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Il 21 giugno 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diversi eventi significativi: nelle tratte A12 Genova-Roma c’è una coda di 3 km per un veicolo in fiamme tra Chiavari e Rapallo, con deviazioni consigliate, mentre lungo l’A11 Firenze-Pisa Nord si registrano code a tratti per traffico intenso estese quasi 40 km tra il Raccordo Lucca-Viareggio e Pistoia. L’articolo fornisce un aggiornamento dettagliato tratta per tratta sugli eventi principali che interessano le autostrade italiane oggi.
18:53 – Settebagni e Bivio Diramazione Roma nord/G.R.A.
Code a tratti
Direzione G.R.A.
La tratta interessata va dal chilometro 23.1 al chilometro 19.4 per una lunghezza di 3.7 km.
18:41 – Bivio A1/A15 Parma-La Spezia e Fidenza
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 90.4 al chilometro 101.693 per una lunghezza di 11.293 km.
18:40 – Colleferro e Bivio A1/Diramazione Roma sud
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 576.3 al chilometro 592.9 per una lunghezza di 16.6 km.
17:53 – Torrenova e Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A.
Coda di 1 km per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
La coda va dal chilometro 20.0 al chilometro 19.0.
17:28 – Area di servizio S. Martino est
Mancanza di metano per guasto impianto
Direzione Milano
17:33 – Vignole Borbera e Serravalle Scrivia
Coda di 1 km per lavori
Direzione Milano
La coda va dal chilometro 85.5 al chilometro 88.6 per una lunghezza di 3.1 km.
18:23 – Bivio A8-A36 Pedemontana e Legnano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 16.3 al chilometro 25.9 per una lunghezza di 9.6 km.
17:22 – Sesto Cal.-Vergiate e Besnate
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Autostrada Milano-Varese
La tratta interessata va dal chilometro 4.0 al chilometro 11.9 per una lunghezza di 7.9 km.
19:05 – Bivio A11/Raccordo Lucca-Viareggio e Pistoia
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 27.4 al chilometro 67.0 per una lunghezza di 39.6 km.
18:58 – Chiavari e Rapallo
Coda di 3 km per veicolo in fiamme
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Rapallo. Uscita consigliata provenendo da Livorno: Chiavari.
La coda va dal chilometro 28.5 al chilometro 38.3 per una lunghezza di 9.8 km.
18:54 – Rapallo uscita provenendo da Livorno
Deviazione in uscita
Direzione Genova
18:43 – Rapallo e Chiavari
Fumo per veicolo in fiamme
Direzione Rosignano
18:18 – Santa Severa e Roma Ovest
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Roma
La tratta interessata va dal chilometro 11.6 al chilometro 41.1 per una lunghezza di 29.5 km.
17:48 – Bivio A12/A7 Milano-Genova e Genova est
Coda per traffico intenso
Direzione Rosignano
La coda va dal chilometro 4.2 al chilometro 0 per una lunghezza di 4.2 km.
17:48 – Genova est uscita provenendo da Genova
Coda per show/concerto
Direzione Rosignano
18:54 – Montemarciano e Ancona Nord
Coda di 1 km per traffico congestionato
Direzione Taranto
La coda va dal chilometro 213.5 al chilometro 212.0 per una lunghezza di 1.5 km.
18:40 – Faenza e Bologna San Lazzaro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Bologna
La tratta interessata va dal chilometro 22.2 al chilometro 64.5 per una lunghezza di 42.3 km.
18:34 – Ancona Nord uscita
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
17:50 – Civitanova Marche uscita
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
18:55 – Vicovaro-Mandela e Roma est
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Roma
La tratta interessata va dal chilometro 8.012 al chilometro 33.174 per una lunghezza di 25.162 km.
18:51 – Barriera di Roma est
Coda per traffico intenso
Direzione Roma
18:33 – Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.
17:20 – Valle del Salto e Basciano
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 148.6 al chilometro 75.111 per una lunghezza di 73.489 km.
17:15 – L’Aquila Ovest e Valle del Salto
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Roma
La tratta interessata va dal chilometro 75.111 al chilometro 101.047 per una lunghezza di 25.936 km.
18:33 – Avezzano e Bussi-Popoli
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 149.9 al chilometro 87.9 per una lunghezza di 62 km.
18:28 – Carpugnino e Bivio A26/Diramaz. A8 Milano-Varese
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Genova Voltri
La tratta interessata va dal chilometro 161.6 al chilometro 181.4 per una lunghezza di 19.8 km.
18:42 – Area di servizio Turchino est
Stazione di rifornimento chiusa per interruzione energia elettrica
Direzione Gravellona Toce
19:02 – Capodichino e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La coda va dal chilometro 18.8 al chilometro 19.3 per una lunghezza di 0.5 km.
18:58 – Italia 90 e Vomero
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
La tratta interessata va dal chilometro 11.5 al chilometro 9.5 per una lunghezza di 2 km.
17:19 – Candela e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto
Vento forte
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 172.5 al chilometro 127.9 per una lunghezza di 44.6 km.
18:30 – Piazzale Italiano verso Chamonix
Coda con attesa prevista di 15 minuti
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 17:08:00 +0000Bentley prova a portare nel mondo dell’auto un meccanismo già familiare alla moda di lusso: una collezione diversa ogni anno, prodotta in pochi esemplari e costruita attorno a colori scelti per quella sola stagione. Nasce così la Bespoke Series by Mulliner, nuovo programma destinato a diventare un appuntamento annuale. A rompere gli indugi saranno la Continental GT S e la GT S Convertible, con una produzione complessiva limitata a 100 vetture numerate.
Il progetto prende forma nel Design Studio di Crewe, dove Bentley ha sviluppato sei nuove tinte riservate alla prima Bespoke Series: Salerno Blue, Snow Quartz, Midnight Prism Pearlescent, Spectral Verdant, Manuka Orange e Bright Ruby Red. Ciascun colore esterno trova un richiamo nell’abitacolo, attraverso la pelle, le cuciture e alcuni dettagli inseriti sui sedili, sul volante e sulla leva del cambio.
A unire le sei configurazioni provvede una fascia centrale verniciata in Beluga e con effetto perlato, estesa lungo la carrozzeria. Il contrasto viene rafforzato dai cerchi sportivi da 22 pollici verniciati di nero, dagli specchietti in tinta scura e dagli elementi Blackline già previsti sulla Continental GT S. I coprimozzi Mulliner mantengono inoltre il logo sempre in posizione verticale, indipendentemente dal movimento delle ruote.
Dentro, Bentley ricorre a tre colori: i principali – Jet Black e Beluga – restano fissi, il terzo cambia cambia in base alla vernice esterna. Il Salerno Blue viene ripreso sui sedili, sugli stemmi ricamati, sul volante e sulla leva del cambio, mentre il Snow Quartz, il Midnight Prism Pearlescent e il Spectral Verdant lasciano rispettivamente spazio all’Arctic White, al blu Peacock e a inserti Verdant. Le accese tonalità Manuka Orange e Bright Ruby Red ricompaiono, invece, nell’abitacolo senza variazioni.
Seguono lo stesso schema anche la plancia e le fasce sotto i finestrini. La tinta esterna viene abbinata al Satin Beluga, con una sottile linea in cromo scuro a dividere le due superfici. Sulla console centrale compare, inoltre, un piccolo campionario con tutti e sei i colori disponibili, una mossa quasi da atelier in linea con lo spirito della collezione.
La dotazione comprende i sedili Comfort, l’illuminazione d’ambiente e il Bentley Rotating Display. Che non si tratti di una Continental GT S “normale” lo ricordano sia la plancia sia il battitacco: entrambi riportano il numero dell’esemplare e la dicitura Bespoke Edition 2027. Completano l’allestimento le targhette “By Mulliner†sui sedili, uno specifico motivo traforato per i rivestimenti e una proiezione luminosa di benvenuto all’apertura delle portiere.
Non si segnalano novità nel sistema ibrido da 680 CV e 930 Nm. L’abbinamento del V8 biturbo da 4,0 litri a un motore elettrico permette di coprire lo 0-100 in 3,5 secondi e di arrivare a 308 km/h, mentre il telaio riprende soluzioni della GT Speed, tra cui le quattro ruote sterzanti, il differenziale elettronico a slittamento limitato e il controllo attivo del rollio a 48 volt.
I cento clienti potranno scegliere liberamente tra coupé e cabriolet e tra le sei combinazioni cromatiche. Ogni vettura verrà consegnata anche con un telo sagomato, realizzato per riprodurre i colori e la linea dell’auto sottostante: il tocco finale di un pezzo da collezione destinato a restare gelosamente custodito in garage.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 16:35:50 +0000Mentre il tetto in tessuto cattura l’attenzione visiva, sotto al cofano della Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud c’è un intero sistema di gestione dell’energia e della ricarica che lavora silenziosamente per rendere l’esperienza elettrica quotidiana il più possibile priva di frizioni. Ecco quindi come la Plein Sud si ricarica, pianifica i viaggi, semplifica le soste e, in certi casi, restituisce energia.
La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è disponibile con un’unica soluzione di motore e batteria: abbina una batteria da 52 kWh ad un motore da 150 CV e 245 Nm di coppia. Le prestazioni non cambiano rispetto alla versione standard: passa da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi e da 80 a 120 km/h in 6,4 secondi, con una velocità massima di 150 km/h. L’autonomia raggiunge fino a 392 chilometri nel ciclo WLTP. L’introduzione del tetto apribile comporta una riduzione minima rispetto alla versione tradizionale, pari a circa 7 chilometri, un valore praticamente trascurabile nell’utilizzo quotidiano.
Una differenza invisibile nella pratica, ottenuta senza compromessi tecnici importanti: l’aumento di peso è minimo, appena 19 kg in più rispetto alla versione con tetto fisso, grazie a materiali compositi e a un ingegnoso sistema di piegatura del tessuto in tre parti invece di quattro. Renault ha scelto di non offrire alternative di batteria o motore: una sola combinazione, quella più bilanciata, pensata per adattarsi alla maggioranza degli usi senza costringere l’acquirente a fare calcoli sui chilometri annui. Una scelta commercialmente coraggiosa, perché toglie di mezzo la confusione dei configuratori, ma che richiede che quella combinazione sia davvero giusta.
Il comparto ricarica si affida a tecnologie di vertice. In corrente continua accetta potenze fino a 100 kW, consentendo di rigenerare l’accumulatore dal 15 all’80% in una mezz’ora. Un sistema di termoregolazione a liquido salvaguarda l’efficienza del processo anche in condizioni climatiche estreme fino a -20°C. Uno dei problemi più comuni delle auto elettriche nelle stagioni fredde è infatti la perdita di velocità di ricarica: le batterie al litio non amano il freddo, e quando la temperatura scende i tempi si allungano sensibilmente.
Grazie a un nuovo scambiatore water-to-water, i tempi di ricarica rimangono ottimali anche a temperature polari. In parole semplici: le trenta minuti per passare dal 15 all’80% non sono un dato valido solo in estate. In corrente alternata, il sistema di bordo da 11 kW di tipo bidirezionale esegue il ripristino dal 10 al 100% della carica in circa 4 ore e mezza. Per chi ricarica a casa o in ufficio. cioè per la maggioranza degli utenti elettrici, questo è il dato che conta di più nella vita di tutti i giorni.
Una volta associata la Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud all’App My Renault dello smartphone del conducente, la funzione Plug & Charge permette di fare a meno dell’utilizzo di badge e carte di credito specifiche per il pagamento della ricarica. La stazione riconosce automaticamente l’auto non appena si collega e autorizza la ricarica: tanto tempo risparmiato che si aggiunge a quello ottenuto con il pagamento automatico.
Per chi non ha ancora provato a ricaricare in rete pubblica, questo può sembrare un dettaglio minore. Per chi ci ha provato, sa esattamente di cosa si parla: ogni operatore ha la propria app, la propria tessera, il proprio QR code, il proprio metodo di pagamento. Il Plug & Charge elimina tutto questo: il cavo si collega, la stazione riconosce il veicolo, la ricarica parte. Il pagamento avviene in automatico.
Il secondo strumento che semplifica la vita di chi percorre tratte lunghe è l’Electric Route Planner, integrato nel sistema di navigazione OpenR Link con Google. Derivato da Google Maps, l’Electric Route Planner suggerisce il miglior itinerario con le soste di ricarica necessarie tenendo conto della disponibilità delle stazioni e delle loro caratteristiche, ma anche della rete a cui appartengono. Pianifica e ottimizza costantemente l’itinerario più veloce nei viaggi che richiedono soste di ricarica. Tiene conto della posizione dei punti di ricarica, dell’andamento dei dati del veicolo (consumo, autonomia, ecc.) e della temperatura esterna per prevedere l’autonomia.
Integrando nel calcolo anche i parametri tecnici dell’auto e le preferenze del conducente (potenza dei punti di ricarica, mezzi di pagamento), l’ERP consente di scegliere il livello di ricarica rimanente a destinazione e si assicura che la temperatura della batteria sia ideale ad ogni sosta per ottimizzare il processo di ricarica. Una batteria fredda ricarica lentamente; una batteria preriscaldata può accettare fin da subito la potenza massima disponibile. Il risultato è che le soste durano meno e il viaggio va avanti prima.
