NEWS - Tutti gli sport(escluso il calcio)


News passione per motori da virgilio.it

News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 27 maggio 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta alcuni eventi significativi, tra cui una chiusura dell’uscita di Busto Arsizio sulla A8 per ripristino di un incidente e una coda di 3 km sempre sulla A8 tra Castellanza e Busto Arsizio. Nel frattempo, si segnalano code per traffico intenso e rallentamenti causati da lavori su altre arterie importanti come l’A14 e la tangenziale di Napoli.

A1 MILANO-NAPOLI



19:56 – Firenze Scandicci e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 263.0 al chilometro 281.0 per una lunghezza di 18.0 km.

A8 MILANO-VARESE



19:56 – Castellanza e Busto Arsizio
Coda di 3 km per ripristino incidente
Direzione Varese
Entrata consigliata verso Varese: Busto Arsizio. Uscita consigliata provenendo da Milano: Bivio A9-A36 Pedemontana su A9 Lainate-Chiasso.



20:03 – Busto Arsizio (provenendo da Milano)
Uscita chiusa per ripristino incidente
Direzione Varese
L’uscita di Busto Arsizio è chiusa al traffico provenendo da Milano. Uscita consigliata provenendo da Milano: Castellanza.

A14 BOLOGNA-TARANTO



19:58 – Tra Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro
Coda per safety car e scorta veicoli
Direzione Taranto
La coda si estende dal chilometro 34.0 al chilometro 29.0 per una lunghezza di 5.0 km.



20:01 – Area di servizio Sillaro est
Area di servizio chiusa per lavori fino alle 05:00 del 28/05/2026
Direzione Bologna
La chiusura interessa il chilometro 37.4.



19:45 – Grottammare e Pedaso
Traffico rallentato per lavori
Direzione Ancona
La tratta interessata va dal chilometro 294.4 al chilometro 298.0 per una lunghezza di 3.6 km.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



20:01 – Corso Malta
Coda in entrata per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La zona interessata è al chilometro 18.8.

A27 VENEZIA – BELLUNO



18:09 – Tra Vittorio Veneto sud e Belluno
Traffico rallentato per pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 58.9 al chilometro 66.8 per una lunghezza di 7.9 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Wed, 27 May 2026 18:08:00 +0000
News n. 2
Le auto ibride non si fermano più, la crescita continua, dagli USA all’Europa

Il settore delle auto ibride sta registrando una crescita sostanziale nel corso degli ultimi anni,  risultando un’alternativa sempre più interessante alle auto elettriche. Alla base di questo trend ci sono vari fattori, con sempre più costruttori che stanno investendo nelle tecnologie per l’ibrido.

La conferma della crescita delle ibride arriva da un’analisi di Cox Automotive, riportata da CNBC, che si concentra sul mercato degli Stati Uniti ma che viene confermata anche dai recenti dati relativi al mercato europeo. Ecco tutti i dettagli in merito.

L’ibrido cresce ancora

I dati raccolti da Cox Automotive confermano la crescita dell’ibrido negli Stati Uniti, un mercato con dinamiche molto diverse da quello europeo. Il confronto tra il primo trimestre del 2023 e il quarto trimestre del 2025 mette in evidenza, chiaramente, i risultati di una crescita costante. Il market share delle ibride è arrivato al 19,7%, con riferimento sempre al mercato USA. Si tratta di un dato sensibilmente superiore rispetto a quello registrato nel primo trimestre del 2023, quando la quota delle ibride era del 7,6%. Contestualmente, l’elettrico non riesce a sfondare, con un market share che arriva a 5,9%, in calo rispetto al precedente picco di 10,3%.

Nell’articolo di CNBC vengono evidenziati due fattori che stanno avendo un impatto importante nella crescita dell’ibrido, anche a scapito delle auto elettriche. Secondo i dati di JD Power, infatti, le auto ibride consumano dal 25% al ​​40% in meno di carburante rispetto ai modelli a benzina comparabili. Nello stesso tempo, secondo Kelley Blue Book , i veicoli ibridi in genere costano di più rispetto alle auto a benzina comparabili, ma sostanzialmente meno di molti veicoli completamente elettrici.

La combinazione di questi elementi, con gli automobilisti americani che sono storicamente molto attenti ai costi di gestione del proprio veicolo, sta contribuendo alla crescita delle ibride mentre sta penalizzando le elettriche, anche per via dei sistemi diversi di gestione (come la ricarica) che si traducono in abitudini di utilizzo differenti. Un sondaggio dell’American Automobile Association, condotto nel 2025, evidenzia come un freno all’elettrico sia rappresentato dalle preoccupazioni riguardo all’accessibilità economica, anche se si trovano anche auto elettriche da meno di 20.000 euro, alla disponibilità di punti di ricarica, al costo delle batterie e ai viaggi a lunga distanza.

La crescita continua anche in Europa

Le auto ibride sono sempre più diffuse anche in Europa. Considerando i dati di vendita dei primi 4 mesi del 2026, infatti, è possibile notare che:

  • le auto ibride crescono dell’11,7%, per un totale di 1,77 milioni di unità immatricolate, con un market share complessivo del 38%
  • le auto ibride plug-in (non considerate nel totale precedente), crescono del 29,2%, per un totale di 474 mila unità, con un market share complessivo del 10%

Considerando le ibride (Full Hybrid e Mild Hybrid) e le Plug-in Hybrid, quindi, la quota di mercato complessiva si avvicina sempre di più al 50%, mentre le elettriche sono a circa il 21%. Da segnalare anche la crescita in Italia: le ibride hanno registrato un ottimo +25,5% nei primi quattro mesi del 2026 mentre le ibride plug-in hanno fatto segnare un raddoppio delle immatricolazioni, con un eccellente +99,2%.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 15:15:02 +0000
News n. 3
Gucci entra in Formula 1, sarà il Title Partner di Alpine dal 2027

Gucci ha annunciato una nuova partnership con Alpine Formula One Team. Si tratta di una novità assoluta per il luxury fashion brand che diventa Title Partner del team . Dalla prossima stagione, infatti, Alpine cambierà nome, adottando una denominazione che comprenderà anche il brand, parte del gruppo internazionale Kering. Ecco tutti i dettagli.

Una nuova partnership

Per effetto della nuova partnership, Alpine Formula One Team, a partire dalla stagione 2027, sarà presente in pista con il nome ufficiale Gucci Racing Alpine Formula One Team. La nuova denominazione porterà anche all’adozione di una livrea inedita, che integrerà i colori di Gucci.

Dalla collaborazione tra le due realtà nasce anche Gucci Racing, che viene definita come “una nuova piattaforma di business ed esperienziale, costruita attorno ai valori di performance, precisione, disciplina ed eccellenza, al crocevia tra lusso e sport”. Per l’occasione è previsto l’arrivo anche di un nuovo logo, svelato sul telo che copre la monoposto nelle immagini ufficiali.

Come sottolineato in precedenza, questa novità diventerà effettiva a partire dal 2027. Di conseguenza, bisognerà attendere il prossimo anno e la presentazione della nuova monoposto di Alpine per scoprire la livrea che integrerà i colori di Gucci e il logo dedicato, che richiama il tradizionale logo di Gucci.

Si tratta di una partnership sicuramente interessante. Gucci, infatti, è un brand di riferimento, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo e rappresenta un marchio facilmente riconoscibile, anche dai non addetti ai lavori e da chi non è appassionato del settore della moda.

Alpine, invece, è un marchio in fortissima crescita, anche per quanto riguarda la sua presenza nel campionato di Formula 1 dove, ad oggi, occupa la quinta posizione nel campionato costruttori e per il futuro punta a migliorare ancora, scalando posizioni anno dopo anno, con l’obiettivo di diventare sempre più un riferimento assoluto. Ricordiamo che anche altri protagonisti del settore auto puntano a entrare in Formula 1.

Tutti i dettagli aggiuntivi saranno svelati, nel corso dei prossimi mesi, tramite gli account ufficiali di Alpine e Gucci. Nel frattempo, vi lasciamo qui di sotto il post su Instagram con cui Alpine ha annunciato la partenza della nuova partnership che, come detto, entrerà in vigore dal 2027.

Visualizza questo post su Instagram

Le parole dei protagonisti

La nuova collaborazione è stata commentata da diversi protagonisti, a partire da Francesca Bellettini, Presidente e CEO di Gucci, che ha utilizzato le seguenti parole per descrivere l’accordo:

“La partnership con Alpine Formula One Team inaugura un nuovo capitolo nella nostra storia: Gucci è il primo luxury fashion brand a diventare Title Partner in Formula 1. Questo riflette la nostra ambizione e il ruolo che vogliamo ricoprire su questo palcoscenico”

È interessante anche l’intervento di Luca de Meo, CEO di Kering, gruppo internazionale di Gucci, ed ex CEO del Gruppo Renault, con cui ha guidato il ritorno del marchio Alpine nel mondo delle competizioni :

“La Formula 1 si è spinta ben oltre lo sport, affermandosi come una delle piattaforme di contenuto premium più potenti al mondo: ogni stagione raggiunge oltre 1,5 miliardi di persone e continua ad attrarre un pubblico in forte espansione, più giovane e sempre più femminile.”

François Provost, CEO di Renault Group, ha, invece, evidenziato un aspetto chiave della partnership che potrà dare lustro ulteriore ad Alpine:

“Per il Gruppo Renault, storico costruttore di Formula 1, rappresenta un asset strategico a sostegno dell’ambizione di Alpine: costruire notorietà, desiderabilità e influenza nei mercati, raggiungendo al contempo nuovi pubblici e le nuove generazioni”

A chiudere la rassegna di dichiarazioni dei protagonisti che hanno portato all’accordo di partnership ci sono le parole di Flavio Briatore, Executive Advisor di Alpine Formula One Team. Il manager ha voluto concludere:

“Avere un brand del calibro di Gucci come Title Partner di Alpine Formula One Team è qualcosa di cui sono enormemente orgoglioso. Ma non è tutto: sono altrettanto entusiasta delle possibilità che questa partnership porta con sé e dei grandi traguardi che potremo raggiungere insieme a livello globale”

Data articolo: Wed, 27 May 2026 13:50:08 +0000
News n. 4
Mercato auto, immatricolazioni in crescita in Europa ad aprile 2026

Continua il buon momento per il mercato auto europeo. Il mese di aprile 2026, infatti, si è chiuso con immatricolazioni in netta crescita e anche il parziale annuo (periodo gennaio – aprile 2026) è positivo. In questo contesto, uno dei Paesi che sta trascinando il mercato europeo è proprio l’Italia, che sta vivendo un periodo molto positivo in termini di nuove immatricolazioni. Di seguito andremo ad analizzare tutti i dati forniti da ACEA in merito all’andamento del mercato.

Un aprile in crescita

I dati sulle immatricolazioni registrate nel corso del mese di aprile 2026 sono molto positivi e confermano la crescita generalizzata del settore. Il mercato Ue, infatti, ha registrato 972 mila unità immatricolate, con un incremento del 5,1% su base annua.

Estendendo l’analisi al mercato europeo e, quindi, considerando anche i Paesi Efta e il Regno Unito, il totale di unità immatricolate è pari a 1,152 milioni con un incremento del 7% su base annua. In entrambi i casi, si tratta di numeri molto positivi per il settore.

In questo contesto, l’Italia batte il mercato europeo, registrando una crescita percentuale dell’11,6% su base annua ad aprile, con un totale di 155 mila unità immatricolate. Per approfondire i risultati del nostro Paese potete dare un’occhiata all’articolo dedicato all’andamento delle immatricolazioni in Italia.

A trascinare la crescita dell’Europa sono, principalmente, le auto elettrificate. In particolare, le auto elettriche sono in crescita, con un ottimo +38,3% e ben 255 mila unità immatricolate. Dati positivi anche per le ibride plug-in, che registrano un incremento del 20,3% per un totale di 118 mila unità immatricolate.

Ricordiamo che già nei giorni scorsi abbiamo analizzato l’andamento del mercato europeo per quanto riguarda le auto elettriche, evidenziando una sostanziale crescita del settore per quanto riguarda i modelli a zero emissioni.

I dati del 2026

Gli ultimi dati sul mese di aprile del 2026 ci permettono di aggiornare i dati sul cumulato annuo e, quindi, sul periodo compreso tra gennaio e aprile 2026. In questo caso, il mercato Ue è cresciuto del 4,2%, con un totale di 3,794 milioni di immatricolazioni. Dati positivi anche per tutto il mercato europeo, con 4,672 milioni di unità immatricolate e un incremento del 4,8% su base annua. Anche in questo caso, le elettriche (+29,1% ma +33,8% in Ue) e le ibride plug-in (+29%) stanno trascinando il mercato.

I gruppi

A guidare il mercato europeo (Ue + Efta + UK) è sempre il Gruppo Volkswagen che ha chiuso il primo quadrimestre dell’anno con un totale di 1,2 milioni di unità immatricolate e una crescita del 2,1% su base annua, per un market share complessivo del 25,7%.

