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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il traffico delle autostrade italiane il 9 marzo 2026 presenta diverse zone di criticità, con code significative soprattutto sulla A14 tra San Benedetto del Tronto e Pedaso, causate da veicoli in avaria e lavori sulla carreggiata. Da segnalare inoltre un incidente sulla A22 che ha provocato una coda di 4 km tra Nogarole Rocca e il Nodo A22/A4 Torino-Trieste. Pioggia intensa interessa le tratte A14 e A25 rallentando la circolazione in entrambe le direzioni.

A1 Milano-Napoli



14:04 – Reggio Emilia e Allacciamento A1/A22
Coda per safety car con scorta veicoli tra Reggio Emilia e Allacciamento A1/A22.
Direzione Napoli
La coda si estende dal km 154.0 al km 148.0 per una lunghezza di 6.0 km.

A9 Lainate-Como Chiasso



13:53 – Como Centro e Chiasso
Coda tra Como Centro e Chiasso per attraversamento Dogana Svizzera.
Direzione Svizzera
La coda interessa dal km 41.63 al km 39.0, estendendosi per 2.63 km.

A12 Genova-Roma



12:51 – Area di servizio Riviera Sud
Mancanza di GPL a causa di lavori nell’area di servizio Riviera Sud.
Direzione Rosignano
Nessuna coda rilevata.

A14 Bologna-Taranto



13:51 – San Benedetto del Tronto e Pedaso
Coda di 3 km per veicolo fermo o in avaria tra San Benedetto del Tronto e Pedaso.
Direzione Ancona
La coda si estende dal km 298.3 al km 304.0 per una lunghezza di 5.7 km.



13:51 – Grottammare e Pedaso
Coda di 3 km per lavori tra Grottammare e Pedaso.
Direzione Ancona
La coda copre dal km 294.4 al km 298.3 per una lunghezza di 3.9 km.



13:53 – Pescara Nord e Pineto
Coda di 1 km per lavori tra Pescara Nord e Pineto.
Direzione Ancona
La tratta interessa dal km 354.0 al km 362.0 con una lunghezza complessiva di 8 km.



14:04 – Pescara Sud e Val di Sangro
Pioggia intensa che interessa tutta la tratta tra Pescara Sud e Val di Sangro.
Traffico in entrambe le direzioni
La zona coinvolge circa 28.6 km, dal km 421.2 al km 392.6.



13:51 – Lanciano e Val di Sangro
Presenza di fumo nella tratta tra Lanciano e Val di Sangro.
Traffico in entrambe le direzioni
Evento localizzato al km 420.0.



13:50 – Pescara Sud e Pescara Ovest
Traffico rallentato per lavori tra Pescara Sud e Pescara Ovest.
Direzione Ancona
La tratta copre dal km 387.3 al km 390.0 per una lunghezza di 2.7 km.

A22 Brennero-Modena



13:21 – Nogarole Rocca e Nodo A22/A4 Torino-Trieste
Coda di 4 km a causa di un incidente tra Nogarole Rocca e Nodo A22/A4 Torino-Trieste.
Direzione Brennero
La coda va dal km 239.0 al km 243.0.

A24 Roma-Teramo



13:56 – Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale Est RM
Coda a causa di traffico intenso sulla viabilità ordinaria tra Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale Est RM.
Direzione Tangenziale Est
La coda interessa dal km 7.3 al km 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.

A25 Torano-Pescara



12:28 – Aielli-Celano e Cocullo
Pioggia intensa tra Aielli-Celano e Cocullo che rallenta il traffico in entrambe le direzioni.
La tratta si estende dal km 121.6 al km 101.2 per una lunghezza di 20.4 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 13:08:00 +0000
News n. 2
Audi A8, addio all’ammiraglia: stop agli ordini, restano solo pochi esemplari

Per decenni, il panorama delle berline di lusso tedesche è stato dominato da un terzetto d’eccellenza, un club esclusivo dove l’eleganza si fondeva con la massima espressione tecnologica. In questo scenario, l’Audi A8 ha sempre rappresentato il non plus ultra” della produzione di Ingolstadt, un’ammiraglia classica capace di sfidare a testa alta BMW Serie 7 e Mercedes Classe S. Oggi, tuttavia, quel terzetto si appresta a rimanere orfano della “berlinona” dei quattro anelli: per l’Audi A8 è infatti arrivato il momento dell’addio.

Siamo al passo d’addio

Le ultime indiscrezioni parlando chiaro, gli ordini si chiudono restano le stock. In Germania, il mercato europeo più importante, la Casa madre ha smesso di accettare nuovi ordini per la grande berlina di rappresentanza. Chi oggi desidera varcare la soglia di una concessionaria per configurare una A8 su misura si scontra con una realtà diversa: il configuratore ufficiale invita ora a valutare esclusivamente le vetture già disponibili in stock o i modelli usati. In Italia, la disponibilità residua è ridotta a un piccolo tesoro di circa 40 unità, e si prevede che la produzione complessiva possa terminare definitivamente nei prossimi mesi.

La fine della storia dell’attuale generazione, presentata nel 2017 e aggiornata con un restyling nel 2021, riflette un mercato che non aspetta. Mentre l’ammiraglia di Ingolstadt restava fedele a sé stessa, le sue storiche rivali hanno accelerato il passo: la BMW Serie 7 si è rinnovata totalmente nel 2022, mentre la Mercedes Classe S ha recentemente debuttato con un restyling profondo, vantando il 50% di componenti completamente nuove. A questo si aggiunge un trend inarrestabile che vede la domanda globale spostarsi progressivamente verso SUV e crossover di grandi dimensioni, erodendo lo spazio vitale delle grandi berline tradizionali.

Ci sarà un’altra ammiraglia

Il tramonto della A8, però, non coincide con un vuoto di potere all’interno della gamma Audi, ma segna piuttosto un cambio storico di paradigma. Attualmente, i piani della Casa non prevedono un’erede diretta per la berlina, quindi, il testimone di ammiraglia passerà alla Q9, un inedito SUV di grandi dimensioni il cui debutto è atteso entro la fine del 2026. Questo passaggio di consegne sancisce la volontà di Ingolstadt di virare con decisione sull’assetto rialzato per rappresentare il massimo del proprio lusso. Non è però esclusa l’ipotesi di un futuro modello extralusso collegato al progetto Horch, il brand di prestigio di Audi, che potrebbe declinarsi in una nuova forma di maxi-SUV.

Il futuro estetico di ciò che verrà dopo la A8 è già tracciato dalla mano di Massimo Frascella, nuovo responsabile del design Audi. La visione stilistica è stata anticipata a fine 2025 dalla Concept C, un manifesto programmatico che fungerà da portabandiera per i nuovi dettami di stile del marchio. Sappiamo che il primo modello di serie derivato da questo nuovo corso verrà presentato nel 2027 e adotterà forme da coupé, dettando le linee generali per ogni futura creazione della casa.

L’Audi A8 si congeda dunque lasciando un’eredità fatta di prestigio e innovazione, consapevole che il concetto stesso di “ammiraglia” sta mutando pelle. Sebbene la berlina possa uscire dai listini, la ricerca dell’eccellenza continuerà a vivere in nuove forme, più alte e imponenti, pronte a solcare le strade di un domani sempre più orientato verso i SUV di lusso.

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 12:56:47 +0000
News n. 3
Ricarica record e più energia: IONIQ 6 si aggiorna e punta ai lunghi viaggi

Nel panorama della mobilità elettrica contemporanea, dove le forme spesso si modellano in nome della funzionalità, esiste un’auto che ha deciso di sfidare il vento con la grazia di una scultura in movimento. La nuova Hyundai IONIQ 6 si ripresenta sulla scena mondiale non come un semplice aggiornamento, ma come un asso per ristabilire le gerarchie nel mondo premium. Vincitrice di tre prestigiosi titoli ai World Car Awards 2023 – tra cui World Car of the Year – questa berlina evolve il concetto di “streamliner”, portando l’efficienza aerodinamica e il comfort a vette ancora più elevate.

Come cambia il design

Il design rimane l’elemento magnetico di questo modello. La silhouette è tracciata da un’unica curva continua che sembra fendere l’aria con una naturalezza quasi organica, permettendo di raggiungere un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) straordinario di appena 0,215. Il frontale è stato ridisegnato con linee più pulite e gruppi ottici sottilissimi che adottano una firma luminosa a Parametric Pixel ancora più iconica.

Al posteriore, il precedente doppio spoiler ha lasciato il posto a un elegante elemento singolo in stile “ducktail”, che non solo migliora la pulizia formale ma stabilizza la vettura con precisione chirurgica. Per chi cerca un’anima più aggressiva, debutta l’inedito allestimento N Line, ispirato ai prototipi ad alte prestazioni del brand, caratterizzato da paraurti scolpiti, minigonne dedicate e imponenti cerchi in lega da 20’’.

L’ambiente interno

Varcare la soglia dell’abitacolo significa immergersi in un ambiente dove la tecnologia dialoga con l’ergonomia. La plancia è dominata da un doppio schermo da 12,3’’ per strumentazione e infotainment, ma la vera novità risiede nei dettagli: i pannelli porta sono ora realizzati con materiali morbidi e la console centrale è stata riprogettata con tasti fisici per rendere l’interazione più intuitiva e immediata. Il volante a tre razze, ereditato dalla sportiva IONIQ 5 N, offre un’impugnatura solida e sicura, mentre i sedili relax riscaldati e ventilati trasformano ogni chilometro in un’esperienza di puro benessere.

I motori

Sotto la pelle tecnologica, la IONIQ 6 nasconde un powetrain potenziato, basato sulla piattaforma a 800 Volt. La gamma motori è stata ampliata e ora ruota attorno a due tagli di batteria. La versione d’ingresso monta un accumulatore da 63 kWh con un motore da 170 CV, capace di percorrere fino a 521 km. Il vero salto di qualità arriva però con la batteria da 84 kWh (che sostituisce la precedente da 77 kWh): nella configurazione a trazione posteriore da 229 CV, l’autonomia tocca il record di 680 km, mentre la potente versione a trazione integrale (AWD) da 325 CV e 605 Nm di coppia garantisce prestazioni brucianti pur mantenendo un raggio d’azione di 650 km.

Uno dei vantaggi competitivi più evidenti resta la velocità di ricarica: grazie all’architettura a 800 Volt, è possibile passare dal 10% all’80% della carica in appena 18 minuti, rendendo i lunghi viaggi un’operazione fluida e priva di ansie. La vettura integra, inoltre, la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), trasformandosi in una vera centrale elettrica mobile capace di alimentare dispositivi esterni.

Prezzi da definire

Il prezzo è ancora da definire ma dovrebbe ruotare intorno al listino attuale (attorno ai 48.000 euro). L’evoluzione di questo modello punta a consolidare la leadership di Hyundai nel segmento premium delle berline a zero emissioni, offrendo un prodotto di elevata caratura tecnica che promette di mantenere il suo valore nel tempo.

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 11:23:02 +0000
News n. 4
Stellantis, i veicoli commerciali BEV al prezzo di quelli diesel

Nelle prime ore del mattino, quando le città iniziano a risvegliarsi e i professionisti caricano i propri attrezzi o le merci dell’ultima consegna, il dilemma della transizione energetica è spesso rimasto appeso a un filo sottile: quello del bilancio aziendale. Il desiderio di una mobilità più pulita e silenziosa si scontrava, fino a ieri, con l’ostacolo apparentemente insormontabile del prezzo di acquisto iniziale, sensibilmente più alto per i veicoli a batteria rispetto ai tradizionali motori termici. Stellantis Pro One, la business unit globale dedicata ai veicoli commerciali, ha lanciato una sfida senza precedenti: offrire l’intera gamma di furgoni elettrici allo stesso prezzo dei loro equivalenti diesel.

La campagna commerciale

Si tratta di una campagna commerciale europea, valida sino alla fine di giugno 2026, pensata per supportare concretamente artigiani, corrieri e piccole imprese nel loro percorso verso la sostenibilità senza costringerli a compromessi economici. Come sottolineato da Eric Laforge, Vicepresidente Senior Globale di Stellantis Pro One, l’obiettivo è rendere la mobilità elettrica un’opzione realistica e accessibile per ogni cliente professionale.

La forza di questa iniziativa risiede nella capillarità e nella varietà dell’offerta. La promozione copre infatti l’intera gamma di furgoni compatti, come Citroën Berlingo, Fiat Professional Doblò, Opel Combo e Peugeot Partner, e si estende ai segmenti medi con il Citroën Jumpy, il Fiat Professional Scudo, l’Opel Vivaro e il Peugeot Expert. In Italia, la strategia si spinge oltre, includendo il segmento delle “Car Derived” con la Citroën ë-C3 Van, proposta allo stesso prezzo della versione a benzina, ovvero 13.900 euro (IVA esclusa).

