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Lasciamo perdere gli abiti da sera e i riflettori degli studi televisivi: in auto Adriana Volpe tira fuori gli artigli. Quando le circostanze lo pretendono la conduttrice e showgirl mostra un lato insospettabile, almeno prima dell’ingresso al Grande Fratello Vip, dove ha dato prova di una grande combattività . Se pensate che abbia una tranquilla berlina da città rimarrete delusi, perché nel garage scalpita una piccolo “peperina”.
L’auto di Adriana Volpe, da lei svelata al canale YouTube V.I.P., fa della reattività la sua arma migliore. Basata sulla popolarissima Cinquina, l’Abarth 500 “inietta” alla silhouette arrotondata una dose di muscoli, sia fuori che sotto il cofano. A seconda della versione (dalla base alla Competizione), il leggendario motore turbo a benzina 1.4 T-Jet eroga potenze tra i 135 e i 180 CV, accontentando vari gusti ed esigenze. Complice la leggerezza del corpo vettura, il propulsore regala prestazioni da brivido: lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in un tempo compreso tra i 6,7 e i 7,9 secondi, mentre la velocità massima rasenta i 225 km/h. Dopo un appuntamento o un impegno di lavoro la “scorpioncina” dà la giusta sferzata di energia.
Appena metti piede a bordo inizia il divertimento. Il comportamento su strada dell’Abarth 500 ricorda le movenze di un kart, dettato da un passo corto e da un assetto sportivo molto rigido. Inoltre, lo sterzo diretto, a tratti nervoso, fa arrivare le imperfezioni dell’asfalto direttamente al conducente, che può testare la precisione di guida millimetrica nelle curve.
Prima ancora che l’auto appaia all’orizzonte, il sound metallico profondo annuncia l’arrivo di Adriana, arricchito dai tipici scoppiettii in rilascio, così da rendersi immediatamente riconoscibili nel traffico urbano. E il pacchetto estetico aggiunge ulteriore pepe: tra badge dedicati, prese d’aria maggiorate e un assetto ribassato dall’indole racing, la vettura sembra a momenti una lontana parente della 500 classica, sebbene rimanga facilmente utilizzabile nel quotidiano. Il valore di un’Abarth 500/595 oscilla a grandi linee tra i 20.000 e 30.000 euro, variabile in base a versione e modifiche.
In auto Adriana Volpe va a nozze con la velocità e il carattere dello Scorpione e dentro la Casa più spiata d’Italia mostra una tempra altrettanto d’acciaio. In prima serata su Canale 5, la gieffina dovrà guadagnarsi la permanenza nel reality condotto da Ilary Blasi, dopo essere stata mandata al televoto contro Alessandra Mussolini, Licia Ilardo e Blue (Barbara Prezia).
Le incomprensioni con alcuni coinquilini l’hanno portata alle lacrime nelle precedenti puntate, ma filtra un cauto ottimismo circa la sua permanenza. Nelle ultime ore i telespettatori hanno assistito a una sorprendente alleanza tattica con Antonella Elia e la Mussolini volta a smascherare le ambiguità degli altri concorrenti, in particolare di Marco Berry. Le manipolazioni del gruppo hanno stancato Adriana, non più intenzionata a essere trattata come pedina nelle dinamiche altrui, ma il potere resta nelle mani del pubblico. Che riesca a “ingranare la quinta” e arrivare alla finale del 5 maggio o che debba abbandonare il gioco stasera, la Volpe ha confermato di avere lo stesso spirito della sua Abarth: piccola, elegante, eppure capace di far sentire il suo ruggito.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 19:15:58 +0000
Oggi 14 aprile 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta alcune criticità importanti, specialmente sulla tratta A1 Milano-Napoli dove si segnalano incidenti che hanno causato sia code di diversi chilometri sia tratti chiusi al traffico. Altre tratte come l’A14 Bologna-Taranto e l’A23 Palmanova-Tarvisio sono interessate da lavori che comportano deviazioni e chiusure temporanee. Nelle regioni del Nord inoltre la pioggia rallenta la circolazione su vari tratti autostradali.
21:06 – Firenze Scandicci e Calenzano
Coda di 2 km per tratto chiuso
Direzione Milano
Coda di 2 km tra Firenze Scandicci e Calenzano per Tratto Chiuso. Entrata consigliata verso Bologna: Barberino di Mugello su A1 Interna. Uscita consigliata provenendo da Roma: Calenzano.
20:19 – Calenzano e Barberino di Mugello
Tratto Chiuso per incidente
Direzione Milano
Tratto Chiuso tra Calenzano e Barberino di Mugello per incidente Entrata consigliata verso Bologna: Barberino di Mugello su A1 Interna. Uscita consigliata provenendo da Firenze: Calenzano.
20:05 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Coda di 4 km per incidente
Direzione Milano
Coda di 4 km tra Calenzano e Bivio A1-Variante per incidente.
19:50 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Traffico bloccato per incidente
Direzione Milano
Traffico Bloccato tra Calenzano e Bivio A1-Variante per incidente.
21:01 – Legnano in entrambe le direzioni
Entrata chiusa per lavori
Direzione in entrambe le direzioni
Legnano in entrata è chiuso al traffico fino alle 05:00 del 15 aprile 2026 in entrambe le direzioni per lavori. Entrata consigliata verso Milano: Castellanza. Entrata consigliata verso Varese: Castellanza.
20:48 – Altedo e Occhiobello
Pioggia in zona
Direzione in entrambe le direzioni
Pioggia tra Altedo e Occhiobello per una lunghezza di 28.6 km.
19:58 – Ferrara sud e Bivio Ss16 Adriatica
Pioggia in zona
Direzione in entrambe le direzioni
Pioggia tra Ferrara sud e Bivio Ss16 Adriatica per una lunghezza di 6.3 km.
21:03 – Imola
Deviazione in uscita per lavori
Direzione Taranto
Deviazione in uscita a Imola fino alle 05:00 del 15 aprile 2026 provenendo da Bologna per lavori.
20:48 – Valle Del Rubicone e Rimini Nord
Pioggia in zona
Direzione in entrambe le direzioni
Pioggia tra Valle Del Rubicone e Rimini Nord per una lunghezza di 7.231 km.
19:27 – Grottammare e Pedaso
Traffico rallentato per lavori
Direzione Ancona
Traffico rallentato tra Grottammare e Pedaso per lavori.
21:02 – Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Allacciamento chiuso
Direzione Modena
Chiuso al traffico Bivio A22/A1 Milano-Napoli provenendo da Brennero verso Milano.
21:01 – Carnia e Pontebba
Tratto chiuso per lavori
Direzione Confine Di Stato
Tratto Chiuso tra Carnia e Pontebba fino alle 06:00 del 15 aprile 2026 per lavori. Entrata consigliata verso Tarvisio: Pontebba. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Torino-Trieste: Carnia.
20:23 – Carnia e Confine di Stato
Pioggia in zona
Direzione in entrambe le direzioni
Pioggia tra Carnia e Confine di Stato per una lunghezza di 60.3 km.
20:55 – Mercato San Severino
Uscita chiusa per lavori
Direzione Caserta
L’uscita di Mercato San Severino è chiusa al traffico fino alle 06:00 del 15 aprile 2026 provenendo da Salerno per lavori. Uscita consigliata provenendo da Salerno: Fisciano su Raccordo Salerno-Avellino.
20:04 – Mercato San Severino
Entrata chiusa per lavori
Direzione Caserta
Mercato San Severino in entrata è chiuso al traffico fino alle 06:00 del 15 aprile 2026 verso Caserta per lavori. Entrata consigliata verso Caserta: Castel San Giorgio.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 19:08:00 +0000Porsche fa sognare gli appassionati con un motore boxer a sei cilindri e un sound che ci riconcilia con l’automotive. Il modello cabrio è incentrato sul piacere di guida old school e strizza l’occhio ai clienti che hanno apprezzato in edizione limitata la 911 Speedster e la 911 S/T. Una cabrio leggera con motore aspirato a regimi elevati e cambio manuale a sei marce per chi ama il pedale della frizione e pomello nella mano destra.
La vettura teutonica è in grado di sprigionare 510 CV e 450 Nm di coppia. Gli estrattori d’aria e le portiere della 911 S/T, associate al telaio nero del parabrezza, attribuiscono alla nuova 911 GT3 S/C un design che non tradisce il DNA Porsche. La 911 GT3 S/C è disponibile in opzione con un pacchetto Street Style che permette di personalizzare ulteriormente lo stile in base alle esigenze.
La nuova cabrio unisce l’agilità tipica delle vetture GT con i componenti leggeri ereditati dalla 911 S/T. Il cofano anteriore, i parafanghi e le portiere sono creati in CFRP. Dalla 911 S/T coupé prende in prestito anche le barre antirollio e le aste di accoppiamento in CFRP. Anche l’impianto frenante e le ruote seguono la stessa logica light della S/T: pinze in carboceramica PCCB, più leggere di oltre 20 kg rispetto a quello in ghisa, presenti sulla 911 GT3 S/C.
I cerchi con serraggio centrale da 20 pollici sull’asse anteriore e da 21 pollici su quello posteriore, montati già sulla 911 S/T, sono prodotti in magnesio ultraleggero e consentono un risparmio di peso di 9 chilogrammi. Le testate dei cilindri del motore sono state ottimizzate rispetto alla 911 GT3 della generazione precedente, mentre gli alberi a camme più sportivi della 911 GT3 RS garantiscono un’erogazione impressionante.
Il motore boxer a sei cilindri sprigiona una potenza di 510 cavalli (375 kW). Il cambio manuale GT a 6 marce vanta un rapporto corto e sportivo, corrispondente a quello della 911 S/T e della 911 GT3. La nuova 911 GT3 S/C scatta da ferma a 100 km/h in 3,9 secondi e raggiunge una top speed di 313 km/h. Il motore naturalmente aspirato da 4,0 litri della nuova 911 GT3 S/C è stato progettato nel rispetto delle norme vigenti sulle emissioni e presenta due filtri antiparticolato e quattro catalizzatori. Sono montati di serie pneumatici anteriori 255/35 ZR 20 e posteriori 315/30 ZR 21.