Fa meglio Stellantis, che cresce del 7,1% su base annua, confermandosi al secondo posto con un totale di 740 mila unità immatricolate e un market share del 15,8%. Terza posizione per Renault. Il gruppo francese ha raggiunto quota 425 mila unità vendute ma cala del 6,5%.

In calo anche il gruppo Hyundai, quarto con 348 mila unità vendute e un calo del 2,4%. Quinta posizione per BMW, che si ferma a 327 mila unità vendute, con un incremento delle vendite del 2,1%. Il gruppo bavarese ha superato Toyota (-2,3%), che lo scorso anno occupava il quinto posto per volumi complessivi dopo i primi quattro mesi.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 13:00:51 +0000
News n. 5
Mercedes-Benz GLC, il modello full electric di maggior successo nella storia della Stella

Il panorama della mobilità elettrica premium ha un nuovo punto di riferimento che porta il nome di un modello dalla fama consolidata: la Mercedes-Benz GLC. Recentemente, la Casa di Stoccarda ha annunciato un traguardo senza precedenti per la sua divisione a zero emissioni, confermando che la nuova versione full electric della GLC è diventata il modello a batteria di maggior successo nella storia del marchio. In soli 100 giorni dalla sua commercializzazione, il SUV ha registrato un volume di ordini superiore a qualsiasi altra vettura elettrica precedentemente lanciata dall’azienda, segnando un punto di svolta nella strategia di elettrificazione della Stella.

Un’eredità di successo

Il successo della GLC non nasce nel vuoto, ma poggia su basi solide costruite in quasi vent’anni di storia. Sin dal debutto della sua antenata, la GLK nel 2008, questo modello ha rappresentato il bestseller globale di Mercedes-Benz. In Italia, il legame con il pubblico è particolarmente profondo, come dimostrato dalle 100.000 unità immatricolate festeggiate lo scorso novembre. Con l’introduzione della variante 100% elettrica, il marchio non si è limitato a cambiare propulsore, ma ha introdotto un nuovo linguaggio stilistico e tecnologie di trazione all’avanguardia, unite a un sistema operativo proprietario che eleva le prestazioni e l’efficienza a livelli inediti per il segmento.

La strategia tra motore e piattaforma

Uno degli aspetti più interessanti del debutto della GLC elettrica risiede nella visione industriale adottata dal Gruppo. Come spiegato da Marco Terrusi, Head of Sales di Mercedes-Benz Cars Italia, la scelta di mantenere le motorizzazioni tradizionali sull’attuale piattaforma pur lanciando la versione BEV si è rivelata vincente. Terrusi ha infatti dichiarato che questa impostazione permette di offrire ai clienti “il miglior matrimonio motore-piattaforma, sia nel mondo endotermico che in quello full electric, senza compromessi né rinunce in termini di prestazioni, piacere di guida e abitabilitàâ€.

Questa filosofia ha permesso alla GLC elettrica di non essere percepita come una “scelta obbligata” o di ripiego, ma come una proposta superiore che non sacrifica lo spazio o il dinamismo tipico dei modelli termici del marchio.

Analisi del mercato

I dati relativi ai primi tre mesi di vendite evidenziano dinamiche di mercato estremamente positive. Da un lato, si registra un significativo tasso di conquista da altri marchi concorrenti; dall’altro, emerge una forte tendenza di conversione interna. Molti clienti storici, già possessori di versioni endotermiche della GLC, stanno decidendo di passare alla nuova proposta full electric.

Un fattore determinante in questa transizione è rappresentato dalla competitività economica. Secondo quanto riportato dai vertici di Mercedes-Benz Italia, i clienti hanno mostrato di apprezzare il fatto che, a parità di prestazioni, “i prezzi tra endotermico ed elettrico siano oggi addirittura più vantaggiosi nella scelta BEVâ€. Questo posizionamento di prezzo sta abbattendo una delle barriere storiche all’acquisto delle auto elettriche, rendendo la scelta ecologica anche la più conveniente dal punto di vista finanziario.

Prospettive future

L’accoglienza del mercato italiano è stata talmente entusiasta da saturare rapidamente la capacità produttiva allocata per il nostro Paese. Ad oggi, il portafoglio ordini è già arrivato a coprire le consegne previste per il prossimo autunno, occupando gran parte delle quote disponibili per l’intero 2026.

Con la nuova GLC elettrica, Mercedes-Benz sembra aver trovato la formula perfetta per traghettare i suoi clienti più fedeli verso il futuro della mobilità, combinando la tradizione di un modello bestseller con l’innovazione tecnologica più spinta. Il risultato è un veicolo che non solo rispetta l’ambiente, ma si impone come il nuovo standard di riferimento per ordini e gradimento nella storia elettrica della Stella.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:20:44 +0000
News n. 6
Motore Mercedes F1 illegale, perché la nuova regola FIA cambia tutto dal 1° giugno

Da ieri sera nel mondo della Formula 1 si è riaccesa la polemica sul presunto “motore Mercedes illegaleâ€. Dove? Sui social, ovviamente, e la voce che gira è che la power unit di Brackley sfrutti una zona grigia del regolamento 2026 per ottenere più potenza rispetto ai rivali. In realtà, però, non si tratta di una scoperta improvvisa né di una vera irregolarità accertata

Cosa dicono Ferrari, Honda e Audi

Il tema riguarda il nuovo regolamento tecnico delle power unit 2026, che ha abbassato il rapporto di compressione massimo del motore da 18:1 a 16:1. Secondo Ferrari, Honda, Audi e altri rivali, Mercedes avrebbe trovato un modo per rispettare il limite “a freddo†durante i controlli FIA, ma ottenere un valore più elevato quando il motore raggiunge le temperature operative in pista.

La teoria si basa sull’espansione termica dei componenti interni del motore. In pratica, il propulsore sarebbe perfettamente conforme nei test statici previsti dal regolamento, ma potrebbe modificare il proprio comportamento una volta in esercizio, generando un vantaggio prestazionale. Alcune stime circolate parlavano addirittura di due o tre decimi al giro.

Il parere della FIA sul motore Mercedes

Ovviamente un giudice che fa i giochi c’è, ed è la FIA. Infatti, la Federazione non ha mai dichiarato illegale il motore Mercedes. Anzi, già a febbraio Toto Wolff aveva spiegato che tutte le comunicazioni con la Federazione erano state “trasparenti e positiveâ€, accusando i rivali di cercare pressione politica più che tecnica.

La Federazione stessa ha ammesso che il regolamento presentava un’area poco chiara e per questo ha deciso di intervenire modificando i criteri di controllo. A fine febbraio il World Motor Sport Council ha approvato un compromesso: dal 1° giugno 2026 il rapporto di compressione verrà verificato sia a freddo sia a temperatura operativa, mentre dal 2027 i controlli saranno effettuati direttamente in condizioni di utilizzo reale.

Questo significa che il tema era noto da tempo all’interno della Formula 1 e che non esiste alcuna “bomba†scoperta nelle ultime ore. Semplicemente, il 1° giugno è quasi arrivato.

Le polemiche dopo il cambio Regolamento: la Brawn Gp e ancora Mercedes

Bisogna dire che le polemiche tecniche in F1 sono tipiche all’inizio di ogni nuova era regolamentare. Mercedes, storicamente, è spesso riuscita a interpretare meglio i cambiamenti tecnici (come avvenne nel 2014 con l’introduzione delle power unit ibride).

Due esempi perfetti sono il “double diffuser†del 2009 e il sistema DAS Mercedes del 2020. Entrambi nacquero subito dopo grandi cambi regolamentari e in entrambi i casi i rivali parlarono di soluzioni “illegaliâ€, salvo poi vedere la FIA dichiararle regolari almeno per una stagione.

Il “double diffuser†fu introdotto da Brawn GP, insieme a Toyota e Williams, nel 2009. Quell’anno la FIA aveva rivoluzionato l’aerodinamica per ridurre il carico e facilitare i sorpassi. Alcuni team interpretarono il regolamento in modo letterale, mentre Brawn trovò una zona grigia creando un diffusore posteriore “a doppio piano†che generava molto più carico aerodinamico. Ferrari, Renault e Red Bull protestarono immediatamente sostenendo che la soluzione violasse lo spirito delle regole.

La FIA però respinse i reclami e successivamente il Tribunale d’Appello confermò la legalità del sistema. Quella scelta cambiò completamente la stagione. Brawn dominò l’inizio del campionato e Jenson Button vinse il titolo mondiale. Solo mesi dopo tutti gli altri team riuscirono a copiare il concetto.

Il secondo esempio è il DAS (“Dual Axis Steeringâ€) sviluppato da Mercedes-AMG Petronas Formula One Team nel 2020. Con il volante il pilota poteva modificare la convergenza delle ruote anteriori tirando o spingendo il piantone dello sterzo. Il sistema migliorava gestione gomme e velocità sui rettilinei. Quando comparve nei test invernali, Red Bull parlò subito di possibili irregolarità e presentò protesta ufficiale al GP d’Austria.

Anche in questo caso, però, la FIA stabilì che il sistema fosse conforme al regolamento 2020. La Federazione decise comunque di vietarlo dall’anno successivo modificando le norme tecniche.

È una dinamica tipica della Formula 1. Una soluzione nasce in una zona grigia, viene considerata legale perché non esplicitamente vietata, e solo dopo il regolamento viene riscritto per impedirla.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:14:03 +0000
News n. 7
Genesis, il lusso coreano incontra il golf

Dalla strada al green, Genesis porta in Italia una nuova idea di lusso automobilistico: discreto, sofisticato e profondamente ispirato all’ospitalità coreana. In un contesto dove il golf diventa simbolo di stile di vita, il brand coreano presenta tre modelli elettrici che raccontano un modo diverso di vivere l’auto premium: GV60, GV70 ed G80.

Il golf come esperienza di stile

Non è un caso che Genesis abbia scelto il mondo del golf come uno dei suoi territori naturali. Il brand è da anni protagonista del PGA Tour e del Genesis Scottish Open, eventi che incarnano perfettamente la filosofia “Son-nimâ€, il concetto coreano dell’ospite trattato con riguardo assoluto.

Nel golf, come nel design Genesis, conta l’equilibrio. Il gesto preciso, il silenzio, la cura dei dettagli. Tutto ciò si riflette nelle linee “Athletic Eleganceâ€, il linguaggio stilistico del marchio che unisce superfici pulite, proporzioni eleganti e presenza scenica senza eccessi. Genesis non vuole stupire con ostentazione. Preferisce conquistare con la raffinatezza. Un approccio quasi sartoriale, che ricorda l’atmosfera di una clubhouse esclusiva immersa nel verde.

GV60, il SUV elettrico compatto dal carattere sportivo

Genesis GV60 è il modello più dinamico e giovane della gamma. Un SUV compatto premium 100% elettrico che punta su design, tecnologia e piacere di guida. Le sue proporzioni scolpite e atletiche dialogano con dettagli futuristici come la celebre Crystal Sphere, il selettore rotante che si illumina nell’abitacolo trasformandosi quasi in un oggetto di design.

A bordo domina un’atmosfera minimalista ma sofisticata, fatta di pelle Nappa, superfici morbide e tecnologie intuitive. Sul fronte tecnico, GV60 arriva fino a 490 CV con architettura a 800 Volt, autonomia fino a 561 km e ricarica ultra-rapida dal 10 all’80% in appena 18 minuti. Interessante anche l’approccio alla personalizzazione: nove colori carrozzeria, tre tonalità opache e cinque ambienti interni in pelle Nappa.

Electrified GV70, il comfort che incontra la precisione

Electrified GV70 rappresenta probabilmente il punto di equilibrio perfetto della gamma Genesis. È un SUV di segmento D elegante, spazioso e raffinato, pensato per chi vuole viaggiare molto senza rinunciare al comfort assoluto. Il design resta fedele alla filosofia Athletic Elegance, ma qui tutto appare più maturo e sofisticato. Le proporzioni sono solide, il frontale importante ma mai aggressivo, mentre gli interni sembrano costruiti attorno al benessere dei passeggeri.

La tecnologia lavora con discrezione: riconoscimento tramite impronta digitale, Digital Key, retrovisore digitale, i-Pedal e sistemi avanzati di assistenza alla guida convivono in modo naturale con materiali ricercati e una cura quasi maniacale per i dettagli.

Anche qui la scheda tecnica è importante: 490 CV in modalità Boost, batteria da 84 kWh, trazione integrale e autonomia fino a 479 km. La ricarica dal 10 all’80% richiede circa 19 minuti grazie alla piattaforma a 800 Volt. È il SUV pensato per chi ama il viaggio lungo, il weekend fuori città, il silenzio di un trasferimento elegante verso un resort o un campo da golf immerso nella natura.

