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Il 26 gennaio 2026 il traffico sulle autostrade italiane presenta situazioni di rallentamenti e code, con cause che vanno da incidenti a condizioni meteo avverse come pioggia e vento forte. Tra gli eventi principali, si segnalano una coda di 2 km sull’A26 tra Ovada e Masone dovuta a un incidente e una coda di 1 km sull’A13 Bologna-Padova per un veicolo in avaria.
14:19 – A1 MILANO-NAPOLI
Pioggia tra Nodo A1/Acerra-Afragola e Bivio A1 nord/Diramaz. Capodichino
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 753.1 al chilometro 754.3 per una lunghezza di 1.2 km.
13:44 – A11 FIRENZE-PISA NORD
Traffico Rallentato per veicolo fermo o avaria tra Prato Ovest e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 7.0 al chilometro 10.0 per una lunghezza di 3.0 km.
14:30 – A13 BOLOGNA-PADOVA
Coda di 1 km tra Ferrara sud e Ferrara Nord per veicolo in avaria
Direzione Padova
La coda interessa il tratto tra chilometro 37.2 e 38.2.
14:15 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Coda di 1 km tra Pescara Nord e Pineto per lavori
Direzione Ancona
La coda si estende per 9.0 km, tra il chilometro 354.0 e 363.0.
14:19 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Vento Forte tra Ancona sud e Porto Sant’ Elpidio
Direzione in entrambe le direzioni
Il tratto interessato si estende per 17.1 km, dal chilometro 245.5 al chilometro 262.6.
13:59 – A14 BOLOGNA-TARANTO
Traffico Rallentato tra Pescara sud e Pescara Ovest per lavori
Direzione Ancona
La tratta interessata va dal chilometro 383.2 al chilometro 387.3 per una lunghezza di 4.1 km.
14:29 – A16 NAPOLI-CANOSA
Pioggia tra Avellino Ovest e Avellino est
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata si estende per 8.6 km, dal chilometro 41.1 al chilometro 49.7.
13:45 – A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE
Coda di 2 km tra Ovada e Masone per incidente
Direzione Genova Voltri
Il tratto interessato si estende dal chilometro 17.9 al chilometro 26.0 per una lunghezza di 8.1 km.
14:11 – A4 TORINO-TRIESTE
Code a tratti tra Cormano e Sesto San Giovanni per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta interessata si estende per 6.6 km, dal chilometro 129.9 al chilometro 136.5.
14:09 – A4 TORINO-TRIESTE
Code a tratti tra Milano est e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessata si estende per 12.1 km, dal chilometro 126.2 al chilometro 138.3.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 13:36:00 +0000L’India non è più un mercato emergente, ma un’area dove si gioca una partita molto importante. Numeri, popolazione, volumi e prospettive lo rendono uno degli snodi centrali dell’industria automobilistica globale. Con una popolazione di 1,45 miliardi di abitanti, lo scorso anno ha registrato 4,3 milioni di immatricolazioni, mentre i SUV sono i veicoli che vanno per la maggiore, tanto che valgono oltre il 55% delle quote di mercato. È qui che Renault ha deciso di disputare una partita solida e ambiziosa, schierando un prodotto pensato per rosicchiare terreno ai concorrenti e issarsi più in alto possibile: la nuova Renault Duster, progettata, prodotta e commercializzata in India come base di una strategia globale. Una “World Car†nel senso più concreto del termine.
Il mercato indiano è monolitico nella sua unicità . Chi domina qui può vantare una certa influenza e lo sanno bene Maruti‑Suzuki, Hyundai e Tata che sono attualmente i primi tre marchi per volume in India. Tuttavia, Renault non vuole essere da meno ed è qui che entra in gioco il B-SUV, parente stretto di quel modello che in Italia e in Europa abbiamo apprezzato sotto il cappello di Dacia. La nuova Renault Duster debutta il 26 gennaio 2026, giorno della Republic Day, per rendere omaggio a un momento molto sentito e legarsi ancora di più a questa area del globo.
Il SUV compatto di nuova generazione nasce su una piattaforma moderna, la CMF‑B modulare, adattata con cura per le esigenze locali, e viene prodotto nello stabilimento di Oragadam, Chennai, ed è pensato per entrare in concorrenza coi grandi nomi del segmento come Hyundai Creta, Kia Seltos o Maruti Suzuki Grand Vitara. Esteticamente, il Duster è cresciuto. Le linee sono moderne e muscolose: paraurti imponenti, passaruota squadrati, ruote in lega dal carattere deciso, fari LED con firma luminosa all’avanguardia e dettagli che parlano di solidità e contemporaneità . È un mezzo che vuole trasmettere fiducia in chi deve affrontare quotidianamente le strade affollate e le vie sterrate dell’Asia meridionale.
All’interno, la trasformazione è altrettanto profonda. Un abitacolo con schermo touchscreen di generose dimensioni, quadro strumenti completamente digitale, connettività wireless per smartphone e finiture curate, segnano una distanza significativa rispetto al Duster delle origini. Qui la tecnologia dialoga con la tradizione dell’off‑road: comfort e praticità si fondono con dotazioni di sicurezza che includono fino a 17 sistemi ADAS per la guida assistita e la protezione degli occupanti, ponendo il SUV ai vertici della categoria in termini di assistenza.
A livello di motori, la Renault Duster offre un buon ventaglio di opzioni. Al vertice troviamo il modello 1.6 litri Full-Hybrid 160 con due motori elettrici e batteria da circa 1,4 kWh, capace di offrire un equilibrio tra potenza ed efficienza e di guidare in elettrico per buona parte del tempo nei percorsi urbani. Accanto all’ibrido, sono previste varianti più tradizionali, tra cui un TCe 100,  un moderno tre cilindri turbo benzina che bilancia prestazioni, consumi e costi di esercizio.
Questa nuova Renault Duster, insomma, non è un’auto qualunque. È un SUV che unisce ambizione globale ad attenzione locale, tecnologia avanzata a praticità d’uso quotidiano, design moderno a robustezza. L’India non è più solo un mercato di esportazione, è diventata parte integrante del destino della Losanga. E la Duster, con il suo mix di carattere e sostanza, è il certificato di questa nuova era.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 13:30:05 +0000L’auto è tornata a essere un bene di lusso? Purtroppo, per molti guidatori italiani la risposta è un sonoro “sì”. Se il 2025 ha richiesto una serie di sacrifici, il 2026 non è partito sotto i migliori auspici, anzi: per chiunque possieda un veicolo l’orizzonte si fa sempre più ripido. Lo denuncia Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, che evidenzia come ogni singola voce di spesa inclusa nel rapporto Istat — dall’acquisto alla manutenzione, fino alla sosta — abbia subito gli effetti dell’inflazione.
Le disponibilità economiche necessarie per acquistare un’auto oggi non lasciano indifferenti. Nel 2025, i listini delle vetture a benzina e diesel hanno rispettivamente avuto un’impennata dell’1,3% e dello 0,6%. Nonostante gli incentivi e le spinte alla transizione, le motorizzazioni ibride ed elettriche hanno registrato un timido ma costante +0,4%.
In controtendenza, invece, troviamo il mercato dell’usato, che ha segnato un calo complessivo del 2,2%, anche se non è necessariamente una buona notizia per il settore. Il crollo dei prezzi (fino al -2,7% per i diesel) è, infatti, figlio dei troppi dubbi sul futuro dei propulsori tradizionali e dei crescenti limiti alla circolazione nelle grandi città , motivo del crollo delle immatricolazioni per le vetture a gasolio.
È quando, però, l’auto entra in officina che i nodi vengono al pettine. Nel 2025, per i pezzi di ricambio si è speso il 2% in più, mentre i costi per manutenzione e riparazione sono lievitati di quasi il 3%.
Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, spiega le cause di questo fenomeno:
“Il comparto delle autoriparazioni da un lato risente ancora dell’impennata dei prezzi dei ricambi scattata a seguito di guerra in Ucraina, caro-energia e crisi geopolitiche internazionali, dall’altro l’ingresso sul mercato di autovetture altamente tecnologiche (si pensi a quelle full electric) richiede interventi sempre più specializzati e con personale qualificato, con un aggravio dei costi a carico delle imprese del settore”
Insomma, la complessità dei mezzi moderni richiede competenze che, inevitabilmente, si riflettono sul conto finale presentato al cliente.
La lista dei rincari del 2025 è lunga e variegata, dalle assicurazioni (+5,3% rispetto al 2024), passando per noleggio e sharing (+5%) e parcheggi (+2,4%), fino all’affitto garage (+1,6%). L’unica nota positiva dell’anno passato è arrivata dai distributori, con una spesa per il gasolio scesa del 3,5% e per la benzina del 4,6%, ma il sollievo sembra destinato a svanire in fretta. Le prime settimane del nuovo anno non lasciano spazio all’ottimismo, visto che dal 1° gennaio sono scattati nuovi aumenti che colpiscono trasversalmente tutti gli utenti della strada.
Davide Galli conclude con una riflessione amara sull’attualità :
“Se il 2025 si chiude con una raffica di rincari, il 2026 non si è certo aperto con notizie positive: dal 1° gennaio sono infatti scattati i rincari sia dei pedaggi autostradali, saliti in media del +1,5%, sia delle accise sul gasolio, e anche alcune polizze assicurative, come quelle per l’assistenza stradale e gli infortuni del conducente, sono state interessate da forti aumenti. Alcune Regioni hanno poi optato per una revisione del bollo auto, con aumenti fino al +10%”
Tra accise, bolli e polizze accessorie, il 2026 si preannuncia come un anno di “resistenza” per gli automobilisti italiani, chiamati a fronteggiare costi di gestione che sembrano non conoscere un tetto massimo.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 12:16:01 +0000Viaggiare in auto è uno dei modi migliori per scoprire la bellezza dell’Europa, ma per i guidatori il panorama non è l’unica cosa a cui prestare attenzione. Secondo un recente studio condotto da Tollwayr, i costi per attraversare ponti, gallerie e autostrade variano in modo vertiginoso da un confine all’altro, fino a toccare i valori massimi in Francia, Italia e Danimarca, i Paesi con le infrastrutture più care del Vecchio Continente.
In cima alla lista nera dei rincari troviamo l’Eurotunnel, il collegamento sotto la Manica tra Francia e Regno Unito: un singolo attraversamento comporta una spesa di ben 72 euro. Ma il caso transalpino è sistemico e non si limita solo a un unico grande progetto. Mattijs Wijnmalen, amministratore delegato di Tollwayr, analizza così la situazione del Paese:
“Ciò che è particolarmente degno di nota è che la Francia non ha solo uno o due percorsi costosi, ma applica costantemente prezzi elevati su tutte le sue principali autostrade e gallerie”
Secondo l’esperto, questo modello ha ragioni profonde legate alla gestione del territorio:
“L’estesa rete di pedaggi del Paese riflette significativi investimenti infrastrutturali, ma comporta anche un notevole onere finanziario sia per gli automobilisti locali che per i turisti”
A tal proposito, è emblematico l’esborso di 68,90 richiesto dalla tratta Parigi-Marsiglia, che si colloca in pianta stabile nella top 5 del continente.