L’abitacolo vanta tappetini e pannelli delle portiere leggeri, ripresi dalla 911 S/T, con maniglie in CFRP. La nuova biposto accoglie i passeggeri su sedili sportivi Plus a quattro vie sono di serie. In opzione, per la 911 GT3 S/C sono disponibili sedili avvolgenti leggeri con schienale ripiegabile e guscio in CFRP. La seduta è dotata di airbag toracico integrato, regolazione elettrica dell’altezza e regolazione manuale della posizione longitudinale.

Il sedile può essere dotato anche di un sistema di riscaldamento a tre intensità . Gli interni sono rivestiti di serie in pelle nera, compresi le alette parasole e i rivestimenti dei montanti anteriori. Grazie all’impiego rivoluzionario di rinforzi piatti in magnesio ha reso possibile ottenere una curvatura del tetto come una coupé. L’assetto del telaio della nuova 911 GT3 S/C è identico a quello della 911 GT3 con pacchetto Touring. Frank Moser, Vice President della linea di modelli 911 e 718, ha dichiarato:
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 14:57:08 +0000“L’esaltante powertrain della 911 GT3 dà il meglio di sé quando si guida a tetto aperto, soprattutto sulle tortuose strade di campagna. Questo perché siamo riusciti a contenere il peso della 911 GT3 S/C a soli 1.497 chilogrammi, nonostante la capote completamente automatica. Sono solo circa 30 kg in più rispetto alla 911 Speedster della generazione 991â€.
Ogni grande finale sancisce inevitabilmente il via un nuovo viaggio, magari a bordo della propria auto preferita, proprio come accade a Matilda De Angelis in questi giorni di grandi cambiamenti. Mentre l’attrice si prepara a salutare i panni ottocenteschi di Lidia Poët, la sua quotidianità riparte al volante.
Il successo non ha fatto perdere contatto con la realtà . Come raccontato da Matilda in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, possiede una Smart, il top in città : grazie alle dimensioni ultra-compatte la parcheggi in un attimo e il raggio di sterzata rende agili anche i vicoli più stretti.
Qui bisogna, però, fare attenzione: alla prospettiva di viaggi a zero emissioni irrompe la Mercedes EQA. La gamma del SUV compatto premium accoglie i curiosi nella famiglia EQ della Stella mettendo sul piatto diverse opzioni, dalla EQA 250+, regina di efficienza con trazione anteriore e 190 CV (fino a 530 km di autonomia WLTP), alle potenti versioni 300 e 350 4Matic con trazione integrale. Il legame con Matilda De Angelis qui si fa digitale: l’attrice è infatti la voce della serie audio “A day in your futureâ€. Attraverso l’intelligenza artificiale, gli utenti possono vivere uno storytelling personalizzato, espressione dei valori di sostenibilità e tecnologia del brand.
Sebbene la massa superi le due tonnellate — un tratto comune a molte EV dato il pacco batterie — la EQA si conferma una delle opzioni più equilibrate sul mercato: il merito va al sistema MBUX con realtà aumentata e a una ricarica rapida in corrente continua che garantisce il ripristino dell’80% dell’energia in circa mezz’ora
Alzando l’asticella, il rapporto tra Matilda De Angelis e le auto si fa ancora più stretto, infatti l’attrice è il volto scelto per il lancio della Maserati Grecale Folgore. In questo caso la componente emozionale vince su tutto il resto: gli oltre 550 CV e la spinta istantanea da 820 Nm valgono alla quattro ruote modenese uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 4,1 secondi.
Se fuori l’eleganza è quella muscolosa tipica del Tridente, dentro si scopre un lusso nuovo, fatto di materiali nati dal riciclo del nylon in grado di tenere testa ai rivestimenti classici. Anche se il prezzo da circa 125.000 euro e le imponenti dimensioni (giustificati dalla batteria da 105 kW) restringono il bacino di acquirenti, la rivoluzione green corre veloce. Un po’ come la carriera di Matilda, la Grecale Folgore volge lo sguardo all’orizzonte, sfoggiando una classe che non teme il giudizio del passato.
A fine Ottocento non poteva ancora salire in auto, ma Matilda De Angelis travolge ugualmente il pubblico di Netflix con La legge di Lidia Poët 3. Nella stagione finale Lidia dovrà districarsi tra la difesa del titolo di avvocata e quella della sua amica Grazia Fontana, accusata di omicidio. Sarà un finale intenso, dove la protagonista avrà anche delle questioni di cuore da risolvere, divisa tra l’amore per Jacopo Barberis (Eduardo Scarpetta) e il legame con il procuratore Fourneau (Gianmarco Saurino). I sei episodi conclusivi saranno disponibili dalle 9:00 di mercoledì 15 aprile: un appuntamento imperdibile per chiudere il cerchio sulla prima avvocata d’Italia.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 14:26:19 +0000Marc Marquez ha espresso un concetto semplice: il prossimo anno, a prescindere dalle difficoltà attuali, vuole correre sulla Rossa. Le garanzie che riceverà saranno sia di natura economica che di una eventuale via d’uscita a fine 2027.
Per questo motivo il marchio emiliano ha accettato di concordare un rinnovo, in base alle ultime indiscrezioni che arrivano dalla Spagna, di un anno più un secondo che scatterebbe nel caso in cui il pilota volesse proseguire in MotoGP in sella alla moto emiliana.
Le condizioni fisiche che in questo inizio di campionato non sono sembrate essere ottimali, rappresenteranno l’ago della bilancia per il futuro. Nei primi tre Gran Premi del 2026 l’Aprilia, con uno straordinario Marco Bezzecchi, ha dimostrato di essere nettamente superiore. Da Jerez in avanti la ruota potrebbe girare e la Rossa tornare al vertice, tuttavia Marc non sembra poter avere la forza necessaria nel braccio destro per vincere a ripetizione SR e GP come nel 2025. L’infortunio di Mandalika dello scorso ottobre potrebbe aver compromesso la mobilità dell’arto e non c’è tempo una per una nuova operazione.
L’aria che si respira nel box emiliano non è esaltante. L’obiettivo era chiudere in bellezza l’attuale ciclo tecnico per proiettarsi con ottimismo alla nuova era della classe regina con le moto 850cc. Di base Austin ha certificato i problemi del campione spagnolo e ha mostrato un Bagnaia ancor più lontano dalle dinamiche della squadra. Il torinese sta solo aspettando il momento giusto per annunciare il passaggio in Aprilia, al fianco di Bezzecchi, mentre Dall’Igna e company avrebbero individuato in Acosta il pilota giusto per garantire un futuro roseo al team.
L’enfant prodige della KTM è sicuramente un prospetto di qualità , ma sembra anche l’ultima carta tra le mani di Ducati che, nel 2024, ha rinunciato a Martin, Bezzecchi e Bastianini per garantire a Marc Marquez la sella della Rossa. Il 9 volte iridato aveva annunciato, lo scorso mese di febbraio, che se la spalla fosse migliorata avrebbe firmato un biennale, ma oggi le sue condizioni sembrano addirittura peggiorate.
Il noto giornalista Ricard Jovè, ai microfoni di Mundo Deportivo, ha dichiarato:
“Credo che il contratto 1+1 che sta chiedendo alla Ducati è dovuto sia alle sue condizioni fisiche, sia alla volontà di lasciarsi una porta aperta nel caso che la moto non dovesse garantire delle prestazioni non alla sua altezza. Il suo ritiro si avvicina sempre più e ogni anno che passa gli toglie la possibilità di vincere un altro titoloâ€.
Nella prossima annata potrebbero tornare competitive Honda e Yamaha. Marc Marquez potrebbe essere tentato dall’idea di concludere la sua cavalcata in MotoGP nel segno del marchio dell’Ala dorata che lo ha reso una leggenda. Il reporter spagnolo ha aggiunto:
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 13:10:07 +0000“Quell’1+1 di cui tutti parlano ha molto senso se hai dubbi sulle tue condizioni fisiche e nessuno può garantirti che la Ducati sarà la miglior moto nel 2027. Se arrivi al prossimo anno e le cose non vanno per il verso giusto perché il tuo corpo non collabora o non lo fa la tua moto, hai il potere di decidere il tuo futuro. Se alla fine otterrà quell’1+1 che gli permette di andarsene liberamente, sarà una mossa intelligenteâ€.
Purtroppo capita di vedersi recapitare a casa una multa per semaforo rosso e non riuscire a ricordare il momento esatto in cui si è compiuta tale trasgressione, così grave e pericolosa. Forse un motivo c’è, anche se chiaramente non per tutti, e sta dietro la presenza dei T-Red agli incroci.
I Velocar e i T-Red sono dispositivi che vengono installati ai semafori per controllare: i primi, la velocità media dei conducenti, i secondi che le auto (e altri mezzi) non superino la striscia bianca di arresto segnata sulla carreggiata quando il semaforo è rosso. Anche chi avanza di pochissimo infatti viene beccato dal segnalatore e la conseguenza è una multa salata recapitata direttamente a casa.
In presenza di qualsiasi incrocio, stop o semaforo vediamo chiaramente la riga bianca trasversale a terra, obbligatoria per legge per segnalare a tutti i conducenti su strada il punto esatto in cui bisogna fermare il proprio veicolo. La linea di arresto non dovrebbe mai essere superata, fino al momento in cui è possibile ripartire.
Nonostante questo, mentre circoliamo con la nostra vettura o altri mezzi, ci capita spesso di vedere automobilisti (ma anche ciclisti e motociclisti e non solo) che – al semaforo – avanzano oltre la linea e addirittura la superano con entrambe le ruote davanti.
La linea non è certo segnata a caso, si tratta di sicurezza: bisogna fare attenzione, quindi, perché la legge non consente di oltrepassare la striscia trasversale bianca, nemmeno di pochi centimetri, altrimenti scatta la multa.
Come dice il Codice della Strada e come sottolineato sinora, la linea di stop bianca che troviamo prima di un incrocio o di un semaforo non può mai essere superata, nemmeno di pochi centimetri.
Ha infatti una funzione specifica, ovvero proteggere i pedoni che attraversano e gli altri automobilisti che impegnano l’incrocio. Motivo per il quale la legge non ammette alcuna violazione minima, che viene captata appunto dai T-Red.
