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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico in Italia del 17 aprile 2026 evidenzia numerosi disagi soprattutto per lavori in corso su tratti autostradali importanti come la A1 Milano-Napoli, chiusa tra Rioveggio e Pian Del Voglio, e la A13 Bologna-Padova. Inoltre, si segnala una coda rilevante al Traforo del Monte Bianco con attesa stimata di 15 minuti, e una coda causata da incidente di 1 km tra Celle Ligure e Varazze sulla A10 Genova-Ventimiglia.

A1 Milano-Napoli



21:04 – Tratto Chiuso tra Rioveggio e Pian Del Voglio
Il tratto è chiuso fino alle 06:00 del 18/4/2026 per lavori.
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Firenze: Badia su Variante di valico. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Rioveggio.

A4 Torino-Trieste



21:03 – Uscita Chiusa di Trezzo
L’uscita è chiusa al traffico fino alle 05:00 del 18/4/2026 per lavori.
Direzione in entrambe le direzioni
Uscita consigliata provenendo da Brescia: Capriate. Uscita consigliata provenendo da Milano: Cavenago.



21:02 – Entrata Chiusa di Trezzo
L’entrata è chiusa al traffico fino alle 05:00 del 18/4/2026 per lavori.
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Milano: Agrate. Entrata consigliata verso Brescia: Cavenago.

A11 Firenze-Pisa Nord



21:00 – Area di Servizio Peretola Sud Chiusa
L’area di servizio è chiusa fino alle 06:00 del 18/4/2026 per lavori.
Direzione Firenze

TR1 Traforo del Monte Bianco



20:55 – Coda in corrispondenza Piazzale Italiano
Coda verso Chamonix con attesa prevista di 15 minuti.
Direzione Chamonix

A13 Bologna-Padova



20:50 – Tratto Chiuso tra Rovigo e Villamarzana
Il tratto è chiuso fino alle 08:00 del 18/4/2026 per lavori.
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Villamarzana. Uscita consigliata provenendo da Padova: Boara.

A12 Genova-Roma



20:50 – Entrata Chiusa a Rosignano
Rosignano in entrata è chiuso al traffico fino alle 06:00 del 18/4/2026 per lavori.
Direzione Rosignano

A10 Genova-Ventimiglia



20:38 – Coda di 1 km tra Celle Ligure e Varazze
Coda causata da incidente con lunghezza di 1 km.
Direzione Genova

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 19:08:00 +0000
News n. 2
Vendite auto, l’elettrico supera il diesel: storico primo trimestre

Le auto elettriche stanno crescendo sempre di più in Italia, con volumi di vendita sensibilmente superiori al passato. La conferma arriva dai risultati del primo trimestre del 2026 che ha visto le auto a zero emissioni completare un sorpasso storico.

Gli italiani, infatti, comprano sempre più auto elettriche e sempre meno auto diesel. Questo trend emerge chiaramente dai numeri: le BEV, infatti, hanno superato le auto con motore a gasolio al termine dei primi tre mesi del 2026, per quanto riguarda le immatricolazioni di auto nuove.

La conferma arriva dal tradizionale report sulle vendite di UNRAE e rappresenta un ulteriore tassello per il programma di elettrificazione del mercato italiano. Sempre più automobilisti italiani preferiscono puntare su un’auto elettrica o ibrida.

Bene le elettriche, calano le diesel

Il sorpasso delle auto elettriche alle auto diesel è frutto di due diversi trend, indipendenti ma collegati tra loro. Da una parte, infatti, le auto a zero emissioni sono sempre più diffuse, anche grazie a un’offerta più ricca e a prezzi più accessibili. Dall’altra, invece, si riducono le opzioni per l’acquisto di un’auto diesel, con il caro carburante che rende questo tipo di veicoli sempre meno convenienti per via di un sostanziale incremento dei costi di gestione e utilizzo.

Ricordiamo che i numeri positivi delle elettriche (e delle ibride plug-in) sono alla base della ripresa del mercato delle quattro ruote in Italia che ha chiuso un ottimo primo trimestre del 2026 e che ora può guardare al futuro con maggiore fiducia. Il programma di elettrificazione sembra, finalmente, essere entrato nel vivo e sempre più automobilisti italiani puntano su modelli elettrificati, anche per via dell’aumento dei costi dei carburanti.

I dati

Nel corso del primo trimestre del 2026 sono state immatricolate 38.154 unità di auto elettriche. Questo dato rappresenta un incremento del 65,3% su base annua. Complessivamente, nei primi tre mesi dell’anno in corso, sono state vendute circa 15 mila unità in più rispetto allo scorso anno. La quota di mercato è schizzata dal 5,2% al 7,8%.

Nello stesso tempo, le auto diesel sono in calo netto: il trimestre si chiude con una riduzione del 24,8% su base annua, per un totale di 32.934 unità immatricolate (poco più di 10 mila unità in meno rispetto allo scorso anno). La quota di mercato si è ridotta, passando dal 9,8% al 6,7% (1,1 punti in meno rispetto alle elettriche).

Il sorpasso è un punto di svolta: il divario tra elettriche e auto a gasolio è destinato ad amplificarsi nel corso dei prossimi mesi, per via soprattutto di una crescente richiesta di modelli a zero emissioni, in tutti i segmenti di mercato, ma anche per il caro carburante che continua a rappresentare un problema enorme per gli automobilisti.

Ricordiamo che a crescere in Italia sono anche le ibride e, soprattutto, le ibride plug-in. Questa categoria ha registrato la crescita più impressionante nel corso del primo trimestre, chiudendo il periodo con un totale di 42.944 unità vendute e un aumento dei volumi complessivi del 123,3% su base annua.

L’appuntamento è fissato ora per l’inizio del mese di maggio, in modo da poter verificare l’andamento delle vendite di aprile in Italia.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 14:10:43 +0000
News n. 3
Fiat accelera in Europa: immatricolazioni in crescita nel primo trimestre del 2026

Il 2026 è iniziato molto bene per Fiat. Il marchio italiano, infatti, si è reso protagonista di una sostanziale crescita delle immatricolazioni, dando un contributo importante al piano di rilancio di Stellantis.

Questo trend di crescita non si limita al solo mercato italiano, dove Fiat è leader e sta registrando numeri molto positivi. Come sottolineato anche dall’azienda, il marchio sta registrando ottimi dati in tutta Europa.

Andiamo ad analizzare i numeri, forniti direttamente da Stellantis tramite un comunicato stampa, che Fiat ha raccolto nel corso del primo trimestre del 2026 sul mercato europeo, considerando anche l’andamento dei modelli principali.

Un primo trimestre positivo

Sull’ottima partenza di Fiat nel corso del primo trimestre del 2026 abbiamo già pubblicato vari articoli, con un approfondimento dettagliato che conferma il buon stato di salute del marchio in questa prima parte di anno. I dati forniti da Stellantis confermano quanto già era stato evidenziato nei giorni scorsi: il primo trimestre di Fiat in Europa (UE29) si è chiuso con una quota di mercato del 3,4%. Questo dato include una crescita percentuale di 0,6 punti rispetto al primo trimestre del 2025.

Fiat, quindi, è tornata sopra il 3% di market share sfruttando al meglio la crescita dei volumi: nel corso dei primi tre mesi dell’anno, infatti, la Casa italiana ha registrato un incremento del +25% con oltre 27 mila immatricolazioni in più. Ricordiamo che nelle prossime settimane arriverà il report completo sull’andamento del mercato europeo, diffuso come al solito da ACEA, che ci permetterà di analizzare più nel dettaglio l’andamento di Fiat in rapporto anche ai risultati degli altri brand.

Leader del segmento A

Il cuore della gamma Fiat continua a essere nel segmento A: l’accoppiata Panda e 500, infatti, ha permesso al marchio di raggiungere un totale di oltre 45 mila unità immatricolate nei primi tre mesi del 2026. Di queste, circa 37 mila sono Panda. Complessivamente, Fiat ha il 57,6% del segmento A delle city car.

La Grande Panda è un successo

Uno dei segreti del successo di Fiat in Europa è la Grande Panda, protagonista nel primo trimestre dell’anno con un totale di 21 mila unità vendute. Il modello è destinato a crescere ancora, diventando sempre più un riferimento per il brand. A garantire questa crescita sarà la nuova versione benzina, che abbiamo analizzato di recente in un approfondimento dedicato e che si prepara a ritagliarsi uno spazio di primo piano, soprattutto in Italia, dove la Grande Panda è già nella Top 3 delle auto più vendute dopo i primi tre mesi dell’anno.

Bene anche Topolino e Fiat Professional

Il marchio Fiat si sta ritagliando uno spazio di primo piano anche tra i quadricicli leggeri con la Topolino che ha superato quota 3 mila unità vendute, registrando un incremento del 10% rispetto ai dati dello scorso anno. Fiat è ora leader del settore della micromobilità in UE29. Per quanto riguarda Fiat Professional, invece, il brand ha raggiunto una quota di mercato del 7,4%, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2025. In Italia, invece, il market share è del 25,6%, con una leadership solida che si basa su oltre 12 mila unità immatricolate.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 13:30:42 +0000
News n. 4
Prima revisione auto, quando si fa? Scadenze e multe

Ogni automobilista in Italia è soggetto all’obbligo di fare la revisione alla propria vettura. Le scadenze da rispettare sono stabilite dalla legge e inappellabili e, quindi, devono essere rispettate per non incorrere in costose sanzioni.

Come ben sappiamo, anche le auto invecchiano con il passare del tempo e soprattutto sono soggette a fenomeni di usura, deterioramento e alla possibilità di guasti: questo è il motivo per cui è necessario, anzi obbligatorio, fare la revisione auto.

Un intervento che sottopone il veicolo a determinati controlli molto utili per ogni mezzo, ma ancor di più nel caso in cui durante l’anno l’auto non venga sottoposta agli interventi di manutenzione ordinaria, che comunque raccomandiamo.

Ricordiamo infatti che avere sempre l’auto in perfette condizioni aumenta la propria sicurezza su strada, ma anche quella degli altri utenti, diminuisce i rischi di guasti ma anche – in alcuni casi – i consumi e le emissioni.

Quando si fa la prima revisione

La legge obbliga gli automobilisti a effettuare la prima revisione di un veicolo nuovo quando sono passati quattro anni dall’immatricolazione, poi i successivi controlli avranno una frequenza più ravvicinata, già a partire dal secondo (ogni due anni).

Il primo passaggio al centro revisioni avviene quindi quattro anni dopo l’immatricolazione, entro la fine del mese stesso in cui è stata immatricolata l’auto; è possibile individuare con facilità la suddetta data sulla carta di circolazione: si trova infatti nel primo riquadro del libretto, accanto alla lettera (B).

La data dell’ultima revisione è invece riportata sul tagliando adesivo che viene applicato sul libretto dal centro di revisione che ha eseguito il controllo. Infatti, per ogni revisione, l’officina che l’ha eseguita è obbligata a rilasciare un certificato e ad apporre sulla carta di circolazione l’etichetta che accerta l’esito positivo dell’intervento, per legge.

Tutte le revisioni successive invece devono essere effettuate poi ogni due anni. Se un’auto o qualsiasi altro veicolo non viene sottoposto a revisione non può circolare, e nel caso di incidenti possono anche sussistere problemi con l’assicurazione, che ha il diritto di rivalersi sull’assicurato per il danno da esso eventualmente provocato.

Una volta effettuata la prima revisione dopo i canonici 4 anni, come abbiamo detto, il ritmo diventa biennale e la cadenza segue la data dell’ultima revisione registrata sul libretto di circolazione. Non fanno eccezione i veicoli storici, anch’essi soggetti a controlli regolari.

Ci sono invece alcune categorie di veicoli, come taxi, ambulanze e mezzi a noleggio con conducente, che devono essere sottoposti a revisione ogni anno. Il motivo è chiaramente da individuare nell’utilizzo intensivo di tali mezzi e nel bisogno di certificare la loro sicurezza, conformità ed efficienza su strada.

Sull’intero territorio nazionale ci sono molteplici centri di controllo privati autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in grado di garantire in tutto il Paese un servizio di revisione dei veicoli capillare. In genere hanno la possibilità di fissare appuntamenti più velocemente rispetto agli uffici pubblici e riducono i tempi di attesa. Il costo in questi casi è superiore rispetto agli uffici pubblici, la spesa è compensata però dalla rapidità del servizio.

Gli uffici del Dipartimento trasporti terrestri sono un’alternativa più economica per effettuare la prima revisione auto e anche le successive. C’è un unico problema: è necessario muoversi con largo anticipo perché in questi casi ottenere un appuntamento richiede tempi più lunghi e gli orari di apertura spesso sono meno flessibili.

Che cos’è il certificato di revisione

Il certificato di revisione è un documento ufficiale che è diventato obbligatorio a partire dal primo aprile 2019, che deve essere rilasciato al termine di ogni revisione periodica del veicolo.

