NEWS - Tutti gli sport(escluso il calcio)


News passione per motori da virgilio.it

News passione motori

News n. 1
Alfa Romeo 33 Stradale è un’icona di design, ora la elegge anche il premio

Che la carrozzeria di Alfa Romeo 33 Stradale fosse un capolavoro di design c’erano pochi dubbi. Ma ora arriva la celebrazione ufficiale con il prestigioso premio “Carro do Ano: Troféu Volante de Cristal†che l’ha incoronata “Design of the Yearâ€. Un riconoscimento che conferma l’anima di una vettura nata per essere un manifesto di stile del nuovo millennio dopo che la versione originale del 1967, disegnata da Franco Scaglione, ha segnato l’estetica dei decenni successivi.

Il prestigioso concorso portoghese

Definito come il più importante concorso automobilistico portoghese, il “Carro do Ano: Troféu Volante de Cristalâ€, ha eletto le migliori vetture presentate nel 2025 in differenti categorie.

Alfa Romeo 33 Stradale ha capitanato la categoria Design of the Year, ma non è stata l’unica del Gruppo Stellantis a tornare a casa con un premio. Anche Fiat Grande Panda La Prima è stata eletta come miglior citycar dell’anno, mentre la Leapmotor C10REEV Design come migliore vettura ibrida plug-in. Anche la Citroen e-C5 Aircross Max si è aggiudicata il premio di miglior auto familiare dell’anno.

Tra le familiari si è distinta la Citroën ë‑C5 Aircross, premiata come miglior auto per la famiglia. Anche il gruppo Renault Group ha raccolto diversi successi: il premio assoluto è andato alla Dacia Bigster, che si è distinta anche nelle categorie miglior SUV e miglior tecnologia.

Nel panorama delle auto sportive per il tempo libero è stata invece premiata la Alpine A290, mentre il riconoscimento come miglior auto elettrica è stato assegnato alla Mazda 6e. A completare la lista dei vincitori c’è la XPeng G9, incoronata miglior SUV di grandi dimensioni.

Esposto al museo

Uno dei 33 modelli di Alfa Romeo 33 Stradale è stato portato in Portogallo per permettere alla giuria di poter ammirare da vicino i dettagli della vettura. Un’occasione unica per molti, di poter poggiare gli occhi sulle linee costruite a mano dagli artigiani italiani e rivivere le emozioni dell’eredità del modello originario.

Il viaggio in Portogallo non è finito lì però, perché lo stesso modello è stato poi esposto al Museu de Arte Contemporânea Armando Martins di Lisbona, conosciuto come MACAM. Un modo di permettere a più persone di vedere un esemplare così raro con i propri occhi e unire il design di una vettura parla lo stesso linguaggio delle opere d’arte.

L’Alfa Romeo 33 Stradale

La supercar che omaggia la leggenda del 1967, disegnata da Franco Scaglione e di diritto tra le auto più belle di sempre, è stata costruita in appena 33 esemplari unici creati in modo artigianale secondo canoni qualitativi altissimi.

Dal punto di vista tecnico, la supercar è stata progettata in due configurazioni di motore. La prima è una versione termica capace di erogare circa 650 CV, mentre la seconda è completamente elettrica e utilizza due motori che portano la potenza complessiva fino a 750 CV.

A rendere unica ogni fase di creazione di questa vettura, c’è stata anche la presenza della Formula 1. Lo sviluppo dell’assetto è stato infatti affidato al pilota Valtteri Bottas, che sulla pista di Balocco ha avuto modo di perfezionare la risposta ad alte velocità, in un modo che pochi altri possono vantare.

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 10:19:20 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane del 15 marzo 2026 presenta alcune criticità concentrate soprattutto sulla Roma-Teramo (A24) dove un incidente ha causato la chiusura di un allacciamento con conseguente deviazione del traffico, e sulla Lainate-Como Chiasso (A9) con code dovute a lavori stradali. Altri fattori come il maltempo e il vento forte condizionano il traffico su altre tratte importanti come la Torino-Aosta-Monte Bianco (A5) e la Bologna-Taranto (A14).

A5 TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO

10:04 – TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO
Pioggia tra Autoporto e Raccordo A5/SS26 dir che interessa entrambe le direzioni.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO

10:46 – LAINATE-COMO CHIASSO
Coda tra Chiasso e Como Monte Olimpino per lavori stradali.
La direzione interessata è Lainate, con la tratta che va dal chilometro 39.42 al chilometro 41.6 per una lunghezza di 2.18 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO

09:25 – BOLOGNA-TARANTO
Vento forte tra Trani e Molfetta, che interessa entrambe le direzioni.
La lunghezza della tratta interessata è di circa 14.3 km, che va dal chilometro 652.4 al chilometro 638.1.

A24 ROMA-TERAMO

10:28 – ROMA-TERAMO
Coda tra Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM per chiusura nodo.
La direzione interessata è la Tangenziale Est, con la coda che si estende dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per 0.8 km di lunghezza.

09:44 – ROMA-TERAMO
Chiuso al traffico il Bivio A24/Tangenziale est RM provenendo da G.R.A. verso Via Salaria per incidente.
Uscita consigliata provenendo da G.R.A.: Via Fiorentini.
La direzione interessata è la Tangenziale Est.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 10:08:00 +0000
News n. 3
Nuovo Renault Bridger, cosa sappiamo del B-SUV atteso nel 2027

Durante la presentazione del nuovo piano strategico del Gruppo Renault, il brand francese ha presentato una grande novità del prossimo futuro: Bridger. Si tratta al momento di un concept del B-SUV in arrivo a fine 2027, a partire dall’India fino a raggiungere altri mercati. Non ci sono certezze riguardo la possibilità dello sbarco nel Vecchio Continente, ma gli indizi lasciano presagire un arrivo sotto il marchio Dacia.

Progettata in India

Se la vocazione progettuale nasce per l’India, le ambizioni di questo B-SUV sono internazionali. Si tratta infatti di un segmento in voga in molti mercati, a partire da quello italiano, in cui le linee squadrate e i richiami al mondo del fuoristrada riscuotono un certo fascino. La scelta di partire dall’India però non è un caso. Rappresenta infatti uno dei mercati più dinamici del momento, in cui il Gruppo Renault si è rafforzato sia dal punto di vista commerciale che industriale.

Come per l’Italia, qui le vetture compatte e rialzate riscuotono un discreto successo, grazie a versatilità d’uso e prezzi accessibili. Inoltre, progettare il modello pensando inizialmente ai mercati emergenti permette a Renault di ottimizzare i costi di produzione e di sviluppare una piattaforma flessibile, capace di adattarsi anche ad altri paesi. Se il progetto dovesse arrivare in Europa, infatti, potrebbe essere aggiornato con motorizzazioni e tecnologie più adatte alle normative del Vecchio Continente.

Tra B-SUV e fuoristrada

L’estetica di Renault Bridger evidenzia immediatamente un carattere deciso. È un B-SUV che vuole emergere dalla massa, raccogliendo le necessità sia di chi vive la città sia di chi viaggia spesso sullo sterrato. Il design infatti non nasconde i richiami al mondo dei fuoristrada tradizionali, una categoria che continua a esercitare un certo fascino sul mercato nonostante siano sempre più difficili da produrre in Europa a causa delle norme antinquinamento.

Le linee sono robuste e geometriche, con passaruota pronunciati, protezioni in plastica sulla carrozzeria e un frontale verticale che trasmette una certa solidità visiva. Il cofano alto e i paraurti massicci contribuiscono a creare un’immagine più avventurosa rispetto ai classici B-SUV pensati esclusivamente per la città. Anche la parte posteriore sembra puntare su una forte identità stilistica, con gruppi ottici sottili e una coda verticale interrotta dalla ruota di scorta posizionata sul portellone.

Piattaforma RGMP Small

Sotto la carrozzeria di Renault Bridger si nasconderà la nuova piattaforma RGMP Small, un’architettura modulare progettata per modelli compatti, tra cui la nuova generazione di Dacia Sandero. Questo nuovo progetto permette un’elevata efficienza progettuale, riducendo tempi e costi di produzione. Inoltre questo permette di adattare le diverse vetture con motorizzazioni dedicate a ogni mercato, dalle benzina e bifuel, alle diverse soluzioni ibride, con tanto di trazione integrale.

Anche se i dettagli tecnici non sono ancora stati diffusi, è lecito aspettarsi una vettura moderna dal punto di vista progettuale e di dotazioni, con sistemi di assistenza alla guida aggiornati e una dotazione tecnologica simile a quella degli altri SUV compatti della gamma. Anche perché gli standard che richiede l’Europa ai costruttori sono alti e il Gruppo Renault vanta una grande esperienza in vetture dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Per ora resta un concept, ma il messaggio di Renault è chiaro: il Bridger rappresenta un progetto globale, pensato per conquistare nuovi clienti e rafforzare la presenza del gruppo nei mercati più dinamici. Il 2027 è ancora lontano, ma questo SUV compatto ha già iniziato a costruire le aspettative attorno al suo debutto.

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 09:06:05 +0000
News n. 4
Sciopero dei trasporti 15 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 15 marzo 2026 vede la proclamazione di scioperi nel settore dei trasporti in Italia. Per questa data, risulta previsto un solo sciopero regolarmente indetto. Nel seguito dell’articolo vengono riportati i dettagli principali relativi a questa astensione lavorativa, con particolare attenzione alle aree geografiche e ai servizi coinvolti.

Sciopero dei trasporti Verona

Nella provincia di Verona, regione Veneto, è stato proclamato uno sciopero nel settore Trasporto merci che coinvolge il personale mobile e di terra della società EVM Rail. L’astensione è di 24 ore, con inizio alle 18:00 del 14 marzo 2026 e termine fissato per le 17:59 del 15 marzo 2026. Lo sciopero, di rilevanza territoriale, è indetto dal sindacato OSP FILT-CGIL.

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 5
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di marzo 2026 sono diversi gli scioperi programmati in Italia che interessano il settore dei trasporti, sia a livello nazionale che locale. L’articolo riporta il calendario degli scioperi in programma, con dettagli su città, province, regioni, orari, aziende e sindacati coinvolti, per agevolare chi deve pianificare spostamenti, lavoro o servizi pubblici in questo periodo. Tutti i dati contenuti riguardano esclusivamente scioperi indetti a marzo 2026.

Sciopero 2 marzo 2026

Nella provincia di Bolzano, nella regione Trentino-Alto Adige, è previsto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della Società SASA di Bolzano, con astensione dal lavoro dalla mezzanotte alle 24:00, indetto dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Sciopero 6 marzo 2026

Nella regione Campania, in tutte le province, è indetto uno sciopero di 4 ore per il personale delle aziende di trasporto pubblico locale su gomma, dalle 8:30 alle 12:30. Sindacati coinvolti: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO e FAISA-CISAL.

Nel comune di Napoli, per le linee vesuviane gestite da EAV, sciopero di 24 ore che coinvolge il personale divisione ferro e personale viaggiante: tutte le corse delle linee ferroviarie vesuviane sono coinvolte. Indetto da OSP FAISA-CONFAIL.

Sciopero 9 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale sono proclamati quattro scioperi generali (alcuni ad esclusione del settore trasporti), coinvolgendo il personale di tutti i comparti, pubblici e privati. Sindacati: SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912, USB (ad esclusione trasporti), CLAP (ad esclusione trasporti).

Sciopero 11 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale, riguarda il settore ferroviario con il personale della società Italo NTV. Sciopero di 8 ore dalle 9:01 alle 16:59 indetto da UILT-UIL.

Sciopero 14 marzo 2026

Nella provincia di Verona, regione Veneto, sciopero di 24 ore nel settore trasporto merci che coinvolge il personale mobile e di terra della società EVM Rail. Modalità: dalle 18:00 del 14 marzo alle 17:59 del 15 marzo. Sindacato: OSP FILT-CGIL.

Sciopero 15 marzo 2026

Nella provincia di Verona, regione Veneto, continua lo sciopero già iniziato il 14, per il settore trasporto merci, sempre per il personale mobile e di terra della società EVM Rail, fino alle 17:59. Indetto da OSP FILT-CGIL.

