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Oggi, 28 marzo 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane risulta relativamente fluida e priva di grossi rallentamenti o incidenti gravi da segnalare. Tuttavia, si raccomanda attenzione soprattutto in Puglia nella provincia di Bari, dove è in corso uno sciopero del trasporto pubblico locale che potrebbe influenzare la mobilità nelle aree circostanti. Un altro evento da evidenziare riguarda lo sciopero di 4 ore nel settore pubblico locale sempre a Bari che potrebbe avere ripercussioni sui collegamenti autobus e tram. Questi fattori, uniti ad alcune criticità locali, contribuiscono a un quadro dinamico che richiede prudenza per chi si mette in viaggio.
Situazione generale del traffico sulle autostrade oggi
Non risultano segnalazioni ufficiali di incidenti o code rilevanti sulle principali autostrade italiane per la data odierna. Le condizioni meteo sono favorevoli e il traffico si presenta scorrevole in quasi tutte le tratte.
Scioperi e disagi legati al trasporto pubblico locale in Puglia
Il giorno 28 marzo 2026 è programmato uno sciopero locale di 4 ore, dalle 8:30 alle 12:30, del personale della società MTM di Molfetta (provincia di Bari), organizzato da sindacati OSP FIT-CISL/UILT-UIL. Questo potrebbe portare a disagi nel trasporto pubblico locale soprattutto nelle zone urbane e suburbane di Bari e dintorni.
Inoltre, sempre a Bari è previsto per l’intera giornata uno sciopero del trasporto pubblico locale che coinvolge gli operatori di esercizio della società Ferrovie Sud Est e dei servizi automobilistici, dalle 0:00 alle 24:00. I sindacati coinvolti sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL. Si raccomanda pertanto agli utenti di verificare gli orari e i servizi disponibili prima di spostarsi.
Seppur non direttamente sulle autostrade, questi scioperi possono influenzare la viabilità locale nelle tratte di accesso alle autostrade in Puglia, causando possibili rallentamenti nei nodi di interscambio.
Altri scioperi di interesse non influenti sul traffico autostradale oggi
I prossimi scioperi annunciati riguardano principalmente il settore aereo e ferroviario ma sono programmati per date successive alla giornata odierna (10 aprile e 11 aprile 2026). Pertanto non incidono sulla situazioni del traffico del 28 marzo.
Conclusioni
In definitiva, per la giornata del 28 marzo 2026, il traffico sulle autostrade italiane risulta regolare e senza particolari criticità o incidenti segnalati. L’attenzione resta rivolta ai possibili disagi locali in Puglia causati dagli scioperi del trasporto pubblico locale a Bari.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 04:08:00 +0000Italiano e fiero di esserlo. Attualmente tra i protagonisti più discussi del Grande Fratello Vip, Raimondo Todaro vanta un lungo curriculum in TV, avendo partecipato a numerosi programmi di successo, ma con le auto è un tipo esigente e selettivo: solo una lo ha conquistato.
Correva il 2022 quando il celebre ballerino e coreografo, allora nel pieno della sua avventura come insegnante nel talent Amici di Maria De Filippi, mostrava con orgoglio sui social il suo nuovo acquisto (o meglio, il suo nuovo noleggio). In linea con le necessità di un professionista sempre in movimento, tra sale prove e studi televisivi, Raimondo Todaro si procurò un crossover compatto, prodotto a Melfi. La Fiat 500X dell’epoca era più alta e versatile della classica citycar, e nemmeno dal punto di vista tecnologico lasciava a desiderare. Lunga circa 4,26 metri, la vettura offriva una dose ottimale di comfort e maneggevolezza, doti preziose nel traffico urbano.
ll Model Year 2022 ha portato novità estetiche rilevanti, tra cui il nuovo logo “500” e la scritta “FIAT” in lettere sul posteriore, in linea con il family feeling della sorella minore elettrica. Eppure, i dettagli di design scomparivano quasi se paragonati al motore. L’introduzione del 1.5 FireFly T4 mild hybrid (MHEV) da 130 CV, abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti, permetteva piccoli spostamenti totalmente a zero emissioni. Tutto a vantaggio dei consumi, che calavano drasticamente nelle fasi di manovra o nel coasting cittadino
Per un artista abituato a viaggiare, l’abitacolo è spesso una seconda casa. Todaro avrà di certo apprezzato il sistema di infotainment Uconnect della 500X con display da 7â€, già predisposto per Apple CarPlay e Android Auto. Sebbene il bagagliaio non vada oltre i 1.000 litri, lo spazio interno garantisce un comfort maggiore rispetto alle utilitarie tradizionali a causa di un assetto morbido, volto ad assorbire le asperità stradali. Il prezzo di listino andava tra i 22.000 e i 32.000 al momento del lancio, mentre oggi la quotazione sul mercato dell’usato oscilla tra i 14.000 e i 22.000 euro. Ad oggi, resta una delle opzioni più in voga tra i conducenti desiderosi di un mezzo compatto, accattivante nel look e dai costi di gestione contenuti grazie alla tecnologia ibrida.
La serata di venerdì 27 marzo 2026 si prospetta incandescente. In prima serata su Canale 5, Ilary Blasi — supportata in studio dalle sferzanti Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli — proverà a mettere ordine nel caos del Grande Fratello Vip. Nell’occhio del ciclone Todaro è finito per diverse questioni, a cominciare dallo scontro con Giovanni Calvario, esploso durante un banale aperitivo.
Il solito mancato rispetto delle regole ha scatenato una guerra di nervi, inasprito dal cosiddetto “bigliettinogate”, un messaggio misterioso, spuntato fuori dalle scarpe di Raimondo, motivo di sospetti tra i coinquilini (e ovviamente sui social). Se il clima dovesse farsi troppo teso Raimondo potrebbe saltare sulla sua Fiat 500X: con la modalità a zero emissioni del suo motore ibrido, scappare indisturbato dalla porta rossa sarebbe un gioco da ragazzi.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 20:20:59 +0000MG Motor punta a ritagliarsi uno spazio sempre più importante in Europa, mercato dove il brand inglese di SAIC, uno dei principali gruppi automotive cinesi, sta già registrando ottimi risultati in termini di immatricolazioni.
Per raggiungere gli obiettivi fissati e continuare a crescere, MG si prepara a un importante aggiornamento della gamma con l’arrivo del primo modello elettrico con batterie allo stato semi solido. Si tratta di un componente che potrebbe giocare un ruolo di primissimo piano per il futuro del brand nel nostro mercato. Andiamo a fare il punto sui risultati e sugli obiettivi di MG per il prossimo futuro in Europa.
MG è diventato un brand di riferimento per il mercato europeo, dove continua a registrare dati positivi, con una presenza sempre più rilevante in diversi Paesi. La conferma arriva dai numeri forniti da ACEA che evidenzia come SAIC Motor abbia raggiunto 41.454 unità immatricolate nel corso dei primi due mesi dell’anno, con un incremento del 4,8% (a fronte di un mercato in calo dell’1%) e con una quota di mercato del 2,1%.
Il successo dell’azienda cinese è legato a doppio filo ai risultati ottenuti da MG. Ricordiamo che il marchio è stato protagonista di un 2025 molto positivo, con risultati da record in Italia, dove ha conquistato uno spazio da protagonista nel segmento delle Full Hybrid. Anche per il 2026, quindi, la Casa punta a crescere e a registrare dati ancora molto positivi.
Per rafforzare la sua presenza in Europa, MG si prepara a portare sul mercato diverse novità tecniche. La prima è, senza dubbio, rappresentata dal debutto della tecnologia di batterie allo stato semi-solido, SolidCore, con cui l’azienda punta a migliorare sicurezza, efficienza e prestazioni, garantendo più autonomia e tempi di ricarica inferiori.
Le batterie SolidCore saranno introdotte sui modelli elettrici di MG a partire dalla MG4 Urban. In futuro, l’azienda dovrebbe proporre modelli elettrici in grado di raggiungere un’autonomia fino a 1.000 chilometri con una carica completa.
In questo contesto, però, MG non ha intenzione di abbandonare le tecnologie ibride e continuerà a investire nel settore, grazie soprattutto alla tecnologia Hybrid+, già disponibile in Italia sulla MG 3 e sulla MG ZS.
Questa soluzione propone una batteria più capiente (da 1,83 kWh), un cambio automatico a tre rapporti e una gestione della trazione con fino a 8 modalità operative, per garantire una maggiore flessibilità di utilizzo.
Le novità tecniche per la gamma di MG saranno messe a punto presso il nuovo European Engineering Centre, con sede a Francoforte, che si occuperà dello sviluppo di modelli pensati per soddisfare le esigenze dei clienti europei, tenendo in considerazione tutti i parametri necessari per massimizzare la qualità delle vetture.
L’obiettivo è chiaro: MG vuole continuare a crescere e, anno dopo anno, punta a diventare sempre di più un riferimento per il settore delle quattro ruote in Europa, conquistando un numero sempre maggiore di clienti e rafforzando la sua posizione.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 14:30:24 +0000Il mercato delle quattro ruote in Italia sta seguendo dei trend ben precisi che, mese dopo mese, confermano quali sono le preferenze e le scelte degli automobilisti. Il nuovo Rapporto dell’Osservatorio SUNRISE, promosso da MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, fa il punto della situazione e mette in evidenza quelli che sono i fattori principali che stanno caratterizzando il settore.
Come abbiamo visto anche nelle scorse settimane, le immatricolazioni sono in crescita in Italia, con un ritmo sostenuto che conferma il buon momento del settore. Per il momento, però, ci sono ancora alcune criticità del programma di elettrificazione. Come sottolinea il rapporto, infatti, le elettriche sono ancora poche e rappresentano solo il 6% dei volumi.
I numeri delle ibride sono nettamente superiori, con una quota del 51% che, però, comprende soprattutto modelli Mild Hybrid e Full Hybrid, mentre le Plug-in Hybrid occupano una porzione più contenuta del mercato. Per maggiori dettagli sull’andamento delle vendite in Italia potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sul primo bimestre dell’anno.
Secondo l’Osservatorio, l’Italia sarebbe in ritardo di circa cinque anni per quanto riguarda la diffusione delle auto elettriche nel confronto con altri Paesi europei. La strada per raggiungere gli obiettivi legati alla diffusione di auto a zero emissioni nel Paese, quindi, è ancora molto lunga.
La preferenza degli italiani per i SUV è ormai un dato di fatto. Da tempo, infatti, le immatricolazioni delle auto a ruote alte superano nettamente i dati delle berline. Il rapporto evidenzia che i SUV oggi rappresentano il 62% delle nuove immatricolazioni. Per maggiori dettagli sulla questione potete consultare la classifica aggiornata sui SUV più venduti in Italia.
Attualmente, in Italia ci sono 41 milioni di autovetture, con un rapporto di 0,7 auto per abitante e di 1,6 auto per famiglia. Il mercato dell’usato continua a essere preferito dagli utenti, con 5 milioni di passaggi di proprietà all’anno contro circa 1,6 milioni di nuove immatricolazioni. Questo risultato porta anche a un’età media particolarmente elevata.
In media, infatti, le auto italiane hanno 12-13 anni. Si tratta di un dato che ha un impatto considerevole anche per quanto riguarda le emissioni (considerando anche la scarsa diffusione delle auto elettriche).
Un altro elemento evidenziato dal rapporto, basato su un’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli su un campione di 3 mila cittadini italiani, oltre il 40% degli italiani punta ad acquistare un’auto nei prossimi tre anni e nel 20% dei casi quest’acquisto porterà a un incremento del numero di auto in famiglia. L’interesse per le auto elettriche non è particolarmente elevato, con appena il 12% degli automobilisti che si dice pronto a passare all’elettrico.
