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Traffico autostradale condizionato da pioggia e vento forte in diverse tratte, oltre che da alcuni disagi sulla A14 e sulla A1. Sulla A14, in direzione Taranto, è segnalata una coda di 1 km per un incidente tra Cesena Nord e Valle del Rubicone; sulla A1, a Roncobilaccio, sono chiusi sia l’ingresso sia l’uscita per materiali dispersi, con deviazione consigliata a Pian del Voglio. Sulla stessa A14 sono inoltre indicati temporali e pioggia tra Cesena Nord e Rimini Nord, mentre vento forte interessa anche la A23 e la A12.
13:35 – Roncobilaccio
Entrata chiusa per materiali dispersi
Direzione indicata: Napoli
La segnalazione precisa che l’ingresso è chiuso al traffico verso Firenze. Entrata consigliata verso Firenze: Pian del Voglio.
13:33 – Roncobilaccio
Uscita chiusa per materiali dispersi
Traffico proveniente da Bologna
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Pian del Voglio.
14:03 – Tra Civitavecchia Nord e SS1 Aurelia
Vento forte
Entrambe le direzioni
La segnalazione interessa un tratto di 14,112 km, dal km 79,414 al km 65,302.
13:55 – Tra Rimini Nord e Cesena
Coda per safety car: scorta veicoli
Direzione Taranto
La segnalazione riguarda il tratto tra il km 112 e il km 110, per una lunghezza di 2 km.
13:52 – Tra Cesena Nord e Rimini Nord
Temporali
Entrambe le direzioni
La segnalazione interessa 23,7 km, dal km 117,3 al km 93,6.
13:52 – Tra Cesena Nord e Rimini Nord
Pioggia
Entrambe le direzioni
La segnalazione interessa 23,7 km, dal km 117,3 al km 93,6.
13:39 – Tra Cesena Nord e Valle del Rubicone
Coda di 1 km per incidente
Direzione Taranto
Il tratto interessato è compreso tra il km 100 e il km 95; la coda segnalata è di 1 km.
12:08 – Tra Cattolica e San Benedetto del Tronto
Vento forte
Entrambe le direzioni
La segnalazione interessa 167,5 km, dal km 311,7 al km 144,2.
12:34 – Tra Udine Nord e Confine di Stato
Vento forte
Entrambe le direzioni
La segnalazione interessa 93,9 km, dal km 119,9 al km 26.
13:09 – Tra Tagliacozzo e L’Aquila Ovest
Pioggia
Entrambe le direzioni
La segnalazione interessa 39,797 km, dal km 101,047 al km 61,25.
12:13 – Tra Avezzano e Cocullo
Pioggia
Entrambe le direzioni
La segnalazione interessa 33,7 km, dal km 121,6 al km 87,9.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 13:08:00 +0000Ferrari e Lamborghini non sono mancate a Diego Armando Maradona. Persino un camion Scania ha rimpolpato la sua collezione, eppure tra le auto appartenute a quello che per molti resta ancora il più grande calciatore di tutti i tempi un altro modello passa spesso colpevolmente in sordina: una Renault Fuego GTA Max bianca. Anche se il prestigio delle supercar italiane resta ineguagliabile, la vettura francese porta impresso un ricordo preciso della sua carriera e, a 35 anni dall’acquisto, continua a suscitare interesse.
Maradona la comprò nuova nel giugno del 1991, quando aveva trent’anni ed era tornato in Argentina dopo aver ricevuto una squalifica di quindici mesi per la positività a un controllo antidoping durante la sua ultima stagione al Napoli. Cercava un’auto con cui spostarsi a Buenos Aires e scelse una coupé prodotta proprio nel suo Paese. La Fuego sarebbe rimasta nelle sue mani poco più di un anno.
Presentata in Francia nel 1980, la Fuego sfruttava la meccanica della Renault 18 e in Argentina trovò una seconda casa: veniva costruita nello stabilimento di Santa Isabel, vicino a Córdoba, ed era diventata una delle sportive preferite del mercato locale.
La GTA Max rappresentava l’evoluzione più prestazionale della gamma argentina. Sotto il cofano, un quattro cilindri da 123 CV, abbinato a un cambio manuale a cinque marce, permetteva di raggiungere quasi 200 km/h. All’epoca era considerata l’automobile di produzione nazionale più veloce dell’Argentina.
Quella di Maradona aveva carrozzeria bianca, sedili in pelle nera e il caratteristico lunotto posteriore molto inclinato. Altro che preparazioni estreme: il fascino dell’esemplare dipende soprattutto dal suo primo proprietario e dal fatto che sia sopravvissuto in uno stato di conservazione notevole.
La Fuego comparve davanti alle telecamere, mentre Maradona raggiungeva gli studi di Ritmo de la Noche, il programma condotto da Marcelo Tinelli. La utilizzava inoltre per andare agli allenamenti nei boschi di Palermo, a Buenos Aires, e all’autodromo cittadino in occasione di una gara di Turismo Carretera.
Nel luglio 1992, prima di trasferirsi al Siviglia, il campione vendette la Renault. L’auto tornò a far parlare di sé nel 2018, quando venne proposta a 23.000 dollari con circa 67.500 chilometri sul contachilometri. Nel 2022 fu protagonista di un’iniziativa di sorteggio legata agli NFT. Due anni dopo venne esposta a Plaza Serrano, nel quartiere Palermo.
Nel marzo 2026 la coupé è riapparsa sul mercato attraverso la pilota Aixa Franke. I proprietari chiedevano 65.000 dollari e il contachilometri indicava appena 67.622 chilometri. Rispetto al 2024, ne aveva percorsi soltanto 38.
Non è l’unica vettura appartenuta al Pibe de Oro ad aver attirato l’attenzione dei collezionisti: la BMW i8 da lui guidata durante il periodo trascorso a Dubai è stata proposta all’asta.
La memoria del campione argentino rivive oggi, domenica 1° novembre, in televisione. Diego Armando Maradona Jr sarà ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, in onda su Canale 5 dalle 15.45. Il figlio del Pibe de Oro ripercorrerà il rapporto con il padre, scomparso il 25 novembre 2020, e parlerà degli ultimi sviluppi del procedimento giudiziario riguardante l’équipe medica che lo seguiva prima della morte. Negli studi si presenteranno anche Francesca Chillemi, Rodrigo Guirao, Emanuel Lo, Antonella Elia e Delia Duran, moglie di Alex Belli.
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 12:30:36 +0000Sulla strada verso il titolo di Auto dell’Anno 2027 c’è anche un nome che a Wolfsburg conoscono bene: Polo, questa volta però in versione elettrica. L’ID. Polo è una delle sette finaliste scelte dalla giuria del Car of the Year, un risultato che per la piccola elettrica tedesca vale come un biglietto da visita importante, a pochi mesi dal debutto sul mercato.
E mentre la corsa al premio entra nel vivo, la gamma si allarga con una versione d’ingresso più accessibile e con la sportiva GTI.
La shortlist di quest’anno ha fatto notizia per un motivo preciso: per la prima volta nella storia del premio, tutte e sette le candidate sono elettriche. Oltre alla Volkswagen ID. Polo ci sono BMW iX3, Cupra Raval, Hyundai Ioniq 3, Kia EV2, Renault Twingo e Volvo EX60, selezionate tra 38 modelli in gara. Nessuna cinese e nessuna italiana, due assenze che hanno fatto discutere. Il verdetto arriverà l’8 gennaio 2027, a Bruxelles.
Che sia una Polo lo si capisce subito, e non è un caso. Lunga circa quattro metri, nasce sulla piattaforma MEB+ del gruppo e punta su un design che richiama la tradizione senza copiarla, con un’impostazione volutamente semplice e simpatica.
L’abitacolo gioca la stessa carta: l’atmosfera ha un tocco classico, ma la sostanza è moderna, con strumentazione digitale e un grande schermo centrale. Un’elettrica che prova a far dimenticare l’impostazione sobria di certe sorelle, puntando su un aspetto subito riconoscibile.
La novità più concreta è l’arrivo delle versioni d’accesso, quelle che finalmente mantengono la promessa di un prezzo sotto i 25.000 euro, almeno con l’offerta di lancio. Prima, la ID. Polo partiva da circa 35.000 euro. Ora entra in listino una variante con batteria da 37 kWh netti e un solo motore elettrico, pensata per chi cerca l’essenziale senza rinunciare a una dotazione dignitosa.
La gamma si articola su tre allestimenti principali, Trend, Life e Style. Già la Trend ha una dotazione completa: sensori di parcheggio posteriori, fari LED, strumentazione digitale da 10 pollici, schermo centrale da 12,9, accesso keyless e climatizzatore automatico.
La Life aggiunge cruise control adattivo, telecamera posteriore, comandi vocali, ricarica a induzione per lo smartphone e luci ambientali.
In cima c’è la Style, con cerchi da 17 pollici, fari a matrice di LED, sedili sportivi riscaldabili, volante riscaldato, climatizzatore bi-zona e illuminazione d’ambiente a 30 colori.
Sul fronte dei motori, due le famiglie di potenza principali: 116 e 135 CV con la batteria piccola, 211 CV con la grande, a cui si affianca l’unità da 226 CV della GTI.
La batteria da 37 kWh garantisce fino a 323 km di autonomia. In corrente continua si ricarica fino a 88 kW, passando dal 10 all’80% in circa 23 minuti: tempi interessanti per una compatta a questo prezzo. Chi cerca più chilometri può guardare alla batteria da 52 kWh che porta l’autonomia dichiarata a 454 km.
La GTI è l’altra novità. Una hot hatch elettrica a trazione anteriore da 226 CV e 290 Nm, con scatto da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi e 175 km/h di velocità massima. Per tenere a bada la potenza c’è un differenziale autobloccante a controllo elettronico, come sulle Golf GTI, insieme a sospensioni adattive e a un profilo di guida dedicato. Non mancano i dettagli iconici: la striscia rossa sul frontale, il tessuto a quadri dei sedili e un cruscotto che può richiamare quello della Golf degli anni Ottanta.
Il listino parte da 26.100 euro per la Trend, scesi a 24.900 con l’offerta di lancio. La Life costa 28.800 euro con il motore da 116 CV e 30.000 euro con quello da 135 CV, mentre la Style arriva a 33.400 euro.
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 09:34:13 +0000Una supercar già imballata, fissata con le cinghie, pronta a partire per un viaggio verso l’altra parte dell’Oceano. Poi, a un passo dal decollo, arriva un controllo doganale e il piano salta.
È quello che è successo nella notte del 23 ottobre all’aeroporto di Francoforte, dove i funzionari dell’ufficio doganale hanno fermato una Ferrari 849 Testarossa destinata al Messico. Alla base del blocco, un sospetto che si è trasformato in conferma nel giro di poche ore: quella supercar sarebbe stata rubata in Belgio.
A far scattare l’allarme non è stato un controllo a campione né una soffiata, ma qualcosa di molto più banale. I documenti doganali presentati insieme alla dichiarazione di esportazione contenevano delle incongruenze, abbastanza evidenti da spingere i funzionari ad approfondire.
Di fronte a un’auto di questo valore, e con un’allerta della polizia già in circolazione, i doganieri hanno confrontato il numero di telaio con quello di una vettura segnalata come rubata. Il riscontro è stato positivo: l’esemplare era proprio quello.
L’ufficio doganale di Francoforte ha quindi disposto il sequestro, precisando che si tratta di una misura legata all’indagine e non di una sanzione. Chi si nascondesse dietro la spedizione, per ora, non è stato reso noto, e gli accertamenti sono ancora in corso.
Il bottino, se così si può dire, era di quelli importanti. La 849 Testarossa è la nuova ibrida plug-in di Maranello, erede della SF90 Stradale e prima Ferrari di serie a riprendere il nome leggendario della Testarossa.
Sotto il cofano lavora un V8 biturbo da 3,99 litri affiancato da tre motori elettrici, per una potenza complessiva di 1.050 cavalli. La batteria da 7,45 kWh permette di percorrere fino a 25 chilometri in modalità elettrica, mentre le prestazioni dichiarate sono da record: 0-100 km/h in meno di 2,3 secondi, 0-200 in 6,35 e una velocità massima oltre i 340 km/h.
Il listino parte da circa 450.000 euro, ma l’esemplare bloccato a Francoforte è stato valutato dalla dogana ben oltre i 500.000. Una cifra che rende l’idea di quanto sia ambita: le consegne sono iniziate soltanto quest’anno e chi ne ordina una può aspettare fino a ventiquattro mesi.
Con simili tempi di attesa, una Ferrari già pronta e “disponibile” può diventare un affare molto appetibile, soprattutto per chi non fa troppe domande sulla sua provenienza.
Il caso, a ben vedere, si inserisce in un copione già visto. Le supercar rubate in Europa finiscono spesso su mercati esteri dove le auto di lusso possono raggiungere quotazioni molto elevate, e il Messico rientra tra le destinazioni citate in queste ricostruzioni.
Alcuni osservatori ipotizzano che la Ferrari possa essere stata sottratta su commissione, un fenomeno per pochi che molti potrebbero relegare ai film più che alla vita reale, ma al momento non ci sono conferme ufficiali: non si sa quale organizzazione fosse coinvolta, né quale fosse il piano reale dietro il trasferimento.
L’unico dato certo è che a tradire l’operazione sia stata la burocrazia, cioè carte che non tornavano. Un piccolo dettaglio, ma sufficiente a bloccare una vettura da mezzo milione di euro sulla pista, a pochi passi dall’aereo.
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 09:02:17 +0000Una personalità che è stata di esempio a tutto il mondo del motorsport e non solo. Alex Zanardi, simbolo di coraggio e di sorriso anche nei momenti più difficili, viene ricordato da BMW Italia con un omaggio speciale: una BMW M3 “Tribute to Alex Zanardi”, esemplare unico costruito sulla base dell’attuale M3.
Un progetto che arriva per festeggiare quello che sarebbe stato il compleanno del pilota bolognese, a ridosso dei quarant’anni dalla nascita della prima M3, e che racconta quanto il legame tra Zanardi e la Casa dell’elica sia rimasto profondo anche dopo la sua scomparsa, avvenuta il 1° maggio 2026.
