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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

Il 18 gennaio 2026 la situazione del traffico sulle principali autostrade italiane presenta condizioni variabili dovute a fenomeni meteorologici e lavori in corso. Notevole è la presenza di nebbia sulla A14 Bologna-Taranto con tratti tra Termoli e Poggio Imperiale, mentre sulla A1 Milano-Napoli il vento forte interessa un ampio tratto tra Pontecorvo e Caserta sud. Sono inoltre segnalate chiusure di servizi nelle aree di sosta a causa di lavori lungo la stessa A1, e pioggia persistente sulla Tangenziale di Napoli.

 

A1 MILANO-NAPOLI



19:13 – Pontecorvo e Caserta sud
Vento Forte in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 658.9 al chilometro 740.8 per una lunghezza di 81.9 km.




18:16 – Area di servizio Feronia ovest (G.R.A.)
Servizi di ristorazione non disponibili per lavori
Direzione G.R.A.
L’area di servizio Feronia ovest ha i servizi di ristorazione chiusi per lavori.




18:16 – Area di servizio Feronia ovest (G.R.A.)
Servizi igienici non disponibili per lavori
Direzione G.R.A.
L’area di servizio Feronia ovest ha i servizi igienici non disponibili per lavori.


A14 BOLOGNA-TARANTO



19:22 – Tra Termoli e Poggio Imperiale
Nebbia a banchi in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 476.1 al chilometro 505.0 per una lunghezza di 28.9 km.


A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



19:19 – Inizio Tangenziale Napoli e Fine Tangenziale Napoli
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 0.0 al chilometro 20.2 per una lunghezza di 20.2 km.


 

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 19:08:00 +0000
News n. 2
ZTL, tenta di coprire la targa con un asciugamano: scoperto e denunciato

Pensava di aggirare il sistema affidandosi alla biancheria da bagno. Arriva da Cagliari l’ultima grottesca vicenda riguardante un automobilista di 49 anni, che per evitare l’occhio elettronico della ZTL di Villanova ha provato a utilizzare un asciugamano colorato. In fondo, cosa mai poteva andare storto? Tutto, suo malgrado: oltre a ricevere la multa, una denuncia penale gli toglierà il sonno a lungo.

Un piano (poco) geniale

Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio scorso si è consumato un episodio ai limiti dell’assurdo. L’uomo, residente nell’hinterland cagliaritano, doveva a quanto pare entrare nel quartiere storico di Villanova, ma gli mancava il pass e così, anziché cercare il parcheggio fuori dalle mura o rassegnarsi a una passeggiata, ha escogitato un “piano B”: tra il portellone e il lunotto ha collocato un normalissimo asciugamano, facendolo pendere esattamente sopra la targa. Se la telecamera non leggeva i numeri, le sarebbe stato impossibile farle la multa, in teoria. In pratica, un “peccato di superficialità”, in quanto le città sono ancora popolate da agenti in carne e ossa.

L’incontro con la Polizia locale

Mentre l’auto transitava nei pressi del varco tra via Bosa e piazza Garibaldi, una pattuglia della Polizia locale di Cagliari, impegnata in un normale servizio di controllo, ha notato il veicolo con un bizzarro “addobbo” sulla carrozzeria. Gli agenti non ci hanno messo molto a capire che quel pezzo di spugna non era lì per asciugare la carrozzeria umida, bensì per nascondere l’identità del mezzo, e una volta fermato il veicolo al quarantanovenne è toccato incorrere in un incubo burocratico. Invece di limitarsi a una ramanzina e a un semplice verbale per l’accesso vietato alla ZTL, le autorità hanno usato il pugno duro.

Dalla sanzione alla denuncia penale

Qui sta l’errore di valutazione principale commesso dal guidatore. Mentre entrare in una Zona a Traffico Limitato privo di autorizzazione configura il reato di violazione amministrativa (si paga solo la multa), l’occultamento della targa determina un approccio inflessibile fino a sfociare nella giustizia penale, poiché la persona colta in flagrante impedisce alla Polizia di stabilire la persona al volante qualora accade qualcosa di grave. Alla fine, il conto risulta salatissimo: dal dover versare un importo piuttosto contenuto l’uomo si è ritrovato con una denuncia a suo carico e il processo da affrontare prosciugherà ulteriormente i suoi risparmi.

La vigilanza non conosce pausa

L’episodio di Villanova conferma che la sorveglianza nelle aree sensibili di Cagliari si è fatta strettissima. Le ZTL, introdotte allo scopo di proteggere il patrimonio storico e rendere i quartieri più vivibili riducendo le emissioni nocive nell’ambiente, sono ormai blindate. L’idea di poter “ingannare il sistema” con trucchi artigianali è un rischio che non vale mai la pena correre: le telecamere sono intelligenti, certo, ma le pattuglie sul territorio lo sono di più e soprattutto, hanno un senso della realtà che un asciugamano colorato non può confondere. L’automobilista cagliaritano lo ha imparato a proprie spese, un promemoria di come, nel pieno della sorveglianza digitale, la furbizia della “vecchia scuola” spesso porta dritto davanti a un giudice.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 15:30:14 +0000
News n. 3
Brabus 900 Rocket Edition, la nuova esclusiva G 63 da 900 CV

Ci sono limiti che non vedono l’ora di essere superati, come quelli di Brabus per la personalizzazione estrema. Il custom shop torna al lavoro su quella che forse è la sua musa preferita: la Mercedes-AMG G 63. Questa volta l’obiettivo arriva a 900 CV per il fuoristrada, con eccessi e lusso sfrenato tipico del marchio.

Limitato a 30 esemplari

La nuova Brabus 900 Rocket Edition sarà prodotta in soli 30 esemplari, a conferma della filosofia ultra-esclusiva che accompagna questo modello. Ogni vettura è costruita con un approccio sartoriale, quasi artigianale, come da tradizione Brabus.

A fare da apripista arrivano due configurazioni di lancio ben distinte: Signature Black e Stealth Gray, due interpretazioni cromatiche che enfatizzano il carattere minaccioso e sofisticato della Rocket Edition. Non si tratta però di versioni standard: ogni cliente potrà personalizzare ampiamente la propria vettura, scegliendo materiali, finiture e dettagli in base ai propri gusti, con un livello di customizzazione che va ben oltre quello offerto dai programmi ufficiali delle Case.

Raggiunge i 900 CV

Il V8 biturbo AMG della G 63 viene stravolto da Brabus, che lo porta a 4,5 L di cilindrata e spinge la sua potenza fino a 900 CV e la coppia massima a 1.250 Nm. Proprio ciò che serviva a questa Brabus 900 Rocket Edition per spingere con forza i suoi 2.640 kg, peso che non viene percepito nello scatto da 0 a 100 km/h, completato in appena 3,7 secondi.

Dei “compromessi†invece vengono fatti sulla velocità massima, limitata elettronicamente a 240 km/h, per evitare di perdere il controllo di una volumetria che viaggia alta rispetto al terreno.

Fondamentale per raggiungere questi valori è il sistema di sovralimentazione dedicato: due turbocompressori ad alte prestazioni, con compressori maggiorati e cuscinetti assiali rinforzati, capaci di generare una pressione massima di 1,4 bar. Le valvole Brabus BoostXtra completano il quadro, aggiungendo un sound di rilascio marcato e inconfondibile nelle variazioni di carico, elemento che contribuisce a rendere l’esperienza di guida ancora più teatrale.

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Quanta fibra di carbonio

Dal punto di vista estetico, la Rocket Edition non fa nulla per passare inosservata. Il widebody Brabus, sviluppato esclusivamente per questo modello, è realizzato interamente in fibra di carbonio a vista, con finitura lucida sigillata.

Parafanghi allargati, splitter anteriori, prese d’aria maggiorate, cofano specifico e diffusore posteriore trasformano il Classe G in una presenza ancora più imponente e aggressiva. Ogni elemento non è solo decorativo, ma studiato per migliorare l’aerodinamica e la stabilità alle alte velocità, pur mantenendo l’impostazione da fuoristrada di lusso.

A completare il quadro ci pensano i cerchi dedicati di grandi dimensioni e un impianto frenante rinforzato, necessario per tenere sotto controllo prestazioni di questo livello.

Interni Brabus Masterpiece

Se l’esterno impressiona, l’abitacolo è la conferma definitiva di cosa significhi il concetto Brabus Masterpiece. Gli interni sono realizzati artigianalmente in pelle nera di altissima qualità, con una cura maniacale per ogni dettaglio.

I designer e i maestri tappezzieri Brabus hanno introdotto una particolare trapuntatura “Shell†su sedili, pannelli porta e pavimenti dell’abitacolo e del vano bagagli. A impreziosire il tutto ci sono i loghi “Double-B†impressi e le superfici dei sedili micro-perforate, pensate per supportare la climatizzazione integrata.

L’atmosfera è quella di un salotto di lusso blindato, dove ogni superficie trasmette esclusività e artigianalità, senza rinunciare alla tecnologia e al comfort tipici della base Mercedes-AMG.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 12:07:49 +0000
News n. 4
Il regalo per ogni appassionato di auto, l’hypercar che ti puoi costruire da solo

Si aggiungono due nuovi set nella lista di desideri degli appassionati di auto e LEGO. La collaborazione del brand di mattoncini e Bugatti si amplia con due nuovi set dedicati alla Chiron Pur Sport e la Vision Gran Turismo.

Con questi due arrivi salgono a quattro le proposte LEGO ispirate alle vetture di Molsheim, confermando quanto il marchio francese continui a essere un riferimento non solo sulle strade (e sulle piste), ma anche nel mondo del collezionismo e dell’intrattenimento. Non si tratta di semplici giocattoli: come da tradizione LEGO, ogni set racconta una storia fatta di design, tecnologia e dettagli che richiamano fedelmente le auto reali.

Bugatti Chiron Pur Sport Technic

Il primo dei due nuovi set è dedicato alla Bugatti Chiron Pur Sport, una delle interpretazioni più estreme e raffinate della hypercar francese. Appartenente alla linea LEGO Technic, il modello è pensato per chi ama non solo l’estetica, ma anche la meccanica, seppur in versione “a mattonciniâ€.

Il set è composto da 771 elementi, prevalentemente nei colori arancione e nero, una combinazione che richiama immediatamente l’identità visiva Bugatti e le livree più iconiche della Chiron. Una scelta cromatica che non è solo estetica, ma funzionale a valorizzare le forme scolpite della vettura e la sua impostazione sportiva.

La costruzione del modello, in linea con la selezione Technic, permette di dare vita al leggendario motore W16 Bugatti funzionante, proprio come lo sterzo e le portiere mobili. Dettagli che rendono formativa l’esperienza di creazione della vettura e più vicina al mondo dell’auto.

Le dimensioni finali di 8 centimetri di altezza per 29 centimetri di lunghezza sono ideali per l’esposizione, sia su una scrivania sia in una vetrina dedicata, mentre il prezzo di 64,99 euro, lo posiziona alla base della selezione Technic, in particolare considerato il numero di pezzi e il dettaglio della vettura.

