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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi 4 aprile 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta alcune criticità importanti, tra cui una coda con attesa prevista di un’ora al Traforo del Monte Bianco verso Courmayeur, oltre a tratti con vento forte che stanno ostacolando la viabilità sull’A1 Milano-Napoli e sull’A14 Bologna-Taranto. Segnaliamo inoltre traffico rallentato intenso sull’A26 tra Ovada e Masone.

A1 Milano-Napoli

08:30 – Milano-Napoli
Vento Forte tra San Vittore e Caianello
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata si estende dal chilometro 679.0 al chilometro 701.1 per una lunghezza di 22.1 km.

A14 Bologna-Taranto

08:52 – Bologna-Taranto
Vento Forte tra Termoli e Foggia
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 505.0 al chilometro 554.1 per una lunghezza di 49.1 km.

07:10 – Bologna-Taranto
Code a tratti per traffico intenso tra Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio e Bologna Fiera
Direzione Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 9.0 al chilometro 15.5 per una lunghezza di 6.5 km.

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE

09:00 – GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE
Traffico Rallentato per traffico intenso tra Ovada e Masone
Direzione Genova Voltri
La tratta interessata va dal chilometro 14.0 al chilometro 29.9 per una lunghezza di 15.9 km.

TR1 Traforo del Monte Bianco

08:29 – Traforo del Monte Bianco
Coda in corrispondenza Piazzale Francese verso Courmayeur. Attesa prevista un’ora
Direzione Courmayeur

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 07:08:00 +0000
News n. 2
Jeep Compass, presentate le nuove Business e Summit: ordini aperti

Per spiegare il successo dilagante del SUV Compass dobbiamo fare un passo indietro di quasi 25 anni. Jeep all’inizio del nuovo millennio aveva intuito che il concetto di fuoristrada spartano stava per passare di moda e c’era bisogno di rispondere al successo di Land Rover con la Freelander e dei primi Sport Utility Vehicle che arrivavano dall’Oriente. Nel 2002 Jeep presentò al Salone dell’automobile di Detroit un prototipo che fece da apripista alla prima serie di Compass.

Alcuni tratti distintivi delle sorelle maggiori erano stati confermati, con le sette feritoie della griglia anteriore, e la caratteristica linea di fiancata, con lo sbalzo netto verso il posteriore. Le proporzioni del concept vennero affinate per il lancio del modello definitivo del 2006, più sobrio e ideale per gli spostamenti urbani. In 20 anni il brand rientrante nell’universo Stellantis ha commercializzato tre diverse generazioni. La terza serie del SUV medio di Jeep è stato presentato globalmente il 6 maggio 2025. È prodotta in Italia nello stabilimento di Melfi di Stellantis, come il precedente modello ed è già tra i più amati del marchio americano.

L’allestimento Business

La Compass ha celebrato i 2,5 milioni esemplari venduti nel mondo. Il suo design moderno e la possibilità di affrontare le giungle urbane con stile, così come avventurose gite fuori porta, ha permesso una notevole diffusione del modello. Il nuovo allestimento Business, serie speciale della versione Altitude, mira a soddisfare una clientela professionale che a bordo cerca sicurezza e comfort, anche nelle lunghe percorrenze.

La dotazione di serie include la telecamera a 360° e sensori di parcheggio laterali, caricabatterie wireless, predictive adaptive cruise control, active Lane change assist, rear cross traffic alert e wrong pedal prevention. Il SUV, con tutte queste migliorie tecnologiche, diventa sicuro su ogni terreno e decisamente in linea con dei professionisti che desiderano praticità. I clienti, in base alle proprie esigenze, possono scegliere la soluzione più adatta.

L’allestimento Summit

Per chi non si accontenta, infatti, Summit propone una dotazione di serie ancora più ricca. Sono montati fari LED Matrix e fendinebbia anteriori, cerchi in lega da 19†o 20†a seconda della motorizzazione, griglia a 7 feritoie illuminata e fanali posteriori premium con logo Jeep retroilluminato, vetri posteriori oscurati e barre al tetto, sedili in full vinile, sedili e volante riscaldati, sedile guida elettrico a 8 vie, luce ambientale personalizzabile e sbrinatore per parabrezza. I materiali degli interni sono piacevoli al tatto e non mancano gli ADAS, con l’introduzione della guida autonoma di Livello 2 di serie.

Novità Jeep Compass
Ufficio Stampa Stellantis
Allestimenti Summit e Business Jeep Compass

Il listino prezzi

Le motorizzazioni comprendono versioni e-Hybrid da 145 CV, e-Hybrid Plug‑In da 225 CV e varianti 100% elettriche che, nella versione a trazione integrale, offre una autonomia complessiva di 650 km. Di seguito la lista completa dei prezzi:

  • Compass e-Hybrid 145 CV Altitude: 40.900 euro
  • Compass e-Hybrid 145 CV Business: 42.400 euro
  • Compass e-Hybrid 145 CV First Edition: 42.900 euro
  • Compass e-Hybrid 145 CV Summit: 43.900 euro
  • Compass e-Hybrid Plug-in 225 CV Altitude: 45.900 euro
  • Compass e-Hybrid Plug-in 225 CV Business: 47.400 euro
  • Compass e-Hybrid Plug-in 225 CV First Edition: 47.900 euro
  • Compass e-Hybrid Plug-in 225 CV Summit: 48.900 euro
  • Compass BEV 213 CV Altitude: 47.900 euro
  • Compass BEV 213 CV Business: 49.400 euro
  • Compass BEV 213 CV First Edition: 49.900 euro
  • Compass BEV 213 CV Summit: 50.900 euro
Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 07:01:56 +0000
News n. 3
Renault Twingo E-Tech, un design inconfondibile sia dentro che fuori

IIl paesaggio urbano europeo si appresta ad accogliere nuovamente un volto familiare, ma profondamente rinnovato: la nuova Renault Twingo E-Tech Electric. Non è solo un’auto, ma un’operazione di design emozionale che punta a riportare il sorriso nelle nostre città, unendo la nostalgia per il modello iconico del 1992 a una tecnologia elettrica finalmente democratica. Con una lunghezza compatta di 3,79 metri e ruote spinte ai quattro angoli della carrozzeria, la Twingo riafferma la sua personalità incisiva e moderna.

Un design esterno che veicola allegria

L’estetica della nuova Twingo è definita da forme arrotondate ed espressive che richiamano immediatamente quel “faccino†allegro dell’originale. Il frontale è caratterizzato da uno sguardo gioviale, grazie alle luci diurne a LED a forma di arco che restano sempre accese per garantire un riconoscimento immediato. La calandra disegna un sottile sorriso che integra il nome del modello, mentre il profilo longilineo nasconde con eleganza le due porte posteriori, mantenendo la fluidità di una monovolume.

Ogni dettaglio è stato studiato per suscitare emozioni: dal lunotto posteriore che rivisita l’iconico “alfabeto Twingo†in chiave digitale, fino alla scelta di sei tinte vivaci come il Giallo Mango o il Verde Assoluto, identico a quello della showcar del 2023. Persino i cerchi e i copricerchi da 16†o 18†portano nomi evocativi di giochi per bambini, come Domino o Mikado, sottolineando lo spirito ludico della vettura.

Abitacolo: un concentrato di praticità

Entrando nell’abitacolo, la sensazione di leggerezza è immediata grazie alla plancia cilindrica e colorata che sembra quasi sospesa. Il cuore tecnologico è rappresentato dal doppio display orizzontale OpenR, con uno schermo multimediale da 10” che accoglie il conducente con animazioni giocate sull’ottimismo e un suono di benvenuto curato da Jean-Michel Jarre. Al centro della console spicca l’iconico pulsante rosso delle quattro frecce, ora racchiuso in una capsula trasparente.

La praticità resta il pilastro fondamentale: nonostante le dimensioni esterne ridotte, la Twingo è “grande dentro” grazie ai sedili posteriori indipendenti e scorrevoli su 17 centimetri, che permettono di modulare lo spazio tra passeggeri e bagagliaio,. Con lo schienale del passeggero anteriore abbattuto, la lunghezza di carico raggiunge i 2 metri, una prodezza per il segmento. L’ambiente è ulteriormente personalizzabile con accessori colorati come l’e-pop shifter a forma di rossetto o i pratici punti di fissaggio YouClip per borse e auricolari,.

Il successo travolgente

Mentre la Twingo si prepara al debutto commerciale, Renault Italia celebra un primo trimestre 2026 da record. La marca ha registrato una crescita del 12,3% nei volumi rispetto all’anno precedente, con un totale di 26.266 immatricolazioni e una quota di mercato del 4,9%,. Questo exploit ha permesso a Renault di balzare dal settimo al 4° posto nella classifica dei costruttori in Italia.

La strategia di elettrificazione sta dando i suoi frutti, con un incremento del 78,5% delle vendite full hybrid ai privati. In questo contesto di fiducia, la nuova Twingo E-Tech Electric ha già dimostrato il suo potenziale raccogliendo 500 ordini ancor prima di arrivare ufficialmente nelle concessionarie.

A commento di questi risultati, Sébastien Guigues, CEO di Renault Italia, ha dichiarato: “I risultati del primo trimestre 2026 confermano la forza di Renault in Italia, con una crescita superiore al mercato e il raggiungimento del 4° posto tra i costruttori. L’aumento dei volumi, la solidità della Rete e le ottime performance nell’elettrificazione, in particolare nel canale a privati, dimostrano la fiducia dei clienti nella nostra gamma. Il successo di Clio e Captur e l’ottimo avvio di Twingo E-Tech Electric confermano che la nostra strategia è in linea con le esigenze del mercato”.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 06:00:34 +0000
News n. 4
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Ad aprile 2026 sono previsti diversi scioperi che riguardano principalmente il settore dei trasporti in varie zone d’Italia, con potenziali ripercussioni su viaggi aerei, trasporto pubblico locale, trasporto merci e settore ferroviario. Le agitazioni coinvolgono il personale di società e infrastrutture chiave, interessando città come Roma, Milano, Napoli, Firenze ma anche numerose regioni tra cui Sicilia, Lombardia, Lazio, Toscana, oltre a scioperi di rilievo nazionale. Di seguito il calendario aggiornato con date, categorie e tipologia di servizio coinvolto nei diversi scioperi di aprile 2026.

Sciopero 10 aprile 2026

Nella città di Roma sono previsti diversi scioperi nel settore aereo dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolgono il personale delle società ENAV e TECHNO SKY. I sindacati coinvolti sono UILT-UIL, RSA UGL-TA, RSA UILT-UIL e ASTRA. Inoltre, è coinvolto il personale ENAV ACC Roma.

A Milano sono annunciati scioperi nello stesso settore e con le stesse modalità orarie (dalle 13.00 alle 17.00), rivolti in particolare al personale ENAV Aeroporto di Milano Malpensa e all’ACC di Milano, indetti da RSA FAST-CONFSAL-AV.

Infine, nella città di Napoli, sciopero nello stesso orario (dalle 13.00 alle 17.00), che coinvolge il personale ENAV dell’aeroporto partenopeo. I sindacati coinvolti sono RSA UILT-UIL/UGL-TA/FAST-CONFSAL-AV.

