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Il 29 aprile 2026 la situazione del traffico autostradale in Italia presenta diverse criticità , con code a tratti e rallentamenti causati principalmente da traffico intenso e incidenti. Tra gli eventi più rilevanti ci sono una coda di 3 km per incidente tra Gemona Osoppo e Carnia sulla A23 e code a tratti importanti sulla A1 tra Bivio A1/Compl. FI Nord e Bivio A1-Variante. Nel dettaglio, si segnalano rallentamenti e code anche sulle tratte che collegano Milano, Torino, Genova e la regione adriatica, con pioggia che influenza la viabilità in alcune zone.
18:05 – Tra Bivio A1/Compl. FI Nord km 279.3 e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata si sviluppa su 9 km.
17:25 – Tra Bivio A1/Raccordo Tang. est MI e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La lunghezza della tratta con code è di 3.1 km.
19:06 – Tra Milano est e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta coinvolta è lunga 1.8 km dal km 136.5 al km 138.3.
19:03 – Tra Bivio A7/A12 Genova-Livorno e Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Genova
La tratta coinvolge 3 km dal km 128.7 al km 131.7.
18:56 – Tra Nodo A8/A4 Torino-Trieste e Milano Nord
Coda per curiosi
Direzione Varese
La lunghezza della coda è di 3 km.
18:35 – Tra Milano Nord e Cascina Merlata
Coda per incidente
Direzione Milano
La tratta è lunga 1.9 km dal km 2.1 al km 4.0.
17:32 – Tra Svincolo Lainate-Arese e Origgio Ovest
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Varese
La tratta coinvolge 4.9 km dal km 7.1 al km 12.0.
19:02 – Tra Bivio A10/A7 Milano-Genova e Genova Pegli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Ventimiglia
La tratta interessa 5 km dal km 0.0 al km 5.0.
17:12 – Tra Firenze Ovest e Prato est
Coda per traffico intenso
Direzione Pisa
La coda si estende per 2 km dal km 5.0 al km 7.0.
18:19 – Tra Bologna Interporto e Bivio A13/A14 Bologna-Taranto
Coda per traffico intenso
Direzione Bologna
La lunghezza della coda è di 4 km.
18:36 – Tra Val Vibrata e Roseto Degli Abruzzi
Pioggia in entrambe le direzioni
La tratta interessa 24.5 km dal km 319.5 al km 344.0.
17:32 – Tra Castel San Pietro e Bivio A14/A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratta lunga 25 km.
18:56 – Tra Gemona Osoppo e Carnia
Coda di 3 km per incidente
Direzione Confine Di Stato
Tratta di 8.1 km dal km 44.9 al km 53.0.
17:35 – Tra Teramo e Basciano
Pioggia in entrambe le direzioni
La tratta interessata è lunga 2.5 km dal km 146.1 al km 148.6.
17:54 – Tra Capodichino Svincolo e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Lunghezza della coda 1 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 17:08:00 +0000Il debutto di un nuovo modello Volkswagen non è mai un evento banale, ma l’anteprima mondiale della nuova ID. Polo assume i contorni di una vera e propria pietra miliare per l’industria automobilistica europea. Siamo di fronte alla settima generazione di una bestseller che ha scritto la storia della mobilità per oltre cinquant’anni, vendendo più di 20 milioni di esemplari in tutto il mondo. Tuttavia, questa volta il salto è epocale: la Polo abbandona i motori a combustione per trasmigrare completamente in una dimensione elettrica, portando con sé l’ambiziosa promessa di democratizzare la mobilità sostenibile con un prezzo d’attacco fissato, per il mercato tedesco, a 24.995 euro.
Questa nuova creatura di Wolfsburg non è solo un’auto cittadina, ma un progetto che punta a offrire un rapporto qualità /prezzo senza precedenti nel settore delle compatte a zero emissioni. Basata sul più recente livello evolutivo della piattaforma elettrica modulare, la MEB+, la ID. Polo raccoglie il testimone della sua celebre antenata basata sulla piattaforma MQB, trasformando i vincoli dell’elettrico in vantaggi tangibili in termini di spazio e versatilità .
Il design della ID. Polo inaugura il nuovo linguaggio stilistico di Volkswagen, denominato “Pure Positive”, sotto la guida di Andreas Mindt. Questo approccio si fonda su tre pilastri fondamentali: stabilità , simpatia e un ingrediente segreto, che giustamente non si può svelare. L’obiettivo era creare una vettura che fosse immediatamente riconoscibile come una Polo, ma con un aspetto più elegante e carismatico, capace di riflettere l’avanzamento tecnologico senza risultare fredda o impersonale.
Il frontale è stato studiato per “sorridere”. La combinazione dei fari, i punti luminosi a LED a forma di pupilla e una barra trasversale in vetro creano un vero e proprio volto che ispira simpatia. Nonostante l’aspetto amichevole, la ID. Polo dichiara una notevole efficienza aerodinamica con un valore Cx di 0,264, merito delle aperture verticali “air curtain” che ottimizzano i flussi d’aria laterali. La carreggiata ampia da 1.526 mm e i passaruota sporgenti, che ospitano ruote fino a 19 pollici, conferiscono alla vettura una stabilità visiva possente.
Lateralmente, la ID. Polo mantiene le proporzioni nitide tipiche del DNA Volkswagen, reinterpretandole. Il dettaglio più evocativo è senza dubbio il montante C, che richiama esplicitamente il design della prima storica Golf, un elemento che garantisce coerenza stilistica e una presenza su strada degna di una sportiva.
Questo montante, posizionato sopra i passaruota, facilita inoltre l’accesso posteriore grazie a un’apertura delle porte più ampia al centro. La coda, possente e bilanciata secondo le regole della sezione aurea, presenta gruppi ottici a LED con effetto 3D (nella versione IQ.LIGHT) che sembrano fluttuare, sottolineando la larghezza della vettura insieme al logo Volkswagen illuminato.
Se l’esterno è un omaggio alla tradizione, l’abitacolo è una rivoluzione di spazio e razionalità . Grazie all’architettura MEB+ con moduli di trazione compatti, la ID. Polo offre 19 mm di spazio in più per le gambe rispetto al modello precedente, oltre a una larghezza e un’altezza interna maggiorate. La capacità del bagagliaio è cresciuta di un incredibile 24%, raggiungendo i 441 litri con cinque persone a bordo, che possono diventare 1.243 ribaltando gli schienali.
L’arredamento segue la filosofia “Pure Positive” cercando di ispirare fiducia come farebbe un amico. La plancia è sviluppata orizzontalmente con un’interazione armoniosa tra elementi digitali e fisici. Dietro il volante multifunzione, appiattito sopra e sotto, si trova il Digital Cockpit da 10 pollici, mentre al centro domina un display touch per l’infotainment da 13 pollici, grande quanto un tablet di fascia alta. Un tocco di genialità è rappresentato dal display retrò: attivandolo, la grafica degli strumenti digitali si trasforma in quella della mitica Golf I, con il tachimetro classico e un “powermeter” al posto del contagiri.
La qualità dei materiali si sposa con la sostenibilità : i tessuti dei sedili, dei tappetini e del padiglione sono realizzati al 100% in rPET (polietilene tereftalato riciclato da bottiglie), mentre per le versioni top di gamma si utilizza il filato SEAQUAL, prodotto con plastica recuperata dai mari. Non mancano soluzioni innovative come l’ID. Light, un listello luminoso interattivo che ora si estende anche nelle porte anteriori per comunicare in modo intuitivo con il conducente.
La ID. Polo viene proposta inizialmente in tre linee di equipaggiamento che riprendono nomenclature storiche:

Tra gli optional spiccano dotazioni raramente viste in questa categoria, come il massaggio pneumatico dei sedili anteriori a 12 vie, il tetto panoramico in vetro e un sistema audio Harman Kardon da 425 watt con dieci altoparlanti. La tecnologia si spinge oltre con il Connected Travel Assist, capace ora di riconoscere i semafori e frenare automaticamente l’auto in caso di luce rossa. Una funzione decisamente versatile è il Vehicle-to-Load (V2L) di serie, che permette di alimentare dispositivi esterni (come bici elettriche o piccoli elettrodomestici) con una potenza fino a 3,6 kW tramite un adattatore.
La gamma motori della ID. Polo per il 2026 si articola su tre livelli di potenza, tutti basati sul nuovo motore elettrico APP290 a trazione anteriore:
Tutte le varianti raggiungono una velocità massima di 160 km/h. Per i più sportivi, nel 2027 debutterà la ID. Polo GTI con una potenza di 166 kW (226 CV). La ricarica rapida DC è di serie su tutta la gamma: le batterie da 37 kWh caricano fino a 90 kW (10-80% in circa 27 minuti), mentre quelle da 52 kWh arrivano a 105 kW, riducendo il tempo di ricarica a circa 24 minuti.
Il piacere di guida è garantito da un assetto tipicamente Volkswagen, che bilancia comfort e precisione grazie a un asse anteriore MacPherson e un posteriore a bracci interconnessi completamente riprogettati. Il sistema One Pedal Driving permette di rallentare la vettura semplicemente rilasciando l’acceleratore, recuperando energia in modo efficiente. Anche l’udito è appagato: Volkswagen ha creato un nuovo sound distintivo, attivo fino a 25 km/h per la sicurezza dei pedoni, che diventa più sportivo e carismatico nella modalità di guida Sport.
La ID. Polo si presenta come “l’efficienza resa democratica”. Riducendo la complessità dei componenti e sviluppando internamente tecnologie chiave come l’inverter, Volkswagen è riuscita a contenere i costi di produzione senza sacrificare la qualità . Come anticipato, il listino tedesco parte da 24.995 euro per la versione Trend.
Anche se i prezzi per gli altri mercati, inclusa l’Italia, potrebbero subire lievi variazioni, la ID. Polo si posiziona come un prodotto di rottura, capace di offrire tecnologie e spazio da segmento superiore a un prezzo d’accesso altamente competitivo per il mondo elettrico.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 15:00:28 +0000Sin dalla nascita del gruppo Stellantis nel 2021, frutto della storica fusione tra i colossi FCA e PSA, pochi modelli hanno saputo incarnare lo spirito di questa nuova era come la Jeep Avenger. Nata per conquistare il mercato europeo, l’Avenger si è rapidamente imposta come uno dei modelli di maggior successo dell’intero colosso industriale, un vero e proprio best-seller capace di scalare le classifiche di vendita grazie a un mix equilibrato di stile, compattezza e attitudine outdoor.
Oggi, questo pilastro della gamma Jeep si prepara a un nuovo capitolo della sua storia: un aggiornamento mirato che punta a rinfrescare l’immagine della vettura senza però stravolgerne i tratti che l’hanno resa una beniamina del pubblico.
Il primo segnale di questa evoluzione arriva attraverso un teaser che focalizza l’attenzione sull’elemento più sacro e distintivo del marchio: la griglia a sette feritoie. In ogni angolo del pianeta, questo dettaglio rappresenta il segno inequivocabile del passaggio di una Jeep, una firma distintiva che accompagna il brand sin dalle sue origini belliche. Per l’Avenger, i designer hanno studiato un’inedita interpretazione di questo leggendario elemento, con l’obiettivo di esprimere al meglio le capacità , il carattere e lo stile del modello in una dimensione compatta e moderna.
La storia di questa griglia affonda le radici nel 1945, quando debuttò sulla CJ2A, il primo modello Jeep civile prodotto in serie, diventando da allora un tratto distintivo ripreso in tutta la famiglia CJ, nella Wrangler e nell’attuale gamma. Sulla nuova Avenger, la rinnovata griglia non è solo un omaggio al passato, ma un ponte verso il futuro: è stata progettata per rafforzare l’identità del modello, rendendo la promessa di “libertà Jeep” immediatamente riconoscibile e, soprattutto, più accessibile che mai.
Oltre alla mascherina, il resto della vettura segue una filosofia di affinamento. Sebbene il teaser metta in risalto il frontale, la narrazione di questa evoluzione suggerisce una cura minuziosa per valorizzare lo spirito di avventura tipico del marchio. La Avenger continua a presentarsi come un SUV che non rinuncia alla praticità urbana, mantenendo quelle proporzioni che le permettono di muoversi agilmente tra i vicoli delle città , pur restando pronta a sporcarsi le ruote su sentieri più impervi.
