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News n. 1
Mbappé stupisce alla guida, l’auto del campione lontano dai soliti bolidi

Le opinioni degli altri sembrano scivolare addosso a Kylian Mbappé. Negli ultimi giorni, mentre allenatori e giocatori criticavano le pause d’idratazione imposte dalla FIFA durante il Mondiale, il capitano della Francia ha scelto una posizione più pragmatica: fastidiose quando interrompono il momento migliore di una squadra, preziose quando il caldo comincia a farsi sentire. Anche lontano dal campo il fuoriclasse del Real Madrid ha imboccato una strada poco prevedibile, presentandosi al volante di una MINI Cooper anziché dell’ennesima supercar da copertina.

Una scelta controcorrente

A far discutere non è stata tanto l’auto, quanto il confronto con le vetture di solito associate alle stelle del pallone. In un filmato circolato sui social Mbappé arriva davanti all’hotel Le Royal Monceau di Parigi a bordo di una MINI Cooper S Cabrio, una compatta sportiva dal prezzo vicino ai 40.000 euro. Una cifra importante per la maggior parte degli automobilisti, ma quasi trascurabile nel mondo delle stelle più pagate.

Le immagini permettono di riconoscere la versione scoperta della precedente generazione della MINI, caratterizzata dai gruppi ottici posteriori con disegno Union Jack, dalla presa d’aria sul cofano e dai due terminali di scarico collocati al centro. La proprietà dell’auto resta incerta: potrebbe appartenere al capitano della Francia oppure essergli stata affidata per l’occasione. L’unico elemento certo è la sua presenza al posto di guida.

Le dimensioni contenute non devono trarre in inganno. La MINI Cooper S Cabrio monta un motore turbo benzina a quattro cilindri da 2,0 litri, capace di sviluppare 178 CV e una coppia massima di 280 Nm. Nella configurazione con cambio automatico Steptronic Sport a doppia frizione e sette rapporti passa da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi, mentre la velocità massima raggiunge i 230 km/h.

Prestazioni lontane da quelle di una Ferrari, ma comunque in grado di assicurare un comportamento brillante. La Cooper S rappresenta infatti il punto d’incontro tra le versioni ordinarie della gamma e la più radicale John Cooper Works. La carrozzeria cabrio aggiunge la capote in tessuto ripiegabile elettricamente e quattro posti, sebbene lo spazio posteriore rimanga adatto soprattutto a tragitti brevi.

Costosa e brillante, la MINI Cooper S Cabrio offre comunque dimensioni e prestazioni adeguate a Mbappé, ancora fresco di patente, conseguita nel marzo del 2026, all’età di 27 anni. Gli impegni sportivi e la possibilità di affidarsi a conducenti privati gli avevano permesso di rimandare a lungo un passaggio affrontato molto prima dalla maggior parte dei suoi coetanei. Dopo l’esame, il giocatore è stato visto sia su una BMW sia sulla MINI utilizzata nelle strade di Parigi.

Norvegia-Francia: obiettivo primo posto

Il transalpino torna ora al centro dell’attenzione per ragioni strettamente sportive, schierato dal CT Didier Deschamps contro la Norvegia nell’ultima giornata del gruppo I dei Mondiali. Entrambe le nazionali hanno già raggiunto la fase a eliminazione diretta, ma resta da assegnare il primo posto. Alla Francia basta un pareggio grazie alla migliore differenza reti. In campo Mbappé cercherà ancora una volta la via più rapida verso la porta, fuori, almeno per le prime esperienze al volante, ha preferito procedere con una compatta sportiva invece di ricorrere direttamente a bolidi appariscenti.

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 19:26:13 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il traffico autostradale in Italia è oggi 26 giugno 2026 caratterizzato da diversi eventi di rilievo, tra cui una coda in uscita a Tivoli sulla A24 causata da un veicolo in fiamme e un incidente che ha creato una coda di 1 km sulla A14 tra Napoli-Canosa e Andria. Questi sono solo alcuni degli episodi che descriviamo nel dettaglio nel seguito dell’articolo per fornirvi un quadro completo e aggiornato della situazione.

A1 MILANO-NAPOLI



20:38 – Tra Caianello e Capua
Traffico Rallentato per incidente
Direzione Napoli



19:58 – Area di servizio S. Martino ovest
Mancanza di metano per guasto impianto
Direzione Napoli

A5 TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO



20:09 – Tra Autoporto e Morgex
Pioggia sulla tratta
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 110.9 al chilometro 130.8 per una lunghezza di 19.9 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



21:04 – Tra Bologna San Lazzaro e Imola
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 22.2 al chilometro 50.1 per una lunghezza di 27.9 km.



20:40 – Tra Bivio A14/A16 Napoli-Canosa e Andria
Coda di 1 km per incidente
Direzione Taranto
La coda va dal chilometro 610.0 al chilometro 611.0 per una lunghezza di 1 km.

A16 NAPOLI-CANOSA



21:03 – Uscita di Pomigliano
Uscita chiusa per lavori fino alle 06:00 del 27/6/2026
Direzione in entrambe le direzioni
Uscita consigliata provenendo da Canosa: Pomigliano Est.
Uscita consigliata provenendo da Napoli: Bivio A16/A1 Milano-Napoli.

A24 ROMA-TERAMO



21:05 – Uscita a Tivoli
Coda per veicolo in fiamme
Direzione in entrambe le direzioni



19:32 – Tra Via Fiorentini e Inizio Complanare
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La tratta interessata va dal chilometro 2.2 al chilometro 4.9 per una lunghezza di 2.7 km.



19:31 – Tra Bivio A24/Tangenziale est RM e Portonaccio
Coda per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La coda va dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



20:58 – Tra Ovada e Masone
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Genova Voltri
La tratta interessata va dal chilometro 14.0 al chilometro 29.9 per una lunghezza di 15.9 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 19:08:00 +0000
News n. 3
GP Austria FP1, Ferrari sperimenta la SF-26: c’è tanta prestazione da estrarre

Ferrari ha scelto un approccio molto analitico per il venerdì di Spielberg: tanto studio della vettura, per capire la configurazione in cui la SF-26 può rendere meglio. Sino ad ora il setup è parso ancora lontano da quello corretto, ma il potenziale della vettura sempre proprio esserci anche in Austria. La nottata al simulatore sarà risolutiva per ottimizzare le performance e dare tutto in qualifica.

GP Austria, FP1: Ferrari analizza la Rossa in maniera aggressiva

La prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Austria ha visto la Ferrari affrontare l’attività in pista con una formazione modificata. Il giovane talento svedese Dino Beganovic ha infatti preso temporaneamente il posto di Charles Leclerc. Nella primissima fase della sessione, il pilota britannico è sceso in pista utilizzando un set di pneumatici a mescola Medium.

Fin dai primissimi giri, il team di Maranello si è concentrato su una fitta serie di regolazioni e continui cambi di mappatura del motore, cercando di interpretare le condizioni di un asfalto reso particolarmente insidioso da una decisa ondata di calore. Sebbene il potenziale massimo della monoposto fosse ancora ben lontano dall’essere espresso, la piattaforma aerodinamica ha mostrato un comportamento di base sufficientemente ordinato.

Tuttavia, con l’avanzare dei minuti, sono emerse le prime criticità. Nel suo secondo tentativo, affrontato sempre con le coperture a banda gialla ma con un setup leggermente rivisto, Hamilton ha accusato alcune sbavature nelle fasi di trazione. Via radio, l’ingegnere di pista Santi gli ha segnalato una perdita di tempo rispetto ai riferimenti della Mercedes, focalizzandosi specificamente sull’apice delle curve quattro e nove.

L’eccessivo surriscaldamento delle coperture italiane ha poi richiesto due giri di raffreddamento e un ripristino tempestivo del bilanciamento di frenata. La situazione è apparsa complessa quando un bloccaggio all’anteriore ha compromesso il giro successivo, portando Hamilton a dichiarare via radio di non riuscire a fermare in modo corretto la sua vettura.

Il successivo passaggio alle coperture Soft ha garantito un miglioramento cronometrico, ma ha evidenziato ulteriori dettagli sull’handling. Se la mescola media innescava un fastidioso sovrasterzo in uscita che disturbava la trazione, la gomma rossa ha rivelato una SF-26 forse troppo puntata sull’avantreno, dove 1, 2 e 4 non erano affatto a posto.

Nel finale Hamilton ha completato un mini long run di cinque giri con le Medium. In questa specifica configurazione la monoposto è parsa più pulita ma ancora imperfetta. Complessivamente, la Rossa possedeva un potenziale tecnico di base decisamente valido, che però doveva ancora essere espresso nella maniera più corretta.

GP Austria, Fp2: Ferrari testa diverse configurazioni

La seconda sessione di prove libere del Gran Premio d’Austria ha visto la Ferrari concentrarsi immediatamente sul lavoro in pista, confermando la necessità di ottimizzare l’assetto della SF-26. Lewis Hamilton ha mantenuto un approccio in linea con le FP1, mentre Charles Leclerc, tornato al volante dopo aver ceduto l’abitacolo a Beganovic nella prima sessione, ha dovuto inizialmente prendere confidenza con la monoposto.

Nonostante un inizio cauto, le indicazioni per i due alfieri della Rossa sono state differenti. Per Hamilton, la sfida principale è rimasta l’inserimento curva, con alcune difficoltà a centrare il punto di corda e una tendenza al sottosterzo in entrata che ha penalizzato la fase di trazione, specialmente alla uno e alla tre. I distacchi accumulati dal britannico si sono concentrati soprattutto nei primi due settori.

Leclerc, supportato dall’ingegner Bozzi su traiettorie e ripartizione di frenata, ha lamentato invece un posteriore non perfetto e ha subito uno “snap” alla sette, ma è riuscito comunque a chiudere buon tentativo prima della simulazione qualifica, rifilando quattro decimi al compagno di squadra. L’azione in pista ha visto anche una breve interruzione provocata dal guasto sulla Cadillac di Perez.

Con l’aumento della potenza del propulsore rispetto al mattino, il comportamento dinamico della SF-26 ha mostrato luci e ombre. Le prove di simulazione qualifica con le mescole più morbide hanno confermato un handling ancora non ottimale per Hamilton, mentre Charles Leclerc è riuscito a fare un po’ meglio sul suo giro lanciato.

Il passaggio alle prove high fuel ha evidenziato un ritmo non ancora soddisfacente, anche se l’assenza di preoccupazione via radio conferma la validità della base tecnica della vettura. Va detto per concludere che la Rossa ha realizzato davvero tanti esperimenti oggi, nel tentativo di raccogliere quanti più dati possibili e poi unire tutti i pezzi del puzzle nella giornata di domani.

 

GP Austria, classica finale Fp2:

POS. NO. DRIVER TEAM TIME / GAP LAPS
1 12 Kimi Antonelli Mercedes 1:07.014 32
2 81 Oscar Piastri McLaren +0.237s 32
3 1 Lando Norris McLaren +0.325s 32
4 3 Max Verstappen Red Bull Racing +0.550s 29
5 44 Lewis Hamilton Ferrari +0.597s 33
6 63 George Russell Mercedes +0.623s 25
7 6 Isack Hadjar Red Bull Racing +0.744s 28
8 16 Charles Leclerc  Ferrari +0.841s 35
9 30 Liam Lawson Racing Bulls +1.221s 34
10 5 Gabriel Bortoleto Audi +1.286s 30
11 10 Pierre Gasly Alpine +1.362s 33
12 41 Arvid Lindblad Racing Bulls +1.364s 29
13 87 Oliver Bearman Haas F1 Team +1.518s 33
14 27 Nico Hulkenberg Audi +1.545s 32
15 31 Esteban Ocon Haas F1 Team +1.816s 33
16 43 Franco Colapinto Alpine +1.817s 30
17 23 Alexander Albon Williams +1.824s 34
18 55 Carlos Sainz Williams +2.117s 30
19 14 Fernando Alonso Aston Martin +3.530s 27
20 18 Lance Stroll Aston Martin +3.684s 32
21 77 Valtteri Bottas Cadillac +4.293s 6
22 11 Sergio Perez Cadillac 2

 

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 17:16:56 +0000
News n. 4
Al MIMO 2026 il Gruppo Chery si presenta con quattro marchi: tante novità

In occasione del MIMO 2026, lo scenario dell’Autodromo Nazionale di Monza diventa il palcoscenico di una trasformazione epocale per il Gruppo Chery. La presenza del grande colosso cinese in Italia, finora legata esclusivamente al marchio OMODA & JAECOO, evolve ufficialmente in una struttura multimarca che punta a coprire ogni esigenza di mobilità elettrificata attraverso il debutto di tre nuovi brand e una serie di anteprime nazionali di assoluto rilievo.

La famiglia Chery e le anteprime Tiggo

Il marchio Chery fa il suo ingresso ufficiale sul suolo italiano portando in anteprima nazionale due SUV plug-in hybrid destinati alle famiglie: il Tiggo 8 e il Tiggo 9. Entrambi i modelli sono equipaggiati con il sistema Super Hybrid, che combina un motore benzina 1.5 TGDi a una propulsione elettrica avanzata.

Nello specifico, il Chery Tiggo 9 PHEV si presenta come un SUV di grandi dimensioni a sette posti, capace di sprigionare una potenza complessiva di 428 CV e una coppia di 580 Nm, garantendo una trazione integrale intelligente e uno scatto da 0 a 100 km/h in 5,8 secondi. Gli interni sono un concentrato di lusso e tecnologia, con pelle Nappa, display centrale da 16 pollici e un impianto audio SONY a 14 altoparlanti.

