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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 3 febbraio 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta alcuni rallentamenti e code significative, soprattutto dovute a incidenti e lavori in corso. Si segnalano ad esempio un traffico bloccato e una coda di 2 km sulla A10 Genova-Ventimiglia a causa di un grave incidente tra Genova Aeroporto e il Bivio A10/A7 Milano-Genova, e numerose code anche lungo la A14 Bologna-Taranto per lavori in diverse tratte. Nel seguito dell’articolo, verranno elencati tutti gli eventi rilevanti per ciascuna tratta autostradale, con aggiornamenti precisi e temporali.

A1 Milano-Napoli



16:57 – Milano-Napoli
Traffico Rallentato per incidente tra Firenze sud e Valdarno
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 318 al chilometro 322 per una lunghezza di 4.0 km.



16:51 – Milano-Napoli
Traffico Rallentato per veicolo in avaria
Direzione Autostrada Milano-Napoli
Traffico rallentato tra Roma sud e Monteporzio Catone senza formazione di coda.



16:35 – Milano-Napoli
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
Traffico rallentato tra Calenzano e il Bivio A1-Variante per una lunghezza di 9.0 km.



16:01 – Milano-Napoli
Nebbia tra Rioveggio e Aglio km 255
Direzione in entrambe le direzioni
La nebbia interessa un tratto di 27.3 km dalla posizione chilometrica 222.7 a 250.0 km.

A10 Genova-Ventimiglia



17:05 – Genova-Ventimiglia
Coda di 2 km per incidente tra Genova Pegli e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Ovest su A7 Milano-Genova. Uscita consigliata provenendo da Ventimiglia: Genova Aeroporto.



16:37 – Genova-Ventimiglia
Traffico bloccato per incidente tra Genova Aeroporto e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Direzione Genova

A11 Firenze-Pisa Nord



16:47 – Firenze-Pisa Nord
Coda per traffico intenso
Direzione Pisa
Coda lunga 2 km tra Firenze Ovest e Prato est.

A13 Bologna-Padova



16:35 – Bologna-Padova
Coda per traffico intenso tra Bologna Interporto e Bivio A13/A14 Bologna-Taranto
Direzione Bologna
Coda di 2 km senza lunghezza effettiva indicata.



16:30 – Bologna-Padova
Camper Service chiuso per guasto impianto
Area di servizio Castel Bentivoglio ovest
Il servizio camper sarà chiuso fino alle 17:00 del 15/02/2026.

A14 Bologna-Taranto



16:51 – Bologna-Taranto
Coda di 1 km per lavori tra San Benedetto del Tronto e Pedaso
Direzione Ancona
La coda copre 8 km di tratto superstradale.



16:46 – Bologna-Taranto
Coda di 2 km per lavori tra Pedaso e Grottammare
Direzione Taranto
La coda si estende su un tratto di 3 km.



16:45 – Bologna-Taranto
Code a tratti per traffico intenso tra Bologna San Lazzaro e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Direzione autostrada Milano-Napoli
Lunghezza delle code a tratti di 13.2 km.



15:38 – Bologna-Taranto
Vento Forte tra Trani e Taranto Nord
Direzione in entrambe le direzioni
Area interessata lunga 97.1 km dal km 638.1 al km 735.2.

A24 Complanare TPU SX e Roma-Teramo



16:13 – Complanare TPU SX
Code a tratti per traffico intenso tra Inizio Complanare e Bivio Complanare / GRA
Direzione G.R.A.
Tratto lungo 2.2 km.



16:12 – Roma-Teramo
Code a tratti per traffico intenso tra Bivio A24/Tangenziale est RM e Grande Raccordo Anulare
Direzione G.R.A.
Lunghezza totale di 7.3 km.

A26 Genova-Voltri-Gravellona Toce



16:59 – Genova-Voltri-Gravellona Toce
Coda di 1 km per lavori tra Masone e Bivio A26/Diramaz. A7 Milano-Genova
Direzione Gravellona Toce
Tratto interessato lungo 16.6 km dal km 14.0 al km 30.6.

A4 Torino-Trieste



16:40 – Torino-Trieste
Coda in uscita a Bergamo per traffico intenso provenendo da Milano
Direzione Trieste



15:45 – Torino-Trieste
Code a tratti per traffico intenso tra Nodo di Pero e Sesto San Giovanni
Direzione Trieste
La lunghezza delle code è di 11.5 km.

A56 Tangenziale di Napoli



16:52 – Tangenziale di Napoli
Coda per traffico intenso tra Doganella e Corso Malta
Direzione Pozzuoli
La coda si estende per 0.8 km.



15:36 – Tangenziale di Napoli
Coda in entrata a Corso Malta verso Pozzuoli per traffico intenso.
Direzione Pozzuoli

A23 Palmanova-Tarvisio



15:54 – Palmanova-Tarvisio
Nevischio tra Pontebba e Confine di Stato
Direzione in entrambe le direzioni
Il tratto interessato è lungo 27.5 km dal km 92.4 al km 119.9.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 16:08:00 +0000
News n. 2
BYD prosegue la sua ascesa in Italia e in Europa anche a gennaio 2026

BYD continua il suo programma di crescita sul mercato europeo e ha appena chiuso il mese di gennaio 2026 con ottimi dati anche in Italia. La Casa è, sempre di più, un punto di riferimento del settore delle quattro ruote e non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi. I numeri parlano chiaro: in Italia come nel resto d’Europa, infatti, i modelli BYD sono sempre più richiesti e l’azienda si sta ritagliando il suo spazio, sottraendo quote di mercato a tanti brand storici del mercato, con risultati positivi mese dopo mese. Ecco tutti i dati rivelati in queste ore da BYD in merito alle performance registrate in Europa nel corso del mese di gennaio 2026.

Protagonista in Italia

Il mese di gennaio 2026 si è chiuso con un totale di 3.553 unità immatricolate per BYD in Italia. Il risultato in questione si traduce in una quota di mercato pari al 2,5%. Si tratta di un risultato sempre più vicino al muro del 3% e che conferma il ruolo da protagonista del marchio nel nostro mercato. Restringendo l’analisi ai veicoli “a Nuova Energia” e, quindi, al segmento che comprende elettriche e ibride plug-in, i dati diventano ancora più interessanti. BYD, infatti, ha raggiunto una quota del 17,1% al termine del primo mese dell’anno. I risultati ottenuti sono i seguenti:

  • Auto elettriche: 1.204 unità immatricolate con una quota di mercato del 12,8%
  • Auto ibride plug-in: 2.348 unità immatricolate con una quota di mercato del 20,8%

L’azienda sottolinea anche che continua l’espansione della rete di vendita e assistenza, che ora conta 101 punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale e ben 30 concessionari attivi.

Ottimi dati anche in Europa

I dati di vendita in Europa arriveranno nel corso delle prossime settimane, ma i primi numeri parziali sono molto positivi. Ecco alcuni dati forniti direttamente da BYD:

  • nel Regno Unito il brand ha raggiunto una quota di mercato del 2,8% con immatricolazioni pari a 4.021 unità (+149%) e una quota del 14,3% nel mercato dei veicoli ibridi plug-in e del 4,6% in quello dei veicoli elettrici.
  • in Spagna, nonostante la fine dei sussidi, il brand ha toccato un market share del 16% tra le elettriche, conquistando la prima posizione, e del 2,3% considerando tutto il mercato; le immatricolazioni sono cresciute del 65%, sfiorando quota 2.000 unità

La strategia del brand sembra essere vincente: i modelli BYD stanno raccogliendo risultati positivi in Italia e in molti altri mercati europei con l’obiettivo di rendere l’azienda un punto di riferimento in tutto il continente.

Una gamma in crescita

BYD ha evidenziato anche i risultati ottenuti da diversi modelli. La Atto 2 DM-i ha raggiunto quota 8.000 unità vendute mentre la Seal U DM-i ha conquistato la leadership del mercato delle auto ibride plug-in in Italia. Da segnalare che tra le auto elettriche più vendute in Italia, come confermano i dati ufficiali, BYD ha raggiunto un’ottima seconda posizione. Nel frattempo, l’azienda si prepara al lancio di uno dei suoi modelli più attesi: la Atto 3 Evo, primo Sport SUV del segmento C (4×4), è confermato per il debutto nel corso dei prossimi mesi.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 14:45:13 +0000
News n. 3
Brembo e Ferrari confermano la partnership in F1 e ora anche Wec

In Formula 1, la parola continuità ha un peso specifico enorme. Vale per i regolamenti, per i progetti tecnici e, soprattutto, per i partner chiave. Brembo e Scuderia Ferrari hanno rinnovato l’accordo per la fornitura del sistema frenante: una notizia che parla di futuro, ma che affonda le radici in mezzo secolo di Formula 1 vissuta sul filo dei millisecondi e delle temperature di esercizio.

La partnership proseguirà in Formula 1 e nel Fia World Endurance Championship, confermando Brembo come fornitore dei sistemi frenanti per la Ferrari F1 e per la Hypercar impegnata nel Wec. Una doppia presenza che racconta bene l’approccio moderno al racing: trasferire know-how tra discipline diverse, ma unite dallo stesso livello di complessità tecnica.

F1 confermata e ingresso nel Wec

Dal punto di vista operativo, l’accordo conferma Brembo come Technical Partner per la fornitura di impianti frenanti completi: pinze, dischi in carbonio, pastiglie e componenti idrauliche. In Formula 1 questo significa lavorare su sistemi sviluppati su misura, circuito per circuito, con specifiche che cambiano in funzione di carichi verticali, raffreddamento e stile di guida.

L’estensione al Wec aggiunge un ulteriore livello di difficoltà: nella Hypercar Ferrari, il freno non è solo uno strumento di decelerazione, ma un elemento chiave per la gestione energetica, la costanza prestazionale sugli stint lunghi e l’affidabilità su distanze che superano le sei ore. È qui che la sinergia tecnica tra Maranello e Brembo diventa strategica, perché costringe a ragionare su materiali, usura e comportamento termico in scenari radicalmente diversi dalla F1.

Un prodotto per condizioni estreme

Mauro Piccoli, Chief Marketing Officer di Brembo, parla di una collaborazione costruita su “sfide e progressiâ€. Tradotto per gli addetti ai lavori: sviluppo continuo, iterazioni rapide e capacità di reagire a regolamenti sempre più restrittivi, soprattutto sul fronte dei materiali e dei limiti dimensionali imposti dalla FIA.

Dal lato Ferrari, Lorenzo Giorgetti, Chief Racing Revenue Officer, richiama il tema dei valori condivisi. In chiave F1, significa lavorare con un fornitore che conosce le esigenze del team non solo sul piano prestazionale, ma anche su quello operativo.

Ancora più esplicita la lettura tecnica delle parole di Ferdinando Cannizzo, responsabile delle Ferrari Endurance. La sua enfasi sulle “condizioni estreme†è un riferimento diretto alla capacità dei freni di mantenere la finestra di utilizzo costante, un parametro cruciale tanto nelle staccate violente della F1 quanto nelle lunghe fasi di gestione dell’endurance.

Brembo in Formula 1, una storia lunga 50 anni

Tutto inizia nel 1975, quando Brembo entra per la prima volta nel Mondiale come fornitore della Scuderia Ferrari. I primi dischi in ghisa rappresentano una soluzione ancora relativamente semplice, ma già fortemente orientata alla personalizzazione: la F1, anche allora, imponeva compromessi estremi tra peso, resistenza e modulabilità.

Negli anni Ottanta, con l’aumento progressivo del carico aerodinamico e delle velocità di percorrenza, il freno smette di essere un componente “passivoâ€. Brembo lavora soprattutto sulle pinze, migliorandone rigidità e precisione sotto stress, in un periodo in cui la sensibilità del pilota in staccata diventa sempre più determinante per il tempo sul giro.

