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Il 9 maggio 2026 la situazione del traffico lungo le principali autostrade italiane presenta alcune criticità importanti. Segnaliamo in particolare una coda di 2 km sulla A1 Milano-Napoli tra Caianello e Capua causata da un incidente, e una situazione di rallentamenti dovuti alla safety car sempre sulla A1 in direzione Autostrada Milano-Napoli tra San Cesareo e Monteporzio. Questi eventi riflettono una giornata con traffico intenso in più punti strategici del paese.
17:04 – Caianello e Capua
Coda di 2 km per incidente
Direzione Napoli
La coda si estende dal chilometro 711.5 al chilometro 709.5.
16:38 – San Cesareo e Monteporzio
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Autostrada Milano-Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 5.0 al chilometro 9.0 per una lunghezza di 4 km.
15:53 – Uscita a Fiano Romano
Coda in uscita provenendo da Autostrada Milano-Napoli
Direzione G.R.A.
Tratta di uscita senza indicazione chilometrica specifica.
15:52 – Barriera di Roma Nord
Coda in entrata alla barriera
Direzione G.R.A.
Tratta di entrata senza indicazione chilometrica specifica.
15:26 – Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.
16:07 – Piazzale Italiano
Coda in corrispondenza Piazzale Italiano verso Chamonix. Attesa prevista 15 minuti.
Direzione Chamonix
Tratta dal chilometro 11.8 senza coda specifica indicata.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sat, 09 May 2026 15:08:00 +0000C’è una frase, pronunciata da Fred Vasseur dopo il GP di Miami, che racconta molto più del risultato finale della Ferrari: “Sappiamo su cosa dobbiamo migliorare“. Una dichiarazione apparentemente normale, quasi rituale nel linguaggio della F1 moderna, ma che in realtà apre un tema molto più ampio.
La Ferrari oggi è davvero limitata soltanto dalla potenza del motore oppure il problema è più complesso? La domanda accompagna la Scuderia verso Montreal, prossima tappa del Mondiale il 24 maggio, su una pista dove storicamente contano trazione, efficienza aerodinamica e velocità sul dritto. Proprio il tema della velocità massima, dopo il weekend in Florida, è tornato al centro delle discussioni.
A Miami la Ferrari ha lasciato sensazioni contrastanti. Da una parte il potenziale intravisto, soprattutto nelle mani di Charles Leclerc nelle prime fasi del weekend. Dall’altra la sensazione che, appena le condizioni cambiano, dal traffico alla gestione gomme, la SF-26 perda quella continuità necessaria per restare agganciata ai migliori. Il punto è che il weekend americano non può essere liquidato semplicemente con il cronometro sui rettilinei, sarebbe troppo facile, forse persino fuorviante.
Per diversi momenti del fine settimana di Miami, la Ferrari è sembrata la macchina di riferimento. Leclerc aveva mostrato un ritmo convincente, specialmente in aria pulita, tanto da candidarsi concretamente a protagonista. Poi però lo scenario è cambiato.
La McLaren è cresciuta giro dopo giro, Norris ha trovato una velocità impressionante soprattutto nella Sprint e Piastri ha confermato che il pacchetto tecnico portato dal team di Woking funziona bene. Non solo, la monoposto britannica è sembrata improvvisamente più completa. Rapida in curva, stabile nella gestione gomme e soprattutto efficace sui rettilinei.
Andrea Stella non ha nascosto la realtà dei numeri: “Penso che Mercedes abbia ancora un paio di decimi di vantaggio su chiunque altro“. Una valutazione pesante, perché arriva da uno degli uomini tecnicamente più preparati del paddock. Il solo ridurre tutto alla power unit rischia di semplificare eccessivamente il quadro. Perché a Miami, la Ferrari non ha sofferto soltanto in allungo. Ha sofferto soprattutto nella gestione complessiva della gara.
Le parole di Vasseur sono state molto chiare: il surriscaldamento ha rappresentato uno dei problemi principali. E quando in F1 si parla di overheating non si fa riferimento soltanto al motore.
Si parla di gomme che escono dalla finestra ideale. Si parla di aerodinamica che perde efficacia quando si segue un’altra vettura. Si parla di bilanciamento che cambia progressivamente nel corso dello stint. Si parla di necessità di fare lift and coast, cioè alzare il piede prima del punto di frenata per gestire temperature e consumi.
Leclerc ha vissuto una gara a due facce. In aria pulita il monegasco era competitivo. Nel traffico, invece, il rendimento è crollato. Qui è emerso il vero interrogativo tecnico della Ferrari. Perché la SF-26 sembra una macchina molto sensibile alle condizioni esterne. Quando tutto è perfetto, o meglio, pista libera, equilibrio termico corretto, la vettura funziona. Quando però aumenta il degrado o cambia il contesto della gara, il pacchetto perde consistenza.
Le grandi macchine da titolo mondiale sono veloci sempre, non soltanto in determinate finestre operative. Gli aggiornamenti funzionano, ma non basta. C’è però anche un lato incoraggiante del weekend di Miami: gli aggiornamenti portati dalla Ferrari hanno funzionato. Questo è forse il dato più importante in prospettiva Canada e soprattutto nella corsa allo sviluppo stagionale.
La Scuderia non ha sbagliato direzione tecnica, anzi. La monoposto ha guadagnato carico e prestazione, confermando che il lavoro di Maranello sta seguendo una strada coerente. Ferrari oggi è probabilmente nel gruppo immediatamente dietro Mercedes e McLaren, ma la sensazione è che manchi ancora qualcosa per poter controllare un weekend dall’inizio alla fine. La differenza non è enorme ma in F1 anche due decimi possono sembrare un abisso.
In crescita costante McLaren, che in questo momento, sembra aver trovato una combinazione quasi ideale tra telaio, efficienza aerodinamica e sfruttamento della power unit Mercedes. Il salto fatto dalla squadra di Zak Brown ricorda quanto sia sottile il margine in F1, basta trovare due o tre dettagli giusti per trasformare una buona macchina in una macchina vincente.
In mezzo alle difficoltà , la Ferrari continua però a mostrare un punto di forza evidente: le partenze. Anche a Miami gli scatti al via sono stati eccellenti. È un aspetto che spesso passa in secondo piano, ma che racconta molto del lavoro fatto sul set-up della frizione, sulla gestione elettronica e sulla preparazione dei piloti. Leclerc e Hamilton riescono quasi sempre a guadagnare posizioni o comunque a mantenersi aggressivi nei primi metri. In un campionato equilibrato, dove superare resta complicato, partire bene significa costruire metà della gara.
Non è un caso che Vasseur abbia inserito proprio questo elemento tra gli aspetti positivi del weekend. Perché la Ferrari del 2026 non è una squadra confusa. Non è la Ferrari nervosa e disordinata di alcune stagioni recenti. È una squadra che ha una direzione tecnica precisa, ma che deve ancora trasformare il potenziale in continuità .
Montreal sarà molto più di una semplice gara. Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve rappresenta un test ideale per capire dove si trovi davvero la Ferrari. Servirà efficienza aerodinamica sui lunghi rettilinei. Servirà stabilità nelle frenate violente. Servirà trazione in uscita dalle chicane. E soprattutto servirà gestione termica.
Se il problema della SF-26 è realmente soltanto la potenza, allora la Ferrari rischia di pagare ancora qualcosa rispetto alle monoposto motorizzate Mercedes. Se invece il nodo principale è l’utilizzo complessivo del pacchetto, gomme e temperature, allora Montreal potrebbe offrire risposte più incoraggianti. Perché la pista canadese spesso premia le vetture equilibrate più che quelle semplicemente potenti.
La sensazione a oggi è che Ferrari è più vicina di quanto sembri. La considerazione che emerge valutando l’inizio di stagione, la Ferrari non sembra lontanissima, non abbastanza lontana da parlare di crisi. Non abbastanza vicina da parlare di lotta mondiale. È una posizione intermedia forse persino frustrante, perché lascia continuamente intravedere la possibilità del salto definitivo. Leclerc continua a guidare a un livello altissimo. Hamilton, pur in una fase complessa, resta un riferimento assoluto per esperienza e sensibilità tecnica. Tra loro, Vasseur appare lucido, concreto, meno incline ai proclami rispetto al passato.
Ferrari deve accelerare adesso, non solo nello sviluppo, ma soprattutto nella comprensione della propria macchina. Perché Miami ha lasciato una verità chiara: la SF-26 ha velocità . La domanda è se riesca davvero a usarla sempre. E probabilmente è proprio qui che si giocherà il futuro immediato della stagione Ferrari.
Data articolo: Sat, 09 May 2026 14:41:07 +0000Il mercato auto italiano sta vivendo un momento molto positivo. Come confermano i dati di vendita, infatti, le immatricolazioni sono in netta crescita, con il primo quadrimestre che si è chiuso con un sostanziale incremento rispetto ai dati dello scorso anno.
Come sempre, però, alcuni modelli crescono più di altri. Di seguito andremo ad analizzare i dati forniti da UNRAE per mettere in evidenza quali sono i modelli che si stanno distinguendo in modo particolare in questa prima parte di 2026 e che stanno facendo segnare una crescita importante delle immatricolazioni.
Tra le vetture selezionate non ci sono novità assolute, come la Grande Panda o la Leapmotor T03, per cui il confronto con lo scorso anno non sarebbe indicativo considerando una fase di commercializzazione appena iniziata. La selezione è in ordine alfabetico e non deve essere considerata come una vera e propria classifica ma solo come una fotografia del mercato attuale, con un focus sulle auto più “in trend”.
Audi Q3 è uno dei modelli di riferimento della gamma della Casa dei quattro anelli e sta registrando un primo scorcio di 2026 davvero ottimo: in Italia, infatti, le immatricolazioni sono state pari a 8.227 unità con un incremento del 74% rispetto allo scorso anno. Il mercato è della nuova generazione del SUV, lanciata sul finire del 2025.
C’è spazio anche per BYD in questa selezione: la Seal U, infatti, si sta ritagliando un ruolo da protagonista assoluta del mercato con un totale di 6.205 unità immatricolate nel primo quadrimestre del 2026 e una crescita del 52% su base annua. La vettura è leader tra le auto ibride plug-in e sta dando un contributo enorme alla crescita dell’intero settore.
Una delle vetture più “in forma” del momento è la Nissan Qashqai che ha chiuso i primi quattro mesi dell’anno con un totale di 9.363 unità immatricolate, registrando un incremento del 19% su base annua e conquistando la leadership del mercato dei SUV di segmento C. Si tratta di un modello che sta dando un contributo importante a Nissan, la cui attività in Italia è sempre più legata al successo di Qashqai.
Una delle auto più interessanti del momento è la Renault Clio. La vettura ha raggiunto 12.163 unità immatricolate, con un incremento del 21% su base annua. Questo risultato permette alla city car di Renault di conquistare la seconda posizione tra le auto di segmento B. Il successo della Clio è legato a doppio filo al debutto della nuova generazione che rappresenta un miglioramento del modello sotto tanti punti di vista.
Anche la Suzuki Swift sta crescendo molto bene: con 5.085 unità immatricolate, infatti, la vettura si sta ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato, con un incremento di oltre il 37% rispetto allo scorso anno. Questo risultato garantisce alla Swift un posto di primo piano in uno dei segmenti più affolatti e competitivi del mercato, quello delle berline di segmento B.