Il “fratello minore”, il Tiggo 8 PHEV, offre invece 279 CV e una batteria da 18,4 kWh, distinguendosi per un pacchetto ADAS completo e una telecamera a 540° con simulazione della trasparenza. La commercializzazione di questi modelli è prevista tra il terzo e il quarto trimestre del 2026.

iCAUR e la rivoluzione Range-Extender

Una delle novità più sorprendenti del MIMO è il debutto di iCAUR, brand dedicato a SUV a nuova energia con una spiccata vocazione fuoristradistica. Il modello d’apertura per l’Italia, atteso per l’inizio del 2027, è il V27: un SUV imponente lungo oltre cinque metri dotato di sistema range-extender (REEV). Questa tecnologia permette al veicolo di superare i 1.000 km di autonomia complessiva, abbinando un’ottima capacità di guado (fino a 600 mm) a una struttura di sicurezza denominata Star Armor, composta per oltre il 76% da acciai alto-resistenziali e leghe di alluminio.

Lepas: il design al servizio della città

Per la clientela urbana attenta all’eleganza, il Gruppo ha schierato il marchio Lepas, con i modelli L6 e L8. Il SUV Lepas L8 sarà il primo a debuttare, essendo già ordinabile da luglio 2026 con un’autonomia totale dichiarata superiore ai 1.000 km e un consumo di appena 2,2 l/100 km.

Il Lepas L6, presentato come SUV compatto, sarà disponibile sia in versione plug-in hybrid che 100% elettrica, quest’ultima capace di un’autonomia di 450 km e di una ricarica rapida dal 30 all’80% in soli 22 minuti.

Il consolidamento di OMODA & JAECOO

Mentre i nuovi marchi si presentano al pubblico, OMODA & JAECOO consolida il proprio successo in Italia, forte di oltre 17.000 immatricolazioni nei primi cinque mesi del 2026. Al MIMO sono stati portati in prova i modelli della gamma Super Hybrid, tra cui spiccano i nuovi Jaecoo 5, 7 e 8 e le ammiraglie Omoda 7 e 9. Particolare attenzione è stata rivolta alla Omoda 9 SHS-P Aurora Edition, una serie limitata in 1.000 esemplari caratterizzata da una tinta esclusiva Aurora Green e prestazioni da vera sportiva, con oltre 500 CV e uno scatto 0-100 km/h in 4,9 secondi.

Con questa imponente esposizione multimarca, Chery Group non solo celebra il proprio passato recente ma traccia una roadmap chiara per il prossimo biennio, posizionandosi come un attore centrale nella transizione energetica dell’automobile in Italia.

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 14:27:10 +0000
News n. 5
Renault 4 E-Tech Plein Sud, con l’Extended Grip puoi avventurarti anche sui terreni più instabili

La storia dell’automobile è costellata di modelli che hanno saputo rappresentare lo spirito del proprio tempo, ma pochi sono riusciti a incarnare il concetto di libertà come la mitica Renault 4. Oggi, quella “auto in blue jeans” che una volta era considerata lo strumento ideale per ogni tipo di esigenza, cede il passo alla sua discendente moderna: la Nuova Renault 4 E-Tech Electric. Nella sua versione Plein Sud, caratterizzata da un tetto apribile in tessuto che inonda l’abitacolo di luce, questa vettura non si limita a essere un raffinato SUV da città, ma si propone come una compagna fedele per chi desidera evadere verso orizzonti meno battuti.

La tecnologia per andare ovunque

La vera particolarità che distingue la Renault 4 E-Tech Electric nel panorama dei SUV compatti è la sua capacità di non fermarsi dove finisce l’asfalto. Nonostante la trazione sia 100% elettrica, la vettura è stata progettata per non porre limiti ai propri utenti. Per affrontare con disinvoltura anche i terreni più instabili e i sentieri impervi, la Renault 4 è dotata dell’avanzato sistema antislittamento Extended Grip.

Questo dispositivo, una rarità nel segmento, non lavora da solo: è infatti abbinato a pneumatici quattro stagioni che garantiscono il grip necessario in diverse condizioni climatiche. Attraverso i settaggi del sistema MULTI-SENSE, il conducente può attivare due modalità specifiche studiate per le sfide fuori strada:

  • Snow (Neve): attiva nel range di velocità tra 0 e 50 km/h, regola la coppia per gestire le partenze e la progressione su superfici scivolose;
  • All-terrain (Tutto-terreno): operativa tra 0 e 80 km/h, questa funzione fornisce una coppia maggiore alle ruote anteriori, permettendo al veicolo di mantenere la trazione anche nel caso in cui una delle due ruote dovesse iniziare a slittare su fango o ghiaia.

Il sistema agisce elettronicamente sulla coppia motrice basandosi sulle informazioni fornite dall’ESP, ottimizzando la trazione in tempo reale. È interessante notare come la tecnologia sia talmente integrata da disattivare automaticamente la funzione One Pedal quando si entra in modalità Snow, proprio per garantire la massima fluidità di manovra su fondi a bassa aderenza.

Agilità e comfort: un equilibrio perfetto

La versatilità della Renault 4 Plein Sud poggia su solide basi tecniche. La piattaforma RGEV small e l’adozione di un raffinato retrotreno multilink assicurano un comportamento dinamico eccellente. Questa architettura non solo favorisce l’agilità nelle curve strette dei percorsi collinari, ma garantisce anche un comfort di alto livello riducendo le turbolenze, fattore essenziale quando si viaggia con il tetto aperto.

Con una altezza libera dal suolo di 181 mm, la Renault 4 si muove con sicurezza sopra le asperità del terreno, offrendo al contempo una capacità di traino fino a 750 kg, ideale per chi vive il weekend in modo attivo portando con sé rimorchi o attrezzature sportive.

Plein Sud: il piacere di viaggiare all’aria aperta

Mentre il sistema Extended Grip si occupa della motricità, il tetto Plein Sud si occupa delle emozioni. Con un’apertura elettrica da record (92 cm di lunghezza per 80 cm di larghezza), il tetto in tessuto nero permette a tutti i passeggeri, inclusi quelli posteriori, di godere di una sensazione di libertà impareggiabile. Il meccanismo è stato ottimizzato per aprirsi o chiudersi in soli 10 secondi, anche in movimento fino a 90 km/h, permettendo di reagire prontamente a un improvviso scroscio di pioggia durante un’escursione.

Sotto il profilo delle prestazioni, la Renault 4 Plein Sud non accetta compromessi: il motore da 110 kW (150 CV) garantisce uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi, mentre la batteria da 52 kWh assicura un’autonomia WLTP fino a 392 km, rendendo possibili anche le gite fuori porta più ambiziose. Con l’integrazione di 28 dispositivi ADAS e dei servizi Google aggiornati, la sicurezza e la connettività restano ai vertici della categoria, confermando che la semplicità della “4L” originale è tornata in una veste tecnologica, moderna e incredibilmente capace.

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 14:04:52 +0000
News n. 6
Crisi Volkswagen, 100.000 posti di lavoro a rischio e 4 fabbriche in chiusura

Il gigante automobilistico di Wolfsburg si trova nel mezzo di quella che gli analisti definiscono una “tempesta perfetta”, un incrocio pericoloso tra contrazione delle vendite, una transizione verso l’elettrico più difficile del previsto e l’agguerrita concorrenza dei produttori cinesi. Secondo le ultime indiscrezioni diffuse dalla stampa tedesca e internazionale, il CEO di Volkswagen, Oliver Blume, starebbe preparando una ristrutturazione di portata senza precedenti per evitare il collasso di un modello di business che, per stessa ammissione dei vertici, “non funziona più per tutti i marchi“.

I numeri del taglio: 100.000 posti a rischio

Il cuore del nuovo piano d’emergenza, denominato “Group Target Picture”, prevede un ridimensionamento della forza lavoro che ha raggelato i sindacati. Se inizialmente l’obiettivo era di circa 50.000 esuberi entro il 2030, le nuove stime parlano ora di 100.000 licenziamenti, cifra che corrisponde a circa il 15% dell’intera forza lavoro mondiale del gruppo.

Il taglio non risparmierà i piani alti: si stima che circa 5.500 manager (su un totale di 20.000 nelle aree amministrazione e sviluppo) perderanno il proprio incarico. L’obiettivo finanziario è drastico: abbattere i costi fissi di 11 miliardi di euro entro il 2030 per cercare di risollevare una redditività che, nel 2025, si è praticamente dimezzata attestandosi intorno al 3%.

Stabilimenti e modelli: la fine di un’era

Per la prima volta nella storia recente del marchio, la chiusura di interi siti produttivi in Germania non è più un tabù. Sotto la lente d’ingrandimento del consiglio di sorveglianza, che si riunirà il prossimo 9 luglio, ci sono quattro stabilimenti storici: quelli Volkswagen di Hannover, Zwickau ed Emden, oltre all’impianto Audi di Neckarsulm. Queste fabbriche impiegano attualmente circa 40.000 persone e le chiusure, se confermate, scatterebbero gradualmente a partire dal 2030, in coincidenza con il termine del ciclo di vita dei modelli attualmente in produzione.

Parallelamente alla riduzione fisica dei siti produttivi, Volkswagen punta a una drastica semplificazione dell’offerta commerciale. Il piano prevede di ridurre il numero di modelli dai 150 attuali a meno di 100, puntando sulla standardizzazione dei componenti e sulle sinergie tra i vari marchi del gruppo per abbassare i costi di sviluppo.

Orizzonti e ristrutturazione societaria

La crisi sta spingendo il management a valutare operazioni strutturali radicali. Si parla della possibilità di scorporare il marchio core Volkswagen e la divisione “componenti” dal resto del gruppo, rendendole società indipendenti. Questa manovra potrebbe facilitare futuri aumenti di capitale o quotazioni in borsa, ma ha già sollevato le barricate del sindacato, che teme l’indebolimento delle tutele storiche garantite dalla cosiddetta “Legge VW”.

I dati del primo trimestre 2026 confermano l’urgenza di questi interventi: l’utile netto è crollato del 28,4% e i ricavi sono scesi a 75,7 miliardi di euro, cifre che hanno spinto il titolo in Borsa vicino ai minimi storici, tra i 77 e i 78 euro. Mentre il consiglio di sorveglianza si prepara alla decisiva seduta di luglio, il Consiglio di Fabbrica ha già promesso una battaglia durissima, accusando il consiglio di amministrazione di non aver saputo creare prodotti competitivi e di rispondere con un “cieco attivismo” a una crisi di visione industriale. Insomma, la crisi è reale a Wolfsburg devono intervenire più che repentinamente.

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 13:25:43 +0000
News n. 7
Moto enduro stradali 300, la top 5 tra grandi novità e graditi ritorni del 2026

Il segmento delle enduro ha vissuto un’importante fase di crescita negli ultimi anni, trainata soprattutto dal successo delle “maxiâ€. Modelli sempre più tecnologici hanno attirato l’interesse dei motociclisti più esperti e di chi cerca una moto versatile, capace di affrontare sia i percorsi in fuoristrada sia l’asfalto.

In questo contesto, però, resta forte anche l’interesse per le versioni di piccola cilindrata, apprezzate da chi desidera avvicinarsi gradualmente alla categoria. Tra le novità 2026 presentate negli ultimi mesi, ecco cinque proposte sotto i 300 cc da tenere in considerazione.

Moto Morini Kanguro 300, spazio alla leggenda

Moto Morini Kanguro 300 è stato uno dei più graditi ritorni alla scorsa edizione di EICMA. Il modello richiama un nome storico della Casa italiana, riprendendo lo spirito degli anni Ottanta per reinterpretarlo in chiave moderna. Lo sviluppo è stato curato dal Centro Stile Moto Morini, che ha lavorato su un design essenziale caratterizzato da linee snelle e da una firma luminosa Full LED che richiama il linguaggio stilistico più recente del marchio.

Il cuore pulsante è un motore monocilindrico da 300 cc dalla potenza di 34 CV. La ciclistica si basa su un telaio in acciaio abbinato a forcellone e telaietto posteriore in lega di alluminio, con sospensioni a lunga escursione e le ruote da 21 pollici all’anteriore e 18 pollici al posteriore.

Moto Morini Kanguro 300, ritorno della storica enduro
Ufficio Stampa Moto Morini
Moto Morini Kanguro 300 è stata ufficialmente presentata a EICMA 2025

Tra le soluzioni adottate figura anche il serbatoio collocato sotto la sella, una scelta che contribuisce ad abbassare il baricentro e a favorire la guida in piedi sui percorsi più impegnativi. Il peso dichiarato di 145 kg e la sella è posta a 880 mm da terra. L’arrivo nelle concessionarie è previsto nel corso del secondo semestre del 2026 e il prezzo di listino non è stato ancora comunicato.

SYM NH-R 300, ispirazione dal mondo rally

Anch’essa svelata a EICMA, SYM NH-R 300 rappresenta l’evoluzione in chiave più specialistica di NH-T. Il modello riprende alcuni elementi stilistici tipici delle moto da rally, a partire dal frontale caratterizzato da linee particolarmente elaborate e dal parabrezza fumé di dimensioni contenute. Tra gli equipaggiamenti di serie figurano, inoltre, la piastra paramotore in metallo e i paramani, mentre la dotazione comprende illuminazione Full LED e una nuova strumentazione LCD.

La scheda tecnica prevede un motore monocilindrico quattro tempi raffreddato a liquido da 278 cc, capace di erogare 17,5 kW a 7.500 giri/minuto e una coppia massima di 22,5 Nm a 7.000 giri/minuto. La ciclistica si basa su un telaio in tubi d’acciaio abbinato a una forcella telescopica tradizionale e a un monoammortizzatore posteriore centrale con forcellone a due bracci. L’impianto frenante utilizza dischi a margherita su entrambi gli assi con ABS a doppio canale.

