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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

Il 10 gennaio 2026 il traffico autostradale in Italia è condizionato principalmente da fenomeni meteorologici avversi come pioggia, vento forte e nevischio, soprattutto su alcune tratte chiave come la A1 Milano-Napoli e la A25 Torano-Pescara. Tra gli eventi più significativi, si segnalano temporali con visibilità limitata tra Bivio A1/Diramazione Roma sud e Ceprano e vento forte lungo la A14 Bologna-Taranto. A queste si aggiungono lavori con chiusure di tratti e entrate sulla Tangenziale di Napoli e la Complanare di Bologna.

 

A1 Milano-Napoli



01:05 – MILANO-NAPOLI
Temporali tra Bivio A1/Diramazione Roma sud e Ceprano con visibilita’ 120 metri
in entrambe le direzioni



00:51 – MILANO-NAPOLI
Pioggia tra Bivio Diramaz. Roma sud/A1 MI-NA e Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A.
in entrambe le direzioni



00:50 – MILANO-NAPOLI
Pioggia tra Chiusi e Ceprano
in entrambe le direzioni

A12 Genova-Roma



00:16 – GENOVA-ROMA
Pioggia tra Civitavecchia Nord e SS1 Aurelia
in entrambe le direzioni

A14 Bologna-Taranto



00:47 – BOLOGNA-TARANTO
Vento Forte tra Pescara Nord e Lanciano
in entrambe le direzioni

A24 Roma-Teramo



00:17 – ROMA-TERAMO
Pioggia tra Grande Raccordo Anulare e Bivio A24/SS 80 (sgc Giulianova)
in entrambe le direzioni

A25 Torano-Pescara



01:00 – TORANO-PESCARA
Vento Forte tra Pratola Peligna-Sulmona e Manoppello
in entrambe le direzioni



00:00 – TORANO-PESCARA
Prevista Neve tra Bivio A25/A24 Roma-Teramo e Pratola Peligna-Sulmona
in entrambe le direzioni

A5 Torino-Aosta-Monte Bianco



00:58 – TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO
Nevischio tra Courmayeur sud e Raccordo A5/SS26 dir
in entrambe le direzioni

Tangenziale di Napoli (A56)



00:03 – TANGENZIALE DI NAPOLI
Tratto Chiuso tra Capodimonte e Corso Malta fino alle 06:00 del 10/01/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Corso Malta.
Uscita consigliata provenendo da Pozzuoli: Capodimonte.
Allacc. Diramazione Capodichino



00:03 – TANGENZIALE DI NAPOLI
Capodimonte in entrata è chiuso al traffico fino alle 06:00 del 10/1/2026 verso Allacc. Diramazione Capodichino per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Corso Malta.
Allacc. Diramazione Capodichino



00:03 – TANGENZIALE DI NAPOLI
Arenella in entrata è chiuso al traffico fino alle 06:00 del 10/1/2026 verso Allacc. Diramazione Capodichino per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Corso Malta.
Allacc. Diramazione Capodichino



00:03 – TANGENZIALE DI NAPOLI
L’area di servizio Scudillo est è chiusa fino alle 06:00 del 10/1/2026 per lavori.
Allacc. Diramazione Capodichino

Complanare di Bologna (T06)



00:14 – COMPLANARE DI BOLOGNA
Tratto Chiuso tra Svincolo 2 Borgo Panigale e Svincolo 1 Nuova Bazzanese fino alle 05:00 del 10/01/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Svincolo 1 Nuova Bazzanese.
Uscita consigliata provenendo da Autostrada Bologna-Taranto: Svincolo 2 Borgo Panigale.
Autostrada Milano-Napoli

 

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 00:08:00 +0000
News n. 2
Fiat presenta Tris al Salone di Bruxelles, è tornata la regina dell’ultimo miglio

Fa il suo debutto al Salone di Bruxelles la nuova Fiat Tris, l’erede della mitica Ape Piaggio, reinterpretata per rispondere alle necessità dei professionisti moderni. Un veicolo che guarda al futuro ma che affonda le radici in una tradizione tutta italiana fatta di lavoro, ingegno e mobilità urbana. Oggi però lo scenario è cambiato: le città sono più affollate, le regole sulle emissioni più stringenti e le esigenze dei professionisti sempre più specifiche. 

Pronta per le città europee

Dopo una prima presentazione avvenuta in Marocco, Fiat Tris è pronta a sbarcare anche in Europa. E lo fa con un’identità molto chiara: essere uno strumento di lavoro agile, compatto e perfettamente a suo agio nel traffico urbano. Le dimensioni raccontano una struttura compatta, di 3,17 metri di lunghezza, una misura che consente di muoversi con disinvoltura anche nei centri storici più congestionati.

Il raggio di sterzata di soli 3,05 metri è uno dei suoi punti di forza. Significa poter invertire la marcia in spazi ridottissimi, infilarsi nei vicoli e fermarsi senza problemi per carico e scarico. Il design è essenziale ma proprio per questo funzionale, proprio come l’icona di un tempo. Le superfici sono pulite, la struttura è immediatamente leggibile e il richiamo stilistico ai tre ruote del passato è evidente.

Fiat Tris è stata pensata per affrontare la quotidianità delle consegne urbane, dai corrieri ai piccoli artigiani, passando per servizi comunali e attività commerciali di prossimità, un’utilità che non ha bisogno di essere raccontata, visto che in molti ne portano il ricordo ancora vivido nella memoria.

Praticità in tre configurazioni

Uno degli aspetti più interessanti della nuova Tris è la sua versatilità. Fiat la propone infatti in tre configurazioni differenti: cabinato, con pianale o con cassone. Una scelta che permette di adattare il veicolo a utilizzi molto diversi tra loro, senza dover ricorrere a soluzioni aftermarket.

La dotazione di serie include fari anteriori e posteriori Full LED, una scelta che migliora la visibilità e riduce i consumi energetici. Il telaio e la struttura tubolare sono protetti da un trattamento anticorrosione con rivestimento in zinco, dettaglio fondamentale per un mezzo destinato a lavorare tutti i giorni, spesso in condizioni difficili.

Dal punto di vista della capacità di carico, Fiat Tris può trasportare fino a 540 kg di carico utile (RCE) e offre un’area di carico di circa 2,25 metri quadrati, progettata per ospitare un europallet standard. Numeri che la rendono un’alternativa concreta ai piccoli van, soprattutto in ambito urbano.

Propulsione elettrica

L’ideologia che si nasconde sotto al cofano è evidente: riuscire a rendere le città d’Europa più vivibili, silenziose e pulite. La stessa filosofia che si cela dietro al Green Deal e che vedrà nel futuro l’affermarsi di vetture elettriche compatte (le cosiddette E-Car). Perciò sulla nuova Tris Fiat ha montato un motore elettrico da 9 kW di potenza e 45 Nm di coppia, appositamente pensato per tragitti brevi come conferma l’autonomia dichiarata.

La batteria presenta una capacità di 6,9 kWh che promette una percorrenza di circa 90 km, un numero che potrebbe far storcere il naso, ma che va interpretato in base alle specifiche di utilizzo di una vettura nata per l’esigenze dell’ultimo miglio, dove le percorrenze giornaliere sono spesso limitate.

La ricarica è semplice: servono 4 ore e 40 minuti collegandosi a una normale presa domestica. Nessuna infrastruttura speciale, nessuna complicazione. Un aspetto fondamentale per piccoli operatori e artigiani che vogliono passare all’elettrico senza stravolgere la propria organizzazione.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 15:34:22 +0000
News n. 3
Nuovo Fiat Qubo L, il multivan economico per famiglie numerose

Contro un mercato sempre più affollato di SUV costosi, tecnologici e appariscenti, Fiat sceglie la via del pragmatismo. Con il nuovo Qubo L il marchio torinese rilancia il formato ormai destituito del multivan compatto, puntando su praticità, spazio e prezzo accessibile. Una proposta che costruisce le sue basi sulla concretezza, pensata per chi l’auto la usa davvero ogni giorno: famiglie numerose, professionisti, chi ha bisogno di versatilità senza dover inseguire mode, design o soluzioni accessorie. 

Il nome è quello di un modello che in passato ha fatto felici molti professionisti, soprattutto per la sua capacità di unire dimensioni compatte e grande sfruttabilità interna. La nuova versione L raccoglie quell’eredità e la aggiorna, inserendosi in una fascia di mercato oggi quasi dimenticata, ma ancora richiesta.

Anche 7 posti

Disponibile in variante a 5 o 7 posti,  il Qubo si dimostra un ottimo alleato per un utilizzo quotidiano con spiccate esigenze di carico. Per chi ha bisogno di maggiore flessibilità, Fiat propone la variante a passo lungo da 4,75 metri, disponibile con tre file di sedili. Qui la parola d’ordine è modularità: tre sedili singoli e regolabili nella seconda fila e due sedili estraibili nella terza consentono fino a 144 configurazioni diverse. Un numero che rende bene l’idea di quanto l’abitacolo sia pensato per adattarsi a ogni situazione, dal trasporto passeggeri al carico di oggetti voluminosi.

Non manca l’attenzione ai dettagli pratici, con 27 vani portaoggetti distribuiti nell’abitacolo e una capacità di carico che può arrivare fino a 3 metri di profondità abbattendo anche il sedile del passeggero anteriore. Un’impostazione che guarda più alla funzionalità che all’estetica, ma che proprio per questo risulta efficace.

Fiat scommette ancora sul diesel

In un periodo in cui molti costruttori sembrano voler archiviare il gasolio, Fiat porta al Salone di Bruxelles una scelta controcorrente. Sotto il cofano del Qubo L trova spazio una gamma motori razionale e completa, con il diesel ancora protagonista. Il motore a gasolio è proposto con cambio manuale nelle versioni da 100 e 130 CV, oppure con cambio automatico da 130 CV, una soluzione che strizza l’occhio a chi macina molti chilometri o utilizza l’auto per lavoro.

Accanto al diesel non manca un benzina da 110 CV, pensato per chi percorre meno strada o predilige una guida più semplice e silenziosa. Per la prima volta, inoltre, il Qubo L sarà disponibile anche in versione elettrica, con motore da 136 CV, riservata alla configurazione a 5 posti. Una scelta che consente di ampliare l’offerta senza snaturare la vocazione del modello. Per le versioni termiche Fiat dichiara un’autonomia che può arrivare fino a 900 km con un pieno, un dato che rende il Qubo L adatto anche ai viaggi a lunga percorrenza, oltre che all’uso cittadino.

Prezzo e allestimenti: la carta vincente

Il vero punto di forza del nuovo Fiat Qubo L resta il posizionamento rispetto alla concorrenza rialzata. Tre i livelli di allestimento disponibili – Pop, Icon e La Prima – pensati per coprire un ampio spettro di esigenze, dall’essenziale al più rifinito. Il debutto negli showroom è previsto per aprile 2026, con un prezzo d’attacco annunciato sotto i 22.000 euro, una soglia ormai rara nel panorama attuale.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 13:52:41 +0000
News n. 4
LEGO celebra Michael Schumacher, la F2004 rivive in un nuovo set

Alcune auto passano senza lasciare traccia, altre scolpiscono per sempre il loro nome negli annali. Si inserisce a pieno titolo nella seconda categoria la Ferrari F2004, indimenticabile monoposto guidata da Michael Schumacher ora celebrata dalla linea LEGO Icons con un set dedicato. Artefice di un anno da incorniciare per il pilota e l’intera scuderia di Maranello, il bolide incarnò una supremazia tecnica talmente schiacciante da negare ogni diritto di replica alle rivali.

Un omaggio alla perfezione

Composto da 735 pezzi al prezzo di 69,99 euro l’uno, il set debutterà nei negozi il 1° marzo 2026, rivolto a un pubblico adulto, di collezionisti e appassionati, che portano nel cuore le domeniche pomeriggio di vent’anni fa. LEGO, nome imbattibile nel genere, cerca di restituire le stesse sensazioni di allora attraverso una riproduzione fedele fino al minimo dettaglio di un monumento nella storia del motorsport.

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Su diciotto Gran Premi complessivamente disputati il team ebbe la meglio in ben quindici occasioni, tredici delle quali firmate da Michael Schumacher, che sigillò il suo settimo e ultimo mondiale con un anticipo dai contorni quasi irreali. Qualunque fossero le condizioni, l’idolo di un popolo intero entrava in perfetta simbiosi con la vettura non appena si infilava il casco. Il lavoro tendente al maniacale dei tecnici costruì un mostro di potenza e precisione in ogni curva, l’apice della sinergia tra Maranello e Bridgestone, le cui immagini fanno ancora oggi venire un sussulto ai fan di lunga data.