Il terzo livello tecnologico della Plein Sud è quello che trasforma l’auto da consumatrice a distributrice di energia: il sistema Vehicle-to-Load. La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è dotata di caricatore bidirezionale in corrente alternata da 11 kW, che consente di poter contare sulla funzione V2L per collegare apparecchi elettronici o elettrodomestici alla batteria dell’auto con un adattatore di tipo power to object.
In termini pratici: è come avere una presa di corrente domestica montata sull’auto. Si può collegare un barbecue elettrico durante un picnic, ricaricare computer e fotocamere durante un campeggio, alimentare un piccolo frigo portatile durante una gita, o in caso di emergenza usare la batteria dell’auto come generatore temporaneo. La funzione V2L permette di utilizzare l’energia accumulata nella batteria per alimentare dispositivi esterni fino a 3.700 watt, una funzione particolarmente utile durante attività all’aperto, campeggio o emergenze.
Il caricatore bidirezionale consente le funzioni V2L per alimentare dispositivi esterni e V2G, quest’ultima non ancora disponibile in Italia. Il Vehicle-to-Grid, ovvero la capacità di cedere energia alla rete elettrica domestica è la frontiera successiva, già tecnicamente integrata nell’architettura ma in attesa dell’infrastruttura normativa e tecnica che la supporti. Quando arriverà , la Plein Sud sarà già pronta.
A completare il quadro digitale c’è l’avatar Reno, un copilota virtuale alimentato da ChatGPT 4.0 mini che non si limita a rispondere a domande di cultura generale, ma agisce come un vero esperto del veicolo: può programmare la ricarica, spiegare come collegare il Bluetooth o regolare la pressione delle gomme. Non è la funzione che convince a comprare l’auto, ma è quella che ricorda ogni giorno di averla comprata nel 2026.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 16:00:35 +0000Nel 1951, al Salone di Earls Court, due Porsche 356 – una Cabriolet bianca, l’altra una Coupé verde scuro – aprirono al marchio le porte del mercato britannico. Con la 911 GT3 Earls Court 51 Edition la Casa di Zuffenhausen rifà capolino settantacinque anni dopo sullo stesso palcoscenico. Costruita attorno alla 911 più adatta a ricordare le origini dell’azienda, la nuova serie speciale sarà proposta esclusivamente nel Regno Unito in appena 51 esemplari.
La versione nasce da una costola della 911 GT3 con pacchetto Touring in configurazione 2+2, facilmente distinguibile dalla classica GT3 perché rinuncia all’ala posteriore. Tra le 911 della gamma attuale, la Touring è quella che riflette meglio la pulizia formale e la sobrietà della 356 Coupé esposta a Londra nel 1951. Il progetto porta la firma congiunta di Porsche Cars Great Britain e del reparto Exclusive Manufaktur di Stoccarda.
I dettagli unici della 911 GT3 Earls Court 51 Edition incidono inevitabilmente sul prezzo: si parte da 251.951 sterline, quasi 100.000 in più rispetto a una GT3 Touring standard nel Regno Unito. Nel conto rientrano però dotazioni come i freni carboceramici e il sistema di sollevamento dell’asse anteriore, oltre alle numerose personalizzazioni specifiche della serie. Ogni esemplare sarà consegnato insieme a un cronografo Porsche Design, una borsa da viaggio in pelle verde e velluto, un modellino in scala 1:18 e un volume dedicato allo sviluppo del progetto.
Il legame con la vettura storica passa prima di tutto dalla verniciatura Earls Court Green Metallic, una tinta sviluppata attraverso il programma Paint to Sample Plus, che riprende il verde della 356, ma lo aggiorna con particelle di alluminio che ne modificano leggermente la resa a seconda della luce.
A creare contrasto provvedono una sottile fascia sul cofano, le calotte degli specchietti e le maniglie in Brilliant Silver. Anche i cerchi adottano una finitura bicolore verde e argento. Nonostante il richiamo alle cromature delle prime Porsche appaia evidente, resta abbastanza misurato da non trasformare la GT3 in una caricatura rétro.
Sul cofano motore trova posto uno stemma specifico, ridisegnato sulla base del logo applicato alle 356 con carrozzeria Reutter, a cui si aggiungono altri dettagli sui montanti centrali, sulle soglie e nei proiettori inseriti nelle portiere. Nell’abitacolo la pelle Night Green viene accostata al Chalk Beige, al velluto a coste e agli inserti in legno Paldao, una combinazione volutamente vintage, ripresa anche sui sedili posteriori. Quelli anteriori sono sportivi e prevedono la regolazione elettrica a 18 vie.
Non mancano particolari nascosti, pensati soprattutto per chi acquisterà una delle 51 vetture. Aprendo la portiera del conducente si nota sul fianco della plancia il profilo della 356, accompagnato da una scritta dedicata. I parasole riportano il motivo della bandiera britannica, mentre sui poggiatesta e sui battitacco compare il logo Earls Court 51.
Con il cambio manuale, anche il pomello della leva è realizzato in legno. Sotto la carrozzeria rimane il boxer aspirato da 4,0 litri, capace di erogare 510 CV e 450 Nm e di arrivare fino a 9.000 giri. Il cambio manuale a sei rapporti permette di scattare da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 313 km/h, mentre il PDK a sette marce resta disponibile senza sovrapprezzo.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 13:58:42 +0000Il quadro cambia ancora e questa volta la novità non riguarda dove può essere collocato un autovelox, ma quali caratteristiche tecniche deve avere per produrre accertamenti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti approvato il decreto che disciplina le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziale e periodica degli apparecchi per la rilevazione della velocità delle auto.
Per anni l’Italia ha vissuto una situazione paradossale. Gli autovelox erano diffusi, le multe arrivavano regolarmente mentre molti dispositivi risultavano approvati con provvedimenti ministeriale senza una vera omologazione in senso tecnico-metrologico. Da qui è nata una frattura che ha alimentato contenziosi e interpretazioni contrastanti. Il decreto 2026 affronta così la parte tecnica relativa a omologazione, taratura e verifiche.
Il decreto dell’11 aprile 2024 punta a evitare che gli autovelox vengano installati in modo disordinato lungo le strade italiane. I Comuni non possono più muoversi come se ogni tratto stradale fosse una propria isola autonoma. Le postazioni sulle strade diverse dalle autostrade devono rientrare in una pianificazione operativa concordata in sede di Conferenza provinciale permanente.
Il decreto si applica alle postazioni di controllo per il rilevamento a distanza delle violazioni dell’articolo 142 del Codice della Strada. Non riguarda invece i controlli presidiati con contestazione immediata, quelle situazioni in cui la pattuglia ferma subito il conducente e contesta l’infrazione. Per gli automobilisti significa che molte postazioni già installate dovrebbero essere state valutate, confermate, ricollocate o rimosse secondo i nuovi criteri.
La firma del decreto autovelox del 9 giugno 2026 interviene sul punto che il decreto 2024 aveva lasciato irrisolto: l’omologazione. Secondo quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il nuovo provvedimento definisce le procedure di omologazione, verifica e taratura iniziale e periodica dei dispositivi per assicurare affidabilità della misura e tracciabilità delle operazioni.
La taratura periodica diventa un requisito centrale. Un dispositivo non può essere lasciato in funzione per anni senza controlli tecnici. Il nuovo decreto mira proprio a evitare che ogni verbale si trasformi in un pretesto per la presentazione di un ricorso davanti al giudice di pace o al prefetto sulla validità dell’apparecchio.
Il decreto 2026 non cancella comunque il contenzioso precedente. Le multe già impugnate, i verbali emessi prima dell’entrata in vigore delle nuove regole tecniche e le questioni sugli apparecchi approvati ma non formalmente omologati restano motivi di contezioso.
Nel diritto amministrativo e nella metrologia approvazione e omologazione non sono sinonimi. L’approvazione è il riconoscimento ministeriale di un determinato dispositivo o modello. L’omologazione comporta una verifica più strutturata dei requisiti tecnici e della conformità dello strumento alla funzione di misura.
Da questa distinzione sono nati molti ricorsi. Alcune pronunce hanno sostenuto che la semplice approvazione non bastasse per rendere valido l’accertamento della velocità , perché l’articolo 142 fa riferimento ad apparecchiature debitamente omologate. Altre decisioni hanno ridimensionato la frattura e valorizzato approvazione, taratura e controlli periodici.
Il decreto 2026 prova a riportare ordine. I dispositivi destinati all’accertamento automatico devono rispettare verifiche e tarature. Per i dispositivi già installati è previsto un regime transitorio con percorsi differenziati a seconda delle caratteristiche e della documentazione disponibile. Di conseguenza nei nuovi verbali diventa più importante verificare che l’apparecchio sia identificato, tarato, conforme e impiegato secondo le regole.
In ambito urbano le nuove regole distinguono tra tipologie di strada. Non tutte le vie di città possono ospitare controlli automatici della velocità . La logica del decreto è impedire che l’autovelox venga usato in modo indiscriminato su strade con limiti molto bassi o in contesti dove sarebbero più adatti interventi fisici di moderazione del traffico.
Sulle strade urbane di scorrimento le postazioni possono essere utilizzate rispettando distanze minime, visibilità e criteri di collocazione. La distanza tra il segnale che impone il limite e la postazione deve essere almeno di 200 metri. Sulle altre strade urbane la distanza minima scende a 75 metri.
Tra dispositivi consecutivi il decreto stabilisce distanze minime per evitare un effetto trappola o una sequenza troppo ravvicinata di controlli. Per le postazioni mobili, sulle strade urbane di scorrimento la distanza minima tra due dispositivi deve essere di almeno 1.000 metri. Sulle strade urbane di quartiere e locali si scende a 500 metri. Per le postazioni fisse in ambito urbano la distanza minima tra dispositivi di rilevamento puntuale è almeno pari a 500 metri. In generale gli autovelox non devono essere collocati dove il limite è artificiosamente basso rispetto alla tipologia della strada, salvo casi specifici motivati.
Sulle strade extraurbane tra il segnale del limite di velocità e il dispositivo deve intercorrere almeno un chilometro. Questa distanza serve a evitare che l’automobilista incontri un limite e pochi metri dopo venga fotografato senza un margine reale di adeguamento.
Anche la distanza tra due dispositivi cambia in base al tipo di strada. Sulle autostrade deve essere di almeno 4 chilometri. Sulle strade extraurbane principali deve essere di almeno 3 chilometri. Sulle extraurbane secondarie, sulle extraurbane locali e sulle ciclopedonali extraurbane si applica la distanza minima di 1 chilometro.
C’è poi la regola sul limite minimo coerente con la strada. In linea generale, non si possono utilizzare postazioni dove il limite imposto è inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello massimo previsto dal Codice della Strada per quella tipologia di arteria, salvo condizioni particolari. Se una strada extraurbana secondaria avrebbe limite ordinario di 90 km/h, l’uso dell’autovelox su un tratto con limite troppo basso deve essere giustificato da ragioni concrete, come curve pericolose, attraversamenti, incidentalità o condizioni infrastrutturali.
Le postazioni fisse sono quelle installate stabilmente lungo la strada. Possono funzionare senza la presenza continuativa degli agenti purché siano autorizzate e utilizzate nel rispetto delle regole. Le postazioni mobili sono quelle utilizzate temporaneamente dagli organi di polizia stradale. Possono essere collocate in punti diversi, ma non sono libere da vincoli. Anche per loro valgono segnalazione, visibilità , distanze e coerenza con il limite.
I dispositivi a bordo di veicoli in movimento sono un ulteriore livello. Il decreto li ammette quando non è possibile collocare postazioni fisse o mobili e sempre nel rispetto delle condizioni previste.
Il Codice della Strada richiede che le postazioni di controllo siano preventivamente segnalate e ben visibili. La segnalazione può avvenire con cartelli o dispositivi luminosi conformi. Deve essere adeguata alla strada, alla velocità consentita, al contesto e al tipo di postazione.
Va però evitato l’equivoco opposto. Segnalazione preventiva non significa che l’autovelox debba essere annunciato a ogni metro o reso visibile da chilometri. Significa che l’automobilista deve essere avvisato in modo chiaro e tempestivo.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 12:00:24 +0000L’estate chiama, i weekend fuori porta pure, e la tentazione di “stringersi un po’” per farci stare tutti in un’unica macchina è sempre dietro l’angolo. Eppure, stipare passeggeri oltre il limite consentito non è solo una pessima idea per il comfort, ma è anche un rischio enorme per la sicurezza, come i continui fatti di cronaca continuano a ricordare.
Il Codice della Strada su questo punto non lascia spazio a interpretazioni. Ma come si fa a sapere con assoluta certezza in quanti si può viaggiare a bordo di una vettura? E cosa succede se si viene fermati per un controllo con un passeggero di troppo? Facciamo chiarezza su regole, eccezioni e sanzioni per evitare brutte sorprese.
