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La situazione del traffico in Italia del 3 giugno 2026 è caratterizzata da numerosi cantieri e chiusure su varie autostrade, interessando soprattutto tratte come la Tangenziale di Napoli e l’autostrada Milano-Napoli, con disagi causati da lavori in corso e tratti chiusi. Segnaliamo anche fenomeni meteorologici come pioggia intensa tra Frosinone e San Vittore sull’autostrada A1. Tra gli eventi più rilevanti, il tratto chiuso della Tangenziale di Napoli tra Fine Tangenziale Napoli e Capodimonte per lavori e una coda di 1 km tra Faenza e Forlì sulla Bologna-Taranto, sempre a causa di chiusure per lavori.
23:05 – Traffico in entrambe le direzioni
Pioggia tra Frosinone e San Vittore
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa i km dal 633.3 al 679.0 per una lunghezza di 45.7 km.
22:44 – Santa Maria Capua Vetere
Uscita chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo da Napoli per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Napoli: Caserta Nord.
22:13 – Ferentino
Entrata chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4/6/2026 verso Napoli per lavori.
Entrata consigliata verso Napoli: Frosinone.
22:09 – Colleferro
Entrata chiusa al traffico fino alle 05:00 del 4/6/2026 verso Roma per lavori.
Entrata consigliata verso Roma: Valmontone.
21:48 – Caserta Sud
Entrata chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4/6/2026 verso Napoli per lavori.
Entrata consigliata verso Napoli: Nodo A1/Villa Literno-Pomigliano.
21:36 – Nodo A1/Acerra-Afragola
Allacciamento chiuso fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo da Roma verso Afragola per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Roma: Nodo A1/Villa Literno-Pomigliano.
21:36 – Nodo A1/Acerra-Afragola
Allacciamento chiuso fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo da Roma verso Acerra per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Roma: Nodo A1/Villa Literno-Pomigliano.
21:16 – Caserta
Uscita chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo da Autostrada Milano-Napoli per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Autostrada Milano-Napoli: Caserta Nord su A1 Milano-Napoli.
21:10 – Bivio Complanare/A21 Brescia
Allacciamento chiuso fino alle 05:00 del 4/6/2026 provenendo da Bologna verso Brescia per lavori.
Entrata consigliata verso Brescia: Piacenza Ovest su A21 Torino-Piacenza-Brescia e Fiorenzuola su A1 Milano-Napoli.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Bivio A21/A1 su A21 Torino-Piacenza-Brescia.
Uscita consigliata provenendo da Piacenza Sud / A21 Torino-Brescia: Bivio Diramaz. Fiorenzuola/A1 MI-NA su Diramazione A1-A21 per Fiorenzuola.
21:10 – Bivio Complanare/A21 Brescia
Allacciamento chiuso fino alle 05:00 del 4/6/2026 provenendo da Milano verso Brescia per lavori.
Entrata consigliata verso Brescia: Piacenza Ovest su A21 Torino-Piacenza-Brescia e Fiorenzuola su A1 Milano-Napoli.
Uscita consigliata provenendo da Piacenza Sud / Bologna: Bivio A21/A1 su A21 Torino-Piacenza-Brescia.
Uscita consigliata provenendo da Milano: Bivio Diramaz. Fiorenzuola/A1 MI-NA su Diramazione A1-A21 per Fiorenzuola.
21:09 – San Nicola Ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
21:08 – Bivio SP 1 Casoria (Dir. Strada Statale 7 Appia)
Allacciamento chiuso fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo verso Strada Statale 7 Appia per lavori.
Uscita consigliata provenendo da : Doganella su Tangenziale Napoli.
22:05 – Tratto Pistoia – Prato Ovest
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Firenze: Prato Ovest.
22:01 – Chiesina Uzzanese
Uscita chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo da Pisa per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Pisa: Altopascio.
22:16 – Torrimpietra (verso SS1 Aurelia)
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso SS1 Aurelia: Cerveteri.
22:01 – Chiavari
Uscita chiusa al traffico fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Uscita consigliata da Livorno e Genova: Lavagna.
Entrata chiusa in entrambe le direzioni fino alle 06:00 del 4/6/2026.
Entrata consigliata verso Genova: Lavagna. Entrata consigliata verso Livorno: Lavagna.
21:27 – Area di servizio Savalano
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
22:13 – Bologna Interporto
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 4/6/2026 provenendo da Bologna per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Bologna Arcoveggio.
22:42 – Tra Faenza e Forlì
Coda di 1 km per tratto chiuso.
Direzione Taranto
La coda interessa il tratto dal km 79.0 al km 81.6 per una lunghezza di 2.6 km.
22:40 – Bivio Tangenziale Bari – Bari Nord
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Bologna-Taranto: Bitonto su A14 Bologna-Taranto.
22:07 – Area di servizio Murge Ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
22:05 – Trani (in entrambe le direzioni)
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Pescara: Andria.
Entrata consigliata verso Bari: Molfetta.
22:05 – Trani
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Bari: Molfetta.
Uscita consigliata provenendo da Pescara: Andria.
22:02 – Fermo Porto San Giorgio
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo da Pescara per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Pescara: Pedaso.
22:04 – Area di servizio Canne della Battaglia Est
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
22:02 – Pescara Nord
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 verso Pescara per lavori.
Entrata consigliata verso Pescara: Pescara Ovest.
22:27 – Avellino Ovest
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 verso Napoli per lavori.
Entrata consigliata verso Napoli: Baiano.
22:27 – Avellino Ovest
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo da Canosa per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Canosa: Avellino Est.
22:10 – Tra Lacedonia e Cerignola Ovest
Vento Forte lungo la tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessa i km dal 127.6 al 159.9 per una lunghezza di 32.3 km.
22:04 – Area di servizio Vesuvio Sud
Servizi di ristorazione chiusi.
Servizi igienici non disponibili.
22:07 – Tratto Assergi – San Gabriele-Colledara
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 4/6/2026 per lavori.
22:07 – Area di servizio Valle Aterno
Mancanza di GPL.
23:02 – Tratto Nodo A26/A21 Torino-Brescia – Alessandria Sud
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 4/6/2026 per il transito di un trasporto eccezionale.
Entrata consigliata verso Genova Voltri: Alessandria Sud.
Uscita consigliata provenendo da Gravellona Toce: Alessandria Ovest su A21 Torino-Piacenza-Brescia.
22:14 – Area di servizio Turchino Ovest
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 4/6/2026 per lavori.
22:14 – Area di servizio Stura Ovest
Area di servizio chiusa fino alle 05:00 del 4/6/2026 per tratto chiuso.
22:13 – Tratto Masone – Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 4/6/2026 per lavori.
23:06 – Tratto Fine Tangenziale Napoli – Capodimonte
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Pozzuoli: Capodimonte.
Uscita consigliata provenendo da Allacc. Diramazione Capodichino: Fine Tangenziale Napoli.
23:06 – Via Campana (Entrata verso Allacc. Diramazione Capodichino)
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Agnano.
23:05 – Tratto Pozzuoli – Agnano
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Agnano.
Uscita consigliata provenendo da Pozzuoli: Pozzuoli.
23:05 – Entrata Arco Felice verso Allacc. Diramazione Capodichino
Entrata chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Allacc. Diramazione Capodichino: Agnano.
23:03 – Uscita Vomero (provenendo da Pozzuoli)
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Pozzuoli: Camaldoli.
22:34 – Tratto Raccordo A5/SS26 dir – Aosta Ovest
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
22:05 – Aosta Ovest
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 4/6/2026 verso Monte Bianco per lavori.
22:04 – Tratto Aosta Ovest Svincolo – Raccordo A5/SS26 dir
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 4/6/2026 per lavori.
22:09 – Tratto Bivio A7/A12 Genova-Livorno – Genova Bolzaneto
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Milano: Genova Bolzaneto.
22:31 – Sesto Cal.-Vergiate (in entrambe le direzioni)
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 4/6/2026 per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Varese: Besnate.
Entrata consigliata verso A26 Genova Voltri – Gravellona Toce: Castelletto Ticino.
22:30 – Tratto Sesto Cal.-Vergiate – Castelletto Ticino
Tratto chiuso fino alle 05:00 del 4/6/2026 per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Autostrada Milano-Varese: Castelletto Ticino.
22:02 – Vittorio Veneto Nord
Uscita chiusa fino alle 06:00 del 4/6/2026 per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Belluno: Belluno Svincolo.
Uscita consigliata provenendo da Venezia: Vittorio Veneto Sud.
21:20 – Bivio SP1/Raccordo per Capodichino (da Casoria)
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo da Casoria verso Diramazione Capodichino per lavori.
Entrata consigliata verso Diramazione Capodichino: Doganella su Tangenziale Napoli.
Uscita consigliata provenendo da Strada Statale 7 Appia: Doganella su Tangenziale Napoli.
21:20 – Bivio SP1/Raccordo per Capodichino (da Strada Statale 7 Appia)
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 4/6/2026 provenendo da Strada Statale 7 Appia verso Diramazione Capodichino per lavori.
Entrata consigliata verso Diramazione Capodichino: Doganella su Tangenziale Napoli.
Uscita consigliata proveniendo da Strada Statale 7 Appia: Doganella su Tangenziale Napoli.
22:35 – Svincolo 5 Quartiere Lame
Entrata chiusa fino alle 05:00 del 4/6/2026 verso Autostrada Milano-Napoli per lavori.
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Svincolo 6 Castelmaggiore.
21:50 – Cavenago
Uscita chiusa fino alle 05:00 del 4/6/2026 proveniendo da Brescia per lavori.
Uscita consigliata provenendo da Brescia: Agrate.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 21:08:00 +0000L’Avenger ribadisce la sua posizione apicale tra i prodotti del Gruppo Stellantis. Secondo l’elaborazione di Dataforce, i risultati commerciali di maggio 2026 hanno messo in primo piano il compatto SUV di Jeep sul mercato italiano. Il marchio americano continua a essere saldamente nella top 10 delle passenger car con una quota del 3,96%, grazie al successo principalmente del B-SUV commercializzato anche in salsa elettrica.
Il mezzo a ruote alte, introdotto nel 2023, vanta una leadership assoluta tra i SUV di ogni segmento e la seconda posizione assoluta tra tutti i modelli del mercato italiano nei primi cinque mesi dell’anno. L’Avenger ha raggiunto nel mese maggio la quota del 4,72%, mentre quella gennaio-maggio è del 5,51%: statistiche che lo portano a essere ancora in cima, con numeri in linea con quelli del 2025 e dell’anno precedente.
L’Avenger non nasce per l’off-road, ma per accompagnare 5 passeggeri nella vita di tutti i giorni. Date le sue dimensioni ridotte risulta impeccabile in città , ma anche per weekend all’avventura. L’Avenger è stata la prima Jeep full electric, nonché la prima prodotta nello stabilimento Stellantis di Tychy e disponibile solo in versione inizialmente a trazione anteriore. La vettura avrebbe potuto chiamarsi Jeepster, ma poi con il programma congiunto che coinvolse anche Jeep Recon e la Jeep Wagoneer S, venne battezzata Avenger.
Il SUV compatto di segmento B è realizzata sulla piattaforma e-CMP2, creata da PSA già per la produzione di Peugeot 2008 II, Opel Mokka B, Fiat 600 e DS 3 Crossback. Ne è derivato un successo impattante nel segmento B-SUV, risultando il più venduto in assoluto, considerando ogni motorizzazione, nel mese e nel quadrimestre, con una quota dell’11,2%.
Valutando ogni segmento e ogni motorizzazione, nel cumulato gennaio-maggio 2026, l’entry level del brand americano ha strappato una quota di mercato del 2,85%. Alla base del successo commerciale c’è la “Freedom of Choiceâ€, ovvero i clienti hanno la possibilità di scegliere tra diverse soluzioni di mobilità :
La Jeep Avenger continua a scalare le classifiche come una montagna senza arrestare il suo sviluppo. In attesa della nuova serie che non si discosterà troppo dall’attuale modello, la vettura è arrivata in vetta del mercato dei veicoli a ruote alte del Belpaese per l’ennesima volta.
Le versioni speciali, come la Avenger 4xe The North Face Edition e la recente Black Edition, enfatizzano il DNA off-road con un design esclusivo, con dettagli che ne esaltano l’unicità . In tutte le sue forme, il SUV Avenger piace ed è destinato a far crescere Jeep ancora molto a lungo. Il primato a maggio, con una quota vicina al 9,5%, e nell’anno, con una quota superiore all’11%, sono una chiara testimonianza del valore del modello a ruote alte.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 15:04:44 +0000Un imprenditore con il pallino delle supercar era giunto a Fasano per una competizione. La notte prima della gara qualcuno ha sottratto a Luca Gaetani, 46 anni, titolare della Gaetani Racing di San Giorgio delle Pertiche (Padova), una Ferrari 458 Challenge Evo. La vettura è stata rubata a Fasano, in provincia di Brindisi, dove il proprietario si trovava per prendere parte a una sfida.
I colleghi del Gazzettino hanno spiegato che l’imprenditore si era diretto lo scorso giovedì, insieme alla moglie, nella località pugliese per affrontare una gara in salita nel weekend, portando con sé una Ferrari 458 Challenge Evo agganciata a un carrello. La berlinetta modenese sarebbe stata guidata da un pilota che avrebbe noleggiato la vettura per la competizione. Una volta giunti a destinazione, i due hanno guidato l’auto nel paddock assegnato dagli organizzatori e poi hanno raggiunto il loro Bed & Breakfast, distante circa un chilometro.
Prima di tutto gli sventurati non hanno ritrovato lo scooter, portato per gli spostamenti locali. Le telecamere della struttura hanno mostrato tre individui a volto coperto agire nel cuore della notte. Il brutto risveglio è diventato un vero incubo. Il carrello con la Ferrari era stato staccato dall’auto e portato via. Gaetani si è subito attivato per presentare la denuncia ai carabinieri di Fasano, consegnando anche il video del primo furto.
