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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi, 12 luglio 2026, le autostrade italiane registrano numerose situazioni di traffico rallentato e code, soprattutto in alcune tratte molto trafficate come l’A1 Milano-Napoli e l’A14 Bologna-Taranto. Tra gli eventi più significativi, segnaliamo una coda per incidente tra Torre de’ Passeri-Casauria e Pratola Peligna-Sulmona sull’autostrada A25, oltre a un traffico rallentato piuttosto esteso tra Valmontone e il bivio A1/Diramazione Roma sud per traffico intenso sulla A1 direzione Milano.

A1 MILANO-NAPOLI



19:05 – A1 MILANO-NAPOLI
Traffico Rallentato tra Valmontone e Bivio A1/Diramazione Roma sud per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 576.3 al chilometro 586.9 per una lunghezza di 10.6 km.



19:04 – A1 MILANO-NAPOLI
Traffico Rallentato tra Calenzano e Bivio A1-Variante per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 265.0 al chilometro 277.0 per una lunghezza di 12.0 km.



18:41 – A1 MILANO-NAPOLI
Code a tratti tra Milano sud e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 4.3 al chilometro 8.9 per una lunghezza di 4.6 km.



17:09 – Area di servizio S. Martino est sull’A1 MILANO-NAPOLI
Mancanza di metano per guasto all’impianto
Direzione Milano
L’area di servizio è sprovvista di metano, con possibili disagi per chi necessita di questo carburante.

A12 GENOVA-ROMA



19:01 – A12 GENOVA-ROMA
Traffico Rallentato tra Rosignano Marittimo e Collesalvetti per traffico intenso
Direzione Genova
La tratta interessata va dal chilometro 177.8 al chilometro 182.0 per una lunghezza di 4.2 km.



18:01 – A12 GENOVA-ROMA
Code a tratti tra Santa Severa e Torrimpietra per traffico intenso
Direzione Roma
La tratta interessata va dal chilometro 14.9 al chilometro 41.1 per una lunghezza di 26.2 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



18:55 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Coda in uscita a Termoli per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni



18:30 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Code a tratti tra Forli’ e Castel San Pietro per traffico intenso
Direzione Bologna
La tratta interessata va dal chilometro 38.2 al chilometro 81.6 per una lunghezza di 43.4 km.



18:19 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Coda di 1 km tra Porto Sant’ Elpidio e Civitanova Marche per traffico congestionato
Direzione Ancona
La coda si estende dal chilometro 262.6 al chilometro 263.6.



18:06 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Coda in uscita a Bologna Casalecchio per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni



18:03 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Coda in uscita a Civitanova Marche per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni

A24 ROMA-TERAMO



18:52 – A24 ROMA-TERAMO
Coda tra L’ Aquila Ovest e Tornimparte per veicolo in avaria
Direzione Roma
La coda si estende dal chilometro 92.0 al chilometro 93.0 per una lunghezza di 1.0 km.



18:03 – A24 ROMA-TERAMO
Traffico rallentato tra Carsoli-Oricola e Roma est per traffico intenso
Direzione Roma
La tratta interessata va dal chilometro 8.012 al chilometro 40.0 per una lunghezza di 31.988 km.

TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO



18:51 – TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO
Coda in corrispondenza Piazzale Italiano verso Chamonix, attesa prevista 15 minuti
Direzione Chamonix



18:07 – TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO
Coda in corrispondenza Piazzale Francese verso Courmayeur, attesa prevista 15 minuti
Direzione Courmayeur

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



18:48 – A9 LAINATE-COMO CHIASSO
Coda tra Lago di Como e Chiasso per attraversamento dogana Svizzera
Direzione Svizzera
La coda interessa la tratta dal chilometro 41.63 al chilometro 41.18 per una lunghezza di 0.45 km.

A25 TORANO-PESCARA



18:48 – A25 TORANO-PESCARA
Coda tra Torre de’ Passeri-Casauria e Pratola Peligna-Sulmona per incidente
Direzione Autostr. Roma-Teramo
La coda si estende dal chilometro 147.0 al chilometro 152.0 per una lunghezza di 5.0 km.

A8 MILANO-VARESE



18:46 – A8 MILANO-VARESE
Coda in uscita alla barriera di Milano Nord per traffico intenso
Direzione Milano



18:14 – A8 MILANO-VARESE
Code a tratti tra Gallarate e Castellanza per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 18.0 al chilometro 29.9 per una lunghezza di 11.9 km.



17:52 – A8 MILANO-VARESE
Code a tratti tra Castelletto Ticino e Bivio Diramazione A8-A26/A8 MI-VA per traffico intenso
Direzione Autostrada Milano-Varese
La tratta interessata va dal chilometro 0.0 al chilometro 13.4 per una lunghezza di 13.4 km.

A4 TORINO-TRIESTE



18:37 – A4 TORINO-TRIESTE
Code a tratti tra Monza e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 126.2 al chilometro 139.0 per una lunghezza di 12.8 km.



17:59 – A4 TORINO-TRIESTE
Code a tratti tra Bergamo e Trezzo per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 157.2 al chilometro 172.5 per una lunghezza di 15.3 km.

A11 FIRENZE-PISA NORD



18:04 – A11 FIRENZE-PISA NORD
Code a tratti tra Bivio A11/Racc. A12 Genova-Livorno e Altopascio per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 50.0 al chilometro 71.0 per una lunghezza di 21.0 km.

A16 NAPOLI-CANOSA



18:30 – A16 NAPOLI-CANOSA
Pioggia tra Avellino Ovest e Benevento
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa dal chilometro 68.7 al chilometro 41.1 per una lunghezza di 27.6 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 17:08:00 +0000
News n. 2
Moto, tragedia a Brno: morti Philipp Steinmayr e Adrian Rus dopo un incidente in gara

Un incidente con conseguenze drammatiche scuote il settore del motociclismo. Sul noto circuito di Brno (in testa all’articolo un’immagine di repertorio) durante una gara della categoria Superstock 1000/Superbike dell’Alpe Adria International Motorcycle Championship, infatti, l’austriaco Philipp Steinmayr di 32 anni e il romeno Adrian Rus-Sinner di 43 anni sono morti a seguito delle gravi ferite riportate dopo una caduta avvenuta poco dopo la partenza della gara.

Un incidente drammatico

L’incidente è avvenuto sabato 11 luglio, poco dopo la partenza della gara di Brno, dove poche settimane fa ha corso anche il Motomondiale. Steinmayr, infatti, ha avuto un problema tecnico con la moto ed è stato poi colpito da Rus-Sinner, che sopraggiungeva da dietro. L’impatto è stato fatale. Il pilota austriaco è deceduto sul colpo, mentre il romeno poco dopo, in ospedale, a seguito delle gravi ferite riportate.

La notizia del decesso è stata divulgata soltanto nella giornata di oggi, ma non sono stati rilasciati ulteriori dettagli per tutelare la privacy delle famiglie. A seguito dell’incidente, l’organizzazione è intervenuta e ha optato per l’annullamento di tutto il programma rimanente del weekend, che prevedeva diverse competizioni sul circuito della Repubblica Ceca.

Steinmayr, in passato campione del mondo del Fim Ewc (Endurance World Championship) nella categoria Stock, era tra i favoriti della gara, dopo aver conquistato il secondo posto durante le qualifiche del sabato mattina e in passato aveva più volte sottolineato il legame speciale con Brno. Adrian Rus-Sinner, inoltre, era molto conosciuto tra gli appassionati per la sua attività di vlogger dedicata al motociclismo.

Il comunicato

FIM Europe Circuit Racing ha rilasciato un comunicato in merito alla tragedia avvenuta questo weekend a Brno. Ecco il testo integrale:

La FIM Europe si rammarica di dover confermare che due piloti hanno perso la vita in seguito a un incidente avvenuto durante la giornata di sabato del Campionato Internazionale di Motociclismo Alpe Adria presso l’Automotodrom di Brno.

Nonostante il tempestivo intervento dei servizi medici, Philipp Steinmayr (Austria, 13 agosto 1993) è deceduto a causa delle ferite riportate nell’incidente. Adrian Rus (Romania, 11 agosto 1982) è stato trasportato in ospedale in condizioni critiche, dove in seguito è deceduto a causa delle ferite riportate.

A seguito dell’incidente, gli organizzatori hanno deciso di annullare l’intero programma rimanente del fine settimana. Di conseguenza, le gare in programma della Supersport 300 European Cup, della Supersport 600 European Cup, della Superstock 1000 European Cup e del Campionato Europeo Femminile non avranno luogo.

FIM Europe, l’Unione Motociclistica Alpe Adria, AAcademy (organizzatore) e l’Automotodrom Brno esprimono le loro più sentite condoglianze alle famiglie, agli amici, ai team e ai cari di Philipp Steinmayr e Adrian Rus.

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 16:25:16 +0000
News n. 3
I robotaxi bloccano le ambulanze, il software di guida autonoma finisce sotto accusa

Negli Stati Uniti, i robotaxi sono sempre più diffusi. I veicoli a guida autonoma, però, hanno un problema con le luci lampeggianti e rischiano di bloccare le ambulanze e i camion dei vigili del fuoco, rallentando l’arrivo dei soccorsi. Tutto ruota intorno a un problema del software che “guida” la vettura senza conducente. A chiarire la questione è un report di Nhtsa, l’agenzia americana per la sicurezza stradale. Ecco tutti i dettagli in merito alla questione e cosa potrebbe succedere nel corso delle prossime settimane.

Diversi casi documentati

Le auto a guida autonoma rischiano di diventare un ostacolo per ambulanze e camion dei vigili del fuoco. In particolare, i robotaxi (i veicoli senza conducente pensati per agevolare gli spostamenti in città) possono creare non pochi problemi ai soccorsi, come confermato da diversi casi documentati da Nhtsa.

Si tratta di un problema legato a un bug del software che gestisce le flotte di veicoli a guida autonoma. Di conseguenza, un aggiornamento potrebbe eliminare questo difetto e consentire il funzionamento corretto dei robotaxi.

Per il momento, è bene sottolineare, non sono emerse informazioni precise in merito alle aziende coinvolte e, quindi, a quali robotaxi hanno registrato i problemi con le luci lampeggianti che hanno portato al blocco o al rallentamento dei veicoli di primo soccorso.

Jonathan Morrison, amministratore della NHTSA, come riportato da Wired, ha sottolineato: “Per dirla senza mezzi termini: un veicolo a guida autonoma che non può interagire in sicurezza con i soccorritori rappresenta un pericolo per il pubblico in generale” 

Le informazioni sono limitate e bisognerà attendere le prossime settimane per avere le idee più chiare. Nhtsa ha pianificato degli incontri con gli sviluppatori dei software dei robotaxi, già programmati per la fine di luglio, in modo da velocizzare la risoluzione.

L’obiettivo è trovare i bug che causano il problema e rilasciare un nuovo aggiornamento per ottimizzare il funzionamento dei robotaxi. Maggiori dettagli in tal senso dovrebbero emergere a breve.

I problemi della guida autonoma

La tecnologia alla base dei robotaxi è recente e ha già dimostrato di avere qualche problema. In passato, infatti, sono stati registrati diversi casi di robotaxi impazziti e di veicoli a guida autonoma che hanno causato incidenti o ostacolato la corretta circolazione.

Si tratta di casi isolati (nella maggior parte dei casi, i robotaxi funzionano senza particolari problemi) che confermano che il sistema non è ancora perfetto e che ci sono molti margini di miglioramento.

Ricordiamo che il settore della guida autonoma e, in particolare, quello dei robotaxi sta attirando tanti investimenti, con diverse aziende che hanno già investito in questi servizi o che stanno pianificando il lancio di nuovi prodotti.

Il software di guida autonoma è la chiave del successo dei servizi di robotaxi, che devono affrontare numerose variabili per poter funzionare correttamente. Per questo motivo, le aziende e i loro sviluppatori sono chiamati a lavorare costantemente per ottimizzare al massimo il funzionamento.

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 14:10:13 +0000
News n. 4
Scoperto assicurativo: cosa cambia per chi ha una polizza auto

Quando si sceglie una polizza auto, il prezzo non dice tutto. Due preventivi possono sembrare simili, ma nascondere condizioni diverse al momento del sinistro. Tra questi, lo scoperto assicurativo è una delle clausole a cui prestare attenzione perché indica la percentuale del danno che resta a carico dell’assicurato.

