Oggi è Venerdi' 24/04/2026 e sono le ore 09:41:29
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Oggi è Venerdi' 24/04/2026 e sono le ore 09:41:29
Nostro box di vendita su Vinted
Nostro box di vendita su Wallapop
Nostro box di vendita su subito.it
Condividi questa pagina
Nostra publicità
Compra su Vinted
Compra su Vinted
La situazione del traffico sulle autostrade italiane del 24 aprile 2026 presenta diverse criticitĂ , con code che si estendono su tratte importanti. Tra gli eventi piĂą significativi, si segnala un incidente che ha generato una coda di 2 km tra Castellanza e Busto Arsizio sulla A8 in direzione Varese, e una lunga coda di 6,3 km sulla Tangenziale di Napoli (A56) tra Vomero e Corso Malta, dovuta a traffico intenso. Di seguito l’elenco dettagliato dei principali eventi per tratta.
08:00 – Firenze sud e Incisa – Reggello
Traffico Rallentato traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 315.0 al chilometro 305.0 per una lunghezza di 10.0 km.
08:04 – Monza e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata va dal chilometro 126.2 al chilometro 139.0 per una lunghezza di 12.8 km.
07:59 – Uscita a Dalmine provenendo da Milano
Coda per traffico intenso sulla viabilitĂ ordinaria
Direzione Trieste
07:39 – Uscita a Bergamo provenendo da Milano
Coda per traffico intenso sulla viabilitĂ ordinaria
Direzione Trieste
08:37 – Castellanza e Busto Arsizio
Coda di 2 km per incidente
Direzione Varese
La coda si estende dal chilometro 22.0 al chilometro 19.0 per una lunghezza complessiva di 3.0 km.
08:37 – Busto Arsizio e Bivio A8/A9 Lainate-Chiasso
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 10.7 al chilometro 24.5 per una lunghezza di 13.8 km.
07:23 – Sesto Fiorentino e Firenze Peretola
Coda per traffico intenso sulla viabilitĂ ordinaria
Direzione Firenze
La coda va dal chilometro 0.0 al chilometro 1.9 per una lunghezza di 1.9 km.
07:31 – Fermo Porto San Giorgio e Pedaso
Traffico Rallentato per lavori
Direzione Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 281.1 al chilometro 279.5 per una lunghezza di 1.6 km.
08:04 – Settecamini e Bivio Grande Raccordo Anulare
Code a tratti per traffico intenso sulla viabilitĂ ordinaria
Direzione G.R.A.
La tratta interessata va dal chilometro 0.0 al chilometro 2.5 per una lunghezza di 2.5 km.
07:46 – Svincolo di Tor Cervara e Bivio Complanare / GRA
Code a tratti
Direzione G.R.A.
La tratta interessata ha una lunghezza di 1.6 km dal chilometro 0.0 al chilometro 1.6.
07:37 – CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Cavalcavia Rho
La tratta interessata va dal chilometro 21.61 al chilometro 18.73 per una lunghezza di 2.88 km.
09:06 – Vomero e Fuorigrotta
Coda per traffico intenso sulla viabilitĂ ordinaria, causa: ViabilitĂ esterna non riceve
Direzione Pozzuoli
La coda interessa dal chilometro 10.2 al chilometro 10.7 per una lunghezza di 0.5 km.
08:54 – Vomero e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
La coda interessa dal chilometro 18.8 al chilometro 12.5 per una lunghezza di 6.3 km.
08:45 – Uscita a Fuorigrotta provenendo da Allacc. Diramazione Capodichino
Coda per traffico intenso sulla viabilitĂ ordinaria, causa: ViabilitĂ esterna non riceve
Direzione Pozzuoli
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 07:08:00 +0000Il 24 aprile 2026, in Italia, è previsto 1 sciopero che interesserà il settore dei trasporti pubblici. In questo articolo trovate la sintesi e i dettagli aggiornati sugli scioperi in programma oggi, con informazioni su città coinvolte, compagnie interessate, orari, sindacati e settori colpiti.
Nella giornata del 24 aprile 2026 è indetto uno sciopero di 8 ore che interessa il trasporto pubblico locale di Milano e provincia, coinvolgendo il personale delle società del Gruppo ATM di Milano. Lo sciopero riguarda diverse aziende e si svolge con modalità differenziate:
– ATM e NET Trezzo: dalle 8.45 alle 15.00
– NET Monza: dalle 14.50 a termine servizio 18.50
– Funicolare Como Brunate: dalle 8.30 alle 16.30
Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato CONFIAL-TRASPORTI. La categoria coinvolta è il personale delle società del gruppo ATM di Milano. La rilevanza è locale, e interessa sia Milano che la provincia limitrofa.
Fonte: Mit
Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 06:00:00 +0000Nel mese di aprile 2026 diversi scioperi sono stati proclamati nel settore dei trasporti su tutto il territorio nazionale e locale. In questo articolo trovate il calendario completo, con le date e tutte le informazioni essenziali per ogni singolo sciopero: regioni, cittĂ coinvolte, orari di inizio e fine, sindacati promotori e tipologia di servizi interessati. Il mese si annuncia particolarmente intenso con mobilitazioni che toccheranno trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e trasporto merci. Di seguito, una panoramica organizzata e dettagliata di tutti gli scioperi previsti nel periodo aprile 2026.
Italia: Sciopero nazionale di 4 ore nel settore aereo (13.00-17.00) per il personale delle societĂ ENAV, Techno Sky, ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano, ENAV Aeroporto di Napoli. Promotori: vari sindacati tra cui UILT-UIL, ASTRA, FAST-CONFSAL-AV.
Veneto, Umbria, Campania: Sciopero regionale di 4 ore (20.01-24.00) per il personale della societĂ Busitalia Sita Nord, indetto da USB Lavoro Privato e ADL COBAS per il trasporto pubblico locale.
Italia: Due scioperi nazionali di 24 ore che coinvolgono il personale della societĂ RFI nella manutenzione infrastrutture ferroviarie, indetti da Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.
Nella cittĂ di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) si terrĂ uno sciopero di 4 ore (10.57-14.57) per il trasporto pubblico locale. Categoria coinvolta: personale IAS Autolinee, sindacati RSA FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
Nella città di Napoli (Campania) è previsto uno sciopero locale di 4 ore (11.00-15.00) nel trasporto pubblico locale, personale società EAV, promosso da ORSA Autoferro TPL.
Nella cittĂ di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero del personale della societĂ ARRIVA Udine: 17.30-21.29 per il servizio urbano, 17.15-21.14 per l’extraurbano, promosso da ASI-AU.
Italia: Sciopero nazionale di 4 ore a inizio turno per il personale appalti ferroviari SOC. Elior Ristorazione, Sindacato: COBAS Lavoro Privato.
Nella cittĂ di Brescia (Lombardia): Sciopero di 24 ore (00.00-23.59) del personale addetto a scarico e carico merci della societĂ GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari. Sindacato USB Lavoro Privato.
Sicilia: Sciopero regionale del trasporto merci conto terzi dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile 2026. Categoria: autotrasporto c/terzi. Sindacato: Comitato Trasporto Siciliano.
Nella cittĂ di Milano, Pavia, Monza, Brianza, Lodi (Lombardia): Sciopero di 4 ore (08.45-12.45) del personale Addabus per il trasporto pubblico locale. Sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nello Stretto di Messina (Sicilia): Sciopero marittimo di 8 ore (09.01-17.01), personale Blujet. Sindacati OSP FILT-CGIL, UILT-UIL.
Nella cittĂ di Firenze (Toscana): Sciopero nel trasporto pubblico locale di 4 ore (13.00-17.00), personale Gest di Firenze. Sindacato Osp Cobas Lavoro Privato.
Italia: Sciopero nazionale nel settore trasporto merci dal 20 al 25 aprile (144 ore, dalle 00.00 del 20/4 alle 24.00 del 25/4). Categoria: Fermo Nazionale Servizi Autotrasporto Merci. Sindacato TRASPORTOUNITO.
Nella cittĂ di Frosinone (Lazio): Sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale Cialone Tour di Frosinone. Sindacato USI CTS.
Calabria: Sciopero di 8 ore (10.00-17.59) nel settore ferroviario, personale RFI – Sala Circolazione e Orario di Reggio Calabria e Unità Circolazione Calabria. Sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.
Nella cittĂ di Milano (Lombardia): Sciopero di 8 ore per il personale Soc. Gruppo ATM di Milano (ATM e NET Trezzo 8.45-15.00, NET Monza 14.50-termine servizio 18.50, Funicolare Como Brunate 8.30-16.30). Sindacato CONFIAL-TRASPORTI.
Nella cittĂ di Bari (Puglia): Sciopero di 4 ore (17.30-21.30), personale Soc. STP di Bari. Sindacati OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.
Nella cittĂ di Napoli (Campania): Sciopero di 4 ore (8.30-12.30), personale Soc. Air Campania di Napoli. Sindacato OSR USB Lavoro Privato.
Nella cittĂ di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): Sciopero di 24 ore, personale IAS Autolinee. Sindacati RSA FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.
Nella cittĂ di Firenze (Toscana): Sciopero di 4 ore (17.30-21.30), personale Autolinee Toscane Bacino di Firenze. Sindacato OSP COBAS Lavoro Privato.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 aprile 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 06:00:00 +0000Oggi, 24 aprile 2026, lungo la rete autostradale italiana i prezzi medi più recenti indicano: benzina self a 1.781 €, gasolio self a 2.118 €, GPL servito a 0.901 € e metano servito a 1.596 € (ultimo aggiornamento disponibile: 23-04-2026). Queste medie riflettono sia la componente industriale sia quella fiscale: la prima comprende il costo della materia prima e il margine lordo della filiera, la seconda somma accise e Iva. Di seguito, il dettaglio dei prezzi e un approfondimento su come si forma il costo alla pompa.
Ultimo aggiornamento: 23-04-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.118 € |
| Benzina | SELF | 1.781 € |
| GPL | SERVITO | 0.901 € |
| Metano | SERVITO | 1.596 € |
Per la benzina, il prezzo finale pagato dagli automobilisti nasce dall’incontro tra componenti industriali e componenti fiscali. La parte fiscale incide per il 58% del prezzo e include accise e Iva: si tratta della quota più rilevante, superiore alla componente industriale, che pesa il restante 42%. All’interno della componente industriale, il costo della materia prima rappresenta circa il 30% del prezzo alla pompa: qui entrano in gioco le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti dei movimenti del mercato globale. Il margine lordo della filiera – che comprende raffinazione, logistica, stoccaggio, distribuzione e la remunerazione del gestore – vale invece circa il 12%. à proprio su questo margine che l’operatore può intervenire per adeguare le condizioni commerciali, tenendo conto di concorrenza locale, volumi, servizi offerti e dinamiche di domanda. In sintesi, quando i listini internazionali salgono o l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, la componente materia prima tende a crescere; viceversa, quando le quotazioni scendono o il cambio è favorevole, il costo industriale può ridursi. La fiscalità , essendo prevalentemente regolata per legge, resta la quota più stabile, salvo modifiche normative su accise o aliquote Iva.