Da tenere d’occhio sono anche i risultati della Toyota Aygo X, modello di riferimento tra i SUV di segmento A. La vettura ha raggiunto un totale di 13.061 unità immatricolate, registrando una crescita percentuale pari al 78% rispetto allo scorso anno. Ricordiamo che dalla fine dello scorso anno la vettura di Toyota è disponibile con la nuova versione Full Hybrid. Questa motorizzazione ha arricchito la gamma rendendo la Aygo X ancora più interessante per gli automobilisti alla ricerca di un modello compatto.
Data articolo: Sat, 09 May 2026 13:45:26 +0000Jeep mette mano al suo SUV compatto di maggior successo e sceglie il Brasile per mostrare al mondo il primo assaggio del nuovo restyling della Avenger. Un debutto lontano dall’Europa solo geograficamente, perché le modifiche viste sul modello sudamericano anticipano chiaramente l’evoluzione che arriverà anche nel Vecchio Continente nel corso del prossimo anno.
La Avenger, che in poco tempo è diventata uno dei modelli chiave del marchio americano, cambia senza stravolgersi. Jeep ha preferito lavorare sul carattere, irrigidendo le linee e avvicinando il piccolo SUV al nuovo linguaggio stilistico inaugurato dalla Compass di ultima generazione.Â
Le celebri sette feritoie Jeep, elemento iconico del marchio fin dal 1945, vengono reinterpretate con un design più tridimensionale e tecnologico. Non sono più soltanto un richiamo estetico alla tradizione off-road della Casa, ma diventano parte integrante della firma luminosa grazie all’introduzione di elementi LED nella parte superiore.
Una soluzione che rende la Avenger più riconoscibile soprattutto di sera e che la avvicina alle ultime novità della gamma Jeep. Lo sguardo diventa così più aggressivo, con una presenza su strada più matura rispetto al modello attuale.
Anche i gruppi ottici sembrano integrarsi meglio con la carrozzeria, creando un frontale più compatto e muscoloso. Jeep continua quindi a puntare su un design che vuole trasmettere solidità , pur restando all’interno delle dimensioni compatte che hanno decretato il successo della Avenger nelle città europee.
Il restyling però non si limita alla griglia. Cambia anche il modo in cui il paraurti si raccorda ai passaruota, con linee più tese e spigolose che enfatizzano il carattere da SUV. La zona inferiore del frontale appare più scolpita, mentre i fendinebbia vengono inseriti in un disegno più geometrico e moderno.
È evidente la volontà di creare un family feeling più forte con la nuova Compass e con le future Jeep in arrivo. La Avenger abbandona quindi parte delle forme morbide della prima versione per adottare uno stile più deciso, nelle proporzioni e nei dettagli.
Questo aggiornamento arriva in un momento particolarmente importante per Jeep. La Avenger è infatti diventata rapidamente uno dei pilastri commerciali del marchio in Europa, grazie a dimensioni compatte, motorizzazioni efficienti e a un look che riesce a distinguersi nel sempre più affollato segmento dei B-SUV.
La Avenger sudamericana viene proposta con un 1.0 turbo tre cilindri mild hybrid a 12 Volt da 130 CV, abbinato al cambio automatico. Una soluzione pensata per adattarsi alle esigenze locali, dove cilindrate contenute e consumi ridotti hanno un peso importante.
Per l’Europa, però, non sembrano esserci rivoluzioni sul fronte delle motorizzazioni. Jeep dovrebbe confermare l’attuale gamma già conosciuta sul nostro mercato. Si partirà quindi dal 1.2 turbo benzina da 100 CV, passando poi per la versione full hybrid da 110 CV, fino ad arrivare alla più recente variante 4xe a trazione integrale da 145 CV.
Proprio la Avenger 4xe rappresenta uno dei tasselli più importanti della strategia Jeep in Europa. Con questo modello il marchio ha riportato la trazione integrale nel segmento compatto, cercando di differenziarsi dalla concorrenza che punta soprattutto su SUV urbani dal carattere più cittadino che avventuroso.
Accanto alle versioni ibride continuerà naturalmente anche la proposta elettrica, che resta centrale nella strategia europea del gruppo Stellantis. La Avenger a batteria ha infatti avuto un ruolo fondamentale nell’espansione elettrica di Jeep nel continente.
Data articolo: Sat, 09 May 2026 08:36:07 +0000Quando si parla di emissioni e normative ambientali, il pensiero corre subito ai motori. Eppure, con l’arrivo dell’Euro 7, sotto la lente d’ingrandimento non finiranno soltanto gli scarichi. Anche componenti considerati secondari fino a pochi anni fa stanno diventando cruciali nella lotta all’inquinamento urbano. Tra questi ci sono i freni.
Le polveri sottili prodotte dall’usura di pastiglie e dischi sono infatti uno degli elementi che la nuova normativa europea vuole limitare in maniera drastica. Un tema che fino a oggi era rimasto relativamente in ombra, ma che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui vengono progettati gli impianti frenanti delle auto moderne.
Nasce cosi il disco in acciaio inox, soluzione sviluppata in Germania che sembrerebbe ridurre drasticamente usura, polveri sottili e costi di manutenzione nel lungo periodo. Questa tecnologia sostituisce la tradizionale ghisa con acciaio inox ad alta resistenza, abbinandolo a materiali frenanti inorganici di nuova concezione. In pratica, un sistema progettato per ridurre al minimo l’usura durante la frenata.
Secondo i ricercatori coinvolti nello sviluppo, questa soluzione consentirebbe di abbattere le emissioni di particolato generate dai freni di oltre l’85% rispetto agli impianti tradizionali. Un risultato enorme, soprattutto considerando che le emissioni non derivanti dallo scarico stanno diventando sempre più rilevanti nelle aree urbane.
La promessa più sorprendente riguarda però la durata. I nuovi dischi in acciaio inox avrebbero infatti una vita utile stimata fino a 300.000 chilometri. Un valore impressionante se confrontato con gli impianti tradizionali, che spesso richiedono la sostituzione molto prima.
Sulle auto moderne, soprattutto quelle più pesanti o utilizzate prevalentemente in città , non è raro dover sostituire dischi e pastiglie già dopo 40 mila chilometri. Tra traffico, continue frenate e maggiore massa delle vetture elettriche, gli impianti frenanti sono sottoposti a stress sempre più elevati.
Con la nuova soluzione, invece, il concetto stesso di manutenzione potrebbe cambiare. Per molti automobilisti significherebbe percorrere l’intera vita utile dell’auto senza dover sostituire i dischi. Un vantaggio economico notevole, considerando i costi sempre più alti dei ricambi originali.
C’è poi un altro aspetto interessante: il peso. Un set completo di quattro dischi in acciaio inox può pesare fino a 5 kg in meno rispetto a un equivalente in ghisa. Un dato apparentemente marginale, ma importante in un’epoca in cui i costruttori cercano ogni soluzione possibile per ridurre consumi ed emissioni.
Meno peso significa infatti migliore efficienza energetica, soprattutto sulle auto elettriche, dove ogni chilogrammo conta in termini di autonomia.
Negli ultimi anni si è parlato tantissimo di emissioni allo scarico, ma molto meno di quelle generate da pneumatici e freni. Eppure, si tratta di particelle estremamente fini e potenzialmente dannose per la salute.
Durante ogni frenata vengono rilasciate nell’aria micro particelle inferiori ai 10 micrometri, le cosiddette PM10, che possono penetrare facilmente nelle vie respiratorie. Finora questo tipo di emissioni non era regolamentato in modo specifico in Europa, ma l’Euro 7 cambierà completamente scenario. Le nuove regole introdurranno limiti molto severi:
Un cambiamento che obbligherà i costruttori a ripensare completamente gli impianti frenanti delle future automobili. Paradossalmente, proprio le auto elettriche hanno contribuito ad accendere il dibattito. Il peso elevato delle batterie aumenta infatti lo stress sui freni e sull’usura degli pneumatici, rendendo il tema delle emissioni non allo scarico sempre più importante.
Data articolo: Sat, 09 May 2026 07:39:01 +0000Il giorno 09 maggio 2026 è previsto 1 sciopero sul territorio nazionale, riguardante il settore del trasporto pubblico locale. In questo articolo puoi trovare un riepilogo completo e aggiornato delle aree coinvolte, degli orari, delle categorie interessate e dei sindacati che hanno proclamato l’astensione dal lavoro. Di seguito i dettagli dello sciopero in programma.
A Napoli, nella regione Campania, è stato indetto uno sciopero del trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della società EAV. Lo sciopero avrà una durata di 24 ore, a partire dalle 19:31 del 9 maggio 2026 fino alle 19:30 del 10 maggio 2026. L’astensione dal lavoro è stata proclamata dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL e coinvolge la categoria PERSONALE SOC. EAV DI NAPOLI.
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 09 May 2026 06:00:00 +0000Nel mese di maggio 2026 il calendario degli scioperi in Italia è particolarmente ricco e coinvolge diversi settori strategici come trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e trasporto merci. In questo articolo trovi una panoramica esaustiva e aggiornata sulle principali giornate di sciopero, con il dettaglio delle città coinvolte, delle categorie interessate, dei sindacati promotori e delle fasce orarie in cui potrebbero verificarsi disservizi. Se ti sposti per lavoro o viaggi in questo periodo, controlla con attenzione le date per prepararti al meglio.
Italia – È previsto uno sciopero a rilevanza nazionale che coinvolge tutto il personale addetto ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia, sia con proclamazione FAST-CONFSAL che FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI, per la modalità “mezzo turno per ogni turno di lavoro” durante l’intera giornata.
Milano – Nella provincia di Milano si ferma per 8 ore, dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio, il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal (settore ferroviario).
Milano – Prosegue nella provincia di Milano per tutta la notte (dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio) lo sciopero del personale Mercitalia Shunting & Terminal (ferroviario).
Firenze – Nella provincia di Firenze si ferma, per l’intera giornata, il personale del settore manutenzione della società RFI Doit Firenze (settore ferroviario).
Italia – Su tutto il territorio nazionale si terrà uno sciopero di 24 ore nel settore marittimo. I lavoratori portuali, dipendenti delle autorità di sistema portuale e delle società che applicano il CCNL porti incroceranno le braccia dalle 00:00 alle 23:59. Lo sciopero è proclamato dal sindacato USB Lavoro Privato.
Trento – Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige) sciopero di 4 ore per il personale della società Trentino Trasporti di Trento (trasporto pubblico locale) dalle 11:00 alle 15:00 indetto da OSR ORSA TRASPORTI.
Potenza – Nella città di Potenza (Basilicata) sciopero di 4 ore del personale della società Miccolis – Servizio Urbano di Potenza (TPL) dalle 15:01 alle 19:00. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.
Brescia – Nella provincia di Brescia (Lombardia) sciopero di 24 ore (00:00-23:59) del personale addetto allo scarico e carico merci della società GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari (settore aereo, USB LAVORO PRIVATO).
Napoli – Nella città di Napoli (Campania) è programmato uno sciopero del trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della società EAV. Astensione dal lavoro di 24 ore: dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio 2026. Sindacato promotore: OSR ORSA AUTOFERRO TPL.
Firenze – Nella città di Firenze (Toscana), previsto sciopero territoriale nel trasporto pubblico locale (personale società Autolinee Toscane Bacino di Firenze) di 24 ore, indetto dal sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Italia – Settore aereo: diversi scioperi su scala nazionale e interregionale coinvolgono: personale ENAV di Roma, personale aeroporti di Napoli, piloti e assistenti di volo Easyjet Airlines Limited, personale GH Palermo, ASC Handling, Aviapartner Palermo e gruppo SOGAER Aeroporto di Cagliari, personale ADR Security (Aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino), personale società ALHA e MLE-BCUBE aeroporto di Milano Malpensa. Disservizi dalle 10:00 alle 18:00 e dalle 12:00 alle 17:00 (durata variabile 4 o 8 ore a seconda dei comparti e degli aeroporti).