Bugatti Vision Gran Turismo LEGO Speed Champions

Il secondo set guarda invece al mondo dei concept e dei videogiochi, con la Bugatti Vision Gran Turismo, protagonista della linea LEGO Speed Champions. Si tratta della reinterpretazione in scala ridotta della concept car progettata nel 2015 per il celebre videogioco Gran Turismo, un’auto che ha fatto sognare gli appassionati grazie a un design futuristico e ricco di richiami storici.

La Vision Gran Turismo, anche in versione LEGO, mantiene una forte connessione con il passato del marchio. Non mancano infatti i riferimenti alla Type 57 Tank, vincitrice della 24 Ore di Le Mans nel 1937 e 1939, un richiamo che Bugatti ha voluto inserire anche nel progetto originale come omaggio alla propria storia sportiva.

Il set è composto da 284 pezzi e punta molto sui dettagli: dalla griglia a ferro di cavallo, firma stilistica Bugatti, ai pneumatici marchiati Michelin, fino al grande spoiler posteriore, che sottolinea il carattere estremo del concept. La scala ridotta e lo stile Speed Champions rendono questo modello particolarmente adatto a chi ama costruzioni rapide ma d’impatto.

Il prezzo, pari a 27,99 euro, rende questo set LEGO Speed Champions un’ottima idea regalo, perfetta anche per chi si avvicina per la prima volta ai set LEGO dedicati alle auto sportive.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 11:21:11 +0000
News n. 5
All’asta l’Hummer H1 di Tupac Shakur, icona degli anni ’90

Un’auto che unisce la cultura hip hop con la passione per le quattro ruote. L’Hummer H1, icona degli anni 90 torna sotto i riflettori con l’asta del modello del 1996 appartenuto a Tupac Shakur, acquistato pochi mesi prima della sua morte.

In asta il 23 gennaio a Scottsdale, in Arizona, dalla casa d’aste Bonhams, la vettura si prepara a essere una vettura il cui valore viaggia al di fuori di quello delle quattro ruote, ruotando intorno a una delle figure più rilevanti della musica contemporanea. Insomma una gemma per collezionisti e fan molto facoltosi.

Mezzo militare

Questo Hummer H1 fa parte della prima fase di produzione per uso civile. Derivato direttamente dal HMMWV (High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle), il celebre Humvee sviluppato da AM General per l’esercito statunitense, porta con se una serie di scelte progettuali senza compromessi.

Le dimensioni sono volutamente intimidatorie e la meccanica è fatta per attraversare ogni situazione. La tecnica strutturale viene gestita da mozzi a portale, sospensioni indipendenti per ogni ruota e, ovviamente, trazione integrale permanente. La variante scelta da Tupac è stata equipaggiata con il propulsore diesel V8, per favorire una coppia sorprendente in ogni fondo.

Simbolo di eccesso

Negli anni ’90, l’Hummer H1 diventa rapidamente un simbolo di lusso ostentato ed eccesso, soprattutto negli Stati Uniti. È il periodo in cui celebrità, sportivi e star della musica lo scelgono come mezzo di rappresentanza, spesso anche come forma di protezione. Per molti artisti della scena rap, in particolare, l’H1 rappresenta potere, invincibilità e distanza dal mondo comune. In questo contesto, l’acquisto da parte di Tupac Shakur appare tutt’altro che casuale. Il rapper lo compra nuovo, pochi mesi prima della sua morte, rendendolo uno degli ultimi beni iconici legati direttamente alla sua figura. L’Hummer diventa così una sorta di estensione del personaggio pubblico di Tupac: imponente, controverso, impossibile da ignorare.

Il veicolo si presenta oggi in condizioni in gran parte originali, un aspetto che ne accresce ulteriormente il valore collezionistico. Al momento della catalogazione per l’asta, il contachilometri segna poco più di 10.000 miglia, una percorrenza sorprendentemente contenuta per un mezzo di quasi trent’anni.

Un H1 ricco di dettagli

Dal punto di vista degli equipaggiamenti, l’Hummer H1 di Tupac non delude. La dotazione rispecchia perfettamente l’immaginario del modello: fari supplementari sul tetto, bull bar anteriore con luci aggiuntive, verricello frontale e persino un sistema di regolazione della pressione degli pneumatici direttamente dall’abitacolo, soluzione pensata per adattarsi rapidamente a fondi diversi, dalla sabbia all’asfalto.

Sono dettagli che raccontano una filosofia automobilistica ormai lontana, fatta di robustezza estrema e funzionalità militare, ben diversa dall’attuale concetto di SUV di lusso. Ed è proprio questo contrasto a rendere l’H1 ancora più affascinante agli occhi di chi guarda al passato con un certo romanticismo. Si tratta quindi di un oggetto culturale, un frammento tangibile di un’epoca che continua a esercitare un forte richiamo nel mondo della musica e della storia americana. Il suo valore non è legato solo alla rarità del modello o allo stato di conservazione, ma soprattutto al retaggio che porta con sé.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 10:21:12 +0000
News n. 6
Ferrari con 1,5 milioni di km percorsi, record estremo per la supercar

È raro associare il marchio Ferrari a chilometraggi da record. Nell’immaginario collettivo le Rosse di Maranello vivono protette in garage climatizzati, escono solo nelle belle giornate e accumulano pochi chilometri l’anno. Eppure, ogni tanto, c’è chi ribalta completamente questo paradigma. È il caso di una Ferrari 456 GT che ha raggiunto l’incredibile traguardo di 1,5 milioni di chilometri percorsi, dimostrando che anche una supercar con il Cavallino sul cofano può diventare una vera macinachilometri.

La protagonista di questa storia è una 456 GT del 1992, recentemente acquistata dallo youtuber e appassionato Doug Tabbutt, che si è trovato tra le mani un esemplare con 970.143 miglia segnate sul contachilometri. Un numero che fa impressione, soprattutto se associato a un V12 Ferrari, e che rappresenta un record estremo di utilizzo reale, lontano da collezionismi e speculazioni.

Un’auto vissuta fino in fondo

La particolarità di questa Ferrari non sta solo nei numeri, ma nella filosofia con cui è stata usata. Il precedente proprietario non l’ha mai trattata come un oggetto da esposizione, ma come una vera automobile, da guidare ogni giorno. Viaggi lunghi, probabilmente autostrada macinata senza particolari riguardi per il valore futuro. Una scelta controcorrente, che oggi rende questa 456 GT un caso unico nel panorama Ferrari.

Ovviamente, un chilometraggio simile lascia il segno. Non si tratta di una supercar conservata in condizioni da concorso, ma di un’auto che porta addosso i segni del tempo e dell’utilizzo intenso. Ed è proprio questo che rende la sua storia così interessante.

Il restauro

Come raccontato dallo stesso Doug Tabbutt, le condizioni della vettura sono tutt’altro che perfette. La carrozzeria è stata ridipinta in passato, ma il lavoro non è impeccabile: la vernice presenta difetti evidenti e le guarnizioni, indurite dagli anni, avrebbero bisogno di essere sostituite. Anche l’abitacolo racconta una lunga vita passata su strada.

I sedili sono stati riverniciati, soluzione che ha compromesso l’aspetto originale della pelle, mentre nella zona posteriore il rivestimento si è ritirato, lasciando ben poco del lusso che caratterizzava la 456 GT appena uscita da Maranello. Il fascino resta, ma è quello di un’auto vissuta, non certo di un esemplare da museo.

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Dal punto di vista meccanico, invece, la situazione è tutta da verificare. Un V12 Ferrari con 1,5 milioni di chilometri sulle spalle impone un controllo approfondito, così come l’assetto e le componenti soggette a usura. La buona notizia è che, trattandosi di un’auto dei primi anni ’90, l’elettronica è ridotta al minimo: meno centraline, meno sensori, meno potenziali problemi nascosti. Tutto si gioca sulla meccanica pura, come una volta.

La Ferrari 456 GT

Questa è l’ennesima prova della capacità meccanica che ha contraddistinto gli anni ’90, periodo in cui dall’Italia uscivano auto indistruttibili, dalle Panda 4×4 alle Ferrari 456 GT di questa storia. Quest’ultima è una granturismo 2+2 con l’obiettivo di riprendere il piacere di guidare per il puro gusto di farlo, tipico dei decenni precedenti. Non una supercar estrema ma una vettura da oltre 300 km/h di velocità massima, scatenati grazie al V12 da 5,5 litri, capace di erogare 442 CV, abbinato a un cambio manuale a sei marce.

L’interno era dedicato al comfort e al lusso, con rivestimenti in pelle Connolly, impianto audio di alta gamma e persino un set di valigie Schedoni dedicato. Un dettaglio spesso dimenticato, ma fondamentale, era il serbatoio da 110 litri, pensato proprio per coprire lunghe distanze senza soste frequenti.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 08:50:33 +0000
News n. 7
Sciopero dei trasporti gennaio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di gennaio 2026 sono previsti diversi scioperi che coinvolgono il settore dei trasporti in Italia. Questi scioperi toccheranno sia il trasporto pubblico locale che i servizi ferroviari e aerei, interessando varie città e regioni del Paese. Nell’articolo vengono riportate le date, le categorie e i servizi coinvolti per ogni protesta dal 19 gennaio al 31 gennaio 2026. Non risultano scioperi indetti prima del 19 gennaio 2026.

Sciopero 19 gennaio 2026

Nella città di Bolzano è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 16.00 alle 20.00, relativo al trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della società SASA di Bolzano e indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, UGL, USB LAVORO PRIVATO e ORSA TRASPORTI.

Nella città di Napoli è indetto uno sciopero di 24 ore che interessa il trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della divisione Ferro, personale viaggiante e linee vesuviane della società EAV di Napoli, indetto dal sindacato OSP FAISA-CONFAIL.

Nella città di Udine è previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale per 4 ore, con varie modalità. Coinvolto il personale della società Arriva Udine e indetto dal sindacato ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 23 gennaio 2026

Nella città di Napoli si terrà uno sciopero del settore ferroviario, della durata di 8 ore dalle 09.00 alle 17.00, che coinvolgerà il personale della società Trenitalia OMCC di S. Maria la Bruna. Lo sciopero è indetto dal sindacato OSR FIT-CISL.

Sciopero 26 gennaio 2026

In tutta Italia è previsto uno sciopero del settore elicotteri, con orario su basi diurne dalle 08.00 alle 16.00 e su basi H24 dalle 08.00 alle 20.00. Il personale interessato è quello della società Avincis RW ed è indetto dai sindacati FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.

Sciopero 27 gennaio 2026

Nella città di Genova è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30, per il trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della società AMT di Genova e indetto dal sindacato OSR CUB TRASPORTI.

Sciopero 29 gennaio 2026

Nella città di Ancona si terrà uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della società Conerobus di Ancona, per il trasporto pubblico locale. Lo sciopero è indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Sciopero 30 gennaio 2026

Nella città di Bologna è previsto uno sciopero ferroviario per 8 ore, dalle 9.01 alle 16.59. Coinvolto il personale della società RFI COABO – Circolazione e Orario Area Bologna, indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e ORSA.