Electrified G80, il lusso discreto di chi non ha bisogno di apparire

Se GV60 è la più sportiva e GV70 la più versatile, Electrified G80 è la vera ammiraglia filosofica di Genesis. Una berlina elettrica che interpreta il lusso con misura e raffinatezza. Non a caso il claim scelto dal brand è “Il lusso di chi non vuole apparireâ€. Qui tutto ruota attorno all’esperienza a bordo. L’abitacolo diventa un salotto silenzioso, con sedili relax, materiali premium, illuminazione ambientale e un impianto Bang & Olufsen a 17 altoparlanti che trasforma ogni viaggio in un’esperienza immersiva. La tecnologia non invade mai lo spazio. Accompagna.

I comandi soft touch, le manopole zigrinate, il display OLED panoramico da 27 pollici e i sistemi di assistenza sono integrati con eleganza quasi invisibile. La motorizzazione elettrica sviluppa 370 CV con autonomia fino a 570 km e ricarica ultra-rapida in circa 25 minuti. È un’auto che sembra pensata per chi considera il tempo un lusso vero. Manager, professionisti, appassionati di design e clienti che cercano un’eleganza meno urlata rispetto ai tradizionali marchi premium europei.

Un nuovo lusso, tra Corea e Italia

Genesis arriva in Italia con una visione molto precisa: costruire un’esperienza premium diversa, più umana e meno ostentata. Dopo Padova, il brand aprirà anche a Roma, avviando uno sviluppo progressivo della rete italiana. Genesis sceglie un approccio elegante, con tanta qualità percepita, comfort autentico e l’attenzione quasi artigianale verso il cliente.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:13:45 +0000
News n. 8
Revisione della patente di guida: motivi, tempi, esami e sanzioni

La revisione della patente di guida non va confusa con il rinnovo periodico perché è un procedimento amministrativo che serve a verificare se il titolare della licenza di guida possieda ancora i requisiti psicofisici e l’idoneità tecnica necessari per guidare in sicurezza.

La base normativa è l’articolo 128 del Codice della Strada, secondo cui gli uffici competenti della Motorizzazione civile e il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e 187, possono disporre la revisione quando sorgono dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici, psichici o tecnici del conducente. La norma prevede che il titolare della patente possa essere sottoposto a visita medica davanti alla Commissione medica locale oppure a esame di idoneità.

Revisione patente e rinnovo, due cose diverse

Il rinnovo della patente è la conferma di validità del documento, legata all’età del conducente e alla categoria posseduta. La revisione interviene quando l’amministrazione ritiene necessario controllare di nuovo se quella persona sia ancora in grado di guidare.

Un automobilista può rinnovare la patente per anni e poi ricevere un provvedimento di revisione dopo un incidente, una violazione grave o una segnalazione sanitaria. Allo stesso modo, un conducente giovane e con patente non ancora vicina alla scadenza può essere chiamato a revisione se emergono dubbi sulla sua preparazione tecnica o sulle sue condizioni psicofisiche.

La giurisprudenza amministrativa ha ribadito il carattere cautelare della revisione: si tratta di una misura preventiva, finalizzata a verificare la persistenza dell’idoneità alla guida, non di una sanzione in senso stretto. Il Consiglio di Stato ha confermato che l’amministrazione può disporre la revisione quando il comportamento di guida genera un dubbio sull’idoneità tecnica del conducente, senza dover dimostrare in anticipo la perdita effettiva dei requisiti.

La revisione può scattare in presenza di dubbi sui requisiti fisici e psichici o sull’idoneità tecnica. Il primo caso riguarda la salute del conducente; il secondo riguarda la sua capacità di guidare rispettando le regole e governando il veicolo. Sul piano tecnico, uno dei casi più noti è la perdita totale dei punti della patente. Quando il saldo punti arriva a zero, il conducente deve sottoporsi all’esame di revisione per dimostrare di possedere ancora le conoscenze e le capacità richieste.

La revisione può arrivare anche dopo incidenti gravi, soprattutto quando il sinistro ha provocato lesioni e dalla condotta del conducente emergono dubbi sulla sua capacità di guida. L’articolo 128 prevede quindi casi nei quali la revisione è sempre disposta, come per il conducente minorenne autore materiale di una violazione del Codice della Strada da cui deriva la sospensione della patente.

Un altro terreno delicato riguarda la guida in stato di ebbrezza e la guida dopo assunzione di sostanze stupefacenti. Il prefetto può disporre la revisione nei casi previsti dagli articoli 186 e 187 del Codice della Strada. La riforma introdotta dalla legge 177 del 2024 ha rafforzato il collegamento tra le condanne per guida in stato di ebbrezza e l’obbligo di revisione della patente anche ai fini dell’adeguamento del documento alle prescrizioni previste dalla normativa.

I motivi sanitari che mettono in dubbio l’idoneità alla guida

La revisione della patente può essere disposta anche quando emergono condizioni sanitarie tali da far dubitare della sicurezza alla guida. Tra le situazioni che possono portare a una verifica ci sono patologie visive importanti, disturbi neurologici, crisi epilettiche, problemi cardiaci, diabete con episodi di ipoglicemia, dipendenze da alcol o sostanze, malattie muscolo-scheletriche invalidanti, deficit cognitivi o condizioni psichiatriche incompatibili con una guida sicura.

L’organo chiamato a valutare questi casi è la Commissione medica locale. Le strutture sanitarie territoriali la definiscono come un organo collegiale composto da medici specialisti incaricati di verificare l’idoneità psicofisica alla guida nei casi previsti dal Codice della Strada, compresi rinnovi complessi, patenti speciali, revisioni e situazioni cliniche che possono incidere sulla sicurezza.

Gli attori principali sono la Motorizzazione civile e il Prefetto. La prima gestisce il procedimento amministrativo, notifica il provvedimento, riceve la domanda, organizza gli esami di idoneità e registra l’esito. Il Prefetto interviene nei casi collegati a guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, secondo quanto previsto dal Codice della Strada.

Le forze di polizia e le autorità sanitarie possono segnalare situazioni dalle quali emergono dubbi sull’idoneità alla guida, come un incidente con dinamica anomala, una condotta pericolosa, un malore alla guida, una violazione grave o una relazione medica. Il conducente non sceglie liberamente se sottoporsi o meno alla revisione. Quando riceve il provvedimento deve rispettare i termini indicati. Il mancato adempimento può portare alla sospensione della patente.

Quali esami prevede la revisione

La revisione richiede una visita medica, un esame teorico, una prova pratica o una combinazione di questi accertamenti. Dipende dal motivo del provvedimento. Se il problema riguarda la salute, il conducente viene indirizzato alla Commissione medica locale che può richiedere documentazione clinica, certificati specialistici, esami diagnostici o valutazioni aggiuntive. Al termine dichiara il conducente idoneo, idoneo con limitazioni, idoneo per un periodo più breve rispetto alla validità ordinaria oppure non idoneo.

Se il dubbio riguarda la preparazione tecnica o la condotta di guida, il conducente deve affrontare prove simili a quelle previste per il conseguimento della patente. L’esame teorico avviene con quiz informatizzato.  La prova pratica serve a verificare la capacità effettiva di condurre il veicolo.

Chi riceve il provvedimento deve infine presentare domanda di revisione della patente entro i termini indicati e prenotare l’esame teorico e pratico entro 30 giorni dalla notifica.

I documenti e i costi

Il documento più importante è la notifica del provvedimento di revisione perché da lì derivano obblighi, termini e tipo di accertamento richiesto. A questa si aggiungono documento d’identità, codice fiscale, patente di guida, eventuale certificato medico o documentazione sanitaria richiesta, ricevute dei pagamenti e modulistica della Motorizzazione civile.

Quando la revisione riguarda l’idoneità psicofisica sono richiesti certificato anamnestico, referti specialistici, documentazione relativa a patologie, terapie in corso, esami della vista, valutazioni neurologiche, cardiologiche, diabetologiche o tossicologiche. In caso di revisione tecnica, all’atto dell’esame occorre presentarsi con la patente di guida in originale oppure con l’eventuale provvedimento di sospensione in originale accompagnato dalla notifica del ritiro della patente.

I costi variano in base al tipo di accertamento. Una revisione solo tecnica comporta pagamenti amministrativi e costi legati agli esami. Una revisione sanitaria comprende la visita in Commissione medica locale, eventuali certificati, esami specialistici e documentazione integrativa. I costi sanitari possono salire in base alla complessità della valutazione.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:00:46 +0000
News n. 9
Diesel tagliato con oli esausti, scatta il sequestro

In un periodo in cui il costo dei carburanti rappresenta una delle voci di spesa più gravose per le famiglie e le imprese italiane, la qualità di ciò che finisce nei serbatoi delle nostre automobili diventa un tema di cruciale importanza. Tuttavia, una recente operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Milano nell’area di Abbiategrasso ha gettato una luce inquietante su pratiche illecite e pericolose che minacciano non solo le tasche dei consumatori, ma anche la loro incolumità fisica e l’integrità dell’ambiente. Le Fiamme Gialle hanno infatti individuato e rimosso dal mercato oltre 20.000 litri di gasolio “modificato”, un vero e proprio miscuglio chimico destinato a essere venduto al dettaglio come comune carburante per autotrazione.

Una miscela chimica non conforme

L’intervento dei finanzieri ha permesso di isolare una sostanza che, pur essendo venduta come gasolio, aveva ben poco a che fare con il prodotto raffinato a norma di legge. Il combustibile è stato prelevato e sottoposto a meticolose analisi presso il laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), i cui esiti hanno confermato i peggiori sospetti degli inquirenti. Il liquido sequestrato è risultato essere non conforme alla normativa vigente, presentando caratteristiche chimico-fisiche anomale e potenzialmente distruttive per i moderni motori diesel.

In particolare, le analisi hanno evidenziato un punto di infiammabilità estremamente elevato, un parametro tecnico fondamentale per garantire la corretta combustione all’interno del motore e la sicurezza durante il trasporto e lo stoccaggio. Questa alterazione non è stata causata da un errore di raffinazione, ma da una deliberata miscelazione del gasolio con solventi, benzine e oli vegetali esausti. Si tratta di una sorta di “cocktail di scarto” creato per gonfiare i volumi di vendita e massimizzare i profitti in modo illecito.

Le ragioni della frode: l’evasione delle accise

Dietro questo spregiudicato esperimento chimico si nasconde una precisa strategia criminale volta a colpire le casse dello Stato. Questi “mix” abusivi vengono effettuati principalmente per aggirare la normativa sulle accise che gravano sui prodotti energetici. Utilizzando componenti meno tassate o totalmente esenti (come gli oli vegetali esausti o certi solventi industriali), i responsabili della frode riescono a immettere sul mercato un prodotto a un costo industriale bassissimo, vendendolo però ai prezzi correnti di mercato. Questo meccanismo genera una concorrenza sleale nei confronti dei distributori onesti e sottrae ingenti risorse all’erario, danneggiando l’intera collettività.

I rischi per l’automobilista e l’ambiente

Oltre al danno economico, la vendita di carburante alterato rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza della circolazione stradale. I motori di ultima generazione, estremamente sensibili alla qualità del combustibile, possono subire danni irreparabili al sistema di iniezione e alle pompe a causa dei residui lasciati dai solventi o dalle impurità degli oli esausti. In casi estremi, l’alterazione del punto di infiammabilità può aumentare drasticamente il rischio di incendi o esplosioni, mettendo a rischio la vita di chi si trova alla guida o nelle vicinanze del veicolo.

Non meno grave è l’impatto ambientale: la combustione di questi miscugli non autorizzati produce emissioni allo scarico non controllate, con un potenziale rischio per l’ambiente derivante dalla dispersione di sostanze chimiche nocive che non verrebbero prodotte da un gasolio standard.

Le conseguenze legali

Al termine degli accertamenti, la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro del gasolio ancora presente nella cisterna del distributore, impedendo che ulteriori automobilisti rimanessero vittime del raggiro. Il gestore dell’impianto è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria con la pesante accusa di frode nell’esercizio commerciale. L’indagine di Abbiategrasso conferma l’importanza di un controllo costante sulla filiera dei carburanti, fondamentale per proteggere i cittadini da chi tenta di trasformare una risorsa energetica essenziale in uno strumento di profitto illegale e pericoloso.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 10:25:28 +0000
News n. 10
Toyota Land Cruiser FJ, il 4×4 compatto sbarca sul mercato ma solo in Giappone

Toyota Motor Corporation ha segnato un nuovo capitolo nella storia di uno dei fuoristrada più rappresentativi al mondo, annunciando il debutto ufficiale della Land Cruiser serie FJ. Questo nuovo modello si affianca alle già note serie 300, 70 e 250, completando una famiglia che ha superato i 12,4 milioni di unità vendute globalmente. Tuttavia, per il momento, la serie FJ è stata lanciata esclusivamente per il mercato giapponese, con una previsione di vendita di circa 1.300 unità al mese. Restiamo fiduciosi che una finestrella si possa aprire anche per l’Europa, e ovviamente per l’Italia.