Novara – Nella città di Novara (Piemonte), sciopero locale di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale della società SUN di Novara (sindacato AL-COBAS).
Catania – Nella città di Catania (Sicilia), sciopero locale di 24 ore nel trasporto pubblico locale (personale società AMTS di Catania, OSP CUB TRASPORTI).
Puglia/Foggia – Sciopero negli appalti ferroviari per il personale della società Euro&Promos di Foggia (primo mezzo turno a partire da 00:01).
Toscana – Sciopero regionale negli appalti ferroviari (società Euro&Promos Lotto 2), seconda metà del turno in tutte le province.
Lombardia – Sciopero provinciale di tutto il personale delle società del gruppo ATM di Milano.
Veneto – Sciopero regionale di 24 ore per il personale Busitalia Sita Nord (unità produttive Veneto, Umbria e Campania), varie modalità .
Italia – È programmato uno sciopero generale di 24 ore che coinvolge le categorie pubbliche e private di diversi settori: ferroviario (21:00 del 17/5 – 20:59 del 18/5), trasporto pubblico locale, marittimo, taxi, autostrade. Modalità differenti a seconda del comparto, proclamato dal sindacato USB.
Bari – Nella città di Bari (Puglia) sciopero locale di 24 ore per il personale STP di Bari.
Palermo – Nella città di Palermo (Sicilia), sciopero locale di 4 ore (11:00-15:00) per il personale AMAT di Palermo.
Italia – Settore trasporto merci: previsto uno sciopero di cinque giorni (dal 25 al 29 maggio) del personale impegnato nell’autotrasporto merci conto terzi su scala nazionale. Diverse sigle sindacali partecipano all’agitazione.
Udine – Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero locale di 24 ore nel tpl, coinvolto il personale della Società Arriva Udine di Udine (sindacato ASI-AU).
Emilia-Romagna – Sciopero regionale negli appalti ferroviari, personale società Copernico appalto ferroviario lotto Centostazioni Emilia Romagna, prima metà del turno per ogni turno di lavoro in tutte le province.
Italia – Sciopero generale nazionale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata: settore ferroviario (21:00 del 28 maggio – 21:00 del 29 maggio); autostrade (22:00 del 28 maggio – 22:00 del 29 maggio). Varie sigle sindacali, tra cui CUB, SGB, ADL VARESE, SI-COBAS, USI-CIT.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 09 May 2026 06:00:00 +0000Il costo dei carburanti in autostrada nasce dall’incrocio tra la componente industriale (materia prima e margine lordo) e la fiscalità (accise e Iva). Nel monitoraggio odierno, riferito ai dati più recenti disponibili, i valori medi rilevati lungo la rete autostradale sono: benzina self a 2.000 euro, gasolio self a 2.093 euro, gpl servito a 0.925 euro e metano servito a 1.598 euro. Queste indicazioni aiutano automobilisti e professionisti a orientarsi prima di rifornire, sapendo che eventuali differenze tra impianti dipendono soprattutto dal margine applicato dall’operatore e dalle condizioni del singolo punto vendita.
Ultimo aggiornamento: 08-05-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.093 |
| Benzina | SELF | 2.000 |
| GPL | SERVITO | 0.925 |
| Metano | SERVITO | 1.598 |
Per la benzina, la struttura del prezzo è il risultato di due grandi voci: quella fiscale e quella industriale. La componente fiscale pesa per il 58% ed è formata dalle accise (un’imposta specifica per unità di prodotto) e dall’Iva, applicata sul totale. Questo zoccolo fiscale è prevalentemente regolatorio e, salvo interventi normativi, tende a variare poco nel brevissimo periodo. La parte industriale incide per il 42% ed è suddivisa in due blocchi: la materia prima e il margine lordo. La materia prima rappresenta circa il 30% del prezzo finale e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e il cambio euro/dollaro, poiché le transazioni petrolifere avvengono tipicamente in dollari; un euro più debole, a parità di prezzo in dollari, rende più costoso il carburante per gli operatori europei. Il margine lordo, pari al 12%, include logistica, trasporto, stoccaggio, gestione della rete e il ricarico commerciale necessario a coprire i costi operativi e a garantire la sostenibilità del servizio. È su questo margine che i gestori possono intervenire con maggiore flessibilità , modulando il prezzo alla pompa in base alla concorrenza locale, alle politiche promozionali e alle dinamiche di domanda, pur restando ancorati all’evoluzione della materia prima e al quadro fiscale.
Per il gasolio, l’equilibrio tra fisco e industria è differente rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo, mentre quella industriale vale il 55%. All’interno della quota industriale, la materia prima pesa per il 45% e il margine lordo per il 10%. La materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei distillati medi, particolarmente sensibili alla domanda di trasporto merci e riscaldamento in determinati periodi dell’anno. Anche qui il cambio euro/dollaro gioca un ruolo cruciale: un apprezzamento del dollaro tende ad aumentare il costo in euro dei prodotti petroliferi acquistati sui mercati globali. Il margine lordo, pari al 10%, incorpora i costi di filiera (raffinazione, logistica, distribuzione) e il ricarico commerciale degli operatori. È la leva con cui i gestori possono differenziare i prezzi tra impianti e aree geografiche, in funzione della concorrenza, dei volumi trattati e dei servizi offerti (ad esempio orari prolungati o punti vendita in aree a maggiore costo operativo). Nel complesso, il prezzo del gasolio risponde sia alle spinte internazionali della materia prima sia agli aggiustamenti commerciali lungo la catena di distribuzione, mentre la parte fiscale rimane il riferimento stabile che definisce il livello minimo al di sotto del quale il prezzo non può scendere.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 09 May 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.938 per la benzina, 2.030 per il diesel, 0.833 per il gpl, 1.579 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.028 |
| Benzina | SELF | 1.934 |
| GPL | SERVITO | 0.818 |
| Metano | SERVITO | 1.513 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.044 |
| Benzina | SELF | 1.951 |
| GPL | SERVITO | 0.788 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.045 |
| Benzina | SELF | 1.959 |
| GPL | SERVITO | 0.888 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.042 |
| Benzina | SELF | 1.950 |
| GPL | SERVITO | 0.859 |
| Metano | SERVITO | 1.657 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.018 |
| Benzina | SELF | 1.925 |
| GPL | SERVITO | 0.781 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.023 |
| Benzina | SELF | 1.939 |
| GPL | SERVITO | 0.818 |
| Metano | SERVITO | 1.537 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.034 |
| Benzina | SELF | 1.949 |
| GPL | SERVITO | 0.809 |
| Metano | SERVITO | 1.521 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.021 |
| Benzina | SELF | 1.923 |
| GPL | SERVITO | 0.807 |
| Metano | SERVITO | 1.666 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.031 |
| Benzina | SELF | 1.938 |
| GPL | SERVITO | 0.895 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.021 |
| Benzina | SELF | 1.931 |
| GPL | SERVITO | 0.816 |
| Metano | SERVITO | 1.551 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.012 |
| Benzina | SELF | 1.916 |
| GPL | SERVITO | 0.842 |
| Metano | SERVITO | 1.532 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.042 |
| Benzina | SELF | 1.938 |
| GPL | SERVITO | 0.830 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.026 |
| Benzina | SELF | 1.931 |
| GPL | SERVITO | 0.814 |
| Metano | SERVITO | 1.554 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.029 |
| Benzina | SELF | 1.946 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.633 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.049 |
| Benzina | SELF | 1.945 |
| GPL | SERVITO | 0.883 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.036 |
| Benzina | SELF | 1.940 |
| GPL | SERVITO | 0.837 |
| Metano | SERVITO | 1.820 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.029 |
| Benzina | SELF | 1.937 |
| GPL | SERVITO | 0.822 |
| Metano | SERVITO | 1.604 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.044 |
| Benzina | SELF | 1.946 |
| GPL | SERVITO | 0.843 |
| Metano | SERVITO | 1.548 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.024 |
| Benzina | SELF | 1.929 |
| GPL | SERVITO | 0.830 |
| Metano | SERVITO | 1.524 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.040 |
| Benzina | SELF | 1.948 |
| GPL | SERVITO | 0.904 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 09 maggio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.011 |
| Benzina | SELF | 1.931 |
| GPL | SERVITO | 0.821 |
| Metano | SERVITO | 1.504 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 09 May 2026 06:00:00 +0000Nel vasto e articolato mondo dell’automobilismo, la targa di un veicolo non è semplicemente una sequenza di numeri e lettere, ma rappresenta una vera e propria carta d’identità digitale che permette di risalire a informazioni fondamentali. Esistono diverse situazioni in cui un cittadino può avere la necessità di identificare chi si celi dietro un numero di targa: si pensi alla necessità di verificare se una vettura usata che si intende acquistare sia gravata da un fermo amministrativo o da un pignoramento, oppure alla sfortunata evenienza di un incidente con un veicolo che non si è fermato per prestare soccorso o scambiare i dati.
Il pilastro fondamentale su cui poggia l’intero sistema di tracciamento è il PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Si tratta di un registro pubblico gestito direttamente dall’ACI (Automobile Club d’Italia), l’ente nazionale preposto alla gestione delle pratiche automobilistiche e alla tutela degli interessi degli automobilisti. All’interno del PRA vengono effettuate tutte le operazioni di iscrizione, trascrizione e annotazione che riguardano la vita di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Grazie a questa banca dati centralizzata, qualsiasi cittadino può richiedere una visura, ovvero un documento ufficiale che attesta lo stato giuridico del mezzo e l’identità dell’attuale proprietario.
Per ottenere i dati del proprietario attraverso la targa, ci sono tre percorsi principali, ciascuno con costi e tempistiche differenti:
Non sempre la ricerca digitale è immediata. Esistono infatti dei limiti tecnologici legati all’anzianità del veicolo. Con le targhe immatricolate prima del 1993, così come quelle di veicoli radiati o reimmatricolati per perdita di possesso, potrebbero non essere presenti negli archivi informatici del PRA. In queste circostanze, è necessario procedere con una ricerca manuale negli archivi cartacei dell’ufficio di competenza. Questa operazione, più laboriosa, richiede un supplemento di 10 euro che deve essere versato prima della consegna del documento cartaceo.
È importante distinguere tra la ricerca del proprietario (che è sempre a pagamento) e la consultazione di dati tecnici come l’anno di immatricolazione o la cilindrata, che può essere effettuata gratuitamente tramite servizi online o applicazioni specifiche. Strumenti come Sevim.it permettono di conoscere gratuitamente la provincia di immatricolazione e i dati sulle emissioni, richiedendo un pagamento solo per informazioni più specifiche.
Nel panorama delle applicazioni per smartphone, si distinguono Scanner Veicoli (disponibile per Android e iOS), utile per verificare la regolarità di assicurazione e bollo, e Veicolo info targa. Quest’ultima, esclusiva per sistemi Android, offre una panoramica tecnica completa e permette, pagando una piccola somma (circa 2,99 euro), di risalire anche alle informazioni sul proprietario, offrendo così una via di mezzo tra i servizi ufficiali ACI e le app di consultazione rapida.
Data articolo: Sat, 09 May 2026 05:40:55 +0000Nel panorama automobilistico del 2026, la Kia Sportage TriFuel si distingue come una proposta tecnologica unica nel suo genere, capace di fondere i vantaggi del sistema Full Hybrid con l’economia d’esercizio del GPL. Questa versione non è un semplice adattamento, ma una soluzione ingegneristica raffinata che punta a massimizzare l’autonomia e abbattere i costi di gestione, mantenendo intatte le prestazioni elevate che ci si aspetta da un SUV di segmento superiore.