I prezzi

Ma cosa significa questa parità di prezzo nella quotidianità di un professionista? Significa poter accedere a veicoli che mantengono intatta la loro versatilità operativa, con capacità di carico utile che variano da 800 kg a 1,5 tonnellate, garantendo al contempo un’autonomia elettrica che tocca i 340 km per i compatti e i 350 km per i modelli medi.

Entrando nel dettaglio del mercato italiano, i prezzi promozionali (IVA esclusa) sono estremamente competitivi: ad esempio, sia il Doblò Van M che il Berlingo, il Combo e il Partner in versione elettrica da 136 CV sono offerti a 17.600 o 18.600 euro, pareggiando il costo dei rispettivi modelli diesel da 100 CV. Per i furgoni medi come lo Scudo, lo Jumpy, il Vivaro o l’Expert, il prezzo si attesta sui 20.900 o 22.500 euro, eliminando il sovrapprezzo solitamente richiesto per la tecnologia a zero emissioni.

Le soluzioni finanziarie

Per facilitare ulteriormente l’accesso a questi mezzi, Stellantis ha predisposto soluzioni finanziarie specifiche tramite Evolease e Leasing PRO. Ad esempio, il Doblò Van M Elettrico può essere guidato con un primo canone di 5.970 euro e 59 rate mensili da 159 euro, con un tasso TAN fisso al 4,99%. Condizioni simili si ritrovano per lo Scudo Elettrico, sempre con rate da 159 euro, o per la ë-C3 Van, accessibile con canoni ancora più contenuti da 109 euro al mese.

Questa iniziativa non è solo una promozione commerciale, ma il riflesso di un’architettura industriale solida che unisce marchi iconici come Citroën, FIAT Professional, Opel e Peugeot. Con oltre 20.000 punti vendita e il programma di conversioni personalizzate Stellantis CustomFit, la Business Unit Pro One si conferma un pilastro fondamentale per il successo di Stellantis, ponendo l’innovazione tecnologica al servizio della libertà di movimento. La strada verso il futuro elettrico è ora tracciata e, per la prima volta, ha lo stesso prezzo del passato.

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 09:55:50 +0000
News n. 5
Smarrimento foglio rosa, cosa fare per avere il duplicato

Purtroppo, anche se è sempre bene averne cura, può capitare di perdere un documento importante e di non sapere come fare per riaverlo in tempi brevi, senza smarrirsi nei meandri della burocrazia. Il foglio rosa è il documento indispensabile, da possedere e mostrare quando richiesto, per poter effettuare le guide e sottoporsi all’esame pratico per ottenere la patente.

In un primo momento, è naturale provare un senso di spaesamento ma occorre evitare di farsi prendere dal panico e rimanere lucidi. Meglio, infatti, mantenere la calma e concentrarsi sui passaggi da avviare per poter fare richiesta del duplicato, senza commettere errori che potrebbe generare ulteriori complicazioni e allungare i tempi per il riottenimento del documento. La procedura, in verità, è abbastanza chiara e semplice e può essere effettuata da soli oppure con l’aiuto dell’autoscuola di riferimento.

Il foglio rosa: info generali

Il foglio rosa rappresenta l’autorizzazione provvisoria indispensabile per potersi esercitare alla guida, in preparazione alla prova pratica, e viene rilasciato dalla Motorizzazione Civile dopo aver superato l’esame di teoria per il conseguimento della patente B,

Viene disciplinato dall’articolo 122 del Codice della Strada e ha la durata di un anno, periodo durante il quale vengono messi a disposizione del candidato tre tentativi per il superamento dell’esame di guida. In caso nessuno di questi abbia esito positivo, si può richiedere un’estensione della durata per un altro anno, con la possibilità di effettuare altre due prove.

Esauriti anche queste tentativi con risultato negativo purtroppo non è possibile effettuare un terzo rinnovo e bisogna ricominciare il percorso per il conseguimento della patente dall’inizio, ripartendo quindi dall’esame di teoria.

Come fare la denuncia di smarrimento

Se ci si accorge di non riuscire più a trovare il foglio rosa, la prima cosa da fare è effettuare una denuncia presso una delle autorità competenti, ovvero una stazione della Polizia di Stato, della Polizia Municipale o dei Carabinieri. La denuncia deve avvenire entro 48 ore dalla scoperta dello smarrimento del documento per poter evitare utilizzi fraudolenti da parte di altre persone.

Nella denuncia vanno indicati i dati personali del titolare del documento, il numero del foglio rosa (recuperabile da altre pratiche), la data dell’accaduto e le circostanze dello smarrimento. Viene rilasciata quindi una copia con valore legale, da conservare con cura, che consente di effettuare la richiesta del duplicato e che può essere mostrata anche in caso di controlli da parte degli agenti.

Ecco perché è bene non perdere tempo e, una volta constatato lo smarrimento, va effettuata subito la denuncia per procedere poi con la richiesta di duplicato del foglio rosa.

Come richiedere il duplicato

Dopo aver effettuato la denuncia, la richiesta di duplicato può essere presentata tramite l’autoscuola che segue il processo per il conseguimento della patente oppure tramite l’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile.

Per poter effettuare la richiesta è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

  • denuncia di smarrimento;
  • modello di richiesta compilato (TT 746);
  • ricevuta del pagamento di 10,20 euro;
  • documento di riconoscimento valido;
  • 2 foto formato fototessera.

Il pagamento della tassa di 10,20 euro deve essere effettuato tramite il bollettino postale, opportunamente compilato, sul conto corrente 9001 intestato al Dipartimento dei Trasporti (si può eseguire anche tramite PagoPa).

Il bollettino è disponibile negli uffici postali e deve essere compilato con i dati del richiedente, la causale del versamento, che in questo caso è la richiesta di duplicato del foglio rosa, e l’importo da versare di 10,20 euro.

In caso di errore nella compilazione, è possibile contattare la Motorizzazione o l’autoscuola di riferimento e correggere lo sbaglio. In alcuni casi, potrebbe anche essere necessario effettuare nuovamente il versamento della tassa per poi richiedere il rimborso del primo pagamento.

Costi e tempi per averlo

Il costo complessivo della richiesta è limitato al pagamento dell’importo dovuto per la copertura delle spese necessarie per il rilascio del duplicato, mentre per i tempi di attesa per l’ottenimento del duplicato del documento possono variare da 2 a 4 settimane.

Questi tempi sono necessari per poter elaborare la richiesta inviata, verificare la validità e la correttezza dei documenti e procedere con la stampa del duplicato ma possono anche allungarsi in base al numero di richieste pervenute all’ufficio della Motorizzazione Civile.

Rivolgendosi direttamente all’autoscuola di riferimento però si può cercare di ridurre i tempi, grazie al loro rapporto diretto con l’ufficio e alla possibilità di verifica dello stato di avanzamento della richiesta.

Nel caso l’esame di guida sia vicino o ci sia un caso di urgenza, si può provare a richiedere un’accelerazione al processo ma conviene, anche qui, se possibile, farsi aiutare dall’autoscuola che saprà come intervenire in situazioni simili.

Il nuovo foglio rosa rilasciato dalla Motorizzazione Civile avrà la stessa validità e durata del precedente e potrà essere utilizzato come previsto dalla legge fino alla sua regolare scadenza.

Rischi e sanzioni previste

Senza il possesso del foglio rosa, infatti, non è possibile esercitarsi alla guida di un automezzo sulle strade pubbliche e le sanzioni previste per chi viola la legge in materia sono piuttosto severe.

Chi, durante un controllo, viene sorpreso alla guida senza il possesso dell’autorizzazione necessaria ma in presenza di una persona che funge da istruttore (ovvero con non più di 65 anni di età e la patente valida per la stessa categoria conseguita da più di 10 anni) riceve una sanzione amministrativa che va da 430 a 1.731 euro e che si applica anche all’accompagnatore presente.

Se, invece, si viene colti al volante con la presenza del foglio rosa ma in assenza dell’accompagnatore si rischia anche il fermo amministrativo del mezzo per un periodo di tre mesi.

Le sanzioni amministrative sono così gravose anche per disincentivare comportamenti poco responsabili alla guida e, per un’attesa generalmente di poche settimane per ottenere il rilascio del duplicato, non vale davvero la pena rischiare di essere multati.

Novità previste per il 2026

Con l’arrivo del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17 novembre 2025 sono state introdotte diverse novità anche per quanto riguarda il foglio rosa e le ore di guida necessarie per esercitarsi al volante.

Le ore di guida certificate obbligatorie passeranno infatti da 6 a 8 e saranno suddivise in quattro moduli per sviluppare maggiore sicurezza nel candidato a seconda delle diverse situazioni: manovre fondamentali, guida urbana, guida su autostrade e strade extraurbane, guida notturna da effettuare da mezz’ora dopo il tramonto fino alle ore 6:45.

Inoltre, le guide facoltative, effettuate per fare ancora più pratica con familiari e amici, saranno consentite solo dopo aver completato le 8 ore certificate obbligatorie e non potranno essere più svolte prima.

Restano sempre valide le altre regole per lo svolgimento delle guide libere: l’accompagnatore che funge da istruttore con età inferiore ai 65 anni e patente B conseguita da almeno 10 anni, la circolazione su strade pubbliche (esclusa l’autostrada), la guida solo durante le ore diurne e senza il trasporto di passeggeri.

Queste novità, insieme alle altre disposizioni, sono sempre finalizzate a rendere l’aspirante automobilista più esperto e consapevole, sviluppando nel neopatentato una maggiore sicurezza e un maggiore senso di responsabilità.

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 09:30:23 +0000
News n. 6
Rincaro benzina e diesel, l’appello del Codacons e la strategia del governo

Sotto il sole che scalda l’asfalto delle autostrade o nel grigiore delle mattine di fine inverno, il gesto è sempre lo stesso: accostare alla pompa, impugnare la pistola erogatrice e osservare, con una punta di rassegnazione, i numeri che corrono veloci sul display del distributore. Ma oggi quei numeri non raccontano solo una spesa, bensì una crisi che torna a mordere le tasche degli italiani. Il rincaro di benzina e diesel ha ripreso vigore, trasformando ogni pieno in una prova di resistenza per i bilanci familiari e aziendali. Il Codacons, osservando questa nuova ondata di aumenti sulla rete italiana, ha deciso di intervenire con fermezza chiedendo al governo l’attivazione immediata dello strumento dell’accisa mobile.

L’appello del Codacons

La situazione fotografata dall’associazione è allarmante: la benzina ha ormai superato al self la soglia di 1,8 euro al litro in diverse zone, mentre il gasolio, in modalità servito sulla rete autostradale, viaggia in alcuni impianti verso i 2,6 euro al litro.

Di fronte a questo scenario, la richiesta del Codacons è netta: Il governo – spiega l’associazione – deve accogliere la nostra richiesta e tagliare subito le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro. Una simile misura, considerata anche l’Iva applica sulle accise, non solo riporterebbe i listini ai livelli precedenti la crisi con benefici diretti sui costi di rifornimento, ma terrebbe sotto controllo anche i prezzi dei prodotti trasportati, specie gli alimentari, che come noto risentono dei rincari del gasolio considerato che oltre l’80% della merce venduta in Italia viaggia su gommaâ€.

La parola del governo

La premier Giorgia Meloni ha confermato che l’Esecutivo sta valutando contromisure attraverso taskforce dedicato per combattere la speculazione. Il primo ministro ha dichiarato: “Siamo anche al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e la nostra nazione. Con taskforce attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione”.

“In particolare, sulla benzina, stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene chiesta anche da parte di alcuni partiti dell’opposizione, consente di utilizzare la parte di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi, per la riduzione delle accise. È lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo e la sua attivazione è allo studio già da qualche giorno da parte Mef“, ha concluso la premier.

L’intervento del Ministro delle Imprese e del Made in Italy

A completare il quadro dell’intervento governativo sono giunte le parole del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il quale ha rivendicato in un’intervista a La Stampa l’efficacia degli strumenti attuali rispetto al passato. Il Ministro ha sottolineato come il monitoraggio sia già capillare: “A differenza di quanto accadde quattro anni fa, oggi abbiamo strumenti più efficaci per contrastare la speculazione e stroncare la spirale inflattiva che allora falcidiò il potere d’acquisto delle famiglie. Con il decreto-legge n.5 del 14 gennaio 2023 abbiamo istituito un efficace sistema di monitoraggio sia sulla rete di distribuzione del carburante sia sull’intera catena del valore, anche sulla filiera alimentare, che ci consente di intervenire attivando, ove necessario, la Guardia di Finanza e gli altri organi di controlloâ€.

