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Il silenzio delle campagne baresi, interrotto solitamente solo dal fruscio del vento tra gli ulivi e dal lavorio agricolo, ha custodito per sessanta giorni un segreto meccanico dal valore inestimabile. Nelle scorse ore, la notizia che tutto l’ambiente dell’automobilismo sportivo attendeva con ansia è finalmente arrivata: la Ferrari 458 Challenge Evo, rubata lo scorso maggio a Fasano, è stata ritrovata dai Carabinieri. Un ritrovamento che mette fine a un giallo iniziato sotto le luci dei riflettori della cronaca sportiva e terminato nel Puglia più rurale.
La storia inizia a fine maggio scorso, nei giorni febbrili che precedono la 67esima edizione della Coppa Selva di Fasano, una delle cronoscalate più antiche e prestigiose d’Italia. La Ferrari, un gioiello da 200.000 euro di proprietà del team veneto Gaetani Racing, era stata noleggiata da un pilota locale per partecipare alla competizione. Il veicolo non ha però mai raggiunto la linea di partenza: tra il giovedì e il venerdì antecedenti la gara, la vettura è sparita dall’area paddock della manifestazione.
Il furto non ha riguardato solo l’auto, ma l’intero carrello di trasporto su cui era stivata. Il colpo è apparso subito come un’operazione mirata e professionale, capace di gettare nello sconforto l’imprenditore e pilota Luca Gaetani, che in quei momenti concitati aveva rilasciato dichiarazioni disperate, temendo che la sparizione del mezzo potesse segnare la fine definitiva della sua carriera sportiva.
Dal momento del furto, le forze dell’ordine hanno avviato un lavoro investigativo a tutto campo. Il caso ha colpito profondamente non solo i diretti interessati, ma l’intera comunità di volontari e appassionati della scuderia A.s. Egnathia Corse, organizzatrice dell’evento fasanese, che ha vissuto lo spiacevole accaduto come una ferita al prestigio della manifestazione stessa.
Le indagini, condotte congiuntamente dalle stazioni dei Carabinieri di Alberobello e Gioia del Colle, hanno setacciato il territorio palmo a palmo per settimane. L’ipotesi che il veicolo non avesse mai lasciato la regione, ma fosse stato occultato in attesa di istruzioni o di un possibile trasferimento all’estero, ha trovato conferma martedì 21 luglio 2026.
La Ferrari è stata individuata in un’area rurale situata tra i comuni di Alberobello e Noci, in provincia di Bari. Più precisamente, il bolide di Maranello era nascosto in un terreno che ospita alcuni impianti dell’Acquedotto Pugliese. La scena che si è presentata ai militari è stata quasi surreale: la potente auto da corsa, concepita per le piste e le alte velocità , era ancora perfettamente stivata all’interno dello stesso carrello con cui era stata asportata due mesi prima.
Il ritrovamento ha portato un immediato sollievo ai vertici della Egnathia Corse. La presidente Laura De Mola ha espresso pubblicamente le proprie felicitazioni a Luca Gaetani e a tutto il team veneto, sottolineando come questa notizia rappresenti un atto di giustizia per una squadra che opera con immensa passione e affronta investimenti e sacrifici importanti. Le congratulazioni sono andate anche ai comandi dell’Arma per la brillante operazione che ha permesso di recuperare un simbolo dello sport automobilistico italiano, restituendolo finalmente ai suoi legittimi proprietari e al mondo delle competizioni.
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 12:43:33 +0000
Il 23 luglio 2026 il traffico sulle principali autostrade italiane presenta alcune situazioni di rilievo, tra cui una coda significativa di 3 km tra Recco e Genova Nervi sulla A12 per un veicolo in avaria e un incendio sulla A1 tra Caianello e Capua. Vi sono inoltre rallentamenti e chiusure importanti come quella del traforo del Monte Bianco. L’articolo fornirà un quadro dettagliato e aggiornato degli eventi trafilanti per permettere agli automobilisti di pianificare al meglio i propri spostamenti.
13:45 – A1 MILANO-NAPOLI
Incendio tra Caianello e Capua
Direzione Napoli
Situazione di emergenza con possibili rallentamenti per veicolo in fiamme.
13:39 – A1 MILANO-NAPOLI
Incendio tra Caserta Nord e Santa Maria Capua Vetere
Direzione Milano
Situazione critica con presenze di fumo e rallentamenti.
12:44 – A1 MILANO-NAPOLI
Traffico Rallentato tra Bivio A1-Variante e Sasso Marconi Nord
Direzione Milano
Tratta interessata dal chilometro 206.0 al chilometro 210.1 per una lunghezza di 4.1 km a causa di traffico intenso.
12:28 – A10 GENOVA-VENTIMIGLIA
Coda tra Genova Aeroporto e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Direzione Genova
La coda si estende per 2.3 km a causa di traffico intenso.
14:00 – A12 GENOVA-ROMA
Coda di 3 km tra Recco e Genova Nervi
Direzione Genova
Causa: Veicolo fermo o avaria. Tratta dal chilometro 12.8 al chilometro 22.8 per una lunghezza totale di 10 km, la coda si concentra su 3 km di questa zona.
13:04 – A23 PALMANOVA-TARVISIO
Pioggia tra Ugovizza e Confine di Stato
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 14.7 km tra il km 119.9 e km 105.2 interessata da condizioni meteo avverse.
13:36 – A26 GE-VOLTRI-SS 33 SEMP.-GRAVELL.TOCE
Coda tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Masone
Direzione Gravellona Toce
Causa: Veicolo fermo o avaria. Coda in atto per 4.3 km nella parte iniziale della tratta.
13:46 – A26 GE-VOLTRI-SS 33 SEMP.-GRAVELL.TOCE
Camper Service chiuso nell’area di servizio Marengo sud
Direzione Autostrada Milano-Genova
Chiusura temporanea per lavori.
13:37 – A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE
Camper Service chiuso nell’area di servizio Stura ovest
Direzione Genova Voltri
Intervento di manutenzione in corso.
13:05 – A4 TORINO-TRIESTE
Mancanza di GPL nell’area di servizio Brembo nord
Direzione Torino
La sospensione del servizio è dovuta a un guasto dell’impianto.
13:59 – A56 TANGENZIALE DI NAPOLI
Traffico Rallentato tra Doganella e Capodimonte
Direzione Pozzuoli
Tratto di 3.5 km interessato da traffico intenso.
13:17 – A56 TANGENZIALE DI NAPOLI
Coda in entrata a Corso Malta verso Pozzuoli
Direzione Pozzuoli
Situazione dovuta a traffico intenso con possibile rallentamento in ingresso.
13:50 – TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO
Galleria chiusa tra Piazzale Italiano e Piazzale Francese
Direzione in entrambe le direzioni
Chiusura totale del tunnel per motivi non specificati, con ripercussioni sul traffico.
13:05 – TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO
Coda in corrispondenza Piazzale Francese verso Courmayeur
Direzione Courmayeur
Attesa prevista un’ora e 15 minuti.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 12:08:00 +0000Sul climatizzatore dell’auto ci sono differenti pulsanti e tra loro ce n’è in particolare uno che molti automobilisti non conoscono o non sanno utilizzare come dovrebbero. Stiamo parlando del tasto del ricircolo dell’aria, che si identifica con il simbolo di una vettura con una freccia che ruota all’interno dell’abitacolo.
Si tratta in realtà di una funzione molto semplice, eppure il ricircolo dell’aria può contribuire a rendere più efficiente il funzionamento del climatizzatore, migliorando sia il comfort per i passeggeri a bordo, soprattutto in queste giornate estive caldissime che ci stanno togliendo il fiato, sia contribuendo a diminuire i consumi di energia e carburante del veicolo.
È fondamentale quindi sapere bene come funziona e le situazioni in cui è meglio attivarlo e quando, invece, è preferibile lasciarlo disinserito.
Se si attiva il ricircolo dell’aria, allora il sistema di climatizzazione interrompe temporaneamente l’ingresso dell’aria che viene dall’esterno e continua a utilizzare quella che invece è già presente all’interno dell’abitacolo dell’auto.
Ciò significa, nel dettaglio, che il climatizzatore raffredda o riscalda l’aria che è già stata portata vicino alla temperatura desiderata, e quindi non deve continuare a lavorare sull’aria esterna che chiaramente, in questo periodo, è molto più calda (e durante l’inverno molto più fredda).
Così il compressore del climatizzatore può “sforzarsi meno†e operare in condizioni più favorevoli, il che è un grande beneficio soprattutto nelle giornate molto calde, quando la differenza tra la temperatura esterna e quella che si vorrebbe avere all’interno dell’auto è parecchio alta.
Sì, è davvero possibile risparmiare, anche se molti faticano a comprenderlo, però è bene sottolineare che dipende anche dalle condizioni di utilizzo. Non c’è una percentuale valida per tutte le vetture, il consumo varia in base a parecchi fattori, tra cui la temperatura esterna, l’efficienza dell’impianto di climatizzazione di quell’auto, la velocità di percorrenza e ovviamente il tipo di motore.
Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (U.S. Department of Energy), sottolinea però che attivare in auto la funzione di ricircolo dell’aria soprattutto nei giorni in cui fa davvero molto caldo aiuta il climatizzatore a lavorare in maniera più efficiente e, come dicevamo in apertura, a diminuire il carico sul compressore e quindi anche il consumo di carburante.
Sulle auto elettriche può potenzialmente avvenire la stessa cosa: richiedendo meno energia alla batteria è possibile che possa aumentare, anche se in misura contenuta, l’autonomia.
Bisogna fare attenzione però a un aspetto fondamentale: se l’auto è sotto il sole da diverse ore, allora per poter davvero beneficiare di questo vantaggio, conviene prima far entrare aria esterna aprendo per i finestrini o lasciando il ricircolo disattivato, in questo modo l’aria molto calda può uscire e solo allora, quando si raggiunge una temperatura meno soffocante, allora si può attivare il ricircolo. E abbiamo anche scoperto un trucco per farlo in maniera più rapida.
Il ricircolo dell’aria in auto può essere molto utile in differenti situazioni, tra cui:
Limitando l’ingresso di aria esterna, il comfort all’interno dell’abitacolo migliora e diminuisce l’esposizione agli agenti inquinanti.
Il consiglio è quello di non lasciare continuamente attivato il ricircolo dell’aria, perché con il passare del tempo, a causa della respirazione degli occupanti, aumenta l’umidità in macchina e si appannano maggiormente i vetri, soprattutto in inverno o nelle giornate di pioggia.
Ecco perché parecchi climatizzatori automatici disattivano il ricircolo autonomamente dopo un certo periodo oppure quando si seleziona la funzione per disappannare il parabrezza.
Attenzione al filtro abitacolo: procedete sempre alla sostituzione seguendo gli intervalli previsti dal costruttore, in modo che il ricambio dell’aria sia sempre perfetto e l’impianto di climatizzazione resti efficiente più a lungo.
Oltre all’attivazione del ricircolo dell’aria, approfitto per dare alcuni consigli utili per provare a diminuire i consumi della propria vettura. Un argomento molto sentito in questo periodo, visti gli aumenti vertiginosi dei prezzi del carburante alla pompa.
Non esiste una velocità uguale per tutti per risparmiare carburante, ovviamente. Possiamo però dire che la maggior parte dei motori moderni raggiunge il miglior rapporto efficienza/consumi tra 70 e 90 km/h, mantenendo una velocità costante.
Oltre i 100 km/h entra in gioco la resistenza aerodinamica, che cresce velocemente con l’aumentare della velocità e quindi sottopone il motore a uno sforzo maggiore, dovendo sviluppare più potenza per mantenere la stessa andatura. Secondo l’Environmental Protection Agency (EPA), guidare a velocità elevate può aumentare di parecchio i consumi, mentre una guida fluida e costante consente di ottenere percorrenze migliori.
