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La situazione del traffico in Italia il 23 giugno 2026 è caratterizzata da numerose congestioni e rallentamenti, con eventi significativi come la coda di 2 km causata da un veicolo in avaria tra Genova Bolzaneto e Bivio A7/A12, e la coda di 3 km tra Como Centro e Chiasso per operazioni doganali. In generale, molte tratte presentano traffico intenso e code a tratti, in particolare sulle autostrade A1, A14 e A7.
17:53 – Tra Calenzano e Firenze Scandicci
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata è lunga 8.8 km dal chilometro 286.9 al chilometro 278.1.
17:42 – Tra Bivio A1/Compl. FI Nord e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Lunghezza code 12 km dal chilometro 267 al chilometro 279.
17:36 – Tra Firenze sud e Firenze Scandicci
Traffico Rallentato per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
La lunghezza interessata è di 1 km dal chilometro 296 al chilometro 297.
17:44 – Uscita a Bergamo provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
Non è indicata lunghezza precisa della coda.
17:41 – Tra Monza e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
Lunghezza di 12.8 km dal chilometro 126.2 al chilometro 139.
17:33 – Tra Ronco Scrivia e Genova Bolzaneto
Coda di 1 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Genova
Lunghezza coda di 5.5 km dal chilometro 112 al chilometro 106.5.
17:09 – Tra Genova Bolzaneto e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Coda di 2 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Genova
Lunghezza coda di 2.2 km dal chilometro 128 al chilometro 125.8.
17:00 – Uscita a Genova Bolzaneto provenendo da Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
Nessuna lunghezza precisata.
17:51 – Tra Lainate e Busto Arsizio
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Varese
Tratta lunga 16.3 km dal chilometro 24.5 al chilometro 8.2.
17:30 – Tra Como Centro e Chiasso Uscita Merci
Coda di 3 km per Operazioni doganali
Direzione Svizzera
Lunghezza coda di 3.37 km dal chilometro 41.37 al chilometro 38.0.
17:58 – Tra Sesto Fiorentino e Firenze Peretola
Coda di 1 km per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Firenze
Lunghezza coda di 1 km dal chilometro 0 al chilometro 1.
17:06 – Tra Firenze Ovest e Prato Est
Coda per traffico intenso
Direzione Pisa
Lunghezza di 4 km dal chilometro 9 al chilometro 5.
16:41 – Tra Bivio A12/A91 Roma-Fiumicino e Civitavecchia Porto
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 65.3 km.
18:03 – Tra Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Lunghezza coda 2 km dal chilometro 0 al chilometro 2.
17:44 – Tra Ancona Nord e Ancona Sud
Coda di 1 km per Traffico Congestionato
Direzione Taranto
Lunghezza coda 1 km dal chilometro 230 al chilometro 229.
17:32 – Tra Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio e Bologna San Lazzaro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
Lunghezza 13.2 km dal chilometro 22.2 al chilometro 9.
17:02 – Tra Bologna San Lazzaro e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Lunghezza 13.2 km dal chilometro 9 al chilometro 22.2.
17:28 – Uscita a Ancona Sud
Coda per Show/Concerto
Direzione in entrambe le direzioni
Nessuna lunghezza precisata.
17:27 – Entrata a Ancona Sud
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
Nessuna lunghezza precisata.
17:54 – Area di servizio Murge Est
Mancanza di metano
Direzione Pescara
Nessuna coda segnalata.
16:20 – Tra Pontebba e Confine di Stato
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta 27.5 km.
16:59 – Tra Grande Raccordo Anulare e Carsoli-Oricola
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza tratta 50.6 km.
16:37 – Tra Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale Est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
Lunghezza coda 0.8 km dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5.
17:45 – Tra CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Cavalcavia Rho
Lunghezza 2.88 km dal chilometro 21.61 al chilometro 18.73.
16:35 – Tra Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Lunghezza coda 1.2 km dal chilometro 18.8 al chilometro 20.0.
16:26 – Tra Corso Malta e Capodimonte
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Lunghezza 2.7 km dal chilometro 16.1 al chilometro 18.8.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 16:08:00 +0000L’arrivo di Marc Marquez nella squadra ufficiale della Casa di Borgo Panigale nella passata stagione ha oscurato il pilota torinese. Lo spagnolo ha distrutto mentalmente e tecnicamente in pista Bagnaia, dimostrando di essere di un altro livello. Pecco ha sfruttato per anni una condizione favorevole nel box con piloti che hanno deluso, come Miller e Bastianini.
Marc Marquez, a suon di record, ha conquistato con merito il suo nono riconoscimento iridato nel 2025, meritandosi il rinnovo. Lo spagnolo, dopo l’operazione al piede e alla spalla destra, è tornato a dominare la scena. Le ultime due vittorie di fila, in Ungheria e Repubblica Ceca, lo hanno riproiettato ai vertici della graduatoria, a 40 punti dal leader Bezzecchi. La Ducati ha temporeggiato prima dell’annuncio del prolungamento di altri 2 anni, volendo essere certa delle condizioni fisiche del Cabroncito.
Il nativo di Cervera nel 2028 compirà 35 anni e potrebbe anche decidere di appendere il casco al chiodo, soprattutto se riuscirà a confermarsi campione nelle prossime annate. Dovrebbe essere affiancato da Pedro Acosta, in affanno su una KTM poco affidabile, dalla prossima annata. La Casa emiliana vuole tutelarsi in caso di ulteriori problemi fisici dell’esperto spagnolo.
Bagnaia è vicinissimo al passaggio in Aprilia. Quindi a Brno, nei test della Pirelli con le nuove moto da 850 cc, non hanno girato Pecco con la Ducati, né Fabio Quartararo con la Yamaha, Jorge Martin con l’Aprilia, Pedro Acosta con la KTM, né Fabio Di Giannantonio con la Ducati gialla di VR46. Il romano, autore di una super stagione sin qui, è corteggiato da KTM, mentre Martin è destinato a lasciare la sella al torinese bicampione della MotoGP. Il numero 63 non ha provato la Rossa 2027 perchè potrebbe spifferare dei segreti tecnici agli avversari di Noale.
A giudicare dal recupero tecnico della Desmosedici nel confronto con l’Aprilia, l’unico che può essere contento è il numero 93. Il pilota iberico, dopo l’annuncio del rinnovo con Ducati, ha dichiarato:
“Sono rosso. Sono davvero felice di questo nuovo accordo e di continuare a fare parte di questa famiglia. Quando ho deciso di venire in Ducati, ero convinto che questo fosse il progetto in assoluto più competitivo. Hanno creduto in me e abbiamo costruito un rapporto basato sulla fiducia e il duro lavoro. Con questo rinnovo hanno ribadito ancora una volta questo impegno, rispettando i miei tempi e dandomi la tranquillità di cui avevo bisogno per prendere la decisione corretta. Nel nostro primo anno insieme, abbiamo lottato per il titolo e l’abbiamo vinto: un risultato dal valore inestimabile che conferma che la strada che avevamo scelto era quella giusta. Continuo a gareggiare perché amo questo sport e voglio impegnarmi a raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi. Sono convinto che questo sia il posto giusto per farlo. Finché sarò qui, darò tutto me stesso per dipingere il futuro di rosso”.
Il direttore tecnico di Ducati Luigi Dall’Igna e il CEO Claudio Domenicali sono estremamente soddisfatti per il rinnovo di Marc Marquez. Dopo la lunga esperienza in Honda, il fuoriclasse spagnolo ha infuso all’interno di una squadra vincente una mentalità ancora più determinata. Ha portato la Desmosedici GP al massimo delle performance esaltando tutte le componenti. Il decimo titolo e l’obiettivo sorpasso a Valentino Rossi è a un solo passo per Marc, ma siamo certi che avrà voglia di confermarsi al top anche in sella alle moto 850 cc del prossimo anno.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 15:36:29 +0000La Casa del Leone transalpino sta continuando lo sviluppo di motori estremamente avanzati per offrire grande piacere di guida, ma anche estrema affidabilità . I tecnici della Peugeot hanno partorito un nuovo motore a benzina, il Turbo 100, che eleva le performance a un livello superiore.
Il motore è creato con un 70% di componenti nuovi, come la catena di distribuzione, il turbocompressore, il sistema di iniezione, i pistoni, il blocco cilindri e altro ancora. Il motore Turbo 100 è già pronto sulla 208 e sulla 2008, due colonne portanti della gamma Peugeot. Si tratta di un 3 cilindri di 1.199 cm³ che sprigiona una potenza massima di 101 CV (74 kW) a 5.500 giri/min e una coppia massima di 205 Nm da 1.750 giri/min.
Il nuovo turbocompressore a geometria variabile garantisce una spinta progressiva ai bassi regimi, facilitando la guida quotidiana in città e le manovre di sorpasso, puntando su un piacere di guida completo in tutte le condizioni. Il consumo di carburante e il controllo delle emissioni per il motore Turbo 100 sono determinati da un nuovo sistema di iniezione diretta ad alta pressione (350 bar), dalla creazione di un sistema di fasatura valvole che riduce l’attrito interno, oltre a nuove teste dei pistoni e un nuovo funzionamento basato sul ciclo Miller con alto rapporto di compressione.
Il nuovo motore consente un livello di guida ideale in tutte le condizioni e promette una catena di distribuzione con una maggiore durata. Anche il blocco motore, i pistoni e le fasce sono inedite e realizzate per contribuire alla robustezza generale e al controllo del consumo di olio. Il motore Turbo 100 ha superato le numerose e ardue prove di resistenza a cui è stato sottoposto, con oltre 30.000 ore su banco di prova che hanno riprodotto tutte le situazioni di guida. Le vetture prototipo con il nuovo motore hanno totalizzato 3 milioni di chilometri, con diversi veicoli che hanno percorso 200.000 chilometri.
La Casa francese ha lanciato il Turbo 100 su 208 e 2008 con il programma Peugeot Care, offrendo una garanzia fino a 8 anni/160.000 km. Tutti i modelli dotati del nuovo motore godranno di un programma di manutenzione ridotto, con una singola manutenzione ogni 2 anni/25.000 km (precedentemente ogni 1 anno/20.000 km), con un controllo annuale intermedio.
La gamma di motorizzazioni della Peugeot 208 è ampia e propone alternative a benzina, diesel ed elettriche, per adattarsi a diversi stili di guida. La compatta del brand transalpino offre una super versatilità , adatta a soddisfare diverse esigenze di mobilità . Le sue dimensioni contenute la rendono una compagna agile nella vita di tutti i giorni, dove si apprezza la facilità di manovra e parcheggio, ma anche un certo livello di comfort e stabilità . Il linguaggio stilistico della 208 è un classico moderno, con una linea elegante e accattivante.
La Peugeot 2008 spicca nel segmento dei SUV per unire dimensioni equilibrate e una notevole versatilità . La vettura a ruote alte garantisce un comfort adeguato sia per il conducente che per i passeggeri, dimostrando una grande adattabilità a ogni situazione. Ora 208 e 2008 avranno un’arma in più sotto al cofano per farsi preferire in un car market sempre più competitivo.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 14:39:56 +0000Con la nuova 500 Hybrid Dolcevita, la Fiat punta a riconquistare una parte importante del mercato delle citycar, offrendo un’alternativa più accessibile rispetto alla versione a batteria e riportando la produzione di un modello strategico nello stabilimento di Mirafiori a Torino. La 500 rappresenta da anni uno dei simboli dell’automobile italiana. Dalla rinascita del modello nel 2007 fino alle più recenti, la piccola torinese ha costruito il proprio successo attorno a un mix di design, dimensioni compatte e forte identità stilistica.
La nuova 500 Hybrid arriva in un momento particolare per il mercato europeo dell’auto. Se da una parte continua il processo di elettrificazione, dall’altra molti costruttori stanno registrando una domanda ancora significativa per modelli a basse emissioni ma dotati di motore a combustione.
Per Fiat, il ritorno della versione ibrida rappresenta una scelta industriale e commerciale di rilievo. La 500 hybrid Dolcevita viene assemblata a Mirafiori, uno degli stabilimenti storici dell’automotive italiano, forse lo stabilimento per eccellenza e permette al marchio di presidiare nuovamente il segmento delle citycar compatte con un prodotto destinato a un pubblico molto ampio.
L’allestimento Dolcevita aggiunge alcuni dettagli specifici che ne rafforzano il carattere elegante e lifestyle. Le finiture dedicate, i richiami cromati e gli elementi distintivi della serie contribuiscono a creare un’immagine raffinata senza snaturare il design originale.

La presenza della capote apribile in tela, elemento tradizionalmente associato alla denominazione Dolcevita, rafforza ulteriormente il legame con la tradizione della gamma 500 e con l’immaginario della mobilità urbana italiana. La capote si apre in 8″, attivabile facilmente da una levetta posta al termine del bracciolo.
