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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi, 23 aprile 2026, si segnalano importanti disagi sul traffico autostradale in diverse tratte italiane. Tra questi spicca un incidente che ha causato una coda lunga 1.6 km sulla A8 Milano-Varese, tra Origgio Ovest e Legnano, verso Varese. Inoltre, sono in corso lavori che comportano la chiusura dell’uscita Bologna Arcoveggio sull’A13 Bologna-Padova e un allacciamento chiuso sulla Complanare di Bologna, con deviazioni consigliate per gli automobilisti.

A8 MILANO-VARESE



00:05 – Milano-Varese
Coda tra Origgio Ovest e Legnano per incidente, con una lunghezza della coda di 1.6 km.
Direzione Varese
Attenzione agli automobilisti che percorrono questa tratta, si raccomanda prudenza.

A13 BOLOGNA-PADOVA



00:02 – Bologna-Padova
L’uscita di Bologna Arcoveggio è chiusa al traffico fino alle 05:00 del 23 aprile 2026 provenendo da Bologna per lavori.
Direzione Padova
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Bologna Fiera su A14 Bologna-Taranto.

COMPLANARE DI BOLOGNA



00:02 – Complanare di Bologna
Chiuso al traffico il Bivio Tangenziale Bologna fino alle 05:00 del 23 aprile 2026 provenendo da Bologna Borgo Panigale verso Autostrada Bologna-Taranto per lavori.
Direzione Complanare Di Bologna
Entrata consigliata verso Autostrada Bologna-Taranto: Svincolo 4 bis Aeroporto su Tangenziale Bologna.
Uscita consigliata provenendo da Bologna Borgo Panigale: Svincolo 2 Borgo Panigale su Tangenziale Bologna.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 22:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Raul Dumitras, un gigante d’acciaio dalla forza brutale

Se con Lucia Ilardo sarà più di un semplice bacio, lo sapremo solo vivendo. Intanto, Raul Dumitras sa che già una bellissima la aspetta in garage, un’auto a cui non puoi restare indifferente nemmeno se lo volessi. Le prestazioni elevate abbinate a un design “cattivo” la incoronano tra i SUV premium di punta, al punto da aver persuaso diversi VIP a scegliere proprio lei.

Fuoristrada estremo anche nel prezzo

Tempo qualche foto tattica piazzata sui social ed è scoppiato il caos: la Mercedes-AMG G63 di Raul Dumitras ti colpisce per imponenza e sfacciataggine, uno squalo su ruote che affonda le sue radici nel 1979. All’epoca del debutto, il veicolo doveva assolvere a scopi militari, ma l’ampio interesse suscitato indusse il produttore tedesco a decretarne il lancio su vasta scala e il successo commerciale gli diede ragione. Sebbene sia “addolcita” rispetto al modello bellico, non la confonderesti mai nel traffico grazie alle linee squadrate, alla ruota di scorta esterna e agli inconfondibili scarichi laterali molto AMG.

In contrasto con gli esterni, dove il metallo e la solidità hanno la meglio, gli interni sono da “Classe S sotto mentite spoglie”, un tripudio di pelle, Alcantara e fibra di carbonio. Il doppio schermo digitale permette di avere sempre sotto controllo le prestazioni del veicolo e di gestire i contenuti multimediali, mentre l’impianto audio Burmester è tarato per deliziare l’orecchio del Dumitras DJ, isolato dai rumori esterni nonostante la forma refrattaria ai flussi d’aria.

L’anima brutale del mezzo confluisce nel V8 4.0 biturbo firmato AMG da 585 CV e 850 Nm di coppia massima, un’esplosione di energia pronta a lanciare questa fortezza su ruote da 0 a 100 km/h in appena 4,5 secondi. Ci riesce anche per il cambio automatico a 9 rapporti Speedshift, instancabile nel raccordo.

Non è una “tipa facile”: richiede sacrifici, tanto nel prezzo, capace di superare i 220.000 euro, quanto nei consumi, che arrivano facilmente a 3-4 km/l quando premi forte sull’acceleratore.  Di rimando, comunica potere e successo, probabilmente la molla dietro la scelta di un fuoristrada così estremo, anche se la dotazione tecnica, completa di tre differenziali bloccabili, è da scalatore puro.

Grande Fratello Vip: curve sentimentali

Ma la vita di Raul non è fatta solo di motori ruggenti e asfalto. Proprio stasera, 22 aprile 2026, l’attenzione si sposta sul piccolo schermo per l’undicesima puntata del Grande Fratello Vip. In un’edizione caratterizzata da ascolti altalenanti, condotta da Ilary Blasi con il supporto di Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, il clima si preannuncia rovente dopo il piccolo incremento di share dell’ultimo appuntamento, arrivato al 17,31%.

Stasera si parlerà molto dei triangoli amorosi e delle dinamiche che vedono coinvolto proprio Raul Dumitras. Alessandra Mussolini, nel suo ruolo di “Cupido” della Casa, ha creato non poco scompiglio tra Raul, Lucia Ilardo e Renato Biancardi. Mentre si attende il confronto di fuoco tra Antonella Elia e Paola Caruso, gli occhi saranno puntati su Raul per capire come evolverà il suo percorso sentimentale e se i consigli della Mussolini porteranno a una tregua o a nuovi scontri. Parcheggiata la G 63, a Raul tocca liberare i cavalli sotto i riflettori di Canale 5.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 19:00:09 +0000
News n. 3
Parcheggia l’auto in casa sua, eppure scatta la multa: episodio insolito, che indigna

Immaginate di tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, compiere il gesto più naturale del mondo — ovvero parcheggiare l’auto nel vialetto di proprietà o davanti al vostro garage — e scoprire, il mattino seguente, che quel gesto vi è costato 200 dollari di multa. Sembra l’incipit di un racconto distopico sulla burocrazia impazzita, una situazione talmente paradossale da sfidare il senso comune: essere sanzionati per aver “occupato” lo spazio davanti alla propria residenza. Eppure, questa è la cronaca di una realtà che sta scuotendo la tranquillità di diversi quartieri residenziali, trasformando il concetto di “casa dolce casa” in un costoso rompicapo normativo.

Il paradosso di Annapolis

Ad Annapolis, negli Stati Uniti, la quotidianità di molti cittadini è stata stravolta da un’improvvisa e severa applicazione delle norme sul parcheggio. Situazioni che per decenni sono state considerate consuetudinarie, se non ovvie, sono finite nel mirino dei controllori comunali.

Non si tratta di casi isolati di sosta selvaggia, ma di fatti quotidiani: una vettura ferma davanti al proprio garage o una seconda auto di famiglia parcheggiata in strada, esattamente in corrispondenza dell’accesso al proprio domicilio. La stranezza della situazione è amplificata dalla tempistica. Secondo numerose testimonianze, ci sono famiglie che risiedono negli stessi appartamenti da oltre vent’anni e che non avevano mai ricevuto una contravvenzione per questo tipo di sosta.

All’improvviso, però, il vento è cambiato: i controlli sono diventati capillari e spietati, con raffiche di verbali staccati nello stesso giorno e nella stessa via, quasi a voler segnare un punto di non ritorno nella gestione dello spazio pubblico e privato. Lo spazio davanti casa, se non contrassegnato dalle righe, non è un parcheggio. Dunque, è sanzionabile.

Lo scontro fra ieri e oggi

Il problema, oltre che normativo, è diventato quasi fisico perché si scontra con la realtà materiale dei veicoli odierni. Le strade e i vialetti più datati di Annapolis non sono stati progettati per i contemporanei giganti della strada. SUV e pickup, non a caso, giocano un ruolo cruciale in questa ondata di multe. Quando queste vetture vengono parcheggiate nei vialetti privati, spesso la loro lunghezza eccede lo spazio disponibile, portandole a sconfinare leggermente sul marciapiede. Questo “straripamento”, anche se di pochi centimetri, è sufficiente a far scattare la sanzione aggiuntiva.

Il paesaggio urbano diventa così teatro di un conflitto tra la struttura architettonica del passato e le esigenze di mobilità del presente. Intanto, l’amministrazione di Annapolis difende il proprio operato invocando ragioni superiori di sicurezza e fluidità della circolazione pedonale. L’argomentazione ufficiale è chiara: i marciapiedi devono rimanere liberi per permettere a chiunque di transitare senza ostacoli.

Tuttavia, i residenti denunciano un’applicazione del regolamento troppo rigida e priva di elasticità, sottolineando come sia quasi impossibile applicare alla lettera norme così severe in quartieri storici dove gli spazi sono intrinsecamente limitati.

Una convivenza difficile

La morale che emerge dalle strade di Annapolis è quella di una comunità frustrata, costretta a misurarsi con il centimetro ogni volta che rientra a casa. La sanzione di circa 200 dollari non è solo un colpo al portafoglio, ma viene percepita come un’invasione della sfera privata in situazioni che non arrecano un reale disturbo alla collettività.

Il dibattito resta aperto: è giusto che la sicurezza pedonale prevalga sempre, anche a costo di multare un cittadino davanti alla propria porta? O la burocrazia dovrebbe mostrare un volto più umano? Ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 14:53:38 +0000
News n. 4
Paradosso monopattini per chi ha la patente ritirata: può continuare a guidarli

L’anomalia è servita, quasi paradossale nella sua evidenza: un conducente viene fermato dalle Forze dell’Ordine in stato di ebbrezza a bordo di un monopattino elettrico, subisce il ritiro o la sospensione della patente di guida, ma poche ore dopo, una volta smaltito l’alcool, può legalmente risalire sullo stesso mezzo e circolare senza alcun timore di ulteriori sanzioni.

Questo enorme vuoto legislativo rappresenta il cuore di un dibattito che scuote l’ordinamento italiano, dove la conduzione di monopattini, biciclette ed e-bike non richiede, ad oggi, alcun titolo di abilitazione alla guida. Di fatto, la sanzione colpisce la persona nel suo diritto di guidare un’auto, ma la lascia libera di muoversi agilmente nel traffico cittadino con il veicolo protagonista dell’infrazione.

Aumentano gli incidenti

Il contesto in cui matura questa contraddizione è quello di una presenza sempre più massiccia di questi mezzi nelle nostre strade, accompagnata da un fortissimo aumento degli incidenti che li vedono coinvolti. Per correre ai ripari, il Governo ha introdotto misure rigorose che entreranno in vigore dal 16 maggio 2026, imponendo l’obbligo di targa e assicurazione per i monopattini elettrici, equiparandoli di fatto ai ciclomotori per quanto concerne l’identificazione e la responsabilità civile. Tuttavia, la questione della “patente” resta un nodo irrisolto che genera situazioni grottesche.

La chiarezza su cosa sia un monopattino è arrivata recentemente dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37391/2025 depositata a novembre dello scorso anno. Il caso riguardava un guidatore risultato positivo all’alcool test che, nel tentativo di difendersi, aveva sostenuto che il monopattino non fosse un veicolo vero e proprio, bensì un semplice “strumento ricreativo”. Secondo questa tesi, il mezzo non sarebbe dovuto ricadere sotto le rigide maglie dell’articolo 186 del Codice della Strada, che disciplina la guida in stato di ebbrezza.

Cosa dice il Codice della Strada

La Suprema Corte ha però rigettato questa interpretazione, ricordando che la legge 160 del 27 dicembre 2019 equipara i monopattini elettrici ai velocipedi. Secondo l’articolo 50 del Codice della Strada, i velocipedi sono mezzi a propulsione muscolare (comprese le bici a pedalata assistita) con due o più ruote. Di conseguenza, chiunque guidi un monopattino elettrico con un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro viola la legge; se il tasso supera gli 0,8 grammi, si entra nell’ambito del reato.

Il picco della severità si raggiunge oltre la soglia di 1,5 grammi per litro. In questo scenario, le conseguenze sono pesantissime: multe salatissime, confisca del mezzo e, appunto, la sospensione o revoca della patente. Se poi il guidatore ubriaco causa un incidente, il quadro si aggrava ulteriormente. Eppure, nonostante la gravità della sanzione amministrativa sulla patente, il “paradosso del vuoto normativo” rimane intatto: poiché per guidare un monopattino non serve la patente, il fatto che questa venga ritirata non impedisce materialmente al sanzionato di continuare a utilizzare il mezzo.

Lacune da colmare

Questo scenario descrive una realtà dove la tecnologia e la diffusione di nuovi modelli di mobilità hanno corso molto più velocemente delle leggi. Mentre le strade si popolano di mezzi agili e silenziosi, il sistema normativo arranca nel tentativo di conciliare la punizione di comportamenti pericolosi con l’assenza di un patentino specifico per i velocipedi, lasciando aperta una porta che molti, pur se privati della licenza di guida, continuano ad attraversare ogni giorno.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 14:00:31 +0000
News n. 5
KTM 1390 Super Duke RR, la hypernaked da pista disponibile in soli 350 esemplari

KTM 1390 Super Duke RR rappresenta un’ulteriore evoluzione della filosofia hypernaked della Casa austriaca. Basata sulla versione standard “Râ€, questa configurazione introduce una serie di interventi mirati ad alzare il livello delle prestazioni, con un’impostazione più orientata all’utilizzo in pista.

Prodotta in serie limitata a 350 esemplari, il modello perde 11 kg grazie all’impiego di elementi in fibra di carbonio e componenti dedicati. Una riduzione che incide sul comportamento dinamico, migliorando agilità, precisione e stabilità alle velocità più elevate.

