NEWS - Tutti gli sport(escluso il calcio)


News passione per motori da virgilio.it

News passione motori

News n. 1
MotoGP, GP Germania: occasione Marquez, orari TV Sprint Race e gara

Il testa a testa serrato tra Ducati e Aprilia proseguirà in Germania con una undicesima tappa che si prevede entusiasmante. Per Marc Marquez il Sachsenring è come una seconda casa, con un record di 12 trionfi in carriera e mai come ora gli servirebbe un successo per ridurre ulteriormente il gap di 40 punti nei confronti del leader della classifica piloti Jorge Martin.

Il campione del mondo della Ducati viene da un weekend incolore ad Assen, dove ha solo pensato a limitare i danni. L’Aprilia ha dominato la scena in Olanda con Raul Fernandez e Ai Ogura, rispettivamente, vincitori della SR e del GP. Il team factory Aprilia sta vivendo più difficoltà del previsto nelle ultime settimane, ma per ragioni non legate all’evoluzione tecnica della RS-GP26. La moto di Noale rappresenta il non plus ultra, tuttavia Marco Bezzecchi ha perso serenità dopo il brutto episodio di Brno ed è stato protagonista di una paurosa caduta nello scorso appuntamento.

Le caratteristiche del tracciato tedesco

Il layout, famoso per essere il più corto del Mondiale, è molto tecnico e si percorre in senso antiorario. La presenza di 10 curve a sinistra porta i centauri a un’usura notevole del lato sinistro degli pneumatici, richiedendo una guida fluida e dolce. Il tortuoso tracciato del Sachsenring misura 3670 metri e conta di 13 curve (10 a sinistra e solo 3 a destra) e soprattutto per questo motivo Marc Marquez è il favorito assoluto. Lo spagnolo potrà contare sulla sua spalla sana e, salvo imprevisti, non dovrebbe avere rivali sui saliscendi tedeschi.

In era recente gli unici piloti che hanno approfittato dei passaggi a vuoto di Marc Marquez sono stati Pecco Bagnaia nel 2024, Jorge Martin nel 2023 e Fabio Quartararo nel 2022. Parliamo di tre separati in casa che nella prossima stagione correranno in nuove squadre. Il pilota torinese passerà all’Aprilia al posto di Jorge Martin che sostituirà a sua volta in Yamaha El Diablo che diventerà l’alfiere di punta della Honda.

Nella prossima annata cambieranno le regole della MotoGP e si correrà su moto 850cc. I valori potrebbero essere stravolti, ma rimanendo ai temi di questa stagione i rider della classe regina sono arrivati all’ultimo appuntamento prima del break estivo. Ci aspettiamo una reazione da parte di Marco Bezzecchi che, quasi per miracolo, è uscito illeso dal terribile schianto di Assen. Dopo tre zero domenicali di fila, il romagnolo ha bisogno di un fine settimana positivo per rimettersi in carreggiata. Fari puntati anche su Fabio Di Giannantonio, fresco di ufficializzazione in KTM dal 2027, che proverà a proseguire la sua lunga striscia di risultati positivi. Nel 2025 era stato molto veloce in Germania prima di cadere e ora è terzo nel Mondiale a -16.

Gli orari TV del GP di Germania

La sfida del Sachsenring verrà trasmessa in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 proporrà in chiaro le sfide delle tre classi nella giornata di domenica. Il Gran Premio d’Italia 2026 di MotoGP sarà di 30 giri, mentre la Sprint Race si correrà sulla distanza di 15 giri. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:

Venerdì 10 luglio

  • FP1 Moto3: 9:00-9:35
  • FP1 Moto2: 9:50-10:30
  • FP1 MotoGP: 10:45-11:30
  • P Moto3: 13:15-13:50
  • P Moto2: 14:05-14:45
  • P MotoGP: 15:00-16:00

Sabato 11 luglio

  • FP2 Moto3: 8:40-9:10
  • FP2 Moto2: 9:25-9:55
  • FP2 MotoGP: 10:10-10:40
  • Qualifiche MotoGP: 10:50-11:30 (diretta su TV8)
  • Qualifiche Moto3: 12:45-13:25 (diretta su TV8)
  • Qualifiche Moto2: 13:40-14:20 (diretta su TV8)
  • Sprint MotoGP: 15:00 (diretta su TV8)

Domenica 12 luglio

  • Warm-Up MotoGP: 9:40-10:50
  • Gara Moto3: 11:00 (diretta su TV8)
  • Gara Moto2: 12:15 (diretta su TV8)
  • Gara MotoGP: 14:00 (diretta su TV8)
Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 09:11:12 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi, 9 luglio 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta delle criticità soprattutto su alcune tratte particolarmente trafficate. Da segnalare una coda di 3 km sull’A14 Bologna-Taranto tra Imola e Castel San Pietro causata da un incidente, e un traffico bloccato sull’A10 Genova-Ventimiglia tra Arenzano e il bivio A10/A26 Trafori per un incidente. Questi sono solo alcuni degli eventi segnalati che influenzano la circolazione stradale di questa mattina.

A1 MILANO-NAPOLI



10:49 – Area di servizio Arno Est
Mancanza di GPL fino alle 13:00 del 17/07/2026 per lavori
Direzione Milano
La situazione interessa l’area di servizio al km 330.8.



10:41 – Tratta Valdarno e Incisa – Reggello
Traffico rallentato per materiali dispersi
Direzione Milano
La tratta interessata va dal km 330.0 al km 335.0 per una lunghezza di 5 km.

A4 TORINO-TRIESTE



10:42 – Bivio A4/Raccordo Tangenziale est MI e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La coda va dal km 136.5 al km 141.0 per una lunghezza di 4.5 km.



10:19 – Tra Cormano e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta va dal km 138.3 al km 129.9 per una lunghezza di 8.4 km.



10:06 – Uscita a Monza provenendo da Brescia
Coda per traffico intenso
Direzione Torino
In uscita a Monza la coda è segnalata senza lunghezza specifica.

A7 MILANO-GENOVA



10:58 – Bivio A7/A12 Genova-Livorno e Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
La tratta interessata ha una lunghezza di 3 km.

A8 MILANO-VARESE



10:50 – Bivio Fiera Milano e Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Coda per veicolo in avaria
Direzione Milano
La coda ha una lunghezza di 2.2 km.



10:58 – Area di servizio Villoresi est
Servizi igienici non disponibili per guasto impianto
Direzione Varese
Situazione segnalata al km 7.6.

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



11:03 – Tra Arenzano e Bivio A10/A26 Trafori
Traffico bloccato per incidente
Direzione Genova



11:01 – Tra Arenzano e Bivio A10/A26 Trafori
Coda di 2 km per incidente
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Pra’. Uscita consigliata provenendo da Ventimiglia: Arenzano.



10:35 – Tra Genova Aeroporto e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
La coda ha una lunghezza di 2.3 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



11:05 – Tra Imola e Castel San Pietro
Coda di 3 km per incidente
Direzione Bologna
La tratta interessata va dal km 40.5 al km 50.1 per una lunghezza di 9.6 km.



11:03 – Tra Ortona e Lanciano
Scorta veicoli (Coda per safety car)
Direzione Pescara
La tratta va dal km 407.5 al km 411.0 per una lunghezza di 3.5 km.



10:58 – Tra Val Vibrata e Giulianova
Coda di 3 km per veicolo in avaria
Direzione Taranto
La tratta ha una lunghezza di 4 km tra km 327.0 e km 323.0.



09:48 – Tra Pescara sud e Ortona
Coda di 1 km per lavori
Direzione Taranto



10:58 – Tra Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta è lunga 7.4 km, dal km 14.4 al km 7.0.



10:19 – Tra Bologna San Lazzaro e Bivio A14/Diramazione Ravenna
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta lunga 34.5 km va dal km 56.7 al km 22.2.

A24 ROMA-TERAMO



09:37 – Tra Via Fiorentini e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda di 2 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal km 7.3 al km 4.9 per una lunghezza di 2.4 km.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



11:03 – Tra Capodichino e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La tratta interessa una lunghezza di 0.5 km tra km 18.8 e km 19.3.

TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO



10:49 – Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista di 30 minuti
Direzione Courmayeur

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 09:08:00 +0000
News n. 3
Dacia Striker, il crossover che prova a cambiare le regole del segmento C

La nuova Dacia Striker nasce per occupare uno spazio ancora poco presidiato nel segmento C. Non è una Duster più lunga, non è una Bigster più bassa e non è nemmeno una station wagon tradizionale. Vista durante una presentazione statica a Milano, dà piuttosto l’idea di una crossover pensata per unire tre mondi diversi: la posizione di guida rialzata e l’aspetto robusto dei SUV, la praticità delle familiari e una linea più filante, vicina a quella di una berlina.

Dal vivo la Striker appare lunga, solida e ben proporzionata. Misura 4,62 metri, quindi entra pienamente nel segmento C, ma l’altezza resta contenuta a 1,53 metri, dettaglio che cambia parecchio la percezione dell’auto, perché evita l’effetto massiccio di molti SUV tradizionali. L’altezza da terra, invece, resta generosa: 19 cm sulle versioni a trazione anteriore e 20 cm su quella 4×4.  Il design lavora proprio su questo equilibrio, dove la parte alta della carrozzeria è fluida, con parabrezza inclinato, tetto allungato e lunotto spiovente, la parte bassa, invece, è più verticale e protettiva, con passaruota marcati, superfici robuste e protezioni esterne, con la linea di spalla collega idealmente i gruppi ottici anteriori e posteriori e dà ordine a tutto il profilo.

Davanti e dietro debutta la nuova firma luminosa Dacia a LED a forma di T, integrata nella fascia nera che attraversa il frontale e il portellone. Il risultato è moderno, riconoscibile e meno scontato rispetto ad altri modelli del marchio. Le ruote da 17 o 18 pollici, con i 19 pollici disponibili in opzione, completano un’impostazione più elegante che aggressiva.

Interni e bagagliaio

L’abitacolo mantiene la filosofia Dacia, con soluzioni pensate per essere usate ogni giorno. La plancia ha uno sviluppo orizzontale che aumenta la sensazione di spazio e si organizza su più livelli, con i comandi principali che restano fisici, una scelta utile per non dover cercare tutto dentro al display. Lo schermo centrale touch da 10,1 pollici è di serie su tutta la gamma e, secondo gli allestimenti, può essere abbinato al sistema Media Display oppure al Media Nav Live, con navigazione connessa, traffico in tempo reale e mappe aggiornate per 8 anni. Davanti al conducente c’è il quadro strumenti digitale LightVisio da 7 pollici, anch’esso di serie, pensato per mostrare le informazioni principali in modo chiaro e poco invasivo.

Tra le soluzioni più pratiche ci sono il passacavo che aiuta a tenere ordinata la zona anteriore, il raschietto per il ghiaccio integrato nella plancia e il sistema YouClip, con fino a 9 punti di fissaggio per accessori come porta-borraccia, rete multifunzione e supporti vari. La Striker punta molto sull’abitabilità, infatti l’abitacolo è pensato per 5 persone e la seconda fila offre una buona sensazione di spazio, con bocchette dedicate e prese USB per chi viaggia dietro. Sugli allestimenti più ricchi sono previsti anche il bracciolo centrale posteriore e il tetto panoramico in vetro a bassa emissività, utile per aumentare luminosità e comfort termico.

Gli interni della Dacia Striker
Ufficio Stampa Dacia
Lo schermo centrale touch da 10,1 pollici è di serie su tutta la gamma

Dacia ha lavorato anche sull’isolamento acustico, con attenzione ai rumori aerodinamici, materiali fonoassorbenti e vetri più spessi per parabrezza e finestrini anteriori, anche se ovviamente in una presentazione statica non è possibile verificarlo su strada, ma l’obiettivo è chiaro: rendere la Striker più adatta ai lunghi viaggi rispetto a una Dacia tradizionale.

Il bagagliaio arriva fino a 600 litri, un valore molto interessante per il segmento, il vano poi offre un copribagagli rigido diviso in due parti e, sulle versioni Extreme e Journey, un pianale suddiviso in tre elementi, regolabile su due livelli e reversibile: da un lato moquette, dall’altro materiale più resistente e lavabile. Il sistema Easy Fold permette di abbattere gli schienali posteriori dal bagagliaio, e sulle versioni superiori è disponibile anche il portellone motorizzato con apertura automatica.

Motori solo elettrificati, anche GPL mild hybrid

La gamma motori sarà interamente elettrificata e, almeno per ora, senza diesel. La versione d’ingresso è la mild hybrid-G 140, che abbina un 1.2 turbo 3 cilindri benzina/GPL a un sistema mild hybrid a 48 Volt, con la batteria da 0,8 kWh che si ricarica in frenata e il cambio può essere manuale oppure automatico a 6 rapporti. È una soluzione molto Dacia, perché unisce il GPL, storico punto di forza del marchio, con una piccola elettrificazione utile nei consumi quotidiani.

La Striker hybrid 155 usa invece un motore benzina 1.8 a 4 cilindri da 109 CV, due motori elettrici, una batteria da 1,4 kWh e un cambio automatico elettrificato, caratteristiche che secondo Dacia, le permettono di viaggiare fino all’80% del tempo in elettrico in città e parte sempre in modalità a zero emissioni locali. La versione più particolare è la hybrid 150 4×4. Davanti monta un 1.2 mild hybrid da 140 CV e 230 Nm, mentre dietro lavora un motore elettrico da 31 CV e 87 Nm, con la trazione integrale elettrificata che si attiva quando serve, senza albero di trasmissione meccanico. Sono previste cinque modalità di guida: Auto, Eco, Snow, Mud/Sand e Off-Road. La funzione Hill Descent Control aiuta nelle discese a bassa aderenza.