A che cosa serve? Attesta che l’auto o altro mezzo ha superato i controlli di sicurezza e ambientali, riportando i chilometri percorsi nel momento in cui è stato effettuato il controllo. Questo strumento è stato inserito come obbligo di legge principalmente per contrastare le frodi del contachilometri (spesso i reali chilometri percorsi vengono manomessi per vendere un veicolo usato a un prezzo molto più elevato, è una “truffa†che purtroppo in Italia conosciamo molto bene).

Il certificato di revisione deve accompagnare la carta di circolazione e includere i dati identificativi del veicolo (targa, telaio), data e luogo del controllo, chilometraggio registrato e l’esito della revisione (regolare, ripetere, sospeso).

Viene realizzato dall’officina specializzata che effettua la revisione e serve a garantire la sicurezza stradale, verificare l’idoneità del veicolo e tracciare i chilometri reali, il cui dato viene trasmesso al Portale dell’Automobilista, viene consegnato da parte dei centri di revisione autorizzati o dalla Motorizzazione Civile. Si tratta di un documento fondamentale e obbligatorio in caso di controllo o vendita dell’usato.

La revisione straordinaria

Esistono anche casi di revisione straordinaria, si tratta di controlli tecnici obbligatori imposti dalla Motorizzazione Civile, che può decidere di disporla anche su segnalazione degli organi di Polizia Stradale, nel caso in cui ci siano dei dubbi sulla persistenza dei requisiti per circolare o in seguito a un incidente. La revisione auto cosiddetta anche “singola” può essere fatta esclusivamente agli uffici provinciali della Motorizzazione.

Si tratta di casi eccezionali, può capitare che la revisione straordinaria venga richiesta dopo incidenti stradali gravi, sinistri con dubbi sulla sicurezza, o a seguito di controlli stradali, per verificare la persistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità e inquinamento del veicolo in oggetto.

Se il mezzo ha subito gravi danni a causa di un sinistro oppure se ci sono dubbi sull’efficienza di elementi di sicurezza come i freni, lo sterzo e altre componenti fondamentali dell’auto, allora può essere necessario fare questo ulteriore controllo. La revisione straordinaria può essere eseguita solo dai tecnici specializzati degli uffici della Motorizzazione Civile, è importante sapere inoltre che non sostituisce la revisione periodica, a meno che quest’ultima non scada entro l’anno in corso.

Controlli durante la revisione auto periodica

Quali sono i controlli che vengono effettuati durante la revisione auto periodica:

  • verifica della rumorosità;
  • controllo della dotazione;
  • analisi dei gas di scarico;
  • verifica dell’efficienza dei dispositivi quali per luci e clacson;
  • controllo dei freni e dello sterzo, delle cinture di sicurezza;
  • verifica delle condizioni degli pneumatici auto;
  • controllo integrità telaio, cristalli e carrozzeria;
  • infine ovviamente si verifica la congruità tra la targa e il numero di telaio.

Attenzione a non confondere la revisione auto con il tagliando perché la prima verifica solo la funzionalità, senza andare a sostituire pezzi o rabboccare i liquidi. Oltretutto la revisione è obbligatoria per legge, mentre il tagliando è estremamente consigliato ogni anno, ma non è un obbligo: non si rischiano multe e altre sanzioni, ma è importante per la sicurezza e la funzionalità del proprio mezzo.

Revisione con esito negativo

Per poter superare la revisione auto senza alcuna criticità e alcun problema particolare, il veicolo deve essere conforme per legge a tutti i controlli previsti, l’ispettore incolla un tagliando adesivo apposito sul libretto di circolazione con l’indicazione di “Revisione regolare†e la data in cui è stata effettuata l’ispezione con esito positivo.

Si tratta di un aggiornamento della carta di circolazione che certifica che la vettura è idonea alla circolazione su strada e che è conforme agli standard di sicurezza e ambientali stabiliti dalla normativa in vigore.

Nel caso contrario, se quindi durante i controlli invece emergono dei difetti di lieve entità, che in realtà non sono tanto gravi da compromettere immediatamente la sicurezza, allora l’auto può continuare a circolare su strada, ma ad una condizione: il problema deve essere subito riparato.

Gli interventi richiesti dai tecnici specializzati devono essere eseguiti in officina e documentati in modo puntuale, entro un mese poi l’auto deve essere sottoposta nuovamente a verifica, per passare il controllo. In questi casi, sul libretto viene riportata l’annotazione “Revisione ripetere – da ripresentare entro un meseâ€: significa quindi che, in gergo, l’esito è sospeso fino alla risoluzione delle anomalie.

C’è poi un ultimo caso, il peggiore: durante la revisione auto emergono dei problemi gravi al veicolo, tanto da rappresentare un rischio per la sicurezza o da violare i limiti sulle emissioni, che oggi sappiamo tutti essere sempre più stringenti secondo le direttive dell’Unione europea.

Che cosa fare se ci si trova in questa situazione? Scatta immediatamente la sospensione dalla circolazione, questo vuol dire che il veicolo non può essere guidato su strada e può essere spostato solo per raggiungere l’officina che deve eseguire gli interventi riparatori richiesti in fase di revisione.

Il libretto in questo caso viene aggiornato con la dicitura “Revisione ripetere – veicolo sospeso dalla circolazione fino a nuova visita con esito favorevoleâ€: l’auto quindi è bloccata e non può essere usata fino al superamento di una nuova revisione.

Esiste la pre-revisione?

Per non incappare in eventuali problemi e ritrovarsi con il veicolo fermo, è possibile prendere in considerazione la pre-revisione, un controllo da effettuare in officina prima di sottoporre il veicolo alla revisione ufficiale.

In questo modo è possibile andare a controllare tutte le parti vitali dell’auto, per arrivare pronti al momento dell’effettiva revisione, senza avere la preoccupazione di un esito negativo a causa della non idoneità del mezzo.

Ci sono diverse officine che propongono dei prezzi vantaggiosi per realizzare la pre-revisione, con tariffe agevolate se si decide di fare il doppio controllo.

Quanto costa la revisione obbligatoria

La revisione auto ha un prezzo fisso per tutti. Se si decide di procedere presso le officine della Motorizzazione civile, allora il prezzo ufficiale è di 45 euro.

Se invece la scelta ricade sui centri privati autorizzati, allora il prezzo base parte da 54,95 euro, a cui vanno aggiunti l’Iva al 22%, eventuali diritti postali e le commissioni di pagamento. Il prezzo totale quindi raggiunge circa 79 euro.

Chiaramente a questa cifra potrebbero essere aggiunte eventuali spese per le riparazioni di componenti danneggiate, emerse durante il controllo.

Casi particolari

Come abbiamo già detto, i veicoli storici e da collezione sono soggetti a revisione biennale. Tra questi rientrano:

  • le auto registrate negli archivi ufficiali come ASI, il Registro Italiano Alfa Romeo, il Registro Italiano Fiat e il Registro Storico Lancia, che sono tenute a rispettare i criteri richiesti per mantenere lo status di veicolo storico;
  • le auto d’epoca non destinate a un uso quotidiano, che sono utilizzate esclusivamente in occasioni particolari come parate o manifestazioni. Si tratta in particolare di veicoli radiati dal PRA e senza targa, iscritti in un elenco custodito dal Centro Storico del Dipartimento per i Trasporti: hanno l’obbligo di superare una revisione dedicata per la verifica della sicurezza del mezzo su strada e della conformità alle caratteristiche originali, per confermare l’iscrizione nell’elenco dei veicoli d’epoca.

Multe e sanzioni in caso di revisione scaduta

Lo abbiamo chiarito: la prima revisione deve essere effettuata dopo 4 anni dall’immatricolazione auto, poi ogni due anni. Non si scappa: si tratta di un obbligo previsto dalla legge e quindi, se un veicolo non viene sottoposto alla revisione periodica, il conducente è soggetto a una sanzione minima di 173 euro, anche nel caso in cui lo stesso sia parcheggiato su suolo pubblico. Saldando la somma entro cinque giorni, l’importo si riduce a 121,10 euro.

Ci sono casi però ben più gravi: una revisione non eseguita potrebbe essere una dimenticanza, ma se non è stata eseguita per più di una scadenza, allora la multa viene raddoppiata e sulla carta di circolazione viene apposta la dicitura “Il veicolo è sospeso dalla circolazione sino a revisione effettuataâ€.

L’etichetta quindi indica che l’auto non può circolare fino al superamento della revisione. L’unica eccezione riguarda il tragitto verso il centro di revisione, ma è comunque obbligatorio dimostrare di avere un appuntamento prenotato per evitare la multa.

Nel caso in cui il veicolo venga trovato nuovamente senza revisione, allora la legge condanna al fermo amministrativo per 90 giorni: la carta di circolazione viene ritirata e viene dato all’automobilista un permesso temporaneo che serve esclusivamente per rientrare a casa.

In questo caso la multa si alza parecchio, fino a raggiungere i 1.998 euro, ridotta a 1.398,60 euro se pagata entro cinque giorni. In caso di reiterata mancata revisione, l’auto può anche essere confiscata.

Attenzione a non cercare di fare i furbi, perché la presentazione di un documento falso che attesti una revisione inesistente è violazione del comma 17 dell’articolo 80 del Codice della Strada: è prevista una multa di 430 euro, che diventa di 301 euro se viene pagata entro cinque giorni, ma il libretto di circolazione viene ritirato.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 12:07:41 +0000
News n. 5
Andamento prezzi carburante, il pieno costa due euro in meno

L’ombra del conflitto in Iran e la tensione costante lungo lo Stretto di Hormuz hanno tenuto l’Europa, e in particolare l’Italia, col fiato sospeso per settimane. Il blocco di quella che è considerata l’arteria vitale del commercio petrolifero mondiale ha innescato un’ondata di rincari che ha pesato come un macigno sui bilanci delle famiglie e delle imprese italiane. Tuttavia, dopo giorni di incertezza e prezzi alle stelle, il monitoraggio del mercato dei carburanti inizia a mostrare i segni di una fragile ma preziosa tregua.

Giorni di tensione

Nelle ultime settimane, il timore di un’interruzione prolungata delle forniture aveva spinto le quotazioni verso l’alto, raggiungendo un picco critico giovedì 9 aprile. In quella data, le medie nazionali in modalità self-service avevano toccato vette allarmanti: la benzina era arrivata a 1,792 euro/litro, mentre il gasolio aveva sfondato la barriera dei 2,184 euro/litro.

Lungo la rete autostradale, la situazione appariva ancora più drammatica, con cifre che superavano rispettivamente la soglia di 1,82 euro per la verde e 2,20 euro per il diesel. Era il culmine di una tempesta perfetta, alimentata dall’instabilità geopolitica e dalla speculazione sui mercati internazionali.

Tuttavia, i dati più recenti comunicati dal Ministero delle Imprese, delineano uno scenario meno teso e segnano un’inversione di tendenza rispetto ai rincari precedenti. Sebbene i prezzi restino su livelli storicamente elevati, è iniziata una lenta ma costante discesa. Questa “piccola tregua” è dovuta a una parziale stabilizzazione dei mercati che ha permesso una timida flessione dei listini alla pompa.

Carburanti in calo

Il protagonista assoluto di questo calo è il gasolio, che sta guidando la discesa con una flessione decisamente più marcata rispetto alla benzina. In soli sette giorni, il prezzo del diesel ha perso esattamente 5 centesimi al litro, attestandosi su una media nazionale di 2,134 euro. Per gli automobilisti, questo si traduce in un risparmio tangibile: oggi un pieno da 50 litri di gasolio costa 2,50 euro in meno rispetto alla settimana precedente. Anche la benzina ha iniziato a calare, sebbene in modo più contenuto, scendendo a una media di 1,773 euro/litro con un risparmio di circa 1,9 centesimi rispetto ai picchi di inizio mese.

L’analisi territoriale rivela inoltre dinamiche curiose su dove convenga effettivamente fermarsi a fare rifornimento in questa fase di calo. Se per la benzina la discesa dei prezzi è stata leggermente più accentuata lungo le tratte autostradali, contribuendo a ridurre il tradizionale divario con i prezzi urbani, la situazione è diametralmente opposta per il diesel.

Per chi viaggia su mezzi a gasolio, rimane decisamente più conveniente fare il pieno nei centri abitati prima di imboccare il casello, poiché nei distributori urbani il calo è stato quasi il doppio rispetto a quello registrato sulla rete autostradale.

Vige la prudenza

Nonostante questi segnali positivi, gli esperti invitano alla prudenza. In un contesto di forte volatilità legato all’evoluzione del conflitto mediorientale, questa flessione non rappresenta ancora una svolta decisiva, ma probabilmente più un segnale di respiro in un mercato che rimane estremamente sensibile agli eventi esterni.