L’architettura tecnica della Kia Sportage TriFuel è il suo vero punto di forza. Il sistema combina un motore termico 1.6 T-GDi a iniezione diretta da 180 CV con un motore elettrico sincrono. Questa sinergia genera una potenza massima combinata di 237 CV e una coppia vigorosa di 380 Nm, garantendo una guida fluida e reattiva in ogni situazione.
La gestione del carburante è affidata a un sistema a doppio serbatoio: uno per la benzina da 52 litri e uno specifico per il GPL da 52 litri. Questa configurazione “Tri-Fuel” (ibrido, benzina, GPL) permette di viaggiare sfruttando l’efficienza del motore elettrico nelle fasi di avvio e manovra, passando poi all’alimentazione a gas per abbattere i costi chilometrici.
La trasmissione è affidata a un cambio automatico a 6 rapporti (AT6) che scarica la potenza sulla trazione anteriore. I consumi dichiarati nel ciclo combinato WLTC sono pari a 8,0 l/100km quando si viaggia a GPL, con emissioni di CO2 contenute a 128 g/km.
La Kia Sportage TriFuel 2026 non rinuncia allo stile audace e futuristico della gamma. La versione è disponibile in tre allestimenti principali, ognuno con una propria personalità :
Una nota tecnica importante per l’allestimento Black Edition riguarda la possibilità di installare il Sunroof Pack (tetto panoramico apribile elettricamente), disponibile sulla TriFuel a condizione di rinunciare al ruotino di scorta.
Nonostante la natura votata al risparmio, la TriFuel integra le tecnologie di assistenza alla guida più avanzate di Kia. Di serie sono presenti il Lane Following Assist 2 (LFA2), lo Smart Cruise Control 2 (SCC2) e l’Highway Driving Assist (HDA), che mantiene la vettura al centro della carreggiata regolando la distanza dai veicoli che precedono. Per le manovre più complesse, le versioni superiori possono essere equipaggiate con il Blind-spot View Monitor (BVM), che proietta sul cluster digitale le immagini degli angoli ciechi.
La Kia Sportage TriFuel si posiziona in modo competitivo nel mercato italiano. L’allestimento Business parte da 40.000 euro, mentre la versione Style è proposta a 42.750 euro. Infine, il top di gamma Black Edition raggiunge i 44.750 euro.
Come per il resto della gamma, la tranquillità dell’acquisto è garantita dalla storica garanzia Kia di 7 anni o 150.000 km, che rappresenta un valore aggiunto fondamentale per chi cerca un veicolo affidabile e duraturo nel tempo.
Data articolo: Sat, 09 May 2026 05:30:49 +0000La P di principiante è un obbligo previsto dal Codice della Strada che serve a segnalare agli altri utenti della strada che al volante c’è una persona ancora in fase di esercitazione, autorizzata a guidare grazie al foglio rosa. La norma di riferimento è l’articolo 122 del Codice della Strada, dedicato alle esercitazioni di guida. Il testo stabilisce che chi ha presentato domanda per conseguire la patente, dopo aver superato la prova teorica, può esercitarsi alla guida sui veicoli della categoria richiesta.
Per la patente B l’aspirante automobilista può guidare un’auto solo rispettando alcune condizioni. Tra queste rientra la presenza di una persona a fianco, in funzione di istruttore, di età non superiore a 65 anni e in possesso di patente valida per la stessa categoria da almeno dieci anni, oppure di patente valida per una categoria superiore.
La lettera P sta per principiante, cioè per conducente alle prime esperienze pratiche. Non identifica il neopatentato in senso tecnico, ma l’aspirante conducente che sta guidando con il foglio rosa. Nel primo caso il contrassegno è obbligatorio. Nel secondo no. Una volta ottenuta la patente, la P non è più richiesta dalla legge, anche se il conducente può scegliere di mantenerla per qualche tempo, in modo volontario, se non si sente ancora del tutto sicuro. Attenzione però: la P non sostituisce in alcun modo le regole previste per i neopatentati, come i limiti di potenza o le restrizioni di velocità nei primi anni di patente.
Dal punto di vista pratico, il contrassegno serve a comunicare agli altri automobilisti che chi guida potrebbe avere esitazioni, spegnere il motore in partenza, impiegare più tempo in manovra, frenare in modo meno fluido o affrontare incroci e rotonde con maggiore prudenza. In teoria dovrebbe favorire una guida più paziente da parte di chi segue.
La P di principiante va esposta durante le esercitazioni di guida con il foglio rosa e durante gli esami di guida sugli autoveicoli, quando il veicolo non appartiene al parco delle autoscuole o dei centri di istruzione. L’articolo 122 prevede infatti che gli autoveicoli utilizzati per esercitazioni ed esami siano muniti di appositi contrassegni con la lettera alfabetica P; per i veicoli delle autoscuole il contrassegno è sostituito dalla scritta scuola guida.
Il foglio rosa ha oggi una validità di 12 mesi per quelli emessi dal 10 novembre 2021 e permette di sostenere la prova pratica fino a un massimo di tre volte. In merito alla collocazione, gli autoveicoli usati per esercitazioni ed esami devono avere il contrassegno con la P nella parte anteriore e nella parte posteriore. La lettera deve essere maiuscola, di colore nero, su fondo bianco retroriflettente. Il cartello deve essere applicato in posizione verticale o subverticale, in modo ben visibile, senza ostacolare la visuale del conducente e della persona che funge da istruttore.
La norma richiede un fondo bianco retroriflettente e una lettera P maiuscola nera. Per le dimensioni, la prassi applicativa distingue tra contrassegno anteriore e posteriore. Davanti si utilizza uno sfondo bianco rettangolare di 15 cm di altezza e 12 cm di larghezza, con una P nera alta 12 cm e larga 9 cm. Dietro il contrassegno è più grande: sfondo bianco quadrato di 30 x 30 cm, con lettera P alta 20 cm e larga 18 cm.
In teoria si può fare la P di principiante in casa purché il risultato rispetti le caratteristiche richieste. In pratica bisogna essere precisi. Il contrassegno deve avere le dimensioni previste, la lettera deve essere nera e maiuscola, il fondo deve essere bianco e retroriflettente, la posizione deve essere stabile e la visibilità non deve essere compromessa. In ogni caso ai può comprare il contrassegno già pronto in cartoleria, nei negozi di accessori auto, presso rivenditori specializzati o online.  Si tratta di un oggetto economico, facilmente reperibile e pensato proprio per evitare contestazioni.
La sola P posteriore non basta. E nemmeno quella solo anteriore. La disposizione regolamentare fa riferimento alle parti anteriore e posteriore e l’articolo 122 del Codice della Strada sanziona la violazione dell’obbligo relativo ai contrassegni. Chi segue deve sapere che il veicolo davanti è guidato da un principiante, ma anche chi incrocia, chi si immette, chi si trova in una strada stretta o chi deve valutare una precedenza può trarre un’informazione utile dalla presenza del contrassegno anteriore.
Per esercitarsi alla guida con un’auto, l’aspirante patentato deve avere a fianco una persona idonea. L’articolo 122 richiede che l’accompagnatore abbia non più di 65 anni, una patente valida per la stessa categoria conseguita da almeno dieci anni oppure una patente valida per categoria superiore. Chi siede accanto al principiante è chiamato a vigilare sulla marcia del veicolo e intervenire in caso di necessità .
La P non va sistemata dove copre la targa, i gruppi ottici, gli specchi, una porzione rilevante del parabrezza o del lunotto, il terzo stop, la telecamera posteriore o i sensori, se la loro copertura riduce la sicurezza della manovra. Non va lasciata all’interno dell’abitacolo in posizione instabile perché alla prima frenata potrebbe cadere, spostarsi o diventare invisibile. Il fissaggio deve essere solido, ma non deve danneggiare il veicolo. Le soluzioni magnetiche possono funzionare sulla carrozzeria se il materiale è adatto mentre le ventose sono pratiche sui vetri ma vanno controllate di frequente. Il nastro adesivo può essere utile se non lasci residui e non finisce per rendere il cartello storto, piegato o poco leggibile.
Chi guida con il foglio rosa su un veicolo privato senza esporre la P rischia una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro. La stessa logica vale quando il contrassegno è presente ma non conforme, poco visibile, applicato male o esposto solo in parte. La norma pretende un contrassegno riconoscibile e correttamente posizionato. Chi attacca una P minuscola, scolorita, piegata, non retroriflettente o nascosta dietro il tergilunotto si espone comunque a contestazioni.
Molto più pesante è la violazione relativa alla guida senza accompagnatore idoneo quando questo è previsto. In quel caso, l’articolo 122 prevede una sanzione da 430 a 1.731 euro, con fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.
Dopo il conseguimento della patente la P non è più obbligatoria. Chi ha superato l’esame pratico diventa patentato a tutti gli effetti, anche se per un certo periodo rientra nella categoria dei neopatentati. Significa che deve rispettare le regole previste per i nuovi conducenti, ma non deve più esporre il contrassegno da principiante. Naturalmente può decidere di mantenerlo per qualche settimana o qualche mese. Non è vietato, ed è una scelta per chi si sente ancora insicuro nel traffico cittadino, nei parcheggi, nelle partenze in salita o nelle manovre più complesse. Tenere la P dopo la patente non dà comunque alcuna protezione normativa e non consente comportamenti meno prudenti.
Data articolo: Sat, 09 May 2026 04:00:30 +0000Certi amori resistono al tempo. Quello tra lo chef stellato Bruno Barbieri e un’auto non perde mai di intensità , semmai guadagna delle nuove sfumature. Anzi, in questo caso sarebbe più corretto parlare di marchio automobilistico, infatti il giudice più longevo di MasterChef ha un vero e proprio debole per tutte le produzioni della Mini. Nessuna moda passeggera, ma un rapporto consolidato negli anni, in cui il fuoriclasse della cucina ha pensato di valorizzare lo stile delle vetture personalizzandole secondo il suo insindacabile giudizio.
In un servizio realizzato in collaborazione con Le Iene, Bruno Barbieri ha messo alla prova l’ultima evoluzione di un’icona longeva. Per 48 ore si è mosso nel traffico e nei paesaggi italiani a bordo di una nuova Mini Countryman John Cooper Works (JCW), firmata Tullo Pezzo. Fremeva dalla curiosità di sapere se il DNA del marchio britannico fosse rimasto intatto, nonostante il corpo decisamente più muscoloso rispetto al passato: il test drive ha spazzato via ogni dubbio.
La Mini Countryman JCW All4 protagonista del viaggio estremizza l’aspetto aggressivo e performante della gamma attuale. Ai fan di lunga data l’aria imponente fa forse storcere il naso in un primo momento, ma le mode cambiano e le forme da SUV compatto seguono i gusti del grande pubblico. Sotto il cofano, un motore 2.0 quattro cilindri TwinPower Turbo da ben 300 CV sprigiona 400 Nm di coppia, numeri sufficienti a passare da 0 a 100 km/h in appena 5,4 secondi, con una velocità massima autolimitata a 250 km/h.
Abituato alla precisione del taglio e alla velocità del servizio in cucina, lo chef emiliano avrà trovato quasi familiari la trazione integrale All4 e il cambio automatico a doppia frizione. Allo stesso modo di una brigata ben oliata, la combinazione meccanica offre una risposta immediata e una stabilità assoluta anche nelle situazioni più concitate.