Questa è un’altra domanda che spesso gli automobilisti si pongono, e in molti casi la risposta è sì. Il cruise control mantiene una velocità costante: evitando accelerazioni e rallentamenti continui i consumi ne beneficiano. Questo vale però su strade pianeggianti e autostrade, mentre percorrendo tragitti ricchi di salite e discese anche il cruise control può aver bisogno di accelerare con più decisione per mantenere la velocità impostata e quindi il consumo in questi casi ne risente.
I cruise control adattivi oggi sono sempre più in grado di gestire la velocità in modo efficiente, ma tanto dipende comunque dal tipo di percorso.
In generale il consiglio è usare la marcia più alta possibile, in modo da guidare senza far fare sforzi eccessivi al motore. Viaggiare a bassi regimi, senza inutili accelerazioni, dà al motore la possibilità di lavorare nella fascia di massima efficienza.
Chi invece mantiene una marcia troppo bassa quando non necessario provoca l’aumento del numero di giri e quindi del consumo di benzina e diesel.
Attenzione anche al contrario: non usare mai una marcia troppo lunga a velocità molto basse perché il motore sarebbe eccessivamente sotto sforzo.
Ci sono diversi consigli e buone pratiche che gli esperti raccomandano per diminuire i consumi di carburante dell’auto, tra cui:
Il pulsante del ricircolo dell’aria non è un “tasto magicoâ€, ma può essere un valido aiuto nella riduzione dei consumi auto.
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 10:43:22 +0000I piloti di F1 sono quasi pronti ad andare in vacanza dopo una prima parte di campionato, meno estenuante del solito per la cancellazione delle tappe di Bahrain e Arabia Saudita. L’ultima sfida corsa in Belgio ha mostrato, ancora una volta, lo strapotere della Mercedes W17, capace di aggiudicarsi l’ottavo round del campionato 2026. Kimi Antonelli è tornato sul primo gradino del podio nell’Università di Spa-Francorchamps, dimostrando velocità , tenacia e voglia di vincere.
Il bolognese, in classifica, è sempre più leader con 45 punti di vantaggio su Lewis Hamilton, secondo davanti a George Russell di sole 5 lunghezze. Leclerc è staccato di 78 punti dalla vetta, ma dopo il trionfo di Silverstone sembra aver imboccato la strada giusta. Nelle ultime 4 tappe Ferrari e Mercedes si sono divise, equamente, i successi in pista, tuttavia in Ungheria la SF-26 potrebbe partire con i favori del pronostico.
La Rossa riesce a esaltarsi nei tratti misti, mentre tende a soffrire il mismatch di potenza sui rettilinei con le Power Unit Mercedes. L’Hungaroring vanta una lunghezza di 4.381 km e consta di 14 curve (8 a destra e 6 a sinistra), ed è battezzato “Monaco senza muretti” o “kartodromo gigante”. Si tratta, inoltre, di un circuito permanente situato a Mogyoród, vicino a Budapest, noto per il tratto tortuoso e lento, in cui Hamilton e Leclerc dovrebbero riuscire a estrarre tutto il potenziale della SF-26.
Nelle ultime due annate hanno trionfato le McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, rispettivamente nel 2025 e nel 2024, ma in questa annata le monoposto papaya stanno facendo una grande fatica a emergere, nonostante le PU Mercedes.
Dovrebbe risultare una tappa in salita anche per la Red Bull Racing che, solitamente, riesce a sfruttare la potenza del motore, firmato anche dai tecnici della Ford, nei layout con lunghi rettifili. Max Verstappen ha finalmente colto un risultato positivo, salendo sul terzo gradino del podio in Belgio, alle spalle di Kimi Antonelli e Charles Leclerc. Il layout ricco di curve e la richiesta di alto carico aerodinamico, salvo sorprese, dovrebbe permettere a Ferrari di infastidire le Mercedes.
Sarebbe cruciale un successo di Lewis Hamilton, vincitore di ben 8 edizioni della sfida. In passato l’anglocaraibico è stato il re d’Ungheria, ma non mette il suo sigillo dal 2020. Ci sarà bagarre anche tra Alpine e Racing Bulls che si stanno contendendo la quinta posizione in classifica costruttori.
I due team sono a quota 61 punti e hanno un ampio margine su tutte le altre scuderie. Infine, i fari saranno puntati sul box Aston Martin. In Ungheria arriverà la tanto attesa versione B della AMR26, che dovrebbe consentire ad Alonso di chiudere la carriera nel circus almeno in modo dignitoso. Dopo il summer break, a Zandvoort, Honda porterà la PU aggiornata grazie alle concessioni previste dall’ADUO.
Il GP di Ungheria verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport F1 (anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su NOW. TV8 offrirà in differita le qualifiche e il Gran Premio. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:
Venerdì 24 luglio
Sabato 25 luglio
Domenica 26 luglio
Il sogno di tutti gli automobilisti italiani sarebbe ridurre al minimo le spese dell’assicurazione annuale e ora c’è un metodo che potrebbe farvi risparmiare tanti soldi. Si sa che uno stile di guida prudente, nel pieno rispetto delle norme del Codice della Strada, può diminuire i rischi di ritrovarsi coinvolti in incidenti, ma a volte tutto questo non basta per alleggerirsi delle spese. Una condotta impeccabile al volante rappresenta prima di tutto un dovere civico, ma oggi il mercato potrebbe premiarvi con uno sconto immediato sull’Rc Auto.
La guida corretta può concretizzarsi in un risparmio che può superare i 200 euro l’anno, senza intaccare le proprie abitudini di viaggio o cambiare veicolo. È un sistema di rimborsi speculare al livello di rischio registrato a bordo. Cosa cambia? A differenza del classico meccanismo del bonus-malus, che richiede anni di assenza di sinistri per avere delle agevolazioni, ora c’è un modello che riconosce il merito fin dal primo mese che è stato battezzato “Pay How You Drive”, paga per come guidi.
“Pay How You Drive” presenta dati telematici per monitorare fattori come accelerazioni o frenate allo scopo di creare una polizza su misura per il guidatore. Negli ultimi tempi sono tante le compagnie assicurative che propongono l’installazione a bordo di un dispositivo connesso, interfacciato con un’applicazione per smartphone. La cosiddetta scatola nera analizza in tempo reale indicatori specifici come la velocità , l’intensità delle frenate e la fluidità delle accelerazioni. Grazie alla trasparenza e una condotta di guida regolare si ottiene una riduzione del premio mensile.
L’evoluzione è la formula YouDrive di Direct Assurance dove ogni singolo tragitto completato porta a una valutazione da 0 a 100. La media registrata a fine mese genera un rimborso sulla quota periodica. La soglia minima per accedere ai benefici è di 60 punti, atta a garantire uno sconto del 5%, mentre un punteggio perfetto di 100 può portare a un risparmio fino al 40%. Per chi affronta un numero ridotto di km ogni anno è possibile ottenere un ulteriore sconto del 10%.
Si vanno a considerare le decelerazioni brusche, le partenze troppo rapide e la velocità di percorrenza nelle curve. Il dispositivo smart considera anche l’andatura in base al contesto stradale, allo scopo di incrociare i dati sul traffico circostante e se la velocità è allineata a quella del flusso generale. 100.000 automobilisti che hanno scelto la formula “Pay How You Drive” hanno avuto un risparmio medio di 200 euro all’anno. Il sistema, inoltre, può essere esteso anche a neopatentati.
In base alle prove eseguite dall’emittente francese RTL, i giovani guidatori possono ricevere un risparmio di 500 euro con l’opportuno stile di guida. Le opzioni non mancano con le proposte dei grandi gruppi assicurativi che offrono soluzioni analoghe a quella che vi abbiamo descritto.
Lo stile di guida determina direttamente l’importo della fattura, andando a premiare gli automobilisti calmi e attenti. In tempi di crisi, dove ogni euro conta, ottimizzare le spese di gestione del veicolo con le compagnie assicurative disposte a proporre il “Pay How You Drive” rappresenta una soluzione intelligente per superare le vecchie logiche assicurative.
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 10:30:24 +0000Quando arrivano i primi caldi, premi il tasto dell’aria condizionata per rinfrescare l’abitacolo e vieni travolto da un odore insopportabile. È un classico problema che colpisce moltissimi automobilisti, legato all’accumulo di umidità e batteri nell’impianto di climatizzazione. Vediamo come evitare questo problema e quanto costa ripristinarlo.
Se dalle bocchette dell’aria esce un odore sgradevole, la causa principale è quasi sempre la formazione di muffe, funghi e batteri sull’evaporatore e all’interno dei condotti di ventilazione. Per eliminare subito il problema e tornare a respirare aria pulita è necessario eseguire questi tre passaggi:
Risolvere questo fastidio ha un costo del tutto accessibile e varia a seconda della tipologia di auto e della durata del trattamento:
Da aggiungere al costo del trattamento anche quello del nuovo filtro abitacolo standard, che può costare circa 20 euro, mentre per quello ai carboni attivi si può arrivare a 90 euro.
C’è un altro aspetto fondamentale che molti ignorano, il corretto funzionamento del circuito refrigerante. Il refrigerante (R134a o R1234yf) non serve soltanto a raffreddare l’aria, ma garantisce che l’intero sistema lavori alle giuste pressioni e temperature, vediamo come:
Durante il tagliando o la sanificazione, è sempre bene far controllare il climatizzatore e verificare che lo scarico della condensa sia libero e ben funzionante.
Prevenire la formazione di batteri è l’unico modo per non doversi ritrovare ogni estate con lo stesso problema. Ecco alcune abitudini da seguire che possono fare una grande differenza:
A Gaydon è spuntato il quinto membro della famiglia Range Rover: un grand tourer pronto a sfidare BMW X6 e Mercedes-Benz GLE Coupé. Il marchio britannico ha deciso di lanciarsi nella mischia dei fastback a ruote alte con un nuovo concept che inizialmente arriverà in versione full electric, sebbene in seguito è prevista una variante ibrida. Per ora il costruttore ha solo diffuso delle immagini del veicolo camuffato.
Le informazioni per ora sono poche ma quello che è certo è che la produzione avverrà a Halewood, nel Regno Unito. La carrozzeria a due volumi e a quattro porte, caratterizzata da una coda spiovente, è più bassa rispetto alle sorelle maggiori della gamma. I tecnici si sono concentrati nella creazione di una silhouette sportiva con un lunotto fortemente inclinato, un elemento di design che piacerà a coloro che amano lo stile delle coupé a quattro porte.
La nuova Range Rover punterà sulla versatilità nei lunghi spostamenti, unendo performance top a un abitacolo minimalista. Gli interni integrano soluzioni tecnologiche in una architettura moderna, con una nuova configurazione sobria, con uno schermo singolo associato a un display davanti al guidatore, in sostituzione del tradizionale quadro strumenti.
Spicca una selezione di materiali di pregio, avvolti da elementi tattili e architettonici, che vanno a integrare gli altoparlanti. Trattandosi di un’auto di rottura rispetto alla tradizione RR, si andrà a proporre un abitacolo che diventerà un’oasi lucente per una esperienza a bordo volta a limitare disturbi visivi e acustici.
Le Range Rover GT, nei primi test, sono state coperte da una livrea mimetica che non ci permette di esprimere un giudizio definitivo sulla silhouette. Il design filante vanta proporzioni da coupé che potrebbero favorire l’abitabilità in un ambiente ispirato al design d’interni contemporaneo. L’obiettivo è quello di differenziarsi in un mercato sempre più variegato con tecnologie inedite, materiali all’avanguardia, sofisticati e tattili, aprendo nuovi scenari per il costruttore britannico.
