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Il 2 febbraio 2026 il traffico autostradale in Italia presenta alcune chiusure per lavori, disservizi nelle aree di servizio e fenomeni meteorologici come pioggia e nevischio in diverse tratte. Segnaliamo in particolare la chiusura del tratto sulla A1 tra Guidonia Montecelio e Bivio A1/A24 fino al mattino del 3 febbraio e la presenza di pioggia tra Bologna San Lazzaro e Rimini Nord sull’A14, senza però lunghe code segnalate.
22:03 – Bivio SP 1 Casoria
Chiuso al traffico Bivio SP 1 Casoria fino alle 06:00 del 3/2/2026 provenendo da Diramazione Capodichino verso Strada Statale 7 Appia per lavori.
Direzione Sp527 Casoria
Uscita consigliata provenendo da Diramazione Capodichino: Doganella su Tangenziale Napoli.
22:03 – Bivio SP 1 Casoria
Chiuso al traffico Bivio SP 1 Casoria fino alle 06:00 del 3/2/2026 provenendo da Diramazione Capodichino verso Casoria per lavori.
Direzione Sp527 Casoria
Uscita consigliata provenendo da Diramazione Capodichino: Doganella su Tangenziale Napoli.
22:00 – Tra Guidonia Montecelio e Bivio A1/A24
Tratto Chiuso fino alle 06:00 del 3/2/2026 per lavori
Direzione Napoli
Lunghezza chiusura: 6.231 km (dal km 561.7 al km 555.469)
21:27 – Area di servizio Bisenzio ovest
I servizi igienici bar non disponibili fino alle 22:00 del 2/2/2026 per guasto impianto
Direzione Napoli
21:35 – Tra Arezzo e Monte San Savino
Traffico rallentato per veicolo in avaria
Direzione Napoli
Lunghezza rallentamento: 4.0 km (dal km 368.0 al km 364.0)
21:01 – Area di servizio San Pietro
Servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 3/2/2026
Direzione Tangenziale
21:01 – Area di servizio San Pietro
Servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 del 3/2/2026
Direzione Tangenziale
21:03 – Caserta Sud in entrata
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 3/2/2026 verso Autostrada Milano-Napoli per lavori
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Caserta Nord su A1 Milano-Napoli.
21:54 – Tra Bivio A1-Variante e Aglio km 255
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 32.966 km
21:53 – Tra Sasso Marconi e Firenze sud
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 90.8 km (dal km 300.9 al km 210.1)
20:40 – Tra Parma e Modena Nord
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 38.1 km (dal km 157.6 al km 119.5)
21:54 – Tra Firenze Peretola e Pisa Nord
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 81.5 km
21:16 – Bologna Interporto in entrata
Chiuso al traffico fino alle 05:00 del 3/2/2026 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Bologna: Bologna Arcoveggio. Entrata consigliata verso Padova: Altedo.
20:40 – Tra Altedo e Bivio A13/A4 Torino-Trieste
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 96.2 km (dal km 116.7 al km 20.5)
22:05 – Area di servizio Piceno ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 3/2/2026 per lavori
Direzione Taranto
22:04 – Area di servizio Piceno est
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 3/2/2026 per lavori
Direzione Ancona
22:01 – Tra Bologna San Lazzaro e Rimini Nord
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 95.1 km (dal km 117.3 al km 22.2)
21:59 – Area di servizio Le Saline est
Servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 3/2/2026
Direzione Pescara
21:56 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi di ristorazione chiusi e servizi igienici non disponibili
Direzione Canosa
21:16 – Tra Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre e Nodo A27/A28 Conegliano-Portogruaro
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 41.215 km
21:24 – Tra Morgex e Raccordo A5/SS26 dir
Nevischio in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 12.6 km (dal km 143.4 al km 130.8)
20:32 – Tra Nodo di Pero e Bivio A4/A21 Torino-Brescia
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 92.7 km (dal km 217.7 al km 125.0)
20:22 – Tra Serravalle Scrivia e Busalla
Nevischio in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 27.0 km (dal km 111.5 al km 84.5)
20:22 – Tra Busalla e Genova Bolzaneto
Prevista neve in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta interessata: 14.3 km (dal km 125.8 al km 111.5)
21:12 – Svincolo SS 9 Via Emilia
Chiuso al traffico fino alle 05:00 del 3/2/2026 provenendo da Bologna Borgo Panigale verso Bologna per lavori
Uscita consigliata provenendo da Bologna Borgo Panigale: Svincolo SS 9 Via Emilia.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 21:08:00 +0000Hyundai anticipa l’arrivo di uno dei modelli più strategici per la sua crescita nel segmento elettrico. L’azienda ha confermato che nei prossimi mesi debutterà la nuova Hyundai Ioniq 3, la prima compatta elettrica della gamma Ioniq. Un appuntamento cruciale, soprattutto per il mercato europeo che punta sempre più sull’elettrificazione e sulla diffusione delle auto a zero emissioni. Ecco i dettagli sul modello che sarà centrale nella strategia dei prossimi anni.
La nuova Hyundai Ioniq 3 andrà a tradurre in realtà quanto anticipato dalla Concept THREE, prototipo presentato in anteprima mondiale nel corso di IAA Mobility 2025. Si tratta di un progetto che, come sottolinea la Casa, ha un ruolo centrale nella strategia di elettrificazione del brand sul mercato europeo. Il modello avrà dimensioni compatte ma proporzioni che l’azienda stessa definisce “decise“e seguirà il linguaggio stilistico Art of Steel, introdotto proprio dalla concept e che “celebra l’acciaio come materiale vivo, plasmabile, capace di generare emozione attraverso tensioni, superfici e volumi scolpiti”. La Ioniq 3 erediterà la silhouette Aero Hatch, il frontale basso e una particolare attenzione all’aerodinamica.
Come sottolineato in precedenza, si tratta di un progetto fondamentale per il futuro della gamma Ioniq in Europa. Il segmento B ha un ruolo centrale per molti mercati, a partire dall’Italia dove raggiunge una quota del 48%, considerando berline e SUV. Con le elettriche in forte crescita (la quota di mercato è salita fino al 6,2% nel corso del 2025), poter contare su una compatta a zero emissioni per Hyundai diventerà fondamentale. Questo aspetto vale anche per l’Europa dove le immatricolazioni di auto elettriche hanno toccato il 16,9% di quota di mercato.
La scelta di incrementare la sua gamma di veicoli a zero emissioni puntando sul segmento delle compatte, quindi, rientra nella volontà di Hyundai di venire incontro alle esigenze degli automobilisti europei, mettendo a disposizione una vettura completa e in grado di diventare subito protagonista del mercato. Ricordiamo che l’Europa rappresenta un mercato chiave per il Gruppo che oggi opera in ben 42 Paesi europei, con oltre 2.000 punti vendita e produce localmente quasi l’80% delle auto vendute. Entro il 2027, inoltre, l’azienda proporrà una gamma elettrificata con tutti i modelli disponibili che potranno contare su una variante elettrica oppure ibrida plug-in.
La nuova Hyundai Ioniq 3 sarà disponibile anche in Italia, mercato dove la vettura potrebbe ritagliarsi uno spazio da grande protagonista, anche considerando il boom delle elettriche confermato dai dati di vendita del 2025. L’azienda ha confermato che il modello è atteso sul mercato italiano entro la fine del 2026. Ulteriori aggiornamenti in merito dovrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane, con la presentazione ufficiale e la diffusione delle prime informazioni sulla composizione della gamma e sul prezzo di vendita.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 15:00:52 +0000La Porsche 911 è una vera e propria icona del mercato delle quattro ruote. Si tratta di una vettura simbolo che, anno dopo anno e generazione dopo generazione, ha conquistato tantissimi appassionati e collezionisti, con tanti che non hanno la possibilità di acquistarla soprattutto per una questione economica. In linea di massima, la 911 non è un modello che lotta per raggiungere le prime posizioni della classifica delle auto più vendute. C’è, però, un piccolo mercato dove l’icona di Porsche è riuscita nell’incredibile impresa di scalare la classifica fino a conquistare la prima posizione e ottenere il titolo di auto più venduta nel corso del 2025.
La Porsche 911, da poco presentata con la variante più potente di sempre, è stata l’auto più venduta nel 2025 nel mercato delle quattro ruote di Andorra, il piccolo principato da meno di 100.000 abitanti che si trova al confine tra la Spagna e la Francia. Questo piccolo mercato è, chiaramente, orientato verso il segmento premium e Porsche riesce, quindi, a ricoprire un ruolo da protagonista assoluta, guidando la classifica delle auto più vendute con la sua 911 che, lo scorso anno, ha raggiunto un totale di 86 unità vendute, con un incremento del 16% rispetto ai risultati ottenuti nel corso dell’anno precedente.
Curiosamente, però, le “rivali” della 911 sono modelli decisamente più economici e che in genere registrano risultati ben superiori alla supercar di Porsche. Il secondo modello più venduto ad Andorra è la Toyota Yaris Cross che ha totalizzato 63 immatricolazioni, mentre al terzo troviamo la Seat Arona, con le sue 57 unità vendute. Scorrendo la classifica, non ci sono altri modelli del segmento delle auto di lusso, generalmente rivali della 911. Non mancano i modelli premium come la Mercedes GLC, la Mini Cooper e le Cupra Formentor e Terramar. Nulla che può competere con l’icona della gamma Porsche.
Il mercato di Andorra è considerabile come un “micro-mercato” per il settore delle quattro ruote e, anche per via di una fiscalità favorevole per gli automobilisti, non può essere considerato come mercati ben più grandi. Il successo della vettura di Porsche, però, è sicuramente una curiosità da sottolineare anche perché nessun altro modello che, in teoria, dovrebbe essere un rivale diretto della 911 riesce ad avvicinare i numeri della vettura.
Il successo ottenuto ad Andorra si accompagna a ottimi risultati in generale per la Porsche 911 che continua a macinare vendite anche in altri mercati. In Italia, mercato che ha chiuso il 2025 in negativo, la vettura ha registrato 2.471 unità immatricolate, staccando nettamente tutte le dirette concorrenti del segmento delle sportive, come confermano i dati forniti da UNRAE. Su base annua, la vettura ha ottenuto un incremento di quasi 1.000 unità che si traduce in un passo avanti di quasi il 65% su base annua. Questo conferma come anche tra gli automobilisti italiani scegliere la 911 significa puntare su un’icona assoluta e su un modello che, ancora oggi, continua a essere un simbolo del mercato delle quattro ruote, senza rivali e senza modelli in grado di mantenere gli stessi risultati commerciali.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 14:15:19 +0000Luca Abete, celebre inviato di Striscia la Notizia, ha condiviso sul suo canale Instagram un video che ha già fatto discutere: protagonista, una piccola Citroën Ami, quadriciclo elettrico parcheggiato sulle strisce pedonali sotto una palazzina. Fin qui nulla di straordinario, se non fosse che il mezzo era in ricarica con un espediente a dir poco singolare. Il proprietario, infatti, non avendo a disposizione una colonnina di ricarica pubblica, ha pensato bene di calare dal terrazzo del proprio appartamento — situato a un piano elevato — una prolunga elettrica lunghissima fino all’auto parcheggiata in strada. Una soluzione che, nel video, Abete definisce sarcasticamente “un colpo di genioâ€, evidenziando l’assurdità dell’azione.
