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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il traffico sulle autostrade italiane del 2 aprile 2026 presenta situazioni di particolare attenzione soprattutto su alcune tratte chiave come la A1 Milano-Napoli, dove si registrano code lunghe e traffico congestionato, e la A14 Bologna-Taranto con diversi incidenti e tratti chiusi. Oltre a code per traffico intenso, si segnalano anche rallentamenti per lavori e condizioni meteo avverse. Ad esempio, sulla A1 tra Fabro e Orvieto si segnala una coda di 6 km per traffico congestionato, mentre sulla A14 tra Roseto degli Abruzzi e Giulianova un incidente ha causato sia tratti chiusi che code rilevanti.

A1 Milano-Napoli



12:04 – Barriera di Milano Sud
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
Coda alla barriera di Milano sud per traffico intenso.



12:02 – Bivio A1-Variante e Bivio A1/Compl. FI Nord
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
Code a tratti tra Bivio A1-Variante e Bivio A1/Complesso FI Nord al km 280.3.



12:02 – Firenze Scandicci e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Code a tratti tra Firenze Scandicci e Bivio A1-Variante.



12:01 – Fabro e Orvieto
Coda di 6 km per traffico congestionato
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Roma: Orte. Uscita consigliata provenendo da Firenze: Valdichiana.



11:48 – Basso Lodigiano e Fidenza
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 90.4 al chilometro 49.7 per una lunghezza di 40.7 km.



11:45 – Melegnano e Casalpusterlengo
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 27.0 al chilometro 7.7 per una lunghezza di 19.3 km.



11:42 – San Vittore e Caianello
Traffico Rallentato per lavori
Direzione Napoli
Traffico rallentato tra San Vittore e Caianello per lavori.



11:18 – Bivio A1/A24 e Valmontone
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 586.9 al chilometro 573.0 per una lunghezza di 13.9 km.



11:12 – Firenze Impruneta e Incisa – Reggello
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 310.0 al chilometro 299.0 per una lunghezza di 11 km.



10:46 – San Vittore e Caianello
Vento Forte
Direzione in entrambe le direzioni
Vento forte segnalato tra San Vittore e Caianello sulla A1.

A7 Milano-Genova



11:51 – Serravalle Scrivia e Vignole Borbera
Coda di 1 km per incidente
Direzione Genova



11:50 – Isola del Cantone e Ronco Scrivia
Coda di 1 km per lavori
Direzione Genova



11:45 – Ronco Scrivia e Busalla
Coda di 1 km per lavori
Direzione Genova

A10 Genova-Ventimiglia



11:04 – Genova Aeroporto e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Genova

A12 Genova-Roma



12:03 – Genova Est e Genova Nervi
Coda per traffico intenso
Direzione Rosignano

A14 Bologna-Taranto



11:59 – Bivio A14/A16 Napoli-Canosa e Canosa
Coda di 2 km per tratto chiuso
Direzione Taranto



11:57 – Val Vibrata e Giulianova
Coda di 1 km per lavori
Direzione Taranto



11:54 – Ortona e Lanciano
Coda di 2 km per lavori
Direzione Taranto



11:51 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto



11:50 – Roseto Degli Abruzzi e Giulianova
Coda di 4 km per incidente
Direzione Ancona



11:49 – Andria e Canosa
Traffico rallentato per incidente
Direzione Pescara



11:41 – Pineto e Roseto Degli Abruzzi
Coda di 2 km per tratto chiuso
Direzione Ancona
Entrata consigliata verso Ancona: Giulianova.



11:40 – Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Castel San Pietro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
Code a tratti per una lunghezza totale di 38.2 km.



11:30 – Pedaso e Val Vibrata
Coda di 7 km per lavori
Direzione Taranto
Uscita consigliata provenendo da Ancona: Grottammare.



11:29 – Roseto Degli Abruzzi e Giulianova
Tratto chiuso per incidente
Direzione Ancona
Entrata consigliata verso Ancona: Giulianova.



11:27 – Canosa e Andria
Tratto chiuso per incidente
Direzione Taranto
Entrata consigliata verso Bari: Andria.



11:25 – Canosa e Andria
Coda di 2 km per incidente
Direzione Taranto

A22 Brennero-Modena



11:30 – Trento Sud e Rovereto Nord
Coda di 6 km per incidente
Direzione Modena



10:47 – Carpi e Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Coda di 6 km per traffico intenso
Direzione Modena

A24 Roma-Teramo



10:36 – Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale Est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.



10:33 – Valle del Salto e Bivio A24/SS 80 (sgc Giulianova)
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa dal chilometro 158.8 al 75.111 per una lunghezza di 83.689 km.

A25 Torano-Pescara



11:39 – Bussi-Popoli e Pratola Peligna-Sulmona
Traffico rallentato per ripristino urgente pavimentazione
Direzione Autost. Roma-Teramo



11:00 – Aielli-Celano e Bivio A25/A14 Bologna-Taranto
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa dal chilometro 186.4 al 101.2 per una lunghezza di 85.2 km.

A26 GE-Voltri-Gravell.Toce



11:39 – Diramazione D26 Predosa-Bettole e Masone
Coda per traffico intenso
Direzione Genova Voltri
La coda si estende per 17 km.

A4 Torino-Trieste



11:56 – Uscita a Bergamo provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste



11:55 – Ospitaletto e Bivio A4/A21 Torino-Brescia
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta interessata va dal chilometro 217.5 al chilometro 209.0 per una lunghezza di 8.5 km.



11:27 – Rovato e Ospitaletto
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
La coda si estende per 5 km tra Rovato e Ospitaletto.



11:22 – Uscita a Ospitaletto provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste

TR1 Traforo del Monte Bianco



11:07 – Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista di un’ora e 30 minuti.
Direzione Courmayeur

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 10:08:00 +0000
News n. 2
MotoGP, è allarme per Marc Marquez: ora la Ducati rischia grosso

L’Aprilia viaggia spedita nella sua cavalcata mondiale con Bezzecchi, sempre più leader, e Martin, finalmente tornato al top della forma dopo un 2025 da incubo. Lo scorso campionato per Marc Marquez è stato quello della riconsacrazione ai massimi livelli, soprattutto grazie a una Ducati inavvicinabile dalla concorrenza.

In ogni tappa della scorsa annata almeno una Desmosedici era salita su uno dei tre gradini del podio. Nel 2026 si è interrotta la striscia di 88 GP consecutivi già nel primo appuntamento, dove Aprilia e KTM hanno strappato applausi. Se la Thailandia e il Brasile rappresentavano due incognite, l’assenza di Marc Marquez sul podio di Austin, nel GP degli Usa, ha rappresentato una sorpresa per i fan. Lo spagnolo aveva ottenuto in carriera 7 successi sul tracciato americano, ma non è riuscito a lottare nemmeno per la terza piazza.

Infiniti problemi fisici

Marc Marquez è tornato sotto i ferri lo scorso anno a causa del crash di Mandalika. L’entrata kamikaze di Bezzecchi gli ha causato un altro periodo di stop, andando a intaccare una delle viti inserite nell’omero destro. Sembrava tutto risolto nella zona scapolare in vista dell’inizio della stagione, ma già ai test di Buriram sono scattati i primi campanelli d’allarme. Il nativo di Cervera non ha trovato il feeling giusto sulla Desmosedici GP26 perché non riesce a guidare in modo fluido.

La posizione in sella alla Rossa del numero 93 non risulta naturale e il disagio è emerso in modo lampante sui saliscendi del tracciato texano. Marc ha commesso un errore nella Sprint Race, scivolando e mettendo fuori gioco anche Fabio Di Giannantonio per poi scontare un long lap penalty in gara che gli ha ulteriormente condizionato la performance. Alla fine si è dovuto accontentare della quinta posizione, alle spalle delle RS-GP26 di Bezzecchi e Martin, della KTM di Acosta, probabile futuro compagno di squadra, e della Ducati del pilota romano del team VR46. Senza il problema tecnico all’Aprilia di Ogura il campione avrebbe chiuso sesto.

L’ammissione che fa tremare la Ducati

In un’intervista rilasciata ai colleghi di DAZN Spagna, Marc Marquez ha ammesso le sue difficoltà in sella alla Ducati. Il campione in carica ha dichiarato:

“Devo trovare il mio nuovo 100%. Dopo un infortunio bisogna sempre trovare il nuovo limite e sento di dover migliorare io, più che la moto. Devo capire come migliorare nei primi giri, ma non mi sento a mio agio sulla moto. Mi sembra di essere in una posizione innaturale. Guidando sono veloce, ma non riesco a fare la differenza. I primi giri sono quelli in cui soffro di più fisicamente. Tutto diventa più aggressivo e serve una forza extra che non hoâ€.

Si tratta di un guaio serio per la Casa di Borgo Panigale che non riuscirà ad arginare i competitor senza un Marc Marquez al top della forma. Pecco Bagnaia è oramai un separato in casa e non vede l’ora di annunciare il passaggio in Aprilia. Alex Marquez, dotato nel team Gresini Racing di una Desmosedici ufficiale, sta facendo una enorme fatica a replicare i risultati positivi del 2025.

Fermin Aldeguer è reduce da un lungo stop e Franco Morbidelli appare l’ombra di sé stesso nel team VR46. Per tutti questi motivi in classifica il primo inseguitore delle Aprilia a guidare una Ducati è Fabio Di Giannantonio, -31 dalla vetta. Alle sue spalle c’è Marc Marquez, quinto in classifica, con 36 punti di distacco dal leader Marco Bezzecchi e ancora più indietro c’è Pecco Bagnaia, nono a -56.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 09:59:45 +0000
News n. 3
Entra con il camper nell’autolavaggio, distrugge tutto: immagini surreali

La Gendarmeria, una volta arrivata presso la stazione di servizio Amici di Falciano a San Marino, è rimasta allibita per i danni compiuti da un camper in un car wash. Le immagini sono state riprese anche da una telecamera di sicurezza che, durante la notte fra il 28 e il 29 marzo intorno alle 3, ha mostrato un autocaravan lanciarsi volutamente all’interno della struttura.

La donna al volante del camper con targa italiana è arrivata nel centro di un autolavaggio, senza comprendere le dimensioni del suo mezzo. Dopo essersi incastrata ha scelto di accelerare trascinando la struttura per poi innestare la retromarcia, demolendo del tutto l’impianto preposto al lavaggio di auto.

Attività distrutta

Sul posto sono accorsi i gendarmi, che hanno poi contattato i proprietari dell’attività. La conducente ha distrutto il car wash senza riportare lesioni. Il veicolo si trova in buone condizioni ma l’autolavaggio è finito in pezzi. Per la rimozione del camper è risultato necessario l’intervento di mezzi idonei.

Probabilmente senza una lunga esperienza di guida, la donna al volante ha perso il controllo della situazione per cause ancora da appurare e non si è nemmeno resa conto dei liquidi fuoriusciti sull’asfalto dalla struttura. Per fortuna nessuno ha riportato ferite nella manovra di retromarcia, non essendo stati coinvolti pedoni o altre vetture.

Incidente evitabile

Questa storia ci insegna che, con un pizzico di buonsenso alla guida, tanti incidenti di percorso sarebbero evitabili. La manovra errata nel car wash avrebbe potuto avere effetti meno impattanti sulla costruzione preposta ai lavaggi di veicoli tradizionali se solo la conducente non fosse andata in panico, pigiando il piede sul gas per poi inserire la retromarcia, sradicando le pareti dell’autolavaggio.

La struttura, dal valore di circa 140mila euro, è andata in pezzi e richiederà un meticoloso processo di ricostruzione. I proprietari dovranno attendere delle settimane per rivedere a pieno regime le auto tornare brillanti nella stazione di servizio sammarinese.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 08:54:41 +0000
News n. 4
Stop monopattini in sharing a Firenze: polemiche per il servizio bloccato

Dal primo aprile a Firenze è stata decisa l’interruzione del servizio di monopattini elettrici in sharing attivo in città. Il Codice della Strada è intervenuto nei mesi scorsi per modificare la disciplina, soprattutto a causa del numero crescente di incidenti e di disagi per i pedoni. Purtroppo una soluzione smart si è trasformata nell’ennesima sfida politica a causa di innumerevoli fattori, tra cui l’inciviltà di utenti che erano soliti abbandonare i mezzi sui marciapiedi.