La tregua attuale permette agli automobilisti di guardare al tabellone dei prezzi con meno ansia rispetto a pochi giorni fa, ma la strada verso una stabilizzazione definitiva appare ancora strettamente legata agli equilibri precari della geopolitica internazionale.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 10:18:31 +0000
News n. 6
Renault Twingo E-Tech, la nuova citycar si fa conoscere: porte aperte 18-19 aprile

Il weekend del 18 e 19 aprile segna il debutto ufficiale della nuova Renault Twingo E-Tech Electric presso le concessionarie italiane. Il cosiddetto “porte aperte” serve a fare conoscere al grande pubblico nostrano un modello progettato per democratizzare la mobilità elettrica, con un prezzo di listino che parte da 19.500 euro per la versione Evolution e 21.100 euro per la Techno, senza vincoli di rottamazione o finanziamento. La strategia di Renault mira a offrire una city-car moderna che riduca i costi di utilizzo, dichiarando un costo di esercizio su quattro anni inferiore a quello di un’auto ibrida di pari categoria.

Il piano con Enel

Per incentivare la transizione, Renault ha siglato un accordo con Enel Energia che include l’offerta “Enel Night Freeâ€. Chi acquista la vettura entro il 4 maggio 2026 può beneficiare, per tre anni, del prezzo della componente luce azzerato dalle 00:00 alle 07:00 per le ricariche domestiche, fino a un massimo di 140 kWh al mese. Questa promozione equivale a circa 30.000 km di percorrenza gratuita in tre anni.

Sviluppata in tempi record

Sotto il profilo tecnico, la Twingo E-Tech Electric è la prima vettura del marchio sviluppata in sole 100 settimane, grazie a una collaborazione internazionale che ha coinvolto i centri di ingegneria in Francia e in Cina. L’auto poggia sulla piattaforma RGEV small, la stessa utilizzata per Renault 5, che garantisce agilità urbana con un diametro di sterzata di 9,87 metri. Il design esterno, lungo 3,79 metri, riprende le forme iconiche della prima generazione del 1992, reinterpretandole con fari Full LED e un frontale caratterizzato da una calandra a “sorriso”.

L’abitacolo è progettato secondo il concetto di “piccola fuori, grande dentroâ€. La praticità è assicurata dai sedili posteriori separati e scorrevoli di 17 cm, di serie su tutte le versioni, che permettono di variare il volume del bagagliaio da 260 a 360 litri. Nella versione Techno, la modularità aumenta grazie allo schienale del passeggero anteriore abbattibile, che consente una lunghezza di carico fino a 2 metri. Un’altra novità è il sistema YouClip, che prevede punti di fissaggio preinstallati per accessori come porta-bevande, lampade a LED o borse pieghevoli.

La dotazione tecnologica è un punto di riferimento per il segmento A. Tutte le versioni montano un doppio display orizzontale OpenR, composto da un cruscotto digitale da 7″ e un touchscreen centrale da 10,1″. L’allestimento Techno include il sistema OpenR Link con Google integrato, che offre navigazione con Google Maps, assistente vocale e oltre 100 applicazioni scaricabili. Al sistema è integrato l’avatar virtuale Reno, che utilizza ChatGPT per interagire in modo fluido con il conducente e gestire funzioni come la programmazione della ricarica.

Motore, autonomia e ricarica

Il sistema propulsivo della Twingo E-Tech prevede un motore elettrico da 60 kW (82 CV) e 175 Nm di coppia, alimentato da una batteria LFP (Litio-Ferro-Fosfato) da 27,5 kWh. Questa tecnologia riduce del 20% i costi di produzione limitando l’uso di metalli critici. L’autonomia dichiarata nel ciclo misto WLTP arriva a 263 km.

Di serie è presente un caricabatterie in corrente alternata (AC) da 6,6 kW, che ricarica l’auto dal 10 al 100% in 4 ore e 5 minuti. Con il pack opzionale Advanced Charge (490 euro), la potenza AC sale a 11 kW e si aggiunge la ricarica rapida in corrente continua (DC) da 50 kW, per passare dal 10 all’80% di energia in 30 minuti. Questo pacchetto abilita anche la ricarica bidirezionale V2L, permettendo di alimentare dispositivi esterni a 220V tramite la batteria dell’auto.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 09:02:02 +0000
News n. 7
La guerra fa impennare le auto elettriche: picco di richieste dall’inizio del conflitto

Peggio di una scossa tellurica. L’apertura del conflitto in Iran, sul finire dello scorso febbraio, ha spaccato il mondo in due. I risvolti e gli effetti collaterali di questa guerra incidono su più campi della vita, uno dei quali inevitabilmente è quello dell’automotive. Da diverse settimane viviamo in un vortice di rincaro dei prezzi del carburante, con una tenue tregua negli ultimi giorni, ma evidentemente la paura che le oscillazioni dei costi del greggio continuino anche nel lungo periodo ha alimentato un pensiero negli automobilisti europei: perché non passare all’elettrico? A quanto pare dai recenti dati emersi, la crisi in Medio Oriente ha dato una “scossa” alla mobilità alla spina.

La Germania e l’E-Auto-Boom

La Germania è in prima fila per questo cambiamento. Il Paese mitteleuropeo ha reagito con quello che Ajay Bhatia, CEO di Mobile.de, definisce apertamente un “E-Auto-Boom”. Nel solo mese di marzo, le richieste di informazioni su vetture a batteria sul principale marketplace teutonico sono accresciute di oltre il 50% rispetto a febbraio.

Al contrario, i motori termici hanno subito una contrazione netta, mentre gli ibridi sono rimasti al palo con un modesto +4%. In questo scenario, la Volkswagen ID.3 si è imposta come la regina indiscussa delle ricerche, complice anche il ritorno degli incentivi governativi da 6.000 euro messi sul tavolo da Berlino per cavalcare questa improvvisa spinta alla transizione.

Francia: ricerche triplicate

Se i dati tedeschi sono impressionanti, la risposta francese è stata ancora più verticale. La piattaforma La Centrale ha registrato un’esplosione del 160% nelle ricerche di veicoli elettrici tra marzo e aprile. Secondo Guillaume-Henri Blanchet, vicedirettore della piattaforma, questa crisi ha portato per la prima volta i consumatori a comprendere davvero il concetto di “costo totale di proprietà”.

Accettare un prezzo d’acquisto più elevato non è più visto come un azzardo, ma come un investimento sensato per abbattere drasticamente i costi di esercizio e rifornimento. Perfino l’usato a batteria, storicamente un segmento difficile, sta vivendo una nuova giovinezza nelle preferenze dei francesi.

Regno Unito, Spagna e Italia

Il Regno Unito ha segnato record storici con 86.120 immatricolazioni di auto 100% elettriche nel solo mese di marzo, segnando un +24,2% rispetto all’anno precedente. Anche se molti di questi ordini erano antecedenti al conflitto, le richieste attuali sulle piattaforme come Carwow mostrano un incremento del 23%, segno che il timore per il caro vita sta spingendo gli inglesi ad abbandonare i motori a combustione per tenere sotto controllo le spese mensili.

Segnali molto simili arrivano anche dalla Spagna, con incrementi tra il 20 e il 30%. Persino l’Italia, fanalino di coda dei grandi mercati europei per appeal delle BEV, sembra essersi interessata al fenomeno alla spina. Secondo i report di AutoScout24, la domanda di auto elettriche nel nostro Paese è cresciuta di circa il 40%. Vedremo se dalla carta, gli automobilisti passeranno al concreto.

Una nuova normalità

Sebbene alcuni esperti, come Ian Plummer di Autotrader, invitino alla cautela ricordando che gli shock petroliferi del passato non hanno sempre prodotto cambiamenti strutturali, la sensazione prevalente è che questa volta sia diverso. Il mercato sembra destinato ad assestarsi su una “nuova normalità” più alta per l’elettrico, sostenuta da migliori infrastrutture e dal calo dei prezzi di listino. Come osservato da Blanchet, questa crisi lascerà “cicatrici” profonde nella memoria dei consumatori, ricordate ogni volta che il display di una pompa di benzina mostrerà cifre insostenibili.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 07:47:12 +0000
News n. 8
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il 17 aprile 2026 sono previsti due scioperi nel settore dei trasporti in Italia. Di seguito riportiamo tutti i dettagli sugli scioperi, ordinati per città e area geografica: orari di inizio e fine, sindacati promotori, enti e categorie coinvolte.

Sciopero trasporto pubblico locale Milano, Lombardia

È indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 08.45 alle 12.45, che coinvolge il personale della società Addabus operante nelle province di Milano, Pavia, Monza e della Brianza, e Lodi. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale ed è promosso dai sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero trasporto marittimo Stretto di Messina, Sicilia

Nella zona dello Stretto di Messina, in Sicilia, è stato proclamato uno sciopero nel settore marittimo di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.01. Coinvolge il personale della società Blujet dell’Area Stretto di Messina. Lo sciopero è promosso dai sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Alpine A290, come funziona il sistema Alpine Telemetrics: Live Data, Coaching, Challenges

Il divertimento non è solo una questione di prestazioni. L’Alpine porta la propria filosofia nel mondo delle elettriche compatte. Il brand ha infatti inserito all’interno dell’A290 un approccio dedicato alle performance, come dimostrano tanti dettagli. 

Tra gli elementi che raccontano meglio questa ambizione c’è il sistema Alpine Telemetrics, una piattaforma che trasforma il display centrale in una vera e propria cabina di regia per analizzare, migliorare e giocare con il proprio stile di guida.

Un sistema pensato per chi vuole capire davvero cosa succede tra volante, asfalto e motore elettrico. Una specie di copilota digitale, sempre presente, che osserva, registra e suggerisce.

Dati in tempo reale e ovunque

Il cuore del sistema Alpine Telemetrics è la quantità (e la qualità) delle informazioni disponibili. Tutto quello che serve per monitorare la guida è lì, a portata di sguardo. Sul display è possibile visualizzare dati in tempo reale come:

  • forze G laterali, per capire quanto si sta spingendo in curva e i limiti della vettura;
  • tempi sul giro, ideali per i veri appassionati che portano l’A290 in pista;
  • temperatura dei freni, fondamentale per la gestione delle performance e della sicurezza;
  • utilizzo della funzione Overtake, che offre quel boost di potenza extra inspirato alla F1.

Numeri che raccontano in modo intuitivo, i propri traguardi e i punti dove si può migliorare. Tutte informazioni che possono essere consultate anche fuori dall’auto, grazie all’app dedicata. È possibile infatti rivedere i dati, analizzare le sessioni e associare i video delle proprie performance, trasformando ogni uscita in una piccola sessione di telemetria da pilota. Un approccio che strizza l’occhio al mondo delle corse, ma che rimane accessibile anche a chi non ha mai messo le ruote in pista.

Un sistema che insegna e mette alla prova

Alpine Telemetrics oltre a registrare i dati, vuole offrire anche un approccio più consapevole alla guida sportiva. All’interno del sistema è presente una funzione di coaching che guida passo dopo passo nella scoperta della vettura. Lo fa attraverso suggerimenti dei piloti Alpine pensati per migliorare lo stile di guida e ottimizzare le traiettorie.

Non può mancare una sezione dedicata alla scoperta della vettura in tutti i suoi dettagli, per imparare a sfruttare al meglio quello che l’A290 ha da offrire in termini di sportività. Il tutto con il contributo diretto dell’esperienza Alpine, che affonda le radici nel motorsport.

Accanto al coach, troviamo poi una componente più ludica, ma non per questo meno interessante: le challenges. Si tratta di vere e proprie sfide che mettono alla prova il guidatore su agilità, resistenza e gestione della potenza. Completando queste prove si ottengono medaglie e riconoscimenti, in un sistema che ricorda da vicino il mondo dei gaming. È qui che emerge il lato più originale di un’auto che non si limita a portarti da un punto A a un punto B, ma che prova a rendere ogni viaggio un’esperienza interattiva.

Il sistema Alpine Telemetrics si dimostra così la sintesi perfetta di una filosofia orientata al motosport, che vuole servire da ponte tra mondo elettrico e piacere di guida, tra dati e emozioni.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel periodo di aprile 2026 sono previsti numerosi scioperi in Italia che interesseranno vari settori, tra cui trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario, settore marittimo e movimentazione merci. In questo articolo troverete giorno per giorno l’elenco aggiornato degli scioperi, con le città e le aree coinvolte, gli orari di inizio e fine, i settori e le categorie interessate e i sindacati promotori. Gli scioperi in programma potranno comportare disagi sia a chi viaggia per lavoro sia a chi si muove per motivi personali: è quindi importante essere aggiornati per pianificare spostamenti e attività evitando sorprese.

Sciopero 10 aprile 2026

Su tutto il territorio nazionale interessato dal settore aereo, è previsto uno sciopero di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00 che coinvolge il personale della Soc. ENAV. Lo sciopero è indetto dal sindacato UILT-UIL.

Nella città di Roma e presso l’Aeroporto di Milano Malpensa e Milano ACC, sono previsti scioperi del personale delle relative sedi ENAV dalle 13.00 alle 17.00. Le sigle sindacali coinvolte sono RSA UILT-UIL, ASTRA e FAST-CONFSAL-AV.

Per il trasporto pubblico locale, in Veneto, Umbria e Campania è previsto uno sciopero regionale della durata di 4 ore, dalle 20.01 alle 24.00, che coinvolge il personale della Soc. Busitalia Sita Nord. I sindacati promotori sono USB LAVORO PRIVATO e ADL COBAS.

