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News passione motori

News n. 1
Volkswagen, quattro anteprime mondiali a Pechino: auto sempre più intelligenti

La notte di Pechino si illumina di una luce nuova, quella di un’offensiva tecnologica senza precedenti. In occasione della VW Group Night, svoltasi alla vigilia dell’Auto China 2026, il Gruppo Volkswagen ha svelato la sua strategia per il mercato cinese: un piano imponente che prevede il lancio di 30 modelli elettrificati entro il 2027, destinati a diventare 50 entro il 2030. Questa narrazione non parla solo di numeri, ma di una metamorfosi profonda che vede l’integrazione di intelligenza artificiale, guida autonoma e partnership locali strategiche. Al centro di questo palcoscenico, quattro modelli emergono come simboli di una nuova era.

ID.Aura T6: la compatta che guarda al futuro

La prima protagonista di questa rivoluzione è la ID.Aura T6, realizzata dalla joint venture FAW-Volkswagen. Si tratta di un SUV elettrico di dimensioni compatte molto atteso, che segna il debutto dell’inedita famiglia ID.Aura. La sua essenza risiede nella China Electronic Architecture (CEA), una piattaforma avanzata sviluppata specificamente per il mercato locale.

Questa base tecnologica non è solo una struttura meccanica, ma un ecosistema digitale che consente aggiornamenti continui over-the-air e funzionalità di guida assistita di livello 2. Esteticamente, il veicolo promette un’integrazione fluida tra hardware e software, preparando il terreno per le tecnologie che vedremo nella seconda metà dell’anno.

ID.Unyx 09: l’ammiraglia intelligente

Accanto al SUV compatto, Volkswagen Anhui ha presentato la ID.Unyx 09, un modello già prossimo alla produzione che sposta l’asticella verso l’alto. Parliamo di una berlina elettrica imponente, lunga ben 5 metri, che combina eleganza e potenza di calcolo. La ID.Unyx 09 è concepita come un salotto digitale itinerante: è dotata di un sistema di calcolo ad alte prestazioni e di un assistente AI che funge da interfaccia intelligente tra uomo e macchina. Anche qui, la sicurezza è garantita da sistemi di assistenza alla guida di livello 2, ma la vera differenza la fa l’interazione naturale con l’utente, rendendo ogni viaggio un’esperienza personalizzata.

Jetta X: l’elettrico per tutti, con stile

Il Gruppo non dimentica il valore dell’accessibilità e lo fa attraverso il marchio Jetta, che punta a mantenere la sua leadership anche nell’era elettrica. La concept car Jetta X introduce un nuovo linguaggio di design e un logo aggiornato, segnando una direzione inedita per il brand. L’obiettivo è ambizioso: lanciare quattro modelli a batteria entro il 2028, con il primo debutto previsto già entro la fine di quest’anno. La Jetta X vuole proporsi come una scelta “intelligente e affidabile” per consumatori di ogni età, dimostrando che il lusso tecnologico e la praticità possono coesistere a prezzi competitivi.

Audi E7X: il vertice della performance premium

Infine, il marchio dei quattro anelli ha presentato l’Audi E7X, il primo SUV premium a batteria sviluppato esclusivamente per il mercato cinese in collaborazione con SAIC. Basato sulla Advanced Digitized Platform, questo SUV di grandi dimensioni incarna la dinamica di guida tipica di Audi, esaltata dalla trazione integrale quattro. Le prestazioni sono di assoluto livello, con varianti di motorizzazione che offrono potenze di sistema di 300 o 500 kW. Ma il vero primato della E7X è tecnologico: segnerà infatti il debutto mondiale e locale della guida automatizzata di livello 3 per Audi.

Oltre il metallo: L’Agente AI

Tutti questi modelli saranno unificati da una visione comune: la Agentic AI for All. Entro la seconda metà dell’anno, i veicoli basati sulla piattaforma CEA integreranno un agente AI di bordo basato su modelli linguistici di grandi dimensioni. A differenza dei comuni assistenti vocali, questo sistema è in grado di prendere decisioni contestuali e compiere azioni complesse attraverso una conversazione naturale, mantenendo però i dati al sicuro all’interno del veicolo. È il primo passo verso il 2027, quando l’architettura CEA 2.0 unificherà definitivamente l’esperienza di guida e la vita a bordo in un unico, potente sistema intelligente.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 14:09:12 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 24 aprile 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diversi punti critici, con alcune code causate da incidenti e veicoli in avaria che rallentano la circolazione. In particolare, si segnalano una coda per incidente tra Fiorenzuola e Fidenza sull’A1 in direzione Napoli e una coda di 5 km di lunghezza per un veicolo in avaria tra Ferrara sud e Altedo sull’A13 verso Bologna. Diverse tratte registrano inoltre traffico intenso e code a tratti.

A1 Milano-Napoli



16:05 – Fiorenzuola e Fidenza
Coda per incidente
Direzione Napoli
La coda interessa la tratta dal chilometro 84.0 al chilometro 83.0 per una lunghezza di 1.0 km.



15:35 – Bivio A1/Diramazione Roma sud e Valmontone
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 586.9 al chilometro 576.3 per una lunghezza di 10.6 km.



15:31 – Direzione Aeroporto e Bivio SP 1 Casoria
Traffico rallentato per incidente
Direzione Sp527 Casoria

A4 Torino-Trieste



16:06 – Cavenago e Trezzo
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
La coda interessa la tratta dal chilometro 157.2 al chilometro 150.1 per una lunghezza di 7.1 km.



15:19 – Milano est e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata copre dal chilometro 136.5 al chilometro 138.3 per una lunghezza di 1.8 km.



14:08 – Nodo di Pero e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta va dal chilometro 138.3 al chilometro 125.0 per una lunghezza di 13.3 km.

A8 Milano-Varese



16:01 – Lainate e Legnano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Varese
La tratta copre dal chilometro 16.3 al chilometro 8.2 per una lunghezza di 8.1 km.

A10 Genova-Ventimiglia



15:57 – Genova Pegli e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
La coda interessa la tratta dal chilometro 0.0 al chilometro 6.0 per una lunghezza di 6.0 km.

A13 Bologna-Padova



16:00 – Ferrara sud e Altedo
Coda di 5 km per veicolo in avaria
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Altedo. Uscita consigliata provenendo da Padova: Ferrara sud.



15:42 – Altedo e Ferrara sud
Coda di 2 km per curiosi
Direzione Padova
La coda interessa dal chilometro 26.0 al chilometro 24.0 per una lunghezza di 2.0 km.

A14 Bologna-Taranto



15:00 – Area di servizio Rubicone ovest
Servizi igienici non disponibili
Direzione Taranto

A16 Napoli-Canosa



14:44 – Candela e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto
Vento forte in entrambe le direzioni
La tratta si estende dal chilometro 172.5 al chilometro 127.9 per una lunghezza di 44.6 km.

A24 Roma-Teramo



15:29 – Bivio A24/Tangenziale est RM e Portonaccio
Coda per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La coda va dal chilometro 6.5 al chilometro 7.3 per una lunghezza di 0.8 km.



15:21 – Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda interessa dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.



15:08 – Bivio A24/Tangenziale est RM e Inizio Complanare
Code a tratti per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La tratta da chilometro 2.2 a chilometro 7.3 copre una lunghezza di 5.1 km.

A30 Caserta-Salerno



15:56 – Mercato San Severino e Bivio A30/Raccordo Salerno-Avellino
Coda di 1 km per traffico congestionato
Direzione Salerno
La coda interessa dal chilometro 55.3 al chilometro 54.3.

A56 Tangenziale di Napoli



16:05 – Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La coda interessa dal chilometro 18.8 al chilometro 20.0 per una lunghezza di 1.2 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 14:08:00 +0000
News n. 3
QJMotor SRT 450 RX, arriva in Italia la crossover cinese a un prezzo competitivo

La gamma adventure di QJMotor si amplia con l’arrivo di SRT 450 RX, una proposta di media cilindrata pensata per un utilizzo trasversale tra città, viaggi e percorsi sterrati. Il nuovo modello punta su una dotazione di serie notevolmente accessoriata, rivolgendosi a chi cerca una soluzione equilibrata anche in ottica della patente A2.

Il progetto punta su un posizionamento competitivo sul mercato delle crossover, sempre più affollato per la presenza numerose rivali, con un prezzo che parte da meno di 5.800 euro. Tra gli elementi chiave figurano il motore bicilindrico, componentistica all’avanguardia, leggerezza e versatilità.

Design, motore e ciclistica

Il design di QJMotor SRT 450 RX richiama il mondo adventure, con un frontale alto in stile enduro e soluzioni come le protezioni laterali e del motore, pensate per limitare i danni in caso di contatti. La dotazione di serie prevede il parafango anteriore basso, mentre tra gli optional è disponibile il parafango anteriore alto, più adatto a un utilizzo su fondi non asfaltati.

Sotto il serbatoio da 18 litri è presente un motore bicilindrico parallelo da 449,5 cc, capace di erogare 48 CV a 9.500 giri/min e 41 Nm di coppia a 8.000 giri. Valori in linea con i limiti previsti per la patente A2. La dotazione comprende il controllo di trazione di serie, utile per affrontare fondi a bassa aderenza con maggiore sicurezza.

La struttura è basata su un telaio in acciaio abbinato a un forcellone in alluminio. La sella è posizionata a 835 mm da terra, mentre il peso dichiarato a secco è di 166 kg. Le ruote a raggi adottano cerchi da 21 pollici all’anteriore e 18 pollici al posteriore, configurazione tipica per un utilizzo anche su percorsi sterrati.

Le sospensioni sono fornite da Marzocchi, con forcella anteriore regolabile da 200 mm di escursione e mono posteriore regolabile. L’impianto frenante è firmato Brembo, con disco anteriore da 320 mm e pinza radiale a quattro pistoncini, affiancato da un disco posteriore da 240 mm. L’ABS è di serie ed è disinseribile al posteriore.

Dotazioni, tecnologia e prezzo

La dotazione di serie di QJMotor SRT 450 RX comprende una strumentazione digitale con display TFT da 5 pollici, connettività Bluetooth e sistema di mirroring per la navigazione tramite smartphone. Il quadro è completato dalla presenza di una presa USB per la ricarica dei dispositivi.

L’illuminazione è full LED, mentre tra gli elementi dedicati al comfort sono presenti manopole e sella riscaldabili, oltre al parabrezza regolabile. Si tratta di soluzioni incluse nella dotazione, mentre su altri modelli concorrenti sono spesso disponibili come optional. A pagamento è invece proposto il set di valigie in alluminio, composto da due laterali e un top case da 45 litri.

QJMotor SRT 450 RX è proposta a un prezzo di 5.790 euro franco concessionario. Il modello è disponibile nelle colorazioni Red/Grey e Shiny Black ed è già in distribuzione in tutta la rete ufficiale italiana.

Occhio alla concorrenza

Nel segmento delle crossover di media cilindrata per patente A2 la concorrenza è in costante crescita, con diversi modelli già presenti sul mercato. Tra questi figurano CFMoto 450MT, Royal Enfield Himalayan 450, BMW F 450 GS, Kawasaki KLE 500 e KTM 390 Adventure R. Si tratta di un contesto affollato, in cui le caratteristiche tecniche e la versatilità rappresentano elementi centrali nella scelta.

In questo scenario, la proposta di QJMotor si distingue soprattutto per il prezzo, che si posiziona su un livello competitivo rispetto ai principali rivali. Un aspetto che, insieme alla dotazione di serie, contribuisce a rendere SRT 450 RX una delle opzioni da considerare all’interno della categoria.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 12:23:54 +0000
News n. 4
Gp Miami, queste le novità tecniche di Ferrari: nessuna rivoluzione

Chi si aspettava una monoposto completamente rivoluzionata resterà deluso, sebbene la Ferrari sia intervenuta sulla SF-26 in diverse aree della vettura. L’obiettivo è chiaro: estrarre il massimo potenziale dall’auto di F1, preparando il terreno per il tanto atteso step evolutivo della power unit previsto per giugno. Diverse le zone nevralgiche finite sotto la lente d’ingrandimento.

Ferrari, il rebus della prima ala ribaltabile: curare le instabilità in staccata

Oggi possiamo estendere il discorso tecnico sulla Rossa, dopo aver spiegato le vere ragioni del test Ferrari a Monza di ieri. Il weekend cinese aveva fatto suonare un campanello d’allarme importante riguardo l’ala Macarena. Il difetto non era nel concetto, ma nella sincronizzazione dell’ala posteriore con quella anteriore.

