervi, lucidità e resistenza mentale. Alla 24 Ore di Le Mans, mentre i piloti combattono in pista a oltre 300 km/h, c’è un’altra gara che si corre dietro ai monitor del box: quella degli ingegneri di dati e telemetria. Un lavoro invisibile al grande pubblico, ma decisivo quanto un pit stop perfetto o una strategia gomme indovinata. A raccontarlo è Justin Taylor, Chief Engineer di Genesis Magma Racing, che vive Le Mans dal cuore pulsante della tecnologia. Uno degli uomini chiamati a gestire quella gigantesca macchina invisibile che accompagna ogni vettura per ventiquattro ore consecutive.

Le Mans, più di qualsiasi altra competizione automobilistica, è diventata negli anni una sfida totale: tecnica, fisica, mentale e strategica. Oggi le vetture moderne sono laboratori viaggianti capaci di produrre una quantità impressionante di informazioni in tempo reale. Ogni giro genera dati su gomme, temperature, consumi, sospensioni, motore, sistemi ibridi, aerodinamica e comportamento del pilota. Nulla viene lasciato al caso. Ma quanto conta oggi il lavoro dei data & telemetry engineers in una gara come Le Mans?

Il nostro compito è garantire che tutti i dati raccolti dalla vettura siano accurati e completi. Questo ci permette di ottimizzare la vettura su tutti i fronti: performance, efficienza e naturalmente sicurezza“. Parole semplici che però spiegano perfettamente la complessità del ruolo.

In una gara di ventiquattro ore, basta un’anomalia minima per compromettere un intero weekend. Una pressione sbagliata, un sensore fuori tolleranza, una temperatura che sale improvvisamente di pochi gradi possono trasformarsi in un problema enorme dopo ore di gara. Una volta l’endurance si vinceva soprattutto con affidabilità meccanica e coraggio. Oggi servono anche capacità di lettura, interpretazione e gestione delle informazioni. Le squadre lavorano come vere centrali operative: decine di tecnici monitorano continuamente ciò che accade in pista cercando di anticipare problemi prima ancora che si manifestino. A Le Mans tutto viene monitorato. Ogni vibrazione, ogni temperatura, ogni consumo può fare la differenza tra arrivare alla domenica pomeriggio oppure fermarsi nella notte della Sarthe. Ma tra centinaia di parametri, quali sono quelli davvero decisivi? E quello che guardate più spesso?

La pressione degli pneumatici è un parametro fondamentale da monitorare, sia per la sicurezza e la conformità ai regolamenti, che per le performance“. Perché a Le Mans le gomme non sono soltanto grip, secondo Taylor sono molto più di un semplice componente tecnico. Sono uno degli elementi che determinano il ritmo della gara, la strategia dei pit stop e perfino la sopravvivenza della vettura durante la notte.

Il peggior nemico di una vettura a Le Mans: temperatura, consumi o gomme?

Le Mans tende a mettere a dura prova le vetture con le sue condizioni meteorologiche estreme, come temperature molto alte o molto basse e naturalmente la pioggia”  ha spiegato Taylor. Insieme agli pneumatici c’è quindi un altro grande nemico che accompagna la corsa francese da sempre: l’imprevedibilità delle condizioni atmosferiche. In condizioni estreme, una variazione minima può modificare completamente il comportamento della macchina. E a Le Mans le condizioni estreme sono quasi una costante. Non basta leggere numeri ma serve interpretarli, anticipare problemi, prendere decisioni rapide mentre il resto del mondo dorme. O almeno ci prova.

Justin Taylor, Chief Engineer di Genesis Magma Racing
Genesis Magma Racing
Justin Taylor tra gestione dati, simulazioni e sfida mentale ai box. Alla 24 Ore di Le Mans gli ingegneri di telemetria sono sempre più decisivi

Ci sono momenti della notte in cui il lavoro degli ingegneri diventa ancora più delicato?