Gli anni Novanta segnano l’ingresso definitivo della Formula 1 nell’era della complessità tecnica. Le velocità crescono, le masse aumentano e la gestione termica diventa un fattore discriminante. Brembo risponde affinando materiali, processi produttivi e sistemi di raffreddamento, seguendo un campionato che inizia a richiedere soluzioni sempre più su misura, circuito per circuito.

 

 

Con l’inizio degli anni Duemila, il carbonio diventa lo standard per i dischi freno. Non è solo una questione di peso, ma di controllo della finestra di utilizzo: modulabilità, risposta a freddo e costanza di rendimento entrano stabilmente nel vocabolario tecnico della F1 moderna. Brembo lavora sull’equilibrio tra prestazione pura e durata, un aspetto spesso invisibile all’esterno ma centrale per la fiducia del pilota.

Nel periodo 2010–2020, i freni diventano parte integrante del progetto vettura. L’impianto frenante dialoga con sospensioni, aerodinamica e, più avanti, con i sistemi ibridi. In questa fase Brembo consolida il suo ruolo come riferimento tecnico del campionato, fornendo la maggior parte delle squadre in griglia e adattando ogni soluzione alle specifiche esigenze di ciascun team.

Nel 2025, Brembo celebra 50 anni consecutivi in Formula 1. Un traguardo che va oltre il dato simbolico: oltre 500 Gran Premi vinti raccontano la capacità di rimanere competitivi in un campionato che ha cambiato regolamenti, filosofie e tecnologie più volte, senza mai abbassare il livello di prestazione richiesto.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 14:15:55 +0000
News n. 4
Auto elettriche, continua la crescita in Italia: ecco le più vendute di gennaio 2026

Il mercato auto in Italia è partito con il piede giusto, chiudendo il mese di gennaio 2026 in crescita rispetto allo scorso anno. Un contributo importante alla crescita, anche se con una quota complessiva ancora limitata, è arrivato dalle auto elettriche che, seguendo il trend di fine 2025, continuano a registrare volumi di vendita elevati, almeno rispetto al passato.

Analizzando la classifica delle elettriche più vendute, di cui di seguito troverete la Top 10, si nota come, almeno per il momento, non ci sia un dominatore. Le prime inclassifica, infatti, sono molto vicine tra di loro in termini di volumi complessivi. Andiamo ad analizzare tutti i dettagli in merito ai dati di vendita comunicati in queste ore da UNRAE.

Una partenza sprint per le elettriche

Nel corso del mese di gennaio 2026 sono state immatricolate un totale di 9.446 unità di auto elettriche. Si tratta di un risultato significativo per tutto il settore delle auto a zero emissioni. Nel confronto con gennaio 2025, infatti, il mercato italiano ha fatto registrare una crescita del 40,6% su base annua.

L’intero mercato delle quattro ruote è cresciuto, invece, solo del 6,6%. Da segnalare anche una crescita sostanziale della quota di mercato. Il primo mese dell’anno, infatti, si è concluso con un market share del 6,6% per le auto elettriche, con un miglioramento di 1,6 punti rispetto al gennaio dello scorso anno.

Ricordiamo che il 2025 si è chiuso in negativo per il mercato delle quattro ruote in Italia nonostante un ottimo risultato per le auto elettriche che hanno registrato un incremento del 44% su base annua, con un risultato che è sostanzialmente stato ripetuto anche a gennaio 2026, come evidente dai dati citati in precedenza.

Il 2026 potrebbe essere un nuovo anno da record per il mercato italiano, almeno per quanto riguarda le elettriche.  Bisogna ricordare, in ogni caso, che il confronto con l’Europa evidenzia una sostanziale difficoltà per il nostro Paese. Nonostante i buoni dati registrati tra fine 2025 e inizio 2026, infatti, l’Italia è ultima tra i big market in Europa per quanto riguarda le vendite di auto elettriche.

Le più vendute

La Top 10 delle auto elettriche più vendute in Italia nel corso del mese di gennaio 2026 vede al decimo posto la Renault 4, con 215 unità immatricolate. Scorrendo la classifica troviamo la Skoda Elroq (con 260 unità), la Citroen C3 Aircross (282), la Renault 5 (369), la Dacia Spring (447), la Ford Puma (502) e la Citroen C3 (643). Sul podio, invece, c’è spazio per la Tesla Model Y, terzo modello più venduto con 696 unità immatricolate. Seconda posizione per la BYD Dolphin Surf, con 856 esemplari venduti in Italia.

La più venduta in assoluto è la Leapmotor T03, che raggiunge quota 949 immatricolazioni nel primo mese dell’anno. Il modello di Leapmotor raggiunge un market share del 10% del settore delle auto a zero emissioni in Italia, confermandosi come uno dei progetti più interessanti del momento, anche per via di un prezzo accessibile. Si tratta di una delle city car elettriche da meno di 20.000 euro su cui puntare in questo momento tra i modelli disponibili sul mercato italiano.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 14:15:27 +0000
News n. 5
Ferrari 849 Testarossa: 1050 cavalli spremuti sul circuito di Monteblanco

Prendete una Ferrari con 1.050 cavalli, come la 849 Testarossa, e portatela su una pista iberica, nella provincia di Huelva, e avrete una delle esperienze visive più adrenaliniche del 2026. A pochi chilometri da Siviglia sorge il tracciato di Monteblanco, con un rettilineo di 960 metri, una larghezza di 15 metri sul rettifilo e 13 metri sul resto del circuito. La sua missione è garantire uno spazio unico per gli appassionati di velocità.

Le caratteristiche più interessanti della pista di Monteblanco sono le sue 26 varianti e 12 combinazioni per l’uso di 2 tracciati simultaneamente. Vanta 18 curve (11 a destra e 7 a sinistra) per una lunghezza complessiva di 4.458 metri. Non è difficile arrivare alle massime velocità a bordo di una Ferrari di ultima generazione. La 849 Testarossa ha preso il posto della SF90 Stradale, sfoderando un nome che i puristi conoscono bene. La berlinetta plug-in hybrid con architettura V8 centrale-posteriore e trazione integrale elettrica ha caratteristiche molto diverse rispetto alle supercar del Cavallino del passato.

Numeri da regina

La 849 Testarossa raggiunge i 1.050 cavalli, grazie all’unione tra i 830 del motore termico e i 220 dal sistema elettrico. I prezzi partono da 460.000 euro, mentre per la configurazione Assetto Fiorano occorrono 512.500 euro. Si tratta della Ferrari più potente mai creata in listino. Svelata ufficialmente al pubblico in un evento alla stampa specializzata il 9 settembre 2025, ha alzato ancor di più l’asticella nella gamma Ferrari. Il numero “849” nel nome fa riferimento, invece, agli aspetti tecnici del propulsore: l’8 indica il numero di cilindri del motore endotermico, mentre il 49 rappresenta la cubatura in decimetri cubici dei singoli cilindri. Esteticamente ricorda anche l’hypercar F80, presentata ufficialmente il 17 ottobre 2024 a Maranello nella sede storica della Casa emiliana.

È evidente che la prova nella pista spagnola è risultata spettacolare con una vettura del genere. Sebbene il circuito di Monteblanco non è paragonabile a quelli di Monza o Mugello, che sono circa il 20% più lunghi, il V8 della 849 ha cantato a squarciagola, sfiorando i 300 km/h. Il carico aerodinamico ha incollato la supercar italiana al suolo in rettilineo, offrendo cambi di direzioni repentini e staccate al limite. Nel filmato in basso noterete le decelerazioni e una stabilità strabiliante, frutto di un bilanciamento aerodinamico tra i due assi impeccabile. Il lavoro fatto dai tecnici è superlativo, anche perché non era facile migliorare la SF90 Stradale, una delle vetture ibride più performanti di sempre.

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Assetto corsa

La nuova Testarossa è stata curata nei dettagli per garantire un handling spaziale. L’esperienza della Scuderia nella massima categoria del Motorsport ha reso possibile l’adozione di tecnologie studiate in pista. Il perfetto inserimento in curva consente di disegnare traiettorie impressionanti. L’auto vanta il sistema Five (Ferrari Innovative Vehicle Engineering) evoluto per offrire un intervento ancora più rapido e calibrato nel controllo dinamico alle alte velocità.

La 849 normale dispone della possibilità di regolazione della risposta degli ammortizzatori, assente sulla Assetto Fiorano. L’obiettivo dei vertici del Cavallino era rendere l’auto adatta alla pista, così come alle strade di tutti i giorni. La Ferrari 849 Testarossa ha un prezzo base di circa 460.000 euro per la versione coupé e 500.000 euro per la Spider. A giudicare dalle immagini li vale tutti.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 13:01:53 +0000
News n. 6
Studiare l’auto di domani: i corsi per chi sogna una carriera nell’automotive

Dopo il diploma, il sogno di tanti studenti è quello di lavorare nel mondo dell’auto. La soluzione viene offerta dall’ISSAM Design Institute, la scuola parauniversitaria di altissimo livello situata nel cuore della Motor Valley, a Modena, e dedicata a tutti gli appassionati di automobili.

Questo eccellente istituto, specializzato nel settore dell’auto, mette a disposizione dei suoi studenti due corsi molto apprezzati. Il corso di Stylist Engineering è rivolto a chi desidera studiare e imparare il disegno grafico e tecnico dell’auto: fornisce una conoscenza approfondita nel settore del design dei veicoli tramite un curriculum che copre argomenti specifici e forma i designer che lavoreranno nell’automotive.

Il corso di Automotive Engineering invece riguarda la progettazione meccanica dell’auto e forma i progettisti meccanici di domani, dando agli studenti la possibilità di sviluppare conoscenze specialistiche in scienze automobilistiche e ingegneria.

Studiare automotive oggi: una scelta per il futuro

Oggi studiare automotive è una scelta che guarda al futuro e ad un settore in rapida evoluzione, con grandi opportunità professionali e di crescita. Perché scegliere l’automotive? Il settore attualmente è in rapida trasformazione, grazie all’avvento dei sistemi di guida autonoma, alla connettività avanzata e all’ingresso nel mercato delle auto elettriche.

L’industria automotive è in espansione, grazie anche all’attenzione sempre più forte verso la mobilità sostenibile. Una situazione che apre nuove opportunità professionali e richiede figure qualificate, capaci di adattarsi rapidamente ai mutamenti del mercato.

ISSAM Design Institute è l’istituto che da anni forma giovani diplomati che vogliono lavorare nel settore dell’automotive. Offre infatti percorsi formativi dedicati al settore, consentendo di acquisire competenze progettuali e tecniche utili per le figure legate alla mobilità moderna.

La formazione offerta da ISSAM consente di preparare i professionisti per le sfide del settore, formando figure in grado di progettare e gestire le tecnologie che riguardano l’automotive di domani.

Da ben cinquant’anni ISSAM si occupa di formazione, offrendo corsi di automotive e stile. Dal 1971 sono stati più di mille gli studenti che hanno frequentato l’istituto, ottenendo enormi successi lavorativi.

ISSAM apre la porta a tutti, senza mettere limiti ai propri studenti per quanto riguarda l’età. Con la certezza di ricevere la formazione migliore, grazie alla collaborazione dell’istituto con aziende e professionisti che provengono da aziende leader nel settore dell’automotive, e a docenti che si sono formati nelle migliori industrie dell’auto.

L’importanza di studiare nella “Motor Valley”

Negli ultimi cinquant’anni ISSAM ha formato e portato nel mondo del lavoro professionisti di altissimo livello che ora collaborano e lavorano per le case più celebri e amate della Motor Valley. Ma anche in centri di ricerca internazionale e nel mondo dell’innovazione e delle corse, dedicandosi alle vetture stradali come alla Formula Uno.

ISSAM infatti offre la possibilità di ottenere una conoscenza ampia e approfondita nel campo della progettazione meccanica dei veicoli e nel design. Tutto grazie ad un programma concreto e ben strutturato, ma anche a personale altamente qualificato.