Il concetto “Freedom & Joy”

Sviluppata attorno al concetto di “Freedom & Joy”, la serie FJ è stata concepita per permettere a una platea più vasta di guidatori di godere dell’esperienza Land Cruiser senza le difficoltà legate alle dimensioni imponenti dei modelli classici. La vettura presenta infatti misure decisamente più compatte: è lunga 4.575 mm (350 mm in meno rispetto alla serie 250) e larga 1.855 mm, con un passo di 2.580 mm. Queste proporzioni, unite a un raggio di sterzata di soli 5,5 metri, garantiscono un’agilità e una manovrabilità eccellenti sia nel traffico cittadino che nei passaggi più stretti in off-road.

Architettura tecnica e prestazioni off-road

Nonostante il formato “small”, Toyota non ha accettato compromessi sulla robustezza. La FJ mantiene la tradizionale struttura a telaio a longheroni, garanzia di affidabilità e durata nel tempo. Il telaio, derivato dalla serie IMV e rinforzato con piastre in acciaio ad alta resistenza, è stato riprogettato per adattarsi alle dimensioni ridotte, aumentando la rigidità laterale.

Sotto il cofano batte un motore a benzina da 2.7 litri (2TR-FE), capace di erogare una potenza massima di 163 CV (120 kW) e una coppia di 246 Nm. Il propulsore è abbinato a una trasmissione 6 Super ECT e a una trazione integrale part-time. Le capacità fuoristradistiche sono assicurate da angoli di attacco e uscita equivalenti a quelli della serie 250 e da un’articolazione delle ruote paragonabile alla serie 70. Tra i sistemi di assistenza alla guida spiccano il Downhill Assist Control (DAC), l’Hill Start Assist Control (HAC) e il bloccaggio elettrico del differenziale posteriore.

Design iconico e versatilità interna

L’estetica della Land Cruiser FJ fonde la tradizione del marchio con un tocco di modernità e divertimento. La carrozzeria mantiene il classico profilo squadrato per massimizzare abitabilità e capacità di carico, ma introduce elementi ludici come il motivo a “dadi” con spigoli smussati. Il frontale è caratterizzato da iconici fari a LED a forma di U e dal logo Toyota che richiama i modelli del passato, mentre la ruota di scorta è montata esternamente sul portellone posteriore.

L’interno è progettato per garantire la massima visibilità, fondamentale nella guida tecnica, con una plancia orizzontale e un monitor da 12,3 pollici. Nonostante la compattezza esterna, il bagagliaio offre una capacità di 795 litri con i sedili in uso, espandibili fino a 1.607 litri abbattendo la seconda fila.

Esclusività e futuro: dal Giappone al Land Hopper

Attualmente proposta in Giappone al prezzo di 4.500.100 yen per l’allestimento VX, la Land Cruiser FJ è disponibile in cinque colorazioni monotone, tra cui le distintive tonalità Smoky Blue e Oxide Bronze Metallic. Per chi desidera ulteriore personalizzazione, Toyota ha stretto una collaborazione con ARB per offrire accessori specifici come portapacchi, piastre paramotore e rock rails.

Infine, Toyota ha già anticipato che dalla primavera del 2027 sarà disponibile il Land Hopper, un veicolo elettrico di mobilità personale a tre ruote, pieghevole e trasportabile proprio nel bagagliaio della Land Cruiser, per spingersi là dove anche il fuoristrada più agile deve fermarsi.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 09:44:24 +0000
News n. 11
Il 76% italiani deve ripassare il Codice della Strada: cosa emerge da un report

Il panorama della sicurezza stradale in Italia presenta una sorta di paradosso: nonostante la consapevolezza dei rischi, tanti automobilisti continuano ad adottare comportamenti pericolosi, ignorando le conseguenze legali delle proprie azioni. È quanto emerge da una recente indagine condotta da YouGov su impulso di Locauto, azienda leader nel noleggio di veicoli, nell’ambito del progetto “Locauto on tour†dedicato alla sicurezza. Lo studio, condotto a livello nazionale con un focus specifico sulla città di Roma, dipinge un quadro fatto di luci e ombre, dove l’esigenza di un “ripasso” delle regole appare come una necessità condivisa dalla maggioranza della popolazione.

La consapevolezza dell’ignoranza

Il dato di partenza è sintomatico: il 76% degli intervistati romani (contro il 71% della media nazionale) riconosce apertamente la necessità di rileggere e approfondire le norme del Codice della Strada. Questa incertezza si riflette in ambiti specifici della vita quotidiana al volante: circa il 34% dei conducenti non conosce con precisione le restrizioni vigenti per i neopatentati, mentre il 33% ammette di non sapere come comportarsi correttamente in caso di incidente stradale. Questa lacuna formativa è particolarmente sentita in seguito alle recenti novità legislative che hanno inasprito diverse sanzioni.

Distrazioni e comportamenti a rischio

L’indagine mette in evidenza una sequela di abitudini pericolose. La distrazione principale è rappresentata dallo smartphone: ben il 53% degli intervistati dichiara di utilizzarlo mentre guida, nonostante i divieti. Nello specifico, il 12% lo usa per scambiarsi messaggi, mentre il 26% effettua telefonate, un comportamento che non si ferma nemmeno su strade extraurbane (8%) o in autostrada (9%).

A questo si aggiunge un preoccupante fattore legato alle condizioni psico-fisiche: il 52% dei conducenti ammette di mettersi al volante anche quando si sente stanco, mentre il 9% confessa di trasportare occasionalmente bambini senza l’uso corretto di cinture o seggiolini. Sul fronte delle sostanze, il 32% ha guidato dopo aver consumato alcolici, e a Roma il dato relativo alla guida sotto l’effetto di stupefacenti tocca il 17%, superando la media nazionale del 14%.

Il gap sulle sanzioni e le nuove norme

Uno dei punti più critici emersi dalla ricerca riguarda la mancata conoscenza delle sanzioni più severe. Il 58% degli intervistati ignora che la patente possa essere sospesa in caso di positività ai test antidroga anche in assenza di segni evidenti di alterazione. Ancora più marcata è l’ignoranza sulle sanzioni legate all’alcol: il 70% non sa che un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l può comportare l’arresto fino a un anno e una sanzione di 6.000 euro. Di conseguenza, strumenti come l’Alcolock restano sconosciuti al 77% del campione, così come la possibilità di confisca del veicolo è ignota al 75% dei soggetti.

Note positive: cinture e velocità

Non mancano, tuttavia, alcuni segnali incoraggianti che mostrano una radicata cultura della sicurezza in determinati ambiti. L’87% degli automobilisti dichiara di allacciare sempre la cintura di sicurezza, e l’80% utilizza sistemi adeguati per il trasporto degli animali domestici. Inoltre, l’83% dimostra di conoscere correttamente i limiti di velocità autostradali e il 76% si dice pronto a compilare il modulo CID in caso di sinistro. Questi dati rappresentano una base solida da cui ripartire per promuovere una maggiore consapevolezza e responsabilità su tutte le strade italiane.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 08:34:36 +0000
News n. 12
Lavare l’auto in autonomia e senza stress, svelato un trucco infallibile

Tenere pulita e igienizzata la propria auto è fondamentale, e riuscire a farlo in autonomia a volte è soddisfacente e consente di risparmiare. Anche se sembra una di quelle attività semplicissime, in realtà il lavaggio dell’auto nasconde delle insidie.

Non bastano acqua, detergente e una buona dose di pazienza, usare la lancia ad acqua o l’idropulitrice in alcuni passaggi infatti può risultare scomodo. Chi lo ha fatto almeno una volta sa che alcuni piccoli fastidi possono trasformare il lavaggio dell’auto in una continua interruzione.

Mentre ci si sposta attorno alla propria macchina per pulire bene ogni sua parte – paraurti, cerchi, parte posteriore e anteriore, fiancate – il tubo dell’acqua rimane spesso bloccato sotto a una ruota. Lo stesso quindi si tende, questo causa una perdita di mobilità ed è necessario continuare a tornare indietro per liberare il tubo incastrato e ricominciare a lavare la macchina. Spesso si tratta di una scomoda sequenza ripetuta decine di volte, che rende il lavaggio più lento e stressante.

Eppure esiste un semplice trucco, economico e in realtà molto conosciuto (anche se molti lo ignorano) che è sorprendentemente efficace: usare alcune palline da tennis.

Perché il tubo si blocca sotto la gomma

Quando il tubo della pompa, della lancia o dell’idropulitrice che si usa per lavare l’auto scorre sul pavimento tende ad aderire alla superficie e quindi, durante gli spostamenti laterali, resta incastrato facilmente sotto le gomme della macchina. Il peso dell’auto chiaramente crea attrito e il tubo quindi rimane lì fermo.

Le conseguenze sono sempre le stesse:

  • ci si deve interrompere in continuazione durante il lavaggio;
  • i movimenti sono meno fluidi;
  • si perde tempo durante il risciacquo;
  • si rischia di strattonare attacchi e raccordi.

Per chi lava spesso l’auto a casa o negli autolavaggi self service, questo è uno dei motivi principali per cui il lavoro diventa più noioso e stancante.

Come funziona il trucco della pallina da tennis

Niente di più semplice e intuitivo, il trucco nasce dall’idea di usare le palline da tennis come una sorta di guida mobile per il tubo dell’acqua. L’idea è veloce e facile, molto intuitiva in realtà: sfrutta infatti un principio molto semplice, ovvero andare a creare un piccolo punto di scorrimento che possa impedire al tubo di incastrarsi sotto la ruota.

Bastano appunto solo alcune palline da tennis, devono essere ben posizionate vicino agli pneumatici, nei punti in cui il tubo tende a bloccarsi più facilmente durante le operazioni di lavaggio della macchina.

Come funziona? In pratica la presenza della pallina da tennis va a modificare il punto di contatto e quindi diminuisce il rischio che il tubo venga schiacciato o rimanga incastrato mentre ci si sposta attorno alla propria auto per lavarla con il getto d’acqua. Il vantaggio principale non è tanto velocizzare il lavaggio, ma renderlo più fluido e continuo, evitando stressanti e infinite interruzioni.

Come sfruttare il trucco

Si tratta quindi di un sistema estremamente semplice da replicare, ora vediamo come fare nel dettaglio. Innanzitutto basta procurarsi alcune palline da tennis, facilmente reperibili e anche abbastanza economiche. Poi c’è un dettaglio a cui bisogna prestare attenzione prima di procedere: osservare il percorso che compie il tubo durante il lavaggio e i punti in cui continua a incastrarsi. Una volta determinati, si può:

  • posizionare le palline vicino alle ruote nei punti più soggetti al blocco;
  • continuare senza stress il lavaggio e verificare se è necessario spostare leggermente le palline per ottenere il miglior risultato.

La loro posizione infatti può cambiare in base a due fattori:

  • prima di tutto le dimensioni e la forma differenti per ogni auto;
  • la modalità con cui viene eseguito il lavaggio fai-da-te.

Se l’auto che viene lavata è di più grandi dimensioni, come un SUV o una station wagon, allora potrebbe essere necessario usare più palline nello stesso momento, in modo da coprire meglio tutto il perimetro della vettura.

Ci sono altri casi in cui invece basta anche una sola pallina da tennis per il lavaggio auto, per vetture più piccole infatti potrebbe essere sufficiente spostarla progressivamente seguendo la zona che si sta pulendo.

Soluzione furba e low cost

In un’epoca in cui ogni cosa diventa sempre più costosa, carburante compreso purtroppo, avere una soluzione economica a portata di mano può realmente fare la differenza, anche nel caso di un trucco così semplice e in realtà spesso banalizzato e sotovalutato.

Se si hanno già alcune palline inutilizzate in casa non bisogna nemmeno comprare nulla, altrimenti bastano davvero pochi euro per prendere un accessorio così semplice, ma che può rendere il lavaggio auto molto più comodo.

Chiariamolo: non è una procedura professionale, ma solo un trucchetto fai-da-te furbo. Non sostituisce tecniche corrette di pulizia, detergenti adatti o una buona organizzazione del lavoro, aiuta semplicemente a eliminare uno degli inconvenienti più comuni e sottovalutati.

Il trucco della pallina da tennis non rivoluziona il lavaggio dell’auto, ma dimostra come spesso bastano dei piccoli dettagli o prodotti molto semplici per migliorare davvero l’esperienza.

Ridurre le interruzioni, evitare di liberare continuamente il tubo e mantenere il movimento fluido attorno alla propria macchina rende il lavaggio fai da te più pratico e meno stressante: bastano pochi secondi e una semplice pallina da tennis. Perché non provare? Non costa (quasi) nulla!