Sciopero 16 marzo 2026

Nella provincia di Palermo, regione Sicilia, è indetto uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale della Società Autoservizi Russo di Palermo, indetto da OSR FAISA-CISAL.

Nella provincia di Palermo, regione Sicilia, sciopero di 24 ore anche per il personale della Società Segesta Autolinee di Palermo, sempre a cura di OSR FAISA-CISAL.

Nella provincia di Enna, regione Sicilia, è indetto uno sciopero di 24 ore per il personale della Società Interbus di Enna da OSR FAISA-CISAL.

Nella provincia di Catania, regione Sicilia, sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale della Società Etna Trasporti di Catania, OSR FAISA-CISAL.

Sciopero 18 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale, sciopero 24 ore per il personale della Società ALHA Aeroporto di Milano Malpensa, indetto da OST CUB TRASPORTI.

Sempre a livello nazionale, sciopero di 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 per il personale navigante della Società EASYJET Airlines Limited, indetto da USB Lavoro Privato.

Nella provincia di Brescia, regione Lombardia, sciopero di 24 ore per il personale della Società GDA Handling Aeroporto di Brescia Montichiari e per il personale della Società MH24 Aeroporto di Brescia Montichiari, entrambi indetti da OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 27 marzo 2026

In Lombardia (tutte le province), si segnala sciopero trasporto pubblico locale del personale Socc. Gruppo ATM di Milano (AL-COBAS): 24 ore varie modalità.

Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 4 ore dalle 19:00 alle 23:00 per il personale della Società EAV di Napoli, indetto da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO.

Nella provincia di Novara (Piemonte), sciopero di 4 ore dalle 17:30 alle 21:30 per il personale della Società SUN, indetto da AL-COBAS.

Nella città di Torino (Piemonte), sciopero di 8 ore dalle 16:00 a fine servizio per il personale della Società Arriva Italia, (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Nella provincia di Frosinone (Lazio), sciopero di 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 per il personale della Soc. Cialone Tour, indetto da USI CTS.

Ancora nella città di Napoli (Campania), sciopero di 4 ore dalle 19:00 alle 23:00 per il personale della Società EAV di Napoli (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO).

Nella città di Parma (Emilia-Romagna), sciopero di 4 ore dalle 08:30 alle 12:10 per il personale della Società TEP di Parma (OSP FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/ORSA + RSU).

Sciopero 28 marzo 2026

Nella città di Bari (Puglia), sciopero di 4 ore dalle 20:00 alle 23:59 per il personale della Società AMTAB di Bari (OSR/OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL AUTOFERRO).

Nella città di Molfetta (Puglia), sciopero di 4 ore dalle 8:30 alle 12:30 per il personale della Soc. MTM di Molfetta (OSP FIT-CISL/UILT-UIL).

Nella città di Bari (Puglia), sciopero di 24 ore per gli operatori di esercizio della Soc. Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici, indetto da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 15 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 6
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Quanto paghiamo alla pompa dipende da tre componenti che agiscono in modo diverso sul prezzo finale: il costo industriale del prodotto (che include la materia prima e il margine lordo della filiera), le accise e l’Iva. In questo articolo trovi i prezzi medi praticati sulla rete autostradale italiana per benzina, gasolio, gpl e metano, affiancati da un riepilogo chiaro della struttura dei costi per comprendere perché i listini variano nel tempo. I dati riportati provengono dall’Osservatorio prezzi del Mimit e rappresentano l’ultima rilevazione disponibile. Consulta la tabella per un confronto immediato tra tipologie di carburante ed erogazione e, a seguire, l’approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento 14-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.125
Benzina SELF 1.922
GPL SERVITO 0.837
Metano SERVITO 1.529

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina alla pompa riflette un equilibrio tra fattori fiscali e industriali. La componente fiscale pesa per il 58% del totale e include le imposte indirette che gravano sul consumo, incidendo in modo significativo sul valore finale pagato dall’automobilista. La quota industriale, pari al 42%, si suddivide a sua volta in due parti: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo e dipende dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dall’andamento del cambio euro/dollaro: quando il dollaro si rafforza o i listini internazionali crescono, il costo in euro tende ad aumentare, trasferendosi progressivamente sui prezzi alla pompa. Il margine lordo, che vale il 12% del prezzo, copre logistica, stoccaggio, trasporto, costi operativi della rete e remunerazione degli operatori; è anche la leva su cui i gestori possono intervenire per adeguare i listini in funzione della concorrenza locale, del traffico, dei servizi offerti in area di rifornimento e delle politiche commerciali dei marchi. Nel complesso, la benzina risente quindi più delle dinamiche fiscali che di quelle industriali, ma la volatilità delle quotazioni e del cambio resta il principale motore degli aggiustamenti di breve periodo, mentre i margini modulano le differenze tra impianti e tratte autostradali.

Il prezzo del gasolio presenta una struttura diversa, con un peso relativmente maggiore della componente industriale. In particolare, la parte fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo complessivo: anche qui le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro giocano un ruolo centrale, ma il gasolio, per le sue specifiche applicazioni in autotrasporto e riscaldamento, può mostrare dinamiche di domanda e offerta che lo rendono talvolta più volatile rispetto alla benzina. Il margine lordo è pari al 10% del prezzo e copre i costi della catena logistica e distributiva, oltre a riflettere le strategie commerciali degli operatori. È su questa porzione che i gestori possono intervenire per modulare i prezzi in base al contesto competitivo lungo le diverse tratte autostradali, alla stagionalità dei flussi di traffico e ai servizi accessori disponibili nelle aree di servizio. La maggiore incidenza della componente industriale sul gasolio fa sì che i movimenti dei listini internazionali e del tasso di cambio si trasmettano in modo sensibile ai prezzi finali; tuttavia, anche la pressione concorrenziale e l’organizzazione della rete possono determinare scostamenti tra impianti, con aggiustamenti che spesso si manifestano più rapidamente laddove la domanda è più dinamica.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 7
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.839 per la benzina, 2.065 per il diesel, 0.719 per il gpl, 1.515 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.047
Benzina SELF 1.819
GPL SERVITO 0.710
Metano SERVITO 1.437

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.068
Benzina SELF 1.862
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.517

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.100
Benzina SELF 1.879
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.660

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.074
Benzina SELF 1.864
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.595

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.061
Benzina SELF 1.834
GPL SERVITO 0.660
Metano SERVITO 1.461

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.065
Benzina SELF 1.834
GPL SERVITO 0.684
Metano SERVITO 1.449

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.085
Benzina SELF 1.844
GPL SERVITO 0.689
Metano SERVITO 1.456

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.052
Benzina SELF 1.818
GPL SERVITO 0.684
Metano SERVITO 1.594

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.068
Benzina SELF 1.850
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.490

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.067
Benzina SELF 1.834
GPL SERVITO 0.687
Metano SERVITO 1.478

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.036
Benzina SELF 1.814
GPL SERVITO 0.707
Metano SERVITO 1.410

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.055
Benzina SELF 1.842
GPL SERVITO 0.708
Metano SERVITO 1.423

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.067
Benzina SELF 1.832
GPL SERVITO 0.683
Metano SERVITO 1.493

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.053
Benzina SELF 1.839
GPL SERVITO 0.668
Metano SERVITO 1.609

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.054
Benzina SELF 1.830
GPL SERVITO 0.805

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.078
Benzina SELF 1.855
GPL SERVITO 0.763
Metano SERVITO 1.781

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.059
Benzina SELF 1.832
GPL SERVITO 0.703
Metano SERVITO 1.525

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.081
Benzina SELF 1.854
GPL SERVITO 0.734
Metano SERVITO 1.531

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.044
Benzina SELF 1.817
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.444

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.088
Benzina SELF 1.859
GPL SERVITO 0.822

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.063
Benzina SELF 1.827
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.443

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 8
Pneumatici con artigli, addio catene da neve

Nokian Tyres ha annunciato una novità che punta a rivoluzionare il settore delle gomme pensate per l’utilizzo durante i mesi invernali e su strade innevate. L’azienda, infatti, ha inaugurato “una nuova era della guida invernale” con il primo pneumatico invernale chiodato al mondo in grado di adattarsi in modo automatico alle variazioni di temperatura.

Si tratta del Nokian Tyres Hakkapeliitta 01, un prodotto che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione per tutto il settore e che arriva dopo un lungo percorso di sviluppo partito con l’obiettivo di dar vita a uno pneumatico con “artigli” in grado di adattarsi alle mutevoli condizioni stradali, offrendo sempre un grip ottimale.

Un punto di svolta

Nokian Tyres è un’azienda di riferimento del settore, avendo inventato gli pneumatici invernali nel 1934 per poi lanciare il primo modello a marchio Hakkapeliitta nel 1936. La Casa punta a innovare ancora con il nuovo Nokian Tyres Hakkapeliitta 01, che propone la tecnologia On-Demand Grip a doppia azione, con chiodi che si regolano automaticamente tra la modalità ON e OFF al variare della temperatura. Questo pneumatico è progettato per essere abbinato ad autovetture, crossover e SUV ed eliminare la necessità delle catene da neve.

Secondo i dati forniti dall’azienda, il nuovo Hakkapeliitta 01 riduce l’usura su strada fino al 30% rispetto al modello precedente e migliora l’aderenza sul ghiaccio fino al 10% e quella sul bagnato fino al 5%. Da segnalare anche che il prodotto riduce la rumorosità fino a un decibel, garantendo una guida più silenziosa e confortevole. Considerando tutti i miglioramenti, Nokian Tyres punta a soddisfare le esigenze degli automobilisti che preferiscono pneumatici chiodati e che intendono eliminare le preoccupazioni per l’usura su strada o la rumorosità.

Il nuovo Hakkapeliitta 01 andrà, chiaramente, messo alla prova e testato in vari contesti di utilizzo in modo da verificare le caratteristiche e le potenzialità. Le premesse, però, sono ottime. Il progetto di Nokian Tyres può rappresentare un vero e proprio punto di svolta per tutto il settore, con la possibilità di soddisfare le esigenze degli automobilisti che vivono in aree dove l’inverno può essere particolarmente rigido e la guida su neve e ghiaccio è all’ordine del giorno.

Il commento dell’azienda

Paolo Pompei, Presidente e CEO di Nokian Tyres, ha così commentato le novità annunciate:

“Il nuovo Nokian Tyres Hakkapeliitta 01 rappresenta una delle più grandi innovazioni della nostra azienda da quando abbiamo introdotto il primo pneumatico invernale oltre 90 anni fa. Questo nuovo pneumatico invernale realizza ciò che prima si riteneva impossibile: uno pneumatico chiodato che reagisce alle variazioni di temperatura per offrire la massima sicurezza e proteggere la strada.â€

Mikko Liukkula, responsabile dello sviluppo di Nokian Tyres, ha aggiunto:

“Abbiamo sviluppato una soluzione in cui l’aderenza si adatta automaticamente alla temperatura, garantendo la massima sicurezza quando necessario e un contatto con la strada più controllato e delicato quando non lo è. Questo aiuta gli automobilisti ad affrontare le condizioni meteorologiche invernali, sempre meno prevedibili, e a rispettare le nuove normative relative all’impatto dei pneumatici sulla strada.â€

Il debutto è vicino

Come annunciato dall’azienda, Nokian Tyres Hakkapeliitta 01 è prossimo al debutto. Gli automobilisti potranno acquistare la nuova gamma di pneumatici a partire dal prossimo autunno 2026.

Il prodotto avrà come mercati di riferimento i paesi nordici e il Nord America, dove la richiesta di uno pneumatico con caratteristiche di questo tipo per la guida invernale è molto alta. Ulteriori dettagli in merito alla disponibilità arriveranno nelle prossime settimane.

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 06:30:29 +0000
News n. 9
Auto più vendute in Cina: BYD e Geely dominano la classifica

La Cina è un mercato enorme, con un’industria automotive in costante crescita e tanti brand sempre più solidi. Nel corso del 2025 ha registrato oltre 34,5 milioni di unità prodotte negli impianti industriali del Paese.