Al momento della frenata, la transizione della Macarena verso la configurazione chiusa risultava troppo pigra rispetto all’asse anteriore, a causa del maggiore angolo di escursione richiesto. L’ostacolo fisico principale si presentava quando i flap transitavano per la fase verticale: il muro d’aria generato frenava bruscamente il meccanismo.

Tutto questo si traduceva in una latenza nella fase i cui i flussi tornano a riattaccarsi sulla carrozzeria. Il risultato al volante? Un improvviso e pericoloso spostamento del bilanciamento aerodinamico sull’anteriore della monoposto italiana. Scenario che andava a innescare instabilità con un’inserimento in curva difficile per i piloti.

Ferrari, ala Macarena 2.0: elettronica, hardware e la misteriosa “linguetta”

Per guarire questa instabilità, i tecnici del Cavallino Rampante hanno operato direttamente nel cuore delle paratie laterali, dove risiede il sistema di attivazione. Sebbene le specifiche degli attuatori restino celate, è evidente l’intento di azzerare i ritardi, puntando su componenti più “muscolose”. L’assenza di canalizzazioni visibili per un eventuale impianto idraulico render più difficile l’analisi.

Tuttavia, la conformazione delle coperture sugli endplate fa propendere per un sistema di natura puramente elettrica. Ma il vero asso nella manica potrebbe risiedere nel software: la centralina dovrebbe anticipare l’imput di chiusura dell’ala già nelle fasi di lift-off (il rilascio repentino del gas), rubando millesimi preziosi prima ancora che il freno venga azionato.

A corredo di questo pacchetto, spunta una singolare appendice in carbonio posizionata al centro dell’ultimo flap. Troppo minuscola per generare carico utile (il drag indotto non ne giustificherebbe l’uso), questa sorta di “lingua” ha un compito ben più subdolo: favorire il riattaccamento dell’aria e agevolare la fluidodinamica durante la rotazione, alleggerendo il carico di lavoro degli attuatori.

Rigidità e riprogettazione strutturale

La cura della specifica 2.0 dell’ala Macarena passa anche per una robusta revisione strutturale. Il punto di contatto con l’endplate è stato ridotto e squadrato per correggere la mappa delle pressioni locali. Tuttavia, la modifica più appariscente riguarda i piloni centrali: la loro sezione è lievitata notevolmente, così come la superficie di ancoraggio.

Una scelta che potrebbe costare punti di resistenza all’avanzamento (nonostante l’effetto di pulizia dei flussi), ma che si è resa obbligatoria per garantire la rigidezza strutturale e spegnere le vibrazioni nocive registrate a Shanghai. Senza dimenticare che i due montanti dell’ala positure influenzano comunque il flusso a monte che viene poi “ordinato†da queste appendici verticali.

Ferrari, avantreno e bargeboard: a caccia dell’outwash

Spostandoci sull’ala anteriore, la ricerca dell’efficienza si scontra con la necessità di far lavorare l’elemento in maniera prolungata nellla “straight-mode”. Ferrari opta per la prudenza rinunciando al dive-plane esterno (per non complicare eccessivamente la gestione delle pressioni), ma introduce una novità sul foot-plate: una paratia verticale arcuata verso l’esterno per indirizzare l’aria lontano dalle ruote.

La vera zona grigia del regolamento viene però sfruttata a centro vettura. I bargeboard della SF-26 presentano una configurazione anomala: mentre la concorrenza fraziona le appendici orizzontalmente, a Maranello hanno diviso l’elemento principale in tre lamelle verticali sovrapposte. Una soluzione mirata a ottimizzare l’outwash, le cui reali potenzialità verranno solamente svelate nelle libere di Miami.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 12:04:03 +0000
News n. 5
Diesel Euro 4, come controllare la classe ambientale dell’auto

I diesel Euro 4 continuano a essere in Italia nel mirino delle politiche antismog e in varie aree del Bacino Padano dove sono soggetti a restrizioni strutturali o stagionali. In Emilia-Romagna, per esempio, le limitazioni ordinarie coinvolgono ancora i diesel fino a Euro 4, mentre strumenti come Move-In sono stati estesi proprio ai diesel fino a Euro 4 anche in Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.

L’anno di immatricolazione può aiutare a orientarsi per capire se il proprio veicolo è un diesel Euro 4, ma non basta mai da solo, perché ci sono modelli immatricolati in anni di transizione che appartengono a classi differenti a seconda dell’omologazione. Le date degli standard Euro fanno riferimento anzitutto alle nuove omologazioni mentre può slittare la prima immatricolazione dei modelli già omologati.

Il primo controllo da fare è sul libretto

Il primo modo per verificare se un’auto è diesel Euro 4 resta la carta di circolazione. Nei documenti il riferimento è la voce V.9, quella che riporta la normativa antinquinamento di omologazione. Nei libretti più vecchi il dato può comparire nel riquadro 2 con specifiche nella parte descrittiva del documento.

A contare sono la direttiva o il regolamento richiamato nella carta di circolazione. Per la classe Euro 4, i riferimenti sono 98/69 CE B, 98/77 CE rif. 98/69 CE B, 1999/96 CE B, 1999/102 CE rif. 98/69 CE B, 2001/1 CE rif. 98/69 CE B, 2001/27 CE B, 2001/100 CE B, 2002/80 CE B e 2003/76 CE B. Il dettaglio decisivo è la presenza della lettera B, quella che fa la differenza tra una lettura corretta e una conclusione sbagliata.

Tradotto in termini pratici, se sulla carta di circolazione compare uno di quei riferimenti con la specifica coerente, il veicolo rientra nella famiglia Euro 4. Se invece compare un regolamento successivo, come quelli collegati alla stagione Euro 5 o Euro 6, allora l’auto appartiene a una classe ambientale diversa, anche se è stata immatricolata in un periodo che induce a pensare il contrario. Il passaggio normativo da Euro 3 a Euro 4 è riconducibile alla direttiva 98/69/EC mentre per Euro 5 e Euro 6 il riferimento di base diventa il Regolamento 715/2007.

Il secondo controllo è online

Chi non ha voglia di decifrare sigle e direttive può usare il servizio online del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Portale dell’Automobilista. In questo caso è sufficiente accedere alla pagina dedicata, selezionare il tipo di veicolo e inserire il numero di targa. Il servizio restituisce la categoria Euro e il relativo dato di CO2 associato al veicolo registrato.

In questo modo si evitano dubbi di interpretazione del linguaggio dell’omologazione, si riduce il margine di errore umano ed è possibile ottenere una conferma rapida anche quando si sta valutando un acquisto usato, si deve entrare in un’area soggetta a blocchi o si vuole capire se il veicolo può aderire a una deroga chilometrica come Move-In.

Cosa significa diesel Euro 4

Sul piano tecnico le auto diesel Euro 4 appartengono alla fase normativa che ha irrigidito i limiti sulle emissioni rispetto alle classi precedenti. Per quanto riguarda i limiti, le auto diesel Euro 4 devono emettere:

  • meno di 0,5 grammi di anidride carbonica per chilometro;
  • meno di 0,25 grammi di ossidi d’azoto per chilometro;
  • meno di 0,025 grammi di particolato per chilometro.

La presenza del filtro antiparticolato non basta da sola a definire la classe Euro del veicolo. In molte auto diesel Euro 4 il filtro è presente, in altre è stato introdotto in modo progressivo e il suo ruolo è stato centrale nella riduzione del particolato. La classe ambientale non si determina però guardando soltanto se il veicolo ha o non ha un FAP bensì leggendo l’omologazione.

È comunque utile avere in testa una cronologia di massima. La fase Euro 3 ed Euro 4 si collega alla direttiva 98/69/EC mentre la fase Euro 5 ed Euro 6 si appoggia al Regolamento 715/2007. In pratica per il mercato auto, Euro 4 si colloca nella fascia che porta alle immatricolazioni di metà anni Duemila prima della stretta successiva su Euro 5 e poi su Euro 6.

Le fasi di applicazione delle norme europee distinguono tra data di approvazione della nuova omologazione e data di immatricolazione obbligatoria per tutti i nuovi veicoli. Di conseguenza usare l’anno solo come segnale orientativo mai come prova definitiva.

Perché oggi questa verifica pesa più di ieri

La verifica se un’auto è diesel Euro 4 conta perché la normativa ambientale non resta ferma e soprattutto perché le limitazioni locali non sono uguali dappertutto. Sul fronte delle deroghe, la logica di Move-In conferma quanto la classe Euro resti decisiva.

In Lombardia il servizio è un’alternativa ai blocchi orari e giornalieri e li sostituisce con una limitazione chilometrica monitorata telematicamente mentre in Emilia-Romagna possono aderire gli autoveicoli diesel fino a Euro 4 compreso. In Piemonte il rinnovo del sistema fino al 2028 include i diesel da Euro 0 a Euro 4.

Un diesel Euro 4 verificato può valere meno sul mercato rispetto a un Euro 5 o a un Euro 6 sia per ragioni anagrafiche e sia perché il potenziale acquirente sa che quel veicolo potrebbe avere un impiego più limitato nei contesti urbani. Prima ancora di parlare di incentivi, blocchi o sostituzione del mezzo, la verifica della classe Euro serve dunque a misurare il grado reale di libertà d’uso dell’auto.

Come si distingue da Euro 5 ed Euro 6

Il salto successivo è quello delle norme Euro 5 ed Euro 6. La differenza va cercata nella stretta su NOx e particolato. Il percorso regolatorio ha portato il limite di NOx dei diesel dai 500 mg/km delle fasi precedenti agli 80 mg/km della stagione Euro 6. Questo aiuta a capire perché un Euro 4, pur essendo stato a suo tempo un passo avanti rispetto a Euro 3, oggi venga considerato una tecnologia superata nelle politiche sulla qualità dell’aria. Le auto classificate Euro 5 sono identificabili attraverso le direttive europee indicate nella carta di circolazione. Tra quelle che regolamentano questa categoria, troviamo:

  • Direttiva 2005/55/CE B2;
  • Direttiva 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2;
  • Direttiva 1999/96/CE fase III;
  • Direttiva 2001/27/CE rif. 1999/96;
  • Direttiva 2005/78/CE rif. 2005/55 CE;
  • Direttiva 2006/81 CE rif. 2005/55 CE;
  • Regolamento 715/2007692/2008 (Euro 5 A e Euro 5 B);
  • Direttiva 2008/74/CE rif. 2005/55/CE.

Le normative sulle emissioni per le auto immatricolate a partire da settembre 2015 cadono sotto la categoria Euro 6, che è l’evoluzione degli standard ambientali per i veicoli. Le varie sottocategorie di questa normativa, quali Euro 6A, Euro 6B, Euro 6C e Euro 6D-Temp, riflettono il progresso tecnologico e l’impegno verso una mobilità più sostenibile.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 12:00:38 +0000
News n. 6
Polizia usa il laccio per bloccare auto, ma finisce malissimo: schianto fatale

Il sole del sud della California non perdona, specialmente quando riflette sul metallo di decine di volanti lanciate a tutta velocità. A Jurupa Valley, quello che era iniziato come un inseguimento ad alta tensione durato quasi un’ora, si è concluso nel modo più drammatico possibile. Nonostante l’impiego del Grappler, un dispositivo di ultima generazione progettato proprio per evitare esiti fatali, la cronaca ha registrato l’ennesima morte sull’asfalto americano.

Inseguimento per un’ora

Tutto è iniziato con un rifiuto di fermarsi all’alt. Per circa un’ora la Polizia ha dato un’estenuante caccia al guidatore di una berlina, che continuava a seminare il panico tra le strade della contea, incurante delle possibili conseguenze. Negli Stati Uniti, gli inseguimenti sono quasi un genere televisivo a sé stante: le emittenti locali hanno alzato in volo gli elicotteri, trasmettendo in diretta ogni manovra.

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Con il passare dei minuti e l’aumentare della velocità, il rischio è diventato insostenibile e così gli agenti hanno deciso di intervenire con il Grappler Police Bumper. Se non ne avete mai sentito parlare, sappiate che questo dispositivo dalla struttura a “Y” viene montato sul paraurti anteriore del mezzo di pattuglia e, una volta attivato, abbassa una rete di cinghie in nylon ad alta resistenza. Il funzionamento appare semplice: l’agente si avvicina allo pneumatico posteriore del fuggitivo e la rete blocca all’istante la rotazione della ruota, avvolgendosi attorno all’asse.

Almeno sulla carta, lo strumento permette di immobilizzare il veicolo in modo controllato, più sicuro rispetto alla classica manovra PIT (lo speronamento laterale per far girare l’auto su se stessa) o alle strisce chiodate, che spesso causano lo scoppio degli pneumatici e la conseguente perdita totale di aderenza sull’asfalto.