L’occasione scelta per il tributo è una data che a Zanardi sarebbe stata cara: il 23 ottobre, giorno in cui avrebbe compiuto sessant’anni. Per celebrarlo, BMW Italia ha lavorato insieme allo studio di design BorromeoDeSilva, trasformando una berlina sportiva in un omaggio a tutto ciò che il campione ha rappresentato.
Il suo rapporto con il marchio è lungo e solido: è stato pilota ufficiale BMW Motorsport e Brand Ambassador per oltre vent’anni, protagonista di una seconda carriera sportiva nata dopo l’incidente del Lausitzring del 15 settembre 2001, che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Una storia di rinascita che ha ispirato milioni di persone, ben oltre i confini delle corse.
A colpire, guardando l’auto, è la livrea. I designer hanno reinterpretato in chiave contemporanea i colori storici di BMW M, quelli che fin dagli esordi hanno accompagnato le vetture da competizione del marchio, dando loro un aspetto moderno senza tradirne lo spirito. Ma l’elemento più riconoscibile è un frutto: l’ananas, storico portafortuna di Zanardi, che compare nella grafica rielaborato con il linguaggio stilistico della divisione M. Un dettaglio che strappa un sorriso e racconta, meglio di mille parole, la positività con cui il pilota ha sempre affrontato la vita. Un simbolo piccolo, ma capace di trasformare una fiancata in un ricordo.
Il tributo continua anche nell’abitacolo. I sedili sono rivestiti in Alcantara antracite, con una zona centrale forata al laser che lascia intravedere un fondo cangiante, sfumato dal blu al rosso, i colori del marchio M.
Le fasce in Alcantara disegnano un motivo trasversale che prosegue sui pannelli delle porte, in un gioco di linee che richiama la BMW M3 E30 Sport Evolution, una delle auto più amate della storia sportiva del marchio. Alla realizzazione hanno contribuito Alcantara e Befuel, partner che hanno aiutato a trasformare il progetto creativo in una vettura reale.
Per l’occasione, BMW Italia ha scoperto anche un pannello celebrativo permanente nella House of BMW Italia, che ricorda Zanardi come il più grande modello che l’azienda abbia mai avuto, un’immagine che racconta bene il suo ruolo di esempio più che di semplice testimonial.
L’eredità di Alex, del resto, continua a vivere anche attraverso la sua famiglia: il figlio Niccolò è Ambassador di SpecialMente e istruttore nella BMW Driving Experience di Siegfried Stohr, dove si occupa in particolare dei corsi per persone con disabilità, che utilizzano una BMW M2 dotata di comandi speciali. Un modo concreto di portare avanti, giorno dopo giorno, lo spirito di chi ha sempre creduto che i limiti si possano superare.
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 08:43:13 +0000Un’auto che, anche a distanza di decenni, continua a far girare la testa agli appassionati. L’Audi Quattro per molti rappresenta uno dei punti più alti della storia a quattro anelli.
Presentata al Salone di Ginevra del 1980, ha insegnato al mondo cosa significasse davvero la trazione integrale applicata a una sportiva, e ha trasformato i rally in un’altra disciplina. Oggi, a oltre quarant’anni di distanza, una piccola azienda britannica decide di rimetterla in strada a modo suo.
Si chiama Audacious Automotive e il suo nuovo progetto, battezzato Audacious IV, unisce la silhouette inconfondibile della Ur-Quattro alla meccanica di una moderna RS4, con un V8 che promette di salire di giri come pochi altri.
L’Audi Quattro era una coupé spigolosa con un cinque cilindri turbo da circa 200 CV e, soprattutto, la trazione integrale permanente, un’idea nata dai test invernali condotti dagli ingegneri Audi su un mezzo militare Volkswagen.
In pochi anni cambiò i rally: Michèle Mouton vinse nel 1981 a Sanremo, prima donna a trionfare in una gara del Mondiale, mentre Röhrl, Mikkola e Blomqvist la portarono ai titoli iridati nei primi anni Ottanta. Rimase in produzione fino al 1991 e diede il nome a tutta la famiglia di modelli con trazione integrale del marchio, che ancora oggi porta quella sigla.
Il concetto è quello del restomod: non una copia fedele né un restauro, ma una reinterpretazione che prende il meglio del passato e lo rimette in forma con la tecnologia di oggi. L’Audacious IV nasce infatti da due auto donatrici, una Audi Quattro originale e una RS4, che vengono smontate e fuse in un’unica creatura.
Il risultato mantiene lo stile spigoloso e muscoloso della coupé degli anni Ottanta, con quei passaruota squadrati e quella linea tesa che hanno fatto sognare un’intera generazione, ma lo appoggia su una base molto più evoluta. Un progetto che, nelle intenzioni dei costruttori, vuole omaggiare un’icona senza ridurla a un pezzo da museo.
Il cuore tecnico dell’operazione è la RS4 di generazione B7, quella della metà degli anni Duemila. Su di essa poggia l’intera costruzione: l’Audacious IV conserva la geometria del telaio, le sospensioni, l’impianto frenante, l’elettronica e il cambio manuale a sei marce.
In pratica, la parte che determina il carattere di guida resta quella di una sportiva moderna, con tutta la precisione e la sicurezza che ne conseguono, mentre la carrozzeria racconta un’altra epoca. Una scelta intelligente, perché permette di godere dell’estetica retrò senza rinunciare alla solidità di una meccanica collaudata.
Naturalmente, aumentando la potenza serve rinforzare anche ciò che sta sotto. Per questo il cambio e il sistema di trazione integrale vengono potenziati dai tecnici di Audacious, in modo da reggere le maggiori sollecitazioni. La trazione integrale, d’altronde, è il filo rosso che lega la Quattro di ieri a quella di oggi: un’idea che ha fatto la storia del marchio e che qui continua a fare da colonna portante.
Sul fronte del motore c’è una sola base, il V8 da 4,2 litri della RS4, ma le configurazioni sono tre, anzi quattro. La versione standard sviluppa circa 600 CV, già sufficienti per far impallidire la maggior parte delle sportive.
Chi vuole di più può scegliere la variante con compressore TSS, che porta la potenza a 750 CV. A queste si aggiunge una terza proposta ancora in fase di sviluppo, il vero colpo di scena: un V8 progettato per arrivare a un limitatore di 10.000 giri al minuto.
Audacious non ha ancora rivelato la potenza di questa unità, ma ha precisato che l’obiettivo sarà privilegiare la prontezza di risposta e il carattere sempre in alto. Anche questo motore sarà disponibile con o senza compressore, per un totale di quattro scelte.
Le dichiarazioni del costruttore parlano di uno scatto da 0 a 100 km/h, in 3,4 secondi, e di una velocità massima di 320 km/h.
Sono numeri dichiarati e non ancora verificati in modo indipendente, ma raccontano bene l’ambizione del progetto: una nonna delle rally trasformata in una vera hypercar su base vintage. Il V8 riceverà inoltre interventi sostanziali, anche se, per ora, il costruttore non ha chiarito in cosa consistano.
Per tenere sotto controllo il peso e per dare alla carrozzeria la rigidità che serve con simili potenze, Audacious ha scelto la fibra di carbonio. Delle cinquanta unità previste, ben quaranta avranno una scocca completamente in carbonio, mentre le altre dieci manterranno la finitura metallica, per chi preferisce un’estetica più tradizionale.
Una scelta che racconta quanto il progetto sia pensato per un pubblico di intenditori, capace di apprezzare tanto la tecnologia quanto la cura artigianale. Vedere un materiale tipico delle competizioni su una forma nata negli anni Ottanta è uno dei contrasti più affascinanti dell’intero lavoro.
Anche l’abitacolo gioca con la nostalgia. L’ambiente interno ha un’impostazione retrò, ma si riconoscono diversi componenti della RS4 che fa da base: ad esempio il volante e la strumentazione con i quadranti analogici. L’idea è quella di dare la sensazione di sedersi in un’auto d’epoca, senza però rinunciare alla familiarità e alla qualità costruttiva di un modello più recente.
Come spesso accade nei restomod di questo livello, i futuri proprietari potranno personalizzare l’interno secondo i propri gusti, scegliendo materiali, colori e finiture per rendere l’auto davvero unica.
Un’operazione del genere non poteva che essere esclusiva. Audacious costruirà solo cinquanta esemplari, e il prezzo parte da 350.000 sterline, che al cambio attuale corrispondono a circa 420.000 euro. Non è tutto: i tempi di realizzazione sono lunghi, circa tre anni dalla commissione alla consegna, e chi desidera la propria Audacious IV dovrà procurarsi da solo le due auto donatrici, la Ur-Quattro e la RS4, un investimento già di per sé considerevole.
Una cifra importante, dunque, per un oggetto che non è un’auto da tutti i giorni ma un pezzo da collezione, nato per chi ama la Quattro e non vuole accontentarsi di guardarla. Resta da vedere quanti appassionati accetteranno la sfida, ma una cosa è certa: l’idea di una leggenda dei rally con un V8 capace di arrivare a 10.000 giri ha tutto per far sognare.
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 08:25:23 +0000Sprint Race intensissima a Sepang con un super Pedro Acosta che dalla terza casella in griglia ha atteso il momento opportuno per strappare la prima posizione ai competitor della Ducati e dell’Aprilia. Ci si attendeva una Desmosedici in P1, ma Alex Marquez si è autoeliminato quando era in testa alla gara breve e Marc Marquez non si è preso eccessivi rischi e ha massimizzato l’assenza di Jorge Martin, mettendo in cascina subito altri 9 punti grazie alla medaglia d’argento alle spalle dell’alfiere di punta della KTM.
Gli altri 2 grandi protagonisti della SR sono stati Marco Bezzecchi e Ai Ogura, alfieri rispettivamente del team factory dell’Aprilia e della squadra satellite Trackhouse. Il giapponese ha comandato per lunghi tratti la sfida di 10 giri ma poi ha perso la sua consueta esplosività sulla RS-GP26, cedendo il passo alla regolarità di guida del romagnolo. Pur senza particolari sussulti il Bez si è infilato al collo la medaglia di bronzo. Dietro ad Ai Ogura, quarto al traguardo, Di Giannantonio, Bagnaia, Binder, Moreira e Bastianini hanno completato la zona punti.
Allo spegnimento dei semafori Marc Marquez si è messo subito davanti a tutti, scavalcando suo fratello minore alla prima curva. Alle spalle dei primi due sono salite in cattedra le KTM di Acosta e Bastianini che si sono inserite nella lotta tra le Aprilia di Ogura a Bastianini. Alex Marquez, dopo aver perso la P1, è stato anche impensierito da Pedro Acosta nei primi giri. Il campione in carica ha approfittato del testa a testa tra Alex e Pedro per raddoppiare il suo vantaggio. Il numero 93 ha conquistato il successo più importante dell’anno, anticipando i connazionali. Ogura ha preceduto Bastianini e Bezzecchi. Ducati ha anche scavalcato Aprilia in classifica costruttori.
Marc Marquez: 9 – Con estrema intelligenza ha sussurrato alle gomme, dando l’impressione di essersi ripreso anche fisicamente rispetto alla parte centrale di stagione. Con lungimiranza è arrivato al momento chiave del campionato in condizioni migliori, fisiche e mentali, rispetto ai rivali dell’Aprilia. Il pilota della Casa di Borgo Panigale ha avuto la brillante idea di lasciare battagliare i rivali nei primi giri della SR per poi elevarsi sul secondo gradino al momento giusto. Suo fratello si è steso, mentre Ai Ogura è calato dopo pochi giri. Sempre guardingo a tenere lontano il Bez, non si è avvicinato ad Acosta, anche perchè in questa annata non è lui il rivale.
Nel Gran Premio della Malesia il 9 volte iridato si è preso la leadership senza troppi affanni con una staccata impeccabile in Curva-1. Marc con costanza ha acquisito un leggero vantaggio sui connazionali e con grande attenzione ha gestito le mescole. Suo fratello ha fatto un po’ da tappo ad Acosta, consentendogli di scappare via. Settima vittoria in stagione per il numero 93 che potrebbe celebrare la decima corona già nella prossima tappa se guadagnerà un margine di 30 punti su Martin infortunatosi in Australia.
Pedro Acosta: 8,5 – Sta lasciando la Casa austriaca che lo ha lanciato ai massimi livelli nel Motomondiale con risultati di spessore e in linea con le prime performance ottenute in top class. La SR dello spagnolo si è dimostrata un riflesso chiaro del suo processo di crescita nel corso del 2026. Abile ad aspettare il momento propizio in condizioni di pista difficili è emerso il suo talento alla distanza. La sensibilità con cui guida la KTM è da campioni veri, ma solo in sella alla Ducati con una sfida interna generazionale contro Marc Marquez saggeremo dal 2028 le reali capacità dello spagnolo. In gara ha provato a replicare quanto visto nella Sprint Race, battagliando con le Desmosedici.
Alex Marquez: 7 – Il grande deluso del sabato ha commesso un errore non da vice campione del mondo. Scattato a fionda dalla pole è caduto quando era in testa dopo poche tornate, mandando in fumo una super occasione. Il pilota del team Gresini Racing ha scaraventato in ghiaia una delle ultime chance per una vittoria in sella alla Ducati Desmosedici. In gara il numero 73 ha mostrato un feeling superiore e il suo ritmo è stato discreto, tenendo a bada per metà GP i competitor, favorendo la fuga per la vittoria di Marc. Il terzo posto è un risultato incoraggiante in vista del finale di stagione.
Ai Ogura: 7 – Il giapponese è sempre un osso duro quando è in giornata e in questa annata ha dimostrato di essere migliorato sotto tutti gli aspetti rispetto all’anno di debutto in MotoGP. Il campione della classe di mezzo del 2024 ha dato spettacolo nella Sprint Race per poi strappare la quarta posizione in gara.
Marco Bezzecchi: 6 – Diciannovesimo podio in una Sprint Race in MotoGP, frutto di una performance costante. In condizioni non ideali, in un clima non favorevole al team ufficiale della Casa di Noale, il nativo di Rimini ha estratto il massimo, riuscendo ad arrivare terzo nella sfida breve. In gara il romagnolo si è velocemente portato in quarta posizione alle spalle dell’armata spagnola, ma è crollato poi nelle ultime tornate. Alla fine ha chiuso sesto alle spalle di Enea Bastianini (voto 7).
