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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 20 aprile 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diversi eventi da segnalare. In particolare, si registrano rallentamenti e manifestazioni sulla A1 Milano-Napoli tra Caserta Nord e il bivio A1/A30 Caserta-Salerno, mentre sul tratto tangenziale di Napoli (A56) diverse chiusure per lavori stanno interessando l’area tra Capodichino e Pozzuoli, con chiusura di ingressi e tratte, oltre ad alcune aree di servizio non operative. Questi eventi influenzano la viabilità nella zona campana e lungo l’importante arteria autostradale.

A1 Milano-Napoli



00:56 – Inizio A1 Milano-Napoli e Casalpusterlengo
Pioggia tra Inizio A1 Milano-Napoli e Casalpusterlengo
Direzione in entrambe le direzioni



00:49 – Bivio A1/A30 Caserta-Salerno e Caserta Nord
Manifestazione in corso tra Bivio A1/A30 Caserta-Salerno e Caserta Nord
Direzione Milano



00:43 – Bivio A1/A30 Caserta-Salerno e Caserta Nord
Traffico rallentato per manifestazione
Direzione Milano



00:14 – Capodichino e Inizio Tangenziale Napoli
Tratto chiuso fino alle 06:00 per lavori tra Capodichino e Inizio Tangenziale Napoli.
Entrata consigliata verso Tangenziale: Capodimonte su Tangenziale Napoli.
Uscita consigliata provenendo da Autostrada Milano-Napoli: Capodichino.
Direzione Tangenziale

A14 Bologna-Taranto



00:05 – Area di servizio Le Saline ovest
Servizi di ristorazione non disponibili nell’area di servizio Le Saline ovest.
Direzione Taranto

A56 Tangenziale di Napoli



00:06 – Corso Malta
Entrata chiusa verso Pozzuoli fino alle 06:00 per lavori. Entrata consigliata verso Pozzuoli: Capodimonte.
Direzione Pozzuoli



00:06 – Fine Tangenziale Napoli e Arenella
Aree di servizio chiuse fino alle 06:00 per lavori.
Direzione Pozzuoli



00:05 – Fine Tangenziale Napoli e Capodimonte
Tratto chiuso per lavori fino alle 06:00. Entrata consigliata verso Pozzuoli: Capodimonte.
Uscita consigliata provenendo da Allacciamento Diramazione Capodichino: Fine Tangenziale Napoli.
Direzione Pozzuoli



00:05 – Viale Maddalena
Entrata chiusa verso Pozzuoli fino alle 06:00 per lavori. Entrata consigliata verso Pozzuoli: Capodimonte.
Direzione Pozzuoli



00:05 – Capodichino Svincolo
Entrata chiusa verso Pozzuoli fino alle 06:00 per lavori. Entrata consigliata verso Pozzuoli: Capodimonte.
Direzione Pozzuoli



00:03 – Capodimonte e Corso Malta
Tratto chiuso fino alle 06:00 per lavori. Entrata consigliata verso Allacciamento Diramazione Capodichino: Corso Malta.
Uscita consigliata provenendo da Pozzuoli: Capodimonte.
Direzione Allacciamento Diramazione Capodichino



00:03 – Capodimonte
Entrata chiusa verso Allacciamento Diramazione Capodichino fino alle 06:00 per lavori. Entrata consigliata verso Allacciamento Diramazione Capodichino: Corso Malta.
Direzione Allacciamento Diramazione Capodichino



00:03 – Arenella
Entrata chiusa al traffico fino alle 06:00 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Pozzuoli: Camaldoli.
Entrata consigliata verso Allacciamento Diramazione Capodichino: Corso Malta.
Direzione in entrambe le direzioni



00:03 – Area di servizio Scudillo est
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 per lavori.
Direzione Allacciamento Diramazione Capodichino

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 23:08:00 +0000
News n. 2
WEC, Toyota nella storia: impresa a Imola. Ferrari seconda e festa per Kimi Antonelli

All’Autodromo Enzo e Dino Ferrari si fa la storia. La 6 Ore di Imola 2026 parla giapponese e incorona la Toyota Gazoo Racing, che centra un traguardo simbolico e pesantissimo: 50esima vittoria nel Mondiale Endurance. Un traguardo raggiunto alla 100esima partecipazione con la hypercar ibrida GR010, al termine di una gara intensa, strategica e combattuta fino all’ultimo stint. Una risposta da campioni veri alla Ferrari, padrona di casa e campione del mondo in carica, costretta ad arrendersi dopo aver accarezzato a lungo il sogno davanti a oltre 92 mila spettatori.

A firmare il successo è il trio composto da Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa, protagonisti di una prova solida e senza sbavature, chiusa dopo 213 giri con oltre 13 secondi di vantaggio sulla Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. Terzo posto per l’altra Toyota, la numero 7 di Nyck de Vries, Mike Conway e Kamui Kobayashi. Per Toyota un doppio podio che certifica la forza ritrovata del colosso nipponico.

Ferrari davanti, poi la rimonta Toyota

Per buona parte della gara, il copione sembrava scritto diversamente. Nelle prime due ore è stata la Ferrari a dettare il ritmo, trascinata da un impeccabile James Calado sulla 499P numero 51, forte della pole position conquistata in Hyperpole da Giovinazzi. Alle sue spalle l’altra Rossa, la numero 50 di Miguel Molina, mentre la Toyota numero 8 di Hartley inseguiva senza perdere contatto. La prima svolta alla sosta programmata, Hartley riesce a riportarsi in seconda posizione, iniziando una lenta ma inesorabile pressione sulle Ferrari. Dietro, la Cadillac del team Jota e la AF Corse numero 83 completano una top five estremamente compatta, Alle loro spalle si accende il duello tra Mike Conway e Phil Hanson mentre la Genesis al debutto, si è trovata subito ad affrontare un problema tecnico.

La gara cambia volto: equilibrio e tensione

Il cuore della corsa, tra la terza e la quarta ora, è un concentrato di tensione. La Toyota passa all’attacco e con Ryo Hirakawa prende il comando, tenendo dietro Alessandro Pier Guidi in un duello ruota a ruota fatto di ritmo e nervi. Il giapponese non sbaglia nulla, gestisce il traffico e mantiene il controllo, mentre Ferrari resta incollata senza trovare lo spiraglio decisivo. Nel frattempo, alle loro spalle, si accende la battaglia per il podio. Antonio Felix da Costa con l’Alpine prova a inserirsi, ma deve fare i conti con l’altra Toyota di Nyck de Vries. Una sfida spettacolare, fatta di sorpassi e controsorpassi, che tiene viva la lotta per il terzo posto. A complicare ulteriormente il quadro arriva l’episodio che rimescola le carte, il testacoda di Nick Cassidy alla Tamburello, con la Peugeot 9X8 finita nella ghiaia. L’ingresso della Safety Car compatta il gruppo e riapre i giochi, riportando Ferrari a contatto diretto con la Toyota di testa.

Finale grigio: Toyota non sbaglia

Negli ultimi due stint il cielo sopra Imola non aveva più il sole. Nuvole scure e qualche goccia di pioggia hanno aggiunto ulteriore incertezza a una gara già tesissima. Ma è proprio qui che emerge la lucidità della Toyota con una strategia perfetta, cambi pilota impeccabili e gestione gomme senza errori. Ferrari provava a restare agganciata, ma il ritmo della GR010 era superiore. Il distacco costruito si è mantenuto fino al traguardo, dove Sebastien Buemi poteva finalmente esultare. Vittoria numero cinquanta per Toyota, un traguardo storico che rilancia le ambizioni per il titolo 2026. Per Ferrari resta un secondo posto che lascia sensazioni contrastanti, la velocità c’è, la competitività pure. È mancato quel dettaglio per tornare sul gradino più alto del podio davanti al proprio pubblico.

Il commento

Kamul Kobayashi, Team Principal e pilota Toyota, ha commentato così il risultato: “Siamo riusciti a portare entrambe le vetture sul podio e a iniziare la stagione con una vittoria, quindi sono davvero contento. La cosa più importante è che la nostra vettura sembra essere competitiva, il che ci dà fiducia per il resto della stagione”.

Sebastien Buemi, il vincitore, sulla stessa lunghezza d’onda del compagno di team: “È una storia fantastica, sul circuito di casa della Ferrari e al debutto della TR010 HYBRID. Gran parte del merito va al team di Higashi-Fuji e Colonia per il loro incredibile lavoro. La loro reazione a un anno difficile come il 2025 è stata impressionante“.

LMGT3, BMW sorride nel finale

Se in Hypercar è festa Toyota, nella categoria LMGT3 è la BMW a prendersi la scena. Il Team WRT conquista la vittoria con la vettura numero 69 guidata da McIntosh, Harper e Thompson, approfittando del clamoroso ritiro della McLaren numero 10 del Garage 59, partita dalla pole. Un colpo di scena a pochi giri dalla fine che spalanca la porta al successo della squadra belga, al secondo trionfo in Italia negli ultimi tre anni. Alle loro spalle la Corvette del team TF Sport e la Porsche del team Manthey completano un podio ricco di emozioni, impreziosito da una rimonta spettacolare dopo un testacoda iniziale.

Kimi Antonelli, il futuro è già presente

Ma la 6 Ore di Imola non è stata solo gara. È stata anche emozione e identità. Tutto questo ha avuto il volto di Andrea Kimi Antonelli. Il giovane talento bolognese, leader del Mondiale di F1, è stato il protagonista assoluto del pre-gara, accolto da un boato continuo delle tribune. Cori, applausi, e tanto entusiasmo, Imola lo ha abbracciato come un idolo. Il bolognese ha risposto con semplicità e sorriso, fino al momento più iconico della giornata: il ruolo di starter d’eccezione. Alle 13 in punto, con il tricolore in mano, Antonelli ha dato il via alla gara, sancendo simbolicamente il passaggio di consegne tra presente e futuro del motorsport italiano.

Una gara che vale doppio

La 6 Ore di Imola 2026 lascia molto più di una prima classifica. Lascia la sensazione di un campionato apertissimo, con Toyota e Ferrari pronte a darsi battaglia fino alla fine. Lascia la conferma di un pubblico italiano caldo, competente e sempre innamorato delle corse. Lascia un’immagine indelebile, quella di Antonelli davanti al suo pubblico, mentre sventola la bandiera tricolore. Perché se Toyota ha scritto la storia, l’Italia ha trovato il suo nuovo simbolo. Da Imola, ancora una volta, il motorsport riparte guardando lontano.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 20:05:16 +0000
News n. 3
Che auto guida Paolo Ruffini, citycar e ammiraglie fuori dagli schemi

Più che un’operazione di marketing, un incontro tra due filosofie con molto in comune. Che sia dietro la macchina da presa come regista o sul palcoscenico in vesti di attore o conduttore di Zelig On, Paolo Ruffini trova sempre un modo per farsi riconoscere e in auto non è da meno. Il comico livornese ha prestato il suo volto a due modelli di segmenti diversi, ma capaci di essere trasversali ed empatici.

La piccola dal gusto “pop”

Ci può essere un modello più “pop” della Peugeot 208? La citycar francese incarna, nelle linee e nello stile, il carattere solare e accessibile di Paolo. Un punto di non ritorno è stato l’introduzione del famosissimo i-Cockpit, composto da un volante piccolo e una strumentazione rialzata, affinché il guidatore sia padrone della situazione su strada. E qui scatta automatico il parallelismo con lo stile di Ruffini presentatore: immediato, senza filtri, in grado di mettere chiunque a proprio agio. Come la 208, sponsorizzata in alcuni simpatici contenuti social, l’artista sfodera una comicità diretta e “leggera” (nel senso più nobile del termine) per affacciarsi al pubblico, e rendere così le interazioni spontanei.

L’anarchica francese

Se la 208 esprime il lato quotidiano, la Peugeot 508 RXH mette in evidenza l’anima coraggiosa e, perché no, anticonformista. Nonostante sia “figlia” dello stesso produttore, quest’ultima si discosta nettamente dalla sorella in termini di personalità, imboccando un sentiero lontano dai trend in voga oggi, basata su un sistema ibrido diesel con trazione integrale virtuale e assetto rialzato. La propensione a mescolare generi differenti fa venire in mente l’impegno di Ruffini nel sociale, artefice di progetti come Up&Down, in cui la diversità non viene stigmatizzata ma valorizzata.