Il drammatico epilogo e le indagini

Le immagini aeree riprendono il momento esatto in cui la teoria si frantuma contro la pratica. Non appena le due auto sono entrate in contatto e la rete ha tentato di fare presa, la berlina in fuga ha sbandato in maniera violenta. In una manciata di secondi, il mezzo è diventato un proiettile impazzito, finendo la propria corsa contro un muro di cemento a una velocità tale da non lasciare scampo al conducente. Sotto l’occhio della telecamera, l’uomo al volante è morto sul colpo, mentre un groviglio di lamiere rimaneva l’unica, muta testimonianza di una giornata da incubo.

Le autorità hanno subito aperto un’indagine per omicidio colposo. Resta ancora tutto da scoprire, se si sia verificato un errore umano nella manovra, un guasto meccanico del dispositivo o se l’alta velocità abbia reso vana qualsiasi tecnologia di contenimento. A differenza di quanto accade lungo le strade italiane, dove gli inseguimenti tendono a risolversi in pochi chilometri a causa della conformazione urbana, oltreoceano le grandi highway permettono andature folli e, perciò, l’adozione di strumenti estremi.

Oltre a scuotere la sensibilità collettiva, l’epilogo amaro riaccende le polemiche sui metodi adottati dalle Forze dell’Ordine. Il Grappler è davvero meno pericoloso di uno speronamento? O è solo un modo diverso per rendere spettacolari interventi che portano con sé un rischio intrinseco ineliminabile? Il dibattito è aperto.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 10:12:37 +0000
News n. 7
Ponte di primavera, esodo da 95 milioni di veicoli: le strade da bollino rosso

Tra la Festa della Liberazione e la festività del 1° maggio, il 2026 regala l’incastro ideale agli amanti delle gite fuori porta. Un maxi ponte di primavera che metterà a dura prova la rete viaria nazionale: secondo le stime diffuse da Anas (società del Gruppo FS), sono circa 95 milioni i veicoli attesi lungo le strade e le autostrade di competenza fino al prossimo 3 maggio.

Spinto dalla voglia di sole e di mare, l’esodo massiccio avrà il Centro-Sud e le grandi isole come mete predilette, trasformando le principali arterie del Paese nel vero banco di prova.

Le strade da attenzionare

Il flusso migratorio degli automobilisti ha già iniziato a far sentire i suoi effetti. Dopo i valori di ieri e oggi, stimato del 6% in più rispetto alla media settimanale, il picco delle partenze dovrebbe esaurirsi nella mattinata di sabato 25 aprile, quando i flussi caleranno paradossalmente dell’11%, poiché la stragrande maggioranza dei viaggiatori avrà già raggiunto la propria destinazione.

La lente d’ingrandimento riguarda le grandi arterie, in particolare l’Autostrada A2 del Mediterraneo, spina dorsale verso il Mezzogiorno, il Grande Raccordo Anulare di Roma, perennemente sotto pressione, e le grandi direttrici adriatiche e tirreniche come la statale 16 “Adriatica†e la statale 1 “Aureliaâ€. Non resteranno immuni dal traffico intenso nemmeno la statale 106 “Jonica†e la 18 “Tirrenia Inferioreâ€, fondamentali per raggiungere le coste calabresi e campane.

Anas mette in campo un monitoraggio speciale per gestire l’imponente flusso di veicoli previsto, così da mitigare i disagi e assicurare una risposta immediata a rallentamenti e criticità:

“Nel corso del maxi ponte di primavera, Anas aumenterà la sorveglianza e verrà garantita la presenza ininterrotta del personale con 2500 risorse in turnazione, personale tecnico e di esercizio, e oltre 200 unità nelle Sale Operative Territoriali e la Sala Situazioni Nazionale per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h24″

Lo dichiara l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, che sottolinea l’importanza della collaborazione istituzionale:

“Il nostro impegno è da sempre quello di rendere sicura e scorrevole la circolazione con il monitoraggio delle nostre sale operative in stretta collaborazione e sinergia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Forze dell’Ordine. Al nostro quotidiano lavoro aggiungiamo l’invito a tutti gli utenti della strada di guidare sempre nel rispetto del Codice della Strada e senza distrazioni per un viaggio sereno e sicuro”

Per agevolare il fluido scorrimento delle auto, i mezzi pesanti (oltre le 7,5 tonnellate) non potranno circolare dalle ore 9:00 alle 22:00 nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 aprile, oltre che per l’intero weekend lungo del 1° maggio (venerdì, sabato e domenica).

Il traffico delle prossime settimane

Il calendario del traffico prevede un nuovo surriscaldamento a partire da giovedì 30 aprile. Allora inizieranno i primi movimenti per il secondo round festivo, con incrementi previsti del +10% al Centro-Sud e punte del +13% in Sicilia e Sardegna. L’ultimo grande rientro è atteso per domenica 3 maggio, con un traffico previsto in aumento dell’8% rispetto alla norma a segnare la fine definitiva delle vacanze di primavera. In un contesto di congestione così elevata, la prudenza resta l’accessorio più importante da portare in auto.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 08:39:25 +0000
News n. 8
Chiedi a Virgilio Motori, le risposte a tutte le domande (anche quelle più complesse)

Quando si parla di auto e moto, i dubbi e le domande non mancano mai: scadenze, costi, normative, manutenzione. È proprio da queste esigenze che nasce Chiedi a Virgilio Motori, il nuovo modulo integrato negli articoli del nostro magazine: uno strumento pensato per aiutare lettrici e lettori a orientarsi tra i contenuti e trovare informazioni utili, chiare ed esaustive.

Chiedi a Virgilio Motori non genera risposte pescando genericamente dal web, ma utilizza esclusivamente i contenuti scritti dagli esperti della nostra redazione, sia quelli presenti in archivio che quelli più recenti. Si basa quindi su un database ampio e verificato di articoli su auto, moto, normative, incentivi e mobilità. È proprio questo patrimonio editoriale a permettere al sistema AI-based di fornire risposte coerenti, aggiornate e affidabili.

Basta fare una domanda, anche specifica, e ottenere in pochi secondi una risposta. Per chi volesse approfondire, nel testo sono presenti alcuni link diretti a ulteriori contenuti per addentrarsi nei dettagli o analizzare il tema sotto altri punti di vista o sfaccettature.

Come funziona Chiedi a Virgilio Motori

Usare il modulo è immediato: basta scrivere una domanda all’interno degli articoli per ricevere in tempo reale una risposta basata sui contenuti di Virgilio Motori. Il sistema AI-based individua le informazioni più rilevanti e le riassume in modo chiaro, suggerendo anche altri articoli utili per approfondire. In questo modo è possibile continuare la consultazione senza interrompere la lettura o dover ricominciare ogni volta da zero.

Quando l’AI semplifica la mobilità

Il vero punto di forza di Chiedi a Virgilio Motori è proprio questo: valorizza contenuti affidabili e li rende più facili da consultare nella vita di tutti i giorni. L’intelligenza artificiale non riscrive né sostituisce l’intelligenza umana ma consente di valorizzare quanto ha prodotto nel tempo, di renderlo più fruibile e integrato. Il risultato è un modo più semplice, diretto ed efficace di informarsi, con contenuti chiari, verificati e pensati per risolvere dubbi concreti legati al mondo dei motori.

Come funziona “Chiedi a Virgilio Motoriâ€
Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 08:13:31 +0000
News n. 9
DTM 2026, Mercedes all’assalto e Italia protagonista: calendario e piloti per i 40 anni

Quarant’anni e non sentirli, un compleanno importante per il DTM. Un campionato che dopo anni complessi e trasformazioni profonde, si presenta con una certezza: è più vivo e competitivo che mai. Il sipario si alzerà sul tracciato del Red Bull Ring, per la prima volta sede inaugurale della stagione. Un segnale di rinnovamento, ma anche l’inizio di una battaglia che si preannuncia serratissima, con otto costruttori, piloti di livello mondiale e un equilibrio tecnico destinato a fare la differenza giro dopo giro.

Il calendario

La stagione prenderà il via dal 24-26 aprile sul tracciato del Red Bull Ring, in Austria, segnando un cambio significativo nella tradizione del campionato. Dopo l’apertura a Spielberg, il calendario si svilupperà attraverso alcuni dei circuiti più iconici d’Europa: dal Zandvoort nei Paesi Bassi il 22-24 maggio al Lausitzring il 19-21 giugno, passando per il cittadino Norisring il 3-5 luglio, fino alle tappe della Motorsport Arena Oschersleben del 24-26 luglio, Nurburgring 14-16 agosto e Sachsenring 11-13 settembre, prima del gran finale all’Hockenheimring il 9-11 ottobre. Un percorso vario e tecnico, capace di esaltare le caratteristiche delle GT3 e di mettere alla prova piloti e team lungo tutta la stagione. Un mix perfetto tra piste tecniche, tracciati cittadini e autodromi storici, in grado di esaltare le caratteristiche delle vetture e le qualità dei piloti.

  • 24-26 aprile: Spielberg (Red Bull Ring) – Austria
  • 22-24 maggio: Zandvoort – Paesi Bassi
  • 19-21 giugno: Lausitzring – Germania
  • 3-5 luglio: Norisring – Germania
  • 24-26 luglio: Oschersleben – Germania
  • 14-16 agosto: Nürburgring – Germania
  • 11-13 settembre: Sachsenring – Germania
  • 9-11 ottobre: Hockenheimring – Germania

I favoriti

Il DTM 2026 si presenta con una griglia internazionale di altissimo livello: piloti provenienti da undici Paesi, tre ex campioni al via e ben undici vincitori di gare già affermati nella serie. Tra i protagonisti più attesi c’è senza dubbio Mercedes-AMG, il costruttore più vincente nella storia del DTM con 16 titoli. La casa di Affalterbach si presenta al via con ambizioni chiarissime, quelle di tornare sul tetto del campionato. La line-up è di assoluto livello.

Lucas Auer e Tom Kalender difenderanno i colori del Team Landgraf, mentre Maro Engel e Jules Gounon saranno impegnati con il Team Winward Racing sotto le insegne Raavenol e Mann-Filter. Un mix di esperienza e talento, con piloti abituati a lottare ai vertici e una piattaforma tecnica, la Mercedes-AMG GT3, ormai consolidata e competitiva su ogni tracciato. Un debutto speciale per Auer, che correrà davanti al proprio pubblico in quella che di fatto rappresenta una gara di casa.

Grandi aspettative anche per Thomas Preining, pilota Porsche Manthey Racing campione 2023 e Marco Wittmann, pilota BMW M Schubert due volte iridato e tra i più esperti del lotto. Come compagno di squadra di quest’ultimo ci sarà Kelvin Van Der Linde, volto noto già nel mondo WEC e Formula E. La parola d’ordine per tutti è una sola, vincere. Riflettori accesi anche sull’ex F1 Timo Glock su McLaren Doerr e sui giovani pronti a emergere, come il finlandese Finn Wiebelhaus, pilota Ford HRT vincitore del programma “Road to DTM“.

Gli italiani: Cairoli e Mapelli al debutto, Bortolotti punta al bis

Se Mercedes punta al titolo, l’Italia risponde presente con una pattuglia di piloti pronta a lasciare il segno. Su tutti spicca Mirko Bortolotti, campione 2024 e ormai riferimento assoluto della serie. Il pilota italiano sarà al volante della Lamborghini del TGI Team by GRT, con l’obiettivo dichiarato di tornare sul gradino più alto del campionato. Accanto a lui, due debutti di grande interesse: Matteo Cairoli e Marco Mapelli.

Il primo al volante della Ferrari 296 GT3 EVO del team Emil Frey Racing, rappresenta una delle novità più intriganti della stagione. Dopo esperienze di alto livello nel GT World Challenge e nelle gare endurance, il pilota comasco si misura ora con una nuova sfida, in uno dei contesti più competitivi del panorama GT. Mapelli, invece, entra nella line-up Red Bull ABT al posto proprio di Bortolotti, portando tutta la sua esperienza con Lamborghini in un team storico del DTM. Tre italiani, tre storie diverse e l’obiettivo di essere protagonisti.