L’Italia non resta a guardare e segue a ruota i vicini d’oltralpe. La Milano-Bari si aggiudica la “medaglia d’argento” nella classifica generale dei pedaggi autostradali con un costo di 68,30 euro, un macigno sul bilancio di famiglie e autotrasportatori, confermando il Belpaese come uno dei più onerosi per la classe dei guidatori
Spostandoci verso nord, l’ingegneria si paga a caro prezzo: il maestoso Ponte Øresund, punto di connessione tra Danimarca e Svezia, costituisce il ponte più caro d’Europa con una tariffa di 54 euro. Per quanto riguarda i Balcani, sebbene non entri nelle prime dieci posizioni a livello continentale, la Croazia si conferma la Nazione più cara della sua regione con un pedaggio massimo di 32,80 euro.
In questo scenario di cifre a due zeri, il Regno Unito rappresenta una storia quasi incredibile. Mentre il Paese affronta un momento economico complesso, con nuove tasse che stanno influenzando il mercato delle vetture di lusso, le tariffe stradali rimangono mediamente inferiori rispetto al resto d’Europa. Si colloca al limite estremo il pedaggio di appena 0,14 euro sul Warburton Bridge, il pagamento più economico dell’intera Europa, il che fa ulteriormente notizia se rapportato ai 72 euro necessari per passare sotto il mare a soli pochi chilometri di distanza.
A ogni modo, le eccezioni confermano una regola tacita: qualunque sia il tratto specifico percorso, sotto la Manica o la lunghissima Milano-Bari, muoversi di Paese in Paese impone oggi alle famiglie una pianificazione meticolosa delle tappe. Se non altro, le pratiche app da scaricare sugli smartphone di ultima generazione può dare un prezioso aiuto nella scelta dei distributori di benzina e dei luoghi di ristoro.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 10:24:26 +0000Nel cuore della storica sede Bentley di Crewe un rombo brutale di 666 cavalli ha squarciato il silenzio quasi sacrale. La Casa inglese si è voluta superare con il lancio di Supersports: Full Send, il film più adrenalinico da lei mai realizzato, dedicato al leggendario stuntman e atleta di sport estremi Travis Pastrana. Tra le linee di produzione e i centri tecnici del campus, centinaia di dipendenti Bentley hanno per tre giorni partecipato come volontari alle celebrazioni della nuova Supersports, un gioiello di rara potenza e agilità già andato sold-out, pronto a stupire lo stesso Pastrana.
Abituato a mezzi costruiti appositamente per le sue esibizioni, lo stuntman ha riconosciuto tutto il valore della vettura:
“Sapevo che la Supersports avrebbe avuto molta potenza, ma sono rimasto felicemente sorpreso da quanto fosse agile e divertente da guidare. Non avevo mai guidato un’auto di serie per girare un video di questa portata senza modifiche all’angolo di sterzata o alla frizione: avevo i miei dubbi, ma la Supersports ha superato ogni mia aspettativa. È la combinazione perfetta di lusso e performance”
Per permettere al funambolo delle quattro ruote di muoversi tra i reparti della compagnia oltre i limiti dell’aderenza, il team di ingegneri ha lavorato nell’ombra nel centro tecnico. La modifica più visibile? Un freno a mano idraulico montato accanto al volante per bloccare istantaneamente l’asse posteriore.
Sulla maniglia di questo strumento è stato inciso un nome: Mildred, in omaggio a Mildred Mary Petre, una delle iconiche “Bentley Girls” del passato, nota per il suo spirito impavido in netto anticipo sui tempi. Il team di sviluppo ha scelto proprio di richiamare quel coraggio necessario a spingere un’auto da oltre due tonnellate in un drift infinito.
I 400 ospiti selezionati all’anteprima mondiale di Dubai hanno potuto scorgere icone come la Speed 8 vincitrice di Le Mans 2003 e la mitica Blower #2 del 1929, l’auto più preziosa del patrimonio Bentley. E per qualche istante Pastrana sfreccia accanto al nuovo SUV urbano di lusso, ancora camuffato: di cosa si tratta? Lo scopriremo verso la fine del 2026, quando è prevista l’uscita della vettura, intanto bisogna “correre ai ripari”: in chiusura dell’opera Frank-Steffen Walliser, Presidente e CEO dell’azienda d’oltremanica, deve infatti gestire i “danni” (ovvero i chilometri di segni di pneumatici) lasciati dal pilota sul cemento della fabbrica.
Mentre il film dispensa spettacolo sulle piattaforme social ufficiali, la Supersports utilizzata per le riprese si appresta a entrare nella prestigiosa Heritage Collection di Crewe, accanto ai modelli pre-guerra. Ed è quasi finita l’attesa per i fortunati proprietari che sono riusciti ad aggiudicarsela: nell’ultimo trimestre del 2026 prenderà il via la produzione, anticamera alle prime consegne, attese in apertura del prossimo anno. Bentley sconfessa il credo secondo cui il lusso possa essere proposto solo in modo statico o compassato. Attraverso il progetto “Full Send”, il marchio britannico ha ribadito di non aver paura a sfidare i limiti: più che una provocazione, uno stile di guida (e di vita).
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 09:35:19 +0000Ricevere una multa non è mai una bella notizia, ma riceverne una falsa è decisamente peggio. Migliaia di cittadini hanno segnalato una nuova e sofisticata ondata di phishing negli ultimi giorni, così studiata nei minimi particolari da aver già indotto diversi utenti in errore. Del resto, la ribattezzata truffa autovelox si presenta in un italiano perfetto, come se la comunicazione provenisse davvero da PagoPA. Con uno stile formale e burocratico l’incipit sfrutta l’effetto sorpresa e il timore reverenziale verso le istituzioni:
“Gentile utente, il nostro sistema ha rilevato la presenza di una posizione ancora aperta. Si tratta di una contestazione per eccesso di velocità rilevata automaticamente”
La reazione più istintiva sarebbe quella di pagare subito, ma è meglio tenere i nervi sotto controllo e non lasciarsi prendere dall’agitazione perché alcuni piccoli dettagli smascherano il tentativo di truffa.
Spesso in passato le truffe venivano scritte in maniera sgrammaticata e grossolana. Qui, però, i malviventi hanno alzato il livello, con un codice di contestazione credibile e un “riepilogo essenziale” di dettagli tecnici verosimili: data dell’infrazione, velocità rilevata superiore ai limiti e persino lo strumento utilizzato, un fantomatico “radar automatico omologato”.
La cura quasi maniacale riguarda altresì l’importo della finta contravvenzione, pari a 198 euro, assolutamente credibile, e non paga di ciò, l’organizzazione criminale definisce l’importo come “attuale”, invitando a regolare immediatamente la posizione per evitare sanzioni e punti sottratti alla patente. Tocco finale, un link riporta la dicitura testuale pagopa.gov.it, accompagnato dal logo ufficiale della piattaforma.
Nonostante l’apparenza genuina, esistono dei “campanelli d’allarme” che permettono di rilevare il raggiro prima che sia troppo tardi. Tanto per cominciare, anche se il nome visualizzato del mittente è “Servizio PagoPa”, spesso nell’indirizzo e-mail compaiono domini bizzarri come quello governativo argentino abc.gob.ar, estraneo alle multe italiane.
Se state leggendo la mail da un computer, passate il cursore sopra il link senza cliccare e in basso a sinistra nel browser apparirà l’indirizzo reale a cui sarete indirizzati: non ha nulla a che fare con il sito ufficiale di PagoPA. Il clic impulsivo diventa quasi una reazione naturale nel caso in cui stiate davanti al display del vostro smartphone, in quanto è più difficile controllare l’estensione del mittente o l’anteprima dei link dal dispositivo.
Le Forze dell’Ordine mettono in guardia anche sui portali di compravendita, visto quanto di recente accaduto a Sigillo, dove i Carabinieri hanno fermato gli autori di un annuncio di ricambi per aver indotto la vittima a effettuare un bonifico di 900 euro per acquistare un motore in realtà mai consegnato.
Se per errore avete inserito i vostri dati o quelli della carta di credito, la reattività è fondamentale:
Proteggere i propri risparmi richiede oggi un pizzico di diffidenza in più: prima di pagare, verificate sempre la fonte.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 08:42:44 +0000Il leggendario Rally Monte-Carlo ha inaugurato il FIA WRC 2026 con un’edizione d’altri tempi. Dopo oltre un decennio, la neve e il ghiaccio sono tornati a essere i protagonisti assoluti, mettendo a dura prova team ed equipaggi tra mercoledì 21 e domenica 26 gennaio.
In questo scenario estremo, la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ha fatto il suo esordio ufficiale in WRC2. Nonostante le insidie del percorso, le vetture affidate a Yohan Rossel e Nikolay Gryazin hanno dimostrato una competitività straordinaria.
Sebbene alcuni contatti abbiano allontanato i piloti dalla vittoria assoluta di categoria, il potenziale della nuova Ypsilon Rally2 è apparso evidente: una vettura solida, veloce e pronta a dare battaglia per il titolo mondiale.
Oltre alla buona prova di Lancia, da segnalare anche l’impresa di Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi che, al volante di una Ford Fiesta, hanno vinto la prova speciale 14 del Rally di Monte-Carlo 2026 diventando la prima vettura classe Rally 3 (meno prestazionali delle categorie superiori Rally 1 e 2) a conquistare una prova speciale nel campionato Mondiale rally.
Ad aiutare l’impresa anche le condizioni meteo, col fondo stradale che è andato via via migliorando rispetto a chi è partito per primo. A conferma di questo il podio composto da altre due vetture Rally 2. La prima Rally 1 è la Hyundai del francese Fourmaux staccata di 22 secondi
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 07:45:29 +0000C’è un filo invisibile che lega ogni generazione della Renault Clio. Un filo che non si spezza nemmeno oggi, davanti a una sesta generazione che cambia quasi tutto: lo stile, le dotazioni, la sicurezza e la tecnologia. Eppure, sotto la carrozzeria più affilata e dietro gli schermi più grandi, la Clio resta fedele a sé stessa. Un’auto per tutti. Democratica, trasversale, capace di parlare a pubblici diversi senza mai perdere il senso della misura. È questa la sua vera forza, ieri come oggi. La nuova Clio VI lo dimostra soprattutto dove conta di più: sotto il cofano. Perché se il design evolve e l’abitacolo si fa più maturo, è nelle motorizzazioni che Renault ribadisce la propria filosofia. Ampia scelta, soluzioni intelligenti e nessuna imposizione. Ognuno può trovare la propria Clio su misura.