Pecco Bagnaia: 5 – I pochi punti conquistati nella SR avevano lasciano ben sperare in vista della gara, ma nella sfida domenicale è nuovamente scivolato in quindicesima posizione fissa. Nella lotta a perdere con Franco Morbidelli per il consueto premio di peggior Ducati in pista, stavolta il torinese la vince a mani basse. Che agonia questo 2026 per il bicampione della classe regina!
Fabio Quartararo: 4 – Mancano poche settimane al passaggio in Honda e il rapporto con il team di Iwata si sta concludendo nel peggiore dei modi. Il campione di Nizza non ha più intenzione di prendersi rischi su una M1 pessima che, in teoria grazie al nuovo motore, avrebbe dovuto fare un balzo in avanti notevole. El Diablo ha mollato mentalmente e sta occupando stabilmente le ultime posizioni della classifica. I suoi compagni di marca non stanno facendo di meglio, ma le sue brutte performance fanno più rumore.
Maverick Vinales: 3 – Da quando è rientrato, dopo i problemi fisici alla spalla sinistra, ha avuto una serie complicazioni in sella alla KTM. Il pilota spagnolo non vorrebbe lasciare la MotoGP, ma ha ammesso che per riuscire a far parte della griglia titolare servirebbe “un miracolo”, pur non escludendo la possibilità di valutare ruoli alternativi nel paddock. La sua carriera rimane un rimpianto per tutti gli appassionati perché avrebbe dovuto, anche grazie all’aiuto di Jorge Lorenzo, raccontare di battaglie epiche con i connazionali nelle posizioni di vertice della graduatoria. Ha chiuso la corsa nelle ultime posizioni.
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 08:02:27 +0000Nel novembre 2026 sono previsti scioperi nei settori aereo, ferroviario, del trasporto pubblico locale e del trasporto merci, oltre a uno sciopero generale nazionale il 20 novembre. Le mobilitazioni interessano diverse città e, in alcuni casi, hanno portata nazionale o coinvolgono più settori: di seguito date, categorie interessate e orari comunicati.
Nella città di Bari, in Puglia, è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00 nel settore aereo. La protesta riguarda il personale della società ENAV dell’aeroporto di Bari ed è indetta dalla RSA FAST-CONFSAL-AV.
Nella città di Volla, in Campania, è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 7.00 alle 15.00 nel settore del trasporto merci. È coinvolto il personale della società Vincenzo Miele Trasporti; lo sciopero è proclamato da UGL Viabilità e Logistica.
Nella città di Genova, in Liguria, è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30 nel trasporto pubblico locale. L’agitazione riguarda il personale della società AMT ed è indetta da OST CUB Trasporti.
Nella città di Palermo, in Sicilia, è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 nel trasporto pubblico locale. È coinvolto il personale della società AMAT; la proclamazione è di OSP CUB Trasporti.
In tutta Italia è previsto uno sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 9.01 alle 16.59, che riguarda il personale della società Italo-NTV. È proclamato da FILT-CGIL, FIT-CISL, UGL Ferrovieri, FAST-Confsal e ORSA Trasporti.
Sempre in tutta Italia, è previsto uno sciopero di 22 ore, dalle 02.00 alle 23.59, del personale operativo degli equipaggi di Italo NTV. Lo sciopero è indetto da UILT-UIL.
In tutta Italia è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 21.00 del 10 novembre alle 04.59 dell’11 novembre, nel trasporto merci su rotaia. È interessato il personale della società SBB Cargo Italia; lo sciopero è proclamato da OSR FILT-CGIL.
Nella città di Cosenza, in Calabria, è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 09.59 alle 13.59 nel trasporto pubblico locale. L’agitazione riguarda il personale della società Busitalia Rail Service, B.U. Calabria, ed è indetta da OSR FAISA-CISAL.
Nella città di Venezia, in Veneto, è previsto uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale. È coinvolto il personale della società ATVO; lo sciopero è proclamato da OSP SGB e FAST Mobilità.
In Lombardia è previsto uno sciopero di 24 ore, con modalità varie, nel trasporto pubblico locale. L’agitazione riguarda il personale delle società del gruppo ATM di Milano ed è indetta da AL-COBAS.
Nella città di Bari, in Puglia, è previsto uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 24.00 nel trasporto pubblico locale. È coinvolto il personale della società AMTAB; lo sciopero è proclamato da OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e UGL Autoferro.
Nella città di Napoli, in Campania, è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 nel trasporto pubblico locale. L’agitazione riguarda il personale della società ANM ed è indetta da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-FNA e FAISA-CISAL.
In tutta Italia è proclamato da CGIL uno sciopero generale di intera giornata, che riguarda i settori pubblici e privati, compresi quelli in appalto e strumentali.
In tutta Italia è inoltre previsto uno sciopero plurisettoriale proclamato da CUB Trasporti e SGB Ferrovie. Per il settore ferroviario e il trasporto merci su rotaia è indicata una durata di 23 ore, dalle 21.00 del 20 novembre alle 20.00 del 21 novembre; per il trasporto pubblico locale è coinvolta l’intera prestazione lavorativa del 21 novembre. La protesta riguarda il personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria.
Prosegue nella giornata del 21 novembre lo sciopero plurisettoriale nazionale di CUB Trasporti e SGB Ferrovie: per il settore ferroviario e il trasporto merci su rotaia la mobilitazione termina alle 20.00, mentre nel trasporto pubblico locale interessa l’intera prestazione lavorativa.
Nella città di Verona, in Veneto, è previsto uno sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00. È coinvolto il personale della manutenzione e ingegneria di RFI, DOIT Verona, Unità territoriale Sud; lo sciopero è proclamato da OSR ORSA Ferrovie.
Nella città di Milano, in Lombardia, è previsto uno sciopero di 24 ore, dalle 00.01 alle 24.00 nel settore aereo. L’agitazione riguarda il personale della società ENAV all’aeroporto di Milano Malpensa ed è indetta dalla RSA FAST-CONFSAL-AV.
Nella città di Venezia, in Veneto, è previsto uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59 nel settore aereo. È coinvolto il personale della società Sicuritalia IVRI all’aeroporto Marco Polo; lo sciopero è proclamato da OST FISASCAT-CISL.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 07:00:00 +0000Il prezzo medio dei carburanti in autostrada, secondo l’ultimo aggiornamento disponibile del 31 ottobre 2026, è di 2,036 euro al litro per la benzina self e di 2,288 euro al litro per il gasolio self. Per il GPL servito il valore è di 0,903 euro al litro, mentre per il metano servito è di 1,953 euro. Di seguito, i dati e una panoramica delle componenti che concorrono a determinare il prezzo di benzina e gasolio.
I prezzi medi riportati nella tabella si riferiscono all’aggiornamento del 31 ottobre 2026.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | Self | 2,036 euro |
| Gasolio | Self | 2,288 euro |
| GPL | Servito | 0,903 euro |
| Metano | Servito | 1,953 euro |
Il prezzo della benzina alla pompa deriva da diverse componenti e, nella ripartizione considerata, la quota fiscale rappresenta il 58% del totale, mentre quella industriale pesa per il 42%. La componente industriale si divide a sua volta tra costo della materia prima e margine lordo. La materia prima incide per il 30% sul prezzo finale: il suo valore è influenzato dalle quotazioni internazionali e dal cambio euro/dollaro. Quando le quotazioni del prodotto sui mercati salgono o scendono, oppure varia il rapporto tra le due valute, può cambiare il costo di approvvigionamento. Il margine lordo costituisce invece il 12% del prezzo. È la parte sulla quale l’operatore può intervenire per modificare il prezzo alla pompa, pur restando all’interno di un prezzo complessivo che include anche imposte e costo della materia prima. La componente fiscale, pari al 58%, è quindi superiore alla componente industriale nel suo insieme. Quest’ultima comprende sia un elemento legato ai mercati internazionali e al cambio, sia il margine lordo. Per leggere correttamente il prezzo esposto al distributore è utile distinguere queste quote: non tutto il prezzo dipende dalle decisioni del singolo gestore, poiché una parte rilevante è determinata dalla fiscalità e un’altra dal costo di acquisto del prodotto.
Per il gasolio, la componente fiscale rappresenta il 45% del prezzo, mentre quella industriale ammonta al 55%. Quest’ultima è composta dal costo della materia prima, influenzato dalle quotazioni internazionali e dall’andamento del cambio euro/dollaro, e dal margine lordo. Nel quadro considerato, la materia prima incide per il 45% sul prezzo finale: variazioni sui mercati internazionali o nel rapporto tra euro e dollaro possono quindi riflettersi sul costo del prodotto. Il margine vale invece il 10% del prezzo ed è la quota sulla quale l’operatore può agire per modificare il prezzo alla pompa. La distinzione tra questi elementi aiuta a comprendere perché il prezzo del gasolio non dipenda da un solo fattore. La componente industriale, pari complessivamente al 55%, comprende sia il costo di approvvigionamento sia il margine; la componente fiscale, che costituisce il restante 45%, completa il prezzo pagato dal consumatore. Il margine è dunque una parte più contenuta rispetto al costo della materia prima, ma è quella su cui il singolo operatore può intervenire. Al contrario, le quotazioni internazionali e il cambio incidono sulla materia prima, mentre la quota fiscale concorre alla formazione del prezzo complessivo secondo la ripartizione indicata.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 2.014 per la benzina, 2.245 per il diesel, 0.800 per il gpl, 2.077 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.243 |
| Benzina | SELF | 2.019 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 2.022 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.288 |
| Benzina | SELF | 2.048 |
| GPL | SERVITO | 0.778 |
| Metano | SERVITO | 1.993 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.257 |
| Benzina | SELF | 2.028 |
| GPL | SERVITO | 0.873 |
| Metano | SERVITO | 2.071 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.261 |
| Benzina | SELF | 2.026 |
| GPL | SERVITO | 0.822 |
| Metano | SERVITO | 2.141 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.284 |
| Benzina | SELF | 2.035 |
| GPL | SERVITO | 0.756 |
| Metano | SERVITO | 1.918 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.237 |
| Benzina | SELF | 2.005 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
| Metano | SERVITO | 2.081 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.244 |
| Benzina | SELF | 2.014 |
| GPL | SERVITO | 0.773 |
| Metano | SERVITO | 2.163 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.233 |
| Benzina | SELF | 2.006 |
| GPL | SERVITO | 0.767 |
| Metano | SERVITO | 2.032 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.222 |
| Benzina | SELF | 2.000 |
| GPL | SERVITO | 0.865 |
| Metano | SERVITO | 2.041 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.228 |
| Benzina | SELF | 1.997 |
| GPL | SERVITO | 0.768 |
| Metano | SERVITO | 1.988 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.229 |
| Benzina | SELF | 2.005 |
| GPL | SERVITO | 0.798 |
| Metano | SERVITO | 2.098 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.265 |
| Benzina | SELF | 2.027 |
| GPL | SERVITO | 0.807 |
| Metano | SERVITO | 2.060 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.233 |
| Benzina | SELF | 2.001 |
| GPL | SERVITO | 0.762 |
| Metano | SERVITO | 1.983 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.247 |
| Benzina | SELF | 2.019 |
| GPL | SERVITO | 0.764 |
| Metano | SERVITO | 2.071 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.232 |
| Benzina | SELF | 2.011 |
| GPL | SERVITO | 0.867 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.261 |
| Benzina | SELF | 2.021 |
| GPL | SERVITO | 0.815 |
| Metano | SERVITO | 2.158 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.232 |
| Benzina | SELF | 2.010 |
| GPL | SERVITO | 0.783 |
| Metano | SERVITO | 2.139 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.241 |
| Benzina | SELF | 2.010 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
| Metano | SERVITO | 2.290 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.232 |
| Benzina | SELF | 2.008 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 2.102 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.241 |
| Benzina | SELF | 2.008 |
| GPL | SERVITO | 0.869 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 01 novembre 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.237 |
| Benzina | SELF | 2.004 |
| GPL | SERVITO | 0.782 |
| Metano | SERVITO | 2.118 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 07:00:00 +0000Tra le sette finaliste per il titolo di Auto dell’anno 2027 c’è anche la Renault Twingo E-Tech Electric, uno dei modelli centrali della gamma del marchio francese, soprattutto in ottica futura, considerando l’importanza dell’elettrificazione. La vettura dovrà superare una concorrenza agguerrita per la conquista del premio che sarà attribuito il prossimo 8 gennaio 2027, a margine del Salone dell’auto di Bruxelles.
Negli ultimi anni, Renault ha lavorato molto bene. Grazie alla Renault Twingo E-Tech Electric, infatti, il marchio arriva alla finale della competizione per la conquista del titolo di Auto dell’anno 2027 per il sesto anno consecutivo. Nel recente passato, inoltre, il brand ha ottenuto due vittorie, con Scénic E-Tech Electric nel 2024 e Renault 5 E-Tech Electric nel 2025. L’obiettivo è ora quello di fare un incredibile tris.
Queste sono le vetture Renault che sono entrate nel gruppo delle finaliste di Auto dell’anno dal 2022:
Le finaliste dell’edizione 2027 sono BMW iX3, Cupra Raval, Hyundai Ioniq3, Kia EV2, Renault Twingo, Volkswagen ID.Polo e Volvo EX60.
La Renault Twingo E-Tech Electric rappresenta un progetto molto importante per la Casa francese, che punta a rafforzare la sua presenza sul mercato, in un segmento sempre più centrale per il settore delle quattro ruote europeo. La stessa azienda ha definito la vettura come un “game changer”, l’obiettivo è rendere accessibili i veicoli elettrici di segmento A in Europa. Come confermano i dati di vendita, la Twingo sta già iniziando a ritagliarsi uno spazio di primo piano sul mercato europeo. Nel corso del terzo trimestre, con quasi 26 mila unità vendute, ha conquistato la leadership del suo segmento.
La vettura è un concentrato di versatilità in formato compatto. In soli 3,79 metri di lunghezza, offre un’abitabilità sorprendente grazie alla carrozzeria a cinque porte, ai sedili posteriori scorrevoli di 17 cm e al sedile anteriore abbattibile. Questa modularità permette di estendere il bagagliaio fino a 360 litri, con una lunghezza di carico utile di ben 2 metri, rendendola un’alleata perfetta per la vita urbana senza rinunciare al comfort, ulteriormente impreziosito dal tetto panoramico in vetro Twingobay. Proposta sul mercato a un prezzo di partenza inferiore ai 20.000 euro (al netto degli eventuali incentivi statali), la city-car francese fissa un nuovo standard per il segmento A, facendo un passo decisivo verso la reale democratizzazione della mobilità a zero emissioni, rendendo l’auto elettrica un’opzione finalmente alla portata di un pubblico molto più vasto.