Per capire quante persone possono salire a bordo della nostra auto, non dobbiamo andare a intuito o contare semplicemente il numero di cinture di sicurezza visibili. L’unica verità ufficiale è scritta nero su bianco sul libretto di circolazione o Documento Unico di Circolazione.
Prendete il libretto e cercate il codice V.7: è proprio lì che viene indicato il numero massimo di posti a sedere consentiti, incluso il conducente. In genere la maggior parte delle utilitarie e delle berline che guidiamo ogni giorno è omologata per 5 persone. Esistono però molte citycar che sono omologate soltanto per 4 persone, anche se lo spazio posteriore potrebbe far pensare diversamente. Al contrario, monovolume e SUV con tre file di sedute possono arrivare a 7 o addirittura 9 posti.
Il mito da sfatare è quello dei bambini: la vecchia regola che permetteva di non contare i passeggeri più piccoli non esiste più. Ogni persona, a prescindere dall’età e dalla stazza, occupa un posto e deve viaggiare assicurata ai sistemi di ritenuta previsti (cinture o seggiolini).
Viaggiare con più passeggeri rispetto a quanto consentito dall’omologazione del veicolo è una violazione disciplinata dall’articolo 169 del Codice della Strada. Le conseguenze per chi decide di rischiare non sono particolarmente salate salate. Si tratta infatti di una multa da un minimo di 42 euro a un massimo di 173 euro e una decurtazione di 2 punti dalla patente.
Ma il vero problema non è solo la multa pecuniaria. C’è un dettaglio che molti automobilisti ignorano e che riguarda le compagnie assicurative. In caso di incidente stradale con colpa, se l’auto trasporta più persone del consentito, l’assicurazione risarcirà i terzi danneggiati ma potrebbe esercitare il diritto di rivalsa. Questo significa che la compagnia può chiedere al proprietario dell’auto la restituzione dei soldi liquidati per i danni ai passeggeri in soprannumero.
Oltre al numero di persone, c’è un altro fattore geometrico e fisico che spesso viene ignorato: la massa. Ogni vettura ha un limite massimo di carico che non può essere superato per ovvi motivi di stabilità , frenata e sicurezza strutturale.
Sempre sul libretto di circolazione (questa volta al codice F.2) è indicata la massa massima a pieno carico ammissibile del veicolo. Questo valore comprende il peso dell’auto stessa, dei liquidi, del carburante, di tutti i passeggeri e dei bagagli.
Se viaggiamo con la macchina piena di amici e il bagagliaio straripante di valigie per le vacanze, potremmo essere fuori legge anche se il numero di persone è formalmente corretto. L’articolo 167 del Codice della Strada sanziona il sovraccarico con multe che variano in base alla percentuale di peso eccedente rispetto al limite. Se il peso supera il consentito di oltre il 5%, la sanzione parte da 42 euro e sale progressivamente, con il rischio aggiuntivo di non poter ripartire finché non si sarà alleggerito il mezzo.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 11:15:14 +0000I dati di vendita degli ultimi anni raccontano di un’Italia in cui la quota di auto vendute con cambio automatico è cresciuta in modo costante, e nel segmento delle citycar, tradizionalmente il più restio ad abbandonare il manuale per ragioni di costo, il cambiamento è ormai evidente. Sempre più modelli offrono l’automatico di serie o come opzione, e sempre più acquirenti lo scelgono. Se siete tra questi, la lista che segue fa al caso vostro.
La Picanto è uno di quei prodotti che non fanno mai rumore ma non smettono mai di vendere. Aggiornata di recente, la citycar coreana è disponibile in versione benzina e GPL, entrambe abbinabili a un cambio automatico AMT a 5 marce. L’AMT non è il cambio automatico più raffinato del mercato ma è pratico, abbastanza fluido nell’uso quotidiano e non costa quanto un doppio innesto. Il motore benzina da 67 CV e la versione GPL da potenza analoga sono entrambi dimensionati in modo perfetto per l’uso urbano. La Picanto ha il vantaggio di essere compatta davvero: meno di 3,60 metri, facile da parcheggiare anche negli spazi più stretti del centro storico.
La Toyota Aygo X è la citycar che ha scelto di differenziarsi esteticamente, con un design che guarda al mondo dei crossover senza però alzare il centro di gravità . Il CVT disponibile su questo modello è tra i migliori della categoria: progressivo, silenzioso, capace di accompagnare il sistema propulsivo full hybrid con una fluidità che fatica a trovare paragoni nel segmento. La Toyota Aygo X con automatico è una delle scelte migliori per chi usa l’auto principalmente in città e vuole una guida priva di qualsiasi fatica. In più, la solidità tipica del brand giapponese la rende un acquisto su cui ci si può fidare a lungo termine.
La nuova Swift ha fatto un passo in avanti importante rispetto alla generazione precedente, anche sul fronte del cambio automatico. La versione mild hybrid da 83 CV è disponibile con un CVT che lavora in modo insolitamente piacevole rispetto alla media della categoria: non dà quella fastidiosa sensazione di “gomma elastica” che certi variatori trasmettono, ma accompagna il motore con una progressività soddisfacente. La Swift è anche una delle citycar più divertenti da guidare quando la strada lo permette, grazie a uno sterzo preciso e a un assetto più sportiveggiante rispetto alla media. Chi vuole comfort e un minimo di carattere troverà in lei una compagna di viaggio più viva del solito.
Il grande annuncio dell’anno nel segmento: la Dacia Sandero aggiorna il motore GPL con un 1.2 turbo tre cilindri da 120 CV e, per la prima volta nella storia del marchio, lo abbina a un cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti. È una notizia che molti aspettavano da anni. L’Eco-G 120 automatico della Sandero cambia completamente la proposta del brand sul mercato italiano: finalmente si può scegliere il GPL senza dover rinunciare al comfort dell’automatico. Con un serbatoio GPL da 50 litri e autonomia totale di quasi 1.600 km tra gas e benzina, è la scelta razionale per eccellenza tra le city car a cambio automatico.
La C3 è tornata con una filosofia chiara: accessibile, pratica, inconfondibile nell’estetica. Il modello termico è disponibile con un cambio automatico EAT6 abbinato al 1.2 PureTech da 110 CV, che sulla C3 garantisce una guida fluida e senza pensieri.
La i20 è una delle citycar più complete del mercato, e il cambio automatico è disponibile nella versione 1.0 T-GDI da 100 CV con doppia frizione a 7 rapporti. Il DCT su questo modello è ben calibrato: i cambi marcia sono rapidi e fluidi, soprattutto in modalità automatica durante l’uso urbano. La i20 porta in dote una dotazione tecnologica ricca e un abitacolo spazioso per le dimensioni esterne. Chi cerca una compatta con automatico senza rinunciare alla tecnologia troverà nella i20 una risposta convincente.
La Mini Cooper è un caso a sé. Non è la citycar più economica né quella più razionale, ma è quella con l’identità più forte e quando si parla di auto da città , l’identità conta. Il cambio Steptronic a 7 marce disponibile sulla versione 1.5 tre cilindri da 136 CV è fluido, reattivo quando si chiede un po’ di ritmo, silenzioso quando si vuole solo scorrere nel traffico. La nuova generazione ha anche introdotto una versione full electric che offre autonomia fino a 300 km WLTP e una guida a singolo rapporto ancora più immediata. Due proposte diverse per chi cerca il logo a tre cerchi con l’automatico.
La Ibiza è la compatta spagnola che più di tutte riesce a convincere sia chi guida in città sia chi percorre strade extraurbane con una certa frequenza. Il DSG a 7 rapporti abbinato al 1.0 TSI da 95 CV, o in alternativa al più brillante 1.5 TSI da 150 CV in alcune versioni, è tra i migliori della categoria: rapido nei cambi, capace di gestire sia le situazioni di traffico lento che i tratti a velocità sostenuta con la stessa efficienza. La Ibiza ha anche il vantaggio di un abitacolo ben rifinito per il prezzo di listino, con materiali che non fanno rimpiangere le concorrenti più costose.
L’MG 3 è la proposta cinese che ha cambiato le aspettative del segmento. L’ultima generazione è disponibile in versione full hybrid con una trasmissione e-CVT che elimina completamente la frizione e il cambio tradizionale. Il sistema combina un motore benzina 1.5 da 102 CV con un motore elettrico, per una potenza combinata di circa 196 CV. La guida è fluida, la risposta è immediata e i consumi in città scendono sensibilmente rispetto a un benzina equivalente. Il prezzo competitivo e la dotazione ricca di serie l’hanno resa una delle più vendute del segmento in poco tempo.
La Jazz chiude questa lista con la soluzione tecnica forse più raffinata di tutto il segmento. Il sistema e:HEV full hybrid è composto da un motore benzina da 1.5 litri e due motori elettrici, gestiti da un controllo elettronico che decide in ogni momento quale fonte di energia usare. La trasmissione funziona come un automatico a variazione continua, ma con un comportamento molto più naturale rispetto ai CVT tradizionali. In città , la Jazz viaggia quasi sempre in modalità puramente elettrica, con consumi reali che scendono intorno ai 4 litri per 100 km. L’abitacolo ha poi quel sistema di sedili Magic Seat con il cui il pianale diventa piatto abbattendo i sedili posteriori in avanti, una soluzione pratica che Honda porta avanti da vent’anni perché funziona meglio di molte idee più recenti.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 10:37:06 +0000Marco Bezzecchi ha commesso una ingenuità che potrebbe pagare con un prezzo carissimo alla fine del campionato. Nella sprint race del sabato a Brno, nono appuntamento del calendario, il leader della classifica ha fatto due errori in rapida successione. Dopo essere scivolato quando occupava la quinta posizione a due giri dal termine, si è rialzato per schiaffeggiare un commissario di gara intento a sollevare dalla ghiaia la RS-GP26, dando gas.
Con il suo comportamento aggressivo il 27enne ha violato il regolamento, commettendo un’azione pregiudizievole agli interessi dello sport. Bezzecchi, rialzatosi dopo una caduta senza conseguenze fisiche, ha appoggiato la sua mano sul volto dell’uomo, respingendolo per provare a chinarsi sulla sua Aprilia.
In seguito a un breve conciliabolo, il gesto della sua mano destra sulla guancia sinistra del commissario ha fatto il giro del mondo. Una brutta azione, senza attenuanti, che macchia l’immagine di un ragazzo genuino e che ha mostrato, ancora una volta, difficoltà nelle Sprint Race. La sberla ha estromesso il pilota romagnolo dal main event in terra ceca, frenando la sua rincorsa in classifica.
L’episodio testimonia anche la scarsa serenità del rider che, dopo un inizio di stagione da record, ha cominciato a commettere errori pesanti nelle ultime due uscite. L’appello, cui aveva diritto, è stato respinto: “ai sensi dell’articolo 3.8 del regolamento del campionato del mondo FIM GP, confermiamo la nostra decisione a seguito di un’audizione. Il 20 giugno 2026, alle ore 16:07:41, durante la Sprint MotoGP del GP di Repubblica Ceca, a seguito di una caduta, ha spinto e colpito i commissari di pista che stavano cercando di recuperare la sua moto. Tale comportamento costituisce un’azione pregiudizievole per gli interessi dello sport e rappresenta pertanto una violazione di quanto previsto dall’articolo 3.3.2.2 del regolamento del campionato del mondo FIM GP. Qualsiasi atto corrotto o fraudolento, oppure qualsiasi azione pregiudizievole per gli interessi della manifestazione o dello sport, compiuta da una persona o da un gruppo di persone nel corso di un evento”.
Per le ragioni sopracitate, il collegio dei commissari sportivi ha inflitto a Bezzecchi la squalifica nella tappa ceca, in conformità agli articoli 3.2.1 e 3.3.2.3 del regolamento del campionato del mondo. Dopo essersi girato più volte nel letto la notte scorsa, il pilota ha deciso di parlare del gesto che lo porterà a osservare la sfida in TV. Il nativo di Rimini, tramite il profilo IG, ha dichiarato:
“Vorrei porgere le mie scuse a tutta la comunità della MotoGP per il gesto che ho compiuto nei confronti del commissario a bordo pista. Mi dispiace anche perché so quanti impegni e sacrifici i marshall fanno per garantire la nostra sicurezza. Questi comportamenti non devono accadere e non hanno giustificazioni. Mi scuso con tutti, Aprilia Racing e i miei tifosiâ€.Â
La squalifica è una punizione severissima, ma i giudici hanno valutato che una pena pecuniaria e una partenza dal fondo dello schieramento non avrebbero sortito lo stesso effetto. Sui social è partita la solita gogna mediatica che non aiuterà il pilota italiano a ritrovare la giusta quiete in vista delle prossime tappe. Marco Bezzecchi è un essere umano e sotto pressione ha sbagliato, ma mai come in questi casi scagli la prima pietra chi è senza peccato.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 09:36:24 +0000Esiste una categoria di automobilisti che scopre di avere zero punti sulla patente solo quando viene fermata da una pattuglia o quando riceve a casa una comunicazione ufficiale che non si aspettava. Non è negligenza pura: è il risultato di un sistema che accumula decurtazioni nel tempo, spesso su infrazioni commesse a distanza di mesi l’una dall’altra, e che non invia avvisi automatici ogni volta che il saldo scende.Â
La patente a punti esiste in Italia dal 2003 ed è disciplinata dall’articolo 126-bis del Codice della Strada. Ogni conducente parte da un saldo di 20 punti al momento del rilascio della patente. Quei punti possono aumentare fino a un massimo di 30, oppure diminuire a ogni violazione per cui è prevista una decurtazione. Quando arrivano a zero, le regole cambiano completamente, e capire bene cosa succede è fondamentale per non commettere errori che peggiorano la situazione.
