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La situazione del traffico sulle autostrade italiane del 18 aprile 2026 presenta diversi lavori in corso, deviazioni e chiusure di tratti e aree di servizio, ma fortunatamente senza code significative. Tra gli esempi più rilevanti, segnaliamo il tratto chiuso per lavori tra Genova Bolzaneto e Busalla sulla A7 in direzione Milano e la chiusura del bivio A22/A1 Milano-Napoli provenendo da Brennero verso Milano, anch’essa per lavori.
21:04 – A1 Milano-Napoli
Tratto chiuso per lavori tra Rioveggio e Bivio A1-Variante fino alle 06:00 del 19/04/2026.
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Bologna: Sasso Marconi.
21:03 – A1 Milano-Napoli
Tratto chiuso per lavori tra Rioveggio e Pian Del Voglio fino alle 06:00 del 19/04/2026.
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Firenze: Badia su Variante di valico. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Rioveggio.
21:12 – Area di servizio San Pietro
Servizi igienici non disponibili nell’area servizio San Pietro.
Direzione Tangenziale
Ristorante chiuso nell’area stessa.
22:04 – A7 Milano-Genova
Tratto chiuso per lavori tra Genova Bolzaneto e Busalla fino alle 06:00 del 19/04/2026.
Direzione Milano
Lunghezza del tratto chiuso: 14.3 km.
22:04 – Area di servizio Campora est
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 19/04/2026 per tratto chiuso.
Direzione Milano
22:03 – Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Deviazione per lavori fino alle 06:00 del 19/04/2026 provenendo da Milano verso Livorno.
Direzione Genova
Uscita consigliata provenendo da Milano: Genova est su A12 Genova-Rosignano Marittimo.
21:55 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi di ristorazione chiusi nell’area di servizio Vesuvio sud.
Direzione Canosa
21:55 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi igienici non disponibili nell’area di servizio Vesuvio sud.
Direzione Canosa
22:03 – Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Chiuso al traffico il bivio A22/A1 Milano-Napoli fino alle 06:00 del 19/04/2026 provenendo da Brennero verso Milano per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Modena Nord su A1 Milano-Napoli.
Uscita consigliata provenendo da Brennero: Campogalliano.
Direzione Modena
22:00 – Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Chiuso al traffico il bivio A22/A1 provenendo da Brennero verso Milano.
Direzione Modena
22:03 – Uscita Alessandria sud
Deviazione in uscita a Alessandria sud fino alle 06:00 del 19/04/2026 provenendo da Genova Voltri per lavori.
Direzione Gravellona Toce
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 20:08:00 +0000Una doppia anima accompagna Biagio Antonacci e le sue auto. Da un lato troviamo l’adrenalina delle prestazioni tedesche, dall’altra la libertà assoluta di un’icona pop intramontabile. Se l’ospite della nuova puntata di Amici riesce ancora a emozionare le nuove generazioni, lo deve anche alla sua capacità di mantenersi giovane al volante di bolidi folgoranti, che farebbero la gioia (e l’invidia) di ogni amante dei motori.
Il piglio sportivo del cantautore viene rivelato da qualcuno a lui molto vicino: il figlio, Giovanni Antonacci, che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha rivelato come nel DNA di famiglia scorra la passione per la Porsche 911 Targa. Dopo averla tanto a lunga attesa, l’artista si è accaparrato la versione più elegante e distintiva della generazione 992, lanciata inizialmente nel 1965 in risposta ai severi standard di sicurezza americani. Quando sfreccia sull’asfalto non puoi fare altro che riconoscerla da due dettagli, il roll-bar in alluminio e il tetto in vetro apribile elettricamente in meno di 20 secondi.
L’architettura della Targa rimanda alla tradizione di Stoccarda. Montato a sbalzo, il sei cilindri boxer biturbo trasmette tutta la sua potenza a terra attraverso la trazione integrale di serie, tenendo incollata la vettura all’asfalto. Se prendiamo a riferimento la GTS, l’auto eroga 480 CV e una coppia di 570 Nm per uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in appena 3,3 secondi. La progressione tipica dei motori Porsche, qui supportata dalla rapidità del cambio PDK a 8 marce, definisce il carattere di un gioiello che, tra personalizzazioni e materiali premium, richiede un investimento superiore ai 170.000 euro.
Suona molto meno cliché l’altra auto mostrata da Biagio Antonacci sui suoi profili social. In uno scatto del 2015 appariva davanti a una Citroën Mehari, o forse una fedele replica su base 2CV. In questo caso la prospettiva si ribalta rispetto agli antipodi della velocità : la piccola francese colonizzava i lungomari, un oggetto di plastica ABS colorato in massa che sprizzava brio da tutti i pori.
Prodotta tra il 1968 e il 1987, la “spiaggina” pesa appena 500 kg e monta un motore bicilindrico da 29 CV. Chiederle di correre è troppo — la velocità massima tocca a stento i 110 km/h — ma l’assenza di portiere, il tetto in tela e la carrozzeria ondulata resistente alla ruggine ne fanno un must nel periodo estivo. Un esemplare conservato in ottime condizioni può valere oggi fino a 25.000 euro, a testimonianza di quanto questo dromedario meccanico (il nome deriva proprio da una razza di cammelli veloci) sia diventato un pezzo da collezione ambitissimo.
Accostate le sue auto sul lato della strada, Biagio Antonacci ha un impegno a cui non può mancare: la quinta puntata del serale di Amici di Maria De Filippi. È affidato a lui e all’ex allievo della scuola Nicolò Filippucci, fresco vincitore di Sanremo Giovani, lo spazio musicale, mentre la competizione entra nel vivo con soli dieci allievi rimasti in gara.
In una giuria composta da nomi del calibro di Gigi D’Alessio, Amadeus, Cristiano Malgioglio ed Elena D’Amario, Antonacci porta il suo carisma in una serata imperdibile anche sul fronte dell’intrattenimento, grazie alla presenza di Vanessa Incontrada, Luca Laurenti e Carlo Amleto. Una breve parentesi prima di risalire in auto e ingranare la marcia verso il prossimo viaggio.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 19:51:17 +0000All’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari l’aria è elettrica, densa di aspettative e di quel rombo profondo che solo il WEC sa regalare. La 6 Ore di Imola 2026, primo round stagionale, è molto più di una gara: è un manifesto tecnico, una sfida industriale, un racconto sportivo che si consuma sul filo dei millesimi. E oggi, con la Hyperpole della Ferrari di Antonio Giovinazzi, tutto converge verso un unico punto: la prestazione pura.
Il weekend pre-gara di Imola ha confermato una verità che nel paddock si respira già da tempo: la Ferrari è il riferimento, ma non ha alcun margine per rilassarsi. La 499P ha mostrato una solidità impressionante ma il successo è tutt’altro che scontato. Alle sue spalle, le rivali dimostrano quanto il livello sia esasperatamente alto. In un WEC così equilibrato basta un dettaglio in gara per ribaltare tutto. Imola, in questo senso, sta raccontando una Ferrari forte, completa, ma ancora immersa in una battaglia totale, dove ogni vantaggio va difeso giro dopo giro.
Tutto è iniziato martedì 14 aprile, una giornata di test ufficiali per costruire la stagione. Prima ancora delle libere, una giornata per capire gli equilibri del campionato. Ferrari si è subito messa in evidenza, mostrando una solidità impressionante sia sul giro secco che sul passo gara.
Il dato più interessante è stato un altro, la profondità della griglia. In pista 35 vetture tra Hypercar e LMGT3 per un WEC 2026 che si è presentato come uno dei campionati più competitivi degli ultimi anni. Il Prologo non ha assegnato punti, ma ha racconta una verità , quella che nessuno può permettersi errori.
La giornata di venerdì 17 aprile ha immediatamente lanciato un messaggio forte al paddock: la Ferrari resta il riferimento. Nella prima sessione di prove libere, le tre 499P hanno monopolizzato la vetta della classifica, con la numero 83 di Philip Hanson davanti a tutti in 1’31″739.
A seguire la numero 50 di Miguel Molina e la numero 51 di James Calado. Un risultato che non è solo simbolico ma la conferma di una macchina nata bene, evoluta meglio e già perfettamente integrata con il tracciato di Imola. La temperatura mite e l’asfalto in progressiva evoluzione hanno favorito una lettura chiara dei valori in campo. Dietro, però, restano in scia, tutte racchiuse in pochi decimi già nelle prime fasi del weekend.
Nel pomeriggio del venerdì, lo scenario si è fatto più complesso. Ferrari restava competitiva, ma il margine si assottigliava e anzi a dominare è stata la Alpine numero 35 di Christian Milesi. Gli avversari hanno iniziano a mostrare il proprio potenziale. Le condizioni più calde dell’asfalto hanno cambiano il comportamento delle gomme e messo in evidenza un dato chiave, la gara sarà una partita di gestione oltre che di velocità . Il verdetto del venerdì? Ferrari favorita, ma non imbattibile. E soprattutto equilibrio totale.
La terza sessione di libere del sabato mattina 18 aprile, è stata l’ultimo banco di prova prima delle qualifiche. Meno tempo, più pressione. I team hanno lavorato su due fronti, la simulazione qualifica e la gestione traffico. Le Ferrari hanno continuato a brillare, ma con margini ormai ridotti al minimo. Il gruppo Hypercar è compattissimo, segno di un Balance of Performance (BoP) che a Imola sembra aver centrato l’obiettivo.
Prima una sessione di qualifiche di pochi minuti, poi la Hyperpole per i migliori dieci. È qui che il talento del pilota incontra la perfezione tecnica della vettura. La Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi conquista la pole position della classe regina dell’endurance con il tempo di 1’3′”127. Un risultato importante perché a Imola partire davanti significa controllare il ritmo, evitare traffico e costruire una strategia vincente fin dal primo stint. Secondo a sorpresa la Toyota di Ryo Hirakava staccato di 0,011s.
Imola non è un circuito qualsiasi. È una pista che punisce gli errori, esalta la precisione e premia il coraggio. Curve come Acque Minerali e Rivazza trasformano ogni giro in un esercizio di equilibrio tra rischio e controllo. Non basta essere veloci, bisogna essere perfetti. La Ferrari gioca in casa, non solo geograficamente, ma emotivamente. Il pubblico del WEC spinge, la domenica il tifo si sente e ogni giro veloce diventa un boato.
Ferdinando Cannizzo, Responsabile Ferrari Endurance Race Cars, ha commentato a fiawec.com: “Nelle corse di resistenza come in qualsiasi competizione, il successo precedente non garantisce nulla; semmai alza l’asticella. Il nostro obiettivo sarà quello di estrarre il massimo assoluto dal pacchetto che abbiamo oggi, gara dopo gara. Il nostro approccio è lo stesso che ci ha permesso di costruire le basi dei risultati della scorsa stagione. Le prestazioni sono la somma di innumerevoli piccoli dettagli, la maggior parte dei quali non sono visibili esternamente. È qui che abbiamo concentrato i nostri sforzi. Tutto ciò che facciamo nelle prime gare deve essere preso di mira non solo a ottimizzare le prestazioni per Imola e Spa, ma anche a raccogliere input affidabili per la nostra simulazione, sapendo che la configurazione della vettura e l’assetto ottimale su una pista ad alta efficienza come Le Mans sono completamente diversi da quelli che usiamo alle altre piste del campionato”.
Il dettaglio che rende ancora più speciale la 6 Ore di Imola 2026 è che, a sventolare la bandiera verde, ci sarà Kimi Antonelli. Un gesto simbolico, ma potentissimo. Antonelli rappresenta il futuro del motorsport italiano, la nuova generazione che sta già bussando alle porte dell’élite mondiale. La sua presenza a Imola non è solo una celebrazione, ma un passaggio di testimone ideale tra passato, presente e futuro. Nel tempio della velocità italiana, un giovane talento darà il via a una gara che mescola tecnologia estrema e tradizione pura.