Al momento del suo arrivo nelle concessionarie la 508 RXH non rincorreva l’applauso facile, anzi. I capi progetto volevano suscitare lo stupore della platea, a maggior ragione quella convinta di averle viste ormai tutte e di essere indifferente alle nuove uscite. Il centro nevralgico sfuggiva all’occhio, in compenso lo sentivi appieno una volta salito a bordo e messo in marcia: l’efficienza elettrica unita alla forza del gasolio sembrava tradurre a livello meccanico le varie sfumature di Paolo.

Entrambi avevano qualcosa di prezioso da insegnare: l’innovazione nasce spesso dall’unione di mondi lontani in apparenza, ingredienti di una ricetta finale dotata di carattere e, soprattutto, cuore. Sponsorizzate nel 2012, le proposte targate Peugeot portavano a galla la praticità democratica di Ruffini, necessaria a conquistarsi le simpatie di massa, e l’ambizione tecnica, anticamera del progresso.

Zelig On: prova di empatia

La versatilità delle auto supportate da Paolo Ruffini è di casa a Zelig On, uno show che ne porta a caratteri maiuscoli la firma, affiancato da Lodovica Comello e dal duo Ale & Franz. Sul palco agisce da esperto “direttore d’orchestra” della comicità, mentre 19 artisti salgono sul palco portando linguaggi disparati. La presenza di un fuoriclasse come Paolo Cevoli, con il suo intramontabile assessore Palmiro Cangini, funge da ponte tra la grande tradizione e la nuova scuola comica selezionata da Giancarlo Bozzo. Allo stesso modo dei veicoli accompagnati da Ruffini al debutto, anche Zelig On scommette sull’empatia e sull’innovazione per continuare a emozionare il pubblico.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 19:57:28 +0000
News n. 4
La Renault Twingo E-Tech Electric diventa un’opera d’arte grazie a Joshua Vides

Renault sta lavorando con attenzione allo sviluppo di una gamma di modelli di nuova generazione in grado di soddisfare appieno le esigenze del mercato delle quattro ruote ma, nello stesso tempo, capace di conquistare gli appassionati con uno stile unico e ricercato, senza perdere l’accessibilità tipica dei modelli della Casa francese.

Da questa esigenza nascono alcuni progetti creativi pensati per rivisitare la gamma del brand con l’obiettivo di esaltare il design e lo stile, trasformando l’auto in una vera e propria opera d’arte. L’ultimo esempio di questo progetto arriva dall’opera realizzata da Joshua Vides che ha ricevuto carta bianca da Renault per poter rivisitare la Twingo E-Tech Electric, modello simbolo del nuovo corso della Casa.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito all’opera dell’artista americano che esalta lo stile della piccola elettrica francese.

Un progetto unico

Joshua Vides ha realizzato una performance presso il Défilé Renault, al numero 53 degli Champs-Élysées dall’8 al 13 aprile. Per cinque giorni, l’artista ha lavorato sul modello, trasformando un oggetto industriale in un’opera immersiva, con l’obiettivo di creare un vero e proprio parallelismo tra arte contemporanea, cultura pop e, naturalmente, design automobilistico.

Vides è noto per le sue opere caratterizzate da un’estetica che gioca sul contrasto tra bianco e nero e, su queste linee, ha trasformato la Twingo E-Tech Electric, il modello con cui Renault vuole rendere sempre più accessibile la mobilità elettrica, puntando su un comparto tecnico completo e su un design iconico.

Il lavoro svolto dall’artista americano resterà visibile al pubblico anche nel prossimo futuro: la versione di Twingo rivisitata da Joshua Vides, infatti, è ora esposta al Défilé Renault fino al 9 giugno, nell’ambito della rassegna Pop Art Car. L’opera sarà poi integrata nella collezione di art cars del Fondo Renault, che da tempo porta avanti un lavoro mirato alla creazione e all’approfondimento di un vero e proprio dialogo tra il modo dell’auto e quello dell’arte contemporanea. In futuro, ulteriori modelli della Casa saranno protagonisti di iniziative simili.

Il video pubblicato da Vides su Instagram ci mostra la realizzazione dell’opera e il risultato finale, visibile da tutte le angolazioni.

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La Renault Twingo E-Tech Electric è un modello destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista del mercato, anche grazie alle sue ottime prestazioni. Si tratta di una piccola elettrica, pensata per garantire agli automobilisti la possibilità di puntare sulla mobilità sostenibile con una spesa contenuta, una buona autonomia e una dotazione completa. Con la versione Evolution, la city car francese parte da meno di 20.000 euro e rappresenta oggi un modello di grande interesse per il mercato italiano.

Il commento dell’azienda

Arnaud Belloni, Group Global Chief Marketing Officer Renault, ha commentato:

“Abbiamo offerto un’esperienza rara: è stato uno spettacolo straordinario vedere Joshua Vides trasformare in diretta, sotto gli occhi del pubblico, Twingo E-Tech Electric in opera immersiva. Un vero e proprio salto dal mondo reale a quello dei bozzetti, in cui Twingo diventa terreno di espressione artistica al 100%. Questa ‘art car’ è ora esposta al Défilé Renault sugli Champs-Elysées per consentire a tutti di scoprirla.”

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 14:15:13 +0000
News n. 5
Milano Design Week, Lepas presenta in anteprima il suo nuovo SUV compatto

Lepas, il nuovo marchio del Gruppo Chery, sarà tra i protagonisti della Milano Design Week 2026 dove sarà presente con una public exhibition, in programma tra il 21 e il 26 aprile. Il giorno prima, domani 20 aprile, il brand mostrerà in anteprima un modello destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista sul mercato.

Si tratta di Lepas L6, modello che debutta in Europa a distanza di alcuni mesi dal debutto italiano del brand, avvenuto in occasione del Salone dell’Automobile di Torino con la presenza dell’ammiraglia L8. Il nuovo progetto avrà un’importanza strategica enorme per il futuro del brand che punta a ritagliarsi uno spazio di rilievo sul mercato italiano ed europeo.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.

Un debutto importante

Lepas punta in alto: il brand vuole ritagliarsi uno spazio da protagonista nel segmento premium del mercato europeo, puntando su un livello tecnologico molto alto ma anche su un design ricercato e, soprattutto, su quella che l’azienda chiama “nuova energia” e, quindi, su soluzioni elettrificate in grado di rispondere alle richieste degli automobilisti.

Si tratta di un progetto ambizioso che arriva in un momento particolare del mercato italiano, con vendite in forte crescita per elettriche e ibride e con un caro carburante che rende sempre più costoso utilizzare veicoli a benzina e diesel.

Gli obiettivi Lepas sono molto ambiziosi. L’azienda, infatti, ha chiarito di voler “abbattere le barriere tra tecnologia ed estetica” e di “trasformare la mobilità a nuova energia da un freddo insieme di tecnologie in un’esperienza raffinata e centrata sull’uomo“. Di conseguenza, il brand punterà su design, elettrificazione e su contenuti avanzati per conquistare i clienti italiani ed europei.

Un evento da non perdere

Chery Group, quindi, ha in programma il lancio di Lepas con un evento globale dedicato al design e che porterà al debutto europeo il nuovo modello L6. Si tratta di un SUV compatto che punta a interpretare in chiave contemporanea il concetto di mobilità efficiente.

Alla base del progetto c’è la tecnologia ibrida plug-in, sviluppata in modo tale da poter garantire prestazioni “brillanti” ma anche una mobilità efficiente oltre a un livello di comfort e sicurezza al top del mercato, per una combinazione destinata a rendere L6 un modello da seguire con attenzione.

Per il momento, le informazioni disponibili sono limitate, ma è chiaro che basterà attendere solo poche ore per scoprire tutti i dettagli su un modello e su un brand che vogliono diventare protagonisti del mercato italiano ed europeo.

Nei prossimi mesi, quindi, continueremo a seguire Lepas, modello dopo modello e annuncio dopo annuncio, per verificare di volta in volta le caratteristiche dei progetti sviluppati per l’Europa dal gruppo Chery e capire quali sono le reali potenzialità di crescita.

Molto dipenderà dall’equilibrio tra prezzo e contenuti. Trovare il giusto mix è fondamentale per poter conquistare la clientela europea e, soprattutto, per convincere i clienti italiani ad acquistare un nuovo modello di un brand al debutto sul mercato. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti in merito.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 13:45:21 +0000
News n. 6
L’auto elettrica voluta da Bezos si avvia alla produzione, costa la metà

Compie il passo decisivo verso la realtà industriale lo State Truck. Sostenuto indirettamente dalla visione imprenditoriale di Jeff Bezos, il pick-up elettrico, che fa dell’accessibilità e del pragmatismo la sua bandiera, punta a scardinare il mercato sotto l’occhio vigile degli investitori. Con la chiusura di un round di finanziamento Serie C da 650 milioni di dollari, Slate Auto porta il totale finora raccolto a quota 1,4 miliardi bruciando le tappe, visto che la start-up è nata solo nel 2022 (inizialmente sotto il nome di Re:Car).

Pre-ordini sempre più vicini: i tempi di produzione

Non nasconde l’entusiasmo il CEO dell’azienda, Peter Faricy. In una nota ufficiale, l’alto dirigente sottolinea come la tabella di marcia proceda a passo regolare:

“Il nostro round di finanziamento Serie C consentirà a Slate di raggiungere le fasi successive della produzione quest’anno: nei tempi e nel budget previsti. Non vediamo l’ora che i nostri futuri clienti possano preordinare i loro Slate Truck a partire da giugno”

Il lusso e le prestazioni da supercar rincorse da altre compagnie non trovano terreno fertile in Slate Auto, convinta a imboccare la strada diametralmente opposta, definita “della tela bianca”. In altre parole la giovane e arrembante Casa intende produrre in un’unica configurazione di base il veicolo a zero emissioni, limitata all’essenziale, che spetterà poi ai futuri proprietari decidere se completare con accessori post-vendita.

Seppur nasca nelle vesti di pick-up, lo Slate Truck può essere riconfigurato e diventare così un SUV a cinque posti a seconda delle necessità del singolo cliente. Un approccio modulare e minimalista, dove le spese di produzione e la complessità industriale diminuiscono, permettendo all’azienda di tenere sotto controllo i prezzi di listino, alla portata della classe media.

Chris Barman, presidente della divisione Vehicles, ha messo l’accento proprio sulla sfida industriale vinta dalla startup:

“Per quasi quattro anni, Slate è rimasta focalizzata al massimo sui passi necessari per sviluppare il nostro veicolo e reindustrializzare la nostra fabbrica di Varsavia; consegneremo gli Slate Truck a quasi la metà del costo di un veicolo nuovo medio, come promesso

Boom di prenotazioni: prezzi previsti per giugno

Sbilanciarsi sui prezzi resta al momento prematuro: soltanto nel mese di giugno verranno resi noti, ma fin da ora l’interesse del pubblico appare palpabile. Ad oggi, Slate ha totalizzato oltre 160.000 prenotazioni, garantite da depositi rimborsabili di soli 50 dollari, il che suggerisce una domanda enorme per veicoli elettrici dalle soglie d’accesso non proibitive, adatti al lavoro e alla vita quotidiana.

Il focus si sposta ora sulla linea di montaggio, collocata a Warsaw (Ohio). Sulle “fasi successive” previste per il 2024 l’azienda ha preferito non entrare nei dettagli, tuttavia i portavoce confermano che le prime consegne avverranno entro la fine del 2026. Si avvia così verso le fasi cruciali l’allestimento delle catene di montaggio, dove nascerà una delle scommesse più interessanti nei confini americani. La versatilità fisica e il risparmio reale del progetto potrebbe dare slancio a una nuova era sul versante elettrico: se il costo si aggirerà intorno alla metà della media attuale, come promesso, Tesla e soci avrebbero una nuova rivale da temere.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 10:30:48 +0000
News n. 7
Leclerc su una Fiat 500 d’epoca, il video tra le vie di Monaco

Charles Leclerc su una Fiat 500 d’epoca. Lontano dai cordoli della Formula 1 e dalle sue supercar, il pilota monegasco abbraccia lo stile italiano, rinnovando un legame ormai indissolubile. Lungo le strade del Principato, il “predestinato” è stato avvistato al volante di un’icona del nostro passato, personalizzata con un tocco di modernità da cui traspare passione.