L’azzeramento del punteggio sulla patente di guida e il conseguente obbligo di sottoporsi all’esame di revisione teorico-pratico costituiscono uno degli argomenti più dibattuti nell’ambito della circolazione stradale. Quando il saldo dei punti tocca lo zero, scatta un procedimento formale: il Ministero invia al conducente una lettera con la quale lo invita a rifare, entro 30 giorni, gli esami previsti per il rilascio della propria patente. Non si tratta di una sospensione immediata, durante quei trenta giorni è ancora possibile circolare. Ma è un lasso di tempo breve, che non ammette distrazioni.
L’esame da sostenere è strutturato esattamente come quello che si è fatto per prendere la patente la prima volta: una prova teorica e una prova pratica. Non c’è una versione semplificata né una scorciatoia. Si torna all’autoscuola, si ripassa il codice, si rifà il percorso. Chi lo supera si vede riaccreditare un saldo di 20 punti sulla patente, come se fosse appena diventato patentato. Chi non lo supera o non lo sostiene entro i termini, finisce in una situazione ben più seria.
C’è un aspetto di questa vicenda che mette molti automobilisti in difficoltà , e che vale la pena chiarire con chiarezza prima ancora di parlare delle conseguenze specifiche. Il sistema della patente a punti non funziona come un conto corrente bancario dove ogni transazione vi arriva con una notifica. Dal 2020, il Ministero non invia più le lettere di aggiornamento del saldo punti dopo ogni singola decurtazione.
Questo significa che l’automobilista è responsabile in prima persona del monitoraggio del proprio saldo. Gli strumenti ci sono e sono accessibili: il Portale dell’Automobilista (accessibile tramite SPID, CIE o carta d’identità elettronica) permette di consultare in tempo reale quanti punti restano, quando sono stati decurtati e per quale motivo.Â
La questione giuridica che torna spesso nei dibattiti su questo tema riguarda la notifica. Molti automobilisti sostengono di non aver mai ricevuto comunicazione dell’azzeramento del saldo, e ritengono quindi di non essere obbligati a fare la revisione.
Molti automobilisti, infatti, ritengono che l’avvio del procedimento di revisione sia subordinato alla regolare ricezione delle comunicazioni con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiorna l’utente sul saldo dei punti decurtato. Si tratta di un’interpretazione errata che viene regolarmente smentita dalla giurisprudenza, poiché l’ordinamento attribuisce un valore preminente alla conoscenza avvenuta con la notifica dei singoli verbali di contestazione delle violazioni. Il consiglio pratico, quindi, è uno solo: non aspettate che qualcuno vi avvisi. Dopo ogni multa con decurtazione, controllate il vostro saldo sul Portale dell’Automobilista.Â
Qualora il saldo punti arrivi a zero, il Ministero dispone la revisione della patente. Il conducente riceve un provvedimento ufficiale e ha l’obbligo di sottoporsi nuovamente agli esami di idoneità tecnica (esame teorico e esame pratico) entro 30 giorni dalla notifica. Sul fronte tecnico, l’esame si compone di due parti: il quiz teorico (con le stesse domande che si utilizzano per i nuovi patentati) e la prova pratica in auto con un esaminatore della Motorizzazione Civile. Non è un aggiornamento formale: è un vero e proprio riesame delle competenze. Chi ritiene di conoscere già bene le regole sarà probabilmente in grado di prepararsi in tempi ragionevoli, ma sottovalutare la prova teorica è un errore comune.
C’è anche un aspetto che vale la pena ricordare e che alcune autoscuole non comunicano subito: è possibile sostenere l’esame solamente una volta. In caso di bocciatura in una delle due prove, infatti, si procederà con la revoca della patente. Non c’è un secondo appello. Se la prova teorica va male, la patente viene revocata. Per ottenerla di nuovo bisognerebbe ripartire dall’inizio, come se non si fosse mai guidato prima. È una conseguenza che in molti non conoscono, e che rende ancora più importante presentarsi all’esame dopo una preparazione adeguata.
La situazione che molti temono è quella di continuare a guidare ignorando il provvedimento di revisione. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro i 30 giorni previsti, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato con atto definitivo. Ma cosa succede concretamente se si viene fermati dopo che la patente è stata sospesa per mancata revisione? Le conseguenze sono quelle previste per la guida senza patente, che nel codice della strada aggiornato dal nuovo CdS del 2024 prevede sanzioni significative. Le multe vanno da 2.046 a 8.186 euro per chi guida un veicolo senza mai aver conseguito la patente o con patente revocata. Si tratta della violazione più grave tra quelle legate ai titoli abilitativi alla guida.
A questo si aggiunge il sequestro del veicolo. Chi viene fermato alla guida con la patente sospesa per mancata revisione rischia il fermo immediato del mezzo, che finisce al deposito a spese del proprietario fino alla regolarizzazione della situazione. Non è una multa che si paga e si dimentica: è un procedimento che blocca la vettura, produce costi aggiuntivi per il deposito e richiede poi un iter burocratico per il dissequestro. La via più semplice, come sempre in questi casi, è anche la più ovvia: monitorare il proprio saldo punti con regolarità , agire prima che si azzeri cercando di recuperare punti con i corsi specifici, e nel caso peggiore presentarsi subito all’esame di revisione non appena si riceve il provvedimento.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 09:18:55 +0000Il Festival of Speed di Goodwood, che si svolge nella tenuta del Duca di Richmond a Chichester nel West Sussex inglese, ogni anno attira qualche centinaia di migliaia di persone su una collina che per giorni diventa il centro del mondo dei motori.
L’edizione 2026 ha appena ufficializzato due presenze che amplificano l’importanza dell’evento. Lando Norris e Valentino Rossi saranno entrambi a Goodwood, e la loro presenza allo stesso evento non è cosa che capita tutti i giorni.
Il Festival of Speed 2026 si svolgerà dal 9 al 12 luglio. Quattro giorni di salita cronometrata sul famoso Hillclimb davanti al castello, mostre statiche, anteprime mondiali di nuovi modelli, retrospettive storiche. Un formato che non cambia nella sostanza ma che si arricchisce ogni anno dei nomi che riesce a portare in scena.
Norris e Rossi arriveranno il venerdì pomeriggio per quello che a Goodwood si chiama Balcony Moment: i campioni si affacciano dalla facciata del palazzo del Duca, da un’apposita tribuna ricavata tra le colonne dell’edificio storico, e salutano i fan radunati nel prato sottostante. È uno di quei rituali che sembrano semplici ma che nella pratica producono momenti di delirio collettivo difficili da descrivere. È il motorsport nella sua forma più pura: nessun paddock a fare da barriera, solo la distanza fisica tra chi ha vinto e chi ammira.
Lando Norris arriva a Goodwood da campione del mondo in carica di Formula 1, titolo conquistato al termine di una stagione 2025 combattuta fino all’ultimo appuntamento. Il britannico di Bath è diventato nell’ultimo anno il volto della Formula 1 contemporanea: veloce, genuino, capace di comunicare con una generazione di tifosi che con la F1 tradizionale faticava a connettersi. A Goodwood si celebra la vittoria iridata, e l’atmosfera di festa del Festival è il palco perfetto per farlo.
Valentino Rossi è qualcosa di diverso. Nove titoli mondiali in moto, un record che nessuno ha ancora eguagliato, e una carriera che ha travalicato i confini del motociclismo per diventare un fenomeno culturale globale. Ritiratosi dalle due ruote, Rossi ha continuato a correre su quattro ruote nel GT World Challenge Europe, portando con sé quella fedeltà dei fan che ha costruito mattone per mattone nel corso di tre decenni. A Goodwood non è un ospite qualunque: è probabilmente insieme a Schumacher il pilota più amato d’Europa degli ultimi vent’anni, e il suo nome attira sempre uno spazio di pubblico che supera quello di chiunque altro.
Le parole che Norris e Rossi hanno scelto per commentare la propria presenza a Goodwood dicono qualcosa di autentico, al di là del protocollo delle dichiarazioni ufficiali. Norris ha tenuto tutto nel registro dell’entusiasmo personale: “Goodwood è sempre fantastico, è una vera festa del motorsport. C’è un’atmosfera incredibile, tantissimi fan, e condividerla con una leggenda come Valentino rende tutto ancora più speciale.”
Rossi ha risposto con il tono di chi a Goodwood non è un esordiente: “Goodwood è qualcosa di veramente speciale, una vera celebrazione del motorsport in ogni sua forma. Essere al Festival of Speed, vedere così tanti fan appassionati e condividere il palco con atleti incredibili come Lando Norris e John McGuinness rende l’esperienza indimenticabile.“
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 07:56:56 +0000Nel mese di giugno 2026 sono numerosi gli scioperi già programmati che coinvolgono diversi settori dei trasporti sull’intero territorio italiano: trasporto pubblico locale, ferroviario, marittimo, merci, aerei e taxi. In questo articolo presentiamo un quadro dettagliato di tutte le iniziative sindacali con date, città e orari degli scioperi previsti nel corso del mese, utili sia per cittadini che per pendolari e viaggiatori. L’elenco viene aggiornato ogni mese con informazioni ufficiali e comprende solo gli scioperi effettivamente proclamati per giugno 2026.
Nella città di Catania è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il trasporto pubblico locale e il personale della società AMTS di Catania. I sindacati promotori sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.
Nella città di Foggia lo sciopero si terrà per 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, ed è rivolto al personale della società ATAF di Foggia. Le organizzazioni sindacali coinvolte sono OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.
Nella città di Messina, il personale della società ATM di Messina incrocerà le braccia per 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00. Sindacati coinvolti: OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.
Nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza (Emilia-Romagna), è stato proclamato uno sciopero di 24 ore (varie modalità ) per il personale della società SETA. Il sindacato promotore è OSR USB LAVORO PRIVATO.
Su tutto il territorio nazionale è previsto uno sciopero nel settore degli appalti ferroviari che coinvolge il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione e logistica di bordo treno SOC. TRENITALIA per l’intero turno lavorativo. Coinvolti i sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.
Sull’intero territorio nazionale è indetto uno sciopero marittimo di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, che interessa tutti i lavoratori dei porti. Sindacato promotore: SI COBAS.
Nella città di Ravenna (Emilia-Romagna) si terrà uno sciopero di 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00, per il personale della società SERS addetto al servizio di rimorchio portuale. Sindacato coinvolto: OSP UILT-UIL.
Nella città di Palermo (Sicilia) sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, per il personale della società AMAT, indetto da OSP CUB TRASPORTI.
Sulla regione Sicilia previsto sciopero ferroviario di 8 ore (dalle 10.01 alle 18.00), per il personale FS Security, proclamato da OSR SLM FAST CONFSAL e ORSA TRASPORTI.
Nella città di Messina (Stretto di Messina) sciopero marittimo di 24 ore (dalle 21.01 dell’11 giugno alle 20.59 del 12 giugno) del personale BluJet, sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.
Su tutto il territorio nazionale proclamati diversi scioperi ferroviari con varie modalità , coinvolgendo personale di bordo e macchinisti FS Italiane, personale delle imprese ferroviarie e Mercitalia Shunting & Terminal, indetti da vari sindacati di categoria (CUB TRASPORTI, SGB, Assemblea Nazionale PdM/PdB Gruppo FSI, CAT, USB Lavoro Privato) per orari e modalità differenti.
Nella città di Verona, personale ENAV di Verona Airport, sciopero di 18 ore dalle 06.00 alle 24.00 indetto da OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA di settore.
Nella città di Milano, personale SKY Service Milano Linate, sciopero di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00) proclamato da OSR USB Lavoro Privato.
Sull’intero territorio nazionale, sciopero di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) per personale piloti, assistenti e personale navigante EasyJet Airlines Limited, indetti da FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC, USB Lavoro Privato.
Nella città di Firenze (Toscana) si terrà uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale della Società Autolinee Toscane bacino di Firenze, proclamato dal sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Sulla regione Liguria è previsto uno sciopero regionale di 72 ore dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6 che interessa il trasporto merci conto terzi, con impatto sull’intera area logistica e portuale delle province di Genova e Savona. Sindacati: OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO.
Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia) è stato proclamato uno sciopero di 24 ore che coinvolge il servizio di trasporto pubblico locale per il personale della società ARRIVA UDINE di Udine, indetto dal sindacato ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.
Nella città di Lecce (Puglia) proclamato sciopero di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30, per il personale della società SGM di Lecce, indetto da OST UILT-UIL.