La fotografia del primo weekend dell’anno del Mondiale WEC è chiara: Ferrari davanti, ma sotto pressione. I rivali sono pronti a colpire sfruttando un equilibrio totale nei valori in campo. Strategia e gestione saranno decisive. La 6 Ore di Imola è pronta a partire, una battaglia lunga sei ore che nasce in dieci minuti. La gara di sei ore è in calendario domenica 19 aprile dalle ore 13:00.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 16:04:28 +0000Nel panorama della mobilità europea, i passaggi a livello sembrano appartenere a un’altra epoca. Eppure, nonostante la progressiva modernizzazione delle infrastrutture, continuano a rappresentare un punto critico per la sicurezza stradale ancora trascurato.
L’ultimo tragico episodio, che ha coinvolto l’ex portiere Alexander Manninger, riporta l’attenzione sul problema. In Europa, ogni anno, centinaia di persone perdono la vita proprio in corrispondenza di questi attraversamenti. Il dato è tanto più significativo se si pensa che oggi esistono tecnologie avanzate, sistemi di segnalazione intelligenti e normative sempre più stringenti. Eppure, in molti casi, il rischio resta alto, soprattutto dove le protezioni sono quasi assenti.
La notizia ha colpito tutto il mondo dello sport e non solo. Alexander Manninger, ex portiere austriaco con un forte passato in Italia è rimasto vittima di un incidente ferroviario avvenuto in Austria, a Nussdorf am Haunsberg. Era poco dopo le 8 del mattino del 16 aprile quando il Volkswagen Multivan che stava guidando è stato travolto da un treno all’altezza di un passaggio a livello. L’impatto è stato violentissimo e non ha lasciato scampo al 48enne.
Dopo il ritiro dal calcio nel 2017, Manninger aveva intrapreso una nuova vita, lontano dai riflettori, dedicandosi al lavoro di falegname. Una quotidianità semplice, interrotta bruscamente da un evento che riporta alla luce una realtà spesso sottovalutata: gli attraversamenti lasciati liberi, perciò senza sbarre. Le indagini sono ancora in corso per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto, ma il contesto è già sufficiente per sollevare interrogativi importanti sulla sicurezza di questi incroci tra strada e ferrovia.
Non tutti i passaggi a livello sono uguali. Alcuni sono dotati di sbarre automatiche, segnalazioni luminose e acustiche, mentre altri si limitano a semplici cartelli stradali e luci intermittenti.
A livello europeo la situazione non è delle più rosee, con circa il 47% degli attraversamenti non dotato di barriere fisiche, mentre il restante 53% dispone anche di sbarre. Questo significa che quasi la metà dei passaggi a livello richiede una maggiore attenzione da parte degli utenti della strada, affidandosi in gran parte al comportamento umano e alla prudenza. In Italia la situazione è fortunatamente ben diversa: solo il 17% degli attraversamenti è privo di sbarre, segno di un’infrastruttura mediamente più sicura.
Poi rimane la centralità del fattore umano, con l’errore che gioca un ruolo decisivo anche con i sistemi più avanzati. Distrazione, fretta o sottovalutazione del rischio possono trasformare pochi secondi in una tragedia.
Se si guarda ai dati complessivi, il fenomeno assume contorni ancora più netti. In Europa, ogni anno, circa 300 persone perdono la vita in incidenti legati ai passaggi a livello. In termini percentuali, si tratta di circa l’1% degli incidenti mortali stradali. Un numero che può sembrare marginale, ma che diventa significativo se inserito nel contesto più ampio della sicurezza europea.
Ancora più preoccupante è il fatto che questo dato non mostra segnali di diminuzione negli ultimi anni. Dal 2013 a oggi, il numero di vittime è rimasto sostanzialmente stabile. E non si tratta solo di automobilisti: tra le vittime ci sono anche pedoni, ciclisti e conducenti di mezzi pesanti. Questo conferma come il problema sia trasversale e non legato a una singola categoria di utenti della strada.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 14:50:26 +0000Il Roland-Garros 2026 si prepara a diventare una vetrina privilegiata per il mondo dell’auto, grazie alla presenza di Renault, che sceglie l’evento parigino per presentare una nuova versione speciale di Renault 4 E-Tech Electric. Un progetto che nasce per celebrare uno dei tornei più iconici, con una serie di dettagli legata al mondo del tennis.Â
Il legame tra il brand francese e la terra rossa è infatti duraturo, con una partnership di cinque anni che sottolinea la forza della mobilità sostenibili ai grandi eventi dello sport.
Il debutto è previsto a partire dal 18 maggio, data di inizio del torneo, che ogni anno richiama a Parigi i migliori tennisti del mondo e milioni di spettatori. In questo contesto, la Renault 4 Roland-Garros E-Tech Electric si presenta come una vera protagonista fuori dal campo, pronta a catturare l’attenzione degli spettatori.
Si tratta di una showcar che anticipa la versione destinata alla produzione, attesa per l’autunno. La base è quella della nuova Renault 4 elettrica, reinterpretata però con un linguaggio più ricercato, capace di fondere tradizione e innovazione. Un’operazione che guarda al passato, evocando il nome storico R4, ma con uno sguardo ben fisso sul futuro della mobilità urbana.
Il colore Bianco Ghiaccio domina la carrozzeria, in contrasto con elementi neri che caratterizzano i montanti laterali e gli archi del tetto. I richiami al mondo del tennis sono ovunque. Sui parafanghi anteriori compaiono motivi color argento con il simbolo del Roland-Garros, mentre i cerchi in lega da 18 pollici, con design Parisienne diamantato nero, aggiungono un tocco di raffinatezza urbana.
Non mancano dettagli cromatici ispirati alla terra battuta, come i coprimozzo e gli inserti dei paraurti in tonalità Brun Terracotta, che richiamano immediatamente il campo centrale del torneo parigino. Il tetto elettrico in tessuto completa un insieme che punta su leggerezza visiva e personalità .
Dentro l’abitacolo, il lavoro di personalizzazione è ancora più evidente. Le sellerie, realizzate con materiali riciclati al 100%, adottano un grigio chiaro impreziosito da un tessuto grafico che richiama l’abbigliamento tecnico sportivo.
Il riferimento al tennis è chiaro nel pomello del cambio e-pop shifter, progettato per ricordare l’impugnatura di una racchetta, con tanto di logo Roland-Garros all’estremità . Anche la console centrale gioca con questo tema, integrando un tappetino per la ricarica wireless color terra battuta.
A completare il quadro, dettagli come la bandiera tricolore blu-bianco-rosso, i pannelli porta coordinati e i tappetini dedicati, che trasformano l’abitacolo in una sorta di tributo su quattro ruote allo spirito del torneo.
La presenza di Renault al Roland-Garros non si limita alla showcar e agli altri modelli in esposizione. Il marchio francese, infatti, ricopre anche il ruolo di fornitore ufficiale dei trasporti, mettendo a disposizione una flotta di ben 188 veicoli.
Tra questi spiccano modelli come Scenic E-Tech Electric e Rafale Hyper Hybrid E-Tech 4×4 da 300 CV, a dimostrazione di una strategia che punta sempre di più su elettrificazione e innovazione tecnologica.
Non solo: come già accaduto nelle edizioni precedenti, saranno presenti anche navette autonome 100% elettriche, utilizzate per collegare diverse aree dell’evento e facilitare gli spostamenti degli spettatori. Un piccolo assaggio di quella mobilità del futuro che, lentamente ma inesorabilmente, sta diventando realtà .
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 13:11:59 +0000In pochi istanti un controllo della Stradale a Genova Sampierdarena è degenerato, scatenando un inseguimento ad alta velocità durato diversi chilometri. La folle corsa si è conclusa con l’arresto di un 37enne, finito in manette dopo aver tentato di seminare la pattuglia che lo aveva intercettato per un’anomalia nel traffico.
Gli agenti, impegnati nei consueti pattugliamenti sul territorio, avevano messo nel mirino la moto già da diversi metri, attirati dall’andatura incerta, quasi esitante del conducente. Visto come barcollava sul mezzo, gli operatori sospettavano che non fosse lucido o stesse male, ed è per questo che gli hanno intimato l’alt, azionando i dispositivi mobili.
In quel momento, però, la situazione è precipitata. Invece di accostare e spegnere il motore, il 37enne ha scalato le marce e dato gas, convinto di poter seminare gli agenti nel traffico cittadino. Ne è scaturito un lungo inseguimento, nei quali il motociclista ha messo a repentaglio sia la propria vita sia quella di decine di automobilisti e pedoni, con una serie di manovre rischiose eseguite a tutta velocità , da sorpassi azzardati a bruschi cambi di direzione.
In costante contatto radio con la pattuglia, la centrale ha monitorato l’intero tragitto e coordinato la chiusura dei varchi, così da restringere la libertà di manovra del motociclista ed evitare che l’inseguimento finisse in tragedia. Gli agenti della Polstrada di Sampierdarena hanno dovuto fare ampio ricorso alla loro esperienza per non perderlo di vista, cercando al contempo di minimizzare i rischi per la circolazione stradale. Finalmente la lunga e faticosa caccia all’uomo si è conclusa quando la pattuglia è riuscita a chiudere ogni via di fuga e a bloccare il mezzo in totale sicurezza, ma non poteva finire qui: una volta fermato, la sorpresa degli agenti è stata doppia.
Sulla sorte del motociclista ha inciso tanto la pericolosità delle sue manovre quanto il pugno di ferro del nuovo Codice della Strada. Con la recente riforma dell’articolo 192, infatti, ignorare l’alt non costa più una semplice sanzione amministrativa: la fuga è diventata un reato penale a pieno titolo, che apre le porte all’arresto in flagranza. La nuova fattispecie di reato intende scoraggiare chi, pensando di rischiare solo una contravvenzione, innesca situazioni di pericolo estremo per sottrarsi alle verifiche.
Dietro la scelta disperata c’era un motivo poco nobile, emerso durante i controlli: la moto non aveva l’assicurazione e montava una targa di cartone, scritta a mano, usata per nascondere quella vera. Un espediente grossolano che ha portato al fermo amministrativo immediato del veicolo e al ritiro della carta di circolazione, in attesa della confisca definitiva di solito prevista nei casi di grave contraffazione.
Un tentativo di “clonazione” fallito nel peggiore dei modi. Oltre alle conseguenze penali legate alla fuga e alla resistenza, a carico del 37enne pendono multe pesantissime a causa della mancata assicurazione e della contraffazione del documento di circolazione. Il mezzo è stato ovviamente sequestrato, mentre all’uomo toccherà ora rispondere davanti ai giudici di una condotta che, per risparmiare sui costi di gestione della moto, lo ha portato dritto in una cella.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 10:42:23 +0000Fiat torna alle origini del concetto di utilitaria con il nuovo motore benzina Turbo 100 per la Grande Panda. La nuova variante si inserisce a listino come l’opzione più economica e funzionale della gamma, rivolgendosi a tutti coloro che mettono il rapporto qualità -prezzo e la semplicità d’uso al primo posto. In occasione dello sbarco negli showroom della Casa, il 18 e il 19 aprile scattano i test drive prima di approfittare degli incentivi legati alla rottamazione. Con una coppia di 205 Nm e un cambio manuale a sei marce, la versione strizza l’occhio agli irriducibili della trasmissione meccanica desiderosi di un’auto intuitiva, in grado tanto di districarsi tra le affollate vie urbane quanto di affrontare i viaggi autostradali.
Un pilastro fondamentale rimane l’efficienza. Grazie alla tecnologia Start&Stop di serie, i consumi restano contenuti anche nelle città più congestionate, ma oltre alla solidità ci sono anche le tecnologie all’avanguardia. L’ingresso in gamma è affidato alla Pop, che bada al sodo includendo già i principali ADAS e il quadro digitale da 10 pollici. Si collocano un gradino sopra in termini estetici e di dotazioni la Icon, che introduce i fari full LED e il display centrale da 10,25 pollici, e la ricca La Prima, caratterizzata dai cerchi in lega da 17 pollici e dalle finiture interne ecosostenibili in Bambox. Infine, la variante Business, riservata a flotte e professionisti, aggiunge ai contenuti della Icon il navigatore, il clima automatico e i sensori di parcheggio completi di telecamera.