A Firenze è entrata in vigore la delibera di Palazzo Vecchio, in merito al cambio della normativa a livello nazionale e alle criticità nella gestione. Per gli utilizzatori di monopattini elettrici sono scattati numerosi obblighi, tra cui l’adozione di un casco e del targhino. Per il Comune fiorentino la tipologia del servizio in sharing rende difficile il rispetto delle norme introdotte nel CdS, anche a fronte dei controlli della polizia municipale.

La reazione dei player

Bird, azienda internazionale della micromobilità che si era aggiudicata la possibilità del servizio dei monopattini in sharing nel capoluogo toscano, si è opposta alla decisione. La società ha presentato un ricorso, in attesa giudizio, e un’istanza cautelare per la sospensione immediata della delibera, poi rigettata dal Tar della Toscana. Il major della mobilità green ha assicurato che non lascerà Firenze. Giorgio Cappiello, capo delle relazioni istituzionali di Bird per l’Italia, ha dichiarato:

“In città c’è grande richiesta di una mobilità ecologica e smart, come dimostrano i dati sull’utilizzo dei monopattini. Per questo abbiamo deciso di restare con un servizio privato di noleggio, nel pieno rispetto delle normative europee e italiane in materia di sicurezza e sostenibilità. Abbiamo scelto di non interrompere il nostro legame con i fiorentini, individuando una soluzione alternativa che ci consente di continuare a offrire un servizio ai cittadini e ai visitatori: il nuovo servizio sarà completamente svincolato da convenzioni pubbliche e basato su un modello di noleggio privato, mantenendo elevati standard qualitativi”.

Possibili soluzioni alternative

Il Comune ha scelto di sospendere il servizio basato sullo schema dell’avviso pubblico, ma secondo il portavoce di Bird non può essere vietato ai cittadini di sfruttare un monopattino per i propri spostamenti in città. Per ora sarà potenziato il servizio di bike sharing a Firenze per offrire una alternativa a zero emissioni. Verranno messi a disposizione 5.000 mezzi, di cui 3.200 e-bike.

In base ai dati emessi dal Comune è emerso che nei primi mesi del 2026 si è registrato un aumento dei noleggi del 25%. In sostanza l’esigenza dei fiorentini c’è, ma la priorità è quella di garantire una elevata sicurezza stradale. Per ora Firenze è la prima città italiana a porre un freno ai monopattini in sharing, ma lo stop potrebbe allargarsi a macchia d’olio ad altre realtà italiane. La sindaca Sara Funaro ha sottolineato:

“Per la nostra amministrazione la sicurezza stradale è una priorità, questa la ragione di questa scelta. Le nuove norme del Codice della Strada, in particolare il casco obbligatorio, rendono questo servizio difficilmente gestibile e, nonostante i controlli e l’impegno della polizia municipale, l’esperienza di questi anni ha evidenziato criticità diffuse, comportamenti scorretti e l’impossibilità di garantire il rispetto delle regole in modo sistematico. Facciamo una scelta chiara e netta, perché per noi sicurezza e rispetto delle regole per noi vengono prima di tutto. Allo stesso tempo lavoriamo sul potenziamento dello sharing con più mezzi e tariffe accessibili, per offrire alternative sicure, ordinate ed efficienti ai fiorentini”.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 07:58:30 +0000
News n. 5
Crisi energetica, scatta l’allarme in Europa: i possibili rimedi

Come se non fossero bastati i danni economici della pandemia e della guerra in Ucraina, l’Ue deve oggi anche fare i conti con tutta una serie di problematiche connesse alle sfide energetiche e alle ripercussioni per le famiglie e aziende. Con meno proclami rispetto alla crisi del 2022, il Vecchio Continente sta scivolando in una condizione di rischio che desta preoccupazione.

Dall’inizio del conflitto a fuoco tra Usa e Iran, i prezzi del gas in Europa sono aumentati di circa il 70%, mentre del 60% per il petrolio. Tradotto: 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alle ingenti perdite dell’Unione per i combustibili fossili. Questa non sarà una guerra lampo, come prospettata dal presidente Trump, ma potrebbe essere lunga e la crisi potrebbe andare oltre la fine del conflitto perché le infrastrutture energetiche sono distrutte. Il concetto espresso nei giorni scorsi da Dan Jorgensen, il Commissario Ue all’Energia, ha mandato in tilt i mercati.

Urgono interventi

L’esecutivo europeo non può rimanere a guardare in attesa di miracolosi cambiamenti. Come è avvenuto con i carburanti, dove in Italia si è deciso il taglio delle accise, la stessa dinamica per l’energia dovrà essere affrontata a livello continentale, sperando di evitare misure nazionali che frammentino il mercato. Un primo importante passo avverrà alla presenza del collegio dei commissari che dovrà approvare la proposta di modifica della riserva di stabilità del mercato dell’Ets per limitare l’eccessiva volatilità dei prezzi del carbonio.

Non si esclude la possibilità di bloccare la cancellazione automatica delle quote di carbonio in eccesso nel sistema Ets che avviene alla fine di ogni anno. La strategia permetterebbe a Bruxelles di aumentare il numero di quote, in caso di rialzi di prezzi, da lasciare nella riserva di stabilità del mercato. L’obiettivo è anche quello di calmare le tensioni. La completa riforma degli Ets non avverrà prima di luglio.

Le reazioni delle parti in causa

Il commissario al Clima, Wokpe Hoekstra, presente nelle commissioni Ambiente e Politiche Ue della Camera, e anche nelle commissioni Politiche Ue, Ambiente e Industria del Senato, ha spiegato che il sistema va rivalutato, ma il funzionamento è positivo. I Paesi membri dell’Ue dovranno prepararsi per tempo a un’interruzione potenzialmente prolungata delle forniture energetiche. Non si esclude una riduzione dei limiti di velocità di 10 km/h sulle autostrade, incoraggiando il ricorso ai mezzi di trasporto pubblici. Ove possibile verrà incentivato l’utilizzo dello smart working per ridurre l’uso dei trasporti.

Occorre risparmiare sui consumi di gas e petrolio, come è emerso anche nel vademecum redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. Il commissario all’Energia Dan Jorgensen ha annunciato:

“Gli aiuti di Stato offrono già buone opportunità agli Stati per sostenere i più vulnerabili ma renderemo queste possibilità ancora più ampie. Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importatiâ€.

Il commissario danese, in una lettera ai 27, ha rappresentato un quadro nefasto in cui l’Europa potrebbe piombare nelle prossime settimane in caso di mancata reazione tempestiva. Occorrerà anche aumentare il consumo di biocarburanti, ma sotto questo aspetto l’Ue è ancora molto indietro e occorrerebbe anche focalizzarsi sulla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 07:12:00 +0000
News n. 6
Dacia Duster, lo Starkle e l’anima eco-smart del SUV di successo

Nel panorama automobilistico contemporaneo, dove l’innovazione spesso si traduce in complessi algoritmi digitali, esiste un marchio che ha deciso di innovare partendo dalla materia stessa. La Dacia Duster, che dal 2018 detiene il titolo di SUV più venduto a privati in Europa, ha intrapreso un percorso evolutivo che va ben oltre il semplice restyling estetico. Il segreto della sua nuova veste, più robusta e consapevole, risiede in una parola che è diventata il manifesto della filosofia del brand: Starkle.

Che cos’è lo Starkle e come protegge l’auto

Lo Starkle non è un semplice rivestimento, ma un materiale innovativo sviluppato direttamente dagli ingegneri Dacia per rispondere a una duplice sfida: aumentare la resistenza del veicolo e ridurne l’impronta ecologica. Visivamente, si presenta con una texture grezza e moderna che avvolge la vettura in una sorta di “cintura protettiva continua”. Questa protezione non riguarda solo piccoli dettagli, ma abbraccia l’intero perimetro inferiore del veicolo: dalle protezioni laterali ai passaruota, fino ai massicci paraurti anteriori e posteriori.

La sua composizione è il vero fulcro della rivoluzione: lo Starkle contiene il 20% di plastica riciclata. Tuttavia, la magia risiede anche nel processo produttivo. A differenza delle plastiche tradizionali utilizzate nel settore automotive, questo materiale è “tinto in massa”. Ciò significa che il colore non è applicato sopra la superficie tramite una verniciatura, ma è parte integrante della mescola stessa.

L’impatto sulla durabilità

Per chi ama la vita all’aria aperta e le attività outdoor, lo Starkle rappresenta una svolta narrativa nella gestione dell’auto. Essendo privo di vernice, il materiale è estremamente resistente a urti e graffi. Se un ramo o un sasso dovessero scalfire la superficie durante un’escursione, il segno risulterebbe quasi invisibile poiché il colore sotto il graffio è esattamente lo stesso di quello in superficie.

Questa caratteristica permette alla Duster di mantenere un aspetto solido e curato nel tempo, senza la necessità di costosi ritocchi estetici, rafforzando quell’immagine di concretezza e affidabilità che ha reso il modello un punto di riferimento per milioni di clienti.

Sostenibilità: la filosofia eco-smart di Dacia

L’adozione dello Starkle è il pilastro di un approccio produttivo definito “eco-smart”. L’impatto ambientale positivo è tangibile e si sviluppa su più fronti:

  • riduzione delle emissioni: eliminando la fase di verniciatura per le parti in Starkle, Dacia riduce drasticamente il consumo energetico complessivo delle fabbriche;
  • gestione delle acque: l’assenza di processi di verniciatura e di cromature tradizionali evita l’inquinamento delle acque reflue, un problema spesso critico nei siti industriali classici;
  • economia circolare: l’utilizzo massiccio di plastica riciclata all’interno del materiale stesso contribuisce a dare nuova vita a rifiuti plastici che altrimenti finirebbero in discarica.

Questa scelta di design sostenibile si estende anche alle finiture interne ed esterne, dove Dacia ha scelto di eliminare totalmente le cromature. Si tratta di una decisione coraggiosa che dimostra come sia possibile creare un design moderno, caratterizzato da linee tese e volumi netti, senza ricorrere a materiali dall’alto impatto ambientale.

La nuova Dacia Duster non è un semplice SUV, ma una vettura che racconta una storia di rispetto per l’ambiente e intelligenza funzionale. Attraverso lo Starkle, il brand romeno dimostra che la vera “essenzialità” nel 2026 significa offrire un prodotto robusto e accessibile che non chieda scusa al pianeta, ma che lo protegga, chilometro dopo chilometro.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:54 +0000
News n. 7
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 sono previsti numerosi scioperi nel settore dei trasporti in tutta Italia. Dal trasporto aereo a quello ferroviario, passando per il trasporto pubblico locale e il trasporto merci, le mobilitazioni coinvolgeranno sia il territorio nazionale che diverse città, regioni e province. In questo articolo presentiamo il calendario aggiornato degli scioperi in programma, indicando date, città coinvolte, categorie interessate e orari specifici in cui potranno verificarsi i disservizi. Ecco tutti i dettagli previsti per aprile 2026.

Sciopero 10 aprile 2026

In tutta Italia, il 10 aprile 2026, è previsto uno sciopero nazionale di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolgerà il personale delle società ENAV e Techno Sky del settore aereo. Sindacati coinvolti: UILT-UIL, RSA UGL-TA, RSA UILT-UIL, ASTRA, RSA FAST-CONFSAL-AV. Il personale delle società ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano e ENAV Aeroporto di Napoli, oltre al personale di ADR Security – Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino), prenderà parte allo sciopero.

Inoltre, sempre il 10 aprile, per il trasporto pubblico locale nella regione Veneto, Umbria e Campania, sciopero regionale di 4 ore, dalle 20.01 alle 24.00 per il personale della società Busitalia Sita Nord, indetto dai sindacati USB LAVORO PRIVATO e ADL COBAS.

