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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi 16 aprile 2026, diverse autostrade italiane registrano chiusure e limitazioni dovute principalmente a lavori in corso. Importanti disagi si segnalano alla Tangenziale di Napoli, con tratti chiusi e aree di servizio non operative fino alle prime ore del mattino, nonché sulla Complanare di Bologna, dove sono stati chiusi tratti e ingressi per manutenzioni. Inoltre, sull’autostrada Bologna-Taranto un ristorante in un’area di servizio rimane chiuso. Nel dettaglio, si evidenziano chiusure tra Fine Tangenziale Napoli e Capodimonte, e chiusure di tratti tra Capodichino e l’inizio della Tangenziale Napoli dovute ai lavori programmati.

A1 Milano-Napoli



00:01 – MILANO-NAPOLI
Tratto Chiuso tra Capodichino e Inizio Tangenziale Napoli fino alle 06:00 del 16/4/2026 per lavori
Direzione Tangenziale
Entrata consigliata verso Tangenziale: Capodimonte su Tangenziale Napoli. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Milano-Napoli: Capodichino.

A14 Bologna-Taranto



00:01 – BOLOGNA-TARANTO
Ristorante Chiuso nell’area di servizio Le Saline Ovest
Direzione Taranto

A56 Tangenziale di Napoli



00:05 – TANGENZIALE DI NAPOLI
Le aree di servizio sono chiuse tra Fine Tangenziale Napoli e Arenella fino alle 06:00 del 16/4/2026 per lavori
Direzione Pozzuoli
La chiusura riguarda i chilometri dal 16.0 al 20.2 per una lunghezza di 4.2 km.



00:04 – TANGENZIALE DI NAPOLI
Tratto Chiuso tra Fine Tangenziale Napoli e Capodimonte fino alle 06:00 del 16/4/2026 per lavori
Direzione Pozzuoli
Entrata consigliata verso Pozzuoli: Capodimonte. Uscita consigliata provenendo da Allacc. Diramazione Capodichino: Fine Tangenziale Napoli.
La chiusura riguarda i chilometri dal 16.1 al 20.2 per una lunghezza di 4.1 km.

T06 Complanare di Bologna



00:00 – COMPLANARE DI BOLOGNA
Tratto Chiuso tra Svincolo 8bis Viale Europa – Caab e Svincolo 7bis SS 64 Ferrara fino alle 05:00 del 16/4/2026 per lavori
Direzione Autostrada Milano-Napoli
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Svincolo 7 Bologna Centro. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Bologna-Taranto: Svincolo 8bis Viale Europa – Caab.
La chiusura riguarda i chilometri dal 15.1 al 16.5 per una lunghezza di 1.4 km.



00:00 – COMPLANARE DI BOLOGNA
Svincolo 8 Via Michelino in entrata è chiuso al traffico fino alle 05:00 del 16/4/2026 verso Autostrada Milano-Napoli per lavori
Direzione Autostrada Milano-Napoli
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Svincolo 7bis SS 64 Ferrara.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 22:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Ilenia Pastorelli, il volto nuovo di un SUV accessibile a tutti

Individuare il volto giusto per raccontare un prodotto serve a creare un legame immediato, ed è esattamente quanto accade con la nuova auto promossa da Ilenia Pastorelli. Associare un personaggio amato a un prezzo aggressivo suscita subito un pensiero: sei davanti a un affare e ti conviene correre in concessionaria. Se hai in mente un SUV moderno, ma non intendi spendere troppo potresti essere nel posto giusto.

Un prezzo d’attacco irresistibile

Fin dalla partecipazione al Grande Fratello, quand’era ancora una sconosciuta, l’attrice si è saputa far apprezzare per la spontaneità e il carisma verace, un’indole mai smarrita durante la prolifica carriera di attrice. Ecco perché i responsabili marketing della Evo 5 hanno pensato di scritturarla nello spot TV del Sport Utility compatto ed economico, lanciato sul mercato italiano sotto l’egida del brand “low-price” del gruppo molisano DR Automobiles.

La strategia di comunicazione che vede protagonista la Pastorelli mette l’accento proprio sul “prezzo d’attacco”, pur dando sfoggio di stile. In termini tecnici, la Evo 5 nasce sulla solida base del modello cinese Beijing X3, tuttavia non si limita a essere una semplice copia. Il reparto di design interviene sulle finiture interne e sui loghi, avvicinando la vettura ai gusti del Vecchio Continente, pur senza partire da zero: appoggiarsi su un modello preesistente consente di abbattere i costi di progettazione e tenere il prezzo di listino sotto i 16.000 euro.

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Nonostante il posizionamento economico, la Evo 5 offre tutto il necessario nel quotidiano. Con una lunghezza di circa 4,3 metri e una posizione di guida rialzata, tipica dei SUV urbani, monta sotto il cofano un motore 1.5 turbo benzina da 127 CV, disponibile pure in versione GPL, una scelta intelligente per abbattere drasticamente i costi di gestione e i consumi. Dallo schermo touch al cruise control, l’allestimento mette sul tavolo dotazioni interessanti. Il pacchetto comprende anche il climatizzatore, la retrocamera abbinata ai sensori e sedili con dettagli in eco-pelle, confermando l’idea di una vettura che brilla soprattutto per rapporto tra contenuti e spese d’esercizio nel confronto diretto con modelli come la Dacia Duster o la MG ZS.

Stasera tutto è possibile: un finale da fuochi d’artificio

Ma la carriera di Ilenia Pastorelli non corre solo sulle auto. Mercoledì 15 aprile, in prima serata su Rai 2, l’attrice de Lo chiamavano Jeeg Robot dà spettacolo tra i protagonisti del finale di stagione di Stasera tutto è possibile. Il comedy show condotto da Stefano De Martino chiude un’annata da record all’Auditorium Rai di Napoli con una puntata a tema “Mai dire mai”, ricca al solito di tanti ospiti famosi, pronti a non prendersi troppo sul serio nelle prove architettate dagli autori.

Ilenia Pastorelli si unisce a un cast composto da Angelo Pintus, Rocío Muñoz Morales ed Ema Stokholma, oltre ai pilastri del programma, da Francesco Paolantoni a Herbert Ballerina. Nello show conclusivo della stagione, l’attrice sarà alle prese con l’iconica Stanza Inclinata e giochi cult come “Segui il labiale”, a conferma di quella verve ironica che l’ha resa la testimonial ideale per un marchio in cui la semplicità e la simpatia contano.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 19:54:32 +0000
News n. 3
Investita da un monopattino elettrico: maxi risarcimento di 30.000 euro

La convivenza tra pedoni e nuovi mezzi di micromobilità elettrica, a cominciare dai monopattini, nelle nostre città si sta rivelando una sfida sempre più complessa, spesso destinata a risolversi nelle aule di tribunale. Un recente caso giudiziario ha riacceso i riflettori sulla responsabilità civile di chi guida questi mezzi: una donna, investita a Modena nel 2020, riceverà un maxi risarcimento di 30.000 euro per le lesioni subite.

Questa sentenza non rappresenta solo la fine di una lunga battaglia legale, ma un monito per migliaia di utenti che ogni giorno sfrecciano nelle zone urbane, spesso sottovalutando la potenziale gravità di un impatto che, in pochi istanti, può cambiare la vita di un passante e prosciugare i risparmi del conducente.

Cosa è successo

Tutto accade intorno alle ore 13:00 di una giornata di settembre del 2020. Ci troviamo in via Zucconi, a pochi passi dall’anima storica di Modena, in un tratto stradale regolato da apposita segnaletica che consente la circolazione promiscua di pedoni, biciclette e monopattini.

La dinamica è quella di un attimo fatale: un giovane alla guida del suo monopattino elettrico urta violentemente una donna. L’impatto è improvviso, la signora rovina a terra con conseguenti forti dolori.

I soccorritori giunti sul posto e i medici dell’ospedale locale diagnosticano una frattura del polso destro, oltre a diverse lesioni che la perizia medica definirà anche in seconda battuta. Quella che sembrava una banale caduta si trasforma in un calvario clinico e, successivamente, giudiziario. Durante il processo, il giovane conducente ha tentato di difendere la propria posizione accusando la donna di aver occupato indebitamente la corsia. Sosteneva, infatti, che la vittima stesse transitando lungo la pista ciclabile riservata esclusivamente a mezzi elettrici e bici.

Il giovane è responsabile

Tuttavia, dopo oltre cinque anni di analisi e dibattimenti, il Tribunale civile di Modena ha smontato questa tesi. I giudici hanno chiarito che, sebbene si trattasse di una ciclabile, la segnaletica permetteva comunque il passaggio dei pedoni. Di conseguenza, il giovane è stato ritenuto l’unico responsabile dell’accaduto e condannato a versare la somma di 30mila euro alla signora, a copertura dei danni fisici e morali patiti.

La nuova era dei monopattini: regole e doveri

Questo episodio sottolinea l’urgenza di un quadro normativo più rigido, che è stato recentemente recepito nelle nuove modifiche al Codice della Strada. Per evitare che incidenti come quello di Modena gravino interamente sul patrimonio personale del conducente e per aumentare la sicurezza generale, il legislatore ha introdotto novità sostanziali:

  • assicurazione obbligatoria:  dal 16 maggio ogni monopattino elettrico dovrà essere coperto da una polizza di responsabilità civile (RC) verso terzi, esattamente come accade per le auto e le moto;
  • targa (o “targhino“): sempre dal 16 maggio diventerà obbligatorio esporre un contrassegno identificativo plastificato e non rimovibile, per permettere l’identificazione immediata del mezzo in caso di infrazione o incidente;
  • casco per tutti: non c’è più distinzione di età; l’obbligo del casco è stato esteso a tutti i conducenti, indipendentemente dal fatto che siano maggiorenni o minorenni.
  • limiti di circolazione: è vietata la circolazione sui marciapiedi e contromano. Inoltre, i mezzi non possono circolare fuori dai centri urbani, a meno che non si trovino su piste ciclabili protette.

Queste norme mirano a trasformare il monopattino da “giocattolo tecnologico” a veicolo a tutti gli effetti, consapevole che la velocità e la massa di questi mezzi possono causare danni rilevanti, come dimostrato dalla sentenza di Modena che ha imposto un risarcimento pari al valore di una berlina di medie dimensioni.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 13:03:00 +0000
News n. 4
Fiat Fastback, foto spia: avvistamento su strada dell’inedito SUV per famiglie

Fiat si prepara a entrare in una nuova dimensione con un modello che promette di scardinare gli equilibri di un segmento finora mai esplorato dal marchio torinese in Europa: quello dei SUV per famiglie, dalle dimensioni generose e dal design audace.

Il debutto della nuova Fiat Fastback è atteso entro la fine dell’anno e rappresenta una mossa strategica fondamentale per competere in un mercato dove i C-SUV sono ormai i protagonisti assoluti. Fino a oggi, questo territorio è stato dominato dai concorrenti, ma ora brand di Stellantis punta a rispondere con una vettura che unisce spazio, versatilità e uno stile in linea con i gusti contemporanei.

Avvistamenti su strada

A darci un’anteprima concreta di quello che ci aspetta sono state le recenti foto spia catturate dal noto fotografo Walter Vayr, alias Gabetz Spy Unit. Avvistata sulle strade di Torino, la vettura mostrava un leggero camuffamento che ha permesso, per la prima volta, di scorgere le sue forme definitive. La prima impressione percepita è quella di un veicolo dalla personalità forte, in linea con il nuovo corso stilistico inaugurato con la recente Grande Panda.

Dunque, dal punto di vista del design, la nuova Fastback sembra attingere a piene mani dal linguaggio estetico delle B-SUV che scalano le classifiche europee. All’anteriore si notano linee nette e i fari a pixel, che donano un tocco moderno alla calandra robusta. Tuttavia, è nel profilo e nel posteriore che la vettura svela la sua anima originale. Precisamente in queste sezioni scorgiamo un taglio da SUV coupé, con un assetto più alto nella parte posteriore e una linea del tetto discendente, quasi sportiva.

Sotto ci sarà la Smart Car

Sotto all’abito, per adesso apprezzato soltanto con ampie camuffature, la Fastback poggerà sulla piattaforma Smart Car, la stessa architettura flessibile utilizzata usata proprio la Grande Panda. Per quanto riguarda le dotazioni, Fiat punta su una ricetta che mette al centro il rapporto qualità-prezzo, cercando di intercettare quegli utenti che necessitano di una vettura spaziosa ma con un occhio di riguardo ai costi di listino.