Dal punto di vista estetico, le prese d’aria maggiorate, i dettagli rossi in pieno stile racing, i sedili sportivi e l’abitacolo che bilancia minimalismo digitale (grazie al grande display OLED circolare) a materiali moderni esaltano l’anima lifestyle. “Elegante ma con quel tocco di follia”, commenterebbe Barbieri per dare voce alla natura versatile dell’auto, capace di passare dall’asfalto cittadino a percorsi fuori porta con leggiadria.
Come già detto, la scintilla tra Bruno Barbieri e le Mini è scattata decenni fa, più precisamente negli anni Ottanta. All’epoca personalizzava le vetture nel garage del cognato, perciò può considerarsi un ambasciatore degno di un brand storico, esponente del “go-kart feeling” anche nelle recenti produzioni, sebbene i consumi tra i 7 e gli 8 ogni 100 km ci ricordano le elevate pretese.
Culto delle Mini a parte, la passione per la velocità e l’eccellenza si sposta dai sedili sportivi della John Cooper Works direttamente ai fornelli più famosi d’Italia. Nella serata di venerdì 8 maggio 2026, la programmazione di TV8 prevede il ritorno in prima serata di MasterChef Italia 14, dove Bruno Barbieri condivide le luci della ribalta insieme ai colleghi Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, alle prese con Mystery Box e Invention Test. Del resto, lo chef rimane il re del gusto, tanto ai fornelli quanto al volante.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 20:00:19 +0000Un pezzo d’artigianato nautico che dice molto del suo gusto personale. È il nuovo yacht di Charles Leclerc, il Riva 102′ Corsaro Super, evoluzione ancora più filante del precedente modello da 10 piedi. A La Spezia – lontano dai riflettori del paddock – è avvenuto il varo, quasi un affare di famiglia tra il pilota del monegasco e le maestranze del cantiere, dopo mesi passati a limare ogni dettaglio.
Non è il primo Riva del ferrarista e probabilmente non sarà neanche l’ultimo. Ma cos’ha di speciale questa barca? Oltre a essere l’erede naturale del precedente 100’ Corsaro, segna il passaggio a una dimensione più conviviale della navigazione, dove alla velocità pura si affianca una ricerca ossessiva per la vivibilità degli spazi, dal beach club di poppa fino al salone principale.
In Formula 1 Leclerc deve adattarsi all’abitacolo della propria monoposto, qui, però, ha deciso tutto lui. Gli interni sono puliti, contemporanei, arredati con pezzi di Poliform e Minotti, e persino le maniglie delle porte seguono le sue indicazioni perché, quando si parla di design, il ragazzo dimostra di avere le idee chiare: la sua Fiat 500 d’epoca lo aveva già suggerito.
Il pezzo forte per la vita di tutti i giorni (o meglio, di tutte le vacanze) è il flybridge: Leclerc lo ha voluto attrezzare come una vera cucina all’aperto comprensiva di bar, grill maggiorato e piastra a induzione. Già ce lo immaginiamo mentre, tra una gara e l’altra, si gode una piacevole serata in compagnia della moglie e degli amici, lontano dal caos dei GP.
Per quanto riguarda i materiali, il bagno della suite armatoriale costituisce un piccolo capolavoro in marmo Calacatta Vagli Oro, una pietra che dà una luce incredibile agli spazi. Nelle altre zone dello yacht domina il Corian in tonalità greige, molto più moderno e in linea con i colori naturali della barca.
E visto che parliamo di un pilota, anche l’orecchio vuole la sua parte. Il suono dei motori c’entra fino a un certo punto, e attenzioni se le conquista piuttosto l’impianto audio Bang & Olufsen integrato nell’intera struttura, dai saloni alle cabine, dove spiccano anche i dettagli tessili di Frette e le tavole apparecchiate Christofle.
Nonostante il lusso sia presente ovunque, l’anima resta tecnica. Lo yacht, dotato di due motori MTU da oltre 2600 cavalli l’uno, può viaggiare a 24 nodi di crociera e spingere fino a 28, eppure colpisce soprattutto la tecnologia, che impedisce alla barca di ballare troppo. Tra pinne stabilizzatrici, correttori d’assetto e stabilizzatori giroscopici Seakeeper, il comfort viene garantito in qualsiasi momento.
35 metri quadri di beach club a poppa e la piattaforma gonfiabile specifica per i water toys dicono chiaramente come Leclerc intenda vivere il mare: tanto relax, come ovvio (e giusto) che sia, ma con la libertà di muoversi e divertirsi in un’area altamente attrezzata. Sui circuiti della Formula 1 a Charles chiederanno ancora di essere una macchina perfetta e senza sbavature, sul suo Riva però può concedersi di essere un ragazzo di ventisette anni amante del bello e della convivialità . Non resta allora che mollare gli ormeggi e puntare la prua verso l’orizzonte.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 15:24:59 +0000La FIA rimescola le carte della F1. Il Consiglio Mondiale ratifica l’intervento correttivo d’emergenza sul protocollo ADUO, la scialuppa di salvataggio pensata per i fornitori di Power Unit in affanno. L’obiettivo sul fronte sportivo e quello politico: scongiurare il rischio che l’era quinquennale dei V6 ibridi si tramuti in un dominio incontrastato, offrendo una via d’uscita a chi sconta un gap prestazionale troppo severo.
Le tensioni geopolitiche hanno costretto i vertici parigini a intervenire. Le rinunce forzate ai Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita, corse non disputate nel mese di Aprile, hanno di fatto smantellato la struttura di un mondiale inizialmente pianificato su 24 appuntamenti. Scenario che ha reso inapplicabile la precedente e rigorosa divisione in quattro moduli da sei gare.
L’ADUO, nato come meccanismo flessibile per arginare il naufragio tecnico dei motoristi, necessitava di un ricalcolo imminente. La tappa di Miami, concepita all’origine come sesto atto dalla FIA e prima scadenza di valutazione, si è disputata come quarto round assoluto. Per questo, il primo esame ufficiale sui valori in campo slitterà al termine del prossimo Gran Premio del Canada, ora promosso a quinto evento dell’anno.
| Periodo ADUO | Originale | Aggiornato |
| PERIODO 1 | Dopo il Round 6 | Dopo il Round 5 |
| PERIODO 2 | Dopo il Round 12 | Dopo il Round 11 |
| PERIODO 3 | Dopo il Round 18 | Dopo il Round 18 |
Attraverso questa delibera, il WMSC ha riaffermato la propria autorità nell’adeguare i termini regolamentari in base agli scossoni del calendario. Sarà dunque l’Ungheria (undicesimo round) a segnare la chiusura del secondo ciclo di verifiche prima della pausa estiva, mentre la terza finestra di valutazione si dilaterà fino a includere sette gare complessive.
Ma il vero punto di rottura prende forma all’interno dei poli ingegneristici. L’organo di governo ha mantenuto intatto il sistema canonico degli incentivi: un deficit dalla vetta compreso tra il 2% e il 4% garantisce un aggiornamento di omologazione aggiuntivo per il trimestre seguente, un bonus che raddoppia per chi accusa ritardi superiori al 4%.
A subire uno stravolgimento radicale è invece l’Articolo 5.2.7 del Regolamento Operativo. Le classi di beneficio per le simulazioni al banco prova si frammentano ora in sei distinti scaglioni, alzando l’asticella delle concessioni a livelli inesplorati. In precedenza, la soglia critica massima si fermava all’8% di disavanzo (premiata con un limite di 190 ore supplementari.
| Deficit Indice Prestazionale | Ore Operative Extra (Originale) | Ore Operative Extra (Aggiornato) |
| < 2% | 0 | 0 |
| Tra 2% e < 4% | 70 | 70 |
| Tra 4% e < 6% | 110 | 110 |
| Tra 6% e < 8% | 150 | 150 |
| Tra 8% e < 10% | 190 | 190 |
| > 10% | – | 230 |
La nuova architettura del testo contempla uno scenario assai più allarmante, estendendo la copertura anche a chi sfora il muro del 10% di svantaggio. Questa manovra protettiva, ratificata dalla FIA, lascia intuire in modo lampante che le prime misurazioni dei valori abbiano colto in fallo un costruttore ( la logica punta su Honda), precipitato in una voragine tecnica ben più acuta di quanto i commissari stessi preventivavano.
A chiudere il cerchio, il supporto ingegneristico trova un riflesso speculare nei protocolli economici. Le attuali norme finanziarie della Formula 1 accordano ai motoristi con oltre il 10% di deficit una riduzione fittizia colossale: parliamo di 11 milioni di dollari in sede di bilancio, sebbene tale franchigia rimanga un’esclusiva legata unicamente alla stagione di debutto. Mossa che non va intesa come un’elargizione gratuita.
Al contrario su tratta di un’elasticità monitorata: le agevolazioni garantite dall’ADUO all’interno del tetto di spesa esigono un rientro chirurgico. I team possono sfruttare questa iniezione immediata di capitali per tamponare l’emergenza. Tuttavia dovranno saldare il debito sottoponendosi a limiti finanziari ben più stringenti nelle stagioni a venire, garantendo l’assoluto pareggio nel computo dell’intero ciclo normativo.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 15:11:54 +0000Le strade di Lucca hanno una memoria antica, fatta di pietre e di storia, ma il 15 febbraio 1935 diventarono il palcoscenico di un evento che avrebbe cambiato per sempre la percezione della velocità . Quel giorno, il rombo di un motore V16 da 5,0 litri squarciò la quiete della piana del Serchio, mentre una sagoma d’argento sfrecciava verso l’orizzonte. Al volante c’era Hans Stuck, uno specialista delle sfide impossibili, che spinse la sua Auto Union Lucca fino alla straordinaria punta massima di 326,975 km/h, stabilendo il primato mondiale per le auto da corsa stradali. Oggi, a distanza di novant’anni, quel mito torna a vivere grazie a un meticoloso lavoro di ricostruzione che riporta la celebre “streamliner” nel cuore della città dove l’impresa fu siglata oltre ottant’anni fa.
Negli anni Trenta, l’automobilismo non era solo uno sport, ma una vera e propria ossessione per il progresso e il primato. La competizione tra i marchi tedeschi era serrata: era la sfida tra la Mercedes-Benz di Stoccarda e i quattro anelli, tra il motore anteriore e il rivoluzionario propulsore a collocazione centrale di Auto Union, il marchio alle origini dell’odierna Audi.
Dopo che la Stella a tre punte ebbe stabilito nuovi record in Ungheria alla fine del 1934, gli ingegneri di Zwickau trascorsero un inverno frenetico per rispondere colpo su colpo. Nacque così la Type B, un capolavoro di aerodinamica avveniristica sviluppato nelle gallerie del vento dell’Istituto di Ricerca Aeronautica di Berlino-Adlershof, un processo all’epoca totalmente inedito per lo sviluppo di un’auto da corsa.
La vettura era un trionfo di tecnica e bellezza funzionale. La sua carrozzeria in lega leggera di alluminio, levigata e rivestita con vernice trasparente, avvolgeva un possente V16 sovralimentato capace di sprigionare inizialmente 343 CV.
Ogni dettaglio era votato alla penetrazione dell’aria: dalle cover lenticolari per le ruote a raggi alla coda allungata a forma di pinna, fino ai passaruota a goccia che la rendevano un oggetto unico nel panorama automobilistico mondiale. Persino il sistema di aspirazione era stato ottimizzato con inedite aperture circolari nella sezione posteriore per alimentare i carburatori.