Sciopero 11 aprile 2026

In tutta Italia, il 11 aprile 2026, si svolgono due scioperi nazionali di 24 ore nel settore ferroviario per il personale della società RFI Impianti Manutenzione Infrastrutture. Le mobilitazioni sono promosse dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e da COBAS Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Napoli (Campania), è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 per il personale della società EAV. Indetto da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

In tutta Italia, sciopero nazionale di 4 ore ad inizio turno per il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto presso la società Elior Ristorazione. Proclamato da COBAS LAVORO PRIVATO.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero urbano 4 ore (17.30-21.29) e extraurbano 4 ore (17.15-21.14) per il personale della società Arriva Udine. Indetto dal sindacato ASI-AU.

Nella città di Cosenza (Calabria), sciopero di 4 ore, dalle 10.57 alle 14.57 per il personale della società IAS Autolinee di Corigliano-Rossano. Indetto da RSA FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero dal 14 al 18 aprile 2026

In tutta la regione Sicilia, dal 14 al 18 aprile 2026, è previsto un fermo regionale dei servizi di autotrasporto conto terzi, sciopero settore trasporto merci della durata complessiva di 120 ore dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile. Indetto dal Comitato Trasporto Siciliano.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Messina (Sicilia), 8 ore, dalle 9.01 alle 17.01, il personale della società BLUJET Area Stretto di Messina (settore marittimo) parteciperà allo sciopero indetto dai sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero territoriale di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00 del personale della società GEST. Proclamato da OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 20 aprile 2026

Nella città di Chieti (Abruzzo), sciopero locale di 4 ore, dalle 09.00 alle 13.00 per il personale della società Autoservizi Tessitore di Vasto. Proclamato da OSP FAISA-CISAL.

In tutta Italia, dal 20 al 25 aprile 2026, sciopero nazionale di 144 ore (dalle 00.00 del 20/4 alle 24.00 del 25/4) dei servizi autotrasporto merci, indetto dal sindacato TRASPORTOUNITO.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio), sciopero locale di 24 ore per il personale della società Cialone Tour. Indetto da USI CTS.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia), sciopero locale di 8 ore, modalità differenziate: ATM e NET Trezzo dalle 8.45 alle 15.00, NET Monza dalle 14.50 fino al termine del servizio, Funicolare Como Brunate dalle 8.30 alle 16.30, per il personale della società Gruppo ATM di Milano. Proclamato da CONFIAL-TRASPORTI.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero 10 aprile 2026
Sciopero 11 aprile 2026
Sciopero 13 aprile 2026
Sciopero dal 14 al 18 aprile 2026
Sciopero 17 aprile 2026
Sciopero 19 aprile 2026
Sciopero 20 aprile 2026
Sciopero 21 aprile 2026
Sciopero 24 aprile 2026

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana (benzina, gasolio, Gpl e metano) così come comunicati all’Osservatorio del Mimit, con l’indicazione della modalità di erogazione. Nel seguito trovi la tabella con i valori aggiornati e, a supporto, una guida alla struttura del prezzo alla pompa: dal costo industriale alle componenti fiscali, passando per le dinamiche delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, elementi che spiegano perché i listini possono variare anche nell’arco di pochi giorni.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 01-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.142
Benzina SELF 1.821
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.577

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la componente fiscale pesa per il 58% del prezzo finale, una quota nettamente superiore alla componente industriale (42%). La parte fiscale comprende accise e Iva: le prime sono imposte fisse per unità di prodotto, mentre la seconda è proporzionale e si applica anche sul costo industriale e sulle stesse accise, amplificando gli effetti delle variazioni. La componente industriale, pari al 42%, si suddivide in costo della materia prima e margine lordo. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, che a loro volta dipendono dall’andamento del petrolio e dal cambio euro/dollaro: un euro più debole rende più costose le importazioni, spingendo al rialzo i listini. Il margine lordo incide per il 12% e copre trasporto, stoccaggio, rete distributiva e remunerazione degli operatori. È su questa porzione che il gestore può intervenire maggiormente per adeguare il prezzo alla pompa rispetto alla concorrenza locale, alla domanda stagionale o a esigenze logistiche. In sintesi, anche a fronte di stabilità del greggio, oscillazioni fiscali o valutarie e strategie di pricing possono determinare differenze sensibili tra impianti e periodi.

Per il gasolio, la ripartizione è diversa: la componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il peso del costo della materia prima è pari al 45% del prezzo: come per la benzina, è influenzato dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dall’andamento del cambio euro/dollaro. Quando i mercati internazionali diventano più tesi, ad esempio per picchi di domanda nel riscaldamento o per tensioni geopolitiche che limitano l’offerta, il costo del gasolio raffinato può crescere rapidamente, trasferendosi sui listini. Il margine lordo vale il 10% del prezzo e comprende la copertura dei costi operativi, della logistica e della rete di distribuzione, oltre alla remunerazione dell’operatore. È la leva più immediata per modulare il prezzo al pubblico in base alla concorrenza nell’area, ai volumi trattati e alle promozioni. L’Iva, applicata su base imponibile che include anche le accise, può amplificare le variazioni, mentre le accise, essendo fisse, incidono proporzionalmente di più quando la materia prima scende e di meno quando sale. Questa combinazione spiega perché il gasolio mostri spesso dinamiche di prezzo differenti dalla benzina, pur condividendone i driver fondamentali.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.757 per la benzina, 2.079 per il diesel, 0.684 per il gpl, 1.571 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.066
Benzina SELF 1.754
GPL SERVITO 0.671
Metano SERVITO 1.481

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.080
Benzina SELF 1.782
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.547

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.111
Benzina SELF 1.781
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.715

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.089
Benzina SELF 1.776
GPL SERVITO 0.714
Metano SERVITO 1.628

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.063
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.521

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.076
Benzina SELF 1.746
GPL SERVITO 0.646
Metano SERVITO 1.528

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.098
Benzina SELF 1.757
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.550

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.061
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.644
Metano SERVITO 1.677

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.085
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.742
Metano SERVITO 1.533

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 1.750
GPL SERVITO 0.643
Metano SERVITO 1.542

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.063
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.660
Metano SERVITO 1.494

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 1.769
GPL SERVITO 0.683
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.082
Benzina SELF 1.747
GPL SERVITO 0.632
Metano SERVITO 1.527

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.079
Benzina SELF 1.767
GPL SERVITO 0.635
Metano SERVITO 1.635

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.082
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.774

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.082
Benzina SELF 1.773
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.813

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.662
Metano SERVITO 1.593

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.094
Benzina SELF 1.758
GPL SERVITO 0.687
Metano SERVITO 1.591

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.064
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.657
Metano SERVITO 1.506

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.083
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.804

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.074
Benzina SELF 1.742
GPL SERVITO 0.662
Metano SERVITO 1.510

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Taglio accise benzina, in arrivo la proroga fino al 30 aprile

Il taglio delle accise sui carburanti potrebbe continuare ancora per qualche settimana. Dopo giorni di voci e attese, arriva una conferma importante: l’esecutivo starebbe preparando una proroga fino al 30 aprile. A dare un’indicazione chiara è stato il ministro per gli Affari europei e il PNRR, Tommaso Foti, che ha anticipato la volontà del governo di intervenire a breve. Una decisione che arriva in un momento delicato, con i prezzi alla pompa che continuano in modo ininterrotto a salire e una situazione internazionale ancora incerta sul fronte energetico.

Il nodo delle coperture finanziarie

Se la volontà politica sembra ormai definita, resta aperta la questione più complessa: trovare le risorse per finanziare la misura. Il Ministro Foti ha cercato di rassicurare, spiegando che il provvedimento è imminente: “Il taglio delle accise lo faremo in settimana, tra pochi giorniâ€.

Dietro le quinte, però, si gioca una partita più articolata. Il governo guidato da Giorgia Meloni è al lavoro insieme al Ministero dell’Economia, con Giancarlo Giorgetti in prima linea, per individuare le coperture necessarie. I numeri da mettere in campo non sono affatto banali: si parla di cifre tra i 500 e i 600 milioni di euro per mantenere lo sconto attuale, pari a circa 24,4 centesimi al litro (iva compresa). Una misura che, se confermata, continuerebbe ad alleggerire almeno in parte il peso dei carburanti su famiglie e imprese, che altrimenti sarebbe difficile da mantenere per i ceti più bassi e per chi l’auto la usa tutti i giorni.

Intanto i prezzi aumentano

Paradossalmente, mentre si discute di proroghe e interventi, i prezzi alla pompa continuano a muoversi verso l’alto. E questo nonostante un temporaneo calo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Negli ultimi due giorni, i numeri in autostrada parlano chiaro:

  • il diesel è passato da circa 2,118 euro/litro a 2,142 euro/litro;
  • la benzina è salita da 1,813 euro/litro a 1,821 euro/litro.

Un incremento piccolo ma costante, e soprattutto significativo se letto in maniera contestuale con il prezzo del barile in discesa. Una dimostrazione di come il costo finale in questo caso non venga influenzato solo dal greggio, ma anche da dinamiche di mercato e previsioni geopolitiche che rimangono incerte. 

Allo stesso tempo però gli automobilisti accusano le compagnie di cavalcare la paura dell’austerità come deterrente per gestire il prezzo e aumentare i margini, andando a intaccare un rapporto sempre più difficile.

Si va verso l’austerità?

A rendere ancora più complesso lo scenario è la situazione internazionale, in particolare quella legata allo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici per il traffico mondiale di petrolio. Qualsiasi tensione in quell’area ha effetti immediati sui mercati globali, e quindi anche sui prezzi alla pompa in Europa.

Non c’è da dimenticarsi poi che l’Italia deve fare i conti con i vincoli di bilancio. Il rispetto del famoso tetto del 3% del deficit resta un obiettivo centrale, e misure come il taglio delle accise rischiano di diventare difficili da sostenere nel lungo periodo. Il rischio, se la situazione dovesse protrarsi, è quello di dover scegliere tra il sostegno immediato ai consumatori e la stabilità dei conti pubblici. Una decisione tutt’altro che semplice, che potrebbe aprire la strada a politiche più restrittive nei prossimi mesi.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 05:30:44 +0000
News n. 11
Ritorna il Freelander, ma come nuovo brand elettrico

Land Rover riporta in vita un’icona, ma lo fa in modo diverso dal solito. Per molti il Freelander è stato il primo vero SUV compatto premium, capace di portare il marchio britannico fuori dai sentieri più duri e dentro la vita quotidiana. Oggi, però, quel nome torna con una veste completamente nuova.

Non più solo un modello, ma un vero e proprio brand autonomo, nato dalla collaborazione tra Jaguar Land Rover e il colosso cinese Chery. Una mossa che racconta molto di come sta cambiando l’industria automobilistica globale: meno confini geografici, più sinergie internazionali, e una spinta sempre più forte verso l’elettrificazione.

Il primo assaggio di questa nuova identità è rappresentato dalla Concept 97, un prototipo che anticipa le linee e la filosofia dei modelli che arriveranno nei prossimi anni.

Tra Cina e Inghilterra

Il progetto Freelander del futuro nasce da una collaborazione che, almeno sulla carta, sembra unire due mondi lontani. Da una parte l’esperienza storica di Jaguar Land Rover, dall’altra la potenza industriale e tecnologica di Chery. Nella pratica, però, il baricentro del progetto si sposta chiaramente verso Oriente. Sviluppo e produzione saranno infatti concentrati in Cina, dove il nuovo marchio potrà sfruttare piattaforme dedicate e una filiera già pronta per l’elettrificazione su larga scala.

Il piano è ambizioso: sei nuovi modelli nei prossimi cinque anni, tutti sviluppati su una base tecnica modulare pensata per accogliere diverse tipologie di alimentazione. Non solo elettrico puro, ma anche versioni plug-in hybrid e soluzioni con range extender, in grado di rispondere alle esigenze di mercati molto diversi tra loro.