La sfilata sulle strade del Principato di Monaco

Sulle strade del Principato di Monaco i bolidi da mille cavalli (o capolavori vintage quali la rarissima Ferrari 250 Testa Rossa sfoggiata da Leclerc al suo matrimonio) non fanno quasi notizia. Eppure, tra le vie strette e trafficate di Montecarlo la mitica utilitaria torinese fa la sua bella figura, rivista in modo da sottolineare l’anima del proprietario. La livrea, in tinta nera profonda attraversata da strisce bianche e rosse (i colori della bandiera monegasca), cattura subito l’attenzione, anche se il dettaglio più appariscente è un altro: sulla fiancata campeggia il numero 16, portato dallo stesso Leclerc in gara sui circuiti di tutto il mondo sulle monoposto Ferrari, qui applicato su una vettura in cui regnano sovrani la lentezza e il piacere di guida.

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La definizione di utilitaria qui sta stretto. Elevato a gioiello da collezione, spoglio della tecnologia moderna, il veicolo esalta la connessione tra conducente e macchina come raramente capita nelle nuove auto. Il vero lusso non sta nel prezzo di listino, ma nel carattere di mezzo capace di difendere il suo DNA contro l’avanzata delle supercar digitali.

Il genio di Dante Giacosa

Se ci fermassimo alla superficie, la passione di Leclerc per un bicilindrico raffreddato ad aria potremmo considerarlo un paradosso. Ma anche per uno abituato a dominare l’alta velocità e a gestire accelerazioni laterali spietate la Cinquina ha un fascino tutto suo, reso possibile dall’ingegno di un uomo, Dante Giacosa, chiamato a condensare in pochi metri di lamiera il sogno di mobilità di un’intera nazione.  In occasione del primo storico debutto, nel luglio del 1957, l’allora Nuova 500 impiegò poco tempo a ergersi a simbolo del miracolo economico italiano, semplice e tanto affidabile da sembrare quasi indistruttibile. Con circa 13 stipendi un operaio dell’epoca se la portava a casa, coronando il desiderio di libertà di una famiglia intera.

La scelta di Leclerc di portare il numero 16 su una carrozzeria d’altri tempi nobilita la semplicità meccanica di Giacosa e rimette il pilota in totale connessione con un’opera d’arte che trabocca di carattere, più di qualsiasi hypercar moderna. La scelta di Charles non è solo un vezzo estetico, ma un tributo a un’icona che oggi rivive nei modelli di ultima generazione, ma che trova nel cuore dei puristi la sua forma più sincera proprio nelle serie prodotte fino al 1975. In giro per il Principato, la 500 si rivela paradossalmente più agile e sensata di tante imponenti GT moderne, confermando che il genio di Giacosa non invecchia mai. In questo binomio il passato alimenta il presente attraverso una passione slegata dai tachimetri e traspira quanto Leclerc sia ormai, senza timor di smentita, un “italiano d’adozione” mentre distingue i due volti dell’automobile: la Ferrari in pista, la Fiat 500 in viaggio.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 09:35:01 +0000
News n. 8
Petrolio, peggior calo della domanda dal Covid: la crisi è storica

Non avevano saputo fare di peggio nemmeno gli anni Settanta. Stando a quanto segnala il rapporto mensile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), la domanda globale di petrolio si appresta a subire il calo più drastico dai tempi della pandemia di Covid-19. Sul settore pesava allora il lockdown, mentre oggi fa sentire tutti i suoi effetti la cosiddetta “distruzione della domandaâ€: la scarsità di greggio fa schizzare i prezzi verso l’alto e i consumi crollano giocoforza.

Il crollo degli ultimi mesi

L’epicentro del problema risiede nel blocco dello Stretto di Hormuz. Conseguentemente alla guerra in Iran, il principale polmone energetico del pianeta (da qui transita il 20% del greggio mondiale) ha finito per essere un collo di bottiglia invalicabile e determinare la situazione attuale, definita senza mezza termini dall’IEA “la più grave interruzione della storiaâ€. Le cifre condivise dall’agenzia fotografano un ribaltamento rispetto alle stime di soli pochi mesi fa, quando gli analisti prevedevano una crescita della domanda di 640.000 barili al giorno (bpd), mentre oggi stimano una contrazione di 80.000 bpd. Eppure, il peggio dovrebbe ancora venire: nel 2026 la produzione mondiale sembra destinata a un calo di ben 1,5 milioni di bpd, contro l’aumento precedentemente ipotizzato.

Ogni volta che l’automobilista si ferma alla stazione di servizio nota subito il divario tra i titoli dei giornali e il costo alla pompa. Mentre i futures sul Brent (il benchmark finanziario) oscillano ancora intorno ai 100-120 dollari al barile, la realtà dei mercati fisici è molto più brutale. Come rivela l’IEA, i prezzi spot – ovvero il costo reale dei barili scambiati fisicamente — hanno toccato punte di 150 dollari. In un bacino di approvvigionamento sempre più stringente, i Paesi importatori concorrono tra loro in una frenetica caccia all’oro nero per accaparrarsi le forniture residue, pagando premi altissimi al fine di garantire la continuità dei servizi essenziali.

Prospettiva horror

Attualmente, il maggior taglio dei consumi ha riguardato il Medio Oriente e l’area Asia-Pacifico, mentre i settori più colpiti sono quelli della nafta, del GPL e, inevitabilmente, del carburante per aerei (tanto da aver già provocato la momentanea restrizione di quattro aeroporti in Italia). Tuttavia, l’IEA avverte che la distruzione della domanda è destinata a diffondersi in modo capillare. Gli effetti sull’utente finale non tarderanno a farsi sentire con un rincaro dei carburanti per l’auto privata, seguito da un aumento a cascata su tutti i beni di consumo trasportati su gomma o via mare. Di fronte alla prospettiva di una scarsità generalizzata, industrie e cittadini hanno già iniziato a correggere drasticamente le proprie abitudini, riducendo gli spostamenti non essenziali e rimodulando i carichi logistici.

Il rapporto ipotizza una parziale normalizzazione delle forniture entro metà anno, ma lo scenario non convince fino in fondo la stessa Agenzia, che definisce la proiezione “forse troppo ottimisticaâ€. E così, mentre l’incognita della guerra in Iran pesa sulla stabilità di Hormuz, il settore dei trasporti affronta un periodo molto delicato. Fino a questo punto considerati obiettivi di lungo termine, l’accelerazione verso nuove forme di energia e l’ottimizzazione dei consumi appaiono oggi imperativi strategici per proteggere l’economia da uno scacco energetico permanente.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 08:17:33 +0000
News n. 9
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 19 aprile 2026 è previsto uno sciopero in Italia. In questo articolo riportiamo tutte le informazioni essenziali sugli scioperi programmati: in particolare, per questa data, è stato indetto 1 sciopero che interesserà il settore del Trasporto Pubblico Locale nella regione Toscana. Di seguito tutti i dettagli su luogo, orari, categorie e sindacati coinvolti nello sciopero del 19 aprile 2026.

Sciopero dei trasporti Firenze

A Firenze (regione Toscana) è stato indetto uno sciopero nel settore del Trasporto pubblico locale. Lo sciopero coinvolge il personale della società Gest di Firenze e avrà una durata di 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 del 19 aprile 2026. Lo sciopero è di rilevanza territoriale e promosso dal sindacato Osp Cobas Lavoro Privato. La categoria coinvolta è il personale della Società Gest di Firenze.

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel corso di aprile 2026 sono numerosi gli scioperi annunciati che coinvolgeranno diversi settori dei trasporti in Italia, dalla rete ferroviaria al trasporto pubblico locale, fino all’autotrasporto merci. Le proteste interessano sia il livello nazionale che segmenti territoriali e locali, pertanto è consigliata particolare attenzione per chi viaggia durante il mese. In questo articolo presentiamo l’elenco aggiornato degli scioperi previsti ad aprile 2026, con orari e categorie coinvolte, suddivisi per città e settore.

Sciopero 10 aprile 2026

Italia: Sciopero nazionale di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge il personale delle società ENAV e Techno Sky, responsabile della gestione e della manutenzione del traffico aereo. Coinvolto anche il personale di diversi aeroporti tra cui Milano Malpensa, Roma ACC e Napoli. Mobilitazioni inoltre nel Trasporto pubblico locale in Veneto, Umbria e Campania (Busitalia Sita Nord) per 4 ore in orario serale (20.01-24.00), promosse da USB Lavoro Privato e ADL Cobas.

Sciopero 11 aprile 2026

Italia: Sono previsti due scioperi nazionali di 24 ore nel settore ferroviario, che coinvolgono il personale della società Rete Ferroviaria Italiana (RFI), impiegato negli impianti di manutenzione infrastruttura. Gli scioperi sono proclamati dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e dai sindacati Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria), sciopero di 4 ore dalle 10.57 alle 14.57 del personale IAS Autolinee.

A Napoli (Campania), stop del trasporto pubblico locale per 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, personale EAV.

Ad Udine (Friuli-Venezia Giulia), il personale ARRIVA Udine si asterrà su due fasce: urbano 17.30-21.29, extraurbano 17.15-21.14.

Italia: Sciopero nazionale di 4 ore del personale addetto ad attività ferroviarie in appalto (Elior Ristorazione).

Sciopero 14 aprile 2026

A Brescia (Lombardia), sciopero di 24 ore del personale GDA Handling per carico e scarico merci all’aeroporto di Brescia Montichiari, proclamato da USB Lavoro Privato.

In Sicilia: sciopero regionale autotrasporto merci, 120 ore (00.01 – 14 aprile / 24.00 – 18 aprile), promosso dal Comitato Trasporto Siciliano.

Sciopero 17 aprile 2026

A Milano e province della Lombardia (Pavia, Monza e Brianza, Lodi): sciopero di 4 ore (08.45-12.45) del personale Addabus (TPL).

Stretto di Messina (Sicilia): sciopero marittimo di 8 ore (09.01-17.01) del personale Blujet.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana) è previsto uno sciopero nel settore del Trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società Gest di Firenze. L’astensione avrà una durata di 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 ed è promossa dal sindacato Osp Cobas Lavoro Privato. La categoria coinvolta è il personale della Società Gest di Firenze.

Sciopero 20-25 aprile 2026

Italia: Sciopero nazionale del trasporto merci, 144 ore: dalle 00.00 del 20/4 alle 24.00 del 25/4, indetto da Trasportunito e riguarda il fermo nazionale servizi autotrasporto merci.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella provincia di Frosinone (Lazio): sciopero locale di 24 ore personale Cialone Tour.

Sciopero 23 aprile 2026

In Calabria (tutte le province): sciopero regionale del personale RFI di sala circolazione e orario Reggio Calabria e unità circolazione Calabria, 8 ore (10.00-17.59), indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia): sciopero locale di 8 ore che coinvolge il personale gruppo ATM. Orari: ATM e NET Trezzo 8.45-15.00, NET Monza 14.50–termine servizio 18.50, Funicolare Como–Brunate 8.30-16.30. Indetto dal sindacato CONFIAL-Trasporti.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia): sciopero locale di 4 ore (17.30-21.30) per il personale STP, promosso da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli (Campania): sciopero locale di 4 ore (8.30-12.30) del personale AIR Campania.