Sulla regione Calabria sciopero regionale di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, per il personale della società Ferrovie della Calabria, sindacato OSR FAISA-CISAL.
Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 4 ore, dalle 12.45 alle 16.45 sul personale area ferro della società ANM di Napoli, indetto da OSR FISI.
Nella città di Verona (Veneto) sciopero di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00 per il personale manutenzione/amministrativo/ingegneria della società RFI DOIT Verona, unità Territoriale Sud, sindacati OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL.
Sulla regione Sardegna sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, per personale equipaggi soc. Trenitalia DOR Sardegna, indetto da OSR ORSA FERROVIE/FAST-CONFSAL.
Nella città di Torino (Piemonte) sciopero di 4 ore, dalle 18.00 alle 22.00, per personale viaggiante urbano/suburbano della GTT di Torino promosso da RSU viaggiante urbano e suburbano.
Sulla regione Calabria sciopero aereo di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00) per personale soc. SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme, sindacato OSR UGL-TA.
Nella città di Venezia (Veneto) sciopero di 4 ore (dalle 10.00 alle 14.00) per il personale soc. ATVO, sindacati OSP SGB/FAST MOBILITA’.
Nella provincia di Barletta-Andria-Trani (Puglia) sciopero territoriale di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, per personale soc. Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta, indetto da OSP FILT-CGIL.
Sulla regione Piemonte sciopero ferroviario regionale di 8 ore (dalle 9.00 alle 16.59) del personale soc. Trenitalia Direzione Customer Operations CSVD Regionale Piemonte, sindacato OSR ORSA FERROVIE.
Sulla provincia di Lombardia sciopero provinciale di 24 ore (varie modalità ) per il personale del gruppo ATM di Milano, sindacato CONFIAL TRASPORTI.
Nella città di Roma (Lazio) sciopero Taxi di 24 ore (dalle 00.00 alle 24.00) per addetti al servizio taxi nel territorio comunale di Roma Capitale, indetto da molte sigle di rappresentanza di categoria: UTI, UGL-TAXI, FEDERTAXI-CISAL, CLAAI, FAST CONFSAL TAXI, USB-TAXI, FILT-CGIL TAXI, ATLT, CONSULTAXI, SUL TAXI, ATITAXI, AGCI, LEGACOOP LAZIO.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni
Sciopero dei trasporti 8 giugno 2026: città , orario inizio e fine
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Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 06:00:00 +0000Oggi, 21 giugno 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane e spieghiamo come si forma il costo alla pompa. Il prezzo finale sostenuto dagli automobilisti nasce dall’incontro di tre componenti principali: la parte industriale (che comprende materia prima e margine dei distributori), le accise e l’Iva. Di seguito trovi i valori aggiornati e una guida pratica per capire perché i listini variano nel tempo tra aree, giorni e operatori.
Aggiornamento 20-06-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO (euro) |
| Benzina | SELF | 1.939 |
| Gasolio | SELF | 2.031 |
| GPL | SERVITO | 0.881 |
| Metano | SERVITO | 1.588 |
Per la benzina, la struttura del prezzo finale si può leggere distinguendo la componente fiscale da quella industriale. La prima vale il 58% del totale ed è formata da accise e Iva: si tratta della quota che non dipende dalle scelte del singolo gestore e che, per sua natura, incide in modo significativo sul prezzo pagato dal consumatore. La parte industriale pesa invece il 42% ed è a sua volta suddivisa in due blocchi: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e del greggio, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro: un euro più debole o rialzi del barile tendono a tradursi in prezzi alla pompa più alti, e viceversa. Il margine lordo è pari al 12%: questa è l’area dove l’operatore può intervenire per adeguare il listino, tenendo conto di fattori come logistica, costi operativi, concorrenza locale, servizi accessori e politiche commerciali. In sintesi, quando i prezzi oscillano, spesso è il combinato di dinamiche globali (materia prima e cambio) e scelte competitive (margini) a determinare l’aggiustamento, mentre la componente fiscale fissa fa da zoccolo duro del prezzo alla pompa.
Il gasolio presenta una scomposizione diversa, con un peso relativamente maggiore della componente industriale. La parte fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, le quotazioni internazionali e l’effetto euro/dollaro spiegano il 45% del prezzo: ciò significa che il gasolio è particolarmente sensibile alle dinamiche dei mercati energetici e ai movimenti valutari, che possono amplificare o attenuare gli impulsi provenienti dal costo del greggio e dei prodotti raffinati. Il margine lordo vale il 10% e rappresenta la leva operativa con cui gli operatori adeguano i listini al contesto competitivo, alle spese di trasporto e stoccaggio, alla stagionalità dei consumi (ad esempio nel trasporto merci) e alle strategie commerciali sul territorio. Rispetto alla benzina, dunque, il prezzo del gasolio tende a riflettere in modo ancora più immediato gli shock sulle quotazioni e sul cambio, mentre l’area dei margini, seppur più contenuta, resta cruciale per assorbire i costi operativi e differenziare le offerte tra punti vendita. Anche in questo caso, la parte fiscale funge da base stabile, su cui si innestano le variazioni determinate dal mercato e dalle scelte degli operatori.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.848 per la benzina, 1.944 per il diesel, 0.797 per il gpl, 1.574 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.938 |
| Benzina | SELF | 1.844 |
| GPL | SERVITO | 0.785 |
| Metano | SERVITO | 1.516 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.960 |
| Benzina | SELF | 1.877 |
| GPL | SERVITO | 0.764 |
| Metano | SERVITO | 1.577 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.973 |
| Benzina | SELF | 1.880 |
| GPL | SERVITO | 0.881 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.960 |
| Benzina | SELF | 1.862 |
| GPL | SERVITO | 0.832 |
| Metano | SERVITO | 1.657 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.944 |
| Benzina | SELF | 1.867 |
| GPL | SERVITO | 0.739 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.928 |
| Benzina | SELF | 1.831 |
| GPL | SERVITO | 0.768 |
| Metano | SERVITO | 1.526 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.949 |
| Benzina | SELF | 1.852 |
| GPL | SERVITO | 0.771 |
| Metano | SERVITO | 1.505 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.935 |
| Benzina | SELF | 1.835 |
| GPL | SERVITO | 0.762 |
| Metano | SERVITO | 1.639 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.935 |
| Benzina | SELF | 1.836 |
| GPL | SERVITO | 0.868 |
| Metano | SERVITO | 1.537 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.929 |
| Benzina | SELF | 1.825 |
| GPL | SERVITO | 0.753 |
| Metano | SERVITO | 1.543 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.920 |
| Benzina | SELF | 1.824 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.509 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.971 |
| Benzina | SELF | 1.875 |
| GPL | SERVITO | 0.803 |
| Metano | SERVITO | 1.489 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.931 |
| Benzina | SELF | 1.827 |
| GPL | SERVITO | 0.758 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.949 |
| Benzina | SELF | 1.857 |
| GPL | SERVITO | 0.752 |
| Metano | SERVITO | 1.610 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.959 |
| Benzina | SELF | 1.855 |
| GPL | SERVITO | 0.868 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.955 |
| Benzina | SELF | 1.858 |
| GPL | SERVITO | 0.816 |
| Metano | SERVITO | 1.819 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.940 |
| Benzina | SELF | 1.837 |
| GPL | SERVITO | 0.769 |
| Metano | SERVITO | 1.600 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.950 |
| Benzina | SELF | 1.858 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.935 |
| Benzina | SELF | 1.841 |
| GPL | SERVITO | 0.792 |
| Metano | SERVITO | 1.508 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.958 |
| Benzina | SELF | 1.862 |
| GPL | SERVITO | 0.889 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 21 giugno 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.913 |
| Benzina | SELF | 1.821 |
| GPL | SERVITO | 0.776 |
| Metano | SERVITO | 1.505 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 06:00:00 +0000Modena ha fatto da cornice a un debutto davvero speciale, avvenuto nei giorni in cui l’Emilia veniva attraversata dal fascino senza tempo della Mille Miglia. Parliamo della nuovissima Maserati MCPura Cielo Tributo 1926, un esemplare unico al mondo e una vera e propria dichiarazione d’amore alle competizioni del passato.
Questa one-off a cielo aperto unisce le prestazioni del presente a una serie di dettagli estetici e storici che fanno battere il cuore agli appassionati del Tridente. Un modello sartoriale che dimostra come il passato possa trasformarsi nella più nobile fonte d’ispirazione per il futuro.
Maserati MCPura Cielo Tributo 1926 cattura lo sguardo attraverso una scelta cromatica ricercata e ricca di citazioni. La carrozzeria è stata deliberatamente verniciata nella suggestiva tinta Grigio Lamiera Matte, un colore opaco che evoca la texture metallica delle leggendarie auto da corsa degli anni 20. Su questa base spiccano grafiche geometriche dal forte impatto visivo, declinate nelle colorazioni Rosso Capannelle, Blu Infinito e Bianco Pastello.
Il viaggio nel tempo continua attraverso i loghi sul cofano anteriore e sul montante posteriore, in cui fa la sua comparsa il Tridente storico, esattamente come venne disegnato all’origine da Mario Maserati, ispiratosi alla celebre Fontana del Nettuno di Bologna. Non mancano poi le chicche per i puristi: aprendo le portiere, sulle battute d’ingresso, sono state impresse le firme di Alfieri Maserati e del mitico capo meccanico e collaudatore Guerino Bertocchi. I dettagli esterni sono completati da enormi cerchi diamantati da 20 pollici con accenti rossi, pinze dei freni in nero lucido e un esteso pacchetto in fibra di carbonio a vista che ne sottolinea l’anima racing.
Il 2026 segna un traguardo storico: il centenario dal debutto ufficiale nelle corse della prima vera Maserati della storia. Era il 25 aprile del 1926 quando la leggendaria Tipo 26 si schierò sulla griglia di partenza della Targa Florio, guidata proprio da Alfieri Maserati. Quella fu la prima auto in assoluto a sfoggiare fiera il simbolo del Tridente sul radiatore, conquistando immediatamente una straordinaria vittoria di classe.
La scelta di svelare la vettura a Modena durante il passaggio della Mille Miglia chiude un cerchio storico perfetto. Fu proprio una evoluzione di quella vettura, la Tipo 26 C del 1931, la prima Maserati a partecipare alla leggendaria “Freccia Rossa”, portando a casa un successo memorabile. La MCPura Cielo Tributo 1926 vuole celebrare quel secolo di record, di polvere e di vittorie in pista.
Sotto questo vestito intessuto di storia batte però un cuore modernissimo: l’esemplare unico conferma l’incredibile motore V6 Nettuno da 3.0 litri, capace di erogare ben 630 CV, abbinato alla trazione posteriore e a un fulmineo cambio a doppia frizione a 8 rapporti. Le prestazioni restano quelle di una vera pistaiola: lo scatto da 0 a 100 km/h viene bruciato in appena 2,9 secondi, mentre la velocità massima tocca i 325 km/h.
Un’auto così esclusiva non poteva che nascere all’interno dell’atelier più importante della Casa modenese. La MCPura Cielo Tributo 1926 è infatti l’ultimo gioiello sfornato dal programma Maserati Fuoriserie, la divisione bespoke del brand che permette ai clienti più facoltosi e collezionisti di dare vita ai propri sogni automobilistici, creando modelli irripetibili. Il programma fa parte del più ampio progetto Bottegafuoriserie, un hub di eccellenza dove la massima maestria artigianale italiana si sposa con le tecnologie ingegneristiche più avanzate del gruppo.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 05:30:09 +0000Le vetture premium hanno raggiunto prezzi elevati. Per risparmiare ma non compromettere la qualità e lo status di vetture moderne, ci sono ottimi usati a basso chilometraggio che permettono di portarsi a casa berline compatte premium a meno di 25.000 euro. Abbiamo selezionato sei compatte premium tra le migliori occasioni del mercato dell’usato in questa fascia, scegliendo modelli recenti, con chilometraggio contenuto e motorizzazioni aggiornate per combattere la svalutazione e risparmiare.
La Golf è la compatta di riferimento del mercato europeo da quasi cinquant’anni, e non è un caso che il mercato dell’usato ne sia sempre saturo: significa che si trovano esemplari recenti, ben tenuti, con chilometraggi bassi e a prezzi competitivi. Cercando con un po’ di pazienza, vetture del 2025 con meno di 20.000 chilometri si trovano in una fascia tra i 23.000 e i 25.000 euro, nelle motorizzazioni d’ingresso diesel o benzina, il 1.0 TSI da 110 CV e il 2.0 TDI da 116 CV sono i più diffusi in questa configurazione. Entrambi sono motori collaudati, con costi di manutenzione prevedibili e una rete Volkswagen capillare su tutto il territorio nazionale.
Ma perché scegliere una Golf usata invece di una compatta nuova di un marchio meno blasonato? La risposta è nell’esperienza complessiva. L’ottava generazione della Golf porta in dote un abitacolo completamente digitalizzato, con il cockpit virtuale e il sistema di infotainment Discover Pro da dieci pollici, una qualità costruttiva che guida la categoria e una guidabilità affinata nel corso di decenni.
