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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 22 giugno 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane è caratterizzata da numerosi lavori in corso con tratti chiusi e diverse uscite e entrate chiuse in varie regioni del Paese. Un caso di rilievo riguarda un veicolo in fiamme sull’autostrada A14 tra Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro che provoca rallentamenti del traffico. Inoltre, si registra una coda di 2 km tra Cesena Nord e Forlì sempre sulla A14 dovuta a un tratto chiuso. Questi sono solo alcuni esempi degli eventi che analizzeremo dettagliatamente lungo le principali tratte autostradali italiane.

A1 Milano-Napoli



23:05 – Tratto Chiuso tra Casalpusterlengo e Bivio A1/Fine Complanare Piacenza
Tratto chiuso per lavori fino alle 05:00 del 23/06/2026. Entrata consigliata verso Bologna: Piacenza Ovest su A21 Torino-Piacenza-Brescia.



23:00 – Area di Servizio Montepulciano ovest
Area di servizio chiusa fino alle 03:00 del 23/06/2026 per lavori.



22:38 – Entrata chiusa Frosinone
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 verso Roma per lavori. Entrata consigliata verso Roma: Ferentino.



22:10 – Area di servizio Fabro ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 per lavori.



22:10 – Uscita chiusa Fabro
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 provenendo da Firenze per lavori. Uscita consigliata: Chiusi.



22:09 – Tratto Chiuso tra Settebagni e Bivio Diramazione Roma nord/G.R.A.
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 23/06/2026 per lavori.



22:01 – Corsie di Destra Chiuse tra Firenze sud e Firenze Impruneta
Corsie di destra chiuse per lavori.



21:57 – Tratto Chiuso tra Pian Del Voglio e Aglio
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 23/06/2026 per lavori. Entrata consigliata verso Firenze: Badia su Variante di valico.



22:03 – Entrata chiusa Magliano Sabina
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 verso Firenze per lavori. Entrata consigliata: Orte.



22:03 – Uscita chiusa Firenze Impruneta
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 provenendo da Roma per lavori. Uscita consigliata: Firenze sud.



22:05 – Uscita chiusa Frosinone
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 provenendo da Napoli per lavori. Uscita consigliata: Ceprano.



22:01 – Traffico rallentato tra Modena sud e Modena Nord
Traffico rallentato per lavori.

A4 Torino-Trieste



22:41 – Entrata chiusa Brescia ovest
Entrata chiusa verso Brescia per incidente. Entrata consigliata: SV. Brescia Centro su A21 Torino-Piacenza-Brescia.



22:18 – Uscita chiusa Agrate
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 per lavori. Uscita consigliata da Brescia: Cavenago. Uscita consigliata da Milano: Cavenago.



22:18 – Entrata chiusa Agrate
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 in entrambe le direzioni per lavori. Entrata consigliata verso Milano: Monza. Entrata consigliata verso Brescia: Cavenago.



22:02 – Allacciamento chiuso Nodo A4/A26 Trafori
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 23/06/2026 provenendo da Torino verso Genova Voltri per lavori. Entrata consigliata verso Genova Voltri: Ghemme su A26 Genova Voltri-Gravellona Toce. Uscita consigliata provenendo da Torino: Ghemme su A26 Genova Voltri-Gravellona Toce.



21:20 – Uscita chiusa Monza
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 provenendo da Brescia per lavori. Uscita consigliata: Cavenago.

A5 Torino – Aosta – Monte Bianco



22:33 – Tratto Chiuso tra Raccordo A5/SS26 dir e Aosta Ovest
Tratto chiuso per lavori fino alle 06:00 del 23/06/2026.



22:03 – Entrata chiusa Aosta ovest
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 verso Monte Bianco per lavori.

A7 Milano-Genova



22:06 – Tratto Chiuso tra Genova Sampierdarena e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Tratto chiuso per lavori fino alle 06:00 del 23/06/2026. Entrata consigliata verso Milano: Genova Bolzaneto.



22:02 – Uscita chiusa Serravalle Scrivia
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 provenendo da Genova per lavori. Uscita consigliata: Vignole Borbera.

A8 Milano-Varese



22:53 – Chiusura stazione di rifornimento Villoresi est
Stazione di rifornimento chiusa per interruzione energia elettrica.



22:34 – Servizi di ristorazione non disponibili area di servizio Villoresi est
Servizi di ristorazione chiusi per lavori.



22:34 – Servizi igienici non disponibili area di servizio Villoresi est
Servizi igienici non disponibili per lavori.



22:23 – Allacciamento chiuso Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Chiuso fino alle 05:00 del 23/06/2026 provenendo da Varese verso Milano per lavori. Entrata consigliata verso Milano: Cormano su A4 Torino-Trieste. Uscita consigliata provenendo da Varese: Cormano su A4 Torino-Trieste.



22:23 – Uscita chiusa Cascina Merlata
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 provenendo da Varese per lavori. Uscita consigliata provenendo da Varese: Cormano su A4 Torino-Trieste.



22:09 – Entrata chiusa Castellanza
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 verso Milano per lavori. Entrata consigliata verso Milano: Legnano.



22:23 – Entrata chiusa Cavaria
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 in entrambe le direzioni per lavori. Entrata consigliata verso Milano: Busto Arsizio. Entrata consigliata verso Varese: Solbiate Arno – Albizzate.



21:19 – Allacciamento chiuso Fiera Milano
Chiuso fino alle 05:00 del 23/06/2026 provenendo da Varese verso Corso Sempione per lavori. Entrata consigliata verso Corso Sempione: Cormano su A4 Torino-Trieste. Uscita consigliata provenendo da Varese: Cormano su A4 Torino-Trieste.



21:19 – Allacciamento chiuso Fiera Milano
Chiuso fino alle 05:00 del 23/06/2026 provenendo da Varese verso A52 Tangenziale Nord per lavori. Entrata consigliata verso A52 Tangenziale Nord: Cormano su A4 Torino-Trieste. Uscita consigliata provenendo da Varese: Cormano su A4 Torino-Trieste.



21:18 – Tratto Chiuso tra Solbiate Arno – Albizzate e Bivio A8/D08
Tratto chiuso per lavori fino alle 05:00 del 23/06/2026. Entrata consigliata verso Milano: Busto Arsizio.



22:21 – Entrata chiusa Solbiate Arno – Albizzate
Entrata chiusa verso Milano per lavori.

A9 Lainate-Como Chiasso



22:10 – Tratto Chiuso tra Lago di Como e Como Centro
Tratto chiuso per lavori fino alle 05:00 del 23/06/2026. Entrata consigliata verso Lainate: Como Centro.



21:37 – Entrata chiusa Svincolo di Lomazzo Sud
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 verso Lainate per lavori. Entrata consigliata verso Lainate: Lomazzo Nord.



21:33 – Uscita chiusa Svincolo di Lomazzo Sud
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 provenendo da Lainate per lavori. Uscita consigliata: Lomazzo Nord.

A10 Genova-Ventimiglia



22:01 – Tratto Chiuso tra Albisola e Bivio A10/Inizio Complanare Savona
Tratto chiuso per lavori fino alle 06:00 del 23/06/2026.



22:01 – Area di servizio San Cristoforo nord
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 per tratto chiuso.

A11 Firenze-Pisa Nord



22:18 – Uscita chiusa Montecatini Terme
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 provenendo da Firenze per lavori. Uscita consigliata: Pistoia.



22:11 – Allacciamento chiuso Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 23/06/2026 provenendo da Pisa verso Roma per lavori. Entrata consigliata verso Roma: Firenze Nord su A1 Milano-Napoli. Uscita consigliata provenendo da Pisa: Firenze Nord su A1 Milano-Napoli.

A12 Genova-Roma



22:04 – Entrata chiusa Sestri Levante
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 verso Genova per lavori. Entrata consigliata: Lavagna.

A14 Bologna-Taranto



22:59 – Traffico rallentato tra Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro
Rallentamenti a causa di veicolo in fiamme.



22:41 – Coda di 2 km tra Cesena Nord e Forlì
Coda dovuta a tratto chiuso.



22:17 – Coda in uscita a Forlì provenendo da Bologna
Coda per traffico intenso in uscita.



22:04 – Tratto Chiuso tra Pescara Ovest e Pescara sud
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 23/06/2026 per lavori. Entrata consigliata verso Bari: Pescara sud. Uscita consigliata da Ancona: Pescara Ovest.



21:56 – Area di servizio Sillaro ovest
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 per tratto chiuso.



21:54 – Uscita chiusa Rimini Nord
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 provenendo da Bologna per lavori. Uscita consigliata: Valle Del Rubicone.



21:37 – Entrata chiusa Rimini Nord
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 23/06/2026 verso Ancona per lavori. Entrata consigliata: Rimini sud.



21:31 – Tratto Chiuso tra Forlì e Faenza
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 23/06/2026 per lavori. Entrata consigliata verso Bologna: Faenza.



21:25 – Tratto Chiuso tra Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Bologna Borgo Panigale
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 23/06/2026 per lavori. Entrata consigliata verso Bologna: Bologna Borgo Panigale. Uscita consigliata da Milano-Napoli: Bologna Casalecchio su Raccordo A1-A14 Bologna Casalecchio.

A16 Napoli-Canosa



22:56 – Tratto chiuso tra Cerignola Ovest e Candela
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 23/06/2026 per lavori. Entrata consigliata verso Napoli: Candela.



22:51 – Entrata chiusa Avellino ovest
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 in entrambe le direzioni per lavori. Entrata consigliata verso Napoli: Baiano. Entrata consigliata verso Canosa: Benevento.



22:23 – Uscita chiusa Avellino Ovest
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 per lavori. Uscita consigliata da Canosa: Baiano. Uscita consigliata da Napoli: Avellino est.



22:23 – Area di servizio Calaggio sud
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 per lavori.



22:10 – Servizi di ristorazione non disponibili area di servizio Vesuvio sud
Servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 23/06/2026.



22:10 – Servizi igienici non disponibili area di servizio Vesuvio sud
Servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 del 23/06/2026.



22:06 – Area di servizio Ofanto nord
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 per lavori.



22:03 – Tratto chiuso tra Grottaminarda e Candela
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 23/06/2026 per lavori. Entrata consigliata verso Canosa: Candela. Uscita consigliata da Napoli: Grottaminarda.

A26 Ge-Voltri-Gravellona Toce



22:07 – Tratto Chiuso tra Baveno e Arona
Tratto chiuso per lavori fino alle 06:00 del 23/06/2026. Entrata consigliata verso Genova Voltri: Arona.

A27 Venezia – Belluno



22:07 – Uscita chiusa Vittorio Veneto Nord
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 provenendo da Venezia per lavori. Uscita consigliata: Vittorio Veneto sud.



22:07 – Entrata chiusa Vittorio Veneto nord
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 verso Belluno per lavori. Entrata consigliata verso Belluno: Belluno Svincolo.

A30 Caserta-Salerno



22:14 – Entrata chiusa Nocera Pagani
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 verso Salerno per lavori. Entrata consigliata verso Salerno: Castel San Giorgio.



22:14 – Uscita chiusa Nocera Pagani
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 23/06/2026 provenendo da Caserta per lavori. Uscita consigliata: Sarno.

Tangenziale di Napoli (A56)



23:05 – Tratto Chiuso tra Fine Tangenziale Napoli e Capodimonte
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 23/06/2026 per lavori. Entrata consigliata verso Pozzuoli: Capodimonte. Uscita consigliata provenendo da Allacciamento Diramazione Capodichino: Fine Tangenziale Napoli.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 21:08:00 +0000
News n. 2
Elettra Lamborghini, il SUV non passa mai inosservato: fascino e prestazioni

Per attirare l’attenzione possono bastare pochi secondi, il tempo di percorrere una delle vie principali di Milano prima di salire su un’auto bella da togliere il fiato come la Urus. In Monte Napoleone, nel cuore del capoluogo lombardo, Elettra Lamborghini raggiunge la vettura e sale a bordo di uno dei SUV più discussi e desiderati dagli appassionato di motori. Da una parte un volto affermato dello spettacolo italiano, dall’altra il modello capace di cambiare gli equilibri commerciali della Casa di Sant’Agata Bolognese.

Il SUV del Toro avvistato a Milano

A scanso di equivoci, chiariamo subito un punto: anche se le immagini ritraggono Elettra Lamborghini al volante della Urus, non esistono conferme sul fatto che sia effettivamente lei la proprietaria del mezzo. Il filmato ci dà, comunque, modo di stabilire il modello, uno dei pezzi forti del Toro, al punto da aver spinto il costruttore ad allargarne la gamma negli ultimi anni.

Qualunque sia la verità, la Urus resta pur sempre una presenza difficile da ignorare. Sfoggia le proporzioni di un grande SUV, ma conserva diversi elementi caratteristici del marchio come il frontale basso e affilato, le prese d’aria vistose, i motivi a Y e una carrozzeria sviluppata per sembrare in movimento anche da ferma. A bordo prende le distanze dalle Lamborghini più estreme, mettendo a disposizione spazio extra, soprattutto dietro, con posti realmente utilizzabili anziché inseriti solo per fare scena e un bagagliaio che permette di muoversi nel quotidiano senza doversi armare di pazienza. Il SUV conserva quindi l’immagine e le prestazioni del Toro, ma le inserisce in una vettura più versatile rispetto alle sportive tradizionali.

Sotto il cofano della prima generazione trovava posto un otto cilindri biturbo da 4,0 litri con 650 CV, trasferiti su strada a tutte e quattro le ruote in maniera permanente tramite il cambio automatico a otto rapporti. Le performance erano già fuori scala per un mezzo di questa taglia: 305 km/h di velocità massima e passaggio da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi. In seguito, sono arrivate declinazioni ancora più spinte, fino alla Performante da 666 CV e alla SE, ibrida plug-in da 800 CV complessivi. Il filmato permette comunque di restringere il campo alle versioni più recenti: il cofano attraversato da due prese d’aria esclude infatti il modello originario, ma l’inquadratura non basta per stabilire con certezza se si tratti di una Urus S o della più estrema Performante.

Boss in incognito: la puntata su Fiasconaro

Lunedì 22 giugno Rai Due riporta Elettra Lamborghini al centro della scena. A partire dalle ore 21.50 va infatti in onda la puntata di Boss in incognito dedicata all’azienda Fiasconaro, realtà legata alla pasticceria siciliana e conosciuta anche fuori dall’Italia per la produzione di panettoni.

Sotto mentite spoglie, la manager Agata Fiasconaro affianca i dipendenti nelle varie fasi del lavoro, dagli impasti alla preparazione e al confezionamento dei prodotti. Anche Elettra abbandona temporaneamente il ruolo di conduttrice e partecipa alla missione in incognito, lavorando con Patrizia tra fiocchi e carte colorate. Se l’auto alimenta la curiosità immediata dei social, Boss in incognito offre un racconto costellato di rapporti umani.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 19:00:37 +0000
News n. 3
Kia conquista gli italiani: immatricolazioni in netta crescita nel 2026

Il mercato delle quattro ruote in Italia è in crescita e alcuni brand stanno facendo registrare numeri ben superiori alla media. Non è il caso solo dei marchi cinesi, che rappresentano una novità per il settore, ma anche Case “storiche” e presenti da tempo in Italia stanno vivendo un 2026 molto positivo.