  • Emil Frey Racing (Ferrari 296 GT3 Evo): Matteo Cairoli, Thierry Vermeulen.
  • GRT Grasser Racing Team (Lamborghini Temerario GT3): Mirko Bortolotti, Maxi Paul.
  • ABT Sportsline (Audi/Lamborghini): Marco Mapelli, Luca Engstler.
  • Manthey Racing (Porsche 911 GT3 R Evo): Ricardo Feller, Thomas Preining.
  • Haupt Racing Team (HRT) (Ford Mustang GT3 EVO): Arjun Maini, Finn Wiebelhaus.
  • Comtoyou Racing (Aston Martin Vantage GT3): Nicki Thiim.
  • Dörr Motorsport (McLaren 720S GT3 Evo): Timo Glock, Ben Dörr.
  • Land Motorsport (Porsche 911 GT3 R Evo): Bastian Buus

Test pre-campionato

Nei test pre-campionato del DTM al Red Bull Ring lo scorso 14 aprile hanno offerto un primo assaggio dei valori in pista. Nella giornata unica di prove collettive, il più veloce è stato Ben Dorr su McLaren 720S GT3 Evo Dorr, capace di fermare il cronometro sull’1:28.199 nel turno pomeridiano, migliorando il riferimento dell’ultima pole dello scorso anno. Il pilota tedesco ha preceduto di appena 17 millesimi Jules Gounon, autore del miglior tempo al mattino, mentre Thomas Preining si è confermato il più rapido tra le Porsche con il terzo posto.

Dove guardare il DTM in Tv

I fan del DTM avranno ampia copertura media in TV e online. In Germania, il gruppo di trasmissione ProSiebenSat.1 è giunto al nono anno di fila come partner esclusivo. ProSieben trasmetterà in chiaro tutte le gare della stagione in diretta oltre che online e gratuitamente sul super streamer Joyn. Le piattaforme digitali Joyn e Runn forniranno anche una vasta copertura con highlights, storie e interviste.

Il DTM sarà trasmesso in diretta o riprodotto per intero in più di 150 Paesi. In Italia, DAZN coprirà la diretta e Aci Sport Tv le repliche. Le gare e i momenti salienti potranno essere visti anche online sul canale YouTube ufficiale DTM in lingua inglese.

Nuova stagione, nuove sfide

Il 2026 segna anche un importante passo avanti sul piano tecnico. Tra le novità più attese c’è il debutto della Lamborghini Temerario GT3, equipaggiata con un V8 biturbo a combustione interna con tre motori elettrici per una potenza complessiva di 920 CV, abbinato a un cambio a doppia frizione a otto rapporti. Un’architettura che offre una velocità massima di oltre 340 km/h.

Accanto a lei, evoluzioni importanti anche per Ferrari, Porsche e Ford, che porteranno in pista versioni aggiornate delle loro GT3. Un mix che promette equilibrio e spettacolo. Rispetto all’anno scorso, Audi sarà la grande assente, il gruppo di Ingolstadt ha deciso di lasciare la categoria per concentrare gli sforzi in F1.

Da non sottovalutare anche l’introduzione del nuovo pneumatico slick sviluppato da Pirelli, destinato a diventare un fattore chiave nella gestione delle gare. Tutte le auto DTM funzioneranno con il 100% di carburante sostenibile “DTM Pro Climate“, contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.

Il DTM 2026 ha tutte le carte in regola per essere una delle stagioni più spettacolari degli ultimi anni. Costruttori di primo livello, piloti affermati e giovani talenti, un equilibrio tecnico sempre più raffinato e una posta in palio altissima. Mercedes-AMG parte con i favori del pronostico, Lamborghini sogna il bis con Bortolotti, Ferrari punta sull’entusiasmo di Cairoli, mentre Porsche e BMW non resteranno a guardare.

E poi c’è l’incognita più affascinante: quella delle sorprese. Perché il DTM, da quarant’anni, vive proprio di questo. Di battaglie ruota a ruota, strategie, errori e colpi di scena. Il semaforo sta per spegnersi e lo spettacolo, ancora una volta, è garantito.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 08:04:55 +0000
News n. 10
Firenze, i cantieri della tramvia bloccano la città: l’indice del traffico si impenna

Si può misurare in velocità la frustrazione di migliaia di automobilisti? A Firenze, negli ultimi giorni, la risposta è arrivata dai satelliti: 15 km/h. È questa l’andatura media registrata nel cuore della città, un ritmo che trasforma i viali di circonvallazione in un immenso parcheggio a cielo aperto e che racconta, meglio di mille parole, l’impatto dei nuovi cantieri per la tramvia sulla pelle (e sui nervi) dei cittadini.

L’impatto dei cantieri sulla viabilità: un martedì nero

I numeri forniti dall’indice TomTom Traffic, sulla base dei flussi di oltre 600 milioni di conducenti nel mondo, sono impietosi. Al debutto della nuova fase dei lavori in viale Gramsci — necessari per il braccio Libertà-Bagno a Ripoli — il tasso di congestione alle 9 del mattino è schizzato al 110%, portando al doppio del traffico rispetto a una giornata normale (+49%). Trenta minuti diventano quarantacinque, un’ora diventa un’ora e mezza e Firenze sorpassa, in negativo, metropoli abituate a ben altri volumi di auto.

Nello stesso istante in cui i fiorentini procedevano a passo d’uomo, a Roma il tasso di congestione si fermava all’89%, a New York al 67% e persino a Nuova Delhi, simbolo del caos urbano globale, si viaggiava a una media di 23 km/h con un tasso del 51%. Incredibile ma vero, il traffico del capoluogo toscano è stato, temporaneamente, il più “lento” del mondo. Metabolizzare la “grana logistica” impone tempo, e intanto si creano le file chilometriche con un naturale effetto domino su tutto l’anello dei viali.

Il nodo della discordia si trova soprattutto all’altezza della scuola Carducci, tra via Leopardi e via Colletta, dove la nuova configurazione dei cantieri crea una sorta di imbuto. Fino al 22 maggio, infatti, è impossibile attraversare l’incrocio da via Leopardi verso piazzale Donatello o da via Colletta verso piazza Beccaria e i guidatori accusano il contraccolpo, dicendo addio, almeno per il momento, ad abitudini consolidate in anni spesi al volante. I conducenti provenienti da Sant’Ambrogio possono solo immettersi su viale Gramsci verso piazza Beccaria, senza possibilità di svoltare a sinistra verso piazza della Libertà.

La leggera ripresa

Nonostante il martedì nero, i dati dei giorni successivi hanno mostrato un timido miglioramento, attribuibile in buona parte al massiccio dispiegamento della Polizia municipale nei punti più critici. La velocità media salita a 16 km/h e il tasso di congestione sceso all’88% sono di buon auspicio, ma la situazione rimane al limite della sostenibilità.

Mentre lo scenario di “andamento lento” prosegue, dà un po’ di fiducia l’arrivo della sede dei binari in piazza Beccaria, segno che i lavori procedono e la piazza sta lentamente assumendo la sua veste definitiva. Tuttavia, per gli automobilisti costretti a sfidare ogni mattina i viali, la bellezza del futuro assetto urbano è un magro conforto rispetto al presente fatto di frizioni e freni a mano tirati.

Per le prossime settimane la raccomandazione resta sempre la solita: pianificare i percorsi con largo anticipo, armarsi di estrema pazienza e, forse, tenere un antistress a portata di mano sul cruscotto. La tramvia sta arrivando, ma il viaggio per raggiungerla non è mai stato così lento.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 07:58:44 +0000
News n. 11
Sciopero dei trasporti 24 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il 24 aprile 2026, in Italia, è previsto 1 sciopero che interesserà il settore dei trasporti pubblici. In questo articolo trovate la sintesi e i dettagli aggiornati sugli scioperi in programma oggi, con informazioni su città coinvolte, compagnie interessate, orari, sindacati e settori colpiti.

Sciopero trasporti Milano (Lombardia)

Nella giornata del 24 aprile 2026 è indetto uno sciopero di 8 ore che interessa il trasporto pubblico locale di Milano e provincia, coinvolgendo il personale delle società del Gruppo ATM di Milano. Lo sciopero riguarda diverse aziende e si svolge con modalità differenziate:

ATM e NET Trezzo: dalle 8.45 alle 15.00

NET Monza: dalle 14.50 a termine servizio 18.50

Funicolare Como Brunate: dalle 8.30 alle 16.30

Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato CONFIAL-TRASPORTI. La categoria coinvolta è il personale delle società del gruppo ATM di Milano. La rilevanza è locale, e interessa sia Milano che la provincia limitrofa.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 diversi scioperi sono stati proclamati nel settore dei trasporti su tutto il territorio nazionale e locale. In questo articolo trovate il calendario completo, con le date e tutte le informazioni essenziali per ogni singolo sciopero: regioni, città coinvolte, orari di inizio e fine, sindacati promotori e tipologia di servizi interessati. Il mese si annuncia particolarmente intenso con mobilitazioni che toccheranno trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e trasporto merci. Di seguito, una panoramica organizzata e dettagliata di tutti gli scioperi previsti nel periodo aprile 2026.

Sciopero 10 aprile 2026

Italia: Sciopero nazionale di 4 ore nel settore aereo (13.00-17.00) per il personale delle società ENAV, Techno Sky, ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano, ENAV Aeroporto di Napoli. Promotori: vari sindacati tra cui UILT-UIL, ASTRA, FAST-CONFSAL-AV.

Veneto, Umbria, Campania: Sciopero regionale di 4 ore (20.01-24.00) per il personale della società Busitalia Sita Nord, indetto da USB Lavoro Privato e ADL COBAS per il trasporto pubblico locale.

Sciopero 11 aprile 2026

Italia: Due scioperi nazionali di 24 ore che coinvolgono il personale della società RFI nella manutenzione infrastrutture ferroviarie, indetti da Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria) si terrà uno sciopero di 4 ore (10.57-14.57) per il trasporto pubblico locale. Categoria coinvolta: personale IAS Autolinee, sindacati RSA FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli (Campania) è previsto uno sciopero locale di 4 ore (11.00-15.00) nel trasporto pubblico locale, personale società EAV, promosso da ORSA Autoferro TPL.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero del personale della società ARRIVA Udine: 17.30-21.29 per il servizio urbano, 17.15-21.14 per l’extraurbano, promosso da ASI-AU.

Italia: Sciopero nazionale di 4 ore a inizio turno per il personale appalti ferroviari SOC. Elior Ristorazione, Sindacato: COBAS Lavoro Privato.

Sciopero 14 aprile 2026

Nella città di Brescia (Lombardia): Sciopero di 24 ore (00.00-23.59) del personale addetto a scarico e carico merci della società GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari. Sindacato USB Lavoro Privato.

Sicilia: Sciopero regionale del trasporto merci conto terzi dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile 2026. Categoria: autotrasporto c/terzi. Sindacato: Comitato Trasporto Siciliano.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Milano, Pavia, Monza, Brianza, Lodi (Lombardia): Sciopero di 4 ore (08.45-12.45) del personale Addabus per il trasporto pubblico locale. Sindacati OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nello Stretto di Messina (Sicilia): Sciopero marittimo di 8 ore (09.01-17.01), personale Blujet. Sindacati OSP FILT-CGIL, UILT-UIL.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana): Sciopero nel trasporto pubblico locale di 4 ore (13.00-17.00), personale Gest di Firenze. Sindacato Osp Cobas Lavoro Privato.

Sciopero 20 aprile 2026

Italia: Sciopero nazionale nel settore trasporto merci dal 20 al 25 aprile (144 ore, dalle 00.00 del 20/4 alle 24.00 del 25/4). Categoria: Fermo Nazionale Servizi Autotrasporto Merci. Sindacato TRASPORTOUNITO.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio): Sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale Cialone Tour di Frosinone. Sindacato USI CTS.

Sciopero 23 aprile 2026

Calabria: Sciopero di 8 ore (10.00-17.59) nel settore ferroviario, personale RFI – Sala Circolazione e Orario di Reggio Calabria e Unità Circolazione Calabria. Sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia): Sciopero di 8 ore per il personale Soc. Gruppo ATM di Milano (ATM e NET Trezzo 8.45-15.00, NET Monza 14.50-termine servizio 18.50, Funicolare Como Brunate 8.30-16.30). Sindacato CONFIAL-TRASPORTI.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia): Sciopero di 4 ore (17.30-21.30), personale Soc. STP di Bari. Sindacati OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli (Campania): Sciopero di 4 ore (8.30-12.30), personale Soc. Air Campania di Napoli. Sindacato OSR USB Lavoro Privato.