Come abbiamo detto, ovviamente non va a migliorare il potere pulente dell’acqua e nemmeno a sostituire quelle che sono le tecniche corrette di lavaggio, si tratta solo di un semplice accorgimento che può risolvere il problema reale della gestione del tubo. Altra cosa importantissima da non dimenticare: attenzione a lavare l’auto all’aperto, privatamente, scopri quando sei a rischio multa e cosa dice il Codice della Strada.

Riuscire a muoversi attorno all’auto senza fermarsi ogni pochi secondi per liberare la lancia dell’acqua incastrata sotto gli pneumatici è davvero un must, diventa decisamente più piacevole pulire la propria macchina. E diciamocelo: è proprio quello di cui abbiamo bisogno.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 08:11:10 +0000
News n. 13
Lo shampoo ceramico che protegge l’auto per 90 giorni con un solo lavaggio

Il mondo del car detailing assiste a una costante evoluzione guidato dalla necessità di ottimizzare i tempi di manutenzione senza scendere a compromessi sulla resa estetica e protettiva. Il Ceramic Shampoo di MA-FRA rappresenta questa filosofia includendo i benefici della nanotecnologia ceramica direttamente nella fase di lavaggio manuale.

Carrozzeria setosa e protetta per 90 giorni

La caratteristica distintiva del Ceramic Shampoo risiede nella sua avanzata formula chimica arricchita con polimeri ceramici SiO2 (Biossido di Silicio) super-idrofobici. Non si tratta di un semplice detergente, bensì di una soluzione multifunzionale 3in1 ingegnerizzata per compiere tre azioni strutturali in un’unica operazione.

  • Lavaggio profondo: sviluppa una schiuma perfettamente bilanciata e altamente lubrificata, capace di inglobare e sollevare lo sporco stradale riducendo a zero l’attrito meccanico del guanto
  • Sigillatura idrofobica: deposita istantaneamente uno scudo sigillante che respinge l’acqua e gli agenti contaminanti
  • Protezione a lungo termine: lo strato protettivo generato garantisce una barriera attiva che resiste fino a 90 giorni

Oltre alle proprietà fisiche di protezione, l’impatto visivo post-lavaggio è eccezionale. Il Ceramic Shampoo dona alla vernice una lucentezza profonda e una saturazione del colore che storicamente si potevano ottenere soltanto dopo lunghe sessioni di stesura di una cera solida in barattolo.

Al tatto, la superficie risulta incredibilmente setosa, riducendo l’adesione della polvere e facilitando le successive operazioni di asciugatura.

Guida all’applicazione corretta

MA-FRA prescrive un protocollo d’uso semplice ma rigoroso, studiato per attivare correttamente la matrice ceramica sulla carrozzeria

1. Diluizione: versare esattamente 4 tappi di Ceramic Shampoo all’interno di un secchio d’acqua pulita (preferibilmente tiepida per favorire l’attivazione dei tensioattivi)
2. Condizioni ambientali: operare rigorosamente all’ombra e su superfici fredde al tatto, per evitare che il prodotto si asciughi precocemente sulla vernice
3. Tecnica di lavaggio: applicare la soluzione partendo dal basso verso l’alto utilizzando un guanto o un panno in microfibra morbida, distribuendo il prodotto in modo uniforme
4. Finitura: risciacquare abbondantemente con acqua ad alta pressione e procedere all’asciugatura immediata con un panno in microfibra ultra-assorbente di alta qualità

Data articolo: Wed, 27 May 2026 07:34:44 +0000
News n. 14
Perché la Ferrari Luce non piace proprio a nessuno

Enzo Ferrari diceva “io vi vendo un motore e quello che c’è intorno ve lo regalo“. Stavolta il motore non c’è, o meglio, ci sono quattro propulsori elettrici, uno per ruota, ma l’amato V12 non è pervenuto. La Ferrari Luce appena presentata, la prima elettrica del Cavallino, non sembra aver fatto breccia nei cuori della gente. Le prime reazioni che il web, e non solo, ha riversato sull’inedita cinque posti di Maranello sono state a dir poco taglienti.

La creatura disegnata da Joni Ive, l’ex genio di Apple, ha spiazzato il mondo intero. “Adesso la Mondial non è più la Ferrari peggiore di sempre“, emerge come un coro gridato all’unisono dal popolo della rete. Ma, in fondo, perché questa macchina non piace?

Il design non convince

Le soluzioni tecniche adottate dalla Ferrari Luce sono sicuramente interessanti, e i sessanta brevetti a suo carico ci si stagliano davanti come un bel biglietto da visita, al pari del lavoro aerodinamico eccellente e maniacale (ha il Cx migliore nella storia del Cavallino). Tuttavia, ciò che spicca è una vettura dal design troppo di rottura con il mondo Ferrari. Chi si aspettava “semplicemente” un’elettrica col Cavallino Rampante, è rimasto deluso. La forma a goccia, il musetto levigato e quelle proporzioni che di sportivo hanno molto poco, sono ciò che ha spiazzato completamente ogni osservatore.

Anche la Purosangue, il primo SUV nella storia di Maranello, nel suo debutto fu criticata da molti perché Ferrari aveva scelto una via non aderente alla tradizione, ma rispetto alla Luce possiede qualcosa in più: le forme tipiche di una Ferrari. Il musetto lungo e abbassato, cattivo, nonché delle proporzioni che emanano una sportività tangibile anche se declinata a ruote alte. Sull’elettrica ciò non accade, perché quella silhouette ha un gusto meno da auto e più da oggetto industriale, appartenente alla sfera del tech. Non a caso, non è difficile incappare nel commento che paragona la Luce a un mouse firmato Apple. Chi da Ferrari si aspettava una mossa in stile Porsche, con la sua Taycan, è rimasto deluso.

Voci autorevoli contro il Cavallino

Sul web si può incontrare di tutto, la tempesta di “meme” contro la Ferrari Luce ha imperversato su ogni schermo. C’è chi ha trasformato l’elettrica di Maranello in una Multipla, preferendola comunque all’originale, mentre ci sono altri che hanno provato a sfruttare l’IA per generare una Luce più affine all’universo del Cavallino, ottenendo persino dei buoni risultati.

Visualizza questo post su Instagram

Al di là della tribù che naviga su internet, hanno fatto scalpore le parole di Luca Cordero di Montezemolo, un uomo che ha scritto pagine memorabile in sella all’azienda modenese: “Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari, si rischia la distruzione di un mito. Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina, sicuramente è un’auto che i cinesi non ci copieranno“. Dello stesso avviso Carlo Calenda, leader di Azione, che dal 1998 al 2004 ha lavorato proprio a Maranello: “La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari“. Pure Flavio Briatore ha ricalcato le parole di Montezemolo, confermando che “questa i cinesi non ce la copieranno“.

Insomma, i primi vagiti della Luce non hanno convinto neppure le Borse, tanto che il titolo ieri è precipitato. Più che un buongiorno assomiglia a una buonanotte, tanto vale spegnere la Luce e dormirci su.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 07:29:04 +0000
News n. 15
Ciclomotori 50, i cinque modelli più interessanti tra scooter e motard per il 2026

Negli ultimi anni, il mercato dei ciclomotori 50 cc ha continuato a mantenere un ruolo centrale nella mobilità urbana, soprattutto tra i più giovani e chi cerca un mezzo pratico per gli spostamenti quotidiani.

Tra scooter a ruota alta, modelli compatti e proposte dal carattere più sportivo, il panorama attuale offre soluzioni molto diverse tra loro per impostazione, dotazioni e prezzi. Ecco una selezione di alcuni tra i modelli più interessanti disponibili oggi sul mercato.

Piaggio Liberty 50, il più amato dagli italiani

Piaggio Liberty 50 si colloca tra i ciclomotori più apprezzati in Italia, risultando il modello più immatricolato nei primi quattro mesi del 2026 secondo i dati ANCMA e Ministero dei Trasporti. Il modello è equipaggiato con motore monocilindrico i-get da 49 cc, abbinato a trasmissione automatica CVT e sistema di alimentazione a iniezione elettronica. La potenza dichiarata è pari a 2,2 kW (3,0 CV), con una coppia massima di 3,0 Nm. I consumi nel ciclo WMTC sono indicati in 2,5 l/100 km, con emissioni di CO2 pari a 57 g/km.

Dal punto di vista ciclistico, adotta un telaio in tubi d’acciaio e sospensione anteriore a forcella telescopica idraulica, mentre al posteriore è presente un ammortizzatore singolo con precarico regolabile su cinque posizioni. L’impianto frenante prevede un disco anteriore da 240 mm e un tamburo posteriore da 140 mm. Le dimensioni compatte, con lunghezza di 1.945 mm e larghezza di 700 mm, facilitano la maneggevolezza nel traffico urbano, mentre la sella posta a 780 mm da terra ne rende accessibile l’utilizzo. Il prezzo di listino è di 2.650 euro.

Piaggio Liberty 50 scooter urbano 50 cc 2026
Ufficio Stampa Piaggio
Piaggio Liberty 50 risulta il ciclomotore più immatricolato tra gennaio e aprile 2026 in Italia

La variante Piaggio Liberty S 50 mantiene la stessa base tecnica del modello standard, con differenze concentrate principalmente sull’impostazione estetica. Cambiano infatti le finiture, con l’utilizzo di elementi in nero lucido su dettagli come cornici, logo e indicatori di direzione, oltre ad accenti blu su scudo anteriore e cerchi, che definiscono uno stile più caratterizzato rispetto alla versione standard. Restano invariati motore, ciclistica e dotazioni principali. Il prezzo è di 2.750 euro.

Filly 50 e Agility 50 R16 Plus, le due proposte Kymco

Kymco propone nel segmento dei 50 cc con due scooter pensati per esigenze differenti nella mobilità urbana: Filly 50 e Agility 50 R16 Plus. A parità di cilindrata, i due modelli seguono filosofie diverse, con il primo orientato a compattezza e semplicità di utilizzo, mentre il secondo punta maggiormente su comfort e capacità di carico.

Filly 50 si caratterizza per dimensioni contenute e soluzioni essenziali dedicate agli spostamenti cittadini. Il motore monocilindrico quattro tempi da 50 cc raffreddato ad aria sviluppa 3,3 CV e 3,5 Nm di coppia. Peso ridotto e ruote da 12 pollici favoriscono la maneggevolezza nel traffico, mentre la dotazione comprende presa USB, smart lock e bauletto da 33 litri. Il veicolo è disponibile a un prezzo base di 1.990 euro.

Kymco Filly 50 e Agility 50 R16 Plus scooter 50 cc 2026
Ufficio Stampa Kymco
Kymco è un punto di riferimento nel segmento 50 cc: Filly è più compatto, Agility invece è più versatile

Agility 50 R16 Plus propone invece una configurazione studiata per offrire maggiore praticità nell’utilizzo quotidiano. La ciclistica con ruota anteriore da 16 pollici e posteriore da 14 pollici contribuisce a migliorare stabilità e comfort sui fondi urbani irregolari, mentre la pedana piatta maggiorata e il serbatoio da 7 litri influiscono positivamente su funzionalità e autonomia. Il prezzo di listino è pari a 2.390 euro.

SYM Symphony 50 si aggiorna al Model Year 2026

Da vent’anni un punto di riferimento nel settore scooter con la propria filiale italiana, SYM mette mano su Symphony 50 con il Model Year 2026: nuova strumentazione digitale, indicatori di direzione a LED anteriori e posteriori e un design rivisto del gruppo ottico posteriore, mantenendo però le caratteristiche principali che hanno contraddistinto questo modello.

La motorizzazione è affidata a un monocilindrico quattro tempi da 49 cc raffreddato ad aria, con potenza massima di 2,2 kW e coppia di 3,0 Nm. I consumi dichiarati nel ciclo WMTC sono pari a 2,3 l/100 km. La ciclistica adotta una forcella telescopica anteriore e un ammortizzatore posteriore singolo, mentre l’impianto frenante utilizza dischi sia all’anteriore sia al posteriore.

SYM Symphony 50 scooter 50 cc urbano 2026
Ufficio Stampa SYM
SYM Symphony 50 si aggiorna al Model Year 2026 con nuovi LED e cruscotto digitale

Tra gli elementi distintivi del modello figurano le ruote da 16 pollici, soluzione tipica degli scooter pensati per l’utilizzo cittadino e per una maggiore stabilità sui fondi irregolari. Sono sempre presenti la pedana piatta, il vano sottosella da 18 litri e la presa USB integrata. SYM Symphony 50 viene proposto con bauletto di serie e ha un prezzo di listino pari a 2.299 euro.

Beta RR Motard 2T 50, una scelta “coolâ€

Infine, per chi cerca un’alternativa più sportiva rispetto ai classici scooter urbani, nel segmento dei 50 cc sta ricevendo ampio consenso Beta RR Motard 2T 50. Come suggerisce il nome, adotta una configurazione da motard stradale, con ruote da 17 pollici, impostazione rialzata e ciclistica derivata dalle moto di cilindrata superiore della gamma Beta.