Sul fronte tecnologico, la nuova Freelander guarda ancora più avanti. La collaborazione con Huawei per i sistemi di guida autonoma e con CATL per le batterie racconta chiaramente la direzione intrapresa: un’auto sempre più connessa, intelligente e integrata nell’ecosistema digitale.

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Interni d’avanguardia

Se l’esterno richiama la tradizione, è all’interno che la Concept 97 mostra la distanza dal passato. L’abitacolo è pensato come uno spazio modulare, quasi un ambiente domestico più che un semplice plancia. La configurazione a sei posti distribuiti su tre file punta su originalità e versatilità, con una particolare attenzione alla seconda e terza fila, spesso trascurate nei SUV tradizionali. Il divano posteriore, ad esempio, si integra con i pannelli porta in un gioco di linee continue che trasmette una sensazione di armonia e pulizia stilistica.

Al centro della plancia domina un unico grande schermo, vero fulcro dell’esperienza di bordo. Qui si concentrano tutte le funzioni principali, dall’infotainment alla gestione del veicolo, seguendo quella filosofia minimalista che ormai è diventata un punto di riferimento nel mondo delle auto elettriche.

Omaggio al 1997

Dietro tutta questa innovazione, però, c’è un filo diretto con il passato. Il nome Concept 97 non è casuale: è un richiamo esplicito al 1997, anno in cui debuttò la prima Freelander. E le citazioni non si fermano al nome. Osservando la vettura con attenzione, emergono dettagli che strizzano l’occhio all’originale: i fari anteriori sdoppiati, il caratteristico cristallo laterale triangolare, fino al lettering frontale che richiama quello storico. Non si tratta di un’operazione nostalgica fine a sé stessa, ma di un modo per mantenere viva l’identità del modello, reinterpretandola in chiave moderna.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 05:30:12 +0000
News n. 12
Che auto guida Anna Tatangelo, muscoli in strada per la “ragazza di periferiaâ€

Davanti alle telecamere Anna Tatangelo è una che sa stare al gioco, in auto preferisce però la solidità. Tra le voci più celebri della musica italiana, la “ragazza di periferia”, ospite a Stasera tutto è possibile mercoledì 1° aprile, alterna gioielli da collezione a mastodonti della strada in grado di catturare l’attenzione e, al tempo stesso, di offrire il massimo comfort a bordo.

Fascino immortale

I fan della cantante e dei motori saranno rimasti colpiti da una comparsa speciale nel videoclip Sangria. Nel tormentone estivo, una splendida Mercedes-Benz 500 SL della generazione R107 affianca Anna Tatangelo in un duo esplosivo. Attorno alla vettura è sorto un piccolo equivoco temporale: molti la collocano nel 1971, ma in quel periodo a debuttare furono “solo” le sorelle minori, ovvero la 280 SL e la 350 SL. Per vedere su strada la cattiveria della 500 SL abbiamo dovuto attendere la fine del decennio: è stato allora che il V8 aspirato da 5.0 litri ha iniziato a ruggire, mettendo sul piatto circa 240 CV e una spinta da oltre 400 Nm di coppia.

Con il suo classico motore anteriore, la trazione posteriore e un cambio automatico a quattro marce decisamente rilassato, la quattro ruote tedesca va vissuta come una gran turismo di una volta. Rimasta in produzione per ben 18 anni, sul mercato dell’usato raggiunge oggi una quotazione media tra i 25.000 e i 30.000 euro, mentre gli esemplari top restaurati superano di gran carriera i 100.000: un pezzo raro ha addirittura sfondato il muro dei 200.000 euro in un’asta.

Muscoli e carattere

Dalle linee sinuose della spider tedesca si passa a qualcosa di diametralmente opposto, ma ugualmente carismatico. In alcuni scatti rubati dai paparazzi e condivisi sui social, Tatangelo è apparsa al volante di un imponente Range Rover Sport del 2012. Ci riferiamo al restyling della prima generazione (siglata L320), un SUV premium dal carattere granitico basato su un telaio sopraffino derivato dal Discovery e dal classico Range Rover. Dal peso di oltre 2,5 tonnellate, mette a disposizione la trazione integrale permanente e all’interno vanta materiali di pregio. Nel comparto di seconda mano le quotazioni partono dai 10.000-15.000 delle gettonatissime versioni diesel TDV6 e arrivano ai 25.000 euro, necessari per portarsi a casa le varianti spinte dal V8 a benzina con compressore volumetrico da 510 CV.

Stasera tutto è possibile: una serata “spaziale”

Dalle auto alla televisione il passo è breve: Anna Tatangelo si prepara a conquistare il pubblico in una veste decisamente leggera. Torna infatti l’appuntamento con Stasera tutto è possibile, il seguitissimo comedy show di Rai 2 condotto da Stefano De Martino all’Auditorium Rai di Napoli. Reduce da un successo clamoroso che ha visto il programma dominare il prime time con oltre due milioni di spettatori e il 16% di share, la puntata è dedicata al tema AstroStep.

Insieme ai veterani della risata come Francesco Paolantoni e Herbert Ballerina, l’artista si accinge a sfidare le leggi della fisica con il suo travolgente fascino e un pizzico di autoironia. Tra i classici giochi come lo Speed Quiz, Step Burger e l’immancabile prova di gravità all’interno della Stanza Inclinata, le risate saranno assicurate a pieni giri.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 19:39:36 +0000
News n. 13
Che auto guida Andrea Iannone, emozioni a pieni giri

Il fascino di Andrea Iannone domina spesso le pagine di gossip, ma la sua straordinaria collezione di auto non è seconda a nessuno. Mentre i flash dei paparazzi si infiammano per il primo bacio pubblico con l’attrice spagnola Rocío Muñoz Morales, ci pensa il garage del pilota a far brillare gli occhi agli appassionati di motori. Del resto, il legame tra “The Maniac” e l’alta velocità non si esaurisce alle due ruote: nel corso degli anni ha messo in fila una serie di supercar e vetture iconiche capaci di coniugare il lusso più sfrenato a prestazioni da capogiro.

Le meraviglie nel garage

Un posto d’onore nel garage spetta alla Porsche 911 Carrera 4S, in grado di portare l’anima racing nella guida quotidiana. Sotto il cofano ruggisce un boxer a 6 cilindri biturbo da 3.0 litri, accreditato di ben 480 CV e una coppia di 530 Nm. Grazie alla trazione integrale, la quattro ruote tedesca brucia lo 0-100 km/h in appena 3,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 308 km/h. Con un prezzo che in Italia parte da circa 150.000 euro, mostra una classe innata, al riparo da troppi eccessi.

Se la Porsche rappresenta l’equilibrio, la Ferrari 488 Pista è pura adrenalina. Rispetto alla già estrema 488 GTB gli ingegneri di Maranello l’hanno alleggerita e potenziata affinché potesse scatenarsi tra i cordoli. Il suo V8 3.9 biturbo sprigiona la bellezza di 720 CV, così da toccare i 100 km/h da ferma in meno di 3 secondi e spingersi fino a 340 km/h. Bolide da palati fini, il suo valore sul mercato dell’usato oscilla oggi tra i 350.000 e i 450.000 euro.

Passiamo ai giganti della strada con la Bentley Continental Supersports, una Gran Turismo cattivissima spinta da un mastodontico W12 6.0 biturbo da ben 710 CV, che rese Andrea protagonista di un celebre scherzo televisivo a Scherzi a parte. A proposito di imponenza, niente può forse reggere il paragone con la Mercedes-Benz Classe G sempre dello sportivo, ormai uno status symbol planetario dal valore medio di almeno 100.000 euro se in buone condizioni. Infine, la stella della Superbike avrebbe anche una fiammante Lamborghini non meglio precisata, come da lui confessato durante una visita ufficiale alla factory di Sant’Agata Bolognese.

Nessun fuori pista con Rocio

Oltre alle gioie che gli regalano i motori, il pilota è finito prepotentemente sotto i riflettori delle cronache rosa per la sua vita sentimentale. Dopo la rottura con la cantante Elodie, le ultime indiscrezioni confermano che la frequentazione tra il campione di motociclismo e l’attrice spagnola Rocío Muñoz Morales, ex di Raoul Bova, sta proseguendo a gonfie vele, malgrado le recenti voci di una presunta crisi.

I due sono stati infatti paparazzati dal settimanale Chi a Torino, dove l’attrice era impegnata a teatro con lo spettacolo Contrazioni pericolose. Subito dopo la performance sul palco, la coppia si è concessa una cena romantica conclusasi in modo appassionato. Le prime indiscrezioni sulla loro storia erano nate a inizio anno dopo un weekend in un resort della Franciacorta, seguito da alcuni avvistamenti nella villa di lusso del pilota a Lugano. Superati i rallentamenti iniziali dovuti al lavoro, l’intesa è solida. Nessun annuncio ufficiale in vista: i due preferiscono godersi il tempo in rispettiva compagnia lontano dai flash, alla stessa intensità delle auto da sogno di Iannone.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 17:51:32 +0000
News n. 14
Nuova Skoda Peaq, il SUV 7 posti si mostra per la prima volta

La nuova Skoda Peaq offre un primo assaggio di quello che sarà il futuro. Ancora camuffata, ancora in fase di sviluppo, ma già abbastanza concreta da lasciar intravedere la direzione che il marchio ceco intende prendere nei prossimi anni.

Parliamo di un’ammiraglia rialzata lunga quasi cinque metri e capace di ospitare fino a sette passeggeri. Un SUV che si posizionerà al vertice della gamma Skoda e che vuole diventare il punto di riferimento per chi cerca spazio e tecnologia boema. L’arrivo è previsto per l’estate del 2026, ma il primo sguardo sembra portare nel presente le linee degli ultimi concept.

Il nuovo linguaggio Skoda

Nonostante le pesanti pellicole mimetiche, la Peaq lascia già intuire molto del suo carattere. Le proporzioni sono imponenti, con una carrozzeria alta e robusta che richiama chiaramente il mondo dei SUV più importanti del mercato. Con un design che inaugura un linguaggio stilistico completamente nuovo per Skoda. Le linee, per quanto ancora nascoste, sembrano ispirate al concept Vision 7S, con superfici più pulite, giochi di luce più netti e un approccio più moderno e minimale.

L’obiettivo è evidente: rendere il marchio più contemporaneo e riconoscibile, senza perdere quell’impronta razionale che ha sempre contraddistinto i modelli Skoda. Non si tratta quindi di una rivoluzione fine a sé stessa, ma di un’evoluzione pensata per accompagnare la transizione elettrica.

Comfort da viaggio

Se fuori la Peaq punta a impressionare per dimensioni, è dentro che gioca la sua partita più importante. Il passo di 2.965 mm promette un’abitabilità di alto livello, con spazio abbondante per tutte e tre le file di sedili. I sette posti non vanno a compromettere lo spazio posteriore: anche con tutte le sedute in uso, il bagagliaio offre 299 litri, che diventano 1.010 litri utilizzando la configurazione a cinque posti. Numeri che raccontano bene la vocazione familiare e da viaggio di questo SUV.

Tra gli elementi tecnologici più esplicativi della ricercatezza di Skoda spicca il tetto panoramico opacizzante, il più grande mai visto sul brand boemo, pensato per aumentare la sensazione di spazio e luminosità a bordo. A questo si aggiunge un vero e proprio pacchetto relax, che trasforma l’abitacolo in una sorta di salotto su ruote: sedili con funzione massaggio, poggiagambe regolabili elettricamente, tavolino pieghevole e persino un’app dedicata per gestire alcune funzioni di comfort e massaggio. Non manca un sistema audio sviluppato con Sonos, che punta a offrire un’esperienza sonora immersiva, in linea con il posizionamento più premium della vettura.

Tre varianti

La gamma della Skoda Peaq sarà articolata su tre versioni: 60, 90 e 90x. Le varianti 90 e 90x offrono il massimo delle prestazioni. In entrambi i casi si parla di oltre 600 km di percorrenza, un dato ormai fondamentale per convincere all’acquisto, specialmente in vetture nate per viaggiare come questa Peaq.