Il design complessivo rimane fedele a quell’estetica che l’ha resa celebre, dove la funzionalità sposa una ricerca formale contemporanea. Questa nuova interpretazione della “seven-slots grille” agisce da catalizzatore per l’intera parte anteriore, conferendo alla vettura un aspetto più deciso e una presenza su strada ancora più marcata. È un passo in avanti che Jeep compie per garantire che la sua identità rimanga forte in un mercato sempre più affollato, offrendo un’esperienza di guida che sappia coniugare la tradizione di un marchio leggendario con le tecnologie e le forme richieste dalla mobilità odierna.
Cercando di dare un giudizio, l’aggiornamento dell’Avenger non è una rivoluzione, ma una sapiente evoluzione di una formula già vincente. Puntando sulla griglia a sette feritoie, Jeep ribadisce che la Avenger continuerà a preservare il suo DNA. Per il resto, motorizzazioni ed equipaggiamenti, bisognerà aspettare ancora un po’. Ma anche in questo caso è lecito non aspettarsi niente di eclatante.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 13:13:51 +0000Dal 26 al 28 giugno 2026, l’Autodromo Nazionale Monza torna al centro della scena con il MIMO Milano Monza Motor Show 2026, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi dell’estate per appassionati e addetti ai lavori. L’evento open-air, a ingresso gratuito, propone un format ormai consolidato che punta tutto sull’esperienza diretta, trasformando il “Tempio della Velocità †in una piattaforma dinamica dove pubblico, brand e media si incontrano.
Il cuore pulsante della manifestazione sarà ancora una volta il Supercar Paddock, con una concentrazione di vetture esclusive tra le più ambite al mondo. Hypercar estreme, modelli iconici e pezzi unici – provenienti sia da collezioni private sia dalle case automobilistiche – offriranno una panoramica completa dell’eccellenza automotive contemporanea. A rendere il tutto ancora più spettacolare, la Supercar Parade porterà queste vetture in pista, tra sopraelevate storiche e tracciato di Formula 1, regalando uno dei momenti più suggestivi dell’intero evento.
MIMO non è solo esposizione: il pubblico potrà mettersi al volante grazie ai test drive gratuiti organizzati all’interno del circuito. Un’opportunità concreta per provare modelli di ultima generazione in un contesto unico, con percorsi che includono anche tratti iconici dell’autodromo. Il paddock si trasformerà inoltre in un vero e proprio villaggio esperienziale, dove sarà possibile entrare nei box, incontrare i costruttori e scoprire da vicino tecnologie, design e novità di prodotto.
La componente sportiva sarà protagonista con il Time Attack, disciplina che vedrà vetture ad alte prestazioni sfidarsi contro il cronometro, esaltando tecnica e precisione. Accanto alla competizione, il format Fun For Track aprirà la pista anche agli appassionati, offrendo sessioni di guida in un contesto accessibile ma organizzato.
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca la Journalist Parade: una parata dinamica che vedrà giornalisti italiani e internazionali al volante di auto elettriche e ibride plug-in, lungo un percorso tra la città e il circuito. Un momento simbolico che racconta la transizione energetica attraverso chi la comunica ogni giorno. Grande attenzione anche alla mobilità a zero emissioni con la MIMO Electric Area, spazio dedicato ai modelli elettrici dove il pubblico potrà non solo osservare, ma anche testare le vetture grazie a percorsi dedicati e infrastrutture di ricarica veloce.
Con un mix di spettacolo, innovazione e coinvolgimento diretto, MIMO si conferma un format capace di andare oltre il classico motor show. L’ingresso gratuito e un programma pensato per un pubblico ampio lo rendono un appuntamento trasversale, in grado di unire appassionati, famiglie e curiosi nel segno della passione per l’automobile.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 12:32:09 +0000La F1 sbarca in Florida per un fine weekend che si preannuncia cruciale per le ambizioni del Cavallino Rampante. Ferrari si presenta a Miami armata di un massiccio pacchetto di sviluppi e spinta dalle recenti direttive FIA sull’ibrido. Ma in un mondiale 2026 così ostico, nulla può essere dato per scontato. Con il formato Sprint ad alzare la posta in gioco, trovare il bilanciamento perfetto nell’unica sessione di prove libere estesa a 90 minuti sarà il vero ago della bilancia.
Lo sviluppo a stagione in corso è il cuore pulsante dei nuovi regolamenti della Formula 1 2026. A Miami debutterà il primo vero aggiornamento aero-meccanico sulla SF-26. Parliamo di un pacchetto che coinvolge una revisione estesa di ala anteriore, bargeboard, fondo, diffusore e ala posteriore, oltre a una ricalibrazione dell’incidenza dello scarico FTM.
L’obiettivo ingegneristico è cristallino: incrementare l’efficienza aerodinamica. Se nel misto la vettura modenese detta il passo, sui rettilinei il gap velocistico con le power unit Mercedes resta severo. È fondamentale, però, gestire le aspettative: gli aggiornamenti in Florida non rappresentano una soluzione definitiva, ma uno strumento per mitigare le criticità .
Una monoposto più efficiente incontra meno resistenza all’avanzamento, consentendo di non dissipare energia preziosa e garantendo una finestra di gestione ibrida nettamente più ampia nell’arco del giro. Questo è il ragionamento alla base della Rossa, in attesa dell’ADUO. A supportare la rincorsa ecco le nuove disposizioni della FIA, che hanno abbassato il limite di energia erogabile a 7 MJ per tornata.
Questa mossa argina l’abuso del super-clipping osservato nelle prime tre tappe iridate, venendo incontro alle difficoltà intrinseche palesate finora dalla monoposto italiana. Eppure, per riuscire a sbloccare il reale potenziale della vettura, la chiave di volta rimane la power unit. Non è un mistero: Ferrari attende con ansia l’introduzione del tanto chiacchierato update motoristico.
Solo in quel momento, presumibilmente a fine giugno, si potrà tracciare un bilancio definitivo o comunque reale sulle prestazioni della Rossa. I riflettori sono puntati sul sistema ADUO: Maranello è chiamata a centrare l’obiettivo con una soglia che si aggira intorno al 2%. Il modo in cui i motoristi riusciranno a concretizzare questo salto prestazionale farà la vera differenza.
Tra i dettagli tecnici più intriganti spicca la validazione, giunta dopo il recente filming day sul tracciato di Monza, della super chiacchierata “ala Macarena”. Questa specifica architettura, che ha già spinto la Red Bull a trarne ispirazione (tra le altre cose), si potrebbe rivelerà alquanto decisiva su di un circuito dove, in bona parte, l’efficienza aerodinamica dell’auto ha un peso specifico molto elevato.
Il suo principio di funzionamento mira a mitigare il carico generato dal complesso fondo-diffusore, abbattendo drasticamente la resistenza indotta sui rettilinei. Questo update mirato potrebbe essere l’arma in più per dimezzare (almeno) il ritardo dalle W17, considerando come sia lecito aspettarsi una contromossa immediata da parte della Mercedes per difendere il proprio vantaggio.
Al netto dei fattori macroscopici, il Gran Premio di Miami nasconde insidie da non sottovalutare. Il layout della posta americana mostra tratti ad altissima velocità di percorrenza a porzioni di pista guidate e in rapida successione. Uno scenario del germe esalta il ruolo della gestione termica. Sebbene il manto stradale non sia particolarmente aggressivo, Pirelli optato per la gamma di mescole più morbida.
Un fattore che va per forze di cose tenuto in conto: improvvisi picchi di temperatura potrebbero introdurre variabili imprevedibili. Per di più c’è il rischio di forti temporali, altro elemento che potrebbe mischiare le carte in tavola. Se le novità aerodinamiche della Ferrari funzioneranno come deliberato, la squadra godrà di una finestra di setup più larga.
Tuttavia, la vera sfida sarà trovare l’alchimia tra tutti i parametri in gioco. In un fine settimana Sprint, imboccare un vicolo cieco a livello di setup (avendo a disposizione una sola sessione di libere) può compromettere il resto del weekend. Sarà l’ottimizzazione chirurgica dei marginal gain a stabilire se la Rossa ha finalmente le carte in regola per iniziare a ricucire lo strappo con le Frecce d’Argento.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 12:04:16 +0000Cinque del mattino. In stazione arrivano i primi pendolari, il treno però si fa desiderare e più il tempo passa, più qualcosa sembra essere andato storto. Comincia a trapelare l’impazienza, anche perché i chiarimenti tardano, fino a quando la risposta non viene finalmente individuata a pochi chilometri di distanza, nel quartiere Bellavista di Siviglia, dove una vettura giace incastrata proprio nel mezzo della linea ferroviaria. Secondo quanto riferiscono i media locali e i servizi di emergenza andalusi, all’alba di venerdì 24 aprile un banale rientro notturno ha provocato un incubo logistico dai risvolti legali.
A rovinare la giornata è bastato un incidente dai contorni quasi surreali. Mentre percorreva calle Gea, l’auto ha imboccato un sentiero sterrato che scende ripido verso la strada ferrata. Nel buio pesto della zona residenziale, confinata tra palazzi e terreni incolti, il passaggio deve essere sembrato una normale via di fuga o una scorciatoia. Senza accorgersi di nulla, il conducente ha tirato dritto finché le ruote non hanno perso aderenza sulla ghiaia dei binari e il veicolo si è letteralmente immobilizzato sulle rotaie della tratta collegante il sud della città al resto della rete spagnola. Game over.
L’intervento coordinato dei Vigili del Fuoco, della Polizia locale e dei tecnici di Adif, il gestore ferroviario, ha permesso di mettere in sicurezza l’area in tempi brevi. Il recupero del mezzo ha richiesto l’intervento immediato dei soccorritori, con il traffico ferroviario rimasto fermo una ventina di minuti così da garantire la massima sicurezza sulla linea. Il punto critico, infatti, non era solo la presenza dell’auto sui binari, ma la possibilità che un convoglio arrivasse prima della completa chiusura della tratta. In casi simili ogni minuto pesa, perché la linea va isolata, il traffico bloccato e il mezzo rimosso senza provocare ulteriori danni all’infrastruttura.
Se dal punto di vista fisico l’automobilista ne è uscito indenne, la sua posizione si è aggravata appena ha soffiato nell’etilometro. I test hanno rivelato un tasso di alcol nel sangue circa cinque volte superiore al limite consentito dalla legge spagnola. In Spagna il legislatore fissa un limite di 0,5 g/l, ma valori superiori a 1,2 g/l configurano un reato contro la sicurezza stradale ed entriamo, dunque, nell’ambito penale.
Sebbene le autorità non abbiano diffuso integralmente i dati, il fatto di aver quintuplicato i limiti lascia pensare a una condizione di totale alterazione psicofisica. Il disastro è stato evitato solo grazie all’ora tarda e alla rapidità dei soccorsi, ma per il guidatore le complicazioni sono appena iniziate. Tra multe salatissime, ritiro della patente e il rischio concreto del carcere, lo attende un calvario, anche perché il fatto cade nel pieno del dibattito spagnolo sulla riduzione dei limiti alcolemici.
Con la Feria di Siviglia alle porte, le autorità spingono per una tolleranza ancora minore e questo incidente non fa che alimentare le polemiche. La vicenda serve da lezione a chiunque viaggi in Spagna: un errore simile sotto l’effetto di sostanze alcoliche trasforma una svista in un reato penale dai risvolti seri.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 10:34:01 +0000Non lasciatevi ingannare dal nome. Se la Yuan Plus presentata al Salone di Pechino 2026 ha un’aria vagamente familiare, c’è un ottimo motivo: in Europa la conosciamo come BYD Atto 3. Per il modello cinese è giunto però il momento di voltare pagina, in una metamorfosi che parte dalle fondamenta, in vista di uno scontro ad armi pari contro i giganti del mercato.
Sul versante tecnico, sembra in grado di eliminare l’ansia di autonomia mettendo a frutto la tecnologia Flash Charging, che permette di passare dal 10% al 97% di energia in appena nove minuti, e dal 10% al 70% in soli cinque minuti. In ogni condizioni meteorologica il rendimento rimane stabile, persino a -30°C, quando la ricarica subisce un rallentamento di tre minuti.
Oltre alla velocità di ricarica, la nuova Atto 3 segna un punto di rottura netto rispetto al passato abbandonando la trazione anteriore a favore di quella posteriore, per una distribuzione dei pesi impeccabile e una dinamica di guida molto più coinvolgente, dalla precisione estrema tra le curve. La scelta delle batterie ricade nuovamente sui moduli litio-ferro-fosfato (LFP), utile a sostenere i due diversi step di potenza e i relativi traguardi di percorrenza previsti in occasione del lancio.
La versione d’attacco dispone di 57,5 kWh con un motore da 268 CV capace di coprire 540 km, mentre la variante superiore sale a 68,5 kWh con una potenza di 322 CV e un raggio d’azione di ben 630 km secondo il ciclo CLTC.