La differenza rispetto alla franchigia è netta. La franchigia è una cifra fissa. Lo scoperto cresce insieme all’importo del danno. Se il danno è piccolo, l’esborso può sembrare gestibile. Se il danno è pesante, la quota a carico dell’automobilista può diventare molto alta.

Che cos’è lo scoperto assicurativo

Lo scoperto è una clausola contrattuale che stabilisce quale percentuale del danno non sarà pagata dalla compagnia. Se la polizza prevede uno scoperto del 10%, significa che il 10% del danno resta a carico dell’assicurato e che l’assicuratore interviene per la parte restante, nei limiti e alle condizioni del contratto.

Nel linguaggio assicurativo lo scoperto indica una copertura parziale con una quota del danno lasciata al cliente. Nel settore auto si trova soprattutto nelle garanzie accessorie, come furto e incendio, kasko, eventi atmosferici, atti vandalici, cristalli o collisione. La Rc auto obbligatoria ha invece una logica diversa: serve a risarcire i terzi danneggiati.

Lo scoperto cambia il rimborso perché sposta una parte del rischio dalla compagnia all’assicurato. La logica alla base di questa clausola prevede che più l’assicurato accetta di partecipare al danno, più la compagnia può proporre un premio più contenuto.

Il problema è che il risparmio sul premio si vede subito, mentre il costo dello scoperto si scopre solo dopo il sinistro. Per fare un esempio, con un danno da 2.000 euro e uno scoperto del 10%, la quota a carico del cliente è di 200 euro. Con un danno da 12.000 euro, la stessa percentuale vale 1.200 euro.

Scoperto e franchigia, la differenza

Franchigia e scoperto non sono sinonimi. La franchigia è un importo predeterminato che resta a carico dell’assicurato. Lo scoperto è una percentuale calcolata sul danno. Se una polizza prevede una franchigia di 500 euro, quella è la somma che l’assicurato dovrà sostenere, salvo diverse clausole contrattuali. Se la polizza prevede uno scoperto del 10%, la quota non è conoscibile con precisione prima del sinistro perché dipende dal valore del danno accertato.

In presenza di franchigia, l’impresa risarcisce comunque per intero il danneggiato nei limiti del massimale e può poi rivalersi sull’assicurato per l’importo della franchigia previsto dal contratto.

La franchigia nella RC auto obbligatoria non riduce quindi il pagamento al terzo danneggiato. Può però generare una richiesta di rimborso nei confronti dell’assicurato. Con le garanzie accessorie franchigia e scoperto incidono invece sull’indennizzo riconosciuto al proprietario del veicolo.

Lo scoperto con minimo non indennizzabile

Nelle polizze auto lo scoperto viene spesso affiancato a un minimo non indennizzabile. La clausola può cioè essere scritta così: scoperto 10% con minimo di 250 euro. In questo caso si calcola il 10% del danno, ma se il risultato è inferiore a 250 euro resta comunque a carico dell’assicurato il minimo previsto.

Facciamo qualche esempio. Se il danno è di 1.000 euro, il 10% sarebbe 100 euro, ma il minimo di 250 euro fa salire la quota a carico del cliente. Se il danno è di 8.000 euro, il 10% vale 800 euro e quindi si applica questa cifra, perché superiore al minimo.

Alcune compagnie propongono garanzie furto e incendio proprio con formule del tipo “scoperto 10% e franchigia/minimo 250 euro†oppure “scoperto 15% e minimo 375 euroâ€.

Lo scoperto compare soprattutto nelle garanzie che coprono i danni al proprio veicolo. Furto e incendio sono tra i casi più frequenti. Se l’auto viene rubata o danneggiata da un incendio, la compagnia può riconoscere l’indennizzo al netto dello scoperto previsto. Un’altra garanzia in cui lo scoperto è molto presente è la kasko. Questa copertura protegge l’auto anche quando il danno deriva da responsabilità del conducente, da urto, collisione, uscita di strada o ribaltamento, a seconda della formula scelta.

Lo scoperto può comparire anche in eventi atmosferici, atti vandalici, cristalli, collisione con animali selvatici e altre coperture aggiuntive. Non c’è però una regola unica: ogni contratto va letto nelle condizioni.

Lo scoperto nella RC auto obbligatoria

La RC auto obbligatoria copre i danni causati a terzi dalla circolazione del veicolo. L’obbligo è previsto dall’articolo 122 del Codice delle assicurazioni private che oggi si applica ai veicoli utilizzati in conformità alla loro funzione di mezzo di trasporto, a prescindere dalle caratteristiche del veicolo e dal fatto che sia fermo o in movimento.

Le clausole interne al contratto non possono lasciare il terzo danneggiato senza tutela nei limiti previsti dalla legge. Se il conducente provoca un danno a un altro automobilista, a un pedone o a un ciclista, la compagnia interviene secondo le regole della Rc auto obbligatoria e nei limiti del massimale.

Diverso è il rapporto successivo tra assicuratore e assicurato. In presenza di franchigie, rivalse o condizioni specifiche, la compagnia può chiedere all’assicurato il rimborso di quanto previsto dal contratto. Per questo le clausole limitative non sono da prendere alla leggera, anche quando il sinistro riguarda terzi.

Il ruolo del massimale

Il massimale è il tetto massimo che la compagnia paga in caso di sinistro. Per la Rc auto ci sono minimi fissati per legge: 6.450.000 euro per i danni alle persone e 1.300.000 euro per i danni alle cose, per ciascun sinistro.

Nelle garanzie accessorie possono variare il massimale o il valore assicurato. Per furto e incendio conta di solito il valore commerciale del veicolo. Per cristalli, assistenza, eventi naturali o atti vandalici ci sono limiti. Lo scoperto si applica dentro questo perimetro. Prima si accerta il danno indennizzabile, poi si guardano eventuali limiti, poi si calcola la quota a carico dell’assicurato.

Perché una polizza con scoperto costa meno

Una polizza con scoperto può avere un premio più basso perché trasferisce una parte del rischio sull’assicurato. In caso di sinistro, la compagnia sa che non dovrà pagare l’intero danno indennizzabile. Per l’automobilista può essere una scelta ragionevole. Chi guida poco, parcheggia in box, usa un’auto di valore basso o accetta di sostenere una parte del danno può preferire un premio più leggero.

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 12:00:36 +0000
News n. 5
Hyundai presenta Ioniq 9 Model Year 2027, l’ammiraglia si evolve

Arrivata sul mercato come SUV elettrico a sette posti tra i più grandi e ambiziosi della gamma coreana, la berlina ammiraglia di Hyundai aveva già convinto critica e pubblico con autonomie fino a 620 km, abitacolo generoso e un livello di dotazione tecnologica difficile da replicare nella concorrenza diretta. Con il Model Year 2027 il marchio non stravolge nulla ma aggiunge un allestimento top di gamma ancora più esclusivo, dedicato a chi vuole l’Ioniq 9 nella sua configurazione più potente e più personale.

Allestimenti

La gamma MY2027 mantiene la struttura già nota, articolata su quattro livelli. Si parte dalla versione Business, quella di accesso, con trazione posteriore e cerchi da 19 pollici. Già qui la dotazione è completa: fari full LED sia davanti che dietro, portellone elettrico, quadro strumenti digitale da 12,3 pollici con infotainment abbinato della stessa diagonale, compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto wireless, clima bizona, sedili riscaldati anche per la seconda fila e tecnologia V2L. Di serie anche la suite Hyundai SmartSense con guida assistita di livello 2 avanzata e controllo dell’angolo cieco.

Salendo alla versione XClass si aggiungono cerchi da 20 pollici, fari a matrice di LED, rivestimenti in pelle, ventilazione dei sedili, specchietto retrovisore digitale, impianto audio Bose e digital key. Disponibile a due o quattro ruote motrici, è probabilmente l’allestimento più equilibrato per chi non vuole rinunciare a niente ma non vuole nemmeno portarsi a casa il configuratore più costoso.

La Calligraphy standard introduce cerchi da 21 pollici, tetto panoramico elettrico, pelle Nappa e specchietti digitali con schermi OLED, ed è disponibile anche in configurazione a sei posti, con due sedute singole al posto del divanetto centrale nella seconda fila. Una scelta di comfort che molti acquirenti di questo segmento apprezzano particolarmente.

Nuovo top di gamma

La Calligraphy Black Ink è la novità assoluta del MY2027, ed è disponibile esclusivamente con il powertrain AWD Performance da 428 CV, il più potente della gamma capace di uno 0-100 km/h attorno ai 5 secondi su un veicolo che pesa oltre due tonnellate.

Esteticamente, come suggerisce il nome, il tema gioca sul nero. Cerchi da 21 pollici neri, loghi neri, lettering del modello in nero, portellone posteriore in tinta scura. Un trattamento coerente e riconoscibile che trasforma la grande SUV bianca o grigia in qualcosa di più radicale senza toccarne le proporzioni. All’interno la pelle Nappa è nera, con inserti della plancia in alluminio anodizzato scuro. Un abitacolo in cui la cura dei dettagli non è decorativa ma parte della firma dell’auto.

La trazione integrale di questa versione non è solo una questione di prestazioni, ma di sicurezza e libertà: su un veicolo lungo quasi cinque metri e destinato anche a famiglie con bambini e bagagli, avere entrambi gli assi motorizzati dà sicurezza in condizioni meteo difficili e una stabilità alle andature autostradali che la versione posteriore non può replicare allo stesso modo.

Prezzi di listino

Hyundai ha definito il listino MY2027 con una progressione chiara:

  • Business 218 CV: 70.600 euro;
  • XClass 218 CV: 76.600 euro;
  • XClass 307 CV AWD: 80.600 euro;
  • Calligraphy 307 CV AWD: 84.600 euro;
  • Calligraphy 428 CV AWD: 86.200 euro;
  • Calligraphy Black Ink 428 CV AWD: 87.000 euro.

La progressione tra Calligraphy standard e Black Ink è di appena 800 euro per portarsi a casa la versione esclusiva nell’allestimento più riconoscibile.

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 09:00:17 +0000
News n. 6
Il prototipo di Cizeta-Moroder V16T è pronto a scrivere nuovi record all’asta

La Cizeta-Moroder V16T è una vettura per palati fini con una storia caratteristica: un tecnico italiano emigrato in California, un produttore musicale visionario, un motore a sedici cilindri montato di traverso e un debutto presentato da Jay Leno. Non male per una supercar che quasi nessuno ha mai visto dal vivo. Ora l’unico prototipo originale che porta entrambi i cognomi sul muso tornerà sotto i riflettori, questa volta quelli di una sala d’aste. RM Sotheby’s lo batterà in agosto 2026 con una stima compresa tra 1,4 e 1,8 milioni di dollari.

Icona anni 80

Erano gli anni di Countach e Testarossa, di curvature impossibili e volumi esagerati, e Claudio Zampolli, ex tecnico Lamborghini che aveva costruito la sua carriera tra Modena e Los Angeles, aveva in testa un progetto ancora più estremo. Zampolli voleva costruire una supercar che battesse tutti sul piano tecnico, e per farlo aveva bisogno di un motore fuori dall’ordinario. La soluzione fu un V16 ottenuto affiancando due V8. Il problema era quello di sempre: i soldi. Ed è qui che entra in scena Giorgio Moroder, produttore musicale di fama mondiale, padre della disco music elettronica e appassionato di supercar. Dal loro incontro nacque il nome composito Cizeta-Moroder, e una vettura destinata a restare nella storia anche per la sua rarità.

Il design fu affidato a Marcello Gandini, lo stesso che aveva firmato la Countach, e lo si riconosce immediatamente: linee spigolose, grandi passaruota, prese d’aria laterali muscolose e quattro fari a scomparsa distribuiti su due livelli. Un frontale che ancora oggi non ha perso nulla del suo impatto visivo.

Prototipo unico

L’esemplare che andrà all’asta è il prototipo telaio 001. Costruito nel 1988, è l’unico a portare ufficialmente entrambi i nomi sul badge: dopo che Giorgio Moroder decise di uscire dal progetto, probabilmente quando i costi iniziarono a superare le previsioni, le vetture prodotte successivamente persero la sua firma e divennero semplicemente Cizeta.

Il debutto pubblico avvenne nel dicembre 1988 a Los Angeles, in un evento che Moroder accompagnò con un brano musicale composto appositamente per l’occasione. Il conduttore americano Jay Leno presentò la vettura al pubblico: difficile immaginare un palcoscenico più adatto per una supercar nata dall’incrocio tra la Motor Valley emiliana e l’industria dell’intrattenimento californiana.