Dettagli che emozionano

LEGO ripercorre la supremazia. Pulita e priva di fronzoli, la livrea rossa risplende, mentre sulle gomme la marchiatura Bridgestone riporta alla memoria lo stile di una vettura salita al mito per un pezzo da esposizione pura, lontano dal concetto di giocattolo tradizionale.

Accanto alla monoposto, la presenza della minifigure di Michael Schumacher con la tuta Ferrari e il casco d’ordinanza aggiunge un peso emotivo imprescindibile. Pilota e macchina sono un’entità unica nel ricordo dei tifosi, ed è giusto che tornino a esserlo anche in questa versione in scala.

La trilogia del dominio

Il lancio della F2004 si inserisce in una trilogia di celebrazioni, comprensiva anche della McLaren MP4/4 di Ayrton Senna e la Williams FW14B di Nigel Mansell. Il brand danese si prefigge di raccontare epoche diverse, legandole con un sottile filo rosso che gli amanti delle corse individueranno al primo colpo: il dominio assoluto della scena mondiale. Trasformare la storia della Formula 1 in un oggetto fisico e costruibile è un modo per tramandare le imprese e, al tempo stesso, strizzare l’occhio a chi quei momenti così epici li ha vissuti in diretta, comodamente sul divano o sulle tribune.

Nel 2026, a distanza di oltre vent’anni dal suo debutto in pista, la Ferrari F2004 rivive una sorta di seconda giovinezza e tocca le corde emotive della tifoseria di Michael Schumacher, che ha da poco compiuto 57 anni, immancabilmente lontano da occhi indiscreti. In certi casi, il silenzio è la forma più alta di rispetto. Davanti alla Ferrari F2004 e al mito del “Kaiser”, i mattoncini LEGO dicono già tutto: il resto è pura emozione.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 12:31:31 +0000
News n. 5
Auto elettriche sempre più diffuse in Italia: i numeri del 2025

Il 2025 è appena terminato ed è il momento giusto per fare il punto sull’andamento dell’elettrificazione in Italia. I dati sulle immatricolazioni sono chiari: le auto elettriche in Italia sono sempre più diffuse, con una crescita sostanziale rispetto a quanto registrato nel 2024. Nello stesso tempo, però, il confronto con la media europea conferma il ritardo del mercato italiano per quanto riguarda le auto a zero emissioni. Ecco gli ultimi dati aggiornati.

Un 2025 positivo per l’Italia

I dati UNRAE pubblicati nei giorni scorsi confermano l’aumento della diffusione delle auto elettriche in Italia, con un trend che va avanti da diversi mesi. Nel corso del 2025, infatti, nel nostro Paese sono state immatricolate 94.973 unità di auto a zero emissioni. Questo dato si traduce in una crescita percentuale pari al +44% nel confronto con i dati del 2024. Si tratta di un dato sensibilmente migliore rispetto a quanto registrato dall’intero mercato delle quattro ruote, in calo del 2,5% nel corso dell’anno appena terminato. Le elettriche, in ogni caso, crescono meno delle ibride plug-in che, con un totale di 99.424 unità vendute e un ottimo +88%, fanno segnare numeri record.

Per quanto riguarda la quota di mercato, grazie anche a un ottimo mese di dicembre (chiuso con un market share dell’11%), le elettriche hanno raggiunto un buon 6,2% nel corso del 2025, migliorando il risultato del 2024 di 2 punti percentuali. Questo dato è inferiore a quello delle ibride plug-in che raggiungono il 6,5% di quota di mercato con un miglioramento di 3,2 punti.

Il confronto con l’Europa

La diffusione delle auto elettriche in Europa è in costante crescita. Per saperne di più vi ricordiamo che abbiamo realizzato un approfondimento sul tema alcune settimane fa, con un’analisi dettagliata delle vendite delle auto a zero emissioni nei vari mercati europei. In attesa dei dati completi del 2025, per un confronto tra Italia e resto d’Europa utilizzeremo i dati pubblicati da ACEA prima di Natale e aggiornati a fine novembre 2025.

Considerando tutto il mercato europeo (Ue, Paesi Efta e Regno Unito), le BEV sono in aumento del 27,6% su base annua, confermandosi un riferimento assoluto del settore delle quattro ruote, con un totale di circa 2,2 milioni di unità immatricolate. La quota di mercato è del 18% circa, risultando quindi sensibilmente superiore rispetto al dato italiano, nonostante la crescita percentuale delle immatricolazioni in Italia sia superiore alla media europea.

In termini di quota di mercato, inoltre, ci sono alcuni Paesi del Nord Europa che viaggiano a ritmi nettamente superiori come la Norvegia (95,5%), la Danimarca (67,1%), l’Islanda (38,9%), i Paesi Bassi (36,8%), la Finlandia (35,9%) e la Svezia (35,9%). Per quanto riguarda i “big market“, invece, guida il Regno Unito, con il 22,8%, e poi troviamo la Francia, con il 19,5%, e la Germania, con il 18,8%.

Il confronto con l’Europa conferma il ruolo dell’Italia, in questo momento, per quanto riguarda l’elettrificazione e, in particolare, la diffusione di auto elettriche. Le vendite nel nostro Paese sono ancora troppo limitate ma la crescita registrata nel 2025 fa ben sperare in vista di un 2026 ancora migliore. Ne sapremo di più già tra qualche settimana, con la pubblicazione dei dati di gennaio.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 11:47:14 +0000
News n. 6
Jeep accelera sull’elettrico a Bruxelles, Avenger in edizione speciale e nuova gamma SUV

Dubbi e ritrosie Jeep preferisce lasciarli alla concorrenza. Ospite del Brussels Motor Show 2026, il marchio a stelle e strisce del gruppo Stellantis abbandona ogni timidezza tipica delle fasi di transizione, giocando allo scoperto. La strategia emerge sotto forma dell’Avenger Black Edition, della Compass e della Wagoneer S: tre taglie differenti dirette verso un’elettrificazione solida, capace di onorare il DNA leggendario del costruttore.

Il fenomeno Avenger

Come rompere gli indugi? Con una lucidità quasi brutale Jeep affida l’onore (e l’onere) all’Avenger Black Edition, la nuova versione esclusiva del B-SUV, nato dal talento del design torinese, che ormai rappresenta la colonna portante del brand in Italia, dove per il secondo anno consecutivo ha dominato le classifiche commerciali nel segmento di appartenenza.

Con oltre 235.000 unità vendute dal debutto, il modello base è già un successo e in questo caso assume tinte più “dark”. Basata sull’allestimento Altitude, la variante Black Edition sceglie la via della raffinatezza cromatica: dettagli scuri e finiture nere conferiscono un carattere deciso, lontano dall’immagine di “urban toy” e più vicino a un’idea di eleganza tecnica. A bordo la funzionalità digitale rimane il punto di forza, supportata da una gamma multipower in grado di accogliere varie tipologie di utente, offrendo motorizzazioni a benzina, e-Hybrid, full electric e l’attesa versione 4xe.

L’equilibrio della Compass

Mentre Avenger presidia il presente, la Jeep Compass si evolve nel ruolo di ponte ideale verso il futuro prossimo. Il Motor Show celebra il debutto di una gamma rinnovata che semplifica la scelta per il cliente pur ampliando le soluzioni messe a disposizione. La nuova Compass e-Hybrid Plug-In si fregia di prestazioni molto interessanti, con una percorrenza vicina ai 1.000 km complessivi e di 90 km solo in modalità elettrica nel ciclo combinato, che superano i 100 km nei contesti urbani. In parallelo, la Compass 4xe riafferma l’attitudine off-road tramite l’assetto rialzato e le geometrie migliorate, abbinate alla trazione elettrica posteriore dedicata.

Wagoneer S: l’assalto al segmento D

La tecnologia moderna può esaltare le capacità delle Jeep, e la Wagoneer S è un caso emblematico. Concentrato di potenza e lusso, il primo SUV globale completamente elettrico dell’azienda segna l’offensiva nel segmento D. I numeri fanno venire i brividi: 600 CV per uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,5 secondi, e sistemi di ricarica ultrarapida. Dal design filante, gli interni sono un trionfo di tecnologia con schermi multipli e il prestigioso sistema audio McIntosh è l’ennesima prova di quanto Jeep possa mettere i bastoni fra le ruote alle principali esponenti del settore, sfidando direttamente i competitor principali del versante premium.

Un futuro già scritto

In un mercato europeo ricco di novità, Jeep mantiene salde le rispettive posizioni, artefice di un percorso di crescita in mercati strategici, tra cui l’Italia, in cui la competenza nel settore dei B-SUV fa ancora la differenza. Da Bruxelles il brand alza il velo su tre proposte di punta: dall’Avenger alla Wagoneer S passando per la Compass, ciascuna delle pedine messe sullo scacchiere rivela una consapevolezza di fondo sul sentiero da imboccare e sugli strumenti da sfruttare per difendere il successo.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 11:32:29 +0000
News n. 7
Car of The Year 2026, vince Mercedes-Benz CLA: il verdetto

La Germania sale sul gradino più alto del podio: è la Mercedes-Benz CLA la Car of the Year 2026. Il verdetto, dato al Salone di Bruxelles, premia le linee e l’efficienza del modello tedesco, che si impone sugli altri sei modelli rimasti in gara, a conferma dell’ottimo operato compiuto dal produttore tedesco.

Il trionfo della CLA

Nel segmento compatto premium la CLA vanta un’autonomia eccezionale, che sfiora gli 800 km nel ciclo WLTP. Realizzate su un’architettura a 800 volt, le versioni 250+ e 350 4MATIC mettono a disposizione ricariche ultrarapide e batterie a elevata densità energetica, nel rispetto dei più rigorosi requisiti ambientali. A velocità sostenute il cambio a due rapporti migliora accelerazione ed efficienza, mentre la pompa di calore aria-aria permette di tenere sotto controllo i consumi, con un evidente beneficio economico per chi guida. Le versioni ibride completano una gamma di livello assoluto, a prezzi di listino molto competitivi, che partono da 47.296 euro.

Le finaliste

La rosa delle sette finaliste segnalava anzitempo la maturità raggiunta dal settore. Nell’elenco prevalevano SUV e crossover, con l’elettrificazione ormai diventata lo standard comunemente accettato tanto dagli appassionati quanto dagli addetti ai lavori, nonostante l’Ue abbia recentemente ammorbidito il percorso normativo verso il 2035. Allo stato attuale l’industria punta sul consolidamento di soluzioni scalabili, adattabili a mercati globali con un occhio di riguardo all’efficienza. Sviluppati su piattaforme flessibili e architetture globali, modelli quali Citroën C5 Aircross, la Dacia Bigster e lo Skoda Elroq seguono esattamente questa filosofia, capace di rispondere a normative e gusti differenti.

Il comitato ha valutato in termini positivi la solidità e l’affidabilità, fungendo indirettamente da termometro dello stato di salute del comparto italiano, le cui speranze erano tutte aggrappate alla Fiat Grande Panda, mentre la Francia poteva schierare la Renault 4 E-Tech Electric. Nel mercato attuale prevalgono pianali condivisi, in grado di spostare gli equilibri generali, e il Car of the Year 2026 cerca campioni di produzione, pronti a invadere le strade con numeri impressionanti e soluzioni tecnologiche di ultimo grido.

Che le realtà asiatiche abbiano un ruolo chiave nella bagarre lo conferma la presenza della Kia EV4: la qualità tecnica e l’approccio sostenibile giustificano la posizione di rilievo. Stringendo lo zoom, emergono le attuali priorità di sviluppo, riassumili in una parola: efficienza, il minimo comun denominatore di buona parte dei progetti in gara. Allo stesso tempo, però, il settore dell’innovazione tecnica trova nella Mercedes CLA il suo punto di riferimento: il riconoscimento dimostra quanto il mercato del lusso preservi la sua funzione di custode della redditività.

Compatibilmente con le esigenza dei volumi di massa e di ergonomia, i centri stile delle varie Case si impegnano a creare forme distintive, gradite a una platea di pubblica ampia e trasversale, capaci di durare nel tempo e di essere industrializzate in modo efficiente, entro i limiti della fattibilità tecnica e della sostenibilità economica. L’incoronazione della Mercedes-Benz CLA come Car of the Year 2026 a Bruxelles non fa altro che ribadire le logiche principali di un settore in costante evoluzione, dove l’eccellenza costruttiva incrementa le possibilità di successo commerciale.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 11:00:18 +0000
News n. 8
Groenlandia, viaggio nel parco auto più isolato del mondo

Quando si pensa alla Groenlandia, le prime immagini che vengono in mente sono iceberg colossali, orsi polari e l’aurora boreale. Tuttavia, anche nella nazione meno densamente popolata della Terra, le persone hanno bisogno di spostarsi. Ma guidare qui è un’esperienza unica al mondo, dettata da una geografia estrema che sfida ogni logica “continentale”. Il parco auto della Groenlandia è un microcosmo affascinante: piccolo, isolato e incredibilmente pragmatico. Qui l’auto non è uno status symbol di libertà per viaggiare ovunque (per quello servono barche ed elicotteri), ma uno strumento di pura sopravvivenza urbana contro il gelo.