SYM NH-R 300, enduro rally da 278 cc per il 2026
Ufficio Stampa EICMA
SYM NH-R 300 è la proposta di SYM per il mondo delle enduro

Completano la dotazione le ruote a raggi da 19 pollici all’anteriore e 17 pollici al posteriore, mentre il serbatoio da 14 litri punta a garantire una buona autonomia. L’interasse è di 1.405 mm, la sella si trova a 815 mm da terra e le dimensioni dichiarate parlano di una lunghezza di 2.080 mm, una larghezza di 970 mm e un’altezza di 1.335 mm. Restano ancora da definire disponibilità e prezzo per il mercato italiano.

Leonart Rally 300, un debutto dalla Spagna

Tra le novità più curiose del 2026 c’è anche la spagnola Leonart Rally 300. Il design richiama alcune delle caratteristiche tipiche delle moto da rally, con frontale alto e stretto, sospensioni a lunga escursione, scarico rialzato e una luce a terra studiata per l’utilizzo in fuoristrada. Il progetto è stato sviluppato in Europa, mentre produzione e assemblaggio vengono affidati a partner cinesi.

Il motore è un monocilindrico raffreddato a liquido da 292 cc di origine CFMoto. La potenza dichiarata è di 28 CV a 8.750 giri/minuto, mentre la coppia massima raggiunge 25 Nm a 7.200 giri/minuto. La trasmissione è affidata a un cambio a sei rapporti con trasmissione finale a catena, mentre il serbatoio da 16 litri rappresenta uno degli elementi distintivi della scheda tecnica.

Leonart Rally 300, nuova enduro da 292 cc in arrivo
Ufficio Stampa Leonart Motors
La spagnola Leonart Rally 300 si affida a un motore CFMoto da 292 cc

Sul fronte della ciclistica troviamo un telaio a traliccio in acciaio, una forcella a steli rovesciati e un monoammortizzatore posteriore regolabile nel precarico. Le ruote a raggi da 19 pollici all’anteriore e 17 al posteriore sono abbinate a un impianto frenante con ABS. La dotazione comprende inoltre illuminazione Full LED, display TFT da 5 pollici, presa USB, parabrezza e portapacchi. Il peso in ordine di marcia è di 150 kg, mentre la sella si trova a 880 mm da terra. Il prezzo di listino è stato fissato a 3.999 euro, ma vale solo per il mercato spagnolo: al momento, in Italia, non è commercializzata.

CFMoto 250 Dual, prezzo lancio conveniente

A proposito di CFMoto, il brand cinese risponde con 250 Dual. Il modello è stato sviluppato seguendo la formula classica delle enduro leggere, con ruota anteriore da 21 pollici, posteriore da 18 pollici. Il peso dichiarato a vuoto è di 145 kg, valore che la colloca tra le proposte più leggere della categoria. L’interasse misura 1.412 mm, mentre il telaio è realizzato in tubi d’acciaio ad alta resistenza.

La parte meccanica è affidata a un monocilindrico quattro tempi da 249 cc raffreddato a liquido e omologato Euro 5+. La potenza massima dichiarata è di 24,5 CV, accompagnata da una coppia di 21,5 Nm. Il motore è abbinato a una trasmissione a sei rapporti e a un serbatoio da 13 litri.

CFMoto 250 Dual, enduro leggera da 249 cc per il 2026
Ufficio Stampa CFMoto
CFMoto 250 Dual vanta un concorrenziale prezzo di lancio sotto i 3.000 euro

La forcella upside-down da 37 mm dispone di un’escursione pari a 165,6 mm ed è affiancata da un monoammortizzatore posteriore regolabile. L’impianto frenante utilizza un disco anteriore da 265 mm e uno posteriore da 220 mm, con ABS a doppio canale. Completano la dotazione la strumentazione LCD a colori e l’illuminazione Full LED. Già disponibile nelle concessionarie, viene proposta a un prezzo di lancio di 2.990 euro.

Hero Xpulse 200 4V, disponibile in due versioni

Hero MotoCorp è approdata di recente sul suolo italiano e, all’interno della sua gamma, figura Xpulse 200 4V. Presentata nelle varianti standard e Pro, la moto punta su una configurazione pensata per l’utilizzo in fuoristrada, con soluzioni tecniche che differenziano le due versioni soprattutto sul fronte delle sospensioni.

Il motore monocilindrico con distribuzione a quattro valvole sviluppa una potenza di 18,9 CV, mentre la dotazione comprende un impianto frenante con ABS a tre modalità di funzionamento: Strada, Fuoristrada e Rally. Tra gli equipaggiamenti figurano inoltre il display LCD con connettività Bluetooth e navigazione turn-by-turn, oltre all’illuminazione Full LED.

Hero Xpulse 200 4V, enduro A2 per il 2026
Ufficio Stampa Hero MotoCorp
Hero Xpulse 200 4V è disponibile in due versioni, standard e Pro

Nella versione Pro trovano spazio sospensioni a lunga escursione, con 250 mm all’anteriore e 220 mm al posteriore, insieme a una maggiore altezza da terra e a una sella più alta rispetto alla variante standard. Già disponibile sul mercato dallo scorso ottobre 2025, la standard è proposta a partire da 2.990 euro, mentre la Pro a 3.190 euro.

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 12:30:24 +0000
News n. 8
Patente sospesa per pochi giorni, la nuova sanzione che divide gli automobilisti

La sospensione breve della patente introduce una sanzione accessoria legata al punteggio del documento di guida e immediatamente applicabile. In pratica chi ha già perso punti e continua a commettere violazioni può restare senza patente per alcuni giorni. Non si aspetta che il conducente arrivi a zero punti, ma si introduce uno stop immediato alla possibilità di guidare.

Codice della Strada alla mano, la sospensione breve si applica solo al conducente con meno di 20 punti sulla patente e che commette una delle infrazioni previste dall’articolo 218-ter.

Che cos’è la sospensione breve della patente

La sospensione breve è una sanzione accessoria collegata al saldo punti della patente. Si aggiunge alla multa e alla decurtazione dei punti quando il conducente, al momento dell’accertamento, ha un punteggio inferiore a 20. La durata cambia in base al livello residuo: 7 giorni per chi ha meno di 20 punti ma almeno 10, 15 giorni per chi ha meno di 10 punti.

Se dalla violazione deriva un incidente stradale, la durata raddoppia. In questo caso si passa a 14 giorni per chi aveva tra 10 e 19 punti, oppure a 30 giorni per chi era sotto quota 10. La norma considera incidente anche la fuoriuscita autonoma dalla sede stradale, senza coinvolgimento di altre persone o cose diverse dal conducente e dal suo veicolo.

La misura è stata inserita nel Codice della Strada con l’articolo 218-ter dedicato alla sospensione della patente in relazione al punteggio. La sua natura è diversa dalla sospensione ordinaria. In alcuni casi non serve attendere un provvedimento del prefetto: la patente viene ritirata dall’agente o dall’organo di polizia e conservata dall’ufficio o comando da cui dipende l’accertatore, per poi essere restituita al termine del periodo previsto.

A chi si applica questa sanzione

La sospensione breve riguarda solo chi ha meno di 20 punti sulla patente. Chi ha ancora 20 punti o più, anche se commette una delle violazioni indicate dalla norma, non subisce questa misura accessoria. La maggior parte degli automobilisti conserva un punteggio pari o superiore a 20, anche grazie al meccanismo che premia la buona condotta con l’attribuzione progressiva di punti aggiuntivi. Di conseguenza, la sospensione breve non colpisce l’automobilista medio alla prima violazione grave, ma chi ha già una storia di decurtazioni.

Il legislatore vuole intervenire sui conducenti che hanno già dato segnali di scarsa disciplina. Chi ha meno di 20 punti ha per definizione perso parte del proprio credito di affidabilità alla guida. Se continua a commettere infrazioni pericolose, la risposta diventa più incisiva della sola decurtazione.

La critica che si legge nasce proprio qui. Se una misura di sicurezza riguarda una minoranza dei titolari di patente, può incidere sui comportamenti generali? Oppure rischia di diventare una sanzione severa per pochi e invisibile per molti?

Il nodo della contestazione e dell’identificazione

Con la sospensione breve della patente conta anche il modo in cui la violazione viene accertata. La norma richiede che il conducente sia identificato nel momento in cui è stata commessa la violazione o secondo i criteri chiariti dalle indicazioni. Non basta sapere in un secondo momento chi fosse alla guida se l’identificazione non rispetta le condizioni previste.

Qui si apre uno dei punti più delicati. Molte infrazioni stradali vengono rilevate con dispositivi automatici, telecamere, autovelox, tutor, varchi elettronici o sistemi che individuano il veicolo attraverso la targa. In questi casi il proprietario può essere chiamato a comunicare i dati del conducente, ma la sospensione breve non opera con la stessa automaticità della decurtazione dei punti. La misura nasce infatti per colpire situazioni in cui il conducente è identificato sul posto o nell’ambito dell’accertamento immediato.

Questo limite riduce molto l’impatto pratico della norma. Se l’obiettivo è punire in modo percepibile comportamenti pericolosi, ma una parte consistente delle violazioni viene accertata da remoto, la sospensione breve rischia di restare fuori da molti casi. L’automobilista colto con il cellulare in mano da una pattuglia può subire conseguenze immediate; chi viene intercettato solo da un sistema automatico può entrare in un percorso diverso.

I chiarimenti ministeriali hanno cercato di definire meglio il perimetro. L’identificazione del conducente è ritenuta valida anche quando l’accertamento formale avviene dopo la commissione della violazione, per esempio a seguito della ricostruzione di un incidente, purché il conducente sia stato identificato nel contesto dei rilievi. Resta però esclusa la possibilità di applicare la sospensione breve quando l’identificazione avviene senza quel collegamento immediato richiesto dalla disciplina.

Le infrazioni che possono far scattare lo stop

L’articolo 218-ter richiama una serie di comportamenti considerati pericolosi. Dentro l’elenco rientrano  il mancato rispetto dei segnali di senso vietato e divieto di sorpasso, la circolazione contromano, la mancata precedenza, il passaggio con semaforo rosso, il mancato rispetto dei passaggi a livello, alcune violazioni in materia di sorpasso, il mancato rispetto della distanza di sicurezza quando provoca collisione con grave danno, le manovre irregolari, il mancato uso del casco, delle cinture e dei sistemi di ritenuta, l’uso del cellulare alla guida, alcune violazioni sui tempi di guida e riposo, condotte vietate in autostrada, guida con tasso alcolemico vietato per specifiche categorie e mancata precedenza ai pedoni.

La norma punta su condotte che hanno un rapporto diretto con il rischio stradale: distrazione, mancato rispetto delle precedenze, inosservanza dei semafori, sorpassi pericolosi, guida contromano, uso scorretto dei dispositivi di sicurezza e comportamenti gravi in autostrada.

Il caso più simbolico è l’uso dello smartphone al volante. La distrazione da cellulare è una delle condotte più diffuse e difficili da reprimere. Anche il passaggio con il semaforo rosso rientra tra le violazioni più sensibili.

C’è però un limite numerico. Se i conducenti con meno di 20 punti sono una quota molto ridotta del totale, la misura ha un campo di applicazione ristretto. Questo non la rende inutile, ma ne ridimensiona la portata.

Il secondo limite riguarda l’accertamento. Le violazioni rilevate da dispositivi automatici, senza identificazione immediata del conducente, non si prestano all’applicazione della sospensione breve. In un sistema stradale sempre più controllato da telecamere, varchi e apparecchiature elettroniche, diventa un problema strutturale.

Il suo valore sta nella tempestività. Una sanzione che arriva mesi dopo l’infrazione spesso perde forza educativa. Il conducente paga, magari fa ricorso e dimentica. Una patente ritirata sul posto crea invece un nesso immediato tra comportamento e conseguenza.

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 11:27:46 +0000
News n. 9
Arriva l’autovelox che misura la distanza di sicurezza

Nonostante il rispetto della distanza di sicurezza venga insegnato già in autoscuola, spesso si ripete un copione in autostrada, soprattutto nelle ore di punta: qualcuno rimane incollato al paraurti dell’auto davanti, magari per guadagnare tempo o costringere l’altro conducente a defilarsi. Nel Canton Ticino questa pratica così sbagliata e pericolosa può, però, essere ricostruita con una precisione difficile da contestare grazie a Sat Speed, il sistema della Polizia cantonale volto a misurare la distanza tra due veicoli in movimento.

Come funziona lo strumento

Volendo semplificare, potremmo chiamarlo autovelox, ma sarebbe una forzatura. Anziché fotografare chi supera il limite di velocità, il compito principale dello strumento consiste nello stabilire quanto tempo separa un mezzo da quello che lo precede. A seconda dell’intervallo, espresso in secondi, si può determinare se il conducente avrebbe avuto spazio sufficiente per reagire a una frenata improvvisa.

Sat Speed può essere montato sui veicoli della Polizia. Le immagini raccolte vengono analizzate dal software, che prende come riferimenti le ruote anteriori dell’auto che segue e quelle posteriori del veicolo davanti. Alla distanza fisica si aggiunge la velocità di marcia così da consentire agli agenti di ricostruire il margine temporale mantenuto nel tratto di strada analizzato.

Non si tratta di qualche prova isolata. I controlli effettuati dalla Polizia ticinese con questi apparecchi sono stati 118 tra l’inizio del 2023 e il maggio 2025. I dati ottenuti possono essere trasmessi al ministero pubblico e all’ufficio della circolazione, incaricati di valutare il caso e decidere gli eventuali provvedimenti. Sat Speed documenta quanto accaduto, ma l’eventuale revoca della patente viene decisa in un secondo momento.

In Svizzera non esiste un numero di metri valido in qualsiasi circostanza. Lo spazio da lasciare cambia in base alla situazione: velocità, traffico, visibilità e condizioni della strada devono di frenare senza urtare il veicolo davanti. In condizioni normali viene usata come riferimento una separazione di circa 1,8 secondi.