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): Sciopero di 24 ore, personale IAS Autolinee. Sindacati RSA FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

Nella città di Firenze (Toscana): Sciopero di 4 ore (17.30-21.30), personale Autolinee Toscane Bacino di Firenze. Sindacato OSP COBAS Lavoro Privato.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 23 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 24 aprile 2026, lungo la rete autostradale italiana i prezzi medi più recenti indicano: benzina self a 1.781 €, gasolio self a 2.118 €, GPL servito a 0.901 € e metano servito a 1.596 € (ultimo aggiornamento disponibile: 23-04-2026). Queste medie riflettono sia la componente industriale sia quella fiscale: la prima comprende il costo della materia prima e il margine lordo della filiera, la seconda somma accise e Iva. Di seguito, il dettaglio dei prezzi e un approfondimento su come si forma il costo alla pompa.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 23-04-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.118 €
Benzina SELF 1.781 €
GPL SERVITO 0.901 €
Metano SERVITO 1.596 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale pagato dagli automobilisti nasce dall’incontro tra componenti industriali e componenti fiscali. La parte fiscale incide per il 58% del prezzo e include accise e Iva: si tratta della quota più rilevante, superiore alla componente industriale, che pesa il restante 42%. All’interno della componente industriale, il costo della materia prima rappresenta circa il 30% del prezzo alla pompa: qui entrano in gioco le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti dei movimenti del mercato globale. Il margine lordo della filiera – che comprende raffinazione, logistica, stoccaggio, distribuzione e la remunerazione del gestore – vale invece circa il 12%. È proprio su questo margine che l’operatore può intervenire per adeguare le condizioni commerciali, tenendo conto di concorrenza locale, volumi, servizi offerti e dinamiche di domanda. In sintesi, quando i listini internazionali salgono o l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, la componente materia prima tende a crescere; viceversa, quando le quotazioni scendono o il cambio è favorevole, il costo industriale può ridursi. La fiscalità, essendo prevalentemente regolata per legge, resta la quota più stabile, salvo modifiche normative su accise o aliquote Iva.

Il prezzo del gasolio segue logiche simili, ma con pesi differenti tra le componenti. La parte fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima pesa circa il 45% del prezzo finale: come per la benzina, è influenzato dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dall’andamento del cambio euro/dollaro, poiché i prodotti sono valutati in dollari sui mercati globali. Il margine lordo – che copre trasformazione, logistica, rete di distribuzione e remunerazione commerciale – vale attorno al 10% ed è l’area su cui gli operatori possono agire con maggiore prontezza, modulando i listini in funzione della concorrenza locale, dei costi operativi e dei volumi di traffico. La diversa ripartizione tra parte fiscale e industriale rende il gasolio più sensibile alle oscillazioni della materia prima rispetto alla benzina: variazioni delle quotazioni o del cambio possono quindi riflettersi con rapidità sul prezzo alla pompa. Anche in questo caso, le imposte restano relativamente stabili nel breve periodo, mentre i margini e il costo del prodotto seguono più da vicino le dinamiche del mercato e della domanda effettiva.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.742 per la benzina, 2.070 per il diesel, 0.809 per il gpl, 1.588 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.064
Benzina SELF 1.738
GPL SERVITO 0.795
Metano SERVITO 1.516

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.083
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.565

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.767
GPL SERVITO 0.857
Metano SERVITO 1.757

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.079
Benzina SELF 1.756
GPL SERVITO 0.832
Metano SERVITO 1.645

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.066
Benzina SELF 1.744
GPL SERVITO 0.777
Metano SERVITO 1.541

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.068
Benzina SELF 1.734
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.549

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 1.746
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.547

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.056
Benzina SELF 1.732
GPL SERVITO 0.788
Metano SERVITO 1.693

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.066
Benzina SELF 1.739
GPL SERVITO 0.871
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.064
Benzina SELF 1.727
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.559

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.055
Benzina SELF 1.727
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.529

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.078
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.064
Benzina SELF 1.724
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.570

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.074
Benzina SELF 1.750
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.639

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.083
Benzina SELF 1.741
GPL SERVITO 0.859

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.077
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.071
Benzina SELF 1.734
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.602

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.080
Benzina SELF 1.744
GPL SERVITO 0.807
Metano SERVITO 1.554

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.064
Benzina SELF 1.740
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.547

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.071
Benzina SELF 1.743
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.054
Benzina SELF 1.727
GPL SERVITO 0.796
Metano SERVITO 1.513

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Renault Twingo E Tech Electric conquista il Car Design Award 2026

Torna a far parlare di sé la Renault Twingo. Nata negli anni Novanta, è ripartita più forte che mai e, in versione elettrica, si riprende il centro della scena con il prestigioso Car Design Award 2026. Mentre la Design Week raggiungeva il suo culmine, Laurens Van den Acker, Chief Design Officer di Renault Group, ha ritirato il premio durante una cerimonia all’ADI Design Museum di Milano, tenendo una masterclass su quanto lo stile possa influenzare le nuove rotte della mobilità sostenibile.

Il trionfo tra le auto di produzione

Da tradizione annuale, la giuria internazionale del Car Design Award, composta da alcuni dei nomi più autorevoli del giornalismo automotive mondiale, stabilisce i migliori progetti secondo tre categorie: Concept Cars, Production Cars e Brand Design Language. L’organo giudicante decreta quale visione creativa ha saputo unire maggiormente coerenza stilistica e lettura delle mutazioni culturali del nostro tempo e, nell’edizione 2026, la Renault Twingo E-Tech Electric ha sbaragliato la concorrenza nella categoria Production Cars. Alla Casa francese viene riconosciuto il merito di aver ricondotto ai fasti gloriosi un nome mitico, evitando la trappola del “retrò a tutti i costi”.

I giurati motivano così il verdetto:

“Fortemente identitario, il design vivace di Twingo E Tech Electric unisce con intelligenza stile, simpatia e accessibilità. È una city car capace di trasformare il piccolo formato in un autentico statement di stile, evocando con gusto la forma monovolume della Twingo originale per conquistare sia chi l’ha vissuta negli Anni ’90 sia chi la scopre oggi.â€

Al di là dell’estetica, il trionfo attesta come Renault sia riusciva a salvare l’anima “pop” della Twingo originale. Con semplicità e un pizzico di emozione la quattro ruote d’oltralpe torna a colorare le strade a prezzi di listino democratici, abbattendo la barriera che spesso separa il design d’autore dal grande pubblico.

Non era facile riproporre la sagoma da monovolume tascabile, che nel 1992 fece innamorare con i suoi fari “a ranocchio” e uno spazio interno sorprendente in rapporto alle dimensioni esterne. Eppure, il Centro Stile ha azzeccato ogni ingrediente: la pulizia delle linee e l’aggiunta di tecnologie di ultima generazione arricchiscono la Twingo E-Tech Electric, ed è ora lei il nuovo metro di paragone per muoversi tra le affollate vie urbane in modo agile. Alla faccia di chi incolpa i mezzi elettrici di poca personalità.

Un futuro elettrico che parla al cuore

Seminare la concorrenza tra le auto di produzione ai Car Design Awards a Milano, nel corso della Design Week, porta un ulteriore significato: il futuro della mobilità a zero emissioni non deve necessariamente essere freddo o asettico. Si può restare fedeli a una storia, trasformando la necessità della transizione energetica in un’opportunità per ridisegnare il piacere di muoversi lungo le nostre strade.

Con il trofeo messo in bacheca, Renault conserva la sua posizione di leader nel definire il volto delle città di domani. La Twingo è rinata, pronta a conquistare l’attuale generazione di automobilisti con la stessa ricetta di trent’anni fa: intelligenza, accessibilità e quella simpatia contagiosa che, a quanto pare, non passa mai di moda.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 05:30:38 +0000
News n. 16
Che auto guida Claudio Bisio, l’attore preferisce la solidità alla forza bruta

Il divismo non fa per lui. Tra Claudio Bisio e le auto il legame è nato quando l’attore e comico era ancora uno sconosciuto, con tanta voglia di imparare e pochi mezzi economici a disposizione. Sul set di Uno sbirro in Appennino veste i panni del commissario Vasco Benassi e, anche se l’arte della risata è di solito il sul mestiere, con il personaggio sembra condividere l’affidabilità, la stessa richiesta alle vetture che guida.

Il comfort e lo spazio del SUV svedese: quanto vale

Claudio Bisio si muove su una Volvo XC90, come raccontato in un’intervista pubblicata anche sul suo sito ufficiale. Gli interessa poco apparire, preferisce arrivare, possibilmente nel massimo comfort e qui entra in scena il SUV premium della Casa svedese, dotata di un minimalismo da buona nordica. Sulla piattaforma SPA l’ultima generazione offre sette posti a bordo e, nella versione T8 plug-in hybrid (PHEV), il motore 2.0 turbo arriva a sviluppare circa 455 CV combinati, per uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 5,4 secondi. Tuttavia, alla macchina Bisio chiede soprattutto la capacità di “digerire” sia i lunghi trasferimenti autostradali sia gli sterrati delle colline toscane. A listino, la XC90 supera di slancio gli 80.000 euro e l’usato recente resta stabile sopra i 30–40 mila.

Sembra di non sentire volare una mosca sulla XC90, una poltrona veloce intelligente nella gestione degli spazi e ben attrezzata sul versante tecnologico, pregi utili per uno come Claudio, che lega l’automobile al teatro e agli spostamenti continui tipici di una tournée. Qualunque sia il fondo la trazione integrale AWD risponde presente e i sistemi di assistenza evoluti forniscono adeguata protezione agli occupanti. Se vuoi scacciare lo stress alla guida, la Volvo può essere la scelta giusta, permettendo al conducente di concentrarsi sulla destinazione.

Il mito italiano tenuto fino allo sfinimento

E nei ricordi di Claudio Bisio quale auto “bussa”? Un mito italiano, accessibile nel prezzo e poco impegnativo da gestire: la Fiat 127 è stata la sua prima “alleata a quattro ruote”, un’utilitaria dal colore beige, che il 69enne ricorda di aver tenuto fino allo sfinimento meccanico. Protagonista degli anni Settanta e prodotta fino al 1987, la 127 sparigliò le carte grazie alla trazione anteriore e a un’abitabilità incredibile in rapporto ai piccoli ingombri. Con un motore da 903 cc e appena 45 CV, ti dava modo di muoverti in maniera intelligente e parca. Il peso di appena 700 kg aiutava a limitare i consumi e oggi, anche da storica, si muove su cifre contenute, spesso tra i 4.000 e gli 8.000 euro, lontanissime dal mondo premium in cui si è ritrovato dopo.

Lo spirito pragmatico di Claudio Bisio in auto lo avvicina al commissario Benassi interpretato in Uno sbirro in Appennino. Negli episodi di giovedì 23 aprile in prima serata su Rai Uno, intitolati Il killer dei ladri e La resa dei conti,  ci saranno altri casi complessi da risolvere e fantasmi del passato nel borgo di Muntagò. Ruvido e segnato dai dispiaceri della vita, il personaggio fa della solidità un punto di forza. Poco importa che si tratti di finzione televisiva o di una reale trasferta di lavoro: per l’attore milanese il volante resta uno strumento di precisione.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 19:00:15 +0000
News n. 17
Alfa Romeo Spider, il mito compie 60 anni: l’eredità della Duetto rivive ad Arese

Più che trasportare persone, trasportava sogni. L’Alfa Romeo Spider, per tutti semplicemente la Duetto, appartiene indiscutibilmente alla leggenda. Nata nel fermento degli anni Sessanta, ha riscosso successo commerciale, ergendosi a manifesto del lifestyle italiano in tutto il mondo.

In tre decenni di storia del costume oltrepassò i confini, fino a stregare Hollywood, e tuttora rimane il modello più longevo e amato della Casa del Biscione. Sessant’anni dopo il debutto folgorante al Salone di Ginevra 1966, la sua silhouette inconfondibile fa di nuovo inchinare il mondo automobilistico al Museo di Arese.

La sfilata sulla pista storica

Il compleanno della Spider non poteva che essere un evento corale. Lo scorso 19 aprile centinaia di collezionisti da ogni parte d’Europa si sono dati appuntamento per sfilare sulla pista storica. In una giornata tinta di quel Rosso Alfa simbolo di passione, le auto dei privati hanno reso omaggio al prestigio e al fascino del costruttore, ma è soltanto l’inizio perché, fino a dicembre 2026, il Museo ospita la mostra temporanea “Spider è Alfa Romeo”, un progetto espositivo dinamico e unico nel proprio genere. Quattro fasi tematiche compongono la mostra, una dedicata a ogni serie del modello, dove gli esemplari della collezione ufficiale sono affiancati da quelli dei privati.

Nel 1966, l’Alfa Romeo cercava l’erede della Giulietta Spider, l’auto in grado di far battere il cuore agli americani, e, ancora una volta, la sfida fu affidata al genio di Pininfarina. L’atelier torinese si mise al lavoro sulla base meccanica della Giulia Sprint GT, ne accorciò il passo a 2.250 mm, e pensò a mantenere intatto il DNA prestazionale che rendeva le Alfa Romeo delle “macchine da corsa in abito da sera”.