Il quadriciclo, parcheggiato sulle strisce pedonali, è già di per sé un esempio di comportamento discutibile dal punto di vista del Codice della Strada. A questo si aggiunge il tentativo, decisamente improvvisato, di alimentare il veicolo elettrico con l’impianto domestico: la prolunga calata dal terrazzo rappresenta un rischio evidente per chiunque passi sotto. La combinazione di elettricità e spazio pubblico espone cittadini e pedoni a potenziali incidenti, sia per folgorazione, elettrocuzione e incendi, sia per eventuali cadute dovute al cavo stesso.
Abete mostra la scena sottolineando i limiti di alcune soluzioni fai-da-te quando si tratta di mobilità elettrica. Nel video si nota come il cavo scenda verticalmente dal terrazzo fino alla strada, oscillando leggermente al vento, mentre il piccolo quadriciclo è collegato e sostato come se tutto fosse normale e pienamente in regola. L’inviato commenta la scena con una scritta sarcastica, facendo capire che il tentativo, pur geniale nella creatività , è decisamente rischioso e poco sicuro.
Il caso mette in evidenza un problema reale e crescente: la carenza di colonnine di ricarica nei centri urbani, che porta alcuni utenti a soluzioni estreme e potenzialmente pericolose. Se la mobilità elettrica è sempre più in ascesa, l’infrastruttura pubblica fatica ancora a tenere il passo, costringendo cittadini ingegnosi ma incauti a cercare alternative casalinghe, come nel caso del proprietario della Citroën Ami. Il video diventa così una fotografia ironicamente amara, ma significativa, dei limiti della transizione verso mezzi a zero emissioni in contesti urbani congestionati.
Non sono solo i rischi fisici a destare preoccupazione: l’episodio solleva anche interrogativi normativi. Collegare un impianto domestico a un’area pubblica non autorizzata potrebbe configurare violazioni in materia di sicurezza elettrica e regolamentazioni comunali. Il tutto mentre il veicolo rimane in sosta in una zona vietata, aggravando il quadro complessivo.
Il famoso inviato del programma di Antonio Ricci, come sempre, ha il merito di portare alla ribalta un episodio apparentemente minore ma che ha diverse implicazioni: l’innovazione e la creatività non possono sostituire le regole di sicurezza e civiltà urbana. Il “colpo di genio†mostrato nella clip è un esempio perfetto di come l’inventiva possa diventare rischiosa se priva di buon senso, offrendo alcuni spunti di riflessione sulla necessità di avere delle infrastrutture adeguate per la mobilità elettrica.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 12:02:23 +0000L’analisi dei test di Barcellona è interessante ma non significativa, teoria confermata dallo stesso Frederic Vasseur. La Ferrari evita la ricerca della prestazione pura focalizzandosi sulla correlazione dati. Tanto lavoro per studiare l’affidabilità preliminare del motore 0676/7 e raccogliere tante informazioni utili sull’aerodinamica dell’ultima nata di Via Abetone Inferiore 4. Il Cavallino Rampante rimanda al Bahrain la verifica sulla performance, svolgendo un preciso piano di lavoro propedeutico alle prove su pista di Sakhir. Ciò malgrado, i primi feedback sono molto positivi.
Il ragionamento preliminare che scaturisce a margine della sessione di test al Montmelò non si muove da un presupposto inequivocabile: nessuna scuderia di Formula 1 ha inseguito la prestazione pura. Risulta pertanto superfluo focalizzarsi sui riscontri cronometrici che, oltre a non possedere i crismi dell’ufficialità e a mancare di qualsivoglia riferimento autentico, sono privi di reale valenza comparativa se consideriamo l’eterogeneità dei programmi di lavoro che ogni team ha deciso di implementare nell’arco dei cinque giorni a disposizione.
L’esordio della Ferrari non è stato baciato dalla fortuna, essendo andato in scena solamente durante la seconda giornata con la pioggia. Le avverse condizioni meteo abbattutesi sul Circuit de Catalunya, di fatto, hanno tutt’altro che agevolato le operazioni; per questa ragione, il gruppo di lavoro diretto da Frédéric Vasseur ha optato per un approccio pragmatico, diversificando l’attività su più fronti, tra cui la familiarizzazione con i nuovi comandi e la raccolta dati, accantonando momentaneamente la raccolta dati sui long run.
Sebbene le simulazioni ad alto carico di carburante siano state effettuate nelle giornate successive, anche in tale contesto i tempi registrati non assumono una rilevanza assoluta se l’intento è quello di un confronto diretto con la concorrenza. Tuttavia, emerge un dato fattuale sul quale possiamo disquisire senza timore di smentita: la solidità dell’unità propulsiva italiana, che ha risposto alle sollecitazioni esattamente secondo le aspettative.
In più circostanze abbiamo ribadito la fiducia sul motore 0676/7 riposta dal team modenese. Permangono, tuttavia, interrogativi legati all’affidabilità che non sono stati integralmente dissipati. La motivazione è insita nell’atteggiamento conservativo della scuderia: non avendo spinto la power unit ai suoi limiti massimi, né sul giro secco né nella simulazione del passo gara, il riscontro inerente la resistenza del componente alle sollecitazioni di progetto non dispone ancora di dati definitivi.
Ciononostante, grazie alle informazioni raccolte dalla nostra redazione durante gli ultimi giorni, apprendiamo che in seno alla storica scuderia vige una marcata soddisfazione per la qualità delle informazioni racimolate. Sebbene si indichi insistentemente la Mercedes quale punto di riferimento tecnico, in tempi non sospetti abbiamo sostenuto a più riprese che la Rossa non nutre alcun timore nel confrontarsi con l’operato dei rivali tedeschi.
Tale convinzione perdura anche a seguito della prima sgambata della SF-26 sul tracciato catalano. Sotto questo profilo, sarà necessario attendere il banco di prova del Bahrain per ottenere conferme più probanti, specialmente in merito alla questione, tuttora “calda”, del rapporto di compressione: un tema che sarà oggetto di attenta verifica durante le prove sulla pista di Sakhir. A ciò si aggiunge un’ulteriore e rilevante considerazione.
Al di là delle architetture meccaniche (ricordiamo che il team ha optato per una configurazione a doppio push-rod e ha svolto un lavoro certosino sulla distribuzione dei pesi, con la trasmissione che segue un peculiare schema degli elementi interni), l’attenzione vira sul complesso discorso aerodinamico. L’analisi preliminare condotta la scorsa settimana evidenzia come le pance della SF-26 siano caratterizzate da una zona del sottosquadro che prevede un undercut particolarmente generoso.
Si viene così a creare una zona di alta pressione che, in maniera naturale e diretta, deputata a generare un importante effetto outwash. Analogo discorso si applica all’imboccatura dei sidepod, dove la morfologia della vettura lavora per ottenere un pre-condizionamento della massa fluida che circola in quell’area; una soluzione che, a quanto pare, risulta funzionale anche all’incremento della portata del flusso per ottimizzare la gestione dei flussi. I dati acquisiti con tale configurazione aerodinamica risultavano cruciali per validare il piano di sviluppo della monoposto.
L’imperativo primario era verificare la correlazione tra CFD, galleria del vento e pista: un passaggio decisivo per accertare che la strumentazione in fabbrica operi con la dovuta precisione. Le prime impressioni sono alquanto confortanti e, stando a quanto appreso, confermano le risultanze attese, avvalorando la bontà del lavoro svolto. La strategia della Ferrari per i giorni a venire è piuttosto chiara e prevede un utilizzo intensivo del simulatore. Mossa finalizzata a chiarire le idee per presentarsi al top ai test del Bahrain. Sarà proprio nello scenario di Sakhir che la scuderia di Maranello inizierà a spingere realmente, testando la vettura ai suoi massimi regimi.
Non sono da escludere alcune novità aerodinamiche. Nel gruppo di lavoro si respira grande concentrazione e si sprecano poche parole: un piglio rigoroso, voluto e necessario per non lasciare nulla al caso. Il tutto nella consapevolezza che imboccare la direttrice di sviluppo corretta, scevra da errori che potrebbero ritardare la tabella di marcia, rappresenta il fattore discriminante per interpretare al meglio il nuovo regolamento della Formula 1 2026; un “corpus” normativo che cela sì insidie, ma che al contempo offre grandi opportunità di svolta.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 11:41:33 +0000La stretta sugli autovelox in Italia si avvicina, ma il quadro che emerge dalle ultime comunicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) è tutt’altro che rassicurante. Dei circa 11.000 apparecchi informalmente presenti sul territorio nazionale, solo 3.800 si sono registrati sulla piattaforma telematica avviata a fine settembre per la trasmissione dei dati relativi ai dispositivi, e di questi appena poco più di mille “rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione in fase di adozione“.
L’iter di censimento, scattato a partire dall’autunno scorso, prevedeva che le amministrazioni locali e gli enti dai quali dipendono gli organi di polizia stradale inserissero sul portale del ministero i dati sui sistemi di accertamento. Nella fattispecie dovevano essere evidenziati: marca, modello, tipo, matricola ed estremi del decreto Mit di approvazione o di estensione del dispositivo. Tutti questi dati dovevano essere caricati entro due mesi, pena l’inutilizzabilità degli autovelox, sia mobili sia fissi. A oggi siamo in alto mare.
Il risultato è che, a oggi, le comunicazioni arrivate a Porta Pia coprono appena un terzo degli apparecchi effettivamente diffusi sulle strade. La percentuale di quelli che rispettano automaticamente i requisiti di omologazione appare addirittura inferiore al 10%. Ma perché siamo arrivato a questa scelta di operare un censimento sul territorio nazionale? Il tutto trae origine da una sentenza della Corte di Cassazione dell’aprile 2024, che ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati. Una decisione che ha generato una vera e propria valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati da dispositivi non completamente a norma.
I dati resi noti dal Mit “confermano in pieno i tanti allarmi del Codacons sul caos autovelox“, afferma l’associazione dei consumatori. “Dopo le ripetute richieste del Codacons si è finalmente arrivati ad ottenere trasparenza sugli autovelox utilizzati per multare gli automobilisti, ma il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante“, spiegano dall’associazione. I Comuni che non hanno fornito i dati al Mit non possono più utilizzare gli autovelox sul proprio territorio, mentre quelli che li hanno forniti ma che impiegano apparecchi non omologati rischiano l’annullamento delle sanzioni emesse dopo i ricorsi degli automobilisti.
Secondo il Codacons, a pagare il prezzo più alto di questa situazione sono la sicurezza stradale, gli automobilisti e le casse degli enti locali. “Un caos che danneggia prima di tutto la sicurezza stradale, che è il primo obiettivo che Stato e Comuni devono prefiggersi, poi gli automobilisti, vittime di apparecchi non a norma, e poi le casse degli enti locali, costrette ad affrontare le spese legali relative alla valanga di ricorsi dei cittadini“, sottolinea l’associazione. A pesare sul quadro attuale ci sono anche “i ritardi del Mit nell’adozione dell’atteso decreto sull’omologazione degli autovelox, provvedimento da tempo invocato dal Codacons per mettere finalmente fine al caos che regna in Italia“.
Una posizione simile arriva da Assoutenti. “I dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti parlano chiaro: a fronte di migliaia di dispositivi installati sul territorio nazionale, sono poco meno di 1.000 gli autovelox effettivamente autorizzati dallo Stato. Un quadro che apre la strada a una vera e propria valanga di ricorsi nei prossimi mesi, con conseguenze rilevanti per cittadini e amministrazioni“, dichiara Gabriele Melluso, presidente nazionale dell’associazione.