Dacia Striker posteriore
Ufficio Stampa Dacia
Spazio e bagagliaio da 600 litri sono tra i punti forti

La Striker è conforme alla normativa europea GSR2 e offre di serie diversi ADAS: frenata automatica d’emergenza con rilevamento di veicoli, pedoni, ciclisti e moto, mantenimento di corsia, riconoscimento dei segnali, monitoraggio dell’attenzione del conducente, eCall e sensori posteriori. Di serie c’è anche l’Adaptive Cruise Control, mentre in opzione arrivano sensore angolo cieco, frenata automatica in retromarcia, Rear Cross Traffic Alert e Multiview Camera. La gamma sarà composta da quattro allestimenti: Essential, Expression, Extreme e Journey. Essential include già display da 10,1 pollici, quadro digitale da 7 pollici, servizi connessi, Smartphone Replication, climatizzatore manuale, telecamera posteriore e barre da tetto. Expression aggiunge più comfort, Extreme punta sull’anima outdoor con tetto panoramico, sellerie lavabili e Hill Descent Control, mentre Journey privilegia i lunghi viaggi con portellone motorizzato, sedile conducente elettrico, volante e sedili anteriori riscaldati e caricatore wireless.

Alla fine, la Striker convince proprio perché sembra una Dacia più matura, ma non snaturata. In un mercato pieno di SUV spesso simili tra loro, questa crossover prova a proporre una strada diversa: meno scena, più spazio, motori intelligenti e un prezzo d’attacco molto aggressivo. Il prezzo di partenza sarà inferiore a 25.000 euro, ma i listini completi arriveranno più avanti.

Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 08:45:45 +0000
News n. 4
La FIAT Topolino è ufficialmente in vendita negli Usa, prezzo accessibile

L’entry level della gamma FIAT punta a stupire oltreoceano, destreggiandosi tra possenti pick-up, SUV di grandi dimensioni e berline di oltre i cinque metri di lunghezza. Il trend delle utilitarie alla spina è iniziato a spopolare anche sulle strade americane, sebbene le ampie distanze vadano a limitare l’utilizzo concreto di city car come la Topolino.

In Europa c’è una concezione tutta orientata alla vita quotidiana in città e, anche per questo motivo, la FIAT 500 elettrica continua a essere una best seller, in base ai dati di Best Selling Cars, con la vendita di 1.141 esemplari nel 2025, un +18% rispetto all’anno precedente quando non aveva superato i 1000 esemplari, attestandosi precisamente a 970 unità. La Topolino, con il suo stile retrò, potrebbe coinvolgere quella fascia di italo-americani che sono alla ricerca di una EV funzionale a brevi spostamenti in contesti circoscritti.

Cambio di mentalità

Storicamente gli americani hanno sempre preferito vetture potenti e rumorose rispetto a piccole vetture full electric ideali per le caotiche metropoli. La vecchia Smart ForTwo non è mai riuscita ad aver negli Usa il successo commerciale che ha riscosso nel Vecchio Continente, con una vendita di soli 100.000 esemplari in 12 anni di commercializzazione. I dati storici inviterebbero Stellantis a evitare il lancio dell’entry level FIAT in Nord America ma con una quantità limitata di Topolino, anche nella versione Dolcevita senza le portiere, riuscirà subito a sondare il mercato.

Negli Stati Uniti potrebbe diventare la compagna ideale per rapidi passaggi nei quartieri residenziali o nelle aree private come i campi da golf, anche se risulterà omologabile per l’uso stradale. Disponibile con una batteria agli ioni di litio di 5,4 kWh, la vettura offre un’autonomia dichiarata di 74 km, raggiungendo una velocità massima di 19 miglia orarie (30 km/h), ma con un kit di conversione sarà possibile spingerla fino a 25 mph (40 km/h), in modo da omologarla come LSV (veicolo a bassa velocità).

Prezzo alla portata

Insieme alla Citroën Ami e alla Opel Rocks-e, realizzate sulla medesima piattaforma, la microcar torinese ha puntato a un look sinuoso e un nome molto in voga negli anni ’30. La nuova Topolino vanta uno stile simmetrico: i fari sono un omaggio alla FIAT Nuova 500 degli anni ’50. Le dimensioni della microcar sono le seguenti: 2,41 metri in lunghezza che, con l’aggiunta del portapacchi posteriore esterno in metallo, portano il quadriciclo elettrico a 2,54 metri, per poco meno di 1,50 m di larghezza per un’altezza di 1,52 m. La Topolino monta cerchi da 14″ e mescole con specifiche 155/65 R14, mentre i freni sono a disco sull’anteriore e a tamburo sul posteriore.

Sotto il cofano si colloca un piccolo motore elettrico che garantisce una velocità massima di 45 km/h. L’auto in Europa è omologata come ciclomotore e può essere guidata già a 14 anni con il cosiddetto patentino. Le batterie da 5,5 kWh sono collocate sotto il pianale e risulta ideale nelle manovre di parcheggio, avendo un raggio di sterzata di 7,2 m. In Italia la Topolino è proposta a 9.890 euro, in promo a 8.950 euro oppure 7.450 euro solo con finanziamento Stellantis Financial Services, mentre il prezzo di listino negli Usa partirà da 13.995 dollari, all’incirca 12.250 euro al cambio attuale.

Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 07:55:55 +0000
News n. 5
BYD Shark, svelato il nuovo pick-up ibrido plug-in del colosso cinese

La gamma BYD cresce e abbraccia anche il segmento dei pick-up con un unveiling in grande stile nel Sussex. Il major di Shenzen ha mostrato in anteprima il robusto mezzo a ruote alte, proponendo una valida opzione per tutti coloro che desidereranno provare un motore alternativo rispetto ai classici diesel che dominano questa fascia di mercato. Come un minaccioso squalo bianco, lo Shark di BYD ha dimensioni possenti: 5,46 metri di lunghezza, 1,97 metri di larghezza e 1,92 metri di altezza, mentre il passo si estende fino a 3,26 metri.

Grazie alle proporzioni generose, la vettura offre tanto spazio a bordo, così come una capacità di carico notevolissima, grazie a un funzionale cassone. Shark strizza l’occhio agli appassionati che amano i pick-up americani e non mancano anche delle contaminazione giapponesi nella linea. In un frontale pronto a dominare qualsiasi terreno spiccano dei gruppi ottici posti in alto e ai lati.

I designer si sono ispirati agli occhi di uno squalo nella creazione, con una enorme bocca centrale dove spicca la scritta BYD. Si nota la volontà di estremizzare alcuni concetti stilistici, con un logo ancora più grande sul portellone posteriore, caratterizzato da una barra luminosa che si estende per tutta la sua larghezza.

Non passa inosservato

Lo Shark vanta passaruota pronunciati, protezioni in plastica, pedane laterali e i cerchi da 18 pollici neri o bicolor, contribuendo a trasmettere un’immagine forte e moderna. Con sbalzi ridotti, gli angoli di attacco e di uscita sono rispettivamente di 31 e 19,3 gradi per un handling ideale anche nella guida nel fuoristrada. L’abitacolo vanta una plancia con due display. Lo schermo del conducente presenta una grandezza di 10,25 pollici, mentre nella parte centrale c’è spazio per un touchscreen da 15,6 pollici, il più grande mai installato su un pick-up di serie.

BYD ha pensato anche a un uso quotidiano per i lavoratori, con comandi fisici utilizzabili anche con i guanti durante un turno. Ogni dettaglio è studiato per accrescere lo spazio a bordo. Il selettore del cambio è stato posto sul piantone dello sterzo, mentre i sedili anteriori riscaldati e ventilati e ampi maniglioni di sostegno permettono di affrontare terreni accidentati. La parte posteriore, dove il pianale è completamente piatto, consente a tre adulti di viaggiare senza patemi nella seconda fila.

BYD dichiara quasi 90 cm di spazio per le gambe, misurati dalla base degli schienali posteriori a quelli anteriori, e gli schienali posteriori si reclinano fino a un angolo di 27 gradi, offrendo un comfort da vero SUV. Il cassone presenta un volume di 1.200 litri e lo Shark può trainare fino a 2.500 kg per un carico utile massimo di 790 kg.

Pronto a tutto

BYD ha adottato la tecnologia ibrida plug-in DM-o, che unisce un motore a benzina turbo da 1,5 litri che sprigiona 150 CV con due motori elettrici. Il primo è posto sull’asse anteriore ed eroga 231 CV e 310 Nm di coppia, mentre il motore posteriore contribuisce con altri 204 CV e 340 Nm. La potenza complessivamente raggiunge i 436 CV e la coppia massima i 650 Nm.

Il pick-up brucia lo 0 a 100 km/h in 5,7 secondi, mentre la velocità massima dello Shark è limitata a 180 km/h. Con serbatoio pieno e batteria carica può percorrere fino a 675 chilometri, con un consumo medio di carburante omologato di 3,5 l/100 km. La Shark è progettata sulla struttura a telaio a longheroni per ospitare la batteria Blade e la tecnologia ibrida che sta rendendo BYD un punto di riferimento del mercato elettrificato.

La batteria Blade utilizza la tecnologia LFP e vanta una capacità di 32,2 kWh, quasi il triplo di quella disponibile sul Ford Ranger PHEV, l’unico competitor ibrido plug-in attualmente presente sul car market europeo. L’autonomia elettrica combinata si aggira sui 90 km e la batteria può essere ripristinata tramite ricarica CA a 11 kW, offrendo una ricarica dal 15% al ​​100% in poco più di 3 ore, oppure tramite ricarica rapida CC (a 55 kW), con un passaggio dal 30% all’80% in 21 minuti. Dopo il debutto al Goodwood, il pick-up cinese sarà lanciato inizialmente nel Regno Unito, per poi essere introdotto nei principali mercati europei nella seconda metà del 2026.

Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 06:53:30 +0000
News n. 6
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Il 09 luglio 2026 è prevista una giornata di scioperi in Italia nell’ambito dei trasporti. In particolare, risulta indetto 1 sciopero in programma a livello nazionale, secondo quanto comunicato dal sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Di seguito sono riportati tutti i dettagli aggiornati su orari, durata, società e sindacati coinvolti.

Italia, sciopero ferroviario equipaggi Italo NTV

Per la giornata del 09 luglio 2026, è previsto uno sciopero che coinvolge il settore Ferroviario a rilevanza nazionale. L’agitazione riguarda il personale operativo degli equipaggi della società Italo NTV, ed è indetta dal sindacato UILT-UIL.

Lo sciopero avrà una durata di 23 ore, con inizio alle 03:00 del 9 luglio e termine alle 02:00 del 10 luglio su tutto il territorio italiano. La mobilitazione riguarda tutti i servizi ferroviari effettuati dal personale operativo equipaggi della compagnia.

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
30 anni senza essere toccata, la Porsche ritrovata ora vale 2,5 milioni

Porsche è uno dei marchi più iconici della storia del mondo delle quattro ruote e, nel corso degli anni, ha realizzato una lunga serie di vetture che oggi sono diventate modelli da collezione, con valutazioni spesso elevatissime.

Un esempio in tal senso è rappresentato dalla 911 Carrera RSR 3.8 “Strassenversion”. La vettura è stata venduta all’asta da RM Sotheby’s. Si tratta di uno dei pochi esemplari prodotti dalla Casa e la sua storia è davvero molto particolare.

La Carrera RSR 3.8  è stata uno dei modelli più importanti della 911 (generazione 964) ed è una vera auto da corsa, con carrozzeria alleggerita e varie personalizzazioni tecniche, a differenza della Carrera RS, omologata per l’uso stradale.

La versione Strassenversion è stata realizzata in soli 2 esemplari (su un totale di 51 unità prodotte da Porsche Motorsport della RSR 3.8). Questa particolare variante è omologata per la circolazione stradale, ma conserva buona parte degli elementi che la rendono un’auto da corsa.

Una vera gemma

La Porsche 911 Carrera RSR 3.8 “Strassenversion” è un vero e proprio pezzo pregiato della produzione dell’azienda degli anni ’90. La vettura è stata consegnata a un cliente VIP di Porsche Exclusive nel marzo 1996 (nonostante la produzione della vettura sia ufficialmente terminata due anni prima) e, praticamente, non è mai stata utilizzata. Il contachilometri conta appena 10 chilometri e l’esemplare in questione è stato fermo in un deposito per circa 20 anni, prima di essere riscoperto nel 2015.

Nel corso del 2017, l’esemplare è stato venduto a un secondo proprietario. Successivamente, nel 2023, c’è stato un ulteriore passaggio di proprietà con la 911 che è stata acquistata da un terzo proprietario che ha poi optato per la vendita all’asta. Tutti questi passaggi non hanno causato una particolare usura del veicolo che, di fatto, non è mai stato utilizzato.

Da segnalare che questa particolare variante della 911 è ancora ricoperta dal rivestimento Cosmoline applicato in fabbrica ed è dotata di pneumatici originali. La vettura conserva il motore a sei cilindri contrapposti da 3,8 litri e il cambio Getrag con numeri di serie corrispondenti.

La carrozzeria è realizzata in argento metallizzato polare con interni in pelle Guards Red. Tra gli optional inclusi troviamo  il motore “Le Mans” a doppia accensione, serbatoio carburante da 120 litri, martinetti pneumatici, sedile passeggero, differenziale posteriore bloccabile, pinze freno dorate e cerchi Speedline RS con centri color ametista metallizzata.

Visualizza questo post su Instagram

Una valutazione elevata

I dettagli della vendita all’asta non sono ancora stati comunicati, ma la valutazione della Strassenversion è stellare. La vettura, considerato il suo stato di conservazione, viene valutata 2,15-2,56 milioni di euro, un valore a cui molte Porsche da collezione possono arrivare grazie alle tante richieste da parte degli appassionati e dei collezionisti. Non si tratta, quindi, di una semplice auto d’epoca ma di un esemplare che rappresenta una parte importante della storia di Porsche e che, a differenza di molti altri esemplari analoghi, può contare su caratteristiche uniche e su condizioni davvero eccellenti. Probabilmente, il fortunato acquirente cercherà di utilizzarla molto di più rispetto ai proprietari precedenti.

Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 05:30:35 +0000
News n. 8
Non solo BYD, la crescita dei brand cinesi in Italia non si ferma

Il mercato delle quattro ruote italiano ha diversi nuovi protagonisti che, mese dopo mese, si stanno affermando come un vero e proprio punto di riferimento. Nella maggior parte dei casi, i nuovi brand che stanno conquistando gli automobilisti italiani sono Case cinesi, che, operando direttamente nel vecchio continente o tramite accordi con costruttori europei, si stanno ritagliando uno spazio di primo piano.

I dati del primo semestre del 2026 confermano un trend già evidente nel corso dei mesi passati. Non si tratta più di una fase passeggera. I nuovi brand cinesi sono ormai un riferimento del mercato. Andiamo ad analizzare la situazione considerando i dati forniti da UNRAE sulle immatricolazioni registrate tra gennaio e giugno di quest’anno per i principali “nuovi protagonisti” del mercato delle quattro ruote in Italia.

BYD protagonista

Una delle principali protagoniste di questo nuovo trend è, chiaramente, BYD. L’azienda si sta affermando su scala globale e ha raggiunto un totale di 29 mila unità immatricolate nel corso del primo semestre del 2026 in Italia. Si tratta di una crescita sostanziale rispetto ai risultati ottenuti lo scorso anno. Il confronto tra primo semestre 2025 e primo semestre 2026 è chiaro: le vendite della Casa sono cresciute del 208% su base annua. La quota di mercato è ora del 3,15% (oltre 2 punti in più rispetto allo scorso anno).

Ricordiamo che potete approfondire l’andamento dell’intero mercato italiano delle quattro ruote consultando il nostro approfondimento che analizza lo stato del settore dopo il primo semestre dell’anno, periodo concluso con una sostanziale crescita delle immatricolazioni. L’Italia, in particolare, è tra i mercati che crescono di più in Europa.

Le altre

Da segnalare anche le performance di Leapmotor, che commercializza le sue vetture sfruttando una joint venture con Stellantis. Il brand sta facendo registrare numeri davvero importanti con oltre 24 mila immatricolazioni nel corso del primo semestre dell’anno (lo scorso anno erano poco più di mille dopo i primi sei mesi). Si tratta di un risultato davvero notevole.

Un’altra protagonista del mercato è Omoda & Jaecoo, che sta vivendo un periodo ancora più sorprendente, con una crescita percentuale davvero significativa nel corso del primo semestre dell’anno sul mercato italiano. Per l’azienda, infatti, le immatricolazioni hanno superato quota 20 mila unità con una crescita del 295% su base annua.

Sul mercato italiano, in questo primo semestre dell’anno, anche altre Case cinesi si stanno ritagliando un proprio spazio, come ad esempio Geely che ha superato quota 2,5 mila unità immatricolate nel corso dei primi sei mesi del 2026. Per ora, però, queste Case occupano ancora una porzione ridotta del mercato, anche se i margini per un’ulteriore crescita ci sono tutti. Il secondo semestre andrà seguito con attenzione per capire quali brand riusciranno ad affermarsi sul mercato italiano.

Il trend, in questo momento, è chiaro. I nuovi protagonisti del mercato stanno crescendo sempre di più e stanno sottraendo, sempre di più, quote di mercato ai produttori storici del mercato, le cui attività sono radicate in Europa. Questa crescita, come detto, potrebbe continuare ancora, considerando che i margini di crescita sono notevoli.

Data articolo: Thu, 09 Jul 2026 05:30:09 +0000
News n. 9
A luglio eccezionali promozioni sulle moto Aprilia e Moto Guzzi

Il mese di luglio 2026 segna l’arrivo di diverse promozioni per le moto di Aprilia e di Moto Guzzi, due brand di riferimento del settore che possono contare su una gamma ricca di modelli in grado di conquistare gli appassionati del mondo delle due ruote.

Per tutto il mese, infatti, chi è interessato all’acquisto di una nuova moto potrà sfruttare la Super Summer, un’iniziativa promozionale che permette l’acquisto di un modello Aprilia o Moto Guzzi con condizioni particolarmente agevolate.

Le opportunità da sfruttare sono tante e possono rendere il mese di luglio il momento giusto per acquistare una nuova moto. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito alle offerte.

Le offerte di Aprilia

Procediamo in ordine alfabetico e partiamo dalle offerte di Aprilia. Questo mese, per il brand, le protagoniste saranno le sportive RS, da anni vere e proprie punti di riferimento di divertimento e piacere di guida. Tra i modelli disponibili in offerta troviamo la RS 125 e la RSV4 oltre alla RS 457, ideale per i giovani con patente A2, oltre all’apprezzata RS 660.

Tutti i modelli citati saranno disponibili con vantaggi fino a 1.500 euro, con possibilità di personalizzare la moto con la ricca gamma di accessori originali o anche di accedere all’abbigliamento tecnico dedicato o a un bonus sul prezzo del veicolo.

Ad esempio, per la Aprilia Tuono 457 basteranno 79 euro al mese, grazie alla formula con valore futuro garantito DreamRide Now che permette al cliente di scegliere se tenere, cambiare o restituire la vettura.

In promo c’è anche la adventure bicilindrica Tuareg, anche nella più specialistica versione Rally, che viene proposta con 2 anni di manutenzione inclusa e con 1.500 euro di vantaggi.

Le promo di Moto Guzzi

Per quanto riguarda le promozioni di Moto Guzzi, tutte le versioni della rinnovata gamma V85 sono in promozione con 1.500 euro di vantaggi, a fronte di prezzi a partire da 12.600 euro. Il bonus può essere utilizzato per acquistare accessori originali Moto Guzzi, abbigliamento tecnico oppure come sconto sul prezzo della moto.

La gamma comprende la V85 Strada, che si distingue per un equipaggiamento di serie più ricco e per le nuove colorazioni Verde Legnano e Rosso Monza. La V85 TT è disponibile nelle nuove livree Giallo Wadi e Grigio Yanar Dag, mentre la V85 TT Travel, pensata per i lunghi viaggi, debutta con la nuova colorazione Blu Zefiro.

La promozione da 1.500 euro è valida anche per i modelli della gamma V100 Mandello e per la Moto Guzzi Stelvio, che per il 2026 introduce le nuove colorazioni Grigio Climbing e Verde Hiking.

Per la Moto Guzzi V7, invece, è previsto un vantaggio di 750 euro. Inoltre, grazie alla formula DreamRide Now, è possibile acquistare la nuova moto con rate a partire da 99 euro al mese. Per il cliente c’è la possibilità, dopo tre anni, di scegliere se tenerla, sostituirla con un nuovo modello oppure restituirla.

Tutte le promozioni di Aprilia e Moto Guzzi possono essere consultate anche sui rispettivi siti ufficiali delle Case italiane. In alternativa, il consiglio è di recarsi direttamente in una concessionaria per verificare le offerte del momento.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 15:00:34 +0000
News n. 10
Il noleggio auto cresce in Italia, oggi vale più di un terzo del mercato

Il peso del noleggio nel mercato automotive italiano è in crescita e la conferma arriva dai dati sulle immatricolazioni relativi ai primi sei mesi del 2026. Durante la prima metà dell’anno, infatti, la quota del noleggio ha superato un terzo del totale delle immatricolazioni nazionali. L’analisi realizzata da Aniasa e Dataforce conferma la crescita del settore, che ha fatto decisi passi in avanti rispetto allo scorso anno. Ecco tutti i dati in merito all’andamento del mercato del noleggio auto in Italia.

Cresce il noleggio

Tra gennaio e giugno 2026, come confermano i dati sulle immatricolazioni nel settore automotive, la quota del comparto del noleggio è cresciuta notevolmente. Lo scorso anno, infatti, il settore si era fermato al 29,6% del totale, mentre per il primo semestre del 2026 si arriva al 33,4%. Su base annua, quindi, la crescita è stata di quasi quattro punti. Da segnalare che nel secondo trimestre si è registrata una quota del 33,1% con un totale di oltre 165 mila veicoli immatricolati e una crescita del 3,3% su base annua.

La crescita è stata sostenuta esclusivamente dal noleggio a breve termine, che ha registrato un incremento del 23,7%, mentre per il noleggio a lungo termine il trimestre è stato negativo, con un calo del 4,1%. Di conseguenza, il mercato continua a procedere a due velocità con il breve termine che si espande e il lungo termine che deve fare i conti con un rallentamento che, però, arriva dopo un 2025 positivo.

Nonostante questo dato, il comparto ha registrato circa 230 mila immatricolazioni nei primi 6 mesi, con un incremento di oltre 10 mila unità.  Ricordiamo che il noleggio a lungo termine era in calo anche nel primo trimestre. Il primo semestre si è chiuso in positivo per tutto il mercato delle quattro ruote che sta vivendo un buon momento, come confermano i dati sulle immatricolazioni.

Per quanto riguarda le alimentazioni, nel lungo termine si registrano i seguenti dati:

  • Elettriche, Full Hybrid e Plug-in rappresentano il 35% delle immatricolazioni;
  • Plug-in Hybrid in forte crescita (+55,8% nel trimestre) con una quota di mercato al 18,7%.
  • continua il calo del diesel (-17,6%) che scende al 23,2%

Per quanto riguarda il breve termine, invece, le immatricolazioni di Plug-in Hybrid sono triplicate con questa categoria che diventa la seconda alimentazione più diffusa, dopo la benzina, superando diesel e Full Hybrid. Si tratta di un trend sempre più significativo: il settore del noleggio sta puntando forte sulle Plug-in Hybrid, vetture che uniscono la comodità dell’ibrido alla possibiltià di muoveris a zero emissioni, con il solo motore elettrico.

Ricordiamo che, con un nuovo decreto, è prevista l’introduzione del noleggio sociale a lungo termine.

Il commento di Aniasa ai dati

Per commentare i dati, il presidente di Aniasa, Italo Folonari, ha sottolineato:

“Nei primi sei mesi dell’anno il noleggio ha confermato la propria rilevanza strategica per l’industria automotive, consolidando la quota di un terzo delle immatricolazioni nazionali. Grazie all’elevato turnover delle flotte, il comparto contribuisce in modo determinante al rinnovo del parco circolante italiano, favorendo la diffusione di veicoli più sicuri, efficienti e a ridotte emissioni”

Folonari ha anche evidenziato uno degli aspetti più difficili per il settore del noleggio in questo momento, arrivando a definire “paradossale” l’attuale situazione in cui:

“il settore che più sostiene la modernizzazione della mobilità sia oggi penalizzato da misure fiscali come quelle sul fringe benefit e sull’Ipt, che aumentano costi e complessità per le imprese. Se questa impostazione non verrà corretta, il rischio è rallentare ulteriormente il ricambio del parco veicoli e comprimere gli investimenti nella mobilità aziendale, turistica e cittadina”.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 13:45:28 +0000
News n. 11
Le auto più vendute in Italia nel primo semestre del 2026

Il mercato delle quattro ruote in Italia sta facendo registrare ottimi numeri. La prima parte del 2026, infatti, è terminata in positivo, con un buon mese di giugno, che ha chiuso il cerchio permettendo al settore di registrare un primo semestre in netta crescita, nel confronto con i dati dello scorso anno.

Come sempre, la crescita è sostenuta, principalmente, da alcuni modelli che riescono a registrare volumi decisamente più significativi rispetto ad altri. Di seguito, quindi, andremo ad analizzare i dati sulle immatricolazioni forniti da UNRAE per stilare la classifica delle 10 auto più vendute in Italia, sia a giugno che nel primo semestre del 2026.

Le più vendute

Ecco quali sono state le 10 auto più vendute nel corso del mese di giugno 2026:

  1. Fiat Panda: 8255;

  2. Dacia Sandero: 4340;

  3. BYD Atto 2: 3780;

  4. Fiat Grande Panda: 3139;

  5. Peugeot 208: 3130;

  6. Citroen C3: 3079;

  7. Jeep Avenger: 3001;

  8. Toyota Yaris Cross: 2983;

  9. Toyota Yaris: 2945;

  10. Leapmotor T03: 2744.

La classifica più interessante è, senza dubbio, quella relativa al primo semestre del 2026. Ecco, di seguito, le 10 auto che hanno registrato i volumi maggiori in termini di nuove immatricolazioni tra gennaio e giugno 2026:

  1. Fiat Panda: 62852;

  2. Jeep Avenger: 27767;

  3. Fiat Grande Panda: 23011;

  4. Dacia Sandero: 22163;

  5. Leapmotor T03: 21841;

  6. Citroen C3: 20795;

  7. Toyota Yaris Cross: 18594;

  8. Toyota Aygo X: 18259;

  9. Peugeot 208: 17840;

  10. Renault Clio: 17230.

Ricordiamo che per maggiori dettagli sull’andamento delle vendite in Italia potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulle immatricolazioni nel primo semestre del 2026. Il mercato delle quattro ruote italiano ha chiuso un semestre con quasi il +10% delle immatricolazioni. Si tratta di un risultato davvero positivo e che conferma l’ottimo momento dell’intero settore.

Le protagoniste del semestre

A guidare il mercato delle quattro ruote in Italia è, naturalmente, la Fiat Panda. La segmento A del marchio italiano ha chiuso il primo semestre con risultati in linea con quelli dello scorso anno (il miglioramento è pari al +0,91%) e può guardare con fiducia al secondo semestre, con l’obiettivo di raggiungere quota 100.000 unità immatricolate in tutto il 2026.

Tra le protagoniste del mercato delle quattro ruote c’è anche la Jeep Avenger. Anche in questo caso, si tratta di un modello che riesce a fare leggermente meglio rispetto ai già ottimi risultati ottenuti lo scorso anno, conquistando la seconda posizione della classifica delle immatricolazioni e la prima nella classifica dei SUV.

Bene anche la Fiat Grande Panda, una delle novità più recenti del mercato, che chiude un semestre da oltre 23 mila immatricolazioni. Tra i modelli da citare c’è, senza dubbio, la Leapmotor T03, una delle sorprese dell’anno, fino a oggi. La piccola elettrica di Leapmotor sta registrando numeri davvero impressionanti ed è oggi una delle auto più vendute in assoluto in Italia. Il modello è uno dei segreti del successo di Leapmotor sul mercato europeo.