Urso ha poi precisato i criteri tecnici per l’eventuale intervento fiscale: “Con lo stesso decreto del 2023 abbiamo anche previsto la possibilità di attivare l’accisa mobile, ove la crescita superasse il parametro indicato nella precedente Nadef, al fine di utilizzare le maggiori risorse dell’Iva per tagliare l’accisa o per compensare direttamente consumatori e imprese. Ovviamente, tutto dipende dalla durata e dall’estensione del conflitto, che nessuno è in grado di prevedereâ€. Mentre la politica definisce i parametri tecnici, gli italiani continuano a sperare che questi scudi digitali e fiscali diventino al più presto un paracadute reale per l’economia del Paese.

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 08:47:32 +0000
News n. 7
F1 GP Australia, dominio Mercedes, Ferrari può sognare: le pagelle

Il primo round della stagione ha sugellato la forza della nuova Mercedes W17. Già nelle PL si era notata una differenza di modalità di recupero energetico della vettura della Stella rispetto ai competitor. La monoposto anglo-tedesca tiene accelerato il motore termico per ricaricare le batterie nei punti in cui Ferrari e McLaren tendono a veleggiare con il lift and coast. Già sul piano del propulsore le monoposto di Russell e Antonelli hanno viaggiato a ritmi superiori, grazie al trucchetto del rapporto di compressione, ma anche sul piano telaistico a Brackley hanno fatto un gran lavoro. L’errore nelle ultime prove libere di Antonelli ha solo costretto a un extra impegno nel Q1 i meccanici che, complice la bandiera rossa per il crash in Curva-1 di Max Verstappen, sono riusciti a far qualificare il giovane italiano.

Il 4 volte iridato della Red Bull Racing ha commesso uno sbaglio o ha avuto un problema alla RB22? È altamente probabile che Max sia finito nelle barriere di Curva-1 nel suo primo giro lanciato per una avaria alla sua Red Bull. Il posteriore della monoposto, all’ingresso della traiettoria, si è bloccato e Verstappen è andato a sbattere, violentemente, contro il muro. Una volta uscito dall’abitacolo, Max ha iniziato a massaggiarsi le mani. Per fortuna si è trattato solo di un grande spavento e il vincitore di 71 GP si è recato al centro medico per un controllo, ma ha solo riportato delle contusioni.

Leclerc e Hamilton hanno dimostrato di essere in forma, tuttavia l’anteriore della SF-26 ha fatto fatica nel tentativo di cercare il punto di corda ideale in alcune svolte del tracciato e nei rettilinei centrali sono apparse più scariche di potenza energetica rispetto alle W17. In ogni caso le Rosse sono riuscite a inserirsi tra le prime 10 vetture, nonostante gli affanni con le nuove batterie delle PU ibride, ma hanno subito una dura lezione in Q3. George Russell e Kimi Antonelli hanno monopolizzato le prime due caselle della griglia con ampio margine. Seconda fila per Hadjar, nuovo pilota della Red Bull Racing, solo quarto Charles Leclerc. Le McLaren di Piastri e Norris hanno preceduto Hamilton e Lawson. Hanno chiuso la quinta fila il rookie Lindblad del team Racing Bulls e Bortoleto dell’Audi.

Com’è andata la gara

Allo spegnimento dei semafori il poleman britannico ha perso la prima posizione in favore di Leclerc, a causa di un pattinamento. Antonelli è crollato in settima posizione, dando la chance a Hamilton di risalire subito al terzo posto, lottando con Hadjar e Lindblad al primo giro. Male le McLaren con Norris che ha perso posizioni allo start e Piastri che non è nemmeno riuscito a partire. Il GP dell’idolo di casa nella fase di riscaldamento si è concluso ancor prima di cominciare. L’australiano ha perso il controllo della sua McLaren e si è schiantato contro il muro 30 minuti prima del via. Leclerc, con un mega slalom, ha superato Antonelli, Hadjar e Russell nei primi metri. Super scatto anche per la SF-26 di Lewis che ha ricominciato a lottare come un leone.

I sorpassi sono falsati dal sistema di ricarica delle batterie che offrono possibilità continue, ma poca difesa. Fumata bianca per Hadjar che ha determinato una VSC in cui le due Mercedes si sono fermate in un doppio pit stop impeccabile per montare le mescole dure. Con strada libera le W17 si sono rifatte sotto alle SF-26 nonostante un buon ritmo. Almeno una delle due Rosse avrebbe dovuto effettuare la sosta insieme al duo Mercedes, sfruttando la VSC. Al ventiseiesimo giro Charles si è fermato per il primo e unico pit e tre giri dopo è stato il turno di Lewis. Russell e Antonelli hanno gestito il vantaggio nelle prime due posizioni, a debita distanza le due inseguitrici modenesi sino alla bandiera a scacchi.

I top 3

George Russell: 9 – Ha fatto tutto quello che doveva a bordo di una astronave, ma si è fatto bruciare alla partenza e si è lamentato sin troppo via radio della guida di Leclerc. L’inglese ha una straordinaria occasione per vincere il mondiale se rimarrà così ampio il vantaggio tecnico sui competitor. In ogni caso sino alla rivalutazione della FIA sul rapporto di compressione a giugno la Stella a tre punte è favoritissima. Il numero 63 ha vinto il sesto GP in F1. Antonelli (voto 7), sottotono rispetto al leader della Mercedes, è stato fortunato in qualifica e in gara. I suoi errori avrebbero potuto avere un peso determinante, specialmente il crash in FP3.

Charles Leclerc: 8,5 – Gara sopraffina del monegasco che, grazie a un super avvio, ha saputo dare spettacolo contro Russell. CL16 ha risposto colpo su colpo, dimostrando di avere potenziale su questa monoposto. Con la giusta strategia forse avrebbe lottato con Kimi Antonelli per la seconda piazza, ma non ci sono controprove al riguardo. La terza posizione rappresenta una iniezione di fiducia per la Scuderia. Mezzo voto in più rispetto al teammate anche per la seconda fila in qualifica ed eguagliato Mika Hakkinen con 51 podi in carriera.

Lewis Hamilton: 7,5 – Welcome back e l’atteggiamento positivo del pre-season ha avuto un impatto sulla sua performance. Si è tornato a divertire al volante della SF-26 e il sorriso a fine gara è una conseguenza naturale. In Mercedes avrebbe avuto la chance di vincere, tuttavia sembra essersi integrato finalmente a Maranello. Nonostante ci sia una tecnologia che strizza l’occhio ai giovani si è difeso egregiamente al debutto dell’era green a 41 anni suonati. Tra i top non possiamo non citare Verstappen, con una rimonta dalle retrovie, sino alla sesta posizione e un grande applauso va all’esordiente Arvid Lindblad, capace di portare la Racing Bulls all’ottavo posto, dietro un super Bearman, futuro pilota Ferrari.

I flop 3

Lando Norris: 5,5 – Una gara non da campione del mondo. Il nuovo regolamento tecnico ha limitato le ambizioni della McLaren con una Mercedes cheinvece è tornata al top. Sarà dura per il team papaya, ma il potenziale per lo sviluppo c’è. L’inglese si era esaltato nei test, dopo aver festeggiato il titolo, a Melbourne è tornato sulla terra. Nel finale di GP è stato costretto a difendere la quinta piazza dagli attacchi di Max, partito dal fondo dello schieramento.

Oscar Piastri: 2 – Un altro crash da principiante in Australia dopo il pesante errore del 2025. Nel giro di installazione ha perso il controllo della sua McLaren e si è schiantato contro il muro: monoposto distrutta. Zero punti e tifosi delusi. Peggio di così era difficile fare.

Aston Martin e Williams: 0 – Due squadre allo sbaraglio. Il mago Newey ha combinato un disastro, con Alonso che continua ad avere una relazione sfortunata con Honda. Se la verdona di Stroll piange, la Williams non può sorridere. Anni a sviluppare la monoposto della svolta e poi Sainz e Albon si ritrovano a essere zavorrati. Lo spagnolo è l’ultimo al traguardo dei motorizzati Mercedes. Due vecchie icone britanniche decadute e piloti incolpevoli.

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 07:11:43 +0000
News n. 8
Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 09 marzo 2026 in Italia sono previsti quattro scioperi a rilevanza nazionale che coinvolgono diversi comparti pubblici e privati, con alcune esclusioni. In questo articolo trovi i dettagli su tutti gli scioperi proclamati per questa data, con informazioni su territori coinvolti, orari, sindacati promotori e categorie interessate.

Sciopero generale nazionale Italia

È previsto uno sciopero generale per l’intera giornata del 09 marzo 2026 su tutto il territorio nazionale (Italia). Lo sciopero riguarda il personale di tutti i comparti, aree pubbliche, categorie del lavoro privato e cooperativo. La mobilitazione è indetta dal sindacato SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE.

Sciopero generale nazionale per il personale a tempo determinato e indeterminato Italia

Un altro sciopero di intera giornata è stato proclamato per il personale a tempo determinato e indeterminato, compresi lavoratori con contratti precari e atipici, di tutti i comparti ad esclusione del settore trasporti. Anche questa protesta è a livello nazionale (Italia) ed è indetta da UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912.

Sciopero generale nazionale escluse categorie trasporto Italia (USB)

Sempre per l’intera giornata del 09 marzo 2026 è indetto uno sciopero generale delle categorie pubbliche e private, ad esclusione dell’intero settore trasporti. Lo sciopero riguarda tutto il territorio nazionale (Italia) ed è promosso dal sindacato USB.

Sciopero generale nazionale escluse categorie trasporto Italia (CLAP)

Infine, anche CLAP ha proclamato uno sciopero generale per il 09 marzo 2026, della durata di intera giornata e valido su tutto il territorio nazionale (Italia). L’agitazione interessa le categorie pubbliche e private, ma esclude completamente il settore trasporti.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 9
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari città per città

Marzo 2026 vede un’intensa programmazione di scioperi che coinvolgono vari settori strategici in Italia: dai trasporti pubblici locali agli aeroporti, passando per lo sciopero generale nazionale che interesserà gran parte delle categorie lavorative. In questo articolo trovate il riepilogo di tutti gli scioperi in programma nel mese di marzo 2026, con dettagli su date, città, settori e categorie coinvolte. L’elenco tiene conto esclusivamente delle agitazioni indette per marzo 2026 e non include scioperi previsti in altri mesi.

Sciopero 02 marzo 2026

Nella provincia di Bolzano è previsto uno sciopero della durata di 24 ORE che coinvolge il trasporto pubblico locale, in particolare il personale della Società SASA di Bolzano. Lo sciopero è proclamato da OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Sciopero 06 marzo 2026

Nella regione Campania, in tutte le province, è indetto uno sciopero di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) che riguarda il personale delle aziende di trasporto pubblico locale su gomma. I sindacati coinvolti sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO e FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli, sulle linee vesuviane gestite dalla società EAV, si svolge uno sciopero di 24 ore per il personale della divisione ferro e viaggiante, indetto dal sindacato OSP FAISA-CONFAIL.

Sciopero 09 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale è proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata. Coinvolge il personale di tutti i comparti pubblici e privati e delle cooperative. Il sindacato promotore è SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE.

Per l’intera giornata è indetto un altro sciopero a livello nazionale per il personale a tempo determinato e indeterminato, compresi i lavoratori con contratti precari e atipici, di tutti i comparti ad esclusione del settore trasporti. Sindacato promotore: UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912.

Ancora per l’intera giornata, USB indice uno sciopero generale delle categorie pubbliche e private ad esclusione dell’intero settore trasporti, sempre su scala nazionale.

Infine, il sindacato CLAP ha proclamato uno sciopero generale nazionale per tutte le categorie pubbliche e private, eccetto quelle del settore trasporti, ancora per l’intera giornata.

Sciopero 11 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale (Italia), nel settore ferroviario, è previsto uno sciopero di 8 ore (dalle 09.01 alle 16.59). Coinvolto il personale della società Italo NTV, proclamato da UILT-UIL.

Sciopero 13 marzo 2026

Nella provincia di Udine, regione Friuli-Venezia Giulia, è previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale della durata di 24 ore. Coinvolto il personale della Società Arriva Udine. Sindacato promotore ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Sciopero 14 marzo 2026

Nella provincia di Verona, regione Veneto, sciopero nel trasporto merci dalla 18.00 del 14/3 alle 17.59 del 15/3. Coinvolti personale mobile e di terra della Società EVM Rail, sindacato OSP FILT-CGIL.

Sciopero 16 marzo 2026

Nella città di Palermo, Sicilia, sono programmati due scioperi di 24 ore ciascuno. Il primo coinvolge il personale della società Autoservizi Russo, il secondo della società Segesta Autolinee. Entrambi indetti da OSR FAISA-CISAL.

Nella provincia di Enna, Sicilia, sciopero di 24 ore del personale della società Interbus, indetto da OSR FAISA-CISAL.

