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News n. 1
Stellantis continua a correre e cresce più del mercato europeo: i dati aggiornati

Il Gruppo Stellantis ha iniziato bene il 2026, con vendite in crescita e l’obiettivo di avviare un programma di rilancio dopo le difficoltà registrate negli ultimi anni. I numeri raccolti dall’azienda in Europa sono positivi e confermano un dettaglio importante per un Gruppo così grande e articolato: Stellantis sta crescendo con un ritmo superiore rispetto a quello dell’intero mercato, facendo segnare un incremento percentuale delle immatricolazioni nettamente superiore a quello di Volkswagen. Andiamo ad analizzare i dati forniti da ACEA in merito alle vendite in Europa nel primo trimestre del 2026.

Una crescita significativa

I risultati di Stellantis, in termini di immatricolazioni, sono positivi. Il Gruppo ha registrato un totale di 563 mila unità immatricolate in Europa (Ue + Paesi EFTA + Regno Unito) nel corso del primo trimestre del 2026. Questo dato si traduce in una crescita del 7,3% su base annua.

Il market share è del 16% (+0,5 punti rispetto allo scorso anno). Limitando l’analisi al solo mercato Ue, invece, la crescita è dell’8,5%. Un ruolo di primo piano lo ricopre Fiat. La Casa italiana è cresciuta del 31% su base annua nei primi tre mesi del 2026.

Questi dati confermano il ritmo di Stellantis, con l’azienda che sta crescendo più del mercato europeo e anche dei suoi principali concorrenti. Il mercato europeo, infatti, ha chiuso il primo trimestre con una crescita del 4,1% su base annua.

Il Gruppo Volkswagen, invece, ha incrementato le vendite del 2,5% mentre Renault (-8,4%), Toyota (-2,8%) e Hyundai (-3,3%), gli altri tre costruttori che compongono la Top 5 in Europa, hanno registrato un primo trimestre negativo in confronto con lo scorso anno. I concorrenti di Stellantis sono, quindi, in evidente difficoltà e non tengono il passo del Gruppo.

Molto bene anche in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, sono già disponibili i dati sulle vendite di aprile 2026 forniti da UNRAE e, di conseguenza, possiamo analizzare l’andamento del Gruppo nel corso dei primi quattro mesi dell’anno. Anche in questo caso, i numeri sono molto positivi.

Stellantis, infatti, ha venduto 206 mila unità in Italia nel periodo compreso tra gennaio e aprile, facendo registrare un incremento delle immatricolazioni del 15,2%, con una quota di mercato pari al 32,21%. Anche in questo caso, il Gruppo ha “battuto” il mercato, cresciuto del 9,8% nello stesso periodo di tempo.

Un contributo fondamentale ai risultati raggiunti da Stellantis è arrivato da Fiat, marchio che sta vivendo un periodo di forte crescita, con l’azienda che sta raccogliendo i frutti del lavoro svolto negli ultimi anni per sviluppare una gamma più ricca e completa.

Il marchio torinese ha raggiunto quota 77 mila unità vendute nel corso dei primi quattro mesi del 2026, registrando un incremento delle vendite del 30% su base annua e un market share pari al 12,1% di tutto il mercato italiano. L’azienda domina anche il mercato dei veicoli commerciali.

Staremo a vedere come andranno le vendite di Stellantis in Italia e in Europa nel corso del secondo trimestre del 2026. Le premesse per  un nuovo trimestre positivo, come confermato dai dati di aprile, ci sono tutte. Ulteriori dettagli in merito arriveranno nelle prossime settimane, con la pubblicazione dei risultati in Europa e poi dei dati di vendita di maggio in Italia.

Data articolo: Thu, 07 May 2026 05:30:55 +0000
News n. 2
McLaren svela la MCL-HY FIA, una nuova Hypercar da competizione

McLaren è un punto di riferimento nel mondo delle quattro ruote, sia in pista che su strada. Nel corso degli anni, la Casa ha realizzato modelli di grande successo, che spesso attirano l’attenzione dei collezionisti di tutto il mondo.

In queste ore, ad arricchire la sua lunga storia di successi, McLaren ha presentato la MCL-HY FIA Hypercar, vettura sportiva che gareggerà nel Campionato del Mondo Endurance FIA ​​(WEC) e nella 24 Ore di Le Mans nel 2027.

Il modello in questione sarà anche la base di partenza della MCL-HY GTR, un modello che viene offerto ai clienti VIP di McLaren tramite il programma Project: Endurance che permetterà a pochi fortunati di poter mettersi alla guida di un modello davvero esclusivo. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.

Un’esclusiva hypercar

La nuova MCL-HY GTR è stata appena presentata, dopo una lunga fase di sviluppo, e inizierà i test in pista nel corso delle prossime settimane, in vista del debutto nelle competizioni già in calendario per il prossimo anno.

Durante la fase di test, il pilota ufficiale del McLaren Hypercar Team, Mikkel Jensen, sarà affiancato dai piloti del McLaren Driver Development Programme (DDP), Gregoire Saucy e Richard Verschoor. Per questa fase di sviluppo, ci sarà il contributo anche del pilota della United Autosports, Ben Hanley.

La nuova hypercar può contare su un motore V6 biturbo, pensato per offrire prestazioni al top in pista, grazie anche al sistema ibrido MGU. Il propulsore eroga fino a 707 CV di potenza all’asse posteriore.

Da segnalare anche un peso ridotto ad appena 1.030 chilogrammi. Il progetto è stato costruito seguendo le normative ACO/IMSA. Le consegne della McLaren MCL-HY GTR, il modello derivato dalla Hypercar che sarà messo a disposizione dei clienti selezionati, sono programmate per la fine del 2027, al termine del periodo di sviluppo e dopo il debutto in pista della vettura.

Questo modello, frutto della collaborazione tra McLaren Racing e McLaren Automotive, non ha il sistema ibrido LMDh, obbligatorio per le Hypercar FIA, per poter garantire ai clienti “un’esperienza di guida più pura in pista”.

Per ammirare il nuovo progetto da tutte le angolazioni potete dare un’occhiata alle foto ufficiali pubblicate da McLaren su Instagram, in occasione della presentazione del suo nuovo modello avvenuta in queste ore.

Visualizza questo post su Instagram

Le parole dei protagonisti

Zak Brown, Amministratore Delegato di McLaren Racing, ha voluto sottolineare l’importanza che questo nuovo progetto ricoprirà per la Casa:

“Dopo mesi e anni di lavoro, eccoci qui a svelare al mondo la MCL-HY. McLaren Racing ora ha tre vetture pronte a competere nelle più importanti serie del motorsport: Formula 1, INDYCAR e WEC. Questo significa che McLaren, i suoi partner e i suoi fan possono sfidare insieme la Tripla Corona del GP di Monaco, della 500 Miglia di Indianapolis e della 24 Ore di Le Mans: una storia unica che abbraccia diverse serie e che ci distingue dagli altri.â€

Nick Collins, Amministratore Delegato di McLaren Automotive, ha aggiunto:

“La MCL-HY GTR offrirà un’esperienza da Hypercar FIA senza precedenti per la sua accessibilità agli appassionati di guida in pista. Chi ci accompagnerà in questo viaggio vedrà e sentirà il meglio di McLaren e come la nostra tradizione nelle corse stia plasmando il nostro futuro più che mai.â€

Data articolo: Thu, 07 May 2026 05:30:49 +0000
News n. 3
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi, 7 maggio 2026, la situazione del traffico autostradale in Italia presenta alcuni rallentamenti e code significative. Tra gli eventi più rilevanti, una coda di 3 km per incidente tra Modena Nord e Modena Sud sull’A1 in direzione Napoli, e rallentamenti per lavori sull’A14 tra Pescara Nord e Pineto. Inoltre, il traffico intenso genera code a tratti su vari tratti autostradali, in particolare tra Bergamo e Trezzo sulla A4 e tra Origgio e Bivio A9/A8 Milano-Varese. Nel seguito, tutti gli aggiornamenti dettagliati per ogni tratta interessata.

A1 MILANO-NAPOLI



07:02 – Modena Nord e Modena Sud
Coda di 3 km per incidente
Direzione Napoli
La coda interessa il tratto dal chilometro 170.0 al chilometro 167.0 per una lunghezza di 3.0 km.




06:49 – Melegnano e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 4.3 al chilometro 7.7 per una lunghezza di 3.4 km.




06:29 – Settebagni e Bivio Diramazione Roma nord/G.R.A.
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La tratta interessa il chilometro 23.1 al chilometro 19.4 per una lunghezza di 3.7 km.


A4 TORINO-TRIESTE



06:59 – Bergamo e Trezzo
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta si estende dal chilometro 157.2 al chilometro 172.5 con una lunghezza di 15.3 km.




06:58 – Nodo di Pero e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta interessa dal chilometro 138.3 al chilometro 125.0 per una lunghezza di 13.3 km.




06:40 – Milano est e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta va dal chilometro 136.5 al chilometro 138.3 con lunghezza di 1.8 km.


A9 LAINATE-COMO CHIASSO



07:03 – Origgio e Bivio A9/A8 Milano-Varese
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Lainate
La tratta è dal chilometro 10.7 al chilometro 14.35 per una lunghezza di 3.65 km.


A11 FIRENZE-PISA NORD



07:01 – Prato Ovest e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
La lunghezza del rallentamento è di 4.0 km, dal chilometro 7.0 all’11.0.


A14 BOLOGNA-TARANTO



07:05 – Pescara Nord e Pineto
Traffico rallentato per lavori
Direzione Ancona
La tratta interessata va dal chilometro 359.6 al chilometro 363.0, per una lunghezza di 3.4 km.




07:02 – Pedaso e Grottammare
Traffico rallentato per lavori
Direzione Taranto
La lunghezza interessa 2.7 km dal chilometro 290.7 al chilometro 288.0.


A24 ROMA-TERAMO



06:32 – Via Togliatti e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda di 3 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
La coda interessa dal chilometro 7.3 al chilometro 3.5 per una lunghezza di 3.8 km.




05:11 – Grande Raccordo Anulare e Assergi
Pioggia tra entrambe le direzioni
La tratta copre dal chilometro 116.828 al chilometro 0.0 per una lunghezza totale di 116.828 km.


A25 TORANO-PESCARA



05:08 – Bussi-Popoli e Torre de’ Passeri-Casauria
Vento forte tra entrambe le direzioni
La tratta si estende dal chilometro 157.2 al chilometro 149.9 per una lunghezza di 7.3 km.




05:11 – Bivio A25/A24 Roma-Teramo e Avezzano
Pioggia tra entrambe le direzioni
La lunghezza interessata è di 16.5 km, dal chilometro 87.9 al chilometro 71.4.


A52 TANGENZIALE NORD DI MILANO



06:57 – CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Cavalcavia Rho
La tratta interessata va dal chilometro 21.61 al chilometro 18.73 per una lunghezza di 2.88 km.


A8 MILANO-VARESE



06:58 – Bivio A8/A9 Lainate-Chiasso e Milano Nord
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta va dal chilometro 5.6 al chilometro 10.7 per una lunghezza di 5.1 km.


Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 07 May 2026 05:08:00 +0000
News n. 4
Fiat Dino, storia della sportiva popolare di Ferrari

Dietro le sue linee eleganti, il rombo metallico del V6 e il fascino delle granturismo italiane degli anni Sessanta si nasconde una storia complessa, fatta di regolamenti sportivi, collaborazioni industriali e orgoglio italiano. Perché senza la Fiat Dino, Ferrari non avrebbe potuto correre in Formula 2 con il motore progettato per omaggiare Alfredo “Dino†Ferrari, il figlio di Enzo scomparso prematuramente nel 1956.

La Dino è quindi molto più di una coupé elegante o di una spider da dolce vita. È il punto d’incontro tra due mondi con filosofie opposte: quella industriale della Fiat e quella elitaria del Cavallino Rampante. E forse proprio questo equilibrio tra esclusività e produzione di serie, è il motivo per cui ancora oggi continua ad affascinare così tanto gli appassionati.

L’accordo Ferrari Fiat

Siamo nel 1965 e Ferrari vuole tornare protagonista in Formula 2. Il regolamento FIA, però, impone una regola precisa: il motore deve derivare da un modello di serie prodotto in almeno 500 esemplari entro dodici mesi con un propulsore da massimo 1.6 litri. Per Maranello è un problema enorme. Ferrari costruisce auto in numeri troppo limitati per soddisfare la richiesta della Federazione. Serve quindi un partner industriale capace di produrre rapidamente centinaia di motori e vetture. È qui che entra in scena Fiat.

Al tempo stesso per il marchio torinese la proposta del Cavallino rappresenta un’occasione irripetibile. La Casa vuole dare un’erede sportiva alla 2300S Coupé e vede nella collaborazione con Ferrari il modo perfetto per rafforzare la propria immagine. Nasce così uno dei sodalizi più affascinanti dell’automobilismo italiano.

Ferrari mette sul tavolo il suo straordinario V6 progettato da Vittorio Jano per la Dino 206 da corsa. Fiat si occupa invece della produzione industriale del motore con cilindrata compatta e della realizzazione delle vetture stradali che dovranno permettere l’omologazione. Il risultato è qualcosa che fino a quel momento sembrava impensabile: una Fiat con un motore Ferrari sotto al cofano.