Per tutto il mese di aprile, Fiat spinge forte sull’acceleratore della convenienza e propone la Grande Panda Turbo 100 al prezzo promozionale di 14.950 euro. L’offerta mira ad agevolare il ricambio del parco circolante: rottami un vecchio veicolo (fino a Euro 4) e aderisci al finanziamento proposto da Stellantis Financial Services Italia. Non meno importante, l’iniziativa riguarda la disponibilità immediata: la promo si applica infatti alle vetture già presenti nello stock delle concessionarie, togliendo di mezzo le incognite legate alle date di consegna.
Il porte aperte di sabato 18 e domenica 19 aprile ha anche altro in serbo. Fiat ha deciso di trasformare la visita in concessionaria in un momento di svago lanciando il concorso “Grande Panda ti porta in Crocieraâ€, che permette ai vincitori di aggiudicarsi un viaggio da sogno per quattro persone. Ad accompagnamento dell’iniziativa, la Casa ha ideato la campagna di comunicazione Castaway, attualmente on-air. Lo spot, basato su un linguaggio ironico e fresco, fa da eco alla filosofia del brand: un design intelligente e “human centric” non deve essere un lusso per pochi, ma uno strumento per migliorare concretamente la qualità della vita quotidiana.
I dati del primo trimestre dell’anno incoronano la bontà dell’operazione messa in atto da Fiat: la Grande Panda occupa già saldamente la terza posizione nella classifica delle auto più vendute in Italia. Un successo decretato dalla capacità del modello di interpretare le esigenze di semplicità e funzionalità richieste oggi dagli automobilisti. Con l’introduzione del motore Turbo 100 a meno di 15.000 euro, il costruttore ribadisce la sua missione: rendere la mobilità moderna, sicura e stilosa un traguardo possibile per tutti.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 08:01:37 +0000Nel mese di aprile 2026 diversi scioperi sono previsti in ambito trasporti, con impatti su trasporto ferroviario, pubblico locale, aereo e merci. In questo articolo forniamo il calendario completo, gli orari e tutti i dettagli utili città per città , utili per chi viaggia, lavora nei trasporti, o è interessato agli effetti economici e sociali delle proteste.
Brescia: Sciopero del trasporto pubblico locale di 24 ore dalle 00.00 alle 23.59, coinvolge il personale addetto allo scarico e carico merci della GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari. Sindacato USB Lavoro Privato.
Milano Malpensa: Sciopero nel settore aereo per il personale ENAV presso l’Aeroporto di Milano Malpensa, dalle 13.00 alle 17.00, sindacato RSA FAST-CONFSAL-AV.
Roma: Sciopero nazionale settore aereo ENAV ACC Roma dalle 13.00 alle 17.00, sindacato RSA UILT-UIL e ASTRA.
Regionale Veneto, Umbria e Campania: Sciopero regionale TPL, dalle 20.01 alle 24.00 per il personale Busitalia Sita Nord (USB Lavoro Privato, ADL Cobas).
Nazionale: Sciopero nazionale settore aereo per il personale delle società ENAV (UILT-UIL), Techno Sky (UILT-UIL), e ENAV ACC di Milano (RSA FAST-CONFSAL-AV), sempre dalle 13.00 alle 17.00.
Sciopero ferroviario nazionale di 24 ore, coinvolge tutto il personale RFI dedicato alla manutenzione infrastrutture, proclamato da Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.
Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): Sciopero di 4 ore dalle 10.57 alle 14.57, personale IAS Autolinee. Sindacati: RSA FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Napoli (Campania): Sciopero di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 della società EAV, sindacato ORSA Autoferro TPL.
Udine (Friuli-Venezia Giulia): Sciopero personale ARRIVA Udine, urbano 17.30-21.29, extraurbano 17.15-21.14. Sindacato ASI-AU.
Nazionale: Sciopero appalti ferroviari Elior Ristorazione 4 ore a inizio turno, sindacato COBAS Lavoro Privato.
Brescia: Sciopero di 24 ore, personale GDA Handling Aeroporto Brescia Montichiari, sindacato USB Lavoro Privato.
Regionale Sicilia (Tutte le province): Sciopero trasporto merci per conto terzi, dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile 2026, Comitato Trasporto Siciliano.
Milano, Pavia, Monza, Brianza, Lodi (Lombardia): Sciopero TPL per Addabus, 4 ore dalle 08.45 alle 12.45, sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Stretto di Messina (Sicilia): Sciopero Blujet marittimo di 8 ore dalle 09.01 alle 17.01, sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.
Nessuno sciopero previsto o documentato per questa data nelle fonti disponibili.
Firenze (Toscana): Sciopero TPL di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00, personale Soc. Gest. Firenze, sindacato OSP Cobas Lavoro Privato.
Nazionale: Sciopero trasporto merci per conto terzi in tutta l’Italia, dal 20 aprile ore 00.00 al 25 aprile ore 24.00, sindacato Trasportounito.
Frosinone (Lazio): Sciopero TPL di 24 ore, personale Soc. Cialone Tour, sindacato USI CTS.
Tutte le province di Calabria: Sciopero ferroviario 8 ore dal 10.00 alle 17.59, personale RFI. Sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL.
Milano (Lombardia): Sciopero TPL 8 ore (ATM, NET Trezzo 8.45 -15.00, NET Monza 14.50 – 18.50, Funicolare Como Brunate 8.30 -16.30), personale Gruppo ATM, sindacato CONFIAL-Trasporti.
Bari (Puglia): Sciopero TPL 4 ore dalle 17.30 alle 21.30, personale Soc. STP di Bari, sindacati OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.
Napoli (Campania): Sciopero TPL 4 ore dalle 8.30 alle 12.30, personale AIR Campania, sindacato OSR USB Lavoro Privato.
Cosenza (Calabria): Sciopero TPL 24 ore, personale IAS Autolinee Corigliano-Rossano, sindacati RSA FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 06:00:00 +0000Oggi, 18 aprile 2026, offriamo un quadro chiaro e immediato dei prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane, basato sull’ultimo rilevamento ufficiale disponibile (aggiornamento 17-04-2026) dell’Osservatorio prezzi Mimit: benzina self a 1.803 €, gasolio self a 2.161 €, GPL servito a 0.901 € e metano servito a 1.592 €. Nelle sezioni che seguono trovi la tabella con i valori aggiornati e una spiegazione completa di come si forma il prezzo alla pompa, distinguendo tra componente fiscale, costo della materia prima e margini industriali, così da interpretare meglio le variazioni quotidiane.
Ultimo aggiornamento dei prezzi: 17-04-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.161 € |
| Benzina | SELF | 1.803 € |
| GPL | SERVITO | 0.901 € |
| Metano | SERVITO | 1.592 € |
Benzina. Il prezzo finale della benzina nasce dall’equilibrio tra componenti fiscali e industriali. Nel dettaglio, la componente fiscale incide per il 58% ed è formata principalmente da accise e Iva: due voci che non dipendono dall’andamento giornaliero dei mercati e che, per questo, tendono a stabilizzare una parte rilevante del prezzo alla pompa. La componente industriale pesa invece il 42% e si divide in due blocchi: il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo, e il margine lordo, pari al 12%. Il costo della materia prima riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’effetto del cambio euro/dollaro: quando il greggio sale o l’euro si indebolisce contro il dollaro, la benzina tende a rincarare; viceversa, un calo delle quotazioni o un euro più forte può alleggerire i listini. Il margine lordo, su cui incide l’insieme delle attività di raffinazione, logistica e distribuzione, è l’area sulla quale l’operatore può intervenire per modulare il prezzo al consumo. Pur restando contenuto rispetto alle imposte, questo margine consente aggiustamenti tattici in risposta a dinamiche competitive locali, a costi operativi e a picchi di domanda, contribuendo a spiegare differenze tra aree e tra singoli punti vendita.
Gasolio. Anche per il gasolio il prezzo alla pompa deriva dalla somma di parti fiscali e industriali, ma con un profilo differente rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo, mentre la componente industriale pesa il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima vale il 45%: è la porzione più influenzata dalle quotazioni internazionali dei distillati e dall’effetto euro/dollaro. Quando i mercati globali segnalano tensioni sull’offerta di gasolio o di prodotti affini (come il diesel marittimo o il gasolio da riscaldamento) e, insieme, l’euro si deprezza, il costo industriale tende ad aumentare. Il margine lordo rappresenta il 10% del prezzo e costituisce lo spazio di manovra dell’operatore per adeguare i listini: qui rientrano scelte commerciali, politiche promozionali, coperture dei costi di trasporto e stoccaggio e, in generale, l’ottimizzazione della rete distributiva. Poiché il gasolio è cruciale per la mobilità delle merci e di larga parte del parco circolante, la sua domanda può essere relativamente resiliente; ciò rende il prezzo particolarmente sensibile alle oscillazioni delle quotazioni internazionali e ai cambi valutari, con riflessi più evidenti nella componente industriale. Nel complesso, l’equilibrio tra fiscalità , materia prima e margine spiega le variazioni tra territori e periodi.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.774 per la benzina, 2.126 per il diesel, 0.807 per il gpl, 1.593 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.120 |
| Benzina | SELF | 1.773 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.515 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.129 |
| Benzina | SELF | 1.795 |
| GPL | SERVITO | 0.758 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.147 |
| Benzina | SELF | 1.797 |
| GPL | SERVITO | 0.843 |
| Metano | SERVITO | 1.760 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.138 |
| Benzina | SELF | 1.792 |
| GPL | SERVITO | 0.830 |
| Metano | SERVITO | 1.643 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.120 |
| Benzina | SELF | 1.769 |
| GPL | SERVITO | 0.781 |
| Metano | SERVITO | 1.543 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.129 |
| Benzina | SELF | 1.763 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.556 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.143 |
| Benzina | SELF | 1.774 |
| GPL | SERVITO | 0.787 |
| Metano | SERVITO | 1.547 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.109 |
| Benzina | SELF | 1.761 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.693 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.121 |
| Benzina | SELF | 1.776 |
| GPL | SERVITO | 0.871 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.124 |
| Benzina | SELF | 1.761 |
| GPL | SERVITO | 0.788 |
| Metano | SERVITO | 1.563 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.111 |
| Benzina | SELF | 1.764 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.528 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.130 |
| Benzina | SELF | 1.790 |
| GPL | SERVITO | 0.805 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.118 |
| Benzina | SELF | 1.756 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.578 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.131 |
| Benzina | SELF | 1.781 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.644 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.133 |
| Benzina | SELF | 1.775 |
| GPL | SERVITO | 0.856 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.138 |
| Benzina | SELF | 1.791 |
| GPL | SERVITO | 0.818 |
| Metano | SERVITO | 1.820 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.124 |
| Benzina | SELF | 1.767 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.603 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.134 |
| Benzina | SELF | 1.774 |
| GPL | SERVITO | 0.810 |
| Metano | SERVITO | 1.592 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.120 |
| Benzina | SELF | 1.767 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
| Metano | SERVITO | 1.557 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.121 |
| Benzina | SELF | 1.783 |
| GPL | SERVITO | 0.874 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 aprile 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.115 |
| Benzina | SELF | 1.759 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
| Metano | SERVITO | 1.524 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 06:00:00 +0000GWM, acronimo di Great Wall Motor, ha annunciato l’avvio delle proprie attività commerciali in Italia. L’azienda, un gruppo automobilistico privato cinese fondato nel 1990 e con sede a Baoding, si prepara a espandere la sua presenza in Italia, puntando su una strategia ben precisa, con la costituzione di una filiale locale e una data ufficiale per l’avvio delle vendite dirette di veicoli per il mercato italiano. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.
GWM Italia opererà con una filiale diretta e con una rete di concessionari ufficiali. Le vendite partiranno a giugno 2026 ed entreranno a pieno regime nel corso dell’estate. L’azienda ha confermato anche che fornirà formazione tecnica certificata, un servizio post-vendita completo e un sistema logistico per i ricambi, con magazzini dislocati in tutta Europa (anche in Italia).