Sciopero 11 aprile 2026

Su tutto il territorio nazionale è indetto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della società RFI (Rete Ferroviaria Italiana) impiegato nella manutenzione delle infrastrutture. Gli scioperi sono indetti dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e dai sindacati Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) è stato indetto uno sciopero di 4 ore (10.57-14.57) che riguarda il trasporto pubblico locale e coinvolge il personale della società IAS Autolinee. Le sigle sindacali sono RSA FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

A Napoli (Campania) è in programma uno sciopero di 4 ore (11.00-15.00) nel trasporto pubblico locale, promosso dal sindacato ORSA Autoferro TPL e rivolto al personale della società EAV.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) è previsto uno sciopero del personale della società ARRIVA Udine: il servizio urbano sarà fermo dalle 17.30 alle 21.29 e il servizio extraurbano dalle 17.15 alle 21.14. Indetto dall’Associazione Sindacale Indipendente ASI-AU.

A livello nazionale, è previsto uno sciopero di 4 ore a inizio turno montante, che riguarda il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto dipendente della società Elior Ristorazione. Sindacato COBAS Lavoro Privato.

Sciopero 14 aprile 2026

Nella città di Brescia (Lombardia), è proclamato uno sciopero di 24 ore dalle 00.00 alle 23.59 che coinvolge il personale addetto allo scarico e carico merci della società GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari. Sindacato USB Lavoro Privato.

In tutta la Sicilia è indetto uno sciopero regionale del settore trasporto merci: 120 ore dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile, promosso dal Comitato Trasporto Siciliano e rivolto alla categoria “fermo servizi autotrasporto c/terzi regione Sicilia”.

Sciopero 17 aprile 2026

In Lombardia, nella provincia di Milano, è proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 08.45 alle 12.45, che coinvolge il personale della società Addabus operante nelle province di Milano, Pavia, Monza e della Brianza, e Lodi. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale e vede tra i promotori i sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nella zona dello Stretto di Messina (Sicilia), è stato proclamato uno sciopero nel settore marittimo di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.01, che coinvolge il personale della società Blujet dell’Area Stretto di Messina. Lo sciopero è indetto dai sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana) è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, per il personale della società Gest di Firenze. Il sindacato promotore è OSP Cobas Lavoro Privato.

Sciopero 20 aprile 2026

Su tutto il territorio nazionale, è proclamato uno sciopero per il trasporto merci della durata di 144 ore: dalle 00.00 del 20 aprile alle 24.00 del 25 aprile, proclamato dal sindacato Trasportounito.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio), è indetto uno sciopero locale di 24 ore che coinvolge il personale della società Cialone Tour. Sindacato USI CTS.

Sciopero 23 aprile 2026

In Calabria, per tutte le province, è programmato uno sciopero ferroviario regionale di 8 ore: dalle 10.00 alle 17.59, per il personale Soc. RFI delle sale circolazione e orario di Reggio Calabria e unità circolazione Calabria. Sindacati coinvolti OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia) è proclamato uno sciopero di 8 ore che prevede orari articolati per ATM, NET Trezzo (8.45-15.00), NET Monza (14.50-termine servizio 18.50), Funicolare Como-Brunate (8.30-16.30), coinvolgendo il personale del Gruppo ATM di Milano. Proclamato dal sindacato CONFIAL-Trasporti.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia) e nella città di Napoli (Campania) sono proclamati due scioperi locali nel trasporto pubblico locale. A Bari, sciopero di 4 ore, dalle 17.30 alle 21.30, per il personale della società STP. A Napoli, sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, per il personale della società AIR Campania. Sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e OSR USB Lavoro Privato.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 11
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 17 aprile 2026, proponiamo una panoramica rapida e affidabile dei prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana, utile per chi si mette in viaggio e desidera stimare la spesa al rifornimento. I valori riportati sono quelli ufficiali più recenti e sintetizzano il costo alla pompa per le principali tipologie di carburante. Per comprendere meglio le dinamiche che guidano le oscillazioni giornaliere, ricordiamo che il prezzo finale alla cassa nasce dall’incontro tra la componente industriale (materia prima e margini della filiera) e la componente fiscale (accise e IVA), con fattori esterni — come il cambio euro/dollaro e le quotazioni internazionali — che incidono in modo significativo sulla materia prima.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 16-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.169
Benzina SELF 1.807
GPL SERVITO 0.900
Metano SERVITO 1.592

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo finale alla pompa è il risultato di due grandi blocchi: la componente fiscale e quella industriale. La prima incide per il 58% e comprende le accise e l’IVA, cioè i tributi che lo Stato applica al carburante e che restano invariati rispetto alle dinamiche operative dei singoli distributori. La seconda, pari al 42%, è la componente industriale e si suddivide a sua volta in due parti: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo complessivo e risente direttamente delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, oltre che dell’andamento del cambio euro/dollaro, dato che gli scambi delle commodities energetiche avvengono in dollari. Il margine lordo pesa per il 12% e riflette le necessità operative e commerciali lungo la catena distributiva, dal raffinatore al punto vendita. È su questa quota che, entro limiti di mercato e concorrenza, gli operatori possono intervenire per modulare il prezzo esposto. In sintesi, quando si osservano variazioni alla pompa, spesso la causa principale risiede nel movimento delle quotazioni internazionali e del cambio — che spostano la materia prima — mentre la parte fiscale rimane un fattore stabile e prevalente nel determinare il costo complessivo.

Per il gasolio, l’equilibrio tra le componenti che formano il prezzo finale presenta un profilo diverso rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale pesa per il 55% del totale. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima vale il 45% del prezzo, risultando fortemente influenzato dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dall’andamento del cambio euro/dollaro: un apprezzamento del dollaro o un rialzo delle quotazioni tende, a parità di altre condizioni, a spingere verso l’alto il costo del prodotto. Il margine, pari al 10%, copre i costi logistici e commerciali della filiera e costituisce la leva sulla quale l’operatore può intervenire per adeguare i listini alla concorrenza locale, alla stagionalità della domanda e alle strategie di servizio in area di sosta autostradale. In pratica, le fluttuazioni di prezzo del gasolio riflettono soprattutto la volatilità della materia prima, più marcata su questo carburante per via della domanda legata a trasporto e industria, mentre la fiscalità rimane un elemento relativamente costante che contribuisce in maniera significativa ma non maggioritaria alla formazione del prezzo alla pompa.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 12
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.778 per la benzina, 2.136 per il diesel, 0.807 per il gpl, 1.597 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.776
Gasolio SELF 2.130
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.515

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.798
Gasolio SELF 2.137
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.802
Gasolio SELF 2.159
GPL SERVITO 0.837
Metano SERVITO 1.760

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.796
Gasolio SELF 2.148
GPL SERVITO 0.832
Metano SERVITO 1.643

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.773
Gasolio SELF 2.131
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.543

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.767
Gasolio SELF 2.140
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.560

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.778
Gasolio SELF 2.153
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.570

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.764
Gasolio SELF 2.118
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.698

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.780
Gasolio SELF 2.131
GPL SERVITO 0.872
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.764
Gasolio SELF 2.135
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.566

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.767
Gasolio SELF 2.120
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.530

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.794
Gasolio SELF 2.146
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.761
Gasolio SELF 2.128
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.580

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.784
Gasolio SELF 2.140
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.647

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.779
Gasolio SELF 2.142
GPL SERVITO 0.857

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.794
Gasolio SELF 2.146
GPL SERVITO 0.817
Metano SERVITO 1.819

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.770
Gasolio SELF 2.130
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.604

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.778
Gasolio SELF 2.145
GPL SERVITO 0.807
Metano SERVITO 1.612

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.767
Gasolio SELF 2.127
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.566

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.786
Gasolio SELF 2.131
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.764
Gasolio SELF 2.128
GPL SERVITO 0.797
Metano SERVITO 1.528

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Blitz della Guardia di Finanza ai distributori, sequestrato gasolio irregolare

Sono più di 10 mila i litri di gasolio sequestrati dalla Guardia di Finanza durante i controlli sulla qualità del carburante e sui prezzi esposti al pubblico dei giorni scorsi. Più gestori romani sono infatti stati sorpresi con carburante irregolare, in alcuni casi con criticità nel punto di infiammabilità, in altri con un elevato contenuto di zolfo.

Fare rifornimento non è infatti solo una questione di prezzi alla pompa. Dietro a ciò che viene inserito all’interno delle vetture si nasconde un mondo fatto di controlli e normative. Quando si superano i limiti stabiliti dalle normative o non si risponde agli obblighi imposti dalla legge, il problema ricade sull’automobilista che va a compromettere il corretto funzionamento della propria vettura con evidenti pericoli di sicurezza, e problemi per il mezzo.

Controlli a tappeto

L’operazione non è arrivata per caso. Nelle scorse settimane, con il tagli delle accise, era già stata annunciata dal Governo una stretta sui controlli, con l’obiettivo di monitorare da vicino non solo i prezzi esposti al pubblico, tema particolarmente sensibile, insieme alla qualità reale del carburante venduto.

Per rendere le verifiche più rapide ed efficaci, i finanzieri si sono avvalsi del supporto del laboratorio chimico mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Una sorta di officina scientifica su ruote, capace di effettuare analisi direttamente sul posto, senza dover attendere lunghi tempi di laboratorio. Questo approccio ha permesso di individuare in tempi brevi eventuali anomalie e intervenire immediatamente, evitando che carburante non conforme continuasse a essere distribuito agli automobilisti.

Gasolio irregolare

Il cuore dell’operazione è stato coordinato dal 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un’azione che si inserisce in un piano più ampio di controllo del mercato dei prodotti energetici, sempre più sotto osservazione.

Le irregolarità riscontrate non si limitano a un solo aspetto. In alcuni casi, infatti, il gasolio analizzato presentava criticità nel cosiddetto flash point, ovvero il punto di infiammabilità. Un parametro fondamentale per garantire sicurezza e corretto funzionamento del carburante.

In altri casi, invece, il problema era legato proprio alla presenza eccessiva di zolfo. Un elemento che, se oltre i limiti, può avere effetti negativi sulle emissioni e contribuire a un maggiore inquinamento, oltre a incidere sulla durata e sull’efficienza dei sistemi di post-trattamento dei motori moderni, come filtri antiparticolato e catalizzatori. In parole semplici: non si tratta solo di una questione burocratica, ma di un fattore che può avere un impatto diretto su prestazioni, consumi e manutenzione dell’auto.

Obbligo di comunicazione prezzi

Non solo qualità del carburante. Durante i controlli sono emerse anche irregolarità legate alla trasparenza dei prezzi. Due gestori sono stati sanzionati per non aver comunicato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy le variazioni dei prezzi praticati. Un obbligo che negli ultimi anni è diventato sempre più stringente, proprio per garantire ai consumatori una maggiore chiarezza in un mercato spesso percepito come poco trasparente. La comunicazione corretta dei prezzi non è infatti un dettaglio secondario: consente alle autorità di monitorare eventuali anomalie e ai cittadini di confrontare le offerte, evitando sorprese al momento del rifornimento.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 05:30:59 +0000
News n. 14
Arriva in Italia il CAI digitale, ma parte subito la polemica

La constatazione amichevole entra ufficialmente nell’era digitale, ma non senza polemiche. Il nuovo CAI digitale, la versione elettronica del modulo utilizzato da milioni di automobilisti in caso di incidente, promette di semplificare le procedure e velocizzare l’apertura dei sinistri. Tuttavia, proprio mentre il sistema muove i primi passi, si alza la voce di Federcarrozzieri, che lancia un avvertimento chiaro: il rischio è quello di una canalizzazione dei clienti verso officine convenzionate con le compagnie assicurative.

Rischio per i non convenzionati

Secondo Federcarrozzieri, il passaggio al digitale potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Da un lato c’è la comodità di gestire tutto tramite smartphone o computer, dall’altro la possibilità che le piattaforme sviluppate dalle compagnie assicurative guidino le decisioni degli utenti in un momento particolarmente delicato, quello successivo a un incidente.

Il timore è che, durante la compilazione del CAI digitale, vengano proposte in modo più o meno esplicito officine convenzionate, magari accompagnate da promesse di tempi più rapidi, pratiche semplificate o vantaggi economici. A esprimere la preoccupazione è il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, che non usa mezzi termini: il rischio è che il nuovo sistema diventi “il più potente strumento di canalizzazione dei sinistri mai introdotto nel mercato della riparazione autoâ€.

Una posizione che però si scontra con un punto fermo della normativa: l’automobilista resta libero di scegliere il proprio carrozziere di fiducia, indipendentemente dalle indicazioni dell’assicurazione. Il problema, secondo l’associazione, è che questa libertà potrebbe essere messa in discussione in modo indiretto, attraverso meccanismi digitali progettati per orientare le scelte. Con il risultato di una possibile penalizzazione per le officine indipendenti, che rischiano di trovarsi sempre più ai margini rispetto ai grandi network convenzionati.