Di queste, circa 27 milioni di unità sono state commercializzate direttamente nel mercato cinese, con una crescita del 6,7% su base annua, come confermano i dati CAAM (China Association of Automobile Manufacturers).

Il mercato cinese è particolarmente ricco di opzioni e gli automobilisti locali hanno delle preferenze ben precise e scelgono con sempre maggior frequenza le vetture prodotte dai brand locali. Ecco, quindi, quali sono state le auto più vendute in Cina lo scorso anno.

I marchi più venduti

Prima di entrare nei dettagli relativi alle auto più vendute, analizziamo la “classifica costruttori“, con una Top 10 che vede Great Wall Motor al decimo posto, con circa 900.000 unità vendute, preceduta da Tesla (950 mila), GAC (1,55 milioni), Toyota (1,75 milioni), SAIC Motor (2,5 milioni), Chery (2,63 milioni) e Changan (2,65 milioni). Terza posizione per Geely, con circa 3 milioni, mentre al secondo posto c’è Volkswagen, con circa 3,1 milioni. Il leader del mercato è BYD, con 4,6 milioni di unità vendute. Ricordiamo che BYD punta a sorpassare Tesla anche in Europa.

Le auto più vendute

La classifica delle auto più vendute vede tanti modelli BYD nella Top 10 ma il brand non riesce a salire sul podio. Al decimo posto troviamo la BYD Song Plus, con circa 195 mila unità vendute, mentre al nono c’è la Tesla Model 3, con circa 200 mila unità vendute. Ottava piazza per la BYD Seal 06, che ha totalizzato circa 215 mila immatricolazioni.

Da segnalare la sorprendente settima posizione per la Xiaomi SU7, con 245 mila unità vendute. La Casa cinese è una delle ultime arrivate sul mercato delle quattro ruote, dopo aver conquistato il settore dell’elettronica di consumo, e sta registrando numeri da record, mettendo già nel mirino un lancio internazionale.

La classifica comprende altri tre modelli BYD: Qin L (295 mila), Seagull (310 mila) e Qin Plus (385 mila). Come detto in precedenza, però, il costruttore, pur ricoprendo un ruolo di leader del mercato, con l’obiettivo anche di conquistare la leadership del mercato globale in futuro, non riesce a salire sul podio della classifica dei modelli più venduti.

Al terzo posto, infatti, c’è la Tesla Model Y, con circa 425 mila unità vendute e un leggero calo rispetto all’anno precedente. Seconda posizione per la Wuling Hongguang Mini EV, una piccola city car (lunga meno di 3 metri) pensata per gli spostamenti a zero emissioni in città, con un prezzo accessibile e anche una buona autonomia (superiore ai 150 chilometri).

A guidare il mercato delle quattro ruote cinese è, però, la Geely Xingyuan. Si tratta di una compatta che, con i canoni europei, può essere considerata come una segmento B, considerando anche la lunghezza di 4,13 metri. Disponibile in varie configurazioni a zero emissioni, la vettura ha un’autonomia che, in base ai dati di omologazione cinese, si attesta tra i 300 e i 400 chilometri, in base alla versione. Il prezzo è il suo punto di forza: in Cina parte dall’equivalente di circa 8 mila euro.

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 06:30:13 +0000
News n. 10
Ricorso multa auto fino al terzo grado: quando conviene e come funziona

Le violazioni al Codice della Strada comportano quasi sempre sanzioni economiche, ma in alcuni casi possono prevedere conseguenze aggiuntive come la decurtazione dei punti patente, la sospensione del titolo di guida o altri provvedimenti accessori. Nei casi più gravi le infrazioni possono poi assumere rilevanza penale, in particolare quando comportano pericolo concreto per la sicurezza della circolazione.

Di fronte a una multa, l’automobilista non è tuttavia privo di strumenti di difesa. L’ordinamento italiano prevede infatti la possibilità di contestare il verbale e avviare un percorso di opposizione che può arrivare fino al terzo grado di giudizio davanti alla Corte di Cassazione. Il tutto partendo da un principio fondamentale: pagare la multa equivale ad accettarla. Il versamento della sanzione amministrativa comporta infatti l’estinzione del procedimento e rende impossibile presentare un ricorso.

I tempi del ricorso previsti dalla legge

La procedura di ricorso inizia dal momento in cui l’automobilista riceve la contestazione della violazione. Può avvenire immediatamente, quando la multa viene notificata sul posto dalle forze dell’ordine oppure attraverso la notifica del verbale all’indirizzo di residenza del proprietario del veicolo. Da quel momento iniziano a decorrere i termini previsti dalla normativa per presentare opposizione. Le scadenze sono diverse a seconda dell’autorità a cui ci si rivolge.

Nel caso di presentazione del ricorso al Giudice di Pace, il proprietario del veicolo ha a disposizione 30 giorni dalla notifica del verbale. Se invece si sceglie la strada del ricorso al Prefetto, il termine si estende a 60 giorni.

Il ricorso al Prefetto è la soluzione più semplice dal punto di vista formale. L’automobilista può presentare l’opposizione all’ufficio che ha emesso la multa oppure inviarla tramite raccomandata o PEC. Il Prefetto ha poi 120 giorni di tempo per decidere se accogliere o respingere il ricorso. Se la decisione è favorevole all’automobilista la multa viene annullata. Se invece l’opposizione viene respinta, l’importo della sanzione può essere raddoppiato rispetto alla cifra originaria.

La procedura davanti al Giudice di Pace richiede invece un atto formale di opposizione e l’avvio di un vero e proprio procedimento giudiziario. In questo caso il giudice valuta la legittimità della multa e analizza documenti, prove ed eventuali testimonianze.

Dal primo grado al secondo grado di giudizio

Al di là dell’esito del primo ricorso, la parte che si ritiene danneggiata dalla decisione ha la possibilità di proporre appello. Questo passaggio apre la strada al secondo grado di giudizio che consente di chiedere una nuova valutazione del caso. Se il ricorso iniziale è stato presentato al Giudice di Pace, l’appello deve essere proposto davanti al Tribunale ordinario. Nel caso opposto, quando il primo ricorso è stato indirizzato al Prefetto, l’opposizione può essere presentata davanti al Giudice di Pace.

Nel procedimento davanti al tribunale è necessaria la presenza di un avvocato. Il difensore ha il compito di rappresentare l’automobilista, preparare la strategia difensiva e individuare eventuali errori procedurali o irregolarità nella contestazione.

La difesa tecnica è fondamentale perché il procedimento entra in una fase più complessa dal punto di vista giuridico. Il tribunale può infatti valutare elementi che non erano stati presi in considerazione nella fase precedente. C’è comunque la possibilità per l’automobilista di non presentarsi in udienza e risultare contumace rinunciando quindi a difendersi direttamente.

I motivi più comuni di ricorso

Alcuni ricorsi si basano su situazioni di stato di necessità, come nel caso di una manovra compiuta per evitare un incidente o per prestare soccorso. Altri casi riguardano problemi procedurali legati alla contestazione della violazione. Tra i motivi più frequenti ci sono la mancata contestazione immediata, la notifica tardiva del verbale oppure l’assenza di motivazioni che giustifichino il mancato fermo del veicolo. Non mancano poi situazioni in cui il verbale presenta errori materiali o informazioni incomplete. Un esempio tipico è l’errata indicazione della targa, dell’orario o del luogo della violazione.

Il ricorso in Cassazione: il terzo grado di giudizio

Quando anche il secondo grado si conclude con una decisione sfavorevole all’automobilista, rimane ancora la possibilità del ricorso alla Corte di Cassazione, il terzo e ultimo grado di giudizio nel sistema italiano. Questa procedura può essere avviata entro 60 giorni dalla sentenza del tribunale. A differenza dei gradi precedenti, il ricorso alla Suprema Corte non consente di discutere nuovamente i fatti che hanno portato alla multa. Gli Ermellini hanno infatti un ruolo diverso rispetto ai giudici di merito.

I giudici della Cassazione non entrano nel merito della contestazione della violazione. Il loro compito consiste nel verificare se le norme di diritto siano state applicate in modo corretto durante il procedimento. In altre parole, la Corte interviene solo quando emergono vizi di forma o errori giuridici, come la mancata applicazione di una norma o un’irregolarità nella procedura. In pratica il ricorso in Cassazione è ammesso solo in presenza di problemi legati alla corretta interpretazione della legge.

Per presentare un ricorso davanti alla Corte di Cassazione è obbligatoria l’assistenza di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori, comunemente chiamato avvocato cassazionista.

La procedura richiede la redazione di un ricorso tecnico molto dettagliato, nel quale devono essere indicati con precisione i motivi di illegittimità della sentenza impugnata. Proprio per la complessità di questa fase, i costi legali sono più elevati rispetto ai gradi precedenti.

Chi può presentare ricorso contro una multa

Il ricorso contro una multa non può essere presentato solo da chi guidava il veicolo al momento dell’infrazione. La normativa prevede infatti che possano agire anche altri soggetti coinvolti nella responsabilità amministrativa. Tra questi rientra il proprietario del veicolo, responsabile in solido per le violazioni commesse con il mezzo. Possono inoltre proporre ricorso anche l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio oppure l’utilizzatore in leasing, figure che la legge considera coinvolte nella gestione del veicolo.

Un caso particolare riguarda le violazioni commesse da conducenti minorenni. In queste situazioni la responsabilità ricade sui genitori o su chi esercita la responsabilità genitoriale.

Quando conviene davvero arrivare fino al terzo grado

Dal punto di vista pratico arrivare fino alla Cassazione è una scelta che deve essere valutata con estrema attenzione. Le probabilità di successo in questa fase sono infatti più basse rispetto ai gradi precedenti.

Il motivo è semplice: la Suprema Corte non analizza di nuovo i fatti ma si limita a verificare eventuali errori giuridici nella sentenza. Succede quindi che il costo dell’assistenza legale può risultare superiore all’importo della multa stessa.

Quando la Cassazione accoglie il ricorso, la conseguenza è l’annullamento del verbale di accertamento. La multa non deve più essere quindi più pagata ed eventuali sanzioni accessorie decadono in automatico. In alcuni casi la Corte può anche rinviare il procedimento a un altro giudice per una nuova valutazione della controversia.

Le conseguenze di un ricorso respinto

Se invece la Suprema Corte respinge il ricorso, la decisione diventa definitiva. L’automobilista è quindi obbligato a pagare la sanzione e a rispettare eventuali provvedimenti accessori. In presenza di un rigetto le spese legali possono oltretutto essere poste a carico della parte soccombente.

Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 05:00:49 +0000
News n. 11
Che auto guida Renato Zero, pezzi da collezione mitici quanto lui

Mai banale: così sul palco, così in auto Renato Zero ha stile da vendere. Tra i grandi ospiti del concerto evento Stasera che sera in onda sabato 14 marzo in prima serata su Canale 5, il cantante fa dell’eccesso elegante il suo marchio di fabbrica anche in garage. Se davanti alle telecamere emoziona con classici intramontabili, da I giardini che nessuno sa a Nanà, nella vita quotidiana alterna possenti fuoristrada a supercar dal fascino intramontabile.

Le Mercedes del re dei sorcini: quanto valgono

Sotto l’alone di trucco, sotto i testi provocatori, in Renato Zero non hanno mai fatto difetto i contenuti. Allo stesso modo, la Mercedes Classe G, status symbol globale da oltre 150.000 euro, è capace di affrontare qualsiasi terreno con un telaio a longheroni e tre differenziali bloccabili. Tuttavia, pure un “carro armato su ruote” può riservare sorprese: un video del 2022 mostra l’artista napoletano mentre, scendendo dalla imponente Classe G appena parcheggiata, inciampò in un piccolo scivolone. Non si fece nulla, per fortuna, ma quell’episodio lo avvicinò, se possibile, ancor più ai sostenitori.

E se la voglia di velocità prende il sopravvento? Renato Zero punta su un’altra auto di Stoccarda, la Mercedes-AMG GT C Roadster, una sportiva di razza da circa 165.000 euro e 557 CV, che il V8 biturbo libera senza lasciare scampo. Riconoscibile anche per la capote in tela beige a movimento elettrico, la vettura della Stella fa al caso del re dei sorcini nelle sue fughe romane. In rete girano delle immagini che lo ritraggono proprio a bordo del bolide mentre raggiunge un amico, a conferma di come il gusto estetico non vada mai in pensione.