Gli inquirenti stanno valutando 3 diverse ipotesi: la supercar potrebbe essere stata trasportata in Albania, oppure il furto sarebbe legato a un tentativo di sabotaggio nei confronti del pilota che avrebbe dovuto gareggiare con la Ferrari 458 Challenge Evo. Non si può escludere nemmeno il cosiddetto “cavallo di ritorno”, ma il problema è la carenza di fondi per l’imprenditore. “Se la Ferrari non viene recuperata, saremo costretti a chiudereâ€, ha annunciato l’uomo, aggiungendo che la sottrazione dello scooter sembra essere stata un’azione pianificata per rallentarne i movimenti e permettere ai complici di scappare più lontano possibile.
La notizia ha scosso l’ambiente della Coppa Selva di Fasano e dell’intero Motorsport tricolore, un mondo in cui la Gaetani Racing si è sempre distinta. Ogni Ferrari nasce con un DNA sportivo, ma la 458 Challenge Evo ha qualcosa di ancora più speciale. Dall’esperienza in pista è stato partorito un modello che, secondo la Ferrari, potrebbe ancora segnare record.
La 458 Challenge standard può chiudere un giro del circuito di prova di Fiorano in 1:16.5, ovvero due secondi più veloce della sua predecessora F430 Challenge e solo 0,2 secondi più lenta della Ferrari FXX. Grazie all’aggiornamento Evo, la 458 Challenge Evo è risultata più rapida della Ferrari FXX sul tracciato di Fiorano. Il peso della 458 Challenge è stato ridotto rispetto alla 458 standard grazie all’utilizzo di pannelli della carrozzeria più sottili. Vanta un abitacolo racing con sedile da corsa Sabelt e cinture di sicurezza a sei punti, volante staccabile con attacco rapido Lifeline, sistema antincendio Lifeline integrato, montaggio di un martinetto pneumatico sul retro per sollevare la vettura, tappo del serbatoio da corsa, cerchi con bloccaggio centrale, scarico racing e ganci di traino anteriori e posteriori.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 14:03:12 +0000Per chiunque avesse preso una multa e non avesse riscontrato gli opportuni cartelli di avviso c’è una fantastica notizia. Un automobilista è stato immortalato da un apparecchio del Mossano a una velocità di 130 km/h e sembrava condannato a un maxi esborso. La persona alla guida si era immesso sulla provinciale da una strada laterale e non aveva visto alcun cartello.
Chi era al volante non ha moderato la velocità in un tratto dove la velocità consentita era di 70 km/h. In seguito ha ricevuto a casa una sanzione di ben 550 euro; cifra che non verrà mai pagata perché è stata annullata dal giudice a seguito del ricorso. Per il primo giudice, quello di pace, la multa andava pagata senza dubbio alcuno, ma il Tribunale di Rovereto, in appello, ha stravolto la prima decisione, annullando il verbale.
Per punire l’infrazione erano necessari i segnali stradali previsti dalla normativa. Il rilevamento dell’autovelox era avvenuto la sera di un giorno di febbraio di due anni fa e, una volta ricevuta la multa, l’automobilista aveva deciso di impugnarla davanti al giudice di pace che riteneva che l’apparecchio era idoneo ad attribuire la multa perché era approvato e approvazione vale per omologazione. Il giudice aveva sentenziato:
“Una volta accertato che la procedura di approvazione garantisce la stessa identica affidabilità del dispositivo della procedura di omologazione, in quanto entrambe fondate su prove tecniche di laboratorio in stretta osservanza delle prescrizioni pertinenti e che l’unica differenza consiste nel fatto che dette prescrizioni non sono previste nel regolamento del Codice della strada nel caso dell’approvazione e sono invece in esso previste, nel caso di omologazione, non vi è alcuna ragione di invalidare i verbali di contestazioni sulla base dell’accertamento con dispositivi che possono essere solo approvati e non omologatiâ€.
L’automobilista, a giusta ragione, aveva sottolineato l’assenza della segnaletica stradale. Quando si era immesso sulla provinciale della Destra Adige dalla strada laterale denominata Maso Foianeghe non vi era alcun modo di immaginare un autovelox. Nella sentenza è stato annunciato che poche decine di metri prima della postazione dell’apparecchio di misurazione della velocità , vi è una strada laterale che accede alla provinciale. Secondo la difesa del Comune non si tratterebbe di una intersezione ma di una strada privata, non pubblica. Il Comune di Rovereto non ne era a conoscenza della chiusura di quel tratto perché la natura pubblica della strada rendeva evidente la presenza di una intersezione e l’obbligo di ripetizione del segnale di limite di velocità e del rispetto della regola del chilometro rispetto al segnale ripetuto, entrambe nella specie non rispettate.
L’omessa ripetizione del limite di velocità va a inficiare la legittimità dell’accertamento compiuto con l’autovelox, perché il dispositivo non poteva essere collocato in quel punto. La sentenza si conclude con le seguenti parole:
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 13:10:13 +0000“Tutti i motivi tecnici e strutturali, relativi all’attendibilità circa la misurazione della velocità , risultano infondati mentre è fondato il motivo relativo alla segnaletica, sul quale la sentenza di primo grado ha reso una motivazione solo apparente. Pertanto, l’appello deve essere accolto per tale limitato profilo, con conseguente annullamento del verbaleâ€.
Nel pantheon delle supercar moderne, la LaFerrari occupa un posto d’onore. Prodotta in appena 499 esemplari, rappresenta il vertice della tecnologia ibrida del Cavallino, una sintesi perfetta tra l’esperienza della Formula 1 e l’eleganza stradale. Tuttavia, esiste un’unità capace di far battere il cuore dei collezionisti più di ogni altra: è la coupé del 2014 appartenuta a Felipe Massa, un’auto che non è solo un prodigio meccanico, ma un pezzo di storia vissuta tra i cordoli e i box di Maranello.
A differenza della classica livrea rossa che domina la produzione Ferrari, Felipe Massa scelse per la sua “prediletta” una configurazione cromatica di rara aggressività e fascino. La carrozzeria è infatti tinta in Nero DS 1250, un colore profondo e magnetico che mette in risalto le linee scultoree disegnate dal centro stile Ferrari.
A spezzare questa oscurità pensano i dettagli in Rosso Corsa: sottili strisce vibranti corrono lungo lo splitter anteriore e i supporti degli specchietti retrovisori, creando un contrasto visivo che richiama immediatamente le monoposto da competizione. Il look esterno è completato da componenti che gridano performance: il diffusore anteriore e posteriore in fibra di carbonio a vista, le pinze freno Rosso Corsa che occhieggiano da dietro i cerchi FXX-K (un optional esclusivo del programma Atelier) e i coprimozzi, anch’essi realizzati in preziosa fibra di carbonio.
Entrare all’interno di questa LaFerrari significa immergersi in un ambiente dove il lusso si fonde con la funzionalità della pista. Il tema nero e rosso continua senza sosta: gli interni sono rivestiti in Alcantara Nera, arricchiti da profili e cavallini ricamati sui poggiatesta in tinta Rosso Corsa. Il volante è stato personalizzato seguendo le indicazioni del pilota, mentre sulla plancia in fibra di carbonio spicca una striscia rossa dipinta a mano.
Ma il vero centro emotivo della vettura si trova tra i due sedili di medie dimensioni. Qui, la targhetta che identifica l’edizione limitata non riporta solo un numero di serie, ma un’incisione speciale: “Grazie Felipe”, accompagnata dalla firma autografa di Luca Cordero di Montezemolo, all’epoca presidente e amministratore delegato della Ferrari. È il sigillo finale su un rapporto durato quasi un decennio, culminato con la vittoria del titolo Costruttori nel 2008 e un legame umano che è andato ben oltre i risultati sportivi.
Nonostante il suo potenziale devastante, Massa ha trattato questa vettura con un rispetto quasi religioso. Ricevuta nell’ottobre del 2014 e inizialmente immatricolata a Monaco, l’auto è rimasta di proprietà del pilota fino al 2021, quando è passata nelle mani di un collezionista danese. In dodici anni di vita, la vettura ha percorso meno di 4.000 chilometri, mantenendo uno stato di conservazione impeccabile.
La manutenzione è stata ossessiva. L’ultimo tagliando annuale è stato effettuato nell’aprile del 2026 presso la concessionaria ufficiale Ferrari in Danimarca, Formula Automobile A/S. Anche la salute della componente ibrida è stata monitorata costantemente: l’ultimo controllo ha rivelato uno stato della batteria al 77%, un valore eccellente per un’auto di questa complessità tecnologica. Dotata di optional come la telecamera da pista e il kit di sollevamento delle sospensioni, la vettura è pronta per tornare a ruggire sull’asfalto o per brillare in un salone privato.
La vendita di questo capolavoro è stata affidata a RM Sotheby’s attraverso la prestigiosa formula della “sealed auction”. In questo tipo di asta, i collezionisti presentano le proprie offerte in modo riservato e simultaneo, senza poter conoscere le mosse degli avversari, rendendo la sfida ancora più tesa e psicologica.
Le stime ufficiali parlano di un valore che si aggira intorno ai 5,5 milioni di euro, ma gli esperti concordano sul fatto che la provenienza illustre e la dedica di Montezemolo potrebbero spingere la cifra finale molto più in alto. Chiunque riuscirà ad aggiudicarsi questa LaFerrari non porterà a casa solo una delle auto più veloci della storia, ma l’essenza stessa dell’anima Ferrari racchiusa in una targhetta: il ringraziamento a un uomo che ha dato tutto per la tuta rossa.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 11:06:30 +0000Dopo il successo che sta riscuotendo la Grande Panda, FIAT compie un ulteriore e decisivo passo in avanti nella sua strategia di espansione globale. Stellantis ha infatti mostrato le prime immagini ufficiali di due modelli che promettono di scuotere il mercato automobilistico: la Grizzly e la Grizzly Fastback. Con questi nuovi ingressi, la Casa torinese non si limita a lanciare due vetture, ma dichiara ufficialmente il proprio ritorno al centro del segmento C, puntando tutto su una visione di mobilità che Olivier Francois, CEO di FIAT, definisce intelligente, accessibile e profondamente radicata nel DNA del design italiano.
La prima delle due novità , la FIAT Grizzly, si presenta come un SUV versatile e spazioso, progettato con un obiettivo chiaro: semplificare la vita delle famiglie. Le sue proporzioni, caratterizzate da uno sviluppo più verticale e compatto, sono state studiate per massimizzare il volume interno. Nonostante una lunghezza complessiva che rimane al di sotto dei 4,5 metri, la Grizzly riesce a stabilire un nuovo standard per la categoria in termini di abitabilità e praticità .
È la vettura ideale per chi vive la città quotidianamente ma non vuole rinunciare al comfort durante i lunghi viaggi autostradali. La sua altezza e la gestione intelligente degli spazi interni la rendono un punto di riferimento per chi cerca un’auto capace di ospitare comodamente passeggeri e bagagli senza le dimensioni ingombranti dei SUV tradizionali.
Per chi invece cerca uno stile più graffiante e una silhouette slanciata, FIAT propone la Grizzly Fastback. Sebbene condivida la stessa piattaforma globale della sorella SUV, la Fastback sfoggia una personalità distinta, più orientata al lifestyle e al dinamismo. Il suo linguaggio di design è più raffinato e aerodinamico, con una linea del tetto che scende dolcemente verso la coda, conferendole un carattere sofisticato.
Tuttavia, la bellezza non va a scapito della funzionalità : la Fastback vanta una maggiore capacità di carico longitudinale, una caratteristica che la rende perfetta per trasportare attrezzature sportive o bagagli voluminosi durante i viaggi più impegnativi. È la risposta di FIAT a chi desidera un’auto di carattere, capace di distinguersi sulla strada per eleganza e sportività , senza però tradire le necessità di carico tipiche di una vettura familiare.
Uno dei pilastri del progetto Grizzly è la flessibilità . Entrambi i modelli saranno disponibili con un’ampia gamma di motorizzazioni, che spaziano dai classici ed efficienti motori a benzina fino alle versioni completamente elettriche. Questa scelta riflette la volontà di FIAT di offrire una soluzione di mobilità democratica, capace di adattarsi alle diverse infrastrutture e necessità dei mercati internazionali.
Esteticamente, i due modelli sono uniti da una firma luminosa a LED distintiva, che garantisce una forte presenza su strada e una riconoscibilità immediata, sia di giorno che di notte. All’interno, l’attenzione ai dettagli e l’uso di tecnologie pensate per “semplificare la vita di tutti i giorni” elevano l’esperienza a bordo, rendendo ogni spostamento più piacevole e intuitivo.
Il progetto Grizzly non riguarda solo l’Europa. Come sottolineato dai vertici Stellantis, queste vetture nascono per essere competitive in diverse aree del mondo, garantendo flessibilità produttiva e vicinanza ai mercati chiave dell’America Latina, del Medio Oriente e dell’Africa.
L’attesa per vederle finalmente su strada non sarà lunga: l’introduzione della famiglia Grizzly in Europa e nella regione EMEA è prevista per la seconda metà del 2026. Con questa mossa, FIAT non solo completa la sua gamma, ma lancia un segnale forte ai competitor: la mobilità familiare di qualità può, e deve, essere alla portata di tutti.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 10:39:00 +0000Charles Leclerc ha rinnovato con la Ferrari, confermando il rapporto ormai decennale iniziato nel 2016 all’interno della Ferrari Driver Academy e proseguito poi in Formula 1 dal 2019 (con piccola parentesi in Sauber). I dettagli economici del nuovo contratto non sono stati ancora resi pubblici, ma le stime più accreditate collocano il nuovo stipendio tra i 35 e i 45 milioni di euro all’anno fino al 2030.