Numeri alla mano, il confronto con la variante precedente non regge. La nuova Atto 3 tocca i 4.665 mm di lunghezza, crescendo così tanto da abbandonare il segmento C per entrare in quello superiore. Basata su un interasse da 2.770 mm, la nuova stazza cambia in modo radicale la vita a bordo, soprattutto per le gambe dei passeggeri posteriori e anche la gestione dei carichi segue una logica diversa. Dietro lo spazio abbonda, con 750 litri fruibili (al tetto), ma la differenza la fa soprattutto il vano ricavato sotto il cofano anteriore da 101 litri, in cui collocare i cavi di ricarica, lontani dal resto dei bagagli.
Il design, figlio del nuovo corso Loong Face, punta su linee ispirate alla testa di un drago, con fari molto sottili e fianchi puliti grazie alle maniglie a scomparsa. Una volta dentro, l’attenzione finisce subito sulla plancia digitale: il grande schermo centrale lavora insieme al quadro strumenti e all’head-up display nella proiezione delle info utili nel campo visivo del conducente.
La lista degli accessori indirizzata al mercato asiatico è ricca e prevede un impianto audio con sedici diffusori, oltre a un vano climatizzato dove tenere al fresco o al caldo le bevande. Sul fronte sicurezza, il sistema DiPilot 300, al debutto, sfrutta i sensori LiDAR per mappare la strada con estrema precisione e garantisce un’assistenza al volante molto più affidabile dei sistemi tradizionali. Sbilanciarsi sui prezzi è prematuro, ma con ogni probabilità BYD proverà a offrire il miglior rapporto qualità -prezzo possibile: le elettriche leader nelle classifiche di vendita farebbero bene a temerla.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 09:31:46 +0000In tutta Italia, è ormai noto, negli anni si sono diffuse parecchie truffe a carico degli automobilisti, che purtroppo hanno svuotato auto o portafogli ai più generosi, sensibili o ingenui, ma anche ai soggetti più deboli o fragili, come gli anziani.
Quella di cui vi stiamo per parlare è la cosiddetta “truffa dell’auto senza benzinaâ€, parecchio famosa nel nostro Paese, se ne sente parlare ormai da anni, ma facendo attenzione si può evitare di cadere nel tranello dei malviventi, che non aspettano altro che ingannare poveri malcapitati.
Ormai non passa giorno senza che venga riportata una truffa a danno di persone innocenti. In questi episodi di raggiro, gli impostori approfittano delle persone di buon animo, fingendo di essere in difficoltà e chiedendo aiuto. Purtroppo questa “bontà d’animo†viene sfruttata dai farabutti proprio per mettere in atto truffe meschine, che hanno avuto e continuano ad avere come unico fine quello di sottrarre del denaro a degli ignari soggetti diventati – senza volerlo e senza nemmeno rendersene conto – delle vittime innocenti.
La chiamano la truffa dell’auto senza benzina e ormai purtroppo la conosciamo tutti molto bene. Eppure i malviventi continuano ad agire indisturbati, riuscendo a “fregare†tanti automobilisti. A ognuno di noi sarà capitato almeno una volta di pensare “ma figurati se succede proprio a meâ€, ebbene…
Si tratta comunque di uno stratagemma misero, che fa davvero perdere la testa, perché fa leva proprio sul senso di solidarietà delle persone, che cercano di aiutare soggetti che si mostrano in difficoltà .
Come funziona quindi la truffa dell’auto senza benzina? In genere un uomo o una donna, con fare disperato, fermano gli automobilisti che passano o si fermano alla stazione di servizio e chiedono loro solitamente 5 o 10 euro per poter fare benzina, dichiarando di essere rimasti improvvisamente a secco e di non avere denaro con sé.
E voi direte: ma nessuno ha mai risposto dicendo che è possibile pagare con carta o di cercare uno sportello per prelevare nelle vicinanze? Certo che sì, ma in questi casi la scusa è pronta: il truffatore dichiara di aver già provato entrambe le strade senza successo (si inventa che il bancomat non funziona) o di non avere con sé carte o altro.
Spesso la sceneggiata è ancora più credibile, perché il farabutto chiede addirittura il numero di telefono all’automobilista, promettendo di richiamarlo per restituirgli il denaro appena arrivato a casa. Ovviamente è tutta una finzione.
Ormai ogni giorno ci arrivano notizie di nuove truffe, la speranza è vana: il numero dei truffatori pronti ad aguzzare l’ingegno pur di fregare il prossimo è sempre più elevato. Com’è possibile tutelarsi dalla truffa dell’auto senza benzina? Insomma, non è facile, ne siamo consapevoli. Purtroppo, come si dice, “fidarsi è bene, non fidarsi è meglioâ€, e visto l’andazzo, meglio piuttosto fingere di non avere altro denaro con sé se si ha anche il minimo dubbio o sospetto.
Ma un trucchetto per capire subito se l’automobilista fermo in strada che chiede soldi per fare benzina è un truffatore o meno è contattare immediatamente le Forze dell’ordine. Provate a chiamare il 112 per far intervenire una pattuglia, solo se avete modo di pensare che si tratti di ladri e malviventi: se il soggetto comprende e scappa o inizia a comportarsi in modo strano e schivo, allora potrete essere certi – o quasi – che siete riusciti a sventare una potenziale truffa.
Un altro consiglio che ci sentiamo di dare a prescindere dalla truffa dell’auto senza benzina: attenzione a non lasciare mai l’auto incustodita nemmeno per pochi secondi, magari proprio per rispondere alla richiesta di denaro o altre domande inutili di alcuni soggetti presenti: potrebbero essere solo delle scuse per distrarvi, mentre un altro furfante vi svuota l’auto di soldi e oggetti di valore, come il telefono.
Vediamo infatti altri casi analoghi e molto spiacevoli.
Al primo posto ci sono sicuramente gli anziani, i soggetti maggiormente presi di mira da questi malviventi senza scrupolo, ma gli automobilisti sembrano comunque essere sul podio delle categorie bersagliate dai truffatori.
Di quante truffe a carico di automobilisti abbiamo parlato in questi anni? Innumerevoli, davvero. Guidatori ingenui o anche solamente distratti in quell’attimo cadono vittime dei malviventi. Basti pensare, ad esempio, alla truffa dello specchietto con la quale il truffatore pretende il risarcimento di un danno mai provocato (allo specchietto, appunto) dalla vittima del raggiro.
Un’altra truffa che negli ultimi anni è diventata ormai di gran moda è quella dell’uovo sul parabrezza. In questo caso, come agiscono i furfanti? Lanciano un uovo sul vetro davanti della macchina che sta transitando, chiaramente il conducente – che non riesce più a guidare in sicurezza per mancanza di visibilità – è costretto ad accostare e a scendere dall’auto per capire cosa sia successo e almeno pulire il vetro.
È proprio in quel frangente che entrano in azione i ladruncoli ben addestrati, rubando borse, smartphone e qualsiasi oggetto di prestigio che trovano all’interno dell’abitacolo, occhiali da sole, giacche e altro ancora.
Sono infinite le segnalazioni relative a questo tipo di truffe e le testimonianze di persone vittime di questi raggiri sono davvero parecchie.
Nelle ultime settimane siamo venuti a conoscenza di altre nuove truffe architettate dai malviventi, la prima è la truffa delle monetine. Una donna – dopo aver fatto la spesa – stava per risalire in auto, quando è stata avvicinata da due sconosciuti che con la banale scusa: “Guardi che le sono cadute delle monete a terraâ€, le hanno aperto la portiera e sottratto la borsa dall’abitacolo.
Per la donna è finita ancor peggio di un furto: essendosi accorta subito del raggiro, ha provato a fermare i ladri in fuga su un’altra auto, ma ha perso l’equilibrio ed è caduta a terra, con evidenti traumi, anche se non gravi.
Un’altra truffa, che fortunatamente si è conclusa con nulla di fatto – ma che poteva anche scatenare un disastroso incidente – è quella messa a punto da un incosciente in autostrada. Cos’ha combinato? Come hanno mostrato le telecamere installate su quel tratto di strada, ha rallentato bruscamente la sua auto senza alcuna ragione apparente davanti a un camion in avvicinamento.
L’intento era riuscire a provocare un tamponamento volontario per poi ottenere un ricco risarcimento da parte dell’assicurazione. A dir poco pericoloso, ma purtroppo diffuso anche in altre parti del mondo. Fortunatamente il camionista è riuscito a evitare, con un’azione prontissima, il colpo contro l’auto davanti a lui.
Un altro e ultimo esempio di truffa segue lo stesso subdolo schema di quelle descritte in precedenza: il truffatore, generalmente in parcheggi molto frequentati, decide la sua vittima e gli buca una gomma senza destare sospetti tra la folla. Anche in questo caso, quando l’automobilista torna alla sua macchina e si accorge del problema, mentre cerca di gestire l’emergenza, il furfante approfitta della distrazione per rubare quello che di valore c’è in auto.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 09:16:20 +0000Il dilemma è servito, proprio mentre migliaia di italiani stanno finendo di chiudere le valigie, prossimi a trascorrere il prossimo ponte alla scoperta di una città d’arte o in totale relax al mare: meglio correre al distributore o sperare in nuovi sviluppi a breve? Con il taglio delle accise ormai prossimo alla scadenza, tocca guardare ai portafogli.
Negli ultimi mesi la boccata d’ossigeno fiscale ha permesso di contenere i prezzi alla pompa, peccato che la deadline sia ormai dietro l’angolo, fissata al prossimo 1° maggio. Senza un intervento immediato da parte del Governo, a partire dal giorno successivo i prezzi di benzina e diesel potrebbero subire un’impennata automatica, riportando le tariffe a livelli decisamente meno amichevoli.
Se la proroga non dovesse arrivare, lo sconto fiscale sparirebbe e, tenuto conto dell’IVA, l’aumento ammonterebbe a circa 24 centesimi al litro. Resta da capire quali sarebbero gli effetti sull’automobilista medio. Ebbene, su un pieno standard da 50 litri il prezzo salirebbe di circa 12 euro, probabilmente una cifra non tale da rovinare un bilancio annuale, ma abbastanza rilevante da non venire comunque ignorata.
Viste le premesse di un’inflazione galoppante e le spese associate ai viaggi del ponte di primavera (tra autostrade, hotel e ristoranti), trovarsi a pagare dodici euro in più per ogni sosta al distributore è un “regalo” di cui tutti faremmo volentieri a meno.
A Palazzo Chigi il dossier rimane aperto, ma nessuno vuole esporsi prima di aver analizzato a fondo i conti. Mantenere lo sconto alla pompa significa svuotare le casse dello Stato a ritmi forse insostenibili, e ora il Governo deve capire quanto margine gli è rimasto per evitare la stangata. Tra i corridoi si sussurra l’ipotesi di un “mini-sconto” di 15 giorni per traghettare gli automobilisti oltre l’ondata di spostamenti del ponte, rimandando l’inevitabile rincaro a metà maggio.
Una seconda ipotesi, più strutturale, riguarda una differenziazione tra i carburanti, volta a favorire il diesel, l’alimentazione cardine nel trasporto merci e nella logistica. Proteggere il prezzo del gasolio aiuterebbe, in modo indiretto, a proteggere i prezzi dei beni sugli scaffali dei supermercati, così da scongiurare una nuova fiammata dell’inflazione sui beni di consumo.
La patata bollente passa, però, ora ai conducenti in procinto di partire. Muoversi d’anticipo potrebbe essere la mossa migliore con l’auto ormai a secco: rimandare il pieno in attesa del provvidenziale intervento burocratico rischia di costare davvero caro, infatti, qualora il Governo dovesse tardare anche solo di un giorno, chi si troverà a fare rifornimento il 2 maggio potrebbe subire il rincaro pieno. Al contrario, fare il pieno oggi garantisce lo “sconto” attuale. Nella peggiore delle ipotesi (ovvero se la proroga arrivasse puntuale), l’acquisto del carburante avverrebbe a un prezzo invariato.
Cambia tutto se l’auto serve solo in città o se il serbatoio garantisce ancora autonomia: in tal caso conviene monitorare la situazione, aspettando che il quadro normativo si chiarisca. Davanti a un impegnativo viaggio lungo la rete autostradale, la prudenza spinge a non esitare: rifornirsi ora garantisce la tariffa attuale ed evita il rischio del salasso.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 08:18:22 +0000Una multa per eccesso di velocità può cadere anche per colpa, o per merito, di una fotografia scattata anni prima da un’auto di Google. Non perché Google Street View sia diventato una scorciatoia per cancellare le sanzioni stradali, ma perché in alcuni casi le immagini disponibili online possono mettere in crisi un punto del verbale: la presenza di un cartello, la visibilità della segnaletica, la classificazione della strada, il limite applicabile in quel tratto.