Mantenere la concentrazione durante la notte è una sfida costante ma il momento più difficile per quasi tutti arriva tra le 3 e le 4 del mattino, poco prima dell’alba”, ammette l’ingegnere. Nell’arco di ventiquattro ore una squadra si trova a vivere quasi quattro gare differenti. Si parte nel caldo del pomeriggio, si attraversa la lunga notte umida della Sarthe e si arriva al mattino successivo con temperature e grip completamente diversi. Il lavoro della telemetria quindi, non si ferma mai, nemmeno per un secondo. E durante la notte, quando cala il buio, il circuito cambia volto. Le luci artificiali illuminano soltanto alcune zone della pista, i riferimenti visivi si riducono, la stanchezza cresce e ogni errore pesa il doppio. Anche dentro ai box.

Quanti caffè servono per arrivare alla bandiera a scacchi?

Sono un vero appassionato di caffè, normalmente ne bevo 3-4 al giorno. Ognuno ha le proprie strategie per affrontare Le Mans, ma la mia personale è quella di evitare la caffeina fino alle 9 di domenica mattina. A quel punto ho bisogno di una spinta e il crollo che arriverà nel pomeriggio non sarà più un problema, perché mancano poche ore alla bandiera a scacchi“. La mente deve restare sempre perfettamente lucida e anche il caffè, a Le Mans, diventa parte della strategia. Dettagli apparentemente piccoli che raccontano però quanto la preparazione mentale conti quasi quanto quella tecnica.

Justin Taylor Genesis Magma Racing ai box
Genesis Magma Racing
Dati, simulazioni e strategia: il racconto di Justin Taylor sulla 24 Ore di Le Mans e il lavoro invisibile degli ingegneri ai box

Le squadre arrivano a Le Mans dopo aver percorso virtualmente migliaia di chilometri nei simulatori. Strategie, consumi, degrado gomme, gestione traffico: tutto viene studiato in anticipo. Nel motorsport moderno il confine tra uomo e software è sempre più sottile. Predictive analysis e telemetria in tempo reale guidano ormai ogni decisione strategica. Vi fidate sempre dei dati o a volte conta ancora l’istinto?

In linea di massima, è sempre meglio affidarsi ai dati il più possibile, ma è fondamentale validarne continuamente l’accuratezza confrontandoli con un modello o con un secondo calcolo. Detto questo, ci sono sempre alcune aree in cui i dati disponibili sono insufficienti o assenti ed è proprio in quei casi che l’esperienza accumulata nel tempo fa la differenza“. Tradotto, il fattore umano non è mai uscito dal box. Forse proprio questo è il motivo per cui Le Mans continua a conservare un fascino unico anche nell’era dell’intelligenza artificiale e della tecnologia estrema. Perché nel motorsport reale esiste sempre una variabile impossibile da controllare completamente.

Infine una riflessione, l’endurance moderna è ancora romantica oppure ormai è una F1 lunga più ore?

“Credo che l’endurance conservi ancora un elemento umano più forte rispetto alla maggior parte delle altre discipline del motorsport. La vittoria di una gara di 6 o addirittura di 24 ore dipende molto dalla perseveranza, dalla resilienza e dalla capacità di un gruppo numeroso di persone di lavorare insieme sotto pressione. La tecnologia e il professionalismo hanno fatto passi da gigante, ma l’endurance resta, in fondo, una questione di squadra che supera le avversità insieme. È questo che mantiene vivo il suo romanticismo e la distingue da tutto il resto”.

Una riflessione finale, quasi romantica, che racconta l’anima più autentica della corsa più famosa del mondo. Forse è anche per questo che, nonostante software, simulatori e milioni di dati al secondo, alla fine la 24 Ore continua a vincerla ancora chi riesce a resistere più degli altri. Perché dietro il rumore delle Hypercar, resta ancora una gara profondamente umana. Una sfida contro il sonno, la fatica, gli errori e il tempo. Una corsa in cui, dopo milioni di dati elaborati e centinaia di decisioni prese in pochi secondi, alla fine vince ancora chi riesce a resistere più a lungo degli altri.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 06:37:21 +0000
News n. 21
MotoGP GP Italia, Bezzecchi comanda, Ducati in affanno: le pagelle

Le Aprilia e Fabio Di Giannantonio hanno cominciato con la marcia giusta la tappa del Mugello. Il romano del team VR46 ha siglato il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Italia 2026, fermando il crono a 1:46.242. Grazie alle mescole medie nuove ha preceduto i rider della Casa di Noale con un margine di 369 millesimi sullo spagnolo Jorge Martin e di ben 438 sul giapponese Ai Ogura.