Come funziona il CAI digitale

Al di là delle polemiche, il CAI digitale rappresenta comunque un passo avanti importante sul piano tecnologico. In sostanza, si tratta della versione online della classica constatazione amichevole: il documento che consente di descrivere un incidente, indicare i veicoli coinvolti, riportare i dati assicurativi e ricostruire la dinamica dei fatti. Il funzionamento resta molto simile a quello tradizionale. Se i conducenti sono d’accordo sulla dinamica, la compilazione congiunta è la soluzione più semplice e veloce. In caso contrario, ciascuna parte può inviare la propria versione.

La vera differenza sta nell’esperienza d’uso. Il sistema digitale, infatti, si basa su interfacce guidate, pensate per accompagnare l’utente passo dopo passo. Questo significa meno errori, campi obbligatori difficili da dimenticare e la possibilità di sfruttare dati già presenti nei database delle compagnie, riducendo i tempi di inserimento.

Inoltre, l’invio della denuncia avviene in tempo reale, con la possibilità di generare e conservare una copia digitale del documento, eliminando il rischio di smarrimenti o compilazioni illeggibili, un classico problema dei moduli cartacei.

Tra innovazione e dubbi

Il CAI digitale si inserisce in un processo più ampio di digitalizzazione del settore assicurativo e della mobilità. Un cambiamento inevitabile, che porta con sé vantaggi concreti ma anche nuove criticità. Da un lato c’è l’efficienza: meno carta, meno errori, tempi più rapidi. Dall’altro emergono interrogativi legati alla trasparenza e alla neutralità degli strumenti digitali, soprattutto quando a svilupparli sono le stesse compagnie che gestiscono i sinistri.

La sfida, nei prossimi mesi, sarà trovare un equilibrio tra innovazione e tutela del mercato, garantendo che la tecnologia resti uno strumento al servizio dell’automobilista e non un meccanismo che ne limiti le scelte.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 05:30:58 +0000
News n. 15
Kawasaki Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid, le due moto ibride ricevono un nuovo aggiornamento

Kawasaki Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid, attualmente le uniche due moto ibride di serie disponibili sul mercato globale, ricevono un aggiornamento sostanzioso per il 2026, volto a migliorare l’esperienza in sella. Non una mossa casuale, nata dall’ascolto del feedback dei propri clienti e della rete di vendita, utili per effettuare interventi mirati sui due modelli.

L’upgrade riguarda principalmente i sistemi di controllo e la centralina ECU, con modifiche alla gestione delle modalità di guida e del cambio. Le novità puntano a superare alcuni limiti emersi nelle prime versioni, migliorando l’utilizzo quotidiano, soprattutto in ambito urbano. A tutto questo si affianca una revisione del prezzo di listino.

Migliorie nate dai pareri dei clienti

Le prime versioni di Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid hanno introdotto una tecnologia inedita nel panorama moto, ma hanno anche evidenziato alcuni limiti legati soprattutto alla gestione delle modalità di guida. In particolare, tra gli aspetti più segnalati da utenti e addetti ai lavori c’era la scarsa flessibilità nel passaggio tra modalità elettrica e ibrida, oltre a un utilizzo della modalità Sport vincolato al cambio manuale.

Proprio a partire da questi riscontri, Kawasaki è intervenuta sull’evoluzione della piattaforma HEV, lavorando in particolare sulla logica di controllo e sulla centralina ECU. L’obiettivo è stato quello di rendere il sistema più intuitivo e coerente nell’uso quotidiano, migliorando l’interazione tra pilota e tecnologia ibrida.

Le moto ibride della Casa giapponese continuano a distinguersi per un’impostazione tecnica che combina motore endotermico ed elettrico. Tra le funzioni disponibili c’è la possibilità di passare manualmente dalla modalità EV, completamente elettrica, alla modalità ibrida anche durante la marcia, senza interruzioni nel funzionamento del veicolo.

Uno degli interventi principali riguarda proprio questa funzione. Nelle versioni precedenti, il passaggio tra modalità EV e ibrida era consentito solo fino a 25 km/h. Con l’ultimo aggiornamento, la soglia viene portata a 60 km/h, ampliando in modo significativo le possibilità di utilizzo soprattutto in ambito urbano, dove le condizioni di traffico richiedono maggiore flessibilità.

Interventi alla modalità Sport e nuovo prezzo

Novità anche per la modalità Sport, che in precedenza poteva essere sfruttata esclusivamente con il cambio in modalità manuale tramite le palette al manubrio. Con la revisione introdotta, è ora disponibile anche una configurazione con cambio automatico , rendendo questa impostazione accessibile senza interventi diretti sulle cambiate.

Gli interventi si inseriscono in un aggiornamento più ampio della gestione elettronica, con modifiche alla ECU che puntano a rendere il comportamento del sistema più fluido e prevedibile. A questo si affianca una revisione del prezzo di listino, con la gamma Hybrid proposta a partire da 6.995 euro, con l’obiettivo di migliorare il posizionamento sul mercato.

I dettagli tecnici dei due modelli

Dal punto di vista tecnico, Z7 Hybrid e Ninja 7 Hybrid condividono la stessa piattaforma ibrida. Il sistema combina un motore bicilindrico a quattro tempi da 451 cc con un’unità elettrica alimentata da batteria agli ioni di litio, configurazione che consente di alternare o integrare le due fonti di energia in base alle condizioni di utilizzo.

La potenza complessiva raggiunge i 69,4 CV, con una coppia di 60,4 Nm disponibile a 2.800 giri/min. Il contributo della componente elettrica è particolarmente rilevante nelle fasi di partenza e nella guida urbana, permettendo anche brevi spostamenti in modalità completamente elettrica. Entrambi i modelli dichiarano un peso in ordine di marcia di 227 kg, mentre l’altezza della sella è fissata a 795 mm.

La dotazione elettronica comprende ride-by-wire, controllo di trazione e tre diverse mappe motore. Il telaio è un traliccio in acciaio ad alta resistenza, abbinato a una forcella telescopica anteriore e a un sistema posteriore Uni-Trak con monoammortizzatore regolabile. L’impianto frenante prevede doppio disco anteriore e disco posteriore con ABS, completando una configurazione tecnica pensata per un utilizzo stradale.

Data articolo: Fri, 17 Apr 2026 04:01:27 +0000
News n. 16
Che auto guida Lino Banfi, il nonno d’Italia non smette di stupire

Spesso le novità tecnologiche spaventano, eppure se fossimo tutti come Lino Banfi e la sua auto abbracceremmo il cambiamento con un po’ di leggerezza. Già nel 2012, prima che sul carro della transizione ecologica ci salissero tutti, l’attore di origini pugliesi ci mise la faccia, scegliendo di circolare a Roma su un modello completamente elettrico. A quasi quindici anni da allora appare evidente quanto fosse lungimirante sulla crisi ambientale: una presa di coscienza, figlia della consapevolezza che il pianeta vada lasciato in condizioni migliori rispetto a come lo abbiamo trovato.

Un pezzo di futuro: i prezzi al lancio e il valore attuale

L’auto di Lino Banfi ha l’impronta della Citroën C-Zero. Nata nel 2009 da un’ambiziosa partnership tra il gruppo PSA e Mitsubishi Motors, la citycar debuttò nel 2010 e sbarcò sul mercato un anno più tardi, tra le prime elettriche “di massa” in Europa insieme alla gemella Peugeot iOn. Sulla base tecnica della giapponese Mitsubishi i-MiEV, la C-Zero riscuote immediata simpatia grazie alle sue forme – alte e strette – ottime nelle vie urbane e nei parcheggi angusti.

Lino Banfi, un'auto da pioniere: la Citroën C-Zero dell'attore
Ufficio Stampa Citroën
Lino Banfi e la Citroën C-Zero: un’auto da pioniere

Anche nel traffico la riconosceresti al volo: la linea “a uovo†e il parabrezza molto ampio sembrano gridarne la posizione. In appena 3 metri e mezzo di lunghezza, gli ingegneri hanno saputo far convivere l’agilità di un motorino con il comfort di quattro posti reali e la praticità delle cinque porte. Meccanicamente, la C-Zero rinuncia alla classica trazione anteriore per spostare tutto sul retro, motore compreso, un’impostazione che rimanda alle leggendarie “tutto-dietro” del passato, ad assicurare una guida facile e fuori dagli schemi. I 166 litri del bagagliaio accolgono giusto la spesa, in compenso, la visuale panoramica e il raggio di sterzata ridottissimo permettono di dominare il caos urbano con una disinvoltura invidiabile.

Il motore da 67 CV non conosce pigrizia, merito della spinta immediata tipica delle elettriche. Ok, non è fatta per correre — si ferma a 130 km/h — ma i suoi 150 km di autonomia dichiarata facevano quasi pensare al miracolo, lo stesso dicasi sulla capacità di recupero dell’80% in mezz’ora scarsa. A quel punto, ricaricare tra un impegno e l’altro smette di condizionare la giornata. Al lancio la C-Zero costava circa 30.000 euro di listino, oggi un esemplare del 2012 vale in media tra 3.000 e 6.000 euro: abbastanza per capire quanto fosse in anticipo sui tempi.

Ma perché dare una chance proprio alla C-Zero? Il portafoglio incide: con una spesa tra 1,4 e 2 euro puoi percorrere fino a 100 chilometri e la manutenzione quasi te la scordi, perché quasi nulla può rompersi sotto il cofano. Gli interni sono essenziali, quasi poveri, e bisogna imparare a gestire l’ansia da ricarica una volta accesa l’aria condizionata. In anticipo sulle mode, Lino Banfi aveva il privilegio di attraversare la Capitale nel silenzio assoluto, con un impatto ambientale e dei costi di gestione ridotti finalmente all’osso.

Stanno tutti invitati: sempre un passo avanti

In prima fila nella mobilità del futuro, al volante della sua auto elettrica, Lino Banfi ha sempre avuto un filo diretto con il cuore della gente, che ha vibrato ancora giovedì 16 aprile su Canale 5. L’attore è stato infatti tra gli ospiti d’onore dell’ultima puntata di Stanno tutti invitati, lo show evento di Pio e Amedeo dedicato ai loro 25 anni di carriera. Il “nonno d’Italia” è salito sul palco insieme a grandi nomi come i Pooh, Belen Rodriguez e Sal Da Vinci per festeggiare il successo del duo foggiano. Tanto sul palcoscenico quanto nelle scelte di vita quotidiana, traccia il sentiero verso un domani migliore.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 19:00:49 +0000
News n. 17
Quasi 10 miliardi l’anno in pedaggi autostradali, ecco quanto spendono gli italiani

Viaggiare in autostrada, oggi, è una spesa che incide sempre di più sul bilancio degli automobilisti italiani. Una percezione confermata dai numeri dell’ultima ricerca del Politecnico di Milano, che racconta come nel 2025 i pedaggi autostradali si siano attestati a quota 9,9 miliardi. Una ricerca che fotografa le abitudini di mobilità degli italiani, il peso crescente dei costi dell’auto e l’evoluzione dei sistemi di pagamento, sempre più digitali.

Crescita moderata dei pagamenti autostradali

Il dato emerge dallo studio “Il mercato della mobilità in Italia nel 2025: strumenti e canali di pagamento digitali”, realizzato dagli Osservatori Innovative Payments e Travel Innovation del Politecnico di Milano, con UnipolMove come main partner.

Nonostante la cifra potrebbe suggerire il contrario, rispetto agli anni precedenti la crescita del valore complessivo dei pedaggi è stata più contenuta, soprattutto se confrontata con il rimbalzo registrato nel periodo post-pandemia, quando il ritorno agli spostamenti aveva fatto segnare aumenti record. Oggi la direzione sembra stabile, con il traffico autostradale che continua a crescere ma a ritmo lento e regolare. Anche perché le tariffe, nei prossimi anni saranno sempre più legate ai veri investimenti sulla rete infrastrutturale.

Crescono i pagamenti digitali

Se c’è un ambito in cui la trasformazione è evidente, è quello dei sistemi di pagamento. Il contante, ormai, è sempre meno protagonista. Nel 2025, i sistemi di telepedaggio rappresentano l’88% del totale degli incassi autostradali. Un dato che certifica come gli italiani abbiano ormai adottato in massa soluzioni automatiche per evitare code ai caselli e semplificare il viaggio.

La digitalizzazione, però, non riguarda solo le autostrade. Anche in città il cambiamento è evidente sia nei parcheggi, con i pagamenti digitali sulle strisce blu passati dall’8% del 2019 al 41% del 2025.  Anche i taxi aumentano la propria quota elettronica, che passa dal 15% al 39%, anche se qui il contante resta ancora piuttosto diffuso. Un’evoluzione guidata da diversi fattori: la diffusione delle app, il rinnovamento dei parcometri e una maggiore familiarità degli utenti con i pagamenti elettronici.

In sostanza, la mobilità italiana sta diventando sempre più cashless, con benefici evidenti in termini di praticità, ma anche con nuove sfide legate alla gestione dei dati e alla sicurezza dei sistemi.

