Oggi è Domenica 26/07/2026 e sono le ore 16:16:59
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Oggi è Domenica 26/07/2026 e sono le ore 16:16:59
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Nostra publicità
Compra su Vinted
Compra su Vinted
Il mercato auto italiano ha chiuso il primo semestre in positivo. Tra gli elementi più interessanti che sono emersi in questa prima metà di 2026 c’è la crescita delle auto di segmento A. Per chi non conosce il sistema di classificazione delle vetture, il segmento A è quello che caratterizza i modelli più compatti, con una lunghezza inferiore ai 4 metri e con un prezzo, generalmente, contenuto.
Questa porzione del mercato italiano sta crescendo in modo significativo grazie alla domanda elevata per city car e SUV ultracompatti con un prezzo accessibile. Andiamo ad analizzare i dati disponibili, in base ai numeri forniti da UNRAE sull’andamento delle immatricolazioni al termine del primo semestre dell’anno in corso.
Il segmento A del mercato italiano ha chiuso il semestre con oltre 127 mila unità immatricolate e una crescita percentuale, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari al +29%. L’intero mercato, invece, ha evidenziato un incremento pari a “solo” il +9,7%.
Il trend positivo riguarda sia le city car, che fanno segnare un ottimo +29,76%, sia i SUV, con immatricolazioni in aumento del +27,75%. Migliora anche il market share, che passa dall’11,4% al 13,5% (11% per le berline e 2,5% per i SUV).
Per un quadro dettagliato in merito all’andamento del mercato delle quattro ruote in Italia, invece, potete dare un’occhiata all’approfondimento relativo alle immatricolazioni nel primo semestre 2026.
Ecco quali sono stati i modelli di segmento A che hanno registrato il maggior successo nel corso del primo semestre del 2026 in Italia:
A guidare il settore c’è sempre la Fiat Panda, modello di riferimento per gli automobilisti italiani. La vettura occupa anche il primo posto della classifica dei 10 modelli più venduti in Italia nel corso del primo semestre del 2026.
Tra i modelli più venduti troviamo anche la Leapmotor T03 che ha registrato numeri davvero importanti. La piccola elettrica è cresciuta tantissimo, sfruttando al massimo la richiesta di auto a zero emissioni economiche da parte della clientela italiana.
Sul podio c’è spazio per un’altra sorpresa per il settore delle quattro ruote come la Toyota Aygo X. L’entry level della Casa nipponica, ora disponibile anche in versione ibrida, è un modello ricco di potenzialità e sta conquistando l’attenzione di un numero sempre maggiore di automobilisti alla ricerca di un SUV ultracompatto.
Molto bene anche la Fiat 500, tornata protagonista in Italia grazie all’arrivo della versione ibrida, che ha ridotto drasticamente il prezzo e ha incrementato notevolmente le potenzialità della vettura. Da segnalare anche l’ottima performance della Kia Picanto, principale alternativa alla Panda.Â
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 14:00:14 +0000Stellantis sta vivendo un periodo molto positivo, almeno per quanto riguarda le immatricolazioni. In attesa che il nuovo piano industriale inizi a dare i suoi frutti, con l’arrivo di nuovi modelli, il Gruppo sta crescendo in Europa e, soprattutto, in Italia.
Nel nostro Paese, in particolare, la spinta di alcuni brand, con Fiat in prima linea, si sta rivelando determinante. Al termine del primo semestre 2026, come confermano i dati UNRAE, Stellantis ha registrato una crescita percentuale superiore a quella dell’intero mercato delle quattro ruote.
Andiamo ad analizzare tutti i dati relativi all’andamento del mercato e alle performance dell’azienda.
I dati sulle immatricolazioni in Italia nel primo semestre del 2026 sono chiari. Il mercato delle quattro ruote del nostro Paese, infatti, è cresciuto del 9,6%, mostrando un momento molto positivo, in confronto con i dati dello scorso anno.
Nel frattempo, però, Stellantis sta vivendo una fase ancora migliore. Tra gennaio e giugno 2026, infatti, il Gruppo ha immatricolato un totale di 289 mila unità , migliorando i risultati dell’anno precedente del 15,29% e incrementando la quota di mercato fino al 30,95% (+1,53 pp).
Il dato è ancora più interessante, considerando che i rivali diretti di Stellantis crescono di meno, come Volkswagen (+7%), oppure sono in calo, come Renault (-4,15%). Il Gruppo ha anche piazzato diversi modelli nella Top 10 delle auto più vendute in Italia.
A garantire la crescita di Stellantis sono alcuni brand, a partire da Fiat, che con oltre 106 mila unità immatricolate, rappresenta un punto di riferimento di tutto il mercato. Il brand torinese ha registrato un incremento del 29,37% su base annua, con un market share dell’11,39%.
In questo caso, il successo di Fiat è da legare ad alcune conferme, come la Fiat Panda, ma anche agli ottimi risultati ottenuti da altri modelli, come la Grande Panda, che si sta rivelando un progetto chiave per il Gruppo.
Stellantis sta crescendo anche in Europa. Considerando i dati dei mercati Ue, dei Paesi Efta e del Regno Unito, l’azienda ha totalizzato 1,096 milioni di unità immatricolate nel corso del primo semestre dell’anno. Questo risultato si traduce in un incremento percentuale pari al 5,3%.
Anche per questo dato, il successo è legato a doppio filo alle performance di Fiat, che ha raggiunto 193 mila unità in Europa nel semestre, migliorando la sua performance del 28,7%, rispetto ai dati dello scorso anno.
Tra i brand in crescita troviamo anche Opel, che fa segnare un buon +11,4%, oltre a Citroën, che chiude la prima metà dell’anno con un +10,5%. In calo, invece, sia Peugeot (-5,1%) che Jeep (-3,2%). Per un quadro aggiornato sui dati di Stellantis bisognerà attendere le prossime settimane, con l’arrivo dei dati di luglio.
Nel frattempo, potete consultare l’approfondimento sulle vendite in Europa per entrare nei dettagli sull’andamento del mercato continentale delle quattro ruote nel periodo compreso tra gennaio e giugno.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 13:30:48 +0000
Il 26 luglio 2026 presenta una situazione di traffico autostradale in Italia caratterizzata da una serie di eventi significativi quali code per incidenti sulle tratte A14 e A12 e condizioni meteorologiche avverse con pioggia e vento forte che interessano diverse zone. In particolare, si registrano code di 5 km sulla A23 da Pontebba a Ugovizza per traffico congestionato e code di 2 km tra Grottammare e San Benedetto del Tronto sulla A14 a causa di un incidente.
14:56 – Tra Milano
Scorta veicoli tra Magliano Sabina e Ponzano Romano-Soratte per coda per safety car.
Direzione Milano
La tratta interessa il chilometro 510.0 al chilometro 515.0 per una lunghezza di 5.0 km.
13:55 – Barriera di Milano sud
Coda per traffico intenso.
Direzione Milano
15:03 – Isola del Cantone e Genova Bolzaneto
Condizioni di pioggia che interessano la tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa dal chilometro 125.8 al chilometro 100.7 per una lunghezza di 25.1 km.
13:58 – Como Monte Olimpino e Chiasso
Coda per attraversamento Dogana Svizzera.
Direzione Svizzera
La coda copre una lunghezza di circa 2.21 km dal chilometro 41.63 al chilometro 39.42.
14:39 – Genova Pegli e Bivio A10/Fine Complanare Savona
Pioggia che interessa la tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta copre dal chilometro 44.8 al chilometro 6.0 per una lunghezza di 38.8 km.
14:40 – Varazze e Bivio A10/A26 Trafori
Code a tratti per traffico intenso.
Direzione Genova
La tratta va dal chilometro 12.6 al chilometro 26.8 per una lunghezza di 14.2 km.
15:02 – Recco e Rapallo
Coda di 2 km per incidente.
Direzione Rosignano
La coda copre dal chilometro 26.2 al chilometro 22.8 per una lunghezza di 3.4 km.
13:41 – Area di servizio Adige ovest
Camper service chiuso per guasto all’impianto fino al 20 agosto.
Direzione Bologna
15:06 – Grottammare e San Benedetto del Tronto
Coda di 2 km per incidente.
Direzione Taranto
La coda copre dal chilometro 305.0 al chilometro 302.0 per una lunghezza di 3.0 km.
15:00 – Cesena Nord e Castel San Pietro
Code a tratti per traffico intenso.
Direzione Bologna
La tratta copre dal chilometro 38.2 al chilometro 93.6 per una lunghezza di 55.4 km.
14:59 – Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso.
Direzione autostrada Milano-Napoli
La tratta si estende dal chilometro 0.0 al chilometro 4.8 per una lunghezza di 4.8 km.
13:43 – Area di servizio Montefeltro ovest
Camper service chiuso fino al 20 agosto per guasto all’impianto.
Direzione Taranto
14:26 – Ancona sud e Pescara Ovest
Pioggia intensa sulla tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta si estende dal chilometro 380.1 al chilometro 230.4 per una lunghezza di 149.7 km.
13:33 – Ancona Nord e Ancona sud
Pioggia sulla tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta copre dal chilometro 230.4 al chilometro 213.5 per una lunghezza di 16.9 km.
14:36 – Pescara Ovest e Poggio Imperiale
Vento forte sulla tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta si estende dal chilometro 505.0 al chilometro 380.1 per una lunghezza di 124.9 km.
14:43 – Napoli est e Nodo A16/A30 Caserta-Salerno
Incendio in corso sulla tratta.
Direzione Canosa
15:06 – Pontebba e Ugovizza
Coda di 5 km per traffico congestionato.
Direzione Confine Di Stato
La coda va dal chilometro 105.2 al chilometro 100.0 per una lunghezza di 5.2 km.
13:42 – Udine Nord e Pontebba
Vento forte sulla tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta si estende dal chilometro 92.4 al chilometro 26.0 per una lunghezza di 66.4 km.
13:10 – Inizio Complanare e Fine Complanare
Fumo rilevato sulla tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta riguarda il chilometro 2.7.
13:22 – Bussi-Popoli e Villanova
Vento forte sulla tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta copre dal chilometro 185.4 al chilometro 149.9 per una lunghezza di 35.5 km.
15:05 – Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Ovada
Pioggia intensa sulla tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta copre dal chilometro 29.9 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 29.9 km.
14:21 – Inizio Tangenziale Napoli e Fine Tangenziale Napoli
Pioggia che interessa tutta la tangenziale.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa dal chilometro 20.2 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 20.2 km.
14:47 – Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista di un’ora e 15 minuti.
Direzione Courmayeur
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 13:08:00 +0000La F1 moderna ha costruito una delle sue armi più importanti; il simulatore. Un mondo virtuale nel quale i team possono sperimentare, analizzare dati e cercare prestazioni mentre le loro monoposto sono ferme ai box. Un volante, uno o tre schermi, una scocca da gara e un investimento che, per le configurazioni più sofisticate, può superare i 100 mila euro. Ma il valore di un simulatore professionale non si misura soltanto dal suo prezzo o dalla tecnologia che racchiude. Si misura soprattutto da quanto può contribuire a migliorare una monoposto, ad affinare il lavoro di un pilota e ad accelerare lo sviluppo di una vettura, sia in pista sia nella fase di progettazione. Benvenuti nel mondo in cui la F1 corre anche quando, apparentemente, non corre.
Nelle ultime ore, il video di Alexandra La Belge è diventato virale sui social dopo aver mostrato la sua esperienza al volante di un simulatore di F1 durante il GP del Belgio a Spa-Francorchamps. Un’esperienza spettacolare, certo, ma anche un’occasione per entrare in un mondo che, per chi guarda la F1 dalla televisione, rimane quasi sempre nascosto: quello dei simulatori. Quello provato dalla creator belga, esposto presso Technifutur, era un concentrato di tecnologia sviluppato da TSP Engineering in collaborazione con The Sim Power.
Un simulatore dal valore indicativo di circa 100 mila euro, costruito attorno a una scocca rivestita di una monoposto Mercedes del 2016 di Hamilton e dotato di volante Simucube 2 Pro, pedaliera Sigma di Fatblackcat e sistema di movimento integrale SIMS. Peso complessivo? Circa 450 chili. Questi numeri fanno capire subito una cosa, non si parla della classica postazione da gaming. Non è un videogioco ma un laboratorio. La differenza tra un simulatore domestico e uno professionale non è soltanto il prezzo, è soprattutto ciò che accade dietro lo schermo.
In F1, il simulatore è diventato una sorta di laboratorio virtuale nel quale piloti e ingegneri possono provare, confrontare e analizzare una quantità enorme di soluzioni prima di portarle sulla pista vera. Il motivo è semplice, oggi il tempo per girare in pista durante i test è estremamente limitato e ogni chilometro percorso con una monoposto reale ha costi enormi. Nel mondo virtuale, invece, si possono moltiplicare gli esperimenti. Si può cambiare l’assetto aerodinamico, modificare il comportamento delle sospensioni, intervenire sulla frenata, sulla trazione, sulla distribuzione del carico e persino sulla risposta della power unit. Si può simulare una pista prima ancora di arrivarci e, soprattutto, si possono confrontare diverse configurazioni della vettura in tempi rapidissimi. Il simulatore, insomma, non serve semplicemente a fare pratica ma anche a fare domande alla monoposto.