Un nuovo caso arriva dai Paesi Bassi. Un automobilista è stato sanzionato ad Amersfoort perché viaggiava a 62 km/h in un tratto dove il limite previsto era di 50 km/h. Secondo la ricostruzione del giudice olandese, il conducente ha contestato la multa sostenendo che il segnale di inizio centro abitato, da cui discendeva il limite inferiore, non fosse percepibile o comunque non potesse essere dato per certo nel modo in cui l’amministrazione lo aveva ricostruito. Il punto è stato il confronto con le immagini di Google Street View, dalle quali risultavano cartelli diversi prima e dopo la data dell’infrazione. Proprio questa discordanza ha impedito di accertare con sufficiente sicurezza quale segnaletica fosse presente al momento del passaggio dell’auto.
Le immagini di Google Street View possono diventare un elemento probatorio quando documentano lo stato dei luoghi e quando questo dato incide su un presupposto essenziale della violazione. Nel caso olandese, il problema non riguardava la velocità rilevata in sé, ma il limite da applicare in quel tratto. Se il conducente stava circolando in un’area urbana segnalata, i 62 km/h erano superiori al limite. Se invece il cartello non era presente, non era visibile o non era provabile nella sua esatta collocazione temporale, la certezza della violazione veniva meno.
Google Street View entra in questa dinamica perché possiede una caratteristica molto utile nei contenziosi: conserva immagini geolocalizzate, datate per mese e anno e in molti luoghi consente di confrontare versioni precedenti dello stesso tratto stradale. Google ha introdotto la possibilità di consultare immagini storiche di Street View già dal 2014, con raccolte risalenti fino al 2007, e la funzione permette di osservare come un luogo sia cambiato nel tempo.
In materia di multe, questi strumenti possono dimostrare la velocità , ma non sempre bastano a chiudere il ragionamento. Bisogna anche capire se il limite era imposto, se la strada era classificata nel modo giusto, se la postazione di controllo era visibile, se il cartello di preavviso era presente, se la segnaletica non era coperta da vegetazione o collocata in modo tale da non consentire all’automobilista una percezione tempestiva.
L’articolo 142 del Codice della Strada prevede che le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità siano preventivamente segnalate e ben visibili, tramite cartelli o dispositivi luminosi conformi alle regole di esecuzione. Lo stesso articolo disciplina anche le soglie sanzionatorie per il superamento dei limiti, distinguendo tra eccessi fino a 10 km/h, oltre 10 e fino a 40 km/h, oltre 40 e fino a 60 km/h e oltre 60 km/h.
Significa che se una multa nasce da un controllo di velocità , l’amministrazione deve poter sostenere anche la regolarità del contesto di accertamento. Una fotografia di Google può servire a intaccare quel contesto, per esempio mostrando un cartello nascosto dal fogliame, una strada non riconducibile a centro abitato, un limite non segnalato o una situazione diversa da quella descritta nel verbale.
In Italia c’è il precedente risalente al 2015, deciso dal Tribunale di Savona, che riguardava una multa per eccesso di velocità rilevata in un tratto della strada provinciale tra Toirano e Borghetto Santo Spirito. L’automobilista procedeva a 70 km/h in un punto dove il limite applicato era di 50 km/h, perché quel tratto era stato considerato urbano. La difesa ha però contestato proprio questa classificazione. Le immagini di Google Maps hanno mostrato una realtà diversa: orti, campagna aperta, poche case sparse, un cimitero e l’assenza di quel raggruppamento continuo di edifici che il Codice della Strada richiede per parlare propriamente di centro abitato.
Il giudice ha richiamato la definizione dell’articolo 3 del Codice della Strada, secondo cui il centro abitato presuppone un insieme di edifici delimitato da segnali di inizio e fine con un raggruppamento continuo costituito da almeno 25 fabbricati. Proprio l’immagine prodotta in giudizio ha contribuito a dimostrare che la zona non poteva essere trattata come centro abitato; la multa da 150 euro e la decurtazione di due punti sono state annullate.
Un Comune può anche ritenere opportuno imporre un limite più basso per ragioni di sicurezza, ma deve farlo con una motivazione specifica e coerente. Non può chiamare centro abitato un tratto che nei fatti non presenta le caratteristiche richieste dalla legge.
Un’altra vicenda riguarda il tema della visibilità della segnaletica. In quel caso davanti al Giudice di Pace di Brindisi il nodo non era l’esistenza astratta di un cartello, ma la sua leggibilità . Il Comune aveva utilizzato immagini tratte da Google per dimostrare che la segnaletica era presente; il conducente aveva opposto immagini più recenti della stessa fonte, dalle quali emergeva una visibilità compromessa dal fogliame. Il giudice ha valorizzato proprio la scarsa visibilità del segnale, collocato in alto e parzialmente coperto dalla vegetazione.
Sul piano probatorio, la giurisprudenza italiana non considera le immagini di Google come materiale irrilevante solo perché provengono da Internet. Anzi, la Corte di Cassazione ha già ammesso l’utilizzabilità di fotografie tratte da Google Street View e Google Earth in diversi contesti purché non trasformate in una prova assoluta fuori da ogni verifica.
Un riferimento è l’ordinanza della Cassazione 308 del 10 gennaio 2020, relativa a un accertamento tributario in materia di imposta pubblicitaria. In quella vicenda si discuteva anche del valore di foto tratte da Google Earth e Google Street View. La Corte ha richiamato il principio secondo cui la fotografia è una prova precostituita della conformità alle cose e ai luoghi rappresentati, salvo che chi la contesti disconosca la conformità in modo circostanziato ed esplicito.
La Suprema Corte ha anche confermato che immagini satellitari, aerofotogrammetrie e immagini tratte da Google Earth possono essere usate per ricostruire lo stato dei luoghi e la data di realizzazione di opere edilizie. In una sentenza del 16 marzo 2026 la Corte ha ritenuto corretto l’utilizzo di immagini storiche per accertare l’effettivo momento di avvio di lavori edilizi e inserito il dato visuale in un quadro probatorio più ampio.
Street View può essere utile quando il ricorso si fonda su un vizio concreto. La situazione più evidente riguarda la segnaletica stradale. Se il cartello del limite di velocità era coperto, girato, danneggiato, troppo vicino alla postazione di controllo o collocato dopo un’intersezione, le immagini possono aiutare a ricostruire lo stato dei luoghi. La stessa logica vale per i cartelli di preavviso dell’autovelox, che devono essere visibili e preventivi.
Un secondo ambito riguarda la classificazione della strada. Il caso di Savona dimostra che una zona definita urbana dall’amministrazione può non avere le caratteristiche del centro abitato. Se una strada è in aperta campagna e il verbale applica un limite motivato dalla presunta urbanizzazione del tratto, la fotografia può diventare decisiva.
Un terzo terreno riguarda il mutamento nel tempo. Se la segnaletica è stata modificata dopo l’infrazione, oppure se Street View mostra una situazione diversa prima e dopo la data contestata, il giudice può trovarsi davanti a un dubbio. Non serve che l’immagine provi l’innocenza del conducente, ma basta che renda incerta la ricostruzione dell’amministrazione quando la ricostruzione è indispensabile per sostenere la multa.
Non ogni screenshot di Google Maps trasforma un ricorso in una causa vincente. Se l’autovelox era regolarmente segnalato, il limite era chiaro, la strada era classificata e l’immagine non riguarda il periodo dell’infrazione, il ricorso resta debole. Street View ha limiti tecnici evidenti. Le immagini non sono aggiornate in tempo reale, possono essere state scattate mesi o anni prima, non sempre coprono il punto interessato. Talvolta la prospettiva della Google Car non coincide con quella del conducente e in alcune aree la cronologia storica è incompleta. La data visibile su Street View indica il mese e l’anno della ripresa, non il giorno e l’ora. Questo dettaglio può pesare molto quando si discute di un cartello sostituito, di lavori temporanei o di vegetazione stagionale.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 06:00:41 +0000Ad aprile 2026 il calendario degli scioperi in Italia si presenta intenso, con mobilitazioni che riguardano sia il settore del trasporto pubblico locale che quello ferroviario, merci e aereo, sia su scala regionale che nazionale. Nell’articolo trovate tutte le date chiave, le categorie e gli orari previsti per ogni sciopero del mese, così da poter pianificare al meglio gli spostamenti e limitare eventuali disagi.
Nella città di Milano e in tutte le città italiane, si registrano diversi scioperi nel settore aereo e nel trasporto pubblico locale. In particolare, il personale della Soc. ENAV sarà in sciopero nazionale dalle 13.00 alle 17.00. Coinvolti anche settore Techno Sky e personale aeroportuale con proteste della medesima durata. Nel trasporto pubblico locale, è previsto sciopero regionale dalle 20.01 alle 24.00 nelle unità di Veneto, Umbria e Campania (personale Busitalia Sita Nord).
Sciopero nazionale ferroviario in tutta Italia: il personale RFI addetto a impianti di manutenzione osserva 24 ore di stop per due proclamazioni differenti, una dell’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e un’altra dai sindacati Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.
Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria), sciopero di 4 ore dalle 10.57 alle 14.57 nel trasporto pubblico locale (personale Società IAS Autolinee).
Nella città di Napoli, sciopero locale di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 per il trasporto pubblico locale (personale Società EAV).
Nella città di Udine, sciopero con fermo servizio urbano dalle 17.30 alle 21.29 e extraurbano dalle 17.15 alle 21.14 (personale ARRIVA Udine).
Sciopero nazionale di 4 ore a inizio turno montante per le attività ferroviarie in appalto della società Elior Ristorazione su tutto il territorio nazionale.
Nella città di Brescia, sciopero di 24 ore nell’aeroporto di Brescia Montichiari, coinvolgendo il personale allo scarico e carico merci della società GDA Handling.
In Sicilia, tutte le province, sciopero regionale nel trasporto merci conto terzi, dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile (Comitato Trasporto Siciliano).
Nella città di Milano e province adiacenti, sciopero Addabus nel trasporto pubblico locale per 4 ore dalle 08.45 alle 12.45.
Nello Stretto di Messina, Sicilia, sciopero marittimo di 8 ore dalle 09.01 alle 17.01 (personale Blujet).
Nella città di Firenze (Toscana), sciopero della società Gest di Firenze per il trasporto pubblico locale di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00.
Sciopero nazionale trasporto merci su tutto il territorio italiano, dalle 00.00 del 20 aprile alle 24.00 del 25 aprile 2026 (TRASPORTOUNITO, fermo nazionale servizio autotrasporto merci).
Nella città di Frosinone (Lazio), sciopero trasporto pubblico locale di 24 ore per la società Cialone Tour di Frosinone.
In Calabria il settore ferroviario osserverà uno sciopero regionale di 8 ore dalle 10.00 alle 17.59, coinvolgendo il personale della società RFI nelle attività di circolazione dei treni.
Nella città di Milano (Lombardia), sciopero di 8 ore nel trasporto pubblico locale, coinvolto il personale delle società del gruppo ATM, tra le 08.45 e le 18.50 a seconda delle società .
A Como, funicolare Como Brunate: sciopero dalle 08.30 alle 16.30.
Sciopero nazionale trasporto merci, termine alle 24.00 del 25 aprile (TRASPORTOUNITO, servizi autotrasporto merci su tutte le province italiane).
Nella provincia di Bari (Puglia), sciopero STP di Bari: trasporto pubblico locale fermo per 4 ore, dalle 17.30 alle 21.30.
Nel territorio di Cosenza (Calabria), sciopero IAS Autolinee di Corigliano-Rossano: trasporto pubblico locale fermo per 24 ore.
Nella provincia di Firenze (Toscana), nel bacino di Firenze Autolinee Toscane: sciopero di 4 ore dalle 17.30 alle 21.30.
Nella città di Napoli (Campania), sciopero AIR Campania di Napoli: trasporto pubblico locale, 4 ore dalle 8.30 alle 12.30.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 24 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 25 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 27 aprile 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 06:00:00 +0000Oggi mettiamo a disposizione un aggiornamento rapido e utile sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, con il dettaglio per tipologia di prodotto ed erogazione. Di seguito trovi le quotazioni più recenti e, a seguire, una guida chiara su come si forma il prezzo alla pompa: quanto incidono imposte e Iva, quale parte riflette l’andamento delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro e quale porzione dipende dai margini degli operatori. Informazioni essenziali per chi si mette in viaggio e vuole pianificare al meglio il rifornimento.