Un’isola senza strade (o quasi)

Per capire il mercato automobilistico groenlandese, bisogna prima comprendere un paradosso fondamentale: in Groenlandia non esistono strade che collegano le città tra loro. Se si vuole andare dalla capitale Nuuk alla seconda città più grande, Sisimiut, non si può prendere l’auto. Devi prendere un aereo o una nave.

La rete stradale totale dell’intera isola copre circa 150 km, di cui solo 60 km sono asfaltati. Le auto, quindi, vivono prigioniere all’interno dei confini urbani o su brevi tratti sterrati che portano all’aeroporto locale o al porto.

Quante auto ci sono davvero?

Considerando una popolazione di circa 56.000 abitanti, i numeri sono sorprendentemente contenuti. Il totale si stima che ci siano circa 5.000 – 6.000 autovetture private registrate sull’isola. I Veicoli totali includendo camion, furgoni commerciali, taxi e mezzi da lavoro, il numero sale a circa 8.500 – 9.000 unità.

Il tasso di motorizzazione è basso rispetto agli standard europei o americani, non per povertà, ma per inutilità pratica: possedere un’auto ha senso solo nelle città più grandi come Nuuk, dove le distanze iniziano a richiedere più di una semplice passeggiata.

I modelli più diffusi: il regno delle 4×4

Che auto si compra in un posto dove l’inverno dura mesi e l’asfalto è un lusso? La risposta è semplice: robustezza e trazione integrale.

Ecco i modelli più diffusi sulle strade groenlandesi:

  1. Toyota Hilux e Land Cruiser: sono i veri re dell’Artico. La Toyota ha una quota di mercato dominante. L’affidabilità meccanica a temperature di -20°C o -30°C è il fattore decisivo. Vedere un Hilux rialzato con gomme artiche è la normalità.
  2.  SUV Compatti (Toyota RAV4, Suzuki Vitara): per chi vive a Nuuk e non deve affrontare sterrati estremi, i SUV compatti sono la scelta prediletta per le famiglie.
  3. Volkswagen: anche il marchio tedesco è ben rappresentato, specialmente con modelli come il Tiguan o i veicoli commerciali (Transporter) usati dalle aziende locali.

La sorpresa elettrica

Potrebbe sembrare controintuitivo a causa del freddo che riduce l’autonomia delle batterie, ma le auto elettriche stanno guadagnando terreno a Nuuk. Il motivo? L’energia elettrica in Groenlandia è spesso prodotta da centrali idroelettriche (quindi è pulita ed economica), mentre la benzina deve essere importata via nave a costi elevati. Poiché le distanze da percorrere sono brevissime (spesso meno di 10 km al giorno), l’autonomia ridotta dal freddo non è un problema reale.

 L’ombra della Casa Bianca: l’interesse di Trump

Mentre gli abitanti locali si preoccupano di montare pneumatici chiodati, la Groenlandia è tornata al centro di una curiosa attenzione geopolitica. È noto l’interesse di Donald Trump per l’isola: già durante il suo primo mandato aveva espresso la volontà di “comprare” la Groenlandia dalla Danimarca, definendola una grossa operazione immobiliare strategica.

Oggi, con Trump nuovamente alla Presidenza degli Stati Uniti, l’isola rimane un punto focale per le sue immense risorse naturali e la posizione artica strategica, anche se per ora le uniche “trattative” che si vedono sulle strade di Nuuk sono quelle per l’acquisto di fuoristrada usati.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 10:38:34 +0000
News n. 9
Verstappen, collaborazione con Mercedes per vincere tutto e ovunque

Max Verstappen ha già tutto: titoli mondiali, record riscritti, stagioni dominate, una F1 piegata al suo talento. E mentre il Circus si prepara a entrare in una nuova era tecnica, l’olandese ha già iniziato a guardare altrove. Verso un mondo fatto di notti insonni, turni massacranti, traffico, pioggia e strategie collettive. Verso l’Endurance. Le grandi classiche di durata tornano a riempire il calendario. E proprio nei giorni in cui l’attenzione si sposta sulle 24 Ore di Daytona, Verstappen compie un passo che dice molto più di mille parole: l’annuncio della collaborazione tra Verstappen Racing e Mercedes-AMG Motorsport nel GT World Challenge Europe.

In arrivo una collaborazione con Mercedes su programmi endurance dal 2026. Non un capriccio, non un hobby ma un progetto strutturato, pluriennale, ambizioso. E perché Max Verstappen, il simbolo della F1 moderna, è attratto dal mondo Endurance? La risposta va cercata oltre i numeri. Anche se i numeri, come sempre, parlano chiaro.

Il dominio che non basta più

Nel 2025 Verstappen non ha vinto il Mondiale, ma è stato comunque il protagonista assoluto della stagione. Otto vittorie, più di chiunque altro. Meglio di Norris e Piastri, fermi a quota sette. Una rimonta furiosa nella parte finale del campionato, capace di rosicchiare 104 punti in appena 8 gare e chiudere il Mondiale a sole 2 lunghezze dal titolo. Non era mai successo, in epoca moderna, di assistere a un assalto simile. E soprattutto, un Verstappen diverso. Più maturo, più uomo squadra. Meno rabbia e più lucidità. L’ex numero uno ha dimostrato di saper guidare non solo una monoposto, ma anche un gruppo, un progetto, un’intera stagione vissuta al limite. Eppure, proprio mentre confermava di essere al vertice assoluto della F1, Verstappen ha iniziato a guardare oltre.

La nuova F1 e il dubbio

Il 2026 sarà un anno spartiacque. Addio effetto suolo, spazio all’aerodinamica attiva e a una nuova generazione di Power Unit. Un cambio di pelle totale. Red Bull affronterà la sfida insieme a Ford, il colosso americano è pronto a fornire i propulsori sviluppati internamente nel campus di Milton Keynes. La RB22 dell’olandese verrà svelata il 15 gennaio a Detroit, città natale di Ford. Poi i test a Barcellona e Bahrain, prima del debutto stagionale a Melbourne l’8 marzo. Tutto pronto, tutto pianificato.

Max Verstappen, pur restando al centro del progetto Red Bull, sembra voler respirare un’aria diversa. Forse perché la nuova F1 promette complessità, ma anche maggiore standardizzazione. Forse perché il talento puro, quello che Max ama, rischia di essere sempre più filtrato da algoritmi, simulazioni, mappature. L’endurance, invece, è ancora cruda, sporca, umana.

L’Endurance come ritorno all’essenza

Nel mondo delle gare di durata non basta essere il più veloce, serve resistere. Capire la macchina dopo 6, 10, 20 ore. Condividere e fidarsi del compagno di squadra e del team. Sopravvivere al traffico, agli errori, alla notte. È un motorsport meno patinato, ma più autentico, esattamente ciò che affascina Verstappen. Il 28enne ha vinto la sua prima gara nella NLS a settembre, gareggiando con la Ferrari 296 GT3 di Emil Frey.

Non è un caso che Max sia anche uno dei simracer più accaniti al mondo, con il Team Redline impegnato regolarmente in eventi endurance virtuali. Ore e ore al volante in postazione, concentrazione assoluta, nessuna scorciatoia. Il divertimento non sta nel vincere facile, ma nel gestire la complessità. Il passaggio alle GT non è quindi una fuga dalla F1, ma un ritorno alle origini del correre.

L’accordo con Mercedes-AMG

La collaborazione tra Verstappen Racing e Mercedes-AMG Motorsport è tutto tranne che simbolica. Affidarsi a una Mercedes-AMG GT3, con il supporto di 2 Seas Motorsport, significa voler competere subito al massimo livello. Sprint e Endurance. Europa. Titoli nel mirino. “Un progetto estremamente ambizioso e promettente“, lo ha definito Stefan Wendl di Mercedes-AMG Customer Racing. Parole che certificano quanto il nome Verstappen sia ormai un marchio globale, capace di attrarre i migliori partner anche fuori dalla F1. E Max non è spettatore. è regista. Costruttore di un futuro che va oltre il volante di una monoposto.

Daytona, Le Mans e il sogno che cresce

Con Daytona alle porte, il richiamo dell’Endurance si fa più forte. Verstappen non ha mai nascosto il suo amore per le grandi classiche. Le Mans, soprattutto. Un luogo mitologico, dove il tempo conta più della velocità pura. La Tripla Corona resta un sogno proibito per molti, ma non per lui. Monaco l’ha dominato. Indy è una porta che potrebbe aprirsi. Le Mans, prima o poi, sembra inevitabile. Non oggi, non domani ma il percorso è iniziato.

C’è un altro elemento che rende l’Endurance irresistibile per il campione olandese: il tempo. Non quello scandito dai giri veloci o dalle pole position, ma il tempo lungo delle carriere che lasciano tracce profonde. La F1 vive di cicli brevi, di stagioni che divorano le precedenti, di record che vengono superati prima ancora di essere metabolizzati. L’Endurance, invece, costruisce leggende per stratificazione. Una 24 Ore non si vince solo con il talento, ma con la memoria degli errori, delle notti passate, delle sconfitte che insegnano più delle vittorie.

Il numero 3 e la fine di un’era

Nel 2026 Verstappen tornerà a correre con il numero 3. Una scelta simbolica. Addio al numero 1, quello dei campioni. La scelta del 3 è per ripartire. “Il 3 rappresenta doppia fortuna“, ha spiegato Max. “E poi ho già avuto fortuna in F1“. È una frase che dice molto. Perché chi ha davvero vinto tutto non ha bisogno di dimostrarlo ancora. Cerca nuove sfide. Nuovi limiti, nuove notti insonni.

Verstappen sembra già proiettato oltre l’oggi. Il suo interesse per i programmi pluriennali, per la crescita di una struttura come Verstappen Racing, per il ruolo sempre più attivo nella scelta dei partner e dei piloti, racconta di un campione che sta pensando alla propria eredità. Non solo cosa vincere, ma come essere ricordato. Non soltanto un fenomeno generazionale della F1, ma un riferimento trasversale del motorsport moderno. In un mondo che corre sempre più veloce, Max sembra aver capito che la vera sfida è durare. E l’Endurance, più di ogni altra disciplina, è il luogo dove il tempo smette di essere un nemico e diventa un alleato.

Verstappen e oltre

Forse il punto è proprio questo, Max Verstappen non vuole essere ricordato solo come il dominatore di un’epoca della F1. Vuole essere un pilota completo. Totale. Capace di lasciare un segno ovunque. L’Endurance non è una via di fuga, è una scelta di profondità. È il luogo dove il talento incontra la fatica, dove l’ego si scioglie nel lavoro di squadra, dove il tempo diventa l’avversario più duro. Verstappen ha già tutto, proprio per questo che guarda altrove. Perché i veri campioni non cercano comfort, cercano nuove battaglie.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 10:00:44 +0000
News n. 10
Afeela SUV 2026, l’auto che “parla†con il guidatore: Sony Honda sorprende al CES

Il futuro delle quattro ruote appartiene ai maestri del codice. Con il debutto del nuovo Afeela SUV 2026 al CES di Las Vegas, Sony Honda Mobility conferma una certezza ormai conclamata nel settore. Ci troviamo nel bel mezzo di un’età storica dove i software condizionano in modo determinante i progetti di qualunque Casa automobilistica, che tira dritto per la propria strada agendo in piena autonomia decisionale.

Ecosistema PlayStation integrato a bordo

Dopo la berlina Afeela 1, il SUV rappresenta l’espansione naturale del brand. Per avere rilevanza nel segmento, il campo di battaglia più affollato e competitivo del mercato globale, è necessario presidiare lo spazio: Afeela lo fa con una sicurezza estrema. Sotto il profilo estetico prevale uno stile sobrio e pulito, caratterizzato da superfici levigate e una firma luminosa a tutta larghezza dal sapore futuristico.

Ogni elemento è funzionale all’impiego della tecnologia: sensori, telecamere e radar sono fusi armoniosamente nel corpo vettura. Risulta evidente l’apporto delle nuove risorse in un oggetto hi-tech puro prestato alla strada, a maggior ragione una volta messo piede nell’abitacolo, che trasforma il concetto di viaggio in un’esperienza residenziale. Avvolto da schermi orizzontali circondanti i passeggeri, il cockpit immerge in un ambiente immersivo, in cui Sony esprime la propria competenza nell’infotainment.

