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News n. 1
Auto da città con cambio automatico, le 9 migliori del 2026

I dati di vendita degli ultimi anni raccontano di un’Italia in cui la quota di auto vendute con cambio automatico è cresciuta in modo costante, e nel segmento delle citycar, tradizionalmente il più restio ad abbandonare il manuale per ragioni di costo, il cambiamento è ormai evidente. Sempre più modelli offrono l’automatico di serie o come opzione, e sempre più acquirenti lo scelgono. Se siete tra questi, la lista che segue fa al caso vostro.

Kia Picanto

La Picanto è uno di quei prodotti che non fanno mai rumore ma non smettono mai di vendere. Aggiornata di recente, la citycar coreana è disponibile in versione benzina e GPL, entrambe abbinabili a un cambio automatico AMT a 5 marce. L’AMT non è il cambio automatico più raffinato del mercato ma è pratico, abbastanza fluido nell’uso quotidiano e non costa quanto un doppio innesto. Il motore benzina da 67 CV e la versione GPL da potenza analoga sono entrambi dimensionati in modo perfetto per l’uso urbano. La Picanto ha il vantaggio di essere compatta davvero: meno di 3,60 metri, facile da parcheggiare anche negli spazi più stretti del centro storico.

Toyota Aygo X

La Toyota Aygo X è la citycar che ha scelto di differenziarsi esteticamente, con un design che guarda al mondo dei crossover senza però alzare il centro di gravità. Il CVT disponibile su questo modello è tra i migliori della categoria: progressivo, silenzioso, capace di accompagnare il sistema propulsivo full hybrid con una fluidità che fatica a trovare paragoni nel segmento. La Toyota Aygo X con automatico è una delle scelte migliori per chi usa l’auto principalmente in città e vuole una guida priva di qualsiasi fatica. In più, la solidità tipica del brand giapponese la rende un acquisto su cui ci si può fidare a lungo termine.

Suzuki Swift

La nuova Swift ha fatto un passo in avanti importante rispetto alla generazione precedente, anche sul fronte del cambio automatico. La versione mild hybrid da 83 CV è disponibile con un CVT che lavora in modo insolitamente piacevole rispetto alla media della categoria: non dà quella fastidiosa sensazione di “gomma elastica” che certi variatori trasmettono, ma accompagna il motore con una progressività soddisfacente. La Swift è anche una delle citycar più divertenti da guidare quando la strada lo permette, grazie a uno sterzo preciso e a un assetto più sportiveggiante rispetto alla media. Chi vuole comfort e un minimo di carattere troverà in lei una compagna di viaggio più viva del solito.

Dacia Sandero

Il grande annuncio dell’anno nel segmento: la Dacia Sandero aggiorna il motore GPL con un 1.2 turbo tre cilindri da 120 CV e, per la prima volta nella storia del marchio, lo abbina a un cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti. È una notizia che molti aspettavano da anni. L’Eco-G 120 automatico della Sandero cambia completamente la proposta del brand sul mercato italiano: finalmente si può scegliere il GPL senza dover rinunciare al comfort dell’automatico. Con un serbatoio GPL da 50 litri e autonomia totale di quasi 1.600 km tra gas e benzina, è la scelta razionale per eccellenza tra le city car a cambio automatico.

Citroen C3

La C3 è tornata con una filosofia chiara: accessibile, pratica, inconfondibile nell’estetica. Il modello termico è disponibile con un cambio automatico EAT6 abbinato al 1.2 PureTech da 110 CV, che sulla C3 garantisce una guida fluida e senza pensieri.

Hyundai i20

La i20 è una delle citycar più complete del mercato, e il cambio automatico è disponibile nella versione 1.0 T-GDI da 100 CV con doppia frizione a 7 rapporti. Il DCT su questo modello è ben calibrato: i cambi marcia sono rapidi e fluidi, soprattutto in modalità automatica durante l’uso urbano. La i20 porta in dote una dotazione tecnologica ricca e un abitacolo spazioso per le dimensioni esterne. Chi cerca una compatta con automatico senza rinunciare alla tecnologia troverà nella i20 una risposta convincente.

Mini Cooper

La Mini Cooper è un caso a sé. Non è la citycar più economica né quella più razionale, ma è quella con l’identità più forte e quando si parla di auto da città, l’identità conta. Il cambio Steptronic a 7 marce disponibile sulla versione 1.5 tre cilindri da 136 CV è fluido, reattivo quando si chiede un po’ di ritmo, silenzioso quando si vuole solo scorrere nel traffico. La nuova generazione ha anche introdotto una versione full electric che offre autonomia fino a 300 km WLTP e una guida a singolo rapporto ancora più immediata. Due proposte diverse per chi cerca il logo a tre cerchi con l’automatico.

Seat Ibiza

La Ibiza è la compatta spagnola che più di tutte riesce a convincere sia chi guida in città sia chi percorre strade extraurbane con una certa frequenza. Il DSG a 7 rapporti abbinato al 1.0 TSI da 95 CV, o in alternativa al più brillante 1.5 TSI da 150 CV in alcune versioni, è tra i migliori della categoria: rapido nei cambi, capace di gestire sia le situazioni di traffico lento che i tratti a velocità sostenuta con la stessa efficienza. La Ibiza ha anche il vantaggio di un abitacolo ben rifinito per il prezzo di listino, con materiali che non fanno rimpiangere le concorrenti più costose.

MG 3

L’MG 3 è la proposta cinese che ha cambiato le aspettative del segmento. L’ultima generazione è disponibile in versione full hybrid con una trasmissione e-CVT che elimina completamente la frizione e il cambio tradizionale. Il sistema combina un motore benzina 1.5 da 102 CV con un motore elettrico, per una potenza combinata di circa 196 CV. La guida è fluida, la risposta è immediata e i consumi in città scendono sensibilmente rispetto a un benzina equivalente. Il prezzo competitivo e la dotazione ricca di serie l’hanno resa una delle più vendute del segmento in poco tempo.

Honda Jazz

La Jazz chiude questa lista con la soluzione tecnica forse più raffinata di tutto il segmento. Il sistema e:HEV full hybrid è composto da un motore benzina da 1.5 litri e due motori elettrici, gestiti da un controllo elettronico che decide in ogni momento quale fonte di energia usare. La trasmissione funziona come un automatico a variazione continua, ma con un comportamento molto più naturale rispetto ai CVT tradizionali. In città, la Jazz viaggia quasi sempre in modalità puramente elettrica, con consumi reali che scendono intorno ai 4 litri per 100 km. L’abitacolo ha poi quel sistema di sedili Magic Seat con il cui il pianale diventa piatto abbattendo i sedili posteriori in avanti, una soluzione pratica che Honda porta avanti da vent’anni perché funziona meglio di molte idee più recenti.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 10:37:06 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi 21 giugno 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane registra diversi eventi significativi, tra cui incendi che causano fumo visibile e rallentamenti e code di più chilometri dovute a lavori in diversi punti. Ad esempio, un incendio sulla A30 CASERTA-SALERNO tra Palma Campania e Sarno e una lunga coda di 5 km sulla A23 PALMANOVA-TARVISIO per traffico congestionato sono tra i fenomeni di rilievo del momento.

A1 MILANO-NAPOLI



11:48 – Bivio A1/Compl. FI Nord km 279.3 e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La coda si estende per 12 km circa dalla posizione km 267.0 a km 279.0.



11:44 – Barberino di Mugello e Aglio km 255
Traffico rallentato per veicolo in avaria
Direzione Bologna
L’area interessata va dal km 256 al km 258 per una lunghezza di 2 km.



11:08 – Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Coda su tratto proveniente da Bologna verso Brennero per traffico intenso
Direzione Milano



10:40 – Area di servizio Somaglia est
Camper service chiuso per guasto all’impianto
Direzione Milano

A7 MILANO-GENOVA



12:00 – Genova Bolzaneto e Busalla
Coda di 2 km per lavori
Direzione Milano
Tratta interessata dal km 113.9 al km 118.0 per una lunghezza di 4.1 km.



11:55 – Busalla e Isola del Cantone
Coda di 1 km per lavori
Direzione Milano
Tratta dal km 106.1 al km 111.5 con lunghezza di 5.4 km e coda di 1 km.



11:50 – Vignole Borbera e Ronco Scrivia
Coda di 3 km per lavori
Direzione Genova
La coda si estende da km 103.05 a km 95.0 per 8.05 km.



11:45 – Ronco Scrivia e Busalla
Coda di 2 km per lavori
Direzione Genova
Tratta dal km 109.6 al km 106.5, lunghezza di 3.1 km.



11:38 – Uscita a Ronco Scrivia provenendo da Milano
Coda per lavori
Direzione Genova



11:17 – Uscita a Isola del Cantone provenendo da Milano
Coda per lavori
Direzione Genova

A8 MILANO-VARESE



10:51 – Legnano e Busto Arsizio
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Varese
Tratta dal km 24.5 al km 16.3 per una lunghezza di 8.2 km.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



11:36 – Como Monte Olimpino e Chiasso
Coda di 2 km per attraversamento dogana Svizzera
Direzione Svizzera
Tratta dal km 41.63 al km 39.42 per una lunghezza di 2.21 km.

A12 GENOVA-ROMA



11:30 – Bivio A12/A91 Roma-Fiumicino e Roma Ovest
Coda di 2 km per traffico congestionato
Direzione Ss1 Aurelia
Tratta dal km 11.6 al km 9.0 per 2.6 km di coda.

A14 BOLOGNA-TARANTO



12:01 – Termoli e Vasto sud
Coda di 1 km per lavori
Direzione Pescara
Tratta dal km 463.7 al km 465.0 per una lunghezza di 1.3 km.



11:53 – Castel San Pietro e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratta dal km 9.0 al km 38.2 per 29.2 km di superficie interessata.



11:51 – Cesena Nord e Bivio A14/Diramazione Ravenna
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Bologna
Tratta dal km 56.7 al km 85.0 per una lunghezza di 28.3 km.



11:44 – Bologna San Lazzaro e Faenza
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
Tratta lunga 42.3 km dal km 64.5 al km 22.2.



10:58 – Uscita a Termoli
Coda per traffico intenso
In entrambe le direzioni

A16 NAPOLI-CANOSA



12:04 – Grottaminarda e Vallata
Fumo e incendio in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni



12:03 – Grottaminarda e Vallata
Incendio tra Grottaminarda e Vallata
Direzione Canosa



11:59 – Candela e Cerignola Ovest
Fumo per incendio in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni



11:44 – Candela e Cerignola Ovest
Incendio
Direzione Canosa



11:36 – Candela e Cerignola Ovest
Fumo per incendio in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni



11:36 – Candela e Cerignola Ovest
Incendio
Direzione Canosa



11:09 – Cerignola Ovest e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto
Fumo per incendio in entrambe le direzioni
Direzione in entrambe le direzioni



11:09 – Cerignola Ovest e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto
Incendio
Direzione Canosa

A23 PALMANOVA-TARVISIO



11:58 – Pontebba e Ugovizza
Coda di 5 km per traffico congestionato
Direzione Confine Di Stato
Tratta dal km 105.2 al km 100.0.



10:59 – Tarvisio sud e Ugovizza
Coda per traffico congestionato
Direzione Autostrada Torino-Trieste
Tratta dal km 105.2 al km 106.4 per 1.2 km di coda.



10:34 – Uscita alla barriera di Ugovizza
Coda per traffico intenso
Direzione Confine Di Stato

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



11:20 – Diramazione D26 Predosa-Bettole e Masone
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Genova Voltri
Tratta dal km 14.0 al km 45.3 per una lunghezza di 31.3 km.



11:15 – Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Ovada
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Gravellona Toce
Tratta lunga 29.9 km dal km 29.9 a km 0.0.

A30 CASERTA-SALERNO



12:05 – Palma Campania e Sarno
Incendio con presenza di fumo
Direzione Salerno
Tratta dal km 36.2 al km 30.4 per 5.8 km di lunghezza.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



11:28 – Barriera di Astroni
Coda in uscita per traffico intenso
Direzione Pozzuoli

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 10:08:00 +0000
News n. 3
Bezzecchi e l’alterco con lo steward che può costare un Mondiale in MotoGP

Marco Bezzecchi ha commesso una ingenuità che potrebbe pagare con un prezzo carissimo alla fine del campionato. Nel sfida breve del sabato a Brno, nono appuntamento del calendario, il leader della classifica ha fatto due errori in rapida successione. Dopo essere scivolato quando occupava la quinta posizione a due giri dal termine, si è rialzato per schiaffeggiare un commissario di gara intento a sollevare dalla ghiaia la RS-GP26, dando gas.

Con il suo comportato aggressivo il 27enne ha violato il regolamento, commettendo un’azione pregiudizievole agli interessi dello sport. Bezzecchi, rialzatosi dopo una caduta senza conseguenze fisiche, ha appoggiato la sua mano sul volto dell’uomo, respingendolo per provare a chinarsi sulla sua Aprilia.

Gesto da condannare

In seguito a un breve conciliabolo verbale, il gesto con la sua mano destra rivolto alla guancia sinistra del commissario ha fatto il giro del mondo. Un’azione brutta senza molti condizionali che macchia l’immagine di un ragazzo genuino che ha palesato, ancora una volta, difficoltà nelle Sprint Race. La sberla ha estromesso il pilota romagnolo dall’main event in terra ceca, frenando la sua fuga in graduatoria.