La Mercedes Classe A è la porta d’ingresso alla stella e per molti automobilisti rimane il sogno concreto. Con un budget sotto i 25.000 euro, il mercato dell’usato offre vetture del 2023 con 60.000 chilometri o meno, disponibili sia nella variante diesel da 116 CV (la A 180 d) che nella versione mild hybrid benzina.
La A 180 d è la scelta ideale per chi percorre molti chilometri: il quattro cilindri diesel da 116 CV è sobrio, copioso ai bassi regimi e vanta costi di percorrenza tra i più contenuti della categoria. La mild hybrid A 180, invece, porta in dote un motore benzina da 136 CV assistito da un sistema a 48 volt che migliora la fluidità e riduce i consumi nel traffico urbano. Entrambe le versioni montano il cambio a doppia frizione DCT a sette rapporti, quasi sempre di serie in questa fascia di usato.
La BMW Serie 1 nella sua ultima generazione, quella con trazione anteriore e piattaforma UKL condivisa con MINI, ha diviso gli appassionati del marchio bavarese, ma rimane una delle compatte premium più apprezzate dai meno fondamentalisti.
Con un budget vicino ai 25.000 euro si trovano vetture del 2024 con meno di 30.000 chilometri, nelle versioni 116 da 109 CV e 118 da 140 CV, entrambe con motorizzazione benzina e mild hybrid a 48 volt. La differenza tra le due non è solo di potenza: la 118 è anche più rifinita nella risposta ai bassi regimi grazie al maggior supporto del sistema elettrico, e nei percorsi extraurbani si fa apprezzare per una fluidità che il tre cilindri della 116 fatica a replicare.
L’abitacolo è il punto dove la BMW Serie 1 guadagna terreno su quasi tutte le rivali: il cockpit curvo con i due schermi da 10,25 pollici è di grandissimo effetto, le plastiche sono ovunque di qualità superiore e la seduta posteriore offre un’altezza da terra e un’abitabilità migliori rispetto alla concorrenza diretta.
L’Audi A3 è, insieme alla Golf di cui condivide la piattaforma, l’usato premium più diffuso sul mercato italiano. E la disponibilità abbondante di esemplari recenti è, paradossalmente, uno dei suoi punti di forza: la concorrenza tra privati e dealer spinge i prezzi verso il basso, e a partire dai 23.000 euro si trovano vetture del 2024 con meno di 60.000 chilometri in motorizzazioni diverse, dal diesel d’ingresso al benzina turbo, spesso in allestimenti già ben equipaggiati.
La versione 30 TDI da 116 CV è la più cercata da chi percorre molti chilometri su strada: il quattro cilindri diesel è tra i più raffinati della categoria, silenzioso, elastico e con consumi che in percorrenza autostradale scendono facilmente sotto i cinque litri per cento chilometri. Per chi preferisce il benzina, la 30 TFSI da 110 CV con cambio S tronic a sette rapporti è una soluzione fluida e moderna, spesso disponibile con il Virtual Cockpit Audi già di serie in allestimento Advanced.
Si abbandona la Germania ma non il Gruppo Volkswagen. La Cupra Leon è la versione più sportiva e caratterizzata della piattaforma MQB, quella condivisa con Golf e A3, e porta in dota un’identità visiva e dinamica che le sorelle tedesche non hanno.
In questa fascia di prezzo si trovano due configurazioni interessanti: la 1.5 e-Hybrid da 150 CV del 2024, con il sistema mild hybrid che migliora la fluidità nei passaggi di marcia, oppure il diesel con il restyling 2025, entrambe con meno di 50.000 chilometri. La e-Hybrid è la scelta più coerente con il posizionamento sportivo del marchio: il motore risponde con prontezza e il cambio DSG è ben mappato, ma la carrozzeria sportback rimodernata con il restyling è tra le più riuscite esteticamente del segmento.
L’abitacolo della Leon Cupra si distingue per i sedili avvolgenti con logo ricamato, la plancia orientata verso il guidatore e uno schermo da 12 pollici con grafica sportiva. Non è un’auto per chi cerca la massima praticità , visto il bagagliaio che paga un po’ il profilo ribassato, ma per chi vuole qualcosa di diverso dalla massa e non intende rinunciare alla qualità costruttiva del Gruppo VAG, la Cupra Leon usata sotto i 25.000 euro è probabilmente la proposta più interessante del Gruppo.
L’unica giapponese della selezione, e probabilmente quella che sorprende di più chi la scopre per la prima volta. La Mazda 3 non è mai stata l’auto più venduta del segmento, e questo paradossalmente è uno dei suoi vantaggi sul mercato dell’usato: la disponibilità è inferiore rispetto a Golf e A3, ma chi la sceglie lo fa con cognizione di causa, e gli esemplari che si trovano sono spesso tenuti con particolare cura. Modelli dal 2024 al 2025 con motorizzazione da 122 a 140 CV mild hybrid si trovano in una fascia tra i 22.000 e i 25.000 euro. Il sistema mild hybrid Skyactiv-G garantisce consumi contenuti e una risposta motore sorprendentemente lineare, grazie anche alla cilindrata non contenuta.
Ma il vero motivo per cui si sceglie una Mazda 3 è l’abitacolo. La qualità dei materiali è superiore a qualsiasi rivale nella stessa fascia di prezzo: le superfici sono morbide, le plastiche ridotte all’osso e la plancia ha un’impostazione elegante che non insegue la tendenza degli schermi enormi.
Data articolo: Sun, 21 Jun 2026 05:30:03 +0000C’è una Renault 4 degli anni Sessanta che ha costruito la propria leggenda su un’idea semplice e liberatoria: levare il tetto. Si chiamava Plein Air e nel 1968 era già un manifesto di come si potesse fare un’auto pratica ed emozionale. Quasi sessant’anni dopo, Renault ha deciso di riaprire quel capitolo, questa volta in chiave elettrica. La Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud è una versione che porta con sé una precisa filosofia di viaggio, costruita attorno a quel metro quadrato di tessuto che si apre sopra la testa dei passeggeri e trasforma l’esperienza a bordo.
La caratteristica che definisce la Plein Sud rispetto alla Renault 4 standard è il tetto in tessuto nero che occupa quasi per intero la sommità della carrozzeria. La superficie è di circa un metro quadrato, per l’esattezza 92 centimetri in lunghezza e 80 in larghezza.
A differenza di tanti sunroof che si aprono parzialmente e lasciano comunque l’impressione di stare dentro una vettura, la Plein Sud dà davvero la sensazione di essere all’aperto senza dover rinunciare alla protezione della carrozzeria laterale né alla sicurezza strutturale del veicolo. Renault assicura infatti che la presenza del tetto in tessuto non comporta compromessi in termini di sicurezza.
Il meccanismo di apertura è completamente elettrico. Il sistema si apre e si chiude in circa 10 secondi, anche tramite comando vocale, e può essere azionato in movimento fino a 90 km/h. Il gesto è immediato: un tasto, un comando vocale, e il cielo entra in pochi secondi. A tetto aperto il deflettore automatico limita turbolenze e fruscii. Il risultato, nelle situazioni di marcia normale, è che si può tenere il tetto aperto anche a velocità sostenute senza dover alzare la voce per parlare con il passeggero.
Il tetto è stato sviluppato con partner specializzati per garantire isolamento acustico e resistenza, grazie a materiali leggeri e a una struttura ottimizzata che limita l’aumento di peso. Con il tetto chiuso, la differenza rispetto alla Renault 4 tradizionale è minima, appena il 4% in termini di rumorosità percepita a 130 km/h.

Qui arriva il punto che spesso mette in difficoltà le auto con tetti apribili: l’abitabilità . La scelta di aprire una porzione così ampia della carrozzeria avrebbe potuto comportare compromessi sull’altezza interna, sulla robustezza della struttura o sullo spazio per la testa dei passeggeri. In questo caso invece l’abitabilità in altezza è stata salvaguardata con grande cura: i passeggeri anteriori godono di un’altezza filo padiglione di 90,6 centimetri, mentre chi siede dietro ha a disposizione 81,3 centimetri.
Abitabilità , modularità , capacità di carico e versatilità restano inalterate. Il bagagliaio mantiene i suoi 420 litri, la soglia di carico rimane ribassata, la lunghezza di carico con i sedili abbattuti arriva a 2,20 metri e la capacità di traino si conferma fino a 750 kg. Chi usa la Renault 4 per lavoro, per le vacanze o per i fine settimana fuori porta non rinuncia a nulla di quello che apprezzava nella versione standard.
Sul fronte della tecnologia, la Plein Sud porta di serie anche l’aggiornamento sulla ricarica: la batteria da 52 kWh è compatibile con 100 kW in corrente continua, permettendo di passare dal 15 all’80% in circa 30 minuti. L’autonomia dichiarata in ciclo WLTP è di 392 km.
La Renault 4 E-Tech Plein Sud è già ordinabile in Italia in due allestimenti: Techno Plein Sud da 36.790 euro e Iconic Plein Sud da 38.790 euro. Non è l’auto più economica del segmento, ma dalla sua offre una combinazione di originalità e praticità che difficilmente si dimentica, specialmente in estate.
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 15:57:49 +0000La Raval, la piccola elettrica spagnola che si è già guadagnata l’attenzione di molti automobilisti interessati al segmento delle city car premium, ha convinto ancora prima di arrivare nelle concessionarie: le versioni Launch Edition hanno registrato prenotazioni ben al di sopra delle aspettative iniziali del costruttore. Così, a poche settimane dall’apertura degli ordini, Cupra ha deciso di rispondere con un allestimento pensato appositamente per il mercato italiano: si chiama Edge Plus e parte da 31.950 euro.
Cupra Raval è stata presentata come la risposta iberica alla domanda di mobilità elettrica accessibile ma di carattere. Le versioni Launch Edition hanno fatto registrare numeri superiori alle stime iniziali della Casa spagnola, con ordini arrivati da tutta Italia e una curiosità diffusa anche tra chi normalmente non avrebbe considerato il marchio. Non è un segnale da trascurare in un mercato storicamente conservativo come quello italiano.
La Edge Plus nasce proprio da questa consapevolezza: c’è una domanda reale, ed è il momento di alimentarla con un’offerta che sia al contempo competitiva sul prezzo e convincente sulla dotazione. Il margine di vantaggio sul valore degli accessori rispetto alla configurazione standard è del 45%.
Il motore della Raval Edge Plus è il 211 CV con batteria da 52 kWh, la stessa combinazione già vista sulle versioni Launch Edition. Quello che cambia è tutto il resto, ovvero la lista di ciò che si trova di serie sulla vettura senza dover aprire il configuratore degli optional.
L’elenco parte dall’estetica: la tinta esterna in dotazione è il Plasma Iridescente, uno dei colori più identificativi della gamma Cupra, abbinato a cerchi da 19 pollici Vandal Copper e vetri posteriori oscurati. Due elementi che da soli già caratterizzano visivamente la vettura in modo inequivocabile.
Sul fronte tecnologico e comfort, la Edge Plus integra di serie il pacchetto Edge e il pacchetto Light&Sound. Il primo porta in dote il Climatronic bizona, il sistema Keyless Advanced con Digital Key che consente di aprire e avviare la vettura direttamente con lo smartphone, la retrocamera, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, le prese USB-C nella console centrale, la Connectivity Box, lo specchietto retrovisore interno con funzione antiabbagliante automatica, il doppio fondo nel bagagliaio per nascondere il cavo di ricarica e la funzione Vehicle to Load (V2L).
Il pacchetto Light&Sound aggiunge l’impianto audio Premium Sennheiser, lo Smartlight 2.0 e gli effetti di luce nei pannelli porta. Piccoli dettagli che incidono molto sulla percezione di premium dell’abitacolo, soprattutto di sera.
Sul fronte della ricarica, la Raval Edge Plus supporta una potenza massima di 105 kW in corrente continua, un dato che la posiziona molto bene nel segmento, consentendo ricariche rapide sia in viaggio che nelle stazioni urbane più moderne. Di serie è incluso il cavo Mode 3 Type 2 da 16A per le colonnine AC, mentre il cavo Mode 2 per l’uso domestico rimane opzionale. L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP si attesta tra 413 e 446 km a seconda dell’allestimento e delle condizioni d’uso, valori che per una city car elettrica di questo segmento sono più che adeguati per l’uso quotidiano anche senza accesso a una rete di ricarica domestica.
A 31.950 euro, la Cupra Raval Edge Plus si posiziona in modo competitivo rispetto alle rivali dirette che offrono dotazioni comparabili. Non è la più economica della categoria, ma è quella che offre di più senza chiedere di aprire lunghe liste di optional a pagamento.
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 14:20:34 +0000Moto Guzzi è sempre stata legata al motore bicilindrico a V trasversale, con i due cilindri disposti longitudinalmente rispetto alla moto, che sporge ai lati con quella silhouette inconfondibile che i guzzisti riconoscono a distanza. È uno schema che il marchio di Mandello del Lario porta avanti dai tempi della mitica V7, e che nessuna parentesi della sua storia ha mai messo davvero in discussione. Fino ad adesso.