A completare la Top 10 troviamo diversi modelli di grande diffusione come la Peugeot 208, la Dacia Sandero e la Toyota Yaris Cross o ancora la Citroën C3 e la Toyota Aygo X. Trova spazio in Top 10 anche la Renault Clio che sta raccogliendo ottimi risultati con la nuova generazione da poco lanciata sul mercato italiano.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 13:15:20 +0000
News n. 12
Buche stradali e danni all’auto, quando si può chiedere il risarcimento

Le strade dissestate sono una presenza quotidiana in molte città e su molte arterie extraurbane, ma il risarcimento non scatta in automatico. L’ente proprietario o gestore della strada può essere chiamato a pagare, ma il conducente deve sapere cosa dimostrare, quali prove raccogliere e in quali casi la richiesta rischia di essere respinta.

La regola di fondo è che chi ha la custodia di una cosa risponde dei danni che quella cosa provoca, salvo che riesca a provare il caso fortuito. È il principio dell’articolo 2051 del Codice civile, norma centrale in tutte le richieste di risarcimento per danni causati da buche, avvallamenti, tombini malmessi, dossi non segnalati o altre anomalie della strada.

Perché una buca può provocare danni all’auto

Nel caso di impatto tra ruota e bordo dell’avvallamento, il danno più comune riguarda la gomma. La spalla dello pneumatico può tagliarsi o sviluppare un rigonfiamento ovvero subisce una lesione della struttura interna. Il cerchio, soprattutto se in lega, può piegarsi o creparsi. Di più: una botta secca può alterare la geometria dell’avantreno o provocare vibrazioni anomale al volante.

Anche la carrozzeria può subire conseguenze, soprattutto quando la buca è profonda o quando l’auto è bassa da terra. Paraurti, minigonne, sottoscocca e coppe dell’olio non sono immuni da urti violenti. La velocità aggrava quasi sempre il danno. Più l’auto arriva forte sull’ostacolo, più l’impatto diventa duro e meno il conducente ha tempo per reagire.

Chi è responsabile della strada

Non tutte le strade dipendono dal Comune. Alcune sono provinciali, altre regionali, altre ancora statali o gestite da concessionari. Il Codice della Strada assegna agli enti proprietari una serie di compiti: manutenzione, gestione e pulizia delle strade, controllo tecnico dell’efficienza della sede stradale e apposizione o manutenzione della segnaletica. L’articolo 14 del Codice della Strada lega questi obblighi alla sicurezza e alla fluidità della circolazione.

Per le strade in concessione, i poteri e i compiti dell’ente proprietario sono esercitati dal concessionario, salvo diversa previsione. In pratica, in autostrada o su alcune tratte affidate ai gestori, la richiesta non va indirizzata al Comune, ma al soggetto che ha effettivamente la gestione dell’infrastruttura.

L’articolo 2051 del Codice civile stabilisce che ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. In concreto, la strada è la “cosa†in custodia. L’ente proprietario o gestore è il custode. Il danno può riguardare il veicolo, la persona o entrambi.

La responsabilità da cosa in custodia non richiede che il danneggiato dimostri la colpa dell’ente, ma bisogna provare che il danno sia stato provocato proprio dalla condizione anomala della strada.

Che cosa deve provare l’automobilista

L’automobilista deve provare il danno, l’esistenza della buca o dell’anomalia e il nesso causale tra quella buca e il danno subito. La Corte di Cassazione ha ribadito che nelle azioni fondate sull’articolo 2051 il danneggiato deve dimostrare il rapporto tra la cosa in custodia e l’evento dannoso mentre spetta al custode provare il caso fortuito.

Le prove più efficaci sono quelle raccolte subito, come foto della buca, immagini dei danni, video del tratto stradale, posizione esatta, intervento della Polizia locale, testimonianze di passeggeri o persone presenti sul posto.

Per anni si è parlato di insidia o trabocchetton ovvero di un pericolo non visibile e non prevedibile con l’ordinaria attenzione. Nella prassi, molti enti hanno usato questo argomento per negare il risarcimento: se la buca era visibile, si diceva, l’automobilista avrebbe dovuto evitarla.

La Cassazione ha chiarito che, nel perimetro dell’articolo 2051, non bisogna ragionare come se il danneggiato dovesse sempre dimostrare il carattere occulto e insidioso della buca. L’onere resta la prova del nesso causale tra la cosa in custodia e il danno.

Il caso fortuito, quando l’ente non paga

L’ente proprietario o gestore può liberarsi dalla responsabilità se dimostra il caso fortuito. Deve cioè emergere un elemento imprevedibile e inevitabile capace di interrompere il nesso causale tra la strada e il danno.

Il caso fortuito può dipendere da un fatto naturale, dal comportamento di un terzo o dalla condotta dello stesso danneggiato. Una buca apertasi all’improvviso pochi minuti prima per un evento eccezionale, per esempio, può essere un argomento difensivo. Lo stesso vale per una condotta di guida talmente imprudente da diventare la vera causa del danno.

La Corte di Cassazione ha chiarito che la semplice negligenza del danneggiato non basta sempre a escludere la responsabilità del custode. Per interrompere il nesso causale, la condotta della vittima deve assumere un peso tale da porsi essa stessa all’origine del danno.

Quando il risarcimento è più probabile

Il risarcimento è più probabile quando la buca è profonda, non segnalata, difficilmente visibile e collocata in un punto in cui il conducente non poteva evitarla. Conta anche il contesto: pioggia, scarsa illuminazione, traffico intenso, impossibilità di sterzare senza invadere l’altra corsia o mettere in pericolo altri utenti.

Un altro elemento favorevole è la presenza di precedenti segnalazioni. Se l’ente era già stato avvisato della buca e non è intervenuto, la posizione del danneggiato si rafforza. Lo stesso accade quando la strada presenta un dissesto diffuso e non temporaneo.

Anche il verbale delle autorità può pesare molto. Se la Polizia locale interviene e descrive la condizione dell’asfalto, la richiesta di risarcimento diventa più robusta.

Quando il risarcimento può essere negato

Il risarcimento può saltare se la buca era ben visibile, se il tratto era illuminato, se c’era segnaletica di pericolo o se il conducente procedeva a velocità non adeguata allo stato dei luoghi. Un cartello che segnala strada dissestata non cancella ogni responsabilità dell’ente, ma cambia la valutazione. Chi vede un avviso di pericolo deve moderare la velocità e aumentare l’attenzione.

La richiesta può indebolirsi anche quando manca la prova immediata del fatto. Se l’automobilista ripara l’auto, butta la gomma danneggiata, non fotografa la buca e non chiama nessuno, diventa più difficile convincere l’ente o il giudice. Anche la dinamica deve essere credibile. Se il danno lamentato non è compatibile con la buca descritta, oppure se il preventivo appare sproporzionato, la controparte può contestare la domanda.

Infine, c’è la prescrizione. Il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 12:00:30 +0000
News n. 13
Renault Italia, un primo semestre 2026 da record: crescita retail ed elettrificazione

Nel corso del primo semestre del 2026, Renault Italia ha consolidato una posizione di rilievo assoluto nel panorama automobilistico nazionale, registrando performance che testimoniano l’efficacia della strategia “Renaulution” e l’avvio del nuovo ciclo strategico “futuREady”. I dati diffusi evidenziano una marca in salute, capace di scalare le classifiche e di attrarre in modo particolare i clienti privati, vero termometro del successo di un brand sul territorio.

La crescita dei volumi è il primo dato macroscopico: con un totale di 51.248 unità immatricolate tra autovetture e veicoli commerciali, Renault ha segnato un incremento del +3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo balzo in avanti ha permesso al costruttore francese di risalire prepotentemente il ranking delle vendite complessive in Italia, passando dal settimo posto occupato nel 2025 alla quarta posizione attuale.

Il boom del canale privati

Il vero motore di questa crescita è rappresentato dal canale privati (retail), dove Renault ha messo a segno una performance decisamente superiore alla media del mercato. Le immatricolazioni in questo comparto sono aumentate del +15,4%, ma è l’indicatore relativo alla dinamica degli ordini a impressionare maggiormente: nei primi sei mesi dell’anno, la presa ordini nel canale privati ha registrato un’accelerazione del +35%.

A tal proposito, Sébastien Guigues, CEO di Renault Italia, ha espresso grande soddisfazione commentando i traguardi raggiunti:

«Chiudiamo il primo semestre con risultati solidi che confermano la validità della nostra strategia. Cresciamo nei volumi e, soprattutto, nel canale a privati, dove registriamo performance superiori al mercato, a testimonianza della forte attrattività della nostra gamma. L’eccellente dinamica degli ordini, in particolare tra i clienti privati, ci rende fiduciosi per i prossimi mesi e riflette la capacità di Renault di intercettare le nuove esigenze di mobilità. Proseguiremo su questa traiettoria, consolidando la nostra presenza nei segmenti chiave e accelerando sull’elettrificazione, con l’obiettivo di offrire soluzioni sempre più accessibili, efficienti e in linea con le aspettative dei nostri clienti».

Il successo dei modelli iconici e dell’elettrico

Analizzando i singoli prodotti, il successo è trainato dai pilastri del segmento B, cuore pulsante del mercato italiano. La marca si distingue per un’offerta tra le più complete, articolata su diverse carrozzerie (berlina e SUV) e alimentazioni, tra cui HEV, GPL ed elettrico. La Renault Clio si conferma una delle vetture più amate, consolidando la posizione della marca sul podio nel segmento delle berline compatte retail, con circa 20.000 ordini registrati ad oggi.

Sul fronte della mobilità urbana 100% elettrica, spicca l’avvio folgorante della Twingo E-Tech Electric. La city car francese, a soli due mesi dalla sua commercializzazione, ha già superato la soglia dei 1.000 ordini, segno di un’accoglienza molto positiva da parte del mercato che ricerca soluzioni agili e sostenibili per la quotidianità.

Leadership nell’ibrido e nei veicoli commerciali

L’elettrificazione resta un pilastro strategico e i risultati del primo semestre 2026 premiano l’approccio pragmatico del gruppo. Renault si conferma infatti al secondo gradino del podio nel mercato delle vetture Full Hybrid E-Tech. La tecnologia ibrida della marca ha registrato un aumento delle immatricolazioni del +19% rispetto al primo semestre del 2025, confermando come questa soluzione rappresenti per molti automobilisti il perfetto equilibrio tra efficienza e piacere di guida senza compromessi.

Infine, una nota di eccellenza arriva dal comparto dei veicoli commerciali. Nonostante un mercato nazionale in sofferenza, che ha fatto segnare una contrazione del -4,4% nel primo semestre del 2026, Renault è andata in netta controtendenza. I volumi dei mezzi da lavoro della marca sono infatti cresciuti del +9,6% rispetto all’anno precedente. Questa performance superiore al mercato ha permesso a Renault di guadagnare quasi un punto di quota di mercato, attestandosi saldamente al quarto posto nel ranking dei costruttori.

I risultati del primo semestre 2026 delineano una Renault Italia competitiva, forte di una gamma desiderabile e tecnologicamente avanzata, capace di crescere non solo nei volumi totali ma soprattutto nella qualità della vendita, con un focus vincente sui privati e sulle alimentazioni elettrificate.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 10:46:37 +0000
News n. 14
Peugeot 207 è già una youngtimer da tenere d’occhio

Il tempo, nel mondo dell’automobilismo, è il giudice più severo ma anche il più generoso. Vent’anni rappresentano spesso il confine magico tra l’oblio e la rinascita: è esattamente ciò che sta accadendo alla Peugeot 207. Lanciata nel 2006, questa compatta ha ufficialmente varcato la soglia del territorio delle youngtimer, quel limbo affascinante dove i modelli iniziano a essere riletti dagli appassionati non più come semplici mezzi di trasporto, ma come pezzi di storia da conservare. Quando venne svelata al Salone di Ginevra, la 207 non nacque come una sostituta immediata della leggendaria 206, ma come una sua evoluzione più matura e solida, destinata a convivere con il modello precedente per diversi anni.

Un design aggressivo

Dal punto di vista stilistico, la Peugeot 207 segnò un vero cambio di passo per la Casa del Leone. Il frontale divenne più aggressivo, dominato da una grande presa d’aria e da gruppi ottici allungati che conferivano alla vettura una presenza su strada decisamente più importante. Con un passo generoso di 2,54 metri, la 207 offriva una percezione qualitativa tipica di segmenti superiori.

Sotto il cofano, l’introduzione dei motori turbo della famiglia Prince rappresentò un salto tecnologico fondamentale, capace di offrire prestazioni brillanti unite a un’efficienza moderna per l’epoca. Il restyling del 2009 ha poi rifinito l’estetica con l’introduzione dei gruppi ottici posteriori a LED, mantenendo l’auto competitiva fino all’arrivo della 208.

La Peugeot 207 GTi: l’ultima sportiva analogica

Per chi cerca una youngtimer capace di regalare emozioni alla guida, la Peugeot 207 GTi è senza dubbio il modello di riferimento. Equipaggiata con il motore 1.6 turbo da 174 CV, questa versione rappresenta l’ultima interpretazione “analogica” delle hot hatch compatte del marchio prima che l’elettronica diventasse troppo filtrante.

Caratterizzata da un doppio scarico, un assetto dedicato e linee muscolose ma equilibrate, la GTi (ora la sigla è tornata in versione elettrica sulla 208) offre un’esperienza di guida autentica e sta iniziando a distinguersi per rarità e potenziale collezionistico.

Outdoor e CC: le varianti che anticipavano i tempi

Oltre alla sportività pura, la gamma 207 offre nicchie estremamente interessanti. La Peugeot 207 Outdoor, per esempio, appare oggi come una vera anticipatrice della moda dei crossover. Proposta come variante “allroad” della familiare SW, presentava un assetto rialzato e protezioni in plastica grezza, una formula ibrida che oggi, in un mercato dominato dai SUV, acquista un fascino pionieristico.