L’abitacolo al suo interno presenta una plancia ben calibrata tra l’area digitale del contachilometri, l’infotainment e il portaoggetti frontale. Al centro della plancia trova spazio il sistema di infotainment con schermo touchscreen da 10,25 pollici, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.
La strumentazione digitale e la disposizione dei comandi sono pensati per facilitare l’utilizzo quotidiano, soprattutto negli spostamenti urbani. L’intera gestione dei servizi alla guida è possibile farla sia analogicamente, che digitalmente tramite il touch dello schermo: climatizzazione auto, regolazione fari, chiusure porta e la tipica connessione dello smartphone sia per rubrica che per media.
Le dimensioni esterne contenute impongono inevitabilmente qualche compromesso in termini di abitabilità posteriore, ma la vettura continua a rivolgersi principalmente a chi utilizza l’auto in coppia o in ambito cittadino. Lo stesso vale per il bagagliaio, dimensionato per rispondere alle esigenze quotidiane piuttosto che ai lunghi viaggi.
Appena si entra nella 500 Hybrid Dolcevita si ha subito la sensazione di un’auto disegnata per il massimo comfort nella guida quotidiana in città .
Ogni elemento presente nella parte anteriore della vista dell’autista, non crea alcun ingombro. Lo schermo dell’infotainment non provoca quel fastidio tipico dei grandi schermi touch che si trovano su molte auto di recente uscita.
La guidabilità nelle strade di città o paese è agevole: sterzo leggero, accelerazione delicata e con le marce basse l’auto è silenziosissima, sembra quasi di guidare un’elettrica. I sensori di velocità integrati permettono di non sforare mai i limiti cittadini, nota da non sottovalutare viste le misure sulla viabilità con le zone a 20-30Km/h che si alternano ai tipici limiti di 50Km/h.
Il cambio a 6 marce permette di avere sprint anche su strade extra-cittadine come tangenziali e circonvallazioni. In prima, seconda e terza i consumi sono bassi, tipici di una city car con la parte hybrid che supporta il termico migliorandone le prestazioni.
La Fiat 500 Hybrid Dolcevita si rivolge a chi cerca una vettura compatta, facile da utilizzare nel traffico quotidiano e caratterizzata da una forte personalità estetica. Non nasce con l’obiettivo di offrire prestazioni elevate o grande versatilità familiare, ma punta su dimensioni contenute, semplicità di utilizzo e riconoscibilità del design.
In un mercato che continua a spingere verso l’elettrificazione, la nuova 500 Hybrid rappresenta una proposta destinata a chi desidera mantenere la praticità di un motore termico senza rinunciare alle soluzioni di efficientamento introdotte dalle più recenti tecnologie mild hybrid. Per Fiat è soprattutto il ritorno di un modello destinato a giocare un ruolo importante nel rilancio della produzione italiana e nel consolidamento della presenza del marchio nel segmento delle citycar.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 14:17:05 +0000
Anche il mese di maggio 2026 è stato positivo per il mercato auto europeo che continua a vivere un 2026 caratterizzato da una crescita delle immatricolazioni, grazie soprattutto alla spinta delle auto elettrificate. La conferma arriva dai dati diffusi da ACEA che ci offrono una fotografia aggiornata sulle vendite di nuove auto in Europa, con i dati aggiornati al mese di maggio 2026. Ecco tutti i dettagli in merito:
Partiamo dai dati di maggio 2026. Il quinto mese dell’anno si è chiuso con un incremento del 3,2% delle immatricolazioni, per un totale di 955 mila unità , andando a considerare tutto il mercato Ue. Estendendo l’analisi al mercato europeo, che comprende anche il Regno Unito e i Paesi Efta, la crescita è stata del 3,6%, per un totale di 1,152 milioni di unità vendute.
Per il mercato delle quattro ruote europeo, il 2026 è un anno positivo. In totale, infatti, le immatricolazioni tra gennaio e maggio sono state pari a 4,748 milioni di unità in Ue, con una crescita del 4%. Per quanto riguarda i dati complessivi, con Regno Unito e Paesi Efta, la crescita è stata del 4,5% con un totale di 5,824 milioni di unità .
Da segnalare che l’Italia ha battuto nettamente il mercato europeo avendo chiuso il periodo gennaio – maggio con una crescita delle immatricolazioni del 9,4% (dato più alto tra quelli dei big market europei). Per approfondire l’andamento delle vendite in Italia potete consultare il nostro speciale sulle immatricolazioni nel mercato italiano, con i dati aggiornati a fine maggio 2026.
I numeri parlano chiaro. A sostenere la crescita del mercato europeo sono le auto elettrificate e, in particolare, le elettriche e le auto ibride plug-in. Considerando i dati di gennaio – maggio 2026 si registrano i seguenti risultati:
In Italia, invece, la percentuale di crescita è sensibilmente superiore, come conferma l’approfondimento dedicato che abbiamo pubblicato nelle scorse settimane e che tiene conto dei dati aggiornati a fine maggio.
I numeri sulle immatricolazioni dei singoli costruttori confermano la leadership di Volkswagen ma Stellantis cresce di più e, soprattutto, batte il mercato in termini di crescita percentuale, confermando un sostanziale passo in avanti rispetto allo scorso anno.
Il Gruppo Volkswagen ha registrato un totale di 1,5 milioni di unità vendute (considerando Ue, Efta e Regno Unito) con un incremento delle vendite dell’1% mentre Stellantis ha raggiunto quota 905 mila unità , con un miglioramento del 5,3%.
Da segnalare anche Renault, con 535 mila unità vendute e un calo del 5,4%, il Gruppo Hyundai, con 434 mila unità vendute e un calo del 2,4%, e il Gruppo BMW, che completa la Top 5 con un totale di 409 mila unità vendute e un incremento del 3,3%.
Tra qualche settimana, invece, arriveranno i dati completi per il primo semestre dell’anno.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 14:15:42 +0000La drammatica notizia della scomparsa di un bimbo di 10 anni alla guida della sua minimoto lungo la provinciale che collega il Comune di Moschiano a quello di Lauro, preceduto dal padre che gli faceva strada a bordo della sua auto, ha riaperto il dibattito sulle regole che disciplinano la materia. Il piccolo motociclista è stato investito nella giornata di ieri ed è rimasto ucciso davanti agli occhi del genitore, in provincia di Avellino, a causa del violento schianto contro una Jeep.
Sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno tentato di rianimare il bimbo senza successo, rendendo inutile anche l’intervento dell’eliambulanza pronta a trasferire il piccolo all’ospedale Moscati di Avellino. Occorre fare un passaggio chiarificatore sulle norme che disciplinano l’utilizzo delle minimoto. I piccoli modelli di motocicletta atti a circolare solo su circuiti o aree non pubbliche in quanto sprovvisti di permesso di circolazione nascono per preparare i piccoli centauri alle ardue sfide in pista.
Premesso che le minimoto non posso calpestare il suolo pubblico, la legge le confina esclusivamente a spazi privati recintati o a circuiti e piste dedicate e autorizzate. Il motivo? I piccoli mezzi che di solito hanno un peso di poco più di 20 kg sono privi di targa, indicatori di direzione, luci e specchietti retrovisori, requisiti minimi obbligatori per poter viaggiare su strade comunali, provinciali o statali. La legge prevede che la circolazione su strade pubbliche con una minimoto determina pesanti sanzioni amministrative, tra cui il sequestro finalizzato alla confisca del mezzo e multe pecuniarie salatissime, oltre alle responsabilità civili e penali in caso di danni a terzi.
Inoltre qualora il trasgressore sia un minore, le sanzioni sono a carico dei genitori o di chi ne fa le veci. Persino all’interno dei circuiti privati o delle aree dedicate, l’utilizzo delle minimoto è soggetto a rigide prescrizioni di sicurezza per la tutela dei minori. Non c’è bisogno di una patente di guida stradale perchè l’accesso alle piste è regolamentato in base all’età del pilota e alla cilindrata del mezzo, spesso sotto la supervisione di istruttori federati. Sempre obbligatorio l’uso del casco, oltre a un abbigliamento tecnico che comprenda tuta, guanti e stivali rinforzati.
Tutte le minimoto per bambini devono rispettare rigorosi standard costruttivi europei (marcatura CE) e includere dispositivi di sicurezza passiva, come il braccialetto “stacca-motore†connesso al polso del pilota, creato appositamente per spegnere il motore in caso di caduta. Il piccolo nel tratto campano è stato sbalzato dal sellino, finendo tragicamente in una cunetta a bordo strada.
È risultato negativo ai test farmacologici il 28enne di Caserta al volante della Jeep, con altre tre persone a bordo, che ieri pomeriggio si è ritrovato il bimbo sulla minicross condotta sul tortuoso tratto in un tornante che collega il comune di Moschiano a quello di Lauro. Sono ancora da chiarire le dinamiche, ma l’incidente sarebbe avvenuto in una strada dove sono presenti numerose curve, per di più in una situazione di scarsa visibilità che potrebbe aver causato ulteriori problemi ai protagonisti di questa triste vicenda. I carabinieri di Lauro, coadiuvati dai colleghi della compagnia di Baiano, stanno ricostruendo i momenti che hanno preceduto lo scontro fatale.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 13:42:21 +0000Il fenomeno della svalutazione riguarda qualunque veicolo e incide sul costo di possesso. Il primo anno è quasi sempre il più pesante perché l’auto passa da nuova a usata, perde l’effetto della prima immatricolazione e viene confrontata con modelli simili già presenti sul mercato. Da quel momento in poi la perdita continua, ma non procede sempre allo stesso ritmo. Nei primi anni il calo è più rapido, poi tende a rallentare, fino a stabilizzarsi quando il valore residuo viene sostenuto da condizioni, chilometraggio, domanda e reputazione del modello.
In ogni caso la svalutazione dell’auto non è una percentuale fissa, uguale per tutti i modelli e per tutte le alimentazioni. Un’utilitaria molto richiesta può conservare valore meglio di una berlina poco appetibile. Un suv ibrido con buona reputazione può tenere il mercato più di una compatta elettrica penalizzata da autonomia ridotta, incentivi sul nuovo e rapida evoluzione tecnologica. Una diesel Euro 6 recente può restare interessante per chi percorre molti chilometri, mentre una diesel più vecchia può soffrire restrizioni locali e minore appetibilità nei centri urbani.
La svalutazione è la differenza tra il prezzo pagato per acquistare l’auto e il valore che la stessa vettura mantiene nel tempo. Se un veicolo viene comprato a 30.000 euro e dopo tre anni può essere rivenduto a 18.000 euro, la perdita secca è di 12.000 euro. In percentuale, il deprezzamento è pari al 40%, mentre il valore residuo corrisponde al 60% del prezzo iniziale.
A contare è innanzitutto l’età dell’auto perché ogni anno aggiunge anzianità e riduce l’attrattiva commerciale. Pesano i chilometri percorsi, considerato che una vettura con 150.000 chilometri viene valutata diversamente rispetto a una con 45.000. Incidono poi le condizioni generali poiché carrozzeria rovinata, interni consumati, manutenzione irregolare o pneumatici da sostituire abbassano subito la trattativa. Entra poi in gioco il mercato, che può spingere verso l’alto o verso il basso modelli identici in momenti diversi.
La svalutazione non va confusa con il consumo del veicolo. Un’auto può essere funzionante e perdere comunque valore. Il mercato premia anche la desiderabilità del modello, la disponibilità di ricambi, l’affidabilità percepita, i consumi, le emissioni, la tecnologia di bordo e la facilità di rivendita.
Per capire quanto si svaluta un’auto nel tempo è utile partire da una simulazione. Prendiamo una vettura acquistata nuova a 30.000 euro, con alimentazione tradizionale o ibrida non plug-in, percorrenza regolare, manutenzione documentata e nessun danno rilevante. In un mercato normale, senza distorsioni forti dovute a incentivi, crisi di offerta o improvvisi cambi normativi, il primo anno può portare una perdita indicativa compresa tra il 15% e il 25%. Nel nostro esempio, il valore dopo dodici mesi potrebbe collocarsi tra 22.500 e 25.500 euro.
Il secondo anno aggiunge un’altra quota di deprezzamento. Se la vettura mantiene una buona domanda, il valore residuo può scendere intorno al 70-75% del prezzo iniziale. Su un’auto da 30.000 euro, significa una quotazione indicativa tra 21.000 e 22.500 euro. Qui comincia a pesare il chilometraggio: una vettura con 20.000 chilometri complessivi viene letta in modo diverso da una con 60.000.