Il prezzo del gasolio segue logiche simili, ma con pesi differenti tra le componenti. La parte fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima pesa circa il 45% del prezzo finale: come per la benzina, è influenzato dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dall’andamento del cambio euro/dollaro, poiché i prodotti sono valutati in dollari sui mercati globali. Il margine lordo – che copre trasformazione, logistica, rete di distribuzione e remunerazione commerciale – vale attorno al 10% ed è l’area su cui gli operatori possono agire con maggiore prontezza, modulando i listini in funzione della concorrenza locale, dei costi operativi e dei volumi di traffico. La diversa ripartizione tra parte fiscale e industriale rende il gasolio più sensibile alle oscillazioni della materia prima rispetto alla benzina: variazioni delle quotazioni o del cambio possono quindi riflettersi con rapidità sul prezzo alla pompa. Anche in questo caso, le imposte restano relativamente stabili nel breve periodo, mentre i margini e il costo del prodotto seguono più da vicino le dinamiche del mercato e della domanda effettiva.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.742 per la benzina, 2.070 per il diesel, 0.809 per il gpl, 1.588 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 1.738 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.516 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.083 |
| Benzina | SELF | 1.768 |
| GPL | SERVITO | 0.764 |
| Metano | SERVITO | 1.565 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.087 |
| Benzina | SELF | 1.767 |
| GPL | SERVITO | 0.857 |
| Metano | SERVITO | 1.757 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.079 |
| Benzina | SELF | 1.756 |
| GPL | SERVITO | 0.832 |
| Metano | SERVITO | 1.645 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.066 |
| Benzina | SELF | 1.744 |
| GPL | SERVITO | 0.777 |
| Metano | SERVITO | 1.541 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.068 |
| Benzina | SELF | 1.734 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.549 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.084 |
| Benzina | SELF | 1.746 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.547 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.056 |
| Benzina | SELF | 1.732 |
| GPL | SERVITO | 0.788 |
| Metano | SERVITO | 1.693 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.066 |
| Benzina | SELF | 1.739 |
| GPL | SERVITO | 0.871 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 1.727 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.559 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.055 |
| Benzina | SELF | 1.727 |
| GPL | SERVITO | 0.809 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.078 |
| Benzina | SELF | 1.760 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 1.724 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.570 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.074 |
| Benzina | SELF | 1.750 |
| GPL | SERVITO | 0.775 |
| Metano | SERVITO | 1.639 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.083 |
| Benzina | SELF | 1.741 |
| GPL | SERVITO | 0.859 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.077 |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| GPL | SERVITO | 0.820 |
| Metano | SERVITO | 1.816 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.071 |
| Benzina | SELF | 1.734 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.602 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.080 |
| Benzina | SELF | 1.744 |
| GPL | SERVITO | 0.807 |
| Metano | SERVITO | 1.554 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 1.740 |
| GPL | SERVITO | 0.799 |
| Metano | SERVITO | 1.547 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.071 |
| Benzina | SELF | 1.743 |
| GPL | SERVITO | 0.874 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.054 |
| Benzina | SELF | 1.727 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
| Metano | SERVITO | 1.513 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 06:00:00 +0000Torna a far parlare di sĂ© la Renault Twingo. Nata negli anni Novanta, è ripartita piĂą forte che mai e, in versione elettrica, si riprende il centro della scena con il prestigioso Car Design Award 2026. Mentre la Design Week raggiungeva il suo culmine, Laurens Van den Acker, Chief Design Officer di Renault Group, ha ritirato il premio durante una cerimonia all’ADI Design Museum di Milano, tenendo una masterclass su quanto lo stile possa influenzare le nuove rotte della mobilitĂ sostenibile.
Da tradizione annuale, la giuria internazionale del Car Design Award, composta da alcuni dei nomi piĂą autorevoli del giornalismo automotive mondiale, stabilisce i migliori progetti secondo tre categorie: Concept Cars, Production Cars e Brand Design Language. L’organo giudicante decreta quale visione creativa ha saputo unire maggiormente coerenza stilistica e lettura delle mutazioni culturali del nostro tempo e, nell’edizione 2026, la Renault Twingo E-Tech Electric ha sbaragliato la concorrenza nella categoria Production Cars. Alla Casa francese viene riconosciuto il merito di aver ricondotto ai fasti gloriosi un nome mitico, evitando la trappola del “retrò a tutti i costi”.
I giurati motivano così il verdetto:
“Fortemente identitario, il design vivace di Twingo E Tech Electric unisce con intelligenza stile, simpatia e accessibilitĂ . Ă una city car capace di trasformare il piccolo formato in un autentico statement di stile, evocando con gusto la forma monovolume della Twingo originale per conquistare sia chi l’ha vissuta negli Anni ’90 sia chi la scopre oggi.”
Al di lĂ dell’estetica, il trionfo attesta come Renault sia riusciva a salvare l’anima “pop” della Twingo originale. Con semplicitĂ e un pizzico di emozione la quattro ruote d’oltralpe torna a colorare le strade a prezzi di listino democratici, abbattendo la barriera che spesso separa il design d’autore dal grande pubblico.
Non era facile riproporre la sagoma da monovolume tascabile, che nel 1992 fece innamorare con i suoi fari “a ranocchio” e uno spazio interno sorprendente in rapporto alle dimensioni esterne. Eppure, il Centro Stile ha azzeccato ogni ingrediente: la pulizia delle linee e l’aggiunta di tecnologie di ultima generazione arricchiscono la Twingo E-Tech Electric, ed è ora lei il nuovo metro di paragone per muoversi tra le affollate vie urbane in modo agile. Alla faccia di chi incolpa i mezzi elettrici di poca personalitĂ .
Seminare la concorrenza tra le auto di produzione ai Car Design Awards a Milano, nel corso della Design Week, porta un ulteriore significato: il futuro della mobilitĂ a zero emissioni non deve necessariamente essere freddo o asettico. Si può restare fedeli a una storia, trasformando la necessitĂ della transizione energetica in un’opportunitĂ per ridisegnare il piacere di muoversi lungo le nostre strade.
Con il trofeo messo in bacheca, Renault conserva la sua posizione di leader nel definire il volto delle cittĂ di domani. La Twingo è rinata, pronta a conquistare l’attuale generazione di automobilisti con la stessa ricetta di trent’anni fa: intelligenza, accessibilitĂ e quella simpatia contagiosa che, a quanto pare, non passa mai di moda.
Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 05:30:38 +0000Il divismo non fa per lui. Tra Claudio Bisio e le auto il legame è nato quando l’attore e comico era ancora uno sconosciuto, con tanta voglia di imparare e pochi mezzi economici a disposizione. Sul set di Uno sbirro in Appennino veste i panni del commissario Vasco Benassi e, anche se l’arte della risata è di solito il sul mestiere, con il personaggio sembra condividere l’affidabilitĂ , la stessa richiesta alle vetture che guida.
Claudio Bisio si muove su una Volvo XC90, come raccontato in un’intervista pubblicata anche sul suo sito ufficiale. Gli interessa poco apparire, preferisce arrivare, possibilmente nel massimo comfort e qui entra in scena il SUV premium della Casa svedese, dotata di un minimalismo da buona nordica. Sulla piattaforma SPA l’ultima generazione offre sette posti a bordo e, nella versione T8 plug-in hybrid (PHEV), il motore 2.0 turbo arriva a sviluppare circa 455 CV combinati, per uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 5,4 secondi. Tuttavia, alla macchina Bisio chiede soprattutto la capacitĂ di “digerire” sia i lunghi trasferimenti autostradali sia gli sterrati delle colline toscane. A listino, la XC90 supera di slancio gli 80.000 euro e l’usato recente resta stabile sopra i 30–40 mila.
Sembra di non sentire volare una mosca sulla XC90, una poltrona veloce intelligente nella gestione degli spazi e ben attrezzata sul versante tecnologico, pregi utili per uno come Claudio, che lega l’automobile al teatro e agli spostamenti continui tipici di una tournĂ©e. Qualunque sia il fondo la trazione integrale AWD risponde presente e i sistemi di assistenza evoluti forniscono adeguata protezione agli occupanti. Se vuoi scacciare lo stress alla guida, la Volvo può essere la scelta giusta, permettendo al conducente di concentrarsi sulla destinazione.
E nei ricordi di Claudio Bisio quale auto “bussa”? Un mito italiano, accessibile nel prezzo e poco impegnativo da gestire: la Fiat 127 è stata la sua prima “alleata a quattro ruote”, un’utilitaria dal colore beige, che il 69enne ricorda di aver tenuto fino allo sfinimento meccanico. Protagonista degli anni Settanta e prodotta fino al 1987, la 127 sparigliò le carte grazie alla trazione anteriore e a un’abitabilitĂ incredibile in rapporto ai piccoli ingombri. Con un motore da 903 cc e appena 45 CV, ti dava modo di muoverti in maniera intelligente e parca. Il peso di appena 700 kg aiutava a limitare i consumi e oggi, anche da storica, si muove su cifre contenute, spesso tra i 4.000 e gli 8.000 euro, lontanissime dal mondo premium in cui si è ritrovato dopo.
Lo spirito pragmatico di Claudio Bisio in auto lo avvicina al commissario Benassi interpretato in Uno sbirro in Appennino. Negli episodi di giovedì 23 aprile in prima serata su Rai Uno, intitolati Il killer dei ladri e La resa dei conti, ci saranno altri casi complessi da risolvere e fantasmi del passato nel borgo di Muntagò. Ruvido e segnato dai dispiaceri della vita, il personaggio fa della soliditĂ un punto di forza. Poco importa che si tratti di finzione televisiva o di una reale trasferta di lavoro: per l’attore milanese il volante resta uno strumento di precisione.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 19:00:15 +0000PiĂą che trasportare persone, trasportava sogni. L’Alfa Romeo Spider, per tutti semplicemente la Duetto, appartiene indiscutibilmente alla leggenda. Nata nel fermento degli anni Sessanta, ha riscosso successo commerciale, ergendosi a manifesto del lifestyle italiano in tutto il mondo.
In tre decenni di storia del costume oltrepassò i confini, fino a stregare Hollywood, e tuttora rimane il modello piĂą longevo e amato della Casa del Biscione. Sessant’anni dopo il debutto folgorante al Salone di Ginevra 1966, la sua silhouette inconfondibile fa di nuovo inchinare il mondo automobilistico al Museo di Arese.
Il compleanno della Spider non poteva che essere un evento corale. Lo scorso 19 aprile centinaia di collezionisti da ogni parte d’Europa si sono dati appuntamento per sfilare sulla pista storica. In una giornata tinta di quel Rosso Alfa simbolo di passione, le auto dei privati hanno reso omaggio al prestigio e al fascino del costruttore, ma è soltanto l’inizio perchĂ©, fino a dicembre 2026, il Museo ospita la mostra temporanea “Spider è Alfa Romeo”, un progetto espositivo dinamico e unico nel proprio genere. Quattro fasi tematiche compongono la mostra, una dedicata a ogni serie del modello, dove gli esemplari della collezione ufficiale sono affiancati da quelli dei privati.
Nel 1966, l’Alfa Romeo cercava l’erede della Giulietta Spider, l’auto in grado di far battere il cuore agli americani, e, ancora una volta, la sfida fu affidata al genio di Pininfarina. L’atelier torinese si mise al lavoro sulla base meccanica della Giulia Sprint GT, ne accorciò il passo a 2.250 mm, e pensò a mantenere intatto il DNA prestazionale che rendeva le Alfa Romeo delle “macchine da corsa in abito da sera”.
Dai bozzetti nacque la 1600 Spider: bassa e raccolta, aveva le estremitĂ arrotondate e una fiancata scavata da lunghi solchi laterali, un dettaglio di stile che le donava slancio anche da ferma. A spingerla il mitico bialbero Alfa Romeo, una dal rombo inconfondibile e dalle prestazioni che, grazie al peso piuma di 990 kg, permettevano di toccare i 185 km/h.
In occasione del lancio americano, l’Alfa optò per un ingresso scenografico, sulla turbonave Raffaello, da Genova a New York. Davanti a 1.300 VIP, tre Spider brillavano sul ponte, pronte per essere testate durante la traversata, e l’intuizione diede gli effetti sperati: la Duetto divenne all’istante un’icona pop, consacrata l’anno successivo dal film Il Laureato, con un giovanissimo Dustin Hoffman al volante.
In 28 anni di produzione ininterrotta (1966-1994) e oltre 124.000 esemplari, la Spider ha avuto il merito di rinnovarsi senza mai tradire sĂ© stessa. La mostra di Arese ne celebra l’evoluzione a partire dalla prima serie, “L’Osso di Seppia“: caratterizzata dalla coda tonda e convessa, è l’ultima opera supervisionata direttamente da Battista “Pinin” Farina e oggi riscuote le preferenze dei collezionisti per la sua purezza formale.