Le pene sancite

Con un distacco compreso tra 0,6 e 0,8 secondi, il conducente può già andare incontro a una revoca della patente di almeno un mese, e sotto 0,6 secondi si entra invece nel campo delle violazioni gravi, con il ritiro della licenza di guida per almeno tre mesi.

In Ticino, nel corso del 2024, 44 patenti sono state revocate a causa delle violazioni della distanza di sicurezza e in altri 15 casi è arrivato un ammonimento. Sebbene comprenda anche gli episodi emersi dopo un tamponamento, e pertanto non sia completamente attribuibile a Sat Speed, il dato dimostra quanto il tema venga preso in seria considerazione.

Frontalieri, turisti e automobilisti italiani diretti verso il resto d’Europa sono avvisati: anche senza una pattuglia presente sul posto, violare la distanza di sicurezza può costare molto caro. Invece di mettere la propria incolumità (e quella dell’altro guidatore) inutilmente in pericolo, sarebbe il caso di adeguarsi alla normativa. Per capire quanto sia ridotto il margine, a 100 km/h un intervallo di 0,6 secondi corrisponde a meno di 17 metri: in quello spazio il conducente dovrebbe accorgersi del pericolo, reagire e iniziare a frenare. Un margine che si esaurisce molto prima di quanto sembri davvero.

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 09:02:45 +0000
News n. 10
Blocco diesel Euro 5: 1 auto usata su 7 rischia lo stop dal 2026

Per migliaia di automobilisti il conto alla rovescia è già iniziato. Dal 1° ottobre 2026, il Nord Italia cambia marcia, con il blocco diesel Euro 5 in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, ma bisogna prestare attenzione perché i decreti regionali e le ordinanze comunali cambieranno sensibilmente da zona a zona.

I mezzi rientranti nel provvedimento

Il tema pesa soprattutto sul mercato dell’usato. Tra il 1° gennaio e il 3 maggio 2026 Carfax ha esaminato oltre 100.000 targhe: più di 14.000 appartenevano ad auto Euro 5, vale a dire circa una su sette. In definitiva, la misura rischia di andare a colpire diverse famiglie, molte delle quali impossibilitate ad acquistare un nuovo veicolo. Le Euro 5 controllate hanno in media 12 anni e 146.000 km, quasi 30.000 in più rispetto alla media generale. Nel 64% dei casi emerge almeno un fattore di rischio nello storico, mentre il 57% presenta incidenti o danni documentati.

Fiat ricorre più spesso delle altre marche e concentra il 13% dei controlli, davanti ad Audi con il 10% e a BMW con il 9%, mentre Mercedes e Volkswagen si fermano entrambe all’8%. Guardando ai modelli, tornano con maggiore frequenza Panda, 500, Alfa Romeo Giulietta, Volkswagen Golf e i SUV BMW della famiglia X. Il prezzo, quindi, non può essere l’unico criterio nella scelta di una diesel Euro 5 usata. Prima dell’acquisto bisogna capire dove potrà circolare, oltre a controllare chilometri, condizioni e storico del veicolo.

Le restrizioni e le Regioni interessate

La misura riguarda le vetture a gasolio omologate Euro 5, immatricolate in larga parte tra il 2011 e l’agosto 2015, mentre le vetture a benzina della stessa classe ambientale non rientrano nel provvedimento. Inizialmente le restrizioni sarebbero dovute entrare in vigore già a ottobre 2025, ma la legge n. 105 del 18 luglio 2025 ha fatto slittare le restrizioni di dodici mesi, innalzando da 30.000 a 100.000 abitanti la soglia dei Comuni nei quali applicare in via prioritaria il provvedimento.

Le Regioni possono inoltre sostituire il fermo con misure compensative capaci di ottenere una riduzione equivalente delle emissioni. Per questo motivo, a pochi mesi dalla scadenza, il quadro resta tutt’altro che identico nei quattro territori interessati.

Milano, Brescia, Bergamo, Monza saranno le aree urbane soggette alle limitazioni sui mezzi diesel Euro 5 in Lombardia. Le misure saranno attive dal lunedì al venerdì, festività escluse, dalle 7.30 alle 19.30, eesterà disponibile MoVe-In, il sistema che sostituisce il blocco orario con un tetto chilometrico annuale monitorato attraverso una scatola nera.

Il Veneto ha fissato la stessa data per i Comuni e gli agglomerati con oltre 100.000 abitanti, anche se l’applicazione effettiva passerà dalle ordinanze comunali. In Emilia-Romagna il piano attuale prevede invece lo stop alle Euro 5 diesel nei Comuni sopra i 30.000 abitanti, nell’agglomerato di Bologna e nei Comuni aderenti volontariamente, dal lunedì al venerdì tra le 8.30 e le 18.30, nel periodo compreso tra ottobre e marzo.

Il Piemonte sta lavorando a misure alternative per evitare il blocco, come consentito dalla normativa nazionale. Di conseguenza, non è corretto sostenere che ogni diesel Euro 5 sarà certamente fermata dal primo giorno in tutte e quattro le regioni. I proprietari di questi veicoli (o chi intende acquistarne uno) farebbero bene a controllare le disposizioni regionali e comunali aggiornate.

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 08:00:19 +0000
News n. 11
Auto che strappa in partenza, il componente che rischia di farti spendere migliaia di euro

Ti è mai successo di sentire la tua auto andare a scatti durante una partenza al semaforo o un’accelerazione durante un sorpasso? Non sottovalutare il problema: sei di fronte a un componente specifico che sta cedendo e, se lo ignori, potrebbe farti spendere moltissimi soldi nella riparazione.

Posso guidare o devo fermarmi subito?

Quando avverti queste forti vibrazioni, la prima domanda che ti poni è se puoi raggiungere la tua destinazione o se rischi di spaccare tutto. La risposta dipende da come e quando si manifesta il difetto, devi sapere che questo strattonamento indica che il gruppo frizione e volano bimassa è arrivato al limite di usura e non riesce più a regolare la trasmissione della coppia motore in modo fluido. Se gli strattoni si verificano soltanto nei primi metri della partenza e poi spariscono una volta che la vettura prende velocità, puoi raggiungere tranquillamente l’officina. Per evitare che la situazione peggiori meccanicamente durante il tragitto, devi adottare alcune precauzioni durante la guida:

  • accelera in modo graduale: per non sforzare i componenti interni della trasmissione ed evitare il surriscaldamento, escludi le partenze a tutto gas;
  • mantieni una velocità costante: evita i sorpassi autostradali che richiedono cambi di marcia repentini, i quali destabilizzano l’accoppiamento tra motore e cambio;
  • pianifica un percorso pianeggiante: evita le salite ripide o le ripartenze in pendenza, poiché lo sforzo richiesto distruggerebbe il materiale d’attrito in pochi secondi;
  • riduci l’uso del pedale della frizione: evita di tenerlo premuto inutilmente durante le soste o al semaforo, in quanto questa abitudine accelera il cedimento del cuscinetto reggispinta idraulico.

Esistono però situazioni più critiche in cui non devi fare nemmeno un metro:

  • se avverti forti vibrazioni sul pedale anche a marcia inserita;
  • se senti puzza di bruciato provenire dal cofano;
  • se le marce non entrano.

Devi accostare immediatamente e avvalerti del soccorso stradale per evitare la rottura della frizione o, peggio ancora, della campana del cambio.

Quanto costa cambiare la frizione e il volano?

Affrontare la spesa per questo genere di guasto spaventa sempre l’automobilista, ma è fondamentale capire da dove derivi la cifra finale: il costo varia notevolmente in base alla marca, al modello e alla motorizzazione del veicolo. In molti motori moderni infatti, si richiede la sostituzione del volano bimassa insieme alla frizione e le ore di manodopera aumentano a causa della complessità della lavorazione. Vediamo una media di spesa per la riparazione compresi di manodopera e materiali per un’auto di media cilindrata:

  • kit frizione standard: comprende disco, spingidisco e cuscinetto reggispinta idraulico, con un prezzo che oscilla tra i 300 e i 450 euro;
  • volano bimassa e kit frizione: si tratta dei componenti più costosi del gruppo trasmissione, il cui prezzo varia tra gli 850 e i 1250 euro a seconda della tipologia di auto.

Se decidi di rimandare il lavoro per risparmiare e si verifica il cedimento del volano, le molle interne si spezzeranno e i frammenti metallici potrebbero danneggiare anche la scatola del cambio. Questo danno porterebbe alla sostituzione dell’intera trasmissione, superando facilmente i 3.500 euro.

I consigli del meccanico

Vediamo alcuni consigli e sintomi a cui prestare attenzione durante l’uso quotidiano della vettura. Il deterioramento di questi componenti è progressivo e l’auto ti avvisa sempre prima di lasciarti a piedi: saper interpretare questi avvertimenti ti eviterà di peggiorare la situazione. I segnali da monitorare per prevenire danni peggiori:

  • ascolta i rumori metallici al minimo o allo spegnimento: se quando spegni il motore o lasci l’auto al minimo in folle senti dei rumori anomali che spariscono appena premi il pedale, questo è un chiaro segno che un componente interno sta cedendo;
  • fai attenzione alla corsa e alla durezza del pedale: se noti che il pedale è diventato improvvisamente duro da azionare, se scende in modo scattoso o se la frizione stacca molto più in alto rispetto al solito, è bene rivolgersi subito in officina per un controllo;
  • non tenere mai premuto il pedale della frizione durante le soste: quando sei fermo al semaforo o in coda nel traffico metti sempre la leva del cambio in folle e rilascia completamente il piede, poiché tenere la marcia inserita mantiene sotto sforzo costante il cuscinetto reggispinta idraulico accelerandone l’usura.
Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 07:02:44 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di giugno 2026 si segnalano numerosi scioperi in tutta Italia, con un impatto che interesserà trasporti nazionali, regionali e locali. Nel dettaglio, sono stati indetti scioperi nei settori del trasporto pubblico locale, ferroviario, aeroportuale e taxi, con diverse città e regioni coinvolte. In questo articolo, troverai l’elenco completo e aggiornato degli scioperi programmati nel corso del mese, ordinati per città e per giorno, con l’indicazione di orari, categorie di lavoratori e informazioni sui disagi e sulle modalità.

Di seguito tutti i dettagli, giorno per giorno, relativi agli scioperi previsti nel solo mese di giugno 2026.

Sciopero 8 giugno 2026

Nella città di Catania è stato proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il personale della società AMTS di Catania e interessa il trasporto pubblico locale. Sindacati promotori: OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, OSP ORSA TPL.

Nel comune di Foggia lo sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, riguarda il personale della società ATAF di Foggia nel TPL. Sindacati: OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Messina, è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00, per il personale della società ATM di Messina. Sindacati: OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.

In tutte le province di Emilia-Romagna viene proclamato sciopero della durata di 24 ore con modalità variabili per il personale della società SETA nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. Sindacato promotore: OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 9 giugno 2026

Sull’intero territorio nazionale, il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione SOC. TRENITALIA sarà coinvolto in sciopero per l’intera giornata. Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 10 giugno 2026

In Italia (tutte le province), sciopero di 24 ore (00.00 – 23.59) di tutto il personale dei porti. Sindacato: SI COBAS.

Nella città di Ravenna sciopero locale di 12 ore (10.00 – 22.00), per personale società SERS addetto al servizio di rimorchio portuale porto di Ravenna. Sindacato: OSP UILT-UIL.

Sciopero 11 giugno 2026

Nella città di Palermo sciopero TPL di 4 ore (11.00 – 15.00): personale AMAT di Palermo (OSP CUB TRASPORTI).

In Sicilia sciopero regionale settore ferroviario per 8 ore (10.01 – 18.00): personale FS Security (OSR SLM FAST CONFSAL, ORSA TRASPORTI).

A Messina (Stretto), sciopero settore marittimo di 24 ore (21.01 dell’11 giugno alle 20.59 del 12 giugno): personale BluJet (OSP FILT-CGIL, UILT-UIL).

In Italia (nazionale), sciopero plurisettoriale settore ferroviario e merci su rotaia di 23 ore (03.00 dell’11 giugno alle 02.00 del 12 giugno), promosso da CUB TRASPORTI e SGB.

In Italia sciopero ferroviario nazionale di 8 ore (09.01 – 17.00): personale FS Italiane (ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI).

In Italia sciopero ferroviario nazionale di 8 ore (09.01 – 17.00): personale imprese che svolgono attività ferroviarie (CAT).

In Italia sciopero nazionale di 8 ore (06.00 – 14.00): personale Mercitalia Shunting & Terminal (USB LAVORO PRIVATO).

Sciopero 13 giugno 2026

In Italia (aeroporti) sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00): personale ENAV Verona Airport (OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV).

A Milano Linate sciopero di 4 ore (12.00 – 16.00): personale SKY Service (OSR USB Lavoro Privato).

In Italia (nazionale), sciopero di 18 ore (06.00 – 24.00): piloti e assistenti EasyJet Airlines Limited (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

In Italia sciopero 18 ore (06.00 – 24.00) per personale navigante EasyJet Airlines Limited (USB Lavoro Privato).

Sciopero 14 giugno 2026

Nella città di Firenze, sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale: personale Autolinee Toscane bacino di Firenze (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).

Sciopero 18 giugno 2026

In Liguria (Genova e Savona), sciopero regionale trasporto merci conto terzi di 72 ore dalle 00:01 del 18/6 alle 24:00 del 20/6, aree logistiche e portuali (OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO).

Sciopero 19 giugno 2026

Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale: personale ARRIVA UDINE di Udine (ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE).

Sciopero 22 giugno 2026

Nella città di Lecce (Puglia), sciopero di 3 ore (9.30 – 12.30): personale SGM di Lecce (OST UILT-UIL).

In tutta la Calabria (tutte le province), sciopero di 4 ore (11.50 – 15.50): personale Ferrovie della Calabria (OSR FAISA-CISAL).