Uno degli aspetti più affascinanti del lavoro nei simulatori di F1 è il ruolo del sim driver, il pilota professionista che lavora dietro le quinte per trasformare i dati del mondo reale in una nuova serie di informazioni. Mercedes ha raccontato in dettaglio questo processo attraverso il lavoro svolto nella sua base di Brackley, il meccanismo è quasi cinematografico. Durante un weekend di gara, il team raccoglie dati, immagini e feedback dai piloti. Poi, mentre la monoposto reale è in pista, il simulatore può cercare di riprodurre il comportamento della vettura. Il sim driver osserva il giro del pilota, studia telemetria e video, analizza le traiettorie e cerca di replicare il più fedelmente possibile quello che è successo sul circuito. Il suo compito non è semplicemente essere veloce ma deve essere credibile.
Se Kimi Antonelli o George Russell avvertono un determinato comportamento della vettura, il pilota al simulatore deve cercare di percepire la stessa cosa. È qui che entra in gioco la correlazione, il tentativo di fare in modo che ciò che accade nel simulatore assomigli il più possibile a ciò che succede sulla monoposto vera. Se il simulatore dice una cosa e la pista ne racconta un’altra, il suo valore diminuisce. Se invece i due mondi iniziano a parlare la stessa lingua, il simulatore diventa uno strumento potentissimo.
Durante il supporto in un weekend di gara, il team del simulatore può arrivare a completare 170 giri in una giornata, provando diverse configurazioni della vettura. L’obiettivo è arrivare alla pista reale con una direzione già definita. Il processo può essere questo: il venerdì la monoposto gira realmente, raccoglie dati e misura il comportamento della vettura. Questi dati vengono poi confrontati con quelli del simulatore. A quel punto gli ingegneri possono individuare eventuali differenze e lavorare durante la notte su possibili soluzioni. Il sabato mattina, alcune di queste idee possono essere portate sulla monoposto reale. È una sorta di ping-pong tecnologico tra realtà e simulazione: pista, simulatore, pista, in un ciclo che ricomincia continuamente. Non è un caso che i team parlino sempre più spesso di “chiudere il loop”, la simulazione deve imparare dalla pista e la pista deve beneficiare di ciò che è stato imparato nel mondo virtuale.
Anche i piloti hanno i loro simulatori personali. Kimi Antonelli, utilizza un Formula Pro di Cool Performance, una macchina personalizzata per le sue esigenze. Il valore della configurazione supera i 50 mila euro. E qui emerge un altro dettaglio interessante, il simulatore non è costruito soltanto per essere spettacolare ma per essere preciso. La posizione di guida può essere regolata per replicare quella della monoposto reale, la pedaliera può essere adattata nella distanza, nell’angolazione e nella corsa. Anche la forza necessaria per frenare può essere calibrata. Antonelli ha spiegato di utilizzare il simulatore sia per prepararsi ai weekend di gara sia per correre online, ad esempio su iRacing, insieme agli amici. Il suo Formula Pro è stato inoltre personalizzato con una configurazione a tre monitor curvi da 27 pollici, dettagli in fibra di carbonio e una serie di elementi estetici scelti direttamente dal pilota. Perché, alla fine, anche il simulatore è diventato un piccolo garage personale.
La parte più spettacolare, per chi osserva dall’esterno, rimane probabilmente il volante. Su una postazione professionale può essere utilizzato un volante identico o estremamente simile a quello impiegato sulla monoposto reale, con palette, frizione, manettini, pulsanti e selettori. Ma il volante è soltanto una parte del puzzle. La posizione di guida deve essere corretta. I pedali devono rispondere in modo credibile. Il sistema deve restituire al pilota le informazioni necessarie per capire cosa sta facendo la vettura. Alcuni simulatori utilizzano sistemi di movimento che muovono fisicamente la struttura. Altri preferiscono sistemi di feedback tattile, capaci di trasmettere vibrazioni e reazioni direttamente attraverso sedile, telaio e comandi. L’obiettivo è sempre lo stesso: ridurre il più possibile la distanza tra guidare una monoposto virtuale e guidare una monoposto vera.
Per quanto la tecnologia sia evoluta, ci sono sensazioni che rimangono difficili da riprodurre. La forza laterale di una vera monoposto in una curva ad alta velocità , per esempio, è un’esperienza fisica che nessuno schermo può replicare completamente. Lo stesso vale per alcune sensazioni durante la frenata, per il modo in cui il corpo viene spinto in avanti e per il carico continuo che un pilota sopporta durante un giro. È proprio questa una delle differenze evidenziate anche da chi lavora con i simulatori Mercedes o Ferrari: il feeling non è identico a quello della pista. Per questo il simulatore non è una sostituzione della realtà ma un suo complemento.
Lewis Hamilton ha raccontato di aver attraversato periodi nei quali il simulatore gli sembrava addirittura portare il lavoro nella direzione sbagliata, soprattutto quando le indicazioni virtuali sull’assetto non trovavano poi conferma sulla pista reale. Un esempio perfetto di quanto sia delicato il rapporto tra simulazione e realtà . Se la correlazione non è corretta, anche il miglior simulatore del mondo può condurre nella direzione sbagliata.
La tecnologia dei simulatori non appartiene soltanto alla F1. Mercedes utilizza sistemi avanzati di simulazione anche nello sviluppo delle proprie vetture stradali ad altissime prestazioni. Il simulatore dedicato allo sviluppo dinamico della AMG One è un esempio impressionante. La piattaforma può muoversi su più assi, mentre un enorme schermo permette di ricreare l’ambiente di guida. Il sistema è progettato per simulare situazioni differenti, dalla guida quotidiana fino alla pista, e integra anche elementi come il feedback del volante e l’impianto frenante. La logica è la stessa della F1: provare, misurare, correggere. Solo che in questo caso l’obiettivo non è preparare una vettura per il prossimo GP, ma trasformare un progetto digitale in reale.
Anche Ferrari considera la simulazione una risorsa fondamentale per preparare le gare e analizzare i dati raccolti durante i weekend. Prima di un evento, il simulatore permette di studiare differenti condizioni e preparare possibili scenari. Dopo la gara, invece, i dati raccolti in pista possono essere analizzati per capire cosa migliorare in futuro. Anche a Maranello è un lavoro che va oltre la F1 e coinvolge anche altre categorie del motorsport.
Lo stesso principio è al centro del lavoro di altri costruttori e team, compreso il progetto Cadillac in F1, dove la tecnologia dei simulatori viene utilizzata per studiare il rapporto tra vettura virtuale e vettura reale e trasformare il feedback dei piloti in prestazioni. Il messaggio è chiaro: nel motorsport moderno, la gara non comincia quando si spegne il semaforo, inizia molto prima.
Sempre più video sui social mostrano il lato più spettacolare e accessibile del simulatore: quello dell’esperienza, dell’immersione, del sogno di sedersi dentro una macchina che sembra una vera F1. Ma dietro quel volante c’è un mondo molto più complesso. I simulatori professionali sono diventati strumenti di sviluppo, preparazione e analisi. Sono il luogo dove piloti e ingegneri possono provare ciò che sulla pista reale sarebbe troppo costoso, troppo rischioso o semplicemente impossibile testare in così poco tempo. E mentre i simulatori diventano sempre più sofisticati, la F1 si trova davanti a una nuova frontiera: una parte sempre più importante della prestazione nasce in un circuito che non esiste fisicamente. La monoposto corre a Spa, a Monza o a Silverstone. Ma, contemporaneamente, corre anche a Brackley, a Maranello o nei centri tecnologici delle squadre. La pista è reale, il laboratorio è virtuale. E la sfida, ormai, è farli diventare una cosa sola.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 12:38:51 +0000Le modern classic continuano a conquistare spazio sul mercato grazie a uno stile che richiama le moto del passato, abbinato a soluzioni tecniche attuali. Tra le proposte disponibili non mancano modelli accessibili anche ai novizi alla prima esperienza sulle due ruote o a chi desidera contenere la spesa senza rinunciare a un mezzo che si distingua.
Ecco una selezione di cinque esemplari, accomunati da un prezzo di listino inferiore ai 6.000 euro e da motorizzazioni di piccola cilindrata, pensata anche per chi cerca un mezzo adatto all’utilizzo quotidiano.
La prima proposta arriva dall’India, più precisamente con BSA Bantam 350. Il modello, prodotto da Mahindra, adotta un monocilindrico da 334 cc, quattro tempi, con distribuzione bialbero e raffreddamento a liquido. La potenza dichiarata è di 29 CV a 7.750 giri/min, mentre la coppia massima raggiunge 29,62 Nm a 6.000 giri/min. Il cambio è a sei rapporti, con trasmissione finale a catena.
La ciclistica comprende una forcella telescopica con escursione di 135 mm e due ammortizzatori posteriori regolabili su cinque posizioni. L’impianto frenante utilizza un disco anteriore da 320 mm e uno posteriore da 240 mm, entrambi con ABS. I pneumatici misurano 100/90-18 davanti e 150/70 ZR17 dietro, mentre l’interasse è di 1.440 mm.

Il peso dichiarato è di 185 kg, per un’altezza della sella di 800 mm e un serbatoio da 13 litri. La dotazione comprende il faro anteriore a LED e la strumentazione LCD circolare, mentre la gamma prevede cinque colorazioni. Per i modelli Euro 5+ è prevista una garanzia di tre anni a chilometraggio illimitato. Il prezzo di lancio è di 4.099 euro.
Honda GB350S è un’altra valida alternativa tra le modern classic di piccola cilindrata. Il modello vede un motore monocilindrico da 348 cc, quattro tempi, raffreddato ad aria e con distribuzione monoalbero a due valvole. La potenza è di 21 CV a 5.500 giri/min, per una coppia massima di 29 Nm a 3.000 giri/min. Il cambio a cinque rapporti è dotato di una frizione assistita e antisaltellamento e di una trasmissione finale a catena.
La ciclistica si basa su un telaio a semi-doppia culla in acciaio, abbinato a una forcella telescopica da 41 mm e a due ammortizzatori posteriori. L’impianto frenante comprende un disco anteriore da 310 mm e uno posteriore da 240 mm, con ABS a due canali. I cerchi misurano 19 pollici all’anteriore e 17 pollici al posteriore, mentre l’interasse è di 1.440 mm.

Il peso con il pieno è di 178 kg, l’altezza della sella è di 800 mm e il serbatoio ha una capacità di 15 litri. La dotazione comprende illuminazione full LED, strumentazione mista analogica e digitale con indicatore della marcia inserita, controllo di trazione HSTC e sistema ESS per la segnalazione della frenata d’emergenza. Il prezzo di partenza è di 4.640 euro.
Nella selezione non poteva mancare Royal Enfield Classic 350, una delle modern classic più riconoscibili della gamma. A spingerla è un monocilindrico da 349 cc, raffreddato ad aria e olio e dotato di distribuzione monoalbero. La potenza massima è di 20,2 CV a 6.100 giri/min, mentre la coppia raggiunge 27 Nm a 4.000 giri/min. Il propulsore è abbinato a un cambio a cinque rapporti e alla trasmissione finale a catena.
Il telaio monotrave a doppia culla lavora insieme a una forcella telescopica da 41 mm, con escursione di 130 mm, e a una coppia di ammortizzatori posteriori regolabili su sei posizioni. Per la frenata sono previsti un disco da 300 mm all’anteriore e uno da 270 mm al posteriore, supportati dall’ABS a doppio canale. Le ruote misurano 19 pollici davanti e 18 pollici dietro, con un interasse di 1.390 mm.

Il peso in ordine di marcia è di 195 kg. La sella è posta a 805 mm da terra e il serbatoio è da 13 litri. L’equipaggiamento include illuminazione a LED, strumentazione analogico-digitale, indicatore della marcia inserita e presa USB-C. Il supporto per il sistema di navigazione Tripper Pod è invece disponibile come accessorio. Il prezzo parte da 5.200 euro.
Il fascino delle modern classic giapponesi passa anche da Meguro S1, modello con cui Kawasaki riporta su strada uno dei nomi storici del motociclismo nipponico. Il cuore della moto è un monocilindrico da 233 cc, quattro tempi, raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero a due valvole e alimentazione a iniezione elettronica. Eroga 18 CV a 7.000 giri/min e 18,6 Nm di coppia a 5.800 giri/min, con cambio a sei rapporti e trasmissione finale a catena.
Sul fronte ciclistico trova posto un telaio monoculla sdoppiato in tubi d’acciaio, abbinato a una forcella telescopica da 37 mm e a due ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico su cinque posizioni. L’impianto frenante utilizza un disco su entrambe le ruote ed è assistito dall’ABS. I cerchi a raggi hanno un diametro di 18 pollici all’anteriore e 17 pollici al posteriore, mentre l’interasse misura 1.415 mm.

Uno dei punti di forza è la compattezza: il peso in ordine di marcia si ferma a 143 kg e la sella è alta 740 mm. Il serbatoio contiene 12 litri, mentre tra gli equipaggiamenti figurano illuminazione a LED, presa USB e strumentazione a doppio quadrante analogico con piccolo display LCD. Il prezzo di listino è di 5.699 euro.
A chiudere la selezione è Triumph Speed 400, la proposta più moderna del gruppo, caratterizzata da richiami retrò ma anche da linee e soluzioni vicine al mondo delle naked. Rappresenta inoltre il punto d’ingresso nella famiglia Speed, prima di passare ai modelli di cilindrata superiore.