Una Fiat con motore Ferrari

Ed è proprio il motore il cuore pulsante della Dino. Il V6 di 1987 cm³ utilizzato dalla Fiat deriva direttamente dall’unità destinata alle competizioni. Ha un angolo tra le bancate di 65 gradi, doppio albero a camme in testa per ciascuna bancata, distribuzione comandata da catene con tenditori regolabili e una raffinata costruzione in alluminio per basamento e testata.

La potenza arriva a 160 CV a 7.500 giri/minuto e il carattere del motore è tipicamente Ferrari: ama girare in alto, ha una risposta nervosa e soprattutto un sound metallico e acuto che rende immediatamente riconoscibile l’indole della Rossa.

Rispetto alla versione Ferrari cambia il sistema di lubrificazione. La Fiat utilizza infatti il carter umido invece del più sofisticato carter secco della Dino 206 GT. Una soluzione scelta per contenere costi e complessità produttiva, senza però snaturare il progetto originale. Per molti appassionati è proprio questo il dettaglio che rende la Fiat Dino unica: la possibilità di vivere un’esperienza “quasi Ferrari”, ma in una veste più accessibile e meno estrema.

Coupé e Spider

La Fiat Dino debutta nel 1966 con la versione Spider, affidata alle mani di Pininfarina. Una scelta quasi obbligata vista la lunga collaborazione tra il carrozziere torinese e Ferrari. La Spider è bassa, filante, elegante senza risultare aggressiva. Le proporzioni sono quelle tipiche delle sportive italiane dell’epoca: cofano lungo, abitacolo arretrato e coda corta. L’atmosfera è quella della dolce vita italiana, tra località marittime e boulevard illuminati.

L’anno successivo arriva invece la Coupé, disegnata da Bertone. Ed è qui che la storia prende una piega interessante. Perché la Coupé non è semplicemente una versione chiusa della Spider. È un’auto completamente diversa per filosofia. Il passo più lungo permette infatti di ottenere quattro posti veri, trasformando la Dino in una granturismo elegante e utilizzabile anche nei lunghi viaggi.

Le linee sono più tese e moderne rispetto alla Spider. Bertone sceglie uno stile geometrico e pulito, tipico del design italiano di fine anni Sessanta. Il risultato è una vettura sofisticata ma meno sensuale della scoperta firmata Pininfarina. Eppure sarà proprio la Coupé a conquistare maggiormente il mercato.

Al di fuori della filosofia che le divide, entrambe condividono lo stesso schema: motore anteriore longitudinale, trazione posteriore e cambio manuale a cinque marce. Il differenziale autobloccante regala un comportamento dinamico brillante, mentre l’impianto frenante a quattro dischi è una soluzione estremamente avanzata per il periodo.

Fiat Dino, la granturismo Fiat con anima Ferrari
Ufficio Stampa Stellantis
Fiat Dino Coupé: la sportiva italiana nata grazie a Ferrari

Successo commerciale

L’idea di una Fiat con motore Ferrari incuriosisce immediatamente il pubblico. E non potrebbe essere altrimenti. Negli anni Sessanta Ferrari rappresenta un sogno irraggiungibile per la maggior parte degli automobilisti italiani. La Dino, invece, riesce ad avvicinare quel mondo a una clientela più ampia. Non era comunque un’auto economica. Anzi, il prezzo restava elevato rispetto agli standard Fiat. Ma il fascino del marchio Ferrari nascosto sotto il cofano bastava a giustificare ogni sacrificio.

La Dino diventa rapidamente uno status symbol. Piace ai professionisti, agli imprenditori e agli appassionati che cercano qualcosa di diverso dalle classiche sportive inglesi o tedesche. E soprattutto piace per il suo carattere. Perché nonostante il logo Fiat sulla calandra, basta mettere in moto il V6 per capire immediatamente che dentro quell’auto c’è molto di più.

La seconda serie

Il successo spinge alla nascita di una seconda serie nel 1969. La cilindrata sale a 2418 cm³ e la potenza raggiunge quota 180 CV a 6.600 giri/minuto. Cambia il carattere del propulsore: meno rabbioso agli alti regimi rispetto al due litri, ma molto più pieno e corposo nell’erogazione. La Dino 2400 Coupé supera i 205 km/h, entrando di diritto nel territorio delle granturismo più veloci del periodo.

Ma le novità non finiscono qui. La seconda serie introduce infatti un nuovo retrotreno a sospensioni indipendenti derivato dalla Fiat 130. Una modifica fondamentale che trasforma il comportamento stradale della vettura, migliorando stabilità, comfort e precisione in curva. Anche gli interni diventano più raffinati, mentre la qualità generale cresce sensibilmente. Fiat vuole rendere la Dino una vera ammiraglia sportiva, capace di competere con vetture molto più costose. La Coupé continua a essere la preferita del pubblico, mentre la Spider mantiene il suo ruolo di auto più esclusiva e ricercata.

Una storia che continua nella Stratos

La produzione della Fiat Dino termina nel 1972 dopo circa 7.577 esemplari complessivi realizzati nelle varie versioni e motorizzazioni. Ma la sua storia non finisce davvero lì. Perché quel magnifico V6 Ferrari continuerà a vivere ancora a lungo. E lo farà su una delle auto da rally più leggendarie di sempre: la Lancia Stratos.

Nel grande intreccio industriale tra Fiat, Ferrari, Lancia e Bertone, il motore Dino diventa infatti il cuore della futura regina dei rally anni Settanta. Una seconda vita che consacra definitivamente il progetto nato anni prima per la Formula 2.

Oggi la Fiat Dino rappresenta una delle sportive italiane più affascinanti e sottovalutate della sua epoca. Ha il fascino delle Ferrari classiche ma con una personalità tutta sua. Non cerca di imitare Maranello, piuttosto interpreta quel mondo in modo più elegante e accessibile.

Data articolo: Thu, 07 May 2026 04:07:19 +0000
News n. 5
Che auto guida Stash, i gioielli personalizzati del frontman dei The Kolors

Con la sua band, i The Kolors, è uno degli ospiti più attesi a Tim Battiti Live Spring, nella puntata di mercoledì 6 maggio, in onda su Canale 5. La stessa energia ed esuberanza che hanno sostenuto Stash fin dagli inizi della carriera la ritroviamo sulle sue auto, dei gioielli personalizzati opposti come filosofia, affidati alle sapienti mani di Tittarelli Luxury Custom, perché lo stile non conosce confini di segmento o di prezzo.

Da una parte brilla la Ferrari Purosangue, la prima “ruote alte” di Maranello rivelatasi un successo commerciale clamoroso. Dall’altra, fa bella mostra di sé la più amata dagli italiani, quella Fiat Panda che sembra sempre guadagnare fascino con il passare del tempo, un pezzo unico battezzato “Pandarella” per l’occasione.

Il garage del frontman dei The Kolors

Partendo dalla Ferrari, Stash ha chiesto una configurazione capace di esaltare le linee scultoree firmate da Flavio Manzoni senza scadere nell’eccesso. Ribattezzata “Naturalissima”, la Purosangue del cantante sfoggia una raffinata tinta Titanio Naturale, arricchita da una livrea speciale in Nero Lucido che ne snellisce i volumi. I cerchi bicolore, anch’essi in Titanio Naturale, completano un pacchetto estetico di rara classe.

Sotto il cofano batte il leggendario V12 aspirato da 6.5 litri, capace di erogare 725 CV, un “atto di ribellione” all’invasione su vasta scala dell’ibridazione a tutti i costi, pronta a offrire un’esperienza sensoriale di un’epoca passata: 0-100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima superiore ai 310 km/h. Grazie alle sospensioni attive a 48 volt e a una distribuzione dei pesi quasi perfettamente bilanciata (49:51), l’auto di Stash promette emozioni da pista, pur offrendo il comfort delle tipiche porte posteriori controvento.

Ok, la Ferrari rappresenta il vertice dell’ingegneria, ma come se la cava l’altra creazione di Tittarelli? Una storica Fiat Panda rivisitata in chiave “adventure” tocca le corde del cuore: la livrea Desert Storm avvolge l’intera carrozzeria, inclusi i cerchi, in richiamo alle atmosfere dei grandi raid.

In una clip diffusa sui social, l’atelier romano spiega come ha trasformato la Panda: i dettagli gialli dei fendinebbia creano un contrasto con la tinta sabbia, mentre la griglia sui fari e la presa d’aria supplementare richiamano il mondo dei rally. Il look da “esploratrice” è completato da un portapacchi rinforzato sul tetto, per non porsi limiti.

Pneumatici tacchettati quattro stagioni con paraschizzi dedicati permettono di affrontare ogni terreno e la dicitura “Pandarella”, presente anche sulla parte inferiore della portiera, sigilla l’inconfondibile stile “pop-custom”.

Tim Battiti Live Spring: carica di energia

Dopo aver fatto rombare i motori, Stash si accinge a far cantare i fan sul palco di Tim Battiti Live Spring. L’esperimento primaverile del festival, condotto da Michelle Hunziker e Alvin, si sposta dalle spiagge pugliesi alla suggestiva cornice medievale di Ferrara.

Nella splendida Piazza Trento e Trieste, i The Kolors sono tra i grandi protagonisti della serata insieme a nomi del calibro di Emma, Fedez e Geolier. Il gruppo porta la carica dei loro ultimi successi in una puntata che promette di bissare il successo d’ascolti dell’esordio (oltre 2,2 milioni di spettatori). Dalla cura millimetrica per i dettagli delle proprie auto, alla potenza travolgente della musica live, Stash conferma di saper sempre come lasciare il segno.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 19:59:56 +0000
News n. 6
Mercato moto, immatricolazioni in crescita ad aprile 2026: volano gli scooter

Sulla scia di quanto sta accadendo per il mercato delle quattro ruote, anche il mercato moto italiano è in crescita, con un mese di aprile 2026 che conferma il trend positivo che era già stato evidenziato al termine del primo trimestre dell’anno.

Il settore è in ripresa, dopo aver affrontato un 2025 complicato per via del cambio di omologazione Euro 5, e può guardare al futuro con una certa fiducia. Un contributo decisivo alla crescita arriva dagli scooter, che riflettono l’esigenza degli italiani di una mobilità più semplice e accessibile, soprattutto in città. In crescita, però, ci sono anche le moto e i ciclomotori.

Ecco i dati in merito alle immatricolazioni relative al mese di aprile 2026 e al primo quadrimestre dell’anno in corso.

Un mercato in crescita

Il mese di aprile 2026 si è chiuso con immatricolazioni complessive pari a 44.359 unità. Il dato si traduce in una crescita percentuale del 14,82%. Si tratta di un dato molto positivo e che segue quanto già visto per il mercato auto, protagonista di un ottimo mese di aprile.

Per quanto riguarda il primo quadrimestre (gennaio – aprile), le immatricolazioni complessive sono ora pari a 129.160 unità con un incremento del 14,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In sostanza, il dato di aprile conferma il trend visto nel primo trimestre dell’anno.

Da segnalare, invece, un calo per il segmento elettrico, nonostante un mese di aprile con dati positivi per le moto. Nel cumulato annuo, infatti, le vendite si fermano a 2.293 unità. Questo dato si traduce in un calo di 6,5% su base annua. Per sostenere il settore in futuro potrebbero essere necessari nuovi incentivi dopo l’Ecobonus 2026 che ha avuto un fondo di 30 milioni di euro per sostenere l’elettrificazione del mercato delle due ruote.

Ricordiamo che per chi utilizza un mezzo a due ruote solo durante la bella stagione, il ritorno in strada deve avvenire nel massimo della sicurezza e, quindi, con una serie di controlli da fare prima di tornare a utilizzare il proprio veicolo.

Sempre più scooter

La crescita è guidata dagli scooter: ad aprile, infatti, le immatricolazioni sono state pari a quasi 26 mila unità, con un miglioramento del +23,25% su base annua. Più indietro le moto che crescono “solo” del 3,65%. Ci sono poi 1.333 unità vendute per quanto riguarda i ciclomotori, con un incremento del 20,42% su base annua.

Nel cumulato annuo, invece, le immatricolazioni degli scooter sono state pari a 72 mila unità, con un incremento del 17,6%, mentre le moto si fermano a 52 mila unità, con un incremento percentuale del 10,41%. Da segnalare anche poco più di 2 mila unità vendute per i ciclomotori che, dopo un periodo complicato, registrano una crescita del 26,33%.

Il commento di Ancma

Il presidente di Ancma, Mariano Roman, ha sottolineato:

Le prospettive, tuttavia, restano strettamente legate all’evoluzione del contesto macroeconomico: la durata dell’attuale clima di incertezza, insieme alle ricadute del costo dell’energia e dei carburanti e, più in generale, dell’inflazione, potrebbe incidere sulla capacità di spesa dei consumatori. In questo scenario, appare fondamentale un deciso allentamento delle tensioni geopolitiche per salvaguardare i livelli di consumo. A fronte di queste criticità, prevale comunque un cauto ottimismo. Le due ruote si confermano infatti come la modalità di trasporto più economica e versatile, qualità che le rendono particolarmente competitive in contesti incerti come quello attuale.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 13:45:25 +0000
News n. 7
Le dieci auto più vendute in Italia ad aprile 2026

Il mese di aprile 2026 si è chiuso con una sostanziale crescita delle  immatricolazioni per il mercato italiano. Come sempre, però, alcuni modelli hanno raggiunto risultati decisamente superiori rispetto ad altri. Di seguito andremo ad analizzare la Top 10 delle auto più vendute in Italia nel corso del mese di aprile 2026, sulla base dei dati forniti da UNRAE.