Sciopero 23 giugno 2026

Nella città di Napoli sciopero di 4 ore (12.45 – 16.45): personale area ferro Soc. ANM di Napoli (OSR FISI).

Nel territorio di Verona (Veneto), sciopero di 8 ore (09.01 – 17.00): lavoratori manutenzione/amministrazione/ingegneria RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE, SLM-FAST-CONFSAL).

In tutta la Sardegna: sciopero di 8 ore (09.01 – 17.00): personale equipaggi Trenitalia DOR Sardegna (OSR ORSA FERROVIE, FAST-CONFSAL).

Sciopero 25 giugno 2026

Nella provincia di Venezia, sciopero di 4 ore (10.00 – 14.00) per il personale SOC. ATVO di Venezia nel trasporto pubblico locale, proclamato dalle sigle OSP SGB/FAST MOBILITÀ’.

Sciopero 26 giugno 2026

In Piemonte (tutte le province), sciopero regionale, settore ferroviario di 8 ore dalle 9.00 alle 16.59 che coinvolge il personale SOC. TRENITALIA Direzione Customer Operations CSVD Regionale Piemonte. Sindacato: OSR ORSA FERROVIE.

In Lombardia (tutte le province), sciopero provinciale del trasporto pubblico locale della durata di 24 ore, con modalità variabili. Coinvolto il personale delle SOCC. GRUPPO ATM di Milano. Sindacato: CONFIAL TRASPORTI.

Sciopero 27 giugno 2026

Nella città di Roma, sciopero locale di 24 ore per gli addetti al servizio taxi sul territorio comunale di Roma Capitale (UTI/UGL-TAXI/FEDERTAXI-CISAL/CLAAI/FAST CONFSAL TAXI/USB-TAXI/FILT-CGIL TAXI/ATLT/CONSULTAXI/SUL TAXI/ATITAXI/AGCI/LEGACOOP LAZIO).

Nella città di Firenze, sciopero di 4 ore dalle 22.30 del 27/6 alle 02.30 del 28/6 per il personale SOC. GEST di Firenze, trasporto pubblico locale (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 08 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 22 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 23 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 25 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 26 giugno 2026, lungo la rete autostradale italiana i prezzi medi più recenti disponibili (aggiornamento 25-06-2026) indicano: benzina self a 1.913 euro, gasolio self a 1.996 euro, GPL servito a 0.877 euro e metano servito a 1.585 euro. Nelle tabelle seguenti trovate il dettaglio aggiornato e, a seguire, una guida per capire come si forma il prezzo alla pompa: dalla componente industriale al prelievo fiscale, passando per l’influenza delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, nonché per i margini che gli operatori possono modulare.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dei dati: 25-06-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (euro)
Gasolio SELF 1.996
Benzina SELF 1.913
GPL SERVITO 0.877
Metano SERVITO 1.585

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale pagato dall’automobilista è il risultato di due grandi blocchi: la componente fiscale, pari al 58%, e la componente industriale, che vale il 42%. La parte fiscale comprende accise e imposta sul valore aggiunto (Iva) e rappresenta, quindi, oltre la metà del prezzo allo scontrino. Si tratta di una quota poco comprimibile nel breve periodo, in quanto fissata per legge e applicata sull’imponibile, includendo anche i costi industriali. La parte industriale, invece, racchiude gli elementi che derivano dal mercato: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. Nello specifico, la materia prima incide per il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, con un impatto diretto anche dalle oscillazioni del cambio euro/dollaro, dato che le contrattazioni internazionali avvengono prevalentemente in dollari. Il margine lordo corrisponde al 12% del prezzo e copre logistica, stoccaggio, trasporto, costi operativi e il guadagno lungo la distribuzione, fino al punto vendita. Proprio su questo margine l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, in funzione di varie leve: il livello di concorrenza nell’area, la strategia commerciale di rete, i flussi di traffico, il tipo di erogazione (self o servito) e i servizi accessori offerti. Ne risulta che, a parità di scenario fiscale, l’andamento delle quotazioni internazionali e del cambio, insieme alle politiche di prezzo degli operatori, è ciò che più frequentemente determina i movimenti, anche giornalieri, del prezzo della benzina al distributore.

Per il gasolio, la struttura del prezzo presenta un equilibrio diverso tra fisco e industria: la componente fiscale è pari al 45%, mentre quella industriale pesa per il 55% del totale. All’interno della parte industriale, il costo della materia prima incide per il 45% del prezzo: anche qui contano le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’andamento del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti delle variazioni dei mercati globali sull’import finale. Il margine lordo, che vale il 10% del prezzo, comprende i costi e i ricavi della filiera logistica e distributiva e costituisce l’area su cui i gestori possono intervenire per calibrare il prezzo alla pompa. Tale intervento può riflettere la struttura dei costi (trasporto, stoccaggio, gestione del punto vendita), la pressione competitiva locale, la stagionalità della domanda e la scelta tra modalità self e servito. La combinazione di questi fattori fa sì che il prezzo del gasolio risulti spesso più sensibile alle dinamiche del mercato internazionale rispetto alla benzina, proprio perché la componente industriale è più ampia. Di conseguenza, a parità di imposizione fiscale, le oscillazioni di mercato e le strategie di rete hanno un peso rilevante sui listini, con aggiustamenti che possono emergere rapidamente nei nodi autostradali a più alto traffico.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.826 per la benzina, 1.915 per il diesel, 0.793 per il gpl, 1.571 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.913
Benzina SELF 1.825
GPL SERVITO 0.783
Metano SERVITO 1.514

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.934
Benzina SELF 1.856
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.944
Benzina SELF 1.854
GPL SERVITO 0.877
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.926
Benzina SELF 1.837
GPL SERVITO 0.825
Metano SERVITO 1.657

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.917
Benzina SELF 1.844
GPL SERVITO 0.734
Metano SERVITO 1.526

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.900
Benzina SELF 1.810
GPL SERVITO 0.763
Metano SERVITO 1.524

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.916
Benzina SELF 1.825
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.505

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.907
Benzina SELF 1.814
GPL SERVITO 0.757
Metano SERVITO 1.636

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.912
Benzina SELF 1.817
GPL SERVITO 0.864
Metano SERVITO 1.537

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.899
Benzina SELF 1.804
GPL SERVITO 0.748
Metano SERVITO 1.542

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.892
Benzina SELF 1.803
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.507

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.944
Benzina SELF 1.852
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.901
Benzina SELF 1.806
GPL SERVITO 0.750
Metano SERVITO 1.567

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.916
Benzina SELF 1.833
GPL SERVITO 0.748
Metano SERVITO 1.607

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.926
Benzina SELF 1.831
GPL SERVITO 0.866

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.925
Benzina SELF 1.836
GPL SERVITO 0.812
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.912
Benzina SELF 1.816
GPL SERVITO 0.766
Metano SERVITO 1.600

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.915
Benzina SELF 1.831
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.530

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.909
Benzina SELF 1.820
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.508

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.843
GPL SERVITO 0.889

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 26 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.882
Benzina SELF 1.796
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.500

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
La nuova truffa della targa clonata, come difendersi dal raggiro

Tutto comincia da una chiamata telefonica da parte di forze dell’ordine che avvisano il proprietario di un’auto che la sua vettura è stata usata in una rapina: l’interlocutore fornisce un numero di targa e chiede di verificare i dati dell’auto. La truffa della targa clonata non è nuova, ma continua a fare nuove vittime (quasi sempre anziani) con una regia sempre più raffinata e spietata. Conoscere il meccanismo è il primo passo per non cascarci.

Tutto parte dalla telefonata

Lo schema è collaudato e segue sempre lo stesso copione. L’anziano preso di mira riceve una telefonata da un falso appartenente alle forze dell’ordine, carabinieri o polizia, a seconda dei casi. L’interlocutore informa che l’auto della vittima risulta coinvolta in una rapina appena avvenuta, perché la targa del veicolo sarebbe stata clonata e utilizzata da una banda.

Il dettaglio che rende il raggiro così efficace è la cura con cui viene costruita la credibilità. Conoscono nome e cognome, a volte citano familiari, usano un tono pacato. Di norma tendono a essere fini parlatori e cercano di disorientare la vittima con un fiume di parole. Chi riceve la chiamata, spesso una persona anziana che vive sola, non ha il tempo di ragionare: l’urgenza costruita ad arte non lascia spazio alla riflessione.

L’arrivo del complice

La telefonata è solo il primo atto. Per dirimere ogni possibile coinvolgimento della vittima, i truffatori spiegano che è necessario un sopralluogo nella sua casa per verificare che non vi siano gioielli o altri preziosi riconducibili alla rapina. Se la vittima cede, il secondo tempo si mette in moto quasi subito.

Poco dopo la telefonata, alla porta di casa si presenta un complice che si qualifica a sua volta come appartenente alle forze dell’ordine. L’uomo chiede di visionare i gioielli custoditi in casa per accertare che non coincidano con quelli rubati durante la rapina. Fingendo di redigere un verbale, annota caratteristiche e descrizioni dei monili. 

Il momento decisivo è quello in cui la vittima viene allontanata anche solo per pochi secondi. La vittima viene invitata ad allontanarsi, ad esempio per recuperare un documento o un foglio utile alla verbalizzazione: in quell’istante il finto agente si impossessa dei gioielli e scappa. Nel frattempo, un altro componente della banda resta al telefono con l’anziano, fornendo spiegazioni sull’assenza del collega e invitandolo a recarsi in caserma per completare le procedure. Quando la vittima capisce cosa è successo, i truffatori sono già spariti.

Come difendersi

La buona notizia è che difendersi da questa truffa è possibile, e non richiede chissà quale accorgimento tecnico. Basta conoscere le regole di base e tenerle a mente. I carabinieri sul loro sito ufficiale ricordano che le forze dell’ordine non chiedono mai denaro per assistere i cittadini e non possono compiere una perquisizione in casa senza un mandato. Questo è il punto fermo da cui partire: qualsiasi voce al telefono che chiede di mostrare contanti o gioielli non è un carabiniere.

Oltre a non dare seguito alla chiamata riagganciando prontamente, in caso di sospetti è opportuno avvertire subito le forze dell’ordine chiamando il 112. Al contempo sarebbe opportuno avvisare un parente o un vicino di casa in modo da avere un ulteriore aiuto nel fronteggiare un’eventuale situazione di emergenza. 

Se si presentano dei carabinieri a casa o si riceve una chiamata da presunti agenti, meglio chiamare il commissariato della propria città tramite i numeri ufficiali e accertarsi che gli agenti siano reali. Pochi secondi di verifica possono fare la differenza tra una brutta esperienza e una truffa consumata.

Un reato che esiste

Attenzione a un aspetto che spesso viene trascurato: la clonazione fisica di una targa non è fantascienza. Il raggiro telefonico sfrutta proprio questa consapevolezza per risultare credibile. La clonazione della targa consiste nella riproduzione fraudolenta del numero di immatricolazione di un veicolo legittimo per applicarlo su un altro veicolo, solitamente dello stesso modello e colore per ridurre il rischio di rilevamento. Questa pratica criminale permette ai truffatori di circolare impunemente, commettere infrazioni stradali e perpetrare reati.

Chi sospetta di essere vittima di clonazione della targa deve presentare denuncia immediata alle forze dell’ordine, fare ricorso alla multa entro 30-60 giorni e richiedere il cambio targa. Si tratta di un reato penale che può comportare fino a 2 anni e 6 mesi di reclusione. La legge tutela chi subisce la clonazione, ma il percorso burocratico per dimostrare la propria innocenza richiede tempo e documentazione. 

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 05:30:29 +0000
News n. 16
Quanti bicchieri di birra o vino posso bere prima di guidare? Le quantità in base al peso

Tutti sanno che esiste un limite che non si deve superare di alcol, ma tra il sapere la teoria e il capire concretamente cosa significhi in termini di bicchieri, c’è un abisso. Uno di quei vuoti informativi che finisce per generare o l’eccesso di prudenza o, molto peggio, di sottovalutare il rischio. Vale la pena fare chiarezza una volta per tutte, numeri alla mano.

I limiti di legge

Prima di parlare di birra e vino, è indispensabile capire qual è la soglia oltre la quale scatta la sanzione. In Italia, il limite legale per la generalità dei conducenti è fissato a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue (g/l). Al di sotto di questo valore, non si applicano conseguenze. Al di sopra, invece, si entra in tre fasce di gravità crescente.

La prima fascia, quella che va da 0,5 a 0,8 g/l, è di rilevanza amministrativa. La seconda, tra 0,8 e 1,5 g/l, diventa un reato penale. La terza, oltre 1,5 g/l, è quella più grave, con ammende elevate, possibilità di arresto e confisca del veicolo se di proprietà del conducente. Le sanzioni economiche vanno da 573 a 2.170 euro per la prima fascia, con sospensione della patente da 3 a 6 mesi; salgono tra 800 e 3.200 euro per la seconda fascia, con sospensione da 6 mesi a un anno; e arrivano fino a 6.000 euro per la terza, con arresto da 6 mesi a un anno e sospensione fino a 2 anni. C’è poi una categoria per cui il discorso cambia radicalmente: neopatentati e autisti professionali devono rispettare un limite pari a zero. In pratica, anche un solo bicchiere può far scattare le sanzioni.

Un’ultima novità introdotta dal nuovo Codice della Strada riguarda il cosiddetto alcolock: chi viene fermato con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l si vede applicare un codice sulla patente che impone il divieto assoluto di assumere alcol prima di guidare, oppure l’obbligo di installare sul veicolo un dispositivo che ne blocca l’avviamento in caso di alcolemia positiva.

Come si calcola il tasso alcolemico

Ecco il punto dove molti si perdono. Il tasso alcolemico non dipende solo da quanti bicchieri si bevono: è il risultato di una combinazione di variabili diverse da persona a persona. Fattori come il peso corporeo, l’età, la gradazione alcolica delle bevande, l’aver mangiato o meno prima di bere, e il tempo trascorso tra l’ultimo sorso e il momento in cui si mette in moto influenzano tutti il risultato finale.