La scelta di Lucca come sede del record fu dettata dal caso e dal clima. Dopo tentativi falliti in Ungheria a causa del maltempo e in Lombardia per via della neve, il team individuò un tratto autostradale perfettamente livellato tra Lucca e Altopascio. Il 15 febbraio 1935, davanti a migliaia di spettatori entusiasti, Hans Stuck portò l’auto in pista alle ore 09:00. Con la griglia del radiatore quasi completamente chiusa per ridurre l’attrito, la Type B registrò una media di 320,267 km/h sul miglio con partenza lanciata, consacrandosi come l’auto più veloce del mondo.
Oggi, quella stessa emozione viene restituita al pubblico da Audi Tradition, la divisione incaricata di tutelare il patrimonio storico del brand. Per realizzare questa replica fedele, completata a inizio 2026, sono stati necessari oltre tre anni di lavoro manuale condotti dallo specialista Crosthwaite & Gardiner sulla base di documenti d’archivio e fotografie storiche. La nuova Auto Union Lucca ha persino affrontato la galleria del vento moderna, facendo registrare un coefficiente di resistenza aerodinamica (CX) di 0,43.
Questo progetto non è solo un omaggio al passato, ma un manifesto del DNA Audi, sintetizzato nel celebre motto “Vorsprung durch Technik†(all’avanguardia della tecnica). Mentre il marchio sta disputando la prima stagione di F1 della sua storia, la Type B rimane l’emblema di quella flessibilità e capacità di adattamento che, quasi un secolo fa, permise a un gruppo di ingegneri di riscrivere le leggi della fisica sulle strade italiane. Dopo la presentazione a Lucca, questo capolavoro di ingegneria ed eleganza sarà protagonista al prestigioso Festival of Speed di Goodwood, continuando a raccontare una storia di velocità che non conosce tramonto.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 14:25:31 +0000Esistono luoghi che non accettano compromessi, dove la fisica e il coraggio si incontrano per decretare chi sia davvero il migliore. Il Nürburgring Nordschleife, con i suoi 20,832 chilometri di curve cieche, dossi e salti, è il palcoscenico su cui ogni sportiva cerca la propria consacrazione.
In questo scenario così suggestivo ed emozionante Volkswagen ci ha messo la firma con un’impresa storica: la nuova Golf GTI EDITION 50 ha fermato il cronometro a 07:44.523 minuti, diventando ufficialmente l’auto di serie a trazione anteriore più veloce del mondo sul leggendario anello tedesco, battendo il precedente primato siglato dalla Honda Civic Type R.
Non si tratta di un semplice primato numerico, ma del culmine di cinquant’anni di evoluzione tecnica. La EDITION 50 non è solo un omaggio al debutto della prima GTI del 1976; è la versione di produzione più potente e dinamicamente precisa mai uscita dalle linee di montaggio Wolfsburg. Sotto il cofano soffia un propulsore energico capace di sprigionare 325 CV, una forza che permette di bruciare lo scatto da 0 a 100 km/h in appena 5,3 secondi e di raggiungere una velocità massima di 270 km/h.
Ma la potenza, nel “Green Hell”, è nulla senza il controllo, come recitava un vecchio spot televisivo. Benjamin Leuchter, pilota e collaudatore Volkswagen che conosce ogni segreto della pista, ha guidato la vettura sfruttando una configurazione del telaio portata all’estremo. L’auto è stata equipaggiata con il pacchetto GTI Performance EDITION 50, che include un assetto ribassato complessivamente di 20 millimetri rispetto a una Golf classica e il controllo adattivo del telaio DCC di serie.
Il segreto del record risiede anche nei dettagli più raffinati dell’ingegneria tedesca. Durante il giro veloce, la EDITION 50 ha sfoggiato un sistema di scarico R-Performance leggero con silenziatori in titanio, che non solo ottimizza il peso ma regala un sound inconfondibile tra i boschi dell’Eifel. A garantire l’aderenza chirurgica necessaria per affrontare sezioni critiche come i salti e i dossi della pista sono stati i cerchi in lega forgiati da 19 pollici calzati da pneumatici semi-slick Potenza Race.
“Il Nordschleife è unico“, ha spiegato Leuchter dopo la corsa. “Questa GTI ha una messa a punto incredibilmente neutra e la capacità di far fronte a qualsiasi variazione del terreno“. È proprio questa stabilità , garantita da un assale anteriore MacPherson e un asse posteriore a quattro bracci, ad aver permesso di battere il precedente record mondiale per le trazioni anteriori.
Dalla sua nascita nel 1976, la sigla GTI è diventata sinonimo di un’idea rivoluzionaria: unire le prestazioni di una sportiva alla versatilità quotidiana. Con oltre 2,5 milioni di esemplari prodotti, la Golf GTI ha attraversato le generazioni adattandosi alle nuove tecnologie senza mai tradire la sua anima.
Oggi, la EDITION 50 rappresenta il ponte perfetto tra questa gloriosa tradizione e il futuro delle prestazioni. Non è solo un’edizione celebrativa, ma la prova tangibile di cosa accade quando la passione e la competenza tecnica si fondono in un unico obiettivo. Con il record al Nürburgring, Volkswagen non ha solo aggiunto un trofeo in bacheca, ma ha scritto il capitolo più entusiasmante di una storia iniziata mezzo secolo fa, riaffermando che, quando si parla di trazione anteriore e divertimento alla guida, il re indossa ancora il badge GTI.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 13:21:38 +0000Tenere tutto a mente, in questi tempi, può essere difficile ma c’è una disattenzione che andrebbe proprio evitata e che può avere delle conseguenze molto serie, soprattutto per la sicurezza stradale: dimenticarsi la data di scadenza della patente.
Cosa fare se ci si accorge di avere il permesso di guida scaduto? Come ottenere il rinnovo? Vediamo quale procedimento seguire, i documenti necessari e i costi per tornare presto al volante nel pieno rispetto delle norme.
Meglio non perdere tempo e avviare subito il procedimento per il rinnovo: non esistono deroghe e occorre seguire un preciso iter burocratico che conduce alla richiesta di un appuntamento per svolgere una visita medica, al fine di valutare l’idoneità psicofisica del guidatore.
La disciplina della validità della patente di guida è regolata nell’articolo 126 del Codice della Strada e prevede multe piuttosto salate per chi viene colto al volante senza i documenti in regola. Ma il Codice viene anche incontro alle esigenze degli automobilisti e consente – da tenere a mente per la prossima volta – la possibilità di effettuare il rinnovo del documento già a partire dai 4 mesi precedenti la data di scadenza.
La data di scadenza della patente è indicata nella parte frontale del documento, leggendo tra i vari simboli e codici: esattamente al punto 4a troviamo indicata la data di rilascio del documento e vicino, al punto 4b, viene indicata la data di fine della validità .
La durata varia però in base alla categoria della patente e all’età del conducente: le categorie più alte hanno validità più ridotte e, a mano a mano che l’età del conducente aumenta, si riduce anche il periodo di validità .
Per quanto riguarda la patente delle categorieAM-A1-A2-A-B1-B e BE, la legge prevede il rinnovo ogni 10 anni fino al raggiungimento dei 50 anni di età , successivamente e, fino ai 70 anni di età , il rinnovo deve essere effettuato ogni 5 anni.
Dai 70 agli 80 anni, il rinnovo avviene invece ogni 3 anni e, infine, superati gli 80 anni di età , deve essere effettuato ogni 2 anni.
Questo in linea generale e per condizioni psicofisiche normali, in situazioni particolari il rinnovo può essere stabilito anche con maggiore frequenza in base alle condizioni personali oppure possono essere inserite delle prescrizioni specifiche, riportate sul documento.
Ad esempio, la validità delle patenti speciali è generalmente di 5 anni ma può essere ridotta per decisione della commissione medica, se ritenuto necessario. Per agevolare la memorizzazione della validità del permesso di guida dal 2012 è stata introdotta “la regola del compleanno†per la quale la data di scadenza per le categorie A e B coincide con la data di nascita del conducente. Questa regola viene applicata sia per le patenti che vengono rinnovate sia per i nuovi documenti rilasciati, facilitando così di parecchio il ricordo della data di scadenza del documento.
Per le altre categorie di patente, sono in vigore durate diverse e nello specifico:
Le differenze di validità , che variano in base alla categoria, all’età e al tipo di veicolo che si conduce, servono ad assicurare che siano presenti e mantenuti i requisiti di idoneità alla guida, specialmente per i mezzi più grandi adibiti al trasporto di merci e persone.
Per effettuare il rinnovo occorre prenotare ed effettuare una visita medica per verificare l’idoneità psicofisica del conducente presso un centro medico abilitato. Superata la visita viene rilasciato un permesso provvisorio per la guida sul territorio italiano, valido fino all’arrivo della nuova patente emessa, che sarà spedita presso la propria residenza. La visita è necessaria per controllare le condizioni del conducente: le capacità visive e uditive, la situazione generale di salute e l’esistenza di eventuali patologie importanti ai fini della sicurezza stradale. In caso il documento sia stato rilasciato con l’obbligo di guida con lenti, al momento della visita occorre presentarsi con gli occhiali utilizzati quando si è al volante.
La procedura per il rinnovo può essere richiesta presso determinate strutture che sono:
La richiesta può essere inoltrata in autonomia, prenotando la visita medica, raccogliendo i documenti necessari e procedendo con i vari passaggi. Oppure ci si può rivolgere presso un’autoscuola o un’agenzia di gestione pratiche auto.
La procedura rimane identica per entrambi i percorsi, la differenza sostanziale è che svolgere tutto da soli può prevedere costi inferiori ma tempistiche più lunghe, mentre contattando un’autoscuola o un’agenzia i tempi per la gestione della procedura possono ridursi a fronte di una spesa economica leggermente più alta.
I documenti richiesti per la procedura di rinnovo sono:
Se tutta la procedura viene svolta in autonomia, basterà effettuare i pagamenti online, presentare tutti i documenti al momento della visita e sarà poi il medico o l’impiegato ad occuparsi della procedura per il rinnovo e ad inviare la pratica al Ministero dei Trasporti. Altrimenti, si possono portare tutti i documenti all’autoscuola o all’agenzia scelta che provvederà poi alla gestione della pratica.
Il costo per il rinnovo del documento può variare indicativamente tra i 60 e i 130 euro a seconda di chi gestirà la procedura, comprendendo i costi fissi e quelli variabili.
I costi fissi, relativi alla parte burocratica, sono nel dettaglio:
A questi importi va aggiunta la spesa per la visita medica che può variare a seconda della struttura.
Se ci si rivolge in autonomia alla ASL o ad un medico abilitato, pagando la visita medica e le spese fisse, il costo complessivo potrebbe essere indicativamente sui 60-90 euro, mentre rivolgendosi a un’autoscuola o un’agenzia per la gestione della pratica, la cifra totale potrebbe essere tra i 100 e i 130 euro.
Il nuovo permesso di guida, dopo aver effettuato la visita, dovrebbe arrivare in circa 7-15 giorni presso l’indirizzo di residenza.
In caso ci siano dei ritardi è possibile effettuare un controllo contattando:
Con l’avvento della patente digitale, integrata nell’app IO e in affiancamento alla versione fisica, la procedura resterà molto probabilmente la stessa e sarà possibile aggiornare anche il documento digitale, dopo aver rinnovato quello fisico.
Se la patente risulta scaduta da oltre 5 anni, occorre sostenere, oltre alla visita medica, anche un esame pratico per constatare la presenza delle condizioni psicofisiche e tecniche, necessarie per la guida. Questo esame viene chiamato “esperimento di guida†ed è possibile svolgere le guide per esercitarsi utilizzando la prenotazione fatta per l’esame, proprio come succede con il foglio rosa.