Secondo Melluso, è indispensabile un immediato confronto istituzionale: “Enti locali, prefetture e Ministero devono attivare un tavolo per fare chiarezza e dare certezze giuridiche. Non si può lasciare un tema così delicato in una zona grigia normativa che penalizza sia i consumatori sia la credibilità delle istituzioni”. L’attuale incertezza rischia di produrre un effetto paradossale: “Se passa il messaggio che gli strumenti non sono omologati e che le sanzioni possono essere facilmente annullate, il deterrente degli autovelox viene meno. Il rischio concreto è che molti automobilisti, sentendosi “copertiâ€, possano decidere di viaggiare oltre i limiti di velocità , con evidenti ricadute sulla sicurezza stradale“.
“Gli autovelox devono essere uno strumento di prevenzione e tutela, non un mezzo per fare cassa né tantomeno una fonte di contenzioso infinito. Servono regole chiare, strumenti pienamente legittimi e trasparenza totale. Solo così si può tutelare davvero la sicurezza sulle strade e i diritti dei consumatori“, conclude Melluso. Il percorso verso la piena legittimazione degli autovelox è quindi ancora lungo. Nel frattempo, gli automobilisti, i Comuni e lo Stato devono fare i conti con un sistema di controlli ancora in gran parte fuori norma, tra incertezze giuridiche e il rischio concreto di una pioggia di ricorsi che potrebbe mettere in discussione multe e procedure accumulate negli ultimi anni.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 11:32:04 +0000Una delle immagini che meglio rappresentano la frana di Niscemi è quella di un’auto rimasta in bilico sul vuoto. Si tratta di una Ford Fiesta appartenente al signor Di Martino, ex geometra comunale oggi in pensione.
”La tenevo nel garage che si affacciava sulla strada panoramica, in via Angelo d’Arrigo. La frana ha portato via metà del garage insieme alla strada», racconta al Corriere della Sera. «È una 1.400 diesel del 2002, con 97 mila chilometri. La usavo solo per andare fuori città . Per muovermi in paese ho una Seicento”.
Il giorno della frana resterà impresso per sempre nella sua memoria. ”Erano circa le due del pomeriggio, avevamo appena finito di pranzare, quando qualcuno ha bussato alla porta gridando: ‘Uscite, c’è la frana’ ”. La prima preoccupazione è stata la moglie, che ha difficoltà a muoversi: ”L’ho presa subito e l’ho caricata in macchina. Ho preso qualche coperta e quello che riuscivo ad afferrare al volo. Prima di uscire ho chiuso gas e luce perché si sentiva un cattivo odore. Poi ho guardato verso la strada e ho visto una crepa: a quel punto siamo scappati”.
La fuga si è conclusa in campagna, in una piccola casa senza riscaldamento. ”Ma mia moglie non stava bene, così abbiamo chiesto aiuto a un’amica di Niscemi che ci ha ospitati per tre giorni”. Con l’aiuto dei vigili del fuoco Di Martino è riuscito a rientrare brevemente nella sua abitazione per recuperare medicinali, documenti e un paio di scarpe. ”Ho dovuto fare in fretta e ho lasciato tutto il resto. Non sono riuscito a prendere le foto del matrimonio e quelle di mio figlio, che vive a Roma. Mi aveva chiamato dicendomi: “Papà , se puoi prendi le foto di quando ero piccolo e la macchinina nella libreriaâ€. Non ce l’ho fatta”.
Il destino della casa ormai è segnato. ”Se non crolla da sola, la demoliranno. Abbiamo perso tutto”. Anche l’auto sospesa nel vuoto è destinata a sparire: ”Prima o poi cadrà pure lei. Ogni volta che la vedo in televisione mi viene un nodo alla gola. È stata con noi per 24 anni”.
Di Martino si è rivolto all’assicurazione per sospendere la polizza che scade ad agosto, ma servono i documenti. ”Come faccio a recuperarli?”, si chiede. Il figlio ha trovato una foto in cui si vede la targa dell’auto: ”Speriamo basti. Ma sono dettagli. La vera tragedia qui è molto più grande”.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 10:58:32 +0000La storica pista del Montmelò a Barcellona ha fatto da cornice al debutto internazionale della versione speciale di una leggenda che celebra un traguardo storico: i cinquant’anni della Volkswagen Golf GTI. Dunque, la nuova Golf GTI EDITION 50 non è solo un modello celebrativo, ma rappresenta l’apice tecnologico e prestazionale di una dinastia nata nel lontano 1976. La Casa di Wolfsburg ha voluto onorare questo anniversario con quella che, a oggi, è la GTI prodotta in serie più potente e veloce di sempre.
L’estetica della Volkswagen Golf GTI EDITION 50 fonde richiami storici con una modernità aggressiva. Esternamente, il modello si distingue per i paraurti in stile Clubsport e i cerchi in lega Queenstown da 19 pollici di colore nero, caratterizzati da una finitura diamantata con vernice rossa trasparente, mentre un dettaglio di puro design è il logo GTI posto al centro delle ruote, il quale rimane in posizione verticale anche durante la rotazione. La caratterizzazione di questo veicolo prosegue con le scritte “GTI 50” sullo spoiler del tetto e all’interno degli specchietti, i loghi VW oscurati e i fari IQ.LIGHT LED matrix di serie. Inoltre, la gamma colori offre tinte esclusive come il Dark Moss Green metallizzato e il classico Tornado Red, entrambi abbinabili al tetto nero in contrasto.
All’interno, l’abitacolo celebra il mito con i nuovi sedili sportivi nel design Clark GTI 50. Il classico motivo a scacchi è stato rivisitato con quadri più grandi e asimmetrici, arricchiti da una striscia verde che richiama la nuova vernice esterna. Per la prima volta, i gommini dei pedali di acceleratore e freno sono rifiniti in rosso, così come le cinture di sicurezza. Il volante sportivo in pelle multifunzione riporta il logo “GTI 50” sulla razza centrale, mentre le finiture interne adottano il raffinato alluminio scuro “Dark Anodized”.
Sotto il cofano batte il leggendario motore turbo a quattro cilindri della famiglia EA888 LK3 evo4, potenziato per erogare ben 239 kW (325 CV). Con una coppia massima di 420 Nm, la Golf GTI EDITION 50 scatta da 0 a 100 km/h in soli 5,3 secondi, raggiungendo una velocità massima, limitata elettronicamente, di 270 km/h. La potenza è gestita da un cambio a doppia frizione a sette rapporti e da un bloccaggio del differenziale anteriore a controllo elettronico, che assicura una trazione ottimale anche nelle curve più veloci. Di serie, l’anniversario include il controllo adattivo del telaio DCC, che permette di regolare lo smorzamento fino a 200 volte al secondo per garantire un equilibrio perfetto tra comfort quotidiano e dinamica di guida.
La gamma della Volkswagen Golf GTI si articola intorno alla versione classica da 195 kW, la Clubsport da 221 kW e la top di gamma EDITION 50. Ciò che rende esclusiva la dotazione di quest’ultima è il profilo di guida “Special”, sviluppato specificamente per le caratteristiche del Nürburgring Nordschleife. A prova di pilota scafato.
Inoltre, per i guidatori più esigenti, è disponibile l’optional GTI Performance Package EDITION 50. Questo pacchetto riduce il peso della vettura di circa 25 kg grazie a cerchi forgiati Warmenau da 19 pollici e a un sistema di scarico in titanio firmato Volkswagen R. Infine, il telaio viene ulteriormente abbassato di 5 mm rispetto alla configurazione standard (20 mm totali rispetto alla Golf base) e adotta una campanatura dell’asse anteriore modificata a -2 gradi per una risposta dello sterzo ancora più diretta.
Volkswagen ha confermato che le prevendite per la Golf GTI EDITION 50 sono già iniziate. Le unità previste sono 200 e il prezzo per l’Italia è di 54.700 euro.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 10:01:39 +0000Gli incentivi per il retrofit a gas tornano ufficialità nelle politiche automotive del governo. Con il nuovo Fondo Automotive 2026-2030, presentato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso al Tavolo Automotive, il governo mette sul piatto circa 1,6 miliardi di euro complessivi. Di questi, 21 milioni sono destinati alla trasformazione a GPL e metano delle auto già circolanti. Una misura mirata, attesa da tempo, che punta a ridurre le emissioni senza incentivare l’acquisto di veicoli nuovi. Tuttavia, questa non è l’unica novità di rilievo messa in campo dall’esecutivo per dare una spinta propositiva all’ammodernamento del pianeta delle quattro ruote nel nostro Paese.
Il Fondo Automotive rappresenta una pianificazione pluriennale delle risorse, pensata per dare maggiore stabilità al settore. La struttura è chiara: il 75% dei fondi, pari a circa 1,2 miliardi di euro, è destinato al sostegno dell’offerta industriale; il restante 25%, circa 400 milioni, alla domanda. Una scelta che privilegia il rafforzamento della filiera produttiva rispetto agli incentivi diretti ai cittadini.
La parte più consistente delle risorse andrà alle imprese dell’auto e della componentistica. In particolare, 750 milioni di euro finanzieranno gli Accordi per l’innovazione, dedicati a ricerca e sviluppo, mentre 450 milioni saranno destinati ai Contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con attenzione anche ai mini-contratti. L’obiettivo dichiarato è accompagnare la filiera italiana nella transizione tecnologica e rafforzarne la competitività in un contesto internazionale sempre più complesso.
Sul fronte della domanda, le risorse sono più limitate ma articolate su più misure. I 400 milioni complessivi finanzieranno il bonus per le colonnine di ricarica elettrica destinate ai privati, il leasing sociale a lungo termine per veicoli elettrici, gli incentivi per ciclomotori, motocicli e quadricicli, l’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri e, appunto, il retrofit a gas delle auto a benzina già immatricolate.
È in questo perimetro che si colloca lo stanziamento da 21 milioni di euro per il quinquennio 2026-2030 dedicato alla trasformazione a GPL e metano. Una cifra contenuta, ma significativa per un comparto che negli ultimi anni è rimasto ai margini delle politiche di incentivazione. Il retrofit viene considerato dal governo una soluzione pragmatica per ridurre le emissioni di CO₂ e degli inquinanti locali, offrendo al tempo stesso un’alternativa accessibile a chi non può permettersi l’acquisto di un’auto nuova.
La misura è stata accolta positivamente da Assogasliquidi-Federchimica, che rappresenta le imprese della filiera dei gas liquefatti. Secondo l’associazione, GPL e metano sono tecnologie già disponibili, affidabili e con margini di ulteriore miglioramento grazie allo sviluppo delle versioni bio e rinnovabili. Il retrofit consente inoltre di intervenire su un parco circolante particolarmente anziano, come quello italiano, ottenendo benefici ambientali immediati.
Dal settore arriva però anche una richiesta precisa: rendere operativi gli incentivi il prima possibile, idealmente già nei primi mesi del 2026, ed evitare i ritardi che hanno caratterizzato altre misure nel recente passato. Viene inoltre chiesta una valutazione sull’estensione del bonus a veicoli più datati e a quelli intestati a persone giuridiche, per ampliare la platea dei beneficiari.