Le possibili motorizzazioni

Le motorizzazioni saranno sicuramente ampie, in linea con quell’approccio multi-energia che sta premiando il marchio torinese. Dunque, ci sarà sicuramente una versione elettrica, che dovrebbe ospitare una batteria più capiente dei 44 kWh standard, cercando di raggiungere a un’autonomia di circa 400 km (WLTP). La potenza si aggirerebbe sui 100 CV, con un sistema di ricarica rapida in corrente continua da 100 kW capace di portare l’energia dal 20 all’80% in soli 30 minuti.

Poi, spazio a una variante ibrida, equipaggiata con il sistema mild hybrid basato sul tre cilindri turbo. Saranno disponibili potenze da 110 CV o 145 CV, abbinate a un cambio automatico a sei rapporti che integra un piccolo motore elettrico da 28 CV. Questo schema permetterebbe manovre e brevi spostamenti cittadini in modalità 100% elettrica fino a 30 km/h.

Infine, non dovrebbe mancare neppure una classica soluzione a benzina, con un’unità turbo con cambio manuale a sei rapporti, ideale per mantenere basso il prezzo d’attacco. Un po’ come accaduto di recente con la 600.

Ipotesi prezzo

Lasciamo per ultimo il capitolo prezzi, ancora difficile da identificare con certezza. È ipotizzabile, però, che con la Fastback, Fiat cerchi di andare apertamente allo scontro con Dacia, che presidia questo segmento con auto di successo come Duster e Bigster.

Di conseguenza, è lecito attendersi un listino estremamente competitivo, capace di rendere il SUV-Coupé una delle opzioni più accessibili e interessanti per le famiglie europee alla ricerca di spazio e stile senza compromessi.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 12:09:59 +0000
News n. 5
Ugelli tergicristallo otturati, come pulirli e risolvere il problema

Tutte le componenti dell’auto, anche quelle più piccole, vanno tenute in ottimo stato e controllate regolarmente per un perfetto funzionamento. Quelle più piccole e utilizzate meno di frequente non fanno eccezione: il rischio, in caso vengano trascurate, è che al momento del bisogno possano non svolgere al meglio il loro compito, come può succedere per gli ugelli lavavetri dei tergicristalli.

L’otturazione può essere dovuta a diverse cause, come calcare o sporco, oppure possono essere presenti dei problemi tecnici che ne causano il malfunzionamento. Questo può penalizzare la visibilità di chi è alla guida, riducendo così la sicurezza al volante. Cosa fare in caso si verifichi questo fastidioso problema? Esistono dei piccoli trucchi per pulire gli ugelli, mantenerli in ordine e assicurare che siano pronti all’uso al momento del bisogno.

Dove si trovano gli ugelli e a cosa servono

Gli ugelli lavavetri dei tergicristalli sono dei piccoli dispositivi, in plastica o in metallo, che si trovano solitamente sul cofano dell’auto, oppure nascosti sotto il bordo posteriore della carrozzeria, posizionati alla base del parabrezza. Il loro compito è spruzzare del liquido detergente per aiutare il tergicristallo a rimuovere lo sporco dal parabrezza, migliorando così la pulizia del vetro e quindi la visibilità del guidatore. L’ugello è presente anche nel lunotto posteriore della vettura ed è posizionato vicino al tergicristallo.

Nelle auto più moderne, gli ugelli non sono più presenti sulla carrozzeria ma sono integrati direttamente nel braccio del tergicristallo, offrendo così una distribuzione del liquido più precisa e uniforme e la copertura dell’intera superficie del parabrezza.

La perfetta manutenzione degli ugelli contribuisce al buon funzionamento di tutto il sistema per la pulizia accurata del parabrezza, con la rimozione delle gocce di pioggia, dei fiocchi di neve e dello sporco. Il sistema è composto, oltre che dagli ugelli, dal tergicristallo con spazzola (da sostituire periodicamente), dal motore di azionamento del tergicristallo e dalla pompa lavavetri.

I diversi tipi di ugelli

Esistono diversi tipi di ugelli, che si sono evoluti nel tempo così come i tergicristalli, con differenti forme e caratteristiche, utili da conoscere anche in vista di una loro eventuale sostituzione.

I modelli più diffusi e tradizionali sono quelli a palla (o a sfera), dalla forma tondeggiante, molto robusti, con un getto concentrato che fuoriesce da un foro singolo.

Quelli più moderni, montati sui modelli recenti, sono gli ugelli a ventaglio, che distribuiscono il liquido con un getto più ampio e piatto, a ventaglio appunto, che permette di coprire una superficie maggiore.

Un’altra tipologia di ugelli, sempre presenti sulle auto più moderne, sono quelli a spray, che utilizzano un microgetto nebulizzato e assicurano una distribuzione ottimale del liquido lavavetri su tutta la superficie. Questa tipologia offre anche un risparmio notevole di liquido, grazie alla nebulizzazione del prodotto.

I modelli ancora più evoluti, come visto, vedono gli ugelli montati direttamente nei bracci dei tergicristalli: più comodi e più protetti dallo sporco ma, in caso di malfunzionamento, potrebbero comportare una spesa maggiore per la sostituzione di parti specifiche.

Perché si otturano: le cause più comuni

Ma a cosa può essere dovuta l’otturazione degli ugelli? Le cause possono essere molteplici e un controllo regolare potrebbe scongiurare eventuali problemi e malfunzionamenti. Vediamo i motivi principali che possono comprometterne le prestazioni:

  • il calcare, tra le cause principali: può ridurre anche il lavoro della pompa di erogazione del liquido;
  • lo sporco derivante da polvere, sabbia o terra che si può accumulare se non si pulisce l’auto per diverso tempo;
  • il ghiaccio, nel periodo invernale.

In maniera meno frequente, ma comunque da considerare, l’otturazione può anche derivare dalla presenza di qualche residuo causato dallo scioglimento incompleto delle pastiglie del detergente lavavetri. Per evitare questa possibilità è consigliabile utilizzare un prodotto liquido.

Tuttavia, il malfunzionamento degli ugelli può essere dovuto ad altre cause che potrebbero non comprendere l’otturazione. Prima di passare quindi ai metodi per la disostruzione, meglio procedere con alcuni controlli, verificando che il serbatoio del liquido lavavetri sia effettivamente pieno, che il liquido non sia bloccato, che la pompa lavavetri funzioni normalmente e che non si sia bruciato il fusibile che, in alcune delle auto più moderne, gestisce sia la pompa lavavetri che i tergicristalli.

Come pulire gli ugelli otturati

Dopo il controllo delle varie componenti interessate e dopo aver constatato che gli ugelli risultato effettivamente otturati, procediamo con i diversi metodi per pulirli e risolvere il problema.

Se possibile, per effettuare una pulizia ottimale, l’ideale sarebbe smontarli ma, in caso contrario, si può procedere anche con gli ugelli montati, dotandosi di un recipiente con dell’acqua, alcool etilico, batuffoli di ovatta, un ago, una pinza e un compressore ad aria. Come procedere:

  • pulizia esterna dell’ugello, tamponandolo con un batuffolo di cotone, imbevuto d’alcool, per rimuovere lo sporco esterno;
  • si introduce lo spillo nel foro per liberarlo delle incrostazioni causate da sporco e calcare, procedendo con delicatezza ma decisione. Per evitare di farsi male, ci si può aiutare con una pinza per tenere lo spillo. Se invece abbiamo a disposizione dell’aria compressa, si può utilizzare comodamente soffiandola all’interno dell’ugello, facendo sempre attenzione;
  • pulizia del tubicino collegato agli ugelli, quello che trasporta il liquido lavavetri. Anche per questa operazione si può utilizzare l’aria compressa, soffiandola all’interno.
  • completata l’operazione di pulizia, bisogna rimontare gli ugelli (se smontati) e procedere con il riempimento del serbatoio con il liquido tergicristalli. Raccomandiamo di usare acqua demineralizzata, per evitare che si riformi il calcare all’interno dell’ugello, e mescolarla con una piccola quantità di detergente lavavetri.

Consigli utili per la manutenzione

Oltre ai normali controlli sui tergicristalli, con il cambio della gomma (o lama) se invecchiata e indurita, è utile avere degli accorgimenti anche per la salvaguardia degli ugelli tergicristalli così da prevenire il loro otturamento.

Ecco alcuni consigli utili per evitare che si verifichi questo fastidioso problema:

  • non improvvisare miscele di prodotti con l’utilizzo di normale acqua del rubinetto e detergenti non specifici per il parabrezza;
  • mantenere l’auto in una buona condizione di pulizia generale, evitando che si accumulino sporco, terra e polvere sul cofano per lungo tempo;
  • effettuare dei controlli regolari, specialmente in vista della stagione invernale, quando l’uso del tergicristallo è maggiore;
  • in inverno, aggiungere al liquido lavavetri anche un prodotto antigelo che eviterà il congelamento dell’acqua negli ugelli o nel tubicino;
  • controllare il funzionamento degli ugelli prima e dopo viaggi molto lunghi su strade sterrate.

Infine, per un funzionamento ottimale, per alcuni modelli è possibile anche regolare gli ugelli secondo le proprie necessità. Fare una prova prima della partenza per trovare la posizione più adatta permetterà di guidare con un maggiore comfort e una perfetta visibilità della strada.

Per una soluzione più innovativa, che protegga il parabrezza nel tempo, si può anche valutare un trattamento nanotecnologico in grado di rende il vetro idrorepellente e resistente allo sporco. Per l’applicazione, ci si può rivolgere a un centro specializzato oppure esistono in commercio anche dei kit fai da te per svolgere il trattamento in autonomia.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 12:00:00 +0000
News n. 6
Caro carburante, il blocco di Hormuz minaccia i traghetti: scatta l’allarme per l’estate

Il caro carburante sta tormentando gli automobilisti italiani e di mezzo mondo. Sembra non esserci una soluzione immediata alla crisi, e forse il peggio deve ancora arrivare in un altro settore, quello dei trasporti marittimi.

La chiusura dello Stretto di Hormuz ha innescato una reazione a catena che, partita dal settore aereo, sta ora lambendo con forza i porti della nostra penisola, tanto da mettere a dura prova la tenuta dei collegamenti con le isole e le rotte commerciali.

Il timore delle associazioni di categoria

Il quadro preoccupa le associazioni di categoria. Perché da un lato le scorte per gli aerei di linea sono andate esaurite lo scorso 9 aprile, con tutte le incognite derivanti, e dall’altro il costo del carburante navale ha raggiunto cifre che non si registravano da anni. Il grido d’allarme arriva congiuntamente da Assarmatori e Confitarma, le sigle rappresentanti l’ossatura della flotta operativa in Italia.

“L’aumento del costo dei carburanti causato dalla grave crisi in atto in Medio Oriente sta impattando, oltre sul trasporto aereo, anche sui servizi marittimi per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minoriâ€

Gli armatori temono che il sistema non riesca più a reggere l’urto dei costi operativi senza interventi esterni urgenti. Se finora le compagnie hanno garantito il servizio, il futuro prossimo appare incerto. Il rischio non si ferma a un eventuale aumento dei prezzi dei biglietti, ma induce persino a immaginare una riduzione delle navi in mare.

In una nota diffusa nelle scorse ore, l’associazione sottolinea come, senza correttivi:

“Il rischio, quantomai concreto, è quello di una compromissione stessa di questi servizi, fino a una possibile riduzione dell’offerta o, nei casi più critici, al venire meno dei collegamenti marittimi essenziali per la continuità territorialeâ€

Nello scenario più pessimista, le tratte a lungo raggio verso la Sicilia e la Sardegna sono quelle maggiormente esposte a possibili interruzioni, mentre per i collegamenti a corto raggio la scure potrebbe abbattersi sulla frequenza delle corse giornaliere in programma.

L’appello al Governo

Il settore chiede oggi lo stesso trattamento riservato ad altre modalità di trasporto, rivendicando la propria centralità nel sistema economico del Paese. Stefano Messina, presidente di Assarmatori, e Mario Zanetti, presidente di Confitarma, invitano le istituzioni a intervenire prima che la situazione precipiti:

“Il trasporto marittimo svolge un ruolo imprescindibile nella continuità territoriale e più in generale nell’economia italiana. Un segmento industriale che è stato escluso dalle prime misure emergenziali varate per far fronte al rincaro dei carburanti, ma che adesso, per continuare a garantire i servizi, deve essere considerato al pari degli altri, assicurando condizioni di coerenza tra modalità di trasporto in una fase congiunturale particolarmente delicataâ€

L’appello è indirizzato a un esecutivo che in diverse occasioni ha ribadito l’importanza strategica del mare e del comparto logistico:

“Ci rivolgiamo a un Governo che ha saputo mettere la Blue Economy al centro della sua agenda affinché ascolti la voce del settore e sappia mettere in campo le iniziative necessarie per garantirne la continuità operativa“.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 10:08:33 +0000
News n. 7
La 6 Ore di Imola apre il WEC 2026: Ferrari difende il titolo in casa

C’è un rumore diverso nell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Non è quello secco della F1, è un suono più profondo, quasi narrativo. È il rumore dell’Endurance che torna a raccontare storie di resistenza e strategia. Quest’anno il racconto parte da qui, dall’Italia. Dalla 6 Ore di Imola, che dal 17 al 19 aprile apre ufficialmente il sipario sul FIA World Endurance Championship 2026.