L’episodio pregiudizievole testimonia anche la scarsa serenità del rider che dopo un inizio di stagione da record ha cominciato a commettere pesanti errori nelle ultime due uscite. L’appello, cui aveva diritto, è stato infatti respinto: “ai sensi dell’articolo 3.8 del regolamento del campionato del mondo FIM GP, confermiamo la nostra decisione a seguito di un’audizione. Il 20 giugno 2026, alle ore 16:07:41, durante la Sprint MotoGP del GP di Repubblica Ceca, a seguito di una caduta, ha spinto e colpito i commissari di pista che stavano cercando di recuperare la sua moto. Tale comportamento costituisce un’azione pregiudizievole per gli interessi dello sport e rappresenta pertanto una violazione di quanto previsto dall’articolo 3.3.2.2 del regolamento del campionato del mondo FIM GP. Qualsiasi atto corrotto o fraudolento, oppure qualsiasi azione pregiudizievole per gli interessi della manifestazione o dello sport, compiuta da una persona o da un gruppo di persone nel corso di un evento”.

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Pugno duro

Per le ragioni sopracitate, il collegio dei commissari sportivi ha inflitto a Bezzecchi la squalifica nella tappa ceca, in conformità agli articoli 3.2.1 e 3.3.2.3 del regolamento del campionato del mondo. Dopo essersi girato più volte nel letto la notte scorsa, il pilota ha deciso di parlare del gesto che lo porterà a osservare la sfida in TV. Il nativo di Rimini, tramite il profilo IG, ha dichiarato:

“Vorrei porgere le mie scuse a tutta la comunità della MotoGP per il gesto che ho compiuto nei confronti del commissario a bordo pista. Mi dispiace anche perché so quanti impegni e sacrifici i marshall fanno per garantire la nostra sicurezza. Questi comportamenti non devono accadere e non hanno giustificazioni. Mi scuso con tutti, Aprilia Racing e i miei tifosiâ€. 

La squalifica è una punizione severissima, ma i giudici hanno valutato che una pena pecuniaria e una partenza dal fondo dello schieramento non avrebbero sortito lo stesso effetto. Sui social è partita la solita gogna mediatica che non aiuterà il pilota italiano a ritrovare la giusta quiete in vista delle prossime tappe. Marco Bezzecchi è un essere umano e sotto pressione ha sbagliato, ma mai come in questi casi scagli la prima pietra chi è senza peccato.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 09:36:24 +0000
News n. 4
Punti finiti sulla patente, scatta l’obbligo di esame di revisione

Esiste una categoria di automobilisti che scopre di avere zero punti sulla patente solo quando viene fermata da una pattuglia o quando riceve a casa una comunicazione ufficiale che non si aspettava. Non è negligenza pura: è il risultato di un sistema che accumula decurtazioni nel tempo, spesso su infrazioni commesse a distanza di mesi l’una dall’altra, e che non invia avvisi automatici ogni volta che il saldo scende. 

La patente a punti esiste in Italia dal 2003 ed è disciplinata dall’articolo 126-bis del Codice della Strada. Ogni conducente parte da un saldo di 20 punti al momento del rilascio della patente. Quei punti possono aumentare fino a un massimo di 30, oppure diminuire a ogni violazione per cui è prevista una decurtazione. Quando arrivano a zero, le regole cambiano completamente, e capire bene cosa succede è fondamentale per non commettere errori che peggiorano la situazione.

Il decreto di revisione

L’azzeramento del punteggio sulla patente di guida e il conseguente obbligo di sottoporsi all’esame di revisione teorico-pratico costituiscono uno degli argomenti più dibattuti nell’ambito della circolazione stradale. Quando il saldo dei punti tocca lo zero, scatta un procedimento formale: il Ministero invia al conducente una lettera con la quale lo invita a rifare, entro 30 giorni, gli esami previsti per il rilascio della propria patente. Non si tratta di una sospensione immediata, durante quei trenta giorni è ancora possibile circolare. Ma è un lasso di tempo breve, che non ammette distrazioni.

L’esame da sostenere è strutturato esattamente come quello che si è fatto per prendere la patente la prima volta: una prova teorica e una prova pratica. Non c’è una versione semplificata né una scorciatoia. Si torna all’autoscuola, si ripassa il codice, si rifà il percorso. Chi lo supera si vede riaccreditare un saldo di 20 punti sulla patente, come se fosse appena diventato patentato. Chi non lo supera o non lo sostiene entro i termini, finisce in una situazione ben più seria.

Nessun saldo punti dal Ministero

C’è un aspetto di questa vicenda che mette molti automobilisti in difficoltà, e che vale la pena chiarire con chiarezza prima ancora di parlare delle conseguenze specifiche. Il sistema della patente a punti non funziona come un conto corrente bancario dove ogni transazione vi arriva con una notifica. Dal 2020, il Ministero non invia più le lettere di aggiornamento del saldo punti dopo ogni singola decurtazione.

Questo significa che l’automobilista è responsabile in prima persona del monitoraggio del proprio saldo. Gli strumenti ci sono e sono accessibili: il Portale dell’Automobilista (accessibile tramite SPID, CIE o carta d’identità elettronica) permette di consultare in tempo reale quanti punti restano, quando sono stati decurtati e per quale motivo. 

Basta il verbale

La questione giuridica che torna spesso nei dibattiti su questo tema riguarda la notifica. Molti automobilisti sostengono di non aver mai ricevuto comunicazione dell’azzeramento del saldo, e ritengono quindi di non essere obbligati a fare la revisione.

Molti automobilisti, infatti, ritengono che l’avvio del procedimento di revisione sia subordinato alla regolare ricezione delle comunicazioni con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiorna l’utente sul saldo dei punti decurtato. Si tratta di un’interpretazione errata che viene regolarmente smentita dalla giurisprudenza, poiché l’ordinamento attribuisce un valore preminente alla conoscenza avvenuta con la notifica dei singoli verbali di contestazione delle violazioni. Il consiglio pratico, quindi, è uno solo: non aspettate che qualcuno vi avvisi. Dopo ogni multa con decurtazione, controllate il vostro saldo sul Portale dell’Automobilista. 

30 giorni per rifare l’esame

Qualora il saldo punti arrivi a zero, il Ministero dispone la revisione della patente. Il conducente riceve un provvedimento ufficiale e ha l’obbligo di sottoporsi nuovamente agli esami di idoneità tecnica (esame teorico e esame pratico) entro 30 giorni dalla notifica. Sul fronte tecnico, l’esame si compone di due parti: il quiz teorico (con le stesse domande che si utilizzano per i nuovi patentati) e la prova pratica in auto con un esaminatore della Motorizzazione Civile. Non è un aggiornamento formale: è un vero e proprio riesame delle competenze. Chi ritiene di conoscere già bene le regole sarà probabilmente in grado di prepararsi in tempi ragionevoli, ma sottovalutare la prova teorica è un errore comune.

C’è anche un aspetto che vale la pena ricordare e che alcune autoscuole non comunicano subito: è possibile sostenere l’esame solamente una volta. In caso di bocciatura in una delle due prove, infatti, si procederà con la revoca della patente. Non c’è un secondo appello. Se la prova teorica va male, la patente viene revocata. Per ottenerla di nuovo bisognerebbe ripartire dall’inizio, come se non si fosse mai guidato prima. È una conseguenza che in molti non conoscono, e che rende ancora più importante presentarsi all’esame dopo una preparazione adeguata.

Maxi multa per chi continua a guidare

La situazione che molti temono è quella di continuare a guidare ignorando il provvedimento di revisione. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro i 30 giorni previsti, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato con atto definitivo. Ma cosa succede concretamente se si viene fermati dopo che la patente è stata sospesa per mancata revisione? Le conseguenze sono quelle previste per la guida senza patente, che nel codice della strada aggiornato dal nuovo CdS del 2024 prevede sanzioni significative. Le multe vanno da 2.046 a 8.186 euro per chi guida un veicolo senza mai aver conseguito la patente o con patente revocata. Si tratta della violazione più grave tra quelle legate ai titoli abilitativi alla guida.

A questo si aggiunge il sequestro del veicolo. Chi viene fermato alla guida con la patente sospesa per mancata revisione rischia il fermo immediato del mezzo, che finisce al deposito a spese del proprietario fino alla regolarizzazione della situazione. Non è una multa che si paga e si dimentica: è un procedimento che blocca la vettura, produce costi aggiuntivi per il deposito e richiede poi un iter burocratico per il dissequestro. La via più semplice, come sempre in questi casi, è anche la più ovvia: monitorare il proprio saldo punti con regolarità, agire prima che si azzeri cercando di recuperare punti con i corsi specifici, e nel caso peggiore presentarsi subito all’esame di revisione non appena si riceve il provvedimento.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 09:18:55 +0000
News n. 5
Festival of Speed di Goodwood 2026, un appuntamento ricco di campioni

Il Festival of Speed di Goodwood, che si svolge nella tenuta del Duca di Richmond a Chichester nel West Sussex inglese, ogni anno attira qualche centinaia di migliaia di persone su una collina che per giorni diventa il centro del mondo dei motori.

L’edizione 2026 ha appena ufficializzato due presenze che amplificano l’importanza dell’evento. Lando Norris e Valentino Rossi saranno entrambi a Goodwood, e la loro presenza allo stesso evento non è cosa che capita tutti i giorni.

Appuntamento al 9 luglio

Il Festival of Speed 2026 si svolgerà dal 9 al 12 luglio. Quattro giorni di salita cronometrata sul famoso Hillclimb davanti al castello, mostre statiche, anteprime mondiali di nuovi modelli, retrospettive storiche. Un formato che non cambia nella sostanza ma che si arricchisce ogni anno dei nomi che riesce a portare in scena.

Norris e Rossi arriveranno il venerdì pomeriggio per quello che a Goodwood si chiama Balcony Moment: i campioni si affacciano dalla facciata del palazzo del Duca, da un’apposita tribuna ricavata tra le colonne dell’edificio storico, e salutano i fan radunati nel prato sottostante. È uno di quei rituali che sembrano semplici ma che nella pratica producono momenti di delirio collettivo difficili da descrivere. È il motorsport nella sua forma più pura: nessun paddock a fare da barriera, solo la distanza fisica tra chi ha vinto e chi ammira.

Norris e Rossi ospiti speciali

Lando Norris arriva a Goodwood da campione del mondo in carica di Formula 1, titolo conquistato al termine di una stagione 2025 combattuta fino all’ultimo appuntamento. Il britannico di Bath è diventato nell’ultimo anno il volto della Formula 1 contemporanea: veloce, genuino, capace di comunicare con una generazione di tifosi che con la F1 tradizionale faticava a connettersi. A Goodwood si celebra la vittoria iridata, e l’atmosfera di festa del Festival è il palco perfetto per farlo.

Valentino Rossi è qualcosa di diverso. Nove titoli mondiali in moto, un record che nessuno ha ancora eguagliato, e una carriera che ha travalicato i confini del motociclismo per diventare un fenomeno culturale globale. Ritiratosi dalle due ruote, Rossi ha continuato a correre su quattro ruote nel GT World Challenge Europe, portando con sé quella fedeltà dei fan che ha costruito mattone per mattone nel corso di tre decenni. A Goodwood non è un ospite qualunque: è probabilmente insieme a Schumacher il pilota più amato d’Europa degli ultimi vent’anni, e il suo nome attira sempre uno spazio di pubblico che supera quello di chiunque altro.

Le dichiarazioni dei piloti

Le parole che Norris e Rossi hanno scelto per commentare la propria presenza a Goodwood dicono qualcosa di autentico, al di là del protocollo delle dichiarazioni ufficiali. Norris ha tenuto tutto nel registro dell’entusiasmo personale: “Goodwood è sempre fantastico, è una vera festa del motorsport. C’è un’atmosfera incredibile, tantissimi fan, e condividerla con una leggenda come Valentino rende tutto ancora più speciale.

Rossi ha risposto con il tono di chi a Goodwood non è un esordiente: “Goodwood è qualcosa di veramente speciale, una vera celebrazione del motorsport in ogni sua forma. Essere al Festival of Speed, vedere così tanti fan appassionati e condividere il palco con atleti incredibili come Lando Norris e John McGuinness rende l’esperienza indimenticabile.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 07:56:56 +0000
News n. 6
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di giugno 2026 sono numerosi gli scioperi già programmati che coinvolgono diversi settori dei trasporti sull’intero territorio italiano: trasporto pubblico locale, ferroviario, marittimo, merci, aerei e taxi. In questo articolo presentiamo un quadro dettagliato di tutte le iniziative sindacali con date, città e orari degli scioperi previsti nel corso del mese, utili sia per cittadini che per pendolari e viaggiatori. L’elenco viene aggiornato ogni mese con informazioni ufficiali e comprende solo gli scioperi effettivamente proclamati per giugno 2026.

Sciopero 8 giugno 2026

Nella città di Catania è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il trasporto pubblico locale e il personale della società AMTS di Catania. I sindacati promotori sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.

Nella città di Foggia lo sciopero si terrà per 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, ed è rivolto al personale della società ATAF di Foggia. Le organizzazioni sindacali coinvolte sono OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Messina, il personale della società ATM di Messina incrocerà le braccia per 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00. Sindacati coinvolti: OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.

Nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza (Emilia-Romagna), è stato proclamato uno sciopero di 24 ore (varie modalità) per il personale della società SETA. Il sindacato promotore è OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 9 giugno 2026

Su tutto il territorio nazionale è previsto uno sciopero nel settore degli appalti ferroviari che coinvolge il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione e logistica di bordo treno SOC. TRENITALIA per l’intero turno lavorativo. Coinvolti i sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 10 giugno 2026

Sull’intero territorio nazionale è indetto uno sciopero marittimo di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, che interessa tutti i lavoratori dei porti. Sindacato promotore: SI COBAS.

Nella città di Ravenna (Emilia-Romagna) si terrà uno sciopero di 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00, per il personale della società SERS addetto al servizio di rimorchio portuale. Sindacato coinvolto: OSP UILT-UIL.

Sciopero 11 giugno 2026

Nella città di Palermo (Sicilia) sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, per il personale della società AMAT, indetto da OSP CUB TRASPORTI.

Sulla regione Sicilia previsto sciopero ferroviario di 8 ore (dalle 10.01 alle 18.00), per il personale FS Security, proclamato da OSR SLM FAST CONFSAL e ORSA TRASPORTI.

