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News n. 1
Quanto costa guidare una supercar in pista, prezzi e circuiti

Si può dire che ogni appassionato sogni di guidare una supercar in pista almeno una volta nella vita, un’attività che di solito si considera estremamente costosa. In realtà esistono diversi modi per scendere in pista in modo più economico, e per farlo bisogna conoscere tutte le variabili che vanno a modificare il prezzo, come la scelta della vettura, del tracciato e il numero di giri acquistati.

La scelta dell’auto

Alla base della scelta c’è ovviamente l’auto, esistono diverse categorie a seconda della potenza e dell’esclusività della vettura. Per divertirsi a basso prezzo in genere si parte da berline sportive come la Giulia Quadrifoglio o due posti come la Porsche Cayman con costi grosso modo contenuti, che variano intorno ai 70 euro al giro. 

Per chi vuole salire di potenza e mettersi al volante di una vera supercar ci sono vetture come la Lamborghini Huracan o la Ferrari 488 con prezzi intorno ai 100 euro al giro, una cifra che di norma include l’assistenza di un istruttore e una copertura assicurativa di base.

Per chi vuole il massimo, non mancano le opzioni ancora più estreme. Alcune aziende mettono a disposizione modelli da oltre 800 CV, come Ferrari 296 GTB o versioni speciali di Lamborghini, con costi che possono arrivare a 140-150 euro a giro. Prezzi importanti, certo, ma proporzionati al valore e alle prestazioni delle vetture coinvolte.

Lunghezza del tracciato

Oltre alla vettura che si sceglie anche il circuito gioca un ruolo fondamentale. Ogni tracciato ha la propria lunghezza e i costi di queste strutture si basano sul consumo di carburante, gomme, freni e tutte le parti deteriorabili. Perciò, oltre al costo di assicurazione e istruttore, la distanza della pista è un fattore determinante per stabilire il prezzo.

Circuiti corti e tecnici come Ortona – che misura 1,6 km al giro – possono partire da 50 euro al giro, mentre alternative come Vairano dove i chilometri sono quasi tre, posso avere prezzi che partono anche da 80 euro, ovviamente a parità di auto.

Poi ci sono i tracciati più lunghi e blasonati, come Monza o Mugello, il prezzo sale ulteriormente non solo per la distanza, ma anche per il prestigio di un circuito usato nel motorsport.

La convenienza in base ai giri

Un altro aspetto da considerare è il numero di giri acquistati. Quasi tutte le aziende propongono pacchetti che rendono il prezzo al giro più conveniente all’aumentare delle tornate. È una formula pensata sia per fidelizzare il cliente sia per permettere al guidatore di prendere confidenza con l’auto e con la pista.

Un solo giro, infatti, spesso non basta per godersi davvero l’esperienza. Tra briefing, uscita dai box e primi metri di adattamento, il tempo vola. Per questo motivo, chi prova una supercar in pista per la prima volta viene spesso consigliato di acquistare almeno tre giri.

Prendendo come esempio una Ferrari 296 GTB, con un prezzo indicativo di 140 euro a giro, un pacchetto da tre giri può abbassare il costo a circa 100 euro per ciascuna tornata. Con cinque giri, si può scendere ulteriormente intorno ai 90 euro a giro. In questo modo l’esperienza diventa più completa e, paradossalmente, anche più conveniente.

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 13:52:08 +0000
News n. 2
Lepas, la nuova piattaforma LEX anticipa una gamma ibrida per l’Europa

Lepas è uno di quei nomi che, almeno per ora, dicono ancora poco al grande pubblico europeo. Eppure dietro questo nuovo brand c’è il Gruppo Chery, uno dei colossi dell’automotive cinese, che ha deciso di giocare una partita ambiziosa sul terreno della mobilità a nuova energia. La carta da visita si chiama LEX: una piattaforma intelligente pensata per veicoli ibridi ed elettrificati, progettata fin dall’inizio per i mercati globali e con un occhio di riguardo all’Europa. Un’architettura tecnica che punta a ridefinire il concetto di guida efficiente e tecnologicamente avanzata.

Niente ansia da ricarica

Uno dei temi centrali della piattaforma LEX è la flessibilità energetica. Lepas ha scelto di non puntare tutto su un’unica soluzione, ma di supportare più tecnologie, con un focus particolare sulle motorizzazioni ibride plug-in. In questo ambito, i numeri sono tutt’altro che secondari: il motore termico raggiunge un’efficienza del 45,79%, un valore molto elevato che si traduce in consumi ridotti fino a 4,9 l/100 km in modalità di mantenimento della carica.

L’obiettivo è offrire un’esperienza di guida elettrificata senza l’ansia da ricarica che ancora frena molti automobilisti. A rafforzare questo approccio ci pensa il sistema di ricarica rapida ad alta tensione a 800V, una soluzione tipica di segmenti premium, che riduce sensibilmente i tempi di rifornimento energetico e avvicina la ricarica elettrica alla semplicità di un pieno tradizionale.

Non manca l’attenzione alle condizioni più estreme. Il sistema a pompa di calore a doppia alimentazione è progettato per funzionare in un range termico molto ampio, arrivando a coprire anche situazioni fino a –40 °C. Un dettaglio che sottolinea la volontà di Lepas di proporre veicoli realmente globali, capaci di adattarsi a contesti climatici e geografici molto diversi.

Tecnologie di ultima generazione

Il cuore tecnologico della piattaforma è l’architettura elettronica ed elettrica EEA 5.1, che consente una gestione avanzata e integrata di tutte le funzioni del veicolo. Tradotto per l’utente finale significa sistemi di assistenza alla guida evoluti ma discreti, pensati per supportare il conducente senza risultare invasivi.

Tra le funzioni più interessanti spiccano l’APA e l’RPA per il parcheggio automatico e da remoto, il VPD per il valet parking e l’H-NOA per la guida assistita in autostrada. Tecnologie che non restano sulla carta, ma sono progettate per adattarsi a un’ampia varietà di scenari reali, dal traffico urbano ai lunghi viaggi.

Il concetto di “guida eleganteâ€, come lo racconta Lepas, passa anche dal comfort sensoriale. LEX integra soluzioni come impianti audio premium, vetri a doppio strato con rivestimento laminato e sistemi di purificazione dell’aria a ioni negativi. Dettagli che contribuiscono a creare un ambiente raffinato e rilassante, in linea con le aspettative di un pubblico sempre più attento alla qualità dell’esperienza a bordo.

La gamma Lepas in arrivo

Tutti i futuri modelli Lepas nasceranno sulla piattaforma LEX. I nomi già annunciati Lepas L8, L6 e L4 anticipano una gamma articolata, capace di coprire diversi segmenti, dall’agilità urbana al lusso elegante. È un primo passo concreto verso l’ingresso di Lepas nel mercato europeo, con una proposta che punta su tecnologia, efficienza e stile.

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 13:00:38 +0000
News n. 3
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

Il 25 gennaio 2026 il traffico sulle autostrade italiane presenta alcune criticità importanti che possono influenzare gli spostamenti soprattutto nelle aree più trafficate. Si segnalano una coda di 1 km sulla tratta Milano-Napoli (A1) tra Calenzano e Aglio per un incidente e rallentamenti dovuti a lavori tra Rimini sud e Rimini Nord sulla A14 in direzione Bologna. Inoltre, si registrano code presso la dogana svizzera sulla A9 in direzione Svizzera.

Ecco una mappa aggiornata con lo stato del traffico

A1 Milano-Napoli



12:55 – MILANO-NAPOLI tra Calenzano e Aglio
Coda di 1 km per incidente
Direzione Milano
La coda si estende dal chilometro 255 per una lunghezza di 1 km, su una tratta complessiva di 3 km dal km 260 al km 263.

A9 Lainate-Como Chiasso



12:46 – LAINATE-COMO CHIASSO tra Lago di Como e Chiasso
Coda per Attraversamento Dogana Svizzera
Direzione Svizzera
La coda si verifica tra il chilometro 41.63 e il km 41.18 per una lunghezza di circa 0.45 km.

A14 Bologna-Taranto



12:23 – BOLOGNA-TARANTO tra Rimini sud e Rimini Nord
Traffico rallentato per lavori
Direzione Bologna
La zona interessata dai rallentamenti va dal chilometro 120.7 al chilometro 125.3 per una lunghezza di 4.6 km.

 

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 12:08:00 +0000
News n. 4
Singer svela Sorcerer, una supercar da 710 CV su base Porsche 964

Singer ha presentato Sorcerer, primo esemplare realizzato della gamma DLS Turbo ad essere stato consegnato a un cliente. Si tratta di un modello che amplia la famiglia 911 Reimagined by Singer e che è stato sviluppato sulla base della Porsche 964, unendo uno stile unico a un comparto tecnico sportivo e usando come fonte di ispirazione la 934.5 da competizione, uno dei simboli della Casa tedesca. Ogni modello della famiglia 911 Reimagined by Singer viene realizzato su richiesta del suo proprietario, con una personalizzazione completa e con interventi di restauro DLS Turbo che vengono eseguiti direttamente presso lo stabilimento Singer situato nel Regno Unito.

Sportiva ed elegante

La nuova Sorcerer  non tradisce lo stile tipico delle 911. La supercar è disponibile nella tonalità Fantasia Blue sfumata, con alettone posteriore e splitter anteriore in stile pista e cerchi in magnesio a 7 razze con fissaggio centrale e finitura Champagne. Seguendo le richieste del proprietario, sono stati installati sedili rivestiti in pelle Pebble Grey, arricchiti da fasce centrali in Alcantara Pearl Grey con profili color Champagne mentre le finiture interne sono in Champagne, con la presenza di fibra di carbonio satinata.

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Da segnalare anche la presenza del motore boxer biturbo da 3,8 litri, restaurato e sviluppato da Singer. Il motore a sei cilindri si basa sul motore della 964 e presenta una cilindrata di 3,8 litri, con 4 valvole per cilindro, due turbocompressori con geometria variabile della turbina e testate dei cilindri raffreddate ad acqua. La potenza sviluppata è di 710 CV, con 750 Nm di coppia motrice. C’è spazio per un cambio manuale a sei marce, con leva rialzata e con meccanismo a vista.

Il programma di restauro della Sorcerer è partito dalla monoscocca originale della Type 964, rinforzata con il telaio e dotata di una carrozzeria leggera in fibra di carbonio. Le forme finali del progetto sono state influenzate dall’analisi della fluidodinamica computazionale con due obiettivi principali: massimizzare le prestazioni aerodinamiche e migliorare il raffreddamento. Il ricorso alla fibra di carbonio permette di sfruttare due vantaggi come la riduzione del peso e l’incremento della rigidità strutturale.

Singer, per i suoi clienti, offre la possibilità di scegliere se ottimizzare gli elementi tecnici per la strada o per la guida in pista. Il proprietario della Sorcerer ha optato per una configurazione particolarmente orientata alla pista, andando ad aggiungere uno spoiler anteriore e un alettone posteriore maggiorato e rialzato, elementi che risaltano chiaramente dalle immagini del veicolo che potete ammirare dal carosello pubblicato su Instagram dall’account ufficiale di Singer, riportato qui di sotto.