Le ibride, invece, sfiorano il 50%. Da segnalare anche una crescita dell’interesse verso le formule alternative alla proprietà . In particolare, leasing e noleggio interessano al 9% del campione anche se solo il 2% ha esperienze passate in merito. Ricordiamo che, come confermano i dati, la crescita delle immatricolazioni in Italia è legata a doppio filo al settore del noleggio.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 14:00:43 +0000Nel sistema della mobilità italiana, la revisione auto è il passaggio che certifica l’idoneità del veicolo alla circolazione. Si tratta di un controllo tecnico disciplinato dal Codice della Strada e da direttive europee per la verifica della sicurezza delle componenti e del rispetto dei limiti sulle emissioni inquinanti.
La prima revisione deve essere effettuata entro quattro anni dalla prima immatricolazione, con scadenza fissata alla fine del mese di riferimento. La data di prima immatricolazione del veicolo è indicata nel primo riquadro del libretto di circolazione, accanto alla lettera (B). La data dell’ultima revisione è invece riportata sul tagliando adesivo apposto nel libretto dal centro di revisione che ha eseguito il controllo.
Dopo questo primo controllo, il ritmo diventa biennale con una cadenza che segue la data dell’ultima revisione registrata sul libretto di circolazione. Non fanno eccezione i veicoli storici, che continuano a essere soggetti a controlli regolari mentre alcune categorie come taxi, ambulanze e veicoli a noleggio con conducente devono sottoporsi a revisione ogni anno per via dell’utilizzo intensivo.
I centri di controllo privati autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti garantiscono un servizio di revisione dei veicoli capillare. Fissano appuntamenti più velocemente rispetto agli uffici pubblici e riducono i tempi di attesa. Con un costo superiore rispetto agli uffici pubblici, la spesa è compensata dalla rapidità del servizio.
Gli uffici del Dipartimento trasporti terrestri sono un’alternativa più economica per effettuare la revisione dell’auto. Occorre però tenere conto che ottenere un appuntamento richiede tempi più lunghi e gli orari di apertura spesso sono meno flessibili.
La revisione del veicolo nelle officine della Motorizzazione civile comporta un costo di 45 euro. Nei centri privati il prezzo base parte da 54,95 euro, a cui vanno aggiunti l’Iva al 22%, eventuali diritti postali e le commissioni di pagamento. Il costo sale così a circa 79 euro. A questa cifra si aggiungono eventuali spese per le riparazioni necessarie emerse durante il controllo.
Anche i veicoli storici e da collezione sono soggetti a revisione biennale. Tra questi rientrano le auto registrate in archivi ufficiali come ASI, il Registro Italiano Alfa Romeo, il Registro Italiano Fiat e il Registro Storico Lancia, chiamate a rispettare i criteri richiesti per mantenere lo status di veicolo storico.
Le auto d’epoca non destinate a un uso quotidiano sono impiegate solo in occasioni particolari come parate o manifestazioni. Questi veicoli, radiati dal PRA e privi di targa, sono iscritti in un elenco custodito dal Centro Storico del Dipartimento per i Trasporti e devono superare una revisione dedicata per la verifica sia della sicurezza sia della conformità alle caratteristiche originali per confermare l’iscrizione nell’elenco dei veicoli d’epoca.
Per alcuni mezzi la revisione è annuale per via della loro destinazione d’uso che impone controlli più frequenti per garantire la sicurezza. Tra questi i taxi e i veicoli adibiti a servizio pubblico, i mezzi a noleggio con conducente, le ambulanze per il trasporto sanitario d’emergenza e i veicoli operanti in servizio di linea per il trasporto pubblico regolare.
Se un veicolo non viene sottoposto alla revisione periodica, anche se parcheggiato su suolo pubblico, il conducente è soggetto a una sanzione minima di 173 euro. Con il pagamento entro cinque giorni, l’importo si riduce a 121,10 euro.
Nel caso in cui la revisione non sia stata eseguita per più di una scadenza, la multa viene raddoppiata e sulla carta di circolazione compare la dicitura “Il veicolo è sospeso dalla circolazione sino a revisione effettuataâ€, a indicare che il mezzo non può circolare fino al superamento dell’ispezione. L’unica eccezione riguarda il tragitto diretto verso il centro di revisione purché si possa dimostrare di avere un appuntamento prenotato.
Se il veicolo viene fermato di nuovo senza revisione, è previsto il fermo amministrativo per 90 giorni. In questa circostanza, la carta di circolazione viene ritirata ed è rilasciato un permesso temporaneo per rientrare a casa. La sanzione in questo caso raggiunge 1.998 euro, ridotta a 1.398,60 euro se pagata entro cinque giorni. In caso di reiterata mancata revisione, oltre alla multa, l’auto può essere confiscata.
La presentazione di un documento falso che attesti una revisione inesistente costituisce violazione del comma 17 dell’articolo 80 del Codice della Strada. In questo caso la multa ammonta a 430 euro, ridotta a 301 euro se saldata entro cinque giorni, e il libretto di circolazione viene ritirato.
Quando il veicolo supera senza criticità tutti i controlli previsti, l’ispettore appone un tagliando sul libretto di circolazione con l’indicazione di “Revisione regolare†e la data dell’ispezione. Questo aggiornamento certifica che l’auto è idonea alla circolazione e conforme agli standard di sicurezza e ambientali stabiliti dalla normativa in vigore.
Se invece emergono difetti di lieve entità , che non compromettono nell’immediato la sicurezza, il veicolo può continuare a circolare, ma solo a condizione che venga riparato. Gli interventi devono essere eseguiti in officina e documentati in modo puntuale, dopodiché l’auto deve essere sottoposta a una nuova verifica entro un mese. In questi casi, sul libretto viene riportata l’annotazione “Revisione ripetere – da ripresentare entro un meseâ€, a indicare che l’esito è sospeso fino alla risoluzione delle anomalie.
Diverso è il caso in cui nel corso della procedura di revisione dei veicoli saltino fuori problemi gravi da rappresentare un rischio per la sicurezza o da violare i limiti sulle emissioni, sempre più stringenti secondo le direttive dell’Unione europea. In questa situazione scatta la sospensione dalla circolazione: in termini pratici significa che il veicolo non può essere utilizzato su strada e può essere spostato solo per essere condotto in officina per gli interventi riparatori.
Anche in questo caso il libretto viene aggiornato con la dicitura “Revisione ripetere – veicolo sospeso dalla circolazione fino a nuova visita con esito favorevole†che blocca di fatto ogni utilizzo fino al superamento di una nuova revisione.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 13:29:10 +0000L’attesa è finalmente terminata: allo scoccare della mezzanotte tra giovedì e venerdì, Ducati ha svelato la nuovissima Superleggera V4 Centenario, nata per celebrare i cento anni dalla nascita della Casa di Borgo Panigale.
Si tratta di una serie limitata in soli 500 esemplari numerati, realizzata con soluzioni tecniche derivate dalle competizioni e con un’attenzione specifica alla riduzione del peso e all’incremento delle prestazioni. Il modello, che introduce componenti inediti e soluzioni tecniche estreme, rappresenta la massima espressione della tecnologia dell’azienda italiana.
Superleggera V4 Centenario è la prima moto stradale al mondo dotata di dischi freno in carbonio ceramico omologati, realizzati da Brembo attorno a un nucleo in materiale C/SiC rinforzato con fibre di carbonio; questi combinano leggerezza, rigidità e stabilità termica, mantenendo prestazioni costanti anche a temperature elevate.
Rispetto ai dischi in acciaio, ogni disco pesa 450 grammi in meno e ha un momento d’inerzia inferiore del 40%, migliorando l’agilità e la precisione della guida. Le pinze monoblocco ricavate dal pieno con pistoni differenziati e sistema antidrag, insieme a pastiglie dedicate, completano l’impianto.

Anche le sospensioni segnano un primato: la forcella Öhlins NPX 25/30 Carbon, pressurizzata e con foderi in fibra di carbonio, riduce il peso dell’8% rispetto alla Panigale V4 R e del 10% rispetto alla Panigale V4 standard, migliorando la sensibilità dell’avantreno e i cambi di direzione. La cartuccia pressurizzata limita la cavitazione, assicurando un sostegno costante in frenata e in curva.
Al posteriore, l’ammortizzatore Öhlins TTX36 GP LW, con molla in acciaio speciale e valvole da MotoGP, garantisce leggerezza e capacità di assorbire le asperità . I leveraggi in titanio, non regolabili, completano il sistema, portando una tecnologia di sospensione da pista direttamente sulle strade.
Telaio, forcellone, telaietti e ruote di Superleggera V4 Centenario sono realizzati interamente in fibra di carbonio, con tecnologie derivate anche dalla Formula 1, portando sulla strada soluzioni tipiche dei prototipi da competizione.
Il Front Frame in carbonio pesa il 17% in meno rispetto a quello in alluminio della Panigale V4, garantendo rigidezza calibrata per migliorare grip e stabilità in piega. Il forcellone, realizzato con un processo aerospaziale, riduce il peso del 21% mantenendo valori equivalenti di rigidezza laterale e torsionale, assicurando il massimo controllo nelle uscite di curva.
Anche cerchi, telaietti e monoscocca posteriore sono ottimizzati: i cerchi a cinque razze sono circa 300 grammi più leggeri rispetto alla Panigale V4 S Carbon, il telaietto anteriore pesa 200 grammi in meno e il monoscocca posteriore riduce il peso di 1,4 kg. Il risultato è un peso complessivo di 173 kg a vuoto, che scende a 167 kg con il racing kit, mentre ogni componente in fibra di carbonio è sottoposto a controlli non distruttivi avanzati come Termografia Attiva Transiente, Phased Array ultrasonico e Tomografia Assiale Computerizzata.
Il motore Desmosedici Stradale R 1100 è stato sviluppato specificamente per Superleggera V4 Centenario, con la cilindrata portata a 1.103 cc grazie all’allungamento della corsa. In configurazione Euro 5+ eroga 228 CV di potenza a 14.500 giri, che diventano 247 CV a 14.750 giri con scarico racing.

Il motore è più leggero di 3,6 kg – rispetto all’unità di Panigale V4 – grazie all’impiego di titanio, viteria alleggerita e componenti interni ottimizzati. I pistoni a due fasce con struttura “box-in-box†e le valvole con componenti in titanio contribuiscono alla riduzione delle masse e al miglioramento dell’efficienza. La distribuzione desmodromica è regolata manualmente, mentre l’albero motore utilizza inserti in tungsteno per migliorare la risposta e la rapidità nella salita di giri.
Il sistema di aspirazione prevede corpi farfallati ovali maggiorati e trombette fisse con lunghezze differenziate, con iniettori ottimizzati per l’atomizzazione del carburante. L’impianto di scarico impiega collettori in titanio a diametro aumentato e silenziatore omologato. La trasmissione adotta il Ducati Racing Gearbox con folle posizionata sotto la prima marcia, affiancato dal sistema Ducati Neutral Lock. La catena DID ERV7 con corona in Ergal consente una riduzione complessiva del peso rispetto ai componenti della Panigale V4 S.
Le ali ad alta efficienza e i Corner Sidepods di Superleggera V4 Centenario derivano direttamente da Panigale V4 R Superbike e sono progettati per generare deportanza anche ad angoli di piega elevati. Questa soluzione contribuisce a incrementare il carico a centro curva, migliorando il grip degli pneumatici e la stabilità nelle fasi di percorrenza.