Nella città di Palermo si terrà uno sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore e 30 minuti, dalle 9.00 alle 13.30. Interessato il personale delle società Sais Trasporti, Autolinee Gallo e Autolinee Giamporcaro, indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Bolzano è indetto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della società SASA di Bolzano, per il trasporto pubblico locale. I sindacati coinvolti sono OSR UGL, USB LAVORO PRIVATO e ORSA TRASPORTI.

Sciopero 31 gennaio 2026

Nella città di Brescia sono previsti due scioperi del settore aereo di 4 ore ciascuno, dalle 13.00 alle 17.00. Interessato il personale delle società GDA Handling e MH24 dell’Aeroporto di Brescia Montichiari, indetti entrambi dal sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.

In Veneto sciopero interregionale nel settore aereo di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge il personale della società ENAV di Verona Airport. Lo sciopero è indetto dai sindacati OSL FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV e RSA.

In tutta Italia è indetto uno sciopero nazionale nel settore aereo di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge piloti e assistenti di volo della società EasyJet Airlines Limited. Lo sciopero è indetto da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 8
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Prezzi medi dei carburanti in autostrada oggi, 18 gennaio 2026: riportiamo le medie aggiornate per benzina, gasolio, gpl e metano, con indicazione dell’erogazione (self o servito) e fonte ufficiale. I valori esposti derivano dall’ultimo aggiornamento disponibile dell’Osservatorio prezzi del Mimit (17-01-2026) e aiutano chi è in viaggio a stimare la spesa lungo le principali tratte. Nella seconda parte dell’articolo spieghiamo in modo chiaro come si forma il prezzo alla pompa, distinguendo tra componente industriale e fiscale, con un focus su come incidono quotazioni internazionali, cambio euro/dollaro e margini della distribuzione.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati (CSV): 17-01-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.731 €
Gasolio SELF 1.774 €
GPL SERVITO 0.829 €
Metano SERVITO 1.486 €

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Il prezzo della benzina alla pompa nasce dalla somma di una componente industriale e di una componente fiscale. Nel caso della benzina, le imposte pesano per il 58% del totale, dunque più della metà del conto che l’automobilista paga: qui rientrano accise e Iva, applicate sul prezzo finale. La quota industriale vale invece il 42% e si divide in due blocchi: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera distribuzione/raffinazione. La materia prima incide per circa il 30% del prezzo e risente delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e del rapporto di cambio euro/dollaro, perché gli scambi energetici avvengono in dollari. Se il petrolio o i prodotti finiti salgono o l’euro si indebolisce, questa voce tende ad aumentare, trasferendosi progressivamente sui listini. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, copre costi operativi, logistica, stoccaggio e una quota di utile; è anche l’area nella quale operatori e gestori possono intervenire, ad esempio modulando il differenziale tra self e servito, le strategie promozionali o l’allineamento ai prezzi dell’area. Per questo motivo i prezzi possono presentare differenze tra punti vendita e tratte autostradali. Pur con oscillazioni legate al mercato internazionale, la struttura resta stabile: la fiscalità, predominante, rende più rigido il prezzo rispetto ai movimenti a breve del barile, mentre la parte industriale trasferisce nel tempo gli impulsi delle quotazioni e della valuta.

Gasolio. Anche per il gasolio il prezzo finale deriva dall’addizione di una quota industriale e di una quota fiscale, ma con pesi differenti rispetto alla benzina. La parte fiscale vale il 45% del totale, quindi meno della metà, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima pesa per circa il 45% del prezzo: come per la benzina, dipende dall’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi e dal cambio euro/dollaro. Un rialzo delle quotazioni o un indebolimento dell’euro tende ad accrescere questa voce, con effetti che si riflettono gradualmente sui prezzi alla pompa. Il margine lordo incide per il 10% del prezzo e rappresenta la porzione su cui gli operatori hanno maggiore facoltà di intervento, per coprire costi di esercizio, trasporto e servizi accessori e per definire la propria politica commerciale tra self e servito. La maggiore incidenza della componente industriale rispetto alla benzina rende il gasolio, in media, più sensibile ai movimenti delle quotazioni e della domanda nei settori che lo impiegano intensivamente, come la logistica e il trasporto su strada. Tuttavia, anche in questo caso, la presenza della fiscalità e della concorrenza tra punti vendita determina differenze locali e temporanee, per cui conviene confrontare i listini e scegliere l’erogazione più conveniente sul proprio itinerario.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.642 per la benzina, 1.676 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.426 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.673
Benzina SELF 1.629
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.403

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.688
Benzina SELF 1.675
GPL SERVITO 0.683
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.734
Benzina SELF 1.685
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.584

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.685
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.504

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.648
Benzina SELF 1.640
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.387

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.665
Benzina SELF 1.628
GPL SERVITO 0.659
Metano SERVITO 1.354

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.680
Benzina SELF 1.642
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.380

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.659
Benzina SELF 1.619
GPL SERVITO 0.663
Metano SERVITO 1.469

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.690
Benzina SELF 1.646
GPL SERVITO 0.781
Metano SERVITO 1.435

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.661
Benzina SELF 1.621
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.376

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.655
Benzina SELF 1.619
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.303

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.676
Benzina SELF 1.650
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.663
Benzina SELF 1.620
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.412

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.669
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.655
Metano SERVITO 1.463

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.685
Benzina SELF 1.638
GPL SERVITO 0.796

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.674
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.667
Benzina SELF 1.621
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.442

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.704
Benzina SELF 1.661
GPL SERVITO 0.725
Metano SERVITO 1.351

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.672
Benzina SELF 1.627
GPL SERVITO 0.695
Metano SERVITO 1.317

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.708
Benzina SELF 1.661
GPL SERVITO 0.811

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 18 gennaio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.658
Benzina SELF 1.624
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.309

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 10
Škoda svela il nome di un nuovo SUV: sarà la futura ammiraglia della gamma

Sono passati quasi quattro anni dalla presentazione di Vision 7S, concept con cui Å koda mostrava al mondo il suo nuovo linguaggio stilistico, denominato Modern Solid. Il progetto ha anche fornito un’anticipazione di un futuro modello di serie, completamente elettrico e in grado di ospitare fino a 7 posti. Questo modello è destinato a diventare la nuova ammiraglia di Å koda. La Casa ha confermato l’arrivo imminente e ufficializzato il nome del veicolo. Vediamo i dettagli dell’annuncio per questa vettura che ricoprirà un ruolo chiave nel futuro del brand, posizionandosi al vertice della gamma.

La nuova ammiraglia

Dal concept Vision 7S nascerà la Å koda Peaq, nome con cui l’azienda vuole sottolineare il posizionamento del modello, destinato a occupare il vertice della gamma del brand. Per il momento, le informazioni sono limitate, tanto che il nuovo progetto è stato, di fatto, solo anticipato con un teaser, rimandando il rilascio di maggiori dettagli al futuro. Å koda ha confermato che l’attesa anteprima mondiale del veicolo è prevista per l’estate 2026. Secondo la Casa, inoltre, Peaq “segna un’altra pietra miliare nell’ampliamento della gamma di modelli elettrici Å koda“.

Il futuro modello avrà le caratteristiche di un SUV di grandi dimensioni, con un abitacolo spazioso e caratterizzato da soluzioni all’avanguardia. Dal punto di vista tecnico, la base di partenza sarà la ben nota piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen (oppure la sua evoluzione MEB+). È possibile ipotizzare la presenza di più motorizzazioni e di vari tagli di batteria, con una gamma particolarmente articolata e in grado di soddisfare le esigenze di tutta la clientela.

Come detto in precedenza, però, Peaq è ancora avvolto dal mistero e resterà così per diversi mesi. Il brand si prenderà tutto il tempo necessario per completare lo sviluppo e poi avviare la presentazione. Il lancio commerciale, in mercati selezionati, è programmato per fine 2026 oppure per la prima parte del 2027. Ci vorrà ancora tempo, quindi, prima di scoprire tutte le caratteristiche del nuovo SUV della Casa.

L’annuncio del debutto di Peaq è accompagnato dalla pubblicazione, sui canali social del brand, di un breve video teaser che riassume gli obiettivi dell’azienda con questo nuovo progetto. Ecco il video in questione:

Visualizza questo post su Instagram

Il commento dell’azienda

Martin Jahn, membro del consiglio di amministrazione di Å koda Auto per le vendite e il marketing, ha così commentato l’annuncio della Casa arrivato in questi giorni:

“Con Vision 7S, abbiamo esplorato nuovi territori per Å koda, con un’idea chiara di come elevare il marchio. Da allora, abbiamo introdotto un nuovo linguaggio di design e perfezionato ulteriormente la nostra identità di prodotto. Ora stiamo dando vita a questo innovativo concetto di veicolo. Il nostro nuovo modello di punta porta i valori del nostro marchio, ovvero spaziosità e praticità, a un livello completamente nuovo. Da oggi, la nostra audace visione per il futuro elettrico di Å koda ha un nome: Peaq, una chiara indicazione del posto che questo modello occupa nel nostro portafoglio.”

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 06:30:40 +0000
News n. 11
Volkswagen Golf GTI: la compatta sportiva festeggia i suoi primi 50 anni

La Volkswagen Golf GTI è la compatta sportiva per eccellenza. In tutte le sue generazioni ha saputo offrire un carattere unico, catturando l’attenzione di generazioni di appassionati. Il 2026 è un anno speciale: la Golf GTI celebra i suoi primi 50 anni. Per l’occasione, la Casa tedesca ha annunciato una serie di eventi nelle prossime settimane per omaggiare al meglio l’iconica hatchback sportiva. Ecco tutti i dettagli.

Un successo da 50 anni

La prima Volkswagen Golf GTI è stata lanciata nel 1976, dando il via a una nuova era per le compatte ad alte prestazioni. Il modello poteva contare su un motore da 110 CV e sull’iconica griglia bordata di rosso. Inizialmente, Volkswagen prevedeva di realizzare appena 5.000 unità della sua sportiva compatta. Il successo, però, fu incredibile e soltanto nel primo anno di commercializzazione vennero vendute più di dieci volte le unità previste. Complessivamente, la prima generazione di Golf GTI è stata costruita in 461.690 esemplari. A contribuire al successo inaspettato fu il prezzo, 13.850 marchi tedeschi, cifra che per l’epoca fu una vera e propria sorpresa, tanto che si parlò di democratizzazione dell’auto sportiva. Nel corso dei decenni, il modello si è rinnovato, aggiornandosi nel design e nel comparto tecnico, ma senza mai abbandonare il suo carattere sportivo. La versione ad alte prestazioni della Golf ha raggiunto e superato quota 2,5 milioni di unità prodotte nei suoi 50 anni di carriera. La Golf GTI è un modello sempre attuale e richiesto e la Casa tedesca ha scelto di omaggiarne la storia con una edizione speciale.