Ferrari, pressione e sogni

Se c’è una squadra che arriva con i riflettori addosso, quella è la Ferrari. Il Cavallino Rampante si presenta al via della nuova stagione con l’etichetta pesante di campione in carica. E quale posto migliore per iniziare la difesa del titolo se non in Italia? Imola, infatti, non è solo una tappa, è passione pura, è un pubblico che vive ogni passaggio come fosse un giro di qualifica. Mai come quest’anno, con le Rosse tra le grandi protagoniste della categoria Hypercar, l’attesa si trasforma in pressione. Perché vincere qui non è solo un risultato, è un messaggio al campionato.

Per il quarto anno consecutivo la squadra Ferrari – AF Corse schiera le vetture 499P affidate ai medesimi equipaggi già protagonisti dal 2023. Sulla numero 50 si alterneranno Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, che nel 2025, hanno contribuito in modo sostanziale al successo del titolo iridato Costruttori del Cavallino Rampante. La 499P numero 51, invece, sarà condivisa dai campioni del mondo Piloti in carica: Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi. A completare lo schieramento di vetture per il terzo anno ci sarà la 499P numero 83 iscritta da AF Corse, portata in pista dai piloti ufficiali Ferrari Yifei Ye e Phil Hanson, insieme a Robert Kubica. Il trio, che nel 2025 ha trionfato alla 24 Ore di Le Mans, si presenta a Imola difendendo il successo nella FIA World Cup for Hypercar Teams 2025 riservata alle squadre indipendenti.

Il WEC più competitivo di sempre

Il Mondiale Endurance 2026 si presenta con numeri che fanno impressione: 14 costruttori, 35 vetture in griglia, 99 piloti tra Hypercar e LMGT3. Un mosaico di tecnologia, strategie e filosofie diverse. Mai come oggi il WEC è diventato un laboratorio globale dove si incontrano tradizione e innovazione. E dentro questo scenario, Imola diventa subito un banco di prova durissimo. Perché qui non basta essere veloci, bisogna essere completi.

Imola, pista vera

L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, inaugurato nel 1953, per la prima volta nel 2024 ha ospitato un round del FIA WEC. Il circuito italiano ha ospitato nel corso dei decenni anche diverse gare di endurance. Tra queste, la 500 Chilometri di Imola del 1972 con doppietta Ferrari 312 PB di Arturo Merzario davanti a Jacky Ickx. Nel 1984 Imola ha ospitato una prova del Mondiale Sport Prototipi su una distanza di 1000 chilometri. Negli ultimi anni, anche diverse gare di 6 ore nell’European Le Mans Series.

Chi pensa che una gara endurance sia solo una questione di gestione non ha mai visto Imola. Il circuito romagnolo è un manifesto dell’automobilismo “old school” con fondo sconnesso, carreggiata stretta, vie di fuga ridotte, curve tecniche e rettilinei ingannevoli.

Tra la “Tosa”, le “Acque Minerali” e la “Rivazza” serve carico aerodinamico ma anche una trazione perfetta, un telaio capace di assorbire le asperità e tanto coraggio sui cordoli. Poi c’è un altro fattore chiave: il traffico. Con due categorie in pista, i doppiaggi diventano una partita a scacchi ad alta velocità. Un errore, un attimo di esitazione, e sei fuori. Imola non perdona e non lo ha mai fatto.

Veterani e volti nuovi

Su 99 piloti pronti a gareggiare, in 11 hanno già vinto a Imola. Gente che conosce ogni centimetro di asfalto, ogni insidia nascosta dietro una curva cieca. Il tedesco Andre Lotterer con la debuttante Genesis Magma Racing è pronto a diventare il primo nella storia a correre per cinque team diversi nella classe regina. Ma ci sono anche 15 debuttanti assoluti, pronti a scrivere la loro prima pagina nel WEC. Tra questi, due nomi attirano particolare attenzione: Logan Sargeant, ex F1 al debutto con Proton Competition e Victor Martins, campione FIA F3, pronto a misurarsi con l’Endurance. E poi ci sono loro, sette piloti italiani pronti a giocarsi tutto davanti al proprio pubblico. Perché correre a Imola, per un italiano, non è mai una gara come le altre. Nella stagione 2025 Ferrari ottenne a Imola sia la pole position sia la vittoria con l’equipaggio numero 51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi.

Il programma

La settimana è già entrata nel vivo con il Prologo, il test collettivo che apre ufficialmente la stagione e mette in pista tutte le vetture per 8 ore di lavoro. Poi si farà sul serio con le prove libere di venerdì 17 aprile dalle 10:15 alle 11:45 e dalle 15:15 alle 16:45, qualifiche e Hyperpole dalle ore 14:30 di sabato 18 aprile.

Quest’ultima rappresenta il nuovo spettacolo della velocità pura. I migliori dieci della qualifica si giocano la pole position in una sessione secca, dove non conta più la gestione ma la prestazione pura. Grande attesa per la partenza ufficiale della 6 Ore di Imola dalle ore 13 di Domenica 19 aprile. Sei ore che non sono mai solo sei ore. Sono strategie che cambiano, meteo da interpretare e stint da costruire giro dopo giro.

Il fattore pubblico

Se c’è un elemento che può cambiare il volto della gara, è il pubblico. Imola non è solo un circuito, è uno stadio a cielo aperto. Le tribune naturali, i prati, la vicinanza alla pista creano un’atmosfera unica, quasi calcistica. E quando passa la Ferrari, il volume si alza, sempre. Un’energia che può diventare carburante emotivo per team e piloti.

Il record di presenze venne registrato nel 2024 con 73.600 spettatori, lo scorso anno furono registrate 65.504 presenze durante il weekend di gara. “Tornare a Imola, firmare la pole position e poi la vittoria davanti ai Tifosi italiani è stato qualcosa di eccezionale. Non sarà affatto facile ripeterci quest’anno, ma proveremo a fare del nostro meglio” il commento di Pier Guidi, campione del mondo in carica e quattro volte vincitore della 24 Ore di Le Mans.

Tecnologia, streaming e nuova audience

Il WEC non è più solo pista, è anche piattaforma, contenuto, accessibilità globale. Grazie a FIAWEC+, il campionato è visibile ovunque, in diretta e on-demand. Un passaggio chiave per portare l’endurance a un pubblico più giovane, abituato a consumare sport in modo diverso. Proprio qui sta una delle sfide più interessanti di questo 2026, rendere 6 ore di gara un racconto moderno. Dati, strategie in tempo reale, onboard e radio team, oggi l’endurance è più leggibile che mai. Imola sarà il primo grande test anche su questo fronte.

Per quanto riguarda gli pneumatici, Michelin è il fornitore ufficiale della classe Hypercar e ha introdotto nuove gomme. Il fine settimana di Imola rappresenta quindi il primo appuntamento agonistico che permetterà ai team di valutare l’impatto di tali novità e di proseguire il lavoro di adattamento delle vetture, in termini di set-up e regolazioni, alle stesse.

La chiave della gara

La differenza la faranno i dettagli, una sosta perfetta o una scelta di gomme al momento giusto. Perché 6 ore a Imola non si vincono solo con la velocità, anche con la precisione. Questa gara conta più delle altre, aprire la stagione significa dare un segnale. Per la Ferrari è l’occasione di confermare lo status di riferimento. Per gli avversari, Toyota su tutte, è il momento di ribaltare le gerarchie. Per i tifosi, è semplicemente l’inizio di un viaggio.

La 6 Ore di Imola è il punto di partenza di una stagione che si preannuncia tra le più combattute di sempre. Una sfida tra giganti dell’automobilismo che durerà mesi, ma che inizia qui. Il WEC riparte dall’Italia e lo fa nel modo più autentico possibile: sei ore, mille storie, un solo obiettivo. Vincere.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 09:41:17 +0000
News n. 8
Nuova Nissan Juke, la rivoluzione del crossover ora completamente elettrico

Non scopriamo niente se affermiamo che Nissan ha giocato d’anticipo sul fronte dell’elettrificazione: la nuova Juke è il punto d’arrivo di quindici anni di esperienza. Durante l’evento Vision, tenutosi direttamente nel quartier generale in Giappone, il marchio ha tolto i veli alla vettura a zero emissioni, destinata a diventare uno dei pilastri della sua strategia futura.

Fin dal debutto nel 2010, il modello ha interpretato il ruolo della “ribelle” della gamma, una presa di posizione ripagata da 1,5 milioni di unità vendute in Europa grazie a un design volutamente divisivo. Lo stesso carattere anticonvenzionale viene ora ripreso nella sfida della batteria, mentre il mercato del Vecchio Continente mostra un’insaziabile fame di crossover compatti, agili e facili da parcheggiare nelle metropoli affollate.

Dove si colloca terza generazione

La terza generazione della Juke fa parte di un’offensiva più ampia, in cui il costruttore nipponico presidia tutti gli angoli del mercato, dalla nuova Micra fino alla Leaf di terza generazione e al crossover Ariya. Tuttavia, la decisa sterzata verso le EV non esclude una transizione morbida. Per questo motivo, accanto alla Juke “alla spina”, continuerà a vivere la tecnologia ibrida e-Power (presente anche su Qashqai e X-Trail), rivolta agli utenti non ancora pronti al salto totale. Massimiliano Messina, Presidente Nissan AMIEO, ha voluto ribadire l’importanza della scelta:

“L’Europa è fondamentale per la strategia di elettrificazione di Nissan e rimaniamo fermamente impegnati a favore di un futuro completamente elettrico. Con una gamma di veicoli elettrici in rapida espansione, stiamo offrendo una scelta sempre più ampia e innovativa in ogni segmento, forti della nostra solida presenza in termini di design, ingegneria e produzione. Questa nuova generazione di veicoli accelererà la nostra transizione verso una mobilità a zero emissioni”

Arriva la tecnologia V2G

La decisione di realizzare la Juke elettrica nello stabilimento di Sunderland, in Inghilterra, rafforza il ruolo dell’impianto come fulcro della strategia EV della Casa. Le prime fasi della produzione partiranno a brevissimo, rafforzando il peso di un complesso già capace di fare la storia dei mezzi a batteria. Oltre al motore silenzioso, il crossover porta al debutto la tecnologia V2G (Vehicle-To-Grid) e potrà, dunque, restituire l’elettricità immagazzinata alla rete domestica durante le ore di picco. Con questa soluzione smart, il veicolo si propone come un’inedita riserva di energia per la propria abitazione, abbattendo sprechi e costi in bolletta.

L’entusiasmo per il ritorno del modello in veste “green” è stato riassunto da Clíodhna Lyons, Region Vice President Product, Brand & Marketing Strategy di Nissan AMIEO:

“Juke si è sempre contraddistinta per design audace e volontà di sfidare le convenzioni. Con la terza generazione, portiamo questo spirito nell’era elettrica. La prima generazione elettrica di Juke ci aiuterà a raggiungere nuovi clienti ampliando al contempo l’offerta della nostra gamma elettrificataâ€

La nuova Nissan Juke porta avanti l’identità di “urban crossover” che i capitoli precedenti hanno introdotto e rafforzato nell’arco di quindici anni intensi. Resta da scoprire quale sarà la reazione del pubblico italiano, da sempre molto legato al design grintoso del modello, davanti al silenzio del nuovo motore elettrico.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 09:23:01 +0000
News n. 9
MV Agusta Rush Titanio, la naked in edizione limitata con oltre 200 CV di potenza

MV Agusta torna a sorprendere il panorama motociclistico con la presentazione dell’esclusiva Rush Titanio. La naked della Casa di Schiranna introduce numerosi aggiornamenti, sia a livello tecnico sia nel comparto tecnologico, e sarà disponibile solamente il un numero limitato a trecento esemplari.

Le novità principali riguardando il motore e la componentistica, con l’adeguamento alla normativa Euro 5+, e l’impiego esteso di materiali come il titanio e la fibra di carbonio. Debutta inoltre il sistema di sospensioni elettroniche Öhlins Smart EC 3.0. La livrea Nero Intenso è abbinata a dettagli Argento Magnum e Blu Titanio, elementi distintivi di questa versione.