Il passato tra Maggiolini gialli e Jeep americane

Guardando indietro nel tempo, la collezione privata di Renato Fiacchini (questo il suo nome all’anagrafe) rivela una passione eclettica. Per anni, ha sfrecciato lungo la Capitale su un Volkswagen New Beetle giallo squillante, oggi valutato appena 3.000-4.000 euro, ordinato nel 1998 direttamente in Germania. Sul cruscotto aveva incollato cinque modellini in scala e fatto installare un sistema multimediale avveniristico ai tempi. Recentemente, un fan storico è riuscito a rintracciare e restaurare proprio quell’esemplare, salvandolo dall’oblio.

Con largo anticipo rispetto all’invasione di massa dei SUV, Zero domava una Jeep Cherokee Chief del 1979. Imponente e “americano” fino al midollo, il fuoristrada rosso fuoco montava un turbodiesel efficiente e aveva una solidità rara che lo rendeva un rifugio dai paparazzi. Ma la storia del “bisonte” ha travalicato i ricordi: di recente gli appassionati se lo sono contesi a suon di generose offerte sul sito di aste Car & Classic, con una valutazione vicino ai 17.000 euro. Riomologato furgone a due posti, questo pezzo di “ferro e nostalgia” è la prova lampante che il pedigree di Renato vale quanto un disco di platino.

Stasera che sera: da concerto a rito collettivo

Oltre ai motori, resta l’uomo e l’artista. La sua partecipazione allo show Stasera che sera di Sal Da Vinci rinnova un legame indissolubile con la grande musica d’autore. In una serata accesa dall’alternanza di giganti quali Gigi D’Alessio e Raf, la presenza di Renato Zero aggiunge quel tocco di “zerofollia” che trasforma un concerto in un rito collettivo.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 20:00:35 +0000
News n. 12
Nissan X‑Trail, debutta il restyling: ecco tutte le novità

Nissan rinnova un componente centrale della sua gamma svelando il Nuovo Nissan X‑Trail. Si tratta del crossover più grande della famiglia del costruttore nipponico che ora propone diverse novità, sia per quanto riguarda il design esterno che per quanto riguarda gli interni, la tecnologia a bordo e la gamma di motorizzazioni. Andiamo a riepilogare tutto quello che c’è da sapere in merito alla nuova versione di Nissan X‑Trail in arrivo sul mercato italiano.

Le novità del modello

La nuova versione di Nissan X‑Trail propone un restyling per il design esterno, pur restando fedele al DNA del brand. Il modello ha ora linee ancora più distintive, con un frontale rinnovato e una griglia più ampia. Da segnalare anche i cerchi in lega da 19 pollici con finitura diamantata e un nuovo paraurti con prese d’aria laterali.

Ci sono anche nuove luci posteriori a LED. La vettura registra il debutto di due colorazioni inedite per la carrozzeria (Universal Blue e Dark Beige diventano disponibili in configurazione bicolore).

All’interno, invece, troviamo il quadro strumenti TFT da 12,3 pollici, nuovi rivestimenti in pelle marrone trapuntata e la possibilità anche di optare per la pelle sintetica di alta qualità.

Da segnalare anche i sedili anteriori e posteriori riscaldati, volante riscaldato, parabrezza riscaldato e il climatizzatore a tre zone. Lo spazio interno è particolarmente flessibile, anche grazie alla seconda fila di sedili, scorrevole e frazionabile 40/20/40.

L’infotainment di bordo è dotato di tutta la suite di servizi Google, a partire dalla nuova versione di Google Maps, e gli utenti possono sfruttare il comando Hey Google per controllare le funzioni del veicolo con controllo vocale.

Da segnalare anche Around View Monitor (AVM), che tramite quattro telecamere perimetrali riproduce sul display centrale dell’Infotainment una vista dall’alto a 360° del modello di Nissan.

Si tratta di un sistema che può tornare comodissimo in fase di manovra, con la possibilità per l’automobilista di selezionare singolarmente le varie viste dell’esterno. X-Trail include anche la versione migliorata di ProPILOT Assist, con nuove funzioni pensate per rendere la guida più sicura.

La gamma di motorizzazioni include il propulsore e‑POWER, con possibilità di scegliere la versione da 204 CV con trazione posteriore e la versione da 213 CV con trazione integrale.

La versione da 204 CV ha un consumo nel ciclo combinato di 5,7 litri per ogni 100 chilometri, con emissioni di CO2 pari a 128 grammi al chilometro. La versione da 213 CV, invece, è ancora in attesa di omologazione.

Da segnalare anche un aggiornamento per N-TREK, l’allestimento più sportivo del modello che include ora nuovi dettagli di colore rosso per la carrozzeria, luci full LED, cerchi in lega specifici da 19 pollici e nuove soluzioni per gli interni.

Nissan ha confermato che il Nuovo X-Trail sarà ordinabile a partire da aprile 2026 con consegne previste dal successivo mese di luglio 2026.

Il commento dell’azienda

Cliodhna Lyons, Region Vice President, Product, Services & Marketing Strategy, Nissan AMIEO, ha utilizzato queste parole per presentare al pubblico il nuovo modello che va ad arricchire la gamma del brand:

“In oltre 25 anni di X‑Trail, i nostri clienti hanno imparato ad amare il suo spirito avventuroso, la sua praticità e i suoi avanzati propulsori e la trazione integrale. Il nuovo X‑Trail migliora i suoi punti di forza, con un design più deciso, una tecnologia più intelligente e il propulsore e‑POWER esclusivo Nissanâ€.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 15:15:57 +0000
News n. 13
Google Maps è sempre più completo: il nuovo aggiornamento è un punto di svolta

Google Maps è un’applicazione di riferimento per gli automobilisti, che possono contare su un vero e proprio navigatore da utilizzare sullo smartphone oppure tramite il sistema di infotainment del proprio veicolo.  Nel corso del tempo, Maps è diventata una delle app principali di Google, con tantissimi utenti che la utilizzano per orientarsi in auto.

L’applicazione è anche un cantiere aperto, con Google che rilascia costantemente aggiornamenti per aggiungere nuove funzionalità e rendere il servizio ancora più completo e in linea con le necessità dei suoi utenti. La nuova versione di Maps, in fase di distribuzione, segna un ulteriore passo in avanti del programma di rinnovamento.

Si tratta di un update molto importante che segna l’arrivo della Navigazione immersiva, una novità destinata a rivoluzionare il modo di utilizzo dell’app, soprattutto per chi la usa come navigatore in città. Da non sottovalutare l’integrazione con l’intelligenza artificiale (un tema centrale per tutti i servizi Google). Andiamo a riepilogare tutte le nuove funzioni in arrivo per Maps.

Una nuova navigazione

Con la nuova versione, Google Maps riceve la Navigazione immersiva. Si tratta di una nuova esperienza di navigazione che prevede una visione tridimensionale che permette di riflettere l’ambiente circostante, tenendo conto di edifici, semafori e altri elementi stradali.

Si tratta di una modalità di utilizzo, simile a quella proposta da altri servizi concorrenti, che punta a migliorare l’esperienza degli utenti che scelgono Google Maps e che utilizzano il servizio come navigatore di bordo per la propria vettura, con la possibilità di sfruttare l’ampio display al centro della plancia.

Questa nuova funzione è già disponibile negli Stati Uniti e arriverà su scala globale, in modo graduale, nel corso delle prossime settimane. Manca poco, quindi, al debutto sul mercato italiano.

Le altre novità

Il nuovo aggiornamento di Google Maps segna un punto di svolta per l’applicazione anche per via della presenza di altre novità come, ad esempio, il nuovo sistema dei percorsi alternativi, che diventeranno sempre più dettagliati e completi.

L’applicazione suggerirà agli utenti delle strade alternative, che possono, ad esempio, risultare più lunghe (per chilometraggio complessivo) ma meno trafficate e/o prive di pedaggio. Ricordiamo che l’app già informa l’utente in merito alla disponibilità di una colonnina di ricarica.

In aggiunta, è prevista la possibilità di sfruttare una panoramica Street View della destinazione, in modo da orientarsi meglio all’arrivo. Maps fornirà anche delle informazioni relative al parcheggio, suggerendo le soluzioni disponibili nella zona per poter sostare con il proprio veicolo.

Da non sottovalutare le funzionalità legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Con “Chiedi a Maps” gli utenti potranno rivolgere domande all’IA integrata nell’applicazione, anche con frasi complesse, per richiedere informazioni legate a un luogo o a un percorso.

A gestire la richiesta saranno i modelli IA di Gemini, che ormai sono disponibili in tutti i servizi di Google che possono migliorare, in modo significativo, l’esperienza di utilizzo. L’IA avrà una sua memoria e potrà ricordare le domande precedenti e tutte le informazioni collegate. Chiedi a Maps sarà disponibile, inizialmente, negli Stati Uniti e in India ma arriverà sul mercato globale nel corso del prossimo futuro.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 14:30:09 +0000
News n. 14
Caro carburanti, Opel offre alle famiglie un incentivo da 500 euro

Opel viene incontro agli automobilisti italiani che si trovano a fare i conti con il caro benzina. Con il costo del carburante in continua ascesa e un conflitto in Medio Oriente che non sembra essere vicino a una conclusione, il marchio tedesco lancia un’offerta dedicata a chi sceglie una vettura ibrida.

Si tratta a tutti gli effetti di un extra bonus da 500 euro pensato come contributo per compensare l’aumento dei prezzi del rifornimento. Con il nome Bonus Hybrid Opel, l’offerta offre una ragione in più per incoraggiare la clientela all’acquisto e  un modo originale per dare dimostrazione dei consumi della propria gamma elettrificata.

272 litri di benzina offerti da Opel

Secondo il Centro Studi di Opel, con un prezzo medio di 1,84 euro al litro questo bonus si tradurrebbe in 272 litri di benzina offerti dal brand. Un modo per offrire un vantaggio in più a chi sceglie la gamma ibrida e allo stesso tempo dare dimostrazione delle capacità della propria tecnologia mild hybrid, che permette di abbattere i consumi fino a circa il 20% nel ciclo urbano.

Infatti attraverso i consumi dichiarati da Nuova Corsa Hybrid, Opel dimostra come questo bonus si potrebbe tradurre in 6.000 km di percorrenza che, considerando l’utilizzo dell’automobilista medio che comprende il tragitto casa-lavoro, equivarrebbe a oltre 6 mesi di utilizzo. L’iniziativa, quindi, evolve l’idea della semplice promozione commerciale, sfruttando una situazione che preoccupa tutti gli automobilisti per mettere in evidenza le qualità della propria tecnologia ibrida leggera.

I dettagli dell’offerta

Il Bonus Hybrid Opel coinvolge l’intera gamma ibrida del marchio disponibile in pronta consegna. Il contributo di 500 euro è già attivo e può essere richiesto in tutta la rete vendita di Opel fino al 31 marzo 2026. L’offerta si applica a tutti i contratti stipulati entro quella data per vetture ibride presenti in stock. Secondo Giorgio Vinciguerra, Managing Director di Opel Italia, l’obiettivo è fornire un aiuto concreto agli automobilisti in un periodo caratterizzato da costi energetici elevati:

“Il nostro compito è offrire soluzioni concrete per garantire la libertà di movimento. Il Bonus Hybrid Opel è la nostra risposta: 500 euro di valore aggiunto che, uniti all’efficienza dei nostri motori ibridi a 48V, contribuiscono a ridurre i consumi e i costi di gestione.â€

L’ibrido leggero, una scelta che guarda la futuro

L’iniziativa rappresenta un extra incentivo per chi vuole scegliere l’offerta elettrificata senza pensieri di Opel. Una soluzione che, in un momento di incertezza rivolto alla transizione energetica come quello attuale, rappresenta una proposta intelligente. Il mild hybrid a 48 Volt non va infatti a modificare l’utilizzo quotidiano di una vettura, garantendo tutta la libertà della propulsione termica con una diminuzione nei consumi garantiti dalla parte elettrica.