In questo modo, la consegna di parti e componenti sarà sempre rapida. In aggiunta, la divisione italiana della Casa cinese proporrà veicoli coperti con una garanzia fino a 7 anni oppure 150.000 chilometri, promettendo anche la presenza di un servizio clienti avanzato.
Questi elementi confermano l’impegno di GWM in Europa e, in particolare, in Italia, mercato destinato a rientrare nel piano strategico di crescita del costruttore che, come si legge nel comunicato ufficiale, vuole “diventare un punto di riferimento per una mobilità avanzata, efficiente e sostenibile, supportata da una solida rete di distribuzione e da un impegno a lungo termine nei confronti dei clienti.”
Il debutto italiano di GWM avverrà con il lancio di Ora 5. Si tratta di un SUV compatto che può rappresentare la soluzione giusta per il nostro mercato. Il modello in questione sarà disponibile in versione ibrida ma anche nelle versioni ICE e BEV per offrire ai clienti un’offerta completa.
Successivamente, l’azienda lancerà GWM Jolion MAX e GWM H7. Si tratta di due SUV di grandi dimensioni pensati, rispettivamente, per le famiglie e per le attività all’aria aperta. La gamma poi continuerà a crescere e ad aggiornarsi con l’arrivo di diverse novità che, anno dopo anno, andranno a costituire un’offerta ricca di opzioni e di potenzialità .
Attivo sul mercato da tempo, GWM è oggi uno dei principali produttori automobilistici indipendenti in Cina ed è anche il primo produttore cinese di SUV e pick-up. L’azienda ha già raggiunto oltre 170 Paesi al mondo, operando in Europa, America Latina, Medio Oriente, Oceania e Africa.
La rete di produzione può contare su 13 stabilimenti, dislocati tra Cina, Thailandia e Brasile. Di recente, inoltre, il costruttore ha realizzato un centro di progettazione europeo, con sede a Monaco di Baviera, in Germania.
Per quanto riguarda gli aspetti commerciali, GWM ha chiuso il 2025 con un totale di 1,32 milioni di unità vendute, superando anche quota 500 mila unità al di fuori della Cina e, quindi, confermandosi una realtà importante del mercato delle quattro ruote.
Il risultato del 2025 rappresenta un nuovo passo in avanti del programma di crescita aziendale, con un miglioramento delle vendite pari al 7,33% su base annua. L’arrivo in Italia e in altri mercati permetterà a GWM di continuare il suo programma di espansione su scala globale.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 05:30:37 +0000I finanziamenti per l’acquisto di un’auto sono una delle opzioni preferite dagli automobilisti, grazie alla possibilità di dilazionare facilmente la spesa, ma anche dalle Case costruttrici, che con l’applicazione di tassi di interesse possono incrementare ricavi e utili derivanti dalla vendita dei propri veicoli.
La richiesta di finanziamenti per completare l’acquisto di un’auto è sempre molto alta anche se nel corso del 2025 è stato registrato un leggero calo, legato principalmente al calo delle immatricolazioni di nuove autovetture. Questi due parametri, infatti, sono strettamente collegati e vanno sempre considerati insieme.
Bisogna sottolineare, inoltre, che il calo è stato attenuato dalla crescita del mercato dell’usato che pur non riuscendo a compensare completamente il calo delle immatricolazioni, ha sostenuto il settore dei finanziamenti per le auto. A chiarire la questione è il “Market Outlook sulla Mobility”, un nuovo studio condotto da Crif.
Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito all’indagine che prende in considerazione l’evoluzione del settore sotto vari punti di vista.
Dai dati dell’indagine emerge chiaramente un calo dei finanziamenti per l’acquisto di nuove auto nel corso del 2025. In particolare, si registra una riduzione dell’1,2% su base annua. Questo dato, come detto in apertura, è strettamente legato al calo delle immatricolazioni di nuove auto in Italia registrato lo scorso anno, con una riduzione del 2,1% delle vendite.
La crescita del 2% del mercato dell’usato ha dato un sostegno al settore, ma non è riuscita a compensare il calo del nuovo. A livello regionale, il calo più marcato viene registrato in Piemonte (-4,3%) e Toscana (-3,8%) mentre l’unica regione che chiude in positivo, con un dato in contro-tendenza rispetto alla media nazionale, è la Sicilia (+1,8%).
Non stupisce, anche considerando l’andamento dei prezzi delle auto, che l’importo medio dei finanziamenti per l’acquisto di una nuova vettura sia in crescita, raggiungendo una media di 19.400 euro. Da segnalare anche che i privati restano la componente principale del mercato con una quota complessiva del 70,8%, ma in termini di volumi registrano un calo dell’1,4% su base annua.
Da segnalare, però, che tra i privati si registra una forte crescita del segmento degli Under 30. I giovani ricorrono con frequenza crescente al finanziamento per l’acquisto di una nuova auto. Per gli Under 30, infatti, la crescita delle richieste è del 12,3%. Da segnalare, però, che il dato è legato a una maggiore propensione verso l’usato che rappresenta il 45,4% delle richieste complessive di finanziamento contro una media del mercato pari al 30,7%.
Un altro dato da considerare è quello legato agli operatori finanziari. Le finanziarie generaliste, legate maggiormente all’andamento dell’usato, registrano una crescita del 6,8% mentre le società captive e specializzate, che si concentrano sul nuovo, sono in calo del 5,5%, facendo segnare un dato sensibilmente peggiore rispetto alla media del mercato.
Il settore dei finanziamenti per auto, nonostante un calo in diversi segmenti, resta un importante riferimento per il settore e continuerà a rappresentare per gli utenti un’opzione importante da tenere in considerazione al momento dell’acquisto di una nuova vettura, con la possibilità di dilazionare al massimo la spesa.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 05:30:09 +0000Comprare una roulotte usata può essere una scelta intrigante se non ci si lascia sedurre solo dal prezzo. Nel mercato dell’usato la differenza tra un buon affare e una spesa sbagliata si misura anche sulla qualità strutturale del mezzo, la regolarità dei documenti, lo stato del telaio, l’efficienza dei freni e l’assenza di infiltrazioni.
Chi entra per la prima volta nel mondo dei caravan tende a guardare gli arredi, i cuscini, l’impressione generale. Chi ha già esperienza inizia dal pavimento, dagli angoli, dal timone, dai sigilli, dalle gomme, dalla corrispondenza del numero di telaio e dalla compatibilità con l’auto che dovrà trainarla.
Il punto di partenza è che una roulotte si compra insieme alla vettura trainante. Prima ancora di discutere di marca, letti, stufa o dinette, bisogna aprire il libretto dell’auto e verificare il limite di traino ammesso, oltre alla massa complessiva del complesso veicolare. Sul piano normativo, la patente B consente in Italia di trainare un rimorchio leggero fino a 750 kg, oppure un rimorchio superiore a 750 kg a condizione che la somma delle masse massime autorizzate di auto e rimorchio non superi 3.500 kg. Quando il complesso supera i 3.500 kg ma resta entro i 4.250 kg, entra in gioco l’estensione B96. Al di là di questa soglia serve la BE, fermo restando che il rimorchio non può avere massa massima autorizzata superiore a 3.500 kg.
In ogni caso la roulotte deve avere una posizione amministrativa pulita, con dati coincidenti tra veicolo e carta di circolazione o documento unico. Il numero di telaio riportato sul mezzo deve corrispondere a quello della documentazione. Merita attenzione anche il tema della revisione. Per i rimorchi leggeri O1 e O2 valgono le stesse scadenze di revisione previste per gli autoveicoli leggeri: prima revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, poi ogni due anni.
La prima verifica da fare nella fase di compravendita di una roulotte usata riguarda quindi le masse. La norma e la sicurezza si fondano sulla massa massima autorizzata e non sul peso a vuoto. In pratica la roulotte va valutata per ciò che può pesare a pieno carico, non per quanto pesi quando è vuota. Alla massa si aggiunge il tema del gancio traino. Deve essere omologato, installato e coerente con i dati della vettura.
Che si tratti di una roulotte o di un carrello appendice, il gancio di traino è l’elemento che assicura un collegamento tra il veicolo trainante e il rimorchio. In commercio ci sono diverse soluzioni, ciascuna con proprie caratteristiche. I ganci fissi sono i più solidi e resistenti, per questo vengono scelti soprattutto da chi utilizza il traino con una certa frequenza. I ganci removibili o smontabili si inseriscono in un supporto fisso ancorato alla struttura del veicolo e possono essere rimossi quando non servono. Ci sono poi i ganci retrattili, integrati nel paraurti e dotati di un sistema manuale o elettrico che consente di nasconderli sotto la carrozzeria.
Capitolo limiti di velocità , un’autovettura che traina un caravan deve rispettare soglie inferiori rispetto a quelle di una normale auto, con limite massimo di 70 km/h sulle strade extraurbane e 80 km/h in autostrada.
Una roulotte usata si giudica bene quando la si legge come una struttura esposta ad acqua, vibrazioni, sole, urti e lunghi periodi di fermo. Per questa ragione bisogna osservare il tetto, gli angoli superiori, i profili di giunzione, le cornici delle finestre, gli oblò, la zona attorno alla porta, i vani esterni e la parte bassa della scocca. Qualsiasi sigillante rifatto male, differenza di colore, avvallamento, rigonfiamento o ondulazione può raccontare una riparazione pregressa, un urto o una infiltrazione già passata sotto le mani di qualcuno.
Le infiltrazioni sono del resto fra i danni più gravi e costosi che possano colpire un caravan perché l’acqua aggredisce il legno, indebolisce il pavimento, deteriora l’isolamento e compromette pannelli e rivestimenti.
All’interno non bisogna lasciarsi ingannare da tendine pulite, profumatori accesi o cuscinerie in ordine. Il vero test sta negli angoli, nei pensili, nei giunti, dietro le sedute, attorno alle finestre, vicino agli oblò, nella zona bagno e sul pavimento, che deve risultare uniforme, compatto e solido sotto il peso. Tracce di muffa, odore di chiuso persistente, aloni, rivestimenti che si staccano, leggere bolle sotto la superficie o legni gonfi sono segnali da non sottovalutare.
Dal punto di vista tecnico, un caravan non ha motore, ma ha una dinamica propria. Il primo punto da esaminare è allora il timone, insieme al dispositivo di aggancio, ai collegamenti elettrici e al repulsore. Bisogna quindi verificare lo stato del giunto di accoppiamento, l’assenza di giochi anomali, l’integrità del cavo di sicurezza, la funzionalità dei connettori elettrici e la presenza di eventuali segni di urti o deformazioni sul timone.
Va poi osservato il repulsore ovvero il sistema che in frenata aziona il freno del rimorchio. Se il movimento è duro o poco fluido, il rischio è di avere un impianto non efficiente o bisognoso di intervento. Anche la cuffia parapolvere va osservata con cura: tagli, screpolature e invecchiamento della gomma sono segnali da prendere sottogamba in quanto proteggono componenti la cui usura può incidere sul comportamento su strada.
Non meno importante è l’assale. I gommini, le sospensioni e i componenti collegati all’assale sono tra le voci pesano di più. L’inattività può invecchiare gomme, freni, cuscinetti e parti elastiche quasi quanto l’uso intenso.
Gli pneumatici di una roulotte meritano grande attenzione in fase di ispezione. Una gomma può avere una scolpitura sufficiente e al tempo stesso essere vecchia, indurita, screpolata o deformata da lunghi periodi di fermo. I Una pressione errata e uno stato non corretto degli pneumatici possono provocare usura anomala, danni, se non perdita di controllo del veicolo. Su una roulotte usata bisogna osservare l’età dello pneumatico, le eventuali screpolature sui fianchi, l’uniformità del consumo e la presenza della ruota di scorta.