La punta di diamante è senza discussioni la E-Tech Full Hybrid da 160 CV, evoluzione profonda di un sistema che già aveva convinto sulla precedente generazione. Qui, però, si fa un salto vero. Non solo numeri, ma sostanza. Il lavoro sviluppato da Horse Powertrain porta in dote un’esperienza di guida più fluida, reattiva e raffinata. E soprattutto maggiormente efficiente. Lo schema resta il solito: un motore termico affiancato da due unità elettriche e da una trasmissione multimode intelligente a innesti a denti, senza frizione. La grande novità è il nuovo motore benzina 1.8 litri HR18, che sostituisce il precedente 1.6. Più moderno, con iniezione diretta e ciclo Atkinson, offre 22 Nm di coppia in più e una risposta più pronta in ogni situazione.
Cresce anche la batteria, da 1,2 a 1,4 kWh, mentre la trasmissione guadagna una modalità supplementare: da 14 a 15 combinazioni, per una gestione ancora più morbida dei passaggi tra elettrico e termico. Il risultato è concreto: lo 0-100 km/h scende a 8,3 secondi, i consumi omologativi WLTP si fermano a 3,9 l/100 km e le emissioni dichiarate sono di 89 g/km di CO₂.
Valori che, fino a pochi anni fa, sembravano impensabili per una compatta generalista. In città la Clio E-Tech può viaggiare fino all’80% del tempo in elettrico, ma il sistema sa adattarsi anche fuori dai centri urbani, scegliendo autonomamente tra le quattro modalità operative: ibrida dinamica, E-drive, termica pura e recupero energetico. Il tutto senza che il guidatore debba preoccuparsi di nulla. L’autonomia complessiva può arrivare a 1.000 km, un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan il senso di questa tecnologia.
Renault Clio però non vive solo di ibrido. Anzi, la vera forza della gamma è proprio la varietà . L’ingresso è affidato al nuovo TCe 115, un tre cilindri benzina completamente inedito per questo modello. Un 1.2 litri moderno, derivato dal motore del Full Hybrid E-Tech 200 di Austral, Espace e Rafale. Non un compromesso al ribasso, ma una scelta tecnica ambiziosa, capace di offrire brillantezza, efficienza e una guida appagante fin dal primo gradino della gamma. Disponibile con cambio manuale a sei rapporti, rappresenta una porta d’accesso solida e coerente al mondo Clio.
A completare l’offerta arriverà , fra pochi mesi, la Eco-G 120 EDC, versione bifuel benzina-GPL abbinata al cambio automatico a doppia frizione. Una risposta concreta a chi cerca costi ridotti e grande autonomia: fino a 1.450 km, grazie al nuovo serbatoio GPL da 50 litri. Un’alternativa intelligente al diesel, perfettamente in linea con lo spirito pratico della Clio.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 07:40:53 +0000Il nostro rapporto con l’automobile sta cambiando. Se, per decenni, il possesso dell’auto è stato davvero un traguardo irrinunciabile, in un certo senso simbolo di autonomia e status sociale, oggi la visione è cambiata. L’autovettura è infatti diventata servizio anziché un bene da possedere. E così, il noleggio a lungo termine, fino a pochi anni fa riservato quasi esclusivamente alle flotte aziendali, ha convinto anche i privati che scoprono i vantaggi di una mobilità senza vincoli patrimoniali e con costi certi.
Questo cambio di passo risponde a esigenze concrete, dettate in particolare dall’aumento dei costi di manutenzione, dalla complessità burocratica legata alla proprietà , dall’obsolescenza tecnologica sempre più rapida dei veicoli e, non ultima, dalla difficoltà di prevedere le spese straordinarie. Il mercato ha reagito moltiplicando le offerte, ma non sempre con risultati soddisfacenti in termini di qualità  e assistenza.
Ed è in questo contesto che s’inserisce De Clementi Mobility, realtà romana con sei decenni di storia nel settore automotive. Tre strutture operative sul territorio e un team consolidato dall’esperienza sono alla base di un servizio che ha scelto di distinguersi per completezza e attenzione al cliente. L’approccio semplifica la gestione dell’automobile, assorbendo tutte le incombenze che normalmente gravano sull’utilizzatore e trasformando la mobilità in un processo lineare e prevedibile.
Il noleggio a lungo termine è oggi una risposta efficace alle complessità della mobilità contemporanea. De Clementi Mobility ha strutturato un’offerta che elimina gli elementi di incertezza tipici del possesso tradizionale.
Il servizio parte da vetture già immatricolate, riducendo significativamente i tempi di attesa che caratterizzano l’acquisto. Il canone mensile fisso raggruppa ogni voce di spesa: manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione completa con copertura RCA, kasko, furto e incendio, assistenza stradale attiva ventiquattro ore su ventiquattro in tutta Europa. Anche il bollo auto e le pratiche amministrative vengono gestiti internamente, liberando il cliente da ogni adempimento burocratico.
La formula trasforma costi variabili e imprevedibili in una spesa mensile costante, per agevolare la pianificazione economica familiare o professionale. Per chi utilizza l’automobile quotidianamente ma non desidera immobilizzare capitale o assumere i rischi legati alla proprietà , questa soluzione assicura flessibilità e tranquillità operative.
Oltre al veicolo, ciò che caratterizza l’offerta è l’organizzazione dei servizi di supporto. Ogni cliente viene assegnato a un consulente personale che segue il rapporto nel tempo, creando un canale diretto per qualsiasi necessità con un referente che conosce lo storico e le esigenze specifiche dell’utilizzatore.
Il servizio prioritario in officina e carrozzeria accorcia i tempi di intervento, mentre la disponibilità immediata di un’auto sostitutiva durante le riparazioni garantisce continuità nella mobilità quotidiana. Ma non solo. Le manutenzioni programmate su appuntamento si adattano agli impegni del cliente, evitando l’improvvisazione che spesso caratterizza la gestione ordinaria del veicolo.
Particolarmente rilevante risulta la gestione completa dei sinistri, che include assistenza legale. Un aspetto da non sottovalutare, perché in situazioni potenzialmente complesse come quelle successive a un incidente, disporre di un supporto specializzato che gestisce ogni aspetto pratico e normativo alleggerisce considerevolmente il carico sul cliente.
Il sistema di monitoraggio proattivo delle scadenze, dalle revisioni periodiche al rinnovo dei documenti, previene invece dimenticanze che potrebbero generare sanzioni o interruzioni del servizio. L’assistenza personalizzata si modella sulle specificità di ogni situazione, riconoscendo le esigenze diverse di ogni utilizzatore.
La diversificazione dell’offerta evidenzia la varietà delle esigenze di mobilità . Le famiglie necessitano di veicoli spaziosi con elevati standard di sicurezza, in cui comfort e protezione prevalgono su altri parametri. I professionisti, ad esempio, cercano auto rappresentative che comunichino affidabilità e solidità , strumenti che contribuiscono a costruire la propria immagine – non trascurabile – verso clienti e collaboratori.
I neopatentati si orientano invece su soluzioni economicamente accessibili che permettano di acquisire esperienza di guida senza gravare eccessivamente sul budget, mentre gli utenti senior apprezzano veicoli confortevoli con un’assistenza calibrata su specifiche necessità di supporto.
L’azienda serve anche il segmento degli appassionati, con servizi specializzati di restauro per auto d’epoca e gestione di vetture da collezione, testimonianza di competenze meccaniche che derivano da decenni di attività . Le formule di mobilità temporanea coprono infine esigenze contingenti, dal veicolo sostitutivo durante riparazioni prolungate alle necessità professionali a tempo determinato.
La decisione su chi affidare la propria mobilità si basa su elementi concreti e verificabili. De Clementi Mobility costruisce la propria proposta su fattori reali con un referente dedicato che assicura continuità relazionale, sessant’anni di attività  che attestano solidità e abilità nell’intercettare le trasformazioni del mercato e, ancora, servizi completi a tariffe definite che facilitano la valutazione economica.
Le tre sedi operative, integrate quando necessario da servizi a domicilio, riducono gli spostamenti e semplificano l’accesso ai servizi. L’assistenza continuativa e il supporto post-vendita estendono il rapporto oltre la semplice transazione commerciale, mentre l’adozione di tecnologie moderne e processi certificati dimostra la capacità di aggiornare competenze storiche con strumenti contemporanei.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 07:00:25 +0000In un momento di difficoltà del mercato dell’auto, c’è un settore che non conosce crisi. Furti, esportazione e vendita dei pezzi di ricambio continuano a circolare più vivi che mai. Per questo quando si prende in considerazione una vettura, bisognerebbe considerare anche l’appetibilità del modello per i ladri, al fine di scongiurare brutte sorprese.
Il 2025 ha segnato un aumento del 3% di furti in Italia, arrivando a 136.201 veicoli sottratti ai proprietari. La crescita però non è pari in ogni regione, ci sono punti d’Italia in cui questo fenomeno è scoppiato.
Il 78% dei furti si registra in sole cinque regioni. Tra queste, guida la classifica la Campania, dove i furti sono il 23% del totale nazionale. Seguono il Lazio con il 18% e la Sicilia con il 14%. Stesso numero che si registra in Puglia, seguita subito dopo dalla Lombardia che segna l’11% dei furti nel territorio italiano. Invece, le regioni in cui si possono dormire sonni più tranquilli sono Umbria, Trentino e Molise.
Al contrario di quanto si possa pensare, a guidare il mercato dei furti non sono le auto più costose o le tedesche premium in cui i ricambi sono più cari, bensì le vetture più presenti nelle nostre strade, questo perché sono quelle in cui la richiesta di parti è maggiore.
A guidare questa triste graduatoria c’è la Fiat Panda. Nel solo 2025 ne sono stati rubati circa 125.000 esemplari, un numero impressionante se confrontato con i soli 12.570 veicoli recuperati. La stragrande maggioranza delle Panda sottratte finisce smontata per alimentare il mercato dei pezzi di ricambio o esportata all’estero.
Al secondo posto troviamo un’altra icona italiana, la Fiat 500, con 5.889 furti registrati. Compatta, diffusa e molto richiesta anche nel mercato dell’usato, rappresenta un bersaglio ideale. Completa il podio la Fiat Punto, che pur non essendo più in produzione resta una delle auto più presenti nel parco circolante italiano, con 4.604 segnalazioni di furto.
La lista prosegue ancora sotto il segno del Made in Italy: Lancia Ypsilon (5.048 furti), Fiat 500L (2.637 unità ) e Alfa Romeo Giulietta (3.606 esemplari). Non mancano però modelli stranieri molto diffusi come Smart Fortwo (2.150 furti), Citroën C3 (1.741), Volkswagen Golf (1.608) e Ford Fiesta (1.496).