Al terzo anno si entra in una fascia decisiva per il mercato dell’usato. Molte auto ex noleggio, aziendali o acquistate con formule finanziarie rientrano proprio dopo 36 mesi e aumentano l’offerta disponibile. In questa fase il valore residuo può oscillare tra il 55% e il 65% del prezzo originario. Nel caso della nostra vettura da 30.000 euro, il prezzo teorico si collocherebbe quindi tra 16.500 e 19.500 euro.
Il quarto anno porta la vettura in una zona intermedia. Non è più un usato fresco, ma non è ancora un’auto vecchia. Se ha manutenzione regolare, chilometri coerenti e una motorizzazione richiesta può difendersi bene. Il valore residuo può scendere verso il 48-55% del prezzo iniziale con una stima tra 14.400 e 16.500 euro su una vettura pagata 30.000 euro. A questo punto gli optional iniziano a contare meno rispetto ai primi anni, mentre diventano più rilevanti tagliandi, gomme, revisione, eventuali richiami eseguiti e stato degli interni.
Al quinto anno il deprezzamento può arrivare intorno al 50% o superarlo, a seconda del modello. Una vettura acquistata a 30.000 euro può valere 13.000-15.000 euro se ben tenuta, richiesta e con percorrenza nella media. Se invece appartiene a un segmento poco appetibile, ha molti chilometri o monta una tecnologia percepita come superata, la quotazione può scendere più rapidamente.
Dal sesto anno in poi la curva tende a rallentare. Una vettura che vale 12.000 euro e perde altri 1.000 euro in dodici mesi registra una discesa meno pesante, in valore assoluto, rispetto ai 5.000 o 6.000 euro bruciati nei primi anni. In questa fase il mercato guarda affidabilità , costi di gestione, manutenzione, classe ambientale e condizioni reali.
Il primo anno è quello in cui l’auto subisce il colpo più duro perché il mercato non paga più il privilegio del nuovo. Anche se la vettura ha pochi chilometri è ancora in garanzia e non presenta difetti, per il compratore resta un’auto già immatricolata. Questo passaggio basta a ridurre il valore perché chi compra usato pretende uno sconto rispetto al prezzo di listino.
A incidere sono anche le promozioni sul nuovo. Se la casa automobilistica abbassa il prezzo, offre incentivi, propone finanziamenti agevolati o lancia una versione aggiornata, l’usato recente ne risente subito. Il venditore privato può pensare che la propria auto valga quasi come nuova, ma il compratore ragiona diversamente: se con una differenza contenuta può acquistare un modello nuovo pretenderà uno sconto più forte sull’usato.
C’è poi il tema delle km 0. Le vetture già immatricolate dai concessionari, ma con percorrenze minime, creano una concorrenza diretta all’usato freschissimo. Chi vende un’auto di pochi mesi si confronta con offerte professionali, garanzie, finanziamenti e servizi aggiuntivi. Di conseguenza il valore reale può essere più basso di quanto suggerisca il semplice stato d’uso.
Per questo, comprare un’auto nuova e venderla dopo dodici mesi è una delle operazioni economicamente meno convenienti. Il proprietario sostiene la parte più pesante della svalutazione, mentre chi acquista dopo il primo calo può trovare un veicolo recente a un prezzo più interessante.
Il chilometraggio è uno dei parametri più influenti nella valutazione dell’usato. Due auto identiche, immatricolate nello stesso anno e con la stessa motorizzazione possono avere quotazioni molto diverse se una ha percorso 35.000 chilometri e l’altra 110.000.
Non tutti i chilometri hanno però lo stesso peso. Una vettura usata soprattutto in autostrada può essere meno stressata di una impiegata ogni giorno in città . Il mercato tende a semplificare. Al di sopra di certe soglie, la quotazione scende comunque perché il chilometraggio resta il primo indicatore visibile della vita del veicolo. In Italia molti listini dell’usato applicano correzioni in base alla percorrenza rispetto alla media attesa per modello, alimentazione e anzianità .
Fino a qualche anno fa il diesel era considerato una scelta forte per chi percorreva molti chilometri mentre il benzina dominava le percorrenze urbane e l’ibrido era ancora una nicchia. Oggi lo scenario è più frammentato. Le ibride crescono, le elettriche aumentano nel mercato dell’usato, il diesel mantiene una presenza forte nei trasferimenti, ma subisce il peso delle restrizioni ambientali in alcune aree.
Le auto a benzina conservano una buona appetibilità quando appartengono a segmenti compatti, city car, utilitarie e crossover di piccola o media taglia. Sono facili da rivendere, hanno una platea ampia e spaventano meno chi compra usato. Il diesel resta interessante per percorrenze elevate su modelli recenti, efficienti e omologati Euro 6, ma può diventare più difficile da piazzare se l’acquirente vive in zone soggette a blocchi o limitazioni.
Le ibride tradizionali, se associate a marchi percepiti come affidabili, stanno beneficiando di una domanda robusta. Consumano poco in città , non richiedono ricarica esterna, hanno costi d’uso prevedibili e rispondono bene alle esigenze di chi non vuole passare all’elettrico puro. In molti casi difendono meglio il valore residuo rispetto a motorizzazioni meno richieste.
Il valore dell’usato di un’auto elettrica dipende anche da autonomia reale, stato della batteria, velocità di ricarica, disponibilità di colonnine, prezzo del nuovo, incentivi e percezione del rischio tecnologico.
Il primo passaggio consiste nel recuperare il prezzo reale di acquisto. Se l’auto è stata comprata con forte sconto, incentivo o permuta, il calcolo comincia dalla cifra effettivamente pagata. Usare il prezzo di listino può falsare la percezione della perdita.  Il secondo passaggio richiede il confronto con annunci simili. Bisogna filtrare anno, motore, allestimento, chilometri, cambio, trazione, zona, numero di proprietari e condizioni. Una versione base non può essere confrontata con una full optional.
Il terzo passaggio riguarda i listini e le quotazioni professionali. Le valutazioni ufficiali o semiufficiali aiutano a capire il prezzo medio, ma vanno lette con buon senso. Il prezzo a cui un concessionario compra non è quello a cui rivende, perché nel mezzo ci sono ripristino, garanzia, margine commerciale, costi amministrativi e rischio d’impresa. Il quarto passaggio consiste nel correggere la stima in base allo stato reale. Non c’è dubbio che gomme nuove, tagliando appena fatto e carrozzeria impeccabile possono aiutare.
La svalutazione si può comunque contenere. La prima scelta avviene già al momento dell’acquisto. Comprare un modello molto richiesto, con motorizzazione coerente con il mercato, colore facilmente rivendibile, dotazioni utili e buon rapporto qualità -prezzo aiuta a difendere il valore. Scegliere un allestimento troppo particolare, una tinta difficile o una versione poco richiesta può complicare la rivendita.
La manutenzione è il secondo argine. Tagliandi regolari, fatture conservate, richiami eseguiti, gomme in buono stato, carrozzeria curata e interni puliti fanno differenza. Nel mercato dell’usato la fiducia riduce lo sconto richiesto dall’acquirente.
Il chilometraggio va gestito con realismo. Non ha senso rinunciare a usare l’auto solo per preservarne il valore, ma superare certe soglie incide molto sulla quotazione. Chi sa già di percorrere tanti chilometri dovrebbe scegliere un modello adatto perché il mercato sarà più disposto ad accettare percorrenze elevate su un diesel da viaggio o su un’auto robusta che su una piccola cittadina sfruttata oltre misura.
Anche la modalità di vendita conta. Vendere a un privato può portare a un prezzo più alto, ma richiede tempo, trattativa, gestione delle visite e maggiori responsabilità . Consegnare l’auto a un concessionario o usarla in permuta è più semplice, ma il valore riconosciuto sarà inferiore.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 12:00:20 +0000Dal 23 al 26 giugno tornano i Prime Day di Amazon, l’evento dedicato agli sconti che ogni anno attira milioni di consumatori alla ricerca delle migliori offerte su tecnologia, accessori per la casa e prodotti per l’automobile. Tra gli articoli più interessanti per affrontare l’estate ci sono senza dubbio i parasole per auto, accessori semplici ma estremamente utili per migliorare il comfort a bordo e proteggere passeggeri e abitacolo dagli effetti del sole e del calore. Tra le proposte più apprezzate figurano le Tendine Parasole Auto XL per finestrini laterali e il parasole interno pieghevole LEIVESTE per parabrezza.
Entrambi i prodotti sono stati progettati per contrastare il calore e i raggi ultravioletti, ma si rivolgono a esigenze differenti. Le tendine laterali sono pensate soprattutto per chi viaggia con bambini o animali domestici, mentre il parasole per parabrezza punta a preservare l’abitacolo quando l’auto è parcheggiata sotto il sole.
Le Tendine Parasole Auto XL rappresentano una soluzione pratica per proteggere i passeggeri posteriori dall’esposizione diretta ai raggi solari. Grazie alla loro struttura in rete elastica di nuova generazione, sono compatibili con la maggior parte delle automobili e possono adattarsi a numerose tipologie di finestrini. Le dimensioni generose consentono una copertura efficace, mentre il materiale elasticizzato facilita il montaggio e l’adattamento alla forma della portiera.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la combinazione tra protezione e comfort. La rete traspirante permette infatti di abbassare i finestrini e far circolare l’aria mantenendo comunque una barriera contro il sole. Questo significa poter beneficiare di una maggiore ventilazione senza rinunciare alla schermatura dai raggi UV. Secondo il produttore, il sistema è in grado di bloccare oltre il 98% dei raggi ultravioletti, contribuendo a ridurre il rischio di scottature e il surriscaldamento dell’abitacolo.
Le tendine offrono inoltre un ulteriore vantaggio: fungono da barriera contro insetti e zanzare, caratteristica particolarmente utile durante viaggi, soste o vacanze estive. Non manca poi un effetto privacy, che rende meno visibile l’interno del veicolo dall’esterno e contribuisce a creare un ambiente più riservato per i passeggeri.
L’installazione è uno dei punti di forza del prodotto. Le tendine possono essere montate in pochi secondi senza attrezzi e, una volta rimosse, occupano pochissimo spazio, risultando facili da riporre nel bagagliaio o nei vani portaoggetti.
A completare la protezione dell’auto entra in gioco il parasole interno Leiveste per parabrezza. Si tratta di una soluzione pensata per chi lascia frequentemente il veicolo parcheggiato all’aperto, magari al lavoro, in spiaggia o in città durante le ore più calde della giornata.
La sua funzione principale è quella di ridurre l’effetto serra che si crea all’interno dell’abitacolo. Grazie agli strati riflettenti avanzati, il parasole è in grado di bloccare fino al 99% dei raggi UV, contribuendo a mantenere temperature più contenute all’interno del veicolo. Un vantaggio che si traduce in maggiore comfort al momento di rientrare in auto, evitando di trovare volante, sedili e cruscotto eccessivamente surriscaldati.
Oltre a migliorare il comfort, il prodotto aiuta a preservare nel tempo le superfici interne dell’auto. L’esposizione prolungata al sole può infatti favorire scolorimento, usura e deterioramento di plastiche, tessuti e rivestimenti. Utilizzare un parasole rappresenta quindi anche una forma di protezione per il valore dell’automobile.
Il fissaggio avviene tramite due ventose trasparenti che garantiscono una buona aderenza al parabrezza e consentono di installare o rimuovere il dispositivo in pochi istanti. Quando non viene utilizzato, il parasole può essere ripiegato facilmente e conservato senza occupare spazio eccessivo.
Per quanto riguarda il prezzo, le Tendine Parasole Auto XL vengono generalmente proposte su Amazon in una fascia intorno ai 20 euro, mentre il parasole pieghevole Leiveste si colloca solitamente vicino ai 15 euro. Durante i Prime Day, tuttavia, questi accessori possono beneficiare di ulteriori sconti, diventando un acquisto particolarmente conveniente per chi desidera affrontare l’estate con un abitacolo più fresco, protetto e confortevole.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 10:56:59 +0000Il percorso di Jeep verso un futuro integralmente elettrificato segna oggi una tappa fondamentale. Il brand ha ufficialmente aperto gli ordini in tutta Europa per due nuove versioni della nuova Jeep Compass, un modello che rappresenta un pilastro nella crescita globale del marchio, con oltre 2,5 milioni di unità vendute dal 2006 ad oggi. Progettata a Torino e prodotta nello stabilimento di Melfi, la nuova gamma Compass si basa sulla sofisticata piattaforma STLA Medium di Stellantis, concepita per accogliere diverse soluzioni di propulsione con un focus specifico sull’elettrificazione. Le ultimissime novità alla spina sono la 4xe e la Long Range. Vediamo più nel dettaglio.