Dai bozzetti nacque la 1600 Spider: bassa e raccolta, aveva le estremità arrotondate e una fiancata scavata da lunghi solchi laterali, un dettaglio di stile che le donava slancio anche da ferma. A spingerla il mitico bialbero Alfa Romeo, una dal rombo inconfondibile e dalle prestazioni che, grazie al peso piuma di 990 kg, permettevano di toccare i 185 km/h.

In occasione del lancio americano, l’Alfa optò per un ingresso scenografico, sulla turbonave Raffaello, da Genova a New York. Davanti a 1.300 VIP, tre Spider brillavano sul ponte, pronte per essere testate durante la traversata, e l’intuizione diede gli effetti sperati: la Duetto divenne all’istante un’icona pop, consacrata l’anno successivo dal film Il Laureato, con un giovanissimo Dustin Hoffman al volante.

Le quattro generazioni

In 28 anni di produzione ininterrotta (1966-1994) e oltre 124.000 esemplari, la Spider ha avuto il merito di rinnovarsi senza mai tradire sé stessa. La mostra di Arese ne celebra l’evoluzione a partire dalla prima serie, “L’Osso di Seppia: caratterizzata dalla coda tonda e convessa, è l’ultima opera supervisionata direttamente da Battista “Pinin” Farina e oggi riscuote le preferenze dei collezionisti per la sua purezza formale.

In ossequio alle teorie aerodinamiche di Kamm, il secondo capitolo vide la coda “tagliata” di netto, in quella che rimane la generazione più longeva e venduta, grazie anche a versioni leggendarie come la Niki Lauda Special Edition. Il terzo atto, in pieno anni Ottanta, portò spoiler e appendici pronunciate, attirando qualche critica dai puristi, prima di essere consacrata a espressione massima di un’estetica audace e tecnologica. Infine, l’ultima serie decreta un ritorno alle origini, a linee pulite e a paraurti integrati nel corpo vettura, il canto del cigno culminato nella Commemorative Edition dedicata al mercato Usa. La chiusura di un cerchio quasi trentennale.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 13:17:36 +0000
News n. 18
Mercato auto, primo trimestre 2026 positivo per l’Europa grazie a un ottimo marzo

Il primo trimestre del 2026 si chiude in positivo per il mercato europeo e il merito è, in buona parte, di un mese di marzo caratterizzato da una forte crescita, nel confronto con i dati dello scorso anno. A guidare la crescita sono, ancora una volta, le vendite delle auto elettriche e delle auto ibride plug-in. Andiamo ad analizzare i dati forniti da ACEA che fotografano, al meglio, l’andamento del mercato auto nel corso della prima parte del 2026.

Un mese di marzo molto positivo

Come anticipato in apertura, è stato il mese di marzo a contribuire in modo determinante ai risultati del trimestre, dopo i risultati non straordinari registrati tra gennaio e febbraio. I numeri parlano chiaro: nel corso del terzo mese dell’anno sono state vendute 1,158 milioni di unità con un incremento del 12,5% rispetto ai dati del mese di marzo dell’anno passato. Da segnalare, in particolare, il contributo delle auto elettrificate:

  • le ibride sono cresciute del 20,1%, con un totale di 444 mila unità vendute;
  • le ibride plug-in (non comprese nel totale precedente) sono cresciute del 28,2%, con un totale di 105 mila unità vendute;
  • le elettriche sono cresciute del 48,9%, con un totale di 234 mila unità vendute.

Contestualmente, calano le vendite di auto benzina (-9,4%) e diesel (-12,3%). Si tratta di un trend che va avanti già da tempo e che abbiamo analizzato nel dettaglio in un recente approfondimento sulle immatricolazioni in Europa divise per alimentazione.

Questi dati si riferiscono al mercato Ue. Considerando anche i Paesi Efta e il Regno Unito, il trend non cambia. Il mese di marzo si è chiuso con 1,58 milioni di veicoli venduti e con un incremento dell’11,1% su base annua. Le elettriche registrano un ottimo +41,7% mentre le ibride plug-in fanno segnare un +31,9%.

Un trimestre in crescita

Grazie alle performance di marzo, il primo trimestre del 2026 si chiude in positivo per il mercato delle quattro ruote in Europa. Analizzando tutto il mercato Ue, infatti, sono state vendute 2,822 milioni di automobili con un incremento del 4% su base annua. Da segnalare che il mercato italiano batte quello europeo in termini di crescita percentuale: nel nostro Paese, infatti, le vendite sono aumentate del 9,2%.

Anche in questo caso, la crescita del mercato è legata a doppio filo all’andamento delle auto elettrificate. Ecco i dati trimestrali:

  • le ibride sono cresciute del 12,8%, con un totale di 1,089 milioni di unità immatricolate;
  • le ibride plug-in (non comprese nel totale precedente) sono cresciute del 29,7%, con un totale di 268 mila unità vendute;
  • le elettriche sono cresciute del 32,5%, con un totale di 546 mila unità vendute.

Considerando tutto il mercato europeo, quindi comprendendo anche i dati Efta e UK, le vendite salgono a 3,52 milioni con un incremento del 4,1%. Le elettriche crescono del 26,2% mentre le ibride plug-in del 32,4%.

Stellantis batte il mercato

Dando uno sguardo alle vendite dei gruppi, nel corso del trimestre (tenendo in considerazione i dati Ue + Efta + UK), il mercato è guidato da Volkswagen con 891 mila unità vendute e un incremento dell’1,4% su base annua. Il gruppo tedesco ha una quota di mercato del 25,3%. Seconda posizione per Stellantis che ha venduto 563 mila vetture in Europa, con un incremento del 7,3% (dato superiore alla media del mercato) e un market share del 16%. Terza piazza per Renault, con 318 mila veicoli  e un calo del 7,4%.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 13:00:27 +0000
News n. 19
Gomma a terra, come gonfiarla in emergenza con gli strumenti giusti

Ritrovarsi con la gomma dell’auto a terra è sempre un evento spiacevole e se ne farebbe volentieri a meno. Purtroppo, però, può capitare e, se non si sa come comportarsi, può essere difficile trovare una soluzione nell’immediato. Niente paura però, esistono degli strumenti economici, comodi e veloci da utilizzare, per gonfiare la gomma in emergenza, permettendoci di raggiungere il gommista più vicino in modo sicuro.

Cosa fare se la gomma è a terra

Se si percepisce qualcosa che non va alla guida, meglio rallentare gradualmente fino a fermarsi in condizioni di sicurezza. Non bisogna proseguire nel viaggio, compromettendo le prestazioni della vettura e rischiando di rovinare l’intera ruota.

Una volta fermata l’auto, bisogna attivare le luci di emergenza e, se occorre, posizionare il triangolo di emergenza (50 metri dal veicolo su strada normale e 100 metri sulle autostrade), indossando anche il giubbetto catarifrangente.

Si passa poi a controllare la condizione della gomma per capire se è solo sgonfia, intervenendo con un gonfiaggio di emergenza, oppure se sono presenti forature o segni di danneggiamento che richiedono la sostituzione con la ruota di scorta o la richiesta di soccorso stradale.

Nel controllo, meglio dare un’occhiata anche allo stato degli altri pneumatici, per scongiurare altri problemi, e lo stato delle valvole. Se difettose, infatti, occorrerà una loro sostituzione presso un gommista. Se la gomma è solo sgonfia e abbiamo la strumentazione a disposizione, si può misurare la pressione con un manometro per comprendere l’entità della variazione e poi procedere al gonfiaggio.

Le soluzioni economiche per gonfiarla velocemente

La condizione importante per poter svolgere l’operazione in sicurezza è quella di stabilizzare l’auto, specialmente se la strada è inclinata e il terreno accidentato, inserendo il freno a mano.

Si procede poi a gonfiare la ruota utilizzando uno dei diversi strumenti a disposizione: i più facili ed economici da utilizzare sono il kit di gonfiaggio d’emergenza, la bomboletta spray “gonfia e ripara†oppure, se disponibile, un mini compressore d’aria portatile.

In alternativa si può utilizzare quello presente nelle stazioni di servizio, e sarebbe sempre meglio, se possibile, effettuare il gonfiaggio a freddo, per evitare che il calore condizioni l’esattezza della misurazione della pressione.

Vediamo le caratteristiche dei diversi strumenti e come si utilizzano.

Il kit di gonfiaggio di emergenza

Il kit di emergenza comprende un piccolo compressore da 12V (da collegare all’accendisigari o alla presa elettrica) e una bomboletta spray sigillante. Spesso è presente nei modelli di auto più recenti, in sostituzione della ruota di scorta, e si trova riposto all’interno del bagagliaio.

Il kit è ideale in caso di piccole forature (non superiori ai 6 mm di larghezza) e consente di percorrere alcuni chilometri, in modo da poter raggiungere tranquillamente il gommista più vicino.

Per usarlo si collega la bomboletta con il sigillante al compressore, a sua volta collegato alla sorgente di energia elettrica. Dopo di che, si svita il cappuccio della valvola della ruota e si collega al compressore che, una volta azionato, immetterà all’interno della gomma un mix di aria e componente sigillante. Questo si spargerà all’interno dello pneumatico andando a riempire eventuali forature. Dopo l’utilizzo, bisogna ricordarsi di sostituire la bomboletta contenente il sigillante con una nuova e di controllare la data di scadenza della stessa.

La bomboletta spray “gonfia e riparaâ€

La bomboletta spray “gonfia e ripara†rappresenta un dispositivo economico, con un utilizzo semplice e veloce. Funziona come il kit di emergenza, ma senza bisogno del compressore.

In commercio esistono due tipologie di bombolette in base al materiale contenuto: il lattice, che si indurisce all’interno della gomma per sigillare la perdita, oppure la schiuma espansiva, che riempie la gomma di materiale chiudendo la foratura.

Per l’uso è sufficiente agitare la bomboletta, svitare il tappo della valvola e applicare la bomboletta sulla valvola. Dopo di che si spruzza il prodotto all’interno della gomma e, terminata la procedura, si avvita nuovamente il tappo sulla valvola.

Questa soluzione è molto comoda, facile da trasportare e adatta per le piccole forature (fino a 6 mm di larghezza) ma, anche lei, non rappresenta una riparazione definitiva. Ci consente di effettuare un ripristino d’emergenza, di gonfiare la gomma e di arrivare sani e salvi dal gommista.

Che si utilizzi l’una o l’altra soluzione, occorre ricordare di procedere a una velocità moderata e, dopo la riparazione o la sostituzione della ruota, di verificare il corretto funzionamento delle valvole con i sensori di pressione TMPS, oltre a quello dei dispositivi ADAS collegati.

Il mini compressore portatile

Uno strumento molto utile, da tenere sempre in macchina, è il mini compressore portatile da 12V che può essere collegato all’accendisigari presente in auto. Con questo apparecchio si può procedere a un gonfiaggio rapido: basta collegarlo alla presa e poi alla valvola della gomma e procedere con l’operazione fino al raggiungimento della pressione desiderata. Solitamente, l’apparecchio è dotato di un manometro per controllare il valore della pressione.

Stazione di servizio

In alternativa, se la stazione di servizio è molto vicina, possiamo utilizzare il compressore presente e a disposizione degli automobilisti.

Vediamo come procedere:

  • si parcheggia vicino al compressore, si spegne la macchina e si inserisce il freno a mano;
  • si fanno scendere dalla vettura gli eventuali passeggeri presenti;
  • si impostano i valori corretti per il gonfiaggio della ruota;
  • si svita la valvola dello penumatico e si inserisce il tubo del compressore per l’erogazione dell’aria;
  • finita l’operazione, si riavvita la valvola e si verifica se è necessario un pagamento per l’utilizzo del compressore.

Un consiglio finale per svolgere l’operazione in maniera impeccabile: finito il gonfiaggio di emergenza della gomma, non bisogna dimenticare di controllare anche le condizioni della ruota di scorta, in modo da trovarla pronta in caso sia necessaria la sostituzione.

Il controllo della pressione delle gomme va anche sempre effettuato quando l’auto è a pieno carico, con i valori indicati nel libretto per questa condizione, e prima di affrontare un lungo viaggio. Così si potrà avere una guida pienamente confortevole e in completa sicurezza.

Pressione gomme errata: cosa succede

La pressione delle gomme dovrebbe sempre essere conforme ai valori indicati sul libretto d’uso del veicolo o sull’adesivo posto sul montante della portiera.