Il monocilindrico da 398 cc, quattro tempi, è raffreddato a liquido e utilizza una distribuzione bialbero a quattro valvole con alimentazione a iniezione elettronica. La potenza dichiarata è di 40 CV a 8.000 giri/min, mentre la coppia massima è di 37,5 Nm a 6.500 giri/min. Il cambio a sei rapporti è affiancato da una frizione assistita e antisaltellamento e dalla trasmissione finale a catena.

L’impostazione più contemporanea emerge anche dalla ciclistica, costruita attorno a un telaio ibrido con struttura perimetrale e telaietto posteriore imbullonato. All’anteriore è presente una forcella a steli rovesciati, mentre dietro lavora un monoammortizzatore regolabile nel precarico. La frenata è affidata a un disco da 300 mm davanti e a uno da 230 mm dietro, con ABS. I cerchi in lega da 17 pollici montano pneumatici 110/70 all’anteriore e 150/60 al posteriore, mentre l’interasse è di 1.377 mm.
Il peso in ordine di marcia è di 170 kg, con una sella posta a 790 mm da terra e un serbatoio da 13 litri. La dotazione prevede illuminazione full LED, acceleratore ride-by-wire, controllo di trazione disinseribile, presa di ricarica e strumentazione analogico-digitale. Il prezzo di partenza è di 5.745 euro.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 12:13:52 +0000Qualche mese fa, l’idea che una citycar elettrica di Volkswagen potesse raccogliere decine di migliaia di ordini in poche settimane avrebbe fatto alzare più di un sopracciglio. Il gruppo di Wolfsburg aveva avuto vita dura con le prime ID, percepite come scommesse sul futuro più che come auto da comprare adesso. Con la ID.Polo il copione sembra cambiato. E il mercato ha risposto.
Il Gruppo Volkswagen ha comunicato che le sue nuove compatte elettriche hanno superato quota 70.000 ordini in tutta Europa. La ID.Polo da sola ne ha raccolti circa 25.000. Un numero che, in questo segmento e in questo momento di mercato, non è affatto scontato. Le restanti 45.000 unità si dividono tra due cugine di piattaforma: la Skoda Epiq e la Cupra Raval. Tre auto diverse costruite sulla stessa base tecnica e lanciate praticamente in contemporanea. Il risultato aggregato è quello dei 70.000 ordini, in un mercato dove il Gruppo Volkswagen porta con sé un’aspettativa alta e, fino a poco tempo fa, prezzi che scoraggiavano. C’è un altro sviluppo da tenere d’occhio. Volkswagen ha aperto gli ordini della nuova ID. Cross, che in Italia parte da 35.000 euro, con versioni meno costose in arrivo successivamente. Se i ritmi di raccolta ordini si confermano, quota 100.000 prenotazioni complessive per le compatte elettriche VAG è una soglia realistica nel breve periodo.
Il dato dei 70.000 ordini va letto anche in un contesto più ampio. Le versioni più economiche di ID.Polo, Raval ed Epiq non sono ancora disponibili: chi ha ordinato lo ha fatto sulle varianti di lancio, quelle con le dotazioni più ricche e i prezzi più alti, calmierati dalle offerte iniziali. Questo dice qualcosa di interessante sul segmento delle compatte elettriche europee. Per anni la tesi prevalente è stata che il prezzo fosse il principale ostacolo all’adozione, e in parte lo è ancora. Ma sembra che quando un’auto compatta elettrica arriva sul mercato con il giusto mix di valore riconoscibile, autonomia sufficiente e design convincente, gli ordini arrivano anche a prezzi non propriamente popolari. La ID.Polo non è un’auto economica nella sua versione di lancio. Eppure 25.000 persone l’hanno ordinata.
Il confronto con la concorrenza cinese rimane aperto: Leapmotor, BYD Seagull, la Geely E2 in arrivo tutte puntano a prezzi più aggressivi. Ma la fiducia nel brand, la rete di assistenza capillare e la familiarità con l’ecosistema Volkswagen pesano ancora molto nella decisione d’acquisto europea.
La ID.Polo parte da 35.000 euro nella versione Edition 1, con una promozione dedicata che abbassa il prezzo d’ingresso a 29.950 euro. È una forbice di prezzo che posiziona l’auto in modo chiaro: non è la risposta a chi cerca la compatta elettrica sotto i 20.000 euro, ma è un’alternativa concreta a chi stava guardando verso la fascia media del mercato termico. La Cupra Raval Launch Edition parte invece da circa 30.000 euro, mentre la Skoda Epiq nella sua versione da 211 CV arriva a 38.100 euro. Tre prezzi diversi per tre posizionamenti distinti: Raval più accessibile e di carattere, Epiq più orientata alla praticità e alla famiglia, ID.Polo nel mezzo con il peso del marchio madre.
La progressione naturale di questa famiglia sarà verso il basso: versioni base meno potenti, batterie più piccole, prezzi più contenuti. È la strategia già vista su altri segmenti dove si apre con le varianti più ricche, si raccolgono i margini e poi si scende. Per chi aspetta la ID.Polo da meno di 25.000 euro, la strada è già tracciata. Ci vorrà solo un po’ di pazienza.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 10:19:37 +0000L’Italia è un Paese costruito in modo tale che la libertà di movimento autentica esiste quasi esclusivamente su quattro ruote. Ed è esattamente per questo che l’auto a noleggio si è trasformata, negli ultimi anni, in uno degli elementi centrali dell’estate italiana: non più una riserva di chi arriva dall’estero o di chi ha l’auto ferma dal meccanico, ma una scelta attiva, spesso strategica. I numeri di questa estate lo confermano in modo inequivocabile.
Saranno circa 2 milioni le persone che tra luglio e settembre 2026 sceglieranno di noleggiare un’auto per spostarsi durante le vacanze in Italia, secondo la stima di Aniasa, l’Associazione che in Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità .  Ogni giorno oltre 22.000 clienti, tra italiani e stranieri, ritireranno un veicolo presso aeroporti, stazioni ferroviarie, città d’arte e principali località turistiche.
Il dato è il riflesso di un cambiamento nel modo di intendere la mobilità vacanziera. Il noleggio non è più percepito come un ripiego: è diventato, per un segmento crescente di viaggiatori, la soluzione preferita. Il noleggio è un qualcosa di pratico che fa risparmiare tempo di viaggio, e in alcuni casi rappresenta una scelta obbligata per raggiungere alcune delle numerose destinazioni italiane riconosciute patrimonio Unesco, che risultano difficilmente accessibili con altri mezzi di trasporto. Non è un dettaglio marginale: l’Italia ha 58 siti Unesco, molti dei quali situati in aree montane, costiere o rurali dove il trasporto pubblico è scarso o del tutto assente. Senza un’auto a noleggio, certe esperienze semplicemente non sarebbero possibili.
Prendere un’auto a noleggio è semplice in teoria. In pratica, è uno di quegli ambiti dove le sorprese arrivano quando uno meno se le aspetta. Aniasa, che conosce meglio di chiunque altro le lamentele dei clienti e i punti di frizione del processo, ha condiviso in vista dell’estate un decalogo di raccomandazioni che vale la pena seguire.
Prenotare attraverso canali affidabili è il punto di partenza. La distinzione tra società di noleggio e intermediari online non è sempre chiara a chi non è del settore, ma è importante: alcune piattaforme aggregano offerte di diversi operatori, e le condizioni contrattuali possono differire significativamente da quelle della società che poi consegna fisicamente il veicolo.
Controllare cosa è incluso nel prezzo è la seconda regola, forse la più sottovalutata. Il prezzo base del noleggio include raramente tutto: le polizze assicurative aggiuntive, il seggiolino per bambini, il navigatore, il pieno di carburante iniziale, il conducente aggiuntivo, ognuno di questi ha un costo.
Le coperture assicurative e le franchigie meritano un’attenzione particolare. La polizza base inclusa nel noleggio copre normalmente la responsabilità civile, ma prevede una franchigia in caso di danni al veicolo. Pagare per ridurre o azzerare la franchigia è quasi sempre una scelta saggia, specialmente se si guida in zone con traffico intenso o strade strette.
Ispezionare il veicolo prima di partire è un passaggio che molti saltano. Nessuno lo salta la seconda volta dopo aver pagato per un danno che c’era già . Far annotare sull’apposito modulo ogni graffio, ammaccatura o difetto esistente, con firma del addetto al banco, è l’unica protezione efficace.
La patente e la carta di credito devono essere entrambe valide e disponibili al momento del ritiro. La carta di credito è indispensabile per il deposito cauzionale che la maggior parte delle società blocca sul conto al momento della consegna del veicolo. Un blocco di qualche centinaio di euro, che viene sbloccato alla riconsegna senza danni, ma che può creare problemi se il conto non ha la disponibilità necessaria.
Informarsi sulle procedure in caso di guasto o incidente prima di partire è qualcosa che quasi nessuno fa e che tutti rimpiangono di non aver fatto quando si trovano fermi su una statale con un pneumatico a terra a mezzanotte. Il numero di assistenza stradale della società di noleggio è nella documentazione del contratto: fotografarlo e salvarlo in rubrica costa trenta secondi.
La riconsegna è l’altro momento critico. Aniasa raccomanda di controllare insieme all’operatore lo stato del veicolo e richiedere una ricevuta che certifichi la chiusura del contratto. Se la riconsegna avviene fuori dall’orario di apertura è indispensabile fotografare l’auto in ogni angolo prima di depositare le chiavi nella cassetta. Quella documentazione fotografica, con il timestamp incorporato, è l’unica prova in caso di contestazioni successive.
Il carburante va restituito con lo stesso livello previsto dal contratto. Alcune società noleggiano con il pieno e richiedono la restituzione con il pieno: in quel caso, fare rifornimento in aeroporto dove i prezzi sono più alti, pochi minuti prima della riconsegna, è quasi sempre meno caro che lasciare all’operatore il compito di rifornire e addebitarlo a tariffa maggiorata.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 09:47:21 +0000Peugeot prepara sette nuovi modelli entro il 2030, una piattaforma nuova da mettere a regime, l’intelligenza artificiale nei processi di sviluppo per dimezzare i tempi, e la guida assistita avanzata come filo conduttore. Non è solo un aggiornamento di gamma: è una riscrittura dell’identità del marchio per l’ultimo scorcio di decennio.
Insieme a Jeep, FIAT e Ram, Peugeot rientra nel ristretto nucleo di brand a cui il Gruppo Stellantis destinerà il 70% degli investimenti complessivi. Significa che il Leone è stato scelto come traghettatore verso il 2030, un pilastro commerciale su cui il gruppo punta davvero. La roadmap dei sette modelli è la conferma operativa di questa scommessa.
Tutto parte dalla 208. È il modello più venduto di Peugeot in Europa, quello che tiene in piedi i numeri globali del brand in modo più diretto di qualunque altro, e la prossima generazione è il lancio più atteso dell’intero piano. Il debutto ufficiale è previsto nella seconda metà del 2027, ma la preparazione del terreno è già in corso da mesi.
Il primo debutto della Polygon è avvenuto all’interno del videogame Fortnite, una scelta che dice qualcosa preciso sul pubblico a cui Peugeot vuole parlare con la nuova 208: una generazione che non aspetta le riviste di settore e che scopre i prodotti prima di tutto sui canali digitali. Dalla dimensione virtuale, la concept è poi diventata un modello fisico, presentato e fotografato, che anticipa le linee della futura utilitaria senza però coincidere con essa.
Le forme della Polygon ricordano da vicino quelle della storica 205 degli anni Ottanta, ma con un taglio futuristico: ruote spinte ai quattro angoli della carrozzeria, portiere che si aprono verso l’alto, proporzioni estremizzate. Il rimando alla 205 non è casuale: è una delle auto più amate della storia di Peugeot, e richiamarla esteticamente è un modo per ancorare la nuova generazione a una memoria collettiva positiva prima ancora di svelare le specifiche tecniche.
La nuova 208 sarà la prima vettura Stellantis a utilizzare la piattaforma STLA Small. Significa che tutta l’architettura è pensata per supportare motorizzazioni diverse con la massima flessibilità , permettendo a Peugeot di adattare l’offerta mercato per mercato senza moltiplicare le piattaforme.
L’amministratore delegato Alain Favey ha dichiarato che il patrimonio storico di Peugeot è fondamentale, non come museo ma come serbatoio di ispirazione per il futuro. La Polygon ne è l’esempio più immediato, con il rimando alla 205. Ma lo stesso principio guida anche gli altri progetti in cantiere.
Negli ultimi anni Peugeot ha già attinto al passato con la E-Legend, rivisitazione moderna della coupé 504 degli anni Sessanta. Un design che guarda avanti partendo da forme che il pubblico già conosce e associa a momenti positivi della storia del marchio. Un effetto nostalgia per creare una continuità vincente.
Il linguaggio stilistico che emerge dalle concept viste finora ha alcuni elementi ricorrenti: i tre artigli declinati in orizzontale anziché verticale, calandra chiusa con logo centrale, linee tese e superfici pulite. Un’estetica che dovrebbe caratterizzare tutta la prossima generazione di modelli, dai segmenti più bassi fino alle berline di rappresentanza.
Il Salone di Parigi 2026 in programma a ottobre non vedrà il debutto della nuova 208 di serie. Favey ha chiuso la porta a questa ipotesi in modo definitivo, specificando che la compatta arriverà in un evento dedicato prima del lancio commerciale. Ma lo stand del Leone non resterà vuoto.