Il motivo è semplice: ricambi e facilità di rivendita. Le auto più rubate sono spesso quelle con componenti facilmente smontabili e compatibili con un vasto numero di veicoli circolanti. Fanali, centraline, paraurti, cerchi e interni finiscono rapidamente sul mercato parallelo o vengono utilizzati per riparazioni a basso costo. In altri casi, attraverso un canale rodato di esportazione, i veicoli vengono trasferiti all’estero o trasformati con documenti falsi.
Sapere quali sono le auto più rubate in Italia non significa rinunciare a comprarle, ma essere più consapevoli che una vettura meno costosa o moderna spesso non è meno appetibile ai ladri. Sistemi antifurto moderni, box chiusi, parcheggi custoditi e polizze assicurative adeguate restano le armi migliori per ridurre il rischio. In un contesto in cui il furto d’auto è ancora una realtà concreta, la prevenzione resta l’unica vera difesa.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 06:30:09 +0000L’inversione di marcia viene percepita come una correzione banale di percorso o un modo rapido per rimediare a una distrazione o a un’uscita mancata. In realtà , nel contesto della circolazione stradale, è una delle manovre più delicate. Cambiare il senso di marcia significa entrare in conflitto con le aspettative degli altri utenti della strada che non si aspettano di trovare un veicolo che si gira improvvisamente davanti a loro. Proprio per questa ragione il Codice della Strada disciplina l’inversione con particolare attenzione.
Alla base delle regole sull’inversione di marcia c’è un principio che vale per tutte le manovre: il conducente deve agire senza creare pericolo o intralcio agli altri. Anche quando l’inversione non è espressamente vietata, non è consentita in ogni circostanza. La manovra deve essere preannunciata, effettuata con visibilità sufficiente e deve rispettare la precedenza di chi procede. Il diritto di correggere il proprio errore di percorso non prevale sul diritto degli altri a una circolazione prevedibile e sicura.
Ci sono quindi luoghi in cui l’inversione di marcia è sempre vietata, indipendentemente dal traffico o dall’abilità del conducente. Si tratta delle intersezioni, delle curve e dei dossi, ovvero di tutti quei punti in cui la visibilità è ridotta o la dinamica dei veicoli è già complessa. In queste situazioni, girarsi significa esporsi a veicoli che arrivano senza possibilità di prevedere la manovra con tempi di reazione troppo brevi per evitare un impatto. Detto in altri termini, anche se non arriva alcun veicolo, l’inversione è vietata in quanto la valutazione non si basa sull’impressione soggettiva del momento.
Uno degli aspetti più fraintesi riguarda la parola prossimità che accompagna i divieti relativi a curve, dossi e incroci. Se ci sono conducenti pensano che basti allontanarsi di pochi metri per rendere l’inversione lecita è bene sapere che la norma usa volutamente un termine elastico, che va letto in chiave di sicurezza anziché misurazione geometrica. Se la manovra avviene in un punto che di fatto risente della limitata visibilità o della complessità del nodo stradale, l’inversione può essere contestata anche se non avviene esattamente sul punto critico.
Se sulle strade ordinarie l’inversione è una manovra regolata e vietata molte volte, su autostrade e strade extraurbane principali cambia il discorso. Qui l’inversione di marcia è considerata una delle violazioni più gravi perché le alte velocità e i differenziali di velocità rendono qualsiasi manovra anomala pericolosa. Girarsi o attraversare lo spartitraffico in questi contesti è un comportamento che mette a rischio la vita propria e altrui. Per questa ragione le sanzioni previste sono molto pesanti.
Quando l’inversione di marcia viene effettuata in violazione delle regole sulle strade ordinarie si va incontro a una sanzione amministrativa che cambia in base all’infrazione. Fermarsi alla multa è riduttivo perché alla violazione si accompagnano anche decurtazioni di punti dalla patente che incidono nel tempo sulla possibilità di continuare a guidare senza restrizioni. È il classico esempio di infrazione che pesa dopo perché un singolo errore può sembrare gestibile ma diventa problematico se si somma ad altre violazioni.
Per riassumere l’inversione di marcia non è consentita quando comporta l’attraversamento della linea longitudinale continua, né nei tratti in cui la carreggiata si innesta in intersezioni o biforcazioni, perché in questi punti la dinamica del traffico è già complessa.
Il divieto vale anche in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve e dossi, così come in tutte le situazioni caratterizzate da visibilità insufficiente, dove il rischio di sorprendere gli altri utenti aumenta sensibilmente.
La manovra è poi sempre vietata in autostrada e sulle strade extraurbane principali, sulle strade a senso unico e in ogni luogo in cui un segnale stradale lo proibisca espressamente, a conferma del fatto che l’inversione è ammessa solo quando non compromette la sicurezza e la prevedibilità della circolazione.
Anche nei casi in cui non esiste un divieto formale, l’inversione di marcia resta una manovra fortemente sconsigliata su strade a scorrimento veloce dove le differenze di velocità riducono i margini di reazione, su carreggiate strette, che non offrono lo spazio necessario per manovrare in sicurezza, e su tratti particolarmente trafficati nei quali aumenta il rischio di creare intralcio o situazioni pericolose.
Nel caso dell’inversione in autostrada, la multa è quasi un dettaglio rispetto alle sanzioni accessorie. Entra infatti in gioco la revoca della patente che non va confusa con una sospensione temporanea in quanto comporta la perdita del titolo di guida e l’obbligo di rifare l’intero percorso per riottenerlo. A cui si aggiunge il fermo amministrativo del veicolo e nei casi di reiterazione persino la confisca ovvero la perdita definitiva del mezzo.
Oltre ai divieti generali previsti dalla legge ci sono numerosi casi in cui l’inversione è vietata dalla segnaletica verticale. In presenza di un cartello di divieto di inversione di marcia, non conta il traffico, non conta l’orario e non conta l’assenza apparente di pericoli: la manovra è sempre vietata.
In questo contesto è utile capire che la retromarcia è un arretramento che ha regole proprie e limiti molto stringenti, soprattutto in autostrada mentre la marcia contromano è una violazione ancora più grave, perché espone a un rischio frontale diretto. L’inversione si colloca in mezzo, ma è regolata in modo diverso a seconda del contesto.
Quando l’inversione è ammessa, la sicurezza dipende dal metodo. Serve scegliere un punto con ampio spazio, verificare con cura cosa succede davanti e dietro, segnalare con anticipo l’intenzione di girarsi e completare la manovra in modo fluido, senza arresti inutili che possano sorprendere chi arriva. In alcuni casi l’inversione può richiedere più manovre, ma vanno eseguite mantenendo sempre il controllo della situazione e rispettando la precedenza degli altri.
Molte inversioni vietate nascono quindi da una reazione istintiva: ci si accorge di aver sbagliato strada e si cerca la soluzione più rapida. È questo il momento in cui la norma chiede al conducente di fare il contrario ovvero accettare l’errore e proseguire fino a un punto sicuro dove poter cambiare direzione legalmente.
Data articolo: Mon, 26 Jan 2026 05:00:54 +0000Si può dire che ogni appassionato sogni di guidare una supercar in pista almeno una volta nella vita, un’attività che di solito si considera estremamente costosa. In realtà esistono diversi modi per scendere in pista in modo più economico, e per farlo bisogna conoscere tutte le variabili che vanno a modificare il prezzo, come la scelta della vettura, del tracciato e il numero di giri acquistati.
Alla base della scelta c’è ovviamente l’auto, esistono diverse categorie a seconda della potenza e dell’esclusività della vettura. Per divertirsi a basso prezzo in genere si parte da berline sportive come la Giulia Quadrifoglio o due posti come la Porsche Cayman con costi grosso modo contenuti, che variano intorno ai 70 euro al giro.Â
Per chi vuole salire di potenza e mettersi al volante di una vera supercar ci sono vetture come la Lamborghini Huracan o la Ferrari 488 con prezzi intorno ai 100 euro al giro, una cifra che di norma include l’assistenza di un istruttore e una copertura assicurativa di base.
Per chi vuole il massimo, non mancano le opzioni ancora più estreme. Alcune aziende mettono a disposizione modelli da oltre 800 CV, come Ferrari 296 GTB o versioni speciali di Lamborghini, con costi che possono arrivare a 140-150 euro a giro. Prezzi importanti, certo, ma proporzionati al valore e alle prestazioni delle vetture coinvolte.
Oltre alla vettura che si sceglie anche il circuito gioca un ruolo fondamentale. Ogni tracciato ha la propria lunghezza e i costi di queste strutture si basano sul consumo di carburante, gomme, freni e tutte le parti deteriorabili. Perciò, oltre al costo di assicurazione e istruttore, la distanza della pista è un fattore determinante per stabilire il prezzo.
Circuiti corti e tecnici come Ortona – che misura 1,6 km al giro – possono partire da 50 euro al giro, mentre alternative come Vairano dove i chilometri sono quasi tre, posso avere prezzi che partono anche da 80 euro, ovviamente a parità di auto.
Poi ci sono i tracciati più lunghi e blasonati, come Monza o Mugello, il prezzo sale ulteriormente non solo per la distanza, ma anche per il prestigio di un circuito usato nel motorsport.
Un altro aspetto da considerare è il numero di giri acquistati. Quasi tutte le aziende propongono pacchetti che rendono il prezzo al giro più conveniente all’aumentare delle tornate. È una formula pensata sia per fidelizzare il cliente sia per permettere al guidatore di prendere confidenza con l’auto e con la pista.
Un solo giro, infatti, spesso non basta per godersi davvero l’esperienza. Tra briefing, uscita dai box e primi metri di adattamento, il tempo vola. Per questo motivo, chi prova una supercar in pista per la prima volta viene spesso consigliato di acquistare almeno tre giri.
Prendendo come esempio una Ferrari 296 GTB, con un prezzo indicativo di 140 euro a giro, un pacchetto da tre giri può abbassare il costo a circa 100 euro per ciascuna tornata. Con cinque giri, si può scendere ulteriormente intorno ai 90 euro a giro. In questo modo l’esperienza diventa più completa e, paradossalmente, anche più conveniente.
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 13:52:08 +0000Lepas è uno di quei nomi che, almeno per ora, dicono ancora poco al grande pubblico europeo. Eppure dietro questo nuovo brand c’è il Gruppo Chery, uno dei colossi dell’automotive cinese, che ha deciso di giocare una partita ambiziosa sul terreno della mobilità a nuova energia. La carta da visita si chiama LEX: una piattaforma intelligente pensata per veicoli ibridi ed elettrificati, progettata fin dall’inizio per i mercati globali e con un occhio di riguardo all’Europa. Un’architettura tecnica che punta a ridefinire il concetto di guida efficiente e tecnologicamente avanzata.