Le più vendute di aprile 2026

Ad aprire la Top 10 delle auto più vendute in Italia nel corso del mese di aprile 2026, che ricordiamo si è chiuso con immatricolazioni in forte crescita, troviamo la Volkswagen T-Roc, modello che ha raggiunto un totale di 3.074 unità immatricolate. Nona posizione, invece, per la Toyota Aygo X, che con 3.372 esemplari venduti si conferma una delle segmento A più apprezzate.

Scorrendo la classifica troviamo la Citroën C3, che si ferma a 3.505 unità vendute, la Peugeot 208, con 3.558, e la Fiat Grande Panda che chiude il trio di Stellantis con un totale di 3.704 unità vendute, occupando la sesta posizione. Da segnalare anche la quinta piazza per la MG ZS, con 3.742 esemplari distribuiti. Al quarto posto c’è la Dacia Sandero, con 4.064.

Sul gradino più basso del podio, invece, c’è spazio per la Leapmotor T03, modello che si sta ritagliando un ruolo da protagonista del mercato. Per la vettura ci sono 4.090 unità immatricolate nel corso del mese. Seconda posizione per la Jeep Avenger, modello che si conferma come SUV più venduto, con 4.350 esemplari e con una crescita di oltre il 5% che fa seguito ai già ottimi dati dello scorso anno.

A guidare il mercato nel corso del mese di aprile c’è la Fiat Panda, con 8.571 unità immatricolate. Per la segmento A si registra un calo del 2,9% delle immatricolazioni su base annua.  Ricordiamo che un’indagine ha confermato che la Panda non è più l’auto più economica da mantenere in Italia.

Le più vendute del 2026

I dati di aprile ci permettono di aggiornare la classifica delle auto più vendute in Italia nel 2026, considerando i primi quattro mesi dell’anno. La Top 10 è molto simile a quella vista in precedenza, anche se c’è qualche differenza da non trascurare.

In questo caso, la decima posizione è conquistata dalla MG ZS (con un totale di 11.767 unità vendute). In classifica ci sono poi la Renault Clio (12.163), la Toyota Yaris Cross (12.292), la Toyota Aygo X (13.061), la Dacia Sandero (13.418), la Citroën C3 (14.306) e la Leapmotor T03 (14.839).

Il podio è monopolizzato da Stellantis, che sta vivendo una prima parte molto positiva in termini di unità vendute. La terza piazza, infatti, è conquistata dalla Fiat Grande Panda (16.894) mentre al secondo posto troviamo la Jeep Avenger (20.757),

A guidare il mercato italiano è sempre la Fiat Panda che raggiunge quota 45.601 unità immatricolate.  La segmento A di Fiat vende più del doppio rispetto alla seconda più venduta ma registra un leggero rallentamento rispetto agli ottimi risultati ottenuti nel 2025.

Dopo quattro mesi, infatti, la vettura ha venduto circa mille unità in meno in Italia. Si tratta di un calo percentuale pari a poco più del 2% che può rappresentare un piccolo campanello d’allarme per la vettura, soprattutto in un contesto di mercato in cui le immatricolazioni sono in netta crescita.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 12:47:18 +0000
News n. 8
DENZA Z9GT, l’auto protagonista alla 71ª edizione dei Premi David di Donatello

DENZA, marchio premium del Gruppo BYD dedicato alla mobilità a nuova energia, annuncia la propria partecipazione in qualità di auto ufficiale della 71ª edizione dei Premi David di Donatello, il più importante riconoscimento del cinema italiano. La cerimonia si terrà questa sera, mercoledì 6 maggio, a Cinecittà e sarà trasmessa in prima serata su Rai 1.

Protagonista dell’evento sarà la DENZA Z9GT, modello di punta recentemente presentato a Parigi, incaricato di accompagnare attori, registi e ospiti d’onore fino al Teatro 23 di Cinecittà. In un contesto che celebra l’eccellenza artistica italiana, la Z9GT si distingue per un’eleganza contemporanea, contribuendo a valorizzare il momento del red carpet con una presenza raffinata e riconoscibile.

La DENZA Z9GT rappresenta una nuova visione della mobilità di alta gamma, unendo design distintivo, tecnologie avanzate e prestazioni elevate. Ammiraglia del segmento shooting brake, è disponibile sia in versione completamente elettrica sia nella configurazione Super Hybrid DM, ridefinendo gli standard delle granturismo ad alte prestazioni. Il suo stile combina dinamismo sportivo ed eleganza funzionale, fondendo le linee di una vettura performante con la versatilità di una wagon.

Grazie all’evoluto sistema tri-motore sviluppato da DENZA, la Z9GT offre prestazioni di riferimento, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi nella versione elettrica, e un’elevata agilità. Lo sterzo indipendente delle ruote posteriori consente inoltre manovre avanzate, come inversioni a compasso e movimenti laterali, facilitando la guida anche negli spazi più ristretti.

L’abitacolo integra soluzioni tecnologiche di ultima generazione: un head-up display in realtà aumentata da 50 pollici, un display centrale flottante da 17,3 pollici e due schermi da 13,2 pollici dedicati rispettivamente al quadro strumenti e all’intrattenimento del passeggero anteriore.

Il design si distingue per superfici essenziali, proporzioni equilibrate e una silhouette slanciata. Tutti gli elementi tecnologici, inclusi sensori e sistemi avanzati di assistenza alla guida, sono integrati in modo discreto, mantenendo un’estetica pulita e armoniosa.

La partecipazione di DENZA alla 71ª edizione dei Premi David di Donatello nasce dall’incontro tra due realtà accomunate da una forte attenzione alla qualità e ai dettagli. Da un lato, la cerimonia celebra il meglio della produzione cinematografica italiana; dall’altro, DENZA porta sul red carpet il proprio linguaggio fatto di innovazione, design ed eleganza

Data articolo: Wed, 06 May 2026 12:41:13 +0000
News n. 9
Legge 104, quale auto acquistare e quali vantaggi fiscali sono previsti

Le agevolazioni per comprare un’auto nuova o usata con la legge 104 non spettano a chiunque abbia un verbale di invalidità o un riconoscimento di handicap. Il sistema fiscale prevede benefici precisi legati alle condizioni sanitarie, alle categorie di veicoli, all’intestazione del mezzo e all’uso dell’auto per la mobilità della persona con disabilità. Le agevolazioni sono quattro: Iva ridotta al 4%, detrazione Irpef del 19%, esenzione dal bollo auto ed esenzione dall’imposta provinciale di trascrizione.

Chi ha diritto alle agevolazioni auto

Rientrano tra i beneficiari i non vedenti e sordi, le persone con disabilità psichica o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento, le persone con grave limitazione della capacità di deambulazione o affette da pluriamputazioni, e le persone con ridotte o impedite capacità motorie permanenti.

Per alcuni beneficiari, come chi soffre di grave limitazione della deambulazione o pluriamputazioni, l’agevolazione può essere riconosciuta anche senza adattamento del veicolo. Per le persone con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, il veicolo deve essere modificato in funzione della limitazione fisico-motoria o devono risultare adattamenti prescritti e documentati. Il beneficio può spettare alla persona con disabilità oppure al familiare che l’ha fiscalmente a carico. Non basta essere conviventi, affezionati, parenti stretti o utilizzatori abituali dell’auto, ma serve che la persona con disabilità risulti fiscalmente a carico del familiare intestatario o acquirente.

Auto intestata al disabile o al familiare, cosa cambia

L’auto agevolata può essere intestata alla persona con disabilità oppure al familiare che l’ha fiscalmente a carico. Per le agevolazioni collegate all’Ipt, il veicolo deve essere intestato alla persona con disabilità o al soggetto cui la persona è fiscalmente a carico. Lo stesso principio ricorre anche per il bollo e per le altre agevolazioni fiscali. L’uso del veicolo deve quindi essere destinato in modo esclusivo o prevalente alla mobilità della persona con disabilità. Significa che il veicolo non può diventare l’auto ordinaria di un altro componente del nucleo familiare.

L’agevolazione non è riservata solo alle vetture nuove. L’Iva al 4% può essere applicata anche sull’acquisto di veicoli usati se ricorrono i requisiti previsti e se l’operazione è soggetta a Iva. Se si compra un’auto usata da un privato l’operazione non è soggetta a Iva, quindi l’aliquota ridotta al 4% non trova applicazione. Se si acquista da un concessionario o da un venditore professionale con operazione imponibile Iva, l’agevolazione incide sul prezzo

Quanto si risparmia

Il beneficio più immediato è l’Iva agevolata al 4%. Per una vettura con imponibile elevato, il risparmio fiscale supera diverse migliaia di euro. L’agevolazione si applica anche agli optional acquistati insieme al veicolo e agli adattamenti necessari. A questa misura si aggiunge la detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto, calcolata su un importo massimo di 18.075,99 euro.

La detrazione può quindi arrivare a poco più di 3.400 euro, ma il beneficio effettivo dipende dalla capienza fiscale del contribuente. In pratica se non c’è IRPEF sufficiente da detrarre, il vantaggio si riduce. La detrazione riguarda anche alcune spese di riparazione del mezzo, ma non copre i normali costi di esercizio e la manutenzione ordinaria. Carburante, assicurazione, tagliandi ordinari, pneumatici e materiali di consumo restano fuori.

Non tutte le auto rientrano nell’agevolazione Iva e nelle altre misure collegate. Per i veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità i limiti tecnici sono della cilindrata fino a 2.000 cc per motori a benzina o ibridi, fino a 2.800 cc per diesel o ibridi e potenza non superiore a 150 kW per i veicoli elettrici.

Quale auto scegliere con la legge 104

Una persona che deve salire e scendere con difficoltà avrà bisogno di un veicolo con seduta accessibile, portiere ampie e soglia non troppo alta. Chi viaggia con carrozzina può richiedere un bagagliaio capiente, una soglia di carico bassa o un allestimento specifico. Chi necessita di adattamenti alla guida deve ragionare su comandi, cambio automatico, spazio per le gambe, sistemi di ausilio e compatibilità tecnica.

Per molte famiglie, un’auto compatta alta da terra può sembrare la soluzione più comoda, ma alcuni SUV hanno soglie di accesso troppo elevate per chi ha problemi motori. Alcune monovolume o multispazio, oggi meno acquistati, restano più pratiche per il trasporto di carrozzine, ausili e passeggeri con ridotta mobilità. Per l’usato, un veicolo già adattato può essere interessante se gli interventi effettuati sono compatibili con le esigenze certificate e risultano indicati sulla carta di circolazione.

Quando sono necessari gli adattamenti

L’adattamento tecnico può riguardare i comandi di guida, la carrozzeria o la sistemazione interna del veicolo per consentire alla persona con disabilità di accedervi. Tra gli esempi rientrano pedane sollevatrici, scivoli, bracci sollevatori, paranchi, sedili scorrevoli o girevoli, sistemi di ancoraggio della carrozzella e sistemi di ritenuta. Per chi ha ridotte o impedite capacità motorie permanenti, l’adattamento è la condizione per ottenere le agevolazioni.

Se la persona guida servono patente speciale e dispositivi prescritti. Se non guida, l’adattamento riguarda il trasporto, l’accesso all’abitacolo o l’alloggiamento della carrozzina.

Tra bollo auto, Ipt e passaggio di proprietà

L’esenzione dal bollo auto è uno dei vantaggi più interessanti nel lungo periodo: riguarda autovetture, autoveicoli per trasporto promiscuo, autoveicoli per trasporti specifici, motocarrozzette e motoveicoli per trasporti specifici e destinati alla mobilità delle persone con disabilità o al loro accompagnamento e nel rispetto dei limiti tecnici previsti. Il beneficio vale per un solo veicolo.

Se la persona con disabilità possiede più auto, deve scegliere quella per cui richiedere l’esenzione. Il trasferimento dell’agevolazione su un altro veicolo è possibile solo se il primo viene venduto o cancellato dal Pra e richiede una nuova domanda insieme alla cessazione dell’agevolazione precedente.

L’esenzione dall’Imposta provinciale di trascrizione interessa sia l’iscrizione dei veicoli nuovi sia la trascrizione del passaggio di proprietà dei veicoli usati. L’agevolazione si applica per l’acquisto di veicoli destinati alla mobilità delle persone con disabilità con gli stessi limiti tecnici di cilindrata e potenza richiamati per le altre agevolazioni. L’agevolazione vale per un solo veicolo ed è possibile ottenerla di nuovo per un secondo mezzo solo se il primo viene venduto o cancellato dal Pra. Se il veicolo viene venduto prima di due anni dall’acquisto è dovuto il versamento, salvo il caso in cui il cambio sia reso necessario da variazioni indispensabili legate alla disabilità.

Quali veicoli sono ammessi

Rientrano nelle agevolazioni anche autoveicoli per trasporto promiscuo, autoveicoli per trasporti specifici, motocarrozzette e motoveicoli per trasporti specifici. Gli autocaravan possono rientrare in alcune agevolazioni, ma con regole più limitate e non sempre identiche a quelle delle autovetture.

Restano invece esclusi alcuni mezzi che molti considerano auto nel linguaggio quotidiano, ma che fiscalmente non rientrano nelle categorie agevolabili. È il caso dei quadricicli leggeri, le cosiddette minicar, che non possono essere trattati come autovetture agevolate ai fini delle misure previste per il settore auto disabili.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 12:00:45 +0000
News n. 10
I costruttori auto cinesi avanzano in Europa, la nuova profezia e l’arma vincente

Il panorama delle auto aziendali in Europa non è più quello di un tempo. Dove una volta dominavano incontrastati i marchi storici del Vecchio Continente, oggi soffia un vento nuovo, gelido per alcuni e ricco di opportunità per altri. Mantenere la flotta aziendale è diventato un esercizio di equilibrismo finanziario per le imprese, che si trovano strette tra listini in costante ascesa e la necessità di non pesare eccessivamente sui bilanci.