Nella provincia di Catania, Sicilia, sciopero di 24 ore del personale della società Etna Trasporti, indetto da OSR FAISA-CISAL.

Nella regione Abruzzo (tutte le province), sciopero di 24 ore che riguarda il personale della società TUA Regione Abruzzo. Indetto dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

Sciopero 18 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale, settore aereo, sciopero di 24 ore del personale Società Airport Handling / Dnata (Aeroporti di Milano Linate e Malpensa) e personale della Società ALHA (Aeroporto di Milano Malpensa), indetto da OST CUB TRASPORTI.

Sempre a livello nazionale, settore aereo, sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) del personale navigante Società EasyJet Airlines Limited e del personale di terra e di volo della Società ITA Airways, entrambi indetti da USB Lavoro Privato.

Nella provincia di Brescia, Lombardia, sono programmati due scioperi di 24 ore ciascuno, rivolti al personale delle società GDA Handling e MH24 dell’Aeroporto di Brescia Montichiari, proclamati da OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 20 marzo 2026

Nella città di Torino, Piemonte, sciopero di 8 ore (dalle 16.00 a fine servizio) per il personale della società Arriva Italia. Sindacati: OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

Sciopero 25 marzo 2026

Nella provincia di Frosinone, Lazio, sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per il personale della società Cialone Tour di Frosinone. Indetto da USI CTS.

Sciopero 27 marzo 2026

Nella provincia di Milano, Lombardia, sciopero di 24 ore con varie modalità per il personale del gruppo ATM. Indetto da AL-COBAS.

Nella città di Napoli, Campania, sciopero di 4 ore (dalle 19.00 alle 23.00) per il personale della società EAV di Napoli. Indetto da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO.

Nella provincia di Novara, Piemonte, sciopero di 4 ore (dalle 17.30 alle 21.30) per il personale della società SUN di Novara. Indetto da AL-COBAS.

Sciopero 28 marzo 2026

Nella città di Bari, Puglia, sciopero di 4 ore (dalle 20.00 alle 23.59) del personale della società AMTAB. Indetto da OSR/OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL AUTOFERRO.

Nella città di Molfetta, Puglia, sciopero di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) per il personale della società MTM di Molfetta. Indetto da OSP FIT-CISL/UILT-UIL.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 10
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Quanto costa fare rifornimento in autostrada oggi, 09 marzo 2026? In base all’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile, riportiamo i prezzi medi di benzina, gasolio, gpl e metano lungo la rete autostradale, distinguendo tra le diverse modalità di erogazione dove previste. A seguire trovi una tabella riepilogativa dei valori comunicati e, più in basso, una guida chiara per capire come si forma il prezzo alla pompa: dalla quota industriale (che include materia prima e margine) alla componente fiscale composta da accise e Iva. Conoscere la struttura del prezzo aiuta a leggere le variazioni giornaliere e a capire quali fattori incidono maggiormente sul costo del pieno.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 08-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.017 €
Benzina SELF 1.867 €
GPL SERVITO 0.835 €
Metano SERVITO 1.524 €

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina al distributore è il risultato della somma tra componente industriale e componente fiscale. Per la benzina, il peso della fiscalità arriva al 58%, mentre il prezzo industriale vale il 42% del totale. All’interno di questa quota industriale si distinguono due voci: il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo finale, e il margine lordo della filiera, pari al 12%. La materia prima riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e risente direttamente dell’andamento del cambio euro/dollaro: quando l’euro si indebolisce, la stessa quotazione in dollari costa di più agli operatori europei, influenzando i listini. Il margine lordo comprende i costi logistici, lo stoccaggio, il trasporto, la gestione della rete e la remunerazione degli operatori; è su questa parte, pari al 12%, che il gestore e la compagnia possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa in base a concorrenza, politiche commerciali e specificità del punto vendita (come posizione e orari). La componente fiscale include accise e Iva: le accise sono imposte specifiche per litro, mentre l’Iva si applica sul valore complessivo, generando il noto effetto di imposta sull’imposta. Questa struttura spiega perché, a parità di condizioni industriali, la fiscalità incida in misura preponderante sulla benzina e perché le variazioni di cambio o quotazioni internazionali si trasmettano con maggiore o minore intensità al prezzo finale.

Anche il prezzo del gasolio è la somma di una componente industriale e di una fiscale, ma con pesi differenti: la fiscalità incide per il 45%, mentre la componente industriale vale il 55% del prezzo alla pompa. Dentro la quota industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del totale: su di esso pesano soprattutto le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’effetto del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare i movimenti del mercato in dollari. Il margine lordo incide per il 10% e copre logistica, rete, costi operativi e remunerazione degli operatori: su questa parte l’operatore può intervenire per adeguare i listini alla domanda locale, alla concorrenza e alle specificità della distribuzione in autostrada, dove l’operatività 24/7 e i servizi accessori possono influire sui costi. La componente fiscale del gasolio include accise e Iva: le prime sono fisse per litro, la seconda proporzionale al valore e calcolata sull’intera base imponibile. Poiché nel gasolio la quota industriale è relativamente più elevata rispetto alla benzina, le variazioni delle quotazioni internazionali tendono a riflettersi con una certa prontezza sul prezzo finale, mentre il margine, pur più contenuto (10%), resta la leva commerciale su cui le compagnie possono agire per gestire promozioni e differenziazioni tra punti vendita.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 11
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.785 per la benzina, 1.966 per il diesel, 0.717 per il gpl, 1.497 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.939
Benzina SELF 1.767
GPL SERVITO 0.706
Metano SERVITO 1.429

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.964
Benzina SELF 1.812
GPL SERVITO 0.689
Metano SERVITO 1.512

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.000
Benzina SELF 1.819
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.641

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.989
Benzina SELF 1.820
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.567

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.956
Benzina SELF 1.781
GPL SERVITO 0.657
Metano SERVITO 1.444

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.957
Benzina SELF 1.774
GPL SERVITO 0.680
Metano SERVITO 1.454

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.963
Benzina SELF 1.778
GPL SERVITO 0.686
Metano SERVITO 1.440

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.950
Benzina SELF 1.764
GPL SERVITO 0.680
Metano SERVITO 1.586

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.970
Benzina SELF 1.798
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.460

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.972
Benzina SELF 1.777
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.447

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.941
Benzina SELF 1.757
GPL SERVITO 0.707
Metano SERVITO 1.376

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.967
Benzina SELF 1.788
GPL SERVITO 0.708
Metano SERVITO 1.423

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.972
Benzina SELF 1.773
GPL SERVITO 0.680
Metano SERVITO 1.471

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.951
Benzina SELF 1.789
GPL SERVITO 0.668
Metano SERVITO 1.582

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.970
Benzina SELF 1.783
GPL SERVITO 0.804

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.984
Benzina SELF 1.805
GPL SERVITO 0.762
Metano SERVITO 1.761

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.960
Benzina SELF 1.772
GPL SERVITO 0.701
Metano SERVITO 1.502

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.992
Benzina SELF 1.805
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.521

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.946
Benzina SELF 1.764
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.415

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.985
Benzina SELF 1.807
GPL SERVITO 0.822

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.965
Benzina SELF 1.770
GPL SERVITO 0.693
Metano SERVITO 1.415

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 12
E-fuel, quanto costeranno alla pompa: arrivano le prime previsioni di prezzo

Quanto costeranno gli e-fuel quando arriveranno alla pompa? È la domanda che tormenta gli analisti. Tra i temi più discussi nella transazione energetica dei trasporti, i carburanti sintetici provocano una netta divisione: se alcuni li considerano la possibile ancora di salvezza del motore termico, altri li ritengono una tecnologia interessante, ma destinata a un ruolo marginale.

I primi elaborati economici e tecnici suggeriscono una risposta tutt’altro che semplice. Non perché manchino le stime, ma perché sul prezzo finale incideranno vari fattori: il costo dell’energia rinnovabile, la scala industriale degli impianti, la fiscalità e le politiche europee sui carburanti alternativi. Per capire dove potrebbe collocarsi la quotazione di questi combustibili sintetici bisogna partire dal modo in cui vengono prodotti.

Cosa sono gli e-fuel

Gli e-fuel sono dei carburanti liquidi frutto dell’unione chimica tra l’idrogeno (ricavato da fonti rinnovabili) e l’anidride carbonica catturata nell’aria. Senza l’estrazione di petrolio, nasce una molecola simile a benzina, diesel o kerosene tradizionale, ma con un’impronta carbonica molto differente. Il vero asso nella manica degli e-fuel è la retrocompatibilità: a differenza dell’elettrico, lo versi nel serbatoio della tua macchina e metti in moto. Non sono necessarie modifiche ai pistoni o stravolgimenti alla rete di distributori già presenti sulle nostre strade.

Il potenziale del combustibili ha spinto alcuni costruttori a investire capitale. Un esempio spesso citato nel settore è l’impianto Haru Oni, nella ventosa Patagonia cilena, dove società dello spessore di Porsche e Shell, insieme a HIF Global, usano turbine eoliche per generare idrogeno e sintetizzare e-metanolo ed e-benzina, prima di ricorrervi su propulsori tradizionali. Tuttavia, il successo del progetto è appeso a un filo: la scalabilità industriale.

Perché produrre e-fuel richiede tanta energia

Il vero tallone d’Achille degli e-fuel sta nel “come” nascono. Mentre per la benzina normale basta lavorare una risorsa già densa di energia, con gli e-fuel lo sviluppo del carburante avviene mediante dosi massicce di elettricità. Il percorso assomiglia a una corsa a ostacoli: invece di estrarre petrolio, si isola l’idrogeno dall’acqua e si recupera l’anidride carbonica dispersa nell’atmosfera dai fumi industriali o dall’aria. Gli ingredienti finiscono poi sotto pressione in reattori dove la sintesi Fischer-Tropsch fa il resto, assemblando, molecola dopo molecola, il combustibile finale.

I passaggi comportano perdite energetiche. Secondo i calcoli di WSS Energy Consulting, la produzione di un litro di e-fuel richiede circa 25 kWh di elettricità rinnovabile, che una volta bruciato nel propulsore restituisce appena 10 kWh di energia. Inoltre, guardando ai numeri ARERA apprendiamo che nel 2024 il gas naturale per le imprese viaggiava sui 6,75 centesimi/kWh, ma a spaventare è il fronte elettrico: da gennaio 2026, il prezzo di riferimento per i clienti vulnerabili ha toccato i 27,97 centesimi/kWh.

Sul perché i numeri siano tanto cruciali la risposta risiede nel funzionamento degli e-fuel, che prevedono prima di alimentare gli elettrolizzatori per l’idrogeno e poi di far girare i reattori per la sintesi. Di conseguenza, se l’energia pulita a prezzi stracciati non è disponibile, il costo alla pompa rimarrà fuori controllo. Il problema numero uno riguarda l’efficienza: in confronto all’82% del petrolio, la filiera qui si attesta a un misero 38%, e anche proiettandoci nel 2050, le previsioni più ottimistiche non vanno oltre il 42%.

Le prime stime sul prezzo

Il fabbisogno energetico elevato si riflette sul prezzo finale del carburante. Le analisi disponibili indicano che, almeno nel breve periodo, gli e-fuel saranno più costosi dei carburanti fossili. In uno studio l’International Council on Clean Transportation evidenzia come il costo industriale dell’e-diesel difficilmente scenderà sotto la soglia dei 2 euro al litro entro il 2030. Peccato che la cifra sia all’ingrosso e manchino varie voci di spesa (accise, IVA e costi di distribuzione). Giusto per avere un’idea, nel 2023 il costo medio del diesel fossile all’ingrosso ammontava a circa 0,9 euro al litro: anche includendo i meccanismi di carbon pricing, il divario tra carburanti sintetici e combustibili tradizionali rimane significativo.

In aggiunta, è da considerare la volatilità dei mercati energetici. Sempre secondo ARERA, la componente della materia prima gas nel servizio di tutela della vulnerabilità è risultata in calo del 2,8% a febbraio 2026 rispetto al mese precedente. Se la produzione di e-fuel dovesse dipendere da mercati energetici soggetti a oscillazioni simili, anche il prezzo alla pompa dei carburanti sintetici potrebbe risultare più instabile rispetto a quello dei derivati del petrolio, dove la componente fiscale tende a smorzare le variazioni del prezzo industriale.

Non è detto che il futuro degli e-fuel si scriva in Europa. Produrre idrogeno in aree dove le condizioni climatiche sono ottimali – pensiamo al Brasile o all’Egitto – permetterebbe di abbattere i costi industriali primari, ma la logistica rischia di eliminare il risparmio. Trasportare le molecole per migliaia di chilometri è un’odissea: spesso l’idrogeno va trasformato in ammoniaca per viaggiare via nave, per poi essere riconvertito una volta giunto a destinazione. Ogni passaggio è una sorta di “pedaggio” da corrispondere in termini di efficienza e, inevitabilmente, di euro al litro.