L’articolo 41 del Codice della Strada dice che
“durante il periodo di accensione della luce rossa, i veicoli non devono superare la striscia di arresto, in mancanza di tale striscia i veicoli non devono impegnare l’area di intersezione, né l’attraversamento pedonale, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni.â€
E aggiunge:
“Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto [di cui sopra] a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell’accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza.â€
Il Codice della Strada, all’articolo 146 stabilisce le sanzioni per violazione della segnaletica stradale e, in particolare, riporta che:
“l’utente della strada è tenuto a osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale e dagli agenti del traffico a norma degli articoli da 38 a 43 e delle relative norme del regolamentoâ€.
Aggiunge poi che le sanzioni previste per chi
“non osserva i comportamenti indicati dalla segnaletica stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero dagli agenti del traffico, sono la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42 a euro 173, fatte salve le particolari sanzioni previste dagli articoli 6 e 7 e dall’articolo 191, comma 4″.
Attenzione a chi invece prosegue la marcia con semaforo rosso o equivalente segnalazione da parte dell’agente del traffico, che è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 167 a euro 665. E inoltre,
“quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui sopra per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesiâ€.
Consultando le tabelle specifiche all’articolo 126 bis del Codice della Strada è possibile sapere quanti punti vengono decurtati dalla patente, in caso di semaforo rosso sono 6.
Il Velocar registra la velocità media di percorrenza degli automobilisti da un varco all’altro (in genere i dispositivi sono installati ai semafori). E attenzione, perché andare a contestare una multa presa con Velocar o con T-Red non è semplice, anzi.
Il Velocar è un dispositivo molto sensibile, con una precisione di alto livello, che lascia poco spazio a contestazioni e dubbi. Il T-Red, diverso dal Velocar, rileva il passaggio con rosso o l’arresto oltre la linea; sono ancora troppi i conducenti su strada convinti che superare la linea bianca di arresto di pochi centimetri non sia vietato, ebbene, non è così. Il Velocar invece agisce come una sorta di mini tutor sulle strade cittadine, e infatti misura la velocità media su un breve tratto, andando quindi a sanzionare gli eccessi di velocità .
Il T-red si serve di sensori nell’asfalto o telecamere con intelligenza artificiale per rilevare se il veicolo supera la linea di arresto a semaforo rosso. Scatta almeno due foto: una prima dell’incrocio e la seconda a incrocio attraversato, per dimostrare l’avvenuta violazione.
Il sistema si attiva istantaneamente quando il semaforo diventa rosso e monitora il veicolo prima, durante e dopo l’attraversamento della linea d’arresto. Per validare la multa, il dispositivo scatta solitamente due o più foto – come abbiamo detto – che mettono in evidenza il veicolo che supera la linea e l’avanzamento nell’incrocio mentre il semaforo è ancora rosso.
Non è cosa facile fare e soprattutto vincere un ricorso per chi passa oltre il semaforo con luce rossa di alt accesa, soprattutto se ci sono le prove di questi dispositivi che rilevano anche solo le ruote oltre la linea bianca di qualche centimetro.
È più semplice invece:
Ricordiamo inoltre che tutti gli apparecchi devono essere sottoposti a verifica periodica di funzionalità e taratura (in genere annuale) anche se in questi casi le questioni (come avviene con gli autovelox) non sono mai così chiare e definite per tutti i casi, ma differenti ad ogni caso specifico.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 12:25:26 +0000La guida autonoma non è più solo un tema da laboratorio o da video virali provenienti dagli Stati Uniti. In Europa, qualcosa si è mosso davvero per la prima volta. A fare da apripista sono i Paesi Bassi, che hanno dato il via libera all’utilizzo del sistema Full Self-Driving Supervised di Tesla sulle proprie autostrade. È il primo passo, che segna l’ingresso concreto della tecnologia di guida assistita più avanzata di Tesla nel contesto normativo europeo, storicamente molto più rigido rispetto a quello americano.
Dopo questo debutto, adesso Musk punta rapidamente a estendere la presenza del sistema anche negli altri Paesi dell’Unione. Una sfida complessa, che coinvolge regolamenti e sicurezza, ma che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui viviamo l’auto nei prossimi anni.
Il punto chiave è tutto nel nome: Supervised. Questa la condizione imprescindibile per poter operare in Europa. Il sistema di Tesla, infatti, funziona esattamente per come è stato concepito, ovvero gestisce accelerazione, frenata, sterzata e navigazione, ma in questo caso richiede la presenza attiva del conducente, pronto a intervenire in qualsiasi momento, e al quale è anche data la responsabilità della vettura.
Una scelta che nasce dalla necessità di rispettare le normative europee, molto più restrittive rispetto ad altri mercati. Tesla ha quindi adattato il proprio software, introducendo esplicitamente il concetto di supervisione umana per poter ottenere le autorizzazioni.
Come detto però, dal punto di vista tecnico, però, il funzionamento resta quello già visto oltreoceano. Il sistema utilizza sistema complesso di telecamere, sensori e algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare l’ambiente circostante in tempo reale, prendendo decisioni immediate.
Il risultato è un’esperienza di guida profondamente diversa, in cui il conducente diventa più un controllore che un vero protagonista, almeno nelle situazioni più lineari come i lunghi tragitti.
L’autorizzazione nei Paesi Bassi potrebbe essere la prima di una lunga serie, almeno questo è ciò che si augura Elon Musk. La Netherlands Vehicle Authority, l’ente che ha dato il via libera, ha già dichiarato l’intenzione di portare la questione all’attenzione della Commissione Europea. L’obiettivo è creare un quadro normativo condiviso che permetta l’utilizzo del sistema anche in tutti gli altri Paesi membri.
Se questo percorso dovesse concretizzarsi, Tesla si troverebbe davanti a un mercato enorme. L’Europa, infatti, rappresenta una delle aree più importanti per la crescita del marchio, soprattutto in un momento in cui la competizione con i costruttori locali e con i nuovi player cinesi si fa sempre più intensa.
Non va dimenticato, inoltre, il modello di business legato al software. Il sistema Full Self-Driving è disponibile tramite abbonamento, con un costo di 99 dollari al mese, una cifra che apre nuove prospettive anche sul fronte dei ricavi post-vendita.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: siamo davvero pronti alla guida autonoma? La risposta, improvvisamente è cambiata e sembrerebbe essere positiva. Certo, le normative europee continuano a mantenere un approccio prudente, imponendo la presenza costante del conducente e limitando l’autonomia dei sistemi, ma se dovesse verificarsi un’adozione totale del vecchio continente il passo sarebbe storico e comporterebbe un ingresso in una nuova fase per l’automobile.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 11:49:24 +0000In arrivo una nuova stagione di incentivi, a preannunciarlo è Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Durante il convegno sul settore automotive, organizzato da Federauto nella sede dell’Automobile Club di Milano, si è parlato di incentivi dedicati ai veicoli commerciali e altre categorie specifiche al momento non esplicitate.
In un contesto economico complesso, dove il costo dei mezzi nuovi resta elevato e le imprese rimandano gli investimenti, il Governo prova quindi a intervenire su uno dei settori più strategici: quello dei veicoli destinati al lavoro.
Il messaggio lanciato da Urso si rivolge a un piano concreto per rilanciare la domanda. “Per stimolare la domanda prevediamo incentivi mirati per i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche, in modo da facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercatoâ€, ha dichiarato il ministro. Un passaggio che sottolinea un punto chiave: l’età media dei veicoli in Italia continua a crescere, e questo vale ancora di più per i mezzi commerciali, spesso utilizzati fino al limite delle loro possibilità operative.
Secondo Urso, il lavoro da fare è condiviso: “Insieme a tutti gli operatori della filiera possiamo tracciare il percorso per una transizione sostenibile, equilibrata ed inclusivaâ€. Parole che sembrano voler rassicurare un settore che negli ultimi anni si è trovato a fare i conti con cambiamenti normativi rapidi e, talvolta, difficili da sostenere.
In quest’occasione il ministro ha anche approfittato per scagliarsi contro la transizione elettrica imposta dall’Europa, sottolineando come “in questo contesto il Governo italiano ha dato una scossa all’Unione europea, mettendo in discussione le folli idee del Green Dealâ€.
Una posizione netta, che riflette un sentimento sempre più diffuso tra gli operatori del settore: quello di una transizione sì necessaria, ma da gestire con maggiore gradualità e pragmatismo. Il rischio, secondo molti, è quello di mettere in difficoltà intere filiere produttive senza aver ancora costruito alternative solide e accessibili per tutti.
Proprio su questo punto si inserisce il concetto di approccio multi-tecnologico, sempre più centrale nel dibattito politico e industriale. Se da un lato l’elettrico rappresenta una delle strade principali per ridurre le emissioni, dall’altro non può essere l’unica soluzione. È questa la linea condivisa anche dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che nella stessa sede ha ribadito la necessità di ampliare il ventaglio delle opzioni.
“Il rischio è demolire il passato senza essere capaci di costruire il futuroâ€, ha spiegato, sottolineando come sia fondamentale affiancare all’elettrico anche altre tecnologie, come biocarburanti e carburanti sostenibili. Un’apertura importante, soprattutto per un Paese come l’Italia, che vanta competenze storiche nella ricerca e nella produzione legata ai motori termici.
In questo scenario, i nuovi incentivi potrebbero non limitarsi a favorire l’elettrico, ma premiare soluzioni diverse, contribuendo a una transizione più graduale e meno traumatica per imprese e lavoratori. Resta ora da capire quando e come queste misure verranno concretamente attuate. Ma sembrerebbe chiaro che, dopo mesi di incertezza, il tema degli incentivi torna protagonista, e questa volta con l’obiettivo di colpire in modo più mirato e strategico.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 10:24:57 +0000Il 16 maggio scatta l’obbligo di targa e assicurazione anche per i monopattini elettrici. Una novità che vuole cambiare la micromobilità urbana e guardare alle città in modo più sicuro e controllato. All’inizio delle prenotazioni però, il sistema che gestisce la procedura ha subito qualche ritardo di troppo, subito strumentalizzato.
Una situazione che ha anche creato qualche disorientamento tra gli utenti, con segnalazioni di tempi di attesa incerti, e ha spinto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a intervenire con un chiarimento ufficiale, per rassicurare cittadini e operatori.
Secondo quanto comunicato dal Mit, il sistema ora è pienamente operativo e in grado di garantire che tutti coloro che hanno effettuato la richiesta del contrassegno possano essere in regola entro la scadenza del 16 maggio. I numeri aiutano a capire la portata dell’operazione: sono già stati prodotti e distribuiti oltre 200.000 contrassegni alle 103 sedi della Motorizzazione Civile presenti sul territorio.