Altrettanto iconica è la Peugeot 207 CC, erede della fortunata 206 CC. In un’epoca in cui il segmento delle coupé-cabriolet con tetto rigido ripiegabile è praticamente scomparso, la 207 CC incarna un’idea di auto versatile ed emozionale. Il suo meccanismo elettrico permette di trasformarla in pochi secondi, offrendo un design equilibrato che la rende una delle ultime rappresentanti di una categoria ormai rara.

Versioni speciali e eredità storica

Il valore collezionistico della 207 è alimentato anche dalle numerose serie limitate. Tra queste spiccano la raffinata Roland Garros, la celebrativa 200 Millesime e, soprattutto, la Le Mans Series. Quest’ultima, basata sulla meccanica della GTi, è dedicata ai successi della Peugeot 908 nelle gare di durata e vanta una livrea specifica che la rende immediatamente riconoscibile.

Oggi la Peugeot 207 si trova in una fase cruciale di transizione: abbastanza distante dal presente per essere guardata con nostalgia, ma ancora moderna quanto basta per essere fruibile. Seguendo le orme di antenate illustri come la 205 GTi e la 206 RC, la 207 ha tutte le carte in regola per ritagliarsi un ruolo di primo piano tra le youngtimer più desiderate, offrendo autenticità e carattere a chi sa guardare oltre la superficie di una semplice utilitaria.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 10:14:48 +0000
News n. 15
Il bollino verde dal benzinaio salva dalle truffe: una piccola garanzia

In un contesto economico caratterizzato da una forte volatilità dei prezzi dei carburanti, la preoccupazione di molti automobilisti non riguarda solo il costo al litro, ma anche la certezza della quantità effettivamente erogata nel serbatoio. Il timore di pagare per una quantità di benzina o gasolio superiore a quella ricevuta è un sentimento diffuso, che trova però una risposta rassicurante in un piccolo dettaglio tecnico: un semplice bollino adesivo applicato sulla pompa.

Questo contrassegno non ha finalità estetiche, ma rappresenta la prova tangibile che l’erogatore è stato sottoposto a una verifica metrica periodica rigorosa.

Verde per la sicurezza, rosso per l’allarme

Il primo elemento che ogni consumatore dovrebbe controllare prima di iniziare il rifornimento è il colore del bollino applicato sull’impianto. Il bollino verde funge da vera e propria garanzia di conformità: esso attesta che la pompa è perfettamente funzionante, a norma di legge e che i suoi sistemi di misurazione hanno superato i controlli con esito positivo. Su questo adesivo è inoltre riportata in modo chiaro la data di scadenza (indicata con mese e anno) entro la quale dovrà essere effettuata la successiva verifica.

Al contrario, la presenza di un bollino rosso accompagnato dalla dicitura “esito negativo†è un segnale di allerta immediato: indica che il sistema di misura non è preciso o presenta malfunzionamenti. In tali circostanze, il punto di erogazione dovrebbe essere già stato preventivamente bloccato dal gestore, poiché la legge ne vieta categoricamente l’utilizzo fino a quando non sarà avvenuta la riparazione e la successiva nuova verifica. Se, invece, il bollino dovesse risultare del tutto assente, l’automobilista deve essere consapevole che quell’impianto potrebbe non rispettare le normative vigenti, rendendo incerta la quantità di carburante erogata.

La precisione dei controlli biennali

Per assicurare che la fiducia del consumatore sia ben riposta, la normativa italiana impone che tutti i distributori vengano controllati obbligatoriamente ogni due anni. Queste ispezioni non sono affidate al caso, ma vengono condotte da Organismi di verifica accreditati, riconosciuti a livello nazionale e operanti sotto la stretta vigilanza delle Camere di Commercio locali. Durante queste sessioni tecniche, ogni singolo componente del sistema di erogazione viene messo alla prova attraverso test empirici.

Il cuore della verifica consiste nell’erogare carburante in speciali contenitori graduati, che fungono da campioni di riferimento. I tecnici confrontano quindi il valore visualizzato sul display della pompa con il volume reale presente nel contenitore; lo scarto massimo tollerato è estremamente restrittivo, essendo fissato allo +/- 0,5%. Per non lasciare nulla al caso, le prove vengono ripetute sia simulando un flusso a bassa velocità sia alla massima portata, garantendo la precisione del misuratore in ogni condizione di utilizzo.

Sigilli interni e protezione antimanomissione

La prevenzione delle truffe non si ferma alla superficie della pompa di benzina. Le parti interne che regolano fisicamente la misura del passaggio del carburante sono protette da sigilli metrici di sicurezza. Questi sigilli sono realizzati con materiali antimanomissione speciali, progettati per distruggersi in modo irreversibile in caso di distacco. Questo meccanismo impedisce a malintenzionati di regolare il misuratore a proprio favore senza lasciare tracce evidenti dell’intervento.

Nel caso in cui si renda necessaria una riparazione tecnica che comporti la rottura di tali sigilli, la procedura è rigidamente codificata: il tecnico deve apporre dei sigilli provvisori per rimettere in funzione l’erogatore, ma il titolare dell’impianto ha l’obbligo di richiedere una nuova verifica periodica formale entro un termine massimo di 10 giorni lavorativi dall’intervento. Grazie a questo sistema di controlli, il bollino verde rimane la difesa più efficace per l’automobilista, trasformando un semplice adesivo in un simbolo di trasparenza ed equità.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 09:28:32 +0000
News n. 16
Addio Ibrido, torna il rombo in F1: i motori V8 salveranno l’anima della categoria

La Formula 1 studia una rivoluzione che sa di profonda e necessaria nostalgia: il ritorno ai motori V8 per la prossima era regolamentare. Questa scelta segna un punto di rottura decisivo con l’era dei complessi e super propulsori ibridi, rimettendo finalmente l’emozione viscerale al centro della scena. Per il grande pubblico si profila all’orizzonte una vera rinascita sensoriale e sportiva, che potrebbe contribuire a riaccendere in modo definitivo la passione per il motorsport allo stato puro.

Cosa significa per chi segue la F1 il ritorno ai motori V8

La prospettiva di abbandonare le attuali e sofisticatissime power unit ibride per abbracciare nuovamente la tecnologia dei motori V8 non è semplicemente un cambio di regolamento tecnico: parliamo piuttosto di una vera e propria dichiarazione di intenti. Questa mossa rappresenta il ritorno a una competizione più diretta, cruda e immediatamente comprensibile.

Durante le ultime annate, la narrazione delle gare è stata troppo spesso dominata da concetti complessi e astratti: gestione certosina dell’energia, limiti rigidi di consumo, mappature elettroniche insondabili, gestione delle batterie. Tutti elementi che, pur rappresentando l’apice dell’ingegneria moderna e dell’efficienza termica, hanno inevitabilmente allontanato lo sport dal suo lato più istintivo.

Il V8 significa ritrovare l’immediatezza dell’azione in pista. Significa immaginare macchine più leggere, più nervose al retrotreno, più difficili da domare senza l’ausilio di troppi filtri informatici a fare da scudo. Per chi guarda, tutto questo si tradurrà in uno spettacolo sensoriale in cui la meccanica tornerà a ergersi come tratto distintivo predominante, protagonista indiscusso della battaglia.

È un segnale autorevole, perché la Formula 1 vuole tornare a essere un confronto più emozionale e lontano da una fredda e calcolata sfida tra energia, configurazioni ibride e software. Una tecnologia meno esasperata, inoltre, amplierà il numero di squadre in grado di lottare ad armi pari, garantendo al pubblico battaglie ravvicinate e decise dal puro talento dei piloti.

Motore V8 Ford ED 3.0 nella Minardi M195B
Getty Images
Il motore V8 Ford ED 3.0 nella Minardi M195B al Gran Premio d’Australia 1996

L’affascinante e azzeccato ritorno al passato

Guardare indietro per poter fare un salto decisivo in avanti. Può sembrare un azzardo logico, eppure la Formula 1 sta scoprendo con ferma consapevolezza che il suo futuro migliore potrebbe celarsi proprio nelle gloriose pagine già scritte. Il ritorno ai V8 rappresenta un affascinante e romantico ritorno al passato, a un’epoca considerata l’età dell’oro del motorsport moderno.

Non si tratta di un banale e passivo “passatismo” da sognatori, ma di una lucida presa di posizione manageriale e sportiva: la complessità ingegneristica estrema ha un costo enorme. E non lo ha soltanto in termini meramente economici per le scuderie, ma anche e soprattutto nel privare le corse di quella magia sfacciata che le ha rese un fenomeno di massa globale.

Questa operazione ha fondamenta solide. Tornare alla compattezza costruttiva del V8 significa allo stesso tempo disegnare vetture più snelle e agili, capaci di danzare tra le curve con una grazia che si è progressivamente smarrita nell’ultimo decennio. C’è un magnetismo innegabile in un’auto da corsa che non cerca ossessivamente l’efficienza assoluta a discapito delle emozioni. C’è poi un ultimo aspetto…

F1, tutti sono d’accordo: il rombo dei motori manca

Se esiste un singolo elemento che, più di ogni altro, ha definito l’essenza della Formula 1 nell’immaginario collettivo,quello è senza alcun dubbio il suono. E se c’è un rimpianto trasversale che unisce generazioni di appassionati è proprio la dolorosa perdita di quel ruggito primordiale. L’idea di rivedere i motori V8 accende una speranza viscerale, profonda e insopprimibile nel cuore dei fan.

L’idea di tornare a vibrare, fisicamente ed emotivamente, per il rombo dei motori. Non si tratta di un vezzo superficiale per nostalgici. Nel motorsport di altissimo livello, il suono è il battito cardiaco dell’evento, la colonna sonora imprescindibile di un’esperienza che deve necessariamente travolgere ogni senso. Il fischio ovattato dei propulsori turbo ibridi ha lasciato un vuoto emotivo nei circuiti.

Manca la capacità di far tremare le tribune, di far rizzare i peli sulle braccia degli spettatori ancor prima che la vettura appaia all’orizzonte al termine di un rettilineo. Il V8, con la sua voce squillante, potente e inconfondibile, possiede l’autorità assoluta di trasformare una corsa in un evento maestoso. Nuovi tifosi e appassionati di lungo sono d’accordo da questo questo punto di vista.

Sognano all’unisono di tornare sugli spalti e sentirsi investiti dalla potenza brutale di cavalli che urlano a migliaia di giri al minuto, liberi dall’effetto silenziatore. La Formula 1 non è solo questione di cronometro; è passione vibrante, teatro, dramma sportivo. Restituire alle monoposto il loro canto epico è l’atto definitivo per riconquistare l’anima di questo sport, tramite quella travolgente sinfonia che il mondo sembra attendere con impazienza.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 09:09:21 +0000
News n. 17
BYD smentisce le indiscrezioni: “Non c’è nessuna trattativa per Maseratiâ€

Negli ultimi mesi, il settore automobilistico è stato attraversato da indiscrezioni sempre più insistenti che vedevano il colosso cinese BYD come il principale pretendente per l’acquisizione di Maserati, il marchio di lusso del gruppo Stellantis. Tuttavia, quella che sembrava poter diventare l’operazione finanziaria dell’anno è stata bruscamente interrotta dalle dichiarazioni ufficiali dei vertici di Shenzhen. A spegnere definitivamente le voci è stata Stella Li, vicepresidente di BYD e responsabile delle attività internazionali, che in un’intervista al quotidiano francese Les Echos ha chiarito la posizione dell’azienda, smentendo l’esistenza di qualsiasi trattativa.

Il fascino del Tridente e la distanza strategica

La posizione di BYD non nasce da una mancanza di stima nei confronti del costruttore modenese, tutt’altro. La dirigente cinese non ha infatti risparmiato parole di ammirazione, definendo il marchio del Tridente “davvero splendidoâ€. Il nodo della questione, tuttavia, non risiede nel prestigio o nel valore intrinseco di Maserati, ma in una profonda divergenza di visioni industriali. Oggi BYD non si percepisce più soltanto come un produttore di automobili in senso stretto, ma come una vera e propria società tecnologica globale.

Il modello di sviluppo del gruppo di Shenzhen è oggi incentrato verticalmente sulla produzione di batterie, software avanzati, piattaforme elettriche e integrazione industriale totale. In questo contesto, Maserati — legata a un’eredità storica fatta di lusso tradizionale, prestazioni termiche e un’identità radicata nel secolo scorso — risulta difficile da integrare in una struttura che corre verso l’elettrificazione di massa e l’innovazione digitale spinta.

Una questione di identità

La smentita di Stella Li poggia su una riflessione profonda riguardante il DNA dell’azienda cinese. La vicepresidente ha espresso apertamente i propri dubbi circa la coerenza di un’operazione del genere, domandandosi: “Non ci allontanerebbe troppo dalla nostra identità?â€. Questa domanda retorica lascia intendere che per BYD l’acquisto di un marchio così leggendario e “tradizionale” rappresenterebbe una deviazione eccessiva rispetto alla direzione strategica intrapresa, rischiando di diluire la missione di leader tecnologico del gruppo.

Nonostante la Li abbia confermato il mantenimento di ottimi rapporti con i vertici di Stellantis, ha precisato con fermezza che il futuro di Maserati non è mai stato oggetto delle conversazioni ufficiali tra le due realtà. La strategia di BYD rimane dunque focalizzata sul consolidamento delle proprie piattaforme e sull’espansione internazionale attraverso i propri brand già esistenti.

La replica di Stellantis: “Maserati non è in vendita”

A fare eco alle parole della dirigenza cinese sono arrivate le dichiarazioni altrettanto nette da parte di Stellantis. L’amministratore delegato Antonio Filosa, intervenuto durante un’audizione a Montecitorio nelle settimane scorse, ha voluto rassicurare le istituzioni italiane e i mercati affermando che Maserati “non è in venditaâ€. Questa posizione sembra destinata a far perdere definitivamente consistenza a ogni ipotesi di cessione, spostando il dibattito su un piano puramente industriale e di rilancio interno.