Se non ci si presenta all’esame pratico, il permesso di guida viene sospeso a tempo indeterminato o comunque fino al superamento positivo dell’esperimento di guida, che andrà prenotato nuovamente. Se invece l’esame pratico dovesse aver esito negativo, la patente sarà revocata e, per riottenerla, sarà necessario sottoporsi nuovamente all’esame completo, con le parti di teoria e pratica.
Guidare con il documento scaduto costituisce una violazione del Codice della Strada e la sanzione amministrativa prevista può andare da 159 a 639 euro, oltre alla possibilità di applicazione della sanzione accessoria con la sospensione o la revoca immediata del permesso di guida. La legge, come visto, non ammette ignoranza e non prevede deroghe: già a partire dal giorno dopo la fine della validità della patente, non è più possibile mettersi alla guida.
Se poi si dovesse essere coinvolti in un incidente stradale, la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente e avere delle conseguenze pesanti anche per la copertura assicurativa, che potrebbe subire delle gravose limitazioni.
Meglio allora controllare con regolarità la data di scadenza, magari annotandola sul calendario, ed evitare di aspettare l’ultimo giorno per iniziare il percorso di rinnovo della patente. Vale davvero la pena giocare d’anticipo e avviare la richiesta fino a 4 mesi prima della fine della validità del documento, come previsto dalla legge.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 12:00:04 +0000Tra normative, incentivi e nuovi modelli in arrivo, restare informati sul mondo automotive non è sempre così immediato. Proprio per questo Google ha introdotto la possibilità di scegliere le proprie fonti preferite, così da rendere l’informazione più personalizzata e vicina ai propri interessi. Da oggi puoi aggiungere Virgilio Motori tra le tue fonti preferite su Google e trovare più facilmente contenuti dedicati ad auto, moto e mobilità direttamente tra le notizie principali. Un modo semplice per restare aggiornati senza dover cercare ogni volta le informazioni che ti interessano.
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Data articolo: Fri, 08 May 2026 11:43:38 +0000Il Gruppo Stellantis aumenta la sinergia con Leapmotor, puntando a migliorare la propria offerta commerciale in Europa. Dopo che l’ingresso di Leapmotor nel vecchio continente, attraverso la joint venture proprio con il colosso automobilistico guidato da Carlos Tavares, ha portato a ottimi risultati di vendita, ora si mettono in campo sinergie dirette con i brand del Gruppo. Opel infatti, lavorerà a fianco del brand cinese per sviluppare un nuovo C-SUV elettrico, che nell’arco di due anni dovrebbe diventare uno dei progetti di punta per il futuro della gamma europea.
Questo segna un ulteriore passo avanti nell’asse oriente-occidente, sfruttando il know-how tecnologico cinese per accelerare i tempi di sviluppo e abbattere i costi legati all’elettrificazione, mentre la produzione in Europa permette di abbattere i dazi d’importazione. Una formula che punta a diffondersi in maniera sempre più forte nell’industria automobilistica, dove partnership e sinergie internazionali stanno diventando fondamentali per restare competitivi.
Il nuovo SUV dovrebbe arrivare sul mercato nel 2028 e andrà a inserirsi nel segmento più combattuto d’Europa: quello dei C-SUV elettrici, dove oggi si gioca gran parte della partita commerciale tra i costruttori.
Il nuovo modello sarà sviluppato principalmente presso il centro Opel di Rüsselsheim, in Germania, storico cuore tecnico del marchio. Qui lavoreranno team internazionali provenienti sia dall’Europa sia dalla Cina, in una collaborazione che riflette perfettamente la nuova dimensione globale dell’industria automobilistica.
Secondo le prime informazioni diffuse, il tempo necessario per completare lo sviluppo sarà inferiore ai due anni, un periodo estremamente ridotto rispetto agli standard tradizionali del settore. Questo è possibile proprio grazie alla condivisione delle tecnologie già esistenti di Leapmotor.
Il futuro C-SUV andrà ad affiancarsi nella gamma Opel ai modelli già conosciuti come Grandland, Frontera e Mokka. Il segmento scelto non è casuale: i SUV compatti rappresentano oggi il cuore del mercato europeo, sia per le famiglie sia per chi cerca un’auto versatile ma adatta anche alla città .
Non sono ancora stati comunicati dati tecnici ufficiali su autonomia, potenza o capacità della batteria, ma è probabile che il modello punti a valori competitivi rispetto alle rivali europee e cinesi già presenti sul mercato.
Anche la produzione avrà un forte legame con l’Europa. Il nuovo SUV dovrebbe nascere nello stabilimento Stellantis di Saragozza, in Spagna, uno degli impianti storici del gruppo. La fabbrica produce vetture Opel dal 1982 ed è considerata una delle più importanti basi industriali del marchio nel continente.
Per ospitare il nuovo progetto verrà realizzata una linea produttiva dedicata, sulla quale saranno assemblati sia il SUV Opel sia il modello Leapmotor B10 destinato ai mercati internazionali.
La strategia industriale guarda però ancora più avanti. Stellantis punta infatti a rafforzare anche l’impianto di Villaverde, vicino Madrid, che in futuro potrebbe diventare un centro produttivo chiave per diversi modelli Leapmotor destinati non solo all’Europa ma anche ad altri mercati globali.
Una scelta che risponde anche alle nuove esigenze del mercato europeo, sempre più attento alla provenienza produttiva delle vetture elettriche. Assemblare i modelli direttamente in Europa significa infatti poter contare sul valore aggiunto del “Made in Europeâ€, riducendo al tempo stesso costi logistici e possibili tensioni commerciali legate ai dazi sulle auto cinesi.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 11:38:25 +0000Per gli appassionati dei rally raid, KTM ha svelato 450 Rally Replica 2027, modello strettamente derivato dalla moto ufficiale vincitrice dell’ultima edizione della Dakar. La nuova arrivata sarà prodotta in serie limitata: 104 esemplari assemblati a mano e disponibili per le prenotazioni a partire dal mese di luglio.
Come dichiarato dalla Casa austriaca, rappresenterà la proposta più “Ready to Race†dell’intera gamma e verrà affiancata da una versione speciale denominata “Luciano Benavides Factory Editionâ€, realizzata in sole otto unità e dedicata al pilota argentino del team ufficiale.
KTM 450 Rally Replica 2027 è spinta da un monocilindrico SOHC a iniezione da 450 cm³. Rispetto ai motori utilizzati sulle versioni da cross ed enduro, adotta una frizione e un cambio a sei rapporti rinforzati, pensati per resistere a utilizzi prolungati in condizioni estreme. Il sistema di raffreddamento con doppio radiatore separato è stato progettato per migliorare la gestione delle temperature nelle situazioni di maggiore stress.
La struttura è basata su un telaio composto da elementi idroformati tagliati al laser e saldati manualmente, abbinato a un forcellone cavo in alluminio pressofuso. Questa soluzione punta a migliorare la capacità di assorbimento degli urti, la stabilità alle alte velocità e la precisione delle risposte in guida.
L’equipaggiamento prevede un impianto frenante Brembo e sospensioni WP Pro Components. All’anteriore lavora una forcella WP XACT PRO 7548 da 48 mm a cartuccia chiusa con tecnologia Cone Valve, abbinata a piastre lavorate CNC con offset di 23 mm e sistema PHDS per la riduzione delle vibrazioni trasmesse al manubrio. È presente anche un ammortizzatore di sterzo SCOTTS. Al posteriore è montato un mono WP XACT PRO 7750 completamente regolabile, sviluppato per l’utilizzo in contesti competitivi e configurabile in base alle esigenze del pilota e alle caratteristiche del terreno.
La livrea presenta plastiche arancioni, che distingue KTM 450 Rally Replica 2027 dalla generazione precedente, mantenendo un’impostazione estetica coerente con il resto della gamma off-road del marchio.
La parte anteriore è caratterizzata da una torretta di navigazione in fibra di carbonio integrata dietro il cupolino, studiato per offrire protezione aerodinamica e ridurre le turbolenze nella guida in posizione seduta. All’interno del cupolino trovano spazio il quadro strumenti con spie di segnalazione integrate e gli attacchi per il roadbook digitale. Il gruppo ottico a LED garantisce un’illuminazione efficace nelle fasi di gara che si svolgono in condizioni di scarsa visibilità o nelle prime ore del giorno.
Il sistema di alimentazione prevede tre serbatoi separati con due pompe carburante indipendenti. È possibile selezionare l’alimentazione dai serbatoi anteriori da 9 e 9,5 litri oppure da quello posteriore da 16 litri, che funge anche da elemento strutturale del telaietto. La capacità complessiva del sistema arriva a circa 34,5 litri, pensata per affrontare le tappe più lunghe dei rally raid.
Per celebrare il risultato ottenuto da Luciano Benavides alla Dakar, oltre alle 104 unità della 450 Rally Replica 2027 è prevista una serie ulteriormente limitata di otto esemplari. Questa versione speciale adotta una livrea Red Bull e un pacchetto tecnico che riprende le specifiche del prototipo utilizzato dal pilota argentino in gara.
La “Luciano Benavides Factory Edition†include componenti derivati dal reparto corse, come protezioni in carbonio per i dischi freno e i pad serbatoio, oltre alla targhetta numerata “LE†applicata al telaio. Completano la dotazione la sella SDV, sviluppata per migliorare ergonomia e prestazioni, e pneumatici Michelin Rally con mousse.
La consegna delle moto è prevista in occasione del KTM Europe Adventure Rally 2026, in programma a Gubbio dal 7 all’11 settembre, dove le unità saranno consegnate direttamente da Benavides. All’evento sarà presente anche il team ufficiale, che garantirà supporto tecnico ai clienti direttamente dal camion factory.
Entrambe le versioni vengono assemblate nello stabilimento KTM Motorsport di Munderfing, in Austria, e distribuite attraverso la rete ufficiale del marchio con prezzi rispettivamente pari a 31.500 euro e 40.500 euro, ai quali si aggiungono IVA e spese di trasporto.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 11:12:52 +0000La Volkswagen Polo entra ufficialmente nell’era elettrica. Dopo mesi di anticipazioni e concept, la nuova versione di Polo apre gli ordini anche in Italia, proponendosi come una delle compatte a zero emissioni più attese del momento. Non è semplicemente una Polo “convertita†all’elettrico, ma un modello pensato per portare il linguaggio della famiglia ID in un segmento dove il prezzo conta quasi quanto l’autonomia.
Al debutto, la gamma italiana parte con due allestimenti dedicati: Edition 1 ed Edition 1 More, entrambe caratterizzate da un posizionamento premium con un listino a partire da 35.000 euro.
Per il lancio italiano, Volkswagen ha deciso di puntare su una proposta semplice. Solo due versioni disponibili per un periodo limitato, entrambe ben accessoriate e orientate a chi vuole entrare nel mondo dell’elettrico senza dover aggiungere altri optional.
Sull’Edition 1 da 35.000 euro troviamo i fari LED con tecnologia Light Assist, il Digital Cockpit da 10,25 pollici e il sistema infotainment “Innovision Pro†con display centrale da ben 12,9 pollici, ormai al centro dell’esperienza di bordo delle nuove Volkswagen. Non mancano il climatizzatore automatico bi-zona, i sedili anteriori riscaldabili, il volante in pelle riscaldato e la ricarica wireless per smartphone.
Grande attenzione anche alla sicurezza e agli ADAS. La ID.Polo Edition 1 integra infatti sistemi di assistenza alla guida di secondo livello, pensati per rendere più rilassanti gli spostamenti quotidiani e i viaggi più lunghi.