Il venerdì del Mugello si è concluso con un poker azzurro in vetta alle pre-qualifiche del Gran Premio d’Italia 2026. Oltre a Di Giannantonio, sono saliti in cattedra Pecco Bagnaia, 2° a 91 millesimi sulla Rossa ufficiale subito davanti alla KTM Tech3 di un sorprendente Enea Bastianini e alla Ducati GP25 di Franco Morbidelli. Nelle qualifiche a prendersi la pole position è stato Marco Bezzecchi, che ha trovato la zampata giusta nel momento decisivo, stampando un tempo di 1:43.921, seconda piazza per Raul Fernandez, staccato di 0″224. Terza casella per Jorge Martin, desideroso di riscattare lo sfortunato weekend di Barcellona.

Marc Marquez, rientrato dopo le operazioni alla spalla e al piede destro, è riuscito a siglare il quarto tempo, davanti al connazionale Fermin Aldeguer del team Gresini Racing (orfano di Alex Marquez per il terribile crash in Catalogna) e Pecco Bagnaia, sesto in 1’44″482. Di Giannantonio ha aperto la terza fila, davanti a Moreira della Honda e Franco Morbidelli.

Com’è andata la Sprint Race

Marco Bezzecchi al via è stato sverniciato da Marc Marquez e dal compagno di squadra campione del mondo 2024. Raul Fernandez ha sfruttato il duello tra il numero 93 della Ducati e Jorge Martin per portarsi in testa alla gara nel primo giro. Il pilota del team satellite dell’Aprilia ha dettato il passo, tallonato dal numero 89. Fabio Di Giannantonio si è portato al terzo posto, anticipando Moreira con una manovra esplosiva e sfruttando gli errori del campione Moto2 2025.

Marco Bezzecchi ha approfittato delle difficoltà di Marquez, apparso ancora arrugginito sulla Rossa, per sopravanzarlo nella speranza di ricucire il gap con i primi. Il romagnolo ha infilato anche Moreira al quarto giro, mettendo nel mirino Fabio Di Giannantonio. Al quinto giro si è steso Enea Bastianini, tallonato da Pedro Acosta.

Grazie alla mescola media al posteriore Raul Fernandez ha gestito benissimo le fasi conclusive della sfida, riuscendo a tenere a bada le velleità di Martin. Medaglia di bronzo meritatissima per Fabio Di Giannantonio che si è confermato il miglior ducatista davanti a Bezzecchi e a un redivivo Marc Marquez incapace di mollare la top 5.

Bagarre tra italiani al Mugello

Allo spegnimento dei semafori Marco Bezzecchi ha perso la prima posizione in Curva-1, ma subito nella seconda S il romagnolo ha fatto esplodere il tifo sulle tribune con un grande controsorpasso su Martin. Alle spalle dei piloti della Casa di Noale le due Ducati ufficiali sono riuscite a partire bene con un Pecco Bagnaia rigenerato e un Marc Marquez che, guardingo nelle prime fasi, ha provato disperatamente a tenere il ritmo dei primi. Al quinto posto Pedro Acosta è stato autore di uno scatto di frizione clamoroso, riuscendo ad approfittare delle brutte partenze dei rivali, tra cui quella di Raul Fernandez.

Pecco Bagnaia al terzo giro si è preso di gran carriera la prima posizione, riuscendo a chiudere la traiettoria e mettendosi alle spalle le Aprilia. Marc Marquez, invece, si è ritrovato Acosta negli scarichi dalla terza tornata, facendo ancora molta fatica a gestire fisicamente la Desmosedici. Al quinto giro il pilota della KTM e il campione del mondo hanno dato spettacolo, favorendo anche il rientro di Aldeguer, di Ogura e di Fabio Di Giannantonio. Al settimo giro Marc Marquez si è ripreso la quarta posizione sul dritto, ma i primi tre piloti sono scappati via a un ritmo superiore.