Il futuro: accordi tecnologici anziché cessioni

Sebbene l’acquisizione sia esclusa, il nome di BYD potrebbe non scomparire del tutto dai radar di Modena, ma in una veste differente. Stellantis sta infatti preparando un ambizioso piano di rilancio per Maserati, atteso entro la fine dell’anno, in cui le partnership giocheranno un ruolo cruciale. Filosa ha accennato a negoziati in corso con partner in grado di offrire tecnologia e capacità di sviluppo.

In questo scenario, BYD potrebbe restare un interlocutore interessante non come proprietario, ma come fornitore di competenze avanzate nel campo dell’elettrificazione e delle batterie. Mentre Maserati è chiamata a ridefinire la propria gamma in un mercato sempre più elettrificato, la tecnologia cinese potrebbe rappresentare quel “ponte” necessario per modernizzare il Tridente senza però rinunciare alla sua gloriosa bandiera italiana. Vedremo se sarà davvero così, o se anche tutto ciò resterà una suggestione estiva.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 08:32:55 +0000
News n. 18
Gli scooter trascinano il mercato delle due ruote: la top 5 del primo semestre 2026

Il mercato italiano delle due ruote ha chiuso il primo semestre del 2026 con una crescita sostenuta, trainata soprattutto dagli scooter. Tra gennaio e giugno sono state immatricolate 132.351 unità nel segmento, in aumento del 17,04% rispetto allo stesso periodo del 2025, un risultato che conferma il ruolo centrale di questi veicoli nella mobilità.

I dati diffusi da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) consentono di individuare i modelli che hanno ottenuto il maggior numero di immatricolazioni nei primi sei mesi dell’anno: ecco quindi la classifica dei cinque scooter più venduti in Italia.

I numeri nel primo semestre 2026

Nei primi sei mesi del 2026 il mercato italiano delle due ruote ha raggiunto quota 228.181 immatricolazioni, con un incremento del 13,29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli ultimi trenta giorni hanno confermato l’andamento positivo, facendo registrare 50.512 veicoli immatricolati, pari a una crescita del 14,28%.

Gli scooter hanno rappresentato il segmento più dinamico del mercato. Da gennaio a giugno le immatricolazioni hanno toccato, come detto, quota 132.351 unità. L’andamento positivo si è confermato anche nel solo mese di giugno, quando sono stati targati 31.074 scooter, il 18,56% in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

I modelli dal decimo al sesto posto

Fuori dalla top-5 trovano spazio modelli che hanno comunque fatto registrare numeri significativi nel primo semestre del 2026. Al decimo posto si colloca Yamaha TMAX con 3.605 immatricolazioni, seguito da Voge Sfida SR16 200 a quota 3.739 e da Voge Sfida SR16 con 3.805 unità. Ottava posizione per Kymco Agility 125 S, che raggiunge 3.897 immatricolazioni.

Appena fuori dalle prime cinque posizioni si trovano Honda ADV350 e Piaggio Liberty 125 ABS, separati da una sola immatricolazione: lo scooter giapponese chiude infatti al settimo posto con 4.011 unità, mentre il veicolo italiano conquista la sesta posizione con 4.012 immatricolazioni.

Zontes ZT368T-G

Con 4.579 immatricolazioni registrate tra gennaio e giugno 2026, Zontes ZT368T-G si posiziona al quinto posto nella classifica degli scooter più venduti in Italia. Si tratta di un crossover pensato per un utilizzo che va oltre il contesto urbano, grazie a una ciclistica orientata anche ai percorsi a bassa aderenza e a una dotazione che lo distingue nel segmento.

Il modello è spinto da un motore monocilindrico raffreddato a liquido da 368 cc, omologato Euro 5+, capace di erogare 38,8 CV di potenza e 40 Nm di coppia. Tra gli elementi tecnici figurano la forcella a steli rovesciati regolabile, il doppio ammortizzatore posteriore, le ruote a raggi tubeless da 17 e 14 pollici e l’impianto frenante con ABS a due canali, disattivabile sulla ruota posteriore. Completano la dotazione il controllo di trazione escludibile e le modalità di guida Sport ed Eco.

Zontes ZT368T-G scooter crossover da 368 cc
Ufficio Stampa EICMA
Zontes ZT368T-G vanta una dotazione orientata anche ai percorsi extraurbani

Sul fronte dell’equipaggiamento, Zontes ZT368T-G propone un display TFT da 8 pollici con funzioni di connettività e navigazione, avviamento keyless, parabrezza regolabile, manopole riscaldabili, telecamere anteriore e posteriore, monitoraggio della pressione e della temperatura degli pneumatici e un vano sottosella in grado di ospitare due caschi integrali. Il prezzo di listino in Italia parte da 6.490 euro.

Honda X-ADV

Quarta posizione per Honda X-ADV, che nel primo semestre del 2026 ha totalizzato 4.904 immatricolazioni. Il modello continua a essere un riferimento nel segmento dei maxiscooter crossover, grazie a un progetto che combina caratteristiche tipiche degli scooter con soluzioni derivate dal mondo delle moto, rendendolo adatto sia all’impiego quotidiano sia ai percorsi extraurbani e agli sterrati leggeri.

Il cuore di Honda X-ADV è un motore bicilindrico parallelo da 745 cc, omologato Euro 5+, in grado di sviluppare 58,6 CV e 69 Nm di coppia. La trasmissione è affidata al cambio automatico a doppia frizione DCT a sei rapporti, mentre la ciclistica prevede un telaio in acciaio, forcella a steli rovesciati regolabile, forcellone in alluminio e ruote a raggi da 17 e 15 pollici. Il pacchetto elettronico comprende diverse modalità di guida, controllo di trazione, ABS e cruise control.

Honda X-ADV scooter crossover con motore bicilindrico
Ufficio Stampa Honda
Honda X-ADV abbina il cambio automatico DCT a una ciclistica pensata anche per affrontare gli sterrati leggeri

L’aggiornamento più recente ha introdotto un design rivisto nella parte anteriore, un nuovo display TFT da 5 pollici con connettività tramite Honda RoadSync, un parabrezza regolabile con una sola mano e una sella ridisegnata. Completano la dotazione l’illuminazione full LED e il vano sottosella in grado di ospitare un casco integrale. Honda X-ADV è disponibile sul mercato italiano con un prezzo di partenza di 12.990 euro, mentre la versione Special Edition è proposta a partire da 13.090 euro.

Honda SH150i

Terza posizione nella classifica per Honda SH150i, che ha fatto registrare 6.263 immatricolazioni. Il modello rappresenta una delle varianti più apprezzate della famiglia SH e continua a distinguersi per le ruote alte da 16 pollici, una configurazione che privilegia stabilità e praticità nell’utilizzo urbano.

Lo scooter è equipaggiato con un motore monocilindrico eSP+ a quattro valvole raffreddato a liquido, abbinato alla trasmissione automatica CVT. Tra le dotazioni figurano il controllo di trazione HSTC, il sistema Start&Stop, l’illuminazione full LED, l’avviamento Smart Key e il vano sottosella in grado di ospitare un casco integrale. Completano l’equipaggiamento la presa USB-C e il cruscotto con display LCD. Il prezzo? 4.090 euro per la versione base.

Honda SH350i

Ancora un modello Honda al secondo posto: parliamo di SH350i, che ha totalizzato 7.527 immatricolazioni. Si conferma tra i protagonisti del segmento degli scooter a ruota alta, mantenendo una presenza costante ai vertici del mercato italiano grazie a un equilibrio tra prestazioni, praticità e dotazione.

Il veicolo è dotato con un motore monocilindrico eSP+ da 330 cc, raffreddato a liquido e omologato Euro 5+, capace di sviluppare 29,4 CV e 31,5 Nm di coppia. La ciclistica prevede un telaio monotrave in acciaio, ruote da 16 pollici, forcella telescopica e doppi ammortizzatori posteriori regolabili. La dotazione comprende ABS a due canali, controllo di trazione HSTC, Smart Key, illuminazione full LED, presa USB-C e vano sottosella in grado di ospitare un casco integrale.

Honda SH350i scooter a ruota alta da 330 cc
Ufficio Stampa Honda
Honda SH350i in versione Model Year 2026 accoglie nuove colorazioni e aggiornamenti al motore

Con il Model Year 2026, Honda ha introdotto sei nuove combinazioni cromatiche e alcuni aggiornamenti tecnici, tra cui una nuova taratura dell’elettronica di gestione del motore e un sensore dell’ossigeno a valle del catalizzatore per l’adeguamento alle normative più recenti. Il prezzo di listino in Italia parte da 6.090 euro.

Honda SH125i

Non è una sorpresa vedere quattro modelli Honda occupare le prime quattro posizioni della graduatoria, così come non stupisce il primato di SH125i, che con 12.217 immatricolazioni mantiene il titolo di scooter più venduto in Italia. Da anni è il punto di riferimento del mercato grazie alla sua diffusione e alla sua formula che continua a riscuotere il favore degli utenti.

Per il Model Year 2026, Honda ha aggiornato il modello intervenendo soprattutto su comfort e dotazione. Debutta un nuovo frontale con doppio faro, affiancato da un display TFT a colori da 4,2 pollici compatibile con la connettività per smartphone. Cambiano anche il profilo e l’imbottitura della sella, mentre tra le dotazioni di serie figurano Smart Key, parabrezza, paramani, presa USB-C e bauletto Smart Top Box in tinta con la carrozzeria.

Honda SH125i scooter a ruota alta da 125 cc
Ufficio Stampa Honda
Honda introduce nel 2026 per SH125i un restyling dello scudo e della firma luminosa del faro anteriore a LED

Sotto la carrozzeria resta il motore monocilindrico eSP+ da 125 cc, raffreddato a liquido, capace di erogare 13 CV e abbinato alla trasmissione automatica CVT. La dotazione comprende inoltre il controllo di trazione HSTC, il sistema Start&Stop e l’ABS a due canali. Honda SH125i è acquistabile a un prezzo base di 4.090 euro.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 08:03:57 +0000
News n. 19
Dacia Striker, la nuova regina della versatilità da meno di 25.000 euro

Il percorso di crescita di Dacia compie un passo decisivo verso il futuro con il debutto dell’inedita Striker, un modello che segna il rafforzamento del brand nel segmento C. Il nome, derivato dall’espressione “fare strike”, riflette l’ambizione di offrire un’alternativa inedita ai SUV tradizionali. Striker si presenta, infatti, come un veicolo capace di offrire “il meglio di tre mondi”: la guida rialzata dei SUV, la praticità delle station wagon e l’efficienza dinamica delle berline. Il tutto a meno di 25.000 euro. Niente male come inizio.

Design e dimensioni

L’estetica del Dacia Striker si basa su un concetto di design “ibrido” che ricerca l’equilibrio tra linee fluide ed elementi verticali. La parte superiore della vettura, con un parabrezza inclinato e una linea del tetto allungata, richiama l’eleganza delle station wagon, mentre la parte inferiore, con un’altezza da terra generosa, incarna i codici estetici dei SUV. Elemento distintivo è la nuova firma luminosa LED a forma di “Tâ€, posizionata alle estremità per enfatizzare la solidità della vettura.

In termini di proporzioni, Striker vanta una lunghezza di 4,62 metri. Nonostante un’altezza da terra equivalente a quella dei C-SUV (19 cm per la trazione anteriore e 20 cm per la 4×4), la vettura non supera 1,53 metri di altezza, garantendo un profilo particolarmente aerodinamico con un Cx di 0,29. L’uso del materiale Starkle, composto da polipropilene riciclato, per le protezioni esterne, sottolinea l’approccio eco-responsabile del progetto.

Interni e dotazioni

L’abitacolo è progettato secondo una logica a “strati”, privilegiando il comfort e la facilità d’uso. La plancia ospita di serie un touchscreen centrale da 10,1 pollici. Tra le novità più pratiche spicca il sistema YouClip, che offre fino a 9 punti di fissaggio per accessori modulari. Il quadro strumenti digitale LightVision da 7 pollici, di serie su tutta la gamma, utilizza una tecnologia di riflessione ottica per proiettare informazioni sotto forma di immagini fluttuanti.

Lo spazio per i bagagli è tra i migliori della categoria, con un volume di carico che raggiunge i 600 litri. Il bagagliaio è reso funzionale dal sistema Easy Trunk Opening per l’apertura automatica del portellone motorizzato e da un innovativo pianale suddiviso in 3 parti reversibili. Sul fronte della sicurezza, Dacia Striker integra l’Adaptive Cruise Control di serie su tutta la gamma.

Motori, un’offerta multi-energia

Dacia propone motorizzazioni elettrificate efficienti, che nel dettaglio sono:

  • mild hybrid-G 140: questa motorizzazione è l’unica sul mercato a combinare il sistema bifuel (Benzina/GPL) con un modulo mild-hybrid da 48V. Il motore turbo a 3 cilindri da 1,2 litri sviluppa una potenza complessiva di 140 CV, riducendo le emissioni di CO2 del 10% rispetto ai motori non ibridi;
  • hybrid 155: è la versione più dinamica, dotata di un motore benzina 4 cilindri da 1,8 litri (109 cv) abbinato a due motori elettrici (uno da 49 cv e uno starter ad alta tensione), per una potenza totale di 155 CV. Permette di circolare in città in modalità 100% elettrica fino all’80% del tempo;
  • hybrid 150 4×4: la variante a trazione integrale accoppia un motore 1.2 mild-hybrid 48V sull’asse anteriore a un motore elettrico da 23 kW sull’asse posteriore. Il sistema garantisce una potenza massima combinata di 150 CV e offre 5 modalità di guida specifiche per ogni terreno.