Un esempio in tal senso è rappresentato da Kia che, considerando i dati UNRAE aggiornati a fine maggio scorso, sta registrando un 2026 molto positivo, con un deciso passo in avanti rispetto ai risultati dello scorso anno e con una crescita percentuale superiore a quella del mercato italiano.

Andiamo ad analizzare tutti i numeri.

Una crescita significativa

Kia sta vivendo un ottimo momento in Italia e la conferma arriva dai dati del mese di maggio 2026. La Casa coreana, infatti, ha registrato un totale di 4.427 unità immatricolate con un incremento del 27,73% delle vendite rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Questo risultato si traduce in una quota di mercato pari al 2,95%. Il dato di Kia è nettamente superiore alla media del mercato italiano, cresciuto solo del 7,6% nel corso del mese di maggio.

Questi numeri si riflettono anche sull’andamento delle vendite nel cumulato annuo. Tra gennaio e maggio, infatti, le immatricolazioni di Kia continuano a crescere, con il brand che ha venduto 22.441 unità nel corso del periodo considerato.

Il dato in questione si traduce in una crescita percentuale del 15,81% e in una quota di mercato del 2,84%. Anche in questo caso, Kia ha battuto nettamente il mercato delle quattro ruote italiano, in crescita del 9,4% su base annua.

I modelli che contribuiscono al successo

La crescita di Kia è certificata anche dal successo registrato da alcuni modelli che spingono le vendite del brand sul mercato italiano. Un esempio in tal senso è rappresentato dalla Kia Picanto. La segmento A del marchio è una delle pochissime vetture davvero economiche disponibili sul mercato e può rappresentare oggi una valida alternativa alla più diffusa Fiat Panda.

Con poco meno di 7 mila unità vendute nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, infatti, la Picanto oggi vale circa un terzo delle vendite del brand. Da segnalare che la vettura è cresciuta tanto rispetto allo scorso anno, con un incremento del 22%. Si tratta di un dato che chiarisce l’apprezzamento degli automobilisti per questo modello.

Un altro modello simbolo del brand è la Kia Sportage, che occupa un ruolo di riferimento assoluto nel segmento C del mercato. La vettura ha ottenuto 10.564 unità immatricolate (poco meno del 50% del totale delle vendite del brand) e ha sfiorato la leadership del suo segmento (distante poco più di 200 unità). Da segnalare anche la crescita registrata rispetto allo scorso anno.

Sportage, infatti, ha venduto quasi 2 mila unità in più rispetto al 2025, con un incremento del 20% su base annua. Picanto e Sportage sono due modelli molto diversi e che puntano su target di clienti specifici. Con questi due modelli, in particolare, Kia si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante in Italia, con numeri che confermano l’ottimo lavoro svolto dal brand nel corso di questi mesi.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 14:00:00 +0000
News n. 4
Jeremy Clarkson, dopo la battaglia col tumore ora torna a sorridere

Buone notizie per Jeremy Clarkson. Il noto conduttore e vera e propria icona tra gli appassionati del settore automotive sta meglio. Dopo aver annunciato di avere un carcinoma alla prostata, infatti, Clarkson è tornato a parlare del suo stato di salute nel corso di un’intervista pubblicata dalla versione online di The Times fornendo una serie di aggiornamenti sulle cure che rappresentano una notizia molto positiva. Andiamo a riepilogare tutti i dettagli in merito alle parole dell’apprezzato conduttore che ha anche postato un video su Instagram per fornire ulteriori informazioni ai suoi fan.

Gli ultimi aggiornamenti

Il titolo dell’intervista anticipa la buona notizia: “Ho sfidato la morte due volte. Sono l’uomo più fortunato del mondo“. Il conduttore televisivo, a cui era stato diagnosticato un cancro alla prostata lo scorso anno, ha annunciato di stare meglio. Il cancro è in remissione e Clarkson, che continua a sottoporsi a terapie e ad assumere medicinali, sta vivendo una vita quasi normale, come chiarito nel corso dell’intervista al The Times, magazine per cui ha anche recensito la Fiat Grande Panda.

A conferma di quanto annunciato nell’intervista, Clarkson ha appena pubblicato anche un aggiornamento lavorativo sulla sua pagina Instagram, annunciando che le riprese della sesta stagione di Clarkson’s Farm sono cominciate. Si tratta di un chiaro segnale che il suo stato di salute migliora (il conduttore in passato ha avuto anche problemi cardiaci) e che l’attività lavorativa può riprendere con un buon ritmo, come evidenziato anche in un altro messaggio pubblicato sul social network.

Visualizza questo post su Instagram

Il “solito” Clarkson

Sia nell’intervista che nel post pubblicato su Instagram è evidente come Jeremy Clarkson, seppur provato nel fisico, non abbia perso il suo solito umore, la sua capacità di dire le cose in modo chiaro e trasparente e anche di evidenziare gli aspetti positivi della sua vita.

Per il presente, il conduttore ha sottolineato: “Mi piace molto vedere i miei nipoti  e voglio vederli crescere. Guido molto più piano. Sono un po’ pigro. Faccio molte passeggiate. Mangio vegetarianoâ€. Il futuro è tutto da scrivere, ma per Clarkson, che ha da poco compiuto 66 anni, c’è ancora tanto da fare, nuovi show da condurre, nuove auto da recensire, con il suo inconfondibile spirito critico.

Di certo, Clarkson tornerà a fornire aggiornamenti sulla sua salute, considerando che lui stesso ha sottolineato di aver voluto fare chiarezza, andando a “infrangere” una regola che si era imposto per non parlare di salute. Il pubblico lo segue sempre con molta attenzione e nel corso degli anni tantissimi appassionati hanno dimostrato di essere pronti a seguirlo in tutti i suoi progetti.

Dopo le avventure con Top Gear e The Grand Tour oltre all’esperienza di Clarkson’s Farm, il conduttore continua a testare auto e ad analizzare il mondo delle quattro ruote e, di certo, continuerà a farlo per molto tempo. Gli oltre 10 milioni di follower su Instagram (tra cui immaginiamo ci siano anche tanti lettori di Virgilio Motori) non potranno che essere felici.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 13:30:20 +0000
News n. 5
Autostrada, attenzione a queste manovre: sono tra le più rischiose e più multate

In autostrada non basta rispettare il limite dei 130 chilometri orari per potersi considerare al riparo da rischi e sanzioni. La velocità resta uno dei fattori decisivi nella gravità degli incidenti, ma a incidere sono anche il modo in cui il conducente occupa le corsie, cambia direzione, sorpassa, si immette, esce, usa la corsia di emergenza o gestisce una coda.

La guida autostradale ha una caratteristica che la rende diversa dalla circolazione urbana: tutto avviene a velocità più elevate, con margini di errore ridotti e tempi di reazione compressi. Non a caso il Codice della Strada dedica alle autostrade un capitolo a sé.

Non basta rispettare i limiti di velocità

Il limite di velocità sulle autostrade italiane è fissato a 130 chilometri orari, salvo diverse indicazioni. In caso di precipitazioni atmosferiche, la soglia scende a 110 chilometri orari, mentre per i neopatentati il limite autostradale è di 100 chilometri orari per i primi tre anni dal conseguimento della patente. C’è anche la possibilità di arrivare a 150 chilometri orari, ma solo su tratti con tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia con apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media e dopo una valutazione legata a traffico, caratteristiche del tracciato, condizioni atmosferiche e incidentalità dell’ultimo quinquennio.

L’articolo 141 del Codice della Strada impone al conducente di mantenere sempre il controllo del veicolo e di regolare la velocità in base alle condizioni della strada, del traffico, del mezzo, del carico e della visibilità. La multa più nota è quella per eccesso di velocità anche perché tutor e autovelox hanno reso l’accertamento più frequente e meno aggirabile.

Entro i 10 chilometri orari oltre il limite si rischia una sanzione da 42 a 173 euro; tra oltre 10 e 40 chilometri orari si sale da 173 a 694 euro; tra oltre 40 e 60 chilometri orari la forbice diventa da 543 a 2.170 euro, con sospensione della patente da uno a tre mesi; oltre i 60 chilometri orari la multa va da 845 a 3.382 euro, con sospensione da sei a dodici mesi.

I pericoli del cambio corsia improvviso

Tra le condotte più sottovalutate c’è il cambio corsia eseguito senza anticipo, senza freccia o senza controllo dello specchietto e dell’angolo cieco. In autostrada il cambio corsia costringe chi arriva da dietro a interpretare in tempo reale l’intenzione del veicolo che precede. Quando la manovra viene fatta di scatto, magari per superare un mezzo pesante o per infilarsi in uno spazio ridotto, il rischio riguarda tutto il flusso di veicoli che segue.

Il Codice della Strada stabilisce che prima di cambiare corsia il conducente deve accertarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio, tenendo conto della posizione, della distanza e della direzione degli altri utenti. La segnalazione deve essere data con sufficiente anticipo e deve proseguire per tutta la durata della manovra.

Molti incidenti autostradali nascono da una valutazione sbagliata dello spazio disponibile. A 130 chilometri orari un veicolo percorre più di 36 metri al secondo; a 110 chilometri orari ne copre oltre 30. In questo scenario il tempo perso da chi deve frenare perché un altro si sposta può essere già troppo.

Corsia centrale occupata senza motivo

Uno dei comportamenti più frequenti sulle autostrade a tre corsie è la marcia stabile sulla corsia centrale, anche quando quella di destra è libera. Molti automobilisti la percepiscono come una zona di comfort, meno lenta della corsia di destra e meno impegnativa di quella di sorpasso. In realtà questa abitudine altera la logica della circolazione autostradale.

La regola generale prevede che bisogna percorrere la corsia libera più a destra mentre le corsie di sinistra sono destinate al sorpasso. La corsia di destra non è riservata ai camion, né è una corsia da lenti in senso generico, ma è la corsia ordinaria di marcia. Restare al centro senza ragione obbliga chi procede più velocemente a spostarsi sulla corsia di sinistra, crea imbottigliamenti artificiali, aumenta i cambi corsia e alimenta una guida più nervosa.

Il sorpasso a destra resta uno dei temi più confusi per gli automobilisti. La regola generale impone di sorpassare a sinistra, portandosi sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo da superare e rientrando a destra appena possibile, senza creare pericolo o intralcio. Salvo casi specifici, il sorpasso a destra non è consentito.

Diverso è il cosiddetto superamento a destra che può verificarsi quando un veicolo procede sulla corsia di destra e supera senza cambiare corsia apposta per farlo un veicolo che viaggia più lentamente sulla corsia centrale o su quella di sinistra. In pratica nel sorpasso a destra c’è una manovra volontaria di spostamento per superare; nel superamento a destra c’è la prosecuzione della marcia sulla propria corsia.

Distanza di sicurezza

In autostrada, viaggiare a pochi metri dal veicolo che precede è una delle condotte più pericolose, soprattutto quando il traffico è intenso e la velocità è elevata. Basta una frenata improvvisa, un rallentamento a fisarmonica o un ostacolo comparso all’improvviso per provocare un tamponamento.

L’articolo 149 del Codice della Strada stabilisce che durante la marcia i veicoli devono mantenere una distanza tale da garantire l’arresto tempestivo ed evitare collisioni con chi precede. La norma non indica una misura unica valida per ogni situazione perché la distanza dipende da velocità, condizioni del fondo stradale, visibilità, carico e attenzione del conducente.

La guida incollata al paraurti è usata come forma di pressione nei confronti di chi precede, soprattutto in corsia di sorpasso. È una pessima abitudine, oltre che un comportamento aggressivo che riduce il margine di reazione e rende più probabile un tamponamento.

Quando dalla mancata distanza deriva una collisione, le conseguenze sanzionatorie vanno da 42 a 173 euro, ma se l’inosservanza provoca una collisione con grave danno ai veicoli la multa sale; se derivano lesioni gravi alle persone possono configurarsi responsabilità penali.

L’uso della corsia di emergenza

La corsia di emergenza serve per arrestarsi in caso di guasto, malessere o altra emergenza reale e deve rimanere disponibile per i mezzi di soccorso e di polizia. Usarla per superare una coda, raggiungere prima l’uscita o evitare un rallentamento è una violazione grave che intralcia interventi salvavita.

Il Codice della Strada consente il transito sulla corsia di emergenza in caso di ingorgo solo per uscire dall’autostrada e soltanto a partire dal cartello di preavviso collocato a 500 metri dallo svincolo. Tutto il resto è abuso.

Il divieto riguarda anche la circolazione impropria sulle corsie di variazione di velocità, quelle di accelerazione e decelerazione. Chi usa la corsia di uscita per avanzare e poi rientrare nel traffico compie una manovra pericolosa perché sfrutta uno spazio pensato per una funzione diversa. Chi entra in autostrada deve usare la corsia di accelerazione per raggiungere una velocità compatibile e dare precedenza ai veicoli già in marcia. Chi esce deve portarsi per tempo sulla corsia di destra e imboccare la decelerazione sin dal suo inizio.

Tra le condotte più gravi c’è la retromarcia in autostrada, vietata anche sulla corsia di emergenza, salvo le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio. La retromarcia è pericolosa perché introduce un movimento contrario alla logica del flusso autostradale. Chi sopraggiunge non si aspetta di trovare un veicolo che arretra, soprattutto in prossimità di uno svincolo, di una barriera o di una rampa.

Lo stesso discorso vale per il casello. Sbagliare corsia, entrare in una pista Telepass senza dispositivo funzionante o imboccare la fila sbagliata non autorizza a fare manovre improvvisate. Bisogna fermarsi in sicurezza, attenersi alle indicazioni del personale o utilizzare i canali di assistenza.

Inversione di marcia e contromano

L’articolo 176 del Codice della Strada vieta di invertire il senso di marcia, attraversare lo spartitraffico, utilizzare i varchi e percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso opposto a quello consentito. La sanzione amministrativa varia da un minimo di 2.046 euro a un massimo di 8.186 euro con revoca della patente e fermo amministrativo del veicolo. In caso di reiterazione può scattare la confisca.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 12:00:36 +0000
News n. 6
MIMO 2026: i modelli esposti e le attività in pista in programma dal 26 al 28 giugno

Dal 26 al 28 giugno 2026, l’Autodromo Nazionale Monza torna a essere l’ombelico del mondo motoristico con la quinta edizione del MIMO – Milano Monza Motor Show. Questo festival open-air, completamente gratuito e aperto al pubblico dalle 9 alle 20, si propone come un palcoscenico dove la passione per le prestazioni incontra le tecnologie del futuro e il coinvolgimento diretto dei visitatori. Il “Tempio della Velocità” diventerà per tre giorni un’area fatta di esposizioni, attività dinamiche e competizioni, offrendo un’esperienza che spazia dal rombo delle supercar classiche al silenzio tecnologico dei robot umanoidi.