Libero di testa Bagnaia è ancora in grado di tirar fuori belle performance, ma non dovrebbe accadere una volta ogni tre mesi. A dieci giri dalla fine Bezzecchi si è fatto vedere come un’ombra alle spalle della Rossa del n.63. Al quattordicesimo giro il leader della graduatoria mondiale ha sverniciato Pecco alla San Donato, scappando via. Martinator si è fatto sotto per la seconda piazza e ha scavalcato Bagnaia al sedicesimo giro.

Pedro Acosta ha superato pochi secondi dopo Marquez, mentre Di Giannantonio è riuscito ad avere la meglio di Aldeguer per la settima posizione. Ogura e Diggia hanno scavalcato Marc Marquez, sia per le condizioni fisiche ma anche per il crollo delle mescole che ha coinvolto anche la Rossa. Il giapponese dell’Aprilia ha anche superato Acosta e poco dopo il romano del team VR46 ha ottenuto la quinta posizione. Marco Bezzecchi ha amministrato nelle ultime tornate e ha vinto la quarta gara del 2026, ampliando il vantaggio in classifica su Jorge Martin e su Fabio Di Giannantonio. Ottimo podio per Bagnaia che si è difeso bene dagli attacchi finali di Ogura.

I top 3

Marco Bezzecchi: 9 – Le Sprint Race sembrano servirgli per estrarre il massimo potenziale della RS-GP26 nelle sfide che contano. Nel Gran Premio d’Italia ha lanciato un messaggio chiaro al compagno di squadra al primo giro per poi passare Bagnaia nel momento giusto per costruirsi un tranquillo gap nell’ultima parte di gara. Una condotta senza sbavature su un tracciato che non lo aveva mai visto protagonista in top class. La quarta vittoria del 2026 lo proietta già nell’Olimpo dei piloti italiani e sognare il mondiale non è più un’eresia.

Pecco Bagnaia: 8 – Finalmente una prestazione da assoluto protagonista con un ritmo di alto profilo per 3/4 di GP. Scattato in modo fenomenale è stato l’unico a dare del filo da torcere ai due rider del team factory Aprilia. Ha difeso con i denti il terzo posto su Ogura, mostrando intelligenza e sprazzi di Nuvola Rossa nell’aria del Mugello.

Marc Marquez: 7,5 – Dopo poco più di due settimane dall’operazione ha lottato come un leone nonostante una scarsa condizione fisica. Lanciando il cuore oltre l’ostacolo il campione in carica ha duellato per gran parte del GP con uno scatenato Pedro Acosta (voto 7,5) per poi cedere nel finale e concludere al settimo posto sotto la bandiera a scacchi. Sarà una missione ardua difendere la corona perché l’Aprilia appare una moto migliore e che consuma meno le gomme, ma se starà bene venderà cara la pelle.

I flop 3

Ducati: 5,5 – In una sfida in cui Pecco Bagnaia, Marc Marquez e quasi tutti i rider in pista sulle Desmosedici provano a dare il massimo è evidente il divario tecnico con le Aprilia. Dopo 15 anni per la prima volta non è scattata nessuna Ducati in prima fila e solo un colpo di coda di Bagnaia ha evitato un altro podio tutto a tinte di Noale. I rivali dell’Aprilia sembrano più avanti anche sul piano strategico con la scelta giusta delle mescole. Sul più bello il glorioso ciclo tecnico iniziato nel 2020 potrebbe concludersi con una sonora sconfitta a fine stagione. Le sfide del Vecchio Continente hanno dimostrato la bravura dei rivali dell’Aprilia.

Franco Morbidelli: 4 – Con un Fabio Di Giannantonio in lotta per il Mondiale, il rendimento dell’esperto pilota del team VR46 è incomprensibile. Sembrava più a suo agio in pista quando correva acciaccato in sella a una Yamaha M1 che su una Desmosedici. Appare destinato a perdere la sua posizione privilegiata nella squadra di Valentino Rossi ed è giusto che un giovane abbia una grande chance in ottica 2027.