Per quanto riguarda i freni, una roulotte con frenata inefficiente genera comportamenti insicuri nelle frenate più brusche o nelle discese lunghe. È opportuno chiedere quando siano stati controllati o revisionati, se ci sono documenti di officina, se il repulsore è stato manutenuto e se il mezzo in marcia presenti strattoni, ritardi o reazioni anomale. Allo stesso modo, va controllato il funzionamento delle luci, degli indicatori di direzione, degli stop e delle prese elettriche.
Infine c’è il tema della stabilità . Una roulotte può essere in regola e comunque non “stare bene†dietro all’auto. Da ferma è utile verificare se la struttura appare allineata, se le ruote sono in asse, se ci sono inclinazioni innaturali, se gli appoggi e i piedini di stazionamento non hanno generato sollecitazioni anomale.
Nell’acquisto di una roulotte usata, la parte abitativa va trattata come una piccola casa mobile piena di impianti. L’impianto del gas va verificato con attenzione, insieme a regolatore, tubazioni, vano bombole e apparecchi collegati. L’impianto idrico richiede controlli su perdite, rubinetteria, wc, scarichi, pompa e serbatoi. L’impianto elettrico deve essere coerente, ordinato, senza adattamenti improvvisati, connessioni dubbie o segni di interventi artigianali. Una roulotte con infiltrazioni pregresse può avere problemi anche sugli impianti perché l’umidità non si ferma ai pannelli in quanto compromette componenti elettrici e finiture.
Conviene allora provare tutto. Frigo, stufa, illuminazione, prese, pompa acqua, finestre, zanzariere, oscuranti, sportelli, tavolo, letti e trasformazioni interne devono funzionare in modo coerente con l’età del mezzo.
Data articolo: Sat, 18 Apr 2026 04:00:26 +0000I SUV saranno anche i signori incontrastati nelle concessionarie, ma il fascino delle station wagon resiste ancora oggi: l’auto di Bianca Guaccero ce lo insegna. La giurata di Dalla strada al palco – Special si è lasciata immortalare accanto a una tedesca tutta d’un pezzo, che dalla sua ha da proporre spazio da monovolume e dinamica da berlina sportiva.
Bianca Guaccero appare radiosa accanto alla BMW Serie 5 Touring, un modello da circa 70.000 euro nelle concessionarie italiane, sensibilmente cresciuto con l’avvento dell’ottava generazione fino a sfiorare i 5,1 metri. Muscolose e al contempo fluide, le forme culminano in un frontale dal doppio rene retroilluminabile, mentre la linea di cintura alta ne slancia il profilo.
Le dimensioni imponenti non hanno delle ripercussioni sulla capienza del bagagliaio, che dai 570 litri di capacità minima può salire fino a quota 1.700 abbattendo i sedili. Professionisti e anime urbane trovano ciascuno pane per i propri denti dal punto di vista meccanico, merito di una gamma ampia e versatile, dove il diesel mild hybrid fino a 303 CV brilla nei lunghi tragitti e le opzioni plug-in hybrid, come la 530e xDrive da 299 CV, fanno un figurone nei centri urbani. Infine, la rivoluzione i5 Touring porta l’elettrico puro sul modello, e nella versione top-level M60 supera i 600 CV.
Sedersi al posto di guida della Serie 5 Touring dà subito l’idea di quanto BMW abbia dato una nuova accezione al lusso. Al posto dei soliti tasti fisici, l’enorme Curved Display comprende sia il quadro strumenti sia lo schermo centrale, e gli ecologici rivestimenti “Veganza” non fanno rimpiangere la pelle tradizionale. Lungo tutta la plancia corre la striscia luminosa dell’Interaction Bar, con la quale il computer di bordo segnala chiamate in arrivo o cambia tonalità in base alla modalità di marcia selezionata: un pizzico di spettacolo aggiunto a un abitacolo che, per il resto, rimane solido, ovattato e rifinito con una cura quasi maniacale.
Al volante della BMW Serie 5 Touring la meravigliosa Bianca Guaccero è una regina della strada, in TV, però, i riflettori si spostano soprattutto sugli artisti che la strada la vivono in modo creativo. Torna venerdì 17 aprile in prima serata su Rai 1 il nuovo appuntamento con Dalla strada al palco – Special, evoluzione del format precedentemente condotto da Nek. Il people show si erge a grande piazza italiana, in cui performer, musicisti e giocolieri hanno l’opportunità di mettere in mostra tutto il loro talento.
Per questa puntata, il parterre dei “passanti importanti” — i giudici chiamati a commentare e votare le esibizioni — è d’eccezione: insieme alla già citata Bianca Guaccero, troveremo Carlo Conti, Mara Venier e Nino Frassica. Gli ospiti speciali della serata includono nomi del calibro di Alex Britti e i Gipsy Kings, che arricchiranno la serata con la loro musica. Dopo il successo dei primi finalisti, Alfio Russo e il Gruppo Lirico Priolo, resta da vedere quali saranno i due nuovi qualificati. Non resta che sintonizzarsi su Rai 1 per scoprirlo.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 20:04:03 +0000Le auto elettriche stanno crescendo sempre di più in Italia, con volumi di vendita sensibilmente superiori al passato. La conferma arriva dai risultati del primo trimestre del 2026 che ha visto le auto a zero emissioni completare un sorpasso storico.
Gli italiani, infatti, comprano sempre più auto elettriche e sempre meno auto diesel. Questo trend emerge chiaramente dai numeri: le BEV, infatti, hanno superato le auto con motore a gasolio al termine dei primi tre mesi del 2026, per quanto riguarda le immatricolazioni di auto nuove.
La conferma arriva dal tradizionale report sulle vendite di UNRAE e rappresenta un ulteriore tassello per il programma di elettrificazione del mercato italiano. Sempre più automobilisti italiani preferiscono puntare su un’auto elettrica o ibrida.
Il sorpasso delle auto elettriche alle auto diesel è frutto di due diversi trend, indipendenti ma collegati tra loro. Da una parte, infatti, le auto a zero emissioni sono sempre più diffuse, anche grazie a un’offerta più ricca e a prezzi più accessibili. Dall’altra, invece, si riducono le opzioni per l’acquisto di un’auto diesel, con il caro carburante che rende questo tipo di veicoli sempre meno convenienti per via di un sostanziale incremento dei costi di gestione e utilizzo.
Ricordiamo che i numeri positivi delle elettriche (e delle ibride plug-in) sono alla base della ripresa del mercato delle quattro ruote in Italia che ha chiuso un ottimo primo trimestre del 2026 e che ora può guardare al futuro con maggiore fiducia. Il programma di elettrificazione sembra, finalmente, essere entrato nel vivo e sempre più automobilisti italiani puntano su modelli elettrificati, anche per via dell’aumento dei costi dei carburanti.
Nel corso del primo trimestre del 2026 sono state immatricolate 38.154 unità di auto elettriche. Questo dato rappresenta un incremento del 65,3% su base annua. Complessivamente, nei primi tre mesi dell’anno in corso, sono state vendute circa 15 mila unità in più rispetto allo scorso anno. La quota di mercato è schizzata dal 5,2% al 7,8%.
Nello stesso tempo, le auto diesel sono in calo netto: il trimestre si chiude con una riduzione del 24,8% su base annua, per un totale di 32.934 unità immatricolate (poco più di 10 mila unità in meno rispetto allo scorso anno). La quota di mercato si è ridotta, passando dal 9,8% al 6,7% (1,1 punti in meno rispetto alle elettriche).
Il sorpasso è un punto di svolta: il divario tra elettriche e auto a gasolio è destinato ad amplificarsi nel corso dei prossimi mesi, per via soprattutto di una crescente richiesta di modelli a zero emissioni, in tutti i segmenti di mercato, ma anche per il caro carburante che continua a rappresentare un problema enorme per gli automobilisti.
Ricordiamo che a crescere in Italia sono anche le ibride e, soprattutto, le ibride plug-in. Questa categoria ha registrato la crescita più impressionante nel corso del primo trimestre, chiudendo il periodo con un totale di 42.944 unità vendute e un aumento dei volumi complessivi del 123,3% su base annua.
L’appuntamento è fissato ora per l’inizio del mese di maggio, in modo da poter verificare l’andamento delle vendite di aprile in Italia.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 14:10:43 +0000Il 2026 è iniziato molto bene per Fiat. Il marchio italiano, infatti, si è reso protagonista di una sostanziale crescita delle immatricolazioni, dando un contributo importante al piano di rilancio di Stellantis.
Questo trend di crescita non si limita al solo mercato italiano, dove Fiat è leader e sta registrando numeri molto positivi. Come sottolineato anche dall’azienda, il marchio sta registrando ottimi dati in tutta Europa.
Andiamo ad analizzare i numeri, forniti direttamente da Stellantis tramite un comunicato stampa, che Fiat ha raccolto nel corso del primo trimestre del 2026 sul mercato europeo, considerando anche l’andamento dei modelli principali.
Sull’ottima partenza di Fiat nel corso del primo trimestre del 2026 abbiamo già pubblicato vari articoli, con un approfondimento dettagliato che conferma il buon stato di salute del marchio in questa prima parte di anno. I dati forniti da Stellantis confermano quanto già era stato evidenziato nei giorni scorsi: il primo trimestre di Fiat in Europa (UE29) si è chiuso con una quota di mercato del 3,4%. Questo dato include una crescita percentuale di 0,6 punti rispetto al primo trimestre del 2025.
Fiat, quindi, è tornata sopra il 3% di market share sfruttando al meglio la crescita dei volumi: nel corso dei primi tre mesi dell’anno, infatti, la Casa italiana ha registrato un incremento del +25% con oltre 27 mila immatricolazioni in più. Ricordiamo che nelle prossime settimane arriverà il report completo sull’andamento del mercato europeo, diffuso come al solito da ACEA, che ci permetterà di analizzare più nel dettaglio l’andamento di Fiat in rapporto anche ai risultati degli altri brand.
Il cuore della gamma Fiat continua a essere nel segmento A: l’accoppiata Panda e 500, infatti, ha permesso al marchio di raggiungere un totale di oltre 45 mila unità immatricolate nei primi tre mesi del 2026. Di queste, circa 37 mila sono Panda. Complessivamente, Fiat ha il 57,6% del segmento A delle city car.
Uno dei segreti del successo di Fiat in Europa è la Grande Panda, protagonista nel primo trimestre dell’anno con un totale di 21 mila unità vendute. Il modello è destinato a crescere ancora, diventando sempre più un riferimento per il brand. A garantire questa crescita sarà la nuova versione benzina, che abbiamo analizzato di recente in un approfondimento dedicato e che si prepara a ritagliarsi uno spazio di primo piano, soprattutto in Italia, dove la Grande Panda è già nella Top 3 delle auto più vendute dopo i primi tre mesi dell’anno.
Il marchio Fiat si sta ritagliando uno spazio di primo piano anche tra i quadricicli leggeri con la Topolino che ha superato quota 3 mila unità vendute, registrando un incremento del 10% rispetto ai dati dello scorso anno. Fiat è ora leader del settore della micromobilità in UE29. Per quanto riguarda Fiat Professional, invece, il brand ha raggiunto una quota di mercato del 7,4%, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2025. In Italia, invece, il market share è del 25,6%, con una leadership solida che si basa su oltre 12 mila unità immatricolate.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 13:30:42 +0000Ogni automobilista in Italia è soggetto all’obbligo di fare la revisione alla propria vettura. Le scadenze da rispettare sono stabilite dalla legge e inappellabili e, quindi, devono essere rispettate per non incorrere in costose sanzioni.
Come ben sappiamo, anche le auto invecchiano con il passare del tempo e soprattutto sono soggette a fenomeni di usura, deterioramento e alla possibilità di guasti: questo è il motivo per cui è necessario, anzi obbligatorio, fare la revisione auto.
Un intervento che sottopone il veicolo a determinati controlli molto utili per ogni mezzo, ma ancor di più nel caso in cui durante l’anno l’auto non venga sottoposta agli interventi di manutenzione ordinaria, che comunque raccomandiamo.
