NEWS - Tutti gli sport(escluso il calcio)


News passione per motori da virgilio.it

News passione motori

News n. 1
Proroga al taglio delle accise al 22 maggio, ma aumentano carburante e bollette

Il 2026 si è aperto come un anno di profonda resistenza per il bilancio domestico degli italiani, un periodo in cui il display della stazione di servizio è diventato il barometro di una crisi che soffia forte dai conflitti internazionali. In questo scenario di incertezza, il fulcro della strategia di sopravvivenza economica si è concentrato su una parola d’ordine: taglio delle accise. La gestione del costo dei carburanti, infatti, non è più solo una questione tecnica, ma rappresenta la prima linea di difesa contro un carovita che minaccia di travolgere il potere d’acquisto. Ma non è tutto, ci sono altre criticità che preoccupano gli italiani in questo momento storico.

La trincea delle accise

Nel cuore di questa tempesta energetica, la risposta del Governo si è concretizzata in una mossa difensiva fondamentale: la proroga del taglio delle accise. Quello che inizialmente era stato concepito come un intervento a breve termine ha trovato nuova linfa in un decreto ministeriale che sposta ufficialmente la scadenza al 22 maggio 2026. Non si tratta di una semplice variazione di calendario, ma di un tentativo di coprire settimane cruciali di instabilità, estendendo la protezione oltre il termine del 10 maggio precedentemente fissato dal Consiglio dei Ministri.

Questa decisione, già anticipata dalla premier Giorgia Meloni a fine aprile, risponde alla necessità di contrastare i rincari di benzina e diesel direttamente correlati alle tensioni divampate in Medio Oriente. La logica economica dietro lo “scudo” è tanto pragmatica quanto innovativa: il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato che il prolungamento del taglio non peserà sui cittadini come un nuovo debito, poiché sarà interamente finanziato attraverso l’extragettito IVA. In pratica, lo Stato utilizza le maggiori entrate derivanti dall’aumento dei prezzi per restituire ai cittadini un po’ di ossigeno alla pompa, cercando di stabilizzare una situazione che rischiava di sfuggire al controllo.

Il carburante come motore dell’inflazione

Il costo dei carburanti agisce come un veleno invisibile che si diffonde lungo ogni chilometro d’asfalto, colpendo non solo chi guida per necessità personale, ma anche la complessa rete dei trasporti che rifornisce l’Italia. Senza un intervento mirato sulle accise, la dinamica dei prezzi si trasformerebbe in un freno a mano tirato per l’intera economia.

Le istituzioni monitorano con attenzione l’evolversi dei conflitti internazionali, consapevoli che ogni rincaro del barile si traduce istantaneamente in una contrazione del potere d’acquisto delle famiglie, costrette a sacrificare altre spese per poter continuare a lavorare e circolare.

Oltre la pompa: il peso delle bollette

Mentre la battaglia principale si combatte attorno al prezzo del litro, il resto del panorama economico descrive un quadro altrettanto complesso dove le bollette di luce e gas e i rincari alimentari completano l’offensiva contro il risparmio privato.

Secondo le analisi della Cna e della Cgia di Mestre, lo shock energetico complessivo costerà al Paese quasi 29 miliardi di euro solo nel 2026, con un aggravio medio per famiglia che oscilla tra i 1.000 e i 1.300 euro per i nuclei più numerosi. Questo aumento generalizzato, che colpisce anche i costi di produzione agricola per oltre 255 euro ad ettaro, si trasmette rapidamente dai campi allo scaffale del supermercato, erodendo silenziosamente la fiducia dei consumatori e rallentando la crescita interna.

Trasparenza e vigilanza

La proroga del 22 maggio rappresenta dunque una tregua, ma non la fine del conflitto economico. Per evitare che il sollievo sulle accise venga vanificato da speculazioni, il Governo ha avviato una fase di monitoraggio serrato. I ministri Lollobrigida e Urso hanno programmato incontri con la grande distribuzione per mappare con precisione chirurgica la correlazione tra costi di trasporto, prezzi energetici e margini di guadagno.

L’obiettivo è chiaro: garantire che la qualità della vita e la libertà di movimento degli italiani non diventino merce di scambio in un mercato globale dominato dall’incertezza, puntando su una trasparenza che permetta a tutti di affrontare il 2026 con un briciolo di serenità in più.

Data articolo: Mon, 11 May 2026 07:27:31 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 11 maggio 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diversi rallentamenti soprattutto per lavori in corso e traffico intenso su alcune tratte principali. Segnaliamo in particolare una coda di 2 km tra Bologna Borgo Panigale e il bivio A14/A13 Bologna-Padova a causa di un incidente e una coda di 2 km sulla tangenziale di Napoli tra Fuorigrotta e Camaldoli dovuta a un veicolo in avaria. Nel seguito dell’articolo forniremo dettagli tratta per tratta.

A1 MILANO-NAPOLI



09:00 – Scorta veicoli tra Modena Sud e Reggio Emilia
Coda per safety car
Direzione Napoli
La scorta interessa il tratto dal km 160.0 al km 155.0 per una lunghezza di 5.0 km.



08:36 – Coda tra Bivio A1/A11 Firenze-Pisa Nord e Firenze Scandicci
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
Il tratto coinvolto è tra il km 286.9 e 284.0 per una lunghezza di 2.9 km.



08:29 – Code a tratti tra Valdarno e Firenze sud
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La lunghezza complessiva del tratto interessato è di 10 km, dal km 313.0 al km 323.0.



07:27 – Code a tratti tra Bivio A1/A58 e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Il tratto interessato va dal chilometro 4.3 al chilometro 10.646, per una lunghezza di circa 6.346 km.

A4 TORINO-TRIESTE



09:02 – Pioggia tra Dalmine e Grumello
Condizioni meteo avverse con pioggia
Interessata la tratta in entrambe le direzioni
La lunghezza della tratta interessata è di 19.8 km, dal km 187.6 al km 167.8.



09:01 – Coda in uscita a Dalmine provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
Il tratto va dal km 167.8 all’uscita.



08:53 – Code a tratti tra Agrate e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
Il tratto interessa il chilometro 126.2 fino al chilometro 145.0, per una lunghezza di 18.8 km.



08:46 – Coda tra Dalmine e Bergamo
Coda dovuta a traffico intenso
Direzione Trieste
Tratto dal km 172.5 al km 171.0, con una lunghezza di 1.5 km.



08:46 – Coda in uscita a Agrate provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
Il tratto interessato arriva fino all’uscita dal km 145.9.



07:27 – Coda in uscita a Bergamo provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste
Il tratto copre dal km 172.5 all’uscita.



07:09 – Code a tratti tra Nodo di Pero e Milano est
Code a tratti dovute a traffico intenso
Direzione Trieste
Il tratto occupa dal chilometro 138.3 al chilometro 125.0, per 13.3 km di lunghezza.

A7 MILANO-GENOVA



08:36 – Coda tra Genova Ovest e Genova Sampierdarena
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Genova
Tratto interessato dal km 133.6 al km 132.8, per una lunghezza di 0.8 km.



07:32 – Coda tra Genova Bolzaneto e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
Lunghezza 2.9 km dal km 128.7 al km 125.8.

A8 MILANO-VARESE



08:59 – Code a tratti tra Legnano e Milano Nord
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Tratto dal km 5.6 al km 16.3 per 10.7 km di lunghezza.



08:39 – Coda tra Fiera Milano e Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
Lunghezza 2.2 km, dal km 0.0 al km 2.2.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



08:24 – Coda tra Como Centro e Chiasso
Coda per Attraversamento Dogana Svizzera
Direzione Svizzera
Il tratto occupa dal km 41.63 al km 39.0 per 2.63 km.

A11 FIRENZE-PISA NORD



07:35 – Chiusura Camper Service Area di servizio Peretola nord
Chiusura dovuta a Interruzione Erogazione Idrica
L’area si trova al km 3.0.



07:21 – Code a tratti tra Pistoia e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Firenze
Il tratto si estende dal km 7.0 al km 20.0, per circa 13 km di lunghezza.



07:11 – Coda tra Sesto Fiorentino e Firenze Peretola
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Firenze
Lunghezza 1.9 km dal km 0.0 al km 1.9.



08:11 – Pioggia tra Prato Ovest e Chiesina Uzzanese
Condizioni meteo avverse con pioggia
Interessata la tratta in entrambe le direzioni
Il tratto si estende dal km 46.4 al km 16.8 per una lunghezza di 29.6 km.

A12 GENOVA-ROMA



08:10 – Traffico rallentato tra Inizio Raccordo Rosignano e Allacciamento SS1 Aurelia Sud/A12
Traffico rallentato per lavori
Direzione Rosignano
Il tratto interessato va dal km 210.022 al km 209.1 per 0.922 km di lunghezza.

A14 BOLOGNA-TARANTO



09:04 – Coda di 1 km tra Grottammare e Fermo Porto San Giorgio
Coda per lavori
Direzione Ancona
La coda si estende dal km 285.7 al km 290.0, per una lunghezza di 4.3 km.



09:02 – Coda di 1 km tra Grottammare e Pedaso
Coda per lavori
Direzione Ancona
Il tratto occupa dal km 294.4 al km 299.0, per 4.6 km di lunghezza.



09:02 – Coda di 1 km tra Pescara Nord e Pineto
Coda per lavori
Direzione Ancona
Il tratto interessa dal km 359.6 al km 362.0, per 2.4 km di lunghezza.



08:52 – Coda di 1 km tra Roseto Degli Abruzzi e Pescara Nord
Coda per lavori
Direzione Taranto
Tratto dal km 354.0 al km 349.0, con lunghezza di 5.0 km.



09:04 – Traffico rallentato tra Avellino est e Benevento
Traffico rallentato per lavori
Direzione Canosa
Il tratto copre dal km 58.1 al km 56.1, per una lunghezza di 2.0 km.



08:28 – Coda di 2 km tra Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Coda causata da incidente
Direzione Taranto
Il tratto di 3.0 km si estende dal km 11.0 all’8.0.



08:28 – Coda tra Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Coda per traffico intenso
Direzione Taranto
Il tratto ha una lunghezza di 7.0 km, dal km 7.0 all’uscita.



09:00 – Scorta veicoli tra Ancona Nord e Ancona Sud
Coda per safety car
Direzione Bologna
Tratto di 5.0 km dal km 220.0 al km 225.0.



08:56 – Coda in uscita a Ancona sud
Coda per traffico intenso
Interessata la tratta in entrambe le direzioni



08:38 – Vento forte tra Imola e Faenza
Condizioni meteorologiche con vento forte
Interessata la tratta in entrambe le direzioni
La lunghezza del tratto è di 14.4 km, dal km 64.5 al km 50.1.



08:07 – Coda tra Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
Il tratto interessa il chilometro 5.0 fino al km 3.0 per 2.0 km di lunghezza.

A14 – ulteriori segnalazioni



08:33 – Traffico rallentato tra Pedaso e Grottammare
Traffico rallentato per lavori
Direzione Taranto
Il tratto occupa dal km 290.7 al km 288.0 per 2.7 km.

A22 BRENNERO-MODENA



08:16 – Coda di 2 km tra Carpi e Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Coda per traffico intenso
Direzione Modena
Il tratto copre dal km 313.0 al km 311.0.

A24 ROMA-TERAMO



08:06 – Pioggia tra Carsoli-Oricola e Tagliacozzo
Condizioni meteo avverse con pioggia
Interessata la tratta in entrambe le direzioni
Il tratto interessa dal km 61.25 al km 50.633 per 10.617 km di lunghezza.

A27 VENEZIA-BELLUNO



07:37 – Coda tra Mogliano Veneto e Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Venezia
Tratto dal km 0.0 al km 2.0, per 2.0 km di lunghezza.

A30 CASERTA-SALERNO



08:35 – Traffico rallentato tra Mercato San Severino e Bivio A30/Raccordo Salerno-Avellino
Traffico rallentato per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Salerno
Lunghezza 1.0 km tra km 55.3 e 54.3.



08:33 – Coda in uscita a Nola proveniendo da Salerno
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Caserta
Coda priva di lunghezza indicata, tratto fino all’uscita dal km 18.9.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



09:01 – Coda di 2 km tra Fuorigrotta e Camaldoli
Coda per veicolo fermo o avaria
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
Il tratto coinvolge dal km 13.8 al km 11.3, lungo 2.5 km.



08:56 – Coda in uscita a Corso Malta
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Interessata la tratta in entrambe le direzioni



08:55 – Coda in uscita a Fuorigrotta provenendo da Allacc. Diramazione Capodichino
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Pozzuoli



08:45 – Coda tra Capodichino Svincolo e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Il tratto interessa dal km 18.8 al km 19.8 per 1.0 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 11 May 2026 07:08:00 +0000
News n. 3
MotoGP GP Francia, tripletta Aprilia, Ducati perde Marquez: le pagelle

Fabio Quartararo e Johann Zarco a Le Mans sentono aria di casa e trovano sempre il modo di estrarre il massimo potenziale, rispettivamente, da Yamaha e Honda. Il vincitore dell’edizione 2024 è stato il più veloce delle prequalifiche del GP di Francia, con il giro record di 1’29â€907. Nella sessione asciutta si sono visti i primi capitomboli con le scivolate di Pedro Acosta e Francesco Bagnaia.

Johann Zarco ha chiuso davanti a Fabio Di Giannantonio e il numero 63 del team factory della Ducati, che ha fatto il tempo prima di crollare al suolo. Quarto crono per Alex Marquez con la Ducati del team Gresini Racing, quinto per la Honda di Joan Mir. Sesto e settimo tempo per le Aprilia ufficiali di Jorge Martin e Marco Bezzecchi, mentre Marc Marquez sulla Rossa è apparso subito in affanno.

Le qualifiche sono state uno spettacolo con miglior tempo siglato da Francesco Bagnaia. Quest’ultimo non strappava una pole position dal GP di Malesia dello scorso ottobre. Il torinese ha siglato un super 1:29.634, battendo di 12 millesimi il compagno di squadra e di 23 millesimi Marco Bezzecchi. Una prima fila infuocata e una seconda che si è aperta con Fabio Di Giannantonio, a soli 65 millesimi dal poleman, davanti a Pedro Acosta e Fabio Quartararo.