Figure che hanno lavorato o sono ancora impegnate nelle industrie più prestigiose e conosciute dell’automobile, dove ingegneria, stile e ricerca si uniscono.

Issam: quando design e ingegneria si incontrano

Fondato nel 1971, l’ISSAM Design institute ha come obiettivo quello di offrire una scuola parauniversitaria di alto livello per giovani appassionati di automobili. Mettendo a disposizione percorsi basati su materie specifiche di meccanica e design con una focalizzazione nel settore automobilistico.

Tutte le materie ed i programmi di studio sono aggiornati costantemente seguendo le novità, le tendenze del mercato, le nuove esigenze, problematiche e tecnologie che riguardano il mondo dell’auto.

I corsi formativi a disposizione sono due. Troviamo il corso di Automotive Engineering che forma i professionisti che si occupano della progettazione meccanica del motore, del telaio e del veicolo. Mentre il corso di Stylist Engineering riguarda il disegno grafico e tecnico delle carrozzerie dei veicoli.

Le lezioni iniziano ogni anno nei primi giorni di ottobre e terminano nel mese di maggio successivo. I corsi dell’ISSAM sono tutti a numero chiuso per consentire un percorso che sia serio e personalizzato, garantendo una preparazione migliore degli studenti.

Issam

Per sottoscrivere i corsi è essenziale aver conseguito un diploma di scuola superiore. I corsi sono in lingua italiana e senza limiti d’età, con frequenza obbligatoria. Le lezioni si svolgono tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, mentre alcuni incontri di sabato sono dedicati a materie specifiche. Gli esami si svolgono in due sessioni, quella estiva e quella autunnale.

Crearsi un futuro è importante, così come formarsi nelle strutture migliori. Per questo gli studenti di ISSAM possono contare su un sostegno economico creato da Intesa Sanpaolo per consentirgli di ampliare le proprie conoscenze e competenze.

“Per Merito†è un finanziamento rivolto ad ogni studente residente in Italia e permette di far fronte alle rette di iscrizione, all’acquisto del materiale didattico, ma anche alle spese per l’alloggio. Affrontando il proprio percorso di studi in completa tranquillità.

Il corso di Automotive Engineering

Il corso di Automotive Engineering offre un percorso parauniversitario di alto livello e consente di ottenere un diploma in grado di certificare le competenze specialistiche acquisite.

La formazione – tramite l’insegnamento dell’ingegneria e di alcune materie specifiche del veicolo – permette di formare professionisti e tecnici qualificati nel settore dell’automobile e del motorsport. Creando figure con una conoscenza completa riguardo le scienze automobilistiche.

Il programma del primo anno comprende lo studio di:

  • Calcolo matematico;
  • Fisica applicata;
  • Fondamenti di costruzioni;
  • Tecnologia meccanica;
  • Disegno meccanico;
  • CAD 3D meccanico 1;
  • Inglese;
  • Nanotecnologie;
  • Prototipazione rapida;
  • Aerodinamica;
  • Marketing applicato.

Nel secondo anno vengono affrontate le materie:

  • Meccanica dell’autoveicolo;
  • Motori endotermici;
  • Problematiche dell’inquinamento;
  • Architettura della scocca;
  • Meccatronica Powertrain veicoli ibridi ed elettrici;
  • Costruzioni di macchine;
  • Meccanica applicata alle macchine;
  • Industrializzazione del prodotto;
  • CAD 3D meccanico 2;
  • Inglese tecnico.

Nel terzo e ultimo anno vengono studiati:

  • Realtà virtuale e realtà aumentata;
  • Qualità del prodotto;
  • Scansione e reverse engineering;
  • Testing e Omologazione;
  • FEM (Finite Element Method);
  • Motori endotermici e ibridi – F1;
  • V&V (Verification & Validation);
  • Metodi e processi di sviluppo Automotive;
  • Normative Emissioni e Life Cycle Assessment;
  • Elettronica e Macchine Elettriche;
  • Applicazioni di Elettronica con Arduino;
  • Package vettura;
  • Fattibilità dello Stile;
  • Progettazione parti in fibra di carbonio;
  • Team Building – Analisi Costi;
  • Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il corso di Stylist Engineering

Il corso di Stylist Engineering è un percorso parauniversitario che garantisce, come quello di Automotive Engineering, un diploma che certifica le competenze specialistiche acquisite.

Lo scopo del corso è quello di fornire agli studenti una conoscenza profonda ed elevata riguardo il design dei veicoli, tramite un ricco programma e lezioni che affrontano argomenti specifici.

Il programma del primo anno comprende le materie:

  • Tecnica stilistica;
  • Percezione visiva;
  • Teoria e psicologia del colore;
  • Ergonomia;
  • Fast Concept Design;
  • Neuromarketing;
  • Rendering grafica e colore;
  • Color & Trim 1°;
  • Storia del design;
  • Disegno meccanico;
  • CAD 3D meccanico;
  • Inglese;
  • Nanotecnologie;
  • Prototipazione rapida;
  • Aerodinamica;
  • Marketing Applicato.

Nel secondo anno le materie sono:

  • Advanced & Virtual design;
  • CAD 3D design;
  • Motorcycle Design;
  • Color & Trim 2°;
  • Architettura della scocca;
  • Industrializzazione del prodotto;
  • Inglese tecnico.

Il terzo anno comprende un programma che affronta:

  • Realtà virtuale e realtà aumentata;
  • Qualità del prodotto;
  • Scansione e reverse engineering;
  • Testing e Omologazione;
  • Blender – Video – AI;
  • HMI Design;
  • CAD 3D – V-Red;
  • Package vettura;
  • Fattibilità dello Stile;
  • Progettazione parti in fibra di carbonio;
  • Team Building – Analisi Costi;
  • Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Opportunità concrete per chi sceglie questo percorso

Da quando si è verificata la quarta rivoluzione industriale, il settore automotive ha iniziato a sperimentare una continua trasformazione. Dall’elettrificazione, alla guida autonoma, passando per digitalizzazione dei vari processi produttivi, sono tanti i mutamenti che hanno coinvolto l’automotive. Oggi l’industria dell’auto non è solamente meccanica, ma coinvolge anche la sostenibilità ambientale, l’elettronica e l’informatica.

Un contesto variegato e dinamico in cui è essenziale acquisire le giuste competenze per trovare il proprio spazio in un mercato concorrenziale ed esigente. In Italia, in particolare, il settore dell’automotive vanta una lunghissima tradizione, con tantissime aziende che operano nella progettazione, la componentistica, la produzione e non solo.

Le aziende in questo contesto sono sempre alla ricerca di figure professionali che siano al passo coi tempi. Per questo è importantissimo formarsi e aggiornarsi in modo mirato.

L’ISSAM offre percorsi parauniversitari di certificazione delle competenze, che consentono di ottenere collaborazioni importanti e lavori presso le case automobilistiche e le aziende del settore automotive più prestigiose.

I corsi permettono di ottenere una preparazione specialistica nel settore dell’automobile e dell’industria meccanica, caratterizzati da un’ampissima richiesta di professionisti specializzati.

I diplomi rilasciati da ISSAM consentono di entrare direttamente nel mondo del lavoro e lavorare con i principali attori nel settore automobilistico. Inoltre i corsi ISSAM rilasciano certificati di competenza specialistica, volti a riconoscere le abilità sia pratiche che teoriche che sono state acquisite dagli studenti. Andando dunque ad aumentare il loro valore nel mercato del lavoro e aiutando a trovare la posizione che si desidera.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 11:42:58 +0000
News n. 7
Chery sfida i colossi europei: debutto italiano con una gamma completa

Quando un gruppo automobilistico può far leva su 18,5 milioni di clienti a livello globale non teme il debutto nello Stivale. Chery andrà ad aggiungersi ai marchi già noti Omoda, Jaecoo e ai più recenti Lepas e iCaur in arrivo. I primi modelli a marchio Chery verranno commercializzati in Italia entro giugno, dopo aver siglato nei giorni scorsi un accordo di collaborazione con il gruppo DR Automobiles. La partnership segnerà un nuovo importante traguardo per Massimo Di Risio che già 20 anni fa intuì le dinamiche del car market, iniziando a importare elementi di autovetture realizzate dalle case automobilistiche cinesi, tra cui Chery Automobile, JAC Motors, BAIC Group e Dongfeng Motor Corporation.

DR ha cominciato ad assemblare i componenti su licenza e commercializzandoli, anche a noleggio. Chery ora ha scelto l’Italia per il debutto in Europa del suo marchio principale, ampliando le sue proposte ibride e a basse emissioni. Chery garantirà una gamma completa di New Energy Vehicles, con motorizzazioni ibride full hybrid e plug-in HEV che tenderà a coprire una fetta di mercato sempre più ampia di modelli di ultima generazione. Il listino avrà veicoli compatti ma anche di grandi dimensioni sino a 7 posti destinati alle famiglie numerose.

Novità assoluta in Italia

Chery si inserirà sul car market, lavorando a braccetto con i brand Omoda e Jaecoo oltre al più recente Lepas e il futuro iCaur. Sono previsti ben 8 Centri di ricerca e sviluppo fra Europa, Asia e America, promuovendo il sistema Chery Super Hybrid, frutto oltre trent’anni di sviluppo tecnologico. Il colosso con sede a Wuhu mira a crescere nel territorio italiano proponendo dei modelli efficienti, affidabili e in linea con le aspettative di una clientela che cerca anche il risparmio. Per ora non sono stati ufficializzati i modelli Chery che sbarcheranno sul car market nostrano a giugno. C’è ancora tempo per definire una strategia commerciale che sarà incentrata su SUV, ma anche su berline elettrificate. L’obiettivo marchio del Paese del Dragone Rosso è diventare il brand cinese più esportato a livello globale, anche con l’appoggio di DR.

La concorrenza di Geely, BYD e altri major cinese non mancherà. Nel 2025 Chery ha raggiunto il traguardo Dual 500 entrando nella classifica Fortune Global 500 grazie a oltre 18.530.000 esemplari esportati nel mondo, raggiungendo la 233° posizione nelle graduatorie internazionali e attestandosi per il 23esimo anno di fila al primo posto quanto a export, primo fra tutti i marchi cinesi attualmente sul mercato globale.

Passo in avanti della Cina

A grandi ritmi i colossi del Gigante asiatico stanno rubando clientela ai marchi storici europei e americani. Persino i top brand giapponesi devono iniziare a temere i modelli Made in Cina. La scalata di Chery in meno di 30 anni è impressionante. Il marchio spicca per l’avanzamento tecnologico, soprattutto in ambito di mobilità elettrica e sostenibilità. Con collaborazioni mirate con altri marchi e joint venture ha rafforzato la propria presenza su tutti i principali mercati.

A luglio 2024 Chery è arrivata ufficialmente in Italia con i marchi Omoda e Jaecoo. Nel 2025 Chery ha venduto complessivamente 2.806.393 veicoli di cui 1.334.020 unità esportate pari a un incremento del 17.4%. Ai modelli Chery che sbarcheranno a giugno in Italia, vanno aggiunti anche quelli del brand premiun Lepas e cioè i tre L8, L6 e L4, mentre per la fine dell’anno toccherà all’altro brand ICaur con la V27.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 11:07:52 +0000
News n. 8
FIAT Panda, l’errore che molti fanno scegliendo le catene da neve

Quando arriva l’inverno e le strade si ricoprono di neve e ghiaccio, avere l’equipaggiamento giusto può fare la differenza tra viaggiare in sicurezza o rischiare incidenti e difficoltà. Per i proprietari di FIAT Panda, uno degli aspetti più importanti è sapere quali catene da neve usare e perché è fondamentale sceglierle in base alla misura degli pneumatici.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 09:53:14 +0000

News n. 9
Il SUV da record: Jeep leader in Italia a gennaio 2026 con Avenger

Un purista del marchio americano si orienterebbe verso modelli più iconici della gamma, ma l’Avenger piace e vende. In una fase di crescita senza precedenti delle vetture a ruote alte, Jeep ha saputo interpretare le esigenze dei clienti europei offrendo un SUV adatto ai nostri contesti urbani e che non teme piacevoli gite fuori porta. L’Avenger non nasce per un fuoristrada duro e crudo, ma per accompagnare 5 passeggeri in una nuova era per il brand appartenente al Gruppo Stellantis.