Enea Bastianini: 3 – Due gare e due KTM distrutte dall’ex pilota della Ducati. Salvo infortuni, nel corso della sua carriera, ha sempre dimostrato ritmo e costanza ma persino nel GP d’Italia ha deluso le aspettative. Avrebbe potuto e dovuto estrarre performance di assoluto profilo al Mugello per attirare l’interesse di un top team in vista del 2027, tuttavia chiunque potrebbe prendersi un bel rischio a ingaggiarlo.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 06:28:22 +0000
News n. 22
Buca le gomme alla ex moglie e viene scoperto, il video è virale

Ci sono storie che sembrano uscite da una commedia all’italiana, quelle in cui la vendetta mal congegnata si ritorce puntualmente contro chi l’ha ordita. Questa arriva da San Raffaele Cimena, un comune del Torinese, e racconta di un uomo di 78 anni che, animato da un rancore evidentemente ancora vivo nei confronti della sua ex moglie, ha deciso di farsi giustizia da solo nella serata del 20 maggio scorso.

Il suo piano era semplice: avvicinarsi all’auto della donna, rigarne la carrozzeria e bucarle uno pneumatico. Il problema, per lui, è che non aveva fatto i conti con le telecamere di sorveglianza installate nei dintorni del municipio cittadino, e soprattutto con un accessorio di fortuna che ha tradito la sua identità nel momento peggiore possibile. Il video della scena ha fatto rapidamente il giro del web, raccogliendo commenti che oscillano tra l’incredulità e l’ilarità. Non è difficile capire perché.

Il piano imperfetto

Il 78enne, residente a Santena e già noto alle forze dell’ordine, non si è presentato sul posto a mani nude né senza una qualche idea di come evitare di essere riconosciuto. Aveva elaborato un travestimento: un sacchetto di carta calato sulla testa, come maschera rudimentale fai da te. Completava l’equipaggiamento un oggetto descritto dagli inquirenti come un “bastone animato”, utilizzato per rigare la carrozzeria e forare gli pneumatici dell’auto presa di mira, veicolo parcheggiato a poca distanza dal municipio del paese.

L’idea, sulla carta, era quella di compiere il gesto indisturbato e dileguarsi senza che nessuno potesse ricondurre l’azione alla sua persona. Nella pratica, è andata diversamente. Le telecamere di videosorveglianza della zona hanno ripreso tutta la sequenza, e durante l’azione vandalica il sacchetto gli è scivolato dal volto. Un attimo, eppure è bastato per essere riconosciuto. Il suo viso è rimasto immortalato dai fotogrammi, nitido e inequivocabile, a disposizione di chiunque avesse poi analizzato le registrazioni.

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Dalle indagini successive è emerso che il 78enne aveva già preso di mira in passato vetture riconducibili all’ex moglie, agendo con lo stesso spirito di rivalsa. L’episodio del 20 maggio è stato però quello decisivo, perché le immagini disponibili erano di qualità sufficiente a consentire un’identificazione certa.

La denuncia ai Carabinieri

I proprietari delle auto danneggiate, tre veicoli colpiti in tutto, stando alle ricostruzioni, si sono rivolti ai Carabinieri della stazione di Castiglione Torinese, che hanno avviato le indagini incrociando le testimonianze raccolte, le immagini delle videocamere e gli accertamenti tecnici sul territorio.

L’analisi dei filmati ha permesso di isolare i fotogrammi cruciali: quelli in cui il sacchetto, scivolando, ha rivelato il volto del responsabile. Da quel momento l’identificazione è stata questione di tempo. I militari hanno anche recuperato e sequestrato l’oggetto utilizzato per compiere i danneggiamenti, acquisendolo come elemento utile alle indagini.

Il 78enne è stato quindi denunciato con l’accusa di danneggiamento aggravato. Una denuncia che, data la sua posizione di già noto alle forze dell’ordine, si inserisce in un quadro complesso.