Listino prezzi

La gamma si articola in quattro allestimenti: Essential, Expression, Extreme (dedicato all’outdoor con tetto panoramico) e Journey (orientato al comfort con sedili riscaldati). Fedele alla filosofia del brand, nuova Dacia Striker viene proposta con un prezzo d’ingresso inferiore a 25.000 euro, garantendo il miglior costo di esercizio (TCO) del suo segmento.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 07:20:46 +0000
News n. 20
Alfa Romeo Giulia TZ, una bellezza da competizione

La Alfa Romeo Giulia TZ è stata costruita per correre, assemblata con l’ossessione del grammo in meno, capace di vincere su quasi tutti i circuiti europei che contano. Una storia breve nel tempo, ma intensa nei contenuti, il tipo di storia che il mondo delle corse sa scrivere quando le persone giuste si trovano al posto giusto nel momento giusto.

Telaio Tubolare

Siamo nel 1959, e i progettisti di Alfa Romeo Orazio Satta Puliga e Giuseppe Busso iniziano a disegnare su carta qualcosa che non assomiglia alle altre auto da corsa del momento. L’idea è quella di costruire una vettura da competizione partendo da componenti meccanici di serie, ma montandoli su una struttura completamente nuova, disegnata da zero per pesare il meno possibile e reggere il massimo.

Il telaio che emerge da questo ragionamento è a traliccio tubolare, realizzato in acciaio al nichel-cromo. Sulla bilancia segna appena 62 chili. Non è un telaio che nasce per durare vent’anni nel traffico cittadino: è una struttura pensata per assorbire le sollecitazioni della pista, con traverse sapientemente distribuite che reggono all’anteriore radiatore e meccanica, e in coda il ponte, gli ammortizzatori e il supporto del serbatoio.

Le sospensioni sono a ruote indipendenti su entrambi gli assi, con uno schema posteriore del tutto originale: il semiasse oscillante funge anche da elemento cinematico, agendo come braccio superiore, mentre un triangolo inferiore completa il tutto. Un’architettura pensata per ridurre le masse non sospese, esattamente come la scelta di posizionare i dischi freno posteriori entrobordo, a ridosso del differenziale.

La prima Auto-Delta

Per dare un corpo a tutta questa meccanica, Alfa Romeo si rivolge a Zagato. Il carrozziere milanese ha già dimostrato con la Giulietta SZ di saper lavorare con le forme in funzione della velocità e per questo è lo stesso Busso a spingere Zagato verso la soluzione della coda tronca, quella che oggi riconosciamo come la firma visiva più caratteristica della TZ. Il dialogo tra l’ingegnere e il carrozziere è serrato e a mettere su carta la silhouette definitiva è il giovane Ercole Spada, che in quel periodo firma alcune delle linee più riuscite della storia dell’auto italiana.

Alfa Romeo Giulia TZ, la sportiva che conquistò le piste europee
Ufficio Stampa Stellantis
Alfa Romeo Giulia TZ, icona delle corse anni Sessanta

Il 21 ottobre il prototipo scende in pista a Monza nelle mani dei collaudatori Consalvo Sanesi e Guido Moroni. La vettura è ancora una spider con hardtop, e i risultati deludono: la velocità non è quella che ci si aspettava, e il retrotreno fatica a trovare l’aderenza nelle curve veloci. Zagato interviene rapidamente: chiude il tetto, lo raccorda con una coda allungata, affina il frontale rendendolo più basso e allungato per aumentare il carico aerodinamico. I miglioramenti arrivano subito. La vettura supera i 215 km/h, i tempi sul giro calano, il retrotreno comincia a comportarsi in modo più prevedibile.

È in questo contesto che entra in scena Carlo Chiti. Il presidente Alfa Romeo Giuseppe Luraghi lo chiama per coordinare l’assemblaggio e la messa a punto della vettura, e già nel 1963 Chiti diventa l’anima tecnica dell’Autodelta, la struttura sportiva del Biscione che gestirà le attività in pista per molti anni a venire. È un passaggio di consegne che segna un momento preciso: la TZ smette di essere un progetto e diventa una realtà concreta, pronta per le gare.

Propulsore elaborato dalla Giulia TI

Il motore è un quattro cilindri bialbero da 1.6 litri, derivato direttamente dalla Giulia TI di serie. La scelta di partire da un propulsore già esistente permette di risparmiare tempo e denaro di sviluppo, si sfrutta un’unità già affidabile, e si lascia ai preparatori la libertà di spingere più in là le prestazioni.

Il propulsore viene elaborato arrivando a 160 CV a 7.500 giri. Su una massa a vuoto di 660 chili complessivi, il risultato è un’auto che in curva si comporta in modo quasi istintivo. I cerchi da 15 pollici firmati Campagnolo, calzati con pneumatici stretti secondo la filosofia del tempo, completano un quadro meccanico pensato per il circuito ma sorprendentemente a suo agio anche sulle strade del Tour de France automobilistico e della Targa Florio.

Gli esordi nelle competizioni

L’esordio ufficiale al Salone di Torino dell’ottobre 1962 avviene con il nome GTZ (Giulia Tubolare Zagato) ma è ancora una presentazione, non un debutto in gara. La vettura definitiva porta la sigla TZ, più tecnica.

Nel 1963 Alfa Romeo avvia la produzione degli esemplari necessari per l’omologazione nella categoria Gran Turismo: cento unità, tutte con il 1.6, tutte destinate a chi vuole correre. Non è un’auto pensata per il pubblico generico, non ha velleità di stile quotidiano — è un oggetto da pista che accetta di scendere in strada solo quando la pista non è disponibile.

Il vero battesimo del fuoco arriva in novembre, quando Bandini, Bussinello, Baghetti e Sanesi conquistano la Coppa Fisa a Monza. Il problema al retrotreno, che aveva tormentato i collaudi, viene finalmente risolto da Busso intervenendo sui tamponi di fine corsa delle sospensioni posteriori. Da quel momento, la TZ comincia a vincere con una regolarità che stupisce anche chi ci credeva fin dall’inizio.

Arriva la TZ 2

Il 1965 porta una novità che si fa attendere ma non delude: la TZ2. Il progetto cresce in modo coerente con le ambizioni della squadra, portando meno peso, più prestazioni, una silhouette ancora più radicale. La carrozzeria viene ridisegnata in fibra di vetro per abbassare ulteriormente la massa complessiva, il frontale si abbassa e si affila ulteriormente, i passaruota si gonfiano per accogliere pneumatici più larghi e aggressivi. La TZ2 è un passo avanti netto rispetto all’originale, pensata per i circuiti più veloci e meno adatta alle strade bianche della Targa o alle salite di montagna che la prima generazione affrontava con disinvoltura.

Perché la Giulia TZ è una delle Alfa più leggendarie di sempre
Ufficio Stampa Stellantis
La seconda generazione TZ 2 evolve leggerezza e potenza

Successo nelle corse

Il palmares che la TZ costruisce tra il 1963 e il 1965 è notevole. Prima di classe a Sebring, prima alla Targa Florio, prima al Nürburgring, prima a Le Mans nella categoria di appartenenza, vittoria al Tour de France automobilistico. Circuiti completamente diversi tra loro ma la TZ si adatta a ciascuno con la stessa efficacia.

A fare la differenza, oltre alla meccanica, è la leggerezza. In un periodo in cui molte vetture da corsa inseguono la potenza come prima priorità, la filosofia della TZ ragiona in modo diverso: togli peso e la potenza che hai diventa sufficiente. Principio che potrebbe sembrare ovvio, ma che richiede una disciplina progettuale rara per essere applicato davvero fino in fondo.

Belle e limitatissime

117 esemplari per la TZ, appena 12 per la TZ2. Questa non è mai stata un’auto destinata a un pubblico vasto, e la rarità contribuisce a costruirne il mito negli anni successivi. Non è come la GTO di Ferrari, che raggiunge cifre stratosferiche all’asta: la TZ rimane una creatura più schiva, meno conosciuta al grande pubblico, apprezzata soprattutto da chi conosce la storia del motorsport italiano degli anni Sessanta abbastanza in profondità da capire cosa significano quei risultati in gara.

Il design di Ercole Spada, con la coda tronca che Zagato lavora e rilavora fino all’ultima versione, è uno di quei casi in cui la forma segue la funzione in modo così rigoroso da diventare bellezza quasi per caso. Ma guardandola oggi, con quella silhouette bassa e tesa, con il frontale che sembra sempre in procinto di scattare verso l’asfalto, è difficile non riconoscerci qualcosa di esteticamente riuscito, indipendentemente da qualsiasi considerazione tecnica.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 06:00:20 +0000
News n. 21
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

Luglio 2026 si presenta come un mese particolarmente intenso per quanto riguarda gli scioperi in Italia, con numerose agitazioni che coinvolgono molteplici settori dei trasporti, sia a livello locale che nazionale. In questo articolo trovi il riepilogo di tutte le date in cui sono previsti scioperi, le città e le regioni interessate, gli orari, i servizi coinvolti e le principali sigle sindacali promotrici. Presta attenzione alle diverse modalità di svolgimento e pianifica i tuoi spostamenti considerando le possibili interruzioni.

Bari – 10 luglio 2026

Nella città di Bari, è previsto uno sciopero di 24 ore che interessa il trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della Soc. STP di Bari. I sindacati promotori sono OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL.

Calabria – 21 luglio 2026

In Calabria è stato indetto uno sciopero di 24 ore per il servizio aereo, che coinvolge tutto il personale della Soc. SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (CZ). A proclamarlo è il sindacato OSR UGL-TA.

Campania – 21 luglio 2026

Nella regione Campania previsto uno sciopero interregionale di 4 ore, dalle 10:00 alle 14:00, nel settore aereo, che coinvolge tutto il personale aeroportuale delle società GH Napoli, Sky Service e Bourelly Health Service di Napoli e Salerno. Lo sciopero è proclamato dal sindacato OSR FAST-CONFSAL.

Firenze – 20 luglio 2026

Nella città di Firenze sono previsti due scioperi nel trasporto pubblico locale da parte della società Autolinee Toscane Bacino Urbano di Firenze. Gli scioperi sono indetti da RSA FAISA-CISAL, con astensione dal lavoro di 4 ore, dalle 19:00 alle 23:00.

Lazio, Latina – 20 luglio 2026

Nella città di Latina, nel Lazio, si segnala uno sciopero locale di 24 ore che coinvolge il personale della Soc. CSC Mobilità di Latina, indetto dal sindacato OSR FAISA-CISAL.

Liguria, Savona – 27 luglio 2026

Per la provincia di Savona (Liguria) è in programma uno sciopero territoriale di 4 ore, dalle 10:15 alle 14:15 per il personale della Soc. TPL Linea di Savona. Sciopero proclamato da RSU.

Lombardia – 2 luglio 2026

Nella regione Lombardia, su tutte le province, è indetto uno sciopero del personale Soc. DB Cargo Italia nel trasporto merci ferroviario, di 8 ore, dalle 3:31 alle 11:29. Proclamano OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

Palermo – 11 luglio 2026

Nella città di Palermo (Sicilia) sciopero locale di 24 ore per il personale della Soc. AMAT di Palermo, indetto da OSP CUB TRASPORTI.

Piemonte, Torino – 7 luglio 2026

Nella città di Torino (Piemonte), sciopero del personale settore trasporto merci, logistica e spedizioni che consiste nell’astensione durante le ultime 2 ore di ciascun turno di lavoro nella giornata del 7 luglio. Il sindacato che lo promuove è OSR FILT-CGIL.

Puglia – 10 luglio 2026

Per tutta la regione Puglia, sciopero generale di categoria pubblica e privata per tutte le province. Nel settore trasporto pubblico locale l’astensione coprirà l’intero turno di servizio. Hanno indetto lo sciopero OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sicilia – 7 luglio 2026

In Sicilia, sciopero di 8 ore, dalle 9:00 alle 17:00 per il personale della società RFI DOIT Palermo che interessa tutte le province della regione. Lo sciopero è gestito dal sindacato OSR UILT-UIL.

Sicilia – 17 luglio 2026

Per la regione Sicilia è in programma uno sciopero nel settore marittimo della durata di 24 ore, dalle 6:30 del 17 luglio alle 6:30 del 18 luglio che coinvolge il personale della Soc. Caronte & Tourist Isole Minori proclamato da OSR UGL Mare e Porti.

Toscana, Prato – 6 luglio 2026

Nella provincia di Prato (Toscana), sciopero territoriale di 4 ore, dalle 18:30 alle 22:30 per il personale della Soc. Autolinee Toscane (sede di Prato) proclamato da RSA FAISA-CISAL.

Veneto, Venezia – 17 luglio 2026

Nel Veneto, in particolare nella città di Venezia, è proclamato uno sciopero di 24 ore del personale della Soc. ATVO di Venezia, ad opera di OSP SGB/FAST MOBILITÀ.

Veneto, Verona – 19 luglio 2026

Nella città di Verona (Veneto), sciopero ferroviario della durata di 24 ore: dalle 21.00 del 19 luglio alle 20.59 del 20 luglio, per il personale di manutenzione, amministrativo e ingegneria della Soc. RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud, con sindacati OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL.

Italia (Nazionale) – 5 luglio 2026

Sciopero nazionale nel settore aereo che coinvolge il personale delle seguenti società: ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, aziende Comparto Aereo Assohandlers, EasyJet Airlines, FEDEX Corporation, ADR Security di Roma, UAB DAT LT di Palermo, oltre a scioperi locali a Firenze e Palermo per trasporto pubblico e settore aereo. Durate variabili: da 4 a 24 ore.

Italia (Nazionale) – 6 luglio 2026

Sciopero nazionale nel settore ferroviario (personale Soc. Mercitalia Shunting & Terminal) dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio, proclamato da USB Lavoro Privato. Coinvolto anche il personale AMTS e trasporto pubblico di Catania (Sicilia) e il personale Autolinee Toscane a Prato (Toscana).

Italia (Nazionale) – 7 luglio 2026

Sciopero nazionale per il personale della Soc. Mercitalia Shunting & Terminal nel settore ferroviario, durata 24 ore, dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio, proclamato da USB Lavoro Privato.

Italia (Nazionale) – 9 luglio 2026

Nell’intero territorio nazionale è proclamato uno sciopero di 23 ore: dalle 3:00 del 9 luglio alle 2:00 del 10 luglio nel settore ferroviario per il personale operativo equipaggi della Soc. Italo NTV, indetto da UILT-UIL.