La carenatura è realizzata interamente in fibra di carbonio, in parte lasciata a vista, e si affianca a numerosi altri componenti nello stesso materiale con l’obiettivo di contenere il peso complessivo. Tra questi figurano parafanghi, cover del serbatoio, convogliatori, copripignone, paratacchi, base della sella e condotti di aspirazione. Alcuni elementi sono invece realizzati in alluminio ricavato dal pieno, come le piastre di sterzo, le pedane e il tappo del serbatoio, con finiture dedicate per questa configurazione.
La livrea GP26 Rosso Centenario abbina il nuovo rosso opaco a tonalità più scure a elementi grafici ispirati alla tradizione del marchio. Il riferimento è a modelli storici come Ducati 60 del 1949 e la Gran Sport “Marianna†del 1955, reinterpretati in chiave contemporanea. La stessa impostazione stilistica è stata utilizzata come base per le livree delle Desmosedici ufficiali impegnate nella stagione MotoGP.
Anche l’elettronica di Superleggera V4 Centenario deriva da Panigale V4 R, ricalibrata e integrata con nuove strategie DVO per offrire maggiore controllo e consentire anche ai piloti meno esperti di avvicinarsi alle tecniche utilizzate in MotoGP. I vari Ducati Traction Control (DTC) DVO, Wheelie Control (DWC) DVO, Slide Control (DSC) e Ducati Power Launch (DPL) DVO sfruttano nuovi algoritmi per una gestione più precisa della potenza e della stabilità .
L’ABS Cornering include Race Brake Control, Road eCBS e il nuovo Engine Brake Control DVO, che integra la funzione Dynamic Engine Brake (DEB). Il sistema regola automaticamente il contributo del freno motore anche sul posteriore in base al carico sull’asse posteriore, migliorando la stabilità in ingresso curva e consentendo traiettorie più strette. In questo modo, anche chi non è professionista può guidare con maggiore confidenza e precisione, sfruttando al massimo il grip disponibile.
Ducati Superleggera V4 Centenario viene consegnata in un’esclusiva cassa in legno personalizzata, accompagnata dal certificato di autenticità , dal telo coprimoto dedicato, dal tappetino e dai cavalletti paddock anteriore e posteriore. La dotazione speciale include il kit Racing per l’uso in pista, con scarico AkrapoviÄ a passaggio alto, software DAVC Race Pro, carenatura inferiore dedicata, coperchio frizione aperto e protezioni per forcellone e coperchio alternatore, tutte in fibra di carbonio.
Sono presenti anche il kit per l’eliminazione di fari, cavalletto laterale, portatarga e indicatori di direzione, il tappo serbatoio racing in alluminio, la protezione leva freno, il manutentore di carica e la sella racing in neoprene. Ai possessori è offerta inoltre la possibilità di completare il proprio equipaggiamento con casco, giubbotto e tuta in edizione limitata, con grafica coordinata alla livrea GP26 Rosso Centenario.

Accanto alla versione standard, Ducati realizzerà 100 esemplari di Superleggera V4 Centenario Tricolore, caratterizzati da livrea dedicata che richiama la 750 F1 Endurance Racing degli anni Ottanta reinterpretata in chiave moderna. Per 26 clienti è prevista la MotoGP Experience, giornata in pista con istruttori Ducati alla guida della Superleggera e sessione finale sulla Desmosedici GP26, in programma il 6 e 7 luglio, subito dopo il World Ducati Week 2026.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 12:13:15 +0000Per una volta, la corazza di perfezione atletica e rigore professionale ha lasciato un piccolo spazio a una leggerezza quasi insolita. Da oltre vent’anni Cristiano Ronaldo sta incantando gli appassionati di calcio a suon di gol e record, ma anche i numeri uno hanno talvolta bisogno di ricaricare le batterie.
E così, in un momento di puro svago nelle acque di Madeira, la sua isola natale, il quarantunenne portoghese ha scatenato la potenza di un’auto acquatica, dalle forme inconfondibili di una Corvette. Non sembra vero che il mezzo galleggiante appartenga a CR7.
Del garage dell’asso lusitano fanno parte gioielli introvabili come la Bugatti Centodieci, un capolavoro di ingegneria prodotto in appena dieci esemplari al mondo, di cui lui è probabilmente l’unico proprietario celebre confermato. Eppure, in vacanza la velocità e l’esclusività dei tremila cavalli sembrano aver lasciato spazio alla leggerezza di un’imbarcazione che, per quanto appariscente, rientra in una categoria di mezzi accessibili in molti porti turistici di alto livello.
La parentesi di normalità balneare stride quasi con la caratura del personaggio. Dopo una carriera intera passata con le maglie delle squadre più prestigiose del pianeta, CR7 ha accumulato un patrimonio di oltre un miliardo di euro solo con i proventi derivanti dall’attività agonistica e dalle sponsorizzazioni dirette. La grandezza dell’ex campione di Real Madrid, Manchester United e Juventus sta proprio qui.
Se giganti come Michael Jordan, Tiger Woods, LeBron James o Roger Federer hanno edificato la parte più consistente dei loro imperi attraverso il venture capital, l’imprenditoria extra-sportiva o diversificazioni in settori lontani dal parquet o dal green, Ronaldo ha seguito una strada diversa.
Le fortune maturate sono passate attraverso il rettangolo di gioco o accordi commerciali indissolubilmente legati alla sua immagine di calciatore. Una carriera costruita con una disciplina che molti definiscono ossessiva, dove ogni contenuto social è sempre stato pesato per riflettere un impegno totale verso gli impegni agonostici.
Proprio per questo, il video che lo ritrae mentre pilota questa sorta di Corvette dei mari risulta così magnetico. Nonostante sia quasi certo che Ronaldo possieda già una collezione privata di mezzi nautici del genere, vederlo “giocare” con un’auto acquatica trasmette un’idea di relax raramente mostrata sui suoi profili ufficiali.
Spinte di solito da potenti motori idrogetto, imbarcazioni del genere replicano l’estetica delle vetture sportive più famose, offrendo l’illusione di guidare sull’acqua ciò che Ronaldo è abituato a guidare sull’asfalto.
Il successo e la fama non hanno fatto perdere a Cristiano Ronaldo il piacere di guidare, anche quando le ruote lasciano il posto alla carena. Un filtro di spontaneità , sia essa spontanea o curata “a favore di telecamera”, che ha subito scatenato l’entusiasmo dei fan, pronti a commentare il video e a condividerlo tra loro.
Le supercar inaccessibili e gli yacht da sogno saranno pure la routine del cinque volte pallone d’oro, ma sulla finta Corvette sembra tornare ragazzino. In fondo, anche un miliardario da record ha bisogno di staccare la spina con un giocattolo un po’ speciale.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 12:12:25 +0000Quasi 30.000 le multe già notificate, altrettante quelle in arrivo e una terza tranche sul punto di essere estratta dai server della Polizia locale. Finite le Olimpiadi 2026, un’amara sorpresa ha atteso migliaia di motociclisti a Milano.
I numeri fanno impressione, con circa 90.000 verbali pronti a colpire l’utenza delle due ruote in transito, tra il 2 febbraio e il 18 marzo, lungo i 9 km di circonvallazione tra viale Serra e piazzale Lodi. Secondo stime attendibili, tra le notifiche già spedite e quelle ancora da elaborare, il tesoretto che il Comune si appresta a incassare oscilla tra i 5,2 e i 7 milioni di euro. Ma a rendere la situazione paradossale non è il divieto in sé, quanto il metodo scelto per comunicarlo.
Palazzo Marino ha motivato la decisione citando la necessità di tutelare i flussi olimpici e la sicurezza stradale. Peccato che lungo la circonvallazione i cartelli autorizzanti l’accesso alle due ruote siano rimasti invariati. L’unica novità è stata la comparsa di una “X” di nastro adesivo rosso applicata sopra i simboli dei veicoli difficile da notare. Nella nota ufficiale, il Comune ha così spiegato la ratio del provvedimento:
“Per garantire, da un lato tempi di percorrenza adeguati agli spostamenti degli atleti, dall’altro per incrementare i livelli di sicurezza per i conducenti delle due ruote in un contesto di traffico intensificato e di regolazione prioritaria dei flussi”
Le telecamere hanno colpito a ripetizione i motociclisti, e qualcuno si aspetta addirittura di ricevere fino a 48 verbali per lo stesso tragitto quotidiano. Tra le vittime eccellenti figura anche l’avvocato Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano, che percorre quotidianamente il tratto della discordia in scooter:
“Sono a quota 18. Non basta mettere dello scotch sui cartelli per rendere valido un provvedimento e considerare compiuta un’informazione. Un conto è la parte normativa, che riguarda la misura regolarmente contenuta in una modifica di ordinanza, un’altra è quella giurisprudenziale, che contempla il “come“ quella regola sia stata applicata alla realtà ”
Benenti, che ha già annunciato una pioggia di ricorsi, solleva a Il Giorno un punto che accomuna migliaia di sanzionati:
“Sarebbe una buona cosa se il Comune annullasse le multe in autotutela”
Il senso di ingiustizia corre forte tra i varchi di via Friuli, dove gli uffici della Polizia locale restano fermi: pagare o contestare. Ma per molti, accettare la sanzione comporta sborsare cifre a tre o quattro zeri, poiché i sensori elettronici sono posizionati a ogni incrocio, spesso a poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Paolo, un designer di 43 anni docente all’università , sintetizza il dubbio legale che porterà davanti al Giudice di Pace:
“Tutte le modifiche effettuate su un percorso abituale devono essere chiare e leggibili: il sistema dello scotch è contemplato dal Codice della strada?â€
Spenti i riflettori delle Olimpiadi sono spenti, resta aperta la battaglia legale. Può un pezzo di nastro adesivo rosso valere 7 milioni di euro di sanzioni? La risposta spetterà ai giudici, mentre Milano fa i conti con un’eredità che non ha nulla di sportivo.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 11:18:50 +0000La favola non avrà un lieto fine: tramonta Afeela. Nato dalla joint venture tra Sony e Honda, il progetto doveva cambiare il volto della mobilità elettrica, ma le difficoltà sopraggiunte in corso d’opera conducono ora allo stop definitivo.
Nonostante fin dal 2020 i prototipi avessero incantato il pubblico del CES di Las Vegas, né la berlina né il SUV arriveranno mai nei concessionari. La notizia non coglie però completamente impreparati gli addetti ai lavori: all’inizio del mese, Honda aveva già eliminato due delle sue vetture a batteria e un terzo modello, che avrebbe dovuto resuscitare l’Acura RSX.
Il cambio di rotta in casa Honda sulla mobilità elettrica ha avuto dei comprensibili contraccolpi sulla collaborazione con Sony. Il mercato dei veicoli a zero emissioni sta cambiando troppo in fretta e le certezze di due anni fa sono crollate, sotto il peso di costi di sviluppo insostenibili e una domanda globale meno brillante del previsto. In una nota congiunta, le due compagnie gettano la spugna:
“A seguito della rivalutazione della strategia di elettrificazione automobilistica di Honda, annunciata il 12 marzo 2026, e tenendo conto dei cambiamenti nel mercato dei veicoli elettrici, i presupposti alla base delle attività di SHM, come l’utilizzo di determinate tecnologie e risorse che Honda avrebbe dovuto fornire, sono stati radicalmente modificati. Ciò ha portato SHM ad annunciare oggi l’interruzione dello sviluppo e del lancio del suo primo modello, Afeela 1, e del suo secondo modello”
In buona sostanza, la Casa automobilistica giapponese ha stravolto la sua strategia sulle vetture elettriche e il dietrofront ha raso al suolo anche i piani per i modelli a marchio Afeela.
