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News passione motori

News n. 1
Pedaggi autostradali, da oggi i rimborsi: come ottenerli

Dal 1° giugno scatta la nuova normativa ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) che riconosce agli utenti il diritto al rimborso dei pedaggi autostradali in caso di code causate da cantieri. D’ora in poi, il ritardo accumulato avrà un peso specifico: il rimborso scatterà in modo proporzionale, incrociando la lunghezza del tragitto con i minuti trascorsi effettivamente in coda.

Come avverrà il rimborso

Il rimborso, però, non arriverà in automatico, bensì sarà il viaggiatore, dopo aver subito il disservizio, a dover attivare la procedura di richiesta, fornendo prove certe del proprio passaggio. È una piccola scocciatura burocratica forse destinata a far desistere i più pigri, ma che rappresenta un passo avanti epocale verso una maggiore responsabilità dei gestori delle tratte. Non va dimenticato, infatti, che il pedaggio è un contratto di servizio: se il tempo di percorrenza previsto viene stravolto da una gestione inefficiente dei lavori, l’utente vede riconosciuto il diritto a una compensazione economica.

Non tutto avverrà subito. Qualora il vostro viaggio preveda il passaggio su autostrade appartenenti a società diverse dovrete attendere il 1° dicembre 2026, data dell’estensione definitiva della norma ai percorsi misti. Allo stato attuale, infatti, il diritto al rimborso legato ai ritardi causati dai cantieri rimane limitato unicamente alle tratte singole. Il diritto all’indennizzo dipende poi dai chilometri: scatta subito per i tragitti sotto i 30 km, mentre per quelli più lunghi bisogna superare una soglia di ritardo di 10 o 15 minuti.

Dal 50% restituito sui blocchi tra l’ora e le due ore, la percentuale aumenta in misura proporzionale alla durata del fermo. Se il blocco perdura tra le due e le tre ore, la quota sale al 75%, fino ad arrivare al rimborso integrale se, sfortunatamente, restate fermi per più di 180 minuti e – clausola di salvaguardia da tenere a mente – il rimborso viene erogato purché la somma complessiva superi l’euro.

Quando il rimborso non è dovuto

Attenzione però a non cantar vittoria troppo presto. L’Autorità ha previsto delle zone d’ombra in cui il rimborso non è dovuto. Se la coda è causata da un incidente, da una nevicata improvvisa o da un evento meteo estremo, il concessionario è esentato. Lo stesso vale relativamente ai cantieri mobili – almeno fino a questo punto – o quelle tratte dove sono già applicate riduzioni tariffarie generalizzate.

Gli utenti che intendono presentare domanda di rimborso dovranno inoltrare allegare scontrini o fatture del telepedaggio tramite i canali messi a disposizione dai concessionari, che vanno dal portale web allo sportello fisico. Al momento della domanda, oltre ai dati personali, andranno indicati i caselli di entrata e uscita e l’IBAN per l’accredito e a quel punto entra in vigore un nuovo diritto per l’automobilista, che trasforma il tempo perso in coda in un indennizzo richiedibile.

Supponiamo di subire novanta minuti di coda: grazie alla nuova norma, sarà possibile richiedere metà del rimborso del pedaggio. Una volta caricata la prova del transito sul portale del gestore, l’utente acquisisce il diritto al recupero del credito e ha, dunque, fine la situazione in cui pagava il prezzo pieno, anche di fronte a un servizio chiaramente insufficiente.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 17:26:12 +0000
News n. 2
Il mercato auto italiano non si ferma, immatricolazioni in crescita anche a maggio 2026

Il mercato auto italiano chiude un altro mese in positivo: nel corso di maggio 2026, infatti, le immatricolazioni di nuove autovetture sono cresciute con un ritmo significativo. Il risultato in questione si riflette sull’andamento del mercato nel corso del 2026. Dopo i primi cinque mesi dell’anno, il settore delle quattro ruote si conferma in netta crescita. Andiamo ad analizzare i dati sulle immatricolazioni appena pubblicati da UNRAE.

Un mese positivo

Il mese di maggio 2026 è stato molto positivo. Il settore delle quattro ruote, infatti, ha raccolto un totale di 151 mila unità vendute nel corso del quinto mese dell’anno, con un miglioramento dell’8,1% rispetto a maggio dello scorso anno. In termini assoluti, le vendite sono cresciute di circa 11 mila unità.

Il risultato in questione si riflette sui dati del cumulato annuo. Tra gennaio e maggio, le immatricolazioni in Italia sono state pari a 797 mila unità, con un miglioramento del 9,5% su base annua. Complessivamente, le immatricolazioni sono aumentate di quasi 70 mila unità. Salvo improbabili crolli, quindi, il primo semestre del 2026 sarà positivo per il settore.

Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, ha commentato così i risultati del settore:

“Il mercato delle autovetture conferma un trend espansivo nei volumi mensili, ma l’andamento complessivo resta facilmente influenzabile dall’incertezza del contesto, locale e globale, nel quale ci troviamo. Siamo di fronte a una fase di recupero che, per consolidarsi davvero, necessita di essere supportata da politiche industriali di ampio respiro e da un quadro normativo certo, capace di restituire piena fiducia a famiglie e imprese nelle loro intenzioni di acquisto o investimento.â€

Ricordiamo che anche il mercato europeo sta vivendo un periodo molto positivo,  come confermano gli ultimi dati di vendita. Per i risultati di maggio per il settore europeo sarà necessario attendere qualche settimana.

Crescono ibride e elettriche

Anche a maggio, il contributo alla crescita di auto elettriche e auto ibride plug-in è significativo. I dati del mese sono i seguenti:

  • Elettriche: 13 mila unità immatricolate con un incremento dell’86,2%
  • Ibride plug-in: 15 mila unità immatricolate con un incremento del 71%

Considerando il cumulato annuo, le elettriche registrano una crescita del 75,4%, con una quota di mercato complessiva pari all’8,1%, mentre le ibride plug-in sono in crescita del 91,2%, con un market share che ora risulta essere pari a 8,7%. Per sapere quali sono le elettriche più vendute nel nostro Paese potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulla classifica dei modelli più venduti nel corso del 2026.

Stellantis cresce più del mercato

Il Gruppo Stellantis si conferma leader del mercato italiano, con un totale di oltre 43 mila unità vendute a maggio e una crescita del 10,05% su base annua. Nel cumulato annuo, invece, il Gruppo ha toccato quota 249 mila unità vendute con un incremento del 14,25% rispetto ai dati dello scorso anno. La quota di mercato nel corso del 2026 per il gruppo è di 31,6%. A guidare la crescita di Stellantis in Italia è il marchio Fiat, in crescita del 29,71% nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, per un totale di oltre 92 mila unità vendute. Ricordiamo che Stellantis sta dominando anche nel segmento dei veicoli commerciali.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 17:15:59 +0000
News n. 3
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico in Italia il 1 giugno 2026 presenta diversi punti critici con code e rallentamenti causati principalmente da incidenti e traffico intenso in più tratte autostradali. Due degli eventi più significativi del giorno includono una coda di 5 km tra Genova Nervi e il Bivio A12/A7 a causa di un incidente, e una lunga tratta con code a tratti tra Cesena Nord e Castel San Pietro sulla A14 per traffico intenso. Questi episodi rappresentano solo una parte delle condizioni attuali, che variano da pioggia che interessa alcune tratte a code e rallentamenti dovuti a veicoli in avaria o ripristini dopo incidenti.

A1 MILANO-NAPOLI



16:57 – Traffico rallentato tra Valdarno e Arezzo
Causa: Veicolo fermo o avaria
Direzione Napoli
Traffico rallentato sulla tratta chilometrica dal 346.0 al 342.0 per una lunghezza totale di 4 km.



16:54 – Pioggia tra Chiusi e Fabro
Condizioni meteo avverse con pioggia sulla tratta chilometrica dal 427.8 al 417.6 per una estensione di 10.2 km.
In entrambe le direzioni

A12 GENOVA-ROMA



18:02 – Coda di 5 km tra Genova Nervi e Bivio A12/A7 Milano-Genova
Causa: Incidente
Direzione Genova
Coda per 5 km su una tratta totale di 10.1 km dal chilometro 1.4 al 11.5.

A14 BOLOGNA-TARANTO



17:48 – Code a tratti tra Cesena Nord e Castel San Pietro
Causa: Traffico Intenso
Direzione Bologna
La tratta interessata si estende per 55.4 km dal chilometro 38.2 al 93.6.



16:29 – Coda tra Ravenna e Bivio Diramazione Ravenna/A14 BO-TA
Causa: Traffico Intenso
Direzione autostrada Bologna-Taranto
Coda di 2 km sulla tratta chilometrica dal 0.0 al 2.0.

A16 NAPOLI-CANOSA



16:27 – Area di servizio Irpinia sud
Servizi di ristorazione chiusi
Direzione Canosa



16:27 – Area di servizio Irpinia sud
Servizi igienici bar non disponibili
Direzione Canosa

A22 BRENNERO-MODENA



16:51 – Coda di 4 km tra Vipiteno e Confine di Stato
Causa: Traffico Intenso
Direzione Brennero
La coda interessa una tratta di 15.9 km dal chilometro 0.0 al 15.9.

A24 ROMA-TERAMO



16:59 – Pioggia tra Carsoli-Oricola e San Gabriele-Colledara
Condizioni avverse per pioggia sulla tratta che si estende per 85.682 km dal chilometro 136.315 al 50.633.
In entrambe le direzioni

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



17:15 – Coda di 3 km tra Bivio A26/SS 34 del Lago Maggiore e Baveno
Causa: Ripristino incidente
Direzione Genova Voltri
La coda interessa una tratta di 4.4 km tra i chilometri 189.9 e 194.3.



16:49 – Code a tratti tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Ovada
Causa: Traffico Intenso
Direzione Gravellona Toce
La tratta interessata si estende per 29.9 km.

A27 VENEZIA – BELLUNO



16:39 – Pioggia tra Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre e Treviso Nord
Condizioni meteo avverse con pioggia su una tratta di 22.6 km.
In entrambe le direzioni

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



18:06 – Scorta veicoli tra Italia 90 e Agnano
Causa: Coda per safety car
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
Situazione localizzata al chilometro 8.1.

A8 MILANO-VARESE



17:37 – Code a tratti tra Castelletto Ticino e Besnate
Causa: Traffico Intenso
Direzione Autostrada Milano-Varese
La tratta interessata si estende per 9.4 km dal chilometro 4.0 al 13.4.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 16:08:00 +0000
News n. 4
Incidente Ferrari alla gara di auto d’epoca, tragedia sfiorata

Per qualche secondo lo spettacolo della rievocazione storica è degradato nel panico. Durante la ventiduesima edizione del Bergamo Historic Gran Prix, andata in scena domenica 31 maggio lungo il Circuito delle Mura in Città Alta, una Ferrari GTS Turbo degli anni Ottanta è uscita di strada nella zona della Fara, finendo contro un albero a bordo carreggiata. A bordo dell’auto viaggiavano padre e figlio, soccorsi subito dall’ambulanza dell’organizzazione, che ha fortunatamente escluso la necessità di cure mediche.

Il fuori pista

Poco prima del Parking Fara, lungo il tratto che segue la discesa della Boccola in direzione Sant’Agostino, la Ferrari ha perso il controllo in una semicurva ed è andata a sbattere contro il muro, riportando dei seri danni. Secondo le prime ipotesi emerse, la presenza di olio sull’asfalto potrebbe aver contribuito in modo decisivo all’incidente, oltre alla pericolosità del percorso, tra i più temuti dai partecipanti. Anche se alcuni spettatori si trovavano nelle vicinanze al momento dell’incidente, non era presente una folla numerosa come nelle zone più frequentate della manifestazione, tra viale delle Mura e Colle Aperto.

A rendere la scena dell’incidente ancora più dolorosa da guardare è la rarità della protagonista:la GTS Turbo occupa un posto speciale nella storia delle Ferrari, legata a un periodo, gli anni Ottanta, in cui la Casa di Maranello sperimentava soluzioni tecniche audaci, spinta pure dalle penalizzazioni fiscali sulle cilindrate superiori ai due litri. Motore V8, sovralimentazione e linee derivate dalla famiglia 308 e 328 caratterizzano un bolide meno appariscente rispetto ad altre icone del marchio, ma proprio per questo ricercato dagli appassionati. Gli esemplari in buone condizioni possono muoversi oggi su cifre importanti, fino a raggiungere o superare la soglia dei 90.000 o dei 100.000 euro a seconda di storia, stato e documentazione.

La vettura, rimossa con un carro attrezzi, è stata portata in rimessa per le riparazioni. A ogni modo, l’assenza di feriti, tanto tra i partecipanti quanto tra il pubblico, può già ritenersi un piccolo successo: su un circuito cittadino sono vietate le distrazioni, e anche nelle manifestazioni non competitive il margine di errore rimane sempre pericolosamente sottile.