Pecco, alla pole numero 28 in top class, si era lamentato anche dell’abbassatore, forse allarmato dal record della pista (1:29.288) siglato da Marc Marquez nel Q1. Il talento di Cervera non è riuscito a ripetersi nel momento clou della qualifica e i problemi sono arrivati puntali nella Sprint Race, dove sono state le Aprilia di Jorge Martin e Marco Bezzecchi a salire in cattedra.

Com’è andata la Sprint Race

A Le Mans i rider si sono dati battaglia con un Bezzecchi partito a fionda in Curva-1. L’italiano ha preso il comando nei primi metri, ma con un capolavoro assoluto nella S successiva Jorge Martin ha strappato al compagno di squadra dell’Aprilia la leadership. Marc Marquez, in lotta inizialmente con Pecco Bagnaia, è crollato anche alle spalle di Mir prima dello schianto che gli ha procurato la rottura del quinto metatarso del piede destro.

Al di là del pericolosissimo high-side che non ha permesso al 9 volte iridato di correre il GP di Francia, il pilota è volato in Spagna per operarsi anche alla spalla destra che, dopo il tonfo di Mandalika del 2025, continua a dargli noia. Si tratta di un intervento programmato perché il ducatista non riusciva più a gestire la mobilità del braccio. Una vite piegata toccava il nervo radiale e influiva sull’arto, creando un problema anche nella posizione di guida sulla moto. L’inseguimento alla decima corona iridata pare già compromesso.

Quarto posto per Pedro Acosta sulla KTM, che ha preceduto Fabio Quartararo, Joan Mir e Ai Ogura (Aprilia Trackhouse). Completano la top-10 un deludente Alex Marquez (ottavo con la Ducati Gresini) e le LCR di Diogo Moreira e Johann Zarco. Sono finiti al suolo Fabio Di Giannantonio, Franco Morbidelli, Enea Bastianini e Luca Marini. Jorge Martin si è confermato uno specialista delle Sprint Race, mandando un segnale al Bez.

Bagarre nel GP di Spagna

Allo spegnimento dei semafori Marco Bezzecchi è scattato come un fulmine, mentre alle sue spalle Bagnaia è rimasto in un groviglio di moto, scivolando alle spalle anche di Fabio Quartararo, Pedro Acosta e Fabio Di Giannantonio. A Jorge Martin non è riuscita la partenza a fionda della Sprint Race e ha girato in settima posizione. Al primo giro è scivolato Alex Marquez, rimanendo al suolo per qualche istante di paura.

Marco Bezzecchi ha dettato sin dai primi istanti un ritmo costante, mentre alle sue spalle il campione della Yamaha è stato scavalcato da Acosta e Bagnaia. Ancora più indietro Jorge Martin ha cominciato la sua rimonta, liberandosi di Joan Mir e Ai Ogura. Pecco, all quinta tornata, ha sverniciato Fabio Quartararo, mettendo nel mirino Pedro Acosta. Al settimo giro il torinese ha superato di gran carriera l’enfant prodige della KTM, cucendo il gap dalla ruota posteriore dell’Aprilia RS-GP26 del leader romagnolo. Come al solito il torinese ha sbagliato ed è finito al suolo, mandando alle ortiche la possibilità di giungere sul podio.

Entusiasmante la sfida tra Jorge Martin e Di Giannantonio che se ne sono date di santa ragione per la quarta posizione. Martin ha approfittato della caduta di Pecco e si è portato a 9 giri dal termine della corsa al secondo posto, scavalcando con scioltezza Acosta. Martinator ha superato Bezzecchi a 3 tornate dalla fine con una super manovra. A Le Mans 3 Aprilia davanti a tutte sul podio hanno fatto al storia con Ogura del team satellite che ha sopravanzato Acosta nel finale.

I top 3

Jorge Martin: 10 e lode – Garona del madrileno che con grande aggressività ha rimontato con sorpassi chirurgici. Il suo ritmo a Le Mans è stato indiavolato e, a 3 giri dalla fine, ha completato un capolavoro, battendo il teammate. Tornato alla vittoria dopo quasi 600 giorni, in una fase importante, ha comandato la tripletta storica per l’Aprilia, portandosi in graduatoria a -1 dal Bez.

Marco Bezzecchi: 8 – Gran Premio solitario grazie una super partenza, ma sul più bello a pochi km dal traguardo si è dovuto piegare alla furia di Martinator. Si è tenuto stretto il secondo posto e la leadership del mondiale in vista della prossima sfida catalana.

Fabio Quartararo: 7,5 – Premiamo il francese che su una M1 inguidabile è riuscito a portarla al traguardo in sesta posizione dopo una partenza da applausi alle spalle del plotone di Aprilia. Inavvicinabile anche la KTM di Acosta e la Ducati di Fabio Di Giannantonio, ancora una volta migliore ducatista della domenica.

I flop 3

Pecco Bagnaia: 5,5 – Pole position, ritmo costante al vertice e sorpassi chirurgici. Senza la pressione di Marc Marquez avrebbe potuto avere un immenso beneficio in questa fase di campionato, ma tutto è durato troppo poco. La Ducati Desmosedici GP26 si è espressa bene nei primi settori dell’iconica pista transalpina, ma alla fine Pecco è caduto sul più bello. Non riesce a scrollarsi la pressione dalle spalle e lo si è visto in partenza e nella fase di pressing di Acosta. A salvare la faccia alla Casa di Borgo Panigale ci ha pensato ancora una volta Di Giannantonio (voto 6,5).

Brad Binder: 3 – Gara pessima del sudafricano che da valore aggiunto per KTM è diventato un problema. Pedro Acosta (voto 7,5) lo sta surclassando e, nonostante l’esperienza, non merita ad oggi una conferma per il nuovo corso della Casa austriaca. La caduta ha evitato un quattordicesimo posto al traguardo.

Alex Marquez: 2 – Dopo l’exploit di Jerez de la Frontera lo spagnolo del team Gresini Racing è crollato al suolo nelle prime battute. Non avrebbe mai immaginato un inizio di stagione così complicato sulla Desmosedici GP26. Questa caduta pesa come un macigno in ottica classifica mondiale con un gap dalla vetta di 73 punti, esattamente come il numero che porta sul cupolino.

Data articolo: Mon, 11 May 2026 06:22:45 +0000
News n. 4
Renault Master E-Tech, il furgone elettrico che non ha paura del lavoro vero

Renault Master E-Tech è uno dei modelli che raccontano meglio la nuova fase dei veicoli commerciali elettrici. Non si parla più soltanto di furgoni adatti per fare pochi chilometri in città, ma di mezzi da lavoro capaci di offrire un’adeguata autonomia, capacità di carico importante e una guida molto più vicina alle esigenze quotidiane di professionisti, aziende e flotte.

La nuova generazione nasce su una piattaforma pensata per più alimentazioni, quindi non dà l’impressione di essere una semplice conversione elettrica. La batteria è integrata senza penalizzare troppo il vano di carico, la cabina è più moderna e l’efficienza aerodinamica è stata curata con attenzione. Renault dichiara fino a 460 km di autonomia WLTP per la versione più capace, un dato che alza parecchio l’asticella rispetto al passato. Lo abbiamo guidato a Milano nelle ore di punta e in tangenziale, ed ecco cosa è emerso da questa prova.

Design e capacità di carico

Renault Master resta un grande furgone, con dimensioni importanti e un frontale robusto. Però ora appare più pulito, moderno e studiato. Renault parla di impostazione “Aerovanâ€, cioè di un lavoro sull’aerodinamica pensato per ridurre i consumi e migliorare l’autonomia, caratteristica che su un mezzo di queste dimensioni non è un dettaglio secondario, perché ogni miglioramento nella resistenza all’aria può tradursi in chilometri utili.

Il frontale verticale, i fari sottili, la firma luminosa e le superfici più raccordate danno al Master E-Tech un’immagine più contemporanea, senza snaturarlo. Rimane un veicolo professionale, pensato per caricare, muoversi in città, affrontare tangenziali e consegne, ma con un’impostazione più raffinata rispetto alla generazione precedente.

La capacità di carico del Renault Master E-Tech
Virgilio Motori
La capacità di carico del Renault Master E-Tech può arrivare a 22 metri cubi

Uno dei punti centrali è la capacità di carico, in quanto il Master E-Tech offre diverse configurazioni di carrozzeria e volumi importanti, arrivando nelle versioni più grandi fino a circa 22 metri cubi. La portata può raggiungere valori interessanti anche nella versione elettrica, rendendolo adatto a utilizzi professionali veri e non solo a missioni leggere.

La batteria sotto il pianale aiuta a conservare uno spazio interno regolare. Questo permette di caricare pallet, attrezzature o merci senza dover cambiare troppo le abitudini di lavoro. È proprio qui che il Master E-Tech sembra più convincente: non chiede di rinunciare al senso pratico del furgone tradizionale, ma prova ad aggiungere silenzio, reattività e costi di gestione potenzialmente più bassi.

Cabina moderna e funzionale

A bordo il salto rispetto al passato è evidente, la cabina è più curata, meglio organizzata e più vicina a quella di un’auto moderna. La plancia è orientata verso chi guida, i vani portaoggetti sono numerosi e l’ambiente risulta pensato per chi passa molte ore al volante.

Molto utile la seduta centrale trasformabile in tavolino, una soluzione pratica per compilare documenti, appoggiare un computer o gestire una pausa durante la giornata. La cabina può diventare così una piccola postazione di lavoro mobile. La sensazione generale è positiva: il Master resta robusto e razionale, ma non dà più l’idea del furgone spartano.

La cabina del Renault Master E-Tech
Virgilio Motori
Il Renault Master E-TEch può contare su un display centrale da 10″ con sistema OpenR Link e integrazione Google

Il sistema multimediale è uno degli aspetti più interessanti. Il Master può contare su un display centrale da 10 pollici con sistema OpenR Link e integrazione Google. Su un mezzo elettrico questo conta molto, perché la navigazione non serve solo a trovare una strada: aiuta anche a gestire meglio ricariche, traffico, tempi di percorrenza e autonomia.

L’interfaccia è semplice e abbastanza immediata. Per un professionista è un vantaggio concreto, perché durante il lavoro non c’è tempo da perdere tra menu complicati. Buona anche la dotazione di assistenze alla guida, con sistemi utili nelle manovre, nel traffico e nei percorsi extraurbani.

Come va su strada: motore, batteria e autonomia

La gamma elettrica prevede due configurazioni principali. La versione d’ingresso monta una batteria più piccola ed è pensata soprattutto per utilizzi urbani e tragitti prevedibili. La variante più interessante adotta invece una batteria da 87 kWh e un motore da 105 kW, pari a circa 143 CV, con autonomia dichiarata fino a 460 km WLTP.

È un passo avanti notevole rispetto al vecchio Master E-Tech, che nelle prime versioni elettriche offriva potenza più contenuta e un’autonomia intorno ai 200 km. Naturalmente il dato reale dipende da carico, percorso, temperatura e stile di guida. Un furgone pieno, usato spesso in autostrada, consumerà più energia, però la nuova base tecnica rende l’elettrico molto più credibile per tante attività professionali.

Alla guida il Master E-Tech convince per la sua naturalezza. La partenza è pronta, la spinta è lineare e nel traffico cittadino il silenzio rende tutto meno stancante. Rispetto a un diesel, l’elettrico elimina vibrazioni e rumore del motore, migliorando il comfort soprattutto nelle giornate con molte soste e ripartenze. In modalità Normal la risposta è vivace, anche più di quanto ci si aspetterebbe da un furgone, mentre la modalità Eco addolcisce l’erogazione e aiuta a gestire meglio consumi e autonomia.

Nelle manovre il veicolo resta ingombrante, ma lo sterzo leggero e la buona visibilità aiutano. Il comando del cambio dietro al volante, invece, può richiedere un po’ di abitudine ed è stato indicato tra gli aspetti meno intuitivi anche nella prova di Motor1. La frenata rigenerativa è utile e permette di ridurre spesso l’uso del pedale del freno. Non è solo una questione di efficienza: nel lavoro quotidiano rende la guida più fluida e meno faticosa.

Ricarica e uso quotidiano

La versione con batteria da 87 kWh può ricaricare in corrente continua fino a 130 kW, recuperando una buona quantità di autonomia durante una sosta rapida. In corrente alternata, con caricatore da 22 kW, il Master può essere ricaricato in tempi compatibili con una pausa lunga o con la sosta notturna in deposito. Questo è il punto decisivo: il Master E-Tech funziona bene quando l’azienda può organizzare la ricarica.

Per chi rientra ogni sera in sede, percorre tragitti regolari e lavora molto in città, l’elettrico può diventare una soluzione concreta. Per chi invece fa lunghe percorrenze imprevedibili, il diesel resta ancora più flessibile.

Il Renault Master E-Tech è un furgone elettrico riuscito perché non prova ad essere quello che non è, offre spazio, comfort, autonomia interessante e una cabina finalmente moderna. La guida è facile, silenziosa e meno affaticante rispetto a un diesel, mentre la tecnologia di bordo aiuta davvero nel lavoro quotidiano; è uno dei grandi van elettrici più convincenti del momento. Per flotte, consegne urbane, artigiani e aziende con percorsi programmabili, il Master E-Tech non è più solo una scelta ecologica: può diventare un vero strumento di lavoro.

I prezzi

Renault Master E-Tech Electric parte da 47.230 euro secondo il sito ufficiale Renault Professional, ma per le versioni più grandi o con batteria “long rangeâ€, il listino sale: il Master E-Tech T35 long range PL-TM Furgone costa 56.930 euro

Data articolo: Mon, 11 May 2026 06:08:00 +0000
News n. 5
Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 11 maggio 2026 sono previsti sette scioperi nel settore aereo sull’intero territorio nazionale e interregionale. Gli scioperi coinvolgono diverse società operanti negli aeroporti di Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Napoli, Palermo, Milano Malpensa e Cagliari, con modalità e orari diversificati tra le 10:00 e le 18:00. Di seguito, tutti i dettagli relativi a ciascun sciopero in programma.