Italia (Nazionale) – 10 luglio 2026

Nel comparto del trasporto merci ferroviario sciopero nazionale di 8 ore, dalle 16:01 alle 23:59 per il personale Soc. Captrain Italia (FIL-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL). Inoltre nuovo sciopero generale per tutte le categorie pubbliche e private della regione Puglia.

Italia (Nazionale) – 15 luglio 2026

Nazionale, settore appalti ferroviari, sciopero di intero turno per tutto il personale delle società Elior Div. Itinere addette a servizi di ristorazione e logistica su treni Trenitalia. Promotori i sindacati FAST-CONFSAL e COBAS Lavoro Privato.

Italia (Nazionale) – 21 luglio 2026

Previsto sciopero di 24 ore, dalle 00:00 alle 23:59 che interessa il personale delle società ALHA e MLE-BCUBE all’Aeroporto di Milano Malpensa proclamato da OST CUB Trasporti/USB Lavoro Privato.

Italia (Nazionale) – 22 luglio 2026

Doppio sciopero nazionale nella giornata per il personale marittimo della società Grandi Navi Veloci: dalle 12:00 del 22 luglio alle 11:59 del 23 luglio (CSLE) e dalle 12:00 del 22 luglio alle 12:00 del 23 luglio (ORSA Marittimi).

Italia (Nazionale) – 23 luglio 2026

Sciopero plurisettoriale nazionale: nel settore ferroviario e trasporto merci su rotaia di 24 ore, dalle 21:00 del 23 luglio alle 20:59 del 24 luglio; nel trasporto pubblico locale astensione per l’intera prestazione del 24 luglio. Sindacati: CUB Trasporti/SGB.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 22
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 08 luglio 2026, lungo la rete autostradale italiana i prezzi medi comunicati dall’Osservatorio del Mimit mostrano un quadro utile per chi è in viaggio: Benzina self a 1.940 euro, Gasolio self a 2.012 euro, Gpl servito a 0.885 euro e Metano servito a 1.585 euro (ultimo aggiornamento disponibile 07-07-2026). In questo articolo trovi la tabella con i valori medi più recenti e, soprattutto, una guida chiara alla composizione del prezzo alla pompa: come si distribuiscono la parte fiscale e quella industriale, quanto incidono le quotazioni internazionali e perché il margine degli operatori può influire sul prezzo finale pagato dagli automobilisti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 07-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.940
Gasolio SELF 2.012
GPL SERVITO 0.885
Metano SERVITO 1.585

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale alla pompa nasce dall’incontro tra due grandi componenti: quella fiscale e quella industriale. La prima pesa per il 58% e comprende imposte indirette e accise, cioè la tassazione applicata al consumo di carburante; il restante 42% è la componente industriale, che riflette i costi e i ricavi della filiera. All’interno di questo 42%, la materia prima incide per il 30% del prezzo complessivo: qui giocano un ruolo chiave le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro, che determina il costo d’acquisto espresso in valuta. La parte residua della componente industriale è il margine lordo, pari al 12% del prezzo: è lo spazio economico su cui operatori e distributori agiscono per coprire logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e servizio al cliente, modulando le politiche commerciali in base a concorrenza locale, flussi di traffico e costi operativi. In periodi di forte oscillazione dei mercati, la voce materia prima tende a muoversi rapidamente, mentre la fiscalità, essendo regolata per legge, si modifica con minore frequenza. Il risultato è che variazioni del cambio o delle quotazioni possono trasferirsi al consumatore in tempi relativamente brevi, mentre il margine, pur incidendo meno della materia prima, può attenuare o amplificare il movimento dei listini in funzione delle scelte dei diversi operatori e del canale di vendita.

Il prezzo del gasolio segue una struttura analoga ma con pesi differenti. In questo caso, la componente fiscale vale il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. Dentro questa quota industriale, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo complessivo: l’andamento dipende soprattutto dalle quotazioni internazionali del gasolio e dal cambio euro/dollaro, che influenzano il costo di approvvigionamento e raffinazione. Il margine lordo, invece, è pari al 10% del prezzo: qui rientrano i costi della catena logistica e distributiva e lo spazio di manovra commerciale dell’operatore, che può intervenire per adeguare rapidamente i listini alla concorrenza o ai volumi di traffico, specie nei tratti autostradali più frequentati. Il gasolio, inoltre, è molto utilizzato dal trasporto merci e professionale: questa caratteristica spesso rende il mercato particolarmente sensibile alle dinamiche internazionali e all’equilibrio domanda-offerta. Anche per il gasolio, dunque, le oscillazioni delle quotazioni e del cambio tendono a riflettersi con celerità sui prezzi, mentre il margine svolge un ruolo di cuscinetto competitivo e operativo. La fiscalità, pur pesando meno che sulla benzina, rimane una quota significativa e relativamente stabile nel breve periodo, incidendo sulla spesa finale di famiglie e imprese.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 23
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.857 per la benzina, 1.940 per il diesel, 0.787 per il gpl, 1.567 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.935
Benzina SELF 1.851
GPL SERVITO 0.777
Metano SERVITO 1.505

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.957
Benzina SELF 1.879
GPL SERVITO 0.751
Metano SERVITO 1.578

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.979
Benzina SELF 1.894
GPL SERVITO 0.885
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.949
Benzina SELF 1.870
GPL SERVITO 0.811
Metano SERVITO 1.658

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.934
Benzina SELF 1.861
GPL SERVITO 0.723
Metano SERVITO 1.528

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.930
Benzina SELF 1.844
GPL SERVITO 0.749
Metano SERVITO 1.514

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.946
Benzina SELF 1.864
GPL SERVITO 0.761
Metano SERVITO 1.499

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.933
Benzina SELF 1.847
GPL SERVITO 0.747
Metano SERVITO 1.632

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.944
Benzina SELF 1.856
GPL SERVITO 0.863
Metano SERVITO 1.530

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.847
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.535

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.911
Benzina SELF 1.828
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.498

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.954
Benzina SELF 1.873
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.845
GPL SERVITO 0.743
Metano SERVITO 1.560

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.938
Benzina SELF 1.863
GPL SERVITO 0.742
Metano SERVITO 1.606

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.946
Benzina SELF 1.859
GPL SERVITO 0.866

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.950
Benzina SELF 1.865
GPL SERVITO 0.814
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.940
Benzina SELF 1.853
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.599

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.946
Benzina SELF 1.868
GPL SERVITO 0.804
Metano SERVITO 1.531

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.928
Benzina SELF 1.845
GPL SERVITO 0.783
Metano SERVITO 1.493

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.956
Benzina SELF 1.867
GPL SERVITO 0.864

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 08 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.917
Benzina SELF 1.834
GPL SERVITO 0.763
Metano SERVITO 1.498

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 24
Ritornano i rifornimenti in F1? Rivoluzione in vista nel 2031

Ci risiamo, la Formula 1 è pronta nuovamente a cambiare regole in vista del 2031. Le novità dovranno andare nella direzione dei puristi con il grande rilancio dei motori V8, in sostituzione dei V6, e il possibile ritorno dei rifornimenti. Ai piani alti hanno compreso l’importanza di una sfida accesa con sorpassi autentici in staccata, un sound da brividi e soprattutto la necessità di andare a ritmi forsennati in gara.

La massima categoria del Motorsport si troverà davanti a due strade: ritorno del 100% termico oppure una Power Unit ibrida con una parte elettrica sul 10-15% della potenza complessiva. In entrambi i casi si punterà ai cosiddetti e-fuel, per avere un ruolo importante nella riduzione delle emissioni delle automobili nei prossimi anni. L’obiettivo è calare i piloti in monoposto più agili e leggere. La F1, negli anni ’90 e 2000, ha toccato il suo apice con auto da sogno con piccoli serbatoi.

Ritorno al passato

Nel 2009 i rifornimenti avvenivano in vetture con una capacità del serbatoio di circa 90-100 litri, pari a circa 70 kg. Quando il rifornimento è stato vietato nel 2010, la capacità del serbatoio è cresciuta fino a circa 200 litri, ovvero circa 150 kg. Per tornare a battaglie in pista di altissimo spessore Liberty Media e la FIA dovranno trovare un compromesso nel prossimo ciclo regolamentare. L’imprenditore e magnate emiratino, presidente della FIA, sta pensando a un piano per rivoluzionare la F1 sul piano tecnico.

I piloti, anche se non tutti si sono esposti, sono delusi dall’attuale esperienza al volante. Naturalmente bisognerà fare i conti con il budget cup e la questione sicurezza relativa ai rifornimenti. I costi aumenterebbero di circa 4 milioni di dollari all’anno per le attrezzature di rifornimento e il loro trasporto nelle tantissime tappe del calendario. Il presidente della FIA, ai colleghi di The Race, ha dichiarato:

“Con quanto carburante si parte e quanto si può riempire il serbatoio: è proprio questo che stiamo studiando in questo momento ovviamente, se si vuole percorrere l’intera gara, bisogna avere un serbatoio più capiente, altrimenti bisogna fermarsi. Quindi è un aspetto che approfondiremo”.

Probabile motorista indipendente

Dal 2031 potrebbe arrivare un fornitore neutrale, in grado di realizzare un V8 pronto all’uso, accessibile e acquistabile dalle squadre. Questo potrebbe anche allontanare grossi nomi che sono intenzionati a lasciare una firma esclusiva sulle nuove PU, anche se l’obiettivo è scongiurare il pericolo che una squadra A possa tenere in ostaggio un altro team per la fornitura del motore. Senza tanti giri di parole Ben Sulayem ha dichiarato:

“Non ci sarà alcun controllo sulle squadre, sulla squadra A rispetto alla squadra B, che riceve i motori. Se sarà economicamente sostenibile, avremo un motore per tutte le squadre B, così nessuno potrà far leva su di loro e dire: ‘Votate in questo modo, altrimenti non vi daremo un buon motore’. Sarà un motore selezionato dalla FIA che sarà consentito alle squadre”.

I V8 e i rifornimenti potrebbero rappresentare una svolta con una piccola grande democratizzazione della griglia dal 2031. Ben Sulayem ha, infine, annunciato una possibile riduzione del 50% dei budget di ricerca e sviluppo e di vetture fino a 100 kg più leggere rispetto a quelle attuali.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 05:30:46 +0000
News n. 25
Porsche, maxi taglio ai posti di lavoro: crisi senza fine

Continuano i problemi per il marchio del Cavallino di Stoccarda che non è ancora riuscito a risollevarsi da una condizione emergenziale silenziosa. Ironia della sorte, soprattutto per i dipendenti, la Porsche è piombata in crisi a causa delle proposte a zero emissioni che hanno avuto un crollo della domanda nel corso degli ultimi mesi, con conseguente svalutazione.

Di conseguenza l’emorragia di posti di lavoro nell’industria delle quattro ruote tedesca ha provocato l’ennesimo piano di ristrutturazione del Gruppo Volkswagen, in cui rientra Porsche. Il marchio ha annunciato, come avevano riportato numerosi quotidiani locali, la scelta di eliminare fino a 4.000 posti di lavoro presso la storica sede di Zuffenhausen.

Tagli inevitabili

Con l’eliminazione record di numerose posizioni nell’azienda, Porsche rischia di fare un enorme passo indietro. Zuffenhausen non è solo la sede amministrativa, ma anche ricerca e sviluppo. Pare logico un piano di riduzione della produzione, con una capacità ridotta del 30%, e riguarderà ruoli amministrativi, mansioni tecniche, operai e posizioni manageriali. Sotto la guida del CEO Michael Leiters, subentrato all’inizio dell’anno, Porsche dovrà fare un inevitabile passo indietro.

Si parla dell’uscita di importanti figure apicali delle attività commerciali come la responsabile per l’Europa Iryna Kauk, Christiane Zorn, capo della regione “Mercati esteri e in crescita”, e Maryam Djavadi, titolare dei programmi di personalizzazione. Il piano 2035 determinerà una semplificazione della gamma, più sinergie e inevitabili licenziamenti. Una strategia concepita per rispondere a un momento di forte sofferenza economica del marchio tedesco in una panorama di decrescita anche sul florido mercato asiatico.

Nessun licenziamento forza

Il brand ha assicurato che saranno evitati allontanamenti forzati, ma si farà il ricorso a pre-pensionamenti. In ogni caso, la situazione è un chiaro segnale che l’allargamento della gamma in funzione del green è stato un grave errore. Lo scorso anno il margine operativo di Porsche ha subito un tracollo, passando dal precedente 14,1% a un allarmante 1,1%. I dazi hanno incancrenito una situazione già piuttosto delicata. Porsche ha scelto di distribuire un dividendo di 1 euro per azione ordinaria, una proposta responsabile per conservare la fiducia degli azionisti in una fase critica.

La crisi si è acuita con i dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump. Nel 2025 il fatturato è sceso del 9,5%, attestandosi a 36,27 miliardi di euro, tuttavia, è il dato sull’utile operativo a preoccupare, essendo sceso del 92,7% (passando dai 5,64 miliardi del 2024 a soli 410 milioni). La gamma Porsche conta circa 85 varianti basate su sei modelli principali, ma lo snellimento causerà l’allontanamento progressivo di tantissime risorse valide.

Nel cuore del territorio industriale più avanzato della Germania Porsche ha già deciso di eliminare circa 1.900 posti di lavoro, ma non ha rinnovato i contratti di circa 2.000 dipendenti a tempo determinato, mentre a maggio ha annunciato la chiusura di tre uffici e la contestuale uscita di altri 500 dipendenti. Negli Stati Uniti sono state già tolte di mezzo due varianti della Taycan. Per fortuna i vertici hanno salvaguardato la 911 che non arriverà nei prossimi anni in versione full electric. La Casa di Stoccarda continuerà a puntare all’utilizzo delle piattaforme modulari del Gruppo Volkswagen, come già avvenuto con i SUV Macan e Cayenne.

Data articolo: Wed, 08 Jul 2026 05:30:37 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

News generaliste che accomunano sport diversi