La novità più dirompente è rappresentata dalla nuova Jeep Compass 4xe, che per la prima volta diventa completamente elettrica a trazione integrale, posizionandosi al vertice della gamma per prestazioni e capacità off-road. Questa versione adotta un’architettura a doppio motore (EDM – Electric Drive Module) che assicura il controllo totale della trazione su ciascun asse: l’unità anteriore eroga 157 kW, mentre quella posteriore, sviluppata specificamente per Jeep, ne eroga 132 kW, per una potenza massima combinata di ben 375 CV.
Grazie a questa configurazione, la 4xe è in grado di scaricare a terra fino a 3.100 Nm di coppia con le ruote posteriori, permettendole di superare pendenze del 20% anche senza l’ausilio dell’asse anteriore. La vocazione avventuriera è confermata da un assetto rialzato di 10 mm e angoli caratteristici da vera fuoristrada: 28° in attacco e 31° in uscita. La batteria da 96,1 kWh di energia utilizzabile garantisce un’autonomia combinata WLTP superiore a 600 km.
Per chi mette al primo posto la percorrenza chilometrica, Jeep introduce la versione BEV Long Range a trazione anteriore. Questa variante è equipaggiata con una nuova batteria agli ioni di litio ad alte prestazioni da 96,3 kWh (composta da 12 moduli e 192 celle), che permette di raggiungere un’autonomia record per il modello, fino a 674 km. Il motore elettrico, grazie a una calibrazione specifica, eroga una potenza di picco di 231 CV (170 kW), garantendo prestazioni brillanti unite a un’efficienza ottimizzata.
Entrambe le versioni beneficiano di tempi di ricarica estremamente contenuti nonostante la generosa capacità degli accumulatori: è infatti possibile passare dal 20% all’80% della carica in soli 27 minuti. Sul fronte della sicurezza e dell’assistenza, la Nuova Compass offre di serie su tutte le versioni la guida autonoma di livello 2.
Il sistema Jelec-Terrain (di serie sulla 4xe) permette al conducente di adattare la dinamica del veicolo attraverso cinque modalità : Auto, Sport, Snow, Sand/Mud e l’esclusiva funzione 4WD LOCK, che attiva la trazione permanente su entrambi gli assi per le condizioni più estreme. Gli interni sono stati progettati per essere durevoli e funzionali, con rivestimenti in poliuretano facili da pulire e tappetini in gomma ad alta resistenza.
La gamma si articola su diverse filosofie di allestimento:
Gli ordini sono aperti con prezzi da 54.900 euro per l’integrale e da 51.900 euro per la Long Range.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 09:42:46 +0000La quinta edizione del MIMO (Milano Monza Motor Show) si preannuncia come un concentrato di adrenalina open-air a ingresso totalmente gratuito. Il programma è fittissimo, ma ci sono alcune chicche assolute che da sole valgono il viaggio nel Tempio della Velocità .
La cerimonia d’apertura di venerdì 26 giugno (ore 10:30) non sarà il solito taglio del nastro istituzionale. Il piatto forte è l’esordio dinamico in pista di due progetti incredibili:
Subito dopo i primi giri delle premiere, la pista sarà invasa dalla MIMO Parade e dalla Journalist Parade. Il parterre di supercar e auto da corsa è da capogiro: Ferrari SF90 XX, Lamborghini Revuelto, McLaren 750S, Porsche 911 GT3 RS, fino alle belve da pista come la Ferrari 296 Challenge e la Huracán Super Trofeo EVO2.
Spazio anche al mercato reale con il debutto europeo della Changan Deepal S05 Ultra Hybrid (presentazione venerdì alle 10:00 nel Paddock 1), affiancata dalle novità di brand come OMODA, JAECOO, Tesla, Chery e Mercedes-Benz.
Il MIMO non è solo da guardare, ma da guidare. Per tutti e tre i giorni (09:00 – 19:00) saranno attivi i test drive gratuiti con istruttori a bordo. Si potranno testare le ultime novità elettriche, ibride e termiche, tra cui:
• 09:00 | Apertura MIMO al pubblico
• 09:00 – 19:00 | Test Drive
• 09:00 | TRACK4FUN Open Pit Lane per proprietari di supercar
• 10:30 | Accoglienza istituzioni, partner e stakeholder presso Hospitality MIMO n.45
• 10:35 | Cerimonia inaugurale ufficiale MIMO presso Hospitality MIMO n.45
Taglio del nastro alla presenza di istituzioni, partner, stakeholder e ospiti della manifestazione.
• 11:00 | MIMO Parade e Journalist Parade. La grande parata inaugurale che aprirà ufficialmente MIMO 2026 con due giri completi del circuito di Formula 1 dell’Autodromo Nazionale Monza. Ad aprire il corteo sarà la World Premiere della nuova SGT 55, seguita da alcune delle più iconiche supercar presenti all’evento, vetture racing e dalla Journalist Parade con giornalisti e content creator al volante delle novità di prodotto delle case automobilistiche.
• 12:10 – 12:35 | Supercar Track Day
• 12:35 | Drift Show. Spettacolare esibizione sul rettilineo principale
dell’Autodromo con due BMW protagoniste di traversi, evoluzioni e guida ad
alta precisione a cura del Campionato Italiano Drifting.
• 14:00 – 16:00 | TRACK4FUN Open Pit Lane (sessione pomeridiana)
• 15.00 | Talk GT-QUEENS dedicato al motorsport femminile con pilote e ospiti del settore
• 16:00 – 16:50 | Supercar Track Day
• 16:50 – 17:15 | Attività delle Case Automobilistiche
• 17.00 | Talk GT-QUEENS dedicato al motorsport femminile con pilote e ospiti del settore
• 17:15 – 17:40 | Supercar Track Day
• 18:00 | Supercar Parade sulle Sopraelevate e sul circuito di Formula 1.
• 09:00 | Apertura MIMO al pubblico
• 09:00 – 19:00 | Test Drive
• 09:00 | TRACK4FUN Open Pit Lane
• 11:00 | TRACK4FUN Auto da Corsa
• 11:30 | Supercar Track Day
• 11:55 | Case Automobilistiche in pista. Le novità di prodotto dei brand presenti a MIMO scendono in pista per sessioni dinamiche dedicate al pubblico.
• 12:30 | TRACK4FUN Auto da Corsa
• 13:00 | Drift Show. Le vetture del Campionato Italiano Drifting tornano sul rettilineo per una nuova esibizione ad alto tasso di adrenalina.
• 14:00 | TRACK4FUN Open Pit Lane (sessione pomeridiana)
• 15:30 | TRACK4FUN Auto da Corsa
• 16:00 – 16:25 | Supercar Track Day
• 16:25 – 16:50 | Attività delle Case Automobilistiche
• 16:50 – 18:00 | Supercar Track Day
• 18:00 | Supercar Parade
• 19:00 | Fine attività pista
• 09:00 | Apertura MIMO al pubblico
• 09:00 – 19:00 | Test Drive
• 09:00 | Supercar Track Day
• 09:50 | Sessioni Libere GT3isti Challenge
• 10:40 | Sessioni Libere Speed Cup
• 11:05 | Case Automobilistiche in pista
• 11:30 | GT3isti Challenge – Gara 1. Prima manche della competizione
dedicata alle Porsche più performanti e alle vetture GT racing.
• 12:20 | Speed Cup – Gara 1. Scendono in pista le Lotus Elise ed Exige protagoniste del campionato organizzato dal Lotus Sporting Club.
• 13:00 | Drift Show
• 13:20 – 14:10 | Pausa attività pista
• 14:10 | GT3isti Challenge – Gara 2
• 15:00 | Case Automobilistiche in pista
• 15:25 | Speed Cup – Gara 2
• 15:50 | Supercar Track Day
• 16:15 | GT3isti Challenge – Gara 3. Le gare ufficiali autorizzate da ACI Sport entrano nel vivo con le manche decisive del weekend.
• 17:05 | Supercar Track Day
• 18:00 | Supercar Parade sulle Sopraelevate e sul circuito di Formula 1
• 18:30 | Supercar Track Day
• 19:00 | Fine attività pista
La storia della mobilità urbana sta per scrivere un nuovo, attesissimo capitolo. Dopo la rivelazione della smart Concept #2 al Salone di Pechino, il brand ha scelto le strade di Roma per presentare in anteprima europea gli interni e i dettagli tecnici di quella che sarà la smart #2, l’erede spirituale e materiale della storica due posti. La scelta della Capitale non è stata casuale: con i suoi vicoli stretti e le sfide di parcheggio, Roma rappresenta l’habitat naturale per un veicolo che qui, nel passato, ha raggiunto un successo senza confini.
L’abitacolo della smart #2 segna un netto passo in avanti verso una dimensione premium, pur mantenendo un formato ultra-compatto. Il punto di forza del design interno è rappresentato dalla seduta continua, una soluzione che supera la tradizionale barriera fisica tra conducente e passeggero. Questo elemento non ha solo una valenza estetica, ma mira a creare un ambiente più condiviso, pratico e accogliente, trasformando la percezione della compattezza da limite a valore aggiunto.
L’intera plancia si sviluppa attorno a un cockpit a forma di S, studiato per favorire un’interazione intuitiva con i comandi e un’organizzazione dello spazio estremamente ordinata. L’obiettivo dichiarato dai designer è offrire una sensazione di ampiezza superiore alle dimensioni reali, creando un’atmosfera essenziale ma calda, dove ogni dettaglio è curato per rendere piacevole la vita a bordo.

Esternamente, la smart #2 anticipa una direzione stilistica dove la funzionalità guida ogni scelta di design. Le proporzioni iconiche sono esaltate da un trattamento bicolore della carrozzeria e da dettagli moderni come le porte senza cornice. Non si tratta di semplici decorazioni: il carattere della vettura deriva dalla sua capacità di rispondere in modo intelligente alle esigenze urbane contemporanee, mantenendo però quel DNA che ha permesso a oltre due milioni di smart di circolare ancora oggi nelle città di tutto il mondo.
Sotto la carrozzeria si nasconde la piattaforma ECA (Electric Compact Architecture), sviluppata specificamente per questa nuova generazione di due posti elettriche. La base tecnica è stata progettata per massimizzare l’efficienza degli spazi grazie a sbalzi ridotti e un packaging compatto.
Uno dei dati più impressionanti presentati a Roma riguarda l’agilità : la smart #2 promette un diametro di sterzata di soli 6,95 metri (da marciapiede a marciapiede), un valore che la pone in linea con la manovrabilità leggendaria delle generazioni precedenti. Nonostante le dimensioni ridotte, l’auto non vuole essere confinata ai soli centri storici. Il valore target per la batteria è di 35,7 kWh, con un’autonomia prevista di circa 300 km secondo il ciclo WLTP. Anche i tempi di ricarica sono stati ottimizzati: sarà possibile passare dal 10 all’80% di energia in meno di 20 minuti utilizzando la corrente continua.
La sicurezza rimane una priorità assoluta grazie alla nuova generazione della Tridion Cell, la cellula protettiva che è da sempre il segno distintivo del marchio. Questa struttura solida è stata adattata per soddisfare i più moderni requisiti di protezione, dimostrando che anche una vettura ultra-compatta può offrire stabilità e fiducia totale al conducente.
Il percorso verso la commercializzazione è ormai tracciato. Dopo il successo dell’anteprima romana, il prossimo grande appuntamento è fissato per la première mondiale a Parigi, prevista entro la fine del 2026. In quell’occasione verranno svelati i dati definitivi e i listini per il mercato europeo, segnando ufficialmente il ritorno della “urban car” più iconica di sempre in una veste completamente elettrica e intelligente.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 08:42:57 +0000Quando la temperatura scende sotto i 7°C, la sicurezza su strada dipende maggiormente da quali gomme hai installato sull’auto. Molti automobilisti pensano che gli pneumatici invernali servano solo per rispettare la normativa stradale e quando c’è la neve, ma la realtà è ben diversa, la temperatura dell’asfalto cambia radicalmente la tenuta di strada della vettura. Vediamo di capire perché servono e cosa rischi se decidi di non cambiarli.
La legge italiana ti permette di circolare durante il periodo invernale con le gomme estive solo a una condizione, devi avere a bordo del veicolo un set di catene da neve compatibili con la misura dei tuoi cerchi. L’obbligo scatta dal 15 novembre al 15 aprile di ogni anno. Se le forze dell’ordine ti fermano senza pneumatici termici o senza catene nel bagagliaio, vai incontro a sanzioni severe:
Tuttavia, avere le catene nel baule ti salva dalla contravvenzione, ma non ti garantisce la sicurezza di guida durante i periodi freddi.