Non solo l’auto non si farà , ma le due aziende hanno ammesso che “rivedranno la direzione strategica di SHM”,un modo elegante per dire che il futuro della joint venture è appeso a un filo sottilissimo. Nell’arco delle prossime settimane dovrebbero fornire degli ulteriori aggiornamenti sul “posizionamento a medio e lungo termine”, anche se gli analisti credono si sia ormai giunti a un punto di non ritorno. Gli annullamenti incideranno ulteriormente sul bilancio di Honda, a quanto pare intenzionata a limitare i danni con un ritocco ai propri piani industriali.
Da programmi, SHM (Sony Honda Mobility) doveva iniziare le consegne dell’Afeela 1 verso la fine di quest’anno. L’allestimento di lancio Signature da oltre 100.000 dollari si rivolgeva alla fascia più abbiente dei clienti, mentre una versione meno costosa era attesa nel 2027, e la pre-produzione era già iniziata presso lo stabilimento Honda in Ohio.
Non è così frequente che un produttore fermi tutto quando le macchine stanno già uscendo, seppur in fase pilota, dalla catena di montaggio. Per Honda sono tempi bui: la società ha già messo a bilancio perdite fino a 15,8 miliardi di dollari dopo aver cancellato gli altri progetti, e con il naufragio definitivo del progetto Afeela il buco finanziario è destinato a farsi ancora più profondo. Almeno per il momento, Il sogno di vedere una “PlayStation su quattro ruote” sembra svanito.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 10:04:57 +0000Ferrari in difficoltà nel venerdì di Suzuka: è questa la fotografia della SF-26 nelle prime libere del Gran Premio del Giappone. Due sessioni che mettono in mostra un’auto non ben bilanciata, in ritardo nel trovare la strada corretta sul setup. Poco feeling dei piloti e una tendenza all’instabilità in percorrenza che limita il rendimento della vettura italiana.
Le prime libere del GP del Giappone si sono aperte con segnali che parevano alquanto incoraggianti per la SF-26, nonostante un programma di lavoro intenso. Nel primo run, Lewis e Charles si sono concentrati sul setup di base e sulla gestione dell’energia ibrida utilizzando gomme Hard. L’handling è apparso decente, permettendo ai piloti di fornire feedback cauti ma positivi.
Sono arrivati come sempre i consueti suggerimenti: parliamo di alcuni precisi interventi sul differenziale per gestire meglio la rotazione a centro curva e sui freni per alzare l’efficienza in staccata della vettura italiana. Al termine del primo stint, Mentre Leclerc rientrava ai box, Hamilton ha proseguito il lavoro guidato dai consigli di Carlo Santi per affinare le traiettorie e la gestione della vettura.
La situazione si è complicata nel secondo run con il passaggio alle Soft. Con mappature di potenza più spinte, la Ferrari ha mostrato un’evidente instabilità , specialmente nel primo settore. Leclerc ha faticato a trovare il giro pulito a causa di diverse sbavature e del traffico, mentre Hamilton ha gestito meglio il passaggio pur lamentando un eccesso di rotazione.
Il nuovo asfalto e una finestra di utilizzo degli pneumatici non ancora ottimale hanno reso la SF-26 nervosa, costringendo gli alfieri della Rossa a diverse e continue correzioni sulla traiettoria della monoposto. Nella fase finale della sessione, la squadra ha effettuato un breve long run con maggior carico di benzina. In configurazione high fuel, le monoposto sono apparse più stabili.
Tuttavia il bilanciamento non era ancora ideale a causa dell’evoluzione continua del grip. Questo primo assaggio nipponico si conclude con una mole importante di dati telemetrici da analizzare: l’obiettivo per le FP2, pertanto, era quello di correggere la messa a punto per eliminare le instabilità viste con gomma rossa e permettere a Lewis e Charles il salto di qualità necessario.
L’inizio della seconda sessione vede i ferraristi scendere in pista con le gomme Medium, mescola snobbata nella prima sessione. L’attivazione del compound si rivela cruciale: grazie alla gomma più dura e a mirate modifiche di setup, i problemi di instabilità della SF-26 sembravano minimizzati. Lewis però fa fatica, mentre Leclerc, dopo qualche incertezza iniziale, trova rendimento.
Ma è il passaggio alle Soft che riaccende i campanelli d’allarme. L’obiettivo era sfruttare l’extra grip per far scorrere l’auto in percorrenza, ma SF-26 si rivela troppo nervosa a centro curva. Leclerc rischia il testacoda con un vistoso snap nello snake, mentre Hamilton è più pulito ma sempre incerto. Le continue micro-correzioni portano modifiche al carico anteriore che però non cambiano le cose.
La sessione si chiude con le prove high fuel, affrontate da entrambi i piloti ancora su gomma Medium. Con il serbatoio pieno la Ferrari si stabilizza maggiormente, anche se Lewis lamenta via radio una certa carenza di rotazione. Inoltre, sostiene di non avere feeling con la vettura, proprio come succede al suo compagno di squadra. Il passo è discreto ma lontano da quello Mercedes.
In sintesi, il bilanciamento della Ferrari è migliorato un pochino rispetto alle FP1, ma la SF-26 resta una monoposto acerba per la pista di Suzuka: il potenziale pare esserci, ma con l’attuale setup deliberato non si è ancora potuto sfruttare. Serve un pomeriggio di analisi per comprendere come modificare la messa a punto per liberare tutta la performance della Rossa.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 09:51:09 +0000Pensava di poter aggirare il sistema. Un colpo di acceleratore, scia stretta al paraurti del veicolo davanti e via, oltre la sbarra del casello con il portafoglio ancora pieno. L’autista del mezzo pesante aveva rispolverato un vecchio metodo per non pagare i pedaggi, convinto di avere la fortuna dalla sua parte, salvo poi ricredersi: sugli stessi assi autostradali percorsi furbescamente sono comparsi gli agenti. E la festa è finita nel peggiore dei modi.
Attraverso i canali ufficiali la Gendarmeria Nazionale francese ha reso noto di aver fermato il furbetto nel territorio di Belfort, nell’est della Francia, lungo un asse stradale strategico che collega il Paese verso il confine svizzero e tedesco. I militari hanno alzato un simbolico #CartonRouge (cartellino rosso) contro la sfrontatezza del conducente su X, accompagnandolo con un messaggio lapidario:
“I pedaggi gratuiti per questo autoarticolato sono finiti”
Le Forze dell’Ordine sono entrate in azione per mettere fine a un “trucco” che andava avanti da troppo tempo: il guidatore forzava in maniera metodica le barriere dei pedaggi e sfrecciava via, senza versare un centesimo nelle casse delle società autostradali. Il conto presentato sul posto ha lasciato poco spazio alle scuse: l’uomo ha dovuto sborsare immediatamente la bellezza di 11.700 euro come saldo degli arretrati. La cifra ha fatto presto il giro del web, e non poteva essere altrimenti, in un periodo in cui i rincari di carburante pesano sui bilanci familiari.
Ma come faceva il camionista a farla franca? La tecnica è quella chiamata in gergo “trenino”: il conducente si incolla letteralmente al veicolo che lo precede e sfrutta l’apertura della sbarra per passare prima che questa si abbassi. Altri, ancora più spregiudicati, scelgono di forzare fisicamente la barriera, colpendola o sganciandola.
In passato poteva capitare di passarla liscia, ma oggi i caselli sono pieni di telecamere, che leggono ogni targa e archiviano ogni transito. Magari una volta sei pure fortunato, se lo fai sistematicamente però hai poche speranze di aggirare l’occhio elettrico. Prima o poi il conto arriva, e salato. Oltre al danno economico, sussiste il rischio folle per la sicurezza: manovre del genere, al volante peraltro di mezzi imponenti, sono mine vaganti per gli altri automobilisti.
In Francia (ma la musica non cambia di molto altrove), il legislatore adotta un approccio severo. Se non paghi il pedaggio, scatta la sanzione, se lo fai abitualmente — ovvero più di cinque volte in un anno — non è più una semplice multa: diventa un reato di elusione. E lì le sanzioni arrivano a 7.500 euro, a cui va aggiunto, ovviamente, il debito accumulato con la società autostradale. Per l’autista fermato a Belfort non ci sono state trovate che lo scagionassero.
La Gendarmeria non ha specificato quanti viaggi avesse accumulato, ma la cifra di 11.700 euro la dica lunga sulla sua condotta. Nel ramo dei trasporti, la scorciatoia più rapida spesso porta dritti davanti a un verbale che ti rovina il buonumore.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 09:14:26 +0000Il giorno 27 marzo 2026 sono previsti diversi scioperi nel settore dei trasporti pubblici locali su tutto il territorio italiano. In totale, sono stati annunciati cinque scioperi che coinvolgeranno personale di società che operano in Lombardia, Campania, Piemonte e Lazio. Di seguito riportiamo tutti i dettagli relativi agli orari, alle città coinvolte e alle compagnie interessate.
È previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge il personale della società Cialone Tour di Frosinone. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato USI CTS e riguarda il servizio di trasporto pubblico locale.
Per l’intera giornata è stato indetto uno sciopero di 24 ore su tutta la provincia, con modalità varie, che interessa il personale del gruppo ATM di Milano. Lo sciopero è proclamato dal sindacato AL-COBAS e riguarda il trasporto pubblico locale.
Per la città di Napoli sono previsti due scioperi locali, entrambi della durata di 4 ore, dalle 19.00 alle 23.00. Entrambi coinvolgono il personale della società EAV di Napoli e sono indetti dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-AUTOFERRO. Questi scioperi interesseranno il servizio di trasporto pubblico locale nella provincia di Napoli.
Nel comune di Novara si svolgerà uno sciopero della durata di 4 ore, dalle 17.30 alle 21.30. Coinvolto il personale della società SUN di Novara, su iniziativa del sindacato AL-COBAS, per il settore del trasporto pubblico locale.
Fonte: Mit
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 07:00:00 +0000Nel mese di marzo 2026 in Italia sono previsti numerosi scioperi che interessano principalmente il settore dei trasporti, coinvolgendo diverse città e regioni. L’articolo illustra nel dettaglio le date, le città coinvolte e le principali categorie e servizi toccati, consentendo così di pianificare meglio viaggi, spostamenti e attività lavorative. Si segnalano scioperi sia a livello nazionale che locale, interessanti il trasporto pubblico locale, linee ferroviarie e comparti specifici. Di seguito il riepilogo aggiornato degli scioperi confermati nel periodo.
Nella provincia di Bolzano (regione Trentino-Alto Adige) è indetto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il trasporto pubblico locale. Lo sciopero interessa il personale della società SASA di Bolzano ed è proclamato dalle sigle sindacali OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.
Nella regione Campania, in tutte le province, è previsto uno sciopero di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) che coinvolge il personale delle aziende TPL su gomma, sostenuto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO e FAISA-CISAL.
Nella città di Napoli è inoltre previsto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale delle linee vesuviane gestite dalla società EAV. Lo sciopero, proclamato da OSP FAISA-CONFAIL, interessa il personale divisione ferro e viaggiante.
Su tutto il territorio nazionale sono proclamati quattro scioperi generali, che riguardano personale di tutti i comparti pubblici e privati, con alcune esclusioni. In particolare:
– Uno sciopero generale nazionale di intera giornata, indetto dal sindacato SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE.
– Uno sciopero per personale a tempo determinato e indeterminato, escluso il settore trasporti, proclamato da UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912.
– Sciopero generale, di intera giornata, ad esclusione delle categorie trasporto, promosso da USB.
– Sciopero generale, sempre ad esclusione delle categorie trasporto, indetto da CLAP.
