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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane il 22 giugno 2026 è caratterizzata da diverse code e rallentamenti soprattutto sull’A1 Milano-Napoli e sull’A14 Bologna-Taranto, con incidenti e incendi che stanno creando disagi significativi. Per esempio, si segnala una coda di circa 9,3 km sull’autostrada A4 Torino-Trieste tra Milano est e il Bivio A4/Raccordo Viale Certosa dovuta a un incidente, mentre sull’A14 tra Canosa e Andria si registrano problemi gravi a causa di un incendio che limita la circolazione in entrambe le direzioni.

A1 MILANO-NAPOLI



10:00 – Firenze Impruneta e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 267.0 al chilometro 294.0 per una lunghezza di 27.0 km.



09:57 – Firenze sud e Firenze Scandicci
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
La coda copre una distanza di 4.0 km.



09:53 – Capodichino e Bivio Diram.Capod./Racc.SP1 Casoria
Coda di 1 km per veicolo in avaria
Direzione Autostrada Milano-Napoli



09:53 – Modena sud e Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta si estende per 24.5 km dal chilometro 195.3 al chilometro 170.8.



09:48 – Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio (provenendo da Firenze)
Coda per traffico intenso
Direzione Milano



09:48 – Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio (provenendo da Milano)
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli



08:56 – Valdarno e Firenze sud
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta copre 17.5 km, dal chilometro 312.5 al chilometro 330.0.



08:25 – Torrenova e Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A.
Coda di 1 km per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



10:04 – Genova Aeroporto e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
La tratta è lunga 2.3 km dal chilometro 0.0 al chilometro 2.3.

A11 FIRENZE-PISA NORD



10:00 – Prato Ovest e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta interessata copre 9.8 km, dal chilometro 7.0 al chilometro 16.8.

A14 BOLOGNA-TARANTO



09:52 – Canosa e Andria
Fumo e incendio segnalati
Direzione in entrambe le direzioni



09:52 – Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Bivio A14/Diramazione Ravenna
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta copre 56.7 km.



09:49 – Bologna Casalecchio (uscita)
Coda per traffico intenso



09:47 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
La coda copre 4.0 km dal chilometro 5.0 al chilometro 1.0.



09:46 – Forli’ e Castel San Pietro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Bologna
La tratta si estende per 43.4 km dal chilometro 38.2 al chilometro 81.6.



08:50 – Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
La coda si estende per 2.0 km.



08:38 – Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso

A24 ROMA-TERAMO



09:57 – Tornimparte e L’ Aquila Ovest
Traffico rallentato per veicolo in avaria
Direzione in entrambe le direzioni
La coda si estende per 2.0 km.

A52 TANGENZIALE NORD DI MILANO



09:48 – CC MI Serravalle / A52 e Baranzate
Coda per traffico intenso
Direzione Cavalcavia Rho
La tratta copre 2.42 km, dal chilometro 21.15 al chilometro 18.73.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



09:47 – Camaldoli e Capodimonte
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
La coda è lunga 2.3 km.



08:36 – Doganella e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La coda si estende per 0.8 km.

A16 NAPOLI-CANOSA



09:24 – Avellino est e Benevento
Coda di 1 km per lavori
Direzione Canosa

A7 MILANO-GENOVA



09:19 – Busalla e Isola del Cantone
Coda di 5.4 km per lavori
Direzione Milano

A8 MILANO-VARESE



09:06 – Bivio A8/A9 Lainate-Chiasso e Milano Nord
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta copre 5.1 km dal chilometro 5.6 al chilometro 10.7.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



09:36 – Chiasso e Como Monte Olimpino
Coda per veicolo in avaria
Direzione Lainate
La coda si estende per 0.73 km dal chilometro 40.9 al chilometro 41.63.

A4 TORINO-TRIESTE



10:04 – Milano est e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Coda per incidente
Direzione Torino
La coda copre 9.3 km dal chilometro 129.0 al chilometro 138.3.



10:02 – Cavenago e Capriate
Coda per scorta veicoli (safety car)
Direzione Torino
La tratta è lunga 4.0 km dal chilometro 156.0 al chilometro 160.0.

COMPLANARE A24 SX



08:17 – Settecamini e Bivio Grande Raccordo Anulare
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
La coda copre 1.0 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 08:08:00 +0000
News n. 2
Prezzi carburanti, il petrolio crolla ma la benzina scende solo del 6%

Negli ultimi trenta giorni, i mercati energetici globali hanno assistito a un cambiamento radicale nelle quotazioni del greggio, che però non ha trovato una corrispondenza equa nei prezzi pagati dagli automobilisti italiani. Sebbene il prezzo del barile sia in picchiata, chi si ferma ai distributori sperimenta un risparmio decisamente contenuto, innescando una forte ondata di proteste da parte delle associazioni dei consumatori. Insomma, benzina e diesel non sembrano decrescere quanto invece dovrebbero.

I numeri dello squilibrio

L’analisi dei dati mette a nudo una disparità netta. Il 20 maggio scorso il Brent, l’indice di riferimento per il mercato europeo, chiudeva le contrattazioni attorno ai 105 dollari al barile. In appena un mese, complice anche la prospettiva di un accordo tra Iran e Stati Uniti, le quotazioni sono scese fino a toccare gli 80 dollari, segnando un crollo verticale di quasi il 24%.

Tuttavia, nello stesso arco temporale, i listini alla pompa hanno seguito una traiettoria molto più timida. Il prezzo medio della benzina è passato da 1,961 a 1,841 euro al litro, registrando una flessione di appena il 6,1%. Ancora più critico è il dato del gasolio, che è sceso da 1,980 a 1,937 euro al litro, con un calo irrisorio del 2,2%. Questa differenza di circa 18 punti percentuali tra il crollo del greggio e il calo della benzina è l’origine principale del malcontento dei cittadini.

Le dinamiche speculative

Gli esperti del settore descrivono questo fenomeno con un’immagine molto efficace: l’effetto “razzo-piuma”. Secondo questa teoria, i prezzi dei carburanti schizzano verso l’alto con la velocità di un razzo non appena si manifestano tensioni internazionali o aumenti del greggio, ma scendono con la lentezza di una piuma quando le quotazioni internazionali calano.

Questa asimmetria temporale suggerisce, secondo il Codacons, possibili fenomeni speculativi. L’associazione è già pronta a presentare esposti alle Procure della Repubblica e all’Antitrust per accertare se questa lentezza nel ribasso sia giustificata da reali dinamiche di mercato o se rappresenti un danno ingiusto per i consumatori. Anche l’Adoc ha espresso preoccupazione, richiedendo interventi strutturali e una vigilanza più serrata per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie.

Differenze regionali

Nonostante il petrolio sia la materia prima fondamentale, non è l’unica variabile a determinare il prezzo finale. Sul costo alla pompa pesano in modo determinante le componenti fiscali. Nel caso del diesel, ad esempio, sul prezzo finale incide la riduzione dello sconto fiscale decisa dal governo. Inoltre, pende sulla testa dei consumatori la scadenza del 3 luglio, data in cui il taglio delle accise dovrebbe cessare definitivamente, rischiando di annullare i magri benefici ottenuti dai recenti ribassi.

La situazione appare variegata anche a livello territoriale. In Molise, ad esempio, si è registrata la variazione più bassa d’Italia: la benzina è scesa solo dell’1,62%, contro una media nazionale molto più alta. Al contrario, in regioni come il Friuli e il Veneto, il risparmio al litro è stato di circa 6 centesimi, evidenziando come la posizione geografica e le dinamiche locali possano influenzare ulteriormente il portafoglio degli automobilisti.

Diciamo che, mentre la diplomazia internazionale lavora per stabilizzare i prezzi del greggio, il sistema dei prezzi alla pompa italiano sembra soffrire di una cronica inerzia nel trasferire i benefici ai cittadini, lasciando aperto il dubbio se il mercato sia davvero libero o vittima di inefficienze e speculazioni.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 07:33:45 +0000
News n. 3
MotoGP, Brno: ritorna il tandem Bagnaia-Marquez, autogol Bezzecchi: le pagelle

Brno sarà ricordata per l’alterco scoppiato tra Marco Bezzecchi e uno steward nella Sprint Race. Il pilota dell’Aprilia, reo di uno schiaffo a un commissario, non ha partecipato alla sfida domenicale. Un duro colpo per le ambizioni del romagnolo che ha osservato in TV la cavalcata dei due ducatisti del team ufficiale. Pecco Bagnaia si è aggiudicato la Sprint Race, mentre nel Gp della Czechia ha vinto Marc Marquez.

Lo spagnolo è partito in modo guardingo per poi riuscire a superare nei momenti giusti Ogura e Bagnaia, resistendo nel finale nonostante il calo fisico. Per il campione in carica è la seconda vittoria di fila che lo rilancia anche in classifica generale. Ai Ogura, favorito dopo la pole, è arrivato secondo. Ha chiuso il podio Pecco Bagnaia che si è confermato in forma dopo la P1 nella SR del sabato. Fabio Di Giannantonio ha concluso quarto, solo nono è arrivato Jorge Martin dopo aver scontato due long lap penalty per il disastro di Balaton Park.

I top

Marc Marquez: 9 – Dopo il terzo posto della Sprint Race, Marc Marquez ha gestito con grande attenzione le mescole nella prima parte di gara per poi scavalcare in modo chirurgico prima Ogura e poi Bagnaia. Lesto a non far scappare via Pecco, dandogli la caccia con un ritmo indiavolato, ha concluso con un capolavoro finale. Dopo l’operazione alla spalla è tornato a conquistare due GP di fila e non accadeva dalle vittorie estive in Austria e Ungheria del 2025. Nel finale ha tenuto a bada i potenziali attacchi del pilota giapponese del team Trackhouse. In un tracciato con tante curve a destra, il Cabroncito ha trascorso gli ultimi 6 giri in apnea prima di distendersi sul serbatoio della Desmosedici dopo aver tagliato il traguardo. Marc Marquez non ha mollato è ora a -40 punti dal leader Bezzecchi.

Oi Ogura: 8,5 – La scelta della gomma media non ha pagato nella SR, tuttavia il giapponese ha dimostrato di essere un pilota velocissimo e molto costante. Il poleman ha spinto forte non riuscendo a effettuare il sorpasso decisivo nel finale di entrambe le sfide. Nella gara domenicale il rider di Tokyo ha provato l’allungo nella prima parte, ma ha ceduto al sorpasso dei due campioni sulla Rossa. Ogura è riuscito solo nel finale a tornare in lizza per la vittoria, dopo aver sopravanzato Bagnaia, ma si è dovuto accontentare nuovamente della seconda posizione. Tenere il passo di Marc Marquez oggi significa tantissimo per un giovane in MotoGP ed è diventato il primo giapponese sul podio su una moto italiana in Czechia.

Pecco Bagnaia: 8 – Il torinese in passato ha faticato a percepire il feedback dell’anteriore, ma finalmente a Brno ha trovato il giusto feeling. Il circuito di Brno, recentemente rifatto, ha offerto ai piloti della MotoGP un livello di aderenza più costante. In Pecco Bagnaia sembra esserci qualcosa di diverso e si è visto già in qualifica. Scattando dalla terza casella ha interpretato la gara da numero 1, come eravamo soliti vedere in passato, gestendo benissimo la gomma soft e andando in fuga per poi difendersi nel finale dagli attacchi di Ogura. Era dal 2024 che non riusciva a salire sul podio per 4 GP di fila e a Brno per Pecco è arrivato il 63esimo in top class.

Fabio Di Giannantonio: 7,5 – Si è svegliato tardi con una serie di giri veloci impressionanti, confermandosi il miglior ducatista delle prime 9 tappe del mondiale. Il romano, grazie al quarto posto finale, è si è portato a -23 dalla vetta con la possibilità di continuare la sua striscia di performance positive. Una volta era un pilota da grandi performance e passaggi a vuoto preoccupanti, ora ha raggiunto una continuità importante sulla Ducati.

Pedro Acosta: 6,5 – Gara senza lampi ma solida del pilota della KTM che era in piena lotta per la top 5 finché la moto non lo ha abbandonato. Quando risulta in condizione è in grado di battagliare come un leone persino contro le Ducati e le Aprilia, ma stavolta la sfortuna gli ha voltato le spalle.

I flop

Jorge Martin: 5,5 – Il quinto posto nella Sprint Race aveva lasciato ben sperare, ma il campione 2024 non ha mai trovato il super ritmo del collega dell’Aprilia giapponese nella tappa di Brno. La nona posizione finale è arrivata a causa di due long lap penalty meritatissimi per il crash provocato in Ungheria, ma in ogni caso non aveva il passo per il podio. La nota positiva per Martinator è che in classifica si è riportato a soli 8 punti dalla vetta. Non è stato protagonista nelle ultime sfide, se non in negativo, e dovrà fare molto di più se vorrà tornare a lottare per le primissime posizioni ad Assen.

Fabio Quartararo: 4 – La Yamaha si conferma una moto ingestibile, ma il campione rispetto agli anni passati sembra aver perso quel briciolo di pazienza che gli era rimasto. Manda in ghiaia, nella prima parte di gara, la possibilità di conquistare dei punti.

Franco Morbidelli: 3 – Ancora una volta la peggior Ducati in pista, da P8 a P13, palesando delle difficoltà inconcepibili su una Desmosedici. Sembra aver mollato ancor prima della pausa estiva e il team VR46 è sempre più nelle mani di Fabio Di Giannantonio.

Marco Bezzecchi: 0 – Il Gran Premio della Czechia è diventato un miraggio dopo l’insensato gesto nella Sprint Race. Ha lasciato meravigliati i fan la reazione del pilota Aprilia, dopo una banale caduta, quando ha deciso di colpire per ben due volte un commissario di gara. Mentre diversi steward cercavano di recuperare la sua RS-GP26, e uno di loro aiutava l’italiano a uscire dalla via di fuga, Marco si è scagliato contro coloro che stavano cercando di sollevare la sua moto e ha colpito due volte uno degli steward che stava dando gas.