Viaggiare con temperature sotto lo zero con coperture non idonee provoca un decadimento immediato delle prestazioni del veicolo. Quando fa freddo, lo pneumatico estivo subisce la cristallizzazione e il battistrada si indurisce, perde elasticità e non riesce più ad adattarsi perfettamente al terreno. Vediamo nel dettaglio le problematiche:
Per sapere quali pneumatici montare devi consultare il libretto di circolazione (il documento dell’auto) al terzo quadrante trovi l’elenco esatto delle misure omologate per la tua vettura, espresse con parametri come larghezza, altezza, diametro, indice di carico e codice di velocità . Per essere in regola con la normativa invernale e circolare senza rischi:
Un dettaglio che molti trascurano riguarda la gestione della pressione durante i mesi più freddi. Quando la temperatura esterna si abbassa, l’aria all’interno dello pneumatico si comprime, causando una perdita naturale di pressione di circa 0,1 bar ogni 10°C di calo termico. Per viaggiare in totale sicurezza e preservare la stabilità della vettura, devi seguire queste indicazioni:
Sostituire gli pneumatici richiede un investimento iniziale, ma rimandare il lavoro può provocare incidenti e danni da migliaia di euro. Prendiamo come riferimento una misura standard molto diffusa, il cerchio da 16 pollici (misura 205/55 R16), per capire le cifre reali che si applicano in officina. I costi dei ricambi variano in base alla qualità del prodotto:
A questa cifra devi aggiungere la manodopera per il montaggio, che cambia in base alla tecnologia della tua vettura:
Come tecnico sento spesso clienti che cercano di risparmiare sul cambio stagionale. Girare in inverno richiede invece scelte precise per non compromettere la sicurezza e la stabilità del veicolo:
La cronaca recente ci restituisce un’immagine drammatica di quanto possa essere letale la decisione di ignorare un segnale di arresto. Nella serata del 22 giugno 2026, a Milano, un agente della Polizia locale di soli 35 anni ha perso la vita durante un inseguimento nella zona periferica di Ponte Lambro. La tragedia si è consumata dopo che un’automobile non si era fermata a un controllo: l’agente, lanciatosi all’inseguimento a bordo della sua moto, ne ha perso il controllo cadendo fatalmente a terra mentre tentava di rintracciare il conducente dell’auto pirata. Questo tragico evento pone l’accento non solo sul valore inestimabile della sicurezza degli operatori, ma anche sulle gravi responsabilità legali e penali che ricadono su chi decide di non ottemperare all’ordine di fermarsi.
Per comprendere la portata delle sanzioni, è necessario innanzitutto distinguere tra due operazioni che i conducenti spesso confondono. Il posto di controllo è un’operazione di polizia stradale in cui gli agenti intimano l’arresto solo ad alcuni veicoli per verifiche ordinarie.
Al contrario, il posto di blocco è una misura più massiccia che impone l’obbligo di fermarsi a tutti i conducenti circolanti in quel tratto; in questo caso, le Forze dell’Ordine sono autorizzate a utilizzare mezzi specifici (come corsie di canalizzazione o bande antifuga) per assicurare l’arresto di chi tenta la fuga. In entrambi i casi, gli agenti devono essere in uniforme o muniti di segnale distintivo, intimando l’ALT con segnali idonei.
Le conseguenze per chi non si ferma variano drasticamente a seconda della tipologia di controllo forzato, con sanzioni che sono state recentemente inasprite dal Decreto Legge n. 48 del 2025 per fungere da deterrente.
L’aspetto più critico riguarda però il passaggio dall’illecito amministrativo al reato penale. Non fermarsi all’ordine degli agenti non è solo una violazione del Codice della Strada quando la condotta mette in pericolo l’incolumità altrui o degli agenti stessi. Nel momento in cui scatta un inseguimento, come nel tragico caso di Milano, il conducente può essere accusato di resistenza a un pubblico ufficiale (Articolo 337 del Codice Penale).
Questo reato è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. La fuga, dunque, trasforma una potenziale sanzione per un documento mancato o un’irregolarità del veicolo in un procedimento penale che può segnare la vita di una persona. La legge autorizza infatti le Forze dell’Ordine a compiere tutte le ispezioni necessarie e a ordinare l’arresto della marcia se il veicolo è considerato pericoloso. Scegliere di scappare, oltre a causare tragedie umane irreparabili, significa accettare il rischio di una condanna detentiva e della distruzione della propria posizione giuridica.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 07:27:31 +0000Il piano di Volkswagen non riguarda soltanto una riduzione del personale, dietro le circa 19.000 uscite previste in Germania entro la fine del 2026 c’è una trasformazione molto più ampia, che coinvolge capacità produttiva, organizzazione delle fabbriche, sviluppo tecnologico e struttura dei costi. Il Gruppo tedesco deve affrontare un mercato più complesso rispetto al passato, in un contesto dove la domanda europea cresce con maggiore lentezza, la concorrenza cinese è diventata più forte e lo sviluppo delle auto elettriche richiede investimenti elevati. Allo stesso tempo, mantenere stabilimenti progettati per volumi superiori a quelli attuali rende più difficile proteggere i margini. Per questo Volkswagen punta a ridurre la complessità e a rendere più flessibile la propria struttura industriale.
Una vettura elettrica richiede una catena produttiva diversa rispetto a un modello a benzina o diesel, in quanto il motore elettrico utilizza meno componenti mobili e non ha bisogno di pistoni, valvole, impianti di iniezione, turbine o sistemi di scarico. Anche la trasmissione è generalmente più semplice e questa differenza riduce il numero delle lavorazioni meccaniche necessarie e modifica il peso di molti reparti. Attività tradizionalmente centrali nella produzione automobilistica possono diventare meno importanti, mentre crescono quelle legate alle batterie, ai motori elettrici, agli inverter e ai sistemi di gestione dell’energia. La semplificazione meccanica, però, non rende l’automobile meno complessa in senso assoluto e la difficoltà si sposta verso elettronica, chimica delle celle, gestione termica e software. Di conseguenza, una parte delle professionalità tradizionali deve essere aggiornata, mentre aumentano le richieste di tecnici specializzati in sistemi ad alta tensione, semiconduttori e piattaforme digitali.
Uno degli obiettivi principali della ristrutturazione è ridurre la capacità produttiva non utilizzata, considerando che uno stabilimento progettato per assemblare molte più auto di quelle effettivamente richieste dal mercato mantiene comunque costi elevati per energia, manutenzione, logistica e personale. Volkswagen deve quindi adattare le fabbriche a volumi più realistici e renderle capaci di produrre modelli differenti senza interventi troppo lunghi o costosi. La flessibilità diventa essenziale in una fase nella quale la domanda di auto elettriche non cresce allo stesso ritmo in tutti i Paesi. Anche la riduzione delle varianti può aiutare. Utilizzare piattaforme comuni, componenti condivisi e architetture elettroniche simili consente di semplificare gli approvvigionamenti e di abbassare i costi, con il rischio, però, è rendere i modelli troppo simili tra loro. La sfida consiste quindi nel condividere ciò che non si vede, mantenendo una precisa identità per ciascun marchio.
La seconda grande trasformazione riguarda il software. Infotainment, navigazione, assistenza alla guida, gestione della ricarica e climatizzazione dipendono sempre più dal codice. Anche funzioni strettamente legate alla dinamica del veicolo vengono controllate da sensori e centraline.  Per Volkswagen questo significa ripensare lo sviluppo delle auto, considerando che in passato molte funzioni venivano affidate a sistemi separati, spesso gestiti da centraline differenti. Le nuove architetture puntano invece su computer centrali più potenti e su piattaforme capaci di ricevere aggiornamenti a distanza.

Un software ben progettato permette di migliorare l’auto dopo la consegna, correggere problemi senza passaggi in officina e introdurre nuove funzioni nel tempo, al contrario, un sistema lento o poco intuitivo può penalizzare anche una vettura valida dal punto di vista meccanico. Il valore percepito dell’automobile dipende quindi sempre di più dalla qualità dell’esperienza digitale, ma non basta più costruire un buon telaio o un motore efficiente: servono interfacce chiare, aggiornamenti affidabili e una gestione semplice di navigazione, ricarica e assistenza alla guida.
La ristrutturazione modifica le professionalità richieste. Diminuisce il peso di alcune attività legate ai motori termici e cresce quello di ingegneri elettronici, sviluppatori, esperti di cybersicurezza, tecnici delle batterie e specialisti nell’analisi dei dati. Anche il lavoro in fabbrica diventa più digitale. Gli impianti automatizzati possono raccogliere informazioni sul funzionamento delle linee, prevedere guasti e individuare difetti prima che diventino problemi più seri, la manutenzione si sposta così da un approccio reattivo a uno preventivo.
La formazione assume un ruolo decisivo. Un tecnico con una lunga esperienza nei motori a combustione possiede competenze preziose, ma può aver bisogno di nuovi strumenti per lavorare su componenti elettrici e sistemi ad alta tensione, dove la riqualificazione permette di conservare una parte importante del patrimonio industriale e di ridurre l’impatto sociale della trasformazione. Non tutte le mansioni, però, possono essere convertite facilmente, dato che alcuni ruoli scompaiono, altri richiedono percorsi lunghi e altri ancora vengono creati in sedi diverse. È uno dei motivi per cui il passaggio all’auto elettrica genera tensioni anche nei territori più legati alla produzione automobilistica.
Volkswagen deve affrontare anche costruttori cinesi capaci di sviluppare nuovi modelli in tempi rapidi e con prezzi competitivi. Molte aziende asiatiche possono contare su una filiera delle batterie molto integrata e su una forte esperienza nelle tecnologie digitali, dove la competizione non si gioca più soltanto su motori, qualità costruttiva e comportamento su strada, ma contano anche velocità di ricarica, efficienza, connettività , aggiornamenti a distanza e semplicità dell’infotainment. Per ridurre la distanza dai concorrenti più veloci, Volkswagen deve rendere più snelle le decisioni interne. Una struttura troppo articolata può rallentare lo sviluppo e aumentare i costi. Semplificare significa quindi ridurre sovrapposizioni, chiarire le responsabilità e portare più rapidamente le nuove tecnologie sul mercato.
La trasformazione di Volkswagen si estende lungo tutta la filiera, dove le aziende specializzate in sistemi di scarico, componenti per motori termici o trasmissioni complesse devono trovare nuovi prodotti e nuovi mercati. Allo stesso tempo crescono le opportunità per chi produce batterie, semiconduttori, sensori, sistemi elettronici e infrastrutture di ricarica, contemporaneamente le imprese più grandi possono investire nella riconversione, mentre quelle più piccole rischiano di incontrare maggiori difficoltà . Per questo il piano Volkswagen non riguarda soltanto il futuro del marchio, visto che le sue conseguenze possono influenzare migliaia di aziende, numerosi territori e una parte importante dell’industria europea.
Le circa 19.000 uscite previste entro la fine del 2026 rappresentano il segnale più evidente di una trasformazione già in corso, dove Volkswagen vuole ridurre i costi, adattare la capacità produttiva e costruire un’organizzazione più adatta all’auto elettrica e digitale. Il successo del piano non dipenderà soltanto dai risparmi ottenuti, saranno decisive la qualità dei nuovi modelli, l’affidabilità del software, la velocità di sviluppo e la capacità di mantenere prezzi competitivi. Volkswagen deve diventare più leggera senza perdere competenze, più digitale senza indebolire la propria esperienza industriale e più flessibile senza rinunciare alla qualità . È una sfida complessa, ma anche uno dei passaggi più importanti per capire quale ruolo potrà avere l’industria automobilistica europea nei prossimi anni.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 07:07:22 +0000Dal 23 al 26 giugno tornano i Prime Day di Amazon, uno degli appuntamenti più attesi dagli utenti alla ricerca di offerte su tecnologia, elettronica e accessori per l’auto. Tra i prodotti che stanno attirando l’attenzione degli automobilisti c’è OOONO Co-Driver 2, un dispositivo progettato per fornire avvisi in tempo reale su autovelox e pericoli stradali, contribuendo a rendere la guida più sicura e consapevole. Alla luce degli sconti, non sarebbe male acquistarne uno prima di mettersi in viaggio per le vacanze.
L’obiettivo di questo accessorio è semplice: aiutare il conducente a mantenere alta l’attenzione durante il viaggio grazie a notifiche tempestive che segnalano la presenza di autovelox fissi e mobili, incidenti, traffico e altri potenziali rischi lungo il percorso. In questo modo è possibile adeguare la velocità in anticipo e ridurre il rischio di incorrere in sanzioni, sempre nel rispetto del Codice della Strada.
Uno dei punti di forza di OOONO Co-Driver 2 è il suo sistema di avvisi discreti ma efficaci. Il dispositivo utilizza infatti sia segnali audio sia un pratico anello LED luminoso, consentendo al guidatore di ricevere le informazioni necessarie senza dover distogliere lo sguardo dalla strada. Una soluzione pensata per aumentare la sicurezza e limitare le distrazioni durante la guida.