Il relax e l’intrattenimento saranno due costanti dell’attività a bordo in futuro. Sull’Afeela SUV 2026 gli occupanti lo toccano con mano, venendo accolti da un tessuto digitale onnipresente, che tocca il suo apice durante le soste o le fasi di ricarica, quando l’integrazione con l’ecosistema PlayStation (incluso il Remote Play) muta il veicolo in una postazione gaming di lusso.

Dal livello 2+ evoluto al 4

Nella vettura detta legge un’architettura invisibile basata sul Qualcomm Snapdragon Digital Chassis, un cervello elettronico in grado di coordinare i vari aspetti del veicolo, dai sistemi ausiliari alla guida (ADAS) agli aggiornamenti software continui (OTA). Presente fin dal debutto, il livello 2+ evoluto offre algoritmi avanzati a supporto del conducente, senza mai togliergli il controllo e la responsabilità. Se tutto andrà secondo i piani, si tratterà soltanto di una tappa intermedia nel percorso verso il livello 4, per un mondo in cui l’auto agisce autonomamente in scenari specifici.

Rispetto all’automobilismo tradizionale il dialogo uomo-macchina dovrebbe proiettarsi verso una nuova forma di complicità. L’assistente vocale Afeela Personal Agent, sviluppato tramite il servizio OpenAI di Microsoft Azure, favorisce un dialogo fluido perché – assicurano i portavoce del marchio – interpreta le intenzioni e comprende il contesto.

Il mercato e la sfida finale

Sony Honda Mobility punta con decisione al segmento premium. Quello svelato al CES di Las Vegas precede una versione di serie in programma per gli Stati Uniti nel 2028, due anni dopo il lancio della berlina. Intanto, il messaggio lanciato alla kermesse sulle ambizioni di Afeela risuona forte e chiaro: in un periodo dove il veicolo diventa un ambiente digitale su ruote, Sony e Honda entrano in scena per cambiare le sorti di un’intera industria. Sarà un successo? Spetterà, come al solito, alla strada confermare o meno le fortune della visione, ma la sfida può già dirsi ufficialmente aperta.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 09:10:26 +0000
News n. 11
Perché è importante sapere quanti punti ho sulla patente

Ti sei mai chiesto quanti punti hai oggi sulla patente ? Spesso ce ne ricordiamo solo quando vediamo lampeggiare un autovelox o dopo un controllo della Stradale. Eppure, gestire il proprio punteggio è fondamentale non solo per evitare la sospensione della licenza di guida, ma anche per premiare la propria condotta di guida.

Come controllare il saldo punti patente in 2 minuti

Esistono tre modi ufficiali, gratuiti e immediati per sapere “a che punto sei”:

  1. L’App iPatente: è l’applicazione ufficiale della Motorizzazione Civile. Una volta effettuato l’accesso (tramite SPID o CIE), puoi vedere in tempo reale il saldo punti e la scadenza della revisione dei tuoi veicoli.
  2. Il Portale dell’Automobilista: il sito web di riferimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sezione “Accesso ai servizi” –>”Verifica punti patente”.
  3. Il numero telefonico dedicato: se preferisci  puoi chiamare l’848.782.782 (attivo h24). NON è un numero verde, il costo è quello di una chiamata urbana.

Il meccanismo: come si guadagnano (e si perdono) i punti

Agli automobilisti vengono assegnati inizialmente sulla patente un totale di 20 punti. Il punteggio diminuisce per ogni contravvenzione che prevede una riduzione dei punti. Per ogni contravvenzione l’automobilista riceve al proprio domicilio una notifica con riportato l’eventuale numero di punti da sottrarre.

Se si commettono più violazioni contemporaneamente per le quali è prevista la perdita di punti questi si sommano fino ad un massimo di 15.

Nel caso in cui il titolare della patente non sia stato soggetto a nessuna decurtazione per almeno due anni, è previsto un bonus di 2 punti ogni anno, fino al raggiungimento di una soglia massima di 30.

La perdita dei punti

Le infrazioni variano in base alla gravità. Ecco qualche esempio rapido:

  • Mancato uso della cintura o uso del cellulare: -5 punti
  • Eccesso di velocità (oltre 60 km/h il limite): -10 punti
  • Passaggio con il semaforo rosso: -6 punti
Infrazione Punti decurtati Note aggiuntive
Eccesso di velocità (oltre 60 km/h rispetto al limite) 10 Rischio sospensione patente da 6 a 12 mesi
Guida in stato di ebbrezza (superiore a 0,5 g/l) 10 Sanzioni penali se superiore a 0,8 g/l
Circolare contromano (in curve o scarsa visibilità) 10 È una delle infrazioni più gravi
Utilizzo del cellulare durante la guida 5 Raddoppia la sospensione in caso di recidiva
Mancato uso della cintura di sicurezza 5 Vale anche se non la usa il passeggero minorenne
Passaggio con semaforo rosso 6 Vale anche per il mancato rispetto del segnale di Stop
Mancata distanza di sicurezza (con incidente) 8 Se l’incidente provoca gravi danni a persone
Sorpasso vietato (in dossi o incroci) 10 Comporta sempre la sospensione della patente
Mancata precedenza ai pedoni sulle strisce 8 Sanzione aumentata se il pedone è disabile
Mancato uso del casco (per i motociclisti) 5 Comporta anche il fermo amministrativo del mezzo

Nota per i Neopatentati: nei primi 3 anni dal conseguimento della patente, i punti persi per ogni infrazione vengono raddoppiati.

Cosa fare a recuperare i punti?

Se sei sceso sotto la soglia di sicurezza, non aspettare di arrivare a zero (che comporta la revisione forzata della patente).

  • Il recupero dei punti è automatico se hai meno di 20 punti ma non commetti infrazioni per due anni consecutivi, il tuo saldo torna automaticamente a 20.
  • Corsi di recupero: puoi frequentare corsi presso autoscuole o centri autorizzati. Durano 12 ore e permettono di recuperare fino a 6 punti.

La revisione della patente

La revisione della patente può essere disposta in tre casi:

  • Dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici o psichici prescritti
  • Dubbi sulla permanenza dell’idoneità tecnica alla guida
  • Perdita totale dei punti sulla patente

Revisione per dubbi sui requisiti fisici o psichici

Se esistono dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici o psichici, viene disposta una visita medica presso la Commissione Medica Locale (CML). La CML stabilirà se il conducente può mantenere la patente, se dev’essere sospesa temporaneamente o revocata definitivamente.

La visita presso la Commissione Medica Locale è sempre richiesta nei seguenti casi:

  • Guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti
  •  Coma di durata superiore alle 48 ore
  • Minorenne alla guida che ha commesso infrazioni con sospensione della patente
  •  Incidente con lesioni gravi a persone

Revisione per dubbi sull’idoneità tecnica alla guida

Quando vi sono dubbi sulla permanenza dell’idoneità tecnica alla guida, viene disposta la revisione tecnica, che consiste in un nuovo esame di teoria e di guida. Il conducente può presentarsi all’esame di revisione sia come privatista sia come allievo di una scuola guida. Deve sottoporsi a una prova di teoria e, se superata, accede alla prova pratica.

L’esito negativo della prova di teoria comporta la non ammissione alla prova pratica e la revoca della patente. Anche l’esito negativo della prova pratica porta alla revoca della patente.

Revisione per perdita totale dei punti

Quando i punti scendono a zero, il titolare deve sottoporsi alla revisione tecnica della patente, rifacendo gli esami di teoria e di guida per verificare il possesso dei requisiti tecnici previsti dalla legge.

La revisione è necessaria anche per chi, dopo la notifica di una violazione con decurtazione di almeno 5 punti, commette altre due violazioni, anche non contestuali nell’arco di 12 mesi, ciascuna con decurtazione di almeno 5 punti.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 09:06:21 +0000
News n. 12
La regola dei 7 gradi: cosa succede davvero alle tue gomme quando fa freddo

C’è un mito duro a morire tra gli automobilisti: “Se non nevica, non ho bisogno delle gomme invernali“. Niente di più sbagliato. Sebbene la normativa italiana imponga l’obbligo di dotazioni invernali (pneumatici o catene a bordo) in determinati periodi, montare le gomme termiche non è solo una questione burocratica per evitare multe. È una questione di fisica, chimica e, soprattutto, di sopravvivenza quando il termometro precipita.

Oggi analizziamo perché le gomme invernali fanno la differenza quando fa molto freddo, anche su asfalto perfettamente pulito.

La regola dei 7 gradi

Tutto ruota attorno a un numero magico: 7°C. Questa è la soglia termica che segna il confine tra l’efficacia di uno pneumatico estivo e quella di uno invernale.

1. La chimica della mescola (Termo-elasticità)

Il segreto principale non risiede tanto nel disegno del battistrada, quanto nella composizione chimica della gomma stessa.

  • Pneumatici estivi: sono progettati per resistere alle alte temperature. Quando la temperatura scende sotto i 7°C, la mescola si “vetrifica”. Diventa dura, rigida, simile a un disco da hockey. Risultato? Scivola sull’asfalto invece di aggrapparsi, perdendo drasticamente aderenza.
  • Pneumatici invernali:  la loro mescola è ricca di silice e gomma naturale. Questo mix permette allo pneumatico di rimanere ”morbido ed elastico” anche a temperature sotto lo zero.

Immaginate la differenza tra premere una gomma da cancellare morbida contro il tavolo (invernale) e premere un pezzo di plastica dura (estiva): la prima fa attrito, la seconda scivola. Questa elasticità permette alla gomma di copiare le micro-asperità dell’asfalto, garantendo quello che in gergo si chiama *grip meccanico*.

Le lamelle: l’effetto “Artiglio”

Se guardi da vicino un pneumatico invernale, noterai migliaia di piccole incisioni a zig-zag sui tasselli. Queste sono le lamelle. Mentre i solchi profondi servono a evacuare l’acqua e il fango (prevenendo l’aquaplaning), le lamelle hanno un compito specifico sul ghiaccio e sul freddo secco:

  • Durante il rotolamento, le lamelle si aprono e si chiudono.
  • Questo movimento crea un ”effetto artiglio” che morde la superficie stradale.
  • Intrappolano la neve (se presente): paradossalmente, nulla tiene sulla neve meglio della neve stessa. L’attrito neve-neve è superiore a quello gomma-neve.

La prova del nove: la frenata

Tutta questa teoria si traduce in un dato pratico fondamentale: lo spazio di frenata.

Immaginiamo di viaggiare a 50 km/h con una temperatura esterna di -5°C  o su fondo ghiacciato.
La differenza tra avere pneumatici giusti  è abissale.

Tipo di Pneumatico Spazio di Frenata
(stimato su ghiaccio/freddo)
Risultato
Invernale 30–35 metri Ti fermi in sicurezza
Estivo 60–70 metri Impatti l’ostacolo

Parliamo di quasi il doppio dello spazio necessario per fermarsi. In un contesto urbano, quei metri di differenza sono quelli che separano uno spavento da un incidente serio.

Le domande dei lettori

Danilo da Milano ci chiede: “Ho un SUV 4×4, è vero che non mi servono le invernali?”

Questo è l’errore più pericoloso. La trazione integrale (4WD/AWD) ti aiuta ad accelerare e a partire su fondi scivolosi, ma non ti aiuta affatto a frenare o a curvare. Un’auto 4×4 con gomme estive sul ghiaccio è solo una slitta più pesante e difficile da fermare rispetto a un’utilitaria con trazione anteriore e gomme invernali.

Christian da Como ci chiede: “Le gomme All-Season vanno bene uguale”

Le gomme 4 stagioni sono un ottimo compromesso per climi temperati, ma rimangono, appunto, un compromesso. Se vivi in zone dove le temperature scendono regolarmente sotto lo zero o dove il ghiaccio mattutino è frequente, la gomma invernale pura (con il simbolo del fiocco di neve) offre prestazioni superiori e un margine di sicurezza che nessuna All-Season può eguagliare.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 07:37:25 +0000
News n. 13
Sciopero dei trasporti 09 gennaio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 09 gennaio 2026 sono previsti diversi scioperi che coinvolgeranno principalmente il settore dei trasporti in varie regioni italiane, con particolare incidenza sui servizi aerei, ferroviari e di trasporto pubblico locale. Sono in totale 10 gli scioperi annunciati per questa data, con modalità e durate differenti e che coinvolgono personale delle principali compagnie di gestione aeroportuale e del trasporto pubblico locale. Di seguito, il dettaglio delle aree interessate e delle principali categorie coinvolte.