Come detto, resta fuori dal nuovo Fondo Automotive qualsiasi incentivo all’acquisto di auto nuove. Una scelta che segna una discontinuità rispetto agli anni precedenti e che concentra le risorse su infrastrutture, utilizzo e transizione graduale del parco esistente. Se questa sarà la scelta giusta lo scopriremo nei prossimi mesi, sperando che non si verifichino intoppi e disguidi come, purtroppo, abbiamo osservato troppo spesso.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 08:33:27 +0000In un panorama automotive sempre più orientato all’elettrico, il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) lancia un salvagente a milioni di automobilisti italiani. Durante l’ultimo Tavolo Automotive del 30 gennaio 2026, il ministro Adolfo Urso ha confermato una misura attesissima: lo stanziamento di 21 milioni di euro destinati agli incentivi per il retrofit a gas (GPL e Metano) nel quinquennio 2026-2030.
L’obiettivo è chiaro: ridurre l’impatto ambientale del parco circolante senza costringere le famiglie all’acquisto di un veicolo nuovo. Ecco i punti cardine della misura:
Mentre il mercato delle auto elettriche nuove fatica a decollare causa prezzi di listino elevati, la conversione a gas si presenta come la soluzione della classe media.
Al momento, si attende la pubblicazione del decreto attuativo che renderà operativa la piattaforma per le prenotazioni (probabilmente entro la fine del primo trimestre 2026). In genere, la procedura segue questo iter:
Nel mese di febbraio 2026 sono previsti diversi scioperi che potrebbero avere impatti significativi sia sul trasporto ferroviario che su quello pubblico locale, aereo e marittimo in numerose città e regioni d’Italia. Questo articolo fornisce il calendario aggiornato degli scioperi con date, orari, settori, città coinvolte e categorie di lavoratori interessate, utile per lavoratori, pendolari e cittadini che desiderano restare aggiornati sugli eventi di febbraio 2026. Tutte le informazioni riguardano esclusivamente il periodo di febbraio 2026, con fonti ufficiali e dettagli comprensibili.
Nella città di Roma è previsto uno sciopero di 4 ore che coinvolge il personale degli appalti ferroviari delle società Elior Divisione Itinere e Polaris. Lo sciopero interessa la provincia di Roma nella regione Lazio, proclamato dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI.
In Lombardia è stato indetto uno sciopero di 23 ore che coinvolge tutte le province della regione, interessando il personale della società Trenord. Lo sciopero avrà corso dalle 03.00 del 2/2 alle 02.00 del 3/2 ed è proclamato dal sindacato OSR ORSA FERROVIE.
Nella provincia di Rimini è previsto uno sciopero di 8 ore (dalle 09.01 alle 16.59) che coinvolge il personale della società Trenitalia DT OMCL Rimini. Sindacati coinvolti: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
In Abruzzo, in tutte le province, è previsto uno sciopero del servizio di trasporto pubblico locale di 24 ore che coinvolge il personale della società TUA Regione Abruzzo, proclamato da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.
Nella città di Chieti (Abruzzo), il personale della società TUA Unità di Produzione di Lanciano sarà protagonista di uno sciopero di 24 ore, indetto da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
A Bari (Puglia), sciopero di 4 ore (dalle 08.30 alle 12.30) del personale della società AMTAB di Bari, proclamato da OSR UILT-UIL.
Nella provincia di Teramo (Abruzzo), il personale della società TUA di Teramo parteciperà ad uno sciopero di 24 ore, indetto da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nel settore marittimo, a livello nazionale, è in programma uno sciopero di intera giornata che coinvolge i lavoratori portuali di tutta Italia, indetto da USB LAVORO PRIVATO.
Nella regione Lombardia, il personale della società Autostrade per l’Italia Direzione II Tronco Milano, settore circolazione e sicurezza stradale, sarà in sciopero per 8 ore per ciascun turno di lavoro, proclamato da OSR UILT-UIL.
Nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige), il personale della società SASA di Bolzano sarà in sciopero per 24 ore, indetto da OSR FILT-CGIL, UGL, USB LAVORO PRIVATO, ORSA TRASPORTI.
A Campobasso (Molise), il personale della società GTM di Termoli aderirà a uno sciopero di 24 ore, proclamato da OSR UILT-UIL.
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero del personale della società Arriva Udine per 9 ore (dalle 15.00 alle 24.00), promosso da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.
A livello nazionale, sono in programma scioperi nel settore aereo: il personale della società ITA Airways sarà in sciopero per 24 ore (dalle 00.01 alle 24.00), su proclamazione di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL T.A., ANPAC, ANP.
Altro sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) coinvolge il personale di terra e di volo della società ITA Airways, promosso dalla USB Lavoro Privato.
Il personale della società ALHA Aeroporto di Milano Malpensa e Airport Handling Aeroporti di Milano Linate e Malpensa è interessato da scioperi di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59), proclamati da OST CUB Trasporti.
Gli assistenti di volo della società Vueling Airlines saranno anch’essi in sciopero per 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59), proclamato da RSA FILT-CGIL, ANPAC.
A livello nazionale, è in programma uno sciopero del personale di macchina e di bordo del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane della durata di 24 ore (dalle 21.00 del 27/2 alle 20.59 del 28/2), proclamato da Assemblea Nazionale PDM/PDB Gruppo FSI.
Nella città di Bari (Puglia), gli operatori di esercizio della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici aderiranno a uno sciopero di 4 ore (dalle 19.30 alle 23.30), proclamato da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 07:00:00 +0000Il giorno 02 febbraio 2026 sono stati programmati due scioperi che coinvolgono diversi settori del trasporto pubblico in Italia. Di seguito tutti i dettagli disponibili: città o regioni interessate, orari di inizio e fine, aziende coinvolte e categorie interessate. Per approfondire, di seguito la situazione aggiornata caso per caso per questa giornata.
E’ previsto uno sciopero di 4 ORE nel settore degli appalti ferroviari che riguarda la provincia di Roma, nella regione Lazio. Lo sciopero interessa il personale degli appalti ferroviari delle società Elior Divisione Itinere e Polaris. È stato proclamato dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI e coinvolge la categoria “personale appalti ferroviari”. L’azione di protesta avrà luogo il 02 febbraio 2026.
In Lombardia, è stato indetto uno sciopero di 23 ore che interesserà tutte le province della regione. Lo sciopero coinvolge il personale della società Trenord e sarà attivo dalle ore 03.00 del 02 febbraio 2026 alle ore 02.00 del 03 febbraio 2026. È stato proclamato dal sindacato OSR ORSA FERROVIE e riguarda la categoria “personale soc. Trenord”.
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 07:00:00 +0000Il prezzo dei carburanti lungo le autostrade oggi 02 febbraio 2026: benzina, diesel, gpl e metano
Oggi proponiamo il quadro aggiornato dei prezzi medi dei carburanti in autostrada, sulla base dell’ultimo dato ufficiale disponibile. In sintesi: benzina self a 1,743 €, gasolio self a 1,792 €, gpl servito a 0,828 € e metano servito a 1,492 €. Questi valori sono il risultato della somma tra una componente industriale (materia prima e margine di distribuzione) e una componente fiscale composta da imposte indirette come accise e Iva, che incidono in modo determinante sul prezzo alla pompa. Di seguito, i dettagli e un ripasso di come si forma il costo dei carburanti.
Aggiornamento: 01-02-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.792 |
| Benzina | SELF | 1.743 |
| GPL | SERVITO | 0.828 |
| Metano | SERVITO | 1.492 |
Per la benzina, la struttura del prezzo al consumo nasce dall’incontro tra industria e fiscalità . La componente fiscale vale il 58% del prezzo finale e comprende accise e Iva: si tratta di imposte che si applicano in parte in misura fissa (accise) e in parte in percentuale (Iva), con un effetto moltiplicativo sul costo complessivo alla pompa. La componente industriale pesa invece per il 42% e si suddivide in due blocchi: costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera. Il costo della materia prima incide per il 30%: risente delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dell’andamento del cambio euro/dollaro, poiché gli scambi avvengono tipicamente in dollari e le oscillazioni valutarie si riflettono sui listini interni. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo finale, copre attività come logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e servizi al cliente. È su questo margine che gli operatori possono intervenire, nel rispetto della concorrenza e dei vincoli di costo, per modulare le politiche di prezzo, promozioni e differenziazioni tra aree e tipologie di impianto.
Per il gasolio, la ripartizione è diversa: la componente fiscale pesa per il 45%, mentre quella industriale arriva al 55% del prezzo finale. All’interno della quota industriale, la materia prima è determinante e vale il 45%: anche qui il riferimento sono le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro, fattori che possono produrre variazioni rapide nei prezzi all’ingrosso e, a cascata, alla pompa. Il restante 10% rappresenta il margine lordo della filiera: include i costi di approvvigionamento, logistica, gestione degli impianti, oltre alla remunerazione per operatori e distributori. Su questa porzione, gli operatori possono agire con strategie di prezzo differenziate a seconda della localizzazione, del livello di servizio (self o servito), della concorrenza locale e di eventuali iniziative commerciali. La combinazione tra volatilità della materia prima e scelte sul margine spiega perché il prezzo del gasolio possa muoversi in tempi diversi rispetto alla benzina, pur condividendone i principali driver di formazione del costo.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.654 per la benzina, 1.698 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.435 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.693 |
| Benzina | SELF | 1.642 |
| GPL | SERVITO | 0.696 |
| Metano | SERVITO | 1.404 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.711 |
| Benzina | SELF | 1.686 |
| GPL | SERVITO | 0.679 |
| Metano | SERVITO | 1.465 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.757 |
| Benzina | SELF | 1.697 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.597 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.701 |
| Benzina | SELF | 1.674 |
| GPL | SERVITO | 0.731 |
| Metano | SERVITO | 1.507 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.667 |
| Benzina | SELF | 1.646 |
| GPL | SERVITO | 0.638 |
| Metano | SERVITO | 1.390 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.687 |
| Benzina | SELF | 1.637 |
| GPL | SERVITO | 0.659 |
| Metano | SERVITO | 1.368 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.703 |
| Benzina | SELF | 1.650 |
| GPL | SERVITO | 0.674 |
| Metano | SERVITO | 1.386 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.680 |
| Benzina | SELF | 1.632 |
| GPL | SERVITO | 0.662 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.715 |
| Benzina | SELF | 1.664 |
| GPL | SERVITO | 0.778 |
| Metano | SERVITO | 1.446 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.687 |
| Benzina | SELF | 1.635 |
| GPL | SERVITO | 0.669 |
| Metano | SERVITO | 1.385 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.675 |
| Benzina | SELF | 1.632 |
| GPL | SERVITO | 0.699 |
| Metano | SERVITO | 1.316 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.694 |
| Benzina | SELF | 1.661 |
| GPL | SERVITO | 0.698 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.686 |
| Benzina | SELF | 1.633 |
| GPL | SERVITO | 0.666 |
| Metano | SERVITO | 1.419 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.685 |
| Benzina | SELF | 1.664 |
| GPL | SERVITO | 0.654 |
| Metano | SERVITO | 1.470 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.708 |
| Benzina | SELF | 1.655 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.687 |
| Benzina | SELF | 1.668 |
| GPL | SERVITO | 0.759 |
| Metano | SERVITO | 1.734 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.689 |
| Benzina | SELF | 1.639 |
| GPL | SERVITO | 0.685 |
| Metano | SERVITO | 1.453 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.726 |
| Benzina | SELF | 1.673 |
| GPL | SERVITO | 0.726 |
| Metano | SERVITO | 1.391 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.692 |
| Benzina | SELF | 1.644 |
| GPL | SERVITO | 0.692 |
| Metano | SERVITO | 1.331 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.740 |
| Benzina | SELF | 1.676 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 febbraio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.677 |
| Benzina | SELF | 1.634 |
| GPL | SERVITO | 0.674 |
| Metano | SERVITO | 1.332 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 07:00:00 +0000Mercedes guarda al futuro e una delle prossime evoluzioni della sua attività sarà legata all’espansione nel settore dei robotaxi. Si tratta di una scelta strategica molto importante e che conferma l’interesse dell’azienda tedesca nel portare avanti un programma di crescita che tenga conto dell’evoluzione del mercato delle quattro ruote nel corso dei prossimi anni.