Nemmeno i ricorsi della Casa di Noale sono riusciti a far cambiare idea al collegio dei commissari e a permettere al pilota di prendere il via al Gp della Czechia. Le scuse pubbliche non hanno evitato una gogna mediatica, nonostante ci siano già stati dei precedenti in passato. Il pilota romagnolo ora ha 8 punti di vantaggio sul teammate in graduatoria, mentre si sono rifatti sotto a -23 Fabio Di Giannantonio e a -40 Marc Marquez. Grazie a questo super weekend Ogura si è portato in quinta posizione in graduatoria a -46 dal leader romagnolo, davanti a uno sfortunato Pedro Acosta a -48 e un redivivo Pecco Bagnaia a -53.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:45:33 +0000
News n. 4
Renault Megane E-Tech, nuova batteria da 67 kWh con architettura Cell-to-Pack

Presentata originariamente nel 2022 come capofila di una nuova generazione di veicoli elettrici, la Renault Megane E-Tech electric riceve oggi un importante aggiornamento che ne eleva il carattere e l’efficienza tecnologica. Mostrata in anteprima a Barcellona, punta a sorprende il mercato delle BEV. Questa evoluzione nasce con l’obiettivo dichiarato di generare ancora più valore per il cliente, puntando su un’esperienza di guida avanzata e su un’estetica ancor più convincente.

Progettata e costruita interamente in Francia — con l’assemblaggio a Douai, il motore a Cléon e la batteria presso Ampere ElectriCity — la nuova Megane si pone come il punto di riferimento per chi affronta la transizione verso la mobilità a zero emissioni.

Design esterno profondamente rinnovato

Il restyling della Megane E-Tech electric accentua la personalità e la presenza su strada. Il frontale è stato quasi completamente rimodellato: ad eccezione dei gruppi ottici principali, tutti i componenti sono inediti. La sezione del paraurti in tinta carrozzeria è ora più prominente, sottolineando una vocazione più sportiva.

Una delle novità estetiche più rilevanti riguarda le prese d’aria laterali, sostituite da una nuova firma luminosa composta da otto elementi a forma di diamante disposti secondo uno schema a scacchiera. Questi elementi, posizionati ai bordi del paraurti, allargano visivamente la vettura, conferendole una postura più solida e “piantata” a terra.

Il logo Renault è stato riposizionato sotto il cofano, alterando sottilmente la percezione del frontale e accentuandone la linea protesa in avanti. La calandra chiusa, rifinita in nero lucido con motivo a diamante, completa questa nuova identità visiva. Anche la parte posteriore ha subito interventi mirati, infatti è stata ridisegnata con un intento più sportivo, mentre i fari 3D, che mantengono la loro estensione a tutta larghezza, sono ora realizzati senza lenti di copertura esterne, garantendo un look più tecnologico e immediatamente riconoscibile.

In termini di proporzioni, la vettura guadagna 20 millimetri in altezza per ospitare il nuovo pacco batteria, mantenendo però gli elementi che ne hanno decretato il successo: il passo generoso, i grandi cerchi da 19 o 20 pollici, le maniglie delle porte a filo e la linea di cintura alta. La gamma colori si arricchisce della nuova tinta Satin Blue, che si aggiunge alle altre sei opzioni disponibili con configurazioni bicolore opzionali.

Il palcoscenico digitale dell’openR

All’interno, la Megane mantiene la sua architettura focalizzata sul conducente, ma eleva la qualità percepita. La plancia della versione Techno riceve una finitura in TEP, con la possibilità di scegliere sedili elettrici in grigio chiaro o nero titanio. La versione Esprit Alpine, invece, si distingue per inserti sulle porte in grigio spettrale che sfumano dal grigio scuro al blu, sottolineando un carattere più sofisticato.

Il centro sensoriale dell’abitacolo resta il sistema openR, composto da un doppio schermo a forma di “L” rovesciata che integra un cluster digitale da 12,3 pollici e un display multimediale da 12 pollici (standard su tutte le versioni). La vera rivoluzione è però nel software: il sistema openR link integra Google built-in (Assistant, Maps e Play Store con oltre 100 app disponibili) e introduce per la prima volta Google Gemini. Questo assistente permette al conducente di interagire con l’auto utilizzando un linguaggio naturale, comprendendo le intenzioni dell’utente e fornendo risposte pertinenti in tempo reale.

Tra le nuove funzionalità atte a semplificare la vita quotidiana spicca il riconoscimento facciale: tramite una telecamera sul montante anteriore, l’auto riconosce il profilo del conducente e attiva automaticamente le impostazioni personalizzate, come la posizione di guida e le preferenze multimediali. Inoltre, debutta il caricatore wireless con standard Qi2 (Magsafe per iPhone), che utilizza un anello magnetico per garantire la massima potenza di ricarica (50% in un’ora) senza surriscaldamenti.

Motore e batteria

Sotto il profilo tecnico, la nuova Megane compie un passo avanti decisivo. Il motore sincrono a rotore avvolto, privo di terre rare, eroga 220 CV (160 kW) e una coppia di 300 Nm. La grande novità è rappresentata dalla nuova batteria da 67 kWh utili, basata sulla chimica LFP (litio-ferro-fosfato).

Questo accumulatore utilizza l’innovativa architettura cell-to-pack (C2P): le 232 celle (del tipo Pouch 2 Cell) sono impacchettate direttamente senza moduli intermedi, ottimizzando la densità energetica e portando l’efficienza di confezionamento al 53%. Grazie a questa tecnologia, la Megane raggiunge un’autonomia fino a 500 km nel ciclo WLTP. Le prestazioni restano brillanti, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi e una velocità massima di 160 km/h.

Ricarica ed ecosistema elettrico

L’upgrade della batteria porta con sé miglioramenti significativi nella velocità di ricarica. La potenza massima in corrente continua (DC) sale a 165 kW (+35 kW rispetto al passato), permettendo di passare dal 15% all’80% di carica in circa 24 minuti. Per la ricarica in corrente alternata (AC), l’auto dispone di un caricatore da 11 kW, con l’opzione per i 22 kW.

La Megane E-Tech electric si distingue inoltre per le sue capacità bidirezionali. Grazie alla funzione V2L (vehicle-to-load), è possibile alimentare dispositivi a 220V (fino a 3.700W) collegandoli direttamente alla batteria dell’auto. La funzione V2G (vehicle-to-grid), invece, consente di reimmettere l’elettricità nella rete, riducendo potenzialmente i costi di ricarica domestica. Il sistema include di serie la pompa di calore e il pre-condizionamento della batteria per ottimizzare le prestazioni in ogni condizione climatica.

Dinamica di guida e sicurezza assistita

Nonostante l’integrazione della nuova batteria, il DNA dinamico di Megane è stato preservato attraverso una ritaratura delle sospensioni (multilink al posteriore) e dello sterzo, reso più diretto e preciso. Una novità importante per il comfort di guida è la funzione One Pedal: agendo sulle palette al volante, il conducente può scegliere tra quattro livelli di frenata rigenerativa, arrivando fino all’arresto completo del veicolo utilizzando solo il pedale dell’acceleratore.

Sul fronte della sicurezza, la vettura offre oltre 30 aiuti alla guida (ADAS). Tra questi spiccano:

  • Cruise Control Adattivo Intelligente: che ora rileva i veicoli sui lati per evitare sorpassi involontari a destra;
  • Smart Mode: sostituisce il MySense, gestendo automaticamente la transizione tra le modalità Eco, Comfort e Sport in base allo stile di guida;
  • Emergency Stop Assist: ferma l’auto in sicurezza se non rileva le mani sul volante o attività del conducente;
  • Safety Coach & Monitor: forniscono consigli personalizzati e punteggi sulla sicurezza alla fine di ogni viaggio.

Gamma e disponibilità

La gamma è stata semplificata in due livelli di allestimento per offrire più valore ai clienti:

  • Techno: versione intermedia già molto ricca, con display openR da 12″, pianificatore di rotte EV, pompa di calore, motore da 220 CV e nuovi cerchi da 19″;
  • Esprit Alpine: top di gamma con cerchi da 20″, dettagli estetici specifici, sedili massaggianti elettrici, impianto audio Harman Kardon e pacchetto ADAS completo.

L’esperienza d’uso è completata dalla nuova app my rnlt, che permette di pianificare i viaggi dallo smartphone, monitorare la carica in tempo reale e controllare da remoto la climatizzazione dell’abitacolo. Con questo rinnovamento tecnologico e meccanico, la Renault Megane E-Tech electric consolida la sua posizione di leader tecnologico nel cuore del segmento C elettrico.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:01:54 +0000
News n. 5
Sciopero dei trasporti 22 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 22 giugno 2026 sono previsti 2 scioperi nel settore del trasporto pubblico locale in Italia. In particolare, gli scioperi coinvolgeranno le regioni Puglia e Calabria. Di seguito, tutti i dettagli relativi agli orari, alle compagnie e ai sindacati coinvolti in ciascuno sciopero nella giornata.

Sciopero dei trasporti Lecce

Nella città di Lecce (regione Puglia), è previsto uno sciopero di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30, che coinvolgerà il personale della Società SGM di Lecce appartenente al settore del trasporto pubblico locale. Lo sciopero è stato indetto dal sindacato OST UILT-UIL e riguarda la categoria “Personale Soc. SGM di Lecce”.

Sciopero dei trasporti Calabria (tutte le province)

Nella regione Calabria (tutte le province), è stato proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, e riguarda il settore del trasporto pubblico locale, in particolare il personale della Società Ferrovie della Calabria. Il sindacato promotore dello sciopero è OSR FAISA-CISAL e la categoria coinvolta è “Personale Soc. Ferrovie della Calabria”.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Il mese di giugno 2026 vede diversi scioperi nazionali e locali che coinvolgono trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario, servizi aeroportuali e taxi, con impatti significativi per viaggiatori, pendolari e lavoratori. Di seguito il calendario dettagliato con date, città, regioni coinvolte e orari degli scioperi confermati per giugno 2026.

Sciopero 8 giugno 2026

Nella città di Catania è proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il personale della società AMTS di Catania per il trasporto pubblico locale. I sindacati coinvolti sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.

Nella città di Foggia è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, che coinvolge il personale della società ATAF di Foggia, indetto da OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Messina è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00, da parte del personale della società ATM di Messina, con sindacati OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI coinvolti.

Nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza (Emilia-Romagna) sarà in corso uno sciopero di 24 ore, con modalità variabili, riservato al personale della società SETA (bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza), indetto da OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 9 giugno 2026

Sull’intero territorio nazionale sono previsti 3 scioperi per il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione e logistica a bordo dei treni Trenitalia. I sindacati coinvolti sono FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 10 giugno 2026

Sciopero marittimo su scala nazionale: coinvolge tutti i lavoratori dei porti italiani per 24 ore (00.00 – 23.59), indetto da SI COBAS.

Nella città di Ravenna è previsto uno sciopero locale di 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00, del personale della società SERS addetto al servizio di rimorchio portuale presso il porto di Ravenna. Sindacato OSP UILT-UIL.

Sciopero 11 giugno 2026

Nella città di Palermo è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, per il servizio di trasporto pubblico locale, indetto dal sindacato OSP CUB TRASPORTI.

In Sicilia (regionale) è stato proclamato uno sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 10.01 alle 18.00, che coinvolge il personale della società FS Security. Sindacati: OSR SLM FAST CONFSAL e ORSA TRASPORTI.

Nell’area dello Stretto di Messina (Messina), sciopero marittimo di 24 ore (21.01 dell’11 giugno – 20.59 del 12 giugno) per il personale della società BluJet. Sindacati: FILT-CGIL e UILT-UIL.

A livello nazionale, sciopero plurisettoriale (23 ore, dalle 03.00 dell’11 giugno alle 02.00 del 12 giugno) che coinvolge Ferrovie, Trasporto Pubblico Locale, settori merci su rotaia: sindacati CUB TRASPORTI e SGB.

A livello nazionale (FS Italiane), sciopero ferroviario di 8 ore (09.01 – 17.00), per il personale di macchina e bordo del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, promosso dall’Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI.

A livello nazionale (settore ferroviario), sciopero di 8 ore (09.01 – 17.00) per il personale delle imprese ferroviarie, sindacato promotore CAT.

Sempre a livello nazionale, sciopero di 8 ore (06.00 – 14.00) per il personale fs Mercitalia Shunting & Terminal, indetto da USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 13 giugno 2026

In tutta Italia, sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00) per il personale ENAV di Verona Airport con sigle OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA di settore.

Nella città di Milano, sciopero di 4 ore (12.00 – 16.00) presso scalo Milano Linate per personale della società SKY Service, promosso da OSR USB Lavoro Privato.

Su tutto il territorio nazionale, sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00) per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Sempre su scala nazionale, sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00) per personale navigante EasyJet Airlines Limited con sindacato USB Lavoro Privato.

Sciopero 14 giugno 2026

Nella città di Firenze, sciopero di 24 ore per trasporto pubblico locale, coinvolgendo il personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze. Indetto da OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 18 giugno 2026

Nella regione Liguria, sciopero regionale di 72 ore (dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6) che interessa il trasporto merci su tutto il territorio regionale, in particolare aree logistiche e portuali di Genova e Savona. Indetto da OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO.

Sciopero 19 giugno 2026

Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 24 ore per il personale della società ARRIVA UDINE di Udine, promosso da ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 22 giugno 2026

Nella città di Lecce (Puglia) è previsto uno sciopero di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30, per il personale della Società SGM di Lecce, indetto dal sindacato OST UILT-UIL. Coinvolge il trasporto pubblico locale.