Per la regione Veneto, Umbria e Campania uno sciopero del trasporto pubblico locale coinvolge il personale Busitalia Sita Nord, previsto dalle 20.01 alle 24.00, indetto da USB LAVORO PRIVATO/ADL COBAS.

Sciopero 11 aprile 2026

Nella città di Roma e su tutto il territorio nazionale il personale dei servizi ferroviari RFI sarà in sciopero per 24 ore. Le organizzazioni sindacali coinvolte sono ASSEMBLEA NAZIONALE LAVORATORI MANUTENZIONE INFRASTRUTTURA RFI e COBAS LAVORO PRIVATO/COORD FERROVIERI.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Napoli è previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale per 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 che coinvolge il personale della società EAV, indetto da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

Nella città di Udine lo sciopero del trasporto pubblico locale coinvolge il personale dell’azienda ARRIVA UDINE, con modalità urbane dalle 17.30 alle 21.29 e extraurbane dalle 17.15 alle 21.14, indetto da ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Nella città di Cosenza (Corigliano-Rossano) lo sciopero di 4 ore dalle 10.57 alle 14.57 riguarda il personale di IAS Autolinee, con sindacati RSA FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

In ambito nazionale, il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto (società Elior Ristorazione) sarà in sciopero per 4 ore ad inizio turno montante.

Sciopero 14 aprile 2026

Nella regione Sicilia è previsto un fermo servizi nell’autotrasporto merci c/terzi che coinvolge tutta la regione dalle 00.01 del 14 aprile e fino alle 24.00 del 18 aprile, indetto da Comitato Trasporto Siciliano.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Messina (Sicilia) il personale della società BluJet area Stretto di Messina sarà in sciopero per 8 ore dalle 09.01 alle 17.01. Sciopero indetto dai sindacati OSP FILT-CGIL/UILT-UIL.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze il personale della società Gest sarà in sciopero per 4 ore dalle 13.00 alle 17.00 per il trasporto pubblico locale, indetto da OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 20 aprile 2026

Nella città di Chieti (Abruzzo), il personale della società Autoservizi Tessitore di Vasto sarà in sciopero per 4 ore dalle 09.00 alle 13.00, indetto da OSP FAISA-CISAL.

Sul territorio nazionale è in programma uno sciopero del trasporto merci con fermo dei servizi di autotrasporto merci dalle 00.00 del 20 aprile alle 24.00 del 25 aprile, indetto da TRASPORTOUNITO.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio) è stato proclamato uno sciopero locale del personale della società Cialone Tour per 24 ore, indetto dal sindacato USI CTS.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia) il personale del Gruppo ATM sarà in sciopero per 8 ore (ATM e NET Trezzo dalle 08.45 alle 15.00, NET Monza dalle 14.50 alle 18.50; Funicolare Como Brunate dalle 08.30 alle 16.30), indetto da CONFIAL-TRASPORTI.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero 10 aprile 2026

Sciopero 11 aprile 2026

Sciopero 13 aprile 2026

Sciopero 14 aprile 2026

Sciopero 17 aprile 2026

Sciopero 19 aprile 2026

Sciopero 20 aprile 2026

Sciopero 21 aprile 2026

Sciopero 24 aprile 2026

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 5
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Il prezzo dei carburanti lungo le autostrade oggi 04 aprile 2026: benzina, diesel, gpl e metano

Oggi 04 aprile 2026 offriamo una fotografia dei prezzi medi praticati lungo la rete autostradale italiana sulla base dell’ultimo aggiornamento ufficiale: in tabella trovi benzina, gasolio, GPL e metano con l’erogazione corrispondente e il prezzo medio. Il totale pagato alla pompa deriva dalla somma tra componente industriale (costo della materia prima e margine lordo della filiera) e componente fiscale (accise e IVA). Di seguito i dati aggiornati e, più sotto, una guida per capire come si forma il prezzo di benzina e gasolio.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento rilevato: 03-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.822 €
Gasolio SELF 2.137 €
GPL SERVITO 0.858 €
Metano SERVITO 1.579 €

Come si compone il costo dei carburanti

Nel prezzo al litro della benzina, la componente fiscale pesa per il 58%, una quota che supera nettamente la parte industriale, pari al 42%. Dentro la componente industriale, circa il 30% del prezzo riflette il costo della materia prima, cioè il prodotto raffinato, che oscilla in base alle quotazioni internazionali dei carburanti e al cambio euro/dollaro. Il restante 12% rappresenta il margine lordo della filiera (logistica, stoccaggio, trasporto e rete di distribuzione), sul quale l’operatore può intervenire per adeguare il prezzo alla pompa in funzione della concorrenza, della domanda locale, della posizione geografica e dei servizi offerti. Le imposte si suddividono tra accise, fisse per unità di prodotto, e IVA, applicata in percentuale al totale e quindi capace di amplificare le variazioni del prezzo industriale. Questo meccanismo spiega perché un rialzo delle quotazioni internazionali o un indebolimento dell’euro rispetto al dollaro si traducano rapidamente in ritocchi al listino, mentre la parte fiscale agisce come una zavorra costante e poco elastica nel breve periodo. Nei tratti autostradali, dove contano turnazioni h24, servizi aggiuntivi e canoni di concessione, il margine deve coprire costi operativi più elevati, influenzando le differenze rispetto alla rete ordinaria pur restando contenuto entro il 12% del prezzo. Incidono inoltre fattori stagionali e di approvvigionamento lungo la supply chain che possono muovere marginalmente la quota industriale senza alterare il quadro percentuale complessivo.

Per il gasolio, la struttura del prezzo è diversa rispetto alla benzina: la componente fiscale incide per il 45%, mentre la parte industriale arriva al 55% del totale. All’interno di quest’ultima, la quota prevalente è il costo della materia prima, pari al 45% del prezzo, direttamente collegato all’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi e al cambio euro/dollaro. Il restante 10% è il margine lordo della filiera, sul quale l’operatore può agire per modulare il prezzo alla pompa in base a politiche commerciali, costi operativi e caratteristiche del punto vendita (ad esempio differenze tra self e servito). La minore incidenza fiscale rispetto alla benzina rende il gasolio, a parità di condizioni, più esposto alle oscillazioni del mercato petrolifero e del cambio: quando le quotazioni salgono o l’euro si indebolisce, l’effetto sulla voce industriale tende a trasmettersi con rapidità; viceversa, in fasi di ribasso si osservano aggiustamenti in senso opposto, con tempi e intensità condizionati dalla concorrenza locale e dalla gestione delle scorte. Il margine lordo copre trasporto, stoccaggio, sicurezza, manutenzione e gestione della rete, oltre a remunerare l’attività commerciale e iniziative promozionali. In ambito autostradale, dove i costi fissi e di servizio sono più alti e l’operatività è continuativa, tale margine può risultare meno flessibile, pur restando nella forchetta del 10% sul prezzo finale. In sintesi, il prezzo del gasolio riflette un equilibrio tra dinamiche globali e variabili operative locali, con un ruolo fiscale importante ma non prevalente.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.766 per la benzina, 2.099 per il diesel, 0.757 per il gpl, 1.586 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 1.763
GPL SERVITO 0.736
Metano SERVITO 1.511

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.102
Benzina SELF 1.788
GPL SERVITO 0.714
Metano SERVITO 1.568

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.134
Benzina SELF 1.790
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.722

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.116
Benzina SELF 1.786
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.628

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 1.767
GPL SERVITO 0.722
Metano SERVITO 1.525

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.756
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.547

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.113
Benzina SELF 1.762
GPL SERVITO 0.723
Metano SERVITO 1.557

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.082
Benzina SELF 1.754
GPL SERVITO 0.751
Metano SERVITO 1.688

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.108
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.818
Metano SERVITO 1.567

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.108
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.733
Metano SERVITO 1.549

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 1.756
GPL SERVITO 0.754
Metano SERVITO 1.503

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.094
Benzina SELF 1.777
GPL SERVITO 0.728
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.100
Benzina SELF 1.754
GPL SERVITO 0.721
Metano SERVITO 1.546

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.104
Benzina SELF 1.773
GPL SERVITO 0.718
Metano SERVITO 1.643

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.762
GPL SERVITO 0.827

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.092
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.765
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.094
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.762
Metano SERVITO 1.609

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.112
Benzina SELF 1.766
GPL SERVITO 0.762
Metano SERVITO 1.613

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.757
GPL SERVITO 0.748
Metano SERVITO 1.551

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.104
Benzina SELF 1.770
GPL SERVITO 0.856

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.091
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.753
Metano SERVITO 1.524

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Concessionari senza rimborsi, incentivi nel caos

Il meccanismo degli incentivi auto dello scorso anno prevedeva un sistema di rimborsi per i concessionari che, di fatto, hanno anticipato l’erogazione del bonus al cliente garantendo uno sconto al momento dell’acquisto.

Il sistema è pensato per agevolare l’accesso agli incentivi per gli automobilisti, che non devono perdere tempo con la burocrazia per la gestione della propria pratica. Questo meccanismo richiede che tutto funzioni nel modo giusto e che le tempistiche dei rimborsi vengano rispettate in modo preciso.

Come sottolineato da UNRAE e Federauto, però, i rimborsi dell’ecobonus stanno registrando dei ritardi, creando non pochi problemi ai concessionari, che si trovano a dover fare i conti con uno scoperto di milioni di euro.

Per i rivenditori, quindi, c’è il rischio di ritrovarsi con problemi di liquidità in attesa che lo Stato eroghi i rimborsi dovuti, come previsto dal regolamento per l’accesso agli incentivi auto. La situazione rappresenta un problema non di poco conto, anche perché può tradursi in un ritardo nelle consegne delle auto.

Serve un intervento deciso

Con un comunicato stampa, il presidente di Federauto, Massimo Artusi, ha evidenziato la necessità di un intervento da parte del ministero per arrivare a una soluzione in merito alle criticità emerse nel minor tempo possibile:

“Federauto ha più volte sollecitato il Ministero dell’Ambiente, prima paventando il crearsi di tale situazione, poi per sollecitare un intervento urgente dello stesso ministro Gilberto Pichetto Fratin, affinché la presenza di una singola pratica non conforme non blocchi la prosecuzione dell’iter relativo a tutte le altre istanze a danno dei concessionari e con grande disagio per i clienti”

Secondo Federauto, il meccanismo di erogazione dei rimborsi “continua a incepparsi” e, quindi, le tempistiche per il completamento delle pratiche, con l’arrivo del rimborso per il concessionario e la consegna dell’auto al cliente, continuano ad allungarsi.

Al momento, non è chiaro quali siano le cause del problema, considerando che i fondi per l’accesso all’ecobonus erano già stati stanziati da tempo. Potrebbe trattarsi di un problema puramente amministrativo. Un intervento mirato sulla questione dovrebbe essere in grado di risolverlo.