I prototipi con livrea camouflage sono stati realizzati su misura dalle squadre creative del brand britannico. Ispirata al paesaggio che circonda Gaydon, sede dei team creative and engineering di Range Rover, la livrea presenta i contorni topografici locali come base per un motivo dorato fluido che strizza l’occhio agli amanti delle GT. Martin Limpert, Managing Director Range Rover, ha annunciato:
“Range Rover GT ridefinirà il segmento grand touring, capace di offrire il fascino, le proporzioni e la raffinatezza nei lunghi viaggi, tipici di una GT di grande eleganza, uniti a doti che nessuna GT convenzionale può eguagliare. Negli ultimi anni abbiamo lavorato con assoluta dedizione sui fondamenti della formula GT, reinterpretandola in modo sofisticato e inconfondibilmente Range Rover. Il risultato è la Range Rover che più si avvicina all’essenza di una gran turismo, senza rinunciare alla straordinaria versatilità che da sempre contraddistingue il brand. Un risultato reso possibile dalla nostra architettura elettrificata EMA – che completa la gamma attuale di motorizzazioni per rispondere a ogni esigenza del cliente. Il suo equilibrio tra prestazioni EV immediate e naturali, raffinatezza di prima classe nei lunghi viaggi e capacità all‑terrain è totalmente Range Rover; mentre il suo avvolgente abitacolo anticipa la nostra visione di un grand tourer moderno”.
La Range Rover GT verrà proposta inizialmente con un pacco batteria sotto al cofano. La scarse vendite della Jaguar con il SUV 100% elettrico I-Pace dovrebbero invitare il Gruppo ad avere un approccio prudente. L’animo da gran turismo, impregnato di versatilità e modernità , dovrebbe concretizzarsi in un debutto previsto entro il prossimo anno. Performance e prezzi per ora sono top secret, ma maggiori informazioni arriveranno solo nei prossimi mesi.
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 08:46:17 +0000La mancata partecipazione di BMW alla kermesse francese mostra il lato più debole dell’industria europea delle quattro ruote, chiusa dalla morsa dei dazi americani e dalla contrazione a Est del mercato cinese. Persino un colosso come BMW è costretto a fare i conti con la crisi che, nonostante il lancio di diversi nuovi modelli, lo spingerà a stare alla larga dal prossimo Salone dell’Auto di Parigi, in programma dal 13 al 18 ottobre.
Il gruppo tedesco ha annunciato che non ci sarà nemmeno Mini, nonostante a gennaio avesse confermato la propria presenza all’evento parigino. Dietro alla sorprendente defezione vi sarebbe una motivazione economica. Il lancio dei primi esemplari della piattaforma Neue Klasse (i3 e iX3), della nuova serie X5, fino all’ultima generazione della Serie 7, non è bastato per superare le difficoltà operative di inizio anno, culminate a metà giugno con la presentazione di un profit warning, ovvero un allarme sugli utili annuali, date le previsioni a ribasso della seconda metà del 2026.
I dati che sono emersi per BMW nel primo semestre non possono far dormire sogni tranquilli ai vertici. Il peggioramento delle prospettive commerciali annuali sarebbe causato da un generale calo delle vendite globali del 4,2%, a 1,15 milioni di unità , per via della contrazione del mercato cinese. Il -20,4% registrato nel Paese del Dragone Rosso ha minimizzato i dati positivi marcati in Europa (+5,4%) e negli Stati Uniti (+3,9%). Per i prossimi mesi non sono previsti, in base alle valutazioni degli analisti, importanti segnali di ripresa.
Da non sottovalutare nemmeno l’incertezza macroeconomica mondiale causata dal conflitto bellico in Medio Oriente.
BMW potrebbe partecipare ad altri eventi espositivi, ma la defezione in Francia sta facendo discutere. I marchi storici europei sembrano più orientati a investire in aree più floride del mondo dove potrebbe essere necessario garantire un maggior supporto. Un portavoce del marchio teutonico ha annunciato:
“Abbiamo ridefinito le priorità di tutte le nostre attività . Questa iniziativa fa seguito all’avvertimento sui profitti emesso un mese fa. Pertanto, è stata presa la decisione di non partecipare al Salone dell’Auto di Parigi. Tuttavia, si tratta di una decisione valida solo per quest’anno: non stiamo mettendo in discussione la nostra partecipazione ad altre fiere”.
Nei primi sei mesi sono state vendute 50.410 unità dei marchi BMW e Mini, suddivise in 40.684 BMW (+2,4%) e 9.726 Mini (+25,6%). Le EV hanno toccato quota 4.232 unità , in crescita del 14,3%. Anche le automobili elettrificate BMW hanno fatto un balzo in avanti (+39,2%) e hanno raggiunto le 6.838 unità .
Nel primo semestre anche BMW Motorrad ha mantenuto sia la leadership nel mercato premium sia nei segmenti oltre 500cc e oltre 750cc con 9.702 (-3,2%) moto e scooter.
Lo scorso mese è stato in linea con i numeri di giugno 2025. Sono state immatricolate 8.003 unità dei brand BMW e Mini (-0,3%). La Casa dell’Elica ha marcato le 6.431 unità (-3,9%), mentre il brand Mini con 1.572 esemplari ha registrato un +17,5%.
Si sono confermati i numeri positivi delle EV a livello di Gruppo con 1.112 (889 BMW e 223 Mini) unità nel mese (+62,3%), mentre le elettrificate sono calate (-28,5%), raggiungendo le 876 unità del marchio BMW. In Europa il marchio bavarese piace e vende come sempre, tuttavia tutto questo non basterebbe più per la presenza fissa nel Salone di Parigi.
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 07:44:34 +0000Il legame tra Giappone e la Casa di Sant’Agata Bolognese ha radici profonde e, in occasione di un anniversario speciale, sono arrivate 25 unità che non passeranno inosservate. Dopo una presenza lunga un quarto di secolo in Giappone il brand del Toro ha presentato le Revuelto Impavido, special edition realizzata attraverso il programma di personalizzazione Ad Personam.
L’edizione limitata trae ispirazione dal design senza tempo che caratterizza la cultura nipponica e dai valori del Bushido, il codice d’onore dei samurai, reinterpretandoli nel linguaggio stilistico della prima supercar V12 ibrida plug-in del marchio emiliano. Ciascun esemplare rappresenta un progetto unico e andrà ad arricchire le collezioni di appassionati dal palato fine. L’area Asia-Pacifico rimane tra le più importanti per la Casa di Sant’Agata Bolognese.
Sulla base del coraggio, della disciplina e della determinazione, ciascuna unità è contraddistinta da una numerazione individuale. Le carrozzerie vantano una livrea esclusiva che riprende alcuni simboli delle armature dei samurai. Le linee tese e scolpite che caratterizzano le portiere e il paraurti posteriore richiamano il tratto netto di una “katanaâ€, simbolo di precisione, velocità e potenza controllata, in linea con il design dell’auto.
Gli inserti color bronzo si ispirano agli odoshi, i cordoni che univano le piastre delle classiche armature giapponesi, simboli di identità , rango e appartenenza al proprio clan. Spicca nel frontale una grafica dedicata al maedate, l’emblema posto sull’elmo del samurai, mentre tetto e parafanghi vantano motivi che reinterpretano i kozane, le lamelle laccate usate nelle antiche corazze dei combattenti. La precisione e l’elaborazione stratificata accomunano, in modo non forzato, l’arte dell’armatura samurai e l’architettura Lamborghini.
La serie speciale è proposta nelle tinte lucide che ammirerete in alto che comprendono Verde Campus, influenzato dalla pietra giada hisui, e Grigio Artis Lucido, che richiama la spada dei samurai. Le finiture opache in Grigio Crater Matt riprendono le armature tradizionali, mentre il Rosso Pyra, omaggia il famoso “Sanada Red”, storicamente associato al coraggio.
Le livree uniscono dettagli in nero e bronzo, componenti in fibra di carbonio coordinati con la carrozzeria, cerchi forgiati Altanero da 21 e 22 pollici in Shiny Black, pinze freno color bronzo e terminali di scarico Matt Black. L’attenzione dei tecnici emiliani si nota anche negli interni, caratterizzati dalla pelle Nero Ade e rivestimenti Corsa-Tex, con cuciture e dettagli in Bronzo Oreadi. I sedili vantano ricami dedicati, così come i pannelli porta e il rivestimento del tetto. Non manca un logo ispirato ai samurai e una targhetta in fibra di carbonio che riporta la numerazione progressiva da 1 a 25.

Il cuore pulsante rimane il V12 aspirato da 6,5 L affiancato da tre motori elettrici, per una potenza complessiva di 1.015 CV. L’architettura è la medesima della Revuelto tradizionale con cambio a doppia frizione a otto rapporti, con una struttura monofuselage in fibra di carbonio per contenere il peso e una sezione anteriore in Forged Composites. Copre lo 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e raggiunge una velocità massima superiore a 350 km/h. Stephan Winkelmann, Presidente e Amministratore Delegato di Automobili Lamborghini, ha dichiarato:
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 06:48:58 +0000“Revuelto Impavido rappresenta la capacità di Lamborghini di unire innovazione, design e massima esclusività . Questa edizione limitata dimostra le potenzialità del programma Ad Personam, trasformando Revuelto in un’espressione unica di identità , creatività e maestria artigianale. Ispirata ai valori del Bushido, celebra l’incontro tra l’eccellenza del design italiano e la cultura giapponese, rimanendo al tempo stesso inconfondibilmente Lamborghini”.
Il giorno 23 luglio 2026 sono previsti quattro scioperi nel settore dei trasporti e nella logistica in Italia. I lavoratori coinvolti appartengono sia al comparto marittimo che ferroviario, con mobilitazioni di rilievo nazionale e locale. Qui di seguito vengono riportati tutti i dettagli degli scioperi che interesseranno diverse aree del Paese.
È previsto uno sciopero di 24 ore, dalle 12.00 del 22 luglio alle 11.59 del 23 luglio, che coinvolge il personale della società Grandi Navi Veloci su tutto il territorio nazionale. Lo sciopero è stato indetto dal sindacato CSLE e riguarda la categoria Personale Soc. Grandi Navi Veloci. Servizio coinvolto: settore marittimo.
Un secondo sciopero nel settore marittimo riguarda il personale navigante della società Grandi Navi Veloci, indetto dal sindacato ORSA MARITTIMI. La mobilitazione ha una durata di 24 ore, con inizio alle 12.00 del 22 luglio e termine alle 12.00 del 23 luglio, su scala nazionale.
A Verona, nella regione Veneto, il personale di manutenzione, amministrativo e ingegneria della società RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud aderisce a uno sciopero di 24 ore dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio. Sono coinvolti i sindacati OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL. Categoria interessata: personale di manutenzione, amministrativo ed ingegneria nel settore ferroviario.
Sul territorio nazionale è indetto uno sciopero di 24 ore per il settore ferroviario, trasporto merci su rotaia e trasporto pubblico locale (TPL). La mobilitazione inizierà alle 21.00 del 23 luglio e terminerà alle 20.59 del 24 luglio per il settore ferroviario e il trasporto merci; mentre per il TPL la protesta si estenderà all’intera giornata del 24 luglio. Sono interessate tutte le imprese che svolgono attività ferroviaria. Sindacati coinvolti: CUB TRASPORTI e SGB.
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 06:00:00 +0000Nel mese di luglio 2026 il settore dei trasporti in Italia verrà interessato da numerosi scioperi che coinvolgono diversi comparti, tra cui trasporto pubblico locale, ferroviario, marittimo, merci e settore aereo, in molte regioni e città , spesso a rilievo nazionale. In questo articolo proponiamo il calendario aggiornato degli scioperi annunciati, suddivisi per data e località , con tutti i dettagli sulle modalità e le categorie coinvolte. Prendendo in esame fonti ufficiali, è possibile pianificare eventuali spostamenti considerando le giornate di mobilitazione e le ricadute sui servizi essenziali.
Nella regione Lombardia è indetto uno sciopero regionale di 8 ore, dalle 3:31 alle 11:29 per il settore del trasporto merci ferroviario. Coinvolge il personale della Soc. DB Cargo Italia e ad indirlo sono i sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
Su tutto il territorio nazionale, numerosi scioperi di 24 ore interessano il personale delle aziende del comparto aereo, aeroportuale e indotto (ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, aziende associate Assohandlers, EasyJet Airlines, ADR Security Aeroporti di Roma, FEDEX Corporation di Malpensa), in varie fasce orarie specifiche tra le 00:00 e le 24:00. Scioperi anche per il personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze (TPL a Firenze, 24 ore) e personale navigante UAB DAT LT a Palermo (4 ore dalle 13:00 alle 17:00).