La versione 90x, inoltre, introdurrà la trazione integrale, offrendo maggiore sicurezza e versatilità anche su fondi a bassa aderenza. Nonostante le dimensioni importanti, le prestazioni restano di tutto rispetto: lo 0-100 km/h viene coperto in appena 6,7 secondi, un valore che fino a pochi anni fa era appannaggio di berline sportive ben più compatte.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 15:26:03 +0000
News n. 15
Nuova Kia EV2, parte la produzione del nuovo B-SUV elettrico

Un nuovo B-SUV si butta nella mischia dell’elettrico. Si chiama Kia EV2 ed è il modello con cui il marchio coreano punta a rendere la mobilità a zero emissioni più accessibile e agile in città. Nasce a Žilina, in Slovacchia, ed è la più piccola della famiglia elettrica Kia, ma non per questo meno ambiziosa. Anzi, proprio nella fascia dei B-SUV, EV2 prova a portare tutta la tecnologia maturata con modelli superiori, adattandolo a dimensioni da città.

Compatta e appariscente

A guardarla da fuori, la EV2 non passa inosservata. Nonostante una lunghezza di circa 4 metri, riesce a trasmettere una certa presenza su strada, grazie a proporzioni ben studiate e a un design che gioca tra linee tese e superfici più morbide.

Il frontale è coerente con il linguaggio stilistico più recente del marchio, con una firma luminosa ben riconoscibile e dettagli che puntano a rafforzare l’identità della gamma elettrica. La fiancata, invece, è attraversata da nervature evidenti che danno dinamismo all’insieme, mentre il posteriore mantiene un’impostazione pulita e moderna. Il risultato è un’auto che grazie alla sua volumetria squadrata si inserisce perfettamente nel segmento, senza sembrare anonima. 

Spazio interno

La struttura razionale tipica delle piattaforme elettriche permette di ottimizzare ogni centimetro, offrendo un abitacolo più arioso di quanto le dimensioni esterne possano far pensare. L’impostazione è pulita e razionale. Al centro della plancia spicca il doppio display che incornicia una piccola terza sezione dedicata alla climatizzazione. Allo stesso tempo non scompaiono – come da tradizione Kia – i comandi fisici, soprattutto per le funzioni più utilizzate: una decisione che migliora l’ergonomia e rende l’esperienza a bordo più intuitiva, soprattutto durante la guida.

I materiali puntano più sulla praticità che sull’effetto wow: plastiche robuste si alternano ai tessuti per un’impostazione che privilegia la durata nel tempo. Una filosofia coerente con il posizionamento del modello.

Batterie e autonomia

Sotto il pianale, la EV2 offre due diverse configurazioni, pensate per adattarsi a esigenze differenti. La versione d’ingresso monta una batteria da 42,2 kWh, con un’autonomia dichiarata di circa 317 km. Un valore più che sufficiente per l’utilizzo urbano e per chi cerca un’elettrica da usare quotidianamente senza troppi pensieri.

Chi invece percorre più chilometri può scegliere la variante Long Range, con batteria da 61 kWh, capace di arrivare fino a 453 km con una singola carica. Numeri che iniziano a rendere la EV2 adatta anche a viaggi più lunghi, senza l’ansia da ricarica che spesso accompagna i modelli più piccoli. L’architettura a 400 Volt garantisce tempi di ricarica competitivi, permettendo di recuperare energia in modo rapido, soprattutto nelle colonnine ad alta potenza.

Prezzo e allestimenti

La gamma parte da 26.600 euro per la versione Standard Range con allestimento Light, una cifra che la posiziona nel cuore del segmento entry level tra i B-SUV. Salendo di livello, si arriva fino a 34.350 euro per la variante Earth con la stessa batteria. Per chi sceglie la versione Long Range in produzione da Giugno 2026, il listino parte da 38.350 euro e arriva fino a 40.850 euro per l’allestimento GT-Line, quello più ricco e con un’impronta più sportiva.

La struttura della gamma è chiara e ben articolata: tre allestimenti (Light, Air ed Earth) per la batteria base e due (Earth e GT-Line) per quella più grande. Una scelta che permette di configurare l’auto in modo semplice, senza perdersi tra troppe opzioni.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 13:54:44 +0000
News n. 16
Gomme All Season, vantaggi e svantaggi: sono adatte a tutti? Come scoprirlo

Esiste un tipo di pneumatico che assicura buone prestazioni, con costi contenuti e che può essere utilizzato durante tutto l’anno, evitando il cambio gomme tra le varie stagioni?

Le gomme All Season possono rappresentare una buona soluzione per avere meno pensieri e risparmiare sulla loro gestione, senza ridurre sicurezza e comfort alla guida. Ma sono veramente così performanti? Oltre ai tanti punti a favore, hanno anche degli svantaggi?

Vediamone insieme tutte le caratteristiche per capire se possono essere la scelta ideale per la nostra vettura.

Caratteristiche distintive 

Le gomme All Season vengono definite anche con altri nomi, come Quattro Stagioni, All Weather, 4S o Four Seasons, ma indicano sempre lo stesso tipo di pneumatico con caratteristiche “ibrideâ€, realizzato per essere adatto alla maggior parte delle condizioni atmosferiche e delle tipologie di terreno.

Sul fianco della gomma in genere è riportata la marcatura identificativa 4S, oppure All Season o All Weather, a indicare il tipo di pneumatico e la sua possibilità di utilizzo durante tutto l’anno.

Altri elementi caratteristici di questo tipo di gomme sono il tipo di mescola e il design del battistrada: la mescola è ricca di silice, che rende la gomma più morbida, flessibile e versatile per le temperature più basse, ma adatta anche per quelle più alte.

Il disegno del battistrada presenta delle scanalature profonde che aiutano a drenare meglio l’acqua sull’asfalto, assicurare l’adeguata aderenza, ridurre il pericoloso fenomeno dell’acquaplaning e la resistenza al rotolamento. Sono presenti anche delle lamelle tridimensionali per assicurare maggiore aderenza su strade innevate e ghiacciate.

Va sottolineato il fatto che, pur rispettando pienamente gli obblighi di legge, questo tipo di pneumatico non è soggetto a normativa europea e quindi non deve possedere determinati requisiti specifici, al contrario di quello che presenta la sigla 3PMSF e che è soggetto a test certificati.

Su alcuni modelli può essere riportata la sigla M+S (Mud + Snow, fango e neve) che lo rende adatto anche ad affrontare terreni più scivolosi (soprattutto nella stagione invernale) senza bisogno di effettuare il cambio gomme.

Vantaggi e svantaggi 

Le ruote, come sappiamo, sono il punto di contatto tra il veicolo e il terreno ed è fondamentale che siano in perfetto stato, assicurando la massima sicurezza, e che seguano le indicazioni fornite dal libretto di circolazione del mezzo, differenti da modello a modello.

Una panoramica generale sui vantaggi delle gomme All Season può aiutare a capire il motivo del loro successo e la loro convenienza:

  • consentono di risparmiare sulla spesa per l’acquisto (hanno spesso prezzi molto competitivi e basta un solo treno di gomme durante l’anno), sul consumo di carburante (grazie al minor resistenza al rotolamento) e sui costi per montaggio e sostituzione;
  • offrono delle buone prestazioni di guidabilità e affidabilità per un’ampia gamma di condizioni climatiche e stradali;
  • offrono versatilità, grazie alle loro caratteristiche ibride;
  • sono comode da gestire, non richiedendo il cambio stagionale;
  • sono ideali per l’uso urbano, la guida quotidiana, in zone con clima mite e con uno stile di guida fluido;
  • consentono il pieno rispetto delle normative sulle gomme invernali.

I vantaggi sono parecchi, è vero, ma ci sono anche degli aspetti sfavorevoli da considerare.

Gli svantaggi 

Purtroppo, non è tutt’oro quello che luccica e anche per le gomme All Season, che sembrano la soluzione definitiva per non avere più pensieri, esistono degli aspetti sui quali è bene riflettere prima dell’acquisto e del montaggio.

Questi quelli più importanti da considerare:

  • l’usura più rapida, rispetto ad altri tipi di pneumatici, per via della mescola più morbida;
  • le prestazioni limitate per alcune condizioni estreme come temperature molto alte, terreni particolarmente sconnessi e strade di montagna con presenza di neve compatta;
  • una possibile maggiore rumorosità rispetto ad altri tipi di gomme per via del design particolare.

Se la loro usura può essere più rapida, qual è la loro durata effettiva? Sono allora veramente convenienti?

La durata 

Questi pneumatici possono usurarsi più rapidamente rispetto agli altri tipi. In generale, la loro durata media si aggira intorno ai 35.000 – 40.000 km: maggiore rispetto a quelle invernali, che subiscono parecchie sollecitazioni, ma inferiore rispetto a quelle estive, specifiche per temperature elevate. A loro favore però gioca il fatto che può bastare un solo treno di gomme per coprire l’intero anno.

La valutazione sulla loro scelta deve tenere anche in considerazione, oltre alle prestazioni offerte dalla marca e dal modello, anche altri fattori, in particolare:

  • lo stile di guida, se fluido e tranquillo con minore consumo delle gomme o sportivo e dinamico con un’usura maggiore;
  • la cura e la manutenzione degli pneumatici, che vanno comunque sempre assicurate;
  • il tipo di strade e il numero di chilometri percorsi;
  • le condizioni generali presentate della macchina e gli aspetti specifici del peso complessivo, della distribuzione del carico all’interno e dell’assetto.

Non esiste un’indicazione generale da seguire, ogni caso è specifico e richiede un’attenta valutazione, seguendo sempre le informazioni riportate sul libretto di circolazione della vettura e le indicazioni del gommista di fiducia.

La domanda successiva da porsi potrebbe essere allora per chi e per quali condizioni possono essere adatte le gomme All Season e per chi no.

Per chi sono e per chi non sono adatte

Facendo un’analisi delle loro caratteristiche, le gomme All Season risultano quindi più adatte per chi:

  • risiede in zone dal clima temperato;
  • percorre pochi chilometri durante l’anno, preferendo tragitti urbani o extraurbani su strade asfaltate;
  • tiene una guida rilassata, senza frenate brusche e accelerate brucianti;
  • desidera avere meno pensieri sulla gestione del cambio gomme stagionale.

Dall’altro lato, le gomme All Season potrebbero non essere la soluzione ideale per chi utilizza la vettura in luoghi con condizioni climatiche estreme o con grandi sbalzi termici, percorre molti chilometri e viaggia spesso su strade sterrate, con uno stile di guida più dinamico e “sportivo”.

Cosa dice la legge a riguardo

Gli pneumatici All Season consentono il pieno rispetto del Codice della Strada, che prevede l’obbligo di guidare cona bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio†per il periodo che va dal 15 novembre fino al 15 aprile dell’anno successivo, ma è sempre bene controllare le ordinanze locali delle zone da attraversare, che possono anticipare o posticipare le date in base alle condizioni climatiche e territoriali.

Le gomme quattro stagioni possono essere quindi utilizzate tranquillamente ma, come visto, in determinate condizioni stradali meglio affidarsi alle gomme specifiche per manti innevati e ghiacciati.

La legge poi, nello specifico con la comunicazione n.1049 del 17/01/2014 del Ministero dei Trasporti, indica anche che le gomme All Season devono avere “un indice di velocità pari o superiore a quello dichiarato sul libretto di circolazione della propria autoâ€. In caso di mancato rispetto dei valori, si rischia una multa da 422 fino a 1695 euro.

Come scegliere gli pneumatici giusti

Gli pneumatici scelti, come sappiamo, devono essere conformi ai valori riportati sul libretto di circolazione in materia di misure, indici di carico e codice di velocità. Altre importanti informazioni possono essere ricavate dalla lettura dell’etichetta europea con indicazioni sulle prestazioni e l’affidabilità delle gomme:

  • i valori di aderenza sul bagnato (Wet Grip), con l’accortezza di scegliere il valore più alto (A) per prestazioni ottimali;
  • la resistenza al rotolamento che indica l’efficienza energetica (maggiore rotolamento significa minore consumo dello pneumatico e maggiore risparmio di carburante);
  • il rumore esterno (Noise) che si misura in decibel (dB).