Sospensioni regolabili e motore da 193 CV

KTM 1390 Super Duke RR vanta un peso complessivo di 189 kg. La massa contenuta contribuisce a rendere il comportamento più reattivo sia nell’utilizzo su strada sia tra i cordoli, con cambi di direzione più rapidi e una maggiore precisione nelle traiettorie. Il telaio mantiene un’elevata rigidità strutturale, favorendo stabilità anche nelle fasi di guida più impegnative.

Per lo sviluppo del modello, il reparto R&D ha adottato materiali e soluzioni tecniche di livello elevato. L’uso esteso della fibra di carbonio consente di contenere il peso complessivo, affiancato da componenti specifici come cerchi forgiati e pneumatici Michelin Power GP Hypersport.

Le sospensioni WP Pro Components, con ampie possibilità di regolazione e tecnologia derivata dalla MotoGP, sono progettate per offrire stabilità e un livello di messa a punto avanzato. A completare la ciclistica intervengono le pinze freno anteriori Brembo HyPure Sport, pensate per garantire una risposta efficace nelle fasi di frenata.

La spinta è affidata al bicilindrico a V LC8 da 1.350 cc, in grado di sviluppare 193 CV e 145 Nm di coppia. Il motore integra la tecnologia Camshift, che ottimizza la gestione della combustione lungo l’intero arco di utilizzo. Completa la configurazione lo scarico slip-on AkrapoviÄ in titanio, soluzione che contribuisce alla riduzione del peso e alla definizione del carattere complessivo del modello.

Elettronica avanzata e listino prezzi

Gli aggiornamenti non riguardano solo la parte meccanica, ma anche il comparto elettronico. KTM 1390 Super Duke RR adotta un pacchetto completo che include tutte le funzioni del Tech Pack, con una gestione avanzata dei sistemi di assistenza alla guida. L’integrazione delle diverse modalità di guida e dei controlli elettronici consente di adattare il comportamento del modello a differenti contesti di utilizzo, intervenendo su parametri come erogazione della potenza e risposta dei sistemi di sicurezza.

Tra le novità figura un display TFT touchscreen da 8,8 pollici, che introduce funzionalità dedicate anche all’impiego in pista. In modalità “Track†sono disponibili dati telemetrici e lap timer, mentre la funzione “Beast Mode†offre ulteriori possibilità di configurazione dei parametri di guida. Questi sistemi operano insieme ai controlli di trazione e alle logiche ABS, contribuendo alla gestione complessiva del comportamento dinamico.

Sul piano estetico, il modello presenta interventi mirati che rispondono anche a esigenze funzionali. Le alette aerodinamiche integrate nella zona del serbatoio sono progettate per aumentare la deportanza e ridurre l’alleggerimento dell’avantreno alle alte velocità. Completano l’insieme il faro a LED e una livrea dedicata, elementi che differenziano visivamente questa versione rispetto alle altre declinazioni della gamma.

Come detto, KTM 1390 Super Duke RR sarà prodotta in 350 esemplari e arriverà sul mercato a partire dal mese di maggio attraverso la rete ufficiale della Casa austriaca. Il prezzo fissato per il mercato italiano è di 29.990 euro.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 13:08:11 +0000
News n. 6
Donne e F1, dalla storia al futuro: De Filippis, Lombardi e oggi Doriane Pin

C’è un filo invisibile che attraversa oltre cinquant’anni di motorsport. Parte da una pioniera italiana, attraversa decenni di silenzi e tentativi, e oggi torna a vibrare forte sul rettilineo di Silverstone. Da Maria Teresa de Filippis e Maria Grazia “Lella” Lombardi a Doriane Pin, la F1 femminile non è più un’eccezione: è una storia che si sta finalmente scrivendo.

De Filippis, la prima

Per capire il presente, bisogna partire dal passato. Maria Teresa de Filippis, nata a Napoli nel 1926, è stata la prima donna a qualificarsi per un GP di F1. Era il 1958 e lo fece su Maserati 250F, appartenuta al pilota Giorgio Scarlatti. Una monoposto acquistata con i propri soldi, visto che ai tempi non c’erano sponsor.

La qualificazione arrivò nel GP del Belgio dopo averla inseguita con diversi tentativi. In quel GP chiuse al decimo posto. La sua carriera durò poco e si chiuse per scelta, non certo per i pregiudizi. Dopo aver perso diversi amici in pista, nel 1959 decise di smettere di correre.

Lombardi, la prima a punti: un record che resiste

Passati gli anni ’60, le donne tornano protagoniste nel 1975, quando Lella Lombardi, all’età di 34 anni su March, chiuse sesta al GP di Spagna, conquistando mezzo punto mondiale. Era la stagione in cui l’austriaco Niki Lauda su Ferrari, diventò per la prima volta campione del mondo.

Ancora oggi, Lombardi resta l‘unica donna ad aver segnato punti in F1. Un’impresa che, col passare degli anni, è diventata simbolo. Non solo per il risultato, ma per il contesto. Era sempre un’epoca in cui correre in Italia come nel resto del mondo, per una donna, significava sfidare pregiudizi, nuovi limiti tecnici e culturali.

Lombardi non era una comparsa, era una pilota vera, rispettata, capace di stare in pista con i migliori. Ma dopo di lei, ancora una volta il vuoto. Diversi tentativi, apparizioni, test ma nessuna continuità. Fino ad oggi.

Aprile 2026, l’inizio di una nuova storia

Il 17 aprile 2026 qualcosa è cambiato. Sul circuito di Silverstone, Doriane Pin è salita su una monoposto di F1. Non una qualsiasi, la Mercedes W12, quella del titolo costruttori 2021. Un test sì, ma allo stesso tempo, anche un segnale fortissimo.

La 22enne francese, campionessa della F1 Academy 2025 e pilota di sviluppo Mercedes-AMG Petronas Formula One Team, ha completato 76 giri per oltre 200 km, impressionando il team per velocità, feedback e maturità tecnica. Precedentemente, in preparazione del test, ha trascorso molto tempo nel simulatore Mercedes, integrandosi strettamente con gli ingegneri e perfezionando la sua comprensione delle procedure necessarie per guidare la W12.

Pin è così diventata la prima donna nella storia a guidare una Mercedes di F1 e la prima francese a mettersi al volante di una F1 moderna. “Un’esperienza incredibile“, ha raccontato ai media, ma dietro l’emozione, c’è tanta sostanza e tanto sacrificio. Ora la pilota continuerà nei suoi compiti di Development Driver, che includono lo sviluppo del simulatore, attività aggiuntive in fabbrica e a bordo pista oltre alla possibilità di partecipazione ai GP.

Non più simboli, ma progetti

La differenza tra De Filippis, Lombardi e Pin non è nel talento, è nel sistema. Negli anni ’50 le origini, nel ’70, Lella era sola. Oggi, Doriane è parte di un ecosistema: academy, programmi giovani, sviluppo strutturato. Dal Ferrari Challenge alla Endurance con il progetto Iron Dames, fino alla F1 Academy vinta nel 2025, il suo percorso è stato costruito passo dopo passo. Quel percorso la porta dentro un box di F1, non come ospite, ma come progetto. Mercedes crede in lei e non è un caso isolato.

Gwen Lagrue, consulente Mercedes per lo sviluppo dei piloti, ha dichiarato:

Siamo molto orgogliosi di dimostrare alla prossima generazione di pilote che guidare una monoposto di F1 è un obiettivo raggiungibile. Sono certo che vedremo una donna al volante di una vettura di F1 nei prossimi anni e, come team, saremmo incredibilmente orgogliosi se riuscissimo a raggiungere questo traguardo con una nostra collaboratrice. Doriane può certamente essere fonte di ispirazione per chi seguirà le sue orme, proseguendo la sua carriera e il suo ruolo di pilota collaudatrice con il nostro team“.

La nuova era del motorsport femminile

Negli ultimi anni, qualcosa si è mosso. La nascita della F1 Academy, il coinvolgimento diretto dei team, l’attenzione mediatica, il motorsport ha iniziato a cambiare pelle. Doriane Pin è il volto di questa rivoluzione. Non perché è una donna che guida, perché è una pilota pronta e il talento non ha genere.

Il motorsport, da sempre, è stato uno specchio della società: competitivo e selettivo. Oggi però sembra aprirsi a una visione più ampia, in cui il valore non è più filtrato da categorie rigide ma riconosciuto nella sua essenza. L’ingresso delle donne in modo strutturato non è solo un fatto di rappresentanza, ma un cambiamento culturale più profondo. Significa mettere in discussione un’idea di limite che per decenni è stata accettata quasi senza essere interrogata. Significa ridefinire cosa intendiamo per merito, opportunità e accesso.

In questo senso, il percorso di una pilota come Pin non è soltanto individuale, è collettivo. Ogni curva affrontata, ogni giro completato, ogni test superato diventa parte di una narrazione più grande, che riguarda chi osserva, chi sogna e chi verrà dopo. Il motorsport, che vive di velocità e precisione, scopre così una nuova dimensione, quella del tempo lungo del cambiamento. E in quel tempo, finalmente, anche ciò che sembrava impossibile inizia a diventare semplicemente inevitabile.

Una storia, un sogno

Tra il mezzo punto di Lella Lombardi e i 200 km di Doriane Pin a Silverstone c’è un mondo. Ma anche una continuità. Ogni giro percorso oggi porta con sé il peso e l’eredità di chi ha aperto la strada. La domanda, ora, non è più “se” una donna tornerà a correre stabilmente in F1 ma “quando“.

Forse, per la prima volta, la risposta non sembra così lontana. Il motorsport vive di velocità, ma anche di simboli. Questa è una storia perfetta: passato, presente e futuro che si intrecciano. De Filippis è stata la prima, Lombardi la prima a punti, Pin potrebbe essere l’inizio di qualcosa di nuovo. Silverstone è stato solo un test, ma il prossimo passo potrebbe essere molto più grande. Magari proprio lì dove tutto conta davvero, sulla griglia di partenza della F1.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 13:04:27 +0000
News n. 7
Come vendere un’auto all’estero senza errori, vantaggi e criticità

La vendita di un’auto all’estero è un’operazione che intreccia mercato, documenti, fiscalità, trasporto e cancellazione dal PRA. Dal primo gennaio 2020 la radiazione per definitiva esportazione deve essere richiesta prima che il veicolo lasci l’Italia e il mezzo deve avere la revisione in corso di validità al momento della domanda.

Sul mercato internazionale, soprattutto per alcune categorie di usato, le opportunità non mancano: certi modelli diesel, SUV, veicoli commerciali, auto premium o vetture accessoriate possono trovare all’estero una domanda più vivace di quella interna e in alcuni casi spuntare valori migliori.

In ogni caso, per vendere un’auto all’estero ci sono diverse opzioni: una delle più comuni è affidarsi a un concessionario italiano per fare da intermediario. In alternativa si può fare riferimento alle piattaforme online specializzate nella vendita di auto a livello internazionale.

Perché vendere all’estero può essere conveniente

Un’auto che in Italia fatica a trovare acquirenti può risultare più appetibile in un altro Paese europeo o extraeuropeo, per ragioni legate alla fiscalità locale, alla disponibilità di modelli equivalenti, alla domanda di versioni specifiche o alla reputazione di alcuni marchi italiani nel mercato dell’usato. Questa apertura internazionale aumenta le possibilità di vendita e permette di difendere meglio il prezzo.

La vendita a un operatore professionale estero oppure appoggiarsi a un intermediario specializzato riduce parte del rischio operativo. La documentazione di esportazione è più facile da gestire quando dall’altra parte c’è un concessionario o un trader abituato a lavorare con PRA, trasportatori, dogane e uffici immatricolativi stranieri. Dopodiché dalla data di avvenuta radiazione dal PRA cessa l’obbligo di pagamento del bollo auto a carico dell’intestatario.

In ogni caso, vendere un’auto all’estero comporta un impegno per la gestione delle pratiche burocratiche accanto a quello economico. Chi sceglie di gestire l’intero processo in maniera indipendente deve fronteggiare una serie di costi fissi. In particolare, 73,50 euro per le tasse legate al Pubblico registro automobilistico. A questa spesa si aggiungono le tasse per la radiazione e l’esportazione del veicolo, oltre al pagamento dell’Iva.

La radiazione si fa prima e non dopo

Per i veicoli esportati dal primo gennaio 2020 la richiesta di cancellazione deve essere presentata prima dell’esportazione. Secondo l’articolo 103 del Codice della Strada “per esportare definitivamente all’estero autoveicoli, motoveicoli o rimorchi, l’intestatario o l’avente titolo chiede all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale la cancellazione dall’archivio nazionale dei veicoli e dal P.R.A., restituendo le relative targhe e la carta di circolazione, secondo le procedure stabilite dal Dipartimento stesso nel rispetto delle vigenti norme comunitarie in materiaâ€.

E ancora: “La cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia in regola con gli obblighi di revisione o sia stato sottoposto, nell’anno in cui ricorre l’obbligo della revisione, a visita e prova per l’accertamento dell’idoneità alla circolazione†e che “non sia pendente un provvedimento di revisione singolaâ€.

Viene infine imposta la restituzione di targhe e documenti e condiziona la cancellazione alla sottoposizione del veicolo a revisione con esito positivo in data non anteriore a sei mesi rispetto alla richiesta.

In pratica non è vero che si possa attendere la finalizzazione della vendita e il trasporto all’estero per chiedere solo dopo la cancellazione dal PRA. La sanzione esiste ed è prevista dallo stesso articolo 103: chi viola il comma 1 è soggetto a una sanzione amministrativa pecuniaria da 173 a 695 euro. superficialità.