Secondo i dati raccolti dal think tank AgitaLab, l’industria europea ha paradossalmente spianato la strada ai costruttori cinesi, pronti a occupare quegli spazi lasciati vuoti da prezzi ormai fuori controllo.

Il dogma del TCO

La parola d’ordine nelle direzioni acquisti è diventata TCO (Total Cost of Ownership). L’88% degli addetti ai lavori conferma che le aziende hanno un obiettivo unico: mantenere invariato il costo totale di gestione, che include canone di noleggio e costi d’esercizio. Appena il 12% delle imprese accetta di assorbire i rincari pur di non toccare la qualità delle proprie car list.

In questo scenario, la soluzione sta diventando sempre più spesso “orientale”. Circa il 46% del mercato sta virando verso marchi cinesi, attratti da vetture piacevoli, con dotazioni di bordo superiori e, soprattutto, un prezzo di listino decisamente aggressivo. Sebbene i noleggiatori mantengano una certa prudenza sui valori residui per evitare brutte sorprese future, il noleggio funge da “cavallo di Troia”: permette di superare la diffidenza verso un brand sconosciuto, assicurando al contempo un turnover più rapido rispetto al mercato dei privati.

Il rischio del downsizing

Un’altra strategia per contenere i costi, adottata dal 42% del campione, è il cosiddetto downsizing delle categorie. Chi prima guidava una berlina di segmento D si ritrova oggi al volante di una compatta di segmento C. Questa manovra, però, nasconde un’insidia pratica: se l’auto aziendale non è più in grado di assolvere al ruolo di “auto di famiglia”, il dipendente potrebbe preferire altri benefit o rimborsi monetari. Il rischio per i costruttori è che, pur mantenendo le quote, la “torta” del mercato diventi sempre più piccola.

L’ascesa dei prezzi e la “disruption” tecnologica

Ma come siamo arrivati a questo punto? La causa risiede nel cambio di strategia delle Case automobilistiche che, dopo la crisi dei chip post-Covid, hanno abbandonato la corsa ai volumi per concentrarsi sui margini industriali. Il risultato è visibile nei numeri: il valore medio di un’auto immatricolata per il noleggio è passato dai 22.000 euro del 2019 ai 32.000 euro dello scorso anno.

Mentre l’Europa sembra “aver dormito”, come suggerito da alcuni osservatori al Salone di Pechino, la Cina corre su piattaforme tecnologiche a 800V per ricariche ultra-veloci, che lì sono ormai lo standard. Personaggi come Lei Jun, CEO di Xiaomi, vengono accolti come pop star, mentre i colossi come Huawei si trasformano da fornitori a veri e propri sistemi operativi dell’intera industria, creando ecosistemi che uniscono intelligenza artificiale e satelliti.

La profezia

Il futuro delle flotte sarà dunque popolato da una miriade di nuovi loghi? Non è detto. He Xiaopeng di Xpeng evoca la citazione del film Highlander: Ne resterà soltanto uno (o quasi). La sua profezia per il 2030 vede la sopravvivenza di appena 5 grandi costruttori cinesi, mentre altri leader di settore come BYD ne ipotizzano circa quindici.

Ciò che è certo è che la “disruption” è in atto. Tra guerre dei prezzi e sovrapproduzione, i marchi cinesi puntano ora alle fabbriche in loco per compensare la forza dello yuan e conquistare definitivamente l’Europa. In questo scenario di convergenza digitale e industriale su larga scala, le car list aziendali non sono più semplici elenchi di modelli, ma il primo vero campo di battaglia di una rivoluzione che sta ridisegnando i confini del mondo dell’auto.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 11:12:29 +0000
News n. 11
Nuova Opel Corsa GSE, il mito delle hot hatch è tornato ed è elettrizzante

Una nuova sigla che raccoglie il testimone di una leggenda del passato, quel GSi che diventa GSE, inaugurando un nuovo capitolo di sportività elettrica. Non è una novità assoluta per Opel, perché recentemente abbiamo visto questo badge debuttare anche su Mokka, ma adesso va a poggiarsi sulla Corsa, per regalarci la vettura stradale di Rüsselsheim più potente di sempre. Il mito delle hot hatch è tornato e dà la scossa.

Ben 281 CV di pura spinta

Dimenticate la timidezza tipica delle utilitarie da città. La Corsa GSE entra in scena come la Opel di produzione più potente di tutti i tempi, come anticipato, grazie a un’unità elettrica capace di erogare 207 kW (281 CV) e una coppia immediata di 345 Nm. Quando il guidatore preme l’acceleratore, la risposta è bruciante: lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in appena 5,5 secondi, una progressione che incolla letteralmente al sedile con una forza superiore a qualsiasi altra Opel attualmente a listino.

La gestione di questa potenza è affidata a una tecnologia sofisticata che garantisce un feedback diretto e millimetrico. La vettura morde l’asfalto grazie alla trazione anteriore supportata da un differenziale a slittamento limitato Torsen multi-piastra, mentre il telaio sportivo ribassato, dotato di ammortizzatori idraulici e stabilizzatori specifici, assicura una stabilità granitica nelle curve più impegnative. Per chi siede al comando, l’esperienza è personalizzabile: dalla modalità “Sport”, calibrata specificamente per la pista per sprigionare ogni singolo kW, alla modalità “Eco”, che ottimizza la batteria da 54 kWh limitando la velocità a 150 km/h per massimizzare l’efficienza.

Un’estetica affilata dal vento

Visivamente, la Corsa GSE è un’eclissi di contrasti. La carrozzeria in vernice bianca scintillante viene interrotta con decisione dal nero profondo del tetto e dello spoiler posteriore, creando un look aggressivo e senza compromessi. Il frontale è dominato da uno spoiler specifico GSE e da prese d’aria che ne sottolineano l’indole sportiva, mentre i passaruota ampliati ospitano cerchi sportivi da 18” avvolti da pneumatici Michelin Pilot Sport 4S. Sotto le razze dei cerchi, lo sguardo cade inevitabilmente sulle pinze freno firmate Alcon, pronte a garantire decelerazioni immediate dalle alte velocità.

Interni tra storia e futuro

All’interno, l’abitacolo è un tributo moderno alla cultura delle “hot hatch”. I sedili performanti GSE in Alcantara con poggiatesta integrati non sono solo funzionali, ma evocano con nostalgia la prima generazione di Opel Corsa A grazie alle iconiche coperture a scacchi neri, grigi e gialli. Un lampo di colore arriva dalle cinture di sicurezza giallo brillante, che creano un contrasto netto con l’eleganza scura dell’Alcantara che riveste anche il volante e gli inserti delle porte.

Il ponte di comando è interamente digitale: un touchscreen da 10 pollici e un display informativo personalizzabile forniscono al conducente dati telemetrici in tempo reale, dalla visualizzazione delle forze G ai dati di gestione termica della batteria, fondamentale per mantenere le prestazioni costanti anche sotto stress.

Oltre la pista

Ma la Corsa GSE non vive solo di cordoli e cronometri. Opel ha integrato soluzioni che toccano l’anima della quotidianità, come il caricabatterie bidirezionale (V2L). Questa tecnologia trasforma l’auto in una centrale elettrica mobile, capace di alimentare dispositivi esterni come e-bike o griglie elettriche direttamente dalla batteria del veicolo. In attesa della prima mondiale al Salone dell’Auto di Parigi in ottobre, la Corsa GSE si presenta già oggi come una vettura pratica che non rinuncia alle emozioni, pronta a scrivere un nuovo, elettrizzante capitolo nella storia delle compatte sportive.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 09:51:38 +0000
News n. 12
Kia XCeed riparte dall’Europa con una strategia multi-energia

A Žilina, in Slovacchia, l’atmosfera all’interno dello stabilimento Kia è eccitante perché, tra il ronzio dei macchinari e la chirurgica precisione dei robot, il 29 maggio sarà il giorno dell’inizio della produzione della nuova Kia XCeed, un veicolo che promette di imporsi nel segmento C grazie a qualche asso nella manica che andremo a raccontarvi. Questo crossover ovviamente ha già una storia di successo alle spalle, ma adesso l’obiettivo è alzare l’asticella. A giocare un ruolo cruciale ci pensa anche la produzione europea, poiché questo veicolo sarà figlio di linee di produzione profondamente ammodernate, progettate per accogliere auto efficiente ed emozionanti.

Un design convincente

Osservando la nuova XCeed si percepisce immediatamente la forza della filosofia stilistica “Opposites United”. È un linguaggio visivo che gioca sui contrasti, fondendo un’eleganza raffinata con quel carattere dinamico e muscoloso tipico dei crossover moderni.

La vettura è stata pensata per chi abbraccia uno stile di vita “stylish, always-on e attivo”, come dicono in Kia, traducendo queste necessità in linee tese che suggeriscono movimento anche quando l’auto è ferma. Il design aggiornato non è solo un esercizio di stile, ma un pacchetto versatile che mira a soddisfare sia il desiderio di performance che la praticità d’uso quotidiana.

Il comfort di bordo

Entrando nell’abitacolo, ci si sposta verso una dimensione digitale e iper-connessa. Il conducente è accolto da un maestoso doppio display per l’infotainment da 12,3”, che domina la plancia e funge da centro di comando per ogni funzione del veicolo.

La tecnologia non è però fine a se stessa, ma punta alla massima comodità: ne è un esempio la Digital Key 2.0, che trasforma l’accesso all’auto in un’esperienza fluida e senza chiavi fisiche. Ogni dettaglio, dai materiali scelti al miglioramento del comfort di marcia, concorre a creare un ambiente dove il viaggio conta quanto la destinazione.

Un ponte verso l’elettrico

La nascita della XCeed a Žilina è parte di una visione molto più ampia. Come sottolineato da Soohang Chang, Presidente e CEO di Kia Europe, l’avvio della produzione rappresenta un passo entusiasmante per le operazioni europee del marchio, consolidando il successo di un nome ormai ben stabilito nella regione.

Lo stabilimento slovacco non è solo la casa della XCeed, ma un polo d’eccellenza dove il nuovo crossover condivide lo spazio con modelli iconici come la Sportage e le future promesse della divisione elettrica, quali la EV4 e la EV2. Questa convivenza produttiva sottolinea l’impegno di Kia verso una manifattura regionale forte e flessibile.

Potenza e flessibilità nel segmento C

In un mercato estremamente competitivo come quello europeo, la nuova XCeed si presenta con una gamma di motorizzazioni studiata per non escludere nessuno. L’offerta spazia dai tradizionali motori a benzina alle soluzioni mild hybrid, contribuendo a quel mix tecnologico che Kia definisce fondamentale per la transizione energetica.

Questa varietà permette alla XCeed di posizionarsi come una contendente temibile nel segmento C, il più grande e agguerrito d’Europa, offrendo un equilibrio raro tra stile, tecnologia d’avanguardia e versatilità motoristica. La nuova XCeed non è dunque solo una vettura che esce da una fabbrica, ma il simbolo di una Kia che guarda all’Europa con fiducia, puntando su innovazione locale e una gamma prodotti sempre più diversificata.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 08:27:50 +0000
News n. 13
La mobilità del futuro non sarà come ce la aspettavamo, il rapporto ANIASA

La mobilità del futuro doveva essere semplice da immaginare: auto elettriche per tutti, acquisti completamente online, car sharing al posto della proprietà, monopattini ovunque e concessionarie sempre meno centrali. La 25esima ricerca ANIASA, realizzata con Bain & Company, racconta invece una realtà diversa, più lenta e soprattutto più concreta.

Il titolo dello studio, “Il futuro sbagliato della mobilitàâ€, fotografa bene il punto. Negli ultimi anni molte previsioni sono partite dall’offerta, cioè da ciò che tecnologia, Case auto e istituzioni immaginavano possibile. La domanda reale, però, ha seguito un’altra strada. L’auto privata resta centrale, l’elettrico cresce ma non ovunque, le nuove forme di mobilità urbana restano di nicchia e il prezzo torna a essere il vero spartiacque.

Il quadro generale del settore del noleggio, intanto, è solido, considerando che in Italia il comparto conta 1,5 milioni di veicoli in flotta, genera 17 miliardi di euro di giro d’affari e pesa per circa il 34% sulle immatricolazioni nazionali. Nel 2025 ha investito oltre 15 miliardi di euro, con una crescita superiore al 10%, confermandosi una delle aree più dinamiche in un mercato auto complessivamente stagnante.

L’auto privata resta al centro della mobilità

Il primo tema fondamentale della ricerca riguarda il divario tra mobilità promessa e mobilità reale. L’auto privata non è stata sostituita dai nuovi servizi. In Italia oltre il 75% delle persone continua a usarla come mezzo ricorrente, almeno più volte alla settimana. Car sharing, bike sharing, monopattini e taxi restano invece soluzioni occasionali, utili in alcuni contesti ma lontane dal diventare alternative strutturali.