Sulla questione si registra anche l’intervento del Presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, che ha lanciato un appello:

“È necessario intervenire con urgenza sul tema degli incentivi: la rete dei concessionari li ha anticipati di tasca propria, esponendosi per milioni di euro e sostenendo rilevanti oneri finanziari. Il ritardo nei rimborsi sta mettendo sotto pressione centinaia di imprese. È quindi fondamentale garantire tempi certi e rapidi di erogazione, dando priorità alle pratiche correttamente gestite, per tutelare la stabilità della filiera e rafforzare la credibilità delle misure pubbliche”

Cosa succede adesso

La questione dei rimborsi per i concessionari resta di primo piano. Al momento, dal ministero non sono arrivate risposte e, quindi, non è chiaro se il problema è noto e se le cause possono essere risolte in breve tempo.

Bisogna aggiungere, inoltre, che Federauto e UNRAE non hanno fornito dati dettagliati relativi ai ritardi e, di conseguenza, non possiamo sapere quanto il problema sia diffuso e quanti concessionari devono fare i conti con i ritardi nell’erogazione dei fondi.

Ulteriori aggiornamenti in merito potrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane, anche considerando la scelta di Federauto e UNRAE di sollevare la questione in modo coordinato in occasione della pubblicazione dei risultati del mercato delle quattro ruote del primo trimestre. Ne saperemo di più a breve.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 05:30:28 +0000
News n. 8
Lancia Ypsilon in offerta ad aprile 2026: ecco le promo per l’ibrida e per l’elettrica

La Lancia Ypsilon punta a ritagliarsi uno spazio da protagonista del mercato italiano. Per raggiungere quest’obiettivo, Lancia ha predisposto una nuova promozione che sarà accessibile ai clienti interessati al modello per tutto il mese di aprile.

Quest’iniziativa è valida sia per la versione ibrida del modello che per la versione elettrica, con la possibilità per i clienti di scegliere la variante preferita. Entrambi i modelli hanno diversi punti di forza o possono rappresentare la soluzione giusta per chi cerca una vettura di questo tipo.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito all’offerta di aprile dedicata alla Lancia Ypsilon.

Due modelli tra cui scegliere

Per soddisfare le esigenze differenti della clientela, la Lancia Ypsilon è disponibile in due configurazioni. La versione ibrida può contare sul motore 1.2 Mild Hybrid da 110 CV, con un consumo di 4,6 litri di benzina per ogni 100 chilometri percorsi.

Per chi preferisce la mobilità a zero emissioni, invece, è disponibile la variante elettrica, dotata di un motore da 156 CV di potenza e in grado di garantire un’autonomia di 425 chilometri. Con appena 10 minuti di ricarica rapida, inoltre, è possibile ottenere circa 100 chilometri di autonomia.

Ricordiamo che, come confermano i dati di vendita, la Lancia Ypsilon ha chiuso un buon primo trimestre del 2026 in Italia. Per la vettura, infatti, si registrano 3.200 unità immatricolate, con una crescita di quasi 300 unità rispetto allo scorso anno. Di queste, 204 unità, stando ai dati riportati da UNRAE, riguardano la versione elettrica. Grazie alla Ypsilon, Lancia sta dando un buon contributo alla crescita di Stellantis, sia in Italia che nel resto d’Europa.

L’offerta

Per acquistare la Lancia Ypsilon nel corso del mese di aprile è possibile sfruttare due diverse promozioni. Partiamo dall’offerta riservata alla versione ibrida. Questo modello è ora disponibile con la possibilità di accedere al finanziamento Stellantis Financial Services Italia con TAEG pari a 3,5%.

Su una selezione di vetture in pronta consegna, l’offerta garantisce la possibilità di acquisto con un anticipo di 7.882 euro oltre a 48 rate mensili da 269 euro. L’offerta prevede un doppio vantaggio con zero interessi e con zero maxirata finale.

Per quanto riguarda la versione elettrica, sempre su una selezione di vetture in pronta consegna, la promozione prevede l’acquisto a partire da 21.950 euro. Il cliente può scegliere il finanziamento con anticipo di 6.501 euro e con 35 rate da 149 euro. In questo caso è prevista una rata residua di 13.462 euro. Il TAEG è pari a 7,82%.

Come sempre, per tutti i dettagli sull’offerta commerciale vi rimandiamo al sito ufficiale di Lancia. In alternativa, potete recarvi direttamente in concessionaria per verificare le condizioni dell’offerta e la disponibilità di modelli in pronta consegna su cui poter applicare le condizioni agevolate descritte in precedenza.

Ricordiamo, in ogni caso, che le promozioni descritte sono valide solo per un lotto limitato di vetture disponibili in pronta consegna (quindi senza la possibilità di configurare il modello) e sono accessibili fino al prossimo 30 aprile 2026. I clienti interessati hanno poco tempo per sfruttare le condizioni proposte e accedere agli sconti.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 05:30:25 +0000
News n. 9
Multa ingiusta? Come presentare ricorso online e cosa sapere

Il sistema italiano prevede più strade per contestare una sanzione che si ritiene illegittima. Negli ultimi anni la possibilità di presentare un ricorso anche tramite procedure digitali ha cambiato in parte le regole del gioco.

La norma resta in ogni caso ferma su un punto: l’automobilista ha il diritto di difendere la propria posizione, ma deve rispettare termini, requisiti e condizioni per far valere le proprie ragioni davanti all’autorità competente.

Le opzioni disponibili sono il ricorso davanti al Giudice di Pace attraverso il modello telematico, il ricorso presso il Prefetto competente per territorio e il ricorso in autotutela rivolto all’ente accertatore.

La procedura di ricorso online

La possibilità di presentare un ricorso contro una multa attraverso strumenti digitali nasce dall’esigenza di semplificare un iter che era legato a uffici fisici, raccomandate o consegne a mano. Oggi il Ministero della Giustizia mette a disposizione una piattaforma online attraverso la quale chi riceve una multa può compilare e inviare un ricorso al Giudice di Pace senza recarsi in cancelleria.

La procedura inizia con l’accesso al portale dedicato ai ricorsi davanti al Giudice di Pace e comporta la selezione del territorio competente, che corrisponde al luogo in cui è stata commessa o accertata la violazione stradale.

L’automobilista che decide di utilizzare questa via deve inserire dati personali, informazioni sulla sanzione ricevuta e le motivazioni a sostegno del ricorso. Oltre agli elementi identificativi – come nome, indirizzo e numero di telefono – servono un indirizzo di domicilio effettivo e una casella di posta elettronica certificata.

La PEC consente infatti di ricevere dal Giudice di Pace tutte le comunicazioni relative alla causa. Di fatto si tratta di un’equiparazione a una raccomandata con ricevuta di ritorno e riduce i tempi di notifica rispetto alla posta ordinaria.

Una volta completata la compilazione del ricorso online, la fase successiva richiede la stampa del documento generato dal sistema e l’apposizione della firma autografa da parte del ricorrente. Questo documento firmato deve essere consegnato o spedito alla cancelleria del Giudice di Pace competente insieme alla copia del verbale di contestazione e a eventuali altri documenti utili a sostenere la propria tesi.

Tra questi possono figurare fotografie, dichiarazioni o qualsiasi altro elemento probatorio che giustifichi la richiesta di annullamento della sanzione.

Quando è possibile presentare un ricorso

Il sistema di termini per la presentazione dei ricorsi in materia di multe stradali in Italia non ammette deroghe. Nel caso del ricorso al Giudice di Pace, il termine ordinario è di 30 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica del verbale.

Significa che se l’infrazione viene contestata sul momento da un agente accertatore, il conteggio dei giorni decorre da quel momento. Se invece la multa viene notificata successivamente per posta o tramite altri strumenti, il termine inizia con la data di ricezione della notifica.

La scelta del ricorso al Giudice di Pace è alternativa a quella del ricorso al Prefetto che può essere proposto entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica, ma a condizione che non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui questo è consentito. La legge stabilisce che effettuare il pagamento ridotto, molte volte applicato con uno sconto se la multa viene versata entro un periodo iniziale, comporta la perdita del diritto di proporre ricorso sulla base dei motivi sostanziali.

Nel caso del ricorso al Prefetto, la procedura richiede che l’atto di impugnazione sia redatto in forma scritta e contenga l’indicazione del Prefetto, i dati anagrafici del ricorrente, gli estremi del verbale impugnato e le motivazioni su cui si fonda la contestazione. La presentazione può avvenire attraverso varie modalità: consegna diretta all’ufficio che ha elevato la multa o al Prefetto, invio tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, o ancora utilizzando la posta elettronica certificata. Anche in questo caso non è obbligatorio l’assistenza di un avvocato, ma bisogna comunque rispettare i termini e la forma per evitare che il ricorso venga dichiarato inammissibile.

Requisiti e contenuti del ricorso

Il ricorso presentato online contro una multa deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa in vigore per essere considerato valido dall’autorità giudiziaria. Il primo è la completezza dei dati anagrafici e di contatto del ricorrente, insieme all’identificazione del verbale impugnato. Significa che il ricorso deve riportare il numero del verbale, la data in cui è stato elevato o notificato, l’autorità che ha emesso la multa e la natura dell’infrazione contestata.

Accanto a questi elementi formali, la parte più importante del ricorso è costituita dalle motivazioni che spiegano perché la multa dovrebbe essere annullata o modificata. Non sono sufficienti le frasi generiche di insoddisfazione: la legge richiede che il ricorso si fondi su vizi formali del verbale o errori sostanziali nell’accertamento della violazione.

Tra i motivi più frequenti per cui un ricorso può essere ritenuto fondato ci sono errori nei dati personali, mancanza o insufficiente segnaletica stradale, violazioni procedurali nella redazione del verbale, e altre incongruenze che possono essere supportate da prove documentali.

Oltre a questi elementi, la procedura online permette anche di richiedere la sospensione provvisoria del pagamento e dell’esecuzione del provvedimento sanzionatorio fino alla decisione del giudice. Questa opzione può essere importante per chi teme che la multa, se non sospesa, possa generare conseguenze come l’iscrizione a ruolo o l’avvio di procedure esecutive.

Rischi e costi da considerare

Dal punto di vista pratico, la presentazione di un ricorso comporta la costruzione di una documentazione, la dedica di tempo alla raccolta di prove e il rispetto di tutte le fasi procedurali. Nel caso del ricorso al Giudice di Pace la presenza di costi aggiuntivi, come il contributo unificato e la marca da bollo, rende l’operazione meno vantaggiosa se la multa è di importo basso.

In altre parole il costo per proporre ricorso può superare quello della sanzione stessa, soprattutto quando le chance di vittoria non sono elevate.

Un altro elemento di rischio riguarda la scelta del tipo di ricorso. Nel caso del ricorso al Prefetto, la normativa prevede la possibilità che l’autorità amministrativa confermi l’accertamento della violazione e ingiunga il pagamento di una somma non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione. In buona sostanza, in caso di mancato accoglimento del ricorso contro la sanzione. l’automobilista può trovarsi a dover pagare una sanzione maggiore rispetto a quella originaria.