Uno dei temi centrali della piattaforma LEX è la flessibilità energetica. Lepas ha scelto di non puntare tutto su un’unica soluzione, ma di supportare più tecnologie, con un focus particolare sulle motorizzazioni ibride plug-in. In questo ambito, i numeri sono tutt’altro che secondari: il motore termico raggiunge un’efficienza del 45,79%, un valore molto elevato che si traduce in consumi ridotti fino a 4,9 l/100 km in modalità di mantenimento della carica.
L’obiettivo è offrire un’esperienza di guida elettrificata senza l’ansia da ricarica che ancora frena molti automobilisti. A rafforzare questo approccio ci pensa il sistema di ricarica rapida ad alta tensione a 800V, una soluzione tipica di segmenti premium, che riduce sensibilmente i tempi di rifornimento energetico e avvicina la ricarica elettrica alla semplicità di un pieno tradizionale.
Non manca l’attenzione alle condizioni più estreme. Il sistema a pompa di calore a doppia alimentazione è progettato per funzionare in un range termico molto ampio, arrivando a coprire anche situazioni fino a –40 °C. Un dettaglio che sottolinea la volontà di Lepas di proporre veicoli realmente globali, capaci di adattarsi a contesti climatici e geografici molto diversi.
Il cuore tecnologico della piattaforma è l’architettura elettronica ed elettrica EEA 5.1, che consente una gestione avanzata e integrata di tutte le funzioni del veicolo. Tradotto per l’utente finale significa sistemi di assistenza alla guida evoluti ma discreti, pensati per supportare il conducente senza risultare invasivi.
Tra le funzioni più interessanti spiccano l’APA e l’RPA per il parcheggio automatico e da remoto, il VPD per il valet parking e l’H-NOA per la guida assistita in autostrada. Tecnologie che non restano sulla carta, ma sono progettate per adattarsi a un’ampia varietà di scenari reali, dal traffico urbano ai lunghi viaggi.
Il concetto di “guida eleganteâ€, come lo racconta Lepas, passa anche dal comfort sensoriale. LEX integra soluzioni come impianti audio premium, vetri a doppio strato con rivestimento laminato e sistemi di purificazione dell’aria a ioni negativi. Dettagli che contribuiscono a creare un ambiente raffinato e rilassante, in linea con le aspettative di un pubblico sempre più attento alla qualità dell’esperienza a bordo.
Tutti i futuri modelli Lepas nasceranno sulla piattaforma LEX. I nomi già annunciati Lepas L8, L6 e L4 anticipano una gamma articolata, capace di coprire diversi segmenti, dall’agilità urbana al lusso elegante. È un primo passo concreto verso l’ingresso di Lepas nel mercato europeo, con una proposta che punta su tecnologia, efficienza e stile.
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 13:00:38 +0000Singer ha presentato Sorcerer, primo esemplare realizzato della gamma DLS Turbo ad essere stato consegnato a un cliente. Si tratta di un modello che amplia la famiglia 911 Reimagined by Singer e che è stato sviluppato sulla base della Porsche 964, unendo uno stile unico a un comparto tecnico sportivo e usando come fonte di ispirazione la 934.5 da competizione, uno dei simboli della Casa tedesca. Ogni modello della famiglia 911 Reimagined by Singer viene realizzato su richiesta del suo proprietario, con una personalizzazione completa e con interventi di restauro DLS Turbo che vengono eseguiti direttamente presso lo stabilimento Singer situato nel Regno Unito.
La nuova Sorcerer non tradisce lo stile tipico delle 911. La supercar è disponibile nella tonalità Fantasia Blue sfumata, con alettone posteriore e splitter anteriore in stile pista e cerchi in magnesio a 7 razze con fissaggio centrale e finitura Champagne. Seguendo le richieste del proprietario, sono stati installati sedili rivestiti in pelle Pebble Grey, arricchiti da fasce centrali in Alcantara Pearl Grey con profili color Champagne mentre le finiture interne sono in Champagne, con la presenza di fibra di carbonio satinata.
Da segnalare anche la presenza del motore boxer biturbo da 3,8 litri, restaurato e sviluppato da Singer. Il motore a sei cilindri si basa sul motore della 964 e presenta una cilindrata di 3,8 litri, con 4 valvole per cilindro, due turbocompressori con geometria variabile della turbina e testate dei cilindri raffreddate ad acqua. La potenza sviluppata è di 710 CV, con 750 Nm di coppia motrice. C’è spazio per un cambio manuale a sei marce, con leva rialzata e con meccanismo a vista.
Il programma di restauro della Sorcerer è partito dalla monoscocca originale della Type 964, rinforzata con il telaio e dotata di una carrozzeria leggera in fibra di carbonio. Le forme finali del progetto sono state influenzate dall’analisi della fluidodinamica computazionale con due obiettivi principali: massimizzare le prestazioni aerodinamiche e migliorare il raffreddamento. Il ricorso alla fibra di carbonio permette di sfruttare due vantaggi come la riduzione del peso e l’incremento della rigidità strutturale.
Singer, per i suoi clienti, offre la possibilità di scegliere se ottimizzare gli elementi tecnici per la strada o per la guida in pista. Il proprietario della Sorcerer ha optato per una configurazione particolarmente orientata alla pista, andando ad aggiungere uno spoiler anteriore e un alettone posteriore maggiorato e rialzato, elementi che risaltano chiaramente dalle immagini del veicolo che potete ammirare dal carosello pubblicato su Instagram dall’account ufficiale di Singer, riportato qui di sotto.
Rob Dickinson, fondatore, presidente esecutivo e direttore creativo di Singer, ha commentato in questo modo il debutto del nuovo progetto:
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 10:30:24 +0000“Con DLS Turbo volevamo celebrare l’evoluzione della 911 come icona sia su strada che in pista ed esplorare le possibilità offerte dalla sovralimentazione del motore straordinario sviluppato attraverso il programma DLS. Ogni vettura è frutto della collaborazione con i nostri clienti in tutto il mondo e i servizi DLS Turbo sono i nostri più ambiziosi finora, quindi vedere la Sorcerer pronta per essere guidata dal suo proprietario è un momento molto emozionante per noi e un modo fantastico per iniziare l’anno.”
Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, noto anche come Mauto, si prepara a vivere un 2026 ricco di eventi e, soprattutto, di trasformazioni, con un’espansione che prevede 1.600 metri quadrati inediti dedicati al design, realizzati in collaborazione con la Triennale Milano, e un ampliamento per la Sala Albertini, che arriverà a 2.000 metri quadrati, in modo da poter ospitare grandi eventi internazionali. Per il 2026, il Mauto punta a dar vita a un mix tra arte, fotografia, design e cultura visiva, con l’obiettivo di affermarsi come un punto di riferimento culturale, non solo per il mondo dell’auto. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito alle novità programmate per l’anno appena iniziato dal museo.
Il 2026 rappresenta un punto di svolta per il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. Il programma, infatti, è ricco di eventi e iniziative e vuole rendere il Mauto sempre più moderno e attuale, senza dimenticare il legame strettissimo con la storia delle quattro ruote. Dal prossimo 1° aprile e fino al successivo 11 ottobre è in calendario la mostra “I nemici del Drake”, con un’esposizione ricca di contenuti tra monoposto, automobili, caschi e altri accessori.
Nel corso del mese di maggio è prevista un’altra mostra “Automobili: Dalla e Roversi” che viene realizzata in occasione dei 50 anni dell’album Automobili realizzato dal cantautore bolognese, grande appassionato di auto e, soprattutto, del marchio Porsche. Si tratta di un progetto che punta a evidenziare il rapporto tra musica e automobilismo.
Il calendario del Mauto includerà anche altri progetti espositivi come “News from the Near Future”, a cura di Bernardo Follini ed Eugenio Re Rebaudengo e in mostra dal 1° marzo, e “Serie Limitata”, definita come un dialogo tra la fotografia e l’automobile, con un’esposizione curata da Philippe Séclier che sarà visitabile da ottobre 2026.
La programmazione del Mauto per il 2026 risulta essere particolarmente ricca e interessante, con tanti temi affrontati e con l’obiettivo di andare oltre al mondo dell’automobile, creando delle connessioni con altre realtà culturali e rafforzando il ruolo del Museo come vero e proprio hub. Negli ultimi anni, il Mauto ha catturato l’attenzione degli appassionati, ad esempio con iniziative come la mostra dedicata a Senna, e anche per il futuro continuerà a farlo, con tante novità da scoprire.
Per tutti i lettori interessati, ricordiamo che è possibile consultare il sito ufficiale del museo, disponibile all’indirizzo museoauto.com, e, in particolare, le sezioni Mostre ed Eventi, con un riepilogo dettagliato di tutte le iniziative in corso, oltre alla biglietteria online che consente di acquistare il biglietto per l’accesso e organizzare, nel dettaglio, la visita al museo.
Lorenza Bravetta, direttrice del Mauto, in una dichiarazione riportata da La Stampa, commenta:
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 09:30:25 +0000“L’obiettivo è non banalizzare l’automobile perché è un oggetto che non respinge, non intimorisce ed è proprio per questo un mezzo straordinario per portare i visitatori verso altre esperienze culturali. Ci siamo chiesti quanto il Museo fosse davvero allineato al presente. Negli anni il percorso espositivo aveva finito per raccontare una visione dell’automobile che oggi appariva in parte superata. Abbiamo tolto, ripulito, cambiato materiali e linguaggi, lavorando su una trasformazione profonda ma rispettosa della storia del Museo”
Una limousine italiana potrebbe diventare il punto di riferimento di un segmento di mercato ricco di fascino e sempre pronto a rinnovarsi, abbracciando nuove tecnologie e soluzioni di design moderne e avanzate. Il progetto di cui stiamo parlando è quello della Aznom L’Epoque. Si tratta di un concept che anticipa un possibile modello di serie in arrivo nel prossimo futuro. Il nuovo modello realizzato da Aznom Automotive è elettrificato e può contare su una potenza superiore a 1.000 CV. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.
Aznom Automotive, azienda con sede a Monza, ha realizzato in collaborazione con Camal Studio, il concept che anticipa il debutto di Aznom L’Epoque. Si tratta di una limousine italiana, caratterizzata da un design che punta a unire uno stile classico a soluzioni moderne. Nella parte frontale è presente una griglia verticale che rappresenta l’elemento principale e che viene affiancata da proiettori verticali a LED, integrati nei parafanghi.
La vettura si sviluppa con una lunga fiancata e un cofano molto grande. La cabina è arretrata, rispetto all’intero corpo della vettura. La lunghezza complessiva è di quasi 8 metri. Da segnalare anche una particolare soluzione per l’apertura delle porte, con sollevamento del tetto per facilitare l’accesso.