Nella città di Catania sono indetti tre scioperi distinti di 24 ore per il personale della SOC. AMTS di Catania (sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, OSP ORSA TPL, OSP CUB TRASPORTI). Sciopero anche nella provincia di Prato (4 ore dalle 18:30 alle 22:30, personale di Autolinee Toscane sede operativa di Prato). Sul piano nazionale, coinvolto anche il personale SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal settore ferroviario (USB Lavoro Privato).
Sciopero ferroviario nazionale per tutto il personale della Mercitalia Shunting & Terminal (24 ore dalle 21:00 del 6/7 alle 21:00 del 7/7). In Torino sciopero nelle ultime 2 ore di ciascun turno nel settore trasporto merci e spedizioni (OSR FILT-CGIL). In Sicilia, tutto il personale della società RFI DOIT Palermo (tutte le province) incrocia le braccia per 8 ore, dalle 09:00 alle 17:00 (OSR UILT-UIL).
Sciopero nazionale di 23 ore nel settore ferroviario, dalle 03:00 alle 02:00 del giorno seguente. Coinvolti gli equipaggi operativi della società Italo NTV su tutto il territorio italiano (UILT-UIL).
Nella città e provincia di Bari, sciopero del trasporto pubblico locale di 24 ore (OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, personale STP di Bari). In Puglia proclamato sciopero generale per tutte le province e turni, personale pubblico e privato (OSR USB Lavoro Privato). A livello nazionale, personale di Captrain Italia (trasporto merci) si astiene per 8 ore (16:01-23:59) (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).
Nella città di Genova (LIGURIA), sciopero territoriale TPL di 4 ore (11:30-15:30), personale AMT (OST UGL-FNA). A Palermo (SICILIA), sciopero di 24 ore per il personale AMAT (OSP CUB TRASPORTI).
Su tutto il territorio nazionale, sciopero di rilievo nel settore ferroviario: coinvolge i servizi di ristorazione e logistica a bordo treno (Elior Divisione Itinere per Trenitalia, personale della società , sindacato COBAS Lavoro Privato). Lo sciopero interessa tutto il turno di ogni lavoratore in ciascuna provincia.
Nella provincia di Venezia (Veneto), sciopero di 24 ore su tutti i servizi di trasporto pubblico locale gestiti da ATVO. Coinvolti i sindacati OSP SGB e FAST MOBILITÀ, categoria personale della società ATVO.
A Genova (Liguria), sciopero di 4 ore (11:30-15:30) TPL per il personale AMT Genova (OST CUB TRASPORTI). A Firenze (Toscana), doppio sciopero per le società di trasporto pubblico locale Autolinee Toscane Bacino Urbano di Firenze (19:00-23:00, RSA FAISA-CISAL). A Latina (Lazio), sciopero di 24 ore (CSC Mobilità , OSR FAISA-CISAL). A Prato (Toscana), personale di Autolinee Toscane sede operativa di Prato in sciopero 8 ore (14:30-22:30) (RSA FAISA-CISAL).
A livello nazionale, nel settore aereo, coinvolto il personale Fedex Corporation all’Aeroporto di Milano Malpensa (OST CUB TRASPORTI) per 24 ore. Coinvolti anche il personale navigante EasyJet Airlines Limited (USB LAVORO PRIVATO, 24 ore) e personale delle società Alha e MLE-BCUBE di Milano Malpensa (OST CUB TRASPORTI, USB LAVORO PRIVATO, 24 ore). In Calabria, sciopero regionale del personale SACAL GH di Lamezia Terme (OSR UGL-TA, 24 ore). In Campania, personale GH Napoli e Sky Service sciopera per 4 ore (10:00-14:00) (OSR FAST-CONFSAL). In Sardegna, sciopero alla società GEASAR di Olbia e SOGEAAL di Alghero 4 ore (13:00-17:00) (OSR UGT-TA), e OSP UGL-TA.
Sciopero marittimo di 24 ore dalle 12:00 del 22 luglio alle 11:59 del 23 luglio, personale della società Grandi Navi Veloci su tutto il territorio nazionale (CSLE). Stessa durata e modalità per personale navigante della società Grandi Navi Veloci, sindacato ORSA MARITTIMI.
Settore marittimo: su tutto il territorio nazionale, scioperi di 24 ore sia per il personale della società Grandi Navi Veloci (CSLE, dalle 12:00 del 22 luglio alle 11:59 del 23 luglio), sia per il personale navigante (ORSA MARITTIMI, 12:00 del 22 luglio – 12:00 del 23 luglio). Nel Veneto, nella città di Verona, sciopero ferroviario di 24 ore (21:00 del 23 luglio alle 20:59 del 24 luglio) per il personale RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL). Sciopero plurisettoriale su base nazionale per il personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria (CUB TRASPORTI/SGB): 24 ore (21:00 del 23 luglio alle 20:59 del 24 luglio) per ferroviario/merci, TPL intera giornata del 24 luglio.
A Salerno (Campania), sciopero TPL di 4 ore (9:00-13:00) per il personale SITA Sud (OSP UGL AUTOFERRO). Nella regione Marche, sciopero regionale per il personale delle aziende TPL (4 ore, dalle 11:00 alle 15:00, OSR USB LAVORO PRIVATO). Prosegue lo sciopero ferroviario e merci/locomotive nazionale e il TPL (vedi giorno precedente).
In Sardegna, tutto il personale della società ARST delle province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano sciopera per 8 ore (varie modalità ) (OSR UGL AUTOFERROTRANVIERI).
A Savona (Liguria), personale TPL Linea di Savona in sciopero per 4 ore (10:15-14:15) (RSU).
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 22 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 06:00:00 +0000Report quotidiano sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana. Per la giornata del 23 luglio 2026 pubblichiamo i valori più recenti disponibili rilevati dall’Osservatorio prezzi del Mimit, con indicazioni su benzina, gasolio, gpl e metano. Al distributore, il prezzo pagato dagli automobilisti nasce dall’incontro tra la componente industriale (costo della materia prima e margine di distribuzione) e il carico fiscale (accise e Iva), due leve che spiegano gran parte delle oscillazioni osservate nel tempo in funzione delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro. Di seguito i prezzi medi aggiornati e, a seguire, una guida alla struttura del prezzo alla pompa.
Ultimo aggiornamento dati: 22-07-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 2.040 |
| Gasolio | SELF | 2.196 |
| GPL | SERVITO | 0.879 |
| Metano | SERVITO | 1.592 |
Benzina. Nel prezzo finale della benzina la voce fiscale pesa per il 58% del totale, mentre la componente industriale incide per il 42%. Quest’ultima si scompone nel costo della materia prima, pari al 30% del prezzo, e nel margine lordo dell’intera filiera, pari al 12%. Le oscillazioni delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e del greggio, insieme all’andamento del cambio euro/dollaro, determinano la dinamica del costo della materia prima: quando il dollaro si rafforza o i listini internazionali salgono, la componente industriale tende ad aumentare; viceversa, con mercati più deboli il costo si riduce e possono aprirsi spazi per ribassi alla pompa. Il margine lordo, invece, è la quota su cui operatori e gestori hanno maggiore capacità di intervento commerciale, pur nel rispetto della concorrenza e dei costi di struttura (logistica, stoccaggio, trasporto, servizi di stazione). La parte fiscale comprende accise fisse per litro e Iva applicata sul totale, imposte che amplificano o attenuano l’effetto delle variazioni industriali: un aumento del prezzo netto, infatti, comporta anche un incremento dell’Iva. Differenze territoriali, politiche di rete e iniziative promozionali possono determinare scostamenti locali, ma il prezzo alla pompa resta sempre il risultato della combinazione fra materia prima, margine e tassazione.
Gasolio. La struttura del prezzo del gasolio presenta un equilibrio diverso rispetto alla benzina: la componente fiscale vale il 45% del totale, mentre la parte industriale pesa per il 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima incide per il 45% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro; il margine lordo della filiera rappresenta il 10% del prezzo e costituisce l’area su cui gli operatori possono intervenire con politiche commerciali, promozioni e differenziazione di servizio. Le variazioni dei mercati all’ingrosso si trasmettono al dettaglio con un certo ritardo e con intensità non sempre simmetrica, perché entrano in gioco fattori come la rotazione delle scorte, i costi logistici e la concorrenza locale. La stagionalità della domanda e gli usi professionali del gasolio incidono sulla formazione del margine, così come la presenza di servizi accessori in stazione. La fiscalità , composta da accise e Iva, pur inferiore in percentuale rispetto alla benzina, resta determinante nel definire il prezzo al litro e nel modulare l’impatto dei movimenti della componente industriale: quando il prezzo netto sale, cresce anche l’Iva applicata sul totale. In definitiva, il prezzo al distributore è il risultato dell’interazione tra mercati internazionali, cambio valutario, costi di filiera e politiche di rete, entro il quadro fiscale vigente.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.954 per la benzina, 2.127 per il diesel, 0.773 per il gpl, 1.594 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.116 |
| Benzina | SELF | 1.951 |
| GPL | SERVITO | 0.768 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.134 |
| Benzina | SELF | 1.966 |
| GPL | SERVITO | 0.743 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.166 |
| Benzina | SELF | 1.987 |
| GPL | SERVITO | 0.859 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.140 |
| Benzina | SELF | 1.968 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.689 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.132 |
| Benzina | SELF | 1.950 |
| GPL | SERVITO | 0.709 |
| Metano | SERVITO | 1.538 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.121 |
| Benzina | SELF | 1.941 |
| GPL | SERVITO | 0.732 |
| Metano | SERVITO | 1.546 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.151 |
| Benzina | SELF | 1.971 |
| GPL | SERVITO | 0.729 |
| Metano | SERVITO | 1.571 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.110 |
| Benzina | SELF | 1.938 |
| GPL | SERVITO | 0.731 |
| Metano | SERVITO | 1.657 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.118 |
| Benzina | SELF | 1.952 |
| GPL | SERVITO | 0.852 |
| Metano | SERVITO | 1.562 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.120 |
| Benzina | SELF | 1.941 |
| GPL | SERVITO | 0.725 |
| Metano | SERVITO | 1.551 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.101 |
| Benzina | SELF | 1.930 |
| GPL | SERVITO | 0.773 |
| Metano | SERVITO | 1.532 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.127 |
| Benzina | SELF | 1.967 |
| GPL | SERVITO | 0.793 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.120 |
| Benzina | SELF | 1.942 |
| GPL | SERVITO | 0.727 |
| Metano | SERVITO | 1.596 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.120 |
| Benzina | SELF | 1.962 |
| GPL | SERVITO | 0.728 |
| Metano | SERVITO | 1.635 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.129 |
| Benzina | SELF | 1.958 |
| GPL | SERVITO | 0.858 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.158 |
| Benzina | SELF | 1.969 |
| GPL | SERVITO | 0.801 |
| Metano | SERVITO | 1.836 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.119 |
| Benzina | SELF | 1.947 |
| GPL | SERVITO | 0.752 |
| Metano | SERVITO | 1.625 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.131 |
| Benzina | SELF | 1.964 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.551 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.110 |
| Benzina | SELF | 1.945 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.538 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.126 |
| Benzina | SELF | 1.965 |
| GPL | SERVITO | 0.856 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 luglio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.118 |
| Benzina | SELF | 1.938 |
| GPL | SERVITO | 0.745 |
| Metano | SERVITO | 1.539 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 06:00:00 +0000Fin dal suo debutto, avvenuto nel 2019, la Mercedes-Maybach GLS è riuscita a ritagliarsi uno spazio da protagonista sul mercato, diventando un riferimento assoluto del segmento dei SUV di lusso.
Questo risultato è stato ottenuto grazie a un mix unico di prestigio, artigianalità e comfort di guida. Il modello ora si aggiorna e diventa ancora più completo, aggiungendo una serie di “perfezionamenti“.