Data articolo: Sat, 04 Apr 2026 04:00:10 +0000
News n. 10
Che auto guida Gianluigi Nuzzi, una fortezza di imperturbabilità

Niente sembra scalfire l’imperturbabilità di Gianluigi Nuzzi, e lo stesso vale a proposito della sua auto. Il conduttore di Quarto grado, in onda anche venerdì 3 aprile in prima serata su Rete 4, resiste alle sollecitazioni esterne, adottando lo stesso registro lucido e distaccato tenuto davanti alle telecamere, quando scompone i più intricati casi di cronaca.

Il prezzo dell’imperturbabilità

La coerenza tra uomo e macchina ha portato il volto noto di Mediaset a mettersi in viaggio sulla BMW X6, pretesto anche per un memorabile faccia a faccia tra il giornalista e Scherzi a parte.. Per definizione, il SUV coupé bavarese ignora i compromessi con fermezza estetica. Nata nel 2007 come capostipite di un segmento allora inesistente, la “sorella” della X5, larga due metri metri e lunga quasi cinque, sfoggia una linea del tetto spiovente, tipica delle sportive, a cui aggiunge una buona altezza da terra che infonde sicurezza. Nell’abitacolo il conducente chiude fuori il rumore del mondo, tra pelli premium, il doppio display curvo e una tecnologia di bordo avanzata, non è difficile capire perché abbia conquistato Nuzzi.

L’attuale generazione (la G06) è un concentrato di ingegneria tedesca. Dal punto di vista della percorrenza, i motori diesel 30d e 40d offrono un ottimo equilibrio tra coppia e consumi (relativi, data la massa di oltre 2,3 tonnellate), ma è nei propulsori a benzina che la X6 sprigiona la sua vera anima: dai 381 CV della 40i la quattro ruote tedesca sale fino ai 625 CV della versione M Competition, capace di bruciare lo 0-100 km/h in soli 3,7 secondi.

Indipendentemente dal modello selezionato, il produttore mette a disposizione la trazione integrale xDrive e la trasmissione automatica a otto rapporti per una fluidità di marcia impeccabile anche nelle situazioni più impervie. All’interno, il lusso fa sentire gli occupanti a loro agio, complice la rete di sensori di livello avanzato, che rende naturale la gestione del mezzo.

Mettere in garage una BMW X6 richiede un investimento importante. Il listino del nuovo parte da 95.800 euro, ma è facile superare la soglia dei 120.000 euro se ci si lascia tentare dalle motorizzazioni V8. Anche il mercato dell’usato mantiene quotazioni sostenute, a testimonianza di un appeal che non accenna a svanire nel tempo, rendendola un pezzo pregiato per gli appassionati di motori.

Quarto grado: la precisione di un ingranaggio tedesco

Dopo aver analizzato l’assetto sportivo e la grinta della BMW X6, l’attenzione torna sulla cronaca e sull’impegno professionale di Gianluigi Nuzzi. Venerdì 3 aprile, alle ore 21.25 su Rete 4, il giornalista torna al timone di Quarto grado insieme ad Alessandra Viero per una puntata ricca di aggiornamenti sui gialli che tengono l’Italia con il fiato sospeso.

Al centro del dibattito ci sarà il caso di Pierina Paganelli: verranno analizzati video esclusivi e messaggi audio che potrebbero mettere in discussione l’alibi di Louis Dassilva. Spazio anche al giallo di Garlasco, con le nuove indiscrezioni sulla perizia Cattaneo che suggerirebbero una dinamica diversa per la morte di Chiara Poggi, e agli sviluppi sulla tragica fine di Angelo Onorato. In studio, Carmelo Abbate e Massimo Picozzi guideranno il pool di esperti per smontare e rimontare gli elementi del caso. Sottoporranno le indagini a un controllo rigoroso, affinché l’intero impianto accusatorio giri con la precisione di un ingranaggio tedesco.

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 18:58:59 +0000
News n. 11
Ford Mustang, l’icona si rinnova con la nuova versione TLD Signature Edition

La Ford Mustang è una vera e propria icona del mondo delle quattro ruote e può essere considerata come il simbolo delle muscle car americane, grazie a uno stile unico e alla capacità di trasformarsi, adattandosi al meglio al passare del tempo, riuscendo a essere sempre attuale.

Il modello è anche la base di partenza ideale per serie speciali ed edizioni a tiratura limitata. Un esempio in tal senso arriva in queste ore con il debutto del pacchetto di personalizzazione Mustang TLD Signature Edition che va ad arricchire e personalizzare la sportiva della Casa americana.

Realizzato da Troy Lee Designs, questo pacchetto rappresenta l’occasione per gli appassionati che intendono impreziosire lo stile della Mustang. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione diretta con il team design di Ford. Ecco tutti i dettagli su un progetto destinato a diventare oggetto di collezione.

La rielaborazione di un’icona

La nuova serie speciale è un progetto molto interessante e ricco di potenzialità. La Mustang TLD Signature Edition è disponibile esclusivamente con la colorazione Shadow Black e con cerchi Sinister Bronze da 19 pollici inclusi nella dotazione di serie.

La collaborazione tra Ford e Troy Lee Designs ha portato allo sviluppo di grafiche laterali per la carrozzeria dai colori vivaci, che spaziano dal rosso all’arancione passando per viola e giallo, e che vanno a integrarsi con il logo Mustang – di cui abbiamo realizzato un approfondimento sulle origini del nome – e il logo del brand della Casa americana.

Da segnalare anche una rifinitura in bronzo Sinister Bronze per le prese d’aria ai lati della griglia e per il logo del pony al centro. Per quanto riguarda l’abitacolo, invece, è stata scelta una colorazione Carmine Red. Questi elementi consentono di personalizzare in modo deciso il modello dalle versioni standard, disponibile anche in Italia.

All’interno, invece, è installata anche una targhetta identificativa, che contribuisce a rendere unico il modello. Il pacchetto  curato da Troy Lee Designs non interviene sul comparto tecnico della vettura ma si concentra, esclusivamente, sulla realizzazione di un kit estetico in grado di esaltare il carattere dell’iconica muscle car della Casa americana.

Troy Lee ha commentato:

“Alla Troy Lee Designs siamo conosciuti per il nostro reparto di verniciatura, dove abbiamo verniciato i caschi di alcuni dei piloti più veloci del mondo, dal motocross e dalla mountain bike all’IndyCar e persino alla Formula 1. Adoro tutti i dettagli che siamo riusciti a realizzare con il pacchetto TLD Signature Edition, ma poter lavorare con l’iconico pony Mustang e integrarlo nel design è stato davvero speciale.”

Per ammirare da tutte le angolazioni la nuova Mustang TLD Signature Edition potete dare un’occhiata al post su Instagram pubblicato dall’account ufficiale di Ford Mustang che ci offre una panoramica completa della vettura.

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Disponibilità e prezzo

La Mustang TLD Signature Edition sarà disponibile in versione limitata, con un totale di 550 esemplari disponibili. Per personalizzare la vettura con questo pacchetto esclusivo è previsto un costo di 3.000 dollari. Gli ordini per il mercato americano sono stati aperti nei giorni scorsi e la disponibilità è destinata a terminare rapidamente.

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 14:00:08 +0000
News n. 12
Razionamento del carburante in arrivo? L’UE sta valutando

La crisi energetica derivata dalla guerra in Iran potrebbe durare ancora per molto e potrebbe impattare anche il settore dei trasporti, in modo ancora più significativo rispetto a quanto già avvenuto nel corso delle ultime settimane.

Durante tutto il mese di marzo e nei primi giorni di aprile, infatti, il costo dei carburanti è aumentato in modo significativo, con benzina e diesel alla pompa che hanno registrato una sotanziale crescita del prezzo al litro.

All’orizzonte c’è un possibile intervento dell’UE che non ha escluso la possibilità di razionamento del carburante per affrontare l’emergenza, soprattutto in caso di difficoltà prolungate negli approvvigionamenti.

La situazione è in costante divenire e la Commissione europea sta monitorando la situazione in questi giorni, soprattutto in considerazione degli sviluppi e delle ultime notizie in arrivo dall’Iran. Andiamo a riepilogare cosa sta succedendo e quali sono le opzioni a disposizione dell’UE.

Un razionamento in arrivo?

A chiarire la situazione di difficoltà dell’Europa è stato Dan Jørgensen, commissario europeo all’Energia, che nel corso di un’intervista al Financial Times ha confermato la posizione dell’UE, ora aperta a tutte le opzioni possibili per affrontare (e risolvere) la crisi energetica in corso.

L’UE si aspetta di dover fare i conti con una crisi di lunga durata e che potrebbe richiedere un intervento deciso per minimizzare l’impatto sull’economia. Il commissario europeo ha sottolineato: “La nostra analisi è che chiaramente si tratterà di una situazione prolungata.”

Per il futuro, inoltre, i Paesi “devono assicurarsi di avere ciò di cui hanno bisogno. Per ora, non siamo ancora in una crisi di sicurezza dell’approvvigionamento“. Come detto, però, la situazione andrà monitorata con grande attenzione.

In attesa di una misura europea in grado di gestire al meglio la crisi, l’Italia sta affrontando l’aumento del costo dei carburanti ricorrendo a soluzioni interne, come la proroga del taglio delle accise. La misura doveva esaurirsi la prossima settimana, ma è stata estesa fino all’inizio del prossimo mese di maggio.

In questo modo, l’incremento del prezzo al litro dei carburanti dovrebbe essere attenuato, a meno di nuovi picchi di prezzo sul mercato all’ingrosso. Ricordiamo che il taglio delle accise non è stato sufficiente a contenere gli aumenti di marzo.

Le possibili contromisure

Jørgensen ha confermato che l’UE si sta preparando agli “scenari peggiori” che, però, sono ancora molto distanti rispetto alla situazione attuale. L’ipotesi di razionamento resta sul tavolo ma con le dovute accortezze.

In particolare, a essere al centro di un possibile controllo saranno i carburanti aerei e il diesel. Da segnalare anche che tra le opzioni sul tavolo ci sono anche modifiche regolatorie per facilitare le importazioni.

In concreto, per il momento, l’ipotesi di un razionamento dei carburanti per i trasporti è solo in fase di valutazione e non rappresenta un’opzione a cui ricorrere subito. Un eventuale peggioramento della crisi, però, potrebbe spingere l’UE a intervenire.

La situazione andrà monitorata con attenzione nelle prossime settimane, valutando quelle che saranno le mosse degli Stati Uniti con Trump che continua a mantenere una linea d’azione particolarmente instabile, alternando aperture all’ipotesi di accordo a minacce di nuovi attacchi e ritorsioni, che stanno avendo un impatto sul mercato energetico.