Sciopero personale aeroportuale Roma (Fiumicino e Ciampino)

È indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il servizio aereo, in particolare il personale della società ADR Security negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino (Roma). Lo sciopero, di rilevanza nazionale, è proclamato dal sindacato FAST-CONFSAL.

Sciopero personale ENAV Roma

Per il personale della società ENAV ACC Roma, è proclamato uno sciopero nazionale di 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00. Lo sciopero è indetto dal sindacato RSA UILT-UIL.

Sciopero personale ENAV Napoli

Un altro sciopero coinvolge il personale ENAV dell’aeroporto di Napoli, con rilevanza interregionale. Lo sciopero durerà 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00, e sarà gestito dal sindacato RSA UILT-UIL.

Sciopero piloti e assistenti di volo Easyjet – Nazionale

È previsto uno sciopero nazionale della durata di 8 ore, dalle 10.00 alle 18.00, che coinvolge piloti e assistenti di volo della compagnia Easyjet Airlines Limited. I sindacati coinvolti sono FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Sciopero personale GH/Handling Palermo

Presso l’aeroporto di Palermo hanno luogo due scioperi interregionali. Il primo riguarda il personale delle società GH Palermo, ASC Handling e Aviapartner Palermo ed è di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, indetto da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A..

Sciopero personale Sogaer Cagliari

Il personale delle società del gruppo Sogaer (Sogaer, Sogaerdyn, SogaerSecurity) operanti presso l’aeroporto di Cagliari osserverà uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00. Sindacati promotori: OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL.

Sciopero personale ALHA e MLE-BCUBE Milano Malpensa

All’aeroporto di Milano Malpensa è previsto uno sciopero nazionale di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge il personale delle società ALHA e MLE-BCUBE. I sindacati che hanno proclamato lo sciopero sono OST CUB TRASPORTI e USB Lavoro Privato.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 11 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
XPENG P7+, la nuova elettrica conquista il Red Dot Design Award 2026

La XPENG P7+ ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale. La vettura, infatti, si è aggiudicata il prestigioso Red Dot Design Award, uno dei premi di design più importanti al mondo e, da tempo, un riconoscimento prestigioso e molto ambito dalle Case attive sul mercato delle quattro ruote. Ecco tutti i dettagli in merito al premio ottenuto dalla nuova vettura pronta a ritagliarsi uno spazio da protagonista in Italia.

Un riconoscimento importante

La nuova edizione del Red Dot Design Award vede anche XPENG tra i vincitori: la XPENG P7+, infatti, ha conquistato un importante riconoscimento nella categoria design di prodotto. La vettura, lunga 5,07 metri, punta su un mix tra l’eleganza sportiva tipica di una berlina dalle linee filanti e la caratteristica spaziosità delle station wagon europee.

La vettura è realizzata con una grande attenzione all’aerodinamica, che si traduce in un  coefficiente di resistenza (Cx) di appena 0,211 e, quindi, in un’efficienza al top del mercato. Da segnalare anche un bagagliaio da ben 573 litri, con possibilità di espansione fino a 1.931 litri, abbattendo i sedili posteriori, e una lunghezza di carico di 2,1 metri.

La XPENG P7+, progettata con il contributo dell’intelligenza artificiale, si basa su un’architettura a 800 volt e può contare su una batteria ad alta tensione 5C LFP, che non utilizza minerali rari come cobalto, manganese e nichel, e sul supporto alla ricarica fino a 446 kW (bastano 12 minuti per passare dal 10% all’80%).

Sul mercato (per i dettagli su tempistiche di lancio e prezzi potete dare un’occhiata al prossimo capitolo) arriveranno tre varianti:

  • RWD Standard Range Pro con autonomia di 455 km
  • RWD Long Range Pro con autonomia di 530 km
  • AWD Performance Pro con autonomia di 500 km

Il modello di XPENG ha grandi potenzialità e si prepara a entrare in un mercato ricco di possibilità come quello italiano, dove le elettriche sono in forte crescita, come confermano anche i dati sulle immatricolazioni.

Il debutto è vicino

Sfruttando la partnership con il distributore ATFlow, che si occupa dell’importazione e della distribuzione dei modelli XPENG per il mercato italiano, la nuova XPENG P7+ è pronta al debutto. Il lancio commerciale è previsto per il prossimo mese di giugno 2026. La vettura arriverà sul mercato con un prezzo chiavi in mano che partirà da 46.170 euro.

Grazie alla partnership con Electrip, inoltre, per chi acquisterà la vettura nel corso del 2026 ci sarà la possibilità di sfruttare un pacchetto di 3.020 kWh di energia per la ricarica, che sarà inclusa nel prezzo, oltre a tariffe agevolate con sconto del 15% per i primi cinque anni e un livello di interoperabilità del 95% con i principali operatori di ricarica attivi in Italia.

ATFlow, importatore del brand Xpeng per il mercato italiano, nel commentare il riconoscimento ottenuto dalla vettura, ha sottolineato:

“P7+ reinterpreta in chiave evoluta il concetto di fastback, con un profilo elegante e proporzioni equilibrate che nascondono una sorprendente generosità degli spazi interni. Si tratta di una berlina versatile, pensata per rispondere con efficacia sia alle esigenze familiari sia a quelle professionali, che dimostra come design e funzionalità possano convivere in perfetto equilibrio ai massimi livelliâ€.

Data articolo: Mon, 11 May 2026 05:30:58 +0000
News n. 7
Mercato, C-SUV sempre più richiesti in Italia: ecco i dati aggiornati

I SUV di segmento C sono sempre più popolari in Italia e la conferma arriva dagli ultimi dati UNRAE sulle immatricolazioni nel nostro Paese. Al termine dei primi quattro mesi dell’anno, infatti, questo segmento di mercato ha registrato una crescita sostanziale, avvicinandosi sempre di più (per volumi complessivi) ai SUV di segmento B, che crescono meno del mercato.

Con questo ritmo, il sorpasso (impensabile fino a pochi mesi fa considerando gli equilibri del mercato) potrebbe arrivare nel corso del prossimo futuro. Andiamo ad analizzare questo trend e a vedere anche quali sono i modelli più venduti in questo segmento di mercato, considerando i dati aggiornati alla fine del mese di aprile.

Un segmento in crescita

Gli italiani acquistano sempre più SUV di segmento C. I dati dei primi quattro mesi del 2026 confermano questo trend: tra gennaio e aprile, infatti, le vendite totali sono state pari a 146 mila unità con un incremento del 29,4% (rispetto al +9,9% del mercato) e una quota complessiva del 22,7%, in crescita di 3,4 punti rispetto allo scorso anno.

Solo il settore dei SUV di segmento A cresce di più (+30,1%) in Italia, ma con volumi (appena 15 mila immatricolazioni) decisamente inferiori. La distanza tra SUV di segmento B e di segmento C si sta riducendo. I primi, che rappresentano la categoria di riferimento del mercato, hanno totalizzato 194 mila unità immatricolate nel corso del periodo considerato con una crescita del 5,2% su base annua.

Bisognerà aspettare i prossimi mesi per avere un quadro aggiornato dell’andamento del mercato e, in particolare, per capire in che modo proseguirà la crescita dei SUV di segmento C sul mercato italiano.

I modelli più venduti

Passiamo ora alla classifica dei modelli più venduti in Italia tra i SUV di segmento C. Ricordiamo che nei giorni scorsi abbiamo anche pubblicato la classifica delle auto più vendute in Italia che offre un quadro aggiornato sulle preferenze degli automobilisti italiani.

La Top 10 dei C-SUV, aggiornata a fine aprile 2026, vede al decimo posto Omoda 5, con un totale di 5.540 unità immatricolate, mentre al nono posto c’è la Hyundai Tucson, con 5.648 immatricolazioni e una crescita del 18,3%.

Ottava posizione per la BYD Atto 2, con un totale di 5.774 unità vendute, mentre al settimo c’è un’icona del segmento come la Toyota C-HR, che ha totalizzato 6.320 unità vendute. In sesta piazza troviamo la Peugeot 3008, che si ferma a 7.362 unità vendute con un incremento del 21,9%.

Nella Top 5 c’è spazio per l’Audi Q3 che, grazie alla nuova generazione, totalizza 8.227 unità vendute e un incremento del 74,2%. Quarto posto nella Top 10 per la Kia Sportage, con 8.463 unità immatricolate e un incremento del 16,1% su base annua.

Sul podio troviamo, in terza posizione, la Volkswagen Tiguan, che ha raggiunto quota 8.729 unità immatricolate con un incremento del 3,6%. In seconda posizione c’è la BMW X1, che si ferma a 8.889 unità vendute, migliorando i suoi risultati del 16%.

A guidare la classifica del suo segmento troviamo la Nissan Qashqai, da tempo riferimento assoluto del mercato italiano. Il SUV di segmento C della Casa nipponica ha totalizzato 9.363 unità vendute, con un aumento delle vendite pari al 18,6% su base annua.

Data articolo: Mon, 11 May 2026 05:30:48 +0000
News n. 8
Manutenzione auto GPL, cosa rischi se la bombola è scaduta e quando sostituirla

Scegliere un’auto a GPL è, oggi più che mai, una delle mosse più intelligenti per chi vuole tagliare drasticamente i costi del carburante e viaggiare con un occhio di riguardo per l’ambiente. Tuttavia, bisogna essere onesti, un motore bi-fuel ha le sue peculiarità e, per farlo durare quanto (o più) di un diesel, serve una manutenzione mirata.

Manutenzione dell’impianto

In officina lo ripetiamo sempre: un’auto ha bisogno della sua manutenzione e non basta limitarsi al classico cambio dell’olio motore. L’impianto a GPL richiede un piano supplementare rispetto al normale motore a benzina, essenziale per evitare che la spia check engine si accenda nel bel mezzo di un viaggio. Il GPL è carburante “secco” e la sua qualità può impattare enormemente sulla longevità del sistema. Ecco i componenti principali e quando devi assolutamente controllarli:

  • filtro fase liquida: agisce come prima protezione, bloccando le impurità grossolane presenti nel GPL prima che arrivino al riduttore, va cambiato mediamente ogni 15.000 km;
  • filtro fase gassosa: situato tra il riduttore e gli iniettori, serve a fermare i residui oleosi che si creano durante la gassificazione, anche per questo la scadenza è ogni 15.000 km;
  • candele d’accensione: il GPL richiede una scintilla perfetta per innescare correttamente la combustione. Un’auto che a benzina funziona regolarmente, a gas potrebbe “strattonare” se le candele sono usurate, sostituirle ogni 40.000 km è la norma, ma l’uso di candele all’iridio o al platino è caldamente consigliato per una scintilla più potente e costante;
  • iniettori: questi componenti dosano il gas al millesimo di secondo. Non hanno un chilometraggio fisso, poiché la loro durata dipende tutta dalla pulizia del combustibile. Gli iniettori BRC sono famosi per la loro robustezza, mentre quelli Landi Renzo, spesso in plastica, sono più sensibili allo sporco ma decisamente più economici da sostituire;
  • riduttore di pressione: trasforma il gas da liquido a gassoso, solitamente va revisionato o sostituito intorno ai 100.000 km;
  • controllo gioco valvole: il GPL brucia a temperature più elevate, stressando meccanicamente le sedi delle valvole. Se il motore non ha le punterie idrauliche (che si autoregolano), vanno controllate e regolate ogni 40.000 km per evitare danni seri alla testata.

Un aspetto fondamentale che influenza la manutenzione del sistema è la qualità del gas, se durante i rifornimenti trovi “gas sporco”, i filtri e gli iniettori possono saltare molto prima del previsto. Al contrario, con un gas di alta qualità, l’impianto rimane efficiente e pulito molto più a lungo.

Sostituzione della bombola

Oltre alla meccanica, c’è la legge che non ammette ignoranza. Il serbatoio del GPL ha una data di scadenza “scolpita” che prevede la sostituzione obbligatoria ogni 10 anni. È una norma di sicurezza fondamentale legata alla resistenza del contenitore a pressione. Ma attenzione, il calcolo della data di scadenza cambia a seconda di com’è nata la tua auto:

  • impianto di serie: se l’auto è uscita dalla fabbrica già con l’impianto a gas (come i modelli Dacia, Renault o Fiat), i 10 anni partono dalla data della prima immatricolazione del veicolo;
  • impianto aftermarket: se hai deciso di installare l’impianto in un secondo momento, la scadenza parte dalla data del collaudo dell’impianto stesso riportata sulla carta di circolazione.

Cosa si rischia a circolare con la bombola scaduta?

Dimenticarsi della scadenza del serbatoio GPL è un rischio enorme che mette a repentaglio la legalità del veicolo. Ecco cosa succede se ti fermano per un controllo o, peggio, se sei coinvolto in un sinistro:

  • sanzioni e ritiro del libretto: circolare con la bombola scaduta comporta una multa che parte da circa 170 euro e il ritiro immediato della carta di circolazione. L’auto non può più circolare finché non viene messa a norma;
  • revisione ministeriale bocciata: è fisicamente impossibile superare la revisione periodica se il serbatoio è fuori validità. Il tecnico è obbligato a emettere un esito negativo, rendendo l’auto inutilizzabile per legge;
  • il dramma della rivalsa assicurativa: questo è il punto che spaventa di più. In caso di incidente, l’assicurazione paga i danni a terzi ma, avendo tu circolato con un veicolo non a norma, può esercitare il diritto di rivalsa, venendo a chiedere a te il rimborso totale di quanto sborsato;
  • fermo amministrativo: se le autorità ritengono la situazione pericolosa, possono imporre delle misure preventive che bloccano il veicolo, aumentando esponenzialmente i costi di gestione burocratici.