Dal punto di vista delle funzionalità , il dispositivo può contare su un database particolarmente ampio e costantemente aggiornato. In Italia sono presenti oltre 11.000 autovelox fissi censiti, mentre a livello internazionale la copertura supera gli 80 Paesi. Gli aggiornamenti vengono effettuati quotidianamente, garantendo così informazioni sempre attuali e affidabili.
Un altro elemento distintivo è rappresentato dalla componente community. Gli utenti possono infatti contribuire attivamente segnalando autovelox mobili, code, incidenti o ostacoli presenti lungo il tragitto. Basta premere il pulsante integrato per condividere l’informazione con gli altri automobilisti, creando una rete collaborativa che permette di ricevere e trasmettere aggiornamenti in tempo reale.
Tra gli aspetti più interessanti per chi cerca una soluzione senza costi nascosti c’è l’assenza di abbonamenti. Dopo l’acquisto iniziale non sono previsti canoni mensili o annuali: gli aggiornamenti giornalieri delle mappe e i dati in tempo reale restano inclusi senza spese aggiuntive. Una caratteristica che distingue OOONO Co-Driver 2 da molti servizi concorrenti basati su formule in abbonamento.
Anche la semplicità d’uso rappresenta un valore aggiunto. Dopo la prima configurazione tramite l’app gratuita dedicata, il dispositivo si attiva automaticamente ogni volta che l’utente sale in auto. La batteria è progettata per garantire una lunga autonomia e può essere ricaricata rapidamente tramite porta USB-C, con il cavo già incluso nella confezione.
Sul fronte della compatibilità , OOONO Co-Driver 2 supporta dispositivi con iOS 16 o versioni successive e Android 12 o superiori. Inoltre è pienamente compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, permettendo un’integrazione immediata con i più diffusi sistemi di infotainment presenti sulle vetture moderne.
Per quanto riguarda il prezzo, il dispositivo viene generalmente proposto su Amazon intorno ai 79,95 euro, ma durante il Prime Day è offerta a 49 euro.
OOONO Co-Driver 2 si presenta come un accessorio utile per chi percorre molti chilometri ogni anno e desidera ricevere informazioni tempestive su autovelox e situazioni di potenziale pericolo. Un supporto tecnologico pensato per favorire una guida più attenta e serena, ricordando sempre che il rispetto dei limiti di velocità e delle norme del Codice della Strada rimane la migliore strategia per viaggiare in sicurezza.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 06:18:18 +0000Il giorno 23 giugno 2026 saranno previsti tre scioperi principali che interesseranno il settore dei trasporti ferroviari e del trasporto pubblico locale in alcune città e regioni italiane. Nell’articolo che segue, sono elencati in dettaglio tutti gli scioperi previsti per questa data, con indicazioni su orari, territori coinvolti, compagnie, sindacati e categorie di lavoratori interessati.
È indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.45 alle 16.45, per il servizio di trasporto pubblico locale. Lo sciopero coinvolge il personale dell’area ferro della società ANM di Napoli. La protesta è stata proclamata dal sindacato OSR FISI e riguarda la categoria “Personale area ferro Soc. ANM di Napoli”.
Nel territorio di Verona, in Veneto, è stato programmato uno sciopero della durata di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00 che interessa il settore ferroviario. Sono coinvolti i lavoratori della manutenzione, dell’amministrazione e dell’ingegneria della società RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud. I sindacati promotori sono OSR ORSA FERROVIE e SLM-FAST-CONFSAL.
In tutta la regione Sardegna, è stato proclamato uno sciopero di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00 per il personale equipaggi della società Trenitalia DOR Sardegna. Il settore coinvolto è quello ferroviario. A promuovere lo sciopero sono OSR ORSA FERROVIE e FAST-CONFSAL.
Fonte: Mit
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 06:00:00 +0000Nel mese di giugno 2026 sono previsti diversi scioperi che interesseranno vari settori dei trasporti in Italia. L’articolo fornisce una panoramica aggiornata delle principali mobilitazioni previste, suddivise per data e città coinvolta, con dettagli su orari, settori, categorie di personale e sindacati promotori. Di seguito tutte le informazioni utili per chi viaggia o si sposta per lavoro durante questo mese.
Nella città di Catania è proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il personale della società AMTS di Catania, settore trasporto pubblico locale. I sindacati promotori sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.
Nella città di Foggia è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, per il personale della società ATAF di Foggia. Sindacati coinvolti: OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.
Nella città di Messina è indetto uno sciopero di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00, che interessa il personale della società ATM di Messina, settore trasporto pubblico locale e con i sindacati OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.
Nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza (regione Emilia-Romagna) è stato proclamato uno sciopero della durata di 24 ore (con modalità variabili), per il personale della società SETA. Sindacato promotore: OSR USB LAVORO PRIVATO.
In tutta Italia il personale della Soc. Elior Div. Itinere addetto ai servizi di ristorazione Soc. Trenitalia sarà coinvolto in tre distinti scioperi per l’intero turno lavorativo, con i sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.
A livello nazionale per il comparto marittimo è indetto uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, di tutto il personale dei porti (sindacato SI COBAS).
Nella città di Ravenna (Emilia-Romagna) sciopero di 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00, per il personale della società SERS addetto al rimorchio portuale (sindacato OSP UILT-UIL).
Nella città di Palermo: sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, per il personale AMAT, settore trasporto pubblico locale (OSP CUB TRASPORTI).
In Sicilia (regionale): sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 10.01 alle 18.00, per il personale FS Security (OSR SLM FAST CONFSAL e ORSA TRASPORTI).
Nell’area dello Stretto di Messina (Messina): sciopero di 24 ore, dalle 21.01 dell’11 giugno alle 20.59 del 12 giugno, per il personale BluJet (OSP FILT-CGIL e UILT-UIL).
A livello nazionale diversi scioperi ferroviari e del TPL coinvolgono personale di FS Italiane, Mercitalia, e imprese che svolgono attività ferroviarie, con orari variabili tra 03.00 e 17.00 (CUB TRASPORTI, SGB, CAT, USB LAVORO PRIVATO, ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI).
A livello nazionale e nelle città di Milano e Verona, scioperi nel settore aereo e aeroportuale, che coinvolgono personale ENAV Verona Airport (18 ore, dalle 06.00 alle 24.00), personale di SKY Service Milano Linate (4 ore, dalle 12.00 alle 16.00), e personale navigante EasyJet Airlines Limited (18 ore, dalle 06.00 alle 24.00). Sindacati coinvolti: OSL UILT-UIL, FAST-CONFSAL-AV, USB LAVORO PRIVATO, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.
Nella città di Firenze sciopero di 24 ore per tutto il personale delle Autolinee Toscane bacino di Firenze, settore trasporto pubblico locale. Sindacati OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
In Liguria sciopero regionale di 72 ore (dal 18 al 20 giugno), settore trasporto merci conto terzi, in particolare nelle aree logistiche e portuali di Genova e Savona. Sindacati coinvolti: OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO.
Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero di 24 ore per il personale della società ARRIVA UDINE di Udine, settore trasporto pubblico locale (sindacato ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE).
Nella città di Lecce (Puglia): sciopero di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30, per il personale della Società SGM di Lecce (OST UILT-UIL).
In Calabria (tutte le province): sciopero di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, del personale Ferrovie della Calabria (OSR FAISA-CISAL).
Nella città di Napoli sciopero di 4 ore, dalle 12.45 alle 16.45, per il personale area ferro della società ANM, settore trasporto pubblico locale (sindacato OSR FISI).
Nella città di Verona sciopero di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, settore ferroviario, per il personale della società RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE e SLM-FAST-CONFSAL).
In tutta la Sardegna sciopero di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, settore ferroviario, per il personale equipaggi della società Trenitalia DOR Sardegna (OSR ORSA FERROVIE e FAST-CONFSAL).
Nella città di Torino sciopero di 4 ore, dalle 18.00 alle 22.00, per il personale viaggiante urbano e suburbano della Società GTT (RSU VIAGGIANTE URBANO E SUBURBANO).
In Calabria (tutte le province): sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, settore aereo, personale della Soc. SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (OSR UGL-TA).
Nella città di Venezia sciopero di 4 ore, dalle 10.00 alle 14.00, per il personale della Società ATVO, settore trasporto pubblico locale (OSP SGB/FAST MOBILITA’).
In tutto il Piemonte sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 09.00 alle 16.59, per il personale della Società Trenitalia Direzione Customer Operations CSVD Regionale Piemonte (OSR ORSA FERROVIE).
Nella provincia di Barletta-Andria-Trani (Puglia) sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, per il personale della Società Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta (OSP FILT-CGIL).
In Lombardia (tutte le province): sciopero di 24 ore (varie modalità ) per il personale del Gruppo ATM di Milano (CONFIAL TRASPORTI).
Nella città di Roma sciopero taxi di 24 ore, dalle 00.00 alle 24.00, che coinvolge tutti gli addetti al servizio taxi nel territorio comunale. Sindacati: UTI, UGL-TAXI, FEDERTAXI-CISAL, CLAAI, FAST CONFSAL TAXI, USB-TAXI, FILT-CGIL TAXI, ATLT, CONSULTAXI, SUL TAXI, ATITAXI, AGCI, LEGACOOP LAZIO.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni
Sciopero dei trasporti 08 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 22 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 giugno 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 06:00:00 +0000Oggi, 23 giugno 2026, mettiamo a disposizione i prezzi medi aggiornati dei principali carburanti lungo la rete autostradale italiana, distinguendo per tipologia e regime di erogazione. Nella tabella trovi i valori rilevati più recenti in euro per benzina, gasolio, gpl e metano. A seguire, un approfondimento spiega in modo chiaro da quali componenti nasce il prezzo alla pompa: la parte fiscale (accise e Iva) e la parte industriale (costo della materia prima e margine lordo dell’operatore), così da aiutarti a comprendere perché i listini possono variare nel tempo e tra aree diverse.
Ultimo aggiornamento: 22-06-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.025 |
| Benzina | SELF | 1.935 |
| GPL | SERVITO | 0.883 |
| Metano | SERVITO | 1.587 |
Per la benzina, il prezzo finale pagato dall’automobilista è la somma di due macro-componenti. La componente fiscale incide per il 58% e comprende accise e imposta sul valore aggiunto, due voci che rappresentano la quota preponderante del listino e che non dipendono dalle scelte del singolo distributore. Il restante 42% è la componente industriale, a sua volta composta da due parti: il costo della materia prima (30% del prezzo) e il margine lordo dell’operatore (12%). La materia prima riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’andamento del cambio euro/dollaro: quando i listini internazionali crescono o l’euro si indebolisce, il costo in euro della benzina tende ad aumentare. Il margine lordo, invece, copre logistica, stoccaggio, trasporto, costi operativi e remunerazione della rete; su questa quota, pari al 12%, l’operatore può intervenire per adeguare i prezzi alla pompa in base alla concorrenza locale, ai volumi, ai servizi offerti in area di rifornimento e ad altre condizioni di mercato. L’equilibrio tra queste componenti spiega perché i prezzi possano variare nel tempo e tra diverse tratte autostradali, pur a parità di tassazione nazionale.