Ricordiamo infatti che avere sempre l’auto in perfette condizioni aumenta la propria sicurezza su strada, ma anche quella degli altri utenti, diminuisce i rischi di guasti ma anche – in alcuni casi – i consumi e le emissioni.
La legge obbliga gli automobilisti a effettuare la prima revisione di un veicolo nuovo quando sono passati quattro anni dall’immatricolazione, poi i successivi controlli avranno una frequenza più ravvicinata, già a partire dal secondo (ogni due anni).
Il primo passaggio al centro revisioni avviene quindi quattro anni dopo l’immatricolazione, entro la fine del mese stesso in cui è stata immatricolata l’auto; è possibile individuare con facilità la suddetta data sulla carta di circolazione: si trova infatti nel primo riquadro del libretto, accanto alla lettera (B).
La data dell’ultima revisione è invece riportata sul tagliando adesivo che viene applicato sul libretto dal centro di revisione che ha eseguito il controllo. Infatti, per ogni revisione, l’officina che l’ha eseguita è obbligata a rilasciare un certificato e ad apporre sulla carta di circolazione l’etichetta che accerta l’esito positivo dell’intervento, per legge.
Tutte le revisioni successive invece devono essere effettuate poi ogni due anni. Se un’auto o qualsiasi altro veicolo non viene sottoposto a revisione non può circolare, e nel caso di incidenti possono anche sussistere problemi con l’assicurazione, che ha il diritto di rivalersi sull’assicurato per il danno da esso eventualmente provocato.
Una volta effettuata la prima revisione dopo i canonici 4 anni, come abbiamo detto, il ritmo diventa biennale e la cadenza segue la data dell’ultima revisione registrata sul libretto di circolazione. Non fanno eccezione i veicoli storici, anch’essi soggetti a controlli regolari.
Ci sono invece alcune categorie di veicoli, come taxi, ambulanze e mezzi a noleggio con conducente, che devono essere sottoposti a revisione ogni anno. Il motivo è chiaramente da individuare nell’utilizzo intensivo di tali mezzi e nel bisogno di certificare la loro sicurezza, conformità ed efficienza su strada.
Sull’intero territorio nazionale ci sono molteplici centri di controllo privati autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in grado di garantire in tutto il Paese un servizio di revisione dei veicoli capillare. In genere hanno la possibilità di fissare appuntamenti più velocemente rispetto agli uffici pubblici e riducono i tempi di attesa. Il costo in questi casi è superiore rispetto agli uffici pubblici, la spesa è compensata però dalla rapidità del servizio.
Gli uffici del Dipartimento trasporti terrestri sono un’alternativa più economica per effettuare la prima revisione auto e anche le successive. C’è un unico problema: è necessario muoversi con largo anticipo perché in questi casi ottenere un appuntamento richiede tempi più lunghi e gli orari di apertura spesso sono meno flessibili.
Il certificato di revisione è un documento ufficiale che è diventato obbligatorio a partire dal primo aprile 2019, che deve essere rilasciato al termine di ogni revisione periodica del veicolo.
A che cosa serve? Attesta che l’auto o altro mezzo ha superato i controlli di sicurezza e ambientali, riportando i chilometri percorsi nel momento in cui è stato effettuato il controllo. Questo strumento è stato inserito come obbligo di legge principalmente per contrastare le frodi del contachilometri (spesso i reali chilometri percorsi vengono manomessi per vendere un veicolo usato a un prezzo molto più elevato, è una “truffa†che purtroppo in Italia conosciamo molto bene).
Il certificato di revisione deve accompagnare la carta di circolazione e includere i dati identificativi del veicolo (targa, telaio), data e luogo del controllo, chilometraggio registrato e l’esito della revisione (regolare, ripetere, sospeso).
Viene realizzato dall’officina specializzata che effettua la revisione e serve a garantire la sicurezza stradale, verificare l’idoneità del veicolo e tracciare i chilometri reali, il cui dato viene trasmesso al Portale dell’Automobilista, viene consegnato da parte dei centri di revisione autorizzati o dalla Motorizzazione Civile. Si tratta di un documento fondamentale e obbligatorio in caso di controllo o vendita dell’usato.
Esistono anche casi di revisione straordinaria, si tratta di controlli tecnici obbligatori imposti dalla Motorizzazione Civile, che può decidere di disporla anche su segnalazione degli organi di Polizia Stradale, nel caso in cui ci siano dei dubbi sulla persistenza dei requisiti per circolare o in seguito a un incidente. La revisione auto cosiddetta anche “singola” può essere fatta esclusivamente agli uffici provinciali della Motorizzazione.
Si tratta di casi eccezionali, può capitare che la revisione straordinaria venga richiesta dopo incidenti stradali gravi, sinistri con dubbi sulla sicurezza, o a seguito di controlli stradali, per verificare la persistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità e inquinamento del veicolo in oggetto.
Se il mezzo ha subito gravi danni a causa di un sinistro oppure se ci sono dubbi sull’efficienza di elementi di sicurezza come i freni, lo sterzo e altre componenti fondamentali dell’auto, allora può essere necessario fare questo ulteriore controllo. La revisione straordinaria può essere eseguita solo dai tecnici specializzati degli uffici della Motorizzazione Civile, è importante sapere inoltre che non sostituisce la revisione periodica, a meno che quest’ultima non scada entro l’anno in corso.
Quali sono i controlli che vengono effettuati durante la revisione auto periodica:
Attenzione a non confondere la revisione auto con il tagliando perché la prima verifica solo la funzionalità , senza andare a sostituire pezzi o rabboccare i liquidi. Oltretutto la revisione è obbligatoria per legge, mentre il tagliando è estremamente consigliato ogni anno, ma non è un obbligo: non si rischiano multe e altre sanzioni, ma è importante per la sicurezza e la funzionalità del proprio mezzo.
Per poter superare la revisione auto senza alcuna criticità e alcun problema particolare, il veicolo deve essere conforme per legge a tutti i controlli previsti, l’ispettore incolla un tagliando adesivo apposito sul libretto di circolazione con l’indicazione di “Revisione regolare†e la data in cui è stata effettuata l’ispezione con esito positivo.
Si tratta di un aggiornamento della carta di circolazione che certifica che la vettura è idonea alla circolazione su strada e che è conforme agli standard di sicurezza e ambientali stabiliti dalla normativa in vigore.
Nel caso contrario, se quindi durante i controlli invece emergono dei difetti di lieve entità , che in realtà non sono tanto gravi da compromettere immediatamente la sicurezza, allora l’auto può continuare a circolare su strada, ma ad una condizione: il problema deve essere subito riparato.
Gli interventi richiesti dai tecnici specializzati devono essere eseguiti in officina e documentati in modo puntuale, entro un mese poi l’auto deve essere sottoposta nuovamente a verifica, per passare il controllo. In questi casi, sul libretto viene riportata l’annotazione “Revisione ripetere – da ripresentare entro un meseâ€: significa quindi che, in gergo, l’esito è sospeso fino alla risoluzione delle anomalie.
C’è poi un ultimo caso, il peggiore: durante la revisione auto emergono dei problemi gravi al veicolo, tanto da rappresentare un rischio per la sicurezza o da violare i limiti sulle emissioni, che oggi sappiamo tutti essere sempre più stringenti secondo le direttive dell’Unione europea.
Che cosa fare se ci si trova in questa situazione? Scatta immediatamente la sospensione dalla circolazione, questo vuol dire che il veicolo non può essere guidato su strada e può essere spostato solo per raggiungere l’officina che deve eseguire gli interventi riparatori richiesti in fase di revisione.
Il libretto in questo caso viene aggiornato con la dicitura “Revisione ripetere – veicolo sospeso dalla circolazione fino a nuova visita con esito favorevoleâ€: l’auto quindi è bloccata e non può essere usata fino al superamento di una nuova revisione.
Per non incappare in eventuali problemi e ritrovarsi con il veicolo fermo, è possibile prendere in considerazione la pre-revisione, un controllo da effettuare in officina prima di sottoporre il veicolo alla revisione ufficiale.
In questo modo è possibile andare a controllare tutte le parti vitali dell’auto, per arrivare pronti al momento dell’effettiva revisione, senza avere la preoccupazione di un esito negativo a causa della non idoneità del mezzo.
Ci sono diverse officine che propongono dei prezzi vantaggiosi per realizzare la pre-revisione, con tariffe agevolate se si decide di fare il doppio controllo.
La revisione auto ha un prezzo fisso per tutti. Se si decide di procedere presso le officine della Motorizzazione civile, allora il prezzo ufficiale è di 45 euro.
Se invece la scelta ricade sui centri privati autorizzati, allora il prezzo base parte da 54,95 euro, a cui vanno aggiunti l’Iva al 22%, eventuali diritti postali e le commissioni di pagamento. Il prezzo totale quindi raggiunge circa 79 euro.
Chiaramente a questa cifra potrebbero essere aggiunte eventuali spese per le riparazioni di componenti danneggiate, emerse durante il controllo.
Come abbiamo già detto, i veicoli storici e da collezione sono soggetti a revisione biennale. Tra questi rientrano:
Lo abbiamo chiarito: la prima revisione deve essere effettuata dopo 4 anni dall’immatricolazione auto, poi ogni due anni. Non si scappa: si tratta di un obbligo previsto dalla legge e quindi, se un veicolo non viene sottoposto alla revisione periodica, il conducente è soggetto a una sanzione minima di 173 euro, anche nel caso in cui lo stesso sia parcheggiato su suolo pubblico. Saldando la somma entro cinque giorni, l’importo si riduce a 121,10 euro.
Ci sono casi però ben più gravi: una revisione non eseguita potrebbe essere una dimenticanza, ma se non è stata eseguita per più di una scadenza, allora la multa viene raddoppiata e sulla carta di circolazione viene apposta la dicitura “Il veicolo è sospeso dalla circolazione sino a revisione effettuataâ€.
L’etichetta quindi indica che l’auto non può circolare fino al superamento della revisione. L’unica eccezione riguarda il tragitto verso il centro di revisione, ma è comunque obbligatorio dimostrare di avere un appuntamento prenotato per evitare la multa.
Nel caso in cui il veicolo venga trovato nuovamente senza revisione, allora la legge condanna al fermo amministrativo per 90 giorni: la carta di circolazione viene ritirata e viene dato all’automobilista un permesso temporaneo che serve esclusivamente per rientrare a casa.
In questo caso la multa si alza parecchio, fino a raggiungere i 1.998 euro, ridotta a 1.398,60 euro se pagata entro cinque giorni. In caso di reiterata mancata revisione, l’auto può anche essere confiscata.
Attenzione a non cercare di fare i furbi, perché la presentazione di un documento falso che attesti una revisione inesistente è violazione del comma 17 dell’articolo 80 del Codice della Strada: è prevista una multa di 430 euro, che diventa di 301 euro se viene pagata entro cinque giorni, ma il libretto di circolazione viene ritirato.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 12:07:41 +0000L’ombra del conflitto in Iran e la tensione costante lungo lo Stretto di Hormuz hanno tenuto l’Europa, e in particolare l’Italia, col fiato sospeso per settimane. Il blocco di quella che è considerata l’arteria vitale del commercio petrolifero mondiale ha innescato un’ondata di rincari che ha pesato come un macigno sui bilanci delle famiglie e delle imprese italiane. Tuttavia, dopo giorni di incertezza e prezzi alle stelle, il monitoraggio del mercato dei carburanti inizia a mostrare i segni di una fragile ma preziosa tregua.
Nelle ultime settimane, il timore di un’interruzione prolungata delle forniture aveva spinto le quotazioni verso l’alto, raggiungendo un picco critico giovedì 9 aprile. In quella data, le medie nazionali in modalità self-service avevano toccato vette allarmanti: la benzina era arrivata a 1,792 euro/litro, mentre il gasolio aveva sfondato la barriera dei 2,184 euro/litro.