Su tutto il territorio nazionale si svolge uno sciopero nel settore ferroviario che coinvolge il personale della società Italo NTV. L’astensione dal lavoro dura 8 ore, dalle 09.01 alle 16.59. Lo sciopero è proclamato dal sindacato UILT-UIL.
Nella provincia di Verona (regione Veneto) è previsto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale mobile e di terra della società EVM Rail nel settore trasporto merci, indetto dal sindacato OSP FILT-CGIL. Lo sciopero inizia alle 18:00 del 14 marzo e termina alle 17:59 del 15 marzo.
Ancora nella provincia di Verona prosegue lo sciopero del settore trasporto merci, che coinvolge la società EVM Rail dalle 18:00 del 14 marzo alle 17:59 del 15 marzo, indetto da OSP FILT-CGIL.
Nella provincia di Catania è indetto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale, proclamato da OSR FAISA-CISAL, che coinvolge il personale della società Etna Trasporti di Catania.
Nella provincia di Enna è previsto sciopero di 24 ore nel settore tpl, personale Interbus di Enna, sindacato OSR FAISA-CISAL.
Nella provincia di Palermo, due scioperi di 24 ore ciascuno: uno riguarda la società Autoservizi Russo di Palermo e l’altro la Segesta Autolinee di Palermo, entrambi indetti da OSR FAISA-CISAL.
Su tutto il territorio nazionale si tiene uno sciopero di 24 ore per il personale della società ALHA Aeroporto di Milano Malpensa, settore handling/logistica, indetto da OST CUB TRASPORTI.
Su tutto il territorio nazionale si svolge anche uno sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per il personale navigante di EasyJet Airlines Limited, proclamato da USB Lavoro Privato.
Nella provincia di Brescia (Lombardia), presso l’aeroporto di Brescia Montichiari, due scioperi di 24 ore: uno interessa il personale della società GDA Handling e l’altro il personale della società MH24, entrambi proclamati da OSR USB Lavoro Privato.
Nella città di Roma è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 20:30 del 19 marzo alle 00:30 del 20 marzo, che coinvolge il personale della società ATAC Linea Metro C di Roma. Lo sciopero è promosso da OSR USB Lavoro Privato e ORSA TPL.
Nella città di Roma prosegue lo sciopero in ATAC Linea Metro C (dalle 20:30 del 19 marzo alle 00:30 del 20 marzo), promosso da OSR USB Lavoro Privato e ORSA TPL.
Nella città di Frosinone (Lazio) è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge il personale della società Cialone Tour di Frosinone, proclamato dal sindacato USI CTS nel servizio di trasporto pubblico locale.
Nella provincia di Milano (Lombardia) è indetto uno sciopero di 24 ore, a livello provinciale su tutta la provincia, delle società Gruppo ATM di Milano. Sindacato di riferimento AL-COBAS, settore trasporto pubblico locale.
Nella città di Napoli (Campania) sono programmati 2 scioperi locali di 4 ore ciascuno, dalle 19.00 alle 23.00, per il personale della società EAV di Napoli, promossi da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-AUTOFERRO.
Nella città di Novara (Piemonte) avviene uno sciopero della durata di 4 ore, dalle 17.30 alle 21.30, per il personale della società SUN di Novara, proclamato dal sindacato AL-COBAS.
Nella provincia di Bari (Puglia) sono previsti: uno sciopero di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) per il personale della società MTM di Molfetta, indetto da OSP FIT-CISL/UILT-UIL e uno sciopero di 24 ore per gli operatori della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici di Bari, proclamato da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 16 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 27 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 28 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 07:00:00 +0000Il prezzo dei carburanti lungo le autostrade oggi 27 marzo 2026: benzina, diesel, gpl e metano
Oggi, 27 marzo 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana, con riferimento all’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. In sintesi: benzina self a 1.806, gasolio self a 2.102, Gpl servito a 0.782 e metano servito a 1.552 euro. Questi valori riflettono la combinazione tra componente industriale (costo della materia prima e margini lordi) e componente fiscale (accise e IVA), che insieme determinano il prezzo finale alla pompa pagato dagli automobilisti. Nelle sezioni seguenti trovi la tabella con i prezzi medi aggiornati, un approfondimento su come si forma il costo dei carburanti e due grafici di supporto con l’andamento delle principali voci.
Ultimo aggiornamento dati: 26-03-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.806 |
| Gasolio | SELF | 2.102 |
| GPL | SERVITO | 0.782 |
| Metano | SERVITO | 1.552 |
Per la benzina, il prezzo finale pagato in autostrada nasce dall’incontro tra due grandi blocchi: la componente fiscale e la componente industriale. La parte fiscale pesa il 58% del prezzo e comprende le accise, cioè imposte fisse per ciascun litro, e l’IVA, calcolata in percentuale sul valore complessivo. È una quota predominante che spiega perché, a parità di condizioni di mercato, le variazioni della materia prima non sempre si riflettono in modo immediato e proporzionale sul prezzo alla pompa. La componente industriale vale il 42% e si divide tra costo della materia prima e margine lordo della filiera. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo e dipende soprattutto dalle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dal tasso di cambio euro/dollaro: quando il greggio si apprezza o l’euro si indebolisce, i costi tendono a salire. Il margine lordo, pari al 12%, copre i costi di logistica, stoccaggio, distribuzione e la remunerazione degli operatori; su questa quota esiste un margine di manovra commerciale che può determinare differenze tra impianti, aree geografiche ed erogazioni (self o servito). In autostrada, dove i costi operativi sono spesso più elevati, questa componente può incidere maggiormente, pur restando ancorata all’equilibrio competitivo e alle dinamiche della domanda.
Anche per il gasolio il prezzo è il risultato di un equilibrio tra tassazione e industria, ma con pesi diversi rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo: include accise e IVA e, pur essendo inferiore in proporzione rispetto alla benzina, resta determinante nel definire il livello complessivo pagato dai consumatori. La componente industriale vale il 55% e si articola in due parti: il costo della materia prima e il margine lordo. La materia prima pesa il 45% del prezzo finale ed è guidata dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dall’andamento del cambio euro/dollaro: un rafforzamento del dollaro o un rialzo dei listini esteri tende a tradursi in maggiori costi per i rifornimenti. Il margine lordo è pari al 10% e copre logistica, trasporto, gestione degli impianti e attività commerciali; è la leva sulla quale gli operatori possono intervenire per adeguare le condizioni alla pompa, anche in funzione dell’erogazione (self o servito) e delle specificità della rete autostradale. Di conseguenza, oscillazioni dei mercati internazionali o del cambio possono manifestarsi con intensità variabile, mentre le scelte commerciali incidono sulle differenze di prezzo tra aree e stazioni.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.746 per la benzina, 2.043 per il diesel, 0.681 per il gpl, 1.560 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.025 |
| Benzina | SELF | 1.739 |
| GPL | SERVITO | 0.667 |
| Metano | SERVITO | 1.462 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.048 |
| Benzina | SELF | 1.775 |
| GPL | SERVITO | 0.670 |
| Metano | SERVITO | 1.538 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.071 |
| Benzina | SELF | 1.769 |
| GPL | SERVITO | 0.764 |
| Metano | SERVITO | 1.693 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.053 |
| Benzina | SELF | 1.766 |
| GPL | SERVITO | 0.716 |
| Metano | SERVITO | 1.618 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.042 |
| Benzina | SELF | 1.758 |
| GPL | SERVITO | 0.642 |
| Metano | SERVITO | 1.505 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.040 |
| Benzina | SELF | 1.736 |
| GPL | SERVITO | 0.638 |
| Metano | SERVITO | 1.510 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.041 |
| Benzina | SELF | 1.740 |
| GPL | SERVITO | 0.658 |
| Metano | SERVITO | 1.524 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.030 |
| Benzina | SELF | 1.737 |
| GPL | SERVITO | 0.638 |
| Metano | SERVITO | 1.669 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.044 |
| Benzina | SELF | 1.747 |
| GPL | SERVITO | 0.745 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.049 |
| Benzina | SELF | 1.739 |
| GPL | SERVITO | 0.641 |
| Metano | SERVITO | 1.521 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.016 |
| Benzina | SELF | 1.722 |
| GPL | SERVITO | 0.659 |
| Metano | SERVITO | 1.482 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.056 |
| Benzina | SELF | 1.760 |
| GPL | SERVITO | 0.682 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.044 |
| Benzina | SELF | 1.736 |
| GPL | SERVITO | 0.632 |
| Metano | SERVITO | 1.511 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.040 |
| Benzina | SELF | 1.756 |
| GPL | SERVITO | 0.635 |
| Metano | SERVITO | 1.639 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.044 |
| Benzina | SELF | 1.740 |
| GPL | SERVITO | 0.763 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.057 |
| Benzina | SELF | 1.766 |
| GPL | SERVITO | 0.728 |
| Metano | SERVITO | 1.812 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.032 |
| Benzina | SELF | 1.732 |
| GPL | SERVITO | 0.654 |
| Metano | SERVITO | 1.585 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.054 |
| Benzina | SELF | 1.743 |
| GPL | SERVITO | 0.686 |
| Metano | SERVITO | 1.591 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.024 |
| Benzina | SELF | 1.734 |
| GPL | SERVITO | 0.653 |
| Metano | SERVITO | 1.493 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.067 |
| Benzina | SELF | 1.753 |
| GPL | SERVITO | 0.792 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 marzo 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.029 |
| Benzina | SELF | 1.729 |
| GPL | SERVITO | 0.652 |
| Metano | SERVITO | 1.494 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 07:00:00 +0000Il Toyota Land Cruiser 250 evolve la sua gamma, offrendo due interpretazioni molto diverse dello stesso concetto. Da una parte c’è chi lo immagina come un fuoristrada puro, per addentrarsi nell’inesplorato. Dall’altra chi lo vede come un SUV robusto ma capace di macinare chilometri nel massimo comfort. È proprio su questa doppia anima che Toyota ha deciso di costruire la nuova gamma, introducendo due allestimenti ai vertici: Icon e Premium. Due nomi evocativi dello scopo, che nella pratica si traducono in filosofie opposte, pensate per soddisfare esigenze altrettanto diverse.
Il punto di partenza resta lo stesso: telaio a longheroni, trazione integrale e quella sensazione di solidità che da sempre accompagna il Land Cruiser. Ma è nel dettaglio che emergono le differenze. Toyota ha scelto di non stravolgere il modello, ma di rafforzarne la personalità , lasciando al cliente la libertà di scegliere come viverlo davvero.
La versione Icon è quella che guarda dritta alle origini del Land Cruiser. Basta uno sguardo per capirlo: i fari rotondi richiamano la tradizione, mentre dettagli come le barre portatutto sul tetto e la nuova verniciatura Smoky Blue rafforzano il carattere avventuroso. I cerchi da 18 pollici completano un look pensato per affrontare qualsiasi terreno. Ma è sotto la carrozzeria che si trova il vero cuore della Icon. Qui Toyota ha concentrato tutto il necessario per l’off-road più impegnativo:
Il risultato è una versione che non ha paura di sporcarsi le ruote e che, anzi, sembra progettata proprio per uscire dall’asfalto.
Se la Icon è l’anima più dura e pura, la Premium rappresenta il lato più sofisticato e tecnologico del Land Cruiser. Qui il focus si sposta sul comfort e sulla qualità della vita a bordo. L’abitacolo cambia volto grazie a sedili regolabili elettricamente, rivestiti in pelle e dotati di funzioni di riscaldamento e ventilazione, non solo davanti ma anche dietro. Un dettaglio che fa capire quanto questa versione sia pensata per i lunghi viaggi.