Un calendario ricco

L’evento prenderà ufficialmente il via venerdì 26 giugno alle ore 11 con la Parata Inaugurale sul rettilineo della Formula 1, alla presenza di istituzioni, brand e collezionisti. Ogni giornata sarà scandita da appuntamenti fissi pensati per tenere il pubblico incollato alle tribune: alle 12:45 andrà in scena lo spettacolo di drift con le BMW del Campionato Italiano Drifting, mentre alle 17:30 la Supercar Parade vedrà sfilare i modelli più iconici sulle storiche curve sopraelevate e sul circuito stradale.

Per chi cerca il confronto cronometrico, domenica 28 giugno sarà dedicata alle competizioni ufficiali ACI Sport, tra cui il GT3isti Challenge, riservato alle Porsche più performanti (come le 911 GT3 e GT3 RS), e la Speed Cup, il trofeo nazionale dedicato alle agili Lotus Elise ed Exige. Non mancheranno sessioni di hot lap cariche di tensione, come il Taycan Rush, dove tre Porsche Taycan Turbo GT da corsa offriranno al pubblico l’ebbrezza della velocità elettrica pura.

Supercar, hypercar e anteprime esclusive

Il parco auto presente al MIMO 2026 promette di far battere il cuore a ogni appassionato. Tra le protagoniste assolute spicca la Giamaro Krafla, un’hypercar nata a Modena dotata di un incredibile motore V12 quadriturbo da 7.0 litri capace di erogare 2.157 CV. Altra anteprima di rilievo è il primo esemplare al mondo della BMW Skytop, prodotta in soli 50 esemplari, affiancata dalla Dallara Stradale e dalla vincente Ferrari 296 Challenge.

Il settore delle personalizzazioni di lusso sarà rappresentato da ARES Atelier, con le supercar S1 (nelle livree rossa e verde) e modelli esclusivi come la Panther e la Wami. Gli amanti del tuning estremo potranno ammirare la selezione di BRS Motorsport, che porterà in pista gioielli come la Lamborghini Revuelto e la Ferrari SF90 XX. Un tocco di nostalgia tecnologica sarà offerto dalla 55 della SGT Automobili, un tributo alla mitica Alfa Romeo 155 V6 TI del DTM, costruita su base tecnica “Piattaforma Giorgio” ed evoluta per la circolazione stradale.

Test drive e nuove frontiere

Il MIMO non è solo velocità pura, ma anche una finestra sulla mobilità di domani. La Electric Area by Plenitude nel Paddock 1 permetterà di testare i modelli elettrici su percorsi dedicati, supportati da un’infrastruttura di ricarica all’avanguardia. La presenza asiatica sarà massiccia e articolata: marchi come OMODA e JAECOO offriranno test drive dell’intera gamma (modelli 5, 7, 8 e 9), mentre nei box si potranno scoprire le evoluzioni di Chery, ICAUR e Lepas. Un momento chiave sarà lo svelamento della nuova Deepal S05 Ultra Hybrid di Changan, che avverrà proprio durante la kermesse.

Tesla attirerà l’attenzione non solo con le Model 3 e Model Y per i test dinamici, ma anche con l’esposizione del futuristico Cybertruck e di Optimus, il robot umanoide di recente sviluppo. Anche il lusso tedesco sarà presente con la selezione Merbag di Mercedes-Benz, che metterà a disposizione i propri modelli elettrici e diesel di ultima generazione per prove su strada.

Oltre la pista

L’esperienza MIMO si completa con aree tematiche dedicate al benessere e alla sicurezza. L’Hard Rock Cafe Milan curerà l’intrattenimento con DJ set e food experience, mentre CYBEX proporrà un simulatore di crash test per sensibilizzare i genitori sul corretto uso dei seggiolini auto. Gli appassionati di simulatori potranno sfidarsi nello spazio RECARO, dove sarà possibile provare il nuovo simulatore RECARO SIM.

Infine, l’Esercito e l’Aeronautica Militare arricchiranno l’evento con veicoli militari e simulatori di volo, rendendo il MIMO 2026 un appuntamento imperdibile per famiglie e professionisti del settore. Per agevolare l’afflusso, i parcheggi interni all’Autodromo sono già prenotabili online sul sito ufficiale dell’evento.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 10:53:48 +0000
News n. 7
Usare il cellulare fermi al semaforo? Meglio di no: la multa può arrivare a 1.000 euro

Per molti automobilisti, la luce rossa del semaforo rappresenta un’occasione quasi irresistibile per controllare le ultime notifiche, rispondere a un messaggio veloce o dare uno sguardo ai social media. Tuttavia, quella che viene percepita come una pausa innocua dalla guida si sta trasformando in una trappola legale ed economica di proporzioni notevoli. Una recente precisazione della Corte di Cassazione ha infatti tracciato una linea netta, confermando che l’utilizzo dello smartphone al semaforo è severamente vietato e soggetto a sanzioni pesanti, equiparabili a quelle comminate mentre il veicolo è in movimento.

L’interruzione momentanea

Il nodo centrale della questione risiede nella definizione giuridica di ciò che accade quando siamo fermi davanti a un segnale luminoso. Secondo i giudici, la sosta al semaforo non può essere equiparata a una vera e propria “sosta” del veicolo. Al contrario, essa viene classificata come un’interruzione momentanea della marcia. Questo significa che, dal punto di vista legale, il conducente è ancora impegnato nell’attività di guida e deve mantenere la piena attenzione e il controllo del mezzo per essere pronto a ripartire non appena scatti il verde.

Il riferimento normativo è l’articolo 173 del Codice della Strada, che proibisce esplicitamente al titolare della patente di utilizzare durante la marcia apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer, notebook e tablet. La norma è pensata per evitare qualsiasi distrazione che comporti lo staccare, anche solo temporaneamente, le mani dal volante. Pertanto, il semplice fatto di tenere il dispositivo in mano mentre si è in corsia, sebbene con le ruote ferme, configura la violazione.

Le gravi sanzioni pecuniarie

L’automobilista colto in flagrante dalle autorità mentre maneggia un dispositivo elettronico al semaforo deve prepararsi a sanzioni pecuniarie particolarmente “salate”. Il Codice della Strada attribuisce a questa specifica infrazione una multa che varia da un minimo di 250 euro fino a circa 1.000 euro.

Questa ampia forbice sanzionatoria riflette la gravità con cui il legislatore guarda alla distrazione tecnologica, considerata oggi una delle principali cause di incidentalità stradale. La sanzione pecuniaria non è l’unico onere: il pagamento della multa rappresenta solo il primo aspetto di una fattispecie che prevede conseguenze ben più limitanti per la libertà di movimento del cittadino.

Sospensione della patente e recidiva

Oltre all’esborso economico, la violazione dell’articolo 173 comporta gravi sanzioni accessorie che colpiscono direttamente il titolo di guida. Per chi viene sorpreso a usare il cellulare al semaforo, è prevista la sospensione della patente di guida per un periodo che va da 15 giorni a due mesi. Questo provvedimento scatta immediatamente e mira a fungere da deterrente contro comportamenti negligenti che mettono a rischio la sicurezza propria e degli altri utenti della strada.

Il quadro sanzionatorio si aggrava ulteriormente in caso di recidiva. Qualora l’automobilista dovesse ripetere la stessa violazione entro un determinato arco temporale, le conseguenze legali e amministrative diventano ancora più severe, potendo portare a sanzioni supplementari e a periodi di sospensione della patente più lunghi.

Come comportarsi correttamente

Per evitare di incappare in queste pesanti sanzioni, l’unico modo sicuro e legale per utilizzare lo smartphone è quello di accostare e fermarsi davvero fuori dalla carreggiata o negli spazi consentiti, svolgere le proprie necessità e solo allora ripartire.

Rimane invece consentito l’uso di apparecchi a vivavoce o dotati di auricolare, a patto che il conducente conservi un’adeguata capacità uditiva a entrambe le orecchie e non debba comunque impegnare le mani per azionare il dispositivo. In un’epoca di costante iper-connessione, il messaggio del Codice della Strada è chiaro: la sicurezza e il rispetto della norma vengono prima di qualsiasi notifica, anche durante i pochi secondi di attesa di una luce verde.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 09:57:21 +0000
News n. 8
Hamilton oltre Schumacher? Il dibattito divide i fan della F1

La F1 ha sempre avuto una domanda senza risposta. “Chi è stato il pilota più forte di tutti i tempi?”. Ogni generazione ha il suo campione assoluto, per molti è ancora Michael Schumacher, l’uomo che ha trasformato la Ferrari in una macchina da guerra e che per anni ha riscritto qualsiasi record esistesse. Per altri è Lewis Hamilton, il pilota che quei record li ha raggiunti e in molti casi superati. Per altri ancora la risposta resta Ayrton Senna, capace di andare oltre i numeri e trasformare il talento in qualcosa di quasi mistico.

C’è anche un altro nome che continua a comparire nelle classifiche più autorevoli, quello di Juan Manuel Fangio. The Telegraph ha recentemente pubblicato il proprio ranking dei venti migliori piloti della storia della F1 mettendo l’argentino davanti a Schumacher e Hamilton. Una scelta che può sorprendere chi osserva soltanto statistiche e record, ma che apre una riflessione molto più profonda su cosa significhi davvero essere il migliore.

Confronto tra discipline differenti

La F1 ha un problema unico rispetto agli altri sport, non esiste un parametro universale. Non esiste un cronometro che attraversa le generazioni e non esiste una misura assoluta del talento. Confrontare Schumacher e Hamilton o entrambi a Fangio, equivale quasi a confrontare discipline differenti. Quando Fangio correva negli anni Cinquanta, la F1 era uno sport che conviveva quotidianamente con il rischio della morte.

I circuiti erano delimitati da balle di paglia, le vetture non avevano protezioni moderne e gli incidenti mortali rappresentavano una tragica normalità. Ogni gara richiedeva non solo velocità, ma anche un livello di coraggio oggi difficilmente immaginabile. In quel contesto Fangio conquistò 5 titoli mondiali, un record che sarebbe rimasto imbattuto per quasi mezzo secolo. Ma soprattutto li conquistò guidando per quattro costruttori diversi: Alfa Romeo, Maserati, Mercedes e Ferrari. Un’impresa che ancora oggi appare irripetibile. L’argentino non dominava soltanto, cambiava squadra e continuava a vincere. È proprio questo uno degli elementi che il Telegraph considera decisivi.

L’era Schumacher

Il tedesco fu il primo grande pilota dell’era moderna. Non soltanto un fenomeno al volante, ma un professionista che rivoluzionò il concetto stesso di preparazione atletica in F1. Prima di lui i piloti erano soprattutto talenti naturali. Dopo di lui divennero atleti completi. I suoi 7 titoli mondiali, i 5 consecutivi con la Ferrari e la capacità di costruire attorno a sé una squadra vincente hanno definito un’epoca. Schumacher non si limitò a guidare una vettura competitiva. Contribuì a creare il sistema che la rese imbattibile. Per molti è rimasto il punto di riferimento assoluto.

E poi c’è Hamilton

Il britannico ha portato il concetto di longevità a un livello mai visto prima. Ha eguagliato i 7 titoli mondiali di Schumacher, ha superato il record di pole position e quello di vittorie e continua a competere ai massimi livelli in un’epoca estremamente competitiva. Se il metro di giudizio fossero semplicemente i numeri, probabilmente la discussione sarebbe già chiusa. Ma è proprio qui che nasce il dilemma, i numeri raccontano tutto Hamilton ha corso nell’era più sicura della storia della F1. Schumacher ha gareggiato in un periodo di grande trasformazione tecnologica. Fangio correva quando ogni curva poteva rappresentare l’ultima. Come si può stabilire quale impresa abbia avuto un valore maggiore?

Il segno di Ayrton Senna

Il brasiliano occupa soltanto il quinto posto nella classifica del Telegraph, dietro Fangio, Schumacher, Hamilton e Jim Clark. Una posizione che molti tifosi considereranno quasi una provocazione. Senna rappresenta la dimostrazione perfetta di come il talento non possa essere misurato esclusivamente attraverso i titoli mondiali. I suoi 3 mondiali non raccontano fino in fondo il livello di superiorità mostrato sul giro secco, sul bagnato e nelle situazioni più difficili. Esistono piloti che vincono di più ed esistono piloti che lasciano un segno più profondo. Non sempre le due cose coincidono. Per questo motivo la domanda iniziale forse è sbagliata. Hamilton può davvero andare oltre Schumacher?

Le statistiche

Dal punto di vista statistico, Hamilton ha già superato quello che doveva superare e potrebbe continuare a migliorare alcuni record. Dal punto di vista storico la risposta è molto più complessa. Per superare Schumacher non basta accumulare numeri o vincere con la Ferrari. Significa superare ciò che Schumacher ha rappresentato per la F1 e la Scuderia Ferrari. Esattamente come Schumacher, a sua volta, non ha necessariamente superato Fangio soltanto perché ha conquistato più titoli. La grandezza in F1 non è una linea retta. È una somma di epoche, contesti, rischi, innovazioni e capacità di influenzare il proprio sport. Fangio ha definito la F1 delle origini. Schumacher ha costruito quella moderna. Hamilton ne ha ampliato i confini globali, sportivi e culturali.

Forse è proprio per questo che la ricerca del più grande di tutti i tempi continua a essere impossibile. Perché ogni generazione produce un pilota che non può essere sostituito da un altro. La vera domanda non è chi sia stato il migliore. La domanda è quale idea di F1 vogliamo premiare quando scegliamo il nostro numero uno.

Hamilton accelera

Hamilton ha già riscritto il concetto stesso di pilota moderno, diventando un simbolo che va oltre il motorsport. Ma una una classifica è impossibile: ogni generazione elegge il proprio campione assoluto. Hamilton può forse andare oltre il limite statistico di Schumacher ma il fascino del dibattito sta proprio nell’impossibilità di trovare una risposta definitiva. Fangio, Schumacher, Senna, Hamilton: ognuno di loro ha rappresentato qualcosa che va oltre le vittorie e i titoli mondiali. Sono stati il volto di un’epoca, il simbolo di un modo diverso di interpretare il coraggio, il talento e la velocità.

Forse il più grande di tutti non esiste, esistono soltanto piloti straordinari che, in momenti diversi della storia, hanno spinto un po’ più avanti il confine del possibile. E mentre i record continuano a cadere e le classifiche si aggiornano, resta immutata quella sensazione che accompagna ogni appassionato quando si spengono i semafori. La consapevolezza che la vera grandezza non si misura soltanto in numeri, ma nelle emozioni che riesce a lasciare. Per questo che il dibattito non finirà mai, forse è giusto così. La sfida sul più grande di tutti i tempi continuerà a fare rumore quanto una monoposto sul rettilineo di Monza.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 09:39:59 +0000
News n. 9
I cinesi esportano le fabbriche, la nuova strategia pensata per l’Europa

Per anni, la presenza dei marchi cinesi in Europa è stata misurata esclusivamente attraverso il numero di veicoli che sbarcavano dai cargo nei grandi porti continentali. Oggi, però, lo scenario globale è radicalmente cambiato: i costruttori della Repubblica Popolare sono entrati nella seconda fase della loro espansione, che non mira più soltanto a vendere prodotti “made in China”, ma a costruire fabbriche direttamente nel cuore dell’Europa. Questa strategia rappresenta un punto di svolta che punta a esportare non solo vetture, ma un intero modello industriale caratterizzato da processi snelli e tempi di sviluppo rapidissimi.