Per Opel, il bonus da 500 euro è anche un modo per rendere Corsa, Astra, Mokka, Frontera e Grandland più accessibili, dimostrando come efficienza e convenienza possano procedere insieme. E mentre il prezzo dei carburanti continua a oscillare, iniziative come questa mostrano come i costruttori stiano cercando nuove strade per sostenere i clienti, mantenendo al tempo stesso il passo della transizione energetica, con il 2035 che continua ad avvicinarsi.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 13:08:11 +0000
News n. 15
Alfa Romeo Q4, la trazione integrale festeggia 75 anni

Dalla 1900M “Matta†degli anni 50 alle prime sportive a trazione integrale degli anni 80. La tecnologia a quattro ruote motrici è un pezzo di storia per Alfa Romeo che viaggia di pari passo con il dinamismo. Il Biscione è infatti uno dei simboli portanti della sportività Made in Italy e questo è dovuto anche grazie alla trazione integrale, che ora festeggia i 75 anni di storia, un percorso nato dall’idea del fuoristrada e poi portato tra le sportive, prendendo il nome Q4.

Dagli anni 50 all’ibrido di oggi

Tutto è iniziato nel 1951 con la 1900M “Mattaâ€, che per la prima volta ha portato lo schema integrale ma con impostazione da fuoristrada. Bisogna attendere gli anni ottanta, per vedere davvero la filosofia a quattro ruote motrici Alfa prendere forma. Nel 1984 arriva infatti la Alfa Romeo 33 4×4, una berlina compatta in grado di portare lo schema integrale su una vettura stradale pensata per la guida di tutti i giorni.

Un altro passo in avanti viene compiuto nel 1991, quando viene presentata la Protéo, una concept che porta per la prima volta il giunto viscoso nelle quattro ruote motrici. In quest’occasione il Biscione si rende conto dell’importanza di questa tecnologia e decide di estendere l’offerta a sempre più modelli. L’anno successivo nasce infatti la sigla Q4, tutt’ora simbolo della gamma Alfa Romeo, che debutta su modelli come la 33, 155 e 164, dimostrando come questa soluzione possa convivere con il carattere sportivo del marchio.

Negli anni l’evoluzione continua fino a raggiungere la fase dell’elettrificazione attuale, approdata su Junior e Tonale, con le versioni ibride che beneficiano di un motore per asse, semplificando la struttura ed eliminando il tunnel centrale.

Un modello su quattro è integrale

Oggi la trazione integrale non è più una nicchia all’interno della gamma Alfa Romeo. Al contrario, rappresenta una componente importante delle vendite globali del marchio. Nel 2025, le versioni dotate di sistema Q4 hanno rappresentato il 26% delle Alfa Romeo vendute nel mondo. Un dato che racconta quanto questa tecnologia sia ormai apprezzata da clienti con esigenze molto diverse tra loro.

Il modello che registra la diffusione più elevata della trazione integrale è lo Stelvio, il SUV della casa italiana, dove ben il 90% delle unità vendute è equipaggiato con il sistema Q4. Non sorprende: su un veicolo di questo tipo, pensato per affrontare viaggi lunghi e condizioni stradali variabili, la motricità extra rappresenta un vantaggio evidente e concreto.

Anche la Giulia, la berlina sportiva della gamma, mostra una forte presenza di versioni integrali, con il 52% delle vendite. Qui la trazione integrale non è solo una questione di sicurezza, ma diventa un elemento che aiuta a scaricare a terra tutta la potenza dei motori più performanti.

Nel caso della Tonale, il SUV compatto che ha segnato l’ingresso di Alfa Romeo nell’elettrificazione, le varianti Q4 raggiungono il 28% delle vendite. Infine c’è Junior, introdotta più di recente nella gamma. Nonostante la sua giovane presenza sul mercato, la versione integrale ha già raggiunto il 6% delle vendite, segno che anche nei segmenti più compatti la trazione sulle quattro ruote continua ad avere il suo piccolo pubblico.

Dopo 75 anni, la trazione integrale Alfa Romeo non è più soltanto un capitolo della storia del marchio: è una tecnologia viva, capace di adattarsi alle trasformazioni dell’industria automobilistica. Dal fuoristrada militare degli anni Cinquanta alle moderne architetture ibride, il sistema Q4 continua a evolversi mantenendo lo stesso obiettivo di sempre: unire controllo, prestazioni e piacere di guida. Se il futuro dell’auto sarà sempre più elettrico e digitale, è probabile che anche la trazione integrale del Biscione cambierà ancora. Ma una cosa è certa: lo spirito che l’ha fatta nascere continuerà a essere lo stesso

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 10:27:54 +0000
News n. 16
Fiat propone 500 Hybrid a 14.950 euro, solo fino a marzo

Solo a marzo la Fiat 500 Hybrid è in promozione in caso di rottamazione e finanziamento. La compatta, icona di stile delle città italiane, affronta così la prima parte dell’anno mostrando il suo lato più accessibile durante due fine settimana di porte aperte.

La city car più famosa d’Italia torna protagonista con un’offerta a partire da 14.950 euro, valida per il solo periodo di marzo. L’iniziativa promossa da Fiat punta a rilanciare uno dei modelli più iconici del panorama automobilistico europeo, con un prezzo particolarmente competitivo e due weekend dedicati nei concessionari italiani.

Dettagli dell’offerta

Il prezzo promozionale di 14.950 euro rappresenta ovviamente il punto più interessante dell’iniziativa. L’offerta è però legata ad alcune condizioni specifiche: riguarda infatti le vetture in pronta consegna e prevede sia la rottamazione di un’auto usata sia la sottoscrizione di un finanziamento. Nel dettaglio, il prezzo finale è il risultato di due diversi contributi commerciali. La cifra comprende infatti:

  • uno sconto di 3.450 euro legato alla rottamazione di un veicolo idoneo;
  • 1.500 euro di riduzione tramite finanziamento.

Il risultato è un prezzo finale che rende la city car torinese particolarmente competitiva nel segmento delle compatte ibride leggere. C’è però anche una buona notizia per chi non vuole rottamare la propria vettura. I clienti Fiat che desiderano sostituire l’auto con una semplice permuta dell’usato possono comunque accedere all’offerta, senza dover necessariamente rottamare il veicolo precedente.

Porte aperte a marzo

La promozione non è l’unica iniziativa legata alla 500 Hybrid. Per accompagnare l’offerta, Fiat ha organizzato due weekend di porte aperte nei concessionari italiani, pensati per permettere ai clienti di vedere e provare dal vivo il modello. Le date da segnare in calendario sono:

  • 14 e 15 marzo;
  • 21 e 22 marzo.

Un’occasione per scoprire i dettagli rinnovati della citycar prodotta nello storico stabilimento di Mirafiori, uno dei luoghi che ha dato vita alla storia automobilistica di questo paese. Un simbolo culturale, proprio come la 500 stessa.

Nata per la città

La nuova versione ibrida aggiorna lo stile delle motorizzazioni benzina degli ultimi anni, abbracciando l’estetica moderna della versione elettrica. Un arricchimento di design e non solo, puntato ad adattarsi alle esigenze di città in continua evoluzione. Il cuore della nuova 500 è affidato al motore 1.0 Hybrid, un tre cilindri benzina con ibrido leggero in grado di supportare il motore durante le partenze e recuperare energia in fase di frenata.

La versione Hybrid della 500 mantiene lo spirito urbano che ha reso celebre il modello, ma lo arricchisce con una tecnologia più efficiente e adatta alle esigenze della mobilità contemporanea. I consumi rimangono così ridotti, in particolare nei contesti cittadini, dove la 500 dimostra tutta la sua agilità e qualità di manovra nei piccoli spazi.

La dotazione invece è da grande, con il nuovo sistema Uconnect 5, che garantisce una gestione intuitiva delle funzioni multimediali e una connettività completa grazie alla compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto. Non mancano poi i principali sistemi di assistenza alla guida, con diversi ADAS pensati per l’ambiente urbano: dal mantenimento della corsia ai sistemi di sicurezza attiva che aiutano a prevenire gli incidenti nel traffico cittadino.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 09:21:28 +0000
News n. 17
Qualifica GP Cina: step della Ferrari, seconda fila e Mercedes più vicina

Ferrari ha la seconda chance per la qualifica nella F1 2026. Il parco chiuso riapre, fornendo la possibilità di ritoccare una setup che non era affatto ottimale. L’obiettivo è quello di stabilizzare il comportamento della Rossa per mettere assieme una sessione classificatoria più consistente rispetto a ieri. Seconda fila per la Ferrari, con Hamilton terzo che precede Leclerc. Prima però un breve resoconto della gara sprint, dove il team italiano conquista un doppio podio.

GP Cina, il racconto della Sprint: Leclerc batte Hamilton

Tensione alle stelle sulla griglia di partenza. Le SF-26 lavorano in maniera frenetica sulle mappature per tenere in temperatura l’asse anteriore. Allo spegnimento dei semafori, Hamilton scatta come un missile e si prende la testa a metà giro. Da lì si innesca un clamoroso effetto yo-yo con Russell: la W17 e la numero 44 si scambiano la leadership a ripetizione, mentre Leclerc resta in agguato in scia.

Dal sesto passaggio la musica cambia. La Mercedes stabilizza il ritmo, mettendo in mostra un deployment spaventoso. Hamilton va in crisi di gomme e Leclerc, con un passo superiore lo passa mettendosi a caccia del leader Russell. Da dietro, intanto, si accende la furia di Kimi Antonelli: pur avendo 10 secondi di penalità sul groppone, il bolognese sfrutta il super-ibrido tedesco per inghiottire prima le McLaren e poi, incredibilmente, passare sia Hamilton che Leclerc.

Al giro 14 il colpo di scena: Hulkenberg parcheggia in curva uno la sua Audi e chiama in causa la Safety Car. Reazione fulminea verso i box per montare le Soft. Nel caos del doppio pit stop, Norris beffa Hamilton, mentre Antonelli sconta la penalità e precipita sino alla settima piazza. Alla ripartenza la Ferrari non è perfetta: Leclerc sbanda e perde l’attimo decisivo su Russell. Chi invece tira fuori gli artigli è Lewis, che si riprende di forza il podio fulminando Norris all’esterno di curva 1.

Leclerc ci prova avendo a disposizione l’overtake mode all’ultima tornata ma il gap su Russell è un pelo troppo grande: George vince la gara sprint davanti a Charles e Lewis. Le W17 hanno fatto la differenza sulla gestione dell’energia, ma la SF-26 ha lottato con un setup impreciso. Adesso, occhio ai box: il parco chiuso non c’è più, e i tecnici di Maranello avevano campo libero per stravolgere la messa a punto prima delle qualifiche vere.

Qualifica GP Cina: Ferrari si avvicina a Mercedes

la qualifica del GP di Cina ci ha riconsegnato una Ferrari migliore. Fin dalla Q1 si è visto chiaramente che la musica era cambiata: rispetto alla Sprint, le due SF-26 sono apparse molto più stabili e piantate a terra. Leclerc ha scaldato subito le Soft prendendosi la vetta dei tempi e confermando un feeling in inserimento decisamente superiore, specie tra curva 2 e 6 che avevano dato problemi ieri.

Hamilton ha dovuto domare un po’ di sovrasterzo fisiologico, ma pure ha dimostrato che il nuovo assetto funziona bene. In Q2 la tensione è salita parecchio. Nel box di Maranello i meccanici hanno persino dovuto sostituire il volante di Lewis per un fastidioso gioco anomalo, ma in pista le Rosse non si sono fatte distrarre. Hanno girato su ritmi alti, mettendosi in caccia di Russell.

Il vero scoglio per la Ferrari è rimasto il terzo settore, dove l’incredibile spinta dell’ibrido Mercedes ha continuato a fare la differenza. Nonostante questo, si è confermata una guidabilità della Rossa. E poi la Q3, la vera battaglia per le prime posizioni, dove le Rossa hanno spinto al limite: nel primo tentativo Lewis ha dovuto fare a pugni con l’auto, perdendo decimi preziosi a causa di un paio di ‘snap’.