Sciopero dei trasporti Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano (Sardegna)

È previsto uno sciopero territoriale di intera giornata indetto dai sindacati OSR/OSP ORSA AUTOFERRO TPL per il personale della Società ARST nelle province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Lo sciopero riguarda l’intera prestazione lavorativa dal 9 gennaio e coinvolgerà tutto il servizio di trasporto pubblico locale della regione.

Sciopero dei trasporti Termoli (Campobasso, Molise)

Nel Molise, nella provincia di Campobasso e in particolare a Termoli, è stato proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 8.59 alle 12.59, dai sindacati OSR UILT-UIL. Coinvolge il personale della Società GTM di Termoli e interesserà il servizio di trasporto pubblico locale.

Scioperi del settore aereo nazionale (Italia, aeroporti di Milano Linate e Malpensa e aeroporti italiani)

In tutta Italia, con particolare riferimento agli aeroporti di Milano Linate e Malpensa e ai principali sedimi aeroportuali nazionali, sono diversi gli scioperi proclamati per la giornata del 9 gennaio 2026:

  • Personale della società Swissport Italia all’aeroporto di Milano Linate (sindacati UILT-UIL, OSP FILT-CGIL, OST FIT-CISL) – sciopero di 24 ore.
  • Personale Airport Handling negli aeroporti di Milano Linate e Malpensa (OST CUB TRASPORTI) – sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59.
  • Personale aziende handling associate Assohandlers negli scali aeroportuali italiani (CUB TRASPORTI) – sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00.
  • Personale navigante della compagnia Easyjet Airline Company Limited (USB Lavoro Privato) – sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59 su scala nazionale.
  • Assistenti di volo della compagnia Vueling Airlines (RSA FILT-CGIL/ANPAC) – sciopero di 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00 su scala nazionale.

Scioperi settore ferroviario e plurisettoriale nazionale (Italia)

Sono previsti anche scioperi che riguardano l’intera Italia nel settore ferroviario:

  • Personale della società RFI impianti manutenzione infrastrutture (CUB TRASPORTI): sciopero nazionale di 24 ore, dal 9 gennaio alle 21:00 fino al 10 gennaio alle 21:00.
  • Personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria (CUB TRASPORTI/SGB), che coinvolgerà anche il trasporto merci su rotaia. Lo sciopero avrà la seguente modalità: 24 ore per il settore ferroviario dalle 21:00 del 9 gennaio alle 21:00 del 10 gennaio; per il TPL è prevista l’intera prestazione lavorativa del 10 gennaio.

Si raccomanda di verificare eventuali aggiornamenti e di consultare i siti delle compagnie di trasporto per informazioni puntuali su tratte, orari e servizi minimi garantiti.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 14
Sciopero dei trasporti gennaio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di gennaio 2026 sono programmati diversi scioperi in tutta Italia che coinvolgono il settore del trasporto pubblico locale, quello ferroviario, aereo e altri servizi essenziali. In questo articolo troverete il calendario aggiornato degli scioperi previsti a gennaio 2026, città per città e con i dettagli relativi a orari, categorie e sindacati coinvolti. Le informazioni si riferiscono esclusivamente al periodo gennaio 2026, a partire dal giorno 9.

Sciopero 09 gennaio 2026

In Sardegna è previsto uno sciopero di intera giornata lavorativa che coinvolge il servizio di trasporto pubblico locale. In particolare, è interessato il personale della società ARST delle province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Lo sciopero è indetto dal sindacato ORSA AUTOFERRO TPL.

Nella città di Termoli (provincia di Campobasso, Molise) è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 08.59 alle 12.59, che coinvolge il personale della società GTM di Termoli. Il sindacato coinvolto è UILT-UIL.

Nel settore aereo in tutta Italia è indetto uno sciopero nazionale di 24 ore che riguarda il personale della società Swissport Italia presso l’Aeroporto di Milano Linate indetto da UILT-UIL, FIT-CISL, e FILG-CGIL.

Ancora nel settore aereo, in Italia, sciopero nazionale di 24 ore da parte del personale di Airport Handling presso gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa, indetto da CUB Trasporti.

Per il personale navigante della società Easyjet Airline Company Limited è previsto uno sciopero nazionale in Italia di 24 ore indetto dal sindacato USB Lavoro Privato.

Sempre nel settore aereo nazionale, uno sciopero di 8 ore (dalle 10.00 alle 18.00) interessa gli assistenti di volo della società Vueling Airlines, con sindacati FILT-CGIL e ANPAC.

Nel comparto ferroviario, in tutta Italia, è previsto uno sciopero di 24 ore che inizia alle 21.00 del 9 gennaio e termina alle 21.00 del 10 gennaio, indetto da CUB Trasporti e coinvolge il personale della società RFI impianti manutenzione infrastrutture.

Infine, sciopero plurisettoriale nazionale (ferroviario e trasporto merci su rotaia) con lo stesso orario: dalle 21.00 del 9 gennaio alle 21.00 del 10 gennaio. Indetto da CUB Trasporti e SGB.

Sciopero 10 gennaio 2026

Nel settore ferroviario, in tutta Italia, sono programmati due scioperi distinti per 8 ore che coinvolgono il personale della società RFI impianti manutenzione infrastrutture, indetti da Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e COBAS Lavoro Privato/Coordinamento Ferroviari.

Sciopero 12 gennaio 2026

In Lombardia, sciopero ferroviario regionale di 23 ore, dalle 03.00 del 12 gennaio alle 02.00 del 13 gennaio, che coinvolge il personale della società Trenord. Indetto da OSR ORSA Ferrovie.

Sciopero 13 gennaio 2026

In Umbria, sciopero regionale di 24 ore con diverse modalità, coinvolgendo il personale della società Busitalia Sita Nord. Indetto da USB Lavoro Privato.

In tutta Italia è indetto uno sciopero nazionale dei taxi di 24 ore dalle 00.00 alle 24.00, con adesione di numerosi sindacati di categoria.

Sciopero 14 gennaio 2026

In Emilia-Romagna, sciopero regionale di 24 ore relativo al trasporto merci e indetto per il personale della società Dinazzano Po.

In Italia, sciopero nazionale per il personale della società Captrain Italia addetto al trasporto merci, della durata di 24 ore (dalle 16.01 del 14 gennaio alle 16.00 del 15 gennaio), indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL e UILT-UIL.

Sciopero 15 gennaio 2026

In Lombardia, sciopero provinciale di 24 ore (modalità varie), rivolto al personale del gruppo ATM di Milano. Indetto da AL-COBAS.

Sciopero 16 gennaio 2026

In Molise, sciopero regionale di 5 ore dalle 18.00 alle 23.00 per i dipendenti delle aziende TPL extraurbano. Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, FAISA-CISAL.

Nella città di Roma (Lazio), sciopero locale di 4 ore dalle 12.30 alle 16.30 per il personale della società Paolo Scoppio Autolinee. Indetto da FAISA-CISAL.

Nella città di Palermo, previsti scioperi locali di 24 ore per il personale delle società Segesta Autolinee e Autoservizi Russo. Entrambi gli scioperi sono indetti da FAISA-CISAL.

Nella città di Catania, sciopero di 24 ore per il personale della società Etna Trasporti, indetto da FAISA-CISAL.

Nella città di Enna, sciopero di 24 ore per il personale della società Interbus. Indetto da FAISA-CISAL.

Sciopero 19 gennaio 2026

Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige), sciopero provinciale di 4 ore dalle 16.00 alle 20.00 per il personale della società SASA, indetto da FILT-CGIL, UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.

Nella città di Napoli, sciopero locale di 24 ore che coinvolge personale divisione ferro, personale viaggiante e linee vesuviane della società EAV, indetto da FAISA-CONFAIL.

Sciopero 23 gennaio 2026

Nella città di Napoli, sciopero locale nel settore ferroviario di 8 ore dalle 09.00 alle 17.00 per personale Trenitalia OMCC di S. Maria La Bruna, indetto da FIT-CISL.

Sciopero 29 gennaio 2026

Nella città di Ancona (Marche), sciopero locale del trasporto pubblico locale di 24 ore per il personale della società Conerobus, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero 30 gennaio 2026

Nella città di Bologna (Emilia-Romagna), sciopero territoriale ferroviario di 8 ore dalle 9.01 alle 16.59 che coinvolge il personale della società RFI COABO – Circolazione e Orario area Bologna, indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA.

Nella città di Palermo, sciopero locale per il TPL di 4 ore e 30 minuti dalle 9.00 alle 13.30 per il personale delle società Sais Trasporti, Autolinee Gallo e Autolinee Giamporcaro. Indetto da FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero 31 gennaio 2026

In Veneto, sciopero interregionale nel settore aereo di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge il personale della società ENAV di Verona Airport. I sindacati sono FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV e RSA.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 15
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Carburanti in autostrada oggi, 09 gennaio 2026: i prezzi medi comunicati dall’Osservatorio Mimit (ultimo aggiornamento 08-01-2026) sono 1.735 per la benzina self, 1.767 per il gasolio self, 0.829 per il GPL servito e 1.485 per il metano servito. Il prezzo finale alla pompa deriva da tre componenti fondamentali: il prezzo industriale (materia prima e margini di distribuzione), le accise e l’Iva. Di seguito la tabella dei valori medi e, a seguire, un approfondimento su come si forma il costo dei carburanti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Dati aggiornati al 08-01-2026. I valori indicati sono medi e riferiti alla rete autostradale; i prezzi sono espressi in euro.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.767
Benzina SELF 1.735
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.485

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Nel prezzo della benzina, la componente fiscale incide per il 58%, una quota decisamente superiore al prezzo industriale, che pesa per il 42%. Questo significa che oltre metà di quanto si paga alla pompa è riconducibile a imposte: accise di natura specifica e Iva applicata sul prezzo imponibile. La parte industriale si divide a sua volta in due voci: il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo finale, e il margine lordo della filiera, che vale il 12%. La materia prima risente delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dell’andamento del cambio euro/dollaro: quando il dollaro si rafforza o i listini internazionali salgono, il costo in euro della benzina tende ad aumentare. Il margine lordo, invece, rappresenta l’area sulla quale l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, tenendo conto di concorrenza locale, costi di esercizio, servizi offerti (ad esempio aree attrezzate e orari) e differenze tra modalità self e servito. A questi elementi si sommano fattori logistici come trasporto e stoccaggio, che incidono in modo diverso lungo la rete autostradale rispetto alle strade ordinarie. In sintesi, il prezzo che l’automobilista osserva include una parte fiscale predominante e una quota industriale condizionata da dinamiche di mercato e operative.

Gasolio. Per il gasolio la struttura dei costi è differente: la componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale pesa per il 55% del prezzo finale. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo, ed è influenzato dalle quotazioni internazionali e dal cambio euro/dollaro, mentre il margine lordo incide per il 10%. Anche in questo caso, il margine è la leva commerciale su cui gli operatori possono agire per adeguare i listini alla pompa in funzione della concorrenza, dei volumi, della localizzazione e dei servizi. Il gasolio, inoltre, è esposto a dinamiche stagionali della domanda (trasporto merci, riscaldamento in alcuni mercati) che possono riflettersi sulle quotazioni dei prodotti raffinati. L’efficienza logistica, i costi di approvvigionamento e la differenza tra self e servito contribuiscono a generare variazioni da impianto a impianto, così come la specificità della rete autostradale, dove i costi operativi possono essere più elevati. La componente fiscale, composta da accise e Iva, rimane comunque determinante nel definire il livello finale del prezzo pagato dal consumatore. In conclusione, il prezzo del gasolio è il risultato dell’intreccio tra tassazione, dinamiche del mercato internazionale e scelte commerciali degli operatori sulla quota di margine.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 16
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.647 per la benzina, 1.675 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.423 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.673
Benzina SELF 1.635
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.407

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.680
Benzina SELF 1.678
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.734
Benzina SELF 1.693
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.581

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.681
Benzina SELF 1.670
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.504

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.646
Benzina SELF 1.649
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.389

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.660
Benzina SELF 1.631
GPL SERVITO 0.658
Metano SERVITO 1.343

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.684
Benzina SELF 1.653
GPL SERVITO 0.672
Metano SERVITO 1.361

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.661
Benzina SELF 1.624
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.487

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.685
Benzina SELF 1.647
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.432

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.656
Benzina SELF 1.622
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.371

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.656
Benzina SELF 1.624
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.309

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.677
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.659
Benzina SELF 1.622
GPL SERVITO 0.666
Metano SERVITO 1.419

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.667
Benzina SELF 1.661
GPL SERVITO 0.656
Metano SERVITO 1.465

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.682
Benzina SELF 1.644
GPL SERVITO 0.796

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.675
Benzina SELF 1.677
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.741

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.669
Benzina SELF 1.618
GPL SERVITO 0.684
Metano SERVITO 1.441

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.703
Benzina SELF 1.665
GPL SERVITO 0.725
Metano SERVITO 1.311

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.670
Benzina SELF 1.635
GPL SERVITO 0.693
Metano SERVITO 1.314

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.701
Benzina SELF 1.666
GPL SERVITO 0.811

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 gennaio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.659
Benzina SELF 1.627
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.302

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 17
Vietate le maniglie a scomparsa, qual è la vera ragione che riscrive il design auto

Per anni le abbiamo guardate con ammirazione: superfici levigate e maniglie a scomparsa sono diventate il biglietto da visita delle vetture a zero emissioni e del top di gamma digitale. Rappresentavano la rottura definitiva con il passato “analogico” e un tributo all’aerodinamica estrema, ora, però, la realtà della sicurezza sta per sconvolgere gli equilibri stilistici a cui ci eravamo abituati.