Al netto delle conseguenze legali che attendono il protagonista di questa storia, resta il video che continua a circolare, a essere condiviso, e a strappare sorrisi. Uno di quei casi in cui la realtà supera abbondantemente la fantasia, e in cui l’unico vero rimpianto dell’interessato dev’essere quello di aver scelto come maschera qualcosa di così poco affidabile.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 05:30:51 +0000
News n. 23
Honda, addio all’elettrico puro nel 2040, il futuro torna ibrido

Honda è stata la casa automobilistica che, nel 1999, ha portato in Europa la prima ibrida di serie della storia, la Insight, anticipando di pochi mesi persino la Prius di Toyota. Poi, nel 2021, il grande annuncio: gamma completamente elettrica entro il 2040, addio ai motori a combustione, futuro a zero emissioni. Una svolta che sembrava definitiva. Oggi, cinque anni dopo, Honda fa retromarcia. Il target del 2040 viene archiviato, e al suo posto tornano gli ibridi. È la storia di un’industria che ha dovuto fare i conti con la realtà di un mercato che non si è mosso con la velocità che si aspettava, simile a quanto stanno vivendo tutte le concorrenti del mercato.

Periodo di crisi

Il contesto in cui arriva questa decisione è quello più difficile che Honda abbia vissuto in quasi settant’anni di storia quotata in borsa. L’esercizio fiscale chiuso al 31 marzo ha registrato una perdita netta di 2,3 miliardi di euro, dopo oneri e svalutazioni per 8,5 miliardi legati alla revisione della strategia sull’elettrico e alla cancellazione di diversi modelli EV. È la prima chiusura in rosso dal 1957, l’anno in cui Honda è entrata in borsa per la prima volta.

Il CEO Toshihiro Mibe ha dovuto presentare un piano completamente diverso rispetto a quello che aveva in mente. I problemi si erano accumulati su più fronti: la crescita dei veicoli elettrici procedeva in modo meno regolare rispetto alle attese, mentre batterie, piattaforme dedicate e infrastrutture continuavano a pesare sui costi, a cui si aggiungeva un contesto commerciale complicato dai dazi.

La collaborazione con Sony per i modelli Afeela è stata sospesa. I progetti della serie Generation 0 sono stati cancellati. L’unico modello full electric Honda disponibile negli Stati Uniti, la Prologue, terminerà la produzione a dicembre di quest’anno, dopo una fase commerciale sostenuta da forti sconti in concessionaria.

Il nuovo obiettivo sulla neutralità carbonica viene spostato al 2050, con un approccio multi-tecnologico che lascia spazio a ibridi, motori termici evoluti e soluzioni alternative. In Europa, il nodo resta aperto: se il divieto UE alle motorizzazioni a combustione resterà assoluto senza deroghe per le ibride o i carburanti sintetici, Honda dovrà comunque accelerare la transizione elettrica sul Vecchio Continente, indipendentemente dalla nuova rotta del gruppo.

Nuovi prototipi

Il segnale del cambio di strategia è arrivato con la presentazione di due prototipi che Honda ha mostrato al pubblico per la prima volta. Il primo è una berlina ibrida con carrozzeria a portellone dal design pulito e moderno che riprende la direzione tecnica del sistema ibrido a due motori già sviluppato negli anni scorsi. Il secondo è un SUV ibrido a marchio Acura, il brand premium di Honda, pensato per il mercato americano e non solo.

Entrambi i prototipi nascono su una piattaforma destinata a entrare in produzione dal prossimo anno e riprendono la direzione tecnica del sistema ibrido a due motori. Dal 2027 Honda avvierà il lancio di modelli di nuova generazione basati su una nuova piattaforma con un sistema ibrido rivisto, indicato internamente come e:Hev. Nel 2029 toccherà agli ibridi di grandi dimensioni, nel segmento D e superiori, con un nuovo motore V6. In totale, il gruppo si concentrerà su 15 nuovi modelli globali ibridi entro marzo 2030, tra novità assolute e aggiornamenti di modelli già in gamma.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 05:30:16 +0000
News n. 24
Google presenta le novità per Android Auto, tra video in streaming e AI

Google ha annunciato un pacchetto di novità sostanzioso che riguarda sia l’aspetto visivo della piattaforma sia le sue funzionalità. Si parla di video in streaming a bordo, supporto al Dolby Atmos, navigazione tridimensionale e l’integrazione dell’assistente AI Gemini. L’annuncio è arrivato nel corso del Google I/O 2026, l’evento annuale in cui Mountain View presenta le novità dei suoi prodotti e servizi. Android Auto, in questo contesto, ha ricevuto forse la sessione più ricca degli ultimi anni.