La Casa, infatti, è intervenuta per rifinire un progetto già ricco di dettagli, in modo da renderlo ancora più esclusivo e interessante per la clientela.
Aggiornare un modello già di altissimo livello, ricco di contenuti e con un livello d’eccellenza elevato non era facile. Per questo motivo, l’azienda si è concentrata sui dettagli, andando a ottimizzare il progetto con l’obiettivo di alzare ulteriormente il livello.
Da questa volontà nasce il nuovo design, con una firma luminosa che definisce lo stile esterno della vettura. Per la prima volta su una GLS, la scritta MAYBACH è sottilmente illuminata all’interno della cornice della griglia e, in alcuni mercati, anche la stella Mercedes sul cofano può essere illuminata.
Al posteriore troviamo un portellone ridisegnato. Ci sono anche nuove colorazioni come petrolio scuro non metallizzato, rosso patagonia metallizzato MANUFAKTUR e l’esclusiva finitura bicolore petrolio scuro non metallizzato/verde argento metallizzato.
Per quanto riguarda l’abitacolo, invece, c’è una nuova opzione in pelle Nappa oltre a vari miglioramenti come gli altoparlanti surround aggiuntivi e le funzioni di massaggio estese per i sedili. La dotazione si arricchisce con un nuovo cerchio in lega leggera da 22 pollici con il caratteristico design a 20 fori che si affianca ai cerchi forgiati da 23 pollici.
Il SUV ha introdotto anche nuove misure di isolamento per migliorare il comfort a bordo. Per quanto riguarda il comparto tecnico, invece, sotto al cofano c’è spazio per il motore elettrificato a otto cilindri (M117 EVO) abbinato al cambio ISG 2.0.
Questo motore eroga una potenza massima di 450 kW con un boost di 17 kW e una coppia di 850 nm. Secondo la Casa, le prestazioni sono paragonabili a quelle di un motore a 12 cilindri ma con maggiore efficienza.
Il sistema di elettrificazione si avvale del generatore di avviamento integrato di seconda generazione, che rappresenta un sistema mild-hybrid a 48 volt. I progettisti hanno rivisto anche lo sterzo, con un rapporto di sterzata più diretto. Il sistema di infotainment di nuova generazione MBUX si basa sul Superscreen MBUX standard che combina tre display da 12,3 pollici.
La Nuova Mercedes-Maybach GLS è già ordinabile in Cina. I clienti della Casa tedesca in Europa e negli Stati Uniti avranno la possibilità di completare l’ordine della nuova versione del SUV a partire dalla fine del mese di luglio 2026. È, quindi, questione di giorni per registrare il lancio europeo. Nei mesi successivi, il modello arriverà anche in altri mercati a livello globale. Ricordiamo che di recente è stata lanciata anche la versione Maybach della Classe S.
Markus Bauer, Responsabile Mercedes-Maybach, Mercedes-Benz AG, ha commentato:
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 05:30:20 +0000“Con la nuova Mercedes-Maybach GLS, abbiamo elevato ulteriormente il carattere del nostro SUV di lusso, conferendogli una raffinatezza ancora maggiore. Unisce una potenza senza sforzo a una presenza imponente. Ogni dettaglio è stato studiato per migliorare il comfort e la serenità , in un modo che è inconfondibilmente Maybach.â€
Sognava una Lamborghini Countach gialla, poi la vita gli ha messo fra le mani una Peugeot 205 XS. Partita da una piccola francese, la storia tra Francesco Sarcina e i motori è proseguita in sella alle moto americane.
Il frontman delle Vibrazioni non ha mai fatto mistero anche sui social di amare particolarmente una Harley-Davidson Night Train, il cui nome – “treno della notte” – sembra quasi il titolo di un pezzo rock. Gli ammortizzatori posteriori rimangono nascosti sotto il telaio e le regalano l’aspetto delle vecchie Harley rigide.
Dalla fotografia pubblicata da Sarcina è complicato stabilire l’anno esatto. Negli anni di produzione la Night Train ha adottato motori da 1.450 e 1.584 cc, rimanendo fedele al classico bicilindrico a V raffreddato ad aria fino alle versioni più recenti, che pesavano circa 300 kg e tenevano la sella a soli 64 centimetri da terra. Per averne una bisogna setacciare il mercato dell’usato, dove si possono trovare esemplari al prezzo fra 10.500 e 16.000 euro, con differenze legate allo stato della moto e alle modifiche apportate.
Il primo assaggio della libertà ha però altre sembianze: quelle di una Peugeot 205 XS, subito usata da Sarcina in un viaggio verso la Puglia insieme a un amico musicista. Suonavano i Led Zeppelin e poco importava che l’auto fosse lontanissima dalla Countach immaginata negli anni dell’infanzia.
XS indicava una delle declinazioni vivaci della Peugeot 205, collocata sotto la celebre GTI. La carrozzeria a tre porte pesava meno di 800 kg e il motore di 1,4 litri erogava, a seconda dell’anno, fra 80 e 85 CV: numeri modesti in confronto alle utilitarie sportive moderne, che donavano brio a un’automobile leggera. Negli anni Ottanta bastavano pochi cavalli in meno e qualche chilogrammo risparmiato per divertirsi.
Sarcina ha avuto anche un furgone Ford trasformato in una specie di locale privato su ruote da utilizzare nei viaggi con la famiglia, anche se poteva diventare uno spazio personale nei momenti trascorsi da solo. Alla velocità preferiva dunque la possibilità di adattare il mezzo alle necessità del momento.
Persino l’ascolto dei nuovi brani avviene spesso in macchina, lontano dallo studio nel quale sono stati registrati. Uno dei ricordi più nitidi lo riporta accanto al padre, di notte, su una Lancia Coupé blu. Nell’abitacolo suonava Shine On You Crazy Diamond dei Pink Floyd e la strada rendeva l’ascolto diverso da quello domestico. Ancora oggi Sarcina prova spesso le proprie canzoni in auto, dove riesce a cogliere particolari sfuggiti durante le ore trascorse in studio.
Dal brano dei Pink Floyd ascoltato in macchina alle canzoni eseguite davanti al pubblico cambia la scena, ma la musica rimane il punto di contatto. Le Vibrazioni sono infatti tra gli ospiti di Radio2 Live – Il cielo è sempre più blu, in onda mercoledì 22 luglio alle 21.20 su Rai 2. Il concerto dedicato a Rino Gaetano è stato registrato il 12 giugno in piazza XV Marzo a Cosenza ed è trasmesso anche da Rai Radio2. Sarcina torna sul palco insieme alla band, accompagnata per l’occasione dalla Radio2 Social Band.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 19:24:37 +0000Il mercato delle auto usate continua a rappresentare un punto di riferimento per gli automobilisti italiani, anche per via di un prezzo decisamente più accessibile rispetto a quello delle vetture nuove. Una recente indagine di AutoUncle ci offre una fotografia aggiornata delle preferenze degli italiani sui modelli di seconda mano, andando a stilare la classifica delle dieci auto usate più vendute in Italia nel corso del primo semestre del 2026. In cima alla Top 10 ci sono alcune delle vetture più diffuse e apprezzate nel nostro Paese. Le sorprese, però, non mancano di certo. Ecco i dettagli completi.
La Top 10 delle auto usate più vendute in Italia nel corso del primo semestre del 2026 vede al decimo posto la Peugeot 208, con un totale di 4.115 unità e un prezzo mediano di 12.000 euro. In nona posizione, invece, troviamo un modello di segmento decisamente superiore come l’Alfa Romeo Stelvio. L’apprezzato SUV della Casa italiana, infatti, ha raggiunto quota 4.118 esemplari a fronte di un prezzo di 21.500 euro, importo decisamente inferiore rispetto a quanto richiesto per un SUV premium di segmento D.
Scorrendo la classifica, in ottava posizione, troviamo la Volkswagen T-Roc, con 4.146 esemplari venduti e un prezzo di 19.999 euro. Settima piazza per un altro modello Peugeot, come l’apprezzata Peugeot 3008 che ha raggiunto quota 4.520 unità nel corso del primo semestre, con un prezzo di 16.900 euro. Al sesto posto della classifica troviamo l’Audi A3 che registra un totale di 4.573 vendite nel periodo considerato. Il prezzo è di 18.000 euro. Da segnalare che la A3 è anche il modello che si vende più velocemente, con una media di 46 giorni.
In quinta posizione c’è la Jeep Compass, con 4.781 unità vendute e un prezzo di 17.900 euro. Il SUV di Jeep è quello che si vende più lentamente, con una media di 84 giorni di tempo per lasciare il piazzale. Un gradino sotto al podio c’è la Citroën C3, che ha raggiunto quota 5.208 esemplari venduti, con un prezzo medio di 10.500 euro. Ricordiamo che un’altra indagine ha individuato quali sono i modelli usati più cercati e più rischiosi. Ci sono anche auto che non perdono valore nel tempo.
Sul gradino più basso del podio, invece, c’è la Fiat Panda, da anni auto più venduta in Italia considerando il settore delle vetture nuove. In questo caso, la Panda è terza con un totale di 6.658 unità e un prezzo di 8.900 euro. Seconda posizione per un altro modello molto diffuso in Italia come la Jeep Renegade, protagonista del mercato delle auto usate con un totale di 7.506 unità vendute. Il costo a cui viene venduto il SUV di Jeep è di 15.000 euro.
A guidare la classifica dell mercato dell’usato in Italia, c’è la Fiat 500, vera e propria icona del mercato delle quattro ruote. Grazie a un prezzo molto più basso rispetto al nuovo (la mediana è di 10.500 euro come prezzo di vendita), la 500 è riuscita a conquistare la prima posizione con un totale di 7.553 esemplari venduti.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 14:15:12 +0000Il prossimo 15 agosto 2026 è prevista la vendita all’asta di una supercar davvero esclusiva che viene proposta dalla casa d’aste RM Sotheby’s, vero e proprio punto di riferimento del settore. Si tratta della McLaren F1 GTR, modello che risale al 1996. La vettura, oltre ad avere caratteristiche uniche, può contare anche su un proprietario d’eccezione. Dopo la produzione, infatti, la supercar rimase di proprietà della McLaren fino al 1999, quando poi venne acquistata da Nick Mason dei Pink Floyd. La valutazione stimata è da record. Ecco tutti i dettagli in merito.
Per ammirare la McLaren F1 GTR, ormai ribattezzata come la McLaren dei Pink Floyd, potete fare riferimento al carosello di immagini pubblicato da RM Sotheby’s sul suo account ufficiale di Instagram. Si tratta di un’opportunità per scoprire tutti i segreti della vettura e “studiare” il modello da ogni angolazione.
La McLaren F1 GTR dei Pink Floyd è stata realizzata con un design davvero unico, chiaramente ispirato alla pop art degli anni ’90. La livrea di fabbrica, con numero di telaio 10R, presenta tonalità gialle e scarlatte che rendono la vettura facilmente riconoscibile. La hypercar è uno dei soli due prototipi McLaren F1 GTR Short-Tail, insieme al telaio 01R vincitore della 24 Ore di Le Mans del 1995, ed è stata guidata durante i test alla 24 Ore di Le Mans del 1996. Successivamente, è stata convertita per l’uso su strada, direttamente dall’azienda.
La GTR viene considerata anche come la fine di un’era. Si tratta, infatti, dell’ultima auto da corsa vincitrice a Le Mans sviluppata direttamente da un’hypercar GT. L’esemplare in questione è stato modificato, dopo l’immatricolazione avvenuta nel 1999, da Paul Lanzante e dalla sua azienda, la Lanzante Limited.
La vettura è stata restaurata dalla stessa azienda nel 2009, dopo che un giornalista, durante un test, aveva perso il controllo, finendo in un campo di grano. Nel corso della sua carriera, la McLaren è stata esposta al 73° Goodwood Members’ Meeting nel 2012 e, nello stesso anno, ha partecipato al 20th Anniversary Tour di 750 chilometri organizzato dal 106 Drivers Club.