Oggi ombelico dell’industria automobilistica mondiale, la Cina ha deciso di imporre una svolta netta. Il ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT) ha stabilito l’introduzione, dal 1° gennaio 2027, dell’obbligo di uno sblocco meccanico d’emergenza, azionabile con semplicità sia dall’interno sia dall’esterno, indipendentemente dallo stato della batteria o da altri componenti.

Quando l’estetica diventa una trappola

Negli ultimi anni, diversi incidenti hanno segnalato una vulnerabilità preoccupante: in caso di incendio o collisione violenta, il sistema elettrico di bordo rischia di andare in cortocircuito o in blackout totale. In questi istanti critici, dove ogni secondo fa la differenza tra la vita e la morte, se l’alimentazione salta, i meccanismi si bloccano: le porte diventano muri invalicabili per i soccorritori impegnati a intervenire dall’esterno, mentre gli occupanti restano prigionieri del proprio veicolo proprio mentre il pericolo aumenta. Tuttavia, quella in atto non può considerarsi una crociata in senso stretto, in quanto le maniglie a scomparsa avranno modo di continuare a esistere, purché non siano “schiave” totali di attuatori e sensori.

I giganti coinvolti: da Tesla a Mercedes

Le onde d’urto di questa decisione si faranno sentire ben oltre i confini asiatici. Produttori come Tesla, che con le Model S e Model X ha fatto scuola nel design minimalista e futuristico, si troveranno a dover ridisegnare componenti chiave delle proprie piattaforme. Lo stesso vale per le ammiraglie del lusso europeo, dalla Mercedes Classe S (ed EQS) alle nuove BMW Serie 7, fino alle eleganti Range Rover Velar e Jaguar I-Pace, le quali hanno fatto “all-in” sulla pulizia delle linee.

Adattare le vetture consentirà anche di risolvere una questione pragmatica riguardante la vita quotidiana dei proprietari. Tra il gelo invernale, l’umidità e lo sporco, la complessità di tali sistemi si è rivelata spesso un tallone d’Achille. Se una maniglia meccanica è intuitiva, poco costosa da riparare e di norma durevole quanto il mezzo stesso, un modulo elettrico guasto rappresenta un incubo logistico. Spesso non è possibile riparare il singolo sensore, richiedendo la sostituzione integrale dell’intero blocco, con costi a carico dell’utente finale.

Un nuovo standard globale?

È difficile ipotizzare che i costruttori creino due linee di produzione distinte, una meccanica per la Cina e una elettrica per il resto del mondo. I costi di progettazione e logistica sarebbero insostenibili per chiunque, pertanto è molto più probabile che lo standard di Pechino diventi, di fatto, la norma mondiale per tutti i nuovi modelli.

La rivoluzione sul punto di compiersi decreta il tramonto di un’epoca di pura sperimentazione estetica a favore di un ritorno alla funzionalità resiliente. L’auto del futuro sarà ancora bellissima e tecnologica, ma dovrà garantirci di poter uscire (o entrare) anche quando i computer decidono di smettere di rispondere.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 06:30:47 +0000
News n. 18
Nuova tassa per auto elettriche e ibride in Giappone, il nodo dell’usura stradale

In Giappone sta per consumarsi un paradosso tipico della transizione ecologica: le auto elettriche non inquinano l’aria, ma sollecitano l’asfalto. Per questo motivo, il Governo di Tokyo sta mettendo mano al portafoglio dei proprietari di vetture elettriche (EV) e ibride plug-in (PHEV). Secondo quanto anticipato dal quotidiano economico Nikkei, l’idea è quella di introdurre dal maggio 2028 una nuova tassa specifica basata sul peso del veicolo per coprire il vuoto lasciato dalla rapida diffusione di mezzi a zero o basse emissioni. Siccome non consumano né benzina né diesel, i loro possessori non contribuiscono infatti alla riparazione dell’asfalto tramite il rifornimento.

Le batterie agli ioni di litio rendono i veicoli EV e PHEV significativamente più pesanti rispetto alle controparti a combustione interna di pari segmento e la massa maggiore esercita una pressione superiore sulla superficie stradale, accelerandone l’usura. La nuova tassa è quindi pensata come tributo di compensazione basato proprio sulla massa del veicolo.

Come funzionerà il nuovo tributo

Invece di sostituire le norme vigenti, il meccanismo fiscale costituirà un’imposta aggiuntiva alla già esistente Tonnage Tax (tassa sul tonnellaggio). Contestualmente alle ispezioni annuali obbligatorie, i proprietari dei mezzi privati pagheranno l’imposta, mentre i veicoli commerciali sembrano esclusi dal provvedimento in modo da non gravare eccessivamente sui costi della logistica e delle imprese.

L’importo non sarà fisso, ma verrà determinato in base al peso effettivo. Secondo le indiscrezioni, per le PHEV l’aliquota potrebbe essere ridotta (si ipotizza circa la metà rispetto alle EV pure), poiché esse continuano a contribuire, seppur in minima parte, al gettito fiscale sui carburanti quando utilizzano il motore termico.

Una riforma in divenire

Il progetto non è però privo di ostacoli e si inserisce in un clima di acceso confronto politico. Affinché la misura diventi realtà, dovrà infatti superare l’esame del Parlamento nipponico ed essere integrata in una riforma fiscale ampia, mirata a riequilibrare l’intero sistema di tassazione automobilistica nazionale. Le reazioni nel Paese del Sol Levante non si sono fatte attendere e differiscono tra loro. Da una parte, i sostenitori del “chi usa paga” considerano il tributo un atto di equità sociale: se tutti usufruiscono della rete stradale, è giusto che tutti partecipino alla sua manutenzione, a prescindere da cosa esca dal tubo di scappamento.

Dall’altra parte, però, produttori e associazioni ambientaliste temono un cortocircuito: mentre le istituzioni spingono per la decarbonizzazione, l’introduzione di nuovi balzelli potrebbe spaventare i potenziali acquirenti, frenando le vendite di auto alla spina proprio nel momento cruciale della transizione.

Inoltre, sussiste una questione di competitività del mercato interno. In un settore dove giganti come Toyota, Nissan e Honda stanno cercando di recuperare terreno rispetto alla concorrenza cinese e americana, una tassa basata sul peso potrebbe penalizzare i modelli con batterie più capienti, in grado di garantire una maggiore autonomia ma, inevitabilmente, più gravosi sulle infrastrutture.

Se la tabella di marcia venisse confermata, il Giappone diventerebbe uno dei primi laboratori mondiali per questo tipo di fiscalità “post-petrolio”. La sfida per Tokyo, da qui al 2028, sarà quella di calibrare l’imposta in modo che non diventi un freno per l’ambiente, assicurando al contempo che le strade restino sicure e ben asfaltate anche quando l’ultima goccia di benzina sarà stata venduta.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 06:30:12 +0000
News n. 19
Autostrada e sicurezza: gli errori più comuni che aumentano il rischio di incidente

La sicurezza in autostrada è legata alla guida in modo prevedibile perché – a velocità sostenute – la prevedibilità consente agli altri di reagire senza panico. L’errore nasce quando si confonde l’autostrada con un’area di guida semplice, dato che le corsie sono larghe e le curve sono dolci, mentre in realtà è l’ambiente dove una piccola imprudenza diventa un evento ad alta energia. Chi si sente protetto dall’asfalto perfetto tende ad abbassare le difese e di conseguenza aumentano i rischi.

Il primo passo verso il rischio è infatti la convinzione di avere sempre tempo perché in autostrada tutto scorre e il cervello si illude che basti frenare quando serve. Il Codice della Strada ragiona in modo opposto: pretende che il conducente mantenga condizioni tali da poter gestire l’imprevisto, e l’imprevisto in autostrada è più veloce. Dentro a questa logica rientrano i comportamenti aggressivi che sono meccanismi che degradano la sicurezza collettiva.

La mancata distanza di sicurezza

Il tallonamento è una delle scorrettezze più diffuse perché dà l’illusione di guadagnare tempo, ma in realtà ruba lo spazio. La normativa sulla distanza di sicurezza impone di mantenere uno spazio tale da evitare collisioni e consentire l’arresto tempestivo in caso di frenata del veicolo che precede.

Quando un guidatore si incolla al paraurti di chi sta davanti sta dicendo che conta su una reazione perfetta e su un traffico immobile ovvero due aspetti che non esistono. Basta un rallentamento da onda di traffico, un detrito, una distrazione di mezzo secondo o una frenata per trasformare la pressione in un impatto. E quel primo impatto può innescare altri urti perché chi segue non ha più margine. La distanza non serve solo a frenare, ma anche a vedere. Se un guidatore si mette troppo vicino, il campo visivo si restringe, non si legge più il traffico avanti e si smette di anticipare. In pratica si inizia a reagire tardi e male

Lampeggiare in continuazione

L’uso dei lampeggianti con gli abbaglianti può avere una funzione di segnalazione, ma diventa un problema quando si trasforma in un comportamento seriale e pressante. Il lampeggio utile è breve, contestuale e finalizzato a farsi notare in una situazione di possibile rischio. Il lampeggio disturbante è continuo e serve a spingere chi sta davanti a liberare la strada anche quando non può farlo in sicurezza. In pratica, il lampeggio insistente crea una catena di stress: chi è davanti si sente sotto pressione, anticipa il rientro, riduce lo spazio, taglia la distanza e il conducente dietro si convince che la propria aggressività stia funzionando. È un comportamento che trasforma una manovra ordinaria di sorpasso in una manovra affrettata.

Il clacson e le interpretazioni comode

Il clacson in autostrada è spesso usato come valvola di sfogo ma, norme alla mano, il dispositivo acustico va usato con massima moderazione e soltanto ai fini della sicurezza stradale, con segnalazione la più breve possibile. Se si suona per protestare, per rimarcare un torto, per fare paura a chi non si sposta, aumentano distrazione e conflitto. Il problema non è il rumore in sé, è l’effetto sul traffico: la reazione impulsiva di chi si sente aggredito può essere una frenata, una sterzata, un’accelerazione improvvisa e ognuna di queste mosse a 130 km/h alza il rischio per tutti.

La freccia a sinistra fissa

Tenere la freccia sinistra costantemente inserita è una delle abitudini più irritanti e soprattutto più fuorvianti perché trasforma l’indicatore di direzione in un messaggio falso. L’articolo 154 del Codice della Strada stabilisce che la segnalazione deve essere fatta con anticipo, deve continuare per la durata della manovra e deve cessare quando la manovra è completata. Detto in modo sintetico, non è pensata per restare accesa a vita in corsia di sorpasso.

Quando la freccia resta accesa senza un reale cambio di corsia, chi osserva non capisce più se sta per spostarsi, se sta per rientrare o se sta per stringere. Di conseguenza si generano piccoli incertezze che in autostrada diventano grandi pericoli. Di più: la freccia fissa è molte volte accompagnata da tallonamento e lampeggi e quindi comunica un’intimidazione.

Quando la guida diventa ego

I brutti gesti e le offese sembrano una questione di maleducazione, ma il loro vero impatto è funzionale: spostano l’attenzione dalla strada al conflitto. Quando si guarda il guidatore dell’altra auto, quando ci si concentra sul chi ha ragione, quando si cerca la rivalsa, si stanno sottraendo risorse cognitive al traffico davanti. La rabbia alla guida produce un clima brutto e scelte peggiori perché rende più probabili accelerazioni inutili, sorpassi forzati, rientri stretti e frenate nervose. In autostrada la rabbia è un moltiplicatore di errori e l’errore non punisce anche chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Il sorpasso a destra

Il sorpasso è regolato e la norma generale è che si effettua a sinistra. L’articolo 148 del Codice della Strada prevede eccezioni ma non giustifica la pratica di spostarsi a destra per superare e poi rientrare come se fosse normale. La confusione nasce perché in autostrada può capitare che, restando nella propria corsia, si superi un veicolo che procede più lentamente nella corsia di sinistra a causa di traffico a fisarmonica e quella dinamica non coincide in automatico con un sorpasso volontario.