Nella regione Calabria (tutte le province) sarà in corso uno sciopero di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, per il personale della Società Ferrovie della Calabria, indetto da OSR FAISA-CISAL.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 8 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 9 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 22 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 22 giugno 2026, per chi viaggia lungo la rete autostradale sono disponibili i prezzi medi più recenti dei principali carburanti, così come rilevati dall’Osservatorio prezzi del Mimit. In questo articolo trovi in sintesi i valori medi di benzina, gasolio, Gpl e metano riferiti all’ultimo aggiornamento disponibile, oltre a una spiegazione pratica di come si forma il prezzo alla pompa, tra componente industriale (materia prima e margini della distribuzione) e componente fiscale (accise e Iva). Le tabelle aiutano a orientarsi rapidamente, mentre gli approfondimenti chiariscono perché i listini possono variare da un giorno all’altro e tra diversi punti vendita.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento rilevato: 21-06-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.027 €
Benzina SELF 1.937 €
GPL SERVITO 0.881 €
Metano SERVITO 1.588 €

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Il prezzo finale della benzina alla pompa nasce dall’equilibrio tra due grandi blocchi: la componente fiscale, pari al 58%, e la componente industriale, pari al 42%. Quest’ultima si divide a sua volta tra costo della materia prima e margine lordo della filiera distributiva. In media, la materia prima incide per circa il 30% del prezzo: è la quota più esposta alle oscillazioni delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e all’effetto del cambio euro/dollaro, perché la materia prima è generalmente scambiata in dollari. Un apprezzamento dell’euro tende ad attenuare i rincari, mentre un suo indebolimento può amplificarli. Il margine lordo, che vale circa il 12% del prezzo, è l’area sulla quale operatori e gestori possono intervenire maggiormente per adeguare i listini, tenendo conto di costi di esercizio (logistica, trasporto, personale), concorrenza locale, servizi offerti e politiche commerciali del marchio. La parte fiscale comprende accise e Iva: le accise sono imposte specifiche e non variano con il prezzo industriale, mentre l’Iva si applica sul totale (inclusa l’accisa), amplificando in percentuale i movimenti verso l’alto o verso il basso. Questo meccanismo spiega perché, anche a fronte di cali delle quotazioni, il prezzo alla pompa non sempre scende in modo speculare e immediato: oltre al cambio e alle scorte in serbatoio dei punti vendita, intervengono tempistiche di adeguamento e strategie commerciali differenti tra aree e operatori.

Gasolio. Per il gasolio la ripartizione tra le componenti è diversa: la quota fiscale incide per il 45%, mentre la quota industriale pesa per il 55%. All’interno della porzione industriale, il costo della materia prima spiega circa il 45% del prezzo finale. Anche qui hanno un ruolo decisivo le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro: il gasolio è molto esposto alla domanda di trasporto e riscaldamento in Europa e nel mondo, fattori che rendono le quotazioni talvolta più volatili rispetto alla benzina in particolari stagioni o fasi del ciclo economico. Il margine lordo, pari a circa il 10% del prezzo, rappresenta lo spazio di manovra degli operatori per modulare i listini in funzione dei costi operativi, dell’intensità concorrenziale sulla tratta autostradale, dei servizi accessori e delle campagne promozionali. La componente fiscale, somma di accise e Iva, risulta relativamente più contenuta rispetto alla benzina, ma l’Iva continua a moltiplicare in percentuale le variazioni del prezzo industriale. In pratica, quando le quotazioni internazionali salgono, l’effetto sul prezzo del gasolio può essere rapido, perché la parte industriale è preponderante; viceversa, quando scendono, l’allineamento dei prezzi alla pompa può richiedere alcuni giorni per l’esaurimento delle scorte acquistate a prezzi precedenti e per gli aggiustamenti graduali decisi dagli operatori al dettaglio.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.845 per la benzina, 1.940 per il diesel, 0.797 per il gpl, 1.573 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.933
Benzina SELF 1.841
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.511

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.955
Benzina SELF 1.873
GPL SERVITO 0.763
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.970
Benzina SELF 1.878
GPL SERVITO 0.881
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.956
Benzina SELF 1.858
GPL SERVITO 0.832
Metano SERVITO 1.657

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.939
Benzina SELF 1.863
GPL SERVITO 0.738
Metano SERVITO 1.529

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.924
Benzina SELF 1.829
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.526

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.945
Benzina SELF 1.848
GPL SERVITO 0.770
Metano SERVITO 1.505

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.832
GPL SERVITO 0.761
Metano SERVITO 1.639

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.833
GPL SERVITO 0.867
Metano SERVITO 1.537

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.925
Benzina SELF 1.822
GPL SERVITO 0.753
Metano SERVITO 1.543

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.915
Benzina SELF 1.820
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.508

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.968
Benzina SELF 1.872
GPL SERVITO 0.802
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.926
Benzina SELF 1.823
GPL SERVITO 0.757
Metano SERVITO 1.567

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.945
Benzina SELF 1.854
GPL SERVITO 0.752
Metano SERVITO 1.610

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.953
Benzina SELF 1.851
GPL SERVITO 0.868

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.951
Benzina SELF 1.855
GPL SERVITO 0.814
Metano SERVITO 1.819

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.936
Benzina SELF 1.834
GPL SERVITO 0.769
Metano SERVITO 1.600

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.946
Benzina SELF 1.855
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.930
Benzina SELF 1.837
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.508

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.957
Benzina SELF 1.861
GPL SERVITO 0.889

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.908
Benzina SELF 1.817
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.504

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Alfa Romeo e Subsonica, la Junior protagonista del tour “Terre Rareâ€

Trent’anni di musica, diciassette concerti estivi e due Junior consegnate direttamente ai componenti della band. Anche nel 2026 prosegue a gonfie vele il legame tra la Casa del Biscione e i Subsonica, con Alfa Romeo nel ruolo di Official Mobility Partner del tour “Terre Rare 96-26â€, organizzato per celebrare i primi tre decenni di carriera del gruppo.

Il tour “Terre Rare†al fianco del Biscione

La tournée, al via il 26 giugno allo Sherwood Festival di Padova, attraverserà l’Italia fino all’inizio di settembre, toccando Bologna, Roma, Torino, Napoli, Genova, Catania, Locorotondo, Cabras e Brescia, oltre ad altre tappe nei principali festival all’aperto. Il tour segue le quattro serate di “Cieli su Torino 96-26â€, andate esaurite alle OGR tra marzo e aprile, ma la schedule di impegni lievita in maniera esponenziale. Dal debutto di Padova all’ultima data di settembre, Alfa Romeo accompagnerà i Subsonica lungo diciassette concerti distribuiti in più di due mesi.

Con la partenza ormai dietro l’angolo, Alfa Romeo ha aperto alla band i cancelli della propria sede torinese, scelta per la consegna delle vetture in configurazioni differenti: a Boosta è stata affidata una Junior Ibrida Q4, mentre Ninja ha ricevuto una Junior Elettrica Sport Speciale. Soluzioni che rappresentano le diverse anime elettrificate della gamma.

Spinta da un motore turbo benzina da 1,2 litri abbinato a due unità elettriche da 21 kW, la Junior Ibrida Q4 sviluppa complessivamente 145 CV, gestiti attraverso il cambio automatico a doppia frizione e la trazione integrale. Grazie al secondo modulo elettrico sull’asse posteriore, non occorre adottare un collegamento meccanico tradizionale.

L’esemplare consegnato a Ninja punta invece sulla propulsione completamente elettrica. Nella versione Sport Speciale, la Junior dispone di un motore da 156 CV e aggiunge cerchi da 18 pollici, body kit nero con dettagli argentati, badge dedicati e interni rivestiti in Alcantara. Rispetto alla Q4, l’esemplare affidato a Ninja punta quindi su una caratterizzazione marcata, sia nella meccanica sia nell’allestimento interno ed esterno. Il listino della configurazione parte da 44.600 euro.

Un’intesa creativa in continua evoluzione

Il nuovo tour aggiunge un altro capitolo al rapporto tra Alfa Romeo e i Subsonica. La Casa aveva già affiancato il gruppo durante le quattro date torinesi della scorsa primavera, con la Junior esposta negli spazi delle OGR. L’iniziativa rientra in una strategia che negli ultimi mesi ha portato il marchio anche al C2C Festival e al Morning Club organizzato da m2o alla Fabbrica del Vapore di Milano.

Proprio durante uno degli appuntamenti milanesi era salito sul palco Samuel, voce del gruppo. La formazione torinese ha costruito buona parte della propria identità mescolando elettronica, rock e sperimentazione, elementi che Alfa Romeo prova ad associare alla sua attuale gamma.

La collaborazione ha guardato anche al passato durante l’ultima edizione della 1000 Miglia. I musicisti hanno partecipato alla rievocazione a bordo di un’Alfa Romeo 1900 Super Sprint del 1956, appartenente alla collezione Heritage Hub Italy e normalmente custodita nel Museo Storico del marchio. Nel giro di pochi giorni, i Subsonica sono così passati da una coupé costruita settant’anni fa alle due versioni elettrificate della Junior, in un curioso salto tra epoche.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 05:30:14 +0000
News n. 10
Dacia Jogger GPL, il nuovo motore turbo bi-fuel è più potente

Nel panorama automobilistico attuale, Dacia continua a consolidare la sua posizione di brand capace di ridefinire l’essenziale offrendo il miglior rapporto tra qualità, equipaggiamenti e prezzo. Con il rinnovamento della gamma, Dacia Jogger compie un significativo salto in avanti, introducendo innovazioni meccaniche e stilistiche che ne esaltano la versatilità. Il protagonista assoluto di questo aggiornamento è il nuovo motore Eco-G 120, un’unità che per la prima volta permette di abbinare i vantaggi storici dell’alimentazione a GPL alla comodità della trasmissione automatica.

Caratteristiche del motore Eco-G 120

La nuova Jogger abbandona la precedente unità da 100 CV per adottare un più potente motore turbo bi-fuel a 3 cilindri da 1,2 litri. Questa evoluzione tecnica non si limita a un incremento della potenza, che ora tocca i 120 CV, ma introduce una novità assoluta per il marchio: l’abbinamento del GPL a un cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti.

Questa trasmissione, fluida e reattiva, è stata progettata per migliorare il comfort di marcia sia nei tragitti urbani che nei lunghi viaggi autostradali. Per gli amanti della guida più dinamica, Dacia ha introdotto un ulteriore dettaglio tecnico di rilievo: i cambi marcia possono essere gestiti direttamente tramite le levette al volante, una soluzione che enfatizza il controllo del veicolo in ogni situazione. Resta comunque disponibile la classica versione con cambio manuale a 6 rapporti per chi preferisce un approccio più tradizionale.

Prestazioni e autonomia

L’efficienza è da sempre il marchio di fabbrica della tecnologia bi-fuel di Dacia. Per consentire ai clienti di viaggiare più a lungo sfruttando il costo ridotto del GPL, gli ingegneri hanno aumentato la capacità del serbatoio dedicato, che sulla Jogger passa da 40 a 48,8 litri. Questo incremento si traduce in un aumento dell’autonomia in modalità GPL del 20%.

Se si considera l’azione combinata dei due serbatoi (benzina e GPL), la Dacia Jogger Eco-G 120 è in grado di raggiungere una straordinaria autonomia complessiva di 1.450 km senza necessità di rifornimento. Questo dato la posiziona come una delle passiste più instancabili del segmento, ideale per le famiglie che non vogliono vivere con l’ansia della ricarica o delle soste frequenti.

Design e dotazioni

Oltre al motore, la Jogger 2026 rinnova la propria identità visiva. All’anteriore debutta una nuova firma luminosa a LED a forma di “T†rovesciata, mentre al posteriore spiccano i nuovi fari “pixel†a LED, che sottolineano la robustezza del portellone. L’anima outdoor della vettura è ora enfatizzata dall’uso dello Starkle, un materiale innovativo composto per il 20% da plastica riciclata. Utilizzato grezzo (non verniciato) per protezioni sottoscocca e passaruota, lo Starkle non solo riduce l’impronta di carbonio della produzione, ma garantisce una maggiore resistenza ai graffi nell’uso quotidiano.

L’abitacolo beneficia di un importante aggiornamento tecnologico con l’introduzione di un nuovo sistema multimediale con display centrale da 10”, navigazione connessa e caricatore wireless per smartphone. Il conducente può inoltre contare su un driver display digitale da 7” con un’interfaccia grafica completamente ridisegnata. Anche la sicurezza fa un passo avanti grazie a nuovi dispositivi di assistenza alla guida (ADAS) conformi alle ultime norme europee, tra cui la frenata automatica d’emergenza con rilevamento di pedoni e ciclisti e il monitoraggio dell’attenzione del conducente.

Prezzi di listino

La Jogger Eco-G 120 si inserisce nella strategia Dacia di offrire auto versatili e affidabili a prezzi competitivi, a partire da 18.800 euro.

Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 04:00:30 +0000
News n. 11
Bentley lancia la Bespoke Series, 100 colorate Continental su misura

Bentley prova a portare nel mondo dell’auto un meccanismo già familiare alla moda di lusso: una collezione diversa ogni anno, prodotta in pochi esemplari e costruita attorno a colori scelti per quella sola stagione. Nasce così la Bespoke Series by Mulliner, nuovo programma destinato a diventare un appuntamento annuale. A rompere gli indugi saranno la Continental GT S e la GT S Convertible, con una produzione complessiva limitata a 100 vetture numerate.

Sei tinte esclusive per un look sartoriale

Il progetto prende forma nel Design Studio di Crewe, dove Bentley ha sviluppato sei nuove tinte riservate alla prima Bespoke Series: Salerno Blue, Snow Quartz, Midnight Prism Pearlescent, Spectral Verdant, Manuka Orange e Bright Ruby Red. Ciascun colore esterno trova un richiamo nell’abitacolo, attraverso la pelle, le cuciture e alcuni dettagli inseriti sui sedili, sul volante e sulla leva del cambio.

A unire le sei configurazioni provvede una fascia centrale verniciata in Beluga e con effetto perlato, estesa lungo la carrozzeria. Il contrasto viene rafforzato dai cerchi sportivi da 22 pollici verniciati di nero, dagli specchietti in tinta scura e dagli elementi Blackline già previsti sulla Continental GT S. I coprimozzi Mulliner mantengono inoltre il logo sempre in posizione verticale, indipendentemente dal movimento delle ruote.