Le motivazioni del cambio di rotta

Le ragioni che spingono Pechino a investire in stabilimenti europei sono molteplici e di natura squisitamente strategica. In primo luogo, produrre localmente permette di aggirare i pesanti dazi doganali imposti dall’Unione Europea sulle auto elettriche d’importazione. La pressione fiscale sulle vetture prodotte oltreoceano rende infatti difficile mantenere quei prezzi competitivi che hanno decretato il successo iniziale di marchi come BYD o MG.

In secondo luogo, pesano i costi logistici. Trasportare oggetti pesanti e ingombranti come le automobili dalla Cina all’Europa ha un costo per singola unità che diventa insostenibile una volta superata una certa soglia di vendite. Produrre dove si vende consente di eliminare le lunghe tratte navali e di rispondere più velocemente alle variazioni della domanda di un mercato che resta tra i più ricchi al mondo. Infine, la debolezza della domanda interna in Cina spinge i produttori a cercare nuovi sbocchi dove i margini di profitto sono potenzialmente più elevati.

La nuova geografia dell’auto cinese in Europa

La Spagna è attualmente la destinazione più ambita grazie a infrastrutture moderne e un costo dell’energia tra i più bassi del continente. Chery ha già riattivato l’ex fabbrica Nissan di Barcellona, mentre Leapmotor ha scelto Saragozza e Geely sta valutando l’acquisizione di parte dello stabilimento Ford di Valencia. Anche l’Ungheria gioca un ruolo di primo piano: BYD è già operativa a Szeged con la produzione della Dolphin. In Italia, l’attenzione è rivolta a Cassino, dove gli stabilimenti Stellantis sono finiti nel mirino di BYD e Dongfeng, nonostante le smentite ufficiali sulla vendita dei siti.

Vere fabbriche o centri di assemblaggio?

Esiste tuttavia un’incognita sulla natura di questi impianti. Molti analisti prevedono una strategia graduale: in una fase iniziale, gli stabilimenti potrebbero fungere da semplici centri di assemblaggio di componenti pre-prodotti in Cina. Solo in un secondo momento, con l’aumento dei volumi, i fornitori europei verrebbero integrati nella filiera.

Per rispondere a questa sfida e proteggere la componentistica locale, la Commissione Europea ha proposto l’Industrial Accelerator Act. Questo regolamento introduce vincoli stringenti per ottenere incentivi, richiedendo che almeno il 70% dei componenti non legati alla batteria sia prodotto nell’Unione Europea e imponendo obblighi di joint-venture e assunzioni locali per investimenti superiori ai 100 milioni di euro.

Un bivio per l’industria europea

L’arrivo delle fabbriche cinesi è un’arma a doppio taglio. Da un lato, rappresenta un’opportunità per salvare siti produttivi destinati alla chiusura e creare nuovi posti di lavoro. Dall’altro, costituisce un rischio sistemico per la competitività dei costruttori europei, che potrebbero trovarsi schiacciati da un modello produttivo più efficiente e flessibile operante sotto casa loro. Il successo di questa “invasione industriale” dipenderà dalla capacità dell’Europa di integrare queste nuove realtà senza smantellare la propria storica rete di fornitura.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 08:34:55 +0000
News n. 10
Prezzi carburanti, il petrolio crolla ma la benzina scende solo del 6%

Negli ultimi trenta giorni, i mercati energetici globali hanno assistito a un cambiamento radicale nelle quotazioni del greggio, che però non ha trovato una corrispondenza equa nei prezzi pagati dagli automobilisti italiani. Sebbene il prezzo del barile sia in picchiata, chi si ferma ai distributori sperimenta un risparmio decisamente contenuto, innescando una forte ondata di proteste da parte delle associazioni dei consumatori. Insomma, benzina e diesel non sembrano decrescere quanto invece dovrebbero.

I numeri dello squilibrio

L’analisi dei dati mette a nudo una disparità netta. Il 20 maggio scorso il Brent, l’indice di riferimento per il mercato europeo, chiudeva le contrattazioni attorno ai 105 dollari al barile. In appena un mese, complice anche la prospettiva di un accordo tra Iran e Stati Uniti, le quotazioni sono scese fino a toccare gli 80 dollari, segnando un crollo verticale di quasi il 24%.

Tuttavia, nello stesso arco temporale, i listini alla pompa hanno seguito una traiettoria molto più timida. Il prezzo medio della benzina è passato da 1,961 a 1,841 euro al litro, registrando una flessione di appena il 6,1%. Ancora più critico è il dato del gasolio, che è sceso da 1,980 a 1,937 euro al litro, con un calo irrisorio del 2,2%. Questa differenza di circa 18 punti percentuali tra il crollo del greggio e il calo della benzina è l’origine principale del malcontento dei cittadini.

Le dinamiche speculative

Gli esperti del settore descrivono questo fenomeno con un’immagine molto efficace: l’effetto “razzo-piuma”. Secondo questa teoria, i prezzi dei carburanti schizzano verso l’alto con la velocità di un razzo non appena si manifestano tensioni internazionali o aumenti del greggio, ma scendono con la lentezza di una piuma quando le quotazioni internazionali calano.

Questa asimmetria temporale suggerisce, secondo il Codacons, possibili fenomeni speculativi. L’associazione è già pronta a presentare esposti alle Procure della Repubblica e all’Antitrust per accertare se questa lentezza nel ribasso sia giustificata da reali dinamiche di mercato o se rappresenti un danno ingiusto per i consumatori. Anche l’Adoc ha espresso preoccupazione, richiedendo interventi strutturali e una vigilanza più serrata per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie.

Differenze regionali

Nonostante il petrolio sia la materia prima fondamentale, non è l’unica variabile a determinare il prezzo finale. Sul costo alla pompa pesano in modo determinante le componenti fiscali. Nel caso del diesel, ad esempio, sul prezzo finale incide la riduzione dello sconto fiscale decisa dal governo. Inoltre, pende sulla testa dei consumatori la scadenza del 3 luglio, data in cui il taglio delle accise dovrebbe cessare definitivamente, rischiando di annullare i magri benefici ottenuti dai recenti ribassi.

La situazione appare variegata anche a livello territoriale. In Molise, ad esempio, si è registrata la variazione più bassa d’Italia: la benzina è scesa solo dell’1,62%, contro una media nazionale molto più alta. Al contrario, in regioni come il Friuli e il Veneto, il risparmio al litro è stato di circa 6 centesimi, evidenziando come la posizione geografica e le dinamiche locali possano influenzare ulteriormente il portafoglio degli automobilisti.

Diciamo che, mentre la diplomazia internazionale lavora per stabilizzare i prezzi del greggio, il sistema dei prezzi alla pompa italiano sembra soffrire di una cronica inerzia nel trasferire i benefici ai cittadini, lasciando aperto il dubbio se il mercato sia davvero libero o vittima di inefficienze e speculazioni.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 07:33:45 +0000
News n. 11
MotoGP, Brno: ritorna il tandem Bagnaia-Marquez, autogol Bezzecchi: le pagelle

Brno sarà ricordata per l’alterco scoppiato tra Marco Bezzecchi e uno steward nella Sprint Race. Il pilota dell’Aprilia, reo di uno schiaffo a un commissario, non ha partecipato alla sfida domenicale. Un duro colpo per le ambizioni del romagnolo che ha osservato in TV la cavalcata dei due ducatisti del team ufficiale. Pecco Bagnaia si è aggiudicato la Sprint Race, mentre nel Gp della Czechia ha vinto Marc Marquez.

Lo spagnolo è partito in modo guardingo per poi riuscire a superare nei momenti giusti Ogura e Bagnaia, resistendo nel finale nonostante il calo fisico. Per il campione in carica è la seconda vittoria di fila che lo rilancia anche in classifica generale. Ai Ogura, favorito dopo la pole, è arrivato secondo. Ha chiuso il podio Pecco Bagnaia che si è confermato in forma dopo la P1 nella SR del sabato. Fabio Di Giannantonio ha concluso quarto, solo nono è arrivato Jorge Martin dopo aver scontato due long lap penalty per il disastro di Balaton Park.

I top

Marc Marquez: 9 – Dopo il terzo posto della Sprint Race, Marc Marquez ha gestito con grande attenzione le mescole nella prima parte di gara per poi scavalcare in modo chirurgico prima Ogura e poi Bagnaia. Lesto a non far scappare via Pecco, dandogli la caccia con un ritmo indiavolato, ha concluso con un capolavoro finale. Dopo l’operazione alla spalla è tornato a conquistare due GP di fila e non accadeva dalle vittorie estive in Austria e Ungheria del 2025. Nel finale ha tenuto a bada i potenziali attacchi del pilota giapponese del team Trackhouse. In un tracciato con tante curve a destra, il Cabroncito ha trascorso gli ultimi 6 giri in apnea prima di distendersi sul serbatoio della Desmosedici dopo aver tagliato il traguardo. Marc Marquez non ha mollato è ora a -40 punti dal leader Bezzecchi.

Oi Ogura: 8,5 – La scelta della gomma media non ha pagato nella SR, tuttavia il giapponese ha dimostrato di essere un pilota velocissimo e molto costante. Il poleman ha spinto forte non riuscendo a effettuare il sorpasso decisivo nel finale di entrambe le sfide. Nella gara domenicale il rider di Tokyo ha provato l’allungo nella prima parte, ma ha ceduto al sorpasso dei due campioni sulla Rossa. Ogura è riuscito solo nel finale a tornare in lizza per la vittoria, dopo aver sopravanzato Bagnaia, ma si è dovuto accontentare nuovamente della seconda posizione. Tenere il passo di Marc Marquez oggi significa tantissimo per un giovane in MotoGP ed è diventato il primo giapponese sul podio su una moto italiana in Czechia.

Pecco Bagnaia: 8 – Il torinese in passato ha faticato a percepire il feedback dell’anteriore, ma finalmente a Brno ha trovato il giusto feeling. Il circuito di Brno, recentemente rifatto, ha offerto ai piloti della MotoGP un livello di aderenza più costante. In Pecco Bagnaia sembra esserci qualcosa di diverso e si è visto già in qualifica. Scattando dalla terza casella ha interpretato la gara da numero 1, come eravamo soliti vedere in passato, gestendo benissimo la gomma soft e andando in fuga per poi difendersi nel finale dagli attacchi di Ogura. Era dal 2024 che non riusciva a salire sul podio per 4 GP di fila e a Brno per Pecco è arrivato il 63esimo in top class.

Fabio Di Giannantonio: 7,5 – Si è svegliato tardi con una serie di giri veloci impressionanti, confermandosi il miglior ducatista delle prime 9 tappe del mondiale. Il romano, grazie al quarto posto finale, è si è portato a -23 dalla vetta con la possibilità di continuare la sua striscia di performance positive. Una volta era un pilota da grandi performance e passaggi a vuoto preoccupanti, ora ha raggiunto una continuità importante sulla Ducati.

Pedro Acosta: 6,5 – Gara senza lampi ma solida del pilota della KTM che era in piena lotta per la top 5 finché la moto non lo ha abbandonato. Quando risulta in condizione è in grado di battagliare come un leone persino contro le Ducati e le Aprilia, ma stavolta la sfortuna gli ha voltato le spalle.

I flop

Jorge Martin: 5,5 – Il quinto posto nella Sprint Race aveva lasciato ben sperare, ma il campione 2024 non ha mai trovato il super ritmo del collega dell’Aprilia giapponese nella tappa di Brno. La nona posizione finale è arrivata a causa di due long lap penalty meritatissimi per il crash provocato in Ungheria, ma in ogni caso non aveva il passo per il podio. La nota positiva per Martinator è che in classifica si è riportato a soli 8 punti dalla vetta. Non è stato protagonista nelle ultime sfide, se non in negativo, e dovrà fare molto di più se vorrà tornare a lottare per le primissime posizioni ad Assen.

Fabio Quartararo: 4 – La Yamaha si conferma una moto ingestibile, ma il campione rispetto agli anni passati sembra aver perso quel briciolo di pazienza che gli era rimasto. Manda in ghiaia, nella prima parte di gara, la possibilità di conquistare dei punti.

Franco Morbidelli: 3 – Ancora una volta la peggior Ducati in pista, da P8 a P13, palesando delle difficoltà inconcepibili su una Desmosedici. Sembra aver mollato ancor prima della pausa estiva e il team VR46 è sempre più nelle mani di Fabio Di Giannantonio.

Marco Bezzecchi: 0 – Il Gran Premio della Czechia è diventato un miraggio dopo l’insensato gesto nella Sprint Race. Ha lasciato meravigliati i fan la reazione del pilota Aprilia, dopo una banale caduta, quando ha deciso di colpire per ben due volte un commissario di gara. Mentre diversi steward cercavano di recuperare la sua RS-GP26, e uno di loro aiutava l’italiano a uscire dalla via di fuga, Marco si è scagliato contro coloro che stavano cercando di sollevare la sua moto e ha colpito due volte uno degli steward che stava dando gas.

Nemmeno i ricorsi della Casa di Noale sono riusciti a far cambiare idea al collegio dei commissari e a permettere al pilota di prendere il via al Gp della Czechia. Le scuse pubbliche non hanno evitato una gogna mediatica, nonostante ci siano già stati dei precedenti in passato. Il pilota romagnolo ora ha 8 punti di vantaggio sul teammate in graduatoria, mentre si sono rifatti sotto a -23 Fabio Di Giannantonio e a -40 Marc Marquez. Grazie a questo super weekend Ogura si è portato in quinta posizione in graduatoria a -46 dal leader romagnolo, davanti a uno sfortunato Pedro Acosta a -48 e un redivivo Pecco Bagnaia a -53.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:45:33 +0000
News n. 12
Renault Megane E-Tech, nuova batteria da 67 kWh con architettura Cell-to-Pack

Presentata originariamente nel 2022 come capofila di una nuova generazione di veicoli elettrici, la Renault Megane E-Tech electric riceve oggi un importante aggiornamento che ne eleva il carattere e l’efficienza tecnologica. Mostrata in anteprima a Barcellona, punta a sorprende il mercato delle BEV. Questa evoluzione nasce con l’obiettivo dichiarato di generare ancora più valore per il cliente, puntando su un’esperienza di guida avanzata e su un’estetica ancor più convincente.

Progettata e costruita interamente in Francia — con l’assemblaggio a Douai, il motore a Cléon e la batteria presso Ampere ElectriCity — la nuova Megane si pone come il punto di riferimento per chi affronta la transizione verso la mobilità a zero emissioni.