In ossequio alle teorie aerodinamiche di Kamm, il secondo capitolo vide la coda “tagliata” di netto, in quella che rimane la generazione piĂą longeva e venduta, grazie anche a versioni leggendarie come la Niki Lauda Special Edition. Il terzo atto, in pieno anni Ottanta, portò spoiler e appendici pronunciate, attirando qualche critica dai puristi, prima di essere consacrata a espressione massima di un’estetica audace e tecnologica. Infine, l’ultima serie decreta un ritorno alle origini, a linee pulite e a paraurti integrati nel corpo vettura, il canto del cigno culminato nella Commemorative Edition dedicata al mercato Usa. La chiusura di un cerchio quasi trentennale.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 13:17:36 +0000Il primo trimestre del 2026 si chiude in positivo per il mercato europeo e il merito è, in buona parte, di un mese di marzo caratterizzato da una forte crescita, nel confronto con i dati dello scorso anno. A guidare la crescita sono, ancora una volta, le vendite delle auto elettriche e delle auto ibride plug-in. Andiamo ad analizzare i dati forniti da ACEA che fotografano, al meglio, l’andamento del mercato auto nel corso della prima parte del 2026.
Come anticipato in apertura, è stato il mese di marzo a contribuire in modo determinante ai risultati del trimestre, dopo i risultati non straordinari registrati tra gennaio e febbraio. I numeri parlano chiaro: nel corso del terzo mese dell’anno sono state vendute 1,158 milioni di unitĂ con un incremento del 12,5% rispetto ai dati del mese di marzo dell’anno passato. Da segnalare, in particolare, il contributo delle auto elettrificate:
Contestualmente, calano le vendite di auto benzina (-9,4%) e diesel (-12,3%). Si tratta di un trend che va avanti giĂ da tempo e che abbiamo analizzato nel dettaglio in un recente approfondimento sulle immatricolazioni in Europa divise per alimentazione.
Questi dati si riferiscono al mercato Ue. Considerando anche i Paesi Efta e il Regno Unito, il trend non cambia. Il mese di marzo si è chiuso con 1,58 milioni di veicoli venduti e con un incremento dell’11,1% su base annua. Le elettriche registrano un ottimo +41,7% mentre le ibride plug-in fanno segnare un +31,9%.
Grazie alle performance di marzo, il primo trimestre del 2026 si chiude in positivo per il mercato delle quattro ruote in Europa. Analizzando tutto il mercato Ue, infatti, sono state vendute 2,822 milioni di automobili con un incremento del 4% su base annua. Da segnalare che il mercato italiano batte quello europeo in termini di crescita percentuale: nel nostro Paese, infatti, le vendite sono aumentate del 9,2%.
Anche in questo caso, la crescita del mercato è legata a doppio filo all’andamento delle auto elettrificate. Ecco i dati trimestrali:
Considerando tutto il mercato europeo, quindi comprendendo anche i dati Efta e UK, le vendite salgono a 3,52 milioni con un incremento del 4,1%. Le elettriche crescono del 26,2% mentre le ibride plug-in del 32,4%.
Dando uno sguardo alle vendite dei gruppi, nel corso del trimestre (tenendo in considerazione i dati Ue + Efta + UK), il mercato è guidato da Volkswagen con 891 mila unitĂ vendute e un incremento dell’1,4% su base annua. Il gruppo tedesco ha una quota di mercato del 25,3%. Seconda posizione per Stellantis che ha venduto 563 mila vetture in Europa, con un incremento del 7,3% (dato superiore alla media del mercato) e un market share del 16%. Terza piazza per Renault, con 318 mila veicoli e un calo del 7,4%.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 13:00:27 +0000Ritrovarsi con la gomma dell’auto a terra è sempre un evento spiacevole e se ne farebbe volentieri a meno. Purtroppo, però, può capitare e, se non si sa come comportarsi, può essere difficile trovare una soluzione nell’immediato. Niente paura però, esistono degli strumenti economici, comodi e veloci da utilizzare, per gonfiare la gomma in emergenza, permettendoci di raggiungere il gommista piĂą vicino in modo sicuro.
Se si percepisce qualcosa che non va alla guida, meglio rallentare gradualmente fino a fermarsi in condizioni di sicurezza. Non bisogna proseguire nel viaggio, compromettendo le prestazioni della vettura e rischiando di rovinare l’intera ruota.
Una volta fermata l’auto, bisogna attivare le luci di emergenza e, se occorre, posizionare il triangolo di emergenza (50 metri dal veicolo su strada normale e 100 metri sulle autostrade), indossando anche il giubbetto catarifrangente.
Si passa poi a controllare la condizione della gomma per capire se è solo sgonfia, intervenendo con un gonfiaggio di emergenza, oppure se sono presenti forature o segni di danneggiamento che richiedono la sostituzione con la ruota di scorta o la richiesta di soccorso stradale.
Nel controllo, meglio dare un’occhiata anche allo stato degli altri pneumatici, per scongiurare altri problemi, e lo stato delle valvole. Se difettose, infatti, occorrerĂ una loro sostituzione presso un gommista. Se la gomma è solo sgonfia e abbiamo la strumentazione a disposizione, si può misurare la pressione con un manometro per comprendere l’entitĂ della variazione e poi procedere al gonfiaggio.
La condizione importante per poter svolgere l’operazione in sicurezza è quella di stabilizzare l’auto, specialmente se la strada è inclinata e il terreno accidentato, inserendo il freno a mano.
Si procede poi a gonfiare la ruota utilizzando uno dei diversi strumenti a disposizione: i più facili ed economici da utilizzare sono il kit di gonfiaggio d’emergenza, la bomboletta spray “gonfia e ripara” oppure, se disponibile, un mini compressore d’aria portatile.
In alternativa si può utilizzare quello presente nelle stazioni di servizio, e sarebbe sempre meglio, se possibile, effettuare il gonfiaggio a freddo, per evitare che il calore condizioni l’esattezza della misurazione della pressione.
Vediamo le caratteristiche dei diversi strumenti e come si utilizzano.
Il kit di emergenza comprende un piccolo compressore da 12V (da collegare all’accendisigari o alla presa elettrica) e una bomboletta spray sigillante. Spesso è presente nei modelli di auto più recenti, in sostituzione della ruota di scorta, e si trova riposto all’interno del bagagliaio.
Il kit è ideale in caso di piccole forature (non superiori ai 6 mm di larghezza) e consente di percorrere alcuni chilometri, in modo da poter raggiungere tranquillamente il gommista più vicino.
Per usarlo si collega la bomboletta con il sigillante al compressore, a sua volta collegato alla sorgente di energia elettrica. Dopo di che, si svita il cappuccio della valvola della ruota e si collega al compressore che, una volta azionato, immetterà all’interno della gomma un mix di aria e componente sigillante. Questo si spargerà all’interno dello pneumatico andando a riempire eventuali forature. Dopo l’utilizzo, bisogna ricordarsi di sostituire la bomboletta contenente il sigillante con una nuova e di controllare la data di scadenza della stessa.
La bomboletta spray “gonfia e ripara” rappresenta un dispositivo economico, con un utilizzo semplice e veloce. Funziona come il kit di emergenza, ma senza bisogno del compressore.
In commercio esistono due tipologie di bombolette in base al materiale contenuto: il lattice, che si indurisce all’interno della gomma per sigillare la perdita, oppure la schiuma espansiva, che riempie la gomma di materiale chiudendo la foratura.
Per l’uso è sufficiente agitare la bomboletta, svitare il tappo della valvola e applicare la bomboletta sulla valvola. Dopo di che si spruzza il prodotto all’interno della gomma e, terminata la procedura, si avvita nuovamente il tappo sulla valvola.
Questa soluzione è molto comoda, facile da trasportare e adatta per le piccole forature (fino a 6 mm di larghezza) ma, anche lei, non rappresenta una riparazione definitiva. Ci consente di effettuare un ripristino d’emergenza, di gonfiare la gomma e di arrivare sani e salvi dal gommista.
Che si utilizzi l’una o l’altra soluzione, occorre ricordare di procedere a una velocitĂ moderata e, dopo la riparazione o la sostituzione della ruota, di verificare il corretto funzionamento delle valvole con i sensori di pressione TMPS, oltre a quello dei dispositivi ADAS collegati.
Uno strumento molto utile, da tenere sempre in macchina, è il mini compressore portatile da 12V che può essere collegato all’accendisigari presente in auto. Con questo apparecchio si può procedere a un gonfiaggio rapido: basta collegarlo alla presa e poi alla valvola della gomma e procedere con l’operazione fino al raggiungimento della pressione desiderata. Solitamente, l’apparecchio è dotato di un manometro per controllare il valore della pressione.
In alternativa, se la stazione di servizio è molto vicina, possiamo utilizzare il compressore presente e a disposizione degli automobilisti.
Vediamo come procedere:
Un consiglio finale per svolgere l’operazione in maniera impeccabile: finito il gonfiaggio di emergenza della gomma, non bisogna dimenticare di controllare anche le condizioni della ruota di scorta, in modo da trovarla pronta in caso sia necessaria la sostituzione.
Il controllo della pressione delle gomme va anche sempre effettuato quando l’auto è a pieno carico, con i valori indicati nel libretto per questa condizione, e prima di affrontare un lungo viaggio. Così si potrĂ avere una guida pienamente confortevole e in completa sicurezza.
La pressione delle gomme dovrebbe sempre essere conforme ai valori indicati sul libretto d’uso del veicolo o sull’adesivo posto sul montante della portiera.
Una leggera oscillazione dei valori è ragionevole ma se i valori sono troppo alti o troppo bassi rispetto a quelli indicati, possono esserci delle conseguenze importanti sulla stabilità della vettura. Inoltre, una pressione insufficiente o scorretta, oltre alle dirette conseguenze sulla sicurezza, può comportare anche un’usura difforme e prematura delle gomme.
Se la pressione è troppo bassa possono, infatti, verificarsi queste condizioni:
Allo stesso modo, una pressione troppo alta può avere importanti conseguenze: una minore tenuta di strada su manti stradali bagnati e, anche qui, un’usura irregolare, soprattutto nella parte centrale della gomma, con un rischio maggiore di forature.
I moderni sistemi di monitoraggio della pressione TPMS offrono un valido sostegno nell’individuazione di eventuali problemi, tuttavia non sostituiscono il classico controllo manuale alla pressione delle gomme, da effettuare regolarmente.
L’abbassamento della pressione delle gomme è un fenomeno assolutamente normale dovuto a diverse condizioni. Le cause principali della variazione sono:
Se però i valori sono molto differenti da quelli indicati o, peggio, la gomma è a terra, è il caso di intervenire tempestivamente, senza trascurare il problema.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 12:11:51 +0000La Ferrari archivia i test privati di Monza snobbando il cronometro per concentrarsi sulle vere priorità tecniche della SF-26. Il lavoro in pista è stato interamente dedicato alla correlazione dati con il simulatore e allo sviluppo del sistema ibrido, passaggi cruciali per questa F1 2026. Un approccio pragmatico e mirato, fondamentale per presentarsi al prossimo appuntamento di Miami con solide certezze ingegneristiche.
Il lavoro in pista della Ferrari nel filming day ha restituito l’immagine di una squadra dai volti distesi e dall’atmosfera rilassata. Tuttavia, dietro l’apparente serenitĂ di tecnici e piloti si cela la consapevolezza di dover domare una complessa sfida ingegneristica imposta dai rigidi regolamenti del 2026. L’uscita brianzola della scuderia non aveva alcuna velleitĂ legata al cronometro.