Un nuovo modello celebrativo

Per celebrare al meglio i primi 50 anni della Volkswagen Golf GTI è stata realizzata la versione speciale EDITION 50. Si tratta della Golf GTI di produzione più potente mai realizzata. Questo modello è dotato di 325 CV di potenza ed è già ordinabile anche in Italia. Per gli appassionati e i collezionisti si tratta di un appuntamento imperdibile. Per maggiori dettagli in merito a questo modello vi rimandiamo al nostro approfondimento, pubblicato lo scorso novembre, che descrive nei particolari la nuova Golf GTI EDITION 50.

Gli eventi celebrativi

Volkswagen ha confermato che i festeggiamenti per il compleanno della sua iconica Golf GTI si estenderanno a diversi eventi, con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli appassionati. I festeggiamenti, in particolare, inizieranno il prossimo 28 gennaio in occasione di Rétromobile, evento in programma a Parigi. Curiosamente, il salone dell’auto d’epoca parigino proprio quest’anno celebra i suoi primi 50 anni. Pochi giorni dopo, invece, è previsto un altro evento dedicato alla sportiva compatta. Il 30 gennaio è in programma il Bremen Classic Motorshow, il primo salone tedesco per veicoli d’epoca. Questi due eventi segnano l’apertura della stagione europea classica 2026 e, nello stesso tempo, rappresentano l’occasione per celebrare al meglio la popolare Golf GTI, modello che non passa mai di moda e che ancora oggi continua a rappresentare un’icona per tutti gli appassionati.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 06:30:21 +0000
News n. 12
Furto della targa e guida, cosa fare per evitare la multa

La targa è l’elemento identificativo dell’auto e senza di essa non c’è un soggetto legittimato a circolare, al netto di una sola eccezione. Non è consentito guidare senza targa, ma lo è circolare in attesa della reimmatricolazione, secondo una sequenza di adempimenti che non ammette scorciatoie. Nel caso di controllo stradale, l’elemento che pesa di più è ciò che l’agente può verificare. Un veicolo privo di targa o con un pannello irregolare viene valutato sul piano oggettivo perché la legge richiede identificabilità immediata. Se il pannello sostitutivo non rispetta i requisiti formali, la spiegazione del furto diventa secondaria in quanto l’infrazione è già consumata al momento dell’accertamento.

La denuncia della targa rubata è obbligatoria

Dal momento in cui si scopre il furto della targa, il tempo inizia a contare contro il proprietario del veicolo. La normativa impone di presentare denuncia entro 48 ore, e non si tratta di un termine simbolico. La denuncia serve a cristallizzare una data, a dimostrare che da quel momento il titolare del veicolo non aveva più la disponibilità del contrassegno e ad attivare la possibilità di circolare in modo temporaneo. Senza denuncia, la posizione è irregolare. Anche se il furto è reale, l’assenza dell’atto formale rende la circolazione illegittima perché il sistema non riconosce l’evento. In pratica la legge non presume la buona fede, la pretende documentata.

Sistemi di rilevamento automatico, varchi elettronici, accessi alle zone a traffico limitato, telecamere di controllo velocità o pedaggi possono associare una violazione a una targa che risulta collegata al veicolo rubato. Senza una denuncia tempestiva e una reimmatricolazione conclusa, il proprietario può ritrovarsi a dover dimostrare più volte la propria estraneità ai fatti.

La (falsa) convinzione più diffusa

La denuncia non autorizza a circolare con il veicolo nudo, né a improvvisare soluzioni creative. Dopo il furto, la circolazione è ammessa solo se viene applicato un pannello sostitutivo a fondo bianco che riporti i dati della targa originaria, con dimensioni, caratteri e collocazione conformi a quelle previste per la targa vera. Un foglio A4 scritto a mano, una stampa approssimativa, numeri di grandezza diversa o una posizione casuale non soddisfano i requisiti. In quei casi, dal punto di vista giuridico, si sta circolando senza targa, non con una targa provvisoria, e la denuncia perde la sua funzione protettiva.

C’è una linea sottile tra un pannello sostitutivo regolare e una riproduzione illecita. Quando la riproduzione assume caratteristiche tali da simulare una vera targa senza autorizzazione, si entra in un territorio che può assumere rilievo penale. Anche un comportamento nato con l’intento di sistemare le cose si trasforma in una violazione più grave rispetto alla circolazione irregolare. La possibilità di circolare con il pannello sostitutivo non è indefinita. La legge concede 15 giorni di tempo dalla data della denuncia. Questo periodo è una finestra tecnica pensata per consentire di verificare l’eventuale ritrovamento delle targhe e, in caso negativo, avviare la procedura successiva. Trascorsi i 15 giorni cambia la situazione. Se le targhe non vengono recuperate, il veicolo non può più circolare finché non viene reimmatricolato, con rilascio di nuove targhe e nuovi documenti.

La reimmatricolazione come reset giuridico

La reimmatricolazione è un azzeramento identificativo del veicolo. Cambiano le targhe, viene emessa una nuova carta di circolazione e aggiornato il certificato di proprietà per evitare che le vecchie targhe rubate possano continuare a generare problemi al legittimo proprietario. Questo passaggio tutela anche sul piano pratico. Le targhe rubate finiscono raramente nel nulla: vengono utilizzate per coprire veicoli simili, eludere controlli, attraversare varchi elettronici o commettere illeciti. Senza reimmatricolazione, il rischio è di trovarsi coinvolti in una lunga serie di contestazioni da dimostrare.

Le sanzioni, perché la buona fede non basta

Si può essere multati anche dopo un furto. Succede perché la legge non sanziona l’evento criminoso subìto, ma la condotta successiva. Se non si presenta la denuncia nei termini, se si circola senza pannello conforme o se si superano i 15 giorni senza reimmatricolare, scatta in ogni caso la sanzione. Le multe previste per la circolazione senza targa o con targa irregolare possono essere accompagnate da fermo amministrativo del veicolo. Nei casi di reiterazione o di uso di targhe non proprie si arriva alla confisca e a profili penali legati alla falsificazione o all’uso indebito di contrassegni.

Gli Sportelli telematici dell’automobilista esistono proprio per evitare che la fase successiva al furto si trasformi in un limbo. Utilizzarli significa abbreviare i tempi, ridurre gli errori formali e arrivare più rapidamente alla chiusura giuridica della vicenda. Finché la targa rubata risulta associata al proprio veicolo, ogni violazione, pedaggio non pagato o segnalazione automatica può arrivare all’intestatario. La denuncia è la prima linea di difesa, ma la reimmatricolazione è il solo modo per chiudere il legame giuridico con quella sequenza alfanumerica.

Dal punto di vista assicurativo, la circolazione senza targa regolare apre scenari complessi. In caso di incidente, la compagnia può sollevare eccezioni se il veicolo non era correttamente identificabile al momento del sinistro. Non significa la perdita in automatico della copertura, ma introduce un rischio di rivalsa o di complicazioni nella gestione del risarcimento se l’irregolarità non era necessaria.

Ecco allora che ci sono due strade perseguibili. La prima è seguire alla lettera la procedura, con denuncia immediata, pannello conforme e rispetto dei tempi. La seconda è non utilizzare il veicolo fino alla reimmatricolazione. In questo contesto, i bulloni antifurto sono una soluzione efficace contro il furto delle ruote grazie a un sistema di fissaggio che richiede una chiave dedicata e rende più difficile qualsiasi tentativo di rimozione non autorizzata. La funzione è deterrente perché aumenta tempi e complessità per chi tenta un’azione criminosa.

Accanto a questa applicazione ci sono i bulloni antifurto specifici per la targa che sostituiscono i tradizionali bulloni di fissaggio. Realizzati in acciaio temprato ad alta resistenza, utilizzano un profilo di sicurezza abbinato a una chiave proprietaria così che solo il titolare del veicolo sia in grado di svitarli e rimuovere la targa. La sostituzione dei bulloni standard con quelli antifurto è un’operazione che può essere eseguita sia in officina sia in autonomia. La maggior parte dei modelli in commercio è infatti universale, caratteristica che ne consente l’installazione su quasi tutti i veicoli senza particolari adattamenti.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 05:00:04 +0000
News n. 13
Gli italiani sono gli automobilisti più parsimoniosi

Ogni Paese ha le sue abitudini in tema di acquisto di una nuova autovettura. In alcuni Paesi, infatti, gli automobilisti sono abituati a cambiare il proprio veicolo ogni pochi anni. In altri, invece, si preferisce tenere l’auto per tanto tempo, sfruttandola al massimo e ammortizzando il più possibile l’investimento iniziale per l’acquisto. In questa seconda categoria rientrano gli automobilisti italiani, come confermano i dati di carVertical riportati dal Corriere della Sera. La differenza tra la media europea e quella italiana, in termini di chilometri percorsi con il proprio veicolo in tutto il suo ciclo di vita, è davvero considerevole. Andiamo ad analizzare i dati completi.

Gli italiani “spremono” l’auto prima di cambiarla

Gli automobilisti italiani sono abituati a sfruttare al massimo il proprio veicolo prima di cambiarlo. In media, infatti, un singolo proprietario percorre 104.638 chilometri prima di vendere la propria auto. Si tratta di un dato nettamente superiore rispetto alla media europea, che prevede una percorrenza media di 75.928 chilometri. Di conseguenza, l’auto acquistata viene sfruttata al massimo, spingendola il più possibile vicino al limite.

Quest’aspetto comporta anche un allungamento della carriera della vettura e, quindi, contribuisce a incrementare l’età media del parco circolante che in Italia è tra le più alte in Europa. Da segnalare, inoltre, che il chilometraggio medio annuo degli automobilisti italiani è, sostanzialmente, in linea con la media europea, risultando pari a 19.558 chilometri. Questo dato rafforza quanto affermato in precedenza: gli italiani usano l’auto in modo simile al resto degli europei, ma, semplicemente, tendono a cambiarla più di rado.

Ricordiamo che in tema di auto usate, nelle scorse settimane, carVertical ha pubblicato quelli che saranno i trend del mercato per il 2026 con l’obiettivo di “fotografare” l’attuale stato del mercato e le sue possibili evoluzioni future.

Quando si cambia auto?

In media, un automobilista italiano tiene la stessa automobile per circa 5,4 anni. Si tratta di un dato superiore a quello di molti altri Paesi europei. Altri automobilisti, come avviene ad esempio in Portogallo, sono ancora più “affezionati” alla propria auto che viene cambiata soltanto ogni 7,2 anni.

Dove conviene comprare un’auto usata

Come confermano anche i dati del mercato italiano, il settore delle auto usate continua a godere di ottima salute, anche per via dei costi sempre più elevati delle auto nuove. Secondo l’indagine, alcuni mercati sono più rischiosi di altri per quanto riguarda le auto usate. In particolare, Repubblica Ceca, Finlandia, Spagna e Ucraina sono Paesi in cui si registrano cambi frequenti di proprietà, ma anche un chilometraggio molto elevato.