Design esterno profondamente rinnovato

Il restyling della Megane E-Tech electric accentua la personalità e la presenza su strada. Il frontale è stato quasi completamente rimodellato: ad eccezione dei gruppi ottici principali, tutti i componenti sono inediti. La sezione del paraurti in tinta carrozzeria è ora più prominente, sottolineando una vocazione più sportiva.

Una delle novità estetiche più rilevanti riguarda le prese d’aria laterali, sostituite da una nuova firma luminosa composta da otto elementi a forma di diamante disposti secondo uno schema a scacchiera. Questi elementi, posizionati ai bordi del paraurti, allargano visivamente la vettura, conferendole una postura più solida e “piantata” a terra.

Il logo Renault è stato riposizionato sotto il cofano, alterando sottilmente la percezione del frontale e accentuandone la linea protesa in avanti. La calandra chiusa, rifinita in nero lucido con motivo a diamante, completa questa nuova identità visiva. Anche la parte posteriore ha subito interventi mirati, infatti è stata ridisegnata con un intento più sportivo, mentre i fari 3D, che mantengono la loro estensione a tutta larghezza, sono ora realizzati senza lenti di copertura esterne, garantendo un look più tecnologico e immediatamente riconoscibile.

In termini di proporzioni, la vettura guadagna 20 millimetri in altezza per ospitare il nuovo pacco batteria, mantenendo però gli elementi che ne hanno decretato il successo: il passo generoso, i grandi cerchi da 19 o 20 pollici, le maniglie delle porte a filo e la linea di cintura alta. La gamma colori si arricchisce della nuova tinta Satin Blue, che si aggiunge alle altre sei opzioni disponibili con configurazioni bicolore opzionali.

Il palcoscenico digitale dell’openR

All’interno, la Megane mantiene la sua architettura focalizzata sul conducente, ma eleva la qualità percepita. La plancia della versione Techno riceve una finitura in TEP, con la possibilità di scegliere sedili elettrici in grigio chiaro o nero titanio. La versione Esprit Alpine, invece, si distingue per inserti sulle porte in grigio spettrale che sfumano dal grigio scuro al blu, sottolineando un carattere più sofisticato.

Il centro sensoriale dell’abitacolo resta il sistema openR, composto da un doppio schermo a forma di “L” rovesciata che integra un cluster digitale da 12,3 pollici e un display multimediale da 12 pollici (standard su tutte le versioni). La vera rivoluzione è però nel software: il sistema openR link integra Google built-in (Assistant, Maps e Play Store con oltre 100 app disponibili) e introduce per la prima volta Google Gemini. Questo assistente permette al conducente di interagire con l’auto utilizzando un linguaggio naturale, comprendendo le intenzioni dell’utente e fornendo risposte pertinenti in tempo reale.

Tra le nuove funzionalità atte a semplificare la vita quotidiana spicca il riconoscimento facciale: tramite una telecamera sul montante anteriore, l’auto riconosce il profilo del conducente e attiva automaticamente le impostazioni personalizzate, come la posizione di guida e le preferenze multimediali. Inoltre, debutta il caricatore wireless con standard Qi2 (Magsafe per iPhone), che utilizza un anello magnetico per garantire la massima potenza di ricarica (50% in un’ora) senza surriscaldamenti.

Motore e batteria

Sotto il profilo tecnico, la nuova Megane compie un passo avanti decisivo. Il motore sincrono a rotore avvolto, privo di terre rare, eroga 220 CV (160 kW) e una coppia di 300 Nm. La grande novità è rappresentata dalla nuova batteria da 67 kWh utili, basata sulla chimica LFP (litio-ferro-fosfato).

Questo accumulatore utilizza l’innovativa architettura cell-to-pack (C2P): le 232 celle (del tipo Pouch 2 Cell) sono impacchettate direttamente senza moduli intermedi, ottimizzando la densità energetica e portando l’efficienza di confezionamento al 53%. Grazie a questa tecnologia, la Megane raggiunge un’autonomia fino a 500 km nel ciclo WLTP. Le prestazioni restano brillanti, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi e una velocità massima di 160 km/h.

Ricarica ed ecosistema elettrico

L’upgrade della batteria porta con sé miglioramenti significativi nella velocità di ricarica. La potenza massima in corrente continua (DC) sale a 165 kW (+35 kW rispetto al passato), permettendo di passare dal 15% all’80% di carica in circa 24 minuti. Per la ricarica in corrente alternata (AC), l’auto dispone di un caricatore da 11 kW, con l’opzione per i 22 kW.

La Megane E-Tech electric si distingue inoltre per le sue capacità bidirezionali. Grazie alla funzione V2L (vehicle-to-load), è possibile alimentare dispositivi a 220V (fino a 3.700W) collegandoli direttamente alla batteria dell’auto. La funzione V2G (vehicle-to-grid), invece, consente di reimmettere l’elettricità nella rete, riducendo potenzialmente i costi di ricarica domestica. Il sistema include di serie la pompa di calore e il pre-condizionamento della batteria per ottimizzare le prestazioni in ogni condizione climatica.

Dinamica di guida e sicurezza assistita

Nonostante l’integrazione della nuova batteria, il DNA dinamico di Megane è stato preservato attraverso una ritaratura delle sospensioni (multilink al posteriore) e dello sterzo, reso più diretto e preciso. Una novità importante per il comfort di guida è la funzione One Pedal: agendo sulle palette al volante, il conducente può scegliere tra quattro livelli di frenata rigenerativa, arrivando fino all’arresto completo del veicolo utilizzando solo il pedale dell’acceleratore.

Sul fronte della sicurezza, la vettura offre oltre 30 aiuti alla guida (ADAS). Tra questi spiccano:

  • Cruise Control Adattivo Intelligente: che ora rileva i veicoli sui lati per evitare sorpassi involontari a destra;
  • Smart Mode: sostituisce il MySense, gestendo automaticamente la transizione tra le modalità Eco, Comfort e Sport in base allo stile di guida;
  • Emergency Stop Assist: ferma l’auto in sicurezza se non rileva le mani sul volante o attività del conducente;
  • Safety Coach & Monitor: forniscono consigli personalizzati e punteggi sulla sicurezza alla fine di ogni viaggio.

Gamma e disponibilità

La gamma è stata semplificata in due livelli di allestimento per offrire più valore ai clienti:

  • Techno: versione intermedia già molto ricca, con display openR da 12″, pianificatore di rotte EV, pompa di calore, motore da 220 CV e nuovi cerchi da 19″;
  • Esprit Alpine: top di gamma con cerchi da 20″, dettagli estetici specifici, sedili massaggianti elettrici, impianto audio Harman Kardon e pacchetto ADAS completo.

L’esperienza d’uso è completata dalla nuova app my rnlt, che permette di pianificare i viaggi dallo smartphone, monitorare la carica in tempo reale e controllare da remoto la climatizzazione dell’abitacolo. Con questo rinnovamento tecnologico e meccanico, la Renault Megane E-Tech electric consolida la sua posizione di leader tecnologico nel cuore del segmento C elettrico.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:01:54 +0000
News n. 13
Sciopero dei trasporti 22 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 22 giugno 2026 sono previsti 2 scioperi nel settore del trasporto pubblico locale in Italia. In particolare, gli scioperi coinvolgeranno le regioni Puglia e Calabria. Di seguito, tutti i dettagli relativi agli orari, alle compagnie e ai sindacati coinvolti in ciascuno sciopero nella giornata.

Sciopero dei trasporti Lecce

Nella città di Lecce (regione Puglia), è previsto uno sciopero di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30, che coinvolgerà il personale della Società SGM di Lecce appartenente al settore del trasporto pubblico locale. Lo sciopero è stato indetto dal sindacato OST UILT-UIL e riguarda la categoria “Personale Soc. SGM di Lecce”.

Sciopero dei trasporti Calabria (tutte le province)

Nella regione Calabria (tutte le province), è stato proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, e riguarda il settore del trasporto pubblico locale, in particolare il personale della Società Ferrovie della Calabria. Il sindacato promotore dello sciopero è OSR FAISA-CISAL e la categoria coinvolta è “Personale Soc. Ferrovie della Calabria”.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Il mese di giugno 2026 vede diversi scioperi nazionali e locali che coinvolgono trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario, servizi aeroportuali e taxi, con impatti significativi per viaggiatori, pendolari e lavoratori. Di seguito il calendario dettagliato con date, città, regioni coinvolte e orari degli scioperi confermati per giugno 2026.

Sciopero 8 giugno 2026

Nella città di Catania è proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il personale della società AMTS di Catania per il trasporto pubblico locale. I sindacati coinvolti sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.

Nella città di Foggia è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, che coinvolge il personale della società ATAF di Foggia, indetto da OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Messina è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00, da parte del personale della società ATM di Messina, con sindacati OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI coinvolti.

Nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza (Emilia-Romagna) sarà in corso uno sciopero di 24 ore, con modalità variabili, riservato al personale della società SETA (bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza), indetto da OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 9 giugno 2026

Sull’intero territorio nazionale sono previsti 3 scioperi per il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione e logistica a bordo dei treni Trenitalia. I sindacati coinvolti sono FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 10 giugno 2026

Sciopero marittimo su scala nazionale: coinvolge tutti i lavoratori dei porti italiani per 24 ore (00.00 – 23.59), indetto da SI COBAS.

Nella città di Ravenna è previsto uno sciopero locale di 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00, del personale della società SERS addetto al servizio di rimorchio portuale presso il porto di Ravenna. Sindacato OSP UILT-UIL.

Sciopero 11 giugno 2026

Nella città di Palermo è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, per il servizio di trasporto pubblico locale, indetto dal sindacato OSP CUB TRASPORTI.

In Sicilia (regionale) è stato proclamato uno sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 10.01 alle 18.00, che coinvolge il personale della società FS Security. Sindacati: OSR SLM FAST CONFSAL e ORSA TRASPORTI.

Nell’area dello Stretto di Messina (Messina), sciopero marittimo di 24 ore (21.01 dell’11 giugno – 20.59 del 12 giugno) per il personale della società BluJet. Sindacati: FILT-CGIL e UILT-UIL.

A livello nazionale, sciopero plurisettoriale (23 ore, dalle 03.00 dell’11 giugno alle 02.00 del 12 giugno) che coinvolge Ferrovie, Trasporto Pubblico Locale, settori merci su rotaia: sindacati CUB TRASPORTI e SGB.

A livello nazionale (FS Italiane), sciopero ferroviario di 8 ore (09.01 – 17.00), per il personale di macchina e bordo del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, promosso dall’Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI.

A livello nazionale (settore ferroviario), sciopero di 8 ore (09.01 – 17.00) per il personale delle imprese ferroviarie, sindacato promotore CAT.

Sempre a livello nazionale, sciopero di 8 ore (06.00 – 14.00) per il personale fs Mercitalia Shunting & Terminal, indetto da USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 13 giugno 2026

In tutta Italia, sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00) per il personale ENAV di Verona Airport con sigle OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA di settore.

Nella città di Milano, sciopero di 4 ore (12.00 – 16.00) presso scalo Milano Linate per personale della società SKY Service, promosso da OSR USB Lavoro Privato.

Su tutto il territorio nazionale, sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00) per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Sempre su scala nazionale, sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00) per personale navigante EasyJet Airlines Limited con sindacato USB Lavoro Privato.

Sciopero 14 giugno 2026

Nella città di Firenze, sciopero di 24 ore per trasporto pubblico locale, coinvolgendo il personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze. Indetto da OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 18 giugno 2026

Nella regione Liguria, sciopero regionale di 72 ore (dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6) che interessa il trasporto merci su tutto il territorio regionale, in particolare aree logistiche e portuali di Genova e Savona. Indetto da OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO.

Sciopero 19 giugno 2026

Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 24 ore per il personale della società ARRIVA UDINE di Udine, promosso da ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 22 giugno 2026

Nella città di Lecce (Puglia) è previsto uno sciopero di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30, per il personale della Società SGM di Lecce, indetto dal sindacato OST UILT-UIL. Coinvolge il trasporto pubblico locale.

Nella regione Calabria (tutte le province) sarà in corso uno sciopero di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, per il personale della Società Ferrovie della Calabria, indetto da OSR FAISA-CISAL.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 8 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 9 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 22 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 22 giugno 2026, per chi viaggia lungo la rete autostradale sono disponibili i prezzi medi più recenti dei principali carburanti, così come rilevati dall’Osservatorio prezzi del Mimit. In questo articolo trovi in sintesi i valori medi di benzina, gasolio, Gpl e metano riferiti all’ultimo aggiornamento disponibile, oltre a una spiegazione pratica di come si forma il prezzo alla pompa, tra componente industriale (materia prima e margini della distribuzione) e componente fiscale (accise e Iva). Le tabelle aiutano a orientarsi rapidamente, mentre gli approfondimenti chiariscono perché i listini possono variare da un giorno all’altro e tra diversi punti vendita.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento rilevato: 21-06-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.027 €
Benzina SELF 1.937 €
GPL SERVITO 0.881 €
Metano SERVITO 1.588 €

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Il prezzo finale della benzina alla pompa nasce dall’equilibrio tra due grandi blocchi: la componente fiscale, pari al 58%, e la componente industriale, pari al 42%. Quest’ultima si divide a sua volta tra costo della materia prima e margine lordo della filiera distributiva. In media, la materia prima incide per circa il 30% del prezzo: è la quota più esposta alle oscillazioni delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e all’effetto del cambio euro/dollaro, perché la materia prima è generalmente scambiata in dollari. Un apprezzamento dell’euro tende ad attenuare i rincari, mentre un suo indebolimento può amplificarli. Il margine lordo, che vale circa il 12% del prezzo, è l’area sulla quale operatori e gestori possono intervenire maggiormente per adeguare i listini, tenendo conto di costi di esercizio (logistica, trasporto, personale), concorrenza locale, servizi offerti e politiche commerciali del marchio. La parte fiscale comprende accise e Iva: le accise sono imposte specifiche e non variano con il prezzo industriale, mentre l’Iva si applica sul totale (inclusa l’accisa), amplificando in percentuale i movimenti verso l’alto o verso il basso. Questo meccanismo spiega perché, anche a fronte di cali delle quotazioni, il prezzo alla pompa non sempre scende in modo speculare e immediato: oltre al cambio e alle scorte in serbatoio dei punti vendita, intervengono tempistiche di adeguamento e strategie commerciali differenti tra aree e operatori.