Una potenza dichiarata di 201 cavalli

MV Agusta Rush Titanio adotta il noto quattro cilindri in linea da 1.000 cc aggiornato per rispettare la normativa Euro 5+, mantenendo valori prestazionali elevati. L’unità è stata rivista per offrire una risposta più pronta ai bassi regimi e una maggiore fluidità di funzionamento, con vibrazioni contenute. Tra gli interventi figurano nuovi alberi a camme, una mappatura motore aggiornata e una gestione dell’acceleratore più precisa, oltre a rapporti del cambio ottimizzati e a un rapporto finale accorciato, con l’obiettivo di migliorare accelerazione e reattività complessiva.

I valori dichiarati raggiungono 201 CV a 13.500 giri/min con scarico standard e 206 CV a 14.000 giri/min con terminale Arrow in titanio omologato per uso stradale. La coppia massima è pari a 116 Nm a 11.000 giri/min. La dotazione include anche una frizione assistita e antisaltellamento, studiata per rendere più progressiva la trasmissione della potenza e migliorare il comfort di guida nelle diverse condizioni di utilizzo.

Sul piano ciclistico, il modello introduce il sistema di sospensioni elettroniche Öhlins Smart EC 3.0 di ultima generazione, che rappresenta un’evoluzione nella gestione attiva dell’assetto. Il nuovo hardware sfrutta la tecnologia Spool Valve, in grado di garantire tempi di risposta sensibilmente più rapidi rispetto alle soluzioni precedenti, permettendo regolazioni dello smorzamento quasi immediate in funzione delle sollecitazioni rilevate.

Il sistema si basa inoltre su una piattaforma software Event Based Control, che analizza in tempo reale i parametri di guida e dialoga con i sistemi elettronici come ABS, controllo di trazione e controllo dell’impennata. Il comportamento delle sospensioni varia in base alla modalità di guida selezionata, adattandosi sia all’utilizzo su strada sia a quello in contesti più sportivi.

Materiali di ultima generazione

MV Agusta Rush Titanio si distingue per l’ampio utilizzo di componenti in titanio con finitura spazzolata, scelti per contribuire sia alla riduzione del peso sia alla definizione estetica del modello. Tra gli elementi principali figurano il terminale di scarico Arrow in titanio, il supporto dello scarico, la copertura anteriore del serbatoio, il supporto del cruscotto e quello del faro. A questi si affiancano dettagli in alluminio anodizzato Blu Titanio, presenti in diverse aree della moto, tra cui il dado della ruota posteriore, il tappo serbatoio e le protezioni leve.

Completano l’allestimento una serie di componenti identificativi, come la targhetta numerata. L’impostazione stilistica integra elementi ispirati al mondo tecnico e industriale, con richiami visivi che sottolineano il carattere distintivo della versione Titanio e la continuità con il linguaggio progettuale già introdotto sulla gamma.

Ampio spazio anche alla fibra di carbonio, utilizzata per diverse parti della carrozzeria. In questa configurazione viene adottata una nuova trama twill, che sostituisce la precedente finitura e contribuisce a un aspetto più tecnico. I componenti coinvolti includono coperture del motore, pannelli laterali, parafanghi e il copriruota posteriore ridisegnato, oltre a grafiche aggiornate con riferimenti al Tricolore e alla dicitura “Motorcycle Artâ€.

Rimane invariata la configurazione delle ruote, con cerchio anteriore a raggi e copertura posteriore in carbonio, elemento distintivo del modello. Questa soluzione continua a caratterizzare il design della Rush, mantenendo una forte riconoscibilità visiva all’interno della gamma MV Agusta.

Dotazione premium e prezzi

Su questo modello viene introdotta una sella completamente realizzata in Alcantara, soluzione inedita nel settore motociclistico. Il componente è prodotto attraverso un processo che combina termosaldatura e incisione laser in un unico elemento. La struttura integra una membrana Alcantara EXO che rende l’imbottitura impermeabile, con l’obiettivo di garantire resistenza agli agenti esterni e comfort nel tempo. Lo sviluppo è stato curato dal Centro Stile MV Agusta in collaborazione con Alcantara Milano.

La dotazione prevede inoltre un kit dedicato fornito insieme al modello, composto da diversi componenti tecnici e accessori. Oltre a elementi già citati in precedenza (terminale di scarico Arrow in titanio con mappatura ECU specifica, coperture in carbonio, protezioni delle leve e tappo serbatoio racing), sono incluse le staffe per il silenziatore, le leve freno e frizione lavorate CNC e le piastre di regolazione del perno forcellone. Completano l’equipaggiamento un telo coprimoto dedicato, un kit di benvenuto e il certificato di autenticità.

La produzione, come detto, è limitata a trecento unità numerate singolarmente. Per il mercato italiano, il prezzo indicato è di 44.900 euro, con avvio della produzione previsto a partire da luglio 2026.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 09:05:09 +0000
News n. 10
Truffa del finto casello autostradale, lunga beffa per i guidatori: incassavano milioni

Pensavate di aver visto tutto in fatto di follie stradali? Tra tachimetri manomessi e officine fantasma, spesso trapelano vicende fuori dall’ordinario, e la storia della White House Ceramic Company supera l’immaginazione. Nel distretto di Morbi, in India, una zona specializzata nella produzione di ceramiche, i gestori di una ex fabbrica hanno deciso di “diversificare il business” in modo tanto creativo quanto illegale. Per un anno e mezzo l’assurda truffa del finto casello autostradale ha dominato la rotta Bamanbore–Kutch, una della arterie più trafficate e vitali della regione, portando a un introito di circa 75 milioni di rupie, prima che qualcuno si chiedesse perché, dopo quella barriera, l’asfalto non portasse da nessuna parte.

Le modalità della truffa

Tutto stava nel posizionare della finta segnaletica stradale nel punto esatto, dove la stanchezza del viaggio e il caos del traffico locale abbassano le difese degli ignari conducenti. Posizionati con cura professionale lungo la carreggiata principale, i cartelli indicavano una direzione obbligatoria, i conducenti seguivano le frecce e lì si consumava la beffa: degli individui in uniforme riscuotevano il “pedaggio” dando accesso a quella che sembrava una normale uscita stradale. Solo dopo aver pagato e percorso chilometri, le vittime scoprivano la verità a proprie spese, una volta arrivati all’ingresso della vecchia fabbrica White House Ceramic.

Sul come la truffa del casello autostradale abbia retto per un anno e mezzo la risposta è più semplice di quanto si possa pensare: il presunto vantaggio economico. Il pedaggio costava, infatti, la metà rispetto a quello vero, e se qualcuno aveva da ridire, i finti casellanti accampavano la scusa della religione: i soldi servivano, in teoria, a costruire dei templi nella zona. Alla fine, l’automobilista era tentato a fidarsi, allettato dalla possibilità di risparmiare e pure contento di aver fatto una buona azione.

Gli arresti

Migliaia di veicoli sono perciò transitati ogni giorno tra le finte sbarre di Vaghasia generando guadagni vertiginosi, stimati dalle autorità intorno ai 75 milioni di rupie (quasi un milione di euro) complessivi. Il castello di carte abilmente costruito dai criminali è crollato quando, in un periodo di forte crescita economica della zona, l’improvviso e inarrestabile calo del traffico per i veri gestori della tratta ha messo in guardia le autorità. Da lì al blitz è passato poco: le Forze dell’Ordine hanno smascherato l’imbuto creato dai truffatori, arrestando sia i responsabili dei pagamenti sia coloro che avevano messo a disposizione l’area della vecchia fabbrica.

I fatti risalgono al 2023, ma sono serviti anni prima che la notizia diventasse virale sui social ed esplodesse, di conseguenza, l’indignazione popolare. Oltre ai 18 mesi necessari alle autorità per accorgersi del furto di traffico, la storia ha richiesto anche del tempo tecnico perché uscisse dai confini locali. Oggi l’area industriale teatro della truffa è piombata nel buio, ma la vicenda resta un monito incredibile su quanto possa essere vulnerabile il sistema delle infrastrutture e su come, a volte, la realtà superi di gran lunga la fantasia. Se viaggiate in Gujarat, occhio ai caselli troppo economici: il tempio potrebbe essere solo una scusa per spillarvi denaro.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 08:13:17 +0000
News n. 11
Renault Twingo E-Tech, un salotto digitale in piena regola

Quando nel 1992 la prima Renault Twingo fece il suo debutto, rivoluzionò il mercato con la sua filosofia “inventatevi la vita che vi piace”. Oggi, la nuova Twingo E-Tech Electric torna per riprendersi lo scettro di game changer, trasformando radicalmente il concetto di city-car attraverso un’anima profondamente digitale e connessa. Se l’esterno conserva quel “faccino” allegro e lo sguardo birichino ereditato dal passato, è all’interno che avviene la vera metamorfosi in un ecosistema tecnologico degno dei segmenti superiori.

Un ecosistema digitale raffinato

Appena si sale a bordo, l’auto “prende vita” stimolando i sensi. Una sequenza di benvenuto visiva e sonora, curata in collaborazione con il celebre compositore Jean-Michel Jarre, accoglie il conducente mentre i display si accendono in un concentrato di ottimismo. L’elemento visivo dominante è il doppio display orizzontale OpenR, una configurazione di serie su tutte le versioni che include un driver display digitale da 7” e un generoso touchscreen centrale da 10”.

Questi schermi non sono semplici strumenti di controllo, ma superfici animate da grafiche giocose appositamente sviluppate per rendere ogni interazione un piccolo momento di piacere. Il vero fulcro dell’esperienza multimediale è il sistema OpenR Link con Google integrato, una novità assoluta per il segmento A.

Gestibile con la fluidità di un moderno tablet, il sistema permette di utilizzare nativamente i servizi più amati: Google Maps, Google Assistant e un catalogo di oltre 100 applicazioni tramite Google Play. La navigazione diventa così un’esperienza senza stress grazie al Route Planner per veicoli elettrici. Questo software pianifica il percorso ottimale suggerendo le soste di ricarica necessarie, analizzando in tempo reale dati come i consumi, la temperatura esterna e persino le preferenze di pagamento del conducente.

L’assistente digitale

A rendere la tecnologia più “umana” ci pensa Reno, l’avatar virtuale dalla spiccata personalità. Reno non è un semplice assistente vocale, ma un vero copilota digitale specializzato nella mobilità elettrica. Gli si può chiedere di programmare una ricarica o di spiegare come collegare lo smartphone via Bluetooth, ottenendo risposte basate sulla vasta conoscenza del veicolo. Inoltre, grazie all’integrazione con l’intelligenza artificiale di ChatGPT (versione 4o-mini), Reno può sostenere conversazioni fluide su temi di cultura generale, diventando un compagno di viaggio istruttivo e divertente.

Renault Twingo E-Tech: a bordo ampia digitalizzazione
Ufficio Stampa Renault
Renault Twingo E-Tech: nell’abitacolo si respira tecnologia di categoria superiore

La musica con una marcia in più

L’intrattenimento a bordo della nuova Twingo raggiunge vette inedite per una city-car. Gli utenti possono scaricare applicazioni per ascoltare musica in alta definizione come Amazon Music, guardare serie su Prime Video o HBO Max durante le soste, o sfidare i passeggeri con il gioco musicale SongPop for Renault. Per la prima volta, Renault include inoltre 2 gigabyte di dati al mese per 3 anni, permettendo fino a 40 ore di streaming musicale senza dover utilizzare il traffico dati dello smartphone, evitando così il surriscaldamento del dispositivo.

L’esperienza sonora è altrettanto curata: nella versione Techno, l’impianto Arkamys Auditorium a 6 altoparlanti offre diversi ambienti acustici per adattarsi ai gusti degli occupanti. Infine, la multimedialità non finisce quando si scende dall’auto: tramite l’App My Renault, il proprietario può gestire da remoto la ricarica, localizzare il veicolo e persino consultare lo “stato di salute” meccanico tramite la manutenzione connessa. Con questo pacchetto tecnologico, la nuova Twingo E-Tech Electric non si limita a muoversi in città, ma offre un vero e proprio spazio di vita digitale accessibile a tutti.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 06:00:43 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 sono previsti numerosi scioperi in tutta Italia che interesseranno principalmente il settore dei trasporti: dai trasporti pubblici locali, al trasporto merci, al trasporto marittimo e ferroviario. In questo articolo vengono raccolte tutte le informazioni essenziali giorno per giorno e città per città sugli scioperi annunciati nel periodo aprile 2026, con indicazione delle modalità, degli orari coinvolti e delle sigle sindacali promotrici. Ecco i dettagli aggiornati sugli scioperi previsti nel mese.

Sciopero 10 aprile 2026

Italia: Sciopero nazionale nel settore aereo per il personale delle società ENAV e Techno Sky, dalle 13.00 alle 17.00. Coinvolte anche le aree degli aeroporti di Milano Malpensa e Roma, oltre a uno sciopero interregionale per il personale della ENAV Aeroporto di Napoli nello stesso orario.
Nel settore del trasporto pubblico locale, regioni Veneto, Umbria e Campania coinvolte con sciopero regionale dalle 20.01 alle 24.00 del personale Busitalia Sita Nord.