Per il gasolio, la struttura del prezzo presenta un peso relativamente minore della fiscalità e una quota industriale più ampia rispetto alla benzina. La componente fiscale vale il 45% del prezzo finale, somma di accise e Iva. La componente industriale arriva al 55% ed è anch’essa divisa tra costo della materia prima e margine lordo. In particolare, le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro rappresentano il 45% del prezzo: questa parte riflette l’andamento dei mercati internazionali dei distillati medi, che possono essere influenzati da stagionalità , domanda globale, tensioni geopolitiche e livelli di scorte. Il margine lordo pesa invece il 10%: è la porzione su cui il singolo operatore può agire per modificare il prezzo alla pompa, tenendo conto della competizione nell’area, dei costi di gestione della stazione di servizio, della logistica e dei servizi accessori presenti lungo l’autostrada. Questa ripartizione aiuta a capire perché il gasolio mostri talvolta dinamiche di prezzo diverse rispetto alla benzina e perché, a parità di contesto fiscale nazionale, possano emergere differenze tra tratte e aree di servizio.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.843 per la benzina, 1.937 per il diesel, 0.796 per il gpl, 1.573 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.930 |
| Benzina | SELF | 1.839 |
| GPL | SERVITO | 0.785 |
| Metano | SERVITO | 1.511 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.952 |
| Benzina | SELF | 1.871 |
| GPL | SERVITO | 0.763 |
| Metano | SERVITO | 1.577 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.965 |
| Benzina | SELF | 1.874 |
| GPL | SERVITO | 0.881 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.952 |
| Benzina | SELF | 1.856 |
| GPL | SERVITO | 0.832 |
| Metano | SERVITO | 1.657 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.937 |
| Benzina | SELF | 1.860 |
| GPL | SERVITO | 0.738 |
| Metano | SERVITO | 1.529 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.922 |
| Benzina | SELF | 1.827 |
| GPL | SERVITO | 0.767 |
| Metano | SERVITO | 1.526 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.942 |
| Benzina | SELF | 1.846 |
| GPL | SERVITO | 0.770 |
| Metano | SERVITO | 1.505 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.929 |
| Benzina | SELF | 1.830 |
| GPL | SERVITO | 0.761 |
| Metano | SERVITO | 1.639 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.929 |
| Benzina | SELF | 1.831 |
| GPL | SERVITO | 0.867 |
| Metano | SERVITO | 1.537 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.922 |
| Benzina | SELF | 1.820 |
| GPL | SERVITO | 0.752 |
| Metano | SERVITO | 1.543 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.912 |
| Benzina | SELF | 1.818 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.508 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.964 |
| Benzina | SELF | 1.869 |
| GPL | SERVITO | 0.802 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.924 |
| Benzina | SELF | 1.822 |
| GPL | SERVITO | 0.756 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.942 |
| Benzina | SELF | 1.852 |
| GPL | SERVITO | 0.752 |
| Metano | SERVITO | 1.609 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.949 |
| Benzina | SELF | 1.848 |
| GPL | SERVITO | 0.868 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.948 |
| Benzina | SELF | 1.853 |
| GPL | SERVITO | 0.813 |
| Metano | SERVITO | 1.819 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.933 |
| Benzina | SELF | 1.832 |
| GPL | SERVITO | 0.768 |
| Metano | SERVITO | 1.600 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.942 |
| Benzina | SELF | 1.852 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.928 |
| Benzina | SELF | 1.835 |
| GPL | SERVITO | 0.791 |
| Metano | SERVITO | 1.508 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.951 |
| Benzina | SELF | 1.857 |
| GPL | SERVITO | 0.889 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 giugno 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.906 |
| Benzina | SELF | 1.815 |
| GPL | SERVITO | 0.776 |
| Metano | SERVITO | 1.503 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 06:00:00 +0000Non è un buon momento per Porsche che, dopo un primo trimestre deludente, si prepara a nuove misure per contenere i costi, con l’obiettivo di mettere in ordine i conti e ridare slancio alla crescita del brand.
Nel corso di un’intervista rilasciata a Frankfurter Allgemeine Zeitung, Michael Leiters, amministratore delegato di Porsche, ha confermato che la Casa prepara nuovi tagli. L’obiettivo è ridurre la forza lavoro e, nello stesso tempo, ridurre la produzione.
L’azienda è impegnata, in questo periodo, in una missione particolarmente delicata per trovare il giusto equilibrio finanziario che le permetta di riprendere la crescita nel corso dei prossimi anni.
Andiamo a riepilogare tutti i dettagli relativi ai piani di Porsche per il prossimo futuro.
Nel futuro prossimo di Porsche ci sono nuovi tagli. In particolare, l’azienda sta seguendo due programmi differenti. Da una parte, infatti, c’è la necessità di tagliare la forza lavoro, riducendo il numero di dipendenti in relazione a quelle che sono le reali esigenze produttive.
Dall’altra, invece, è necessario adeguare la produzione, con un taglio ai volumi e con l’intento chiaro di incrementare i profitti pur vendendo meno auto. Si tratta di un equilibrio non facile da trovare.
I due target dell’azienda chiariscono, però, l’attuale stato di Porsche, alle prese con le enormi difficoltà legate alla crisi in corso, in un mercato sempre più competitivo e sempre più caratterizzato da un aumento dei costi.
Ricordiamo che, anche per via della crisi, Porsche ha scelto di uscire da Bugatti.
Un passaggio fondamentale del piano di Porsche è rappresentato dal taglio al numero di lavoratori. Leiters non ha quantificato l’obiettivo ma ha confermato che il nuovo piano di riduzione si sommerà al piano già definito che prevede tagli per un totale di circa 3.900 posti di lavoro, come da accordo siglato con i sindacati, entro il 2029. Ricordiamo che poco più di un mese fa l’azienda ha chiuso alcune controllate con un ulteriore taglio alla forza lavoro.
Un altro elemento centrale per il futuro di Porsche è rappresentato dalla necessità di ridurre la produzione. L’azienda punta a vendere meno auto, con l’intenzione, però, di incrementare il più possibile i margini di profitto.
Per centrare questo secondo target, l’azienda dovrà puntare su modelli di fascia più alta, che possono essere commercializzati con un prezzo elevato, garantendo un margine maggiore. Nello stesso tempo, sarà necessario offrire ai clienti nuovi servizi a valore aggiuntivo, come programmi di personalizzazione che possono incrementare i profitti sul singolo veicolo.
Per questo motivo, Porsche dovrebbe ridurre gli investimenti per i modelli entry level e incrementarli per quelli di fascia alta, più rappresentativi e più redditizi per l’azienda. Si tratta di un piano da perseguire nel lungo periodo ma da avviare da subito.
Un ruolo fondamentale per centrare questi obiettivi sarà la collaborazione con Audi, che oggi controlla più del 75% di Porsche. Da questa collaborazione potranno nascere delle sinergie in grado di ridurre i costi di produzione e, quindi, consentire all’azienda di crescere.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 05:30:47 +0000Alcune auto hanno un impatto ambientale nettamente inferiore rispetto ad altre. Le elettriche, in genere, riescono a risultare tra le più sostenibili, anche se i parametri da considerare sono diversi e non si limitano alle sole emissioni legate all’utilizzo.
Un quadro aggiornato sulle ultime novità del mercato arriva da Green NCAP, l’ente europeo indipendente che valuta l’impatto ambientale e l’efficienza delle auto che vengono commercializzate sul mercato europeo.
Con la fine del primo semestre a un passo, Green NCAP ha illustrato quali sono state le auto più sostenibili testate nel corso del primo semestre dell’anno. Sul podio troviamo tre auto elettriche, modelli in grado di ottenere i punteggi più alti.
Scorrendo la classifica, più staccate, ci sono anche altri modelli. Tra questi troviamo vetture Full Hybrid ma anche Mild Hybrid oltre che modelli senza sistema di elettrificazione.
Nei primi tre posti della classifica provvisoria del 2026 di Green NCAP troviamo altrettante auto elettriche. La Renault 4 E-Tech, ad esempio, ha ottenuto le 5 stelle con un punteggio del 94%, calcolato in base ai risultati relativi alle emissioni inquinanti, all’efficienza energetica e alle emissioni di gas serra nel ciclo di vita dell’auto.
Sulla stessa linea si piazza la Renault 5 E-Tech, che ottiene lo stesso punteggio, anche se con una combinazione leggermente differente per quanto riguarda i vari test che concorrono alla determinazione del giudizio complessivo. Il duo di Renault, in ogni caso, si conferma ad alta efficienza, rappresentando la soluzione giusta per la mobilità a zero emissioni e con impatto ambientale ridotto.
Conquista il podio (e le cinque stelle) anche la Mercedes CLA 250+ BEV. La nuova generazione della compatta della Casa tedesca ha convinto grazie a un’efficienza complessiva molto elevata, con un punteggio che arriva al 91% complessivo. Si tratta di un risultato importante anche considerando le dimensioni maggiori e il peso decisamente più considerevole della vettura.
Ricordiamo che per una valutazione completa dell’efficienza è necessario considerare l’intero ciclo di vita del veicolo e non solo le emissioni legate all’utilizzo della vettura.
Le elettriche si confermano le più efficienti, sulla base delle valutazioni di Green NCAP. Gli altri modelli sono molto più indietro. Un esempio è rappresentato dalla Toyota C-HR in versione Full Hybrid che si deve accontentare di 3,5 stelle e di un punteggio complessivo del 66%.
Da segnalare anche la buona posizione della Citroën C3 con sistema mild hybrid, che sfrutta al meglio la massa contenuta per massimizzare il punteggio. La vettura ha raggiunto una percentuale pari al 62%. Con tre stelle, invece, troviamo la Dacia Sandero con motore 1.0 turbo benzina, che si ferma al 55% di punteggio.
Sulla stessa linea c’è la MINI Cooper con motore 1.5 da 156 CV. La vettura in questione ottiene tre stelle e una percentuale di efficienza del 52%. Ancora più indietro c’è la MG HS, che ha ottenuto una stella e mezzo, con un punteggio di efficienza del 26%.
Data articolo: Tue, 23 Jun 2026 05:30:40 +0000Per attirare l’attenzione possono bastare pochi secondi, il tempo di percorrere una delle vie principali di Milano prima di salire su un’auto bella da togliere il fiato come la Urus. In Monte Napoleone, nel cuore del capoluogo lombardo, Elettra Lamborghini raggiunge la vettura e sale a bordo di uno dei SUV più discussi e desiderati dagli appassionato di motori. Da una parte un volto affermato dello spettacolo italiano, dall’altra il modello capace di cambiare gli equilibri commerciali della Casa di Sant’Agata Bolognese.
A scanso di equivoci, chiariamo subito un punto: anche se le immagini ritraggono Elettra Lamborghini al volante della Urus, non esistono conferme sul fatto che sia effettivamente lei la proprietaria del mezzo. Il filmato ci dà , comunque, modo di stabilire il modello, uno dei pezzi forti del Toro, al punto da aver spinto il costruttore ad allargarne la gamma negli ultimi anni.
Qualunque sia la verità , la Urus resta pur sempre una presenza difficile da ignorare. Sfoggia le proporzioni di un grande SUV, ma conserva diversi elementi caratteristici del marchio come il frontale basso e affilato, le prese d’aria vistose, i motivi a Y e una carrozzeria sviluppata per sembrare in movimento anche da ferma. A bordo prende le distanze dalle Lamborghini più estreme, mettendo a disposizione spazio extra, soprattutto dietro, con posti realmente utilizzabili anziché inseriti solo per fare scena e un bagagliaio che permette di muoversi nel quotidiano senza doversi armare di pazienza. Il SUV conserva quindi l’immagine e le prestazioni del Toro, ma le inserisce in una vettura più versatile rispetto alle sportive tradizionali.
Sotto il cofano della prima generazione trovava posto un otto cilindri biturbo da 4,0 litri con 650 CV, trasferiti su strada a tutte e quattro le ruote in maniera permanente tramite il cambio automatico a otto rapporti. Le performance erano già fuori scala per un mezzo di questa taglia: 305 km/h di velocità massima e passaggio da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi. In seguito, sono arrivate declinazioni ancora più spinte, fino alla Performante da 666 CV e alla SE, ibrida plug-in da 800 CV complessivi. Il filmato permette comunque di restringere il campo alle versioni più recenti: il cofano attraversato da due prese d’aria esclude infatti il modello originario, ma l’inquadratura non basta per stabilire con certezza se si tratti di una Urus S o della più estrema Performante.
Lunedì 22 giugno Rai Due riporta Elettra Lamborghini al centro della scena. A partire dalle ore 21.50 va infatti in onda la puntata di Boss in incognito dedicata all’azienda Fiasconaro, realtà legata alla pasticceria siciliana e conosciuta anche fuori dall’Italia per la produzione di panettoni.
Sotto mentite spoglie, la manager Agata Fiasconaro affianca i dipendenti nelle varie fasi del lavoro, dagli impasti alla preparazione e al confezionamento dei prodotti. Anche Elettra abbandona temporaneamente il ruolo di conduttrice e partecipa alla missione in incognito, lavorando con Patrizia tra fiocchi e carte colorate. Se l’auto alimenta la curiosità immediata dei social, Boss in incognito offre un racconto costellato di rapporti umani.
Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 19:00:37 +0000Il mercato delle quattro ruote in Italia è in crescita e alcuni brand stanno facendo registrare numeri ben superiori alla media. Non è il caso solo dei marchi cinesi, che rappresentano una novità per il settore, ma anche Case “storiche” e presenti da tempo in Italia stanno vivendo un 2026 molto positivo.
Un esempio in tal senso è rappresentato da Kia che, considerando i dati UNRAE aggiornati a fine maggio scorso, sta registrando un 2026 molto positivo, con un deciso passo in avanti rispetto ai risultati dello scorso anno e con una crescita percentuale superiore a quella del mercato italiano.
Andiamo ad analizzare tutti i numeri.
Kia sta vivendo un ottimo momento in Italia e la conferma arriva dai dati del mese di maggio 2026. La Casa coreana, infatti, ha registrato un totale di 4.427 unità immatricolate con un incremento del 27,73% delle vendite rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Questo risultato si traduce in una quota di mercato pari al 2,95%. Il dato di Kia è nettamente superiore alla media del mercato italiano, cresciuto solo del 7,6% nel corso del mese di maggio.