Stimata circa 1,5 milioni

La stima di RM Sotheby’s si posiziona tra 1,4 e 1,8 milioni di dollari. Nel 2022 lo stesso esemplare era già passato sotto il martello della medesima casa d’aste, aggiudicandosi per circa 1,2 milioni di euro. La crescita della valutazione riflette l’interesse sempre più marcato del mercato collezionistico verso le supercar degli anni Ottanta e Novanta, un segmento che continua ad apprezzarsi anche mentre il mercato generale delle auto d’epoca attraversa fasi alterne.

A rendere il lotto ancora più particolare è la dotazione che accompagna la vettura. Insieme alla documentazione cartacea tradizionale, il compratore riceverà anche un NFT contenente materiale digitale dedicato: il brano musicale originale composto da Moroder per l’occasione, una scansione tridimensionale della vettura, un rendering artistico e il certificato digitale di provenienza. Un pacchetto insolito, che miscela il mondo analogico della meccanica italiana degli anni Ottanta con gli strumenti digitali del presente.

Chi si aggiudicherà questo esemplare comprerà l’unico pezzo che porta entrambi i cognomi, con tutto il peso storico e narrativo che questo comporta. E in un mercato dove le storie contano quasi quanto i cavalli, la V16T ha materiale sufficiente per reggere il confronto con qualsiasi altra supercar dello stesso periodo.

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 08:00:54 +0000
News n. 7
Da oggi 850 autovelox sono spenti, attivo il decreto sull’omologazione

Da oggi, domenica 12 luglio, sulle strade italiane qualcosa cambia, anche se a occhio nudo non si vede niente di diverso. In sordina una parte consistente degli autovelox installati in giro per l’Italia ha smesso di funzionare, spenta per via di un decreto ministeriale che dopo decenni ha finalmente messo ordine in una materia che era diventata un campo minato legale. Il decreto sull’omologazione dei dispositivi di rilevazione della velocità, firmato dal ministro Matteo Salvini, è entrato in vigore, e le prime conseguenze concrete si sono già fatte sentire: circa 850 autovelox, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono stati momentaneamente disattivati perché non rientrano nell’elenco dei modelli considerati conformi ai requisiti previsti. 

Fine della confusione

Nel 1992, il regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada stabilì che tutte le apparecchiature per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità dovevano essere sia “omologate” sia “approvate” dal ministero competente. Due procedure distinte, entrambe obbligatorie. Il problema è che nessuno ha mai stabilito i criteri e l’iter per l’omologazione: con il risultato pratico che nessun autovelox è mai stato realmente omologato in Italia, ma solo autorizzato.

Per anni tutto è andato avanti così, in un grigio normativo che nessuno aveva interesse a risolvere del tutto. Fino a quando diverse sentenze della Corte di Cassazione, pronunciandosi sui ricorsi di automobilisti multati, hanno ribadito con chiarezza che omologazione e approvazione sono due procedure diverse e che entrambe sono obbligatorie. Quelle sentenze avevano scosso le fondamenta del sistema: amministrazioni comunali nel panico, avvocati che fiutavano il business dei ricorsi, automobilisti in coda agli sportelli per impugnare le sanzioni.

Con il decreto ora in vigore, quella storia si chiude. I dispositivi che rientrano nell’Allegato B del provvedimento, che elenca 25 prototipi già approvati in passato dal ministero, si intendono automaticamente omologati e possono continuare a operare.

850 unità in attesa di approvazione

Il numero che campeggia nei comunicati ufficiali del ministero è quello di circa 850 apparecchi temporaneamente spenti. La Lega, dal canto suo, parla di un passaggio dalla giungla alle regole, e il ministro Salvini si è detto soddisfatto del risultato. Va precisato che questi apparecchi non sono stati spenti perché malfunzionanti o taroccati: semplicemente, il modello su cui sono basati non compare nell’elenco dei 25 prototipi riconosciuti automaticamente conformi. Non è un problema di affidabilità tecnica, ma di burocrazia: i costruttori dovranno presentare la richiesta di omologazione secondo il nuovo iter, e solo allora i dispositivi potranno tornare in servizio. Nel frattempo, ogni multa erogata da un apparecchio non omologato è nulla.

Il meccanismo previsto dal decreto per i nuovi dispositivi è invece chiaro fin dall’inizio: ogni nuovo autovelox dovrà ottenere l’omologazione secondo le caratteristiche, i requisiti e le procedure stabilite dal provvedimento prima di poter essere installato e messo in funzione.

Paura per l’esodo estivo

Non tutti accolgono la notizia con lo stesso entusiasmo, e le preoccupazioni che arrivano dal fronte della sicurezza stradale meritano di essere ascoltate con attenzione. Luigi Altamura, referente ANCI, ha espresso in modo netto le sue perplessità: “siamo all’inizio dell’esodo estivo, il traffico sulle strade italiane è ai livelli più alti dell’anno, e spegnere centinaia di autovelox in questo preciso momento rischia di mandare un messaggio sbagliatoâ€. Il timore, detto in parole semplici, è che qualcuno interpreti la notizia come un liberi tutti e schiacci l’acceleratore dove fino a ieri un dispositivo avrebbe registrato la targa.

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 07:15:23 +0000
News n. 8
Basta display, sulle Audi torneranno i tasti fisici

Sono passati appena tre anni da quando Audi ha completato la transizione verso le plance completamente digitali, trasformando i propri abitacoli in superfici illuminate da schermi immensi. Adesso, con una velocità che dice molto su quanto il vento sia cambiato, la casa di Ingolstadt fa retromarcia. I tasti fisici torneranno. E quei display giganti che hanno colonizzato i cruscotti degli ultimi anni perderanno il ruolo da protagonisti che si erano conquistati forse troppo in fretta.

A svelare la svolta è stato Rouven Mohr, responsabile tecnico di Audi, in un’intervista a GoAuto. Secondo Mohr ogni pulsante e ogni rotella dovrà avere “il classico click e la sensazione tattile Audiâ€. Un manifesto progettuale che si traduce in un nome preciso: Radical Next, il nuovo linguaggio stilistico che ridefinirà gli interni dei futuri modelli del brand.

Una nuova filosofia

La decisione non è caduta dal nulla. Audi era stata tra le più aggressive nell’abbracciare la digitalizzazione degli abitacoli, arrivando a eliminare il celebre selettore rotativo MMI in favore di superfici touch che promettevano un’esperienza più moderna. Il problema è che quella promessa non ha convinto tutti. I clienti, soprattutto in Europa, Nord America e Australia, continuavano a chiedere qualcosa da trovare al volo senza staccare gli occhi dalla strada.

È una questione di sicurezza oltre che di gusto. Trovare un pulsante fisico richiede una frazione di secondo; trovare la stessa funzione su un touchscreen richiede di cercarla con gli occhi, di navigare tra sottomenu, di confermare con un tocco che spesso non risponde al primo tentativo. La distrazione che ne risulta, su un veicolo in movimento, ha un costo reale.

Il mercato richiede i pulsanti

Audi non è la sola a essersi accorta del problema. Toyota o Mazda hanno sempre mantenuto pulsanti fisici per le funzioni più usate, e non hanno subito le critiche che invece hanno colpito chi è andato verso il touch screen in modo completo. Ferrari ha recentemente offerto ai propri clienti un retrofit per ripristinare i comandi fisici sulle vetture più recenti, dichiarando senza mezzi termini che i touchscreen non sono un progresso quando rallentano l’accesso alle funzioni durante la guida. E in Germania, sia BMW che Mercedes stanno percorrendo strade diverse fatte di maxi-display e superfici continue, lasciando ad Audi la possibilità di distinguersi.

Radical Next

I concept recenti anticipano già dove si sta andando. La Nuvolari,  la supercar ibrida da 1001 CV presentata a giugno, ha un abitacolo essenziale con una strumentazione incassata nella palpebra e un display verticale piccolo e posizionato in basso. La Concept C, roadster che anticipa un modello di serie atteso nel 2027, porta lo schermo in orizzontale al centro della plancia mentre sul volante spiccano rotelle fisiche di comando. In entrambi i casi, la tecnologia è presente ma non invadente.

Sul fronte dei materiali, la direzione è verso l’autenticità: la vera ardesia compare già sui modelli più recenti come anticipazione di ciò che verrà. Meno plastica, meno superfici lucide che sembrano preziose solo finché sono nuove, più materiali che invecchiano bene e trasmettono qualità al tatto anche con il passare del tempo. Chi ha fretta di toccare con mano la rivoluzione dovrà però aspettare. I modelli in arrivo nei prossimi due anni manterranno l’attuale impostazione. La vera svolta arriverà tra circa due anni, quando il linguaggio Radical Next debutterà sui modelli di serie.

Tre anni per passare ai display, due anni per tornare ai pulsanti. Nella storia del design automobilistico, non è la prima volta che un cambio di rotta avviene a questa velocità. Ma raramente il mercato aveva parlato così chiaramente.

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 06:40:02 +0000
News n. 9
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di luglio 2026 sono numerosi gli scioperi previsti in Italia che interessano diversi settori e territori. In questo articolo troverai il calendario aggiornato di tutti gli scioperi di luglio 2026, con orari, servizi coinvolti e sindacati promotori, per offrire una panoramica chiara e utile su come potrebbero variare i servizi di trasporto pubblico, ferroviario, aereo e marittimo durante il mese. Gli scioperi riguardano sia ambito locale che nazionale e coinvolgono città come Genova, Palermo, Firenze, oltre a regioni come la Puglia, la Lombardia, la Sicilia e altre ancora.

Sciopero 2 luglio 2026

In Lombardia è indetto uno sciopero regionale che coinvolge tutte le province. È interessato il personale della Società DB Cargo Italia impegnato nel servizio di trasporto merci ferroviario, con uno sciopero di 8 ore: dalle 3:31 alle 11:29. Sindacati coinvolti: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

Sciopero 5 luglio 2026

Sul territorio nazionale sono previsti più scioperi che riguardano principalmente il settore aereo e il trasporto pubblico locale.

Il personale della Società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa sciopera su tutto il territorio nazionale per 24 ore e per 4 ore (dalle 13:00 alle 17:00) indetti rispettivamente da RSA FAST-CONFSAL-AV e UILT-UIL.

È proclamato uno sciopero di 24 ore dal sindacato CUB Trasporti che coinvolge il personale delle aziende del comparto aereo, aeroportuale e indotto associate Assohandlers (nazionale), e sempre per 24 ore anche il personale delle aziende aeroportuali e indotto aeroporti su tutto il territorio nazionale (esclusi Assohandlers).

Il personale ADR Security degli aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) sciopera per 8 ore: dalle 10:00 alle 18:00, indetto da FAST-CONFSAL.

Il personale della Società FEDEX Corporation di Malpensa sciopera per 4 ore: dalle 14:00 alle 18:00 su scala nazionale (OST CUB TRASPORTI).

Il personale della Società ASC Handling dell’aeroporto di Catania Fontanarossa sciopera per 4 ore: dalle 14:00 alle 18:00 (OSP CUB Trasporti).

A Firenze è proclamato uno sciopero di 24 ore per il personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze dal sindacato COBAS Lavoro Privato.

Il personale navigante della compagnia EasyJet Airlines Limited sciopera per 24 ore a livello nazionale (USB Lavoro Privato e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

Nella città di Palermo, il personale navigante della società UAB DAT LT – Sede Secondaria Italiana partecipa a uno sciopero di 4 ore: dalle 13:00 alle 17:00 (USB Lavoro Privato).

Sciopero 6 luglio 2026

Nella città di Catania sono indetti tre scioperi, tutti della durata di 24 ore, che coinvolgono il personale della società AMTS di Catania e proclamati rispettivamente da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, OSP ORSA TPL e OSP CUB TRASPORTI.

A livello nazionale è indetto uno sciopero del settore ferroviario che coinvolge il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal, per 24 ore: dalle 21:00 del 6 luglio alle 21:00 del 7 luglio (USB Lavoro Privato).

Nel territorio della provincia di Prato è previsto uno sciopero di 4 ore: dalle 18:30 alle 22:30 per il personale della SOC. Autolinee Toscane sede operativa di Prato (RSA FAISA-CISAL).

Sciopero 7 luglio 2026

Sul territorio nazionale prosegue lo sciopero indetto dalle 21:00 del 6 luglio alle 21:00 del 7 luglio per il personale della Mercitalia Shunting & Terminal (USB Lavoro Privato).