Per inquadrare correttamente il valore di questo test privato, è imperativo sgombrare il campo da facili illusioni. La SF-26 scesa in pista non prefigura una fantomatica “Versione B” della monoposto. E allo stesso tempo, attendersi un salto di rendimento epocale giĂ dal Gran Premio di Miami, in calendario per la prima settimana di maggio, equivarrebbe a un errore di prospettiva.
Questo marcato pragmatismo non nasce da una mancanza di fiducia verso le potenzialitĂ di Maranello, bensì dalla natura stessa del piano di sviluppo: un approccio metodico, studiato da tempo, che mira a correggere e affinare progressivamente il comportamento dinamico dell’auto. In un’annata che segna l’alba di una rivoluzione normativa particolarmente insidiosa.
Scenario dove sbagliare la direzione di sviluppo significherebbe bruciare tempo vitale. Pertanto, lanciarsi in speculazioni matematiche sui presunti decimi guadagnati risulta un esercizio fuorviante, considerando che gli stessi ingegneri necessitano di tempo per decifrare i reali benefici del pacchetto. Atteniamo la Florida per dissipare dubbi e analizzare gli update della rossa.
Le medesime logiche di prudenza si applicano ai presunti vantaggi velocistici attribuiti all’ala “Macarena”. Le chiacchiere relative al tempo sul giro guadagnato vanno azzerate; la prioritĂ assoluta per questa soluzione ribaltabile è garantirne il corretto funzionamento teorico. D’altra parte, andavano risolti in via definitiva gli scompensi di stabilitĂ che hanno negativamente condizionato la vettura nelle libere della trasferta in Cina.
Questo primo test privato della stagione, di fatto, aveva come mandato principale la correlazione tra l’asfalto e l’ambiente simulativo: un classico in Formula 1. Si è trattato di una raccolta dati nevralgica, essenziale per aggiornare i modelli matematici e calibrare il simulatore, strumento sul quale verranno investite innumerevoli ore di lavoro nei giorni che dividono la Rossa dalla Florida, in attesa della concessione FIA alla Ferrari per l’ADUO.
Pur operando con i fisiologici vincoli di una sessione promozionale, a partire dall’obbligo di utilizzare gomme demo, l’obiettivo è presentarsi a Miami con un quadro analitico il piĂą fedele possibile alla realtĂ . Essere in grado di svezzare fisicamente i nuovi componenti è cosa buona preziosa, ma solo le prove libere forniranno un responso inappellabile. Fino a quel momento, il lavoro sarĂ dominato dal processamento dei calcoli.
La scelta tecnica della pista brianzola è stata chirurgica da parte della Rossa. l tracciato offriva il banco di prova ideale per raccogliere informazioni decisive sulla resistenza aerodinamica (drag) generata dal corpo vettura e per eseguire uno studio severo sull’impiego dell’energia. D’altra parte sappiamo come le fasi di harvesting e deployment abbiano rappresentato un nodo critico per la Rossa nei primi tre Gran Premi.
L’urgenza di questo lavoro sull’ibrido è stata dettata anche dal recente intervento normativo della FIA, che ha abbassato il tetto di energia disponibile per giro da 9 MJ a 7 MJ. Un cambio che impone una complessa ricalibrazione dei software di gestione, al fine di ottimizzare la potenza recuperata dal moto-generatore MGU-K. Sappiamo che tra le fila del Cavallino filtra un motivato ottimismo.
Le sensazioni a caldo sulle modifiche implementate e le risposte del sistema ibrido sono positive, insomma. Tuttavia, la reale validazione avverrĂ esclusivamente in Florida, quando il giudizio soggettivo dovrĂ per forza di cose cedere il passo ai riscontri oggettivi e inequivocabili del tracciato. Tutto il resto, fuori da quel perimetro, rientra nella sfera delle semplici speculazioni da paddock.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 11:35:36 +0000La gamma Clio si arricchisce con l’arrivo del nuovo motore Eco‑G 120 CV EDC, motorizzazione bifuel benzina/GPL. I tecnici francesi puntano sull’efficienza, con emissioni di COâ‚‚/km a partire da 105 g, regalando una opzione in piĂą per un notevole piacere di guida, con il cambio automatico a doppia frizione EDC.
Ampliando le scelte dei clienti rispetto alle opzioni termiche e ibride, disponibili al lancio all’interno della gamma, la Clio diventa ancora piĂą attraente per chi ragiona anche su consumi bassi e lunghe percorrenze. Grazie all’alimentazione bifuel benzina/GPL e alla presenza di due serbatoi separati, la Clio Eco‑G 120 garantisce versatilitĂ anche nella sfide quotidiane e un’autonomia totale fino a 1.450 km. Renault, anche con il brand Dacia, ha continuato a investire sulle pratiche soluzioni GPL, rendendo le gamme attrattive sia per clienti privati che professionali.
In un mondo che corre veloce e in cui i prezzi dei carburanti continuano a salire, la nuova motorizzazione Eco‑G 120 completa l’offerta Clio attribbuendo maggiore flessibilitĂ e resa sul lungo periodo. Derivata dal motore turbo benzina a iniezione diretta, la soluzione unisce prestazioni equilibrate, semplicitĂ ed accessibilitĂ per ridurre le emissioni di COâ‚‚.
Cosa cambia rispetto al motore GPL di Clio 5 (Eco-G 100)? Il nuovo Eco-G 120 vanta sviluppi tecnici che gli permettono di avere 20 CV in più, ovvero una potenza di 120 CV ed una coppia massima di 200 Nm (con un incremento di 30 Nm). La novità è disponibile con cambio automatico a doppia frizione (EDC), ma a sorprendere sono i consumi da 6,5 l/100 km con emissioni di CO₂ a partire da 105 g/km, in modalità GPL, mentre, in modalità benzina, Clio Eco‑G 120 vanta un consumo di 5,4 l/100 km con emissioni di CO₂ pari a 123 g/km.

La trasmissione automatica di tipo EDC presenta un’architettura a doppia frizione che consente di effettuare cambiate repentine senza interruzione di coppia. Questa evoluzione tecnologica offre grande fluiditĂ a livello di funzionamento e un super comfort, indipendentemente dallo stile di guida adottato. Le levette al volante permettono un controllo manuale diretto, in base alle esigenze del guidatore.
Il serbatoio GPL è installato al posto della ruota di scorta, per cui non ha alcuna una incidenza sul serbatoio della benzina nĂ© sul volume del bagagliaio. La sesta gen della Clio, svelata l’8 settembre 2025 durante il Salone dell’automobile di Francoforte, con questa nuova motorizzazione scatta da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi.
In modalitĂ GPL, la nuova Clio Eco-G 120, produce in media il 10% in meno di emissioni di COâ‚‚ rispetto alle motorizzazioni benzina equivalenti, con un serbatoio GPL che passa da 40 a 50 litri (+25%). Insieme al serbatoio benzina da 39 litri, l’autonomia totale è salita fino a 1.450 km.
L’esperienza del brand francese nella tecnologia bifuel benzina/GPL si basa su uno storico know-how industriale. La robustezza dei motori a combustione interna (1,2 litri turbo a 3 cilindri) unita alla convenienza del GPL rappresenta una soluzione impeccabile per chi al volante trascorre molte ore al giorno in giro in cittĂ e in tragitti extraurbani. Ordini aperti dal 22 aprile, con le prime consegne ai clienti previste prima dell’estate. Prezzo di listino a partire da 20.900 euro chiavi in mano.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 10:02:22 +0000La Casa torinese ha preso parte alla Milano Design Week 2026 con CIAO FUTURO!, uno spazio incentrato sulla visione della mobilitĂ urbana 2.0. Come saranno le auto compatte della nuova era? Il quadriciclo Topolino ci permette di avere oggi un’esperienza, culturalmente guidata e orientata al design, che strizza l’occhio all’ambiente.
Senza dimenticare le tradizioni, la Fiat Topolino è diventata già un simbolo della rivoluzione green, potendo essere guidata dai 14 anni con patente AM o superiori. Ha una velocità massima limitata a 45 km/h, autonomia di 75 km e si ricarica in meno di 4 ore da una presa domestica.
La versione sportiva aggiunge quel pizzico di vivacità in più, esplicitamente rivolta alla Gen Z (i nati tra il 1997 e il 2012), che amano muoversi con brio tra le trafficate strade delle giungle urbane. Erano presenti all’evento inaugurale Olivier François, CEO di Fiat e Global CMO di Stellantis; François Leboine, Head of Design Fiat; il leggendario designer Giorgetto Giugiaro, Chairman di GFG Style, insieme agli studenti dei tre progetti finalisti di IED Torino e ISIA Roma.
La Sport Edition si distingue dalle altre varianti della Topolino, tra cui la splendida Corallo, per la presenza di cerchi dal disegno racing, dettagli interni ed esterni a contrasto che richiamano il mondo dello sport heritage e una livrea dedicata con delle strisce tipiche delle auto da corsa. L’entry level della Fiat sarà commercializzata in diverse colorazioni, mentre non ci saranno evoluzioni sul piano tecnico. Le specifiche, infatti, rimangono quelle tradizionali con una batteria da 5,4 kWh. L’arrivo sul mercato è previsto nella seconda metà del 2026.
Il pubblico, nell’ambito dell’installazione CIAO FUTURO! allestita presso Magna Pars nel distretto Tortona, potrà osservare da vicino la vettura a zero emissioni fino al 26 aprile. Lo spazio espositivo milanese mostra il percorso del marchio torinese attraverso tre momenti chiave. Si parte con il passato con la Fiat 500 del 1957 in bella mostra e la Panda degli anni ’80 disegnata da Giorgetto Giugiaro, il presente con la coloratissima Topolino Corallo, e il futuro con la versione sportiva.
La Fiat ha deciso di commercializzare il quadriciclo anche negli Stati Uniti, sempre più sensibili alla sostenibilità e in cerca di veicoli elettrici con una forte identità . Focalizzandosi sull’evoluzione della mobilità negli ultimi 50 anni i vertici della Casa piemontese hanno avuto l’idea di far incontrare simbolicamente tre generazioni di designer e farle lavorare su una visione del futuro. Olivier François, CEO di Fiat e Global CMO di Stellantis, ha spiegato:
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 08:39:42 +0000“Dante Giacosa una volta disse che un’auto dovrebbe essere utile prima ancora che sofisticata, un principio che oggi appare ancora piĂą attuale. L’utilitĂ non si misura solo in numeri, ma nel tempo risparmiato, nello spazio guadagnato, nello sforzo ridotto e nel piacere aggiunto. Nella mia esperienza, il buon design non è solo una questione di stile – è una questione di onestĂ . Le persone non chiedono auto piĂą grandi o piĂą complesse, ma soluzioni chiare e significative. Ă qui che Fiat trova il suo vero ruolo: progettare risposte semplici, concrete e oneste che riflettano il modo in cui le persone vivono oggi e il modo in cui le nuove generazioni vivranno domani”.
Ti è mai successo che, frenando, il pedale vada fino in fondo senza opporre resistenza? Ă una situazione che mette i brividi, perchĂ© senti chiaramente che l’auto non sta rallentando, e la cosa ovviamente fa paura. Quando il pedale arriva a fine corsa, significa che l’olio dei freni non sta piĂą spingendo le pastiglie dei freni con la forza necessaria per fermare le ruote.
Non è un problema di materiale d’attrito consumato, qui il guasto riguarda il circuito idraulico che non riesce piĂą a generare la pressione necessaria a bloccare i dischi.
La mia risposta è netta: “Non ripartire per nessun motivo“. Anche se, dopo aver lasciato l’auto ferma, il pedale sembra aver ripreso la sua corsa naturale, si tratta di una condizione di estremo pericolo.
Un impianto frenante che ha manifestato una perdita di pressione non è più affidabile e non ripristina la sua efficienza senza un intervento tecnico specifico. Guidare in queste condizioni comporta rischi che non puoi sottovalutare:
Se il pedale ha toccato il fondo anche solo una volta, l’auto deve essere considerata fuori uso. Non correre rischi inutili, l’unico modo sicuro per movimentare il veicolo è tramite il soccorso stradale, portandolo direttamente in officina per un controllo dell’impianto.