Nuove foto spia anticipano un prototipo ancora camuffato di una Moto Guzzi inedita, e quello che si vede sotto la carrozzeria mimetizzata non è un V-twin longitudinale: è un bicilindrico parallelo da 457 cc di derivazione Aprilia. Un cambio di rotta che, se confermato, rappresenta la svolta più significativa nella storia recente del marchio.
La moto intercettata durante le sessioni di test su strada non è un prototipo alle prime uscite: era già stata avvistata in passato, il che suggerisce che lo sviluppo sia in una fase avanzata con qualche modifica. Il frontale è stato disegnato con un faro a LED che incorpora le luci diurne in una firma luminosa ispirata all’aquila. La parte posteriore è stata ugualmente aggiornata: i due fanali circolari visti nelle foto precedenti hanno lasciato il posto a un gruppo ottico posteriore integrato e più curato, che incorpora anche gli indicatori di direzione. Non è più la moto di sviluppo iniziale, grezza e provvisoria nelle finiture. È qualcosa che assomiglia molto a un prodotto quasi definitivo.
Sul piano tecnico, il motore è lo stesso che oggi equipaggia modelli Aprilia come la RS 457 e la Tuono 457, capace di erogare poco più di 47 CV e di rientrare nei limiti della patente A2. È un propulsore che Aprilia ha già affinato sul mercato con ottimi riscontri: compatto, leggero, affidabile e con un carattere che si presta sia a un uso sportivo che a una guida più rilassata.
Ma Moto Guzzi dovrebbe limitarsi a prendere il motore Aprilia e incollarlo sotto una nuova carena. Tutte le indicazioni suggeriscono che la taratura del propulsore sarà adattata al carattere del marchio: meno sportivo, più rotondo, orientato a chi preferisce la guida piacevole e rilassante che è da sempre il punto di forza dei modelli di Mandello.
Il fatto che Moto Guzzi e Aprilia condividano la stella famiglia del Gruppo Piaggio, rende questo trasferimento tecnologico meno sorprendente di quanto sembri. È una strategia industriale che i grandi gruppi automotive praticano da decenni: la stessa base tecnica, declinata in modi diversi per marchi con identità diverse. Volkswagen lo fa con Seat, Škoda e Audi; Stellantis con Fiat, Alfa Romeo, Jeep, Peugeot, Citroen, DS e Opel; Piaggio può farlo con Aprilia, Moto Guzzi e Vespa.
La differenza importante è che su Moto Guzzi la ciclistica verrà sviluppata in modo specifico. Telaio, sospensioni, geometrie: tutto sarà calibrato sull’uso che il pubblico Guzzi si aspetta, non su quello di chi sale su una RS 457 in cerca di adrenalina pura. I due marchi si rivolgono a utenti diversi, e questa diversità deve trasparire anche dall’esperienza di guida.
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 13:03:48 +0000Si rinnova la collaborazione tra FIAT e Disney Italia. In occasione dell’uscita di Toy Story 5, arrivato nelle sale italiane il 18 giugno, la Casa torinese ha messo a disposizione la 600 Turbo 100 per accompagnare la première nazionale del film al Teatro Sistina di Roma e incarnare, sul piano automobilistico, il tema del cambiamento affrontato anche nell’ultima opera targata Pixar. Prima della proiezione, la vettura ha attraversato Roma fino all’ingresso del Teatro Sistina.
Da anni ormai i due marchi portano avanti una prolifica collaborazione, inaugurata nel 2024, quando FIAT aveva deciso di festeggiare i cento anni di Disney realizzando cinque esemplari speciali della Topolino. Dopodiché le parti avevano riunito le forze con il progetto legato alla Fiat 600 Hybrid e a Inside Out 2. In un incontro tra mobilità , cultura pop e pubblico familiare, l’iniziativa incentrata su Toy Story 5 consolida un’intesa già rodata, basata sulla condivisione dei valori e sulla volontà comune di affrontare le sfide di tutti i giorni.
Il punto di contatto scelto da FIAT riguarda l’evoluzione delle abitudini. Da un lato la saga di Toy Story ha raccontato sullo schermo i cambiamenti vissuti dalle famiglie, dall’altro il costruttore italiano ha cercato di rappresentare il progresso su strada. Ritmi e abitudini cambiano, ma FIAT persegue l’obiettivo di sempre: dare vita a un mezzo semplice da gestire e abbastanza versatile da adattarsi a situazioni diverse.
Con un motore benzina da 100 CV, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti, la Fiat 600 Turbo 100 ascolta le richieste di tutti quei conducenti ancora esitanti sul passaggio all’elettrico o all’ibrido. Perché optare per una meccanica tradizionale non vuol dire scendere a compromessi nelle dotazioni.
Invece di proporre un’unica motorizzazione, FIAT lascia al cliente la libertà di orientarsi tra la variante Hybrid, quella elettrica e, appunto, la nuova unità a benzina, disponibile negli allestimenti Pop, Icon, Business, La Prima e Sport. In questo modo l’utente può scegliere come meglio crede in base all’utilizzo, al budget e alla capillarità delle infrastrutture di ricarica sul territorio. L’accostamento della 600 Turbo 100 a Toy Story 5 le permette di far valere il suo carattere trasversale, che nella mobilità quotidiana trova il terreno più fertile. Nella visione di FIAT l’auto deve saper parlare a diverse generazioni attraverso un linguaggio emotivo comune.
In Toy Story 5 i giocattoli sono costretti a fare i conti con l’arrivo della tecnologia. Woody, Buzz, Jessie e il resto del gruppo incontrano Lilypad, un tablet convinto di sapere che cosa sia meglio per Bonnie. È il preludio di uno scontro tra il gioco tradizionale e un nuovo modo di occupare il tempo, con il rischio che le vecchie abitudini vengano messe da parte.
Dietro la macchina da presa torna Andrew Stanton, già coinvolto nella nascita della saga e affiancato alla regia da Kenna Harris. Lindsey Collins ha curato la produzione, mentre Randy Newman firma ancora una volta le musiche originali. La colonna sonora include anche il brano I Knew It, I Knew You, interpretato da Taylor Swift e scritto insieme a Jack Antonoff.
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 10:30:09 +0000I prezzi delle polizze RC Auto italiane finiscono sotto la lente dell’Ivass e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. I due organismi hanno avviato un’indagine conoscitiva per capire perché assicurare un’automobile in Italia continui a costare più che nel resto dell’Unione europea e quali fattori alimentino le forti differenze tra una provincia e l’altra.
L’iniziativa non produrrà risultati immediati. Ivass e Antitrust intendono ricostruire il funzionamento del mercato per arrivare a possibili linee di intervento per una più efficace regolamentazione.
L’attenzione sarà rivolta soprattutto ai meccanismi di compensazione tra imprese nel sistema di risarcimento diretto e al funzionamento del sistema bonus malus. Ad annunciare l’indagine è stato il presidente dell’Ivass Paolo Angelini, durante le considerazioni sulla relazione annuale 2025 dell’istituto. L’Antitrust ha spiegato che l’analisi dovrà verificare la presenza di possibili criticità concorrenziali.
Il settore RC auto ha natura obbligatoria e raccoglie ogni anno circa 13,5 miliardi di euro di premi. Proprio per questo sarà necessario accertare l’esistenza di ostacoli allo sviluppo concorrenziale. Il passaggio successivo consisterà nell’individuare eventuali interventi idonei al loro superamento.
L’analisi prende in esame diversi pilastri del settore assicurativo, come le classi di merito, il meccanismo bonus-malus e le dinamiche del risarcimento diretto. Inoltre, passa in rassegna strumenti in grado di influenzare il mercato e la mobilità degli utenti, dalle scatole nere ai comparatori di prezzo.
I dati recenti rendono questo focus quanto mai necessario. Con un incremento del 3,5% registrato nell’ultimo trimestre del 2025, il costo medio della RC Auto si attesta a quota 432 euro, uno dei più elevati in Europa. Al netto delle tasse, il premio medio ammonta a 320 euro, inferiore soltanto al Regno Unito (450 euro) e ben al di sopra sia della Francia (194 euro) sia della Spagna (197 euro).
Secondo l’Ivass, sul divario incidono soprattutto il costo delle riparazioni e il funzionamento dei sistemi di indennizzo. Nel frattempo si allarga anche la distanza territoriale, con punte particolarmente elevate in Campania e nell’alta Toscana. Le associazioni dei consumatori chiedono però che l’indagine non si limiti a fotografare una situazione già nota. Il Codacons definisce gli assicurati italiani i più tartassati d’Europa e stima inoltre un rincaro complessivo, rispetto al 2022 da quasi 2,9 miliardi. Il calcolo considera 33,9 milioni di automobili assicurate. Assoutenti contesta invece il ruolo dell’autorità di vigilanza:
“Ivass non può comportarsi da notaio del mercatoâ€
Il riferimento è agli automobilisti che continuano a pagare di più, mentre il settore assicurativo mostra evidenti segnali di piena salute economica e tecnica. I dati dell’Ivass confermano che nel 2025 le compagnie italiane hanno migliorato patrimonio, raccolta premi, redditività e liquidità . Il comparto vita è cresciuto di oltre il 7%, spinto dalle polizze-investimento. Nei danni, il risultato d’esercizio è passato da 4,5 a 4,9 miliardi di euro, sostenuto anche dall’obbligo imposto alle imprese di stipulare le cosiddette polizze catastrofali contro le calamità naturali.
Resta aperto anche il problema dei preventivi. L’Unione nazionale consumatori sollecita un intervento urgente sul portale Preventivass, mentre Ivass e Ministero delle Imprese e del Made in Italy lavorano da gennaio a una nuova soluzione, attesa entro la fine dell’anno.
La critica dell’Unc coinvolge direttamente il ministro Adolfo Urso:
“Il ministro Urso continua a voltarsi dall’altra parte, nel totale disinteresseâ€
Per i consumatori, quindi, l’indagine avrà valore soltanto se sarà seguita da misure capaci di incidere davvero sui prezzi e sulla concorrenza:
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 09:30:18 +0000“accogliamo sempre con favore le indagini conoscitive, ma poi dovrebbero seguire provvedimenti, altrimenti restano solo parole al ventoâ€
Omoda & Jaecoo amplia la gamma italiana con una versione speciale della sua ammiraglia. Si chiama Omoda 9 SHS-P Aurora Edition e sarà prodotta in appena 1.000 esemplari, tutti destinati al nostro mercato. Il modello è già ordinabile presso la rete ufficiale, con prezzi da 54.000 euro, 2.100 euro in più rispetto alla variante standard.
La differenza principale riguarda la carrozzeria. Per questa serie limitata il costruttore ha scelto l’inedita tonalità Aurora Green, una vernice che richiama da una parte le sfumature dell’aurora boreale e dall’altra il classico verde britannico, colore legato da decenni alla tradizione automobilistica d’oltremanica. Sviluppato in Italia, il badge specifico applicato ai mille esemplari previsti contribuisce a rendere l’edizione subito riconoscibile.
L’operazione punta soprattutto sull’esclusività , ma non si limita a un semplice cambio di colore. La Aurora Edition nasce sulla base della Omoda 9 SHS-P, SUV di grandi dimensioni che occupa il vertice della gamma del marchio cinese e prova a inserirsi in una fascia presidiata da modelli europei, giapponesi e coreani ormai consolidati. All’interno, la Omoda 9 mantiene l’impostazione tecnologica e piuttosto elaborata già vista sulla versione di serie. Comandi digitali intuitivi, pelle Nappa e un design pulito creano un’atmosfera premium in grado di far subito dimenticare le soluzioni più classiche dei modelli generalisti.
Tra le chicche di questo modello spiccano il tetto panoramico apribile Skylight e un sistema di illuminazione ambientale. L’impianto audio firmato Sony utilizza 14 altoparlanti distribuiti nell’abitacolo, mentre le informazioni di guida possono essere proiettate sul parabrezza attraverso l’Augmented Reality Head-Up Display. La vettura dispone inoltre di modalità specifiche dedicate a neve, sabbia e fuoristrada. In base alle condizioni del fondo, l’elettronica regola la distribuzione della potenza e la gestione delle ruote motrici, così da affrontare in tutta sicurezza ogni tipologia di percorso.
A ogni modo, la parte più interessante resta quella meccanica. La Omoda 9 SHS-P Aurora Edition utilizza un sistema ibrido plug-in da oltre 500 CV di potenza nella configurazione a trazione integrale, frutto del lavoro congiunto di un motore turbo benzina 1.5 TGDI, tre unità elettriche e un cambio dedicato DHT 350. Nonostante la massa e le dimensioni da SUV di rappresentanza, lo scatto da 0 a 100 km/h viene completato in 4,9 secondi, un dato vicino a quello di alcune sportive. La batteria ha una capacità di 34,46 kWh, superiore a quella di parecchie ibride plug-in presenti oggi sul mercato.