Nella città di Messina (Stretto di Messina) sciopero marittimo di 24 ore (dalle 21.01 dell’11 giugno alle 20.59 del 12 giugno) del personale BluJet, sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.

Su tutto il territorio nazionale proclamati diversi scioperi ferroviari con varie modalità, coinvolgendo personale di bordo e macchinisti FS Italiane, personale delle imprese ferroviarie e Mercitalia Shunting & Terminal, indetti da vari sindacati di categoria (CUB TRASPORTI, SGB, Assemblea Nazionale PdM/PdB Gruppo FSI, CAT, USB Lavoro Privato) per orari e modalità differenti.

Sciopero 13 giugno 2026

Nella città di Verona, personale ENAV di Verona Airport, sciopero di 18 ore dalle 06.00 alle 24.00 indetto da OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA di settore.

Nella città di Milano, personale SKY Service Milano Linate, sciopero di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00) proclamato da OSR USB Lavoro Privato.

Sull’intero territorio nazionale, sciopero di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) per personale piloti, assistenti e personale navigante EasyJet Airlines Limited, indetti da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC, USB Lavoro Privato.

Sciopero 14 giugno 2026

Nella città di Firenze (Toscana) si terrà uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della Società Autolinee Toscane bacino di Firenze, proclamato dal sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 18 giugno 2026

Sulla regione Liguria è previsto uno sciopero regionale di 72 ore dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6 che interessa il trasporto merci conto terzi, con impatto sull’intera area logistica e portuale delle province di Genova e Savona. Sindacati: OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO.

Sciopero 19 giugno 2026

Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia) è stato proclamato uno sciopero di 24 ore che coinvolge il servizio di trasporto pubblico locale per il personale della società ARRIVA UDINE di Udine, indetto dal sindacato ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 22 giugno 2026

Nella città di Lecce (Puglia) proclamato sciopero di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30, per il personale della società SGM di Lecce, indetto da OST UILT-UIL.

Sulla regione Calabria sciopero regionale di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, per il personale della società Ferrovie della Calabria, sindacato OSR FAISA-CISAL.

Sciopero 23 giugno 2026

Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 4 ore, dalle 12.45 alle 16.45 sul personale area ferro della società ANM di Napoli, indetto da OSR FISI.

Nella città di Verona (Veneto) sciopero di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00 per il personale manutenzione/amministrativo/ingegneria della società RFI DOIT Verona, unità Territoriale Sud, sindacati OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL.

Sulla regione Sardegna sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, per personale equipaggi soc. Trenitalia DOR Sardegna, indetto da OSR ORSA FERROVIE/FAST-CONFSAL.

Sciopero 24 giugno 2026

Nella città di Torino (Piemonte) sciopero di 4 ore, dalle 18.00 alle 22.00, per personale viaggiante urbano/suburbano della GTT di Torino promosso da RSU viaggiante urbano e suburbano.

Sulla regione Calabria sciopero aereo di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00) per personale soc. SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme, sindacato OSR UGL-TA.

Sciopero 25 giugno 2026

Nella città di Venezia (Veneto) sciopero di 4 ore (dalle 10.00 alle 14.00) per il personale soc. ATVO, sindacati OSP SGB/FAST MOBILITA’.

Sciopero 26 giugno 2026

Nella provincia di Barletta-Andria-Trani (Puglia) sciopero territoriale di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, per personale soc. Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta, indetto da OSP FILT-CGIL.

Sulla regione Piemonte sciopero ferroviario regionale di 8 ore (dalle 9.00 alle 16.59) del personale soc. Trenitalia Direzione Customer Operations CSVD Regionale Piemonte, sindacato OSR ORSA FERROVIE.

Sulla provincia di Lombardia sciopero provinciale di 24 ore (varie modalità) per il personale del gruppo ATM di Milano, sindacato CONFIAL TRASPORTI.

Sciopero 27 giugno 2026

Nella città di Roma (Lazio) sciopero Taxi di 24 ore (dalle 00.00 alle 24.00) per addetti al servizio taxi nel territorio comunale di Roma Capitale, indetto da molte sigle di rappresentanza di categoria: UTI, UGL-TAXI, FEDERTAXI-CISAL, CLAAI, FAST CONFSAL TAXI, USB-TAXI, FILT-CGIL TAXI, ATLT, CONSULTAXI, SUL TAXI, ATITAXI, AGCI, LEGACOOP LAZIO.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni

Sciopero dei trasporti 8 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 9 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 21 giugno 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane e spieghiamo come si forma il costo alla pompa. Il prezzo finale sostenuto dagli automobilisti nasce dall’incontro di tre componenti principali: la parte industriale (che comprende materia prima e margine dei distributori), le accise e l’Iva. Di seguito trovi i valori aggiornati e una guida pratica per capire perché i listini variano nel tempo tra aree, giorni e operatori.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento 20-06-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (euro)
Benzina SELF 1.939
Gasolio SELF 2.031
GPL SERVITO 0.881
Metano SERVITO 1.588

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo finale si può leggere distinguendo la componente fiscale da quella industriale. La prima vale il 58% del totale ed è formata da accise e Iva: si tratta della quota che non dipende dalle scelte del singolo gestore e che, per sua natura, incide in modo significativo sul prezzo pagato dal consumatore. La parte industriale pesa invece il 42% ed è a sua volta suddivisa in due blocchi: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e del greggio, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro: un euro più debole o rialzi del barile tendono a tradursi in prezzi alla pompa più alti, e viceversa. Il margine lordo è pari al 12%: questa è l’area dove l’operatore può intervenire per adeguare il listino, tenendo conto di fattori come logistica, costi operativi, concorrenza locale, servizi accessori e politiche commerciali. In sintesi, quando i prezzi oscillano, spesso è il combinato di dinamiche globali (materia prima e cambio) e scelte competitive (margini) a determinare l’aggiustamento, mentre la componente fiscale fissa fa da zoccolo duro del prezzo alla pompa.

Il gasolio presenta una scomposizione diversa, con un peso relativamente maggiore della componente industriale. La parte fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, le quotazioni internazionali e l’effetto euro/dollaro spiegano il 45% del prezzo: ciò significa che il gasolio è particolarmente sensibile alle dinamiche dei mercati energetici e ai movimenti valutari, che possono amplificare o attenuare gli impulsi provenienti dal costo del greggio e dei prodotti raffinati. Il margine lordo vale il 10% e rappresenta la leva operativa con cui gli operatori adeguano i listini al contesto competitivo, alle spese di trasporto e stoccaggio, alla stagionalità dei consumi (ad esempio nel trasporto merci) e alle strategie commerciali sul territorio. Rispetto alla benzina, dunque, il prezzo del gasolio tende a riflettere in modo ancora più immediato gli shock sulle quotazioni e sul cambio, mentre l’area dei margini, seppur più contenuta, resta cruciale per assorbire i costi operativi e differenziare le offerte tra punti vendita. Anche in questo caso, la parte fiscale funge da base stabile, su cui si innestano le variazioni determinate dal mercato e dalle scelte degli operatori.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.848 per la benzina, 1.944 per il diesel, 0.797 per il gpl, 1.574 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.938
Benzina SELF 1.844
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.516

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.960
Benzina SELF 1.877
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.973
Benzina SELF 1.880
GPL SERVITO 0.881
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.960
Benzina SELF 1.862
GPL SERVITO 0.832
Metano SERVITO 1.657

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.944
Benzina SELF 1.867
GPL SERVITO 0.739
Metano SERVITO 1.531

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.928
Benzina SELF 1.831
GPL SERVITO 0.768
Metano SERVITO 1.526

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.949
Benzina SELF 1.852
GPL SERVITO 0.771
Metano SERVITO 1.505

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.935
Benzina SELF 1.835
GPL SERVITO 0.762
Metano SERVITO 1.639

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.935
Benzina SELF 1.836
GPL SERVITO 0.868
Metano SERVITO 1.537

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.929
Benzina SELF 1.825
GPL SERVITO 0.753
Metano SERVITO 1.543

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.920
Benzina SELF 1.824
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.509

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.971
Benzina SELF 1.875
GPL SERVITO 0.803
Metano SERVITO 1.489

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.827
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.567

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.949
Benzina SELF 1.857
GPL SERVITO 0.752
Metano SERVITO 1.610

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.959
Benzina SELF 1.855
GPL SERVITO 0.868

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.955
Benzina SELF 1.858
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 1.819

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.940
Benzina SELF 1.837
GPL SERVITO 0.769
Metano SERVITO 1.600

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.950
Benzina SELF 1.858
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.935
Benzina SELF 1.841
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.508

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.958
Benzina SELF 1.862
GPL SERVITO 0.889

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.913
Benzina SELF 1.821
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.505

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Maserati MCPura Cielo Tributo 1926, la one-off che celebra l’inizio di tutto

Modena ha fatto da cornice a un debutto davvero speciale, avvenuto nei giorni in cui l’Emilia veniva attraversata dal fascino senza tempo della Mille Miglia. Parliamo della nuovissima Maserati MCPura Cielo Tributo 1926, un esemplare unico al mondo e una vera e propria dichiarazione d’amore alle competizioni del passato.

Questa one-off a cielo aperto unisce le prestazioni del presente a una serie di dettagli estetici e storici che fanno battere il cuore agli appassionati del Tridente. Un modello sartoriale che dimostra come il passato possa trasformarsi nella più nobile fonte d’ispirazione per il futuro.

Dettagli del passato

Maserati MCPura Cielo Tributo 1926 cattura lo sguardo attraverso una scelta cromatica ricercata e ricca di citazioni. La carrozzeria è stata deliberatamente verniciata nella suggestiva tinta Grigio Lamiera Matte, un colore opaco che evoca la texture metallica delle leggendarie auto da corsa degli anni 20. Su questa base spiccano grafiche geometriche dal forte impatto visivo, declinate nelle colorazioni Rosso Capannelle, Blu Infinito e Bianco Pastello.

Il viaggio nel tempo continua attraverso i loghi sul cofano anteriore e sul montante posteriore, in cui fa la sua comparsa il Tridente storico, esattamente come venne disegnato all’origine da Mario Maserati, ispiratosi alla celebre Fontana del Nettuno di Bologna. Non mancano poi le chicche per i puristi: aprendo le portiere, sulle battute d’ingresso, sono state impresse le firme di Alfieri Maserati e del mitico capo meccanico e collaudatore Guerino Bertocchi. I dettagli esterni sono completati da enormi cerchi diamantati da 20 pollici con accenti rossi, pinze dei freni in nero lucido e un esteso pacchetto in fibra di carbonio a vista che ne sottolinea l’anima racing.

100 anni dal debutto nelle competizioni

Il 2026 segna un traguardo storico: il centenario dal debutto ufficiale nelle corse della prima vera Maserati della storia. Era il 25 aprile del 1926 quando la leggendaria Tipo 26 si schierò sulla griglia di partenza della Targa Florio, guidata proprio da Alfieri Maserati. Quella fu la prima auto in assoluto a sfoggiare fiera il simbolo del Tridente sul radiatore, conquistando immediatamente una straordinaria vittoria di classe.

La scelta di svelare la vettura a Modena durante il passaggio della Mille Miglia chiude un cerchio storico perfetto. Fu proprio una evoluzione di quella vettura, la Tipo 26 C del 1931, la prima Maserati a partecipare alla leggendaria “Freccia Rossa”, portando a casa un successo memorabile. La MCPura Cielo Tributo 1926 vuole celebrare quel secolo di record, di polvere e di vittorie in pista.

Sotto questo vestito intessuto di storia batte però un cuore modernissimo: l’esemplare unico conferma l’incredibile motore V6 Nettuno da 3.0 litri, capace di erogare ben 630 CV, abbinato alla trazione posteriore e a un fulmineo cambio a doppia frizione a 8 rapporti. Le prestazioni restano quelle di una vera pistaiola: lo scatto da 0 a 100 km/h viene bruciato in appena 2,9 secondi, mentre la velocità massima tocca i 325 km/h.

Programma Fuoriserie

Un’auto così esclusiva non poteva che nascere all’interno dell’atelier più importante della Casa modenese. La MCPura Cielo Tributo 1926 è infatti l’ultimo gioiello sfornato dal programma Maserati Fuoriserie, la divisione bespoke del brand che permette ai clienti più facoltosi e collezionisti di dare vita ai propri sogni automobilistici, creando modelli irripetibili. Il programma fa parte del più ampio progetto Bottegafuoriserie, un hub di eccellenza dove la massima maestria artigianale italiana si sposa con le tecnologie ingegneristiche più avanzate del gruppo.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 05:30:09 +0000
News n. 10
Compatte premium usate sotto 25.000 euro, le migliori del 2026

Le vetture premium hanno raggiunto prezzi elevati. Per risparmiare ma non compromettere la qualità e lo status di vetture moderne, ci sono ottimi usati a basso chilometraggio che permettono di portarsi a casa berline compatte premium a meno di 25.000 euro. Abbiamo selezionato sei compatte premium tra le migliori occasioni del mercato dell’usato in questa fascia, scegliendo modelli recenti, con chilometraggio contenuto e motorizzazioni aggiornate per combattere la svalutazione e risparmiare.

Volkswagen Golf

La Golf è la compatta di riferimento del mercato europeo da quasi cinquant’anni, e non è un caso che il mercato dell’usato ne sia sempre saturo: significa che si trovano esemplari recenti, ben tenuti, con chilometraggi bassi e a prezzi competitivi. Cercando con un po’ di pazienza, vetture del 2025 con meno di 20.000 chilometri si trovano in una fascia tra i 23.000 e i 25.000 euro, nelle motorizzazioni d’ingresso diesel o benzina, il 1.0 TSI da 110 CV e il 2.0 TDI da 116 CV sono i più diffusi in questa configurazione. Entrambi sono motori collaudati, con costi di manutenzione prevedibili e una rete Volkswagen capillare su tutto il territorio nazionale.