Si tratta di una combinazione da evitare quando si acquista un’auto usata. Ad esempio, in Spagna la percorrenza è elevata (23 mila chilometri all’anno) ma i cambi sono frequenti (circa uno ogni 4 anni). In Germania, Lituania, Portogallo e Regno Unito, invece, le auto tendono a essere cambiate meno frequentemente, ma i chilometraggi annui sono più bassi. Nel Regno Unito, ad esempio, si scende fino a poco più di 12 mila chilometri.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 15:00:51 +0000
News n. 14
Hyundai Ioniq 9, miglior SUV al mondo per la giuria dei Women’s Worldwide Car of the Year

Hyundai Ioniq 9 è uno dei modelli più interessanti del segmento dei SUV elettrici (e non solo). L’ammiraglia a zero emissioni di Hyundai ha conquistato, in questi giorni, un importante riconoscimento da parte della giuria dei Women’s Worldwide Car of the Year. Questo premio va a confermare l’eccellenza del progetto e l’ottimo lavoro svolto da Hyundai per la sua realizzazione. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.

Il miglior SUV al mondo

Grazie a un mix unico tra tecnologia e comodità, Hyundai Ioniq 9 ha conquistato il prestigioso titolo di World’s Best Large SUV ai Women’s Worldwide Car of the Year Awards (WWCOTY) 2026. Ad assegnare questo riconoscimento è stato un panel internazionale composto da 84 giornaliste esperte nel settore automotive, provenienti da 54 Paesi, che hanno analizzato le ultime novità del mercato delle quattro ruote tenendo conto di vari parametri (sicurezza, qualità costruttiva, design, prestazioni, facilità di guida, sostenibilità ambientale e rapporto qualità-prezzo). La combinazione di tutti gli elementi ha permesso di individuare il vincitore. Il SUV di Hyundai ha superato oltre 20 concorrenti, confermandosi come un modello di riferimento per il mercato delle quattro ruote su scala globale.

Secondo Marta García, Executive President at Women’s Worldwide Car of the Year, il SUV di Hyundai:

dimostra chiaramente come la tecnologia avanzata e l’usabilità quotidiana possano andare di pari passo. La sua capacità di ricarica rapida ed efficienza, l’eccezionale spazio interno e l’elevata qualità complessiva stabiliscono un nuovo punto di riferimento nel segmento dei grandi SUV

Avendo conquistato il titolo di “Best Large SUV”, il modello di Hyundai è ora in corsa per il WWCOTY Supreme Winner dove dovrà superare la concorrenza dei modelli vincitori nelle altre categorie della rassegna (Compact Car, Compact SUV, Large Car, 4×4 & Pickup e Performance Car). Il premio sarà assegnato a marzo 2026. Lo scorso anno un altro SUV Hyundai conquistò il titolo.

Hyundai, in occasione dell’annuncio del nuovo riconoscimento, ha colto l’opportunità di ricordare i premi già ottenuti dal suo SUV, lanciato a fine 2024. Tra questi troviamo:

  • 2025 TopGear.com Electric Awards
  • German Premium Car of the Year 2026 del German Car of the Year (GCOTY)
  • Comfortable Cruiser of the Year del Carwow Car of the Year Awards 2026
  • Gold Winner agli 2025 Australian Good Design Awards (Automotive category), per il Best Exterior Design Commendation
  • Red Dot Award (categoria auto e motocicli)
  • 2025 iF Design Awards (categoria automotive)

L’apice dell’innovazione secondo Hyundai

Con IONIQ 9, Hyundai ha realizzato un modello pensato per sorprendere e per mostrare le sue capacità di innovazione. Il SUV può contare su un design ricercato che unisce quella che l’azienda definisce “estetica futuristica” a un’attenzione particolare per l’aerodinamica. Da non dimenticare il comfort e lo spazio interno, con la possibilità di sfruttare tre file di sedili, con configurazione a sei o sette posti. Ci sono poi sostenibilità ed efficienza: il SUV è basato sulla piattaforma E-GMP con tecnologia a 800 Volt e può contare sulla ricarica ultra veloce (da 10% a 80% di autonomia in appena 24 minuti, utilizzando una colonnina compatibile). Da non dimenticare anche la tecnologia con la presenza dell’ultima generazione di Connected Car Navigation Cockpit, con riconoscimento vocale, integrazione dell’AI e connettività avanzata.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 13:45:04 +0000
News n. 15
Jeff Bezos contro Tesla, il pick-up elettrico low-cost mette pressione a Musk

La guerra tra i titani del tech non si combatte più solo a colpi di razzi spaziali e satelliti. Dopo anni di schermaglie a distanza, Jeff Bezos ha deciso di lanciare il guanto di sfida a Elon Musk nel terreno dove quest’ultimo si sente più forte: l’automotive elettrico. L’arma del fondatore di Amazon si chiama Slate Truck, un pick-up compatto quasi spartano, che sembra nato per essere l’esatto opposto del monumentale e controverso Cybertruck di Tesla. Mentre dimensioni e prezzi di quest’ultimo riscuotono opinioni contrastanti, il progetto Slate bada alla concretezza estrema e i numeri sembrano già darle ragione: le 150.000 prenotazioni fin qui raccolte indicano l’interesse del mercato americano (e non solo) per veicoli elettrici non troppo costosi.

No alla guida autonoma

Prendete i classici maxi-display che coprono l’intera plancia e metteteli da parte, e lasciate stare anche i sistemi di guida autonoma da Ritorno al Futuro. Il Ceo di Slate, Chris Barman, spazza via ogni dubbio:

“Non abbiamo piani per la guida autonoma”

In un’epoca di software-driven cars (apprezzate anche dal “nostro” Vasco Rossi), lo Slate Truck si muove controcorrente e ruota attorno alla semplicità. Invece dell’infotainment integrato, adotta un robusto supporto universale per smartphone o tablet, al posto del climatizzatore propone tasti fisici e i finestrini sono addirittura a compasso. I decani delle auto ci vedranno un tocco di nostalgia anni Ottanta, di certo l’approccio è di tipo low-cost, con un prezzo d’attacco stimato di circa 27.000 dollari (poco più di 23.000 euro). Se la cifra trovasse conferma al debutto previsto per fine 2026, le concorrenti farebbero un’enorme fatica a tenerne il passo.

Compatto fuori, geniale dentro

Lungo appena 4 metri e 43 centimetri – meno di una Honda Civic – lo Slate Truck sfida la cultura americana del “big is better”. Eppure, grazie a un design intelligente, il cassone posteriore da 1,5 metri non sfigura di fronte ai mostri sacri del settore come il Ford Maverick. La vera chicca è però la modularità. Il veicolo nasce come cabina singola a due posti, disponibile in un’unica tinta grigio ardesia, ma per gli utenti bisognosi di spazio extra, il mezzo propone un kit “flat-pack” che permette di aggiungere sedili posteriori e airbag, trasformando il pick-up in un SUV a cinque posti.

La sfida della produzione

Cantare fin da ora il successo di Slate suona però prematuro perché un conto è raccogliere depositi da 50 dollari, un altro mettere migliaia di veicoli su strada. Lo ha capito a proprie spese Ford, che ha di recente frenato sul suo F-150 Lightning elettrico per mancanza di redditività. A ogni modo,Bezos e soci puntano alla luna: la ristrutturazione di una fabbrica a Warsaw, in Indiana, dovrebbe permette di produrre 150.000 esemplari all’anno.

Sotto il cofano (o meglio, sull’asse posteriore), un motore da 201 CV promette un onesto 0-100 in 8 secondi e un’autonomia che, nella versione con batteria maggiorata, sfiora i 390 km. Se Musk ha cercato di reinventare l’auto come un gadget di lusso corazzato, Bezos sta scommettendo su un ritorno alle origini: lo Slate Truck potrebbe essere la prima vera “auto elettrica del popolo” nel segmento pick-up.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 10:25:52 +0000
News n. 16
Corteo nuziale blocca l’autostrada, scattano sequestri e sanzioni

L’euforia del momento può giocare dei brutti scherzi. In un sabato come tanti, lungo l’autostrada A7 francese, all’altezza della circonvallazione di Mercurol nella Drôme, la situazione è degenerata dopo un matrimonio.

Bloccate tutte e tre le corsie di marcia

In principio doveva trattarsi di un normale corteo nuziale, come se ne vedono tanti, ma ben presto la viabilità è stata protagonista di un sequestro collettivo lungo le tre corsie di marcia, con una ventina di auto che sfilavano alla sola velocità di 20 km/h. Incuranti del pericolo e dei disagi provocati, le macchine in festa hanno lasciato centinaia di automobilisti bloccati in una delle arterie più trafficate e vitali della rete stradale d’oltralpe, richiedendo l’intervento delle Forze dell’Ordine.

Accorsa sul posto, la gendarmeria ha disposto il sequestro immediato di due mezzi, tra cui l’auto degli sposi, che mai avrebbero immaginato di restare a piedi in autostrada. Del resto, la Squadra Dipartimentale della Sicurezza Stradale non ha fatto altro che applicare la legge.

Il Codice della Strada non perdona

In Francia, così come in Italia, il Codice della Strada punisce severamente intralci deliberati alla circolazione per i seri pericoli generati in termini di sicurezza. Un tamponamento a catena in autostrada, causato da un veicolo che procede troppo lentamente o che si ferma senza motivo, può avere esiti fatali, e la normativa in vigore cerca di dissuadere proprio questo genere di comportamenti, qualunque sia la ragione.

I provvedimenti per episodi simili vanno da multe severe alla decurtazione massiccia di punti della patente e, nei casi più gravi, denunce penali per attentato alla sicurezza stradale. In un momento in cui l’inizio del 2026 porta con sé anche la stangata dei rincari ai pedaggi autostradali, vedere infrastrutture pagate a caro prezzo trasformate in aree gioco private fa montare ancora di più la rabbia degli utenti regolari.

I rischi delle distrazioni alla guida

La storia assurda portata all’attenzione generale dagli organi di informazione transalpina si allinea a un trend preoccupante di ricerca dell’attenzione estrema. Spesso è la voglia di un video memorabile per i social a spingere le persone a gesti sconsiderati. È successo in autostrada per un matrimonio, ma accade ovunque, e l’elenco è in continuo aggiornamento. Anche a costo di “rovinare la festa”, le Forze dell’Ordine si adoperano a contrastare il fenomeno, prima che sia troppo tardi.

Riecheggia ancora negli Stati Uniti il drammatico investimento di un pedone da parte di una donna mentre era in diretta su TikTok, uno dei purtroppo numerosi esempi di quanto una distrazione alla guida possa rivelarsi fatale. Ed è in fondo lo scopo della battaglia intrapresa dalla politica europea e mondiale, che sta rendendo obbligatoria l’introduzione degli ADAS anche sulle auto di piccola cilindrata.

Il diritto di festeggiare finisce esattamente dove inizia il diritto degli altri di viaggiare in sicurezza. Per i novelli sposi della Drôme, l’album dei ricordi avrà una pagina inaspettata: quella del verbale di sequestro. Un promemoria carissimo che ricorderà loro, per tutta la vita, che l’amore può essere cieco, ma la Polizia stradale ci vede benissimo.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 09:36:20 +0000
News n. 17
Raffica di multe dietro l’arena olimpica a Milano: residenti furiosi

Tra i cantieri di Santa Giulia e i Giochi Olimpici 2026 in procinto di partire, scoppiano le polemiche a Milano su via Bonfadini, proprio dietro la nuova Arena firmata David Chipperfield. Nel corso dell’ultimo fine settimana, mentre l’impianto ospitava le Hockey Finals, fuori le Forze dell’Ordine hanno fatto ampio ricorso a multe e rimozioni forzate.