La motorizzazione è affidata a un monocilindrico due tempi raffreddato a liquido con cambio a sei marce e oil mixer integrato. Tra gli aggiornamenti introdotti figurano un nuovo cambio con forchette forgiate e il sistema di recupero vapori benzina adeguato alle normative antinquinamento. La cilindrata è pari a 49,7 cc.

Beta RR Motard 2T 50 moto 50 cc motard sportiva 2026
Ufficio Stampa Beta
Beta RR Motard 2T 50 è disponibile in versione standard e in altre quattro varianti

La parte ciclistica prevede un telaio rivisto nelle geometrie, un forcellone più lungo e sospensioni aggiornate per migliorare stabilità e controllo. L’impianto frenante utilizza un disco anteriore da 260 mm e un disco posteriore da 220 mm, mentre il peso dichiarato è di 85 kg. Completano la dotazione il fanale posteriore a LED e il sistema mono-serratura per bloccasterzo, avviamento, sella e serbatoio.

Il prezzo di Beta RR Motard 2T 50 è di 3.240 euro, ma se non ci si vuole accontentare la gamma propone anche le versioni Sport, Sport Low Seat, Track e X Special Edition, ma ovviamente il costo è maggiore.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 06:00:02 +0000
News n. 16
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 in Italia sono programmati numerosi scioperi che coinvolgono diversi settori dei trasporti pubblici e privati, dal trasporto locale ai servizi ferroviari, dal settore portuale a quello aereo. In questo articolo trovi il calendario completo degli scioperi previsti per maggio 2026, con dettagli per ogni giornata, città coinvolta, orari e categorie di lavoratori interessati. È una panoramica essenziale per cittadini, pendolari e imprese che intendono organizzare al meglio i propri spostamenti ed attività nel periodo.

Sciopero 01 maggio 2026

Italia: È proclamato uno sciopero generale di intera giornata sull’intero territorio nazionale che coinvolge il personale dipendente pubblico e privato. L’agitazione è indetta dal sindacato USI-CIT e interessa tutte le province.

Sciopero 04 maggio 2026

Italia: Due scioperi nazionali che coinvolgono il personale del servizio di ristorazione a bordo treno della società Elior Divisione Itinere (treni Trenitalia). Lo sciopero avviene per mezzo turno per ogni turno di lavoro, promossi dai sindacati FAST-CONFSAL, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI.

Nella provincia di Milano, Lombardia, il personale di Mercitalia Shunting & Terminal effettuerà uno sciopero di 8 ore, dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio 2026. Il sindacato promotore è OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 05 maggio 2026

Nella provincia di Milano, lo sciopero ferroviario avviato dalle 22:00 del 4 maggio si conclude alle 6:00 del 5 maggio e riguarda ancora il personale della Società Mercitalia Shunting & Terminal.

Nella provincia di Firenze, Toscana, sciopero ferroviario di 8 ore che coinvolge il personale manutenzione della società RFI Doit Firenze per l’intera giornata, indetto da OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 07 maggio 2026

Italia: Sciopero nazionale di 24 ore nel settore portuale che coinvolge tutte le province d’Italia. Promotore: USB Lavoro Privato. Coinvolti i lavoratori delle imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, delle Autorità di Sistema Portuale e delle società che applicano il CCNL porti.

Sciopero 08 maggio 2026

Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige) sciopero di 4 ore nel trasporto pubblico locale, dalle 11:00 alle 15:00. Sindacato: OSR ORSA Trasporti.

Nella città di Potenza (Basilicata) sciopero di 4 ore nel trasporto pubblico locale, dalle 15:01 alle 19:00. Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.

Provincia di Brescia (Lombardia): sciopero di 24 ore settore aereo, personale GDA Handling presso Aeroporto di Brescia Montichiari. Sindacato: USB Lavoro Privato.

Sciopero 09 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale società EAV, dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio. Sindacato: OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), sciopero del trasporto pubblico locale prosegue dalle 19:31 del 9 maggio fino alle 19:30 del 10 maggio 2026. Personale interessato: Società EAV. Sindacato: OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale che interessa il personale della società Autolinee Toscane, bacino di Firenze. Sindacato: OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 11 maggio 2026

Nella città di Roma (Lazio):
– Aeroporti di Fiumicino e Ciampino, sciopero di 4 ore dalle 12:00 alle 16:00 per il personale ADR Security.
– Personale ENAV ACC Roma, sciopero nazionale di 8 ore, dalle 10:00 alle 18:00 (RSA UILT-UIL).

Nella città di Napoli: Personale ENAV, sciopero interregionale di 8 ore dalle 10:00 alle 18:00 (RSA UILT-UIL).

Personale Easyjet Airlines Limited, sciopero nazionale di 8 ore, 10:0018:00 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

Città di Palermo: Personale GH Palermo, ASC Handling e Aviapartner Palermo, 4 ore (12:00-16:00). Sindacati: FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A..

Città di Cagliari: Personale Gruppo Sogaer, 4 ore (13:00-17:00). Sindacati: FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL.

Aeroporto di Milano Malpensa: Personale ALHA e MLE-BCUBE, 4 ore (13:00-17:00). Sindacati OST CUB TRASPORTI / USB Lavoro Privato.

Sciopero 14 maggio 2026

Nella città di Novara (Piemonte) sciopero locale del trasporto pubblico locale, personale della Società SUN di Novara. Durata: 24 ore (00:00-24:00), sindacato AL-COBAS.

Sciopero 18 maggio 2026

Italia: Sciopero generale nazionale dei trasporti che coinvolge le categorie pubbliche e private. Modalità:
Trasporto ferroviario: sciopero dalle 21:00 del 17 maggio alle 20:59 del 18 maggio.
Trasporto pubblico locale: modalità definite localmente.
Trasporto marittimo isole maggiori: partenze coinvolte a partire da un’ora prima della partenza il 18 maggio.
Taxi e trasporto marittimo isole minori: sciopero dalle 00:01 alle 23:59.
Autostrade: personale in sciopero dalle 22:00 del 17 maggio.
Sindacato promotore: USB.

Nella provincia di Bari (Puglia), sciopero 24 ore del trasporto pubblico locale, personale della Società STP di Bari. Sindacati: OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero 29 maggio 2026

Italia: Sciopero generale delle categorie pubbliche e private riguardante i settori aereo, ferroviario, trasporto pubblico locale, marittimo, portuale e autostradale.
Aereo: 00:00-23:59; Ferroviario: 21:00 del 28/5 – 21:00 del 29/5;
TPL: modalità territoriali; Marittimo: Isole minori 00:01-23:59, isole maggiori 1 ora prima partenze;
Portuale: varie modalità; Autostrade: 22:00 del 28/5 – 22:00 del 29/5.
Sindacati: CUB/SGB/ADL VARESE/SI-COBAS/USI-CIT.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 27 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 27 maggio 2026, ecco i prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana: benzina (SELF) a 2.060 euro, gasolio/diesel (SELF) a 2.142 euro, GPL (SERVITO) a 0.912 euro e metano (SERVITO) a 1.588 euro. Nelle sezioni seguenti trovi la tabella con i valori aggiornati e un approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa: dalla componente industriale (materia prima e margine della rete) alle imposte indirette, tra accise e Iva, fattori che insieme determinano ciò che gli automobilisti pagano in viaggio.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento disponibile dai dati ufficiali: 26-05-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.142
Benzina SELF 2.060
GPL SERVITO 0.912
Metano SERVITO 1.588

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale alla pompa è il risultato dell’interazione tra componenti fiscali e industriali. La componente fiscale incide per il 58% e comprende accise e Iva, due imposte che non dipendono direttamente dall’andamento giornaliero dei mercati ma che pesano in modo determinante sul totale pagato dagli automobilisti. La componente industriale vale invece il 42% del prezzo e si articola in due voci: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera distributiva. Nel dettaglio, la materia prima incide per il 30% del prezzo: qui entrano in gioco le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro, fattori che possono far variare i listini in entrambe le direzioni. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, copre costi come logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e remunerazione dell’operatore. Proprio su questa porzione l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, adattandolo alla concorrenza locale, alla posizione geografica, al livello di servizio offerto e ad altre dinamiche commerciali. Nel complesso, quindi, alla benzina concorrono elementi esogeni (mercati e cambio) e voci fiscali stabili, con la rete che agisce sul margine per riflettere i propri costi e le condizioni del mercato.

Per il gasolio, la struttura del prezzo presenta un equilibrio diverso tra fisco e industria. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, comprendendo accise e Iva, e rappresenta una quota significativa ma meno dominante rispetto alla benzina. La componente industriale pesa per il 55% e, al suo interno, la materia prima vale il 45% del prezzo: le quotazioni internazionali e l’effetto euro/dollaro sono i principali driver di questa parte, trasmettendo alle pompe le variazioni dei mercati energetici globali. Il margine lordo rappresenta il 10% del prezzo e copre i costi della catena logistica e della distribuzione, oltre alla remunerazione della rete. Su quest’ultima quota l’operatore può intervenire per adeguare i listini alle condizioni competitive della zona, alla domanda, ai servizi accessori e ai costi operativi specifici della singola stazione. Ne risulta che, per il gasolio, le oscillazioni delle quotazioni internazionali e del cambio hanno un impatto particolarmente visibile, mentre la fiscalità fornisce una base relativamente stabile. L’insieme di questi fattori spiega perché i prezzi possano variare nel tempo e tra punti vendita diversi, pur muovendosi entro dinamiche comuni determinate da mercato, fisco e politiche commerciali.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 27 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 18
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.973 per la benzina, 2.063 per il diesel, 0.821 per il gpl, 1.577 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.050
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.513

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.067
Benzina SELF 1.987
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.571

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 2.002
GPL SERVITO 0.887
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.080
Benzina SELF 1.983
GPL SERVITO 0.849
Metano SERVITO 1.663

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.034
Benzina SELF 1.961
GPL SERVITO 0.769
Metano SERVITO 1.532

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.049
Benzina SELF 1.968
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.529

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.992
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.517

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.054
Benzina SELF 1.959
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.652

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.978
GPL SERVITO 0.890
Metano SERVITO 1.531

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.060
Benzina SELF 1.963
GPL SERVITO 0.797
Metano SERVITO 1.550

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.038
Benzina SELF 1.951
GPL SERVITO 0.831
Metano SERVITO 1.530

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.971
GPL SERVITO 0.817
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.059
Benzina SELF 1.965
GPL SERVITO 0.797
Metano SERVITO 1.565

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.062
Benzina SELF 1.975
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.629

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.077
Benzina SELF 1.981
GPL SERVITO 0.878

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.070
Benzina SELF 1.971
GPL SERVITO 0.830
Metano SERVITO 1.821

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.066
Benzina SELF 1.968
GPL SERVITO 0.804
Metano SERVITO 1.602

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.080
Benzina SELF 1.980
GPL SERVITO 0.822
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.052
Benzina SELF 1.965
GPL SERVITO 0.818
Metano SERVITO 1.508

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.078
Benzina SELF 1.989
GPL SERVITO 0.899

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 maggio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.041
Benzina SELF 1.962
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.502

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 27 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 19
Compasso d’Oro ADI: menzione d’onore per l’Alfa Romeo 33 Stradale

Nel passato recente poche vetture sportive sono paragonabili allo stile artigianale dell’Alfa Romeo 33 Stradale. Per una volta un modello di ultima generazione non ha fatto rimpiangere un capolavoro del passato, regalando una gioia ai puristi.

Il valore dell’Alfa Romeo è stato riconosciuto anche dalla giuria internazionale del XXIX Premio Compasso d’Oro ADI che ha attribuito alla nuova Alfa Romeo 33 Stradale la Menzione d’Onore nella categoria “Design per la mobilitàâ€. Si tratta di uno dei più prestigiosi riconoscimenti al mondo nell’ambito del design industriale, conferito con una cerimonia di premiazione svoltasi di recente a Milano, presso l’ADI Design Museum.

Autentico capolavoro italiano

Nel 1967 fu Franco Scaglione a creare le forme di uno dei bolidi più esclusivi al mondo. La 33 Stradale è considerata un’auto leggendaria, anche grazie alla sua estetica inimitabile. È stata prodotta in soli 18 esemplari tra il 1967 e il 1969. Il telaio, il motore e il cambio furono concepiti dal reparto corse dell’Alfa Romeo. I traguardi ottenuti nel Motorsport ebbero delle ricadute fenomenali anche sul prodotto auto. Si trattò della prima vettura a presentare le portiere con apertura a farfalla, incernieriate sul tetto.

Il punto di forza era la leggerezza. Sotto il cofano il motore V8 era abbinato ad una trasmissione manuale a 6 rapporti con differenziale autobloccante e sbalzo oltre l’assale posteriore. Con 690 kg sulla bilancia la sportiva accelerava da 0 a 100 km/h in appena 5,6 secondi, riuscendo a raggiungere una velocità massima di 260 km/h. Con 270 cavalli di potenza diventò una delle auto aspirate più potenti della sua generazione.