Gasolio. Per il gasolio la ripartizione tra le componenti è diversa: la quota fiscale incide per il 45%, mentre la quota industriale pesa per il 55%. All’interno della porzione industriale, il costo della materia prima spiega circa il 45% del prezzo finale. Anche qui hanno un ruolo decisivo le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro: il gasolio è molto esposto alla domanda di trasporto e riscaldamento in Europa e nel mondo, fattori che rendono le quotazioni talvolta più volatili rispetto alla benzina in particolari stagioni o fasi del ciclo economico. Il margine lordo, pari a circa il 10% del prezzo, rappresenta lo spazio di manovra degli operatori per modulare i listini in funzione dei costi operativi, dell’intensità concorrenziale sulla tratta autostradale, dei servizi accessori e delle campagne promozionali. La componente fiscale, somma di accise e Iva, risulta relativamente più contenuta rispetto alla benzina, ma l’Iva continua a moltiplicare in percentuale le variazioni del prezzo industriale. In pratica, quando le quotazioni internazionali salgono, l’effetto sul prezzo del gasolio può essere rapido, perché la parte industriale è preponderante; viceversa, quando scendono, l’allineamento dei prezzi alla pompa può richiedere alcuni giorni per l’esaurimento delle scorte acquistate a prezzi precedenti e per gli aggiustamenti graduali decisi dagli operatori al dettaglio.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.845 per la benzina, 1.940 per il diesel, 0.797 per il gpl, 1.573 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.933
Benzina SELF 1.841
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.511

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.955
Benzina SELF 1.873
GPL SERVITO 0.763
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.970
Benzina SELF 1.878
GPL SERVITO 0.881
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.956
Benzina SELF 1.858
GPL SERVITO 0.832
Metano SERVITO 1.657

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.939
Benzina SELF 1.863
GPL SERVITO 0.738
Metano SERVITO 1.529

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.924
Benzina SELF 1.829
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.526

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.945
Benzina SELF 1.848
GPL SERVITO 0.770
Metano SERVITO 1.505

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.832
GPL SERVITO 0.761
Metano SERVITO 1.639

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.833
GPL SERVITO 0.867
Metano SERVITO 1.537

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.925
Benzina SELF 1.822
GPL SERVITO 0.753
Metano SERVITO 1.543

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.915
Benzina SELF 1.820
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.508

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.968
Benzina SELF 1.872
GPL SERVITO 0.802
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.926
Benzina SELF 1.823
GPL SERVITO 0.757
Metano SERVITO 1.567

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.945
Benzina SELF 1.854
GPL SERVITO 0.752
Metano SERVITO 1.610

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.953
Benzina SELF 1.851
GPL SERVITO 0.868

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.951
Benzina SELF 1.855
GPL SERVITO 0.814
Metano SERVITO 1.819

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.936
Benzina SELF 1.834
GPL SERVITO 0.769
Metano SERVITO 1.600

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.946
Benzina SELF 1.855
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.930
Benzina SELF 1.837
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.508

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.957
Benzina SELF 1.861
GPL SERVITO 0.889

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.908
Benzina SELF 1.817
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.504

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Alfa Romeo e Subsonica, la Junior protagonista del tour “Terre Rareâ€

Trent’anni di musica, diciassette concerti estivi e due Junior consegnate direttamente ai componenti della band. Anche nel 2026 prosegue a gonfie vele il legame tra la Casa del Biscione e i Subsonica, con Alfa Romeo nel ruolo di Official Mobility Partner del tour “Terre Rare 96-26â€, organizzato per celebrare i primi tre decenni di carriera del gruppo.

Il tour “Terre Rare†al fianco del Biscione

La tournée, al via il 26 giugno allo Sherwood Festival di Padova, attraverserà l’Italia fino all’inizio di settembre, toccando Bologna, Roma, Torino, Napoli, Genova, Catania, Locorotondo, Cabras e Brescia, oltre ad altre tappe nei principali festival all’aperto. Il tour segue le quattro serate di “Cieli su Torino 96-26â€, andate esaurite alle OGR tra marzo e aprile, ma la schedule di impegni lievita in maniera esponenziale. Dal debutto di Padova all’ultima data di settembre, Alfa Romeo accompagnerà i Subsonica lungo diciassette concerti distribuiti in più di due mesi.

Con la partenza ormai dietro l’angolo, Alfa Romeo ha aperto alla band i cancelli della propria sede torinese, scelta per la consegna delle vetture in configurazioni differenti: a Boosta è stata affidata una Junior Ibrida Q4, mentre Ninja ha ricevuto una Junior Elettrica Sport Speciale. Soluzioni che rappresentano le diverse anime elettrificate della gamma.

Spinta da un motore turbo benzina da 1,2 litri abbinato a due unità elettriche da 21 kW, la Junior Ibrida Q4 sviluppa complessivamente 145 CV, gestiti attraverso il cambio automatico a doppia frizione e la trazione integrale. Grazie al secondo modulo elettrico sull’asse posteriore, non occorre adottare un collegamento meccanico tradizionale.

L’esemplare consegnato a Ninja punta invece sulla propulsione completamente elettrica. Nella versione Sport Speciale, la Junior dispone di un motore da 156 CV e aggiunge cerchi da 18 pollici, body kit nero con dettagli argentati, badge dedicati e interni rivestiti in Alcantara. Rispetto alla Q4, l’esemplare affidato a Ninja punta quindi su una caratterizzazione marcata, sia nella meccanica sia nell’allestimento interno ed esterno. Il listino della configurazione parte da 44.600 euro.

Un’intesa creativa in continua evoluzione

Il nuovo tour aggiunge un altro capitolo al rapporto tra Alfa Romeo e i Subsonica. La Casa aveva già affiancato il gruppo durante le quattro date torinesi della scorsa primavera, con la Junior esposta negli spazi delle OGR. L’iniziativa rientra in una strategia che negli ultimi mesi ha portato il marchio anche al C2C Festival e al Morning Club organizzato da m2o alla Fabbrica del Vapore di Milano.

Proprio durante uno degli appuntamenti milanesi era salito sul palco Samuel, voce del gruppo. La formazione torinese ha costruito buona parte della propria identità mescolando elettronica, rock e sperimentazione, elementi che Alfa Romeo prova ad associare alla sua attuale gamma.

La collaborazione ha guardato anche al passato durante l’ultima edizione della 1000 Miglia. I musicisti hanno partecipato alla rievocazione a bordo di un’Alfa Romeo 1900 Super Sprint del 1956, appartenente alla collezione Heritage Hub Italy e normalmente custodita nel Museo Storico del marchio. Nel giro di pochi giorni, i Subsonica sono così passati da una coupé costruita settant’anni fa alle due versioni elettrificate della Junior, in un curioso salto tra epoche.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 05:30:14 +0000
News n. 18
Dacia Jogger GPL, il nuovo motore turbo bi-fuel è più potente

Nel panorama automobilistico attuale, Dacia continua a consolidare la sua posizione di brand capace di ridefinire l’essenziale offrendo il miglior rapporto tra qualità, equipaggiamenti e prezzo. Con il rinnovamento della gamma, Dacia Jogger compie un significativo salto in avanti, introducendo innovazioni meccaniche e stilistiche che ne esaltano la versatilità. Il protagonista assoluto di questo aggiornamento è il nuovo motore Eco-G 120, un’unità che per la prima volta permette di abbinare i vantaggi storici dell’alimentazione a GPL alla comodità della trasmissione automatica.

Caratteristiche del motore Eco-G 120

La nuova Jogger abbandona la precedente unità da 100 CV per adottare un più potente motore turbo bi-fuel a 3 cilindri da 1,2 litri. Questa evoluzione tecnica non si limita a un incremento della potenza, che ora tocca i 120 CV, ma introduce una novità assoluta per il marchio: l’abbinamento del GPL a un cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti.

Questa trasmissione, fluida e reattiva, è stata progettata per migliorare il comfort di marcia sia nei tragitti urbani che nei lunghi viaggi autostradali. Per gli amanti della guida più dinamica, Dacia ha introdotto un ulteriore dettaglio tecnico di rilievo: i cambi marcia possono essere gestiti direttamente tramite le levette al volante, una soluzione che enfatizza il controllo del veicolo in ogni situazione. Resta comunque disponibile la classica versione con cambio manuale a 6 rapporti per chi preferisce un approccio più tradizionale.

Prestazioni e autonomia

L’efficienza è da sempre il marchio di fabbrica della tecnologia bi-fuel di Dacia. Per consentire ai clienti di viaggiare più a lungo sfruttando il costo ridotto del GPL, gli ingegneri hanno aumentato la capacità del serbatoio dedicato, che sulla Jogger passa da 40 a 48,8 litri. Questo incremento si traduce in un aumento dell’autonomia in modalità GPL del 20%.

Se si considera l’azione combinata dei due serbatoi (benzina e GPL), la Dacia Jogger Eco-G 120 è in grado di raggiungere una straordinaria autonomia complessiva di 1.450 km senza necessità di rifornimento. Questo dato la posiziona come una delle passiste più instancabili del segmento, ideale per le famiglie che non vogliono vivere con l’ansia della ricarica o delle soste frequenti.

Design e dotazioni

Oltre al motore, la Jogger 2026 rinnova la propria identità visiva. All’anteriore debutta una nuova firma luminosa a LED a forma di “T†rovesciata, mentre al posteriore spiccano i nuovi fari “pixel†a LED, che sottolineano la robustezza del portellone. L’anima outdoor della vettura è ora enfatizzata dall’uso dello Starkle, un materiale innovativo composto per il 20% da plastica riciclata. Utilizzato grezzo (non verniciato) per protezioni sottoscocca e passaruota, lo Starkle non solo riduce l’impronta di carbonio della produzione, ma garantisce una maggiore resistenza ai graffi nell’uso quotidiano.

L’abitacolo beneficia di un importante aggiornamento tecnologico con l’introduzione di un nuovo sistema multimediale con display centrale da 10”, navigazione connessa e caricatore wireless per smartphone. Il conducente può inoltre contare su un driver display digitale da 7” con un’interfaccia grafica completamente ridisegnata. Anche la sicurezza fa un passo avanti grazie a nuovi dispositivi di assistenza alla guida (ADAS) conformi alle ultime norme europee, tra cui la frenata automatica d’emergenza con rilevamento di pedoni e ciclisti e il monitoraggio dell’attenzione del conducente.

Prezzi di listino

La Jogger Eco-G 120 si inserisce nella strategia Dacia di offrire auto versatili e affidabili a prezzi competitivi, a partire da 18.800 euro.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 04:00:30 +0000
News n. 19
Bentley lancia la Bespoke Series, 100 colorate Continental su misura

Bentley prova a portare nel mondo dell’auto un meccanismo già familiare alla moda di lusso: una collezione diversa ogni anno, prodotta in pochi esemplari e costruita attorno a colori scelti per quella sola stagione. Nasce così la Bespoke Series by Mulliner, nuovo programma destinato a diventare un appuntamento annuale. A rompere gli indugi saranno la Continental GT S e la GT S Convertible, con una produzione complessiva limitata a 100 vetture numerate.

Sei tinte esclusive per un look sartoriale

Il progetto prende forma nel Design Studio di Crewe, dove Bentley ha sviluppato sei nuove tinte riservate alla prima Bespoke Series: Salerno Blue, Snow Quartz, Midnight Prism Pearlescent, Spectral Verdant, Manuka Orange e Bright Ruby Red. Ciascun colore esterno trova un richiamo nell’abitacolo, attraverso la pelle, le cuciture e alcuni dettagli inseriti sui sedili, sul volante e sulla leva del cambio.

A unire le sei configurazioni provvede una fascia centrale verniciata in Beluga e con effetto perlato, estesa lungo la carrozzeria. Il contrasto viene rafforzato dai cerchi sportivi da 22 pollici verniciati di nero, dagli specchietti in tinta scura e dagli elementi Blackline già previsti sulla Continental GT S. I coprimozzi Mulliner mantengono inoltre il logo sempre in posizione verticale, indipendentemente dal movimento delle ruote.

Dentro, Bentley ricorre a tre colori: i principali – Jet Black e Beluga – restano fissi, il terzo cambia cambia in base alla vernice esterna. Il Salerno Blue viene ripreso sui sedili, sugli stemmi ricamati, sul volante e sulla leva del cambio, mentre il Snow Quartz, il Midnight Prism Pearlescent e il Spectral Verdant lasciano rispettivamente spazio all’Arctic White, al blu Peacock e a inserti Verdant. Le accese tonalità Manuka Orange e Bright Ruby Red ricompaiono, invece, nell’abitacolo senza variazioni.

Seguono lo stesso schema anche la plancia e le fasce sotto i finestrini. La tinta esterna viene abbinata al Satin Beluga, con una sottile linea in cromo scuro a dividere le due superfici. Sulla console centrale compare, inoltre, un piccolo campionario con tutti e sei i colori disponibili, una mossa quasi da atelier in linea con lo spirito della collezione.

Un tocco di classe su misura

La dotazione comprende i sedili Comfort, l’illuminazione d’ambiente e il Bentley Rotating Display. Che non si tratti di una Continental GT S “normale” lo ricordano sia la plancia sia il battitacco: entrambi riportano il numero dell’esemplare e la dicitura Bespoke Edition 2027. Completano l’allestimento le targhette “By Mulliner†sui sedili, uno specifico motivo traforato per i rivestimenti e una proiezione luminosa di benvenuto all’apertura delle portiere.

Non si segnalano novità nel sistema ibrido da 680 CV e 930 Nm. L’abbinamento del V8 biturbo da 4,0 litri a un motore elettrico permette di coprire lo 0-100 in 3,5 secondi e di arrivare a 308 km/h, mentre il telaio riprende soluzioni della GT Speed, tra cui le quattro ruote sterzanti, il differenziale elettronico a slittamento limitato e il controllo attivo del rollio a 48 volt.

I cento clienti potranno scegliere liberamente tra coupé e cabriolet e tra le sei combinazioni cromatiche. Ogni vettura verrà consegnata anche con un telo sagomato, realizzato per riprodurre i colori e la linea dell’auto sottostante: il tocco finale di un pezzo da collezione destinato a restare gelosamente custodito in garage.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 16:35:50 +0000
News n. 20
Renault 4 E-Tech Plein Sud, autonomia e ricarica semplificata con la funzione Plug & Charge

Mentre il tetto in tessuto cattura l’attenzione visiva, sotto al cofano della Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud c’è un intero sistema di gestione dell’energia e della ricarica che lavora silenziosamente per rendere l’esperienza elettrica quotidiana il più possibile priva di frizioni. Ecco quindi come la Plein Sud si ricarica, pianifica i viaggi, semplifica le soste e, in certi casi, restituisce energia.

Una sola scelta

La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è disponibile con un’unica soluzione di motore e batteria: abbina una batteria da 52 kWh ad un motore da 150 CV e 245 Nm di coppia. Le prestazioni non cambiano rispetto alla versione standard: passa da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi e da 80 a 120 km/h in 6,4 secondi, con una velocità massima di 150 km/h. L’autonomia raggiunge fino a 392 chilometri nel ciclo WLTP. L’introduzione del tetto apribile comporta una riduzione minima rispetto alla versione tradizionale, pari a circa 7 chilometri, un valore praticamente trascurabile nell’utilizzo quotidiano.

Una differenza invisibile nella pratica, ottenuta senza compromessi tecnici importanti: l’aumento di peso è minimo, appena 19 kg in più rispetto alla versione con tetto fisso, grazie a materiali compositi e a un ingegnoso sistema di piegatura del tessuto in tre parti invece di quattro. Renault ha scelto di non offrire alternative di batteria o motore: una sola combinazione, quella più bilanciata, pensata per adattarsi alla maggioranza degli usi senza costringere l’acquirente a fare calcoli sui chilometri annui. Una scelta commercialmente coraggiosa, perché toglie di mezzo la confusione dei configuratori, ma che richiede che quella combinazione sia davvero giusta.