Ultimo aggiornamento: 28-04-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.118 |
| Benzina | SELF | 1.793 |
| GPL | SERVITO | 0.900 |
| Metano | SERVITO | 1.597 |
Benzina: il prezzo finale della benzina nasce dall’equilibrio tra due grandi blocchi. La componente fiscale pesa per il 58% del totale e comprende accise e Iva, cioè imposte che vengono applicate in modo uniforme e che, di fatto, determinano più della metà del costo allo scontrino. La quota industriale rappresenta il restante 42% e si divide tra costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera distributiva. In particolare, la materia prima vale circa il 30% del prezzo: qui incidono le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’andamento del cambio euro/dollaro, dato che gli scambi energetici sono tipicamente denominati in dollari. Quando il petrolio o i prodotti raffinati rincarano, o quando l’euro si indebolisce, questa voce tende ad aumentare. Il margine lordo pesa il 12% del prezzo: è la porzione su cui gli operatori possono intervenire per adeguare le politiche di prezzo alla pompa, tenendo conto di costi logistici, concorrenza locale, promozioni e servizi offerti. Nel complesso, quindi, il prezzo della benzina riflette sia variabili di mercato globale sia fattori nazionali e commerciali; le imposte stabilizzano la struttura complessiva, mentre la componente industriale traduce nel breve periodo i movimenti dei mercati e le scelte dei distributori.
Gasolio: per il gasolio la ripartizione è diversa e vede un peso relativamente maggiore della parte industriale. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, tra accise e Iva, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima rappresenta circa il 45% del prezzo: si tratta della quota più sensibile alle oscillazioni delle quotazioni internazionali dei distillati medi e al cambio euro/dollaro. Un rialzo delle quotazioni o un indebolimento dell’euro rispetto al dollaro tende a riflettersi con rapidità su questa voce, data la forte esposizione del gasolio ai mercati globali e alla domanda dei trasporti. Il margine lordo vale il 10% del prezzo: copre i costi di logistica e distribuzione, la gestione dei punti vendita e le strategie commerciali, e costituisce l’area su cui i gestori possono modulare, entro certi limiti, il prezzo alla pompa per rispondere alla concorrenza o alle dinamiche locali di traffico. In sintesi, il costo del gasolio è più reattivo alle condizioni del mercato internazionale rispetto alla benzina proprio per il maggior peso della parte industriale; le imposte restano comunque una componente significativa, ma non predominante, e contribuiscono a definire il livello di base su cui agiscono le variabili di mercato.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.745 per la benzina, 2.061 per il diesel, 0.809 per il gpl, 1.588 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.741 |
| Gasolio | SELF | 2.059 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
| Metano | SERVITO | 1.517 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.766 |
| Gasolio | SELF | 2.073 |
| GPL | SERVITO | 0.769 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.769 |
| Gasolio | SELF | 2.079 |
| GPL | SERVITO | 0.857 |
| Metano | SERVITO | 1.757 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.759 |
| Gasolio | SELF | 2.072 |
| GPL | SERVITO | 0.831 |
| Metano | SERVITO | 1.645 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.743 |
| Gasolio | SELF | 2.047 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 1.543 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.740 |
| Gasolio | SELF | 2.058 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.748 |
| Gasolio | SELF | 2.068 |
| GPL | SERVITO | 0.789 |
| Metano | SERVITO | 1.544 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.734 |
| Gasolio | SELF | 2.048 |
| GPL | SERVITO | 0.787 |
| Metano | SERVITO | 1.691 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.740 |
| Gasolio | SELF | 2.059 |
| GPL | SERVITO | 0.876 |
| Metano | SERVITO | 1.555 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.733 |
| Gasolio | SELF | 2.055 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.559 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.726 |
| Gasolio | SELF | 2.044 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.762 |
| Gasolio | SELF | 2.069 |
| GPL | SERVITO | 0.812 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.730 |
| Gasolio | SELF | 2.058 |
| GPL | SERVITO | 0.790 |
| Metano | SERVITO | 1.569 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| Gasolio | SELF | 2.060 |
| GPL | SERVITO | 0.776 |
| Metano | SERVITO | 1.636 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.744 |
| Gasolio | SELF | 2.075 |
| GPL | SERVITO | 0.859 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| Gasolio | SELF | 2.070 |
| GPL | SERVITO | 0.822 |
| Metano | SERVITO | 1.814 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.737 |
| Gasolio | SELF | 2.065 |
| GPL | SERVITO | 0.799 |
| Metano | SERVITO | 1.603 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.749 |
| Gasolio | SELF | 2.072 |
| GPL | SERVITO | 0.807 |
| Metano | SERVITO | 1.554 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.740 |
| Gasolio | SELF | 2.053 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
| Metano | SERVITO | 1.546 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.749 |
| Gasolio | SELF | 2.068 |
| GPL | SERVITO | 0.874 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 aprile 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.734 |
| Gasolio | SELF | 2.046 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.515 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 06:00:00 +0000Le tre vittorie consecutive della Mercedes nei primi tre round della stagione hanno già indirizzato la classifica. Kimi Antonelli comanda con 9 punti di vantaggio su George Russell, più attardati i ferraristi che dovranno cambiare marcia dalla prossima tappa. Dopo il filming day la SF-26 dovrebbe presentarsi con importanti novità tecniche, aspettando il via libera dell’ADUO per poter incrementare la potenza della nuova Power Unit ibrida.
La Mercedes W17 parte favorita, sebbene nelle due stagioni precedenti abbiano dominato le McLaren. Nel 2025 vinse Oscar Piastri, mentre nell’annata precedente si impose Lando Norris. Le prime due edizioni della tappa di Miami sono state conquistate da Max Verstappen. Per la Red Bull Racing dovrebbe partire un nuovo campionato negli Stati Uniti con sviluppi aerodinamici mirati sulla monoposto. L’olandese appare sempre più un corpo estraneo, stanco della deriva tecnica della massima categoria del Motorsport.
Il tracciato cittadino, da percorrere in senso antiorario, vanta una lunghezza di 5.412 m e consta di 19 curve, 7 a destra e 12 a sinistra, ed è percorribile a una velocità media di 223 km/h e massima di 320 km/h. Si tratta di un layout divertente che, nelle quattro sfide precedenti, ha sempre regalato spettacolo. Il Miami International Autodrome sorge a pochi metri dall’Hard Rock Stadium di Miami Gardens. Le monoposto di F1 gareggiano accanto alla casa dei Miami Dolphins, celebre squadra della NFL.
La pista di Miami si snoda con variazioni altimetriche, in particolare tra le curve 13 e 16, su tre diversi rettilinei. Un mix tra Baku e Jeddah, ma più sicura non presentando curve cieche. La F1 torna dopo 5 settimane di stop anche con nuove regole e soluzioni. Previsto meno risparmio energetico in qualifica, con una ricarica massima che cala da 8 a 7 MJ, andando a limitare il super clipping a 2/4 secondi per giro, ma con una potenza aumentata da 250 a 350 kW. Nei Gran Premi il boost, invece, sarà fissato a +150 kW per contenere differenze improvvise di prestazioni tra le auto, mentre l’MGU-K resterà a 350 kW nelle fasi chiave di accelerazione e sorpassi, scendendo a 250 kW altrove.
Le nuove regole riusciranno a stravolere gli equilibri? Risulta difficile fare pronostici, ma dubitiamo che la Mercedes possa aver perso tutto il vantaggio. Antonelli e Russell vorranno continuare a lottare per i massimi traguardi e la Sprint Race stravolgerà i piani delle Scuderie. Ci sarà poco tempo per testare i componenti inediti con una sola ora e mezza di libere. Dovrebbe debuttare sulla SF-26 l’ala Macarena insieme a una serie di soluzioni testate nel filming day di Monza. Le altre squadre non rimarranno a guardare i progressi della Rossa e avranno tante novità .
Il Gran Premio di Miami verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport F1 (anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su NOW. offrirà in differita l’evento. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:
Venerdì 1° maggio
Sabato 2 maggio
Domenica 3 maggio
ll Freelander II, proposto solo nella versione a 5 porte, fu realizzato dal brand Land Rover come erede dell’auto che aveva offerto un nuovo modo di intendere la tecnologia 4×4 nel Vecchio Continente. Il costruttore inglese aveva avuto un successo clamoroso con il primo urban SUV della sua storia e con riferimenti meno marcati nel 2006 aveva portato al debutto la seconda e ultima serie.
La seconda gen non ebbe lo stesso appeal della precedente. La Freelander aveva vinto il premio di Car of The Year 1998, attribuito dal magazine automobilistico inglese What Car?, diventando la 4×4 più venduta dell’intero continente europeo per tutti e cinque i primi anni dalla messa in commercio. Ora in Cina ci vogliono riprovare trasformando il SUV in una gamma di modelli. A causa delle recente crisi che ha investito il Gruppo Jaguar Land Rover (JLR), sotto la gestione di Tata Motors, i vertici hanno scelto di affidare il rilancio del primo modello strategico a Chery.
Il colosso cinese specializzato in veicoli elettrici è diventato un punto di riferimento sul mercato locale. Alle nostre latitudini il brand è noto per il legame con l’azienda DR Automobiles, che vanta la fornitura dei componenti per i SUV assemblati in Molise. A luglio 2024 Chery è sbarcata ufficialmente in Italia con i brand Omoda e Jaecoo. Con il marchio Freelander si punta a innovare, ma non mancano richiami alle storiche ammiraglie della Land Rover.
La Freelander 8 è stata presentata al Salone di Pechino 2026. Il fuoristrada è prodotto con batterie CATL e presenta grandi dimensioni. Il look è improntato sulla solidità e rimanda alle linee della Freelander Concept 97, anticipata nei mesi scorsi, con una carrozzeria rialzata dalle forme squadrate. La zona anteriore è caratterizzata da una griglia chiusa, data la propulsione elettrica, e presenta fari rettangolari che enfatizzano l’animo Land Rover.
La nuova Freelander ha tutte le caratteristiche di un fuoristrada con addirittura le barre sul tetto. Look squadrato e profilo laterale con un montante posteriore obliquo, come le prime due generazioni del modello. Grazie a collaborazioni con leader del settore, come Huawei, l’auto a ruote alte presenta le tecnologie di guida assistita di ultima generazione, sistemi ADS 5 con lidar a 896 linee, che permettono una analisi estremamente dettagliata della strada.
La Freelander 8 sta svolgendo gli ultimi test prima della produzione ufficiale. La vettura svelata a Pechino dispone di un nuovo sistema i-ATS, creato per la guida più estrema, grazie a sensori e telecamere. Il fuoristrada può riconoscere il fondo stradale e adattare automaticamente assetto e trazione per affrontare le diverse condizioni del terreno sino all’off-road più ostico. La plancia presenta un display centrale sospeso affiancato da una strumentazione completamente digitale. Gli interni sono caratterizzati da sedili posteriori configurabili in più modi, rendendo la vettura comoda per cinque persone.
Costruita sull’architettura modulare chiamata iMax, la Freelander 8 è nata per garantire una versione elettrica, ibrida plug-in e range extender. Vanta un sistema ad alta tensione da 800 volt, che consente rapidi tempi di ricarica. La batteria, sviluppata insieme a CATL, promette ottime performance con picchi di ricarica fino a 350 kW. Dovrebbe arrivare nel 2026 in Cina, mentre una versione destinata all’Europa non è stata ancora annunciata.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 05:30:42 +0000Entrare nell’abitacolo della nuova Renault Twingo E-Tech Electric non significa semplicemente sedersi in una city-car, ma immergersi in un universo di personalizzazione dove ogni dettaglio è pensato per “inventarsi la vita che si vuole”. La vera anima di questa vettura risiede nella sua straordinaria offerta di accessori e soluzioni modulari, progettate per trasformare lo spazio urbano in un ambiente allegro, ordinato e altamente tecnologico.
La rivoluzione della praticità quotidiana passa per il debutto del sistema YouClip, una novità assoluta per la gamma Renault in Europa. Si tratta di punti di fissaggio preinstallati (tre in totale, situati nella zona anteriore e nel bagagliaio) che permettono di agganciare con un semplice gesto una serie di accessori specifici.
La lista delle opzioni è ricca e variegata: si va dal pratico supporto 3-in-1 (che integra porta-bevande, lampada LED e gancio) alla borsa della spesa pieghevole in tinta verde, fino all’organizzatore di cavi per smartphone e al copribagagliaio in tela. Questi elementi, dai prezzi accessibili (come i 15 euro del gancio semplice o i 55 euro della soluzione 3-in-1), permettono di configurare l’auto in base alle necessità del momento, mantenendo l’abitacolo sempre organizzato.