Fabrice Cambolive, CEO della Marca Renault, ha commentato:
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 06:30:25 +0000Con Twingo, abbiamo raccolto una sfida che molti consideravano impossibile: offrire un’auto elettrica europea, attrattiva, tecnologica ed accessibile per meno di 20.000 euro. Riprendendo lo spirito pionieristico che ha decretato il successo della Twingo originale, dimostriamo la nostra capacità di anticipare le attese del mercato per rendere la mobilità elettrica accessibile a tutti. Dal lancio, Twingo E-Tech Electric ha già registrato circa 26.000 vendite e si è portata al primo posto del suo segmento nel terzo trimestre. Ciò dimostra che è possibile democratizzare la mobilità elettrica senza rinunciare a tutto ciò che fa amare l’automobile: design, ingegnosità, piacere di guida ed emozione. Vedere oggi Twingo tra le 7 finaliste del premio “Auto dell’anno 2027” ci rende immensamente orgogliosi. È anche un’ulteriore dimostrazione della dinamica di Renault che, ogni anno dal 2022, piazza una delle sue auto tra le finaliste.
La filosofia “Simply Clever” che, da tempo, caratterizza Škoda trova applicazione in un nuovo progetto del brand del Gruppo Volkswagen. La Casa, infatti, ha avuto un’idea tanto semplice quanto efficace, permettendo ai clienti di poter aggiungere accessori ai propri veicoli sfruttando la stampa 3D. Si tratta di un’idea che, in futuro, potrebbe diventare un esempio da seguire per il settore delle quattro ruote. Andiamo a scoprire tutti i dettagli dell’iniziativa che il brand mette a disposizione della clientela.
L’acquisto di piccoli accessori per l’abitacolo in concessionaria o nei negozi specializzati potrebbe presto diventare una pratica del passato. Škoda ha deciso di compiere un passo innovativo nel mondo della personalizzazione automobilistica, trasferendo la produzione di componenti pratici direttamente nelle case dei guidatori grazie all’uso delle tecnologie domestiche.
Per rendere possibile quest’opportunità, Škoda ha messo a disposizione i file digitali degli accessori, che possono essere scaricati gratuitamente, per poi essere dati in pasto a una stampante 3D che si occuperà della realizzazione materiale dell’oggetto scelto.
Si tratta di un’iniziativa che rende i modelli Škoda ancora più interessanti e che, nel prossimo futuro, potrebbe essere replicata anche da altri brand, rendendo più accessibile la personalizzazione delle auto, anche in una fase successiva all’acquisto.
Il brand non ha più la necessità di vendere tutti gli accessori, ma può affidarsi a questo sistema per consentire ai propri clienti di ricorrere alla stampa 3D e completare così la dotazione della vettura. Le opportunità sono davvero tante e si estendono a vari modelli, come la nuova Octavia.
Tra gli oggetti che è possibile realizzare figurano soluzioni pratiche per l’abitacolo come portabicchieri, supporti per lo smartphone o piccoli organizzatori per il vano portaoggetti. In questo modo, il cliente non si limita a stampare il pezzo, ma può adattarlo alle proprie specifiche esigenze, portando la tradizionale filosofia Simply Clever a un livello ancora più avanzato.
L’iniziativa, tuttavia, si spinge oltre i confini dell’abitacolo: i fan del marchio possono infatti scaricare e stampare anche oggetti lifestyle, come portachiavi, gettoni per il carrello della spesa, decorazioni da parete, spille e persino orecchini, per portare con sé lo spirito Škoda in ogni momento.
Chiaramente, gli accessori che possono essere realizzati in questo modo non servono al funzionamento della vettura ma permettono di renderne più comodo l’utilizzo. La procedura da seguire è molto semplice. Il cliente può scaricare i file digitali degli accessori compatibili per il proprio modello Škoda e può poi inviare alla stampante 3D il progetto desiderato, andando a scegliere in autonomia sia il materiale che il colore.
Il progetto è accessibile tramite Printables, piattaforma gestita da Prusa Research, azienda con sede nella Repubblica Ceca, proprio come Škoda. Per il momento, sono disponibili 16 progetti pronti per la stampa 3D, ma in futuro l’elenco è destinato ad arricchirsi, con tanti progetti pronti per essere messi a disposizione dei clienti del brand.
Staremo a vedere se questa soluzione innovativa farà da apripista nel settore automotive, spingendo altri costruttori a seguire l’esempio di Škoda per la personalizzazione dei veicoli.
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 06:30:15 +0000M+S e 3PMSF sono sigle accostate come se fossero equivalenti, ma in realtà richiamano caratteristiche differenti. La prima marcatura esprime la destinazione d’uso dichiarata dal costruttore. Il secondo contrassegno identifica il superamento di una prova regolamentata di aderenza sulla neve.
Sulle strade italiane interessate dalle ordinanze, il periodo delle dotazioni invernali va dal 15 novembre al 15 aprile, con possibili variazioni locali. All’estero possono invece cambiare sia il calendario sia le marcature ammesse.
La lettera M deriva dall’inglese Mud, fango, mentre S sta per Snow, neve. La marcatura indica che lo pneumatico presenta caratteristiche destinate anche all’impiego su questi fondi. Sui prodotti e nei documenti tecnici si possono incontrare varianti grafiche come M.S, M&S, MS o M-S, oltre alla forma più conosciuta M+S.
L’espressione Three Peak Mountain Snowflake, abbreviata in 3PMSF, descrive il pittogramma: una montagna a tre cime che racchiude un fiocco di neve. È chiamato anche simbolo alpino e viene stampato in rilievo sul fianco. Il contrassegno da individuare sulla gomma è dunque il disegno regolamentato.
A differenza della sola M+S, questa marcatura presuppone il raggiungimento di una soglia minima di prestazione sulla neve. Il riferimento tecnico è il regolamento ONU 117 che disciplina i requisiti e le modalità di verifica.
Il confronto avviene con uno pneumatico standard di riferimento attraverso procedure che rendono confrontabili le misurazioni. Per la classe C1, relativa alle autovetture, il regolamento prevede un indice minimo di 1,07 nella prova di frenata sulla neve oppure di 1,10 con il metodo di trazione previsto. Sono soglie riferite al rispettivo procedimento e alo pneumatico campione utilizzato.
Quel valore di 1,07 non autorizza in particolare a promettere che l’auto si fermerà sempre nel 7% di spazio in meno. L’indice esprime il rapporto fra le prestazioni definite dal metodo di prova. Sulla strada reale cambiano veicolo, fondo e condizioni d’impiego.
M+S descrive una destinazione d’uso mentre il simbolo alpino aggiunge una prestazione verificata sulla neve. La presenza contemporanea dei due segni non è allora una duplicazione in quanto le informazioni si completano. In pratica:
Il pittogramma alpino non identifica solo gli pneumatici da sostituire a ogni cambio di stagione. Anche una gomma all season, comunemente chiamata quattro stagioni, può riportare M+S e 3PMSF.
L’immagine del fiocco può suggerire una protezione contro tutti i pericoli dell’inverno. In realtà, aderenza sulla neve e aderenza sul ghiaccio sono due condizioni differenti. L’etichetta europea prevede un pittogramma aggiuntivo per gli pneumatici che soddisfano il requisito sul ghiaccio. Per gli pneumatici C1 la verifica fa riferimento alla norma ISO 19447. Allo stesso modo nessuna marcatura elimina la necessità di adattare velocità e distanze al fondo incontrato.
Sull’etichetta europea compaiono informazioni complementari: classe di efficienza energetica legata alla resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e rumore esterno, oltre agli eventuali pittogrammi neve e ghiaccio. Le classi per efficienza e bagnato vanno da A a E. Il rumore è espresso in decibel e accompagnato dalla relativa classe. Il QR code consente di accedere alle informazioni del prodotto nella banca dati EPREL.
Per riconoscere una gomma compatibile con la propria automobile bisogna leggere anche numeri e lettere che precedono le marcature invernali. Consideriamo la designazione 205/55 R16 91H, accompagnata da M+S e pittogramma 3PMSF. Ogni elemento ha una sua funzione:
La lettera R non significa raggio e il numero 55 non esprime un’altezza in millimetri. Allo stesso modo 91 non è il peso sopportabile dalla gomma.
L’eventuale deroga invernale sull’indice di velocità va tenuta separata dalla lettura di M+S e 3PMSF. La normativa in vigore in Italia permette l’impiego stagionale di pneumatici invernali con codice inferiore a quello ordinario del veicolo, nei limiti previsti e comunque non sotto Q, equivalente a 160 km/h.
Quando si utilizza la deroga, vanno rispettate anche le prescrizioni sull’indicazione della velocità massima al conducente. Se invece le gomme soddisfano integralmente le caratteristiche richieste dal veicolo, compreso l’indice di velocità, la marcatura invernale non comporta da sola un divieto estivo.
Per le autovetture il limite minimo del battistrada è di 1,6 millimetri, ma raggiungere appena quella soglia non equivale a conservare le prestazioni invernali originarie. Il suggerimento comune è di sostituire gli invernali sotto i 4 millimetri. Sul fianco si trova inoltre il codice della data di fabbricazione, spesso letto nella sequenza Dot. Le quattro cifre finali indicano settimana e anno: per esempio, 3526 corrisponde alla trentacinquesima settimana del 2026.
Per verificare le proprie gomme prima dell’inverno, il controllo può partire dal fianco: individuare M+S, cercare la montagna con il fiocco, annotare misura e indici. Il passaggio successivo consiste nel confrontare questi dati con quelli ammessi per l’auto, poi verificare battistrada e condizioni di ciascuna copertura. Prima di un viaggio, ordinanze e prescrizioni dei Paesi attraversati completano l’equipaggiamento necessario.
Data articolo: Sun, 01 Nov 2026 05:00:51 +0000Ferrari aveva una chance di lottare per le posizioni di vertice in Messico. La SF-26 era competitiva e la particolare ubicazione della pista andava incontro alla Rossa. Al termine della qualifica, Charles Leclerc si aggiudica la terza posizione con un giro non perfetto. Al contrario, Lewis Hamilton dà il massimo in Q3 e a bordo della vettura numero 44 conquista la pole position.
L’obiettivo della Ferrari per la terza sessione di prove libere era piuttosto chiaro: realizzare uno step in avanti sulla messa a punto dell’auto dopo un venerdì buono ma non perfetto. Azione necessaria per accedere alla massima prestazione. Tra gli alfieri della Rossa, inoltre, Lewis Hamilton doveva alzare la sua confidenza con la SF-26, considerando lo stop nelle FP2 per un problema ai sensori della power unit.
Servono quasi 20 minuti ad ambedue le Rosse per scendere in pista, in attesa che l’asfalto diventi più gommato. Si inizia il primo run con le gomme Medium, mescola giudicata adatta per testare i ritocchi alla monoposto. Charles perde subito stabilità nelle curve rapide del secondo settore, mentre Lewis, più prudente, chiude un giro di assaggio senza spingere troppo.
Sin dalle prime tornate, si evince un fatto: l’importanza di mettere in temperatura le gomme e mantenere i valori target per tutto il giro. Provvedimento che sarà ancora più complicato con le Soft, in vista della qualifica, avendo una finestra di funzionamento più ristretta. Il britannico della Rossa trova feeling con la sua SF-26, sebbene ci siano ancora delle regolazioni da fare per migliorare l’handling.
Stesso discorso per il suo compagno di squadra. Parliamo di rotazione e fase di staccata. I ferraristi si rubano il primo tempo a vicenda e, ciononostante, nessuno dei due riesce a realizzare un passaggio perfetto. Il problema principale resta l’eccesso di rotazione, che va gestito nella fase di entrata per non perdere il posteriore della monoposto.
Dopo una pausa all’interno del garage di circa una decina di minuti, si passa alle mescole Soft per seguire il programma di lavoro. Pirelli cerchiate di rosso che saranno cruciali, nel loro utilizzo, per dare il massimo in una qualifica che si preannuncia molto tirata. In particolare è l’asse anteriore a mettere in difficoltà i piloti, in quanto tende a raffreddarsi troppo sulle rette.
Charles spinge un po’ troppo nel T2 e alza il piede per uno snap: monegasco che sta cercando il limite per capire sino a dove può spingersi. Anche Lewis molla l’acceleratore in curva 3, giudicando le gomme non ancora pronte. Entrambi i ferraristi si rilanciano: Leclerc chiude il giro ma è più lento del crono con le Medium, mentre l’ex Mercedes abortisce addirittura due tentativi successivi per snap e bloccaggi.
Ferrari mostra un ottimo potenziale nelle FP3, ma deve lavorare per gestire due fattori: sovrasterzo e soprattutto le temperature delle mescole anteriori. Solo in questo modo potrà lottare al vertice nella qualifica per ottenere un risultato soddisfacente. Leclerc è parso più bravo ad amministrare la vettura rispetto a Lewis, sebbene tutto possa cambiare.
Nei 18 della prima parte della qualifica, arriva una red flag causata dal ritiro prematuro dell’Aston Martin di Fernando Alonso. Le Rosse utilizzano da subito le Soft, poiché le coperture rappresentano uno dei fattori chiave della sessione. Hamilton riesce a chiudere il giro prima dello stop, mentre Charles Leclerc non ci riesce per sole due curve. Anche per questo Lewis torna in pista con più calma.
Chi invece doveva ancora marcare un crono era il monegasco, obiettivo centrato facilmente al primo colpo. Lo segue a ruota il compagno, che gli toglie la leadership. Le vetture di Maranello sembrano molto preparate e, soprattutto, pare non paghino il solito deficit sulla power unit: merito del turbo più grande della SF-26, capace di lavorare meglio in altura, fattore che a sua volta abbatte notevolmente il drag.
Si riparte ancora dalle Pirelli a banda rossa, due set nuovi di pacca. Tanto lavoro per attivarli, poi la mode push sull’ultima curva e via a tavoletta. Leclerc centra subito la prestazione, mentre Lewis blocca l’asse anteriore nella zona dello stadio e alza il piede. Ci riprova poco dopo, ma sbaglia ancora. Serve pertanto una visita al garage per montare un treno di gomme nuove.