Lo stesso vale per l’acquisto dell’auto, dove a livello globale il 62% dei clienti inizia il percorso online, usando configuratori, comparatori, siti dei costruttori e strumenti digitali, però la vendita completamente online resta marginale. Circa il 90% degli acquisti si chiude entro cinque interazioni, ma il momento decisivo rimane spesso fisico, in concessionaria, con oltre tre quarti degli automobilisti dichiara di voler continuare a concludere l’acquisto di persona. Il motivo è pratico: l’auto non è un prodotto qualsiasi. Costa spesso 20.000, 30.000 o 40.000 euro, richiede finanziamenti, permute, valutazioni, prove su strada e un rapporto di fiducia con chi vende. Il digitale accelera il processo, ma non cancella il ruolo del dealer, anzi, lo rende diverso: il cliente arriva più informato e spesso decide più in fretta.

Il car sharing vive invece una fase critica, in quanto nato come possibile alternativa all’auto privata, ha dovuto cambiare pelle, avvicinandosi sempre di più al modello del rent-a-car. Pesano regole non uniformi tra i Comuni, costi operativi elevati, furti, danneggiamenti, truffe e una fiscalità poco favorevole e in alcune città, secondo quanto emerso dalla presentazione ANIASA, anche il 50% della flotta può risultare fermo per problemi operativi.

Anche i monopattini elettrici hanno perso slancio. Dopo la crescita iniziale, spinta da bonus e sperimentazioni urbane, il settore ha incontrato limiti evidenti: più incidenti, nuove regole, obblighi su assicurazione e targa, riduzione delle flotte in diverse città europee. La micromobilità resta utile, ma non è diventata il nuovo asse della mobilità quotidiana.

L’elettrico cresce solo quando il prezzo diventa sostenibile

Il secondo tema è l’elettrificazione. La ricerca ANIASA-Bain non mette in discussione l’auto elettrica, ma ridimensiona l’idea di una transizione rapida e uniforme. A livello europeo, le previsioni al 2030 indicano per le BEV una quota intorno al 30% del mercato complessivo. Un valore importante, ma lontano dall’idea di un passaggio totale all’elettrico in pochi anni. In Italia il quadro è ancora più selettivo. Nel 2025 le elettriche pure si sono mosse tra il 5% e il 7% delle immatricolazioni. Nel primo trimestre 2026 BEV e PHEV sono salite all’8% del mercato nazionale, con un dato molto forte al Sud: 15,4% del totale e quasi 20% nel canale privati.

Le auto elettriche rimangono legate al prezzo
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Nel mondo dell’elettrico l’ostacolo rimane il prezzo

Questo balzo, però, non indica ancora una domanda strutturale. Una parte rilevante della crescita è legata a una campagna promozionale molto aggressiva su una citycar elettrica proposta a meno di 5.000 euro (come la Leapmotor T03 ad esempio) grazie alla combinazione tra incentivi statali e sconti commerciali. Il messaggio è chiaro: quando il prezzo scende davvero, l’elettrico diventa interessante. Quando invece resta molto più caro rispetto a termico, full hybrid o mild hybrid, la scelta diventa più difficile. Non è solo questione di autonomia o colonnine.

Dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle auto nuove in Italia è cresciuto di oltre il 50%, mentre il reddito familiare netto è aumentato di circa il 29%. Questo scarto spiega perché molte famiglie rinviano l’acquisto, scelgono l’usato o valutano formule alternative alla proprietà. L’auto nuova rischia così di tornare a essere un bene per pochi, soprattutto nei segmenti elettrici, dove il prezzo d’ingresso resta spesso elevato.

Il legame tra ricchezza e auto elettrificate è evidente anche su scala europea: la correlazione tra PIL pro capite e diffusione di BEV e PHEV supera l’80%. In Italia la stessa dinamica si vede tra regioni più ricche e maggiore presenza di elettriche. La transizione, quindi, non può vivere solo di obiettivi normativi. Deve fare i conti con stipendi, incentivi, rate, valore residuo e costi reali.

Il noleggio diventa la risposta più pragmatica

Il terzo tema è il ruolo del noleggio. In una fase in cui comprare un’auto è più costoso e tecnologicamente più complesso, il noleggio diventa una risposta concreta per aziende, partite IVA e privati. Il noleggio a lungo termine continua a crescere e raggiunge circa 13 miliardi di euro di fatturato, includendo canoni e remarketing. La quota sulle immatricolazioni nazionali arriva al 24%, mentre la flotta supera 1,3 milioni di veicoli.

Il diesel resta ancora importante, ma cala al 41% della flotta; plug-in ed elettrico arrivano invece al 20%. Crescono anche i contratti più lunghi, con il 78% oltre i 36 mesi, e aumenta il peso dei privati, arrivati a circa 185.000 contratti, pari a un +4%. Molto importante anche il canale indiretto, che ha raggiunto il 50% degli ordini grazie al contributo crescente di broker e concessionari.

Il breve termine mostra un andamento più variabile, ma resta strategico, evidenziando che nel 2025 il fatturato totale è stato di 1,640 miliardi di euro, in crescita del 6,4% sul 2024. I giorni di noleggio sono stati 37,9 milioni, leggermente in calo dello 0,7%, mentre il numero di noleggi è salito a 4,9 milioni, con un +2,5%. La durata media è scesa a 7,8 giorni, mentre le immatricolazioni sono aumentate dell’8,4%, arrivando a 73.744 unità.

Il traino arriva soprattutto dagli aeroporti, che rappresentano il 60% dei contratti e sono cresciuti dell’11%, ma un dato importante riguarda anche il turismo: il 51% dei clienti del breve termine è straniero. Il rent-a-car diventa quindi anche uno strumento per distribuire meglio i flussi turistici e raggiungere aree meno servite dal trasporto pubblico.

Infine c’è il digital automotive. ANIASA parla di oltre 1,13 milioni di veicoli connessi, per oltre il 90% tramite dispositivi telematici aftermarket. I dati generati dalle auto servono per manutenzione predittiva, sicurezza, assicurazioni, gestione flotte e riduzione dei tempi di fermo, che possono calare fino al 30%.

La lezione della 25esima ricerca ANIASA è netta: la mobilità non cambia davvero solo perché arriva una nuova tecnologia. Cambia quando quella tecnologia incontra un bisogno reale, un prezzo accessibile e servizi semplici da usare. Il futuro dell’auto sarà fatto di elettrico, ibrido, noleggio, digitale e servizi condivisi, ma senza dimenticare il punto principale: rimettere al centro chi l’auto la paga, la guida e la usa ogni giorno.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 08:17:15 +0000
News n. 14
Kendall Jenner si regala una Ferrari 512 TR, la supercar anni ’90 amata dai collezionisti

Per molti è solo la “sorella di”, per altri la regina delle passerelle da 20 milioni di dollari l’anno. Ma per gli appassionati di motori, Kendall Jenner è appena diventata quella che ha avuto la fortuna (economica) di mettersi in garage una Ferrari 512 TR. Anche se quando il bolide di Maranello debuttò lei non era neppure nata, la top model ha puntato dritto al “punto dolce” della produzione del Cavallino, meno teatrale della Testarossa classica, ma molto più efficace nelle curve impegnative.

L’evoluzione che ha “corretto” il mito Testarossa

Appena sente parlare di una Ferrari larga e con le lamelle laterali, il grande pubblico pensa a una Testarossa. Se, però, viene interrogato un vero appassionato, potrà confermare come tra il gioiello degli anni Ottanta e la 512 TR presentata nel 1991 c’è un abisso. Mentre la prima, icona pop della serie Miami Vice, soffriva di alcuni limiti dinamici, la 512 TR (dove TR sta appunto per Testa Rossa) corregge le sbavature e sprigiona efficacemente i 428 CV del 12 cilindri boxer da 4.9 litri, nascosto sotto la grande griglia posteriore.

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Tra le ultime bellezze analogiche della Casa, la 512 TR non ti concede il lusso di appoggiarti sui controlli di trazione elettrici o cambi a doppia frizione. Il selettore manuale a cinque marce con la leggendaria griglia metallica richiede concentrazione al volante, delle pretese elevate che potrebbero aver stuzzicato Kendall Jenner, che alla comodità di un software ha preferito il carattere di una meccanica spietata.

Rispetto alla sua antenata, la 512 TR beneficia di un telaio irrigidito e un baricentro più radente al suolo. La scelta dei tecnici di Maranello di abbassare il motore mirava a massimizzare la precisione e la stabilità della vettura nei cambi di direzione, forgiando un veicolo dalla solidità granitica anche al raggiungimento dei 314 km/h di velocità massima.

Il design curato da Pininfarina ne preserva l’impatto scenico, caratterizzato da fianchi larghissimi — quasi come un camion, ma alti meno di un metro e venti — e un muso reso più pulito e moderno dagli interventi stilistici degli anni ’90. Lontano dall’eleganza rassicurante (e talvolta asettica) delle Gran Turismo contemporanee, la 512 TR esibisce una fisicità prepotente.

Quotazioni alle stelle

Gli scatti pubblicati sui profili social della stessa Kendall Jenner danno una scossa al mercato. Prodotta in soli 2.261 esemplari, la 512 TR è ormai uscita dall’ingombrante ombra della Testarossa e le quotazioni attuali sul mercato si aggirano intorno ai 300.000 euro, con punte superiori ai 350.000 per gli esemplari con pochi chilometri e manutenzione documentata.

Non è il primo incontro tra Kendall Jenner e Maranello. La modella possedeva già una 488 GTB (oltre a diverse altre auto da sogno, tra cui un’Audi R8), ma la 512 TR porta il discorso lontano dalle fredde performance e rimette al centro il valore di una supercar meno addomesticata. In una mossa, la 512 TR ottiene il riscatto tanto meritato. Del resto, è stata lei una delle ultime Ferrari stradali a motore centrale con il leggendario Flat-12, prima del passaggio all’unità anteriore con la 550 Maranello. Certi pezzi di storia non tornano: era l’ora di consacrarla una volta per tutte al mito automobilistico.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 07:57:48 +0000
News n. 15
Benzina in netto rialzo, superato il record di due anni fa

C’è un senso di forte inquietudine che si diffonde in chi si ferma in questi giorni nelle stazioni di servizio per fare un rifornimento all’auto. E il perché è presto detto, è sufficiente osservare per poco più di un secondo i numeri sui display dei distributori.

Per la prima volta dopo due lunghi anni, l’Italia si ritrova a fare i conti con un rincaro fragoroso, per carità era atteso ma adesso le aspettative sono realtà: il prezzo della benzina ha infranto nuovamente la barriera psicologica di 1,90 euro/litro, segnando un picco che non si registrava dal maggio del 2024. È una stangata che colpisce al cuore la mobilità delle famiglie, trasformando ogni pieno in un piccolo sacrificio finanziario (costa circa 9 euro in più di qualche giorno fa).

Un mercato nella tempesta

La situazione attuale non è frutto del caso, ma la conseguenza di una tempesta perfetta che agita i mercati internazionali. Le quotazioni del greggio sono tornate a infiammarsi, con il Brent stabilmente sopra i 110 dollari al barile. Lo Stretto di Hormuz, il principale punto di transito per le forniture mondiali di greggio, rimane un punto di osservazione critico: ogni minima incertezza in quel corridoio si traduce immediatamente in una fiammata dei prezzi alla pompa, rendendo il costo del carburante estremamente volatile.

La fotografia dei rincari

Entrando nel dettaglio della rete stradale, i numeri forniti dall’Osservatorio del Mimit e da Staffetta Quotidiana sono impietosi. Il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self-service si è attestato a 1,926 euro al litro. Se ci si sposta in autostrada, il costo per il “fai-da-te” sfiora pericolosamente la soglia dei due euro, toccando quota 1,981 euro al litro.

Il panorama non è meno desolante per chi sceglie il servizio assistito, dove la benzina vola a una media di 2,024 euro al litro, con punte nelle compagnie di bandiera che arrivano a 2,072 euro. Anche il gasolio (che beneficia di uno sconto maggiore sulle accise), pur registrando lievi e timidi ribassi, rimane una voce di spesa pesantissima, mantenendosi costantemente sopra i due euro al litro (2,044 euro in media sulla rete stradale e ben 2,114 euro in autostrada). Non si salva nemmeno il GPL, che ha subito una spinta verso l’alto raggiungendo gli 82 centesimi al litro.

L’impatto sulle famiglie

Le associazioni dei consumatori, come l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), hanno lanciato un grido d’allarme che fotografa plasticamente la sofferenza degli italiani. In pochi giorni, la benzina è letteralmente decollata, con incrementi superiori ai 17 centesimi al litro. Questo si traduce in una spesa aggiuntiva per un rifornimento standard da 50 litri pari a circa 8,50 o 9 euro in più rispetto a poche settimane fa.

Geograficamente, l’Italia appare ferita in modo disomogeneo ma profondo. Il record negativo degli aumenti spetta a Trento, dove la benzina è rincarata di ben 18,5 centesimi, seguita da vicino da Toscana, Lombardia e Piemonte con incrementi di 18 centesimi. In termini di valore assoluto, le regioni dove il portafoglio piange di più sono la Calabria e la Valle d’Aosta, con prezzi medi che superano 1,94 euro al litro, superati solo dalla rete autostradale.