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): sciopero locale di 24 ore del personale IAS Autolinee.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni.
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 11
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 19 aprile 2026, presentiamo il quadro aggiornato dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana sulla base dell’ultima rilevazione ufficiale disponibile. In un colpo d’occhio puoi confrontare benzina, diesel, GPL e metano e la relativa modalità di erogazione. Il prezzo pagato alla pompa nasce dall’incontro tra una componente industriale (costo del prodotto e margini di filiera) e una componente fiscale (accise e Iva), due blocchi che rispondono a logiche differenti: la prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro, la seconda segue le aliquote e il meccanismo dell’imposta sul valore aggiunto. Qui sotto trovi i dati in tabella e, più avanti, una guida chiara su come si forma il costo di benzina e gasolio.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 18-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.146
Benzina SELF 1.796
GPL SERVITO 0.901
Metano SERVITO 1.599

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina: il prezzo alla pompa è il risultato della somma tra componente fiscale e componente industriale. Nel caso della benzina, la parte fiscale pesa per il 58% del prezzo finale ed è formata principalmente da accise e Iva: le accise sono un’imposta fissa per unità di prodotto, mentre l’Iva si applica in percentuale sul valore imponibile e, quindi, cresce o diminuisce al variare dei listini. La restante quota, pari al 42%, è la componente industriale. All’interno di questa, il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo alla pompa e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro che incide su acquisti e scambi denominati in valuta statunitense. Il margine lordo della filiera, pari al 12% del prezzo, comprende i costi di logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e il margine dei diversi operatori (raffinazione, distribuzione, stazione di servizio). È su questa porzione che il gestore e, più in generale, gli operatori possono intervenire per modulare il prezzo al pubblico, ad esempio attraverso politiche commerciali, campagne di sconto o adeguamenti legati alla concorrenza locale. In sintesi: 58% tasse, 30% materia prima e 12% margine lordo compongono il 100% del prezzo finale della benzina.

Gasolio: la struttura del prezzo è simile ma con pesi diversi. Per il gasolio, la componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale vale il 55%. La minore incidenza delle imposte rispetto alla benzina riflette un’accisa storicamente più bassa, a fronte di un utilizzo del gasolio molto diffuso nel trasporto merci e privato. All’interno della parte industriale, il costo della materia prima pesa per il 45% del prezzo al consumo: anche qui contano le quotazioni internazionali dei distillati medi e il tasso di cambio euro/dollaro, fattori capaci di generare variazioni rapide nei listini. Il margine lordo della filiera ammonta al 10% del prezzo e comprende logistica, stoccaggi, trasporto, rete distributiva e il margine degli operatori. È questa la quota su cui i player possono intervenire direttamente per adeguare i prezzi alla pompa, tenendo conto di dinamiche competitive locali, flussi di traffico, orari di servizio e strategie commerciali. In pratica, il gasolio sconta un equilibrio diverso: 45% tasse, 45% materia prima e 10% margine lordo, con un peso dell’industria più elevato rispetto alla benzina e una maggiore sensibilità alle spinte dei mercati internazionali dell’energia.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 12
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.768 per la benzina, 2.114 per il diesel, 0.808 per il gpl, 1.592 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.108
Benzina SELF 1.766
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.510

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.120
Benzina SELF 1.790
GPL SERVITO 0.761
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.133
Benzina SELF 1.790
GPL SERVITO 0.855
Metano SERVITO 1.760

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.125
Benzina SELF 1.785
GPL SERVITO 0.832
Metano SERVITO 1.643

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.109
Benzina SELF 1.764
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.543

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.114
Benzina SELF 1.756
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.556

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.131
Benzina SELF 1.766
GPL SERVITO 0.788
Metano SERVITO 1.547

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.755
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.693

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.108
Benzina SELF 1.769
GPL SERVITO 0.871
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.113
Benzina SELF 1.755
GPL SERVITO 0.788
Metano SERVITO 1.564

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.097
Benzina SELF 1.754
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.530

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.118
Benzina SELF 1.784
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.107
Benzina SELF 1.750
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.578

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.117
Benzina SELF 1.774
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.643

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.123
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.856

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.126
Benzina SELF 1.784
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.113
Benzina SELF 1.762
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.602

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.122
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.592

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.106
Benzina SELF 1.761
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.555

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.110
Benzina SELF 1.778
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 19 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.101
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.797
Metano SERVITO 1.522

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Milano, il piano Möves rivoluziona la circolazione delle auto

A Milano il futuro della mobilità passa sempre meno dall’automobile. Con il nuovo piano Möves, l’amministrazione guidata da Beppe Sala compie un ulteriore passo verso una città pensata prima di tutto per pedoni e ciclisti. Non è di certo una rivoluzione improvvisa, ma l’ennesimo tassello di una strategia che negli ultimi anni ha già cambiato il volto del capoluogo lombardo, seguendo l’esempio virtuoso delle metropoli nord europee.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre lo spazio dedicato alle auto private per restituirlo alle persone, migliorando qualità della vita, sicurezza e sostenibilità. Una visione ambiziosa, che però divide già opinione pubblica e automobilisti.

Piano ambizioso

Il cuore del progetto è rappresentato dalla mobilità ciclabile. Il piano Möves prevede una rete complessiva di 565 chilometri di piste ciclabili, un numero che racconta bene la portata dell’intervento. Di questi, 210 km costituiranno la rete principale, articolata in 29 itinerari pensati per collegare i punti nevralgici della città, mentre altri 355 km formeranno una rete secondaria, più capillare, in grado di raggiungere anche i quartieri periferici.

Non si parte da zero: circa il 46% della rete principale è già stato realizzato, mentre diversi cantieri sono attualmente in corso. Tra questi spiccano i lavori sulla circonvallazione filoviaria a nord-ovest e gli interventi nell’area di Chiesa Rossa.

Guardando al futuro prossimo, uno dei progetti più attesi è il completamento della cosiddetta Beats, che collegherà Porta Romana ai Navigli, creando un asse ciclabile strategico per attraversare la città. L’idea di fondo è sempre la stessa: rendere la bici una vera alternativa all’auto, non solo per il tempo libero, ma anche per gli spostamenti quotidiani.

L’importanza dei pedoni

Se la bicicletta rappresenta il pilastro del piano, i pedoni non sono certo messi da parte. Möves individua 194 spazi pubblici da ripensare in chiave pedonale, con un’attenzione particolare alle aree più sensibili. Tra queste, spiccano 109 ambiti scolastici, segnalati direttamente dai cittadini, dove la sicurezza dei bambini diventa una priorità assoluta. L’obiettivo è creare zone più protette, riducendo traffico e velocità nelle immediate vicinanze delle scuole.

A questo si aggiunge una rete di 404 chilometri di percorsi pedonali principali, pensata per incentivare gli spostamenti a piedi e rendere la città più accessibile. Non si tratta solo di mobilità, ma di un cambio culturale: camminare torna a essere una scelta quotidiana, non una necessità residuale.

Il risvolto della medaglia del piano Möves

Ed è proprio qui che il piano Möves mostra il suo lato più discusso. Perché se da un lato si ampliano gli spazi per bici e pedoni, dall’altro si restringe inevitabilmente quello dedicato alle auto. Tra le misure previste c’è il proseguimento dell’installazione dei cosiddetti cuscinetti berlinesi, dossi progettati per rallentare la velocità dei veicoli senza bloccare completamente il traffico.

Parallelamente, è previsto l’ampliamento delle aree dotate di paletti dissuasori, pensati per proteggere i marciapiedi e impedire la sosta selvaggia. Un intervento che punta a restituire ordine allo spazio urbano, ma che spesso viene percepito come un’ulteriore limitazione per chi si muove in auto. Infine, grande attenzione è riservata alle zone a velocità moderata, elemento chiave per migliorare la sicurezza stradale, soprattutto nelle aree più frequentate da pedoni e ciclisti.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 05:30:50 +0000
News n. 14
Pagani Zonda 760 Unica Roadster, la one-off italiana da 12 milioni di euro è all’asta

Raramente vetture del genere vedono il mercato, hypercar a modello unico e celebrazioni di maestria italiana come questa Pagani Zonda 760 Unica Roadster. Parliamo di una vera one-off, costruita su misura e destinata a un solo cliente, che oggi torna all’asta. Unica lo è davvero, e infatti i prezzi escludono la maggioranza degli appassionati con una quotazione che sembrerebbe voler raggiungere i 12 milioni di euro.

Con appena 2.617 km percorsi, questa Zonda è stata protagonista di eventi esclusivi in Svizzera e persino guidata dallo stesso Horacio Pagani, dettaglio che aggiunge ulteriore valore a un esemplare già unico. L’asta, organizzata da Broad Arrow Auctions, si terrà il 17 maggio 2026 durante il prestigioso concorso di Villa d’Este, uno degli appuntamenti più iconici per gli appassionati di auto d’epoca e di lusso.

Una Zonda Unica

Per capire davvero cosa rende speciale questa Unica, bisogna tornare indietro nel tempo, alla fine degli anni ’90. La Zonda è stata la prima creatura di Horacio Pagani, l’auto con cui ha trasformato un sogno in realtà: costruire vetture senza compromessi, dove tecnologia, artigianalità e design convivono senza limiti.

Dal debutto nel 1999, la Zonda ha dato vita a una famiglia ristretta ma incredibilmente variegata. Circa 140 esemplari prodotti, nessuno identico all’altro, ciascuno con una propria identità. La versione 760 Unica rappresenta probabilmente il punto più alto di questa filosofia.

Realizzata attraverso un programma di personalizzazione estrema, questa vettura non nasce da un semplice catalogo optional: è il risultato di un dialogo diretto tra cliente e atelier Pagani. Ogni dettaglio, ogni finitura, ogni scelta estetica e tecnica è stata studiata per creare qualcosa che non esiste altrove.

Apoteosi del carbonio

La carrozzeria in Blue Carbon cattura la luce, richiamando alcune soluzioni viste sulla celebre Zonda Tricolore. I dettagli dorati, distribuiti con precisione chirurgica lungo la carrozzeria e sui cerchi, aggiungono un contrasto raffinato e vivace. È un equilibrio difficile che solo le hypercar costruite a mano riescono a raggiungere.

All’interno, l’atmosfera cambia ma resta altrettanto scenografica. Il contrasto tra blu e bianco crea un ambiente elegante e tecnico, dove materiali come pelle, legno, alluminio e fibra di carbonio convivono in un gioco di texture e colori che racconta tutta la cura artigianale tipica del marchio. Ogni comando, ogni superficie, trasmette quella sensazione sempre più rara nel mondo delle hypercar moderne: la presenza umana dietro ogni dettaglio.

V12 aspirato e cambio manuale

Se l’estetica conquista, è la meccanica a fare breccia nel cuore degli appassionati. Sotto il cofano troviamo un V12 aspirato da 7,3 litri di origine Mercedes-AMG, capace di sviluppare 760 CV e 780 Nm di coppia. Numeri importanti, certo, ma non è questo il punto. Il vero valore sta nel modo in cui questa potenza viene gestita. In un’epoca dominata da cambi automatici e doppia frizione, la Zonda 760 Unica Roadster sceglie la strada del cambio manuale a sei rapporti.

Una scelta romantica, che trasforma ogni accelerazione in un’esperienza fisica, diretta, senza filtri, per una vettura che non vuole elettronica che addolcisce, né algoritmi che decidono per il pilota. C’è solo un dialogo puro tra uomo e macchina, qualcosa che oggi sembra appartenere a un’altra era. Ed è sicuramente proprio questo il segreto del suo fascino.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 05:30:13 +0000
News n. 15
RC auto, come funzionano tacito rinnovo e tolleranza di 15 giorni

La svolta normativa sul tacito rinnovo della RC auto risale al decreto legge 179 del 18 ottobre 2012, che ha introdotto nel Codice delle assicurazioni private l’articolo 170 bis, secondo cui il contratto di responsabilità civile auto ha durata annuale, si risolve in automatico alla scadenza naturale e non può essere rinnovato in modo tacito.

Non solo, ma da quel momento la compagnia deve avvisare il contraente almeno 30 giorni prima della scadenza e mantenere attiva la garanzia del vecchio contratto fino al quindicesimo giorno successivo o comunque fino all’effetto della nuova polizza se decorre prima.

Restano però alcune interessanti questioni da approfondire. Abolito il tacito rinnovo, la copertura finisca alla mezzanotte del giorno di scadenza? I 15 giorni di tolleranza equivalgano a un rinnovo gratuito? Si può circolare anche oltre il termine previsto dalla legge?

Perché è stato abolito il tacito rinnovo

Fino al 2012 il sistema era molto più rigido per l’assicurato. In presenza di una clausola di rinnovo automatico, chi non voleva proseguire con la stessa compagnia doveva attivarsi per tempo, inviare la disdetta e rispettare i termini contrattuali. La riforma è nata per rendere il mercato più mobile: il contratto RC auto non si rinnova più da solo e una volta arrivato alla sua scadenza naturale si estingue senza bisogno di una comunicazione formale da parte dell’assicurato.