All’interno, l’abitacolo presenta soluzioni ricercate e una configurazione 2+2+2 con un grande divano pensato per ospitare i passeggeri, in sostituzione dei più tradizionali sedili. Naturalmente, c’è una grande attenzione ai dettagli e ai materiali utilizzati per la realizzazione degli interni, dagli inserti in legno lavorato a mano ai rivestimenti in pelle ai tessuti di alta qualità .
La limousine non dimentica la tecnologia con anche la possibilità di sfruttare l’integrazione con l’intelligenza artificiale per la gestione della climatizzazione, della riproduzione di contenuti multimediali e anche dell’illuminazione, tutto tramite comandi vocali. Il concept prende in considerazione anche gli aspetti tecnici.
Aznom L’Epoque, infatti, può contare su un motore V6 che viene utilizzato come generatore per l’alimentazione della batteria integrata da 100 kWh. È presente anche un sistema composto da quattro motori elettrici, uno per ogni ruota. Il sistema si configura come una soluzione con range extender e prevede una potenza complessiva di oltre 1.000 CV. Per il momento, non ci sono ulteriori informazioni sul comparto tecnico.
Aznom L’Epoque, per il momento, è un concept con la possibilità di diventare un progetto reale, da produrre in serie. Le opzioni sul tavolo sono tante e molto dipenderà anche dall’interesse che la limousine italiana potrà suscitare tra collezionisti e potenziali clienti.
Le ipotesi sono diverse: il progetto potrebbe essere realizzato come una one-off oppure potrebbe arrivare come una serie limitata per una cerchia ristretta di clienti. Ulteriori dettagli in merito alla futura limousine italiana arriveranno, senza dubbio, nel corso dei prossimi mesi. Il progetto è, senza dubbio, molto interessante e ricco di potenzialità . Per questo motivo, seguirne il suo sviluppo sarà importante. Staremo a vedere quale sarà il futuro della Aznom L’Epoque.
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 09:00:18 +0000In questo articolo offriamo una panoramica dettagliata degli scioperi previsti in Italia per il mese di gennaio 2026, con particolare attenzione alle principali città coinvolte, le categorie interessate e gli orari di interruzione dei servizi. Di seguito il calendario aggiornato degli scioperi in programma tra il 25 e il 31 gennaio 2026, suddivisi per data e località , per aiutare cittadini e viaggiatori a pianificare spostamenti e attività .
Nella città di Genova è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30, che coinvolge il servizio di trasporto pubblico locale e interessa il personale della società AMT di Genova. Lo sciopero è stato indetto dalla OSR CUB Trasporti.
Nella città di Ancona è indetto uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società Conerobus di Ancona. Lo sciopero è promosso dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
Su tutto il territorio nazionale è previsto uno sciopero nel settore elicotteri: il personale di volo AVINCIS RW delle basi diurne si fermerà dalle 08.00 alle 16.00 e quello delle basi H24 dalle 08.00 alle 20.00. I sindacati coinvolti sono FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.
Nella città di Bologna si svolgerà uno sciopero del settore ferroviario di 8 ore, dalle 09.01 alle 16.59, che riguarda il personale della società RFI COABO (circolazione e orario area Bologna). Lo sciopero è indetto da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e ORSA.
Nella città di Palermo si terrà uno sciopero del trasporto pubblico locale della durata di 4 ore e 30 minuti, dalle 09.00 alle 13.30, che coinvolge il personale delle società Sais Trasporti, Autolinee Gallo e Autolinee Giamporcaro di Palermo. Indetto da OSR FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
Nella città di Bolzano è proclamato uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale con coinvolgimento del personale della società SASA di Bolzano. Hanno aderito UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.
Nella città di Brescia si registrano due scioperi nel settore aereo, entrambi della durata di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00. Uno coinvolge il personale della società GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari e l’altro il personale della società MH24 sempre all’Aeroporto di Brescia Montichiari. Sono promossi da OSR USB Lavoro Privato.
Nel Veneto, presso l’Aeroporto di Verona, sciopero nel settore aereo di 4 ore (13.00-17.00) coinvolge il personale della società ENAV. Indetti da OSL FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV e RSA.
Su tutto il territorio nazionale è previsto uno sciopero sempre nel settore aereo di 4 ore (13.00-17.00) che coinvolge piloti e assistenti di volo della società EasyJet Airlines Limited. Lo sciopero vede la partecipazione di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 07:00:00 +0000Oggi, 25 gennaio 2026, ti forniamo i prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane sulla base dell’ultimo aggiornamento disponibile, con il dettaglio per tipologia ed erogazione. Nella tabella trovi benzina, gasolio, Gpl e metano, così da avere un quadro immediato dei costi alla pompa lungo la rete autostradale. A seguire, spieghiamo in modo chiaro come si forma il prezzo finale: dalla componente industriale, legata alla materia prima e ai margini degli operatori, al peso del prelievo fiscale. Capire come si combinano queste voci aiuta a interpretare le variazioni giornaliere legate alle quotazioni internazionali e al cambio euro/dollaro, oltre agli aggiustamenti commerciali delle singole stazioni di servizio.
Ultimo aggiornamento disponibile dai dati ufficiali: 24-01-2026.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | € 1.736 |
| Gasolio | SELF | € 1.781 |
| GPL | SERVITO | € 0.829 |
| Metano | SERVITO | € 1.494 |
Per la benzina, il prezzo finale alla pompa è il risultato della somma di due grandi voci. La prima è la componente fiscale, pari al 58%, che include imposte indirette come accise e Iva e rappresenta la quota predominante del conto. La seconda è la componente industriale, che vale il 42% e riflette i costi e i margini lungo la filiera. All’interno della parte industriale, il costo della materia prima pesa per il 30% del prezzo: questa quota risente direttamente dell’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti dei movimenti dei mercati. Il restante 12% è il margine lordo, sul quale l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa in funzione della concorrenza locale, del flusso di traffico e delle proprie politiche commerciali. In sintesi, quando i listini globali salgono o l’euro si indebolisce, cresce la parte legata alla materia prima; quando gli operatori ritoccano i listini per assorbire costi logistici o promuovere sconti, varia il margine. La presenza di una componente fiscale così rilevante rende inoltre più visibili, in valore assoluto, anche piccoli cambiamenti delle altre voci.
Per il gasolio, l’equilibrio tra le due macro-componenti è diverso rispetto alla benzina: la parte fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo: si tratta della quota più sensibile alle oscillazioni delle quotazioni internazionali dei distillati medi e alle variazioni del cambio euro/dollaro. Il margine lordo vale invece il 10%: è la leva sulla quale l’operatore può agire per adeguare i listini alla dinamica della domanda, ai costi operativi e alla pressione competitiva lungo le tratte autostradali. Questa struttura fa sì che il gasolio risulti particolarmente esposto ai movimenti del mercato energetico globale, pur mantenendo un peso fiscale importante ma relativamente inferiore alla benzina. Le variazioni dei prezzi, quindi, possono derivare tanto da shock sulle quotazioni internazionali quanto da aggiustamenti commerciali locali: nei periodi di forte volatilità dei mercati, la componente materia prima domina la scena; quando i mercati sono stabili, può emergere con più evidenza l’aggiustamento dei margini per riflettere costi logistici, servizi offerti e strategie di prezzo delle singole aree di servizio.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.650 per la benzina, 1.689 per il diesel, 0.705 per il gpl, 1.434 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.685 |
| Benzina | SELF | 1.638 |
| GPL | SERVITO | 0.697 |
| Metano | SERVITO | 1.408 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.703 |
| Benzina | SELF | 1.682 |
| GPL | SERVITO | 0.682 |
| Metano | SERVITO | 1.492 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.747 |
| Benzina | SELF | 1.694 |
| GPL | SERVITO | 0.776 |
| Metano | SERVITO | 1.584 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.696 |
| Benzina | SELF | 1.669 |
| GPL | SERVITO | 0.731 |
| Metano | SERVITO | 1.507 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.659 |
| Benzina | SELF | 1.644 |
| GPL | SERVITO | 0.638 |
| Metano | SERVITO | 1.392 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.680 |
| Benzina | SELF | 1.635 |
| GPL | SERVITO | 0.659 |
| Metano | SERVITO | 1.362 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.692 |
| Benzina | SELF | 1.648 |
| GPL | SERVITO | 0.674 |
| Metano | SERVITO | 1.380 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.670 |
| Benzina | SELF | 1.626 |
| GPL | SERVITO | 0.663 |
| Metano | SERVITO | 1.475 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.707 |
| Benzina | SELF | 1.657 |
| GPL | SERVITO | 0.780 |
| Metano | SERVITO | 1.443 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.675 |
| Benzina | SELF | 1.630 |
| GPL | SERVITO | 0.665 |
| Metano | SERVITO | 1.379 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.668 |
| Benzina | SELF | 1.627 |
| GPL | SERVITO | 0.699 |
| Metano | SERVITO | 1.311 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.686 |
| Benzina | SELF | 1.656 |
| GPL | SERVITO | 0.695 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.677 |
| Benzina | SELF | 1.629 |
| GPL | SERVITO | 0.667 |
| Metano | SERVITO | 1.417 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.680 |
| Benzina | SELF | 1.662 |
| GPL | SERVITO | 0.655 |
| Metano | SERVITO | 1.467 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.700 |
| Benzina | SELF | 1.650 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.683 |
| Benzina | SELF | 1.667 |
| GPL | SERVITO | 0.759 |
| Metano | SERVITO | 1.734 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.681 |
| Benzina | SELF | 1.632 |
| GPL | SERVITO | 0.685 |
| Metano | SERVITO | 1.449 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.717 |
| Benzina | SELF | 1.669 |
| GPL | SERVITO | 0.726 |
| Metano | SERVITO | 1.391 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.683 |
| Benzina | SELF | 1.636 |
| GPL | SERVITO | 0.691 |
| Metano | SERVITO | 1.327 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.727 |
| Benzina | SELF | 1.669 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 gennaio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.669 |
| Benzina | SELF | 1.631 |
| GPL | SERVITO | 0.674 |
| Metano | SERVITO | 1.327 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 07:00:00 +0000Mentre le vendite di nuove auto prive di elettrificazione si riducono in modo significativo, il 2025 si è chiuso con un forte rialzo della vendita di benzina che ha raggiunto i volumi massimi degli ultimi 15 anni, andando a confermare una tendenza che va avanti già da un po’ e che evidenzia le particolari caratteristiche del mercato italiano delle quattro ruote, costituito da un parco circolante con età media avanzata e con poche vetture elettrificate (soprattutto per quanto riguarda elettriche e ibride plug-in). Ecco tutti i dati disponibili sulla questione.