Solo il Molise e la Basilicata sembrano aver subito una pressione leggermente minore, pur non essendo immuni da un rialzo che, inesorabile, sta ridisegnando le abitudini di consumo di un intero Paese. In questo clima di incertezza, il timore è che i record del passato non siano più un limite, ma una nuova, drammatica base di partenza.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 07:25:49 +0000
News n. 16
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 sono previsti diversi scioperi su tutto il territorio italiano, con coinvolgimento sia del settore pubblico che privato. Tra le principali agitazioni troviamo scioperi generali nazionali, scioperi relativi ai trasporti ferroviari, aerei, marittimi, del trasporto pubblico locale e dei servizi di ristorazione a bordo treno. Queste proteste impattano diverse città e regioni e coinvolgono varie categorie di lavoratori. Di seguito la panoramica aggiornata sugli scioperi previsti, ordinati per data e città coinvolte.

Sciopero 01 maggio 2026

In tutta Italia è previsto uno sciopero generale nazionale nel settore pubblico e privato, che coinvolge tutti i dipendenti pubblici e privati nelle 24 ore dell’intera giornata. La protesta è indetta dal sindacato USI-CIT e riguarda ogni provincia italiana. Categoria: personale dipendente pubblico e privato.

Sciopero 04 maggio 2026

In tutta Italia sono previsti due scioperi nazionali che coinvolgono il personale dei servizi di ristorazione a bordo dei treni Trenitalia. Entrambi gli scioperi seguiranno la modalità di mezzo turno per ogni turno di lavoro. I sindacati promotori sono FAST-CONFSAL e FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI.

Nella provincia di Milano (Lombardia), lo sciopero interesserà il settore ferroviario, con il coinvolgimento del personale della società Mercitalia Shunting & Terminal per 8 ore, nella fascia oraria dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio, proclamato dal sindacato OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 05 maggio 2026

Nella città di Milano (Lombardia), prosegue lo sciopero nel settore ferroviario iniziato la sera precedente, coinvolgendo il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal nella fascia 22:00 del 4 maggio – 6:00 del 5 maggio (8 ore).

Nella città di Firenze (Toscana), si svolge uno sciopero ferroviario relativo al personale manutenzione della società RFI Doit Firenze, con coinvolgimento per l’intera giornata del 5 maggio. Lo sciopero è proclamato dal sindacato OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 07 maggio 2026

In tutta Italia è previsto uno sciopero nel settore marittimo. Lo sciopero coinvolgerà i lavoratori del settore portuale (imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, ADSP e società con CCNL porti) dalle 00:00 alle 23:59. Sindacato: USB Lavoro Privato.

Sciopero 08 maggio 2026

Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige), sciopero di 4 ore dalle 11:00 alle 15:00 del personale della società Trentino Trasporti. Sindacato: OSR ORSA Trasporti.

Nella città di Potenza (Basilicata), sciopero di 4 ore dalle 15:01 alle 19:00 per il personale della società Miccolis servizio urbano. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL Autoferro.

Sciopero 09 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 24 ore a partire dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio del personale società EAV di Napoli. Sindacato: OSR ORSA Autoferro TPL.

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero territoriale di 24 ore per il personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze. Sindacato: OSP Cobas Lavoro Privato.

Sciopero 11 maggio 2026

Nel settore aereo, in tutta Italia sono indetti diversi scioperi a carattere nazionale e interregionale:

– Il personale ADR Security degli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino sciopera 4 ore dalle 12:00 alle 16:00 (FAST-CONFSAL).

– Il personale ENAV ACC Roma sciopera 8 ore dalle 10:00 alle 18:00 (RSA UILT-UIL).

– Il personale ENAV Aeroporto di Napoli sciopera 8 ore dalle 10:00 alle 18:00 (RSA UILT-UIL).

– Piloti e assistenti di volo Easyjet Airlines Limited scioperano 8 ore dalle 10:00 alle 18:00 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

– Personale delle aziende presso Aeroporto di Palermo sciopera 4 ore dalle 12:00 alle 16:00 (OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL T.A.).

– Personale del Gruppo Sogaer dell’Aeroporto di Cagliari sciopera 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 (OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

– Personale ALHA e MLE-BCUBE presso Aeroporto di Milano Malpensa sciopera 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 (OST CUB Trasporti, USB Lavoro Privato).

Sciopero 14 maggio 2026

Nella città di Novara (Piemonte), sciopero di 24 ore del personale società SUN. Sindacato: AL-COBAS.

Sciopero 15 maggio 2026

Nella città di Catania (Sicilia), sciopero di 24 ore dalle 00:01 alle 23:59 del personale società AMTS. Sindacato: OSP CUB Trasporti.

In tutta Italia sciopero generale di 48 ore (settori ferroviario e marittimo) indetto da CSLE. Categoria: pubblico e privato.

Nella regione Lombardia, sciopero di 24 ore del personale del gruppo ATM di Milano (AL-COBAS).

Nella provincia di Foggia (Puglia), sciopero nella prima metà del turno per il personale appalti ferroviari della società Euro&Promos.

Nella regione Toscana, seconda metà del turno per il personale appalti ferroviari della società Euro&Promos Lotto 2.

Nella regione Veneto, sciopero di 24 ore del personale Busitalia Sita Nord Unità produttive Veneto, Umbria e Campania (USB Lavoro Privato/ADL Cobas).

Sciopero 25 maggio 2026

In tutta Italia sciopero nazionale per il settore trasporto merci. Fermo dei servizi di autotrasporto merci conto terzi per 120 ore dalle 00:00 del 25 alle 24:00 del 29 maggio, proclamato dai principali sindacati di categoria.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 24 ore del personale società Arriva Udine di Udine, indetto da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Sciopero 29 maggio 2026

In tutta Italia sciopero generale di 24 ore in vari settori:

– Settore ferroviario: dalle 21:00 del 28 maggio alle 21:00 del 29 maggio

– Settore autostradale: dalle 22:00 del 28 maggio alle 22:00 del 29 maggio

I sindacati coinvolti sono: CUB, SGB, ADL Varese, SI-COBAS, USI-CIT.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 06 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 06 maggio 2026, riportiamo i prezzi medi dei principali carburanti lungo la rete autostradale italiana, così come rilevati dall’Osservatorio prezzi del Mimit. Le cifre qui sotto sono medie nazionali e rappresentano un’indicazione utile per chi si mette in viaggio. Il prezzo finale alla pompa nasce dall’incontro tra la componente industriale e quella fiscale: da un lato incidono materia prima e margini di distribuzione, dall’altro pesano accise e Iva. Di seguito la fotografia più aggiornata disponibile dei listini in autostrada per benzina, diesel, gpl e metano.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento 05-05-2026

I valori riportati sono medie nazionali rilevate sulla rete autostradale; importi espressi in euro.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.114
Benzina SELF 1.981
GPL SERVITO 0.927
Metano SERVITO 1.594

Come si compone il costo dei carburanti

Nel caso della benzina, il prezzo pagato dal consumatore nasce dall’equilibrio tra componente industriale e componente fiscale. La quota fiscale vale il 58% del prezzo finale ed è costituita da accise e Iva: si tratta di prelievi che non dipendono direttamente dall’andamento quotidiano delle quotazioni e che quindi rappresentano una parte strutturale e poco comprimibile del conto alla pompa. La componente industriale incide per il 42% e si scompone a sua volta in costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera. Il costo della materia prima pesa per il 30%: qui entrano in gioco le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e il cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare le oscillazioni dei mercati energetici globali. Il margine lordo, pari al 12%, remunera attività come logistica, stoccaggio, trasporto, gestione del punto vendita e copre i costi operativi degli operatori, oltre a includere il loro guadagno. È su questa porzione che i gestori possono intervenire con politiche di prezzo, promozioni o adeguamenti per riflettere la concorrenza locale e la domanda stagionale. La combinazione di questi fattori spiega perché i listini possano variare, pur a parità di quadro fiscale, tra aree e modalità di erogazione.

Per il gasolio la ripartizione è diversa e riflette la specificità di questo carburante, ampiamente utilizzato dal trasporto privato e soprattutto da quello commerciale. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45%: è la parte più sensibile alle dinamiche dei mercati internazionali dei distillati medi e al tasso di cambio euro/dollaro, fattori che possono generare rapide variazioni nei listini ex raffineria. Il margine lordo vale il 10% e copre i costi e i ricavi della filiera distributiva, dalla logistica fino alla gestione dei punti vendita. Su questa fetta gli operatori possono agire per modulare il prezzo alla pompa, ad esempio adattandolo alla concorrenza locale, ai flussi di traffico o a iniziative promozionali. La maggiore incidenza della componente industriale sul gasolio rispetto alla benzina fa sì che i movimenti delle quotazioni internazionali si riflettano spesso con maggiore evidenza sul prezzo finale. Anche nel caso del diesel, quindi, l’equilibrio tra materia prima e margine, unito alla pressione della domanda (in particolare quella dei mezzi pesanti) e alle condizioni del cambio, determina l’andamento osservato dai consumatori.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 06 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 18
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.929 per la benzina, 2.049 per il diesel, 0.834 per il gpl, 1.582 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.047
Benzina SELF 1.921
GPL SERVITO 0.818
Metano SERVITO 1.513

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.061
Benzina SELF 1.931
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.065
Benzina SELF 1.945
GPL SERVITO 0.887
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.060
Benzina SELF 1.940
GPL SERVITO 0.855
Metano SERVITO 1.653

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.032
Benzina SELF 1.906
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.536

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.044
Benzina SELF 1.930
GPL SERVITO 0.823
Metano SERVITO 1.544

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.055
Benzina SELF 1.939
GPL SERVITO 0.813
Metano SERVITO 1.531

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.038
Benzina SELF 1.917
GPL SERVITO 0.811
Metano SERVITO 1.675

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.050
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.897
Metano SERVITO 1.534

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.041
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.555

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.035
Benzina SELF 1.907
GPL SERVITO 0.841
Metano SERVITO 1.530

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.057
Benzina SELF 1.922
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.045
Benzina SELF 1.926
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 1.559

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.047
Benzina SELF 1.935
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.632

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.063
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.881

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.051
Benzina SELF 1.935
GPL SERVITO 0.840
Metano SERVITO 1.814

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.051
Benzina SELF 1.930
GPL SERVITO 0.828
Metano SERVITO 1.605

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.056
Benzina SELF 1.944
GPL SERVITO 0.837
Metano SERVITO 1.554

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.042
Benzina SELF 1.920
GPL SERVITO 0.830
Metano SERVITO 1.543

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.057
Benzina SELF 1.944
GPL SERVITO 0.896

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 maggio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.032
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.823
Metano SERVITO 1.513

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 06 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 19
Mercedes-AMG-One, la hypercar è all’asta: solo la vernice è costata 27.500 euro

Chi sogna di possedere una hypercar ha una grande chance di portarsi a casa un modello molto esclusivo. Si tratta della Mercedes-AMG One. Il prototipo venne svelato al Salone di Francoforte 2017 da Lewis Hamilton e dall’allora boss della Mercedes-Benz Dieter Zetsche. La Casa di Stoccarda ha ricevuto subito il quadruplo degli ordini rispetto alla quantità di produzione prevista.

La versione definitiva è stata presentata al salone di Monaco agli inizi di settembre 2021, basandosi sulla Mercedes F1 W07 Hybrid di Formula 1 pilotata da Lewis Hamilton e Nico Rosberg, campione del mondo al termine di un duello intestino con il numero 44. Il cuore pulsante era un motore V6 di 90 gradi turbocompresso da 1,6 litri con distribuzione a cascata d’ingranaggi derivante dalla W07 Hybrid, affiancato da quattro motori elettrici, con opportune modifiche per una guida su strada.

Condizioni da vetrina

Per chiunque ami la massima categoria del Motorsport, la Mercedes-AMG One è il non plus ultra. Con un tempo di 6:35.183, la vettura tedesca ha stampato il primato tra i bolidi di serie omologati ad uso stradale più veloci sulla pista del Nürburgring. Il record è stato ulteriormente migliorato a ottobre 2024, completando un giro in 6:29.090. Uno dei 275 esemplari verrà venduto dalla nota Casa d’aste RM Sotheby’s e vanta una colorazione verde speciale che non passa inosservata.

L’auto ha percorso soli 185 km ed è stimata tra i 2,65 e i 3 milioni di euro. Il punto di forza è il sistema ibrido in grado di sviluppare una potenza complessiva di 1.063 CV. Il progetto ha richiesto anni di sviluppo per adattare un’unità pensata per l’utilizzo in pista a standard di emissioni per un uso quotidiano. Le performance sono stupefacenti: da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi e una top speed di 352 km/h. Oltre all’S-Duct, per migliorare l’andamento del flusso aria sotto l’auto ci sono anche nuovi deflettori laterali.

La presa d’aria, posta sopra il tetto dell’auto, è enorme e presenta un aspetto ovoidale. I deviatori di flusso a lato e al di sopra delle pance vantano, nella parte centrale e interna, dei componenti aerodinamici. Tutto ciò per migliorare la qualità del flusso in arrivo dapprima sulle pance, e poi nella parte posteriore dell’hypercar. L’auto in vendita è impreziosita da cerchi in magnesio con finitura nero opaco e pinze freno con finitura nero lucido, entrambi optional speciali. All’interno, spicca la pelle Nappa color Grigio Magma con cuciture a contrasto Digitalgrün, in abbinamento alla verniciatura.

Tecnologia da F1

A bordo non manca la possibilità di azionare il sistema DRS (Drag Reduction System) con appendici attive che perfezionano i flussi d’aria. Il sistema di trazione integrale e il cambio sequenziale a sette rapporti contribuiscono a completare una dotazione che è figlia del know-how vincente del team della Stella a tre punte nella precedente era ibrida. Le alternative? Aston Martin Valkyrie, la Ferrari F80 e la McLaren W1.