Sciopero 11 aprile 2026

Italia: Doppio sciopero ferroviario nazionale della durata di 24 ore, che coinvolge il personale della società RFI nei servizi di manutenzione infrastrutture. Sciopero proclamato da Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e dai sindacati Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Calabria) sciopero di 4 ore, dalle 10.57 alle 14.57, per il personale IAS Autolinee.
Nella città di Napoli (Campania), sciopero locale di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, per il personale EAV.
Nel comune di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero su due fasce: urbano dalle 17.30 alle 21.29, extraurbano 17.15-21.14 del personale ARRIVA Udine.
Sciopero nazionale appalti ferroviari di 4 ore a inizio turno, personale Elior Ristorazione.

Sciopero 14 aprile 2026

Nella città di Brescia (Lombardia), sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59 del personale GDA Handling (scarico e carico merci) presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari.
In Sicilia sciopero regionale del trasporto merci (autotrasporto conto terzi) di 120 ore, dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile, promosso dal Comitato Trasporto Siciliano.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Milano e province di Pavia, Monza e della Brianza, Lodi (Lombardia), sciopero 4 ore dalle 08.45 alle 12.45 del personale società Addabús.
Nella provincia di Messina (Sicilia), sciopero marittimo 8 ore dalle 09.01 alle 17.01 del personale Blujet area Stretto di Messina.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, per il personale della società GEST.

Sciopero 20 aprile 2026

Nella città di Vasto (Chieti) (Abruzzo), sciopero 4 ore dalle 09.00 alle 13.00 per il personale Autoservizi Tessitore.
In Italia, sciopero nazionale trasporto merci di 144 ore, dalle 00.00 del 20 aprile alle 24.00 del 25 aprile, personale autotrasporto merci (Trasportounito).

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio), sciopero locale 24 ore del personale Cialone Tour.
Nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige), sciopero provinciale 24 ore società SASA.

Sciopero 23 aprile 2026

In Italia, sciopero nazionale appalti ferroviari (personale Elior Itinere su servizi Trenitalia) mezzo turno per ogni turno di lavoro.
In Calabria, sciopero regionale settore ferroviario 8 ore dalle 10.00 alle 17.59: personale RFI Sala Circolazione e Orario Reggio Calabria e Unità Circolazione.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano, sciopero 8 ore (ATM e NET Trezzo 8.45-15.00, NET Monza 14.50-termine servizio 18.50, Funicolare Como Brunate 8.30–16.30) del personale Gruppo ATM di Milano.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia), sciopero 4 ore, dalle 17.30 alle 21.30, personale STP di Bari.
Nella città di Napoli (Campania), sciopero 4 ore, 8.30–12.30 personale AIR Campania.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 15 aprile 2026, i prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana indicano un quadro chiaro per chi si mette in viaggio: benzina a 1.813 euro, gasolio a 2.187 euro, Gpl a 0.896 euro e metano a 1.592 euro. I valori provengono dall’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile e sono utili per orientare le scelte di rifornimento. Nel seguito trovi la tabella con i dati più recenti e un approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa, distinguendo tra componenti industriali (materia prima e margine lordo) e componenti fiscali (accise e Iva), così da capire perché i listini possono variare nel tempo e tra diverse stazioni di servizio.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento disponibili dai dati ufficiali: 14-04-2026.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (euro)
Gasolio SELF 2.187
Benzina SELF 1.813
GPL SERVITO 0.896
Metano SERVITO 1.592

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale alla pompa deriva dall’intreccio tra due grandi componenti: quella fiscale e quella industriale. La prima, pari al 58% del prezzo, include accise e Iva e rappresenta la fetta più ampia del costo, risultando significativamente superiore alla componente industriale (42%). All’interno di quest’ultima, la voce più rilevante è il costo della materia prima, che incide per il 30% sul prezzo: qui pesano le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e il cambio euro/dollaro, dato che il greggio e i derivati sono scambiati prevalentemente in dollari. Quando l’euro si indebolisce, a parità di quotazioni nominali in dollari, la componente in euro tende ad aumentare, e viceversa. La restante parte della componente industriale è il margine lordo, pari al 12%: è lo spazio entro cui gli operatori (raffinazione, logistica, distribuzione e rete) possono intervenire per coprire costi operativi, trasporto, gestione degli impianti e, in parte, per modulare le politiche di prezzo. Questo margine può variare in funzione della concorrenza locale, della localizzazione del punto vendita (autostrada o rete ordinaria), dei volumi venduti e di dinamiche promozionali. In sintesi, le imposte stabilizzano una quota importante del prezzo, mentre il mix tra quotazioni internazionali e margini spiega gran parte delle oscillazioni che i consumatori osservano nel tempo e tra diverse stazioni.

Per il gasolio, la struttura del prezzo presenta un equilibrio diverso tra componente fiscale e industriale. La parte fiscale pesa per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale vale il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo: anche qui incidono le quotazioni internazionali e l’andamento del cambio euro/dollaro, che possono determinare rapidi movimenti al rialzo o al ribasso in base alle condizioni dei mercati energetici e valutari. Il margine lordo è pari al 10% del prezzo e riflette i costi e le politiche degli operatori lungo la filiera: dalla raffinazione alla logistica, fino alla gestione dei punti vendita. Su questo margine gli operatori hanno un certo grado di flessibilità, potendo adeguare i listini in risposta alla concorrenza, ai flussi di traffico, ai costi operativi specifici dei singoli impianti e alla necessità di mantenere la sostenibilità economica del servizio. La diversa incidenza tra fiscalità e industria rispetto alla benzina contribuisce a spiegare perché gasolio e benzina non si muovono sempre all’unisono: il gasolio risulta più sensibile alle dinamiche dei mercati internazionali della materia prima, mentre la benzina è maggiormente condizionata dal peso delle imposte. In ogni caso, l’intreccio tra questi fattori determina la variabilità dei prezzi osservata dagli automobilisti.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.784 per la benzina, 2.154 per il diesel, 0.805 per il gpl, 1.595 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.144
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.510

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.152
Benzina SELF 1.802
GPL SERVITO 0.755
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.181
Benzina SELF 1.810
GPL SERVITO 0.832
Metano SERVITO 1.737

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.167
Benzina SELF 1.801
GPL SERVITO 0.833
Metano SERVITO 1.650

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.148
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.781
Metano SERVITO 1.544

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.163
Benzina SELF 1.775
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.559

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.168
Benzina SELF 1.783
GPL SERVITO 0.782
Metano SERVITO 1.567

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.136
Benzina SELF 1.770
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.696

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.151
Benzina SELF 1.788
GPL SERVITO 0.871
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.160
Benzina SELF 1.774
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.564

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.133
Benzina SELF 1.772
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.530

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.166
Benzina SELF 1.805
GPL SERVITO 0.802
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.151
Benzina SELF 1.771
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.581

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.160
Benzina SELF 1.789
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.646

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.159
Benzina SELF 1.785
GPL SERVITO 0.858

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.158
Benzina SELF 1.798
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 1.819

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.144
Benzina SELF 1.776
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.603

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.164
Benzina SELF 1.784
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.612

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.138
Benzina SELF 1.774
GPL SERVITO 0.796
Metano SERVITO 1.564

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.148
Benzina SELF 1.792
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.153
Benzina SELF 1.771
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.530

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Milano Design Week 2026, l’attesa è finita: le auto esposte

Il capoluogo lombardo si prepara a ospitare tra una settimana uno degli eventi più spettacolari dell’anno. Il Fuorisalone non si concentra in un unico punto, ma rappresenta un insieme di eventi, mostre e installazioni diffusi su tutto il territorio, organizzati da importanti brand, istituzioni culturali, studi di progettazione, università e realtà indipendenti.

La Settimana del Design si svolgerà nei principali distretti di Milano tra cortili storici, palazzi istituzionali, ex aree industriali, hub culturali e quartieri che abbracceranno migliaia di appassionati. Una possibilità unica per osservare da vicino a Brera, Tortona, Isola, 5Vie e Durini delle opere d’arte anche su quattro ruote. I principali marchi automobilistici presenteranno delle vetture di ultima generazione, concept e nuove tecnologie in arrivo.

Tradizione rispettata

La kermesse è nata nei primi anni ’80, sotto la spinta di aziende e showroom milanesi che durante la settimana del Salone facevano affari nel cuore della city. Un evento che, unito alla fiera di Rho, anima il pubblico interessato al design. Svolgendosi a Milano in concomitanza con il Salone del Mobile offre l’opportunità di spaziare tra le opere di arredamento e quelle culturali. Le auto, da sempre status symbol per gli italiani, saranno al centro degli interessi dei visitatori.

Audi sarà presente al Fuorisalone 2026 per il tredicesimo anno di fila con l’Audi Design Hub negli spazi di Portrait Milano, dove lo studio Zaha Hadid Architects esporrà l’installazione architettonica “Origin”, ispirata al design dalla Concept C. Per gli appassionati di F1 ci sarà in bella mostra la monoposto F1 R26 dell’Audi Revolut F1 Team, oltre alla RS 5 con powertrain ibrido plug-in da 639 CV.

Cupra, Main Partner del Fuorisalone 2026, esporrà la full electric Raval e, in Piazza XXV Aprile, il concept Beyond the Known per enfatizzare il nuovo linguaggio stilistico della Casa spagnola appartenente al Gruppo Volkswagen. FIAT farà capolino con l’installazione “Ciao futuro!”, uno spazio organizzato presso Magna Pars (quartiere Tortona) che narra l’evoluzione della Nuova 500 del 1957 e della Panda degli anni ‘80 disegnata da Giorgietta Giugiaro.

FIAT Milano Design Week
Ufficio Stampa Stellantis
Tradizione rispettata per FIAT

Spazio alla passione

Quattro esemplari di Topolino Corallo personalizzati saranno esposti nel segno del brand Gallo. Già svelata la prima livrea, multicolor con interni a righe colorate, mentre le altre tre (dedicate alla barriera corallina, al pesce palla e a un tema floreale astratto) verranno mostrate la prossima settimana. Alla Milano Design Week debutterà la Hyundai Ioniq 3, hatchback elettrica derivata dalla Concept Three. Al Fuorisalone sarà allestita l’esposizione Unfold Story, presso la Torneria Tortona, focalizzata sullo stile e la filosofia del marchio coreano.

Kia con “Resonance of Opposites†esporrà la mostra intitolata Journey of Reflection, al Museo della Permanente ed esplorerà il processo creativo interno del brand con Journey of Projection, visitabile al Salone dei Tessuti. Italdesign allestirà alla kermesse milanese uno spazio per la Honda NSX Tribute, il Concept Pop.Up Next (2018) e lo pneumatico Vredestein Quatrac Pro 2, oltre alla Nissan GT-R50 (2019) nella mostra “10 auto uniche per 10 anni di storia” del Salone Auto Torino.

Marchi sportivi

Lotus, alla Talent House di Via Tortona, mostrerà la Theory 1, concept che riprende il DNA della Eleven, Type 72 ed Esprit, insieme a una monoposto iconica di F1. Mini e lo stilista Paul Smith sveleranno un’installazione nel giardino di Palazzo Borromeo d’Adda di Via Manzoni, una Colour Theory Room interattiva e una Listening Room con registrazioni vocali di Sir Paul. Skoda presenterà la B-SUV alla spina Epiq ancora camuffata, con carrozzeria rivestita da una superficie 3D rifinata a mano.

Pininfarina, in via Tortona, accenderà i riflettori sulla hypercar Battista Nino Farina da 1.900 CV, con la livrea Rosso Nino dedicata al primo campione del mondo di Formula 1, e la Honda HP-X del 1984, concept restaurato che ha anticipato le linee della NSX. In anteprima cadranno i veli anche sulla JAS Tensei, GT curata da Pininfarina su base Honda NSX anni ’90 con carrozzeria in fibra di carbonio.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 05:30:49 +0000
News n. 16
Chiavi auto nel microonde, il trucco “anti-ladro†per evitare furti

Come scongiurare gli attacchi di ritrasmissione? Semplice: riponete le chiavi della vostra auto nel forno a microonde e ricordatevi di non accenderlo. Una banale abitudine serale prima di andare a dormire potrebbe distruggere i sogni dei ladri che da distanze anche sensibili cercano di captare il segnale delle chiavi di ultima generazione delle auto per aprire e accendere il veicolo.