Ecco quindi che se l’automobilista decide di cambiare compagnia, non occorre più inviare disdette preventive per evitare il rinnovo del contratto base RC auto. Può semplicemente lasciare scadere la polizza e stipularne un’altra. Sul piano concorrenziale il cambio della compagnia di assicurazione è diventato più facile e rapido. Sul piano pratico resta un obbligo da non aggirare: il veicolo non può circolare senza copertura obbligatoria, salvo la breve finestra protetta dal periodo di tolleranza previsto dalla legge.

L’altro cambiamento importante riguarda l’attestato di rischio, che oggi non funziona più come un tempo. Proprio grazie all’attestato di rischio l’assicurato può cambiare compagnia conservando la propria storia assicurativa e la classe di merito mentre la gestione del documento è ormai integrata in sistemi digitali condivisi.

Con la raccomandazione del 6 febbraio 2026, l’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha richiamato le imprese ai loro obblighi quando l’attestato non risultava disponibile nella banca dati dedicata. In pratica, il passaggio da una compagnia all’altra non dovrebbe più dipendere da un documento cartaceo da rincorrere all’ultimo minuto.

I 15 giorni di tolleranza equivalgono a rinnovo?

I 15 giorni di tolleranza non sono una proroga contrattuale e non equivalgono a un nuovo contratto. Sono il periodo entro cui la compagnia deve mantenere operante la garanzia del contratto appena scaduto così da evitare un vuoto di copertura immediato tra la fine della vecchia polizza e l’eventuale effetto di quella nuova. Secondo l’articolo 170 bis del Codice delle Assicurazioni, l’impresa deve “mantenere operante, non oltre il quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto, la garanzia prestata con il precedente contratto assicurativo fino all’effetto della nuova polizzaâ€.

Questa formulazione ha due conseguenze. La prima è che se la polizza scade oggi la garanzia RC auto continua a operare ancora per 15 giorni successivi, a meno che prima non entri in vigore una nuova copertura. La seconda è che il periodo non è elastico: allo scadere del quindicesimo giorno la protezione finisce. Da quel momento in poi se non esiste una nuova polizza, il veicolo è scoperto e la circolazione è illegale.

La norma è stata pensata per mettere al riparo il sistema da ritardi, dimenticanze, tempi tecnici di sostituzione della polizza e disallineamenti amministrativi. Il legislatore ha voluto impedire che il passaggio da un contratto all’altro producesse, anche per distrazione, una fascia grigia di circolazione senza copertura.

Quando la tolleranza smette di proteggere

Se una polizza RC auto annuale arriva a scadenza naturale, il veicolo continua a essere coperto per non oltre 15 giorni successivi. La copertura extra cessa prima se una nuova polizza entra in vigore in data anteriore. L’articolo 170 bis collega l’operatività del vecchio contratto “fino all’effetto della nuova polizzaâ€. Questo passaggio conta anche nei casi in cui l’assicurato decida di stipulare con anticipo un nuovo contratto con un’altra compagnia: nel momento in cui il nuovo contratto diventa efficace la vecchia garanzia non rileva più.

C’è poi una distinzione tra esistenza della copertura e possibilità di dimostrarla in caso di controllo o di sinistro. Oggi le verifiche avvengono anche tramite banca dati delle coperture assicurative con il Centro di Informazione italiano che utilizza i dati reperiti nel database delle coperture gestito da Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.

Che cosa accade in caso di incidente nei 15 giorni successivi

Se il sinistro avviene entro il periodo di tolleranza previsto dalla legge, la copertura della vecchia polizza continua a operare, proprio perché il contratto scaduto resta efficace nei limiti temporali fissati dall’articolo 170 bis. La compagnia deve infatti mantenere operante la garanzia fino al quindicesimo giorno successivo o, se anteriore, fino all’effetto del nuovo contratto.

In assenza di una nuova polizza, il danno causato dalla circolazione di un veicolo non assicurato apre scenari più pesanti sia per il profilo sanzionatorio sia per quello patrimoniale.

L’obbligo di avviso della compagnia assicurativa

L’articolo 170 bis impone all’impresa di assicurazione di avvisare il contraente della scadenza del contratto con un preavviso di almeno trenta giorni. L’eventuale mancato avviso non annulla però la scadenza o prolunga la validità della polizza. La norma stabilisce contemporaneamente la durata annuale del contratto, la sua risoluzione automatica e l’obbligo di preavviso. In pratica l’assicurato non può fondare la propria tranquillità sul fatto di aver ricevuto o meno una mail o una comunicazione cartacea. L’obbligo della compagnia esiste, ma la responsabilità di controllare la data di scadenza resta a carico dell’assicurato.

In questo contesto, il divieto di tacito rinnovo valeva in origine per la sola RC auto obbligatoria, mentre sulle coperture accessorie il quadro è stato meno lineare. La legge 124 del 2017 ha esteso il principio della durata annuale e del divieto di rinnovo tacito anche alle assicurazioni dei rischi accessori alla RC auto, sia quando sono inserite nello stesso contratto sia quando vengono stipulate in un contratto distinto.

In pratica per i contratti rientranti nel perimetro della riforma non serve inviare disdetta nemmeno per coperture come furto e incendio, kasko, infortuni del conducente, assistenza stradale e simili, purché si tratti di rischi accessori collegati alla polizza RC auto nei termini indicati dalla legge.

L’abolizione del tacito significa che non può proseguire per effetto dell’inerzia del cliente. L’assicurato può decidere di restare con la stessa impresa, accettare un nuovo preventivo e stipulare un nuovo contratto alle condizioni offerte senza alcun divieto di permanenza. È stato eliminato il meccanismo che trasformava il silenzio dell’assicurato in prosecuzione automatica del rapporto.

Data articolo: Sun, 19 Apr 2026 04:00:06 +0000
News n. 16
Tragedia alla 24 Ore del Nürburgring, morto il pilota Juha Miettinen in un incidente

Si apre nel peggiore dei modi la 24 Ore del Nürburgring. Durante le battute iniziali delle qualifiche di sabato, un contatto multiplo ha coinvolto sette auto, portando alla morte Juha Miettinen, pilota finlandese di 66 anni. Fatale si è rivelato un sorpasso apparentemente come tanti altri, dal quale ne era scaturita una carambola: l’urto violentissimo aveva travolto la BMW 325i numero 121 facendo subito temere il peggio.

Nonostante i soccorritori abbiano immediatamente estratto Miettinen dalle lamiere e siano corsi al centro medico, i medici si sono alla fine dovuti arrendere. Gli altri sei piloti rimasti feriti nello scontro sono stati tutti portati in ospedale e nessuno sarebbe in pericolo di vita, mentre Max Verstappen, presente all’evento, non era ancora sceso sul tracciato. La direzione gara ha subito sospeso le qualifiche del sabato, in segno di rispetto la una vita spezzata di un nome noto nell’ambiente.

L’ultimo post prima del tragico incidente

Juha Miettinen aveva una lunga esperienza al volante e nutriva un amore viscerale per le competizioni GT. Iscritto tra i piloti “gentleman”, conosceva benissimo la Nordschleife, tanto da inanellare successi nella classe V4 e in diverse serie endurance. I trascorsi gli permettevano di capire quando spingere e quando rispettare i limiti di un tracciato dal notevole coefficiente di difficoltà, ma l’imprevedibile si è abbattuto e non ha lasciato scampo.

I ritmi serrati e la magia della resistenza tedesca lo avevano spinto a scrivere 24 ore prima del dramma un post entusiasta sul weekend di gara alle porte:

“Due corse in due giorni, la prima a tarda sera e la seconda un po’ troppo presto al mattino, giusto per farvi assaggiare quello che è il gusto di una 24 ore al Nürburgring”

Quelle stesse parole assumono purtroppo ora tutto un altro significato, un testamento spirituale di un grande sportivo che fino all’ultimo ha inseguito il proprio sogno. Di solito molto rumoroso e frenetico, il paddock è sprofondato in un silenzio irreale e anche i maggiori nomi della velocità, pur non essendo direttamente coinvolti — come Max Verstappen, che al momento dell’incidente non era in pista — hanno avvertito il peso di una tragedia che colpisce l’intera comunità del motorsport.

La decisione degli organizzatori

Seppur ancora toccati dall’accaduto, gli organizzatori dell’ADAC hanno confermato la ripresa dell’evento nella giornata di domani. Domenica, durante la formazione della griglia di partenza, piloti, meccanici e spettatori osserveranno un minuto di silenzio per onorare la memoria di Miettinen. La triste notizia riaccende – e non potrebbe essere altrimenti – l’inesauribile dibattito sulle condizioni di sicurezza in piste così tecniche e strette, dove il traffico tra auto di diverse categorie rende ogni sorpasso un rischio da calcolare a fondo.

Tuttavia, nel bene e nel maleil Nürburgring resta un luogo unico al mondo data la ferocia delle sfide, e i partecipanti ne sono consapevoli. Le polemiche passano comunque in secondo piano di fronte al ricordo di un uomo che è morto facendo ciò che amava, in una competizione a cui era parecchio legato. Il Nürburgring lascia il mondo dei motori orfano di uno dei suoi interpreti più appassionati.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 21:08:58 +0000
News n. 17
Che auto guida Biagio Antonacci, lusso e icone pop per il cantautore

Una doppia anima accompagna Biagio Antonacci e le sue auto. Da un lato troviamo l’adrenalina delle prestazioni tedesche, dall’altra la libertà assoluta di un’icona pop intramontabile. Se l’ospite della nuova puntata di Amici riesce ancora a emozionare le nuove generazioni, lo deve anche alla sua capacità di mantenersi giovane al volante di bolidi folgoranti, che farebbero la gioia (e l’invidia) di ogni amante dei motori.

La sportiva e la “spiaggina”: i prezzi

Il piglio sportivo del cantautore viene rivelato da qualcuno a lui molto vicino: il figlio, Giovanni Antonacci, che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha rivelato come nel DNA di famiglia scorra la passione per la Porsche 911 Targa. Dopo averla tanto a lunga attesa, l’artista si è accaparrato la versione più elegante e distintiva della generazione 992, lanciata inizialmente nel 1965 in risposta ai severi standard di sicurezza americani. Quando sfreccia sull’asfalto non puoi fare altro che riconoscerla da due dettagli, il roll-bar in alluminio e il tetto in vetro apribile elettricamente in meno di 20 secondi.

L’architettura della Targa rimanda alla tradizione di Stoccarda. Montato a sbalzo, il sei cilindri boxer biturbo trasmette tutta la sua potenza a terra attraverso la trazione integrale di serie, tenendo incollata la vettura all’asfalto. Se prendiamo a riferimento la GTS, l’auto eroga 480 CV e una coppia di 570 Nm per uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in appena 3,3 secondi. La progressione tipica dei motori Porsche, qui supportata dalla rapidità del cambio PDK a 8 marce, definisce il carattere di un gioiello che, tra personalizzazioni e materiali premium, richiede un investimento superiore ai 170.000 euro.

Suona molto meno cliché l’altra auto mostrata da Biagio Antonacci sui suoi profili social. In uno scatto del 2015 appariva davanti a una Citroën Mehari, o forse una fedele replica su base 2CV. In questo caso la prospettiva si ribalta rispetto agli antipodi della velocità: la piccola francese colonizzava i lungomari, un oggetto di plastica ABS colorato in massa che sprizzava brio da tutti i pori.

Prodotta tra il 1968 e il 1987, la “spiaggina” pesa appena 500 kg e monta un motore bicilindrico da 29 CV. Chiederle di correre è troppo — la velocità massima tocca a stento i 110 km/h — ma l’assenza di portiere, il tetto in tela e la carrozzeria ondulata resistente alla ruggine ne fanno un must nel periodo estivo. Un esemplare conservato in ottime condizioni può valere oggi fino a 25.000 euro, a testimonianza di quanto questo dromedario meccanico (il nome deriva proprio da una razza di cammelli veloci) sia diventato un pezzo da collezione ambitissimo.