Questa mattina, però, ci siamo chiesti altro qui in redazione e cioè quanto costano le vittorie di Leclerc rispetto agli altri grandi ferraristi degli ultimi venticinque anni?
Per confrontare epoche diverse abbiamo utilizzato una metrica semplice: abbiamo preso lo stipendio annuo stimato nel periodo Ferrari, diviso per il numero di vittorie conquistate con la Scuderia, ovviamente lo stipendio è stato attualizzato ai costi correnti (sì, Schumacher prenderebbe circa 70 milioni all’anno). Non si tratta del costo reale di ciascun successo, ma di un indicatore che mette in relazione retribuzione e risultati ottenuti in rosso.
| Pilota | Stipendio dell’epoca | Valore 2026 | Vittorie | Costo/vittoria |
| Schumacher | 40 mln € | 68 mln € | 72 | 0,94 mln € |
| Räikkönen | 30 mln € | 47 mln € | 10 | 4,70 mln € |
| Alonso | 30 mln € | 41 mln € | 11 | 3,73 mln € |
| Vettel | 40 mln € | 50 mln € | 14 | 3,57 mln € |
| Leclerc | 32 mln € | 32 mln € | 8 | 4,00 mln € |
I numeri evidenziano immediatamente l’unicità del ciclo Schumacher. Tra il 1996 e il 2006 il tedesco ha conquistato 72 vittorie con la Ferrari, un record ancora oggi irraggiungibile per qualsiasi altro pilota della Scuderia. Anche considerando uno stipendio tra i più elevati dell’epoca, il rapporto tra compenso e successi resta nettamente inferiore a quello registrato dagli altri ferraristi analizzati, con 0,94 milioni di euro per vittoria.
Il confronto mostra anche come sia cambiata la competitività Ferrari negli ultimi vent’anni. Räikkönen ha ottenuto 10 vittorie in due periodi distinti a Maranello, incluso il titolo mondiale del 2007. Alonso ha raccolto 11 successi tra il 2010 e il 2014, sfiorando il campionato nel 2010 e nel 2012 senza riuscire a conquistarlo. Vettel ha vinto 14 Gran Premi tra il 2015 e il 2020, rappresentando il miglior bottino Ferrari dell’era ibrida prima dell’arrivo di Leclerc.
| Pilota | GP Ferrari | Vittorie | % vittorie |
| Schumacher | 180 | 72 | 40,0% |
| Vettel | 118 | 14 | 11,9% |
| Alonso | 96 | 11 | 11,5% |
| Räikkönen | 151 | 10 | 6,6% |
| Leclerc | 155 | 8 | 5,2% |
In tutti questi casi, stipendi comparabili o superiori ai 30 milioni di dollari annui si sono accompagnati a un numero di vittorie sensibilmente inferiore rispetto all’era Schumacher. Il dato riflette soprattutto la maggiore difficoltà della Ferrari nel costruire cicli dominanti e continuativi dopo il 2008.
Con otto vittorie all’attivo e un nuovo contratto appena firmato, Leclerc è ancora nella prima parte della propria storia in Ferrari. Il monegasco ha già superato piloti come René Arnoux, Didier Pironi e Clay Regazzoni per numero di successi con la Scuderia, ma resta distante dai riferimenti storici rappresentati da Schumacher, Vettel e Alonso.
Dal punto di vista economico, le stime sul suo attuale stipendio lo collocano nella stessa fascia occupata in passato da Räikkönen e Alonso. La differenza principale è che, a 28 anni, Leclerc ha ancora diversi anni davanti per incrementare il proprio bottino di vittorie e modificare il rapporto tra investimento economico e risultati sportivi.
| Pilota | Pole Ferrari | Vittorie | Rapporto pole/vittoria |
| Schumacher | 58 | 72 | 0,81 |
| Vettel | 12 | 14 | 0,86 |
| Räikkönen | 7 | 10 | 0,70 |
| Alonso | 4 | 11 | 0,36 |
| Leclerc | 27 | 8 | 3,38 |
Oggi il confronto con Schumacher resta impari. Non tanto per lo stipendio, ma per i risultati. Il rinnovo appena firmato, però, garantisce a Leclerc una cosa che nessuno dei suoi predecessori aveva avuto quando lasciò Maranello, il tempo necessario per provare a colmare quel divario.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 10:32:40 +0000In un momento storico in cui il prezzo dei carburanti è costantemente sotto i riflettori, esiste un mercato parallelo che si muove nell’ombra delle rotte internazionali, cercando di eludere controlli e tassazioni. L’ultima operazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ha portato alla luce un ingente traffico illecito di “oro nero” proveniente dal cuore dell’Europa e destinato a rifornire illegalmente la Capitale. Quello che doveva essere un normale trasporto di liquidi industriali si è rivelato un carico di oltre 31mila litri di benzina di contrabbando, intercettato in un anonimo capannone a Cerveteri.
L’operazione è scattata quando i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno notato un autoarticolato con targa estera che, con fare sospetto, si addentrava in un’area di parcheggio situata lungo la Strada Statale 1 Aurelia. L’area, un vasto comprensorio di circa 9.400 metri quadrati, fungeva da base logistica per lo scarico del prodotto. Nonostante la documentazione di accompagnamento cercasse di mascherare il contenuto, definendolo genericamente come un “liquido infiammabile†partito dalla Germania e diretto verso la Campania, i finanzieri non si sono lasciati ingannare.
A tradire i contrabbandieri sono stati due elementi sensoriali e tecnici: l’intenso odore di idrocarburi che saturava l’aria del piazzale e alcune evidenti anomalie riscontrate nei sigilli della cisterna, che apparivano manomessi o non conformi agli standard di sicurezza. Questi indizi hanno spinto le Fiamme Gialle ad approfondire il controllo con l’ausilio di strumentazione tecnica specifica, confermando che all’interno del mezzo non vi era affatto un prodotto industriale generico, ma benzina per autotrazione pronta per essere immessa nel circuito commerciale romano.
L’intervento non si è limitato al solo sequestro del carburante. All’interno della struttura, i finanzieri hanno rinvenuto e sequestrato oltre 37mila euro in contanti, somma ritenuta dagli investigatori il provento immediato delle vendite illecite. Sotto sequestro sono finiti anche l’intero autoarticolato e la vasta area di parcheggio con annesso magazzino. Due persone sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Civitavecchia: il conducente del mezzo, un cittadino polacco, e il rappresentante legale della società che gestiva il capannone, entrambi accusati di violazioni alle norme sul pagamento delle accise e sulla circolazione dei prodotti energetici.
Questo sequestro non è un caso isolato, ma si inserisce in un fenomeno criminale in forte crescita nel Lazio. Solo pochi mesi fa, un’operazione analoga a Capena aveva portato al blocco di 26mila litri di gasolio, mentre un altro carico da 30mila litri è stato intercettato recentemente nei pressi di Cassino. Gli investigatori parlano di una vera e propria strategia del “designer fuel”: il carburante viene miscelato con oli pesanti o zolfo e accompagnato da lettere di vettura false (CMR) che dichiarano il trasporto di olio lubrificante, tutto allo scopo di abbattere i costi legati alla tassazione fiscale.
L’aumento esponenziale di queste operazioni conferma come le organizzazioni criminali stiano sfruttando i canali dell’Europa dell’Est per alimentare il mercato nero dei carburanti in Italia. Viaggiando con bolle di trasporto contraffatte, questi convogli cercano di mimetizzarsi nel grande flusso logistico che attraversa il Paese. Il sequestro di Cerveteri rappresenta un duro colpo a questo circuito illecito, sottraendo risorse preziose che altrimenti avrebbero alimentato l’evasione fiscale e creato una concorrenza sleale ai danni dei distributori onesti. Le indagini proseguono ora per risalire l’intera filiera e individuare i centri di stoccaggio e vendita finale di questa benzina “fantasma”.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 09:45:39 +0000Il sole brilla su Via dei Fori Imperiali, le Frecce Tricolori solcano il cielo disegnando il tricolore e, tra i reparti d’élite che sfilano con orgoglio per la Festa della Repubblica, spunta lui. Non ha piume sul cappello da bersagliere, non porta la sciabola, ma ha quattro zampe d’acciaio che tintinnano sul selciato di Roma con la precisione di un metronomo. È Cesare, la recluta più “smart” dell’Esercito Italiano, che dimostra a tutti come il futuro della nostra difesa non sia fatto solo di muscoli e coraggio, ma anche di chip e sensori.
La sua presenza tra i ranghi attira gli sguardi curiosi di grandi e piccini, trasformando un momento di solenne tradizione in un’anteprima di quello che vedremo nei campi di battaglia e nei tunnel del domani. Cesare non è un cane qualunque: è una piattaforma tecnologica avanzata che sta riscrivendo le regole dell’esplorazione tattica.
Mentre i suoi simili biologici si godono il riposo all’ombra, questo cane robot è stato recentemente protagonista di un ciclo di addestramento decisamente fuori dal comune a Parma. Ma cosa ci faceva un cane di metallo in una delle città più eleganti d’Italia? La sua missione era tutt’altro che una passeggiata al parco. Cesare è stato messo alla frusta dai guastatori paracadutisti, un corpo d’élite abituato a gestire situazioni ad alto rischio e terreni che definire “difficili” è un eufemismo.
In questo contesto, Cesare è stato impiegato per l’esplorazione di ambienti sotterranei, muovendosi tra cunicoli e macerie con una disinvoltura quasi inquietante. Immaginate un drone che, invece di volare, cammina, salta e si intrufola dove l’occhio umano non può arrivare. Per i guastatori, avere Cesare in squadra significa poter inviare un “pioniere” instancabile in zone potenzialmente minate o instabili, ricevendo dati e immagini in tempo reale senza rischiare la vita di un soldato.
Dimenticate i classici Pastori Tedeschi che corrono dietro a una pallina o i Labrador che chiedono coccole a ogni passante. Cesare non abbaia ai postini, non perde pelo sulle divise immacolate e, soprattutto, non ha bisogno di essere portato fuori alle sei del mattino quando fuori piove: a lui basta una batteria carica e un obiettivo da raggiungere. A differenza di un cane biologico, Cesare non si spaventa per il rumore di un’esplosione e non viene distratto dall’odore di un gatto che passa nelle vicinanze.
La sua “mente” è un concentrato di intelligenza artificiale che gli permette di mappare l’ambiente circostante in tempo reale. Se c’è una trappola, Cesare la vede; se il soffitto di un tunnel sta per crollare, i suoi sensori lo rilevano prima che sia troppo tardi. E se malauguratamente dovesse rompersi durante un’operazione, beh, basta un kit di cacciaviti e qualche pezzo di ricambio hi-tech, senza dover affrontare il dolore della perdita di un compagno a quattro zampe in carne ed ossa.
La vera forza di Cesare risiede nella sua capacità di agire come un moltiplicatore di forze. Durante le esercitazioni condotte dai guastatori paracadutisti, è emerso come questa tecnologia sia fondamentale per la sicurezza. Grazie ai suoi sistemi di visione avanzata, Cesare può inviare un flusso video costante agli operatori che lo controllano a distanza, permettendo loro di prendere decisioni informate senza mai esporsi direttamente al fuoco nemico o a pericoli strutturali.
Il suo design “snodabile” gli permette di salire scale, saltare ostacoli e, cosa ancora più impressionante, rialzarsi da solo se inciampa. Con una mossa che sembra un mix tra la breakdance e lo yoga acrobatico, si rimette in piedi in pochi secondi e continua la missione come se nulla fosse successo. È la perfetta sintesi tra agilità animale e precisione meccanica.
La vita di Cesare in caserma è decisamente spartana. Niente ciotola d’acqua, niente croccantini al pollo e nessun bisogno di addestramento con il clicker. A lui basta una presa di corrente per ricaricare le sue potenti batterie al litio e, di tanto in tanto, un tecnico specializzato che controlli che i suoi motori siano perfettamente sincronizzati. Nonostante l’aspetto che potrebbe ricordare un film di fantascienza, Cesare è un alleato prezioso e fedele.
Vederlo idealmente sfilare il 2 giugno è un promemoria di quanto la tecnologia stia cambiando il volto della sicurezza nazionale. Non è solo un “gadget costoso”, ma uno strumento che cambia radicalmente il modo di intendere la protezione dei nostri militari. Quindi, se mai doveste incrociare Cesare per le strade o durante una missione, non provate ad offrirgli un biscotto: molto meglio un power bank o una buona connessione Wi-Fi. Cesare è qui per restare e, a giudicare dalla sua performance con i paracadutisti, è decisamente il “bravo ragazzo” più tecnologico del reggimento.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 08:31:02 +0000Il prossimo 6 giugno rappresenta uno spartiacque fondamentale per l’economia quotidiana degli italiani. In questa data, infatti, giungerà a scadenza la proroga del taglio delle accise sui carburanti, una misura che ha funto da scudo contro l’impennata dei prezzi di benzina e diesel causata dalle recenti tensioni in Medio Oriente. Quello che si prospetta dopo questo giorno, molto probabilmente, sarà un radicale cambio di paradigma nella gestione della crisi energetica da parte dell’esecutivo.
Fino a oggi, il taglio delle accise è stato applicato in modo indistinto a tutta la platea dei consumatori, un’operazione che è costata alle casse dello Stato circa due miliardi di euro. Tuttavia, l’orientamento del governo guidato da Giorgia Meloni è adesso quello di abbandonare i sussidi lineari per concentrare le risorse — stimate in circa 500 milioni di euro per coprire il periodo estivo — verso interventi altamente selettivi.