L’allegria tipica del modello viene enfatizzata da accessori cromatici che creano un richiamo continuo con l’esterno. L’elemento più iconico è senza dubbio l’e-pop shifter, la leva del cambio a forma di rossetto (disponibile nella versione Techno), che può essere personalizzata con i caratteri del nuovo “Twingo alphabet” in tre varianti: argento, rosso o verde.
Questo linguaggio visivo prosegue con i tappetini per la console centrale e i separatori stampati in 3D (porta-lattine e porta-bottiglie), disponibili in bianco, rosso e verde per vivacizzare lo spazio tra i sedili anteriori. Persino la chiave Keyless Entry può essere vestita con cover nei colori della carrozzeria, come il Giallo Mango o il Rosso Assoluto. Per chi cerca un tocco di eleganza notturna, sono disponibili le soglie porta illuminate con il monogramma Twingo.
L’esperienza a bordo è definita dal sistema OpenR Link con Google integrato (di serie sulla Techno), che trasforma il display da 10,1″ in un tablet connesso. Qui vive Reno, l’avatar virtuale potenziato da ChatGPT, capace di rispondere a domande di cultura generale o di gestire funzioni del veicolo come la programmazione della ricarica.
Il benessere sensoriale è completato dall’impianto audio Arkamys Auditorium a 6 altoparlanti, che offre quattro “mondi sonori” (Naturel, Live, Club e Podcast) sviluppati in collaborazione con il compositore Jean-Michel Jarre. Anche la sequenza di benvenuto visiva e sonora è stata curata dall’artista francese per accogliere i passeggeri in un’atmosfera ottimista.
La modularità non dimentica la versatilità del carico. Oltre ai sedili posteriori scorrevoli di 17 cm, la Twingo offre accessori come il bracciolo centrale a forma di cuscino che funge da contenitore chiuso. Per la protezione, si può scegliere tra diverse tipologie di tappetini (Premium, Comfort o in gomma) e teli copriauto personalizzati.
Infine, la tecnologia si fa utilità con il Pack Advanced Charge (490 euro), che abilita la ricarica rapida in corrente continua a 50 kW e la ricarica bidirezionale V2L. Grazie all’adattatore dedicato Power to Object, è possibile collegare alla batteria dell’auto qualsiasi apparecchio elettrico da 220V, trasformando la Twingo in una vera e propria fonte di energia mobile.
Data articolo: Wed, 29 Apr 2026 04:00:15 +0000Se alcuni concorrenti del Grande Fratello Vip hanno preferito defilarsi un po’ dalle dinamiche, altri tracciano la loro rotta, incuranti degli ostacoli e delle possibile critiche. Renato Biancardi appartiene di certo alla seconda categoria: da quando è entrato nel reality di Canale 5 non ha mai volato basso, e la sua auto, la Land Rover Defender, ne è la sintesi visiva.
Proprio come il cantante, che tra le mura di Cinecittà ha affrontato ogni questione a viso aperto, il fuoristrada britannico resta un avamposto di solidità , dove la sostanza conta ancora molto più dell’apparenza. Gli scatti della vettura pubblicati sui social seguono un copione fin troppo facile da leggere. La Defender gode di enorme reputazione tra gli addetti ai lavori, al punto da essere usata persino dalla Polizia di Stato.
In suo favore parla la lunga storia, iniziata su una spiaggia gallese subito dopo la seconda guerra mondiale, nel 1947 a voler essere precisi, quando i progettisti la concepirono come uno strumento di lavoro inarrestabile. Prima di diventare un’icona lifestyle da ammirare nei profili di Renato, ha portato avanti il credo di Land Rover per decenni, resa riconoscibile dai pannelli in alluminio e dagli sbalzi corti: un simbolo di resistenza.
Sostenuta da risultati commerciali sempre favorevoli, la marcia trionfale porta all’attuale generazione, in cui gli ingegneri hanno cercato di far incontrare il passato e il presente. Il vecchio telaio separato a una moderna monoscocca in alluminio non è altro che un pallido ricordo, ma sotto la carrozzeria continua a pulsare il cuore del mulo da fatica: con una capacità di guado di 900 mm e il sistema Terrain Response 2, la versione L663 può superare anche pendenze proibitive per altri mezzi.
Sul mercato esistono diverse varianti, dalla compatta e scenografica 90 alla altamente versatile 110, ciascuna rivolta a un bacino di pubblico ben preciso, accomunato da un budget importante: in Italia i prezzi in Italia partono da 72.700 euro. Sebbene Biancardi non si sia sbottonato sulla variante selezionata, i fan già ce lo vedono sulla 110 con motorizzazione diesel mild hybrid (come la D250 o la D350), che privilegia la concretezza del sei cilindri in linea rispetto ai vezzi dei benzina.
Dal dominare il fango sul fuoristrada a farsi affondare nel fango delle polemiche televisive il passo è breve. Spenta la sua Defender, Renato Biancardi deve ora capire se la sua “corazza” basterà a reggere l’urto mediatico, perché a Cinecittà non ci sono blocchi del differenziale che tengano quando il televoto inizia a tirare brutta aria. Condotta come sempre da Ilary Blasi, la puntata del Grande Fratello Vip di martedì 28 aprile affronterà gli ultimi sviluppi nella Casa, con le telecamere puntate sull’ingresso di Valeria Marini e sulla leadership di Alessandra Mussolini, mai così a rischio.
A meno di un mese dalla finale del 19 maggio, un televoto decreterà chi tra Lucia Ilardo, Marco Berry, Paola Caruso e la Mussolini dovrà abbandonare il gioco. Renato Biancardi sembra poter stare tranquillo, ma, si sa, le sorprese nel programma sono dietro l’angolo.
Data articolo: Tue, 28 Apr 2026 19:34:21 +0000La fama di Nicola Romeo non si è mai spenta, grazie ai capolavori in strada della Casa di Arese. Nato a Sant’Antimo in provincia di Napoli, il 28 aprile 1876, da Maurizio e Consiglia Taglialatela, il piccolo Nicola si spostava a piedi dal suo paese natale all’istituto tecnico che frequentava a Napoli. Il papà era un maestro elementare e gli trasmise l’amore per i libri e le discipline matematiche.
Dopo essersi laureato, nel 1899, in ingegneria civile presso la Scuola di Applicazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, a 23 anni volò a Liegi, in Belgio, per approfondire gli studi in ingegneria elettrotecnica, poi in Francia e in Germania per imparare nuove teorie nel settore ferroviario e meccanico. In Italia gli proposero solo un posto di capostazione a Tivoli, ma Nicola rifiutò perché aveva ben altre ambizioni.
In una trasferta in treno strinse amicizia con un dirigente della Robert Blackwell & Co, società inglese che operava in campo ferroviario che voleva aprire una sede in Italia. Nicola Romeo venne assunto e diresse la filiale nostrana per alcuni anni. Nel 1906, con altri investitori, creò la società “Ing. Nicola Romeo & C.” che si occupava di commercializzare i materiali rotabili dell’azienda siderurgica inglese Hadfield di Sheffield e, soprattutto, i macchinari per la produzione di aria compressa della americana Ingersoll-Rand.
Un gruppo di imprenditori lombardi fondarono l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili (A.L.F.A.) nel 1909 e sei anni dopo subentrò Nicola Romeo, che li riconvertì alla produzione bellica. Nel 1911 creò anche la “Società in accomandita semplice Ing. Nicola Romeo e Co.” per la produzione di macchinari per le attività estrattive. L’azienda si focalizzò nella creazione delle prime automotrici italiane a motore termico, tecnologia emergente di quegli anni.
Dopo l’acquisizione dell’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili nel 1918, l’azienda fu trasformata in società per azioni. La realtà si specializzò nella produzione di diversi tipi di veicoli e macchinari, con un focus particolare sulle automobili. A causa del crollo del 1929, la sua società ebbe difficoltà finanziarie e Romeo dovette lasciarla.

Con Nicola Romeo, appassionato di automobilismo, arrivarono i primi trionfi dell’Alfa alla Targa Florio e nel primo campionato del mondo automobilistico con la celebre “P2â€. Nicola Romeo interpretava la partecipazione alle sfide secondo due principali obiettivi: sviluppo di tecnologie all’avanguardia e promozione delle vetture di produzione.
Enzo Ferrari prese spunto da Nicola Romeo per il suo approccio trasversale tra la pista e la gamma stradale. Romeo lavorò anche con Vittorio Jano, geniale progettista italiano specializzato nel settore dei motori. Lo stabilimento di Portello produsse vetture progettate dal tecnico Vittorio Jano, che precedentemente aveva lavorato alla FIAT.
Nel 1928 Romeo lasciò l’incarico di amministratore delegato del brand, e nel 1929 ricevette la nomina a Senatore del Regno per il suo contributo all’industria italiana. Attivo nelle opere di beneficenza il nativo di Sant’Antimo appoggiò finanziariamente un asilo infantile nel suo paese di origine. Morì il 15 agosto 1938 a Magreglio, dove si era ritirato con la moglie e i sette figli, lasciando un ricordo indelebile in tutti gli appassionati di auto.
Data articolo: Tue, 28 Apr 2026 14:41:41 +0000Stavolta il binomio tra campioni del pallone e motori ruggenti sale alle cronache per i motivi sbagliati. Victor Osimhen sarebbe finito nel mirino della giustizia per una Mercedes GLE in leasing, non avendo onorato i termini del contratto come previsto. Secondo quanto riferisce RaiNews, l’ex attaccante del Napoli (ora in forza al Galatasaray) dovrebbe rispondere dell’accusa di appropriazione indebita, con la querela già depositata a Crescenzago, alle porte di Milano.
Tutto nascerebbe nel 2023, quando il giocatore avrebbe preso in leasing una Mercedes-Benz GLE ibrida senza però rispettare gli accordi. La denuncia parla di rate non pagate e, cosa ancora più grave, della mancata restituzione del SUV alla scadenza del contratto. In tal caso, la posizione del 27enne peggiorerebbe drasticamente perché il mancato pagamento ti rende debitore, ma tenere la vettura invece di ridarla al termine del periodo pattuito ti fa scivolare dritto nel penale. Le indiscrezioni giornalistiche segnalano un buco di circa 90.000 euro, quasi un’inezia per un calciatore tanto affermato, eppure sufficiente a spingere i legali della Mercedes ad adire le vie legali.
Anche se in rete circolano voci su una fantomatica Classe G appartenuta a Osimhen, la ricostruzione più solida punta sulla Mercedes-Benz GLE ibrida di tipo plug-in. La versione 400e, spinta da un motore a benzina e da uno elettrico per un totale di 381 CV, costa oltre 100.000 euro nel mercato italiano e dalla sua può annoverare una percorrenza di circa 100 km in elettrico. A quanto pare, lo stesso silenzio del powertrain sarebbe ciò che accomuna il potente modello di Stoccarda e il rapporto tra il bomber e la finanziaria.
Al momento, nessuna delle parti coinvolte ha rilasciato dichiarazioni (del resto, la notizia è ancora fresca), eppure partono le prime discussioni. A colpire non è tanto la denuncia in sé, quanto semmai il contrasto tra la personalità esuberante di Victor Osimhen, sia dentro che fuori il rettangolo verde, e la delicatezza della questione. Finora l’ex idolo dello Stadio Maradona aveva suscitato l’entusiasmo dei follower con i bolidi custoditi in garage, su tutti la Lamborghini Revuelto total black da mezzo milione di euro, al fianco di una Rolls-Royce. Finire sui giornali per una denuncia legata a un leasing non onorato crea un cortocircuito d’immagine evidente.
A questo punto, mettiamoci comodi in attesa di aggiornamenti. Qualunque sia la situazione, a scanso di equivoci va sottolineato come, anche in caso di effettiva denuncia, spetterebbe a un giudice stabilire se la tesi avanzata dall’accusa corrisponda al vero. Gli inquirenti dovrebbero analizzare i contratti, verificare i flussi di pagamento e definire la presenza di un reale dolo o se, come spesso capita in questi passaggi di carriera tra un Paese e l’altro (dall’Italia alla Turchia), si sia trattato di un gigantesco pasticcio burocratico gestito male dal suo entourage. Eventuali chiarimenti della difesa del calciatore potrebbero essere d’aiuto. Per ora, resta solo il rumore di una vicenda che, per una volta, vede un’auto di lusso non come un trofeo, bensì come un problema legale.