Dopo le partecipazioni ad altri eventi, Lanzante ha effettuato un nuovo restauro che ha portato l’auto al Festival of Speed di Goodwood del 2022, evento che rappresenta anche l’apparizione in pubblico più recente di questa McLaren, ora alla ricerca di un nuovo proprietario.
La vendita all’asta da parte di RM Sotheby’s è programmata per sabato 15 agosto 2026 come parte dell’evento che si terrà a margine della Monterey Car Week 2026. Come sempre, la casa d’aste metterà a disposizione di appassionati e collezionisti (senza particolari problemi di budget di spesa) la possibilità di acquistare modelli ricchi di fascino che hanno fatto la storia del mondo delle quattro ruote.
Per mettere le mani sulla McLaren F1 GTR, però, sarà necessario mettere in conto una spesa davvero importante. La valutazione stimata dell’esemplare è fissata in 35 milioni di dollari ma,considerando l’esclusività del progetto, è facile ipotizzare che il valore definitivo della vettura, dopo la vendita all’asta, possa salire in modo significativo. Ne sapremo di più tra poche settimane.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 13:30:09 +0000La crescita delle auto elettriche in Italia continua. Gli ultimi dati sulle immatricolazioni confermano una presenza sempre più capillare per i modelli a zero emissioni sulle strade italiane, con una vera e propria accelerazione registrata nel corso del mese di giugno e anche con un primo semestre da record. Andiamo ad analizzare i dati forniti da UNRAE in merito alla diffusione delle elettriche sul mercato delle quattro ruote in Italia.
Il mese di giugno 2026 si è chiuso con un totale di 14.894 unità immatricolate per le auto elettriche in Italia. Si tratta di un dato davvero considerevole, che va quasi a raddoppiare il risultato di giugno 2025. La crescita su base annua, infatti, è stata dell’87,1%. Questo risultato consente al settore di raggiungere una quota del 10,1% nel corso del mese.
In pratica, ogni 10 auto immatricolate, una è stata a zero emissioni. Si tratta di un dato ancora inferiore alla media europea, ma che comunque rappresenta un chiaro segnale che le elettriche stanno crescendo in misura significativa e sono oggi sempre più diffuse nel nostro Paese.
Anche tutto il primo semestre del 2026 si è chiuso con ottimi risultati per le auto elettriche. Le immatricolazioni hanno raggiunto quota 79.613 unità , con un incremento del 77,5% su base annua (circa 35 mila esemplari immatricolati in più) e una quota di mercato dell’8,4%, in crescita di 3,2 punti rispetto ai dati dello scorso anno.
Per approfondire l’andamento del mercato italiano delle quattro ruote nel corso del primo semestre dell’anno, andando oltre al solo segmento delle vetture a zero emissioni, potete dare un’occhiata all’articolo in cui abbiamo analizzato gli ultimi dati sulle immatricolazioni in Italia. Nei prossimi giorni, invece, analizzeremo anche i dati in Europa in modo da avere un quadro più completo sulla diffusione delle auto BEV.
Ecco la classifica dei 10 modelli più venduti in Italia a giugno 2026 per quanto riguarda le auto elettriche:
Di seguito, invece, riportiamo la Top 10 delle elettriche più vendute in Italia nel corso del primo semestre 2026, in base ai dati sulle immatricolazioni di UNRAE:
La classifica vede la Leapmotor T03 giocare un ruolo da protagonista assoluta. Il modello, grazie al suo prezzo accessibile, sta trascinando il mercato, con un contributo determinante alla diffusione delle auto a zero emissioni in Italia nel corso del primo semestre del 2026.
Segnaliamo che il modello di Leapmotor è riuscito a ritagliarsi anche uno spazio nella Top 10 delle auto più vendute nel nostro Paese, sia per quanto riguarda il mese di giugno che per il cumulato annuo, con il parziale al termine dei primi sei mesi dell’anno. Per i prossimi dati sul mercato italiano, l’appuntamento è fissato ai primi giorni del mese di agosto, con i dati relativi al mese di luglio.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 12:45:42 +0000La 6DAYS FIM Enduro of Nations taglia il traguardo della centesima edizione e KTM celebra l’appuntamento con il lancio della gamma EXC 6DAYS 2027. La nuova famiglia di moto da offroad, sviluppata sulla piattaforma EXC della Casa austriaca, adotta una livrea speciale ispirata al Portogallo, Paese che ospiterà la manifestazione, ed è composta da un modello con motore 2 tempi e quattro versioni 4 tempi.
Come detto, la Model Year 2027 di KTM EXC 6DAYS si distingue per una livrea dedicata, ispirata ai paesaggi e ai colori portoghesi, in quanto la centesima edizione della 6DAYS FIM Enduro of Nations si terrà a Grândola, nella regione dell’Alentejo dal 12 al 17 ottobre.
Tutti i modelli sono equipaggiati di serie con una dotazione tecnica specifica, sviluppata per l’utilizzo nelle competizioni di enduro e pensata per affrontare le condizioni di guida più impegnative. Tra i principali componenti figurano le piastre forcella ricavate dal pieno con lavorazione CNC e anodizzate in arancione, il telaio nella stessa finitura, lo sgancio rapido dell’asse anteriore, il selettore delle mappe motore, la ventola del radiatore, il paramotore e il kit di protezioni del telaio.
La dotazione comprende inoltre il disco freno anteriore semi-flottante, il disco posteriore pieno con cavo di sicurezza, la corona Supersprox Stealth, la sella dedicata, le grafiche esclusive 6DAYS e gli pneumatici Metzeler 6 Days Extreme.
La gamma KTM EXC 6DAYS 2027 è composta da cinque modelli, suddivisi tra una versione con motore 2 tempi e quattro con propulsore 4 tempi. L’offerta comprende KTM 300 EXC 6DAYS, proposta a 12.790 euro, KTM 250 EXC-F 6DAYS a 12.950 euro, KTM 350 EXC-F 6DAYS a 13.190 euro, KTM 450 EXC-F 6DAYS a 13.450 euro e KTM 500 EXC-F 6DAYS, disponibile a 13.650 euro. La produzione prenderà il via nel mese di luglio, mentre l’arrivo nelle concessionarie KTM è previsto a partire da agosto.
In occasione della 6DAYS FIM Enduro of Nations 2026, KTM metterà inoltre a disposizione dei piloti i pacchetti Race Service e Rental Package, che consentiranno di partecipare alla competizione in Portogallo utilizzando una KTM EXC 6DAYS 2027. Tutti i modelli sono coperti dalla Garanzia Premium KTM, valida nel rispetto del programma di assistenza e manutenzione previsto dalla rete ufficiale.
La 6DAYS FIM Enduro of Nations – conosciuta anche con il nome di International Six Days Enduro (Sei Giorni Internazionale di Enduro) – è la più antica competizione off-road presente nel calendario della Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM).
L’evento nacque nel 1913 con il nome di International Six Days Trial (ISDT) e debuttò a Carlisle, nel Regno Unito. Non si disputò soltanto durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, dopodiché divento uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’enduro internazionale. Nel 1981 la FIM adottò la denominazione attuale.
La manifestazione riunisce ogni anno centinaia di piloti provenienti da decine di Paesi. La competizione mette alla prova non solo la velocità , ma anche affidabilità , resistenza e capacità di gestione del mezzo. Nell’arco di sei giornate i partecipanti affrontano lunghi percorsi fuoristrada rispettando tempi prestabiliti e con limitate possibilità di sostituire componenti meccanici, dovendo eseguire in autonomia gran parte degli interventi di manutenzione. Dal 1973 la manifestazione ha iniziato a svolgersi anche fuori dall’Europa.
La competizione rappresenta anche uno degli appuntamenti più importanti per KTM dal punto di vista sportivo. Nell’edizione 2025, disputata in Italia, Josep Garcia ha conquistato la quinta vittoria consecutiva nella classifica individuale in sella a KTM 250 EXC-F, contribuendo anche al successo del marchio nel Manufacturers Team Award.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 12:25:33 +0000Quando si acquista un’auto, il prezzo concordato con il venditore non coincide sempre con l’esborso finale. Tra immatricolazione, bolli, emolumenti e pratiche amministrative c’è anche l’Imposta Provinciale di Trascrizione, abbreviata in IPT.
A differenza del bollo auto, l’IPT si versa una sola volta per ciascuna formalità imponibile richiesta al Pubblico Registro Automobilistico, per esempio quando un veicolo viene iscritto per la prima volta oppure cambia proprietario. La sua struttura combina una tariffa nazionale e una componente territoriale. Di conseguenza il risultato cambia anche fra due auto identiche acquistate da persone residenti in Province diverse.
L’IPT grava sulle formalità di iscrizione, trascrizione e annotazione dei veicoli al PRA. A far scattare il pagamento è la richiesta di una formalità giuridicamente rilevante sul veicolo. Il tributo viene attribuito alla Provincia di residenza dell’acquirente. Quando l’intestatario è una società o un altro soggetto giuridico, assume rilievo la sede legale. Non conta il luogo nel quale si trova il concessionario né lo sportello scelto per presentare la pratica.
Il versamento avviene insieme alla richiesta della formalità al PRA. Non c’è una scadenza annuale autonoma, come accade per la tassa automobilistica. Le situazioni più comuni sono:
Nell’acquisto di un’auto nuova, il concessionario cura l’immatricolazione e riscuote dal cliente anche l’IPT. La cifra può figurare nella voce messa su strada, ma conviene leggere il preventivo: alcuni listini indicano prezzi comprensivi delle spese, altri escludono l’imposta.
Se l’auto è usata, il pagamento viene eseguito al momento della trascrizione del passaggio. La somma richiesta comprende anche bolli, emolumenti Aci, diritti della Motorizzazione civile e compenso dell’agenzia, voci distinte dall’IPT. Un veicolo comprato all’estero genera invece il tributo con la prima iscrizione nel Pubblico Registro Automobilistico italiano, salvo che ricorra una specifica esenzione.
Anche l’eredità comporta una formalità soggetta all’imposta. Se gli eredi intendono intestare l’auto a uno solo di loro, possono rendersi necessari due passaggi consecutivi: prima l’accettazione a favore di tutti e poi il trasferimento al nuovo intestatario.
La trascrizione di una compravendita deve essere richiesta entro 60 giorni dall’autentica della firma del venditore. Superato il termine all’IPT si aggiungono sanzione e interessi legali. Per gli atti diventati tardivi dal primo settembre 2024, la sanzione ordinaria è pari al 25% dell’imposta dovuta. Percentuali inferiori possono derivare dal ravvedimento operoso, purché siano versati insieme pagamento, sanzione ridotta e interessi.
Per sapere quanto pagare, il dato di partenza è la potenza espressa in kilowatt, riportata nel campo P.2 della carta di circolazione o del Documento unico. I cavalli pubblicizzati nelle schede commerciali non sono il parametro fiscale da utilizzare. La tariffa nazionale distingue due fasce:
Il decreto ministeriale contiene anche tariffe differenti per autobus, trattori stradali, autocarri, rimorchi e altri veicoli. Per una normale autovettura resta invece centrale la soglia dei 53 kW.
Quando l’auto supera 53 kW, i 3,51 euro non si applicano soltanto alla potenza eccedente. La moltiplicazione riguarda tutti i kilowatt del veicolo. Una vettura da 88 kW genera per esempio un importo base di 88 × 3,51 = 308,88 euro.
Il metodo che somma 150,81 euro al costo dei soli 35 kW eccedenti produce un risultato errato. In questo caso porterebbe a 273,66 euro, cifra inferiore a quella realmente dovuta. Dopo aver calcolato la tariffa base si applica la maggiorazione deliberata dalla Provincia. Il totale viene infine arrotondato all’euro: per difetto quando i centesimi non superano 49, per eccesso da 50 centesimi in avanti.