Quali documenti servono per iniziare la pratica

Alla richiesta di cancellazione vanno allegati le targhe, la carta di circolazione e il certificato di proprietà cartaceo o il foglio complementare oppure in alternativa il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà. Se targhe o documenti sono stati smarriti o rubati serve la denuncia oppure la dichiarazione sostitutiva di resa denuncia presentata all’autorità di pubblica sicurezza.

A questa base documentale si affianca poi la prova dell’esportazione che cambia a seconda del caso concreto. Sono quindi utili il documento di trasporto internazionale, come DDT o CMR, la fattura, la ricevuta di acquisto, l’attestazione del destinatario estero di avvenuta consegna o la documentazione di nuova immatricolazione nel Paese di destinazione. Per l’extra Ue, entrano in gioco la bolla doganale, la fattura con vidimazione doganale o il DAE con MRN corredato dalla prova dell’uscita.

Se i documenti sono redatti in lingua straniera può rendersi necessaria la traduzione asseverata, in particolare quando la prova dell’importazione o della consegna proviene da autorità o operatori esteri. Per le bolle doganali estere redatte secondo il modulo standard DAU non è invece necessaria la traduzione asseverata se dal documento si ricavano gli estremi identificativi del veicolo e l’avvenuta esportazione.

La vendita nell’Unione europea

Quando l’auto è destinata a un altro Paese dell’Unione europea, il percorso è più ordinato rispetto all’extra Ue perché non si applicano dazi doganali all’ingresso nel Paese di destinazione. Se si acquista un’auto da un altro Paese UE, non si pagano dazi doganali quando la si porta nel Paese di residenza.

Uno dei problemi più frequenti nasce dal disallineamento tra le procedure italiane e quelle del Paese importatore. Alcuni Stati possono pretendere una prova della cancellazione o una documentazione che il venditore italiano fatica a fornire nei tempi richiesti. Altri si accontentano invece della documentazione di trasporto o di immatricolazione provvisoria.

Dal punto di vista fiscale, se un privato vende la propria auto, non deve addebitare l’Iva. Per le auto usate la disciplina cambia rispetto alle auto nuove, che ai fini Iva sono quelle con non più di 6.000 km oppure consegnate entro 6 mesi dalla prima immatricolazione. Per le auto usate e già immatricolate nell’Unione europea, l’Iva non è dovuta come per un’auto nuova mentre restano da considerare immatricolazione e tassazione locale nel Paese di destinazione.

La vendita in Paese extra Ue

Se la destinazione è fuori dall’Unione europea, l’operazione si complica perché entrano in scena anche le formalità doganali di esportazione. Sotto il profilo doganale, per le operazioni di esportazione verso Paesi terzi la normativa unionale non prevede il pagamento di dazi o diritti all’esportazione, ma è obbligatorio l’inquadramento dell’operazione nel regime di esportazione e la prova dell’uscita dal territorio doganale dell’Unione europea. Per il regime di esportazione, la merce svincolata deve uscire dal territorio doganale Ue entro 90 giorni dalla data dello svincolo.

Sul piano documentale, per i Paesi extra Ue la bolla doganale diventa spesso il documento chiave. Tra i documenti ci sono la bolla doganale o la fattura vidimata dalla dogana. Se si presenta una copia del DAE con indicazione dell’MRN e degli elementi identificativi del veicolo, va allegata anche la prova dell’uscita.

I rischi che si corrono

Anche nel commercio internazionale dell’usato circolano intermediari opachi, società di facciata e operatori che spariscono appena ricevono documenti, veicolo o anticipo. Per questo, prima ancora della procedura Pra, bisogna verificare identità, sede, contatti, modalità di pagamento e reputazione commerciale del compratore o della piattaforma utilizzata.

Il secondo rischio è amministrativo. Se sul veicolo grava un fermo amministrativo occorre cancellare il provvedimento pagando quanto dovuto, e solo dopo si può procedere con la radiazione per esportazione. Meglio verificare preventivamente la presenza di vincoli o gravami.

Una volta cancellato per esportazione, per raggiungere i transiti di confine dopo la cancellazione, il veicolo può circolare solo se munito di foglio di via e targa provvisoria. Infine, se l’autorità estera trattiene targhe e documenti, la gestione cambia a seconda che il Paese appartenga o meno all’Unione europea. Se trattenuti da un’autorità di un altro Stato membro, non serve alcun giustificativo. Se invece il trattenimento avviene in uno Stato extra Ue bisogna allegare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la circostanza.

Da chi conviene farsi affiancare

Se la vendita è semplice all’interno dell’Unione europea con acquirente affidabile e documentazione lineare, il privato ben informato può gestire gran parte del percorso con il supporto dello Sportello telematico dell’automobilista o di un’agenzia pratiche auto. La richiesta va presentata dall’intestatario o dall’avente titolo e le pratiche di radiazione per esportazione.

Se invece l’operazione coinvolge un Paese extra Ue, conviene affiancarsi a un operatore che maneggi già esportazioni auto, documentazione doganale, prova di uscita, traduzioni e reimmatricolazione estera.

Le disposizioni sulla vendita di un’auto all’estero hanno subito molte modifiche negli ultimi anni. Fino al 2014, il processo era più diretto: bastava consegnare le targhe, il certificato di proprietà e il libretto di circolazione all’Aci e richiedere la radiazione dal Pubblico registro automobilistico per esportazione. Questa procedura alleggeriva il proprietario da ogni legame con il veicolo.

Le regole sono cambiate a seguito di abusi del sistema, utilizzato per evitare la demolizione del veicolo o per reimmatricolarlo successivamente come auto d’epoca. Per contrastare queste pratiche illecite, l’Aci ha aggiornato la normativa. Oggi per esportare un’auto all’estero non basta più presentare le targhe e i documenti di proprietà. Occorre anche fornire una lettera di spedizione internazionale che attesti l’effettiva esportazione del veicolo. Ed è richiesta una conferma di ricezione firmata dall’acquirente estero.

Se il veicolo viene reimmatricolato immediatamente nel paese di destinazione, al posto della lettera di vettura internazionale, va presentata una copia della carta di circolazione estera. La procedura è simile per le vendite fuori dall’Unione europea, con l’unica differenza che si deve fornire la nuova carta di circolazione o la bolla doganale.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 12:00:07 +0000
News n. 8
Le tensioni in Medio Oriente non fermano il (lento) calo dei carburanti

Il carburante continua a scendere, anche se lentamente. Le tensioni in medio oriente non sembrano ricadere sulle tasche dei cittadini, con ben tredici giorni di discesa progressiva. Una dinamica che racconta molto di come oggi il mercato dei carburanti sia sempre più complesso, e meno immediato da interpretare rispetto al passato.

Tredici giorni di calo

Entrando nel dettaglio, i numeri parlano di una tendenza che, pur senza scossoni, porta il prezzo verso il basso. Attualmente, la benzina si attesta intorno a 1,740 euro al litro, mentre il gasolio si posiziona sui 2,074 euro al litro. Valori ancora elevati, soprattutto se confrontati con il potere d’acquisto medio, ma comunque in leggero miglioramento rispetto alle settimane precedenti.

C’è però una variabile pronta a cambiare nuovamente lo scenario: la fine degli sconti sulle accise, prevista per il primo maggio. Se le quotazioni dovessero restare stabili, questo potrebbe tradursi in un nuovo aumento alla pompa, con la benzina che rischia di avvicinarsi ai 2 euro al litro e il diesel che potrebbe toccare quota 2,30 euro. Insomma, una discesa che potrebbe rivelarsi solo temporanea, più una pausa che una vera inversione di tendenza.

Tensioni mai assopite

Nel frattempo, sullo sfondo resta una situazione geopolitica tutt’altro che rassicurante. Il Medio Oriente continua a essere un punto caldo, con equilibri fragili e trattative che faticano a trovare una direzione chiara. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha recentemente esteso la tregua, ma i tentativi di negoziazione non hanno ancora prodotto risultati concreti. Teheran, infatti, ha respinto le proposte di negoziazione, mantenendo alta la tensione nell’area.

Eppure, i mercati sembrano aggrapparsi a un filo di ottimismo. L’idea che possa esserci una volontà concreta di arrivare a una soluzione diplomatica sta contribuendo a contenere, almeno in parte, la pressione sui prezzi del petrolio. È una fiducia fragile, ma sufficiente per evitare, almeno per ora, nuovi picchi improvvisi.

Brent instabile

Per quanto riguarda le quotazioni del greggi, la situazione non è rassicurante. Un mercato incerto continua a muoversi su equilibri complicati, in bilico tra timori di altri blocchi e inasprimento del conflitto. Il WTI si sta consolidando in una fascia compresa tra 80 e 120 dollari al barile, mentre il Brent resta ancorato alla soglia dei 90 dollari.

Un elemento chiave è rappresentato dallo Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici per il trasporto del petrolio a livello globale. Qualsiasi interruzione in quell’area potrebbe avere effetti immediati e significativi sui prezzi, rendendo il mercato estremamente sensibile a ogni sviluppo politico o militare.

Finché questa incertezza resterà, il rischio di nuovi rialzi non potrà essere escluso. E con esso, anche quello di vedere nuovamente aumentare i prezzi alla pompa.

Una tregua fragile

Quello che stiamo osservando è una sorta di equilibrio precario. Da un lato, il calo dei carburanti rappresenta una fin troppo lieve boccata d’ossigeno per automobilisti e trasportatori; dall’altro, le condizioni che lo rendono possibile restano fragili e facilmente reversibili. Il mercato sembra muoversi su una linea sottile dove basta poco, che sia una crisi diplomatica, un blocco delle rotte o una decisione politica, per invertire la rotta.

Per ora, però, la tendenza è chiara: i prezzi scendono, anche se lentamente. E in un contesto come quello attuale, non è affatto scontato.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 10:13:28 +0000
News n. 9
F1 2026, il super clipping batte la FIA: le due modalità inutili alla causa

La drastica direttiva della Federazione Internazionale di ridurre l’uso dell’energia elettrica è la certificazione del fallimento normativo studiato per la stagione di F1 2026. L’utopia ingegneristica si è scontrata con la realtà della pista, rendendo palesi l’inefficacia delle modalità “ramp down” e “burn for charge”. Il tuto ha obbligato l’organo legislativo a un frettoloso dietrofront.

Il fallimento normativo certificato dalla Federazione e dai piloti

La FIA ha emesso una direttiva che suona come una resa incondizionata: ridurre significativamente l’uso massimo dell’energia elettrica per cercare di bilanciare le disastrose fasi di accumulo (harvesting) ed erogazione (deployment). Questa mossa, in modo inequivocabile, certifica come il quadro regolamentare studiato per la nuova era della classe regina, unito alle toppe messe in corsa, ha generato uno scenario utopico.

La Formula 1 immaginata negli uffici tecnici è anni luce distante da quella disfunzionale che si sta manifestando in pista. Mentre la FIA tenta di fare scudo alle polemiche, sminuendo la gravità della situazione e dipingendo le critiche esterne come eccessive, la realtà dei GP smentisce categoricamente l’ottimismo istituzionale. Il segnale più allarmante non arriva dai media o dai tifosi delusi.

Giunge a noi da chi si cala nell’abitacolo ogni domenica di gara. Sono i piloti i primi a denunciare un sistema fallace. Lo fanno evidenziando come le complesse strategie ingegnerizzate per gestire i propulsori abbiano semplicemente mancato l’obiettivo. Il disagio in griglia è palpabile e le rassicurazioni teoriche si infrangono sistematicamente contro i limiti fisici imposti dalle nuove power unit.

Le toppe inefficaci e l’illusione delle ricariche in curva

L’inefficacia strutturale del progetto è dimostrata dal collasso delle due contromisure principali introdotte per mitigare i difetti congeniti delle normative: il “ramp down” e il “burn for charge”. Queste soluzioni, pensate per mascherare le lacune di base, si sono rivelate dei palliativi del tutto inutili. La funzione di “ramp down avrebbe dovuto garantire una diminuzione dolce e graduale dell’apporto elettrico una volta varcata la soglia dei 290 km/.

Era nata non solo per salvaguardare le performance, ma soprattutto per evitare pericoli legati a improvvisi differenziali di velocità. Tuttavia, la sua totale inutilità è stata messa tragicamente a nudo dall’incidente occorso tra Bearman e Colapinto durante il weekend di Suzuka. Questo evento ha costretto i vertici federali a convocare d’urgenza dei tavoli tecnici per ricalibrare i flussi di energia e ristabilire un livello minimo di sicurezza tra le vetture in marcia.

Altrettanto disastroso è stato l’esito della modalità “burn for charge”. Teoricamente, questo sistema avrebbe dovuto esaltare l’abilità dei motoristi, sfruttando la spinta in eccesso del motore endotermico per rigenerare energia durante la percorrenza delle curve, compensando così una fase di staccata palesemente incapace di garantire la ricarica necessaria.

Nella pratica, l’impiego dell’endotermico come generatore ha causato un innalzamento drastico dei consumi di carburante, obbligando le scuderie a rincorrere difficili compromessi nel setup. Nonostante gli sforzi sovrumani degli ingegneri addetti al software, il recupero energetico in curva non ha prodotto i frutti sperati, confermandosi ben al di sotto degli standard minimi di competitività.

Il “super clipping” cronico e la profezia di Verstappen

Il risultato di questo castello di carte normativo si manifesta in modo spietato alla fine dei lunghi rettilinei: la spinta del moto generatore di energia cinetica si volatilizza in pochi secondi, dando origine a quello che i tecnici definiscono un “super clipping”. È un brutale e castrante taglio della potenza elettrica che vanifica l’energia accumulata, lasciando i piloti alla mercé del solo motore a combustione interna.