Nella provincia di Torino (Piemonte), sciopero nel settore trasporto merci, logistica e spedizioni interessando le ultime 2 ore di ciascun turno (OSR FILT-CGIL).

In Sicilia, sciopero per 8 ore: dalle 9:00 alle 17:00 che coinvolge il personale della SOC. RFI DOIT Palermo in tutte le province (OSR UILT-UIL).

Sciopero 9 luglio 2026

Sul territorio nazionale nel settore ferroviario è previsto uno sciopero per 23 ore: dalle 3:00 del 9 luglio alle 2:00 del 10 luglio che coinvolge il personale operativo degli equipaggi della società Italo NTV (UILT-UIL).

Sciopero 10 luglio 2026

Nella città di Bari e provincia sciopero del trasporto pubblico locale di 24 ore per il personale della società STP di Bari (OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

In tutta la regione Puglia, sciopero generale (pubblico/privato) per l’intera giornata; coinvolge in particolare il trasporto pubblico locale (OSR USB Lavoro Privato).

Sul territorio nazionale, sciopero nel settore trasporto merci con coinvolgimento del personale della società Captrain Italia per 8 ore: dalle 16:01 alle 23:59 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

Sciopero 11 luglio 2026

Nella città di Genova, regione Liguria, sciopero territoriale per il trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della società AMT di Genova con 4 ore: dalle 11:30 alle 15:30 (OST UGL-FNA).

Nella città di Palermo, regione Sicilia, sciopero locale nel trasporto pubblico locale per 24 ore coinvolgendo il personale della società AMAT di Palermo (OSP CUB TRASPORTI).

Sciopero 15 luglio 2026

Sul territorio nazionale sciopero nel settore appalti ferroviari che riguarda il personale della SOC. Elior Div. Itinere addetto a servizi di ristorazione e logistica bordo treno della Società Trenitalia. Lo sciopero è proclamato da COBAS Lavoro Privato e si svolge per l’intero turno lavorativo del 15 luglio 2026.

Sciopero 17 luglio 2026

In Sicilia (tutte le province), sciopero di 24 ore: dalle 6:30 del 17/7 alle 6:30 del 18/7 per il personale della società Caronte & Tourist Isole Minori (OSR UGL Mare e Porti).

Nella provincia di Venezia (Veneto), proclamato sciopero di 24 ore per il personale della società ATVO di Venezia (OSP SGB/FAST Mobilità).

Sciopero 20 luglio 2026

Nella città di Genova (Liguria), sciopero territoriale di 4 ore: dalle 11:30 alle 15:30 per il personale della società AMT di Genova (OST CUB TRASPORTI).

Nella provincia di Prato (Toscana), sciopero di 8 ore: dalle 14:30 alle 22:30 coinvolge il personale di Autolinee Toscane sede operativa di Prato (RSA FAISA-CISAL).

Nella città di Latina (Lazio), sciopero di 24 ore per il personale della società CSC Mobilità di Latina (OSR FAISA-CISAL).

Nella città di Firenze (Toscana), doppio sciopero di 4 ore: dalle 19:00 alle 23:00 indetto per il personale delle Autolinee Toscane bacino urbano (RSA FAISA-CISAL).

Sciopero 21 luglio 2026

In Calabria (tutte le province), sciopero di 24 ore: dalle 00:00 alle 24:00 per il personale della SOC. SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (OSR UGL-TA).

In Campania (tutte le province), sciopero interregionale di 4 ore: dalle 10:00 alle 14:00 per il personale aeroportuale Socc. GH Napoli, Sky Service e Bourelly Health Service di Napoli e Salerno (OSR FAST-CONFSAL).

A livello nazionale sciopero di 24 ore (00:00-23:59) per il personale della SOC. FEDEX Corporation Aeroporto di Malpensa (OST CUB Trasporti) e per il personale navigante della SOC. EasyJet Airlines Limited (USB Lavoro Privato).

Nella città di Palermo (Sicilia), sciopero di 24 ore: dalle 00:00 alle 23:59 per il personale navigante della società UAB DAT LT (USB Lavoro Privato).

In Sardegna, sciopero di 4 ore: dalle 13:00 alle 17:00 per il personale SOC. GEASAR Aeroporto di Olbia (OSR UGT-TA) e personale SOC. SOGEAAL Aeroporto di Alghero (OSP UGL-TA).

A livello nazionale, sciopero di 24 ore: dalle 00:00 alle 23:59 interessa il personale SOCC. Alha e MLE-BCUBE dell’Aeroporto di Milano Malpensa (OST CUB Trasporti/USB Lavoro Privato).

Sciopero 22-23 luglio 2026

A livello nazionale nel settore marittimo: personale della SOC. Grandi Navi Veloci sciopera per 24 ore: dalle 12:00 del 22/7 alle 11:59 del 23/7 (CSLE) e personale navigante di Grandi Navi Veloci per 24 ore: dalle 12:00 del 22/7 alle 12:00 del 23/7 (ORSA MARITTIMI).

Sciopero 23-24 luglio 2026

Nel Veneto, provincia di Verona, sciopero di 24 ore: dalle 21:00 del 23/7 alle 20:59 del 24/7 per il personale manutenzione, amministrativo ed ingegneria della società RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).

Sul territorio nazionale settore ferroviario, trasporto merci su rotaia: sciopero di 24 ore: dalle 21:00 del 23/7 alle 20:59 del 24/7 e per il TPL (intera prestazione del 24/7) per il personale imprese che svolgono attività ferroviaria (CUB Trasporti/SGB).

Sciopero 24 luglio 2026

In Salerno (Campania), sciopero di 4 ore: dalle 9:00 alle 13:00 per il personale della società SITA SUD (OSP UGL Autferro).

In Marche, sciopero di 4 ore: dalle 11:00 alle 15:00 per il personale delle aziende di trasporto pubblico locale (OSR USB Lavoro Privato).

Nella città di Bari (Puglia), sciopero di 4 ore: dalle 19:45 alle 23:45 degli operatori di esercizio della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici di Bari (OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL).

Sciopero 27 luglio 2026

Nella provincia di Savona (Liguria), sciopero di 4 ore: dalle 10:15 alle 14:15 del personale SOC. TPL LINEA di Savona (RSU).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 12 luglio 2026, riportiamo i prezzi medi più recenti disponibili per i rifornimenti in autostrada: benzina self a 1.968 euro, gasolio self a 2.064 euro, GPL servito a 0.884 euro e metano servito a 1.582 euro (ultimo aggiornamento: 11-07-2026). Nell’articolo trovi la tabella completa e una guida chiara su come si forma il prezzo alla pompa, distinguendo tra componente fiscale e industriale, con riferimenti a accise, IVA, quotazioni internazionali e margini degli operatori. In chiusura sono inclusi anche due grafici di sintesi per una lettura immediata dell’andamento.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 11-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.064
Benzina SELF 1.968
GPL SERVITO 0.884
Metano SERVITO 1.582

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo alla pompa è determinata dalla combinazione tra componente fiscale e componente industriale. La parte fiscale pesa per il 58% del prezzo finale e comprende principalmente accise e imposta sul valore aggiunto (IVA), che vengono applicate in modo uniforme a livello nazionale e garantiscono prevedibilità normativa, ma anche una forte incidenza sul prezzo pagato dagli automobilisti. La componente industriale, pari al 42%, si articola a sua volta in due elementi: costo della materia prima e margine lordo. Il costo della materia prima incide per il 30% e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, nonché l’effetto del cambio euro/dollaro, dato che le commodity energetiche sono scambiate prevalentemente in dollari. Il margine lordo rappresenta il 12% del prezzo e copre i costi di logistica, stoccaggio, distribuzione e il guadagno degli operatori; è la quota sulla quale i gestori possono intervenire più rapidamente per adeguare i listini a dinamiche concorrenziali, promozioni o esigenze di servizio. Nel complesso, il prezzo finale della benzina risulta quindi dall’intreccio tra fattori regolatori e di mercato: mentre le imposte stabilizzano una parte rilevante del prezzo, la componente industriale trasferisce alla pompa, con tempi diversi, le variazioni dei mercati internazionali e del cambio, determinando oscillazioni anche nel breve periodo.

Il prezzo del gasolio segue una logica simile, ma con un equilibrio tra componenti diverso rispetto alla benzina. La parte fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale incide per il 55%. All’interno di quest’ultima, il ruolo predominante è svolto dalla materia prima, che vale il 45% del prezzo e risente direttamente dell’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi e delle oscillazioni del cambio euro/dollaro. Queste variabili possono trasferirsi ai listini con tempi variabili in funzione delle scorte, dei contratti di fornitura e della concorrenza tra marchi e punti vendita. Il margine lordo pesa per il 10% e rappresenta lo spazio operativo con cui gli operatori possono modulare i prezzi alla pompa, tenendo conto di costi di trasporto, gestione dei punti vendita, servizi accessori e politiche commerciali. In autostrada, dove le strutture devono garantire ampia operatività e servizi continuativi, tale margine può riflettere anche i maggiori oneri di presidio e logistica rispetto alla rete ordinaria. Nel complesso, la formazione del prezzo del gasolio è quindi fortemente influenzata dai mercati internazionali e dal cambio, con la parte fiscale che fissa una soglia significativa ma meno dominante rispetto alla benzina, e con la componente industriale che trasferisce più direttamente le tensioni dei mercati energetici sul prezzo finale pagato dagli automobilisti.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 11
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.883 per la benzina, 1.988 per il diesel, 0.779 per il gpl, 1.568 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.979
Benzina SELF 1.876
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.509

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.000
Benzina SELF 1.901
GPL SERVITO 0.747
Metano SERVITO 1.578

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.024
Benzina SELF 1.920
GPL SERVITO 0.862
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.005
Benzina SELF 1.898
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.662

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.982
Benzina SELF 1.883
GPL SERVITO 0.717
Metano SERVITO 1.515

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.982
Benzina SELF 1.871
GPL SERVITO 0.739
Metano SERVITO 1.517

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.003
Benzina SELF 1.893
GPL SERVITO 0.750
Metano SERVITO 1.499

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.984
Benzina SELF 1.872
GPL SERVITO 0.738
Metano SERVITO 1.633

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.990
Benzina SELF 1.881
GPL SERVITO 0.859
Metano SERVITO 1.531

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.982
Benzina SELF 1.870
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.532

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.961
Benzina SELF 1.855
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.498

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.995
Benzina SELF 1.896
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.983
Benzina SELF 1.872
GPL SERVITO 0.735
Metano SERVITO 1.576

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.986
Benzina SELF 1.889
GPL SERVITO 0.736
Metano SERVITO 1.611

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.990
Benzina SELF 1.885
GPL SERVITO 0.863

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.996
Benzina SELF 1.890
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.815

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.984
Benzina SELF 1.877
GPL SERVITO 0.755
Metano SERVITO 1.598

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.991
Benzina SELF 1.893
GPL SERVITO 0.795
Metano SERVITO 1.531

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.974
Benzina SELF 1.874
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.494

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.002
Benzina SELF 1.889
GPL SERVITO 0.862

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 12 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.976
Benzina SELF 1.864
GPL SERVITO 0.752
Metano SERVITO 1.501

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 12
Fiat, la crescita continua: il primo semestre del 2026 è stato molto positivo

Il mercato italiano ha chiuso il primo semestre del 2026 in positivo. A trascinare il settore delle quattro ruote è arrivato un contributo molto importante da Fiat. Il brand, infatti, ha registrato un’ottima prima metà dell’anno, con immatricolazioni in netta crescita rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati UNRAE confermano il buon momento. Il successo è legato a una gamma sempre più ricca e articolata che, pur mantenendo la caratteristica accessibilità del brand, si sta rafforzando per proporre soluzioni sempre più complete e vantaggiose.

Un semestre molto positivo

Fiat ha chiuso un semestre molto positivo, facendo registrare un totale di 106 mila unità immatricolate nel corso del periodo compreso tra gennaio e giugno. Per il marchio del Gruppo Stellantis, questo risultato si traduce in una crescita del 29% su base annua e in una quota di mercato che risulta essere pari all’11,39%, con un miglioramento di quasi due punti rispetto allo scorso anno.

Nello stesso periodo di tempo, il mercato auto italiano è cresciuto “solo” del 9,6%. Fiat, quindi, è stato uno dei brand con la migliore performance, incrementando il totale di unità immatricolate di quasi 25 mila esemplari. Per approfondire l’andamento del mercato italiano potete dare un’occhiata al nostro articolo sulle immatricolazioni nel primo semestre del 2026.