Una leggera oscillazione dei valori è ragionevole ma se i valori sono troppo alti o troppo bassi rispetto a quelli indicati, possono esserci delle conseguenze importanti sulla stabilità della vettura. Inoltre, una pressione insufficiente o scorretta, oltre alle dirette conseguenze sulla sicurezza, può comportare anche un’usura difforme e prematura delle gomme.

Se la pressione è troppo bassa possono, infatti, verificarsi queste condizioni:

  • un aumento del consumo di carburante, per lo scarso rotolamento della ruota;
  • un’usura irregolare e più rapida;
  • una scarsa tenuta di strada con possibile perdita del controllo del mezzo;
  • un possibile surriscaldamento della gomma, dovuto alla deformazione dello pneumatico;
  • un maggiore inquinamento causato dal consumo elevato.

Allo stesso modo, una pressione troppo alta può avere importanti conseguenze: una minore tenuta di strada su manti stradali bagnati e, anche qui, un’usura irregolare, soprattutto nella parte centrale della gomma, con un rischio maggiore di forature.

I moderni sistemi di monitoraggio della pressione TPMS offrono un valido sostegno nell’individuazione di eventuali problemi, tuttavia non sostituiscono il classico controllo manuale alla pressione delle gomme, da effettuare regolarmente.

Perché le gomme si sgonfiano: le cause principali

L’abbassamento della pressione delle gomme è un fenomeno assolutamente normale dovuto a diverse condizioni. Le cause principali della variazione sono:

  • le sollecitazioni ricevute e il peso da sostenere;
  • i materiali, soggetti a usura nel tempo;
  • gli sbalzi termici da sostenere tra le diverse stagioni;
  • le eventuali forature, causate da chiodi, o crepe che possono verificarsi nel tempo;
  • la presenza di valvole difettose o l’assenza del cappuccio della valvola che non permette l’ermeticità della chiusura.

Se però i valori sono molto differenti da quelli indicati o, peggio, la gomma è a terra, è il caso di intervenire tempestivamente, senza trascurare il problema.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 12:11:51 +0000
News n. 20
Ecco i veri motivi dei test privati Ferrari sul circuito di Monza

La Ferrari archivia i test privati di Monza snobbando il cronometro per concentrarsi sulle vere priorità tecniche della SF-26. Il lavoro in pista è stato interamente dedicato alla correlazione dati con il simulatore e allo sviluppo del sistema ibrido, passaggi cruciali per questa F1 2026. Un approccio pragmatico e mirato, fondamentale per presentarsi al prossimo appuntamento di Miami con solide certezze ingegneristiche.

Pragmatismo e raccolta dati: la vera natura del test brianzolo

Il lavoro in pista della Ferrari nel filming day ha restituito l’immagine di una squadra dai volti distesi e dall’atmosfera rilassata. Tuttavia, dietro l’apparente serenità di tecnici e piloti si cela la consapevolezza di dover domare una complessa sfida ingegneristica imposta dai rigidi regolamenti del 2026. L’uscita brianzola della scuderia non aveva alcuna velleità legata al cronometro.

Per inquadrare correttamente il valore di questo test privato, è imperativo sgombrare il campo da facili illusioni. La SF-26 scesa in pista non prefigura una fantomatica “Versione B” della monoposto. E allo stesso tempo, attendersi un salto di rendimento epocale già dal Gran Premio di Miami, in calendario per la prima settimana di maggio, equivarrebbe a un errore di prospettiva.

Questo marcato pragmatismo non nasce da una mancanza di fiducia verso le potenzialità di Maranello, bensì dalla natura stessa del piano di sviluppo: un approccio metodico, studiato da tempo, che mira a correggere e affinare progressivamente il comportamento dinamico dell’auto. In un’annata che segna l’alba di una rivoluzione normativa particolarmente insidiosa.

Scenario dove sbagliare la direzione di sviluppo significherebbe bruciare tempo vitale. Pertanto, lanciarsi in speculazioni matematiche sui presunti decimi guadagnati risulta un esercizio fuorviante, considerando che gli stessi ingegneri necessitano di tempo per decifrare i reali benefici del pacchetto. Atteniamo la Florida per dissipare dubbi e analizzare gli update della rossa.

L’incognita dell’ala “Macarena” e l’importanza del simulatore

Le medesime logiche di prudenza si applicano ai presunti vantaggi velocistici attribuiti all’ala “Macarena”. Le chiacchiere relative al tempo sul giro guadagnato vanno azzerate; la priorità assoluta per questa soluzione ribaltabile è garantirne il corretto funzionamento teorico. D’altra parte, andavano risolti in via definitiva gli scompensi di stabilità che hanno negativamente condizionato la vettura nelle libere della trasferta in Cina.

Questo primo test privato della stagione, di fatto, aveva come mandato principale la correlazione tra l’asfalto e l’ambiente simulativo: un classico in Formula 1. Si è trattato di una raccolta dati nevralgica, essenziale per aggiornare i modelli matematici e calibrare il simulatore, strumento sul quale verranno investite innumerevoli ore di lavoro nei giorni che dividono la Rossa dalla Florida, in attesa della concessione FIA alla Ferrari per l’ADUO.

Pur operando con i fisiologici vincoli di una sessione promozionale, a partire dall’obbligo di utilizzare gomme demo, l’obiettivo è presentarsi a Miami con un quadro analitico il più fedele possibile alla realtà. Essere in grado di svezzare fisicamente i nuovi componenti è cosa buona preziosa, ma solo le prove libere forniranno un responso inappellabile. Fino a quel momento, il lavoro sarà dominato dal processamento dei calcoli.

La sfida dell’ibrido e la prova del nove a Miami

La scelta tecnica della pista brianzola è stata chirurgica da parte della Rossa. l tracciato offriva il banco di prova ideale per raccogliere informazioni decisive sulla resistenza aerodinamica (drag) generata dal corpo vettura e per eseguire uno studio severo sull’impiego dell’energia. D’altra parte sappiamo come le fasi di harvesting e deployment abbiano rappresentato un nodo critico per la Rossa nei primi tre Gran Premi.

L’urgenza di questo lavoro sull’ibrido è stata dettata anche dal recente intervento normativo della FIA, che ha abbassato il tetto di energia disponibile per giro da 9 MJ a 7 MJ. Un cambio che impone una complessa ricalibrazione dei software di gestione, al fine di ottimizzare la potenza recuperata dal moto-generatore MGU-K. Sappiamo che tra le fila del Cavallino filtra un motivato ottimismo.

Le sensazioni a caldo sulle modifiche implementate e le risposte del sistema ibrido sono positive, insomma. Tuttavia, la reale validazione avverrà esclusivamente in Florida, quando il giudizio soggettivo dovrà per forza di cose cedere il passo ai riscontri oggettivi e inequivocabili del tracciato. Tutto il resto, fuori da quel perimetro, rientra nella sfera delle semplici speculazioni da paddock.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 11:35:36 +0000
News n. 21
Renault Clio, nuovo motore bifuel con super autonomia

La gamma Clio si arricchisce con l’arrivo del nuovo motore Eco‑G 120 CV EDC, motorizzazione bifuel benzina/GPL. I tecnici francesi puntano sull’efficienza, con emissioni di COâ‚‚/km a partire da 105 g, regalando una opzione in più per un notevole piacere di guida, con il cambio automatico a doppia frizione EDC.

Ampliando le scelte dei clienti rispetto alle opzioni termiche e ibride, disponibili al lancio all’interno della gamma, la Clio diventa ancora più attraente per chi ragiona anche su consumi bassi e lunghe percorrenze. Grazie all’alimentazione bifuel benzina/GPL e alla presenza di due serbatoi separati, la Clio Eco‑G 120 garantisce versatilità anche nella sfide quotidiane e un’autonomia totale fino a 1.450 km. Renault, anche con il brand Dacia, ha continuato a investire sulle pratiche soluzioni GPL, rendendo le gamme attrattive sia per clienti privati che professionali.

Tecnologia al servizio dell’efficienza

In un mondo che corre veloce e in cui i prezzi dei carburanti continuano a salire, la nuova motorizzazione Eco‑G 120 completa l’offerta Clio attribbuendo maggiore flessibilità e resa sul lungo periodo. Derivata dal motore turbo benzina a iniezione diretta, la soluzione unisce prestazioni equilibrate, semplicità ed accessibilità per ridurre le emissioni di COâ‚‚.

Cosa cambia rispetto al motore GPL di Clio 5 (Eco-G 100)? Il nuovo Eco-G 120 vanta sviluppi tecnici che gli permettono di avere 20 CV in più, ovvero una potenza di 120 CV ed una coppia massima di 200 Nm (con un incremento di 30 Nm). La novità è disponibile con cambio automatico a doppia frizione (EDC), ma a sorprendere sono i consumi da 6,5 l/100 km con emissioni di CO₂ a partire da 105 g/km, in modalità GPL, mentre, in modalità benzina, Clio Eco‑G 120 vanta un consumo di 5,4 l/100 km con emissioni di CO₂ pari a 123 g/km.

Nuovo motore Renault Clio
Ufficio Stampa Renault
Nuovo motore Renault Clio bifuel benzina/GPL

Evoluzione tecnica

La trasmissione automatica di tipo EDC presenta un’architettura a doppia frizione che consente di effettuare cambiate repentine senza interruzione di coppia. Questa evoluzione tecnologica offre grande fluidità a livello di funzionamento e un super comfort, indipendentemente dallo stile di guida adottato. Le levette al volante permettono un controllo manuale diretto, in base alle esigenze del guidatore.

Il serbatoio GPL è installato al posto della ruota di scorta, per cui non ha alcuna una incidenza sul serbatoio della benzina né sul volume del bagagliaio. La sesta gen della Clio, svelata l’8 settembre 2025 durante il Salone dell’automobile di Francoforte, con questa nuova motorizzazione scatta da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi.

In modalità GPL, la nuova Clio Eco-G 120, produce in media il 10% in meno di emissioni di COâ‚‚ rispetto alle motorizzazioni benzina equivalenti, con un serbatoio GPL che passa da 40 a 50 litri (+25%). Insieme al serbatoio benzina da 39 litri, l’autonomia totale è salita fino a 1.450 km.

L’esperienza del brand francese nella tecnologia bifuel benzina/GPL si basa su uno storico know-how industriale. La robustezza dei motori a combustione interna (1,2 litri turbo a 3 cilindri) unita alla convenienza del GPL rappresenta una soluzione impeccabile per chi al volante trascorre molte ore al giorno in giro in città e in tragitti extraurbani. Ordini aperti dal 22 aprile, con le prime consegne ai clienti previste prima dell’estate. Prezzo di listino a partire da 20.900 euro chiavi in mano.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 10:02:22 +0000
News n. 22
Fiat Topolino Sport Edition, debutto con stile alla Milano Design Week

La Casa torinese ha preso parte alla Milano Design Week 2026 con CIAO FUTURO!, uno spazio incentrato sulla visione della mobilità urbana 2.0. Come saranno le auto compatte della nuova era? Il quadriciclo Topolino ci permette di avere oggi un’esperienza, culturalmente guidata e orientata al design, che strizza l’occhio all’ambiente.

Senza dimenticare le tradizioni, la Fiat Topolino è diventata già un simbolo della rivoluzione green, potendo essere guidata dai 14 anni con patente AM o superiori. Ha una velocità massima limitata a 45 km/h, autonomia di 75 km e si ricarica in meno di 4 ore da una presa domestica.

La versione sportiva aggiunge quel pizzico di vivacità in più, esplicitamente rivolta alla Gen Z (i nati tra il 1997 e il 2012), che amano muoversi con brio tra le trafficate strade delle giungle urbane. Erano presenti all’evento inaugurale Olivier François, CEO di Fiat e Global CMO di Stellantis; François Leboine, Head of Design Fiat; il leggendario designer Giorgetto Giugiaro, Chairman di GFG Style, insieme agli studenti dei tre progetti finalisti di IED Torino e ISIA Roma.

Una sostenibilità accattivante

La Sport Edition si distingue dalle altre varianti della Topolino, tra cui la splendida Corallo, per la presenza di cerchi dal disegno racing, dettagli interni ed esterni a contrasto che richiamano il mondo dello sport heritage e una livrea dedicata con delle strisce tipiche delle auto da corsa. L’entry level della Fiat sarà commercializzata in diverse colorazioni, mentre non ci saranno evoluzioni sul piano tecnico. Le specifiche, infatti, rimangono quelle tradizionali con una batteria da 5,4 kWh. L’arrivo sul mercato è previsto nella seconda metà del 2026.