Leclerc, invece, è stato un chirurgo, pennellando traiettorie molto più pulite. Negli ultimi minuti è successo l’incredibile: le McLaren hanno provato a fare da guastafeste, Russell ha accusato un problema al software fermandosi in pista per poi ripartire e arpionare la seconda piazza, ma la pole position assoluta se l’è presa un magistrale Kimi Antonelli!

Poi l’ultimo tentativo della Ferrari che incassa comunque una solida seconda fila con entrambe le macchine. Il distacco dalle Frecce d’Argento si è ridotto a soli tre decimi e mezzo ripeto a ieri, persi da Charles e Lewis tutti nel T3 a causa del solito respiro corto sul deployment. Ma domani, scattando subito dietro le Mercedes, la partenza potrà offrire tante emozioni con la super partenza delle SF-26.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 08:56:00 +0000
News n. 18
Nuova Renault Captur, il SUV urbano continua a evolversi

Nel panorama dei SUV compatti europei, Renault Captur è ormai una presenza consolidata. Fin dal debutto ha incarnato l’idea di un’auto pensata per la vita quotidiana, facile da guidare in città ma abbastanza versatile da affrontare anche viaggi più lunghi senza troppi compromessi.

Con il model year 2026 questo concetto viene portato avanti con una serie di aggiornamenti che riguardano estetica, tecnologia e motorizzazioni, trasformando il SUV francese in un prodotto ancora più completo.

La nuova generazione mantiene dimensioni compatte (poco più di quattro metri di lunghezza) ma introduce una personalità visiva più decisa. Il frontale è stato completamente ridisegnato e richiama quello delle Renault più recenti, con linee tese e una firma luminosa che rende l’auto immediatamente riconoscibile anche a distanza.

Alla guida della nuova Captur

La prima impressione alla guida della Renault Captur 2026 arriva appena usciti dal traffico urbano, quando si inizia a capire quanto lavoro sia stato fatto sul telaio e sulle sospensioni. Gli ingegneri Renault hanno rivisto diversi elementi della dinamica di guida, dalla taratura degli ammortizzatori alla geometria degli assali, passando per il servosterzo.

Il risultato si percepisce subito: la vettura appare più precisa nei cambi di direzione e più stabile quando si aumenta il ritmo. Non si tratta di un’auto sportiva nel senso classico del termine, ma la sensazione è quella di un SUV compatto più maturo e controllato rispetto alla generazione precedente. Il comfort rimane uno dei punti forti del modello, dove anche sulle superfici più sconnesse l’assorbimento il lavoro degli ammortizzatori è abbastanza efficace.

Renault Captur 2026: comoda e spaziosa
Ufficio Stampa Renault
Uno degli aspetti che hanno reso la Captur uno dei SUV più apprezzati del segmento è la capacità di offrire molto spazio interno

Tra le novità più interessanti della gamma Captur 2026 c’è il motore full hybrid E-Tech da 160 cavalli che è stato proprio quello che abbiamo provato in prima persona. Si tratta di un sistema ibrido sviluppato direttamente da Renault sfruttando l’esperienza maturata nel mondo delle competizioni e dell’elettrificazione. Il sistema combina un motore a benzina da 1,8 litri con due unità elettriche e una trasmissione multimode senza frizione, una soluzione tecnica piuttosto originale nel panorama delle ibride.

La potenza complessiva raggiunge i 160 cavalli e consente alla Captur di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 8,9 secondi, migliorando sensibilmente le prestazioni rispetto alla versione precedente, mentre come velocità massima siamo a 180 km/h. Durante la guida la sensazione più evidente è la fluidità del sistema.

In città la vettura parte quasi sempre in modalità elettrica e il passaggio tra le diverse modalità di funzionamento avviene in modo piuttosto naturale. Un altro aspetto interessante riguarda i consumi, che si attestano intorno ai 4,4 litri per 100 chilometri nel ciclo combinato. Questo significa poter percorrere molti chilometri in modalità elettrica nei percorsi urbani, con un notevole vantaggio in termini di efficienza.

Design esterno e interni

Dal punto di vista estetico la Captur 2026 introduce uno stile più deciso rispetto al passato, questo spicca soprattutto nel nuovo frontale, caratterizzato da una griglia più ampia e da gruppi ottici ridisegnati, mentre le linee della carrozzeria risultano più tese e scolpite. Particolarmente interessante è l’allestimento Esprit Alpine, che aggiunge alcuni dettagli ispirati al marchio sportivo del gruppo Renault.

Tra questi si trovano cerchi in lega specifici da 19 pollici, finiture nero lucido attorno ai finestrini e alcuni inserti grigio scuro sui paraurti. L’effetto complessivo è quello di un SUV compatto con un carattere più dinamico, capace di distinguersi nel traffico urbano senza rinunciare alla praticità che ha sempre contraddistinto la Captur.

Renault Captur 2026: il frontale è stato completamente risidegnato
Ufficio Stampa Renault
Della nuova Renault captur 2026 Particolarmente interessante è l’allestimento Esprit Alpine

Uno degli aspetti che hanno reso la Captur uno dei SUV più apprezzati del segmento è la capacità di offrire molto spazio interno pur mantenendo dimensioni esterne contenute, e anche nella nuova versione questa caratteristica rimane uno dei punti di forza principali. Il divano posteriore scorrevole permette di modulare lo spazio tra passeggeri e bagagliaio, adattando l’abitacolo alle diverse esigenze quotidiane.

Durante l’utilizzo la sensazione è quella di un’auto ben progettata per la vita di tutti i giorni: salire e scendere è facile grazie alla posizione di guida rialzata, mentre i sedili risultano comodi anche nei viaggi più lunghi. All’altezza anche il bagagliaio dalla capacità di 326/440 litri, generosa per il segmento e permette di affrontare senza problemi anche un weekend fuori città con bagagli al seguito. Abbattendo i sedili posteriori si raggiungono i 1.448 litri.

Tecnologia e infotainment di livello superiore

Entrando nell’abitacolo si capisce subito che Renault ha voluto alzare l’asticella sul piano tecnologico, in quanto abbiamo notato subito il cruscotto dominato da un grande display verticale da 10,4†che rappresenta il centro del sistema multimediale OpenR Link. Questo sistema utilizza un’interfaccia sviluppata insieme a Google e integra direttamente applicazioni come Google Maps, Google Assistant e il catalogo di Google Play.

L’esperienza d’uso è molto simile a quella di uno smartphone, con menu intuitivi e tempi di risposta piuttosto rapidi. Buono anche l’Active Driver Assist che combina il cruise control adattivo con il mantenimento attivo della corsia, offrendo una guida assistita di livello 2, che si è dimostrato all’altezza delle aspettative nel breve tratto di autostrada. In pratica l’auto è in grado di gestire accelerazione, frenata e centratura della corsia in alcune condizioni di guida, soprattutto nei lunghi tratti autostradali.

L'infotainment della nuova Renault Captur 2026
Ufficio Stampa Renault
Sulla nuova Captur Renault ha voluto alzare l’asticella sul piano tecnologico

Un’altra novità interessante è il pulsante My Safety Switch, che consente di attivare o disattivare rapidamente alcune funzioni degli ADAS con un solo comando. Si tratta di una soluzione semplice ma efficace, che permette di personalizzare il comportamento dei sistemi di assistenza senza dover navigare tra menu complessi sullo schermo centrale.

Durante la breve prova su strada non abbiamo potuto andare a fondo del sistema di infotainment, ma il navigatore si è rivelato molto reattivo, soprattutto grazie alla capacità di aggiornare in tempo reale il traffico e suggerire percorsi alternativi. A quanto dichiara Renault, l’infotainment della Captur rappresenta uno dei sistemi più evoluti disponibili nel segmento dei SUV compatti, avvicinando l’esperienza digitale di bordo a quella di modelli appartenenti a categorie superiori.

Con il model year 2026 la Renault Captur dimostra come un progetto di successo possa continuare a evolvere senza perdere la propria identità. Il SUV francese rimane un’auto pratica e facile da guidare, ma introduce tecnologie e motorizzazioni che lo rendono più moderno e competitivo e la versione full hybrid E-Tech rappresenta probabilmente la scelta più interessante per chi cerca un buon equilibrio tra prestazioni ed efficienza.

Prezzi di listino

Il risultato è un SUV compatto che riesce a restare fedele alla filosofia della cosiddetta “voiture à vivreâ€, un’auto pensata per accompagnare la vita quotidiana senza complicazioni ma con una buona dose di tecnologia e comfort. Per portarsi a casa la nuova Renault Captur sono sufficienti 24.400 euro per il modello entry lebvel TCe da 115 CV, fino ad arrivare ai 33.350 euro per il top di gamma esprit Alpine full hybrid E-Tech da 160 CV.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 07:01:14 +0000
News n. 19
Sciopero dei trasporti 14 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 14 marzo 2026 in Italia sono previsti 1 sciopero che interessa in particolare il settore dei trasporti nella regione Veneto. Nel seguito dell’articolo trovate tutti i dettagli relativi agli orari, alle tipologie di servizio coinvolte, alle sigle sindacali che hanno proclamato lo sciopero e alle province interessate.

Sciopero dei trasporti Verona (Veneto)

È indetto uno sciopero che coinvolge il settore trasporto merci nella provincia di Verona, regione Veneto. L’astensione dal lavoro durerà 24 ore, dalle 18.00 del 14 marzo alle 17.59 del 15 marzo 2026. Lo sciopero coinvolge il personale mobile e di terra della società EVM Rail, ed è stato proclamato dal sindacato OSP FILT-CGIL. La proclamazione dello sciopero è avvenuta il 3 marzo 2026.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 20
Spesa al discount con una hypercar da 14 milioni di euro, l’avvistamento diventa virale

Nemmeno un regista con uno sviluppato senso dell’umorismo riuscirebbe a pensare certe scene. Sei lì che cerchi di incastrare il carrello della spesa tra una citycar e un SUV di terza mano, quando all’improvviso qualcosa cattura la tua attenzione. Ha quattro ruote, le portiere e i sedili, ma chiamarla auto è dire poco: è la Bugatti LaVoiture Noire, un’hypercar dalla quotazione astronomica.

Parcheggiato con nonchalance davanti alle vetrate di un discount in Francia, il capolavoro d’arte meccanica francese ha lasciato impietriti i passanti. Un pezzo unico al mondo da 1100 kW (1.500 CV) e dal valore di circa 14 milioni di euro ha condiviso l’asfalto con le offerte della settimana, manco ci si fosse all’improvviso dimenticati del suo raro lignaggio. La Casa d’oltralpe l’ha costruita per celebra i 110 anni della propria storia, un omaggio alla mitica Type 57 SC Atlantic, spinta da un motore W16 quadriturbo. Difficile immaginare, quando è stata progettata, che un giorno il suo fortunato proprietario l’avrebbe sfoggiata in una situazione tanto ordinaria.

Tra “sportellate” da infarto e coraggio da vendere

In pochi minuti le foto hanno fatto il giro del web, sollevando un polverone. La domanda più ovvia è di tipo pratico: dove trovi il coraggio di lasciare una carrozzeria in fibra di carbonio fatta su misura in un parcheggio pubblico? Qui un solo graffio o una banale “sportellata” avrebbe provocato un disastro finanziario. Eppure, nella scelta ai limiti della follia in tanti hanno visto un gesto di libertà assoluta. Qualcuno sostiene che il vero lusso non sia possedere l’hypercar, quanto semmai fregarsene di cosa ne pensa la gente e delle buone maniere di ogni bravo guidatore.

Visualizza questo post su Instagram

Ovviamente, il popolo dei social si è diviso in due fazioni agguerrite. Da una parte i sostenitori della “consapevole libertà”, quelli che applaudono il proprietario per aver deciso di mescolarsi con il mondo esterno, dall’altra, però, il coro di chi grida al cattivo gusto è altrettanto rumoroso.

Il confronto agita la rete e non sembra proprio esserci modo di mettere tutti d’accordo. Per molti, imbattersi in un gioiello assoluto di artigianalità e design fermo accanto a una vecchia utilitaria è un’esibizione di forza inutile, quasi uno sberleffo verso coloro che faticano a riempire il carrello, in uno scontro frontale tra rette parallele, destinate a non incontrarsi mai, almeno fino a oggi.