Il britannico cambia le coperture e si lancia. Ovviamente non può commettere errori per passare alla fase finale della qualifica. Per fortuna azzecca il giro. Nel mentre anche la Rossa numero 16 torna in pista, con le mescole usate, per dare modo al monegasco di alzare ulteriormente la confidenza. All’interno di questo scenario si capisce come la lotta alla pole sarà probabilmente più complicata di quanto atteso.
Arriva l’ora della verità, dove i piloti tentano di spremere le monoposto. Due set di Soft nuove per le Ferrari, che senza perdere tempo abbandonano la pitlane. Leclerc in palla si mette in testa e conquista la pole provvisoria. Monegasco che rifila più di 4 decimi al compagno, il quale non è per nulla perfetto. C’è il secondo e terzo settore da sistemare, in concreto le curve 11 e 14.
Una visita ai box, altro treno di Pirelli cerchiate di rosso e si riparte. Hamilton parte per primo e mette assieme un giro super che vale il primo posto. Charles si migliora ma è solo terzo dietro la sorpresa George Russell. Peccato per Leclerc, perché la Ferrari poteva colorare di rosso tutta la prima fila. Dovere di cronaca: Verstappen poteva essere il più rapido, ma esagera e commette un errore fatale nel T3.
| POS | N° | PILOTA | TEAM | Q1 | Q2 | Q3 | GIRI |
| 1 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 1:17.341 | 1:16.953 | 1:16.514 | 20 |
| 2 | 63 | George Russell | Mercedes | 1:17.659 | 1:17.027 | 1:16.523 | 22 |
| 3 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 1:17.506 | 1:16.944 | 1:16.633 | 24 |
| 4 | 3 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 1:17.942 | 1:16.876 | 1:16.692 | 14 |
| 5 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 1:17.918 | 1:17.133 | 1:16.707 | 24 |
| 6 | 1 | Lando Norris | McLaren | 1:17.733 | 1:16.728 | 1:16.824 | 21 |
| 7 | 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 1:17.385 | 1:17.047 | 1:16.900 | 20 |
| 8 | 30 | Liam Lawson | Racing Bulls | 1:18.097 | 1:17.207 | 1:17.029 | 21 |
| 9 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 1:18.210 | 1:17.135 | 1:17.117 | 21 |
| 10 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 1:18.194 | 1:17.278 | 1:17.153 | 20 |
| 11 | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 1:17.868 | 1:17.306 | – | 19 |
| 12 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 1:18.517 | 1:17.640 | – | 14 |
| 13 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 1:17.659 | 1:17.646 | – | 17 |
| 14 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 1:17.727 | 1:17.680 | – | 19 |
| 15 | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 1:18.083 | 1:18.083 | – | 18 |
| 16 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 1:18.521 | 1:18.885 | – | 18 |
| 17 | 23 | Alexander Albon | Williams | 1:18.630 | – | – | 12 |
| 18 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 1:18.908 | – | – | 4 |
| 19 | 50 | Ryo Hirakawa | Haas F1 Team | 1:18.958 | – | – | 10 |
| 20 | 18 | Lance Stroll | Aston Martin | 1:19.072 | – | – | 10 |
| 21 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 1:19.105 | – | – | 9 |
| 22 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 1:19.852 | – | – | 9 |
La EVO 4 è una crossover che si inserisce nel mercato con una storia di evoluzione del brand molto chiara: questo modello, che prima si chiamava DR 4, è diventato ufficialmente EVO 4 a partire dal 2020. Il marchio italiano EVO, nato sotto l’egida di DR Automobiles, ha introdotto questa specifica identità commerciale per proporre una gamma di vetture concrete ed essenziali, capaci di concentrare l’attenzione del pubblico su prezzi di listino estremamente vantaggiosi e dotazioni di serie complete.
Il modello da cui deriva strettamente la vettura è la crossover cinese JAC S3, sulla quale l’italiana DR (proprietaria del marchio EVO) ha apportato alcune modifiche estetiche e di rifinitura per adeguarla ai gusti dei clienti europei. La EVO 4 si posiziona oggi nel segmento dei B-SUV come una vettura incentrata sulla massima abitabilità interna e su un equipaggiamento di serie straordinariamente ricco. Si tratta di una delle alternative più interessanti per chi necessita di una vettura capiente e pratica senza dover investire budget elevati, sposando in pieno una filosofia di acquisto che privilegia la sostanza all’ostentazione.
Sotto il profilo delle proporzioni e dell’estetica, la EVO 4 presenta scelte stilistiche marcate che le conferiscono un aspetto solido e robusto. La vettura mostra ingombri esterni relativamente contenuti, adatti sia al traffico cittadino sia ai trasferimenti a lungo raggio: la lunghezza complessiva si attesta a 4.325 mm (pari a 433 cm), la larghezza misura 1.765 mm (177 cm) e l’altezza è pari a 1.640 mm (164 cm).
Il passo è di 2.560 mm, garantendo stabilità e una notevole abitabilità interna, mentre le carreggiate anteriore e posteriore misurano rispettivamente 1.480 mm e 1.475 mm. Il peso in ordine di marcia è pari a 1.200 kg per la versione a benzina, con una massa a pieno carico che raggiunge i 1.650 kg.
Esteticamente, l’auto si fa notare per alcune particolarità: spicca un abbondante sbalzo anteriore che, combinato con la particolare forma dei finestrini con la linea inferiore che sale decisa verso la coda, definisce un profilo dinamico. Questo andamento è ripreso dalle grandi fasce protettive nere poste alla base delle fiancate, utili per snellire l’aspetto massiccio della carrozzeria e proteggerla dagli urti accidentali.
Tuttavia, nella vista laterale, le ruote possono apparire di dimensioni ridotte rispetto alla massa complessiva della carrozzeria e alla lunghezza degli sbalzi anteriore e posteriore. Di serie, la vettura monta comunque cerchi in lega da 17 pollici che cercano di riequilibrare i volumi, fari fendinebbia anteriori e vernice metallizzata inclusa.
Una volta all’interno, la EVO 4 svela la sua carta migliore: una spaziosità interna davvero generosa. La vettura è omologata per ospitare comodamente cinque passeggeri, offrendo una seduta comoda e ospitale soprattutto nella zona posteriore, dove lo spazio per le gambe e per la testa è stato ottimizzato a tutto vantaggio del comfort dei passeggeri e della capacità di carico. Questa attenzione all’abitabilità si traduce in un vano bagagli di primo livello: il bagagliaio ha una capienza notevole che parte da un minimo di 600 litri in configurazione standard a cinque posti, per estendersi fino a ben 1.200 litri abbattendo i sedili posteriori.

Il design della plancia si ispira alle tendenze moderne del settore, offrendo un layout lineare e armonioso. L’elemento tecnologico di maggiore impatto visivo è lo schermo a sbalzo da 10,25 pollici (indicato anche come 10,3 pollici) del sistema multimediale, che svetta al centro della plancia e supporta i protocolli di mirroring Apple CarPlay e Android Auto.
Dietro il volante, il quadro strumenti dispone di un display multifunzione per monitorare i parametri di viaggio. Alcuni elementi dell’abitacolo, come il volante o i comandi del climatizzatore automatico, riprendono lo stile dei modelli Opel, offrendo un’ergonomia familiare. Per impreziosire l’ambiente, la EVO 4 include accessori tipici di segmenti superiori, come i sedili avvolgenti rivestiti in pelle di serie, sensori anteriori e posteriori con telecamere a 360° e un ampio tettuccio apribile elettricamente.
La EVO 4 si affida a una meccanica classica e collaudata, priva di soluzioni turbo o ibride, puntando su una motorizzazione robusta e semplice da mantenere. Sotto il cofano pulsa un motore a quattro cilindri in linea da 1.590 cc (1.6 litri) di origine JAC, caratterizzato da una distribuzione a catena. Questo propulsore è abbinato alla trazione anteriore e a un cambio manuale a 6 rapporti più retromarcia.
Lo schema delle sospensioni prevede un sistema indipendente McPherson all’avantreno e una barra di torsione semi-indipendente al retrotreno, con freni a disco ventilati all’anteriore e a disco al posteriore. La vettura è disponibile in due varianti di alimentazione:
Su strada, il motore si dimostra affidabile e fluido nella marcia ordinaria, anche se, trattandosi di un’unità aspirata a benzina, accusa una certa fiacchezza di erogazione ai bassi regimi, richiedendo un uso frequente del cambio quando si affrontano salite o quando si viaggia a pieno carico.
La EVO 4 non prevede allestimenti con denominazioni specifiche. Il listino italiano comprende soltanto due versioni, denominate ufficialmente EVO 4 1.6 ed EVO 4 1.6 Bifuel GPL. La prima utilizza un motore benzina aspirato da 114 CV, mentre la seconda adotta la doppia alimentazione benzina/GPL, con una potenza di 106 CV nell’utilizzo a gas.
Entrambe condividono la stessa dotazione, che comprende climatizzatore automatico, cerchi in lega da 17 pollici, sistema multimediale touchscreen, retrocamera, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, cruise control, sedile del conducente riscaldabile e tetto apribile elettricamente. Non esiste quindi una gerarchia di allestimenti: la scelta riguarda esclusivamente l’alimentazione, senza differenze sostanziali nell’equipaggiamento di serie.
Il listino indica un prezzo di 16.900 euro per la EVO 4 1.6 benzina e di 18.900 euro per la EVO 4 1.6 Bifuel GPL. La differenza è dunque di 2.000 euro, a fronte di un equipaggiamento sostanzialmente identico.
La EVO 4 si configura come una crossover dotata di una straordinaria concretezza di fondo. I suoi punti di forza principali risiedono nell’invitante rapporto tra il prezzo d’acquisto estremamente contenuto e la ricchezza degli accessori inclusi di serie, oltre a un’abitabilità interna e a una volumetria del bagagliaio che non temono confronti nella sua fascia di prezzo. Di contro, l’acquirente deve accettare alcuni compromessi, tra cui una linea laterale non perfettamente proporzionata, finiture interne non eccelse e l’assenza dei dispositivi di sicurezza attiva ADAS.
La vettura è vivamente consigliata alle famiglie e a chiunque necessiti di una vettura spaziosa e comoda per passeggeri e bagagli senza voler spendere le cifre ben più importanti richieste dai marchi concorrenti. Inoltre, la versione Bifuel GPL rappresenta la scelta d’elezione per i grandi viaggiatori e i pendolari che hanno la possibilità di rifornirsi agevolmente presso le reti di distribuzione di gas, potendo così abbattere drasticamente i costi di gestione chilometrici e godere dei vantaggi economici associati. La EVO 4 si conferma quindi un acquisto intelligente per chi mette la praticità, lo spazio e il risparmio al di sopra di tutto.
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 19:00:18 +0000Abituato a fare da scudo alla porta dell’Inter, Alessandro Bastoni ha deciso di concedersi il piacere di stare dall’altra parte della barricata. Un trattamento di prima classe lo aspetta sulla sua Mercedes-Benz Classe V, con tanto di poltrone e qualche sorpresa ancora da svelare. Il van personalizzato ha lasciato il difensore nerazzurro quasi in lacrime dalla felicità, come mostra il video della consegna.
Il lavoro porta la firma di Wraplab, la stessa officina occupatasi in passato della Mercedes-AMG G 63 del calciatore, rivestita nel 2024 con una pellicola rossa su base nera. Al posto dell’originario blu scuro, la tonalità della Classe V è un grigio antracite opaco, che ne sottolinea il carattere sportivo e al tempo stesso elegante.
Sul frontale i tecnici hanno montato una calandra Panamericana, riconoscibile per i listelli verticali, con una finitura che richiama quella dei nuovi cerchi. Sono stati inoltre sostituiti i gruppi ottici anteriori e posteriori con elementi a LED, completando il rinnovamento estetico della Classe V.
L’intenzione dei preparatori era proprio quella di trovare un punto d’incontro tra eleganza e sportività, conservando le caratteristiche di un veicolo nato per trasportare comodamente più persone. Tolto il velo al van della Stella, il difensore interista sembra apprezzare particolarmente il risultato e scherza persino sulla possibilità di aggiungere un ulteriore tocco personale:
“Poi valutiamo in futuro se mettere le iniziali”
La consegna si trasforma presto in un momento di entusiasmo:
“Non ci sono parole. Ne è valsa la pena dell’attesa”
commenta il difensore, che poco dopo dirà:
“Non ho parole, mi viene da piangere”
Se l’esterno viene mostrato fin nei minimi particolari, per conoscere il lavoro completo nell’abitacolo toccherà aspettare il prossimo video. Le prime immagini permettono comunque di osservare un ambiente dominato dai rivestimenti chiari, con sedute individuali posteriori simili alle poltrone di un salotto.
La squadra di Wraplab anticipa la presenza di un cielo stellato e di una televisione, studiati per offrire ai passeggeri un’esperienza di viaggio all’insegna del comfort. Un terzo intervento, mantenuto volutamente segreto, sembra aver soddisfatto particolarmente Bastoni.
Il calciatore ha già potuto scoprire tutte le modifiche, mentre al pubblico è riservato giusto un assaggio. Il prossimo filmato dovrebbe quindi chiarire quali altre soluzioni siano state adottate e soprattutto quale sia il dettaglio misterioso che ha contribuito a rendere tanto emozionante la consegna.
La nuova Mercedes rappresenta una parentesi piacevole in una settimana che vede Bastoni atteso da un importante appuntamento. Questa sera, 31 ottobre, il difensore dell’Inter sarà infatti chiamato a concentrarsi sul derby contro il Milan, una delle sfide da non sbagliare per il popolo nerazzurro.
Dopo aver ammirato il lavoro dei preparatori sulla sua Classe V, per Bastoni è dunque il momento di tornare al proprio mestiere, quello di difendere la porta interista. E a San Siro, sotto gli occhi dei mister Ruben Amorim e Cristian Chivu, le giocate dei protagonisti in campo promettono di esaltare i tifosi delle due squadre.