Il comunicato degli organizzatori

Gli organizzatori, interpellati sull’accaduto, hanno annunciato un intervento immediato sul tracciato:

“Tenuto conto dell’incidente, si aggiungerà una chicane per rallentare ulteriormente i mezzi”

La decisione punta ad abbassare ancora la velocità in un punto evidentemente sensibile del percorso. Nella stessa nota, il comitato promotore ha voluto ricordare anche la natura dell’evento:

“Già nel briefing prima della partenza abbiamo sottolineato che la manifestazione non è una corsa ma uno show e per garantire la massima sicurezza avevamo predisposto più di 50 uomini e sbandieratori lungo tutto il percorso. Nessuno è rimasto ferito e anche i danni alla vettura verranno riparati, riportandola agli antichi splendori”

La giornata è giunta al suo termine senza conseguenze fisiche. Tuttavia, l’immagine della Ferrari contro l’albero, in una domenica nata per celebrare la storia, non verrà archiviata tanto in fretta dai presenti. La risposta degli organizzatori è stata immediata, con l’inserimento di una chicane supplementare: meglio correggere il tiro prima che la fortuna possa voltare le spalle.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 14:11:04 +0000
News n. 5
Sinner in Vespa per le strade di Montecarlo: così prepara il ritorno

Jannik Sinner su una Vespa rossa per le strade di Montecarlo. Pochi secondi di video, niente di costruito, nessuna posa da fenomeno globale. Eppure il filmato è bastato per accendere i social, soprattutto adesso che il numero uno del tennis mondiale è uscito dal Roland Garros nel modo più inatteso, piegato da un malore durante il match contro Juan Manuel Cerundolo.

Sulle strade del Principato

La scena condivisa sui social non ha bisogno di troppe spiegazioni: ritrae il campione di San Candido mentre attraversa il Principato su una Vespa Primavera rossa, mezzo italiano per eccellenza, lontano anni luce dall’estetica delle supercar che di solito popolano le strade di Monaco. Al suo fianco, nel video circolato nelle scorse settimane, c’era anche Laila Hasanovic, un quadretto normale, quasi domestico, e proprio per questo capace di colpire i fan dato l’altissimo tenore di vita condotto a Monaco, dove la parata di yacht e hypercar è all’ordine del giorno. L’uscita di Sinner su una Vespa rossa fa metaforicamente a pugni con le regole tacito del posto.

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Il filmato non nasce dopo la sconfitta di Parigi: segue quello rilanciato ad aprile, quando Sinner era stato ripreso per le strade di Monaco insieme alla fidanzata. Oggi torna a circolare perché il contesto è cambiato, seguendo il crollo fisico al Rolland Garros, tanto improvviso quanto amaro da assistere. Non offre una diagnosi né fornisce dei dettagli sulle condizioni attuali dell’atleta, ma aiuta a tracciare il profilo psicologico e umano di un giocatore straordinario, che pare aver tenuto l’umiltà degli esordi, nonostante il ricchissimo conto in banca e i bolidi nascosti in garage, compresa una Ferrari.

La fragilità dell’uomo dietro il numero uno

Sembrava che nulla potesse separare Jannik dalla vittoria contro Cerundolo. Avanti due set a zero, tutti lo davano ormai avviato verso il turno successivo, poi, nel terzo parziale, la difficoltà a restare dentro lo scambio ha indirizzato la gara a favore dell’argentino, che ha rimontato e chiuso la pratica in cinque set, aiutato dalle condizioni precarie dell’avversario. A suscitare la preoccupazione, più che il risultato, è il modo in cui è arrivato, e ora l’attenzione si sposta sugli esami. Sinner si sottoporrà al J Medical di Torino a controlli mirati, volti a stabilire l’origine del malessere avvertito in campo. La cura, se così si può chiamare, è intanto un po’ di riposo, in attesa di scoprire l’esito degli accertamenti. Il calendario del tennis corre, ma davanti a un crollo del genere le priorità mutano.

In sella alla Vespa rossa il dominatore del circuito ATP mette da parte l’aura glaciale, lasciando emergere la sua natura più semplice. Secondo le immagini circolate, il modello è una Primavera rossa fiammante dalla cilindrata non meglio definita: la gamma attuale comprende versioni da 50, 125 e 150 cc a prezzi lontani dai giocattoli di lusso del Principato, di poco superiori ai 4.000 euro per la versione d’accesso e oltre 5.000 euro per le cilindrate superiori. Anche qui sta parte del fascino della scena: un campione che potrebbe scegliere qualsiasi mezzo viene associato a qualcosa di popolare, italiano, immediatamente riconoscibile.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 13:16:23 +0000
News n. 6
Bollo auto in scadenza: le date da non dimenticare

Il bollo auto resta una delle tasse meno amate dagli automobilisti italiani, non tanto per la sua complessità tecnica quanto per la sua natura: si paga anche se il veicolo rimane fermo in garage, perché il presupposto è il possesso e non l’utilizzo della macchina. Ogni anno milioni di proprietari, locatari o utilizzatori devono fare i conti con una scadenza che non coincide per tutti nello stesso giorno in quanto cambia in base alla data di immatricolazione, alla potenza del mezzo, alla tipologia del veicolo e alla Regione di residenza.

La tassa sul possesso, non sull’uso del veicolo

Come premesso, il bollo auto è una tassa automobilistica regionale o provinciale dovuta per il possesso del veicolo. A rilevare è l’intestazione del mezzo e, salvo esenzioni previste per determinate categorie di persone o veicoli, il pagamento va effettuato periodicamente alla Regione o alla Provincia autonoma competente. A differenza della Rc auto che decorre dalla data di stipula della polizza, la tassa automobilistica segue logiche amministrative legate all’immatricolazione e al periodo tributario.

Quando si acquista un’auto nuova di fabbrica in un concessionario, il primo bollo va quindi pagato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione del veicolo. Se però l’immatricolazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, il pagamento può slittare alla fine del mese successivo senza l’applicazione di sanzioni o interessi.

Per fare un esempio pratica, se una vettura viene immatricolata il 12 marzo, il primo bollo va pagato entro il 31 marzo. Se l’immatricolazione cade il 25 marzo, il proprietario può effettuare il versamento entro il 30 aprile. La data da controllare è quella di immatricolazione riportata sulla carta di circolazione, sul Documento Unico di circolazione e proprietà o sul foglio di via.

Le eccezioni regionali: Lombardia, Piemonte, Trento e Bolzano

La disciplina del bollo auto ha una base comune, ma non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Le Regioni e le Province autonome possono introdurre proprie regole operative nel solco della autonomia amministrativa.

In Lombardia, per i veicoli di nuova immatricolazione dal primo gennaio 2004, il primo pagamento va effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Per gli anni successivi, sempre per questa categoria di veicoli, il termine di pagamento è fissato all’ultimo giorno del mese in cui il veicolo è stato immatricolato. In pratica, se l’auto è stata immatricolata a ottobre, il periodo di validità seguirà la periodicità ottobre-settembre e il rinnovo dovrà essere pagato entro la fine di ottobre.

In Piemonte, il primo bollo va versato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Il mese di immatricolazione va pagato per intero anche quando la vettura viene immatricolata l’ultimo giorno utile. Per i bolli successivi, la Regione applica il criterio del pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza.

Anche le Province autonome di Trento e Bolzano prevedono discipline che consentono il pagamento nel mese successivo rispetto a quello di immatricolazione senza applicazione di interessi e sanzioni.

La regola del mese successivo per le auto in circolazione

Per le auto già in circolazione, il rinnovo del bollo deve essere pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del bollo precedente. Se il bollo scade a dicembre, il pagamento va effettuato a gennaio; se la scadenza cade ad aprile, il versamento deve essere fatto a maggio; se il periodo termina ad agosto, il proprietario dovrà pagare entro settembre.

Si tratta di uno schema che resta però legato al calendario: quando l’ultimo giorno utile coincide con un sabato, una domenica o un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno feriale successivo. Nel 2026, ad esempio, il pagamento dei veicoli con bollo scaduto a dicembre 2025 è slittato al 2 febbraio, perché il 31 gennaio cadeva di sabato. Lo stesso meccanismo si applica ogni volta che la scadenza naturale non coincide con una giornata lavorativa.

L’acquisto di un’auto usata introduce un’altra variabile. Se la vettura ha un bollo ancora valido, il nuovo proprietario non deve pagare subito una nuova tassa automobilistica. Dovrà farlo alla scadenza naturale del bollo in corso nel rispetto del termine ordinario del mese successivo, al netto di regole regionali diverse.

Diverso è il caso dell’auto acquistata presso un rivenditore che ha posto il veicolo in regime di sospensione d’imposta per la rivendita. In questa ipotesi, quando l’auto esce dal regime di sospensione si applicano regole simili a quelle previste per il primo pagamento dei veicoli nuovi. Il riferimento operativo diventa la data dell’atto di vendita o dell’uscita dalla sospensione, con le scadenze fissate dalla Regione competente.

Come controllare la scadenza del bollo auto

La ricevuta del pagamento precedente del bollo auto è il primo documento da consultare perché indica il periodo di validità e consente di capire quando dovrà essere effettuato il rinnovo. Se è disponibile si può ricorrere ai servizi digitali dell’Aci o ai portali tributari regionali.

Il portale ACI permette infatti di calcolare l’importo del bollo e del superbollo, pagare online, consultare i servizi legati alla posizione tributaria e attivare promemoria per non dimenticare la scadenza. Alcune Regioni mettono inoltre a disposizione servizi propri, anche integrati con pagoPA, l’app IO o sistemi di avviso digitale.

Per le auto più potenti entra in gioco anche il superbollo, l’addizionale erariale dovuta per i veicoli con potenza superiore a 185 kW. A differenza del bollo ordinario, che è una tassa regionale o provinciale, il superbollo è un tributo erariale e viene versato con modello F24 Elementi identificativi. La scadenza segue quella del bollo auto, ma il canale di pagamento è diverso.

Cosa succede se si paga in ritardo

Pagare il bollo in ritardo il bollo auto comporta costi aggiuntivi ed esattamente:

  • se la posizione viene regolarizzata entro 14 giorni scatta la sanzione pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • dal 15esimo al 30esimo giorno sanzione pari all’1,5% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • dal 31esimo al 90esimo giorno sanzione pari all’1,67% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • dal 91esimo giorno a 1 anno sanzione pari al 3,75% dell’importo originario della tassa automobilistica;
  • oltre 1 anno sanzione pari al 30% della tassa dovuta oltre gli interessi moratori da calcolare per ogni semestre di ritardo.

Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare la posizione prima dell’arrivo di un atto di accertamento con il versamento della tassa dovuta con sanzioni ridotte e interessi. Più passa il tempo, più aumenta il costo della dimenticanza. Dopo anni di omissioni, l’ente competente può procedere con avvisi, recupero coattivo e ulteriori conseguenze amministrative.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 12:00:20 +0000
News n. 7
Toyota cancella Lexus LF-ZC, addio all’ambiziosa berlina elettrica

Il panorama dell’auto elettrica di lusso perde uno dei suoi progetti più carichi di aspettative. Toyota ha ufficialmente deciso di cancellare il programma della Lexus LF-ZC, la berlina elettrica di fascia alta che avrebbe dovuto rappresentare, a partire dal 2027, la massima espressione tecnologica della divisione premium del Gruppo. Quello che era stato presentato come il manifesto del futuro per Lexus si scontra oggi con una realtà di mercato profondamente mutata, spingendo il colosso giapponese a una revisione drastica delle proprie priorità industriali.

Una promessa tecnologica interrotta

Presentata con grande risonanza al Japan Mobility Show nell’ottobre del 2023, la Lexus LF-ZC non era solo un esercizio di stile, ma una vera e propria sfida alle leggi della fisica applicate alla mobilità. Il modello avrebbe dovuto portare al debutto le batterie allo stato solido di nuova generazione, una tecnologia considerata il “sacro graal” del settore per la sua capacità di abbattere i tempi di ricarica e garantire un’autonomia rivoluzionaria, stimata intorno ai 1.000 chilometri.

Oltre all’alimentazione, il progetto prevedeva l’adozione del gigacasting, un processo produttivo d’avanguardia che permette di realizzare grandi componenti strutturali in alluminio in un unico pezzo. Questa innovazione avrebbe dovuto garantire una riduzione significativa dei costi e dei tempi di assemblaggio, offrendo al contempo una rigidità torsionale superiore a vantaggio della dinamica di guida. Nonostante la cancellazione del modello, Toyota ha precisato che la ricerca su queste tecnologie strategiche non si fermerà, poiché rimangono pilastri fondamentali per i futuri veicoli del gruppo.

Le ragioni del “no”: tra mercato e politica

La decisione di fermare la LF-ZC non nasce da un fallimento tecnico, ma da un’attenta analisi del contesto internazionale. I media giapponesi evidenziano come la scelta rifletta il rallentamento della domanda globale di veicoli elettrici, un fenomeno che sta colpendo trasversalmente l’intera industria. A questo si aggiunge un clima di incertezza politica, alimentato dalla progressiva eliminazione degli incentivi fiscali per le auto a zero emissioni negli Stati Uniti, uno dei mercati chiave per il marchio Lexus.

Nonostante Toyota abbia registrato nel 2025 un incremento record del 42,4% nelle vendite di auto elettriche, il management ha preferito adottare una strategia improntata alla prudenza. Non è un caso isolato nel panorama nipponico: anche Honda ha recentemente ridimensionato i propri obiettivi di conversione totale all’elettrico, segno di una riflessione profonda che coinvolge tutti i principali player del Sol Levante.

Verso un futuro a ruote alte

La cancellazione della LF-ZC non significa un disimpegno dal mondo dell’elettrico, ma una riallocazione delle risorse verso settori ritenuti più redditizi e richiesti. Toyota ha infatti deciso di puntare con decisione sullo sviluppo dei SUV, un comparto che continua a mostrare una domanda solida e costante su tutti i principali mercati internazionali.