Questa spiacevole dinamica era stata ampiamente prevista da tutte le scuderie ed è apparsa in tutta la sua gravità fin dalle prime sessioni a Melbourne, restituendo ai tifosi uno spettacolo tecnicamente impietoso. La complessità dei sistemi è tale che il ruolo degli ingegneri del software è divenuto preponderante, costringendo i team a schierare al muretto figure specializzate unicamente nella decrittazione dei flussi energetici.

All’interno di tale scenario di emergenza tecnica, risuonano le parole di Verstappen ignorate dalla FIA, con Domenicali che difende il lavoro delle FIA: “lanciarsi a massima velocità sui rettilinei di piste come Monza, per poi essere costretti ad alzare il piede dal gas 500 metri prima della frenata pur di risparmiare energia, è diametralmente opposto a quella che dovrebbe essere l’essenza della Formula 1“. Una profezia che, purtroppo, è divenuta l’amara realtà di questa prima frazione di campionato.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 09:14:01 +0000
News n. 10
La collezione di auto di Hakan Calhanoglu, tra le supercar sbuca un’icona italiana

Quando si parla di calcio moderno, spesso si pensa a contratti milionari, stadi gremiti e prestazioni al limite. Ma fuori dal campo, molti protagonisti della Serie A coltivano passioni che raccontano molto del loro carattere. Tra questi c’è Hakan Calhanoglu, regista dell’Inter e capitano della nazionale turca, che da tempo mostra un debole per il mondo dei motori.

Tra social e apparizioni pubbliche, emerge una collezione che unisce lusso, potenza e un pizzico di nostalgia tutta italiana. E proprio questo mix rende il suo garage interessante, perché accanto a modelli estremi e moderni spunta una vettura italiana che riporta dritti alla dolce vita.

Una collezione di supercar

Nel garage del numero 20 nerazzurro non mancano le auto che fanno girare la testa. Il primo colpo d’occhio è per una Mercedes-AMG G63, reinterpretata dal tuner Keyvany in versione Hermes. Un SUV estremo, con finiture esclusive e dettagli che puntano più al lusso che alla sobrietà.

Accanto a lei troviamo una Mercedes-AMG GT 63, una berlina ad alte prestazioni che unisce comfort e sportività in modo più elegante. Sotto il cofano, un V8 capace di spingere forte, ma senza rinunciare alla versatilità di un’auto utilizzabile tutti i giorni.

Chiude il trittico delle grandi firme una Bentley Continental GT, simbolo per eccellenza del lusso su quattro ruote. Linee eleganti, interni curati in ogni dettaglio e una spinta poderosa che la rendono perfetta per viaggi lunghi, e per distinguersi senza esagerare. Tre auto diverse tra loro, ma con un filo conduttore chiaro: prestazioni elevate e immagine premium.

La Fiat 500 Jolly “Spiagginaâ€

E poi, quasi a sorpresa, arriva lei. Una Fiat 500 Jolly, una di quelle auto che non si comprano per i numeri, ma per il richiamo a uno stile di vita ben definito. Disegnata da Sergio Sartorelli e realizzata dalla carrozzeria Carrozzeria Ghia tra il 1957 e il 1974, la 500 Jolly è diventata negli anni un simbolo della Dolce Vita italiana. Senza porte, con sedili in vimini e una linea che profuma di estate, mare e leggerezza, è stata una delle vetture più amate da star e celebrità negli anni d’oro del turismo italiano.

Vederla oggi nel garage di un calciatore abituato a guidare bolidi da centinaia di cavalli racconta qualcosa di diverso: una passione che non si ferma alla potenza, ma che guarda anche alla storia e al fascino senza tempo. Proprio con questa “Spiaggina†Hakan Calhanoglu è stato fotografato durante le vacanze, lontano dai riflettori del calcio e più vicino a un’idea di guida fatta di relax e piacere puro.

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La passione per le moto

Il garage, però, non si ferma alle quattro ruote. Hakan Calhanoglu ha più volte dichiarato il suo amore per le moto, in particolare per le iconiche Harley-Davidson. Un amore, però, vissuto con prudenza. A raccontarlo è stato lo stesso giocatore, ricordando un consiglio arrivato subito dopo il suo approdo all’Inter da parte di Piero Ausilio: 

“Appena sono arrivato all’Inter Piero mi ha detto: “Non voglio mai vederti su una moto”. Sono innamorato della mia Harley ma non la uso, è ferma in garage”.

Una raccomandazione presa alla lettera. Nonostante il fascino intramontabile delle due ruote, la sua Harley resta spesso ferma in garage. Una scelta comprensibile per chi vive di prestazioni fisiche e non può permettersi rischi.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 08:55:11 +0000
News n. 11
Ferrari Hypersail, la barca volante svelata alla Milano Design Week

Il Cavallino torna a guardare il mare, e lo fa con un monoscafo volante da 100 piedi che porta il DNA Ferrari oltre l’asfalto. Si chiama Hypersail ed è una creatura tecnologica che unisce ricerca, ingegneria e design in perfetto stile Maranello. La presentazione della livrea ufficiale durante la Milano Design Week è stato un momento di innovazione tecnologica, in un contesto dove ogni dettaglio può fare la differenza tra il successo e il fallimento.

Ingegneria avanzata

Dietro Hypersail c’è molto più di un progetto sportivo. Ferrari ha costruito una piattaforma di open innovation, coinvolgendo competenze trasversali e mettendo in dialogo mondi apparentemente lontani, come quello automobilistico e quello navale. Il cuore del progetto è il Tech Team Ferrari, guidato da Matteo Lanzavecchia e Marco Guglielmo Ribigini, che ha lavorato per trasferire tecnologie e know-how sviluppati in ambito automotive direttamente su una barca da competizione oceanica.

Il risultato è una barca progettata per “volare†sull’acqua grazie a sistemi avanzati di gestione dei flussi, materiali ultra leggeri e soluzioni ingegneristiche che ricordano da vicino quelle utilizzate nelle monoposto di Formula 1. L’obiettivo è chiaro: massimizzare l’efficienza riducendo al minimo le resistenze, trasformando ogni nodo di vento in energia utile. In questo senso, Hypersail rappresenta un laboratorio viaggiante, capace di influenzare anche lo sviluppo futuro delle vetture stradali Ferrari.

Livrea di design

La livrea di Hypersail nasce all’interno del Ferrari Design Studio, sotto la guida di Flavio Manzoni, in collaborazione con l’architetto navale Guillaume Verdier. Il risultato è un racconto di pulizia formale, dove ogni linea ha una funzione precisa. Il protagonista assoluto è il Giallo Fly, una tonalità storica che affonda le sue radici nella tradizione Ferrari.

Questo colore iconico nacque da un’intuizione di Fiamma Breschi, vedova del pilota Luigi Musso e amica di Enzo Ferrari. Fu utilizzato per la prima volta su una Ferrari 275 GTB e da allora è diventato uno dei simboli più riconoscibili del marchio. Su Hypersail, il Giallo Fly va oltre la scelta estetica, con un richiamo diretto alla storia, reinterpretato in chiave contemporanea grazie all’uso massiccio della fibra di carbonio, lasciata in parte a vista per esaltare la natura tecnica del progetto.

Il design finale passa attraverso una livrea che comunica movimento e fluidità, con superfici affusolate e dettagli che raccontano un’attenzione quasi maniacale per l’aerodinamica o, per meglio dire, l’idrodinamica.

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Design Week di Milano

La scelta di presentare Hypersail alla Milano Design Week non è casuale. Più che una semplice esposizione, si è trattato di un momento di confronto tra mondi diversi: design, ingegneria, architettura, auto e imbarcazioni. Ferrari ha voluto inserire questo progetto in un contesto creativo, sottolineando come oggi l’innovazione nasca sempre più dall’incontro tra discipline. Hypersail, in questo senso, è un simbolo perfetto: una barca che sembra un’auto, un oggetto tecnologico che diventa anche espressione artistica.

E mentre il settore automobilistico attraversa una fase di profonda trasformazione, tra elettrificazione e nuove sfide ambientali, Ferrari dimostra ancora una volta la sua capacità di guardare oltre. Hypersail riesce così a trasformarsi in una dichiarazione di identità: spingere i limiti, esplorare nuovi territori e continuare a innovare, anche quando la strada (o in questo caso il mare ) non è ancora tracciata.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 07:05:06 +0000
News n. 12
Le auto benzina 2026 più economiche, modelli e prezzi

Per anni il diesel è stato il punto di riferimento per chi cercava risparmio alla pompa. Oggi lo scenario è cambiato. Con il riallineamento delle accise e una differenza di prezzo in controtendenza tra i carburanti, i motori a benzina stanno vivendo una seconda giovinezza, tornando a essere una scelta concreta e spesso più razionale.

Non tutti, infatti, sono pronti o interessati a passare all’elettrificazione. E c’è una fetta importante di automobilisti che cerca ancora auto semplici, immediate nell’utilizzo e senza tecnologie complesse. In questo contesto, le vetture a benzina rappresentano la soluzione più pratica, economica e facilmente gestibile.

A contribuire al successo dei propulsori a benzina sono anche i marchi provenienti dall’oriente, che oltre a portare tante vetture a prezzi vantaggiosi, fanno largo utilizzo di propulsori semplici e meno estremi nel dowsizing.

Abbiamo quindi selezionato le auto a benzina più economiche del 2026, partendo da una delle regine incontrastate del mercato fino ad arrivare a modelli più completi, che pur restando sotto i 20.000 euro offrono tutto ciò di cui si ha bisogno.

Dacia Sandero

La Dacia Sandero è ormai da anni un punto fermo quando si parla di vetture d’ingresso semplici e complete. Non a caso è una delle vetture più vendute in Europa, sempre nella Top 3 anche in Italia, grazie a un mix difficile da replicare: prezzo vantaggioso, semplicità costruttiva e costi di gestione ridotti.

Il motore d’ingresso è il tre cilindri SCe da 65 CV, una soluzione ormai collaudata e più che sufficiente per l’utilizzo quotidiano. Certo non si tratta di un propulsore progettato per spiccare nelle riprese, ma in grado di garantire affidabilità e consumi contenuti.

A bordo si trova tutto ciò che serve, senza eccessi. L’abitacolo, specialmente nella versione d’ingresso, è semplice e funzionale, con una buona abitabilità per la categoria. Il prezzo di partenza, da 14.800 euro, la rende una bestseller per chi vuole spendere il minimo indispensabile.

EVO 3

Tra le proposte emergenti spicca la EVO 3, una compatta che punta tutto sul rapporto tra prezzo e contenuti. Monta un propulsore 1.5 da 113 CV, largamente utilizzato nelle vetture asiatiche importate in Europa, che offre una potenza superiore alla media della categoria, rendendola più versatile anche nei percorsi extraurbani.

Una citycar semplice e proprio per questo adatta alla vita di tutti i giorni, senza problemi nell’affrontare anche i viaggi lunghi con una certa disinvoltura. Il prezzo di partenza di 15.900 euro la posiziona in modo aggressivo sul mercato, soprattutto considerando una dotazione che spesso include elementi non scontati in questa fascia.

Seat Ibiza

La Seat Ibiza rappresenta una delle alternative più equilibrate nel segmento B. Non è la più economica in assoluto, ma offre una qualità percepita superiore e una guida più appagante. L’unica del Gruppo Volkswagen di questa classifica, vanta il motore 1.0 MPI da 80 CV, pensato per l’efficienza e la semplicità.

Si tratta di un’unità collaudata, affidabile e poco costosa da mantenere. Piattaforma condivisa e ben tarata, dotazione già ricca dalla versione d’ingresso e una solidità figlia di un progetto maturo. Con un prezzo di partenza di 16.000 euro, è una scelta intelligente per chi cerca qualcosa di più solido senza uscire dal budget.

Citroen C3

La Citroen C3 è una delle utilitarie più apprezzate per chi cerca soprattutto il comfort. Il suo approccio è diverso rispetto alle concorrenti: si tratta infatti di un SUV compatto orientato al benessere a bordo, in pieno rispetto della filosofia Citroen.

Il motore 1.2 turbo da 100 CV di nuova generazione offre un buon equilibrio tra prestazioni e consumi, rendendola adatta sia alla città che ai percorsi extraurbani. Il vero punto di forza resta però la comodità, grazie a sospensioni morbide e sedili pensati per ridurre l’affaticamento. A partire da 16.700 euro, è una delle opzioni più complete per chi sta tante ore in auto, sia in città che fuori.

Kia Picanto

Compatta fuori ma sorprendente dentro, la Kia Picanto è una vettura nata per la città. Il motore 1.0 da 68 CV è perfetto per l’ambiente urbano, dove agilità e facilità di guida fanno la differenza. Le dimensioni contenute la rendono ideale per muoversi nel traffico e parcheggiare senza stress. Nonostante il prezzo di partenza di 17.800 euro, offre una dotazione ricca e una qualità costruttiva superiore alla media delle citycar.

Le auto più economiche del 2026 sotto i 20.000 euro
Ufficio Stampa Kia
Kia Picanto è tra le migliori auto low cost del 2026

MG3

La MG3 è uno dei modelli più riusciti dell’offensiva cinese in Europa, che in questi ultimi anni si è imposta con successo anche nelle strade italiane. A bordo della MG3 ritroviamo il propulsore 1.5 da 115 CV, che punta sulla semplicità, ma non manca di offrire prestazioni brillanti e massima libertà di utilizzo. Ci pensa poi il prezzo di partenza di 16.990 euro a renderla estremamente competitiva.