Amici: si ingrana la marcia

Accostate le sue auto sul lato della strada, Biagio Antonacci ha un impegno a cui non può mancare: la quinta puntata del serale di Amici di Maria De Filippi. È affidato a lui e all’ex allievo della scuola Nicolò Filippucci, fresco vincitore di Sanremo Giovani, lo spazio musicale, mentre la competizione entra nel vivo con soli dieci allievi rimasti in gara.

In una giuria composta da nomi del calibro di Gigi D’Alessio, Amadeus, Cristiano Malgioglio ed Elena D’Amario, Antonacci porta il suo carisma in una serata imperdibile anche sul fronte dell’intrattenimento, grazie alla presenza di Vanessa Incontrada, Luca Laurenti e Carlo Amleto. Una breve parentesi prima di risalire in auto e ingranare la marcia verso il prossimo viaggio.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 19:51:17 +0000
News n. 18
Imola accende il WEC: Hyperpole alla Ferrari e Kimi Antonelli per il via alla gara

All’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari l’aria è elettrica, densa di aspettative e di quel rombo profondo che solo il WEC sa regalare. La 6 Ore di Imola 2026, primo round stagionale, è molto più di una gara: è un manifesto tecnico, una sfida industriale, un racconto sportivo che si consuma sul filo dei millesimi. E oggi, con la Hyperpole della Ferrari di Antonio Giovinazzi, tutto converge verso un unico punto: la prestazione pura.

Ferrari detta il ritmo

Il weekend pre-gara di Imola ha confermato una verità che nel paddock si respira già da tempo: la Ferrari è il riferimento, ma non ha alcun margine per rilassarsi. La 499P ha mostrato una solidità impressionante ma il successo è tutt’altro che scontato. Alle sue spalle, le rivali dimostrano quanto il livello sia esasperatamente alto. In un WEC così equilibrato basta un dettaglio in gara per ribaltare tutto. Imola, in questo senso, sta raccontando una Ferrari forte, completa, ma ancora immersa in una battaglia totale, dove ogni vantaggio va difeso giro dopo giro.

Prologo

Tutto è iniziato martedì 14 aprile, una giornata di test ufficiali per costruire la stagione. Prima ancora delle libere, una giornata per capire gli equilibri del campionato. Ferrari si è subito messa in evidenza, mostrando una solidità impressionante sia sul giro secco che sul passo gara.

Il dato più interessante è stato un altro, la profondità della griglia. In pista 35 vetture tra Hypercar e LMGT3 per un WEC 2026 che si è presentato come uno dei campionati più competitivi degli ultimi anni. Il Prologo non ha assegnato punti, ma ha racconta una verità, quella che nessuno può permettersi errori.

Prove libere 1

La giornata di venerdì 17 aprile ha immediatamente lanciato un messaggio forte al paddock: la Ferrari resta il riferimento. Nella prima sessione di prove libere, le tre 499P hanno monopolizzato la vetta della classifica, con la numero 83 di Philip Hanson davanti a tutti in 1’31″739.

A seguire la numero 50 di Miguel Molina e la numero 51 di James Calado. Un risultato che non è solo simbolico ma la conferma di una macchina nata bene, evoluta meglio e già perfettamente integrata con il tracciato di Imola. La temperatura mite e l’asfalto in progressiva evoluzione hanno favorito una lettura chiara dei valori in campo. Dietro, però, restano in scia, tutte racchiuse in pochi decimi già nelle prime fasi del weekend.

Prove libere 2

Nel pomeriggio del venerdì, lo scenario si è fatto più complesso. Ferrari restava competitiva, ma il margine si assottigliava e anzi a dominare è stata la Alpine numero 35 di Christian Milesi. Gli avversari hanno iniziano a mostrare il proprio potenziale. Le condizioni più calde dell’asfalto hanno cambiano il comportamento delle gomme e messo in evidenza un dato chiave, la gara sarà una partita di gestione oltre che di velocità. Il verdetto del venerdì? Ferrari favorita, ma non imbattibile. E soprattutto equilibrio totale.

Prove libere 3

La terza sessione di libere del sabato mattina 18 aprile, è stata l’ultimo banco di prova prima delle qualifiche. Meno tempo, più pressione. I team hanno lavorato su due fronti, la simulazione qualifica e la gestione traffico. Le Ferrari hanno continuato a brillare, ma con margini ormai ridotti al minimo. Il gruppo Hypercar è compattissimo, segno di un Balance of Performance (BoP) che a Imola sembra aver centrato l’obiettivo.

Hyperpole

Prima una sessione di qualifiche di pochi minuti, poi la Hyperpole per i migliori dieci. È qui che il talento del pilota incontra la perfezione tecnica della vettura. La Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi conquista la pole position della classe regina dell’endurance con il tempo di 1’3′”127. Un risultato importante perché a Imola partire davanti significa controllare il ritmo, evitare traffico e costruire una strategia vincente fin dal primo stint. Secondo a sorpresa la Toyota di Ryo Hirakava staccato di 0,011s.

Le riflessioni

Imola non è un circuito qualsiasi. È una pista che punisce gli errori, esalta la precisione e premia il coraggio. Curve come Acque Minerali e Rivazza trasformano ogni giro in un esercizio di equilibrio tra rischio e controllo. Non basta essere veloci, bisogna essere perfetti. La Ferrari gioca in casa, non solo geograficamente, ma emotivamente. Il pubblico del WEC spinge, la domenica il tifo si sente e ogni giro veloce diventa un boato.

Ferdinando Cannizzo, Responsabile Ferrari Endurance Race Cars, ha commentato a fiawec.com: “Nelle corse di resistenza come in qualsiasi competizione, il successo precedente non garantisce nulla; semmai alza l’asticella. Il nostro obiettivo sarà quello di estrarre il massimo assoluto dal pacchetto che abbiamo oggi, gara dopo gara. Il nostro approccio è lo stesso che ci ha permesso di costruire le basi dei risultati della scorsa stagione. Le prestazioni sono la somma di innumerevoli piccoli dettagli, la maggior parte dei quali non sono visibili esternamente. È qui che abbiamo concentrato i nostri sforzi. Tutto ciò che facciamo nelle prime gare deve essere preso di mira non solo a ottimizzare le prestazioni per Imola e Spa, ma anche a raccogliere input affidabili per la nostra simulazione, sapendo che la configurazione della vettura e l’assetto ottimale su una pista ad alta efficienza come Le Mans sono completamente diversi da quelli che usiamo alle altre piste del campionato”.

Il dettaglio: Kimi Antonelli

Il dettaglio che rende ancora più speciale la 6 Ore di Imola 2026 è che, a sventolare la bandiera verde, ci sarà Kimi Antonelli. Un gesto simbolico, ma potentissimo. Antonelli rappresenta il futuro del motorsport italiano, la nuova generazione che sta già bussando alle porte dell’élite mondiale. La sua presenza a Imola non è solo una celebrazione, ma un passaggio di testimone ideale tra passato, presente e futuro. Nel tempio della velocità italiana, un giovane talento darà il via a una gara che mescola tecnologia estrema e tradizione pura.

Attesa per la gara

La fotografia del primo weekend dell’anno del Mondiale WEC è chiara: Ferrari davanti, ma sotto pressione. I rivali sono pronti a colpire sfruttando un equilibrio totale nei valori in campo. Strategia e gestione saranno decisive. La 6 Ore di Imola è pronta a partire, una battaglia lunga sei ore che nasce in dieci minuti. La gara di sei ore è in calendario domenica 19 aprile dalle ore 13:00.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 16:04:28 +0000
News n. 19
Passaggio a livello, l’incidente mortale di Alexander Manninger fa riflettere

Nel panorama della mobilità europea, i passaggi a livello sembrano appartenere a un’altra epoca. Eppure, nonostante la progressiva modernizzazione delle infrastrutture, continuano a rappresentare un punto critico per la sicurezza stradale ancora trascurato.

L’ultimo tragico episodio, che ha coinvolto l’ex portiere Alexander Manninger, riporta l’attenzione sul problema. In Europa, ogni anno, centinaia di persone perdono la vita proprio in corrispondenza di questi attraversamenti. Il dato è tanto più significativo se si pensa che oggi esistono tecnologie avanzate, sistemi di segnalazione intelligenti e normative sempre più stringenti. Eppure, in molti casi, il rischio resta alto, soprattutto dove le protezioni sono quasi assenti.

La dinamica dell’incidente

La notizia ha colpito tutto il mondo dello sport e non solo. Alexander Manninger, ex portiere austriaco con un forte passato in Italia è rimasto vittima di un incidente ferroviario avvenuto in Austria, a Nussdorf am Haunsberg. Era poco dopo le 8 del mattino del 16 aprile quando il Volkswagen Multivan che stava guidando è stato travolto da un treno all’altezza di un passaggio a livello. L’impatto è stato violentissimo e non ha lasciato scampo al 48enne.

Dopo il ritiro dal calcio nel 2017, Manninger aveva intrapreso una nuova vita, lontano dai riflettori, dedicandosi al lavoro di falegname. Una quotidianità semplice, interrotta bruscamente da un evento che riporta alla luce una realtà spesso sottovalutata: gli attraversamenti lasciati liberi, perciò senza sbarre. Le indagini sono ancora in corso per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto, ma il contesto è già sufficiente per sollevare interrogativi importanti sulla sicurezza di questi incroci tra strada e ferrovia.

Con e senza sbarre

Non tutti i passaggi a livello sono uguali. Alcuni sono dotati di sbarre automatiche, segnalazioni luminose e acustiche, mentre altri si limitano a semplici cartelli stradali e luci intermittenti.

A livello europeo la situazione non è delle più rosee, con circa il 47% degli attraversamenti non dotato di barriere fisiche, mentre il restante 53% dispone anche di sbarre. Questo significa che quasi la metà dei passaggi a livello richiede una maggiore attenzione da parte degli utenti della strada, affidandosi in gran parte al comportamento umano e alla prudenza. In Italia la situazione è fortunatamente ben diversa: solo il 17% degli attraversamenti è privo di sbarre, segno di un’infrastruttura mediamente più sicura.

Poi rimane la centralità del fattore umano, con l’errore che gioca un ruolo decisivo anche con i sistemi più avanzati. Distrazione, fretta o sottovalutazione del rischio possono trasformare pochi secondi in una tragedia.

300 morti l’anno

Se si guarda ai dati complessivi, il fenomeno assume contorni ancora più netti. In Europa, ogni anno, circa 300 persone perdono la vita in incidenti legati ai passaggi a livello. In termini percentuali, si tratta di circa l’1% degli incidenti mortali stradali. Un numero che può sembrare marginale, ma che diventa significativo se inserito nel contesto più ampio della sicurezza europea.

Ancora più preoccupante è il fatto che questo dato non mostra segnali di diminuzione negli ultimi anni. Dal 2013 a oggi, il numero di vittime è rimasto sostanzialmente stabile. E non si tratta solo di automobilisti: tra le vittime ci sono anche pedoni, ciclisti e conducenti di mezzi pesanti. Questo conferma come il problema sia trasversale e non legato a una singola categoria di utenti della strada.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 14:50:26 +0000
News n. 20
Renault 4 Roland-Garros E-Tech Electric, una versione speciale scende sulla terra rossa

Il Roland-Garros 2026 si prepara a diventare una vetrina privilegiata per il mondo dell’auto, grazie alla presenza di Renault, che sceglie l’evento parigino per presentare una nuova versione speciale di Renault 4 E-Tech Electric. Un progetto che nasce per celebrare uno dei tornei più iconici, con una serie di dettagli legata al mondo del tennis. 

Il legame tra il brand francese e la terra rossa è infatti duraturo, con una partnership di cinque anni che sottolinea la forza della mobilità sostenibili ai grandi eventi dello sport.

Una showcar dedicata al tennis

Il debutto è previsto a partire dal 18 maggio, data di inizio del torneo, che ogni anno richiama a Parigi i migliori tennisti del mondo e milioni di spettatori. In questo contesto, la Renault 4 Roland-Garros E-Tech Electric si presenta come una vera protagonista fuori dal campo, pronta a catturare l’attenzione degli spettatori.