Un bolide che non passa inosservato

Al netto delle polemiche, La Voiture Noire solletica le fantasie degli automobilisti. Studiata nei minimi dettagli, dalle linee sinuose della carrozzeria fino alle prestazioni estreme che la rendono una delle regine del pianeta, la vettura si dimentica dei galà e si impone in un contesto fin troppo “normale”.

Vederla lì, nel grigio di un parcheggio qualunque, fa riflettere su quanto il valore delle cose sia relativo. Per il proprietario, forse, era solo un mercoledì pomeriggio qualunque. Per tutti gli altri, è stata la dimostrazione di come, alla fine, anche la supercar più esclusiva del mondo abbia bisogno di posto dove fermarsi. Sperando solo che il tizio del carrello accanto sia stato molto, molto attento ad aprire la portiera.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 06:30:55 +0000
News n. 21
Auto usate, i casi estremi e come smascherare le truffe record

Orientarsi nel mercato delle auto usate è un po’ come muoversi su un campo minato. Fra trucchi per far sparire i chilometri e proprietari che si svincolano in fretta dal veicolo, incappare in una fregatura è una possibilità concreta anche per l’acquirente più esperto.

Il giro del mondo in cinque Paesi

In Italia, modelli iconici come la BMW Serie 3, l’Audi A8 o la Porsche 911 Carrera S hanno fatto registrare fino a cinque cambi di nazione. Se una vettura attraverso così tante dogane, spesso è per sfruttare la scarsa comunicazione tra i database internazionali e “ripulire” lo storico.

Ancora più incredibile è il numero di scambi: il record italiano indicato da carVertical spetta a una BMW M4 passata di mano ben 26 volte, seguita da una Fiat 500 con 24 proprietari e una Range Rover con 23. Secondo l’esperto del settore Matas Buzelis, un turnover così elevato è un segnale d’allarme che non va ignorato:

“Quando un’auto cambia proprietario così frequentemente, spesso significa che presenta problemi seri che non vengono risolti. In molti casi il veicolo viene semplicemente rivenduto a un nuovo acquirente invece di essere riparato correttamente. Senza una verifica della storia del veicolo, ottenere queste informazioni è praticamente impossibile”

Incidenti a catena e riparazioni da capogiro

Se pensate che un paio di piccoli urti siano il massimo della sfortuna, guardate alla Mercedes-Benz Classe SLK e alle 20 segnalazioni contabilizzate nel report. Poco meglio è andata ad alcune Audi A4 e Porsche Cayenne, ferme a quota 18, ma il vero colpo al portafogli arriva con le supercar. Quando una Ferrari finisce fuori strada, il conto non è mai banale. In Italia, il primato dei danni stimati appartiene a una Ferrari 599 GTB con ben 275.000 euro di riparazioni, seguita da una 812 Superfast che ha sfiorato il quarto di milione.

Buzelis è categorico in proposito: se i danni raggiungono cifre simili, il rischio di ritrovarsi con un’auto strutturalmente compromessa è altissimo:

“In questi casi è meglio evitare l’acquisto o, almeno, sottoporre il mezzo a un’ispezione approfondita presso un centro autorizzato. I report sulla storia del veicolo indicano quali parti sono state danneggiate, aiutando gli specialisti a controllare componenti specifici. In caso contrario, l’acquisto può trasformarsi in un incubo, specie quando arriverà il momento di rivenderla”

Il trucco del contachilometri

È la truffa più vecchia del mondo e anche la più redditizia. Nel 2025 la pratica di “schilometrare” le vetture ha toccato vette assurde, portando gli acquirenti a pagare uno sproposito per esemplari a fine ciclo vita. Una Mercedes-Benz Classe R è, ad esempio, risultata ringiovanita di ben 358.000 km, praticamente la distanza tra la Terra e la Luna. Poco meglio una BMW Serie 7, che ha visto sparire nel nulla 356.000 km dal display.

Matas Buzelis spiega che il problema è spesso legato all’importazione:

“Il chilometraggio falsificato è una piaga dei veicoli importati. Poiché molti Paesi non condividono i dati, le informazioni restano nel Paese d’origine e diventano inaccessibili alle istituzioni del nuovo Stato di immatricolazione. Serve trasparenza totale per permettere agli acquirenti di accedere alla storia completa del veicolo senza restrizioni”

Invece di lasciarsi prendere dall’entusiasmo, sarebbe il caso di effettuare qualche controllo in più prima dell’acquisto. Del resto, la prudenza non è mai troppa.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 06:30:39 +0000
News n. 22
Trasporto benzina in tanica, esistono dei limiti: attenzione alle multe

Può capitare a qualunque automobilista di fermarsi a un distributore e riempire una tanica di carburante per il rifornimento della propria auto in panne o per qualunque altra ragione. Succede ad esempio quando serve benzina per un tagliaerba, per un generatore o appunto per soccorrere un automobilista rimasto a secco dopo aver ignorato troppo a lungo la spia della riserva.

Trasportare benzina o gasolio in auto è una pratica consentita anche ai privati, ma non significa che possa essere fatta senza alcuna attenzione. Il carburante è infatti classificato come merce pericolosa, caratterizzata da un’elevata volatilità e da un forte rischio di infiammabilità, motivo per cui il trasporto su strada è stato disciplinato.

Il limite massimo di carburante trasportabile

Per chi trasporta carburante a titolo privato la normativa stabilisce la soglia massima. Il quantitativo non può infatti superare 60 litri di carburante. Si tratta di un limite pensato per evitare che un veicolo privato venga trasformato di fatto in una piccola cisterna improvvisata. La soglia è indicata anche nelle linee guida relative al trasporto di merci pericolose su strada e deriva dall’applicazione semplificata delle norme dell’accordo ADR, il trattato europeo che regola il trasporto internazionale di sostanze pericolose.

Nel caso dei privati la normativa prevede una deroga rispetto alle regole più severe applicate ai trasporti professionali, ma rimane comunque obbligatorio rispettare alcune condizioni. Uno degli aspetti meno considerati riguarda infatti la pericolosità dei vapori di benzina. Questa sostanza produce esalazioni altamente infiammabili che in presenza di una scintilla possono provocare incendi o esplosioni.

Oltre al rischio di incendio c’è anche un pericolo per la salute. I vapori della benzina contengono infatti sostanze tossiche come il benzene che, se respirate in quantità elevate, possono provocare mal di testa, vertigini e irritazioni delle vie respiratorie. Non è un caso che la normativa insista sull’uso di contenitori specifici e su un trasporto effettuato con tutte le precauzioni necessarie.

Le taniche omologate e le regole da rispettare

Sarebbe un errore utilizzare contenitori improvvisati per trasportare benzina o gasolio. Bottiglie di plastica, taniche alimentari o vecchi fustini dell’olio sono soluzioni da evitare perché non garantiscono né resistenza né sicurezza.

La normativa prevede che il carburante venga conservato in taniche omologate progettate per il trasporto di liquidi infiammabili. Questi contenitori sono realizzati con materiali in grado di resistere alla pressione dei vapori e alle variazioni di temperatura. Le taniche possono essere costruite in plastica speciale oppure in metallo. I modelli metallici sono più resistenti agli urti e hanno il vantaggio di non accumulare cariche elettrostatiche mentre quelli in plastica sono più leggeri e facili da maneggiare.

Per essere considerata conforme alle normative internazionali una tanica deve riportare alcune informazioni obbligatorie. Il primo elemento da controllare è la marcatura UN, sigla che certifica il rispetto degli standard previsti per il trasporto di merci pericolose. Oltre alla marcatura devono essere presenti anche la data di fabbricazione, il codice del produttore e le indicazioni relative al tipo di materiale utilizzato.

Un altro requisito è la presenza di un tappo a tenuta stagna per evitare perdite di carburante e la dispersione dei vapori. Molte taniche sono quindi dotate di un beccuccio o sistema di travaso che consente di versare il carburante in modo controllato e ridurre il rischio di schizzi o fuoriuscite accidentali.

I rischi del trasporto improprio di carburante

La benzina è classificata come liquido altamente infiammabile e possiede una temperatura di evaporazione piuttosto bassa. Significa che anche piccole quantità possono produrre vapori incendiabili. In un ambiente chiuso come l’abitacolo di un’auto, una perdita anche minima può creare una miscela di vapori e aria potenzialmente esplosiva. Basta una scintilla generata da un dispositivo elettronico difettoso o da una sigaretta accesa per innescare un incendio. Anche il gasolio, pur essendo meno volatile, rimane comunque un combustibile che deve essere trasportato con attenzione.

In questo contesto è una buona pratica evitare di riempire completamente la tanica. Lasciare un piccolo spazio libero è importante perché i liquidi combustibili si dilatano con l’aumento della temperatura.

Un altro comportamento rischioso è la conservazione della tanica per lunghi periodi all’interno del veicolo. Il carburante dovrebbe essere trasportato solo per il tempo necessario a raggiungere la destinazione e poi trasferito nel contenitore finale. Dopodiché anche il parcheggio sotto il sole può rivelarsi un problema. Le alte temperature aumentano la pressione dei vapori all’interno della tanica e possono provocare perdite o deformazioni del contenitore.

Il posizionamento corretto all’interno dell’auto

Una volta riempita la tanica bisogna collocarla nel punto più sicuro del veicolo. Il posto migliore è il bagagliaio, dove il contenitore deve essere sistemato in modo stabile e magari fissato con reti elastiche o sistemi di ancoraggio. L’obiettivo è evitare che la tanica possa muoversi durante la marcia, soprattutto in caso di frenata improvvisa o di curva stretta.

È invece sconsigliato trasportare carburante all’interno dell’abitacolo perché i vapori della benzina possono accumularsi nell’aria dell’auto e diventare pericolosi in termini di salute e sicurezza.

Quando poi si utilizza il carburante contenuto nella tanica è importante prestare attenzione alla fase di travaso. Il trasferimento dovrebbe avvenire sempre all’aperto e lontano da fonti di calore o da apparecchi elettrici. Ed è quindi consigliabile utilizzare taniche dotate di sistemi di versamento anti-goccia, progettati proprio per evitare dispersioni di carburante e ridurre il rischio di incendio.

Le sanzioni previste dal Codice della Strada

Se durante un controllo le forze dell’ordine trovano una tanica non omologata, danneggiata o che perde liquido, l’automobilista va incontro a sanzioni. La normativa di riferimento è l’articolo 168 del Codice della Strada, che disciplina il trasporto di merci pericolose. In base al comma 9-ter la violazione può comportare una multa compresa tra 167 e 665 euro. In alcuni casi la sanzione può essere accompagnata anche da provvedimenti accessori, in particolare se il trasporto è un pericolo per la sicurezza della circolazione. A tal proposto, le sanzioni amministrative previste “si applicano sia al conducente che al proprietario del veicolo, nonché al committente, quando si tratta di trasporto eseguito per suo conto esclusivo. L’intestatario della carta di circolazione del veicolo è tenuto a corrispondere agli enti proprietari delle strade percorse l’indennizzoâ€.

Superare il limite dei 60 litri oppure utilizzare contenitori non idonei può trasformare una pratica consentita in un comportamento illegale. La normativa distingue tra il trasporto occasionale di carburante e il trasporto professionale di sostanze pericolose. Nel secondo caso entrano in gioco regole molto più severe, che prevedono l’utilizzo di veicoli autorizzati, documentazione e personale formato secondo le norme ADR.

Data articolo: Sat, 14 Mar 2026 05:00:36 +0000
News n. 23
Che auto guida Lillo, tre metri e quattro posti per dribblare il traffico

Parcheggiare l’auto per Lillo non è mai stato un problema, grazie ai soli tre metri della sua Toyota iQ, un mezzo che sposa la filosofia di sostenibilità de La pelle del mondo. La sua è una coerenza evolutiva: dai tempi della Guzzi California alla Honda Shadow, il comico ha sempre cercato un rapporto diretto con la strada, e la piccola nipponica ne riscrive le regole, riducendo gli ingombri al minimo indispensabile. Guidare un prodigio di packaging asimmetrico, capace di consumare come un motorino, è oggi il suo biglietto da visita più onesto per presentarsi al pubblico di un programma che invita a un cambio di rotta radicale: smettere di consumare la Terra e iniziare, finalmente, a salvaguardarne le risorse.