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 18:17:41 +0000Tra le sette finaliste del premio Car of the Year 2027 c’è anche la Hyundai Ioniq3, modello di riferimento della gamma del costruttore coreano per il mercato europeo. Progettata, sviluppata e prodotta in Europa, infatti, questa vettura ha tutte le carte in regola per conquistare l’ambito premio. La corsa al più prestigioso riconoscimento automobilistico del Vecchio Continente entra così nel vivo, confermando l’assoluta centralità della transizione a zero emissioni. In un mercato in rapida trasformazione, in cui il segmento B rappresenta il banco di prova fondamentale per la diffusione di massa delle vetture a batteria, l’arrivo della compatta asiatica segna un passo decisivo.
Progettata in Europa per soddisfare le esigenze locali, la Hyundai Ioniq3 unisce un’aerodinamica ai vertici del segmento B (Cx di 0,263) con la distintiva silhouette Aero Hatch e un’eccellente autonomia fino a 497 km nel ciclo WLTP.
L’abitacolo è studiato per la massima versatilità, ospitando comodamente cinque adulti con un bagagliaio da 441 litri e integrando il display centrale da 14,6 pollici più grande della categoria, animato dalla nuova piattaforma PLEOS Connect basata su Android Automotive OS.
Questo concentrato di spaziosità, efficienza e tecnologia viene offerto a un competitivo prezzo di partenza di 29.900 euro sui mercati europei, con una gamma ricca di varianti e allestimenti per soddisfare le esigenze della clientela.
Il listino della Ioniq3 comprende diverse varianti, con la possibilità di scegliere tra la versione da 42 kWh e da 61 kWh oltre che tra vari allestimenti per poter scegliere la versione più adatta alle proprie esigenze.
Per conquistare il titolo di Auto dell’anno, il modello di Hyundai dovrà superare la concorrenza di un gruppo molto agguerrito di finaliste. La giuria del premio, infatti, ha selezionato un totale di sette auto che andranno a giocarsi il titolo. Il riconoscimento sarà assegnato l’8 gennaio 2027 in occasione del Brussels Motor Show. Le finaliste sono le seguenti: BMW iX3, Cupra Raval, Hyundai Ioniq3, Kia EV2, Renault Twingo, Volkswagen ID.Polo e Volvo EX60.
La selezione delle sette finaliste riflette l’attuale transizione del mercato automobilistico europeo, dove il segmento B a zero emissioni rappresenta il principale terreno di scontro per i costruttori. Con un listino di partenza inferiore alla soglia psicologica dei 30.000 euro, la Ioniq3 si posiziona strategicamente per contrastare le storiche rivali europee presenti in finale, come la Volkswagen ID.Polo e la Renault Twingo, puntando a conquistare quella fascia di automobilisti alla ricerca della prima auto elettrica da utilizzare come veicolo principale del nucleo familiare.
Christopher McKinnon, Vice President, Head of Product and Product Director Office for Europe di Hyundai Motor Europe, ha commentato:
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 15:00:45 +0000“Essere tra le finaliste del premio Car of the Year rappresenta un importante riconoscimento per IONIQ 3 e per il lavoro svolto durante il suo sviluppo. Il nostro obiettivo era realizzare un’auto elettrica in grado di rispondere alle esigenze dei clienti europei, combinando un design distintivo con caratteristiche ai vertici della categoria in termini di aerodinamica, autonomia e spazio interno, tecnologie avanzate e un prezzo accessibile. L’interesse dei clienti è stato significativo, con ordini che hanno superato le aspettative iniziali e confermato il positivo riscontro ottenuto dal modello fin dal suo debutto sul mercato. Questa candidatura riconosce il valore di tale combinazione e riflette la nostra ambizione di rendere la mobilità elettrica una scelta concreta per un numero sempre maggiore di persone”.
Comprare un’auto usata è sempre stata una piccola indagine: si controllano i chilometri, si cerca l’ombra di un vecchio incidente, si sfogliano i tagliandi con la lente d’ingrandimento.
Con l’elettrico, però, la lista dei sospetti ha un nome in più, e pesa parecchio: la batteria. Man mano che le prime generazioni di elettriche invecchiano e arrivano sul mercato dell’usato, la domanda che tutti si pongono è sempre la stessa, quanto durerà?
Secondo una ricerca di carVertical, l’interesse degli italiani cresce, ma la mancanza di trasparenza sullo stato di salute degli accumulatori continua a rallentare gli affari.
I numeri dicono che la curiosità c’è. Tra gennaio e agosto 2026 le verifiche sulla storia dei veicoli elettrici effettuate su carVertical sono cresciute del 30,9%.
Si parte da una nicchia, ma la tendenza è netta: sul totale dei controlli la quota delle elettriche è passata dallo 0,35% allo 0,68% del 2025, quasi un raddoppio, fino allo 0,89% nei primi otto mesi di quest’anno. Il marchio più passato al setaccio è Tesla, con il 38,4% delle ricerche nel periodo 2024-2026, seguito da Audi all’11,8% e da smart all’8,2%.
A confermare il quadro arrivano i concessionari. Su un campione di circa cinquanta rivenditori intervistati a settembre, il 55,1% racconta di aver visto aumentare l’interesse dei clienti nell’ultimo anno, e per il 16,3% l’aumento è stato significativo, mentre il 28,6% parla di una domanda stabile.
A dare la spinta, secondo oltre la metà degli intervistati, è stato anche il rincaro di benzina e gasolio degli ultimi sei mesi.
Il vero argomento di vendita, però, è il prezzo. Matas Buzelis, esperto di carVertical, spiega che nei primi anni di vita le elettriche tendono a perdere valore più in fretta delle auto a combustione, e questo rende disponibili modelli piuttosto recenti a cifre molto più abbordabili.
Un’occasione per chi sa dove guardare, anche se la scelta non è per tutti: chi non può ricaricare a casa o macina lunghe distanze ogni giorno, osserva l’esperto, continua spesso a preferire un motore tradizionale. Una svalutazione rapida, insomma, che è un affare per l’acquirente ma un pensiero per chi deve rivendere.
Ed eccoci al nodo vero. Per il 67,3% dei concessionari i dubbi sulla durata della batteria e sugli eventuali guasti sono la principale fonte di incertezza nella vendita di un’elettrica usata, e il 75,5% li considera un ostacolo rilevante, seguiti dalle perplessità sull’autonomia reale, indicate dal 71,4%.
Il risultato si vede sui tempi: per il 51% dei rivenditori servono oltre tre mesi per chiudere una vendita, e per il 34,7% anche più di sei, mentre appena il 18,4% riesce a concludere entro un mese.
Pesa anche la difficoltà di fissare il prezzo giusto. Per il 61,2% dei concessionari chilometraggio e condizioni della batteria contano allo stesso modo, ma il 79,6% ammette di non avere strumenti specifici per testarla.
Per colmare la lacuna, carVertical ha aggiunto ai report una sezione dedicata alle elettriche, con dati su batteria e ricarica e una mappa che stima l’autonomia a partire da un indirizzo, e promette di inserire entro fine anno informazioni sulla qualità effettiva degli accumulatori.
Se arrivassero, il 71,4% dei venditori si aspetta una forte crescita della fiducia degli acquirenti, il 59,2% vendite più veloci e il 55,1% prezzi più precisi.
Una nota di sollievo, almeno, c’è sul fronte dei chilometri: secondo il 69,4% dei concessionari, sulle elettriche i contachilometri vengono manomessi meno spesso. I dati italiani 2024-2026 lo confermano, con lo 0,99% di casi sospetti contro il 3,22% dei diesel e il 2,40% delle benzina. Ma per capire davvero cosa si sta comprando, a quanto pare, resta fondamentale guardare dentro la batteria.
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 11:36:04 +0000Con la sua classe Marco van Basten infiammava San Siro, regalando ai tifosi rossoneri la stessa meraviglia che lui avrebbe provato ammirando una Porsche. Nel 1989, durante gli anni d’oro al Milan, perse la testa per le linee di una 928 GT e decise di regalarsela. L’entusiasmo durò appena sei settimane, il tempo di accorgersi di un piccolo paradosso: trascorrendo gran parte del tempo al volante, poteva godersi poco l’aspetto della sportiva che lo aveva conquistato. A ripensare a quell’acquisto con un pizzico di rimpianto è stato lo stesso ex giocatore, che oggi, 31 ottobre, festeggia il suo 62° compleanno.
Il 1989 fu un anno da incorniciare per Van Basten. Con il Milan di Arrigo Sacchi vinse la Coppa dei Campioni, segnando una doppietta in finale contro la Steaua Bucarest, e di lì a pochi mesi aggiunse alla bacheca personale il suo secondo Pallone d’Oro. Si concesse un regalo impegnativo: una Porsche 928 GT nuova, consegnata in Italia.
Invece della celeberrima 911, preferì una granturismo con il motore anteriore e una linea facilmente riconoscibile, merito dei fari a scomparsa. Verniciata in Murano Green, un verde scuro piuttosto raro, presentava interni in pelle nera e comprendeva un accessorio di rado presente su una sportiva: le tendine parasole posteriori.
Secondo Magneto, nel 1989 furono prodotte appena quattro o cinque 928 GT destinate al mercato italiano. Un particolare che contribuisce a rendere interessante l’esemplare appartenuto al cigno di Utrecht.
Sotto il cofano la GT ospitava un V8 aspirato da 5,0 litri e 330 CV. Al cambio manuale a cinque rapporti si affiancava un differenziale autobloccante ZF con bloccaggio al 40%, già utilizzato sulle precedenti CS e SE. La vettura poteva raggiungere circa 275 km/h e impiegava 5,8 secondi nello 0-100 km/h. La sua carriera durò appena tre anni: nel 1992 fu sostituita dalla GTS.
Perché mai pentirsi di un gioiello simile? La spiegazione è arrivata nell’aprile 2025, durante un’intervista a RapNieuwsTV legata alla serie documentaria BASTA. Alla domanda su quale fosse stata la spesa più sciocca fatta con i guadagni da calciatore, Van Basten non ha avuto bisogno di pensarci molto:
“Dopo circa sei settimane me ne ero già stancato, perché stavo sempre dentro l’auto e quindi vedevo a malapena l’esterno”
Non ebbe da ridire sulle prestazioni o sul comportamento stradale della sportiva tedesca: si era accorto di non poter godere della sua bellezza quanto avrebbe voluto.
Nonostante il ripensamento precoce, la tenne per circa cinque anni. Secondo Magneto, percorse all’incirca 35.000 chilometri prima di venderla nel 1994, quando i problemi alla caviglia ne avevano ormai compromesso la carriera. Il ritiro ufficiale sarebbe arrivato nell’agosto 1995.
Nel settembre 2022 la 928 GT riapparve in Italia, proposta da Ruote da Sogno attraverso Catawiki. Il contachilometri segnava 78.529 chilometri e la documentazione ne attestava il passato nelle mani del fuoriclasse olandese.
La valutazione indicata oscillava fra 68.500 e 75.500 euro, cifra da non confondere con il prezzo effettivo di aggiudicazione. Nell’ottobre 2026 la vettura è stata nuovamente segnalata sul mercato dal portale specializzato Elferspot, stavolta con una richiesta di 65.000 euro. Una Porsche dalla storia particolare, che il suo proprietario di maggior fama aveva imparato ad apprezzare soprattutto da fuori.
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 11:25:03 +0000Piccola, simpatica e inconfondibile: la Fiat Topolino continua a collezionare traguardi che, fino a poco tempo fa, sembravano fuori portata per una microcar nata per le vie strette dei centri storici italiani.
Dopo il successo europeo, l’elettrica torinese fa un passo importante anche oltreoceano, dove ottiene un via libera che cambia le regole del gioco.
Insieme all’omologazione arrivano la gamma 2027, una nuova versione scoperta e un esemplare unico firmato con uno dei nomi più prestigiosi della nautica di lusso, tutto presentato in occasione di un salone dedicato agli yacht.
La novità più concreta riguarda il riconoscimento della Topolino come Low-Speed Vehicle, la categoria americana dei veicoli a bassa velocità. Finora la microcar era venduta negli Stati Uniti soprattutto come mezzo da utilizzare in aree private, mentre ora può muoversi legalmente anche sulle strade pubbliche, con alcune regole precise.
La velocità massima è di 40 km/h, cioè 25 miglia orarie, e può circolare generalmente sulle strade dove il limite non supera i 56 km/h, pari a 35 miglia. Dove le leggi locali lo permettono, è consentito anche attraversare arterie con limiti più alti, ma senza percorrerle.
Insomma, niente autostrade e niente strade extraurbane veloci. La Topolino resta un mezzo per i brevi spostamenti locali: le comunità residenziali, le località turistiche, i centri urbani compatibili con questa categoria. A rendere il tutto ancora più interessante c’è la risposta del mercato.
Secondo quanto riportato, la domanda ha superato le attese di Fiat e diversi concessionari hanno già esaurito le prime assegnazioni destinate al modello 2026. Un segnale non banale in un Paese dove, di solito, tutto è grande tranne la voglia di una microcar.
Con il debutto della gamma 2027 cambiano anche i colori. Arrivano due nuove tinte, Corallo Orange e Luna Greige, insieme a una nuova strumentazione digitale a colori che aggiorna la plancia essenziale della Topolino, senza stravolgerne il carattere. Le proporzioni restano quelle di sempre, compatte e quasi giocattolo, così come l’impostazione volutamente semplice del progetto.
La vera novità estetica è però la Topolino Open Air, la versione dotata di tetto apribile in tela. Una soluzione pensata per i climi miti e le località costiere, dove viaggiare a cielo aperto, anche a bassa velocità, è parte dell’esperienza.
Sulla spiaggia, nei villaggi turistici o tra i vialetti di un resort, l’idea di una piccola Fiat scoperta ha un fascino evidente, e non sorprende che sia uno degli elementi che più attirano l’attenzione del pubblico americano.
A completare il quadro c’è la Topolino realizzata con Sanlorenzo, cantiere italiano specializzato in yacht di lusso. L’auto è stata presentata al Fort Lauderdale International Boat Show, esposta a bordo di un Sanlorenzo SX100, una cornice che racconta bene l’idea di fondo: portare nell’abitacolo di una microcar materiali e lavorazioni tipici della nautica.
I sedili e la plancia sono rivestiti con materiali ricercati, mentre cinture personalizzate e dettagli in vera pelle sottolineano la cura per le finiture. L’elemento più caratteristico è il pavimento in legno naturale, ispirato ai ponti in teak delle barche, che trasforma l’interno in qualcosa di molto distante dall’essenzialità del modello standard, un pò quanto già fatto in passato con la 500 Riva.