Un dato che, nelle intenzioni del Ministero, dimostra come i rallentamenti iniziali siano stati legati esclusivamente alla fase di avvio del sistema, fisiologica quando si introduce una novità di questa portata. Non solo.
Il Mit ha annunciato anche l’arrivo di nuove modalità di prenotazione, pensate per rendere più fluido il processo e ridurre ulteriormente i tempi di attesa. L’obiettivo è chiaro: evitare disagi agli utenti e accompagnare gradualmente l’adeguamento alle nuove regole. Una precisazione importante, soprattutto per chi teme sanzioni: chi ha già avviato la procedura nei tempi previsti non rischia di trovarsi fuori norma, anche se il contrassegno materiale non è ancora stato consegnato.
Se il tema delle targhe ha generato dubbi, quello dell’assicurazione ha sollevato ancora più interrogativi. Negli ultimi giorni si sono diffuse diverse interpretazioni, spesso contrastanti: c’è chi pensava fosse sufficiente una RC familiare, chi invece riteneva l’obbligo limitato ai soli maggiorenni. Per fare chiarezza, il Ministero ha pubblicato una sezione dedicata di FAQ, disponibile online, in cui vengono affrontati i principali quesiti degli utenti. Tra i punti più rilevanti:
Il messaggio è chiaro: l’obbligo assicurativo riguarda tutti i monopattini elettrici, indipendentemente dall’età del conducente, e richiede una polizza specifica.
L’introduzione di targa e assicurazione rappresenta un cambio di paradigma per il mondo dei monopattini. Una soluzione agile e veloce per gli spostamenti urbani, che nel tempo ha preso il sopravvento, ora questi mezzi diventano pienamente regolati come il resto dei componenti della strada. Una scelta quasi obbligata dall’esigenza di contrastare abusi e fenomeni sconsiderati e proteggere sia chi guida, ma anche gli altri utenti.Â
Proprio per questo la scelta è stata presa con favore dall’opinione pubblica, ma non è mancata qualche critica da parte di chi teme che nuove regole e costi possano frenare la diffusione dei monopattini, soprattutto nelle grandi città dove rappresentano una valida alternativa al traffico.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 09:36:56 +0000La bestseller con oltre 50 anni di storia vuole essere la protagonista della primavera: prezzo d’attacco fissato a 27.900 euro, con oltre 3.500 euro di sconto rispetto al listino. Una promozione che punta a rendere ancora più accessibile una delle compatte più apprezzate di sempre, senza complicazioni: niente obbligo di finanziamento e una formula chiara, pensata per chi vuole cambiare auto senza troppi vincoli.
Entrando nel concreto, l’offerta riguarda la versione Golf 1.5 TSI da 115 CV nell’allestimento Edition Plus, una delle configurazioni più equilibrate della gamma. Il prezzo promozionale di 27.900 euro è legato alla permuta o rottamazione di un veicolo, partendo da un listino ufficiale di 31.550 euro.
La particolarità di questa iniziativa è proprio l’assenza dell’obbligo di finanziamento, una scelta controcorrente rispetto a molte promozioni attuali. Spesso infatti gli sconti più consistenti sono vincolati a formule finanziarie che si vanno a mangiare quel risparmio con gli interessi, Volkswagen invece ha deciso di lasciare libertà di scelta all’acquirente.
Per chi invece preferisce diluire la spesa, resta comunque disponibile una proposta finanziaria dedicata, basata sulla formula Progetto Valore Volkswagen.
In questo caso, si parte da un anticipo di 5.000 euro, seguito da 36 rate mensili da 209 euro. Al termine del periodo dei tre anni è prevista una maxi rata finale di 19.842 euro, con un chilometraggio massimo fissato a 30.000 km complessivi.
Superata questa soglia, si applica un costo aggiuntivo di 0,20 euro per ogni chilometro extra. Nel complesso, il prezzo finale dell’auto arriva a 32.366 euro, che comprende il TAEG del 7,16%.
È una formula ormai consolidata, che permette di avere una rata contenuta e la possibilità , alla fine del contratto, di scegliere se riscattare l’auto, sostituirla o restituirla. Una soluzione flessibile, pensata per chi vuole mantenere un certo margine di libertà nelle decisioni future.
Parlare di Golf significa parlare di un pezzo di storia dell’automobile europea. Dal debutto negli anni ’70 a oggi, sono state vendute oltre 37 milioni di unità nel mondo, di cui circa 2,7 milioni solo in Italia. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi slogan il successo di questo modello.
In oltre 50 anni di storia la Golf è riuscita a evolversi senza mai perdere il suo equilibrio: una compatta capace di essere pratica nell’uso quotidiano a 360 gradi, ma anche solida, ben costruita e piacevole da guidare. Con il passaggio alle generazioni più recenti, l’evoluzione è passata poi attraverso la tecnologia e l’elettrificazione, aumentando con il tempo il posizionamento premium, le dimensioni, integrando connettività e sistemi di assistenza alla guida, ma sempre mantenendo la sensazione di affidabilità e familiarità che l’ha resa un punto di riferimento.
Oggi, nell’era della transizione elettrica e dei SUV sempre più dominanti, la Golf continua a difendere il suo spazio, puntando su qualità , efficienza e una formula che negli anni ha dimostrato di funzionare. L’offerta di aprile arriva in un momento in cui il mercato auto è ancora in fase di assestamento. Tra prezzi in crescita, incentivi incerti e una transizione tecnologica non sempre lineare, promozioni come questa rappresentano una leva concreta per stimolare la domanda.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 08:39:21 +0000Il tetto di spesa resta immutato nella F1 2026, ma il vero stravolgimento colpisce le power unit. Sfruttando il sistema ADUO e il calcolo dell’ICE Performance Index, le scuderie in difficoltà tenteranno di azzerare il ritardo dalla Mercedes all’interno di un mondiale ridotto a sole 22 gare. Un’opportunità da capitalizzare fino in fondo, intervenendo in modo mirato su componenti ben definiti.
Il limite dei 215 milioni di dollari si conferma come pilastro incrollabile della Formula 1. Pur trovandosi di fronte a cancellazioni logistiche e a scenari geopolitici complessi, questo tetto finanziario, originariamente tarato su un campionato di 24 Gran Premi, resta un caposaldo normativo. Una decisione che assicura stabilità economica ai team, mettendo i bilanci al riparo dagli imprevisti senza costringere le squadre a rivedere all’ultimo minuto le partnership o le risorse interne.
Se i budget restano intatti, però, la vera guerra si combatte al banco prova. Qui entra in gioco un complesso sistema di deroghe tecniche dal sapore quasi bizantino. Il meccanismo per certi versi è chiaro: solo chi accumula un deficit superiore al 2% rispetto all’attuale parametro di riferimento ( power unit Mercedes) ottiene il via libera per aggirare i rigidi blocchi dell’omologazione. Parliamo dell’ADUO.
Entrando nel territorio delle “opportunità addizionali”, superare il 4% di gap smette di essere una semplice bocciatura prestazionale e diventa un vero passaporto tecnico. Questa fascia permette infatti di raddoppiare gli sforzi di sviluppo, incamerando preziose ore extra di test e la facoltà di modificare ben 84 elementi sensibili del propulsore. Qualcosa che può cambiare la sorte di una scuderia
In tale contesto di “sviluppo autorizzato”, le scuderie più in affanno come Audi e soprattutto Aston Martin, si preparano a una rincorsa ingegneristica senza precedenti. Ma pure al team di Maranello verrà concesso il protocollo ADUO. In questo caso non come una scialuppa di salvataggio, ma come una vera e propria arma strategica. Si tratta di un jolly che la Rossa tarderà a sfruttare, tuttavia.
Questo considerando che, tanto intervenire sull’architettura del propulsore a combustione interna, come sul moto generatore MGU-K, non è affatto semplice a livello progettuale. Questo, ovviamente, vale per tutti e tre i motoristi che potranno usufruire dell’ADUO. Per tale ragione, difficilmente, vedremo omologate nuove power unit prima della fine di giugno, considerando luglio come data utile più probabile.
La sfida non si gioca esclusivamente sulla potenza pura dei cavalli, ma pure sulla capacità di sfruttare l’ICE Performance Index: parliamo del sofisticato indicatore che stabilisce chi ha il diritto di bypassare il mero congelamento dei motori e portare in pista nuove specifiche in corso d’opera. Ma il nodo cruciale restano le tempistiche, appunto, dove sbagliare significherebbe buttare nel cestino la stagione.
I tempi di reazione (lead time) per riprogettare e produrre una modifica alle power unit sono molto più lunghi rispetto a quelli necessari per sfornare aggiornamenti aerodinamico. Tuttavia, la libertà di intervento sulle componenti marcate “ADUO”, rappresenta l’unica via di fuga per evitare che i valori in campo delle prime gare si trasformino in una condanna irrevocabile per l’intero campionato.
Grazie alla modalità “burn for charge” si richiede più del dovuto al motore endotermico, facendo sì che le monoposto recuperino energia anche in curva. Lo stesso Tombazis lo aveva spiegato nella nostra intervista esclusiva dello scorso settembre. Tutto questo si è tradotto in un maggior consumo di carburante: elemento sul quale le squadre devono ancora trovare un bilanciamento ideale tramite le solite fasi di compromesso.
Ecco perché le modifiche all’endotermico potrebbero aiutare, e non poco, tenendo presente pure il ruolo cruciale dei cavalli. C’è però anche tutto il discorso legato all’efficienza. Poter mettere mano all’MGU-K offre la possibilità di minimizzare o cancellare un sistema di recupero energetico meno efficace. Il quantitativo di potenza spendibile nell’arco del giro è troppo importante in questa “Formula 1 a batterie”.
Durante le prime tre gare abbiamo facilmente compreso l’importanza di questo elemento. Cancellare un handicap del genere può cambiare totalmente le sorti velocistiche di una scuderia. Sino ad ora, il limite massimo di energia recuperabile per tornata era fissato a 9 MJ. Facciamo ora un esempio per comprendere il valore relativo al peso specifico dei cavalli prodotti dal sistema ibrido.
Solo il 5% in meno di efficacia (all’incirca 0.5 MJ) può generare un ritardo sui riscontri cronometrici pari a 2 decimi per giro. Un dato che spiega quanto l’amministrazione ibrida sia tutto tranne che un semplice dettaglio, ma bensì un parametro vitale sul quale serve tanta attenzione. Senza dimenticare lo sviluppo legato al software di sistema.