La verniciatura verde a “Sonderlackierung” Reingrün, una tinta su campione da 27.500 euro, è un pugno nell’occhio. La versione tradizionale, ispirata alla classica livrea argentata delle monoposto, è più accattivante. Il colore scelto per questo esemplare avrebbe avuto più senso su una Lamborghini. De gustibus, con soli 185 chilometri percorsi e un recente tagliando ufficiale effettuato nel febbraio 2026, costato 37,610 euro, diventerà l’oggetto del contendere di numerosi collezionisti. La dotazione comprende anche accessori dedicati, tra cui una custodia con strumenti di regolazione, auricolari wireless Sennheiser AMG ONE in edizione speciale e una garanzia estesa fino al 2028.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 05:30:53 +0000
News n. 20
Citroën Ami Rip Curl: la compagna elettrica per avventure sportive

Chi ama il surf e ha visitato l’Australia conoscerà l’azienda Rip Curl, fondata nel marzo 1969 da Doug Warbrick e Brian Singer. Due ragazzi australiani appassionati di surf iniziarono a produrre le prime tavole in modo artigianale per poi trasformarsi in imprenditori. I costumi da bagno e le tute da surf, oltre a tutti i componenti per praticare la disciplina, hanno creato un brand stiloso che ha portato oggi alla creazione della Citroën Ami Rip Curl.

La Casa francese, da sempre attenta alla personalizzazione, ha svelato una nuova edizione limitata della sua piccola citycar. La Ami Rip Curl mira a giovani sportivi che desiderano un’auto a zero emissioni agile, ma con una forte identità. La vettura presenta un’estetica fuori dagli schemi, distinguendosi dalle tante EV presenti sul mercato.

Grafica audace

La nuova Ami in versione Rip Curl vanta una carrozzeria nera “Black Nightâ€, sulla quale spiccano raffigurazioni ispirate al mondo del surf, con motivi a onda che richiamano il logo del brand australiano. Ami Rip Curl unisce l’essenza del surf alla libertà di movimento, anche in ambito urbano in due distinte versioni: Sunrise, con accenti gialli, e Sunset, con dettagli viola.

La serie speciale segna il ritorno della partnership con Rip Curl, avviata con il concept Ami Buggy Rip Curl Vision presentato nell’ottobre 2025. La vettura vanta uno spoiler posteriore e i cerchi bianchi da 14 pollici, donando una immagine più giovanile. Le spiagge rilassanti delle località balneari e lo stile di vita legato al surf ispirano quel tocco di espressività che manca nelle grigie e trafficate città europee.

Novità nell’abitacolo

Rispetto alle versioni lanciate sul mercato, la Ami Rip Curl presenta un nuovo schermo digitale a colori da 5,7 pollici, posto dietro al volante. Un aggiornamento che consente una visibilità delle informazioni e una esperienza di guida comfotevole. Gli interni sono sempre improntati sulla semplicità e sullo stile minimal, concepiti per offrire la massima funzionalità. Non mancano vani portaoggetti, reti laterali e supporti per smartphone. Spiccano una serie di accessori coordinati cromaticamente con l’esterno.

Nella versione Sunrise sono accattivanti le tonalità gialle, mentre nella Sunset la scelta è ricaduta su grafiche meno appariscenti. Nonostante abbiano look diversi, le due auto uniscono l’essenza del surf alla libertà di movimento, anche in ambito urbano. LQ Ami Rip Curl sarà ordinabile in tutte le concessionarie Citroën, al prezzo di 9.290 euro, e sarà esposta in occasione del Rip Curl Nations Trophy, presentato a Surftown MUC in Germania, oltre che nel corso del tour europeo Rip Curl GromSearch, supportato dalla Casa francese del Gruppo Stellantis.

La collaborazione tra Citroën e Rip Curl punta a rafforzare il legame con una clientela che ama il tempo libero. La Ami Rip Curl diventa un simbolo di chi comunica un preciso stile di vita, contribuendo a ridefinire il concetto di mobilità urbana a un prezzo accessibile. Guidabile dai 14 anni con patente AM, la vettura presenta un’autonomia fino a 75 km, una velocità massima di 45 km/h e si ricarica in meno di 3 ore da una presa domestica. Il motore garantisce una guida fluida e silenziosa, rendendo la vita a bordo piacevole e senza stress.

Data articolo: Wed, 06 May 2026 05:30:41 +0000
News n. 21
Che moto guida Salvo Sottile, la muscle bike bramata dai collezionisti

A volte la scelta di un biker dice molto sulla sua personalità. Prendete la moto di Salvo Sottile, una Harley-Davidson Fat Bob 114: se la vedessimo sfilare in qualche evento troppo galante forse stonerebbe, in strada però è tutta un’altra storia. E sembra quasi un sacrilegio che una delle versioni più amate della famiglia Softail sia uscita dal catalogo, ma la mossa della Casa americana poco importa al conduttore di Farwest, stregato dalla concretezza di un esemplare da fini intenditori.

Un modello non canonico: quanto vale

Lo abbiamo già detto: la Fat Bob 114 sfugge ai canoni della classica Harley cromata da parata. Invece delle frange e delle nostalgie anni ’50, qui ci imbattiamo in una “muscle bike” urbana, corta, larga e dall’aria ostile, avente come tratto distintivo il gruppo ottico anteriore a LED, una feritoia orizzontale che sembra scrutare il sentiero con fare minaccioso.

Con pneumatici sovradimensionati (150 davanti e 180 dietro) montati su cerchi da 16 pollici, la Fat Bob si presenta come un fascio di nervi. Lo scarico 2-1-2 rivolto verso l’alto completa un’estetica polarizzante: o te ne innamori al primo sguardo, o la trovi eccessiva, nessuna via di mezzo.

Sotto il serbatoio da 13,2 litri – un elemento compatto coerente col design snello della moto – batte il bicilindrico Milwaukee-Eight 114 da 1.868 cc, un inno alla coppia motrice. Non entusiasma per la velocità pura o i regimi di rotazione esasperati, perché punta sui 160 Nm, pronti a scatenarsi già a 3.500 giri/min. In movimento, i 306 kg di massa sembrano volatilizzarsi a ogni apertura del gas e la “colonna sonora”, cupa e profonda in progressione, restituisce il carattere autentico delle cruiser di Milwaukee.

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Dal punto di vista ciclistico, la Fat Bob 114 è una delle Harley più “sincere” da guidare. La forcella a steli rovesciati da 43 mm e il doppio disco anteriore permettono ingressi in curva più decisi rispetto alle sorelle cruiser più turistiche. Certo, i 31 gradi di inclinazione massima ricordano che siamo su una custom, ma tra le curve si difende con un’inaspettata agilità, una volta prese le misure alla generosa sezione della gomma anteriore.

La dotazione risulta essenziale, molto “vecchia scuola”, anche se una concessione c’è: il cruise control elettronico (di serie sulle model year più recenti), utile se dovete macinare chilometri di asfalto prima di arrivare alle curve. Analogica nella filosofia, la moto di Salvo Sentile va incontro ai gusti di chi vuole sentire le vibrazioni del metallo anziché navigare tra infiniti sottomenu elettronici. Con l’uscita dalla gamma, una Fat Bob 114 in ottime condizioni raggiunge mediamente una quotazione tra i 17.000 e i 18.000 euro nel mercato dell’usato.

Farwest: luce sulle zona d’ombra italiane

La Fat Bob tiene compagnia a Salvo Sottile nel tempo libero, ma la quotidianità professionale si sposta su terreni decisamente più complessi e d’impatto sociale. La ricerca della verità, d’altronde, richiede la stessa solidità e lo stesso carattere riscontrabili nella guida. Su fondamenta solide nasce Farwest, il programma di approfondimento giornalistico in onda su Rai 3.

Inchieste coraggiose, storie di frontiera e analisi puntuali caratterizzano il racconto di Sottile, che attraverso una continua interazione tra reportage sul campo e testimonianze dirette in studio, cerca di fare luce sulle zone d’ombra del nostro Paese. L’appuntamento con la nuova puntata, nei fatti più scottanti dell’attualità, è fissato per martedì 5 maggio: un nuovo viaggio nelle terre di confine della nostra società.

Data articolo: Tue, 05 May 2026 20:33:37 +0000
News n. 22
Uno Bianca, l’utilitaria che gettò nel terrore un Paese intero

Roberto Savi rompe il silenzio. Intervistato da Francesca Fagnani a Belve, per la prima volta in una trasmissione televisiva, il suo nome rievoca una ferita civile ancora aperta, legata alla nota Banda della Uno Bianca, una vettura onnipresente e rassicurante, che proprio grazie alla sua diffusione divenne il nascondiglio di spietati killer.

L’auto più amata dagli italiani diventa la più temuta

Spaziosa, economica e avanzata sotto il profilo tecnologico grazie ai motori Fire e all’assemblaggio robotizzato. Tutte queste credenziali valsero il successo commerciale della compatta torinese, ma tra il 1987 e il 1994 quella stessa sagoma rassicurante iniziò a scatenare il panico.

La Banda della Uno Bianca – composta paradossalmente, come ben sappiamo, da poliziotti – rese l’utilitaria uno strumento di terrore. Avvistarne una di colore bianco in Emilia-Romagna o nelle Marche accostare lentamente poteva rivelarsi l’ultimo fotogramma prima dell’esecuzione. Con 23 morti e oltre 100 feriti, il veicolo smise di essere un successo industriale come tanti, assumendo un’accezione sinistra, il volto di un’atroce stagione di violenza che ha riscritto la cronaca nera in Italia.

Perché i fratelli Savi la scelsero

La scelta dei fratelli Savi rispondeva a un freddo calcolo di mimetismo sociale. Nel 1990, infatti, la Uno imperversava ovunque: era l’auto più venduta, la più rubata e la più anonima possibile, perciò cercarne una specifica in una grande città come Bologna era una missione già persa in partenza.

L’anonimato garantiva ai criminali un’invisibilità tattica senza precedenti. Potevano colpire e mimetizzarsi nel traffico tra le tantissime utilitarie sulle strade, impossibile da distinguere. E quella “normalità” appare ancora più inquietante alla luce delle recenti dichiarazioni di Roberto Savi a Belve di Francesca Fagnani: l’ex poliziotto ha parlato di “coperture della rete investigativa” che avrebbero garantito l’impunità della banda. Protetta dalla sua stessa banalità e da presunti apparati deviati, dunque, la Uno Bianca aveva campo libero.

La variante Turbo

Da un lato la versione base favoriva le scorribande, dall’altro la gamma prevedeva varianti più prestazionali, emozionanti da testare alla guida e veloci nelle fughe. La Fiat Uno Turbo i.e., lanciata nel 1985, alimentava i sogni dei giovani conducenti per il suo rapporto tra peso (appena 845 kg) e potenza (105 CV, poi saliti a 116 CV nella seconda serie), riscosse il consenso generale.

Capace di sfiorare i 200 km/h, la Turbo offriva prestazioni da sportiva purosangue in un corpo vettura compatto. Se Michele Alboreto ne lodava la sincerità di risposta in pista, la malavita fece tesoro delle sue doti meccaniche nelle rocambolesche fughe in autostrada.

Il tempo, a quanto pare, non basta a lavare via il doloroso ricordo. Ed è quasi assurdo constatare come un’auto comoda da utilizzare nelle gite fuori porta sia finita nel tritacarne di intrighi di potere e zone d’ombra rimaste oggetto di dibattito, custodendo tra le sue lamiere segreti inconfessabili. Mentre oggi i collezionisti si contendono la Uno a suon di offerte alle aste, le confessioni rilasciate da Roberto Savi rinfocolano i dubbi su una vicenda che supera la finzione di qualunque libro dell’orrore.

Data articolo: Tue, 05 May 2026 18:50:30 +0000
News n. 23
Immatricolazioni in crescita ad aprile 2026, elettriche e ibride plug-in protagoniste

Continua il buon momento del mercato delle quattro ruote in Italia. Il mese di aprile 2026, infatti, si è chiuso con immatricolazioni in netta crescita rispetto ai dati dello scorso anno, soprattutto grazie al contributo delle auto elettriche e delle ibride plug-in. Andiamo a riepilogare tutti i dati relativi all’andamento del mercato italiano sulla base dei numeri forniti da Unrae.

Un aprile positivo

Le immatricolazioni di nuove autovetture in Italia nel corso del mese di aprile 2026 sono cresciute dell’11,7%, per un totale di 156 mila unità (con un incremento di circa 16 mila unità rispetto ad aprile 2025). La crescita è ancora più significativa se si analizza l’andamento delle vendite tra privati: in questo caso, infatti, il totale è di 78 mila unità con un incremento percentuale pari al 19,3%.

I dati relativi al mese di aprile rafforzano il buon momento del mercato delle quattro ruote del nostro Paese. Nel parziale annuo (gennaio – aprile), le vendite sono state pari a 645 mila unità con un incremento del 9,9% su base annua. Per quanto riguarda le vendite ai privati, invece, il totale è di 338 mila unità, con un incremento del 10,2%.

Elettriche e ibride plug-in spingono il mercato

Un contributo decisivo alla crescita del mercato italiano arriva dalle auto elettriche e dalle auto ibride plug-in. Queste due categorie, infatti, hanno fatto registrare una crescita significativa.