Anche il tetto apribile contribuisce a rendere l’ambiente più scenografico. Va detto che si tratta di un esemplare unico: la collaborazione non annuncia una nuova versione in vendita, ma mostra fin dove si può spingere la personalizzazione della Topolino.
Nel frattempo, il successo della piccola Fiat in Europa non rallenta. Nei primi otto mesi del 2026, in Italia ha conquistato il 42,2% del mercato dei quadricicli leggeri elettrici, un numero che spiega perché il marchio guardi con tanta fiducia a nuovi mercati. Da piccolo fenomeno cittadino a protagonista di un salone nautico di lusso: non male per una microcar.
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 10:55:31 +0000Il 30 ottobre la giuria del Car of the Year ha sciolto la prima riserva e svelato le sette finaliste dell’edizione 2027, il premio che dal 1964 incorona la migliore auto del mercato.
Un’edizione particolare quella di quest’anno e che sicuramente farà discutere, e non poco: per la prima volta nella storia sono tutte elettriche, senza nemmeno un’ibrida tra i piedi, e nella rosa non compare né un marchio cinese né uno italiano.
In mezzo a BMW iX3, Cupra Raval, Hyundai Ioniq 3, Renault Twingo, Volkswagen ID. Polo e Volvo EX60, c’è anche lei: la Kia EV2, il SUV compatto a batteria con cui la Casa coreana vuole portare l’elettrico a un pubblico molto più ampio.
La candidatura di EV2 rispecchia il percorso compiuto da Kia nel recente passato, e che va oltre quest’ultimo modello. Per Kia si tratta della sesta presenza consecutiva nell’atto conclusivo del premio e del nono modello del marchio a entrare in una shortlist.
Un risultato notevole, che racconta la solidità di una strategia costruita negli anni su un’evoluzione assoluta del design e una direzione verso l’elettrico che però non ha abbandonato i sistemi propulsivi che in questo momento storico vendono, con una ricca offerta ibrida.
Il presidente di Kia Europe, Soohang Chang, ha spiegato di essere soddisfatto soprattutto perché la EV2 porta tecnologia ed esperienza dei modelli più grandi in un SUV compatto, pensato per le esigenze quotidiane dei clienti europei.
Le sette finaliste sono state scelte tra 38 modelli ammessi dalla giuria, composta da giornalisti di 25 Paesi. Il verdetto definitivo arriverà l’8 gennaio 2027, durante il Salone di Bruxelles, dopo i test comparativi che a fine novembre riuniranno i giurati a Balocco.
Un dettaglio curioso: quattro delle sette candidate appartengono al segmento B, e la EV2 se la dovrà vedere con rivali dirette come Cupra Raval, Hyundai Ioniq 3 e Volkswagen ID. Polo, ma tra queste è sicuramente la più rialzata, in una sfida giocata soprattutto sul prezzo e sulla praticità.
A colpire, guardandola, è l’impostazione. La EV2 è lunga circa 4,06 metri, ma non ha l’aria timida di una citycar: le linee sono squadrate, la firma luminosa è verticale e le proporzioni raccontano un carattere robusto, con una presenza su strada che supera le dimensioni reali, rispondendo esattamente alle richieste più recenti del mercato, che vedono vetture squadrate e il ritorno del fascino dei fuoristrada.
In questo caso non ci sono dubbi che la vettura nasca per l’asfalto, eppure il design strizza l’occhio proprio a questa corrente stilistica.
Il progetto nasce sulla piattaforma E-GMP, la stessa delle sorelle maggiori, accorciata per ricavare una crossover di segmento B, ed è costruito nello stabilimento slovacco di Žilina. Il risultato è un’auto facile da gestire tra le vie del centro ma con un’impronta stilistica riconoscibile, lontana dal minimalismo anonimo di tante compatte.
Dentro, la EV2 gioca la carta della versatilità. Il bagagliaio arriva a circa 403 litri, valore competitivo per la categoria, mentre i sedili posteriori scorrevoli permettono di scegliere di volta in volta se privilegiare lo spazio per i passeggeri o quello per i bagagli.
La gamma prevede versioni a quattro e cinque posti e, dall’allestimento Earth in su, è disponibile anche una configurazione con due sedili singoli posteriori scorrevoli al posto della classica panca.
Anche i materiali raccontano un’attenzione particolare: l’abitacolo mescola superfici morbide e plastiche più rigide, ma con tonalità chiare che rendono l’ambiente luminoso, e su alcuni allestimenti compaiono rivestimenti in tessuto riciclato. Una scelta coerente con lo spirito di un’auto pensata per chi guarda alla sostenibilità non solo nel motore, ma anche nei dettagli quotidiani.
Due le batterie disponibili. La più piccola, da circa 42 kWh, abbina un motore da 146 CV e dichiara un’autonomia WLTP tra 308 e 317 chilometri, più che sufficiente per l’uso urbano e periurbano. Salendo a 61 kWh, con motore da 135 CV, si arriva fino a 453 km. Le prestazioni sono adeguate al segmento, con lo 0-100 km/h nell’ordine degli 8-9 secondi: la EV2 punta più sull’efficienza che sulla sportività.
Sul fronte della ricarica, Kia ha scelto un’architettura a 400 Volt, soluzione che contiene i costi senza penalizzare troppo i tempi: da 10 all’80% servono circa 30 minuti in corrente continua, mentre in alternata si arriva a 11 o 22 kW. Tra le funzioni utili ci sono la frenata rigenerativa regolabile su più livelli fino all’e-pedal, la pompa di calore sugli allestimenti più ricchi, particolarmente preziosa d’inverno, e la V2L, che consente di alimentare dispositivi esterni.
La dotazione tecnologica è tra i punti forti. Già la versione di ingresso Light offre un display panoramico da 12,3 pollici, connettività per lo smartphone, climatizzatore automatico e assistenti alla guida, mentre salendo di livello arrivano il pianificatore di viaggio, la funzione Plug & Charge e contenuti più premium come audio dedicato e sedili riscaldabili o ventilati.
Al vertice, la GT-Line aggiunge la Digital Key 2.0, il parcheggio assistito da remoto, la telecamera a 360 gradi, il Blind Spot Monitor e la piastra per la ricarica wireless dello smartphone.
Un pacchetto che avvicina la piccola coreana a segmenti superiori. Sul fronte della protezione, la EV2 ha ottenuto le cinque stelle nei test Euro NCAP, un biglietto da visita importante per una vettura pensata anche per le famiglie.
La carta più convincente, almeno sulla carta, resta il listino. La gamma italiana si articola su quattro allestimenti: Light, Air, Earth e GT-Line. Si parte da 26.600 euro per la Light con batteria da 42,2 kWh, si sale a 29.850 euro per la Air e a 34.350 euro per la Earth, sempre con la batteria più piccola.
Chi vuole la maggiore autonomia trova la Earth Long Range a 38.350 euro, mentre la GT-Line, disponibile solo con la batteria da 61 kWh, costa 40.850 euro.
Cifre che collocano la EV2 in una fascia competitiva, ma che raccontano anche un limite: con gli allestimenti più ricchi e la batteria grande si supera i 38.000 euro, e la promessa di un’elettrica davvero popolare si fa un po’ meno netta.
Resta da capire se la giuria premierà questa ricetta fatta di praticità, spazio e prezzo contenuto. Per saperlo bisognerà attendere l’8 gennaio, ma intanto la EV2 ha già incassato un risultato importante: essere finita tra le sette migliori auto d’Europa.
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 10:13:19 +0000Tutti, prima o poi, abbiamo lasciato le chiavi dove non dovevamo: sul tavolo del bar, nella tasca di una giacca appesa, magari proprio dentro l’auto. Quando però la macchina in questione è una hypercar da diversi milioni di euro, la distrazione può trasformarsi in un incubo.
Ne sa qualcosa Mate Rimac, il CEO di Bugatti Rimac, che ha raccontato sui social come la sua Bugatti Chiron sia stata rubata proprio dal parcheggio della sede in Croazia, con le chiavi rimaste a bordo.
Il retroscena, a pensarci, ha quasi del comico. Pare che Rimac avesse l’abitudine di lasciare le chiavi dentro le proprie auto, probabilmente convinto che nessuno sarebbe stato così temerario da portarsene via una da milioni di euro. D’altronde il parcheggio si trova all’interno di un’area aziendale, un posto in cui chi entra non dovrebbe avere cattive intenzioni.
Peccato che, prima o poi, qualcuno abbia deciso di raccogliere la sfida. Un invito troppo ghiotto, insomma, per un ladro in cerca di occasioni: una Chiron con il motore W16, parcheggiata, con la chiave a portata di mano.
A dare l’allarme è stato un dipendente, che ha visto la Chiron allontanarsi a tutta velocità dall’edificio. Il primo istinto, come spesso accade in questi casi, è stato quello di chiedersi se ci fosse una spiegazione ragionevole: forse qualcuno dei colleghi aveva autorizzato la partenza?
Per scoprirlo è stata creata una chat di gruppo, nella quale i dipendenti hanno cercato di capire chi fosse alla guida. Ma al volante della hypercar non c’era un collaboratore di Bugatti, ma un perfetto sconosciuto. A quel punto Rimac ha avvisato subito la polizia, ma non è rimasto ad aspettare con le mani in mano.
Nel piazzale, per fortuna, c’era una Porsche 911 con il serbatoio pieno, uno dei vantaggi, scherzano i colleghi, di essere il capo di Bugatti. Rimac si è messo al volante e ha provato l’inseguimento.
C’era però un problema: il ladro aveva già circa un’ora di vantaggio e si dirigeva verso l’Austria. Quello che sembrava destinato a essere l’inseguimento più breve della storia, con una Porsche boxer contro un W16 da oltre mille cavalli, si è trasformato in qualcosa di più intelligente.
Sulla Chiron era infatti installato un sistema di telemetria, e Rimac con i suoi colleghi ha potuto seguire in tempo reale la posizione, la velocità e il livello del carburante, oltre a praticamente ogni altro dato dell’auto.
Tutte le informazioni sono state condivise con le forze dell’ordine, trasformando di fatto la costosa hypercar in un dispositivo di tracciamento molto costoso. Più che un inseguimento da film, insomma, un’operazione di monitoraggio a distanza.
Ora dopo ora, la Chiron rubata è arrivata in Austria, ma con il serbatoio quasi vuoto. Il ladro ha dovuto così fermarsi a fare rifornimento. E se n’è andato senza pagare ovviamente. Poco dopo, una volante della polizia è riuscita a intercettare l’auto e il ladro, restituendo la refurtiva, seppur lievemente danneggiata, al legittimo proprietario.
Il finale è insieme morbido e istruttivo. Rimac ha deciso di non sporgere denuncia e ha annunciato un cambio di regole all’interno dell’azienda: d’ora in poi, niente più chiavi a bordo delle auto parcheggiate. Una lezione imparata a caro prezzo, ma conclusa fortunatamente con il lieto fine, e con una storia da raccontare per anni a chiunque passi da quelle parti.
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 09:05:37 +0000Nel mese di ottobre 2026 sono previsti scioperi e fermi in diverse date, con effetti su trasporto pubblico locale, ferrovie, trasporto merci, settore aereo e attività portuali. Le mobilitazioni interessano varie città e regioni, oltre a iniziative di carattere nazionale; orari e modalità cambiano in base al servizio e alle sigle proclamanti. Di seguito il calendario delle agitazioni indicate, con le categorie coinvolte e i dettagli disponibili.
In Italia è proclamato da CSLE uno sciopero plurisettoriale nazionale che coinvolge settori pubblici e privati. Per il settore ferroviario lo stop è previsto dalle 11.00 alle 14.00; per il settore marittimo le modalità non sono specificate.
Nella città di Genova, in Liguria, è previsto uno sciopero di 24 ore, con varie modalità, del trasporto pubblico locale. È coinvolto il personale di AMT Genova. La protesta è proclamata da CUB Trasporti.
In Sicilia è previsto uno sciopero ferroviario di 24 ore che riguarda il personale di FS Security in tutte le province della regione. Le sigle proclamanti sono SLM FAST CONFSAL e ORSA Trasporti. Gli orari di inizio e fine non sono specificati nei dati disponibili.
Nella provincia di Milano, in Lombardia, sono segnalate due proclamazioni di sciopero di 24 ore, con varie modalità, nel trasporto pubblico locale. Entrambe riguardano il personale del Gruppo ATM di Milano: una è proclamata da AL-COBAS e l’altra da CONFIAL Trasporti.
Nei bacini di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, in Emilia-Romagna, sono indicate due proclamazioni di sciopero di 24 ore, con varie modalità, nel trasporto pubblico locale. È coinvolto il personale di Start Romagna: una proclamazione fa capo a FILT-CGIL, FIT-CISL, UGL, FAISA-CISAL e USB Lavoro Privato; l’altra a UILT-UIL.
Nella provincia di Firenze, in Toscana, è previsto uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, che interessa il personale della società di gestione del servizio tranviario di Firenze. La mobilitazione è proclamata da COBAS Lavoro Privato. Gli orari specifici non sono indicati.
Nella città di Bari, in Puglia, è previsto uno sciopero di 4 ore del trasporto pubblico locale, dalle 8.30 alle 12.30. È coinvolto il personale di AMTAB Bari. Proclamano l’agitazione FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e UGL Autoferro.
In Italia è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore nel trasporto merci su ferro, dalle 6.00 del 13 ottobre alle 5.59 del 14 ottobre. L’astensione riguarda il personale di SBB Cargo Italia ed è proclamata da ORSA Ferrovie.
In Toscana è proclamato da CGIL uno sciopero generale dei settori pubblici e privati, compresi appalti e servizi strumentali. Per il trasporto ferroviario l’orario indicato è dalle 9.01 alle 17.00; gli appalti ferroviari si fermano secondo il mezzo turno, il trasporto pubblico locale per 4 ore con modalità diverse e il trasporto merci su rotaia per l’intera prestazione lavorativa.
Prosegue fino alle 5.59 del 14 ottobre lo sciopero nazionale del personale di SBB Cargo Italia nel trasporto merci su ferro, iniziato alle 6.00 del 13 ottobre e proclamato da ORSA Ferrovie.
Nella città di Foggia, in Puglia, è previsto uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale di ATAF Foggia. Le sigle proclamanti sono FILT-CGIL e FAISA-CISAL. Gli orari puntuali non sono riportati.