A tutto ciò si aggiunge il tema fiscale. La direttiva europea sulla tassazione dei prodotti energetici prevede livelli minimi di accisa anche per carburanti alternativi come il metanolo utilizzato per autotrazione. In assenza di regimi particolarmente favorevoli, anche gli e-fuel sarebbero quindi soggetti ad accise e IVA, riducendo ulteriormente la possibilità di vedere prezzi alla pompa simili a quelli dei carburanti tradizionali.

Il dibattito dell’Unione europea

Nonostante le criticità non siano trascurabili, il famoso “muro” del 2035 ha smesso di essere così invalicabile. La Commissione europea sta ammorbidendo i toni, passando dal dogma delle “emissioni zero” a un più pragmatico obiettivo di riduzione del 90%. Si apre perciò un varco vitale per e-fuel e biocarburanti, non più visti come nemici dell’ambiente, bensì come alleati necessari nella transizione.

Salvo improbabili colpi di scena, gli e-fuel non saranno comunque la “benzina dei poveriâ€: il loro destino pare legato a navi, aerei, camion, supercar e auto d’epoca. In questi casi, pagare il carburante a peso d’oro costituisce un compromesso accettabile, al contrario, per l’automobilista comune un litro di carburante sintetico caro il doppio della benzina fossile perde appetibilità. Insomma, la mobilità quotidiana pare indirizzata verso la spina, guidata da una convenienza economica a cui è difficile dire di no.

Data articolo: Mon, 09 Mar 2026 06:30:23 +0000
News n. 13
Che auto guida Alessandro Borghese, il bolide nel suo garage è un mito da pista

Mentre 4 Ristoranti volge alla conclusione sul Nove, tra voti confermati e ribaltati, lo show di Alessandro Borghese in auto continua. Per lo chef più rock della TV italiana quella dei motori è una passione che si tramanda di generazione in generazione, senza soluzione di continuità. Nel linguaggio della famiglia la vocazione su strada ha preceduto di gran lunga la passione gastronomica.

Il legame dello chef con il motorsport ha radici profonde e nobili, iniziata dal nonno Vincenzo, uno abituato a sfidare il pericolo sulle Stanguellini, le vetture da corsa artigianali nate a Modena, e proprio sul circuito perse la vita. Eppure, il credo della velocità ha contagiato il padre, Luigi Borghese, pilota motociclistico salito in sella di pezzi leggendari a marca Harley-Davidson, Suzuki, Yamaha e Ducati. Per quanto riguarda Alessandro il colpo di fulmine è scattato già dall’infanzia, quando in compagnia del padre assisteva ai Gran Premi in televisione.

Mito da pista: il prezzo

Prima ancora di imparare a bilanciare i sapori di un piatto, Borghese ha imparato a conoscere la meccanica. Da ragazzino, la sua curiosità lo spingeva a smontare e modificare qualsiasi cosa avesse una ruota, dai motorini alle biciclette, spinto dal desiderio di capire come “migliorare” la macchina. La ricerca ossessiva dell’armonia in pista prosegue ancora oggi sulla Porsche GT3, come racconta a Top Gear Italia: se gli impegni glielo permettono, Alessandro si concede volentieri delle spettacolari uscite sulla quattro ruote tedesca.

La predilezione affonda su validi presupposti: è l’incarnazione più pura del DNA racing di Stoccarda trasposto su strada. Sotto il cofano pulsa il leggendario 6 cilindri boxer aspirato da 4.0 litri, un propulsore capace di urlare fino a 9.000 giri/min e scaricare a terra 510 CV. Nella sua attuale generazione, la Porsche da corsa ferma il cronometro nello 0-100 km/h in soli 3,4 secondi, toccando una velocità massima di 318 km/h. In virtù dell’aerodinamica estrema e del telaio derivato dalle competizioni, la GT3 tocca vette qualitative rare e non sorprende che il prezzo superi i 200.000 euro.

Nel ruolo di guidatore Alessandro Borghese si trova talmente bene da essere spesso lui al volante del celebre furgone di 4 Ristoranti durante le lunghe trasferte attraverso l’Italia. Non soffre l’idea di prendere il comando del veicolo, al contrario lo scuote, memore dei pomeriggi passati ad ammirare i miti del motorsport, motivo per cui non si risparmia delle incursioni ai paddock della MotoGP, magari affiancato dall’amico Max Biaggi. Per Alessandro Borghese, la cucina e i motori vivono della stessa energia viscerale fatta di adrenalina e intuizione. In entrambi i mondi, il segreto resta il ritmo: saper sentire quando è il momento di cambiare marcia, quando rallentare e quando spingere al massimo per trovare “l’imperfezione perfetta”.

Il fenomeno di 4 Ristoranti: un viaggio infinito

Lo show che lo ha consacrato al grande pubblico, Alessandro Borghese – 4 Ristoranti, è in fondo l’estensione naturale della sua doppia anima. A bordo del suo van, lo chef trasforma la competizione gastronomica in un vero racconto “on the road”. Da un lato dà sfoggio alla tecnica, dall’altro lascia che sia l’istinto a prevalere: l’importante è saper gestire la propria traiettoria con passione e carattere.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 19:46:48 +0000
News n. 14
Le auto migliori elette dalle donne, ecco la classifica

Auto provenienti da cinque continenti si sono sfidate per il premio della Women’s Worldwide Car of the Year 2026. 84 giornaliste di tutto il mondo si sono riunite per eleggere la vettura migliore del mondo prodotta da gennaio a dicembre 2025.

Il processo di selezione tutto al femminile ha visto emergere la Nissan Leaf come vincitrice assoluta, un modello con una storia importante di innovazione che si è ora evoluto alla terza generazione attraverso un profondo cambiamento.

Le vincitrici di ogni categoria

Prima di arrivare al premio principale, la giuria del Women’s Worldwide Car of the Year ha individuato le migliori auto all’interno delle diverse categorie di mercato. La selezione mette insieme modelli molto diversi tra loro, dalle compatte alle supercar, differenziando per prestazioni e tipologia di vettura.

Tra le protagoniste di queste prime selezioni troviamo proprio la Nissan Leaf, che oltre al titolo assoluto si è aggiudicata anche il riconoscimento come miglior auto compatta. Nella categoria dei SUV compatti la vittoria è andata alla Skoda Elroq, una novità tra i SUV elettrici europei, capace di combinare dimensioni contenute e tecnologie avanzate derivate dalle sorelle maggiori del Gruppo Volkswagen.

Nella categoria delle auto di grandi dimensioni invece a emergere è stata la Mercedes CLA, evoluzione pluripremiata della berlina della Stella, che unisce qualità premium, spiccata digitalizzazione e una doppia scelta tra elettrico e mild hybrid per mettere d’accordo tutti.

Sempre tra le vetture di grandi dimensioni, questa volta SUV, il premio è andato alla Hyundai Ioniq 9. Un modello che rappresenta l’evoluzione elettrica del brand e che guida l’offerta con spazio per sette persone e una piattaforma che offre un’esperienza senza ansia da ricarica.

Nel mondo dell’off-road, la giuria ha premiato la Toyota 4Runner, un fuoristrada destinato all’America che mantiene intatto il suo spirito avventuroso e la robustezza che lo ha reso famoso negli anni. Infine, tra le vetture più emozionali, il riconoscimento per la miglior supercar è andato alla Lamborghini Temerario, simbolo dell’eccellenza italiana e dell’evoluzione tecnologica delle sportive di Sant’Agata Bolognese.

La vincitrice assoluta Nissan Leaf

A conquistare il titolo assoluto del Women’s Worldwide Car of the Year 2026 è stata quindi la Nissan Leaf, giunta alla sua terza generazione. Un modello che, fin dal suo debutto, ha rappresentato uno dei pilastri della mobilità elettrica su larga scala.

Con l’ultimo aggiornamento, la Leaf cambia profondamente identità. La nuova generazione abbandona infatti la classica forma da compatta per trasformarsi in una coupé rialzata, una scelta stilistica che segue il trend dei crossover moderni e che permette di combinare aerodinamica ed estetica più dinamica.

Ma non è solo il design a evolversi. La nuova Leaf migliora anche sotto il profilo tecnico, con un sistema elettrico più efficiente e batterie di nuova generazione. Nella versione Long Range, l’autonomia arriva fino a 622 chilometri, un valore che la rende competitiva anche per chi utilizza l’auto quotidianamente su lunghe distanze.

La potenza massima raggiunge i 217 CV, un dato che garantisce prestazioni brillanti e una guida fluida, tipica delle auto elettriche. Per quanto riguarda il mercato italiano, la nuova Leaf parte da un prezzo di 36.950 euro, posizionandosi in una fascia che punta a rendere l’elettrico sempre più accessibile.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 13:39:02 +0000
News n. 15
Hyundai Ioniq 9, l’elettrica da viaggio con oltre 600 km di autonomia

Hyundai Ioniq 9 è l’auto elettrica da viaggio, che punta su una batteria per lunghe distanze e una serie di tecnologie dedicate. Una vera ammiraglia a zero emissioni, spaziosa e orientata al comfort con soluzioni intelligenti per chi ama muoversi spesso, magari con tutta la famiglia al seguito.

Il risultato è un modello di punta con tre file di sedili e una dotazione premium pensata per trasformare ogni viaggio in un’esperienza rilassante. Un passo significativo nel voler rendere l’elettrico non più una limitazione, ma un modo diverso di vivere la mobilità.

Batteria da autostrada

Il telaio di Ioniq 9 nasconde una piattaforma a 800 Volt, tecnologia che permette di gestire potenze elevate di ricarica, che in questo caso si traducono in una sosta di appena 24 minuti per raggiungere l’80% di batteria, partendo da appena il 10%.

Questo per un SUV in grado di percorrere oltre 600 chilometri in ciclo combinato WLTP, numeri che rendono i lunghi viaggi una realtà concreta nel panorama elettrico, abbattendo l’ansia da ricarica. È proprio questo il tipo di esperienza che Hyundai vuole offrire: un’elettrica capace di adattarsi ai ritmi di chi macina chilometri.

Spazio per sette

Se l’autonomia è importante, lo è altrettanto la capacità di accogliere passeggeri e bagagli. In questo senso Ioniq 9 punta molto sulla sua architettura interna modulare, progettata per offrire spazio e versatilità. A bordo trovano posto tre file di sedili per un totale di sette persone. Mentre in caso di utilizzo di solo due file il bagagliaio guadagna uno spazio in grado di raggiungere fino a 2.400 litri di volume utile, numeri in grado di spostare valide e attrezzature senza compromessi.

Tecnologie a favore del comfort

Per rendere il viaggio un’esperienza rilassante, l’ammiraglia elettrica Hyundai ha introdotto un sistema di isolamento acustico attivo, inspirato a quello delle cuffie. L’Active Road Noise Control permette infatti di analizzare in tempo reale i rumori provenienti dal rotolamento dei pneumatici e i fruscii aerodinamici, emettendo frequenze opposte in grado di ridurne la maggioranza. Questo, lavorando insieme all’isolamento passivo, rende il viaggio silenzioso e rilassante, trasformando Ioniq 9 in un salotto su ruote.

Dal punto di vista della sicurezza invece, i sistemi di telecamere e sensori collegati al pacchetto Hyundai SmartSense, analizzano continuamente la strada per evitare impatti, mantenere la corsia e avvisare in caso di veicolo presente nell’angolo cieco, per degli ADAS di secondo livello completi.

Accessori dedicati all’outdoor

Un SUV pensato per i viaggi non può prescindere dagli accessori giusti. Per questo Hyundai ha sviluppato una gamma di soluzioni per aumentare lo spazio di carico dedicate agli amanti delle attività all’aria aperta.

Tra queste spicca il portabici su gancio traino, progettato per trasportare fino a due biciclette per un peso complessivo di 60 kg. Una soluzione ideale per chi ama pedalare lontano dalla città e raggiungere facilmente nuovi percorsi.

Non mancano poi le barre portatutto in alluminio, compatibili con diversi accessori da tetto, tra cui un box aerodinamico capace di aumentare ulteriormente la capacità di carico. Per gli appassionati di sport invernali sono disponibili anche supporti dedicati per sci e snowboard.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 12:16:00 +0000
News n. 16
GP Australia, Ferrari sbaglia la strategia: lottare con Mercedes era possibile

Ferrari si riscatta dopo una qualifica problematica. Lo fa con una partenza al fulmicotone che rimette in gioco le due SF-26 nella lotta che conta. Mercedes è molto forte, ma la Rossa ha un ritmo per provare a sfidare le auto tedesche. Ma ancora una volta la strategia non è quella corretta ed è così che Leclerc si deve accontentare del terzo gradino del podio, con Hamilton subito alle sue spalle. Buona la prima, anche se si poteva chiedere di più dal primo weekend del mondiale.