Il commento di Singer

Rob Dickinson, fondatore, presidente esecutivo e direttore creativo di Singer, ha commentato in questo modo il debutto del nuovo progetto:

“Con DLS Turbo volevamo celebrare l’evoluzione della 911 come icona sia su strada che in pista ed esplorare le possibilità offerte dalla sovralimentazione del motore straordinario sviluppato attraverso il programma DLS. Ogni vettura è frutto della collaborazione con i nostri clienti in tutto il mondo e i servizi DLS Turbo sono i nostri più ambiziosi finora, quindi vedere la Sorcerer pronta per essere guidata dal suo proprietario è un momento molto emozionante per noi e un modo fantastico per iniziare l’anno.”

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 10:30:24 +0000
News n. 5
Mauto, le novità e le mostre da non perdere nel 2026

Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, noto anche come Mauto, si prepara a vivere un 2026 ricco di eventi e, soprattutto, di trasformazioni, con un’espansione che prevede 1.600 metri quadrati inediti dedicati al design, realizzati in collaborazione con la Triennale Milano, e un ampliamento per la Sala Albertini, che arriverà a 2.000 metri quadrati, in modo da poter ospitare grandi eventi internazionali. Per il 2026, il Mauto punta a dar vita a un mix tra arte, fotografia, design e cultura visiva, con l’obiettivo di affermarsi come un punto di riferimento culturale, non solo per il mondo dell’auto. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito alle novità programmate per l’anno appena iniziato dal museo.

Un 2026 ricco di trasformazioni

Il 2026 rappresenta un punto di svolta per il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. Il programma, infatti, è ricco di eventi e iniziative e vuole rendere il Mauto sempre più moderno e attuale, senza dimenticare il legame strettissimo con la storia delle quattro ruote. Dal prossimo 1° aprile e fino al successivo 11 ottobre è in calendario la mostra “I nemici del Drake”, con un’esposizione ricca di contenuti tra monoposto, automobili, caschi e altri accessori.

Nel corso del mese di maggio è prevista un’altra mostra “Automobili: Dalla e Roversi” che viene realizzata in occasione dei 50 anni dell’album Automobili realizzato dal cantautore bolognese, grande appassionato di auto e, soprattutto, del marchio Porsche. Si tratta di un progetto che punta a evidenziare il rapporto tra musica e automobilismo.

Il calendario del Mauto includerà anche altri progetti espositivi come “News from the Near Future”, a cura di Bernardo Follini ed Eugenio Re Rebaudengo e in mostra dal 1° marzo, e “Serie Limitata”, definita come un dialogo tra la fotografia e l’automobile, con un’esposizione curata da Philippe Séclier che sarà visitabile da ottobre 2026.

La programmazione del Mauto per il 2026 risulta essere particolarmente ricca e interessante, con tanti temi affrontati e con l’obiettivo di andare oltre al mondo dell’automobile, creando delle connessioni con altre realtà culturali e rafforzando il ruolo del Museo come vero e proprio hub. Negli ultimi anni, il Mauto ha catturato l’attenzione degli appassionati, ad esempio con iniziative come la mostra dedicata a Senna, e anche per il futuro continuerà a farlo, con tante novità da scoprire.

Per tutti i lettori interessati, ricordiamo che è possibile consultare il sito ufficiale del museo, disponibile all’indirizzo museoauto.com, e, in particolare, le sezioni Mostre ed Eventi, con un riepilogo dettagliato di tutte le iniziative in corso, oltre alla biglietteria online che consente di acquistare il biglietto per l’accesso e organizzare, nel dettaglio, la visita al museo.

Il commento

Lorenza Bravetta, direttrice del Mauto, in una dichiarazione riportata da La Stampa, commenta:

“L’obiettivo è non banalizzare l’automobile perché è un oggetto che non respinge, non intimorisce ed è proprio per questo un mezzo straordinario per portare i visitatori verso altre esperienze culturali. Ci siamo chiesti quanto il Museo fosse davvero allineato al presente. Negli anni il percorso espositivo aveva finito per raccontare una visione dell’automobile che oggi appariva in parte superata. Abbiamo tolto, ripulito, cambiato materiali e linguaggi, lavorando su una trasformazione profonda ma rispettosa della storia del Museo”

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 09:30:25 +0000
News n. 6
Aznom presenta L’Epoque, la nuova limousine italiana da 1.000 CV

Una limousine italiana potrebbe diventare il punto di riferimento di un segmento di mercato ricco di fascino e sempre pronto a rinnovarsi, abbracciando nuove tecnologie e soluzioni di design moderne e avanzate. Il progetto di cui stiamo parlando è quello della Aznom L’Epoque. Si tratta di un concept che anticipa un possibile modello di serie in arrivo nel prossimo futuro. Il nuovo modello realizzato da Aznom Automotive è elettrificato e può contare su una potenza superiore a 1.000 CV. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.

Una limousine italiana

Aznom Automotive, azienda con sede a Monza, ha realizzato in collaborazione con Camal Studio, il concept che anticipa il debutto di Aznom L’Epoque. Si tratta di una limousine italiana, caratterizzata da un design che punta a unire uno stile classico a soluzioni moderne. Nella parte frontale è presente una griglia verticale che rappresenta l’elemento principale e che viene affiancata da proiettori verticali a LED, integrati nei parafanghi.

La vettura si sviluppa con una lunga fiancata e un cofano molto grande. La cabina è arretrata, rispetto all’intero corpo della vettura. La lunghezza complessiva è di quasi 8 metri. Da segnalare anche una particolare soluzione per l’apertura delle porte, con sollevamento del tetto per facilitare l’accesso.

All’interno, l’abitacolo presenta soluzioni ricercate e una configurazione 2+2+2 con un grande divano pensato per ospitare i passeggeri, in sostituzione dei più tradizionali sedili. Naturalmente, c’è una grande attenzione ai dettagli e ai materiali utilizzati per la realizzazione degli interni, dagli inserti in legno lavorato a mano ai rivestimenti in pelle ai tessuti di alta qualità.

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La limousine non dimentica la tecnologia con anche la possibilità di sfruttare l’integrazione con l’intelligenza artificiale per la gestione della climatizzazione, della riproduzione di contenuti multimediali e anche dell’illuminazione, tutto tramite comandi vocali. Il concept prende in considerazione anche gli aspetti tecnici.

Aznom L’Epoque, infatti, può contare su un motore V6 che viene utilizzato come generatore per l’alimentazione della batteria integrata da 100 kWh. È presente anche un sistema composto da quattro motori elettrici, uno per ogni ruota. Il sistema si configura come una soluzione con range extender e prevede una potenza complessiva di oltre 1.000 CV. Per il momento, non ci sono ulteriori informazioni sul comparto tecnico.

Solo un concept?

Aznom L’Epoque, per il momento, è un concept con la possibilità di diventare un progetto reale, da produrre in serie. Le opzioni sul tavolo sono tante e molto dipenderà anche dall’interesse che la limousine italiana potrà suscitare tra collezionisti e potenziali clienti.

Le ipotesi sono diverse: il progetto potrebbe essere realizzato come una one-off oppure potrebbe arrivare come una serie limitata per una cerchia ristretta di clienti. Ulteriori dettagli in merito alla futura limousine italiana arriveranno, senza dubbio, nel corso dei prossimi mesi. Il progetto è, senza dubbio, molto interessante e ricco di potenzialità. Per questo motivo, seguirne il suo sviluppo sarà importante. Staremo a vedere quale sarà il futuro della Aznom L’Epoque.

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 09:00:18 +0000
News n. 7
Sciopero dei trasporti gennaio 2026: calendario e orari città per città

In questo articolo offriamo una panoramica dettagliata degli scioperi previsti in Italia per il mese di gennaio 2026, con particolare attenzione alle principali città coinvolte, le categorie interessate e gli orari di interruzione dei servizi. Di seguito il calendario aggiornato degli scioperi in programma tra il 25 e il 31 gennaio 2026, suddivisi per data e località, per aiutare cittadini e viaggiatori a pianificare spostamenti e attività.

Sciopero 27 gennaio 2026

Nella città di Genova è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30, che coinvolge il servizio di trasporto pubblico locale e interessa il personale della società AMT di Genova. Lo sciopero è stato indetto dalla OSR CUB Trasporti.

Sciopero 29 gennaio 2026

Nella città di Ancona è indetto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società Conerobus di Ancona. Lo sciopero è promosso dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Su tutto il territorio nazionale è previsto uno sciopero nel settore elicotteri: il personale di volo AVINCIS RW delle basi diurne si fermerà dalle 08.00 alle 16.00 e quello delle basi H24 dalle 08.00 alle 20.00. I sindacati coinvolti sono FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.

Sciopero 30 gennaio 2026

Nella città di Bologna si svolgerà uno sciopero del settore ferroviario di 8 ore, dalle 09.01 alle 16.59, che riguarda il personale della società RFI COABO (circolazione e orario area Bologna). Lo sciopero è indetto da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e ORSA.

Nella città di Palermo si terrà uno sciopero del trasporto pubblico locale della durata di 4 ore e 30 minuti, dalle 09.00 alle 13.30, che coinvolge il personale delle società Sais Trasporti, Autolinee Gallo e Autolinee Giamporcaro di Palermo. Indetto da OSR FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Bolzano è proclamato uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale con coinvolgimento del personale della società SASA di Bolzano. Hanno aderito UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Sciopero 31 gennaio 2026

Nella città di Brescia si registrano due scioperi nel settore aereo, entrambi della durata di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00. Uno coinvolge il personale della società GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari e l’altro il personale della società MH24 sempre all’Aeroporto di Brescia Montichiari. Sono promossi da OSR USB Lavoro Privato.

Nel Veneto, presso l’Aeroporto di Verona, sciopero nel settore aereo di 4 ore (13.00-17.00) coinvolge il personale della società ENAV. Indetti da OSL FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV e RSA.

Su tutto il territorio nazionale è previsto uno sciopero sempre nel settore aereo di 4 ore (13.00-17.00) che coinvolge piloti e assistenti di volo della società EasyJet Airlines Limited. Lo sciopero vede la partecipazione di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 8
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 25 gennaio 2026, ti forniamo i prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane sulla base dell’ultimo aggiornamento disponibile, con il dettaglio per tipologia ed erogazione. Nella tabella trovi benzina, gasolio, Gpl e metano, così da avere un quadro immediato dei costi alla pompa lungo la rete autostradale. A seguire, spieghiamo in modo chiaro come si forma il prezzo finale: dalla componente industriale, legata alla materia prima e ai margini degli operatori, al peso del prelievo fiscale. Capire come si combinano queste voci aiuta a interpretare le variazioni giornaliere legate alle quotazioni internazionali e al cambio euro/dollaro, oltre agli aggiustamenti commerciali delle singole stazioni di servizio.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento disponibile dai dati ufficiali: 24-01-2026.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF € 1.736
Gasolio SELF € 1.781
GPL SERVITO € 0.829
Metano SERVITO € 1.494

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale alla pompa è il risultato della somma di due grandi voci. La prima è la componente fiscale, pari al 58%, che include imposte indirette come accise e Iva e rappresenta la quota predominante del conto. La seconda è la componente industriale, che vale il 42% e riflette i costi e i margini lungo la filiera. All’interno della parte industriale, il costo della materia prima pesa per il 30% del prezzo: questa quota risente direttamente dell’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti dei movimenti dei mercati. Il restante 12% è il margine lordo, sul quale l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa in funzione della concorrenza locale, del flusso di traffico e delle proprie politiche commerciali. In sintesi, quando i listini globali salgono o l’euro si indebolisce, cresce la parte legata alla materia prima; quando gli operatori ritoccano i listini per assorbire costi logistici o promuovere sconti, varia il margine. La presenza di una componente fiscale così rilevante rende inoltre più visibili, in valore assoluto, anche piccoli cambiamenti delle altre voci.