Dentro, Bentley ricorre a tre colori: i principali – Jet Black e Beluga – restano fissi, il terzo cambia cambia in base alla vernice esterna. Il Salerno Blue viene ripreso sui sedili, sugli stemmi ricamati, sul volante e sulla leva del cambio, mentre il Snow Quartz, il Midnight Prism Pearlescent e il Spectral Verdant lasciano rispettivamente spazio all’Arctic White, al blu Peacock e a inserti Verdant. Le accese tonalità Manuka Orange e Bright Ruby Red ricompaiono, invece, nell’abitacolo senza variazioni.

Seguono lo stesso schema anche la plancia e le fasce sotto i finestrini. La tinta esterna viene abbinata al Satin Beluga, con una sottile linea in cromo scuro a dividere le due superfici. Sulla console centrale compare, inoltre, un piccolo campionario con tutti e sei i colori disponibili, una mossa quasi da atelier in linea con lo spirito della collezione.

Un tocco di classe su misura

La dotazione comprende i sedili Comfort, l’illuminazione d’ambiente e il Bentley Rotating Display. Che non si tratti di una Continental GT S “normale” lo ricordano sia la plancia sia il battitacco: entrambi riportano il numero dell’esemplare e la dicitura Bespoke Edition 2027. Completano l’allestimento le targhette “By Mulliner†sui sedili, uno specifico motivo traforato per i rivestimenti e una proiezione luminosa di benvenuto all’apertura delle portiere.

Non si segnalano novità nel sistema ibrido da 680 CV e 930 Nm. L’abbinamento del V8 biturbo da 4,0 litri a un motore elettrico permette di coprire lo 0-100 in 3,5 secondi e di arrivare a 308 km/h, mentre il telaio riprende soluzioni della GT Speed, tra cui le quattro ruote sterzanti, il differenziale elettronico a slittamento limitato e il controllo attivo del rollio a 48 volt.

I cento clienti potranno scegliere liberamente tra coupé e cabriolet e tra le sei combinazioni cromatiche. Ogni vettura verrà consegnata anche con un telo sagomato, realizzato per riprodurre i colori e la linea dell’auto sottostante: il tocco finale di un pezzo da collezione destinato a restare gelosamente custodito in garage.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 16:35:50 +0000
News n. 12
Renault 4 E-Tech Plein Sud, autonomia e ricarica semplificata con la funzione Plug & Charge

Mentre il tetto in tessuto cattura l’attenzione visiva, sotto al cofano della Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud c’è un intero sistema di gestione dell’energia e della ricarica che lavora silenziosamente per rendere l’esperienza elettrica quotidiana il più possibile priva di frizioni. Ecco quindi come la Plein Sud si ricarica, pianifica i viaggi, semplifica le soste e, in certi casi, restituisce energia.

Una sola scelta

La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è disponibile con un’unica soluzione di motore e batteria: abbina una batteria da 52 kWh ad un motore da 150 CV e 245 Nm di coppia. Le prestazioni non cambiano rispetto alla versione standard: passa da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi e da 80 a 120 km/h in 6,4 secondi, con una velocità massima di 150 km/h. L’autonomia raggiunge fino a 392 chilometri nel ciclo WLTP. L’introduzione del tetto apribile comporta una riduzione minima rispetto alla versione tradizionale, pari a circa 7 chilometri, un valore praticamente trascurabile nell’utilizzo quotidiano.

Una differenza invisibile nella pratica, ottenuta senza compromessi tecnici importanti: l’aumento di peso è minimo, appena 19 kg in più rispetto alla versione con tetto fisso, grazie a materiali compositi e a un ingegnoso sistema di piegatura del tessuto in tre parti invece di quattro. Renault ha scelto di non offrire alternative di batteria o motore: una sola combinazione, quella più bilanciata, pensata per adattarsi alla maggioranza degli usi senza costringere l’acquirente a fare calcoli sui chilometri annui. Una scelta commercialmente coraggiosa, perché toglie di mezzo la confusione dei configuratori, ma che richiede che quella combinazione sia davvero giusta.

Ricarica veloce

Il comparto ricarica si affida a tecnologie di vertice. In corrente continua accetta potenze fino a 100 kW, consentendo di rigenerare l’accumulatore dal 15 all’80% in una mezz’ora. Un sistema di termoregolazione a liquido salvaguarda l’efficienza del processo anche in condizioni climatiche estreme fino a -20°C. Uno dei problemi più comuni delle auto elettriche nelle stagioni fredde è infatti la perdita di velocità di ricarica: le batterie al litio non amano il freddo, e quando la temperatura scende i tempi si allungano sensibilmente.

Grazie a un nuovo scambiatore water-to-water, i tempi di ricarica rimangono ottimali anche a temperature polari. In parole semplici: le trenta minuti per passare dal 15 all’80% non sono un dato valido solo in estate. In corrente alternata, il sistema di bordo da 11 kW di tipo bidirezionale esegue il ripristino dal 10 al 100% della carica in circa 4 ore e mezza. Per chi ricarica a casa o in ufficio. cioè per la maggioranza degli utenti elettrici, questo è il dato che conta di più nella vita di tutti i giorni.

Ricarica semplificata

Una volta associata la Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud all’App My Renault dello smartphone del conducente, la funzione Plug & Charge permette di fare a meno dell’utilizzo di badge e carte di credito specifiche per il pagamento della ricarica. La stazione riconosce automaticamente l’auto non appena si collega e autorizza la ricarica: tanto tempo risparmiato che si aggiunge a quello ottenuto con il pagamento automatico.

Per chi non ha ancora provato a ricaricare in rete pubblica, questo può sembrare un dettaglio minore. Per chi ci ha provato, sa esattamente di cosa si parla: ogni operatore ha la propria app, la propria tessera, il proprio QR code, il proprio metodo di pagamento. Il Plug & Charge elimina tutto questo: il cavo si collega, la stazione riconosce il veicolo, la ricarica parte. Il pagamento avviene in automatico.

Electric Route Planner

Il secondo strumento che semplifica la vita di chi percorre tratte lunghe è l’Electric Route Planner, integrato nel sistema di navigazione OpenR Link con Google. Derivato da Google Maps, l’Electric Route Planner suggerisce il miglior itinerario con le soste di ricarica necessarie tenendo conto della disponibilità delle stazioni e delle loro caratteristiche, ma anche della rete a cui appartengono. Pianifica e ottimizza costantemente l’itinerario più veloce nei viaggi che richiedono soste di ricarica. Tiene conto della posizione dei punti di ricarica, dell’andamento dei dati del veicolo (consumo, autonomia, ecc.) e della temperatura esterna per prevedere l’autonomia.

Integrando nel calcolo anche i parametri tecnici dell’auto e le preferenze del conducente (potenza dei punti di ricarica, mezzi di pagamento), l’ERP consente di scegliere il livello di ricarica rimanente a destinazione e si assicura che la temperatura della batteria sia ideale ad ogni sosta per ottimizzare il processo di ricarica. Una batteria fredda ricarica lentamente; una batteria preriscaldata può accettare fin da subito la potenza massima disponibile. Il risultato è che le soste durano meno e il viaggio va avanti prima.

Ricarica bidirezionale

Il terzo livello tecnologico della Plein Sud è quello che trasforma l’auto da consumatrice a distributrice di energia: il sistema Vehicle-to-Load. La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è dotata di caricatore bidirezionale in corrente alternata da 11 kW, che consente di poter contare sulla funzione V2L per collegare apparecchi elettronici o elettrodomestici alla batteria dell’auto con un adattatore di tipo power to object.

In termini pratici: è come avere una presa di corrente domestica montata sull’auto. Si può collegare un barbecue elettrico durante un picnic, ricaricare computer e fotocamere durante un campeggio, alimentare un piccolo frigo portatile durante una gita, o in caso di emergenza usare la batteria dell’auto come generatore temporaneo. La funzione V2L permette di utilizzare l’energia accumulata nella batteria per alimentare dispositivi esterni fino a 3.700 watt, una funzione particolarmente utile durante attività all’aperto, campeggio o emergenze.

Il caricatore bidirezionale consente le funzioni V2L per alimentare dispositivi esterni e V2G, quest’ultima non ancora disponibile in Italia. Il Vehicle-to-Grid, ovvero la capacità di cedere energia alla rete elettrica domestica è la frontiera successiva, già tecnicamente integrata nell’architettura ma in attesa dell’infrastruttura normativa e tecnica che la supporti. Quando arriverà, la Plein Sud sarà già pronta.

A completare il quadro digitale c’è l’avatar Reno, un copilota virtuale alimentato da ChatGPT 4.0 mini che non si limita a rispondere a domande di cultura generale, ma agisce come un vero esperto del veicolo: può programmare la ricarica, spiegare come collegare il Bluetooth o regolare la pressione delle gomme. Non è la funzione che convince a comprare l’auto, ma è quella che ricorda ogni giorno di averla comprata nel 2026.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 16:00:35 +0000
News n. 13
Porsche 911 GT3, serie speciale per i 75 anni dal debutto nel Regno Unito

Nel 1951, al Salone di Earls Court, due Porsche 356 – una Cabriolet bianca, l’altra una Coupé verde scuro – aprirono al marchio le porte del mercato britannico. Con la 911 GT3 Earls Court 51 Edition la Casa di Zuffenhausen rifà capolino settantacinque anni dopo sullo stesso palcoscenico. Costruita attorno alla 911 più adatta a ricordare le origini dell’azienda, la nuova serie speciale sarà proposta esclusivamente nel Regno Unito in appena 51 esemplari.

Tributo alla storia britannica: il prezzo

La versione nasce da una costola della 911 GT3 con pacchetto Touring in configurazione 2+2, facilmente distinguibile dalla classica GT3 perché rinuncia all’ala posteriore. Tra le 911 della gamma attuale, la Touring è quella che riflette meglio la pulizia formale e la sobrietà della 356 Coupé esposta a Londra nel 1951. Il progetto porta la firma congiunta di Porsche Cars Great Britain e del reparto Exclusive Manufaktur di Stoccarda.

I dettagli unici della 911 GT3 Earls Court 51 Edition incidono inevitabilmente sul prezzo: si parte da 251.951 sterline, quasi 100.000 in più rispetto a una GT3 Touring standard nel Regno Unito. Nel conto rientrano però dotazioni come i freni carboceramici e il sistema di sollevamento dell’asse anteriore, oltre alle numerose personalizzazioni specifiche della serie. Ogni esemplare sarà consegnato insieme a un cronografo Porsche Design, una borsa da viaggio in pelle verde e velluto, un modellino in scala 1:18 e un volume dedicato allo sviluppo del progetto.

Il legame con la vettura storica passa prima di tutto dalla verniciatura Earls Court Green Metallic, una tinta sviluppata attraverso il programma Paint to Sample Plus, che riprende il verde della 356, ma lo aggiorna con particelle di alluminio che ne modificano leggermente la resa a seconda della luce.

A creare contrasto provvedono una sottile fascia sul cofano, le calotte degli specchietti e le maniglie in Brilliant Silver. Anche i cerchi adottano una finitura bicolore verde e argento. Nonostante il richiamo alle cromature delle prime Porsche appaia evidente, resta abbastanza misurato da non trasformare la GT3 in una caricatura rétro.

Omaggi d’epoca

Sul cofano motore trova posto uno stemma specifico, ridisegnato sulla base del logo applicato alle 356 con carrozzeria Reutter, a cui si aggiungono altri dettagli sui montanti centrali, sulle soglie e nei proiettori inseriti nelle portiere. Nell’abitacolo la pelle Night Green viene accostata al Chalk Beige, al velluto a coste e agli inserti in legno Paldao, una combinazione volutamente vintage, ripresa anche sui sedili posteriori. Quelli anteriori sono sportivi e prevedono la regolazione elettrica a 18 vie.

Non mancano particolari nascosti, pensati soprattutto per chi acquisterà una delle 51 vetture. Aprendo la portiera del conducente si nota sul fianco della plancia il profilo della 356, accompagnato da una scritta dedicata. I parasole riportano il motivo della bandiera britannica, mentre sui poggiatesta e sui battitacco compare il logo Earls Court 51.

Con il cambio manuale, anche il pomello della leva è realizzato in legno. Sotto la carrozzeria rimane il boxer aspirato da 4,0 litri, capace di erogare 510 CV e 450 Nm e di arrivare fino a 9.000 giri. Il cambio manuale a sei rapporti permette di scattare da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 313 km/h, mentre il PDK a sette marce resta disponibile senza sovrapprezzo.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 13:58:42 +0000
News n. 14
Multe da autovelox: nuove regole, limiti e controlli su strade urbane ed extraurbane

Il quadro cambia ancora e questa volta la novità non riguarda dove può essere collocato un autovelox, ma quali caratteristiche tecniche deve avere per produrre accertamenti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti approvato il decreto che disciplina le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziale e periodica degli apparecchi per la rilevazione della velocità delle auto.

Per anni l’Italia ha vissuto una situazione paradossale. Gli autovelox erano diffusi, le multe arrivavano regolarmente mentre molti dispositivi risultavano approvati con provvedimenti ministeriale senza una vera omologazione in senso tecnico-metrologico. Da qui è nata una frattura che ha alimentato contenziosi e interpretazioni contrastanti. Il decreto 2026 affronta così la parte tecnica relativa a omologazione, taratura e verifiche.

Cosa cambia con i decreti del 2024 e del 2026

Il decreto dell’11 aprile 2024 punta a evitare che gli autovelox vengano installati in modo disordinato lungo le strade italiane. I Comuni non possono più muoversi come se ogni tratto stradale fosse una propria isola autonoma. Le postazioni sulle strade diverse dalle autostrade devono rientrare in una pianificazione operativa concordata in sede di Conferenza provinciale permanente.