Le amministrazioni provinciali possono aumentare la tariffa ministeriale fino al 30%. Secondo il quadro aggiornato a gennaio 2026, la distribuzione è la seguente:
CI sono poi regole particolari. Torino applica il 30% agli atti non soggetti a Iva e il 20% a quelli soggetti a IVA. Bari fa pagare il 75% dell’IPT in alcune operazioni riguardanti noleggio, trasporto pubblico, taxi, NCC e trasporto merci.
La normativa nazionale prevede diverse esenzioni:
L’esenzione della minivoltura riguarda la vendita dal privato al commerciante. Quando il concessionario rivende l’auto al cliente finale, il nuovo passaggio torna soggetto all’IPT.
Il beneficio nazionale spetta poi alle persone con ridotte o impedite capacità motorie permanenti quando il veicolo è adattato, ai soggetti con disabilità psichica o mentale grave titolari dell’indennità di accompagnamento e alle persone con grave limitazione della deambulazione o pluriamputazioni.
L’auto può essere intestata direttamente al beneficiario oppure al familiare del quale risulti fiscalmente a carico. Il mezzo può essere guidato dalla persona interessata o impiegato per il suo trasporto.
Per gli autoveicoli costruiti da oltre 30 anni e non utilizzati nell’esercizio di un’attività professionale o d’impresa, l’IPT è ridotta a 51,65 euro. I motoveicoli ultratrentennali pagano invece 25,82 euro.
Dal 2015 i veicoli con età compresa fra 20 e 29 anni non godono più della riduzione nazionale. Bolzano conserva una disciplina speciale, estesa a determinate categorie dal ventesimo anno di costruzione, e mantiene l’esenzione per i motocicli.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 12:00:36 +0000Il panorama della nautica mondiale ha celebrato un traguardo storico nelle acque della Costiera Amalfitana. La presentazione del nuovo Riva 54metri, svoltasi presso l’esclusivo resort Borgo Santandrea, ha segnato il debutto dell’imbarcazione più imponente mai uscita dagli storici cantieri Riva. Questo mega yacht rappresenta un’evoluzione monumentale per il brand, riuscendo a trasporre l’inconfondibile filosofia del marchio, fatta di bellezza ed eleganza, su una scala dimensionale senza precedenti.
Il Riva 54metri si presenta con uno scafo e una sovrastruttura interamente in alluminio, caratterizzati da una livrea grigia metallizzata che ne esalta la silhouette filante. Progettato da Officina Italiana Design (Mauro Micheli e Sergio Beretta), lo yacht mantiene intatti i segni identitari del marchio: dal bilanciamento perfetto dei volumi ai tagli inclinati della poppa, fino all’andamento prodiero della tuga che richiama i modelli più simbolici della gamma. L’imbarcazione si sviluppa su quattro ponti, offrendo spazi generosi che mantengono una continuità visiva con l’esterno grazie a vetrate a tutta altezza.
La zona di poppa ospita un beach club di oltre 40 mq, che può espandersi di altri 20 mq grazie all’abbattimento delle murate laterali. Questo spazio è impreziosito da quattro portelloni apribili su due livelli e, al centro, da una scenografica piscina di acqua dolce di 4 metri per 2, ideale per il relax anche durante la navigazione. Oltre alla piscina, l’area prevede l’accesso a una palestra di oltre 100 mq.
Spostandosi verso prua, la barca offre un divano a C e prendisole laterali che nascondono un vano per i giochi d’acqua con gru integrata. Il sundeck, invece, è diviso in tre aree: zone prendisole con jacuzzi a poppa, una lounge centrale e una zona dining a prua protetta da un hard top, completa di bar attrezzato e TV a scomparsa. Anche il pozzetto del ponte principale, di 45 mq, dispone di murate abbattibili per massimizzare la superficie vivibile.
L’abitacolo riflette un lusso raffinato ma discreto, scelto in prima persona dall’armatore. Nel living principale, la coerenza materica — fatta di tessuti chiari, pelle bianca e rovere — è arricchita da un “tappeto” in marmo bianco posizionato sotto il tavolo da pranzo, rischiarato da un lampadario in cristallo.
La cabina armatoriale, situata sul ponte principale, riprende questi materiali aggiungendo dettagli in pelle nera. Al ponte inferiore si trovano le quattro cabine ospiti, mentre il ponte superiore è dedicato alla sky lounge, un salotto multifunzione con audio-video e speciali contenitori pensati per esporre opere d’arte.
Nonostante le dimensioni, il Riva 54metri non rinuncia alla tecnologia d’avanguardia. È dotato di sistemi satellitari per copertura globale, cybersecurity e domotica avanzata. La propulsione garantisce una velocità massima di 18 nodi, con un’autonomia di circa 3.600 miglia nautiche a 11 nodi. Il comfort è assicurato da quattro pinne stabilizzatrici elettriche, mentre il pescaggio contenuto a soli 2,25 metri permette l’accesso a baie poco profonde.
Questo yacht non è solo un esercizio di stile, ma risponde alla visione di Stassi Anastassov, Global Chief Officer di Ferretti Group: guardare a una nuova tipologia di armatori che desiderano una vera “casa sull’acqua” per godersi panorami mozzafiato in totale relax. Il Riva 54metri si conferma così come la sintesi perfetta tra innovazione tecnologica e un’eredità storica che non smette di sognare il futuro.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 11:58:36 +0000Il panorama dei controlli stradali in Italia si è arricchito di uno strumento tecnologico sempre più diffuso e temuto dagli automobilisti: il sorpassometro. Questo sistema elettronico è stato progettato con l’obiettivo specifico di individuare i sorpassi vietati e altre manovre irregolari, operando efficacemente anche in assenza di una pattuglia delle forze dell’ordine sul posto.
A differenza dei comuni sistemi di controllo, il sorpassometro non agisce come un semplice autovelox volto a misurare la velocità , ma si concentra sulla documentazione visiva di manovre effettuate in violazione della segnaletica e delle norme del Codice della Strada.
Il funzionamento del sorpassometro si basa su un’architettura tecnologica complessa che integra telecamere e sensori posizionati strategicamente lungo la carreggiata. Questi dispositivi registrano costantemente ciò che avviene sulla strada, focalizzandosi in particolare su tratti critici dove la manovra di sorpasso risulta particolarmente pericolosa o è esplicitamente vietata, come in presenza di una linea continua.
Un aspetto fondamentale che distingue questo strumento da altri dispositivi automatici è la gestione della violazione. Il sorpassometro, infatti, non “decide” autonomamente l’erogazione di una multa. Il sistema si limita ad acquisire e registrare il filmato della sospetta infrazione; successivamente, tale documentazione video viene analizzata e verificata dagli agenti di polizia. Solo dopo che un operatore umano ha accertato l’effettiva irregolarità della manovra, si procede alla redazione del verbale. Questo rende la documentazione video l’elemento centrale e probatorio di ogni accertamento.
Per chi viene colto in fallo dal sorpassometro, le conseguenze economiche e amministrative possono essere estremamente severe. A seconda della gravità dell’infrazione commessa, le sanzioni pecuniarie possono superare i 1.300 euro. Oltre all’esborso monetario, il Codice della Strada prevede pesanti ripercussioni sulla patente di guida: la decurtazione può arrivare fino a 10 punti e, nei casi più gravi o in caso di recidiva, è prevista anche la sospensione della patente.
È importante notare che la sanzione può variare in base alla specifica violazione contestata. Ad esempio, il semplice superamento della striscia longitudinale continua, se non configura un vero e proprio sorpasso pericoloso, può comportare una multa più contenuta e una minore perdita di punti. Per tale ragione, gli esperti consigliano di verificare sempre con precisione quale norma del Codice della Strada sia stata citata nel verbale.
Ricevere una multa tramite sorpassometro non significa necessariamente non avere margini di difesa, sebbene il ricorso non possa basarsi sulla mera assenza di una pattuglia visibile. Gli automobilisti possono contestare il verbale verificando elementi concreti come la regolarità del dispositivo, la correttezza della descrizione della violazione e, soprattutto, la segnaletica stradale.
Proprio sulla segnaletica si sono concentrate molte discussioni legali, poiché i cartelli che indicano il controllo potrebbero non essere sempre precisi nell’indicare l’inizio e l’estensione del tratto monitorato. Un caso emblematico si è verificato nel maggio 2026, quando un giudice di pace ha annullato un verbale relativo a un dispositivo installato ad Acquappesa, aprendo un dibattito sulla legittimità di alcuni accertamenti. Tuttavia, resta fondamentale valutare ogni caso singolarmente e rispettare i termini legali per l’impugnazione.
La presenza del sorpassometro introduce un livello di vigilanza elettronica che invita a una guida più prudente. La regola d’oro per ogni conducente rimane quella di rispettare sempre la segnaletica, evitando manovre azzardate anche quando la strada appare libera, poiché la tecnologia consente oggi di documentare le infrazioni in modo inoppugnabile.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 10:31:39 +0000Con l’arrivo della stagione estiva e dei grandi spostamenti verso le località balneari, molti automobilisti tendono ad adottare uno stile di guida più rilassato per sfuggire al caldo o evitare lo stress delle code.
Tuttavia, esistono alcuni comportamenti, spesso ritenuti innocui o semplicemente pratici, che nascondono rischi elevatissimi per l’incolumità fisica, oltre a esporre a sanzioni pesanti e complicazioni con le compagnie di assicurazione.
Un classico dell’estetica vacanziera è guidare con il braccio appoggiato fuori dal finestrino. Sebbene non esista un divieto assoluto espresso, le Forze dell’Ordine possono sanzionare questo gesto basandosi su due norme del Codice della Strada. L’articolo 141 punisce il mancato controllo del veicolo, ricordando che il conducente deve sempre essere in grado di compiere manovre in sicurezza (multa da 42 a 173 euro e decurtazione di un punto).
Inoltre, l’articolo 169 vieta la sporgenza di parti del corpo che aumentino l’ingombro laterale del mezzo, con sanzioni che possono arrivare a 344 euro.
Uno degli errori più gravi e diffusi è quello di stendere un asciugamano in spugna sul sedile per proteggere il rivestimento dal costume bagnato o dal calore. Questa abitudine altera drasticamente la dinamica biomeccanica dei sistemi di sicurezza dell’auto. Il rischio principale è il cosiddetto “effetto submarining”: la spugna annulla l’attrito tra corpo e sedile, facendo sì che, in caso di impatto, il passeggero scivoli sotto la cintura di sicurezza.
Le conseguenze possono essere letali: la cintura addominale, invece di bloccarsi sulle ossa del bacino, comprime gli organi interni come fegato, milza e intestino, causando emorragie gravissime. Inoltre, il telo può interferire con i sensori di postura che regolano l’attivazione degli airbag.
Oltre al danno fisico, l’uso dell’asciugamano può comportare una riduzione del risarcimento assicurativo per “concorso di colpa”, qualora i periti dimostrino che l’uso del telo ha aggravato le lesioni.
Un altro tema complesso riguarda la guida con infradito o a piedi nudi. Sebbene non sia più vietato dal 1993, se una calzatura inadatta causa una guida incerta o rimane incastrata sotto un pedale, si applica l’articolo 141 sul mancato controllo del mezzo. Il rischio maggiore in questo caso è la rivalsa assicurativa: dopo un incidente, la compagnia potrebbe pagare il danno per poi richiedere l’intera cifra al conducente, sostenendo che fosse impedito nei movimenti dalle ciabatte.
Anche la pulizia del veicolo è fondamentale per la legge. Guidare con il parabrezza coperto da troppi moscerini viola gli articoli 71 e 79 del Codice della Strada, esponendo a una multa fino a 344 euro a causa della ridotta visibilità .
Infine, un comportamento sanzionato molto severamente è la sosta con il motore e l’aria condizionata accesi in zone abitate. Secondo l’articolo 157 del CdS, questa pratica finalizzata a mantenere l’auto fresca mentre si è fermi comporta una multa che varia da 223 a 444 euro.
È importante sottolineare che la norma punisce la sosta prolungata e non la semplice fermata, come quella necessaria per far scendere un passeggero o durante l’attesa a un semaforo rosso.