Costo di manutenzione

Mantenere un impianto GPL ha un costo ulteriore rispetto alla classica manutenzione dell’auto, ma è un investimento necessario. Ecco cosa aspettarsi mediamente per i principali interventi:

  • sostituzione bombola decennale: tra serbatoio nuovo, multivalvola (fondamentale per la sicurezza), manodopera e aggiornamento dei documenti, il costo oscilla tra 480 euro e 650 euro;
  • tagliando ordinario: la sostituzione dei due filtri (fase liquida e fase gassosa) unita a un controllo elettronico generale dei parametri della centralina costa tra gli 80 e i 120 euro;
  • riduttore di pressione: rimetterlo a nuovo con membrane nuove o cambiarlo integralmente richiede una spesa che varia tra i 250 e i 350 euro;
  • manutenzione degli iniettori: la sostituzione completa del rail può superare i 300 euro. Ricorda che gli iniettori BRC costano di più dei Landi, ma tendono a durare molto più a lungo;
  • regolazione gioco valvole: è un lavoro meccanico di precisione che richiede tempo, considera una spesa tra i 150 e i 300 euro in base al modello di auto.

I consigli per preservare il motore

Da tecnico che vede passare centinaia di auto in officina, posso spiegare qualche “trucco del mestiere” per far sì che la tua auto bi-fuel diventi eterna:

  • guidare a benzina: ogni 500 km percorsi a gas è consigliabile fare almeno 10 km esclusivamente a benzina. Serve a mantenere gli iniettori benzina puliti e far sì che la centralina non “perda gli adattamenti” sulla carburazione originale;
  • mai viaggiare in riserva di benzina: tieni sempre almeno 1/4 di serbatoio. La pompa carburante quando è in funzione usa la benzina stessa per raffreddarsi;
  • attenzione alla qualità del gas: se senti l’auto che “singhiozza” subito dopo un pieno, hai caricato gas sporco. Non aspettare che passi, è necessario andare in officina per salvare gli iniettori prima che sia troppo tardi;
  • kit di lubrificazione (Flashlube): se il tuo motore è nato a benzina, molto probabilmente ha delle sedi valvole che non sono specifiche per il gas (ovvero non sono in acciaio rinforzato), questo kit aiuta a ridurre l’usura precoce e lo stress termico sulla testata;
  • non ignorare la spia motore: se si accende, non dare per scontato che sia “il solito errore del gas”. Spesso indica una carburazione troppo “magra” che sta surriscaldando la testata. Una calibrazione elettronica tempestiva può salvarti il motore;
  • usa gli additivi con intelligenza: ogni 20.000 km circa, utilizza un additivo specifico per GPL. Pulisce la multivalvola, lubrifica le membrane del riduttore e tiene in forma l’intero impianto, prevenendo costosi blocchi meccanici.
Data articolo: Mon, 11 May 2026 04:00:16 +0000
News n. 9
Francesco Gabbani, il volto dell’eleganza italiana: torna una sigla leggendaria

Il tormentone estivo del 2026 potrebbe già essere stato servito. I fan di Francesco Gabbani sembrano avere pochi dubbi sul successo del singolo Summer Funk, con il videoclip diretto da Filiberto Signorello che eleva al quadrato la potenza visiva del pezzo grazie a due auto speciali: le Lancia sulle quali il cantautore toscano sale, in un viaggio nel tempo. Nell’ennesimo cortocircuito visivo tra musica e quattro ruote, la contemporaneità tecnologica e l’eleganza storica tengono un dialogo visivo, dove le vetture fungono da ponti tra epoche diverse.

Dialogo tra generazioni: le due Lancia

Pronti via e nel video una figura “familiare” si ferma davanti agli studi televisivi: si tratta proprio di Gabbani, al volante della nuova Lancia Ypsilon HF Line. Attraverso la versione Turbo 100 da 25.200 euro e la variante ibrida, il leggendario linguaggio estetico HF rivive in un contesto più quotidiano e accessibile. Cerchi da 17 pollici diamantati, paraurti specifici e interni sportivi con sistema S.A.L.A. danno all’auto la spinta verso il futuro, mantenendo però la riconoscibilità di una sigla che ha fatto la storia del motorsport.

Summer Funk: le due Lancia protagoniste del videoclip
Ufficio Stampa Lancia
Il videoclip di Summer Funk di Francesco Gabbani rende lustro alle Lancia Ypsilon HF Line e alla storica Beta Coupé

Tutto conduce a un momento catartico: quando Gabbani, parcheggiata la vettura, si sfila la giacca per appoggiarla sulla carrozzeria. E a quel punto, la moderna compatta svanisce per cedere il posto a una splendida Lancia Beta Coupé del 1973, opera di Piero Castagnero, simbolo di un’era in cui l’audacia e la raffinatezza del design italiano facevano mangiare la polvere alla concorrenza estera. Mentre altrove arrancavano, il veicolo portava in dote quattro freni a disco e cinque marce, oltre a interni ricercati, con i due sedili posteriori separati. In un passaggio dal presente al passato, il valore tecnico restituisce dignità e spessore alla storia del marchio.

L’ambientazione scelta per il brano è uno studio televisivo oscillante tra gli anni Settanta e Ottanta, un mondo ordinato e codificato travolto dall’energia di Gabbani. Accomunati da ingredienti come l’ironia e la capacità di essere sul pezzo, evitando di diventare prevedibili, l’artista e il brand entrano in profonda connessione: mentre Ypsilon HF Line deve ancora costruire il suo prestigio sul campo, la Beta Coupé lo ha già conquistato decenni fa. Il loro accostamento sancisce una continuità stilistica capace di unire periodi lontani tra loro sotto un’unica, coerente identità.

Che Tempo Che Fa: una carica di positività

Sul piccolo schermo, intanto, la promozione del progetto porta a un nuovo appuntamento da segnarsi in agenda. Francesco Gabbani è tra gli ospiti della puntata di domenica 10 maggio a Che Tempo Che Fa, in onda sul Nove a partire dalle 19:30. Nel corso della puntata, in cui si alterneranno icone dello sport come Sofia Goggia e Federica Pellegrini, la musica dal vivo animerà la serata del pubblico a casa.

Con la sua carica di positività, il singolo Summer Funk scuoterà lo studio di Fabio Fazio, prima che Gabbani si unisca al celebre Tavolo. Insieme a lui, tra i protagonisti della serata, figureranno anche Mara Venier e i volti storici del programma come Nino Frassica e l’immancabile Signora Coriandoli. Per Gabbani è l’ennesimo traguardo di una carriera vissuta sempre in corsia di sorpasso, sterzando con naturalezza tra la musica pop e l’eccellenza meccanica,

Data articolo: Sun, 10 May 2026 19:15:28 +0000
News n. 10
Renault 4 E-Tech Electric: la versione Plein Sud arriva in Italia: ecco i prezzi

La Renault 4 E-Tech Electric rappresenta un elemento centrale della gamma della Casa francese, soprattutto per quanto riguarda il programma di elettrificazione. Ad arricchire l’offerta, con l’inizio del mese di maggio, si registra il debutto di una nuova versione.

Si tratta della Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud, modello che rappresenta un vero e proprio richiamo alla versione Plein Air dell’iconica Renault 4 originale, completamente decapottabile e priva di porte, tetto e portellone posteriore.

Questa nuova versione della vettura della Casa francese non si spinge agli estremi del modello originale ma riesce comunque a raccoglierne l’eredità, con un vero e proprio omaggio per chi ama viaggiare all’aria aperta, sfruttando un tetto apribile elettrico in tessuto.

Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito a questo nuovo modello.

Per la guida all’aria aperta

La gamma della Renault 4 E-Tech Electric, dopo il debutto della variante Roland Garros, si arricchisce con l’arrivo della versione Plein Sud, ora disponibile anche in Italia. Il modello in questione può contare su un tetto in tessuto, con apertura elettrica su 92 cm di lunghezza per 80 cm di larghezza.

Sfruttando l’apertura elettrica, i passeggeri dei sedili anteriori e posteriori hanno la possibilità di viaggiare all’aria aperta. La versione Plein Sud, come sottolineato da Renault nel suo comunicato ufficiale, rientrava nei progetti della Casa francese fin dall’avvio dello sviluppo.

Per questo motivo, il modello non ha richiesto particolari modifiche tecniche.  Si tratta, piuttosto, di un’evoluzione naturale del modello, che rappresenta un richiamo a una delle vetture più iconiche di Renault.

Visualizza questo post su Instagram

Ricorrendo ad alcuni accorgimenti tecnici, come l’utilizzo di elementi strutturali in materiale plastico e non metallico e la scelta di deflettori per il rumore, la vettura risulta ottimizzata sia per il peso (un aspetto centrale per un’elettrica) che per la rumorosità durante la guida. Il tetto è attivabile tramite un apposito tasto oppure con comandi vocali.

Con l’arrivo della versione Plein Sud, inoltre, tutta la gamma della Renault 4 E-Tech Electric si arricchisce con l’arrivo di nuovi equipaggiamenti come il sistema di controllo avanzato del conducente, in grado di rilevare i segni di stanchezza e distrazione, e con l’assistente alla guida d’emergenza che interviene per fermare il veicolo nel caso in cui venga rilevata l’inattività del conducente (le mani non sono sul volante). Da segnalare anche che l’assistente di guida ecologica diventa predittivo ed è in grado di consigliare quando alzare il piede dall’acceleratore per risparmiare energia.

I prezzi

La nuova Renault 4 E-Tech Electric Plein Sud arriva sul mercato italiano con l’obiettivo di ritagliarsi uno spazio da protagonista, nel suo segmento. A disposizione dei clienti c’è la possibilità di scegliere tra l’allestimento Techno, disponibile con un prezzo di partenza di 36.790 euro, e l’allestimento Iconic, ordinabile con un prezzo a partire da 38.970 euro. Per tutti i dettagli in merito al modello è possibile fare riferimento a una delle concessionarie di Renault.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 14:15:26 +0000
News n. 11
Le auto più vendute negli USA nel 1° trimestre 2026: gli americani preferiscono i pickup

Il mercato delle quattro ruote negli Stati Uniti è completamente diverso da quello europeo. Gli automobilisti americani, infatti, preferiscono puntare su auto più grandi e, spesso, hanno un budget decisamente maggiore rispetto a quello dei loro “colleghi” europei, soprattutto in Paesi come l’Italia.

Queste differenze vengono confermate dalla classifica delle auto più vendute. Come riportato dal magazine specializzato Best-Selling Cars, infatti, la Top 10 dei modelli più venduti nel corso del primo trimestre del 2026 riflette chiaramente le preferenze degli automobilisti d’oltreoceano.

Le più vendute negli USA

Tra i modelli più venduti negli Stati Uniti troviamo, al decimo posto della classifica del primo trimestre 2026, la Chevrolet Equinox. Si tratta di un SUV pensato per le famiglie. Il modello ha raccolto oltre 61 mila ordini nel corso del primo quarto dell’anno, con un calo del 13,5% su base annua.

Nona posizione per una delle auto più note e acquistate al mondo, la Toyota Corolla. La vettura ha raggiunto oltre 62 mila immatricolazioni sul mercato americano con un incremento del 12,8% su base annua. Ricordiamo che la Corolla, nel 2025, ha sfiorato il titolo di auto più venduta al mondo. Ottava la Toyota Tacoma, altro modello familiare, che si attesta intorno a quota 69 mila unità, con un incremento del 15,8% su base annua.

In settima piazza c’è la Nissan Rogue, un altro SUV compatto (per gli standard americani) che ottiene sempre ottime vendite oltreoceano. Le immatricolazioni nel primo trimestre sono state oltre 70 mila con un incremento del 13%. Da segnalare anche GMC Sierra, sesta con 75 mila unità vendute e un calo del 3,7%.

Quinta posizione per la Toyota Camry, con poco più di 78 mila immatricolazioni e un incremento dell’11,3% su base annua, mentre al quarto posto troviamo il pick-up RAM, con oltre 98 mila unità vendute e un incremento del 25%. La fonte sottolinea come nella Top 5 ci dovrebbe essere anche la Model Y che dovrebbe aver raggiunto quota 78 mila unità immatricolate, ma non ci sono ancora dati definitivi.

Prima di passare alla Top 3, ricordiamo che potete dare un’occhiata alla classifica dei modelli più apprezzati in Italia consultando l’articolo dedicato alla Top 10 delle auto più vendute in Italia, aggiornata alla fine di aprile 2026.

La Top 3

La classifica delle auto più vendute negli Stati Uniti nel corso del primo trimestre del 2026 vede in terza posizione la Honda CR-V, un altro modello molto diffuso in tutto il mondo e che rappresenta un riferimento della gamma della Casa nipponica. Negli Stati Uniti, le immatricolazioni sono state oltre 99 mila unità, con un calo del 3,8%.

La seconda posizione viene conquistata da Chevrolet Silverado. Per il pick-up ci sono oltre 128 mila unità immatricolate, con un calo dello 0,7% rispetto allo scorso anno. Il modello più venduto è l’iconico Ford F-Series. Il pick-up della Casa americana ha toccato 159 mila unità vendute con un calo del 16% rispetto al primo trimestre 2025.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 13:45:31 +0000
News n. 12
Lamborghini Fenomeno Roadster, la nuova few off è la più potente a cielo aperto

La più potente open top mai prodotta a Sant’Agata Bolognese. Si presenta così la nuova Fenomeno Roadster, svelata in occasione della seconda edizione di Lamborghini Arena. Il nome già racconta l’ambizione del progetto. Fenomeno Roadster vuole essere la sintesi più radicale della filosofia Lamborghini contemporanea: design teatrale, tecnologia derivata dalle corse e un powertrain ibrido capace di superare ogni precedente modello a cielo aperto del marchio.

Non è solo una derivazione scoperta della Revuelto, anche se ne raccoglie parte della base tecnica. Qui il lavoro fatto a Sant’Agata Bolognese è molto più profondo. La Fenomeno Roadster diventa infatti una sorta di laboratorio su ruote, un’auto che guarda contemporaneamente al passato glorioso del Toro e al futuro delle supersportive elettrificate.

Design

La prima cosa che colpisce della Fenomeno Roadster è la sua presenza scenica. Bassa, larghissima e con proporzioni quasi prototipali, sembra uscita direttamente da un videogioco o da una concept car da salone. Eppure è reale, omologata e destinata alla strada.