Il gruppo ha ribadito in una nota ufficiale la volontà di rispondere con prontezza ai cambiamenti del mercato, puntando a costruire auto che superino le aspettative dei clienti. In questo nuovo scenario, l’eleganza filante di una berlina da record come la LF-ZC lascia spazio alla concretezza dei SUV, confermando come, in un settore automobilistico in continua metamorfosi, la capacità di adattamento sia diventata il vero motore dell’innovazione.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 10:27:51 +0000
News n. 8
Bugatti W16 Mistral, la versione speciale che omaggia il Piccolo Principe

Nel mondo dell’eccellenza automobilistica, esistono vetture che superano la semplice definizione di mezzo di trasporto per diventare capitoli di storia. La Bugatti W16 Mistral, già di per sé una roadster esclusiva prodotta in soli 99 esemplari per celebrare l’addio al leggendario motore W16 da 8,0 litri, trova nella personalizzazione estrema la sua massima espressione. È qui che il reparto “Sur Mesure†di Bugatti ha dato vita a un progetto unico al mondo: “Le Retour du Jeune Princeâ€, “Il ritorno del Piccolo Principe”.

Un incontro tra letteratura e ingegneria

La genesi di questo esemplare risale all’ottobre 2023, nata dall’incontro tra un collezionista di lungo corso e Jascha Straub, responsabile del design personalizzato Bugatti. L’obiettivo era ambizioso: realizzare una vettura che omaggiasse non solo il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, ma anche il lavoro letterario dello stesso cliente, che ha scritto un seguito alla storia del Principe. Sotto la guida di Sabine Consolini, questa narrazione è stata trasposta in un concetto visivo senza precedenti.

Un design che cattura la luce lunare

L’estetica esteriore della “Le Retour du Jeune Prince” colpisce per una palette cromatica sviluppata ad hoc. Il team ha creato tonalità calde comprese tra il rame e il bronzo, studiate per evocare il riflesso della luce lunare sulla superficie terrestre. La carrozzeria reagisce con intensità cangiante al variare dell’illuminazione, enfatizzando le forme scultoree della Mistral.

La cura del dettaglio è quasi maniacale: la griglia a ferro di cavallo è stata modificata con linee 3D che seguono il flusso del cofano, mentre il logo Bugatti sulla calandra è contornato in oro. Sui fianchi posteriori e sull’ala, un cielo stellato color argento è stato dipinto a mano e integrato nella vernice attraverso un complesso processo di stratificazione. Il tocco finale è un “Easter egg” sotto l’ala posteriore: quando l’airbrake si solleva, rivela una reinterpretazione della celebre scena tra il Principe e la volpe.

L’abitacolo

Entrando nell’abitacolo, il viaggio letterario si fa ancora più intimo. Bugatti ha utilizzato due tonalità di pelle: “Terre d’Or†(un beige luminoso) e “Driftwood†(un tono più terroso). I pannelli delle porte sono autentici capolavori di selleria, con la luna ricamata circondata da innumerevoli stelle che attraversano tutto il cockpit fino ai poggiatesta.

Il vero tocco poetico degli interni si trova però nel selettore del cambio. Al suo interno è incastonata una rosa d’argento, creata attraverso uno scan 3D di un fiore vero per massimizzare il realismo. Questo gioiello è un riferimento diretto alla rosa del racconto, simbolo di tenerezza e memoria. Persino il motore W16, visibile aprendo il vano posteriore, presenta incisioni personalizzate che raffigurano i personaggi principali della storia.

Potenza mostruosa avvolta nel mito

Nonostante la veste poetica, tecnicamente la Mistral resta una predatrice della strada. Il motore W16 da 8,0 litri scarica i suoi 1.600 CV attraverso un cambio a doppia frizione a sette rapporti e trazione integrale. Sebbene su un pezzo unico di tale valore le prestazioni passino in secondo piano, la consapevolezza di poter superare i 400 km/h conferisce a questo progetto un fascino quasi surreale. “Le Retour du Jeune Prince†non è più solo un’auto, ma un libro rilegato in carbonio e pelle, creato per essere letto e vissuto lungo le strade del mondo.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 09:19:20 +0000
News n. 9
La crisi dei carburanti e gli effetti sul ponte del 2 giugno

L’arrivo del Ponte del 2 giugno 2026 segna un punto di svolta nelle abitudini turistiche degli italiani. Se in passato questa festività rappresentava l’assaggio della spensieratezza estiva, quest’anno il clima è dominato dalla prudenza e dalla necessità di risparmio. L’incertezza legata alla situazione geopolitica internazionale, in particolare alla guerra in Iran e alle tensioni nello Stretto di Hormuz, ha innescato una spirale inflattiva che colpisce direttamente il portafoglio di chi desidera concedersi qualche giorno di relax.

Il peso dei carburanti sul budget familiare

Il capitolo più oneroso per i viaggiatori riguarda senza dubbio i carburanti. Secondo i dati diffusi dal Codacons, il confronto con lo scorso anno è impietoso: la benzina ha subito un rincaro del 15,4%, mentre il gasolio ha registrato un’impennata record del 27,5% rispetto al 2025.

Tradotto in termini pratici, un pieno di diesel costa oggi 22 euro in più rispetto allo scorso anno, mentre per la benzina l’aggravio è di circa 13 euro. Si stima che la spesa complessiva per i rifornimenti di chi si sposterà in auto per questo ponte raggiungerà la vertiginosa cifra di 640 milioni di euro.

Alloggi e trasporti: tra aumenti e controtendenze

Non va meglio sul fronte dell’accoglienza e dei trasporti alternativi. Le analisi di Assoutenti evidenziano aumenti del 3,5% per alberghi e motel, che salgono al 5,4% per villaggi vacanze e campeggi. Anche muoversi via mare è diventato più caro, con i traghetti che segnano un +6% proprio a causa del prezzo del petrolio alle stelle.

In questo scenario, l’unica voce in controtendenza è rappresentata dalle tariffe aeree, che calano mediamente del 3,4%, con punte del -13,5% per i voli nazionali. Questa dinamica è paradossalmente innescata dalla minore domanda e dal timore di cancellazioni legate all’emergenza jet-fuel e alla situazione internazionale.

Ferie più corte e mete vicine

Questi rincari hanno un impatto diretto sulla durata e sulla qualità delle ferie. Una ricerca dell’Istituto Piepoli rivela che il 31% degli italiani ha deciso di ridurre la durata dei propri soggiorni. Di questi, quasi la metà (il 45%) attribuisce la scelta a una minore disponibilità economica del nucleo familiare, mentre il 21% punta il dito proprio sui costi di viaggio.

La gestione del budget diventa quindi una vera e propria strategia di sopravvivenza turistica: il 31% degli intervistati opta per alloggi più economici, il 27% sceglie destinazioni più vicine e il 23% risparmia al ristorante o riduce le attività extra. Curioso è il dilemma degli standard: il 29% preferisce una vacanza corta ma confortevole, mentre il 28% è disposto a sacrificare le comodità pur di avere più giorni a disposizione.

L’ombra della geopolitica sulle scelte estive

Anche la scelta delle mete è pesantemente condizionata dal contesto internazionale. Il 62% degli intervistati dichiara che le guerre e i prezzi dei carburanti influenzino le loro decisioni estive. Di conseguenza, la maggioranza opta per mete nazionali (59%) o europee (24%). Ben 6,1 milioni di cittadini hanno addirittura annullato le vacanze programmate a causa dell’instabilità globale, mentre altri 5,5 milioni hanno subito la cancellazione dei voli per ragioni legate alla crisi energetica.

Nonostante i costi del pieno, l’automobile resta il mezzo preferito dal 51% dei viaggiatori, seguita dal treno (18%). Il Ponte del 2 giugno 2026 ci consegna l’immagine di un Paese che non rinuncia a viaggiare, ma lo fa con un pragmatismo nuovo, dettato da una crisi che non accenna a placarsi.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 08:05:09 +0000
News n. 10
Mercedes-Benz GLE e GLS 2026, al via gli ordini: i prezzi per il mercato italiano

Mercedes-Benz annuncia un importante aggiornamento per i suoi modelli di punta nel segmento dei SUV di grandi dimensioni. A partire dal 29 maggio 2026, sono ufficialmente aperti gli ordini per le nuove GLE, GLE Coupé e GLS, tre vetture che si presentano oggi più potenti, intuitive ed esclusive che mai. Dopo la première mondiale tenutasi a Tuscaloosa, in Alabama, la gamma sbarca sul mercato italiano con prezzi che partono da 89.714 euro per la versione SUV della GLE.

Nuovi motori e allestimenti

Il pilastro di questo rinnovamento è rappresentato dall’introduzione di una nuova generazione di motori a sei cilindri, progettati per offrire prestazioni superiori e una maggiore efficienza. Per rispondere alle diverse esigenze della clientela, Mercedes-Benz ha strutturato l’offerta su tre distinti livelli di equipaggiamento: ADVANCED, ADVANCED PLUS e PREMIUM. Questa semplificazione della gamma permette di scegliere tra diversi gradi di personalizzazione e contenuti tecnologici, mantenendo sempre elevato lo standard di lusso tipico della casa di Stoccarda.

Mercedes-Benz GLE: ampia versatilità

La nuova GLE SUV si conferma come uno dei modelli di maggior successo del marchio, profondamente modernizzata attraverso numerosi componenti rivisti. Il design è stato aggiornato per riflettere un’estetica moderna, ma è all’interno che l’auto esprime al meglio il concetto di “Welcome homeâ€: un ambiente dove tecnologie innovative e un comfort eccezionale si fondono per accogliere conducente e passeggeri. Questo SUV versatile, che celebra i 140 anni di innovazione della Stella, viene proposto con un listino che parte da 89.714 euro.

GLE Coupé: l’anima sportiva

Per chi cerca una presenza su strada più dinamica, la GLE Coupé accentua il suo carattere sportivo. Con nuovi dettagli stilistici, il modello risulta più potente ed espressivo, beneficiando al contempo di tecnologie che lo rendono più intuitivo nelle interazioni quotidiane. La sportività della variante Coupé si riflette anche nel posizionamento di mercato, con ordini aperti a partire da 98.015 euro.

Mercedes-Benz GLS: la “Classe S” dei SUV

Al vertice della gamma si posiziona la nuova GLS, la vettura che incarna la visione Mercedes di esclusività e intelligenza digitale applicata ai grandi volumi. Spesso definita la “Classe S dei SUV”, la GLS eleva il comfort a un livello superiore grazie a una tecnologia d’avanguardia: il controllo dell’ammortizzazione basato su cloud.

Questo sistema, applicato alle sospensioni AIRMATIC ed E-ACTIVE BODY CONTROL, permette alla vettura di “leggere” la strada e adattare automaticamente lo smorzamento poco prima di incontrare dossi o irregolarità impegnative. Il risultato è un viaggio estremamente fluido, pensato in particolare per il benessere dei passeggeri posteriori. Per accedere a questa ammiraglia a ruote alte, il prezzo di partenza è fissato a 115.323 euro.

Un futuro nel segno della tradizione

L’aggiornamento di questi modelli dimostra lo spirito pionieristico di Mercedes-Benz, capace di integrare soluzioni digitali avanzate in veicoli dalla solida tradizione meccanica. Con la disponibilità immediata per l’ordine, la nuova gamma GLE e GLS si pone l’obiettivo di consolidare la leadership della Stella nel mercato dei SUV premium, offrendo vetture che non sono solo mezzi di trasporto, ma veri e propri concentrati di innovazione. E la Casa di Stoccarda in questo è una garanzia da centoquaranta anni.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 07:04:28 +0000
News n. 11
Il GPL rovina davvero il motore? Quello che ogni automobilista dovrebbe conoscere

Il dubbio assilla da sempre chiunque voglia tagliare i costi del rifornimento installando un impianto a gas. Dietro i tanti miti e le paure di riparazioni costose, c’è una spiegazione tecnica molto semplice che ogni automobilista dovrebbe conoscere per viaggiare sereno e senza sorprese.

I rischi per chi sceglie l’alimentazione a GPL

Il GPL non rovina il motore se l’impianto è calibrato correttamente. Il rischio reale è l’usura precoce delle valvole causata dalle alte temperature di combustione, un problema che oggi i tecnici prevengono e risolvono configurando l’elettronica dell’impianto a gas. Infatti è pulito ed efficiente; tuttavia, possiede caratteristiche chimiche e fisiche completamente diverse rispetto alla benzina tradizionale. Se queste differenze non vengono compensate da una corretta installazione o da una manutenzione scrupolosa, la meccanica interna potrebbe usurarsi. Vediamo i componenti soggetti ad usura:

  • robustezza della testata: è il problema più noto. Mancando il potere lubrificante del carburante liquido, il rischio è la recessione delle valvole. Alcuni motori nascono con sedi valvole rinforzate in lega dura, mentre altri materiali sono più “teneri” e finiscono per incassarsi nella testata;
  • calibrazione della mappa: il GPL brucia con una dinamica diversa rispetto alla benzina. Se la regolazione della centralina del gas è errata, si crea una miscela magra che fa aumentare la temperatura, surriscaldando le valvole di scarico e mettendo sotto sforzo l’intera testata;
  • stile di guida: i lunghi tragitti ad alti giri (come i viaggi in autostrada) aumentano drasticamente lo stress termico. Inoltre, viaggiando sempre a gas, la benzina nel serbatoio rimane ferma rischiando di degradarsi, danneggiando pompa carburante e iniettori.

Quanti chilometri dura un motore a GPL?