Non manca un impianto audio JBL a 14 altoparlanti, affiancato da un head-up display e da uno specchietto retrovisore digitale, elementi che portano il Land Cruiser in una dimensione più tecnologica e moderna. A completare il pacchetto ci sono il tetto apribile e i cerchi in lega da 20 pollici, che donano un aspetto più elegante e imponente.
Anche sotto alla scocca c’è una differenza sostanziale e strategica. Nella versione premium infatti, il differenziale autobloccante viene sostituito da un Torsen a slittamento limitato, più orientato all’utilizzo su strada, dove riesce a garantire sempre il massimo dell’aderenza e un comportamento efficace in curva.
Toyota Land Cruiser arriva con i nuovi allestimenti a partire dalla primavera del 2026, posizionando le nuove versioni ai vertici degli allestimenti già presenti: Adventure e Lounge. Nessun cambiamento sotto al cofano, dove la scelta rimane il turbodiesel mildhybrid da 208 CV, in abbinamento alla trasmissione Direct Shift a 8 rapporti.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 06:30:17 +0000Oggi comprare un’auto senza passare da una finanziaria è quasi un’eccezione. I numeri parlano chiaro: circa l’80% delle vetture vendute in Italia viene acquistato tramite finanziamento. Un dato che racconta più di mille analisi, perché fotografa un cambiamento profondo nel modo in cui gli italiani si rapportano all’auto. Secondo il report congiunto di Experian e Unrae, il credito non è più un semplice strumento accessorio, ma una colonna portante dell’intero mercato automotive. Senza finanziamenti, probabilmente, molte vendite non esisterebbero.
Eppure qualcosa si muove sotto la superficie. Rispetto al 2024, le richieste di finanziamento sono diminuite di quasi il 6%. Un segnale da non sottovalutare, anche se parzialmente compensato da una ripresa negli ultimi mesi del 2025, quando si è registrato un rimbalzo dell’11,2%.
Se si guarda al mercato del nuovo, il finanziamento è diventato praticamente la norma. Le formule più diffuse sono quelle ormai ben note: anticipo contenuto, rate mensili sostenibili e una maxirata finale con valore futuro garantito che lascia aperte più possibilità : saldare, rifinanziare, cambiare auto o restituirla. È una logica che ha cambiato completamente l’approccio all’acquisto. L’auto non è più un bene da possedere per anni dopo un investimento importante, ma un servizio da gestire nel tempo, quasi come un abbonamento.
Questo modello ha funzionato bene, ma nel 2025 ha mostrato anche qualche crepa. L’aumento dei prezzi di listino ha spinto molti acquirenti a orientarsi verso vetture più accessibili: il 47% si concentra sotto i 25.000 euro. Parallelamente, la durata dei finanziamenti si è allungata, segno che per mantenere rate basse si accetta di pagare più a lungo.
Diverso il discorso per l’usato, che si dimostra inaspettatamente un terreno fertile. Qui i finanziamenti crescono del 4,5%, con formule più tradizionali e durate spesso superiori ai cinque anni, in aumento del 10,4%. L’usato intercetta una fascia di clienti più pragmatica, meno interessata alle formule sofisticate e più attenta al costo reale dell’operazione. Ma anche in questo caso, il credito resta fondamentale.
Dietro questi numeri ci sono dinamiche precise. Da una parte le concessionarie, che spingono fortemente verso i finanziamenti principalmente per una questione di margini e provvigioni. Dall’altra, i clienti, che nel tempo hanno imparato a vedere l’auto in modo diverso.
Oggi si ragiona sempre più in termini di rata mensile, più che di prezzo totale. È un cambio culturale importante: si tende a scegliere l’auto in base a quanto si può spendere ogni mese, anche a costo di allungare la durata del finanziamento o di accettare una maxirata finale impegnativa. A questo si aggiunge un contesto generale tutt’altro che stabile. L’incertezza legata alla transizione elettrica, alle normative ambientali e all’andamento dei prezzi spinge molti automobilisti a non esporsi troppo. Le formule con maxirata finale, in questo senso, rappresentano una sorta di via di fuga: permettono di rimandare la decisione definitiva e mantenere una certa flessibilità .
C’è poi un altro aspetto, meno evidente ma altrettanto rilevante. Una parte crescente di consumatori, semplicemente, non può permettersi un’auto nuova senza finanziamento. In questi casi, il credito non è una scelta strategica, ma una necessità . Chi invece decide di non indebitarsi tende a rimandare l’acquisto il più possibile, contribuendo all’invecchiamento del parco circolante. Un circolo che si autoalimenta: meno acquisti diretti, più bisogno di finanziamenti, più dipendenza dal credito.
Data articolo: Fri, 27 Mar 2026 06:30:00 +0000La partita più importante della sua carriera: alla vigilia del dentro o fuori contro l’Irlanda del Nord, il “Ringhio” nazionale suona la carica nel gruppo azzurro. Se del Gennaro Gattuso uomo di fatica si sa praticamente tutto, meno note sono le sue passioni motoristiche. In garage, ha sempre preferito far “cantare” mezzi forti e capienti, con qualche incursione nel segmento premium più esclusivo, non sempre fortunata.
Data articolo: Thu, 26 Mar 2026 19:15:44 +0000Dietro le livree mimetiche intraviste nei test su strada e in pista, si nasconde qualcosa di molto più concreto. Mercedes-AMG è pronta a scoprire le sue prossime armi, due modelli che promettono di ridefinire il concetto di prestazioni per il marchio di Affalterbach. Da un lato una nuova GT3 destinata alle competizioni, dall’altro una versione stradale pensata per l’omologazione, che porterà avanti la tradizione delle Black Series. Due facce della stessa medaglia, nate dallo stesso progetto ma con obiettivi profondamente diversi.
A uno sguardo attento, anche sotto i camouflage più aggressivi, il legame tra le due vetture è evidente. Le proporzioni, il cofano lungo, la coda compatta e le prese d’aria generose raccontano di una base comune, sviluppata con un unico obiettivo: massimizzare le prestazioni.
La versione GT3 è, come da tradizione, una macchina da corsa pura. Dentro troviamo tutto quello che serve per affrontare il mondo delle competizioni endurance: roll cage integrale, assetto completamente regolabile, pneumatici slick e un’aerodinamica studiata per garantire stabilità anche nelle condizioni più estreme.Â
La versione Black Series, invece, traduce quella stessa filosofia per l’uso stradale. Non perde il DNA racing, ma lo rende sfruttabile fuori dai circuiti. Le gomme Michelin Pilot Sport Cup 2 sono già una dichiarazione d’intenti, così come i cerchi con fissaggio centrale e lo scarico laterale, soluzione rara e decisamente scenografica su una vettura omologata. Poi c’è lui, impossibile da ignorare: l’enorme alettone posteriore, elemento iconico delle AMG più radicali, che non è lì per estetica ma per generare deportanza reale alle alte velocità .
A dare ulteriore peso alle aspettative ci ha pensato direttamente il CEO di AMG, Michael Schiebe, che non ha usato mezzi termini: “La Black Series più estrema di sempre. È la nostra dichiarazione chiara e inequivocabile di massimo orientamento alle prestazioni, una promessa valida tanto per la pista quanto per la stradaâ€. Parole forti, che raccontano l’evoluzione di un modello destinato a diventare un nuovo riferimento per il brand.
Se guardiamo al passato recente, la base di partenza è già altissima. L’ultima Mercedes-AMG GT Black Series arrivava a 720 CV, un valore che fino a pochi anni fa apparteneva al mondo delle hypercar. Questo lascia immaginare che il prossimo modello possa spingersi ancora oltre, sia in termini di potenza pura sia di efficienza aerodinamica.

Un altro elemento chiave sarà la filosofia progettuale. Le Black Series sono sempre state vetture senza compromessi, focalizzate su leggerezza, rigidità e risposta immediata. In un’epoca in cui l’elettrificazione entra sempre più spesso anche nelle sportive, AMG potrebbe scegliere di restare fedele al motore V8 termico puro, almeno per questa generazione, proprio per mantenere un rapporto peso/potenza ideale e una guida il più possibile analogica.
Il progetto Track Sport rappresenta perfettamente la doppia anima di AMG: da una parte la competizione, dall’altra la strada. Due mondi che continuano a contaminarsi, con tecnologie che nascono in pista e finiscono su modelli omologati. Ed è proprio qui che si gioca la partita più interessante. Perché mentre molte sportive stanno diventando sempre più sofisticate e filtrate, queste nuove AMG sembrano voler riportare al centro l’esperienza di guida pura, fatta di sensazioni dirette, rumore meccanico e controllo totale del mezzo.
Non resta che aspettare la presentazione ufficiale per scoprire tutti i dettagli, ma una cosa è già chiara: Affalterbach non ha alcuna intenzione di rallentare.
Data articolo: Thu, 26 Mar 2026 15:25:01 +0000Quando si va a fare carburante alla stazione di rifornimento, è sicuramente più comodo sapere con anticipo da che lato si trova il tappo della benzina sulla propria auto.
A volte lo si dimentica, soprattutto se non si usa sempre la stessa vettura (magari condivisa con i familiari) e se non si guida tutti i giorni, perché ci si reca al lavoro a piedi, con i mezzi pubblici oppure con la bici o lo scooter.
Si tratta anche di uno dei tipici errori che vengono commessi agli inizi, quando manca l’esperienza e certi dettagli, solo in apparenza trascurabili, vengono un po’ sottovalutati. Ci si rende poi conto realmente della loro importanza solo nel momento del bisogno.
E quando si ha una bella schiera di macchine in coda dietro, in attesa del proprio turno, allora può anche accadere – soprattutto a chi ha poca esperienza – di andare completamente nel pallone.
Le emozioni negative prendono il sopravvento e in frangenti simili si è pure propensi a commettere errori o addirittura dei veri e propri pasticci, come sbagliare la tipologia di carburante, operazione che può essere dannosissima per la propria auto. Lo sai?
Piccola parentesi, ma fate attenzione: se mettete benzina in un motore diesel, allora è il caso peggiore. La benzina non lubrifica e rischia di danneggiare irrimediabilmente pompa e iniettori. Se invece mettete diesel nel motore a benzina, certo non fa bene, ma causa meno danni, soprattutto alle candele e intasando il sistema. Fondamentale non accendere il motore (sperando di rendersene conto subito) e chaiper evitare costose riparazioni o il carro attrezzi.
Tornando a noi: niente paura, esiste un metodo per individuare il tappo del carburante in modo rapido e facile, senza andare nel panico alla pompa di benzina. Ormai viviamo un’epoca in cui tutto si fa con la fretta, quindi è bene giocare d’anticipo e non perdere tempo.
Sveliamo quindi un trucchetto che potrebbe essere utile a tutti: è fondamentale prestare attenzione al quadro strumenti della propria auto (o di quella che si sta guidando), in particolare all’indicatore del livello di benzina.
Bisogna notare in particolare il simbolo della pompa di carburante: in molti casi è accompagnato da una piccola freccia. Ecco, è sufficiente guardare il lato che indica, se a destra oppure a sinistra. Sarà proprio la posizione in cui è situato il tappo della benzina.
Generalmente dovrebbe bastare questo a fugare ogni dubbio, ma c’è anche un’altra opzione utile, sebbene non proprio rapida: consultare il libretto d’uso e manutenzione. Lo so bene, oggi il cartaceo tende ad apparire un retaggio del passato, ma in realtà vale la pena conservare in maniera meticolosa il manuale, può sempre servire.
Al suo interno troverai una sezione dedicata all’ubicazione del tappo della benzina, corredata da immagini esplicative. Ma non solo: è utilissimo per avere indicazioni sul significato delle spie che si accendono sul quadrante e molto altro ancora.