Con gli pneumatici All Season è possibile quindi risparmiare, scegliendo tra le proposte di varie marche e modelli, disponibili sul mercato con ottimi prezzi.

Come ultima valutazione, occorre allora considerare che può valere la pena scegliere una marca premium, in grado di offrire soluzioni più avanzate e sempre più performanti e di ridurre il divario di prestazioni rispetto agli altri tipi di pneumatici.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 12:20:15 +0000
News n. 17
XPENG P7+, la fastback definita dall’IA arriva in Europa

Sotto il sole primaverile della Catalogna, il panorama automobilistico europeo assiste all’esordio della XPENG P7+, la vettura che il marchio definisce come la prima “AI-defined fastback” al mondo. Già al primo colpo d’occhio appare chiaro che non ci troviamo di fronte a una macchina tradizionale con un software aggiunto, ma a un’entità tecnologica nata e cresciuta attorno all’intelligenza artificiale. Dunque, tutta da scoprire.

Il cervello dietro il volante: l’architettura Turing

Il vero cervello della P7+ non si trova sotto il cofano, ma nei suoi circuiti. L’architettura intelligente è supportata dal chip AI Turing proprietario, una meraviglia dell’ingegneria capace di sprigionare una potenza di calcolo monumentale: 750 tera operazioni al secondo (TOPS).

Questa capacità di elaborazione permette alla vettura di “percepire” l’ambiente circostante con una precisione chirurgica, gestendo situazioni di traffico complesse, cambi di corsia progressivi e manovre di parcheggio intuitive come se fossero guidate da una mano invisibile e sicura. Grazie agli aggiornamenti over-the-air (OTA), la P7+ è progettata per non invecchiare mai, evolvendosi e apprendendo nuove funzionalità lungo tutto il suo ciclo di vita.

Un salotto hi-tech tra lusso e silenzio

Entrare nell’abitacolo della P7+ significa immergersi in un’esperienza sensoriale raffinata. La filosofia del design combina l’eleganza dinamica di una fastback con una versatilità degli spazi che sfida i vertici della categoria, offrendo una capacità di carico paragonabile a quella delle station wagon europee. L’occhio cade immediatamente sul display centrale da 15,6 pollici, mentre il tatto è gratificato da materiali di alta qualità: il rivestimento del tetto in microfibra ispirato al cashmere si sposa con i sedili in pelle Nappa traforata, riscaldati, ventilati e dotati di funzione massaggio sia per chi guida sia per chi siede dietro.

Ma è il comfort acustico a sorprendere maggiormente. Gli ingegneri XPENG hanno isolato l’ambiente con 62 punti mirati per la riduzione del rumore e l’impiego di 36 elementi fonoassorbenti, creando una bolla di silenzio ideale per godersi il sistema audio da 20 altoparlanti con cancellazione attiva del rumore stradale. Anche la sostenibilità ha un ruolo centrale: l’abitacolo elimina processi inquinanti come la cromatura ad acqua, puntando a una riduzione delle emissioni fin dal ciclo produttivo.

Addio all’ansia da ricarica

Se la tecnologia affascina, le prestazioni convincono. La versione AWD Performance Pro sprigiona 503 CV, permettendo uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 4,3 secondi. Tuttavia, la vera rivoluzione riguarda l’autonomia e il rifornimento. Grazie al supporto della ricarica ultrarapida 5C, la P7+ può passare dal 10% all’80% della batteria in circa 12 minuti, rendendo le soste per il “pieno” di energia poco più lunghe di un caffè.

L’autonomia della nuova XPENG P7+ varia a seconda della versione scelta, secondo il ciclo di omologazione WLTP:

  • RWD Standard Range Pro: offre un’autonomia di 455 km (con cerchi da 19 pollici);
  • RWD Long Range Pro: raggiunge i 530 km (con cerchi da 20 pollici);
  • AWD Performance Pro: la variante a trazione integrale garantisce 500 km di percorrenza (con cerchi da 20 pollici).

Listino prezzi

La P7+ non è un’ospite straniera in Europa, ma una cittadina del mondo con radici locali: la produzione è stata infatti completata presso lo stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, segnando il terzo modello del brand prodotto sul territorio europeo.

Per gli automobilisti italiani, l’attesa sta per finire. La commercializzazione nel nostro Paese inizierà a giugno 2026, con un prezzo di partenza “chiavi in mano” di 46.170 euro. L’importatore ATFlow sta già espandendo la rete, puntando a 40 sedi operative entro l’anno. Per rendere il passaggio all’elettrico ancora più dolce, ogni vettura venduta nel 2026 includerà ben 3.020 kWh di ricarica gratuita e tariffe agevolate per cinque anni.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 11:09:29 +0000
News n. 18
Aprilia svela X 250TH negli USA, con tecnologia MotoGP e disponibile in soli 30 esemplari

È stato un weekend da incorniciare per Aprilia ad Austin, con la doppietta nel Motomondiale firmata da Marco Bezzecchi e Jorge Martin. Un risultato che ha fatto da sfondo alla presentazione di X 250TH, un modello disponibile in edizione limitata sviluppato dalla Casa di Noale, per celebrare i 250 anni dalla firma della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti.

Il modello introduce soluzioni tecniche direttamente mutuate dalla MotoGP, tra cui l’impianto frenante in carbon-carbon (finora riservato ai prototipi da competizione), e adotta inoltre una livrea “Stars and Stripes†ispirata alla bandiera americana. La produzione è fissata a trenta esemplari, di cui venticinque destinati al mercato statunitense.

Impianto frenante da MotoGP

Il fiore all’occhiello di X 250TH, come detto, è l’impianto frenante in carbon-carbon fornito da Brembo, soluzione finora riservata ai prototipi MotoGP – usata sia da Bezzecchi sia da Martin, autori dell’1-2 di Aprilia ad Austin – e introdotta per la prima volta su un modello destinato alla vendita. Il sistema utilizza dischi freno in carbonio da 340 mm high mass, abbinati a pastiglie in carbonio e a una pinza in alluminio ricavata dal pieno con alette di raffreddamento. Al posteriore è presente un disco freno accoppiato a una pinza con trattamento superficiale al nichel.

L’impiego di componenti in carbonio consente una riduzione significativa del peso rispetto ai tradizionali dischi in acciaio, con effetti sulla maneggevolezza complessiva. Anche le pastiglie contribuiscono alla riduzione delle masse, con un peso inferiore rispetto alle soluzioni sinterizzate. Il sistema è progettato per garantire prestazioni costanti anche in condizioni di utilizzo intensivo, mantenendo caratteristiche di frenata simili a quelle delle moto impiegate nel Motomondiale.

Aerodinamica avanzata

L’aerodinamica rappresenta uno degli elementi distintivi di Aprilia X 250TH, ambito in cui il reparto corse è all’avanguardia. Le linee del modello si ispirano alla famiglia RS-GP, in particolare al design del posteriore, capace di replicarne i flussi aerodinamici. Il pacchetto comprende soluzioni avanzate come le seat wings, tecnologia proprietaria Aprilia Racing, e le tail wings, introdotte per la prima volta sulla RS-GP25. La combinazione di ali posteriori e anteriore, under wing e cornering wings aumenta il carico aerodinamico in frenata e in curva, migliorando stabilità e controllo.

Un altro elemento chiave è il supporto sella strutturale in carbonio realizzato da PAN Compositi con tecnologia a “struttura a sandwichâ€, che massimizza leggerezza e rigidità. Il posteriore di X 250TH riproduce così la dinamica dei prototipi da gara, incrementando il grip e offrendo un feedback più diretto tra comportamento dello pneumatico e sensazioni del pilota. Completa il pacchetto lo scarico sdoppiato SC Project in titanio, progettato per prestazioni elevate e sound racing tipico della MotoGP.

Aprilia X 250TH con ali aerodinamiche derivate dalla MotoGP
Ufficio Stampa Aprilia
Le seat wings e le tail wings della X 250TH aumentano carico e stabilità, come sui prototipi MotoGP

X 250TH integra anche un sistema di aerodinamica ad effetto suolo sviluppato e brevettato da Aprilia Racing. Il profilo delle fiancate genera deportanza in piega, aumentando aderenza e stabilità. La carenatura in carbonio, prodotta con gli stessi processi della RS-GP25 del Motomondiale, quintuplica il carico verticale in rettilineo e lo triplica in curva rispetto alla RSV4, migliorando stabilità e grip. La livrea “Stars and Stripes†completa il pacchetto, richiamando i colori della bandiera americana e sottolineando l’esclusività del modello.

Motore V4 e gestione elettronica avanzata

Aprilia X 250TH è spinta da un motore V4 a 65° da 1.099 cc sviluppato dal reparto corse con specifiche racing SBK. La potenza massima raggiunge 240 CV a 13.750 giri/min, con regime massimo a 14.100 giri/min, mentre la coppia tocca i 131 Nm a 11.750 giri/min. Le prestazioni derivano da un’evoluzione mirata del V4, che include rapporto di compressione maggiorato, filtro aria racing ad alta permeabilità Sprint Filter, trombette di aspirazione dell’airbox racing, scarico in titanio SC Project a doppio tubo e frizione a secco STM.

La gestione elettronica è affidata alla centralina APX di Aprilia Racing, diretta evoluzione dei sistemi impiegati nei Mondiali Superbike conquistati da Max Biaggi in sella alla RSV4. L’unità consente una regolazione completa dei parametri, adattandosi allo stile di guida e alle condizioni del tracciato. Il sistema controlla anti-impennamento, potenza, traction control e freno motore su ogni marcia, offrendo precisione e sicurezza anche in condizioni estreme.

Completano il pacchetto le funzionalità GPS integrate e la calibrazione avanzata della centralina, che permettono al pilota di monitorare i dati in tempo reale e ottimizzare la gestione del motore. Questa combinazione di motore V4 e elettronica sofisticata avvicina l’esperienza di guida della X 250TH a quella dei prototipi da competizione, garantendo prestazioni elevate in pista e un comportamento preciso su ogni tipo di percorso.

Telaio, sospensioni e componenti di alta gamma

Aprilia X 250TH monta un telaio a doppio trave in alluminio abbinato a sospensioni Öhlins meccaniche con setup dedicato, tra cui una forcella pressurizzata. L’assetto è completato dai cerchi forgiati Marchesini in magnesio, equipaggiati con pneumatici slick Pirelli impiegati nel Mondiale Superbike, a conferma della vocazione racing del modello.

Il livello di finitura riflette l’approccio tipico di Aprilia Racing, con numerosi componenti realizzati in carbonio o in alluminio ricavato dal pieno, come pedane regolabili e piastra di sterzo numerata. La dotazione comprende radiatori acqua e olio maggiorati con tecnologia Superbike e una trasmissione finale con corona in titanio e pignone alleggerito firmati PBR, completata da una catena Regina Chain 520, per garantire resistenza, leggerezza e precisione nella gestione della potenza.

Produzione, prezzi e programma Factory Works

Della produzione complessiva di trenta esemplari di Aprilia X 250TH, venticinque saranno destinati al mercato statunitense, con prezzo di 150.000 dollari, mentre le restanti cinque unità saranno disponibili per altri mercati, tra cui quello europeo, al prezzo di 115.000 euro (IVA esclusa). La prenotazione è aperta esclusivamente online.

Ogni esemplare include una serie di accessori esclusivi: laptop Yashi con software per la gestione dei parametri ECU e delle strategie elettroniche, tappeto e telo copri-moto personalizzati, cavalletti RCB anteriore e posteriore in titanio e termocoperte IRC. La numerazione di ciascun modello conferma l’esclusività dell’edizione limitata.