Ricordiamo che Fiat sta andando molto bene anche in Europa, ma per i dati completi sul primo semestre dell’anno sarà necessario attendere ancora un paio di settimane. In ogni caso, il brand dovrebbe chiudere il semestre in modo molto positivo anche sul mercato europeo. Il segreto del successo è da ricercare nei modelli che oggi compongono la gamma Fiat.

Una gamma di successo

A guidare le vendite di Fiat è, naturalmente, la Panda, che si conferma la best seller del mercato italiano. Nel corso del primo semestre dell’anno, infatti, la segmento A del marchio italiano ha venduto un totale di 62 mila unità, con un risultato in leggerissima crescita rispetto allo scorso anno e con un enorme vantaggio rispetto ai concorrenti (nella Top 10 delle auto più vendute il secondo modello si è fermato a 27 mila unità).

La crescita di Fiat non è legata alla Panda ma ad altri modelli, con la Grande Panda che si è confermata una delle vetture più richieste sul mercato italiano. Complessivamente, la Grande Panda ha toccato quota 23 mila unità immatricolate nel corso del periodo, risultando il secondo SUV più venduto in Italia nel semestre. Da segnalare anche il contributo della 500, che ha superato quota 9 mila unità vendute. Sullo stesso livello si è piazzata anche la 600.

Ricordiamo che Fiat ha già in programma un nuovo aggiornamento della gamma, con i nuovi Grizzly e Grizzly Fastback che, dopo la presentazione ufficiale avvenuta nelle scorse settimane, si preparano a fare breccia nel mercato, con l’obiettivo di incrementare la presenza del marchio. In particolare, in questo caso, il focus sarà il segmento C, con l’obiettivo di sostituire la gamma Tipo e ottenere risultati superiori in termini di volumi di vendita.

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 05:30:50 +0000
News n. 13
Cina, nuovo primato: un milione di veicoli spediti all’estero

La Cina è sempre più un punto di riferimento del mercato delle quattro ruote a livello globale. I costruttori cinesi, infatti, oggi ricoprono un ruolo di primo piano e continuano a crescere.  Il Paese, inoltre, è protagonista del mercato anche come esportatore, con volumi molto importanti. Proprio sulla questione, nel corso del mese di giugno 2026 è stato registrato un record molto importante, che segna un nuovo traguardo per la Cina.

Un export da record

I dati forniti dalla China Association of Automobile Manufacturers (Caam) confermano un nuovo record per le esportazioni di auto dalla Cina. Nel corso del mese di giugno 2026, infatti, il Paese ha esportato complessivamente un totale di 1,037 milioni di veicoli.

Questo dato rappresenta una crescita significativa rispetto al passato. In particolare, nel confronto con il mese di maggio 2026 si registra una crescita dell’11,6%. In confronto allo scorso anno, invece, le esportazioni sono cresciute del 75,1%, evidenziando gli enormi passi in avanti fatti dall’industria cinese. Il mese di giugno è stato, quindi molto positivo.

Allo stesso modo, però, l’export cinese ha raggiunto risultati eccellenti nel corso del primo semestre, con oltre 5 milioni di veicoli esportati e una crescita su base annua del 63,5% che conferma un trend che va avanti da tempo e che rafforza il ruolo della Cina come riferimento del mercato.

I risultati ottenuti dalla Cina nel corso del primo semestre dell’anno sono sensibilmente superiori rispetto alle stime iniziali. Le previsioni della Caam per l’intero 2026 prevedevano un totale di 7,4 milioni di veicoli esportati e una crescita di appena il 4,3% su base annua.

Considerando il ritmo attuale (con il semestre chiuso con un +63,5%), il mercato cinese dovrebbe superare quota 10 milioni di unità esportate, raggiungendo risultati impensabili fino a pochi anni fa. Bisognerà attendere i prossimi mesi per capire quali saranno i reali risultati del mercato.

Nel frattempo, il mercato cinese sta rallentando mentre l’Europa deve fare i conti con concorrente sempre più agguerrito.

Un cambiamento strutturale

La Caam ha evidenziato un vero e proprio cambiamento strutturale per le esportazioni di auto al di fuori dalla Cina. Per la prima volta, infatti, la categoria di veicoli a nuova energia (Nev), che comprende elettriche, ibride plug-in, auto a idrogeno e altri carburanti alternativi, ha superato quota 50% delle spedizioni.

Nel corso del mese di giugno, i veicoli Nev hanno raggiunto quota 523 mila esportazioni, con una crescita di 1,6 volte. Nel corso del primo semestre, invece, le esportazioni sono state di 2,355 milioni di untià, con un incremento di 1,2 volte rispetto ai livelli raggiunti nello stesso semestre dello scorso anno.

Un nuovo obiettivo

Per il futuro, la Cina punta a nuovi obiettivi per il settore automotive. Il Governo ha pubblicato il  “Piano d’azione per il picco delle emissioni di carbonio del 15esimo piano quinquennale”. Tra le novità previste c’è la volontà di portare al 30% la quota del parco circolante per i veicoli a nuova energia che, quindi, dovranno più che raddoppiare la quota rispetto ai livelli attuali (nel 2025 erano al 12%). Questo target dovrebbe essere raggiunto entro il 2030.

Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 05:30:12 +0000
News n. 14
Che auto guida Jude Bellingham, fascino e potenza da fuoriclasse

Per gli esperti Jude Bellingham è il prototipo dell’incursore moderno, un talento che non può essere confinato a un’unica zona del campo. Una volta recuperato il pallone lontano dall’area di rigore, colpisce al minimo errore avversario grazie a un fiuto del gol raro tra i centrocampisti. Una presenza difficile da contrastare come l’auto scelta dal madridista: una BMW XM, il grande SUV ibrido plug-in sviluppato dalla divisione M.

Un gigante da oltre 180.000 euro

Gli allenatori possono stare tranquilli: anche quando gli spazi latitano, lui trova quasi sempre il pertugio. Al contrario, la vettura mostra i muscoli, lunga 5,11 metri e larga oltre 2, specchietti esclusi. I grandi reni BMW illuminati coprono buona parte del frontale e le linee squadrate della carrozzeria fanno apparire il modello ancora più massiccio di quanto suggeriscano le dimensioni.

Di profilo spiccano i passaruota pronunciati, riempiti da cerchi che possono raggiungere i 23 pollici. Una fascia decorativa corre lungo le fiancate e prosegue verso la coda, dove i quattro terminali di scarico sono disposti verticalmente. Sul lunotto compaiono due piccoli loghi BMW, un omaggio alla M1, la prima automobile realizzata autonomamente dal reparto Motorsport.

Il prezzo colloca la XM in una categoria riservata a pochi. In occasione del lancio sul mercato italiano, la versione da 653 CV richiedeva 178.800 euro, cifra salita successivamente oltre i 180.000 euro. Per la più potente Label Red si superavano invece i 200.000 euro, prima ancora di aggiungere eventuali optional.

Fin dal debutto, la gigantesca calandra ha suscitato parecchie discussioni, ma l’abitacolo segue una logica più razionale. Sulla plancia il conducente può facilmente consultare il quadro strumenti e lo schermo dedicato all’infotainment, mentre dietro i passeggeri si accomodano sul divano M Lounge. Il rivestimento del tetto presenta una struttura tridimensionale, valorizzata dall’illuminazione ambientale.

Le immagini disponibili impediscono di stabilire con esattezza quale versione utilizzi Bellingham. Sulla XM originaria, 653 CV e 800 Nm di coppia arrivano da un V8 biturbo di 4,4 litri aiutato da un motore elettrico. Secondo i dati ufficiali della Casa, passa da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi e può percorrere fino a 82 km in modalità elettrica.

Al vertice, la XM Label si fa riconoscere per alcuni dettagli specifici e la potenza accreditata di 748 CV e 1.000 Nm di coppia, che le valgono uno 0-100 in 3,8 secondi. La massa raggiunge però 2.800 kg: una mole enorme, tenuta a bada dalla trazione integrale M xDrive e dall’assetto adattivo.

Inghilterra-Norvegia vale la semifinale

Fra pochi minuti Bellingham dovrà scambiare la comodità della sua BMW con la tensione di un quarto di finale mondiale. Norvegia e Inghilterra si affrontano a Miami alle 23 italiane. Soltanto una staccherà il pass per la semifinale contro la vincente di Argentina-Svizzera.

Il numero 10 del Real Madrid arriva all’appuntamento con quattro gol e un assist nel torneo. In coppia con Harry Kane, ha deciso gli ottavi contro i padroni di casa del Messico segnando due volte. Sul fronte opposto la nazionale scandinava di Erling Haaland viene dall’impresa contro il Brasile. Due compagni ai tempi del Borussia Dortmund diventano rivali nella notte di Miami: per uno dei due, il viaggio mondiale finirà qui.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 20:30:09 +0000
News n. 15
Fiat celebra il 127° anniversario con Grizzly

Il futuro di Fiat è legato a un importante aggiornamento della gamma che passa anche per il debutto dei nuovi Grizzly e Grizzly Fastback, due modelli destinati a ricoprire un ruolo di primo piano nel segmento C del mercato europeo.

Per celebrare al meglio il suo 127° anniversario, nella giornata di oggi, Fiat ha scelto di realizzare un video dedicato che ha come protagonisti i due nuovi membri della gamma.

Questa scelta conferma l’importanza che Grizzly e Grizzly Fastback ricoprono per il futuro. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito, verificando quali sono state le dichiarazioni del CEO del brand.

Il video celebrativo

Il video celebrativo diffuso in queste ore da Fiat è stato pubblicato sull’account Instagram del brand. Eccolo:

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Il commento dell’azienda

Olivier Francois, CEO di FIAT e CMO globale di Stellantis, ha commentato:

Con Grizzly e Grizzly Fastback, FIAT completa la sua gamma con due silhouette distinte per due diverse tipologie di clienti, ciascuna progettata per soddisfare le reali esigenze quotidiane delle famiglie. Grizzly è il SUV per chi cerca spazio e comfort, mentre Grizzly Fastback è pensato per i clienti che desiderano gli stessi vantaggi razionali in una silhouette più distintiva. Presentarli nel giorno del compleanno di FIAT è stata una scelta naturale. Perché non si tratta di un semplice lancio: è FIAT che fa ciò che ha sempre saputo fare meglio: rendere il trasporto familiare, semplice, accessibile e davvero conveniente dall’Europa al Medio Oriente e Africa, al Sud America.â€

Una gamma sempre più ricca

Fiat sta vivendo un momento molto positivo, con immatricolazioni in forte crescita in Italia e in Europa. Il segreto del successo è rappresentato dall’aggiornamento della gamma. Oltre alla “solita” Panda, che continua a registrare volumi di vendita importanti, guidando il mercato italiano per unità vendute anche nel corso del primo semestre del 2026, la Casa italiana sta arricchendo la sua offerta.

Modelli come la Fiat 600 e la Fiat 500, soprattutto con la nuova versione ibrida, stanno dando un contributo importante. Il progetto Grande Panda, protagonista del mercato con ottimi volumi di vendita in Italia, è sempre più solido e il modello sta diventando un vero e proprio punto di riferimento per il brand.

L’arrivo di Grizzly e Grizzly Fastback rappresenta un’opportunità importante per Fiat. La Casa si prepara a espandere la sua presenza nel segmento C del mercato, colmando un vuoto lasciato dalla Fiat Tipo. Si tratta di un progetto chiave per il futuro e che ha tutte le potenzialità per diventare un nuovo successo, seguendo quanto già visto con la Grande Panda.

La Casa italiana ha chiarito che Grizzly porterà spazio, comfort e praticità quotidiana nel formato SUV, mentre Grizzly Fastback aggiunge una silhouette più distintiva, mantenendo la stessa attenzione alla funzionalità e alle esigenze familiari. I due modelli andranno a posizionarsi nel segmento C, con una lunghezza di 4,4 e 4,5 metri rispettivamente, e un ampio bagagliaio.

Maggiori dettagli in merito arriveranno nel corso delle prossime settimane. Nel frattempo, però, Fiat non intende fermarsi e sta pianificando il lancio dei suoi nuovi modelli nei minimi dettagli. L’obiettivo è chiaro: il marchio vuole crescere e rafforzare la sua posizione sul mercato con una gamma sempre più ricca e articolata. Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 14:30:23 +0000
News n. 16
Come stanno andando le vendite di auto GPL in Italia: i dati del primo semestre 2026

Il settore delle auto alimentate a GPL sta vivendo una fase calante in Italia, dopo essere stato, per diversi anni, un riferimento importante. Nonostante la riduzione delle immatricolazioni, però, ancora tanti automobilisti preferiscono questa soluzione, scegliendo un’auto a GPL. I dati UNRAE sull’andamento delle immatricolazioni nel primo semestre dell’anno fotografano i risultati del settore. Ecco i dettagli.