L’Avenger è stata anche la prima Jeep 100% elettrica, nonché la prima prodotta in Polonia e disponibile solo in versione inizialmente a trazione anteriore. Un cambio di paradigma razionale e in linea con le aspettative di un mercato europeo sempre più in crisi. In una prima fase il progetto prese il nome di Jeepster, ma poi con il programma congiunto che coinvolse anche Jeep Recon e la Jeep Wagoneer S, venne battezzata Avenger. Il SUV compatto di segmento B si trova nel listino un gradino sotto la Renegade nella versione tradizionale, diventando la più piccola vettura rialzata a marchio Jeep elaborata sulla piattaforma e-CMP2, creata da PSA già per la produzione di Peugeot 2008 II, Opel Mokka B, Fiat 600 e DS 3 Crossback.

Numeri di crescita irrefrenabili

In base alle elaborazioni di Dataforce, i risultati commerciali del mese di gennaio 2026 pongono Jeep Avenger al primo posto in Italia. Il SUV più venduto, dopo il boom dei due anni precedenti, ha raggiunto quota 6,5% nel mese scorso, prendendosi la leadership tra i B-SUV. In sostanza, in un segmento in fermento, più di un cliente privato su dieci ha scelto una Avenger alle nostre latitudini. I risultati positivi pongono l’entry level del brand americano ai vertici del car market generale, soprattutto grazie a un approccio innovativo.

La versione elettrica dispone di un motore anteriore da 400 V prodotto dalla Emotors. L’Avenger alla spina eroga 156 CV e 260 Nm di coppia. Percorre sino 400 km su percorso misto e 550 km in quello urbano. Con una colonnina a 100 kW in corrente continua bastano appena 24 minuti per schizzare dal 20 all’80% della carica, mentre con quella da 11 kW a una Wallbox la ricarica avviene in 5,5 ore. La libertà di scelta riguarda anche la possibilità di optare per la e-Hybrid, con motore ibrido a 48V e cambio automatico, in grado di ridurre consumi ed emissioni e di accrescere il piacere di guida. Gettonatissima la variante benzina con cambio manuale, concepita per gli amanti della semplicità. La 4xe con trazione integrale elettrificata è decisamente più raffinata. Non mancano le versione speciali, come la Avenger 4xe The North Face Edition, con elementi unici.

Uno start da applausi

Non solo Avenger si conferma il SUV più venduto in Italia a gennaio 2026 con una quota del 6,5%, ma che il B-SUV più immatricolato in assoluto con una percentuale superiore al 14% (market share) e per i clienti privati con una quota generale del 10,98%. Il SUV disegnato a Torino è il secondo più venduto in Italia, considerando ogni segmento e ogni motorizzazione. Anche la nuova Compass ha strappato numeri importanti nel primo mese del 2026 ed è disponibile a 249 euro al mese, con 5.000 euro di supervalutazione dell’usato. Il marchio Jeep mantiene salda la propria posizione nella top ten delle passenger cars con una quota del 4,35%.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 09:40:29 +0000
News n. 10
Valentino Rossi non invecchia mai: torna sulla Yamaha e segna dei tempi sbalorditivi

Per anni Valentino Rossi è stato il punto di riferimento della MotoGP. In oltre un quarto di secolo nel Motomondiale ha sfidato campioni come Biaggi, Hayden, Stoner, Lorenzo e Marc Marquez, misurandosi anche con una nuova generazione di piloti. Il Dottore è diventato promotore della crescita di talenti del motociclismo italiano, tra cui Pecco Bagnaia. Insieme ai piloti della VR46 Riders Academy, in un test privato programmato al Mandalika International Street Circuit in Indonesia, il centauro di Tavullia si è divertito a tenere testa ai protagonisti attuali della classe regina.

Valentino Rossi, tra attività in pista e impegni promozionali legati allo sponsor principale Pertamina, si è calato nuovamente nei panni di pilota motociclistico. Dopo aver chiuso la tuta e aver allacciato il casco, come di consueto, si è piegato al lato della sua Yamaha, di cui rimane brand ambassador, e ha tirato fuori dei tempi mostruosi per uno che ha mollato nel 2021 la MotoGP. Il riferimento cronometrico lo ha stampato Pecco Bagnaia: 1:33.557. Dietro, come in una reale classifica dei tempi, Marco Bezzecchi su Aprilia ha chiuso a +0.053 dal ducatista. Terzo tempo per Franco Morbidelli a +0.089, mentre il teammate Fabio Di Giannantonio ha concluso con +0.454. Luca Marini ha spremuto al massimo la sua Honda CBR1000RR-R finendo quarto, a +0.869, e poi Valentino Rossi in sella alla Yamaha R1 GYTR ha chiuso a meno di due secondi dal leader, per la precisione +1.878.

Lezione di stile

Se Valentino Rossi avesse preso più rischi probabilmente sarebbe sceso anche sotto il muro del secondo di gap da Pecco, ma con due figli a casa si è concentrato sulla progressione dei suoi tempi. Il primo giorno il 46enne ha chiuso a +2.339 dal best lap (1:33.937) di Bagnaia, nel day-2 ha limato di oltre mezzo secondo (dall’1:36.276 del day 1 all’1:35.435 del day 2), concludendo a meno di due secondi dalla vetta. Il vizio di andare forte in moto non lo ha perso. Inoltre, vanno giudicate anche le qualità tecniche delle moto in pista. A Mandalika la Ducati, anche con la Desmosedici in MotoGP, ha una marcia in più. Nel 2025 il rookie Fermin Aldeguer ha vinto il GP d’Indonesia, sfruttando l’infortunio di Marc Marquez a causa del crash con Marco Bezzecchi. Il giovane pilota del team Gresini Racing ha preceduto Pedro Acosta su KTM e il compagno di squadra Alex Marquez.

Prima dell’inizio ufficiale della stagione 2026, la VR46 Riders Academy si è concessa una trasferta a Mandalika per ritrovare il feeling con la pista con moto di serie, organizzato insieme a Pertamina, sponsor del team. Le Ducati Panigale hanno fatto la differenza, con l’eccezione di Marco Bezzecchi, fresco di rinnovo contrattuale, su Aprilia RSV4 1100 e Luca Marini su Honda CBR1000RR-R. L’ospite d’onore ha mostrato le sue skill da veterano e ha creato una certa emozione nei fan che e hanno rivisto spuntare sul cupolino di una Yamaha il numero 46.

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La soddisfazione del Dottore

Il 9 volte iridato ha ammesso di essersi divertito molto con la sua amata Yamaha. A Mandalika il record sul giro in MotoGP è 1:28.832, ottenuto in qualifica lo scorso 4 ottobre 2025, mentre in Superbike i riferimenti storici del circuito sono fissati a 1:31.371 (pole) e 1:32.163 (giro veloce in gara). Per questo motivo l’1’33” di Valentino Rossi con una Yamaha stradale ha acceso una discussione tra gli appassionati. Avrebbe fatto la differenza in SBK? Probabilmente potrebbe ancora giocarsela con i migliori della massima categoria delle moto derivate di serie, tuttavia nel 2026 Valentino si dedicherà ancora al GT World Challenge Europe con BMW nel Team WRT, con lo start ufficiale della stagione nella sfida endurance di 12 ore di Bathurst previsto per il 15 febbraio.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 08:40:17 +0000
News n. 11
Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Il 03 febbraio 2026 si registra la presenza di 1 sciopero nel settore dei trasporti in Italia. Di seguito sono indicati tutti i dettagli relativi agli scioperi previsti per la giornata, con informazioni su regioni coinvolte, compagnie interessate, orari e sindacati organizzatori.

Sciopero settore ferroviario Lombardia

In Lombardia, è previsto uno sciopero a carattere regionale che coinvolge tutto il personale della società TRENORD. La protesta è stata proclamata dal sindacato OSR ORSA FERROVIE e interessa la categoria PERSONALE SOC. TRENORD.

Lo sciopero avrà la durata di 23 ore, con inizio alle 03:00 del 2 febbraio 2026 e termine alle 02:00 del 3 febbraio 2026, coinvolgendo tutte le province della Lombardia. Lo stop riguarda l’intero servizio ferroviario regionale gestito da Trenord.

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti febbraio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di febbraio 2026 sono numerosi gli scioperi indetti su tutto il territorio italiano nei principali settori dei trasporti: ferroviario, trasporto pubblico locale, settore aereo e marittimo. In questo articolo troverai il calendario sempre aggiornato delle agitazioni più importanti, con elenco delle città e regioni coinvolte, orari di inizio e fine, categorie interessate e sindacati organizzatori. Continuando a leggere potrai scoprire le principali date da segnare in agenda per chi si sposta per lavoro o esigenze personali.

Sciopero 02 febbraio 2026

Nella regione Lazio, in particolare nella provincia di Roma, è previsto uno sciopero di 4 ore che interessa il personale impegnato negli appalti ferroviari delle società Elior Divisione Itinere e Polaris. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI.

In Lombardia, in tutte le province della regione, si registra uno sciopero di 23 ore che coinvolge tutto il personale della società TRENORD. La protesta, indetta dal sindacato OSR ORSA FERROVIE, riguarda la categoria “personale soc. Trenord”.

Sciopero 03 febbraio 2026

In Lombardia, per tutte le province, prosegue lo sciopero già iniziato il giorno precedente con termine fissato per le 02:00 del 3 febbraio 2026. Anche in questa giornata, il disagio interessa il servizio ferroviario regionale gestito da Trenord e coinvolge tutto il personale della società.

Sciopero 05 febbraio 2026

Nella provincia di Rimini, in Emilia-Romagna, è in programma uno sciopero del settore ferroviario della durata di 8 ore (dalle 09:01 alle 16:59). Lo sciopero riguarda il personale della società Trenitalia OMCL di Rimini ed è organizzato dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

Sciopero 06 febbraio 2026

Nella regione Abruzzo, in tutte le province, è indetto uno sciopero regionale di 24 ore che coinvolge il personale della società TUA Regione Abruzzo (settore trasporto pubblico locale), con sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

Nella città di Lanciano (Chieti), è previsto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della società TUA Unità di Produzione di Lanciano. Sindacati coinvolti: OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nella provincia di Teramo, ancora in Abruzzo, altra azione di protesta di 24 ore per il personale della società TUA Teramo.

Nella città di Bari, in Puglia, sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore dalle 08:30 alle 12:30, che interessa il personale della società AMTAB. Sindacato: OSR UILT-UIL.

Nel settore marittimo, a livello nazionale, è proclamato uno sciopero per l’intera giornata che coinvolge i lavoratori portuali e le società che applicano il CCNL porti (sindacato USB LAVORO PRIVATO).

In Lombardia, per tutte le province, sciopero di 8 ore per ciascun turno di lavoro nel settore di circolazione e sicurezza stradale. Coinvolto il personale della società Autostrade per l’Italia – Direzione II Tronco Milano (sindacato OSR UILT-UIL).

Sciopero 12 febbraio 2026

Nella città di Catania, in Sicilia, sciopero di 4 ore dalle 14:00 alle 18:00 che riguarda il personale della società AMTS. Indetto dal sindacato OSP CUB TRASPORTI.

Sciopero 13 febbraio 2026

Nella provincia di Bolzano, in Trentino-Alto Adige, sciopero di 24 ore per il personale della SASA Bolzano, organizzato dai sindacati OSR FILT-CGIL, UGL, USB LAVORO PRIVATO, ORSA TRASPORTI.