Ma perché scegliere una Golf usata invece di una compatta nuova di un marchio meno blasonato? La risposta è nell’esperienza complessiva. L’ottava generazione della Golf porta in dote un abitacolo completamente digitalizzato, con il cockpit virtuale e il sistema di infotainment Discover Pro da dieci pollici, una qualità costruttiva che guida la categoria e una guidabilità affinata nel corso di decenni.

Mercedes Classe A

La Mercedes Classe A è la porta d’ingresso alla stella e per molti automobilisti rimane il sogno concreto. Con un budget sotto i 25.000 euro, il mercato dell’usato offre vetture del 2023 con 60.000 chilometri o meno, disponibili sia nella variante diesel da 116 CV (la A 180 d) che nella versione mild hybrid benzina.

La A 180 d è la scelta ideale per chi percorre molti chilometri: il quattro cilindri diesel da 116 CV è sobrio, copioso ai bassi regimi e vanta costi di percorrenza tra i più contenuti della categoria. La mild hybrid A 180, invece, porta in dote un motore benzina da 136 CV assistito da un sistema a 48 volt che migliora la fluidità e riduce i consumi nel traffico urbano. Entrambe le versioni montano il cambio a doppia frizione DCT a sette rapporti, quasi sempre di serie in questa fascia di usato.

BMW Serie 1

La BMW Serie 1 nella sua ultima generazione, quella con trazione anteriore e piattaforma UKL condivisa con MINI, ha diviso gli appassionati del marchio bavarese, ma rimane una delle compatte premium più apprezzate dai meno fondamentalisti.

Con un budget vicino ai 25.000 euro si trovano vetture del 2024 con meno di 30.000 chilometri, nelle versioni 116 da 109 CV e 118 da 140 CV, entrambe con motorizzazione benzina e mild hybrid a 48 volt. La differenza tra le due non è solo di potenza: la 118 è anche più rifinita nella risposta ai bassi regimi grazie al maggior supporto del sistema elettrico, e nei percorsi extraurbani si fa apprezzare per una fluidità che il tre cilindri della 116 fatica a replicare.

L’abitacolo è il punto dove la BMW Serie 1 guadagna terreno su quasi tutte le rivali: il cockpit curvo con i due schermi da 10,25 pollici è di grandissimo effetto, le plastiche sono ovunque di qualità superiore e la seduta posteriore offre un’altezza da terra e un’abitabilità migliori rispetto alla concorrenza diretta.

Audi A3

L’Audi A3 è, insieme alla Golf di cui condivide la piattaforma, l’usato premium più diffuso sul mercato italiano. E la disponibilità abbondante di esemplari recenti è, paradossalmente, uno dei suoi punti di forza: la concorrenza tra privati e dealer spinge i prezzi verso il basso, e a partire dai 23.000 euro si trovano vetture del 2024 con meno di 60.000 chilometri in motorizzazioni diverse, dal diesel d’ingresso al benzina turbo, spesso in allestimenti già ben equipaggiati.

La versione 30 TDI da 116 CV è la più cercata da chi percorre molti chilometri su strada: il quattro cilindri diesel è tra i più raffinati della categoria, silenzioso, elastico e con consumi che in percorrenza autostradale scendono facilmente sotto i cinque litri per cento chilometri. Per chi preferisce il benzina, la 30 TFSI da 110 CV con cambio S tronic a sette rapporti è una soluzione fluida e moderna, spesso disponibile con il Virtual Cockpit Audi già di serie in allestimento Advanced.

Cupra Leon

Si abbandona la Germania ma non il Gruppo Volkswagen. La Cupra Leon è la versione più sportiva e caratterizzata della piattaforma MQB, quella condivisa con Golf e A3, e porta in dota un’identità visiva e dinamica che le sorelle tedesche non hanno.

In questa fascia di prezzo si trovano due configurazioni interessanti: la 1.5 e-Hybrid da 150 CV del 2024, con il sistema mild hybrid che migliora la fluidità nei passaggi di marcia, oppure il diesel con il restyling 2025, entrambe con meno di 50.000 chilometri. La e-Hybrid è la scelta più coerente con il posizionamento sportivo del marchio: il motore risponde con prontezza e il cambio DSG è ben mappato, ma la carrozzeria sportback rimodernata con il restyling è tra le più riuscite esteticamente del segmento.

L’abitacolo della Leon Cupra si distingue per i sedili avvolgenti con logo ricamato, la plancia orientata verso il guidatore e uno schermo da 12 pollici con grafica sportiva. Non è un’auto per chi cerca la massima praticità, visto il bagagliaio che paga un po’ il profilo ribassato, ma per chi vuole qualcosa di diverso dalla massa e non intende rinunciare alla qualità costruttiva del Gruppo VAG, la Cupra Leon usata sotto i 25.000 euro è probabilmente la proposta più interessante del Gruppo.

Mazda 3

L’unica giapponese della selezione, e probabilmente quella che sorprende di più chi la scopre per la prima volta. La Mazda 3 non è mai stata l’auto più venduta del segmento, e questo paradossalmente è uno dei suoi vantaggi sul mercato dell’usato: la disponibilità è inferiore rispetto a Golf e A3, ma chi la sceglie lo fa con cognizione di causa, e gli esemplari che si trovano sono spesso tenuti con particolare cura. Modelli dal 2024 al 2025 con motorizzazione da 122 a 140 CV mild hybrid si trovano in una fascia tra i 22.000 e i 25.000 euro. Il sistema mild hybrid Skyactiv-G garantisce consumi contenuti e una risposta motore sorprendentemente lineare, grazie anche alla cilindrata non contenuta.

Ma il vero motivo per cui si sceglie una Mazda 3 è l’abitacolo. La qualità dei materiali è superiore a qualsiasi rivale nella stessa fascia di prezzo: le superfici sono morbide, le plastiche ridotte all’osso e la plancia ha un’impostazione elegante che non insegue la tendenza degli schermi enormi.

Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 05:30:03 +0000
News n. 11
Renault 4 E-Tech Plein Sud, spazio da vivere, comfort da condividere

C’è una Renault 4 degli anni Sessanta che ha costruito la propria leggenda su un’idea semplice e liberatoria: levare il tetto. Si chiamava Plein Air e nel 1968 era già un manifesto di come si potesse fare un’auto pratica ed emozionale. Quasi sessant’anni dopo, Renault ha deciso di riaprire quel capitolo, questa volta in chiave elettrica. La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è una versione che porta con sé una precisa filosofia di viaggio, costruita attorno a quel metro quadrato di tessuto che si apre sopra la testa dei passeggeri e trasforma l’esperienza a bordo.

Tetto in tessuto

La caratteristica che definisce la Plein Sud rispetto alla Renault 4 standard è il tetto in tessuto nero che occupa quasi per intero la sommità della carrozzeria. La superficie è di circa un metro quadrato, per l’esattezza 92 centimetri in lunghezza e 80 in larghezza.

A differenza di tanti sunroof che si aprono parzialmente e lasciano comunque l’impressione di stare dentro una vettura, la Plein Sud dà davvero la sensazione di essere all’aperto senza dover rinunciare alla protezione della carrozzeria laterale né alla sicurezza strutturale del veicolo. Renault assicura infatti che la presenza del tetto in tessuto non comporta compromessi in termini di sicurezza.

Come funziona

Il meccanismo di apertura è completamente elettrico. Il sistema si apre e si chiude in circa 10 secondi, anche tramite comando vocale, e può essere azionato in movimento fino a 90 km/h. Il gesto è immediato: un tasto, un comando vocale, e il cielo entra in pochi secondi. A tetto aperto il deflettore automatico limita turbolenze e fruscii. Il risultato, nelle situazioni di marcia normale, è che si può tenere il tetto aperto anche a velocità sostenute senza dover alzare la voce per parlare con il passeggero.

Il tetto è stato sviluppato con partner specializzati per garantire isolamento acustico e resistenza, grazie a materiali leggeri e a una struttura ottimizzata che limita l’aumento di peso. Con il tetto chiuso, la differenza rispetto alla Renault 4 tradizionale è minima, appena il 4% in termini di rumorosità percepita a 130 km/h.

Renault 4 E-Tech Plein Sud: la versione con tetto apribile elettrico
Ufficio Stampa Renault
Renault riporta in vita una delle sue idee più amate

Si viaggia in cinque

Qui arriva il punto che spesso mette in difficoltà le auto con tetti apribili: l’abitabilità. La scelta di aprire una porzione così ampia della carrozzeria avrebbe potuto comportare compromessi sull’altezza interna, sulla robustezza della struttura o sullo spazio per la testa dei passeggeri. In questo caso invece l’abitabilità in altezza è stata salvaguardata con grande cura: i passeggeri anteriori godono di un’altezza filo padiglione di 90,6 centimetri, mentre chi siede dietro ha a disposizione 81,3 centimetri.

Nessuna rinuncia

Abitabilità, modularità, capacità di carico e versatilità restano inalterate. Il bagagliaio mantiene i suoi 420 litri, la soglia di carico rimane ribassata, la lunghezza di carico con i sedili abbattuti arriva a 2,20 metri e la capacità di traino si conferma fino a 750 kg. Chi usa la Renault 4 per lavoro, per le vacanze o per i fine settimana fuori porta non rinuncia a nulla di quello che apprezzava nella versione standard.

Sul fronte della tecnologia, la Plein Sud porta di serie anche l’aggiornamento sulla ricarica: la batteria da 52 kWh è compatibile con 100 kW in corrente continua, permettendo di passare dal 15 all’80% in circa 30 minuti. L’autonomia dichiarata in ciclo WLTP è di 392 km.

La Renault 4 E-Tech Plein Sud è già ordinabile in Italia in due allestimenti: Techno Plein Sud da 36.790 euro e Iconic Plein Sud da 38.790 euro. Non è l’auto più economica del segmento, ma dalla sua offre una combinazione di originalità e praticità che difficilmente si dimentica, specialmente in estate.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 15:57:49 +0000
News n. 12
Cupra Raval Edge Plus, un nuovo allestimento specifico per l’Italia

La Raval, la piccola elettrica spagnola che si è già guadagnata l’attenzione di molti automobilisti interessati al segmento delle city car premium, ha convinto ancora prima di arrivare nelle concessionarie: le versioni Launch Edition hanno registrato prenotazioni ben al di sopra delle aspettative iniziali del costruttore. Così, a poche settimane dall’apertura degli ordini, Cupra ha deciso di rispondere con un allestimento pensato appositamente per il mercato italiano: si chiama Edge Plus e parte da 31.950 euro.

L’ottima accoglienza

Cupra Raval è stata presentata come la risposta iberica alla domanda di mobilità elettrica accessibile ma di carattere. Le versioni Launch Edition hanno fatto registrare numeri superiori alle stime iniziali della Casa spagnola, con ordini arrivati da tutta Italia e una curiosità diffusa anche tra chi normalmente non avrebbe considerato il marchio. Non è un segnale da trascurare in un mercato storicamente conservativo come quello italiano.

La Edge Plus nasce proprio da questa consapevolezza: c’è una domanda reale, ed è il momento di alimentarla con un’offerta che sia al contempo competitiva sul prezzo e convincente sulla dotazione. Il margine di vantaggio sul valore degli accessori rispetto alla configurazione standard è del 45%.

Dotazione e prezzo

Il motore della Raval Edge Plus è il 211 CV con batteria da 52 kWh, la stessa combinazione già vista sulle versioni Launch Edition. Quello che cambia è tutto il resto, ovvero la lista di ciò che si trova di serie sulla vettura senza dover aprire il configuratore degli optional.

L’elenco parte dall’estetica: la tinta esterna in dotazione è il Plasma Iridescente, uno dei colori più identificativi della gamma Cupra, abbinato a cerchi da 19 pollici Vandal Copper e vetri posteriori oscurati. Due elementi che da soli già caratterizzano visivamente la vettura in modo inequivocabile.

Sul fronte tecnologico e comfort, la Edge Plus integra di serie il pacchetto Edge e il pacchetto Light&Sound. Il primo porta in dote il Climatronic bizona, il sistema Keyless Advanced con Digital Key che consente di aprire e avviare la vettura direttamente con lo smartphone, la retrocamera, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, le prese USB-C nella console centrale, la Connectivity Box, lo specchietto retrovisore interno con funzione antiabbagliante automatica, il doppio fondo nel bagagliaio per nascondere il cavo di ricarica e la funzione Vehicle to Load (V2L).

Il pacchetto Light&Sound aggiunge l’impianto audio Premium Sennheiser, lo Smartlight 2.0 e gli effetti di luce nei pannelli porta. Piccoli dettagli che incidono molto sulla percezione di premium dell’abitacolo, soprattutto di sera.

Sul fronte della ricarica, la Raval Edge Plus supporta una potenza massima di 105 kW in corrente continua, un dato che la posiziona molto bene nel segmento, consentendo ricariche rapide sia in viaggio che nelle stazioni urbane più moderne. Di serie è incluso il cavo Mode 3 Type 2 da 16A per le colonnine AC, mentre il cavo Mode 2 per l’uso domestico rimane opzionale. L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP si attesta tra 413 e 446 km a seconda dell’allestimento e delle condizioni d’uso, valori che per una city car elettrica di questo segmento sono più che adeguati per l’uso quotidiano anche senza accesso a una rete di ricarica domestica.

A 31.950 euro, la Cupra Raval Edge Plus si posiziona in modo competitivo rispetto alle rivali dirette che offrono dotazioni comparabili. Non è la più economica della categoria, ma è quella che offre di più senza chiedere di aprire lunghe liste di optional a pagamento.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 14:20:34 +0000
News n. 13
Moto Guzzi rompe la tradizione, il nuovo motore 457 bicilindrico parallelo è in arrivo

Moto Guzzi è sempre stata legata al motore bicilindrico a V trasversale, con i due cilindri disposti longitudinalmente rispetto alla moto, che sporge ai lati con quella silhouette inconfondibile che i guzzisti riconoscono a distanza. È uno schema che il marchio di Mandello del Lario porta avanti dai tempi della mitica V7, e che nessuna parentesi della sua storia ha mai messo davvero in discussione. Fino ad adesso.