Pure in questo caso si parla di ottimizzare, perché un sistema informatico più abile a fornire e togliere l’energia, con tempistiche azzeccate, fa tanta differenza. Lo stesso discorso vale per l’aumento della capacità di stoccaggio e rilascio energetico. Insomma: chi potrà usare l’ADUO e avrà fatto bene i compiti a casa, avrà la possibilità di cambiare volto al proprio campionato.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 07:40:24 +0000Il settore dell’autotrasporto si prepara a un blocco senza precedenti. Dopo mesi di tensioni e costi in salita, l’intero comparto lancia un segnale forte: senza interventi concreti, il rischio di uno stop generale è alle porte.
A dirlo è Unatras, l’Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto Merci, che punta il dito contro una situazione diventata ormai insostenibile. Da una parte, la pressione dei committenti che, secondo l’associazione, comprimono i margini fino a livelli critici. Dall’altra, un caro carburante che continua a pesare sui bilanci delle aziende.
La data da cerchiare in rosso è quella di venerdì 17 aprile, quando il Comitato Esecutivo Nazionale sarà chiamato a decidere se avviare ufficialmente le procedure per il blocco. Una scelta che, se confermata, potrebbe avere effetti immediati su tutta la filiera, dai trasporti alla distribuzione, fino agli scaffali dei supermercati.
Dietro alla minaccia di fermo c’è ovviamente il nodo dei carburanti. Anche se negli ultimi giorni non si sono registrati aumenti improvvisi, il trend resta in crescita e segue da vicino l’andamento del petrolio sui mercati internazionali. Le associazioni di categoria parlano di una situazione destinata a peggiorare nel breve periodo.
Il timore è che nuovi rincari possano colpire proprio mentre molte aziende stanno già operando in perdita. In un settore dove il carburante rappresenta una delle principali voci di costo, basta poco per passare da una marginalità ridotta a un bilancio in rosso.
Secondo quanto denunciato da Unatras, il costo del gasolio avrebbe superato stabilmente i 2 euro al litro, generando un impatto economico pesantissimo. Le stime parlano di un aggravio che può arrivare fino a 9.000 euro annui per ogni mezzo pesante. Una cifra che, moltiplicata per le flotte aziendali, diventa difficile da sostenere anche per realtà strutturate.
Il risultato è un sistema sotto pressione, dove molte imprese rischiano di uscire dal mercato, schiacciate tra costi operativi in aumento e tariffe che non riescono a seguire lo stesso ritmo.
A complicare ulteriormente il quadro c’è il rapporto con la committenza. Le aziende di autotrasporto denunciano una riduzione dei compensi che, in alcuni casi, arriva fino a 40 centesimi al litro rispetto ai costi reali sostenuti. Una distanza che rende il lavoro economicamente insostenibile e che alimenta un clima di forte tensione. Il rischio concreto è quello di una filiera che si inceppa, con effetti a catena su tutta l’economia.
Non è un caso che anche le associazioni dei consumatori abbiano iniziato a osservare con attenzione la situazione. Secondo alcune analisi, mentre le imprese del trasporto faticano a restare in equilibrio, non mancano segnali di possibili distorsioni nei prezzi finali, con ricadute dirette sui cittadini.
Dal fronte istituzionale arrivano segnali di apertura, ma per ora restano parole. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha parlato di misure in arrivo per sostenere il comparto. Al momento, però, le associazioni di categoria non hanno ancora ricevuto interventi concreti. Ed è proprio questa distanza tra annunci e realtà a spingere il settore verso una possibile mobilitazione.
Il conto alla rovescia è già iniziato. Se entro i prossimi giorni non arriveranno risposte tangibili, il rischio è quello di assistere a un blocco che potrebbe fermare una parte fondamentale del sistema economico italiano.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 07:23:59 +0000Nel panorama automobilistico europeo, pochi modelli sono riusciti a ridefinire il concetto di “essenziale” con lo stesso impatto della Dacia Duster. Dal 2018, questo modello si è confermato il SUV più venduto ai privati in Europa, un successo costruito sulla capacità di evolversi restando fedele a un rapporto qualità -prezzo unico. Con l’arrivo del Model Year 2026, il veicolo del brand romeno compie un ulteriore balzo tecnologico, introducendo una motorizzazione che incarna la sintesi perfetta tra risparmio, potenza e capacità off-road: il nuovo propulsore Hybrid-G 150 4×4 automatico.
Il fulcro di questa novità è rappresentato dalla motorizzazione Hybrid-G 150, un sistema che spinge la filosofia “eco-smart” di Dacia verso nuovi orizzonti. Si tratta di una soluzione tecnica sofisticata che combina i vantaggi del bifuel GPL (storicamente noto come Eco-G) con l’efficienza della tecnologia Hybrid. Questo motore a 3 cilindri da 1.2 litri sprigiona una potenza termica di 113 kW, ma è nel dato combinato che mostra i muscoli: il sistema raggiunge una potenza complessiva di 115 kW (circa 156 CV), offrendo una risposta pronta e vigorosa in ogni condizione.
L’efficienza è il pilastro di questo progetto. Nel ciclo misto, la Duster Hybrid-G 150 4×4 dichiara consumi di 7,2-7,3 litri per 100 km quando alimentata a GPL, con emissioni di COâ‚‚ contenute tra i 117 e i 118 g/km. Quando si passa alla modalità benzina, i valori si attestano sui 5,9-6,0 l/100 km. Questi numeri non sono solo statistiche, ma la promessa di un’autonomia estesa e di costi di gestione drasticamente ridotti, rendendo il veicolo ideale per chi affronta lunghi viaggi e non vuole essere schiavo del caro carburante.
La vera particolarità di questa versione risiede nell’abbinamento tra la trazione integrale e il cambio automatico, una combinazione molto attesa che eleva il piacere di guida e la versatilità del mezzo. Per supportare le escursioni fuori dall’asfalto, la vettura è dotata di serie del sistema Hill Descent Control, che permette di affrontare discese ripide e scivolose con il massimo controllo, mantenendo una velocità costante senza dover intervenire freneticamente sui freni.
Inoltre, questa specifica motorizzazione gode di un trattamento privilegiato in termini di equipaggiamento. Il freno di stazionamento elettrico, per esempio, è offerto di serie a partire dalla versione Expression esclusivamente sulla Hybrid-G 150 4×4, mentre rimane un’opzione o è assente sulle altre motorizzazioni. Anche il comfort autostradale beneficia della tecnologia automatica: l’Adaptive Cruise Control è infatti disponibile proprio perché accoppiato alla trasmissione automatica, garantendo viaggi meno affaticanti e più sicuri.
L’involucro di questa tecnologia non è da meno. La Duster MY26 sfoggia un design caratterizzato da linee tese e volumi netti, impreziosito dalla firma luminosa a forma di Y nei fari anteriori e posteriori. Ma la robustezza è anche sostenibile: la vettura è avvolta da una cintura protettiva in Starkle, un materiale innovativo composto per il 20% da plastica riciclata. Questo materiale, resistente agli urti e ai graffi, non richiede verniciatura e mantiene il colore inalterato nel tempo, sottolineando l’anima outdoor del modello.
Dacia conferma la sua filosofia “Value for Money” anche per questa versione alto di gamma. La Duster Hybrid-G 150 4×4 è disponibile in tre allestimenti: si parte dai 28.500 euro della versione Expression, per arrivare ai 30.050 euro dei ricchi allestimenti Extreme e Journey.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 06:00:52 +0000Il 14 aprile 2026 sono previsti 2 scioperi nel settore dei trasporti in Italia. L’articolo offre un quadro aggiornato delle mobilitazioni in programma, con dettagli su orari, territori coinvolti, compagnie, sindacati e tipologia di servizi interessati. Di seguito, tutte le informazioni utili per chi viaggia o lavora in queste aree.
Nella città di Brescia, in Lombardia, si svolge uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59 del 14 aprile 2026, che coinvolge il personale addetto allo scarico e carico merci della società GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari. L’astensione è stata proclamata dal sindacato USB Lavoro Privato e riguarda la categoria “personale addetto allo scarico e carico merci”.
In Sicilia (provincie: Tutte), è indetto uno sciopero regionale del settore trasporto merci, che interessa i servizi di autotrasporto conto terzi. Lo sciopero durerà 120 ore: dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile 2026. La protesta è stata indetta dal Comitato Trasporto Siciliano, coinvolgendo la categoria “fermo servizi autotrasporto c/terzi regione Sicilia”.
Fonte: Mit
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 06:00:00 +0000Da diverse settimane, i prezzi dei carburanti sono alle stelle, con rincari arrivati a seguito del conflitto in Medio Oriente e solo attenuati (ma in minima parte) dal provvedimento del Governo che ha ridotto in modo temporaneo le accise applicate. In attesa di una soluzione, il caro carburante rende benzina e diesel beni sempre più preziosi e il nuovo caso registrato in queste ore rappresenta una conferma in tal senso. Nel Casertano, infatti, è stato sventato un furto a un autocarro che trasportava carburante e che, anche considerando il caro prezzi, sarebbe potuto diventare un bel bottino per i ladri. Una chiamata al 112 e il pronto intervento da parte dei Carabinieri hanno fatto saltare i piani dei ladri. Ecco tutti i dettagli in merito all’accaduto.
A raccontare l’accaduto è ANSA. Ci troviamo a Vairano Patenora, in provincia di Caserta. Una pattuglia dei Carabinieri della compagnia di Capua ha sventato un tentativo di furto a un autocarro che trasportava carburante grazie a una segnalazione giunta alla centrale operativa tramite il numero unico di emergenza 112. La segnalazione avvertiva le Forze dell’Ordine in merito alla presenza di individui sospetti nei pressi di un’officina meccanica.
I Carabinieri, giunti sul luogo, hanno raccolto la testimonianza di quanto accaduto. In base a quanto riferito dal coniuge della titolare dell’officina, due persone sono state sorprese nel tentativo di rubare il carburante presente in un autocarro parcheggiato nel piazzale esterno dove sarebbe stato riparato nei giorni successivi. A conferma del tentato furto sono state ritrovate quattro taniche di plastica, abbandonate dai ladri durante la fuga.