Hamilton e Leclerc sfruttano il bonus alla partenza

Il Gran Premio d’Australia inizia con un lavoro meticoloso delle Rosse nel giro di formazione: tanta “Wave” per stabilizzare le temperature sull’asse anteriore. Leclerc scatta alla perfezione e si prende la leadership in curva 1, imitato da un ottimo Hamilton che risale subito in terza posizione. Il dubbio principale resta la gestione dell’energia; infatti, nel giro successivo, Russell sfrutta meglio l’ibrido e ripassa Lewis senza troppa fatica.

La lotta al vertice però è serrata: Charles si riprende il comando al giro dopo, mentre Lewis mette pressione a Russell. Alle loro spalle, Hadjar non riesce a tenere il passo del terzetto di testa. Gli ingegneri Santi e Bozzi confermano che il consumo di energia è in linea con le stime, anche se la SF-26 soffre visibilmente nel terzo settore, dove arriva “scarica” e fatica a difendersi. Russell ne approfitta per superare di nuovo il monegasco, che però risponde immediatamente.

Al decimo giro le due vetture modenesi e le due Mercedes formano un quartetto compatto, mentre Hadjar è già staccato di 10 secondi. È una Formula 1 che i piloti devono ancora decifrare del tutto, caratterizzata da un evidente effetto “yo-yo” nelle prestazioni, e da un’attenzione maniacale e necessaria verso la ricarica delle batterie. Al giro 12 la gara cambia: Hadjar si ritira per un guasto alla power unit e la Safety Car è costretta ad entrare in pista.

Il muretto della Rossa non reagisce alla Safety Car

La Mercedes reagisce subito richiamando entrambi i piloti per il cambio gomme, mentre la Ferrari decide di restare fuori. Al restart le Rosse guidano il gruppo, ma con lo svantaggio tattico di dover ancora fermarsi. Russell si ritrova così a 11 secondi da Leclerc, con Antonelli poco più staccato. Nei canali radio della Rossa si parla di continuai aggiustamenti alla percentuale di lift-off per gestire l’ibrido in base alle necessità.

Al giro 19 un altro colpo di scena: il ritiro di Bottas chiama la Virtual Safety Car, ma la corsia dei box viene chiusa proprio nel momento in cui le Rosse avrebbero potuto tentare la sosta. Quando si riparte, Hamilton segnala che il degrado è minimo nonostante un leggero accenno di graining. Intanto Russell vola, dimezzando il distacco da Leclerc in pochissimo tempo. Giunti al 23° passaggio Russell è ormai negli scarichi delle Ferrari.

Leclerc viene richiamato ai box: monta le Hard e riceve un ritocco all’ala anteriore, rientrando quarto. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 prova a resistere per qualche chilometro come richiesto da Carlo Santi, ma deve cedere il passo a Russell prima di fermarsi a sua volta. Per lui Hard nuove, nessun cambio d’ala e rientro in pista alle spalle del compagno. La strategia della Rossa, in questo momento, non sembra affatto premiare.

Mercedes non patisce degrado e la strategia Ferrari perde

La tattica del Cavallino Rampante era piuttosto chiara: immaginare che le due vetture tedesche iniziassero a soffrire sulle gomme, scenario che però non si palesa affatto. Russell è convinto di poter arrivare in fondo e lo conferma in radio. Idem Kimi Antonelli. Nonostante il ritmo della SF-26 sia leggermente superiore nell’ultima fase di gara, il vantaggio al giro non è sufficiente per colmare il distacco creato dalla sosta anticipata.

Resta il fatto che non si capisce: il team ha chiaramente sbagliato la strategia e ci può stare, specie all’inizio di un regolamento dove non si hanno riferimenti certi sulle gomme. Ma proprio per tale motivo era più che ragionevole differenziare le strategie tra i due piloti per tenere aperta la sfida con il team di Brackley. Negli ultimi dieci giri le posizioni si congelano. Il divario si riduce leggermente ma non basta per impensierire le Frecce d’Argento.

Il podio di Leclerc e il quarto posto di Hamilton lasciano sensazioni contrastanti: la performance della vettura è stata molto più solida rispetto alla qualifica e non lontana da quella Mercedes, comunque superiore a Red Bull e McLaren. Tuttavia la strategia del muretto ha di fatto escluso la Ferrari dalla lotta per la vittoria troppo presto.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 11:08:28 +0000
News n. 17
Leapmotor T03 è l’auto elettrica più venduta in Italia

Leapmotor conferma il proprio periodo in ascesa con i risultati di vendita di febbraio, che vedono la T03 come regina delle elettriche. La compatta del brand che fa capo a Stellantis ha infatti staccato nei numeri le concorrenti a zero emissioni confermando quanto già visto a gennaio.

Sono ben 4.778 le unità vendute che equivalgono a un 38% del mercato BEV. Un dato che evidenzia non solo il successo del modello, ma anche la crescente curiosità degli automobilisti italiani verso le nuove proposte elettriche provenienti dall’Asia. Bene anche nel segmento più ampio delle citycar con ogni tipologia di motorizzazione, in cui si posiziona al secondo posto dietro solo l’iconica Pandina.

Auto elettriche più vendute

Guardando alla classifica delle auto elettriche più vendute nel mese di febbraio, la leadership della T03 appare evidente. Il modello di Leapmotor ha staccato nettamente tutte le rivali, lasciando parecchio spazio tra sé e il resto della Top 5. Ecco la classifica delle BEV più immatricolate in Italia:

  1. Leapmotor T03 con 4.778 unità
  2. BYD Dolphin Surf con 699 unità
  3. Citroen C3 con 627 unità
  4. Dacia Spring con 452 unità
  5. Tesla Model Y con 411 unità

Il distacco tra la prima e la seconda classificata è particolarmente significativo e dimostra quanto la piccola citycar elettrica stia conquistando il pubblico. Se si amplia lo sguardo all’intero mercato automobilistico, la T03 riesce comunque a ritagliarsi uno spazio importante: il modello si colloca al quarto posto tra tutte le auto più vendute in Italia, dietro solo a tre modelli molto popolari come la Fiat Pandina, Jeep Avenger e la Fiat Grande Panda.

Leapmotor T03: caratteristiche e prezzo

Il successo della T03 è legato all’insieme di possibilità offerte all’interno di una scocca dalle dimensioni compatte ma che non rinuncia a niente. Si tratta infatti di una citycar elettrica da appena 3,6 metri di lunghezza, una misura ideale per muoversi agilmente nel traffico delle grandi città italiane senza affrontare lo stress del parcheggio.

Allo stesso tempo le dotazioni non risentono di queste dimensioni, non scendendo ai compromessi di altre concorrenti. Qui infatti la batteria ha una capacità di 37,3 kWh che le consente un’autonomia in ciclo misto di oltre 265 km. Non manca poi la ricarica rapida in corrente continua, che impiega circa 35 minuti per una ricarica dal 30 all’80%.

I compromessi non si presentano neanche sul fronte della sicurezza, con un’offerta completa di assistenti alla guida di secondo livello, con funzioni spesso legate ai segmenti superiori, come il mantenimento di corsia, la frenata automatica o il Cruise control adattivo. Tutto questo viene offerto a un prezzo di partenza di 18.900 euro, che spesso viene ridotto grazie a offerte o incentivi legati all’elettrico, il che la rende una delle vetture a zero emissioni più accessibili sul mercato.

Ed è proprio questo mix di prezzo competitivo, autonomia adeguata e tecnologia a spiegare il successo della vettura. In un mercato in cui molti modelli elettrici restano ancora costosi, la T03 rappresenta una delle poche alternative davvero concrete per chi vuole avvicinarsi alla mobilità a zero emissioni senza spendere cifre troppo elevate.

Se il trend dovesse proseguire anche nei prossimi mesi, la citycar di Leapmotor potrebbe diventare uno dei protagonisti assoluti della nuova mobilità elettrica in Italia. E per il marchio, che punta a espandersi sempre di più in Europa grazie alla collaborazione con Stellantis, sarebbe la conferma di aver trovato la formula giusta per conquistare il pubblico del Vecchio Continente.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 10:55:56 +0000
News n. 18
I caschi di Leclerc e Hamilton diventano set Lego

Una novità per gli appassionati della Formula 1 arriva da Lego, che presenta due set dedicati ai caschi dei piloti Ferrari Leclerc e Hamilton. Un modo per festeggiare l’apertura della nuova stagione a Melbourne, che per l’occasione ha visto i piloti indossare due caschi Lego a grandezza naturale nei paddock.

Due set che ampliano la collaborazione tra Lego e Ferrari, che dopo numerosi modelli stradali e vetture da pista, ora si concentra su gli accessori dedicati ai piloti.

Il set Charles Leclerc

Il set dedicato a Charles Leclerc, uno dei volti più influenti del momento, pone una grande attenzione ai dettagli, ricreando in maniera fedele tutte le grafiche e i colori della versione originale. Ben 886 mattoncini vanno a comporre un oggetto che misura 18 centimetri di altezza, 11 di larghezza e 13 di profondità, diventando un ottimo pezzo da esposizione, adatto a tutte le mensole.

Il set viene impreziosito da una base espositiva che mantiene il casco nella sua posizione, oltre a una piccola figure di Leclerc e una targhetta con tanto di firma.

Il prezzo ufficiale del set è di 89,99 euro, una cifra in linea con gli altri prodotti Lego destinati agli adulti e agli appassionati di motorsport.

Il set Lewis Hamilton

Accanto al modello dedicato a Leclerc arriva anche quello ispirato al casco di Lewis Hamilton, anch’esso uno dei piloti più iconici della storia recente della Formula 1. Il set è molto simile nelle dimensioni, ma riproduce ovviamente la grafica personale del sette volte campione del mondo.

Il casco Lego di Hamilton è composto da 884 elementi e mantiene le stesse dimensioni del modello dedicato al compagno di squadra: 18 x 11 x 13 centimetri. Anche in questo caso il prezzo è fissato a 89,99 euro, con un target che guarda sia ai fan del pilota britannico sia ai collezionisti Ferrari.

L’attenzione ai dettagli è uno degli aspetti più interessanti del set. I designer Lego hanno lavorato per replicare il più possibile le linee e i colori del casco reale, utilizzando combinazioni di pezzi che permettono di rendere al meglio la forma aerodinamica tipica di un casco da gara.

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I caschi a grandezza naturale a Melbourne

La vera sorpresa, però, è arrivata direttamente nel paddock del Gran Premio d’Australia. Per celebrare il lancio dei nuovi set, Lego ha realizzato due caschi a grandezza naturale utilizzando oltre 7.000 mattoncini ciascuno.

Per completare ogni casco sono state necessarie circa 60 ore di lavoro, con una costruzione realizzata da designer e costruttori specializzati dell’azienda. Il risultato è una replica incredibilmente fedele, che ha attirato l’attenzione di fotografi e tifosi presenti nel paddock.

Le repliche a grandezza naturale non saranno messe in vendita, ma rappresentano una dimostrazione spettacolare delle possibilità creative dei mattoncini Lego. Allo stesso tempo, servono anche come vetrina perfetta per promuovere i set destinati al pubblico.

Con questa iniziativa, Lego continua a rafforzare il legame tra costruzioni e motorsport, un binomio che negli ultimi anni ha conquistato sempre più appassionati. E per i fan della Ferrari, costruire il casco di Leclerc o Hamilton potrebbe diventare un modo originale per sentirsi ancora più vicini alla propria squadra del cuore.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 09:14:22 +0000
News n. 19
Torna il WOW Women Motor a Imola, oggi 8 marzo

Oggi, domenica 8 marzo 2026, torna WOW Women Motor. Si tratta della quarta edizione dell’evento dedicato all’empowerment femminile nel motorsport e nelle discipline STEM. L’evento in questione si svolge presso l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola.

L’evento in questione rientra nel calendario della Giornata Internazionale della Donna e si compone di una lunga serie di attività gratuite oltre che di un convegno pomeridiano dedicato ai temi della parità di genere e dell’orientamento alle professioni tecnico-scientifiche.

L’iniziativa è aperta al pubblico. A promuovere WOW Women Motor, evento che entra a far parte di un protocollo d’intesa tra istituzioni e soggetti del territorio, sono il Comune di Imola, Formula Imola, Con.Ami e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Ecco i dettagli.

Un evento da non perdere

Il programma di WOW Women Motor è ricco di eventi e iniziative. Nella mattinata, infatti, sono previsti diversi workshop esperienziali oltre a una serie di attività legate alla sicurezza stradale, organizzate grazie a una stretta collaborazione con alcune delle più importanti realtà della Motor Valley, come Ferrari, Ducati e Lamborghini.