Si tratta di una showcar che anticipa la versione destinata alla produzione, attesa per l’autunno. La base è quella della nuova Renault 4 elettrica, reinterpretata però con un linguaggio più ricercato, capace di fondere tradizione e innovazione. Un’operazione che guarda al passato, evocando il nome storico R4, ma con uno sguardo ben fisso sul futuro della mobilità urbana.

Dettagli dedicati

Il colore Bianco Ghiaccio domina la carrozzeria, in contrasto con elementi neri che caratterizzano i montanti laterali e gli archi del tetto. I richiami al mondo del tennis sono ovunque. Sui parafanghi anteriori compaiono motivi color argento con il simbolo del Roland-Garros, mentre i cerchi in lega da 18 pollici, con design Parisienne diamantato nero, aggiungono un tocco di raffinatezza urbana.

Non mancano dettagli cromatici ispirati alla terra battuta, come i coprimozzo e gli inserti dei paraurti in tonalità Brun Terracotta, che richiamano immediatamente il campo centrale del torneo parigino. Il tetto elettrico in tessuto completa un insieme che punta su leggerezza visiva e personalità.

Dentro l’abitacolo, il lavoro di personalizzazione è ancora più evidente. Le sellerie, realizzate con materiali riciclati al 100%, adottano un grigio chiaro impreziosito da un tessuto grafico che richiama l’abbigliamento tecnico sportivo.

Il riferimento al tennis è chiaro nel pomello del cambio e-pop shifter, progettato per ricordare l’impugnatura di una racchetta, con tanto di logo Roland-Garros all’estremità. Anche la console centrale gioca con questo tema, integrando un tappetino per la ricarica wireless color terra battuta.

A completare il quadro, dettagli come la bandiera tricolore blu-bianco-rosso, i pannelli porta coordinati e i tappetini dedicati, che trasformano l’abitacolo in una sorta di tributo su quattro ruote allo spirito del torneo.

Ruolo da protagonista nell’evento

La presenza di Renault al Roland-Garros non si limita alla showcar e agli altri modelli in esposizione. Il marchio francese, infatti, ricopre anche il ruolo di fornitore ufficiale dei trasporti, mettendo a disposizione una flotta di ben 188 veicoli.

Tra questi spiccano modelli come Scenic E-Tech Electric e Rafale Hyper Hybrid E-Tech 4×4 da 300 CV, a dimostrazione di una strategia che punta sempre di più su elettrificazione e innovazione tecnologica.

Non solo: come già accaduto nelle edizioni precedenti, saranno presenti anche navette autonome 100% elettriche, utilizzate per collegare diverse aree dell’evento e facilitare gli spostamenti degli spettatori. Un piccolo assaggio di quella mobilità del futuro che, lentamente ma inesorabilmente, sta diventando realtà.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 13:11:59 +0000
News n. 21
In moto con targa di cartone e senza polizza, fuga disperata

In pochi istanti un controllo della Stradale a Genova Sampierdarena è degenerato, scatenando un inseguimento ad alta velocità durato diversi chilometri. La folle corsa si è conclusa con l’arresto di un 37enne, finito in manette dopo aver tentato di seminare la pattuglia che lo aveva intercettato per un’anomalia nel traffico.

L’andatura sospetta e il tentativo di fuga

Gli agenti, impegnati nei consueti pattugliamenti sul territorio, avevano messo nel mirino la moto già da diversi metri, attirati dall’andatura incerta, quasi esitante del conducente. Visto come barcollava sul mezzo, gli operatori sospettavano che non fosse lucido o stesse male, ed è per questo che gli hanno intimato l’alt, azionando i dispositivi mobili.

In quel momento, però, la situazione è precipitata. Invece di accostare e spegnere il motore, il 37enne ha scalato le marce e dato gas, convinto di poter seminare gli agenti nel traffico cittadino. Ne è scaturito un lungo inseguimento, nei quali il motociclista ha messo a repentaglio sia la propria vita sia quella di decine di automobilisti e pedoni, con una serie di manovre rischiose eseguite a tutta velocità, da sorpassi azzardati a bruschi cambi di direzione.

In costante contatto radio con la pattuglia, la centrale ha monitorato l’intero tragitto e coordinato la chiusura dei varchi, così da restringere la libertà di manovra del motociclista ed evitare che l’inseguimento finisse in tragedia. Gli agenti della Polstrada di Sampierdarena hanno dovuto fare ampio ricorso alla loro esperienza per non perderlo di vista, cercando al contempo di minimizzare i rischi per la circolazione stradale. Finalmente la lunga e faticosa caccia all’uomo si è conclusa quando la pattuglia è riuscita a chiudere ogni via di fuga e a bloccare il mezzo in totale sicurezza, ma non poteva finire qui: una volta fermato, la sorpresa degli agenti è stata doppia.

Le conseguenze

Sulla sorte del motociclista ha inciso tanto la pericolosità delle sue manovre quanto il pugno di ferro del nuovo Codice della Strada. Con la recente riforma dell’articolo 192, infatti, ignorare l’alt non costa più una semplice sanzione amministrativa: la fuga è diventata un reato penale a pieno titolo, che apre le porte all’arresto in flagranza. La nuova fattispecie di reato intende scoraggiare chi, pensando di rischiare solo una contravvenzione, innesca situazioni di pericolo estremo per sottrarsi alle verifiche.

Dietro la scelta disperata c’era un motivo poco nobile, emerso durante i controlli: la moto non aveva l’assicurazione e montava una targa di cartone, scritta a mano, usata per nascondere quella vera. Un espediente grossolano che ha portato al fermo amministrativo immediato del veicolo e al ritiro della carta di circolazione, in attesa della confisca definitiva di solito prevista nei casi di grave contraffazione.

Un tentativo di “clonazione” fallito nel peggiore dei modi. Oltre alle conseguenze penali legate alla fuga e alla resistenza, a carico del 37enne pendono multe pesantissime a causa della mancata assicurazione e della contraffazione del documento di circolazione. Il mezzo è stato ovviamente sequestrato, mentre all’uomo toccherà ora rispondere davanti ai giudici di una condotta che, per risparmiare sui costi di gestione della moto, lo ha portato dritto in una cella.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 10:42:23 +0000
News n. 22
Fiat Grande Panda Turbo 100, porte aperte nel weekend e un prezzo imbattibile

Fiat torna alle origini del concetto di utilitaria con il nuovo motore benzina Turbo 100 per la Grande Panda. La nuova variante si inserisce a listino come l’opzione più economica e funzionale della gamma, rivolgendosi a tutti coloro che mettono il rapporto qualità-prezzo e la semplicità d’uso al primo posto. In occasione dello sbarco negli showroom della Casa, il 18 e il 19 aprile scattano i test drive prima di approfittare degli incentivi legati alla rottamazione. Con una coppia di 205 Nm e un cambio manuale a sei marce, la versione strizza l’occhio agli irriducibili della trasmissione meccanica desiderosi di un’auto intuitiva, in grado tanto di districarsi tra le affollate vie urbane quanto di affrontare i viaggi autostradali.

Il prezzo promozionale

Un pilastro fondamentale rimane l’efficienza. Grazie alla tecnologia Start&Stop di serie, i consumi restano contenuti anche nelle città più congestionate, ma oltre alla solidità ci sono anche le tecnologie all’avanguardia. L’ingresso in gamma è affidato alla Pop, che bada al sodo includendo già i principali ADAS e il quadro digitale da 10 pollici. Si collocano un gradino sopra in termini estetici e di dotazioni la Icon, che introduce i fari full LED e il display centrale da 10,25 pollici, e la ricca La Prima, caratterizzata dai cerchi in lega da 17 pollici e dalle finiture interne ecosostenibili in Bambox. Infine, la variante Business, riservata a flotte e professionisti, aggiunge ai contenuti della Icon il navigatore, il clima automatico e i sensori di parcheggio completi di telecamera.

Per tutto il mese di aprile, Fiat spinge forte sull’acceleratore della convenienza e propone la Grande Panda Turbo 100 al prezzo promozionale di 14.950 euro. L’offerta mira ad agevolare il ricambio del parco circolante: rottami un vecchio veicolo (fino a Euro 4) e aderisci al finanziamento proposto da Stellantis Financial Services Italia. Non meno importante, l’iniziativa riguarda la disponibilità immediata: la promo si applica infatti alle vetture già presenti nello stock delle concessionarie, togliendo di mezzo le incognite legate alle date di consegna.

Il porte aperte di sabato 18 e domenica 19 aprile ha anche altro in serbo. Fiat ha deciso di trasformare la visita in concessionaria in un momento di svago lanciando il concorso “Grande Panda ti porta in Crocieraâ€, che permette ai vincitori di aggiudicarsi un viaggio da sogno per quattro persone. Ad accompagnamento dell’iniziativa, la Casa ha ideato la campagna di comunicazione Castaway, attualmente on-air. Lo spot, basato su un linguaggio ironico e fresco, fa da eco alla filosofia del brand: un design intelligente e “human centric” non deve essere un lusso per pochi, ma uno strumento per migliorare concretamente la qualità della vita quotidiana.

Un successo che parla italiano

I dati del primo trimestre dell’anno incoronano la bontà dell’operazione messa in atto da Fiat: la Grande Panda occupa già saldamente la terza posizione nella classifica delle auto più vendute in Italia. Un successo decretato dalla capacità del modello di interpretare le esigenze di semplicità e funzionalità richieste oggi dagli automobilisti. Con l’introduzione del motore Turbo 100 a meno di 15.000 euro, il costruttore ribadisce la sua missione: rendere la mobilità moderna, sicura e stilosa un traguardo possibile per tutti.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 08:01:37 +0000
News n. 23
GWM: il primo produttore di SUV in Cina, sbarca in Italia

GWM, acronimo di Great Wall Motor, ha annunciato l’avvio delle proprie attività commerciali in Italia. L’azienda, un gruppo automobilistico privato cinese fondato nel 1990 e con sede a Baoding, si prepara a espandere la sua presenza in Italia, puntando su una strategia ben precisa, con la costituzione di una filiale locale e una data ufficiale per l’avvio delle vendite dirette di veicoli per il mercato italiano. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.

Dalla Cina all’Italia

GWM Italia opererà con una filiale diretta e con una rete di concessionari ufficiali. Le vendite partiranno a giugno 2026 ed entreranno a pieno regime nel corso dell’estate. L’azienda ha confermato anche che fornirà formazione tecnica certificata, un servizio post-vendita completo e un sistema logistico per i ricambi, con magazzini dislocati in tutta Europa (anche in Italia).

In questo modo, la consegna di parti e componenti sarà sempre rapida. In aggiunta, la divisione italiana della Casa cinese proporrà veicoli coperti con una garanzia fino a 7 anni oppure 150.000 chilometri, promettendo anche la presenza di un servizio clienti avanzato.

Questi elementi confermano l’impegno di GWM in Europa e, in particolare, in Italia, mercato destinato a rientrare nel piano strategico di crescita del costruttore che, come si legge nel comunicato ufficiale, vuole “diventare un punto di riferimento per una mobilità avanzata, efficiente e sostenibile, supportata da una solida rete di distribuzione e da un impegno a lungo termine nei confronti dei clienti.”

Il debutto italiano di GWM avverrà con il lancio di Ora 5. Si tratta di un SUV compatto che può rappresentare la soluzione giusta per il nostro mercato. Il modello in questione sarà disponibile in versione ibrida ma anche nelle versioni ICE e BEV per offrire ai clienti un’offerta completa.

Successivamente, l’azienda lancerà GWM Jolion MAX e GWM H7. Si tratta di due SUV di grandi dimensioni pensati, rispettivamente, per le famiglie e per le attività all’aria aperta. La gamma poi continuerà a crescere e ad aggiornarsi con l’arrivo di diverse novità che, anno dopo anno, andranno a costituire un’offerta ricca di opzioni e di potenzialità.

Chi è GWM

Attivo sul mercato da tempo, GWM è oggi uno dei principali produttori automobilistici indipendenti in Cina ed è anche il primo produttore cinese di SUV e pick-up. L’azienda ha già raggiunto oltre 170 Paesi al mondo, operando in Europa, America Latina, Medio Oriente, Oceania e Africa.