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 13:15:52 +0000
News n. 13
BMW iX3 eletta World Car of the Year 2026, trionfo al Salone di New York

La BMW iX3 ha fatto il pieno a New York. Oltre ad aggiudicarsi il titolo di miglior auto elettrica al mondo, il SUV di Monaco è stato decretato World Car of the Year 2026. Il doppio colpo messo a segno appone il sigillo su una strategia, quella della Neue Klasse, che sembra aver centrato in pieno l’obiettivo. Provenienti da ogni angolo del pianeta, i 98 giornalisti componenti la giuria hanno preferito la quattro ruote tedesca nel testa a testa con pesi massimi come la Hyundai Palisade e la Nissan Leaf. Ancora più significativa la vittoria nella categoria dedicata alle vetture a zero emissioni, dove ha avuto la meglio sulla Mercedes CLA (fresca del titolo di Auto dell’Anno in Europa) e nuovamente sulla giapponese Leaf.

La rivoluzione della Neue Klasse

La nuova architettura Neue Klasse taglia il cordone ombelicale con il passato. Anziché effettuare il solito adattamento di un veicolo a benzina in elettrico, la Casa dell’Elica ha avallato un progetto nato da un foglio bianco per ottimizzare l’efficienza, e i test su strada le hanno dato ragione. Grazie a una batteria da oltre 100 kWh, la iX3 50 xDrive dichiara un’autonomia massima di 805 km (ciclo WLTP), la panacea contro ogni ansia da ricarica. Ma il principale punto di svolta riguarda la “velocità ai pit-stop”: il sistema a 800 volt e ricariche fino a 400 kW permettono di recuperare quasi 400 km di percorrenza in appena 10 minuti. In pratica, un caffè veloce e sei pronto a rimetterti in marcia.

Tecnologia al servizio del piacere di guida

Oltre alle prestazioni pure, è l’esperienza a bordo ad aver segnato il distacco con la concorrenza. L’abitacolo della iX3 introduce il concetto di Panoramic iDrive, un sistema che proietta le informazioni fondamentali lungo tutta la base del parabrezza, eliminando la necessità di distogliere lo sguardo dalla strada. L’integrazione tra hardware e software è gestita da supercomputer di nuova generazione, tra cui spicca l’unità denominata Heart of Joy, dedicata interamente a rendere la dinamica di guida precisa e coinvolgente, fedele al DNA storico della casa.

Nonostante il doppio successo costituisca il coronamento di un eccellente lavoro di gruppo, il trionfo porta soprattutto la firma di un uomo, Oliver Zipse. Il numero uno di BMW, in sella dal 2019, si è preso il titolo di Personaggio dell’Anno 2026, premiato per il modo in cui ha gestito la transizione, riuscendo a digitalizzare un gigante dell’auto senza però snaturare il marchio o mandare in rosso i conti.

Gli altri premi in palio

BMW ha fatto la parte del leone, ma i World Car Awards hanno consacrato anche altri protagonisti. La Hyundai Ioniq 6 N ha dettato legge tra le sportive, mentre la Mazda 6e ha sbaragliato la concorrenza sul fronte del design, tra le ammiraglie ha brillato la Lucid Gravity e la NIO Firefly ha avuto l’ultima parola nel comparto delle city car.

Con undici titoli complessivi vinti nella storia della manifestazione, il BMW Group conferma la sua posizione di leader nel panorama premium. Il responso della giuria internazionale promuove a pieni voti la nuova architettura di Monaco.

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 09:33:05 +0000
News n. 14
Taglio accise benzina e diesel, via libera al decreto: prezzi bloccati fino a maggio

Niente brutte sorprese alla pompa. Arriva l’atteso via libera al decreto carburanti, invocato a gran voce dai guidatori preoccupati per i loro portafogli. Ormai la scadenza del 7 aprile infestava le notti di milioni di italiani: senza un intervento, benzina e diesel sarebbero schizzati alle stelle da un giorno all’altro, dando il colpo di grazia alle famiglie già strozzate dai rincari. In concreto, l’esecutivo ha deciso di allungare il taglio delle accise fino al 1° maggio, così da guadagnare tempo e impedire alla situazione di degenerare, come ha spiegato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti:

“Il decreto tampona la situazione, poi gli eventi internazionali di carattere geopolitico che non dipendono da noi ci suggeriranno interventi per far fronte a una situazione che è oggettivamente molto complicata sotto ogni aspetto, anche economico”

I costi dell’operazione e le coperture

Mantenere i prezzi sotto controllo ha un costo elevato: la proroga di poche settimane richiede infatti una copertura di 500 milioni di euro. Al fine di recuperare le risorse, il Governo ha attinto a diverse fonti. 200 milioni arriveranno dall’extragettito Iva, ovvero quel “surplus” di tasse incassate dallo Stato proprio a causa dell’aumento dei prezzi dei beni di consumo. Gli altri 300 milioni saranno recuperati dai proventi delle aste Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di anidride carbonica. A tal proposito, Giorgetti ha voluto precisare:

“Abbiamo avuto premura di non toccare le quote destinate al sollievo per le aziende energivore”

Non solo auto: aiuti ad agricoltura e industria

Il decreto non guarda solo ai serbatoi dei mezzi privati. È previsto infatti un intervento mirato per il settore primario: le aziende agricole potranno beneficiare dell’estensione del credito d’imposta sul gasolio, con modalità analoghe a quanto già attivo nell’ambito della pesca.

Un altro punto cruciale riguarda il ripristino delle aliquote per la Transizione 5.0. Dopo il brusco taglio al 35% della scorsa settimana, che aveva sollevato non poche polemiche tra le associazioni di categoria, il Governo è tornato sui propri passi recependo l’accordo raggiunto mercoledì, in segno di distensione verso il mondo produttivo, che attende delle rassicurazioni per pianificare gli investimenti green.

Lo spettro del Def e i vincoli europei

Sullo sfondo rimane però la questione più scottante, da affrontare sui tavoli di Bruxelles. Giorgetti ha già informato la premier Giorgia Meloni e i vicepresidenti sui calcoli che confluiranno nel prossimo Documento di economia e finanza (Def), atteso entro la fine del mese. Il quadro macroeconomico è pesantemente influenzato dal conflitto in corso e dalle sue onde d’urto sui mercati energetici.

Il rischio è che le previsioni di crescita debbano essere riviste al ribasso, rendendo i rigidi paletti europei difficili da rispettare. Su questo punto, il ministro è stato molto netto riguardo alla possibilità di sforare il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e PIL:

“Se la situazione non cambia sarà inevitabile la deroga UE sui vincoli di bilancio”

Il risparmio alla pompa dei guidatori è, insomma, garantito per almeno un altro mese, ma il futuro del costo dell’energia rimane appeso al filo sottile della geopolitica mondiale.

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 08:46:30 +0000
News n. 15
Smantellata la banda dei furti d’auto, ladri trattati come dipendenti con anche le ferie

In una zona d’Italia, a cavallo tra il Foggiano e la provincia di Barletta-Andria-Trani, il furto d’auto sembra diventata un’attività come tante, un’industria in piena regola. L’ultima inchiesta della Procura di Trani ha portato alla luce le incredibili modalità d’azione di una banda di criminali con gerarchie, welfare e ambizioni di carriera.

Una struttura aziendale per l’illegalità

Le indagini hanno portato all’arresto di 15 persone, smantellando un sodalizio capace di trattare il furto e la “cannibalizzazione” dei veicoli come un qualsiasi esercizio commerciale legittimo. A colpire è soprattutto l’assimilazione dei membri dell’organizzazione a rispettabili lavoratori dipendenti. Nel gruppo, composto prevalentemente da cerignolani, vigeva un regolamento interno ricalcante un contratto collettivo di lavoro. Come riporta il Corriere di Foggia, i componenti godevano di uno stipendio fisso — circa 200 euro al giorno — e rispettavano una settimana lavorativa di cinque giorni. La domenica? Sacra, dedicata al riposo. E come ogni azienda che si rispetti, non mancavano le ferie estive, pianificate per permettere ai “dipendenti” di staccare la spina prima di ricominciare la stagione dei furti.

L’efficienza della banda non lasciava nulla al caso, poggiando su una divisione dei compiti che non aveva nulla da invidiare a una catena di montaggio industriale. Si partiva dalla figura dei cercatori, deputati a mappare il territorio tra Cerignola, Trinitapoli e Barletta alla ricerca di garage o capannoni sicuri dove nascondere la refurtiva. Una volta messo nel mirino l’obiettivo, toccava alle squadre operative entrare in azione, dei professionisti capaci di sottrarre fino a dieci vetture nell’arco di una notte. Grazie a un SUV usato come motrice trascinavano via rapidamente i bottini, prima di lasciare campo ai cosiddetti “Terminator”, dei meccanici molto qualificati incaricati a distruggere il mezzo. In una manciata di ore smontavano le varie automobili sottoposte alle loro “cure”, fino a renderle irriconoscibili e al recupero dei componenti, da immettere in men che non si dica sul mercato nero dei ricambi.

La destinazione dei pezzi rubati

Se una parte dei pezzi finiva su portali di vendita online o presso carrozzerie compiacenti sul territorio nazionale, l’inchiesta ha confermato una tendenza sempre più marcata: la proiezione internazionale. I motori e le componenti meccaniche delle vetture più recenti venivano spediti verso l’Africa e gli Emirati Arabi, dove altre organizzazioni provvedevano all’assemblaggio di “nuovi” veicoli, alimentando un giro d’affari che sfuggiva ai controlli doganali tradizionali.

Per il mondo dell’automotive e per i cittadini della BAT e del Foggiano, l’inchiesta è l’ennesima conferma di una piaga sociale ed economica. Quando il crimine riesce a darsi una forma societaria così efficiente, l’impatto sul ramo delle assicurazioni e sulla sicurezza percepita è devastante. La risposta della Procura di Trani segna un punto importante, ma la “professionalità” dimostrata da questi 15 indagati testimonia le difficoltà affrontate ogni giorno dalle Forze dell’Ordine.

Persino le dinamiche di “risorse umane” erano incredibilmente moderne. Dalle intercettazioni è emerso che alcuni membri aspiravano a scatti di livello per guadagnare di più, valutando persino di “dimettersi” per passare a bande concorrenti qualora l’offerta economica fosse stata migliore, in una sorta di “calciomercato del crimine”.

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 08:03:18 +0000
News n. 16
Lola T70S GT, l’auto da corsa d’epoca torna con prestazioni da urlo

Lola Cars ha annunciato l’arrivo delle nuove T70S e T70S GT. Si tratta di due modelli che rappresentano un’evoluzione dell’iconica Lola T70, una delle auto da corsa più celebri della storia. Anni dopo aver percorso i più celebri tracciati del mondo, da Le Mans a Daytona, la leggendaria supercar torna a solcare le nostre strade, a modo proprio. Il progetto che coinvolge questi due modelli combina un’elevata fedeltà storica a un processo produttivo all’avanguardia, caratterizzato anche dall’utilizzo di materiali sostenibili.

La rinascita di un’icona

La Lola T70 è stata presentata nel 1965 e porta la firma del designer Eric Broadley. La vettura ha gareggiato in numerose competizioni, andando a sfidare modelli realizzati da Ferrari, Porsche, Ford e altre Case costruttrici protagoniste del mondo delle competizioni dell’epoca.