La tecnica, sempre più utilizzata dai malviventi, è molto semplice e non lascia traccia. Parcheggiare l’auto nel viale di casa può essere un serio problema con i moderni sistemi keyless che consentono, tenendo il telecomando in tasca, di aprire la portiera semplicemente agendo sulla maniglia ed avviare la vettura premendo un pulsante. Gran parte dei veicoli con sistema keyless possono essere aperti infatti con due banali dispositivi.

La tecnica dei ladri

Un ricevitore capta il segnale radio del telecomando dell’auto e un trasmettitore viene collocato nei pressi della portiera. Dispositivi che costano poche centinaia di euro nei negozi di elettronica e online possono far guadagnare un ricco bottino ai ladri. Questi ultimi si appostano, magari durante la notte, fuori da un’abitazione con una vettura parcheggiata e riescono a intercettare il segnale emesso dal telecomando, appoggiato magari nei pressi della porta di casa, riuscendo ad aprire l’auto e scappando senza patemi.

Sempre più automobilisti stanno decidendo di lasciare le chiavi dell’auto nel forno a microonde. Una soluzione alternativa che mira a limitare i rischi legati alle tecnologie usate dai malviventi. Il microonde rappresenta una barriera economica e molto diffusa nelle case per contrastare in modo efficace il segnale invisibile. Un gesto semplice può risolvere un patema enorme di chi, dopo tanti sacrifici, si è consentito l’acquisto di una macchina di ultima generazione.

Come contrastare il fenomeno

I segnali wireless delle auto moderne permettono il riconoscimento e lo sblocco delle portiere. Una comodità in un mondo civile che si trasforma in un invito a nozze per i malviventi. Inserire la chiave in un contenitore metallico, come un microonde, riduce la propagazione delle onde elettromagnetiche, rendendo molto complessa l’intercettazione. La schermatura limita l’efficacia di questi attacchi e vi farà dormire sogni tranquilli.

In primo luogo è preferibile tenere le chiavi lontane dalla porta d’ingresso o dal garage, quindi più si distanziano e più la probabilità che gli strumenti dei ladri funzionino diminuisce. Conseguentemente è necessario evitare di usare il microonde perché basta una piccolissima distrazione per combinare un disastro. Esistono dei porta chiavi che schermano i segnali e non vi esporranno a rischi domestici sulla sicurezza. Nel caso siate sbadati meglio optare per il frigorifero che offre una protezione simile. Anche una scatola metallica ben chiusa può oscurare il segnale e ne troverete in commercio di ogni dimensione.

Queste custodie bloccano le onde elettromagnetiche, impedendo ai malviventi di intercettare i segnali delle chiavi. In Italia, come nel resto del mondo, i ladri non hanno più bisogno di rompere un finestrino o forzare una portiera. La tecnologia ha garantito notevoli passi in avanti in materia di automotive, ma anche favorito le operazioni dei criminali che agiscono oggi indisturbati. I furti di auto sono tornati su numeri impressionati alle nostre latitudini. Il microonde opera come una gabbia di Faraday, capace di bloccare le onde elettromagnetiche sia in entrata che in uscita.

Data articolo: Wed, 15 Apr 2026 05:30:02 +0000
News n. 17
Che auto guida Adriana Volpe, un gioiello dalla spinta inarrestabile

Lasciamo perdere gli abiti da sera e i riflettori degli studi televisivi: in auto Adriana Volpe tira fuori gli artigli. Quando le circostanze lo pretendono la conduttrice e showgirl mostra un lato insospettabile, almeno prima dell’ingresso al Grande Fratello Vip, dove ha dato prova di una grande combattività. Se pensate che abbia una tranquilla berlina da città rimarrete delusi, perché nel garage scalpita una piccola “peperina”.

La “scorpioncina” della conduttrice

L’auto di Adriana Volpe, da lei svelata al canale YouTube V.I.P., fa della reattività la sua arma migliore. Basata sulla popolarissima Cinquina, l’Abarth 500 “inietta” alla silhouette arrotondata una dose di muscoli, sia fuori che sotto il cofano. A seconda della versione (dalla base alla Competizione), il leggendario motore turbo a benzina 1.4 T-Jet eroga potenze tra i 135 e i 180 CV, accontentando vari gusti ed esigenze. Complice la leggerezza del corpo vettura, il propulsore regala prestazioni da brivido: lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in un tempo compreso tra i 6,7 e i 7,9 secondi, mentre la velocità massima rasenta i 225 km/h. Dopo un appuntamento o un impegno di lavoro la “scorpioncina” dà la giusta sferzata di energia.

Appena metti piede a bordo inizia il divertimento. Il comportamento su strada dell’Abarth 500 ricorda le movenze di un kart, dettato da un passo corto e da un assetto sportivo molto rigido. Inoltre, lo sterzo diretto, a tratti nervoso, fa arrivare le imperfezioni dell’asfalto direttamente al conducente, che può testare la precisione di guida millimetrica nelle curve.

Prima ancora che l’auto appaia all’orizzonte, il sound metallico profondo annuncia l’arrivo di Adriana, arricchito dai tipici scoppiettii in rilascio, così da rendersi immediatamente riconoscibili nel traffico urbano. E il pacchetto estetico aggiunge ulteriore pepe: tra badge dedicati, prese d’aria maggiorate e un assetto ribassato dall’indole racing, la vettura sembra a momenti una lontana parente della 500 classica, sebbene rimanga facilmente utilizzabile nel quotidiano. Il valore di un’Abarth 500/595 oscilla a grandi linee tra i 20.000 e 30.000 euro, variabile in base a versione e modifiche.

Grande Fratello Vip: si solleva il ruggito

In auto, Adriana Volpe va a nozze con la velocità e il carattere dello Scorpione e dentro la Casa più spiata d’Italia mostra una tempra altrettanto d’acciaio. In prima serata su Canale 5, la gieffina dovrà guadagnarsi la permanenza nel reality condotto da Ilary Blasi, dopo essere stata mandata al televoto contro Alessandra Mussolini, Licia Ilardo e Blue (Barbara Prezia).

Le incomprensioni con alcuni coinquilini l’hanno portata alle lacrime nelle precedenti puntate, ma filtra un cauto ottimismo circa la sua permanenza. Nelle ultime ore i telespettatori hanno assistito a una sorprendente alleanza tattica con Antonella Elia e la Mussolini volta a smascherare le ambiguità degli altri concorrenti, in particolare di Marco Berry. Le manipolazioni del gruppo hanno stancato Adriana, non più intenzionata a essere trattata come pedina nelle dinamiche altrui, ma il potere resta nelle mani del pubblico. Che riesca a “ingranare la quinta” e arrivare alla finale del 5 maggio o che debba abbandonare il gioco stasera, la Volpe ha confermato di avere lo stesso spirito della sua Abarth: piccola, elegante, eppure capace di far sentire il suo ruggito.

Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 19:15:58 +0000
News n. 18
Porsche ridefinisce il concetto di cabrio leggera: svelata la 911 GT3 S/C

Porsche fa sognare gli appassionati con un motore boxer a sei cilindri e un sound che ci riconcilia con l’automotive. Il modello cabrio è incentrato sul piacere di guida old school e strizza l’occhio ai clienti che hanno apprezzato in edizione limitata la 911 Speedster e la 911 S/T. Una cabrio leggera con motore aspirato a regimi elevati e cambio manuale a sei marce per chi ama il pedale della frizione e pomello nella mano destra.

La vettura teutonica è in grado di sprigionare 510 CV e 450 Nm di coppia. Gli estrattori d’aria e le portiere della 911 S/T, associate al telaio nero del parabrezza, attribuiscono alla nuova 911 GT3 S/C un design che non tradisce il DNA Porsche. La 911 GT3 S/C è disponibile in opzione con un pacchetto Street Style che permette di personalizzare ulteriormente lo stile in base alle esigenze.

Struttura leggera

La nuova cabrio unisce l’agilità tipica delle vetture GT con i componenti leggeri ereditati dalla 911 S/T. Il cofano anteriore, i parafanghi e le portiere sono creati in CFRP. Dalla 911 S/T coupé prende in prestito anche le barre antirollio e le aste di accoppiamento in CFRP. Anche l’impianto frenante e le ruote seguono la stessa logica light della S/T: pinze in carboceramica PCCB, più leggere di oltre 20 kg rispetto a quello in ghisa, presenti sulla 911 GT3 S/C.

I cerchi con serraggio centrale da 20 pollici sull’asse anteriore e da 21 pollici su quello posteriore, montati già sulla 911 S/T, sono prodotti in magnesio ultraleggero e consentono un risparmio di peso di 9 chilogrammi. Le testate dei cilindri del motore sono state ottimizzate rispetto alla 911 GT3 della generazione precedente, mentre gli alberi a camme più sportivi della 911 GT3 RS garantiscono un’erogazione impressionante.

Il motore boxer a sei cilindri sprigiona una potenza di 510 cavalli (375 kW). Il cambio manuale GT a 6 marce vanta un rapporto corto e sportivo, corrispondente a quello della 911 S/T e della 911 GT3. La nuova 911 GT3 S/C scatta da ferma a 100 km/h in 3,9 secondi e raggiunge una top speed di 313 km/h. Il motore naturalmente aspirato da 4,0 litri della nuova 911 GT3 S/C è stato progettato nel rispetto delle norme vigenti sulle emissioni e presenta due filtri antiparticolato e quattro catalizzatori. Sono montati di serie pneumatici anteriori 255/35 ZR 20 e posteriori 315/30 ZR 21.

Interni curatissimi

L’abitacolo vanta tappetini e pannelli delle portiere leggeri, ripresi dalla 911 S/T, con maniglie in CFRP. La nuova biposto accoglie i passeggeri su sedili sportivi Plus a quattro vie sono di serie. In opzione, per la 911 GT3 S/C sono disponibili sedili avvolgenti leggeri con schienale ripiegabile e guscio in CFRP. La seduta è dotata di airbag toracico integrato, regolazione elettrica dell’altezza e regolazione manuale della posizione longitudinale.

Ufficio Stampa Porsche
Caratteristiche nuova Porsche 911 GT3 S/C

Il sedile può essere dotato anche di un sistema di riscaldamento a tre intensità. Gli interni sono rivestiti di serie in pelle nera, compresi le alette parasole e i rivestimenti dei montanti anteriori. Grazie all’impiego rivoluzionario di rinforzi piatti in magnesio ha reso possibile ottenere una curvatura del tetto come una coupé. L’assetto del telaio della nuova 911 GT3 S/C è identico a quello della 911 GT3 con pacchetto Touring. Frank Moser, Vice President della linea di modelli 911 e 718, ha dichiarato:

“L’esaltante powertrain della 911 GT3 dà il meglio di sé quando si guida a tetto aperto, soprattutto sulle tortuose strade di campagna. Questo perché siamo riusciti a contenere il peso della 911 GT3 S/C a soli 1.497 chilogrammi, nonostante la capote completamente automatica. Sono solo circa 30 kg in più rispetto alla 911 Speedster della generazione 991â€.

Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 14:57:08 +0000
News n. 19
Che auto guida Matilda De Angelis, l’attrice dà una scossa alla sua routine

Ogni grande finale sancisce inevitabilmente il via a un nuovo viaggio, magari a bordo della propria auto preferita, proprio come accade a Matilda De Angelis in questi giorni di grandi cambiamenti. Mentre l’attrice si prepara a salutare i panni ottocenteschi di Lidia Poët, la sua quotidianità riparte al volante.

Una citycar pronta a tutto

Il successo non ha fatto perdere contatto con la realtà. Come raccontato da Matilda in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, possiede una Smart, il top in città: grazie alle dimensioni ultra-compatte la parcheggi in un attimo e il raggio di sterzata rende agili anche i vicoli più stretti.

Qui bisogna, però, fare attenzione: alla prospettiva di viaggi a zero emissioni irrompe la Mercedes EQA. La gamma del SUV compatto premium accoglie i curiosi nella famiglia EQ della Stella mettendo sul piatto diverse opzioni, dalla EQA 250+, regina di efficienza con trazione anteriore e 190 CV (fino a 530 km di autonomia WLTP), alle potenti versioni 300 e 350 4Matic con trazione integrale. Il legame con Matilda De Angelis qui si fa digitale: l’attrice è infatti la voce della serie audio “A day in your futureâ€. Attraverso l’intelligenza artificiale, gli utenti possono vivere uno storytelling personalizzato, espressione dei valori di sostenibilità e tecnologia del brand.

Sebbene la massa superi le due tonnellate – un tratto comune a molte EV dato il pacco batterie – la EQA si conferma una delle opzioni più equilibrate sul mercato: il merito va al sistema MBUX con realtà aumentata e a una ricarica rapida in corrente continua che garantisce il ripristino dell’80% dell’energia in circa mezz’ora

Alzando l’asticella, il rapporto tra Matilda De Angelis e le auto si fa ancora più stretto, infatti l’attrice è il volto scelto per il lancio della Maserati Grecale Folgore. In questo caso la componente emozionale vince su tutto il resto: gli oltre 550 CV e la spinta istantanea da 820 Nm valgono alla quattro ruote modenese uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 4,1 secondi.