L’obiettivo è proteggere esclusivamente le fasce più deboli della popolazione o i settori produttivi maggiormente esposti ai rincari. Sebbene lo strumento operativo non sia ancora stato ufficializzato, l’ipotesi di utilizzare la “social card” sembra essere stata momentaneamente accantonata, lasciando spazio a nuove valutazioni tecniche in corso presso il Consiglio dei ministri.
Il destino dei prezzi energetici in Italia si gioca però su un tavolo più grande: quello della Commissione Europea. I ministri Giancarlo Giorgetti, Antonio Tajani e Guido Crosetto sono impegnati in una complessa trattativa per ottenere maggiore flessibilità fiscale. La richiesta italiana punta a includere l’emergenza energetica all’interno della clausola di salvaguardia nazionale prevista per la difesa.
Le indicazioni che giungono da Bruxelles delineano un perimetro molto rigido: l’Europa è disposta a concedere deroghe fino allo 0,3% del Pil annuo per il triennio 2026-2028, ma pone un divieto assoluto al prolungamento dei sussidi generalizzati che incentivano il consumo di combustibili fossili. Di fatto, l’Ue spinge l’Italia a smettere di finanziare gli sconti sulla benzina per dirottare quei fondi verso la transizione ecologica.
Il post 6 giugno segnerà quindi l’inizio di una nuova stagione di politiche strutturali. La Commissione Europea ha chiarito che le nuove risorse in deroga dovranno finanziare esclusivamente interventi mirati e temporanei che non aumentino la domanda di petrolio e gas.
Invece di vedere il prezzo calare direttamente alla pompa per tutti, i cittadini potrebbero beneficiare di nuovi incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici, installazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e misure di efficienza energetica. Questa strategia mira a rafforzare l’indipendenza energetica del Paese nel lungo periodo, anche se nell’immediato potrebbe significare un ritorno a prezzi pieni per la maggior parte degli automobilisti. L’operatività concreta di questi nuovi modelli di aiuto è attesa per il periodo post-estivo, rendendo i mesi di luglio e agosto un banco di prova cruciale per la tenuta del sistema.
Oggi il risparmio è di 6,1 centesimi per la benzina e di 12,2 centesimi per il diesel. Se il taglio alle accise non venisse rinnovato, come abbiamo ampiamente ipotizzato, il costo della benzina arriverebbe a 2,002 euro e quello del diesel toccherebbe i 2,127 al litro. Dunque, un pieno da 50 litri di gasolio potrebbe costare circa 6,10 euro in più. Vedremo se qualcosa effettivamente cambierà e se il governo interverrà in modo differente da quanto analizzato.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 07:33:59 +0000Dalle forme insolite, volte a mordere l’asfalto, la Ferrari 250 GTO nel tempo ha avuto vari nomi, si è presentata alle corse come “il Mostro“, mentre tra i giornalisti è stata ribattezzata “il formichiere“. Tutti soprannomi di una delle vetture più iconiche della storia e anche delle più valutate, con prezzi all’asta che ora raggiungono cifre record.
Agosto 1961. Fuori dalla fabbrica di Maranello tira una di quelle arie che sanno di benzina e ambizione, l’odore che Enzo Ferrari respirava con più piacere di qualsiasi altra cosa al mondo. È l’11 del mese quando su una pista compare qualcosa che non assomiglia a nulla di già visto: niente verniciatura, solo lamiera grezza, un rombo sordo e la sagoma allungata di una vettura che i meccanici, tra loro, si erano messi a chiamare “Il Mostro“.
Non era un soprannome affettuoso. La GTO aveva un muso lungo e inquietante, un profilo basso che sembrava appiattirsi sull’asfalto come un animale in agguato. Qualcuno dei giornalisti dell’epoca, vedendola, avrebbe poi parlato di “formichiere”, per via di quel frontale sproporzionato rispetto al resto. Ma Enzo Ferrari non aveva costruito quella macchina per fare bella figura nei salotti: l’aveva costruita per vincere nel campionato GT, punto.
A mettere su carta il progetto era stato Giotto Bizzarrini, uno di quegli ingegneri capaci di trasformare un’equazione in qualcosa che ti fa venire i brividi. Il telaio prendeva spunto dalla 250 GT Berlinetta a passo corto, irrobustito dove serviva, alleggerito dove si poteva. Il motore, invece, era roba già collaudata sul campo: il tremila V12 della 250 Testarossa, quella che a Le Mans aveva già fatto vedere di che pasta era fatta. Per i test fu chiamato Willy Mairesse, pilota belga con la guida di uno che non conosce la parola “risparmio” — esattamente il tipo che serve quando vuoi sapere fino a dove una macchina riesce ad arrivare prima di cedere.
Se c’è un anno che per Ferrari vale come uno spartiacque, quello è il 1961. La Scuderia dominava in Formula 1, Phil Hill stava per diventare campione del mondo (l’unico americano nella storia, un primato che regge ancora oggi), e le GT di Maranello continuavano a fare incetta di podi. Sembrava tutto sotto controllo.
Poi arriva il 10 settembre. Gran Premio di Monza. Wolfgang Von Trips, che in squadra chiamavano “Von Crash” con quella crudeltà bonaria tipica dei box, si scontra con la Lotus di Jim Clark in uno dei momenti più drammatici che il motorsport abbia mai visto. La vettura si impenna, vola letteralmente oltre le reti e si abbatte sulla folla. Il pilota muore sul colpo. Con lui, quindici spettatori. Le telecamere riprendono tutto. Il mondo vede.
Ferrari ne esce a pezzi, almeno dentro. E nei mesi successivi quella frattura diventa visibile anche fuori: quasi ottanta persone lasciano l’azienda. Tra chi se ne va c’è anche Bizzarrini, l’uomo che aveva disegnato il Mostro. Finirà a lavorare per Ferruccio Lamborghini, il rivale di Sant’Agata che stava costruendo la sua risposta a Maranello. Il progetto della GTO passa a Scaglietti.
Eppure, in mezzo a tutto quel caos, la vettura aveva già lasciato il segno. Proprio a Monza, durante le prove di quel Gran Premio maledetto, Stirling Moss l’aveva portata a un giro da 1’45″4. Un tempo che nessuna GT aveva mai fatto segnare e che, quella volta, lasciava indietro persino le monoposto.
Il 24 febbraio 1962 Ferrari convoca la stampa per la presentazione pre-stagionale. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, con la GTO finalmente pronta a mostrarsi al mondo in versione definitiva. La federazione aveva fissato una soglia chiara: per omologare un’auto nelle competizioni GT, il costruttore doveva dimostrare di averne prodotti almeno cento esemplari. Ferrari disse di averlo fatto. La realtà era diversa.
Di 250 GTO ne uscirono dalla fabbrica soltanto trentanove, un numero ufficializzato dalla stessa Casa anche se ancora oggi qualcuno discute sulla cifra esatta. Il sistema per aggirare il regolamento fu elementare nella sua efficacia: i numeri di telaio vennero assegnati in modo non sequenziale, rendendo impossibile per gli ispettori ricostruire la reale entità della produzione. Un bluff riuscito, che ha dell’incredibile.
Con così pochi esemplari in circolazione, il Drake poteva anche permettersi un lusso che nessun altro costruttore avrebbe osato concedersi: approvare personalmente gli acquirenti. Non bastava avere i soldi. Bisognava meritarsi la GTO. E lui decideva chi la meritava. Meccanicamente, la vettura era un concentrato di sapere tecnico dell’epoca. Il V12 lavorava con lubrificazione a carter secco e sei carburatori doppio corpo Weber 38 DCN: 300 CV scaricati a terra a 7.500 giri, velocità massima di 280 km/h.Â
La 12 Ore di Sebring del 1962 è la prima volta che la GTO scende in pista con un numero di gara attaccato al fianco. Non è una prima timida: Hill e Gendebien vincono nella loro categoria dopo 196 giri, lasciando dietro di sé tutto il resto. Un esordio da capogiro, che mette subito in chiaro che quella macchina non era lì per partecipare.
Da quel momento in poi, per tre anni, la 250 GTO diventa qualcosa di difficile da fermare. Campionato GT vinto nel 1962, nel 1963, nel 1964. Tre titoli consecutivi che nessun’altra vettura riuscì a strappare. Nel mezzo, vittorie a Le Mans, al Nurburgring, al Tourist Trophy, a Spa, alla Targa Florio. Un palmarès costruito gara dopo gara, con quella costanza silenziosa che separa le grandi macchine da quelle semplicemente veloci.
Il 1963 porta in dote una rivale. Carroll Shelby schiera la Cobra, una macchina costruita su principi quasi opposti a quelli della GTO: brutale nell’erogazione, immediata nelle risposte, con un motore che faceva sentire il suo peso prima ancora di toccare il pedale. Non era raffinata. Era devastante.
Per due anni le due filosofie si fronteggiano in pista, con la GTO che tiene botta grazie all’equilibrio complessivo della vettura e all’esperienza accumulata. Ma nel 1965 la Cobra spunta la classifica finale del campionato, e la Ferrari non riesce più a tenere il passo. Le velocità di punta hanno già abbondantemente superato i 300 km/h, il motorsport sta cambiando pelle in fretta, e la GTO è figlia di un’epoca che si sta chiudendo. Quella sfida tra Ford e Ferrari sarebbe diventata leggenda nel tempo, abbastanza da diventare il soggetto del film Le Mans ’66 con Christian Bale e Matt Damon. Ma il vero protagonista, almeno per chi mastica di auto storiche, resta sempre lei: la 250 GTO.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 06:30:02 +0000Monte Carlo non è soltanto il circuito più iconico della F1, è il luogo dove la tecnica incontra il rischio, dove la precisione vale più della velocità pura e dove anche il minimo dettaglio può decidere un intero weekend. Nel Principato la F1 corre da quasi un secolo, ma ogni anno Monaco riesce ancora a rappresentare qualcosa di unico nel calendario mondiale. Non esiste un’altra pista capace di unire così tanto motorsport, storia e glamour in pochi chilometri di asfalto.
Quest’anno il GP di Monaco si presenta ancora una volta come una sfida tecnica estremamente particolare soprattutto dal punto di vista della gestione gomme. Perché sul tracciato più lento del mondiale gli pneumatici assumono un ruolo completamente diverso rispetto agli altri appuntamenti della stagione. Conta il warm-up, conta la trazione, conta la capacità di entrare subito nella finestra corretta di temperatura, conta la posizione in pista. A Monaco più che altrove, il sabato vale spesso più della domenica.
Il circuito cittadino del Principato misura appena 3.337 chilometri ed è composto da 19 curve strette, ravvicinate e prive di reali vie di fuga. Le monoposto sfiorano continuamente i guard rail in una pista che lascia margini d’errore praticamente nulli. La carreggiata coincide quasi totalmente con le normali strade cittadine e questo rende il grip iniziale molto basso nelle prime sessioni del weekend. Le velocità medie restano le più basse del mondiale, con alcuni punti del tracciato affrontati a circa 50 km/h. Ma è proprio questa apparente lentezza a rendere Monaco uno dei weekend più complicati dal punto di vista tecnico. Le squadre sono costrette a utilizzare il massimo carico aerodinamico disponibile, mentre le gomme lavorano soprattutto in trazione e nelle continue accelerazioni in uscita dalle curve lente.
Pirelli porta tradizionalmente nel Principato la gamma più morbida dell’intero campionato. Anche per il 2026 saranno protagoniste la C3 come Hard, la C4 come Medium e la C5 come Soft. Una scelta obbligata per garantire il massimo livello possibile di grip meccanico su un asfalto storicamente molto liscio e poco abrasivo.
Il vero tema tecnico del weekend potrebbe essere ancora una volta l’evoluzione della pista. Monaco è un circuito cittadino utilizzato normalmente dal traffico urbano e questo significa che il grip cambia in maniera drastica sessione dopo sessione. Il venerdì il tracciato si presenta spesso “verde”, sporco e con pochissima aderenza. Poi, giro dopo giro, la pista si gomma rapidamente fino a trasformarsi completamente tra qualifiche e gara. In questa edizione inoltre alcune zone del tracciato sono state riasfaltate tra curva 19 e curva 1, tra la curva 7 e l’ingresso del tunnel, oltre all’entrata e all’uscita della pit lane. Un dettaglio tutt’altro che secondario perché un asfalto nuovo modifica il comportamento termico delle gomme e può aumentare l’incertezza soprattutto nelle prime sessioni.
Uno dei fenomeni più osservati sarà il possibile graining, già visto in passato a Monte Carlo. Secondo le indicazioni tecniche iniziali, il degrado dovrebbe restare piuttosto contenuto anche nel 2026. A Monaco infatti gli pneumatici non vengono stressati lateralmente come accade nei circuiti ad alta velocità . Il lavoro principale si concentra soprattutto sulle fasi di trazione e frenata. Proprio il basso degrado va a influenzare storicamente le strategie di gara. Monaco è infatti uno dei pochi circuiti dove la sosta singola continua a rappresentare quasi sempre la soluzione più efficace. Sorpassare resta estremamente difficile e perdere posizione in pista spesso significa compromettere la corsa. Per questo motivo le squadre tendono a privilegiare strategie conservative, cercando di mantenere il track position il più a lungo possibile.
Lo scorso anno il weekend monegasco aveva vissuto un esperimento regolamentare particolare. La FIA aveva imposto l’utilizzo obbligatorio di almeno tre set differenti di pneumatici, costringendo di fatto i piloti a effettuare due pit stop. Una scelta pensata per aumentare lo spettacolo e movimentare una gara tradizionalmente molto bloccata sul piano strategico. Il risultato fu molto particolare. La bandiera rossa arrivata al primo giro permise infatti a quasi tutti i piloti di effettuare immediatamente il cambio gomme “gratuito”, soddisfacendo gran parte dell’obbligo regolamentare e trasformando il resto del GP in una lunga gestione strategica. Alla fine le squadre si divisero soprattutto tra utilizzo delle Medium e delle Hard, mentre la Soft rimase spesso una scelta marginale.