Con gli strumenti moderni i design hanno saputo enfatizzare il DNA del Biscione con la “bellezza necessaria†attuale, creando un perfetto equilibrio tra proporzioni, volumi e trattamenti delle superfici. Le forme sinuose sono l’emblema della raffinatezza del marchio di Arese. Gli interni sono caratterizzati da un design minimalista e da materiali concepiti per enfatizzare l’esperienza racing.

Palmares da record per Alfa Romeo

La supercar milanese è stata realizzata in soli 33 esemplari esclusivi, un numero non casuale, grazie a un processo artigianale unico con standard di altissima qualità e una maniacale cura del dettaglio. La partnership con la Carrozzeria Touring Superleggera, che ha firmato alcune delle più belle Alfa Romeo della storia ha dato i suoi frutti. Cuore pulsante della nuova Alfa Romeo 33 Stradale è un V6 biturbo da 3.0 litri capace di sprigionare oltre 620 cavalli di potenza.

Si tratta di una vettura speciale, progettata su misura attraverso un dialogo diretto con il cliente, che ha meritato il riconoscimento dell’Associazione per il Disegno Industriale. Nel 2018 fu la Giulia a ricevere il Compasso d’Oro nella sua XXV edizione, in una fase delicata per il brand. La Brera, anni prima, aveva ottenuto il premio poiché “una delle automobili più belle e affascinanti che siano state mai realizzateâ€. Nel 2014, infine, la Giulietta aveva ottenuto la Menzione d’Onore in occasione del XXIII Compasso d’Oro.

Il Premio Compasso d’Oro ADI è nato nel 1954, diventando il più autorevole riconoscimento mondiale di design. Partorito da una intuizione di Gio Ponti viene curato dall’ADI. L’Osservatorio permanente del Design dell’ADI – commissione di designer, critici, storici e giornalisti specializzati – seleziona e valuta i migliori prodotti al mondo. I progetti vengono conservati nella Collezione Storica del Premio Compasso d’Oro ADI, esposta all’ADI Design Museum di Milano e dichiarata dal Ministero della Cultura “di eccezionale interesse artistico e storico†quale patrimonio nazionale dal 2004.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 05:30:46 +0000
News n. 20
MotoGP, GP Italia: si corre al Mugello, orari TV Sprint Race e gara

Nel weekend la MotoGP volerà in Toscana per la settima tappa del campionato. Il circuito del Mugello si trova nel comune di Scarperia e San Piero, nella città metropolitana di Firenze, ed è di proprietà della Ferrari. Il saliscendi toscano accoglierà le due regine italiane in lotta per la conquista del titolo. Per la prima volta nella storia del top class Aprilia arriverà con i favori del pronostico, potendo vantare un vantaggio di 16 punti in classifica costruttori sulla Ducati.

Marco Bezzecchi, pur con qualche sofferenza nell’ultima tappa corsa a Barcellona, ha accumulato un bottino di 142 punti e il primo degli inseguitori è il compagno di squadra, Jorge Martin, a quota 127. Da inizio stagione la Casa di Borgo Panigale si sta aggrappando alle performance di Fabio Di Giannantonio del team VR46. Il romano è terzo in classifica con 116 punti, grazie a una costanza inaspettata, mentre i piloti del team factory della Casa di Borgo Panigale sono molto distanti dalla vetta.

Rebus Marc Marquez

Dopo il fortunoso terzo posto in Catalogna Pecco Bagnaia ha scavalcato Marc Marquez, ancora fermo ai box per l’infortunio, raggiungendo l’ottava posizione con 63 punti. Il campione in carica potrebbe tornare in pista già nel GP d’Italia dopo l’incidente di Le Mans. Oggi è nono nel Mondiale, a 83 punti da Bezzecchi. Quest’ultimo ha già vinto tre volte in questa stagione ma non ha un gran feeling con il tracciato italiano. Il suo miglior piazzamento è stato un quinto posto al debutto in MotoGP sulla Ducati Desmosedici.

Se vorrà ambire alla conquista della decima corona Marc dovrà provare a correre la sfida. Dopo la doppia operazione a piede e spalla destra resa necessaria dalle conseguenze del brutto incidente di Le Mans, il numero 93 dovrà stringere i denti su uno dei tracciati più tecnici del calendario. Il catalano ha vinto due edizioni, nel 2025 con Ducati e nel 2014 con Honda. Non potrà essere della partita Alex Marquez, ancora alle prese con il recupero dagli infortuni alla clavicola destra e alla vertebra C7 rimediati nell’incidente di Barcellona.

Da monitorare anche le condizioni di Bagnaia, uscito acciaccato al polso dall’incidente con Johann Zarco e Luca Marini alla ripartenza in Catalogna. Il francese del team satellite della Honda non ci sarà a causa del problema al ginocchio e non si conoscono ancora i tempi di recupero. Fari puntati su Pedro Acosta, finito in ghiaia a pochi metri dal traguardo della sfida catalana a causa di un contatto con Ai Ogura. La Yamaha, ai tempi di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, sembrava fatta per vincere al Mugello. Fabio Quartararo nel 2021, anno del suo titolo iridato in MotoGP, riuscì a battere l’armata Ducati, ma oggi anche un podio avrebbe il sapore del miracolo sportivo.

Gli orari TV del GP d’Italia

L’evento del Mugello verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 offrirà in chiaro le sfide delle tre classi nella giornata di domenica. Il Gran Premio d’Italia 2026 di MotoGP sarà di 23 giri, mentre la Sprint Race si correrà sulla distanza di 11 giri. Ci saranno in pista anche i rider delle Baggers, tra cui Andrea Iannone, che avranno libere e qualifiche venerdì e le due gare sabato. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:

Venerdì 29 maggio

  • FP1 Baggers: 8:25-8:45
  • FP1 Moto3: 9:00-9:35
  • FP1 Moto2: 9:50-10:30
  • FP1 MotoGP: 10:45-11:30
  • FP2 Baggers: 12:40-13:00
  • P Moto3: 13:15-13:50
  • P Moto2: 14:05-14:45
  • P MotoGP: 15:00-16:00
  • Qualifiche Baggers: 17:05-17:25

Sabato 30 maggio

  • FP2 Moto3: 8:40-9:10
  • FP2 Moto2: 9:25-9:55
  • FP2 MotoGP: 10:10-10:40
  • Qualifiche MotoGP: 10:50-11:30 (diretta su TV8)
  • Gara 1 Baggers: 12:10
  • Qualifiche Moto3: 12:45-13:25 (diretta su TV8)
  • Qualifiche Moto2: 13:40-14:20 (diretta su TV8)
  • Sprint MotoGP: 15:00 (diretta su TV8)
  • Gara 2 Baggers: 16:10

Domenica 31 maggio

  • Warm-Up MotoGP: 9:40-10:50
  • Gara Moto3: 11:00 (diretta su TV8)
  • Gara Moto2: 12:15 (diretta su TV8)
  • Gara MotoGP: 14:00 (diretta su TV8)
Data articolo: Wed, 27 May 2026 05:30:33 +0000
News n. 21
L’ex presidente della Ferrari Montezemolo boccia la Ferrari Luce: critica feroce

Sarà anche entrato nel board di McLaren, ma in pochi hanno a cuore il Cavallino più di Luca Cordero di Montezemolo. Sotto la sua gestione la Casa modenese è rinata, uscendo da una crisi profonda e vincendo in anni d’oro sei riconoscimenti costruttori in Formula 1. Montezemolo ha rappresentato l’animo romantico ed estremamente professionale di una Ferrari che di fatto non c’è più.

L’avvocato bolognese ha espresso tutta la sua delusione per la nuova Luce, il primo modello full electric dell’azienda emiliana. Parlando con alcuni giornalisti Montezemolo ha espressamente annunciato che se dovesse dire tutto quello che pensa sulla Luce farebbe del male alla Ferrari stessa. L’estetica goffa e la scelta delle batterie hanno, letteralmente, fatto rabbrividire i puristi alla presentazione dell’auto.

Parole infuocate

Montezemolo, così come Enzo Ferrari, non avrebbe mai consentito il lancio di un veicolo 100% elettrico. Un design e un peso che sono un insulto alla sportività inneggiata dal Drake. Secondo Montezemolo c’è il concreto pericolo di oscurare la leggenda.

“Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno si tolga il cavallino da quella macchina…i cinesi almeno non ci copieranno”.

Le parole di Montezemolo sono pungenti visto che è stato il numero 1 dell’azienda dal 1991 al 2014. I rapporti con l’attuale dirigenza si sono incrinati per via di differenze di vedute sulla gestione dell’azienda. Dopo il rapido interregno di Marchionne, deceduto nel 2018, il nipote di Gianni Agnelli si è ritrovato tra le mani un impero. L’allargamento della gamma con il lancio di tanti nuovi modelli, tra cui il SUV Purosangue, ha portato fatturati record, ma come andrà con la costosissima Luce?

Crollo in borsa

Il titolo di Ferrari in borsa ha perso quasi l’8 per cento dopo il lancio della Luce. I fan hanno puntato il dito soprattutto sul design, frutto del lavoro di LoveFrom, l’agenzia fondata da Jony Ive, che per molti anni è stato responsabile del design dei prodotti di Apple. Motori elettrici e componenti principali sono progettati e prodotti internamente, anche se qualcuno potrebbe confonderla con una proposta cinese.

La Luce ha un motore per ogni ruota per offrire una gestione della trazione totale. I due motori davanti raggiungono i 30.000 giri/minuto, mentre quelli posteriori si fermano a 25.500 giri/min. La potenza? Vanta una cavalleria complessiva di 1.050 CV, garantendo uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 2,5 secondi e una velocità massima di 310 km/h.

Con la Luce si è raggiunto il miglior coefficiente di resistenza della storia Ferrari per un’auto stradale, ma il peso è di ben 2.260 kg. La Luce equipaggia cerchi da 23 pollici davanti e 24 pollici dietro, i più grandi mai visti su una Ferrari stradale. Sul piano estetico non ha convito, anche a causa di un frontale che non trasmette sportività. A luci spente i fari diventano invisibili, mentre i fanali posteriori tondi ricordano almeno le iconiche 360 Modena e 458 Italia. La glass house, la zona vetrata che avvolge l’auto, è uno dei pochissimi componenti esterni che appare convincente. Nel complesso le parole di Montezemolo non sembrano eccessive perché mai prima di oggi una Ferrari aveva ricevuto così tante critiche.

Data articolo: Tue, 26 May 2026 16:42:10 +0000
News n. 22
Escalation prezzi carburanti in Italia, aumenti di oltre il 75% in 10 anni

Per un’automobilista la vita in Italia è un salasso sempre più difficile da tollerare. Facendo un confronto con l’andamento dei prezzi dei carburanti nei vari Stati membri ci accorge di quanto sia degenerata la situazione alle nostre latitudini. In base ai dati, in Italia, al netto degli sconti sulle accise disposti dal Governo per fronteggiare le emergenze, il costo medio del diesel è cresciuto in 10 anni del +75,5%, contro una media Ue del +69,2%, mentre la benzina oggi costa il 38% in più rispetto al 2016.

Un panorama inquietante anche perché gli stipendi non sono cresciuti in modo proporzionale. Facendo un raffronto tra i listini di metà maggio 2016 con quelli della settimana del 18 maggio 2026, rilevati dalla Commissione Ue, in base al rapporto del Codacons per un pieno di gasolio si spendono in Italia 35,7 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2016, somma che schizza a +48 euro senza il taglio delle accise da 24,4 centesimi di euro in vigore fino allo scorso 22 maggio.

Confronto con l’Ue

Se la media di aumento negli altri Paesi europei si attesta nello stesso periodo al 69,2%, il Belpaese, grazie al taglio delle accise da 24,4 centesimi, è finito al penultimo posto nella classifica europea dei rincari, segnando un +56,3% col prezzo medio del gasolio che è passato da 1,268 euro al litro di metà maggio 2016 a 1,982 euro/litro del 18 maggio scorso.

Ma il dato positivo registrato dall’Italia è solo fumo negli occhi. Senza il taglio delle accise temporanee, infatti, il gasolio risulterebbe nel nostro Paese più caro del +75,5% in 10 anni, un dato superiore alla media delle altre Nazioni. Il Codacons ha sottolineato come il pieno di benzina risulta pari a +24,5 euro (+27,6 euro senza lo sconto sulle accise) rispetto al 2016. L’Italia quindi risulta al terzo posto con un incremento dei listini del +34%. L’associazione per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori ha annunciato:

“In questo caso la performance del nostro Paese è dovuta a due elementi: il riordino delle accise scattato lo scorso gennaio, che ha ridotto il prezzo della verde alla pompa, e lo sconto fiscale da 6,1 centesimi disposto dal Governo per affrontare l’emergenza in Medio Oriente, senza il quale il rincaro sarebbe del +38%â€.