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Se fuori l’eleganza è quella muscolosa tipica del Tridente, dentro si scopre un lusso nuovo, fatto di materiali nati dal riciclo del nylon in grado di tenere testa ai rivestimenti classici. Anche se il prezzo da circa 125.000 euro e le imponenti dimensioni (giustificati dalla batteria da 105 kW) restringono il bacino di acquirenti, la rivoluzione green corre veloce. Un po’ come la carriera di Matilda, la Grecale Folgore volge lo sguardo all’orizzonte, sfoggiando una classe che non teme il giudizio del passato.

La legge di Lidia Poët 3: la fermata finale

A fine Ottocento non poteva ancora salire in auto, ma Matilda De Angelis travolge ugualmente il pubblico di Netflix con La legge di Lidia Poët 3. Nella stagione finale Lidia dovrà districarsi tra la difesa del titolo di avvocata e quella della sua amica Grazia Fontana, accusata di omicidio. Sarà un finale intenso, dove la protagonista avrà anche delle questioni di cuore da risolvere, divisa tra l’amore per Jacopo Barberis (Eduardo Scarpetta) e il legame con il procuratore Fourneau (Gianmarco Saurino). I sei episodi conclusivi saranno disponibili dalle 9:00 di mercoledì 15 aprile: un appuntamento imperdibile per chiudere il cerchio sulla prima avvocata d’Italia.

Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 14:26:19 +0000
News n. 20
MotoGP, rinnovo contratto Marc Marquez: la decisione di Ducati

Marc Marquez ha espresso un concetto semplice: il prossimo anno, a prescindere dalle difficoltà attuali, vuole correre sulla Rossa. Le garanzie che riceverà saranno sia di natura economica che di una eventuale via d’uscita a fine 2027.

Per questo motivo il marchio emiliano ha accettato di concordare un rinnovo, in base alle ultime indiscrezioni che arrivano dalla Spagna, di un anno più un secondo che scatterebbe nel caso in cui il pilota volesse proseguire in MotoGP in sella alla moto emiliana.

Le condizioni fisiche che in questo inizio di campionato non sono sembrate essere ottimali, rappresenteranno l’ago della bilancia per il futuro. Nei primi tre Gran Premi del 2026 l’Aprilia, con uno straordinario Marco Bezzecchi, ha dimostrato di essere nettamente superiore. Da Jerez in avanti la ruota potrebbe girare e la Rossa tornare al vertice, tuttavia Marc non sembra poter avere la forza necessaria nel braccio destro per vincere a ripetizione SR e GP come nel 2025. L’infortunio di Mandalika dello scorso ottobre potrebbe aver compromesso la mobilità dell’arto e non c’è tempo una per una nuova operazione.

Le prospettive di Ducati

L’aria che si respira nel box emiliano non è esaltante. L’obiettivo era chiudere in bellezza l’attuale ciclo tecnico per proiettarsi con ottimismo alla nuova era della classe regina con le moto 850cc. Di base Austin ha certificato i problemi del campione spagnolo e ha mostrato un Bagnaia ancor più lontano dalle dinamiche della squadra. Il torinese sta solo aspettando il momento giusto per annunciare il passaggio in Aprilia, al fianco di Bezzecchi, mentre Dall’Igna e company avrebbero individuato in Acosta il pilota giusto per garantire un futuro roseo al team.

L’enfant prodige della KTM è sicuramente un prospetto di qualità, ma sembra anche l’ultima carta tra le mani di Ducati che, nel 2024, ha rinunciato a Martin, Bezzecchi e Bastianini per garantire a Marc Marquez la sella della Rossa. Il 9 volte iridato aveva annunciato, lo scorso mese di febbraio, che se la spalla fosse migliorata avrebbe firmato un biennale, ma oggi le sue condizioni sembrano addirittura peggiorate.

I dettagli dell’accordo

Il noto giornalista Ricard Jovè, ai microfoni di Mundo Deportivo, ha dichiarato:

“Credo che il contratto 1+1 che sta chiedendo alla Ducati è dovuto sia alle sue condizioni fisiche, sia alla volontà di lasciarsi una porta aperta nel caso che la moto non dovesse garantire delle prestazioni non alla sua altezza. Il suo ritiro si avvicina sempre più e ogni anno che passa gli toglie la possibilità di vincere un altro titoloâ€.

Nella prossima annata potrebbero tornare competitive Honda e Yamaha. Marc Marquez potrebbe essere tentato dall’idea di concludere la sua cavalcata in MotoGP nel segno del marchio dell’Ala dorata che lo ha reso una leggenda. Il reporter spagnolo ha aggiunto:

“Quell’1+1 di cui tutti parlano ha molto senso se hai dubbi sulle tue condizioni fisiche e nessuno può garantirti che la Ducati sarà la miglior moto nel 2027. Se arrivi al prossimo anno e le cose non vanno per il verso giusto perché il tuo corpo non collabora o non lo fa la tua moto, hai il potere di decidere il tuo futuro. Se alla fine otterrà quell’1+1 che gli permette di andarsene liberamente, sarà una mossa intelligenteâ€.

Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 13:10:07 +0000
News n. 21
Multa semaforo rosso, bastano pochi centimetri: attenzione al T-Red

Purtroppo capita di vedersi recapitare a casa una multa per semaforo rosso e non riuscire a ricordare il momento esatto in cui si è compiuta tale trasgressione, così grave e pericolosa. Forse un motivo c’è, anche se chiaramente non per tutti, e sta dietro la presenza dei T-Red agli incroci.

Che cosa sono i T-Red e i Velocar

I Velocar e i T-Red sono dispositivi che vengono installati ai semafori per controllare: i primi, la velocità media dei conducenti, i secondi che le auto (e altri mezzi) non superino la striscia bianca di arresto segnata sulla carreggiata quando il semaforo è rosso. Anche chi avanza di pochissimo infatti viene beccato dal segnalatore e la conseguenza è una multa salata recapitata direttamente a casa.

In presenza di qualsiasi incrocio, stop o semaforo vediamo chiaramente la riga bianca trasversale a terra, obbligatoria per legge per segnalare a tutti i conducenti su strada il punto esatto in cui bisogna fermare il proprio veicolo. La linea di arresto non dovrebbe mai essere superata, fino al momento in cui è possibile ripartire.

Nonostante questo, mentre circoliamo con la nostra vettura o altri mezzi, ci capita spesso di vedere automobilisti (ma anche ciclisti e motociclisti e non solo) che – al semaforo – avanzano oltre la linea e addirittura la superano con entrambe le ruote davanti.

La linea non è certo segnata a caso, si tratta di sicurezza: bisogna fare attenzione, quindi, perché la legge non consente di oltrepassare la striscia trasversale bianca, nemmeno di pochi centimetri, altrimenti scatta la multa.

Che cosa dice il Codice della Strada

Come dice il Codice della Strada e come sottolineato sinora, la linea di stop bianca che troviamo prima di un incrocio o di un semaforo non può mai essere superata, nemmeno di pochi centimetri.

Ha infatti una funzione specifica, ovvero proteggere i pedoni che attraversano e gli altri automobilisti che impegnano l’incrocio. Motivo per il quale la legge non ammette alcuna violazione minima, che viene captata appunto dai T-Red.

L’articolo 41 del Codice della Strada dice che

“durante il periodo di accensione della luce rossa, i veicoli non devono superare la striscia di arresto, in mancanza di tale striscia i veicoli non devono impegnare l’area di intersezione, né l’attraversamento pedonale, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni.â€

E aggiunge:

“Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto [di cui sopra] a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell’accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza.â€

La multa

Il Codice della Strada, all’articolo 146 stabilisce le sanzioni per violazione della segnaletica stradale e, in particolare, riporta che:

“l’utente della strada è tenuto a osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale e dagli agenti del traffico a norma degli articoli da 38 a 43 e delle relative norme del regolamentoâ€.

Aggiunge poi che le sanzioni previste per chi

“non osserva i comportamenti indicati dalla segnaletica stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero dagli agenti del traffico, sono la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42 a euro 173, fatte salve le particolari sanzioni previste dagli articoli 6 e 7 e dall’articolo 191, comma 4″.

Attenzione a chi invece prosegue la marcia con semaforo rosso o equivalente segnalazione da parte dell’agente del traffico, che è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 167 a euro 665. E inoltre,

“quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui sopra per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesiâ€.

Consultando le tabelle specifiche all’articolo 126 bis del Codice della Strada è possibile sapere quanti punti vengono decurtati dalla patente, in caso di semaforo rosso sono 6.

Come funzionano Velocar e T-Red

Il Velocar registra la velocità media di percorrenza degli automobilisti da un varco all’altro (in genere i dispositivi sono installati ai semafori). E attenzione, perché andare a contestare una multa presa con Velocar o con T-Red non è semplice, anzi.

Il Velocar è un dispositivo molto sensibile, con una precisione di alto livello, che lascia poco spazio a contestazioni e dubbi. Il T-Red, diverso dal Velocar, rileva il passaggio con rosso o l’arresto oltre la linea; sono ancora troppi i conducenti su strada convinti che superare la linea bianca di arresto di pochi centimetri non sia vietato, ebbene, non è così. Il Velocar invece agisce come una sorta di mini tutor sulle strade cittadine, e infatti misura la velocità media su un breve tratto, andando quindi a sanzionare gli eccessi di velocità.

Il T-red si serve di sensori nell’asfalto o telecamere con intelligenza artificiale per rilevare se il veicolo supera la linea di arresto a semaforo rosso. Scatta almeno due foto: una prima dell’incrocio e la seconda a incrocio attraversato, per dimostrare l’avvenuta violazione.

Il sistema si attiva istantaneamente quando il semaforo diventa rosso e monitora il veicolo prima, durante e dopo l’attraversamento della linea d’arresto. Per validare la multa, il dispositivo scatta solitamente due o più foto – come abbiamo detto – che mettono in evidenza il veicolo che supera la linea e l’avanzamento nell’incrocio mentre il semaforo è ancora rosso.

Quando è possibile fare ricorso

Non è cosa facile fare e soprattutto vincere un ricorso per chi passa oltre il semaforo con luce rossa di alt accesa, soprattutto se ci sono le prove di questi dispositivi che rilevano anche solo le ruote oltre la linea bianca di qualche centimetro.

È più semplice invece:

  • nel caso di mancanza di prove, se quindi il verbale non è accompagnato da alcuna fotografia che dimostra chiaramente il passaggio con il semaforo rosso;
  • se si prova che la luce gialla di quel particolare semaforo dura meno di 3 secondi, che è il minimo stabilito per legge.

Ricordiamo inoltre che tutti gli apparecchi devono essere sottoposti a verifica periodica di funzionalità e taratura (in genere annuale) anche se in questi casi le questioni (come avviene con gli autovelox) non sono mai così chiare e definite per tutti i casi, ma differenti ad ogni caso specifico.

Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 12:25:26 +0000
News n. 22
La guida autonoma è sbarcata in Europa, tutte le novità del Full Self-Driving Supervised

La guida autonoma non è più solo un tema da laboratorio o da video virali provenienti dagli Stati Uniti. In Europa, qualcosa si è mosso davvero per la prima volta. A fare da apripista sono i Paesi Bassi, che hanno dato il via libera all’utilizzo del sistema Full Self-Driving Supervised di Tesla sulle proprie autostrade. È il primo passo, che segna l’ingresso concreto della tecnologia di guida assistita più avanzata di Tesla nel contesto normativo europeo, storicamente molto più rigido rispetto a quello americano.

Dopo questo debutto, adesso Musk punta rapidamente a estendere la presenza del sistema anche negli altri Paesi dell’Unione. Una sfida complessa, che coinvolge regolamenti e sicurezza, ma che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui viviamo l’auto nei prossimi anni.

Supervisione umana obbligatoria

Il punto chiave è tutto nel nome: Supervised. Questa la condizione imprescindibile per poter operare in Europa. Il sistema di Tesla, infatti, funziona esattamente per come è stato concepito, ovvero gestisce accelerazione, frenata, sterzata e navigazione, ma in questo caso richiede la presenza attiva del conducente, pronto a intervenire in qualsiasi momento, e al quale è anche data la responsabilità della vettura.

Una scelta che nasce dalla necessità di rispettare le normative europee, molto più restrittive rispetto ad altri mercati. Tesla ha quindi adattato il proprio software, introducendo esplicitamente il concetto di supervisione umana per poter ottenere le autorizzazioni.