Questi propulsori possono superare tranquillamente i 250.000 o 300.000 chilometri, eguagliando o addirittura superando quelli alimentati esclusivamente a benzina. Il gas è un carburante molto pulito che non lascia depositi carboniosi sui pistoni e non diluisce l’olio motore, preservando l’efficienza dei componenti interni a lungo termine. Tuttavia, il raggiungimento di queste percorrenze record non è automatico e dipende da tre fattori strettamente legati alla gestione del veicolo:

  • la compatibilità meccanica della testata: i motori con sedi valvole rinforzate di fabbrica o dotati di punterie idrauliche autoregistranti raggiungono chilometraggi elevatissimi senza alcun intervento straordinario;
  • la manutenzione: la sostituzione regolare dei filtri del gas (fase liquida e fase gassosa) ogni 15.000 – 20.000 km evita il bloccaggio degli iniettori, mantenendo la carburazione lineare e proteggendo il motore dai surriscaldamenti;
  • la scadenza decennale del serbatoio: per legge, la bombola del GPL va sostituita ogni 10 anni dalla data di collaudo dell’impianto. Questo è l’unico vero sbarramento temporale che richiede un investimento economico per poter continuare a circolare.

Quali sono i motori che lavorano meglio con il GPL

Non tutti reagiscono allo stesso modo all’installazione di un impianto a gas. La differenza fondamentale risiede nella progettazione della testata e nei materiali scelti dal costruttore. In officina sappiamo bene che alcune architetture meccaniche tollerano il GPL per centinaia di migliaia di chilometri senza problemi, mentre altre richiedono un’attenzione raddoppiata. Se stai cercando una vettura per la trasformazione a GPL o vuoi sapere se la tua è strutturalmente adatta, le caratteristiche che fanno la differenza in termini di longevità sono tre:

  • i motori con punterie idrauliche: sono ideali perché recuperano il gioco valvole in modo automatico sfruttando la pressione dell’olio motore. Questo azzera la necessità di registrazioni manuali periodiche e protegge la testata dall’incassamento delle valvole;
  • i vecchi motori a iniezione indiretta: i propulsori tradizionali (come lo storico motore Fire Fiat) hanno camere di scoppio e logiche di iniezione semplici che si prestano magnificamente alla trasformazione, garantendo un’affidabilità eccezionale e costi di installazione ridotti rispetto ai moderni motori a iniezione diretta;
  • le vetture nate con impianto della casa: i modelli venduti direttamente dal concessionario con alimentazione bi-fuel di serie spesso montano già in linea di produzione testate dedicate, equipaggiate con sedi valvole rinforzate in acciaio sinterizzato studiate appositamente per sopportare lo stress termico del gas.

I sintomi di un motore a GPL che sta soffrendo

Riconoscere i segnali di un’usura meccanica in corso evita di danneggiare la testata in modo irreparabile. Quando le valvole o la carburazione iniziano a creare problemi, ci sono dei sintomi che il conducente avverte durante la marcia quotidiana. Vediamo i segnali d’allarme più frequenti che ti fanno capire di andare in officina:

  • minimo instabile a freddo: l’auto stenta a mantenere i giri regolari appena avviata a benzina. Il difetto tende a sparire o attenuarsi non appena il motore si scalda ed entra in temperatura d’esercizio;
  • difficoltà di avviamento: il motorino di avviamento gira a vuoto per diversi secondi prima di riuscire a mettere in moto il veicolo. Questo accade perché la compressione interna dei cilindri è già parzialmente compromessa dalle valvole che non chiudono più ermeticamente;
  • accensione della spia motore: la centralina originale rileva anomalie nei parametri di combustione. Spesso si registrano codici errore DTC per miscela troppo magra o mancate accensioni localizzate su uno o più cilindri;
  • perdita di potenza sotto sforzo: la vettura risponde in modo lento e mostra vuoti di erogazione quando si accelera a fondo, specialmente nei tratti di salita o durante i sorpassi autostradali.

I consigli del meccanico per viaggiare sicuri

Far durare un motore bi-fuel oltre i 200.000 chilometri richiede buone abitudini e piccoli accorgimenti tecnici che in officina consiglio sempre per proteggere la propria auto:

  • manutenzione dell’impianto: non limitarti al classico cambio dell’olio motore. Per viaggiare sereni a gas è fondamentale effettuare una manutenzione regolare, ogni 15.000 o 20.000 km, oltre a verificare periodicamente l’efficienza degli iniettori per evitare che una cattiva nebulizzazione smagrisca la carburazione e surriscaldi la testata;
  • sfrutta l’elettronica dell’impianto: chiedi al tuo installatore di attivare le strategie di contributo benzina in centralina (nei nuovi sistemi dovrebbero essere già attive). Consumerai qualche litro di carburante tradizionale in più durante i lunghi viaggi in autostrada, ma salverai le valvole di scarico dalle temperature eccessive;
  • evita i carichi massimi prolungati a gas: il GPL è eccellente per i trasferimenti e la guida fluida, ma se devi affrontare una salita ripida a pieno carico o vuoi guidare in modo sportivo, premi il pulsante e passa temporaneamente a benzina per raffreddare la camera di scoppio;
  • regola del quarto di serbatoio: non viaggiare mai con la spia della riserva di benzina accesa fissa. La pompa del carburante originale ha bisogno di essere immersa nel liquido per non surriscaldarsi e grippare, inoltre la benzina fresca evita la formazione di depositi acidi che ostruiscono gli iniettori.
Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 06:46:00 +0000
News n. 12
La 24 ore Le Mans ‘invisibile’: così gli ingegneri combattono il buio a colpi di dati e telemetria

Di giorno sono numeri, grafici, pressioni e algoritmi, di notte diventano nervi, lucidità e resistenza mentale. Alla 24 Ore di Le Mans, mentre i piloti combattono in pista a oltre 300 km/h, c’è un’altra gara che si corre dietro ai monitor del box: quella degli ingegneri di dati e telemetria. Un lavoro invisibile al grande pubblico, ma decisivo quanto un pit stop perfetto o una strategia gomme indovinata. A raccontarlo è Justin Taylor, Chief Engineer di Genesis Magma Racing, che vive Le Mans dal cuore pulsante della tecnologia. Uno degli uomini chiamati a gestire quella gigantesca macchina invisibile che accompagna ogni vettura per ventiquattro ore consecutive.

Le Mans, più di qualsiasi altra competizione automobilistica, è diventata negli anni una sfida totale: tecnica, fisica, mentale e strategica. Oggi le vetture moderne sono laboratori viaggianti capaci di produrre una quantità impressionante di informazioni in tempo reale. Ogni giro genera dati su gomme, temperature, consumi, sospensioni, motore, sistemi ibridi, aerodinamica e comportamento del pilota. Nulla viene lasciato al caso. Ma quanto conta oggi il lavoro dei data & telemetry engineers in una gara come Le Mans?

Il nostro compito è garantire che tutti i dati raccolti dalla vettura siano accurati e completi. Questo ci permette di ottimizzare la vettura su tutti i fronti: performance, efficienza e naturalmente sicurezza“. Parole semplici che però spiegano perfettamente la complessità del ruolo.

In una gara di ventiquattro ore, basta un’anomalia minima per compromettere un intero weekend. Una pressione sbagliata, un sensore fuori tolleranza, una temperatura che sale improvvisamente di pochi gradi possono trasformarsi in un problema enorme dopo ore di gara. Una volta l’endurance si vinceva soprattutto con affidabilità meccanica e coraggio. Oggi servono anche capacità di lettura, interpretazione e gestione delle informazioni. Le squadre lavorano come vere centrali operative: decine di tecnici monitorano continuamente ciò che accade in pista cercando di anticipare problemi prima ancora che si manifestino. A Le Mans tutto viene monitorato. Ogni vibrazione, ogni temperatura, ogni consumo può fare la differenza tra arrivare alla domenica pomeriggio oppure fermarsi nella notte della Sarthe. Ma tra centinaia di parametri, quali sono quelli davvero decisivi? E quello che guardate più spesso?

La pressione degli pneumatici è un parametro fondamentale da monitorare, sia per la sicurezza e la conformità ai regolamenti, che per le performance“. Perché a Le Mans le gomme non sono soltanto grip, secondo Taylor sono molto più di un semplice componente tecnico. Sono uno degli elementi che determinano il ritmo della gara, la strategia dei pit stop e perfino la sopravvivenza della vettura durante la notte.

Il peggior nemico di una vettura a Le Mans: temperatura, consumi o gomme?

Le Mans tende a mettere a dura prova le vetture con le sue condizioni meteorologiche estreme, come temperature molto alte o molto basse e naturalmente la pioggia”  ha spiegato Taylor. Insieme agli pneumatici c’è quindi un altro grande nemico che accompagna la corsa francese da sempre: l’imprevedibilità delle condizioni atmosferiche. In condizioni estreme, una variazione minima può modificare completamente il comportamento della macchina. E a Le Mans le condizioni estreme sono quasi una costante. Non basta leggere numeri ma serve interpretarli, anticipare problemi, prendere decisioni rapide mentre il resto del mondo dorme. O almeno ci prova.

Justin Taylor, Chief Engineer di Genesis Magma Racing
Genesis Magma Racing
Justin Taylor tra gestione dati, simulazioni e sfida mentale ai box. Alla 24 Ore di Le Mans gli ingegneri di telemetria sono sempre più decisivi

Ci sono momenti della notte in cui il lavoro degli ingegneri diventa ancora più delicato?

Mantenere la concentrazione durante la notte è una sfida costante ma il momento più difficile per quasi tutti arriva tra le 3 e le 4 del mattino, poco prima dell’alba”, ammette l’ingegnere. Nell’arco di ventiquattro ore una squadra si trova a vivere quasi quattro gare differenti. Si parte nel caldo del pomeriggio, si attraversa la lunga notte umida della Sarthe e si arriva al mattino successivo con temperature e grip completamente diversi. Il lavoro della telemetria quindi, non si ferma mai, nemmeno per un secondo. E durante la notte, quando cala il buio, il circuito cambia volto. Le luci artificiali illuminano soltanto alcune zone della pista, i riferimenti visivi si riducono, la stanchezza cresce e ogni errore pesa il doppio. Anche dentro ai box.

Quanti caffè servono per arrivare alla bandiera a scacchi?

Sono un vero appassionato di caffè, normalmente ne bevo 3-4 al giorno. Ognuno ha le proprie strategie per affrontare Le Mans, ma la mia personale è quella di evitare la caffeina fino alle 9 di domenica mattina. A quel punto ho bisogno di una spinta e il crollo che arriverà nel pomeriggio non sarà più un problema, perché mancano poche ore alla bandiera a scacchi“. La mente deve restare sempre perfettamente lucida e anche il caffè, a Le Mans, diventa parte della strategia. Dettagli apparentemente piccoli che raccontano però quanto la preparazione mentale conti quasi quanto quella tecnica.

Justin Taylor Genesis Magma Racing ai box
Genesis Magma Racing
Dati, simulazioni e strategia: il racconto di Justin Taylor sulla 24 Ore di Le Mans e il lavoro invisibile degli ingegneri ai box

Le squadre arrivano a Le Mans dopo aver percorso virtualmente migliaia di chilometri nei simulatori. Strategie, consumi, degrado gomme, gestione traffico: tutto viene studiato in anticipo. Nel motorsport moderno il confine tra uomo e software è sempre più sottile. Predictive analysis e telemetria in tempo reale guidano ormai ogni decisione strategica. Vi fidate sempre dei dati o a volte conta ancora l’istinto?

In linea di massima, è sempre meglio affidarsi ai dati il più possibile, ma è fondamentale validarne continuamente l’accuratezza confrontandoli con un modello o con un secondo calcolo. Detto questo, ci sono sempre alcune aree in cui i dati disponibili sono insufficienti o assenti ed è proprio in quei casi che l’esperienza accumulata nel tempo fa la differenza“. Tradotto, il fattore umano non è mai uscito dal box. Forse proprio questo è il motivo per cui Le Mans continua a conservare un fascino unico anche nell’era dell’intelligenza artificiale e della tecnologia estrema. Perché nel motorsport reale esiste sempre una variabile impossibile da controllare completamente.

Infine una riflessione, l’endurance moderna è ancora romantica oppure ormai è una F1 lunga più ore?

“Credo che l’endurance conservi ancora un elemento umano più forte rispetto alla maggior parte delle altre discipline del motorsport. La vittoria di una gara di 6 o addirittura di 24 ore dipende molto dalla perseveranza, dalla resilienza e dalla capacità di un gruppo numeroso di persone di lavorare insieme sotto pressione. La tecnologia e il professionalismo hanno fatto passi da gigante, ma l’endurance resta, in fondo, una questione di squadra che supera le avversità insieme. È questo che mantiene vivo il suo romanticismo e la distingue da tutto il resto”.

Una riflessione finale, quasi romantica, che racconta l’anima più autentica della corsa più famosa del mondo. Forse è anche per questo che, nonostante software, simulatori e milioni di dati al secondo, alla fine la 24 Ore continua a vincerla ancora chi riesce a resistere più degli altri. Perché dietro il rumore delle Hypercar, resta ancora una gara profondamente umana. Una sfida contro il sonno, la fatica, gli errori e il tempo. Una corsa in cui, dopo milioni di dati elaborati e centinaia di decisioni prese in pochi secondi, alla fine vince ancora chi riesce a resistere più a lungo degli altri.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 06:37:21 +0000
News n. 13
MotoGP GP Italia, Bezzecchi comanda, Ducati in affanno: le pagelle

Le Aprilia e Fabio Di Giannantonio hanno cominciato con la marcia giusta la tappa del Mugello. Il romano del team VR46 ha siglato il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Italia 2026, fermando il crono a 1:46.242. Grazie alle mescole medie nuove ha preceduto i rider della Casa di Noale con un margine di 369 millesimi sullo spagnolo Jorge Martin e di ben 438 sul giapponese Ai Ogura.