Nuova veste grafica

Il primo livello dell’aggiornamento è quello visivo. Android Auto adotta il linguaggio grafico Material 3 Expressive, lo stesso introdotto da Google sugli smartphone Android nel corso dell’ultimo anno. Si tratta di un’evoluzione che porta con sé nuovi caratteri tipografici, animazioni più fluide e sfondi personalizzabili. La cosa interessante, però, è che tutto questo si adatta in modo automatico a qualsiasi dimensione e forma di schermo presente nell’infotainment del veicolo.

Sul fronte della navigazione, Google ha definito questo aggiornamento come il più significativo apportato a Maps negli ultimi dieci anni. La novità si chiama Immersive Navigation e porta la visualizzazione della mappa in 3D, con la riproduzione realistica di edifici, cavalcavia e rilievi. Ancora più utile in situazioni complesse, come gli svincoli autostradali articolati o i centri urbani densi, è la funzione di evidenziazione delle corsie, dei semafori e dei segnali di stop: un aiuto concreto per chi guida in una città che non conosce o in condizioni di traffico difficile.

Completano il rinnovamento dell’interfaccia i widget personalizzabili dall’utente, visibili anche durante la navigazione: scorciatoie ai contatti preferiti, previsioni meteo, informazioni contestuali, tutto configurabile secondo le proprie abitudini di guida.

Arrivano i video

Per la prima volta in assoluto, Android Auto supporterà la riproduzione video a bordo. La funzione sarà disponibile quando il veicolo è in sosta o in fase di ricarica: in queste condizioni, sarà possibile guardare contenuti da YouTube in full HD a 60 fotogrammi al secondo. Alla ripresa della marcia, la riproduzione video transita automaticamente in modalità solo audio, continuando a funzionare in background senza interruzioni sulle app compatibili. Un compromesso intelligente che offre intrattenimento senza creare distrazioni pericolose.

La funzione sarà disponibile entro la fine del 2026 su modelli di BMW, Ford, Genesis, Hyundai, Kia, Mahindra, Mercedes, Renault, Å koda, Tata e Volvo. Sul fronte audio, lo stesso aggiornamento introduce il supporto al Dolby Atmos, il sistema di audio spaziale che porta l’ascolto a bordo a un livello qualitativamente superiore. 

Gemini integrata

L’assistente Gemini è ora disponibile in modo generalizzato su Android Auto. In pratica, potrete gestire attività, cercare informazioni, rispondere ai messaggi e interagire con il vostro telefono tramite comandi vocali, senza mai toccare lo schermo. Fin qui, niente di rivoluzionario rispetto a quello che già offriva Google Assistant, ma le cose si fanno più interessanti se si guardano le funzionalità avanzate.

Gli utenti con dispositivi che integrano Gemini Intelligence (ovvero i Pixel più recenti e alcuni Galaxy top di gamma) potranno accedere entro fine anno a un’esperienza più profonda: il sistema analizza attivamente il contesto dell’utente attingendo a messaggi, email e calendario, anticipando le necessità prima ancora che vengano espresse. Una risposta pertinente disponibile con un solo tocco, senza dover formulare una richiesta vocale esplicita.

Una delle applicazioni pratiche più curiose presentate da Google riguarda i servizi di asporto: tramite Gemini sarà possibile ordinare cibo da Doordash semplicemente descrivendo la richiesta a voce, con conferma tramite un tocco e ritiro al punto di sosta. Google ha indicato Doordash come primo partner per questa funzione, lasciando intendere che altri seguiranno e che la compatibilità sarà adattata ai mercati locali.

Per chi possiede un veicolo con il sistema Google Built-in, Gemini potrà rispondere a domande specifiche sull’auto stessa: riconoscere una spia sul quadro strumenti, verificare la capienza del bagagliaio rispetto a un oggetto da trasportare, o fornire informazioni tecniche direttamente pertinenti al modello che si sta guidando.