Per il 2026 si tornerà invece al formato tradizionale. Questo fatto potrebbe riportare in primo piano la classica strategia a una sosta, soprattutto in assenza di neutralizzazioni. Ma parlare di Monaco senza considerare Safety Car e bandiere rosse sarebbe quasi impossibile. Il circuito del Principato è infatti uno dei più imprevedibili dell’intero mondiale. Le barriere vicinissime alla pista aumentano enormemente il rischio di contatti e incidenti, mentre gli spazi ridotti rendono spesso complicata la rimozione delle vetture senza interrompere la gara. Proprio per questo motivo la strategia resta sempre aperta fino all’ultimo. Un ingresso della Safety Car al momento giusto può ribaltare completamente una corsa che sembrava già decisa. Le squadre preparano infatti scenari multipli già dal venerdì, simulando decine di varianti legate a neutralizzazioni, Virtual Safety Car e bandiere rosse.
Dal punto di vista delle gomme, la Soft C5 sarà probabilmente la protagonista assoluta della qualifica. Su un circuito dove il giro secco vale spesso metà gara, la capacità di portare rapidamente in temperatura gli pneumatici sarà fondamentale. La Medium invece potrebbe diventare la gomma ideale per il primo stint domenicale, soprattutto per chi scatterà nelle prime posizioni e proverà ad allungare il più possibile la finestra della sosta. La Hard rappresenterà invece l’opzione più conservativa, utile soprattutto per difendersi da eventuali neutralizzazioni o per completare stint molto lunghi nella seconda metà di gara.
A Monaco, più che in qualsiasi altro circuito, le gomme non raccontano soltanto una questione tecnica. Raccontano anche il coraggio dei piloti. Perché nel Principato ogni centimetro conta. Serve fiducia assoluta nella monoposto, nella frenata e soprattutto negli pneumatici. Basta perdere aderenza per pochi istanti per finire contro le barriere. Anche per questo Monaco continua a essere uno dei circuiti più amati e rispettati del paddock.
Ayrton Senna resta il re assoluto del Principato con 6 vittorie, davanti a Graham Hill e Michael Schumacher fermi a quota 5. Da segnalare anche il trionfo del 2024 di Charles Leclerc. Tra i costruttori guida invece McLaren con 16 successi, davanti alla Ferrari con 10. Numeri che raccontano soltanto una parte della storia. Perché Monaco non è mai stata soltanto una gara di F1. È un esercizio di precisione assoluta, una corsa dove strategia, gomme, qualifica e gestione mentale si fondono in un equilibrio unico nel motorsport moderno. E ancora una volta, nel weekend più glamour dell’anno, saranno proprio gli pneumatici a decidere chi riuscirà davvero a sopravvivere ai guard rail del Principato.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 06:07:31 +0000Nel mese di giugno 2026 sono previsti numerosi scioperi che coinvolgono vari settori, dal trasporto pubblico locale a quello ferroviario, marittimo, aereo e merci. Nell’articolo riportiamo gli scioperi giorno per giorno, indicando le città coinvolte, gli orari e le categorie di lavoratori interessati. Gli scioperi coinvolgono sia il livello locale che nazionale, e sono proclamati da diverse sigle sindacali.
Nella città di Messina è indetto uno sciopero di 8 ore dalle 16.00 alle 24.00 per il trasporto pubblico locale. Coinvolge il personale della Soc. ATM. Sindacati: OSP FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/ORSA TRASPORTI.
Nella città di Catania sono proclamati due scioperi di 4 ore dalle 12.00 alle 16.00 (personale AMTS). Uno indetto dai sindacati OSP FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL e uno da OSP ORSA TPL.
In Emilia-Romagna (tutte le province) sciopero di 24 ore, modalità varie, per il personale Soc. SETA bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. Sindacato: OSR USB LAVORO PRIVATO.
Nella città di Foggia (Puglia) sciopero di 4 ore dalle 8.30 alle 12.30 per il personale della Soc. ATAF. Sindacati: OST FILT-CGIL/FAISA-CISAL.
A livello nazionale, sciopero negli appalti ferroviari, coinvolge il personale Soc. Elior Div. Itinere per i servizi di ristorazione e logistica bordo treno Trenitalia. Intera giornata di lavoro. Sindacati: FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella città di Ravenna (Emilia-Romagna) sciopero di 12 ore dalle 10.00 alle 22.00 dei rimorchiatori portuali Soc. SERS. Sindacato: OSP UILT-UIL.
Nella città di Cagliari (Sardegna) sciopero di 24 ore per trasporto merci, personale della Soc. ALL Trasporti operante presso i siti BRT di Macchiareddu ed Elmas. Sindacato: OSR FIT-CISL.
In Sicilia (tutte le province) sciopero ferroviario di 8 ore dalle 10.01 alle 18.00 del personale Soc. FS Security. Sindacati: OSR SLM FAST CONFSAL/ORSA TRASPORTI.
Nella città di Palermo (Sicilia) sciopero di 4 ore dalle 11.00 alle 15.00 per personale AMAT. Sindacato: OSP CUB TRASPORTI.
In Italia (tutte le province) vari scioperi plurisettoriali e ferroviari: 8 ore dalle 9.01 alle 17.00 e vari orari per attività ferroviarie, servizi appalti e logistica. Sindacati coinvolti: CUB TRASPORTI/SGB, ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI, FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL FERROVIERI/FAST-CONFSAL/ORSA TRASPORTI, CAT, USB LAVORO PRIVATO.
In Italia (tutte le province) sciopero plurisettoriale dell’intera giornata per personale di appalti e somministrazione presso la pubblica amministrazione e aziende pubbliche e private. Sindacati: ADL COBAS/CLAP/COBAS LAVORO PRIVATO/SIAL COBAS.
Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 4 ore dalle 09.00 alle 13.00 per personale divisione trasporto ferroviario Soc. EAV. Sindacati: OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO.
Nella città di Potenza (Basilicata) sciopero di 24 ore trasporto pubblico locale personale Soc. Miccolis (servizio urbano). Sindacati: OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL AUTOFERRO.
Nella città di Latina (Lazio) sciopero di 4 ore dalle 9.30 alle 12.30 personale Soc. CSC. Sindacato: OSR FAISA-CISAL.
Nel settore aereo nazionale, sciopero di 18 ore dalle 6.00 alle 24.00 per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited. Sindacati: FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL-TA/ANPAC, USB LAVORO PRIVATO.
Nella città di Milano (Lombardia) sciopero di 4 ore dalle 12.00 alle 16.00 per personale Soc. Sky Service operante presso lo scalo di Milano Linate. Sindacato: OSR USB LAVORO PRIVATO.
Nella città di Cagliari (Sardegna) sciopero di 18 ore dalle 6.00 alle 24.00 gruppo SOGAER (aeroporto), oganizzato da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL e di 4 ore dalle 12.00 alle 16.00 per personale SOGAER, SOGAERDYN, SOGAERSECURITY (UGL-TA).
A Verona Airport (Italia) sciopero di 18 ore dalle 6.00 alle 24.00 per personale ENAV. Sindacati: OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV + RSA.
Nella città di Firenze (Toscana) sciopero di 24 ore per personale Soc. Autolinee Toscane Bacino di Firenze. Sindacato: OSP Cobas Lavoro Privato.
In Liguria (tutte le province) sciopero trasporto merci di 72 ore dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6 per fermo servizio, città metropolitana di Genova, piattaforme logistiche e bacini portuali di Genova e Savona. Sindacati: OSR ALIAI/CNA-FITA/CONFARTIGIANATO TRASPORTI/FIAP/LEGA COOPERATIVE/TRASPORTOUNITO.
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero di 24 ore per personale Soc. Arriva Udine. Sindacato: ASI-AU.
Nella città di Lecce (Puglia) sciopero di 3 ore dalle 9.30 alle 12.30 per personale Soc. SGM di Lecce. Sindacato: OST UILT-UIL.
Nella città di Verona (Veneto) sciopero ferroviario di 8 ore dalle 9.01 alle 17.00 per personale manutenzione, amministrativo e ingegneria Soc. RFI DOIT Verona Unità territoriale sud. Sindacati: OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL.
Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 4 ore dalle 12.45 alle 16.45 area ferro personale Soc. ANM. Sindacato: OSR FISI.
In Sardegna (Regionale) sciopero ferroviario di 8 ore dalle 9.01 alle 17.00 personale equipaggi Soc. Trenitalia DOR. Sindacati: OSR ORSA FERROVIE/FAST-CONFSAL.
Nella città di Torino (Piemonte) sciopero di 4 ore dalle 18.00 alle 22.00 personale viaggiante urbano e suburbano Soc. GTT. RSU Viaggiante urbano e suburbano.
In Piemonte (tutte le province) sciopero ferroviario di 8 ore dalle 9.00 alle 16.59 per personale Soc. Trenitalia Direzione Customer Operations CSVD regionale Piemonte. Sindacato: OSR ORSA FERROVIE.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero 08 giugno 2026
Sciopero 09 giugno 2026
Sciopero 10 giugno 2026
Sciopero 11 giugno 2026
Sciopero 12 giugno 2026
Sciopero 13 giugno 2026
Sciopero 14 giugno 2026
Sciopero 18 giugno 2026
Sciopero 19 giugno 2026
Sciopero 22 giugno 2026
Sciopero 23 giugno 2026
Sciopero 24 giugno 2026
Sciopero 26 giugno 2026
Fonte: Mit
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 06:00:00 +0000Oggi 03 giugno 2026 offriamo una fotografia chiara dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana: nella tabella trovi le ultime rilevazioni ufficiali per benzina, gasolio, Gpl e metano, mentre più sotto spieghiamo in modo semplice come si forma il prezzo alla pompa per i due prodotti più diffusi. Tra le voci che incidono maggiormente figurano la componente fiscale e quella industriale; quest’ultima risente di quotazioni internazionali e cambio euro/dollaro, oltre ai margini della distribuzione. L’articolo include inoltre due grafici di sintesi e il collegamento alla fonte istituzionale per consultare i dati aggiornati.
Ultimo aggiornamento: 02-06-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 2.036 |
| Gasolio | SELF | 2.077 |
| GPL | SERVITO | 0.910 |
| Metano | SERVITO | 1.587 |
Benzina: Il prezzo della benzina è il risultato dell’intreccio tra carichi fiscali e dinamiche industriali. La componente fiscale pesa per il 58% e comprende accise e Iva: le accise rappresentano un’imposta fissa per unità di prodotto, mentre l’Iva si applica in percentuale sul valore imponibile che include anche le accise, amplificando così le variazioni finali in cassa. La componente industriale vale il 42% e si divide tra costo della materia prima e margine lordo della filiera. La materia prima incide per il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’andamento del cambio euro/dollaro: quando il petrolio o i benchmark internazionali salgono, oppure l’euro si indebolisce, il costo tende ad aumentare. Il margine lordo pesa per il 12% e copre attività e rischi di raffinazione, logistica, stoccaggio, trasporto, gestione della rete e servizio al cliente. Su questa quota l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, ad esempio con politiche commerciali, differenze tra self e servito e iniziative promozionali. Nel breve periodo le tasse sono relativamente stabili, mentre la parte industriale, e in particolare la materia prima, trasmette più rapidamente gli impulsi dei mercati, rendendo il prezzo della benzina sensibile alla volatilità internazionale.
Gasolio: Per il gasolio la struttura del prezzo presenta un equilibrio diverso tra fisco e industria. La componente fiscale è pari al 45%, dunque più contenuta rispetto alla benzina; l’effetto congiunto di accise e Iva resta comunque determinante per la spesa finale, ma lascia maggiore spazio alle oscillazioni legate ai costi industriali. La componente industriale vale il 55% e, al suo interno, la materia prima pesa per il 45% del prezzo: su questa voce incidono le quotazioni internazionali dei distillati medi e il cambio euro/dollaro, fattori che possono muoversi anche in modo rapido in funzione del ciclo economico globale, della domanda stagionale (ad esempio per autotrasporto e riscaldamento in alcuni Paesi) e di eventuali tensioni geopolitiche. Il margine lordo rappresenta il 10%: finanzia raffinazione, logistica, distribuzione, gestione degli impianti e il servizio, ed è l’area in cui i gestori possono intervenire maggiormente per differenziare il prezzo in base al canale (self o servito), alla localizzazione e alla concorrenza locale. Poiché nel gasolio la parte industriale è prevalente, il prezzo alla pompa tende a reagire con maggiore prontezza alle variazioni delle quotazioni internazionali e del cambio, mentre la leva fiscale, più stabile nel breve periodo, agisce soprattutto come zoccolo di costo che definisce la base su cui si innestano i movimenti di mercato.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.941 per la benzina, 2.002 per il diesel, 0.818 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.991 |
| Benzina | SELF | 1.938 |
| GPL | SERVITO | 0.802 |
| Metano | SERVITO | 1.512 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.013 |
| Benzina | SELF | 1.963 |
| GPL | SERVITO | 0.782 |
| Metano | SERVITO | 1.572 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.044 |
| Benzina | SELF | 1.973 |
| GPL | SERVITO | 0.892 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.020 |
| Benzina | SELF | 1.954 |
| GPL | SERVITO | 0.848 |
| Metano | SERVITO | 1.667 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.988 |
| Benzina | SELF | 1.938 |
| GPL | SERVITO | 0.765 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.989 |
| Benzina | SELF | 1.935 |
| GPL | SERVITO | 0.797 |
| Metano | SERVITO | 1.527 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.023 |
| Benzina | SELF | 1.965 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.507 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.994 |
| Benzina | SELF | 1.925 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.652 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.002 |
| Benzina | SELF | 1.935 |
| GPL | SERVITO | 0.887 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.993 |
| Benzina | SELF | 1.926 |
| GPL | SERVITO | 0.791 |
| Metano | SERVITO | 1.547 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.978 |
| Benzina | SELF | 1.922 |
| GPL | SERVITO | 0.822 |
| Metano | SERVITO | 1.521 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.019 |
| Benzina | SELF | 1.940 |
| GPL | SERVITO | 0.817 |
| Metano | SERVITO | 1.489 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.993 |
| Benzina | SELF | 1.927 |
| GPL | SERVITO | 0.793 |
| Metano | SERVITO | 1.563 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.001 |
| Benzina | SELF | 1.946 |
| GPL | SERVITO | 0.776 |
| Metano | SERVITO | 1.619 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.016 |
| Benzina | SELF | 1.946 |
| GPL | SERVITO | 0.875 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.008 |
| Benzina | SELF | 1.943 |
| GPL | SERVITO | 0.828 |
| Metano | SERVITO | 1.821 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.000 |
| Benzina | SELF | 1.934 |
| GPL | SERVITO | 0.802 |
| Metano | SERVITO | 1.602 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.009 |
| Benzina | SELF | 1.947 |
| GPL | SERVITO | 0.817 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.990 |
| Benzina | SELF | 1.936 |
| GPL | SERVITO | 0.810 |
| Metano | SERVITO | 1.503 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.009 |
| Benzina | SELF | 1.947 |
| GPL | SERVITO | 0.899 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 03 giugno 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.979 |
| Benzina | SELF | 1.930 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.501 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 06:00:00 +0000Il settore delle auto ibride plug-in in Italia è in costante crescita e la conferma arriva dai dati di maggio 2026, mese chiuso con un totale di oltre 15 mila unità vendute e un incremento del 71% delle immatricolazioni.