Nella città di Termoli (Campobasso) in Molise, sciopero locale di 24 ore che interessa il personale della società GTM di Termoli (sindacato OSR UILT-UIL).

Nella città di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, sciopero di 9 ore (dalle 15:00 alle 24:00) per il personale della società Arriva Udine, proclamato da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Sciopero 16 febbraio 2026

A livello nazionale, nel settore aereo, sono previsti diversi scioperi che possono avere un impatto considerevole: sciopero di 24 ore (dalle 00:00 alle 23:59) proclamato da CUB Trasporti per i lavoratori del comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti; sciopero di 24 ore per personale ITA Airways (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL TA., ANPAC, ANP); ulteriore sciopero di 4 ore (dalle 13:00 alle 17:00) indetto da USB Lavoro Privato per il personale navigante di Vueling Airlines e anche per il personale di terra e volo ITA Airways (USB LAVORO PRIVATO); sciopero di 24 ore per il personale ALHA Aeroporto di Milano Malpensa e Airport Handling Milano Linate e Malpensa (OST CUB TRASPORTI); sciopero di 24 ore anche per gli assistenti di volo Vueling Airlines (RSA FILT-CGIL/ANPAC).

Nella città di Genova, in Liguria, è indetto uno sciopero di 4 ore (dalle 11:30 alle 15:30) per il personale AMT Genova. Indetto dal sindacato OSR CUB TRASPORTI.

Sciopero 25 febbraio 2026

Nella provincia di Bolzano, in Trentino-Alto Adige, è stato proclamato uno sciopero di 24 ore che interessa il personale della SASA Bolzano. Sindacati: OSR UGL, USB LAVORO PRIVATO, ORSA TRASPORTI.

Sciopero 27 febbraio 2026

Nella città di Bari in Puglia, è previsto uno sciopero di 4 ore (dalle 19:30 alle 23:30) che coinvolge gli operatori di esercizio delle Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici. I sindacati coinvolti sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

A livello nazionale, nel settore ferroviario, si registra uno sciopero di 24 ore dalle 21:00 del 27 febbraio alle 20:59 del 28 febbraio. Coinvolti il personale di macchina e di bordo del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 13
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 03 febbraio 2026, sulle autostrade italiane i prezzi medi comunicati dall’Osservatorio Mimit indicano quotazioni differenziate per tipologia di carburante ed erogazione: benzina self a 1.743 euro, gasolio (diesel) self a 1.792 euro, GPL servito a 0.828 euro e metano servito a 1.490 euro. Il livello finale alla pompa riflette tre grandi componenti: il costo industriale del prodotto (materia prima e margine degli operatori), le accise e l’Iva. Le oscillazioni internazionali delle quotazioni e il cambio euro/dollaro influenzano la materia prima, mentre i margini consentono ai gestori di calibrare l’offerta sul territorio. Di seguito il dettaglio aggiornato e una guida alla composizione del prezzo.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 02-02-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.743
Gasolio SELF 1.792
GPL SERVITO 0.828
Metano SERVITO 1.490

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale pagato dai consumatori nasce dall’incrocio di componenti fiscali e industriali. La quota fiscale pesa per il 58% del totale ed è costituita da accise e Iva, cioè imposte applicate rispettivamente come importi fissi e come percentuale sul valore. Questa parte, pur non dipendendo direttamente dalle dinamiche di mercato, amplifica le variazioni dei costi sottostanti perché l’Iva si applica anche sulla componente industriale. Il 42% restante è la componente industriale, che si scinde in due voci: costo della materia prima e margine lordo. La materia prima, pari al 30% del prezzo, riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e, in un contesto globale espresso in dollari, risente anche del cambio euro/dollaro: un euro più debole rende relativamente più costosi gli acquisti, mentre un euro più forte attenua l’impatto delle salite delle quotazioni. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, copre i costi della filiera (logistica, stoccaggio, distribuzione) e la remunerazione degli operatori. È su questa porzione che i gestori e le compagnie possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa, in funzione della concorrenza locale, dei volumi attesi e dei costi operativi. In sintesi, il prezzo della benzina è il risultato di un equilibrio tra fiscalità, mercati internazionali e politiche commerciali.

Per il gasolio, la struttura del prezzo presenta un bilanciamento diverso tra le componenti. La parte fiscale incide per il 45% del totale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno della componente industriale, la materia prima pesa per il 45% del prezzo: anche qui le quotazioni sui mercati internazionali e il cambio euro/dollaro sono i fattori chiave che determinano gli spostamenti del costo. Quando le quotazioni crescono o l’euro si indebolisce, la materia prima diventa più onerosa e si trasferisce a valle nella catena dei prezzi. Il margine, che vale il 10% del prezzo, rappresenta la quota su cui gli operatori possono agire per adeguare i listini alle condizioni di concorrenza, ai costi di gestione delle aree di servizio e alla domanda. Il restante spazio della componente industriale copre i costi logistici e distributivi lungo la filiera. Rispetto alla benzina, il diverso peso delle imposte e della materia prima rende il gasolio più sensibile, in proporzione, alle dinamiche industriali: variazioni nelle quotazioni o nelle condizioni operative possono riflettersi con maggiore immediatezza. Nel complesso, il prezzo del gasolio è il prodotto della combinazione tra fiscalità, mercati globali dei prodotti energetici e strategie commerciali adottate dai soggetti della distribuzione.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.654 per la benzina, 1.698 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.435 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.693
Benzina SELF 1.642
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.404

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.712
Benzina SELF 1.686
GPL SERVITO 0.679
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.758
Benzina SELF 1.697
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.597

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.702
Benzina SELF 1.674
GPL SERVITO 0.731
Metano SERVITO 1.507

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.668
Benzina SELF 1.646
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.390

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.688
Benzina SELF 1.637
GPL SERVITO 0.659
Metano SERVITO 1.369

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.705
Benzina SELF 1.650
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.386

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.680
Benzina SELF 1.633
GPL SERVITO 0.662
Metano SERVITO 1.474

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.715
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.778
Metano SERVITO 1.446

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.687
Benzina SELF 1.635
GPL SERVITO 0.669
Metano SERVITO 1.385

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.676
Benzina SELF 1.632
GPL SERVITO 0.699
Metano SERVITO 1.316

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.695
Benzina SELF 1.662
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.687
Benzina SELF 1.633
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.419

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.686
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.654
Metano SERVITO 1.470

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.655
GPL SERVITO 0.795

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.687
Benzina SELF 1.668
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.690
Benzina SELF 1.639
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.454

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.726
Benzina SELF 1.674
GPL SERVITO 0.726
Metano SERVITO 1.391

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.692
Benzina SELF 1.644
GPL SERVITO 0.692
Metano SERVITO 1.331

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.740
Benzina SELF 1.676
GPL SERVITO 0.811

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 febbraio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.677
Benzina SELF 1.634
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.333

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 15
Il SUV super ecologico da 900 CV di Re Carlo III

La flotta di veicoli della Casa reale britannica si aggiorna con l’arrivo di un modello in grado di abbinare un carattere sportivo, nonostante un corpo da vero e proprio SUV, a un funzionamento ecologico e a zero emissioni, grazie al sistema elettrico. Re Carlo III, infatti, ha scelto di puntare su tecnologia, modernità e design aggiungendo alla sua flotta di vetture una nuova Lotus Eletre, modello di alta gamma, con un prezzo di circa 140 mila euro, che segna un punto di svolta per diversi motivi.

Il SUV rappresenta un passo simbolico verso la transizione ecologica, con il mercato del Regno Unito che sta facendo segnare una sostanziale crescita dei modelli a zero emissioni. Nello stesso momento, però, si tratta di un’apertura verso il mercato globale. Il nome Lotus non deve ingannare: Eletre è un modello realizzato in Cina, nell’area industriale di Wuhan (Lotus oggi è un brand di proprietà della holding cinese Geely Holding Group). Andiamo a scoprire tutti i dettagli su questa vettura che sarà utilizzata per gli spostamenti dei reali inglesi.

Prestazioni elevate e zero emissioni

Lotus Eletre è un modello davvero interessante. Caratterizzato da dimensioni “importanti” (con circa 5,1 metri di lunghezza), il SUV punta sulla sportività e lo fa con un comparto tecnico di primissimo livello. Sotto il cofano, infatti, è possibile trovare un sistema elettrico in grado di garantire ben 905 CV di potenza massima. Per quanto riguarda le prestazioni, il modello ha uno 0-100 km/h che viene completato in meno di 3 secondi e può contare su una velocità massima pari a 265 km/h. Nonostante il carattere sportivo, l’autonomia è ottima garantendo la possibilità a Re Carlo III, noto anche per la sua passione per le auto, di poter spostarsi in tranquillità.

Sfruttando al massimo il pacco batterie da 112 kWh, infatti, il modello di Lotus può raggiungere un’autonomia di circa 600 chilometri, nel ciclo WLTP. Si tratta, quindi, di una vettura ideale anche per gli spostamenti in ambito urbano, con la possibilità di abbinare prestazioni ed efficienza. Da segnalare anche la presenza di un’architettura a 800 volt, con la possibilità di sfruttare la ricarica rapida da 350 kW, in modo da ridurre ad appena 20 minuti il tempo necessario per passare dal 10% di carica all’80%.

Un punto di svolta

La scelta di Re Carlo III di puntare sulla Lotus Eletre ha tante chiavi di lettura e, in ogni caso, rappresenta un vero e proprio punto di svolta. La scelta di un modello elettrico (per quanto, chiaramente, si tratti di una vettura di lusso) rappresenta la conferma di come tutto il sistema britannico punti sempre di più sulla mobilità elettrica che rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per il futuro per tutto il settore delle quattro ruote. Puntare sul modello Lotus significa anche confermare l’attenzione verso il mondo dei motori inglese anche se il brand è ormai sotto il controllo cinese e, soprattutto, la vettura viene prodotta in Cina, a migliaia di chilometri di distanza dal Regno Unito.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 06:30:54 +0000
News n. 16
Brabus svela due nuovi progetti: per la prima volta la base è una Lamborghini

Brabus è da anni un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati del mondo delle quattro ruote. Con le sue creazioni, infatti, l’azienda è spesso riuscita a esaltare lo stile e il carattere sportivo di modelli premium già molto apprezzati ma che, grazie al trattamento dei tecnici della Casa tedesca, sono riusciti a proporsi sul mercato in una nuova veste in grado di conquistare l’attenzione di clienti facoltosi, appassionati e collezionisti.

In queste ore si registra un nuovo esempio della capacità di Brabus di “farsi notare”, riuscendo a esaltare lo stile e il carattere del modello di partenza. Questa volta, la Casa ha lavorato con due Lamborghini per creare una prima volta assoluta destinata a lasciare il segno. Debuttano ufficialmente le nuove Brabus 900 Mint e Brabus 900 Superblack, modelli realizzati a partire dalla Lamborghini Urus SE, il SUV che in questi anni è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista del mercato, diventando un punto di riferimento per tantissimi clienti del brand italiano.

La colorazione Mint si fa notare

La nuova Brabus 900 Mint è un progetto che nasce dalla base della Lamborghini Urus SE e può contare su un sistema ibrido in grado di erogare fino a 900 CV di potenza, con la possibilità di raggiungere una velocità di picco di 312 km/h, con uno scatto 0-100 km/h che viene completato in 3,2 secondi. Il modello si distingue per un look monocromatico davvero particolare che coinvolge anche i cerchi in lega e gli interni. La vettura è realizzata puntando sull’esclusivo colore distintivo Brabus “Mint” e può contare su cerchi Brabus Monoblock da 24 pollici oltre che su un frontale in fibra di carbonio, con ampie prese d’aria che offrono un miglioramento dell’efficienza del sistema di raffreddamento. Nella parte posteriore troviamo uno spoiler e un diffusore con alette verticali e anche quattro terminali di scarico, con soluzioni di design sviluppate direttamente da Brabus.