Nuove foto spia anticipano un prototipo ancora camuffato di una Moto Guzzi inedita, e quello che si vede sotto la carrozzeria mimetizzata non è un V-twin longitudinale: è un bicilindrico parallelo da 457 cc di derivazione Aprilia. Un cambio di rotta che, se confermato, rappresenta la svolta più significativa nella storia recente del marchio.

Bicilindrico parallelo

La moto intercettata durante le sessioni di test su strada non è un prototipo alle prime uscite: era già stata avvistata in passato, il che suggerisce che lo sviluppo sia in una fase avanzata con qualche modifica. Il frontale è stato disegnato con un faro a LED che incorpora le luci diurne in una firma luminosa ispirata all’aquila. La parte posteriore è stata ugualmente aggiornata: i due fanali circolari visti nelle foto precedenti hanno lasciato il posto a un gruppo ottico posteriore integrato e più curato, che incorpora anche gli indicatori di direzione. Non è più la moto di sviluppo iniziale, grezza e provvisoria nelle finiture. È qualcosa che assomiglia molto a un prodotto quasi definitivo.

Sul piano tecnico, il motore è lo stesso che oggi equipaggia modelli Aprilia come la RS 457 e la Tuono 457, capace di erogare poco più di 47 CV e di rientrare nei limiti della patente A2. È un propulsore che Aprilia ha già affinato sul mercato con ottimi riscontri: compatto, leggero, affidabile e con un carattere che si presta sia a un uso sportivo che a una guida più rilassata.

Ma Moto Guzzi dovrebbe limitarsi a prendere il motore Aprilia e incollarlo sotto una nuova carena. Tutte le indicazioni suggeriscono che la taratura del propulsore sarà adattata al carattere del marchio: meno sportivo, più rotondo, orientato a chi preferisce la guida piacevole e rilassante che è da sempre il punto di forza dei modelli di Mandello.

Derivato da Aprilia

Il fatto che Moto Guzzi e Aprilia condividano la stella famiglia del Gruppo Piaggio, rende questo trasferimento tecnologico meno sorprendente di quanto sembri. È una strategia industriale che i grandi gruppi automotive praticano da decenni: la stessa base tecnica, declinata in modi diversi per marchi con identità diverse. Volkswagen lo fa con Seat, Škoda e Audi; Stellantis con Fiat, Alfa Romeo, Jeep, Peugeot, Citroen, DS e Opel; Piaggio può farlo con Aprilia, Moto Guzzi e Vespa.

La differenza importante è che su Moto Guzzi la ciclistica verrà sviluppata in modo specifico. Telaio, sospensioni, geometrie: tutto sarà calibrato sull’uso che il pubblico Guzzi si aspetta, non su quello di chi sale su una RS 457 in cerca di adrenalina pura. I due marchi si rivolgono a utenti diversi, e questa diversità deve trasparire anche dall’esperienza di guida.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 13:03:48 +0000
News n. 14
FIAT e Disney Italia insieme per il nuovo film Toy Story 5 con la 600 Turbo 100

Si rinnova la collaborazione tra FIAT e Disney Italia. In occasione dell’uscita di Toy Story 5, arrivato nelle sale italiane il 18 giugno, la Casa torinese ha messo a disposizione la 600 Turbo 100 per accompagnare la première nazionale del film al Teatro Sistina di Roma e incarnare, sul piano automobilistico, il tema del cambiamento affrontato anche nell’ultima opera targata Pixar. Prima della proiezione, la vettura ha attraversato Roma fino all’ingresso del Teatro Sistina.

Una partnership all’insegna di valori condivisi

Da anni ormai i due marchi portano avanti una prolifica collaborazione, inaugurata nel 2024, quando FIAT aveva deciso di festeggiare i cento anni di Disney realizzando cinque esemplari speciali della Topolino. Dopodiché le parti avevano riunito le forze con il progetto legato alla Fiat 600 Hybrid e a Inside Out 2. In un incontro tra mobilità, cultura pop e pubblico familiare, l’iniziativa incentrata su Toy Story 5 consolida un’intesa già rodata, basata sulla condivisione dei valori e sulla volontà comune di affrontare le sfide di tutti i giorni.

Il punto di contatto scelto da FIAT riguarda l’evoluzione delle abitudini. Da un lato la saga di Toy Story ha raccontato sullo schermo i cambiamenti vissuti dalle famiglie, dall’altro il costruttore italiano ha cercato di rappresentare il progresso su strada. Ritmi e abitudini cambiano, ma FIAT persegue l’obiettivo di sempre: dare vita a un mezzo semplice da gestire e abbastanza versatile da adattarsi a situazioni diverse.

Con un motore benzina da 100 CV, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti, la Fiat 600 Turbo 100 ascolta le richieste di tutti quei conducenti ancora esitanti sul passaggio all’elettrico o all’ibrido. Perché optare per una meccanica tradizionale non vuol dire scendere a compromessi nelle dotazioni.

Invece di proporre un’unica motorizzazione, FIAT lascia al cliente la libertà di orientarsi tra la variante Hybrid, quella elettrica e, appunto, la nuova unità a benzina, disponibile negli allestimenti Pop, Icon, Business, La Prima e Sport. In questo modo l’utente può scegliere come meglio crede in base all’utilizzo, al budget e alla capillarità delle infrastrutture di ricarica sul territorio. L’accostamento della 600 Turbo 100 a Toy Story 5 le permette di far valere il suo carattere trasversale, che nella mobilità quotidiana trova il terreno più fertile. Nella visione di FIAT l’auto deve saper parlare a diverse generazioni attraverso un linguaggio emotivo comune.

Toy Story 5: lo scontro generazionale

In Toy Story 5 i giocattoli sono costretti a fare i conti con l’arrivo della tecnologia. Woody, Buzz, Jessie e il resto del gruppo incontrano Lilypad, un tablet convinto di sapere che cosa sia meglio per Bonnie. È il preludio di uno scontro tra il gioco tradizionale e un nuovo modo di occupare il tempo, con il rischio che le vecchie abitudini vengano messe da parte.

Dietro la macchina da presa torna Andrew Stanton, già coinvolto nella nascita della saga e affiancato alla regia da Kenna Harris. Lindsey Collins ha curato la produzione, mentre Randy Newman firma ancora una volta le musiche originali. La colonna sonora include anche il brano I Knew It, I Knew You, interpretato da Taylor Swift e scritto insieme a Jack Antonoff.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 10:30:09 +0000
News n. 15
RC Auto tra le più care nell’Ue, Antitrust e Ivass avviano indagine sui prezzi

I prezzi delle polizze RC Auto italiane finiscono sotto la lente dell’Ivass e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. I due organismi hanno avviato un’indagine conoscitiva per capire perché assicurare un’automobile in Italia continui a costare più che nel resto dell’Unione europea e quali fattori alimentino le forti differenze tra una provincia e l’altra.

Gli obiettivi dell’indagine

L’iniziativa non produrrà risultati immediati. Ivass e Antitrust intendono ricostruire il funzionamento del mercato per arrivare a possibili linee di intervento per una più efficace regolamentazione.

L’attenzione sarà rivolta soprattutto ai meccanismi di compensazione tra imprese nel sistema di risarcimento diretto e al funzionamento del sistema bonus malus. Ad annunciare l’indagine è stato il presidente dell’Ivass Paolo Angelini, durante le considerazioni sulla relazione annuale 2025 dell’istituto. L’Antitrust ha spiegato che l’analisi dovrà verificare la presenza di possibili criticità concorrenziali.

Il settore RC auto ha natura obbligatoria e raccoglie ogni anno circa 13,5 miliardi di euro di premi. Proprio per questo sarà necessario accertare l’esistenza di ostacoli allo sviluppo concorrenziale. Il passaggio successivo consisterà nell’individuare eventuali interventi idonei al loro superamento.

L’analisi prende in esame diversi pilastri del settore assicurativo, come le classi di merito, il meccanismo bonus-malus e le dinamiche del risarcimento diretto. Inoltre, passa in rassegna strumenti in grado di influenzare il mercato e la mobilità degli utenti, dalle scatole nere ai comparatori di prezzo.

I dati recenti rendono questo focus quanto mai necessario. Con un incremento del 3,5% registrato nell’ultimo trimestre del 2025, il costo medio della RC Auto si attesta a quota 432 euro, uno dei più elevati in Europa. Al netto delle tasse, il premio medio ammonta a 320 euro, inferiore soltanto al Regno Unito (450 euro) e ben al di sopra sia della Francia (194 euro) sia della Spagna (197 euro).

Secondo l’Ivass, sul divario incidono soprattutto il costo delle riparazioni e il funzionamento dei sistemi di indennizzo. Nel frattempo si allarga anche la distanza territoriale, con punte particolarmente elevate in Campania e nell’alta Toscana. Le associazioni dei consumatori chiedono però che l’indagine non si limiti a fotografare una situazione già nota. Il Codacons definisce gli assicurati italiani i più tartassati d’Europa e stima inoltre un rincaro complessivo, rispetto al 2022 da quasi 2,9 miliardi. Il calcolo considera 33,9 milioni di automobili assicurate. Assoutenti contesta invece il ruolo dell’autorità di vigilanza:

“Ivass non può comportarsi da notaio del mercatoâ€

Il riferimento è agli automobilisti che continuano a pagare di più, mentre il settore assicurativo mostra evidenti segnali di piena salute economica e tecnica. I dati dell’Ivass confermano che nel 2025 le compagnie italiane hanno migliorato patrimonio, raccolta premi, redditività e liquidità. Il comparto vita è cresciuto di oltre il 7%, spinto dalle polizze-investimento. Nei danni, il risultato d’esercizio è passato da 4,5 a 4,9 miliardi di euro, sostenuto anche dall’obbligo imposto alle imprese di stipulare le cosiddette polizze catastrofali contro le calamità naturali.

Consumatori critici

Resta aperto anche il problema dei preventivi. L’Unione nazionale consumatori sollecita un intervento urgente sul portale Preventivass, mentre Ivass e Ministero delle Imprese e del Made in Italy lavorano da gennaio a una nuova soluzione, attesa entro la fine dell’anno.

La critica dell’Unc coinvolge direttamente il ministro Adolfo Urso:

“Il ministro Urso continua a voltarsi dall’altra parte, nel totale disinteresseâ€

Per i consumatori, quindi, l’indagine avrà valore soltanto se sarà seguita da misure capaci di incidere davvero sui prezzi e sulla concorrenza:

“accogliamo sempre con favore le indagini conoscitive, ma poi dovrebbero seguire provvedimenti, altrimenti restano solo parole al ventoâ€

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 09:30:18 +0000
News n. 16
Omoda 9 Aurora Edition: una serie speciale a tiratura limitata arriva in Italia

Omoda & Jaecoo amplia la gamma italiana con una versione speciale della sua ammiraglia. Si chiama Omoda 9 SHS-P Aurora Edition e sarà prodotta in appena 1.000 esemplari, tutti destinati al nostro mercato. Il modello è già ordinabile presso la rete ufficiale, con prezzi da 54.000 euro, 2.100 euro in più rispetto alla variante standard.

Carrozzeria esclusiva e richiami alla tradizione

La differenza principale riguarda la carrozzeria. Per questa serie limitata il costruttore ha scelto l’inedita tonalità Aurora Green, una vernice che richiama da una parte le sfumature dell’aurora boreale e dall’altra il classico verde britannico, colore legato da decenni alla tradizione automobilistica d’oltremanica. Sviluppato in Italia, il badge specifico applicato ai mille esemplari previsti contribuisce a rendere l’edizione subito riconoscibile.

L’operazione punta soprattutto sull’esclusività, ma non si limita a un semplice cambio di colore. La Aurora Edition nasce sulla base della Omoda 9 SHS-P, SUV di grandi dimensioni che occupa il vertice della gamma del marchio cinese e prova a inserirsi in una fascia presidiata da modelli europei, giapponesi e coreani ormai consolidati. All’interno, la Omoda 9 mantiene l’impostazione tecnologica e piuttosto elaborata già vista sulla versione di serie. Comandi digitali intuitivi, pelle Nappa e un design pulito creano un’atmosfera premium in grado di far subito dimenticare le soluzioni più classiche dei modelli generalisti.

Tra le chicche di questo modello spiccano il tetto panoramico apribile Skylight e un sistema di illuminazione ambientale. L’impianto audio firmato Sony utilizza 14 altoparlanti distribuiti nell’abitacolo, mentre le informazioni di guida possono essere proiettate sul parabrezza attraverso l’Augmented Reality Head-Up Display. La vettura dispone inoltre di modalità specifiche dedicate a neve, sabbia e fuoristrada. In base alle condizioni del fondo, l’elettronica regola la distribuzione della potenza e la gestione delle ruote motrici, così da affrontare in tutta sicurezza ogni tipologia di percorso.

A ogni modo, la parte più interessante resta quella meccanica. La Omoda 9 SHS-P Aurora Edition utilizza un sistema ibrido plug-in da oltre 500 CV di potenza nella configurazione a trazione integrale, frutto del lavoro congiunto di un motore turbo benzina 1.5 TGDI, tre unità elettriche e un cambio dedicato DHT 350. Nonostante la massa e le dimensioni da SUV di rappresentanza, lo scatto da 0 a 100 km/h viene completato in 4,9 secondi, un dato vicino a quello di alcune sportive. La batteria ha una capacità di 34,46 kWh, superiore a quella di parecchie ibride plug-in presenti oggi sul mercato.