Il difetto nasce da un’interruzione della pressione idraulica. Il colpevole può essere la pompa freni che non tiene piĂą internamente, ma spesso il problema è una perdita esterna, come un tubo flessibile lesionato per la vecchiaia o un cilindretto freno posteriore consumato che perde olio.
In questi casi, il fluido fuoriesce dal circuito impedendo al sistema di andare in pressione e di azionare correttamente i freni. Ecco la stima della spesa complessiva per rimettere l’auto in sicurezza:
A questi importi va sempre aggiunto il costo dello spurgo freni, che oscilla tra i 70 e i 100 euro. Ă un’operazione fondamentale per eliminare l’aria dall’impianto e, su molte vetture, va eseguita necessariamente tramite test di diagnosi per azionare le valvole del modulo ABS e garantire la corretta messa in strada.
Molti automobilisti ignorano che l’olio dei freni ha una scadenza precisa. Questo liquido è igroscopico, ovvero assorbe l’umiditĂ dell’aria, con il tempo l’acqua accumulata nel circuito danneggia le parti interne e compromette la tua sicurezza. Per evitare di ritrovarti con il pedale a fondo corsa, ecco cosa devi fare:
Effettuare il cambio dell’olio è un intervento necessario per preservare l’intero sistema frenante, come: la pompa, i cilindretti e il costoso modulo ABS.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 07:56:23 +0000Per ora si tratta di una concept car, tuttavia sono bastate poche immagini per accendere l’entusiasmo degli appassionati della Smart Fortwo. La successora racchiude lo spirito della biposto da città più famosa al mondo con l’aggiunta di elementi raffinati. Il brand, sotto il controllo di Mercedes e Geely, ha deciso che era arrivato il momento di lavorare su una evoluzione dell’iconica citycar con un nuovo slogan: “Change of Perspectives”.
La presentazione allo Smart Global Brand Event, tenutosi a Pechino, ha dato una visione inedita della Fortwo. ll concept è concepito per essere alimentato dalla nuova piattaforma ECA, sviluppata da Smart, che alzerà l’asticella delle performance. Con la Concept #2, il marchio prevede un’autonomia fino a circa 300 chilometri e una ricarica rapida in corrente continua dal 10% all’80% in meno di 20 minuti. Il modello vanta funzionalità Vehicle-to-Load (V2L), per garantire uno stile di vita urbano sempre connesso. Un compromesso ideale nei rapidi spostamenti in città e per trovare facilmente parcheggio.
Le Smart, da sempre, hanno rappresentato la riposta più comoda per una mobilità intelligente nella caotiche città europee. Nella nuova industria 2.0 green il brand tedesco, supportato da un colosso cinese come Geely, vuole ritagliarsi uno spazio maggiore. La gamma attuale non ha fatto faville nel Vecchio Continente e l’arrivo futuro della #2 rappresenterà un successo quasi assicurato, qualora verrà proposta al giusto prezzo.
Durante l’evento a Pechino è stata anche presentata la Smart #6 EHD, la prima berlina fastback premium della gamma, arricchita di tecnologia Electric Hybrid Drive per una lunga autonomia, destinata al mercato cinese. Gli obiettivi della Casa nata da una idea di un dipendente di Mercedes-Benz sono ambiziosi, ma nel Vecchio Continente le proposte elettriche non hanno ancora fatto faville.
Per rendere attraente la nuova #2 il progetto è stato sviluppato interamente dal Mercedes-Benz Global Design Team. Adottando un approccio unico definito “Function becomes Fashion”, l’ingegneria premium intelligente di Smart si è unita allo stile distintivo del Mercedes-Benz Global Design Team. Sfruttando la presenza Cina e nei mercati internazionali, il marchio proporrà in Europa, a partire dalla metà dell’anno, il servizio clienti Smart care, garantendo un’esperienza semplice e attenta alle esigenze degli utenti. Kai Sieber, Head of Design Smart presso Mercedes-Benz, ha spiegato:
“Crediamo che una citycar debba essere piĂą di una semplice soluzione: deve suscitare emozioni. Portando avanti l’ereditĂ del design iconico della Fortwo, la Concept #2 traduce la nostra forte personalitĂ in una nuova era in cui â€Function becomes Fashion’. Non si tratta solo di praticitĂ intelligente, ma di una vera estensione dell’identitĂ personale”.
Il linguaggio stilistico è in linea con il modello originario, inserendosi alla perfezione tra la #1 e la #3. La vettura a due posti risulta compatta con una distintiva livrea bicolore bianco opaco e oro caldo, interni con dettagli in pelle di alta qualità ed elementi innovativi su superfici traslucide. Con la tradizionale configurazione con le ruote agli angoli garantisce un raggio di sterzata di appena 6,95 metri e una estetica convincente con gruppi ottici indovinati. La versione definitiva sguscerà nel traffico con stile non passando inosservata.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 07:45:46 +0000Le direzioni competenti del Mimit e del Mit, esaudendo il desiderio dell’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici (Ania), hanno evidenziato esigenze di natura tecnico-organizzativa, rinviando con una circolare al 16 luglio l’obbligo per i monopattini elettrici di dotarsi di un’assicurazione Rc.
Se da una parte è avvenuta l’inattesa posticipazione, è stata confermata al 16 maggio la scadenza dell’obbligo per i proprietari di dotare i monopattini di un apposito targhino. Sulla Gazzetta Ufficiale, il mese scorso, è stato pubblicato il decreto della Direzione generale per la Motorizzazione per il rilascio del contrassegno da applicare dietro ai monopattini elettrici.
Come funziona? Per il contrassegno basta che ci sia una associazione tra il codice fiscale del richiedente e il codice alfanumerico del targhino. Ciascun identificativo individuerà un proprietario, non associandosi al mezzo come avviene per le auto e le moto. I monopattini, infatti, non presentano un numero di telaio. Per i proprietari di monopattini sono stati previsti 60 giorni di tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni, facendo scattare l’obbligo di targa, e oramai mancano poco più di 3 settimane al 16 maggio.
La dead line rimane così invariata sotto questo aspetto. Sul sito del Mimit sono state pubblicate le Faq riguardanti l’assicurazione obbligatoria per i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Il documento, diffuso in seguito al decreto del 6 marzo 2026, palesa una serie di chiarimenti sulle procedure necessarie per il rilascio dei contrassegni identificativi e per la regolarizzazione delle posizioni assicurative. L’Ania ha palesato alcune criticitĂ tecniche, che non permettono di avere i sistemi informatici operativi per l’emissione delle polizze per il 17 maggio.
Potranno richiedere il contrassegno per poi collegare la polizza tutti i maggiorenni e anche i minori a partire dai 14 anni. Nel caso degli under 18, la domanda dovrĂ essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilitĂ genitoriale.
Qualora il monopattino fosse utilizzato tra più membri della famiglia, ad esempio genitori e figli maggiorenni, conviene valutare se la polizza Rc Auto copra tutti i conducenti o solo l’intestatario; nel secondo caso, un incidente causato da un familiare, non indicato in polizza, potrebbe non ricevere copertura. Risulta importante visionare le condizioni di polizza prima della sottoscrizione della stessa.
Una polizza garantisce il massimale minimo previsto dalla legge, ovvero 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni di euro per quelli alle cose. Questi valori corrispondono agli stessi minimi del Codice delle Assicurazioni (D.Lgs. 209/2005) giĂ previsti per autoveicoli, moto e ciclomotori. Come funziona il diritto di rivalsa? Quando il conducente viola gravemente le condizioni di polizza o le norme del Codice della Strada, come nel caso di guida in stato di ebbrezza o di uso del veicolo in modo non consentito, bisogna considerare se la polizza prevede clausole di rivalsa.
Nel caso si verifichi una guida senza casco (obbligatorio) o di trasporto non consentito di un passeggero la rivalsa si esercita verso il proprietario o verso il conducente effettivo se diverso, in difetto di previsioni contrattuali alternative. La polizza può prevedere una clausola di rinuncia alla rivalsa da parte della compagnia, che può essere richiesta all’atto della sottoscrizione dell’assicurazione.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 06:51:47 +0000Nel giorno 23 aprile 2026 è previsto in Italia uno sciopero nel settore dei trasporti. Di seguito riportiamo tutte le informazioni essenziali e i dettagli relativi all’unico sciopero proclamato per questa data, indicando area geografica, durata, sindacati coinvolti e tipologia di servizi interessati.
In Calabria è indetto uno sciopero di 8 ore, dalle 10.00 alle 17.59, che riguarda il settore ferroviario su tutte le province. Interessato il personale della RFI – Sala Circolazione e Orario di Reggio Calabria e delle Unità Circolazione Calabria – Direzione Circolazione e Orario COA RC. Lo sciopero è stato proclamato dalle sigle sindacali OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e coinvolge la categoria del personale della società menzionata.
Si precisa che lo sciopero ha rilievo regionale eccessivo principalmente sulle attivitĂ di gestione della circolazione dei treni.
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 06:00:00 +0000Spesso lo dimentichiamo, o forse preferiamo non pensarci troppo, ma l’unico punto di contatto tra le tonnellate di tecnologia di un’auto moderna e l’asfalto sono pochi, pochissimi centimetri quadrati di gomma. à su questa superficie minima che si gioca la nostra sicurezza ogni volta che affrontiamo una curva, una frenata improvvisa o un violento acquazzone estivo. Eppure, nonostante la loro importanza vitale, gli pneumatici sono spesso considerati un elemento secondario, quasi invisibile, di cui ci si occupa solo quando il gommista ci ricorda che il battistrada è ormai al limite.
Per scuotere questa pericolosa distrazione collettiva, dal 20 aprile 2026 la Polizia Stradale torna in campo con una nuova campagna di controlli su scala nazionale. L’obiettivo è chiaro: riportare l’attenzione sulla salute delle gomme per garantire strade piĂą sicure a tutti. Non si tratterĂ di semplici verifiche amministrative, ma di un’indagine tecnica approfondita che trasformerĂ ogni posto di blocco in una sorta di “check-up” clinico per la vettura fermata.
Immaginate la scena: una pattuglia ferma un veicolo per un normale controllo di routine. In questa nuova fase, però, l’agente non si limiterà a controllare patente e libretto. Dopo aver verificato la documentazione, si chinerà per osservare da vicino le ruote. Gli operatori, che hanno ricevuto una formazione tecnica specifica proprio per questo scopo, guarderanno oltre la superficie.
Non basterĂ che una gomma “sembri buona”. Gli agenti verificheranno lo stato di usura complessivo, ma anche la presenza di segnali d’allarme spesso invisibili a un occhio non esperto: tagli profondi, rigonfiamenti sospetti o anomalie strutturali che potrebbero trasformarsi in un cedimento improvviso a velocitĂ autostradale.
Per eliminare ogni margine di ambiguitĂ , le pattuglie saranno dotate dello spessimetro, uno strumento omologato che misura con precisione millimetrica la profonditĂ del battistrada, garantendo criteri di valutazione uniformi e oggettivi su tutto il territorio nazionale.
Il controllo non si fermerà all’usura fisica. La campagna punterà i riflettori sulla coerenza normativa dell’equipaggiamento. Verrà verificata l’omologazione degli pneumatici e la loro esatta corrispondenza con quanto riportato sulla carta di circolazione. Un altro aspetto cruciale sarà l’uniformità : le gomme montate sullo stesso asse devono essere identiche. Inoltre, in un periodo di transizione stagionale, gli agenti presteranno particolare attenzione alla correttezza dell’equipaggiamento rispetto al periodo dell’anno, assicurandosi che gli automobilisti rispettino le normative sui cambi invernali o estivi.