Parcheggi spariti

Al di là della sosta selvaggia, la viabilità subisce gli improvvisi e drastici cambiamenti avvenuti in un arco temporale molto ristretto. Con l’arrivo dei bus da 18 metri che collegano Rogoredo all’Arena, i parcheggi sono letteralmente spariti, inghiottiti dai nuovi divieti necessari a far passare i mezzi pesanti. A esprimere tutto il malcontento del quartiere è una sua storica residente, S.G., ai microfoni di MilanoToday:

“Da quando hanno aggiunto i divieti in via Sordello è davvero difficile trovare spazio per parcheggiare. Nelle scorse settimane hanno posizionato dei paletti in via Bonfadini, ma le auto e i furgoni continuano a parcheggiare tra un paletto e l’altro”

La questione dei dissuasori è al centro di una disputa che dura da Natale. Dal canto suo l’amministrazione comunale rivendica la scelta di voler porre fine alla “sosta selvaggia” che per anni ha infestato i marciapiedi della zona, creando pericoli per pedoni e disabili. L’assessore alla Mobilità di Milano, Marco Granelli, aveva spiegato così l’intervento:

“Il quartiere ha visto un’intensità di cantieri e lavori e purtroppo un’invasione di veicoli sui marciapiedi in sosta, creando disagi e rischi a tutti i cittadini, a quelli che proprio lì vanno alle scuole e al mercato comunale. Per questo abbiamo deciso di porre dissuasori per tutelare i percorsi pedonali sui marciapiedi in sicurezza. Stiamo lavorando per migliorare lo spazio pubblico e le regole della sosta”

Tuttavia, tra la teoria del “miglioramento dello spazio pubblico” e la pratica di una zona blindata per le Olimpiadi, il solco sembra farsi sempre più profondo, alimentato dalla politica locale. Il circolo Perucchini di Rifondazione Comunista ha distribuito volantini per le strade del quartiere Morsenchio, puntando il dito contro l’approccio adottato da Palazzo Marino:

“Il messaggio che l’amministrazione Sala manda agli abitanti del quartiere è chiaro: niente deve disturbare il grande spettacolo e il grande affare delle Olimpiadi, le strade devono essere completamente sgombre di auto e gli abitanti del quartiere devono arrangiarsi”

Le richieste dei cittadini

Per limitare il problema, gli abitanti esortano a correggere le scelte viabilistiche a tutela della vivibilità e, soprattutto, a fermare la pioggia di sanzioni che punisce chi non ha alternative dove lasciare la vettura. Proprio nelle ultime ore, un piccolo spiraglio sembra essersi aperto: l’amministrazione di Milano ha annunciato che i lavoratori delle imprese impegnate nell’Arena potranno finalmente parcheggiare all’interno delle aree di cantiere, alleviando parzialmente la pressione sulle strade residenziali.

Un primo passo, forse, ma la sensazione dei residenti di via Bonfadini resta quella di essere rimasti incastrati tra l’incudine del progresso olimpico e il martello della Polizia locale. Il “test” dell’hockey ha messo in mostra delle criticità non trascurabili: starà ora alle autorità competenti valutare se accogliere o meno le richieste dei cittadini.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 08:38:08 +0000
News n. 18
La Jeep Compass e la gamma DS Performance Line arrivano in Italia con un Porte Aperte

Il Gruppo Stellantis ha aggiornato la sua gamma con diverse novità nel corso degli ultimi mesi. Il 2026 è iniziato con il debutto in Italia di alcuni modelli come la Nuova Jeep Compass oltre all’edizione speciale DS Performance Line declinata sui modelli DS 3, N°4 e DS 7. Da una parte abbiamo un SUV destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista assoluto del mercato italiano, con l’obiettivo di diventare il best seller del segmento C. Dall’altra, invece, troviamo alcune serie speciali che omaggiano lo stile della DS E-TENSE FE25, la nuova monoposto di Formula E. Queste novità sono protagoniste di un Porte Aperte in tutte le concessionarie italiane. L’evento è programmato per questo weekend e, quindi, per sabato 17 e domenica 18 gennaio e sarà replicato il prossimo weekend, sabato 24 e domenica 25 gennaio.

La Jeep Compass è pronta

Il nuovo porte aperte è l’occasione scelta da Jeep per il lancio della Nuova Jeep Compass negli showroom italiani. L’evento segue il recente debutto della versione 4xe in occasione del Brussels Motor Show. Basata sulla piattaforma STLA Medium, la nuova generazione del SUV di Jeep arriva sul mercato in più varianti, con una versione elettrica al 100%, la versione e-Hybrid da 145 CV e la versione e-Hybrid Plug-in da 225 CV. Gli ordini per il nuovo modello sono già aperti. La Compass è disponibile a partire da 249 euro al mese, mentre il listino prezzi parte da 40.900 euro. Per i dettagli completi sull’offerta commerciale è possibile fare riferimento alle concessionarie Jeep, visitabili anche durante le giornate del Porte Aperte di gennaio.

Le novità di DS

Anche DS si aggiunge all’evento di Porte Aperte di gennaio organizzato da Stellantis e lo fa in grande stile, con una novità che ha tutte le carte in regola per conquistare la clientela. La nuova gamma di edizioni speciali DS Performance Line, come sottolineato in apertura, è declinata su tre modelli (DS 3, N°4 e DS 7) e rappresenta un omaggio allo stile della monoposto di Formula E di DS (la DS E-TENSE FE25). Tra le caratteristiche troviamo una livrea a tinte oro satinato e nero lucido, mentre all’interno ci sono rivestimenti in Alcantara, materiali e finiture di pregio e dettagli esclusivi.

Ecco la nuova serie speciale di DS
Ufficio Stampa Stellantis
Tre modelli compongono la nuova serie speciale DS

La DS 3 in versione Edizione Speciale DS PerformanceLine è disponibile con prezzi da 34.900 euro, scegliendo la versione HYBRID 145. Da segnalare anche la possibilità di puntare sulla variante E-TENSE 100% elettrica, disponibile con prezzi da 42.230 euro. Optando per il leasing, è possibile puntare sul modello con rate da 250 euro al mese.

Per quanto riguarda la N° 4 in versione DS Performance Line, il prezzo di listino parte da 39.300 euro per la versione HYBRID 145 e da 40.700 euro per la diesel BlueHDi 130 Automatico. A completare la gamma troviamo la Plug-In Hybrid 225, disponibile da 47.850 euro. Anche in questo caso, c’è la possibilità di leasing da 250 euro al mese. A completare l’offerta troviamo la DS 7 che, scegliendo l’edizione DS Performance Line, è disponibile con prezzi da 46.700 euro per la versione BlueHDi 130 Automatico. In questo caso, il leasing è disponibile con canone mensile da 350 euro.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 06:30:48 +0000
News n. 19
Seat & Cupra: il 2025 si chiude con un record storico di vendite

Il 2025 si è chiuso con un record storico di vendite per Seat & Cupra, l’azienda del Gruppo Volkswagen che gestisce i modelli dei due brand, Seat e Cupra. I numeri parlano chiaro: le immatricolazioni sono cresciute, con anche un contributo molto importante da parte dei modelli elettrificati. A sostenere il risultato è stato il marchio Cupra, che continua il suo programma di crescita. Seat, invece, ha chiuso il 2025 in calo ma ha gettato le basi per il futuro, anticipando l’arrivo di nuovi modelli. Andiamo ad analizzare tutti i numeri diffusi dall’azienda.

Un nuovo record

Seat & Cupra ha chiuso il 2025 con un totale di 586.300 veicoli consegnati. Questo dato rappresenta un nuovo record storico con un incremento del 5,1% rispetto ai dati del 2024. A sostenere la crescita, in particolare, è Cupra che ha raggiunto 328.800 unità consegnate, facendo registrare un incremento del 32,5%.

Complessivamente, inoltre, Cupra ha oltrepassato il muro del milione di unità vendute dal suo debutto sul mercato. Il modello più venduto continua a essere Formentor, che ha chiuso l’anno con un totale di 104.400 unità consegnate. Nel suo primo anno di piena disponibilità sul mercato, invece, Terramar ha toccato quota 66.000 consegne. Il brand ha chiuso l’anno con una quota di mercato del 2,22% in Europa, avvicinandosi all’obiettivo del 3%.

Per quanto riguarda Seat, invece, le vendite sono state pari a 257.400 unità con un calo del 17% rispetto al 2024. Questo risultato, secondo l’azienda, riflette le difficoltà dell’intero settore. Il modello più venduto resta l’Ibiza, con un totale di 94.800 unità. Seconda Arona, con 72.400 unità. Ricordiamo che, nonostante il calo delle immatricolazioni, il 2025 è stato un anno chiave per Seat che ha svelato le nuove Ibiza e Arona e ha ufficializzato una roadmap dettagliata per il suo futuro.

Da segnalare anche una crescita significativa per le immatricolazioni dei veicoli elettrificati che hanno raggiunto un totale di 84.400 esemplari di auto ibride plug-in, con un incremento del 69,2% rispetto all’anno precedente, e con 79.700 unità di veicoli elettrici, con un passo in avanti del 65,9%. Questi numeri confermano l’impegno dell’azienda verso un futuro sempre più elettrificato. Per Cupra, in particolare, le elettriche rappresentano il 24,2% delle vendite complessive, grazie ai dati raccolti da Born (43.700 unità) e Tavascan (36.000 unità).

Seat & Cupra hanno registrato un buon risultato anche in Italia con 30.954 unità immatricolate nel corso del 2025 e una crescita del 9,3% rispetto ai dati del 2024. Questo risultato è legato a doppio filo a Cupra che ha toccato quota 22.663 esemplari venduti, facendo segnare un passo in avanti pari al 35% su base annua.

Il commento del CEO

Markus Haupt, CEO di Seat & Cupra, ha così commentato i risultati raggiunti dall’azienda:

“Il 2025 ha rappresentato un anno chiave, con risultati record che sottolineano la forza della nostra strategia e, in particolare, la performance straordinaria di Cupra. Le vendite record di CUPRA dimostrano come stiamo riuscendo a connetterci con una nuova generazione di guidatori che apprezzano prestazioni e design. Sebbene le vendite di SEAT siano diminuite, il marchio rimane un pilastro fondamentale della nostra azienda, come dimostrano i recenti investimenti effettuati.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 06:30:15 +0000
News n. 20
Piazzole di emergenza autostradali, come usarle e quali multe si rischiano

Le piazzole di emergenza autostradali non sono spazi di servizio o zone neutre, né una variante ridotta dell’area di sosta. Sono zone di contenimento del rischio pensate per ridurre le conseguenze di un evento che non consente di proseguire la marcia in sicurezza. In autostrada non esiste un diritto alla fermata, ma solo una tolleranza normativa all’emergenza, e la piazzola è lo strumento attraverso cui quella tolleranza viene resa compatibile con la sicurezza collettiva. Tutto ciò che esula da questo perimetro diventa uso improprio.