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Una versione total black

Sempre partendo dal SUV Lamborghini nasce anche la Brabus 900 Superblack, modello caratterizzato da un’estetica nero su nero, seguendo la filosofia di design “Black & Bold”, e da un DNA che punta a esaltare il carattere sportivo. Anche in questo caso troviamo un sistema ibrido in grado di offrire 900 CV di potenza e, quindi, di garantire prestazioni di altissimo livello. Le personalizzazioni applicate da Brabus si estendono a tutta la vettura, partendo dal frontale , con ampie prese d’aria che accentuano la larghezza della vettura e migliorano il raffreddamento, e uno spoiler anteriore in carbonio, pensato per migliorare la stabilità ad alta velocità. Da segnalare anche uno spoiler posteriore in carbonio a vista oltre al diffusore con alette verticali aerodinamiche e i quattro terminali di scarico che vanno a completare la personalizzazione di Brabus. Ci sono anche i cerchi forgiati di alta gamma Brabus Monoblock Z “Platinum Edition” da 24 pollici e design a 10 razze. Tra le caratteristiche troviamo anche il modulo di sospensione Brabus SportXtra che abbassa l’altezza da terra fino a 20 millimetri. All’interno c’è spazio per rivestimenti in pelle nera traspirante e per la microfibra Alcantara.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 06:30:51 +0000
News n. 17
Hyundai Ioniq 3: la nuova compatta elettrica è pronta a conquistare l’Europa

Hyundai anticipa l’arrivo di uno dei modelli più strategici per la sua crescita nel segmento elettrico. L’azienda ha confermato che nei prossimi mesi debutterà la nuova Hyundai Ioniq 3, la prima compatta elettrica della gamma Ioniq. Un appuntamento cruciale, soprattutto per il mercato europeo che punta sempre più sull’elettrificazione e sulla diffusione delle auto a zero emissioni. Ecco i dettagli sul modello che sarà centrale nella strategia dei prossimi anni.

L’elettrica che mancava

La nuova Hyundai Ioniq 3 andrà a tradurre in realtà quanto anticipato dalla Concept THREE, prototipo presentato in anteprima mondiale nel corso di IAA Mobility 2025. Si tratta di un progetto che, come sottolinea la Casa, ha un ruolo centrale nella strategia di elettrificazione del brand sul mercato europeo. Il modello avrà dimensioni compatte ma proporzioni che l’azienda stessa definisce “decise“e seguirà il linguaggio stilistico Art of Steel, introdotto proprio dalla concept e che “celebra l’acciaio come materiale vivo, plasmabile, capace di generare emozione attraverso tensioni, superfici e volumi scolpiti”. La Ioniq 3 erediterà la silhouette Aero Hatch, il frontale basso e una particolare attenzione all’aerodinamica.

Un progetto fondamentale

Come sottolineato in precedenza, si tratta di un progetto fondamentale per il futuro della gamma Ioniq in Europa. Il segmento B ha un ruolo centrale per molti mercati, a partire dall’Italia dove raggiunge una quota del 48%, considerando berline e SUV. Con le elettriche in forte crescita (la quota di mercato è salita fino al 6,2% nel corso del 2025), poter contare su una compatta a zero emissioni per Hyundai diventerà fondamentale. Questo aspetto vale anche per l’Europa dove le immatricolazioni di auto elettriche hanno toccato il 16,9% di quota di mercato.

La scelta di incrementare la sua gamma di veicoli a zero emissioni puntando sul segmento delle compatte, quindi, rientra nella volontà di Hyundai di venire incontro alle esigenze degli automobilisti europei, mettendo a disposizione una vettura completa e in grado di diventare subito protagonista del mercato. Ricordiamo che l’Europa rappresenta un mercato chiave per il Gruppo che oggi opera in ben 42 Paesi europei, con oltre 2.000 punti vendita e produce localmente quasi l’80% delle auto vendute. Entro il 2027, inoltre, l’azienda proporrà una gamma elettrificata con tutti i modelli disponibili che potranno contare su una variante elettrica oppure ibrida plug-in.

Quando arriva la nuova elettrica

La nuova Hyundai Ioniq 3 sarà disponibile anche in Italia, mercato dove la vettura potrebbe ritagliarsi uno spazio da grande protagonista, anche considerando il boom delle elettriche confermato dai dati di vendita del 2025. L’azienda ha confermato che il modello è atteso sul mercato italiano entro la fine del 2026. Ulteriori aggiornamenti in merito dovrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane, con la presentazione ufficiale e la diffusione delle prime informazioni sulla composizione della gamma e sul prezzo di vendita.

Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 15:00:52 +0000
News n. 18
C’è un unico Paese al mondo dove l’auto più venduta è la Porsche 911

La Porsche 911 è una vera e propria icona del mercato delle quattro ruote. Si tratta di una vettura simbolo che, anno dopo anno e generazione dopo generazione, ha conquistato tantissimi appassionati e collezionisti, con tanti che non hanno la possibilità di acquistarla soprattutto per una questione economica. In linea di massima, la 911 non è un modello che lotta per raggiungere le prime posizioni della classifica delle auto più vendute. C’è, però, un piccolo mercato dove l’icona di Porsche è riuscita nell’incredibile impresa di scalare la classifica fino a conquistare la prima posizione e ottenere il titolo di auto più venduta nel corso del 2025.

Un successo inaspettato

La Porsche 911, da poco presentata con la variante più potente di sempre, è stata l’auto più venduta nel 2025 nel mercato delle quattro ruote di Andorra, il piccolo principato da meno di 100.000 abitanti che si trova al confine tra la Spagna e la Francia. Questo piccolo mercato è, chiaramente, orientato verso il segmento premium e Porsche riesce, quindi, a ricoprire un ruolo da protagonista assoluta, guidando la classifica delle auto più vendute con la sua 911 che, lo scorso anno, ha raggiunto un totale di 86 unità vendute, con un incremento del 16% rispetto ai risultati ottenuti nel corso dell’anno precedente.

Curiosamente, però, le “rivali” della 911 sono modelli decisamente più economici e che in genere registrano risultati ben superiori alla supercar di Porsche. Il secondo modello più venduto ad Andorra è la Toyota Yaris Cross che ha totalizzato 63 immatricolazioni, mentre al terzo troviamo la Seat Arona, con le sue 57 unità vendute. Scorrendo la classifica, non ci sono altri modelli del segmento delle auto di lusso, generalmente rivali della 911. Non mancano i modelli premium come la Mercedes GLC, la Mini Cooper e le Cupra Formentor e Terramar. Nulla che può competere con l’icona della gamma Porsche.

Il mercato di Andorra è considerabile come un “micro-mercato” per il settore delle quattro ruote e, anche per via di una fiscalità favorevole per gli automobilisti, non può essere considerato come mercati ben più grandi. Il successo della vettura di Porsche, però, è sicuramente una curiosità da sottolineare anche perché nessun altro modello che, in teoria, dovrebbe essere un rivale diretto della 911 riesce ad avvicinare i numeri della vettura.

Un successo anche in Italia

Il successo ottenuto ad Andorra si accompagna a ottimi risultati in generale per la Porsche 911 che continua a macinare vendite anche in altri mercati. In Italia, mercato che ha chiuso il 2025 in negativo, la vettura ha registrato 2.471 unità immatricolate, staccando nettamente tutte le dirette concorrenti del segmento delle sportive, come confermano i dati forniti da UNRAE. Su base annua, la vettura ha ottenuto un incremento di quasi 1.000 unità che si traduce in un passo avanti di quasi il 65% su base annua. Questo conferma come anche tra gli automobilisti italiani scegliere la 911 significa puntare su un’icona assoluta e su un modello che, ancora oggi, continua a essere un simbolo del mercato delle quattro ruote, senza rivali e senza modelli in grado di mantenere gli stessi risultati commerciali.

Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 14:15:19 +0000
News n. 19
Non hai la colonnina di ricarica a casa? Arriva la soluzione “genialeâ€

Luca Abete, celebre inviato di Striscia la Notizia, ha condiviso sul suo canale Instagram un video che ha già fatto discutere: protagonista, una piccola Citroën Ami, quadriciclo elettrico parcheggiato sulle strisce pedonali sotto una palazzina. Fin qui nulla di straordinario, se non fosse che il mezzo era in ricarica con un espediente a dir poco singolare. Il proprietario, infatti, non avendo a disposizione una colonnina di ricarica pubblica, ha pensato bene di calare dal terrazzo del proprio appartamento — situato a un piano elevato — una prolunga elettrica lunghissima fino all’auto parcheggiata in strada. Una soluzione che, nel video, Abete definisce sarcasticamente “un colpo di genioâ€, evidenziando l’assurdità dell’azione.

Veicolo già di per sé in infrazione

Il quadriciclo, parcheggiato sulle strisce pedonali, è già di per sé un esempio di comportamento discutibile dal punto di vista del Codice della Strada. A questo si aggiunge il tentativo, decisamente improvvisato, di alimentare il veicolo elettrico con l’impianto domestico: la prolunga calata dal terrazzo rappresenta un rischio evidente per chiunque passi sotto. La combinazione di elettricità e spazio pubblico espone cittadini e pedoni a potenziali incidenti, sia per folgorazione, elettrocuzione e incendi, sia per eventuali cadute dovute al cavo stesso.

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Abete mostra la scena sottolineando i limiti di alcune soluzioni fai-da-te quando si tratta di mobilità elettrica. Nel video si nota come il cavo scenda verticalmente dal terrazzo fino alla strada, oscillando leggermente al vento, mentre il piccolo quadriciclo è collegato e sostato come se tutto fosse normale e pienamente in regola. L’inviato commenta la scena con una scritta sarcastica, facendo capire che il tentativo, pur geniale nella creatività, è decisamente rischioso e poco sicuro.

Più problemi sotto osservazione

Il caso mette in evidenza un problema reale e crescente: la carenza di colonnine di ricarica nei centri urbani, che porta alcuni utenti a soluzioni estreme e potenzialmente pericolose. Se la mobilità elettrica è sempre più in ascesa, l’infrastruttura pubblica fatica ancora a tenere il passo, costringendo cittadini ingegnosi ma incauti a cercare alternative casalinghe, come nel caso del proprietario della Citroën Ami. Il video diventa così una fotografia ironicamente amara, ma significativa, dei limiti della transizione verso mezzi a zero emissioni in contesti urbani congestionati.

Non sono solo i rischi fisici a destare preoccupazione: l’episodio solleva anche interrogativi normativi. Collegare un impianto domestico a un’area pubblica non autorizzata potrebbe configurare violazioni in materia di sicurezza elettrica e regolamentazioni comunali. Il tutto mentre il veicolo rimane in sosta in una zona vietata, aggravando il quadro complessivo.

Il famoso inviato del programma di Antonio Ricci, come sempre, ha il merito di portare alla ribalta un episodio apparentemente minore ma che ha diverse implicazioni: l’innovazione e la creatività non possono sostituire le regole di sicurezza e civiltà urbana. Il “colpo di genio†mostrato nella clip è un esempio perfetto di come l’inventiva possa diventare rischiosa se priva di buon senso, offrendo alcuni spunti di riflessione sulla necessità di avere delle infrastrutture adeguate per la mobilità elettrica.

Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 12:02:23 +0000
News n. 20
Ferrari, feedback incoraggianti per la SF-26: la sfida del Bahrain è pronta

L’analisi dei test di Barcellona è interessante ma non significativa, teoria confermata dallo stesso Frederic Vasseur. La Ferrari evita la ricerca della prestazione pura focalizzandosi sulla correlazione dati. Tanto lavoro per studiare l’affidabilità preliminare del motore 0676/7 e raccogliere tante informazioni utili sull’aerodinamica dell’ultima nata di Via Abetone Inferiore 4. Il Cavallino Rampante rimanda al Bahrain la verifica sulla performance, svolgendo un preciso piano di lavoro propedeutico alle prove su pista di Sakhir. Ciò malgrado, i primi feedback sono molto positivi.