Godersi le vacanze significa anche mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza stradale, evitando automatismi che potrebbero trasformare un momento di relax in un grave pericolo per sé e per gli altri.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 09:49:41 +0000Osservare un panno bianco che sventola dal finestrino di un’auto ferma sul ciglio della strada può apparire, agli occhi delle nuove generazioni, come una curiosità d’altri tempi o un gesto dal significato oscuro. Eppure, questa pratica rappresenta uno dei segnali “artigianali” più longevi e riconoscibili della storia dell’automobilismo.
Prima dell’avvento dei telefoni cellulari, dei sistemi di localizzazione GPS e dei pulsanti di chiamata d’emergenza integrati nei cruscotti, rimanere bloccati con il veicolo in panne in una zona isolata poteva trasformarsi in un’esperienza critica. In quel contesto, un semplice pezzo di stoffa bianca diventava l’unico strumento a disposizione del conducente per comunicare con il mondo esterno.
La pratica è di una semplicità disarmante, ed è proprio in questa immediatezza che risiede la sua efficacia. Quando un automobilista si trova nell’impossibilità di proseguire il viaggio, espone un panno bianco incastrandolo nel finestrino, legandolo alla maniglia della portiera o fissandolo allo specchietto retrovisore esterno. L’importante è che il segnale sia posizionato in un punto facilmente visibile per chiunque sopraggiunga dalla carreggiata.
Sebbene non faccia parte della segnaletica stradale ufficiale e il suo valore non sia sancito da codici giuridici, il messaggio che trasmette è univoco: “sono in difficoltà e ho bisogno di aiuto”. Viene utilizzato per segnalare una vasta gamma di imprevisti, che spaziano dal guasto meccanico alla gomma bucata, dal surriscaldamento del motore fino alla banale ma invalidante mancanza di carburante.
L’utilità di questa pratica si poggia su due pilastri: la fisica del colore e la psicologia collettiva. Il bianco è stato scelto innanzitutto per la sua elevata visibilità , capace di staccare nettamente rispetto ai colori spesso scuri dell’asfalto o della vegetazione circostante.
In secondo luogo, nell’immaginario comune, il panno richiama immediatamente il concetto della “bandiera bianca”. Questo parallelismo non indica una resa in senso bellico, ma comunica l’intenzione pacifica di chi si trova a bordo e la necessità di ricevere supporto in una situazione di vulnerabilità .
Un altro aspetto fondamentale riguarda lo stato del veicolo: il panno bianco serve a far capire agli altri utenti della strada e alle forze dell’ordine che la vettura non è stata abbandonata. Segnala che il conducente è ancora nei paraggi o si è allontanato solo temporaneamente per cercare soccorso, evitando che l’auto venga trattata come un relitto d’intralcio alla circolazione.
Potrebbe sembrare che, nell’era della connettività totale, un pezzo di stoffa abbia perso la sua funzione. Al contrario, il panno bianco conserva una sua utilità pratica in scenari dove la tecnologia fallisce: un telefono scarico, l’assenza di campo in zone montuose o rurali, o la difficoltà tecnica nel contattare tempestivamente i soccorsi. In questi casi, il segnale informale torna a essere il ponte principale per attivare la solidarietà tra automobilisti.
Se durante la marcia si nota un veicolo con questo segnale, bisogna interpretarlo come un avviso di emergenza o guasto e di prestare particolare attenzione. È bene verificare, se le condizioni di sicurezza lo permettono e senza compiere manovre brusche, se il conducente necessiti effettivamente di assistenza o se sia il caso di allertare i soccorsi professionali.
È tuttavia fondamentale ricordare che il panno bianco non sostituisce i dispositivi obbligatori (come il triangolo o il giubbotto catarifrangente) e non autorizza a ignorare le norme del Codice della Strada. Si tratta di un’integrazione visiva, un retaggio di civiltà stradale che continua a sopravvivere come testimonianza di un’epoca in cui chiedere aiuto richiedeva ingegno e un semplice lembo di stoffa al vento.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 08:39:48 +0000La Alpine A390 è un’auto importante per il marchio francese, perché prova a fare una cosa tutt’altro che semplice: portare il carattere Alpine dentro una carrozzeria più grande, più versatile e completamente elettrica. Si tratta di una sport fastback a cinque posti, pensata per chi cerca spazio, tecnologia e autonomia, ma non vuole rinunciare a un’impostazione di guida realmente sportiva.
Dopo la A290, la A390 è il secondo modello del cosiddetto Dream Garage Alpine e anticipa la futura A110 elettrica che ha fatto il suo debutto a Goodwood 2026. La base tecnica deriva dalla piattaforma AmpR Medium, ma il lavoro fatto dagli ingegneri è stato profondo, soprattutto su telaio, sospensioni, sterzo e gestione della coppia. L’obiettivo non era solo andare forte in rettilineo, cosa che molte elettriche sanno già fare, ma dare sensazioni più vicine a quelle di una Alpine vera.
Dal vivo la A390 ha proporzioni importanti, ma non appare pesante. Misura 4,615 metri in lunghezza, 1,885 metri in larghezza e 1,532 metri in altezza, con una linea del tetto inclinata e un profilo più vicino a una fastback sportiva che a un SUV coupé tradizionale. Il frontale è basso e pulito, il cofano è attraversato da elementi aerodinamici funzionali e la fiancata lavora molto sulle superfici scolpite.
La firma luminosa anteriore Cosmic Dust, composta da triangoli illuminati, dà personalità senza esagerare, con il logo posteriore Alpine retroilluminato e le barre luminose sottili che allargano visivamente la coda. Ci sono poi dettagli da appassionati, come la piccola silhouette della A110 nascosta sul parabrezza, la bandiera francese sul montante C e i cerchi specifici da 20 o 21 pollici.

L’aerodinamica ha un ruolo centrale, infatti Alpine ha lavorato su cofano, passaggi ruota, flap posteriori, spoiler integrato e diffusore, con soluzioni ispirate anche al mondo endurance. Non sono decorazioni: servono a migliorare efficienza e stabilità , due aspetti fondamentali su una sportiva elettrica con ambizioni da vera granturismo.
L’abitacolo cerca un equilibrio tra atmosfera sportiva e praticità , dove la plancia è orientata verso chi guida, la console centrale alta richiama la A110 e il volante integra comandi specifici ispirati al mondo racing. Tra questi ci sono il manettino blu RCH, per regolare la rigenerazione fino alla modalità One Pedal, e il pulsante rosso OV, pensato per la funzione Overtake di cui abbiamo già parlato nella prova della A290.
L’infotainment Alpine Portal integra i servizi Google, quindi navigazione, ricerca delle colonnine e pianificazione dei percorsi risultano più naturali rispetto a molti sistemi proprietari, mentre a livello multimediale dispone di un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici e uno schermo centrale da 12 pollici con cui comandare praticamente tutto. Una scelta apprezzabile è la presenza dei comandi fisici per la climatizzazione, utili quando si guida con ritmo e non si vuole cercare tutto nello schermo.
I sedili anteriori sono sportivi, riscaldabili e regolabili elettricamente, ma sulle versioni più ricche arrivano anche sedili Alpine Sport Seat by Sabelt con rivestimenti in pelle Nappa e dettagli più ricercati. Dietro lo spazio è buono per una fastback di questo tipo e il bagagliaio da 532 litri rende la A390 molto più pratica di quanto l’immagine sportiva lasci immaginare.
La parte più interessante della A390 è l’architettura a tre motori elettrici: uno anteriore e due posteriori, ciascuno collegato a una ruota. Questa soluzione consente la trazione integrale, ma soprattutto permette di usare l’Alpine Active Torque Vectoring, cioè una ripartizione attiva della coppia al posteriore, ed è proprio qui che l’auto cambia carattere.
Durante la prova, la sensazione più evidente è che la A390 non si limiti a spingere forte, ma cerca anche di aiutare l’auto a ruotare, a chiudere meglio le curve e a sembrare più agile di quanto dicano dimensioni e peso. Il sistema lavora in modo naturale, senza dare l’impressione di un’elettronica invasiva che corregge dopo l’errore, piuttosto accompagna la traiettoria, rendendo l’inserimento più preciso e il retrotreno più partecipe.

La gamma prevede due versioni: la A390 GT che sviluppa 400 CV, pari a 295 kW, con 661 Nm di coppia, accelera da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi e raggiunge i 200 km/h, mentre la A390 GTS sale a 470 CV, cioè 345 kW, con 824 Nm, scatta da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi e tocca i 220 km/h. Numeri importanti, ma il punto non è solo la prestazione pura, la A390 vuole essere veloce in modo controllabile, ripetibile e coinvolgente.
Ovviamente non può avere la leggerezza della A110, ma riesce comunque a recuperare una parte di quella sensazione grazie alla taratura del telaio, inoltre il baricentro basso, la distribuzione dei pesi 49% davanti e 51% dietro, il passo di 2,708 metri e lo sterzo diretto aiutano molto.
Guidandola, colpisce soprattutto la prontezza dell’avantreno, l’auto entra in curva con decisione, ma senza nervosismo, con il retrotreno segue e aiuta, mentre la trazione integrale garantisce molta motricità anche quando si accelera presto in uscita. La GTS spinge forte, ma non in modo brutale o teatrale: la progressione è piena, continua e soprattutto efficace.
Anche la frenata è stata curata, davanti ci sono dischi da 365 mm con pinze a 6 pistoncini, una prima assoluta per Alpine, con il pedale del freno che ha un’impostazione abbastanza naturale. Questo è un aspetto non sempre scontato sulle elettriche sportive, dove la transizione tra rigenerazione e frenata meccanica può risultare artificiale.
La batteria ha una capacità utilizzabile di 89 kWh, con un’autonomia dichiarata fino a 557 km WLTP con cerchi da 20 pollici e pneumatici Michelin Pilot Sport EV, mentre con cerchi da 21 pollici e Michelin Pilot Sport 4S il dato scende fino a 503 km. Naturalmente non abbiamo avuto occasione di verificarlo esaurendo tutta la carica, ma dai consumi della nostra prova il dato ci è sembrato abbastanza veritiero.
La ricarica in corrente continua arriva a 150 kW sulla GT e a 190 kW sulla GTS, questi non sono valori record, ma Alpine punta molto sulla stabilità della curva di ricarica, con una potenza media fino a 120 kW per la GT e 140 kW per la GTS. Come tempi di ricarica il passaggio dal 15 all’80% richiede meno di 25 minuti nelle condizioni corrette, mentre come potenza effettiva in corrente alternata il caricatore è da 11 kW di serie, con possibilità di arrivare a 22 kW.

L’infotainment è moderno, ma non soffocante. Oltre ai servizi Google, la A390 offre Alpine Telemetrics (lo stesso pacchetto della A290), con dati dinamici, informazioni di guida e un impianto audio Devialet sulle versioni più accessoriate. Gli ADAS comprendono cruise control adattivo stop & go, frenata automatica d’emergenza anche in retromarcia, controllo attenzione conducente con arresto progressivo, correzione della traiettoria e assistenza all’uscita sicura dagli occupanti. Comodo anche il già conosciuto pulsante My Safety, che permette di richiamare rapidamente le impostazioni preferite degli aiuti alla guida.
La Alpine A390 è una sportiva elettrica diversa dal solito, perché non vive solo di cavalli e accelerazione. È veloce, certo, ma il suo valore sta soprattutto nel modo in cui sterzo, telaio e torque vectoring lavorano insieme per restituire una guida più naturale e coinvolgente.
Non è leggera come una A110 e naturalmente non pretende di esserlo, però è spaziosa, ben rifinita, tecnologica, utilizzabile tutti i giorni e più dinamica di quanto il formato possa far pensare. In un mercato pieno di elettriche potenti ma spesso fredde, la A390 prova a rimettere al centro le sensazioni, ed è proprio questo che la rende interessante.
Data articolo: Wed, 22 Jul 2026 07:51:41 +0000