Questa iniziativa, giunta alla sua 23ÂŞ edizione, è il frutto di una storica collaborazione tra Assogomma e il Ministero dell’Interno – Servizio Polizia Stradale. Ă un lavoro di squadra che negli anni ha cercato di elevare la consapevolezza di chi guida, ricordando che la sicurezza attiva dell’auto non dipende solo da sensori e radar, ma dalla qualitĂ del contatto con il suolo.
Il tema è oggi piĂą urgente che mai a causa dell’evoluzione del mercato automobilistico. La diffusione di SUV, crossover e vetture elettriche ha cambiato radicalmente la dinamica dei pesi in gioco. Molte di queste auto moderne, cariche di batterie e dotazioni di lusso, superano agilmente le due tonnellate di massa. Sono veicoli potenti e pesanti che scaricano a terra energie notevoli: per loro, avere pneumatici in perfetto stato non è un’opzione, ma una necessitĂ fisica imprescindibile per restare saldi alla strada.
I dati raccolti durante questi controlli a tappeto in tutta Italia non serviranno solo a sanzionare le irregolaritĂ . Le informazioni verranno analizzate dal Politecnico di Torino secondo un rigoroso modello statistico. I risultati di questa analisi serviranno a costruire future campagne di sensibilizzazione, mirate soprattutto a proteggere gli automobilisti in vista dei prossimi esodi estivi, quando le alte temperature e l’asfalto rovente metteranno a dura prova la resistenza di quelle poche strisce di gomma che ci tengono legati alla vita.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 05:40:23 +0000Manca circa un mese al 25 maggio, data fissata per il debutto ufficiale a Roma della Ferrari Luce, e l’attesa attorno alla prima vettura completamente elettrica della Casa di Maranello sta raggiungendo l’apice. Non si tratta solo di un nuovo modello, ma di un vero e proprio spartiacque nella storia del Cavallino Rampante, una mossa fortemente voluta dall’amministratore delegato Benedetto Vigna che proietta il marchio in un’era tecnologica inedita. Mentre i dettagli tecnici iniziano a delinearsi con precisione, è il posizionamento economico a catturare l’attenzione degli osservatori e del mercato.
Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg e citate da fonti vicine all’azienda, il prezzo di listino della Ferrari Luce dovrebbe attestarsi intorno ai 550.000 euro. Sebbene da Maranello non siano arrivate conferme o smentite ufficiali, questa cifra colloca immediatamente la Luce in una posizione di assoluto vertice all’interno della gamma attuale. Con un costo d’attacco così elevato, l’elettrica supererebbe modelli iconici come la 296, la Purosangue e la 12Cilindri, definendo uno standard di esclusivitĂ che va oltre il semplice concetto di auto a batteria.
La scelta di un prezzo così importante riflette l’unicitĂ del progetto. La Ferrari Luce non è una supersportiva tradizionale, ma un crossover di lusso che introduce una piattaforma tecnica totalmente nuova. Con un passo di 2,96 metri (leggermente piĂą corto rispetto alla Purosangue), la vettura è spinta da quattro motori elettrici indipendenti, una configurazione estremamente rara nel panorama automobilistico mondiale. Questa architettura permette di erogare una potenza complessiva superiore ai 1.100 CV, garantendo prestazioni che sfidano le leggi della fisica: una velocitĂ massima di 310 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,5 secondi.
Il potenziale acquirente della Luce non valuta solo le prestazioni pure, ma l’intero ecosistema tecnologico e sensoriale. La batteria da 122 kWh con architettura a 880 V permette una ricarica ultra-rapida fino a 350 kW e garantisce un’autonomia omologata di 530 km. Un dettaglio descrittivo di grande rilievo riguarda l’esperienza acustica: invece di ricorrere a suoni digitali che simulano il classico V12, Ferrari ha sviluppato un sistema innovativo che amplifica il suono naturale degli inverter, creando una firma sonora autentica per l’era elettrica.
Gli interni, sviluppati in collaborazione con il celebre designer Jony Ive, promettono di essere altrettanto rivoluzionari, sebbene la carrozzeria sia ancora avvolta dal segreto. Il prezzo di 550.000 euro, dunque, serve a sottolineare che la Luce non ha concorrenti dirette.
Mentre altri costruttori come Lotus, Porsche o Tesla offrono SUV a batteria di alto livello, nessuno di questi ambisce al medesimo posizionamento di Ferrari. Anche le hypercar elettriche come quelle prodotte da Rimac appartengono a una categoria differente, quella delle produzioni ultra-limitate da pista, rendendo la Luce un prodotto unico nel suo genere: un veicolo utilizzabile quotidianamente ma con un pedigree tecnico e un prezzo da collezionismo.
La Ferrari Luce sembra destinata a giocare una partita solitaria. Il costo di listino, per quanto elevato, potrebbe diventare un elemento secondario per i clienti del Cavallino, specialmente considerando le infinite possibilitĂ di personalizzazione che faranno lievitare ulteriormente l’investimento finale. Maranello sta costruendo un segmento nuovo, dove la sfida non è piĂą sul confronto diretto, ma sulla capacitĂ di trasformare l’elettricitĂ in una nuova forma di lusso inarrivabile.
Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 05:30:08 +0000Se con Lucia Ilardo sarĂ piĂą di un semplice bacio, lo sapremo solo vivendo. Intanto, Raul Dumitras sa che giĂ una bellissima la aspetta in garage, un’auto a cui non puoi restare indifferente nemmeno se lo volessi. Le prestazioni elevate abbinate a un design “cattivo” la incoronano tra i SUV premium di punta, al punto da aver persuaso diversi VIP a scegliere proprio lei.
Tempo qualche foto tattica piazzata sui social ed è scoppiato il caos: la Mercedes-AMG G63 di Raul Dumitras ti colpisce per imponenza e sfacciataggine, uno squalo su ruote che affonda le sue radici nel 1979. All’epoca del debutto, il veicolo doveva assolvere a scopi militari, ma l’ampio interesse suscitato indusse il produttore tedesco a decretarne il lancio su vasta scala e il successo commerciale gli diede ragione. Sebbene sia “addolcita” rispetto al modello bellico, non la confonderesti mai nel traffico grazie alle linee squadrate, alla ruota di scorta esterna e agli inconfondibili scarichi laterali molto AMG.
In contrasto con gli esterni, dove il metallo e la soliditĂ hanno la meglio, gli interni sono da “Classe S sotto mentite spoglie”, un tripudio di pelle, Alcantara e fibra di carbonio. Il doppio schermo digitale permette di avere sempre sotto controllo le prestazioni del veicolo e di gestire i contenuti multimediali, mentre l’impianto audio Burmester è tarato per deliziare l’orecchio del Dumitras DJ, isolato dai rumori esterni nonostante la forma refrattaria ai flussi d’aria.
L’anima brutale del mezzo confluisce nel V8 4.0 biturbo firmato AMG da 585 CV e 850 Nm di coppia massima, un’esplosione di energia pronta a lanciare questa fortezza su ruote da 0 a 100 km/h in appena 4,5 secondi. Ci riesce anche per il cambio automatico a 9 rapporti Speedshift, instancabile nel raccordo.
Non è una “tipa facile”: richiede sacrifici, tanto nel prezzo, capace di superare i 220.000 euro, quanto nei consumi, che arrivano facilmente a 3-4 km/l quando premi forte sull’acceleratore. Di rimando, comunica potere e successo, probabilmente la molla dietro la scelta di un fuoristrada così estremo, anche se la dotazione tecnica, completa di tre differenziali bloccabili, è da scalatore puro.
Ma la vita di Raul non è fatta solo di motori ruggenti e asfalto. Proprio stasera, 22 aprile 2026, l’attenzione si sposta sul piccolo schermo per l’undicesima puntata del Grande Fratello Vip. In un’edizione caratterizzata da ascolti altalenanti, condotta da Ilary Blasi con il supporto di Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, il clima si preannuncia rovente dopo il piccolo incremento di share dell’ultimo appuntamento, arrivato al 17,31%.
Stasera si parlerĂ molto dei triangoli amorosi e delle dinamiche che vedono coinvolto proprio Raul Dumitras. Alessandra Mussolini, nel suo ruolo di “Cupido” della Casa, ha creato non poco scompiglio tra Raul, Lucia Ilardo e Renato Biancardi. Mentre si attende il confronto di fuoco tra Antonella Elia e Paola Caruso, gli occhi saranno puntati su Raul per capire come evolverĂ il suo percorso sentimentale e se i consigli della Mussolini porteranno a una tregua o a nuovi scontri. Parcheggiata la G 63, a Raul tocca liberare i cavalli sotto i riflettori di Canale 5.
Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 19:00:09 +0000Immaginate di tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, compiere il gesto piĂą naturale del mondo — ovvero parcheggiare l’auto nel vialetto di proprietĂ o davanti al vostro garage — e scoprire, il mattino seguente, che quel gesto vi è costato 200 dollari di multa. Sembra l’incipit di un racconto distopico sulla burocrazia impazzita, una situazione talmente paradossale da sfidare il senso comune: essere sanzionati per aver “occupato” lo spazio davanti alla propria residenza. Eppure, questa è la cronaca di una realtĂ che sta scuotendo la tranquillitĂ di diversi quartieri residenziali, trasformando il concetto di “casa dolce casa” in un costoso rompicapo normativo.
Ad Annapolis, negli Stati Uniti, la quotidianitĂ di molti cittadini è stata stravolta da un’improvvisa e severa applicazione delle norme sul parcheggio. Situazioni che per decenni sono state considerate consuetudinarie, se non ovvie, sono finite nel mirino dei controllori comunali.
Non si tratta di casi isolati di sosta selvaggia, ma di fatti quotidiani: una vettura ferma davanti al proprio garage o una seconda auto di famiglia parcheggiata in strada, esattamente in corrispondenza dell’accesso al proprio domicilio. La stranezza della situazione è amplificata dalla tempistica. Secondo numerose testimonianze, ci sono famiglie che risiedono negli stessi appartamenti da oltre vent’anni e che non avevano mai ricevuto una contravvenzione per questo tipo di sosta.
All’improvviso, però, il vento è cambiato: i controlli sono diventati capillari e spietati, con raffiche di verbali staccati nello stesso giorno e nella stessa via, quasi a voler segnare un punto di non ritorno nella gestione dello spazio pubblico e privato. Lo spazio davanti casa, se non contrassegnato dalle righe, non è un parcheggio. Dunque, è sanzionabile.
Il problema, oltre che normativo, è diventato quasi fisico perchĂ© si scontra con la realtĂ materiale dei veicoli odierni. Le strade e i vialetti piĂą datati di Annapolis non sono stati progettati per i contemporanei giganti della strada. SUV e pickup, non a caso, giocano un ruolo cruciale in questa ondata di multe. Quando queste vetture vengono parcheggiate nei vialetti privati, spesso la loro lunghezza eccede lo spazio disponibile, portandole a sconfinare leggermente sul marciapiede. Questo “straripamento”, anche se di pochi centimetri, è sufficiente a far scattare la sanzione aggiuntiva.
Il paesaggio urbano diventa così teatro di un conflitto tra la struttura architettonica del passato e le esigenze di mobilitĂ del presente. Intanto, l’amministrazione di Annapolis difende il proprio operato invocando ragioni superiori di sicurezza e fluiditĂ della circolazione pedonale. L’argomentazione ufficiale è chiara: i marciapiedi devono rimanere liberi per permettere a chiunque di transitare senza ostacoli.
Tuttavia, i residenti denunciano un’applicazione del regolamento troppo rigida e priva di elasticitĂ , sottolineando come sia quasi impossibile applicare alla lettera norme così severe in quartieri storici dove gli spazi sono intrinsecamente limitati.
La morale che emerge dalle strade di Annapolis è quella di una comunitĂ frustrata, costretta a misurarsi con il centimetro ogni volta che rientra a casa. La sanzione di circa 200 dollari non è solo un colpo al portafoglio, ma viene percepita come un’invasione della sfera privata in situazioni che non arrecano un reale disturbo alla collettivitĂ .