Il venerdì del Mugello si è concluso con un poker azzurro in vetta alle pre-qualifiche del Gran Premio d’Italia 2026. Oltre a Di Giannantonio, sono saliti in cattedra Pecco Bagnaia, 2° a 91 millesimi sulla Rossa ufficiale subito davanti alla KTM Tech3 di un sorprendente Enea Bastianini e alla Ducati GP25 di Franco Morbidelli. Nelle qualifiche a prendersi la pole position è stato Marco Bezzecchi, che ha trovato la zampata giusta nel momento decisivo, stampando un tempo di 1:43.921, seconda piazza per Raul Fernandez, staccato di 0″224. Terza casella per Jorge Martin, desideroso di riscattare lo sfortunato weekend di Barcellona.

Marc Marquez, rientrato dopo le operazioni alla spalla e al piede destro, è riuscito a siglare il quarto tempo, davanti al connazionale Fermin Aldeguer del team Gresini Racing (orfano di Alex Marquez per il terribile crash in Catalogna) e Pecco Bagnaia, sesto in 1’44″482. Di Giannantonio ha aperto la terza fila, davanti a Moreira della Honda e Franco Morbidelli.

Com’è andata la Sprint Race

Marco Bezzecchi al via è stato sverniciato da Marc Marquez e dal compagno di squadra campione del mondo 2024. Raul Fernandez ha sfruttato il duello tra il numero 93 della Ducati e Jorge Martin per portarsi in testa alla gara nel primo giro. Il pilota del team satellite dell’Aprilia ha dettato il passo, tallonato dal numero 89. Fabio Di Giannantonio si è portato al terzo posto, anticipando Moreira con una manovra esplosiva e sfruttando gli errori del campione Moto2 2025.

Marco Bezzecchi ha approfittato delle difficoltà di Marquez, apparso ancora arrugginito sulla Rossa, per sopravanzarlo nella speranza di ricucire il gap con i primi. Il romagnolo ha infilato anche Moreira al quarto giro, mettendo nel mirino Fabio Di Giannantonio. Al quinto giro si è steso Enea Bastianini, tallonato da Pedro Acosta.

Grazie alla mescola media al posteriore Raul Fernandez ha gestito benissimo le fasi conclusive della sfida, riuscendo a tenere a bada le velleità di Martin. Medaglia di bronzo meritatissima per Fabio Di Giannantonio che si è confermato il miglior ducatista davanti a Bezzecchi e a un redivivo Marc Marquez incapace di mollare la top 5.

Bagarre tra italiani al Mugello

Allo spegnimento dei semafori Marco Bezzecchi ha perso la prima posizione in Curva-1, ma subito nella seconda S il romagnolo ha fatto esplodere il tifo sulle tribune con un grande controsorpasso su Martin. Alle spalle dei piloti della Casa di Noale le due Ducati ufficiali sono riuscite a partire bene con un Pecco Bagnaia rigenerato e un Marc Marquez che, guardingo nelle prime fasi, ha provato disperatamente a tenere il ritmo dei primi. Al quinto posto Pedro Acosta è stato autore di uno scatto di frizione clamoroso, riuscendo ad approfittare delle brutte partenze dei rivali, tra cui quella di Raul Fernandez.

Pecco Bagnaia al terzo giro si è preso di gran carriera la prima posizione, riuscendo a chiudere la traiettoria e mettendosi alle spalle le Aprilia. Marc Marquez, invece, si è ritrovato Acosta negli scarichi dalla terza tornata, facendo ancora molta fatica a gestire fisicamente la Desmosedici. Al quinto giro il pilota della KTM e il campione del mondo hanno dato spettacolo, favorendo anche il rientro di Aldeguer, di Ogura e di Fabio Di Giannantonio. Al settimo giro Marc Marquez si è ripreso la quarta posizione sul dritto, ma i primi tre piloti sono scappati via a un ritmo superiore.

Libero di testa Bagnaia è ancora in grado di tirar fuori belle performance, ma non dovrebbe accadere una volta ogni tre mesi. A dieci giri dalla fine Bezzecchi si è fatto vedere come un’ombra alle spalle della Rossa del n.63. Al quattordicesimo giro il leader della graduatoria mondiale ha sverniciato Pecco alla San Donato, scappando via. Martinator si è fatto sotto per la seconda piazza e ha scavalcato Bagnaia al sedicesimo giro.

Pedro Acosta ha superato pochi secondi dopo Marquez, mentre Di Giannantonio è riuscito ad avere la meglio di Aldeguer per la settima posizione. Ogura e Diggia hanno scavalcato Marc Marquez, sia per le condizioni fisiche ma anche per il crollo delle mescole che ha coinvolto anche la Rossa. Il giapponese dell’Aprilia ha anche superato Acosta e poco dopo il romano del team VR46 ha ottenuto la quinta posizione. Marco Bezzecchi ha amministrato nelle ultime tornate e ha vinto la quarta gara del 2026, ampliando il vantaggio in classifica su Jorge Martin e su Fabio Di Giannantonio. Ottimo podio per Bagnaia che si è difeso bene dagli attacchi finali di Ogura.

I top 3

Marco Bezzecchi: 9 – Le Sprint Race sembrano servirgli per estrarre il massimo potenziale della RS-GP26 nelle sfide che contano. Nel Gran Premio d’Italia ha lanciato un messaggio chiaro al compagno di squadra al primo giro per poi passare Bagnaia nel momento giusto per costruirsi un tranquillo gap nell’ultima parte di gara. Una condotta senza sbavature su un tracciato che non lo aveva mai visto protagonista in top class. La quarta vittoria del 2026 lo proietta già nell’Olimpo dei piloti italiani e sognare il mondiale non è più un’eresia.

Pecco Bagnaia: 8 – Finalmente una prestazione da assoluto protagonista con un ritmo di alto profilo per 3/4 di GP. Scattato in modo fenomenale è stato l’unico a dare del filo da torcere ai due rider del team factory Aprilia. Ha difeso con i denti il terzo posto su Ogura, mostrando intelligenza e sprazzi di Nuvola Rossa nell’aria del Mugello.

Marc Marquez: 7,5 – Dopo poco più di due settimane dall’operazione ha lottato come un leone nonostante una scarsa condizione fisica. Lanciando il cuore oltre l’ostacolo il campione in carica ha duellato per gran parte del GP con uno scatenato Pedro Acosta (voto 7,5) per poi cedere nel finale e concludere al settimo posto sotto la bandiera a scacchi. Sarà una missione ardua difendere la corona perché l’Aprilia appare una moto migliore e che consuma meno le gomme, ma se starà bene venderà cara la pelle.

I flop 3

Ducati: 5,5 – In una sfida in cui Pecco Bagnaia, Marc Marquez e quasi tutti i rider in pista sulle Desmosedici provano a dare il massimo è evidente il divario tecnico con le Aprilia. Dopo 15 anni per la prima volta non è scattata nessuna Ducati in prima fila e solo un colpo di coda di Bagnaia ha evitato un altro podio tutto a tinte di Noale. I rivali dell’Aprilia sembrano più avanti anche sul piano strategico con la scelta giusta delle mescole. Sul più bello il glorioso ciclo tecnico iniziato nel 2020 potrebbe concludersi con una sonora sconfitta a fine stagione. Le sfide del Vecchio Continente hanno dimostrato la bravura dei rivali dell’Aprilia.

Franco Morbidelli: 4 – Con un Fabio Di Giannantonio in lotta per il Mondiale, il rendimento dell’esperto pilota del team VR46 è incomprensibile. Sembrava più a suo agio in pista quando correva acciaccato in sella a una Yamaha M1 che su una Desmosedici. Appare destinato a perdere la sua posizione privilegiata nella squadra di Valentino Rossi ed è giusto che un giovane abbia una grande chance in ottica 2027.

Enea Bastianini: 3 – Due gare e due KTM distrutte dall’ex pilota della Ducati. Salvo infortuni, nel corso della sua carriera, ha sempre dimostrato ritmo e costanza ma persino nel GP d’Italia ha deluso le aspettative. Avrebbe potuto e dovuto estrarre performance di assoluto profilo al Mugello per attirare l’interesse di un top team in vista del 2027, tuttavia chiunque potrebbe prendersi un bel rischio a ingaggiarlo.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 06:28:22 +0000
News n. 14
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di giugno 2026 l’Italia sarà interessata da diversi scioperi che coinvolgono vari settori e numerose regioni. L’articolo fornisce un calendario dettagliato degli scioperi previsti, indicando le date, le città coinvolte, i settori di interesse e gli orari. Gli scioperi riguardano principalmente il trasporto pubblico locale, il settore ferroviario, il settore aereo e quello marittimo. Si segnalano numerose iniziative sindacali, sia a livello locale che nazionale, con impatti potenziali sui servizi di mobilità e logistica.

Sciopero 08 giugno 2026

Messina: nella città di Messina è stato proclamato uno sciopero di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00, che coinvolge il personale della società ATM di Messina del settore trasporto pubblico locale. Sindacati: FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.

Catania: nella città di Catania si terranno due scioperi nel trasporto pubblico locale. Il primo coinvolge il personale della società AMTS di Catania per 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, indetto dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL. Il secondo, sempre per 4 ore (12.00-16.00), è indetto da ORSA TPL e coinvolge nuovamente il personale AMTS.

Modena, Reggio Emilia e Piacenza (Emilia-Romagna): nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza è stato indetto uno sciopero di 24 ore per il personale della società SETA (bacini indicati) attivo nel trasporto pubblico locale, promosso dalla sigla USB Lavoro Privato.

Foggia: nella città di Foggia è proclamato uno sciopero di 4 ore dalle 8.30 alle 12.30 nel settore trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società ATAF. Sindacati: FILT-CGIL, FAISA-CISAL.

Sciopero 09 giugno 2026

Italia: su tutto il territorio nazionale si tengono tre scioperi nel settore appalti ferroviari. Il personale della società Elior – Divisione Itinere, addetto ai servizi di ristorazione e logistica a bordo treno Trenitalia, sciopera per l’intero turno di lavoro. Le iniziative sono indette dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 10 giugno 2026

Ravenna: nella città di Ravenna (Emilia-Romagna) si tiene uno sciopero di 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00, che coinvolge il personale della società SERS addetto al servizio di rimorchio portuale nel porto di Ravenna (settore marittimo). Sindacato: UILT-UIL.

Sciopero 11 giugno 2026

Italia: si terrà uno sciopero plurisettoriale di rilievo nazionale. Nel settore ferroviario e trasporto merci su rotaia, la protesta durerà 23 ore: dalle 03.00 dell’11/6 alle 02.00 del 12/6. Per il TPL (trasporto pubblico locale), sciopero per l’intera prestazione dell’11/6. Sindacati: CUB Trasporti, SGB.

Sicilia: nella regione Sicilia, sciopero di 8 ore (dalle 10.01 alle 18.00) per il settore ferroviario, del personale FS Security. Sindacati: SLM FAST CONFSAL, ORSA Trasporti.

Messina: nella città di Messina si terrà uno sciopero di 24 ore (dalle 21.01 dell’11/6 alle 20.59 del 12/6) nel settore marittimo, personale BluJet Area Stretto. Sindacati: FILT-CGIL, UILT-UIL.

Italia: sciopero nazionale per il personale di macchina e di bordo del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane nel settore ferroviario di 8 ore (dalle 9.01 alle 17.00), indetto da Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI.

Palermo: nella città di Palermo, sciopero di 4 ore (dalle 11.00 alle 15.00) per il personale AMAT, settore trasporto pubblico locale, promosso da CUB Trasporti.

Sciopero 12 giugno 2026

Italia: sciopero plurisettoriale nazionale, personale dipendente e somministrato imprese che svolgono attività per la PA, aziende pubbliche e private per l’intero turno. Sindacati: ADL Cobas, CLAP, Cobas Lavoro Privato, Sial Cobas.

Napoli: nella città di Napoli, nel settore trasporto pubblico locale, sciopero di 4 ore (dalle 09.00 alle 13.00) del personale EAV Divisione Trasporto Ferroviario. Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-Autoferro.

Potenza: nella città di Potenza (Basilicata), sciopero di 24 ore per il personale della società Miccolis (servizio urbano). Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL Autoferro.

Latina: nella città di Latina (Lazio), sciopero di 4 ore (dalle 9.30 alle 12.30) del personale CSC. Sindacato: FAISA-CISAL.

Sciopero 13 giugno 2026

Italia: nell’intero territorio nazionale, sciopero nel settore aereo di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) per il personale della società ENAV Verona Airport. Sindacati: UILT-UIL, FAST-CONFSAL-AV + RSA.

Milano: nella città di Milano, sciopero nel settore aereo di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00) del personale Sky Service operante presso lo scalo di Milano Linate. Sindacato: USB Lavoro Privato.

Cagliari: presso l’aeroporto di Cagliari (Sardegna), sciopero di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) del personale Gruppo SOGAER. Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.

Sciopero 14 giugno 2026

Firenze: nella città di Firenze (Toscana), sciopero di 24 ore nel settore trasporto pubblico locale per il personale Autolinee Toscane bacino di Firenze. Sindacato: Cobas Lavoro Privato.

Sciopero 19 giugno 2026

Udine: nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 24 ore per il personale Arriva Udine. Sindacato: ASI-AU.

Sciopero 22 giugno 2026

Lecce: nella città di Lecce (Puglia), sciopero di 3 ore (dalle 9.30 alle 12.30) della società SGM. Sindacato: UILT-UIL.