Anche il parziale annuo è molto positivo, con oltre 69 mila esemplari immatricolati e un incremento percentuale del 91,2%. La quota di mercato è oggi dell’8,7% (a maggio 10,2% invece).
Di seguito andremo ad analizzare quali sono le auto ibride plug-in più vendute in Italia, considerando i dati UNRAE aggiornati al mese di maggio 2026 che sono stati pubblicati nei giorni scorsi.
Il settore delle auto ibride plug-in ha tante protagoniste in Italia. Ecco la Top 10 delle più vendute a maggio 2026:
Di seguito, invece, riportiamo la Top 10 delle ibride plug-in più vendute tra gennaio e maggio 2026:
Ricordiamo che è possibile approfondire l’andamento del mercato italiano consultando l’analisi sulle vendite di maggio 2026 e anche l’articolo dedicato alle auto più vendute in Italia. Il mercato sta vivendo un momento molto positivo e il contributo delle plug-in sta risulta determinante. Questi modelli ibridi stanno dando una grossa mano alla crescita del settore delle quattro ruote in termini di volumi di vendita.
I numeri parlano chiaro: il settore delle auto ibride plug-in in Italia vede BYD nel ruolo di protagonista assoluto. La Casa cinese, infatti, ha occupato le prime due posizioni della Top 10 del cumulato annuo e piazza anche un terzo modello in classifica.
Il successo più evidente riguarda la Atto 2, vettura che si sta ritagliando uno spazio di primissimo piano sul mercato, riuscendo a scalzare dal primo posto anche la Seal U. Il vantaggio rispetto ai modelli concorrenti è enorme e potrebbe crescere ancora nel corso del prossimo futuro.
Da segnalare anche l’ottimo momento della Volkswagen Tiguan. Il SUV è probabilmente il veicolo di riferimento di un marchio che sta potenziando notevolmente la sua gamma ibrida, arricchendola con diversi modelli. Il gruppo tedesco è presente in classifica anche con Audi Q3.
Molto bene anche la BMW X1, che registra un notevole passo in avanti rispetto allo scorso anno (quasi raddoppiando le vendite) e si piazza al quarto posto della classifica generale del cumulato annuo. In calo, ma con volumi ancora molto alti, la Toyota C-HR.
Sempre sul fronte modelli cinesi, da segnalare gli ottimi risultati di Omoda 9, Jaecoo 7 e Geely Starray. Novità recenti per il settore delle quattro ruote che, mese dopo mese, stanno conquistando un numero sempre maggiore di clienti.
L’appuntamento è fissato ora per l’inizio del prossimo mese di luglio 2026 per poter verificare la classifica aggiornata delle vendite di ibride plug-in al termine del primo semestre dell’anno in corso.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 05:30:15 +0000Il Gruppo Stellantis sta attraversando un periodo di profondi cambiamenti. Dopo le difficoltà registrate negli ultimi anni, il cambio alla guida dell’azienda ha dato una spinta notevole alle vendite e il nuovo piano strategico ha segnato la strada da seguire per il futuro. Nel frattempo, il Gruppo continua a crescere in Europa. A sostenere questa tendenza sono, in particolare, i risultati del marchio Fiat, che sta vivendo un 2026 molto positivo, anche grazie alle novità più recenti della gamma, come la Grande Panda. Ecco tutti i dati sulla “ripartenza” del Gruppo in questi primi mesi dell’anno.
Stellantis sta vivendo un buon momento in Europa. In un mercato che, nei primi quattro mesi dell’anno in corso, cresce poco più del 4% (dati ACEA), il Gruppo registra una crescita delle immatricolazioni del 7,1% su base annua. Considerando tutti i brand, sono 740 mila unità vendute, con una quota di mercato del 15,8%. Questo risultato permette a Stellantis di guardare al futuro con maggiore fiducia.
Per sostenere la sua crescita futura, Stellantis ha appena annunciato il nuovo piano FaSTLAne 2030 che prevede una strategia molto ambiziosa per l’offerta di prodotto dei prossimi anni, sono 60 modelli in arrivo entro il 2030. Da segnalare anche un nuovo maxi-investimento da 60 miliardi di euro che porterà , tra le tante novità , anche all’avvio della produzione di auto elettriche economiche in Italia, nello stabilimento di Pomigliano d’Arco.
Gli effetti del nuovo piano andranno valutati nel lungo periodo. I prossimi anni, infatti, avranno un’importanza enorme per il Gruppo, alle prese con tante sfide da affrontare, a partire dall’elettrificazione del settore delle quattro ruote, per poter tornare a crescere in modo sostenibile. I primi passi registrati in questi mesi, però, sono sicuramente un ottimo inizio.
A sostenere la crescita di Stellantis sono, soprattutto, le performance del marchio Fiat, protagonista di una prima parte di 2026 davvero positiva. Il brand ha registrato un incremento delle vendite del +29,2% nel corso dei primi quattro mesi dell’anno, risultando uno dei brand in maggiore crescita in Europa, con un sostanziale passo in avanti rispetto ai dati dello scorso anno. Nel frattempo, Fiat si rafforza anche in Italia. Come confermato dai recenti dati UNRAE aggiornati a maggio 2026, infatti, le immatricolazioni sul mercato italiano sono in crescita del +29,71%.
Il ruolo del marchio è sempre più importante per gli equilibri di Stellantis in Europa, soprattutto grazie alla capacità di ritagliarsi uno spazio di rilievo nei segmenti A e B con modelli accessibili, in contrasto con l’ondata di auto in arrivo dalla Cina, sempre più protagoniste del mercato. Per sostenere la crescita nel lungo periodo, Fiat sta lavorando a un’espansione nel segmento C, con il lancio di nuovi modelli che potenzierebbero ulteriormente la gamma nei prossimi anni.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 05:30:12 +0000La patente B con codice 78 consente di guidare soltanto veicoli dotati di cambio automatico. L’automobilista che supera l’esame pratico su una vettura senza cambio manuale ottiene un’abilitazione valida per la categoria richiesta, ma non libera sotto il profilo della trasmissione. In altre parole, il documento permette di condurre autovetture, suv, crossover, city car, veicoli commerciali leggeri entro i limiti della patente B e altri mezzi compatibili con quella categoria, purché privi del tradizionale pedale della frizione e del cambio manuale.
Il codice 78 è un codice armonizzato europeo ovvero una sigla valida nell’ambito dell’Unione europea per indicare una restrizione, una prescrizione o una condizione legata alla patente di guida. Viene riportato sul retro del documento, nella parte in cui sono annotate le categorie abilitate, le scadenze e gli eventuali codici aggiuntivi. La funzione è segnalare che il titolare della patente può guidare solo veicoli con cambio automatico.
La regola nasce da un principio. Se un candidato sostiene e supera la prova pratica su un veicolo con cambio automatico, l’esaminatore non ha potuto verificare la sua capacità di gestire una trasmissione manuale. Non ha quindi valutato l’uso coordinato di frizione, acceleratore e leva del cambio, né la capacità di partire in salita con un’auto manuale, scalare le marce, evitare spegnimenti del motore o scegliere il rapporto adeguato in base alla velocità e alla pendenza della strada. DI conseguenza l’abilitazione viene circoscritta ai veicoli automatici.
Non bisogna confondere questa limitazione con una riduzione della categoria B in senso generale. Il titolare della patente B con codice 78 può comunque guidare i veicoli rientranti nella categoria B, quindi autoveicoli destinati al trasporto di persone con massimo nove posti compreso il conducente e massa complessiva non superiore a 3,5 tonnellate, oltre agli altri mezzi consentiti dalla disciplina della categoria.
La patente con codice 78 autorizza alla guida soltanto dei veicoli compatibili con la limitazione annotata. Se il mezzo ha il cambio manuale, la patente non copre quella condotta. In caso di controllo la presenza del codice sul retro del documento rende subito verificabile la restrizione. In caso di incidente la questione assume un peso maggiore perché la guida di un veicolo non conforme all’abilitazione posseduta apre problemi sul piano assicurativo e si quello della responsabilità personale.
C’è anche un limite pratico che riguarda la libertà di scelta. In Italia il cambio manuale è ancora molto presente, soprattutto nel mercato dell’usato, nei veicoli più economici, in molte flotte professionali, in diverse auto di servizio e in molti mezzi commerciali leggeri. Chi possiede il codice 78 può trovarsi avvantaggiato nella guida quotidiana se utilizza sempre veicoli automatici, ma resta meno flessibile quando deve mettersi al volante di una vettura non propria.
La scelta di conseguire la patente B con un veicolo automatico può essere una decisione razionale. Per molti candidati il cambio manuale rappresenta l’ostacolo più difficile dell’apprendimento. La gestione della frizione, il timore di spegnere l’auto nel traffico, le partenze in salita e la necessità di coordinare più movimenti in contemporanea possono rendere l’esame più stressante del necessario. Su un’auto automatica l’attenzione del candidato può concentrarsi sulla strada, sulla segnaletica, sulle precedenze, sulla traiettoria, sulla distanza di sicurezza e sull’interazione con gli altri utenti.
Il conseguimento della patente con il cambio automatico significa però accettare una limitazione che potrà essere rimossa in futuro, ma che nell’immediato condiziona le possibilità di guida.
Il codice 78 va letto anche dentro una trasformazione più ampia dell’automobile. Per decenni il cambio manuale è stato considerato in Italia la norma. Costava meno, consumava meno, dava al conducente una sensazione di controllo diretto e rispondeva a una cultura automobilistica abituata alla leva del cambio come elemento essenziale della guida. Oggi quella impostazione si sta indebolendo. Le trasmissioni automatiche moderne sono più rapide, più efficienti e più diffuse rispetto al passato. Se le auto ibride hanno modificato le abitudini di guida, le elettriche hanno eliminato il rapporto tradizionale tra motore, frizione e marce.
Nel tempo la patente B con codice 78 potrebbe diventare meno penalizzante rispetto al passato. Se il parco circolante si sposterà verso veicoli automatici, ibridi ed elettrici, la limitazione perderà parte del suo peso. È pur vero che il mercato dell’usato, le auto più datate, molte vetture economiche e diversi veicoli commerciali continuano a essere manuali. La transizione è in corso, ma non è completa.
La parte teorica dell’esame per la patente B non cambia. Il candidato deve superare la prova sui quesiti previsti, dimostrando di conoscere norme di circolazione, segnaletica, precedenze, comportamento in caso di pericolo, sicurezza stradale, responsabilità del conducente e regole tecniche. La differenza riguarda la prova pratica. Se l’esame viene sostenuto con un veicolo dotato di cambio automatico o comunque diverso dal cambio manuale, la patente rilasciata riporterà il codice 78.
Durante la prova il candidato deve comunque dimostrare di saper guidare in modo sicuro. Il cambio automatico elimina una parte della complessità meccanica, ma non riduce l’importanza della capacità di guida. Il giudizio dell’esaminatore resta centrato sulla sicurezza complessiva.
La definizione pratica di cambio automatico include i veicoli privi di pedale della frizione e quelli nei quali il cambio dei rapporti non richiede l’intervento manuale tradizionale del conducente attraverso frizione e leva. In molti casi, il guidatore può comunque selezionare modalità di marcia o rapporti tramite leve o paddle al volante ma non equivale a un cambio manuale classico.
Con la patente B munita di codice 78 si possono guidare veicoli della categoria B dotati di cambio automatico. Rientrano quindi le normali autovetture per il trasporto di persone, i veicoli fino a nove posti compreso il conducente e con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate, le auto ibride automatiche, le elettriche, molte plug-in hybrid e diversi veicoli commerciali leggeri automatici.
La limitazione non è definitiva. Chi ha conseguito la patente B con codice 78 e vuole guidare anche veicoli con cambio manuale può rimuovere la restrizione sostenendo una nuova prova pratica su un’auto dotata di cambio manuale. Non serve ripetere l’esame teorico perché la conoscenza delle regole della circolazione è già stata accertata. Occorre invece dimostrare di saper condurre un veicolo manuale.