Ricordiamo che di recente è stata scoperta una maxi-speculazione sul carburante, che arriva in un periodo di forte crisi per tutto il settore a causa di un aumento sostanziale dei prezzi, iniziato a seguito dello scoppio della guerra in Iran e solo attenuato dal taglio delle accise, che terminerà a inizio del prossimo mese di maggio (anche se non si esclude un possibile rinnovo).
I Carabinieri si sono subito messi all’opera per individuare il veicolo utilizzato dai due ladri per la fuga. L’auto in questione è stata poi rinvenuta nel Comune di Caianello. A bordo erano presenti i due ladri, un uomo e una donna già noti alle Forze dell’Ordine. Una rapida perquisizione del veicolo, inoltre, ha permesso di individuare vari indizi di colpevolezza come due tubi di gomma, lunghi circa un metro e mezzo e con chiare tracce di carburante, probabilmente utilizzati durante il tentativo di furto.
I due sono stati denunciati in stato di libertà . Le indagini, nel frattempo, continuano con l’obiettivo di chiarire l’esatta dinamica del tentato furto e, soprattutto, verificare se i due presunti ladri hanno già effettuato colpi analoghi nella zona e se esiste una rete più articolata, con altri possibili complici, per identificare le potenziali vittime e portare a segno nuovi colpi. Se il tentato furto non dovesse essere stato un caso isolato, quindi, lo si potrebbe scoprire nel corso dei prossimi giorni o delle prossime settimane.
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 05:30:31 +0000Il primo trimestre del 2026 è da poco passato agli archivi: per Stellantis Pro One, la Business Unit dedicata ai veicoli commerciali, si è trattato di un periodo molto positivo, con una significativa crescita dei volumi e un rafforzamento della presenza sul mercato. La conferma arriva dai dati ufficiali pubblicati, in queste ore, direttamente dall’azienda. Ecco tutti i dettagli in merito.
Stellantis Pro One ha chiuso il primo trimestre dell’anno in corso con un totale di 408.301 unità immatricolate. Questo dato si traduce in un incremento del 7% rispetto a quelli registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato trimestrale conferma l’ottimo stato di salute della Business Unit che rappresenta, in diversi mercati, un vero e proprio punto di riferimento per il segmento dei veicoli commerciali.
Dando uno sguardo più nel dettaglio, è possibile notare l’ottimo lavoro svolto dalla Casa in questi mesi. Stellantis Pro One, infatti, ha raccolto ottimi risultati in Europa: nell’UE30, infatti, l’azienda ha raggiunto la leadership con una quota di mercato del 28,7%. Da segnalare anche la conquista della leadership in tutti i segmenti in cui opera come segmento C (48,5%), segmento D esclusi i pick-up (26,1%) e segmento E (26,2%).
In Italia, inoltre, l’azienda ha sfiorato il 40% di quota di mercato, con Fiat Professional che si è spinta fino al 25,6% e con il Ducato che ha conquistato il titolo di veicolo commerciale più venduto (come già accaduto tante altre volte in passato) raccogliendo ben 3.900 immatricolazioni. Stellantis Pro One è leader anche in Francia e in Spagna, con un market share pari a, rispettivamente, il 39,2% e il 33%. L’azienda ha la leadership in Portogallo, Belux, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Grecia, Irlanda, Croazia, Bulgaria ed Estonia.
Non c’è solo l’Europa tra i mercati di attività di Stellantis Pro One. L’azienda ha ottenuto la prima posizione in Sud America, area geografica dove è riuscita a conquistare un market share del 33,6%, con un incremento di 3,4 punti rispetto all’anno precedente. Il risultato è particolarmente rilevante se rapportato al resto del mercato: Stellantis, infatti, ha ottenuto una quota superiore a più del doppio del secondo concorrente nella regione.
Buoni risultati arrivano anche in Nord America con le vendite di RAM che sono aumentate del 20% rispetto all’anno precedente e con Stellantis che ha mantenuto la terza posizione nel segmento dei veicoli commerciali, già ottenuta lo scorso anno, raggiungendo una quota di mercato del 14,8% (+2,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente). Da segnalare anche una quota di mercato del 21,1% nella regione MEA (Middle East and Africa) con un incremento di 0,8 punti rispetto all’anno precedente.
Emanuele Cappellano, COO for Enlarged Europe & European Brands and Head of Stellantis Pro One, ha utilizzato queste parole per commentare i risultati ottenuti:
Data articolo: Tue, 14 Apr 2026 05:30:20 +0000“Questi risultati del primo trimestre 2026 confermano la solidità di Stellantis Pro One in tutte le principali regioni. La nostra robusta crescita dei volumi globali, unita alla leadership di mercato consolidata nell’UE30 e in Sud America e al trend positivo in Nord America e nelle regioni MEA, dimostra la solidità del nostro approccio commerciale e l’impegno dei nostri team”
Ormai l’attesa è finita: la Garbatella torna a illuminarsi per la prima puntata de I Cesaroni. Tra i grandi protagonisti ritroviamo l’energia travolgente di Maurizio Mattioli nei panni del funambolico Augusto, ma nella vita reale l’attore romano si gode il rombo di auto che hanno fatto la storia, a partire da un modello personalizzato, inno all’artigianalità italiana.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 20:02:54 +0000Alcune auto sono più soggette ai danni di altre. La conferma arriva da un nuovo studio di carVertical, società leader nella raccolta dei dati per il settore automobilistico. Secondo l’indagine, oltre la metà delle auto usate più ricercate dagli acquirenti nel corso del 2025 presentava sinistri precedenti. Per vari motivi, però, le auto di alcuni brand risultano danneggiate in modo più frequente rispetto ad altre. Quest’aspetto può avere un impatto sui costi di gestione del veicolo: le riparazioni, infatti, possono raggiungere un importo significativo, soprattutto quando si tratta di modelli premium. Andiamo a riepilogare tutti i risultati dello studio.
Secondo i dati emersi dallo studio, le auto più frequentemente danneggiate in Italia sono le Porsche. Dalle rilevazioni, infatti, il 38,2% dei modelli Porsche esaminati presentava almeno un danno registrato. La classifica prosegue con BMW (35,3%), Smart (23,9%), Mini (20,6%) e Audi (15,5%). In linea generale, invece, il 12,8% delle auto controllate da carVertical in Italia presentava dei danni.
Tra i brand meno soggetti ai danni troviamo Alfa Romeo (6%), Citroën (6,3%) e Land Rover (6,5%). Per quanto riguarda le auto più danneggiate, a guidare la classifica sono i modelli premium. In particolare, i modelli maggiormente coinvolti in incidenti sono Ford Mustang (64,8%), seguita da BMW Serie 4 (43,1%) e Porsche Macan (39,1%).
Da non sottovalutare il fattore rappresentato dai costi di riparazione. In linea generale, infatti, le auto di valore più elevato comportano costi di riparazione maggiori. Questo dato viene confermato dalle rilevazioni: sono le Porsche, infatti, a far registrare il valore medio dei danni più elevato in Italia con un totale di 12.400 euro e una media di 2,2 sinistri per veicolo nei report storici.
Sul podio troviamo anche Jaguar (12.100 euro e 1,9 casi di danni) e, a sorpresa, Toyota (11.600 euro e 1,8 casi di danni). Nella parte bassa della classifica dei brand, invece, ci sono Skoda (2.400 euro e 1,7 sinistri), Mazda (2.600 euro di danni e 1,5 sinistri) e Dacia (3.600 euro e 1,9 sinistri). Ricordiamo che carVertical, in passato, ha realizzato un’indagine anche sui danni nascosti delle auto usate.
Estendendo l’analisi anche all’estero, su un totale di 24 Paesi analizzati, la classifica cambia completamente. I brand che vengono coinvolti maggiormente nei sinistri stradali sono BMW (65,2%), Hyundai (59,3%) e Subaru (58%). Il modello più frequentemente danneggiato è la BMW Serie 7, con il 77,3% dei modelli analizzati che ha registrato danni. Seguono altre due vetture premium come Audi A8 (71%) e BMW X6 (70,4%).
Lo studio conferma la presenza di sostanziali differenze tra i vari modelli presenti sul mercato e, più in generale, tra i vari brand. I dati, però, sottolineano come i modelli più coinvolti (e, quindi, quelli a cui fare più attenzione) siano quelli premium.

Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical, ha evidenziato l’importanza della valutazione delle condizioni di un veicolo usato prima dell’acquisto:
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 14:15:10 +0000“Chi acquista un’auto, nel tentativo di risparmiare o accedere a un modello che va oltre il proprio budget, spesso tende a sottovalutarne le reali condizioni. Tuttavia, l’acquisto di un’auto gravemente danneggiata può comportare in seguito costi di riparazione imprevisti e sollevare dubbi sulla sicurezza del veicolo. Un report sulla storia del veicolo permette agli acquirenti di escludere immediatamente le auto che hanno subito incidenti gravi; in ogni caso, è sempre consigliabile far controllare l’auto usata da un’officinaâ€.
La crisi energetica legata al conflitto in Iran sta avendo (e continuerà ad avere) un impatto molto significativo sull’economia, con un sostanziale incremento delle spese per le famiglie. Abbiamo seguito con attenzione, nelle scorse settimane, l’andamento dei prezzi dei carburanti, con rincari significativi registrati a marzo (nonostante il taglio delle accise).
C’è da considerare anche l’impatto degli aumenti del costo dell’energia sulle bollette, un altro fattore che si traduce in una spesa maggiore per le famiglie. Sulla base di questi elementi, non stupiscono di certo le nuove stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia) su fonti Istat e Oipe che, pur non includendo l’aumento dei costi dei carburanti, fotografano chiaramente una realtà sempre più complicata.
In Italia, infatti, la povertà energetica è oggi un problema serio.
Lo studio conferma la situazione difficile in cui versano le famiglie italiane. La povertà energetica riguarda oggi circa 5,3 milioni di italiani per un totale di 2,4 milioni di famiglie. A causa dei rincari, infatti, questi nuclei familiari faticano a sostenere le spese essenziali per l’energia elettrica e per il riscaldamento.