Da segnalare che il calendario degli eventi include anche una parata di auto storiche guidate da donne, con organizzazione da parte di Asi, e la possibilità di effettuare tour guidati sulla pista di Imola, una delle più affascinanti al mondo, con un prezzo speciale per tutte le donne che decideranno di partecipare.

A margine della manifestazione sarà possibile visitare anche la mostra fotografica “Donne e Motori: Gioie e Basta“, che sarà curata dal Museo Fratelli Cozzi, un museo privato che rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati del mondo dei motori.

Il convegno

A partire dalle 14:30, invece, è programmato il convegno che comprenderà anche interviste e testimonianze sulla parità di genere. Tra le protagoniste dell’evento ci sarà anche Rachele Somaschini, pilota di rally che ha partecipato al Rally Dakar.

A completare la giornata di iniziative di WOW Women Motor ci sarà l’assegnazione di una serie di Premi WOW, riservati a donne che si sono distinte per le loro competenze e per il loro impatto sul territorio.

Per il programma completo della quarta edizione di WOW Women Motor vi rimandiamo al sito ufficiale dell’Autodromo di Imola (autodromoimola.it) e, in particolare, alla sezione Eventi. Da qui è possibile iscriversi ai workshop, agli eventi e al convegno (i posti sono limitati).

Le parole dei protagonisti

Il sito ufficiale dell’Autodromo di Imola ha pubblicato alcune dichiarazioni che riportiamo di seguito. Marco Panieri, sindaco di Imola, ha sottolineato:

“Attraverso questa manifestazione Imola rinnova il proprio impegno nel valorizzare talento e merito, promuovendo innovazione e pari opportunità senza distinzioni di genere”

Elena Penazzi, assessora al turismo, all’autodromo e ai grandi eventi, ha aggiunto:

“Oggi WOW non è più un singolo evento, ma un percorso articolato di iniziative concrete che coinvolgeranno sempre più giovani e scuole, senza distinzione di genere. L’obiettivo è lavorare alla creazione di un hub permanente di formazione WOW, capace di generare opportunità stabili e durature”

Elisa Spada, vicesindaca di Imola e assessora alle Politiche di Genere, ha concluso:

“WOW si distingue per la sua trasversalità e per la capacità di fare rete tra imprese, istituzioni e università dell’intera Motor Valley, mettendo al centro l’Autodromo come motore di una cultura della parità e dell’inclusione”

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 06:30:54 +0000
News n. 20
Renault inizia bene il 2026: immatricolazioni in netta crescita in Italia

Il marchio Renault ha iniziato il 2026 in modo molto positivo, con una decisa accelerazione rispetto ai risultati registrati lo scorso anno. La conferma arriva dai dati di vendita del primo bimestre. Si tratta di un’ottima base di partenza in vista di quello che potrebbe essere un anno da ricordare per il marchio che da tempo ha avviato un programma di rinnovamento della gamma, puntando su modelli elettrificati e sul ritorno di alcune vetture iconiche. Andiamo ad analizzare, quindi, i risultati del marchio francese.

Il 2026 parte bene

Il marchio Renault, come confermato dai dati UNRAE, ha chiuso il primo bimestre del 2026 con ottimi risultati in Italia. Tra gennaio e febbraio, infatti, le immatricolazioni sono state pari a 14.319 unità con un incremento del 19,54% rispetto ai dati dello scorso anno (a fronte di un mercato che cresce del 10,2%) e con una quota di mercato del 4,79%. Si tratta di un cambio di passo netto che mette in evidenza l’ottimo lavoro svolto dal brand in questi ultimi anni, con tante novità che hanno arricchito la gamma.

A guidare il marchio francese sul mercato italiano è la Renault Clio, aggiornata di recente. La segmento B, infatti, ha raggiunto un totale di 5.747 unità immatricolate nel bimestre, risultando la berlina più venduta del suo segmento con un incremento di quasi il 43% nel confronto ai dati raccolti lo scorso anno.

Ricordiamo che la Clio ha appena fatto il suo debutto con la sesta generazione, modello di cui abbiamo realizzato un approfondimento dedicato. La Casa francese, inoltre, ha lanciato di recente diversi altri modelli interessanti, come la Renault 5, e punta a conquistare il mercato delle auto più compatte grazie a un progetto molto ambizioso come la Nuova Twingo che ha tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio da protagonista in Italia.

Inizio positivo anche in Europa

Renault ha registrato un buon inizio di 2026 anche sul mercato europeo. In questo caso, per illustrare la crescita del brand, andiamo a considerare i risultati ottenuti da Renault a gennaio 2026, confermati dai dati di ACEA (i risultati di febbraio arriveranno soltanto tra qualche settimana).

In un mercato che cala del 3,9% (il dato si riferisce all’intera Ue), il marchio francese cresce del 3,9% con un totale di oltre 45 mila unità immatricolate e un market share del 5,7%. Considerando l’intero mercato europeo (Ue, Paesi Efta e Regno Unito), in calo del 3,6% a gennaio, il brand ha chiuso in crescita del 4,4%, con un totale di 50.605 unità vendute.

Dando uno sguardo ai singoli mercati europei (con dati aggiornati a febbraio e non a gennaio come il dato citato in precedenza per l’Europa), notiamo vendite stabili (-0,8%) per il marchio in Francia, il mercato “di casa” dove in due mesi sono stati immatricolati quasi 42 mila esemplari, come evidenziato dai dati CCFA. Da segnalare, però, una sostanziale crescita nel Regno Unito dove, con oltre 8 mila unità immatricolate, il brand è cresciuto del 12% su base annua, come confermano i dati SMMT.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 06:30:33 +0000
News n. 21
Successione dell’auto: come presentare la dichiarazione e quanto costa

Quando una persona muore tutti i beni in suo possesso entrano nel patrimonio ereditario e sono trasferiti agli eredi secondo le regole fissate nel diritto civile. Tra questi rientrano anche i veicoli nei pubblici registri, come automobili, motocicli o camper. La successione ereditaria consiste proprio nel passaggio dei diritti e delle obbligazioni del defunto ai soggetti che ne diventano eredi. Si tratta di un passaggio che si apre nel momento del decesso e si conclude con l’attribuzione dei beni ai beneficiari.

Nel caso delle automobili il trasferimento non è automatico dal punto di vista amministrativo. Anche se l’erede acquisisce giuridicamente il bene con l’apertura della successione, la proprietà del veicolo deve essere aggiornata nei registri pubblici ovvero nel Pubblico Registro Automobilistico. Senza questo passaggio l’auto rimane intestata al defunto con tutte le conseguenze del caso, dalla gestione dell’assicurazione fino alla vendita del veicolo o al pagamento del bollo.

Dopo il decesso del proprietario è consentito continuare a circolare con l’auto ancora intestata al defunto per un periodo massimo di 30 giorni dalla data della morte. Trascorso questo termine non si può fare a meno di aggiornare l’intestazione del veicolo attraverso il passaggio di proprietà, con l’adeguamento della polizza auto. Una volta formalmente accettata l’eredità gli eredi sono tenuti a effettuare il passaggio di proprietà per successione così da regolarizzare l’intestazione del veicolo nei registri ufficiali.

Ecco quindi che da una parte occorre fare i conti con la procedura successoria generale che riguarda il patrimonio del defunto ed è gestita tramite la dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle entrate. Dall’altra c’è una procedura legata alla circolazione dei veicoli che richiede l’aggiornamento dei registri automobilistici per individuare il nuovo proprietario.

Dichiarazione di successione dell’auto ereditata

La successione ereditaria si apre nel momento della morte e comporta l’obbligo di comunicare allo Stato la composizione del patrimonio ereditario. Avviene attraverso la dichiarazione di successione, un documento che indica chi sono gli eredi e quali beni compongono l’eredità, dai conti correnti agli immobili fino ai beni mobili registrati come automobili o motocicli.

La dichiarazione deve essere presentata all’Agenzia delle entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Il documento permette all’amministrazione fiscale di calcolare le imposte e di formalizzare il trasferimento dei beni inclusi nell’eredità.

All’interno della dichiarazione viene inserita anche l’auto intestata al defunto ovvero i dati del veicolo e il valore stimato del bene. In ogni caso la dichiarazione di successione non basta da sola a modificare l’intestatario dell’automobile nei registri automobilistici. Una volta accettata l’eredità, gli eredi devono infatti avviare una seconda procedura amministrativa per trascrivere la successione al PRA.

L’accettazione dell’eredità e la trascrizione al PRA

Il passaggio successivo è dunque l’accettazione dell’eredità, l’atto con cui gli eredi dichiarano di voler subentrare nei diritti e negli obblighi del defunto. Può avvenire attraverso una dichiarazione formale oppure in forma tacita quando l’erede compie atti che dimostrano la volontà di accettare il bene.

Ai fini della gestione dell’auto serve un documento che attesti l’accettazione che viene utilizzato per la trascrizione della successione nel Pubblico Registro Automobilistico e dell’aggiornamento del nome dell’intestatario del veicolo.

La richiesta di trascrizione al PRA deve essere presentata entro 60 giorni dall’atto di accettazione dell’eredità in quanto ogni trasferimento di proprietà di un veicolo deve essere registrato dal Codice della Strada. Per avviare la pratica bisogna presentare con il numero della targa del veicolo, i documenti di identità degli eredi e i codici fiscali. Le porte degli uffici a cui bussare sono quelle del PRA, della Motorizzazione civile o degli sportelli ACI che gestiscono le pratiche automobilistiche.

Una volta registrata la successione, il veicolo viene intestato agli eredi che hanno accettato l’eredità. Se sono più di uno e vogliono attribuire l’auto a una sola persona serve un altro passaggio di proprietà mediante cessione delle quote da parte degli altri eredi.

Quanto costa ereditare un’auto

Dal punto di vista economico, la successione di un’auto comporta di affrontare i costi fissi di diritti della Motorizzazione civile, pari a 10,20 euro, gli emolumenti ACI per la registrazione al PRA che ammontano a 27 euro e l’imposta di bollo per l’aggiornamento della carta di circolazione di 16 euro. A queste spese si aggiunge l’imposta di bollo per la registrazione dell’atto al PRA di 48 euro. La voce più rilevante è però l’Imposta provinciale di trascrizione che varia in base alla potenza del veicolo espressa in kilowatt e può essere maggiorata dalle singole province.

Il costo minimo per la pratica di successione automobilistica si aggira quindi intorno a 100 euro nei casi più semplici, ma sale quando si aggiunge l’IPT o la pratica viene affidata a un’agenzia di pratiche auto che applica un compenso per il servizio.

L’imposta di successione viene invece calcolata sull’intero valore del patrimonio ereditato e non sul singolo bene. In Italia il sistema prevede aliquote contenute e franchigie molto elevate. Ad esempio nel caso di trasferimenti a favore del coniuge o dei figli, l’aliquota è del 4% e si applica solo sulla parte di eredità che supera un milione di euro per ciascun beneficiario.

Nella maggior parte delle successioni familiari l’auto non genera alcuna imposta aggiuntiva perché il valore del veicolo è in genere inferiore alla soglia prevista dalla legge. L’auto viene comunque indicata nella dichiarazione di successione, ma il peso fiscale dipende dal valore di tutta l’eredità e non dal singolo bene.

Cosa cambia tra la successione e la vendita

Le differenze tra passaggio di proprietà per vendita e passaggio di proprietà per successione riguardano la procedura da seguire e i soggetti coinvolti nel trasferimento del veicolo. Nel caso di vendita dell’auto, il trasferimento della proprietà avviene tra il proprietario del veicolo e l’acquirente, con un unico passaggio che consente di registrare il nuovo intestatario.

Quando invece il veicolo proviene da successione ereditaria, gli eredi devono registrare il passaggio di proprietà dal defunto a loro favore. Solo dopo questa intestazione possono nel caso vendere il veicolo a un terzo con un nuovo passaggio di proprietà. Non è possibile quindi trasferire l’auto dal defunto a un nuovo acquirente perché la normativa prevede la trascrizione preliminare della proprietà agli eredi.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 05:00:34 +0000
News n. 22
Che auto guida Maria De Filippi, un colosso tedesco impossibile da ignorare

Giù le mani da C’è posta per te. Per milioni di italiani il programma di Maria De Filippi è un “rito sacro”, un enorme contenitore delle relazioni umane esplorate in tutta loro complessità, ma in pochi immaginano l’auto su cui la conduttrice viaggia quotidianamente per raggiungere gli studi Elios. Se in TV la vediamo muoversi con estrema discrezione tra le storie della gente comune, quando scende in strada “Queen Mary” libera il potenziale di un SUV pensato per le lunghe distanze.