Il motivo per cui stomaco pieno e stomaco vuoto fanno così tanta differenza è fisiologico: quando si mangia, l’alcol viene assorbito dall’intestino in modo più lento. L’alcol assorbito passa nel sangue e da lì al fegato. Solo quando il fegato ha completato questo processo il tasso alcolemico torna a zero. A parità di bicchieri consumati, una donna di 50 kg a digiuno può trovarsi in una situazione completamente diversa da un uomo di 90 kg che ha appena finito di cenare.

Per orientarsi, l’Istituto Superiore di Sanità ha elaborato delle tabelle indicative che stimano il tasso alcolemico atteso in base a sesso, peso corporeo e condizione gastrica. È bene precisare che questi valori sono solo indicativi e non hanno alcuna validità legale, poiché la molteplicità di variabili individuali rende di fatto impossibile calcolare con precisione la quantità esatta di alcol che si può assumere senza superare il limite di legge. Detto questo, sono comunque uno strumento utile per farsi un’idea di massima.

Vino

Partiamo dalla bevanda per eccellenza della nostra tradizione. Un calice di vino standard è di circa 125 ml con gradazione intorno al 12%. Per un uomo di 70 kg, un calice di vino corrisponde a un tasso alcolemico stimato di circa 0,25 g/l a stomaco vuoto e di 0,15 g/l a stomaco pieno. Ma attenzione a non fermarsi al secondo: due calici a stomaco vuoto per un uomo di 70 kg porterebbero il tasso stimato intorno a 0,5 g/l, esattamente sulla soglia. Qualsiasi variabile aggiuntiva, come una digestione lenta, potrebbe far superare il limite.

Con il diminuire del peso le cose cambiano sensibilmente. Una donna di 55 kg con un bicchiere di vino da 125 ml a stomaco vuoto si troverebbe attorno a 0,42 g/l, e a stomaco pieno circa 0,24 g/l. Significa che già al secondo bicchiere, anche con cibo nello stomaco, il rischio di avvicinarsi o superare 0,5 g/l diventa concreto.

Birra

La birra è forse la bevanda che crea più confusione, anche perché la variabilità di gradazioni in commercio è enorme: si va dal 3,5% di una lager light al 10% di una doppio malto, passando per il 5% delle birre normali.

Partiamo dalla lattina da 33 cl classica al 5%: per un uomo di 70 kg, una lattina di birra normale a stomaco vuoto corrisponde a circa 0,28 g/l; a stomaco pieno scende a 0,16 g/l. Una sola birra, quindi, non è problematica per un adulto di corporatura media che ha mangiato. Due birre normali portano il tasso intorno a 0,32-0,56 g/l a seconda delle condizioni.

La situazione si complica con le birre speciali (8%): un uomo di 75 kg che assume a stomaco vuoto due birre speciali ottiene un’alcolemia attesa di 0,82 g/l, già nella fascia penale. Due birre artigianali, quindi, possono bastare a rendere la situazione illegale oltre che pericolosa. Le doppio malto al 10% meritano particolare attenzione. Un uomo di 80 kg a stomaco vuoto può in linea teorica concedersi due birre normali da 33 cl, ma la stessa persona con due birre speciali supererebbe già il limite.

Per le donne il margine si restringe ulteriormente: una donna di 55 kg che beve una lattina da 33 cl a stomaco vuoto si trova già a circa 0,46 g/l, praticamente sul limite con una sola birra. La seconda è fuori discussione.

Superalcolici

Gin, vodka, rum, whisky, grappa: il mondo dei superalcolici è quello dove le quantità si fanno più ingannevoli. Un bicchierino da 4 cl può sembrare pochissimo, ma la gradazione, che può viaggiare tra il 35% e il 60%, concentra una quantità di alcol puro significativa.

Per un uomo di 70 kg, un bicchierino di superalcolico da 4 cl a 45° corrisponde a circa 0,29 g/l a stomaco vuoto e 0,17 g/l a stomaco pieno. Fin qui, un solo amaro dopo cena può sembrare gestibile. Ma è facilissimo scivolare verso il secondo. Il problema dei superalcolici è che si combinano spesso con altre bevande durante la serata. Un uomo di 70 kg che ha bevuto a stomaco vuoto una birra doppio malto e un superalcolico si trova con un’alcolemia stimata di circa 0,84 g/l, già nella seconda fascia penale.

Per le donne, anche qui i numeri sono più severi: una donna di 55 kg con un solo superalcolico da 4 cl a stomaco vuoto si aggira intorno a 0,47 g/l, e il secondo la porterebbe abbondantemente oltre la soglia legale. I digestivi a gradazione inferiore (25-30%) sono leggermente meno critici in termini numerici, ma si consumano solitamente a fine pasto in aggiunta al vino, e l’effetto combinato è quello che conta davvero.

Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 05:30:25 +0000
News n. 17
Jamal Musiala senza patente, tutto per colpa di un incidente

Il pass per la fase a eliminazione diretta è già stato staccato dopo le prime due giornate, ma non per questo la Germania sottovaluterà la partita in programma stasera contro l’Ecuador. Nell’ultima giornata del Gruppo E dei Mondiali 2026, la Nazionale tedesca cercherà di confermarsi come una delle principali candidate alla vittoria finale, trascinata anche da Jamal Musiala, uno dei prospetti più interessanti della sua generazione.

Nonostante sia solo un classe 2003, il campione del Bayern Monaco ha già ottenuto la propria consacrazione nel firmamento europeo, ma fuori dal campo sta ancora facendo i conti con le conseguenze di un incidente avvenuto oltre un anno fa. Il 13 aprile 2025, sull’autostrada A8, il centrocampista viaggiava a 194 km/h in un tratto dove il limite era fissato a 120 km/h. Da quell’episodio è nato un iter giudiziario conclusosi nei primi mesi del 2026 senza indulgenze, visto che, oltre a una multa, si è visto revocare la patente.

L’incidente in autostrada

In pieno pomeriggio Musiala stava percorrendo la A8 in direzione Salisburgo, nei pressi di Neubiberg, con la sorella minore seduta accanto a lui, mentre sotto lavoravano gli oltre 600 CV di una Audi RS e-tron GT, una delle elettriche più potenti costruite dalla Casa di Ingolstadt. Secondo la ricostruzione fornita dalla Procura di Monaco, il calciatore tentò un sorpasso senza accorgersi di una Volkswagen Golf che circolava alla sua destra. Il contatto avvenne a velocità elevatissima e procurò ferite lievi alle persone a bordo della Golf, un uomo di 30 anni e una donna di 26. Musiala e la sorella non riportarono conseguenze fisiche.

Il giocatore si fermò subito per verificare le condizioni delle altre persone coinvolte. Il bilancio economico fu pesante: i danni complessivi vennero stimati intorno ai 200.000 euro. Entrambe le vetture risultarono compromesse in modo irreparabile e anche le barriere laterali dell’autostrada rimasero coinvolte nell’impatto.

Musiala ha poi riconosciuto di aver causato l’incidente e accettato le conseguenze. La fortuna, in una situazione simile, è stata soltanto una: nessuno ha riportato ferite gravi. A quasi 200 km/h, una distrazione durante un sorpasso può avere un esito ben diverso. A metà febbraio è scattata pure la revoca della patente: un nuovo documento non potrà essergli rilasciato prima che siano trascorsi nove mesi da quando il decreto è diventato definitivo. Pertanto, Musiala dovrà restare senza patente almeno fino all’autunno, quando potrà avviare l’iter necessario per tornare al volante.

Ecuador-Germania: velocità in campo

Le vicissitudini alla guida non tolgono nulla al talento di Musiala. E da lui i tifosi si aspettano molto anche in Ecuador-Germania, partita in programma questa sera alle 22 italiane al New York New Jersey Stadium. Reduce dal 7-1 contro Curaçao e dal 2-1 in rimonta sulla Costa d’Avorio, l’undici tedesco arriva all’ultima giornata con sei punti, forte dell’accesso già conquistato ai sedicesimi di finale.

Sul fronte opposto della barricata, l’Ecuador attende ancora di realizzare il suo primo goal nel torneo e ha disperato bisogno di aggiudicarsi l’intera posta per tenere aperto il discorso qualificazione. La Germania può permettersi qualche rotazione, ma Musiala resta uno dei giocatori capaci di cambiare una partita con un’accelerazione. Stavolta, però, la velocità dovrà restare confinata al rettangolo verde.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 19:40:47 +0000
News n. 18
Porsche 911 GT4 R, la sportiva da 520 CV nata per chi corre sul serio

Porsche ha dato vita a un’evoluzione della 911 nata per la pista. Una vettura esclusiva che non può vedere la strada ma dedicata a competere nella Categoria GT4. Non un aggiornamento, bensì qualcosa di genuinamente nuovo questa 911 GT4 R, nata dalla divisione motorsport di Zuffenhausen per competere sul serio. Chi si aspettava un piccolo ritocco al catalogo racing di Porsche si sbagliava di grosso.

Il prezzo? 265.000 euro tasse escluse. Non esattamente una cifra per tutte le tasche ma parliamo di una macchina da corsa vera, sviluppata per vincere campionati.

Nata per la GT4

La 911 GT4 R è destinata a raccogliere l’eredità dei fortunati modelli Clubsport, a partire dalla stagione agonistica 2027. Un passaggio di testimone che non è solo tecnico, ma anche simbolico: la piattaforma cambia, la filosofia no. Portare una vettura competitiva e accessibile alle squadre che vogliono correre nelle serie GT4 internazionali.

E il palcoscenico su cui dovrà dimostrare il suo valore non è da poco: campionati come la ADAC GT4 Germany o la GT4 European Series sono riferimenti importanti per il motorsport clienti europeo, frequentati da team professionisti e gentlemen driver che cercano affidabilità, prestazioni e un pacchetto tecnico che permetta loro di fare la differenza senza reinventarsi ogni weekend.

Evoluzione della versione Cup

Questo nuovo modello è basato tecnicamente sulla versione Cup della 911 GT3. Un punto di partenza nobile, che garantisce una base già collaudata e affinata in decine di campionati in tutto il mondo. Da lì in poi, la divisione motorsport ha lavorato su ogni dettaglio per costruire qualcosa di specifico per le regole GT4, senza tradire l’impostazione della macchina madre.

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Motore

Al cuore della GT4 R c’è il più classico dei motori Porsche moderni. Al retrotreno trova posto il celebre motore boxer a sei cilindri da 4,0 litri ad alto regime di rotazione, già apprezzato sulla 911 Cup. Nella sua configurazione nativa, questa unità è capace di sprigionare una potenza massima di 520 CV con una coppia di 470 Nm. Tuttavia, per rispettare i rigorosi regolamenti della classe GT4, la vettura può essere consegnata dalla fabbrica dotata di limitatori del flusso d’aria che riducono la potenza a 430 CV.

La gestione della spinta è affidata a un cambio sequenziale a sei rapporti con innesti a denti frontali, azionabile tramite le palette al volante. Niente automatismi superflui, niente compromessi: una trasmissione pensata per rispondere in modo diretto, senza filtri tra il pilota e la meccanica.

Telaio e materiali

Sul fronte del telaio, all’anteriore troviamo un asse a doppio braccio oscillante, mentre il posteriore adotta uno schema multi-link. Entrambi sono completamente regolabili in altezza, campanatura e convergenza. I team possono inoltre contare su ammortizzatori a due vie e tre diverse costanti elastiche delle molle per affinare il set-up. Una flessibilità che permette di adattare la macchina a qualsiasi circuito, dal lento e tecnico al veloce e spietato.

Sull’impianto frenante non si è badato a spese: due circuiti separati con pinze monoblocco in alluminio, a sei pistoncini davanti e a quattro pistoncini dietro, che agiscono su dischi in acciaio da 380 mm. Il tutto è coordinato da un sistema ABS da corsa Bosch di quinta generazione, progettato per offrire prestazioni costanti anche sotto carichi estremi.

Sul fronte dei materiali, una delle innovazioni più affascinanti riguarda l’ampio utilizzo di materiali compositi in fibra naturale uniti a resina epossidica, impiegati per componenti critiche come le portiere, il cofano motore e diverse appendici aerodinamiche, oltre a elementi specifici del cockpit. Leggeri, rigidi e sostenibili, un binomio che il motorsport moderno persegue con sempre più convinzione.

L’aerodinamica è completata da una vistosa ala posteriore con attacco a collo di cigno, regolabile manualmente in undici posizioni diverse per adattarsi alle esigenze di ogni tracciato. Downforce o bassa resistenza: la scelta spetta al team, e gli undici step disponibili lasciano ampio margine di manovra.

 

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 14:04:55 +0000
News n. 19
Hyundai, primo sciopero nell’era dell’IA: gli operai sfidano i robot umanoidi

Il sindacato di Hyundai ha votato con l’87% dei consensi l’autorizzazione allo sciopero, coinvolgendo quasi 40.000 iscritti, dopo che undici round di trattative salariali si sono arenati senza risultato. Al centro dello scontro, stavolta, non ci sono solo buste paga e benefit: ci sono i robot e il futuro che li vede come protagonisti.

Dipendenti contro robot

La decisione di Hyundai di introdurre migliaia di robot umanoidi Atlas negli stabilimenti produttivi entro il 2027 ha provocato una dura reazione dei sindacati sudcoreani. In una lettera interna diffusa, il sindacato è stato categorico: senza un accordo tra lavoratori e direzione, nessun robot basato su nuove tecnologie potrà entrare sul posto di lavoro.