Ti starai sicuramente chiedendo perché non esiste una risposta unica, e hai ragione. Ma la spiegazione è piuttosto semplice, ogni Casa automobilistica infatti ha il diritto e la libertà di decidere come realizzare i propri veicoli.
Nessuno obbliga i produttori a indicare con una freccia o simboli simili il lato in cui si trova il tappo della benzina sull’auto, anzi. La parola finale è rimessa alla stessa azienda. Ci sono anche altri simboli che troviamo sul cruscotto della nostra auto, a ogni spia corrisponde un segnale. Per quanto riguarda la benzina, comunque, ormai in tutte le auto c’è una spia luminosa che si accende all’abbassarsi della riserva di carburante.
Si tratta di una sorta di segnale d’allarme, che serve proprio per mettere l’automobilista in guardia circa la necessità di eseguire un pieno nell’immediato. Capita a volte che ad accompagnare la spia ci sia un simbolo, indicante il lato della vettura in cui è posizionato il tappo del carburante.
Alcune vetture, invece, presentano la sagoma disegnata sulla carrozzeria, in prossimità del punto di rifornimento.
Cosa mi sento di consigliare quindi a chi prende in mano per la prima volta una determinata auto o a chi la usa poco e ogni volta dimentica dove si trova il tappo della benzina?
Innanzitutto giocare d’anticipo, quindi guardare dove si trova il tappo prima di salire in auto e memorizzare la posizione per il momento in cui sarà necessario fermarsi alla pompa per fare rifornimento ed evitare di rimanere a piedi.
Se invece prendi un’auto a noleggio (ricordiamo che il noleggio a lungo termine oggi in Italia è una formula molto utilizzata e, in base alle necessità dell’utente, anche molto conveniente) per un lungo periodo o, peggio ancora, solo per alcuni giorni in vacanza, controlla sul libretto d’uso e manutenzione tutti i dettagli ed eventualmente chiedi al noleggiatore informazioni relative al rifornimento e altro.
La prima volta che prendi in mano un’auto e la guidi, anche se hai la patente da anni, potrai sembra impacciato al volante. Ma è tutto nella norma, succede a chiunque: anche a coloro che mostrano totale sicurezza.
Con la pratica, sarà più semplice prendere la mano con la vettura e ricordare anche dove si trova il tappo della benzina senza andare nel panico alla stazione di rifornimento, il significato di alcune spie che si accendono sul cruscotto, come attivare e disattivare i tergicristalli, le luci di posizione, gli abbaglianti e altro ancora.
Sono tutte operazioni e indicazioni che cambiano per ogni modello di auto, quindi ci vuole tempo perché entrino nella mente del guidatore e diventino automatiche. Seguire tutti i consigli appena dati, anche se all’apparenza molto semplici, ti può aiutare a sentirti meno impacciato alla guida e a non essere in difficoltà alla pompa di benzina, soprattutto quando hai molte persone in coda dietro di te, che attendono di fare rifornimento.
Data articolo: Thu, 26 Mar 2026 14:50:57 +0000Quando si parla di elaborazioni fuori scala, il nome Novitec è ormai una garanzia. Ma questa volta il preparatore tedesco ha deciso di spingersi oltre il semplice upgrade tecnico, con un richiamo a una sfacciata icona del passato. La protagonista è la nuova Lamborghini Revuelto, reinterpretata con una livrea viola che non passa inosservata e che, soprattutto, omaggia l’affascinante Diablo SE30.
Un richiamo che va oltre il colore, quasi un ponte tra due epoche diverse della sportività Lamborghini: da una parte l’analogico degli anni ’90, dall’altra la rivoluzione ibrida del presente.
Al primo sguardo è chiara l’originalità del progetto. Il lavoro di Novitec parte proprio dall’estetica, con un bodykit in fibra di carbonio che trasforma radicalmente la presenza su strada della supercar. Il frontale guadagna un nuovo splitter più pronunciato, mentre le fiancate vengono scolpite da appendici aerodinamiche che aumentano la percezione di larghezza. Il posteriore, poi, è il vero punto focale: diffusore ridisegnato, nuovi dettagli in carbonio a vista e una gestione dei flussi d’aria che rende l’auto ancora più aggressiva.
La scelta del viola, ispirata alla Diablo SE30, amplifica il carattere dell’insieme. Non è una tinta casuale, ma un riferimento preciso a una Lamborghini che, all’epoca, rappresentava il massimo della sportività e dell’esclusività .
Dietro all’estetica, però, c’è molta sostanza. Ogni elemento aerodinamico è stato sviluppato con attenzione, sfruttando test in galleria del vento per migliorare stabilità e carico alle alte velocità . Non si tratta quindi di un semplice esercizio di stile: le modifiche hanno l’obiettivo di rendere la Revuelto ancora più precisa nei cambi di direzione e più stabile quando si spinge forte. Il risultato è una vettura che mantiene la sua anima da hypercar ibrida, ma che aggiunge un ulteriore livello di raffinatezza dinamica. Il che, in un momento in cui le prestazioni pure sono già ai massimi livelli, è proprio il genere di lavoro che fa la differenza tra una supercar veloce e una estrema.
Sotto la carrozzeria, il cuore della Revuelto resta il V12 aspirato abbinato alla componente elettrica, ma Novitec interviene con uno degli upgrade più classici e sempre efficaci: lo scarico. Disponibile in due versioni, una in acciaio inox e una più raffinata in Inconel (materiale tipico della Formula 1), il nuovo impianto modifica non solo il sound, ma anche le prestazioni. I quattro terminali rotondi, con diametri differenziati, diventano un segno distintivo del progetto, oltre a contribuire a migliorare il flusso dei gas.
Il risultato è un incremento di potenza che porta il sistema complessivo a 1.048 CV, ovvero 33 CV in più rispetto alla versione standard. Numeri che, su una vettura già estrema di suo, fanno la differenza soprattutto nella risposta e nella sensazione di spinta. E poi c’è il suono. Più pieno, più metallico, più vicino a quello delle Lamborghini di una volta. Un dettaglio che, per molti appassionati, vale quanto i cavalli in più.
Questa Revuelto firmata Novitec riesce così a dimostrare come l’approccio emozionale sia ancora alla base dell’automobile, e ce lo ricorda attraverso un richiamo potente, come quello della Diablo SE30.
Data articolo: Thu, 26 Mar 2026 13:56:47 +0000Dietro le hit, dietro la fama, dietro le auto Rosalia nasconde anche un lato più fragile. Se ne sono resi conto i fan della cantante presenti giovedì sera al Forum di Assago, quando un malore ha costretto l’artista spagnola a scendere dal palco. Nonostante la grinta che l’accompagna fin dagli esordi, la ragazza ha stoppato tutto, provata da un’intossicazione alimentare durante l’unica tappa italiana del suo attesissimo tour. L’augurio è di rivederla quanto prima in splendida forma e, perché no, magari al volante di uno dei bolidi da lei utilizzati negli anni.
Tra i pezzi forti della collezione automobilistica di Rosalia occupa un posto di prima classe il Ford F-150 Raptor di terza generazione dal valore superiore ai 100.000 dollari. Il pick-up del marchio americano incute timore solo a guardarlo, dopo la preparazione di The Auto Firm. Fuori la vernice satin black conferisce un aspetto militare e stealth, che i cerchi neri AVT72 enfatizzano a loro volta.
Tuttavia, all’apertura della portiera l’aggressività lascia spazio a un interno custom in pelle rosa chiaro: come per l’artista, la corazza d’acciaio nasconde un cuore morbido e pop. Il motore 3.5 V6 EcoBoost biturbo da 456 CV divora dune e sterrati, assistito dalle sospensioni a lunga escursioni FOX Racing e dalla specifica taratura della modalità Baja.
In occasione dell’uscita dell’album Lux, Rosalia ha seminato scompiglio lungo le vie di Madrid a bordo di una leggendaria Nissan Skyline GT-R R33. Sebbene meno glorificata della successiva R34, la creatura nipponica ha tanto da offrire a livello di performance con il motore RB26DETT biturbo. Mantenere la configurazione originale giapponese (RHD) per sfilare a Madrid denota una scelta purista, volta a preservare l’integrità tecnica.
Archiviate le atmosfere JDM, il garage di Rosalia si accende con il ruggito tricolore della Lamborghini Huracan Spyder, che domina la scena nel video La Perla. Il V10 aspirato da oltre 600 CV potrebbe condurla ovunque a velocità siderale, ma qui la supercar di Sant’Agata Bolognese è soprattutto un mezzo da esposizione. La linea tagliente e il sound viscerale del motore diventano parte integrante della narrazione, rappresentando un controllo assoluto che non ha bisogno di urlare per intimidire.
Parallelamente al successo del brano, capace di risuonare milioni di volte nelle cuffie degli ammiratori, la Rolls-Royce Phanto si staglia come un simulacro estetico tra le dune del deserto. Dimensioni monumentali, porte controvento e un V12 da 6.75 litri che si muove in un silenzio quasi mistico: così la vettura britannica ha restituito vigore al marchio sotto l’egida BMW. In questo scenario, simboleggia una ricchezza da immolare all’altare, un contrasto potente tra l’opulenza degli interni in radica e l’ambiente circostante.
Milano aspettava Rosalia da mesi, eppure il sold out di Assago si è trasformato in un finale amaro. A metà serata, la cantante è stata costretta a gettare la spugna: uno stop improvviso che ha gelato l’entusiasmo del pubblico proprio mentre lo show stava entrando nel vivo. L’intossicazione alimentare ha mandato fuori giri il motore della Motomami, ma superato il pit-stop improvviso, i dubbi stanno a zero: la ripartenza non è un’ipotesi, ma solo una questione di tempo.
Data articolo: Thu, 26 Mar 2026 11:43:37 +0000A 41 anni Lewis Hamilton è ancora sulla cresta dell’onda e sa attirare l’attenzione come pochi. Nel 2026 appare rinato al volante della Ferrari SF-26, avendo lottato ad armi pari con Charles Leclerc nelle prime due tappe del campionato. Nel 2025 aveva vinto la SR in Cina, ma nelle sfide domenicali aveva preso paga dal teammate.
In questa stagione l’ex fuoriclasse della Mercedes ha colto il suo primo podio in carriera con la Scuderia a Shanghai e, in preparazione della sfida domenicale di Suzuka, ha scelto di togliersi uno sfizio a bordo di una delle vetture più straordinarie del Cavallino. Il sette volte campione del mondo a sorpresa nel celebre parcheggio di Daikoku è apparso a bordo di una F40.
La leggenda della F40 incomincia nei magici anni ’80. Enzo Ferrari – per celebrare i 40 anni della sua azienda – scelse i migliori tecnici al mondo per elaborare un vero mostro. Prima di morire il Drake, giunto a 90 anni, si tolse la soddisfazione di aver partorito la supercar più veloce sul pianeta.
Aldo Brovarone, Leonardo Fioravanti e Pietro Camardella, sotto la guida di Nicola Materazzi, crearono un progetto inedito con contaminazioni racing che avrebbe aperto nuove frontiere alla Casa modenese. Dallo stabilimento di Maranello emerse un bolide con caratteristiche futuristiche capace di raggiungere i 324 km/h.
Lewis ha vissuto già un momento simile, posando al fianco di un esemplare di F40. Il giorno della sua presentazione in Italia, nel quartier generale del team di Maranello, in via Enzo Ferrari 27, si fece immortalare nella piazzetta della pista di Fiorano con il celebre modello. Abito scuro e, per non fargli sentire troppo la mancanza della sua Inghilterra, anche il meteo omaggiò il nativo di Stevenage con un cielo plumbeo e una leggera pioggia che bagnò il tracciato adiacente.