Lamborghini ha lavorato molto sul linguaggio stilistico della vettura, mantenendo alcuni elementi iconici del brand ma reinterpretandoli in modo ancora più aggressivo. La forma esagonale, ormai firma riconoscibile della casa emiliana, domina l’intera carrozzeria: si ritrova nelle prese d’aria, nei gruppi ottici, nei passaruota scolpiti e perfino nelle minigonne laterali. Il frontale è affilatissimo, quasi appuntito verso l’asfalto, con fari LED sottili che accentuano la larghezza della vettura. Le prese d’aria anteriori sembrano scolpite dal vento e non c’è praticamente una superficie che non abbia una funzione aerodinamica.

Ma è osservando la Fenomeno Roadster lateralmente che emergono i richiami più interessanti alla storia Lamborghini. La coda lunga e rastremata richiama infatti la Essenza SCV12, ma anche alcuni prototipi endurance degli anni Settanta. Un omaggio al motorsport storico del marchio che qui viene reinterpretato in chiave moderna, con superfici tese e dettagli estremamente futuristici.

L’assenza del tetto enfatizza ulteriormente le proporzioni della vettura. La linea laterale scorre senza interruzioni fino al posteriore, creando un effetto visivo quasi da speedster. Tutto sembra progettato per esaltare la sensazione di velocità anche da ferma.

E come ogni Lamborghini estrema che si rispetti, anche la Fenomeno Roadster punta molto sulla personalizzazione. Ogni esemplare sarà configurato direttamente con il reparto Ad Personam, rendendo praticamente impossibile trovarne due identiche.

Interni

Anche l’abitacolo segue la stessa filosofia estetica dell’esterno. La forma esagonale torna praticamente ovunque: nelle bocchette dell’aria, nella grafica del quadro strumenti e nei dettagli della console centrale. L’ambiente è chiaramente orientato al pilota. Lamborghini continua a sviluppare il concetto “Feel Like a Pilotâ€, già visto negli ultimi modelli del marchio, e sulla Fenomeno Roadster questa sensazione viene ulteriormente amplificata.

La seduta è molto bassa, il volante raccolto e la plancia avvolge il guidatore come in un cockpit aeronautico. I materiali sono quelli tipici delle Lamborghini più esclusive: fibra di carbonio a vista, Alcantara, Corsatex di Dinamica e il Carbon Skin brevettato dal marchio. I sedili sagomati integrano cuciture rosse a contrasto e garantiscono un contenimento laterale degno di una vettura da pista. Nonostante questo, Lamborghini promette un livello di comfort superiore rispetto alle supersportive più estreme del passato.

La componente digitale è presente ma non invasiva. Il quadro strumenti completamente configurabile dialoga con il display centrale, mentre diversi comandi fisici rimangono al loro posto per mantenere quella sensazione meccanica che gli appassionati continuano ad apprezzare.

Con il tetto aperto, poi, cambia completamente l’esperienza sensoriale. Non è solo questione di vento tra i capelli: il protagonista assoluto diventa il suono del V12 aspirato, amplificato dall’abitacolo aperto e reso ancora più scenografico dalle nuove soluzioni di scarico.

Solo 15 esemplari per la nuova Lamborghini estrema
Ufficio Stampa Lamborghini
V12 ibrido e design da concept: nasce Fenomeno Roadster

La più potente

La Fenomeno Roadster entra nella storia Lamborghini anche per un altro motivo: è la open top più potente mai prodotta dalla casa di Sant’Agata Bolognese. Sotto la carrozzeria trova posto il nuovo powertrain ibrido plug-in derivato dalla Revuelto, ma ulteriormente evoluto. Al centro del progetto c’è il V12 aspirato da 6,5 litri capace di erogare da solo 835 CV. A questo si aggiungono tre motori elettrici per ulteriori 245 CV. La potenza complessiva raggiunge così quota 1.080 CV. Numeri impressionanti che permettono alla Fenomeno Roadster di scattare da 0 a 100 km/h in appena 2,4 secondi e di raggiungere i 340 km/h di velocità massima.

Ma più dei numeri puri, Lamborghini sottolinea il carattere della vettura. Il V12 rimane protagonista assoluto, con una risposta immediata e una colonna sonora che continua a rappresentare uno degli elementi più emozionali dell’esperienza di guida. L’elettrificazione qui non serve a rendere l’auto silenziosa o “freddaâ€, ma ad aumentare ulteriormente prestazioni, prontezza e capacità di uscita di curva. Anche la batteria è stata evoluta rispetto alla Revuelto. La capacità sale a 7 kWh, migliorando gestione energetica e risposta del sistema ibrido.

Elementi da corsa

Dietro la spettacolarità estetica si nasconde una tecnica raffinata e molto vicina al motorsport. La Fenomeno Roadster utilizza ammortizzatori da corsa regolabili manualmente, soluzione che permette di adattare il comportamento dinamico dell’auto alle diverse condizioni di utilizzo.

Anche l’impianto frenante arriva direttamente dall’esperienza Lamborghini nelle competizioni. Il sistema CCM-R garantisce prestazioni elevate sia nell’uso stradale sia in pista, migliorando resistenza al fading e capacità di raffreddamento.

Grande attenzione anche agli pneumatici. In collaborazione con Bridgestone sono stati sviluppati specifici Potenza Sport progettati appositamente per questo modello. Le misure sono impressionanti: 265/30 ZRF21 all’anteriore e 355/25 ZRF22 al posteriore. Numeri che raccontano bene quanto questa vettura sia pensata per scaricare a terra oltre mille cavalli senza compromessi.

Few off

Come ogni progetto “few off†Lamborghini, anche la Fenomeno Roadster sarà rarissima. La produzione è limitata a soli 15 esemplari per tutto il mondo. Una scelta che trasforma immediatamente questa vettura in un oggetto da collezione ancor prima dell’inizio delle consegne. I primi clienti riceveranno l’auto soltanto nel 2028, segno di un processo produttivo estremamente complesso e personalizzato.

Ed è proprio questo il punto della Fenomeno Roadster: non vuole essere una Lamborghini per tutti, né tantomeno una semplice evoluzione della gamma attuale. È una dichiarazione di intenti. Una hypercar aperta che porta all’estremo tutto ciò che oggi rappresenta il marchio del Toro: design scenografico, tecnica esasperata e un V12 ancora capace di emozionare in piena era elettrificata

Data articolo: Sun, 10 May 2026 10:10:52 +0000
News n. 13
Le migliori auto cinesi da comprare sotto i 20.000 euro nel 2026

L’ingresso cinese nel mercato europeo ha cambiato le regole del gioco. I nuovi marchi stanno conquistando quote di mercato sempre più importanti anche in Italia, grazie a una formula molto semplice: tanto equipaggiamento, design moderno e prezzi competitivi. Soprattutto nelle fasce entry level, i costruttori cinesi sono riusciti a inserirsi in uno spazio lasciato scoperto da molti brand europei. Con il risultato che ora citycar, SUV compatti e perfino elettriche sono proposte a cifre che la concorrenza fatica a contrastare.

Tra sigle nuove, marchi emergenti e modelli ancora poco conosciuti, orientarsi però non è semplice. Per questo abbiamo selezionato alcune delle auto cinesi più interessanti acquistabili oggi in Italia con un prezzo di partenza inferiore ai 20.000 euro.

MG3

Tra le auto cinesi che stanno facendo più rumore nel mercato europeo c’è senza dubbio la MG3. Il marchio di origine britannica, oggi controllato dal colosso cinese SAIC, ha trovato una formula estremamente convincente: una compatta dal look moderno, spaziosa quanto basta e soprattutto proposta a prezzi molto aggressivi. La versione benzina parte da circa 15.490 euro, diventando una delle compatte più economiche del mercato. Ma il vero punto di forza è la variante full hybrid, proposta da 19.490 euro, capace di mettere pressione anche a modelli ben più blasonati.

Dal punto di vista estetico la MG3 punta su linee sportive e moderne, con fari affilati e una presenza su strada che la fa sembrare di fascia di prezzo superiore rispetto al listino richiesto. Anche dentro sorprende per la dotazione tecnologica, con infotainment ampio, compatibilità smartphone e una buona quantità di ADAS già inclusi. Per chi cerca una vettura urbana economica ma moderna, è probabilmente una delle scelte più interessanti.

DFSK Glory 500

Chi desidera invece un SUV dalle dimensioni generose senza spendere una fortuna potrebbe guardare alla DFSK Glory 500. Un modello che punta tutto sul rapporto spazio/prezzo. Con un listino che parte da 16.500 euro, offre dimensioni da vero SUV compatto, con una carrozzeria rialzata e un abitacolo molto spazioso. Il design segue i gusti europei, con linee piuttosto sobrie ma moderne, mentre gli interni cercano di trasmettere una sensazione di comfort superiore rispetto alla fascia di prezzo.

Il motore benzina non punta sulle prestazioni, ma garantisce costi di gestione relativamente contenuti e una guida semplice, pensata soprattutto per l’utilizzo quotidiano. È una di quelle auto che attirano chi vuole tanto spazio e praticità spendendo il meno possibile.

DR3

Il marchio italiano che importa dalla Cina, ormai è diventato una presenza fissa sulle strade italiane. Merito di una strategia molto precisa: SUV dal look moderno, prezzi accessibili e alimentazioni tradizionali o GPL. La DR3 rappresenta perfettamente questa filosofia. Parte da 17.900 euro nella versione benzina, mentre la variante bifuel GPL arriva a 19.900 euro. Ed è proprio il GPL uno degli elementi che ha decretato il successo del marchio in Italia, soprattutto per chi percorre tanti chilometri.

Dal punto di vista estetico la DR3 ha un look deciso, con frontale aggressivo e dettagli che strizzano l’occhio al mondo SUV premium. Dentro non manca praticamente nulla: schermo centrale, strumentazione digitale e tanti accessori spesso optional su modelli europei più costosi. Non è un’auto pensata per la sportività, ma punta tutto sulla convenienza e sulla praticità quotidiana.

EMC Quattro

Meno conosciuta rispetto ad altri marchi, EMC sta cercando di ritagliarsi uno spazio nel mercato italiano grazie a modelli semplici ma accessibili. La EMC Quattro parte da 17.700 euro e si presenta come un crossover compatto dall’impostazione molto razionale. Le linee sono moderne senza essere troppo appariscenti, mentre l’abitacolo offre una buona abitabilità per famiglie e utilizzo quotidiano.

L’obiettivo qui non è stupire con scenografie, stile accattivante o tecnologia estrema, ma offrire un’auto concreta a un prezzo competitivo. Una filosofia che ricorda quella delle auto coreane di qualche anno fa, quando Hyundai e Kia iniziarono la loro ascesa in Europa, che sono ormai diventate parte integrante dell’offerta da anni.

MG ZS

La MG ZS è probabilmente uno dei SUV cinesi più diffusi in Italia. E il motivo è semplice: costa relativamente poco ma offre tanto. La versione benzina parte da 18.450 euro, cifra che la rende estremamente competitiva rispetto ai SUV europei della stessa categoria. Lo spazio interno è uno dei punti forti, così come la facilità di guida e la dotazione tecnologica.

Il design è moderno ma equilibrato, senza eccessi stilistici. Dentro si trova un ambiente semplice ma ben organizzato, con schermo centrale e sistemi di assistenza alla guida già inclusi. La ZS ha avuto il merito di rendere MG un marchio credibile anche in Europa, grazie a una proposta concreta e senza complicazioni.

Leapmotor T03

Tra le elettriche economiche più chiacchierate del momento c’è senza dubbio la Leapmotor T03. Una citycar che ha conquistato rapidamente il mercato italiano grazie a un mix quasi imbattibile tra prezzo, tecnologia e autonomia urbana.

Parte da circa 18.900 euro e offre un equipaggiamento sorprendentemente ricco per la categoria. Inoltre, la partnership con Stellantis per la distribuzione europea ha contribuito a dare maggiore fiducia al marchio e gestire in modo più efficiente tutta la parte di logistica e ricambi.

Le dimensioni compatte la rendono perfetta per il traffico cittadino, ma l’autonomia consente anche qualche spostamento extraurbano senza troppe ansie. Dentro sorprende per la presenza di schermi digitali, sistemi ADAS e un’impostazione molto moderna, quasi da auto di segmento superiore. È una delle vetture che meglio rappresentano il nuovo corso delle elettriche cinesi: accessibili, tecnologiche e pensate per un pubblico giovane.

BYD Dolphin Surf

BYD è uno dei colossi mondiali dell’auto elettrica e sta accelerando fortemente anche in Europa. Tra i modelli più interessanti sotto i 20.000 euro c’è la Dolphin Surf. La versione d’ingresso parte da circa 19.750 euro e offre un’autonomia dichiarata di 356 km grazie alla batteria più piccola della gamma. Numeri che iniziano a rendere l’elettrico davvero utilizzabile anche per chi non vuole spendere cifre elevate.

Lo stile è moderno e personale, con linee morbide e dettagli futuristici. Ma il vero punto di forza è la tecnologia: BYD produce internamente batterie e componenti elettronici, riuscendo così a mantenere prezzi competitivi. Anche l’abitacolo trasmette una sensazione più “europea†rispetto a molte concorrenti cinesi di qualche anno fa, con buona qualità percepita e sistemi digitali avanzati.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 09:10:27 +0000
News n. 14
Ferrari Luce, 60 brevetti per la prima elettrica del Cavallino

Si torna a parlare del futuro Ferrari, ma questa volta a farlo è proprio Benedetto Vigna, Amministratore Delegato del Cavallino. L’elettrificazione al primo posto e il grande passo da compiere con la Ferrari Luce, modello che di settimana in settimana si avvicina sempre più al lancio. 

La prima elettrica del marchio è una sfida che ha messo la Rossa nella posizione di poter reinterpretare i propri valori e le sensazioni che una sportiva deve trasmettere al pilota, attraverso una nuova tecnologia. E per farlo, a Maranello hanno messo in campo numeri impressionanti: oltre 60 brevetti registrati, sviluppati per reinventare praticamente ogni elemento della vettura.

L’elettrico come nuova frontiera delle emozioni

Nel corso degli ultimi anni Ferrari ha sempre affrontato il tema dell’elettrico con grande cautela. Non per paura della tecnologia, ma per una ragione molto più profonda: una Ferrari non deve soltanto andare forte, deve emozionare. Ed è proprio questo il punto centrale del progetto Luce. Secondo Vigna, la sfida non è semplicemente costruire un’auto elettrica performante, ma creare una vettura capace di trasmettere al guidatore le stesse sensazioni che hanno reso leggendarie le Ferrari termiche.

Per riuscirci, il lavoro degli ingegneri è stato enorme. Ferrari ha depositato oltre 60 brevetti che spaziano praticamente in ogni area tecnica del progetto. Dai motori elettrici agli inverter, dalla gestione della dinamica del veicolo fino all’integrazione delle batterie nel telaio.

Ma non solo. A Maranello si è lavorato anche sull’interfaccia uomo-macchina, sui display, sul volante, sull’esperienza digitale a bordo e persino su elementi apparentemente secondari come tergicristalli e finestrini. Come spiegato da Vigna: “Non c’è una singola dimensione dell’auto che non sia stata ripensata dal team in modo innovativo.

Tutto pronto per il debutto della Ferrari Luce

L’attesa ormai è quasi finita. La nuova Ferrari Luce sarà infatti presentata ufficialmente a Roma il prossimo 25 maggio, in quello che si preannuncia uno degli eventi automobilistici più seguiti dell’anno.

Per Ferrari sarà molto più del lancio di una nuova vettura. Si tratta infatti dell’ingresso ufficiale del Cavallino nel mondo delle sportive elettriche, un territorio dove finora il marchio aveva osservato da lontano i movimenti della concorrenza.

La filosofia però resta chiara: l’elettrico non dovrà snaturare l’identità Ferrari. Al contrario, dovrà amplificarne alcune caratteristiche. Secondo Vigna, il progetto nasce proprio dall’idea di creare coinvolgimento emotivo: “Il nostro obiettivo è creare emozioni. È da qui che siamo partiti quando abbiamo immaginato Ferrari Luce.

Le prospettive economiche per il 2026

Il debutto della Luce arriva in un momento economicamente complesso. Ferrari ha infatti iniziato il 2026 con un primo trimestre meno brillante rispetto alle aspettative, complice anche la situazione geopolitica internazionale e le tensioni in Medio Oriente, che hanno rallentato alcuni mercati strategici. Nonostante questo, la Casa di Maranello mantiene un atteggiamento estremamente fiducioso. Le previsioni finanziarie per l’intero anno restano confermate, con obiettivi molto ambiziosi:

  • ricavi attesi pari a circa 7,5 miliardi di euro;
  • EBITDA previsto a 2,93 miliardi;
  • utile operativo stimato a 2,22 miliardi;
  • utile per azione pari a 9,45 euro;
  • flussi di cassa superiori a 1,5 miliardi.

Numeri che dimostrano quanto Ferrari continui a essere uno dei marchi automotive più solidi e redditizi al mondo. E proprio la Luce potrebbe rappresentare il tassello decisivo per aprire una nuova fase della storia del Cavallino. Una fase in cui elettrico e tradizione proveranno a convivere senza cancellarsi a vicenda.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 07:49:47 +0000
News n. 15
Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 10 maggio 2026 sono previsti 2 scioperi nel settore del trasporto pubblico locale in Italia. Gli scioperi riguarderanno le città di Napoli e Firenze e coinvolgeranno specifiche società di trasporto. Di seguito tutti i dettagli sugli scioperi in programma per questa data, con informazioni su orari, sindacati promotori e categorie di personale interessate.

Sciopero dei trasporti Napoli

Nella città di Napoli (regione Campania) è indetto uno sciopero con rilevanza locale nel trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società EAV. Lo sciopero durerà 24 ore, con inizio alle 19:31 del 9 maggio e termine alle 19:30 del 10 maggio 2026. Lo sciopero è promosso dal sindacato OSR ORSA AUTOFERRO TPL e coinvolge in particolare la categoria Personale Soc. EAV di Napoli.

Sciopero dei trasporti Firenze

Per la città di Firenze (regione Toscana) è stato proclamato uno sciopero territoriale di 24 ore nel trasporto pubblico locale, previsto per l’intera giornata del 10 maggio 2026. Lo sciopero riguarda il personale della società Autolinee Toscane, bacino di Firenze ed è indetto dal sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 10 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 sono in programma numerosi scioperi che coinvolgono diversi settori chiave dell’economia e dei trasporti italiani. L’articolo offre un quadro dettagliato e aggiornato sui principali scioperi previsti città per città durante il mese, con informazioni su durata, categorie e servizi interessati. Sono riportati solo scioperi previsti effettivamente tra il 1° e il 31 maggio 2026. Vediamo nel dettaglio tutte le date e le città coinvolte.

Sciopero 1 maggio 2026

In Italia è previsto uno sciopero generale a rilevanza nazionale, che coinvolgerà sia il personale dipendente pubblico sia privato in tutte le province per l’intera giornata. Proclamato da USI-CIT, coinvolge tutti i dipendenti pubblici e privati.

Sciopero 4 maggio 2026

Su scala nazionale, è stato indetto uno sciopero che coinvolge il personale della Società Elior Divisione Itinere addetto ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia per l’intera giornata, con la modalità di mezzo turno per ogni turno di lavoro. I sindacati coinvolti sono FAST-CONFSAL e FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI.

Nella provincia di Milano (Lombardia), il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal incrocerà le braccia per 8 ore dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio 2026. Sciopero proclamato da OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 5 maggio 2026

Nella provincia di Milano (Lombardia), prosegue lo sciopero di 8 ore del personale della società Mercitalia Shunting & Terminal (dalle 22 del 4 maggio alle 6 del 5 maggio).

Nella provincia di Firenze (Toscana), il personale del settore manutenzione della società RFI Doit Firenze sciopera per 8 ore durante l’intera giornata. Sindacato promotore OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 7 maggio 2026

In Italia, indetto uno sciopero nazionale di 24 ore per tutti i lavoratori del settore portuale, incluso il personale delle Autorità di Sistema Portuale e delle società soggette al CCNL porti. Sciopero proclamato da USB Lavoro Privato.

Sciopero 8 maggio 2026

Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige) è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00, che coinvolge il personale Trentino Trasporti. Indetto da OSR ORSA TRASPORTI.

A Potenza (Basilicata), sciopero di 4 ore, dalle 15:01 alle 19:00, del personale Miccolis – Servizio Urbano di Potenza, promosso da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.

In provincia di Brescia (Lombardia), settore aereo: sciopero di 24 ore del personale GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari (USB LAVORO PRIVATO).

Sciopero 9 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania) sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale dalle 19:31 del 9 maggio alle 19:30 del 10 maggio, personale Soc. EAV di Napoli (OSR ORSA AUTOFERRO TPL).

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania) continua lo sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale fino alle 19:30 del 10 maggio 2026, coinvolgendo il personale Soc. EAV.

Nella città di Firenze (Toscana) sciopero nel trasporto pubblico locale per 24 ore, personale Autolinee Toscane bacino di Firenze (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).

Sciopero 11 maggio 2026

Nel settore aereo sono indetti molteplici scioperi di rilevanza nazionale e interregionale. Tra questi:

– Personale ADR Security Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) sciopera per 4 ore dalle 12:00 alle 16:00 (FAST-CONFSAL).

– Personale ENAV ACC Roma: 8 ore dalle 10:00 alle 18:00 (RSA UILT-UIL).

– Piloti e Assistenti di Volo EasyJet Airlines Limited, 8 ore dalle 10:00 alle 18:00 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

– Personale Soc. GH Palermo, ASC Handling, Aviapartner Palermo: 4 ore dalle 12:00 alle 16:00.

– Personale gruppo Sogaer (Sogaer, Sogaerdyn, Sogaersecurity) Aeroporto di Cagliari: 4 ore dalle 13:00 alle 17:00.

– Personale Soc. ALHA e MLE-BCUBE Aeroporto di Milano Malpensa: 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 (OST CUB TRASPORTI/USB LAVORO PRIVATO).

Sciopero 14 maggio 2026

Nella città di Novara (Piemonte) sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale Soc. SUN di Novara (AL-COBAS).

Sciopero 15 maggio 2026

Nella città di Catania (Sicilia) sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale Soc. AMTS di Catania (OSP CUB TRASPORTI).

Nella provincia di Milano (Lombardia): sciopero 24 ore con varie modalità, personale socc. gruppo ATM di Milano (AL-COBAS).

Nella provincia di Foggia (Puglia): sciopero appalti ferroviari, personale Euro&Promos di Foggia, primo mezzo turno della prestazione a partire dalle 00:01.

Nella regione Toscana: seconda metà del turno per personale appalti ferroviari società Euro&Promos lotto 2 regione Toscana.

Nella regione Veneto: sciopero regionale per il personale Busitalia Sita Nord unità produttive Veneto, Umbria e Campania.

Sciopero 18 maggio 2026

Nella città di Bari (Puglia): sciopero di 24 ore trasporto pubblico locale, personale Soc. STP di Bari.

In Italia: sciopero generale categorie pubbliche e private 24 ore con modalità diverse per ferroviario, TPL, marittimo e autostrade.

Nella città di Palermo (Sicilia): sciopero di 4 ore dalle 11:00 alle 15:00, personale Soc. AMAT di Palermo (OSP CUB TRASPORTI).

Sciopero 25 maggio 2026

In Italia, sciopero nazionale trasporto merci conto terzi per 120 ore dalle 00:00 del 25/5 alle 24:00 del 29/5 (CNA FITA/CONFARTIGIANATO TRASPORTI/FAI/FIAP/SNA CASARTIGIANI/UNITAI/CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI/LEGACOOP PRODUZIONE E SERVIZI/AGCI).

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia): sciopero di 24 ore, personale Soc. Arriva Udine (ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente).

Sciopero 26 maggio 2026

Nella regione Emilia-Romagna: sciopero del personale Copernico appalto ferroviario lotto Centostazioni, prima metà del turno per ogni turno di lavoro.

Sciopero 29 maggio 2026

In Italia: sciopero generale categorie pubbliche e private per l’intera giornata. Modalità specifiche per il comparto ferroviario (dalle 21:00 del 28 maggio alle 21:00 del 29 maggio) e autostrade (dalle 22:00 del 28 maggio alle 22:00 del 29 maggio).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 10 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 10 maggio 2026, lungo la rete autostradale italiana si registrano i prezzi medi comunicati all’Osservatorio del Mimit: benzina self a 2.001 euro, gasolio self a 2.084 euro, GPL servito a 0.922 euro e metano servito a 1.599 euro. Nell’articolo trovi la tabella con i valori ufficiali più recenti e un approfondimento che chiarisce come si forma il prezzo tra componente fiscale e industriale, ovvero il peso di imposte (accise e Iva), materia prima e margini della distribuzione. Un quadro utile per orientare le scelte di rifornimento e comprendere le dinamiche che incidono sul conto alla pompa.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 09-05-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 2.001
GPL SERVITO 0.922
Metano SERVITO 1.599

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la struttura del prezzo finale riflette una marcata incidenza fiscale pari al 58%, significativamente superiore alla componente industriale che pesa il 42%. La parte fiscale ingloba accise e Iva: imposte indirette che si applicano al prodotto e che, salvo modifiche normative, restano relativamente stabili rispetto ai movimenti dei mercati dell’energia. La componente industriale, invece, comprende i costi della filiera (approvvigionamento e raffinazione, logistica, stoccaggio, trasporto e distribuzione) oltre al margine del gestore e della compagnia. All’interno di questa componente, il costo della materia prima incide per il 30% del prezzo alla pompa ed è la quota più sensibile alle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e all’effetto cambio euro/dollaro, considerato che il petrolio e i derivati sono prezzati in dollari. Il margine lordo dell’operatore vale il 12%: è la leva commerciale su cui la rete distributiva può intervenire per assorbire oscillazioni dei costi, differenziare il servizio o promuovere sconti, sempre nel quadro concorrenziale e regolatorio. Questo mix spiega perché il prezzo della benzina sia dato dalla somma di una quota tendenzialmente fissa (imposte) e di una quota variabile (industriale). In pratica, se crescono le quotazioni internazionali o si indebolisce l’euro, la parte del 30% tende ad aumentare, spingendo verso l’alto il prezzo finale; viceversa, un calo dei mercati o un euro più forte contribuiscono ad alleggerire il conto, mentre il 58% fiscale resta invariato fino a eventuali interventi normativi.