Per il gasolio, l’equilibrio tra le due macro-componenti è diverso rispetto alla benzina: la parte fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo: si tratta della quota più sensibile alle oscillazioni delle quotazioni internazionali dei distillati medi e alle variazioni del cambio euro/dollaro. Il margine lordo vale invece il 10%: è la leva sulla quale l’operatore può agire per adeguare i listini alla dinamica della domanda, ai costi operativi e alla pressione competitiva lungo le tratte autostradali. Questa struttura fa sì che il gasolio risulti particolarmente esposto ai movimenti del mercato energetico globale, pur mantenendo un peso fiscale importante ma relativamente inferiore alla benzina. Le variazioni dei prezzi, quindi, possono derivare tanto da shock sulle quotazioni internazionali quanto da aggiustamenti commerciali locali: nei periodi di forte volatilità dei mercati, la componente materia prima domina la scena; quando i mercati sono stabili, può emergere con più evidenza l’aggiustamento dei margini per riflettere costi logistici, servizi offerti e strategie di prezzo delle singole aree di servizio.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.650 per la benzina, 1.689 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.434 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.685
Benzina SELF 1.638
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.408

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.703
Benzina SELF 1.682
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.492

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.747
Benzina SELF 1.694
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.584

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.696
Benzina SELF 1.669
GPL SERVITO 0.731
Metano SERVITO 1.507

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.659
Benzina SELF 1.644
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.392

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.680
Benzina SELF 1.635
GPL SERVITO 0.659
Metano SERVITO 1.362

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.692
Benzina SELF 1.648
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.380

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.670
Benzina SELF 1.626
GPL SERVITO 0.663
Metano SERVITO 1.475

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.707
Benzina SELF 1.657
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.443

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.675
Benzina SELF 1.630
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.379

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.668
Benzina SELF 1.627
GPL SERVITO 0.699
Metano SERVITO 1.311

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.686
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.695
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.677
Benzina SELF 1.629
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.417

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.680
Benzina SELF 1.662
GPL SERVITO 0.655
Metano SERVITO 1.467

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.700
Benzina SELF 1.650
GPL SERVITO 0.795

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.683
Benzina SELF 1.667
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.681
Benzina SELF 1.632
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.449

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.717
Benzina SELF 1.669
GPL SERVITO 0.726
Metano SERVITO 1.391

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.683
Benzina SELF 1.636
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.327

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.727
Benzina SELF 1.669
GPL SERVITO 0.811

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.669
Benzina SELF 1.631
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.327

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 10
Vendite record per la benzina in Italia a dicembre 2025: è il massimo degli ultimi 15 anni

Mentre le vendite di nuove auto prive di elettrificazione si riducono in modo significativo, il 2025 si è chiuso con un forte rialzo della vendita di benzina che ha raggiunto i volumi massimi degli ultimi 15 anni, andando a confermare una tendenza che va avanti già da un po’ e che evidenzia le particolari caratteristiche del mercato italiano delle quattro ruote, costituito da un parco circolante con età media avanzata e con poche vetture elettrificate (soprattutto per quanto riguarda elettriche e ibride plug-in). Ecco tutti i dati disponibili sulla questione.

Un boom per la benzina

I dati Unem riportati da Ansa evidenziano un trend ben preciso del mercato italiano. Nel corso del mese di dicembre 2025, infatti, le vendite al mercato di prodotti petroliferi hanno raggiunto un totale di 4,3 milioni di tonnellate con un incremento del 2,4% su base annua (il confronto è con dicembre 2024) e, quindi, con circa 98.000 tonnellate vendute in più. In particolare, si registra un rialzo del 7,7% per quanto riguarda la benzina che ha toccato, come riporta la fonte, volumi massimidegli ultimi 15 anni, andando a confermare una tendenza che viene definita “strutturale”. Da segnalare anche una crescita del gasolio, che fa segnare un incremento su base annua del 5%. La stessa percentuale di crescita è registrata dal gasolio motori, su cui bisogna considerare anche le nuove accise.

Questo dato viene giustificato da una sostanziale ripresa del traffico di veicoli pesanti, che ha registrato un aumento del 7%, secondo le stime Anas. In calo dello 0,8%, invece, il GPL autotrazione. Il dato complessivo dei carburanti stradali nel corso del mese di dicembre 2025 vede un passo in avanti del 5,4%, pari a 149 mila tonnellate in più. Da segnalare che questo dato è stato registrato a parità di giorni lavorativi ma con una cadenza infrasettimanale delle festività che, secondo le rilevazioni, potrebbe aver favorito gli spostamenti e, di conseguenza, potrebbe aver giocato un ruolo determinante nell’incremento dei consumi di carburante nel corso del mese di dicembre 2025, nel confronto con i dati dello stesso mese di dicembre 2024. I consumi petroliferi totali, dato che comprende anche le attività industriali, registrano un rialzo pari all’1,4% per un totale di 65.000 tonnellate in più.

Calano i prezzi dei carburanti

L’aumento dell’utilizzo dei carburanti si accompagna anche a un calo dei prezzi al consumo che va a confermare la tendenza ribassista che era già stata evidenziata nel corso del mese di novembre (in particolare sul finire del mese). Le rilevazioni confermano un calo del prezzo della benzina che, nel corso del mese di dicembre, ha registrato un calo di 5 centesimi di euro per litro, attestandosi a una media di 1,709 euro/litro. Da segnalare anche un calo ancora più rilevante per il gasolio. In questo caso, infatti, la riduzione è di 7 centesimi al litro, con un dato medio pari a 1,669 euro/litro. Ricordiamo che per il prossimo futuro c’è il rischio di un aumento del prezzo della benzina che potrebbe dipendere da alcune questioni geopolitiche in grado, potenzialmente, di avere un impatto significativo sui costi al dettaglio dei carburanti. Ne sapremo di più in futuro.

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 06:30:33 +0000
News n. 11
Le città in Italia con il record di traffico: ecco la classifica

Il traffico in città può essere un problema importante e può rappresentare anche una perdita di tempo significativa per gli automobilisti. Il traffico non è uguale in tutte le città. In alcuni centri urbani, infatti, il problema è molto più rilevante e ha un impatto significativo sugli spostamenti quotidiani dei cittadini. Una conferma in tal senso arriva dal nuovo Traffic Index di TomTom che evidenzia quelle che sono le città italiane più trafficate, con riferimento ai dati raccolti nel corso del 2025. L’indagine mette a confronto i risultati ottenuti dalle città italiane con quelli registrati dalle città più trafficate a livello globale.

Le città più trafficate in Italia

I dati raccolti nel corso del 2025 vedono un passaggio di testimone in testa alla classifica con una nuova città che si ritrova in prima posizione, conquistando sicuramente il titolo di città più trafficata in Italia. La classifica stilata dall’indagine vede al quarto posto un gruppo composto da tre città.

Con il 45% di livello medio di congestione (valore che indica l’aumento dei tempi di percorrenza rispetto a condizioni di traffico ottimali) troviamo Roma, che nell’indagine del 2024 era al primo posto, Firenze e Napoli. Al terzo posto, invece, c’è Catania, che registra il 47% di livello medio di congestione, mentre Milano è seconda, con il 49%.

La città più trafficata in Italia nel corso del 2025 risulta essere Palermo, che registra un livello medio di congestione pari al 51%. Si tratta, per distacco, del valore più alto in Italia. La distanza media percorsa in 15 minuti è di 6,8 chilometri, in leggero calo rispetto al 2024. Nelle ore di punta (in particolare intorno alle 18:00) la situazione peggiora in modo significativo e si arriva fino a 3,8 chilometri. La giornata più critica per la città siciliana è stata l’8 aprile 2025, quando si è registrato un livello medio di congestione pari a 111%. In ogni caso, la città dove si percorrono meno chilometri in 15 minuti, durante il traffico intenso, non è Palermo ma Milano.

Il confronto con il resto del mondo

Il confronto tra Palermo e le città più trafficate al mondo conferma che in Italia il problema del traffico, per quanto rilevante, è sicuramente molto meno impattante sulla mobilità. Le città più trafficate al mondo, infatti, risultano essere decisamente più congestionate rispetto alla città siciliana, che occupa il primo posto in Italia.

La classifica globale è guidata da Città del Messico che raggiunge una percentuale del 75,9%. Gli automobilisti di questa città perdono ogni anno nel traffico più di 180 ore. Secondo un’altra indagine, invece, Città del Messico è al secondo posto tra le città più trafficate. Sul podio troviamo anche Bangalore, in India, dove la congestione arriva a una percentuale del 74,4%. Terza posizione per la prima città in Europa per traffico, Dublino, con il 72%.

Raggiungono la soglia del 70% di congestione anche altre due città europee, Lodz e Lublin in Polonia. Il confronto con il resto del mondo, quindi, posiziona Palermo in una fascia intermedia. Per quanto trafficata e congestionata, la città siciliana si trova in una situazione decisamente migliore rispetto ai centri citati in precedenza.

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 06:30:32 +0000
News n. 12
Code stradali, cause reali e falsi miti: qual è la verità

Una coda stradale si forma quando il sistema strada-veicoli-comportamenti perde stabilità. In condizioni normali il flusso riesce a smorzare piccoli disturbi perché c’è abbastanza spazio tra i veicoli e abbastanza capacità residua per assorbire una frenata, un cambio corsia o un ingresso. Quando però la domanda di traffico si avvicina alla capacità del tratto, la strada diventa un equilibrio fragile, e basta un evento minimo per far scattare la trasformazione da scorrimento a stop-and-go.

Congestione ricorrente e congestione improvvisa

Le code ricorrenti sono quelle che si trovano sempre nello stesso punto e più o meno alla stessa ora perché dipendono da un limite strutturale: uno svincolo che immette troppo traffico, un restringimento, un tratto dove si sommano flussi diversi, una galleria, una barriera o un nodo urbano. In pratica, è la geometria della rete a creare un collo di bottiglia quotidiano. Le code non ricorrenti sono quelle che si formano a causa di un evento ben preciso e identificato, come un incidente, un veicolo in avaria, un cantiere, un temporale, una nevicata, un’uscita bloccata o anche un evento sportivo che concentra arrivi in pochi minuti. Il punto interessante è che, per creare una coda enorme, non serve un evento enorme: basta una riduzione di capacità anche temporanea

Le code fantasma

Il falso mito più diffuso è che la coda debba per forza avere una causa fisica visibile, tipo l’incidente o il cantiere, perché altrimenti “non si spiegaâ€. In realtà c’è una categoria di code che nasce per auto-organizzazione ovvero per effetto di piccole variazioni di velocità che, a densità alta, diventano onde che si ingrossano. Funziona così: un’auto frena appena, quella dietro frena un po’ di più per prudenza, il terzo ancora di più perché ha meno margine e in pochi passaggi il rallentamento locale diventa un punto di stop che si sposta all’indietro come una marea. Chi è dentro la coda vive l’effetto e non vede la causa perché la causa non è un oggetto ma è un’instabilità. Ecco perché certe code si dissolvono all’improvviso: è l’onda che perde energia quando la densità cala.