Per raggiungere i suoi target, Mercedes intende puntare sulla tecnologia e sull’affidabilità della Classe S ma anche sui tanti investimenti già fatti per il settore della guida autonoma e su MB.OS, destinata a diventare una piattaforma di riferimento per il futuro. Andiamo a riepilogare tutti i dettagli annunciati dall’azienda in merito agli obiettivi futuri e alla creazione di servizi di robotaxi in grado di sfruttare le tecnologie disponibili.
Con un comunicato ufficiale, Mercedes-Benz ha confermato di essere pronta ad aprire una “nuova era” della guida automatizzata, settore in cui l’azienda ha già investito tanto nel corso degli ultimi anni. Il prossimo passo da compiere è rappresentato dallo sviluppo di quello che la Casa definisce un “ecosistema di robotaxi” che vede come veicolo ideale la nuova Classe S, modello che può combinare tecnologia, sicurezza e, naturalmente, lusso e ricercatezza nei contenuti.
Secondo Mercedes, l’attuale ammiraglia della gamma può garantire un “funzionamento fail-safe” , integrando ridondanze per sterzo, frenata, sistemi di calcolo e alimentazione elettrica. A completare il comparto tecnico c’è MB.OS che rappresenterà la piattaforma ideale per sviluppare un servizio di robotaxi. L’obiettivo dichiarato di Mercedes, infatti, è quello di creare un servizio di shuttle senza conducente da lanciare in vari Paesi in Europa, Medio Oriente, America e Asia.
Per questo motivo, la Casa sta promuovendo lo sviluppo della guida autonoma di livello 4, in base al sistema di classificazione SAE, con tanti progetti in tutto il mondo e con collaborazioni strategiche con partner di livello assoluto (nel comunicato vengono citate espressamente NVIDIA e Momenta). L’obiettivo è sfruttare appieno le potenzialità di MB.OS per rendere possibile il progetto, senza mai trascurare la sicurezza che rappresenterà un elemento centrale in futuro.
Il settore dei robotaxi ricoprirà un ruolo molto importante per sostenere la crescita del mercato delle quattro ruote nel prossimo futuro. Diverse aziende hanno già investito tanto in questo segmento. Tesla, ad esempio, ha lanciato di recente il suo servizio di robotaxi. Altre lo faranno in futuro. Il target di Mercedes è ambizioso e la sua fattibilità andrà valutata mese dopo mese, aggiornamento dopo aggiornamento.
A commentare i nuovi obiettivi dell’azienda tedesca è Jörg Burzer, Chief Technology Officer, Development & Procurement di Mercedes, che ha sottolineato:
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 06:30:38 +0000“Mercedes-Benz è il pioniere della guida autonoma sicura. Il prossimo passo della nostra roadmap è rendere possibile un’esperienza robotaxi basata sulla nuova Classe S. Per raggiungere questo obiettivo, possiamo contare su partner leader del settore al nostro fianco. Per noi, queste collaborazioni segnano l’inizio del nostro ingresso nel mercato dei robotaxi, con la Classe S e MB.OS come piattaforma di riferimento.â€
Le auto elettriche sono sempre più diffuse e, di conseguenza, anche il mercato dell’usato inizia a registrare una sostanziale crescita degli esemplari di vetture a zero emissioni disponibili per l’acquisto. Per molti automobilisti, puntare su un’auto elettrica usata potrebbe essere un vero e proprio affare. Una conferma arriva da un nuovo studio realizzato dall’Università del Michigan (Total cost of ownership of electric and gasoline used vehicles) e pubblicato su Environmental Research Letters (iopscience.iop.org). Secondo quest’indagine, chi punta su un’elettrica usata può ottenere un risparmio considerevole nel lungo periodo.
Il mercato delle quattro ruote sta cambiando molto per via della presenza delle auto elettriche. Lo studio, in particolare, tiene conto del mercato americano dove oltre il 20% degli automobilisti paga ogni mese più di 1.000 dollari come rata per il proprio veicolo. Riuscire a ridurre la spesa per l’acquisto dell’auto diventa, quindi, molto importante. La crescita delle auto elettriche, in termini di nuove immatricolazioni, va a impattare anche sul mercato dell’usato. Molto semplicemente, più auto elettriche si vendono e più, nel corso del prossimo futuro, il mercato registrerà l’arrivo di modelli a zero emissioni di seconda mano a disposizione degli automobilisti. Ricordiamo che il mercato dell’usato è in crescita in Italia.
Secondo l’indagine citata in apertura, scegliere un’auto elettrica usata può garantire un risparmio significativo nel corso di un periodo di 10 anni di utilizzo. Scegliere un mid-size SUV elettrico usato (categoria paragonabile a un SUV di segmento D in Italia) può garantire un risparmio di circa 13.000 dollari rispetto a un modello benzina di pari categoria ma nuovo. Optare per un mid-size SUV a benzina usato, invece, garantisce un risparmio di circa 3.000 dollari.
Lo studio è molto articolato, anche perché deve tenere conto di molteplici fattori che influenzano i costi finali, dal chilometraggio annuo alle modalità di ricarica (domestica o pubblica) passando per l’età del veicolo usato e anche il periodo di proprietà (l’indagine, ad esempio, ha ipotizzato l’acquisto di un’auto con 3 anni di età e 7 anni di proprietà successivi). Ci sono poi elementi come le tasse e il costo dell’elettricità e della benzina che possono variare in base allo Stato (l’indagine ha tenuto conto di 17 città americane).
Lo studio ha evidenziato come considerando veicoli elettrici di tre anni di vita utilizzati per un periodo di sette anni sia possibile ottenere un risparmio nei costi di gestione in tutti i segmenti di mercato considerati. In alcune condizioni, quindi, scegliere un’auto elettrica può rappresentare la soluzione giusta quando ci si affida al mercato dell’usato, sia per via del deprezzamento dei veicoli a zero emissioni sia per il costo di gestione che può essere più basso, a condizione di minimizzare le spese per la ricarica.
Maxwell Woody, autore principale dello studio, in una dichiarazione riportata da insideevs.com, ha sottolineato:
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 06:30:09 +0000“I trasporti rappresentano la seconda voce più importante del budget di una famiglia media e, nel mercato dei veicoli nuovi, i veicoli elettrici sono solitamente più costosi. Tuttavia, il 70% di tutti gli acquisti di veicoli riguarda veicoli usati, e i veicoli elettrici usati hanno il costo di proprietà più basso tra tutte le categorie di veicoli”
La denominazione di veicolo a tre ruote è insufficiente per capire chi può guidarlo e con quale patente perché la normativa in vigore ragiona per categoria di omologazione e per caratteristiche tecniche. Due mezzi che sembrano identici possono finire in regole diverse se sul libretto riportano categorie differenti.
La base europea per inquadrare il tema è la disciplina della patente di guida e delle categorie di veicoli della famiglia L, dove i tricicli a motore entrano nel perimetro con definizioni e soglie di potenza predefinite.
I tricicli a motore rientrano nella categoria dei veicoli a tre ruote disposte in modo simmetrico rispetto all’asse longitudinale e si distinguono per un requisito tecnico: la distanza tra le due ruote anteriori deve essere superiore a 46,5 centimetri, elemento che incide sull’omologazione. Il Codice della Strada, all’articolo 47, chiarisce che questi mezzi devono avere una cilindrata superiore a 50 centimetri cubici e una velocità massima oltre i 45 km/h, caratteristiche che li collocano a pieno titolo tra i veicoli a motore e non tra i ciclomotori.
Dal punto di vista dimensionale e strutturale, per la normativa vigente il peso in ordine di marcia non può superare i 1.000 chilogrammi mentre le dimensioni massime ammesse fissano la lunghezza a 4 metri, la larghezza a 2 metri e l’altezza a 2,5 metri. Come gli altri veicoli a motore, i tricicli sono regolarmente immatricolati, devono essere dotati di targa posteriore e sono accompagnati dalla carta di circolazione, che ne certifica le caratteristiche tecniche e l’inquadramento giuridico.
I tricicli a motore rientrano nella categoria L5e e possono essere equipaggiati con propulsori di diversa natura, che spaziano dai motori termici tradizionali alle soluzioni ibride fino alle versioni completamente elettriche. All’interno della stessa categoria la normativa distingue i tricicli in base alla destinazione d’uso e alla configurazione costruttiva e dà vita a due sotto-classificazioni ben precise.
La sotto-categoria L5e-A identifica i tricicli destinati al trasporto di persone, progettati per ospitare due posti a sedere complessivi, incluso quello del conducente. In questo caso il veicolo deve essere dotato di un motore di cilindrata pari o superiore a 250 cm³ e sviluppare una potenza minima di 15 kW, requisiti che ne definiscono le prestazioni e ne giustificano l’inquadramento tra i mezzi più strutturati della categoria L.
Diversa è invece la filosofia dei tricicli L5e-B, concepiti per il trasporto di cose. Questi veicoli presentano una cabina chiusa, accessibile tramite due sportelli, con un massimo di due posti a sedere, e sono caratterizzati da un vano di carico posteriore nettamente separato dallo spazio riservato agli occupanti. La normativa impone che tale area di carico abbia una capacità minima definita, così da distinguere i tricicli da lavoro da quelli destinati alla mobilità delle persone. Insomma, già dalla struttura è possibile comprendere la funzione per cui il mezzo è stato progettato.
Nel quadro europeo esiste una soglia di riferimento che è 15 kW. Al di sopra di questo limite per i tricicli a motore l’età minima fissata a livello europeo è 21 anni. La soglia separa mezzi con prestazioni e dinamiche più impegnative da quelli più tranquilli. In parallelo la stessa direttiva apre alla possibilità che gli Stati consentano sul proprio territorio la guida dei tricicli oltre 15 kW anche con patente B, purché il conducente abbia almeno 21 anni.
In Italia, la patente B consente di guidare tricicli a motore di potenza superiore a 15 kW se il conducente ha compiuto 21 anni. Se si varca il confine, la spendibilità dipende dalle regole locali, proprio perché la direttiva europea tratta questa apertura come una possibilità concessa ai singoli Stati e non come un automatismo identico in ogni Paese.
I titolari di patente A1 possono guidare veicoli a tre ruote entro limiti che dipendono dall’omologazione. Se il mezzo è omologato come motociclo, la cilindrata non deve superare i 125 cm³ e la potenza massima consentita è di 11 kW, mentre nel caso di tricicli a motore la soglia resta fissata a 15 kW, oltre la quale l’A1 non è più sufficiente.
Con la patente A2, i tre ruote omologati come motocicli possono essere guidati fino a una potenza massima di 35 kW, coerentemente con i limiti della A2, mentre per i tricicli il tetto resta invariato a 15 kW, a conferma del fatto che la soglia di potenza dei tricicli è uno spartiacque normativo indipendente dal tipo di patente A intermedia.