Oltre 1.100 km di autonomia

Grazie alla sinergia tra la batteria e il serbatoio da 70 litri, l’autonomia totale raggiunge – e supera – i 1.100 km nel ciclo di omologazione WLTC. Il valore reale dipenderà naturalmente dalla frequenza delle ricariche, dal percorso e dallo stile di guida: come per qualsiasi plug-in, utilizzare l’auto con la batteria costantemente scarica riduce buona parte dei vantaggi del sistema.

L’esborso extra è tutto sommato contenuto. Vale la pena spendere qualcosa in più? Per la Aurora Edition, la risposta sembra essere di sì: con 54.000 euro – ovvero 2.100 euro in più rispetto al modello d’attacco – ci si porta a casa una serie limitata che si distingue per dettagli unici, come la colorazione specifica e il badge italiano. Resta da capire quanto il pubblico considererà davvero collezionabile un modello di un marchio ancora giovane in Europa.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 08:21:04 +0000
News n. 17
FIAT Doblò EasyPRO: l’efficienza concreta che semplifica il lavoro quotidiano

Spazio, costi sotto controllo e un abitacolo configurabile in base alle esigenze della giornata: è tutto quanto cerca il professionista in un veicolo commerciale. Da questi presupposti FIAT Professional ha sviluppato il nuovo Doblò EasyPRO, versione d’ingresso della gamma pensata soprattutto per piccoli imprenditori, flotte e attività appena avviate.

Design funzionale e nuova filosofia Smart Compact Van

Il modello fa parte del nuovo progetto Smart Compact Van di Stellantis Pro One, condiviso anche con Citroën Berlingo Van First, Opel Combo Start e Peugeot Partner Active. Pur mantenendo l’architettura del Doblò già conosciuto, introduce un frontale più robusto, riconoscibile dall’ampio paraurti, mentre all’interno cambiano plancia e pannelli delle portiere. ll costruttore punta così a semplificare l’utilizzo del mezzo nel quotidiano.

Le analisi condotte da Stellantis hanno mostrato che il 40% dei clienti non è interessato alla configurazione a tre posti e che, per circa il 90% del tempo lavorativo, i professionisti viaggiano da soli. Da qui nasce il Flexiseat, il principale elemento distintivo del Doblò EasyPRO: quando necessario, il sedile del passeggero può essere ripiegato, ricavando fino a mezzo metro cubo di volume aggiuntivo nel quale sistemare attrezzi, pacchi ingombranti o altro materiale. Alla configurazione è abbinabile il Modutable, una superficie opzionale che trasforma il lato passeggero in una piccola postazione di lavoro, da usare come appoggio per il computer oppure durante una pausa.

Con il Drivedrawer sotto il sedile del guidatore, documenti e dispositivi elettronici sono sempre al posto giusto. Il comfort è completato dalla Moduconsole, la console centrale rimovibile che unisce un comodo scomparto chiuso a pratici portabicchieri. Tutto a portata di mano.

Nella parte alta della plancia arriverà, dal 2027, il pratico Dashbox. Se serve trasportare oggetti lunghi, entra invece in gioco il sistema Magic Cargo: il sedile centrale si ripiega, aumentando lo spazio disponibile, mentre nella configurazione ordinaria permette di ospitare una terza persona. Il pacchetto si completa con una presa da 220 volt, alla quale collegare PC e altri dispositivi elettronici.

Le dimensioni restano invariate rispetto al resto della gamma. Il Doblò EasyPRO sarà proposto in due lunghezze, con una portata utile compresa tra 650 kg e una tonnellata e un volume di carico che raggiunge i 4,4 metri cubi.

Elettrico, diesel o benzina: i motori

FIAT Professional ha scelto di puntare su diverse alimentazioni: la gamma comprenderà una versione completamente elettrica, accreditata di un’autonomia massima di 270 km, insieme a due motori diesel e a un’unità a benzina. Le tre proposte termiche saranno associate al cambio manuale, mentre dal prossimo anno si aggiungerà anche una variante mild hybrid.

Ancora nessuna indicazione ufficiale sul prezzo, ma Stellantis anticipa un listino d’ingresso più basso rispetto alle altre versioni della gamma, sia per i motori termici sia per quello elettrico. Gli ordini apriranno nel mese di settembre, con l’approdo sul mercato previsto a partire da novembre. Anziché perdersi in complicazioni superflue, il Doblò EasyPRO si rivolge ai professionisti offrendo ciò di cui ha effettivamente bisogno: capacità di carico, abitacolo flessibile e costi più accessibili. Una formula poco appariscente, ma coerente con la funzione del veicolo.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 05:30:55 +0000
News n. 18
E-bike truccate a Roma: 9 controlli su 10 sono irregolari. Scattano i sequestri

Un controllo su dieci concluso senza problemi, tutti gli altri con almeno un’irregolarità. Gli ultimi accertamenti sui veicoli modificati eseguiti dalla Polizia locale di Roma portano a galla un fenomeno allarmante. Nel mirino sono finite soprattutto le e-bike e i ciclomotori, ma gli agenti hanno esaminato anche minicar e altri mezzi sospettati di aver subito modifiche alle caratteristiche tecniche.

L’estensione dei controlli a Roma

In accordo con la Motorizzazione, gli agenti hanno dato il via alle attività nei mesi scorsi nel centro storico della Capitale. Già durante questa prima fase, le irregolarità hanno riguardato l’80% dei casi, una percentuale abbastanza alta da spingere gli agenti ad allargare le verifiche ad altre zone della città.

Più recentemente le operazioni hanno riguardato i quartieri Parioli e Prati, dove i poliziotti hanno fermato e sottoposto a verifiche tecniche approfondite oltre 150 veicoli in pochi giorni. Se i numeri registrati nel centro storico avevano dato motivo di preoccupazione, la fotografia qui scattata è persino peggiore: le anomalie hanno riguardato circa l’85% delle e-bike, più del 90% dei ciclomotori e il 40% delle minicar esaminate.

Entrando nel merito delle violazioni, il problema principale legato alle biciclette elettriche consiste nelle manomissioni tecniche, eseguite proprio per aumentarne le prestazioni e superare i limiti di velocità consentiti dalla legge vigente in Italia. Interventi del genere cambiano il comportamento del mezzo rispetto alla sua configurazione originaria e finiscono per avvicinarlo, nel loro utilizzo, a veicoli appartenenti a categorie differenti.

Proprio le e-bike rappresentano uno dei bersagli principali dei controlli. All’apparenza restano normali biciclette a pedalata assistita, ma alcune modifiche consentono al motore di continuare a spingere anche oltre i parametri previsti oppure eliminano i limiti impostati dal produttore. Visto che le alterazioni più sofisticate sfuggono a un primo esame, gli agenti hanno effettuato controlli approfonditi affiancati da esperti del settore.

Diverso il quadro emerso sui ciclomotori e sugli altri mezzi a motore. In molti casi gli operatori hanno riscontrato la rimozione del silenziatore, eseguita con l’obiettivo di rendere più rumoroso lo scarico. Una modifica significativa che aumenta il rumore prodotto dal veicolo e, al tempo stesso, ne altera le caratteristiche tecniche.

Oltre le modifiche tecniche: le altre infrazioni rilevate

Le irregolarità non si sono limitate alle modifiche meccaniche. Nel corso dei controlli gli agenti si sono anche imbattuti in conducenti privi di casco o del titolo abilitativo richiesto. In particolare, il secondo problema ha interessato soprattutto le minicar, spesso considerate erroneamente mezzi utilizzabili senza una patente o un patentino specifico.

In aggiunta alle sanzioni economiche, in più della metà dei casi le violazioni accertate hanno portato al fermo oppure al sequestro del veicolo, a conferma della portata dell’operazione, finalizzata a contrastare le manomissioni dei mezzi, talmente radicali da comprometterne la regolare circolazione su strada.

Dopo il centro storico, Parioli e Prati, i controlli sono destinati a proseguire anche negli altri quadranti di Roma. Invece di mettere in pericolo la propria sicurezza e quella degli altri utenti, gli utilizzatori di e-bike, ciclomotori o minicar farebbero meglio ad attenersi alle caratteristiche fissate dalla normativa.

Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 05:30:07 +0000
News n. 19
Spia freno a mano accesa, rischio grosso? Cosa fare subito

Quando nella tua auto si accende improvvisamente la spia rossa del freno a mano, contrassegnata da un punto esclamativo “!†o una “P†tra due parentesi, l’ansia sale subito. Se hai già abbassato completamente la leva o disattivato il pulsante del freno elettronico e la luce non si spegne, significa che c’è un problema. Vediamo come comportarci in questi casi e quando è possibile proseguire.

Posso guidare o devo fermarmi subito?

Devi fermarti il prima possibile in un’area sicura per capire quale sia stata la causa che ha innescato la segnalazione. Se la spia del freno a mano rimane accesa fissa, l’auto segnala un’anomalia all’impianto frenante. Ignorare questo avviso può comportare diverse problematiche, come la perdita totale della pressione del pedale. Continuare a viaggiare significa mettere a rischio la tua sicurezza, in quanto il pedale potrebbe andare a vuoto alla prima frenata d’emergenza, allungando gli spazi di arresto e causando guasti da migliaia di euro.

Cosa controllare prima di chiamare il soccorso

Una volta fermi in un’area sicura, ci sono alcuni controlli fondamentali da fare prima di richiedere l’intervento dell’assistenza stradale. Questa rapida ispezione serve a rendersi conto della reale gravità dell’anomalia, permettendo di capire se è possibile proseguire il viaggio verso l’officina più vicina guidando a velocità moderata o se sia categoricamente meglio fermare il veicolo e chiamare l’assistenza:

  • ispezione visiva del livello nella vaschetta: apri il cofano motore e individua il serbatoio del liquido freni. Se il livello si trova visibilmente sopra la linea del minimo, il problema non è una perdita idraulica immediata ma potrebbe dipendere dall’usura dei freni, in questo caso è possibile proseguire fino all’officina. Se invece la vaschetta è completamente vuota, non tentare di ripartire;
  • consistenza del pedale: a motore acceso, premi ripetutamente il pedale del freno per verificarne la resistenza idraulica. Se mantiene la sua corretta durezza e non affonda a fine corsa, significa che la pressione nel circuito è stabile e puoi muovere l’auto con prudenza;
  • riavvio quadro strumenti: se il veicolo è dotato di freno a mano elettronico, un calo di tensione momentaneo della batteria a 12V può mandare in blocco il sistema. Spegni il quadro strumenti, estrai la chiave, attendi circa 60 secondi per permettere lo spegnimento delle centraline sulla rete CAN-Bus di bordo e riavvia il motore. Questa situazione ti permette di proseguire.

In ogni caso, a prescindere dall’esito di queste verifiche temporanee, quando si accende una spia legata all’impianto frenante è sempre consigliabile recarsi direttamente nella prima officina disponibile entro pochi chilometri per una diagnosi accurata.

Sintomi e cause possibili

In officina, la prima cosa che facciamo è analizzare il comportamento esatto della luce sul cruscotto prima di collegare lo strumento di diagnosi OBD. La spia non si accende sempre nello stesso modo, può rimanere accesa fissa, lampeggiare o attivarsi in modo intermittente scomparendo e ritornando in base alla dinamica del veicolo o a fattori climatici come pioggia e umidità. Le cause principali che fanno scattare l’allarme sul quadro strumenti sono ben precise:

  • intervento del segnalatore di usura: sulle pastiglie freno è presente un sensore elettrico di consumo. Quando il materiale d’attrito finisce, il sensore tocca il disco freno accendendo la spia sul quadro strumenti per indicare che va sostituito;
  • liquido freni al minimo: se all’interno della vaschetta freni il lubrificante scende sotto la soglia di sicurezza, il galleggiante accende la spia per segnalare il pericolo di svuotamento dell’impianto;
  • perdita idraulica nel circuito: una tubazione flessibile fessurata, un cilindretto dei freni posteriore che trafila o la pompa freno principale usurata causano un calo del liquido nel circuito, lasciando la spia rossa costantemente accesa e il pedale spugnoso;
  • interruttore della leva guasto: sulle auto con leva classica, il microinterruttore posizionato sotto l’abitacolo si blocca meccanicamente o si ossida, lasciando la luce accesa fissa anche a leva totalmente abbassata;
  • avaria al sistema EPB: nei veicoli con freno elettronico, un problema ai cablaggi delle elettropinze posteriori o la rottura interna dell’attuatore elettromeccanico bloccano il sistema segnalando l’anomalia;
  • infiltrazioni di acqua: dopo un lavaggio o un temporale, l’acqua può penetrare nei connettori delle pinze elettriche posteriori o nei sensori giri ruota dell’ABS, creando falsi contatti che fanno accendere la spia.

Quanto costa riparare il guasto?

I costi variano in base all’elemento danneggiato, di seguito trovi l’elenco dei principali interventi di riparazione con i relativi prezzi medi, comprensivi di ricambi e manodopera:

  • sostituzione pastiglie freni anteriori: ha un costo compreso tra i 120 e i 180 euro;
  • sostituzione tubo flessibile: richiede una spesa tra i 100 e i 120 euro. Include la sostituzione del condotto in gomma fessurato dall’usura, il rabbocco del livello dell’olio e lo spurgo completo dell’aria dall’impianto;
  • sostituzione interruttore leva: il prezzo oscilla tra i 70 e i 100 euro. Si tratta di sostituire o ripristinare il corretto contatto elettrico del microinterruttore;
  • sostituzione motoriduttore EPB (freno elettronico): comporta una spesa tra i 180 e i 400 euro. L’operazione richiede la sostituzione del ricambio e la successiva calibrazione software tramite presa OBD-II;
  • riparazione pompa freno o centralina ABS/ESP: è l’intervento più pesante, con costi che variano dai 350 agli oltre 900 euro.