Micromobilità a due facce

Continuando sul tema cittadino, lo studio offre uno sguardo più ampio sull’intero ecosistema della mobilità. Ed è qui che emergono alcune dinamiche interessanti. La micromobilità continua a registrare segnali positivi, soprattutto nelle grandi città, dove rappresenta una valida alternativa all’auto privata per gli spostamenti brevi, in particolare con il bike sharing.  Diverso il discorso per i monopattini elettrici, che stanno vivendo una fase di rallentamento. Le nuove normative e una maggiore regolamentazione del settore hanno frenato l’espansione di un fenomeno che, fino a pochi anni fa, sembrava inarrestabile.

Anche il car sharing attraversa un momento più complesso: flotte ridotte, costi operativi in aumento e modelli di business ancora in fase di revisione.

Un sistema in trasformazione

Il quadro che emerge è quello di un sistema della mobilità in piena trasformazione. Da un lato, le autostrade restano un pilastro fondamentale, con costi complessivi sempre più rilevanti. Dall’altro, cambiano le modalità di utilizzo e di pagamento, con una digitalizzazione ormai diffusa. I quasi 10 miliardi spesi ogni anno in pedaggi raccontano una verità semplice: l’auto resta centrale nella vita degli italiani. Ma il modo di viverla sta cambiando rapidamente.

E mentre il futuro della mobilità si gioca tra elettrificazione, servizi condivisi e nuove tecnologie, una cosa è certa: il costo di muoversi continuerà a essere uno dei temi più caldi per gli automobilisti italiani.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 14:18:55 +0000
News n. 18
L’intelligenza artificiale che prevede i furti, la nuova frontiera della sicurezza

Un’AI in grado di prevedere i furti, questa la promessa di LoJack, azienda italiana che introduce sul mercato un sistema basato sull’intelligenza artificiale, capace di analizzare comportamenti, contesto e segnali sospetti per anticipare il rischio.

Si chiama AI Theft Detection ed è pensato soprattutto per il mondo delle flotte aziendali, uno dei bersagli preferiti dalla criminalità organizzata. Non si tratta di un semplice antifurto evoluto, ma di un sistema che lavora in modo continuo, incrociando dati e individuando pattern anomali, con l’obiettivo di intervenire prima che sia troppo tardi. Un cambio di prospettiva importante: dalla reazione alla prevenzione.

L’importanza del tempismo

Quando si parla di furti d’auto, il fattore tempo è tutto. E i numeri aiutano a capire perché. In Italia, il 64% dei furti avviene tra le 21 e le 6 del mattino, una fascia oraria in cui il controllo è ridotto e i veicoli restano spesso incustoditi per ore. Ancora più significativo è un altro dato: in oltre il 70% dei casi il furto viene scoperto solo al mattino, quando ormai il mezzo è già lontano e le possibilità di recupero si riducono drasticamente.

È proprio in questo vuoto temporale che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Intervenire prima che il furto venga portato a termine significa aumentare in modo concreto le probabilità di recupero e ridurre i danni economici per aziende e privati.

Analisi notturna in tempo reale

Il cuore del sistema sviluppato da LoJack è la sua capacità di monitorare costantemente il veicolo, con particolare attenzione alle ore più critiche, quelle che vanno da mezzanotte alle prime luci dell’alba. Attraverso una rete di sensori e dati telemetrici, l’algoritmo analizza una serie di segnali che possono indicare un rischio concreto. Tra questi:

  • tentativi di sollevamento del veicolo con motore spento;
  • disconnessione improvvisa della batteria;
  • presenza in aree considerate sensibili, come porti, zone di confine o aree già segnalate per attività sospette.

Il sistema non si limita a registrare questi eventi, ma li interpreta in tempo reale attraverso l’AI, costruendo una sorta di profilo di rischio dinamico. Se viene rilevata un’anomalia, scatta immediatamente l’allerta alla centrale operativa che procede al contatto immediato con conducente, fleet manager e società di noleggio. A furto confermato la posizione del veicolo viene comunicata alle Forze dell’Ordine.

La filosofia di LoJack

A spiegare la filosofia dietro questo sistema è Massimo Braga, vice presidente e direttore generale di LoJack Italia:

“La lotta ai furti d’auto è sempre più una sfida contro il tempo, dove la tecnologia, guidata dall’esperienza e dall’organizzazione sul territorio, fa la differenza. In Italia quasi due furti su tre avvengono di notte, quando i criminali possono contare su ore preziose prima che il crimine venga scoperto. Con ‘AI Theft Detection’ abbiamo ottimizzato un sistema di AI agentica capace di anticipare il rischio e attivare tempestivamente la risposta, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente i nostri tassi di recupero, già oggi pari al doppio della media nazionale.”

Una risposta a un fenomeno in crescita

Il contesto in cui nasce questa tecnologia è tutt’altro che semplice. Negli ultimi anni, i furti d’auto sono diventati più sofisticati, grazie all’utilizzo di strumenti elettronici e tecniche sempre più avanzate, come l’accesso ai sistemi digitali delle vetture. In parallelo, il valore delle componenti è aumentato, alimentando un mercato parallelo molto redditizio. Per questo motivo, sistemi come quello sviluppato da LoJack rappresentano una risposta necessaria a un problema reale, specialmente per chi deve difendere interi patrimoni aziendali.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 12:50:40 +0000
News n. 19
Spia FAP intasato, cosa fare subito per evitare danni al motore da migliaia di euro

L’accensione della spia del filtro antiparticolato non deve essere interpretata come un semplice avviso di manutenzione, ma è il segnale che la capacità di accumulo dello scarico ha raggiunto il limite critico.

La fuliggine sta iniziando a saturare le celle interne del filtro e, se non viene smaltita immediatamente attraverso il calore delle rigenerazioni, si trasformerà in un vero e proprio “tappo†che impedirà ai gas di defluire correttamente. Questa condizione è estremamente pericolosa, quando i gas trovano la via d’uscita ostruita, le temperature salgono e la contropressione spinge contro la turbina, rischiando di distruggerla in pochi chilometri.

Ma il danno alla turbina è solo il primo dei problemi, esiste un pericolo ancora più serio riguardante l’olio motore, se trascurato potrebbe portare al blocco totale del propulsore.

Posso continuare a guidare con la spia FAP accesa?

La risposta dipende esclusivamente dal tipo di segnalazione che compare sul cruscotto, ogni spia indica un livello di urgenza differente. Quando il sistema di gestione motore rileva un eccesso di fuliggine, attiva delle strategie di protezione che devi saper interpretare per non peggiorare la situazione:

  • spia del filtro antiparticolato: indica che il componente ha raggiunto il limite massimo di saturazione, in questa fase il filtro può ancora essere recuperato autonomamente, ma richiede la pulizia immediata da effettuare su strada;
  • modalità recovery: la centralina ha rilevato un’anomalia critica e ha tagliato l’erogazione della potenza per proteggere il motore, una volta entrata in questa modalità, non è più possibile avviare la rigenerazione. L’unico modo per sbloccarla è tramite l’utilizzo di un’attrezzatura diagnostica presso un’officina;
  • spia candelette lampeggiante: su molti sistemi diesel, questo segnale indica un’avaria che impedisce la corretta gestione dei fumi. Questo blocco elettronico interrompe ogni tentativo di pulizia automatica del filtro;
  • spia degrado olio: segnala che il lubrificante è contaminato, questo accade quando le rigenerazioni vengono interrotte troppe volte, diluendo l’olio e compromettendo la protezione di componenti vitali come le bronzine.

Continuare a guidare in città con queste spie accese è un errore, senza una velocità costante e le giuste temperature, il filtro non può rigenerarsi. Il rischio reale è che la fuliggine si solidifichi, trasformando un semplice avviso in un componente da sostituire.

Cosa succede se ignori il problema

Ignorare l’avviso di un filtro intasato significa innescare una reazione a catena che aggredisce i componenti più costosi del tuo motore. Più chilometri percorri in queste condizioni, più la meccanica si degrada a causa dell’aumento delle temperature e delle pressioni interne.

Ecco cosa succede tecnicamente se decidi di non intervenire:

  • rottura turbocompressore: i gas di scarico, non trovando sfogo, creano un’ondata di calore e pressione che torna indietro verso la girante della turbina, deformando l’alberino e danneggiando i cuscinetti;
  • pericolo di autoaccensione: quando l’olio è troppo diluito dal gasolio, il livello sale oltre il limite massimo portando il motore ad alimentarsi da solo con i vapori del lubrificante, aumentando i giri in modo incontrollato fino alla rottura del propulsore;
  • ostruzione della valvola EGR: i fumi sporcano i condotti di aspirazione causando strati di carbone difficili da rimuovere, questo blocca i meccanismi di ricircolo.

Quanto costa ripristinare il sistema

Per preventivare una spesa di riparazione, si deve effettuare una valutazione basata sulla gravità dell’ostruzione rilevata dai sensori. In officina, consideriamo principalmente la soluzione meno invasiva fino ad arrivare alla sostituzione completa del componente nei casi di danneggiamento del nido d’ape interno. Ecco i costi medi per le operazioni più comuni:

  • diagnosi elettronica: è il passaggio obbligatorio per leggere i valori di contropressione e ha un costo medio tra i 40 e gli 80 euro a seconda del veicolo;
  • rigenerazione forzata in officina: il tecnico avvia la procedura tramite tester diagnostico in condizioni controllate, con una spesa che oscilla tra i 150 e i 200 euro;
  • pulizia con additivi: se la rigenerazione forzata non è sufficiente, utilizziamo liquidi specifici iniettati direttamente nel filtro tramite il foro del sensore di pressione. Questo trattamento scioglie i depositi più duri e ha un costo che si aggira intorno ai 150 euro per i prodotti, a cui va aggiunta la manodopera per un totale che può arrivare ai 250-300 euro;
  • lavaggio chimico o pulizia a ultrasuoni: se il filtro è smontabile, viene trattato con solventi specifici per rimuovere ceneri e residui carboniosi, con un costo che varia dai 300 ai 600 euro a seconda della complessità di smontaggio;
  • sensore di pressione differenziale: in molti casi l’ostruzione è minima ma il sensore è guasto, la sostituzione richiede mediamente tra i 180 e i 250 euro;
  • sostituzione del filtro: è la soluzione più impegnativa ma necessaria in caso di filtri fusi o crepati. Esistono tipologie di ricambi revisionati o nuovi, la spesa si aggira intorno ai 900 euro nel primo caso, ma può superare i 1.500 euro nel secondo.

Come rigenerare il filtro su strada correttamente

Se la spia è accesa in modalità fissa e la centralina non ha ancora tagliato la potenza, puoi tentare il ripristino autonomo del sistema. La rigenerazione spontanea richiede che i gas di scarico raggiungano temperature molto elevate per innescare la pulizia della fuliggine, una condizione che non si verifica quasi mai nel traffico urbano. Per forzare tecnicamente questo processo, devi seguire una procedura precisa:

  • mantenere il regime motore costante: è necessario guidare su un tratto stradale libero, come una tangenziale o un’autostrada, mantenendo il motore sui 2.500 giri;
  • percorrere un tragitto lungo: la marcia deve essere costante per almeno 15-20 minuti con il motore a temperatura di esercizio, poiché ogni rallentamento o sosta forzata interrompe il ciclo di pulizia;
  • non spegnere il propulsore: se interrompi la marcia mentre la centralina sta effettuando la post-iniezione di gasolio, la temperatura crollerà bruscamente e il particolato si depositerà in modo ancora più compatto nelle celle del filtro;
  • additivi: l’aggiunta di un additivo specifico nel serbatoio del carburante aiuta a ottimizzare la reazione, abbassando la temperatura di innesco necessaria per bruciare i residui carboniosi;
  • riconoscere l’inizio della pulizia: ti accorgerai che la procedura è partita perché il motore produrrà un rumore più cupo e dallo scarico inizierà una fumosità elevata;
  • verificare lo stato della spia: la rigenerazione è terminata quando la fumosità finisce e il rumore del motore ritorna normale. Al termine, se la spia non scompare autonomamente, sarà necessario spegnere e riavviare il quadro strumenti per permettere al software di aggiornare i parametri di pressione.

I consigli del meccanico

Per evitare di ritrovarti con la spia accesa e il rischio di danni costosi, la prevenzione è l’unica strategia efficace. Un filtro antiparticolato ben tenuto può durare quanto l’intera vita del veicolo, ma richiede delle accortezze tecniche. Ecco i miei consigli per mantenere il sistema in perfetta efficienza:

  • uso regolare di additivi: versare un flacone detergente nel serbatoio ogni 5.000 km, questi prodotti aiutano a mantenere pulito il sistema di iniezione e abbassano la temperatura di combustione della fuliggine, facilitando le rigenerazioni anche se non fai molta autostrada;
  • evita tragitti brevi: se usi l’auto solo per pochi chilometri in città, il filtro non raggiungerà mai la temperatura di esercizio, accumulando sporcizia e la rigenerazione non si attiverà;
  • olio motore specifico: utilizza solo lubrificanti “low SAPS” (a basso contenuto di ceneri), un olio senza le corrette specifiche produce residui che il filtro FAP non è in grado di smaltire, portandolo all’ostruzione completa;
  • non interrompere le rigenerazioni: se senti le ventole al massimo o un odore acre quando parcheggi, il sistema sta lavorando. In questa situazione continua a guidare per qualche minuto finché il rumore non torna normale per evitare che il gasolio incombusto finisca nella coppa dell’olio.
Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 12:12:10 +0000
News n. 20
Milano Design Week, la mostra “10 anni di Saloni dell’Auto all’aperto’’

Appuntamento a via Tortona 35, punto di incontro tra design e automotive, per osservare la mostra “10 anni di Saloni dell’Auto all’apertoâ€, progetto espositivo meneghino che rende omaggio alla storia dei Motorshow en plein air. Il MIMO ha portato gli appassionati a Torino, Milano e sul circuito di Monza per vivere emozionanti esperienze.