La patente A senza limitazioni permette di guidare qualsiasi veicolo a tre ruote, senza distinzioni legate all’omologazione come motociclo o triciclo e senza vincoli di potenza. In questo caso è la patente più ampia a eliminare ogni restrizione e rende irrilevanti sia i kW sia la classificazione tecnica del mezzo.
Soprattutto con i tre ruote moderni a doppia ruota anteriore e avantreno basculante, la classificazione dipende da dettagli costruttivi e dall’omologazione effettiva. Il tutto ha conseguenze sulla patente richiesta e sulle regole di circolazione.
Dopodiché una cosa è essere abilitati alla guida, un’altra è circolare su certe infrastrutture. Sul tema dei tre ruote circolano dubbi su tangenziali e autostrade. L’accesso dei veicoli a tre ruote in autostrada è subordinato al rispetto di requisiti tecnici dai quali discendono le abilitazioni di guida richieste. Tutto ruota attorno all’omologazione del mezzo perché è quella a stabilire quale soglia debba essere superata e quale patente sia necessaria.
Quando il tre ruote è omologato come motociclo, per poter circolare in autostrada deve avere una cilindrata minima di 120 cm³ e può essere guidato da un conducente maggiorenne in possesso di una patente della famiglia A, quindi A1, A2 oppure A senza limitazioni. In questo caso il veicolo viene trattato a tutti gli effetti come una moto tradizionale e segue le stesse regole di accesso alle infrastrutture a scorrimento veloce.
Se invece il veicolo è omologato come triciclo cambiano i parametri perché la normativa richiede una cilindrata superiore ai 250 cm³ e una potenza non inferiore a 15 kW per imboccare l’autostrada. In questo caso la guida è consentita a chi possiede la patente B, purché abbia compiuto 21 anni, oppure la patente A senza limitazioni mentre la A2 non è sufficiente.
Data articolo: Mon, 02 Feb 2026 05:00:27 +0000Il mercato dei veicoli pesanti in Europa ha un leader ben preciso: si tratta di Volvo Trucks che conquista la prima posizione del settore per il secondo anno consecutivo, confermandosi come un punto di riferimento del mercato. Il risultato in questione è stato ottenuto con il raggiungimento di una quota record e con un sostanziale passo in avanti rispetto ai risultati raggiunti lo scorso anno. Andiamo ad analizzare i dati forniti dall’azienda stessa oltre all’andamento di tutto il mercato, grazie ai numeri sulle immatricolazioni appena pubblicati da ACEA.
Volvo Trucks ha conquistato la leadership del mercato dei veicoli pesanti in Europa, raggiungendo una quota di mercato complessiva pari al 19%. Si tratta di un dato notevole, soprattutto andando a considerare l’incremento registrato nel passaggio dal 2024 al 2025. Nel corso del 2024, anno chiuso conquistando la leadership del mercato, Volvo Trucks aveva raggiunto un market share pari al 17,9%. Il miglioramento ottenuto nel 2025 è, quindi, pari a 1,1 punti percentuali.
L’azienda ha sottolineato che i principali mercati di attività , in termini di immatricolazioni, sono stati Regno Unito, Francia, Polonia, Germania e Lituania. In aggiunta, il brand Volvo Trucks è riuscito a conquistare una delle prime due posizioni sul mercato dei veicoli pesanti in un totale di ben 30 mercati in Europa. L’azienda ha sottolineato il ruolo da protagonista del Volvo FH Aero, che contribuisce alla crescita sul mercato grazie a quasi 33.000 ordini nel corso del 2025. Il dato conferma le potenzialità del modello che offre un’efficienza superiore, fino al 7% per quanto riguarda i consumi, rispetto alla cabina Standard del Volvo FH.
Roger Alm, Presidente di Volvo Trucks, ha così commentato il risultato ottenuto dall’azienda nel corso del 2025:
“Siamo molto orgogliosi di essere leader di mercato in Europa per il secondo anno consecutivo. Il nostro obiettivo è quello di essere il miglior partner commerciale dei nostri clienti ed essere leader di mercato è una prova tangibile della fiducia che i nostri clienti ripongono in noi. Questo ci rende molto orgogliosi e desidero esprimere un grande ringraziamento ai nostri clienti e ai nostri dipendenti per questo grande risultato. Abbiamo una gamma di prodotti di prima classe con veicoli che offrono tempi di attività , efficienza nei consumi e sicurezza superiori. L’FH Aero è il nostro fiore all’occhiello per le lunghe distanze. I clienti mi dicono che con l’Aero ottengono prestazioni straordinarie e un notevole risparmio di carburanteâ€.
La leadership di Volvo Trucks, con l’incremento della quota di mercato nel passaggio dal 2024 al 2025, viene registrata con un mercato in difficoltà . A chiarire la situazione sono gli ultimi dati pubblicati da Acea che mostrano l’andamento del settore nel corso del 2025. Il segmento dei “truck”, infatti, ha registrato un totale di 307.460 unità immatricolate con un calo del 6,2% rispetto all’anno precedente. Il dato è in netta controtendenza rispetto al quello delle auto, dove si registrano vendite in crescita.
In particolare, il calo più marcato riguarda i veicoli di medie dimensioni, detto “medium-truck”, che fanno segnare un calo del 9,9%. In calo anche gli “heavy-truck” che registrano un calo del 5,4% su base annua. Tra i mercati, invece, pesa il tonfo registrato dalla Germania dove le immatricolazioni fanno segnare un crollo del 12,2%. Segnaliamo un calo netto anche per il segmento dei van: il mercato dei veicoli commerciali leggeri, infatti, rallenta nel corso del 2025 facendo segnare un calo dell’8,8% su base annua, con anche l’Italia protagonista di un calo evidente (-5%).
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 16:30:58 +0000In queste ore si è registrato un nuovo caso di auto contromano, un trend che, purtroppo, è diventato fin troppo frequente sulle strade italiane, soprattutto considerando autostrade e strade ad alto scorrimento. Il nuovo caso arriva dalla Puglia ed è diventato virale grazie a un video pubblicato sui social network. Questo video è stato registrato e condiviso da Peppe Dileo, intervenuto per bloccare un’auto che percorreva la SS96 contromano. L’intervento dell’uomo è stato determinante e ha permesso di evitare una nuova tragedia.
La dinamica dell’accaduto può essere ricostruita dal video pubblicato nelle ultime ore e diventato subito virale sui social network. La sequenza mostra chiaramente una vettura, guidata probabilmente da un anziano, percorrere contromano un tratto della SS96, all’altezza di Altamura. L’automobilista non si era reso conto dell’errore e continuava a percorrere la strada seguendo il senso di marcia sbagliato, fino all’intervento di Dileo, che è riuscito ad attirare l’attenzione dell’uomo, invitandolo a fermare il veicolo. Ecco il video dell’accaduto.
Il messaggio pubblicato sui social da Dileo è il seguente:
“Oggi alle 12:30 ho sconfitto la morte. Ho cambiato il destino ad alcune persone, un destino senza ritorno sicuramente. Alla fine sono salito sul guardrail scavalcandolo e bloccando tutto il traffico proveniente dalla parte opposta. Poi dicono che i camionisti sono assassiniâ€.
Il video chiarisce bene la dinamica anche se non mostra la parte finale, raccontata dallo stesso Dileo nel messaggio. L’uomo alla guida dell’auto che procedeva contromano, infatti, è riuscito a effettuare un’inversione di marcia. La manovra è riuscita senza problemi e conseguenze. Fortunatamente, i conducenti degli altri veicoli che procedevano nel senso corretto di marcia si sono resi conto della situazione e sono riusciti a evitare l’impatto con la vettura contromano. Al momento, non è chiaro se l’uomo che ha percorso la SS96 contromano è stato identificato dalle Forze dell’Ordine e se, quindi, ci saranno conseguenze per l’errore commesso che avrebbe potuto provocare una vera e propria tragedia.
Quello delle auto che, per errore del conducente in genere, percorrono una strada ad alta percorrenza contromano è un fenomeno sempre più diffuso. Su Virgilio Motori, infatti, abbiamo riportato diversi casi registrati negli ultimi mesi. Anche il 2026 è iniziato con nuovi episodi di auto contromano come quello registrato nei pressi di Torino con una vettura che ha percorso diversi chilometri seguendo il senso di marcia sbagliato. Da non dimenticare, poco prima di Natale, la tragedia sfiorata sulla strada delle Olimpiadi. Ricordiamo, inoltre, che non sono rari incidenti dovuti a auto contromano e spesso si tratta di schianti con conseguenze drammatiche. Si tratta, purtroppo, di un tema di grande attualità e per cui è importante dare il via a campagne di sensibilizzazione, per incentivare una guida più sicura. In altre tratte stradali, inoltre, sarebbe necessario un miglioramento della segnaletica per evitare che sviste da parte del conducente possano tramutarsi in sinistri con conseguenze tragiche.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 15:30:09 +0000Il settore delle auto usate continua a crescere in Italia e, nello stesso tempo, sta progressivamente cambiando volto, con consumatori sempre più informati e un’attenzione maggiore alla trasparenza. La conferma arriva da un’indagine condotta da carVertical, società leader nella raccolta di dati per il settore automobilistico, che conferma un nuovo trend che caratterizza l’attività dei concessionari italiani.
Secondo i risultati dell’indagine, i concessionari italiani più evoluti non si affidano più solo all’esperienza e all’intuito per la gestione della compravendita di auto usate, settore che sta registrando una forte crescita della domanda con un contestuale calo dei prezzi. Un ruolo sempre più importante, infatti, viene ricoperto dai dati verificabili. carVertical, infatti, sottolinea che il 33% dei dealer dichiara di controllare lo storico di ogni singola vettura. In aggiunta, questa percentuale sale a ben il 50% tra i nuovi operatori del settore che sono particolarmente interessati alla reputazione e alla creazione di un rapporto di fiducia con il cliente. In quest’ottica, il report sullo storico del veicolo diventa quello che gli autori dello studio definiscono un “vero investimento” e, quindi, uno strumento che può garantire l’affidabilità di un’auto usata in rapporto a quanto promesso.
Più del 40% dei concessionari italiani utilizza oggi i report sullo storico del veicolo come elemento distintivo nel processo di vendita con il 41,7% che ha scelto di fornire il report già al primo contatto con il cliente. Una percentuale analoga lo fornisce sempre su richiesta mentre il 16,7% prevede di farlo a breve. In sostanza, la trasparenza diventa oggi un fattore chiave per il settore delle auto usate. Questo trend è valido soprattutto online. Le inserzioni con un report storico verificato, infatti, registrano il 21% in più di clic, in base alle rilevazioni dell’indagine.
carVertical ha scelto di aggiungere ai dati il commento di un protagonista del mercato, raccogliendo la seguente dichiarazione di Giovanni Rosso del Centro Porsche Catania, che sottolinea:
“Da quando abbiamo iniziato a inserire il report sullo storico in ogni annuncio, abbiamo notato una netta differenza: le persone interessate arrivano da noi mostrando già di fidarsi dell’auto e del rivenditore. In questo modo le trattative sono più veloci ed è più facile giustificare il prezzo fin dall’inizio”
Secondo carVertical, i dati emersi dall’indagine confermano un trend chiaro per il mercato delle auto usate in Italia che “sta diventando più maturo, più professionale e più orientato alla qualità .”. Ricordiamo che la società ha, di recente, pubblicato un’indagine sui principali trend del mercato dell’usato per il 2026.