Ricarica veloce

Il comparto ricarica si affida a tecnologie di vertice. In corrente continua accetta potenze fino a 100 kW, consentendo di rigenerare l’accumulatore dal 15 all’80% in una mezz’ora. Un sistema di termoregolazione a liquido salvaguarda l’efficienza del processo anche in condizioni climatiche estreme fino a -20°C. Uno dei problemi più comuni delle auto elettriche nelle stagioni fredde è infatti la perdita di velocità di ricarica: le batterie al litio non amano il freddo, e quando la temperatura scende i tempi si allungano sensibilmente.

Grazie a un nuovo scambiatore water-to-water, i tempi di ricarica rimangono ottimali anche a temperature polari. In parole semplici: le trenta minuti per passare dal 15 all’80% non sono un dato valido solo in estate. In corrente alternata, il sistema di bordo da 11 kW di tipo bidirezionale esegue il ripristino dal 10 al 100% della carica in circa 4 ore e mezza. Per chi ricarica a casa o in ufficio. cioè per la maggioranza degli utenti elettrici, questo è il dato che conta di più nella vita di tutti i giorni.

Ricarica semplificata

Una volta associata la Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud all’App My Renault dello smartphone del conducente, la funzione Plug & Charge permette di fare a meno dell’utilizzo di badge e carte di credito specifiche per il pagamento della ricarica. La stazione riconosce automaticamente l’auto non appena si collega e autorizza la ricarica: tanto tempo risparmiato che si aggiunge a quello ottenuto con il pagamento automatico.

Per chi non ha ancora provato a ricaricare in rete pubblica, questo può sembrare un dettaglio minore. Per chi ci ha provato, sa esattamente di cosa si parla: ogni operatore ha la propria app, la propria tessera, il proprio QR code, il proprio metodo di pagamento. Il Plug & Charge elimina tutto questo: il cavo si collega, la stazione riconosce il veicolo, la ricarica parte. Il pagamento avviene in automatico.

Electric Route Planner

Il secondo strumento che semplifica la vita di chi percorre tratte lunghe è l’Electric Route Planner, integrato nel sistema di navigazione OpenR Link con Google. Derivato da Google Maps, l’Electric Route Planner suggerisce il miglior itinerario con le soste di ricarica necessarie tenendo conto della disponibilità delle stazioni e delle loro caratteristiche, ma anche della rete a cui appartengono. Pianifica e ottimizza costantemente l’itinerario più veloce nei viaggi che richiedono soste di ricarica. Tiene conto della posizione dei punti di ricarica, dell’andamento dei dati del veicolo (consumo, autonomia, ecc.) e della temperatura esterna per prevedere l’autonomia.

Integrando nel calcolo anche i parametri tecnici dell’auto e le preferenze del conducente (potenza dei punti di ricarica, mezzi di pagamento), l’ERP consente di scegliere il livello di ricarica rimanente a destinazione e si assicura che la temperatura della batteria sia ideale ad ogni sosta per ottimizzare il processo di ricarica. Una batteria fredda ricarica lentamente; una batteria preriscaldata può accettare fin da subito la potenza massima disponibile. Il risultato è che le soste durano meno e il viaggio va avanti prima.

Ricarica bidirezionale

Il terzo livello tecnologico della Plein Sud è quello che trasforma l’auto da consumatrice a distributrice di energia: il sistema Vehicle-to-Load. La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è dotata di caricatore bidirezionale in corrente alternata da 11 kW, che consente di poter contare sulla funzione V2L per collegare apparecchi elettronici o elettrodomestici alla batteria dell’auto con un adattatore di tipo power to object.

In termini pratici: è come avere una presa di corrente domestica montata sull’auto. Si può collegare un barbecue elettrico durante un picnic, ricaricare computer e fotocamere durante un campeggio, alimentare un piccolo frigo portatile durante una gita, o in caso di emergenza usare la batteria dell’auto come generatore temporaneo. La funzione V2L permette di utilizzare l’energia accumulata nella batteria per alimentare dispositivi esterni fino a 3.700 watt, una funzione particolarmente utile durante attività all’aperto, campeggio o emergenze.

Il caricatore bidirezionale consente le funzioni V2L per alimentare dispositivi esterni e V2G, quest’ultima non ancora disponibile in Italia. Il Vehicle-to-Grid, ovvero la capacità di cedere energia alla rete elettrica domestica è la frontiera successiva, già tecnicamente integrata nell’architettura ma in attesa dell’infrastruttura normativa e tecnica che la supporti. Quando arriverà, la Plein Sud sarà già pronta.

A completare il quadro digitale c’è l’avatar Reno, un copilota virtuale alimentato da ChatGPT 4.0 mini che non si limita a rispondere a domande di cultura generale, ma agisce come un vero esperto del veicolo: può programmare la ricarica, spiegare come collegare il Bluetooth o regolare la pressione delle gomme. Non è la funzione che convince a comprare l’auto, ma è quella che ricorda ogni giorno di averla comprata nel 2026.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 16:00:35 +0000
News n. 21
Porsche 911 GT3, serie speciale per i 75 anni dal debutto nel Regno Unito

Nel 1951, al Salone di Earls Court, due Porsche 356 – una Cabriolet bianca, l’altra una Coupé verde scuro – aprirono al marchio le porte del mercato britannico. Con la 911 GT3 Earls Court 51 Edition la Casa di Zuffenhausen rifà capolino settantacinque anni dopo sullo stesso palcoscenico. Costruita attorno alla 911 più adatta a ricordare le origini dell’azienda, la nuova serie speciale sarà proposta esclusivamente nel Regno Unito in appena 51 esemplari.

Tributo alla storia britannica: il prezzo

La versione nasce da una costola della 911 GT3 con pacchetto Touring in configurazione 2+2, facilmente distinguibile dalla classica GT3 perché rinuncia all’ala posteriore. Tra le 911 della gamma attuale, la Touring è quella che riflette meglio la pulizia formale e la sobrietà della 356 Coupé esposta a Londra nel 1951. Il progetto porta la firma congiunta di Porsche Cars Great Britain e del reparto Exclusive Manufaktur di Stoccarda.

I dettagli unici della 911 GT3 Earls Court 51 Edition incidono inevitabilmente sul prezzo: si parte da 251.951 sterline, quasi 100.000 in più rispetto a una GT3 Touring standard nel Regno Unito. Nel conto rientrano però dotazioni come i freni carboceramici e il sistema di sollevamento dell’asse anteriore, oltre alle numerose personalizzazioni specifiche della serie. Ogni esemplare sarà consegnato insieme a un cronografo Porsche Design, una borsa da viaggio in pelle verde e velluto, un modellino in scala 1:18 e un volume dedicato allo sviluppo del progetto.

Il legame con la vettura storica passa prima di tutto dalla verniciatura Earls Court Green Metallic, una tinta sviluppata attraverso il programma Paint to Sample Plus, che riprende il verde della 356, ma lo aggiorna con particelle di alluminio che ne modificano leggermente la resa a seconda della luce.

A creare contrasto provvedono una sottile fascia sul cofano, le calotte degli specchietti e le maniglie in Brilliant Silver. Anche i cerchi adottano una finitura bicolore verde e argento. Nonostante il richiamo alle cromature delle prime Porsche appaia evidente, resta abbastanza misurato da non trasformare la GT3 in una caricatura rétro.

Omaggi d’epoca

Sul cofano motore trova posto uno stemma specifico, ridisegnato sulla base del logo applicato alle 356 con carrozzeria Reutter, a cui si aggiungono altri dettagli sui montanti centrali, sulle soglie e nei proiettori inseriti nelle portiere. Nell’abitacolo la pelle Night Green viene accostata al Chalk Beige, al velluto a coste e agli inserti in legno Paldao, una combinazione volutamente vintage, ripresa anche sui sedili posteriori. Quelli anteriori sono sportivi e prevedono la regolazione elettrica a 18 vie.

Non mancano particolari nascosti, pensati soprattutto per chi acquisterà una delle 51 vetture. Aprendo la portiera del conducente si nota sul fianco della plancia il profilo della 356, accompagnato da una scritta dedicata. I parasole riportano il motivo della bandiera britannica, mentre sui poggiatesta e sui battitacco compare il logo Earls Court 51.

Con il cambio manuale, anche il pomello della leva è realizzato in legno. Sotto la carrozzeria rimane il boxer aspirato da 4,0 litri, capace di erogare 510 CV e 450 Nm e di arrivare fino a 9.000 giri. Il cambio manuale a sei rapporti permette di scattare da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 313 km/h, mentre il PDK a sette marce resta disponibile senza sovrapprezzo.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 13:58:42 +0000
News n. 22
Multe da autovelox: nuove regole, limiti e controlli su strade urbane ed extraurbane

Il quadro cambia ancora e questa volta la novità non riguarda dove può essere collocato un autovelox, ma quali caratteristiche tecniche deve avere per produrre accertamenti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti approvato il decreto che disciplina le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziale e periodica degli apparecchi per la rilevazione della velocità delle auto.

Per anni l’Italia ha vissuto una situazione paradossale. Gli autovelox erano diffusi, le multe arrivavano regolarmente mentre molti dispositivi risultavano approvati con provvedimenti ministeriale senza una vera omologazione in senso tecnico-metrologico. Da qui è nata una frattura che ha alimentato contenziosi e interpretazioni contrastanti. Il decreto 2026 affronta così la parte tecnica relativa a omologazione, taratura e verifiche.

Cosa cambia con i decreti del 2024 e del 2026

Il decreto dell’11 aprile 2024 punta a evitare che gli autovelox vengano installati in modo disordinato lungo le strade italiane. I Comuni non possono più muoversi come se ogni tratto stradale fosse una propria isola autonoma. Le postazioni sulle strade diverse dalle autostrade devono rientrare in una pianificazione operativa concordata in sede di Conferenza provinciale permanente.

Il decreto si applica alle postazioni di controllo per il rilevamento a distanza delle violazioni dell’articolo 142 del Codice della Strada. Non riguarda invece i controlli presidiati con contestazione immediata, quelle situazioni in cui la pattuglia ferma subito il conducente e contesta l’infrazione. Per gli automobilisti significa che molte postazioni già installate dovrebbero essere state valutate, confermate, ricollocate o rimosse secondo i nuovi criteri.

La firma del decreto autovelox del 9 giugno 2026 interviene sul punto che il decreto 2024 aveva lasciato irrisolto: l’omologazione. Secondo quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il nuovo provvedimento definisce le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziale e periodica dei dispositivi per assicurare affidabilità della misura e tracciabilità delle operazioni.

La taratura periodica diventa un requisito centrale. Un dispositivo non può essere lasciato in funzione per anni senza controlli tecnici. Il nuovo decreto mira proprio a evitare che ogni verbale si trasformi in un pretesto per la presentazione di un ricorso davanti al giudice di pace o al prefetto sulla validità dell’apparecchio.

Il decreto 2026 non cancella comunque il contenzioso precedente. Le multe già impugnate, i verbali emessi prima dell’entrata in vigore delle nuove regole tecniche e le questioni sugli apparecchi approvati ma non formalmente omologati restano motivi di contezioso.

Approvazione e omologazione non sono sinonimi

Nel diritto amministrativo e nella metrologia approvazione e omologazione non sono sinonimi. L’approvazione è il riconoscimento ministeriale di un determinato dispositivo o modello. L’omologazione comporta una verifica più strutturata dei requisiti tecnici e della conformità dello strumento alla funzione di misura.

Da questa distinzione sono nati molti ricorsi. Alcune pronunce hanno sostenuto che la semplice approvazione non bastasse per rendere valido l’accertamento della velocità, perché l’articolo 142 fa riferimento ad apparecchiature debitamente omologate. Altre decisioni hanno ridimensionato la frattura e valorizzato approvazione, taratura e controlli periodici.

Il decreto 2026 prova a riportare ordine. I dispositivi destinati all’accertamento automatico devono rispettare verifiche e tarature. Per i dispositivi già installati è previsto un regime transitorio con percorsi differenziati a seconda delle caratteristiche e della documentazione disponibile. Di conseguenza nei nuovi verbali diventa più importante verificare che l’apparecchio sia identificato, tarato, conforme e impiegato secondo le regole.

Dove possono essere installati gli autovelox sulle strade urbane

In ambito urbano le nuove regole distinguono tra tipologie di strada. Non tutte le vie di città possono ospitare controlli automatici della velocità. La logica del decreto è impedire che l’autovelox venga usato in modo indiscriminato su strade con limiti molto bassi o in contesti dove sarebbero più adatti interventi fisici di moderazione del traffico.

Sulle strade urbane di scorrimento le postazioni possono essere utilizzate rispettando distanze minime, visibilità e criteri di collocazione. La distanza tra il segnale che impone il limite e la postazione deve essere almeno di 200 metri. Sulle altre strade urbane la distanza minima scende a 75 metri.

Tra dispositivi consecutivi il decreto stabilisce distanze minime per evitare un effetto trappola o una sequenza troppo ravvicinata di controlli. Per le postazioni mobili, sulle strade urbane di scorrimento la distanza minima tra due dispositivi deve essere di almeno 1.000 metri. Sulle strade urbane di quartiere e locali si scende a 500 metri. Per le postazioni fisse in ambito urbano la distanza minima tra dispositivi di rilevamento puntuale è almeno pari a 500 metri. In generale gli autovelox non devono essere collocati dove il limite è artificiosamente basso rispetto alla tipologia della strada, salvo casi specifici motivati.

Gli autovelox nelle strade extraurbane

Sulle strade extraurbane tra il segnale del limite di velocità e il dispositivo deve intercorrere almeno un chilometro. Questa distanza serve a evitare che l’automobilista incontri un limite e pochi metri dopo venga fotografato senza un margine reale di adeguamento.

Anche la distanza tra due dispositivi cambia in base al tipo di strada. Sulle autostrade deve essere di almeno 4 chilometri. Sulle strade extraurbane principali deve essere di almeno 3 chilometri. Sulle extraurbane secondarie, sulle extraurbane locali e sulle ciclopedonali extraurbane si applica la distanza minima di 1 chilometro.

C’è poi la regola sul limite minimo coerente con la strada. In linea generale, non si possono utilizzare postazioni dove il limite imposto è inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello massimo previsto dal Codice della Strada per quella tipologia di arteria, salvo condizioni particolari. Se una strada extraurbana secondaria avrebbe limite ordinario di 90 km/h, l’uso dell’autovelox su un tratto con limite troppo basso deve essere giustificato da ragioni concrete, come curve pericolose, attraversamenti, incidentalità o condizioni infrastrutturali.

Tra postazioni fisse e mobili

Le postazioni fisse sono quelle installate stabilmente lungo la strada. Possono funzionare senza la presenza continuativa degli agenti purché siano autorizzate e utilizzate nel rispetto delle regole. Le postazioni mobili sono quelle utilizzate temporaneamente dagli organi di polizia stradale. Possono essere collocate in punti diversi, ma non sono libere da vincoli. Anche per loro valgono segnalazione, visibilità, distanze e coerenza con il limite.