La sua vittoria più celebre è arrivata nel 1969 in occasione della 24 Ore di Daytona, con Mark Donohue e Chuck Parsons per il Team Penske. In quell’occasione, la Lola T70 riuscì a battere la Ford GT40 e la Porsche 908 ufficiali.

Partendo dai disegni originali di archivio, Lola Cars ha realizzato, quindi, la nuova T70S con l’obiettivo di conservare le caratteristiche del modello originale. La vettura è disponibile anche nella configurazione GT.

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Il modello è dotato di un telaio monoscocca in alluminio leggero abbinato a un motore V8 Chevrolet small block da 5,0 litri che eroga 537 CV, raggiunge una velocità massima di 327 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, con un rapporto peso/potenza di 616 CV per tonnellata.

La versione GT, invece, è ottimizzata per la guidabilità su strada e in pista. In questo caso, è disponibile un motore V8 Chevrolet small block da 6,2 litri in grado di spingersi fino a 507 CV. La vettura raggiunge una velocità massima di 320 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi.

Da segnalare è anche la scelta del composito che avvolge la vettura. La scocca è infatti composta da Lola Natural Composite System (LNCS), una soluzione in attesa di brevetto che combina fibre vegetali e di basalto con una resina rinnovabile, ricavata dagli scarti di lavorazione della canna da zucchero, per realizzare una carrozzeria completamente priva di derivati del petrolio. Il risultato è una vettura dall’impatto ambientale ridotto e con un’elevata resistenza alla trazione.

L’azienda sostiene che valutazioni indipendenti hanno indicato per la vettura una riduzione di circa il 54% delle emissioni di CO2 rispetto ai parametri di riferimento della produzione convenzionale. Per alcuni componenti, inoltre, si arriva fino all’80%.

Il progetto, considerando le sue configurazioni T70S e T70S GT, viene realizzato in serie limitata con appena 16 esemplari previsti per la produzione. Non ci sono per il momento informazioni per sul prezzo delle vetture.

Il commento dell’azienda

Mishern Chetty, CEO di Lola Cars, ha utilizzato queste parole per commentare il debutto del nuovo progetto.

“Il progetto T70S si inserisce nella più ampia strategia di Lola incentrata su tecnologie all’avanguardia per le prestazioni. Dal 2022, nell’ambito della nostra missione di promuovere l’innovazione attraverso il motorsport, abbiamo investito ingenti risorse nello sviluppo di materiali avanzati, sistemi di propulsione e innovazioni nella catena di fornitura, con l’obiettivo di ridurre l’impronta di carbonio dei veicoli ad alte prestazioni.â€

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 05:30:27 +0000
News n. 17
Stellantis sta crescendo in Europa: a guidare il rilancio sono Fiat e Opel

Il 2026 è iniziato nel modo giusto per Stellantis che sta registrando immatricolazioni in crescita in Europa, sulla spinta soprattutto di alcuni brand. Questi dati potrebbero essere i primi effetti positivi del piano di rilancio del Gruppo, anche se sarà necessario attendere i prossimi mesi per avere le idee più chiare. Andiamo ad analizzare l’andamento delle vendite di Stellantis in questo primo scorcio di 2026.

Il 2026 è iniziato bene

Stellantis ha chiuso i primi due mesi dell’anno in Europa (UE + Paesi Efta + Regno Unito) con un totale di 335 mila unità immatricolate e un incremento dell’8,2% su base annua, mentre il mercato cala dell’1%. A confermare il risultato sono gli ultimi dati pubblicati da ACEA.

I dati registrati dal Gruppo sono legati, principalmente, alle performance di alcuni brand. In particolare, si registra una sostanziale crescita per il marchio Fiat che ha venduto 63 mila unità nel corso del periodo considerato, con un incremento del 42,1% e una quota di mercato del 3,8% (1,2 punti in più rispetto allo scorso anno).

A garantire l’importante crescita del brand torinese sono le ultime novità arrivate sul mercato, come la Grande Panda che sta iniziando a ritagliarsi uno spazio da protagonista sul mercato, con l’obiettivo di diventare un riferimento assoluto del Gruppo Stellantis in futuro.

In crescita anche Opel, che ha registrato 52 mila unità immatricolate, con un miglioramento del 25,1% su base annua. Così come Citroën che, con 60 mila immatricolazioni, ha registraro un incremento dell’8,3% rispetto allo scorso anno.

Continua, anche se con volumi inferiori, il buon momento di Lancia: 2.558 esemplari venduti, con un buon +15,9% su base annua. Sono in leggero aumento (+0,8%) le vendite del marchio Jeep che continua a rafforzare la sua posizione sul mercato europeo, nel segmento dei SUV.

Risultati negativi per Peugeot, in calo del 5,2% con un totale di 92 mila unità immatricolate; Alfa Romeo, con poco meno di 8 mila esemplari e un calo del 16,3%, e DS, che si ferma leggermente al di sotto delle 4 mila unità, con un calo del 21,5%.

I dati relativi al primo trimestre del 2026, che saranno disponibili nel corso delle prossime settimane, ci garantiranno uno sguardo più approfondito sul mercato europeo e, soprattutto, permetteranno di capire se la crescita di Stellantis e dei suoi brand continuerà. Di certo, il 2026 è iniziato nel migliore dei modi.

In positivo anche in Italia

Per l’Italia, invece, sono già disponibili i dati di tutto il primo trimestre 2026, appena pubblicati da UNRAE. Anche in questo caso, Stellantis procede il suo periodo positivo, con un incremento del 15,57% delle immatricolazioni (mentre il mercato cresce del 9,2%).

Tra i brand che crescono più in Italia troviamo ancora una volta Fiat, che ha chiuso il trimestre con un incremento percentuale vicino al 30% su base annua. Bene anche Lancia, che cresce di oltre il 9%. Da segnalare poi il successo di Leapmotor, che ha già raggiunto una quota di mercato del 2,4% in Italia, anche grazie al grande successo della T03.

Ricordiamo che Fiat sta dominando la classifica delle auto più vendute in Italia posizionando due modelli – Panda e Grande Panda – tra le prime posizioni, confermandosi un riferimento assoluto del mercato del nostro Paese.

Data articolo: Fri, 03 Apr 2026 05:30:16 +0000
News n. 18
Che auto guida Claudio Baglioni, icone nate per emozionare

Come nelle migliori storie d’amore, anche quella tra Claudio Baglioni e le auto è stata piena di alti e bassi. Ospite giovedì 2 aprile a Stanno tutti invitati, il nuovo show di Pio e Amedeo in onda su Canale 5, l’artista non manca di mostrare il suo lato umano e autoironico. Eppure, se scaviamo indietro nel tempo, non sempre la tranquillità lo ha pervaso.

Tra le note della strada e i brividi di una notte di pioggia

Se pensiamo alle macchine di Claudio Baglioni, la mente va subito alla “Camilla”, ovvero alla Citroën 2CV, tanto semplice nelle idee quanto carismatica da trasformarsi in un personaggio della musica. Simbolo di viaggi lenti e dei sogni di un’intera generazione, nessuno l’ha probabilmente mai raccontata meglio di lui. Ma la leggerezza lasciò quasi il posto alla tragedia il 3 novembre 1990.

Roma era sotto un nubifragio e, mentre l’asfalto di via della Camilluccia diventato difficile da percorrere, Baglioni perse il controllo della sua Porsche 911, finendo dritto contro un muro. Fu uno schianto pesantissimo: riportò ferite ovunque, soprattutto alla lingua, dove un taglio rischiò di costargli la carriera. La cosa assurda? Appena dodici giorni dopo l’artista era già in scena, ospite da Maurizio Costanzo, a metterci la faccia e rassicurare l’Italia intera.

La 911 sulla quale si trovava era la 964, il capitolo capace di traghettare la Casa tedesca verso la modernità tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Sebbene avesse dei punti in comune con la serie precedente, sotto la scocca cambiava in modo radicale: debuttavano l’ABS e il servosterzo, il che la rendevano più guidabile, ma non per questo meno impegnativa. Il boxer 6 cilindri da 3.6 litri raffreddato ad aria scatenava sull’asfalto 250 CV. Un mostro analogico da domare con rispetto, specialmente quando l’acqua sulla strada non lascia scampo. Nonostante il grande spavento, voci insistenti sostengono che Baglioni non abbia mai abbandonato il marchio, al punto da aver acquistato un’altra 911 successivamente.

All’epoca per portarsela a casa servivano tra i 55.000 e i 60.000 dollari, circa 120.000 euro attualizzati. La ricerca in Europa impone oggi di mettere in conto un range di spesa piuttosto vasto: si naviga tra i 65.000 e i 110.000 euro, ma l’asticella sale tranquillamente sopra i 130.000 in caso di esemplari dalla conservazione impeccabile.

Nel percorso automobilistico dell’artista compare anche una parentesi più “istituzionale”. Nel 2009 ha collaborato insieme a Mercedes-Benz per il lancio della Classe A STAR, una limited edition legata al tour Q.P.G.A. L’accordo portò la piccola della Stella ad accompagnare le tappe dei suoi concerti, con il brano In viaggio a fare da colonna sonora agli spot.

L’ironia di un gigante che non smette di correre

Alla ChorusLife Arena di Bergamo, Baglioni è ospite a Stanno tutti invitati di Pio e Amedeo per la loro festa dei venticinque anni di carriera, a riprova di quanto sia ancora capace di scherzare su sé stesso, a suon di gag e ricordi. D’altronde, per un artista che ha cantato la libertà delle strade e i chilometri d’amore, ogni nuova avventura è solo un altro tratto di strada da percorrere con la giusta auto.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 19:00:54 +0000
News n. 19
Che auto guida Federica Pellegrini, grinta sportiva e protezione per la Divina

Spazio, sicurezza e un design accattivante: l’auto di Federica Pellegrini fa al caso di una donna attenta alla famiglia. La scelta della nuotatrice azzurra, mamma per la seconda volta, è ricaduta sulla Volvo XC60 R-Design, un SUV premium che avevamo già intravisto nei suoi post e che rispecchia la sua predilezione per la qualità senza ostentazione.

Stile lontano dall’eccesso

La più grande nuotatrice italiana di tutti i tempi è apparsa qualche anno fa sui social accanto a una splendida Volvo XC60 R-Design, dalla quale non si sarebbe poi mai separata, come da lei stessa confermato in alcune interviste. Anziché sfrecciare al volante di una supercar vistosa o eccessiva, ha optato per un SUV medio solido e confortevole, dall’eleganza mai ostentata, in pieno stile scandinavo. E a conti fatti sembra la scelta più razionale per una campionessa abituata a macinare chilometri (e vasche) puntando dritto all’eccellenza.

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Pur senza tradire la sua anima da grande stradista, la Volvo XC60 in allestimento R-Design rappresenta la variante più grintosa del celebre SUV svedese. Lanciata nella sua seconda generazione e diventata un punto di riferimento nel segmento dominato da rivali storiche come Audi Q5 e BMW X3, misura circa 470 cm di lunghezza. Le dimensioni importanti si traducono in uno spazio generoso all’interno e in un bagagliaio da oltre 500 litri, ma non sacrificano la maneggevolezza tra le vie urbane.