Il dibattito resta aperto: è giusto che la sicurezza pedonale prevalga sempre, anche a costo di multare un cittadino davanti alla propria porta? O la burocrazia dovrebbe mostrare un volto piĂą umano? Ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza.
Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 14:53:38 +0000L’anomalia è servita, quasi paradossale nella sua evidenza: un conducente viene fermato dalle Forze dell’Ordine in stato di ebbrezza a bordo di un monopattino elettrico, subisce il ritiro o la sospensione della patente di guida, ma poche ore dopo, una volta smaltito l’alcool, può legalmente risalire sullo stesso mezzo e circolare senza alcun timore di ulteriori sanzioni.
Questo enorme vuoto legislativo rappresenta il cuore di un dibattito che scuote l’ordinamento italiano, dove la conduzione di monopattini, biciclette ed e-bike non richiede, ad oggi, alcun titolo di abilitazione alla guida. Di fatto, la sanzione colpisce la persona nel suo diritto di guidare un’auto, ma la lascia libera di muoversi agilmente nel traffico cittadino con il veicolo protagonista dell’infrazione.
Il contesto in cui matura questa contraddizione è quello di una presenza sempre piĂą massiccia di questi mezzi nelle nostre strade, accompagnata da un fortissimo aumento degli incidenti che li vedono coinvolti. Per correre ai ripari, il Governo ha introdotto misure rigorose che entreranno in vigore dal 16 maggio 2026, imponendo l’obbligo di targa e assicurazione per i monopattini elettrici, equiparandoli di fatto ai ciclomotori per quanto concerne l’identificazione e la responsabilitĂ civile. Tuttavia, la questione della “patente” resta un nodo irrisolto che genera situazioni grottesche.
La chiarezza su cosa sia un monopattino è arrivata recentemente dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37391/2025 depositata a novembre dello scorso anno. Il caso riguardava un guidatore risultato positivo all’alcool test che, nel tentativo di difendersi, aveva sostenuto che il monopattino non fosse un veicolo vero e proprio, bensì un semplice “strumento ricreativo”. Secondo questa tesi, il mezzo non sarebbe dovuto ricadere sotto le rigide maglie dell’articolo 186 del Codice della Strada, che disciplina la guida in stato di ebbrezza.
La Suprema Corte ha però rigettato questa interpretazione, ricordando che la legge 160 del 27 dicembre 2019 equipara i monopattini elettrici ai velocipedi. Secondo l’articolo 50 del Codice della Strada, i velocipedi sono mezzi a propulsione muscolare (comprese le bici a pedalata assistita) con due o piĂą ruote. Di conseguenza, chiunque guidi un monopattino elettrico con un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro viola la legge; se il tasso supera gli 0,8 grammi, si entra nell’ambito del reato.
Il picco della severitĂ si raggiunge oltre la soglia di 1,5 grammi per litro. In questo scenario, le conseguenze sono pesantissime: multe salatissime, confisca del mezzo e, appunto, la sospensione o revoca della patente. Se poi il guidatore ubriaco causa un incidente, il quadro si aggrava ulteriormente. Eppure, nonostante la gravitĂ della sanzione amministrativa sulla patente, il “paradosso del vuoto normativo” rimane intatto: poichĂ© per guidare un monopattino non serve la patente, il fatto che questa venga ritirata non impedisce materialmente al sanzionato di continuare a utilizzare il mezzo.
Questo scenario descrive una realtĂ dove la tecnologia e la diffusione di nuovi modelli di mobilitĂ hanno corso molto piĂą velocemente delle leggi. Mentre le strade si popolano di mezzi agili e silenziosi, il sistema normativo arranca nel tentativo di conciliare la punizione di comportamenti pericolosi con l’assenza di un patentino specifico per i velocipedi, lasciando aperta una porta che molti, pur se privati della licenza di guida, continuano ad attraversare ogni giorno.
Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 14:00:31 +0000KTM 1390 Super Duke RR rappresenta un’ulteriore evoluzione della filosofia hypernaked della Casa austriaca. Basata sulla versione standard “R”, questa configurazione introduce una serie di interventi mirati ad alzare il livello delle prestazioni, con un’impostazione più orientata all’utilizzo in pista.
Prodotta in serie limitata a 350 esemplari, il modello perde 11 kg grazie all’impiego di elementi in fibra di carbonio e componenti dedicati. Una riduzione che incide sul comportamento dinamico, migliorando agilità , precisione e stabilità alle velocità più elevate.
KTM 1390 Super Duke RR vanta un peso complessivo di 189 kg. La massa contenuta contribuisce a rendere il comportamento più reattivo sia nell’utilizzo su strada sia tra i cordoli, con cambi di direzione più rapidi e una maggiore precisione nelle traiettorie. Il telaio mantiene un’elevata rigidità strutturale, favorendo stabilità anche nelle fasi di guida più impegnative.
Per lo sviluppo del modello, il reparto R&D ha adottato materiali e soluzioni tecniche di livello elevato. L’uso esteso della fibra di carbonio consente di contenere il peso complessivo, affiancato da componenti specifici come cerchi forgiati e pneumatici Michelin Power GP Hypersport.
Le sospensioni WP Pro Components, con ampie possibilità di regolazione e tecnologia derivata dalla MotoGP, sono progettate per offrire stabilità e un livello di messa a punto avanzato. A completare la ciclistica intervengono le pinze freno anteriori Brembo HyPure Sport, pensate per garantire una risposta efficace nelle fasi di frenata.
La spinta è affidata al bicilindrico a V LC8 da 1.350 cc, in grado di sviluppare 193 CV e 145 Nm di coppia. Il motore integra la tecnologia Camshift, che ottimizza la gestione della combustione lungo l’intero arco di utilizzo. Completa la configurazione lo scarico slip-on Akrapovič in titanio, soluzione che contribuisce alla riduzione del peso e alla definizione del carattere complessivo del modello.
Gli aggiornamenti non riguardano solo la parte meccanica, ma anche il comparto elettronico. KTM 1390 Super Duke RR adotta un pacchetto completo che include tutte le funzioni del Tech Pack, con una gestione avanzata dei sistemi di assistenza alla guida. L’integrazione delle diverse modalità di guida e dei controlli elettronici consente di adattare il comportamento del modello a differenti contesti di utilizzo, intervenendo su parametri come erogazione della potenza e risposta dei sistemi di sicurezza.
Tra le novità figura un display TFT touchscreen da 8,8 pollici, che introduce funzionalità dedicate anche all’impiego in pista. In modalità “Track” sono disponibili dati telemetrici e lap timer, mentre la funzione “Beast Mode” offre ulteriori possibilità di configurazione dei parametri di guida. Questi sistemi operano insieme ai controlli di trazione e alle logiche ABS, contribuendo alla gestione complessiva del comportamento dinamico.
Sul piano estetico, il modello presenta interventi mirati che rispondono anche a esigenze funzionali. Le alette aerodinamiche integrate nella zona del serbatoio sono progettate per aumentare la deportanza e ridurre l’alleggerimento dell’avantreno alle alte velocità . Completano l’insieme il faro a LED e una livrea dedicata, elementi che differenziano visivamente questa versione rispetto alle altre declinazioni della gamma.
Come detto, KTM 1390 Super Duke RR sarà prodotta in 350 esemplari e arriverà sul mercato a partire dal mese di maggio attraverso la rete ufficiale della Casa austriaca. Il prezzo fissato per il mercato italiano è di 29.990 euro.
Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 13:08:11 +0000C’è un filo invisibile che attraversa oltre cinquant’anni di motorsport. Parte da una pioniera italiana, attraversa decenni di silenzi e tentativi, e oggi torna a vibrare forte sul rettilineo di Silverstone. Da Maria Teresa de Filippis e Maria Grazia “Lella” Lombardi a Doriane Pin, la F1 femminile non è piĂą un’eccezione: è una storia che si sta finalmente scrivendo.
Per capire il presente, bisogna partire dal passato. Maria Teresa de Filippis, nata a Napoli nel 1926, è stata la prima donna a qualificarsi per un GP di F1. Era il 1958 e lo fece su Maserati 250F, appartenuta al pilota Giorgio Scarlatti. Una monoposto acquistata con i propri soldi, visto che ai tempi non c’erano sponsor.
La qualificazione arrivò nel GP del Belgio dopo averla inseguita con diversi tentativi. In quel GP chiuse al decimo posto. La sua carriera durò poco e si chiuse per scelta, non certo per i pregiudizi. Dopo aver perso diversi amici in pista, nel 1959 decise di smettere di correre.
Passati gli anni ’60, le donne tornano protagoniste nel 1975, quando Lella Lombardi, all’etĂ di 34 anni su March, chiuse sesta al GP di Spagna, conquistando mezzo punto mondiale. Era la stagione in cui l’austriaco Niki Lauda su Ferrari, diventò per la prima volta campione del mondo.
Ancora oggi, Lombardi resta l‘unica donna ad aver segnato punti in F1. Un’impresa che, col passare degli anni, è diventata simbolo. Non solo per il risultato, ma per il contesto. Era sempre un’epoca in cui correre in Italia come nel resto del mondo, per una donna, significava sfidare pregiudizi, nuovi limiti tecnici e culturali.
Lombardi non era una comparsa, era una pilota vera, rispettata, capace di stare in pista con i migliori. Ma dopo di lei, ancora una volta il vuoto. Diversi tentativi, apparizioni, test ma nessuna continuitĂ . Fino ad oggi.
Il 17 aprile 2026 qualcosa è cambiato. Sul circuito di Silverstone, Doriane Pin è salita su una monoposto di F1. Non una qualsiasi, la Mercedes W12, quella del titolo costruttori 2021. Un test sì, ma allo stesso tempo, anche un segnale fortissimo.
La 22enne francese, campionessa della F1 Academy 2025 e pilota di sviluppo Mercedes-AMG Petronas Formula One Team, ha completato 76 giri per oltre 200 km, impressionando il team per velocitĂ , feedback e maturitĂ tecnica. Precedentemente, in preparazione del test, ha trascorso molto tempo nel simulatore Mercedes, integrandosi strettamente con gli ingegneri e perfezionando la sua comprensione delle procedure necessarie per guidare la W12.
Pin è così diventata la prima donna nella storia a guidare una Mercedes di F1 e la prima francese a mettersi al volante di una F1 moderna. “Un’esperienza incredibile“, ha raccontato ai media, ma dietro l’emozione, c’è tanta sostanza e tanto sacrificio. Ora la pilota continuerĂ nei suoi compiti di Development Driver, che includono lo sviluppo del simulatore, attivitĂ aggiuntive in fabbrica e a bordo pista oltre alla possibilitĂ di partecipazione ai GP.
La differenza tra De Filippis, Lombardi e Pin non è nel talento, è nel sistema. Negli anni ’50 le origini, nel ’70, Lella era sola. Oggi, Doriane è parte di un ecosistema: academy, programmi giovani, sviluppo strutturato. Dal Ferrari Challenge alla Endurance con il progetto Iron Dames, fino alla F1 Academy vinta nel 2025, il suo percorso è stato costruito passo dopo passo. Quel percorso la porta dentro un box di F1, non come ospite, ma come progetto. Mercedes crede in lei e non è un caso isolato.
Gwen Lagrue, consulente Mercedes per lo sviluppo dei piloti, ha dichiarato:
“Siamo molto orgogliosi di dimostrare alla prossima generazione di pilote che guidare una monoposto di F1 è un obiettivo raggiungibile. Sono certo che vedremo una donna al volante di una vettura di F1 nei prossimi anni e, come team, saremmo incredibilmente orgogliosi se riuscissimo a raggiungere questo traguardo con una nostra collaboratrice. Doriane può certamente essere fonte di ispirazione per chi seguirĂ le sue orme, proseguendo la sua carriera e il suo ruolo di pilota collaudatrice con il nostro team“.