Il collo di bottiglia invisibile

Molte congestioni nascono in corrispondenza di comportamenti ripetuti e non di infrastrutture. Il classico esempio è l’immissione: se chi entra non si integra con una velocità compatibile e chi sta in corsia non lascia margine, il flusso diventa una serie di frenate e accelerazioni che riduce la capacità effettiva del tratto. Un altro generatore tipico è la corsia di uscita imboccata agli ultimi metri, quando decine di auto si spostano in poco spazio costringendo gli automobilisti già in corsia a frenare e a creare un punto di instabilità che si propaga. Anche il sorpasso compulsivo e il rientro stretto sono colli di bottiglia comportamentali, perché trasformano un flusso regolare in un flusso nervoso e quest’ultimo è sempre meno efficiente.

L’effetto fisarmonica

Un’altra convinzione sbagliata è che le azioni singole, come lievi frenate, possano non avere conseguenze. Nel traffico denso, ogni frenata produce una richiesta di frenata più forte per chi segue perché i tempi di reazione non sono nulli e la distanza non è infinita. Se davanti si rallenta di 5 km/h, chi segue potrebbe rallentare di 10 per sicurezza e quello dietro ancora di più perché vede solo luci stop e non ha informazioni sul contesto. In pochi secondi un micro-rallentamento diventa un arresto completo a qualche centinaio di metri, e quella è una coda nata dal nulla che in realtà nasce da un comportamento normale in un contesto sbagliato: troppo poca distanza e troppa densità.

Rubbernecking, cantieri e limiti

Quando c’è un incidente sulla corsia opposta o un mezzo fermo in banchina, ci sono sempre numerosi automobilisti che rallentano solo per curiosità. Si tratta di un’azione che ha un impatto sul traffico stradale, ovviamente, perché un rallentamento breve ma ripetuto da centinaia di veicoli nello stesso punto crea un calo di capacità e innesca l’onda di congestione. La rete stradale collassa quando mancano corsie, ma anche quando la velocità diventa irregolare.

I cantieri rallentano anche quando non si vede nessuno lavorare, perché cambia la percezione: corsie strette, barriere, deviazioni, segnaletica e un fondo stradale meno uniforme. In queste condizioni molti guidatori aumentano la distanza, riducono la velocità, evitano sorpassi e ogni manovra diventa più prudente, quindi più lenta e meno efficiente.

Anche la pioggia crea instabilità

Con pioggia, nebbia, vento o semplicemente con una luce difficile aumenta la variabilità di comportamento. C’è chi rallenta molto e chi rallenta poco, chi frena in anticipo e chi all’ultimo, chi cambia corsia per sentirsi più sicuro e chi resta fisso, e questa eterogeneità è il carburante delle onde di congestione. Anche in questo caso basta una serie di micro-frenate mal sincronizzate per trasformare un flusso già carico in un flusso che si spezza.

I miti dei camion e della corsia in più

Dire poi che il traffico in autostrada è colpa dei camion è una scorciatoia mentale perché offre una causa semplice e visibile. Nella realtà i mezzi pesanti “disturbano” quando la rete è già vicina al limite: accelerano più lentamente, hanno dinamiche diverse, occupano più spazio e rendono più costose certe manovre. Se però la densità è bassa, i camion non creano code perché c’è margine per superarli e per assorbire le differenze. Quando invece la densità è alta, ogni differenza di dinamica si amplifica e la presenza di veicoli lenti aumenta le possibilità di instabilità, ma il punto resta lo stesso: è l’interazione con la saturazione a fare la differenza.

Dopodiché l’idea che aggiungendo una corsia si risolve il problema funziona solo in alcuni casi. Se il collo di bottiglia è uno svincolo, una barriera o una galleria, allargare prima o dopo sposta la congestione come si sposta una bolla sotto un tappeto. Quando una strada diventa più comoda attira più traffico perché alcuni cambiano orario, percorso o mezzo e la domanda tende a crescere fino a riavvicinarsi alla capacità.

La coda è quindi un fenomeno collettivo e i due miti più dannosi sono quelli che isolano la responsabilità. Il primo è la caccia al colpevole unico perché fa perdere di vista il meccanismo: la maggiore parte delle volte non c’è un colpevole, c’è un sistema vicino al limite che amplifica ogni disturbo. Il secondo è l’idea che il singolo non possa incidere perché tanto lo fanno tutti, quando invece il traffico è la somma di micro scelte, e alcune hanno un impatto più grande sulla stabilità.

Il comportamento più efficace contro la coda non è correre quando si può, ma guidare in modo regolare quando il traffico è denso. Significa evitare accelerazioni e frenate a scatti perché ogni scatto è un disturbo che si trasmette. Significa anche mantenere una distanza che sembri troppa a chi è nervoso perché quella distanza è proprio ciò che assorbe i piccoli rallentamenti senza trasformarli in stop.

Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 05:00:39 +0000
News n. 13
Cadillac Escalade, il nuovo “scudo†su ruote di Donald Trump

Donald Trump, nel suo ruolo di presidente degli Stati Uniti, può contare ora su un nuovo veicolo, pensato per gli spostamenti più brevi. Si tratta di un SUV che, naturalmente, è stato realizzato in modo specifico per soddisfare le esigenze del presidente americano, con tutte le misure di sicurezza più avanzate. Il veicolo in questione, realizzato da Cadillac, va ad affiancare la ben nota “The Beast”, la limousine blindata che viene utilizzata nel corso degli impegni più importanti del presidente americano. Ecco tutti i dettagli in merito al nuovo veicolo blindato che già viene utilizzato da Trump per alcuni brevi spostamenti e che rappresenta un vero e proprio scudo su ruote.

Uno scudo su ruote

Il nuovo SUV di Donald Trump è una versione speciale della Cadillac Escalade, realizzata “su misura” per soddisfare le necessità dell’amministrazione americana. Il veicolo, come riporta la testata americana TMZ, è blindato ma le caratteristiche specifiche non sono state rivelate, in quanto coperte dalla riservatezza. È praticamente certo che il SUV possa sfruttare tutti i sistemi di sicurezza e le protezioni degli altri modelli che fanno parte del parco auto in dotazione al presidente degli Stati Uniti.

Ricordiamo che poco meno di un anno fa erano state confermate le preferenze di Trump e dell’amministrazione americana per la nuova limousine presidenziale: Cadillac era stata scelta per realizzarla dopo la bocciatura di Tesla. La limousine, però, è un veicolo più di rappresentanza (anche se blindato e protetto). Per i brevi spostamenti, tra un incontro istituzionale e un altro, i Servizi Segreti americani, che curano la sicurezza del presidente, preferiscono optare per SUV come la Cadillac Escalade, mostrata nella foto in testa all’articolo e utilizzata nella recente trasferta in Svizzera. Di recente, Trump ha utilizzato anche un altro veicolo, una Chevrolet Suburban, sempre opportunamente modificato, mentre nella sua collezione privata c’è stato spazio anche per una Ferrari esclusiva, poi venduta all’asta con un prezzo davvero da capogiro.

Un progetto segreto

Come sottolineato in precedenza, i veicoli realizzati per il Dipartimento di Stato americano e, in particolare, per il presidente degli Stati Uniti sono personalizzati su misura e rispettano le richieste dei Servizi Segreti. Le caratteristiche complete non sono note, ma è chiaro che ogni elemento è stato progettato per massimizzare la sicurezza. Dalle foto della Cadillac Escalade si nota la presenza di numerose antenne sulla carrozzeria. Si tratta di un elemento essenziale per poter garantire una comunicazione costante, dall’interno del veicolo verso l’esterno. Gli addetti alla sicurezza, infatti, mantengono un costante contatto tra di loro mentre il presidente americano (o comunque l’esponente del Governo che sta usando il veicolo) potrebbe avere la necessità di effettuare chiamate nazionali o internazionali durante lo spostamento. Ulteriori informazioni sulla nuova Escalade blindata potrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane anche se il progetto completo continuerà a essere top secret.

Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 16:00:52 +0000
News n. 14
Auto usate, Volkswagen guida la classifica dei modelli più cercati dagli italiani nel 2025

Le auto usate sono sempre più richieste, anche per via dell’aumento dei costi delle vetture nuove. Non tutti i modelli hanno lo stesso successo sul mercato, soprattutto in Italia dove i gusti degli automobilisti sono ben precisi e sono orientati principalmente su un numero selezionato di modelli. La conferma arriva da un nuovo studio di carVertical, società leader nel settore della raccolta di dati per il settore automobilistico. L’indagine, in particolare, chiarisce quali sono stati i veicoli preferiti dagli italiani per quanto riguarda il settore delle auto usate nel corso del 2025 e mette in evidenza anche alcune criticità da non sottovalutare.

Le auto più cercate

La Top 10 delle auto più cercate in Italia  comprende diversi modelli molto interessanti e, dopo due anni di dominio della Fiat 500, che nel biennio precedente aveva conquistato la prima posizione, vede un passaggio di testimone al vertice. In decima posizione, tra le auto più controllate sulla piattaforma, troviamo l’Audi Q3, che raccoglie l’1,6% delle ricerche. Seguono la Fiat 500X (1,7%), la Range Rover (1,8%), l’Alfa Romeo Giulietta (1,8%), la Fiat Panda (1,8%), che ricordiamo è l’auto nuova più venduta in assoluto in Italia, e la Fiat 500 (2,1%). Sfiora il podio l’Alfa Romeo Stelvio (2,1%) mentre al terzo posto troviamo la Mercedes Classe A (2,2%) che viene preceduta dall’Audi A3 (3,1%). La prima posizione della classifica delle auto più cercate in Italia nel corso del 2025 è conquistata dalla Volkswagen Golf, a cui fanno riferimento il 3,9% di tutti i controlli effettuati sulla piattaforma. Da segnalare, quindi, che ci sono cinque modelli di marchi italiani nella Top 10 ma le prime posizioni sono dominate da brand tedeschi. Ricordiamo che, per supportare gli utenti, carVertical ha di recente pubblicato un’indagine con i principali trend del mercato delle auto usate per il 2026.

I rischi da non sottovalutare

carVertical evidenzia anche alcuni rischi da non sottovalutare prima di prendere un’auto usata. La Volkswagen Golf, ad esempio, è l’auto che ha registrato il maggior numero di danni con il 17,5% di tutti i modelli controllati su carVertical che risulta danneggiato. In questa classifica seguono l’Audi A3 (14,3%) e la Fiat 500 (12,3%). Da non sottovalutare la sempre molto diffusa truffa del contachilometri, con la manipolazione che mira a ridurre il numero di chilometri che vengono visualizzati. Tra le auto più cercate in Italia nel 2025, è l’Alfa Romeo Stelvio il modello che viene coinvolto più spesso in questo tipo di frode, con il 3,8% dei casi. Seguono la Range Rover (3,2%) e l’Audi A3 (3,1%). Attenzione anche alla Fiat Panda che ha registrato il più alto numero medio di chilometri manomessi (circa 78 mila). Tutti questi fattori devono essere sempre considerati con attenzione al momento della scelta di un’auto usata.

Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical, ha commentato:

“Controllare la storia di un veicolo è essenziale per evitare di pagare un costo elevato per un’auto con un contachilometri manomesso. Le discrepanze nascoste nel chilometraggio possono infatti portare a costi di manutenzione imprevisti. Un rapido controllo dello storico del veicolo può salvare gli acquirenti da sorprese inaspettate e perdite finanziarie. Si consiglia inoltre di effettuare un test drive del veicolo e di sottoporlo a un’ispezione da parte di un’officina espertaâ€Â 

Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 15:15:13 +0000
News n. 15
Toyota GR Yaris, nuova versione speciale dedicata al campione di Rally

Toyota ha presentato una nuova limited edition di grande interesse: si tratta della GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition, un’evoluzione della GR Yaris che debutta in occasione della prima tappa del Campionato Mondiale Rally FIA (WRC) 2026, il Rallye Monte-Carlo. Si tratta di un progetto ricco di potenzialità, realizzato per celebrare un evento ben preciso. Ecco tutti i dettagli del modello, ancora in sviluppo ma destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista tra gli appassionati.

Un’edizione speciale

La nuova GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition è stata realizzata da Toyota, come suggerisce il nome stesso, con l’obiettivo di rendere omaggio al pilota del TOYOTA GAZOO Racing World Rally Team, Sébastien Ogier, vincitore del Campionato Mondiale Piloti 2025 dopo aver conquistato sei vittorie e un totale di dieci podi. Per Ogier si è trattato del nono titolo mondiale, un risultato che eguaglia il record esistente e che conferma, ancora una volta, la straordinaria carriera del pilota. Questa nuova edizione speciale, in una versione di prototipo, è stata presentata lo scorso 22 gennaio, sullo sfondo dell’iconico porto di Monaco, in occasione della partenza del rally che lo stesso Ogier affronterà per l’undicesima volta in carriera, segnando un altro record storico.

Solo per pochi

Solo pochi appassionati potranno acquistare la nuova Toyota GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition. La Casa nipponica, infatti, ha confermato che l’edizione speciale sarà limitata a un totale di 200 unità che verranno distribuite in tutto il mondo. Solo un lotto di 100 unità sarà destinato al mercato europeo. Il modello si basa sulla GR Yaris Aero Performance e propone diversi equipaggiamenti esclusivi che, secondo la Casa, riflettono le preferenze e lo stile di guida del campione francese. La versione speciale della GR Yaris potrà contare, in particolare, due modalità di guida speciali per la trazione integrale con la SEB che utilizza una distribuzione di coppia 40:60, per uno stile più orientato verso la trazione posteriore, e la MORIZO, che massimizza il controllo e le prestazioni in curva. Da segnalare anche il colore Black Gravite per la carrozzeria che viene affiancato a cerchi neri opachi. Le pinze dei freni sono rifinite in un caratteristico blu Ogier mentre la griglia anteriore si caratterizza per la presenza di un accento tricolore ispirato alla bandiera francese, tonalità che ritornano anche all’interno dell’abitacolo, ad esempio sul volante.

La GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition è ancora un “work in progress” con la vettura che sta affrontando la fase di sviluppo. Di conseguenza, fa sapere la Casa nipponica, il progetto potrebbe subire delle piccole variazioni rispetto a quanto annunciato nei giorni scorsi. La versione definitiva della nuova limited edition sarà svelata nel corso delle prossime settimane (per il momento non c’è ancora una data ufficiale) e solo in quell’occasione saranno ufficializzati tutti i dettagli relativi alle prestazioni e al comparto tecnico.

Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 14:30:12 +0000
News n. 16
Additivi per motori diesel, perché è bene utilizzarli quando fa molto freddo

Quando il termometro scende sotto lo zero, guidare un’auto diesel diventa una vera sfida. I motori a gasolio, soprattutto quelli più recenti ma anche molti veicoli d’uso quotidiano, non amano il freddo intenso: il carburante tende a gelare, i filtri si ostruiscono, la partenza a freddo rallenta e le prestazioni calano. In questi giorni, con il gelo che attanaglia il Nord Italia e le prime gelate che raggiungono anche regioni centrali e meridionali, gli automobilisti più prudenti guardano con attenzione a un alleato spesso sottovalutato: gli additivi diesel invernali.

Perché andrebbero utilizzati

Questi prodotti, facilmente reperibili presso distributori, negozi di ricambi o stazioni di servizio, non sono una semplice precauzione. Servono ad abbassare il punto di congelamento del carburante, mantenendolo fluido anche a temperature molto basse. In pratica, impediscono la formazione di cristalli di paraffina che possono bloccare la pompa di alimentazione o intasare il filtro del carburante, problemi concreti quando le colonnine di mercurio scendono sotto lo zero, come sta accadendo in Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino e Friuli.

L’uso degli additivi va previsto prima di fare rifornimento nelle giornate più fredde. Proteggono il motore, rendono più rapida la partenza a freddo e riducono il rischio di danni costosi. Molti prodotti hanno anche funzione detergente: aiutano a mantenere puliti iniettori e pompe, allungando la vita del motore e ottimizzando i consumi.

I prodotti più comuni

Sul mercato ci sono diverse tipologie di additivi. I più comuni sono quelli antigelo, studiati per rendere il carburante più fluido a basse temperature. Basta una dose nel serbatoio prima del pieno per garantire che il gasolio non si addensi. Esistono poi prodotti pensati per sciogliere eventuali depositi di paraffina già presenti, evitando intasamenti improvvisi del filtro. Alcuni additivi combinano più funzioni: protezione antigelo, detergenza e miglioramento delle prestazioni del motore, offrendo una soluzione completa per chi vuole viaggiare senza preoccupazioni.

I benefici sono immediati: il motore parte senza fatica anche al mattino più freddo, la fluidità del carburante mantiene costanti le prestazioni e il sistema di alimentazione subisce meno stress. In giornate di gelo prolungato, questo significa minor rischio di guasti, consumi più regolari e maggiore sicurezza su strada.

Quando vanno adoperati

È importante non aspettare la prima gelata: il momento giusto per trattare il serbatoio è prima dell’ondata di freddo. La dose va rispettata secondo le istruzioni, e il prodotto va versato direttamente nel serbatoio prima del pieno, così da assicurare un’efficace miscelazione con il carburante. Chi vive o viaggia al Nord, nelle vallate alpine o nelle zone interne dove le temperature scendono rapidamente, trova negli additivi diesel un alleato indispensabile.

Ma anche al Centro e al Sud le prime ore del mattino possono portare brina e gelo: un trattamento preventivo evita problemi di avviamento e protegge l’affidabilità del motore. Guidare con il freddo intenso senza un additivo significa esporsi a rischi concreti: carburante gelato, filtro intasato, partenza difficoltosa e stress meccanico. Usare gli additivi invece significa affrontare le strade ghiacciate con il motore pronto, consumi sotto controllo e sicurezza garantita, senza dover modificare le proprie abitudini di guida o rischiare danni costosi.

Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 10:29:23 +0000
News n. 17
La compatta fun-bike in stile retrò di Honda

Da oltre sei decenni, il nome Honda Monkey evoca un senso di libertà e divertimento che pochi altri mezzi a due ruote sanno trasmettere. Nata originariamente nel 1961 come moto giocattolo per un parco divertimenti di Tokyo, questa piccola “fun-bike” ha saputo attraversare le epoche diventando un simbolo della moda negli anni Settanta del secolo scorso e un oggetto del desiderio per generazioni di motociclisti. Oggi, Honda annuncia l’approdo al model year 2026 della Monkey 125, confermando una ricetta che mescola sapientemente un’estetica nostalgica con una base tecnica moderna e raffinata.

Profumo di anni Settanta

Il fascino della Honda Monkey risiede nella sua capacità di restare fedele alle proprie radici pur evolvendosi. Per il 2026, il look viene ulteriormente impreziosito da due nuove colorazioni specifiche per il mercato italiano: il “Knight Silver Metallicâ€, con telaio e dettagli in Millennium Red, e il “Pearl Himalayas Whiteâ€, caratterizzato da telaio e finiture in Banana Yellow. Entrambe le versioni sfoggiano una sella a scacchi dallo stile unico, che richiama immediatamente le atmosfere vintage delle competizioni classiche.

Tutti gli elementi distintivi che hanno reso celebre il modello sono presenti: il manubrio alto e incurvato, i parafanghi cromati, lo scarico alto con paracalore in alluminio e il caratteristico serbatoio a goccia da 5,6 litri, che porta con orgoglio lo storico logo 3D dell’Ala Honda. Nonostante le dimensioni miniaturizzate, l’illuminazione è full-LED e la strumentazione digitale si affida a un sofisticato schermo LCD circolare che accoglie il pilota con un simpatico lampeggio all’accensione.

Efficienza Euro5+

Sotto le forme arrotondate batte un motore monocilindrico da 125 cc a due valvole, raffreddato ad aria, che ha ricevuto l’omologazione Euro5+ grazie a una diagnostica di bordo avanzata e a un catalizzatore aggiornato. Capace di erogare una potenza di 9,4 CV e una coppia di 10,7 Nm, questo propulsore brilla per la sua incredibile efficienza: i consumi dichiarati sono di appena 66,7 km/l nel ciclo medio WMTC.

Il passaggio al cambio a 5 rapporti (introdotto nel 2022) permette accelerazioni vivaci nel traffico urbano e una velocità di crociera rilassata nei trasferimenti extraurbani, con una punta massima effettiva di 91 km/h. È una moto che trasforma ogni percorso cittadino in puro divertimento, grazie anche a un peso piuma di soli 105 kg con il pieno di benzina e a una sella posta ad appena 776 mm da terra, rendendola accessibile a chiunque.

Ciclistica raffinata

Nonostante l’aspetto giocoso, la ciclistica della Monkey 125 è quella di una vera moto. Il telaio monotrave in acciaio è abbinato a una forcella rovesciata con steli da 100 mm rifiniti in Alumite, mentre al posteriore lavora un doppio ammortizzatore con molle a doppio stadio, studiato per garantire comfort anche sulle superfici più sconnesse. Le ruote da 12 pollici montano pneumatici dalla sezione generosa (120/80 all’anteriore e 130/80 al posteriore), che assicurano agilità e un’ottima impronta a terra.

Il capitolo sicurezza è affidato a un sistema frenante a disco su entrambe le ruote, supportato da un ABS a canale singolo estremamente evoluto. Grazie all’integrazione con la Piattaforma Inerziale (IMU), il sistema è in grado di rilevare e impedire il sollevamento della ruota posteriore durante le frenate più intense, garantendo stabilità in ogni situazione.