EMC 4

Meno conosciuta rispetto alle altre concorrenti orientali, ma non per questo meno interessante,  la EMC 4 si inserisce nel segmento dei SUV compatti a basso costo. Il motore 1.5 questa volta con 103 CV garantisce una guida tranquilla e orientata ai consumi. Con un prezzo di partenza di 17.700 euro, offre una posizione di guida rialzata e uno spazio interno maggiore rispetto alle tradizionali utilitarie.

DR 3

La DR 3 è un altro successo commerciale recente, grazie a scelte intelligenti applicate in un segmento ricercato. Un B-SUV economico con un motore 1.5 da 115 CV, che offre una buona versatilità per l’uso quotidiano. Il design richiama quello dei SUV più moderni, mentre l’abitacolo è pensato per offrire il giusto spazio a fronte di dimensioni compatte. Infine il prezzo di partenza di 17.900 euro la rende una delle opzioni più accessibili per chi cerca un’auto rialzata senza spendere cifre elevate.

Fiat Grande Panda

Con la Grande Panda, Fiat ha deciso di reinterpretare la propria bestseller assoluta trasformandola in un SUV compatto moderno e tecnologico. Il cuore di questa vettura porta con se l’eredità del Gruppo Stellantis, attraverso il motore 1.2 turbo da 100 CV, che garantisce buone prestazioni e consumi contenuti.

La Grande Panda riesce a offrire una qualità percepita oltre a quanto ci ha abituato il brand italiano, con una dotazione tecnologica moderna per rispondere alle richieste del mercato. Con un prezzo di partenza di 17.900 euro, rappresenta una delle novità più interessanti del 2026.

Renault Clio

La Renault Clio appena aggiornata compie un notevole passo nel 2026. Design rinnovato, motore TCe da 115 CV e un abitacolo rivisto in termini di qualità e tecnologia. Si tratta di una vettura che, nonostante un prezzo d’attacco concorrenziale, sembra volersi orientare in una fascia più ricca. Con un prezzo di partenza di 18.900 euro, si posiziona invece nella parte alta della classifica delle più economiche, ma giustifica il costo con una dotazione completa e una qualità generale di livello.

MG ZS

Chiudiamo con la MG ZS, uno dei SUV di medie dimensioni più accessibili sul mercato. Anche qui ritroviamo il propulsore 1.5 litri da 115 CV, pensato per un utilizzo tranquillo, mentre lo spazio a bordo rappresenta uno dei suoi punti di forza. È infatti una delle poche di questa lista in grado di offrire un abitacolo ampio e un bagagliaio generoso. Con un prezzo di partenza di 18.990 euro, è una scelta concreta per famiglie o per chi cerca un’auto versatile senza spendere troppo.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 06:00:49 +0000
News n. 13
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 sono previsti diversi scioperi che interesseranno il settore dei trasporti in varie città italiane, con potenziali impatti sulla mobilità sia locale sia nazionale. In questo articolo, aggiorniamo il calendario dettagliato degli scioperi previsti, indicando le date, le città coinvolte, le fasce orarie e le categorie di servizio interessate, per fornire ai lettori tutte le informazioni utili a pianificare viaggi, lavoro e spostamenti.

Sciopero 10 aprile 2026

Italia: È previsto uno sciopero nazionale nel settore aereo che coinvolge il personale della società ENAV in tutte le città d’Italia, per 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 indetto dal sindacato UILT-UIL. Previsti ulteriori scioperi nazionali nello stesso orario per Techno Sky, ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano e a livello interregionale per ENAV Aeroporto di Napoli.
Nel trasporto pubblico locale, sciopero regionale di 4 ore dalle 20.01 alle 24.00 del personale Soc. Busitalia Sita Nord nelle regioni Veneto, Umbria e Campania.

Sciopero 11 aprile 2026

Italia: Doppio sciopero nazionale nel settore ferroviario, entrambi della durata di 24 ore, proclamati rispettivamente dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e da Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri, che coinvolgono il personale RFI negli impianti di manutenzione infrastrutture.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): sciopero di 4 ore (10.57-14.57) del personale IAS Autolinee.
Nella città di Napoli (Campania): sciopero locale di 4 ore (11.00-15.00) del personale EAV.
A Udine (Friuli-Venezia Giulia): sciopero urbano dalle 17.30 alle 21.29 e extraurbano 17.15-21.14 per il personale Arriva Udine.
Italia: sciopero nazionale di 4 ore all’inizio di ciascun turno del personale appalti ferroviari della società Elior Ristorazione.

Sciopero 14 aprile 2026

Nella città di Brescia (Lombardia): sciopero di 24 ore (00.00-23.59) del personale addetto a scarico/carico merci alla GDA Handling – Aeroporto di Brescia Montichiari.
Sicilia: sciopero regionale trasporto merci conto terzi (120 ore, dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile), personale autotrasporto c/terzi.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Milano (province: Milano, Pavia, Monza e Brianza, Lodi – Lombardia): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (8.45-12.45) personale Addabus.
Nella zona dello Stretto di Messina (Sicilia): sciopero marittimo di 8 ore (9.01-17.01) personale Blujet.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (13.00-17.00) personale Gest di Firenze.

Sciopero 20 aprile 2026

Italia: sciopero nazionale trasporto merci (144 ore): dalle 00.00 del 20 aprile alle 24.00 del 25 aprile. Coinvolge il personale FERMO NAZIONALE SERVIZI AUTOTRASPORTO MERCI e tutte le province.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio): sciopero trasporto pubblico locale di 24 ore, personale Cialone Tour di Frosinone.

Sciopero 23 aprile 2026

Calabria: sciopero ferroviario regionale di 8 ore (10.00-17.59), personale RFI – sala circolazione e orario di Reggio Calabria e unità circolazione Calabria.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia): sciopero trasporto pubblico locale di 8 ore secondo articolazioni: ATM e NET Trezzo 8.45-15.00, NET Monza 14.50-termine servizio 18.50, Funicolare Como-Brunate 8.30-16.30, personale Gruppo ATM di Milano.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (17.30-21.30) personale STP di Bari.
Nella città di Napoli (Campania): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (8.30-12.30) personale AIR Campania di Napoli.
Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): sciopero trasporto pubblico locale di 24 ore personale IAS Autolinee di Corigliano-Rossano.
Nella città di Firenze (Toscana): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (17.30-21.30) personale Autolinee Toscane bacino di Firenze.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 22 aprile 2026, offriamo una fotografia chiara e sintetica dei prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana: benzina, gasolio, GPL e metano. Di seguito trovi la tabella con i valori piu recenti comunicati all’Osservatorio del Mimit, con indicazione della modalita di erogazione, e un approfondimento che spiega, in modo semplice, come si forma il prezzo finale alla pompa tra componente industriale e fiscale, quali voci incidono di piu e quali leve possono determinare variazioni quotidiane.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento rilevato: 21-04-2026. I valori riportati sono espressi in euro.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.130
Benzina SELF 1.785
GPL SERVITO 0.900
Metano SERVITO 1.598

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina: il prezzo alla pompa risulta dalla somma di due grandi blocchi: la componente fiscale e quella industriale. Nel caso della benzina, la componente fiscale incide per il 58%, una quota superiore rispetto al prezzo industriale, pari al 42%. La parte industriale si scompone a sua volta in costo della materia prima e margine lordo della filiera: la prima incide per il 30% del prezzo finale ed e influenzata dalle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dal cambio euro/dollaro; il secondo rappresenta il 12% e costituisce la leva su cui operatori e gestori possono intervenire per adeguare i listini alla pompa in base ai costi operativi, alla concorrenza locale e alle strategie commerciali. La componente fiscale include accise e IVA, cioe imposte che non dipendono direttamente dai movimenti giornalieri del mercato ma che pesano in modo determinante sull’esborso del consumatore. Questo schema aiuta a interpretare le variazioni: se si muovono le quotazioni o il cambio, varia la quota legata alla materia prima; se i costi logistici o il contesto competitivo richiedono correzioni, l’aggiustamento emerge nel margine; le imposte, invece, restano perlopiu stabili finche non intervengono decisioni normative. Comprendere la scomposizione del prezzo consente quindi di leggere con maggiore consapevolezza gli aggiornamenti dei listini e di contestualizzarli rispetto ai fattori che li determinano.

Gasolio: anche per il gasolio il prezzo finale e il risultato dell’equilibrio fra componente fiscale e industriale, ma con pesi differenti. La componente fiscale e pari al 45%, mentre quella industriale arriva al 55%. All’interno della quota industriale, la materia prima pesa per il 45% del prezzo e risente direttamente delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dell’andamento del cambio euro/dollaro; il margine lordo vale il 10% del prezzo ed e la parte su cui l’operatore puo agire per modulare il listino alla pompa in funzione dei costi di approvvigionamento e distribuzione, della domanda locale, dei servizi offerti e della competizione tra punti vendita. Anche qui la componente fiscale, composta da accise e IVA, ha un impatto rilevante ma piu contenuto rispetto alla benzina. Nella pratica, variazioni delle quotazioni o del cambio tendono a riflettersi nella porzione di costo materia prima, mentre eventuali politiche commerciali, esigenze di sostenere la rete o dinamiche di traffico incidono soprattutto sul margine. Conoscere questa struttura aiuta a capire perche il gasolio possa mostrare dinamiche di prezzo specifiche rispetto alla benzina e a interpretare con piu precisione gli spostamenti quotidiani dei listini.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.753 per la benzina, 2.090 per il diesel, 0.808 per il gpl, 1.591 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.515

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.101
Benzina SELF 1.777
GPL SERVITO 0.765
Metano SERVITO 1.574

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.105
Benzina SELF 1.777
GPL SERVITO 0.855
Metano SERVITO 1.760

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.098
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.832
Metano SERVITO 1.640

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.778
Metano SERVITO 1.541

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.088
Benzina SELF 1.741
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.553

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.110
Benzina SELF 1.754
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.547

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.076
Benzina SELF 1.741
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.693

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.871
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.085
Benzina SELF 1.738
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.563

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.074
Benzina SELF 1.736
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.531

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.100
Benzina SELF 1.771
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.083
Benzina SELF 1.734
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.575

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.092
Benzina SELF 1.759
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.639

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.750
GPL SERVITO 0.858

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.765
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.088
Benzina SELF 1.744
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.603

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.754
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.592

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.085
Benzina SELF 1.751
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.554

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 1.763
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.737
GPL SERVITO 0.796
Metano SERVITO 1.516

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
Fiat Topolino e Gallo, primavera fiorita alla Milano Design Week 2026

Dalla partnership tra Gallo e Fiat Topolino sono nate tre diverse interpretazioni ispirate alla natura. Influenzata dai valori di design, creatività e sostenibilità, la citycar torinese diventa simbolo di vitalità nella Design Week 2026. Sono i colori sgargianti i veri protagonisti della kermesse meneghina e la Casa torinese si è saputa prendere la scena grazie alla collaborazione del marchio Gallo.

Le tre inedite livree della Topolino enfatizzano il linguaggio stilistico del brand che, dal 1927, realizza calze per uomo, donna e bambino di pregiata qualità. Le interpretazioni orientate alla natura rappresentano un fondale marino con la barriera corallina, un pesce palla che attraversa un mare color corallo e una composizione di fiori astratti. Tre modi differenti di tradurre l’ambiente che trasmettono una libertà creativa straordinaria.

Massima libertà espressiva

La Topolino Corallo nella versione Gallo a righe multicolor è disponibile nell’allestimento dedicato “Topolino edizione speciale Gallo Milano Design week 2026†curato e realizzato dal designer Massimo Biancone che ha personalizzato le versioni special della citycar elettrica. Le portiere e i dettagli esterni vantano un ritmo cromatico elettrizzante, mentre per la prima volta anche gli interni diventano protagonisti, con i sedili e il Dolcevita Box personalizzati con le righe Gallo.

I visitatori del Fuorisalone milanese, i clienti degli store Gallo e i potenziali acquirenti Fiat interessati potranno opzionare una Topolino Corallo e personalizzarla con i colori e le livree del marchio di calze.

Il prezzo promozionale della edizione speciale Gallo Milano Design Week 2026 a righe multicolor è di 11.590 euro. La versione personalizzata è limitata soltanto attraverso le concessionarie Fiat. Basterà inquadrare il QR code negli store Gallo o tramite i canali di comunicazione del brand del Gruppo Stellantis per accedere all’offerta.

FIAT Topolino Gallo
Ufficio Stampa Stellantis
Fiat Topolino e Gallo insieme al Fuorisalone 2026

Pennellate in movimento

Le vetture personalizzate sono sfilate lungo le strade di Milano centro, garantendo un’esperienza diretta della mobilità a zero emissioni. La Topolino è diventata l’emblema della mobilità sostenibile, potendo essere guidata dai 14 anni in su. Insieme alla Citroën Ami e alla Opel Rocks-e, realizzate sulla stessa piattaforma, la microcar torinese ha puntato a un nome molto in voga nella metà degli anni ‘30.

La lunghezza compatta di soli 2,53 metri consente una super manovrabilità nel traffico, diventando una compagna ideale nei rapidi spostamenti urbani. Sotto il cofano c’è una piccola batteria da 5,4 kWh che garantisce un’autonomia di 75 km e una velocità massima di 45 km/h. La Topolino si può caricare comodamente da una ricarica domestica e permette l’accesso gratuito alle Zone a Traffico Limitato (ZTL) e ai centri storici delle città. I fari anteriori e posteriori sono un omaggio alla Nuova 500 degli anni ’50, mentre la carrozzeria appare squadrata, elegante e ideale per le nostre giungle urbane.