Il sindacato dei metalmeccanici coreani ha fatto i propri calcoli: secondo le sue stime, ogni robot costerà meno di due anni di stipendio di un operaio, un dato che sposta la lettura da supporto alla manodopera a sostituzione pianificata. E la richiesta economica che accompagna la protesta è altrettanto chiara: i rappresentanti sindacali vogliono partecipare ai profitti prodotti da questa rivoluzione tecnologica, chiedendo un bonus straordinario pari al 30% dei profitti netti, per circa 25.000 euro a testa per i 73.000 dipendenti del gruppo.

Robot in aumento

Al CES 2026 di Las Vegas, Boston Dynamics (sussidiaria del gruppo Hyundai) ha presentato la versione commerciale del robot umanoide Atlas. Un progetto che fa parte del piano industriale di Hyundai e prevede la costruzione di un impianto dedicato alla produzione di robot con una capacità stimata di circa 30.000 unità all’anno entro il 2028.

Hyundai ha cercato di rassicurare tutti presentando un piano di integrazione progressiva: Atlas inizierà nel 2028 con compiti ripetitivi dove sicurezza e qualità sono state comprovate, per poi estendersi all’assemblaggio entro il 2030. L’azienda, insomma, dipinge uno scenario in cui umani e macchine lavorano fianco a fianco. Ma il valore delle azioni Hyundai ha registrato un incremento dopo l’annuncio del piano robotico e questo ha contribuito ad alimentare ulteriori timori tra i lavoratori.

Futuro distopico o progresso?

La vicenda Hyundai assume un valore simbolico che va ben oltre il settore automobilistico. Mentre le imprese investono sempre più nell’integrazione tra intelligenza artificiale e robotica fisica, cresce il dibattito su come governare la transizione tecnologica. Non è una questione che riguarda solo la Corea del Sud.

In Sud America le prime manifestazioni di bancari e autisti hanno puntato il dito contro banche digitali e piattaforme di trasporto che annunciano massicce riduzioni di personale. In Europa, BT Group ha licenziato 55.000 dipendenti prevedendo che un terzo delle posizioni sarà sostituito dall’automazione. Il caso Hyundai è solo il più visibile di una serie di tensioni che si stanno moltiplicando in tutto il mondo industrializzato.

Quello che sta succedendo da Hyundai è solo l’inizio. Se i robot umanoidi diventano davvero abbastanza capaci da lavorare in fabbrica, ogni azienda manifatturiera del mondo vorrà usarli. La domanda che nessuno sa ancora rispondere è se questa transizione porterà con sé nuovi lavori oppure semplicemente meno lavoratori. La questione non riguarda soltanto l’innovazione, ma anche la distribuzione dei benefici economici, la tutela dell’occupazione e la definizione di nuove regole per la convivenza tra esseri umani e macchine. Per ora, trentamila persone in tuta da lavoro hanno deciso che su tutto questo vogliono avere voce in capitolo.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 13:06:40 +0000
News n. 20
Sostanze stupefacenti al volante, sanzioni pesanti e rischi per la patente

Nel Codice della Strada la guida dopo aver assunto droghe rientra tra le condotte più gravi perché unisce il rischio per la sicurezza, la responsabilità penale del conducente e la possibilità di perdere la patente. Il tema è diventato più sensibile dopo la riforma del Codice della Strada introdotta dalla legge 177 del 2024. La modifica dell’articolo 187 ha spostato l’attenzione dalla vecchia formula della guida in stato di alterazione psicofisica alla guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il legislatore ha voluto anticipare la soglia di intervento e rendere più severo il contrasto a una condotta considerata molto pericolosa.

Che cosa prevede l’articolo 187 del Codice della Strada

L’articolo 187 del Codice della Strada punisce chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope. La sanzione prevede un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi a un anno. All’accertamento del reato si aggiunge sempre una conseguenza amministrativa sulla patente con sospensione da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a una persona estranea al reato, la durata della sospensione viene raddoppiata.

Per chi rientra tra i soggetti dell’articolo 186-bis, come neopatentati, conducenti professionali e autisti di mezzi destinati al trasporto di persone o cose in determinate condizioni, le sanzioni possono essere aumentate da un terzo alla metà. In caso di recidiva nel triennio, la patente viene revocata. Per i conducenti professionali la revoca può arrivare sempre quando il reato viene commesso nell’ambito delle categorie previste.

Con la sentenza di condanna o di applicazione della pena viene disposta la confisca del mezzo utilizzato per commettere il reato, salvo che appartenga a una persona estranea. In pratica la conseguenza non si ferma alla patente o alla multa, ma può incidere anche sulla disponibilità dell’auto. La situazione diventa ancora più grave se il conducente provoca un incidente stradale. In quel caso le pene vengono raddoppiate e la patente è sempre revocata.

Perché la riforma ha cambiato il modo di leggere la norma

Prima della riforma il reato ruotava in modo più diretto intorno allo stato di alterazione psicofisica. Dopo le modifiche introdotte dalla legge 177 del 2024, la formulazione si è concentrata sulla guida successiva all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Questo passaggio ha fatto discutere perché sembrava rendere punibile la semplice positività anche quando la sostanza fosse stata assunta in un momento non vicino alla guida.

La circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Ministero della Salute dell’11 aprile 2025 ha chiarito che serve una correlazione temporale tra assunzione e guida. Non basta ragionare in modo generico sulla presenza di una sostanza nel corpo. Occorre accertare che l’assunzione sia avvenuta in un periodo prossimo alla conduzione del veicolo e che la sostanza sia ancora in grado di produrre effetti sull’organismo durante la guida.

Questo spiega perché il tema delle matrici biologiche è centrale. Secondo le indicazioni ministeriali, sangue e fluido del cavo orale sono le matrici considerate idonee a individuare una presenza compatibile con effetti ancora attivi mentre le urine possono documentare un’assunzione pregressa ma non sono da sole sufficienti per dimostrare un’intossicazione in atto.

La Corte costituzionale è intervenuta nel 2026 sul nuovo impianto normativo con l’esclusione dell’illegittimità della norma ma con il richiamo della necessità di collegare la sanzione alla pericolosità della condotta. Il Ministero dell’Infrastrutture e dei Trasporti ha poi sottolineato che, nella disciplina vigente, il test salivare e l’esame del sangue sono strumenti centrali per soddisfare i requisiti probatori.

Come funzionano droga-test e accertamenti

Gli organi di polizia stradale possono sottoporre il conducente a controlli qualitativi non invasivi quando ci sono elementi utili o ragionevoli motivi per procedere. Questi accertamenti possono avvenire anche con apparecchi portatili e hanno lo scopo di orientare l’intervento e non di chiudere il procedimento. Se il primo test dà esito positivo o non negativo, si passa agli accertamenti analitici di conferma.

Il fluido del cavo orale, cioè la saliva, è diventato uno strumento importante nei controlli. Il prelievo deve avvenire secondo procedure definite, con raccolta del campione, conservazione, trasporto e catena di custodia. Quando il prelievo del fluido orale non è possibile oppure quando il conducente viene trasportato in ospedale dopo un incidente, gli agenti possono richiedere prelievi di liquidi biologici nelle strutture sanitarie.

Patente ritirata subito, quando può accadere

Una delle conseguenze più temute riguarda il ritiro immediato della patente. Quando l’esito degli accertamenti di conferma non è disponibile nell’immediato, ma il test preliminare è positivo e ricorrono i presupposti previsti, gli organi di polizia possono disporre il ritiro della patente fino all’esito degli accertamenti per un periodo non superiore a dieci giorni. Nel frattempo il conducente non può continuare a guidare.

Se non c’è una persona idonea che possa prendere il volante, il veicolo viene fatto trasportare nel luogo indicato dall’interessato o presso la più vicina autorimessa. Le spese di recupero e trasporto sono a carico del conducente sottoposto a controllo. Dopo l’esito positivo degli accertamenti analitici il prefetto dispone che il conducente si sottoponga a visita medica per verificare l’idoneità alla guida. La patente può essere sospesa in via cautelare fino all’esito dell’esame di revisione. Se dalla visita emerge l’inidoneità può scattare la revoca con divieto di conseguire una nuova patente prima del termine previsto.

Per i conducenti più giovani il quadro è ancora più severo. Se il reato viene accertato nei confronti di un minore di 21 anni non ancora titolare di patente, il conseguimento del titolo può essere impedito fino al compimento dei 24 anni. Se il soggetto stava guidando con foglio rosa, le regole sulla sospensione e sulla revoca possono colpire anche l’autorizzazione all’esercitazione.

Assicurazione auto, il risarcimento ai terzi non salva il conducente

La Rc auto serve a risarcire i terzi danneggiati e questo principio resta centrale anche quando il conducente responsabile ha commesso una grave violazione. Dopo aver pagato i danni, la compagnia può esercitare il diritto di rivalsa nei confronti dell’assicurato se le condizioni di polizza lo prevedono.

Nel caso di rivalsa, l’assicurazione risarcisce il danneggiato, poi può chiedere al proprio cliente il rimborso delle somme versate, nei limiti e secondo le clausole del contratto. Alcune polizze prevedono clausole di rinuncia alla rivalsa o limitazioni della rivalsa, ma non sono uno scudo universale. Le condizioni cambiano da compagnia a compagnia, possono avere esclusioni, massimali, franchigie e casi non coperti.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 12:00:07 +0000
News n. 21
F1, GP Austria: orari della qualifica e della gara in TV e streaming

Il gap di 41 punti tra Lewis Hamilton e Kimi Antonelli è colmabile se la Ferrari dimostrerà ulteriori progressi nelle prossime sfide europee. Tre podi di fila negli ultimi tre round, la storica prima vittoria in Ferrari arrivata a Barcellona e una seconda posizione in campionato, hanno riacceso l’entusiasmo dei tifosi della Scuderia in una fase in cui il team sembra aver iniziato a seguire alla lettera le indicazioni del campione anglocaraibico.

Dopo un 2025 al di sotto delle aspettative, Lewis Hamilton pare aver imboccato la strada giusta e, a 41 anni suonati, sembra pronto a caricarsi sulle spalle la Rossa. Intorno alla squadra c’è un rinnovato entusiasmo, ma la nota dolente delle ultime settimane è rappresentata da Charles Leclerc che sta commettendo errori pesanti in pista che lo hanno fatto scivolare in graduatoria a -81 dal leader emiliano della Mercedes. Sul tracciato del Red Bull Ring il monegasco ha sempre dimostrato di avere un ottimo feeling e una delle sue 8 vittorie in F1 è arrivata a Spielberg nel 2022.

Nuovo scenario in F1?

La tappa austriaca dirà tanto sulle ambizioni della Ferrari e, in attesa di capire quanto l’ADUO impatterà sulle performance della SF-26, a Maranello si sta lavorando per perfezionare telaisticamente la Rossa. A Barcellona è arrivato un pacchetto di aggiornamenti particolarmente corposo, valutato in circa tre decimi al giro, che ha garantito a Lewis Hamilton la possibilità di lottare e battere, con un pizzico anche di fortuna, le Mercedes W17.

La Stella si è offuscata in Spagna, senza novità tecniche, sebbene un George Russell in grande spolvero in qualifica e nella prima parte di GP, ma scelte strategiche e un calo progressivo del ritmo hanno facilitato la missione del numero 44. Kimi Antonelli, dopo un ruolino di marcia da sogno nei primi 6 GP, si è fermato per un problema tecnico, riaprendo la contesa. Il team di Brackley cercherà il riscatto sul tracciato del RB Ring, sfruttando la potenza delle PU soprattutto nei tre allunghi consecutivi dove la prima fase di accelerazione risulterà decisiva.

Con i suoi 4.318 metri il RB Ring è uno dei circuiti più amati dai piloti, grazie alle continue accelerazioni e frenate violente sui sali scendi. Sarà il primo appuntamento con aria più rarefatta del normale e vedremo quale monoposto si esprimerà al meglio. La McLaren dovrà alzare il livello delle sue performance. Attesissima anche la Red Bull Racing che porterà un corposo pacchetto di aggiornamenti per abbassare il peso della RB22. In Spagna la vettura costruita a Milton Keynes ha sofferto le curve a media e alta velocità. Per Max Verstappen e Isack Hadjar l’Austria rappresenterà un banco di prova utile per valutare gli sviluppi.

Gli orari TV per seguire l’evento

Il GP d’Austria verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport F1 (anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su NOW. TV8 offrirà in differita le qualifiche e il Gran Premio. Non essendo un weekend sprint, il programma seguirà il format tradizionale: tre sessioni di prove libere, le qualifiche del sabato e la gara domenicale su una lunghezza di 71 tornate. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:

Venerdì 26 giugno

  • Prove Libere 1: ore 13:30 – 14:30
  • Prove Libere 2: ore 17:00 – 18:00

Sabato 27 giugno

  • Prove Libere 3: ore 12:30 – 13:30
  • Qualifiche: ore 16:00 – 17:00 (differita su TV8 alle ore 18:00)

Domenica 28 giugno

  • Gara: ore 15:00 (differita su TV8 alle ore 18:30)
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 10:35:36 +0000
News n. 22
MINI Cooper D da record, raggiunti un milione di chilometri

Toccare un milione di chilometri è un risultato speciale per qualsiasi vettura, ma farlo con il motore originale e senza interventi straordinari ha reso una MINI Cooper D celebre nel mondo. L’affidabilità della compatta inglese di segmento B è stata comprovata da una prova impregnata di determinazione e amore per i lunghi spostamenti.

Per il proprietario, Peter Kirchoff, il traguardo raggiunto ha un sapore molto più ampio, mostrando lo straordinario legame creato con la sua MINI. In 12 anni a bordo della sua Cooper D Peter ha affrontato senza particolari patemi ben un milione di km. Un dato eccezionale ottenuto senza cambiare motore e registrando un consumo medio di 2,95 l/100 km. Il 20 giugno del 2026 il risultato è stato festeggiato presso lo stabilimento di Oxford dove la vettura è stata prodotta.