Un settore in calo

Il mercato delle auto a GPL è in calo e la conferma arriva dai dati del primo semestre del 2026 sulle immatricolazioni, che fanno riferimento alle auto dotate di un sistema a GPL di fabbrica. Non sono considerate, quindi, le soluzioni aftermarket, per cui in futuro è previsto l’arrivo di un bonus mirato a incentivare l’installazione di un  impianto a GPL.

Per quanto riguarda le immatricolazioni, nel corso del primo semestre del 2026, in Italia, sono state registrate oltre 60 mila unità immatricolate di auto a GPL. Il dato è significativo in quanto la quota di mercato è del 6,5% e, quindi, conferma che queste vetture sono ancora rilevanti.

C’è, però, da evidenziare un calo netto rispetto allo scorso anno. Le immatricolazioni nel primo semestre del 2026, infatti, sono calate del 22,7% rispetto al primo semestre del 2025. La decrescita è sensibile ed è simile a quella registrata dalle auto diesel, che hanno fatto segnare un -25,6%. La quota di mercato è calata di 3,6 punti.

Ricordiamo che potete approfondire l’andamento delle immatricolazioni sul mercato italiano, nel corso di tutto il primo semestre, consultando il nostro approfondimento sul tema che analizza lo stato del mercato e i trend principali della prima metà dell’anno in corso.

Le più vendute in Italia

Il primo semestre dell’anno è anche il momento giusto per fare il punto sullo stato delle auto più vendute in Italia per quanto riguarda i modelli GPL. Ecco la Top 10 del semestre. Tra parentesi viene indicata la variazione percentuale rispetto al primo semestre dello scorso anno:

  1. Dacia Sandero: 18.945 (-20,41%);
  2. Dacia Duster: 11.389 (-28,81%);
  3. Renault Captur: 6.004 (-25,45%);
  4. Renault Clio: 2.974 (-56,84%);
  5. DR DR5: 2.379 (n.d.);
  6. Kia Sportage: 1.825 (+23,23%);
  7. Dacia Bigster: 1.804 (n.d.);
  8. Dacia Jogger: 1.772 (-37,19%);
  9. Evo Evo 5: 1.295 (+10,59%);
  10. Kia Picanto: 1.291 (-14,84%).

Uno sguardo nel dettaglio alla classifica delle auto più vendute conferma quali sono i brand protagonisti del settore delle auto a GPL. Il Gruppo Renault, con i modelli del marchio Renault e Dacia, domina la classifica con 6 auto nelle prime 10 posizioni e, soprattutto, con 4 modelli nei primi 4 posti. Le prime 4, inoltre, hanno una quota complessiva di oltre il 60% delle vendite.

Per maggiori dettagli sulle vendite in Italia potete dare un’occhiata alla classifica sulle auto più vendute in Italia nel corso del primo semestre 2026, tenendo conto di tutte le alimentazioni e non solo delle auto a GPL.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 14:00:44 +0000
News n. 17
Assicurazione auto sospesa: quanto si risparmia e quali rischi evitare

La sospensione dell’assicurazione auto può convenire solo quando il veicolo rimane inutilizzato per un periodo abbastanza lungo e quando il proprietario del mezzo rispetta alla lettera le regole. Oggi l’obbligo di stipulare una RC auto non riguarda soltanto i veicoli che circolano su strada pubblica. Dopo il recepimento della direttiva europea con il decreto legislativo 184 del 2023, l’obbligo è stato esteso anche ai veicoli fermi o in movimento, su area pubblica o privata, quando sono utilizzati come mezzi di trasporto. Il Codice delle Assicurazioni lega infatti l’obbligo alla funzione del veicolo e non solo alla circolazione tradizionale.

Che cos’è la sospensione dell’assicurazione auto

La sospensione dell’assicurazione auto è una pausa temporanea della copertura. Non è una disdetta, ma solo il congelamento del periodo assicurativo residuo.

Quando la sospensione viene attivata il veicolo non è coperto dalla Rc auto e non può essere utilizzato. Il premio già pagato non viene rimborsato, ma il tempo residuo della polizza viene recuperato alla riattivazione. In buona sostanza si risparmia perché la durata effettiva della copertura viene allungata. Attenzione ai tempi: il limite massimo è di 10 mesi, che diventano 11 per i veicoli di interesse storico e collezionistico.

L’articolo 122-bis del Codice delle assicurazioni precisa che il termine può essere prorogato più volte, ma con comunicazione formale all’impresa entro 10 giorni prima della scadenza della sospensione in corso; per i veicoli storici il termine di preavviso scende a 5 giorni.

La sospensione non parte quando l’automobilista invia una mail qualunque o decide di non usare più l’auto. Diventa efficace quando viene registrata nella banca dati delle coperture Rc auto e l’impresa ne dà comunicazione all’assicurato.

Quanto si risparmia e quando conviene

Il risparmio dipende dal premio annuo, dal periodo di sospensione e dalle condizioni contrattuali. Per fare un esempio, se una polizza Rc auto costa 600 euro l’anno e viene sospesa per 3 mesi, il valore teorico del periodo congelato è di circa 150 euro. Se il premio annuo è di 900 euro e la sospensione dura 4 mesi, il valore recuperato sale a circa 300 euro. Non sono soldi restituiti sul conto corrente, ma mesi di copertura che non vengono persi.

La sospensione ha senso quando il veicolo rimane fermo per un periodo prevedibile e non breve. Il caso classico è quello della moto utilizzata nei mesi caldi e lasciata in garage d’inverno, ma il ragionamento vale anche per molte auto.

Può convenire a chi possiede una seconda vettura usata soltanto in estate, a chi tiene una spider per il tempo libero, a chi parte per un lungo viaggio all’estero, a chi ha un veicolo fermo per lavori meccanici importanti o a chi sa già che non userà l’auto per diversi mesi.

Quando non conviene

La sospensione non conviene quando il periodo di fermo è breve, quando la compagnia applica costi amministrativi alti o quando il proprietario non è sicuro di poter rinunciare all’auto.

Non conviene nemmeno se il veicolo resta parcheggiato in un luogo dove potrebbe essere spostato, usato da altri o coinvolto in situazioni di rischio. Un’auto ferma in un box privato e chiuso è un conto; una vettura lasciata in un cortile condominiale accessibile, in un parcheggio privato aperto o in uno spazio condiviso è un’altra.

Attenzione poi alle garanzie accessorie. Furto, incendio, cristalli, eventi naturali, atti vandalici, kasko e assistenza stradale non seguono sempre lo stesso destino della Rc auto. Le condizioni possono cambiare da compagnia a compagnia.

Come si chiede la sospensione

La richiesta va inviata alla compagnia assicurativa o all’intermediario attraverso i canali previsti dal contratto. Si può procedere tramite area clienti, app, Posta elettronica certificata, agenzia o raccomandata. Nella richiesta bisogna indicare i dati del contraente, il numero di polizza, la targa del veicolo, la data da cui si vuole sospendere la copertura e, se richiesto, la data prevista di riattivazione.

La copertura resta attiva fino alla registrazione della sospensione, ma dal momento in cui la sospensione decorre il veicolo non può più essere utilizzato. Il Codice delle Assicurazioni prevede che la sospensione sia attivata dal momento della registrazione nella banca dati, con comunicazione dell’impresa all’assicurato.

Come si riattiva la polizza

La riattivazione segue la procedura inversa. L’assicurato deve chiedere alla compagnia di far ripartire la copertura con l’indicazione della data. Prima di usare il veicolo bisogna attendere la conferma della riattivazione e verificare che la copertura sia operativa.

Alla riattivazione la scadenza della polizza viene prorogata per un periodo pari alla sospensione. Se il contratto sarebbe scaduto il 30 settembre e la copertura è stata sospesa per 90 giorni, la nuova scadenza si sposterà in avanti secondo le condizioni applicate dalla compagnia.

Bisogna però leggere le clausole. Alcune compagnie possono prevedere regole specifiche sui tempi minimi, sulle sospensioni ripetute o sulle modalità di proroga.

Dove può stare l’auto durante la sospensione

Durante la sospensione l’auto non deve essere usata. La nuova disciplina dell’obbligo assicurativo ha allargato il perimetro del rischio anche alle aree private perché considera il veicolo nella sua funzione di mezzo di trasporto e non solo nella circolazione stradale tradizionale.

La scelta più prudente è custodire il mezzo in un box privato, in un garage chiuso o in un’area privata non soggetta a passaggio. Lasciarlo in strada, anche fermo, non è una buona idea. Lasciarlo in uno spazio condominiale accessibile può essere meno tranquillo di quanto sembri.

Guidare con la polizza sospesa equivale a circolare senza assicurazione. L’articolo 193 del Codice della Strada prevede per chi circola senza copertura assicurativa una sanzione amministrativa da 866 a 3.464 euro, con importi raddoppiati in caso di recidiva nel biennio.

L’organo accertatore dispone la cessazione immediata della circolazione e il veicolo viene prelevato, trasportato e depositato in un luogo non soggetto a pubblico passaggio. La restituzione è subordinata al pagamento della sanzione, alla copertura assicurativa per almeno sei mesi e alle spese di prelievo, trasporto e custodia. Se poi si causa un incidente, il quadro peggiora. La compagnia non copre un veicolo con polizza sospesa. Il danneggiato può essere tutelato dal Fondo di garanzia nei casi previsti, ma il responsabile va incontro a azioni di recupero e conseguenze economiche.

La sospensione della polizza non va infine confusa con il bonus-malus. Se il contratto viene sospeso e poi riattivato, la classe di merito non cambia per il solo fatto della sospensione.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 12:00:19 +0000
News n. 18
Renault Clio Eco-G GPL, la citycar che fa 770 km con un pieno e consuma poco

Con il prezzo del carburante che non accenna a scendere, scegliere un’auto a GPL è una questione di risparmio. Renault lo sa bene, e con la nuova Clio versione Eco-G da 120 CV torna a proporre una delle formule più apprezzate nel panorama delle utilitarie: bifuel benzina/GPL, cambio automatico e un’autonomia complessiva che farebbe invidia a qualsiasi ibrido di pari categoria. Il tutto a un prezzo che parte da 20.900 euro nella variante Evolution.

Benzina/GPL: squadra che vince

Il motore della Clio Eco-G è un tre cilindri turbo da 1.2 litri e 120 CV, derivato direttamente dall’unità benzina da 115 CV ma ottimizzato per funzionare primariamente a gas. La sigla Eco-G identifica i modelli bifuel realizzati direttamente da Renault, non si tratta infatti di impianti aggiuntivi aftermarket, ma soluzioni progettate e integrate dalla casa fin dalla fase di sviluppo, con tutto quello che questo comporta in termini di garanzie, calibrazione e affidabilità nel tempo.

Il cambio automatico accompagna la guida in modo fluido e dolce, con scalate abbastanza reattive quando serve, anche se chi volesse usare le palette al volante in modalità manuale troverà una risposta un po’ pigra, specie nelle discese. In città, comunque, il fatto di non dover mettere mano alla frizione ogni trenta secondi vale già da solo la scelta dell’automatico.

50 litri di bombola

Qui sta uno dei salti generazionali più significativi rispetto alla Clio a GPL precedente. La bombola del gas porta ora 50 litri, contro i 32 della generazione precedente, un incremento notevole che si traduce in un’autonomia dichiarata di circa 770 km con il solo GPL. Aggiungendo i 39 litri del serbatoio della benzina l’autonomia totale teorica supera i 1.450 km. Una cifra che mette a tacere quasi qualsiasi preoccupazione legata alle soste ai distributori.

La strumentazione digitale mostra autonomia, consumo medio e istantaneo per entrambi i carburanti, e si può passare da uno all’altro in modo trasparente. C’è però un compromesso da mettere in conto: la bombola occupa parte del doppiofondo del bagagliaio, che sulla versione benzina è utilizzabile come vano aggiuntivo. Il bagagliaio scende a 327 litri, una cifra accettabile per una citycar ma inferiore alla concorrenza di pari categoria.