Per il gasolio, la composizione presenta pesi differenti: la componente fiscale ammonta al 45%, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo e risente direttamente delle quotazioni internazionali dei distillati medi e dell’andamento del cambio euro/dollaro, con effetti immediati sull’equilibrio economico della filiera. Il margine dell’operatore pesa il 10%: è lo spazio attraverso il quale compagnie e gestori possono modulare le politiche di prezzo, assorbire variazioni dei costi logistici e distributivi, sostenere iniziative promozionali o differenziare l’offerta in base a servizi, orari e localizzazione. La maggiore incidenza della componente industriale sul gasolio (55%) rispetto alla benzina implica che le oscillazioni dei mercati energetici possano riflettersi con particolare evidenza sul prezzo finale. Tuttavia, anche qui la presenza della quota fiscale al 45% fa sì che una parte significativa del prezzo resti determinata da imposte e Iva. Nel complesso, il prezzo del gasolio nasce dall’interazione fra fattori regolatori (tasse), dinamiche globali della materia prima e scelte commerciali, determinando differenze temporali e territoriali pur nel rispetto degli obblighi di trasparenza.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 10 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 18
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.935 per la benzina, 2.020 per il diesel, 0.832 per il gpl, 1.579 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.015
Benzina SELF 1.931
GPL SERVITO 0.818
Metano SERVITO 1.515

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.036
Benzina SELF 1.949
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.039
Benzina SELF 1.960
GPL SERVITO 0.887
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.032
Benzina SELF 1.948
GPL SERVITO 0.859
Metano SERVITO 1.657

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.010
Benzina SELF 1.924
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.534

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.014
Benzina SELF 1.937
GPL SERVITO 0.815
Metano SERVITO 1.536

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.025
Benzina SELF 1.946
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.521

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.009
Benzina SELF 1.919
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.666

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.019
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.895
Metano SERVITO 1.534

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.010
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.815
Metano SERVITO 1.550

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.002
Benzina SELF 1.913
GPL SERVITO 0.837
Metano SERVITO 1.533

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.034
Benzina SELF 1.936
GPL SERVITO 0.830
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.012
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.813
Metano SERVITO 1.554

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.018
Benzina SELF 1.943
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.632

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.039
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.884

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.026
Benzina SELF 1.937
GPL SERVITO 0.835
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.018
Benzina SELF 1.933
GPL SERVITO 0.821
Metano SERVITO 1.604

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.033
Benzina SELF 1.943
GPL SERVITO 0.843
Metano SERVITO 1.548

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.011
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.830
Metano SERVITO 1.519

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.026
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.904

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 10 maggio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.998
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.501

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 10 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 19
Fiat riprende la corsa in Europa: il 2026 può essere l’anno del rilancio

Il programma di rilancio in Europa di Fiat procede molto bene: il 2026, infatti, è iniziato nel migliore dei modi, con immatricolazioni in crescita e con ottimi risultati ottenuti dalle ultime novità arrivate sul mercato e, in particolare, dalla Grande Panda, modello chiave per il futuro dell’azienda.

Di seguito andremo ad analizzare, più nel dettaglio, l’andamento delle vendite di Fiat nei principali mercati europei, in modo da capire qual è il reale stato di salute del marchio e come procede il programma di rilancio al di fuori dell’Italia.

Un ottimo trimestre in Europa

Fiat ha registrato un ottimo primo trimestre del 2026 in Europa: per la Casa italiana, infatti, le immatricolazioni sono state pari a 101 mila con un incremento del +31% su base annua. Questo dato riguarda il mercato Ue oltre ai Paesi EFTA e al Regno Unito. Si tratta di un primo passo importante per avviare un programma di espansione che renda il brand sempre più un riferimento.

Bene anche in Italia

In Italia, dove sono già disponibili i dati sulle immatricolazioni di aprile, Fiat cresce con una percentuale in linea con quella europea. Dopo quattro mesi di 2026, infatti, la Casa italiana ha venduto 77 mila unità sul mercato con un incremento del +30,08% e una quota del 12,1%.

A garantire il successo di Fiat è sempre la Panda, che ha già raggiunto quota 45 mila unità vendute, conquistando ancora una volta la leadership del settore delle quattro ruote italiano. Da segnalare, però, le oltre 16 mila unità vendute della Fiat Grande Panda che, mese dopo mese, si sta ritagliando uno spazio sempre più importante sul mercato.

Ci sono poi la Fiat 600, che ha toccato quota 7.888 unità vendute, e la Fiat 500, con 5.682 unità vendute,. che danno un contributo prezioso alla crescita del marchio italiano, affiancando la linea Panda, in attesa delle prossime novità in arrivo per il segmento C.

Segnali di crescita anche in altri mercati

In Germania, come confermano i dati Dataforce aggiornati a fine marzo, le immatricolazioni di Fiat hanno raggiunto quota 19.531 unità con un incremento su base annua pari al +51,9%. Per quanto riguarda la Francia, invece, i dati CCFA confermano un totale di 18.714 unità immatricolate per il brand, con una crescita del +40,1% e un market share del 2,8%.

Considerando i dati del primo trimestre pubblicati da ANFAC, in Spagna, Fiat sta crescendo, con un totale di 3.677 unità immatricolate e un incremento del +23,9% su base annua. Nel Regno Unito, invece, Fiat deve fare i conti con un evidente rallentamento delle vendite con appena 2.320 unità immatricolate nel corso dei primi quattro mesi del 2026. Questo dato si traduce in un calo pari al -46,95% su base annua e in un market share dello 0,62%.

Il programma di rilancio di Fiat continua e, tra alti e bassi, i dati sono positivi. L’arrivo della Grande Panda ha permesso al brand italiano di poter ritagliarsi uno spazio maggiore sul mercato, occupando il segmento B con un modello in grado di replicare il successo della Panda. I prossimi mesi saranno decisivi e ci permetteranno di capire fino a che punto il marchio italiano potrà crescere.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 05:30:42 +0000
News n. 20
Maserati GT2 Stradale Fuoriserie “914†svelata alla Milano Design Week

Maserati è una vera e propria icona del mondo delle quattro ruote e tutte le sue produzioni riescono a conquistare gli appassionati, grazie al mix unico di design, eleganza e contenuti tecnici. Non fa eccezione la Maserati GT2 Stradale Fuoriserie “914â€, un progetto ricco di interesse che è stato svelato dalla Casa del Tridente in occasione della Milano Design Week 2026. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito al nuovo progetto che conferma le grandi potenzialità del programma di personalizzazione Fuoriserie, uno dei punti di forza dell’offerta del Tridente.

Un esemplare unico

La Maserati GT2 Stradale Fuoriserie “914†è un esemplare unico che rientra tra i progetti bespoke sviluppati tramite il programma di personalizzazione Maserati Fuoriserie. Questo programma, attivo da tempo, è oggi parte integrante di BOTTEGAFUORISERIE, la nuova realtà creata da Alfa Romeo e Maserati dedicata alla realizzazione di vetture personalizzate oltre che ai restauri caratterizzati dalla massima precisione storica.

Ricordiamo che la nascita del progetto che ha portato al debutto di questo nuovo esemplare di Maserati risale allo scorso novembre ed è parte del programma di riorganizzazione del Gruppo Stellantis, che intende puntare in modo sempre più significativo sulle possibilità di personalizzazione, garantendo ai clienti l’accesso a vetture uniche e ricche di fascino.

Le caratteristiche

La nuova GT2 Stradale Fuoriserie “914” è stata consegnata presso lo showroom Maserati Rossocorsa Milano Centro. La vettura presenta una particolare livrea Nero Essenza, che viene descritta come un nero lucido assoluto che avvolge tutta la carrozzeria. Da segnalare la presenza di dettagli in Giallo Avia Pervia, una colorazione simbolo per Maserati che rappresenta un vero e proprio omaggio alla città di Modena, sede della Casa italiana.

Questi dettagli sono presenti sul badge posteriore e sui badge laterali, sulla scritta sull’ala, sul Tridente al montante C e sulla calandra, dove troviamo anche la bandiera tricolore. Sulla livrea, inoltre, compare il numero 914, in versione tricolore, posizionato nella parte bassa della fiancata laterale.

Non è un numero casuale: si tratta, infatti, di un riferimento diretto al 1914, anno di nascita di Maserati, brand più longevo della Motor Valley italiana. Per quanto riguarda l’abitacolo, invece, troviamo rivestimenti in Alcantara nero con cuciture gialle, sedili sportivi in carbonio e badge esclusivo nel tunnel centrale, con il ritorno del numero 914 in versione tricolore.

Dal punto di vista tecnico, invece, la Maserati GT2 Stradale Fuoriserie “914” comprende il motore V6 Nettuno, una vera e propria gemma per la gamma del brand. Il motore in questione arriva fino a 640 CV di potenza. Si tratta, ad oggi, della Maserati con motore termico più potente guidabile su strada. Le prestazioni sono al top. La velocità massima arriva fino a 320 km/h mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h viene completata in appena 2,8 secondi. Si tratta di numeri che confermano il carattere sportivo del progetto, che non scende a compromessi.

Come sottolineato in precedenza, il modello rappresenta un esemplare unico ma ha tutte le carte in regola per ispirare altre creazioni simili e sostenere la diffusione di nuovi esemplari Maserati in grado di stupire grazie al mix unico tra stile, eleganza e prestazioni.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 05:30:25 +0000
News n. 21
Acquisto auto nuova: in quali casi possono scattare i controlli fiscali

Comprare un’auto nuova non fa scattare automaticamente un controllo fiscale. Il Fisco non apre una verifica ogni volta che un contribuente entra in concessionaria, firma un contratto e immatricola una vettura. Sarebbe materialmente impossibile, oltre che contrario alla logica stessa dell’accertamento tributario. Il punto è un altro: l’acquisto di un’auto può diventare un segnale di capacità contributiva quando appare sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, soprattutto se si somma ad altre spese elevate, a costi di mantenimento elevati o a movimentazioni finanziarie non spiegate.

La materia ruota attorno all’accertamento sintetico, lo strumento con cui l’amministrazione finanziaria può ricostruire il reddito complessivo di una persona fisica partendo dalle spese sostenute e dal tenore di vita effettivo. Non basta più una semplice incongruenza perché la determinazione sintetica del reddito è ammessa solo quando il reddito accertabile supera quello dichiarato di almeno un quinto e comunque di almeno dieci volte l’importo annuo dell’assegno sociale.

L’auto nuova come indice di capacità economica

L’acquisto di una vettura nuova può essere perfettamente normale per un contribuente con redditi adeguati, risparmi documentati o finanziamenti bancari tracciati. La stessa operazione può però apparire anomala se il compratore dichiara redditi molto bassi, non presenta dichiarazioni coerenti con il livello di spesa oppure dispone di liquidità non spiegabile. Per esempio, una city car da 18.000 euro intestata a un lavoratore con reddito stabile non pone problemi. Una berlina premium, un suv di fascia alta o una supercar acquistata da chi dichiara poche migliaia di euro l’anno può diventare un elemento da chiarire.

Il ragionamento del Fisco è contabile. Non interessa stabilire se l’acquisto sia esagerato, ma interessa capire se quella spesa sia compatibile con le entrate dichiarate. Da questo punto di vista, l’auto è un bene visibile perché lascia tracce amministrative, bancarie, assicurative e patrimoniali. Il Pra consente di conoscere il proprietario o l’utilizzatore registrato di un veicolo e raccoglie informazioni sullo stato giuridico dei mezzi iscritti.

Prezzo d’acquisto, gestione e mantenimento

Il controllo del fisco sull’operazione di acquisto di un’auto nuova non riguarda soltanto il prezzo pagato in concessionaria. La vettura produce una serie di costi successivi che contribuiscono a descrivere la capacità di spesa del proprietario: assicurazione, bollo, eventuale superbollo, manutenzione ordinaria, pneumatici, carburante o ricariche, tagliandi, riparazioni, garage, canoni di leasing o noleggio a lungo termine. Per una piccola utilitaria queste voci restano contenute. Per un’auto da 80.000, 100.000 o 150.000 euro diventano parte di un quadro economico molto diverso.

È qui che l’auto nuova diventa fiscalmente interessante perché rappresenta una manifestazione di capacità contributiva. Una persona può dichiarare poco e vivere grazie a risparmi accumulati negli anni; può aver ricevuto una donazione familiare; può aver venduto un immobile; può aver ottenuto un prestito; può aver incassato un’eredità. Tutte queste spiegazioni sono valide quando sono documentate.

Le auto più esposte a verifiche sono quelle che, per prezzo o costi di gestione, mostrano una disponibilità economica elevate. Oggi anche alcuni suv elettrici, berline premium, sportive ibride plug-in e modelli di fascia alta possono superare soglie di prezzo importanti. A parità di reddito dichiarato, acquistare una compatta generalista non comunica la stessa capacità di spesa di una vettura da rappresentanza o di un’auto ad alte prestazioni. Il controllo nasce dalla sproporzione tra spesa sostenuta e reddito dichiarato. Una vettura elettrica da 70.000 euro può essere fiscalmente irrilevante per un contribuente con redditi e patrimonio coerenti, ma può diventare problematica per chi non ha entrate dichiarate sufficienti a giustificarne l’acquisto.

Nuove soglie per l’accertamento

L’amministrazione finanziaria si muove su differenze elevate tra reddito dichiarato e capacità di spesa. Il reddito complessivo accertabile deve eccedere di almeno un quinto quello dichiarato. A questa condizione si aggiunge il parametro assoluto legato all’assegno sociale annuo. Per il 2026 l’assegno sociale è indicato in 546,24 euro mensili per tredici mensilità, cioè 7.101,12 euro annui. Dieci volte questo importo significa circa 71.011 euro. Va da sé come non significa che comprare un’auto da meno di 70.000 euro sia sempre invisibile al Fisco, né che un’auto da più di 70.000 euro generi in automatico un accertamento. Le soglie riguardano la possibilità di procedere con l’accertamento sintetico nei termini previsti dalla normativa, non cancellano altri controlli possibili né impediscono all’Agenzia delle entrate di valutare elementi specifici, movimenti bancari, anomalie dichiarative o incoerenze patrimoniali.

Le Entrate possono valutare l’insieme delle spese note, i dati presenti nell’Anagrafe tributaria, le informazioni patrimoniali, le movimentazioni finanziarie, gli immobili, i veicoli, le polizze, i finanziamenti e altri elementi disponibili. La ricostruzione sintetica è fondata sulle spese sostenute e su elementi indicativi di capacità contributiva, fermo restando il diritto del contribuente a fornire prova contraria.

Quando l’acquisto dell’auto nuova può far scattare verifiche

Il caso più evidente è quello del contribuente che dichiara un reddito modesto e compra un veicolo dal prezzo incompatibile con quella disponibilità. Un’auto da 50.000 euro acquistata da chi dichiara 15.000 euro annui può essere spiegabile, certo, ma deve esserlo con documenti. La sproporzione diventa ancora più vistosa quando l’acquisto avviene senza finanziamento, con pagamento immediato o con anticipo molto elevato. Un finanziamento bancario lascia infatti una traccia e sposta il problema sulla capacità di sostenere le rate. Un pagamento integrale chiede invece una spiegazione più diretta sulla provenienza della liquidità.