I dati Unem riportati da Ansa evidenziano un trend ben preciso del mercato italiano. Nel corso del mese di dicembre 2025, infatti, le vendite al mercato di prodotti petroliferi hanno raggiunto un totale di 4,3 milioni di tonnellate con un incremento del 2,4% su base annua (il confronto è con dicembre 2024) e, quindi, con circa 98.000 tonnellate vendute in più. In particolare, si registra un rialzo del 7,7% per quanto riguarda la benzina che ha toccato, come riporta la fonte, volumi massimidegli ultimi 15 anni, andando a confermare una tendenza che viene definita “strutturale”. Da segnalare anche una crescita del gasolio, che fa segnare un incremento su base annua del 5%. La stessa percentuale di crescita è registrata dal gasolio motori, su cui bisogna considerare anche le nuove accise.
Questo dato viene giustificato da una sostanziale ripresa del traffico di veicoli pesanti, che ha registrato un aumento del 7%, secondo le stime Anas. In calo dello 0,8%, invece, il GPL autotrazione. Il dato complessivo dei carburanti stradali nel corso del mese di dicembre 2025 vede un passo in avanti del 5,4%, pari a 149 mila tonnellate in più. Da segnalare che questo dato è stato registrato a parità di giorni lavorativi ma con una cadenza infrasettimanale delle festività che, secondo le rilevazioni, potrebbe aver favorito gli spostamenti e, di conseguenza, potrebbe aver giocato un ruolo determinante nell’incremento dei consumi di carburante nel corso del mese di dicembre 2025, nel confronto con i dati dello stesso mese di dicembre 2024. I consumi petroliferi totali, dato che comprende anche le attività industriali, registrano un rialzo pari all’1,4% per un totale di 65.000 tonnellate in più.
L’aumento dell’utilizzo dei carburanti si accompagna anche a un calo dei prezzi al consumo che va a confermare la tendenza ribassista che era già stata evidenziata nel corso del mese di novembre (in particolare sul finire del mese). Le rilevazioni confermano un calo del prezzo della benzina che, nel corso del mese di dicembre, ha registrato un calo di 5 centesimi di euro per litro, attestandosi a una media di 1,709 euro/litro. Da segnalare anche un calo ancora più rilevante per il gasolio. In questo caso, infatti, la riduzione è di 7 centesimi al litro, con un dato medio pari a 1,669 euro/litro. Ricordiamo che per il prossimo futuro c’è il rischio di un aumento del prezzo della benzina che potrebbe dipendere da alcune questioni geopolitiche in grado, potenzialmente, di avere un impatto significativo sui costi al dettaglio dei carburanti. Ne sapremo di più in futuro.
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 06:30:33 +0000Il traffico in città può essere un problema importante e può rappresentare anche una perdita di tempo significativa per gli automobilisti. Il traffico non è uguale in tutte le città . In alcuni centri urbani, infatti, il problema è molto più rilevante e ha un impatto significativo sugli spostamenti quotidiani dei cittadini. Una conferma in tal senso arriva dal nuovo Traffic Index di TomTom che evidenzia quelle che sono le città italiane più trafficate, con riferimento ai dati raccolti nel corso del 2025. L’indagine mette a confronto i risultati ottenuti dalle città italiane con quelli registrati dalle città più trafficate a livello globale.
I dati raccolti nel corso del 2025 vedono un passaggio di testimone in testa alla classifica con una nuova città che si ritrova in prima posizione, conquistando sicuramente il titolo di città più trafficata in Italia. La classifica stilata dall’indagine vede al quarto posto un gruppo composto da tre città .
Con il 45% di livello medio di congestione (valore che indica l’aumento dei tempi di percorrenza rispetto a condizioni di traffico ottimali) troviamo Roma, che nell’indagine del 2024 era al primo posto, Firenze e Napoli. Al terzo posto, invece, c’è Catania, che registra il 47% di livello medio di congestione, mentre Milano è seconda, con il 49%.
La città più trafficata in Italia nel corso del 2025 risulta essere Palermo, che registra un livello medio di congestione pari al 51%. Si tratta, per distacco, del valore più alto in Italia. La distanza media percorsa in 15 minuti è di 6,8 chilometri, in leggero calo rispetto al 2024. Nelle ore di punta (in particolare intorno alle 18:00) la situazione peggiora in modo significativo e si arriva fino a 3,8 chilometri. La giornata più critica per la città siciliana è stata l’8 aprile 2025, quando si è registrato un livello medio di congestione pari a 111%. In ogni caso, la città dove si percorrono meno chilometri in 15 minuti, durante il traffico intenso, non è Palermo ma Milano.
Il confronto tra Palermo e le città più trafficate al mondo conferma che in Italia il problema del traffico, per quanto rilevante, è sicuramente molto meno impattante sulla mobilità . Le città più trafficate al mondo, infatti, risultano essere decisamente più congestionate rispetto alla città siciliana, che occupa il primo posto in Italia.
La classifica globale è guidata da Città del Messico che raggiunge una percentuale del 75,9%. Gli automobilisti di questa città perdono ogni anno nel traffico più di 180 ore. Secondo un’altra indagine, invece, Città del Messico è al secondo posto tra le città più trafficate. Sul podio troviamo anche Bangalore, in India, dove la congestione arriva a una percentuale del 74,4%. Terza posizione per la prima città in Europa per traffico, Dublino, con il 72%.
Raggiungono la soglia del 70% di congestione anche altre due città europee, Lodz e Lublin in Polonia. Il confronto con il resto del mondo, quindi, posiziona Palermo in una fascia intermedia. Per quanto trafficata e congestionata, la città siciliana si trova in una situazione decisamente migliore rispetto ai centri citati in precedenza.
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 06:30:32 +0000Una coda stradale si forma quando il sistema strada-veicoli-comportamenti perde stabilità . In condizioni normali il flusso riesce a smorzare piccoli disturbi perché c’è abbastanza spazio tra i veicoli e abbastanza capacità residua per assorbire una frenata, un cambio corsia o un ingresso. Quando però la domanda di traffico si avvicina alla capacità del tratto, la strada diventa un equilibrio fragile, e basta un evento minimo per far scattare la trasformazione da scorrimento a stop-and-go.
Le code ricorrenti sono quelle che si trovano sempre nello stesso punto e più o meno alla stessa ora perché dipendono da un limite strutturale: uno svincolo che immette troppo traffico, un restringimento, un tratto dove si sommano flussi diversi, una galleria, una barriera o un nodo urbano. In pratica, è la geometria della rete a creare un collo di bottiglia quotidiano. Le code non ricorrenti sono quelle che si formano a causa di un evento ben preciso e identificato, come un incidente, un veicolo in avaria, un cantiere, un temporale, una nevicata, un’uscita bloccata o anche un evento sportivo che concentra arrivi in pochi minuti. Il punto interessante è che, per creare una coda enorme, non serve un evento enorme: basta una riduzione di capacità anche temporanea
Il falso mito più diffuso è che la coda debba per forza avere una causa fisica visibile, tipo l’incidente o il cantiere, perché altrimenti “non si spiegaâ€. In realtà c’è una categoria di code che nasce per auto-organizzazione ovvero per effetto di piccole variazioni di velocità che, a densità alta, diventano onde che si ingrossano. Funziona così: un’auto frena appena, quella dietro frena un po’ di più per prudenza, il terzo ancora di più perché ha meno margine e in pochi passaggi il rallentamento locale diventa un punto di stop che si sposta all’indietro come una marea. Chi è dentro la coda vive l’effetto e non vede la causa perché la causa non è un oggetto ma è un’instabilità . Ecco perché certe code si dissolvono all’improvviso: è l’onda che perde energia quando la densità cala.
Molte congestioni nascono in corrispondenza di comportamenti ripetuti e non di infrastrutture. Il classico esempio è l’immissione: se chi entra non si integra con una velocità compatibile e chi sta in corsia non lascia margine, il flusso diventa una serie di frenate e accelerazioni che riduce la capacità effettiva del tratto. Un altro generatore tipico è la corsia di uscita imboccata agli ultimi metri, quando decine di auto si spostano in poco spazio costringendo gli automobilisti già in corsia a frenare e a creare un punto di instabilità che si propaga. Anche il sorpasso compulsivo e il rientro stretto sono colli di bottiglia comportamentali, perché trasformano un flusso regolare in un flusso nervoso e quest’ultimo è sempre meno efficiente.
Un’altra convinzione sbagliata è che le azioni singole, come lievi frenate, possano non avere conseguenze. Nel traffico denso, ogni frenata produce una richiesta di frenata più forte per chi segue perché i tempi di reazione non sono nulli e la distanza non è infinita. Se davanti si rallenta di 5 km/h, chi segue potrebbe rallentare di 10 per sicurezza e quello dietro ancora di più perché vede solo luci stop e non ha informazioni sul contesto. In pochi secondi un micro-rallentamento diventa un arresto completo a qualche centinaio di metri, e quella è una coda nata dal nulla che in realtà nasce da un comportamento normale in un contesto sbagliato: troppo poca distanza e troppa densità .
Quando c’è un incidente sulla corsia opposta o un mezzo fermo in banchina, ci sono sempre numerosi automobilisti che rallentano solo per curiosità . Si tratta di un’azione che ha un impatto sul traffico stradale, ovviamente, perché un rallentamento breve ma ripetuto da centinaia di veicoli nello stesso punto crea un calo di capacità e innesca l’onda di congestione. La rete stradale collassa quando mancano corsie, ma anche quando la velocità diventa irregolare.
I cantieri rallentano anche quando non si vede nessuno lavorare, perché cambia la percezione: corsie strette, barriere, deviazioni, segnaletica e un fondo stradale meno uniforme. In queste condizioni molti guidatori aumentano la distanza, riducono la velocità , evitano sorpassi e ogni manovra diventa più prudente, quindi più lenta e meno efficiente.
Con pioggia, nebbia, vento o semplicemente con una luce difficile aumenta la variabilità di comportamento. C’è chi rallenta molto e chi rallenta poco, chi frena in anticipo e chi all’ultimo, chi cambia corsia per sentirsi più sicuro e chi resta fisso, e questa eterogeneità è il carburante delle onde di congestione. Anche in questo caso basta una serie di micro-frenate mal sincronizzate per trasformare un flusso già carico in un flusso che si spezza.
Dire poi che il traffico in autostrada è colpa dei camion è una scorciatoia mentale perché offre una causa semplice e visibile. Nella realtà i mezzi pesanti “disturbano” quando la rete è già vicina al limite: accelerano più lentamente, hanno dinamiche diverse, occupano più spazio e rendono più costose certe manovre. Se però la densità è bassa, i camion non creano code perché c’è margine per superarli e per assorbire le differenze. Quando invece la densità è alta, ogni differenza di dinamica si amplifica e la presenza di veicoli lenti aumenta le possibilità di instabilità , ma il punto resta lo stesso: è l’interazione con la saturazione a fare la differenza.