Data articolo: Tue, 28 Apr 2026 14:23:55 +0000I fan europei potranno osservarla nel tempio della velocità di Goodwood e con il suo sguardo ammaliante la vettura scoperta di Denza, marchio premium di BYD, è pronta a piegare lo strapotere dei top brand del Vecchio Continente. La sportiva riprende i tratti distintivi della coupé, svelata all’Auto di Shanghai del 2025, con l’aggiunto di un sistema innovativo di chiusura del tetto.
Dietro al progetto c’è la firma di Wolfgang Egger, ex designer di Audi, che ha ideato tre possibili versioni: coupé, cabriolet e track edition. Per sentire il vento tra i capelli la configurazione a quattro posti presenta un meccanismo di capote in tela che si ripone nel bagagliaio posteriore. Sul piano stilistico non è originalissima, ricordando una sportiva americana con linee più eleganti. Un misto tra una Corvette e una Lotus Emira con portiere allungate e un muso slanciato. Non mancano elementi aerodinamici, ma senza eccessi. La versione di serie dice addio anche all’ampio spoiler posteriore che caratterizzava la showcar.
A vederla in strada non trasmette la sensazione di essere una belva in grado di impensierire Ferrari e Lamborghini. L’auto cinese punta sulla raffinatezza e sulla pulizia delle linee. Le portiere sono dotate di maniglie a scomparsa, abbinate a grandi cerchi in lega con pinze freno sportive. Le prese d’aria sul cofano permettono di far respirare la vettura e alle alte velocità propiziano quello che Denza definisce un “volo rasoterra”.
Il bolide rimane incollato all’asfalto, in particolar modo nei tratti misti. Il cuore pulsante è un poderoso motore ibrido che offre una potenza superiore a 1.000 cavalli, con una accelerazione da ferma a 100 km/h in meno di 2 secondi. La Denza Z dispone di sospensioni a controllo magnetoreologico, capaci di adattarsi a differenti superfici con un tempo di reazione inferiore ai dieci millisecondi.

Spicca sulla plancia un moderno quadro strumenti affiancato da un ampio schermo quadrato, con un pannello per la ricarica wireless e pulsanti di controllo nella zona della console centrale. Si notano le finiture dei sedili sportivi ed elementi premium. La Z svelata a Pechino vantava un’esclusiva colorazione verde “Fiorentine”, tuttavia i clienti potranno scegliere tra una miriade di tinte per personalizzare la scheggia.
I risultati dei test al Nürburgring Nordschleife verranno svelati prossimamente e promettono di innalzare ulteriormente l’hype intorno all’auto cinese. Elon Musk sono anni che rimanda il progetto della Roadster 2.0, una supercar elettrica ad alte prestazioni che doveva affrontare lo 0 a 100 km/h in circa 1,1-2,1 secondi. I top brand cinesi stanno facendo poche chiacchiere e tanti fatti. La supercar si presenterà al Goodwood Festival of Speed ​​nel Regno Unito il prossimo luglio. L’obiettivo sarà attirare i collezionisti dal portafoglio pesante in cerca di una novità dagli occhi a mandorla.
Denza ha registrato ottimi numeri nel 2025, con un picco di vendite globali di 18.139 esemplari lo scorso dicembre. Nei primi due mesi del 2026 si è verificata una flessione, con vendite risalite a 7.133 unità a marzo. L’offensiva di BYD non conosce più limiti e ci sono grandi possibilità che Denza diventi quello che oggi rappresenta Lexus per Toyota. Offrire un prodotto premium potrebbe anche dare una immagine diversa al major di Shenzen, sempre più padrone della scena elettrificata mondiale.
Data articolo: Tue, 28 Apr 2026 13:34:28 +0000Ci sono auto che inseguono il futuro e altre che lo rendono semplicemente naturale. Nuova Citroën C5 Aircross – in versione ibrida, plug-in hybrid e 100% elettrica ë-C5 Aircross – interpreta l’evoluzione della mobilità con un approccio elegante e concreto: più autonomia, più comfort, più libertà di scelta. Perché l’elettrificazione, quando è ben fatta, non si impone: si lascia desiderare.
Nuova generazione di C5 Aircross cambia passo, ma senza tradire il DNA Citroën. Le proporzioni sono generose, con una presenza su strada solida e raffinata allo stesso tempo. Il linguaggio stilistico evolve verso forme più tese e aerodinamiche, con una silhouette fluida che migliora l’efficienza energetica e rafforza il carattere del SUV. Il frontale, con la firma luminosa a tre punti e il nuovo logo, comunica immediatamente modernità . Nella versione elettrica, la calandra chiusa contribuisce a migliorare l’aerodinamica e quindi l’autonomia. Il risultato è un SUV che appare muscoloso ma elegante, contemporaneo ma senza eccessi, fedele a quella tradizione francese capace di coniugare comfort e stile con naturalezza. Le dimensioni crescono, il passo si allunga e l’abitacolo guadagna spazio, soprattutto per i passeggeri posteriori. Un dettaglio non secondario in un segmento dove il comfort resta un valore fondamentale.
Citroën ha sempre interpretato l’automobile come uno spazio di benessere, e nuova C5 Aircross ne è la conferma. L’abitacolo segue il concetto C-Zen Lounge: un ambiente luminoso, accogliente, progettato come un vero living contemporaneo.
I sedili Advanced Comfort, con imbottiture evolute e regolazioni elettriche, offrono una sensazione di relax rara nel segmento. Le sospensioni con Progressive Hydraulic Cushions® trasformano le asperità della strada in un movimento morbido e filtrato, come se l’auto scorresse su un tappeto volante.
Il grande Waterfall Touchscreen verticale, elemento scenografico e funzionale, organizza le informazioni con logica intuitiva, mentre l’Head-Up Display esteso permette di mantenere lo sguardo sulla strada. La tecnologia non invade: accompagna.
Persino i materiali raccontano una nuova idea di sostenibilità , con componenti riciclati e dettagli innovativi come l’utilizzo di tralci di vite provenienti da vigneti biologici francesi. Un piccolo segno di come tradizione e innovazione possano convivere.
La piattaforma STLA Medium permette a C5 Aircross di offrire una gamma completa di motorizzazioni elettrificate, adattandosi alle diverse esigenze di mobilità .
È la filosofia multi-energia che Citroën porta avanti con coerenza: lasciare al cliente il tempo di scegliere il proprio ritmo di transizione.
La vera protagonista è però  ë-C5 Aircross, disponibile con due livelli di autonomia:
Numeri che cambiano la percezione dell’auto elettrica, rendendola perfettamente adatta anche ai lunghi viaggi. Tre modalità di guida – Normal, Eco e Sport – permettono di adattare il comportamento della vettura alle esigenze del momento, mentre la frenata rigenerativa a tre livelli recupera energia durante la decelerazione. La presenza della pompa di calore contribuisce a preservare l’autonomia anche nelle stagioni più fredde, migliorando l’efficienza complessiva del sistema. Il sistema EV Trip Planner calcola automaticamente le soste di ricarica più efficienti in base al traffico, al percorso e al livello di batteria, trasformando il viaggio elettrico in un’esperienza semplice e prevedibile.
ë-C5 Aircross offre ricarica rapida fino a 160 kW, con tempi particolarmente competitivi:
Dal 2026 sarà disponibile anche la tecnologia V2L (Vehicle-to-Load), che consente di alimentare dispositivi esterni direttamente dall’auto: dal laptop alla bici elettrica, fino a piccoli elettrodomestici durante un viaggio o un weekend all’aria aperta.
Una funzione che racconta molto del futuro dell’automobile, sempre più integrata nella vita quotidiana.
Nuova Citroën C5 Aircross dimostra che l’innovazione non deve per forza rompere con il passato. Il comfort resta centrale, la tecnologia è al servizio della serenità di guida, mentre la gamma multi-energia permette a ciascun automobilista di trovare la propria strada verso l’elettrificazione.
Data articolo: Tue, 28 Apr 2026 12:22:26 +0000Una giornata simbolica per la micromobilità italiana. È quella appena vissuta a Foggia, dove il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha applicato personalmente la prima targa a un monopattino elettrico in Italia. Un gesto che segna l’inizio di una nuova fase per la mobilità urbana leggera, quella che negli ultimi anni ha riempito strade e marciapiedi senza una regolamentazione davvero strutturata. La visita si è svolta presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, dove vengono prodotti i nuovi “targhini†destinati ai monopattini.
Per anni i monopattini elettrici sono stati sinonimo di libertà , ma anche di zone grigie dal punto di vista normativo. Ora però il quadro è destinato a cambiare in modo deciso. Dal 16 maggio 2026 entreranno infatti in vigore nuove regole che introducono obblighi precisi: targa identificativa e casco. Un pacchetto completo che punta a rendere questi mezzi più sicuri, sia per chi li utilizza sia per gli altri utenti della strada.
Durante l’incontro, Salvini è stato chiaro nel sottolineare l’obiettivo della riforma: garantire maggiore tutela in caso di incidenti. L’assenza di regole, fino ad oggi, ha spesso lasciato le vittime senza strumenti concreti per ottenere risarcimenti. “Casco, targa e assicurazione per il bene di chi usa il monopattino e di chi è vittima di un incidente“, ha ribadito il ministro, mettendo al centro il tema della responsabilità .
Una posizione che riflette un cambio di passo netto: dalla tolleranza iniziale a una gestione più strutturata e simile a quella degli altri veicoli.
La regolamentazione dei monopattini potrebbe essere solo il primo passo. Durante la visita a Foggia, Salvini ha infatti aperto anche al futuro della mobilità su due ruote, pur mantenendo un approccio prudente. Il mondo delle biciclette, sempre più centrale nelle città italiane, resta per ora escluso da obblighi come targa e assicurazione. Ma il tema non è del tutto fuori dal tavolo.
“Per il momento siamo ai monopattini“, ha spiegato il ministro, sottolineando però come il settore delle due ruote sia comunque al centro degli investimenti pubblici, soprattutto per quanto riguarda piste ciclabili e infrastrutture dedicate.
L’idea, almeno per ora, è quella di migliorare la sicurezza attraverso le infrastrutture più che attraverso nuove imposizioni burocratiche sottolineando come “non c’è al momento l’ipotesi di targa e assicurazione“. Ma il fatto stesso che se ne parli lascia intendere che il dibattito è tutt’altro che chiuso.
Se per l’obbligo di targa la tempistica è dietro l’angolo, lo stesso non si può dire per l’assicurazione. Negli ultimi giorni, infatti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dei Trasporti hanno accolto la richiesta dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) di posticipare l’obbligo assicurativo al 16 luglio 2026.
Una scelta dettata da motivi pratici: serviva più tempo per permettere alle compagnie di organizzare prodotti adeguati e agli utenti di adeguarsi senza caos. Di fatto, quindi, il percorso sarà graduale: prima l’introduzione del targhino e delle regole base, poi il completamento del sistema con la copertura assicurativa obbligatoria
Data articolo: Tue, 28 Apr 2026 11:40:22 +0000Sono già aperte le prenotazioni per la Track Experience di EICMA Riding Fest 2026. La manifestazione, arrivata alla sua terza edizione e in programma dall’1 al 3 maggio al Misano World Circuit Marco Simoncelli, lancia nuovamente la formula che consente agli appassionati di provare in pista alcune delle principali novità del mercato moto.
Accanto ai test ride su strada e ai percorsi off-road, accessibili gratuitamente come l’ingresso all’evento, le sessioni in pista restano a numero chiuso e richiedono la prenotazione online. A disposizione ci saranno oltre cinquecento moto, con un programma che prevede anche attività collaterali, ospiti dal mondo delle competizioni e spazi dedicati al pubblico.
Per partecipare alla Track Experience di EICMA Riding Fest 2026 è necessario registrarsi attraverso il sito ufficiale della manifestazione, selezionando il marchio, il giorno, il modello disponibile e il livello di guida richiesto, fino a esaurimento dei posti. Il costo previsto per ogni turno in pista è di 40 euro e consente di accedere alle sessioni organizzate sul tracciato del Misano World Circuit Marco Simoncelli con le moto sportive messe a disposizione da sette costruttori: BMW, Ducati, Honda, MV Agusta, KTM, Triumph e Yamaha.
Anche per questa edizione, l’intero ricavato delle sessioni in circuito sarà destinato a iniziative benefiche sul territorio. I fondi raccolti andranno alla Fondazione Marco Simoncelli, ad Amici del Sottomarino Giallo APS e ad A.S.D.C. e A.P.S. Esplora, confermando la finalità solidale che accompagna la manifestazione e che resta uno degli elementi centrali dell’appuntamento di Misano.