Nel corso del mese di aprile 2026, infatti, i dati di vendita sono i seguenti:

  • elettriche: 13 mila unità immatricolate con un incremento del 98,6% e un market share dell’8,5%
  • ibride plug-in: 14 mila unità immatricolate con un incremento del 75,3% e un market share del 9,1%

Per quanto riguarda il parziale annuo, invece, si registrano i seguenti numeri:

  • elettriche: 51 mila unità immatricolate con un incremento del 72,8% e un market share dell’8%
  • ibride plug-in: 57 mila unità immatricolate con un incremento del 109,4% e un market share dell’8,9%

Questi risultati non sono una sorpresa: già il primo trimestre del 2026 aveva confermato l’ottimo stato di salute di elettriche e ibride plug-in, con numeri in netta crescita rispetto allo scorso anno.

Stellantis batte il mercato

Nel corso del mese di aprile 2026, il Gruppo Stellantis si conferma leader del mercato con oltre 48 mila unità vendute e una crescita del 13,65%. Nel parziale annuo, invece, le vendite sono state 206 mila unità con un incremento del 15,12%. In entrambi i casi, l’azienda è riuscita a battere il mercato, ottenendo una crescita percentuale superiore alla media. Il merito è soprattutto di Fiat che registra un +31% ad aprile e un +30% nel parziale annuo. Ricordiamo che Stellantis sta dominando il mercato dei veicoli commerciali con numeri in crescita in Italia.

La Panda è la più venduta

Nulla di nuovo per quanto riguarda le auto più vendute, con la Panda che continua a dominare la classifica, confermandosi come la preferita dagli italiani. Ecco la Top 10 di aprile 2026:

  1. Fiat Panda – 8.571
  2. Jeep Avenger – 4.350
  3. Leapmotor T03 – 4.090
  4. Dacia Sandero – 4.064
  5. MG ZS – 3.742
  6. Fiat Grande Panda – 3.704
  7. Peugeot 208 – 3.558
  8. Citroën C3 – 3.505
  9. Toyota Aygo X – 3.372
  10. Volkswagen T-Roc – 3.074

Questa, invece, è la Top 10 del parziale annuo:

  1. Fiat Panda – 45.601
  2. Jeep Avenger – 20.757
  3. Fiat Grande Panda – 16.894
  4. Leapmotor T03 – 14.839
  5. Citroën C3 – 14.306
  6. Dacia Sandero – 13.418
  7. Toyota Aygo X – 13.061
  8. Toyota Yaris Cross – 12.292
  9. Renault Clio – 12.163
  10. MG ZS – 11.767
Data articolo: Tue, 05 May 2026 13:15:04 +0000
News n. 24
Costruisce e mette in vendita una Ferrari “fakeâ€, mezzo sequestrato dalla Finanza

In Italia stanno cominciando ad accadere episodi che ci lasciano davvero perplessi e fanno emergere interrogativi importanti. La lotta alla contraffazione oggi ci porta in Calabria, dove i finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro, hanno scovato l’ennesimo “furbetto”. Insieme al personale specializzato inviato direttamente da Ferrari, gli agenti hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dal Tribunale, con il quale è stato disposto lo smontaggio e la distruzione di alcuni elementi falsificati montati su una sportiva simile a un’iconica vettura del Cavallino.

Dando uno sguardo al video in basso, pubblicato sulla pagina Instagram Noidicalabrianotizie, vi risulterà assurdo che la Rossa, chiaramente contraffatta, sia stata proposta in un annuncio come una vera Ferrari, ma bisogna considerare che non tutti hanno una conoscenza approfondita delle Case costruttrici e dei loro veicoli.

Dalla base di una vecchia Toyota è stata elaborata una carrozzeria che avrebbe dovuto ingannare un ingenuo cliente. L’obiettivo era vendere un’auto datata della Casa giapponese come una costosa Ferrari F355 GTS.

La replica della Ferrari F355 GTS

Al di là del fattore estetico, l’auto modenese ai tempi era considerata un portento a livello prestazionale. La biposto presentava motore centrale posteriore a 8 cilindri e venne realizzata dalla Ferrari dal 1994 al 1999. La F355 venne commercializzata in tre varianti di carrozzeria: coupé (F355 Berlinetta), targa (F355 GTS) e cabrio (F355 Spider). L’erede della 348 ricevette questo nome per la cilindrata totale di 3,5 litri e le 5 valvole per cilindro. La firma dello Studio Pininfarina e il motore Ferrari Dino, posizionato nella parte centrale dell’auto, non avrebbero mai potuto ingannare un esperto di supercar italiane.

Il cuore pulsante della F355 era un 8 cilindri a V di 90° di 3,5 litri di cilindrata con distribuzione a 5 valvole per cilindro, capace di sprigionare una potenza massima di 380 CV a 8250 giri/min, superiore rispetto ai 300 CV della 348. La F355 nacque da un lungo e meticoloso studio aerodinamico, puntando su innovazioni che nascevano dall’esperienza in pista della Scuderia emiliana. Nel 1997 i tecnici sostituirono il tradizionale cambio manuale a 6 rapporti + RM con uno elettroattuato “tipo F1”. La frizione era di tipo semiautomatico come le monoposto della massima categoria del Motorsport. Una rivoluzione che oggi è arrivata su tutte le vetture della gamma Ferrari.

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Modifiche radicali

Per apparire una F355 GTS, dotata di un tettuccio apribile rigido classico delle vetture targa, la Toyota era stata radicalmente modificata nella carrozzeria e negli accessori, sia esterni che interni. Stemmi, elementi di design e parti meccaniche originali della Toyota, come cerchi, volante, battitacco, passaruota, cofano anteriore e posteriore, erano stati sostituiti con prodotti apparentemente identici a quelli della Ferrari.

L’auto giapponese, dopo i lunghi lavori di trasformazione, era stata messa in vendita – pubblicizzandola anche sul web – come Ferrari, senza indicazione del prezzo. Il proprietario è stato prima denunciato alla Procura della Repubblica di Catanzaro per contraffazione e, successivamente, rinviato a giudizio. Una brutta storia che avrebbe potuto trasformarsi in truffa per un malcapitato con il sogno nel cassetto di una Rossa del Cavallino. Per fortuna i finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro sono intervenuti in tempo, scongiurando il peggio. All’esito degli accertamenti l’autorità giudiziaria ha infine disposto la distruzione dei componenti oggetto di contraffazione.

Data articolo: Tue, 05 May 2026 12:52:51 +0000
News n. 25
Moto radiata per esportazione, si può ancora usare? Regole e rischi

Per moto radiata per esportazione si intende che il motoveicolo è stato cancellato dal Pubblico registro automobilistico e dall’Archivio nazionale dei veicoli perché destinato a lasciare l’Italia per essere immatricolato in un altro Paese. Da quel momento, la moto non è più un veicolo attivo nel sistema italiano e non può circolare sulle strade nazionali con le vecchie targhe italiane.

La base normativa è l’articolo 103 del Codice della Strada che disciplina la cessazione della circolazione dei veicoli a motore e dei rimorchi. La norma prevede che per esportare all’estero autoveicoli, motoveicoli o rimorchi, l’intestatario o l’avente titolo debba richiedere la cancellazione dall’Archivio nazionale dei veicoli e dal Pra con successiva restituzione di targhe e documenti di circolazione. Il Codice della Strada stabilisce quindi che la cancellazione è subordinata alla regolarità della revisione o all’accertamento dell’idoneità alla circolazione.

La radiazione va fatta prima dell’esportazione

In seguito alla modifica dell’articolo 103 del Codice della Strada, la radiazione per esportazione deve essere richiesta prima del trasferimento del veicolo all’estero. Dal primo aprile 2021 non è quindi più possibile richiedere la radiazione per esportazione tramite gli uffici consolari italiani all’estero. Chi ha trasferito la moto fuori dall’Italia deve rivolgersi agli uffici competenti in Italia secondo le procedure previste e non può più contare sul canale consolare come accadeva in passato.

La richiesta può essere presentata dall’intestatario della moto oppure da un avente titolo, per esempio un erede o un proprietario che non risulti ancora intestatario al Pra ma possa dimostrare il proprio diritto sul veicolo.

Quando la richiesta arriva da un soggetto diverso dall’intestatario serve un titolo idoneo: atto di vendita, accettazione di eredità, verbale d’asta, provvedimento della pubblica amministrazione o altro documento valido secondo le forme previste dalla legge. Se la moto viene venduta a un acquirente estero, bisogna chiarire chi si occupa della radiazione, quando avviene il passaggio di proprietà, quali documenti saranno consegnati e in quale momento il veicolo può lasciare l’Italia.

Quali documenti servono

Per radiare una moto per esportazione servono il numero di targa, l’istanza unificata, un documento di identità valido, la carta di circolazione e il certificato di proprietà oppure il Documento Unico. Il veicolo deve poi essere in regola con la revisione periodica. Se targhe o documenti non sono disponibili perché smarriti o rubati, bisogna produrre la relativa denuncia.

Le targhe devono essere restituite. È uno degli effetti della radiazione: la moto non mantiene la sua identità italiana per essere usata all’estero. Una volta completata la pratica, viene rilasciato un Documento Unico non valido per la circolazione che attesta l’avvenuta radiazione per esportazione. Questo documento serve poi nella fase dell’immatricolazione nel Paese di destinazione.

Una moto radiata per esportazione non può circolare in Italia come se fosse ancora immatricolata. Le targhe italiane sono state restituite o devono esserlo, il veicolo non risulta più iscritto al Pra e all’Archivio nazionale dei veicoli e il Documento Unico rilasciato dopo la radiazione non abilita alla circolazione. Se il proprietario o l’avente titolo deve raggiungere su strada il Paese estero di destinazione, può chiedere il rilascio del foglio di via e delle targhe provvisorie agli uffici provinciali della Motorizzazione civile o a uno studio di consulenza automobilistica. Lo stesso articolo 103 del Codice della Strada stabilisce che per raggiungere i transiti di confine il veicolo cancellato può circolare soltanto se munito di foglio di via e targa provvisoria.

Costi della radiazione per esportazione

I costi amministrativi della radiazione sono contenuti se la pratica viene svolta negli uffici competenti. Le voci sono 13,50 euro di emolumenti Aci, 32 euro di imposta di bollo e 10,20 euro di diritti Motorizzazione civile, a cui possono aggiungersi costi di riscossione o compensi dell’agenzia se ci si affida a uno studio di pratiche auto. Chi fa tutto autonomamente sostiene gli importi fissi. Chi si rivolge a un’agenzia paga anche il servizio di intermediazione che può essere comodo quando la vendita è urgente, quando la documentazione è complessa o quando il proprietario non vuole occuparsi della procedura.

Il costo più insidioso è quello che può emergere se la moto non è in regola con revisione, documenti, vincoli, fermo amministrativo o pendenze. In quel caso la pratica può bloccarsi e il proprietario deve prima risolvere il problema alla radice. Uno degli effetti più importanti della radiazione riguarda la tassa automobilistica, il bollo moto.

L’obbligo di pagamento termina a partire dal periodo tributario successivo alla data dell’annotazione della radiazione. Non bisogna interpretarla come cancellazione retroattiva automatica di ogni debito precedente. Se il bollo era dovuto prima della radiazione, l’obbligo resta. La radiazione impedisce il maturare dei periodi successivi, ma non cancella eventuali arretrati, sanzioni o accertamenti collegati alla proprietà precedente.

Quando non è possibile la radiazione

La radiazione per esportazione non è sempre consentita. Se sulla moto è iscritto un fermo amministrativo, bisogna prima cancellarlo pagando le somme dovute al concessionario della riscossione. Solo dopo si può chiedere la cessazione della circolazione per esportazione. La situazione è analoga in presenza di pignoramenti, sequestri o ipoteche. Se sul veicolo risulta un pignoramento o un sequestro deve essere allegato un atto che dimostri l’assenso alla radiazione da parte del creditore o dell’autorità competente. Per l’esportazione di veicoli con ipoteche iscritte e non ancora scadute, serve l’assenso del creditore in forma di scrittura privata autenticata dal notaio.

Vale la pena ricordare che la cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia in regola con gli obblighi di revisione o sia stato sottoposto, nell’anno in cui ricorre l’obbligo, a visita e prova per l’accertamento dell’idoneità alla circolazione. U moto che deve uscire dal territorio nazionale, magari circolando fino al confine con foglio di via e targa provvisoria, deve comunque avere una condizione tecnica verificabile. Questo elemento distingue nettamente la radiazione per esportazione dalla demolizione. Se una moto è destinata a essere distrutta, il percorso è diverso e coinvolge centri autorizzati. Se è destinata a circolare all’estero, l’ordinamento pretende che non si tratti di un mezzo privo dei requisiti minimi.

Differenza tra radiazione per esportazione e demolizione

La radiazione per esportazione e la radiazione per demolizione hanno un effetto comune: la moto esce dal sistema della circolazione italiana. Nel primo caso il veicolo è destinato a essere trasferito e immatricolato all’estero. Nel secondo caso viene avviato alla distruzione tramite un demolitore autorizzato. Una moto radiata per demolizione non può essere reimmessa sul mercato come veicolo da esportare. Una moto radiata per esportazione resta un bene destinato a continuare la propria vita amministrativa in un altro Paese.

Dopo la radiazione, la moto deve essere immatricolata nel Paese di destinazione secondo le norme locali. In genere servono il documento che attesta la cancellazione italiana, la documentazione tecnica del veicolo, eventuali certificati di conformità, controlli tecnici, verifiche sulle emissioni, pagamento di tasse locali e rilascio delle nuove targhe.

Data articolo: Tue, 05 May 2026 12:00:36 +0000


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