Lungo la rete autostradale, la situazione appariva ancora più drammatica, con cifre che superavano rispettivamente la soglia di 1,82 euro per la verde e 2,20 euro per il diesel. Era il culmine di una tempesta perfetta, alimentata dall’instabilità geopolitica e dalla speculazione sui mercati internazionali.
Tuttavia, i dati più recenti comunicati dal Ministero delle Imprese, delineano uno scenario meno teso e segnano un’inversione di tendenza rispetto ai rincari precedenti. Sebbene i prezzi restino su livelli storicamente elevati, è iniziata una lenta ma costante discesa. Questa “piccola tregua” è dovuta a una parziale stabilizzazione dei mercati che ha permesso una timida flessione dei listini alla pompa.
Il protagonista assoluto di questo calo è il gasolio, che sta guidando la discesa con una flessione decisamente più marcata rispetto alla benzina. In soli sette giorni, il prezzo del diesel ha perso esattamente 5 centesimi al litro, attestandosi su una media nazionale di 2,134 euro. Per gli automobilisti, questo si traduce in un risparmio tangibile: oggi un pieno da 50 litri di gasolio costa 2,50 euro in meno rispetto alla settimana precedente. Anche la benzina ha iniziato a calare, sebbene in modo più contenuto, scendendo a una media di 1,773 euro/litro con un risparmio di circa 1,9 centesimi rispetto ai picchi di inizio mese.
L’analisi territoriale rivela inoltre dinamiche curiose su dove convenga effettivamente fermarsi a fare rifornimento in questa fase di calo. Se per la benzina la discesa dei prezzi è stata leggermente più accentuata lungo le tratte autostradali, contribuendo a ridurre il tradizionale divario con i prezzi urbani, la situazione è diametralmente opposta per il diesel.
Per chi viaggia su mezzi a gasolio, rimane decisamente più conveniente fare il pieno nei centri abitati prima di imboccare il casello, poiché nei distributori urbani il calo è stato quasi il doppio rispetto a quello registrato sulla rete autostradale.
Nonostante questi segnali positivi, gli esperti invitano alla prudenza. In un contesto di forte volatilità legato all’evoluzione del conflitto mediorientale, questa flessione non rappresenta ancora una svolta decisiva, ma probabilmente più un segnale di respiro in un mercato che rimane estremamente sensibile agli eventi esterni.
La tregua attuale permette agli automobilisti di guardare al tabellone dei prezzi con meno ansia rispetto a pochi giorni fa, ma la strada verso una stabilizzazione definitiva appare ancora strettamente legata agli equilibri precari della geopolitica internazionale.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 10:18:31 +0000Il weekend del 18 e 19 aprile segna il debutto ufficiale della nuova Renault Twingo E-Tech Electric presso le concessionarie italiane. Il cosiddetto “porte aperte” serve a fare conoscere al grande pubblico nostrano un modello progettato per democratizzare la mobilità elettrica, con un prezzo di listino che parte da 19.500 euro per la versione Evolution e 21.100 euro per la Techno, senza vincoli di rottamazione o finanziamento. La strategia di Renault mira a offrire una city-car moderna che riduca i costi di utilizzo, dichiarando un costo di esercizio su quattro anni inferiore a quello di un’auto ibrida di pari categoria.
Per incentivare la transizione, Renault ha siglato un accordo con Enel Energia che include l’offerta “Enel Night Freeâ€. Chi acquista la vettura entro il 4 maggio 2026 può beneficiare, per tre anni, del prezzo della componente luce azzerato dalle 00:00 alle 07:00 per le ricariche domestiche, fino a un massimo di 140 kWh al mese. Questa promozione equivale a circa 30.000 km di percorrenza gratuita in tre anni.
Sotto il profilo tecnico, la Twingo E-Tech Electric è la prima vettura del marchio sviluppata in sole 100 settimane, grazie a una collaborazione internazionale che ha coinvolto i centri di ingegneria in Francia e in Cina. L’auto poggia sulla piattaforma RGEV small, la stessa utilizzata per Renault 5, che garantisce agilità urbana con un diametro di sterzata di 9,87 metri. Il design esterno, lungo 3,79 metri, riprende le forme iconiche della prima generazione del 1992, reinterpretandole con fari Full LED e un frontale caratterizzato da una calandra a “sorriso”.
L’abitacolo è progettato secondo il concetto di “piccola fuori, grande dentroâ€. La praticità è assicurata dai sedili posteriori separati e scorrevoli di 17 cm, di serie su tutte le versioni, che permettono di variare il volume del bagagliaio da 260 a 360 litri. Nella versione Techno, la modularità aumenta grazie allo schienale del passeggero anteriore abbattibile, che consente una lunghezza di carico fino a 2 metri. Un’altra novità è il sistema YouClip, che prevede punti di fissaggio preinstallati per accessori come porta-bevande, lampade a LED o borse pieghevoli.
La dotazione tecnologica è un punto di riferimento per il segmento A. Tutte le versioni montano un doppio display orizzontale OpenR, composto da un cruscotto digitale da 7″ e un touchscreen centrale da 10,1″. L’allestimento Techno include il sistema OpenR Link con Google integrato, che offre navigazione con Google Maps, assistente vocale e oltre 100 applicazioni scaricabili. Al sistema è integrato l’avatar virtuale Reno, che utilizza ChatGPT per interagire in modo fluido con il conducente e gestire funzioni come la programmazione della ricarica.
Il sistema propulsivo della Twingo E-Tech prevede un motore elettrico da 60 kW (82 CV) e 175 Nm di coppia, alimentato da una batteria LFP (Litio-Ferro-Fosfato) da 27,5 kWh. Questa tecnologia riduce del 20% i costi di produzione limitando l’uso di metalli critici. L’autonomia dichiarata nel ciclo misto WLTP arriva a 263 km.
Di serie è presente un caricabatterie in corrente alternata (AC) da 6,6 kW, che ricarica l’auto dal 10 al 100% in 4 ore e 5 minuti. Con il pack opzionale Advanced Charge (490 euro), la potenza AC sale a 11 kW e si aggiunge la ricarica rapida in corrente continua (DC) da 50 kW, per passare dal 10 all’80% di energia in 30 minuti. Questo pacchetto abilita anche la ricarica bidirezionale V2L, permettendo di alimentare dispositivi esterni a 220V tramite la batteria dell’auto.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 09:02:02 +0000Peggio di una scossa tellurica. L’apertura del conflitto in Iran, sul finire dello scorso febbraio, ha spaccato il mondo in due. I risvolti e gli effetti collaterali di questa guerra incidono su più campi della vita, uno dei quali inevitabilmente è quello dell’automotive. Da diverse settimane viviamo in un vortice di rincaro dei prezzi del carburante, con una tenue tregua negli ultimi giorni, ma evidentemente la paura che le oscillazioni dei costi del greggio continuino anche nel lungo periodo ha alimentato un pensiero negli automobilisti europei: perché non passare all’elettrico? A quanto pare dai recenti dati emersi, la crisi in Medio Oriente ha dato una “scossa” alla mobilità alla spina.
La Germania è in prima fila per questo cambiamento. Il Paese mitteleuropeo ha reagito con quello che Ajay Bhatia, CEO di Mobile.de, definisce apertamente un “E-Auto-Boom”. Nel solo mese di marzo, le richieste di informazioni su vetture a batteria sul principale marketplace teutonico sono accresciute di oltre il 50% rispetto a febbraio.
Al contrario, i motori termici hanno subito una contrazione netta, mentre gli ibridi sono rimasti al palo con un modesto +4%. In questo scenario, la Volkswagen ID.3 si è imposta come la regina indiscussa delle ricerche, complice anche il ritorno degli incentivi governativi da 6.000 euro messi sul tavolo da Berlino per cavalcare questa improvvisa spinta alla transizione.
Se i dati tedeschi sono impressionanti, la risposta francese è stata ancora più verticale. La piattaforma La Centrale ha registrato un’esplosione del 160% nelle ricerche di veicoli elettrici tra marzo e aprile. Secondo Guillaume-Henri Blanchet, vicedirettore della piattaforma, questa crisi ha portato per la prima volta i consumatori a comprendere davvero il concetto di “costo totale di proprietà ”.
Accettare un prezzo d’acquisto più elevato non è più visto come un azzardo, ma come un investimento sensato per abbattere drasticamente i costi di esercizio e rifornimento. Perfino l’usato a batteria, storicamente un segmento difficile, sta vivendo una nuova giovinezza nelle preferenze dei francesi.
Il Regno Unito ha segnato record storici con 86.120 immatricolazioni di auto 100% elettriche nel solo mese di marzo, segnando un +24,2% rispetto all’anno precedente. Anche se molti di questi ordini erano antecedenti al conflitto, le richieste attuali sulle piattaforme come Carwow mostrano un incremento del 23%, segno che il timore per il caro vita sta spingendo gli inglesi ad abbandonare i motori a combustione per tenere sotto controllo le spese mensili.
Segnali molto simili arrivano anche dalla Spagna, con incrementi tra il 20 e il 30%. Persino l’Italia, fanalino di coda dei grandi mercati europei per appeal delle BEV, sembra essersi interessata al fenomeno alla spina. Secondo i report di AutoScout24, la domanda di auto elettriche nel nostro Paese è cresciuta di circa il 40%. Vedremo se dalla carta, gli automobilisti passeranno al concreto.
Sebbene alcuni esperti, come Ian Plummer di Autotrader, invitino alla cautela ricordando che gli shock petroliferi del passato non hanno sempre prodotto cambiamenti strutturali, la sensazione prevalente è che questa volta sia diverso. Il mercato sembra destinato ad assestarsi su una “nuova normalità ” più alta per l’elettrico, sostenuta da migliori infrastrutture e dal calo dei prezzi di listino. Come osservato da Blanchet, questa crisi lascerà “cicatrici” profonde nella memoria dei consumatori, ricordate ogni volta che il display di una pompa di benzina mostrerà cifre insostenibili.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 07:47:12 +0000Il 17 aprile 2026 sono previsti due scioperi nel settore dei trasporti in Italia. Di seguito riportiamo tutti i dettagli sugli scioperi, ordinati per città e area geografica: orari di inizio e fine, sindacati promotori, enti e categorie coinvolte.
È indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 08.45 alle 12.45, che coinvolge il personale della società Addabus operante nelle province di Milano, Pavia, Monza e della Brianza, e Lodi. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale ed è promosso dai sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nella zona dello Stretto di Messina, in Sicilia, è stato proclamato uno sciopero nel settore marittimo di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.01. Coinvolge il personale della società Blujet dell’Area Stretto di Messina. Lo sciopero è promosso dai sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.
Fonte: Mit
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 06:00:00 +0000Il divertimento non è solo una questione di prestazioni. L’Alpine porta la propria filosofia nel mondo delle elettriche compatte. Il brand ha infatti inserito all’interno dell’A290 un approccio dedicato alle performance, come dimostrano tanti dettagli.Â
Tra gli elementi che raccontano meglio questa ambizione c’è il sistema Alpine Telemetrics, una piattaforma che trasforma il display centrale in una vera e propria cabina di regia per analizzare, migliorare e giocare con il proprio stile di guida.
Un sistema pensato per chi vuole capire davvero cosa succede tra volante, asfalto e motore elettrico. Una specie di copilota digitale, sempre presente, che osserva, registra e suggerisce.
Il cuore del sistema Alpine Telemetrics è la quantità (e la qualità ) delle informazioni disponibili. Tutto quello che serve per monitorare la guida è lì, a portata di sguardo. Sul display è possibile visualizzare dati in tempo reale come:
Numeri che raccontano in modo intuitivo, i propri traguardi e i punti dove si può migliorare. Tutte informazioni che possono essere consultate anche fuori dall’auto, grazie all’app dedicata. È possibile infatti rivedere i dati, analizzare le sessioni e associare i video delle proprie performance, trasformando ogni uscita in una piccola sessione di telemetria da pilota. Un approccio che strizza l’occhio al mondo delle corse, ma che rimane accessibile anche a chi non ha mai messo le ruote in pista.