Andrea Levy, amante del Motorsport e straordinario pilota in pista, ha seguito i saloni automobilistici e gli eventi dinamici internazionali, come Goodwood e Pebble Beach, da dove è originata l’ispirazione del format di Parco Valentino prima e oggi di Milano Monza Open-Air Motorshow. Convertendo piazze e luoghi simbolo del Belpaese in un immenso palcoscenico per l’automobile, il presidente di MIMO Andrea Levy è riuscito a creare il format giusto per raccontare la storia delle vetture più prestigiose al mondo. Un risultato che verrà celebrato nel Design Week 2026.

Kermesse da non perdere

Dal 20 al 26 aprile, nel cuore di Milano, gli appassionati potranno vivere un’esperienza coinvolgente in cui il racconto di dieci anni di eventi en plein air si materializza attraverso un’installazione che unisce un videowall ondulato di 50 metri e una selezione di auto iconiche. Il videowall esprime una lettura emozionante dell’evoluzione dell’industria di oltre 70 costruttori che hanno lasciato un segno indelebile. Le immagini offrono la possibilità di cogliere le sfumature di una rivoluzione stilistica che ha coinvolto i più importanti marchi al mondo, mostrando il percorso evolutivo dell’automotive moderno.

Un hub del design, dove l’automobile è elemento narrativo, in cui si crea un dialogo tra immagini, luce e architettura. Il ricordo della parata davanti al Duomo di Milano, simbolo della ripartenza post-pandemia, al passaggio di una monoposto Red Bull di Formula 1 in via Roma a Torino, sino alla sfilata delle supercar più belle nel centro cittadino e alla Mole Antonelliana illuminata con i loghi dei brand. Un viaggio lungo 10 anni in cui sono state protagoniste tante regine della Motor Valley, tra cui le hypercar Pagani con il sound inconfondibile dei motori V12.

Un’onda luminosa di passione

L’amore per le quattro ruote viene enfatizzato in un percorso visivo ricco di significato. In una fase molto complessa per il mercato delle quattro ruote l’iniziativa rappresenta anche un concetto di speranza per un futuro in cui sognare di guidare un’auto iconica italiana dovrà rimanere un valore aggiunto. I visitatori, oltre al video che racconta l’evoluzione dello stile, potranno osservare bolidi sensazionali. L’elenco completo delle vetture esposte nella Design Week è molto ampio, unendo passato, presente e futuro dell’automotive.

Sarà l’occasione per ammirare le linee della Ferrari 296 Challenge, protagonista del monomarca Ferrari Challenge Europe e del Campionato Italiano Gran Turismo, la Dallara Stradale, primo esemplare consegnato al mondo per offrire in strada una esperienza racing. Inoltre gli appassionati potranno gustarsi il BMW Skytop per comprendere il linguaggio stilistico della Casa dell’Elica bavarese, la cattivissima Lamborghini Huracán Super Trofeo Evo 2, la Italdesign Nissan GT-R50, edizione celebrativa realizzata per i 50 anni della GT-R e di Italdesign, la Pininfarina Honda HP-X, la GFG Style Vision 2030 Desert Raid, la Porsche Taycan Turbo GT e la potentissima Pininfarina Battista dedicata a Nino Farina, primo vincitore di un campionato di F1.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 10:47:16 +0000
News n. 21
F1, la FIA vieta il trucco Mercedes: pugno duro di Domenicali

Le tre pole position di fila della Mercedes nei primi tre round della stagione, di cui due di Kimi Antonelli, avevano creato dei sospetti tra gli uomini al muretto Ferrari. Interpellata sulla questione tecnica dietro al vantaggio delle Frecce d’argento sul giro secco, la FIA ha reagito mettendo fine al sistema utilizzato anche da Red Bull Racing per ottenere un vantaggio decisivo negli ultimi metri dei giri di qualifica.

Secondo le ricostruzioni, i due team avevano trovato il modo di aggirare la riduzione progressiva di potenza elettrica prevista dal regolamento nella parte finale del giro cronometrato. Le norme stabiliscono la diminuzione dell’erogazione dell’energia per motivi specifici, mentre Mercedes e RB conservavano la massima spinta green più a lungo, riuscendo a strappare tra i 50 e i 100 kW in più rispetto ai competitor.

Un vantaggio che sin qui ha fatto la differenza. Il regolamento, infatti, permette lo spegnimento dell’MGU-K in caso di emergenza tecnica, tuttavia le due squadre lo disattivavano nel momento topico della qualifica per scongiurare il taglio di potenza.

Cosa accadrà da Miami?

La Mercedes ha sfruttato al massimo il cambio regolamentare del 2026 per imporsi in vetta alle classifiche. La stagione è cominciata con una doppietta all’esordio in Australia, dove le Frecce d’argento hanno monopolizzato la prima fila. George Russell aveva rifilato 8 decimi al pilota della RB Hadjar, primo degli inseguitori rivali, e Antonelli aveva ottenuto il secondo tempo con un vantaggio di mezzo secondo sul restante gruppo. In Cina il driver bolognese ha registrato la sua prima pole position, risultando – a 19 anni, 6 mesi e 18 giorni – il più giovane in assoluto della storia della massima categoria del Motorsport.

A Shanghai Kimi ha festeggiato il primo trionfo in carriera in F1, a distanza di 20 anni dalla vittoria di Giancarlo Fisichella nel GP della Malesia 2006. Due settimane dopo, nel weekend di Suzuka, si è confermato lo strapotere Mercedes in qualifica. Pole position e secondo successo di fila per il numero 12, con record di Ascari eguagliato come secondo italiano a vincere almeno due Gran Premi di fila in F1. I motoristi di Brackley hanno fatto un lavoro molto scaltro: la Power Unit Mercedes non sembra avere rivali in termini di sfruttamento e rigenerazione dell’energia.

Dalla prossima tappa di Miami è stato chiarito però che lo spegnimento dell’MGU-K potrà essere utilizzato esclusivamente in presenza di un concreto problema tecnico. Nella tappa in Giappone sia Mercedes che Red Bull hanno riscontrato un repentino calo di potenza, rallentando improvvisamente in tratti delicati della pista.

La Scuderia Ferrari ha colto l’occasione per evidenziare i rischi alla Federazione che ha scoperto come i competitor erano riusciti a sfruttare una zona grigia del regolamento tecnico. Oltre al rapporto di compressione della nuova PU ibrida, Mercedes aveva trovato un’altra falla per spingersi oltre i limiti.

La posizione di Domenicali

Il CEO della F1 ha chiesto delle correzioni al regolamento 2026, in particolare per quanto riguarda i motori ibridi, la cui gestione della potenza elettrica sta frustrando il talento naturale dei piloti e facendo arrabbiare gli appassionati. Il divieto impatterebbe in qualifica non solo sui team ufficiali Mercedes e Red Bull, ma anche sulle scuderie clienti come McLaren, Williams, Alpine e Racing Bulls. Stefano Domenicali ha annunciato:

“La discussione in corso da molti mesi con la FIA, i team e i piloti sta andando nella direzione giusta. Penso valga la pena raccogliere le critiche costruttive: speriamo che prima di Miami la FIA ci informi sugli aggiustamenti in arrivo, sia per permettere di rimanere a piena potenza o frenata nelle qualifiche, sia per risolvere le preoccupazioni dei piloti. Non dimentichiamo che questo regolamento è nato perché i costruttori chiedevano questa direzione per restare nel Motorsport. E chi dice che i sorpassi oggi sono artificiali ha la memoria corta: nell’era dei turbo, negli anni ’80, si faceva lift and coast, si avevano velocità diverse e si doveva risparmiare benzina, altrimenti non si arrivava alla fineâ€.

Domenicali non ha sottolineato però che negli anni d’oro della F1 i piloti rischiavano la vita per raggiungere su auto con motori termici le massime performance in pista. La nuova gestione dell’energia ha cambiato il modo di guidare dei cavalieri del rischio che devono badare più al display sul volante che al punto di corda. Le nuove PU con un quasi totale equilibrio tra parte elettrica e termica hanno snaturato le qualifiche, trasformando i sorpassi tra i driver in azioni facilitate da livelli di batteria differenti.

Regolamento sotto accusa

Tema centrale è anche la sicurezza in pista, peggiorata rispetto alla precedente era ibrida, a causa delle notevoli differenze di velocità tra le monoposto che ricaricano la batteria e quelle lanciate, come dimostrato dal rischioso incidente tra Oliver Bearman e Franco Colapinto a Suzuka. Il pilota argentino della Williams viaggiava a 50 km/h in meno rispetto all’inglese della Haas. La modalità boost per avere una spinta di potenza elettrica durante il sorpasso può diventare un’arma a doppio taglio.

Il sistema determina il rischio concreto di scaricare la batteria, perdere velocità ed essere sorpassati in frenata in curva, mentre la batteria si ricarica. Anche per questo i duelli appaiono più movimentati con continui cambi di posizione.

I vertici della categoria, complice la cancellazione delle gare in Bahrain e in Arabia Saudita, a causa della guerra in Medio Oriente, stanno vagliando tutte le ipotesi per accrescere la sicurezza e lo spettacolo in pista. Il “party mode†della Mercedes ha causato un rallentamento drastico delle vetture della Stella durante l’inizio del giro di rientro dopo quello cronometrato valido per la pole.

Stefano Domenicali ha chiesto per maggio delle modiche al format qualifiche per consentire ai piloti una equità, ma anche le gare dovranno essere riviste per garantire uno spettacolo degno della storia della F1. L’innovazione delle monoposto e dei motori, tanto osannata da Audi e Mercedes, deve conciliarsi con la natura dello sport.

La Casa con sede a Brackley sta beneficiando di un regolamento scritto male che potrebbe portare a una contesa mondiale interna tra Kimi Antonelli e George Russell, annullando le ambizioni di tutti gli altri top team. L’uso di un sistema di emergenza per vantaggi prestazionali è in contrasto con lo spirito del regolamento tecnico e dal prossimo Gran Premio in Florida la musica cambierà per la corazzata anglo-tedesca.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 09:39:11 +0000
News n. 22
Toyota Yaris Cross, restyling raffinato: cosa cambia sul B-SUV ibrido

Il piccolo genio nipponico a ruote alte si rinnova all’insegna dell’efficienza e della classe, conservando i tratti distintivi che hanno decretato il suo successo. Costruita sulla piattaforma modulare TNGA nella versione GA-B, sviluppata da Toyota per le compatte di segmento B, dal 2020 la Yaris Cross ha dato un ulteriore boost alle vendite del colosso giapponese.

Con una offerta sdoppiata, la variante SUV, in appena 4,18 metri di lunghezza, unisce la comodità della guida rialzata alla sportività di una hatchback. C’è poco da dire sulla capacità dei tecnici Toyota di creare auto sensazionali sul piano del design e della praticità. Un modello già best seller nel Vecchio Continente, mentre in Italia se ne vendono più di 3.000 ogni mese. Il B-SUV full hybrid vanta una doppia scelta tra due e quattro ruote motrici.

Nuovo design frontale

Il restyling della Yaris Cross punta sull’eleganza, con un’inedita griglia anteriore ad alveare, rifinita nel colore della carrozzeria, per garantire un look accattivante. La sezione inferiore nera si combina con i passaruota svasati per trasmettere un’immagine da SUV muscolare. I fari a LED ridisegnati completano uno stile moderno e includono luci diurne integrate di serie. Spiccano nuovi cerchi in lega nelle versioni superiori – 17 pollici su Icon, 18 pollici su Premium – per una pulizia delle linee impeccabile.

Si amplia, inoltre, la palette di colori, con il magnifico Precious Bronze dell’unità in copertina, disponibile esclusivamente in soluzione bi-tono con tetto e montanti a contrasto. L’abitacolo è caratterizzato da una finitura delle porte color platino che si abbina a una striscia dello stesso colore sul cruscotto. L’attenzione ai dettagli è notevole con nuovi sedili sportivi, nella versione Icon, per garantire un piacevole supporto laterale. Vanta lo stesso inserto color platino e una cucitura tricolore a contrasto per una sensazione di alta qualità.

Per la versione Premium c’è una rifinitura in simil pelle con riflessi contrastanti sulle spalle e sui rinforzi laterali. Da notare il nuovo materiale SakuraTouch, fatto con PVC di origine vegetale, sughero di scarto e PET riciclato, in grado di ridurre le emissioni di CO2 in produzione del 95% rispetto alla vera pelle. Confermata la struttura della consolle centrale, dove la strumentazione digitale si abbina a un touch screen da 10,5 pollici. Su tutte le versioni sono ora inclusi specchietti esterni ripiegabili elettricamente.