Accanto alle attività in pista, EICMA Riding Fest conferma un’offerta ampia di prove gratuite, con oltre cinquecento moto disponibili tra test ride su strada e percorsi off-road. Le prove su asfalto si svolgeranno lungo gli itinerari predisposti nei dintorni del circuito, mentre l’area fuoristrada ospiterà i test dedicati alle enduro. Nel programma è prevista anche la Adventure Rally Experience, che per l’edizione 2026 coinvolgerà tredici case motociclistiche presenti nell’area dedicata.
L’evento mantiene inoltre una parte del programma riservata ai più giovani e alle attività formative. Sono confermate Area 51, dedicata ai ciclomotori, Hashtag 125 per chi si avvicina alle moto di cilindrata superiore, ed EICMA For Kids, il progetto sviluppato insieme alla Federazione Motociclistica Italiana per bambini tra i 6 e i 12 anni. In calendario restano anche i corsi di guida sicura FMI con moto propria, inseriti nel programma delle attività del weekend.
Oltre alle prove su strada e in pista, EICMA Riding Fest 2026 amplia il programma con una serie di attività collaterali pensate per animare il paddock del Misano World Circuit durante l’intero weekend. Al centro dell’evento ci sarà un palco gestito da Radio Deejay, con una programmazione che alternerà momenti di intrattenimento, incontri con piloti e protagonisti del motorsport, presentazioni di prodotto e la trasmissione in diretta delle gare del Mondiale Superbike su maxischermo.
Nel calendario trovano spazio anche esibizioni di trial e motocross freestyle, aree gaming e attività interattive aperte al pubblico. Tra le novità dell’edizione 2026 figurano gli Hot Laps in pista a bordo di Honda Civic Type R Best Lap, serie speciale realizzata in 99 esemplari da Honda Auto Italia, partner ufficiale di EICMA per questa stagione. L’iniziativa permetterà ai visitatori di vivere alcuni giri in circuito come passeggeri, aggiungendo una proposta dedicata anche al mondo delle quattro ruote all’interno della manifestazione.
L’accesso a EICMA Riding Fest resta gratuito e comprende l’ingresso al paddock e la partecipazione alle attività previste nel programma, ad eccezione delle sessioni in pista della già citata  Track Experience. Le prove di guida potranno essere prenotate sia online attraverso la piattaforma ufficiale sia direttamente sul posto presso gli spazi allestiti dai costruttori, fino alla disponibilità dei posti. Una formula che conferma la volontà di rendere l’evento accessibile al pubblico, mantenendo la possibilità di personalizzare la propria esperienza in base alle attività disponibili.
Per l’edizione 2026 è già stata confermata la presenza di numerosi marchi motociclistici, distribuiti tra le diverse aree dedicate ai test ride e alle esposizioni. Tra i brand annunciati figurano Aprilia, Benda, Betamotor, Benelli, BMW, Can-Am, CF Moto, Ducati, Fantic, Harley-Davidson, Hero, Honda, Husqvarna, Kawasaki, KTM, Moto Guzzi, Moto Morini, MV Agusta, Royal Enfield, Suzuki, Triumph, Yamaha, Zero Motorcycles e Zontes, insieme ad altri costruttori che contribuiranno a comporre il parco mezzi disponibile durante i tre giorni della manifestazione.
Data articolo: Tue, 28 Apr 2026 11:22:09 +0000L’industria automobilistica cinese accelera su più fronti, e il termico torna al centro della scena. Chi si aspettava un Salone di Pechino 2026 dominato esclusivamente dall’elettrico potrebbe rimanere sorpreso. Tra concept futuristici e batterie sempre più avanzate, c’è un altro protagonista che torna con decisione sotto i riflettori: il motore termico.
Passeggiando tra gli stand, il messaggio appare chiaro: la transizione energetica non sarà lineare né uniforme. Anche la Cina, oggi vero epicentro dell’innovazione automobilistica, sembra voler percorrere più strade contemporaneamente, senza rinunciare a nessuna tecnologia. Un approccio pragmatico, che punta a rispondere a mercati globali molto diversi tra loro, tra cui ovviamente l’Europa.
Uno dei segnali più evidenti arriva proprio dagli spazi espositivi dedicati ai propulsori. Non semplici componenti nascosti sotto il cofano, ma veri protagonisti della scena. Tra le novità c’è il V6 biturbo sviluppato da Horse Powertrain, frutto di una collaborazione internazionale che punta a mantenere alta l’efficienza senza rinunciare alle prestazioni. Non è da meno il V8 ibrido presentato da Great Wall Motor, un progetto che unisce potenza e supporto elettrico, dimostrando come anche i motori di grossa cilindrata possano evolversi in chiave più sostenibile.
Parallelamente, marchi come Geely stanno spingendo con decisione sul full hybrid, con sistemi sempre più raffinati. Il dato che colpisce è quello dei consumi dichiarati: si parla di circa 2,2 litri per 100 km, numeri che fino a pochi anni fa sembravano fuori portata per un’auto di serie. Il risultato è un panorama tecnico estremamente variegato, dove il motore termico non viene abbandonato, ma ripensato e integrato in un sistema più complesso.
Se da un lato il termico torna protagonista, dall’altro l’elettrico continua a evolversi rapidamente, soprattutto grazie al dominio asiatico nel settore delle batterie. Oggi i produttori cinesi controllano circa la metà del mercato globale, un vantaggio strategico che permette loro di dettare tempi e direzioni dello sviluppo tecnologico. Le promesse sono ambiziose: si parla sempre più spesso di batterie capaci di superare i 1000 km di autonomia con una singola ricarica.
Ma è nel breve termine che si vedono i progressi più concreti. Le nuove tecnologie stanno migliorando non solo le auto elettriche pure, ma anche le ibride plug-in e range extender. Un esempio è il Freevoy di CATL, che promette fino a 400 km in modalità elettrica, con l’obiettivo dichiarato di arrivare presto a quota 600 km. Numeri che cambiano le regole del gioco, avvicinando sempre di più le plug-in al mondo delle elettriche pure e rendendole una soluzione concreta per chi cerca versatilità a emissioni quasi zero.
Forse il cambiamento più interessante, però, è meno visibile e riguarda la filosofia stessa dell’industria cinese. Dopo anni caratterizzati da una crescita rapidissima, spesso sostenuta da incentivi e da una forte spinta tecnologica orientata all’effetto wow, oggi i costruttori sembrano aver cambiato passo. L’obiettivo non è più solo stupire, ma convincere. Questo significa puntare su qualità costruttiva, affidabilità e contenuti tecnici solidi, andando a competere direttamente con i marchi occidentali nei segmenti dove questi hanno sempre dominato.
Il ritorno del motore termico, in questo senso, non è un passo indietro, ma una scelta strategica. In molti mercati, soprattutto emergenti, l’elettrico non è ancora una soluzione praticabile su larga scala. Offrire motori tradizionali evoluti, affiancati da tecnologie ibride, permette di coprire una platea molto più ampia.
Data articolo: Tue, 28 Apr 2026 10:40:16 +0000La Formula 1 affronta Miami con una certezza unanime: il nuovo sistema anti-stallo non comporterà penalità . Questa forte compattezza tra i team dimostra come il protocollo sia considerato un salvavita imprescindibile e non un trucco prestazionale. L’assistenza elettronica interverrà unicamente per arginare le criticità motoristiche in partenza derivanti dall’eliminazione dell’MGU-H.
Non ci sarà alcun drive-through a penalizzare chi usufruirà del nuovo sistema di sicurezza elettronica studiato dalla Federazione Internazionale. Il dibattito interno tra l’organo legislativo e le scuderie si è concluso con una compattezza inaspettata: i rappresentanti delle squadre, con voto unanime, hanno ritenuto la sanzione ipotizzata in un primo momento del tutto superflua.
La motivazione alla base di questa scelta politica e sportiva è ferrea e si fonda sulla natura stessa del protocollo. Il sistema, per come è stato concepito dagli ingegneri, non può offrire alcun beneficio prestazionale o vantaggio competitivo subdolo. Al contrario, il suo intervento comporta inevitabilmente una perdita di posizioni drastica e immediata.
L’auto “soccorsa” dall’elettronica procede a un ritmo talmente rallentato rispetto al resto dello schieramento che la dinamica stessa dello stallo evitato si trasforma in una punizione sportiva naturale. L’eventualità di aggiungere una penalità di tempo o un passaggio in pit-lane al termine del primo giro avrebbe rappresentato un accanimento normativo contro un pilota già scivolato in fondo al gruppo.
A definire i contorni precisi di questo accordo e a spazzare via ogni dubbio su potenziali aiuti per i team in difficoltà con lo stacco della frizione è intervenuto Tombazis. Il direttore tecnico della FIA, interpellato direttamente per fare chiarezza sull’argomento, ha spiegato i rigidi confini operativi dell’intervento, tracciando una linea netta tra l’errore del pilota e il puro pericolo fisico.
“Il sistema è pensato per sopperire a partenze molto brutte che rischiano di innescare situazioni pericoloseâ€, ha spiegato l’ex direttore tecnico della Ferrari che poi aggiunge: “È bene chiarire che un pilota autore di una brutta partenza non conterà sull’aiuto. Per intenderci, il sistema sarebbe intervenuto per Lawson a Melbourne, ma non nel caso dello start di Verstappen a Shanghai.
Se la vettura slitta, perde trazione o scatta in ritardo, la responsabilità resta al 100% nelle mani e nei piedi del pilota. L’elettronica resta in silenzio. Una mossa che in effetti era utile e contribuisce a mantenere la sicurezza in una soglia minima che va garantita. L’esperimento entrerà in vigore in Florida con su successivo test a Montreal due settimane più tardi.
Ma come fa la direzione gara a decidere, in frazioni di secondo, se una partenza è “semplicemente brutta” o se rischia di trasformarsi in una tragedia sportiva? Oltre alle novità della FIA sull’utilizzo dell’energia ibrida, il l responsabile tecnico ha confermato che l’attivazione non sarà una zona grigia, ma si baserà su parametri matematici inoppugnabili. La chiave di tutto risiede in una strettissima finestra temporale: il primo secondo di gara.
Per questo verrà monitorato il movimento della vettura nel primo secondo dopo lo spegnimento dei semafori, verificando l’accelerazione. Se l’analisi telemetrica in tempo reale dei sensori di movimento dovesse rilevare una carenza di spinta tale da prefigurare uno stallo meccanico completo, scatterà immediatamente l’aiuto elettrico per garantire che l’auto si sposti dalla propria casella in griglia.
L’obiettivo primario non è far ripartire la corsa del pilota in modo competitivo, ma permettergli di raggiungere una velocità cinetica minima. Questo movimento rallentato è l’unica soluzione per evitare il devastante “effetto muro”, impedendo che la vettura diventi un ostacolo fermo centrato in pieno da chi sopraggiunge da dietro a oltre cento chilometri orari.
Tutto questo complesso e massiccio intervento in nome della sicurezza nasce per arginare un problema tecnico profondo, radicato nell’architettura delle power unit che solcheranno le piste a partire dal 2026. L’universo della Formula 1 sta infatti affrontando una transizione epocale che prevede, tra le varie semplificazioni, la definitiva abolizione dell’MGU-H.
Il Motor Generator Unit – Heat è stato il cuore pulsante della prima era ibrida: sfruttando l’entalpia dei gas di scarico, fungeva da motore elettrico per mantenere la turbina in rotazione costante anche quando il pilota alzava il piede dall’acceleratore o si trovava al regime di minimo. La rimozione di questo moto generatore abbatte sì i costi, ma ha riproposto con prepotenza il problema del turbo-lag.
Un aspetto che Ferrari è stata brava ad aggirare, realizzando una turbina più piccola e limitando così i ritardi di potenza allo start. Per questa ragione abbiamo visto finora una Rossa sempre molto scattante al via dei Gran Premi. Senza l’MGU-H a mantenere il compressore in pressione, il momento del rilascio della frizione in griglia diventa un vero esercizio di equilibrismo ingegneristico.
Se la curva di erogazione non è gestita alla perfezione, il motore rischia il vuoto di potenza e, di conseguenza, lo stallo totale. Osservando le simulazioni e i primi Gran Premi stagionali, la FIA ha capito di non poter correre un rischio simile: l’anti-stallo è la necessaria rete di sicurezza per bilanciare l’audacia di un regolamento motoristico che cambierà per sempre il volto delle partenze.
Data articolo: Tue, 28 Apr 2026 09:29:42 +0000