Il decreto si applica alle postazioni di controllo per il rilevamento a distanza delle violazioni dell’articolo 142 del Codice della Strada. Non riguarda invece i controlli presidiati con contestazione immediata, quelle situazioni in cui la pattuglia ferma subito il conducente e contesta l’infrazione. Per gli automobilisti significa che molte postazioni già installate dovrebbero essere state valutate, confermate, ricollocate o rimosse secondo i nuovi criteri.

La firma del decreto autovelox del 9 giugno 2026 interviene sul punto che il decreto 2024 aveva lasciato irrisolto: l’omologazione. Secondo quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il nuovo provvedimento definisce le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziale e periodica dei dispositivi per assicurare affidabilità della misura e tracciabilità delle operazioni.

La taratura periodica diventa un requisito centrale. Un dispositivo non può essere lasciato in funzione per anni senza controlli tecnici. Il nuovo decreto mira proprio a evitare che ogni verbale si trasformi in un pretesto per la presentazione di un ricorso davanti al giudice di pace o al prefetto sulla validità dell’apparecchio.

Il decreto 2026 non cancella comunque il contenzioso precedente. Le multe già impugnate, i verbali emessi prima dell’entrata in vigore delle nuove regole tecniche e le questioni sugli apparecchi approvati ma non formalmente omologati restano motivi di contezioso.

Approvazione e omologazione non sono sinonimi

Nel diritto amministrativo e nella metrologia approvazione e omologazione non sono sinonimi. L’approvazione è il riconoscimento ministeriale di un determinato dispositivo o modello. L’omologazione comporta una verifica più strutturata dei requisiti tecnici e della conformità dello strumento alla funzione di misura.

Da questa distinzione sono nati molti ricorsi. Alcune pronunce hanno sostenuto che la semplice approvazione non bastasse per rendere valido l’accertamento della velocità, perché l’articolo 142 fa riferimento ad apparecchiature debitamente omologate. Altre decisioni hanno ridimensionato la frattura e valorizzato approvazione, taratura e controlli periodici.

Il decreto 2026 prova a riportare ordine. I dispositivi destinati all’accertamento automatico devono rispettare verifiche e tarature. Per i dispositivi già installati è previsto un regime transitorio con percorsi differenziati a seconda delle caratteristiche e della documentazione disponibile. Di conseguenza nei nuovi verbali diventa più importante verificare che l’apparecchio sia identificato, tarato, conforme e impiegato secondo le regole.

Dove possono essere installati gli autovelox sulle strade urbane

In ambito urbano le nuove regole distinguono tra tipologie di strada. Non tutte le vie di città possono ospitare controlli automatici della velocità. La logica del decreto è impedire che l’autovelox venga usato in modo indiscriminato su strade con limiti molto bassi o in contesti dove sarebbero più adatti interventi fisici di moderazione del traffico.

Sulle strade urbane di scorrimento le postazioni possono essere utilizzate rispettando distanze minime, visibilità e criteri di collocazione. La distanza tra il segnale che impone il limite e la postazione deve essere almeno di 200 metri. Sulle altre strade urbane la distanza minima scende a 75 metri.

Tra dispositivi consecutivi il decreto stabilisce distanze minime per evitare un effetto trappola o una sequenza troppo ravvicinata di controlli. Per le postazioni mobili, sulle strade urbane di scorrimento la distanza minima tra due dispositivi deve essere di almeno 1.000 metri. Sulle strade urbane di quartiere e locali si scende a 500 metri. Per le postazioni fisse in ambito urbano la distanza minima tra dispositivi di rilevamento puntuale è almeno pari a 500 metri. In generale gli autovelox non devono essere collocati dove il limite è artificiosamente basso rispetto alla tipologia della strada, salvo casi specifici motivati.

Gli autovelox nelle strade extraurbane

Sulle strade extraurbane tra il segnale del limite di velocità e il dispositivo deve intercorrere almeno un chilometro. Questa distanza serve a evitare che l’automobilista incontri un limite e pochi metri dopo venga fotografato senza un margine reale di adeguamento.

Anche la distanza tra due dispositivi cambia in base al tipo di strada. Sulle autostrade deve essere di almeno 4 chilometri. Sulle strade extraurbane principali deve essere di almeno 3 chilometri. Sulle extraurbane secondarie, sulle extraurbane locali e sulle ciclopedonali extraurbane si applica la distanza minima di 1 chilometro.

C’è poi la regola sul limite minimo coerente con la strada. In linea generale, non si possono utilizzare postazioni dove il limite imposto è inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello massimo previsto dal Codice della Strada per quella tipologia di arteria, salvo condizioni particolari. Se una strada extraurbana secondaria avrebbe limite ordinario di 90 km/h, l’uso dell’autovelox su un tratto con limite troppo basso deve essere giustificato da ragioni concrete, come curve pericolose, attraversamenti, incidentalità o condizioni infrastrutturali.

Tra postazioni fisse e mobili

Le postazioni fisse sono quelle installate stabilmente lungo la strada. Possono funzionare senza la presenza continuativa degli agenti purché siano autorizzate e utilizzate nel rispetto delle regole. Le postazioni mobili sono quelle utilizzate temporaneamente dagli organi di polizia stradale. Possono essere collocate in punti diversi, ma non sono libere da vincoli. Anche per loro valgono segnalazione, visibilità, distanze e coerenza con il limite.

I dispositivi a bordo di veicoli in movimento sono un ulteriore livello. Il decreto li ammette quando non è possibile collocare postazioni fisse o mobili e sempre nel rispetto delle condizioni previste.

Il Codice della Strada richiede che le postazioni di controllo siano preventivamente segnalate e ben visibili. La segnalazione può avvenire con cartelli o dispositivi luminosi conformi. Deve essere adeguata alla strada, alla velocità consentita, al contesto e al tipo di postazione.

Va però evitato l’equivoco opposto. Segnalazione preventiva non significa che l’autovelox debba essere annunciato a ogni metro o reso visibile da chilometri. Significa che l’automobilista deve essere avvisato in modo chiaro e tempestivo.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 12:00:24 +0000
News n. 15
In quante persone si può viaggiare in auto? Cosa dice il Codice della Strada

L’estate chiama, i weekend fuori porta pure, e la tentazione di “stringersi un po’” per farci stare tutti in un’unica macchina è sempre dietro l’angolo. Eppure, stipare passeggeri oltre il limite consentito non è solo una pessima idea per il comfort, ma è anche un rischio enorme per la sicurezza, come i continui fatti di cronaca continuano a ricordare.

Il Codice della Strada su questo punto non lascia spazio a interpretazioni. Ma come si fa a sapere con assoluta certezza in quanti si può viaggiare a bordo di una vettura? E cosa succede se si viene fermati per un controllo con un passeggero di troppo? Facciamo chiarezza su regole, eccezioni e sanzioni per evitare brutte sorprese.

Numero massimo: dove trovare il dato reale?

Per capire quante persone possono salire a bordo della nostra auto, non dobbiamo andare a intuito o contare semplicemente il numero di cinture di sicurezza visibili. L’unica verità ufficiale è scritta nero su bianco sul libretto di circolazione o Documento Unico di Circolazione.

Prendete il libretto e cercate il codice V.7: è proprio lì che viene indicato il numero massimo di posti a sedere consentiti, incluso il conducente. In genere la maggior parte delle utilitarie e delle berline che guidiamo ogni giorno è omologata per 5 persone. Esistono però molte citycar che sono omologate soltanto per 4 persone, anche se lo spazio posteriore potrebbe far pensare diversamente. Al contrario, monovolume e SUV con tre file di sedute possono arrivare a 7 o addirittura 9 posti.

Il mito da sfatare è quello dei bambini: la vecchia regola che permetteva di non contare i passeggeri più piccoli non esiste più. Ogni persona, a prescindere dall’età e dalla stazza, occupa un posto e deve viaggiare assicurata ai sistemi di ritenuta previsti (cinture o seggiolini).

La multa: quanto costa lo strappo alla regola

Viaggiare con più passeggeri rispetto a quanto consentito dall’omologazione del veicolo è una violazione disciplinata dall’articolo 169 del Codice della Strada. Le conseguenze per chi decide di rischiare non sono particolarmente salate salate. Si tratta infatti di una multa da un minimo di 42 euro a un massimo di 173 euro e una decurtazione di 2 punti dalla patente.

Ma il vero problema non è solo la multa pecuniaria. C’è un dettaglio che molti automobilisti ignorano e che riguarda le compagnie assicurative. In caso di incidente stradale con colpa, se l’auto trasporta più persone del consentito, l’assicurazione risarcirà i terzi danneggiati ma potrebbe esercitare il diritto di rivalsa. Questo significa che la compagnia può chiedere al proprietario dell’auto la restituzione dei soldi liquidati per i danni ai passeggeri in soprannumero.

C’è anche un peso massimo da non superare

Oltre al numero di persone, c’è un altro fattore geometrico e fisico che spesso viene ignorato: la massa. Ogni vettura ha un limite massimo di carico che non può essere superato per ovvi motivi di stabilità, frenata e sicurezza strutturale.

Sempre sul libretto di circolazione (questa volta al codice F.2) è indicata la massa massima a pieno carico ammissibile del veicolo. Questo valore comprende il peso dell’auto stessa, dei liquidi, del carburante, di tutti i passeggeri e dei bagagli.

Se viaggiamo con la macchina piena di amici e il bagagliaio straripante di valigie per le vacanze, potremmo essere fuori legge anche se il numero di persone è formalmente corretto. L’articolo 167 del Codice della Strada sanziona il sovraccarico con multe che variano in base alla percentuale di peso eccedente rispetto al limite. Se il peso supera il consentito di oltre il 5%, la sanzione parte da 42 euro e sale progressivamente, con il rischio aggiuntivo di non poter ripartire finché non si sarà alleggerito il mezzo.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 11:15:14 +0000
News n. 16
Auto da città con cambio automatico, le 9 migliori del 2026

I dati di vendita degli ultimi anni raccontano di un’Italia in cui la quota di auto vendute con cambio automatico è cresciuta in modo costante, e nel segmento delle citycar, tradizionalmente il più restio ad abbandonare il manuale per ragioni di costo, il cambiamento è ormai evidente. Sempre più modelli offrono l’automatico di serie o come opzione, e sempre più acquirenti lo scelgono. Se siete tra questi, la lista che segue fa al caso vostro.

Kia Picanto

La Picanto è uno di quei prodotti che non fanno mai rumore ma non smettono mai di vendere. Aggiornata di recente, la citycar coreana è disponibile in versione benzina e GPL, entrambe abbinabili a un cambio automatico AMT a 5 marce. L’AMT non è il cambio automatico più raffinato del mercato ma è pratico, abbastanza fluido nell’uso quotidiano e non costa quanto un doppio innesto. Il motore benzina da 67 CV e la versione GPL da potenza analoga sono entrambi dimensionati in modo perfetto per l’uso urbano. La Picanto ha il vantaggio di essere compatta davvero: meno di 3,60 metri, facile da parcheggiare anche negli spazi più stretti del centro storico.

Toyota Aygo X

La Toyota Aygo X è la citycar che ha scelto di differenziarsi esteticamente, con un design che guarda al mondo dei crossover senza però alzare il centro di gravità. Il CVT disponibile su questo modello è tra i migliori della categoria: progressivo, silenzioso, capace di accompagnare il sistema propulsivo full hybrid con una fluidità che fatica a trovare paragoni nel segmento. La Toyota Aygo X con automatico è una delle scelte migliori per chi usa l’auto principalmente in città e vuole una guida priva di qualsiasi fatica. In più, la solidità tipica del brand giapponese la rende un acquisto su cui ci si può fidare a lungo termine.

Suzuki Swift

La nuova Swift ha fatto un passo in avanti importante rispetto alla generazione precedente, anche sul fronte del cambio automatico. La versione mild hybrid da 83 CV è disponibile con un CVT che lavora in modo insolitamente piacevole rispetto alla media della categoria: non dà quella fastidiosa sensazione di “gomma elastica” che certi variatori trasmettono, ma accompagna il motore con una progressività soddisfacente. La Swift è anche una delle citycar più divertenti da guidare quando la strada lo permette, grazie a uno sterzo preciso e a un assetto più sportiveggiante rispetto alla media. Chi vuole comfort e un minimo di carattere troverà in lei una compagna di viaggio più viva del solito.

Dacia Sandero

Il grande annuncio dell’anno nel segmento: la Dacia Sandero aggiorna il motore GPL con un 1.2 turbo tre cilindri da 120 CV e, per la prima volta nella storia del marchio, lo abbina a un cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti. È una notizia che molti aspettavano da anni. L’Eco-G 120 automatico della Sandero cambia completamente la proposta del brand sul mercato italiano: finalmente si può scegliere il GPL senza dover rinunciare al comfort dell’automatico. Con un serbatoio GPL da 50 litri e autonomia totale di quasi 1.600 km tra gas e benzina, è la scelta razionale per eccellenza tra le city car a cambio automatico.

Citroen C3

La C3 è tornata con una filosofia chiara: accessibile, pratica, inconfondibile nell’estetica. Il modello termico è disponibile con un cambio automatico EAT6 abbinato al 1.2 PureTech da 110 CV, che sulla C3 garantisce una guida fluida e senza pensieri.

Hyundai i20

La i20 è una delle citycar più complete del mercato, e il cambio automatico è disponibile nella versione 1.0 T-GDI da 100 CV con doppia frizione a 7 rapporti. Il DCT su questo modello è ben calibrato: i cambi marcia sono rapidi e fluidi, soprattutto in modalità automatica durante l’uso urbano. La i20 porta in dote una dotazione tecnologica ricca e un abitacolo spazioso per le dimensioni esterne. Chi cerca una compatta con automatico senza rinunciare alla tecnologia troverà nella i20 una risposta convincente.