Un report sullo storico di un’auto include una lunga serie di dati che possono fornire un quadro completo e aggiornato sul veicolo. Ci sono, però, due elementi che attirano di più l’attenzione. Si tratta del chilometraggio, un parametro essenziale per evitare le truffe del contachilometri, e i danni, per la verifica di eventuali incidenti nello storico. Da segnalare che per il 25% degli intervistati il report serve anche a escludere il rischio di avere a che fare con un’auto rubata.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 15:00:17 +0000Il 2025 è stato un anno molto positivo per il settore delle auto elettriche in Europa. I dati sulle immatricolazioni sono chiari: il numero di auto a zero emissioni in circolazione è aumentato in modo significativo, registrando un importante passo in avanti nel programma di elettrificazione del mercato europeo. Come prevedibile, però, la diffusione delle auto elettriche non è omogenea e, anzi, presenta sostanziali differenze in base al Paese. Tra i “big market” europei, in particolare, l’Italia è all’ultimo posto per volumi complessivi anche se è al secondo per percentuale di crescita. Ecco i dati sulle immatricolazioni forniti da ACEA.
Nel corso del 2025 sono state immatricolate 2.585.187 unità di auto elettriche. Si tratta di una crescita del 29,7% rispetto ai dati dell’anno precedente. Questa crescita si traduce in un aumento netto delle immatricolazioni di quasi 600 mila esemplari. Il muro dei 3 milioni di unità vendute nel corso di un anno solare è sempre più vicino e potrebbe essere raggiunto nel corso del 2026. Le elettriche hanno raggiunto una quota di mercato di poco più del 19%. Considerando la sola Ue, dove le immatricolazioni sono state pari a 1.880.370 unità con una crescita del 29,9%, il market share è di poco superiore al 17%. Per approfondire l’andamento del mercato delle quattro ruote in Europa nel corso del 2025 potete dare un’occhiata al nostro articolo sulle immatricolazioni in Europa nel corso dell’anno appena terminato.
Il mercato italiano ha registrato una sostanziale crescita per quanto riguarda la diffusione delle auto elettriche con il 2025 che si è chiuso con un ottimo +44,2% per un totale di 94.624 unità immatricolate. Questo risultato, però, pone l’Italia all’ultimo posto tra i 5 “big market” europei per volume complessivo di unità vendute.
La classifica è la seguente:
La differenza tra l’Italia e gli altri mercati è sostanziale. I dati sono ancora più negativi se andiamo a considerare la quota di mercato delle auto elettriche. In questo caso, infatti, il nostro mercato si conferma il fanalino di coda per diffusione delle vetture a zero emissioni con un market share sensibilmente inferiore rispetto a Regno Unito, Germania e Francia e più basso anche della Spagna, che con la forte crescita registrata nel 2025 sta iniziando a registrare una diffusione maggiore delle auto elettriche. Ecco la classifica per quota di mercato:
Bisogna sottolineare, inoltre, che l’Italia registra volumi di vendita inferiori (per quanto riguarda le elettriche) anche rispetto altri mercati molto più piccoli come:
Appare evidente, quindi, come i margini di crescita siano importanti. L’Italia ha ancora molta strada da fare per poter registrare una sostanziale diffusione delle auto a zero emissioni nel corso dei prossimi anni. Raggiungere gli altri big market richiederà uno sforzo importante.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 14:00:07 +0000Filtra un timido spiraglio di luce sull’industria automobilistica italiana. Dopo i mesi burrascosi della gestione Tavares, il nuovo corso Stellantis firmato Antonio Filosa prova a ricucire il rapporto con il Paese. In occasione del Tavolo automotive convocato al Mimit, Emanuele Cappellano, responsabile europeo del gruppo, ha rivendicato l’Italia come perno della strategia:
“L’avvio della produzione delle nuove DS N°8 e Jeep Compass a Melfi e della nuova Fiat 500 ibrida a Mirafiori permetterà , insieme agli altri modelli che lanceremo a partire da quest’anno, di aumentare la produzione già dal 2026”
Per avere un quadro più dettagliato delle prospettive future, è necessario passare al vaglio i singoli stabilimenti. In attesa della prossima generazione di vetture, attesa entro la fine del decennio, Mirafiori prenderà delle contromisure: oltre all’elettrico (che fatica a decollare), la storica fabbrica diventerà l’hub della nuova 500 ibrida.
A Melfi, la strategia è ancora più aggressiva. Nei prossimi mesi vedremo la rinascita della Lancia Gamma (sia elettrica che ibrida) e un nuovo modello DS, seguiti da un ulteriore lancio nel 2028. Anche Pomigliano resta centrale: la Pandina continuerà a correre, affiancata da due ulteriori compatte, che puntano a saturare la capacità produttiva. Per quanto riguarda i motori termici, Stellantis ha deciso di non abbandonare il “cuore” del Made in Italy, investendo sulla sopravvivenza dei propulsori tradizionali:
“Abbiamo deciso di investire sul futuro dei motori GSE, adattandoli ai requisiti delle normative Euro7, per garantire la loro piena impiegabilità anche dopo il 2030 sull’offerta di gamma attuale e futura”
Non è però tutto oro quello che luccica. Se da un lato arrivano i modelli, dall’altro resta il fardello economico: l’Italia è oggi un contesto “non attrattivo” a causa dei costi dell’energia e del lavoro troppo alti rispetto alla concorrenza europea ed extra-europea. Resta poi l’incognita della Gigafactory di Termoli. Mentre la joint venture ACC (con Mercedes e Total) prende tempo sulla fabbrica di batterie, Stellantis punta sulla produzione dei cambi e-DCT, consapevole che non è la soluzione definitiva reclamata a gran voce dal territorio.
Il fronte più caldo si sposta però a Bruxelles. Il ministro Adolfo Urso e Stellantis sembrano ora marciare uniti verso la revisione dello stop a benzina e diesel, orientati verso la neutralità tecnologica:
“La proposta di revisione del regolamento COâ‚‚ va nella direzione giusta, ma non è affatto sufficiente: abbiamo abbattuto il totem del 2035, ma serve il pieno riconoscimento della neutralità tecnologica”
Nonostante i piani, i sindacati tengono alta la guardia. Dai 750.000 veicoli prodotti pochi anni fa, siamo scesi alla soglia critica di 300.000 e di questo passo i rappresentanti dei lavoratori temono altri tagli.
Stellantis ha promesso oltre 7 miliardi di acquisti dalla filiera italiana per il 2026 e 500 nuove assunzioni, ma la vera prova del nove sarà il 21 maggio, quando Filosa svelerà il piano industriale definitivo. Allora finalmente capiremo se l’Italia tornerà a ricoprire un ruolo centrale o se le toccherà accontentarsi di uno da comprimaria nel gigante globale da 14 marchi.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 11:07:13 +0000Se fosse una studentessa, non ci sarebbero dubbi: la Hyundai Ioniq 9 sarebbe la prima della classe. Nonostante la forte concorrenza nel segmento dei SUV, il marchio coreano ha fatto full-in sull’elettrico e i fatti le danno ragione con il modello per sette persone, in grado di riscuotere i pareri favorevoli sia degli appassionati sia della critica. Giurati americani, tedeschi ed europei convengono su un punto: è raro trovare una proposta così attrezzata a livello estetico, ma anche nella sicurezza. Nel giro di pochi mesi l’ammiraglia si è aggiudicata una sfilza di premi che non solo riempiono d’orgoglio i produttori, ma rassicurano sulle potenzialità future: il meglio deve ancora venire.
Le cinque stelle Euro NCAP sembrano ormai quasi scontate: le trovi sulla scheda tecnica di parecchie nuove uscite. Eppure, il traguardo tagliato dalla Ioniq 9 va oltre il semplice “bollino”, perché conferitole nei test IIHS: i criteri dell’ente statunitense sono diventati molto più severi, ma lo Sport Utility si è comunque portato a casa il Top Safety Pick+. Quando ti metti al volante di una macchina così spaziosa, l’associazione alla famiglia scatta immediata e in questo caso si possono dormire sogni tranquilli. Apprendere che nei crash test laterali i manichini dei bambini sono praticamente usciti intatti, come indica il punteggio di 87%, vale per ogni genitore responsabile ben più di qualsiasi maxi-display sulla plancia.
Aggiungere alla teca dei trofei un premio per il design potrebbe fare poco notizia. Convincere riviste storicamente sensibili al fascino delle produzioni nazionali come la tedesca Auto Zeitung è, però, tutt’altra storia. In un confronto diretto il magazine ha preferito la proposta asiatica alla concorrenza premium tedesca e svedese. Il motivo? L’autonomia e la vivibilità . Il titolo di “World’s Best Large SUV” arrivato dai Women’s Worldwide Car of the Year conferma quanto la Ioniq 9 sia concreta. La linea aerodinamica convive con un abitacolo generoso negli spazi e poi, grazie al sistema a 800 Volt, i tempi alle colonnine sono rapidissimi: in autostrada si riparte subito e il viaggio prosegue liscio.
Gran parte del successo va attribuita alla piattaforma E-GMP: la base meccanica permette di avere un pavimento piatto, trasformando l’interno in una specie di salotto modulare. Che sia la versione a sei o sette posti, l’idea è che chi siede in terza fila non debba sentirsi un passeggero di serie B. I premi come quello di Wards per i migliori sistemi di propulsione o il titolo di EV of the Year della Hispanic Motor Press ribadiscono la solidità della Ioniq 9 nell’uso reale, merito soprattutto di un’ergonomia curata che riporta al centro i tasti fisici e i menu semplici, una scelta ormai sempre meno comune.
La quattro ruote coreana sembra voler chiudere una volta per tutte il dibattito sui SUV elettrici giganti: possono essere sicuri, possono essere efficienti e, soprattutto, possono essere utili davvero nella vita di ogni giorno. Hyundai ha puntato in alto e, a giudicare dai risultati, gli altri dovranno correre parecchio per raggiungerla.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 10:12:33 +0000Il concetto di “compromesso ecologico” lascia ormai il tempo che trova. Con le Continental GT S e GT Convertible S 2026, Bentley riprende il filo interrotto del passato ed esalta l’elettrificazione, che se usata per la performance pura può superare persino il mito del dodici cilindri. Le nuove arrivate si ispirano alla filosofia estrema delle storiche versioni Supersports, ma le rivisitano in chiave moderna, punto d’incontro tra lusso artigianale e tecnologia dinamica. Per la prima volta, l’ibrido brucia nelle prestazioni l’iconico motore W12 e apre a un’era tutta da vivere.
Per capire l’anima della nuova gamma “S”, bisogna guardare indietro. Il nome Supersports in Bentley è sempre stato sinonimo di rottura degli schemi: auto che mantenevano l’eleganza di una GT, con una cattiveria meccanica da supercar. Le Continental GT S e GTC S attingono a piene mani da quel mantra “driver-centric”, spianando la strada alle future produzioni della Casa e degli altri marchi tradizionali nel segmento premium.
Mentre la linea Azure si concentra ossessivamente sull’isolamento acustico e sul benessere ovattato da tipico salotto inglese, le serie S appena presentate utilizzano l’elettrificazione alla stregua di un turbocompressore invisibile. La classica fluidità dei motori termici di un tempo cede il passo a una spinta green, che garantisce una prontezza d’azione mai vista prima nella famiglia delle Granturismo. E i prezzi di listino? Ancora tutto tace, ma con ogni probabilità supereranno di gran carriera i 257.000 richiesti per la Continental GT base.