I dispositivi a bordo di veicoli in movimento sono un ulteriore livello. Il decreto li ammette quando non è possibile collocare postazioni fisse o mobili e sempre nel rispetto delle condizioni previste.

Il Codice della Strada richiede che le postazioni di controllo siano preventivamente segnalate e ben visibili. La segnalazione può avvenire con cartelli o dispositivi luminosi conformi. Deve essere adeguata alla strada, alla velocità consentita, al contesto e al tipo di postazione.

Va però evitato l’equivoco opposto. Segnalazione preventiva non significa che l’autovelox debba essere annunciato a ogni metro o reso visibile da chilometri. Significa che l’automobilista deve essere avvisato in modo chiaro e tempestivo.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 12:00:24 +0000
News n. 23
In quante persone si può viaggiare in auto? Cosa dice il Codice della Strada

L’estate chiama, i weekend fuori porta pure, e la tentazione di “stringersi un po’” per farci stare tutti in un’unica macchina è sempre dietro l’angolo. Eppure, stipare passeggeri oltre il limite consentito non è solo una pessima idea per il comfort, ma è anche un rischio enorme per la sicurezza, come i continui fatti di cronaca continuano a ricordare.

Il Codice della Strada su questo punto non lascia spazio a interpretazioni. Ma come si fa a sapere con assoluta certezza in quanti si può viaggiare a bordo di una vettura? E cosa succede se si viene fermati per un controllo con un passeggero di troppo? Facciamo chiarezza su regole, eccezioni e sanzioni per evitare brutte sorprese.

Numero massimo: dove trovare il dato reale?

Per capire quante persone possono salire a bordo della nostra auto, non dobbiamo andare a intuito o contare semplicemente il numero di cinture di sicurezza visibili. L’unica verità ufficiale è scritta nero su bianco sul libretto di circolazione o Documento Unico di Circolazione.

Prendete il libretto e cercate il codice V.7: è proprio lì che viene indicato il numero massimo di posti a sedere consentiti, incluso il conducente. In genere la maggior parte delle utilitarie e delle berline che guidiamo ogni giorno è omologata per 5 persone. Esistono però molte citycar che sono omologate soltanto per 4 persone, anche se lo spazio posteriore potrebbe far pensare diversamente. Al contrario, monovolume e SUV con tre file di sedute possono arrivare a 7 o addirittura 9 posti.

Il mito da sfatare è quello dei bambini: la vecchia regola che permetteva di non contare i passeggeri più piccoli non esiste più. Ogni persona, a prescindere dall’età e dalla stazza, occupa un posto e deve viaggiare assicurata ai sistemi di ritenuta previsti (cinture o seggiolini).

La multa: quanto costa lo strappo alla regola

Viaggiare con più passeggeri rispetto a quanto consentito dall’omologazione del veicolo è una violazione disciplinata dall’articolo 169 del Codice della Strada. Le conseguenze per chi decide di rischiare non sono particolarmente salate salate. Si tratta infatti di una multa da un minimo di 42 euro a un massimo di 173 euro e una decurtazione di 2 punti dalla patente.

Ma il vero problema non è solo la multa pecuniaria. C’è un dettaglio che molti automobilisti ignorano e che riguarda le compagnie assicurative. In caso di incidente stradale con colpa, se l’auto trasporta più persone del consentito, l’assicurazione risarcirà i terzi danneggiati ma potrebbe esercitare il diritto di rivalsa. Questo significa che la compagnia può chiedere al proprietario dell’auto la restituzione dei soldi liquidati per i danni ai passeggeri in soprannumero.

C’è anche un peso massimo da non superare

Oltre al numero di persone, c’è un altro fattore geometrico e fisico che spesso viene ignorato: la massa. Ogni vettura ha un limite massimo di carico che non può essere superato per ovvi motivi di stabilità, frenata e sicurezza strutturale.

Sempre sul libretto di circolazione (questa volta al codice F.2) è indicata la massa massima a pieno carico ammissibile del veicolo. Questo valore comprende il peso dell’auto stessa, dei liquidi, del carburante, di tutti i passeggeri e dei bagagli.

Se viaggiamo con la macchina piena di amici e il bagagliaio straripante di valigie per le vacanze, potremmo essere fuori legge anche se il numero di persone è formalmente corretto. L’articolo 167 del Codice della Strada sanziona il sovraccarico con multe che variano in base alla percentuale di peso eccedente rispetto al limite. Se il peso supera il consentito di oltre il 5%, la sanzione parte da 42 euro e sale progressivamente, con il rischio aggiuntivo di non poter ripartire finché non si sarà alleggerito il mezzo.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 11:15:14 +0000
News n. 24
Auto da città con cambio automatico, le 9 migliori del 2026

I dati di vendita degli ultimi anni raccontano di un’Italia in cui la quota di auto vendute con cambio automatico è cresciuta in modo costante, e nel segmento delle citycar, tradizionalmente il più restio ad abbandonare il manuale per ragioni di costo, il cambiamento è ormai evidente. Sempre più modelli offrono l’automatico di serie o come opzione, e sempre più acquirenti lo scelgono. Se siete tra questi, la lista che segue fa al caso vostro.

Kia Picanto

La Picanto è uno di quei prodotti che non fanno mai rumore ma non smettono mai di vendere. Aggiornata di recente, la citycar coreana è disponibile in versione benzina e GPL, entrambe abbinabili a un cambio automatico AMT a 5 marce. L’AMT non è il cambio automatico più raffinato del mercato ma è pratico, abbastanza fluido nell’uso quotidiano e non costa quanto un doppio innesto. Il motore benzina da 67 CV e la versione GPL da potenza analoga sono entrambi dimensionati in modo perfetto per l’uso urbano. La Picanto ha il vantaggio di essere compatta davvero: meno di 3,60 metri, facile da parcheggiare anche negli spazi più stretti del centro storico.

Toyota Aygo X

La Toyota Aygo X è la citycar che ha scelto di differenziarsi esteticamente, con un design che guarda al mondo dei crossover senza però alzare il centro di gravità. Il CVT disponibile su questo modello è tra i migliori della categoria: progressivo, silenzioso, capace di accompagnare il sistema propulsivo full hybrid con una fluidità che fatica a trovare paragoni nel segmento. La Toyota Aygo X con automatico è una delle scelte migliori per chi usa l’auto principalmente in città e vuole una guida priva di qualsiasi fatica. In più, la solidità tipica del brand giapponese la rende un acquisto su cui ci si può fidare a lungo termine.

Suzuki Swift

La nuova Swift ha fatto un passo in avanti importante rispetto alla generazione precedente, anche sul fronte del cambio automatico. La versione mild hybrid da 83 CV è disponibile con un CVT che lavora in modo insolitamente piacevole rispetto alla media della categoria: non dà quella fastidiosa sensazione di “gomma elastica” che certi variatori trasmettono, ma accompagna il motore con una progressività soddisfacente. La Swift è anche una delle citycar più divertenti da guidare quando la strada lo permette, grazie a uno sterzo preciso e a un assetto più sportiveggiante rispetto alla media. Chi vuole comfort e un minimo di carattere troverà in lei una compagna di viaggio più viva del solito.

Dacia Sandero

Il grande annuncio dell’anno nel segmento: la Dacia Sandero aggiorna il motore GPL con un 1.2 turbo tre cilindri da 120 CV e, per la prima volta nella storia del marchio, lo abbina a un cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti. È una notizia che molti aspettavano da anni. L’Eco-G 120 automatico della Sandero cambia completamente la proposta del brand sul mercato italiano: finalmente si può scegliere il GPL senza dover rinunciare al comfort dell’automatico. Con un serbatoio GPL da 50 litri e autonomia totale di quasi 1.600 km tra gas e benzina, è la scelta razionale per eccellenza tra le city car a cambio automatico.

Citroen C3

La C3 è tornata con una filosofia chiara: accessibile, pratica, inconfondibile nell’estetica. Il modello termico è disponibile con un cambio automatico EAT6 abbinato al 1.2 PureTech da 110 CV, che sulla C3 garantisce una guida fluida e senza pensieri.

Hyundai i20

La i20 è una delle citycar più complete del mercato, e il cambio automatico è disponibile nella versione 1.0 T-GDI da 100 CV con doppia frizione a 7 rapporti. Il DCT su questo modello è ben calibrato: i cambi marcia sono rapidi e fluidi, soprattutto in modalità automatica durante l’uso urbano. La i20 porta in dote una dotazione tecnologica ricca e un abitacolo spazioso per le dimensioni esterne. Chi cerca una compatta con automatico senza rinunciare alla tecnologia troverà nella i20 una risposta convincente.

Mini Cooper

La Mini Cooper è un caso a sé. Non è la citycar più economica né quella più razionale, ma è quella con l’identità più forte e quando si parla di auto da città, l’identità conta. Il cambio Steptronic a 7 marce disponibile sulla versione 1.5 tre cilindri da 136 CV è fluido, reattivo quando si chiede un po’ di ritmo, silenzioso quando si vuole solo scorrere nel traffico. La nuova generazione ha anche introdotto una versione full electric che offre autonomia fino a 300 km WLTP e una guida a singolo rapporto ancora più immediata. Due proposte diverse per chi cerca il logo a tre cerchi con l’automatico.

Seat Ibiza

La Ibiza è la compatta spagnola che più di tutte riesce a convincere sia chi guida in città sia chi percorre strade extraurbane con una certa frequenza. Il DSG a 7 rapporti abbinato al 1.0 TSI da 95 CV, o in alternativa al più brillante 1.5 TSI da 150 CV in alcune versioni, è tra i migliori della categoria: rapido nei cambi, capace di gestire sia le situazioni di traffico lento che i tratti a velocità sostenuta con la stessa efficienza. La Ibiza ha anche il vantaggio di un abitacolo ben rifinito per il prezzo di listino, con materiali che non fanno rimpiangere le concorrenti più costose.

MG 3

L’MG 3 è la proposta cinese che ha cambiato le aspettative del segmento. L’ultima generazione è disponibile in versione full hybrid con una trasmissione e-CVT che elimina completamente la frizione e il cambio tradizionale. Il sistema combina un motore benzina 1.5 da 102 CV con un motore elettrico, per una potenza combinata di circa 196 CV. La guida è fluida, la risposta è immediata e i consumi in città scendono sensibilmente rispetto a un benzina equivalente. Il prezzo competitivo e la dotazione ricca di serie l’hanno resa una delle più vendute del segmento in poco tempo.

Honda Jazz

La Jazz chiude questa lista con la soluzione tecnica forse più raffinata di tutto il segmento. Il sistema e:HEV full hybrid è composto da un motore benzina da 1.5 litri e due motori elettrici, gestiti da un controllo elettronico che decide in ogni momento quale fonte di energia usare. La trasmissione funziona come un automatico a variazione continua, ma con un comportamento molto più naturale rispetto ai CVT tradizionali. In città, la Jazz viaggia quasi sempre in modalità puramente elettrica, con consumi reali che scendono intorno ai 4 litri per 100 km. L’abitacolo ha poi quel sistema di sedili Magic Seat con il cui il pianale diventa piatto abbattendo i sedili posteriori in avanti, una soluzione pratica che Honda porta avanti da vent’anni perché funziona meglio di molte idee più recenti.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 10:37:06 +0000
News n. 25
Bezzecchi e l’alterco con lo steward che può costare un Mondiale in MotoGP

Marco Bezzecchi ha commesso una ingenuità che potrebbe pagare con un prezzo carissimo alla fine del campionato. Nella sprint race del sabato a Brno, nono appuntamento del calendario, il leader della classifica ha fatto due errori in rapida successione. Dopo essere scivolato quando occupava la quinta posizione a due giri dal termine, si è rialzato per schiaffeggiare un commissario di gara intento a sollevare dalla ghiaia la RS-GP26, dando gas.

Con il suo comportamento aggressivo il 27enne ha violato il regolamento, commettendo un’azione pregiudizievole agli interessi dello sport. Bezzecchi, rialzatosi dopo una caduta senza conseguenze fisiche, ha appoggiato la sua mano sul volto dell’uomo, respingendolo per provare a chinarsi sulla sua Aprilia.

Gesto da condannare

In seguito a un breve conciliabolo, il gesto della sua mano destra sulla guancia sinistra del commissario ha fatto il giro del mondo. Una brutta azione, senza attenuanti, che macchia l’immagine di un ragazzo genuino e che ha mostrato, ancora una volta, difficoltà nelle Sprint Race. La sberla ha estromesso il pilota romagnolo dal main event in terra ceca, frenando la sua rincorsa in classifica.

L’episodio testimonia anche la scarsa serenità del rider che, dopo un inizio di stagione da record, ha cominciato a commettere errori pesanti nelle ultime due uscite. L’appello, cui aveva diritto, è stato respinto: “ai sensi dell’articolo 3.8 del regolamento del campionato del mondo FIM GP, confermiamo la nostra decisione a seguito di un’audizione. Il 20 giugno 2026, alle ore 16:07:41, durante la Sprint MotoGP del GP di Repubblica Ceca, a seguito di una caduta, ha spinto e colpito i commissari di pista che stavano cercando di recuperare la sua moto. Tale comportamento costituisce un’azione pregiudizievole per gli interessi dello sport e rappresenta pertanto una violazione di quanto previsto dall’articolo 3.3.2.2 del regolamento del campionato del mondo FIM GP. Qualsiasi atto corrotto o fraudolento, oppure qualsiasi azione pregiudizievole per gli interessi della manifestazione o dello sport, compiuta da una persona o da un gruppo di persone nel corso di un evento”.

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Pugno duro

Per le ragioni sopracitate, il collegio dei commissari sportivi ha inflitto a Bezzecchi la squalifica nella tappa ceca, in conformità agli articoli 3.2.1 e 3.3.2.3 del regolamento del campionato del mondo. Dopo essersi girato più volte nel letto la notte scorsa, il pilota ha deciso di parlare del gesto che lo porterà a osservare la sfida in TV. Il nativo di Rimini, tramite il profilo IG, ha dichiarato:

“Vorrei porgere le mie scuse a tutta la comunità della MotoGP per il gesto che ho compiuto nei confronti del commissario a bordo pista. Mi dispiace anche perché so quanti impegni e sacrifici i marshall fanno per garantire la nostra sicurezza. Questi comportamenti non devono accadere e non hanno giustificazioni. Mi scuso con tutti, Aprilia Racing e i miei tifosiâ€. 

La squalifica è una punizione severissima, ma i giudici hanno valutato che una pena pecuniaria e una partenza dal fondo dello schieramento non avrebbero sortito lo stesso effetto. Sui social è partita la solita gogna mediatica che non aiuterà il pilota italiano a ritrovare la giusta quiete in vista delle prossime tappe. Marco Bezzecchi è un essere umano e sotto pressione ha sbagliato, ma mai come in questi casi scagli la prima pietra chi è senza peccato.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 09:36:24 +0000


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