Chi non vuole rinunciare a nessuna comodità , può puntare sulla Edition 1 More, proposta a 38.400 euro.
Qui la ID.Polo cambia personalità e strizza l’occhio a categorie superiori, soprattutto per contenuti tecnologici. La differenza più evidente arriva dall’esterno, con i nuovi fari IQ.Light LED Matrix e i loghi Volkswagen illuminati sia davanti sia dietro, dettaglio ormai distintivo della famiglia ID. Cambiano anche i cerchi, che diventano da 17 pollici diamantati, contribuendo a dare alla compatta elettrica un aspetto più ricercato e moderno.
L’abitacolo guadagna ulteriormente in atmosfera grazie ai sedili in tessuto Seaqual, all’illuminazione ambientale configurabile in 30 colori e al grande tetto panoramico. Volkswagen introduce inoltre il pacchetto Seat Comfort Pack, che porta in dote regolazioni elettriche, funzione memoria e persino il massaggio per i sedili anteriori. Soluzioni che normalmente si trovano su modelli ben più grandi e costosi.
Anche sul fronte della guida assistita il salto è evidente. La Edition 1 More include infatti il pacchetto IQ.Drive Plus, con Connected Travel Assist capace di riconoscere automaticamente i semafori, oltre al Park Assist Pro con controllo remoto e telecamera Area View a 360 gradi.
Per promuovere il lancio di un modello così importante per la transizione ecologica di Volkswagen, il brand propone un’offerta dedicata. Grazie alla formula con permuta o rottamazione e adesione al finanziamento Progetto Valore Volkswagen, il prezzo può infatti scendere fino a 29.950 euro. L’offerta prevede un anticipo di 5.500 euro e 35 rate mensili da 289 euro, includendo anche l’estensione di garanzia Extra Time fino a due anni o 80.000 km, il tutto a un TAEG del 6,10%.
Sotto la carrozzeria, la nuova ID.Polo nella sua versione lancio utilizza un motore elettrico da 211 CV, alimentato da una batteria da 52 kWh. Numeri che permettono alla compatta tedesca di dichiarare fino a 454 km di autonomia, valore particolarmente interessante per il segmento. Le prestazioni non sono ancora state comunicate nel dettaglio, ma la potenza lascia intuire un comportamento brillante, ben distante dall’idea di citycar elettrica lenta e poco coinvolgente.
Con il completamento della gamma arriveranno però anche due versioni meno potenti (116 e 135 CV) con un taglio di batteria da 37 kWh, pensate per abbassare il prezzo di accesso. La versione entry level partirà infatti da circa 25.000 euro, attesa nel corso dell’estate insieme al listino completo.
Una strategia fondamentale per competere in un mercato dove il prezzo resta ancora il principale ostacolo alla diffusione delle auto elettriche.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 10:35:37 +0000Con 160 sì, la Camera dei Deputati ha ufficialmente approvato il decreto Commissari, che ora diventa legge. Un provvedimento nato con l’intenzione di accelerare la realizzazione delle grandi opere strategiche italiane, prima tra tutte il Ponte sullo Stretto. Un tema che torna centrale nel dibattito italiano, soprattutto in un periodo in cui le infrastrutture vengono viste come uno strumento per rilanciare economia, occupazione e competitività .
Al centro della nuova legge è la figura del commissario straordinario. Ruolo con l’obiettivo di rendere rapido il processo decisionale e limitare gli ostacoli burocratici che ha riscontrato il progetto del Ponte sullo stretto di Messina.
Entrando nel dettaglio, gli amministratori delegati di Anas e RFI assumono il ruolo di commissari straordinari per alcune delle principali opere stradali e ferroviarie nazionali. Questo significa avere poteri più ampi per coordinare autorizzazioni, accelerare gli iter amministrativi e intervenire direttamente in caso di blocchi procedurali.
La novità riguarda anche i commissari già nominati: in molti casi saranno sostituiti direttamente dagli amministratori delegati delle società pubbliche coinvolte, così da unificare il coordinamento dei lavori e rendere più lineare la gestione dei cantieri.
Per il Ponte sullo Stretto, il decreto rappresenta quindi un ulteriore passo avanti concreto. Dopo anni di annunci, stop, ripartenze e polemiche politiche, il progetto entra in una fase in cui Roma vuole imprimere un’accelerazione evidente.
Nonostante il Ponte sullo Stretto sia il simbolo mediatico del provvedimento, il decreto coinvolge molte altre opere strategiche sparse in tutta Italia. Tra i temi centrali c’è la messa in sicurezza del traforo del Gran Sasso e delle autostrade A24 e A25, infrastrutture considerate fondamentali per i collegamenti tra Lazio e Abruzzo.
Il testo interviene anche sulla gestione dei commissari incaricati delle opere legate agli Europei di calcio UEFA 2032, evento che richiederà importanti investimenti in mobilità e infrastrutture urbane. Spazio inoltre ai progetti ferroviari seguiti da Rete Ferroviaria Italiana, alla realizzazione della linea C della metropolitana di Roma e alle misure dedicate alla salvaguardia della laguna di Venezia.
In sostanza, il Governo vuole utilizzare il decreto come una sorta di corsia veloce per tutti quei progetti considerati strategici per il futuro del Paese.
Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il tono è naturalmente positivo. In una nota ufficiale, il Mit ha parlato di una “svolta†per infrastrutture decisive per il Paese, citando non soltanto il Ponte sullo Stretto, ma anche il Mose di Venezia, la nuova diga di Genova e gli interventi sulla rete ferroviaria e autostradale. Secondo il Ministero, il decreto consentirà di trasformare le opere pubbliche in un vero motore di sviluppo economico, migliorando allo stesso tempo sicurezza e manutenzione delle infrastrutture esistenti.
Il punto centrale, dal punto di vista politico, è anche un altro: il Governo ribadisce che il provvedimento non comporterà nuovi oneri per la finanza pubblica, almeno nella fase iniziale. Resta però aperto il tema delle risorse necessarie per completare opere enormi come il Ponte sullo Stretto, un progetto che continua a dividere opinione pubblica ed esperti tra entusiasmo e scetticismo.
Da una parte c’è chi lo considera un’infrastruttura capace di cambiare il Sud Italia, migliorando collegamenti, turismo e logistica. Dall’altra, chi ritiene prioritarie altre emergenze infrastrutturali del Paese, dalla manutenzione delle strade locali ai trasporti regionali. Di certo, con l’approvazione definitiva del decreto, il Governo manda un messaggio chiaro: sulle grandi opere vuole accelerare. E il Ponte sullo Stretto torna ancora una volta al centro della scena politica italiana.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 09:04:44 +0000Gli automobilisti italiani continuano a fare i conti con carburanti sempre più costosi. La benzina è ormai stabilmente vicina alla soglia psicologica dei 2 euro al litro, mentre il diesel ha già superato quel limite da tempo, nonostante il taglio sulle accise.
Eppure, dopo settimane di rincari quasi continui, qualcosa sembra iniziare a muoversi. I primi segnali arrivano direttamente dai distributori, dove alcune compagnie hanno iniziato a ritoccare verso il basso i prezzi consigliati. Nulla che possa far gridare al ritorno della normalità , ma abbastanza per far sperare in una fase più stabile rispetto alle tensioni viste nelle ultime settimane.
I primi ribassi sono ancora contenuti, ma rappresentano un’inversione di tendenza che molti automobilisti aspettavano. ENI ha ridotto di un centesimo al litro la benzina e di cinque centesimi il gasolio. Anche IP ha applicato un taglio di un centesimo su entrambi i carburanti, mentre Q8 ha scelto una riduzione più marcata sulla verde, con tre centesimi in meno, e di due centesimi sul diesel.
Il quadro generale, però, resta impegnativo. Attualmente il prezzo medio nazionale della benzina si attesta intorno a 1,934 euro al litro, che diventano quasi 1,989 euro sulla rete autostradale, dove i listini sono tradizionalmente più elevati.
Il diesel continua invece a mantenersi sopra quota due euro: la media nazionale è di 2,042 euro al litro, mentre in autostrada si arriva facilmente a 2,112 euro. Numeri che pesano soprattutto su chi percorre molti chilometri ogni giorno per lavoro o utilizza veicoli commerciali.
La sensazione diffusa è che il mercato stia vivendo una fase di assestamento, dopo mesi caratterizzati da forti oscillazioni e continui rincari legati alle tensioni internazionali.
Sul fronte internazionale, almeno per il momento, il petrolio sembra aver trovato un equilibrio. Il Brent continua infatti a rimanere sotto la soglia dei 100 dollari al barile, mentre il WTI americano oscilla intorno ai 93 dollari. Valori ancora alti, ma lontani dai picchi che avevano fatto temere un’ulteriore impennata dei prezzi alla pompa.
Il problema, come spesso accade, è che i ribassi del greggio impiegano tempo prima di riflettersi davvero sui listini dei distributori. Tra tasse, accise, costi logistici e dinamiche commerciali, il prezzo finale pagato dagli automobilisti segue tempi molto diversi rispetto ai movimenti del mercato petrolifero internazionale. Per questo motivo, anche se il petrolio sembra essersi stabilizzato, la discesa dei carburanti potrebbe essere lenta e graduale.
A influenzare il mercato ci sono anche gli sviluppi geopolitici. Nelle ultime ore sono tornate a circolare indiscrezioni su possibili aperture diplomatiche tra Stati Uniti e Iran, ipotesi che avrebbe contribuito a raffreddare leggermente le quotazioni del greggio.
La situazione però resta estremamente incerta. Le voci di accordi o alleggerimenti delle sanzioni vengono spesso smentite nel giro di poche ore, generando continui movimenti speculativi sui mercati energetici. L’Iran resta infatti uno dei grandi protagonisti del mercato petrolifero mondiale, e qualsiasi segnale legato a una possibile ripresa dell’export influenza immediatamente il prezzo del barile. Basta una dichiarazione politica o un’indiscrezione diplomatica per modificare l’andamento delle quotazioni nel giro di una giornata.
Nel frattempo, gli automobilisti osservano con attenzione i cartelloni dei distributori. Perché se è vero che i ribassi sono ancora minimi, dopo settimane di aumenti continui anche pochi centesimi iniziano a fare la differenza, soprattutto per chi usa l’auto quotidianamente.
Data articolo: Fri, 08 May 2026 07:48:53 +0000Il giorno 08 maggio 2026 sono previsti tre scioperi nel settore dei trasporti in Italia, con iniziative in diverse città e province. Nell’articolo di seguito sono riportati i dettagli riguardo gli scioperi locali previsti per il trasporto pubblico locale e il settore aereo, tra cui orari, durata, compagnie coinvolte, sindacati e le categorie interessate nelle varie aree geografiche.
È stato indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, relativo al trasporto pubblico locale nella città di Trento (Trentino-Alto Adige). Lo sciopero coinvolge il personale della società Trentino Trasporti di Trento. L’iniziativa è stata indetta dal sindacato OSR ORSA TRASPORTI.
Nella città di Potenza (Basilicata) è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 15.01 alle 19.00, che coinvolge il trasporto pubblico locale. Sarà interessato il personale della società Miccolis – Servizio Urbano di Potenza. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.
Nella provincia di Brescia (Lombardia), il settore aereo sarà coinvolto in uno sciopero di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59. L’agitazione interessa il personale addetto allo scarico e carico merci della società GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari. Il sindacato che ha proclamato lo sciopero è USB LAVORO PRIVATO.
Fonte: Mit
Data articolo: Fri, 08 May 2026 06:00:00 +0000