Ecco perché si rischia di fare confusione tra corsia di emergenza e piazzola, come se fossero intercambiabili. In realtà la corsia ha una funzione più delicata perché consente il transito dei mezzi di soccorso e solo in casi estremi la marcia di veicoli che non possono proseguire. Percorrerla senza motivo, anche per pochi metri, o utilizzarla come spazio di sosta provvisoria espone a sanzioni più gravi rispetto a un uso improprio della piazzola perché si interferisce con una infrastruttura vitale per la gestione delle emergenze. Allo stesso tempo, scegliere di uscire in un’area di servizio invece di fermarsi in piazzola è una questione di responsabilità alla guida. Le aree attrezzate sono progettate per assorbire la sosta, offrire protezione fisica, servizi e spazi adeguati.

Quando è emergenza, secondo le norme

L’uso della piazzola è ammesso soltanto in presenza di una situazione che rende pericolosa o impossibile la prosecuzione della marcia, come un guasto meccanico, un’avaria improvvisa, un malessere fisico del conducente o di un passeggero che richieda un arresto immediato. Non conta l’intenzione, ma l’oggettività della condizione. Stanchezza, sonnolenza, necessità di fare una pausa o di consultare il telefono non rientrano in automatico nell’emergenza perché sono condizioni prevedibili e gestibili prima con l’uscita in un’area attrezzata. Fermarsi in piazzola per questi motivi espone a sanzione perché dal punto di vista giuridico si sta creando un pericolo.

Dopodiché la sosta di emergenza non è illimitata. Può durare il tempo necessario a superare la criticità e in ogni caso non può protrarsi oltre tre ore, trascorse le quali il veicolo può essere rimosso forzatamente. L’idea che la piazzola possa diventare una zona franca temporale è sbagliata.

La differenza tra emergenza tecnica ed emergenza percepita

Uno degli snodi nella valutazione dell’uso delle piazzole di emergenza è la distinzione tra emergenza oggettiva e soggettiva. La prima è misurabile, verificabile e riconoscibile anche da un soggetto terzo, come le forze dell’ordine o il personale autostradale. La seconda nasce dalla percezione del conducente che può ritenere urgente una situazione che non lo è dal punto di vista normativo. Questo scarto interpretativo è alla base delle sanzioni perché la legge tutela la condizione del veicolo e delle persone a bordo.

Come fermarsi senza aumentare il rischio

In autostrada non è il guasto in sé a essere pericoloso, ma la dinamica con cui si esce dal flusso di traffico. La manovra deve essere leggibile e progressiva, senza rallentamenti improvvisi e movimenti incerti. Oltre a raggiungere la piazzola, l’obiettivo è segnalare agli altri utenti che sta avvenendo qualcosa di anomalo. La presenza di mezzi che sfrecciano a pochi metri impone comportamenti cauti. Scendere dall’auto senza protezione, muoversi sul lato esposto al traffico o sostare inutilmente all’esterno sono tutte condotte che aggravano il pericolo. In presenza delle condizioni previste, l’uso del giubbotto ad alta visibilità e la corretta presegnalazione sono strumenti di sopravvivenza.

Un altro aspetto trascurato riguarda i passeggeri. Anche quando l’arresto è legittimo, il conducente resta responsabile delle condotte di chi viaggia con lui. Far scendere passeggeri in piazzola senza una reale necessità, consentire loro di muoversi lungo la carreggiata o sostare all’esterno del veicolo espone a rischi gravissimi e può aggravare la posizione del conducente in caso di controllo o incidente. La piazzola non è uno spazio sociale, ma un luogo tecnico dove ogni movimento deve essere ridotto all’essenziale.

Le sanzioni: l’errore in piazzola costa caro

Dal punto di vista sanzionatorio un comportamento scorretto in autostrada ha un potenziale lesivo superiore rispetto alla stessa condotta su una strada ordinaria. Chi utilizza in modo improprio la corsia di emergenza o le aree destinate alla sosta tecnica rischia multe molto elevate con importi che sfondano il muro dei mille euro, accompagnate dalla sospensione della patente. Nei casi più gravi, come la circolazione o la fermata vietata in punti critici dell’autostrada, il quadro sanzionatorio diventa più pesante con importi di diverse migliaia di euro e a provvedimenti accessori come la revoca della patente e il fermo amministrativo del veicolo.

La differenza tra una multa contenuta e una pesante dipende dalla risposta a una domanda: c’era davvero emergenza? In pratica, è stata utilizzata la piazzola come previsto o come scorciatoia? È stato creato pericolo agli altri utenti?

Il ruolo delle forze dell’ordine

Quando un veicolo viene trovato fermo in una piazzola di emergenza la valutazione si estende al contesto. Gli agenti verificano se ci siano segni evidenti di guasto, se il conducente ha attivato correttamente i dispositivi di segnalazione, se la durata della sosta è compatibile con l’emergenza dichiarata. In assenza di riscontri oggettivi, la giustificazione fornita dal conducente può non essere sufficiente perché l’onere della prova, di fatto, grava su chi ha scelto di fermarsi.

La piazzola come spazio neutro

L’errore più radicato è considerare la piazzola come un’area fuori dal traffico, quasi fosse una bolla di sicurezza. In realtà la piazzola è uno spazio tollerato, non protetto, inserito in un contesto dove il traffico continua a scorrere ad alta velocità. Chi si ferma senza una reale necessità si espone a un rischio inutile, sottovalutato fino al momento in cui diventa irreversibile.

Le infrastrutture dedicate alla sosta ordinaria ci sono per evitare questo tipo di situazioni. Aree di servizio e aree di parcheggio sono la risposta a bisogni prevedibili come il riposo, il cambio di conducente o una pausa fisiologica.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 05:00:46 +0000
News n. 21
Schuberth S3 Carbon e C5 ANC, nuovi caschi moto tra leggerezza, silenzio e comfort

Nella scorsa edizione di EICMA, tenutasi a novembre, Schuberth ha presentato due nuovi caschi in vista del 2026: S3 Carbon integrale e C5 ANC modulare. Le novità ampliano l’offerta del marchio tedesco introducendo soluzioni tecniche orientate alla riduzione del peso, al comfort nei lunghi tragitti e alla gestione dei disturbi acustici durante la guida.

Entrando nel dettaglio, S3 Carbon è caratterizzato da una calotta realizzata al 100% in carbonio, costruita utilizzando gli stessi processi produttivi e le competenze impiegate nel programma Formula 1 del brand, con benefici in termini di alleggerimento rispetto alla versione S3 in fibra di vetro. C5 ANC introduce invece la tecnologia di cancellazione attiva del rumore, con un sistema sviluppato in collaborazione con Cardo.

Schuberth S3 Carbon, il casco sport touring leggero e tecnologico

Il casco S3 Carbon è progettato per lo sport touring e combina leggerezza e prestazioni tecniche di alta gamma. Tra le dotazioni principali figurano chiusura con doppio anello a D, visiera Pinlock 120 XLT, parasole integrato e predisposizione per i sistemi di comunicazione SC sviluppati con SENA e Cardo. Il modello dispone di imbottiture premium personalizzabili tramite lo Schuberth Individual Program, disponibile per le taglie M, L e XL, per adattarsi a diverse conformazioni della testa senza compromessi sul comfort.

La ventilazione è assicurata da prese d’aria a doppio mento con filtro in mesh lavabile, canali di ventilazione EPS e uno spoiler posteriore per il corretto flusso d’aria. S3 Carbon integra inoltre il sistema S.R.S (Schuberth Rescue System) per facilitare la rimozione in caso di emergenza e ridurre le forze sul collo del motociclista. L’aeroacustica è stata ottimizzata in galleria del vento e durante test su strada, raggiungendo circa 85 dB(A) a 100 km/h su moto naked. Il prezzo di listino è di 1.099 euro.

Schuberth S3 Carbon e C5 ANC nuovi caschi moto 2026 leggeri e silenziosi
Ufficio Stampa Schuberth
S3 Carbon (sinistra) e C5 ANC (destra) sono le novità Schuberth per il 2026, svelate in anteprima a EICMA

Schuberth C5 ANC, la novità dell’Active Noise Cancellation

C5 ANC – la vera novità di Schuberth al salone di EICMA 2025 – è un casco modulare pensato per chi cerca una guida più silenziosa e controllata. Introduce la tecnologia Active Noise Cancellation, progettata per ridurre i disturbi causati da vento e turbolenze, mantenendo percepibili suoni essenziali come motore, traffico e sirene di emergenza. Il sistema è integrato tramite l’unità SC Edge ANC, che include altoparlanti da 53 mm, Bluetooth 5.2, operazioni vocali e aggiornamenti software over the air, con una portata fino a 1,6 km. La calotta modulare è stata studiata anche per offrire stabilità aerodinamica e riduzione del rumore alle alte velocità, migliorando la concentrazione e riducendo l’affaticamento durante la guida su percorsi lunghi o autostradali.

Il casco C5 ANC integra guarnizioni ottimizzate per isolare i rumori esterni, microfono e cablaggi ridisegnati e mantiene tutte le funzioni di comunicazione e interfono derivate dal sistema Packtalk Edge. I test su strada e in galleria del vento hanno permesso di calibrare il sistema Active Noise Cancellation per diversi modelli di moto e condizioni di guida, ottenendo una riduzione di picco fino a 10 dB nell’intervallo tra 100 e 700 Hz. Il design modulare garantisce anche facilità di apertura e chiusura, mentre le imbottiture interne rimovibili e lavabili migliorano comfort e igiene. Il casco sarà disponibile in primavera in Matt Black, Gloss White e Concrete Grey al prezzo di 799 euro, con il sistema SC Edge ANC opzionale a 529 euro.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 04:00:33 +0000
News n. 22
Il mercato dell’usato cresce ancora in Italia: ecco i dati del 2025 per auto e moto

Continua la crescita del mercato dell’usato in Italia, sia per quanto riguarda le auto che le moto. La conferma arriva dall’ultimo bollettino Auto-Trend di ACI basato sui dati del PRA tenendo conto di tutto il 2025 appena concluso. TTra i dati più significativi emerge una crescita sostanziale dei passaggi di proprietà delle auto elettrificate, che però rappresentano ancora una porzione ridotta del mercato dell’usato. Ecco il riepilogo del report.

Cresce l’usato

Il mercato dell’usato italiano continua a crescere, agevolato anche dai prezzi del nuovo, sempre più alti. Il trend è ormai evidente e viene confermato anche dai dati dell’anno appena concluso, sia per le autovetture che per le moto. ACI conferma l’ottimo momento del mercato dell’usato che chiude il 2025 con:

  • 3.331.145 passaggi di proprietà per le auto, con un incremento pari al 2,1% su base annua
  • 644.000 passaggi di proprietà per le moto, con un incremento pari al 3,1% su base annua

A dicembre i passaggi di proprietà sono cresciuti del 3,1% per le auto e del 4,2% per le moto. Per ogni 100 auto nuove ne sono state vendute 207 usate nel solo mese di dicembre, mentre sull’intero 2025 il rapporto è di 208 trasferimenti ogni 100 immatricolazioni. Il mercato dell’usato vale dunque più del doppio rispetto al nuovo.