La rete di produzione può contare su 13 stabilimenti, dislocati tra Cina, Thailandia e Brasile. Di recente, inoltre, il costruttore ha realizzato un centro di progettazione europeo, con sede a Monaco di Baviera, in Germania.

Per quanto riguarda gli aspetti commerciali, GWM ha chiuso il 2025 con un totale di 1,32 milioni di unità vendute, superando anche quota 500 mila unità al di fuori della Cina e, quindi, confermandosi una realtà importante del mercato delle quattro ruote.

Il risultato del 2025 rappresenta un nuovo passo in avanti del programma di crescita aziendale, con un miglioramento delle vendite pari al 7,33% su base annua. L’arrivo in Italia e in altri mercati permetterà a GWM di continuare il suo programma di espansione su scala globale.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 05:30:37 +0000
News n. 24
I finanziamenti per l’acquisto di un’auto sono in calo: ecco le cause del rallentamento

I finanziamenti per l’acquisto di un’auto sono una delle opzioni preferite dagli automobilisti, grazie alla possibilità di dilazionare facilmente la spesa, ma anche dalle Case costruttrici, che con l’applicazione di tassi di interesse possono incrementare ricavi e utili derivanti dalla vendita dei propri veicoli.

La richiesta di finanziamenti per completare l’acquisto di un’auto è sempre molto alta anche se nel corso del 2025 è stato registrato un leggero calo, legato principalmente al calo delle immatricolazioni di nuove autovetture. Questi due parametri, infatti, sono strettamente collegati e vanno sempre considerati insieme.

Bisogna sottolineare, inoltre, che il calo è stato attenuato dalla crescita del mercato dell’usato che pur non riuscendo a compensare completamente il calo delle immatricolazioni, ha sostenuto il settore dei finanziamenti per le auto. A chiarire la questione è il “Market Outlook sulla Mobility”, un nuovo studio condotto da Crif.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito all’indagine che prende in considerazione l’evoluzione del settore sotto vari punti di vista.

Finanziamenti in calo per le auto

Dai dati dell’indagine emerge chiaramente un calo dei finanziamenti per l’acquisto di nuove auto nel corso del 2025. In particolare, si registra una riduzione dell’1,2%  su base annua. Questo dato, come detto in apertura, è strettamente legato al calo delle immatricolazioni di nuove auto in Italia registrato lo scorso anno, con una riduzione del 2,1% delle vendite.

La crescita del 2% del mercato dell’usato ha dato un sostegno al settore, ma non è riuscita a compensare il calo del nuovo. A livello regionale, il calo più marcato viene registrato in Piemonte (-4,3%) e Toscana (-3,8%) mentre l’unica regione che chiude in positivo, con un dato in contro-tendenza rispetto alla media nazionale, è la Sicilia (+1,8%).

Gli altri dati

Non stupisce, anche considerando l’andamento dei prezzi delle auto, che l’importo medio dei finanziamenti per l’acquisto di una nuova vettura sia in crescita, raggiungendo una media di 19.400 euro. Da segnalare anche che i privati restano la componente principale del mercato con una quota complessiva del 70,8%, ma in termini di volumi registrano un calo dell’1,4% su base annua.

Da segnalare, però, che tra i privati si registra una forte crescita del segmento degli Under 30. I giovani ricorrono con frequenza crescente al finanziamento per l’acquisto di una nuova auto. Per gli Under 30, infatti, la crescita delle richieste è del 12,3%. Da segnalare, però, che il dato è legato a una maggiore propensione verso l’usato che rappresenta il 45,4% delle richieste complessive di finanziamento contro una media del mercato pari al 30,7%.

Un altro dato da considerare è quello legato agli operatori finanziari. Le finanziarie generaliste, legate maggiormente all’andamento dell’usato, registrano una crescita del 6,8% mentre le società captive e specializzate, che si concentrano sul nuovo, sono in calo del 5,5%, facendo segnare un dato sensibilmente peggiore rispetto alla media del mercato.

Il settore dei finanziamenti per auto, nonostante un calo in diversi segmenti, resta un importante riferimento per il settore e continuerà a rappresentare per gli utenti un’opzione importante da tenere in considerazione al momento dell’acquisto di una nuova vettura, con la possibilità di dilazionare al massimo la spesa.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 05:30:09 +0000
News n. 25
Roulotte usata, come evitare brutte sorprese: tutti i controlli da fare

Comprare una roulotte usata può essere una scelta intrigante se non ci si lascia sedurre solo dal prezzo. Nel mercato dell’usato la differenza tra un buon affare e una spesa sbagliata si misura anche sulla qualità strutturale del mezzo, la regolarità dei documenti, lo stato del telaio, l’efficienza dei freni e l’assenza di infiltrazioni.

Chi entra per la prima volta nel mondo dei caravan tende a guardare gli arredi, i cuscini, l’impressione generale. Chi ha già esperienza inizia dal pavimento, dagli angoli, dal timone, dai sigilli, dalle gomme, dalla corrispondenza del numero di telaio e dalla compatibilità con l’auto che dovrà trainarla.

Il punto di partenza è che una roulotte si compra insieme alla vettura trainante. Prima ancora di discutere di marca, letti, stufa o dinette, bisogna aprire il libretto dell’auto e verificare il limite di traino ammesso, oltre alla massa complessiva del complesso veicolare. Sul piano normativo, la patente B consente in Italia di trainare un rimorchio leggero fino a 750 kg, oppure un rimorchio superiore a 750 kg a condizione che la somma delle masse massime autorizzate di auto e rimorchio non superi 3.500 kg. Quando il complesso supera i 3.500 kg ma resta entro i 4.250 kg, entra in gioco l’estensione B96. Al di là di questa soglia serve la BE, fermo restando che il rimorchio non può avere massa massima autorizzata superiore a 3.500 kg.

In ogni caso la roulotte deve avere una posizione amministrativa pulita, con dati coincidenti tra veicolo e carta di circolazione o documento unico. Il numero di telaio riportato sul mezzo deve corrispondere a quello della documentazione. Merita attenzione anche il tema della revisione. Per i rimorchi leggeri O1 e O2 valgono le stesse scadenze di revisione previste per gli autoveicoli leggeri: prima revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, poi ogni due anni.

Numeri, masse e compatibilità della roulotte

La prima verifica da fare nella fase di compravendita di una roulotte usata riguarda quindi le masse. La norma e la sicurezza si fondano sulla massa massima autorizzata e non sul peso a vuoto. In pratica la roulotte va valutata per ciò che può pesare a pieno carico, non per quanto pesi quando è vuota. Alla massa si aggiunge il tema del gancio traino. Deve essere omologato, installato e coerente con i dati della vettura.

Che si tratti di una roulotte o di un carrello appendice, il gancio di traino è l’elemento che assicura un collegamento tra il veicolo trainante e il rimorchio. In commercio ci sono diverse soluzioni, ciascuna con proprie caratteristiche. I ganci fissi sono i più solidi e resistenti, per questo vengono scelti soprattutto da chi utilizza il traino con una certa frequenza. I ganci removibili o smontabili si inseriscono in un supporto fisso ancorato alla struttura del veicolo e possono essere rimossi quando non servono. Ci sono poi i ganci retrattili, integrati nel paraurti e dotati di un sistema manuale o elettrico che consente di nasconderli sotto la carrozzeria.

Capitolo limiti di velocità, un’autovettura che traina un caravan deve rispettare soglie inferiori rispetto a quelle di una normale auto, con limite massimo di 70 km/h sulle strade extraurbane e 80 km/h in autostrada.

Dove si nascondono i problemi

Una roulotte usata si giudica bene quando la si legge come una struttura esposta ad acqua, vibrazioni, sole, urti e lunghi periodi di fermo. Per questa ragione bisogna osservare il tetto, gli angoli superiori, i profili di giunzione, le cornici delle finestre, gli oblò, la zona attorno alla porta, i vani esterni e la parte bassa della scocca. Qualsiasi sigillante rifatto male, differenza di colore, avvallamento, rigonfiamento o ondulazione può raccontare una riparazione pregressa, un urto o una infiltrazione già passata sotto le mani di qualcuno.

Le infiltrazioni sono del resto fra i danni più gravi e costosi che possano colpire un caravan perché l’acqua aggredisce il legno, indebolisce il pavimento, deteriora l’isolamento e compromette pannelli e rivestimenti.

All’interno non bisogna lasciarsi ingannare da tendine pulite, profumatori accesi o cuscinerie in ordine. Il vero test sta negli angoli, nei pensili, nei giunti, dietro le sedute, attorno alle finestre, vicino agli oblò, nella zona bagno e sul pavimento, che deve risultare uniforme, compatto e solido sotto il peso. Tracce di muffa, odore di chiuso persistente, aloni, rivestimenti che si staccano, leggere bolle sotto la superficie o legni gonfi sono segnali da non sottovalutare.

Telaio, timone, repulsore e assale

Dal punto di vista tecnico, un caravan non ha motore, ma ha una dinamica propria. Il primo punto da esaminare è allora il timone, insieme al dispositivo di aggancio, ai collegamenti elettrici e al repulsore. Bisogna quindi verificare lo stato del giunto di accoppiamento, l’assenza di giochi anomali, l’integrità del cavo di sicurezza, la funzionalità dei connettori elettrici e la presenza di eventuali segni di urti o deformazioni sul timone.

Va poi osservato il repulsore ovvero il sistema che in frenata aziona il freno del rimorchio. Se il movimento è duro o poco fluido, il rischio è di avere un impianto non efficiente o bisognoso di intervento. Anche la cuffia parapolvere va osservata con cura: tagli, screpolature e invecchiamento della gomma sono segnali da prendere sottogamba in quanto proteggono componenti la cui usura può incidere sul comportamento su strada.

Non meno importante è l’assale. I gommini, le sospensioni e i componenti collegati all’assale sono tra le voci pesano di più. L’inattività può invecchiare gomme, freni, cuscinetti e parti elastiche quasi quanto l’uso intenso.

Pneumatici, freni, luci e stabilità

Gli pneumatici di una roulotte meritano grande attenzione in fase di ispezione. Una gomma può avere una scolpitura sufficiente e al tempo stesso essere vecchia, indurita, screpolata o deformata da lunghi periodi di fermo. I Una pressione errata e uno stato non corretto degli pneumatici possono provocare usura anomala, danni, se non perdita di controllo del veicolo. Su una roulotte usata bisogna osservare l’età dello pneumatico, le eventuali screpolature sui fianchi, l’uniformità del consumo e la presenza della ruota di scorta.

Per quanto riguarda i freni, una roulotte con frenata inefficiente genera comportamenti insicuri nelle frenate più brusche o nelle discese lunghe. È opportuno chiedere quando siano stati controllati o revisionati, se ci sono documenti di officina, se il repulsore è stato manutenuto e se il mezzo in marcia presenti strattoni, ritardi o reazioni anomale. Allo stesso modo, va controllato il funzionamento delle luci, degli indicatori di direzione, degli stop e delle prese elettriche.

Infine c’è il tema della stabilità. Una roulotte può essere in regola e comunque non “stare bene†dietro all’auto. Da ferma è utile verificare se la struttura appare allineata, se le ruote sono in asse, se ci sono inclinazioni innaturali, se gli appoggi e i piedini di stazionamento non hanno generato sollecitazioni anomale.

Impianti interni: gas, acqua, elettricità e comfort

Nell’acquisto di una roulotte usata, la parte abitativa va trattata come una piccola casa mobile piena di impianti. L’impianto del gas va verificato con attenzione, insieme a regolatore, tubazioni, vano bombole e apparecchi collegati. L’impianto idrico richiede controlli su perdite, rubinetteria, wc, scarichi, pompa e serbatoi. L’impianto elettrico deve essere coerente, ordinato, senza adattamenti improvvisati, connessioni dubbie o segni di interventi artigianali. Una roulotte con infiltrazioni pregresse può avere problemi anche sugli impianti perché l’umidità non si ferma ai pannelli in quanto compromette componenti elettrici e finiture.

Conviene allora provare tutto. Frigo, stufa, illuminazione, prese, pompa acqua, finestre, zanzariere, oscuranti, sportelli, tavolo, letti e trasformazioni interne devono funzionare in modo coerente con l’età del mezzo.

Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 04:00:26 +0000


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