Aprilia X 250TH rientra nel programma Factory Works di Aprilia Racing, progetto interno del reparto corse di Noale volto a portare la tecnologia sviluppata in MotoGP e Superbike nelle mani di piloti privati e collezionisti. L’iniziativa permette di disporre di una RSV4 o Tuono V4 dalle performance assolute, pensata sia per competere ai massimi livelli nei campionati delle derivate di serie, sia per chi desidera un’esperienza di guida da prototipo stradale.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 10:42:31 +0000
News n. 19
L’Europa senza una goccia di gasolio: all’orizzonte si prospetta austerity

L’incubo non è più soltanto il rincaro vertiginoso dei prezzi alla pompa, ma una realtà molto più cruda e immediata: l’Italia e l’intera Europa rischiano concretamente di restare senza diesel. Quello che per decenni è stato il carburante simbolo della mobilità europea, il motore dell’autotrasporto e dei lunghi viaggi autostradali, sta diventando una risorsa sempre meno disponibile.

La crisi energetica globale ha raggiunto un punto di rottura tale che il rischio di non trovare affatto il prodotto nelle stazioni di servizio non è più una remota ipotesi accademica, ma una minaccia che analisti ed economisti vedono concretizzarsi già per la metà di aprile.

Le radici della crisi

Il fulcro del problema risiede a migliaia di chilometri dai nostri confini, in un lembo di mare stretto e vitale: lo Stretto di Hormuz. La guerra in Iran, entrata ormai nella sua quinta settimana senza segnali di risoluzione, sta agendo come un tappo sulle rotte commerciali globali. Sebbene solo il 6% del greggio importato in Italia passi da quel braccio di mare, la situazione cambia drasticamente per il prodotto finito: ben il 57% del gasolio consumato nel nostro Paese (circa 3 milioni di tonnellate) transita necessariamente per Hormuz.

Questa vulnerabilità estrema è il frutto di scelte industriali decennali. L’Europa ha progressivamente ridimensionato la propria capacità di raffinazione a causa dei costi operativi elevatissimi e delle politiche ambientali sempre più stringenti. Molti impianti storici, come quelli di Marghera e Gela, sono stati convertiti in bioraffinerie, lasciando la produzione di diesel nelle mani dei Paesi del Golfo.

Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi hanno investito in mega-raffinerie che oggi forniscono all’Italia il combustibile già pronto, ma che dipendono totalmente dalla stabilità della regione mediorientale.

Austerity e razionamenti

Secondo alcuni esperti, ci troviamo di fronte a una crisi peggiore di quelle del 1973 o del 1979, che costrinsero l’Italia alle “Domeniche a piedi”. L’impatto è così significativo che l’International Energy Agency (IEA) parla della più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero. In alcuni Paesi del mondo, le misure di austerity sono già realtà: l’Egitto chiude i locali dopo le 21 e la Corea del Sud limita la circolazione delle auto dei dipendenti pubblici.

Anche Bruxelles sta valutando scenari simili. La Commissione Europea e la IEA hanno suggerito un “decalogo” per il risparmio energetico che potrebbe cambiare le nostre vite: smart-working obbligatorio per almeno 3 giorni a settimana, riduzione dei limiti di velocità in autostrada di 10 km/h, promozione di targhe alterne in città e limitazioni ai voli d’affari. È l’ammissione che le riserve d’emergenza, già intaccate da molti Paesi, non possono bastare a colmare un vuoto produttivo di oltre 3 milioni di barili al giorno.

L’aprile di fuoco dell’Italia: prezzi e scioperi

Per gli automobilisti italiani, il momento della verità coinciderà con il 7 aprile, data di scadenza del taglio delle accise. Senza questa protezione fiscale, il prezzo del gasolio subirebbe un’impennata istantanea toccando i 2,3 euro al litro, un livello mai raggiunto nella storia nazionale. In un Paese dove quasi il 40% delle auto (oltre 16 milioni di veicoli) e oltre il 90% dei mezzi pesanti si muovono a gasolio, un simile rincaro è una “bomba a orologeria” sociale.

Le conseguenze pratiche potrebbero essere paralizzanti. Il sindacato Trasportounito ha già proclamato un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile. Se i camionisti incroceranno le braccia, il blocco del 90% delle merci — inclusi i carburanti stessi — porterà alla carenza fisica di prodotto. In questo scenario di estrema scarsità, il Governo potrebbe essere costretto a razionamenti selettivi, imponendo ai 16 milioni di automobilisti privati di “cedere il passo” ai mezzi pesanti per garantire almeno l’approvvigionamento dei beni di prima necessità. L’era del diesel facile e abbondante sembra essere giunta al suo tramonto più amaro.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 10:23:31 +0000
News n. 20
Nuova Tesla in arrivo? Musk sorprende tutti con un annuncio su “Xâ€

Nel mondo della comunicazione automobilistica moderna, le conferenze stampa patinate e i comunicati ufficiali sembrano appartenere a un’epoca giurassica. Oggi, le rivoluzioni industriali passano per un post di pochi caratteri su X, l’ex Twitter.

Elon Musk ha sorpreso ancora una volta il mondo intero quando, rispondendo quasi casualmente a un utente che implorava la produzione di un minivan firmato Tesla, ha lanciato una delle sue celebri “boutade”: “Qualcosa di molto più figo di un minivan sta arrivandoâ€. Senza immagini, senza date e senza dettagli tecnici, Musk ha scatenato una tempesta di speculazioni in un momento in cui il marchio di Austin sembra trovarsi davanti a un bivio cruciale.

Un momento critico

Questa dichiarazione non arriva nel vuoto cosmico, ma si inserisce in un contesto strategico ben delimitato. Tesla si sta preparando a ritirare dal mercato i suoi modelli storici, la Model S e la Model X, con l’uscita definitiva dal catalogo prevista entro la fine del secondo trimestre del 2026.

Questa decisione lascerà un vuoto importante nella gamma, che rimarrebbe composta solo dalla triade: Model 3, Model Y e il discusso Cybertruck (quest’ultimo ancora confinato al mercato statunitense). Soprattutto per le famiglie numerose, che trovavano nella Model X un riferimento preciso per lo spazio e l’abitabilità, il rischio di un declino dell’interesse verso il brand è concreto,. Musk lo sa e sembra intenzionato a colmare questa lacuna con qualcosa di dirompente.

La teoria del CyberSUV

L’ipotesi attualmente più accreditata tra gli analisti e gli appassionati riguarda il cosiddetto CyberSUV. Le basi per questa teoria sono solide: a settembre 2025, un modello in argilla è apparso fugacemente sullo sfondo di un video ufficiale Tesla. Il prototipo mostrava una linea del tetto ridisegnata, pensata per ospitare comodamente tre file di sedili, pur mantenendo il frontale tipico, la barra LED a tutta larghezza e le superfici piane in acciaio inossidabile del Cybertruck,.

Questa pista ha anche un profondo senso industriale. La linea produttiva della Giga Texas è progettata per sfornare 150.000 unità all’anno, ma il pickup da solo non riesce a coprire questi volumi. Utilizzare la stessa piattaforma per un SUV familiare permetterebbe a Tesla di massimizzare l’investimento, offrendo un veicolo con tre file di sedili e, forse, tre file di porte, un’idea su cui Musk ha già “preso nota” in modo ufficiale.

Un’altra ipotesi concreta

Se il CyberSUV rappresenta l’anima ardita, la seconda ipotesi è decisamente più pragmatica: la Model Y L. Si tratta di una versione allungata a sei posti che ha già riscosso successo in Cina e si sta espandendo in Oceania e nel Sud-est asiatico. Sebbene Musk avesse inizialmente negato l’arrivo di questo modello negli USA prima della fine del 2026, alcuni droni hanno recentemente immortalato sopra la Giga Texas una carrozzeria avvolta in plastica blu che richiamava fortemente la silhouette allungata della Y.

Infine, rimane sul tavolo l’ipotesi del Robovan, il veicolo autonomo presentato nel 2024 durante l’evento “We, Robotâ€. Sebbene sembri più orientato alle flotte e ai servizi urbani rispetto alle esigenze delle famiglie private, la sua forma squadrata e minimalista potrebbe evolvere verso una versione ricreativa o addirittura un camper a zero emissioni.

Ciò che è certo è che il progetto è già uscito dalla fase concettuale: Tesla ha ufficialmente avviato le assunzioni per lo sviluppo di un prototipo fisico. Fedele alla sua logica, Tesla non cercherà di replicare categorie esistenti, come un minivan tradizionale con porte scorrevoli e infiniti porta bicchieri. L’obiettivo di Musk è reinterpretarle fino a renderle irriconoscibili, trasformando una necessità familiare in un oggetto di puro desiderio tecnologico.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 09:08:54 +0000
News n. 21
Il cambio manuale sta scomparendo, presto potrebbe essere introvabile

Per decenni, l’immagine dell’appassionato di motori è stata indissolubilmente legata a un gesto specifico: la mano che impugna con decisione una leva meccanica e il piede che preme con precisione il pedale della frizione. Il cambio manuale non è mai stato solo un componente tecnico, ma il simbolo del piacere di guida, capace di offrire un senso di controllo e coinvolgimento che nessuna intelligenza artificiale può replicare.

In Europa, fino a pochi anni fa, questa trasmissione era lo standard, mentre l’automatico era considerato un lusso per pochi. Oggi, però, questo rito di passaggio tra uomo e macchina sta scomparendo dai listini, lasciando spazio a un futuro sempre più automatizzato.

Le ragioni di un addio annunciato

La scomparsa della “cara e vecchia leva” non è un evento casuale, ma il risultato di una trasformazione profonda del mercato automobilistico. Le motivazioni sono in primo luogo tecniche e pratiche: le trasmissioni automatiche moderne sono diventate più fluide, efficienti e facili da usare nel traffico congestionato delle città. Inoltre, i costruttori prediligono l’automatico perché garantisce risultati migliori nei test di omologazione e di consumo, essendo più facile da programmare per massimizzare l’efficienza.

Un ruolo determinante è giocato dall’elettrificazione. Nelle auto elettriche la trasmissione è quasi sempre monomarcia, mentre nei modelli ibridi la componente elettrica è legata a doppio filo con la gestione automatica dei rapporti. Anche il dominio incontrastato dei SUV ha contribuito al declino, poiché queste vetture nascono quasi esclusivamente con trasmissioni automatiche.

I dati della crisi

I numeri confermano una tendenza ormai evidente. Secondo una ricerca di CarGurus, nel 2026 saranno disponibili solo 67 modelli nuovi con trasmissione manuale nel Regno Unito, un calo netto rispetto agli 82 dell’anno precedente. Se guardiamo indietro di un decennio, il numero di auto con tre pedali si è più che dimezzato.

Oggi, meno di un quarto delle nuove auto offre ancora il manuale. Su un campione di circa 300 modelli analizzati, ben 225 sono disponibili esclusivamente con cambio automatico. Marchi storici come Volvo e Alfa Romeo sono già passati totalmente all’automatico, seguiti recentemente da Mini e Honda. Persino nelle autoscuole il trend sta cambiando: sempre più giovani prendono la patente su auto automatiche, ottenendo un documento che limita legalmente la loro guida a veicoli senza frizione.

Dove resiste il manuale

Nonostante il declino, la passione per la guida tradizionale resiste in alcune nicchie specifiche. Il cambio manuale sopravvive principalmente in due segmenti: le vetture accessibili (city car e utilitarie) e le sportive di razza. In Italia, tra i modelli che offrono ancora almeno una versione manuale troviamo:

  • sportive: modelli come la BMW M2, M3 e M4, la Porsche 911, la Lotus Emira e la Toyota GR Yaris o Supra continuano a coccolare i puristi;
  • modelli popolari: case come Fiat (con Grande Panda, 500, Pandina e Tipo), Hyundai (Bayon, i10, i20, Tucson) e Dacia (Duster, Sandero, Jogger) offrono ancora l’opzione dei tre pedali.