I consigli del meccanico

Per viaggiare in totale sicurezza ed evitare di moltiplicare i costi di riparazione dal meccanico, segui questi consigli:

  • controlla lo spessore prima dell’olio: non rabboccare mai il liquido dei freni da solo senza aver prima verificato lo spessore delle pastiglie. Se il livello è sceso a causa dell’usura, inserendo olio nuovo rischierai di farlo traboccare dalla vaschetta quando il meccanico installerà i componenti nuovi spingendo indietro i pistoncini;
  • rispetta le scadenze del fluido: sostituisci il liquido dei freni ogni due anni. L’olio idraulico è igroscopico, assorbe l’umidità esterna creando bolle d’aria in frenata (vapor lock) e ruggine interna che distrugge la pompa freno e i passaggi del gruppo valvole ABS;
  • ascolta i segnali: se senti un fischio metallico continuo in marcia o in frenata, le pastiglie potrebbero essere finite. Meglio verificarle presso un’officina così da non dover cambiare i dischi;
  • controlli periodici: è fondamentale far controllare l’intero impianto frenante e il circuito idraulico per garantire la massima sicurezza del veicolo. Questo controllo è consigliato ogni anno o 15.000 km.
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 04:00:47 +0000
News n. 20
Che auto guida Ruben Amorim, la familiare con prestazioni da supercar

Il destino non poteva riservare al Milan un finale di campionato più beffardo. Dopo essere rimasto a lungo in corsa per la Champions League, il Diavolo si è visto sfuggire la qualificazione proprio all’ultima giornata, sconfitto in casa da un Cagliari già salvo. Non c’è però tempo di rimpiangere gli errori commessi in un girone di ritorno da incubo. La parola d’ordine è rifondazione e il compito passa ora a Ruben Amorim, allenatore dalle idee nette e con un’identità tecnica già riconoscibile. Anche fuori dal campo il portoghese non sembra amare le mezze misure: ai tempi del Manchester United arrivava al centro sportivo al volante di una Porsche Taycan Cross Turismo, una familiare elettrica con numeri da supercar e un elevato livello di lusso.

Scelta di stile: la Porsche del nuovo tecnico del Milan

La Cross Turismo nasce sulla base della Taycan, ma modifica la parte posteriore con un tetto più lungo, un portellone vero e un abitacolo più sfruttabile. I passaruota protetti e le appendici inferiori la distinguono sia dalla berlina sia dalla Sport Turismo, così come l’assetto leggermente rialzato, che le permette di affrontare fondi irregolari, rampe e sentieri accidentati con maggiore disinvoltura rispetto alla Taycan berlina. Tutte le versioni dispongono inoltre della trazione integrale, delle sospensioni pneumatiche adattive e della modalità Gravel, studiata per migliorare il controllo sulle superfici meno compatte.

Nel caso della Turbo Cross Turismo della prima serie, quella riconducibile all’auto utilizzata da Amorim, i due motori elettrici sviluppano normalmente 625 CV, ma attivando il Launch Control, la potenza sale temporaneamente a 680 CV, accompagnata da 850 Nm di coppia. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 3,3 secondi, mentre la velocità massima raggiunge i 250 km/h. Valori degni di una sportiva, ottenuti però con quattro porte e un bagagliaio da 405 litri, che tocca i 1.171 litri a schienali abbattuti.

Anziché ricorrere al classico rapporto fisso, la Taycan Cross Turismo monta un cambio a due velocità: il primo rapporto aumenta la spinta in partenza, mentre il secondo entra in gioco alle andature superiori, contenendo i consumi. È uno dei dettagli tecnici con cui Porsche ha cercato di evitare che la Taycan diventasse soltanto una grande EV travestita da sportiva.

Prestazioni da supercar e anima versatile

Porsche ha puntato sui 93,4 kWh della batteria, capace – stando ai dati di lancio – di percorrere tra i 395 e i 452 km nel ciclo WLTP, in base a come la si configura. A ogni modo, il vero fiore all’occhiello è l’architettura a 800 volt: accorciando sensibilmente le soste alle colonnine veloci, sdogana finalmente l’idea di poter usare un’elettrica anche per i lunghi spostamenti.

Il prezzo non era affatto secondario. Già nella configurazione di partenza la Turbo Cross Turismo si collocava ben oltre i 150.000 euro, prima di aggiungere vernici, cerchi, interni e sistemi di assistenza. Su una Porsche, la lista degli optional può spostare il conto di decine di migliaia di euro. L’esemplare nero associato ad Amorim presenta anche dettagli rossi nell’abitacolo, comprese le cinture di sicurezza, una combinazione che oggi sembra quasi preparata per il nuovo incarico del Milan.

Data articolo: Fri, 19 Jun 2026 19:39:25 +0000
News n. 21
Finestrino dell’auto abbassato: perché si rischia una multa

Torna l’estate, torna il caldo. Un’equazione valida ogni anno, che si ripete ancora una volta per il dispiacere degli automobilisti. Lasciare la propria vettura sotto il sole cocente può rendere insopportabile il clima a bordo, ma a volte non ci sono alternative. In assenza di posti liberi all’ombra, lasciare il finestrino dell’auto leggermente abbassato sembra un buon compromesso per favorire il ricambio d’aria, peccato che questa abitudine, in apparenza innocua, rischi di costare davvero cara su una strada pubblica.

Cosa stabilisce il Codice della Strada

Il legislatore impone infatti al conducente di lasciare il veicolo in condizioni tali da evitare incidenti e impedirne l’utilizzo senza il proprio consenso. Non esiste quindi una norma che vieta in maniera esplicita e automatica di parcheggiare con il finestrino abbassato, bensì spetta all’agente valutare se siano state adottate cautele sufficienti, a maggiore ragione quando l’apertura consente di raggiungere la maniglia, sbloccare la portiera o accedere facilmente all’abitacolo.

Il Codice della Strada affronta la questione nell’art. 158, comma 4: durante la fermata e la sosta, il conducente è tenuto ad adottare tutte le precauzioni utili a evitare incidenti e a impedire l’utilizzo del veicolo senza il suo consenso. La disposizione comprende diverse situazioni. Oltre al finestrino lasciato completamente aperto, potrebbe essere sanzionato chi si allontana dimenticando le portiere sbloccate oppure, nel caso più evidente, lasciando le chiavi inserite nel quadro. Il proprietario non deve rendere eccessivamente semplice l’accesso o l’uso della vettura da parte di altre persone.

In presenza di infrazione, il legislatore prevede una sanzione amministrativa tra 42 e 173 euro, che scende a un importo da 25 a 100 euro nel caso di ciclomotori e motocicli a due ruote. La conferma che si tratti di un obbligo effettivo arriva dal caso di un automobilista vicentino, multato dopo aver lasciato aperto il finestrino anteriore sinistro della sua auto. Secondo quanto riferisce la stampa locale, gli agenti hanno elevato al guidatore una multa di 42 euro, corrispondente al minimo previsto, per l’inosservanza delle cautele necessarie a impedire l’uso del mezzo da parte di terzi.

Molto dipende comunque dalle circostanze e dalla valutazione effettuata durante il controllo. Lasciare uno spiraglio di pochi millimetri non equivale necessariamente ad abbandonare la vettura con il finestrino completamente aperto. Più l’abitacolo risulta accessibile, però, più aumenta la possibilità che il comportamento venga considerato contrario alle prescrizioni del Codice della Strada.

Precauzioni in sosta: come evitare sanzioni e rischi

Per la massima sicurezza, prima di allontanarsi dal veicolo è bene assicurarsi che portiere e finestrini siano ben chiusi. Il piccolo ricambio d’aria ottenuto lasciando un’apertura difficilmente compensa il pericolo di un furto, di un danneggiamento o di una multa.

All’interno di un garage o di un’area privata e sorvegliata si può anche lasciare il finestrino socchiuso, ma su una strada aperta al pubblico conviene andare sul sicuro. Il mercato mette a disposizione diversi strumenti efficaci contro il caldo, basti pensare alle coperture per i vetri e ai parasole riflettenti. Una banale disattenzione durante la sosta espone a una sanzione pecuniaria non trascurabile: meglio verificare la chiusura completa prima di allontanarsi.

Data articolo: Fri, 19 Jun 2026 14:14:45 +0000
News n. 22
Renault 4 E-Tech Plein Sud, un design che reinventa una leggenda

Renault riporta in auge uno dei suoi nomi più leggendari, trasformando lo spirito versatile della storica “4L” in un manifesto della mobilità elettrica moderna. Con la versione Plein Sud, la Renault 4 E-Tech Electric non si limita a celebrare il passato, ma riaccende il desiderio di evasione tipico delle versioni decapottabili originali, come la Plein Air o la Sixties. Questa variante, ora disponibile agli ordini in Italia, è stata progettata fin dall’inizio per integrare un ampio tetto apribile in tessuto, offrendo una dimensione di piacere aumentato senza scendere a compromessi con la funzionalità quotidiana.

Un design carismatico

Il design della Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud conserva le proporzioni da crossover compatto che richiamano immediatamente il profilo della sua antenata: una lunghezza di 4,14 metri, un passo di 2,62 metri e una linea di cintura che trasuda robustezza. Il frontale è dominato dalla calandra luminosa e da uno sguardo tecnologico, completato da cerchi da 18 pollici che le conferiscono una postura solida.

Rispetto alla versione a tetto fisso, la Plein Sud presenta modifiche estetiche mirate: per massimizzare la superficie vetrata e la pulizia delle linee, le barre da tetto scompaiono e l’antenna viene integrata direttamente nel lunotto posteriore. Il risultato è un profilo ancora più fluido, dove il contrasto tra il colore della carrozzeria e il tessuto nero del tetto diventa l’elemento stilistico centrale. Nonostante la presenza del meccanismo elettrico, l’altezza complessiva rimane praticamente invariata, preservando l’abitabilità interna sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori.

Il tetto apribile

Il vero colpo da maestro di questa versione è il tetto in tessuto a comando elettrico. Con un’apertura di 92 cm di lunghezza per 80 cm di larghezza (circa un metro quadrato di superficie totale), Renault offre una delle aperture più ampie del segmento, garantendo anche a chi siede dietro una visuale libera verso il cielo. La tecnologia impiegata è frutto della collaborazione con partner esperti come Webasto e Haartz: il tetto è realizzato con materiali compositi anziché metallici, una scelta che ha permesso di contenere l’aumento di peso totale a soli 19 kg rispetto alla versione standard.

L’efficienza d’uso è massima: il tetto si apre o si chiude in circa 10 secondi, operazione attivabile tramite un pulsante interno o tramite il comando vocale dell’avatar Reno. È possibile azionare il meccanismo anche in movimento, fino a una velocità di 90 km/h. Per garantire il massimo comfort acustico, Renault ha inserito una fodera interna e un deflettore automatico che riduce drasticamente le turbolenze e i fruscii durante la guida a tetto aperto. A tetto chiuso, la differenza di rumorosità rispetto alla versione classica è di appena il 4%.

Versatilità e dotazioni

L’abitacolo mantiene la praticità della Renault 4. Il bagagliaio offre una capacità di 420 litri (di cui 44 sotto il pianale) e una soglia di carico particolarmente bassa (61 cm) che ne facilita l’utilizzo. La modularità è garantita dalla panchetta ripiegabile e dal sedile del passeggero anteriore abbattibile, che permette una lunghezza di carico fino a 2,20 metri.

Sotto il profilo tecnico, la versione Plein Sud è equipaggiata con un motore da 110 kW (150 CV) e una batteria da 52 kWh, che assicura un’autonomia WLTP fino a 392 km. La dotazione tecnologica è all’avanguardia con 28 sistemi di assistenza alla guida (ADAS), tra cui l’Active Driver Assist per la guida autonoma di livello 2 e la funzione One Pedal.

Listino prezzi

La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è proposta in due allestimenti principali:

  • Techno: a partire da 36.790 euro;
  • Iconic: a partire da 38.970 euro.
Data articolo: Fri, 19 Jun 2026 12:11:48 +0000
News n. 23
Quanto consuma davvero la tua auto? Come calcolare benzina, chilometri e spesa

Un’auto non consuma sempre allo stesso modo. La stessa vettura può percorrere 18 chilometri con un litro su una statale scorrevole, scendere a 11 chilometri con un litro nel traffico urbano e peggiorare ancora se viaggia a pieno carico, con pneumatici sgonfi, aria condizionata accesa, portapacchi montato e stile di guida nervoso. Il dato utile è quindi quello che descrive l’uso reale del veicolo.

Perché calcolare il consumo reale dell’auto

Il primo motivo per calcolare il consumo reale dell’auto è di carattere economico. Per chi usa l’auto ogni giorno per andare al lavoro, la conoscenza di quanto spende al mese o quanto costa ogni tragitto aiuta a gestire le proprie finanze e a calibrare le scelte.

Il secondo motivo riguarda l’efficienza del veicolo. Un aumento improvviso dei consumi può segnalare pneumatici sgonfi, filtro aria sporco, problemi agli iniettori, freni leggermente bloccati, candele usurate nei motori benzina, sensori non efficienti o una manutenzione trascurata. Il consumo è una spia indiretta dello stato di salute dell’auto.

Il terzo motivo è la scelta dell’auto successiva. Chi conosce i propri consumi reali può valutare meglio se conviene restare su benzina, passare a diesel, scegliere un full hybrid, guardare a un plug-in hybrid oppure prendere in considerazione un’elettrica. Senza dati il confronto si basa su impressioni. Con i numeri si capisce se il problema è l’auto, lo stile di guida o il costo del carburante.

Il quarto motivo riguarda i viaggi. Prima di partire per una vacanza, calcolare consumo e spesa permette di stimare il budget in modo più realistico. Un viaggio di 800 chilometri costa anche in termine di carburante e non solo di pedaggio.

Le unità di misura: litri per 100 km e chilometri con un litro

In genere gli automobilisti ragionano in termini di chilometri con un litro. Più alto è il numero, meno l’auto consuma. Se una vettura percorre 20 km/l significa che con un litro di benzina può fare venti chilometri. Se ne percorre 12, consuma molto di più.