Il prezzo al lancio e quanto vale oggi la citycar

La Toyota iQ è lunga esattamente 2.985 mm, molto meno rispetto a una berlina tradizionale, eppure al suo interno nasconde una configurazione 3+1. In occasione del debutto, nel 2009, i prezzi di listino partivano da 12.000 euro, e la sua cura costruttiva mantiene alta nelle quotazioni dell’usato (tra i 6.000 e i 7.000 euro).

Il segreto? Un’architettura asimmetrica. Il cruscotto è scavato davanti al passeggero anteriore, permettendo al sedile di scivolare molto avanti, e lasciare spazio a un adulto in quello posteriore, mentre dietro al guidatore può trovar posto un bambino (o la borsa della palestra).

Lillo ha rivelato alla Gazzetta dello Sport di aver scelto la tonalità arancio vivo per un motivo pragmatico. In effetti, una iQ arancione spicca anche nel caos dei centri commerciali, una macchia di colore che sfida il grigio urbano. Ma sotto quella livrea “evidenziatore” c’è una raffinatezza meccanica tale da spingere persino la Aston Martin a utilizzarla come base per la sua lussuosissima (e costosissima) Cygnet.

Motori e sicurezza: piccola ma “corazzata”

A livello di prestazioni, la iQ badava all’efficienza. Il motore più diffuso era il 1.0 VVT-i a tre cilindri da 68 CV, in grado di tenere i consumi su valori irrisori (oltre 20 km con un litro), mentre per un brio maggiore esisteva il 1.33 da 94 CV, anche se il vero capolavoro era la sicurezza.

Nonostante le dimensioni da “giocattolo”, la iQ ottenne 5 stelle Euro NCAP. Toyota la dotò, infatti, di ben 9 airbag, incluso uno inedito a tendina lunotto posteriore per proteggere la testa dei passeggeri seduti sopra l’asse posteriore. Eppure, a dispetto delle credenziali eccellenti, la creatura Toyota non durò più di una generazione, venendo “mandata in pensione” nel 2015 a causa delle vendite deludenti, probabilmente anche a causa di un prezzo non così accessibile.

La pelle del mondo: per un futuro più verde

La stessa sensibilità “micro” della iQ la ritroviamo nell’impegno televisivo di Lillo Petrolo. Insieme allo scienziato Stefano Mancuso, l’attore, di recente ospite al Festival di Sanremo 2026, è protagonista su Rai 3 con La pelle del mondo, un progetto che esplora la biosfera e il potere curativo delle piante.

Proprio come la iQ cercava di ridurre l’ingombro dell’uomo nelle città, il programma invita a un “cambio di visione”: smettere di consumare la superficie del Pianeta e cominciare finalmente a difenderlo. Nella puntata di venerdì 13 marzo, impreziosita da un intervento di Corrado Guzzanti e un approfondimento scientifico, Lillo ci dà una lezione: che si tratti di un’auto ultracompatta o di un albero secolare, il segreto sta tutto nel rispettare l’equilibrio della Terra.

Data articolo: Fri, 13 Mar 2026 20:08:59 +0000
News n. 24
Ferrari abbandonata, hypercar da 2 milioni: di chi è? Perché nessuno la cerca

Come avere un tesoro raro e rovinarlo. Procurarsi una Ferrari è già di per sé complicato, figurarsi se il modello in questione è LaFerrari, considerata una sorta di “sacro Graal” da collezionisti e investitori con i suoi 499 esemplari prodotti. I sostenitori della Casa di Maranello farebbero follie pur di vederne una da vicino e, conto in banca permettendo, metterne una in garage. Eppure, nel mondo del collezionismo capita di imbattersi in assurdi casi di incuria: le immagini che ritraggono un esemplare mozzafiato lasciato sotto il sole (e la pioggia) delle Filippine sembrano non trovare spiegazione.

L’acquisto all’asta e il sequestro

Il bolide vittima della trascuratezza ha tutto per emozionare: come restare impassibili davanti alla livrea Rosso Corsa con tetto nero a contrasto? Come non notare la cascata di dettagli in fibra di carbonio a vista e il rivestimento in pregiata pelle marrone chiaro con cuciture rosse dell’abitacolo?

Visualizza questo post su Instagram

La spettacolare configurazione è passata di mano per l’ultima volta durante un’asta a Riyadh, in Arabia Saudita, nel 2019. Da quel momento in poi la LaFerrari pareva essere svanita nel nulla, fino all’intervento delle autorità doganali filippine, che hanno sequestrato la LaFerrari a Manila, nell’ambito di un’operazione contro le importazioni legali. Senza la prova del pagamento delle tasse d’importazione entro i termini previsti, lo Stato ha preso il controllo del mezzo, lasciandolo in un limbo burocratico in attesa di un’eventuale asta giudiziaria.

Gli effetti del clima tropicale sull’hypercar

Invece di essere custodita in un hangar climatizzato, questa hypercar da oltre 2 milioni di euro è rimasta parcheggiata all’aperto per oltre un anno in un piazzale della dogana. Manila, con il suo clima tropicale, rappresenta l’antitesi di un ambiente di conservazione idoneo. L’escursione termica costante, l’umidità asfissiante e le piogge torrenziali stanno mettendo a dura prova la resistenza dei materiali, in un lento processo di degradazione.

L’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti e l’umidità rischiano di compromettere in modo definitivo un capolavoro di design e ingegneria meccanica. Non meno importante, la pelle marrone dei sedili potrebbe marcire o riempirsi di muffa, compromettendo irrimediabilmente il comfort originale.

Ma il vero dramma si nasconde sotto la pelle di carbonio. Parliamo di una macchina che è un concentrato di tecnologia estrema, dove il sistema ibrido HY-KERS non va d’accordo con l’ossidazione: basta un po’ di umidità nel posto sbagliato per mandare in fumo centraline e cablaggi con danni da capogiro. Nemmeno la meccanica resta a guardare, perché componenti nobili come i dischi carboceramici o i vari fluidi tecnici non sono fatti per restare immobili al freddo e al gelo (o peggio, sotto il diluvio tropicale) senza le dovute precauzioni, quel che si dice un’agonia tecnica, che nessun appassionato vorrebbe mai vedere

Più il tempo scorre, più si profila una perdita finanziaria colossale. Se venisse rimessa all’asta, il fortunato (o coraggioso, dipende dalla prospettiva) acquirente dovrebbe affrontare un progetto di restauro a dir poco complesso. Speriamo che la burocrazia faccia il suo corso il più presto possibile, altrimenti del Rosso Corsa potrebbe rimanere solo un pallido ricordo sbiadito dal sole.

Data articolo: Fri, 13 Mar 2026 16:00:20 +0000
News n. 25
GP Cina, Qualifica Sprint: una Ferrari limitata al posteriore soffre la gestione ibrida

La Ferrari mette insieme una prima giornata di pista a Shanghai in salita. Il team non riesce a ottimizzare la SF-26, che mostra instabilità a causa di un setup non centrato. Inoltre, abbandona l’uso dell’ala Macarena a causa di problemi legati alle tempistiche di chiusura del dispositivo. Al termine della sessione classificatoria arrivano il quarto posto di Lewis Hamilton e il sesto di un Leclerc più in difficoltà con il deployment.

Prove libere, Ferrari: l’assetto della SF-26 non è buono

Nelle Fp1, l e due SF-26 aggrediscono immediatamente l’asfalto cinese, ed entrambe montano la nuova ala Macarena. Il team scarta il lavoro differenziato e punta alla raccolta dati diretta. La pista ancora verde, tuttavia, tradisce subito Hamilton: l’inglese perde il posteriore, finisce in testacoda e spiattella pesantemente le coperture.

Da quel momento, il britannico deve domare una vettura estremamente nervosa nel primo run. Sull’altro lato del box, Charles Leclerc trova un ritmo migliore. Il monegasco dialoga costantemente con l’ingegner Bozzi per perfezionare l’erogazione ibrida. Per far ruotare meglio l’auto, Charles chiede di attivare il toggle destro già in curva 1.

Subito dopo, fornisce una lettura fondamentale sul comportamento della Macarena: per stabilizzare la monoposto, suggerisce di disattivare in anticipo la straight mode prima delle curve 6 e 11. I dati telemetrici confortano Bozzi, il quale rileva un deployment decente e chiede al pilota solo un pizzico di lift-off aggiuntivo alla 14.

Passando alle mescole Soft, i meccanici caricano l’avantreno: aggiungono 4 click all’ala di Leclerc e 2 a quella di Hamilton. Durante un mini-run con maggiore carico di carburante, però, emerge un limite della Rossa peraltro condiviso con il resto della griglia: un graining severo sull’anteriore sinistra, che perde vistosamente pezzi di gomma nei curvoni veloci del primo settore.

Nel frattempo, Carlo Santi guida Hamilton via radio per arginare un’asincronia termica sull’asse anteriore, dove la mescola destra tende a surriscaldarsi. Il box modifica continuamente i parametri del sistema ibrido per trovare la quadra che non sembra arrivare. Nel finale, Leclerc accusa un ritardo di oltre due decimi dalla Mercedes solo nel cambio di direzione tra curva 2 e 3.

Nonostante diversi ritocchi all’avantreno, l’handling continua a insoddisfare il monegasco. Il verdetto delle libere parla chiaro: il sistema ibrido risponde decentemente, ma la vettura non è bene bilanciata. Per fare bene in qualifica, serviva intervenire a livello meccanico, via per correggere l’impostazione dell’handling che non lasciava esprimere all’auto tutto il potenziale.

Qualifica Sprint, Ferrari troppo sovrasterzante

Semaforo verde e le due SF-26 aggrediscono subito l’asfalto cinese con le mescole Medium. Il muretto martella i piloti via radio sull’attivazione delle gomme: il lungo rettilineo tra curva 13 e 14 congela letteralmente l’asse anteriore. I primi riscontri telemetrici evidenziano un sovrasterzo marcato nelle sezioni lente, costringendo i ferraristi a continue correzioni sul volante.

Durante i giri di raffreddamento, gli ingegneri tempestano l’abitacolo di suggerimenti sulle mappature, focalizzandosi sul differenziale a centro curva e sul bilanciamento in staccata. Il secondo push conferma un assetto non buono: i piloti mancano i punti di corda e il posteriore scivola, sollevando dubbi sulla configurazione del sistema sospensivo.

La SQ2 ripropone le Pirelli a banda gialla. I piloti scaldano le coperture zigzagando furiosamente sul rettilineo del secondo settore, ma il cronometro svela una SF-26 irrimediabilmente rear limited. La vettura soffre d’instabilità nei cambi di direzione del T2 e, pur trazionando bene in curva 4, innesca un’eccessiva rotazione in ingresso alla 9.

Leclerc rientra ai box, mentre Hamilton tenta un giro extra. L’inglese abbassa il tempo sfruttando l’ultima porzione di pista, ma accusa un ritardo pesante. Gli onboard confermano una Mercedes W17 che appare decisamente più bilanciata: il potenziale della Rossa c’è, ma l’unica sessione di prove libere disputata pesa macigni sulla messa a punto.

In SQ3 debuttano le Soft, ma l’extra grip non salva l’handling. Leclerc subisce un violento snap in curva 8, perde il retrotreno e compromette la tornata. Un frustrato Hamilton, convinto di aver chiuso un ottimo giro, scopre via radio un divario abissale dalla Mercedes. Il vero colpevole? Il deployment. Nonostante le violente staccate di Shanghai, la gestione ibrida condanna Maranello.

La curva di erogazione della Ferrari si svuota troppo in fretta rispetto alla possente power unit tedesca. I piloti confermano il deficit energetico in diretta, lamentando la mancanza di energia spendibile. Per sfidare la W17 servirà uno sforzo importante sul propulsore, ma le formidabili partenze della Rossa potrebbero rimescolare le carte allo spegnimento dei semafori.

Data articolo: Fri, 13 Mar 2026 14:18:47 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

News generaliste che accomunano sport diversi