Diverso è quando il guidatore decide di andare a destra apposta per passare e poi tagliare di nuovo a sinistra perché sta costruendo un conflitto di traiettorie e velocità. Il rischio è fisico: chi si aspetta di essere superato a sinistra controlla di più lo specchietto sinistra e l’altro conducente compare nel lato dove l’attenzione è più bassa. È una scelta che aumenta le probabilità di contatto laterale e di frenate improvvise.

Zig zag fra corsie e auto

Lo zig zag è la firma della guida aggressiva perché sostituisce la pianificazione con l’impulso. Cambiare corsia in continuazione significa moltiplicare i punti di collisione, aumentare le differenze di velocità e creare sorprese ovvero le tre condizioni per l’incidente evitabile.

C’è una differenza tra un cambio corsia necessario e un cambio corsia compulsivo. Il primo è una manovra, il secondo è un comportamento. Quando si fa zig zag si sta anche tagliando lo spazio di sicurezza degli altri e quindi si costringi a frenare o a spostarsi. Quella reazione a catena crea onde di traffico che aumentano il rischio a chilometri di distanza, anche per chi non ha mai visto l’altro guidatore.

La corsia di sinistra

Molti dei comportamenti tossici in autostrada iniziano dalla gestione delle corsie. Se la corsia di sinistra viene usata come corsia di marcia permanente, anche quando a destra c’è spazio, il traffico si irrigidisce e arrivano lampeggi, clacson e sorpassi creativi. Il problema non è chi è più veloce: il problema è che l’autostrada funziona bene solo se le regole di flusso vengono rispettate perché così diminuiscono i conflitti.

Velocità percepita e velocità reale

Uno dei fattori meno considerati nella guida autostradale è la differenza tra velocità percepita e velocità reale, perché il cervello umano tende ad adattarsi rapidamente al movimento costante. Dopo pochi chilometri a velocità sostenuta, ciò che all’inizio sembrava veloce diventa normale. Questa assuefazione spinge molti conducenti a ridurre inconsciamente l’attenzione, a sottovalutare le distanze e a ritenere gestibili manovre che in realtà avvengono a oltre trenta metri al secondo. È in questo scarto cognitivo che nascono molte decisioni sbagliate, prese non per imprudenza deliberata ma per falsa sicurezza.

L’effetto tunnel

A velocità elevate entra in gioco quello che gli esperti chiamano effetto tunnel, un restringimento progressivo della visione periferica che porta il conducente a concentrarsi solo sul veicolo davanti. Questo fenomeno è amplificato dal tallonamento e dall’uso insistente dei lampeggianti perché lo sguardo viene catturato da un singolo punto e smette di leggere il contesto più ampio. In autostrada la sicurezza nasce però dalla capacità di osservare più livelli di traffico contemporaneamente e non dal fissarsi su un paraurti.

Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 05:00:54 +0000
News n. 20
L’auto più lenta di sempre al Nürburgring: un modello da “recordâ€

L’immagine di una citycar compatta che varca i cancelli dell’”Inferno Verde” potrebbe sembrare l’inizio di uno sketch virale, progettato per fare il boom di visualizzazioni e commenti sui social. Eppure, la Ligier JS50 aveva un altro obiettivo da portare a termine, un primato capovolto da realizzare, lungo il circuito più mitologico del Vecchio Continente, il Nürburgring Nordschleife. Quasi ostinata nella sua coerenza, la Casa si è prefissata di schierare l’auto più lenta di sempre su una pista di norma teatro delle supercar per ribaltare completamente il paradigma della mobilità leggera.

Un viaggio di 500 km senza filtri

L’inizio dell’avventura avviene quasi sotto forma di oltraggio, di sfida all’immaginario comune. Per dimostrare che una “minicar” può essere molto più di un semplice mezzo per brevi spostamenti urbani, Ligier ha affidato la nuova JS50 REVO D+ a due giornalisti esperti, Nicolas Meunier e Martin Coulomb.

Il compito? Percorrere oltre 500 km attraverso Francia, Belgio e Germania con un solo pieno, come effettivamente accaduto, affidandosi al nuovo motore diesel REVO D+, che ha permesso di registrare un consumo di appena 3,0 litri ogni 100 km. Oltre i numeri, però, il viaggio ha messo in luce un’evoluzione inaspettata in termini di comfort, isolamento acustico e stabilità, segnali di un segmento — quello delle vetture senza patente — in procinto di evolversi

La sfida della Nordschleife: 20 km di resistenza

Una volta raggiunto il circuito, la prova si è spostata tra i cordoli. Ligier ha schierato tre unità di JS50 (due delle quali in versione “senza patente”) per affrontare i 20,832 km e le 73 curve del tracciato tedesco. In un luogo dove si celebrano i cavalli vapore, la JS50 ha risposto con la tenuta meccanica, non facendosi dissuadere dalle pendenze e dai continui cambi di ritmo imposti al Nürburgring.

Alla fine, hanno avuto ragione gli sviluppatori, compiaciuti nel constatare il frutto del proprio operato sia nella versione termica sia in quella elettrica. Con un atto firmato il 31 marzo 2025, il notaio ha certificato ogni dato e tempo sul giro dei tre esemplari, le cui fiancate richiamavano la storica epopea del brand in Formula 1. Nonostante oggi l’azienda si occupi di mobilità urbana, il suo DNA affonda le radici nelle competizioni più prestigiose.

Allo scopo di celebrare questa impresa così fuori dagli schemi, il marchio ha presentato l’allestimento Ligier Ultimate Racing Experience, in cui un’estetica dichiaratamente sportiva si sposa con soluzioni tecniche tese a migliorare la sicurezza e il piacere di guida. Il successo del test è stato tale che il Gruppo potrebbe dare vita ad alcune serie limitate sul mercato europeo, a patto ovviamente che il pubblico di riferimento risponda con entusiasmo.

Oltre il cronometro

In definitiva, l’operazione Nürburgring non è stata una folle caccia al record sul tempo, bensì una prova di maturità e qualità. Perché mettere alla frusta una minicar nel tempio della velocità sottintende un messaggio di mobilità responsabile e leggera, degna di reggere il confronto con un modello sportivo, anche se con numeri diversi. Invece di lanciarsi in spericolate avventure, la voglia di un approccio concreto hanno avuto la meglio.

Data articolo: Thu, 08 Jan 2026 14:29:17 +0000
News n. 21
La moto che ha cambiato la vita di Max Pezzali

Per molti è il poeta della provincia, la voce di infiniti pomeriggi passati al bar e dei primi amori. Eppure, agli occhi degli innamorati di guida e bicilindrici, di Max Pezzali colpisce soprattutto un altro lato, quello legato visceralmente alle moto. La passione nei confronti delle Harley-Davidson è stata una costante immarcescibile fin dagli esordi, mentre l’identità artistica era ancora in via di formazione, e da lì non si è mai più affievolita. Anzi, è cresciuta a vista d’occhio.

Il codice genetico: quel “ferro” chiamato 883

Il manifesto d’amore a quell’universo è impresso nel nome simbolo degli anni Novanta: 883, un palese riferimento a uno dei modelli di punta di Milwaukee come la Sportster. All’epoca la 883 rappresentava la “porta d’ingresso” agli esemplari della Casa dalla linea snella e nervosa, dotata del leggendario motore V-Twin Evolution. Introdotto nel 1986 e raffreddato ad aria, il propulsore si fermava a circa 50 CV, ciononostante permetteva di distinguersi ovunque andasse, grazie alla sua classica inclinazione dei cilindri a 45 gradi e a un battito irregolare, il massimo che potessi chiedere per le fughe dalla nebbia pavese.

L’estetica della “nocciolina” e la libertà

Pezzali ha saputo trasportare l’estetica della Sportster direttamente nelle sue canzoni. La linea della 883 è definita dal celebre serbatoio Peanut (a nocciolina), un elemento stilistico da pochi litri che ha influenzato generazioni di customizer. Poco importava se l’autonomia fosse ridotta: la “tela bianca” meccanica, facile da spogliare e personalizzare in stile Bobber o Chopper, rispecchiava l’attitudine di Max.

E dalla passione è sorta anche un’attività imprenditoriale all’alba del nuovo millennio: l’apertura della concessionaria Harley-Davidson Pavia sintetizza l’approccio del cantautore alle due ruote, dove la componente umana è parte integrante dell’esperienza. E il fatto che con il passare degli anni Pezzali abbia mantenuto vivo l’interesse per le Harley la dice lunga su quanto le due ruote siano alla stregua di un culto. Un filo rosso che parte da una cilindrata, attraversa decenni di successi e arriva fino alla quotidianità di un palco prestigioso.

Sanremo 2026: la “Party Boat” tra hit e asfalto

Dalla Sportster emblema degli inizi, il mito di Max Pezzali e il suo rapporto con la strada si sono cementate senza soluzione di continuità, che i fan gli riconoscono a ogni apparizione e progetto in cui è coinvolto. Non farà eccezione il Festival di Sanremo 2026, dove Carlo Conti lo ha ufficializzato come unico protagonista del palco sul mare.

Per tutte le cinque serate, Max trasformerà la nave del Festival nella “Max Pezzali Forever – The Party Boat”. Se Sanremo è il tempio della canzone italiana, la presenza fissa di Pezzali rappresenta il trionfo di quell’estetica del viaggio che ha sempre cantato. Anche lontano dall’asfalto, rimane lo spirito di un esperto di musica e motociclette, abituato a emozionare attraverso le vibrazioni e la semplicità meccanica dei sentimenti. Sebbene la famiglia Sportster si sia evoluta verso soluzione moderne e raffreddate a liquido, l’anima della 883 originale resta il punto di riferimento. Una concretezza che rende la sua storia (e la sua musica) credibile e indistruttibile, allo stesso modo di un blocco d’acciaio di Milwaukee.

Data articolo: Thu, 08 Jan 2026 13:26:03 +0000
News n. 22
Dalle aspirapolveri alle supercar, il gigante cinese che sfida Ferrari e Lamborghini

Con la nuova industria green dell’automotive un numero crescente di player ha fatto capolino alle kermesse internazionali. Major tecnologici del settore delle batterie si sono proposti sul mercato con modelli all’avanguardia dalle potenze smisurate. Sembra quasi diventato facile creare un’auto full electric e Dreame non vuole rimanere indietro, dopo aver annunciato il suo sbarco in altri settori del digitale e degli elettrodomestici.

Svelata al CES 2026, il prototipo Nebula Next 01 anticipa il modello definitivo atteso nel 2027. Sulla base di quanto è emerso le prestazioni sono strepitose, con una potenza di oltre 1.900 CV, grazie a quattro motori elettrici pari a 1.400 kW, che offrono uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 1,8 secondi. Vanta una carrozzeria in fibra di carbonio, secondo le prime indiscrezioni, con una rigidità torsionale di 45.000 Nm/grado e sul fronte aerodinamico un Cx di 0,185.

Kosmera: il marchio supportato da Dreame

Il terzo concept sviluppato dal nuovo brand del Paese del Dragone Rosso sorprende per una aerodinamica estrema. Il nuovo costruttore cinese è legato all’ecosistema Dreame con due prossimi veicoli elettrici che hanno debuttato al Consumer Electronics Show (CES) 2026 di Las Vegas, dal 6 al 9 gennaio. I modelli della gamma puntano su prestazioni sportive e uno stile esterno accattivante. Design che non teme la concorrenza europea e americana.

L’hypercar elettrica ad alte prestazioni è il gioiello di punta della Kosmera, con proporzioni simili a quelle di una super sportiva. Le anteprime ufficiali indicano che il propulsore dell’hypercar raggiunge 1.903 cavalli, con ogni ruota azionata da un motore elettrico che produce circa 476 cavalli. La configurazione conferisce un rapporto peso/potenza prossimo a 1:1, una specifica rintracciabile solo nei veicoli top ad alte prestazioni. La Kosmera vanta un cofano basso, montanti anteriori fortemente inclinati e una linea del tetto fluida. Il telaio incorpora materiali compositi di origine aerospaziale e componenti strutturali stampati in 3D, realizzati per migliorare la rigidità torsionale mantenendo basso il peso. L’hypercar presenta un sistema di sospensioni attive con motore lineare capace di passare da un livello di smorzamento orientato al comfort con un approccio racing.