Il sistema High Performance Hybrid lascia ai numeri il compito di convincere gli inguaribili nostalgici. I 680 CV di potenza e i 930 Nm di coppia motrice ridefiniscono le capacità delle Continental GT S e GTC S, staccando di 130 CV la serie precedente. A supporto diretto dei turbocompressori, la componente garantisce un’adeguata spinta per bruciare lo 0-100 km/h in 3,5 secondi e raggiungere una velocità di punta di 305 km/h. In modalità completamente a zero emissioni, l’auto copre fino a 80 km: abbastanza per divincolarsi nei centri urbani senza la famigerata “ansia da ricarica”.
Le velleità sportive riemergono non appena il V8 da 4,0 litri sprigiona, tramite lo scarico dedicato, le frequenze tipiche del manovellismo a croce. In totale sintonia con un telaio che mutua le tecnologia della Speed, il pacchetto meccanico conferisce alla gamma S una decisa iniezione di carattere e reattività .

Tra i principali vantaggi competitivi delle nuove S è d’obbligo evidenziare il Bentley Performance Active Chassis, fino a questo punto quasi esclusivamente appannaggio delle versioni Speed o Mulliner. Portarlo qui significa elevare drasticamente l’asticella della dinamica di guida, sulla base di quattro pilastri fondamentali.
Il sistema anti-rollio attivo Bentley Dynamic Ride (48V) ricorre a unità elettriche sulle barre stabilizzatrici per contrastare le forze laterali in curva, affinché l’auto rimanga piatta nei cambi di direzione, e aumenti la precisioni dello sterzo. Tanto nelle manovre strette quanto nelle curve veloci, il grip si mantiene su valori eccellenti, complice l’All-Wheel Steering, lo sterzo integrale in grado di ridurre virtualmente o allungare il passo del veicolo a seconda delle circostanze.
Al debutto sulle S, il differenziale elettronico posteriore a slittamento limitato (eLSD e Torque Vectoring) agisce insieme al controllo della coppia tra gli assi per scaricare a terra i cavalli vapore con la massima efficienza, e permettere, in simultanea, una gestione della traiettoria millimetrica. Non meno importante, l’ESC di nuova generazione: favorisce un “dialogo” più aperto con il pilota. In modalità Dynamic, la vettura accetta angoli di imbardata più generosi, ed è così che il posteriore riesce a muoversi sufficientemente per chiudere la curva col gas, sotto la vigile protezione dell’elettronica.
Esteticamente, le Continental GT S e GTC S non cercano di nascondere le proprie intenzioni. La scelta cromatica dominante è il nero: dalle cornici dei finestrini ai terminali di scarico, fino alla griglia a matrice del radiatore, la Blackline Specification sostituisce le cromature esterne con dettagli in nero lucido.
Rispetto alle proposte d’ingresso, cambiano i gruppi ottici. All’anteriore i fari Full LED Matrix presentano una finitura scura (“dark tint”), un tocco stilistico finora esclusivo della GT Speed, al posteriore le luci brunite e i doppi scarichi ellittici neri sottolineano l’assetto piantato a terra della S. Di serie vengono equipaggiati cerchi da 22 pollici a dieci razze “swept-spoke” disponibili in diverse finiture, tra cui una spettacolare versione in nero lucido con superfici lavorate a specchio.

Le Continental GT S e GTC S adottano un’architettura tecnica finora prerogativa della versione Speed. I Il sistema sfrutta ammortizzatori a doppia valvola per regolare in modo indipendente i flussi di compressione ed estensione, ottenendo una calibrazione millimetrica della risposta. Ne deriva un assorbimento fluido delle asperità nei sentieri accidentati.
Il controllo del rollio passa attraverso soluzioni avanzate già applicate altrove. Motori elettrici intervengono sulle barre stabilizzatrici applicando fino a 1.300 Nm di coppia contrastante in meno di un secondo. L’auto resta piatta in curva, ma appena si torna in rettilineo il sistema “molla” la presa per non scuotere l’abitacolo sulle buche. Dietro, le ruote girano in controfase nello stretto per dare agilità , mentre nei curvoni veloci seguono l’anteriore per stabilizzare la traiettoria: il pacchetto che trasforma la massa della Continental in reattività allo stato puro.
Dentro le S il lusso lascia spazio a materiali tecnici. La pelle classica viene sostituita in molti punti dalla Dinamica, una microfibra che garantisce molto più grip su volante e cambio, fondamentale quando si gestiscono i 930 Nm di coppia del powertrain ibrido.
I sedili riprendono le cuciture scanalate d’epoca, con imbottiture laterali accentuate per bloccare il conducente ed evitare scivolamenti durante le forti accelerazioni trasversali consentite dal nuovo telaio. Le finiture abbandonano i legni chiari per il Piano Black o il carbonio lucido ed è interessante la scelta del Dark Tint Chrome per le parti metalliche, in quanto elimina i riflessi, potenziale elemento di distrazione durante la guida impegnata. Tutto l’ambiente è scuro, focalizzato sul pilota. E non poteva essere altrimenti.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 09:00:20 +0000Fin dal primo giorno Cupra ha emanato un’energia particolare sul mercato. In un’industria fatta di numeri ed efficienza, il costruttore spagnolo ha conferito la sua personalità in ogni modello che ne porta il logo sul cofano. Invece di appiattarsi su standard universali, negli uffici di Martorell hanno preferito lasciar correre l’immaginazione e creare un senso di community, merce sempre più rara: la nuova gamma Tribe Edition ne è la conseguenza logica.
Con l’apertura del 2026, la Casa ha pensato di lanciare un manifesto programmatico sotto forma di edizioni limitate. Coinvolge i pilastri del brand — Formentor, Leon e la neonata Terramar — e rincorre l’esclusività senza sfociare nell’eccesso, ma portando avanti una consapevolezza tecnologica e ambientale.
Se osservate le auto parcheggiate in una via del centro, noterete una distesa di grigi e neri metallizzati simili tra loro. Cupra, evidentemente stanca della monotonia visiva, introduce il Manganese Matt, una tonalità opaca che mette in risalto le linee tese della Formentor o le fiancate muscolose della Terramar. Accanto a questa novità , restano nella tavolozza cromatica le tinte già capaci di valorizzare le produzioni del marchio, tra cui il Century Bronze Matt o il Magnetic Tech Matt.
Ma il vero tocco di classe sta nel “Dark Chrome”: i loghi e le scritte posteriori abbandonano le cromature lucide e un po’ démodé per abbracciare una finitura scura, profonda, che dà alla vettura un aspetto molto più sofisticato e “notturno”. È un’estetica della sostanza, dove il design si impone con la forza della coerenza.
Spesso gli esponenti della classe dirigente motoristica parlano di sostenibilità , ognuno con una “ricetta” personale per ridurre l’impatto ambientale e soddisfare gli organismi politici, su tutte l’Unione Europea, tra i più attenti e sensibili al tema. Ciononostante è raro assistere a un’applicazione intelligente come quella adottata dalla Tribe Edition. Prendiamo il comparto tecnico, scendendo più nel dettaglio sui cerchi in lega da 19 e 20 pollici: oltre al colore Sulfur Green, che crea un contrasto elettrizzante con le carrozzerie scure, colpisca la scelta di realizzarli utilizzando per il 20% materiali riciclati.

Lo stesso approccio è stato usato per i paraurti e altre componenti esterne, dove le plastiche recuperate prendono nuova vita senza sacrificare la resistenza o la resa grafica, ma in modo “naturale” come dice Cupra, perché, invece di forzare la mano, inserisce l’economia circolare dentro il processo creativo. La Tribe chiede che le prestazioni non pesino inutilmente sul futuro del pianeta, ed è disposta a spendere pur di sentirsi ascoltata: i prezzi di listino della Formentor vanno da 39.700 euro a 59.700 euro, mentre la Leon coprono il range da 36.100 a 55.350 euro e la Terramar da 45.350 a 58.950 euro.
Entrando nell’abitacolo della gamma Tribe Edition, la sensazione è quella di trovarsi in un laboratorio di design d’avanguardia. Il pezzo forte? I sedili sportivi avvolgenti e, a differenza del consueto modus operandi, l’impiego della pelle o dell’Alcantara non c’entra: a precedere tutto il resto è il debutto della tecnologia di lavorazione a maglia 3D (3D Knitting).

Provate a immaginare un macchinario controllato da un computer che crea il tessuto direttamente nella sua forma tridimensionale, come se lo stesse “stampando” con il filo. Ciò significa che non ci sono ritagli di scarto né cuciture superflue e sprechi di materiale. Il tessuto risultante è riciclato al 100%, ma offre una traspirabilità e una resistenza che i materiali tradizionali faticano a raggiungere, l’unione ottimale tra l’artigianalità del sellaio e la precisione della robotica.
E per non dimenticare il carattere del brand, ecco tornare i tocchi di Sulfur Green sulle cornici dei diffusori d’aria e sulla console: anche qui, la vernice usata contiene il 15% di materiali a base biologica. Quando tocchi un tasto o ti siedi hai la percezione di un prodotto pensato e voluto in ogni suo millimetro.
La Formentor Tribe Edition non ha bisogno di presentazioni lunghe. È stata soprattutto lei ad avere sdoganato il marchio sulla scena globale e in questa versione limitata diventa quasi un oggetto da collezione. La dotazione di serie è monumentale: dai cerchi Sulfur al Keyless Advanced, fino alla videocamera posteriore e al portellone elettrico. Tra i sistemi di propulsione disponibili, gli acquirenti trovano, inoltre, il plug-in hybrid da 272 CV, capace di muoversi in elettrico nel silenzio totale, ma pronto a trasformarsi in una belva quando si preme sul gas.
La Leon, sia berlina che Sportstourer, gioca invece la carta della sportività pura mescolata a un comportamento di guida chirurgico, frutto dell’assale posteriore Multilink e del controllo dinamico dell’assetto (DCC). E il vantaggio cliente del 50% è un invito a entrare nella Tribe con un pacchetto di dotazioni che normalmente richiederebbe mesi di riflessione davanti al configuratore.
Infine, c’è lei, la Terramar, l’ultimo modello arrivato, quello incaricato a portare Cupra in una dimensione ancora più alta. La Tribe Edition la eleva immediatamente al top della gamma. Con i suoi cerchi da 20 pollici e un cruise control adattivo, i lunghi viaggi al volante della Terramar suscitano un piacere quasi mistico perché non serve un’auto enorme per avere una grande presenza. In tal caso, il vantaggio cliente sale al 60%, un segnale forte per debuttare sul nuovo modello con il massimo del carattere disponibile.
Cupra sta alimentando un fuoco. La gamma Tribe Edition è il ringraziamento del marchio a chi ha creduto in questa visione fin dall’inizio, un invito a provare qualcosa dotata di un’anima, rispettosa delle necessità del clima evitando, al tempo stesso, di risultare noiosa e in cui la tecnologia viene messa al servizio dell’emozione. Dal 26 gennaio, le edizioni limitate hanno iniziato a farsi vedere, prima online e poi negli showroom, ma come spesso accade con le cose belle, non rimarranno lì in eterno. La Tribe corre veloce, e la nuova gamma è il modo migliore per starle dietro.
Data articolo: Sun, 01 Feb 2026 06:30:59 +0000