La Honda Monkey 125 YM2026 si conferma così come il perfetto punto d’incontro tra generazioni: per i rider più maturi è un tuffo nella memoria e nella libertà degli anni Settanta; per i più giovani è un mezzo vintage e irriverente, ideale per distinguersi dall’ordinario con stile e tecnologia.

Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 10:03:14 +0000
News n. 18
Renault arricchisce la sua offerta con l’aggiunta di un nuovo motore GPL

In un mercato automobilistico che non ha ancora del tutto chiaro quale sia il sentiero sul quale muoversi, tra l’incertezza dell’elettrico puro e il ritorno di fiamma dei motori termici, Renault decide di calare l’asso della pragmaticità. Il marchio francese non si limita a inseguire il futuro, ma lo plasma con una soluzione che sa di concretezza, lanciando la nuova Captur Eco-G 120 CV. Non è solo un aggiornamento di gamma, ma un assalto frontale ai costi di gestione, una risposta muscolare alle attese di chi cerca autonomia senza dover svuotare il portafoglio alla pompa. Insomma, la risposta che molti volevano alle esigenze del quotidiano.

Più muscoli e meno emissioni

La pietra d’angolo di questa nuova offensiva è il motore 1.2 litri turbo a 3 cilindri, evoluzione tecnica raffinata che raccoglie l’eredità del precedente Eco-G 100. In questa rinnovata versione la potenza sale a 120 CV, con un incremento di 20 cavalli che trasforma il carattere del crossover francese. Anche la coppia guadagna terreno, toccando i 200 Nm, garantendo quella versatilità necessaria per districarsi nel traffico o affrontare i lunghi trasferimenti autostradali senza troppa fatica.

Il cronometro conferma il salto di qualità: la Captur ora copre lo scatto da 0 a 100 km/h in 12 secondi netti, un secondo in meno rispetto al passato. Tuttavia, la vera vittoria si gioca sul campo dell’ambiente: in modalità GPL, le emissioni di COâ‚‚ scendono a 117 g/km, segnando un miglioramento del 10% rispetto ai motori a benzina equivalenti.

Ben 1.400 chilometri di autonomia

La grande magia della nuova Renault Captur risiede nella sua anima da maratoneta. Il costruttore transalpino ha ascoltato il mercato e ha risposto con un serbatoio GPL più capiente del 25%, che passa dai vecchi 40 agli attuali 50 litri. Se a questo aggiungiamo il serbatoio di benzina da 48 litri, il risultato è un’autonomia complessiva che sfiora l’incredibile: 1.400 km con un pieno combinato.

È la fine dell’ansia da rifornimento. Con un costo del carburante che può ridursi fino al 50% rispetto alla sola benzina, Captur si candida a essere la regina del risparmio per le famiglie italiane, forti di una tecnologia bifuel progettata in fabbrica e testata da oltre 15 anni di esperienza del Gruppo.

Tecnologia e sicurezza

La metamorfosi di Captur non si ferma sotto il cofano. L’estetica e la funzionalità traggono linfa vitale dalle innovazioni dell’ultima Clio VI, a partire dai nuovi retrovisori aerodinamici studiati per abbattere i fruscii e migliorare l’efficienza complessiva. Questi specchietti, oltre a fendere meglio l’aria, possono ora proiettare il logo Renault a terra, un dettaglio di stile che non passa inosservato.

All’interno, la sicurezza diventa una priorità assoluta. Una nuova telecamera integrata nel montante del parabrezza vigila sul conducente, rilevando segni di stanchezza o distrazione. E se la guida si fa difficile, entra in campo il dispositivo di assistenza all’arresto di emergenza: in caso di mancata reazione del guidatore durante la guida semi-autonoma, il sistema prende il controllo, rallentando il veicolo fino allo stop completo con le luci di emergenza accese.

La modalità Smart

Anche l’esperienza di guida evolve grazie al MultiSense. La vecchia modalità “Perso” sparisce per lasciare il posto alla nuova modalità Smart, un cervello elettronico che gestisce automaticamente il passaggio tra Eco, Comfort e Sport in base allo stile di guida. Captur capisce se avete bisogno di uno scatto per un sorpasso o se state procedendo a ritmo lento tra le mura cittadine, ottimizzando istantaneamente la risposta del motore.

Disponibile negli allestimenti Evolution e Techno, la gamma Captur 2026 è più di una scelta razionale. Con una crescita del GPL che nel 2025 ha segnato un +60% per il marchio, Renault dimostra che la vera innovazione non è quella che promette il futuro, ma quella che risolve i problemi del presente, oggi stesso.

Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 08:36:37 +0000
News n. 19
Il debutto di Lancia al Rallye di Montecarlo, il ritorno storico nel WRC

Lancia ritorna al Rallye di Montecarlo con la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale. L’appuntamento, che si svolge fino al 25 gennaio e apre la stagione del WRC, segna un passaggio storico e un palcoscenico importante per un Marchio legato alle competizioni lontano dall’asfalto come nessun altro.

Inizio complicato, ma segnali incoraggianti

Il debutto non è partito privo di ostacoli. Nella prima prova speciale, Yohan Rossel è stato costretto al ritiro dopo un contatto sulla ruota della Ypsilon Rally2 HF Integrale. Un episodio che ha chiuso in anticipo la prima giornata di gara, ma non raro in un circuito come quello del Rallye di Montecarlo, famoso per essere pieno di insidie.

Al contrario, positiva la prestazione di Nikolay Gryazin, che ha subito mostrato il potenziale della nuova vettura posizionandosi con il settimo tempo assoluto che lo ha proiettato in testa alla classifica delle Rally2.

Una gara che non perdona

Si tratta di uno dei tracciati più impegnativi del calendario WRC. L’edizione di quest’anno del Rallye di Montecarlo è sviluppata in 17 prove speciali, per un totale di 339,15 chilometri cronometrati, che attraversano i tratti più iconici delle Alpi francesi e monegasche. Le condizioni del terreno cambiano in modo repentino, tra asfalto, neve e ghiaccio, rendendo la gestione dell’aderenza un fattore sempre in bilico.

In questo contesto, per un costruttore al rientro ufficiale nel mondiale, il Montecarlo rappresenta un banco di prova severissimo. Non solo per le prestazioni pure, ma anche per l’affidabilità, la capacità di adattamento e il lavoro di squadra tra piloti, ingegneri e meccanici.

Il team Lancia Corse HF

Il tema di Lancia Corse HF è composta da una coppia di piloti di grande esperienza nella categoria Rally2. Da una parte Yohan Rossel che si trova alla settima partecipazione sul tracciato di Montecarlo e porta con sé una grande conoscenza dei problemi nascosti. Dall’altra c’è Nikolay Gryazin, alla sesta presenza in questo circuito e noto per la velocità di adattarsi a ogni situazione e alle variabili imprevedibili.

Entrambi arrivano a questo appuntamento con ambizioni chiare: dimostrare che il ritorno di Lancia non è un’operazione nostalgica, ma un progetto sportivo concreto e competitivo, pensato per crescere passo dopo passo.

Ypsilon Rally2 HF Integrale

A doversi far strada verso questo vecchio e nuovo traguardo è la Ypsilon Rally2 HF Integrale, l’icona rivisitata da Lancia per tornare a dire la propria nel mondo del rally, guardando al futuro per onorare il glorioso passato. Una vettura rivista nella sua identità, sviluppata attraverso un lungo percorso di test per rispettare tutte le direttive regolamentari della FIA Rally2.

Un progetto che ha coinvolto vari aspetti della vettura, dal peso all’aerodinamica, passando per il il telaio rinforzato e la trasmissione in grado di gestire la trazione integrale. Uno studio ottimizzato per affrontare gare lunghe e impegnative, dedicando anche tutta l’attenzione necessaria alla sicurezza, in ottemperanza agli standard più recenti.

Il debutto al Montecarlo, con tutte le sue difficoltà, rappresenta quindi il primo vero test in condizioni estreme. Un esame che servirà non solo a valutare le prestazioni immediate, ma anche a raccogliere dati fondamentali per lo sviluppo della vettura nel corso della stagione.

Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 06:30:18 +0000
News n. 20
Asta record, 6 milioni per la Porsche 918 Spyder più costosa di sempre

Una Porsche 918 Spyder unica, fatta di un colore mai uscito sul mercato. È la storia di questo modello con carrozzeria Pure Orange, appena battuto all’asta per una cifra superiore ai 6 milioni di dollari, che la mette di fatto al primo posto del modello di Stoccarda.

Un risultato che non sorprende gli addetti ai lavori e che conferma ancora una volta come il mercato delle hypercar stia vivendo una fase di grande fermento, specialmente quelle speciali come questa.

La Porsche 918 Spyder

La 918 Spyder è l’auto dei sogni per molti appassionati, retaggio di un periodo d’oro della sportività e dell’innovazione. Alla sua presentazione anticipava il futuro, presentandosi come manifesto tecnologico di un mondo in cui termico ed elettrico si sarebbero uniti nel nome delle prestazioni.

Questo modello è infatti una delle prime hypercar ibride sul mercato e insieme alle sue concorrenti Ferrari LaFerrari e McLaren P1, è stata battezzata come la “Santa Trinità†delle supercar ibride dei primi anni 2010.

Il suo duplice cuore è composto da un V8 aspirato da 4,6 litri che urla fino a 9.000 giri/min, abbinato a due propulsori elettrici, uno per asse. La potenza complessiva riesce così a raggiungere 875 CV e una coppia massima di 1.250 Nm, numeri che non sentono il peso del tempo. Lo stesso si può dire delle prestazioni con una velocità massima che raggiunge i 344 km/h e lo scatto da 0-100 km/h coperto in appena 2,6 secondi.

Al resto ci pensa il telaio, con una struttura in fibra di carbonio che trasmette leggerezza e un’aerodinamica attiva che racconta il controllo con cui l’hypercar di Stoccarda riesce a danzare tra le curve.

Finitura Paint-to-Sample e non solo

Se la Porsche 918 Spyder è una vettura unica e irraggiungibile per molti, la versione battuta all’asta da Mecum Action è un esemplare unico. Grazie alla sua finitura “Paint-to-Sample Pure Orange†si tratta di un pezzo unico assoluto, mai proposto ufficialmente al catalogo e sicuramente appariscente. Questo è un dettaglio che nel mondo del collezionismo vale oro o, come in questo caso, anche di più.

A completare il quadro ci sono numerosi elementi in fibra di carbonio a vista, a partire dal tetto fino ai montanti, che sottolineano l’anima racing del progetto. Presente anche l’ambitissimo pacchetto Weissach, pensato per ridurre il peso complessivo e migliorare ulteriormente l’efficienza aerodinamica. Cerchi in magnesio, assetto dedicato e dettagli specifici rendono questa configurazione una delle più desiderabili in assoluto tra gli appassionati Porsche.

Appena 1.360 km

Come se non bastassero colore e allestimento esclusivo, a spingere il valore di questa 918 Spyder oltre la soglia dei 6 milioni di euro è stato anche il chilometraggio. L’auto ha percorso appena 1.360 km, una cifra praticamente simbolica per un modello che ha ormai più di dieci anni. Un dato che la colloca tra le 918 meno utilizzate in assoluto e che ne ha preservato condizioni praticamente pari al nuovo.