L’elenco, seppure non così lungo, contiene altre vetture ancora, passando per Skoda, Opel, Citroen, Seat, Suzuki, Peugeot, che in alcuni modelli dispongono ancora della leva del cambio. Il futuro appare segnato, ma come suggeriscono gli esperti, per chi non vuole rinunciare al coinvolgimento totale, il mercato dell’usato rimarrà a lungo l’ultimo grande rifugio per chi ama ancora guidare alla vecchia maniera.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 07:44:08 +0000
News n. 22
Alpine A390, la nuova sport fastback ordinabile: i prezzi in Italia

Il rilancio della Casa di Dieppe entra nel vivo. Dopo il debutto della piccola e pepata A290, il marchio francese svela la nuova Alpine A390, la sua seconda scommessa a zero emissioni. Prima di cedere il testimone alla futura A110, sbarca una fastback a cinque posti, agile come una sportiva doc, ma anche dotata di quella versatilità utile nel quotidiano, familiare o professionale.

I prezzi della GT e della GTS

Aperti gli ordini della versione GT, disponibile a partire da 67.500 euro, la variante più performante, quella GTS, sarà disponibile successivamente a un prezzo d’attacco di 78.000 euro. La A390 non tradisce le proprie origini: l’assemblaggio finale è affidato alla storica Manufacture Alpine – Dieppe Jean Rédélé, mentre i motori nascono a Cléon e le batterie a Douai, sfruttando celle prodotte tra i confini nazionali ed europei.

La silhouette filante, impreziosita da cerchi diamantati da 20 pollici e fari Matrix LED adattivi, custodisce un’architettura a tre motori elettrici (uno davanti e due dietro) per una potenza complessiva di 400 CV. La trazione integrale sfrutta il sofisticato sistema brevettato Alpine Active Torque Vectoring (AATV), capace di ripartire la coppia tra le ruote in tempo reale per garantire inserimenti fulminei in curva e un comportamento dinamico che ricorda da vicino la sorella minore a due posti. Da 0 a 100 la A390 scatta in 4,8 secondi, e la batteria da 89 kWh offre un’autonomia fino a 557 km nel ciclo WLTP.

All’interno, l’abitacolo della GT profuma di corse e tecnologia. Rivestimenti in Alcantara traforata e pelle Nappa avvolgono i sedili sportivi riscaldati e regolabili, mentre davanti al guidatore spicca un volante chiaramente ispirato al mondo della Formula 1. La plancia ospita uno schermo digitale da 12 pollici con sistema Alpine Portal e Google integrato, affiancato da un impianto audio ad alta fedeltà firmato Devialet con 13 altoparlanti.

La variante più estrema

Nella variante più estrema GTS viene espresso il massimo potenziale: i tre propulsori arrivano a erogare ben 470 CV e una poderosa coppia di 824 Nm. Numeri che valgono alla vettura uno 0-100 in appena 3,9 secondi, toccando una velocità di picco di 220 km/h. Cerchi in alluminio forgiato da 21 pollici “Snowflake”, gomme specifiche Michelin Pilot Sport 4S e pinze anteriori a 6 pistoncini caratterizzano l’esterno. L’abitacolo accoglie invece i sedili sportivi Sabelt con funzione massaggiante e il raffinato impianto audio Devialet XtremeSound con modalità Space immersiva.

I fanatici dei track day troveranno sulla GTS l’Alpine Telemetrics Expert incluso nella dotazione di serie. La telemetria evoluta dialoga direttamente con il telefono mostrando in tempo reale tempi sul giro, accelerazioni e l’immancabile grafico delle forze G: in definitiva, lo strumento ideale a supporto del pilota desideroso di affinare la propria tecnica e migliorare curva dopo curva.

La versatilità d’uso quotidiano è assicurata in entrambe le versioni da una pompa di calore di serie e dal caricatore bidirezionale da 11 kW (opzionale da 22 kW). Grazie alla tecnologia V2L, l’auto può persino diventare una fonte di energia per ricaricare e-bike o alimentare piccoli elettrodomestici. Gli appassionati e i potenziali clienti possono già iniziare a vederla dal vivo e toccarla con mano recandosi nei primi Alpine Store ufficiali.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 05:30:06 +0000
News n. 23
Porsche 911, il valore raddoppia all’asta dopo 6.000 km e appena 3 anni

Più forte di tutto, anche del tempo che avanza. In tre anni una Porsche 911 Sport Classic, omaggio alla mitica Carrera RS 2.7 degli anni Settanta, ha quasi raddoppiato il suo valore, schizzando dai circa 283.000 di listino per il primo acquirente in Alabama alla ragguardevole cifra di 511.000 dollari all’asta. I soli 6.500 km di percorrenza e la produzione blindata a 1.250 unità hanno fatto schizzare il valore del pezzo alle stelle, scatenando offerte iperboliche da parte di appassionati del marchio.

Sviluppata sulla base tecnica della ben più comune Turbo S, la Sport Classic si presenta come un concentrato di stile rétro. Gli ingegneri hanno mantenuto la carrozzeria “wide-body” della sorella maggiore, ma hanno rimosso le caratteristiche prese d’aria laterali per pulire la linea. Badge dorati, cerchi in lega stile Fuchs e l’iconico alettone fisso a “becco d’anatra” completano un quadro estetico di forte impatto emotivo. La vera chicca risiede, però, nella trasmissione: al posto della trasmissione automatica a doppia frizione PDK trova infatti spazio un classico cambio manuale a sette marce.

Meccanica sopraffina e dettagli d’alta sartoria

Cinquant’anni esatti separano la 911 Sport Classic dall’originale Carrera RS 2.7. L’intento dei progettisti era ricreare quelle sensazioni analogiche ormai quasi del tutto scomparse nell’era moderna. L’esemplare in questione sfoggia una verniciatura Sport Gray Metallic, ispirata alle prime tonalità grigie della storica Porsche 356. Pellicole protettive trasparenti coprono l’intera carrozzeria per preservarne l’integrità nel tempo. Tetto e cofano anteriore sono realizzati in leggera fibra di carbonio, mentre i gruppi ottici sfruttano la moderna tecnologia LED Matrix.

I cerchi in lega Turbo Exclusive Design da 20 pollici all’anteriore e 21 al posteriore calzano pneumatici Pirelli P-Zero ad alte prestazioni, affiancati da freni carboceramici con pinze fisse a più pistoni che garantiscono spazi d’arresto ridottissimi. Sollevatore dell’asse anteriore, asse posteriore sterzante e sospensioni attive a controllo elettronico facilitano le manovre negli spazi stretti e il superamento dei dossi artificiali.

L’abitacolo accoglie guidatore e passeggero in un trionfo di pelle pregiata Classic Cognac e inserti in tessuto con motivo Pepita. Finiture in legno scuro a poro aperto impreziosiscono sia la plancia sia il tunnel centrale, e una piccola targhetta metallica applicata sul cruscotto ricorda che si tratta dell’esemplare numero 1.207 sui 1.250 totali prodotti negli stabilimenti di Zuffenhausen.

Prestazioni da record

Rispetto ai 650 cavalli della Turbo S, gli ingegneri hanno ridotto la potenza massima del sei cilindri boxer biturbo da 3,7 litri, ma hanno anche limato parecchi chili sulla bilancia eliminando la trazione integrale. Il motore eroga così 550 CV e scarica la coppia esclusivamente sulle ruote posteriori, facendo del modello la Porsche 911 con cambio manuale più potente mai costruita nella storia del costruttore. Oltre a uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi e una velocità massima di 315 km/h, la vettura vanta un impianto di scarico creato ad hoc che restituisce una timbrica cupa e metallica ad ogni affondo sull’acceleratore.

Plusvalenze simili certificano la bontà dell’operazione finanziaria. Rivendere un’auto quasi al doppio del prezzo d’acquisto originale suona ormai come una rarità assoluta nel panorama automobilistico attuale, dove i veicoli tendono a perdere valore non appena varcano la soglia del concessionario. Rarità come la 911 Sport Classic invertono questaa tendenza.

Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 05:30:05 +0000
News n. 24
Che auto guida Edin Dzeko, una collezione da re del gol

Sulle rive dell’Arno lo davano ormai per finito, in Germania ha scoperto una seconda giovinezza. Edin Dzeko, stasera l’avversario più temuto dall’Italia, divide le sue giornate tra gol pesanti e una strepitosa collezione di auto. Tanto in campo quanto nel privato, il bomber della Bosnia dà sfoggio di eleganza.

I bolidi del bomber della Bosnia

Nella sua scuderia compare la Volvo XC40 del 2018. Omaggio della Casa svedese, il SUV compatto di fascia premium ha contribuito in modo determinante alla crescita del marchio nel segmento C-SUV. Su piattaforma CMA offre sia la trazione anteriore sia quella integrale AWD, in abbinamento a cambi manuali o automatici Geatronic. L’assortimento dei motori prevede propulsori benzina e diesel: da una parte, il piccolo T3 da 1.5 litri e 156 cavalli e il potente T5 AWD da 247 cavalli, dall’altra i classici a gasolio D3 e D4 da 150 e 190 cavalli. Sul fronte dei consumi, le unità diesel se la cavano con appena 5 l / 100 chilometri, mentre i benzina più spinti salgono fino a una media di 8 litri. Fornita di tecnologie di livello come il Pilot Assist per la guida assistita di livello 2 e il sistema anticollisione City Safety, la XC40 fa della razionalità il suo credo principale.

Diametralmente opposta appare la Bentley Continental GT, gran turismo di lusso nata negli stabilimenti inglesi di Crewe sulla medesima piattaforma della Panamera. La clientela desidera innanzitutto il top delle finiture fatte a mano e l’esclusività assoluta del marchio. Sotto il cofano batte un W12 biturbo da 6 litri da 635 CV e 900 Nm, gestito da un cambio automatico a doppia frizione con 8 marce. A dispetto del peso di 2,2 tonnellate, la Continental GT completa lo 0-100 in appena 3,7 secondi e non si ferma fino a 333 all’ora. Gli interni sfoggiano rivestimenti in pelle cucita a mano, inserti in vero legno e il suggestivo display centrale rotante.

Se insistenti voci di corridoio accostavano l’attaccante alla Porsche Panamera durante l’esperienza in Inghilterra con la maglia del Manchester City, la Lamborghini Urus, disponibile sul mercato italiano a partire da circa 245.000 euro, rappresenta una certezza granitica nella sua collezione privata. Immagini diventate virali all’epoca mostravano il centravanti sfrecciare fuori da Trigoria alla guida del super SUV, mentre le cronache di calciomercato davano per conclusa la sua avventura nella Capitale. Un motore V8 4.0 biturbo da 650 cavalli e 850 Nm conferisce al bolide di Sant’Agata Bolognese uno scatto da 0 a 100 orari tra i 3,3 e i 3,6 secondi, con punte velocistiche di 305 km/h. Soluzioni tecniche d’avanguardia completano l’opera: ruote posteriori sterzanti, sospensioni pneumatiche adattive e freni carboceramici su una scocca mastodontica.

90 minuti a tutto gas contro l’Italia

I riflettori si spostano ora dal garage dei sogni al prato del Bilino Polje di Zenica. Italia e Bosnia si contendono martedì 31 marzo l’accesso diretto ai prossimi Mondiali in una finale playoff su gara secca. Agli uomini di Gennaro Gattuso il compito di affrontare novanta minuti bollenti, con l’obbligo categorico di centrare la vittoria e scacciare così i fantasmi delle ultime mancate qualificazioni. Starà proprio al capitano Edin Dzeko dimostrare se la Bosnia possiede il motore giusto per superare gli Azzurri o se finirà per grippare sul più bello.

Data articolo: Tue, 31 Mar 2026 17:40:27 +0000
News n. 25
Che auto guida Gianluigi Donnarumma, tutto il lusso italiano per il portiere

Per un atleta abituato a neutralizzare gli attaccanti più insidiosi del Pianeta, la sicurezza e la stabilità sono imprescindibili, tanto tra i pali quanto sull’asfalto. Non sorprende che la nuova auto di Gianluigi Donnarumma assecondi il bisogno di eccellenza, proprio mentre l’estremo difensore si prepara a blindare la porta azzurra contro la Bosnia.

Data articolo: Tue, 31 Mar 2026 16:27:26 +0000


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