Peugeot porterà a Parigi due nuove concept che anticipano stile e tecnologia di una futura gamma di berline e SUV di grandi dimensioni, prodotte in Cina in collaborazione con Dongfeng e destinate sia al mercato locale che all’esportazione. L’obiettivo è incrementare la presenza del brand nel segmento D, quello delle medie superiori e delle ammiraglie, dove Peugeot è storicamente meno presente rispetto ai concorrenti tedeschi e alle nuove offerte cinesi.
La Concept 6 rimanda al mondo delle shooting brake, con linee sinuose e massicce, mentre la Concept 8 anticipa un SUV di grandi dimensioni che fonde proporzioni generose e sportività . Entrambe presentano il nuovo frontale con i tre artigli in orizzontale e la calandra chiusa, un segno di continuità con il resto della gamma futura.
L’asse con Dongfeng per questi modelli è una scommessa su un segmento dove la meccanica cinese si è dimostrata competitiva e dove i costi di sviluppo condivisi permettono di arrivare sul mercato con prezzi che sarebbero difficili da raggiungere con una progettazione puramente europea.
Oltre alla 208 e alle concept di Parigi, il piano Peugeot prevede altri tre modelli nel segmento medio, quello più affollato e importante per i volumi europei.
In questo segmento Peugeot presenterà una nuova SUV e due medie, probabili eredi di 308 e 308 SW. Non ci sono date precise per tutti e tre i modelli, ma l’orizzonte temporale è quello della seconda metà del decennio. Fra la metà del 2028 e il 2030 dovrebbero arrivare le eredi della berlina 308, anche in variante station wagon.
Il 2027 sarà anche l’anno del primo full hybrid europeo di Stellantis, che troverà posto inizialmente sui modelli medio-grandi come 3008 e 5008, abbinato al motore 1.2 evoluto con distribuzione a catena.
Fra la fine del 2027 e la prima metà del 2028 è atteso anche l’erede della 508 wagon, anticipata dalla Concept 6 e realizzata in collaborazione con Dongfeng. Si tratterà di un modello lungo oltre 480 centimetri, principalmente elettrico, ma non è esclusa una variante plug-in. Va però segnalato che dopo l’annuncio iniziale il brand ha precisato che questo modello non arriverà in Europa e sarà destinato principalmente al mercato cinese, dove la berlina di grandi dimensioni ha una tradizione e una richiesta diverse rispetto all’Europa.
I quattro anni che si aprono sono quelli più densi di lanci nella storia recente di Peugeot. Sette modelli in quattro anni sono un ritmo elevato, e il contesto non è dei più semplici: domanda europea sotto pressione, concorrenza cinese aggressiva nel segmento elettrico, normative sull’emissioni ancora in movimento. Ma la roadmap c’è, i numeri sono verificabili e l’appuntamento con il Salone di Parigi di ottobre sarà il primo test concreto di quanto il Leone sa trasformare i piani in auto vere.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 08:46:00 +0000C’è un limite psicologico che il governo vuole evitare di oltrepassare con i prezzi alla pompa, ed è quello dei due euro al litro. Ci siamo pericolosamente vicini, il gasolio ha già superato quella soglia mentre la benzina ci si sta avvicinando a ogni aggiornamento, e la risposta politica è arrivata direttamente da Palazzo Chigi. Giorgia Meloni ha chiamato il ministro Giorgetti per fare il punto e ha impresso un’accelerazione decisa: non si può aspettare il Consiglio dei Ministri del 4 agosto. Il decreto tampone dovrebbe arrivare già la prossima settimana.
Il prezzo medio del gasolio ha raggiunto 2,161 euro al litro, superando il record di marzo 2022 registrato dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, mentre la benzina è salita a 1,968 euro al litro. Non è un picco isolato: sono settimane che i prezzi salgono di uno o due centesimi al giorno, alimentati dalla crisi dello Stretto di Hormuz e dall’escalation con l’Iran.
Il governo ha già calmierato tre volte i prezzi dei carburanti con tagli secchi delle accise da quando è scoppiata la crisi. Ogni intervento ha richiesto coperture significative, e le risorse non sono infinite. Il totale della spesa pubblica per frenare la corsa dei carburanti si avvicina ai 2 miliardi di euro. Intervenire ancora ha un costo e tenere i prezzi sopra i due euro ha un costo diverso, quello politico e quello economico per le famiglie e le imprese.
Vale la pena ricordare che l’Italia è il Paese dell’Unione Europea con le accise più alte sul gasolio e il secondo per quelle sulla benzina, dopo i Paesi Bassi. Il peso fiscale sul carburante è strutturalmente elevato, e ogni intervento di riduzione è di natura temporanea, finanziato con i proventi dell’IVA generata dagli stessi rincari, un meccanismo che non risolve il problema alla radice ma che permette di tamponare le situazioni più acute.
Con il primo grande esodo delle vacanze alle porte, il governo ha scelto di accelerare. La premier Meloni è stata netta: il Consiglio dei Ministri del 4 agosto è “un’era geologica” rispetto alla necessità di intervenire prima. L’obiettivo dichiarato è uno solo: tenere il prezzo della benzina e del gasolio al di sotto della soglia dei due euro al litro durante le settimane clou degli spostamenti estivi. La struttura dell’intervento dovrebbe prevedere due passaggi distinti. La prossima settimana è atteso un primo decreto tampone della durata di circa dieci giorni, seguito sette giorni dopo da un secondo provvedimento che congelerà una parte della tassazione per tutto il mese di agosto.
La copertura finanziaria dovrebbe arrivare principalmente dall’extragettito IVA generato dagli stessi prezzi alti: più la benzina sale, più lo Stato incassa sull’IVA, e quella differenza rispetto alle previsioni di bilancio può essere girata in taglio alle accise. Per l’intervento di agosto si guarda all’extragettito IVA di luglio senza escludere di attingere a una parte dei 9,1 miliardi recuperati nei primi sei mesi dell’anno grazie all’allineamento tra Pos e registratori di cassa.
La cifra che circola per lo sconto è quella dei 7-8 centesimi al litro, con un massimo stimato intorno ai 10 centesimi in scenari più favorevoli. Un risparmio piccolo ma reale per chi fa rifornimento, ma anche per il trasporto merci, anche se non sufficiente da solo a riportare i prezzi sui livelli di qualche mese fa.
C’è però un limite strutturale nel meccanismo delle accise mobili: lo sconto arriva con settimane di ritardo rispetto all’aumento dei prezzi, perché prima il rialzo deve consolidarsi nella media di due mesi, poi lo Stato deve incassare il maggior gettito IVA e solo a quel punto può trasferirlo sul taglio delle accise. In un momento in cui i prezzi cambiano di due centesimi al giorno, questa latenza strutturale è il vero tallone d’Achille dello strumento. Il decreto anticipato che il governo sta preparando serve esattamente a bypassare questo ritardo, usando le coperture disponibili adesso per uno sconto che arrivi prima del picco degli spostamenti, non dopo.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 07:37:24 +0000In questo articolo trovi tutti gli scioperi previsti in Italia nel mese di luglio 2026, con dettagli su date, orari, città , regioni, aziende e categorie coinvolte. A luglio 2026 si registrano numerosi scioperi nei settori dei trasporti (aereo, ferroviario, marittimo, trasporto pubblico locale e merci) e in diversi territori del Paese. Di seguito il calendario completo e aggiornato, suddiviso per data e località , con indicazione dei dettagli forniti dalle sigle sindacali e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
In Lombardia, sciopero regionale nel trasporto merci ferroviario: coinvolge il personale della Soc. DB Cargo Italia su tutte le province, per 8 ore (dalle 3:31 alle 11:29). Lo sciopero è indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
Nel settore aereo, proclamati numerosi scioperi di rilievo nazionale e locale. Interessate: Milano Malpensa (personale ENAV, Fedex), Roma Fiumicino e Ciampino (ADR Security), EasyJet Airlines (personale navigante e piloti su tutto il territorio nazionale), Catania Fontanarossa (ASC Handling), Palermo (UAB DAT LT), personale comparto aereo, aeroportuale e indotto (aziende associate e non Assohandlers). Previsto anche uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale nella città di Firenze (società Autolinee Toscane bacino di Firenze).
Nella città di Catania (Sicilia) sono previsti tre scioperi di 24 ore per il personale della società AMTS di Catania (diverse sigle: OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TPL, CUB TRASPORTI).
In Italia sciopero nazionale settore ferroviario: coinvolge il personale MERCITALIA Shunting & Terminal per 24 ore (dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio), sindacato USB Lavoro Privato.
Nel territorio della provincia di Prato (Toscana): sciopero di 4 ore (dalle 18.30 alle 22.30), personale società Autolinee Toscane sede operativa di Prato (RSA FAISA-CISAL).
In Italia (nazionale): sciopero personale Mercitalia Shunting & Terminal (21:00 del 6 luglio – 21:00 del 7 luglio).
Torino (Piemonte): sciopero trasporto merci, logistica e spedizioni nelle ultime 2 ore di ciascun turno (OSR FILT-CGIL).
Sicilia, tutte le province: sciopero di 8 ore (9.00-17.00) per il personale RFI DOIT Palermo (OSR UILT-UIL).
In Italia sciopero nazionale nel settore ferroviario: coinvolge il personale operativo equipaggi della società Italo NTV per 23 ore (dalle 03:00 del 9 luglio alle 02:00 del 10 luglio), sindacato UILT-UIL.
A Bari (Puglia) e provincia: sciopero di 24 ore (personale STP Bari, sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).
In Puglia sciopero generale regionale: categorie pubbliche e private, in particolare trasporto pubblico locale (OSR USB Lavoro Privato, intera giornata).
In Italia sciopero settore trasporto merci: personale Captrain Italia: 8 ore, 16:01-23:59 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).
Nella città di Genova (Liguria): sciopero di 4 ore (11.30-15.30), AMT Genova (OST UGL-FNA).
Nella città di Palermo (Sicilia): sciopero di 24 ore: AMAT Palermo (CUB TRASPORTI).
In Italia (tutte le province): sciopero nazionale settore appalti ferroviari (servizi ristorazione, logistica a bordo treno, Elior Divisione Itinere per Trenitalia, COBAS Lavoro Privato). L’intero turno di ciascun lavoratore sarà coinvolto dal blocco.
In Venezia (Veneto): sciopero di 24 ore del personale ATVO di Venezia per il servizio TPL (OSP SGB/FAST Mobilità ).
Nella città di Genova (Liguria): sciopero di 4 ore (11.30-15.30), AMT Genova (OST CUB TRASPORTI).
Nella città di Firenze (Toscana): due scioperi di 4 ore (19.00-23.00), Autolinee Toscane Bacino Urbano di Firenze (RSA FAISA-CISAL).
Nella città di Latina (Lazio): sciopero di 24 ore, CSC Mobilità (OSR FAISA-CISAL).
A Prato (Toscana): sciopero di 8 ore (14.30-22.30), Autolinee Toscane sede operativa Prato (RSA FAISA-CISAL).
Nel settore aereo nazionale: coinvolta Fedex Corporation Aeroporto Milano Malpensa (24 ore), personale EasyJet Airlines Limited (24 ore), Alha e MLE-BCUBE Malpensa (24 ore).
Regione Calabria: personale SACAL GH Aeroporto Lamezia Terme (24 ore).
Regione Campania: 4 ore (10.00-14.00) per personale GH Napoli e Sky Service Napoli/Salerno.
Regione Sardegna: società GEASAR Aeroporto Olbia e SOGEAAL Alghero: 4 ore (13.00-17.00).
Settore marittimo nazionale: sciopero di 24 ore (12:00 22 luglio – 11:59 23 luglio), Grandi Navi Veloci, sindacato CSLE.
Altro sciopero nazionale settore marittimo (personale navigante Grandi Navi Veloci), 12.00 22 luglio-12.00 23 luglio, ORSA MARITTIMI.
Nel settore dei trasporti e logistica si contano 4 scioperi: due nel settore marittimo nazionale (Grandi Navi Veloci/CSLE e ORSA MARITTIMI), sciopero ferroviario regionale (RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud, Veneto, Verona) dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio, e sciopero ferroviario nazionale personale tutte le imprese ferroviarie dalle 21.00 del 23 alle 20.59 del 24 (CUB TRASPORTI/SGB).
Nelle Marche: sciopero di 4 ore (11.00-15.00), personale aziende TPL di tutta la regione (OSR USB LAVORO PRIVATO).
A Salerno (Campania): sciopero di 4 ore (9.00-13.00), personale SITA SUD (UGL Autoferro).
In Italia: sciopero nazionale ferroviario e trasporto merci su rotaia dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio (CUB TRASPORTI/SGB).
A Verona (Veneto): sciopero ferroviario 24 ore (21.00 del 23 luglio – 20.59 del 24 luglio), RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).
In Sardegna (tutte le province): sciopero territoriale ARST (trasporto pubblico locale), 8 ore secondo varie modalità (OSR UGL Autoferrotranvieri).
Nella città di Savona (Liguria), sciopero TPL Linea di Savona, personale TPL, 4 ore (10.15–14.15) proclamato da RSU.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni.
Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 22 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 24 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 25 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 06:00:00 +0000Oggi, 26 luglio 2026, ecco i prezzi medi dei carburanti nelle autostrade italiane secondo l’ultima rilevazione disponibile: benzina self a 2.069 euro, gasolio self a 2.249 euro, GPL servito a 0.877 euro e metano servito a 1.606 euro. Di seguito la tabella con i valori aggiornati e, a seguire, una spiegazione chiara di come si forma il prezzo finale alla pompa, tra costo industriale, accise e Iva, per aiutare automobilisti e professionisti a interpretare le oscillazioni dei listini.