Rispetto alle varianti classiche, il trattamento estetico regala alla carrozzeria un’iniezione di carattere. Gli esterni appaiono scolpiti grazie a paraurti sportivi dedicati e a una griglia anteriore in nero lucido, che accentua lo sguardo. Sulle fiancate spiccano i cerchi in lega fino a 21 pollici, mentre dietro i doppi scarichi integrati suggeriscono potenza.

La cura per il dettaglio prosegue all’interno, dove l’atmosfera premium si fonde con un’impostazione orientata al guidatore. I sedili avvolgenti, realizzati in un mix di pelle e Alcantara, sono considerati tra i più comodi della categoria e offrono un sostegno ideale anche nei lunghi viaggi. Il volante traforato e le finiture in alluminio o carbon look completano un ambiente raffinato, arricchito da una tecnologia di bordo intuitiva e dai celebri sistemi di sicurezza Volvo, come il Pilot Assist e la frenata automatica con riconoscimento dei pedoni. Dando uno sguardo sotto il cofano della XC60, i motori 2.0 turbo a quattro cilindri con le varianti plug-in hybrid T6 e T8 promettono scatti e riprese davvero rapidi.

Tanto spazio a bordo per la piccola Rachele

Tutta questa sicurezza e abitabilità saranno ora più utili che mai, visto che la famiglia si è ufficialmente allargata. Nella notte tra l’1 e il 2 aprile 2026, sotto una suggestiva “Luna Rosa”, è nata infatti Rachele, la seconda figlia di Federica Pellegrini e del marito Matteo Giunta. Ad annunciare il lieto evento è stata la stessa campionessa trentasettenne, attraverso un dolcissimo scatto condiviso su Instagram direttamente dal letto d’ospedale, dove stringe a sé la neonata affiancata da un raggiante papà Matteo.

La piccola Rachele arriva a poco più di due anni di distanza dalla primogenita Matilde. Ed è stata proprio quest’ultima, come svelato dalla Divina qualche tempo fa nel salotto di Verissimo, a scegliere il nome della sorellina, ispirandosi alla protagonista di uno dei suoi libri di racconti preferiti. Con l’arrivo della nuova principessa, Matteo Giunta si è scherzosamente detto preoccupato ma felicissimo di essere ormai in netta minoranza in casa. Dopo aver protetto la propria storia d’amore ai tempi dell’attività agonistica per non destabilizzare la squadra, la coppia si gode una meravigliosa vita familiare.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 14:01:20 +0000
News n. 20
Le auto più vendute in Italia: la classifica del primo trimestre del 2026

Il mercato delle quattro ruote in Italia ha chiuso il primo trimestre del 2026 in positivo (+9,3%), nonostante un leggero rallentamento della crescita a marzo (+7,6%). Diversi modelli hanno garantito un contributo importante per raggiungere questo risultato. Ecco, quindi, quali sono le 10 auto più vendute in Italia in base ai dati forniti da UNRAE.

Le più vendute a marzo 2026

Partiamo con la Top 10 delle auto più vendute del mese di marzo 2026. In decima posizione troviamo la Toyota Aygo X, che ha totalizzato 3.537 unità vendute nel corso del terzo mese dell’anno, confermandosi un progetto di grande successo (è la più venduta di Toyota nel mese).

Nona piazza, invece, per la Dacia Duster, con 3.600 esemplari distribuiti, mentre in ottava troviamo la Renault Clio, in grado di raggiungere quota 3.653 unità vendute nel corso del mese. In settima posizione c’è la Nissan Qashqai (3.686) mentre in sesta la Citroën C3 (4.152).

A completare la classifica troviamo Fiat Grande Panda (4.387), Dacia Sandero (4.393) e la sorpresa Leapmotor T03 che, con 5.002 unità vendute, si conferma uno dei modelli di maggior successo del 2026 per il mercato italiano. La vettura ha conquistato anche il titolo di elettrica più venduta in Italia.

Seconda piazza per la Jeep Avenger, che continua a dominare la classifica dei SUV con 5.259 esemplari commercializzati nel mese. In prima posizione, infine, c’è la Fiat Panda, protagonista di un altro mese oltre il muro delle 10.000 unità vendute, con un totale di 11.123 esemplari immatricolati. Questo risultato arriva nonostante la Panda abbia perso lo scettro di auto più economica da mantenere.

Le più vendute del primo trimestre del 2026

La classifica del trimestre è, senza dubbio, maggiormente interessante in quanto ci offre la possibilità di analizzare un periodo più esteso. In questo caso, la Top 10 comprende la Dacia Duster (8.572 unità), la Dacia Sandero (9.353), la Toyota Yaris Cross (9.371), la Renault Clio (9.399) e la Toyota Aygo X (9.689).

In quinta posizione, invece, c’è la Leapmotor T03 che ha totalizzato 10.749 esemplari immatricolati nel corso del primo trimestre, ritagliandosi uno spazio da protagonista assoluta del mercato. Quarta piazza per la Citroën C3, che si ferma a 10.801 unità vendute.

Sul podio c’è la Fiat Grande Panda, una delle realtà più solide del mercato che sta dando un contributo importante alla crescita di Fiat sul mercato. Il crossover ha raggiunto quota 13.186 esemplari immatricolati sul mercato italiano nel corso dei primi tre mesi dell’anno.

Seconda posizione per Jeep Avenger, modello che continua a essere la scelta preferita dagli automobilisti italiani alla ricerca di un SUV di dimensioni compatte. Il modello in questione ha raggiunto 16.403 esemplari venduti nel corso del periodo considerato. Il dato della Avenger è molto interessante anche perché il SUV ha migliorato notevolmente i suoi risultati, con oltre 2 mila unità vendute in più rispetto al 2025.

Continua a fare una corsa a parte la Fiat Panda, che si conferma l’auto più venduta in Italia anche al termine del primo trimestre dell’anno in corso. Per la segmento A prodotta a Pomigliano d’Arco ci sono 37.029 unità vendute tra gennaio e marzo (circa 700 unità in meno rispetto allo scorso anno). Quasi sicuramente la vettura conquisterà il titolo di più venduta anche a fine anno.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 13:30:45 +0000
News n. 21
Fiat 600, la gamma si aggiorna con la versione Turbo da 100 CV: ecco i prezzi

Fiat sfrutta l’inizio del mese di aprile per aggiornare la gamma della sua Fiat 600, con l’introduzione di una nuova variante. Debutta ufficialmente, infatti, la Fiat 600 Turbo con motore benzina da 100 CV, abbinato al cambio manuale a 6 marce. Si tratta di una variante che ricoprirà un ruolo di primo piano per il futuro del modello sul mercato italiano, con la possibilità concreta di generare volumi di vendita significativi, anche grazie a un prezzo di lancio sicuramente interessante.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli relativi alla nuova versione della 600 appena annunciata dalla Casa italiana e all’offerta lancio che porta il prezzo a 18.950 euro, riservata ai clienti che sceglieranno di effettuare l’acquisto nel corso del mese di aprile 2026 a determinate condizioni.

Una versione molto interessante

La nuova Fiat 600 Benzina con motore Turbo da 100 CV e cambio manuale a 6 marce rappresenta oggi un’opzione di grande interesse per il crossover della Casa italiana. Il motore in questione è un tre cilindri da 1.299 cm3 che può garantire una potenza massima di 101 CV, disponibili a 5.500 giri al minuto, e una coppia massima di 205 Nm da 1.750 giri al minuto.

Il motore può contare su un turbocompressore a geometria variabile che ottimizza la risposta del motore a bassi regimi e, secondo la Casa, è in grado di facilitare la guida urbana e i sorpassi, migliorando anche il piacere di guida in tutte le condizioni. Da segnalare anche un  sistema di iniezione diretta ad alta pressione (350 bar) e un funzionamento basato sul ciclo Miller con alto rapporto di compressione.

La nuova versione della 600 arriva sul mercato con la possibilità di essere abbinata a tutti gli allestimenti in gamma. Per i clienti, quindi, c’è la possibilità di scegliere tra le versioni Pop, Icon, Business, La Prima e Sport. In questo modo, al momento dell’acquisto, si può trovare il giusto equilibrio tra costi e dotazione.

La 600, modello che raccoglie l’eredità di un simbolo della storia di Fiat, è disponibile anche con il motore 1.2 Hybrid in grado di erogare una potenza massima di 110 CV oppure di 145 CV, in base alla versione scelta. Questa motorizzazione è abbinata al cambio automatico. In listino c’è anche la versione elettrica, la 600e, con motore da 156 CV e con un’autonomia nel ciclo WLTP pari a 406 chilometri.

La promo lancio

Il lancio della Fiat 600 con il nuovo motore turbo benzina è supportato da un’offerta commerciale dedicata. La vettura, per tutto il mese di aprile, sarà disponibile con prezzi a partire da 18.950 euro, grazie a uno sconto di 3.400 euro in caso di rottamazione di un veicolo fino a Euro 4 e 1.500 euro scegliendo come formula di pagamento il finanziamento Stellantis Financial Services Italia. Questa nuova variante, quindi, va ad ampliare il listino della 600 espandendolo verso il basso e rendendo il crossover ancora più accessibile.

Per passare alla versione Hybrid, ad esempio, servono più di 5 mila euro, considerando le promozioni disponibili nel corso del mese di aprile. Per maggiori dettagli è possibile fare riferimento a una delle concessionarie del brand che ha confermato anche l’avvio delle consegne a partire dal prossimo mese di giugno.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 13:00:50 +0000
News n. 22
Suzuki celebra Street Fighter e il mondo dei videogiochi con Hayabusa Tuned by Juri

Suzuki ha presentato una versione speciale della leggendaria Hayabusa ispirata al videogioco Street Fighter 6, denominata Hayabusa Tuned by Juri. Questa partnership nasce come progetto celebrativo legato alla partecipazione del marchio giapponese ai tornei internazionali di eSport: non è un caso se la moto è stata esposta durante la Capcom Cup 12 e lo Street Fighter League World Championship 2025, svoltesi a Tokyo dall’11 al 15 marzo 2026. L’iniziativa rappresenta, inoltre, un punto di contatto tra il mondo delle due ruote e quello del gaming competitivo, diventato sempre più rilevante a livello globale negli ultimi anni.

L’ispirazione videoludica per la variante

La realizzazione della Hayabusa Tuned by Juri prende spunto da Juri Han, uno dei personaggi più riconoscibili della serie Street Fighter, introdotto con Super Street Fighter IV, pubblicato nel 2010, e presente anche negli episodi più recenti del franchise. Si tratta di una combattente sudcoreana che utilizza il taekwondo, caratterizzata da uno stile aggressivo e da una forte identità visiva. La scelta di questo personaggio non è casuale, anche per il suo legame dichiarato con il mondo delle motociclette.