Il pubblico, nell’ambito dell’installazione CIAO FUTURO! allestita presso Magna Pars nel distretto Tortona, potrà osservare da vicino la vettura a zero emissioni fino al 26 aprile. Lo spazio espositivo milanese mostra il percorso del marchio torinese attraverso tre momenti chiave. Si parte con il passato con la Fiat 500 del 1957 in bella mostra e la Panda degli anni ’80 disegnata da Giorgetto Giugiaro, il presente con la coloratissima Topolino Corallo, e il futuro con la versione sportiva.

Arrivo in Nord America

La Fiat ha deciso di commercializzare il quadriciclo anche negli Stati Uniti, sempre più sensibili alla sostenibilità e in cerca di veicoli elettrici con una forte identità. Focalizzandosi sull’evoluzione della mobilità negli ultimi 50 anni i vertici della Casa piemontese hanno avuto l’idea di far incontrare simbolicamente tre generazioni di designer e farle lavorare su una visione del futuro. Olivier François, CEO di Fiat e Global CMO di Stellantis, ha spiegato:

“Dante Giacosa una volta disse che un’auto dovrebbe essere utile prima ancora che sofisticata, un principio che oggi appare ancora più attuale. L’utilità non si misura solo in numeri, ma nel tempo risparmiato, nello spazio guadagnato, nello sforzo ridotto e nel piacere aggiunto. Nella mia esperienza, il buon design non è solo una questione di stile – è una questione di onestà. Le persone non chiedono auto più grandi o più complesse, ma soluzioni chiare e significative. È qui che Fiat trova il suo vero ruolo: progettare risposte semplici, concrete e oneste che riflettano il modo in cui le persone vivono oggi e il modo in cui le nuove generazioni vivranno domaniâ€.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 08:39:42 +0000
News n. 23
Pedale del freno che affonda, fermare l’auto diventa difficile: cosa fare e costi

Ti è mai successo che, frenando, il pedale vada fino in fondo senza opporre resistenza? È una situazione che mette i brividi, perché senti chiaramente che l’auto non sta rallentando, e la cosa ovviamente fa paura. Quando il pedale arriva a fine corsa, significa che l’olio dei freni non sta più spingendo le pastiglie dei freni con la forza necessaria per fermare le ruote.

Non è un problema di materiale d’attrito consumato, qui il guasto riguarda il circuito idraulico che non riesce più a generare la pressione necessaria a bloccare i dischi.

Posso continuare a guidare?

La mia risposta è netta: “Non ripartire per nessun motivo. Anche se, dopo aver lasciato l’auto ferma, il pedale sembra aver ripreso la sua corsa naturale, si tratta di una condizione di estremo pericolo.

Un impianto frenante che ha manifestato una perdita di pressione non è più affidabile e non ripristina la sua efficienza senza un intervento tecnico specifico. Guidare in queste condizioni comporta rischi che non puoi sottovalutare:

  • la pressione nel circuito può venire a mancare improvvisamente durante la marcia;
  • il calore prodotto dai freni può peggiorare istantaneamente il difetto idraulico;
  • l’integrità del sistema è compromessa e non garantisce più gli spazi di arresto minimi;
  • un malfunzionamento durante un rallentamento improvviso porterebbe a un incidente.

Se il pedale ha toccato il fondo anche solo una volta, l’auto deve essere considerata fuori uso. Non correre rischi inutili, l’unico modo sicuro per movimentare il veicolo è tramite il soccorso stradale, portandolo direttamente in officina per un controllo dell’impianto.

Cosa è successo e quanto costa ripararla

Il difetto nasce da un’interruzione della pressione idraulica. Il colpevole può essere la pompa freni che non tiene più internamente, ma spesso il problema è una perdita esterna, come un tubo flessibile lesionato per la vecchiaia o un cilindretto freno posteriore consumato che perde olio.

In questi casi, il fluido fuoriesce dal circuito impedendo al sistema di andare in pressione e di azionare correttamente i freni. Ecco la stima della spesa complessiva per rimettere l’auto in sicurezza:

  • perdita dai cilindretti: la spesa totale è di circa 250 euro, questa cifra comprende la sostituzione di entrambi i cilindretti e del kit ganasce, che vanno cambiate obbligatoriamente perché l’olio fuoriuscito le imbratta rendendole inefficienti;
  • sostituzione pompa freni: il costo totale varia tra i 270 e i 450 euro. Il range è ampio perché dipende dalla qualità del ricambio e dalla complessità della lavorazione, che può richiedere molte ore di smontaggio per raggiungere il componente;
  • tubi flessibili: per la coppia di tubi anteriori la spesa si aggira tra i 100 e i 180 euro, compresa la manodopera per il montaggio.

A questi importi va sempre aggiunto il costo dello spurgo freni, che oscilla tra i 70 e i 100 euro. È un’operazione fondamentale per eliminare l’aria dall’impianto e, su molte vetture, va eseguita necessariamente tramite test di diagnosi per azionare le valvole del modulo ABS e garantire la corretta messa in strada.

Il consiglio del meccanico

Molti automobilisti ignorano che l’olio dei freni ha una scadenza precisa. Questo liquido è igroscopico, ovvero assorbe l’umidità dell’aria, con il tempo l’acqua accumulata nel circuito danneggia le parti interne e compromette la tua sicurezza. Per evitare di ritrovarti con il pedale a fondo corsa, ecco cosa devi fare:

  • rispetta le scadenze: sostituisci il liquido freni ogni due anni oppure ogni 60.000 chilometri;
  • controlla il livello: una volta al mese verifica che l’olio nella vaschetta sia tra il minimo e il massimo;
  • non rabboccare e basta: se il livello scende, non limitarti ad aggiungere olio, ma è necessario andare in officina perché c’è sicuramente una perdita nel sistema.

Effettuare il cambio dell’olio è un intervento necessario per preservare l’intero sistema frenante, come: la pompa, i cilindretti e il costoso modulo ABS.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 07:56:23 +0000
News n. 24
Smart, torna l’iconica biposto: anteprima mondiale per la Concept #2

Per ora si tratta di una concept car, tuttavia sono bastate poche immagini per accendere l’entusiasmo degli appassionati della Smart Fortwo. La successora racchiude lo spirito della biposto da città più famosa al mondo con l’aggiunta di elementi raffinati. Il brand, sotto il controllo di Mercedes e Geely, ha deciso che era arrivato il momento di lavorare su una evoluzione dell’iconica citycar con un nuovo slogan: “Change of Perspectivesâ€.

La presentazione allo Smart Global Brand Event, tenutosi a Pechino, ha dato una visione inedita della Fortwo. ll concept è concepito per essere alimentato dalla nuova piattaforma ECA, sviluppata da Smart, che alzerà l’asticella delle performance. Con la Concept #2, il marchio prevede un’autonomia fino a circa 300 chilometri e una ricarica rapida in corrente continua dal 10% all’80% in meno di 20 minuti. Il modello vanta funzionalità Vehicle-to-Load (V2L), per garantire uno stile di vita urbano sempre connesso. Un compromesso ideale nei rapidi spostamenti in città e per trovare facilmente parcheggio.

Nate per le metropoli

Le Smart, da sempre, hanno rappresentato la riposta più comoda per una mobilità intelligente nella caotiche città europee. Nella nuova industria 2.0 green il brand tedesco, supportato da un colosso cinese come Geely, vuole ritagliarsi uno spazio maggiore. La gamma attuale non ha fatto faville nel Vecchio Continente e l’arrivo futuro della #2 rappresenterà un successo quasi assicurato, qualora verrà proposta al giusto prezzo.

Durante l’evento a Pechino è stata anche presentata la Smart #6 EHD, la prima berlina fastback premium della gamma, arricchita di tecnologia Electric Hybrid Drive per una lunga autonomia, destinata al mercato cinese. Gli obiettivi della Casa nata da una idea di un dipendente di Mercedes-Benz sono ambiziosi, ma nel Vecchio Continente le proposte elettriche non hanno ancora fatto faville.

Strategia mirata

Per rendere attraente la nuova #2 il progetto è stato sviluppato interamente dal Mercedes-Benz Global Design Team. Adottando un approccio unico definito “Function becomes Fashionâ€, l’ingegneria premium intelligente di Smart si è unita allo stile distintivo del Mercedes-Benz Global Design Team. Sfruttando la presenza Cina e nei mercati internazionali, il marchio proporrà in Europa, a partire dalla metà dell’anno, il servizio clienti Smart care, garantendo un’esperienza semplice e attenta alle esigenze degli utenti. Kai Sieber, Head of Design Smart presso Mercedes-Benz, ha spiegato:

“Crediamo che una citycar debba essere più di una semplice soluzione: deve suscitare emozioni. Portando avanti l’eredità del design iconico della Fortwo, la Concept #2 traduce la nostra forte personalità in una nuova era in cui ‘Function becomes Fashion’. Non si tratta solo di praticità intelligente, ma di una vera estensione dell’identità personaleâ€.

Il linguaggio stilistico è in linea con il modello originario, inserendosi alla perfezione tra la #1 e la #3. La vettura a due posti risulta compatta con una distintiva livrea bicolore bianco opaco e oro caldo, interni con dettagli in pelle di alta qualità ed elementi innovativi su superfici traslucide. Con la tradizionale configurazione con le ruote agli angoli garantisce un raggio di sterzata di appena 6,95 metri e una estetica convincente con gruppi ottici indovinati. La versione definitiva sguscerà nel traffico con stile non passando inosservata.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 07:45:46 +0000
News n. 25
Rinviato l’obbligo di assicurazione Rc per i monopattini: fissata una nuova data

Le direzioni competenti del Mimit e del Mit, esaudendo il desiderio dell’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici (Ania), hanno evidenziato esigenze di natura tecnico-organizzativa, rinviando con una circolare al 16 luglio l’obbligo per i monopattini elettrici di dotarsi di un’assicurazione Rc.

Se da una parte è avvenuta l’inattesa posticipazione, è stata confermata al 16 maggio la scadenza dell’obbligo per i proprietari di dotare i monopattini di un apposito targhino. Sulla Gazzetta Ufficiale, il mese scorso, è stato pubblicato il decreto della Direzione generale per la Motorizzazione per il rilascio del contrassegno da applicare dietro ai monopattini elettrici.

Rimane l’obbligo del targhino

Come funziona? Per il contrassegno basta che ci sia una associazione tra il codice fiscale del richiedente e il codice alfanumerico del targhino. Ciascun identificativo individuerà un proprietario, non associandosi al mezzo come avviene per le auto e le moto. I monopattini, infatti, non presentano un numero di telaio. Per i proprietari di monopattini sono stati previsti 60 giorni di tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni, facendo scattare l’obbligo di targa, e oramai mancano poco più di 3 settimane al 16 maggio.

La dead line rimane così invariata sotto questo aspetto. Sul sito del Mimit sono state pubblicate le Faq riguardanti l’assicurazione obbligatoria per i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Il documento, diffuso in seguito al decreto del 6 marzo 2026, palesa una serie di chiarimenti sulle procedure necessarie per il rilascio dei contrassegni identificativi e per la regolarizzazione delle posizioni assicurative. L’Ania ha palesato alcune criticità tecniche, che non permettono di avere i sistemi informatici operativi per l’emissione delle polizze per il 17 maggio.

Assicurazioni monopattini

Potranno richiedere il contrassegno per poi collegare la polizza tutti i maggiorenni e anche i minori a partire dai 14 anni. Nel caso degli under 18, la domanda dovrà essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale.

Qualora il monopattino fosse utilizzato tra più membri della famiglia, ad esempio genitori e figli maggiorenni, conviene valutare se la polizza Rc Auto copra tutti i conducenti o solo l’intestatario; nel secondo caso, un incidente causato da un familiare, non indicato in polizza, potrebbe non ricevere copertura. Risulta importante visionare le condizioni di polizza prima della sottoscrizione della stessa.

Una polizza garantisce il massimale minimo previsto dalla legge, ovvero 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni di euro per quelli alle cose. Questi valori corrispondono agli stessi minimi del Codice delle Assicurazioni (D.Lgs. 209/2005) già previsti per autoveicoli, moto e ciclomotori. Come funziona il diritto di rivalsa? Quando il conducente viola gravemente le condizioni di polizza o le norme del Codice della Strada, come nel caso di guida in stato di ebbrezza o di uso del veicolo in modo non consentito, bisogna considerare se la polizza prevede clausole di rivalsa.

Nel caso si verifichi una guida senza casco (obbligatorio) o di trasporto non consentito di un passeggero la rivalsa si esercita verso il proprietario o verso il conducente effettivo se diverso, in difetto di previsioni contrattuali alternative. La polizza può prevedere una clausola di rinuncia alla rivalsa da parte della compagnia, che può essere richiesta all’atto della sottoscrizione dell’assicurazione.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 06:51:47 +0000


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