Nella città di Napoli, in Campania, inizia uno sciopero di 48 ore nel settore marittimo, in programma dalle 00.00 del 15 ottobre alle 23.59 del 16 ottobre. Coinvolge i lavoratori del sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, comprese le imprese ex articoli 16, 17 e 18 della legge 84/94, l’ADSP e le società al terminal passeggeri ai sensi dell’articolo 36 del Codice della navigazione. Proclamano FILT-CGIL, FIT-CISL e UILT-UIL.
Nei bacini di Chieti e Pescara, in Abruzzo, è previsto uno sciopero di 4 ore nel trasporto pubblico locale. Sono coinvolti i lavoratori di TUA, Cerella, Di Fonzo Donato, Di Giacomo, DicarloBus, La Panoramica e Napoleone. Le modalità e gli orari non sono specificati. La proclamazione è attribuita a FIT-CISL, UIL-UIL e FAISA-CISAL.
Nella città di Bergamo è previsto uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale dell’unità produttiva locale di Arriva Italia. È proclamato da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e RSU. Gli orari non sono indicati.
In Calabria inizia un fermo di 120 ore del trasporto merci per conto terzi delle imprese aderenti a Fedralog, in programma dalle 00.01 del 16 ottobre alle 24.00 del 20 ottobre. L’iniziativa è proclamata da Fedralog Calabria.
In Italia è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore del personale navigante di EasyJet Airlines Limited, dalle 00.00 alle 23.59. La mobilitazione è proclamata da USB Lavoro Privato e riguarda il trasporto aereo.
In Italia è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore del personale navigante tecnico di Poste Air Cargo, dalle 00.00 alle 24.00. Proclamano l’astensione FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ANPAC e ANP; il servizio coinvolto è il trasporto aereo.
Nella città di Napoli, in Campania, prosegue fino alle 23.59 del 16 ottobre lo sciopero marittimo di 48 ore iniziato alle 00.00 del 15 ottobre, che interessa il sistema portuale del Mar Tirreno Centrale e le categorie indicate per la giornata precedente. Le sigle proclamanti sono FILT-CGIL, FIT-CISL e UILT-UIL.
In Sicilia inizia un fermo di 120 ore del trasporto merci per conto terzi in tutte le province, dalle 00.01 del 16 ottobre alle 24.00 del 20 ottobre. La proclamazione è del Comitato Trasporto Siciliano.
Nella città di Roma, nel Lazio, è previsto uno sciopero di 4 ore del trasporto pubblico locale, dalle 8.30 alle 12.30. È coinvolto il personale di Bus International Service; la mobilitazione è proclamata da USB Lavoro Privato.
Nella città di Savona, in Liguria, è previsto uno sciopero di 4 ore del trasporto pubblico locale, dalle 10.15 alle 14.15. L’astensione riguarda il personale di TPL Linea ed è proclamata da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, FAISA-CISAL, SIAL COBAS e RSU.
In Calabria prosegue il fermo di 120 ore del trasporto merci per conto terzi delle imprese aderenti a Fedralog, in programma fino alle 24.00 del 20 ottobre. L’iniziativa è proclamata da Fedralog Calabria.
Nella città di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, è previsto uno sciopero di 9 ore del trasporto pubblico locale, dalle 15.00 alle 24.00. È coinvolto il personale di Arriva Udine. La protesta è proclamata da ASI-AU, Associazione Sindacale Indipendente.
In Sicilia prosegue fino alle 24.00 del 20 ottobre il fermo di 120 ore del trasporto merci per conto terzi, iniziato il 16 ottobre e previsto in tutte le province. È proclamato dal Comitato Trasporto Siciliano.
Nella città di Genova, in Liguria, è previsto uno sciopero territoriale di 4 ore del trasporto pubblico locale, dalle 11.30 alle 15.30. Coinvolge il personale di AMT Genova ed è proclamato da UGL Autoferro e RSA.
Nella città di Bari, in Puglia, sono previsti due scioperi di 4 ore nel trasporto pubblico locale, entrambi dalle 19.45 alle 23.45. Le agitazioni riguardano, rispettivamente, gli operatori di esercizio e il personale addetto alla gestione operativa autolinee (GOA) di Ferrovie Sud Est. Entrambe sono proclamate da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
Sulla tratta dell’autostrada A1 tra Incisa e Sasso Marconi è previsto uno sciopero del personale GSA addetto alla sorveglianza antincendio. L’astensione dura 4 ore per turno: dalle 8.00 alle 12.00 per il primo turno e dalle 20.00 alle 24.00 per il secondo. È proclamata da SGB.
Nella città di Napoli, in Campania, è previsto uno sciopero di 8 ore del trasporto pubblico locale, dalle 8.00 alle 16.00. È coinvolto il personale di AIR Campania. La proclamazione è attribuita a FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL e FAISA-CISAL.
In Italia è proclamato da USB uno sciopero generale nazionale dei settori pubblici e privati per l’intera giornata. Per il trasporto aereo l’orario indicato è dalle 00.00 alle 23.59; per il ferroviario dalle 21.00 del 29 ottobre alle 20.59 del 30 ottobre. Per il trasporto pubblico locale durata e modalità sono stabilite a livello territoriale; per le autostrade è indicato l’avvio dalle 22.00 del 29 ottobre, mentre per i taxi l’astensione è dalle 00.01 alle 23.59 del 30 ottobre.
In Italia è proclamato da ADL-COBAS, CLAP, SIAL-COBAS e COBAS uno sciopero generale nazionale dei settori pubblici e privati per l’intera giornata, dalle 00.01 alle 23.59. Non sono specificate ulteriori modalità per i singoli servizi.
In Italia CIB-UNICOBAS ha proclamato uno sciopero generale nazionale delle categorie pubbliche e private per l’intera giornata. Non sono riportati orari più dettagliati né modalità specifiche per i singoli servizi.
In Italia è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori del settore portuale, tra cui le imprese ex articoli 16, 17 e 18 della legge 84/94, le ADSP e le società che applicano il CCNL Porti. È proclamato da USB Lavoro Privato.
In Toscana USI-CIT ha proclamato uno sciopero generale del personale dipendente pubblico e privato per l’intera giornata. La mobilitazione è plurisettoriale e regionale; non sono indicate modalità distinte per i singoli servizi.
Negli aeroporti di Pisa e Firenze, in Toscana, è previsto uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, che interessa il personale di Toscana Aeroporti, GH Toscana e Consulta. La proclamazione è di USB Lavoro Privato.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 03 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 08 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 12 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 16 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 27 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 28 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 30 ottobre 2026: città, orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 07:00:00 +0000VENT si prepara a EICMA 2026 con un aggiornamento che coinvolge due famiglie molto diverse: Freedom, dedicata alle moto da 50 e 125 cc, e Play, che comprende minimoto, pit bike e modelli elettrici. Le novità saranno presentate al padiglione 7, stand O7, e anticipano la gamma 2027. Non si tratta soltanto di nuove colorazioni: accanto alle grafiche riviste arrivano interventi alla ciclistica delle Baja e Derapage e nuovi mezzi destinati ai giovani piloti, oltre alle e-Raptor per la mobilità elettrica.
Sulle Freedom cambia innanzitutto il linguaggio estetico. Le livree delle Baja enduro e delle Derapage motard adottano tonalità scure, contrasti netti, numeri e micrografiche ispirate ai videogiochi, allo streetwear e al mondo delle competizioni. Tra i dettagli compaiono perfino le coordinate di Introbio, dove ha sede l’azienda lombarda.
Le modifiche tecniche più rilevanti riguardano le versioni RR. La Baja RR 50 introduce il telaio 6.1 in acciaio, riconoscibile anche per la verniciatura rossa, abbinato a un forcellone in alluminio e a un leveraggio posteriore derivato dall’esperienza nelle gare di enduro. Rimane il monocilindrico Minarelli a due tempi di 49,7 cc, raffreddato a liquido, con carburatore Dell’Orto e cambio a sei marce. Le ruote misurano 21 e 18 pollici; sulla Derapage RR 50, destinata all’asfalto, diventano entrambe da 17 pollici, con disco anteriore Wave da 300 mm. Entrambe costano 4.400 euro.
Le Baja RR 125 4T e Derapage RR 125 4T adottano invece un telaio perimetrale 6.1 in alluminio. Il motore Minarelli da 124,8 cc, con fasatura variabile e omologazione Euro 5+, sviluppa 15 CV a 9.500 giri. Completano la dotazione il forcellone in alluminio, la frenata combinata CBS e il doppio silenziatore nero opaco. Il prezzo indicato per entrambe è di 5.778 euro.
La famiglia Play raccoglie nove proposte per differenti età ed esperienze di guida. Per i più piccoli c’è l’eCUB, minimoto elettrica con motore da 800 W, batteria da 48 V e sella alta 54 cm, proposta a 995 euro. L’eSCOUT, pensata per bambini dai sei agli otto anni, sale a 2.500 W e monta ruote tassellate da 14 e 12 pollici: costa 1.445 euro.
Le Striker 50 e Striker 50 Mini sono invece minicross a due tempi con cambio automatico, ruote di dimensioni differenti e prezzo comune di 1.395 euro. La CUB, con monocilindrico quattro tempi da 60 cc e avviamento elettrico, costa 1.145 euro. Tra le novità 2027 figura la pit bike SCOUT 140: motore da 137,2 cc, cambio semiautomatico a quattro rapporti e due configurazioni delle ruote, a 1.495 euro. Per l’impiego in circuito c’è anche la MiniGP APEX 150, con motore da 149 cc, cambio manuale a cinque marce e pneumatici slick da 12 pollici, proposta a 2.895 euro. Questi modelli non sono omologati per circolare su strada.
La gamma Play comprende infine le nuove e-Raptor Air e Pro, equivalenti rispettivamente alle categorie dei 50 e dei 125. Condividono un telaio monoblocco in alluminio, ruote da 19 e 18 pollici, forcella KKE con escursione di 210 mm e batteria estraibile agli ioni di litio da 72 V. L’elettronica CAN-BUS controlla i principali parametri di funzionamento, mentre la protezione dichiarata è IP67.
Le due versioni arriveranno a marzo 2027: 4.100 euro per la Air e 5.900 euro per la Pro. VENT non ha ancora specificato, nei dettagli diffusi, autonomia e potenza dei rispettivi motori. Tutte queste novità, come dicevamo, saranno al padiglione di EICMA.
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 06:40:50 +0000La Cupra Raval entra nella rosa delle sette finaliste dell’Auto dell’Anno 2027, confermando il ruolo delle compatte elettriche nella trasformazione del mercato europeo. La nuova proposta del marchio spagnolo si contenderà il riconoscimento con BMW iX3, Hyundai Ioniq 3, Kia EV2, Renault Twingo, Volkswagen ID. Polo e Volvo EX60. Per la prima volta nella storia del premio, tutte le finaliste sono alimentate esclusivamente a batteria.
La vincitrice sarà annunciata l’8 gennaio 2027 al Salone di Bruxelles, dopo le prove comparative previste a Balocco il 25 e 26 novembre. Per la Raval si tratta di un appuntamento importante: il modello porta nella competizione una formula che abbina dimensioni cittadine, personalità sportiva e un posizionamento commerciale relativamente accessibile.
La Raval interpreta il segmento delle utilitarie elettriche attraverso uno stile particolarmente aggressivo. Il frontale presenta gruppi ottici sottili, superfici scolpite e prese d’aria dal disegno marcato, mentre la fiancata mette in evidenza passaruota pronunciati e proporzioni compatte. Al posteriore spiccano i gruppi luminosi collegati da una fascia orizzontale.
La carrozzeria misura 4,05 metri in lunghezza, 1,78 metri in larghezza e 1,52 metri in altezza. Il passo di 2,60 metri contribuisce a ricavare uno spazio interno interessante rispetto agli ingombri esterni, mentre il bagagliaio offre una capacità dichiarata di 411 litri.
L’abitacolo riprende l’impostazione tecnologica degli altri modelli Cupra, con una strumentazione digitale da 10,25 pollici e uno schermo centrale da 12,9 pollici. Il sistema multimediale integra le principali funzioni di connettività, mentre le configurazioni superiori aggiungono dotazioni specifiche per comfort e sportività.
La gamma della Cupra Raval comprende differenti livelli di potenza, pensati per soddisfare esigenze che vanno dall’utilizzo quotidiano alla guida più dinamica. Le varianti d’ingresso adottano motorizzazioni meno potenti e una batteria da 37 kWh, con un’autonomia indicativa nell’ordine dei 300 chilometri.
Le versioni Endurance utilizzano invece una batteria da circa 52 kWh e un motore da 155 kW, equivalenti a 211 CV. In questa configurazione l’autonomia dichiarata può arrivare a circa 450 chilometri, rendendo la compatta adatta anche a spostamenti extraurbani più impegnativi.
Al vertice si colloca la Raval VZ, equipaggiata con un motore da 166 kW, pari a 226 CV, e una coppia massima di 290 Nm. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 6,8 secondi, mentre la velocità massima raggiunge 175 km/h. L’autonomia scende a circa 400 chilometri, in funzione della configurazione. La ricarica rapida permette di passare dal 10 all’80% della batteria maggiore in circa 26 minuti, in condizioni favorevoli.
Il listino italiano parte da 25.950 euro per la versione d’ingresso. Le edizioni di lancio propongono equipaggiamenti più ricchi e una maggiore caratterizzazione estetica: la Launch Edition è proposta a 29.950 euro, la Launch Edition Plus a 34.950 euro e la Launch Edition VZ a 39.950 euro.
Alla gamma si è aggiunta anche la Edge Plus, con motore da 211 CV e batteria da 52 kWh, proposta a 31.950 euro chiavi in mano. Una configurazione che punta sull’equilibrio tra prestazioni, autonomia e dotazioni.
La candidatura all’Auto dell’Anno 2027 mette la Raval a confronto con elettriche di categorie differenti. Nelle valutazioni della giuria conteranno non soltanto le caratteristiche tecniche, ma anche sicurezza, comfort, innovazione e rapporto qualità-prezzo. La compatta spagnola proverà a distinguersi soprattutto per il carattere sportivo applicato a un’auto pensata per l’utilizzo quotidiano.
Data articolo: Sat, 31 Oct 2026 06:30:49 +0000