La situazione è particolarmente complicata nel Sud Italia, con una criticità in Puglia, dove ci sono 302.500 famiglie in difficoltà , per un totale di 700.000 persone. In sostanza, 18 nuclei familiari ogni 100 sono alle prese con la povertà energetica. Da segnalare problemi rilevanti anche in Calabria e Molise, rispettivamente con il 17,4% e il 17% di famiglie in difficoltà . Le Regioni che versano in una situazione meno grave sono le Marche, il Friuli-Venezia Giulia e il Lazio.
Quest’elaborazione, come sottolineato da Ansa, si riferisce ai dati del 2024 e fotografa una situazione già complicata. L’aumento dei prezzi dell’energia registrato nel 2025 (+6,3% per la luce e +6,7% per il gas) oltre alla crisi di inizio 2026 dovuta alla guerra in Iran potrebbe aver peggiorato la situazione. In sostanza, i numeri citati in precedenza potrebbero essere ritoccati verso l’alto, evidenziando una crisi ben peggiore per le famiglie italiane.
Oltre al tema della povertà energetica, legato all’aumento dei prezzi dell’energia, ad aggravare la situazione c’è il rincaro dei carburanti, con benzina e diesel che viaggiano su quotazioni elevate nonostante l’intervento del Governo che ha tagliato le accise, con un provvedimento che è stato prorogato fino a inizio maggio per tentare di arginare la crisi in corso. Nel frattempo, però, il diesel aumenta più della benzina con un trend che colpisce in modo particolare chi in passato ha scelto un’auto a gasolio per percorrere tanti chilometri.
L’aumento del costo dei carburanti rappresenta un problema molto rilevante sia per le famiglie, considerando il contesto di povertà energetica descritto in precedenza, che per le aziende, soprattutto per le PMI che consumano tanto carburante, ad esempio per trasportare merce.
Questi rincari avranno un impatto sull’inflazione e potrebbero tradursi in un aumento generalizzato del costo della vita. Nel corso dei prossimi mesi, quindi, il rischio di una povertà energetica sempre più diffusa è molto concreto. La situazione andrà monitorata con attenzione, soprattutto analizzando le novità in arrivo dall’Iran dove le trattative per la pace sembrano essersi arenate.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 13:30:37 +0000Sbagliare la sigla ET dei cerchi significa compromettere la geometria dell’auto e la sicurezza dei sistemi ADAS della propria vettura. Analizziamo nel dettaglio i danni meccanici reali che derivano da un offset errato, senza trascurare le pesanti sanzioni amministrative. Vediamo quali puoi montare sulla tua auto, evitando così di sprecare soldi in ricambi incompatibili.
Tecnicamente, l’ET rappresenta la distanza millimetrica tra il punto in cui il cerchio tocca il mozzo della ruota e il centro esatto della ruota stessa. In pratica, questo valore stabilisce se il cerchio sporge verso l’esterno della carrozzeria o se rientra troppo verso l’interno.
Se monti un cerchio con la sigla sbagliata, il peso dell’auto non cade più correttamente al centro della gomma, questo spostamento crea uno sforzo anomalo sulla meccanica, danneggiandola:
Guidare con un offset sbagliato è pericoloso e ti espone a sanzioni pesanti per aver alterato le misure omologate dell’auto. Oltre ai danni tecnici, rischi il ritiro della carta di circolazione e la nullità della copertura assicurativa in caso di sinistro.
La risposta è sì, ma non puoi farlo a caso. Le normative sono molto rigide su questo punto, ogni variazione della carreggiata deve essere certificata per non compromettere la sicurezza. Se decidi di variare il valore originale, devi seguire questi parametri:
A differenza delle misure degli pneumatici, l’ET non è quasi mai riportato sulla carta di circolazione. Per trovarlo, esistono diversi metodi che ti permettono di risalire al valore corretto con estrema semplicità :
In officina capita spesso che un cliente voglia montare un cerchio con una sigla diversa dall’originale. Questa scelta nasce solitamente da esigenze specifiche, che però devono sempre fare i conti con i limiti fisici della vettura:
Variare questo parametro non è vietato, ma richiede un’omologazione specifica poiché altera gli equilibri progettati in fabbrica. Ogni modifica deve essere calcolata con estrema precisione, affidarsi alle specifiche della Casa costruttice evita tentativi rischiosi e previene danni meccanici.
Quando in officina montiamo un set di cerchi differenti, oltre alla verifica delle sigle degli pneumatici effettuiamo un rigoroso controllo che serve per assicurarci che lo spostamento millimetrico non crei conflitti con la meccanica:
Per evitare errori, ecco i consigli da seguire prima di acquistare un nuovo set di cerchi:
Il cielo sopra l’Europa si è fatto improvvisamente plumbeo, carico di un’incertezza che va ben oltre le semplici previsioni stagionali. Le stazioni di servizio, un tempo tappe quasi invisibili della nostra routine, sono diventate i termometri di una crisi che brucia: il caro carburante ha smesso di essere un’oscillazione di mercato per trasformarsi in un’emergenza sociale.
Con il divampare della guerra in Iran, i mercati petroliferi hanno reagito con uno shock violento che sta trascinando il continente, e l’Italia in prima fila, verso lo spettro di una nuova, temibile austerity. In questo scenario di razionamenti ipotizzati e prezzi alla pompa che sfidano ogni logica, il senso di precarietà nelle scelte di mobilità delle famiglie è diventato quasi tangibile. Ed è qui che entra in gioco BYD.
È proprio in questo contesto di estrema incertezza, dove sembra che “tutti diano i numeri†senza offrire soluzioni reali, che BYD ha deciso di intervenire con un messaggio diretto e tempestivo. La sfida lanciata dal brand non è fatta di promesse astratte, ma di dati tecnici precisi, pensati per chi deve far quadrare i conti di casa senza rinunciare alla necessità di spostarsi. La risposta del colosso dell’alta tecnologia si chiama gamma Super Ibrida DM-i, una proposta che parla di efficienza, tecnologia e attenzione reale ai costi di utilizzo.
Mentre il costo dei combustibili fossili assume un peso sempre più rilevante, l’obiettivo dichiarato è quello di incidere in modo tangibile sui costi di gestione quotidiani. La tecnologia DM-i (Dual Mode intelligente) è stata sviluppata proprio per valorizzare i vantaggi della guida elettrificata, abbattendo quegli ostacoli che ancora oggi frenano molti automobilisti nel passaggio verso forme di mobilità più sostenibili.
Il fulcro della proposta tecnologica, incarnato oggi dalla nuova BYD ATTO 2 DM-i, risiede nella capacità di offrire di fatto “due auto in unaâ€. Da un lato, l’esperienza di guida è prevalentemente elettrica, caratterizzata da una fluidità e un silenzio che trasformano il tragitto casa-lavoro in un momento di relax; dall’altro, la sicurezza di un motore termico che interviene come supporto vitale.
Nella maggior parte degli utilizzi cittadini e quotidiani, la vettura viaggia in modalità elettrica, garantendo benefici immediati in termini di consumi. Tuttavia, quando la strada si allunga il motore a combustione entra in gioco per garantire un’autonomia combinata che raggiunge i 1.500 km, eliminando ogni forma di ansia da ricarica. I numeri che definiscono questa efficienza sono impressionanti: la gamma è capace di toccare i 23 km/l nei consumi medi combinati.
In un mercato dove la durata del prodotto è fondamentale per giustificare l’investimento, BYD mette sul piatto una copertura solida: 8 anni di garanzia sulla batteria e una copertura complessiva che arriva fino a 250.000 km.
Questa sicurezza deriva dalla padronanza totale della catena industriale, che vede l’azienda produrre autonomamente componenti chiave come la celebre batteria Blade e i motori elettrici. BYD non si limita a vendere un’auto, ma propone uno strumento di difesa tecnologica contro le incertezze di un mondo che sta ridisegnando i propri confini energetici.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 10:39:22 +0000Durante la Milano Design Week, la città smette di essere un semplice insieme di strade e palazzi per trasformarsi in un organismo vivente, vibrante di creatività . In questo mese di aprile del 2026, il grigio elegante del selciato milanese viene improvvisamente interrotto da un’onda cromatica inaspettata: il corallo.
Non è solo una scelta estetica, ma un segnale di vitalità e buon auspicio che attraversa il traffico urbano, trasformando la mobilità quotidiana in un’esperienza di pura solarità . Protagonista di questa metamorfosi è la Fiat Topolino, che torna a dialogare con l’universo Gallo in un nuovo capitolo creativo che affonda le sue radici nei segreti dei fondali marini.
Immaginate quattro piccole silhouette che si muovono silenziose tra via Manzoni e piazza Gae Aulenti, simili a pennellate di colore che animano il ritmo della città . Sono le quattro interpretazioni della Topolino nate da questa collaborazione. La versione destinata a diventare l’icona di questa edizione è la Topolino edizione speciale Gallo, dove le celebri righe multicolor del brand si fondono con la calda tonalità corallo.
Per la prima volta, la personalizzazione non si ferma all’esterno: aprendo la portiera, si viene accolti da un abitacolo dove i sedili e il Dolcevita Box sono rivestiti con l’inconfondibile ritmo cromatico Gallo, rendendo l’auto un oggetto di design integrale.
Accanto a questa versione di stile, tre livree inedite esplorano l’immaginario marino attraverso la sensibilità del designer Massimo Biancone. Una vettura ci trasporta direttamente su una coloratissima barriera corallina; un’altra vede un simpatico pesce palla attraversare un mare color corallo, mentre la terza traduce l’elemento organico in un segno grafico astratto fatto di fiori.
Sotto queste vesti artistiche vive l’anima tecnologica di una vettura concepita per la vita quotidiana e per i giovani dai 14 anni in su. Con una lunghezza di soli 2,53 metri, la Topolino 100% elettrica si muove con un’eccezionale manovrabilità nei centri storici, offrendo una velocità massima di 45 km/h e un’autonomia fino a 75 km grazie alla batteria da 5,4 kWh.
All’interno, l’abitacolo sorprende per la luminosità delle ampie superfici vetrate, arricchito da un nuovo quadro strumenti digitale da 8,3†con grafica semplificata per una leggibilità immediata. È la visione di una mobilità che non si prende troppo sul serio, privilegiando la libertà espressiva e il comfort.
L’energia di questa collaborazione travalica il mondo dei motori per approdare a quello degli accessori. Per celebrare l’evento, Gallo ha realizzato due versioni di calze in cotone in edizione limitata. La prima riprende le righe multicolor e le tonalità corallo delle vetture; la seconda regala la suggestione di un fondale marino da indossare, popolato da coralli e piccole Topolino colorate.