Dopodiché l’idea che aggiungendo una corsia si risolve il problema funziona solo in alcuni casi. Se il collo di bottiglia è uno svincolo, una barriera o una galleria, allargare prima o dopo sposta la congestione come si sposta una bolla sotto un tappeto. Quando una strada diventa più comoda attira più traffico perché alcuni cambiano orario, percorso o mezzo e la domanda tende a crescere fino a riavvicinarsi alla capacità .
La coda è quindi un fenomeno collettivo e i due miti più dannosi sono quelli che isolano la responsabilità . Il primo è la caccia al colpevole unico perché fa perdere di vista il meccanismo: la maggiore parte delle volte non c’è un colpevole, c’è un sistema vicino al limite che amplifica ogni disturbo. Il secondo è l’idea che il singolo non possa incidere perché tanto lo fanno tutti, quando invece il traffico è la somma di micro scelte, e alcune hanno un impatto più grande sulla stabilità .
Il comportamento più efficace contro la coda non è correre quando si può, ma guidare in modo regolare quando il traffico è denso. Significa evitare accelerazioni e frenate a scatti perché ogni scatto è un disturbo che si trasmette. Significa anche mantenere una distanza che sembri troppa a chi è nervoso perché quella distanza è proprio ciò che assorbe i piccoli rallentamenti senza trasformarli in stop.
Data articolo: Sun, 25 Jan 2026 05:00:39 +0000Donald Trump, nel suo ruolo di presidente degli Stati Uniti, può contare ora su un nuovo veicolo, pensato per gli spostamenti più brevi. Si tratta di un SUV che, naturalmente, è stato realizzato in modo specifico per soddisfare le esigenze del presidente americano, con tutte le misure di sicurezza più avanzate. Il veicolo in questione, realizzato da Cadillac, va ad affiancare la ben nota “The Beast”, la limousine blindata che viene utilizzata nel corso degli impegni più importanti del presidente americano. Ecco tutti i dettagli in merito al nuovo veicolo blindato che già viene utilizzato da Trump per alcuni brevi spostamenti e che rappresenta un vero e proprio scudo su ruote.
Il nuovo SUV di Donald Trump è una versione speciale della Cadillac Escalade, realizzata “su misura” per soddisfare le necessità dell’amministrazione americana. Il veicolo, come riporta la testata americana TMZ, è blindato ma le caratteristiche specifiche non sono state rivelate, in quanto coperte dalla riservatezza. È praticamente certo che il SUV possa sfruttare tutti i sistemi di sicurezza e le protezioni degli altri modelli che fanno parte del parco auto in dotazione al presidente degli Stati Uniti.
Ricordiamo che poco meno di un anno fa erano state confermate le preferenze di Trump e dell’amministrazione americana per la nuova limousine presidenziale: Cadillac era stata scelta per realizzarla dopo la bocciatura di Tesla. La limousine, però, è un veicolo più di rappresentanza (anche se blindato e protetto). Per i brevi spostamenti, tra un incontro istituzionale e un altro, i Servizi Segreti americani, che curano la sicurezza del presidente, preferiscono optare per SUV come la Cadillac Escalade, mostrata nella foto in testa all’articolo e utilizzata nella recente trasferta in Svizzera. Di recente, Trump ha utilizzato anche un altro veicolo, una Chevrolet Suburban, sempre opportunamente modificato, mentre nella sua collezione privata c’è stato spazio anche per una Ferrari esclusiva, poi venduta all’asta con un prezzo davvero da capogiro.
Come sottolineato in precedenza, i veicoli realizzati per il Dipartimento di Stato americano e, in particolare, per il presidente degli Stati Uniti sono personalizzati su misura e rispettano le richieste dei Servizi Segreti. Le caratteristiche complete non sono note, ma è chiaro che ogni elemento è stato progettato per massimizzare la sicurezza. Dalle foto della Cadillac Escalade si nota la presenza di numerose antenne sulla carrozzeria. Si tratta di un elemento essenziale per poter garantire una comunicazione costante, dall’interno del veicolo verso l’esterno. Gli addetti alla sicurezza, infatti, mantengono un costante contatto tra di loro mentre il presidente americano (o comunque l’esponente del Governo che sta usando il veicolo) potrebbe avere la necessità di effettuare chiamate nazionali o internazionali durante lo spostamento. Ulteriori informazioni sulla nuova Escalade blindata potrebbero arrivare nel corso delle prossime settimane anche se il progetto completo continuerà a essere top secret.
Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 16:00:52 +0000Le auto usate sono sempre più richieste, anche per via dell’aumento dei costi delle vetture nuove. Non tutti i modelli hanno lo stesso successo sul mercato, soprattutto in Italia dove i gusti degli automobilisti sono ben precisi e sono orientati principalmente su un numero selezionato di modelli. La conferma arriva da un nuovo studio di carVertical, società leader nel settore della raccolta di dati per il settore automobilistico. L’indagine, in particolare, chiarisce quali sono stati i veicoli preferiti dagli italiani per quanto riguarda il settore delle auto usate nel corso del 2025 e mette in evidenza anche alcune criticità da non sottovalutare.
La Top 10 delle auto più cercate in Italia comprende diversi modelli molto interessanti e, dopo due anni di dominio della Fiat 500, che nel biennio precedente aveva conquistato la prima posizione, vede un passaggio di testimone al vertice. In decima posizione, tra le auto più controllate sulla piattaforma, troviamo l’Audi Q3, che raccoglie l’1,6% delle ricerche. Seguono la Fiat 500X (1,7%), la Range Rover (1,8%), l’Alfa Romeo Giulietta (1,8%), la Fiat Panda (1,8%), che ricordiamo è l’auto nuova più venduta in assoluto in Italia, e la Fiat 500 (2,1%). Sfiora il podio l’Alfa Romeo Stelvio (2,1%) mentre al terzo posto troviamo la Mercedes Classe A (2,2%) che viene preceduta dall’Audi A3 (3,1%). La prima posizione della classifica delle auto più cercate in Italia nel corso del 2025 è conquistata dalla Volkswagen Golf, a cui fanno riferimento il 3,9% di tutti i controlli effettuati sulla piattaforma. Da segnalare, quindi, che ci sono cinque modelli di marchi italiani nella Top 10 ma le prime posizioni sono dominate da brand tedeschi. Ricordiamo che, per supportare gli utenti, carVertical ha di recente pubblicato un’indagine con i principali trend del mercato delle auto usate per il 2026.
carVertical evidenzia anche alcuni rischi da non sottovalutare prima di prendere un’auto usata. La Volkswagen Golf, ad esempio, è l’auto che ha registrato il maggior numero di danni con il 17,5% di tutti i modelli controllati su carVertical che risulta danneggiato. In questa classifica seguono l’Audi A3 (14,3%) e la Fiat 500 (12,3%). Da non sottovalutare la sempre molto diffusa truffa del contachilometri, con la manipolazione che mira a ridurre il numero di chilometri che vengono visualizzati. Tra le auto più cercate in Italia nel 2025, è l’Alfa Romeo Stelvio il modello che viene coinvolto più spesso in questo tipo di frode, con il 3,8% dei casi. Seguono la Range Rover (3,2%) e l’Audi A3 (3,1%). Attenzione anche alla Fiat Panda che ha registrato il più alto numero medio di chilometri manomessi (circa 78 mila). Tutti questi fattori devono essere sempre considerati con attenzione al momento della scelta di un’auto usata.
Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical, ha commentato:
Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 15:15:13 +0000“Controllare la storia di un veicolo è essenziale per evitare di pagare un costo elevato per un’auto con un contachilometri manomesso. Le discrepanze nascoste nel chilometraggio possono infatti portare a costi di manutenzione imprevisti. Un rapido controllo dello storico del veicolo può salvare gli acquirenti da sorprese inaspettate e perdite finanziarie. Si consiglia inoltre di effettuare un test drive del veicolo e di sottoporlo a un’ispezione da parte di un’officina espertaâ€Â
Toyota ha presentato una nuova limited edition di grande interesse: si tratta della GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition, un’evoluzione della GR Yaris che debutta in occasione della prima tappa del Campionato Mondiale Rally FIA (WRC) 2026, il Rallye Monte-Carlo. Si tratta di un progetto ricco di potenzialità , realizzato per celebrare un evento ben preciso. Ecco tutti i dettagli del modello, ancora in sviluppo ma destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista tra gli appassionati.
La nuova GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition è stata realizzata da Toyota, come suggerisce il nome stesso, con l’obiettivo di rendere omaggio al pilota del TOYOTA GAZOO Racing World Rally Team, Sébastien Ogier, vincitore del Campionato Mondiale Piloti 2025 dopo aver conquistato sei vittorie e un totale di dieci podi. Per Ogier si è trattato del nono titolo mondiale, un risultato che eguaglia il record esistente e che conferma, ancora una volta, la straordinaria carriera del pilota. Questa nuova edizione speciale, in una versione di prototipo, è stata presentata lo scorso 22 gennaio, sullo sfondo dell’iconico porto di Monaco, in occasione della partenza del rally che lo stesso Ogier affronterà per l’undicesima volta in carriera, segnando un altro record storico.
Solo pochi appassionati potranno acquistare la nuova Toyota GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition. La Casa nipponica, infatti, ha confermato che l’edizione speciale sarà limitata a un totale di 200 unità che verranno distribuite in tutto il mondo. Solo un lotto di 100 unità sarà destinato al mercato europeo. Il modello si basa sulla GR Yaris Aero Performance e propone diversi equipaggiamenti esclusivi che, secondo la Casa, riflettono le preferenze e lo stile di guida del campione francese. La versione speciale della GR Yaris potrà contare, in particolare, due modalità di guida speciali per la trazione integrale con la SEB che utilizza una distribuzione di coppia 40:60, per uno stile più orientato verso la trazione posteriore, e la MORIZO, che massimizza il controllo e le prestazioni in curva. Da segnalare anche il colore Black Gravite per la carrozzeria che viene affiancato a cerchi neri opachi. Le pinze dei freni sono rifinite in un caratteristico blu Ogier mentre la griglia anteriore si caratterizza per la presenza di un accento tricolore ispirato alla bandiera francese, tonalità che ritornano anche all’interno dell’abitacolo, ad esempio sul volante.
La GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition è ancora un “work in progress” con la vettura che sta affrontando la fase di sviluppo. Di conseguenza, fa sapere la Casa nipponica, il progetto potrebbe subire delle piccole variazioni rispetto a quanto annunciato nei giorni scorsi. La versione definitiva della nuova limited edition sarà svelata nel corso delle prossime settimane (per il momento non c’è ancora una data ufficiale) e solo in quell’occasione saranno ufficializzati tutti i dettagli relativi alle prestazioni e al comparto tecnico.
Data articolo: Sat, 24 Jan 2026 14:30:12 +0000