SUV da oltre 5 metri: il prezzo del MY26

Se ci pensiamo, il fatto che una professionista abituata a gestire macchine produttive imponenti abbia scelto un modello così prestante è una scelta logica. Già nel 2023 alcuni scatti apparsi sul web ritraevano Maria De Filippi mentre scaricava le buste della spesa dalla sua amata Audi Q7, un’auto mastodontica lunga la bellezza di 506 cm. La vettura a ruote alte di Ingolstadt, disponibile con il Model Year 2026 a partire da circa 78.000 euro in Italia, dà il meglio di sé nei tratti più impegnativi e insidiosi, collocandosi a livello di impatto estetico sullo stesso piano delle connazionali BMW X5 e Mercedes GLE.

Salendo a bordo, la sensazione è quella di trovarsi in un salotto d’alta quota dove privacy e tecnologia convivono armoniosamente. Pelle, alluminio e legno vero elevano il valore percepito dell’abitacolo, organizzato attorno al sistema di infotainment a doppio touchscreen che domina la plancia con un design pultio e razionale. Sebbene le dimensioni da “transatlantico” lascino pensare a un mezzo impacciato nei movimenti, la trazione integrale e le sospensioni pneumatiche le conferiscono un’agilità di cui far tesoro negli ingorghi urbani.

Il cuore tecnologico risiede in una gamma motori che privilegia la coppia e la fluidità di marcia. La spina dorsale dell’offerta è composta dai propulsori V6 da 3.0 litri con supporto mild-hybrid, capaci di erogare 231 o 286 CV nelle versioni a gasolio. Un gradino sopra troviamo le varianti plug-in hybrid con potenze fino 462 CV di potenza, e all’apice la SQ7, spinta da un muscolare V8 biturbo da 507 CV che permette di abbattere la soglia dei quattro secondi nello scatto breve. La precisione della trazione quattro e la rapidità di innesto del cambio automatico a 8 marce assicurano performance eccezionali in rapporto alle dimensioni.

C’è posta per te: il ritorno dopo la pausa

Dall’asfalto ai riflettori, l’attesa per i telespettatori è finita. Sabato 7 marzo, Maria De Filippi riapre la busta più famosa d’Italia. Dopo la pausa strategica decisa da Mediaset per evitare la finale del Festival di Sanremo (vinto da Sal Da Vinci), C’è posta per te torna a presidiare la prima serata con nuove storie di amore e riconciliazione. La puntata si preannuncia carica di tensione emotiva. Oltre ai racconti di gente comune, i postini storici – Gianfranco Apicerni, Marcello Mordino, Chiara Carcano e Andrea Offredi – hanno recapitato inviti che promettono grandi sorprese. Mentre la stagione volge verso l’epilogo, previsto per la metà di marzo prima del passaggio di testimone al Serale di Amici, Maria si conferma ancora una volta la guida indiscussa del weekend italiano, sia che si trovi al centro dello studio, sia che stringa il volante della sua potente Audi.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 20:05:56 +0000
News n. 23
I SUV più venduti in Italia: la classifica aggiornata a febbraio 2026

Il mercato dei SUV continua a crescere in Italia, con volumi sempre molto elevati. I modelli a ruote alte sono ormai i preferiti dagli automobilisti italiani al momento della scelta della nuova vettura da acquistare.

Non tutti i modelli però hanno lo stesso successo. Alcuni SUV, infatti, riescono a raggiungere volumi di vendita decisamente più elevati rispetto ad altri. Ecco quali sono i più venduti in Italia considerando i dati di febbraio 2026 forniti da UNRAE.

I più venduti a febbraio 2026

Per analizzare le vendite di SUV in Italia andremo a considerare i vari segmenti di mercato. Partiamo dal segmento A. A guidare il segmento, in questo caso, c’è la Toyota Aygo X, con 3.123 unità vendute nel corso del secondo mese dell’anno. Il modello di Toyota è quasi l’unica alternativa tra le vetture di segmento A, porzione del mercato più orientata alle berline come la Fiat Panda, la vettura più venduta in Italia.

Per quanto riguarda il segmento B del mercato, invece, il primo posto spetta alla Jeep Avenger, con un totale di 5.984 unità vendute. Il modello si conferma come il SUV più venduto in assoluto in Italia, staccando di poche centinaia di unità la Grande Panda, che già punta al sorpasso nei prossimi mesi, dopo aver chiuso il mese con 5.500 esemplari immatricolati. Più indietro un altro modello di successo come la Toyota Yaris Cross, che si ferma a 3.736 unità.

Per il segmento C del mercato, invece, la prima posizione è occupata dalla Volkswagen Tiguan che ha totalizzato 2.448 unità vendute, precedendo la Nissan Qashqai e la BMW X, che si fermano a 2.330 e 2.175 esemplari rispettivamente, in una porzione di mercato quanto mai ricca di modelli di grandissimo interesse.

Salendo ancora, invece, passiamo al segmento D con la prima posizione che viene occupata dalla BYD Seal U, con 1.397 unità vendute. Il SUV è anche leader del mercato delle ibride plug-in e sta dando un contributo importante alla crescita del marchio in Italia. Sul podio ci sono anche Mercedes GLC e BMW X3, rispettivamente con 850 e 799 unità.

A completare l’analisi dei SUV più venduti c’è la classifica dedicata al segmento E/F. In questo caso, al primo posto troviamo la Range Rover Sport, che ha raggiunto 269 unità superando la BMW X5, seconda con 224 esemplari, e la Mercedes GLE, terza con 186 immatricolazioni.

La classifica generale del 2026

Considerando i dati di febbraio, ecco le classifiche aggiornate per quanto riguarda i SUV più venduti nel 2026 in Italia:

Segmento A:

  • Toyota Aygo X: 6.152
  • Dacia Spring: 899

Segmento B

  • Jeep Avenger: 11.144
  • Fiat Grande Panda: 8.799
  • Citroen C3: 6.646

Segmento C

  • Nissan Qashqai: 4.490
  • Volkswagen Tiguan: 4.425
  • BMW X1: 4.264

Segmento D

  • BYD Seal U: 3.216
  • BMW X3: 1.966
  • Mercedes GLC: 1.618

Segmento E/F

  • BMW X5: 521
  • Range Rover Sport: 499
  • Mercedes GLE: 369

Dopo i primi due mesi di 2026, quindi, il modello più venduto in assoluto tra i SUV, considerando tutti i segmenti di mercato, continua a essere la Jeep Avenger.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 15:15:09 +0000
News n. 24
Le auto cinesi hanno conquistato i giovani, non solo in Europa

Negli ultimi anni, il mercato delle quattro ruote a livello globale ha registrato una forte crescita delle auto cinesi ovvero di vetture prodotte da costruttori con sede in Cina e che puntano a un’espansione anche in altri mercati. Queste Case hanno lanciato nuovi brand e, in alcuni casi, hanno acquistato marchi già attivi sul mercato, avviando un programma di rilancio.

Il risultato degli investimenti degli ultimi anni inizia a fare i primi frutti. Gli automobilisti più giovani sono ora disposti ad acquistare una nuova auto cinese, in alternativa alle proposte dei marchi storici. La conferma arriva da un’indagine che ha coinvolto i consumatori americani. In Europa, invece, i marchi cinesi si stanno già ritagliando una fetta importante del mercato.

Un trend irreversibile?

La conferma di quanto detto in apertura arriva da un’indagine di Cox Automotive, realizzata a inizio 2026 e che ha coinvolto la Gen Z americana che sembra essere disposta a “tradire” i marchi locali e quelli europei per passare a un’auto cinese. Per gli Stati Uniti, questo passaggio è molto difficile, vista la guerra commerciale e le limitazioni applicate dal governo locale ai prodotti cinesi.

In Europa, invece, l’espansione delle nuove Case in arrivo dalla Cina è già iniziata e continua a ritmo sostenuto, come confermano anche i recenti dati di vendita. Questo trend va avanti da tempo e ha registrato un’accelerazione significativa negli ultimi mesi, anche in Italia dove segnaliamo, ad esempio, la crescita di BYD, con numeri sempre più importanti.

Nel nostro mercato, tanti automobilisti hanno già scelto un brand cinese, convinti dalla qualità del modello ma anche da un prezzo più accessibile e in grado di offrire un risparmio netto rispetto alle alternative tradizionali.

L’interesse è cresciuto

Secondo l’indagine, circa il 38% degli automobilisti americani ha espresso un’apertura verso i brand cinesi. Questa quota, però, sale in modo significativo andando a considerare gli automobilisti della Gen Z, nati nella seconda metà degli anni ’90 e nei primi anni 2000. In questo caso, infatti, il 69% degli intervistati sarebbe pronto a valutare l’acquisto di un’auto cinese.

Un fattore importante nel raggiungimento di questi risultati è probabilmente legato alla capacità delle Case con base in Cina di realizzare auto elettriche di alta qualità e con un buon rapporto qualità/prezzo.

Un limite all’espansione

Negli Stati Uniti, per via delle barriere commerciali, le Case cinesi sono ancora poco note e, soprattutto, sono quasi del tutto assenti in termini di vendite e per quanto riguarda la rete di vendita e assistenza, con molti rivenditori che non sembrano interessati a puntare su questi marchi.

Si tratta di un limite alla crescita molto importante e che, nel corso del prossimo futuro, potrebbe rendere quasi impossibile per BYD, Geely e altre Case raggiungere i risultati che, invece, stanno mettendo in mostra in Europa. La situazione andrà monitorata con attenzione nel corso dei prossimi anni. Potenzialmente, i margini di crescita delle aziende con base in Cina sono molto significativi.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 14:15:19 +0000
News n. 25
Ladri non riescono a far partire una Tesla e perdono il bottino

Sapevano come impugnare una pistola, ma non come avviare una Tesla. La serata di terrore vissuta mercoledì 4 marzo dal titolare di un negozio di collezionismo a Veglie, in provincia di Lecce, si è chiusa con un finale grottesco: i rapinatori, dopo aver legato e derubato il giovane, sono rimasti “bloccati” all’interno della sua auto. L’impossibilità di far partire la vettura ha mandato in fumo un colpo potenzialmente da manuale, spingendo i criminali a ripiegare su una fuga disperata a bordo di un SUV tradizionale, rubato sotto minaccia al padre della vittima.

L’imprevisto in auto

L’azione dei malviventi è stata fulminea. In due, con i volti coperti dai cappucci, hanno fatto irruzione nell’ufficio poco prima della chiusura. Uno dei rapinatori, armato di pistola, non ha lasciato spazio a reazioni: sotto la minaccia dell’arma, il gestore 26enne e un amico che si trovava con lui sono stati immobilizzati e legati. Una volta messi fuori gioco i presenti, i ladri sono passati alla fase operativa. Oltre a circa 500 euro in contanti e ai cellulari, l’obiettivo principale dell’operazione era la merce: numerosi box di carte Pokemon, oggetti che nel mercato del collezionismo moderno possono raggiungere cifre da capogiro. Soddisfatti del bottino, i malviventi si sono fatti consegnare le chiavi dell’auto del giovane titolare, una Tesla parcheggiata proprio davanti all’ingresso, pronti a dileguarsi.

Ma proprio a questo punto il piano, liscio come l’olio sulla carta, ha iniziato a mostrare le prime crepe. I rapinatori sono saliti a bordo della vettura americana, peccato per loro che qualcosa li abbia ostacolati: nonostante avessero le chiavi (o la card magnetica), non sono riusciti a mettere in moto. Non è dato conoscere con esattezza la natura del problema, di certo però la Tesla è rimasta immobile.

Proprio in quegli istanti di concitazione, il destino ha voluto che sul posto arrivasse una Volvo con a bordo il padre del giovane commerciante. L’uomo, ignaro di quanto stesse accadendo, si è ritrovato nel bel mezzo della fuga fallita dei malviventi. I due, ormai alle strette e con la Tesla bloccata, sono scesi dal veicolo e hanno puntato la pistola contro il genitore, costringendolo a cedere le chiavi del suo SUV.

La fuga e la refurtiva abbandonata

Sotto minaccia, il padre del ragazzo è stato costretto ad assecondare le richieste dei rapinatori, che si sono dati alla macchia a bordo della Volvo facendo perdere le proprie tracce. Tuttavia, nella fretta e nel caos del cambio d’auto forzato, i ladri hanno commesso un errore fatale: gran parte della preziosa refurtiva, inclusi i box di carte Pokemon, è rimasta abbandonata a bordo della Tesla ferma in strada.

I carabinieri, giunti immediatamente sul posto dopo l’allarme, hanno avviato i rilievi e stanno ora passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. La dinamica suggerisce che i malviventi sapessero esattamente cosa cercare nel negozio, ma avessero sottovalutato la complessità tecnologica del veicolo scelto per la fuga. Fortunatamente la vicenda si è conclusa senza feriti, ma con un grosso spavento per la famiglia e un monito per i criminali: nell’era delle auto “smart”, anche scappare non è più facile come una volta.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 10:29:48 +0000


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