Queste piccole opere d’arte tessile saranno disponibili dal 21 aprile esclusivamente nelle boutique Gallo di Milano, presso la Rinascente e negli aeroporti di Linate e Malpensa. In questa settimana dedicata al design, Fiat e Gallo ci ricordano che la mobilità può essere un gioco di ritmo e colore, un’immersione silenziosa nel futuro che lascia dietro di sé una scia di allegria corallo. Ora, non resta che vederle su strada.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 09:35:46 +0000Il silenzio che avvolgeva il mito si è finalmente spezzato sotto il cielo plumbeo dei Balcani. Per oltre trent’anni, il nome Lancia nel Mondiale Rally era stato un sussurro nostalgico, un ricordo sbiadito dai colori saturi legato ai successi leggendari della Delta, della 037 e della Stratos. Ma oggi, quel passato glorioso non è più solo un capitolo di un libro di storia. Il marchio torinese ha riallacciato il filo interrotto con la vittoria, conquistando un successo mondiale che profuma di rinascita e ambizione.
Sulle strade tormentate del Rally di Croazia, la nuova Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ha gridato al mondo di essere tornata per restare, dominando la categoria WRC2 e riportando i colori del Team Lancia Corse HF sul gradino più alto del podio.
Il Rally di Croazia non è stato una passerella, ma una battaglia di nervi e tecnica lungo 300 chilometri di prove speciali complicate da interpretare ad ogni singola curva. In questo scenario, Yohan Rossel, in coppia con Arnaud Dunand, ha messo in scena una prova di altissimo livello. Con sei “scratch” (vittorie di prova speciale) nelle prime due giornate, il pilota francese ha preso il comando con un’autorità che ha ricordato i grandi interpreti del passato.
Rossel, visibilmente emozionato ma lucido, ha descritto così la sua impresa: “È stato un bellissimo rally. Per noi e per il team. Sapevamo che le ambizioni di Lancia, quest’anno, erano quelle di tornare al meglio nel mondiale WRCâ€. Dopo l’esordio a Monte Carlo, la Croazia ha rappresentato la consacrazione: “tutto è stato perfetto, dalla scelta delle gomme, agli assetti. Era sempre tutto sotto controllo. Sono contento per il team, per me e per i fan di Lanciaâ€.
Il trionfo Lancia è stato completato dalla straordinaria prova di Nikolay Gryazin e Konstantin Aleksandrov. Nonostante un problema tecnico nella giornata di sabato che sembrava aver spento i sogni di gloria, l’equipaggio non si è arreso, incarnando quel carattere indomito che ha sempre contraddistinto il reparto corse della Casa. La domenica di Gryazin è stata un capolavoro di velocità pura: quattro vittorie su quattro prove speciali che gli hanno permesso di rimontare fino al terzo gradino del podio.
“Il piano era quello di recuperare il tempo perso e abbiamo impostato subito un gran passo vincendo tutte le prove della domenica e tornando sul podioâ€, ha dichiarato Gryazin al traguardo. Nonostante il rammarico per la vittoria sfumata, la sua soddisfazione è palpabile: “Dopotutto, visto che ci siamo riusciti, non posso che essere felice anche se, ovviamente, il mio obiettivo era la vittoria. Abbiamo spinto sin dal primo giornoâ€.
A coordinare questa sinfonia di motori è Didier Clément, Team Principal di Lancia Corse HF, che vede nei risultati croati la conferma di un progetto solido. “Dopo un Rally di Monte Carlo estremamente incoraggiante, entrambi gli equipaggi sono riusciti a evitare le insidie e a ottenere un risultato eccezionaleâ€, ha commentato Clément. Per il manager, la doppietta era quasi realtà : “La vittoria di Yohan Rossel e Arnaud Dunand, con lo splendido terzo posto di Nikolay Gryazin dimostrano che una doppietta era alla portata. Il passo c’è e l’affidabilità pure. Questo lascia ben sperare per il prosieguo della stagioneâ€.
Oggi Lancia non è solo un nome su una carrozzeria, ma una forza che guida saldamente la classifica Team in WRC2 con 84 punti. La Ypsilon Rally2 HF Integrale si è dimostrata, di fatto, “l’auto da battereâ€, capace di conquistare ben 13 scratch su 20 prove totali. La “Renaissance” di Lancia, avviata con un piano strategico decennale, ha trovato nelle corse il suo acceleratore naturale. Mentre i motori si raffreddano, lo sguardo è già rivolto al Rally delle Isole Canarie in Spagna. La leggenda è tornata e, dopo trent’anni, il mondo dei rally ha di nuovo un’eleganza veloce da temere.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 08:35:15 +0000C’è un momento preciso, ogni anno, in cui l’aria cambia sapore. Le giornate si allungano, il riverbero del sole sull’asfalto diventa più intenso e quel ronzio sordo, tipico degli pneumatici invernali che mordono la strada fredda, inizia a sembrare fuori posto. È il segnale che la stagione fredda è ormai alle spalle. Dal 15 aprile, infatti, scatta ufficialmente lo stop all’obbligo di pneumatici invernali su gran parte della rete stradale e autostradale italiana. È il momento di riporre catene e calze da neve per tornare a montare coperture più adatte alle alte temperature.
Molti automobilisti, per pigrizia o per risparmiare tempo, sono tentati di “finire” le gomme termiche durante l’estate. Tuttavia, affrontare il caldo con le coperture invernali non è affatto una scelta saggia. La fisica è impietosa: a causa della loro mescola più morbida e del disegno del battistrada, le gomme invernali sotto il sole soffrono. Il risultato? Spazi di frenata più lunghi e una minore tenuta di strada rispetto alle estive.
Non è solo una questione di sicurezza, ma anche di economia. Le “termiche” con il calore si consumano molto più in fretta e, a causa del maggior attrito, fanno lievitare i consumi di carburante. Il buonsenso suggerisce quindi di effettuare il passaggio non appena possibile, poiché ne va della salute del portafogli oltre che della propria incolumità .
Sebbene non sia esplicitamente vietato circolare in estate con gomme invernali, esiste una condizione tecnica imprescindibile: il codice di velocità (insieme alle misure e all’indice di carico) deve essere conforme a quanto indicato nella carta di circolazione. Durante l’inverno la legge permette una deroga, consentendo l’uso di gomme M+S con un codice di velocità inferiore a quello prescritto, fino a Q (160 km/h).
Tuttavia, questa tolleranza termina a metà maggio. Chi utilizza gomme con codice di velocità inferiore ha tempo fino al 15 maggio per regolarizzare la propria posizione. Chi ignora questa scadenza rischia pesanti sanzioni: una multa che va da 430 a 1.731 euro, accompagnata dal ritiro della carta di circolazione.
Se il vecchio treno di gomme estive è ormai arrivato al capolinea, si aprono due strade per l’acquisto: il mercato online o l’officina di fiducia. Sebbene il web offra prezzi competitivi, affidarsi direttamente a un gommista permette di avere un unico interlocutore in caso di problemi, evitando rimpalli di responsabilità tra chi vende e chi monta lo pneumatico.
Un’alternativa sempre più apprezzata è il passaggio alle gomme all season, ideali per chi percorre pochi chilometri e non affronta climi estremi. Queste coperture riportano la sigla M+S e spesso il simbolo del fiocco di neve (3PMSF), offrendo un buon compromesso su neve, bagnato e asciutto.
Indipendentemente dalla scelta, la durata di un treno di gomme — che può arrivare a 40-50.000 km — dipende strettamente dalla manutenzione. È fondamentale controllare la pressione di gonfiaggio almeno una volta al mese: gomme sgonfie si usurano sui bordi e aumentano i consumi, mentre quelle troppo gonfie si consumano al centro penalizzando il comfort. Ricordate inoltre che, sebbene il limite legale sia di 1,6 mm, il consiglio degli esperti è di non scendere mai sotto i 3 mm di battistrada, specialmente per garantire sicurezza sul bagnato.
Una volta smontate, le gomme invernali meritano un riposo adeguato. La soluzione più comoda è affidarle al gommista per la custodia stagionale, solitamente al costo di circa 30 euro. Se invece decidete di tenerle in garage, assicuratevi che siano al riparo dall’umidità e impilate correttamente per evitare deformazioni.
Un ultimo consiglio vitale: evitate di coprirle con il cellophane, che crea condensa, preferendo un telo traspirante. E soprattutto, non dimenticatele in solaio: le alte temperature estive dei sottotetti possono compromettere definitivamente la mescola, rendendole inutilizzabili per il prossimo inverno.
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 07:37:19 +0000Il 13 aprile 2026 sono previsti quattro scioperi nel settore dei trasporti e degli appalti ferroviari in Italia. Gli scioperi coinvolgono diverse città italiane e riguardano sia il trasporto pubblico locale che il personale impiegato negli appalti ferroviari. Di seguito forniamo tutti i dettagli relativi a orari, modalità , categorie coinvolte e aree interessate dagli scioperi del giorno.
Per la città di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza (Calabria), è stato indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 10.57 alle 14.57. Lo sciopero riguarda il trasporto pubblico locale e coinvolge il personale della società IAS Autolinee di Corigliano-Rossano. Le sigle sindacali che hanno indetto la protesta sono RSA FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
A Napoli, Campania, è stato proclamato uno sciopero locale della durata di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00. L’astensione dal lavoro riguarda il trasporto pubblico locale, con coinvolgimento del personale della società EAV. La mobilitazione è stata promossa dal sindacato ORSA Autoferro TPL.
Nel comune di Udine (Friuli-Venezia Giulia) è previsto uno sciopero articolato su due fasce: il servizio urbano sarà fermo dalle 17.30 alle 21.29, mentre il servizio extraurbano dalle 17.15 alle 21.14. Tra i coinvolti figura il personale della società ARRIVA Udine. Lo sciopero è stato proclamato dall’Associazione Sindacale Indipendente ASI-AU.
Oltre agli scioperi locali, per la giornata del 13 aprile 2026 è stato dichiarato anche uno sciopero nazionale di 4 ore a inizio turno montante, che coinvolge l’intero territorio di Italia. Lo sciopero interessa il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto dipendente della società Elior Ristorazione. La mobilitazione è stata proclamata dal sindacato COBAS Lavoro Privato.
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 13 Apr 2026 06:00:00 +0000