Comoda e parsimoniosa in ogni situazione

Al di là del motore e dell’impianto gas, la Clio Eco-G condivide tutto con le sorelle benzina: stessi pregi, stessi difetti. L’abitacolo è accogliente per chi occupa i posti anteriori con sedili ben sagomati, materiali curati con inserti in tessuto chiaro nell’allestimento Techno, comandi del climatizzatore automatico gestibili al volo senza dover sguazzare nei menu del touchscreen. Quest’ultimo, da 10,1 pollici, integra i servizi Google con Maps come navigatore di default e accesso a uno Store per app aggiuntive.

Lo sterzo è preciso senza essere mai troppo leggero, le sospensioni limitano il rollio in curva senza penalizzare eccessivamente il comfort su fondi sconnessi, merito anche dei cerchi da 16 pollici di serie, la cui spalla generosa aiuta ad assorbire le irregolarità del manto stradale. Chi volesse aggiungere la retrocamera a 360° e il sistema di rilevamento del traffico laterale in retromarcia troverà tutto nel pack Safety, Driving & Parking da 900 euro.

Con i carburanti ai livelli attuali, fare 770 km con un pieno di GPL che costa circa la metà della benzina non è un dettaglio da poco. È, molto concretamente, uno dei motivi per cui la Clio Eco-G merita di stare in cima alla lista di chi sta cercando un’utilitaria pratica, moderna e con il conto corrente ringraziante.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 08:02:55 +0000
News n. 19
Parcheggia sulle strisce bianche, le ritrova dipinte di blu con tanto di multa

Un uomo ha parcheggiato regolarmente la propria auto sulle strisce bianche la sera del 5 luglio in via Catullo, nel quartiere Prati. Il giorno dopo, la sorpresa: le strisce erano diventate blu e sul parabrezza c’era una multa da 29,40 euro. Tutto regolare, dal punto di vista formale: chi parcheggia sulle strisce blu senza pagare il ticket viene sanzionato. Il problema è che le strisce bianche erano diventate blu nel corso della notte, mentre l’auto era parcheggiata lì sopra.

La scoperta

A insospettire l’uomo è stato un dettaglio difficile da ignorare: sotto le ruote dell’auto la vernice era rimasta bianca, a testimonianza inequivocabile che la vettura era già lì quando erano iniziati i lavori di ripittura. Gli operai avevano semplicemente dipinto tutt’intorno, saltando le porzioni di asfalto coperte dai pneumatici, lasciando così una firma visiva piuttosto eloquente della sequenza degli eventi.

Il dottore racconta di aver saputo dai negozianti della zona che i lavoratori erano arrivati con i rulli il venerdì mattina e avevano coperto di blu le strisce bianche, senza che ci fosse alcun cartello ad avvertire gli automobilisti in sosta di quanto stava per succedere. Nessun preavviso, solo il colore cambiato e una sanzione ad aspettare al ritorno.

La reazione del diretto interessato, va detto, è stata di quelle che fanno sorridere per la lucidità pratica. Un avvocato si è persino offerto di assisterlo gratuitamente se avesse voluto fare causa, ma l’uomo ha pagato la multa dieci minuti dopo averla trovata perché l’auto era di sua cognata e non voleva crearle problemi. Una scelta comprensibile, che però non ha impedito alla vicenda di diventare un caso sui social.

Il video virale

Quello che ha trasformato una disavventura personale in un piccolo fenomeno del web è stata la decisione del signore di riprendere tutto con il telefono e pubblicarlo. Il video ha ottenuto oltre 43mila visualizzazioni in poche ore, scatenando migliaia di commenti.

Non è difficile capire perché. La scena delle strisce bianche rimaste intatte sotto le ruote, circondate dalla vernice blu fresca, racconta tutto senza bisogno di una parola. È una di quelle immagini che sintetizzano perfettamente un certo modo di gestire la cosa pubblica: il lavoro viene fatto, la burocrazia viene rispettata nella forma, e poco importa se nella sostanza qualcosa non torna.

In tanti hanno scritto nei commenti per raccontare come la stessa cosa sia capitata anche in altri quartieri. Il che suggerisce che l’episodio di via Catullo non sia un caso isolato, ma parte di una prassi che evidentemente non prevede alcun meccanismo di tutela per chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato o meglio, nel posto giusto al momento giusto, ma poi ritrovato nel posto sbagliato la mattina dopo.

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Le scuse del Comune

La risposta di Atac, l’azienda che gestisce le zone di sosta per conto del Comune di Roma, è arrivata dopo che il video aveva già fatto il giro della rete. L’azienda ha riconosciuto che i verificatori hanno agito con eccesso di zelo, pur nel rispetto formale delle procedure, e ha annunciato che revocherà le poche multe rilevate nella zona delle nuove strisce blu.

La revoca avverrà in modo automatico per i pagamenti effettuati con POS, mentre per chi ha pagato in contanti o con il grattino sarà necessario presentare richiesta via email a rapporticlientela@atac.roma.it, dimostrando di aver subito la sanzione nella zona interessata dalla modifica.

Atac ha anche annunciato cambiamenti per il futuro. L’azienda ha dichiarato che nelle zone a breve interessate dalla modifica delle strisce sarà più tollerante nelle prime ore successive al cambio e distribuirà volantini informativi direttamente sui parabrezza delle auto in sosta nelle aree coinvolte, potenziando anche la comunicazione su stampa e social.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 07:36:39 +0000
News n. 20
Addio alla Porsche Macan, a luglio la fine della produzione

Entro fine luglio l’ultimo esemplare della Macan con motore termico uscirà dalla catena di montaggio di Lipsia, chiudendo una storia iniziata nel 2014 e che ha visto questo SUV compatto diventare per anni il modello più venduto dell’intera gamma Porsche. Oltre 800.000 esemplari consegnati nel mondo, una reputazione solidissima costruita sulle strade di mezzo pianeta, e un’ironia amara che accompagna questa uscita di scena: la Macan a benzina viene mandata in pensione mentre vende ancora più della sua erede elettrica.

Lascia il passo all’elettrica

Il percorso che ha portato alla fine della produzione è iniziato prima che molti si accorgessero. Nel 2024, la Macan a benzina ha lasciato il mercato UE a causa dell’inasprimento delle norme sulla sicurezza informatica imposte dal regolamento General Safety Regulation. Adeguare il modello alle nuove regole sulla cybersicurezza avrebbe richiesto investimenti non giustificati per un progetto ormai maturo. Lo stabilimento di Lipsia ha però continuato a produrla per gli altri mercati, con gli Stati Uniti che ne hanno assorbito la quota principale.

Porsche ha adottato una strategia diversa rispetto a quanto avviene normalmente quando un modello viene mandato in pensione: il marchio sta costruendo il maggior numero possibile di Macan termiche prima dello stop definitivo, sfruttando al massimo capacità produttiva e disponibilità dei componenti, con l’obiettivo di prolungare la disponibilità del modello in alcuni mercati anche fino al 2027. Nel frattempo la Macan elettrica, lanciata nel 2024 sulla piattaforma PPE, avrebbe dovuto raccogliere il testimone senza traumi. Le cose non sono andate esattamente così.

Una scelta affrettata

Nel 2025 la Macan elettrica aveva superato quella termica nelle vendite globali, con 45.367 unità contro 38.961. Poi è arrivata la prima metà del 2026: delle 35.315 Macan consegnate fino a giugno, 19.695 montavano un motore a benzina. Solo 15.620 erano full electric. Il vento, nel giro di pochi mesi, ha cambiato direzione.

Lo stesso Oliver Blume, amministratore delegato del Gruppo Volkswagen ed ex numero uno di Porsche, ha ammesso pubblicamente che la decisione di non prevedere un successore immediato alla Macan termica è stata un errore. Una confessione rara nel mondo dell’automotive, dove i manager difficilmente mettono a verbale i propri passi falsi. Ma i dati sono difficili da smentire: nel primo trimestre del 2026, le vendite totali della famiglia Macan sono state di 18.209 auto, di cui 10.130 con motori a benzina contro 8.079 per la versione elettrica.

Dovrebbe ritornare

La buona notizia, almeno per chi aspetta un SUV compatto Porsche con motore termico, è che l’erede della Macan a benzina è prevista entro il 2028. Probabilmente non si chiamerà Macan e avrà motorizzazioni puramente termiche ed elettrificate, sviluppate sulla piattaforma PPC del Gruppo Volkswagen, la stessa dell’Audi Q5 di terza generazione.

Il problema pratico resta però quello di un vuoto di prodotto che durerà almeno due anni. Nel mondo automotive, tre anni sono tanti, e chi aveva in mente di acquistare una Macan a benzina dovrà o ripiegare sulla versione elettrica, o aspettare fino al 2028, o guardare altrove. Una lacuna che i concorrenti non mancheranno di sfruttare per fidelizzare nuovi clienti, e che rende questo addio ancora più difficile da spiegare con la sola logica della transizione energetica.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 07:08:40 +0000
News n. 21
Gasolio sporco alla pompa, aumentano i casi: cosa fare

Fare il pieno e ritrovarsi con il motore da buttare è uno scenario che, fino a poco tempo fa, poteva sembrare un episodio isolato e sfortunato. Invece, nelle province di Belluno e Treviso, in sole due settimane si sono accumulate cinque segnalazioni di gravi guasti ai motori riconducibili, secondo le perizie tecniche, a gasolio contaminato erogato direttamente alle pompe di rifornimento. Adiconsum Treviso Belluno ha lanciato l’allarme, e il tempismo non potrebbe essere peggiore: siamo a luglio, le partenze estive sono già iniziate, e almeno in alcuni dei casi documentati le famiglie colpite hanno dovuto rinunciare alle vacanze già prenotate perché l’auto è rimasta a terra.

Cinque auto in due settimane

Le segnalazioni arrivate ad Adiconsum sono cinque: quattro riguardano automobilisti della provincia di Belluno, una della provincia di Treviso. In tutti i casi, secondo le prime verifiche tecniche, il danno risulterebbe collegato alla presenza di carburante sporco, non raffinato adeguatamente.

Le diagnosi dei meccanici raccontano sempre la stessa storia: acqua e agenti contaminanti all’interno del filtro del carburante, che hanno compromesso il sistema di iniezione. Gli interventi necessari includono la pulizia del serbatoio, lo smontaggio e il montaggio della pompa ad alta pressione, la sostituzione degli iniettori e della pompa rotativa. Non si tratta di riparazioni di routine: le prime stime indicano un costo medio per le famiglie compreso tra 3.000 e 4.000 euro a veicolo, con punte oltre i 4.500 euro nei casi più pesanti che richiedono la sostituzione del motore.

Stefano Bellotto, responsabile di Adiconsum Treviso Belluno, sottolinea come ridurre i controlli o ricorrere a filiere poco trasparenti per contenere i costi può aumentare il rischio di immettere sul mercato carburante di scarsa qualità. I consumatori pagano il carburante a peso d’oro e in cambio ottengono un prodotto difettoso che distrugge i loro beni. L’associazione ha già raccolto tutta la documentazione, comprese le perizie delle officine del territorio, e ha aperto i fascicoli per avviare le richieste di risarcimento.

Come comportarsi

La prima cosa da sapere è che non bisogna pagare da soli. Molti distributori e compagnie petrolifere sono assicurati contro la responsabilità civile per danni derivanti da prodotto difettoso o contaminato. Questo significa che esiste una strada percorribile per ottenere il rimborso, ma richiede di muoversi con metodo fin dalle prime ore.

Il punto di partenza è la documentazione. Per avviare correttamente una richiesta di risarcimento è importante conservare la ricevuta del rifornimento, richiedere una perizia scritta al meccanico o al carrozziere, conservare il preventivo di riparazione del danno e, se possibile, prelevare un campione del carburante estratto dal serbatoio prima che venga sostituito. Quest’ultimo passaggio è spesso trascurato nell’urgenza del momento, ma può rivelarsi decisivo per dimostrare il nesso causale tra il rifornimento e il danno.

La richiesta di risarcimento andrà inviata con raccomandata a.r. alla società che gestisce la pompa di benzina. Il consumatore dovrà dimostrare di aver fatto rifornimento presso quel distributore e l’esistenza di un legame causale tra il carburante immesso e i danni subiti al veicolo.