La versione GR Sport

Per chi a bordo della Yaris Cross vuole di più Toyota ha previsto un allestimento con i fiocchi: sospensioni ricalibrate per emozionanti azioni alla guida, cerchi da 18 pollici e un design rivisto del paraurti anteriore. I sedili sportivi, la tappezzeria grigia con cuciture rosse, il logo GR sugli appoggiatesta e inserti verniciati in argento su portiere e cruscotto definiscono un look decisamente sportivo.

La Yaris Cross non tradisce il suo classico propulsore che ne ha decretato il successo europeo. La motorizzazione 1.5 full hybrid è in grado di sprigionare 131 CV, disponibile con trazione anteriore o integrale. Con una coppia di 185 Nm, il B-SUV accelera da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi. Le emissioni di CO2 dichiarate sono comprese tra 100 e 107 g/km. In altri mercati resterà a listino anche il sistema Hybrid 115 CV, previsto solo con due ruote motrici. Le vendite inizieranno dal prossimo mese e le prime consegne sono previste a settembre. Prezzi top secret, ma non dovrebbero esserci clamorosi rialzi rispetto all’attuale listino.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 08:02:10 +0000
News n. 23
Lancia Ypsilon, arriva la svolta: motore termico con cambio manuale

Dopo aver constatato che la strategia green non era la più adatta per il risorgimento del marchio, i vertici del Gruppo Stellantis hanno scelto di offrire un’alternativa termica agli amanti della Ypsilon. In occasione della Design Week che si terrà a Milano, il brand piemontese proporrà la nuova variante a benzina, prendendo una strada precisa per il futuro.

Lancia, così come Fiat e gli altri costruttori europei, deve proporre auto in linea con le reali esigenze della clientela storica. I numeri al di sotto delle attese della gamma elettrificata hanno spinto a un allargamento delle proposte in un car market sempre più orientato alla differenziazione. La nuova Ypsilon sarà declinata con tre motori e tre diversi allestimenti.

Pensata per il mercato italiano

La mentalità nostrana è ancora legata al profumo della benzina. Per soddisfare i bisogni di mobilità dei puristi, Lancia ha pensato di completare l’offerta con un turbo benzina, associato a un cambio manuale a sei marce. Un tre cilindri turbo da 1.2 litri in grado di sprigionare 101 CV e 205 Nm di coppia già a bassi regimi, offrendo una guida fluida. Le prestazioni? Scatto da 0 a 100 km/h in circa 10,2 secondi e una top speed di 194 km/h. La Ypsilon diventa la perfetta compagna di viaggio in gite fuori porta e adatta a rapidi spostamenti urbani.

Il motore, con l’adozione del ciclo Miller e dell’iniezione ad alta pressione, mette in primo piano i valori di Stellantis. Un motore a combustione interna può rappresentare una scelta di efficienza, palesando numeri ottimi (consumo di carburante: 5,4-5,2 l/100km – emissioni di CO2: 121-119 g/km), pur garantendo un piacere di guida old school. La Nuova Ypsilon Turbo 100 è pensata per chi ama una guida diretta e dinamica, non tradendo il linguaggio stilistico “Pu+Ra†introdotto con la quarta serie.

Bella e possibile

Il design è caratterizzato da linee sinuose che trasmettono un senso di eleganza ricercato. La Ypsilon vanta una firma luminosa distintiva e uno dei posteriori più indovinati degli ultimi anni in Italia. Con l’introduzione del cambio manuale e del motore termico cambia anche il tunnel centrale, in cui il tavolino multifunzione viene sostituito da un classico vano portaoggetti più pratico. Confermato il sistema di infotainment S.A.L.A., che integra funzioni di audio, clima e illuminazione in un’unica interfaccia intuitiva. L’utilitaria torinese sarà una delle regine della Design Week 2026.

La Nuova Ypsilon Turbo 100 è disponibile sull’intera gamma di allestimenti: Ypsilon, LX e HF Line con un prezzo di listino di 3.000 euro inferiore rispetto alle corrispondenti versioni ibride. Il prezzo di listino della versione termica è di circa 22.200 euro. Un posizionamento che rimane premium ma non fuori portata per la fascia media. Con la formula del finanziamento di Stellantis Financial Services, infatti, il prezzo promozionale scende a 15.950 euro (oltre oneri finanziari), con una soluzione che prevede 36 rate da 99 euro mensili.

Chiara la strategia multi-energia di Lancia: ibrida, full electric e ora anche benzina, tre anime diverse per tre stili di vita contemporanei. Senza rinunciare al piacere di un cambio manuale, con gusto e raffinatezza da oggi si può apprezzare ancora di più la quarta serie della Ypsilon.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 06:56:42 +0000
News n. 24
Renault Twingo E-Tech, tecnologia da primato: ben 24 gli ADAS

La nuova Renault Twingo E-Tech Electric si presenta sul mercato, non solo come erede di quella piccoletta dal design irresistibile nata nei primi anni ’90, ma come un vero e proprio “game changer” tecnologico per il segmento A. L’obiettivo dichiarato di Renault è democratizzare la mobilità elettrica, offrendo dotazioni e sistemi di assistenza solitamente riservati a categorie superiori, rendendo ogni spostamento urbano un’esperienza fluida e iper-connessa.

Un mare di tecnologia

L’abitacolo si snoda intorno al doppio display orizzontale OpenR, una configurazione di serie su tutte le versioni che proietta immediatamente il conducente in una dimensione moderna. Di fronte al guidatore si trova un driver display digitale da 7” per le informazioni essenziali, mentre al centro svetta il touchscreen multimediale da 10,1” . L’interazione inizia ancora prima di partire: una sequenza di benvenuto visiva e sonora, curata in collaborazione con il compositore Jean-Michel Jarre, accoglie gli occupanti stimolando i sensi e creando un’atmosfera di “ottimismo digitale”.

Nella versione Techno, il sistema OpenR Link con Google integrato diventa lo strumento indispensabile per la vita quotidiana. Semplice e intuitivo come un tablet, permette l’accesso nativo a Google Maps, Google Assistant e al catalogo Google Play, che offre una ricchezza di contenuti record per il segmento con oltre 100 applicazioni scaricabili, tra cui Amazon Music, Prime Video e il browser Vivaldi. Per supportare questa mole di dati, Renault offre per la prima volta 2 gigabyte al mese inclusi per tre anni, garantendo fino a 40 ore di streaming musicale senza gravare sullo smartphone dell’utente.

C’è anche l’avatar virtuale

L’innovazione più “umana” è rappresentata da Reno, l’avatar virtuale specializzato nella mobilità elettrica. Reno funge da vero copilota: può programmare la ricarica, spiegare le funzioni dell’auto o rispondere a curiosità tecniche. Grazie all’integrazione di ChatGPT (versione 4o-mini), l’avatar è in grado di sostenere conversazioni fluide e rispondere a domande di cultura generale, rendendo il viaggio interattivo e divertente.

Tanti gli ADAS

Dal punto di vista della dinamica di guida, la tecnologia si traduce in efficienza e sicurezza. Debutta la funzione One Pedal, che permette di gestire la frenata rigenerativa su quattro livelli tramite le palette al volante, arrivando all’arresto completo del veicolo senza toccare il freno, ideale per il traffico cittadino. La sicurezza è garantita da 24 dispositivi di assistenza alla guida (ADAS).

Tra questi spiccano l’Easy Park Assist, novità assoluta per la categoria, e il sistema Occupant Safe Exit Alert, che avvisa i passeggeri se sta arrivando un veicolo mentre aprono la portiera. Per promuovere una guida responsabile, il veicolo include il Safety Score e il Safety Coach, che analizzano lo stile di guida e offrono consigli personalizzati per ridurre i rischi.

Gestione energetica all’avanguardia

Anche la gestione energetica è all’avanguardia. La batteria LFP (Litio-Ferro-Fosfato) da 27,5 kWh è ottimizzata per l’uso urbano, garantendo un’autonomia fino a 263 km. Grazie al pack Advanced Charge, la Twingo abilita la ricarica bidirezionale V2L (vehicle-to-load): tramite un adattatore, è possibile collegare alla batteria dell’auto dispositivi esterni da 220 V, come biciclette elettriche o attrezzature da campeggio.

Infine, tramite l’app My Renault, l’utente può gestire tutto da remoto: dalla localizzazione del veicolo alla programmazione del pre-condizionamento dell’abitacolo, entrando così a pieno titolo nell’era della manutenzione connessa.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 06:00:30 +0000
News n. 25
Truffa sul gasolio da milioni di euro: coinvolte decine di persone

L’economia sommersa e le frodi nel settore energetico rappresentano oggi una delle frontiere più calde per la tutela della legalità finanziaria, specialmente in un contesto geopolitico che ha reso il prezzo dei carburanti un tema sensibilissimo per ogni cittadino. È in questo scenario che si è sviluppata l’operazione “Red Gold”, una complessa indagine condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Pescara e coordinata dalla Procura di Avezzano sotto la guida del procuratore Maurizio Maria Cerrato.

L’inchiesta ha portato alla luce un sistema illecito articolato e profondo, capace di sottrarre al fisco italiano una cifra impressionante, quantificata in circa 10 milioni di euro. Al centro di questo intreccio criminale figurano 15 persone indagate, ma la mente dell’organizzazione è stata individuata in un imprenditore marsicano che, pur risiedendo formalmente in Svizzera, operava come un vero e proprio “fantasma” per l’erario nazionale.

Il meccanismo della frode: manomissioni e mercato nero

Il sistema messo in piedi dall’organizzazione era tanto semplice nella sua concezione quanto efficace nella sua esecuzione. Tutto ruotava attorno alla manomissione dei contalitri installati sugli automezzi aziendali addetti alla distribuzione dei prodotti energetici. Attraverso questi stratagemmi tecnici, i componenti della banda riuscivano a sottrarre ingenti quantitativi di gasolio da riscaldamento proprio durante le fasi di erogazione. Una volta prelevato illecitamente, il carburante non svaniva nel nulla, ma veniva inserito in un vero e proprio circuito parallelo di vendita in nero.

La convenienza economica del sistema poggiava sulla differenza di tassazione tra le diverse tipologie di combustibile. Il gasolio da riscaldamento, godendo di un’aliquota agevolata, veniva rivenduto a prezzi estremamente vantaggiosi a distributori compiacenti. Qui avveniva l’ultimo passaggio della frode: il prodotto veniva miscelato con comune gasolio per autotrazione e immesso regolarmente sul mercato. Questo meccanismo permetteva di eludere non solo la tassazione sui proventi dell’attività, ma soprattutto le pesanti accise sugli oli minerali, garantendo un vantaggio competitivo sleale e prezzi finali imbattibili che danneggiavano gli operatori onesti del settore.

Il blitz: 50 finanzieri e un tesoro di lusso

L’intervento delle Fiamme Gialle è scattato con un’azione coordinata che ha visto l’impiego di 50 finanzieri. Le perquisizioni si sono concentrate tra le province dell’Aquila, Pescara, Roma e Milano, con il supporto fondamentale dei militari dello S.C.I.C.O. e delle unità cinofile. L’obiettivo degli inquirenti non era solo quello di fermare la frode, ma di colpire al cuore il patrimonio accumulato illecitamente dall’organizzazione.

Il contrasto tra lo stato di “fantasma fiscale” dell’imprenditore e il suo stile di vita reale è emerso con prepotenza durante i sequestri. All’interno dei garage e nelle disponibilità degli indagati è stato trovato un parco auto degno di un collezionista di alto livello, per un valore totale di circa un milione di euro.

Tra i beni posti sotto sequestro figurano gioielli dell’automobilismo italiano e internazionale come una Ferrari Roma, una Ferrari Purosangue, una Porsche Macan e una potente Audi RS6. Oltre ai veicoli di lusso, i militari hanno rinvenuto orologi di pregio e 41 mila euro in contanti, oltre a porre il vincolo giudiziario su quattro automezzi pesanti utilizzati materialmente per la commissione della frode.

Le conseguenze legali e il contesto geopolitico

Le accuse mosse nei confronti dei 15 indagati sono pesantissime e delineano un quadro di criminalità economica organizzata. La Procura ipotizza reati che vanno dall’associazione per delinquere alla frode nelle pubbliche forniture, passando per la ricettazione, l’autoriciclaggio e i reati legati all’evasione delle accise. L’operazione “Red Gold” si inserisce in una più ampia strategia della Guardia di Finanza volta a presidiare un settore, quello energetico, considerato oggi particolarmente esposto a causa delle tensioni geopolitiche internazionali.

Smantellare simili sistemi non significa solo recuperare milioni di euro di tasse evase, ma anche proteggere il mercato e i consumatori da dinamiche speculative e criminali che alterano i prezzi di beni di prima necessità come il gasolio.

Data articolo: Thu, 16 Apr 2026 05:40:33 +0000


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