L’approccio Ferrari nei test di Barcellona

Il ragionamento preliminare che scaturisce a margine della sessione di test al Montmelò non si muove da un presupposto inequivocabile: nessuna scuderia di Formula 1 ha inseguito la prestazione pura. Risulta pertanto superfluo focalizzarsi sui riscontri cronometrici che, oltre a non possedere i crismi dell’ufficialità e a mancare di qualsivoglia riferimento autentico, sono privi di reale valenza comparativa se consideriamo l’eterogeneità dei programmi di lavoro che ogni team ha deciso di implementare nell’arco dei cinque giorni a disposizione.

L’esordio della Ferrari non è stato baciato dalla fortuna, essendo andato in scena solamente durante la seconda giornata con la pioggia. Le avverse condizioni meteo abbattutesi sul Circuit de Catalunya, di fatto, hanno tutt’altro che agevolato le operazioni; per questa ragione, il gruppo di lavoro diretto da Frédéric Vasseur ha optato per un approccio pragmatico, diversificando l’attività su più fronti, tra cui la familiarizzazione con i nuovi comandi e la raccolta dati, accantonando momentaneamente la raccolta dati sui long run.

Sebbene le simulazioni ad alto carico di carburante siano state effettuate nelle giornate successive, anche in tale contesto i tempi registrati non assumono una rilevanza assoluta se l’intento è quello di un confronto diretto con la concorrenza. Tuttavia, emerge un dato fattuale sul quale possiamo disquisire senza timore di smentita: la solidità dell’unità propulsiva italiana, che ha risposto alle sollecitazioni esattamente secondo le aspettative.

Ferrari: il motore 067/7 soddisfa i tecnici

In più circostanze abbiamo ribadito la fiducia sul motore 0676/7 riposta dal team modenese. Permangono, tuttavia, interrogativi legati all’affidabilità che non sono stati integralmente dissipati. La motivazione è insita nell’atteggiamento conservativo della scuderia: non avendo spinto la power unit ai suoi limiti massimi, né sul giro secco né nella simulazione del passo gara, il riscontro inerente la resistenza del componente alle sollecitazioni di progetto non dispone ancora di dati definitivi.

Ciononostante, grazie alle informazioni raccolte dalla nostra redazione durante gli ultimi giorni, apprendiamo che in seno alla storica scuderia vige una marcata soddisfazione per la qualità delle informazioni racimolate. Sebbene si indichi insistentemente la Mercedes quale punto di riferimento tecnico, in tempi non sospetti abbiamo sostenuto a più riprese che la Rossa non nutre alcun timore nel confrontarsi con l’operato dei rivali tedeschi.

Tale convinzione perdura anche a seguito della prima sgambata della SF-26 sul tracciato catalano. Sotto questo profilo, sarà necessario attendere il banco di prova del Bahrain per ottenere conferme più probanti, specialmente in merito alla questione, tuttora “calda”, del rapporto di compressione: un tema che sarà oggetto di attenta verifica durante le prove sulla pista di Sakhir. A ciò si aggiunge un’ulteriore e rilevante considerazione.

La validazione aerodinamica della Ferrari SF-26

Al di là delle architetture meccaniche (ricordiamo che il team ha optato per una configurazione a doppio push-rod e ha svolto un lavoro certosino sulla distribuzione dei pesi, con la trasmissione che segue un peculiare schema degli elementi interni), l’attenzione vira sul complesso discorso aerodinamico. L’analisi preliminare condotta la scorsa settimana evidenzia come le pance della SF-26 siano caratterizzate da una zona del sottosquadro che prevede un undercut particolarmente generoso.

Si viene così a creare una zona di alta pressione che, in maniera naturale e diretta, deputata a generare un importante effetto outwash. Analogo discorso si applica all’imboccatura dei sidepod, dove la morfologia della vettura lavora per ottenere un pre-condizionamento della massa fluida che circola in quell’area; una soluzione che, a quanto pare, risulta funzionale anche all’incremento della portata del flusso per ottimizzare la gestione dei flussi. I dati acquisiti con tale configurazione aerodinamica risultavano cruciali per validare il piano di sviluppo della monoposto.

L’imperativo primario era verificare la correlazione tra CFD, galleria del vento e pista: un passaggio decisivo per accertare che la strumentazione in fabbrica operi con la dovuta precisione. Le prime impressioni sono alquanto confortanti e, stando a quanto appreso, confermano le risultanze attese, avvalorando la bontà del lavoro svolto. La strategia della Ferrari per i giorni a venire è piuttosto chiara e prevede un utilizzo intensivo del simulatore. Mossa finalizzata a chiarire le idee per presentarsi al top ai test del Bahrain. Sarà proprio nello scenario di Sakhir che la scuderia di Maranello inizierà a spingere realmente, testando la vettura ai suoi massimi regimi.

Non sono da escludere alcune novità aerodinamiche. Nel gruppo di lavoro si respira grande concentrazione e si sprecano poche parole: un piglio rigoroso, voluto e necessario per non lasciare nulla al caso. Il tutto nella consapevolezza che imboccare la direttrice di sviluppo corretta, scevra da errori che potrebbero ritardare la tabella di marcia, rappresenta il fattore discriminante per interpretare al meglio il nuovo regolamento della Formula 1 2026; un “corpus” normativo che cela sì insidie, ma che al contempo offre grandi opportunità di svolta.

Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 11:41:33 +0000
News n. 21
Il Mit opera il censimento degli autovelox, ma mancano le omologazioni: rischio ricorsi

La stretta sugli autovelox in Italia si avvicina, ma il quadro che emerge dalle ultime comunicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) è tutt’altro che rassicurante. Dei circa 11.000 apparecchi informalmente presenti sul territorio nazionale, solo 3.800 si sono registrati sulla piattaforma telematica avviata a fine settembre per la trasmissione dei dati relativi ai dispositivi, e di questi appena poco più di millerientrano automaticamente nei requisiti di omologazione in fase di adozione“.

L’iter di censimento, scattato a partire dall’autunno scorso, prevedeva che le amministrazioni locali e gli enti dai quali dipendono gli organi di polizia stradale inserissero sul portale del ministero i dati sui sistemi di accertamento. Nella fattispecie dovevano essere evidenziati: marca, modello, tipo, matricola ed estremi del decreto Mit di approvazione o di estensione del dispositivo. Tutti questi dati dovevano essere caricati entro due mesi, pena l’inutilizzabilità degli autovelox, sia mobili sia fissi. A oggi siamo in alto mare.

Appena un terzo è in regola

Il risultato è che, a oggi, le comunicazioni arrivate a Porta Pia coprono appena un terzo degli apparecchi effettivamente diffusi sulle strade. La percentuale di quelli che rispettano automaticamente i requisiti di omologazione appare addirittura inferiore al 10%. Ma perché siamo arrivato a questa scelta di operare un censimento sul territorio nazionale? Il tutto trae origine da una sentenza della Corte di Cassazione dell’aprile 2024, che ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati. Una decisione che ha generato una vera e propria valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati da dispositivi non completamente a norma.

I dati resi noti dal Mit “confermano in pieno i tanti allarmi del Codacons sul caos autovelox“, afferma l’associazione dei consumatori. “Dopo le ripetute richieste del Codacons si è finalmente arrivati ad ottenere trasparenza sugli autovelox utilizzati per multare gli automobilisti, ma il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante“, spiegano dall’associazione. I Comuni che non hanno fornito i dati al Mit non possono più utilizzare gli autovelox sul proprio territorio, mentre quelli che li hanno forniti ma che impiegano apparecchi non omologati rischiano l’annullamento delle sanzioni emesse dopo i ricorsi degli automobilisti.

La sicurezza paga il conto

Secondo il Codacons, a pagare il prezzo più alto di questa situazione sono la sicurezza stradale, gli automobilisti e le casse degli enti locali. “Un caos che danneggia prima di tutto la sicurezza stradale, che è il primo obiettivo che Stato e Comuni devono prefiggersi, poi gli automobilisti, vittime di apparecchi non a norma, e poi le casse degli enti locali, costrette ad affrontare le spese legali relative alla valanga di ricorsi dei cittadini“, sottolinea l’associazione. A pesare sul quadro attuale ci sono anche “i ritardi del Mit nell’adozione dell’atteso decreto sull’omologazione degli autovelox, provvedimento da tempo invocato dal Codacons per mettere finalmente fine al caos che regna in Italia“.

Una posizione simile arriva da Assoutenti. “I dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti parlano chiaro: a fronte di migliaia di dispositivi installati sul territorio nazionale, sono poco meno di 1.000 gli autovelox effettivamente autorizzati dallo Stato. Un quadro che apre la strada a una vera e propria valanga di ricorsi nei prossimi mesi, con conseguenze rilevanti per cittadini e amministrazioni“, dichiara Gabriele Melluso, presidente nazionale dell’associazione.

Serve un confronto

Secondo Melluso, è indispensabile un immediato confronto istituzionale: “Enti locali, prefetture e Ministero devono attivare un tavolo per fare chiarezza e dare certezze giuridiche. Non si può lasciare un tema così delicato in una zona grigia normativa che penalizza sia i consumatori sia la credibilità delle istituzioni”. L’attuale incertezza rischia di produrre un effetto paradossale: “Se passa il messaggio che gli strumenti non sono omologati e che le sanzioni possono essere facilmente annullate, il deterrente degli autovelox viene meno. Il rischio concreto è che molti automobilisti, sentendosi “copertiâ€, possano decidere di viaggiare oltre i limiti di velocità, con evidenti ricadute sulla sicurezza stradale“.

Gli autovelox devono essere uno strumento di prevenzione e tutela, non un mezzo per fare cassa né tantomeno una fonte di contenzioso infinito. Servono regole chiare, strumenti pienamente legittimi e trasparenza totale. Solo così si può tutelare davvero la sicurezza sulle strade e i diritti dei consumatori“, conclude Melluso. Il percorso verso la piena legittimazione degli autovelox è quindi ancora lungo. Nel frattempo, gli automobilisti, i Comuni e lo Stato devono fare i conti con un sistema di controlli ancora in gran parte fuori norma, tra incertezze giuridiche e il rischio concreto di una pioggia di ricorsi che potrebbe mettere in discussione multe e procedure accumulate negli ultimi anni.

Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 11:32:04 +0000
News n. 22
Un’auto in bilico sul precipizio, la foto simbolo del disastro di Niscemi

Una delle immagini che meglio rappresentano la frana di Niscemi è quella di un’auto rimasta in bilico sul vuoto. Si tratta di una Ford Fiesta appartenente al signor Di Martino, ex geometra comunale oggi in pensione.

”La tenevo nel garage che si affacciava sulla strada panoramica, in via Angelo d’Arrigo. La frana ha portato via metà del garage insieme alla strada», racconta al Corriere della Sera. «È una 1.400 diesel del 2002, con 97 mila chilometri. La usavo solo per andare fuori città. Per muovermi in paese ho una Seicento”.

Il giorno della frana

Il giorno della frana resterà impresso per sempre nella sua memoria. ”Erano circa le due del pomeriggio, avevamo appena finito di pranzare, quando qualcuno ha bussato alla porta gridando: ‘Uscite, c’è la frana’ ”. La prima preoccupazione è stata la moglie, che ha difficoltà a muoversi: ”L’ho presa subito e l’ho caricata in macchina. Ho preso qualche coperta e quello che riuscivo ad afferrare al volo. Prima di uscire ho chiuso gas e luce perché si sentiva un cattivo odore. Poi ho guardato verso la strada e ho visto una crepa: a quel punto siamo scappati”.