Mini Cooper

La Mini Cooper è un caso a sé. Non è la citycar più economica né quella più razionale, ma è quella con l’identità più forte e quando si parla di auto da città, l’identità conta. Il cambio Steptronic a 7 marce disponibile sulla versione 1.5 tre cilindri da 136 CV è fluido, reattivo quando si chiede un po’ di ritmo, silenzioso quando si vuole solo scorrere nel traffico. La nuova generazione ha anche introdotto una versione full electric che offre autonomia fino a 300 km WLTP e una guida a singolo rapporto ancora più immediata. Due proposte diverse per chi cerca il logo a tre cerchi con l’automatico.

Seat Ibiza

La Ibiza è la compatta spagnola che più di tutte riesce a convincere sia chi guida in città sia chi percorre strade extraurbane con una certa frequenza. Il DSG a 7 rapporti abbinato al 1.0 TSI da 95 CV, o in alternativa al più brillante 1.5 TSI da 150 CV in alcune versioni, è tra i migliori della categoria: rapido nei cambi, capace di gestire sia le situazioni di traffico lento che i tratti a velocità sostenuta con la stessa efficienza. La Ibiza ha anche il vantaggio di un abitacolo ben rifinito per il prezzo di listino, con materiali che non fanno rimpiangere le concorrenti più costose.

MG 3

L’MG 3 è la proposta cinese che ha cambiato le aspettative del segmento. L’ultima generazione è disponibile in versione full hybrid con una trasmissione e-CVT che elimina completamente la frizione e il cambio tradizionale. Il sistema combina un motore benzina 1.5 da 102 CV con un motore elettrico, per una potenza combinata di circa 196 CV. La guida è fluida, la risposta è immediata e i consumi in città scendono sensibilmente rispetto a un benzina equivalente. Il prezzo competitivo e la dotazione ricca di serie l’hanno resa una delle più vendute del segmento in poco tempo.

Honda Jazz

La Jazz chiude questa lista con la soluzione tecnica forse più raffinata di tutto il segmento. Il sistema e:HEV full hybrid è composto da un motore benzina da 1.5 litri e due motori elettrici, gestiti da un controllo elettronico che decide in ogni momento quale fonte di energia usare. La trasmissione funziona come un automatico a variazione continua, ma con un comportamento molto più naturale rispetto ai CVT tradizionali. In città, la Jazz viaggia quasi sempre in modalità puramente elettrica, con consumi reali che scendono intorno ai 4 litri per 100 km. L’abitacolo ha poi quel sistema di sedili Magic Seat con il cui il pianale diventa piatto abbattendo i sedili posteriori in avanti, una soluzione pratica che Honda porta avanti da vent’anni perché funziona meglio di molte idee più recenti.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 10:37:06 +0000
News n. 17
Bezzecchi e l’alterco con lo steward che può costare un Mondiale in MotoGP

Marco Bezzecchi ha commesso una ingenuità che potrebbe pagare con un prezzo carissimo alla fine del campionato. Nella sprint race del sabato a Brno, nono appuntamento del calendario, il leader della classifica ha fatto due errori in rapida successione. Dopo essere scivolato quando occupava la quinta posizione a due giri dal termine, si è rialzato per schiaffeggiare un commissario di gara intento a sollevare dalla ghiaia la RS-GP26, dando gas.

Con il suo comportamento aggressivo il 27enne ha violato il regolamento, commettendo un’azione pregiudizievole agli interessi dello sport. Bezzecchi, rialzatosi dopo una caduta senza conseguenze fisiche, ha appoggiato la sua mano sul volto dell’uomo, respingendolo per provare a chinarsi sulla sua Aprilia.

Gesto da condannare

In seguito a un breve conciliabolo, il gesto della sua mano destra sulla guancia sinistra del commissario ha fatto il giro del mondo. Una brutta azione, senza attenuanti, che macchia l’immagine di un ragazzo genuino e che ha mostrato, ancora una volta, difficoltà nelle Sprint Race. La sberla ha estromesso il pilota romagnolo dal main event in terra ceca, frenando la sua rincorsa in classifica.

L’episodio testimonia anche la scarsa serenità del rider che, dopo un inizio di stagione da record, ha cominciato a commettere errori pesanti nelle ultime due uscite. L’appello, cui aveva diritto, è stato respinto: “ai sensi dell’articolo 3.8 del regolamento del campionato del mondo FIM GP, confermiamo la nostra decisione a seguito di un’audizione. Il 20 giugno 2026, alle ore 16:07:41, durante la Sprint MotoGP del GP di Repubblica Ceca, a seguito di una caduta, ha spinto e colpito i commissari di pista che stavano cercando di recuperare la sua moto. Tale comportamento costituisce un’azione pregiudizievole per gli interessi dello sport e rappresenta pertanto una violazione di quanto previsto dall’articolo 3.3.2.2 del regolamento del campionato del mondo FIM GP. Qualsiasi atto corrotto o fraudolento, oppure qualsiasi azione pregiudizievole per gli interessi della manifestazione o dello sport, compiuta da una persona o da un gruppo di persone nel corso di un evento”.

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Pugno duro

Per le ragioni sopracitate, il collegio dei commissari sportivi ha inflitto a Bezzecchi la squalifica nella tappa ceca, in conformità agli articoli 3.2.1 e 3.3.2.3 del regolamento del campionato del mondo. Dopo essersi girato più volte nel letto la notte scorsa, il pilota ha deciso di parlare del gesto che lo porterà a osservare la sfida in TV. Il nativo di Rimini, tramite il profilo IG, ha dichiarato:

“Vorrei porgere le mie scuse a tutta la comunità della MotoGP per il gesto che ho compiuto nei confronti del commissario a bordo pista. Mi dispiace anche perché so quanti impegni e sacrifici i marshall fanno per garantire la nostra sicurezza. Questi comportamenti non devono accadere e non hanno giustificazioni. Mi scuso con tutti, Aprilia Racing e i miei tifosiâ€. 

La squalifica è una punizione severissima, ma i giudici hanno valutato che una pena pecuniaria e una partenza dal fondo dello schieramento non avrebbero sortito lo stesso effetto. Sui social è partita la solita gogna mediatica che non aiuterà il pilota italiano a ritrovare la giusta quiete in vista delle prossime tappe. Marco Bezzecchi è un essere umano e sotto pressione ha sbagliato, ma mai come in questi casi scagli la prima pietra chi è senza peccato.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 09:36:24 +0000
News n. 18
Punti finiti sulla patente, scatta l’obbligo di esame di revisione

Esiste una categoria di automobilisti che scopre di avere zero punti sulla patente solo quando viene fermata da una pattuglia o quando riceve a casa una comunicazione ufficiale che non si aspettava. Non è negligenza pura: è il risultato di un sistema che accumula decurtazioni nel tempo, spesso su infrazioni commesse a distanza di mesi l’una dall’altra, e che non invia avvisi automatici ogni volta che il saldo scende. 

La patente a punti esiste in Italia dal 2003 ed è disciplinata dall’articolo 126-bis del Codice della Strada. Ogni conducente parte da un saldo di 20 punti al momento del rilascio della patente. Quei punti possono aumentare fino a un massimo di 30, oppure diminuire a ogni violazione per cui è prevista una decurtazione. Quando arrivano a zero, le regole cambiano completamente, e capire bene cosa succede è fondamentale per non commettere errori che peggiorano la situazione.

Il decreto di revisione

L’azzeramento del punteggio sulla patente di guida e il conseguente obbligo di sottoporsi all’esame di revisione teorico-pratico costituiscono uno degli argomenti più dibattuti nell’ambito della circolazione stradale. Quando il saldo dei punti tocca lo zero, scatta un procedimento formale: il Ministero invia al conducente una lettera con la quale lo invita a rifare, entro 30 giorni, gli esami previsti per il rilascio della propria patente. Non si tratta di una sospensione immediata, durante quei trenta giorni è ancora possibile circolare. Ma è un lasso di tempo breve, che non ammette distrazioni.

L’esame da sostenere è strutturato esattamente come quello che si è fatto per prendere la patente la prima volta: una prova teorica e una prova pratica. Non c’è una versione semplificata né una scorciatoia. Si torna all’autoscuola, si ripassa il codice, si rifà il percorso. Chi lo supera si vede riaccreditare un saldo di 20 punti sulla patente, come se fosse appena diventato patentato. Chi non lo supera o non lo sostiene entro i termini, finisce in una situazione ben più seria.

Nessun saldo punti dal Ministero

C’è un aspetto di questa vicenda che mette molti automobilisti in difficoltà, e che vale la pena chiarire con chiarezza prima ancora di parlare delle conseguenze specifiche. Il sistema della patente a punti non funziona come un conto corrente bancario dove ogni transazione vi arriva con una notifica. Dal 2020, il Ministero non invia più le lettere di aggiornamento del saldo punti dopo ogni singola decurtazione.

Questo significa che l’automobilista è responsabile in prima persona del monitoraggio del proprio saldo. Gli strumenti ci sono e sono accessibili: il Portale dell’Automobilista (accessibile tramite SPID, CIE o carta d’identità elettronica) permette di consultare in tempo reale quanti punti restano, quando sono stati decurtati e per quale motivo. 

Basta il verbale

La questione giuridica che torna spesso nei dibattiti su questo tema riguarda la notifica. Molti automobilisti sostengono di non aver mai ricevuto comunicazione dell’azzeramento del saldo, e ritengono quindi di non essere obbligati a fare la revisione.

Molti automobilisti, infatti, ritengono che l’avvio del procedimento di revisione sia subordinato alla regolare ricezione delle comunicazioni con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiorna l’utente sul saldo dei punti decurtato. Si tratta di un’interpretazione errata che viene regolarmente smentita dalla giurisprudenza, poiché l’ordinamento attribuisce un valore preminente alla conoscenza avvenuta con la notifica dei singoli verbali di contestazione delle violazioni. Il consiglio pratico, quindi, è uno solo: non aspettate che qualcuno vi avvisi. Dopo ogni multa con decurtazione, controllate il vostro saldo sul Portale dell’Automobilista. 

30 giorni per rifare l’esame

Qualora il saldo punti arrivi a zero, il Ministero dispone la revisione della patente. Il conducente riceve un provvedimento ufficiale e ha l’obbligo di sottoporsi nuovamente agli esami di idoneità tecnica (esame teorico e esame pratico) entro 30 giorni dalla notifica. Sul fronte tecnico, l’esame si compone di due parti: il quiz teorico (con le stesse domande che si utilizzano per i nuovi patentati) e la prova pratica in auto con un esaminatore della Motorizzazione Civile. Non è un aggiornamento formale: è un vero e proprio riesame delle competenze. Chi ritiene di conoscere già bene le regole sarà probabilmente in grado di prepararsi in tempi ragionevoli, ma sottovalutare la prova teorica è un errore comune.

C’è anche un aspetto che vale la pena ricordare e che alcune autoscuole non comunicano subito: è possibile sostenere l’esame solamente una volta. In caso di bocciatura in una delle due prove, infatti, si procederà con la revoca della patente. Non c’è un secondo appello. Se la prova teorica va male, la patente viene revocata. Per ottenerla di nuovo bisognerebbe ripartire dall’inizio, come se non si fosse mai guidato prima. È una conseguenza che in molti non conoscono, e che rende ancora più importante presentarsi all’esame dopo una preparazione adeguata.

Maxi multa per chi continua a guidare

La situazione che molti temono è quella di continuare a guidare ignorando il provvedimento di revisione. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro i 30 giorni previsti, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato con atto definitivo. Ma cosa succede concretamente se si viene fermati dopo che la patente è stata sospesa per mancata revisione? Le conseguenze sono quelle previste per la guida senza patente, che nel codice della strada aggiornato dal nuovo CdS del 2024 prevede sanzioni significative. Le multe vanno da 2.046 a 8.186 euro per chi guida un veicolo senza mai aver conseguito la patente o con patente revocata. Si tratta della violazione più grave tra quelle legate ai titoli abilitativi alla guida.

A questo si aggiunge il sequestro del veicolo. Chi viene fermato alla guida con la patente sospesa per mancata revisione rischia il fermo immediato del mezzo, che finisce al deposito a spese del proprietario fino alla regolarizzazione della situazione. Non è una multa che si paga e si dimentica: è un procedimento che blocca la vettura, produce costi aggiuntivi per il deposito e richiede poi un iter burocratico per il dissequestro. La via più semplice, come sempre in questi casi, è anche la più ovvia: monitorare il proprio saldo punti con regolarità, agire prima che si azzeri cercando di recuperare punti con i corsi specifici, e nel caso peggiore presentarsi subito all’esame di revisione non appena si riceve il provvedimento.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 09:18:55 +0000
News n. 19
Festival of Speed di Goodwood 2026, un appuntamento ricco di campioni

Il Festival of Speed di Goodwood, che si svolge nella tenuta del Duca di Richmond a Chichester nel West Sussex inglese, ogni anno attira qualche centinaia di migliaia di persone su una collina che per giorni diventa il centro del mondo dei motori.

L’edizione 2026 ha appena ufficializzato due presenze che amplificano l’importanza dell’evento. Lando Norris e Valentino Rossi saranno entrambi a Goodwood, e la loro presenza allo stesso evento non è cosa che capita tutti i giorni.

Appuntamento al 9 luglio

Il Festival of Speed 2026 si svolgerà dal 9 al 12 luglio. Quattro giorni di salita cronometrata sul famoso Hillclimb davanti al castello, mostre statiche, anteprime mondiali di nuovi modelli, retrospettive storiche. Un formato che non cambia nella sostanza ma che si arricchisce ogni anno dei nomi che riesce a portare in scena.

Norris e Rossi arriveranno il venerdì pomeriggio per quello che a Goodwood si chiama Balcony Moment: i campioni si affacciano dalla facciata del palazzo del Duca, da un’apposita tribuna ricavata tra le colonne dell’edificio storico, e salutano i fan radunati nel prato sottostante. È uno di quei rituali che sembrano semplici ma che nella pratica producono momenti di delirio collettivo difficili da descrivere. È il motorsport nella sua forma più pura: nessun paddock a fare da barriera, solo la distanza fisica tra chi ha vinto e chi ammira.