Il parco auto del vincitore di 105 GP in Formula 1 è piuttosto variegato. La F40 è una delle supercar preferite da Lewis per il suo stile old school. Nessuno avrebbe immaginato una presenza al raduno giapponese di auto preparate, un evento che fa parte della cultura pop del Paese del Sol Levante.
Nel video in basso si vede il pilota della Scuderia Ferrari scendere dalla F40 dopo aver parcheggiato a fianco di altre vetture modificate. Hamilton è in abiti borghesi, vestito come sempre all’ultimo grido, nonostante il voluminoso cappello e gli occhiali scuri è stato riconosciuto dai fan.
La personalità di Hamilton è cosa nota nell’ambiente del circus, ma al di fuori della pista negli ultimi tempi si parla spesso dei suoi flirt. Il pilota è stato immortalato a fianco di Kim Kardashian, superstar americana e regina delle influencer. I giornali parlano di una storia d’amore, certificata anche da una presenza insieme durante il recente Superbowl 2026. L’ex di Kanye West è stata anche fotografata dai paparazzi mentre passeggiava per Tokyo a fianco di Hamilton.
Le linee sportive della F40 avevano portato Lewis a chiedere una F44, una versione di fatto moderna della F40 ma rigorosamente con il cambio manuale. Al momento la Casa modenese ha presentato la F80, ma non ha intenzione di assecondare le pretese del 41enne britannico. Se dovesse vincere il mondiale forse anche il presidente John Elkann e l’a.d. Benedetto Vigna potrebbero cambiare opinione.
Data articolo: Thu, 26 Mar 2026 11:07:26 +0000L’evoluzione dell’abitacolo automobilistico ha smesso da tempo di essere una semplice questione di estetica o ergonomia di base. Oggi, il design degli interni è diventato il punto di convergenza tra ingegneria del software, scienza dei materiali e meccatronica. Con l’avvento dell’elettrificazione e della guida assistita, l’architettura interna viene riprogettata partendo dal “digital soul” del veicolo, trasformando la plancia in un terminale di calcolo ad alte prestazioni e i materiali in interfacce attive.
Il design degli interni moderno è dettato dall’architettura elettronica sottostante. Il passaggio dai moduli di controllo isolati a potenti unità di elaborazione centrale (Zonal Control Units) ha permesso l’integrazione di sistemi HMI (Human-Machine Interface) complessi.
L’elemento tecnico cardine è la riduzione del cablaggio fisico a favore di bus dati ad alta velocità , che permette l’installazione di display OLED curvi e schermi a tutta larghezza (Hyperscreen). Questo non è solo un vezzo estetico: la gestione termica di tali componenti e la ridondanza dei segnali video sono sfide ingegneristiche critiche per garantire la sicurezza funzionale secondo lo standard ISO 26262.
L’integrazione dei sistemi di interfaccia uomo-macchina non è più delegata a moduli hardware isolati, ma risiede in una complessa architettura software-defined che centralizza il calcolo. Il cuore di questo sistema è rappresentato dalle High-Performance Computing (HPC) units, che sostituiscono le decine di ECU tradizionali per gestire i flussi di dati provenienti dai display OLED ad alta risoluzione.
Questa centralizzazione richiede l’adozione dello standard Automotive Ethernet per garantire una larghezza di banda sufficiente al trasferimento di segnali video e dati sensoriali in tempo reale, minimizzando la latenza che potrebbe compromettere la sicurezza funzionale.
La progettazione segue rigorosi protocolli, dove la separazione virtuale tramite Hypervisor assicura che le funzioni di intrattenimento non interferiscano mai con i segnali critici del veicolo, come le spie di stato del sistema frenante o i dati della velocità , mantenendo un’integrità operativa costante anche in caso di malfunzionamenti del software secondario.
La tecnologia sta trasformando i materiali passivi (pelle, plastica, legno) in smart surfaces. Grazie all’integrazione di sensori capacitivi e attuatori piezoelettrici sotto le superfici di rivestimento, il design elimina i tasti fisici senza perdere il feedback tattile.
Dal punto di vista meccanico, ciò richiede lo sviluppo di materiali compositi multistrato dove lo strato estetico deve essere sufficientemente sottile da trasmettere impulsi aptici, ma abbastanza resistente da garantire la durabilità a cicli termici estremi. L’uso di tessuti tecnici conduttivi permette inoltre di integrare il riscaldamento radiante direttamente nelle superfici, migliorando l’efficienza energetica rispetto ai classici sistemi a convezione HVAC.
La trasformazione delle superfici dell’abitacolo da elementi passivi a componenti attivi si basa sulla tecnologia In-Mold Electronics (IME). Questo processo ingegneristico permette di integrare circuiti stampati e sensori direttamente all’interno dei polimeri durante la fase di stampaggio, eliminando la necessità di supporti plastici ingombranti e cablaggi complessi dietro la plancia.
La risposta tattile, fondamentale per ridurre la distrazione del conducente, è garantita da attuatori piezoelettrici che convertono segnali elettrici in micro-vibrazioni meccaniche calibrate. Tale sistema richiede una gestione sofisticata del Force Sensing, ovvero la capacità dei sensori di distinguere la pressione intenzionale di un comando dal semplice sfioramento accidentale.
La sfida meccanica principale risiede nella durabilità dei materiali, i quali devono mantenere proprietà elastiche costanti per trasmettere il feedback aptico nonostante le continue escursioni termiche tipiche dell’ambiente automotive.
L’architettura a “skateboard” tipica dei veicoli elettrici elimina l’ingombro del tunnel della trasmissione, offrendo un pavimento piatto che ridefinisce la cinematica degli occupanti. Questa libertà spaziale impone tuttavia una completa reingegnerizzazione dei sistemi di ritenuta, poiché i sedili non occupano più posizioni fisse e predeterminate.
L’adozione del sistema All-Belts-to-Seat (ABTS) integra la cintura di sicurezza direttamente nella struttura dello schienale, il quale deve essere progettato con leghe metalliche ad alto resistenziale per sopportare i carichi torsionali durante un impatto senza fare affidamento sui montanti del telaio.
La biomeccanica dell’urto viene simulata considerando scenari di seduta non convenzionali, come la rotazione dei sedili anteriori verso l’interno, richiedendo airbag adattivi a volume variabile in grado di dispiegarsi correttamente in base alla posizione relativa degli occupanti rispetto alla cellula di sicurezza e alle zone di deformazione programmata.
La gestione del Noise, Vibration, and Harshness (NVH) assume una rilevanza critica nei veicoli elettrificati, dove il silenzio del propulsore rende udibili frequenze precedentemente mascherate dal rumore termico. La tecnologia Active Road Noise Cancellation (RNC) interviene attivamente attraverso l’elaborazione di segnali digitali provenienti da accelerometri montati sui mozzi delle ruote, i quali rilevano le frequenze di rotolamento del pneumatico prima che queste penetrino nell’abitacolo.
Il sistema audio genera istantaneamente onde sonore in controfase per annullare il disturbo acustico. Parallelamente, il design del sistema di climatizzazione si evolve verso la fluidodinamica laminare, utilizzando fessure di ventilazione sottili e integrate che evitano la creazione di vortici rumorosi. L’impiego di sensori a infrarossi per la mappatura termica della pelle dei passeggeri consente di dirigere i flussi d’aria o attivare le superfici radianti solo dove necessario, ottimizzando l’efficienza termica globale e riducendo il carico sulla batteria di trazione.
In conclusione, il design degli interni automobilistici ha completato la sua transizione da esercizio stilistico a disciplina di integrazione sistemica avanzata. L’abitacolo moderno non è più un insieme di componenti discreti, ma un ecosistema coeso dove la meccanica dei materiali e l’architettura del software operano in simbiosi per gestire la complessità dei nuovi paradigmi di mobilità .
Il futuro di questo settore risiede nella capacità di bilanciare l’estrema digitalizzazione con la sicurezza funzionale, garantendo che l’eliminazione dei vincoli fisici tradizionali — resa possibile dalle piattaforme elettriche — si traduca in una protezione superiore per gli occupanti. L’ingegnerizzazione di interfacce invisibili, ma percettivamente ricche, e la gestione attiva del comfort acustico e termico rappresentano le nuove frontiere della competitività tecnica, dove il valore di un veicolo si misura non solo nelle prestazioni dinamiche, ma nella capacità del suo “guscio” interno di adattarsi, proteggere e interagire in tempo reale con l’utente.
Data articolo: Thu, 26 Mar 2026 10:59:00 +0000Un anno fa eravamo qui a tesservi le lodi di uno straordinario Marc Marquez, rinato in sella alla Ducati Desmosedici. Nel 2025 lo spagnolo ha corso senza particolari rivali, considerando che alla fine il vice campione del mondo è stato suo fratello Alex. I fratelli catalani hanno dominato la scena, lasciando solo le briciole agli avversari.
A Buriram si è interrotta dopo 4 anni la striscia di 88 podi conquistati dalla Ducati in top class. Nessuna moto di Borgo Panigale è riuscita a salire sul podio nel primo appuntamento del 2026. L’Aprilia sta gongolando, avendo riabbracciato ad altissimi livelli anche il campione del mondo Jorge Martin.
Tornato dopo l’infinita striscia di infortuni che lo hanno condizionato nella passata stagione, il madrileno appare per ora la spalla ideale per Marco Bezzecchi. I due stanno cooperando per scongiurare una rimonta delle Ducati, come accaduto in Brasile. Sul terzo gradino del podio a Goiania è salito Fabio Di Giannantonio del team VR46, precedendo la Rossa di Marc Marquez.
Chi sfiderà il Bez nella rincorsa all’ultimo riconoscimento iridato su moto 1000cc? Da sempre il tracciato del COTA è uno di quelli su cui Marc Marquez ha fatto la differenza. Dall’esordio nel 2013 il Cabroncito si è aggiudicato 7 vittorie, tutti in sella alla Honda.
Ducati ha celebrato il successo in sole due occasioni: Enea Bastianini nel 2022 e Pecco Bagnaia nel 2025. Per il torinese si è trattato di uno dei pochi acuti della passata stagione, ma non parte con i favori dei pronostici. Il bicampione della MotoGP appare già proiettato al 2027 e al mondo Aprilia.
La Casa di Borgo Panigale si aggrapperà alle performance del numero 93. Non sono più ammessi errori per il campione in carica, ancora in una condizione fisica non ottimale. Negli ultimi anni non gli è andata bene come in passato in termini di risultati in Texas, ma Marc è chiamato a vincere.
Un tris consecutivo di Bezzecchi avrebbe un impatto già importante sulle ambizioni della squadra emiliana. Il Circuit of the Americas (COTA) si percorre in senso antiorario ed è lungo 5,5 km e consta di 20 curve. Risulta tra i più spettacolari del calendario per la ripida salita in Curva-1 e alterna staccate violente con frenate al limite.
Alle spalle di Aprilia e Ducati la Honda potrebbe essere protagonista. Nel 2023 Alex Rins è riuscito a spuntarla in sella alla RC213V del team satellite di Lucio Cecchinello. Fari accesi anche sulle performance di Pedro Acosta, promesso sposo della Ducati. Lo spagnolo della KTM ha faticato in Brasile, ma la sua prima vittoria in una sfida domenicale di MotoGP non sembra lontana. Risulteranno fanalini di coda, salvo miracoli, i rider in sella alla Yamaha M1.
Il Gran Premio degli Usa verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni live di Sky Sport e in differita di TV8: