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News passione motori

News n. 1
Euro 7, come la nuova normativa impatta anche sui freni auto

L’entrata in vigore della normativa Euro 7 rappresenta un cambio di paradigma fondamentale per l’ingegneria dei sistemi frenanti. Per la prima volta nella storia della regolamentazione europea, il processo di omologazione dei veicoli non si limita al monitoraggio degli inquinanti gassosi e del particolato allo scarico, ma estende il controllo alle emissioni non derivanti dalla combustione (non-exhaust emissions).

Il focus tecnico si sposta sull’interfaccia tra disco e pastiglia: il particolato ultrafine generato dall’usura per attrito è stato identificato come una delle principali sorgenti di PM10 e PM2.5 in ambito urbano, un fenomeno che rimane critico anche nei veicoli a trazione elettrica (BEV) nonostante l’apporto della frenata rigenerativa. Dal punto di vista ingegneristico, il rispetto dei limiti imposti — fissati inizialmente a 7 mg/km per i veicoli leggeri — obbliga anche a una revisione profonda della catena cinematica frenante.

Non si tratta solo di ottimizzare le mescole delle pastiglie, ma di esplorare nuove frontiere tecnologiche che spaziano dai trattamenti superficiali dei dischi (coating) tramite deposizione laser (DED), all’integrazione di sistemi di filtrazione attiva e alla gestione software coordinata tra frenata idraulica e recupero energetico. Questo approfondimento analizzerà i nuovi protocolli di test definiti dal gruppo di lavoro PMP (Particulate Measurement Programme) dell’UNECE, le risposte dei Tier-1 alle sfide termomeccaniche e l’impatto dei nuovi materiali sulla durata dei componenti e sulle performance di frenata.

Analisi dei protocolli di campionamento

La conformità alla normativa Euro 7 non si basa più su stime teoriche, ma su un protocollo di validazione estremamente rigoroso denominato WLTP-Brake. Questo test sposta la misurazione dalla strada al laboratorio, utilizzando banchi dinamometrici a inerzia che operano all’interno di camere a flusso d’aria controllato. L’aspetto tecnicamente più critico di questa procedura è il mantenimento dell’isocinetismo: l’aria che investe l’impianto frenante deve muoversi a una velocità tale da garantire che le particelle staccatesi per attrito siano trasportate verso i sensori senza subire alterazioni dimensionali o deposizioni indesiderate sulle pareti del tunnel.

Non si misura solo la massa totale del particolato (PM10 e PM2.5), ma si procede anche al conteggio numerico delle particelle ultrafini, obbligando gli ingegneri a monitorare costantemente le condizioni termiche del sistema per evitare che la degradazione dei materiali volatili infici i risultati del test.

Dinamica dell’attrito e generazione del particolato ultrafine

Comprendere l’impatto dei freni richiede un’immersione nella tribologia dei contatti tra superfici. Il particolato non è semplicemente il risultato meccanico di due materiali che si sfregano, ma il prodotto di una complessa dinamica di “terzo corpo”. Durante la decelerazione, l’interfaccia tra disco e pastiglia crea un sottile film di detriti che agisce da lubrificante solido o da abrasivo a seconda delle condizioni di pressione e temperatura. Quando il sistema opera a basse temperature, l’usura è prevalentemente di tipo abrasivo, generando particelle più pesanti che rientrano nel PM10.

Tuttavia, al superamento di soglie termiche critiche, solitamente collocate sopra i 250 °C, i leganti organici presenti nelle pastiglie iniziano a subire processi di pirolisi. Questo fenomeno dà origine a una nucleazione di particelle ultrafini (PN) che, pur avendo una massa trascurabile, sono numericamente elevate e pongono le sfide maggiori per la salute respiratoria e per il superamento dei limiti Euro 7.

Innovazione nei materiali d’attrito

Per rispondere alla soglia di 7 mg/km, l’industria dei materiali d’attrito sta affrontando una trasformazione radicale delle proprie formulazioni chimiche. Le tradizionali mescole “Low-Steel“, apprezzate per le alte prestazioni ma critiche per l’elevata generazione di polveri metalliche, stanno lasciando il posto a evoluzioni delle mescole NAO (Non-Asbestos Organic).

La sfida tecnica risiede nel sostituire le fibre di ferro e rame con materiali ceramici e lubrificanti solidi alternativi, come la grafite avanzata o i solfuri metallici complessi, che siano in grado di mantenere un coefficiente d’attrito stabile su un ampio range operativo. L’obiettivo è creare una pastiglia che non solo si usuri meno, ma che sia chimicamente stabile alle alte temperature, minimizzando il rilascio di gas che potrebbero poi condensare in particolato fine una volta usciti dal gruppo ruota.

Tecnologie di Hard-Coating per modificare la superficie del disco

Una delle soluzioni ingegneristiche più efficaci per abbattere drasticamente le emissioni consiste nel modificare radicalmente la superficie del disco attraverso tecnologie di hard-coating. Invece di utilizzare la ghisa grigia nuda, i produttori stanno adottando la tecnica dell’High-Speed Laser Cladding per depositare uno strato protettivo di carburi metallici, come il carburo di tungsteno o di cromo. Questo processo fonde una polvere metallica sulla superficie del disco tramite un raggio laser ad alta potenza, creando un rivestimento estremamente duro e resistente all’usura.

Oltre a ridurre quasi totalmente il contributo del disco alla massa di particolato emessa, questo strato garantisce una resistenza alla corrosione superiore. Questo aspetto è fondamentale poiché elimina la formazione di ossidi che, solitamente, vengono raschiati via durante le prime frenate del mattino, producendo un picco di emissioni molto elevato nei cicli di prova.

Integrazione della frenata rigenerativa e strategie di Brake-Blending

Il passaggio verso l’elettrificazione introduce un’ulteriore variabile tecnica nella gestione delle emissioni: la frenata rigenerativa. Nei veicoli moderni, gran parte delle decelerazioni urbane viene gestita dal motore elettrico, riducendo drasticamente l’uso dell’impianto idraulico. Tuttavia, la normativa Euro 7 impone strategie di “Brake-Blending” estremamente sofisticate. Il software di controllo deve bilanciare la coppia frenante tra i due sistemi non solo per massimizzare il recupero di energia, ma anche per gestire la salute dei dischi.

Un problema tecnico emergente è infatti l’ossidazione per inutilizzo: per evitarla, il sistema deve prevedere cicli di pulizia automatica (scouring) che azionano i freni meccanici in modo controllato. La sfida per gli ingegneri del software è calibrare queste attivazioni affinché avvengano nelle condizioni di minima generazione di particolato, utilizzando sensori e logiche predittive basate sui dati ADAS.

Sistemi di captazione attiva e filtrazione particellare alla pinza

Per i segmenti di veicoli più pesanti, come i SUV o i veicoli commerciali leggeri, il solo miglioramento dei materiali potrebbe non essere sufficiente a garantire il rispetto dei limiti più stringenti. In questi casi, la soluzione tecnica si sposta verso sistemi di captazione e filtrazione localizzata direttamente sul gruppo ruota. Questi dispositivi, che possono essere passivi o attivi, sono progettati per agire come una “marmitta” per i freni. I sistemi passivi sfruttano la naturale turbolenza generata dalla rotazione del disco per convogliare le polveri verso elementi filtranti integrati nella pinza o nei condotti di raffreddamento.

Le soluzioni più avanzate esplorano invece la captazione elettrostatica, utilizzando cariche elettriche per attrarre le polveri metalliche verso specifici magneti o filtri dedicati, impedendo fisicamente la loro dispersione nell’atmosfera e garantendo un livello di pulizia che i soli materiali d’attrito non potrebbero raggiungere.

L’avvento della normativa Euro 7 sancisce la fine dell’era in cui il sistema frenante poteva essere considerato un apparato isolato, puramente meccanico e deputato esclusivamente alla sicurezza attiva. La sfida imposta dai nuovi limiti sulle emissioni di particolato obbliga l’industria automobilistica a una revisione profonda del design e della selezione dei materiali, spostando l’asse della ricerca verso una simbiosi sempre più stretta tra hardware e software.

Se da un lato l’adozione di dischi rivestiti e pastiglie di nuova generazione rappresenta la risposta immediata alla riduzione della massa particellare, dall’altro l’affinamento degli algoritmi di frenata rigenerativa e l’introduzione di sistemi di filtrazione attiva delineano il futuro della mobilità a impatto quasi nullo.

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 10:49:09 +0000
News n. 2
KTM 890 SMT, colorazioni inedite e nuovo carattere sportivo per la Model Year 2026

Il nuovo anno di KTM inizia con la Model Year 2026 di 890 SMT. Dopo aver ufficializzato a inizio gennaio la nuova gamma Naked, la Casa austriaca aggiorna la propria supermotard di media cilindrata lanciata nel 2023. Non cambia la formula vincente alla base tecnica, ma vengono effettuati dei ritocchi sul lato estetico e sulle colorazioni. Il modello, con un’impostazione che abbina comfort e precisione di guida, è stato capace di attrarre un nuovo pubblico già al suo debutto, grazie alla versatilità sia per la città sia per i lunghi viaggi.

Nuova colorazione e frontale rinnovato

Le principali operazioni d’intervento su KTM 890 SMT riguardano il look, pensato per esaltare il carattere sportivo della moto. La nuova livrea arancione-blu-nero richiama il mondo racing e rafforza l’identità “Ready to Race†del marchio. Il parafango anteriore basso sostituisce il “becco†alto, rendendo il frontale più compatto e aggressivo. Le sovrastrutture, tra cui spoiler e pannelli laterali leggermente più ampi, e le grafiche in-mold, progettate per durare nel tempo, consolidano l’impatto visivo del modello su strada.

La sella monopezzo in stile supermoto resta uno degli elementi distintivi di 890 SMT, garantendo libertà di movimento durante la guida dinamica e comfort nei percorsi più lunghi, anche con un passeggero. La forma del serbatoio – la cui capacità è di 15,8 litri, con autonomia dichiarata di oltre 300 chilometri – facilita i cambi di direzione su strade tortuose, mentre il nuovo deflettore aerodinamico incrementa la protezione dal vento senza alterare la linea sportiva.

Stesso motore e tanti optional

KTM 890 SMT 2026 conferma la sua impostazione tecnica con l’unità LC8c 889 cm³ da 105 CV e 100 Nm di coppia, ciclistica evoluta e sospensioni WP APEX completamente regolabili. Il telaio in acciaio al cromo molibdeno e il motore come elemento portante riducono peso e ingombri, mentre il forcellone lungo e l’ammortizzatore di sterzo migliorano trazione e stabilità nelle curve. Le ruote da 17†con pneumatici Michelin PowerGP completano la dotazione, per esaltare la dinamica della moto su strada.

L’elettronica prevede ABS Cornering sensibile all’angolo di piega con modalità Supermoto di serie, traction control, tre riding mode (Rain, Street e Sport) e modalità Track opzionale. Il quadro strumenti TFT da 5†e le luci a LED garantiscono funzionalità e chiarezza. Optional come Quickshifter+ e Cruise Control ampliano il comfort e la gestione della moto. La frenata è affidata a pinze J Juan e dischi da 320 mm all’anteriore e 260 mm al posteriore. La commercializzazione inizierà a febbraio, con un prezzo di partenza di 13.990 euro.

Le principali novità di KTM per il 2026

KTM 890 SMT 2026 è solo l’ultima delle novità del marchio austriaco per il 2026, che solo di recente ha evitato una clamorosa bancarotta. La famiglia Naked si conferma come punto di riferimento nel segmento, con modelli che vanno dalla 125 Duke alla 1390 Super Duke R Evo. Tra le curiosità della gamma, 390 Duke debutta con un nuovo sistema frenante WP FCR4 ad alte prestazioni, un’esclusiva mondiale, mentre 790 Duke resta depotenziabile per i possessori di patente A2 senza perdere precisione e agilità.

Al vertice, 990 Duke propone una nuova livrea bianco-nero-arancione ispirata al DNA storico della casa, che unisce stile e attitudine sportiva, senza modifiche tecniche. 990 Duke R, invece, aggiunge un display TFT touchscreen da 8,8†con mappe offline e sospensioni WP APEX regolabili, pensate per chi cerca massima precisione su strada e pista. Le 1390 Super Duke R e R Evo completano la gamma con motori LC8 da 1.350 cc e 190 CV, sospensioni semiattive WP SAT sulla versione Evo e pacchetti elettronici avanzati.

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 10:27:24 +0000
News n. 3
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Oggi 4 febbraio 2026, il traffico sulle autostrade italiane presenta diverse situazioni da monitorare attentamente. Tra gli eventi più significativi segnaliamo una coda di 2 km tra Reggio Emilia e Terre di Canossa sulla A1 Milano-Napoli a causa di un incidente, oltre a una coda di 3 km tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Ovada sulla A26 dovuta a lavori. Questi esempi anticipano una panoramica completa sulle condizioni di traffico tratto per tratto.

A1 Milano-Napoli



11:02 – Bivio A1/A11 Firenze-Pisa Nord e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 267.0 al chilometro 280.4 per una lunghezza di 13.4 km.



11:00 – Reggio Emilia e Terre di Canossa – Campegine
Coda di 2 km per incidente
Direzione Milano
La coda copre una distanza totale di 3.3 km, dal chilometro 133.8 al chilometro 137.1.



10:40 – Bivio A1/A16 Napoli-Canosa e Nodo A1/SP1 Casoria
Pioggia sulla tratta
Direzione in entrambe le direzioni
La pioggia interessa una tratta di 1.2 km tra i chilometri 753.1 e 754.3.



10:39 – Bivio A1/A16 Napoli-Canosa e Nodo A1/SP1 Casoria
Vento Forte in zona
Direzione in entrambe le direzioni
Il fenomeno interessa la stessa tratta di 1.2 km tra chilometri 753.1 e 754.3.

A4 Torino-Trieste



10:26 – Nodo di Pero e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta va dal chilometro 125.0 al chilometro 138.3 per una lunghezza di 13.3 km.



10:14 – Milano est e Cormano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata si estende per 8.4 km dal chilometro 129.9 al chilometro 138.3.



09:54 – Area di servizio Val Trompia sud
Mancanza di metano per lavori
Direzione Trieste
L’area di servizio è sprovvista di metano a causa di interventi di manutenzione.

A7 Milano-Genova



11:02 – Genova Bolzaneto e Genova Sampierdarena
Pioggia sulla tratta
Direzione in entrambe le direzioni
La pioggia interessa la tratta di 7.8 km dal chilometro 125.8 al chilometro 133.6.



09:59 – Genova Bolzaneto e Busalla
Coda di 1 km per lavori
Direzione Milano
La coda si estende per 8.5 km tra chilometro 117.3 e chilometro 125.8.



10:40 – Serravalle Scrivia e Genova Bolzaneto
Nevischio segnalato
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta copre 41.3 km dal chilometro 84.5 al chilometro 125.8.

A10 Genova-Ventimiglia



10:27 – Celle Ligure e Arenzano
Coda di 1 km per incidente
Direzione Genova
La coda copre una tratta di 6.25 km dal chilometro 26.1 al chilometro 32.35.

A13 Bologna-Padova



10:54 – Ferrara Nord e Altedo
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Bologna
La tratta destinata al traffico intenso copre 21.4 km dal chilometro 20.5 al chilometro 41.9.

A14 Bologna-Taranto



09:48 – Pedaso e Grottammare
Coda di 1 km per lavori
Direzione Taranto
La coda riguarda una tratta di 2.5 km con inizio al chilometro 292.0 e fine al chilometro 294.5.



09:47 – Val di Sangro e Poggio Imperiale
Vento forte segnalato lungo la tratta
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata copre un lungo tratto di 83.8 km dal chilometro 421.2 al chilometro 505.0.



09:27 – Pineto e Bivio A14/A25 Torano-Pescara
Traffico rallentato per lavori
Direzione Taranto
Il rallentamento interessa una tratta di 6.5 km dal chilometro 363.5 al chilometro 370.0.



09:13 – Castel San Pietro e Bologna San Lazzaro
Coda per lavori
Direzione Bologna
La coda interessa una tratta di 3.312 km dal chilometro 26.688 al chilometro 30.0.

A16 Napoli-Canosa



10:51 – Avellino Ovest e Avellino est
Pioggia segnalata
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 41.1 al chilometro 49.7 per una lunghezza di 8.6 km.

A24 Roma-Teramo



10:59 – Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda interessa una tratta di 0.8 km dal chilometro 6.5 al chilometro 7.3.



09:26 – Assergi e San Gabriele-Colledara
Nebbia con visibilità di 80 metri
Direzione in entrambe le direzioni
La nebbia interessa una lunga tratta di 19.487 km dal chilometro 116.828 al chilometro 136.315.

A26 GE-Voltri-Gravellona Toce



10:47 – Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Bivio A26/Diramazione A7 Milano-Genova
Nevischio segnalato
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta copre una lunga estensione di 45.3 km dal chilometro 0.0 al chilometro 45.3.



09:26 – Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Ovada
Coda di 3 km per lavori
Direzione Gravellona Toce
La coda copre una tratta di 6.2 km dal chilometro 10.0 al chilometro 16.2.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 10:08:00 +0000
News n. 4
OMODA 7, il crossover che ridefinisce l’esperienza della smart mobility

OMODA 7 emerge nel panorama automobilistico come un progetto capace di unire estetica d’avanguardia e funzionalità pratica, rispondendo alle esigenze di una nuova generazione di consumatori evoluti e dei protagonisti delle nuove tendenze metropolitane. Incoronato nel 2025 con il French Design Gold Award, questo veicolo propone un linguaggio visivo futuristico pensato per rimanere attuale nel tempo. La filosofia costruttiva – come affermano i tecnici di Omoda & Jaecoo – si rivolge ai cosiddetti Neo-LOHAS, consumatori razionali e colti che vedono nella mobilità un’opportunità per migliorare globalmente la propria qualità della vita attraverso scelte stilistiche coerenti con il proprio io interiore. Dunque, cerchiamo di capire meglio questa macchina così ambiziosa.

Grande modernità di impatto

L’estetica del crossover, definita “ART IN MOTION Xâ€, trova la sua massima espressione nel sistema di illuminazione dinamica interattiva. Questo apparato tecnologico garantisce che il veicolo mantenga un fascino costante sia di giorno che di notte, trasformando elementi come gli indicatori di direzione e i gruppi ottici posteriori “ultra-red lightning†in strumenti di comunicazione chiari durante le manovre o la ricarica del sistema PHEV. Il profilo della carrozzeria, caratterizzato da un assetto proteso in avanti con linee nette e scolpite, permette di percepire con facilità ingombri e distanze, rendendo l’auto protagonista naturale nei contesti sociali urbani.

Varcando la soglia dell’abitacolo, l’utente viene accolto da uno Smart Cockpit progettato per trasformare lo spostamento in un rituale di gratificazione personale. Al centro della plancia svetta il display scorrevole Star Track da 15,6 pollici con risoluzione 2.5K, supportato dal sistema intelligente 8155 che assicura prestazioni fluide. L’ambiente interno è concepito come un rifugio VIP ultra-silenzioso, unico nel suo segmento, dove la tecnologia ENC di cancellazione del rumore del motore e i supporti idraulici lavorano in sinergia per ridurre il livello sonoro di 10 dB e migliorare l’assorbimento delle vibrazioni del 30%.

Il comfort come massima espressione

Il comfort raggiunge l’apice con il sedile passeggero VIP, una vera e propria “suite benessere” dotata di poggia gambe, funzioni di massaggio, ventilazione e riscaldamento. Per arricchire l’esperienza sensoriale, il veicolo integra un sistema di profumazione intelligente e un controllo vocale a quattro zone che permette di trasformare l’abitacolo in una sala concerti o in un karaoke mobile. Questa attenzione al benessere si riflette anche nella gestione degli spazi, con sedute ergonomiche pensate per offrire serenità ai passeggeri posteriori.

La tecnologia di OMODA 7 semplifica drasticamente le complessità della guida cittadina attraverso il parcheggio in un click. I sistemi di Parcheggio Automatico (APA) e da Remoto (RPA) sono in grado di gestire oltre mille scenari complessi, inclusi spazi estremamente ristretti o diagonali, riducendo le correzioni al volante e accelerando le manovre grazie a dati di guida reali provenienti da tutto il mondo. La sicurezza è garantita da 19 funzioni ADAS, tra cui il Cruise Control Adattivo (ACC) per i lunghi viaggi e il Traffic Jam Assist (TJA) per gestire lo stress delle code urbane.

La protezione degli occupanti è supportata da una visione panoramica a 540° con telaio trasparente, che permette di monitorare costantemente l’ambiente sotto e intorno al veicolo. In situazioni critiche, intervengono sistemi come la Frenata Automatica di Emergenza (AEB) e l’Avviso di Collisione Frontale (FCW), mentre otto airbag costituiscono una barriera protettiva interna. Questo sistema integrato permette di affrontare ogni sfida stradale con la consapevolezza di una protezione a 360 gradi.

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 10:07:01 +0000
News n. 5
I prototipi della Jaguar GT affrontano gli ultimi test invernali

Le distese gelate di Arjeplog, in Svezia, sono diventate il teatro dell’ultimo e più rigoroso banco di prova per la nuova Jaguar GT elettrica a quattro porte, ormai prossima al suo debutto mondiale previsto per l’estate. In un ambiente dove le temperature precipitano fino a –40 °C, i prototipi della granturismo britannica stanno affrontando le fasi finali di calibrazione per garantire che la dinamicità e il comfort tipici del marchio rimangano intatti anche nelle condizioni climatiche più estreme del Circolo Polare Artico. Con una potenza che supera i 1.000 CV, questo modello si appresta a diventare la Jaguar stradale più potente mai realizzata, segnando un vero e proprio salto generazionale per la Casa di Coventry.

Un programma di sviluppo senza precedenti

Il percorso che porterà la nuova GT alla produzione di serie è supportato dal programma di validazione globale più severo nella storia del brand. Un’armata di 150 prototipi ha già percorso centinaia di migliaia di chilometri, alternando le autostrade desertiche ai laghi ghiacciati, integrando prove fisiche su strada con avanzate simulazioni virtuali e prove al banco. Questa scala di test non ha eguali per Jaguar ed è stata ideata per spingere ogni singolo sistema al limite delle proprie capacità tecniche.

L’obiettivo degli ingegneri, impegnati sui laghi svedesi, è perfezionare le modalità di guida per offrire risposte immediate e un comfort rassicurante. La nuova architettura si avvale di una sofisticata suite di tecnologie, tra cui una propulsione tri-motore a trazione integrale. Questo sistema è supportato dall’Intelligent Torque Vectoring, capace di distribuire la potenza con una precisione e una rapidità superiori a qualsiasi modello del passato, garantendo una guida coinvolgente e sicura in ogni scenario.

Meccanica raffinata

La dinamica di guida della lussuosa GT non si affida solo alla forza bruta dei motori, ma a una perfetta armonia tra componenti hardware e software. Gli ingegneri stanno finalizzando le calibrazioni dello sterzo all-wheel e delle sospensioni pneumatiche dinamiche, che lavorano in sinergia con ammortizzatori attivi a doppia valvola e pneumatici invernali dedicati da 23 pollici. Matt Becker, Jaguar Vehicle Engineering Director, ha sottolineato come l’auto sfrutti un baricentro ribassato e proporzioni uniche per creare un’esperienza di guida senza paragoni, capace di essere confortevole o estremamente prestazionale a seconda del desiderio del conducente.

Un punto di svolta tecnologico è rappresentato dal sistema ThermAssist. Le temperature sotto lo zero dell’Artico sono l’ambiente ideale per validare questa gestione termica di bordo, capace di ridurre il consumo energetico per il riscaldamento fino al 40%. Il sistema è in grado di recuperare calore per riscaldare l’abitacolo o il sistema di propulsione anche quando la temperatura esterna scende a –10 °C, ottimizzando così l’autonomia complessiva del veicolo nelle condizioni più rigide.

Il design e la filosofia costruttiva

Esteticamente, la GT a quattro porte incarnerà la filosofia di design Exuberant Modernist, già anticipata dalla concept Jaguar Type 00 presentata alla Miami Art Week. Questo nuovo linguaggio visivo rappresenta un simbolo di cambiamento che intende rispettare il passato del marchio guardando però decisamente avanti. Come dichiarato dal Managing Director Rawdon Glover, l’intenzione è offrire un’auto capace di affascinare tanto alla vista quanto alla guida, rimanendo fedele al mantra storico del fondatore: “A copy of nothing”, letteralmente “una copia di nienteâ€.

L’attesa per la presentazione ufficiale cresce, mentre la nuova identità della Casa britannica si delinea come impavidamente unica ed emotivamente coinvolgente. Con il completamento dei test invernali, la nuova GT si prepara a inaugurare una nuova era per il marchio.

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 08:20:08 +0000
News n. 6
Williams riscrive il blu: FW48, manifesto di una rinascita che profuma di leggenda

A Grove, non si è semplicemente tolto un telo. Si è tolto un peso. Un esercito silenzioso di oltre mille uomini e donne hanno lavorato notti, analizzato gallerie del vento, condiviso caffè e speranze per costruire la Williams della nuova era. Quando Alex Albon, Carlos Sainz e James Vowles hanno fatto scivolare via il drappo dalla FW48, l’applauso non era di circostanza, era liberatorio. Perché la Williams 2026 è più corta, più stretta, più aggressiva e soprattutto più Williams che mai.

Blu elettrico, anima storica

Il colpo d’occhio è subito cromatico. Un blu lucido, vibrante, quasi elettrico, che non prova a piacere ma pretende attenzione. È il colore della nuova era firmata Atlassian, title partner che non vuole essere solo un logo appiccicato ma una bandiera issata sul cofano motore. La software house australiana ha investito tanto in questa partnership strategica. Poi arriva il nero fluido, che scivola dai fianchi al posteriore come un’ombra da predatore. E lì, a incorniciare tutto, la firma calligrafica della nostalgia, la keyline bianca e rossa. Un richiamo neanche troppo sottile alle Williams che dominavano il mondo mentre altri si limitavano a partecipare. FW14B, Nigel Mansell 1992: dominio assoluto. FW18, Damon Hill metà anni ’90: perfezione tecnica. Proprio in questo 2026 , tra l’altro, ricorre il trentesimo anniversario di quella FW18. Coincidenze? In F1 non esistono.

La vera sorpresa, però, è il bianco che invade i sidepod, l’ala anteriore e quella posteriore. Porta luce, velocità percepita, dinamismo. Amplifica gli sponsor, Barclays appena entrata ringrazia, insieme a Anthropic, BNY, Wilkinson Sword e Nuveen. Ma soprattutto trasmette un’idea chiara, Williams non vuole più mimetizzarsi. Vuole farsi vedere.

Non è solo una livrea

La presentazione arriva a poche ore dall’annuncio della partnership globale con Barclays. Non casuale. È una strategia. Negli ultimi quindici giorni Grove ha acceso più insegne di Las Vegas Strip. Nuovi sponsor, nuovi investimenti, nuovi dirigenti, nuove infrastrutture. Williams sta facendo quello che in F1 è l’unica moneta spendibile per tornare grandi, mettere soldi, cervelli e strumenti sul tavolo. James Vowles lo ha dichiarato senza girarci troppo attorno:

“Sappiamo cosa serve per vincere i campionati. Non siamo ancora lì, ma ci stiamo muovendo nella direzione giusta”.

Tradotto, il romanticismo non paga più. Qui si parla di simulazione avanzata, di Driver in Loop di ultima generazione, operativo solo da fine 2025. Di software che non si limita a dire cosa funziona oggi, ma suggerisce dove può arrivare la macchina domani. È la F1 moderna, quella meno istinto, più dati. Ma Williams, che ha dominato questo sport negli anni ’90, vuole dimostrare di saperlo padroneggiare meglio degli altri.

La rivoluzione 2026: più corte, più nervose

La FW48 nasce già figlia di una rivoluzione. I regolamenti 2026 promettono vetture più compatte, ali completamente riviste, aerodinamica ripensata per favorire i sorpassi e, dettaglio non banale, una gestione dell’energia elettrica molto più complessa. Il carico di lavoro dei piloti aumenterà e qui Vowles sorride:

“Premierà team come noi. Alex e Carlos hanno una guida istintiva, naturale, e la capacità mentale per gestire energia, gomme, sistemi e pista insieme”.

È un messaggio neanche troppo cifrato al paddock, Williams ha scelto una coppia da prima linea. Albon, ormai colonna portante del progetto, è l’uomo che ha tenuto in piedi la squadra nei momenti più bui. Sainz, invece, è l’innesto che cambia la percezione esterna: esperienza, podi, mentalità da top team. Carlos non si nasconde:

“Questa livrea è una dichiarazione di intenti. Celebra il nostro patrimonio e guarda avanti. Non vedo l’ora di correre con questi colori”.

Parole che pesano. Perché Sainz non è uno che regala slogan, se sceglie una squadra, è perché vede qualcosa.

Nuova partnership

Williams è uno dei primi tre team di F1 di maggior successo di tutti i tempi con 114 vittorie, 9 campionati del mondo Costruttori e 7 campionati mondiali Piloti nei suoi 48 anni di storia. Un curriculum che attrae e Barclays, la banca di fama mondiale fondata più di 325 anni fa con decine di milioni di clienti in più di 40 paesi, non ha resistito. Barclays è Official Banking Partner di Williams con l’obiettivo di supportare la trasformazione del team, aprire le porte a mercati chiave e collegare Barclays con la prossima generazione di fan, il 43% dei quali è under 35 e il 42% donne. Il marchio Barclays presente in primo piano sulla FW48 e sui caschi e tute dei piloti, la partnership segna una rinnovata alleanza per Barclays e Williams, il cui leggendario fondatore Sir Frank Williams è stato un cliente della banca che ha anche fornito al team servizi bancari per molti anni.

Dai podi al sogno proibito

Williams arriva al 2026 con la miglior stagione degli ultimi nove anni sulle spalle. Quinta nel Mondiale Costruttori, 137 punti, podi a Baku e in Qatar, primo podio Sprint ad Austin. Non è ancora la Williams che faceva tremare Senna e Schumacher. Ma non è più nemmeno la comparsa che lottava per la Q2. È una squadra in mezzo al guado. Ed è proprio lì che si decide se tornerai grande, o resterai incompiuto. Vowles parla di investimenti nel sito, nelle persone, nei leader. Di partnership che faranno un’enorme differenza nei prossimi 12-24 mesi. Di una trasformazione che non si misura in settimane, ma in stagioni.

La FW48, in questo senso, è il primo poster affisso sul muro della nuova Williams. E questa livrea funziona già dalla prima uscita. Funziona perché non è timida, perché non sembra disegnata da un algoritmo che ha paura di offendere qualcuno, perché pesca dal glorioso passato senza sembrare un museo. Il blu conquista, la keyline rossa e bianca riporta a quando Williams era sinonimo di vittoria, il bianco moderno conferma che non ci sono solo ricordi. È una monoposto che, già da ferma, racconta una storia. E in F1, dove nel pre stagione l’immagine conta quasi quanto i decimi, non è un dettaglio.

FW48, il manifesto di Grove

La sensazione dopo aver visto la nuova Williams è che a Grove abbiano capito una cosa fondamentale, non basta migliorare in pista. Devi farlo sapere al mondo. Sponsor in fila, piloti di livllo, tecnologie nuove e una livrea iconica.
È marketing ma è anche sostanza. La FW48 è il manifesto politico di una Williams che non chiede più tempo, lo sta desiderando. Il Mondiale 2026 si avvicina, nessuno sa davvero chi avrà interpretato meglio il nuovo regolamento. Red Bull, Ferrari, Mercedes osservano. McLaren scalpita, Audi sogna. E Williams? Sorride, scopre il blu e rilancia. Se tornerà a vincere, lo dirà la pista. Ma una cosa è certa: in Inghilterra, non hanno presentato solo una livrea, hanno acceso un nuovo faro. E nel circus della F1, quando Williams vuole illuminarsi conviene sempre guardare due volte.

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 08:06:00 +0000
News n. 7
Renault Clio, con Google a bordo si pone al vertice del segmento B

La sesta generazione della Renault Clio non si limita a rinnovare un veicolo che è un punto di riferimento del segmento B, ma cambia il modo in cui una vettura compatta convive con la tecnologia a bordo. Il punto non è solo “avere uno schermo più grande†o qualche App in più, ma portare nell’auto — per la prima volta in questa fascia — un ecosistema digitale completo, firmato Google, capace di trasformare la vettura in un’estensione naturale della vita connessa di tutti i giorni, quella da smartphone e internet a portata di mano.

Un riferimento per la categoria

La Clio VI arriva in un momento in cui il segmento B non può più permettersi compromessi. Design, efficienza, sicurezza restano fondamentali, ma oggi il vero campo di battaglia è l’esperienza a bordo. Renault lo ha capito e ha deciso di alzare l’asticella con l’adozione del sistema multimediale OpenR Link con Google integrato, un riferimento di mercato che debutta proprio su un’auto che, storicamente, ha sempre parlato a tutti.

Il colpo d’occhio è immediato: due display da 10’’, uno centrale orientato verso il conducente e uno dedicato alla strumentazione digitale. Non è una scelta scenografica, ma del tutto funzionale. Ogni cosa è pensata per ridurre le distrazioni e rendere l’interazione più fluida, più automobilistica e meno “smartphone-centricaâ€. Ed è qui che la Clio fa il salto di qualità. Con Google Maps integrato, la navigazione diventa predittiva, aggiornata in tempo reale, capace di leggere il traffico come farebbe sul telefono, ma senza la necessità di collegarlo. Invece, Google Assistant consente di gestire funzioni dell’auto, itinerari e contenuti con la voce, mentre Google Play apre l’accesso a oltre 100 App, comprese applicazioni partner esclusive pensate per l’utilizzo in auto.

Internet a bordo è dedicato

La vera svolta, però, è concettuale: non serve più ricorrere ad Android Auto o Apple CarPlay per sfruttare le App durante la guida. La Clio integra direttamente un piano internet dedicato, eliminando il problema del surriscaldamento dello smartphone e migliorando la sicurezza complessiva. Una soluzione che segna un confine netto tra il “prima†e il “dopo†nel segmento delle utilitarie. Renault accompagnerà questa scelta con una nuova offerta che include 2 GB di traffico dati al mese per tre anni (o per la durata del contratto con Mobilize Financial Services, escluso il credito classico), valida su tutta la gamma. In termini pratici, significa fino a 40 ore mensili di streaming audio e 3 ore di video, portando a bordo le App più utilizzate senza compromessi.

Anche l’intelligenza artificiale sale a bordo

La storia però non si ferma qui. Il vero sguardo al futuro si chiama Google Gemini. L’assistente IA di Google è destinato a sostituire Google Assistant tramite aggiornamenti over-the-air (OTA) su tutti i veicoli Renault già dotati di OpenR Link. Non si tratta di un semplice upgrade, ma di un cambio di paradigma. Gemini è un assistente conversazionale alimentato dall’Intelligenza Artificiale: non richiede comandi rigidi e non impone formule precise. Si può parlare in modo naturale, interromperlo, cambiare lingua nel corso della conversazione, chiedergli di svolgere compiti complessi. È l’idea di un’auto che ascolta davvero, che comprende il contesto, che si adatta al conducente invece di costringerlo ad adattarsi.

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 07:40:17 +0000
News n. 8
Sciopero dei trasporti febbraio 2026: calendario e orari città per città

Il mese di febbraio 2026 sarà contraddistinto da numerosi scioperi nel settore dei trasporti in Italia, con ripercussioni che interesseranno sia il servizio ferroviario che quello aereo, marittimo, stradale e il trasporto pubblico locale. In questo articolo trovate la panoramica aggiornata di tutti gli scioperi programmati nel periodo, suddivisi per data e per città o territorio coinvolto, con indicazione del tipo di servizio coinvolto, gli orari e le categorie interessate.

Sciopero 02 febbraio 2026

Nella provincia di Roma (Lazio), è previsto uno sciopero di 4 ore che coinvolge il personale degli appalti ferroviari delle società Elior Divisione Itinere e Polaris. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI.

In tutte le province della Lombardia, lo sciopero interessa il personale della società Trenord per una durata di 23 ore, dalle 03:00 del 2 febbraio alle 02:00 del 3 febbraio 2026. Il sindacato promotore è OSR ORSA FERROVIE.

Sciopero 03 febbraio 2026

In Lombardia, tutte le province saranno coinvolte ancora dallo sciopero del personale della società Trenord, che terminerà alle 02:00 del 3 febbraio.

Sciopero 05 febbraio 2026

Nella provincia di Rimini (Emilia-Romagna), è indetto uno sciopero di 8 ore dalle 09:01 alle 16:59 per il personale Trenitalia DT OMCL Rimini. Lo sciopero è promosso da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/ORSA FERROVIE.

Sciopero 06 febbraio 2026

Nella regione Abruzzo (Tutte le province), sciopero regionale di 24 ore per il personale della società TUA REGIONE ABRUZZO (OSR ORSA AUTOFERRO TPL).

Nella provincia di Teramo (Abruzzo): sciopero di 24 ore per il personale della società TUA Teramo (OSP FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Nella provincia di Chieti (Abruzzo): sciopero di 24 ore per il personale della società TUA Lanciano (OSP FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Nella città di Bari (Puglia): sciopero di 4 ore, dalle 08:30 alle 12:30, per il personale della società AMTAB (OSR UILT-UIL).

In Lombardia (tutte le province): sciopero di 8 ore per ogni turno di lavoro per il personale di Autostrade per l’Italia Direzione II Tronco Milano (OSR UILT-UIL).

A livello nazionale (Italia), nel settore marittimo: sciopero per l’intera giornata per i lavoratori del settore portuale, indetto da USB Lavoro Privato.

Sciopero 12 febbraio 2026

Nella città di Catania (Sicilia): sciopero di 4 ore dalle 14:00 alle 18:00 per il personale AMTS di Catania (OSP CUB TRASPORTI).

Sciopero 13 febbraio 2026

Nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige): sciopero di 24 ore del personale della SASA di Bolzano (OSR FILT-CGIL/UGL/USB LAVORO PRIVATO/ORSA TRASPORTI).

Nella città di Termoli, provincia di Campobasso (Molise): sciopero di 24 ore del personale GTM Termoli (OSR UILT-UIL).

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia): sciopero di 9 ore dalle 15:00 alle 24:00 presso Arriva Udine (ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente).

Sciopero 16 febbraio 2026

A livello nazionale (Italia): scioperi per l’intera giornata e rispettivamente di 4 ore, per il settore aereo, che riguardano il comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti (CUB Trasporti), personale navigante e di terra di ITA Airways, Vueling Airlines e personale di Airport Handling ai principali aeroporti.

Nella città di Genova (Liguria): sciopero di 4 ore dalle 11:30 alle 15:30 per il personale della società AMT (OSR CUB Trasporti).

Sciopero 18 febbraio 2026

Nella città di Verona (Veneto): sciopero di 8 ore dalle 09:01 alle 17:00 per il personale mobile e di terra della società EVM Rail (OSP FILT-CGIL).

Sciopero 25 febbraio 2026

Nella provincia di Bolzano (Trentino-Alto Adige): sciopero di 24 ore del personale SASA (OSR UGL/USB LAVORO PRIVATO/ORSA TRASPORTI).

Sciopero 27 febbraio 2026

A livello nazionale (Italia): sciopero ferroviario di 24 ore dal 21:00 del 27 febbraio alle 20:59 del 28 febbraio, coinvolgendo il personale di macchina e di bordo del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI).

Nella città di Bari (Puglia): sciopero di 4 ore dalle 19:30 alle 23:30 per gli operatori di esercizio delle Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 04 febbraio 2026, riepiloghiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana e offriamo un approfondimento su come si forma il costo alla pompa. I valori riportati provengono dall’ultimo aggiornamento ufficiale dell’Osservatorio prezzi del MIMIT e consentono di confrontare, a colpo d’occhio, benzina, gasolio, Gpl e metano. Inoltre, ricordiamo che il prezzo pagato comprende più componenti: una quota industriale legata alla materia prima e ai margini degli operatori e una quota fiscale (accise e Iva) che incide in modo significativo sul totale.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento disponibile: 03-02-2026. I prezzi indicati sono medi e riferiti al contesto autostradale; sono espressi in euro/litro.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.794
Benzina SELF 1.743
GPL SERVITO 0.828
Metano SERVITO 1.490

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo finale si basa su due blocchi principali. La componente fiscale vale il 58% del totale e comprende accise e Iva: si tratta della parte più rilevante del prezzo pagato alla pompa e non dipende dall’andamento giornaliero dei mercati. La restante quota, pari al 42%, è la componente industriale. Al suo interno, il costo della materia prima incide per il 30% del prezzo finale ed è influenzato dalle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dal tasso di cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti delle oscillazioni del mercato. Il margine lordo dell’operatore, pari al 12% del prezzo, rappresenta invece la leva commerciale su cui i gestori possono intervenire per modulare il listino alla pompa, tenendo conto di concorrenza, costi logistici, servizi offerti e dinamiche locali della domanda. In autostrada, dove i costi operativi possono essere più elevati rispetto alla viabilità ordinaria, i livelli di prezzo riflettono anche aspetti come orari prolungati, maggiori oneri di esercizio e standard di servizio. In sintesi, mentre la quota fiscale resta stabile salvo interventi normativi, la parte industriale recepisce le variazioni dei mercati petroliferi e le scelte commerciali degli operatori, determinando gli aggiustamenti che i consumatori osservano nel breve periodo.

Per il gasolio la ripartizione tra imposte e industria è diversa rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo al litro: anche qui le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’andamento del cambio euro/dollaro sono i driver che determinano l’evoluzione dei listini, trasferendosi via via alle condizioni applicate ai distributori. Il margine lordo dell’operatore vale il 10% del prezzo e costituisce lo spazio di manovra commerciale per adeguare le condizioni alla pompa in funzione della competizione, della localizzazione e dei costi di gestione. Sulla rete autostradale, il prezzo del gasolio può risentire di fattori specifici come logistica, servizi accessori e turnazioni del personale, elementi che contribuiscono a spiegare eventuali differenziali rispetto ai prezzi riscontrabili su strade extraurbane o in ambito cittadino. Nel medio periodo, a parità di fiscalità, sono le dinamiche della materia prima a guidare la traiettoria dei prezzi, mentre nel breve la componente di margine consente aggiustamenti graduali, promozioni e strategie di posizionamento da parte degli operatori.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 10
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.655 per la benzina, 1.701 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.438 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.696
Benzina SELF 1.643
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.410

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.715
Benzina SELF 1.687
GPL SERVITO 0.681
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.762
Benzina SELF 1.699
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.597

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.706
Benzina SELF 1.676
GPL SERVITO 0.731
Metano SERVITO 1.507

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.671
Benzina SELF 1.647
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.391

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.691
Benzina SELF 1.639
GPL SERVITO 0.660
Metano SERVITO 1.371

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.707
Benzina SELF 1.651
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.386

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.683
Benzina SELF 1.633
GPL SERVITO 0.663
Metano SERVITO 1.475

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.717
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.454

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.690
Benzina SELF 1.635
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.389

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.678
Benzina SELF 1.633
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.316

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.698
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.691
Benzina SELF 1.635
GPL SERVITO 0.666
Metano SERVITO 1.422

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.688
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.654
Metano SERVITO 1.470

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.712
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.795

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.690
Benzina SELF 1.669
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.693
Benzina SELF 1.640
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.457

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.731
Benzina SELF 1.677
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.403

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.694
Benzina SELF 1.645
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.332

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.745
Benzina SELF 1.679
GPL SERVITO 0.814

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 febbraio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.682
Benzina SELF 1.636
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.335

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 11
Auto più vendute in Italia: tante sorprese nella Top 10 di gennaio 2026

Il mercato auto italiano ha iniziato il 2026 con il piede giusto, registrando un incremento del 6,6% delle immatricolazioni nel confronto con i dati dello stesso periodo dello scorso anno. Come sempre, alcune vetture sono andate meglio di altre, conquistando la fetta maggiore degli automobilisti. Di seguito andremo ad analizzare quali sono state le auto più vendute in Italia nel corso del mese di gennaio 2026 riportando la Top 10.

Le più vendute

Dopo aver visto la classifica delle auto elettriche più vendute in Italia, è il momento di analizzare la Top 10 generale, considerando i dati sulle immatricolazioni di gennaio 2026. I numeri pubblicati da UNRAE riservano qualche sorpresa. La decima posizione della graduatoria è occupata da Volkswagen T-Roc, modello di riferimento del segmento dei SUV che ha conquistato il mercato con 2.440 unità immatricolate. Si tratta di un risultato notevole per il modello della Casa tedesca, protagonista di una crescita di circa il 40% per quanto riguarda il totale immatricolato su base annua.

Successivamente troviamo un gruppetto di hatchback di segmento B con la Peugeot 208 (2.462 immatricolazioni), la Toyota Yaris (2.499) e la Renault Clio (2.651). In sesta posizione, spazio per una delle best seller europee: la Dacia Sandero totalizza 2.937 unità immatricolate. Quinta posizione per una delle sorprese di inizio 2026: la Toyota Aygo X. L’entry level del costruttore nipponico ha raggiunto quota 3.029 unità vendute nel corso del primo mese dell’anno, arrivando quasi a raddoppiare i numeri registrati a gennaio 2025.

Al quarto posto della classifica, invece, c’è la Fiat Grande Panda che punta a vivere un 2026 ricco di soddisfazioni. La vettura del marchio italiano ha raggiunto quota 3.299 esemplari venduti nel corso del primo mese dell’anno, sfiorando il podio. In terza piazza c’è spazio per la Citroën C3, che continua il suo buon momento in Italia con un totale di 3.516 esemplari distribuiti sul mercato. Seconda posizione per la Jeep Avenger che – oltre a conquistare il titolo di SUV più venduto – si conferma un punto di riferimento del mercato con 5.133 esemplari venduti in Italia, anche grazie a una gamma ricca e articolata. Per il modello di Jeep, il 2026 è iniziato con una crescita che sfiora il 10% rispetto ai risultati ottenuti nel corso del primo mese del 2025.

Una conferma in prima posizione

Il primo posto della classifica dei modelli più venduti in Italia è, come sempre, scontato. La Fiat Panda si conferma best seller del mercato e lo fa con numeri molto convincenti, dopo un 2025 positivo che ha visto la segmento A superare nuovamente quota 100.000 esemplari venduti sul mercato italiano nell’anno solare. A gennaio 2026, la Panda ha toccato quota 13.308 unità vendute. Il dato è in linea con i risultati ottenuti lo scorso anno. La city car punta a bissare numeri del 2025, chiudendo un altro anno in positivo.

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 06:30:50 +0000
News n. 12
Alfa Romeo e Carabinieri, un legame indissolubile che nasce negli anni ’50

Si è conclusa la manifestazione Arma 1814 Ski Challenge, evento che ha trasformato la più complessa esercitazione alpina dell’Arma dei Carabinieri in una vera e propria rassegna sportiva, con tante iniziative e con un ospite d’eccezione, il marchio Alfa Romeo, che ha preso parte all’evento per dare il via ufficiale alle celebrazioni del 75° anniversario del legame tra la Casa italiana e l’Arma dei Carabinieri. Andiamo a scoprire tutti i dettagli di una storia che va avanti da tanto tempo e che ha ancora tanto da dire.

Una storia iniziata nel 1951

Il legame, ancora oggi fortissimo, tra Alfa Romeo, marchio simbolo del mondo dei motori italiano, e l’Arma dei Carabinieri è iniziato nel 1951, con l’entrata in servizio della prima Alfa, la 1900 M “Mattaâ€. Successivamente, la Giulia degli anni ’60 ha scritto pagine importanti di storia, contribuendo alla nascita della Gazzella, simbolo del pronto intervento del Nucleo Radiomobile.

Nel corso dei decenni, Alfa Romeo è stata più volte chiamata ad accompagnare i Carabinieri durante il servizio con modelli come Alfetta, 90, 75, 155, 156 e 159, Giulietta, Giulia, Tonale e anche con modelli ad altissime prestazioni, come l’iconica Giulia Quadrifoglio che, oltre a conquistare gli appassionati, si è ritagliata uno spazio da protagonista anche nella flotta in dotazione dell’Arma dei Carabinieri.

A confermare lo stretto legame, inoltre, ci pensa il Museo Alfa Romeo dove è possibile visitare la sezione Alfa Romeo in Divisa, realizzata in collaborazione con l’Arma e inaugurata lo scorso 24 giugno 2020 come parte delle iniziative legate ai 110 anni del marchio italiano. Da segnalare anche che spettatori e atleti dell’evento “Arma 1814 Ski Challenge†hanno avuto modo di ammirare da vicino un esemplare di Giulia Quadrifoglio proposto con la livrea istituzionale.

Questo esemplare in particolare ha preso parte a diverse attività istituzionali e addestrative. La berlina consegnata da Alfa Romeo ai Carabinieri è dotata di un equipaggiamento speciale in modo da poter essere utilizzata per il trasporto rapido e sicuro di organi e sangue. Sotto al cofano c’è un motore che non ha bisogno di presentazioni come il 2.9 V6 Biturbo in grado di erogare una potenza massima di 520 CV.

Il sodalizio tra Alfa Romeo e i Carabinieri è destinato a proseguire in futuro, con nuovi modelli della Casa italiana pronti a entrare in servizio su tutto il territorio nazionale. La partnership iniziata 75 anni fa continuerà ancora per molto tempo, rafforzando il ruolo di Alfa Romeo come simbolo dell’auto italiana anche per quanto riguarda le dotazioni delle Forze dell’Ordine.

Il commento

Il CEO di Alfa Romeo, Santo Ficili, ha usato queste parole per sottolineare il sodalizio tra il marchio italiano e l’Arma dei Carabinieri:

“75 anni di unione con l’Arma dei Carabinieri rappresentano un legame che va oltre la semplice collaborazione. Alfa Romeo e l’Arma dei Carabinieri condividono da sempre gli stessi valori: dedizione, coraggio, eccellenza italiana. Questo anniversario rappresenta per noi un orgoglio profondo e un impegno rinnovato nel mettere il meglio della nostra tecnologia e della nostra passione al servizio di chi protegge il Paese ogni giorno.”

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 06:30:20 +0000
News n. 13
Spia AdBlue e messaggio sul cruscotto: come evitare il blocco del motore

Ti è appena comparsa sul cruscotto la spia AdBlue insieme al messaggio: “impossibile avviare il motore tra x km“. In genere l’avviso ti indica che è impossibile riavviare il motore (una volta spento) a 800/1000 chilometri, a seconda dell’auto. E man mano che si procede, quel numero scala. Lo so, vederlo scendere mette ansia, ma è importante mantenere la calma, senza chiaramente ignorare il segnale e sapere bene cosa fare. Ti spiego io come evitare il panico e problemi irreversibili all’auto: quel conto alla rovescia non è un consiglio, è un limite elettronico invalicabile imposto dalle normative anti-inquinamento, vediamo cosa devi fare.

Posso continuare a guidare o devo fermarmi?

Puoi continuare a guidare, ma fai attenzione. Finché il motore resta acceso, chiaramente l’auto non si spegnerà da sola nemmeno una volta raggiunti gli “zero chilometri” nel messaggio sul cruscotto. Il vero problema sorgerà invece quando e se spegnerai il quadro: se sei arrivato a “zero km”, allora la centralina bloccherà un nuovo avviamento del motore e sarai costretto a chiamare il carro attrezzi per portare l’auto in officina e riattivare il sistema AdBlue. Se prima di raggiungere gli “zero chilometri” invece fai rifornimento, nessun problema: puoi rabboccare il liquido AdBlue e far ripartire tranquillamente la tua auto.

Attenzione a un altro caso che si può presentare: se si accende solo la spia gialla dell’AdBlue, allora hai ancora margine per raggiungere il distributore e fare rifornimento. Se invece la spia è accompagnata da quella che indica avaria motore, allora significa che il sistema antinquinamento ha rilevato un atro problema, che va oltre il semplice livello basso dell’AdBlue. In questo caso, il rabbocco potrebbe non bastare, ti consiglio di raggiungere immediatamente l’officina, guidando con cautela.

Cosa succede se arrivi a “zero km”

Ignorare il messaggio o aspettare l’ultimo chilometro è un errore che può portare a costi elevati. La centralina, infatti, esegue un ordine preciso dettato dalla legge: “se non c’è urea per abbattere gli ossidi di azoto, il veicolo non deve circolare”. Oltre al blocco impostato dalle normative, rischi danni meccanici più seri:

  • rottura della pompa SCR: il modulo di pompaggio è raffreddato e lubrificato dallo stesso AdBlue, far girare la pompa con poco liquido significa surriscaldarla e bruciarla;
  • incrostazioni nel serbatoio: quando il livello dell’Adblue è troppo basso, i residui di urea tendono a seccarsi più velocemente, creando blocchi solidi difficili da eliminare;
  • costi elevati per il ripristino: se la pompa si guasta, molto spesso va sostituito l’intero serbatoio, con una spesa che oscilla tra i 600 e i 1.400 euro per il solo componente.

La spia non si spegne dopo il rabbocco

Succede spesso. In questi casi, il problema riguarda la sensoristica o la distribuzione del liquido, componenti fondamentali per il corretto funzionamento dell’AdBlue. Ecco cosa trovo di solito durante la diagnosi in officina e quanto può costare la riparazione:

  • sensore NOx difettoso: misura la qualità dei gas di scarico, se legge valori errati mantiene accesa la spia. In questo caso la spesa della riparazione oscilla dai 300 ai 900 euro;
  • iniettore urea ostruito: si trova nel tubo di scarico e tende a ostruirsi, la sua sostituzione varia tra i 150 e i 400 euro;
  • sensore di livello incastrato el serbatoio: se il galleggiante nel serbatoio si incastra, la centralina non “vede” il rabbocco e non aggiorna il chilometraggio rimasto. Molte volte per risolvere il problema, va sostituito l’intero serbatoio e la spesa può arrivare a raggiungere anche i 2.000 euro.

I consigli del meccanico

In officina consiglio sempre alcuni accorgimenti da seguire per prevenire la maggior parte di questi problemi, evitando così spese elevate per la riparazione:

  • mantenere il livello alto: non aspettare mai che compaia il “conto alla rovescia”, rabbocca l’AdBlue non appena il serbatoio scende sotto la metà;
  • usare sempre l’additivo anticristallizzante: è un liquido chimico che si aggiunge all’urea e impedisce la formazione di cristalli solidi che otturano iniettori e pompe;
  • evitare il fai-da-te approssimativo: usa solo AdBlue certificato e assicurati che i contenitori siano perfettamente puliti;
  • fare viaggi lunghi: i sistemi SCR soffrono nei brevi tragitti urbani. Una bella tirata in autostrada aiuta a mantenere il sistema in funzione evitando le incrostazioni.

La manutenzione preventiva del sistema AdBlue costa poche decine di euro, una riparazione può costarne anche migliaia.

Data articolo: Wed, 04 Feb 2026 05:00:17 +0000
News n. 14
BYD prosegue la sua ascesa in Italia e in Europa anche a gennaio 2026

BYD continua il suo programma di crescita sul mercato europeo e ha appena chiuso il mese di gennaio 2026 con ottimi dati anche in Italia. La Casa è, sempre di più, un punto di riferimento del settore delle quattro ruote e non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi. I numeri parlano chiaro: in Italia come nel resto d’Europa, infatti, i modelli BYD sono sempre più richiesti e l’azienda si sta ritagliando il suo spazio, sottraendo quote di mercato a tanti brand storici, con risultati positivi mese dopo mese. Ecco i dati rivelati da BYD sule performance europee nel mese di gennaio 2026.

Protagonista in Italia

Il mese di gennaio 2026 si è chiuso con un totale di 3.553 unità immatricolate per BYD in Italia. Ciò significa una quota di mercato pari al 2,5%. Si tratta di un risultato sempre più vicino al muro del 3%, che conferma il ruolo da protagonista del marchio nel nostro mercato. Restringendo l’analisi ai veicoli “a Nuova Energia” e, quindi, al segmento che comprende elettriche e ibride plug-in, i dati diventano ancora più interessanti. BYD, infatti, ha raggiunto una quota del 17,1% al termine del primo mese dell’anno. I risultati ottenuti sono i seguenti:

  • Auto elettriche: 1.204 unità immatricolate con una quota di mercato del 12,8%
  • Auto ibride plug-in: 2.348 unità immatricolate con una quota di mercato del 20,8%

L’azienda sottolinea anche che continua l’espansione della rete di vendita e assistenza, che ora conta 101 punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale e ben 30 concessionari attivi.

Ottimi dati anche in Europa

I dati di vendita in Europa arriveranno nel corso delle prossime settimane, ma i primi numeri parziali sono molto positivi. Ecco alcuni numeri forniti direttamente da BYD:

  • nel Regno Unito il brand ha raggiunto una quota di mercato del 2,8% con immatricolazioni pari a 4.021 unità (+149%) e una quota del 14,3% nel mercato dei veicoli ibridi plug-in e del 4,6% in quello dei veicoli elettrici.
  • in Spagna, nonostante la fine dei sussidi, il brand ha toccato un market share del 16% tra le elettriche, conquistando la prima posizione, e del 2,3% considerando tutto il mercato; le immatricolazioni sono cresciute del 65%, sfiorando quota 2.000 unità

La strategia del brand sembra essere vincente: i modelli BYD stanno raccogliendo risultati positivi in Italia e in molti altri mercati europei con l’obiettivo di rendere l’azienda un punto di riferimento in tutto il continente.

Una gamma in crescita

BYD ha evidenziato anche i risultati ottenuti da diversi modelli. La Atto 2 DM-i ha raggiunto quota 8.000 unità vendute mentre la Seal U DM-i ha conquistato la leadership del mercato delle auto ibride plug-in in Italia. Da segnalare che tra le auto elettriche più vendute in Italia, come confermano i dati ufficiali, BYD ha raggiunto un’ottima seconda posizione. Nel frattempo, l’azienda si prepara al lancio di uno dei suoi modelli più attesi: la Atto 3 Evo, primo Sport SUV del segmento C (4×4), il cui debutto avverrà nel corso dei prossimi mesi.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 14:45:13 +0000
News n. 15
Brembo e Ferrari confermano la partnership in F1 e ora anche Wec

In Formula 1, la parola continuità ha un peso specifico enorme. Vale per i regolamenti, per i progetti tecnici e, soprattutto, per i partner chiave. Brembo e Scuderia Ferrari hanno rinnovato l’accordo per la fornitura del sistema frenante: una notizia che parla di futuro, ma che affonda le radici in mezzo secolo di Formula 1 vissuta sul filo dei millisecondi e delle temperature di esercizio.

La partnership proseguirà in Formula 1 e nel Fia World Endurance Championship, confermando Brembo come fornitore dei sistemi frenanti per la Ferrari F1 e per la Hypercar impegnata nel Wec. Una doppia presenza che racconta bene l’approccio moderno al racing: trasferire know-how tra discipline diverse, ma unite dallo stesso livello di complessità tecnica.

F1 confermata e ingresso nel Wec

Dal punto di vista operativo, l’accordo conferma Brembo come Technical Partner per la fornitura di impianti frenanti completi: pinze, dischi in carbonio, pastiglie e componenti idrauliche. In Formula 1 questo significa lavorare su sistemi sviluppati su misura, circuito per circuito, con specifiche che cambiano in funzione di carichi verticali, raffreddamento e stile di guida.

L’estensione al Wec aggiunge un ulteriore livello di difficoltà: nella Hypercar Ferrari, il freno non è solo uno strumento di decelerazione, ma un elemento chiave per la gestione energetica, la costanza prestazionale sugli stint lunghi e l’affidabilità su distanze che superano le sei ore. È qui che la sinergia tecnica tra Maranello e Brembo diventa strategica, perché costringe a ragionare su materiali, usura e comportamento termico in scenari radicalmente diversi dalla F1.

Un prodotto per condizioni estreme

Mauro Piccoli, Chief Marketing Officer di Brembo, parla di una collaborazione costruita su “sfide e progressiâ€. Tradotto per gli addetti ai lavori: sviluppo continuo, iterazioni rapide e capacità di reagire a regolamenti sempre più restrittivi, soprattutto sul fronte dei materiali e dei limiti dimensionali imposti dalla FIA.

Dal lato Ferrari, Lorenzo Giorgetti, Chief Racing Revenue Officer, richiama il tema dei valori condivisi. In chiave F1, significa lavorare con un fornitore che conosce le esigenze del team non solo sul piano prestazionale, ma anche su quello operativo.

Ancora più esplicita la lettura tecnica delle parole di Ferdinando Cannizzo, responsabile delle Ferrari Endurance. La sua enfasi sulle “condizioni estreme†è un riferimento diretto alla capacità dei freni di mantenere la finestra di utilizzo costante, un parametro cruciale tanto nelle staccate violente della F1 quanto nelle lunghe fasi di gestione dell’endurance.

Brembo in Formula 1, una storia lunga 50 anni

Tutto inizia nel 1975, quando Brembo entra per la prima volta nel Mondiale come fornitore della Scuderia Ferrari. I primi dischi in ghisa rappresentano una soluzione ancora relativamente semplice, ma già fortemente orientata alla personalizzazione: la F1, anche allora, imponeva compromessi estremi tra peso, resistenza e modulabilità.

Negli anni Ottanta, con l’aumento progressivo del carico aerodinamico e delle velocità di percorrenza, il freno smette di essere un componente “passivoâ€. Brembo lavora soprattutto sulle pinze, migliorandone rigidità e precisione sotto stress, in un periodo in cui la sensibilità del pilota in staccata diventa sempre più determinante per il tempo sul giro.

Gli anni Novanta segnano l’ingresso definitivo della Formula 1 nell’era della complessità tecnica. Le velocità crescono, le masse aumentano e la gestione termica diventa un fattore discriminante. Brembo risponde affinando materiali, processi produttivi e sistemi di raffreddamento, seguendo un campionato che inizia a richiedere soluzioni sempre più su misura, circuito per circuito.

 

 

Con l’inizio degli anni Duemila, il carbonio diventa lo standard per i dischi freno. Non è solo una questione di peso, ma di controllo della finestra di utilizzo: modulabilità, risposta a freddo e costanza di rendimento entrano stabilmente nel vocabolario tecnico della F1 moderna. Brembo lavora sull’equilibrio tra prestazione pura e durata, un aspetto spesso invisibile all’esterno ma centrale per la fiducia del pilota.

Nel periodo 2010–2020, i freni diventano parte integrante del progetto vettura. L’impianto frenante dialoga con sospensioni, aerodinamica e, più avanti, con i sistemi ibridi. In questa fase Brembo consolida il suo ruolo come riferimento tecnico del campionato, fornendo la maggior parte delle squadre in griglia e adattando ogni soluzione alle specifiche esigenze di ciascun team.

Nel 2025, Brembo celebra 50 anni consecutivi in Formula 1. Un traguardo che va oltre il dato simbolico: oltre 500 Gran Premi vinti raccontano la capacità di rimanere competitivi in un campionato che ha cambiato regolamenti, filosofie e tecnologie più volte, senza mai abbassare il livello di prestazione richiesto.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 14:15:55 +0000
News n. 16
Auto elettriche, continua la crescita in Italia: ecco le più vendute di gennaio 2026

Il mercato auto in Italia è partito con il piede giusto, chiudendo il mese di gennaio 2026 in crescita rispetto allo scorso anno. Un contributo importante, anche se con una quota complessiva ancora limitata, è arrivato dalle auto elettriche che – seguendo il trend di fine 2025 – continuano a registrare volumi di vendita elevati, almeno rispetto al passato.

Analizzando la classifica delle elettriche più vendute, di cui di seguito troverete la Top 10, si nota come, almeno per il momento, non ci sia una dominatrice in assoluto. Le prime in classifica, infatti, sono molto vicine tra di loro in termini di volumi complessivi. Andiamo ad analizzare tutti i dettagli in merito ai dati di vendita comunicati in queste ore da UNRAE.

Una partenza sprint per le elettriche

Nel corso del mese di gennaio 2026 sono state immatricolate un totale di 9.446 unità di auto elettriche. Si tratta di un risultato significativo per tutto il settore delle auto a zero emissioni. Nel confronto con gennaio 2025, infatti, il mercato italiano ha fatto registrare una crescita del 40,6% su base annua.

L’intero mercato delle quattro ruote è cresciuto, invece, solo del 6,6%. Da segnalare anche una crescita sostanziale della quota di mercato. Il primo mese dell’anno, infatti, si è concluso con un market share del 6,6% per le auto elettriche, con un miglioramento di 1,6 punti rispetto al gennaio dello scorso anno.

Ricordiamo che il 2025 si è chiuso in negativo per il mercato delle quattro ruote in Italia, nonostante un ottimo risultato per le auto elettriche, che hanno registrato un incremento del 44% su base annua. Un risultato che è sostanzialmente stato ripetuto anche a gennaio 2026, come evidenziano i dati.

Il 2026 potrebbe essere un nuovo anno da record per il mercato delle auto elettriche in Italia. Nonostante ciò, il confronto con l’Europa evidenzia una sostanziale difficoltà per il nostro Paese: al netto dei buoni dati registrati tra fine 2025 e inizio 2026, infatti, l’Italia è ultima tra i big market in Europa per vendite di auto elettriche.

Le più vendute

La Top 10 delle auto elettriche più vendute in Italia nel mese di gennaio 2026 vede al decimo posto la Renault 4, con 215 unità immatricolate. Scorrendo la classifica troviamo la Skoda Elroq (con 260 unità), la Citroen C3 Aircross (282), la Renault 5 (369), la Dacia Spring (447), la Ford Puma (502) e la Citroen C3 (643). Sul podio, invece, c’è spazio per la Tesla Model Y, terzo modello più venduto con 696 unità immatricolate. Seconda posizione per la BYD Dolphin Surf, con 856 esemplari venduti in Italia.

La più venduta in assoluto è la Leapmotor T03, che raggiunge quota 949 immatricolazioni nel primo mese dell’anno. Il modello Leapmotor raggiunge un market share del 10% del settore delle auto a zero emissioni in Italia, confermandosi come uno dei progetti più interessanti del momento, anche grazia a un prezzo accessibile. Si tratta di una delle city car elettriche da meno di 20.000 euro su cui puntare in questo momento tra i modelli disponibili sul mercato italiano.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 14:15:27 +0000
News n. 17
Ferrari 849 Testarossa: 1050 cavalli spremuti sul circuito di Monteblanco

Prendete una Ferrari con 1.050 cavalli, come la 849 Testarossa, e portatela su una pista iberica, nella provincia di Huelva, e avrete una delle esperienze visive più adrenaliniche del 2026. A pochi chilometri da Siviglia sorge il tracciato di Monteblanco, con un rettilineo di 960 metri, una larghezza di 15 metri sul rettifilo e 13 metri sul resto del circuito. La sua missione è garantire uno spazio unico per gli appassionati di velocità.

Le caratteristiche più interessanti della pista di Monteblanco sono le sue 26 varianti e 12 combinazioni per l’uso di 2 tracciati simultaneamente. Vanta 18 curve (11 a destra e 7 a sinistra) per una lunghezza complessiva di 4.458 metri. Non è difficile arrivare alle massime velocità a bordo di una Ferrari di ultima generazione. La 849 Testarossa ha preso il posto della SF90 Stradale, sfoderando un nome che i puristi conoscono bene. La berlinetta plug-in hybrid con architettura V8 centrale-posteriore e trazione integrale elettrica ha caratteristiche molto diverse rispetto alle supercar del Cavallino del passato.

Numeri da regina

La 849 Testarossa raggiunge i 1.050 cavalli, grazie all’unione tra i 830 del motore termico e i 220 dal sistema elettrico. I prezzi partono da 460.000 euro, mentre per la configurazione Assetto Fiorano occorrono 512.500 euro. Si tratta della Ferrari più potente mai creata in listino. Svelata ufficialmente al pubblico in un evento alla stampa specializzata il 9 settembre 2025, ha alzato ancor di più l’asticella nella gamma Ferrari. Il numero “849” nel nome fa riferimento, invece, agli aspetti tecnici del propulsore: l’8 indica il numero di cilindri del motore endotermico, mentre il 49 rappresenta la cubatura in decimetri cubici dei singoli cilindri. Esteticamente ricorda anche l’hypercar F80, presentata ufficialmente il 17 ottobre 2024 a Maranello nella sede storica della Casa emiliana.

È evidente che la prova nella pista spagnola è risultata spettacolare con una vettura del genere. Sebbene il circuito di Monteblanco non è paragonabile a quelli di Monza o Mugello, che sono circa il 20% più lunghi, il V8 della 849 ha cantato a squarciagola, sfiorando i 300 km/h. Il carico aerodinamico ha incollato la supercar italiana al suolo in rettilineo, offrendo cambi di direzioni repentini e staccate al limite. Nel filmato in basso noterete le decelerazioni e una stabilità strabiliante, frutto di un bilanciamento aerodinamico tra i due assi impeccabile. Il lavoro fatto dai tecnici è superlativo, anche perché non era facile migliorare la SF90 Stradale, una delle vetture ibride più performanti di sempre.

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Assetto corsa

La nuova Testarossa è stata curata nei dettagli per garantire un handling spaziale. L’esperienza della Scuderia nella massima categoria del Motorsport ha reso possibile l’adozione di tecnologie studiate in pista. Il perfetto inserimento in curva consente di disegnare traiettorie impressionanti. L’auto vanta il sistema Five (Ferrari Innovative Vehicle Engineering) evoluto per offrire un intervento ancora più rapido e calibrato nel controllo dinamico alle alte velocità.

La 849 normale dispone della possibilità di regolazione della risposta degli ammortizzatori, assente sulla Assetto Fiorano. L’obiettivo dei vertici del Cavallino era rendere l’auto adatta alla pista, così come alle strade di tutti i giorni. La Ferrari 849 Testarossa ha un prezzo base di circa 460.000 euro per la versione coupé e 500.000 euro per la Spider. A giudicare dalle immagini li vale tutti.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 13:01:53 +0000
News n. 18
Studiare l’auto di domani: i corsi per chi sogna una carriera nell’automotive

Dopo il diploma, il sogno di tanti studenti è quello di lavorare nel mondo dell’auto. La soluzione viene offerta dall’ISSAM Design Institute, la scuola parauniversitaria di altissimo livello situata nel cuore della Motor Valley, a Modena, e dedicata a tutti gli appassionati di automobili.

Questo eccellente istituto, specializzato nel settore dell’auto, mette a disposizione dei suoi studenti due corsi molto apprezzati. Il corso di Stylist Engineering è rivolto a chi desidera studiare e imparare il disegno grafico e tecnico dell’auto: fornisce una conoscenza approfondita nel settore del design dei veicoli tramite un curriculum che copre argomenti specifici e forma i designer che lavoreranno nell’automotive.

Il corso di Automotive Engineering invece riguarda la progettazione meccanica dell’auto e forma i progettisti meccanici di domani, dando agli studenti la possibilità di sviluppare conoscenze specialistiche in scienze automobilistiche e ingegneria.

Studiare automotive oggi: una scelta per il futuro

Oggi studiare automotive è una scelta che guarda al futuro e ad un settore in rapida evoluzione, con grandi opportunità professionali e di crescita. Perché scegliere l’automotive? Il settore attualmente è in rapida trasformazione, grazie all’avvento dei sistemi di guida autonoma, alla connettività avanzata e all’ingresso nel mercato delle auto elettriche.

L’industria automotive è in espansione, grazie anche all’attenzione sempre più forte verso la mobilità sostenibile. Una situazione che apre nuove opportunità professionali e richiede figure qualificate, capaci di adattarsi rapidamente ai mutamenti del mercato.

ISSAM Design Institute è l’istituto che da anni forma giovani diplomati che vogliono lavorare nel settore dell’automotive. Offre infatti percorsi formativi dedicati al settore, consentendo di acquisire competenze progettuali e tecniche utili per le figure legate alla mobilità moderna.

La formazione offerta da ISSAM consente di preparare i professionisti per le sfide del settore, formando figure in grado di progettare e gestire le tecnologie che riguardano l’automotive di domani.

Da ben cinquant’anni ISSAM si occupa di formazione, offrendo corsi di automotive e stile. Dal 1971 sono stati più di mille gli studenti che hanno frequentato l’istituto, ottenendo enormi successi lavorativi.

ISSAM apre la porta a tutti, senza mettere limiti ai propri studenti per quanto riguarda l’età. Con la certezza di ricevere la formazione migliore, grazie alla collaborazione dell’istituto con aziende e professionisti che provengono da aziende leader nel settore dell’automotive, e a docenti che si sono formati nelle migliori industrie dell’auto.

L’importanza di studiare nella “Motor Valley”

Negli ultimi cinquant’anni ISSAM ha formato e portato nel mondo del lavoro professionisti di altissimo livello che ora collaborano e lavorano per le case più celebri e amate della Motor Valley. Ma anche in centri di ricerca internazionale e nel mondo dell’innovazione e delle corse, dedicandosi alle vetture stradali come alla Formula Uno.

ISSAM infatti offre la possibilità di ottenere una conoscenza ampia e approfondita nel campo della progettazione meccanica dei veicoli e nel design. Tutto grazie ad un programma concreto e ben strutturato, ma anche a personale altamente qualificato.

Figure che hanno lavorato o sono ancora impegnate nelle industrie più prestigiose e conosciute dell’automobile, dove ingegneria, stile e ricerca si uniscono.

Issam: quando design e ingegneria si incontrano

Fondato nel 1971, l’ISSAM Design institute ha come obiettivo quello di offrire una scuola parauniversitaria di alto livello per giovani appassionati di automobili. Mettendo a disposizione percorsi basati su materie specifiche di meccanica e design con una focalizzazione nel settore automobilistico.

Tutte le materie ed i programmi di studio sono aggiornati costantemente seguendo le novità, le tendenze del mercato, le nuove esigenze, problematiche e tecnologie che riguardano il mondo dell’auto.

I corsi formativi a disposizione sono due. Troviamo il corso di Automotive Engineering che forma i professionisti che si occupano della progettazione meccanica del motore, del telaio e del veicolo. Mentre il corso di Stylist Engineering riguarda il disegno grafico e tecnico delle carrozzerie dei veicoli.

Le lezioni iniziano ogni anno nei primi giorni di ottobre e terminano nel mese di maggio successivo. I corsi dell’ISSAM sono tutti a numero chiuso per consentire un percorso che sia serio e personalizzato, garantendo una preparazione migliore degli studenti.

Issam

Per sottoscrivere i corsi è essenziale aver conseguito un diploma di scuola superiore. I corsi sono in lingua italiana e senza limiti d’età, con frequenza obbligatoria. Le lezioni si svolgono tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, mentre alcuni incontri di sabato sono dedicati a materie specifiche. Gli esami si svolgono in due sessioni, quella estiva e quella autunnale.

Crearsi un futuro è importante, così come formarsi nelle strutture migliori. Per questo gli studenti di ISSAM possono contare su un sostegno economico creato da Intesa Sanpaolo per consentirgli di ampliare le proprie conoscenze e competenze.

“Per Merito†è un finanziamento rivolto ad ogni studente residente in Italia e permette di far fronte alle rette di iscrizione, all’acquisto del materiale didattico, ma anche alle spese per l’alloggio. Affrontando il proprio percorso di studi in completa tranquillità.

Il corso di Automotive Engineering

Il corso di Automotive Engineering offre un percorso parauniversitario di alto livello e consente di ottenere un diploma in grado di certificare le competenze specialistiche acquisite.

La formazione – tramite l’insegnamento dell’ingegneria e di alcune materie specifiche del veicolo – permette di formare professionisti e tecnici qualificati nel settore dell’automobile e del motorsport. Creando figure con una conoscenza completa riguardo le scienze automobilistiche.

Il programma del primo anno comprende lo studio di:

  • Calcolo matematico;
  • Fisica applicata;
  • Fondamenti di costruzioni;
  • Tecnologia meccanica;
  • Disegno meccanico;
  • CAD 3D meccanico 1;
  • Inglese;
  • Nanotecnologie;
  • Prototipazione rapida;
  • Aerodinamica;
  • Marketing applicato.

Nel secondo anno vengono affrontate le materie:

  • Meccanica dell’autoveicolo;
  • Motori endotermici;
  • Problematiche dell’inquinamento;
  • Architettura della scocca;
  • Meccatronica Powertrain veicoli ibridi ed elettrici;
  • Costruzioni di macchine;
  • Meccanica applicata alle macchine;
  • Industrializzazione del prodotto;
  • CAD 3D meccanico 2;
  • Inglese tecnico.

Nel terzo e ultimo anno vengono studiati:

  • Realtà virtuale e realtà aumentata;
  • Qualità del prodotto;
  • Scansione e reverse engineering;
  • Testing e Omologazione;
  • FEM (Finite Element Method);
  • Motori endotermici e ibridi – F1;
  • V&V (Verification & Validation);
  • Metodi e processi di sviluppo Automotive;
  • Normative Emissioni e Life Cycle Assessment;
  • Elettronica e Macchine Elettriche;
  • Applicazioni di Elettronica con Arduino;
  • Package vettura;
  • Fattibilità dello Stile;
  • Progettazione parti in fibra di carbonio;
  • Team Building – Analisi Costi;
  • Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il corso di Stylist Engineering

Il corso di Stylist Engineering è un percorso parauniversitario che garantisce, come quello di Automotive Engineering, un diploma che certifica le competenze specialistiche acquisite.

Lo scopo del corso è quello di fornire agli studenti una conoscenza profonda ed elevata riguardo il design dei veicoli, tramite un ricco programma e lezioni che affrontano argomenti specifici.

Il programma del primo anno comprende le materie:

  • Tecnica stilistica;
  • Percezione visiva;
  • Teoria e psicologia del colore;
  • Ergonomia;
  • Fast Concept Design;
  • Neuromarketing;
  • Rendering grafica e colore;
  • Color & Trim 1°;
  • Storia del design;
  • Disegno meccanico;
  • CAD 3D meccanico;
  • Inglese;
  • Nanotecnologie;
  • Prototipazione rapida;
  • Aerodinamica;
  • Marketing Applicato.

Nel secondo anno le materie sono:

  • Advanced & Virtual design;
  • CAD 3D design;
  • Motorcycle Design;
  • Color & Trim 2°;
  • Architettura della scocca;
  • Industrializzazione del prodotto;
  • Inglese tecnico.

Il terzo anno comprende un programma che affronta:

  • Realtà virtuale e realtà aumentata;
  • Qualità del prodotto;
  • Scansione e reverse engineering;
  • Testing e Omologazione;
  • Blender – Video – AI;
  • HMI Design;
  • CAD 3D – V-Red;
  • Package vettura;
  • Fattibilità dello Stile;
  • Progettazione parti in fibra di carbonio;
  • Team Building – Analisi Costi;
  • Sicurezza nei luoghi di lavoro.

Opportunità concrete per chi sceglie questo percorso

Da quando si è verificata la quarta rivoluzione industriale, il settore automotive ha iniziato a sperimentare una continua trasformazione. Dall’elettrificazione, alla guida autonoma, passando per digitalizzazione dei vari processi produttivi, sono tanti i mutamenti che hanno coinvolto l’automotive. Oggi l’industria dell’auto non è solamente meccanica, ma coinvolge anche la sostenibilità ambientale, l’elettronica e l’informatica.

Un contesto variegato e dinamico in cui è essenziale acquisire le giuste competenze per trovare il proprio spazio in un mercato concorrenziale ed esigente. In Italia, in particolare, il settore dell’automotive vanta una lunghissima tradizione, con tantissime aziende che operano nella progettazione, la componentistica, la produzione e non solo.

Le aziende in questo contesto sono sempre alla ricerca di figure professionali che siano al passo coi tempi. Per questo è importantissimo formarsi e aggiornarsi in modo mirato.

L’ISSAM offre percorsi parauniversitari di certificazione delle competenze, che consentono di ottenere collaborazioni importanti e lavori presso le case automobilistiche e le aziende del settore automotive più prestigiose.

I corsi permettono di ottenere una preparazione specialistica nel settore dell’automobile e dell’industria meccanica, caratterizzati da un’ampissima richiesta di professionisti specializzati.

I diplomi rilasciati da ISSAM consentono di entrare direttamente nel mondo del lavoro e lavorare con i principali attori nel settore automobilistico. Inoltre i corsi ISSAM rilasciano certificati di competenza specialistica, volti a riconoscere le abilità sia pratiche che teoriche che sono state acquisite dagli studenti. Andando dunque ad aumentare il loro valore nel mercato del lavoro e aiutando a trovare la posizione che si desidera.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 11:42:58 +0000
News n. 19
Chery sfida i colossi europei: debutto italiano con una gamma completa

Quando un gruppo automobilistico può far leva su 18,5 milioni di clienti a livello globale non teme il debutto nello Stivale. Chery andrà ad aggiungersi ai marchi già noti Omoda, Jaecoo e ai più recenti Lepas e iCaur in arrivo. I primi modelli a marchio Chery verranno commercializzati in Italia entro giugno, dopo aver siglato nei giorni scorsi un accordo di collaborazione con il gruppo DR Automobiles. La partnership segnerà un nuovo importante traguardo per Massimo Di Risio che già 20 anni fa intuì le dinamiche del car market, iniziando a importare elementi di autovetture realizzate dalle case automobilistiche cinesi, tra cui Chery Automobile, JAC Motors, BAIC Group e Dongfeng Motor Corporation.

DR ha cominciato ad assemblare i componenti su licenza e commercializzandoli, anche a noleggio. Chery ora ha scelto l’Italia per il debutto in Europa del suo marchio principale, ampliando le sue proposte ibride e a basse emissioni. Chery garantirà una gamma completa di New Energy Vehicles, con motorizzazioni ibride full hybrid e plug-in HEV che tenderà a coprire una fetta di mercato sempre più ampia di modelli di ultima generazione. Il listino avrà veicoli compatti ma anche di grandi dimensioni sino a 7 posti destinati alle famiglie numerose.

Novità assoluta in Italia

Chery si inserirà sul car market, lavorando a braccetto con i brand Omoda e Jaecoo oltre al più recente Lepas e il futuro iCaur. Sono previsti ben 8 Centri di ricerca e sviluppo fra Europa, Asia e America, promuovendo il sistema Chery Super Hybrid, frutto oltre trent’anni di sviluppo tecnologico. Il colosso con sede a Wuhu mira a crescere nel territorio italiano proponendo dei modelli efficienti, affidabili e in linea con le aspettative di una clientela che cerca anche il risparmio. Per ora non sono stati ufficializzati i modelli Chery che sbarcheranno sul car market nostrano a giugno. C’è ancora tempo per definire una strategia commerciale che sarà incentrata su SUV, ma anche su berline elettrificate. L’obiettivo marchio del Paese del Dragone Rosso è diventare il brand cinese più esportato a livello globale, anche con l’appoggio di DR.

La concorrenza di Geely, BYD e altri major cinese non mancherà. Nel 2025 Chery ha raggiunto il traguardo Dual 500 entrando nella classifica Fortune Global 500 grazie a oltre 18.530.000 esemplari esportati nel mondo, raggiungendo la 233° posizione nelle graduatorie internazionali e attestandosi per il 23esimo anno di fila al primo posto quanto a export, primo fra tutti i marchi cinesi attualmente sul mercato globale.

Passo in avanti della Cina

A grandi ritmi i colossi del Gigante asiatico stanno rubando clientela ai marchi storici europei e americani. Persino i top brand giapponesi devono iniziare a temere i modelli Made in Cina. La scalata di Chery in meno di 30 anni è impressionante. Il marchio spicca per l’avanzamento tecnologico, soprattutto in ambito di mobilità elettrica e sostenibilità. Con collaborazioni mirate con altri marchi e joint venture ha rafforzato la propria presenza su tutti i principali mercati.

A luglio 2024 Chery è arrivata ufficialmente in Italia con i marchi Omoda e Jaecoo. Nel 2025 Chery ha venduto complessivamente 2.806.393 veicoli di cui 1.334.020 unità esportate pari a un incremento del 17.4%. Ai modelli Chery che sbarcheranno a giugno in Italia, vanno aggiunti anche quelli del brand premiun Lepas e cioè i tre L8, L6 e L4, mentre per la fine dell’anno toccherà all’altro brand ICaur con la V27.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 11:07:52 +0000
News n. 20
FIAT Panda, l’errore che molti fanno scegliendo le catene da neve

Quando arriva l’inverno e le strade si ricoprono di neve e ghiaccio, avere l’equipaggiamento giusto può fare la differenza tra viaggiare in sicurezza o rischiare incidenti e difficoltà. Per i proprietari di FIAT Panda, uno degli aspetti più importanti è sapere quali catene da neve usare e perché è fondamentale sceglierle in base alla misura degli pneumatici.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 09:53:14 +0000

News n. 21
Il SUV da record: Jeep leader in Italia a gennaio 2026 con Avenger

Un purista del marchio americano si orienterebbe verso modelli più iconici della gamma, ma l’Avenger piace e vende. In una fase di crescita senza precedenti delle vetture a ruote alte, Jeep ha saputo interpretare le esigenze dei clienti europei offrendo un SUV adatto ai nostri contesti urbani e che non teme piacevoli gite fuori porta. L’Avenger non nasce per un fuoristrada duro e crudo, ma per accompagnare 5 passeggeri in una nuova era per il brand appartenente al Gruppo Stellantis.

L’Avenger è stata anche la prima Jeep 100% elettrica, nonché la prima prodotta in Polonia e disponibile solo in versione inizialmente a trazione anteriore. Un cambio di paradigma razionale e in linea con le aspettative di un mercato europeo sempre più in crisi. In una prima fase il progetto prese il nome di Jeepster, ma poi con il programma congiunto che coinvolse anche Jeep Recon e la Jeep Wagoneer S, venne battezzata Avenger. Il SUV compatto di segmento B si trova nel listino un gradino sotto la Renegade nella versione tradizionale, diventando la più piccola vettura rialzata a marchio Jeep elaborata sulla piattaforma e-CMP2, creata da PSA già per la produzione di Peugeot 2008 II, Opel Mokka B, Fiat 600 e DS 3 Crossback.

Numeri di crescita irrefrenabili

In base alle elaborazioni di Dataforce, i risultati commerciali del mese di gennaio 2026 pongono Jeep Avenger al primo posto in Italia. Il SUV più venduto, dopo il boom dei due anni precedenti, ha raggiunto quota 6,5% nel mese scorso, prendendosi la leadership tra i B-SUV. In sostanza, in un segmento in fermento, più di un cliente privato su dieci ha scelto una Avenger alle nostre latitudini. I risultati positivi pongono l’entry level del brand americano ai vertici del car market generale, soprattutto grazie a un approccio innovativo.

La versione elettrica dispone di un motore anteriore da 400 V prodotto dalla Emotors. L’Avenger alla spina eroga 156 CV e 260 Nm di coppia. Percorre sino 400 km su percorso misto e 550 km in quello urbano. Con una colonnina a 100 kW in corrente continua bastano appena 24 minuti per schizzare dal 20 all’80% della carica, mentre con quella da 11 kW a una Wallbox la ricarica avviene in 5,5 ore. La libertà di scelta riguarda anche la possibilità di optare per la e-Hybrid, con motore ibrido a 48V e cambio automatico, in grado di ridurre consumi ed emissioni e di accrescere il piacere di guida. Gettonatissima la variante benzina con cambio manuale, concepita per gli amanti della semplicità. La 4xe con trazione integrale elettrificata è decisamente più raffinata. Non mancano le versione speciali, come la Avenger 4xe The North Face Edition, con elementi unici.