Norris e Rossi ospiti speciali

Lando Norris arriva a Goodwood da campione del mondo in carica di Formula 1, titolo conquistato al termine di una stagione 2025 combattuta fino all’ultimo appuntamento. Il britannico di Bath è diventato nell’ultimo anno il volto della Formula 1 contemporanea: veloce, genuino, capace di comunicare con una generazione di tifosi che con la F1 tradizionale faticava a connettersi. A Goodwood si celebra la vittoria iridata, e l’atmosfera di festa del Festival è il palco perfetto per farlo.

Valentino Rossi è qualcosa di diverso. Nove titoli mondiali in moto, un record che nessuno ha ancora eguagliato, e una carriera che ha travalicato i confini del motociclismo per diventare un fenomeno culturale globale. Ritiratosi dalle due ruote, Rossi ha continuato a correre su quattro ruote nel GT World Challenge Europe, portando con sé quella fedeltà dei fan che ha costruito mattone per mattone nel corso di tre decenni. A Goodwood non è un ospite qualunque: è probabilmente insieme a Schumacher il pilota più amato d’Europa degli ultimi vent’anni, e il suo nome attira sempre uno spazio di pubblico che supera quello di chiunque altro.

Le dichiarazioni dei piloti

Le parole che Norris e Rossi hanno scelto per commentare la propria presenza a Goodwood dicono qualcosa di autentico, al di là del protocollo delle dichiarazioni ufficiali. Norris ha tenuto tutto nel registro dell’entusiasmo personale: “Goodwood è sempre fantastico, è una vera festa del motorsport. C’è un’atmosfera incredibile, tantissimi fan, e condividerla con una leggenda come Valentino rende tutto ancora più speciale.

Rossi ha risposto con il tono di chi a Goodwood non è un esordiente: “Goodwood è qualcosa di veramente speciale, una vera celebrazione del motorsport in ogni sua forma. Essere al Festival of Speed, vedere così tanti fan appassionati e condividere il palco con atleti incredibili come Lando Norris e John McGuinness rende l’esperienza indimenticabile.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 07:56:56 +0000
News n. 20
Maserati MCPura Cielo Tributo 1926, la one-off che celebra l’inizio di tutto

Modena ha fatto da cornice a un debutto davvero speciale, avvenuto nei giorni in cui l’Emilia veniva attraversata dal fascino senza tempo della Mille Miglia. Parliamo della nuovissima Maserati MCPura Cielo Tributo 1926, un esemplare unico al mondo e una vera e propria dichiarazione d’amore alle competizioni del passato.

Questa one-off a cielo aperto unisce le prestazioni del presente a una serie di dettagli estetici e storici che fanno battere il cuore agli appassionati del Tridente. Un modello sartoriale che dimostra come il passato possa trasformarsi nella più nobile fonte d’ispirazione per il futuro.

Dettagli del passato

Maserati MCPura Cielo Tributo 1926 cattura lo sguardo attraverso una scelta cromatica ricercata e ricca di citazioni. La carrozzeria è stata deliberatamente verniciata nella suggestiva tinta Grigio Lamiera Matte, un colore opaco che evoca la texture metallica delle leggendarie auto da corsa degli anni 20. Su questa base spiccano grafiche geometriche dal forte impatto visivo, declinate nelle colorazioni Rosso Capannelle, Blu Infinito e Bianco Pastello.

Il viaggio nel tempo continua attraverso i loghi sul cofano anteriore e sul montante posteriore, in cui fa la sua comparsa il Tridente storico, esattamente come venne disegnato all’origine da Mario Maserati, ispiratosi alla celebre Fontana del Nettuno di Bologna. Non mancano poi le chicche per i puristi: aprendo le portiere, sulle battute d’ingresso, sono state impresse le firme di Alfieri Maserati e del mitico capo meccanico e collaudatore Guerino Bertocchi. I dettagli esterni sono completati da enormi cerchi diamantati da 20 pollici con accenti rossi, pinze dei freni in nero lucido e un esteso pacchetto in fibra di carbonio a vista che ne sottolinea l’anima racing.

100 anni dal debutto nelle competizioni

Il 2026 segna un traguardo storico: il centenario dal debutto ufficiale nelle corse della prima vera Maserati della storia. Era il 25 aprile del 1926 quando la leggendaria Tipo 26 si schierò sulla griglia di partenza della Targa Florio, guidata proprio da Alfieri Maserati. Quella fu la prima auto in assoluto a sfoggiare fiera il simbolo del Tridente sul radiatore, conquistando immediatamente una straordinaria vittoria di classe.

La scelta di svelare la vettura a Modena durante il passaggio della Mille Miglia chiude un cerchio storico perfetto. Fu proprio una evoluzione di quella vettura, la Tipo 26 C del 1931, la prima Maserati a partecipare alla leggendaria “Freccia Rossa”, portando a casa un successo memorabile. La MCPura Cielo Tributo 1926 vuole celebrare quel secolo di record, di polvere e di vittorie in pista.

Sotto questo vestito intessuto di storia batte però un cuore modernissimo: l’esemplare unico conferma l’incredibile motore V6 Nettuno da 3.0 litri, capace di erogare ben 630 CV, abbinato alla trazione posteriore e a un fulmineo cambio a doppia frizione a 8 rapporti. Le prestazioni restano quelle di una vera pistaiola: lo scatto da 0 a 100 km/h viene bruciato in appena 2,9 secondi, mentre la velocità massima tocca i 325 km/h.

Programma Fuoriserie

Un’auto così esclusiva non poteva che nascere all’interno dell’atelier più importante della Casa modenese. La MCPura Cielo Tributo 1926 è infatti l’ultimo gioiello sfornato dal programma Maserati Fuoriserie, la divisione bespoke del brand che permette ai clienti più facoltosi e collezionisti di dare vita ai propri sogni automobilistici, creando modelli irripetibili. Il programma fa parte del più ampio progetto Bottegafuoriserie, un hub di eccellenza dove la massima maestria artigianale italiana si sposa con le tecnologie ingegneristiche più avanzate del gruppo.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 05:30:09 +0000
News n. 21
Compatte premium usate sotto 25.000 euro, le migliori del 2026

Le vetture premium hanno raggiunto prezzi elevati. Per risparmiare ma non compromettere la qualità e lo status di vetture moderne, ci sono ottimi usati a basso chilometraggio che permettono di portarsi a casa berline compatte premium a meno di 25.000 euro. Abbiamo selezionato sei compatte premium tra le migliori occasioni del mercato dell’usato in questa fascia, scegliendo modelli recenti, con chilometraggio contenuto e motorizzazioni aggiornate per combattere la svalutazione e risparmiare.

Volkswagen Golf

La Golf è la compatta di riferimento del mercato europeo da quasi cinquant’anni, e non è un caso che il mercato dell’usato ne sia sempre saturo: significa che si trovano esemplari recenti, ben tenuti, con chilometraggi bassi e a prezzi competitivi. Cercando con un po’ di pazienza, vetture del 2025 con meno di 20.000 chilometri si trovano in una fascia tra i 23.000 e i 25.000 euro, nelle motorizzazioni d’ingresso diesel o benzina, il 1.0 TSI da 110 CV e il 2.0 TDI da 116 CV sono i più diffusi in questa configurazione. Entrambi sono motori collaudati, con costi di manutenzione prevedibili e una rete Volkswagen capillare su tutto il territorio nazionale.

Ma perché scegliere una Golf usata invece di una compatta nuova di un marchio meno blasonato? La risposta è nell’esperienza complessiva. L’ottava generazione della Golf porta in dote un abitacolo completamente digitalizzato, con il cockpit virtuale e il sistema di infotainment Discover Pro da dieci pollici, una qualità costruttiva che guida la categoria e una guidabilità affinata nel corso di decenni.

Mercedes Classe A

La Mercedes Classe A è la porta d’ingresso alla stella e per molti automobilisti rimane il sogno concreto. Con un budget sotto i 25.000 euro, il mercato dell’usato offre vetture del 2023 con 60.000 chilometri o meno, disponibili sia nella variante diesel da 116 CV (la A 180 d) che nella versione mild hybrid benzina.

La A 180 d è la scelta ideale per chi percorre molti chilometri: il quattro cilindri diesel da 116 CV è sobrio, copioso ai bassi regimi e vanta costi di percorrenza tra i più contenuti della categoria. La mild hybrid A 180, invece, porta in dote un motore benzina da 136 CV assistito da un sistema a 48 volt che migliora la fluidità e riduce i consumi nel traffico urbano. Entrambe le versioni montano il cambio a doppia frizione DCT a sette rapporti, quasi sempre di serie in questa fascia di usato.

BMW Serie 1

La BMW Serie 1 nella sua ultima generazione, quella con trazione anteriore e piattaforma UKL condivisa con MINI, ha diviso gli appassionati del marchio bavarese, ma rimane una delle compatte premium più apprezzate dai meno fondamentalisti.

Con un budget vicino ai 25.000 euro si trovano vetture del 2024 con meno di 30.000 chilometri, nelle versioni 116 da 109 CV e 118 da 140 CV, entrambe con motorizzazione benzina e mild hybrid a 48 volt. La differenza tra le due non è solo di potenza: la 118 è anche più rifinita nella risposta ai bassi regimi grazie al maggior supporto del sistema elettrico, e nei percorsi extraurbani si fa apprezzare per una fluidità che il tre cilindri della 116 fatica a replicare.

L’abitacolo è il punto dove la BMW Serie 1 guadagna terreno su quasi tutte le rivali: il cockpit curvo con i due schermi da 10,25 pollici è di grandissimo effetto, le plastiche sono ovunque di qualità superiore e la seduta posteriore offre un’altezza da terra e un’abitabilità migliori rispetto alla concorrenza diretta.

Audi A3

L’Audi A3 è, insieme alla Golf di cui condivide la piattaforma, l’usato premium più diffuso sul mercato italiano. E la disponibilità abbondante di esemplari recenti è, paradossalmente, uno dei suoi punti di forza: la concorrenza tra privati e dealer spinge i prezzi verso il basso, e a partire dai 23.000 euro si trovano vetture del 2024 con meno di 60.000 chilometri in motorizzazioni diverse, dal diesel d’ingresso al benzina turbo, spesso in allestimenti già ben equipaggiati.

La versione 30 TDI da 116 CV è la più cercata da chi percorre molti chilometri su strada: il quattro cilindri diesel è tra i più raffinati della categoria, silenzioso, elastico e con consumi che in percorrenza autostradale scendono facilmente sotto i cinque litri per cento chilometri. Per chi preferisce il benzina, la 30 TFSI da 110 CV con cambio S tronic a sette rapporti è una soluzione fluida e moderna, spesso disponibile con il Virtual Cockpit Audi già di serie in allestimento Advanced.

Cupra Leon

Si abbandona la Germania ma non il Gruppo Volkswagen. La Cupra Leon è la versione più sportiva e caratterizzata della piattaforma MQB, quella condivisa con Golf e A3, e porta in dota un’identità visiva e dinamica che le sorelle tedesche non hanno.

In questa fascia di prezzo si trovano due configurazioni interessanti: la 1.5 e-Hybrid da 150 CV del 2024, con il sistema mild hybrid che migliora la fluidità nei passaggi di marcia, oppure il diesel con il restyling 2025, entrambe con meno di 50.000 chilometri. La e-Hybrid è la scelta più coerente con il posizionamento sportivo del marchio: il motore risponde con prontezza e il cambio DSG è ben mappato, ma la carrozzeria sportback rimodernata con il restyling è tra le più riuscite esteticamente del segmento.

L’abitacolo della Leon Cupra si distingue per i sedili avvolgenti con logo ricamato, la plancia orientata verso il guidatore e uno schermo da 12 pollici con grafica sportiva. Non è un’auto per chi cerca la massima praticità, visto il bagagliaio che paga un po’ il profilo ribassato, ma per chi vuole qualcosa di diverso dalla massa e non intende rinunciare alla qualità costruttiva del Gruppo VAG, la Cupra Leon usata sotto i 25.000 euro è probabilmente la proposta più interessante del Gruppo.

Mazda 3

L’unica giapponese della selezione, e probabilmente quella che sorprende di più chi la scopre per la prima volta. La Mazda 3 non è mai stata l’auto più venduta del segmento, e questo paradossalmente è uno dei suoi vantaggi sul mercato dell’usato: la disponibilità è inferiore rispetto a Golf e A3, ma chi la sceglie lo fa con cognizione di causa, e gli esemplari che si trovano sono spesso tenuti con particolare cura. Modelli dal 2024 al 2025 con motorizzazione da 122 a 140 CV mild hybrid si trovano in una fascia tra i 22.000 e i 25.000 euro. Il sistema mild hybrid Skyactiv-G garantisce consumi contenuti e una risposta motore sorprendentemente lineare, grazie anche alla cilindrata non contenuta.

Ma il vero motivo per cui si sceglie una Mazda 3 è l’abitacolo. La qualità dei materiali è superiore a qualsiasi rivale nella stessa fascia di prezzo: le superfici sono morbide, le plastiche ridotte all’osso e la plancia ha un’impostazione elegante che non insegue la tendenza degli schermi enormi.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 05:30:03 +0000
News n. 22
Renault 4 E-Tech Plein Sud, spazio da vivere, comfort da condividere

C’è una Renault 4 degli anni Sessanta che ha costruito la propria leggenda su un’idea semplice e liberatoria: levare il tetto. Si chiamava Plein Air e nel 1968 era già un manifesto di come si potesse fare un’auto pratica ed emozionale. Quasi sessant’anni dopo, Renault ha deciso di riaprire quel capitolo, questa volta in chiave elettrica. La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è una versione che porta con sé una precisa filosofia di viaggio, costruita attorno a quel metro quadrato di tessuto che si apre sopra la testa dei passeggeri e trasforma l’esperienza a bordo.