Ricordiamo che nel 2025 il mercato del nuovo ha chiuso in leggero calo sia per le auto (nonostante il boom dell’elettrico) che per le moto, per queste ultime con motivazioni specifiche.

Il focus sulle alimentazioni

Il report include anche un interessante approfondimento sulle compravendite per tipo di alimentazione. Secondo le informazioni disponibili, tre auto su quattro scambiate sul mercato dell’usato sono dotate di una motorizzazione “tradizionale” e, in particolare, di motore a benzina oppure diesel. Queste soluzioni mantengono una quota maggioritaria nel settore dell’usato, favorite anche da prezzi mediamente più accessibili. Da segnalare però un’inversione di tendenza significativa: su base annuale i trasferimenti di proprietà di auto a benzina sono cresciuti del 2,1%.

Il diesel segna invece il trend opposto con i trasferimenti in calo del 5,4%. Le alimentazioni elettrificate, pur occupando ancora una quota ridotta, registrano crescite percentuali significative: le auto elettriche segnano +40% nei passaggi di proprietà, le ibride a benzina +31,3%. La crescita maggiore riguarda le ibride diesel (segmento marginale del mercato) con +47,9% nel confronto 2024-2025. Nel 2026 la crescita delle auto elettrificate sul mercato dell’usato potrebbe accelerare ulteriormente, grazie all’arrivo di un numero sempre maggiore di modelli.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 15:15:10 +0000
News n. 23
Il centenario della strada più famosa del mondo, Route 66

La Route 66 è una delle strade più famose al mondo e permette di attraversare gli Stati Uniti da Chicago a Los Angeles, da est a ovest. Nel 2026 raggiungerà un traguardo storico: 100 anni dalla sua inaugurazione

Una strada unica nel suo genere

Diventata un mito e un’autentica attrazione turistica, la Route 66 compirà 100 anni il prossimo 11 novembre 2026. Per celebrare l’evento sono in programma diverse iniziative durante tutto l’anno.

Nota anche come “Strada Madre“, la United States Route 66 attraversa otto Stati americani. La partenza convenzionale è fissata a est, da Chicago (Illinois), dove si trova la Route 66 Hall of Fame and Museum. La strada prosegue attraverso Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona, per raggiungere infine la California e terminare al Santa Monica Pier, con il suo celebre parco divertimenti affacciato sull’oceano. Complessivamente misura 3.940 chilometri (poco meno di 2.500 miglia). Nonostante nell’immaginario comune venga identificata come uno sterminato rettilineao, non è la strada più dritta al mondo

Dal 1985, a seguito dell’aggiornamento della rete autostradale federale, la Route 66 è stata rimpiazzata dall’Interstate Highway System (Interstate 55, 44, 40, 15 e 10) e non fa più parte del sistema highway ufficiale. Sulle mappe odierne viene indicata come Historic Route 66, a testimonianza del suo ruolo nella storia americana e del suo status di icona turistica.

Una vera attrazione turistica

La Route 66, grazie anche al mondo del cinema e della musica, è diventata una vera e propria attrazione turistica, sia per gli americani che per chi visita gli Stati Uniti. Si tratta della strada che incarna al meglio il concetto di “road trip“: attraversa città ma anche lunghi tratti di aree a bassa densità abitativa e con tante bellezze naturali.

Secondo uno studio di Brand USA citato da Ansa, i road trip rappresentano una delle tre principali esperienze turistiche per i visitatori internazionali degli Stati Uniti. Da questa evidenza è nata l’iniziativa Great American Road Trip, che punta a valorizzare oltre 250 luoghi iconici delle strade americane, inclusi i quasi 4 mila chilometri della Route 66.

Questa strada attraversa tanti punti di interesse come il Marsh Arch Bridge (Rainbow Bridge), il Baxter Springs Heritage Center & Museum e il Galena Mining & Historical Museum, che si trovano in Kansas, ma anche l’Oklahoma Route 66 Museum di Clinton, che racconta la storia della strada. Da segnalare anche la Threatt Filling Station, punto di riferimento per i viaggiatori afroamericani che percorrevano la Strada Madre. In Texas, invece, è possibile visitare il Cadillac Ranch mentre a Santa Rosa, New Mexico, ci si può fermare presso il Route 66 Auto Museum. In aggiunta, è in fase di apertura il nuovo West Central Route 66 Visitor Center ad Albuquerque. In Arizona, c’è, invece, il Petrified Forest National Park, l’unico parco del sistema dei Parchi Nazionali a includere un tratto della storica strada. In California, lungo il percorso, è possibile trovare il primo McDonald’s, a San Bernardino, e l’Elmer’s Bottle Tree Ranch nel Deserto del Mojave.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 14:30:05 +0000
News n. 24
In Giappone c’è un adesivo che segnala i guidatori sopra i 70 anni di età

Chiunque sia stato in Giappone avrà notato, accanto al celebre adesivo giallo e verde dei principianti (lo Shoshinsha Mark), un simbolo colorato a forma di quadrifoglio applicato sul retro di molte auto. Si tratta del Koreisha Mark, il segnale dedicato ai guidatori “Senior”.

Che cos’è il Koreisha Mark?

In Giappone, il termine Koreisha si riferisce alle persone anziane. L’adesivo, introdotto originariamente nel 1997, ha uno scopo preciso: comunicare agli altri automobilisti che la persona al volante ha più di 70 anni.

Non si tratta di un marchio di “inefficienza”, ma di un invito alla pazienza e alla cortesia. Segnala che il conducente potrebbe avere riflessi meno pronti, una velocità di crociera più moderata o difficoltà in manovre complesse.

In Giappone, chi taglia la strada o si comporta in modo aggressivo verso un’auto che espone questo simbolo rischia sanzioni specifiche.

L’iniziativa di Nichelino: un primato italiano

in Italia il Comune di Nichelino, in provincia di Torino, è stato tra i primi in Italia a lanciare una sperimentazione simile.

L’idea è nata per aumentare la sicurezza stradale e, allo stesso tempo, ridurre lo stress dei guidatori over  70 anni nell’ambito del progetto ”Over 70 alla guida: rispetto e prudenza”.

L’iniziativa ha previsto la distribuzione di un adesivo che riprende il concetto giapponese, permettendo ai “nonni al volante” di segnalare la propria presenza. L’applicazione dell’adesivo è stata, ovviamente, su base volontaria.

Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici:

  • Ridurre i sinistri: invitando chi segue a mantenere una distanza di sicurezza maggiore.
  • Combattere l’aggressività stradale: spesso gli anziani sono bersaglio di clacson e manovre azzardate; il simbolo serve a “umanizzare” il conducente.
  • Promuovere l’autonomia: permettere ai senior di continuare a guidare sentendosi più tutelati dalla comunità.
Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 13:15:01 +0000
News n. 25
iCAUR V27, sbarca in Europa in nuovo fuoristrada cinese pronto a tutto

Il panorama automobilistico globale si spostando inesorabilmente verso l’elettrificazione e l’integrazione dell’intelligenza artificiale. In questo scenario fa il suo ingresso nel palcoscenico europeo un nuovo protagonista: iCAUR. Nato all’interno del gruppo Chery come marchio strategico globale iCAUR, oltre a presentare nuovi modelli, propone una propria filosofia di vita. Fondato sulla convinzione che “il classico non tramonta mai”, il brand mira a coniugare un design intramontabile con le tecnologie più avanzate della mobilità elettrica, rivolgendosi a una nuova generazione di automobilisti che cercano qualità e un’identità culturale distintiva. La propria creatura della specie è la V27.

Il design “Future Classic”

Al centro di questa rivoluzione internazionale, presentata con vigore nelle fonti, brilla la iCAUR V27. Questo SUV di grandi dimensioni incarna perfettamente la missione del marchio di creare modelli che maturino con il tempo attraverso un linguaggio estetico semplice ed espressivo. Con una lunghezza che supera i 5 metri e un passo di 2,9 metri, la V27 vanta una presenza su strada imponente e statuaria. Il suo design, definito “Future Classic“, fonde elementi iconici e modernità: la forma squadrata e i caratteristici fari rotondi si armonizzano con le superfici arrotondate denominate “Scoopâ€, creando un contrasto visivo raffinato. Gli ampi finestrini e le ruote generose non solo migliorano la visibilità, ma conferiscono al veicolo un senso di apertura e libertà.

Uno sguardo dall’interno: lo “Stellar Cockpit”

Entrare nell’abitacolo della iCAUR V27 significa immergersi in un ecosistema high-tech dove lo spazio è il protagonista assoluto. Il cosiddetto “Stellar Cockpit” è progettato per offrire un’atmosfera luminosa e futuristica. I passeggeri possono godere del doppio tetto panoramico “Stellar Porthole” e del tetto flottante “Star Island“, soluzioni che trasformano l’interno in un ambiente arioso e accogliente. I sedili posteriori, particolarmente ampi, completano un’esperienza di bordo pensata per il massimo comfort sia nei tragitti urbani che nelle lunghe traversate.

Golden REEV e i-AWD

Uno dei punti di forza della iCAUR V27 risiede però nella sua tecnologia propulsiva. Il veicolo è equipaggiato con il sistema Golden REEV (veicolo elettrico ad autonomia estesa), che vanta un’efficienza termica del 45,79%. Grazie a una batteria da 34,3 kWh, la V27 può percorrere 156 km in modalità puramente elettrica, ideale per le zone a basse emissioni di metropoli come Parigi, Berlino e Amsterdam. Tuttavia, la sua natura di esploratrice emerge nell’autonomia complessiva, che supera i 1.000 km.

La dinamica di guida è affidata al sistema di trazione integrale intelligente i-AWD, messo a punto da un team internazionale con esperienza nel motorsport. Questo sistema garantisce una guida fluida e sicura tanto sulle autostrade costiere del Mediterraneo quanto sui terreni accidentati delle Alpi. Con una configurazione a doppio motore, la V27 è capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 5 secondi, offrendo una potenza superiore alla media dei SUV ibridi tradizionali.

Versatilità per l’avventura europea

Le fonti descrivono la iCAUR V27 come una compagna ideale per chi ama la vita all’aria aperta. La sua elevata altezza da terra e la robustezza strutturale la rendono perfetta per le strade sterrate e i percorsi montani. La versatilità è un altro dei suoi punti di forza: il design è studiato per ospitare facilmente portapacchi, tende da tetto e box esterni, rispondendo alle esigenze di chi pratica sci, pesca o campeggio.

L’arrivo di iCAUR in Europa nel 2026 segna dunque un momento di svolta. Con il supporto del colosso Chery, primo esportatore cinese al mondo, il marchio non punta solo a vendere automobili, ma a trasformare l’esperienza di guida in un vero e proprio lifestyle, portando nuova vitalità e standard di sicurezza elevati in un mercato in continua evoluzione.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 12:45:16 +0000


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