L’abitacolo dell’utilitaria si presenta con sedili sfalsati e ampie superfici vetrate per garantire uno spazio luminoso e arioso. La nuova Topolino Corallo vanta un nuovo quadro strumenti digitale da 8,3†che introduce una grafica semplificata e intuitiva, offrendo una migliore visibilità.

La Topolino risulta piuttosto confortevole e facile da guidare, avendo un raggio di sterzata di 7,2 m. La vettura compatta dispone di cerchi da 14″ e mescole con specifiche 155/65 R14, e nelle versioni speciali Gallo aggiunge un mare di stile rispetto alle livree tradizionali.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 05:30:25 +0000
News n. 17
MotoGP, GP Spagna: pronostici e orari Sprint Race e gara, dove vederle in TV

Dopo una lunga pausa la classe regina approda in Europa per un round che si preannuncia già decisivo per la Ducati. La Casa di Borgo Panigale ha cominciato la stagione con la marcia sbagliata, assicurandosi solo le briciole lasciate dalle Aprilia.

Marco Bezzecchi ha conquistato i primi 3 Gran Premi dell’anno, riuscendo nell’impresa di vincere 5 sfide domenicali consecutive in top class, se consideriamo anche gli ultimi due appuntamenti del 2025.

Il pilota romagnolo dell’Aprilia si trova in uno stato di forma smagliante, avendo finalmente raggiunto la giusta maturazione in sella alla RS-GP26, ma ora viene la parte più difficile. In Europa la Ducati ha sempre impostato un ritmo indiavolato, con Pecco Bagnaia prima e Marc Marquez dopo. Lo spagnolo torna a casa nel weekend con un solo obiettivo nella testa: vincere Sprint Race e Gran Premio.

Duello a Jerez

La Casa emiliana non vive un digiuno così lungo di successi dal 2021. Complici le difficili condizioni fisiche di Marc Marquez e le scarse performance di Pecco Bagnaia, la Rossa sembra essere piombata in una crisi tecnica sorprendente.

Otto round senza una top 3 per il duo della Ducati: non accadeva qualcosa di simile dal periodo tra Aragon 2012 e Qatar 2014. Nel 2025 il team ufficiale italiano ha accolto Marc Marquez, che si è preso il suo settimo titolo nella classe regina senza particolari patemi. Il principale rivale della scorsa annata era stato Alex Marquez del team satellite Gresini Racing.

Il campione del mondo in carica e il fratello Alex, che nel 2025 a Jerez ha vinto il suo primo GP in top class, saranno sostenuti dal pubblico di casa. Il vice campione del mondo proverà a riscattarsi dopo un inizio da incubo, ma le principali attenzioni piomberanno su Marc.

Con ancora un rinnovo contrattuale da firmare, il numero 93 non può concedersi ulteriori passi falsi. Il distacco dal Bez in classifica è di 36 punti, nulla di irreparabile ma l’ex alfiere di punta deve invertire il trend negativo.

Jerez non riporta solo ricordi piacevoli al campione della MotoGP, dato che il tunnel degli infortuni alla spalla destra venne imboccato proprio sul tracciato iberico nel 2020. L’ultima vittoria è targata 2019 e nella passata stagione Marc chiuse al dodicesimo posto.

Riflettori puntati anche su Pedro Acosta sulla KTM. Il tracciato vanta due staccate spettacolari: la 1 dove si passa da quasi 280 km/h a 105 km/h e la 6, da 288 km/h a 87 km/h, caratterizzate da decelerazioni superiori a 1,6 g, tra le più complesse dell’intero campionato. L’ultima curva, intitolata a Jorge Lorenzo, è stata teatro di numerose battaglie tra Valentino Rossi e i suoi storici rivali. Sono previsti 25 giri.

Gli orari TV della GP di Spagna

Il Gran Premio verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 offrirà in differita l’evento domenicale. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni di Sky Sport:

Venerdì 24 aprile

  • FP1 Moto3: 9:00-9:35
  • FP1 Moto2: 9:50-10:30
  • FP1 MotoGP: 10:45-11:30
  • P Moto3: 13:15-13:50
  • P Moto2: 14:05-14:45
  • P MotoGP: 15:00-16:00

Sabato 25 aprile

  • FP2 Moto3: 8:40-9:10
  • FP2 Moto2: 9:25-9:55
  • FP2 MotoGP: 10:10-10:40
  • Qualifiche MotoGP: 10:50-11:30
  • Qualifiche Moto3: 12:45-13:25
  • Qualifiche Moto2: 13:40-14:20
  • Sprint MotoGP: 15:00 (diretta su TV8)

Domenica 26 aprile

  • Warm-Up MotoGP: 9:40-10:50
  • Gara Moto3: 11:00 (differita su TV8 alle 14:00)
  • Gara Moto2: 12:15 (differita su TV8 alle 15:20)
  • Gara MotoGP: 14:00 (differita su TV8 alle 17:00)
Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 05:30:13 +0000
News n. 18
Fiat 500 Topolino, la prima utilitaria che ha cambiato l’Italia

La prima utilitaria della storia, nonché la prima 500, ribattezzata Topolino per quell’estetica caratteristica, con il muso che ricorda proprio quello del celebre personaggio Disney.

Un’auto minuscola nelle dimensioni ma enorme nell’impatto culturale, capace di accompagnare l’Italia fuori da un’epoca difficile e di mettere, per la prima volta, milioni di persone su quattro ruote.

L’idea di motorizzare l’Italia

Per capire davvero cosa ha rappresentato la Fiat 500 Topolino bisogna tornare indietro nel tempo, in un’Italia ancora fortemente agricola, dove l’automobile è un lusso per pochi e il concetto stesso di mobilità privata è distante dalla quotidianità della maggior parte della popolazione.

Siamo alla fine degli anni Trenta e Fiat decide di affrontare una sfida ambiziosa: costruire una vettura economica, semplice e accessibile, capace di motorizzare il Paese. L’obiettivo è chiaro: creare una vettura che possa diventare uno strumento di lavoro, di libertà e di progresso.

La Topolino nasce tra due guerre, in un contesto economico e sociale complesso. Eppure, proprio per questo, riesce a incarnare meglio di qualsiasi altra auto il desiderio di riscatto e modernità di un’intera nazione.

Dal tutto avanti alla trazione posteriore

Il progetto iniziale della piccola 500 è tutt’altro che conservativo. L’ingegnere Antonio Fessia immagina una vettura con impostazione “tutt’avantiâ€, ovvero con motore e trazione anteriore. Una soluzione all’epoca rivoluzionaria. Tuttavia, durante i primi test emergono problemi tecnici che costringono a rivedere il progetto. A quel punto entra in scena una figura destinata a lasciare un segno profondo nella storia dell’automobile italiana: Dante Giacosa.

Sotto la sua guida, il progetto viene completamente ripensato. In nome dell’efficienza progettuale si torna a uno schema più tradizionale, con motore anteriore e trazione posteriore, ma senza rinunciare a soluzioni intelligenti per contenere costi e ingombri. Il risultato è una vettura pragmatica con quel tocco di modernità pronto a diventare uno dei punti di forza della Topolino.

Il motore che dà il nome al mito

Il cuore della Fiat 500 è un piccolo motore da 569 cc, una cilindrata che diventa parte integrante della sua identità. Si tratta di un quattro cilindri con valvole laterali, progettato per essere semplice, economico e affidabile. Insomma la ricetta perfetta del primo di una lunga di motori Fiat di successo.

La potenza è di appena 13 CV, numeri in quel momento più che sufficienti, in grado di spingere la vettura fino a circa 85 km/h. Il vero capolavoro, però, non sta nei numeri ma nella filosofia progettuale.

Progettato per ridurre al minimo i costi e la complessità, utilizza un sistema di raffreddamento con il principio del termosifone, eliminando la necessità di una pompa dell’acqua. Soluzioni d’avanguardia che rendono la Topolino una macchina semplice ma tutt’altro che banale.

Aerodinamica e stile da fumetto

A conquistare la massa poi ci pensa l’estetica, con la forma della Topolino che la rende immediatamente famosa. Il cofano basso e arrotondato, i fari sporgenti e la silhouette compatta creano un insieme armonioso che, nel frontale, richiama il volto del personaggio Disney.

Da qui nasce il soprannome Topolino, inizialmente informale ma destinato a diventare ufficiale nel linguaggio comune. Un caso raro in cui il pubblico battezza l’auto, trasformandola a voler di popolo in un’icona.

La presentazione ufficiale

Nel giugno del 1936 la prima Fiat 500 viene presentata ufficialmente al pubblico. La comunicazione la definisce “la piccola grande vettura del risparmio e del lavoroâ€, una frase che racchiude perfettamente la sua missione. Non è un’auto di lusso, né tanto meno un simbolo di status: è uno strumento concreto, pensato per migliorare la vita quotidiana e dare il moto all’Italia.

La carrozzeria è disponibile in versione berlina o trasformabile, con tetto in tela apribile. I dettagli sono essenziali, spartani, ma tutto ha una logica precisa: contenere i costi senza rinunciare alla funzionalità.

Non per tutti, ma per molti

Nonostante l’obiettivo di creare un’auto popolare, il prezzo iniziale di 8.900 lire la rende comunque non alla portata di tutte le famiglie. Si parla di circa venti mensilità di un operaio specializzato, una cifra importante. Eppure, il successo arriva comunque.

La Topolino non è economica nel senso più stretto, ma è accessibile rispetto al resto del mercato. E soprattutto, rappresenta un investimento che cambia la vita, coronato da un’estetica che conquista tutti. Prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la produzione raggiunge circa 20.000 unità all’anno, numeri tutt’altro che trascurabili.

Evoluzione tecnica e miglioramenti

Con il passare degli anni, la Fiat 500 viene aggiornata per rispondere alle nuove esigenze normative e tecniche. Arrivano le luci di posizione, le frecce, alcune modifiche al telaio e miglioramenti alla sospensione posteriore, che aumentano comfort e capacità di carico. Questi aggiornamenti non snaturano il progetto originale, ma lo affinano. La Topolino resta fedele a se stessa, evolvendo senza perdere la sua identità.

La seconda serie del dopoguerra

Dopo la guerra, l’Italia è un Paese da ricostruire. In questo contesto, la Topolino torna protagonista con la nuova versione 500 B, presentata nel 1948. Le modifiche principali riguardano la meccanica. Il motore viene aggiornato, aumenta la potenza e migliorano le prestazioni. La velocità massima sale a circa 95 km/h, rendendo l’auto più adatta anche a spostamenti più lunghi. Ma il vero valore della Topolino nel dopoguerra è simbolico. Rappresenta infatti un segno tangibile di ripartenza e l’Italia l’accoglie come tale.

La Fiat che ha rivoluzionato l’Italia
Ufficio Stampa Stellantis
Fiat 500 Topolino Giardiniera Belvedere: la versione ispirata alle station wagon americane

La Giardiniera Belvedere

Tra le varianti più interessanti spicca la 500 Giardiniera Belvedere, una versione familiare che con la seconda serie amplia ulteriormente le possibilità d’uso della vettura. La sua carrozzeria è ispirata alle station wagon americane con profilature in legno, aggiungendo altro fascino a un progetto vincente.

La Giardiniera introduce infatti un concetto nuovo: quello di auto versatile, capace di adattarsi sia alla vita familiare che al lavoro. È una Topolino diversa, più pratica e più spaziosa, ma sempre fedele allo spirito originale, nonché una delle prime 500 di maggior successo.

L’ultima evoluzione: la 500 C

Nel 1949 arriva la Fiat 500 C, l’ultima evoluzione della Topolino. Il design viene aggiornato con fari integrati nei parafanghi e una calandra più moderna, mentre l’abitacolo diventa più confortevole. Il motore continua a evolversi, anche se le prestazioni restano sostanzialmente simili. L’attenzione si sposta sempre più sul comfort e sulla praticità, con l’introduzione di soluzioni come il riscaldamento dell’abitacolo.

La produzione prosegue fino al 1955, quando la vettura che ha lanciato l’auto italiana lascia il posto a una nuova generazione di utilitarie.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 04:00:47 +0000
News n. 19
Che auto guida Shiva, un garage esagerato che vale una fortuna

Musica e motori: un binomio indissolubile che non può mai mancare in un rapper. Tra gli ospiti di Belve nella puntata di martedì 21 aprile, Shiva ha un conclamato debole per le auto di grande cilindrata, possibilmente vistose, come quelle che compongono il suo parco macchine, le due facce della potenza.

La sinfonia italiano del V10

Il fiore all’occhiello del cantante monta il motore in posizione centrale e dichiara radici italiane. Spinta da un motore 5.2 V10 aspirato, la Lamborghini Huracán Spyder rappresenta un “animale in via d’estinzione”, parte di una gamma articolata su più piani. Sul mercato dell’usato italiano, la Huracán Spyder oscilla oggi indicativamente tra i 230.000 e i 320.000 euro per gli esemplari più diffusi, con punte superiori per le EVO più recenti e meno chilometrate. Se la versione LP 610-4 si differenzia per la trazione integrale, la EVO eleva il livello tecnologico, sprigionando 640 CV e un’elettronica capace di coprire lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,1 secondi.

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Meno chirurgica, la variante RWD a trazione posteriore solletica le fantasie dei puristi, un altro modo di approcciarsi alla guida. Il pregio migliore rimane il sound meccanico che invade l’abitacolo in appena 17 secondi, il tempo richiesto dalla capote in tela per abbassarsi, così da godere di un allungo feroce, che solo un aspirato di questa cubatura sa regalare.