Aggiornamento 25-07-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.249 |
| Benzina | SELF | 2.069 |
| GPL | SERVITO | 0.877 |
| Metano | SERVITO | 1.606 |
Il prezzo della benzina alla pompa nasce dall’incontro tra oneri fiscali e componente industriale. Nel caso della benzina, la parte fiscale incide per il 58% del prezzo finale, una quota che comprende sia le accise sia l’Iva e che, per natura, risulta più pesante della parte industriale. Quest’ultima vale il 42% e si divide in due elementi: il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo, e il margine lordo della filiera, pari al 12%. La materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro: quando il greggio e i raffinati salgono sui mercati o l’euro si indebolisce, il 30% legato alla commodity tende ad aumentare. Il margine, invece, rappresenta la quota su cui gli operatori possono intervenire per modulare il listino alla pompa, tenendo conto di costi logistici, distribuzione, servizi in area di rifornimento e dinamiche concorrenziali. La prevalenza della componente fiscale nel caso della benzina spiega perché, a parità di condizioni industriali, le variazioni giornaliere possano risultare contenute: gran parte del prezzo dipende da tributi specifici e dall’Iva applicata sul valore complessivo, mentre il resto segue le dinamiche dei mercati energetici e le strategie commerciali.
Per il gasolio la struttura è differente e più sbilanciata sulla parte industriale. La componente fiscale pesa il 45%, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo finale e risente direttamente delle quotazioni internazionali e dell’effetto cambio euro/dollaro: se i prezzi dei prodotti raffinati usati come riferimento salgono o l’euro si indebolisce sul dollaro, la porzione legata alla commodity tende a crescere. Il margine, pari al 10%, è l’area sulla quale l’operatore può agire per adeguare il prezzo alla pompa, considerando elementi come approvvigionamento, trasporto, stoccaggio, gestione della rete e servizi offerti in area di servizio. Il maggior peso della componente industriale nel gasolio rende questo carburante spesso più sensibile alle oscillazioni dei mercati internazionali rispetto alla benzina: variazioni nelle quotazioni e nel cambio possono trasferirsi più rapidamente sul prezzo finale, mentre la quota fiscale, pur rilevante, incide in misura relativamente inferiore rispetto al caso della benzina.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.983 per la benzina, 2.182 per il diesel, 0.772 per il gpl, 1.612 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.172 |
| Benzina | SELF | 1.980 |
| GPL | SERVITO | 0.767 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.183 |
| Benzina | SELF | 1.991 |
| GPL | SERVITO | 0.742 |
| Metano | SERVITO | 1.570 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.222 |
| Benzina | SELF | 2.009 |
| GPL | SERVITO | 0.860 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.196 |
| Benzina | SELF | 1.995 |
| GPL | SERVITO | 0.801 |
| Metano | SERVITO | 1.710 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.185 |
| Benzina | SELF | 1.980 |
| GPL | SERVITO | 0.708 |
| Metano | SERVITO | 1.549 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.173 |
| Benzina | SELF | 1.972 |
| GPL | SERVITO | 0.730 |
| Metano | SERVITO | 1.568 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.207 |
| Benzina | SELF | 1.996 |
| GPL | SERVITO | 0.726 |
| Metano | SERVITO | 1.634 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.164 |
| Benzina | SELF | 1.967 |
| GPL | SERVITO | 0.729 |
| Metano | SERVITO | 1.693 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.177 |
| Benzina | SELF | 1.985 |
| GPL | SERVITO | 0.853 |
| Metano | SERVITO | 1.568 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.176 |
| Benzina | SELF | 1.974 |
| GPL | SERVITO | 0.723 |
| Metano | SERVITO | 1.573 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.158 |
| Benzina | SELF | 1.963 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.177 |
| Benzina | SELF | 1.988 |
| GPL | SERVITO | 0.793 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.175 |
| Benzina | SELF | 1.974 |
| GPL | SERVITO | 0.726 |
| Metano | SERVITO | 1.604 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.179 |
| Benzina | SELF | 1.991 |
| GPL | SERVITO | 0.727 |
| Metano | SERVITO | 1.650 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.185 |
| Benzina | SELF | 1.987 |
| GPL | SERVITO | 0.858 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.214 |
| Benzina | SELF | 1.998 |
| GPL | SERVITO | 0.801 |
| Metano | SERVITO | 1.846 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.178 |
| Benzina | SELF | 1.979 |
| GPL | SERVITO | 0.750 |
| Metano | SERVITO | 1.636 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.185 |
| Benzina | SELF | 1.988 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.551 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.167 |
| Benzina | SELF | 1.975 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.579 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.180 |
| Benzina | SELF | 1.995 |
| GPL | SERVITO | 0.856 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 luglio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.171 |
| Benzina | SELF | 1.971 |
| GPL | SERVITO | 0.744 |
| Metano | SERVITO | 1.565 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 06:00:00 +0000Come abbiamo visto nei giorni scorsi, il mercato auto italiano sta vivendo un momento positivo, con immatricolazioni in netta crescita in confronto ai dati registrati lo scorso anno.
Tra i trend più interessannti, c’è quello legato all’andamento delle immatricolazioni effettuate dai privati che crescono più della già buona media del mercato italiano.
Mentre il noleggio a lungo termine è in difficoltà , infatti, il segmento dei privati cresce, facendo registrare ottimi numeri in questo primo semestre dell’anno. Andiamo ad analizzare i dati grazie ai numeri forniti da UNRAE.
I dati UNRAE sono chiari. Nel corso del mese di giugno 2026, infatti, il segmento “privati” ha fatto segnare un totale di oltre 79mila immatricolazioni, con un incremento su base annua pari al 17,3% a fronte di un mercato che, complessivamente, è cresciuto dell’11%.
Il dato è positivo anche se si va ad analizzare l’andamento del mercato nel corso del primo semestre del 2026. In questo caso, le auto immatricolate dai privati sono pari a oltre 498mila con una crescita percentuale, rispetto allo scorso anno, pari al 12,1%.
Ricordiamo che, nello stesso periodo di tempo, il mercato delle quattro ruote in Italia è cresciuto “solo” del 9,7%. Il market share del segmento “privati” risulta essere pari a 52,2%, con un incremento di 1,1 punti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il passo in avanti è, quindi, significativo.
Ricordiamo che potete approfondire l’andamento delle vendite sul mercato italiano consultando il nostro approfondimento sulle immatricolazioni nel primo semestre 2026. In aggiunta, potete dare un’occhiata anche alla classifica delle auto più vendute nel nostro Paese nel periodo di tempo considerato.
In merito agli ultimi dati sull’andamento del mercato, Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE, ha commentato:
“I dati di giugno ci consegnano un segnale incoraggiante. La crescita del mercato dimostra che gli italiani hanno voglia di partecipare alla transizione verso una mobilità sempre più sostenibile. Quando il consumatore viene messo nelle condizioni di scegliere, grazie a un’offerta sempre più ampia e accessibile e a misure che ne favoriscono concretamente l’acquisto, la risposta arriva ed è positiva
I dati sull’andamento delle vendite tra i privati sono molto positivi e confermano una crescita strutturale di tutto il comparto mentre per quanto riguarda il noleggio, come vedremo di seguito, ci sono alcune criticità da considerare.
Il segmento dei privati non è l’unico che cresce anche se si registra un calo netto (-2,7%) per il noleggio a lungo termine, che si ferma a un totale di 201mila immatricolazioni. Crescita significativa per il noleggio a breve termine che ha totalizzato un ottimo +38,8%, con un totale di 101mila unità .
Ci sono poi le autoimmatricolazioni, con 94mila unità e una crescita del 7,9%, e il segmento Società ed Enti, con 49mila unità e un miglioramento dello 0,5%. Per i dati aggiornati sull’andamento del mercato sarà sufficiente attendere le prossime settimane, con l’arrivo dei numeri relativi al mese di luglio 2026.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 05:30:53 +0000Genesis amplia la sua gamma di modelli per il mercato italiano con una vettura destinata a diventare un simbolo per il brand. Si tratta della Genesis Electrified G80, una classica berlina di rappresentanza che viene arricchita da una motorizzazione elettrica al 100%. Andiamo a scoprire tutti i dettagli su caratteristiche tecniche, dotazione di serie e prezzo di lancio del nuovo modello di Genesis, pronto a ritagliarsi il suo spazio sul mercato italiano.
La Genesis Electrified G80 propone uno stile che rispecchia il linguaggio di design chiamato dall’azienda Athletic Elegance: linee eleganti e pulite incontrano uno stile sportivo e dinamico, che segue il filone avviato dal brand con la gamma Magma.  Tra le caratteristiche del modello troviamo due motori elettrici, in grado di garantire una potenza complessiva pari a 370 CV. Da segnalare anche la presenza del sistema a trazione integrale Awd.
La berlina può contare anche su una batteria da 94,5 kWh. I dati di omologazione evidenziano che il modello di Genesis è in grado di offrire un’autonomia fino a 570 chilometri nel ciclo WLTP. Si tratta di un valore più che sufficiente per poter affrontare gli spostamenti quotidiani, ma anche viaggi medio-lunghi.
La presenza di un’architettura a 400 e 800 Volt, inoltre, consente di sfruttare la ricarica rapida del pacco batteria, riducendo in modo drastico i tempi per il ripristino dell’autonomia. I dati della Casa confermano che è possibile passare dal 10% all’80% in circa 25 minuti, utilizzando una colonnina di ricarica ad alta potenza.
La vettura può contare anche sulle sospensioni adattive con funzione predittiva, sul sistema i-Pedal per la guida con un solo pedale e sul supporto agli aggiornamenti OTA. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, troveremo il cruise control adattivo con Stop & Go, il sistema di assistenza alla guida in autostrada, il mantenimento della corsia e la frenata automatica d’emergenza. Presenti anche la telecamera a 360 gradi e il sistema di parcheggio assistito anche da remoto. La berlina è ordinabile scegliendo tra 9 diverse colorazioni per la carrozzeria esterna e sette diverse opzioni per gli interni.
La dotazione di serie della berlina comprende i cerchi in lega da 19 pollici, con pneumatici Michelin Pilot Sport 4, fari Micro Lens Array, dettagli cromati oltre a un display OLED panoramico da 27 pollici, sedili in pelle riscaldati e regolabili elettricamente, volante riscaldato e sistema di illuminazione ambientale. È presente anche un impianto audio Bang & Olufsen con 17 altoparlanti. Come optional troviamo le ruote posteriori sterzanti e vari pacchetti per arricchire la dotazione con alcuni elementi extra.
La nuova Genesis Electrified G80 arriva sul mercato italiano, in un unico allestimento Luxury, che offre una dotazione ricca e completa. La vettura, che arricchisce la gamma del brand, potrà essere ordinata con un prezzo di listino di 81.800 euro.
A disposizione dei clienti italiani sono previste formule di finanziamento a 48 mesi e di noleggio a lungo termine di 36 mesi, entrambe disponibili con un canone di partenza di 699 euro al mese.
Da segnalare anche che in tutte le soluzioni proposte da Genesis per mettersi alla guida della berlina è incluso il programma 5-Year Care Plan con cinque anni di garanzia, manutenzione programmata e assistenza stradale a disposizione della clientela.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 05:30:08 +0000La risposta alla domanda se un vigile fuori turno possa multare un automobilista o intervenire nella circolazione dipende dal tipo di attività svolta. L’accertamento di una violazione stradale, la direzione del traffico, il controllo di veicoli e l’esercizio di funzioni di polizia giudiziaria non sono operazioni giuridicamente equivalenti.
A complicare il quadro hanno contribuito alcune pronunce della Corte di Cassazione che, esaminando casi diversi, possono apparire contraddittorie. Da una parte, la giurisprudenza civile ha escluso la legittimità di una multa elevata da un agente municipale che non era effettivamente in servizio. Dall’altra, una decisione del 2025 ha riconosciuto la qualifica di pubblico ufficiale a un operatore fuori turno intervenuto per impedire una truffa nel territorio di competenza.
In linea generale, un appartenente alla Polizia locale non può elevare una contravvenzione stradale mentre si trova fuori servizio. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza civile 2748 del 30 gennaio 2019, ha stabilito che gli agenti municipali possono accertare le violazioni amministrative, comprese quelle relative alla circolazione, quando ricorrono due presupposti: devono trovarsi nel territorio dell’ente di appartenenza ed essere in servizio.
Nel procedimento esaminato dai giudici, un comandante della Polizia municipale in abiti civili e fuori turno aveva contestato a un automobilista un sorpasso pericoloso. La sanzione è stata ritenuta illegittima proprio perché l’accertatore, pur appartenendo al corpo competente e trovandosi nel relativo territorio, non stava svolgendo il servizio.
Non basta quindi possedere la qualifica professionale. Per redigere un verbale relativo a una normale infrazione stradale, l’agente locale deve operare nell’ambito delle funzioni per le quali è stato comandato e all’interno della competenza territoriale attribuita al corpo.
Il limite non è esteso in automatico a tutte le forze di polizia. La Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di finanza esercitano funzioni con un ambito territoriale e organizzativo differente rispetto alla Polizia locale. La Cassazione civile, con la sentenza 34691 del 12 dicembre 2023, ha ritenuto legittimo l’accertamento effettuato fuori turno da un appartenente alla Polizia di Stato. Per gli operatori locali assumono invece un peso la legge quadro 65 del 1986, l’organizzazione dell’ente e il perimetro nel quale sono esercitate le funzioni.