Negli ultimi anni, qualcosa si è mosso. La nascita della F1 Academy, il coinvolgimento diretto dei team, l’attenzione mediatica, il motorsport ha iniziato a cambiare pelle. Doriane Pin è il volto di questa rivoluzione. Non perchĂ© è una donna che guida, perchĂ© è una pilota pronta e il talento non ha genere.
Il motorsport, da sempre, è stato uno specchio della societĂ : competitivo e selettivo. Oggi però sembra aprirsi a una visione piĂą ampia, in cui il valore non è piĂą filtrato da categorie rigide ma riconosciuto nella sua essenza. L’ingresso delle donne in modo strutturato non è solo un fatto di rappresentanza, ma un cambiamento culturale piĂą profondo. Significa mettere in discussione un’idea di limite che per decenni è stata accettata quasi senza essere interrogata. Significa ridefinire cosa intendiamo per merito, opportunitĂ e accesso.
In questo senso, il percorso di una pilota come Pin non è soltanto individuale, è collettivo. Ogni curva affrontata, ogni giro completato, ogni test superato diventa parte di una narrazione più grande, che riguarda chi osserva, chi sogna e chi verrà dopo. Il motorsport, che vive di velocità e precisione, scopre così una nuova dimensione, quella del tempo lungo del cambiamento. E in quel tempo, finalmente, anche ciò che sembrava impossibile inizia a diventare semplicemente inevitabile.
Tra il mezzo punto di Lella Lombardi e i 200 km di Doriane Pin a Silverstone c’è un mondo. Ma anche una continuitĂ . Ogni giro percorso oggi porta con sĂ© il peso e l’ereditĂ di chi ha aperto la strada. La domanda, ora, non è piĂą “se” una donna tornerĂ a correre stabilmente in F1 ma “quando“.
Forse, per la prima volta, la risposta non sembra così lontana. Il motorsport vive di velocitĂ , ma anche di simboli. Questa è una storia perfetta: passato, presente e futuro che si intrecciano. De Filippis è stata la prima, Lombardi la prima a punti, Pin potrebbe essere l’inizio di qualcosa di nuovo. Silverstone è stato solo un test, ma il prossimo passo potrebbe essere molto piĂą grande. Magari proprio lì dove tutto conta davvero, sulla griglia di partenza della F1.
Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 13:04:27 +0000La vendita di un’auto all’estero è un’operazione che intreccia mercato, documenti, fiscalità , trasporto e cancellazione dal PRA. Dal primo gennaio 2020 la radiazione per definitiva esportazione deve essere richiesta prima che il veicolo lasci l’Italia e il mezzo deve avere la revisione in corso di validità al momento della domanda.
Sul mercato internazionale, soprattutto per alcune categorie di usato, le opportunità non mancano: certi modelli diesel, SUV, veicoli commerciali, auto premium o vetture accessoriate possono trovare all’estero una domanda più vivace di quella interna e in alcuni casi spuntare valori migliori.
In ogni caso, per vendere un’auto all’estero ci sono diverse opzioni: una delle più comuni è affidarsi a un concessionario italiano per fare da intermediario. In alternativa si può fare riferimento alle piattaforme online specializzate nella vendita di auto a livello internazionale.
Un’auto che in Italia fatica a trovare acquirenti può risultare più appetibile in un altro Paese europeo o extraeuropeo, per ragioni legate alla fiscalità locale, alla disponibilità di modelli equivalenti, alla domanda di versioni specifiche o alla reputazione di alcuni marchi italiani nel mercato dell’usato. Questa apertura internazionale aumenta le possibilità di vendita e permette di difendere meglio il prezzo.
La vendita a un operatore professionale estero oppure appoggiarsi a un intermediario specializzato riduce parte del rischio operativo. La documentazione di esportazione è più facile da gestire quando dall’altra parte c’è un concessionario o un trader abituato a lavorare con PRA, trasportatori, dogane e uffici immatricolativi stranieri. Dopodiché dalla data di avvenuta radiazione dal PRA cessa l’obbligo di pagamento del bollo auto a carico dell’intestatario.
In ogni caso, vendere un’auto all’estero comporta un impegno per la gestione delle pratiche burocratiche accanto a quello economico. Chi sceglie di gestire l’intero processo in maniera indipendente deve fronteggiare una serie di costi fissi. In particolare, 73,50 euro per le tasse legate al Pubblico registro automobilistico. A questa spesa si aggiungono le tasse per la radiazione e l’esportazione del veicolo, oltre al pagamento dell’Iva.
Per i veicoli esportati dal primo gennaio 2020 la richiesta di cancellazione deve essere presentata prima dell’esportazione. Secondo l’articolo 103 del Codice della Strada “per esportare definitivamente all’estero autoveicoli, motoveicoli o rimorchi, l’intestatario o l’avente titolo chiede all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale la cancellazione dall’archivio nazionale dei veicoli e dal P.R.A., restituendo le relative targhe e la carta di circolazione, secondo le procedure stabilite dal Dipartimento stesso nel rispetto delle vigenti norme comunitarie in materia”.
E ancora: “La cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia in regola con gli obblighi di revisione o sia stato sottoposto, nell’anno in cui ricorre l’obbligo della revisione, a visita e prova per l’accertamento dell’idoneità alla circolazione” e che “non sia pendente un provvedimento di revisione singola”.
Viene infine imposta la restituzione di targhe e documenti e condiziona la cancellazione alla sottoposizione del veicolo a revisione con esito positivo in data non anteriore a sei mesi rispetto alla richiesta.
In pratica non è vero che si possa attendere la finalizzazione della vendita e il trasporto all’estero per chiedere solo dopo la cancellazione dal PRA. La sanzione esiste ed è prevista dallo stesso articolo 103: chi viola il comma 1 è soggetto a una sanzione amministrativa pecuniaria da 173 a 695 euro. superficialità .
Alla richiesta di cancellazione vanno allegati le targhe, la carta di circolazione e il certificato di proprietà cartaceo o il foglio complementare oppure in alternativa il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà . Se targhe o documenti sono stati smarriti o rubati serve la denuncia oppure la dichiarazione sostitutiva di resa denuncia presentata all’autorità di pubblica sicurezza.
A questa base documentale si affianca poi la prova dell’esportazione che cambia a seconda del caso concreto. Sono quindi utili il documento di trasporto internazionale, come DDT o CMR, la fattura, la ricevuta di acquisto, l’attestazione del destinatario estero di avvenuta consegna o la documentazione di nuova immatricolazione nel Paese di destinazione. Per l’extra Ue, entrano in gioco la bolla doganale, la fattura con vidimazione doganale o il DAE con MRN corredato dalla prova dell’uscita.
Se i documenti sono redatti in lingua straniera può rendersi necessaria la traduzione asseverata, in particolare quando la prova dell’importazione o della consegna proviene da autorità o operatori esteri. Per le bolle doganali estere redatte secondo il modulo standard DAU non è invece necessaria la traduzione asseverata se dal documento si ricavano gli estremi identificativi del veicolo e l’avvenuta esportazione.
Quando l’auto è destinata a un altro Paese dell’Unione europea, il percorso è più ordinato rispetto all’extra Ue perché non si applicano dazi doganali all’ingresso nel Paese di destinazione. Se si acquista un’auto da un altro Paese UE, non si pagano dazi doganali quando la si porta nel Paese di residenza.
Uno dei problemi piĂą frequenti nasce dal disallineamento tra le procedure italiane e quelle del Paese importatore. Alcuni Stati possono pretendere una prova della cancellazione o una documentazione che il venditore italiano fatica a fornire nei tempi richiesti. Altri si accontentano invece della documentazione di trasporto o di immatricolazione provvisoria.
Dal punto di vista fiscale, se un privato vende la propria auto, non deve addebitare l’Iva. Per le auto usate la disciplina cambia rispetto alle auto nuove, che ai fini Iva sono quelle con non più di 6.000 km oppure consegnate entro 6 mesi dalla prima immatricolazione. Per le auto usate e già immatricolate nell’Unione europea, l’Iva non è dovuta come per un’auto nuova mentre restano da considerare immatricolazione e tassazione locale nel Paese di destinazione.
Se la destinazione è fuori dall’Unione europea, l’operazione si complica perché entrano in scena anche le formalità doganali di esportazione. Sotto il profilo doganale, per le operazioni di esportazione verso Paesi terzi la normativa unionale non prevede il pagamento di dazi o diritti all’esportazione, ma è obbligatorio l’inquadramento dell’operazione nel regime di esportazione e la prova dell’uscita dal territorio doganale dell’Unione europea. Per il regime di esportazione, la merce svincolata deve uscire dal territorio doganale Ue entro 90 giorni dalla data dello svincolo.
Sul piano documentale, per i Paesi extra Ue la bolla doganale diventa spesso il documento chiave. Tra i documenti ci sono la bolla doganale o la fattura vidimata dalla dogana. Se si presenta una copia del DAE con indicazione dell’MRN e degli elementi identificativi del veicolo, va allegata anche la prova dell’uscita.
Anche nel commercio internazionale dell’usato circolano intermediari opachi, società di facciata e operatori che spariscono appena ricevono documenti, veicolo o anticipo. Per questo, prima ancora della procedura Pra, bisogna verificare identità , sede, contatti, modalità di pagamento e reputazione commerciale del compratore o della piattaforma utilizzata.
Il secondo rischio è amministrativo. Se sul veicolo grava un fermo amministrativo occorre cancellare il provvedimento pagando quanto dovuto, e solo dopo si può procedere con la radiazione per esportazione. Meglio verificare preventivamente la presenza di vincoli o gravami.
Una volta cancellato per esportazione, per raggiungere i transiti di confine dopo la cancellazione, il veicolo può circolare solo se munito di foglio di via e targa provvisoria. Infine, se l’autorità estera trattiene targhe e documenti, la gestione cambia a seconda che il Paese appartenga o meno all’Unione europea. Se trattenuti da un’autorità di un altro Stato membro, non serve alcun giustificativo. Se invece il trattenimento avviene in uno Stato extra Ue bisogna allegare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la circostanza.
Se la vendita è semplice all’interno dell’Unione europea con acquirente affidabile e documentazione lineare, il privato ben informato può gestire gran parte del percorso con il supporto dello Sportello telematico dell’automobilista o di un’agenzia pratiche auto. La richiesta va presentata dall’intestatario o dall’avente titolo e le pratiche di radiazione per esportazione.
Se invece l’operazione coinvolge un Paese extra Ue, conviene affiancarsi a un operatore che maneggi già esportazioni auto, documentazione doganale, prova di uscita, traduzioni e reimmatricolazione estera.
Le disposizioni sulla vendita di un’auto all’estero hanno subito molte modifiche negli ultimi anni. Fino al 2014, il processo era più diretto: bastava consegnare le targhe, il certificato di proprietà e il libretto di circolazione all’Aci e richiedere la radiazione dal Pubblico registro automobilistico per esportazione. Questa procedura alleggeriva il proprietario da ogni legame con il veicolo.
Le regole sono cambiate a seguito di abusi del sistema, utilizzato per evitare la demolizione del veicolo o per reimmatricolarlo successivamente come auto d’epoca. Per contrastare queste pratiche illecite, l’Aci ha aggiornato la normativa. Oggi per esportare un’auto all’estero non basta più presentare le targhe e i documenti di proprietà . Occorre anche fornire una lettera di spedizione internazionale che attesti l’effettiva esportazione del veicolo. Ed è richiesta una conferma di ricezione firmata dall’acquirente estero.
Se il veicolo viene reimmatricolato immediatamente nel paese di destinazione, al posto della lettera di vettura internazionale, va presentata una copia della carta di circolazione estera. La procedura è simile per le vendite fuori dall’Unione europea, con l’unica differenza che si deve fornire la nuova carta di circolazione o la bolla doganale.
Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 12:00:07 +0000