L’automobilista deve quindi prepararsi alla gestione della frizione, alla scelta dei rapporti, alla partenza in salita, alla scalata e alla coordinazione tra comandi. Una volta superata la prova, la patente viene aggiornata senza il codice 78 per consentire la guida anche dei veicoli con cambio manuale.
Data articolo: Wed, 03 Jun 2026 04:10:01 +0000La constatazione amichevole di incidente, ancora chiamata da molti automobilisti con il vecchio nome di Cid e oggi più correttamente indicata come Cai, è uno degli strumenti più utili dopo un sinistro stradale di lieve entità . Serve a ricostruire l’accaduto, identificare i veicoli coinvolti, raccogliere i dati delle compagnie assicurative e avviare con maggiore rapidità la pratica di risarcimento. Ecco quindi che firmare una constatazione amichevole significa aderire a una ricostruzione dei fatti.
La firma non dovrebbe perciò essere considerata un gesto automatico. Il modulo blu riduce i tempi del risarcimento, certo, ma può anche cristallizzare una dinamica sbagliata. Quando le due versioni non coincidono, quando la descrizione dell’urto non convince, quando i danni non sembrano compatibili con la manovra dichiarata o quando l’altro automobilista pretende una firma immediata senza lasciare il tempo di leggere, la scelta più prudente è fermarsi.
La constatazione amichevole è il modulo utilizzato per denunciare un sinistro tra veicoli a motore e per fornire alle compagnie assicurative una prima ricostruzione dell’incidente. Nel linguaggio comune si parla ancora di Cid, sigla legata alla vecchia Convenzione indennizzo diretto, mentre nel settore assicurativo il riferimento più corretto è Cai, Constatazione amichevole di incidente. Il documento raccoglie le informazioni essenziali per identificare conducenti, proprietari, veicoli, polizze, luogo, data, ora, circostanze dello scontro, danni visibili, testimoni e dinamica.
Compilato bene, consente alle assicurazioni di ridurre i margini di incertezza e di gestire più velocemente la richiesta di risarcimento. Sottoscritto da entrambi i conducenti, assume un peso maggiore perché segnala una convergenza sulla ricostruzione dell’incidente. Non a caso, nei sinistri con soli danni a cose, la doppia firma può dimezzare il termine entro cui la compagnia deve formulare l’offerta di risarcimento, passando da sessanta a trenta giorni.
Quando il modulo CAI è firmato da entrambi, la compagnia dispone di una versione condivisa dell’accaduto e, almeno in teoria, può procedere con meno verifiche preliminari. In un tamponamento lieve con dinamica evidente veicoli fermi in colonna e responsabilità riconosciuta dal conducente che ha urtato da dietro, il Cai a doppia firma è una soluzione efficiente. Lo stesso vale quando le parti concordano sulla traiettoria dei mezzi, sui punti d’urto, sull’assenza di feriti e sulla descrizione dei danni.
Firmare la constatazione amichevole significa riconoscere che il modulo contiene una rappresentazione accetta del sinistro. Il documento non impedisce in assoluto contestazioni successive perché la compagnia può disporre perizie e valutare la compatibilità tra danni e dinamica. La doppia sottoscrizione crea però una presunzione favorevole alla ricostruzione riportata nel modulo.
La constatazione amichevole non va firmata quando non c’è accordo sulla dinamica dell’incidente. Se un conducente sostiene di essere stato fermo e l’altro afferma che entrambi erano in movimento, il modulo non va trattato come una pratica neutra. Se uno dei due automobilisti dichiara di aver rispettato una precedenza e l’altro contesta la stessa circostanza, la firma congiunta rischia di mascherare un conflitto. Se il punto d’urto indicato non corrisponde ai danni visibili sui veicoli, la prudenza è obbligatoria.
Non bisogna firmare neppure quando il disegno della dinamica è poco chiaro. Lo schizzo serve a spiegare la posizione dei veicoli, la direzione di marcia, la corsia occupata, la segnaletica presente, il punto d’impatto e le manovre eseguite prima dello scontro. Un disegno ambiguo genera più problemi di una descrizione incompleta perché trasferisce sulla carta una rappresentazione visiva che la compagnia utilizzerà per interpretare l’incidente.
La firma è sconsigliabile anche quando l’altro conducente rifiuta di inserire testimoni presenti sul posto. Lo stesso vale se non vuole riportare una manovra decisiva, come una retromarcia, un cambio di corsia, una svolta improvvisa, l’apertura di una portiera o il mancato rispetto di uno stop.
È un errore firmare un modulo quasi vuoto, lasciando all’altro conducente o a una delle compagnie il compito di completare le informazioni in un secondo momento. La constatazione amichevole deve contenere dati completi e verificabili ovvero targhe, generalità , compagnie assicurative, numeri di polizza, luogo, ora, circostanze, danni, punto d’urto, schizzo e firme. Quando mancano troppi elementi, il documento diventa contestabile.
Nel modulo Cai, perfino lo schizzo dell’incidente ha una funzione centrale. Deve mostrare in modo semplice e comprensibile la posizione dei veicoli al momento dell’impatto, la direzione di marcia, la presenza di incroci, stop, semafori, rotonde, corsie, parcheggi o ostacoli.
Dopodiché subito dopo l’incidente, prima di spostare i veicoli quando le condizioni di sicurezza lo permettono, è utile documentare la scena. Le fotografie dei mezzi nella posizione finale, dei danni, delle targhe, della segnaletica, della sede stradale e degli eventuali detriti sono elementi importanti nella ricostruzione. Anche i video sono utili quando servono a mostrare il contesto: visibilità , traffico, carreggiata, semafori, corsie o ostacoli.
Infine, i testimoni possono essere importanti. Sul modulo vanno riportati i nomi dei presenti, specificando se si trovavano a bordo di uno dei veicoli coinvolti oppure se erano terzi estranei. Naturalmente la testimonianza vale se è reale e coerente con il resto degli elementi disponibili. Diverso è il caso in cui intervengano le autorità . Il verbale redatto da polizia locale, carabinieri o polizia stradale ha un peso maggiore nella ricostruzione, soprattutto quando gli agenti rilevano posizione dei veicoli, tracce di frenata, danni, segnaletica, dichiarazioni e condizioni della strada.
La constatazione amichevole è pensata per semplificare i sinistri ordinari e non per sostituire ogni forma di accertamento. Se ci sono feriti, anche lievi, bisogna chiamare i soccorsi. Se uno dei conducenti appare alterato, non ha documenti, non mostra l’assicurazione, si rifiuta di fornire i dati o tenta di allontanarsi, è opportuno l’intervento delle autorità .
Il tutto senza dimenticare che la compagnia può contestare la constatazione amichevole, anche quando il modulo è firmato da entrambi i conducenti. La doppia firma crea una presunzione sulla dinamica riportata, ma non rende intoccabile il documento. L’assicuratore può svolgere verifiche, disporre una perizia, valutare la compatibilità dei danni, confrontare le dichiarazioni, analizzare precedenti e se emergono incongruenze rifiutare o ridimensionare il risarcimento.
Il riferimento generale dell’assicurazione è il termine di tre giorni dall’evento o da quando l’assicurato ne ha avuto conoscenza, salvo particolarità contrattuali e situazioni specifiche. Ricevuta la denuncia, la compagnia avvia infatti la gestione della pratica e se ci sono danni al veicolo, viene organizzata una perizia per stimare l’entità del danno e verificare la compatibilità con la dinamica dichiarata.
L’assicurato deve rendere disponibile il mezzo per l’ispezione senza effettuare riparazioni frettolose prima degli accertamenti, salvo interventi necessari per sicurezza o conservazione del bene.
I tempi dell’offerta dipendono dal tipo di danno e dalla documentazione presentata. Per i soli danni a cose, la presenza di un Cai firmato da entrambi abbrevia i termini. Se il modulo non è firmato congiuntamente, l’istruttoria richiede più tempo.
Quando ci sono danni alla persona, la procedura segue una scansione diversa e più lunga, perché servono documenti sanitari, valutazioni medico-legali e certificazione della guarigione o stabilizzazione dei postumi.
Dal 2026 le compagnie devono mettere a disposizione strumenti informatici per consentire la compilazione e la trasmissione telematica del modulo di denuncia di sinistro. In ogni caso il cartaceo non sparisce: resta una modalità utilizzabile da chi preferisce il modulo tradizionale o si trova in condizioni in cui non è pratico usare smartphone, app o connessione. Il Cai digitale riduce errori di trascrizione, rendere più immediato l’invio alla compagnia e favorisce una raccolta più ordinata delle informazioni.
In tutti i casi non essere d’accordo non significa rifiutarsi di denunciare il sinistro, ma vitare di sottoscrivere una versione comune che non si condivide. In caso di disaccordo, ciascun conducente può compilare la propria denuncia e trasmettere tutto alla propria compagnia.
Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 12:00:55 +0000Il mese di maggio 2026 si è chiuso in positivo per il mercato auto italiano che sta vivendo un ottimo momento. Le immatricolazioni, infatti, sono in crescita nel confronto con lo scorso anno.
Alcuni modelli, però, stanno dando un contributo maggiore rispetto ad altri e questo dato emerge chiaramente dalla classifica dei modelli più venduti, che presenta diverse sorprese per quanto riguarda il mese appena concluso.
Andiamo ad analizzare, quindi, la Top 10 delle auto più vendute in Italia, sia nel corso del mese di maggio 2026 che per quanto riguarda il parziale annuo (gennaio – maggio 2026), grazie ai dati forniti da UNRAE.
Ecco la classifica delle dieci auto più vendute a maggio 2026 in Italia:
Di seguito, invece, riportiamo la Top 10 del cumulato annuo, con riferimento al periodo gennaio – maggio 2026.
Ricordiamo che per approfondire l’andamento delle vendite in Italia di nuove autovetture potete dare un’occhiata all’articolo sulle immatricolazioni di maggio 2026.
A guidare il mercato auto italiano è sempre la Fiat Panda che, nonostante un mese da meno di 10.000 unità vendute, continua a mantenere un vantaggio enorme rispetto ai diretti concorrenti, confermandosi come la best seller del mercato.
Nella Top 10 del mese, oltre all’ottimo secondo posto di Dacia Sandero, compaiono diverse sorprese, a partire dalla Leapmotor T03, che ormai punta a stabilizzarsi sul podio delle auto più vendute in assoluto in Italia.
Da segnalare anche il quinto posto della BYD Atto 2, modello destinato a ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante sul mercato. La vettura, che nel parziale annuo è solo al 24° posto, potrebbe diventare una presenza fissa tra le Top 10.
Si tratta di un modello che ricopre oggi un ruolo fondamentale nella crescita di BYD: la Casa cinese sta registrando numeri da record in Europa e intende rafforzare la sua posizione sul mercato con risultati sempre più significativi.
Scorrendo la classifica, invece, notiamo un mese leggermente sottotono per la Fiat Grande Panda, modello che nel parziale annuo è in terza posizione. Nel mese di maggio, invece, la vettura si deve accontentare del nono posto, con un margine significativo dalle prime.
Tra i SUV, invece, la Jeep Avenger continua a rappresentare il modello di riferimento del mercato, con un numero sempre molto elevato di automobilisti italiani che scelgono la vettura di Jeep ogni mese.
Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 08:45:07 +0000Il Ponte sullo Stretto deve fare i conti con una nuova bocciatura, legata alle tariffe di pedaggio ipotizzate per il progetto che, nel frattempo, registra un ulteriore ritardo, costringendo la società Stretto di Messina a restituire 12 milioni di euro di fondi all’Ue, che aveva sostenuto la fase di progettazione dell’opera. Andiamo a fare il punto sulle ultime novità legate alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.
L’Autorità di regolazione dei trasporti ha evidenziato una delle criticità che bisognerà affrontare per il futuro del Ponte sullo Stretto. Tutto ruota intorno ai costi di gestione dell’opera. La struttura, infatti, dovrà essere attraversata ogni anno da più di 10 milioni di autovetture per diventare autoufficiente dal punto di vista economico.
Secondo le previsioni del Governo, i costi legati alla manutenzione ordinaria e straordinaria saranno interamente coperti dalle tariffe di pedaggio, che i veicoli saranno tenuti a pagare per attraversare lo Stretto. L’importo di queste tariffe resta da valutare. Pietro Ciucci, amministratore delegato di Stretto di Messina, aveva ipotizzato tariffe tra 4 e 10 euro.
In particolare, si ipotizza una tariffa di 4 euro per le moto, 7 euro per le automobili e 10 euro per i camion. Lo stesso ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, aveva ipotizzato un costo di circa 10 euro per auto. Secondo l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, i numeri sono diversi: il pedaggio dovrebbe partire da 27,43 euro con riferimento al 2034, anno in cui il ponte dovrebbe entrare in esercizio. Successivamente, sarebbero previsti rincari progressivi, fino a oltre 48 euro nel 2063.
Per la società Stretto di Messina, però, la situazione è diversa:
“La tariffa di 27,43 euro per i veicoli indicata nel Pef, e richiamata nel parere positivo dell’Art, è una media ponderata annuale tra i volumi di traffico e le tariffe per ciascuna tipologia di veicolo e non il costo di un singolo passaggio per le auto che, come detto più volte, sarà compreso tra circa 4 e 7 euro per tratta.”
Si tratta di una questione che andrà valutata con attenzione nel corso del prossimo futuro. Il tema delle tariffe di passaggio, infatti, rappresenta un elemento centrale per il sostentamento economico del Ponte sullo Stretto. Costi troppo alti potrebbero portare a una riduzione del traffico, rispetto alle stime, e potrebbero limitare la capacità dell’opera di sostenersi in autonomia, sia per quanto riguarda i costi di manutenzione ordinaria che quelli di manutenzione straordinaria.