La nozione di pubblico ufficiale riguarda chi esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. La qualifica viene valutata in relazione all’attività svolta e non coincide con il potere di accertare qualsiasi illecito in qualsiasi momento. L’agente di polizia giudiziaria esercita invece le funzioni previste dal Codice di procedura penale, come prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori e assicurare le fonti di prova.
L’articolo 57 del Codice di procedura penale qualifica gli appartenenti alla Polizia municipale come agenti di polizia giudiziaria nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e quando sono in servizio. Queste categorie non vanno confuse neppure con quella di agente di pubblica sicurezza, che viene attribuita agli operatori della Polizia locale in presenza delle condizioni fissate dalla legge e mediante il riconoscimento.
L’articolo 11 del Codice della Strada comprende tra i servizi di polizia stradale la prevenzione e l’accertamento delle violazioni, la rilevazione degli incidenti, la predisposizione e l’esecuzione dei servizi diretti a regolare il traffico, la scorta per la sicurezza della circolazione e la tutela della rete stradale.
L’articolo 12 attribuisce questi compiti ai corpi e ai servizi di Polizia municipale nell’ambito del perimetro di competenza che non è limitata al centro abitato, ma si estende al territorio dell’ente per il quale il corpo esercita le funzioni.
L’appartenenza alla Polizia locale autorizza quindi l’esercizio dei servizi stradali entro il relativo ambito territoriale. Per la validità dell’accertamento amministrativo la giurisprudenza richiede però che l’operatore sia effettivamente in servizio.
Un vigile fuori turno che osserva un’automobile parcheggiata in divieto può segnalare il fatto alla centrale operativa o chiedere l’intervento di una pattuglia, ma non trasformare ogni osservazione in un accertamento formale.
La sentenza della Corte di Cassazione 13264 del 4 aprile 2025 ha affrontato il caso di un agente della Polizia municipale che, pur essendo fuori servizio e in abiti civili, era intervenuto nel proprio territorio per sventare una cosiddetta truffa dello specchietto ai danni di un’automobilista.
Secondo la Suprema Corte, l’operatore agiva come pubblico ufficiale perché aveva compiuto un atto riconducibile alle proprie finalità istituzionali e perché l’intervento era avvenuto nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza. La resistenza opposta contro di lui poteva quindi integrare il reato previsto dall’articolo 337 del Codice penale.
La pronuncia non afferma che ogni agente locale possa elevare contravvenzioni durante il tempo libero. Il caso riguardava la repressione di un fatto penalmente rilevante, non la compilazione di un verbale per una comune violazione amministrativa.
L’espressione contenuta nell’articolo 57 del Codice di procedura penale ha prodotto interpretazioni non sempre uniformi. Nel campo delle sanzioni amministrative stradali, la Corte di Cassazione ha attribuito rilievo alla condizione concreta dell’agente e richiesto che sia effettivamente in servizio.
Nel procedimento penale deciso nel 2025 la Suprema Corte ha invece riconosciuto che l’intervento compiuto fuori turno, entro il territorio e per finalità istituzionali, poteva assumere la natura di un atto del pubblico ufficio. Non si può ricavare da quest’ultima decisione una generale “riattivazione volontaria†di tutti i poteri dell’agente. Sostenere che un vigile possa decidere autonomamente di tornare in servizio ogni volta che nota un’irregolarità sarebbe una semplificazione eccessiva.
La natura dell’evento rimane decisiva. Davanti a un reato o a un pericolo concreto l’intervento può essere funzionale alla tutela pubblica. Nel caso di una normale violazione amministrativa, l’accertamento richiede il rispetto dei presupposti organizzativi e funzionali indicati dalla giurisprudenza.
Un agente fuori servizio non dovrebbe svolgere ordinariamente un posto di controllo, intimare l’alt a veicoli per verificare documenti o effettuare controlli amministrativi come se facesse parte di una pattuglia comandata.
Quando assiste a un reato, a un incidente o a una condotta capace di creare un pericolo immediato può intervenire per impedire conseguenze più gravi, mettere in sicurezza le persone e richiedere l’arrivo delle unità in servizio.
La regolazione della circolazione rientra però tra i servizi di polizia stradale. Di norma viene svolta da operatori identificabili, dotati degli strumenti necessari e inseriti in un servizio organizzato. Un agente fuori turno può però trovarsi davanti a una situazione che richiede un’azione immediata: un incidente appena avvenuto, un ostacolo in carreggiata, un albero caduto oppure un veicolo fermo in una posizione pericolosa.
L’attività dovrebbe essere limitata a quanto serve per fronteggiare l’emergenza. Appena possibile, l’operatore deve contattare la centrale, chiedere l’arrivo della pattuglia competente e lasciare agli agenti in servizio la gestione formale dell’evento.
Un agente fuori servizio e in abiti civili deve rendere riconoscibile la propria qualifica quando pretende dal cittadino l’osservanza di un ordine collegato alle funzioni istituzionali, salvo che le circostanze rendano impossibile o pericolosa l’identificazione immediata. Il tesserino di servizio consente alla persona fermata di comprendere che non si trova davanti a un privato che impartisce ordini arbitrari.
Data articolo: Sun, 26 Jul 2026 04:00:46 +0000Con o senza motore, Tadej Pogacar va forte come nessuno. Da osservato speciale ha dominato la diciannovesima tappa del Tour de France 2026 staccando tutti sull’Alpe d’Huez per un tempo finale da record e il quinto successo in questa edizione. Le poche speranze residue dei rivali si sono alla fine sgretolate contro la superiorità dello sloveno, in vantaggio di 6 minuti e 26 secondi su Remco Evenepoel a un giorno dall’arrivo a Parigi. Con il trionfo sull’Alpe d’Huez salgono a 26 le vittorie di tappa nella manifestazione e, salvo improbabili colpi di scena, domani celebrerà il quinto successo, il terzo consecutivo dopo quelli del 2024 e 2025.
Il richiamo della velocità rimane forte anche una volta sceso dalla bici, come svelato da un video girato a Montecarlo in cui Pogacar sale sulla sua Audi RS 6 Avant GT nera, parcheggiata accanto al mezzo della UAE Team Emirates-XRG. Per essere il numero uno anche in auto, nelle grandi occasioni può inoltre contare su una Porsche 911 GT3 RS della generazione 991.2, ormai tolta dal mercato.
Prodotta in 660 esemplari, la familiare costava 219.585 euro in Germania al momento del lancio, ma la configurazione scelta dal fuoriclasse delle due ruote si aggira intorno ai 250.000 euro. Il prezzo elevato non l’ha dunque dissuaso dal regalarsi un bolide altamente esclusivo, moderata solo in apparenza. Perché il V8 biturbo di 4 litri di questa station wagon con trazione quattro ruote vanta una potenza di 630 CV e 850 Nm, che le vale uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima di 305 km/h.
Le differenze dalla RS 6 Avant comprendono sospensioni regolabili più leggere e una nuova taratura posteriore del differenziale sportivo quattro. Dal canto suo, Audi pensa a contenere il peso tramite il cofano in fibra di carbonio, mentre i sedili avvolgenti assicurano il sostegno laterale, anche se la carrozzeria è abbastanza spaziosa da poter accogliere bagagli e attrezzatura.
Nonostante rinunci alle vistose grafiche ispirate all’Audi A4 quattro IMSA GTO, la configurazione total black di Pogacar trova il modo di catturare l’attenzione attraverso i cerchi da 22 pollici, il diffusore ridisegnato e la doppia ala posteriore. Mancano persino le tradizionali barre sul tetto, affinché la linea guadagni in pulizia.
Se l’Audi si presta meglio negli spostamenti quotidiani, la Porsche 911 GT3 RS 991.2 segue una ricetta più estrema, mossa da un sei cilindri boxer aspirato di 4 litri da 520 CV, che lavora insieme al cambio PDK a sette rapporti.
Presentata nel 2018, la GT3 RS scatta da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e arriva a 312 km/h. Il grande alettone, i sedili a guscio e i pannelli porta alleggeriti tradiscono la vocazione corsaiola, e anche l’assorbimento acustico viene ridotto, sacrificando il comfort in nome del peso e delle sensazioni di guida.
Presto Pogacar si godrà di nuovo le sue auto, ma prima c’è un appuntamento imperdibile con la storia: la conquista di un quinto Tour lo porterebbe a eguagliare il record condiviso da Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain, con la concreta possibilità , a 27 anni, di tentare il sorpasso, un’eventualità che fino a pochi anni fa sembrava riservata ai libri di storia.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 17:59:15 +0000L’avvio delle FP3 presenta subito una sfida per le due SF-26: l’asfalto misura 10 gradi in più rispetto al venerdì, stravolgendo le normali dinamiche di attivazione e gestione delle gomme. Durante i primi giri di esplorazione, Charles Leclerc decide di non ritoccare il proprio assetto, mentre Lewis Hamilton richiede subito una modifica, chiedendo due scatti in più sull’ala anteriore per migliorare l’inserimento.
Il piano di lavoro viene però bruscamente interrotto da una bandiera rossa di dieci minuti. Alla ripartenza, l’attenzione del box prosegue con la simulazione di qualifica, dovendo fronteggiare avversari apparsi fin da subito molto più agguerriti. Nonostante il fastidio del traffico, Lewis riesce temporaneamente a imporsi in vetta con parziali record.
L’inglese non è del tutto soddisfatto della propria vettura, in quanto deve gestire un sovrasterzo ancora presente, anche se meno penalizzante rispetto alle FP2. Il clima via radio dei ferraristi svela alcune tensioni. Da un lato, Charles lamenta grosse difficoltà nell’attivare la gomma. Dall’altro, Lewis mostra insofferenza per le continue e minuziose regolazioni che deve apportate alla sua monoposto.
Nonostante queste difficoltà di warmup e un giro tutt’altro che perfetto, Leclerc riesce a piazzare la zampata: lo fa staccando il compagno di squadra di quasi quattro decimi e salendo in testa. La sessione prosegue con un breve test a serbatoi pieni di circa cinque tornate, dove le Rosse offrono riscontri rassicuranti. Si torna poi ai box per un rapido studio della telemetria.
A dieci minuti dal termine, i piloti montano Soft nuove. Il giro di lancio è aggressivo, ma il cronometro evidenziadifficoltà nel secondo settore. Leclerc, ostacolato anche dal traffico, accusa un ritardo di oltre tre decimi dalla vetta; Hamilton fa un po’ meglio, ma senza brillare. I tentativi successivi si infrangono sugli errori: Charles blocca in curva 1, mentre Lewis perde il posteriore nel T2.
La Ferrari chiude la mattinata senza aver trovato la giusta quadra sul giro secco. Le due SF-26 hanno perso la naturale docilità di manovra vista il venerdì, rivelandosi più scorbutiche. Gli ingegneri del Cavallino Rampante dovranno fare quadrato per bilanciare l’auto nel secondo settore, un intervento cruciale in vista di una qualifica che si preannunciava tiratissima.
La sessione classificatoria si apre con le gomme Medie, una mescola ignorata nelle libere del sabato. Lewis Hamiltonmette subito in cassaforte il passaggio del turno con un giro pulito ed efficace. Per Charles Leclerc, invece, l’avvio è in salita. Ostacolato dal traffico e privo del giusto feeling con la sua SF-26, il monegasco è costretto agli straordinari.
Nonostante un tempo che gli avrebbe già garantito l’accesso in Q2, il monegasco decide comunque di effettuare ulteriori giri per cercare quella sintonia con la vettura che sembra ancora mancargli. Il ferraristi migliora, ma incassa comunque due decimi abbondanti dal compagno. Alla fine chiude in una pozione che lascia presagire una qualifica in salita.
Quando il gioco si fa serio, la gestione termica degli pneumatici diventa l’assoluta priorità . Leclerc è il primo a sfidare il cronometro montando le Soft nuove, guidato passo passo dall’ingegnere Bozzi. La sfortuna però è in agguato: un lungo di Hadjar innesca una bandiera gialla, costringendolo ad alzare il piede proprio nel terzo settore e rovinando il suo giro.
Lewis Hamilton, sceso in pista poco dopo, non perdona: stampa un parziale record nel T3 e si prende la vetta, pur dichiarandosi insoddisfatto via radio. Il secondo e ultimo run rimette le cose a posto: con gomma fresca Charles strappa la seconda posizione, mentre Lewis si accontenta della terza con coperture usate. La Ferrari dimostra di essere della partita? Finalmente sì.
L’atto finale è un duello sui dettagli, dove l’outlap per innescare correttamente l’isteresi della gomma fa la differenza tra la gloria e la sconfitta. Nel primo assalto decisivo, Hamilton strappa la pole provvisoria, ma il suo giro è sporcato da due errori che lasciano margine agli avversari. Charles è ancora in difficoltà e accusa due decimi di ritardo.
Un errore in curva 1 figlio di pneumatici troppo freddi gli preclude la prima fila. Per questo chiede a Bozzi maggiore aggressività nel giro di lancio successivo. Il secondo e ultimo tentativo si trasforma però in un disastro. Lewis sbaglia nuovamente l’approccio in curva 1, compromettendo da subito la sua rincorsa, purtroppo imitato a ruota da Charles. Ferrari esce in pista troppo presto? È probabile.