Alpine Telemetrics oltre a registrare i dati, vuole offrire anche un approccio più consapevole alla guida sportiva. All’interno del sistema è presente una funzione di coaching che guida passo dopo passo nella scoperta della vettura. Lo fa attraverso suggerimenti dei piloti Alpine pensati per migliorare lo stile di guida e ottimizzare le traiettorie.
Non può mancare una sezione dedicata alla scoperta della vettura in tutti i suoi dettagli, per imparare a sfruttare al meglio quello che l’A290 ha da offrire in termini di sportività . Il tutto con il contributo diretto dell’esperienza Alpine, che affonda le radici nel motorsport.
Accanto al coach, troviamo poi una componente più ludica, ma non per questo meno interessante: le challenges. Si tratta di vere e proprie sfide che mettono alla prova il guidatore su agilità , resistenza e gestione della potenza. Completando queste prove si ottengono medaglie e riconoscimenti, in un sistema che ricorda da vicino il mondo dei gaming. È qui che emerge il lato più originale di un’auto che non si limita a portarti da un punto A a un punto B, ma che prova a rendere ogni viaggio un’esperienza interattiva.
Il sistema Alpine Telemetrics si dimostra così la sintesi perfetta di una filosofia orientata al motosport, che vuole servire da ponte tra mondo elettrico e piacere di guida, tra dati e emozioni.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 06:00:00 +0000Sono più di 10 mila i litri di gasolio sequestrati dalla Guardia di Finanza durante i controlli sulla qualità del carburante e sui prezzi esposti al pubblico dei giorni scorsi. Più gestori romani sono infatti stati sorpresi con carburante irregolare, in alcuni casi con criticità nel punto di infiammabilità , in altri con un elevato contenuto di zolfo.
Fare rifornimento non è infatti solo una questione di prezzi alla pompa. Dietro a ciò che viene inserito all’interno delle vetture si nasconde un mondo fatto di controlli e normative. Quando si superano i limiti stabiliti dalle normative o non si risponde agli obblighi imposti dalla legge, il problema ricade sull’automobilista che va a compromettere il corretto funzionamento della propria vettura con evidenti pericoli di sicurezza, e problemi per il mezzo.
L’operazione non è arrivata per caso. Nelle scorse settimane, con il tagli delle accise, era già stata annunciata dal Governo una stretta sui controlli, con l’obiettivo di monitorare da vicino non solo i prezzi esposti al pubblico, tema particolarmente sensibile, insieme alla qualità reale del carburante venduto.
Per rendere le verifiche più rapide ed efficaci, i finanzieri si sono avvalsi del supporto del laboratorio chimico mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Una sorta di officina scientifica su ruote, capace di effettuare analisi direttamente sul posto, senza dover attendere lunghi tempi di laboratorio. Questo approccio ha permesso di individuare in tempi brevi eventuali anomalie e intervenire immediatamente, evitando che carburante non conforme continuasse a essere distribuito agli automobilisti.
Il cuore dell’operazione è stato coordinato dal 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un’azione che si inserisce in un piano più ampio di controllo del mercato dei prodotti energetici, sempre più sotto osservazione.
Le irregolarità riscontrate non si limitano a un solo aspetto. In alcuni casi, infatti, il gasolio analizzato presentava criticità nel cosiddetto flash point, ovvero il punto di infiammabilità . Un parametro fondamentale per garantire sicurezza e corretto funzionamento del carburante.
In altri casi, invece, il problema era legato proprio alla presenza eccessiva di zolfo. Un elemento che, se oltre i limiti, può avere effetti negativi sulle emissioni e contribuire a un maggiore inquinamento, oltre a incidere sulla durata e sull’efficienza dei sistemi di post-trattamento dei motori moderni, come filtri antiparticolato e catalizzatori. In parole semplici: non si tratta solo di una questione burocratica, ma di un fattore che può avere un impatto diretto su prestazioni, consumi e manutenzione dell’auto.
Non solo qualità del carburante. Durante i controlli sono emerse anche irregolarità legate alla trasparenza dei prezzi. Due gestori sono stati sanzionati per non aver comunicato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy le variazioni dei prezzi praticati. Un obbligo che negli ultimi anni è diventato sempre più stringente, proprio per garantire ai consumatori una maggiore chiarezza in un mercato spesso percepito come poco trasparente. La comunicazione corretta dei prezzi non è infatti un dettaglio secondario: consente alle autorità di monitorare eventuali anomalie e ai cittadini di confrontare le offerte, evitando sorprese al momento del rifornimento.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 05:30:59 +0000La constatazione amichevole entra ufficialmente nell’era digitale, ma non senza polemiche. Il nuovo CAI digitale, la versione elettronica del modulo utilizzato da milioni di automobilisti in caso di incidente, promette di semplificare le procedure e velocizzare l’apertura dei sinistri. Tuttavia, proprio mentre il sistema muove i primi passi, si alza la voce di Federcarrozzieri, che lancia un avvertimento chiaro: il rischio è quello di una canalizzazione dei clienti verso officine convenzionate con le compagnie assicurative.
Secondo Federcarrozzieri, il passaggio al digitale potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Da un lato c’è la comodità di gestire tutto tramite smartphone o computer, dall’altro la possibilità che le piattaforme sviluppate dalle compagnie assicurative guidino le decisioni degli utenti in un momento particolarmente delicato, quello successivo a un incidente.
Il timore è che, durante la compilazione del CAI digitale, vengano proposte in modo più o meno esplicito officine convenzionate, magari accompagnate da promesse di tempi più rapidi, pratiche semplificate o vantaggi economici. A esprimere la preoccupazione è il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, che non usa mezzi termini: il rischio è che il nuovo sistema diventi “il più potente strumento di canalizzazione dei sinistri mai introdotto nel mercato della riparazione autoâ€.
Una posizione che però si scontra con un punto fermo della normativa: l’automobilista resta libero di scegliere il proprio carrozziere di fiducia, indipendentemente dalle indicazioni dell’assicurazione. Il problema, secondo l’associazione, è che questa libertà potrebbe essere messa in discussione in modo indiretto, attraverso meccanismi digitali progettati per orientare le scelte. Con il risultato di una possibile penalizzazione per le officine indipendenti, che rischiano di trovarsi sempre più ai margini rispetto ai grandi network convenzionati.
Al di là delle polemiche, il CAI digitale rappresenta comunque un passo avanti importante sul piano tecnologico. In sostanza, si tratta della versione online della classica constatazione amichevole: il documento che consente di descrivere un incidente, indicare i veicoli coinvolti, riportare i dati assicurativi e ricostruire la dinamica dei fatti. Il funzionamento resta molto simile a quello tradizionale. Se i conducenti sono d’accordo sulla dinamica, la compilazione congiunta è la soluzione più semplice e veloce. In caso contrario, ciascuna parte può inviare la propria versione.
La vera differenza sta nell’esperienza d’uso. Il sistema digitale, infatti, si basa su interfacce guidate, pensate per accompagnare l’utente passo dopo passo. Questo significa meno errori, campi obbligatori difficili da dimenticare e la possibilità di sfruttare dati già presenti nei database delle compagnie, riducendo i tempi di inserimento.
Inoltre, l’invio della denuncia avviene in tempo reale, con la possibilità di generare e conservare una copia digitale del documento, eliminando il rischio di smarrimenti o compilazioni illeggibili, un classico problema dei moduli cartacei.
Il CAI digitale si inserisce in un processo più ampio di digitalizzazione del settore assicurativo e della mobilità . Un cambiamento inevitabile, che porta con sé vantaggi concreti ma anche nuove criticità . Da un lato c’è l’efficienza: meno carta, meno errori, tempi più rapidi. Dall’altro emergono interrogativi legati alla trasparenza e alla neutralità degli strumenti digitali, soprattutto quando a svilupparli sono le stesse compagnie che gestiscono i sinistri.
La sfida, nei prossimi mesi, sarà trovare un equilibrio tra innovazione e tutela del mercato, garantendo che la tecnologia resti uno strumento al servizio dell’automobilista e non un meccanismo che ne limiti le scelte.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 05:30:58 +0000Kawasaki Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid, attualmente le uniche due moto ibride di serie disponibili sul mercato globale, ricevono un aggiornamento sostanzioso per il 2026, volto a migliorare l’esperienza in sella. Non una mossa casuale, nata dall’ascolto del feedback dei propri clienti e della rete di vendita, utili per effettuare interventi mirati sui due modelli.
L’upgrade riguarda principalmente i sistemi di controllo e la centralina ECU, con modifiche alla gestione delle modalità di guida e del cambio. Le novità puntano a superare alcuni limiti emersi nelle prime versioni, migliorando l’utilizzo quotidiano, soprattutto in ambito urbano. A tutto questo si affianca una revisione del prezzo di listino.
Le prime versioni di Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid hanno introdotto una tecnologia inedita nel panorama moto, ma hanno anche evidenziato alcuni limiti legati soprattutto alla gestione delle modalità di guida. In particolare, tra gli aspetti più segnalati da utenti e addetti ai lavori c’era la scarsa flessibilità nel passaggio tra modalità elettrica e ibrida, oltre a un utilizzo della modalità Sport vincolato al cambio manuale.
Proprio a partire da questi riscontri, Kawasaki è intervenuta sull’evoluzione della piattaforma HEV, lavorando in particolare sulla logica di controllo e sulla centralina ECU. L’obiettivo è stato quello di rendere il sistema più intuitivo e coerente nell’uso quotidiano, migliorando l’interazione tra pilota e tecnologia ibrida.
Le moto ibride della Casa giapponese continuano a distinguersi per un’impostazione tecnica che combina motore endotermico ed elettrico. Tra le funzioni disponibili c’è la possibilità di passare manualmente dalla modalità EV, completamente elettrica, alla modalità ibrida anche durante la marcia, senza interruzioni nel funzionamento del veicolo.
Uno degli interventi principali riguarda proprio questa funzione. Nelle versioni precedenti, il passaggio tra modalità EV e ibrida era consentito solo fino a 25 km/h. Con l’ultimo aggiornamento, la soglia viene portata a 60 km/h, ampliando in modo significativo le possibilità di utilizzo soprattutto in ambito urbano, dove le condizioni di traffico richiedono maggiore flessibilità .
Novità anche per la modalità Sport, che in precedenza poteva essere sfruttata esclusivamente con il cambio in modalità manuale tramite le palette al manubrio. Con la revisione introdotta, è ora disponibile anche una configurazione con cambio automatico , rendendo questa impostazione accessibile senza interventi diretti sulle cambiate.
Gli interventi si inseriscono in un aggiornamento più ampio della gestione elettronica, con modifiche alla ECU che puntano a rendere il comportamento del sistema più fluido e prevedibile. A questo si affianca una revisione del prezzo di listino, con la gamma Hybrid proposta a partire da 6.995 euro, con l’obiettivo di migliorare il posizionamento sul mercato.
Dal punto di vista tecnico, Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid condividono la stessa piattaforma ibrida. Il sistema combina un motore bicilindrico a quattro tempi da 451 cc con un’unità elettrica alimentata da batteria agli ioni di litio, configurazione che consente di alternare o integrare le due fonti di energia in base alle condizioni di utilizzo.
La potenza complessiva raggiunge i 69,4 CV, con una coppia di 60,4 Nm disponibile a 2.800 giri/min. Il contributo della componente elettrica è particolarmente rilevante nelle fasi di partenza e nella guida urbana, permettendo anche brevi spostamenti in modalità completamente elettrica. Entrambi i modelli dichiarano un peso in ordine di marcia di 227 kg, mentre l’altezza della sella è fissata a 795 mm.
La dotazione elettronica comprende ride-by-wire, controllo di trazione e tre diverse mappe motore. Il telaio è un traliccio in acciaio ad alta resistenza, abbinato a una forcella telescopica anteriore e a un sistema posteriore Uni-Trak con monoammortizzatore regolabile. L’impianto frenante prevede doppio disco anteriore e disco posteriore con ABS, completando una configurazione tecnica pensata per un utilizzo stradale.
Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 04:01:27 +0000