La “bestia” americana firmata Santana

Dall’altra parte del ring troviamo la Dodge Charger SRT, la massima espressione della muscle car trasformata in berlina, una risposta forte e combattiva ai raffinati modelli europei. Sul dritto la Charger SRT, tira fuori la mentalità da drag race e, nonostante le quattro ruote offrano una parvenza di civiltà, il proprio potenziale lo riserva alla pista, dove il carisma naturale incute sudditanza a chiunque le capiti a tiro.

La vettura di Shiva, tuttavia, non è un esemplare comune, bensì un progetto di personalizzazione estrema a firma RS Auto, che ne esaspera l’estetica “dark”. Caratterizzata da una finitura nero lucido supergloss, la Charger sfoggia un bodykit SRT completo, arricchito da una lama anteriore, minigonne allargate e una pitbar a sgancio rapido, accessorio puramente scenico e non idoneo all’uso stradale.

Amplificano l’impatto visivo cerchi forgiati dal pieno da 20†e un complesso sistema di illuminazione, dotato di barre LED dimmerabili e proiettori personalizzati con il logo “Santana” e la scritta “SMG”. All’interno, l’abitacolo è un tripudio di LED ambient e cielo stellato, dominato da un volante in carbonio con luci di cambiata e pelle traforata. Ogni dettaglio parla del brand del rapper, dai battitacchi “Eagles Business” fino al logo sul bocchettone del serbatoio, rendendo questo “frigorifero con il lanciafiamme” un pezzo unico al mondo.

Belve: sotto il cofano del rapper

Non pago di aver dominato le classifiche e le strade al volante delle sue auto, Shiva si appresta a cambiare registro e vivere un’esperienza più intima, e sotto certi versi rischiosa, come ospite di Belve. Nel programma cult di Rai Due, il rapper si confronta con lo stile irriverente e diretto di Francesca Fagnani.

Oltre a lui la puntata di martedì 21 aprile comprende Elettra Lamborghini e l’icona Brigitte Nielsen, la quale ha già scosso il pubblico nelle anticipazioni parlando del turbolento matrimonio con Sylvester Stallone. Messo alle strette dalle domande provocatorie e graffianti della giornalista, Shiva tirerà fuori la sua personalità più autentica, oltre l’immagine pubblica e i successi milionari.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 19:00:09 +0000
News n. 20
Genesis, via agli ordini della gamma in Italia: svelati i prezzi

Genesis, brand nato a Seul nel 2015, ha aperto gli ordini sul mercato italiano. Dopo il lancio in Germania, Regno Unito e Svizzera, il marchio coreano vuole farsi spazio nel Belpaese, puntando su vetture con un design distintivo in un segmento pieno di competitor di qualità.

I tre modelli Genesis pensati per affrontare con stile le nostre strade presentano powertrain full electric: i SUV GV60, Electrified GV70 e la berlina Electrified G80 sono disponibili in tre allestimenti – Pure, Premium e Luxury, con prezzi a partire da 56.400 euro. L’obiettivo della Casa asiatica è rompere gli schemi del lusso europeo con un approccio innovativo. Il cliente interessato viene trattato come un invitato d’onore, riprendendo la filosofia di “Son-nim” (ospite di riguardo), che verrà introdotto in un mondo premium diverso dal solito.

Lusso al giusto prezzo

Genesis ha previsto un listino di partenza di 56.400 euro per la GV60, di 69.900 euro per la Electrified GV70 e di 81.800 euro per la Electrified G80. Già inaugurato il primo showroom a Padova, presso Ferri Auto in Via Venezia 69/A, mentre il secondo aprirà nella Capitale entro la fine dell’estate, e altre aperture sono programmate nei mesi successivi. Charles Fuster, responsabile del brand Genesis in Italia, ha dichiarato:

“L’avvio dell’ordinabilità segna l’ingresso concreto di Genesis nel nostro Paese e conferma la volontà di costruire una presenza solida. Questi tre modelli interpretano in modo diverso la stessa idea di lusso contemporaneo, sempre riconoscibile nel linguaggio di design Athletic Elegance e in un’attenzione al dettaglio che privilegia equilibrio e comfort”.

Le vetture della gamma Genesis sono coperte dal programma 5-Year Care Plan, che comprende la garanzia di 5 anni (con chilometraggio illimitato), la manutenzione programmata gratuita nelle officine del marchio e assistenza stradale 24/7 in tutta Europa. Oltre agli aggiornamenti gratuiti per infotainment, navigatore e software di bordo.

Gamma auto Genesis
Ufficio Stampa Genesis
Genesis, via agli ordini in Italia

Proposte per tutti i gusti

Partiamo dalla Genesis GV60, commercializzata con un propulsore single e dual motor, con potenze da 229 a 490 CV e una batteria da 84 kWh (per un’autonomia fino a 561 km). Il SUV è proposto con cerchi da 19″ di serie, vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente, schermo OLED da 27″, ricarica wireless per gli smartphone, portellone elettrico e vernice pastello. Non mancano gli ADAS con una guida assistita di livello 2.

I prezzi della Genesis GV60 sono i seguenti:

  • GV60 Pure 229 CV: 56.400 euro
  • GV60 Premium 318 CV AWD: 66.300 euro
  • GV60 Luxury 490 CV AWD: 76.500 euro

La Genesis Electrified GV70 è venduta con powertrain dual motor da 490 CV e trazione integrale, associato a una batteria da 490 CV, per un’autonomia di 479 km nel ciclo Wltp. Di serie vi sono i cerchi da 19″, le barre sul tetto anodizzate, il portellone elettrico, vetri posteriori e lunotto riscaldabile, maniglie e griglia frontale cromate. Gli interni sono curati con sedili elettrici rivestiti in pelle, l’autenticazione tramite impronta digitale, la guida assistita di livello 2, il display OLED da 27″ e l’impianto audio da 8 altoparlanti.

I prezzi della Genesis Electrified GV70 sono i seguenti:

  • GV70 Pure 490 CV AWD: 69.900 euro
  • GV70 Premium 490 CV AWD: 73.900 euro
  • GV70 Luxury 490 CV AWD: 78.700 euro

La berlina Genesis Electrified G80 vanta due motori elettrici per una potenza complessiva di 370 CV, abbinati alla trazione integrale e a una batteria da 94,5 kWh, che assicura un’autonomia fino a 570 km (ciclo Wltp). L’allestimento Luxury, l’unico previsto, prevede cerchi da 19″, gruppi ottici anteriori a matrice di LED, modanature e maniglie cromate, sedili in pelle riscaldati e regolabili elettricamente con memorie, display da 27″, climatizzatore bizona, chiave digitale, botola passante per gli sci, sospensioni adattive, guida assistita di livello 2, pompa di calore e modalità one pedal. Prezzo? La GV80 Luxury 370 CV AWD costa 81.800 euro.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 14:08:18 +0000
News n. 21
Come risparmiare fino al 40% di carburante, i consigli dell’esperto

Con i prezzi del petrolio in costante altalena, milioni di italiani cominciano a considerare l’auto come un bene insostenibile, capace di incidere sul bilancio mensile quanto l’affitto o le bollette. Tuttavia, il risparmio non si ottiene solo cercando il prezzo inferiore alla pompa, bensì nasce da una combinazione di stile di guida e cura del veicolo. Piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane, suggerisce l’esperto di carVertical Matas Buzelis, possono dare benefici concreti.

Caro carburante: i trucchi per risparmiare

Il primo buon consiglio da porre in pratica riguarda la fluidità dei movimenti. Adottare uno stile aggressivo al volante, scandito da accelerate improvvise e frenate brusche, può aumentare i consumi fino al 40%. Trattare bene l’acceleratore permette al motore di “respirare” e riduce lo stress a carico delle altre componenti, dalle gomme alle sospensioni. Imparare a sfruttare il freno motore e le fasi di rilascio, invece di pestare sul freno all’ultimo secondo, trasforma l’inerzia del veicolo in una preziosa alleata del risparmio.

Spesso si sottovaluta l’importanza del comfort a bordo. Sebbene risulti indispensabile nelle giornate di caldo estremo, il climatizzatore mette a dura prova il compressore che può richiedere fino al 30% di carburante aggiuntivo. Servirsene con criterio, limitando l’uso solo allo stretto necessario, incide in positivo sulla tenuta del mezzo, allo stesso modo l’efficienza passa per la corretta pressione degli pneumatici. Un trucco spesso dimenticato è quello di rinfrescare l’abitacolo aprendo i finestrini prima di partire, per poi azionare il clima solo una volta in movimento, evitando che il sistema debba lavorare sotto sforzo massimo partendo da temperature torride.

Anche un impercettibile cambio degli pneumatici pesa sui consumi e sul portafoglio: una flessione dell’1% nella pressione taglia l’efficienza dello 0,3%, perché impone al motore di vincere una resistenza maggiore, bruciando più gocce di prezioso carburante. Se passi dal gommista una volta al mese tieni le spese sotto controllo e guidi tranquillo.

Il valore della manutenzione

A sua volta, gioca un ruolo decisivo la gestione del tempo e dello spazio. Fin troppo spesso gli automobilisti tendono a trasformare il bagagliaio in un deposito, ignari delle conseguenze: più lasci pesi superflui più all’auto serve energia per spostarsi. Inoltre, è preferibile pianificare in anticipo i percorsi, così da evitare gli ingorghi urbani e con essi i famigerati stop-and-go, rei di bruciare carburante senza produrre chilometri.

Nei lunghi tragitti autostradali, invece, il miglior alleato è il cruise control. Mantenere una velocità costante, priva delle micro-variazioni tipiche del piede umano, stabilizza i flussi di alimentazione e regala medie chilometriche sorprendenti. Accorpare diverse commissioni in un unico viaggio risparmia poi le continue partenze a motore freddo, condizione in cui il veicolo consuma parecchio.

Non è infine il caso di trascurare la salute meccanica del mezzo. Anziché una spesa, bisognerebbe leggere la manutenzione come un investimento. Anche se un piccolo intoppo a un sensore può sembrare poco rilevante, esso fa lievitare i costi del pieno in modo silenzioso. Lo stesso vale per l’usato: prima di comprare, meglio spulciare i dati storici del veicolo per scovare negligenze che potrebbero costare caro alla pompa. In fondo, la vera battaglia contro il caro carburante si vince con la prevenzione e un pizzico di furbizia.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 13:45:36 +0000
News n. 22
Assicurazione auto, sale il premio medio: rincari record a Roma e Milano

Il 2026 è iniziato all’insegna degli aumenti per gli automobilisti italiani. Per oltre mezzo milione di proprietari di un veicolo sono aumentate le spese. Chi è stato responsabile di un sinistro ha avuto un peggioramento della classe di merito e, di conseguenza, un rincaro automatico della polizza. Oramai basta anche solo un incidente con colpa a determinare una spesa maggiore. Il rincaro supera ampiamente il risparmio ottenuto negli anni precedenti.

Dal 1° gennaio 2026 l’imposta su alcune garanzie accessorie, come l’assistenza stradale e l’infortunio del conducente, è cresciuta al 12,5%. Un incremento che non riguarda la sola RC Auto obbligatoria, ma ha determinato delle conseguenze supplementari anche tra gli automobilisti. L’effetto è un aumento del costo complessivo della polizza negli anni, anche a parità di premio base. Con la piaga degli incidenti nel Belpaese, anche a causa dell’inflazione, la metà delle province registra premi medi inferiori a 404 euro.

Divari territoriali

L’aumento del carburante nel contesto generale di rincari mette davanti a nuove sfide gli italiani. Nel quarto trimestre dello scorso anno il premio più elevato si è registrato in Toscana, Lazio e Campania. Nel quarto trimestre del 2025 il prezzo medio della garanzia RC Auto si è attestato a 432 euro, in crescita su base annua del 3,5% in termini nominali e del 2,3% in termini reali.

L’Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha affermato che la crescita dei prezzi è pari quasi alla metà di quella osservata nel quarto trimestre 2024 (+6,6%) ed è più che dimezzata rispetto al 2023 (+7,8%). Le variazioni del premio medio su base annua a livello provinciale sono racchiuse tra 0% e +8,5%. Gli incrementi più importanti si registrano a Enna (+8,5%), Roma (+6,1%), Frosinone, Milano e Novara (+5,2%).

A Napoli il premio medio è superiore di 252 euro rispetto ad Aosta. Il differenziale è stabile rispetto al quarto trimestre del 2024, ma si è ridotto rispetto al 2012 del 50,4%. La diffusione della scatola nera rimane stazionaria, con un tasso di penetrazione pari al 17,7%. L’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni ha affermato che il 91,3% dei contratti determina l’applicazione di uno sconto. Lo sconto medio concesso dalle imprese è pari a 226 euro, corrispondente al 40% del premio di tariffa. La componente commerciale rappresenta il 68% dello sconto medio.

Tariffe RC Auto cresciute del 22,4%

Dal 2022 ad oggi il costo delle Rc Auto è aumentato del 22,4%, circa 79 euro in più per ogni automobilista. Con i 33,5 milioni di veicoli assicurati in Italia, il costo complessivo per gli automobilisti è di oltre 2,64 miliardi di euro in 3 anni. Numeri spaventosi, confermati dal Codacons, dopo le verifiche pubblicate dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass). A gennaio 2022, il costo medio si aggirava sui 350 euro, per l’esattezza 353 euro. Soltanto nell’ultimo trimestre del 2025, il prezzo lordo pagato alla compagnia per la copertura obbligatoria per legge è salito del 3,5% su base annua in termini nominali, per una media 432 euro a polizza.