A mettere la parola fine sulle speranze arriva il testacoda di Verstappen, che costringe i ferraristi ad alzare definitivamente il piede.Ad approfittarne è un chirurgico Lando Norris, che porta la sua McLaren davanti a tutti per l’inezia di 12 millesimi. Nel box italiano resta l’amaro in bocca: senza quelle piccole sbavature nel primo tentativo, Hamilton avrebbe conquistato la partenza al palo.
| POS | NO | PILOTA | TEAM | Q1 | Q2 | Q3 | LAPS |
| 1 | 4 | Lando Norris | McLaren | 1:18.277 | 1:17.456 | 1:17.207 | 16 |
| 2 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 1:18.730 | 1:17.803 | 1:17.219 | 15 |
| 3 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 1:18.984 | 1:17.626 | 1:17.445 | 20 |
| 4 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 1:18.726 | 1:18.393 | 1:17.479 | 20 |
| 5 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 1:18.891 | 1:17.928 | 1:17.684 | 15 |
| 6 | 1 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 1:18.656 | 1:18.249 | 1:17.725 | 18 |
| 7 | 63 | George Russell | Mercedes | 1:18.856 | 1:18.445 | 1:17.760 | 20 |
| 8 | 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 1:18.754 | 1:17.872 | 1:17.856 | 14 |
| 9 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 1:19.233 | 1:18.360 | 1:18.281 | 18 |
| 10 | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 1:18.796 | 1:18.639 | 1:18.686 | 18 |
| 11 | 30 | Liam Lawson | Racing Bulls | 1:19.161 | 1:18.765 | – | 12 |
| 12 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 1:19.741 | 1:18.844 | – | 12 |
| 13 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 1:19.771 | 1:19.027 | – | 12 |
| 14 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 1:19.069 | 1:19.105 | – | 11 |
| 15 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 1:20.010 | 1:19.734 | – | 12 |
| 16 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 1:20.126 | 1:19.808 | – | 15 |
| 17 | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 1:20.233 | – | – | 6 |
| 18 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 1:20.621 | – | – | 9 |
| 19 | 23 | Alexander Albon | Williams | 1:20.658 | – | – | 9 |
| 20 | 18 | Lance Stroll | Aston Martin | 1:20.659 | – | – | 8 |
| 21 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 1:20.886 | – | – | 10 |
| 22 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 1:21.322 | – | – | 9 |
Il mercato delle quattro ruote in Italia sta crescendo e ha chiuso un primo semestre molto positivo, con immatricolazioni nettamente superiori rispetto ai dati registrati nel corso dello stesso periodo dello scorso anno.
Come sempre, però, alcuni brand riescono ad attirare la maggior parte degli acquirenti, occupando una posizione di riferimento per il settore. Sulla base dei dati forniti da UNRAE, ecco quali sono i 5 brand che vendono di più in Italia.
Partiamo dalla quinta posizione dove troviamo Peugeot. Il brand del Gruppo Stellantis ha registrato circa 45 mila immatricolazioni nel corso della prima metà dell’anno sul mercato italiano.
Nonostante un calo delle immatricolazioni pari al 6,83%, la Casa francese è riuscita a mantenere una posizione di rilievo nel settore con un market share pari al 4,87%.
Ricordiamo che potete consultare anche la classifica dei brand che crescono di più.
In quarta posizione troviamo Dacia, brand che grazie alla sua gamma di modelli dal prezzo accessibile rappresenta la soluzione ideale per moltissimi automobilisti.
Il brand del Gruppo Renault ha raggiunto quota 49 mila unità immatricolate tra gennaio e giugno 2026. Questo risultato, però, non è stato sufficiente a garantire un semestre positivo.
Dacia, infatti, ha registrato un calo del 10,1% rispetto ai dati dello scorso anno, anche per via di una fase di aggiornamento della sua gamma. La quota risulta essere pari al 5,25%.
La terza piazza della classifica dei brand che vendono di più in Italia spetta a Volkswagen. Il colosso tedesco, che sta attraversando non poche difficoltà dal punto di vista finanziario, ha chiuso un semestre positivo in termini di immatricolazioni per il suo brand di riferimento.
Complessivamente, infatti, le unità distribuite sul mercato sono state circa 63 mila con un incremento su base annua dell’1,6%. La quota risulta essere pari al 6,75% al termine dei primi sei mesi dell’anno, in calo rispetto al 2025 a causa del dato complessivo del settore delle quattro ruote, in crescita del 9,5%.
Il marchio nipponico è sempre molto apprezzato dagli automobilisti italiani e si conferma il secondo brand più diffuso sul mercato, con un totale di quasi 65 mila unità immatricolate.
Il dato in questione si traduce in un calo dell’1% rispetto allo scorso anno, con un market share che risulta essere pari al 6,94%. Si tratta di numeri sufficienti per superare Volkswagen e confermarsi al secondo posto.
Il marchio principale per il mercato italiano è Fiat. Il brand torinese ha registrato 106 mila unità immatricolate con un incremento su base annua del 29,3% e con un market share dell’11,39%, in crescita di 1,7 punti rispetto allo scorso anno.
Il dato di Fiat è legato al successo di due modelli. Il primo è la Panda che ha raggiunto quota 62 mila esemplari, un risultato in linea con quello dello scorso anno.
Il secondo modello è la Fiat Grande Panda che, con oltre 23 mila immatricolazioni, ha conquistato il terzo posto nella classifica delle auto più vendute in Italia al termine della prima metà dell’anno.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 14:15:13 +0000Nonostante il recente calo azionario, Tesla ha chiuso il primo semestre del 2026 con risultati molto positivi, almeno per quanto riguarda le immatricolazioni sul mercato europeo. L’azienda, infatti, è tornata a correre, confermandosi come un riferimento del settore, anche in Italia. L’ufficialità arriva dai dati diffusi da ACEA (per l’Europa) e da UNRAE (per l’Italia). Ecco tutti i dettagli in merito.
Tesla è, da tempo, un punto di riferimento del mercato europeo e i dati sulle immatricolazioni nel corso del primo semestre del 2026 lo confermano. Considerando Ue, Paesi Efta e Regno Unito, l’azienda di Elon Musk ha registrato un totale di 170 mila unità immatricolate con un incremento su base annua pari al 54,6%.
Il dato è molto interessante, anche perché Tesla è cresciuta più dell’intero comparto delle auto elettriche (+35,1% al termine del primo semestre). La Casa americana può oggi contare su un market share superiore al 10%, analizzando il settore delle auto a zero emissioni (2,4% tenendo conto di tutte le alimentazioni).
Per i dettagli completi sull’andamento del mercato potete consultare il nostro approfondimento sulle immatricolazioni in Europa al termine della prima metà del 2026.
I dati confermano anche l’ottimo inizio del 2026 per la divisione italiana di Tesla, che risulta uno dei brand che crescono di più al termine della prima metà dell’anno in corso. Le unità immatricolate nel nostro Paese sono state 7.918 al termine del semestre con un incremento percentuale del 22,42%.
In questo caso, però, il brand non riesce a battere il mercato: le immatricolazioni di vetture a zero emissioni tra gennaio e giugno in Italia, infatti, hanno fatto segnare un eccellente +77,5% rispetto ai dati dello stesso periodo dello scorso anno, mostrando un comparto in ottima salute. La crescita delle EV è legata principalmente ai modelli economici. Tesla è riuscita a battere il mercato auto italiano, includendo tutte le alimentazioni, che è cresciuto del 9,5%.
Anche in Italia, Tesla supera il 10% di market share del settore delle auto elettriche (0,85% considerando tutte le alimentazioni). Il dato è particolarmente rilevante considerando il fatto che l’azienda non propone modelli economici, che stanno trascinando le vendite di diversi brand nel segmento delle vetture a zero emissioni.
I numeri parlano chiaro: la Casa è tornata a crescere e rappresenta oggi una protagonista di grande rilievo per gli automobilisti italiani ed europei alla ricerca di una nuova auto elettrica, in grado di offrire una buona dotazione e un’autonomia elevata.
Il secondo semestre rappresenterà un banco di prova molto importante con l’azienda che dovrà confermare quanto di buono fatto in questi mesi, dovendo però fare i conti con un contesto di mercato non facile e, soprattutto, con una crescente concorrenza da parte dei costruttori cinesi.
Il prossimo appuntamento con i risultati di Tesla è fissato per la prossima settimana, quando inizieranno ad arrivare i dati relativi all’andamento delle immatricolazioni nel corso del mese di luglio, il primo del secondo semestre. Continuate a seguirci per tutti i dettagli in merito.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 13:40:21 +0000La Maserati GT2 Stradale “Tribute to MC12” è un esemplare singolo, commissionato da un collezionista taiwanese innamorato del Made in Italy, che racchiude in sé il ricordo di uno dei momenti più esaltanti nella storia recente del Tridente. Un’auto costruita intorno a una memoria, ma con tutta la tecnologia del presente.
Questo progetto su misura rappresenta un tributo alla leggendaria MC12, l’auto che all’inizio del nuovo millennio ha segnato il ritorno alle competizioni del marchio. Chi segue Maserati da abbastanza tempo sa cosa significa quella sigla: la MC12 fu costruita a partire dal pianale della Ferrari Enzo, omologata per la GT Series e poi resa leggenda da un palmares che includeva tre edizioni della 24 Ore di Spa con il team Vitaphone Racing. È a quel capitolo che guarda la GT2 Stradale Tribute.
La livrea mette insieme la tonalità Digital Mint Matte al Nero Essenza, con finiture in Giallo Avia Pervia che rimandano ai colori del Vitaphone Racing. Il risultato visivo è un riferimento cromatico preciso a quelle vetture da corsa, tradotto in chiave stradale con la cura artigianale che ci si aspetta da un pezzo unico. Per la prima volta su una GT2 Stradale, gli elementi aerodinamici sono realizzati in fibra di carbonio lucida. Una scelta che accentua il carattere tecnico dell’auto e la distingue visivamente da qualsiasi altra GT2 Stradale esistente. Il Tridente anteriore in giallo lucido e i cerchi monodado neri completano un pacchetto che parla da solo, senza bisogno di spiegazioni.
Sotto il cofano ritroviamo il V6 Nettuno da 640 CV, che permette alla vettura di scattare da 0 a 100 km/h in soli 2,8 secondi e di superare i 320 km/h. Nettuno è il propulsore che Maserati ha sviluppato internamente per la MC20, con una soluzione di precamera brevettata che deriva direttamente dalla Formula 1. Il fatto che sia al centro di un tributo alla MC12 offre una coerenza emotiva e tecnica.
L’abitacolo racconta la stessa storia. Abbondanza di Alcantara nera e carbonio, sedili da competizione con il logo ricamato in giallo sui poggiatesta, cinture di sicurezza a quattro punti, cuciture che percorrono volante e plancia, e un badge dedicato “Tribute to MC12” nel tunnel centrale. Ogni elemento è coordinato, niente è lasciato al caso o all’aggiunta successiva: è un abitacolo pensato come un insieme unico fin dall’inizio.
La GT2 Stradale Tribute to MC12 nasce dal programma Maserati Fuoriserie, la divisione di personalizzazione di altissima gamma del brand. Fuoriserie ha radici profonde nella storia di Maserati, quando le carrozzerie italiane interpretavano i telai del Tridente con soluzioni su misura per clienti facoltosi. Oggi quella tradizione è istituzionalizzata, con un team interno che segue la progettazione bespoke dalla prima idea fino alla consegna.
Il fatto che il destinatario sia un collezionista di Taiwan dice qualcosa sull’estensione geografica del brand Maserati oggi, e sulla capacità di Fuoriserie di costruire un rapporto diretto con un pubblico internazionale. Non è un mercato di massa, è ovvio. Ma è un mercato che conta, che genera visibilità e che rafforza il posizionamento di Maserati nel segmento del lusso assoluto, quello dove i numeri di produzione contano molto meno del peso della narrativa. La “Tribute to MC12” è già stata presentata nello storico quartier generale di Modena. Da lì si sposterà verso Taiwan, dove il suo proprietario potrà mettere in garage non solo un’auto straordinaria, ma un pezzo di Maserati che non esiste da nessun’altra parte al mondo.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 09:02:03 +0000Aston Martin celebra il traguardo dei 25 anni della Vanquish con una serie limitata firmata Q. Il reparto di personalizzazione interno, guarda alla storia delle tre generazioni di una delle berlinette GT più identitarie del panorama britannico. Un modello celebrativo a tiratura limitatissima con dettagli dedicati.
La Vanquish 25 nasce per celebrare i 25 anni dal debutto del modello originale, presentato a Ginevra nel 2001 come successore della Virage. In quell’occasione a rubare la scena fu un’auto color argento ed è esattamente da lì che parte il lavoro di Q per questa edizione speciale. La tinta esclusiva Q Skye Silver è un riferimento diretto alla show car che catturò l’attenzione a Ginevra, un quarto di secolo fa.
In venticinque anni la Vanquish è sopravvissuta a tutto: crisi aziendali, cambi di proprietà , rivoluzioni tecnologiche, l’avanzata dell’ibrido e la pressione del full electric. È arrivata alla terza generazione, quella attuale messa in produzione nel 2024, mantenendo intatta la sua identità : motore anteriore, trazione posteriore, V12, berlinetta GT di altissimo livello con la pretesa di essere al tempo stesso un’auto da guidare davvero e un oggetto da guardare. Vittorio Gabba, responsabile di Q by Aston Martin, ha definito questa edizione un pacchetto curato di elementi esterni e interni che celebrano in modo sottile un anniversario importante nella storia del marchio. Il debutto mondiale è fissato alla Monterey Car Week in California, dal 10 al 16 agosto. Le prime consegne ai clienti sono previste a partire dal quarto trimestre del 2026.