Questi numeri si riflettono anche sull’andamento delle vendite nel cumulato annuo. Tra gennaio e maggio, infatti, le immatricolazioni di Kia continuano a crescere, con il brand che ha venduto 22.441 unità nel corso del periodo considerato.
Il dato in questione si traduce in una crescita percentuale del 15,81% e in una quota di mercato del 2,84%. Anche in questo caso, Kia ha battuto nettamente il mercato delle quattro ruote italiano, in crescita del 9,4% su base annua.
La crescita di Kia è certificata anche dal successo registrato da alcuni modelli che spingono le vendite del brand sul mercato italiano. Un esempio in tal senso è rappresentato dalla Kia Picanto. La segmento A del marchio è una delle pochissime vetture davvero economiche disponibili sul mercato e può rappresentare oggi una valida alternativa alla più diffusa Fiat Panda.
Con poco meno di 7 mila unità vendute nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, infatti, la Picanto oggi vale circa un terzo delle vendite del brand. Da segnalare che la vettura è cresciuta tanto rispetto allo scorso anno, con un incremento del 22%. Si tratta di un dato che chiarisce l’apprezzamento degli automobilisti per questo modello.
Un altro modello simbolo del brand è la Kia Sportage, che occupa un ruolo di riferimento assoluto nel segmento C del mercato. La vettura ha ottenuto 10.564 unità immatricolate (poco meno del 50% del totale delle vendite del brand) e ha sfiorato la leadership del suo segmento (distante poco più di 200 unità ). Da segnalare anche la crescita registrata rispetto allo scorso anno.
Sportage, infatti, ha venduto quasi 2 mila unità in più rispetto al 2025, con un incremento del 20% su base annua. Picanto e Sportage sono due modelli molto diversi e che puntano su target di clienti specifici. Con questi due modelli, in particolare, Kia si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante in Italia, con numeri che confermano l’ottimo lavoro svolto dal brand nel corso di questi mesi.
Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 14:00:00 +0000Buone notizie per Jeremy Clarkson. Il noto conduttore e vera e propria icona tra gli appassionati del settore automotive sta meglio. Dopo aver annunciato di avere un carcinoma alla prostata, infatti, Clarkson è tornato a parlare del suo stato di salute nel corso di un’intervista pubblicata dalla versione online di The Times fornendo una serie di aggiornamenti sulle cure che rappresentano una notizia molto positiva. Andiamo a riepilogare tutti i dettagli in merito alle parole dell’apprezzato conduttore che ha anche postato un video su Instagram per fornire ulteriori informazioni ai suoi fan.
Il titolo dell’intervista anticipa la buona notizia: “Ho sfidato la morte due volte. Sono l’uomo più fortunato del mondo“. Il conduttore televisivo, a cui era stato diagnosticato un cancro alla prostata lo scorso anno, ha annunciato di stare meglio. Il cancro è in remissione e Clarkson, che continua a sottoporsi a terapie e ad assumere medicinali, sta vivendo una vita quasi normale, come chiarito nel corso dell’intervista al The Times, magazine per cui ha anche recensito la Fiat Grande Panda.
A conferma di quanto annunciato nell’intervista, Clarkson ha appena pubblicato anche un aggiornamento lavorativo sulla sua pagina Instagram, annunciando che le riprese della sesta stagione di Clarkson’s Farm sono cominciate. Si tratta di un chiaro segnale che il suo stato di salute migliora (il conduttore in passato ha avuto anche problemi cardiaci) e che l’attività lavorativa può riprendere con un buon ritmo, come evidenziato anche in un altro messaggio pubblicato sul social network.
Sia nell’intervista che nel post pubblicato su Instagram è evidente come Jeremy Clarkson, seppur provato nel fisico, non abbia perso il suo solito umore, la sua capacità di dire le cose in modo chiaro e trasparente e anche di evidenziare gli aspetti positivi della sua vita.
Per il presente, il conduttore ha sottolineato: “Mi piace molto vedere i miei nipoti e voglio vederli crescere. Guido molto più piano. Sono un po’ pigro. Faccio molte passeggiate. Mangio vegetarianoâ€. Il futuro è tutto da scrivere, ma per Clarkson, che ha da poco compiuto 66 anni, c’è ancora tanto da fare, nuovi show da condurre, nuove auto da recensire, con il suo inconfondibile spirito critico.
Di certo, Clarkson tornerà a fornire aggiornamenti sulla sua salute, considerando che lui stesso ha sottolineato di aver voluto fare chiarezza, andando a “infrangere” una regola che si era imposto per non parlare di salute. Il pubblico lo segue sempre con molta attenzione e nel corso degli anni tantissimi appassionati hanno dimostrato di essere pronti a seguirlo in tutti i suoi progetti.
Dopo le avventure con Top Gear e The Grand Tour oltre all’esperienza di Clarkson’s Farm, il conduttore continua a testare auto e ad analizzare il mondo delle quattro ruote e, di certo, continuerà a farlo per molto tempo. Gli oltre 10 milioni di follower su Instagram (tra cui immaginiamo ci siano anche tanti lettori di Virgilio Motori) non potranno che essere felici.
Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 13:30:20 +0000In autostrada non basta rispettare il limite dei 130 chilometri orari per potersi considerare al riparo da rischi e sanzioni. La velocità resta uno dei fattori decisivi nella gravità degli incidenti, ma a incidere sono anche il modo in cui il conducente occupa le corsie, cambia direzione, sorpassa, si immette, esce, usa la corsia di emergenza o gestisce una coda.
La guida autostradale ha una caratteristica che la rende diversa dalla circolazione urbana: tutto avviene a velocità più elevate, con margini di errore ridotti e tempi di reazione compressi. Non a caso il Codice della Strada dedica alle autostrade un capitolo a sé.
Il limite di velocità sulle autostrade italiane è fissato a 130 chilometri orari, salvo diverse indicazioni. In caso di precipitazioni atmosferiche, la soglia scende a 110 chilometri orari, mentre per i neopatentati il limite autostradale è di 100 chilometri orari per i primi tre anni dal conseguimento della patente. C’è anche la possibilità di arrivare a 150 chilometri orari, ma solo su tratti con tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia con apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media e dopo una valutazione legata a traffico, caratteristiche del tracciato, condizioni atmosferiche e incidentalità dell’ultimo quinquennio.
L’articolo 141 del Codice della Strada impone al conducente di mantenere sempre il controllo del veicolo e di regolare la velocità in base alle condizioni della strada, del traffico, del mezzo, del carico e della visibilità . La multa più nota è quella per eccesso di velocità anche perché tutor e autovelox hanno reso l’accertamento più frequente e meno aggirabile.
Entro i 10 chilometri orari oltre il limite si rischia una sanzione da 42 a 173 euro; tra oltre 10 e 40 chilometri orari si sale da 173 a 694 euro; tra oltre 40 e 60 chilometri orari la forbice diventa da 543 a 2.170 euro, con sospensione della patente da uno a tre mesi; oltre i 60 chilometri orari la multa va da 845 a 3.382 euro, con sospensione da sei a dodici mesi.
Tra le condotte più sottovalutate c’è il cambio corsia eseguito senza anticipo, senza freccia o senza controllo dello specchietto e dell’angolo cieco. In autostrada il cambio corsia costringe chi arriva da dietro a interpretare in tempo reale l’intenzione del veicolo che precede. Quando la manovra viene fatta di scatto, magari per superare un mezzo pesante o per infilarsi in uno spazio ridotto, il rischio riguarda tutto il flusso di veicoli che segue.
Il Codice della Strada stabilisce che prima di cambiare corsia il conducente deve accertarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio, tenendo conto della posizione, della distanza e della direzione degli altri utenti. La segnalazione deve essere data con sufficiente anticipo e deve proseguire per tutta la durata della manovra.
Molti incidenti autostradali nascono da una valutazione sbagliata dello spazio disponibile. A 130 chilometri orari un veicolo percorre più di 36 metri al secondo; a 110 chilometri orari ne copre oltre 30. In questo scenario il tempo perso da chi deve frenare perché un altro si sposta può essere già troppo.
Uno dei comportamenti più frequenti sulle autostrade a tre corsie è la marcia stabile sulla corsia centrale, anche quando quella di destra è libera. Molti automobilisti la percepiscono come una zona di comfort, meno lenta della corsia di destra e meno impegnativa di quella di sorpasso. In realtà questa abitudine altera la logica della circolazione autostradale.
La regola generale prevede che bisogna percorrere la corsia libera più a destra mentre le corsie di sinistra sono destinate al sorpasso. La corsia di destra non è riservata ai camion, né è una corsia da lenti in senso generico, ma è la corsia ordinaria di marcia. Restare al centro senza ragione obbliga chi procede più velocemente a spostarsi sulla corsia di sinistra, crea imbottigliamenti artificiali, aumenta i cambi corsia e alimenta una guida più nervosa.
Il sorpasso a destra resta uno dei temi più confusi per gli automobilisti. La regola generale impone di sorpassare a sinistra, portandosi sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo da superare e rientrando a destra appena possibile, senza creare pericolo o intralcio. Salvo casi specifici, il sorpasso a destra non è consentito.
Diverso è il cosiddetto superamento a destra che può verificarsi quando un veicolo procede sulla corsia di destra e supera senza cambiare corsia apposta per farlo un veicolo che viaggia più lentamente sulla corsia centrale o su quella di sinistra. In pratica nel sorpasso a destra c’è una manovra volontaria di spostamento per superare; nel superamento a destra c’è la prosecuzione della marcia sulla propria corsia.
In autostrada, viaggiare a pochi metri dal veicolo che precede è una delle condotte più pericolose, soprattutto quando il traffico è intenso e la velocità è elevata. Basta una frenata improvvisa, un rallentamento a fisarmonica o un ostacolo comparso all’improvviso per provocare un tamponamento.
L’articolo 149 del Codice della Strada stabilisce che durante la marcia i veicoli devono mantenere una distanza tale da garantire l’arresto tempestivo ed evitare collisioni con chi precede. La norma non indica una misura unica valida per ogni situazione perché la distanza dipende da velocità , condizioni del fondo stradale, visibilità , carico e attenzione del conducente.
La guida incollata al paraurti è usata come forma di pressione nei confronti di chi precede, soprattutto in corsia di sorpasso. È una pessima abitudine, oltre che un comportamento aggressivo che riduce il margine di reazione e rende più probabile un tamponamento.
Quando dalla mancata distanza deriva una collisione, le conseguenze sanzionatorie vanno da 42 a 173 euro, ma se l’inosservanza provoca una collisione con grave danno ai veicoli la multa sale; se derivano lesioni gravi alle persone possono configurarsi responsabilità penali.
La corsia di emergenza serve per arrestarsi in caso di guasto, malessere o altra emergenza reale e deve rimanere disponibile per i mezzi di soccorso e di polizia. Usarla per superare una coda, raggiungere prima l’uscita o evitare un rallentamento è una violazione grave che intralcia interventi salvavita.
Il Codice della Strada consente il transito sulla corsia di emergenza in caso di ingorgo solo per uscire dall’autostrada e soltanto a partire dal cartello di preavviso collocato a 500 metri dallo svincolo. Tutto il resto è abuso.
Il divieto riguarda anche la circolazione impropria sulle corsie di variazione di velocità , quelle di accelerazione e decelerazione. Chi usa la corsia di uscita per avanzare e poi rientrare nel traffico compie una manovra pericolosa perché sfrutta uno spazio pensato per una funzione diversa. Chi entra in autostrada deve usare la corsia di accelerazione per raggiungere una velocità compatibile e dare precedenza ai veicoli già in marcia. Chi esce deve portarsi per tempo sulla corsia di destra e imboccare la decelerazione sin dal suo inizio.
Tra le condotte più gravi c’è la retromarcia in autostrada, vietata anche sulla corsia di emergenza, salvo le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio. La retromarcia è pericolosa perché introduce un movimento contrario alla logica del flusso autostradale. Chi sopraggiunge non si aspetta di trovare un veicolo che arretra, soprattutto in prossimità di uno svincolo, di una barriera o di una rampa.
Lo stesso discorso vale per il casello. Sbagliare corsia, entrare in una pista Telepass senza dispositivo funzionante o imboccare la fila sbagliata non autorizza a fare manovre improvvisate. Bisogna fermarsi in sicurezza, attenersi alle indicazioni del personale o utilizzare i canali di assistenza.
L’articolo 176 del Codice della Strada vieta di invertire il senso di marcia, attraversare lo spartitraffico, utilizzare i varchi e percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso opposto a quello consentito. La sanzione amministrativa varia da un minimo di 2.046 euro a un massimo di 8.186 euro con revoca della patente e fermo amministrativo del veicolo. In caso di reiterazione può scattare la confisca.
Data articolo: Mon, 22 Jun 2026 12:00:36 +0000