Come detto però, dal punto di vista tecnico, però, il funzionamento resta quello già visto oltreoceano. Il sistema utilizza sistema complesso di telecamere, sensori e algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare l’ambiente circostante in tempo reale, prendendo decisioni immediate.

Il risultato è un’esperienza di guida profondamente diversa, in cui il conducente diventa più un controllore che un vero protagonista, almeno nelle situazioni più lineari come i lunghi tragitti.

Prima di una lunga serie

L’autorizzazione nei Paesi Bassi potrebbe essere la prima di una lunga serie, almeno questo è ciò che si augura Elon Musk. La Netherlands Vehicle Authority, l’ente che ha dato il via libera, ha già dichiarato l’intenzione di portare la questione all’attenzione della Commissione Europea. L’obiettivo è creare un quadro normativo condiviso che permetta l’utilizzo del sistema anche in tutti gli altri Paesi membri.

Se questo percorso dovesse concretizzarsi, Tesla si troverebbe davanti a un mercato enorme. L’Europa, infatti, rappresenta una delle aree più importanti per la crescita del marchio, soprattutto in un momento in cui la competizione con i costruttori locali e con i nuovi player cinesi si fa sempre più intensa.

Non va dimenticato, inoltre, il modello di business legato al software. Il sistema Full Self-Driving è disponibile tramite abbonamento, con un costo di 99 dollari al mese, una cifra che apre nuove prospettive anche sul fronte dei ricavi post-vendita.

Il futuro della guida è già qui

La domanda, a questo punto, è inevitabile: siamo davvero pronti alla guida autonoma? La risposta, improvvisamente è cambiata e sembrerebbe essere positiva. Certo, le normative europee continuano a mantenere un approccio prudente, imponendo la presenza costante del conducente e limitando l’autonomia dei sistemi, ma se dovesse verificarsi un’adozione totale del vecchio continente il passo sarebbe storico e comporterebbe un ingresso in una nuova fase per l’automobile.

Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 11:49:24 +0000
News n. 23
Il Governo a sostegno delle imprese con “incentivi mirati per i veicoli commercialiâ€

In arrivo una nuova stagione di incentivi, a preannunciarlo è Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Durante il convegno sul settore automotive, organizzato da Federauto nella sede dell’Automobile Club di Milano, si è parlato di incentivi dedicati ai veicoli commerciali e altre categorie specifiche al momento non esplicitate.

In un contesto economico complesso, dove il costo dei mezzi nuovi resta elevato e le imprese rimandano gli investimenti, il Governo prova quindi a intervenire su uno dei settori più strategici: quello dei veicoli destinati al lavoro.

Le parole del ministro

Il messaggio lanciato da Urso si rivolge a un piano concreto per rilanciare la domanda. “Per stimolare la domanda prevediamo incentivi mirati per i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche, in modo da facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercatoâ€, ha dichiarato il ministro. Un passaggio che sottolinea un punto chiave: l’età media dei veicoli in Italia continua a crescere, e questo vale ancora di più per i mezzi commerciali, spesso utilizzati fino al limite delle loro possibilità operative.

Secondo Urso, il lavoro da fare è condiviso: “Insieme a tutti gli operatori della filiera possiamo tracciare il percorso per una transizione sostenibile, equilibrata ed inclusivaâ€. Parole che sembrano voler rassicurare un settore che negli ultimi anni si è trovato a fare i conti con cambiamenti normativi rapidi e, talvolta, difficili da sostenere.

Green Deal sotto accusa

In quest’occasione il ministro ha anche approfittato per scagliarsi contro la transizione elettrica imposta dall’Europa, sottolineando come “in questo contesto il Governo italiano ha dato una scossa all’Unione europea, mettendo in discussione le folli idee del Green Dealâ€.

Una posizione netta, che riflette un sentimento sempre più diffuso tra gli operatori del settore: quello di una transizione sì necessaria, ma da gestire con maggiore gradualità e pragmatismo. Il rischio, secondo molti, è quello di mettere in difficoltà intere filiere produttive senza aver ancora costruito alternative solide e accessibili per tutti.

Sì ai biocarburanti e all’approccio multi-tecnologico

Proprio su questo punto si inserisce il concetto di approccio multi-tecnologico, sempre più centrale nel dibattito politico e industriale. Se da un lato l’elettrico rappresenta una delle strade principali per ridurre le emissioni, dall’altro non può essere l’unica soluzione. È questa la linea condivisa anche dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che nella stessa sede ha ribadito la necessità di ampliare il ventaglio delle opzioni.

“Il rischio è demolire il passato senza essere capaci di costruire il futuroâ€, ha spiegato, sottolineando come sia fondamentale affiancare all’elettrico anche altre tecnologie, come biocarburanti e carburanti sostenibili. Un’apertura importante, soprattutto per un Paese come l’Italia, che vanta competenze storiche nella ricerca e nella produzione legata ai motori termici.

In questo scenario, i nuovi incentivi potrebbero non limitarsi a favorire l’elettrico, ma premiare soluzioni diverse, contribuendo a una transizione più graduale e meno traumatica per imprese e lavoratori. Resta ora da capire quando e come queste misure verranno concretamente attuate. Ma sembrerebbe chiaro che, dopo mesi di incertezza, il tema degli incentivi torna protagonista, e questa volta con l’obiettivo di colpire in modo più mirato e strategico.

Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 10:24:57 +0000
News n. 24
Targhe monopattini, arriva il nuovo chiarimento del Mit

Il 16 maggio scatta l’obbligo di targa e assicurazione anche per i monopattini elettrici. Una novità che vuole cambiare la micromobilità urbana e guardare alle città in modo più sicuro e controllato. All’inizio delle prenotazioni però, il sistema che gestisce la procedura ha subito qualche ritardo di troppo, subito strumentalizzato.

Una situazione che ha anche creato qualche disorientamento tra gli utenti, con segnalazioni di tempi di attesa incerti, e ha spinto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a intervenire con un chiarimento ufficiale, per rassicurare cittadini e operatori.

Oltre 200.000 contrassegni già inviati

Secondo quanto comunicato dal Mit, il sistema ora è pienamente operativo e in grado di garantire che tutti coloro che hanno effettuato la richiesta del contrassegno possano essere in regola entro la scadenza del 16 maggio. I numeri aiutano a capire la portata dell’operazione: sono già stati prodotti e distribuiti oltre 200.000 contrassegni alle 103 sedi della Motorizzazione Civile presenti sul territorio.

Un dato che, nelle intenzioni del Ministero, dimostra come i rallentamenti iniziali siano stati legati esclusivamente alla fase di avvio del sistema, fisiologica quando si introduce una novità di questa portata. Non solo.

Il Mit ha annunciato anche l’arrivo di nuove modalità di prenotazione, pensate per rendere più fluido il processo e ridurre ulteriormente i tempi di attesa. L’obiettivo è chiaro: evitare disagi agli utenti e accompagnare gradualmente l’adeguamento alle nuove regole. Una precisazione importante, soprattutto per chi teme sanzioni: chi ha già avviato la procedura nei tempi previsti non rischia di trovarsi fuori norma, anche se il contrassegno materiale non è ancora stato consegnato.

Domande sulla polizza

Se il tema delle targhe ha generato dubbi, quello dell’assicurazione ha sollevato ancora più interrogativi. Negli ultimi giorni si sono diffuse diverse interpretazioni, spesso contrastanti: c’è chi pensava fosse sufficiente una RC familiare, chi invece riteneva l’obbligo limitato ai soli maggiorenni. Per fare chiarezza, il Ministero ha pubblicato una sezione dedicata di FAQ, disponibile online, in cui vengono affrontati i principali quesiti degli utenti. Tra i punti più rilevanti:

  • chi può richiedere la polizza, ovvero tutti i cittadini dai 14 anni;
  • l’obbligo di polizza RC Auto, e non solo RC familiare, che riporti il codice del contrassegno identificativo del monopattino;
  • i massimali minimi obbligatori per la copertura assicurativa: 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni di euro per quelli alle cose;
  • le condizioni legate al diritto di rivalsa, come per esempio la guida senza casco o il trasporto passeggeri;
  • il collegamento alla piattaforma ANIA, obbligatorio e che permettere alle forze dell’ordine di controllare la reale copertura della polizza.

Il messaggio è chiaro: l’obbligo assicurativo riguarda tutti i monopattini elettrici, indipendentemente dall’età del conducente, e richiede una polizza specifica.

Una svolta per la micromobilità

L’introduzione di targa e assicurazione rappresenta un cambio di paradigma per il mondo dei monopattini. Una soluzione agile e veloce per gli spostamenti urbani, che nel tempo ha preso il sopravvento, ora questi mezzi diventano pienamente regolati come il resto dei componenti della strada. Una scelta quasi obbligata dall’esigenza di contrastare abusi e fenomeni sconsiderati e proteggere sia chi guida, ma anche gli altri utenti. 

Proprio per questo la scelta è stata presa con favore dall’opinione pubblica, ma non è mancata qualche critica da parte di chi teme che nuove regole e costi possano frenare la diffusione dei monopattini, soprattutto nelle grandi città dove rappresentano una valida alternativa al traffico.

Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 09:36:56 +0000
News n. 25
Volkswagen Golf ad aprile da 27.900 euro: tutti i dettagli dell’offerta

La bestseller con oltre 50 anni di storia vuole essere la protagonista della primavera: prezzo d’attacco fissato a 27.900 euro, con oltre 3.500 euro di sconto rispetto al listino. Una promozione che punta a rendere ancora più accessibile una delle compatte più apprezzate di sempre, senza complicazioni: niente obbligo di finanziamento e una formula chiara, pensata per chi vuole cambiare auto senza troppi vincoli.

I dettagli dell’offerta

Entrando nel concreto, l’offerta riguarda la versione Golf 1.5 TSI da 115 CV nell’allestimento Edition Plus, una delle configurazioni più equilibrate della gamma. Il prezzo promozionale di 27.900 euro è legato alla permuta o rottamazione di un veicolo, partendo da un listino ufficiale di 31.550 euro.

La particolarità di questa iniziativa è proprio l’assenza dell’obbligo di finanziamento, una scelta controcorrente rispetto a molte promozioni attuali. Spesso infatti gli sconti più consistenti sono vincolati a formule finanziarie che si vanno a mangiare quel risparmio con gli interessi, Volkswagen invece ha deciso di lasciare libertà di scelta all’acquirente.

Anche con finanziamento

Per chi invece preferisce diluire la spesa, resta comunque disponibile una proposta finanziaria dedicata, basata sulla formula Progetto Valore Volkswagen.

In questo caso, si parte da un anticipo di 5.000 euro, seguito da 36 rate mensili da 209 euro. Al termine del periodo dei tre anni è prevista una maxi rata finale di 19.842 euro, con un chilometraggio massimo fissato a 30.000 km complessivi.

Superata questa soglia, si applica un costo aggiuntivo di 0,20 euro per ogni chilometro extra. Nel complesso, il prezzo finale dell’auto arriva a 32.366 euro, che comprende il TAEG del 7,16%.

È una formula ormai consolidata, che permette di avere una rata contenuta e la possibilità, alla fine del contratto, di scegliere se riscattare l’auto, sostituirla o restituirla. Una soluzione flessibile, pensata per chi vuole mantenere un certo margine di libertà nelle decisioni future.

Un’icona da oltre 37 milioni di unità

Parlare di Golf significa parlare di un pezzo di storia dell’automobile europea. Dal debutto negli anni ’70 a oggi, sono state vendute oltre 37 milioni di unità nel mondo, di cui circa 2,7 milioni solo in Italia. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi slogan il successo di questo modello.

In oltre 50 anni di storia la Golf è riuscita a evolversi senza mai perdere il suo equilibrio: una compatta capace di essere pratica nell’uso quotidiano a 360 gradi, ma anche solida, ben costruita e piacevole da guidare. Con il passaggio alle generazioni più recenti, l’evoluzione è passata poi attraverso la tecnologia e l’elettrificazione, aumentando con il tempo il posizionamento premium, le dimensioni, integrando connettività e sistemi di assistenza alla guida, ma sempre mantenendo la sensazione di affidabilità e familiarità che l’ha resa un punto di riferimento.

Oggi, nell’era della transizione elettrica e dei SUV sempre più dominanti, la Golf continua a difendere il suo spazio, puntando su qualità, efficienza e una formula che negli anni ha dimostrato di funzionare. L’offerta di aprile arriva in un momento in cui il mercato auto è ancora in fase di assestamento. Tra prezzi in crescita, incentivi incerti e una transizione tecnologica non sempre lineare, promozioni come questa rappresentano una leva concreta per stimolare la domanda.

Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 08:39:21 +0000


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