Uno start da applausi

Non solo Avenger si conferma il SUV più venduto in Italia a gennaio 2026 con una quota del 6,5%, ma che il B-SUV più immatricolato in assoluto con una percentuale superiore al 14% (market share) e per i clienti privati con una quota generale del 10,98%. Il SUV disegnato a Torino è il secondo più venduto in Italia, considerando ogni segmento e ogni motorizzazione. Anche la nuova Compass ha strappato numeri importanti nel primo mese del 2026 ed è disponibile a 249 euro al mese, con 5.000 euro di supervalutazione dell’usato. Il marchio Jeep mantiene salda la propria posizione nella top ten delle passenger cars con una quota del 4,35%.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 09:40:29 +0000
News n. 22
Valentino Rossi non invecchia mai: torna sulla Yamaha e segna dei tempi sbalorditivi

Per anni Valentino Rossi è stato il punto di riferimento della MotoGP. In oltre un quarto di secolo nel Motomondiale ha sfidato campioni come Biaggi, Hayden, Stoner, Lorenzo e Marc Marquez, misurandosi anche con una nuova generazione di piloti. Il Dottore è diventato promotore della crescita di talenti del motociclismo italiano, tra cui Pecco Bagnaia. Insieme ai piloti della VR46 Riders Academy, in un test privato programmato al Mandalika International Street Circuit in Indonesia, il centauro di Tavullia si è divertito a tenere testa ai protagonisti attuali della classe regina.

Valentino Rossi, tra attività in pista e impegni promozionali legati allo sponsor principale Pertamina, si è calato nuovamente nei panni di pilota motociclistico. Dopo aver chiuso la tuta e aver allacciato il casco, come di consueto, si è piegato al lato della sua Yamaha, di cui rimane brand ambassador, e ha tirato fuori dei tempi mostruosi per uno che ha mollato nel 2021 la MotoGP. Il riferimento cronometrico lo ha stampato Pecco Bagnaia: 1:33.557. Dietro, come in una reale classifica dei tempi, Marco Bezzecchi su Aprilia ha chiuso a +0.053 dal ducatista. Terzo tempo per Franco Morbidelli a +0.089, mentre il teammate Fabio Di Giannantonio ha concluso con +0.454. Luca Marini ha spremuto al massimo la sua Honda CBR1000RR-R finendo quarto, a +0.869, e poi Valentino Rossi in sella alla Yamaha R1 GYTR ha chiuso a meno di due secondi dal leader, per la precisione +1.878.

Lezione di stile

Se Valentino Rossi avesse preso più rischi probabilmente sarebbe sceso anche sotto il muro del secondo di gap da Pecco, ma con due figli a casa si è concentrato sulla progressione dei suoi tempi. Il primo giorno il 46enne ha chiuso a +2.339 dal best lap (1:33.937) di Bagnaia, nel day-2 ha limato di oltre mezzo secondo (dall’1:36.276 del day 1 all’1:35.435 del day 2), concludendo a meno di due secondi dalla vetta. Il vizio di andare forte in moto non lo ha perso. Inoltre, vanno giudicate anche le qualità tecniche delle moto in pista. A Mandalika la Ducati, anche con la Desmosedici in MotoGP, ha una marcia in più. Nel 2025 il rookie Fermin Aldeguer ha vinto il GP d’Indonesia, sfruttando l’infortunio di Marc Marquez a causa del crash con Marco Bezzecchi. Il giovane pilota del team Gresini Racing ha preceduto Pedro Acosta su KTM e il compagno di squadra Alex Marquez.

Prima dell’inizio ufficiale della stagione 2026, la VR46 Riders Academy si è concessa una trasferta a Mandalika per ritrovare il feeling con la pista con moto di serie, organizzato insieme a Pertamina, sponsor del team. Le Ducati Panigale hanno fatto la differenza, con l’eccezione di Marco Bezzecchi, fresco di rinnovo contrattuale, su Aprilia RSV4 1100 e Luca Marini su Honda CBR1000RR-R. L’ospite d’onore ha mostrato le sue skill da veterano e ha creato una certa emozione nei fan che e hanno rivisto spuntare sul cupolino di una Yamaha il numero 46.

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La soddisfazione del Dottore

Il 9 volte iridato ha ammesso di essersi divertito molto con la sua amata Yamaha. A Mandalika il record sul giro in MotoGP è 1:28.832, ottenuto in qualifica lo scorso 4 ottobre 2025, mentre in Superbike i riferimenti storici del circuito sono fissati a 1:31.371 (pole) e 1:32.163 (giro veloce in gara). Per questo motivo l’1’33” di Valentino Rossi con una Yamaha stradale ha acceso una discussione tra gli appassionati. Avrebbe fatto la differenza in SBK? Probabilmente potrebbe ancora giocarsela con i migliori della massima categoria delle moto derivate di serie, tuttavia nel 2026 Valentino si dedicherà ancora al GT World Challenge Europe con BMW nel Team WRT, con lo start ufficiale della stagione nella sfida endurance di 12 ore di Bathurst previsto per il 15 febbraio.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 08:40:17 +0000
News n. 23
Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Il 03 febbraio 2026 si registra la presenza di 1 sciopero nel settore dei trasporti in Italia. Di seguito sono indicati tutti i dettagli relativi agli scioperi previsti per la giornata, con informazioni su regioni coinvolte, compagnie interessate, orari e sindacati organizzatori.

Sciopero settore ferroviario Lombardia

In Lombardia, è previsto uno sciopero a carattere regionale che coinvolge tutto il personale della società TRENORD. La protesta è stata proclamata dal sindacato OSR ORSA FERROVIE e interessa la categoria PERSONALE SOC. TRENORD.

Lo sciopero avrà la durata di 23 ore, con inizio alle 03:00 del 2 febbraio 2026 e termine alle 02:00 del 3 febbraio 2026, coinvolgendo tutte le province della Lombardia. Lo stop riguarda l’intero servizio ferroviario regionale gestito da Trenord.

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 24
Il SUV super ecologico da 900 CV di Re Carlo III

La flotta di veicoli della Casa reale britannica si aggiorna con l’arrivo di un modello in grado di abbinare un carattere sportivo, nonostante un corpo da vero e proprio SUV, a un funzionamento ecologico e a zero emissioni, grazie al sistema elettrico. Re Carlo III, infatti, ha scelto di puntare su tecnologia, modernità e design aggiungendo alla sua flotta di vetture una nuova Lotus Eletre, modello di alta gamma, con un prezzo di circa 140 mila euro, che segna un punto di svolta per diversi motivi.

Il SUV rappresenta un passo simbolico verso la transizione ecologica, con il mercato del Regno Unito che sta facendo segnare una sostanziale crescita dei modelli a zero emissioni. Nello stesso momento, però, si tratta di un’apertura verso il mercato globale. Il nome Lotus non deve ingannare: Eletre è un modello realizzato in Cina, nell’area industriale di Wuhan (Lotus oggi è un brand di proprietà della holding cinese Geely Holding Group). Andiamo a scoprire tutti i dettagli su questa vettura che sarà utilizzata per gli spostamenti dei reali inglesi.

Prestazioni elevate e zero emissioni

Lotus Eletre è un modello davvero interessante. Caratterizzato da dimensioni “importanti” (con circa 5,1 metri di lunghezza), il SUV punta sulla sportività e lo fa con un comparto tecnico di primissimo livello. Sotto il cofano, infatti, è possibile trovare un sistema elettrico in grado di garantire ben 905 CV di potenza massima. Per quanto riguarda le prestazioni, il modello ha uno 0-100 km/h che viene completato in meno di 3 secondi e può contare su una velocità massima pari a 265 km/h. Nonostante il carattere sportivo, l’autonomia è ottima garantendo la possibilità a Re Carlo III, noto anche per la sua passione per le auto, di poter spostarsi in tranquillità.

Sfruttando al massimo il pacco batterie da 112 kWh, infatti, il modello di Lotus può raggiungere un’autonomia di circa 600 chilometri, nel ciclo WLTP. Si tratta, quindi, di una vettura ideale anche per gli spostamenti in ambito urbano, con la possibilità di abbinare prestazioni ed efficienza. Da segnalare anche la presenza di un’architettura a 800 volt, con la possibilità di sfruttare la ricarica rapida da 350 kW, in modo da ridurre ad appena 20 minuti il tempo necessario per passare dal 10% di carica all’80%.

Un punto di svolta

La scelta di Re Carlo III di puntare sulla Lotus Eletre ha tante chiavi di lettura e, in ogni caso, rappresenta un vero e proprio punto di svolta. La scelta di un modello elettrico (per quanto, chiaramente, si tratti di una vettura di lusso) rappresenta la conferma di come tutto il sistema britannico punti sempre di più sulla mobilità elettrica che rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per il futuro per tutto il settore delle quattro ruote. Puntare sul modello Lotus significa anche confermare l’attenzione verso il mondo dei motori inglese anche se il brand è ormai sotto il controllo cinese e, soprattutto, la vettura viene prodotta in Cina, a migliaia di chilometri di distanza dal Regno Unito.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 06:30:54 +0000
News n. 25
Brabus svela due nuovi progetti: per la prima volta la base è una Lamborghini

Brabus è da anni un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati del mondo delle quattro ruote. Con le sue creazioni, infatti, l’azienda è spesso riuscita a esaltare lo stile e il carattere sportivo di modelli premium già molto apprezzati ma che, grazie al trattamento dei tecnici della Casa tedesca, sono riusciti a proporsi sul mercato in una nuova veste in grado di conquistare l’attenzione di clienti facoltosi, appassionati e collezionisti.

In queste ore si registra un nuovo esempio della capacità di Brabus di “farsi notare”, riuscendo a esaltare lo stile e il carattere del modello di partenza. Questa volta, la Casa ha lavorato con due Lamborghini per creare una prima volta assoluta destinata a lasciare il segno. Debuttano ufficialmente le nuove Brabus 900 Mint e Brabus 900 Superblack, modelli realizzati a partire dalla Lamborghini Urus SE, il SUV che in questi anni è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista del mercato, diventando un punto di riferimento per tantissimi clienti del brand italiano.

La colorazione Mint si fa notare

La nuova Brabus 900 Mint è un progetto che nasce dalla base della Lamborghini Urus SE e può contare su un sistema ibrido in grado di erogare fino a 900 CV di potenza, con la possibilità di raggiungere una velocità di picco di 312 km/h, con uno scatto 0-100 km/h che viene completato in 3,2 secondi. Il modello si distingue per un look monocromatico davvero particolare che coinvolge anche i cerchi in lega e gli interni. La vettura è realizzata puntando sull’esclusivo colore distintivo Brabus “Mint” e può contare su cerchi Brabus Monoblock da 24 pollici oltre che su un frontale in fibra di carbonio, con ampie prese d’aria che offrono un miglioramento dell’efficienza del sistema di raffreddamento. Nella parte posteriore troviamo uno spoiler e un diffusore con alette verticali e anche quattro terminali di scarico, con soluzioni di design sviluppate direttamente da Brabus.

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Una versione total black

Sempre partendo dal SUV Lamborghini nasce anche la Brabus 900 Superblack, modello caratterizzato da un’estetica nero su nero, seguendo la filosofia di design “Black & Bold”, e da un DNA che punta a esaltare il carattere sportivo. Anche in questo caso troviamo un sistema ibrido in grado di offrire 900 CV di potenza e, quindi, di garantire prestazioni di altissimo livello. Le personalizzazioni applicate da Brabus si estendono a tutta la vettura, partendo dal frontale , con ampie prese d’aria che accentuano la larghezza della vettura e migliorano il raffreddamento, e uno spoiler anteriore in carbonio, pensato per migliorare la stabilità ad alta velocità. Da segnalare anche uno spoiler posteriore in carbonio a vista oltre al diffusore con alette verticali aerodinamiche e i quattro terminali di scarico che vanno a completare la personalizzazione di Brabus. Ci sono anche i cerchi forgiati di alta gamma Brabus Monoblock Z “Platinum Edition” da 24 pollici e design a 10 razze. Tra le caratteristiche troviamo anche il modulo di sospensione Brabus SportXtra che abbassa l’altezza da terra fino a 20 millimetri. All’interno c’è spazio per rivestimenti in pelle nera traspirante e per la microfibra Alcantara.

Data articolo: Tue, 03 Feb 2026 06:30:51 +0000


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