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Un mostro di tecnologia

La vettura presenterebbe dei sistemi di coaching basati sull’intelligenza artificiale, comandi steer-by-wire e display head-up a realtà aumentata per traiettorie all’ultimo respiro. Le specifiche tecniche complete non sono state confermate. Il secondo modello svelato invece è una berlina o fastback a quattro porte accattivante. Spicca per linee pronunciate, un cofano più lungo, pneumatici e freni di grandi dimensioni e un alettone posteriore molto ampio. Anche in questo caso le caratteristiche mirerebbero a prestazioni di guida dinamiche top, sebbene le specifiche siano ancora riservate.

Per ora si tratta di due prototipi statici che enfatizzano il design esterno piuttosto che le funzionalità pronte per la produzione. Ancora top secret i prezzi o tempi di rilascio. Il debutto al CES di queste vetture rappresenta un chiaro segnale per brand come Ferrari che sta puntando alla produzione di una supercar full electric. La Casa modenese ha altri obiettivi, meno racing in materia di elettrico, ma la scelta di promuovere una EV ha fatto rumore. In questo specifico ambito il Cavallino troverebbe molti competitor agguerriti che vantano una esperienza anche maggiore con le moderne batterie.

Data articolo: Thu, 08 Jan 2026 12:27:38 +0000
News n. 23
Nuove offerte Fiat, l’attesa è finita: svelati i prezzi per il 2026

Il marchio torinese ha lanciato una campagna concepita per valorizzare alcuni dei modelli più rappresentativi del listino. Dopo un 2025 al di sotto delle aspettative, almeno per quanto concerne la nuova Grande Panda, l’obiettivo è tornare a fare la voce grossa sul mercato.

Fiat, grazie al supporto di Stellantis Financial Services, scende in campo nel mese di gennaio con offerte top su Pandina Hybrid, 500 Hybrid, Grande Panda. Le versioni con motore turbo da 1.2L a benzina, associate a un cambio manuale a 6 marce, Hybrid con cambio automatico doppia frizione, e 600 Hybrid sono in offerta. Una promozione trasversale che conferma l’intento del marchio italiano di rendere la mobilità sempre più accessibile, senza rinnegare il DNA e il nuovo corso tecnologico.

Proposte alla portata di tutti

Fiat deve tornare a essere vicina alle esigenze degli italiani. Negli ultimi anni il boom dei nuovi brand asiatici e il successo di Dacia ha offuscato la posizione dominante di uno dei marchi di punta del Gruppo Stellantis. Per offrire a tutti i clienti l’opportunità di valutare da vicino i prodotti e le proposte promozionali straordinarie, il costruttore piemontese ha organizzato due Porte Aperte il 17-18 gennaio e il 24-25 gennaio durante le quali le concessionarie daranno la possibilità ai clienti di scegliere l’intera gamma. Il personale si metterà a disposizione per garantire tutte le informazioni sulla promozione valida fino al 31 gennaio.

La Pandina Hybrid, amatissima dagli italiani, è venduta a un prezzo di 9.950 euro, valida per tutti anche senza usato in permuta o da rottamare. L’utilitaria, prodotta nello stabilimento italiano di Pomigliano d’Arco, è stata aggiornata con sistemi avanzati di assistenza alla guida come riconoscimento segnali stradali, mantenimento corsia, frenata automatica d’emergenza, rilevamento stanchezza del conducente e sensori di parcheggio posteriori. Da anni è la vettura più venduta in Italia, confermandosi un punto fermo del brand, offrendo affidabilità, un look moderno e una semplicità di utilizzo massima. La Pandina Hybrid è protagonista del nuovo spot televisivo dal titolo “L’Italieno”, che ne esalta l’animo italiano con un linguaggio ironico. Rappresentando un piccolo nucleo di italianità in grado di garantire calore, familiarità e convivialità l’auto l’italiana diventa la più amata dell’universo.

Nuove offerte super competitive

La 500 Hybrid Pop è proposta a un prezzo promozionale di 15.950 €, in caso di rottamazione di vetture euro 0-4 e con finanziamento Stellantis Financial Services. La nuova 500, realizzata nell’impianto di Mirafiori, vanta un motore benzina FireFly 1.0 Hybrid e a una dotazione completa di sistemi di assistenza alla guida e connettività. La Grande Panda può essere tua, in caso di rottamazione di vetture euro 0-4 sempre con finanziamento di Stellantis Financial services, a 14.950 € per la versione a benzina con motore turbo da 1.2L con cambio manuale che sprigiona 100 CV e 15.950 € per la versione con motore ibrido da 110 CV, associato a una batteria agli ioni di litio da 48 volt e a un cambio automatico a doppia frizione (eDCT).

Infine, solo nel mese di gennaio, la 600 Hybrid è proposta in caso di rottamazione di vetture euro 0-4 a un prezzo promozionale di 18.950 € che la rende appetibile grazie al supporto di Stellantis Financial Services. L’obiettivo è cominciare il 2026 con la marcia giusta e le casse piene.

Data articolo: Thu, 08 Jan 2026 10:57:00 +0000
News n. 24
Costiera Amalfitana spezzata in due: è emergenza per una frana

Il distacco di grossi massi dalla parete rocciosa di un muro perimetrale di una proprietà privata ha causato una improvvisa interruzione della circolazione di un tratto della costiera campana. Anas ha annunciato la chiusura della statale 163 Amalfitana in entrambe le direzioni, nel tratto compreso tra i chilometri 36,300 e 36,400.

A Cetara la Polizia Locale ha informato l’utenza della chiusura e del percorso alternativo attivo, aggirando la zona del crollo. Sita Sud, come deciso dai sindaci, ha scelto di potenziare i collegamenti sulla tratta Salerno-Cetara e da Amalfi per Salerno. La riapertura delle scuole, associata alla presenza di turisti sul territorio, sta determinando numerosi disagi. La strada è restata chiusa per tutta la giornata di ieri. I massi, il fango e i detriti si sono riversati sulla carreggiata, rendendo necessario lo stop totale al traffico. Il Comune di Maiori ha deciso di avviare tutte le procedure necessarie per gestire l’emergenza ed effettuare tutti i sopralluoghi tecnici per la riapertura nel più breve tempo possibile della Strada Statale Amalfitana.

Intervento di messa in sicurezza

I rocciatori hanno effettuato un sopralluogo tecnico per valutare lo stato dei luoghi. Dalle prime verifiche è emersa la necessità di un intervento accurato. I tecnici procederanno con ulteriori approfondimenti tecnici per agire nel migliore dei modi non appena le condizioni climatiche lo permetteranno. In Campania nelle ultime ore sono avvenuti forti acquazzoni che hanno creato diversi disagi. Dopo le abbondanti precipitazioni, la prima neve del 2026 è apparsa sulle pendici del Vesuvio, mostrando uno spettacolo suggestivo.

Il gelo che ha accompagnato il risveglio partenopeo è destinato, almeno in parte, ad attenuarsi. L’aria artica che ha investito il Sud Italia nelle ultime ore sta infatti tornando verso le zone di origine. La Campania ha avuto un inizio 2026 decisamente inaspettato dal punto di vista meteorologico. A partire da venerdì 9 il capoluogo partenopeo inizierà a rientrare quasi nelle medie stagionali: le temperature minime si attesteranno intorno ai 9 gradi, mentre le massime raggiungeranno i 15 gradi.

Gli interventi di ricostruzione

Nelle prossime ore, in Costiera Amalfitana, saranno svolti nuovi rilievi con un drone, finalizzati all’ispezione dell’area sovrastante già individuata per verificare lo stato anche dei luoghi. Una volta ultimate le analisi saranno avviati gli interventi necessari. Ci cercherà di garantire la riapertura della Strada Statale Amalfitana nel più breve tempo possibile, almeno con l’istituzione di un senso unico alternato con un semaforo. L’evento franoso ha messo in mostra la fragilità idrogeologica della Costiera, spesso messa a dura prova dal maltempo.

Sono previsti ulteriori sopralluoghi a mezzo drone. L’Amministrazione comunale, coadiuvata dal nucleo comunale di protezione civile, dalla Polizia Locale, dai Vigili del Fuoco del Distaccamento di Maiori e dagli uffici si sono attivati prontamente e i tecnici continueranno a monitorare la situazione fino alla definitiva risoluzione. In questo periodo dell’anno l’afflusso turistico è decisamente basso, dopo i giorni di festa, ma in ogni caso Sita ha predisposto collegamenti eccezionali per garantire il trasporto pubblico tra Salerno e Cetara. Per il traffico veicolare leggero è stato indicato il Valico di Chiunzi come percorso alternativo. Inoltre, per ridurre i disagi legati alla chiusura, sono stati attivati collegamenti straordinari di trasporto pubblico, con bus sostitutivi e corse aggiuntive via Tramonti, a supporto della mobilità tra Salerno, Cetara e Amalfi.

Data articolo: Thu, 08 Jan 2026 09:50:37 +0000
News n. 25
Una collezione da supereroe, Neymar stupisce tutti

Nel mondo del calcio ci sono stati pochi attaccanti paragonabili a Neymar per talento e capacità realizzativa. Accostato a Pelé, è considerato uno dei migliori talenti della prolifica scuola brasiliana. Battezzato O Ney dai suoi fan per l’assonanza con O Rei, soprannome di Pelé, è cresciuto nelle file del Santos, con il quale ha militato dal 2009 al 2013, conquistando i campionati paulisti, una Coppa del Brasile, una Coppa Libertadores e una Recopa Sudamericana.

Nel 2013 è passato al Barcellona, dove ha festeggiato due campionati spagnoli, tre Coppe del Re, una Supercoppa spagnola, una UEFA Champions League, una Supercoppa UEFA e una Coppa del mondo per club FIFA. Ha composto con Lionel Messi e Luis Suarez uno dei tridenti più forti e completi della storia del calcio. Il Paris Saint-Germain ha fatto di tutto pur di averlo tra le sue file, sborsando la cifra record di 222 milioni di euro, facendolo diventare il calciatore più costoso di sempre. Non ha deluso nemmeno in Francia, ottenendo quattro campionati francesi, tre Coppe di Francia, due Coppe di Lega francesi e tre Supercoppe francesi.

La collezione speciale del numero 10

Con il passaggio alla squadra araba Al-Hilal, pur scendendo in campo pochissimo a causa di un infortunio ai legamenti, Neymar ha guadagnato cifre faraoniche. Dopo sole 7 partite ha deciso di lasciare l’Arabia Saudita per tornare in patria con circa 200 milioni di euro in più sul conto. In Brasile, dopo aver festeggiato la salvezza con il Santos, ha aggiunto alla sua flotta personale un Dassault Falcon 900LX, un jet privato che può valere fino a 215 milioni di euro completo di optional.

Con il mezzo di lusso l’attaccante può volare in giro per il mondo nel pieno confort. L’aereo vanta una cabina che può includere suite, lounge, bagno e cucina. Neymar ha mostrato il suo ultimo gioiello sui social. Nel video Instagram che ammirerete in basso il centravanti più prolifico della storia della nazionale brasiliana siede su una riproduzione in scala reale della Batmobile. Proprio come il supereroe della DC Comics il campione è tra i più ricchi al mondo nel suo ambito e per non farsi mancare nulla ha comprato anche un elicottero Airbus H-145.

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Una rinascita in vista del Mondiale 2026

Dopo aver evitato la retrocessione, che incombeva da mesi, il Santos ha scelto di prolungare il sodalizio con il classe 1992. Neymar ha deciso di accettare un altro anno di contratto con il club dove ha iniziato la sua carriera calcistica. Il centravanti sembra essere tornato in forma e ha anche ritrovato il sorriso nel suo habitat naturale. La scelta di trasferirsi in Arabia, dopo le esperienze europee, è stata dettata dal denaro. Ora le motivazioni del calciatore, dopo aver composto una collezione da sogno, ruotano intorno al club che lo ha reso una leggenda. Cercherà un nuovo passo avanti nel 2026 con il Santos che ha tutte le carte in regola per tornare grande.

Neymar è una leggenda in patria. Con 79 gol realizzati è il miglior marcatore nella storia della nazionale brasiliana, con cui ha preso parte a tre edizioni della Copa América (2011, 2015 e 2021) e a tre del campionato mondiale (2014, 2018 e 2022). Nel 2016, alle Olimpiadi di Rio, ha trascinato la nazionale al primo oro olimpico della sua storia. Più volte candidato al Pallone d’oro, ha vinto nel 2011 e nel 2012 il premio di Calciatore sudamericano dell’anno, assegnato dal quotidiano El País. Potrebbe essere il capitano della Selección brasiliana guidata da Ancelotti nel prossima Coppa del Mondo 2026.

Data articolo: Thu, 08 Jan 2026 08:19:05 +0000


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