Le case auto e i computer di bordo usano invece spesso l’unità litri per 100 chilometri. In questo caso il ragionamento si ribalta: più basso è il numero, meglio è. Un consumo di 5 l/100 km è migliore di 7 l/100 km perché l’auto brucia meno carburante per coprire la stessa distanza.

Dal punto di vista aritmetico per passare da litri per 100 km a chilometri con un litro bisogna dividere 100 per il valore indicato. Se il display segna 5 l/100 km, il calcolo è 100 diviso 5, quindi 20 km/l. Se segna 6,7 l/100 km, il risultato è circa 14,9 km/l. Il passaggio inverso è altrettanto immediato. Se si conoscono i chilometri con un litro e si vuole ottenere il consumo in l/100 km, bisogna dividere 100 per i km/l. Un’auto che percorre 16 km/l consuma 6,25 l/100 km. Una che percorre 10 km/l consuma 10 l/100 km.

La formula per calcolare il consumo reale

Il metodo per calcolare il consumo reale di carburante dell’auto è quello del pieno-pieno. In pratica si parte facendo il pieno fino allo scatto della pompa, preferibilmente sempre nello stesso modo e senza insistere troppo dopo il primo blocco automatico. A quel punto si azzera il contachilometri parziale oppure si annotano i chilometri totali indicati dal cruscotto. Poi si guida normalmente, senza modificare artificialmente lo stile di guida per ottenere un dato migliore. Dopo qualche giorno o dopo qualche centinaio di chilometri, si torna al distributore e si rifà il pieno. I litri necessari per riempire di nuovo il serbatoio sono quelli consumati nel periodo misurato.

La formula è questa: chilometri percorsi divisi per litri immessi. Se tra un pieno e l’altro sono stati percorsi 620 chilometri e al secondo rifornimento sono entrati 38 litri, il consumo reale è 620 diviso 38, cioè 16,3 km/l. Per ottenere il dato in litri per 100 km, si fa 38 diviso 620, moltiplicato per 100: il risultato è 6,1 l/100 km.

Questo sistema funziona meglio se il test viene ripetuto più volte. Un solo pieno può essere influenzato da traffico, temperatura o pieno non identico. Tre o quattro rifornimenti consecutivi restituiscono una media molto più attendibile.

Come calcolare quanto costa ogni chilometro

Il consumo dice quanto carburante usa l’auto. La spesa al chilometro dice quanto costa muoversi. Per ottenerla bisogna incrociare il consumo reale con il prezzo del carburante. La formula più diretta è questa: prezzo al litro diviso chilometri percorsi con un litro. Se la benzina costa 1,90 euro/litro e l’auto percorre 15 km/l, ogni chilometro costa circa 0,127 euro, quindi 12,7 centesimi. Se la stessa auto percorre 18 km/l, il costo scende a 10,5 centesimi al chilometro. Se ne percorre 10, sale a 19 centesimi.

La differenza diventa pesante quando si moltiplica per l’uso reale. Su 15.000 chilometri all’anno, un’auto da 15 km/l con benzina a 1,90 euro/litro richiede circa 1.900 euro di carburante. Un’auto da 18 km/l, a pari prezzo, scende a circa 1.583 euro. Una da 10 km/l arriva a circa 2.850 euro. La forbice supera facilmente mille euro all’anno.

Per calcolare la spesa di un viaggio il metodo è altrettanto semplice. Si divide la distanza per i km/l e si moltiplica il risultato per il prezzo al litro. Un tragitto di 500 chilometri con un’auto da 16 km/l richiede 31,25 litri. Con benzina a 1,90 euro/litro, la spesa è di circa 59,40 euro. Con la stessa distanza e un consumo di 12 km/l, i litri salgono a 41,7 e il costo arriva a 79,20 euro.

Perché il computer di bordo può ingannare

Il computer di bordo indica consumi medi, istantanei e autonomia residua. Può però presentare margini di errore perché lavora su stime basate sui parametri del veicolo e non sempre coincide con i litri realmente immessi alla pompa.

Il consumo istantaneo è il dato più spettacolare e meno utile se preso da solo. In accelerazione può schizzare verso valori molto alti, in rilascio può scendere a zero, in discesa può dare l’illusione di consumi bassissimi. Serve a capire come cambia il consumo in base al piede destro, ma non descrive la spesa reale.

Il consumo medio è più utile, ma va letto su percorrenze adeguate. Se viene azzerato prima di un tratto in discesa, sembrerà ottimo. Se viene misurato dopo dieci minuti di coda, sembrerà pessimo. Per avere un dato sensato deve essere osservato su almeno qualche centinaio di chilometri, possibilmente alternando città, extraurbano e autostrada in proporzioni simili all’uso abituale.

L’autonomia residua è una previsione basata sul consumo recente. Se dopo un tratto urbano lento il display indica pochi chilometri, la stima può migliorare su strada scorrevole. Se dopo un percorso extraurbano tranquillo si entra in autostrada a velocità sostenuta può peggiorare.

Perché non coincidono consumi dichiarati e consumi reali

I dati dichiarati dalle case derivano da procedure di omologazione standardizzate. Oggi il riferimento è il ciclo WLTP, introdotto per offrire valori più realistici rispetto al vecchio NEDC. Non è una fotografia perfetta della vita quotidiana in quanto nessun test di laboratorio può riprodurre traffico, stile di guida, carico, temperatura, vento, pendenze, pneumatici, uso del climatizzatore e qualità del carburante.

Per questo il consumo reale è spesso più alto di quello dichiarato. La differenza può essere modesta su auto efficienti guidate con attenzione in percorsi scorrevoli, ma può diventare consistente in città, in autostrada o con vetture pesanti e potenti. Le plug-in hybrid meritano un discorso a parte: se vengono ricaricate regolarmente possono consumare pochissima benzina nei percorsi quotidiani. Se viaggiano sempre con batteria scarica, il consumo reale può essere molto più alto di quello omologato.

Il dato WLTP va quindi usato come parametro di confronto tra modelli per capire se un’auto è più efficiente di un’altra sulla carta. La prova vera resta però quella personale. Stesso tragitto, stesso guidatore, stesso metodo di calcolo.

Data articolo: Fri, 19 Jun 2026 12:00:23 +0000
News n. 24
Aperti gli ordini per la nuova BMW i3 50 xDrive: quanto costa

L’inizio di una nuova ed entusiasmante era per il BMW Group con l’apertura ufficiale degli ordini per la BMW i3 50 xDrive, il secondo modello della rivoluzionaria Neue Klasse. Questa vettura non è solo la prima Serie 3 completamente elettrica, ma rappresenta un salto generazionale che riscrive i canoni del piacere di guidare, combinando l’anima della berlina sportiva più celebre del marchio con cluster tecnologici mai visti prima. Disponibile inizialmente nella ricca versione First Edition, la BMW i3 si presenta come un concentrato di innovazione pronto a competere in un segmento ad alto volume con prezzi a partire da 64.750 euro.

Design puramente BMW

Esteticamente, la nuova BMW i3 propone una reinterpretazione moderna delle proporzioni classiche BMW. La silhouette è definita dal design a due volumi e mezzo, caratterizzato da un passo lungo, sbalzi corti e l’abitacolo arretrato che enfatizzano la sportività del veicolo. Il frontale introduce il nuovo linguaggio stilistico della Neue Klasse: il doppio rene e i doppi fari si fondono in un’unica firma luminosa innovativa, mentre i passaruota pronunciati accentuano la sua presenza su strada. Nella First Edition, il pacchetto esterno BMW Iconic Glow impreziosisce ulteriormente la calandra con un’illuminazione dei contorni e animazioni di benvenuto personalizzabili.

Interni e dotazioni

L’abitacolo della BMW i3 è stato progettato attorno al guidatore, sfruttando le potenzialità di un’architettura puramente elettrica. Il debutto del BMW Panoramic iDrive trasforma l’esperienza a bordo: il sistema proietta i contenuti lungo l’intera larghezza del parabrezza grazie al BMW Panoramic Vision, permettendo un’interazione fluida tra comandi touch e vocali gestiti da un assistente intelligente basato su modelli linguistici avanzati.

La First Edition eleva il comfort con dotazioni premium come i sedili multifunzione elettrici, il climatizzatore a tre zone, il BMW 3D Head-Up Display e l’impianto audio Harman Kardon con Dolby Atmos.

Motori e dinamica

Sotto il profilo meccanico, la BMW i3 50 xDrive impiega due motori elettrici (uno per asse) che sviluppano una potenza complessiva di 345 kW (469 CV) e una coppia massima di 645 Nm. Questa configurazione permette un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 4,7 secondi. La vera innovazione risiede però nell’Heart of Joy, un supercomputer di controllo che gestisce la dinamica di guida dieci volte più velocemente rispetto ai sistemi precedenti, garantendo precisione e fluidità assolute. Inoltre, la funzione Soft Stop assicura frenate impercettibili e prive di scatti.

Batteria, autonomia e ricarica

Il centro energetico è una batteria ad alta tensione da 108,7 kWh con nuove celle cilindriche, integrata come parte strutturale del telaio. Grazie all’efficienza del sistema eDrive di sesta generazione, la First Edition offre un’autonomia straordinaria fino a 906 km (ciclo WLTP).

La tecnologia a 800 Volt consente ricariche ultra-rapide in corrente continua (DC) fino a 400 kW: in appena dieci minuti è possibile recuperare fino a 423 km di autonomia. La vettura supporta inoltre la ricarica bidirezionale (Vehicle-to-Home e Vehicle-to-Grid), trasformando l’auto in una riserva di energia per la casa.

Listino prezzi

La nuova BMW i3 50 xDrive è proposta sul mercato europeo con un posizionamento che riflette il suo contenuto tecnologico d’avanguardia:

  • BMW i3 50 xDrive (entry-level): a partire da 64.750 euro;
  • BMW i3 50 xDrive as First Edition: a partire da 74.450 euro.

Il lancio ufficiale sul mercato è previsto per l’autunno 2026, ma l’esclusiva First Edition può essere già ordinata presso la rete dei concessionari BMW. Con oltre cinque decenni di storia alle spalle, la Serie 3 scrive oggi il suo capitolo più ambizioso, saltando letteralmente una generazione tecnologica.

Data articolo: Fri, 19 Jun 2026 10:49:08 +0000
News n. 25
Garante della privacy vieta le telecamere per le infrazioni al Codice della Strada

Nelle città italiane, la presenza di telecamere di videosorveglianza è diventata una realtà quotidiana, spesso percepita come uno strumento onnicomprensivo per garantire l’ordine pubblico e il rispetto della legalità. Tuttavia, un recente e significativo intervento del Garante per la protezione dei dati personali ha tracciato un confine netto tra le diverse finalità di questi dispositivi, stabilendo che i filmati catturati per ragioni di sicurezza urbana non possono essere trasformati in prove per contestare violazioni al Codice della Strada.

Questa decisione rappresenta un punto di svolta fondamentale nel bilanciamento tra l’esigenza di controllo del territorio e il diritto dei cittadini alla riservatezza e alla correttezza del trattamento dei dati.

L’origine del divieto

La questione è balzata agli onori della cronaca a seguito di un ammonimento formale rivolto dall’Autorità al Comune di Reggio Calabria. L’amministrazione comunale aveva utilizzato le riprese di alcune videocamere di sorveglianza cittadina non solo per ricostruire la dinamica di un incidente stradale, ma anche per accertare le responsabilità dei soggetti coinvolti e, conseguentemente, per contestare a un automobilista una specifica violazione del Codice della Strada.

Secondo il Garante, tale operazione è illegittima poiché viola il cosiddetto “vincolo di finalitàâ€. Le videocamere che riprendono la pubblica via in modo continuativo e ad ampio raggio sono installate dai Comuni con l’obiettivo specifico di prevenire e contrastare la criminalità diffusa e predatoria. Utilizzare quegli stessi dati per sanzionare un’infrazione amministrativa stradale significa perseguire uno scopo diverso da quello dichiarato originariamente, in assenza di un’idonea base giuridica che ne disciplini il trattamento per fini sanzionatori stradali.

La distinzione tra sanzione amministrativa e reato

Esiste una sola eccezione a questo divieto: l’uso dei filmati è consentito e conservabile esclusivamente qualora, in seguito a un incidente, emergano condotte rilevanti penalmente. Nel caso specifico di Reggio Calabria, il danno subito dal conducente era stato valutato con una prognosi di soli dieci giorni, configurando una fattispecie di lesioni lievi. Poiché non vi era stata una querela di parte e non sussistevano profili di rilievo penale, l’uso amministrativo del girato è stato ritenuto illecito.

Inoltre, l’Autorità ha censurato come illegittimo anche l’invio del filmato alla Motorizzazione Civile finalizzato a un’eventuale revisione della patente. Tale pratica, infatti, non è prevista dal Codice della Strada né da altre normative di settore, configurando una violazione dei principi di liceità, correttezza e trasparenza.

Una tutela per i cittadini

Il pronunciamento del Garante sottolinea un concetto fondamentale del diritto moderno: la tecnologia non può essere usata in modo indiscriminato. Ogni trattamento di dati personali deve essere limitato alla finalità per cui è stato autorizzato. Se un Comune desidera monitorare le infrazioni al Codice della Strada, deve installare dispositivi specifici e segnalati a tale scopo (come autovelox o telecamere ai varchi ZTL), che sottostanno a normative diverse rispetto a quelle della sicurezza urbana.

Questa decisione impedisce che i sistemi di videosorveglianza nati per proteggere i cittadini dal crimine si trasformino in uno strumento di controllo amministrativo improprio. Per gli automobilisti, questo significa una maggiore protezione contro accertamenti “surrettizi”, mentre per le amministrazioni comunali l’obbligo è quello di adeguare le proprie procedure sanzionatorie nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, evitando di sovrapporre la sicurezza stradale alla sicurezza urbana senza le necessarie autorizzazioni legali.

Data articolo: Fri, 19 Jun 2026 09:39:03 +0000


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