Nel mondo del collezionismo, chilometraggio e originalità sono fattori chiave, e questo esemplare li combina entrambi in modo quasi perfetto. Non è un caso che l’asta abbia attirato l’attenzione di collezionisti da tutto il mondo, pronti a contendersi un’auto predestinata a entrare nella storia.

Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 06:30:16 +0000
News n. 21
Kit di emergenza auto, cosa è obbligatorio per legge

Il kit di emergenza auto entra in gioco quando la strada smette di essere un ambiente prevedibile. Ad esempio in caso di guasto notturno, foratura di uno pneumatico sotto la pioggia o l’arresto improvviso in un tratto poco illuminato.

Un guasto in città non ha le stesse conseguenze di un guasto in autostrada o su una strada extraurbana principale dove le velocità sono elevate e i margini di errore minimi. In questi contesti, il kit di emergenza è ancora più indispensabile, in quanto va garantita la visibilità a distanza e va ridotta al minimo l’esposizione del conducente.

Il minimo imposto dalla legge

Il riferimento normativo è il Codice della Strada, che stabilisce cosa serve per trasformare un veicolo fermo da pericolo improvviso a ostacolo segnalato. Il triangolo di emergenza, previsto dall’articolo 162, consente di far percepire in anticipo agli altri automobilisti l’anomalia e di adeguare la manovra. In parallelo, il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità diventano obbligatori quando si scende dal veicolo in situazioni di rischio. Da qui l’importanza che siano tenuti nell’abitacolo, pronti all’uso prima di mettersi in carreggiata.

Il contenuto del kit cambia in inverno, in quanto in presenza di ordinanze e segnaletica diventa obbligatorio montare pneumatici invernali o avere catene a bordo anche in assenza di neve visibile. Le catene da neve sono un dispositivo che durante la stagione invernale, tra il 15 novembre e il 15 aprile – ma con possibili variazioni stabilite a livello locale – deve essere tenuto a bordo dell’auto nel caso in cui non siano montati pneumatici invernali.

La base giuridica è l’articolo 6 del Codice della Strada, che attribuisce all’ente proprietario della strada il potere di imporre l’obbligo di circolare con mezzi antisdrucciolevoli oppure con gomme invernali idonee alla marcia su neve o ghiaccio. Il mancato rispetto di queste prescrizioni comporta una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro, che si riduce a 41-168 euro quando la violazione avviene all’interno dei centri abitati.

Passando al disco orario, si tratta della classica tessera da esporre sul cruscotto, che indica l’ora di inizio della sosta quando si parcheggia in aree dove la sosta gratuita è consentita per un tempo limitato. Il riferimento normativo è l’articolo 157 del Codice della Strada, in particolare il comma 6, che impone ai conducenti l’obbligo di segnalare in modo visibile l’orario di arrivo e di attivare il dispositivo di controllo della durata della sosta. La violazione di queste disposizioni espone il guidatore a una sanzione amministrativa da 42 a 173 euro.

Illuminazione e comunicazione

La torcia è uno degli strumenti dimenticati perché senza luce diventa difficile muoversi attorno al veicolo, valutare un danno o posizionare il triangolo. Allo stesso modo, un cavo di ricarica e un powerbank carico sono strumenti di sicurezza che consentono di restare in contatto con l’assistenza stradale e di gestire la situazione senza isolamento tecnologico.

L’emergenza riguarda anche chi è a bordo. Un paio di guanti da lavoro consente di operare senza esporsi a tagli o ustioni, mentre una coperta termica o un indumento caldo di riserva si rivelano preziosi quando l’attesa si prolunga in condizioni di freddo intenso.

Non esistono solo neve e ghiaccio, perché pioggia intensa, vento forte e nebbia sono condizioni che rendono l’emergenza più complessa.

Primo soccorso, visibilità passiva e attiva

Per le auto private non c’è un obbligo generalizzato di dotarsi di un kit di pronto soccorso, ma questo non ne annulla l’utilità. La dotazione minima di medicazione permette di gestire ferite lievi in attesa dei soccorsi e di evitare complicazioni. Il discorso cambia per i veicoli utilizzati in ambito lavorativo dove entrano in gioco le normative sulla sicurezza e sul primo soccorso.

Molti kit si rivelano inefficaci per una organizzazione non proprio efficiente. Pensiamo a un giubbotto riposto nel bagagliaio, un triangolo difficile da raggiungere o catene mai provate che rendono inutile la dotazione quando serve.

E se affrontare l’attesa è parte integrante della sicurezza, avere acqua, qualche risorsa di conforto e una protezione adeguata contro il freddo riduce lo stress e i rischi, in particolare quando in auto ci sono bambini o persone fragili.

Molti automobilisti pensano alla visibilità solo in termini di essere visti, ma in emergenza conta anche la visibilità attiva, cioè la capacità di vedere cosa accade intorno al veicolo. Triangolo e giubbotto risolvono il primo aspetto mentre torcia e illuminazione personale risolvono il secondo.

In alcune situazioni, soprattutto in autostrada, restare in auto non è l’opzione più sicura mentre in altre è il contrario. Il kit di emergenza serve allora a guadagnare tempo per valutare la scelta giusta perché avere alta visibilità e segnalazione corretta consente di uscire dal veicolo quando necessario senza decisioni affrettate dettate dal panico o dalla fretta.

La notte amplifica quindi ogni problema, perché riduce la percezione delle distanze e altera i tempi di reazione di chi guida. Un kit di emergenza efficace diventa fondamentale proprio perché compensa questa perdita di informazioni visive, rendendo il veicolo fermo più riconoscibile e il conducente meno vulnerabile.

Manutenzione del kit

Un kit di emergenza è un insieme di strumenti che vanno controllati e aggiornati. Batterie scariche, materiali deteriorati o accessori non più adeguati al tipo di percorrenza rendono il kit inefficace.

In questo contesto le norme sulla sicurezza stradale cambiano da Paese a Paese: ecco allora che prima di mettersi in viaggio all’estero con la propria auto è utile verificare quali dotazioni sono obbligatorie a bordo.

In Italia sono il giubbotto ad alta visibilità e il triangolo di emergenza, ma in altri Stati europei l’elenco delle dotazioni richieste si allunga. In Francia è previsto l’obbligo di tenere a bordo un etilometro e guanti omologati secondo le norme dell’Unione europea mentre in Austria è richiesto un kit di pronto soccorso, obbligo che vale anche in Croazia. Proprio in Croazia, così come in Slovenia, l’estintore è obbligatorio a bordo di autocarri, autobus e veicoli commerciali ed è richiesta la presenza di lampadine di scorta per l’illuminazione del veicolo.

Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 05:00:59 +0000
News n. 22
Ferrari SF-26, doppio push-rod e pance outwash: l’arma Rossa per il mondiale 2026

Prima uscita a Fiorano per la Ferrari SF-26, la monoposto che affronterà il mondiale di Formula 1 2026. Prima del debutto australiano ci saranno ancora modifiche, ma è già possibile analizzare le soluzioni del team tecnico diretto da Loic Serra e comprendere le caratteristiche fondamentali della vettura.

Ferrari  SF-26: Push rod ed effetto outwash

Il Cavallino Rampante conferma il push-rod sull’avantreno per la sospensione anteriore. La transizione verso lo schema a puntone, rispetto allo scorso mondiale, è dettata principalmente da ragioni aerodinamiche: a livello meccanico, la scelta tra push-rod e pull-rod è pressoché equivalente. Disponendo gli elementi interni nella zona superiore, la sezione del telaio può essere alleggerita nella parte inferiore, area cruciale dell’auto per la gestione dei flussi aerodinamici.

La disposizione dei punti d’attacco dei vari link è l’aspetto più interessante, perché influenza direttamente la dinamica del veicolo e la stabilità della piattaforma aerodinamica. L’ala anteriore è piuttosto standard. L’endplate adotta una filosofia outwash, con l’elemento profilato per convogliare il flusso verso l’esterno. Ovviamente, essendo le ali più strette rispetto al passato, il vortice generato impatterà contro la gomma anteriore. Questa soluzione sembra comunque presentare vantaggi impliciti rispetto all’inwash.

Ferrari SF-26: pance outwash per sfruttare il retrotreno

Il bargeboard che osserviamo nelle immagini è piuttosto basico e mostra la divisione in 4 elementi consentita dal regolamento tecnico. Inoltre, spicca un’appendice aerodinamica a corda ridotta, che unisce la scocca, nella zona del telaio, al bargeboard esterno. Questa appare molto angolata verso il basso, a differenza di quanto visto sulla Mercedes.

Le pance mantengono un undercut generoso per dar vita a una zona di alta pressione a fianco dell’abitacolo e, allo stesso tempo, generare un effetto outwash “naturale†e importante. Nella zona inferiore, all’imbocco delle pance, vediamo un deviatore di flusso utile a pre-condizionare il fluido che entrerà in quella zona. Elemento che potrebbe anche incrementare la portata d’aria, teoria che andrà confermata più avanti nella F1 2026.

Va detto che, a differenza di quanto si potesse pensare dopo la presentazione della Haas VF26, le pance della nuova vettura italiana non hanno le vasche, mentre i cosiddetti “cannoni†non sono affatto pronunciati. I tecnici hanno cercato di liberare la zona inferiore e permettere una maggior portata d’aria verso il retrotreno. La zona finale delle pance utilizza l’effetto inwash, per cui si cerca di spostare la massa fluida verso l’interno della vettura.

Ferrari SF-25: push-rod con anti-dive marcato 

Al posteriore ecco lo schema push-rod, con il puntone che passa davanti al primo braccio del triangolo superiore. In questo modo l’elemento può essere più basso e avanzato per riuscire a costruire una buona percentuale di anti-dive. Anche il primo link del triangolo superiore mostra le stesse caratteristiche. Lo schema a puntone consente di alzare gli elementi interni, dove una quota maggiore fa sì che il bodywork possa essere più snello nell’area inferiore.

Mossa studiata anche per pulire la massa fluida che procede verso il retrotreno della Rossa. Si notano altresì dei piccoli slot sul fondo, davanti alle ruote posteriori: elementi dell’auto che vengono utilizzati per ridurre l’effetto creato dal rotolamento dello pneumatico. L’ala posteriore ha un doppio sostegno e il suo primo elemento mostra una zona centrale piuttosto orizzontale e con poco angolo d’attacco.

Data articolo: Fri, 23 Jan 2026 16:31:53 +0000
News n. 23
Svelata la Ferrari SF-26, la rivoluzione per il nuovo capitolo della Formula 1

Ferrari ha svelato alla pista di Fiorano la nuova SF-26 che gareggerà nella prossima stagione della F1. La prima della nuova era tecnica che segna una revisione del regolamento con vetture più leggere, aerodinamica rivista e un sistema propulsivo di ultima generazione.

Una sfida delicata per tutte le scuderie, per farsi trovare pronte al debutto di una nuova era, con errori e problemi competitivi dietro l’angolo quando si affronta un cambio di regolamento così profondo.

Una nuova filosofia tecnica

Le novità sono tantissime e si fondano sulla scelta del regolamento di imporre vetture più leggere e cambio di dimensioni, ma soprattutto una nuova filosofia rispetto ad aerodinamica ed efficienza.