Sciopero 23 giugno 2026

Verona: nella città di Verona (Veneto), sciopero di 8 ore (dalle 9.01 alle 17.00) per il personale manutenzione, amministrativo e ingegneria RFI DOIT Verona (Unità Territoriale Sud). Sindacati: ORSA Ferrovie, SLM-FAST-CONFSAL.

Napoli: nella città di Napoli (Campania), sciopero di 4 ore (dalle 12.45 alle 16.45) del personale area ferro società ANM. Sindacato: FISI.

Sardegna: in tutta la regione Sardegna sciopero di 8 ore (dalle 9.01 alle 17.00) per personale equipaggi Trenitalia DOR Sardegna. Sindacati: ORSA Ferrovie, FAST-CONFSAL.

Sciopero 24 giugno 2026

Torino: nella città di Torino (Piemonte), sciopero di 4 ore (dalle 18.00 alle 22.00) dei viaggianti urbano e suburbano della GTT. Sindacato: RSU Viaggiante Urbano e Suburbano.

Sciopero 26 giugno 2026

Piemonte: in tutte le province della regione Piemonte, sciopero di 8 ore (dalle 09.00 alle 16.59) per personale Trenitalia – Direzione Customer Operations CSVD Regionale. Sindacato: ORSA Ferrovie.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero 08 giugno 2026

Sciopero 09 giugno 2026

Sciopero 10 giugno 2026

Sciopero 11 giugno 2026

Sciopero 12 giugno 2026

Sciopero 13 giugno 2026

Sciopero 14 giugno 2026

Sciopero 19 giugno 2026

Sciopero 22 giugno 2026

Sciopero 23 giugno 2026

Sciopero 24 giugno 2026

Sciopero 26 giugno 2026

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

I prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane oggi 01 giugno 2026 sono riepilogati nella tabella sottostante, aggiornata all’ultima rilevazione disponibile dell’Osservatorio del Mimit. Di seguito trovate i valori per benzina, gasolio, gpl e metano, con l’indicazione della modalità di erogazione. Nella seconda parte dell’articolo spieghiamo in modo chiaro come si forma il prezzo alla pompa: dalla componente industriale (costo del prodotto e margine della filiera, inclusi i gestori) alla componente fiscale, che comprende accise e Iva. In coda sono presenti due grafici di approfondimento.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento 31-05-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 2.042
GPL SERVITO 0.911
Metano SERVITO 1.588

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Il prezzo finale della benzina nasce dall’incontro di due grandi capitoli di spesa. Da un lato c’è la componente fiscale, che pesa per il 58% e include accise e Iva; dall’altro la componente industriale, pari al 42%, che riflette il valore del prodotto e i margini lungo la filiera. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima incide per il 30%: è qui che agiscono le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro, poiché la benzina segue listini denominati in dollari e il tasso di cambio può amplificare o attenuare i movimenti dei mercati. Il margine lordo vale il 12% e comprende le voci su cui operatori e reti possono intervenire, come logistica, stoccaggi, costi di esercizio e politiche commerciali del punto vendita. In pratica, quando le quotazioni internazionali aumentano o l’euro si indebolisce, il costo industriale tende a salire e questo si trasferisce, con tempistiche variabili, sui prezzi alla pompa. Viceversa, fasi di discesa delle quotazioni o un cambio favorevole possono creare spazio per riduzioni. Il margine, invece, può cambiare in funzione della concorrenza locale, dei flussi di traffico e di eventuali campagne promozionali, determinando differenze tra aree e marchi, pur nel rispetto della struttura complessiva appena descritta.

Gasolio. Anche per il gasolio il prezzo al consumatore è il risultato della somma tra imposte e quota industriale, ma con pesi diversi: la componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale vale il 55%. Dentro la parte industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo: come per la benzina, è fortemente influenzato dall’andamento delle quotazioni internazionali e dal rapporto euro/dollaro. Il margine lordo ammonta al 10% e costituisce la porzione su cui gli operatori possono intervenire in base a dinamiche commerciali e gestionali, come costi di trasporto, gestione degli impianti e strategie di prezzo. Ne consegue che i movimenti dei mercati energetici e del cambio si riflettono in modo rilevante sul gasolio, con effetti che possono essere più visibili in periodi di forte volatilità. Il margine, pur più contenuto, può variare in funzione della concorrenza tra stazioni, del posizionamento lungo le principali direttrici autostradali e della stagionalità dei flussi di traffico. Nel complesso, la prevalenza della componente industriale nel gasolio rende particolarmente importante monitorare le condizioni di mercato internazionale, mentre la quota fiscale continua a rappresentare un fattore costante che incide in modo significativo sul prezzo pagato dagli automobilisti.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.949 per la benzina, 2.014 per il diesel, 0.818 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.000
Benzina SELF 1.944
GPL SERVITO 0.803
Metano SERVITO 1.507

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.023
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.783
Metano SERVITO 1.572

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.055
Benzina SELF 1.979
GPL SERVITO 0.892
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.036
Benzina SELF 1.963
GPL SERVITO 0.847
Metano SERVITO 1.667

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.999
Benzina SELF 1.944
GPL SERVITO 0.765
Metano SERVITO 1.530

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.999
Benzina SELF 1.942
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.527

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.034
Benzina SELF 1.971
GPL SERVITO 0.795
Metano SERVITO 1.507

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.006
Benzina SELF 1.933
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.652

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.015
Benzina SELF 1.944
GPL SERVITO 0.888
Metano SERVITO 1.531

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.005
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.553

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.988
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.822
Metano SERVITO 1.523

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.030
Benzina SELF 1.947
GPL SERVITO 0.817
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.005
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.565

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.011
Benzina SELF 1.952
GPL SERVITO 0.777
Metano SERVITO 1.624

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.031
Benzina SELF 1.956
GPL SERVITO 0.874

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.020
Benzina SELF 1.949
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.821

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.013
Benzina SELF 1.942
GPL SERVITO 0.802
Metano SERVITO 1.602

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.025
Benzina SELF 1.956
GPL SERVITO 0.819
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.000
Benzina SELF 1.943
GPL SERVITO 0.812
Metano SERVITO 1.503

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.029
Benzina SELF 1.963
GPL SERVITO 0.899

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.990
Benzina SELF 1.936
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.501

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Buca le gomme alla ex moglie e viene scoperto, il video è virale

Ci sono storie che sembrano uscite da una commedia all’italiana, quelle in cui la vendetta mal congegnata si ritorce puntualmente contro chi l’ha ordita. Questa arriva da San Raffaele Cimena, un comune del Torinese, e racconta di un uomo di 78 anni che, animato da un rancore evidentemente ancora vivo nei confronti della sua ex moglie, ha deciso di farsi giustizia da solo nella serata del 20 maggio scorso.

Il suo piano era semplice: avvicinarsi all’auto della donna, rigarne la carrozzeria e bucarle uno pneumatico. Il problema, per lui, è che non aveva fatto i conti con le telecamere di sorveglianza installate nei dintorni del municipio cittadino, e soprattutto con un accessorio di fortuna che ha tradito la sua identità nel momento peggiore possibile. Il video della scena ha fatto rapidamente il giro del web, raccogliendo commenti che oscillano tra l’incredulità e l’ilarità. Non è difficile capire perché.

Il piano imperfetto

Il 78enne, residente a Santena e già noto alle forze dell’ordine, non si è presentato sul posto a mani nude né senza una qualche idea di come evitare di essere riconosciuto. Aveva elaborato un travestimento: un sacchetto di carta calato sulla testa, come maschera rudimentale fai da te. Completava l’equipaggiamento un oggetto descritto dagli inquirenti come un “bastone animato”, utilizzato per rigare la carrozzeria e forare gli pneumatici dell’auto presa di mira, veicolo parcheggiato a poca distanza dal municipio del paese.

L’idea, sulla carta, era quella di compiere il gesto indisturbato e dileguarsi senza che nessuno potesse ricondurre l’azione alla sua persona. Nella pratica, è andata diversamente. Le telecamere di videosorveglianza della zona hanno ripreso tutta la sequenza, e durante l’azione vandalica il sacchetto gli è scivolato dal volto. Un attimo, eppure è bastato per essere riconosciuto. Il suo viso è rimasto immortalato dai fotogrammi, nitido e inequivocabile, a disposizione di chiunque avesse poi analizzato le registrazioni.

Visualizza questo post su Instagram

Dalle indagini successive è emerso che il 78enne aveva già preso di mira in passato vetture riconducibili all’ex moglie, agendo con lo stesso spirito di rivalsa. L’episodio del 20 maggio è stato però quello decisivo, perché le immagini disponibili erano di qualità sufficiente a consentire un’identificazione certa.

La denuncia ai Carabinieri

I proprietari delle auto danneggiate, tre veicoli colpiti in tutto, stando alle ricostruzioni, si sono rivolti ai Carabinieri della stazione di Castiglione Torinese, che hanno avviato le indagini incrociando le testimonianze raccolte, le immagini delle videocamere e gli accertamenti tecnici sul territorio.

L’analisi dei filmati ha permesso di isolare i fotogrammi cruciali: quelli in cui il sacchetto, scivolando, ha rivelato il volto del responsabile. Da quel momento l’identificazione è stata questione di tempo. I militari hanno anche recuperato e sequestrato l’oggetto utilizzato per compiere i danneggiamenti, acquisendolo come elemento utile alle indagini.

Il 78enne è stato quindi denunciato con l’accusa di danneggiamento aggravato. Una denuncia che, data la sua posizione di già noto alle forze dell’ordine, si inserisce in un quadro complesso.

Al netto delle conseguenze legali che attendono il protagonista di questa storia, resta il video che continua a circolare, a essere condiviso, e a strappare sorrisi. Uno di quei casi in cui la realtà supera abbondantemente la fantasia, e in cui l’unico vero rimpianto dell’interessato dev’essere quello di aver scelto come maschera qualcosa di così poco affidabile.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 05:30:51 +0000
News n. 18
Honda, addio all’elettrico puro nel 2040, il futuro torna ibrido

Honda è stata la casa automobilistica che, nel 1999, ha portato in Europa la prima ibrida di serie della storia, la Insight, anticipando di pochi mesi persino la Prius di Toyota. Poi, nel 2021, il grande annuncio: gamma completamente elettrica entro il 2040, addio ai motori a combustione, futuro a zero emissioni. Una svolta che sembrava definitiva. Oggi, cinque anni dopo, Honda fa retromarcia. Il target del 2040 viene archiviato, e al suo posto tornano gli ibridi. È la storia di un’industria che ha dovuto fare i conti con la realtà di un mercato che non si è mosso con la velocità che si aspettava, simile a quanto stanno vivendo tutte le concorrenti del mercato.

Periodo di crisi

Il contesto in cui arriva questa decisione è quello più difficile che Honda abbia vissuto in quasi settant’anni di storia quotata in borsa. L’esercizio fiscale chiuso al 31 marzo ha registrato una perdita netta di 2,3 miliardi di euro, dopo oneri e svalutazioni per 8,5 miliardi legati alla revisione della strategia sull’elettrico e alla cancellazione di diversi modelli EV. È la prima chiusura in rosso dal 1957, l’anno in cui Honda è entrata in borsa per la prima volta.

Il CEO Toshihiro Mibe ha dovuto presentare un piano completamente diverso rispetto a quello che aveva in mente. I problemi si erano accumulati su più fronti: la crescita dei veicoli elettrici procedeva in modo meno regolare rispetto alle attese, mentre batterie, piattaforme dedicate e infrastrutture continuavano a pesare sui costi, a cui si aggiungeva un contesto commerciale complicato dai dazi.

La collaborazione con Sony per i modelli Afeela è stata sospesa. I progetti della serie Generation 0 sono stati cancellati. L’unico modello full electric Honda disponibile negli Stati Uniti, la Prologue, terminerà la produzione a dicembre di quest’anno, dopo una fase commerciale sostenuta da forti sconti in concessionaria.

Il nuovo obiettivo sulla neutralità carbonica viene spostato al 2050, con un approccio multi-tecnologico che lascia spazio a ibridi, motori termici evoluti e soluzioni alternative. In Europa, il nodo resta aperto: se il divieto UE alle motorizzazioni a combustione resterà assoluto senza deroghe per le ibride o i carburanti sintetici, Honda dovrà comunque accelerare la transizione elettrica sul Vecchio Continente, indipendentemente dalla nuova rotta del gruppo.

Nuovi prototipi

Il segnale del cambio di strategia è arrivato con la presentazione di due prototipi che Honda ha mostrato al pubblico per la prima volta. Il primo è una berlina ibrida con carrozzeria a portellone dal design pulito e moderno che riprende la direzione tecnica del sistema ibrido a due motori già sviluppato negli anni scorsi. Il secondo è un SUV ibrido a marchio Acura, il brand premium di Honda, pensato per il mercato americano e non solo.

Entrambi i prototipi nascono su una piattaforma destinata a entrare in produzione dal prossimo anno e riprendono la direzione tecnica del sistema ibrido a due motori. Dal 2027 Honda avvierà il lancio di modelli di nuova generazione basati su una nuova piattaforma con un sistema ibrido rivisto, indicato internamente come e:Hev. Nel 2029 toccherà agli ibridi di grandi dimensioni, nel segmento D e superiori, con un nuovo motore V6. In totale, il gruppo si concentrerà su 15 nuovi modelli globali ibridi entro marzo 2030, tra novità assolute e aggiornamenti di modelli già in gamma.

Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 05:30:16 +0000
News n. 19
Google presenta le novità per Android Auto, tra video in streaming e AI

Google ha annunciato un pacchetto di novità sostanzioso che riguarda sia l’aspetto visivo della piattaforma sia le sue funzionalità. Si parla di video in streaming a bordo, supporto al Dolby Atmos, navigazione tridimensionale e l’integrazione dell’assistente AI Gemini. L’annuncio è arrivato nel corso del Google I/O 2026, l’evento annuale in cui Mountain View presenta le novità dei suoi prodotti e servizi. Android Auto, in questo contesto, ha ricevuto forse la sessione più ricca degli ultimi anni.

Nuova veste grafica

Il primo livello dell’aggiornamento è quello visivo. Android Auto adotta il linguaggio grafico Material 3 Expressive, lo stesso introdotto da Google sugli smartphone Android nel corso dell’ultimo anno. Si tratta di un’evoluzione che porta con sé nuovi caratteri tipografici, animazioni più fluide e sfondi personalizzabili. La cosa interessante, però, è che tutto questo si adatta in modo automatico a qualsiasi dimensione e forma di schermo presente nell’infotainment del veicolo.

Sul fronte della navigazione, Google ha definito questo aggiornamento come il più significativo apportato a Maps negli ultimi dieci anni. La novità si chiama Immersive Navigation e porta la visualizzazione della mappa in 3D, con la riproduzione realistica di edifici, cavalcavia e rilievi. Ancora più utile in situazioni complesse, come gli svincoli autostradali articolati o i centri urbani densi, è la funzione di evidenziazione delle corsie, dei semafori e dei segnali di stop: un aiuto concreto per chi guida in una città che non conosce o in condizioni di traffico difficile.

Completano il rinnovamento dell’interfaccia i widget personalizzabili dall’utente, visibili anche durante la navigazione: scorciatoie ai contatti preferiti, previsioni meteo, informazioni contestuali, tutto configurabile secondo le proprie abitudini di guida.

Arrivano i video

Per la prima volta in assoluto, Android Auto supporterà la riproduzione video a bordo. La funzione sarà disponibile quando il veicolo è in sosta o in fase di ricarica: in queste condizioni, sarà possibile guardare contenuti da YouTube in full HD a 60 fotogrammi al secondo. Alla ripresa della marcia, la riproduzione video transita automaticamente in modalità solo audio, continuando a funzionare in background senza interruzioni sulle app compatibili. Un compromesso intelligente che offre intrattenimento senza creare distrazioni pericolose.

La funzione sarà disponibile entro la fine del 2026 su modelli di BMW, Ford, Genesis, Hyundai, Kia, Mahindra, Mercedes, Renault, Å koda, Tata e Volvo. Sul fronte audio, lo stesso aggiornamento introduce il supporto al Dolby Atmos, il sistema di audio spaziale che porta l’ascolto a bordo a un livello qualitativamente superiore. 

Gemini integrata

L’assistente Gemini è ora disponibile in modo generalizzato su Android Auto. In pratica, potrete gestire attività, cercare informazioni, rispondere ai messaggi e interagire con il vostro telefono tramite comandi vocali, senza mai toccare lo schermo. Fin qui, niente di rivoluzionario rispetto a quello che già offriva Google Assistant, ma le cose si fanno più interessanti se si guardano le funzionalità avanzate.

Gli utenti con dispositivi che integrano Gemini Intelligence (ovvero i Pixel più recenti e alcuni Galaxy top di gamma) potranno accedere entro fine anno a un’esperienza più profonda: il sistema analizza attivamente il contesto dell’utente attingendo a messaggi, email e calendario, anticipando le necessità prima ancora che vengano espresse. Una risposta pertinente disponibile con un solo tocco, senza dover formulare una richiesta vocale esplicita.

Una delle applicazioni pratiche più curiose presentate da Google riguarda i servizi di asporto: tramite Gemini sarà possibile ordinare cibo da Doordash semplicemente descrivendo la richiesta a voce, con conferma tramite un tocco e ritiro al punto di sosta. Google ha indicato Doordash come primo partner per questa funzione, lasciando intendere che altri seguiranno e che la compatibilità sarà adattata ai mercati locali.

Per chi possiede un veicolo con il sistema Google Built-in, Gemini potrà rispondere a domande specifiche sull’auto stessa: riconoscere una spia sul quadro strumenti, verificare la capienza del bagagliaio rispetto a un oggetto da trasportare, o fornire informazioni tecniche direttamente pertinenti al modello che si sta guidando.

Data articolo: Sun, 31 May 2026 14:00:48 +0000
News n. 20
Mitsubishi Pajero, il fuoristrada torna in autunno

Per molti appassionati di fuoristrada, la Pajero è sempre stato un nome che evoca la Dakar, i deserti, la polvere e le 12 vittorie nella corsa più dura del mondo. Poi nel 2021, quasi in silenzio, la produzione si è fermata e con lei si è chiuso un capitolo lungo quarant’anni. Ma come spesso accade con le icone vere, la storia non finisce davvero: Mitsubishi ha confermato ufficialmente che la nuova Pajero sarà presentata in anteprima mondiale il prossimo autunno, e le prime immagini teaser rilasciate nelle ultime ore fanno capire che il ritorno non sarà timido.

Quella che arriverà non è una riedizione nostalgica pensata per far leva sui ricordi di chi aveva la Pajero in cameretta come modellino. È un veicolo progettato da zero, con una struttura tecnica solida e una precisa identità stilistica. Mitsubishi ha scelto di non ammorbidire l’immagine del modello per renderlo più digeribile al grande pubblico: la Pajero torna come fuoristrada, e lo fa con convinzione.

Firma luminosa moderna

Il teaser ufficiale rilasciato da Mitsubishi non lascia spazio all’immaginazione su quale sarà il carattere della nuova Pajero. Il muso è squadrato, deciso, con proporzioni muscolose che rimandano alla tradizione del modello senza però cadere nella nostalgia facile. L’elemento più distintivo è la firma luminosa: una striscia che attraversa orizzontalmente tutto il cofano da un’estremità all’altra, interrompendosi solo al centro, dove trova posto il logo a tre diamanti di Mitsubishi. È un elemento di design aggressivo, contemporaneo, che colloca la nuova Pajero nel panorama dei fuoristrada moderni senza sacrificare il carattere robusto che ne ha sempre fatto l’identità.

La produzione avverrà nella fabbrica tailandese di Laem Chabang, la stessa in cui nasce il pick-up Triton conosciuto in Italia come L200, e non è una coincidenza. La nuova Pajero condividerà con il Triton il telaio a longheroni, l’architettura tipica dei fuoristrada puri, quella che garantisce rigidità torsionale, capacità di traino elevata e soprattutto la robustezza necessaria ad affrontare percorsi che le crossover monovolume si sognano. Abitacolo e sospensioni saranno invece sviluppi specifici per questo modello, pensati per bilanciare le prestazioni in off-road con un livello di comfort all’altezza degli standard attuali.

DNA di sempre

Il ritorno della Pajero non è solo una questione di nome o di nostalgia commerciale. È la risposta di Mitsubishi a un mercato che negli ultimi anni ha lasciato scoperta la fascia dei fuoristrada veri, quelli con telaio a longheroni e vocazione genuina per il fuoristrada severo. SUV e crossover hanno dominato la scena, ma chi cerca un mezzo capace di fare sul serio lontano dall’asfalto ha trovato sempre meno opzioni accessibili.

La nuova Pajero sarà disponibile in tre varianti distinte, pensate per intercettare profili di acquirenti molto diversi tra loro. La versione più spartana avrà paraurti non verniciati e protezioni specifiche per l’off-road: è quella per chi la usa davvero fuori dalla strada, per il lavoro o per l’avventura pura. Salendo di livello si trovano versioni progressivamente più curate esteticamente, fino alla variante più rifinita, con uno stile più elegante adatto a chi cerca un fuoristrada autentico ma non vuole rinunciare a una certa raffinatezza quotidiana.

Su alcuni mercati, il modello verrà commercializzato con il nome di Montero, che è quello storico con cui la Pajero è stata venduta in America Latina e in Spagna. Una doppia identità che Mitsubishi gestisce da decenni, e che racconta quanto sia radicato il legame di questo veicolo con culture e mercati diversissimi.

Presentata per la prima volta nel 1982, la Pajero ha attraversato quattro generazioni e ha lasciato il segno in ogni angolo del mondo in cui è stata venduta, con oltre 3,25 milioni di esemplari in totale. La sua presenza alla Dakar è cominciata nel 1983, e da quel momento il palmares si è arricchito anno dopo anno fino a 12 vittorie assolute, di cui 7 consecutive. Un record che poche case automobilistiche possono vantare in una competizione del genere.

Data articolo: Sun, 31 May 2026 12:30:33 +0000
News n. 21
L’auto più pazzesca mai vista, il misterioso mezzo che ha paralizzato New York

Il palcoscenico a Manhattan non chiude mai. Nel famoso distretto di New York il concetto di normalità si fa molto elastico: tra gli incessanti clacson dei taxi gialli, il vapore che sbuffa dai tombini e l’inarrestabile flusso di folla lungo le Avenue, per stupire bisogna davvero esagerare, facendo ad esempio scendere in strada un assurdo triciclo a forma di scarpa. Anche se in questa giungla di cemento tutto sembra già visto, certe trovate riescono a fermare il tempo. O, più precisamente, a bloccare il traffico.

Un tacco a spillo gigante manda il traffico in tilt

Sotto la nitida luce di un pomeriggio newyorkese gli automobilisti attendevano il verde: una scena ordinaria interrotta all’improvviso da una strana sagoma, intenta a farsi largo tra le berline scure e i furgoni per le consegne. Ma niente bolidi costosi (del resto, a quelli gli abitanti ci sono abituati) o prototipi avveniristici di qualche rinomata Casa: al loro posto ha reclamato spazio un gigantesco tacco a spillo rosa acceso.

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Modellato con una precisione degna dell’alta moda, l’oggetto sfilava sull’asfalto in totale disinvoltura. La carrozzeria, tirata a lucido, catturava i profili dei grattacieli, deformandoli in modo buffo mentre avanzava. A guardarlo bene, si percepisce appieno l’assurdità del veicolo, guidato da una conducente orgogliosa, consapevole di avere gli occhi dei passanti puntati addosso.

I presenti hanno avuto una reazione unanime: silenzio e il sospetto di essere finiti in un qualche esperimento sociale o candid camera. Gli autisti abbassavano i finestrini per assistere meglio alla scena, mentre la gente sulle strisce pedonali si piantava in mezzo alla strada. Tempo qualche secondo e la solita follia di New York ha ceduto spazio a un’atmosfera irreale: persone di ogni tipo alzavano il telefono, pronti a immortalare l’istantanea da mostrare agli amici e condividere sul web. Per un attimo, la fretta è passata in secondo piano.

La reazione del web

Resta, però, una domanda: cosa spinge qualcuno a trasformare un tacco vertiginoso in una soluzione di trasporto urbana? Forse è la dichiarazione definitiva di indipendenza dal grigiore quotidiano. A dispetto di un mondo troppo veloce e frenetico, vedere una scarpa da donna gigante sfrecciare sulla 5th Avenue ha rassicurato i dubbiosi: l’ironia resta la forma d’arte più efficace.

Il triciclo ha tirato dritto fino a scomparire dietro l’angolo e mescolarsi nuovamente ai veicoli pesanti, nei limiti del possibile ovviamente. Le reazioni? Spaccate: qualcuno ha pensato a una manovra di marketing aggressivo, altri l’hanno vista semplicemente come un gesto di follia liberatoria in mezzo al grigiore del traffico. Poco importa se l’opinione pubblica si è polarizzata. Anzi, le opinioni divisive potrebbero confermare l’efficacia della trovata: in fondo, che sia una genialata o una buffonata, l’importante è che se ne parli.

La prossima volta che vi sentirete bloccati al semaforo, annoiati dal solito panorama, guardatevi attorno: magari, nel traffico di tutti i giorni sbucherà fuori qualcosa di altrettanto folle. E voi siete tipi da “foto immediata” per fare il pieno di like o sareste rimasti fermi a fissare la scena, al punto da dimenticare persino di sbloccare lo smartphone?

Data articolo: Sun, 31 May 2026 10:37:27 +0000
News n. 22
Fari a LED, sono davvero pericolosi? Gli effetti sulla guida notturna

Sta diventando sempre più complessa la guida notturna. Chiunque si sia messo al volante dopo il tramonto avrà senz’altro già sperimentato sulla sua pelle quanto sia fastidioso incrociare veicoli provenienti dalla direzione opposta. Spesso, il “colpevole” di questo disagio viene individuato nei moderni fari a LED, ma sono davvero così pericolosi o si tratta di un problema di utilizzo e normativa?

Le criticità: potenza ed eccessiva altezza

Nel settore automobilistico c’è un prima e un dopo tecnologia a LED: la visibilità superiore, la durata maggiore e il minor consumo energetico rispetto alle vecchie luci alogene lo ha imposto come standard di riferimento poco dopo l’introduzione su vasta scala.

Eppure, il progresso tecnico ha determinato delle criticità inaspettate, affrontate da Greg Brannon, direttore dell’ingegneria automobilistica dell’AAA, con un ribaltamento di prospettiva: la colpa non è tanto della luce in sé, quanto piuttosto della potenza dei sistemi di nuova generazione e il fatto che SUV e pick-up, essendo più alti, sparano il fascio luminoso direttamente all’altezza dei nostri occhi. L’infelice allineamento finisce per disturbare il campo visivo degli altri automobilisti, specialmente su strade secondarie o scarsamente illuminate dove la carenza di luce ambientale accentua il contrasto.

Come emerso da uno studio pubblicato a inizio 2026, il 92% degli automobilisti si sente letteralmente abbagliato dai veicoli che sopraggiungono dalla direzione opposta, a cui si aggiunge un altro 36% di conducenti infastidito dai riflessi luminosi catturati dallo specchietto retrovisore.