Nel frattempo, lo Stretto di Messina deve affrontare un nuovo problema. A causa dei ritardi accumulati in fase di progettazione, infatti, la società dovrà restituire 12 milioni di euro di sostegni che aveva ricevuto dall’Ue a fine 2024.
Si tratta di un altro tema particolarmente delicato, soprattutto in considerazione del fatto che lo Stretto di Messina, al momento, è una società con 116 dipendenti, di cui ben 89 sono dirigenti e solo 27 sono impiegati.
Per il futuro, la società intende partecipare ai nuovi bandi europei per ottenere nuovi fondi, anche in considerazione del parere positivo ricevuto dall’Ue che ha giudicato il progetto in modo positivo, permettendo al Ponte di ottenere i punteggi più alti nel bando 2024.
Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 07:45:05 +0000La velocità è il suo mestiere, ma anche per una come Sofia Goggia non bisogna mai perdere di vista il limite. Abituata a scendere a 100 km/h su una pista di ghiaccio, possiede una moto che tutti le invidiano: una Ducati Scrambler Icon, sua compagnia di viaggio a Bergamo, utilizzata mantenendo sempre alta la soglia dell’attenzione. Ospite ai box Ducati durante il Gran Premio del Mugello andato in scena la domenica appena trascorsa, la campionessa italiana ha voluto far sentire tutto il proprio sostegno al marchio di Borgo Panigale, di cui condivide i valori di libertà e genuina espressione di sé.
Fin da quando era bambina il fascino delle due ruote ha stregato Sofia Goggia. La stessa passione oggi trova sfogo nella Ducati Scrambler Icon, con la quale prova emozioni differenti dalle abituali uscite tra le nevi. Tuttavia, l’idea della sciatrice lanciata a folle velocità tra i vicoli della città orobica è ben lontana dalla realtà .
Ai microfoni di Sky Sport, Sofia ha chiarito di avere un atteggiamento prudente sull’asfalto. Di rado sfreccia sulla sua Scrambler e sempre in spostamenti brevi, ad esempio nel tragitto verso la palestra, e anche in quel caso mantiene la prudenza, perché i rischi sono sempre dietro l’angolo. Per quanto possa rimanere concentrata, non possono mai essere escluse delle sorprese, dei fattori esterni imprevedibili e serie fonti di pericolo. Dal traffico imprevedibile alle distrazioni altrui, è un attimo finire vittima di un incidente e la massima perizia risolve il problema fino a un certo punto.
Dette da una come lei, che ha fatto della velocità e del rischio calcolato un mestiere, queste parole denotano umiltà . Invece di sfogare l’adrenalina delle gare, usa la moto nei momenti di pausa come un semplice mezzo di trasporto, uno spazio di decompressione capace di restituirle quell’autonomia che i ritmi intensi dell’agonismo spesso le tolgono. La partnership con Ducati nasce proprio su questo terreno: i concetti di leggerezza e stile che il brand incarna si sposano appieno con il carattere solare, ma profondamente disciplinato, dell’atleta bergamasca.
In effetti, la Ducati Scrambler Icon si presta benissimo alle esigenze di Sofia. All’estetica accattivante somma una maneggevolezza adatta a muoversi senza lo stress di mezzi ingombranti e in sella la disciplina rimane intatta. L’immagine di una Goggia moderata nell’atteggiamento, in netto contrasto con l’aggressività agonistica leggendaria sfoderata nelle gare di sci, dà spunto di riflessione sull’importanza di rispettare ogni precedenza e di procedere a passo d’uomo tra le auto parcheggiate di Bergamo se l’occasione lo richiede.
La saggezza di Sofia Goggia sta nella capacità di intuire il momento di dare gas e quando, invece, conviene frenare. Parcheggiata fuori dalla palestra, la Scrambler è l’immagine simbolo dell’approccio raccontato ai microfoni: niente forzature, solo la voglia di muoversi in città , il segno di una maturità sportiva che le fa distinguere nettamente tra l’adrenalina necessaria in gara e la lucidità imposta quando ci si sposta in mezzo agli altri automobilisti. Il senso della misura resta la sua bussola.
Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 05:30:54 +0000Il 6 giugno 2026 potrebbe cambiare le abitudini di spesa di milioni di italiani al distributore. Allora giungerà a termine l’attuale taglio delle accise, nato al fine di tamponare l’onda d’urto del rincaro energetico innescato dalle tensioni in Medio Oriente. A questo punto, si staglia un bivio: confermare il sostegno o lasciare che i prezzi riprendano a correre. E, per la prima volta da quando l’emergenza è scoppiata, l’ipotesi di uno stop definitivo appare concreta.
Sul futuro dello sgravio è intervenuto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Picchetto Fratin, alimentando ancor più il timore tra i conducenti. Il titolare del dicastero ha voluto sottolineare come la copertura finanziaria – finora resa possibile dall’extragettito Iva e dai proventi delle sanzioni Antitrust – inizi a gravare sulle casse statali. Andare avanti di questo passo rischia di sottrarre risorse preziose a capitoli di spesa altrettanto vitali. In un clima di rigore finanziario, la proroga non è più, dunque, un atto dovuto, ma una scelta politica che si scontra con il bilancio pubblico.
Da un lato il ministero dell’Ambiente cova dubbi sulla chiusura, dall’altro via XX Settembre adotta maggiore prudenza. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha sottolineato che il monitoraggio dei mercati rimane costante, e di conseguenza l’esecutivo osserverà sia l’andamento del barile sia le fluttuazioni dei prezzi raffinati prima di sciogliere le riserve. La risoluzione della disputa vedrà la sua risoluzione solo nelle ore immediatamente precedenti la scadenza. Allora avranno tutte le informazioni indispensabili per prendere la giusta decisione.
Ma quali sarebbero gli effetti se dal 7 giugno le accise tornassero ai livelli ordinari? Il quadro appare preoccupante per le tasche dei cittadini. Attualmente, la benzina beneficia di una riduzione di circa 5 centesimi al litro, mentre il diesel ne sconta 10 (un valore già dimezzato rispetto ai picchi di venti centesimi delle scorse settimane). In assenza di intervento statale, il rincaro sarebbe immediato: dal 7 giugno, fare il pieno da 50 litri costerebbe circa 2,50 euro in più per la benzina e 5 euro per il gasolio. Su un singolo rifornimento la cifra può sembrare trascurabile, ma il discorso cambia nel caso di chi usa quotidianamente l’auto, pendolari e trasportatori in primis.
Nonostante il clima di generale preoccupazione, occorre sottolineare come sul prezzo finale alla pompa incidano diverse variabili oltre alle tasse. Dal costo del greggio al valore dell’euro sul dollaro, le dinamiche internazionali spostano di molto gli equilibri e proprio per questo, se il mercato globale subisse delle ulteriori impennate, l’assenza di uno scudo fiscale potrebbe essere un fardello pesante.
Il conto alla rovescia è arrivato agli sgoccioli. Nell’arco delle prossime ore il Governo dovrà comunicare la sua decisione definitiva: farà quadrare i conti e confermerà lo sconto oppure il taglio sulle accise volgerà al termine? La risposta arriverà con il prossimo decreto, ma per il momento la strada verso un “ritorno alla normalità ” fiscale sembra segnata. L’unica certezza, in questo scenario volatile, è che gli italiani dovranno prepararsi a vedere, con ogni probabilità , numeri più alti sui cartelloni dei distributori a partire dalla prossima settimana.
Data articolo: Tue, 02 Jun 2026 05:30:44 +0000Dal 1° giugno scatta la nuova normativa ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) che riconosce agli utenti il diritto al rimborso dei pedaggi autostradali in caso di code causate da cantieri. D’ora in poi, il ritardo accumulato avrà un peso specifico: il rimborso scatterà in modo proporzionale, incrociando la lunghezza del tragitto con i minuti trascorsi effettivamente in coda.
Il rimborso, però, non arriverà in automatico, bensì sarà il viaggiatore, dopo aver subito il disservizio, a dover attivare la procedura di richiesta, fornendo prove certe del proprio passaggio. È una piccola scocciatura burocratica forse destinata a far desistere i più pigri, ma che rappresenta un passo avanti epocale verso una maggiore responsabilità dei gestori delle tratte. Non va dimenticato, infatti, che il pedaggio è un contratto di servizio: se il tempo di percorrenza previsto viene stravolto da una gestione inefficiente dei lavori, l’utente vede riconosciuto il diritto a una compensazione economica.
Non tutto avverrà subito. Qualora il vostro viaggio preveda il passaggio su autostrade appartenenti a società diverse dovrete attendere il 1° dicembre 2026, data dell’estensione definitiva della norma ai percorsi misti. Allo stato attuale, infatti, il diritto al rimborso legato ai ritardi causati dai cantieri rimane limitato unicamente alle tratte singole. Il diritto all’indennizzo dipende poi dai chilometri: scatta subito per i tragitti sotto i 30 km, mentre per quelli più lunghi bisogna superare una soglia di ritardo di 10 o 15 minuti.
Dal 50% restituito sui blocchi tra l’ora e le due ore, la percentuale aumenta in misura proporzionale alla durata del fermo. Se il blocco perdura tra le due e le tre ore, la quota sale al 75%, fino ad arrivare al rimborso integrale se, sfortunatamente, restate fermi per più di 180 minuti e – clausola di salvaguardia da tenere a mente – il rimborso viene erogato purché la somma complessiva superi l’euro.
Attenzione però a non cantar vittoria troppo presto. L’Autorità ha previsto delle zone d’ombra in cui il rimborso non è dovuto. Se la coda è causata da un incidente, da una nevicata improvvisa o da un evento meteo estremo, il concessionario è esentato. Lo stesso vale relativamente ai cantieri mobili – almeno fino a questo punto – o quelle tratte dove sono già applicate riduzioni tariffarie generalizzate.
Gli utenti che intendono presentare domanda di rimborso dovranno inoltrare allegare scontrini o fatture del telepedaggio tramite i canali messi a disposizione dai concessionari, che vanno dal portale web allo sportello fisico. Al momento della domanda, oltre ai dati personali, andranno indicati i caselli di entrata e uscita e l’IBAN per l’accredito e a quel punto entra in vigore un nuovo diritto per l’automobilista, che trasforma il tempo perso in coda in un indennizzo richiedibile.
Supponiamo di subire novanta minuti di coda: grazie alla nuova norma, sarà possibile richiedere metà del rimborso del pedaggio. Una volta caricata la prova del transito sul portale del gestore, l’utente acquisisce il diritto al recupero del credito e ha, dunque, fine la situazione in cui pagava il prezzo pieno, anche di fronte a un servizio chiaramente insufficiente.
Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 17:26:12 +0000Il mercato auto italiano chiude un altro mese in positivo: nel corso di maggio 2026, infatti, le immatricolazioni di nuove autovetture sono cresciute con un ritmo significativo. Il risultato in questione si riflette sull’andamento del mercato nel corso del 2026. Dopo i primi cinque mesi dell’anno, il settore delle quattro ruote si conferma in netta crescita. Andiamo ad analizzare i dati sulle immatricolazioni appena pubblicati da UNRAE.
Il mese di maggio 2026 è stato molto positivo. Il settore delle quattro ruote, infatti, ha raccolto un totale di 151 mila unità vendute nel corso del quinto mese dell’anno, con un miglioramento dell’8,1% rispetto a maggio dello scorso anno. In termini assoluti, le vendite sono cresciute di circa 11 mila unità .
Il risultato in questione si riflette sui dati del cumulato annuo. Tra gennaio e maggio, le immatricolazioni in Italia sono state pari a 797 mila unità , con un miglioramento del 9,5% su base annua. Complessivamente, le immatricolazioni sono aumentate di quasi 70 mila unità . Salvo improbabili crolli, quindi, il primo semestre del 2026 sarà positivo per il settore.
Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, ha commentato così i risultati del settore:
“Il mercato delle autovetture conferma un trend espansivo nei volumi mensili, ma l’andamento complessivo resta facilmente influenzabile dall’incertezza del contesto, locale e globale, nel quale ci troviamo. Siamo di fronte a una fase di recupero che, per consolidarsi davvero, necessita di essere supportata da politiche industriali di ampio respiro e da un quadro normativo certo, capace di restituire piena fiducia a famiglie e imprese nelle loro intenzioni di acquisto o investimento.â€
Ricordiamo che anche il mercato europeo sta vivendo un periodo molto positivo, come confermano gli ultimi dati di vendita. Per i risultati di maggio per il settore europeo sarà necessario attendere qualche settimana.
Anche a maggio, il contributo alla crescita di auto elettriche e auto ibride plug-in è significativo. I dati del mese sono i seguenti:
Considerando il cumulato annuo, le elettriche registrano una crescita del 75,4%, con una quota di mercato complessiva pari all’8,1%, mentre le ibride plug-in sono in crescita del 91,2%, con un market share che ora risulta essere pari a 8,7%. Per sapere quali sono le elettriche più vendute nel nostro Paese potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulla classifica dei modelli più venduti nel corso del 2026.
Il Gruppo Stellantis si conferma leader del mercato italiano, con un totale di oltre 43 mila unità vendute a maggio e una crescita del 10,05% su base annua. Nel cumulato annuo, invece, il Gruppo ha toccato quota 249 mila unità vendute con un incremento del 14,25% rispetto ai dati dello scorso anno. La quota di mercato nel corso del 2026 per il gruppo è di 31,6%. A guidare la crescita di Stellantis in Italia è il marchio Fiat, in crescita del 29,71% nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, per un totale di oltre 92 mila unità vendute. Ricordiamo che Stellantis sta dominando anche nel segmento dei veicoli commerciali.
Data articolo: Mon, 01 Jun 2026 17:15:59 +0000