Il progetto richiama una variante alternativa del personaggio, con un’impostazione estetica che riflette elementi tipici del videogioco e del suo immaginario. La livrea adotta la combinazione cromatica definita “2P colorâ€, utilizzata nei giochi di combattimento quando due giocatori selezionano lo stesso personaggio. I colori bianco, nero e giallo sono distribuiti sulla carrozzeria con un’impostazione dinamica, pensata per richiamare l’identità visiva di Juri Han e trasmettere un senso di competizione coerente con il contesto eSport.

Una partnership già attiva dal 2025

Non è la prima volta che Suzuki e Capcom intrecciano i loro mondi: le due aziende hanno già collaborato in passato per eventi promozionali e versioni speciali di moto ispirate ai celebri titoli della saga Street Fighter. Nel 2025, ad esempio, era stata presentata la GSX-8R Tuned by Juri, un’edizione unica pensata per unire il design motociclistico con l’immaginario iconico dei videogiochi.

L’esemplare si distingueva per dettagli esclusivi: il motivo a ragno e il simbolo Feng Shui Engine richiamavano elementi di Juri Han, mentre il logo, disegnato a mano in stile street custom, enfatizzava l’anima dinamica e ribelle del modello. La moto non era in vendita, ma è stata esposta durante i mondiali Capcom Cup 11, che si sono tenuti dal 5 al 9 marzo 2025 al Ryogoku Kokugikan, tempio del sumo in Giappone, prima di raggiungere le fiere motociclistiche di Osaka, Tokyo e Nagoya.

Street Fighter: la saga che ha plasmato i picchiaduro

Dalle origini nel 1987 fino all’attesissimo Street Fighter 6, la saga di Capcom ha segnato indelebilmente la storia dei videogiochi. Il primo titolo, pur limitato e tecnicamente grezzo, gettò le basi del genere picchiaduro a incontri, introducendo il “six button layout†e dando vita a rivalità leggendarie come quella tra Ryu e Sagat. Il vero boom arrivò con Street Fighter II (1991), che trasformò la serie in un fenomeno globale: cabine arcade, action figure, cartoni animati e merchandise conquistarono milioni di fan, consolidando il brand come icona della pop culture.

Con gli anni, Capcom sperimentò con la serie Alpha, Street Fighter III e i crossover Marvel vs Capcom, ampliando il roster, le meccaniche di gioco e la lore dei personaggi. Nonostante alti e bassi, soprattutto con Street Fighter V, la saga ha mantenuto una comunità competitiva solida e appassionata, influenzando l’evoluzione degli eSport e dei fighting game moderni. Oggi titolo non è solo un videogioco: è un simbolo culturale, capace di unire giocatori di tutto il mondo attorno a tornei, cosplay, eventi e collaborazioni cross-mediali, e resta amatissimo dai fan, con oltre 56 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 10:58:32 +0000
News n. 23
MotoGP, è allarme per Marc Marquez: ora la Ducati rischia grosso

L’Aprilia viaggia spedita nella sua cavalcata mondiale con Bezzecchi, sempre più leader, e Martin, finalmente tornato al top della forma dopo un 2025 da incubo. Lo scorso campionato per Marc Marquez è stato quello della riconsacrazione ai massimi livelli, soprattutto grazie a una Ducati inavvicinabile dalla concorrenza.

In ogni tappa della scorsa annata almeno una Desmosedici era salita su uno dei tre gradini del podio. Nel 2026 si è interrotta la striscia di 88 GP consecutivi già nel primo appuntamento, dove Aprilia e KTM hanno strappato applausi. Se la Thailandia e il Brasile rappresentavano due incognite, l’assenza di Marc Marquez sul podio di Austin, nel GP degli Usa, ha rappresentato una sorpresa per i fan. Lo spagnolo aveva ottenuto in carriera 7 successi sul tracciato americano, ma non è riuscito a lottare nemmeno per la terza piazza.

Infiniti problemi fisici

Marc Marquez è tornato sotto i ferri lo scorso anno a causa del crash di Mandalika. L’entrata kamikaze di Bezzecchi gli ha causato un altro periodo di stop, andando a intaccare una delle viti inserite nell’omero destro. Sembrava tutto risolto nella zona scapolare in vista dell’inizio della stagione, ma già ai test di Buriram sono scattati i primi campanelli d’allarme. Il nativo di Cervera non ha trovato il feeling giusto sulla Desmosedici GP26 perché non riesce a guidare in modo fluido.

La posizione in sella alla Rossa del numero 93 non risulta naturale e il disagio è emerso in modo lampante sui saliscendi del tracciato texano. Marc ha commesso un errore nella Sprint Race, scivolando e mettendo fuori gioco anche Fabio Di Giannantonio per poi scontare un long lap penalty in gara che gli ha ulteriormente condizionato la performance. Alla fine si è dovuto accontentare della quinta posizione, alle spalle delle RS-GP26 di Bezzecchi e Martin, della KTM di Acosta, probabile futuro compagno di squadra, e della Ducati del pilota romano del team VR46. Senza il problema tecnico all’Aprilia di Ogura il campione avrebbe chiuso sesto.

L’ammissione che fa tremare la Ducati

In un’intervista rilasciata ai colleghi di DAZN Spagna, Marc Marquez ha ammesso le sue difficoltà in sella alla Ducati. Il campione in carica ha dichiarato:

“Devo trovare il mio nuovo 100%. Dopo un infortunio bisogna sempre trovare il nuovo limite e sento di dover migliorare io, più che la moto. Devo capire come migliorare nei primi giri, ma non mi sento a mio agio sulla moto. Mi sembra di essere in una posizione innaturale. Guidando sono veloce, ma non riesco a fare la differenza. I primi giri sono quelli in cui soffro di più fisicamente. Tutto diventa più aggressivo e serve una forza extra che non hoâ€.

Si tratta di un guaio serio per la Casa di Borgo Panigale che non riuscirà ad arginare i competitor senza un Marc Marquez al top della forma. Pecco Bagnaia è oramai un separato in casa e non vede l’ora di annunciare il passaggio in Aprilia. Alex Marquez, dotato nel team Gresini Racing di una Desmosedici ufficiale, sta facendo una enorme fatica a replicare i risultati positivi del 2025.

Fermin Aldeguer è reduce da un lungo stop e Franco Morbidelli appare l’ombra di sé stesso nel team VR46. Per tutti questi motivi in classifica il primo inseguitore delle Aprilia a guidare una Ducati è Fabio Di Giannantonio, -31 dalla vetta. Alle sue spalle c’è Marc Marquez, quinto in classifica, con 36 punti di distacco dal leader Marco Bezzecchi e ancora più indietro c’è Pecco Bagnaia, nono a -56.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 09:59:45 +0000
News n. 24
Entra con il camper nell’autolavaggio, distrugge tutto: immagini surreali

La Gendarmeria, una volta arrivata presso la stazione di servizio Amici di Falciano a San Marino, è rimasta allibita per i danni compiuti da un camper in un car wash. Le immagini sono state riprese anche da una telecamera di sicurezza che, durante la notte fra il 28 e il 29 marzo intorno alle 3, ha mostrato un autocaravan lanciarsi volutamente all’interno della struttura.

La donna al volante del camper con targa italiana è arrivata nel centro di un autolavaggio, senza comprendere le dimensioni del suo mezzo. Dopo essersi incastrata ha scelto di accelerare trascinando la struttura per poi innestare la retromarcia, demolendo del tutto l’impianto preposto al lavaggio di auto.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 08:54:41 +0000
News n. 25
Stop monopattini in sharing a Firenze: polemiche per il servizio bloccato

Dal primo aprile a Firenze è stata decisa l’interruzione del servizio di monopattini elettrici in sharing attivo in città. Il Codice della Strada è intervenuto nei mesi scorsi per modificare la disciplina, soprattutto a causa del numero crescente di incidenti e di disagi per i pedoni. Purtroppo una soluzione smart si è trasformata nell’ennesima sfida politica a causa di innumerevoli fattori, tra cui l’inciviltà di utenti che erano soliti abbandonare i mezzi sui marciapiedi.

A Firenze è entrata in vigore la delibera di Palazzo Vecchio, in merito al cambio della normativa a livello nazionale e alle criticità nella gestione. Per gli utilizzatori di monopattini elettrici sono scattati numerosi obblighi, tra cui l’adozione di un casco e del targhino. Per il Comune fiorentino la tipologia del servizio in sharing rende difficile il rispetto delle norme introdotte nel CdS, anche a fronte dei controlli della polizia municipale.

La reazione dei player

Bird, azienda internazionale della micromobilità che si era aggiudicata la possibilità del servizio dei monopattini in sharing nel capoluogo toscano, si è opposta alla decisione. La società ha presentato un ricorso, in attesa giudizio, e un’istanza cautelare per la sospensione immediata della delibera, poi rigettata dal Tar della Toscana. Il major della mobilità green ha assicurato che non lascerà Firenze. Giorgio Cappiello, capo delle relazioni istituzionali di Bird per l’Italia, ha dichiarato:

“In città c’è grande richiesta di una mobilità ecologica e smart, come dimostrano i dati sull’utilizzo dei monopattini. Per questo abbiamo deciso di restare con un servizio privato di noleggio, nel pieno rispetto delle normative europee e italiane in materia di sicurezza e sostenibilità. Abbiamo scelto di non interrompere il nostro legame con i fiorentini, individuando una soluzione alternativa che ci consente di continuare a offrire un servizio ai cittadini e ai visitatori: il nuovo servizio sarà completamente svincolato da convenzioni pubbliche e basato su un modello di noleggio privato, mantenendo elevati standard qualitativi”.

Possibili soluzioni alternative

Il Comune ha scelto di sospendere il servizio basato sullo schema dell’avviso pubblico, ma secondo il portavoce di Bird non può essere vietato ai cittadini di sfruttare un monopattino per i propri spostamenti in città. Per ora sarà potenziato il servizio di bike sharing a Firenze per offrire una alternativa a zero emissioni. Verranno messi a disposizione 5.000 mezzi, di cui 3.200 e-bike.

In base ai dati emessi dal Comune è emerso che nei primi mesi del 2026 si è registrato un aumento dei noleggi del 25%. In sostanza l’esigenza dei fiorentini c’è, ma la priorità è quella di garantire una elevata sicurezza stradale. Per ora Firenze è la prima città italiana a porre un freno ai monopattini in sharing, ma lo stop potrebbe allargarsi a macchia d’olio ad altre realtà italiane. La sindaca Sara Funaro ha sottolineato:

“Per la nostra amministrazione la sicurezza stradale è una priorità, questa la ragione di questa scelta. Le nuove norme del Codice della Strada, in particolare il casco obbligatorio, rendono questo servizio difficilmente gestibile e, nonostante i controlli e l’impegno della polizia municipale, l’esperienza di questi anni ha evidenziato criticità diffuse, comportamenti scorretti e l’impossibilità di garantire il rispetto delle regole in modo sistematico. Facciamo una scelta chiara e netta, perché per noi sicurezza e rispetto delle regole per noi vengono prima di tutto. Allo stesso tempo lavoriamo sul potenziamento dello sharing con più mezzi e tariffe accessibili, per offrire alternative sicure, ordinate ed efficienti ai fiorentini”.

Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 07:58:30 +0000


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