Dal punto di vista legale, la posizione del consumatore è tutelata. Il Codice del Consumo prevede che il venditore debba cedere prodotti conformi al contratto di vendita ed esenti da vizi, e la giurisprudenza riconosce la responsabilità sia del titolare del distributore sia della compagnia petrolifera.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 06:38:09 +0000
News n. 22
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Nella giornata dell’11 luglio 2026 sono previsti in Italia 2 scioperi nel settore dei trasporti pubblici locali, che interesseranno le città di Genova e Palermo. Di seguito i dettagli sugli orari, le modalità, le società coinvolte e i sindacati promotori di ciascuna iniziativa.

Sciopero trasporti Genova

Nella città di Genova, regione Liguria, è stato proclamato uno sciopero territoriale nel settore del Trasporto pubblico locale. L’azione sindacale interesserà il personale della società AMT di Genova ed è prevista per la durata di 4 ore, con una modalità oraria dalle 11.30 alle 15.30 nella giornata dell’11 luglio 2026. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati OST UGL-FNA.

Sciopero trasporti Palermo

A Palermo, regione Sicilia, si terrà uno sciopero locale sempre nel settore del Trasporto pubblico locale. In questo caso, lo sciopero coinvolgerà il personale della società AMAT di Palermo per l’intera giornata, cioè per 24 ore, l’11 luglio 2026. L’azione è stata proclamata dal sindacato OSP CUB TRASPORTI.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 23
Maserati Project GT4 si mostra per la prima volta a Goodwood

In occasione del Goodwood Festival of Speed 2026, Maserati ha alzato il velo sul Project GT4, un nuovo capitolo strategico che riporta il DNA della nuova GranTurismo direttamente sui circuiti internazionali. Sviluppato interamente a Modena da Maserati Corse, il progetto nasce con l’obiettivo di competere in una delle categorie GT più dinamiche a partire dalla stagione 2028, affiancandosi alla Maserati GT2 e alla MCXtrema per completare l’offerta sportiva del brand.

Meccanica d’avanguardia

Il pilastro tecnico del Project GT4 è il pluripremiato motore Nettuno V6 da 3.0 litri, installato in posizione anteriore-longitudinale. Questo propulsore rappresenta l’eccellenza dell’ingegneria modenese, integrando una tecnologia di combustione a precamera derivata direttamente dalla Formula 1. Sebbene la configurazione specifica per la categoria GT4 segua regolamenti precisi, il potenziale di questo motore ha già dimostrato di poter superare i 700 CV in altre applicazioni, garantendo robustezza e versatilità.

A differenza della versione stradale, il Project GT4 adotta uno schema a trazione posteriore. L’architettura della vettura beneficia di una piattaforma in alluminio ottimizzata che ha permesso una drastica riduzione di peso di circa 400 kg rispetto alla GranTurismo di serie. Le prestazioni dinamiche sono garantite da sospensioni derivate dalla GranTurismo Trofeo, integrate da ammortizzatori e barre antirollio completamente regolabili, permettendo un set-up finissimo curato dal Chief Test Driver Andrea Bertolini.

Design funzionale ed aerodinamica

L’estetica del Project GT4 è un perfetto connubio tra il design del Centro Stile Maserati e le necessità della pista. Gli elementi aerodinamici sono stati concepiti secondo criteri puramente funzionali: il nuovo frontale ospita uno splitter dedicato e dive planes anteriori, mentre il cofano presenta aperture specifiche per ottimizzare il raffreddamento e il carico verticale.

L’integrazione delle componenti racing non tradisce il linguaggio stilistico originale, mantenendo una continuità visiva con la variante stradale. Il pacchetto include inoltre un impianto frenante specifico con canali di raffreddamento dedicati e cerchi da 18 pollici conformi ai regolamenti GT4. All’interno, pur conservando l’impostazione della plancia originale, l’abitacolo è stato spogliato del superfluo per far posto a un roll cage, sedili e serbatoi omologati, con un’ergonomia totalmente orientata all’efficacia durante la gara.

Una livrea per cento anni di storia

Il debutto a Goodwood non è solo tecnico, ma anche celebrativo. Nel 2026, Maserati festeggia i 100 anni del logo del Tridente e un secolo di presenza nelle competizioni. Per l’occasione, Project GT4 sfoggia una livrea speciale ricca di riferimenti storici: sul tetto campeggia un grande Tridente che si estende fino al posteriore, circondato da 100 piccoli Tridenti blu tono su tono.

La fascia bianca sul muso richiama iconiche vetture del passato, come la 420M/58 Eldorado, reinterpretandone l’eredità in chiave moderna. I colori dominanti, il blu e il giallo, sono un omaggio esplicito alla città di Modena, sottolineando il forte legame tra il veicolo e il cuore della Motor Valley.

Visione futura e accessibilità

Oltre alle performance pure, Maserati ha posto grande attenzione al contenimento dei costi di gestione e manutenzione, rendendo la vettura una soluzione accessibile per team e piloti privati. Il Project GT4 punta a ripercorrere i fasti della MC12 e della precedente GranTurismo GT4, rafforzando la presenza del marchio in un segmento in forte crescita. Con questa presentazione, il Tridente conferma la volontà di utilizzare le corse come un laboratorio di innovazione per i futuri modelli stradali, guardando al 2028 come l’anno del ritorno da protagonista assoluto nelle arene GT mondiali.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 05:40:33 +0000
News n. 24
Traffico luglio 2026, bollino rosso e nero: i giorni peggiori per partire

Siamo entrati nel vivo della stagione estiva. Molti italiani hanno già raggiunto le mete di villeggiatura, ma il volume maggiore di partenze è atteso proprio nelle prossime settimane. Che si scelga l’auto o la moto per godersi qualche giorno di meritato relax, è fondamentale conoscere in anticipo quali saranno le giornate più critiche per la viabilità, così da pianificare una “partenza intelligente” ed evitare di trascorrere ore bloccati sotto il sole. Come spesso capita, luglio è un momento critico per muoversi sulle arterie dello Stivale, e quest’anno non fa eccezione.

I weekend di fuoco

Secondo le analisi di Viabilità Italia, il mese di luglio sarà caratterizzato da una serie di appuntamenti critici, concentrati prevalentemente nei fine settimana. Le autorità hanno individuato tre weekend principali da monitorare con estrema attenzione: quello del 10-12 luglio, quello del 17-19 luglio e quello del 24-26 luglio.

In queste date, la criticità da bollino rosso (traffico molto intenso) si manifesterà con una precisione quasi matematica: la sera del venerdì, quando iniziano i primi spostamenti di massa; la mattina del sabato, momento di picco per le partenze; e infine la sera della domenica, caratterizzata dai rientri verso le grandi città. Un’attenzione particolare va riservata alla fine del mese: mercoledì 30 e giovedì 31 luglio vedranno una concentrazione di traffico da bollino rosso che durerà per l’intera giornata del 31, segnando l’inizio del grande esodo di agosto.

Il focus sull’Autostrada del Brennero

Per chi viaggia lungo l’asse nord-sud, le previsioni dell’Autostrada del Brennero offrono un quadro ancora più dettagliato, introducendo il temuto bollino nero (traffico critico). Nel dettaglio:

  • weekend del 10-12: la situazione sarà particolarmente difficile domenica 12 pomeriggio in direzione Brennero e sabato 11 mattina in direzione Modena;
  • weekend del 17-19 e 24-26: questi sono i periodi più a rischio. In direzione Brennero, il bollino nero è previsto per il sabato mattina e l’intera giornata di domenica. In direzione Modena, la criticità massima si toccherà nelle mattinate di sabato e domenica.

Restrizioni per i mezzi pesanti

Un fattore che influisce sulla fluidità della circolazione è il divieto di transito per i veicoli con massa superiore a 7,5 tonnellate. Per favorire gli automobilisti, sono previsti blocchi nelle giornate di sabato (solitamente dalle 08.00 alle 16.00) e di domenica (dalle 07.00 alle 22.00). Sono inoltre previsti divieti specifici per i venerdì pomeriggio del 24 e del 31 luglio, a partire dalle ore 16.00.

I consigli della Polizia di Stato per un viaggio sicuro

Oltre alla scelta dell’orario, la Polizia di Stato ricorda che la sicurezza dipende dal comportamento di chi guida. Prima di partire, è essenziale verificare l’efficienza del veicolo, sistemare i bagagli in modo equilibrato per non sovraccaricare l’auto e assicurarsi di essere riposati, evitando pasti pesanti o alcolici.

Durante il tragitto, le regole d’oro rimangono la moderazione della velocità, il mantenimento della distanza di sicurezza e l’uso corretto delle cinture di sicurezza, anche per i passeggeri posteriori. È fondamentale non distrarsi con il cellulare e fare soste frequenti per mantenere alta la soglia di attenzione. Sembrano cose scontate, ma leggendo e verificando cosa accade sulle strade è bene ribadire anche ciò che suona ovvio ai più.

Data articolo: Sat, 11 Jul 2026 05:30:00 +0000
News n. 25
STLA One, l’arma segreta di Stellantis per dominare sul mercato

Il panorama automobilistico mondiale sta vivendo una fase di profonda trasformazione industriale, e il gruppo Stellantis ha deciso di giocare una delle sue carte più ambiziose: la nuova piattaforma STLA One. Questa architettura modulare non è un semplice esercizio tecnico, ma il pilastro su cui poggerà la produzione europea del Gruppo nei prossimi anni, con l’obiettivo di semplificare i processi, sveltire i tempi di sviluppo e abbattere drasticamente i costi.

Una base comune per 30 modelli

La versatilità è il fulcro del progetto STLA One. La piattaforma è stata concepita per essere la spina dorsale di oltre 30 modelli differenti, spaziando dalle utilitarie di segmento B fino alle berline e ai SUV di segmento D. Sotto carrozzerie apparentemente lontane tra loro, come la prossima generazione della Peugeot 208 e la futura Opel Astra, batterà la medesima base tecnica.

L’obiettivo industriale dichiarato dall’amministratore delegato Antonio Filosa è imponente: arrivare a produrre oltre 2 milioni di unità su base STLA One entro il 2035. Questa strategia di “grandi numeri” permetterà di fronteggiare l’aggressiva concorrenza cinese grazie a una riduzione dei costi stimata intorno al 20% rispetto alle piattaforme attuali, grazie anche a un tasso di riutilizzo dei componenti che raggiungerà il 70%.

La forza del “Multi-Energia”

A differenza di molte architetture nate esclusivamente per l’elettrico, STLA One è una piattaforma multi-energia. È stata progettata per ospitare con la massima efficienza powertrain elettrici puri, ibridi o termici ad alta efficienza. Come spiegato dal CTO Ned Curic, la modularità di “Stella” offre la flessibilità necessaria per passare da un sistema di propulsione all’altro senza introdurre inefficienze tecniche o costosi compromessi. I primi modelli di serie basati su questa tecnologia vedranno la luce già nel 2027.

Tecnologia: 800 Volt e batterie “Cell-to-Body”

Dal punto di vista tecnico, STLA One introduce innovazioni che la proiettano ai vertici del mercato. La piattaforma supporterà la tecnologia a 800 Volt, un salto evolutivo che garantisce ricariche ultra-rapide alle colonnine ad alta potenza, oltre a una riduzione complessiva del peso del veicolo e a una maggiore efficienza energetica.

Un’altra novità fondamentale riguarda l’integrazione della batteria, che sarà di tipo cell-to-body: le celle non saranno più contenute in un pacco separato, ma integrate direttamente nella struttura portante del veicolo per ridurre complessità e ingombri. Per quanto riguarda la chimica, Stellantis punterà con decisione sulle batterie LFP (litio-ferro-fosfato), che offrono maggiore sicurezza, resistenza all’usura e costi inferiori grazie alla minore dipendenza da minerali critici come nichel e cobalto.

Verso lo sterzo elettronico e l’infotainment del futuro

L’innovazione di STLA One non si ferma alla meccanica, ma abbraccia l’elettronica avanzata. È infatti la prima piattaforma del Gruppo predisposta per lo steer-by-wire, il sistema di sterzo elettronico che elimina il collegamento meccanico tradizionale tra il volante e le ruote.

Infine, l’esperienza di bordo sarà completamente rivoluzionata da due nuovi sistemi: STLA Brain, un’architettura elettronica unificata che sostituirà le numerose centraline attuali, e STLA SmartCockpit. Quest’ultimo sarà il nuovo sistema di infotainment globale che andrà a rimpiazzare le attuali interfacce (come l’Uconnect di FCA o l’i-Cockpit di Peugeot), offrendo un’esperienza digitale coerente e all’avanguardia per tutti i brand del Gruppo.

Data articolo: Fri, 10 Jul 2026 14:24:01 +0000


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