Non siamo però tutti uguali di fronte a questo fastidio. Il 70% dei guidatori con occhiali riscontra forti problemi, contro il 56% rilevato tra il resto degli automobilisti, data la tendenza delle lenti di rifrangere la luce, e anche il genere gioca un ruolo: le donne hanno riferito di essere più soggette all’abbagliamento (70%) rispetto agli uomini (57%).

Le contromisure

A livello tecnico, la temperatura di colore “fredda” (i toni bluastri) dei fari a LED intensi tende a causare un maggiore affaticamento oculare rispetto alle tonalità più calde del passato. Tuttavia, il vero “nemico” della sicurezza è spesso il mercato aftermarket, infatti molti kit di conversione privi di omologazione, acquistati per conferire un aspetto più moderno al proprio veicolo, privilegiano la potenza pura, peccato che l’illuminazione sia mal direzionata e dispersiva. Meglio puntare sempre sull’impianto originale: è l’unico modo per avere una visibilità ottima senza infastidire chi guida in senso contrario.

Paradossalmente, la tecnologia oggi “colpevole” di abbagliarci potrebbe essere anche la soluzione definitiva. In Europa, i sistemi di illuminazione adattiva hanno già iniziato a indicare la via, modulando la luce in tempo reale così da “nascondere” gli altri guidatori dal cono di luce. Sviluppati da Case della reputazione di Audi, i fari Matrix LED sanno orientare il fascio con estrema accuratezza.

Purtroppo, la burocrazia frena il progresso. In Nord America, regolamenti vecchi di decenni frenano l’adozione di sistemi più evoluti, a dispetto della sicurezza generale. Rivian prova a cambiare le regole del gioco adattando i fari agli standard attuali, ma senza un intervento radicale sui codici stradali, i riflessi accecanti dei fari altrui continueranno a rovinarci la vista. Ogni maledetta notte al volante.

Data articolo: Sun, 31 May 2026 07:59:50 +0000
News n. 23
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 sono previsti numerosi scioperi nel settore dei trasporti in tutta Italia, con coinvolgimento di servizi locali e nazionali come treni, bus, aerei, taxi e trasporti marittimi. L’articolo presenta una sintesi di tutte le agitazioni proclamate, ordinate cronologicamente, con una chiara indicazione delle città, delle regioni e degli orari in cui sono previsti i maggiori disagi.

Sciopero 1 maggio 2026

Su tutto il territorio nazionale è previsto uno sciopero generale che coinvolge tutto il personale dipendente pubblico e privato in Italia per l’intera giornata. La protesta è stata proclamata dal sindacato USI-CIT e interessa tutte le province e regioni.

Sciopero 4 maggio 2026

In Italia (rilevanza nazionale) è previsto uno sciopero del personale addetto ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia della società Elior Divisione Itinere, per l’intera giornata. Sono coinvolti i sindacati FAST-CONFSAL, FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI.

Nella provincia di Milano (Lombardia), sciopero per il personale della Società Mercitalia Shunting & Terminal, della durata di 8 ore dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio proclamato da OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 5 maggio 2026

Nella provincia di Firenze (Toscana), sciopero nel settore ferroviario per il personale del settore manutenzione società RFI Doit Firenze, per 8 ore nell’intera giornata. Sindacato: OSR USB Lavoro Privato.

Nella provincia di Milano (Lombardia), lo sciopero del personale Mercitalia Shunting & Terminal prosegue dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio.

Sciopero 7 maggio 2026

Sul territorio nazionale, sciopero di 24 ore per il settore marittimo e lavoratori portuali. Coinvolge tutte le province d’Italia e interessa i dipendenti delle imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, delle Autorità di Sistema Portuale (ADSP) e delle società che applicano il CCNL porti. Il sindacato promotore è USB Lavoro Privato.

Sciopero 8 maggio 2026

Nella città di Trento (regione Trentino-Alto Adige), sciopero di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 del personale della Trentino Trasporti, proclamato dal sindacato OSR ORSA TRASPORTI.

Nella città di Potenza (Basilicata), sciopero di 4 ore dalle 15.01 alle 19.00 del personale della società Miccolis – Servizio urbano. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.

Nella provincia di Brescia (Lombardia), settore aereo: sciopero di 24 ore del personale addetto allo scarico e carico merci società GDA Handling, Aeroporto Brescia Montichiari (sindacato USB Lavoro Privato).

Sciopero 9 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), sciopero della durata di 24 ore a partire dalle 19:31 del 9 maggio fino alle 19:30 del 10 maggio, che coinvolge il personale della società EAV (OSR ORSA AUTOFERRO TPL).

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), prosegue lo sciopero per il personale di EAV (OSR ORSA AUTOFERRO TPL) dalle 19:31 del 9 maggio fino alle 19:30 del 10 maggio.

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero di 24 ore del personale della società Autolinee Toscane (bacino di Firenze), indetto da OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 11 maggio 2026

Nel settore aereo su tutto il territorio nazionale e interregionale, scioperi in varie città tra cui Roma Fiumicino e Ciampino (12:00-16:00, personale ADR Security), Napoli (10:00-18:00, personale ENAV), Palermo (12:00-16:00, GH/Handling), Cagliari (13:00-17:00, gruppo Sogaer), Milano Malpensa (13:00-17:00, ALHA e MLE-BCUBE), indetti da vari sindacati (FAST-CONFSAL, RSA UILT-UIL, FILT-CGIL, FIT-CISL, UGL-TA, ANPAC, USB Lavoro Privato).

Sciopero 14 maggio 2026

Nella città di Novara (Piemonte), sciopero della durata di 24 ore del personale della società SUN indetto dal sindacato AL-COBAS.

Sciopero 18 maggio 2026

Sciopero generale nazionale che coinvolge le categorie pubbliche e private dei trasporti. Tra le principali modalità:
Ferroviario: dalle 21:00 del 17 maggio alle 20:59 del 18 maggio.
TPL: modalità territoriali.
Marittimo: particolarmente interessate isole maggiori e minori.
Taxi: 00:01-23:59.
Autostrade: personale in sciopero dalle 22:00 del 17 maggio.
Proclamato dal sindacato USB.

Nella provincia di Bari (Puglia), sciopero di 24 ore per il personale della Società STP di Bari indetto dai sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero 29 maggio 2026

In Italia (su tutte le province e regioni), sciopero generale dei trasporti di rilevanza nazionale:
Aereo: dalle 00.00 alle 23.59
Ferroviario: dalle 21.00 del 28 maggio alle 21.00 del 29 maggio
Trasporto pubblico locale: modalità territoriali
Marittimo: isole minori dalle 00.01 alle 23.59, isole maggiori un’ora prima delle partenze
Portuale: modalità locali
Autostrade: dalle 22.00 del 28 maggio alle 22.00 del 29 maggio
Sindacati promotori: CUB, SGB, ADL VARESE, SI-COBAS, USI-CIT.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 31 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 24
Ricarica elettrica, come siamo messi in Italia con la diffusione delle colonnine

Per sostenere la diffusione delle auto elettriche, che stanno registrando una forte crescita in Italia (ma con un market share ancora limitato), è fondamentale poter contare su una rete di punti di ricarica in grado di presentare una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale.

Si tratta di un aspetto essenziale per il programma di elettrificazione del mercato auto italiano. Senza una rete diffusa in modo sufficiente, infatti, pensare a un settore in cui le elettriche ricoprono un ruolo da protagoniste del mercato, senza occupare un segmento minoritario, è molto difficile.

Gli ultimi dati di Motus-E, con il consueto report trimestrale, offrono un quadro aggiornato della crescita della rete infrastrutturale italiana per quanto riguarda i punti di ricarica delle auto elettriche. Ecco tutti i dettagli in merito.

Sempre più punti di ricarica

La rete di punti di ricarica per le auto elettriche continua a crescere in Italia. Nel corso del primo trimestre del 2026, infatti, sono stati installati 5.206 nuovi punti di ricarica. Si tratta di una crescita sostanziale rispetto alla rilevazione precedente. In totale, infatti, ora ci sono oltre 78 mila punti di ricarica e nel corso degli ultimi 12 mesi il totale di nuove installazioni arriva a oltre 12 mila. Da segnalare una sostanziale crescita delle stazioni di ricarica ad alta potenza, che hanno rappresentato il 64% delle nuove installazioni nel corso degli ultimi 12 mesi.

Continua anche la crescita dei punti di ricarica in autostrada, dove sono installate 1.461 colonnine di cui ben il 61% permette di sfruttare una ricarica ad alta potenza (oltre i 150 kW) che consente di minimizzare i tempi della sosta, un aspetto essenziale per chi è in viaggio lungo una tratta autostradale. Interessante è anche il dato sulle stazioni non attive (in quanto in attesa di autorizzazione), che ora sono il 12,9% del totale (in precedenza erano il 14,9%).

Secondo Fabio Pressi, presidente di Motus-E, in questo momento “Pur in un contesto complicato, caratterizzato dal ritardo tutto italiano nell’adozione dei veicoli elettrici, gli operatori della ricarica stanno portando avanti, sostanzialmente da soli, con responsabilità e impegno, un processo di infrastrutturazione strategico per il Paese.”

Ricordiamo che il mercato italiano sta facendo segnare una sostanziale crescita delle vendite di auto elettriche nel corso degli ultimi mesi, come confermano anche i recenti dati sulle immatricolazioni. Poter contare su una rete di ricarica completa e diffusa in modo capillare, in tutto il Paese e non solo in alcune zone, è fondamentale per sostenere un programma di crescita di questo tipo.

La distribuzione geografica

La maggior parte dei punti di ricarica si trova al Nord Italia. In totale, infatti, il 59% delle stazioni di ricarica a uso pubblico per veicoli elettrici è situato nelle province settentrionali mentre il 19% si trova al Centro Italia. Tra Sud e Isole, infine, è collocato il 22% delle stazioni di ricarica.

La regione italiana con più punti per la ricarica è la Lombardia (17.143, +3.837 negli ultimi 12 mesi). Molto più indietro troviamo Piemonte (7.574, +1.223), Veneto (7.413, +1.382), Lazio (6.985, +945) e, al quinto posto, Emilia-Romagna (6.366, +1.141).

Data articolo: Sun, 31 May 2026 05:30:17 +0000
News n. 25
BYD non si ferma ed è sempre più protagonista in Europa, i numeri del successo

Il mercato delle quattro ruote a livello globale ha oggi una nuova protagonista assoluta: BYD. L’azienda cinese è, probabilmente, il simbolo più evidente della crescente diffusione dell’industria automotive del Paese asiatico su scala globale. Negli ultimi anni, BYD ha incrementato in modo significativo il suo raggio d’azione, in particolare in Europa, adottando una strategia diversa da altre aziende cinesi ed evitando partnership o acquisizioni per continuare in modo indipendente. I numeri stanno dando ragione alla Casa cinese che, in questa prima parte del 2026, sta vivendo un momento d’oro, con volumi in forte crescita in confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. Andiamo a fare il punto in merito all’andamento delle vendite di BYD in Europa.

Protagonista in Europa

BYD è tra i brand in maggiore crescita in Europa e sta raccogliendo numeri davvero importanti, rafforzando la sua presenza sul mercato, mese dopo mese. Come confermano i recenti dati di ACEA sull’andamento delle vendite nel mercato europeo, BYD ha raggiunto quota 101 mila unità immatricolate nel corso dei primi quattro mesi dell’anno. Si tratta di un dato che si traduce in una crescita del 143,9% su base annua.

Nello stesso periodo di tempo, il mercato è cresciuto di poco più del 4% (considerando tutti i Paesi Ue, i Paesi Efta e il Regno Unito). La quota di mercato è del 2,2% (lo scorso anno era inferiore all’1%). Limitando l’analisi al solo mercato Ue, invece, le vendite di BYD sono state pari a circa 71 mila unità, con un incremento su base annua del 152%. In questo caso, il market share è dell’1,9%.

Un successo anche in Italia

BYD sta crescendo in modo significativo anche in Italia, dove il passo in avanti in termini di crescita percentuale risulta ancora più significativo e anche la quota di mercato è maggiore di quanto visto in Europa. Come confermano i dati UNRAE, infatti, l’azienda ha raggiunto e superato quota 17 mila unità vendute nel corso dei primi quattro mesi dell’anno, con un miglioramento del 208% rispetto ai risultati ottenuti nello stesso periodo del 2025.

Per quanto riguarda la quota di mercato, invece, BYD è ora al 2,72% (lo scorso anno non arrivava all’1%). Grazie a questa crescita, la Casa cinese punta a stabilizzarsi tra i 10 gruppi principali del mercato italiano e, in ottica futura, può ambire anche a entrare nella Top 5 (per centrare l’obiettivo dovrebbe raddoppiare le vendite rispetto ai volumi attuali).

In questo momento, BYD sta dominando il mercato delle auto ibride plug-in, dove occupa le prime due posizioni, con Seal U e Atto 2, e anche l’ottava posizione, con Seal 6, della classifica dei modelli più venduti. Da segnalare anche un ottimo quarto posto tra le auto elettriche più vendute, con l’apprezzata Dolphin Surf. I margini di crescita per un ulteriore rafforzamento della propria presenza sul mercato ci sono tutti. Nei prossimi giorni, con l’arrivo dei primi dati del mese di maggio, potremo verificare gli ulteriori passi in avanti registrati dall’azienda nel suo programma di crescita, in Italia e in Europa.

Data articolo: Sun, 31 May 2026 05:30:10 +0000


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