Le realtà che hanno fatto peggio

Lituania e Lettonia sono i Paesi europei dove sono cresciuti maggiormente i prezzi della benzina negli ultimi 10 anni, mentre Malta, grazie ai prezzi amministrati dallo Stato, è l’unico Paese dove i valori sono rimasti quasi fermi, con un rialzo di appena il 4,3% per il gasolio. Circa il gasolio, in Lituania e Lettonia il prezzo medio è salito da maggio 2016 a maggio 2026 del +106%, seguiti da Paesi Bassi (103%) e Lussemburgo (102%), con listini più che raddoppiati in 10 anni. Pessime posizioni anche per Francia, Belgio e Bulgaria con una crescita superiore al 90%.

L’Italia, come annunciato dal Codacons, è terza (+34%) sul fronte benzina. Nell’Unione Europea la verde ha registrato in media un aumento del +43,6% negli ultimi dieci anni e purtroppo sotto questo aspetto bisogna riconoscere un problema abbastanza generalizzato nel Vecchio Continente. In termini assoluti, il Belpaese ha mantenuto per l’intero arco temporale prezzi ai distributori inferiori di quelli di Francia e Germania su entrambi i carburanti che però vantano ben altre economie.

Secondo un report, presentato dal Centro studi di Unimpresa, che ha analizzato i dati del Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, l’Italia “ha assorbito uno shock energetico severo in condizioni relativamente migliori rispetto ai principali partner europei: prezzi assoluti più bassi di Francia e Germania su entrambi i carburanti, incrementi percentuali al di sotto della media Ue, e un intervento fiscale che ha prodotto effetti visibili e verificabili nelle rilevazioni settimanali della Commissione europea”.

Data articolo: Tue, 26 May 2026 15:19:31 +0000
News n. 23
Nuova vita per Andrea Iannone, dalla SBK alle sfide Bagger Harley-Davidson

Sui saliscendi toscani Andrea Iannone esordirà in una classe inedita del motociclismo che rappresenterà una grande novità anche per gli appassionati che assisteranno sulle tribune alle sfide del Motomondiale. The Maniac non tradisce la sua passione per i motori e ha stupito i fan con l’annuncio di un passaggio nella categoria Bagger di Harley-Davidson, ovvero moto da turismo caratterizzate da imponenti dimensioni e dall’inconfondibile carenatura anteriore.

Andrea Iannone tornerà a sentire il brivido della velocità in sella a una Harley con un look ribassato. L’abruzzese si è tolto la soddisfazione di ottenere risultati più che dignitosi in Superbike nelle ultime due annate, salendo sul podio e ottenendo persino una vittoria nella prima tappa d’Aragona 2024 in sella alla Ducati.

Nuova avventura

Nella Bagger World Cup Andrea Iannone ci prenderà gusto già nei primi giri, visto che ha già fatto la sua primissima uscita personale a Misano in sella alla Harley Davidson Road Glide. Nella nuova coppa del mondo monomarca delle moto coi borsoni il rider di Vasto sarà in azione come terzo pilota Niti Racing, assieme agli altri nove ragazzi che originariamente componevano la griglia ufficiale e che hanno già esordito nel primissimo appuntamento ad Austin.

Dopo l’esperienza in sella alla Ducati V4 S, Iannone ha scelto di provare una nuova avventura. In azione sul circuito di Misano per una giornata di test in sella alla Harley-Davidson Bagger di Niti Racing, il pilota si è preparato in vista del debutto nel weekend durante il Gran Premio d’Italia al Mugello. Andrea non teme le prime volte, sebbene i colleghi abbiano già punti in classifica. Il test è servito per adattarsi alla moto e farsi trovare pronto per la sfida toscana.

Visualizza questo post su Instagram

Un leone in gabbia

Il pilota abruzzese avrebbe voluto continuare il suo percorso nel campionato delle moto derivate di serie più prestigioso, ma non ha trovato l’accordo per montare in sella a una moto di un team ufficiale. L’ex centauro della Ducati ha attraversato un periodo molto buio a livello professionale quando, alla fine del 2019, ha subito delle accuse di doping che lo hanno costretto a intraprendere una querelle giudiziaria che ha portato a una pena pesantissima.

Nelle urine di Iannone vennero riscontrate tracce di steroidi anabolizzanti. Il controllo era avvenuto in occasione della tappa malesiana il 3 novembre 2019. A quei tempi il rider abruzzese era nel team Aprilia in MotoGP. Nel 2020, da alcune analisi successive, emerse la sostanza proibita. La sanzione è stata inflitta dalla FIM e successivamente confermata dal TAS a causa della positività al drostanolone. Il classe 1989 venne bandito dalle corse con l’invalidazione dei risultati sportivi ottenuti in pista dal primo novembre 2019. Iannone provò l’ennesimo ricorso, finendo per ottenere il risultato contrario. La pena fu inasprita e prolungata sino al termine del 2023.

Nel Motomondiale ha ottenuto 13 vittorie e 35 podi totali, riuscendo a togliersi la soddisfazione di gareggiare in MotoGP per il team factory della Casa di Borgo Panigale. Riuscì anche a conquistare il GP d’Austria nel 2016 in sella alla Rossa, facendo sognare i tifosi italiani. Nel prossimo weekend per Iannone inizierà una nuova fase di una carriera, ricca di alti e bassi, ma decisamente non banale.

Data articolo: Tue, 26 May 2026 14:14:41 +0000
News n. 24
Boom concessionarie su TikTok, auto per tutti: a cosa fare attenzione

Comprare un’auto usata è sempre un’operazione delicata. Bisogna prestare attenzione alle condizioni generali, al chilometraggio, allo storico della manutenzione e ai valori di mercato. Un’ispezione visiva non basta e prima di dare retta alle chiacchiere del venditore di turno vi suggeriamo una prova su strada e l’attenta analisi di un meccanico per completare le verifiche.

Auto per tutti”, anche per protestati o per chi non riesce a ottenere un finanziamento, è quello che promette una concessionaria della provincia di Napoli sulla piattaforma social TikTok. Il venditore di American Auto propone veicoli a prezzi convenienti e targhe polacche per risparmiare sull’assicurazione annuale. Un’offerta che strizza l’occhio anche a coloro che non possono fare finanziamenti e non hanno uno stipendio fisso. Lo slogan “fiducia per fiducia” ha attirato tantissimi senza una busta paga in una trappola.

Cosa c’è dietro

Le Iene hanno raccolto le segnalazioni dei clienti che dichiarano di essere stati truffati, tra cui una madre con una figlia disabile. In base a quanto annunciato dal titolare di American Auto i clienti, dopo il pagamento di un acconto, avrebbero avuto 3 anni di tempo per pagare il veicolo e, in caso di problemi tecnici, non avrebbero più sborsato 1 euro sino a completa riparazione. Le agenzie, partner della concessionaria campana, avrebbero persino provveduto a creare delle targhe polacche per ammortizzare i costi assicurativi a soli 400 euro all’anno.

American Auto sembrava avere la soluzione a qualsiasi problema. La signora Claudia, madre di una ragazza disabile, attirata dall’inserzione su TikTok ha deciso di fare visita alla concessionaria American Auto per visionare una FIAT 500 L, ideale per avere lo spazio per disporre la carrozzina della figlia sul divano posteriore. La vettura torinese era venduta con 126.000 km. Per una cifra pattuita di 8.800 euro la donna ha firmato un contratto su un foglio bianco scritto a mano, pagando subito 7.000 euro in contanti. Il resto sarebbe stato versato nei mesi successivi con una rata di 300 euro tramite pagamento con PostePay.

Smascherato il responsabile

Dopo pochi giorni la 500 L ha avuto problemi al motore. La vettura era stata schilometrata e presentava almeno il doppio dei km segnati. La signora, informata da un meccanico amico, ha scelto di riportare indietro l’auto e ha atteso settimane prima di una vettura sostitutiva. Per di più le sono arrivate vecchie multe prese a Milano da precedenti utilizzatori. La successiva vettura assegnata alla signora, una Peugeot 3008, non poteva circolare a causa di un fermo amministrativo di 59.000 euro, oltre a presentare diverse avarie tecniche.

La vettura francese è stata rubata con la carrozzina della figlia all’interno. La signora ha perso soldi e speranza, prima di intervenire sui social e chiamare gli inviati delle Iene. Interpellato sull’accaduto, il titolare della concessionaria ha negato le accuse e ha chiamato i carabinieri usando il suo vero nome. Questa triste storia insegna come molte concessionarie usano brevi video sui social per mostrare auto in pronta consegna, vendute con sconti lampo. Il fenomeno ha già colpito molti clienti in difficoltà economiche, ingannati da operatori poco trasparenti, come dimostrano i recenti controlli sul rivenditore campano American Auto, finito nel mirino per truffe e irregolarità anche ad altri sventurati acquirenti.

Data articolo: Tue, 26 May 2026 13:22:49 +0000
News n. 25
Ferrari in borsa, le azioni oggi aprono in negativo dopo la Luce. Cosa significa e perchè

Ieri, 25 maggio 2026, è stata presentata la prima auto a motorizzazione elettrica della Ferrari con un nome iconico: Ferrari Luce. Pronti, partenza, via, appena svelato il design, questa mattina il titolo è andato giù in borsa facendo segnare in apertura ben -5,90%, con un costo per azione di 288,20 euro. Perché in pieno periodo di sostenibilità e cambio di paradigmi nell’automotive, Ferrari fa segnare un tonfo simile in borsa?

Perché il titolo Ferrari è calato in borsa

Il crollo di Ferrari in Borsa non nasce questa mattina dopo la presentazione della Ferrari Luce. Centra molto il mercato e quelle che sono le aspettative sui grandi marchi dell’automotive. La presentazione della prima Ferrari elettrica ha semmai accelerato una crisi di fiducia anche dagli analisti più ottimisti.

Piccolo passo indietro. Tutto parte dalle guidance presentate al Capital Markets Day di gennaio 2026. Ferrari arrivava da anni straordinari in Borsa. Il mercato ormai non valutava più Ferrari come un costruttore d’auto, ma come una luxury company con caratteristiche da titolo tech-growth. Chiaro? Ricordiamoci il concetto di “luxury companyâ€.

I numeri presentati dal gruppo non erano deboli. Soprattutto, Ferrari sceglie una linea molto prudente sull’elettrico, riducendo il target EV al 20% della gamma entro il 2030 contro il precedente 40%. Per molti investitori è il segnale che anche Ferrari vede un rallentamento della domanda premium elettrica.

 

 

Da quel momento il titolo inizia a perdere terreno rapidamente. Nonostante a febbraio arrivi un rimbalzo tecnico dopo la trimestrale, cioè una valutazione positiva da parte degli analisti, a marzo, però, il quadro peggiora ulteriormente con la sospensione di parte delle consegne in Medio Oriente a causa della crisi geopolitica nell’area.

Cosa succede con la Ferrari Luce

È in questo contesto che arriva la Ferrari Luce, la prima elettrica della storia del Cavallino. Ferrari sceglie di non presentare una hypercar estrema, ma una granturismo elettrica a quattro porte e cinque posti, con  1.050 cavalli, autonomia superiore ai 500 chilometri e un prezzo vicino ai 550 mila euro.

La reazione del mercato è fredda soprattutto per ragioni simboliche. Ferrari ha costruito il proprio valore sul motore termico, sul sound e sull’esperienza meccanica. L’elettrico mette inevitabilmente in discussione quell’identità. Non a caso l’azienda ha sviluppato sistemi per simulare vibrazioni e sonorità artificiali, nel tentativo di ricreare il feeling delle Ferrari tradizionali.

Nel frattempo, anche il contesto del settore è cambiato. Porsche, Lamborghini e altri marchi premium stanno rallentando i programmi EV dopo una domanda inferiore alle aspettative. Ferrari entra così nel mercato elettrico nel momento più delicato possibile: quando l’entusiasmo globale per le auto elettriche di lusso si sta raffreddando rapidamente.

 

 

Vendite e ricavi ottimi

Dal 2019 al 2025 Ferrari ha quasi raddoppiato i ricavi, passati da 3,77 a oltre 7 miliardi di euro, mentre le consegne sono cresciute un po’ più lentamente, da 10.131 a circa 13.600 vetture.

 

 

La crescita del Cavallino è stata quindi sostenuta soprattutto dall’aumento del prezzo medio, dalle personalizzazioni e dai modelli a più alta marginalità. Proprio per questo il mercato teme che Ferrari stia arrivando a un punto di saturazione: continuare a espandere margini e valore senza una crescita significativa dei volumi potrebbe diventare sempre più difficile, soprattutto nel nuovo scenario dell’elettrico di lusso.

Data articolo: Tue, 26 May 2026 12:43:31 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

News generaliste che accomunano sport diversi