Grazie alla sinergia tra la batteria e il serbatoio da 70 litri, l’autonomia totale raggiunge – e supera – i 1.100 km nel ciclo di omologazione WLTC. Il valore reale dipenderà naturalmente dalla frequenza delle ricariche, dal percorso e dallo stile di guida: come per qualsiasi plug-in, utilizzare l’auto con la batteria costantemente scarica riduce buona parte dei vantaggi del sistema.
L’esborso extra è tutto sommato contenuto. Vale la pena spendere qualcosa in più? Per la Aurora Edition, la risposta sembra essere di sì: con 54.000 euro – ovvero 2.100 euro in più rispetto al modello d’attacco – ci si porta a casa una serie limitata che si distingue per dettagli unici, come la colorazione specifica e il badge italiano. Resta da capire quanto il pubblico considererà davvero collezionabile un modello di un marchio ancora giovane in Europa.
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 08:21:04 +0000Spazio, costi sotto controllo e un abitacolo configurabile in base alle esigenze della giornata: è tutto quanto cerca il professionista in un veicolo commerciale. Da questi presupposti FIAT Professional ha sviluppato il nuovo Doblò EasyPRO, versione d’ingresso della gamma pensata soprattutto per piccoli imprenditori, flotte e attività appena avviate.
Il modello fa parte del nuovo progetto Smart Compact Van di Stellantis Pro One, condiviso anche con Citroën Berlingo Van First, Opel Combo Start e Peugeot Partner Active. Pur mantenendo l’architettura del Doblò già conosciuto, introduce un frontale più robusto, riconoscibile dall’ampio paraurti, mentre all’interno cambiano plancia e pannelli delle portiere. ll costruttore punta così a semplificare l’utilizzo del mezzo nel quotidiano.
Le analisi condotte da Stellantis hanno mostrato che il 40% dei clienti non è interessato alla configurazione a tre posti e che, per circa il 90% del tempo lavorativo, i professionisti viaggiano da soli. Da qui nasce il Flexiseat, il principale elemento distintivo del Doblò EasyPRO: quando necessario, il sedile del passeggero può essere ripiegato, ricavando fino a mezzo metro cubo di volume aggiuntivo nel quale sistemare attrezzi, pacchi ingombranti o altro materiale. Alla configurazione è abbinabile il Modutable, una superficie opzionale che trasforma il lato passeggero in una piccola postazione di lavoro, da usare come appoggio per il computer oppure durante una pausa.
Con il Drivedrawer sotto il sedile del guidatore, documenti e dispositivi elettronici sono sempre al posto giusto. Il comfort è completato dalla Moduconsole, la console centrale rimovibile che unisce un comodo scomparto chiuso a pratici portabicchieri. Tutto a portata di mano.
Nella parte alta della plancia arriverà , dal 2027, il pratico Dashbox. Se serve trasportare oggetti lunghi, entra invece in gioco il sistema Magic Cargo: il sedile centrale si ripiega, aumentando lo spazio disponibile, mentre nella configurazione ordinaria permette di ospitare una terza persona. Il pacchetto si completa con una presa da 220 volt, alla quale collegare PC e altri dispositivi elettronici.
Le dimensioni restano invariate rispetto al resto della gamma. Il Doblò EasyPRO sarà proposto in due lunghezze, con una portata utile compresa tra 650 kg e una tonnellata e un volume di carico che raggiunge i 4,4 metri cubi.
FIAT Professional ha scelto di puntare su diverse alimentazioni: la gamma comprenderà una versione completamente elettrica, accreditata di un’autonomia massima di 270 km, insieme a due motori diesel e a un’unità a benzina. Le tre proposte termiche saranno associate al cambio manuale, mentre dal prossimo anno si aggiungerà anche una variante mild hybrid.
Ancora nessuna indicazione ufficiale sul prezzo, ma Stellantis anticipa un listino d’ingresso più basso rispetto alle altre versioni della gamma, sia per i motori termici sia per quello elettrico. Gli ordini apriranno nel mese di settembre, con l’approdo sul mercato previsto a partire da novembre. Anziché perdersi in complicazioni superflue, il Doblò EasyPRO si rivolge ai professionisti offrendo ciò di cui ha effettivamente bisogno: capacità di carico, abitacolo flessibile e costi più accessibili. Una formula poco appariscente, ma coerente con la funzione del veicolo.
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 05:30:55 +0000Un controllo su dieci concluso senza problemi, tutti gli altri con almeno un’irregolarità . Gli ultimi accertamenti sui veicoli modificati eseguiti dalla Polizia locale di Roma portano a galla un fenomeno allarmante. Nel mirino sono finite soprattutto le e-bike e i ciclomotori, ma gli agenti hanno esaminato anche minicar e altri mezzi sospettati di aver subito modifiche alle caratteristiche tecniche.
In accordo con la Motorizzazione, gli agenti hanno dato il via alle attività nei mesi scorsi nel centro storico della Capitale. Già durante questa prima fase, le irregolarità hanno riguardato l’80% dei casi, una percentuale abbastanza alta da spingere gli agenti ad allargare le verifiche ad altre zone della città .
Più recentemente le operazioni hanno riguardato i quartieri Parioli e Prati, dove i poliziotti hanno fermato e sottoposto a verifiche tecniche approfondite oltre 150 veicoli in pochi giorni. Se i numeri registrati nel centro storico avevano dato motivo di preoccupazione, la fotografia qui scattata è persino peggiore: le anomalie hanno riguardato circa l’85% delle e-bike, più del 90% dei ciclomotori e il 40% delle minicar esaminate.
Entrando nel merito delle violazioni, il problema principale legato alle biciclette elettriche consiste nelle manomissioni tecniche, eseguite proprio per aumentarne le prestazioni e superare i limiti di velocità consentiti dalla legge vigente in Italia. Interventi del genere cambiano il comportamento del mezzo rispetto alla sua configurazione originaria e finiscono per avvicinarlo, nel loro utilizzo, a veicoli appartenenti a categorie differenti.
Proprio le e-bike rappresentano uno dei bersagli principali dei controlli. All’apparenza restano normali biciclette a pedalata assistita, ma alcune modifiche consentono al motore di continuare a spingere anche oltre i parametri previsti oppure eliminano i limiti impostati dal produttore. Visto che le alterazioni più sofisticate sfuggono a un primo esame, gli agenti hanno effettuato controlli approfonditi affiancati da esperti del settore.
Diverso il quadro emerso sui ciclomotori e sugli altri mezzi a motore. In molti casi gli operatori hanno riscontrato la rimozione del silenziatore, eseguita con l’obiettivo di rendere più rumoroso lo scarico. Una modifica significativa che aumenta il rumore prodotto dal veicolo e, al tempo stesso, ne altera le caratteristiche tecniche.
Le irregolarità non si sono limitate alle modifiche meccaniche. Nel corso dei controlli gli agenti si sono anche imbattuti in conducenti privi di casco o del titolo abilitativo richiesto. In particolare, il secondo problema ha interessato soprattutto le minicar, spesso considerate erroneamente mezzi utilizzabili senza una patente o un patentino specifico.
In aggiunta alle sanzioni economiche, in più della metà dei casi le violazioni accertate hanno portato al fermo oppure al sequestro del veicolo, a conferma della portata dell’operazione, finalizzata a contrastare le manomissioni dei mezzi, talmente radicali da comprometterne la regolare circolazione su strada.
Dopo il centro storico, Parioli e Prati, i controlli sono destinati a proseguire anche negli altri quadranti di Roma. Invece di mettere in pericolo la propria sicurezza e quella degli altri utenti, gli utilizzatori di e-bike, ciclomotori o minicar farebbero meglio ad attenersi alle caratteristiche fissate dalla normativa.
Data articolo: Sat, 20 Jun 2026 05:30:07 +0000Quando nella tua auto si accende improvvisamente la spia rossa del freno a mano, contrassegnata da un punto esclamativo “!†o una “P†tra due parentesi, l’ansia sale subito. Se hai già abbassato completamente la leva o disattivato il pulsante del freno elettronico e la luce non si spegne, significa che c’è un problema. Vediamo come comportarci in questi casi e quando è possibile proseguire.
Devi fermarti il prima possibile in un’area sicura per capire quale sia stata la causa che ha innescato la segnalazione. Se la spia del freno a mano rimane accesa fissa, l’auto segnala un’anomalia all’impianto frenante. Ignorare questo avviso può comportare diverse problematiche, come la perdita totale della pressione del pedale. Continuare a viaggiare significa mettere a rischio la tua sicurezza, in quanto il pedale potrebbe andare a vuoto alla prima frenata d’emergenza, allungando gli spazi di arresto e causando guasti da migliaia di euro.
Una volta fermi in un’area sicura, ci sono alcuni controlli fondamentali da fare prima di richiedere l’intervento dell’assistenza stradale. Questa rapida ispezione serve a rendersi conto della reale gravità dell’anomalia, permettendo di capire se è possibile proseguire il viaggio verso l’officina più vicina guidando a velocità moderata o se sia categoricamente meglio fermare il veicolo e chiamare l’assistenza:
In ogni caso, a prescindere dall’esito di queste verifiche temporanee, quando si accende una spia legata all’impianto frenante è sempre consigliabile recarsi direttamente nella prima officina disponibile entro pochi chilometri per una diagnosi accurata.
In officina, la prima cosa che facciamo è analizzare il comportamento esatto della luce sul cruscotto prima di collegare lo strumento di diagnosi OBD. La spia non si accende sempre nello stesso modo, può rimanere accesa fissa, lampeggiare o attivarsi in modo intermittente scomparendo e ritornando in base alla dinamica del veicolo o a fattori climatici come pioggia e umidità . Le cause principali che fanno scattare l’allarme sul quadro strumenti sono ben precise:
I costi variano in base all’elemento danneggiato, di seguito trovi l’elenco dei principali interventi di riparazione con i relativi prezzi medi, comprensivi di ricambi e manodopera:
Per viaggiare in totale sicurezza ed evitare di moltiplicare i costi di riparazione dal meccanico, segui questi consigli:
Il destino non poteva riservare al Milan un finale di campionato più beffardo. Dopo essere rimasto a lungo in corsa per la Champions League, il Diavolo si è visto sfuggire la qualificazione proprio all’ultima giornata, sconfitto in casa da un Cagliari già salvo. Non c’è però tempo di rimpiangere gli errori commessi in un girone di ritorno da incubo. La parola d’ordine è rifondazione e il compito passa ora a Ruben Amorim, allenatore dalle idee nette e con un’identità tecnica già riconoscibile. Anche fuori dal campo il portoghese non sembra amare le mezze misure: ai tempi del Manchester United arrivava al centro sportivo al volante di una Porsche Taycan Cross Turismo, una familiare elettrica con numeri da supercar e un elevato livello di lusso.
La Cross Turismo nasce sulla base della Taycan, ma modifica la parte posteriore con un tetto più lungo, un portellone vero e un abitacolo più sfruttabile. I passaruota protetti e le appendici inferiori la distinguono sia dalla berlina sia dalla Sport Turismo, così come l’assetto leggermente rialzato, che le permette di affrontare fondi irregolari, rampe e sentieri accidentati con maggiore disinvoltura rispetto alla Taycan berlina. Tutte le versioni dispongono inoltre della trazione integrale, delle sospensioni pneumatiche adattive e della modalità Gravel, studiata per migliorare il controllo sulle superfici meno compatte.
Nel caso della Turbo Cross Turismo della prima serie, quella riconducibile all’auto utilizzata da Amorim, i due motori elettrici sviluppano normalmente 625 CV, ma attivando il Launch Control, la potenza sale temporaneamente a 680 CV, accompagnata da 850 Nm di coppia. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 3,3 secondi, mentre la velocità massima raggiunge i 250 km/h. Valori degni di una sportiva, ottenuti però con quattro porte e un bagagliaio da 405 litri, che tocca i 1.171 litri a schienali abbattuti.
Anziché ricorrere al classico rapporto fisso, la Taycan Cross Turismo monta un cambio a due velocità : il primo rapporto aumenta la spinta in partenza, mentre il secondo entra in gioco alle andature superiori, contenendo i consumi. È uno dei dettagli tecnici con cui Porsche ha cercato di evitare che la Taycan diventasse soltanto una grande EV travestita da sportiva.
Porsche ha puntato sui 93,4 kWh della batteria, capace – stando ai dati di lancio – di percorrere tra i 395 e i 452 km nel ciclo WLTP, in base a come la si configura. A ogni modo, il vero fiore all’occhiello è l’architettura a 800 volt: accorciando sensibilmente le soste alle colonnine veloci, sdogana finalmente l’idea di poter usare un’elettrica anche per i lunghi spostamenti.
Il prezzo non era affatto secondario. Già nella configurazione di partenza la Turbo Cross Turismo si collocava ben oltre i 150.000 euro, prima di aggiungere vernici, cerchi, interni e sistemi di assistenza. Su una Porsche, la lista degli optional può spostare il conto di decine di migliaia di euro. L’esemplare nero associato ad Amorim presenta anche dettagli rossi nell’abitacolo, comprese le cinture di sicurezza, una combinazione che oggi sembra quasi preparata per il nuovo incarico del Milan.
Data articolo: Fri, 19 Jun 2026 19:39:25 +0000