Questo, nella nuova Ferrari SF-26, si traduce nell’addio all’effetto suolo tradizionale, verso un peso minore e un uso più efficiente dei flussi d’aria. Efficienza è infatti la parola d’ordine quando si parla di integrazione dell’aerodinamica attiva, che deve essere pensata per ridurre la resistenza in rettilineo e migliorare la percorrenza complessiva.

Novità anche per la power unit, che introduce una MGU-K potenziata fino a 350 kW, rendendo la componente elettrica ancora più centrale. Il motore termico resta fondamentale, ma il bilanciamento tra parte endotermica ed elettrica diventa una delle chiavi decisive per la competitività.

Identità visiva e richiami al passato

La rivoluzione tecnica si accompagna a un cambiamento estetico che non passa inosservato. La Ferrari SF-26 presenta linee più pulite e proporzioni che trasmettono un immediato senso di leggerezza e agilità, complice anche la semplificazione delle superfici imposta dal nuovo regolamento.

Fa notizia il ritorno alla vernice lucida, abbandonata negli ultimi sette anni in favore delle finiture opache. Il Rosso Scuderia è ora più profondo e brillante, con un chiaro richiamo alla livrea speciale vista a Monza nel 2025. Il bianco, colore storicamente legato alla Ferrari nelle competizioni, assume un ruolo centrale sull’abitacolo e sul cofano motore, creando un contrasto deciso che strizza l’occhio alle monoposto degli anni Settanta, senza rinunciare a un’impostazione moderna.

Ferrari SF-26, la monoposto della grande svolta
Ufficio Stampa Ferrari
SF-26: così Ferrari affronta la nuova Formula 1

Le sensazioni dei piloti

La presentazione a Fiorano della SF-26 è stata anche l’occasione per ascoltare le prime impressioni dei piloti. Lewis Hamilton, alla sua prima Ferrari progettata integralmente secondo un nuovo ciclo regolamentare, ha sottolineato la portata della sfida: “Il 2026 rappresenta probabilmente il cambiamento più grande che abbia mai vissuto in Formula 1. In una nuova era tutto ruota attorno allo sviluppo e alla capacità di capire in fretta cosa funziona davveroâ€.

Charles Leclerc, invece, ha posto l’accento sulla gestione dell’energia e della power unit, definendola “uno degli aspetti più significativi, una sfida stimolante che richiederà da parte di noi piloti un processo di adattamento rapido, che faccia leva inizialmente più sull’istinto e poi su un uso sempre maggiore di dati precisi.â€

Verso il debutto in pista

Il conto alla rovescia è già iniziato. La SF-26 scenderà in pista per la prima volta nei test collettivi, che prenderanno il via con uno shakedown a Barcellona, seguito dalle sessioni ufficiali in Bahrain. Sarà lì che la teoria incontrerà la realtà dell’asfalto e che emergeranno i primi veri riscontri sul lavoro svolto a Maranello.

L’obiettivo è farsi trovare pronti per l’8 marzo, data del primo Gran Premio stagionale in Australia. La nuova Ferrari non promette miracoli, ma incarna la volontà di affrontare il futuro della Formula 1 con un progetto coerente, ambizioso e profondamente legato al DNA del Cavallino Rampante. Inizia così un nuovo capitolo, tutto da scrivere.

Data articolo: Fri, 23 Jan 2026 15:27:38 +0000
News n. 24
Bugatti FKP Hommage, l’ultima e definitiva evoluzione dello spirito Veyron

L’ultima one-off di casa Bugatti vuole creare un filo conduttore tra le sue hypercar più amate e dare alla luce un’ultima Veyron, con soluzioni tecniche definitive. La Bugatti FKP Hommage nasce come omaggio diretto a Ferdinand Karl Piëch, l’uomo che più di tutti ha voluto e reso possibile la Veyron.

Un progetto che unisce design, ingegneria e simbolismo, portando su strada quella che può essere considerata, a tutti gli effetti, l’ultima e più potente Veyron mai realizzata, anche se il punto di partenza tecnico è la Chiron.

Il motore della Super Sport

Sotto la carrozzeria prende vita il cuore più estremo mai montato su un’auto che richiami, anche solo concettualmente, la Veyron. La base è quella della Chiron Super Sport, dalla quale la FKP Hommage eredita il celebre W16 quadriturbo, rivisto nei suoi componenti principali per adattarsi a questo progetto unico.

I turbocompressori maggiorati, il sistema di raffreddamento rivisto e un cambio rinforzato permettono di raggiungere una potenza complessiva di 1.578 CV, un valore che mette in prospettiva i 1.001 CV della Veyron originale e racconta quanto sia evoluta, in poco più di quindici anni, la tecnologia Bugatti. La coppia è monumentale, la risposta dell’acceleratore immediata, ma come da tradizione di Molsheim tutto è calibrato per garantire il controllo, anche a velocità che restano fuori dalla portata della maggior parte delle hypercar, non a caso si basa su una delle auto più veloci del mondo.

Il design è un omaggio

Basta uno sguardo per capire che questa FKP Hommage guarda indietro nel tempo. Le forme arrotondate, la pulizia delle superfici e la ricerca di un equilibrio quasi scultoreo tra volumi pieni e dettagli funzionali richiamano chiaramente la Veyron, soprattutto nelle proporzioni e nel modo in cui la carrozzeria avvolge la meccanica.

I pannelli sono completamente su misura e poggiano su cerchi da 20 pollici all’anteriore e 21 al posteriore, soluzione che contribuisce a rafforzare la presenza su strada senza tradire l’eleganza complessiva del progetto. La livrea è uno degli elementi più evocativi: il rosso intenso dialoga con una base in alluminio color argento, protetta da uno strato trasparente dalle tonalità calde, mentre il nero in fibra di carbonio a vista riprende fedelmente il classico schema bicolore che ha reso iconica la Veyron.

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Un Audemars Piguet incastonato

L’abitacolo segue la stessa filosofia celebrativa e la stessa tendenza al lusso esagerato. Il volante circolare, unico nel suo genere, richiama direttamente quello della Veyron originale, così come la nuova console centrale ricavata dal pieno in alluminio, lavorata con una cura quasi maniacale.

Al centro della plancia spicca uno degli elementi più inaspettati: un Audemars Piguet Royal Oak Tourbillon da 41 mm, incastonato direttamente al centro della plancia, un modo estremo per tenere il conto dei tempi sul giro. I materiali, le cuciture e le finiture parlano la lingua dell’artigianalità estrema, quella che Bugatti riserva a tutti i propri progetti.

Il Programme Solitaire

La Bugatti FKP Hommage nasce all’interno del Programme Solitaire, il livello più alto di personalizzazione one-off offerto dalla Casa di Molsheim. Un gradino superiore rispetto al già sofisticato Sur Mesure, pensato per clienti che cercano un progetto irripetibile.

Questa vettura è la seconda creazione del Programme Solitaire, dopo la Brouillard presentata lo scorso anno. Il programma prevede la realizzazione di appena due vetture all’anno, ognuna con una propria identità e una storia da raccontare. Nel caso della FKP Hommage, il tributo è dichiarato: celebrare la Veyron e l’uomo che ha avuto il coraggio di immaginare un’auto impossibile e trasformarla in realtà.

Data articolo: Fri, 23 Jan 2026 13:56:13 +0000
News n. 25
MINI Paul Smith Edition, riaccende lo spirito e lo stile britannico

Esistono collaborazioni che non hanno bisogno di presentazioni perché poggiano su basi storiche consolidate. È il caso dell’incontro tra MINI e lo stilista Paul Smith, due nomi che rappresentano la capacità del Regno Unito di rinnovare la propria tradizione senza tradirla. La nuova MINI Paul Smith Edition non è un semplice esercizio di stile, ma un progetto che declina la filosofia “Classic with a Twist” sull’intera famiglia MINI Cooper, puntando su una personalizzazione che evita l’eccesso per concentrarsi sul dettaglio.

L’offensiva commerciale parte dalla variante completamente elettrica della MINI Cooper SE, un veicolo che abbina l’estetica specifica a una propulsione a zero emissioni. Sotto la carrozzeria batte un motore da 218 CV (160 kW), capace di garantire una progressione da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi. Si tratta di numeri che confermano l’orientamento dinamico della vettura, coerente con l’impostazione tecnica che da sempre definisce il marchio.

Il gioco dei contrasti cromatici

L’edizione speciale si distingue per tre diverse soluzioni di livrea. La versione in Midnight Black conferisce alla carrozzeria a tre porte un tono sobrio, dove il tetto nero ospita una reinterpretazione delle celebri “signature stripes” di Paul Smith. In questo caso, l’effetto visivo è ottenuto attraverso l’alternanza di sottili fasce nere in finitura lucida e opaca, rinunciando alle tradizionali colorazioni vivaci per un risultato più rigoroso.

Diverso è l’approccio per la MINI Cooper S Paul Smith Edition, che viene proposta nella nuova tinta Inspired White. Qui il contrasto è netto: il tetto è verniciato nell’esclusivo Nottingham Green, un colore che rende omaggio alla città natale del designer. Sul profilo del tetto, dal lato guida, compaiono le strisce colorate iconiche del marchio Smith, che fungono da elemento di riconoscimento immediato. Per chi cerca una terza via, la gamma offre la tonalità Statement Grey, disponibile per tutti i modelli della serie.

Il Nottingham Green non si limita al tetto, ma caratterizza diversi elementi funzionali e decorativi, come le calotte degli specchietti retrovisori e la cornice della griglia anteriore ottagonale. Anche i coprimozzi riportano la scritta Paul Smith, integrandosi nei cerchi in lega da 18 pollici Night Flash Spoke Black. Questi ultimi presentano una finitura Dark Steel che contribuisce a definire la postura del veicolo su strada.

Interni: tra sobrietà e dettagli grafici

L’abitacolo della Paul Smith Edition mantiene una coerenza stilistica comune a tutte le varianti. I sedili sono rivestiti in tessuto Nightshade Blue, mentre le superfici sono realizzate in tessuto a maglia nero con motivi a righe tono su tono. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire un ambiente che esprima un’eleganza funzionale, priva di elementi di distrazione superflui.

L’accoglienza a bordo è affidata a una proiezione luminosa che riporta la scritta “Hello”, accompagnata dal motto “Every day is a new beginning” inciso sul battitacco. Un dettaglio specifico si trova sulla razza inferiore del volante sportivo, dove è applicata una fascia tessile decorata con le strisce colorate tipiche dello stilista. Infine, sui tappetini è presente una grafica disegnata a mano che raffigura un coniglio, simbolo distintivo del brand Paul Smith, che aggiunge un elemento di caratterizzazione agli interni senza alterarne la pulizia complessiva.

Già ordinabile

La versione elettrica della MINI Cooper Paul Smith Edition è già ordinabile in mercati selezionati. Per quanto riguarda le motorizzazioni termiche e le diverse configurazioni di carrozzeria, incluse la MINI Cooper a 5 porte e la Cabrio, l’arrivo nelle concessionarie è previsto a partire dal secondo trimestre del 2026.

Data articolo: Fri, 23 Jan 2026 11:51:07 +0000


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