Come sfuggire da questa morsa? Vi consigliamo di confrontare le varie offerte sul mercato, valutare con attenzione le garanzie necessarie, gli sconti e soprattutto di guidare in modo responsabile. Un piccolo errore al volante potreste pagarlo a caro prezzo negli anni futuri.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 13:06:24 +0000
News n. 23
Certificato COC auto: a cosa serve e come ottenerlo

Chi compra un’auto all’estero, chi deve reimmatricolare un veicolo in Italia e chi si trova a rincorrere un documento mancante: tutti questi soggetti trovano nel COC, il Certificato di Conformità, il documento di cui non possono fare a meno. Il COC serve a dimostrare che quel veicolo è stato costruito in conformità a un tipo omologato secondo la disciplina europea. In pratica è il documento base che collega il singolo veicolo al suo quadro di omologazione Ue. Il riferimento normativo è la direttiva quadro 2007/46/CE.

Questo certificato attesta che il veicolo rispetta tutte le normative europee in materia di sicurezza ed emissioni, consentendone la libera circolazione all’interno del mercato europeo senza necessità di altre omologazioni.

Che cos’è il COC e a cosa serve

Il COC auto è il certificato che il costruttore rilascia per accompagnare ogni veicolo costruito in conformità al tipo approvato. Il produttore deve emettere un certificato di conformità in formato cartaceo per ciascun veicolo completo, incompleto o completato conforme al tipo approvato e deve consegnarlo all’acquirente insieme al veicolo nuovo.

La normativa europea è stata introdotta con la direttiva 92/53/CEE del Consiglio europeo e prevede che il documento descriva le caratteristiche del mezzo e le sue prestazioni tecniche, tra cui la data di fabbricazione. I modelli standardizzati fissati a livello Ue mostrano che nel COC compaiono dati come categoria del veicolo, costruttore, VIN o numero di telaio, data di produzione, oltre a una lunga serie di dati tecnici su masse, configurazione, dimensioni, emissioni e combinazioni ruota-pneumatico.

Viene quindi usato come base tecnica nelle pratiche di immatricolazione. Il regolamento Ue prevede che dal 5 luglio 2026 i costruttori possano essere esentati dall’obbligo di rilasciare il certificato cartaceo insieme a ogni veicolo se mettono il COC a disposizione in formato elettronico strutturato. Dopodiché sempre dal 5 luglio 2026, gli Stati membri dovranno rendere accessibili i dati del certificato in formato elettronico attraverso il sistema comune di scambio.

Quando serve il Certificato di Conformità

Il caso tipico è l’importazione di un’auto da un altro Paese Ue o più precisamente la sua immatricolazione in un diverso Stato membro. Il Certificato di Conformità collega il veicolo a un’omologazione europea già riconosciuta. Se il COC non c’è, la normativa amministrativa italiana ammette una scheda tecnica integrativa del costruttore, una certificazione rilasciata da un ente estero autorizzato o da un’autorità pubblica estera oppure l’attestazione del codice OE rilasciata dal rappresentante italiano del costruttore.

In questo contesto, i veicoli nuovi di fabbrica, a prescindere dalla provenienza, devono essere accompagnati da un COC valido al momento della richiesta di immatricolazione in Italia. I veicoli già immatricolati in un altro Paese dell’Unione europea devono risultare conformi alle disposizioni tecniche armonizzate in vigore al momento della loro prima immatricolazione in quel Paese e non sono soggetti a preventiva visita e prova salvo i casi particolari indicati dalla disciplina applicabile.

Il COC può essere richiesto in contesti in cui è necessario dimostrare che un veicolo è conforme a normative tecniche e di sicurezza. Pensiamo ai casi di verifica da parte enti locali per motivi specifici, come l’ottenimento di particolari autorizzazioni o certificazioni.

Chi lo rilascia e come si ottiene

A emettere il Certificato di Conformità ci pensa il costruttore. Per il nuovo, come visto, il certificato va consegnato gratuitamente con l’auto. Se invece il documento è andato perso, il regolamento europeo prevede che il costruttore, su richiesta del proprietario, debba rilasciare un duplicato del certificato cartaceo per un periodo di 10 anni dalla data di fabbricazione del veicolo. Il pagamento richiesto non può superare il costo di emissione del duplicato. A ogni modo, il costo del COC può variare a seconda del produttore e del Paese in cui viene richiesto. In genere oscilla tra i 100 e i 300 euro, a seconda del modello del veicolo e della politica del produttore.

Sul piano pratico si contatta il costruttore o il suo rappresentante, si comunica il VIN (il Vehicle Identification Number ovvero un codice unico che identifica il veicolo e che si trova sul cruscotto del veicolo, sul lato del conducente, o nel libretto di circolazione), si allegano i documenti che dimostrano la disponibilità del veicolo e si chiede il rilascio del certificato o del duplicato. La normativa europea non impone un’unica modalità operativa uguale per tutte le case automobilistiche e di conseguenza il percorso cambia da marchio a marchio.

Gli altri documenti sono la copia della carta di circolazione o documento di acquisto per dimostrare la proprietà del veicolo; una copia del documento di identità del proprietario, come un passaporto o una carta d’identità; la compilazione del modulo di richiesta che può essere scaricato dal loro sito web o richiesto al servizio clienti. Una volta che la richiesta è stata elaborata, il COC viene inviato all’indirizzo fornito dal richiedente.

Tutte le auto possono avere un COC?

Non tutte le auto possono avere un COC. Il regolamento europeo lega il certificato ai veicoli fabbricati in conformità con il tipo approvato. Il COC vive dunque dentro il perimetro dell’omologazione. Se il veicolo non rientra in un tipo omologato Ue valido per quel contesto, il certificato non è la strada.

È il caso per esempio di alcune vetture destinate a mercati non europei, di veicoli molto vecchi, di modelli modificati oppure di mezzi per i quali bisogna passare da altre forme di certificazione o da procedure diverse, come l’omologazione individuale o la documentazione tecnica sostitutiva richiesta dall’autorità nazionale.

Il Certificato di Conformità europeo è, per definizione ministeriale, il documento richiesto ai fini dell’immatricolazione nei Paesi dell’Unione europea quando si è nel campo dell’omologazione globale Ue, dell’omologazione Ue in piccola serie o dell’omologazione nazionale. La mancanza del COC in fase di vendita potrebbe non solo impedire l’immatricolazione del veicolo, ma anche esporre il venditore a sanzioni o controversie legali. Di conseguenza, per i rivenditori, garantire che ogni auto venduta sia accompagnata dal COC è indispensabile per una vendita regolare e priva di problemi.

Ci sono anche agenzie specializzate che offrono servizi di assistenza per ottenere il COC. Gestiscono l’intero processo per conto del proprietario del veicolo, interfacciandosi con il produttore. Può essere un vantaggio per chi non ha tempo o preferisce delegare la procedura a un professionista.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 12:00:57 +0000
News n. 24
Parroco ripara le buche stradali, rischia la multa

Quando il legame di una comunità si sfilaccia tra crateri e asfalto sgretolato, ecco che l’azione di un uomo, un parroco in questa storia, può fare la differenza. A pochi chilometri di Caltanissetta, nel borgo di Santa Rita, Padre Carmelo Carvello non celebra la messa tra navate barocche, bensì in un capannone che durante la settimana ospita mezzi agricoli.

La sua “carità” assume una forma insolita, quella della manutenzione stradale, un impegno assunto per consentire al piccolo borgo, composto da una decina di abitanti e un manipolo di attività agricole resistenti, di mantenere un’identità propria.

Carità pastorale e civile

Stanchi di contare i danni ai loro mezzi, i fedeli hanno trovato in Padre Carmelo una figura di riferimento, un orecchio attento e, poco dopo, un paio di braccia pronte al lavoro.

“La motivazione del mio intervento è pastorale e civile, non di protesta. Tanti fedeli mi hanno segnalato la difficoltà di raggiungere il borgo, ma ci sono anche residenti che percorrono questa strada più volte al giorno per esigenze familiari e scolastiche”

Le condizioni del manto stradale, infatti, avevano smesso di essere un semplice fastidio per diventare un salasso economico. E in una zona dove l’agricoltura ricopre un ruolo centrale nell’economia, non avere a disposizione le auto può determinare l’isolamento.

“Una famiglia ha sostenuto una spesa di mille euro per danni all’auto causati dalle buche. In molti hanno bucato gli pneumatici e anche le attività della zona registrano meno clienti. Quando fare la carità diventa un rischio, è il momento della carità”

Cosa dice la legge italiana

Padre Carmelo ha presente i limiti posti dalla legge italiana: spesso rigide di fronte all’iniziativa privata su suolo pubblico, le istituzioni potrebbero avere qualche critica da muovere sull’intervento “fai-da-te”. In assenza di autorizzazione, riparare una strada comunale espone alla possibilità di multe salate, ciononostante il parroco persevera, determinato a mettere in sicurezza la sua gente.

“So che potrei incorrere in una multa, ma voglio essere vicino alla mia comunità. Ho iniziato e andrò avanti poco alla volta”

Da facile previsione, il caso ha sollevato un polverone mediatico, al punto da condurre il Comune di Caltanissetta a esprimersi in merito. L’assessore ai Lavori pubblici, Calogero Adornetto, prepara un incontro con il sacerdote e un sopralluogo tecnico, ammettendo che i rattoppi d’emergenza effettuati dalle squadre comunali non possono bastare di fronte a una situazione così compromessa.

“Nei giorni scorsi una squadra di manutenzione comunale è già intervenuta per affrontare le criticità più urgenti. L’estensione e la gravità delle condizioni della strada richiedono tuttavia un intervento più ampio e strutturato”

Per una maggiore libertà e restituire dignità a Santa Rita, i residenti sperano che vada in porto il progetto di finanziamento da 3 milioni di euro dedicato alla viabilità, di cui la metà destinati nello specifico alle vie d’accesso del borgo. Mentre la burocrazia segue i suoi ritmi naturali, tutta la comunità attende fiduciosa degli aggiornamenti, consapevole che i tempi sono forse ora maturi affinché la situazione cambi, in meglio, grazie alla caparbietà e a un pizzico di sana incoscienza di un solo uomo.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 11:13:17 +0000
News n. 25
La Porsche di Messi finisce all’asta, il prezzo è più basso del previsto

Anche se l’Europa l’ha lasciata da anni e il capolinea sembra ormai vicino, Lionel Messi fa sempre notizia, ma i successi sportivi non garantiscono sempre valutazioni astronomiche alle sue “vecchie” auto. Attualmente protagonista su SBX Cars, la Porsche Cayenne GTS Coupé del 2021 un tempo appartenuta alla Pulce (come lo hanno sempre affettuosamente chiamato i fan di tutto il mondo) non dovrebbe passare di mano a cifre milionarie, frenata dalle dinamiche attuali nel mercato dell’usato premium.

Le offerte restano al palo

Il bolide della Cavallina non è rimasto a prendere polvere in un garage climatizzato. Con i suoi 22.809 km percorsi tra le strade della Spagna e le autostrade tedesche, è stato a tutti gli effetti la compagna di viaggio quotidiana di Messi, prima del suo trasferimento negli Stati Uniti.

Mossa da un otto cilindri biturbo da 4.0 litri, scarica a terra 460 CV e 620 Nm di coppia che, a dispetto della massa imponente, permettono di arrivare ai 270 km/h. Un po’ come il calciatore, evita troppi clamori, preferendo lasciar parlare i fatti. La configurazione scelta da Leo abbraccia il “potere oscuro della forza”: tanto fuori quanto dentro prevale l’eleganza del nero opaco totale, impreziosito dai cerchi RS Spyder da 21 pollici.

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Sul versante tecnico, il setup originario sfiora i 150.000 euro. E gli optional? La lista è quella delle grandi occasioni, tra le sospensioni pneumatiche, il pacchetto Sport Chrono e l’impianto audio Bose. Certificate da una perizia meticolosa, le condizioni della Porsche sono definite “quasi perfette”, tuttavia, a una settimana dalla chiusura dell’asta, le offerte faticano a prendere il volo.

Al momento la proposta più alta ammonta a 100.000 euro, in linea con le attuali condizioni di mercato per un Cayenne di pari condizioni e chilometraggio. Il valore aggiunto del mito, stavolta, sembra essersi smarrito tra le pieghe dei sedili in Alcantara.

L’eredità di un solido affare

Fino a questo punto il nome di Messi non ha gonfiato il prezzo, risultato di una logica economica e dei freddi numeri. Nel 2026, il settore dei SUV premium nel Vecchio Continente sta affrontando una fase di riflessione. La crescita fissata dai dati ACEA al 2% lascia intuire il pragmatismo diffuso, persino tra i milionari, consci di dover valutare a fondo il valore meccanico e la manutenzione, invece di lasciarsi prendere alla gola.

Con un ingaggio da 54 milioni all’anno a Miami e un patrimonio vicino agli 800 milioni, il “Diez” non si faceva scrupoli a spremere la Porsche, utilizzata alla stregua di un “muletto di lusso”, funzionale negli spostamenti quotidiani in solitaria o con la famiglia al completo.

Il nuovo proprietario della vettura metterà a segno un affare solido, aggiudicandosi una delle migliori interpretazioni della GTS a un prezzo di mercato onesto. Resta però una lezione per gli investitori: a volte, nemmeno il giocatore più forte di sempre riesce a dribblare le regole ferree della svalutazione automobilistica. Il Cayenne in vendita promette di fare le gioie di un collezionista concreto, in grado di apprezzare la potenza e la solidità del V8, con una consapevolezza: su quello stesso sedile, un tempo, si decidevano i destini del calcio mondiale.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 09:30:46 +0000


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