La produzione sarà limitata ad appena 50 esemplari, suddivisi equamente tra venticinque Coupé e altrettante Volante. Entrambe le carrozzerie saranno disponibili nelle configurazioni 2+0 o 2+2, a seconda delle esigenze di chi acquista. L’esterno è un esercizio di raffinatezza misurata. Oltre alla tinta Q Skye Silver, i dettagli includono inserti in foglio metallico lungo i sottoporta e sulle prese d’aria, listelli laterali in acciaio inox, terminali di scarico dedicati, cerchi forgiati da 21 pollici con il motivo a V in finitura a contrasto e badge identificativi dell’anniversario. I prezzi per le due varianti non sono ancora stati comunicati ufficialmente, ma considerando che il modello standard parte da circa 405.000 euro, la serie limitata si posizionerà inevitabilmente su una fascia ancora più esclusiva.
L’abitacolo della Vanquish 25 introduce rivestimenti e finiture creati appositamente per questa edizione celebrativa. Q by Aston Martin ha lavorato su ogni superficie dell’interno per creare una coerenza tra il tributo visivo all’esterno e l’esperienza a bordo, con materiali e combinazioni cromatiche che non si trovano su nessun altro esemplare di Vanquish in circolazione.
Sotto al cofano, nel frattempo, si conferma il propulsore V12 biturbo da 5,2 litri con 835 CV di potenza massima, abbinato a un cambio automatico a otto rapporti, con uno scatto 0-100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima di 344 km/h. In un’epoca in cui i V12 si contano sulle dita di pochi marchi rimasti fedeli a questa architettura, il fatto che Aston Martin non solo lo mantenga ma lo celebri con una serie speciale dice qualcosa sul posizionamento che il brand vuole tenere ancora per qualche anno, almeno fino a quando motore potrà continuare a essere omologato.
Cinquanta auto, due carrozzerie, un nome che sa di storia. La Vanquish 25 è esattamente il tipo di oggetto che non ha bisogno di essere spiegato a chi capisce di cosa si tratta.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 08:37:25 +0000Il Gran Premio d’Ungheria 2026 segna l’ingresso in scena della nuova Mercedes-AMG GT 63 Pro 4Matic+ nel ruolo di vettura di sicurezza ufficiale della Formula 1, e lo fa con alcune novità che vanno oltre il semplice cambio di modello. Questa Safety Car introduce soluzioni tecniche inedite per il suo ruolo tra cui, per la prima volta in trent’anni di collaborazione tra Mercedes e FIA, la trazione integrale.
La AMG GT Black Series lascia il campo dopo 51 Gran Premi e quattro stagioni di servizio. Chi la sostituisce non è una versione de-tuned destinata a girare piano: è la variante più performante dell’attuale gamma AMG GT, con alcune modifiche significative sia sul fronte della sicurezza che su quello dell’aerodinamica.
Sotto il cofano rimane il V8 biturbo da 4,0 litri capace di sviluppare 612 CV e 850 Nm di coppia, abbinato al cambio automatico AMG Speedshift MCT a nove rapporti. Fin qui, la continuità con le Safety Car precedenti. La novità meccanica sta nel sistema di trazione integrale variabile 4Matic+: si tratta di una novità assoluta. Le precedenti Mercedes erano tutte a trazione posteriore, così come l’Aston Martin Vantage utilizzata negli ultimi anni. Bernd Mayländer, pilota ufficiale del ruolo da decenni, dispone di un’auto che risponde in modo più equilibrato ai limiti dell’aderenza. Nell’abitacolo troverà sedili racing Recaro con cinture a sei punti, roll-bar FIA, sistemi radio dedicati e un display per monitorare in tempo reale le informazioni dalla direzione gara.
La GT 63 Pro da strada è già un’auto sviluppata per la performance, ma la versione Safety Car riceve un trattamento aggiuntivo. Tra le modifiche figurano uno splitter anteriore più pronunciato, nuove alette aerodinamiche un fondo rivisto per migliorare i flussi d’aria e l’alettone posteriore attivo. Quest’ultimo è il componente che porta con sé la novità più visibile: integra direttamente al suo interno i nuovi sistemi di segnalazione luminosa, eliminando la barra luminosa tradizionale dal tetto. Il risultato è un’auto che guadagna in pulizia aerodinamica e in presenza visiva, senza rinunciare alla leggibilità dei segnali per i piloti.
Per celebrare il trentesimo anniversario della collaborazione con la Formula 1, la vettura sfoggia una livrea speciale con vernice nera lucida, dettagli rossi, loghi degli sponsor e specifici emblemi celebrativi su cofano, tetto e ala posteriore. L’estetica è quella di un’auto nata per essere vista in testa al gruppo.
Il cambiamento più immediato per chi guarda la Safety Car muoversi in pista è quello che riguarda la segnalazione. Mercedes ha eliminato il classico lampeggiante montato sul tetto, sostituendolo con una soluzione completamente integrata nell’aerodinamica della vettura. I LED sono stati inseriti direttamente nell’ala posteriore attiva e nel relativo flap, insieme alle telecamere utilizzate durante le procedure di Safety Car. Sul frontale trovano invece posto nuovi lampeggianti integrati nel paraurti e all’interno dei gruppi ottici anteriori e posteriori.
Come da regolamento FIA, le luci arancioni indicano ai piloti il divieto assoluto di sorpasso, mentre quelle verdi autorizzano il superamento della Safety Car quando la direzione gara comunica il termine della neutralizzazione. Il sistema è diverso nella forma, ma identico nella funzione: la leggibilità per i piloti rimane garantita, e il design integrato riduce il peso aggiuntivo e la resistenza aerodinamica che la tradizionale barra sul tetto comportava.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 08:10:08 +0000Mentre milioni di italiani preparano le valigie per l’esodo di agosto, i prezzi alla pompa stanno salendo a un ritmo che non si vedeva da diversi mesi e la causa è sempre da ritrovare nello Stretto di Hormuz, ritornato al centro del dibattito nelle ultime settimane con il nuovo blocco seguito all’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti. Chi guiderà per le strade italiane nei prossimi week-end pagherà il conto, in modo diretto e immediato, di una crisi geopolitica a diecimila chilometri di distanza.
Dal 4 luglio, giorno in cui è ripartito il prezzo di mercato dopo la scadenza dello sconto sulle accise, il prezzo della benzina è aumentato di 13,5 centesimi al litro, pari a un rialzo del 7,5%. Il gasolio ha fatto ancora peggio, con una crescita di circa 23 centesimi al litro, un incremento del 12,5%. Ora con i rialzi record degli ultimi giorni la benzina ha segnato un valore record per il 2026 di 1,97 euro/litro, mentre il gasolio ha raggiunto quota 2,16 euro/litro
Nelle tasche degli italiani si traduce come un rifornimento da 50 litri al costo di 7 euro in più sulla benzina e 11 euro in più sul gasolio rispetto a inizio luglio. Non sono variazioni di poco conto, soprattutto in una stagione in cui chi parte in auto o in camper si ritrova a fare più rifornimenti del solito.
L’accelerazione si è concentrata dopo l’interruzione della tregua tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz: in appena una decina di giorni i prezzi sono saliti in media di circa 12 centesimi al litro. Lo Stretto di Hormuz è il passaggio attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale: quando si chiude il mercato reagisce in modo quasi istantaneo, e il riflesso alla pompa arriva nel giro di pochi giorni.
La stima elaborata dall’Ufficio Economico di Confesercenti mette in fila i numeri dell’impatto complessivo. Se i prezzi dovessero mantenersi sugli attuali livelli, l’impatto tra luglio e agosto raggiungerebbe i 700 milioni di euro di maggiore spesa per famiglie e piccole imprese che si riforniscono sulla rete ordinaria. Solo nella decina di giorni successiva al blocco di Hormuz, l’aggravio è già stimabile in circa 140 milioni di euro.
Il calendario degli spostamenti amplifica il problema. Viabilità Italia segnala il bollino rosso per il pomeriggio di giovedì 30 e per tutta la giornata di venerdì 31 luglio, e il bollino nero per le mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto, i picchi di traffico dell’estate, con milioni di veicoli in movimento sulle autostrade italiane. L’auto resta il mezzo preferito per le vacanze di prossimità , e il costo del carburante incide direttamente sul budget disponibile per la vacanza stessa.
Il presidente di Confesercenti Nico Gronchi ha chiesto al governo un intervento calibrato sulla durata dell’esodo estivo, che riduca parzialmente il trasferimento del rialzo delle quotazioni sulle famiglie, e ha sottolineato come gli interventi emergenziali non bastino da soli: servirebbe, secondo l’associazione, una strategia strutturale per ridurre la vulnerabilità del Paese agli shock energetici. Parole che si sentono a ogni crisi e che, a ogni crisi, tornano a essere attuali.
Nel frattempo, per chi parte in auto nelle prossime settimane, il consiglio pratico resta sempre lo stesso: evitare le autostrade nelle giornate di bollino nero, scegliere i distributori fuori dalle aree di servizio autostradali dove i prezzi sono mediamente più alti, e se possibile fare il pieno prima di partire, in attesa di capire in che direzione si muoveranno le quotazioni del greggio nelle prossime settimane.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:30:30 +0000In Italia, il giorno 25 luglio 2026, è stato annunciato 1 sciopero che interesserà il settore dei trasporti pubblici locali. Di seguito, riportiamo tutti i dettagli aggiornati sugli scioperi previsti, con le informazioni relative alle aree coinvolte, le aziende interessate, le modalità e i sindacati promotori.
Per la giornata di sabato 25 luglio 2026, nella regione Sardegna è indetto uno sciopero territoriale che coinvolge tutte le province (Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano). L’astensione riguarda il personale della Società ARST, con una durata di 8 ore secondo varie modalità indicate dalle strutture sindacali. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato OSR UGL Autoferrotranvieri e interessa il servizio di trasporto pubblico locale nelle aree menzionate.
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 06:00:00 +0000Si è cacciato nei guai da solo, tamponando l’ultima auto che avrebbe voluto trovarsi nei paraggi. Erano da poco passate le 12.30 e la pattuglia stava percorrendo la Grand-Rue Villenouvelle, una strada della città francese situata una cinquantina di chilometri a nord di Tolosa. A un certo punto gli agenti hanno sentito il colpo provenire dalla parte posteriore della loro vettura e, scesi dal mezzo, si sono ritrovati davanti l’uomo che di lì a poco avrebbero dovuto accompagnare negli uffici del comando.
Dall’accaduto, stando alle informazioni diffuse dalla stampa locale, nessuno sarebbe uscito con ferite gravi. L’episodio avrebbe quindi potuto risolversi con la comunicazione dei dati e gli accertamenti normalmente effettuati dopo un incidente, ma il comportamento del 53enne ha subito attirato l’attenzione dei poliziotti, che hanno deciso di approfondire la situazione, ignari di quello che avrebbero scoperto di lì a pochi minuti.
Mentre si trovava al volante l’uomo teneva il cellulare in mano, distogliendo probabilmente lo sguardo dalla strada nei momenti precedenti all’impatto. E i guai per lui erano appena cominciati: l’alcoltest ha rilevato 0,54 milligrammi di alcol in ogni litro di aria espirata, ben al di sopra della soglia massima tollerata, pari a 0,40 mg/l.
A quel punto il conducente è stato portato al comando e sottoposto a fermo. Il telefono utilizzato al volante era ormai soltanto una delle violazioni emerse nel giro di pochi istanti: anche le targhe installate sulla sua automobile hanno creato qualche problema. Gli agenti le hanno giudicate irregolari rispetto alle prescrizioni in vigore in Francia, dove una targa assente oppure priva dei requisiti richiesti espone a una sanzione che può raggiungere 750 euro. Nei casi previsti, il veicolo rischia inoltre di rimanere immobilizzato.
Il cinquantatreenne avrebbe ammesso le proprie responsabilità già durante l’interrogatorio e ad agosto dovrà presentarsi di nuovo davanti alle autorità , che affronteranno il caso attraverso la composizione penale. La procedura gli consentirà di accettare le sanzioni proposte dalla procura e chiudere la vicenda senza arrivare in tribunale: solo allora sapremo quanto gli sarà costato quel breve tratto percorso sulla Grand-Rue Villenouvelle.
Di solito gli agenti scoprono simili comportamenti fermando un’auto oppure dopo aver notato una manovra sospetta. Stavolta è successo il contrario, dato che il responsabile è arrivato direttamente contro la parte posteriore della pattuglia e ha praticamente dato inizio da solo al proprio controllo.
Guardare il cellulare gli ha impedito di accorgersi in tempo della macchina davanti, e l’alcol rilevato nel suo organismo rendeva la guida ancora meno sicura. Per fortuna l’urto ha provocato soltanto danni contenuti e nessuno sembra essersi fatto seriamente male, ma pochi metri o un momento diverso sarebbero bastati a coinvolgere una persona a piedi oppure in bicicletta.
Le fonti francesi non indicano i modelli coinvolti e non risultano disponibili immagini utili a identificarli. Rimane però una dinamica difficile da dimenticare: il cinquantatreenne si è messo al volante e, utilizzando il telefono durante la marcia, ha finito il suo tragitto contro l’auto di chi avrebbe accertato entrambe le violazioni.
Data articolo: Sat, 25 Jul 2026 05:30:50 +0000