Compagna eccezionale

La MINI B, battezzata Nemo, ha attraversato ben 25 Paesi, e il proprietario nei suoi lunghi spostamenti ha annottato tutti i dettagli in quella che è diventata una missione chiamata Project One M. Sul suo profilo Facebook Kirchoff ha documentato km per km la sua esperienza di guida, condividendo i dati con la comunità con estrema precisione e trasparenza. Non solo il proprietario si è divertito a girare il mondo, ma ha trasformato la sua esperienza in un test scientifico utile a tutti gli amanti del marchio inglese.

Con la caratteristica livrea Volcanic Orange e le strisce bianche sul cofano, la versione diesel dell’iconica utilitaria inglese ha dimostrato una super efficienza. Con consumi estremamente contenuti e una meccanica rimasta sostanzialmente invariata, la MINI D ha completato il progetto senza affanni e ora non si fermerà. Il risultato del milione raggiunto rappresenta solo l’inizio di un percorso che dovrebbe concludersi con il traguardo del milione di miglia, cioè 1,6 milioni di km. A nostro avviso la conquista del One Million Miles Project risulterà più complessa, ma l’affidabilità dimostrata sin qui dal motore diesel B47 di BMW lascia ben sperare.

Cucita su misura

Kirchoff ha configurato l’auto personalmente e ha assicurato di non aver mai avuto dubbi sulla scelta di un altro brand. L’uomo è un grande appassionato di MINI e ha dichiarato:

“La mia MINI non mi ha mai lasciato a piedi: motore originale, nessun intervento importante, nessun incidente e un consumo incredibilmente basso di 2,56 litri per 100 chilometri. Qualità che gli altri automobilisti abituati alle lunghe percorrenze possono solo sognare”.

La sua passione per il marchio britannico si lega inevitabilmente a Oxford, il luogo di nascita della MINI moderna. La prima MINI della nuova era è uscita dalla linea di produzione nello stabilimento inglese il 26 aprile 2001. Markus Grüneisl, responsabile degli impianti di Oxford e Swindon, ha annunciato:

“Oxford fa parte della storia di MINI da quando le prime MINI classiche sono uscite dalla linea di produzione qui, nel 1959. Mentre celebriamo i 25 anni di produzione della MINI moderna, questo traguardo rappresenta un tributo perfetto alla competenza e alla dedizione del nostro team, e siamo felici di accogliere Peter e la sua MINI nello stabilimento. Siamo orgogliosi che una MINI costruita qui possa raggiungere con facilità un milione di chilometri e avere ancora un aspetto così impeccabile”.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 09:45:32 +0000
News n. 23
MotoGP, GP Olanda: pronostici e orari Sprint Race e gara, dove vederle in TV

Il doppio successo consecutivo di Marc Marquez in Ungheria e Repubblica Ceca ha stravolto completamente gli scenari della classe regina. Lo spagnolo ha ridotto il suo gap dal leader Marco Bezzecchi, complici gli ultimi passaggi a vuoto del romagnolo. La squalifica nella sfida Brno ha rappresentato il punto più basso della carriera del Bez che dovrà rifarsi per non cadere in una spirale negativa sul piano psicologico. L’alfiere italiano dell’Aprilia, al Mugello, aveva accumulato ben 102 punti di vantaggio su MM93.

L’operazione al piede e alla spalla destra ha completamente rimesso a nuovo il campione della Ducati che ha ritrovato nuova linfa nelle ultime due sfide, dimostrando di avere una marcia in più. Lo scorso anno Marc Marquez dominò la scena sulla Rossa, ma Assen non è uno dei suoi tracciati preferiti. In totale il numero 93 ci ha vinto 3 volte. Pecco ha conquistato tre edizioni di fila (2022, 2023, 2024) e potrebbe prolungare la striscia positiva di 4 podi consecutivi. La classifica è corta perché tra il primo ed il settimo, che è Bagnaia, vittorioso nella SR ceca e fresco di annuncio del passaggio in Aprilia nel 2027, ci sono appena 53 punti.

Operazione sorpasso

Marco Bezzecchi dovrà anche stare molto attento a Jorge Martin che si è rifatto sotto in classifica a soli 8 punti. Se a Balaton Park il romagnolo era stato incolpevole, a Brno il pilota dell’Academy VR46 ha avuto una reazione esagerata, schiaffeggiando un commissario dopo una banale caduta. Un brutto gesto che è stato punito con il ban nella sfida della scorsa settimana. Le scuse non hanno evitato una gogna mediatica che non aiuteranno mentalmente il leader dell’Aprilia.

Fari puntati anche su Fabio Di Giannantonio che continua con costanza a ottenere punti pesanti, a -23 dal vertice della classifica. Il TT Circuit di Assen è caratterizzato da curvoni veloci e cambi di direzione rapidi. Il tracciato olandese, dove Valentino Rossi riusciva sempre a esprimersi al massimo, evidenzia la precisione di guida, l’agilità della moto e mette a dura prova le gomme. Salvo clamorose sorprese sarà una sfida tutta italiana tra Aprilia e Ducati.

Pedro Acosta, sostituto nel 2027 di Bagnaia in Ducati, potrebbe esaltarsi tra le curve in rapida successione del tracciato olandese, ma nelle ultime uscite la KTM ha dimostrato scarsa affidabilità. In una delle piste più iconiche del calendario sarebbe entusiasmante vedere al top della forma anche i piloti della Yamaha, Fabio Quartararo e Toprak Razgatlioglu, ma la M1 non è ancora all’altezza delle moto migliori del lotto.

Gli orari TV del GP Olanda

L’evento di Assen verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 offrirà in differita le sfide delle tre classi del Motomondiale nella giornata di domenica. Il weekend di Assen chiude l’ultimo “back to back” prima della sfida di metà luglio in Germania e della pausa estiva. Il Gran Premio d’Olanda 2026 di MotoGP sarà di 26 giri, mentre la Sprint Race si correrà sulla distanza di 13 giri. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:

Venerdì 25 giugno

  • FP1 Moto3: 9:00-9:35
  • FP1 Moto2: 9:50-10:30
  • FP1 MotoGP: 10:45-11:30
  • FP1 Baggers: 12:40-13:00
  • P Moto3: 13:15-13:50
  • P Moto2: 14:05-14:45
  • P MotoGP: 15:00-16:00
  • FP2 Baggers: 17:10-17:30

Sabato 26 giugno

  • FP2 Moto3: 8:40-9:10
  • FP2 Moto2: 9:25-9:55
  • FP2 MotoGP: 10:10-10:40
  • Qualifiche MotoGP: 10:50-11:30
  • Qualifiche Baggers: 12:05-12:25
  • Qualifiche Moto3: 12:45-13:25 (diretta su TV8)
  • Qualifiche Moto2: 13:40-14:20 (diretta su TV8)
  • Sprint MotoGP: 15:00 (diretta su TV8)
  • Gara 1 Baggers: 16:10

Domenica 27 giugno

  • Warm-Up MotoGP: 9:40-10:50
  • Gara Moto3: 11:00 (differita su TV8 alle ore 13:00)
  • Gara Moto2: 12:15 (differita su TV8 alle ore 14:15)
  • Gara MotoGP: 14:00 (differita su TV8 alle ore 16:00)
  • Gara 2 Baggers: 15:30
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 08:44:03 +0000
News n. 24
Gli autobus elettrici soffrono il caldo record di Roma, autonomia compromessa

La Capitale, nei primi giorni estivi, resta avvolta nella morsa del caldo con temperature record. Negli orari più bollenti l’intensità del sole è elevatissima e raggiunge il suo massimo verso le ore 14. Le temperature percepite si aggirano da giorni sui 35° per una ondata di calore che non sembra destinata ad attenuarsi nel prossimo fine settimana. Con un clima estremo a soffrire sono anche gli autobus elettrici che coprono le tratte urbane di Roma che devono affrontare una emergenza a causa di un maggior consumo delle batterie.

La copertura nella Capitale

Sulle strade romane sono ben 250 i bus elettrici circolazione e, quando la fornitura sarà completa, diventeranno 411, 396 dei quali da 12 metri e 15 da 18 metri. In questi ultimi giorni i pullman alla spina stanno affrontando alcune criticità a causa di un maggiore utilizzo dell’aria condizionata. Per questo motivo devono tornare nei depositi per ricaricarsi anzitempo, sebbene Atac abbia evidenziato che non ci siano ripercussioni sulle corse.

Il primo di 250 mezzi elettrici per il trasporto pubblico ha debuttato sulle strade di Roma a marzo del 2025. I mezzi green gradualmente sono entrati in funzione, perché nei primi giorni erano stati caratterizzati dal furto dei cavi di rame dalle stazioni di ricarica nel deposito di Portonaccio. Il contratto di servizio relativo alla fornitura specifica degli autobus a zero emissioni devono presentare un’autonomia di 250 chilometri.

Scoppia il caso

Il membro del CdA di Atac, Roberto Cantiani, ha annunciato problema al Corriere della Sera. Come confermato anche sulle colonne di RomaToday, a causa delle alte temperature che si riscontrano sin dalle prime ore del mattino, l’autonomia dei bus scenderebbe della metà a causa del necessario e costante utilizzo dell’aria condizionata. Quando la batteria segna il 30%, gli autisti sono costretti a chiamare la centrale operativa e rientrare nei depositi di Grottarossa e Portonaccio per ricaricare di energia i pullman elettrici. Discorso analogo si può estendere anche alle auto elettriche che possono avere una autonomia limitata in condizioni di estremo caldo o freddo.

In giornate roventi è sostanzialmente impossibile non rinfrescare l’abitacolo con l’uso dell’aria condizionata. Anche Atac ha sottolineato come sia “del tutto naturale che con un’ondata di caldo estremo ci sia un utilizzo più intenso dei condizionatori e che aumentino i consumi del mezzo: succede con il gasolio e anche con l’elettrico”. Il servizio funzionerebbe senza particolari patemi e verrebbe garantito “secondo quanto previsto dai programmi d’esercizio”.

I bus full electric vengono caricati a rotazione per “rendere meno critico l’impatto sulla rete di distribuzione dell’energia elettrica” che già deve affrontare “momenti di picco della domanda dovuti all’accensione dei condizionatori”. L’Atac ha escluso riduzioni delle corse o l’uscita di mezzi senza aria condizionata con l’obiettivo di garantire la continuità su strada anche nelle giornate più calde estive.

La calura proseguirà per svariati mese e per questo motivo Atac ha contattato il fornitore dei mezzi per trovare una soluzione effettiva per ottimizzare le batterie. I bus sono in full service, quindi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono a carico del fornitore e senza costi aggiuntivi per l’azienda per i trasporti autoferrotranviari del Comune.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 08:13:29 +0000
News n. 25
Tra carburanti e parcheggi polverizzato uno stipendio all’anno per recarsi a lavoro

In un’Italia sempre più piegata da una crisi economica che sta modificando profondamente le scelte di famiglie, lavoratori e imprese, emergono dei dati sui costi della mobilità che fanno tremare i polsi agli automobilisti. Con il decentramento urbano in zone periferiche per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, il risparmio sull’affitto viene corroso dalla crescita esponenziale delle spese per raggiungere il posto di lavoro.

L’analisi della Cna ha palesato che una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone di locazione può finire poi per investire oltre 2.000 euro annui aggiuntivi tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre voci di spesa legate alla mobilità quotidiana. Dove sarebbe a quel punto il vantaggio? Costanti spostamenti nel traffico determinano anche un aumento dello stress e per molti impieghi la soluzione di un lavoro da remoto sarebbe stata facile da confermare anche dopo la situazione emergenziale del periodo pandemico.

Dati inquietanti

Se il beneficio sull’affitto finisce poi per essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro c’è da capire, città per città, come si arrivino a spendere cifre così alte. A Milano vivere fuori dal cuore della city consente ancora un vantaggio economico significativo, ma molto inferiore a quello che appare a prima vista.

Nel capoluogo meneghino, come è emerso dall’indagine della Cna, un nucleo familiare può risparmiare mediamente circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione scegliendo un’abitazione fuori città, ma oltre 2.300 euro vengono erosi dai maggiori costi di mobilità. Il beneficio reale? Circa 3.000 euro annui. Nella Capitale il risparmio sull’affitto si aggirerebbe intorno 4.800 euro l’anno, ma il costo aggiuntivo degli spostamenti oltrepasserebbe la soglia dei 2.200 euro, garantendo un surplus di circa 2.600 euro. Scenario analogo a Firenze e Bologna, dove oltre la metà del beneficio derivante da un affitto più basso viene polverizzato dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro.

Vantaggio limitatissimo nel Mezzogiorno

In città come Bari, Napoli, Perugia e Ancona il risparmio sull’affitto verrebbe assorbito per oltre due terzi dal costo degli spostamenti quotidiani per un risparmio effettivo di poche centinaia di euro l’anno. A Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce fino all’85-90% del risparmio ottenuto sul canone può essere eroso dalle spese di mobilità. Tradotto: per un lavoratore di una piccola impresa e un artigiano c’è un problema inaggirabile.

Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti devono anche spostarsi costantemente durante la giornata e, in base alle analisi della Cna, un serramentista affronta mediamente circa 20mila chilometri all’anno con esborsi che possono superare i 4.500 euro per veicolo. Con i costi dei carburanti registrati per un elettricista che opera quotidianamente sul territorio l’esborso annuale cresce a circa 5.600 euro, mentre per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30mila chilometri l’anno, il conto da pagare può arrivare a 6.700 euro.

Gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, percorrono in media circa 35mila chilometri l’anno, il costo può arrivare a 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo dell’impresa. Il presidente Cna Dario Costantini ha annunciato:

“Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti, servono risposte coordinate. Oltre alle politiche abitative sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale”.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 07:06:15 +0000


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