Tetto in tessuto

La caratteristica che definisce la Plein Sud rispetto alla Renault 4 standard è il tetto in tessuto nero che occupa quasi per intero la sommità della carrozzeria. La superficie è di circa un metro quadrato, per l’esattezza 92 centimetri in lunghezza e 80 in larghezza.

A differenza di tanti sunroof che si aprono parzialmente e lasciano comunque l’impressione di stare dentro una vettura, la Plein Sud dà davvero la sensazione di essere all’aperto senza dover rinunciare alla protezione della carrozzeria laterale né alla sicurezza strutturale del veicolo. Renault assicura infatti che la presenza del tetto in tessuto non comporta compromessi in termini di sicurezza.

Come funziona

Il meccanismo di apertura è completamente elettrico. Il sistema si apre e si chiude in circa 10 secondi, anche tramite comando vocale, e può essere azionato in movimento fino a 90 km/h. Il gesto è immediato: un tasto, un comando vocale, e il cielo entra in pochi secondi. A tetto aperto il deflettore automatico limita turbolenze e fruscii. Il risultato, nelle situazioni di marcia normale, è che si può tenere il tetto aperto anche a velocità sostenute senza dover alzare la voce per parlare con il passeggero.

Il tetto è stato sviluppato con partner specializzati per garantire isolamento acustico e resistenza, grazie a materiali leggeri e a una struttura ottimizzata che limita l’aumento di peso. Con il tetto chiuso, la differenza rispetto alla Renault 4 tradizionale è minima, appena il 4% in termini di rumorosità percepita a 130 km/h.

Renault 4 E-Tech Plein Sud: la versione con tetto apribile elettrico
Ufficio Stampa Renault
Renault riporta in vita una delle sue idee più amate

Si viaggia in cinque

Qui arriva il punto che spesso mette in difficoltà le auto con tetti apribili: l’abitabilità. La scelta di aprire una porzione così ampia della carrozzeria avrebbe potuto comportare compromessi sull’altezza interna, sulla robustezza della struttura o sullo spazio per la testa dei passeggeri. In questo caso invece l’abitabilità in altezza è stata salvaguardata con grande cura: i passeggeri anteriori godono di un’altezza filo padiglione di 90,6 centimetri, mentre chi siede dietro ha a disposizione 81,3 centimetri.

Nessuna rinuncia

Abitabilità, modularità, capacità di carico e versatilità restano inalterate. Il bagagliaio mantiene i suoi 420 litri, la soglia di carico rimane ribassata, la lunghezza di carico con i sedili abbattuti arriva a 2,20 metri e la capacità di traino si conferma fino a 750 kg. Chi usa la Renault 4 per lavoro, per le vacanze o per i fine settimana fuori porta non rinuncia a nulla di quello che apprezzava nella versione standard.

Sul fronte della tecnologia, la Plein Sud porta di serie anche l’aggiornamento sulla ricarica: la batteria da 52 kWh è compatibile con 100 kW in corrente continua, permettendo di passare dal 15 all’80% in circa 30 minuti. L’autonomia dichiarata in ciclo WLTP è di 392 km.

La Renault 4 E-Tech Plein Sud è già ordinabile in Italia in due allestimenti: Techno Plein Sud da 36.790 euro e Iconic Plein Sud da 38.790 euro. Non è l’auto più economica del segmento, ma dalla sua offre una combinazione di originalità e praticità che difficilmente si dimentica, specialmente in estate.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 15:57:49 +0000
News n. 23
Cupra Raval Edge Plus, un nuovo allestimento specifico per l’Italia

La Raval, la piccola elettrica spagnola che si è già guadagnata l’attenzione di molti automobilisti interessati al segmento delle city car premium, ha convinto ancora prima di arrivare nelle concessionarie: le versioni Launch Edition hanno registrato prenotazioni ben al di sopra delle aspettative iniziali del costruttore. Così, a poche settimane dall’apertura degli ordini, Cupra ha deciso di rispondere con un allestimento pensato appositamente per il mercato italiano: si chiama Edge Plus e parte da 31.950 euro.

L’ottima accoglienza

Cupra Raval è stata presentata come la risposta iberica alla domanda di mobilità elettrica accessibile ma di carattere. Le versioni Launch Edition hanno fatto registrare numeri superiori alle stime iniziali della Casa spagnola, con ordini arrivati da tutta Italia e una curiosità diffusa anche tra chi normalmente non avrebbe considerato il marchio. Non è un segnale da trascurare in un mercato storicamente conservativo come quello italiano.

La Edge Plus nasce proprio da questa consapevolezza: c’è una domanda reale, ed è il momento di alimentarla con un’offerta che sia al contempo competitiva sul prezzo e convincente sulla dotazione. Il margine di vantaggio sul valore degli accessori rispetto alla configurazione standard è del 45%.

Dotazione e prezzo

Il motore della Raval Edge Plus è il 211 CV con batteria da 52 kWh, la stessa combinazione già vista sulle versioni Launch Edition. Quello che cambia è tutto il resto, ovvero la lista di ciò che si trova di serie sulla vettura senza dover aprire il configuratore degli optional.

L’elenco parte dall’estetica: la tinta esterna in dotazione è il Plasma Iridescente, uno dei colori più identificativi della gamma Cupra, abbinato a cerchi da 19 pollici Vandal Copper e vetri posteriori oscurati. Due elementi che da soli già caratterizzano visivamente la vettura in modo inequivocabile.

Sul fronte tecnologico e comfort, la Edge Plus integra di serie il pacchetto Edge e il pacchetto Light&Sound. Il primo porta in dote il Climatronic bizona, il sistema Keyless Advanced con Digital Key che consente di aprire e avviare la vettura direttamente con lo smartphone, la retrocamera, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, le prese USB-C nella console centrale, la Connectivity Box, lo specchietto retrovisore interno con funzione antiabbagliante automatica, il doppio fondo nel bagagliaio per nascondere il cavo di ricarica e la funzione Vehicle to Load (V2L).

Il pacchetto Light&Sound aggiunge l’impianto audio Premium Sennheiser, lo Smartlight 2.0 e gli effetti di luce nei pannelli porta. Piccoli dettagli che incidono molto sulla percezione di premium dell’abitacolo, soprattutto di sera.

Sul fronte della ricarica, la Raval Edge Plus supporta una potenza massima di 105 kW in corrente continua, un dato che la posiziona molto bene nel segmento, consentendo ricariche rapide sia in viaggio che nelle stazioni urbane più moderne. Di serie è incluso il cavo Mode 3 Type 2 da 16A per le colonnine AC, mentre il cavo Mode 2 per l’uso domestico rimane opzionale. L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP si attesta tra 413 e 446 km a seconda dell’allestimento e delle condizioni d’uso, valori che per una city car elettrica di questo segmento sono più che adeguati per l’uso quotidiano anche senza accesso a una rete di ricarica domestica.

A 31.950 euro, la Cupra Raval Edge Plus si posiziona in modo competitivo rispetto alle rivali dirette che offrono dotazioni comparabili. Non è la più economica della categoria, ma è quella che offre di più senza chiedere di aprire lunghe liste di optional a pagamento.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 14:20:34 +0000
News n. 24
Moto Guzzi rompe la tradizione, il nuovo motore 457 bicilindrico parallelo è in arrivo

Moto Guzzi è sempre stata legata al motore bicilindrico a V trasversale, con i due cilindri disposti longitudinalmente rispetto alla moto, che sporge ai lati con quella silhouette inconfondibile che i guzzisti riconoscono a distanza. È uno schema che il marchio di Mandello del Lario porta avanti dai tempi della mitica V7, e che nessuna parentesi della sua storia ha mai messo davvero in discussione. Fino ad adesso.

Nuove foto spia anticipano un prototipo ancora camuffato di una Moto Guzzi inedita, e quello che si vede sotto la carrozzeria mimetizzata non è un V-twin longitudinale: è un bicilindrico parallelo da 457 cc di derivazione Aprilia. Un cambio di rotta che, se confermato, rappresenta la svolta più significativa nella storia recente del marchio.

Bicilindrico parallelo

La moto intercettata durante le sessioni di test su strada non è un prototipo alle prime uscite: era già stata avvistata in passato, il che suggerisce che lo sviluppo sia in una fase avanzata con qualche modifica. Il frontale è stato disegnato con un faro a LED che incorpora le luci diurne in una firma luminosa ispirata all’aquila. La parte posteriore è stata ugualmente aggiornata: i due fanali circolari visti nelle foto precedenti hanno lasciato il posto a un gruppo ottico posteriore integrato e più curato, che incorpora anche gli indicatori di direzione. Non è più la moto di sviluppo iniziale, grezza e provvisoria nelle finiture. È qualcosa che assomiglia molto a un prodotto quasi definitivo.

Sul piano tecnico, il motore è lo stesso che oggi equipaggia modelli Aprilia come la RS 457 e la Tuono 457, capace di erogare poco più di 47 CV e di rientrare nei limiti della patente A2. È un propulsore che Aprilia ha già affinato sul mercato con ottimi riscontri: compatto, leggero, affidabile e con un carattere che si presta sia a un uso sportivo che a una guida più rilassata.

Ma Moto Guzzi dovrebbe limitarsi a prendere il motore Aprilia e incollarlo sotto una nuova carena. Tutte le indicazioni suggeriscono che la taratura del propulsore sarà adattata al carattere del marchio: meno sportivo, più rotondo, orientato a chi preferisce la guida piacevole e rilassante che è da sempre il punto di forza dei modelli di Mandello.

Derivato da Aprilia

Il fatto che Moto Guzzi e Aprilia condividano la stella famiglia del Gruppo Piaggio, rende questo trasferimento tecnologico meno sorprendente di quanto sembri. È una strategia industriale che i grandi gruppi automotive praticano da decenni: la stessa base tecnica, declinata in modi diversi per marchi con identità diverse. Volkswagen lo fa con Seat, Škoda e Audi; Stellantis con Fiat, Alfa Romeo, Jeep, Peugeot, Citroen, DS e Opel; Piaggio può farlo con Aprilia, Moto Guzzi e Vespa.

La differenza importante è che su Moto Guzzi la ciclistica verrà sviluppata in modo specifico. Telaio, sospensioni, geometrie: tutto sarà calibrato sull’uso che il pubblico Guzzi si aspetta, non su quello di chi sale su una RS 457 in cerca di adrenalina pura. I due marchi si rivolgono a utenti diversi, e questa diversità deve trasparire anche dall’esperienza di guida.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 13:03:48 +0000
News n. 25
FIAT e Disney Italia insieme per il nuovo film Toy Story 5 con la 600 Turbo 100

Si rinnova la collaborazione tra FIAT e Disney Italia. In occasione dell’uscita di Toy Story 5, arrivato nelle sale italiane il 18 giugno, la Casa torinese ha messo a disposizione la 600 Turbo 100 per accompagnare la première nazionale del film al Teatro Sistina di Roma e incarnare, sul piano automobilistico, il tema del cambiamento affrontato anche nell’ultima opera targata Pixar. Prima della proiezione, la vettura ha attraversato Roma fino all’ingresso del Teatro Sistina.

Una partnership all’insegna di valori condivisi

Da anni ormai i due marchi portano avanti una prolifica collaborazione, inaugurata nel 2024, quando FIAT aveva deciso di festeggiare i cento anni di Disney realizzando cinque esemplari speciali della Topolino. Dopodiché le parti avevano riunito le forze con il progetto legato alla Fiat 600 Hybrid e a Inside Out 2. In un incontro tra mobilità, cultura pop e pubblico familiare, l’iniziativa incentrata su Toy Story 5 consolida un’intesa già rodata, basata sulla condivisione dei valori e sulla volontà comune di affrontare le sfide di tutti i giorni.

Il punto di contatto scelto da FIAT riguarda l’evoluzione delle abitudini. Da un lato la saga di Toy Story ha raccontato sullo schermo i cambiamenti vissuti dalle famiglie, dall’altro il costruttore italiano ha cercato di rappresentare il progresso su strada. Ritmi e abitudini cambiano, ma FIAT persegue l’obiettivo di sempre: dare vita a un mezzo semplice da gestire e abbastanza versatile da adattarsi a situazioni diverse.

Con un motore benzina da 100 CV, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti, la Fiat 600 Turbo 100 ascolta le richieste di tutti quei conducenti ancora esitanti sul passaggio all’elettrico o all’ibrido. Perché optare per una meccanica tradizionale non vuol dire scendere a compromessi nelle dotazioni.

Invece di proporre un’unica motorizzazione, FIAT lascia al cliente la libertà di orientarsi tra la variante Hybrid, quella elettrica e, appunto, la nuova unità a benzina, disponibile negli allestimenti Pop, Icon, Business, La Prima e Sport. In questo modo l’utente può scegliere come meglio crede in base all’utilizzo, al budget e alla capillarità delle infrastrutture di ricarica sul territorio. L’accostamento della 600 Turbo 100 a Toy Story 5 le permette di far valere il suo carattere trasversale, che nella mobilità quotidiana trova il terreno più fertile. Nella visione di FIAT l’auto deve saper parlare a diverse generazioni attraverso un linguaggio emotivo comune.

Toy Story 5: lo scontro generazionale

In Toy Story 5 i giocattoli sono costretti a fare i conti con l’arrivo della tecnologia. Woody, Buzz, Jessie e il resto del gruppo incontrano Lilypad, un tablet convinto di sapere che cosa sia meglio per Bonnie. È il preludio di uno scontro tra il gioco tradizionale e un nuovo modo di occupare il tempo, con il rischio che le vecchie abitudini vengano messe da parte.

Dietro la macchina da presa torna Andrew Stanton, già coinvolto nella nascita della saga e affiancato alla regia da Kenna Harris. Lindsey Collins ha curato la produzione, mentre Randy Newman firma ancora una volta le musiche originali. La colonna sonora include anche il brano I Knew It, I Knew You, interpretato da Taylor Swift e scritto insieme a Jack Antonoff.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 10:30:09 +0000


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