La fuga si è conclusa in campagna, in una piccola casa senza riscaldamento. ”Ma mia moglie non stava bene, così abbiamo chiesto aiuto a un’amica di Niscemi che ci ha ospitati per tre giorni”. Con l’aiuto dei vigili del fuoco Di Martino è riuscito a rientrare brevemente nella sua abitazione per recuperare medicinali, documenti e un paio di scarpe. ”Ho dovuto fare in fretta e ho lasciato tutto il resto. Non sono riuscito a prendere le foto del matrimonio e quelle di mio figlio, che vive a Roma. Mi aveva chiamato dicendomi: “Papà, se puoi prendi le foto di quando ero piccolo e la macchinina nella libreriaâ€. Non ce l’ho fatta”.

Un destino ormai segnato

Il destino della casa ormai è segnato. ”Se non crolla da sola, la demoliranno. Abbiamo perso tutto”. Anche l’auto sospesa nel vuoto è destinata a sparire: ”Prima o poi cadrà pure lei. Ogni volta che la vedo in televisione mi viene un nodo alla gola. È stata con noi per 24 anni”.

Di Martino si è rivolto all’assicurazione per sospendere la polizza che scade ad agosto, ma servono i documenti. ”Come faccio a recuperarli?”, si chiede. Il figlio ha trovato una foto in cui si vede la targa dell’auto: ”Speriamo basti. Ma sono dettagli. La vera tragedia qui è molto più grande”.

Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 10:58:32 +0000
News n. 23
Nuova Volkswagen Golf GTI Edition 50, la sportività non va in pensione

La storica pista del Montmelò a Barcellona ha fatto da cornice al debutto internazionale della versione speciale di una leggenda che celebra un traguardo storico: i cinquant’anni della Volkswagen Golf GTI. Dunque, la nuova Golf GTI EDITION 50 non è solo un modello celebrativo, ma rappresenta l’apice tecnologico e prestazionale di una dinastia nata nel lontano 1976. La Casa di Wolfsburg ha voluto onorare questo anniversario con quella che, a oggi, è la GTI prodotta in serie più potente e veloce di sempre.

Tributo esclusivo e raffinato

L’estetica della Volkswagen Golf GTI EDITION 50 fonde richiami storici con una modernità aggressiva. Esternamente, il modello si distingue per i paraurti in stile Clubsport e i cerchi in lega Queenstown da 19 pollici di colore nero, caratterizzati da una finitura diamantata con vernice rossa trasparente, mentre un dettaglio di puro design è il logo GTI posto al centro delle ruote, il quale rimane in posizione verticale anche durante la rotazione. La caratterizzazione di questo veicolo prosegue con le scritte “GTI 50” sullo spoiler del tetto e all’interno degli specchietti, i loghi VW oscurati e i fari IQ.LIGHT LED matrix di serie. Inoltre, la gamma colori offre tinte esclusive come il Dark Moss Green metallizzato e il classico Tornado Red, entrambi abbinabili al tetto nero in contrasto.

All’interno, l’abitacolo celebra il mito con i nuovi sedili sportivi nel design Clark GTI 50. Il classico motivo a scacchi è stato rivisitato con quadri più grandi e asimmetrici, arricchiti da una striscia verde che richiama la nuova vernice esterna. Per la prima volta, i gommini dei pedali di acceleratore e freno sono rifiniti in rosso, così come le cinture di sicurezza. Il volante sportivo in pelle multifunzione riporta il logo “GTI 50” sulla razza centrale, mentre le finiture interne adottano il raffinato alluminio scuro “Dark Anodized”.

La GTI più potente di sempre

Sotto il cofano batte il leggendario motore turbo a quattro cilindri della famiglia EA888 LK3 evo4, potenziato per erogare ben 239 kW (325 CV). Con una coppia massima di 420 Nm, la Golf GTI EDITION 50 scatta da 0 a 100 km/h in soli 5,3 secondi, raggiungendo una velocità massima, limitata elettronicamente, di 270 km/h. La potenza è gestita da un cambio a doppia frizione a sette rapporti e da un bloccaggio del differenziale anteriore a controllo elettronico, che assicura una trazione ottimale anche nelle curve più veloci. Di serie, l’anniversario include il controllo adattivo del telaio DCC, che permette di regolare lo smorzamento fino a 200 volte al secondo per garantire un equilibrio perfetto tra comfort quotidiano e dinamica di guida.

Dotazioni esclusive

La gamma della Volkswagen Golf GTI si articola intorno alla versione classica da 195 kW, la Clubsport da 221 kW e la top di gamma EDITION 50. Ciò che rende esclusiva la dotazione di quest’ultima è il profilo di guida “Special”, sviluppato specificamente per le caratteristiche del Nürburgring Nordschleife. A prova di pilota scafato.

Inoltre, per i guidatori più esigenti, è disponibile l’optional GTI Performance Package EDITION 50. Questo pacchetto riduce il peso della vettura di circa 25 kg grazie a cerchi forgiati Warmenau da 19 pollici e a un sistema di scarico in titanio firmato Volkswagen R. Infine, il telaio viene ulteriormente abbassato di 5 mm rispetto alla configurazione standard (20 mm totali rispetto alla Golf base) e adotta una campanatura dell’asse anteriore modificata a -2 gradi per una risposta dello sterzo ancora più diretta.

Listino prezzi

Volkswagen ha confermato che le prevendite per la Golf GTI EDITION 50 sono già iniziate. Le unità previste sono 200 e il prezzo per l’Italia è di 54.700 euro.

Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 10:01:39 +0000
News n. 24
Gli incentivi auto 2026 sono previsti, ma per ora non per l’acquisto di vetture nuove

Gli incentivi per il retrofit a gas tornano ufficialità nelle politiche automotive del governo. Con il nuovo Fondo Automotive 2026-2030, presentato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso al Tavolo Automotive, il governo mette sul piatto circa 1,6 miliardi di euro complessivi. Di questi, 21 milioni sono destinati alla trasformazione a GPL e metano delle auto già circolanti. Una misura mirata, attesa da tempo, che punta a ridurre le emissioni senza incentivare l’acquisto di veicoli nuovi. Tuttavia, questa non è l’unica novità di rilievo messa in campo dall’esecutivo per dare una spinta propositiva all’ammodernamento del pianeta delle quattro ruote nel nostro Paese.

Come è strutturato il Fondo Automotive

Il Fondo Automotive rappresenta una pianificazione pluriennale delle risorse, pensata per dare maggiore stabilità al settore. La struttura è chiara: il 75% dei fondi, pari a circa 1,2 miliardi di euro, è destinato al sostegno dell’offerta industriale; il restante 25%, circa 400 milioni, alla domanda. Una scelta che privilegia il rafforzamento della filiera produttiva rispetto agli incentivi diretti ai cittadini.

La parte più consistente delle risorse andrà alle imprese dell’auto e della componentistica. In particolare, 750 milioni di euro finanzieranno gli Accordi per l’innovazione, dedicati a ricerca e sviluppo, mentre 450 milioni saranno destinati ai Contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con attenzione anche ai mini-contratti. L’obiettivo dichiarato è accompagnare la filiera italiana nella transizione tecnologica e rafforzarne la competitività in un contesto internazionale sempre più complesso.

Le risorse per la domanda

Sul fronte della domanda, le risorse sono più limitate ma articolate su più misure. I 400 milioni complessivi finanzieranno il bonus per le colonnine di ricarica elettrica destinate ai privati, il leasing sociale a lungo termine per veicoli elettrici, gli incentivi per ciclomotori, motocicli e quadricicli, l’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri e, appunto, il retrofit a gas delle auto a benzina già immatricolate.

È in questo perimetro che si colloca lo stanziamento da 21 milioni di euro per il quinquennio 2026-2030 dedicato alla trasformazione a GPL e metano. Una cifra contenuta, ma significativa per un comparto che negli ultimi anni è rimasto ai margini delle politiche di incentivazione. Il retrofit viene considerato dal governo una soluzione pragmatica per ridurre le emissioni di CO₂ e degli inquinanti locali, offrendo al tempo stesso un’alternativa accessibile a chi non può permettersi l’acquisto di un’auto nuova.

La misura è stata accolta positivamente da Assogasliquidi-Federchimica, che rappresenta le imprese della filiera dei gas liquefatti. Secondo l’associazione, GPL e metano sono tecnologie già disponibili, affidabili e con margini di ulteriore miglioramento grazie allo sviluppo delle versioni bio e rinnovabili. Il retrofit consente inoltre di intervenire su un parco circolante particolarmente anziano, come quello italiano, ottenendo benefici ambientali immediati.

Parola d’ordine: evitare i ritardi

Dal settore arriva però anche una richiesta precisa: rendere operativi gli incentivi il prima possibile, idealmente già nei primi mesi del 2026, ed evitare i ritardi che hanno caratterizzato altre misure nel recente passato. Viene inoltre chiesta una valutazione sull’estensione del bonus a veicoli più datati e a quelli intestati a persone giuridiche, per ampliare la platea dei beneficiari.

Come detto, resta fuori dal nuovo Fondo Automotive qualsiasi incentivo all’acquisto di auto nuove. Una scelta che segna una discontinuità rispetto agli anni precedenti e che concentra le risorse su infrastrutture, utilizzo e transizione graduale del parco esistente. Se questa sarà la scelta giusta lo scopriremo nei prossimi mesi, sperando che non si verifichino intoppi e disguidi come, purtroppo, abbiamo osservato troppo spesso.

Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 08:33:27 +0000
News n. 25
Da benzina a GPL, arriva la salvezza per milioni di auto in Italia

In un panorama automotive sempre più orientato all’elettrico, il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) lancia un salvagente a milioni di automobilisti italiani. Durante l’ultimo Tavolo Automotive del 30 gennaio 2026, il ministro Adolfo Urso ha confermato una misura attesissima: lo stanziamento di 21 milioni di euro destinati agli incentivi per il retrofit a gas (GPL e Metano) nel quinquennio 2026-2030.

Cosa prevedono i nuovi incentivi GPL?

L’obiettivo è chiaro: ridurre l’impatto ambientale del parco circolante senza costringere le famiglie all’acquisto di un veicolo nuovo. Ecco i punti cardine della misura:

  • Dotazione pluriennale: i 21 milioni di euro copriranno il periodo fino al 2030, offrendo finalmente una continuità che era mancata negli anni precedenti.
  • Contributi previsti: se verranno confermati gli importi dei decreti precedenti, si parla di un bonus di 400 € per l’installazione di impianti a GPL e 800 € per il metano.
  • Requisiti dei veicoli: l’incentivo è rivolto ai veicoli di categoria M1 (auto passeggeri). Le associazioni di categoria spingono per includere anche i veicoli Euro 3, permettendo così di “ripulire” auto che altrimenti resterebbero bloccate dalle limitazioni al traffico.

Perché il retrofit è la scelta del momento?

Mentre il mercato delle auto elettriche nuove fatica a decollare causa prezzi di listino elevati, la conversione a gas si presenta come la soluzione della classe media.

  • Risparmio immediato: con il prezzo dei carburanti tradizionali sempre instabile, il GPL e il Metano garantiscono un risparmio alla pompa che può arrivare al 50%.
  • Libertà di circolazione: convertire un’auto Euro 4 o Euro 5 a gas permette, in molte città, di ottenere deroghe per circolare nelle ZTL o durante i blocchi del traffico.
  • Sostenibilità “pronta all’uso”: l’uso di biocarburanti (bioGPL e biometano) rende queste auto quasi carbon-neutral, supportando la neutralità tecnologica tanto discussa a livello europeo.

Come accedere al bonus?

Al momento, si attende la pubblicazione del decreto attuativo che renderà operativa la piattaforma per le prenotazioni (probabilmente entro la fine del primo trimestre 2026). In genere, la procedura segue questo iter:

  1. L’automobilista si rivolge a un’officina autorizzata
  2. L’installatore prenota il contributo sulla piattaforma ministeriale
  3. Lo sconto viene applicato direttamente in fattura al cliente
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 08:30:35 +0000


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