Data articolo: Sun, 31 May 2026 14:00:48 +0000
News n. 25
Mitsubishi Pajero, il fuoristrada torna in autunno

Per molti appassionati di fuoristrada, la Pajero è sempre stato un nome che evoca la Dakar, i deserti, la polvere e le 12 vittorie nella corsa più dura del mondo. Poi nel 2021, quasi in silenzio, la produzione si è fermata e con lei si è chiuso un capitolo lungo quarant’anni. Ma come spesso accade con le icone vere, la storia non finisce davvero: Mitsubishi ha confermato ufficialmente che la nuova Pajero sarà presentata in anteprima mondiale il prossimo autunno, e le prime immagini teaser rilasciate nelle ultime ore fanno capire che il ritorno non sarà timido.

Quella che arriverà non è una riedizione nostalgica pensata per far leva sui ricordi di chi aveva la Pajero in cameretta come modellino. È un veicolo progettato da zero, con una struttura tecnica solida e una precisa identità stilistica. Mitsubishi ha scelto di non ammorbidire l’immagine del modello per renderlo più digeribile al grande pubblico: la Pajero torna come fuoristrada, e lo fa con convinzione.

Firma luminosa moderna

Il teaser ufficiale rilasciato da Mitsubishi non lascia spazio all’immaginazione su quale sarà il carattere della nuova Pajero. Il muso è squadrato, deciso, con proporzioni muscolose che rimandano alla tradizione del modello senza però cadere nella nostalgia facile. L’elemento più distintivo è la firma luminosa: una striscia che attraversa orizzontalmente tutto il cofano da un’estremità all’altra, interrompendosi solo al centro, dove trova posto il logo a tre diamanti di Mitsubishi. È un elemento di design aggressivo, contemporaneo, che colloca la nuova Pajero nel panorama dei fuoristrada moderni senza sacrificare il carattere robusto che ne ha sempre fatto l’identità.

La produzione avverrà nella fabbrica tailandese di Laem Chabang, la stessa in cui nasce il pick-up Triton conosciuto in Italia come L200, e non è una coincidenza. La nuova Pajero condividerà con il Triton il telaio a longheroni, l’architettura tipica dei fuoristrada puri, quella che garantisce rigidità torsionale, capacità di traino elevata e soprattutto la robustezza necessaria ad affrontare percorsi che le crossover monovolume si sognano. Abitacolo e sospensioni saranno invece sviluppi specifici per questo modello, pensati per bilanciare le prestazioni in off-road con un livello di comfort all’altezza degli standard attuali.

DNA di sempre

Il ritorno della Pajero non è solo una questione di nome o di nostalgia commerciale. È la risposta di Mitsubishi a un mercato che negli ultimi anni ha lasciato scoperta la fascia dei fuoristrada veri, quelli con telaio a longheroni e vocazione genuina per il fuoristrada severo. SUV e crossover hanno dominato la scena, ma chi cerca un mezzo capace di fare sul serio lontano dall’asfalto ha trovato sempre meno opzioni accessibili.

La nuova Pajero sarà disponibile in tre varianti distinte, pensate per intercettare profili di acquirenti molto diversi tra loro. La versione più spartana avrà paraurti non verniciati e protezioni specifiche per l’off-road: è quella per chi la usa davvero fuori dalla strada, per il lavoro o per l’avventura pura. Salendo di livello si trovano versioni progressivamente più curate esteticamente, fino alla variante più rifinita, con uno stile più elegante adatto a chi cerca un fuoristrada autentico ma non vuole rinunciare a una certa raffinatezza quotidiana.

Su alcuni mercati, il modello verrà commercializzato con il nome di Montero, che è quello storico con cui la Pajero è stata venduta in America Latina e in Spagna. Una doppia identità che Mitsubishi gestisce da decenni, e che racconta quanto sia radicato il legame di questo veicolo con culture e mercati diversissimi.

Presentata per la prima volta nel 1982, la Pajero ha attraversato quattro generazioni e ha lasciato il segno in ogni angolo del mondo in cui è stata venduta, con oltre 3,25 milioni di esemplari in totale. La sua presenza alla Dakar è cominciata nel 1983, e da quel momento il palmares si è arricchito anno dopo anno fino a 12 vittorie assolute, di cui 7 consecutive. Un record che poche case automobilistiche possono vantare in una competizione del genere.

Data articolo: Sun, 31 May 2026 12:30:33 +0000


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