Un altro caso delicato riguarda l’intestazione dell’auto a persone che non hanno redditi sufficienti: figli giovani, familiari fiscalmente deboli, pensionati con entrate minime, soggetti senza dichiarazioni coerenti. Anche in questo caso non c’è alcunché di automaticamente illecito. Un genitore può acquistare un’auto per un figlio; un familiare può contribuire alla spesa; una coppia può decidere di intestare il veicolo a uno solo dei due.  La donazione familiare in contanti è la strada peggiore perché il denaro consegnato a mano è difficile da provare. Un bonifico con causale chiara, un atto di donazione quando opportuno, un prestito infruttifero scritto e tracciabile o una movimentazione bancaria coerente sono strumenti molto più difendibili.

Nel 2026 il limite all’uso del contante in Italia resta fissato a 5.000 euro. Al di sopra di questa soglia, il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili. Per un’auto nuova il pagamento tutto in contanti non è solo impraticabile nella normalità commerciale, ma anche fiscalmente rischioso. Il frazionamento artificioso dei pagamenti peggiora il problema perché può essere letto come tentativo di aggirare la tracciabilità.

Leasing, noleggio e rate apparentemente sostenibili

Anche leasing e noleggio a lungo termine possono entrare nella valutazione della capacità di spesa. Una rata mensile elevata per un’auto premium può essere fiscalmente significativa quanto un acquisto diretto, soprattutto se il contribuente dichiara redditi non compatibili con quel costo ricorrente. Il noleggio, in particolare, viene spesso percepito come meno patrimoniale dell’acquisto. In parte è vero, perché il veicolo non entra nella proprietà dell’utilizzatore, ma il canone resta una spesa. Se una persona dichiara redditi molto bassi e sostiene ogni mese un canone alto, assicurazione compresa o esclusa resta il tema della coerenza economica.

Data articolo: Sun, 10 May 2026 04:00:44 +0000
News n. 22
Irama, supercar da sogno: le regine della pista tra eccellenza tedesca e mito italiano

Il rombo dei motori e il ritmo incalzante delle hit pop in un cocktail frizzante: le auto ad alte prestazioni rubano la scena in uno dei videoclip più ricordati e celebrati di Irama, tra gli ospiti annunciati ad Amici per la puntata di sabato 9 maggio su Canale 5. Sebbene dall’uscita de La genesi del tuo colore siano già passati cinque anni, lo spettacolo offerto dalle supercar tra i cordoli dell’Autodromo di Monza continua a ronzare nella mente degli appassionati di motori, la cartina tornasole dell’eccellenza ingegneristica dei marchi coinvolti.

La supercar tedesca si confronta coi bolidi italiani

L’intera produzione trova spazio nel tempio della velocità italiano, in cui tengono gli spettatori col fiato sospeso scenari leggendari come la storica curva dell’anello di Alta Velocità , del resto, con la sua pendenza dell’80% questo tratto si presta al concept narrativo del videoclip, incentrato sulla resilienza di una pilota. A rubare le attenzioni è la Porsche 911 GT3 della serie 991, una supercar da esibizione adrenalinica, un oggetto meccanico costruito attorno al concetto di precisione. Sul fronte tecnico, il sei cilindri boxer aspirato da 4.0 litri sprigiona 500 CV, che vale uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 3,4 secondi. Nel momento di svilupparla, la Casa tedesca ha dato la priorità alle performance, culminate in un’aerodinamica sofisticata, da far impallidire tante dirette avversarie.

A contendere il centro della scena alla sportiva tedesca, compaiono meravigliose opere italiane messe a disposizione da una realtà rinomata come Puresport. Spinta dal V10 aspirato da 5.2 litri, la Lamborghini Gallardo LP570-4 Superleggera esprime potenza allo stato puro, spoglia dei filtri eccessivi dell’elettronica moderna. Le fa eco la più recente Huracán EVO, un concentrato di tecnologia da 640 CV che utilizza il sistema LDVI e le quattro ruote sterzanti per anticipare le intenzioni del conducente, rendendo la velocità estrema quasi accessibile.

In rappresentanza del mito Ferrari irrompono due pietre miliari. Gli eterni romantici guarderanno rapiti la 458 Italia, l’ultima grande berlinetta V8 aspirata pronta a toccare i 9.000 giri al minuti e una risposta al pedale immediata, mentre il suono si propaga tra i box di Monza come una firma d’autore. Segna invece l’ingresso trionfale nell’era del turbo la 488 GTB, un missile da 670 CV e 760 Nm, per uno “0-100” in soli 3 secondi netti.

Amici: tensione agonistica come una staccata al limite

La carriera di Irama incrocia sabato 9 maggio il palco che lo ha lanciato, ospite d’onore dell’ottava puntata del Serale di Amici di Maria De Filippi, un appuntamento cruciale nella quale verrà annunciato chi tra i sei allievi rimasti in gara potrà giocarsi la finalissima.

Mentre la giuria composta da Gigi D’Alessio, Cristiano Malgioglio, Amadeus ed Elena D’Amario si prepara a emettere i verdetti sulle tre squadre – composte, lo ricordiamo, da Rudy Zerbi e Alessandra Celentano, Lorella Cuccarini e Veronica Peparini, ed Emanuel Lo e Anna Pettinelli – Irama presenterà il suo nuovo singolo Cabana. Senza rivelare i nomi di chi dovrà abbandonare il sogno della vittoria proprio a un passo dal traguardo, la serata si preannuncia carica di tensione agonistica, proprio come una staccata al limite alla Prima Variante di Monza.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 19:34:39 +0000
News n. 23
Ferrari F1, è davvero solo una questione di potenza? SF-26 tra dubbi e una certezza

C’è una frase, pronunciata da Fred Vasseur dopo il GP di Miami, che racconta molto più del risultato finale della Ferrari: “Sappiamo su cosa dobbiamo migliorare“. Una dichiarazione apparentemente normale, quasi rituale nel linguaggio della F1 moderna, ma che in realtà apre un tema molto più ampio.

La Ferrari oggi è davvero limitata soltanto dalla potenza del motore oppure il problema è più complesso? La domanda accompagna la Scuderia verso Montreal, prossima tappa del Mondiale il 24 maggio, su una pista dove storicamente contano trazione, efficienza aerodinamica e velocità sul dritto. Proprio il tema della velocità massima, dopo il weekend in Florida, è tornato al centro delle discussioni.

A Miami la Ferrari ha lasciato sensazioni contrastanti. Da una parte il potenziale intravisto, soprattutto nelle mani di Charles Leclerc nelle prime fasi del weekend. Dall’altra la sensazione che, appena le condizioni cambiano, dal traffico alla gestione gomme, la SF-26 perda quella continuità necessaria per restare agganciata ai migliori. Il punto è che il weekend americano non può essere liquidato semplicemente con il cronometro sui rettilinei, sarebbe troppo facile, forse persino fuorviante.

Ferrari veloce a intermittenza

Per diversi momenti del fine settimana di Miami, la Ferrari è sembrata la macchina di riferimento. Leclerc aveva mostrato un ritmo convincente, specialmente in aria pulita, tanto da candidarsi concretamente a protagonista. Poi però lo scenario è cambiato.

La McLaren è cresciuta giro dopo giro, Norris ha trovato una velocità impressionante soprattutto nella Sprint e Piastri ha confermato che il pacchetto tecnico portato dal team di Woking funziona bene. Non solo, la monoposto britannica è sembrata improvvisamente più completa. Rapida in curva, stabile nella gestione gomme e soprattutto efficace sui rettilinei.

Il motore Mercedes garantisce ancora un vantaggio

Andrea Stella non ha nascosto la realtà dei numeri: “Penso che Mercedes abbia ancora un paio di decimi di vantaggio su chiunque altro“. Una valutazione pesante, perché arriva da uno degli uomini tecnicamente più preparati del paddock. Il solo ridurre tutto alla power unit rischia di semplificare eccessivamente il quadro. Perché a Miami, la Ferrari non ha sofferto soltanto in allungo. Ha sofferto soprattutto nella gestione complessiva della gara.

Il surriscaldamento

Le parole di Vasseur sono state molto chiare: il surriscaldamento ha rappresentato uno dei problemi principali. E quando in F1 si parla di overheating non si fa riferimento soltanto al motore.

Si parla di gomme che escono dalla finestra ideale. Si parla di aerodinamica che perde efficacia quando si segue un’altra vettura. Si parla di bilanciamento che cambia progressivamente nel corso dello stint. Si parla di necessità di fare lift and coast, cioè alzare il piede prima del punto di frenata per gestire temperature e consumi.

Leclerc ha vissuto una gara a due facce. In aria pulita il monegasco era competitivo. Nel traffico, invece, il rendimento è crollato. Qui è emerso il vero interrogativo tecnico della Ferrari. Perché la SF-26 sembra una macchina molto sensibile alle condizioni esterne. Quando tutto è perfetto, o meglio, pista libera, equilibrio termico corretto, la vettura funziona. Quando però aumenta il degrado o cambia il contesto della gara, il pacchetto perde consistenza.

Non un dettaglio secondario

Le grandi macchine da titolo mondiale sono veloci sempre, non soltanto in determinate finestre operative. Gli aggiornamenti funzionano, ma non basta. C’è però anche un lato incoraggiante del weekend di Miami: gli aggiornamenti portati dalla Ferrari hanno funzionato. Questo è forse il dato più importante in prospettiva Canada e soprattutto nella corsa allo sviluppo stagionale.

La Scuderia non ha sbagliato direzione tecnica, anzi. La monoposto ha guadagnato carico e prestazione, confermando che il lavoro di Maranello sta seguendo una strada coerente. Ferrari oggi è probabilmente nel gruppo immediatamente dietro Mercedes e McLaren, ma la sensazione è che manchi ancora qualcosa per poter controllare un weekend dall’inizio alla fine. La differenza non è enorme ma in F1 anche due decimi possono sembrare un abisso.

In crescita costante McLaren, che in questo momento, sembra aver trovato una combinazione quasi ideale tra telaio, efficienza aerodinamica e sfruttamento della power unit Mercedes. Il salto fatto dalla squadra di Zak Brown ricorda quanto sia sottile il margine in F1, basta trovare due o tre dettagli giusti per trasformare una buona macchina in una macchina vincente.

Le partenze restano un’arma

In mezzo alle difficoltà, la Ferrari continua però a mostrare un punto di forza evidente: le partenze. Anche a Miami gli scatti al via sono stati eccellenti. È un aspetto che spesso passa in secondo piano, ma che racconta molto del lavoro fatto sul set-up della frizione, sulla gestione elettronica e sulla preparazione dei piloti. Leclerc e Hamilton riescono quasi sempre a guadagnare posizioni o comunque a mantenersi aggressivi nei primi metri. In un campionato equilibrato, dove superare resta complicato, partire bene significa costruire metà della gara.

Non è un caso che Vasseur abbia inserito proprio questo elemento tra gli aspetti positivi del weekend. Perché la Ferrari del 2026 non è una squadra confusa. Non è la Ferrari nervosa e disordinata di alcune stagioni recenti. È una squadra che ha una direzione tecnica precisa, ma che deve ancora trasformare il potenziale in continuità.

Canada, banco di prova

Montreal sarà molto più di una semplice gara. Il circuito intitolato a Gilles Villeneuve rappresenta un test ideale per capire dove si trovi davvero la Ferrari. Servirà efficienza aerodinamica sui lunghi rettilinei. Servirà stabilità nelle frenate violente. Servirà trazione in uscita dalle chicane. E soprattutto servirà gestione termica.

Se il problema della SF-26 è realmente soltanto la potenza, allora la Ferrari rischia di pagare ancora qualcosa rispetto alle monoposto motorizzate Mercedes. Se invece il nodo principale è l’utilizzo complessivo del pacchetto, gomme e temperature, allora Montreal potrebbe offrire risposte più incoraggianti. Perché la pista canadese spesso premia le vetture equilibrate più che quelle semplicemente potenti.

La sensazione a oggi è che Ferrari è più vicina di quanto sembri. La considerazione che emerge valutando l’inizio di stagione, la Ferrari non sembra lontanissima, non abbastanza lontana da parlare di crisi. Non abbastanza vicina da parlare di lotta mondiale. È una posizione intermedia forse persino frustrante, perché lascia continuamente intravedere la possibilità del salto definitivo. Leclerc continua a guidare a un livello altissimo. Hamilton, pur in una fase complessa, resta un riferimento assoluto per esperienza e sensibilità tecnica. Tra loro, Vasseur appare lucido, concreto, meno incline ai proclami rispetto al passato.

La F1 moderna non aspetta

Ferrari deve accelerare adesso, non solo nello sviluppo, ma soprattutto nella comprensione della propria macchina. Perché Miami ha lasciato una verità chiara: la SF-26 ha velocità. La domanda è se riesca davvero a usarla sempre. E probabilmente è proprio qui che si giocherà il futuro immediato della stagione Ferrari.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 14:41:07 +0000
News n. 24
Immatricolazioni, ecco quali sono le auto che hanno iniziato meglio il 2026 in Italia

Il mercato auto italiano sta vivendo un momento molto positivo. Come confermano i dati di vendita, infatti, le immatricolazioni sono in netta crescita, con il primo quadrimestre che si è chiuso con un sostanziale incremento rispetto ai dati dello scorso anno.

Come sempre, però, alcuni modelli crescono più di altri. Di seguito andremo ad analizzare i dati forniti da UNRAE per mettere in evidenza quali sono i modelli che si stanno distinguendo in modo particolare in questa prima parte di 2026 e che stanno facendo segnare una crescita importante delle immatricolazioni.

Tra le vetture selezionate non ci sono novità assolute, come la Grande Panda o la Leapmotor T03, per cui il confronto con lo scorso anno non sarebbe indicativo considerando una fase di commercializzazione appena iniziata. La selezione è in ordine alfabetico e non deve essere considerata come una vera e propria classifica ma solo come una fotografia del mercato attuale, con un focus sulle auto più “in trend”.

Audi Q3

Audi Q3 è uno dei modelli di riferimento della gamma della Casa dei quattro anelli e sta registrando un primo scorcio di 2026 davvero ottimo: in Italia, infatti, le immatricolazioni sono state pari a 8.227 unità con un incremento del 74% rispetto allo scorso anno. Il mercato è della nuova generazione del SUV, lanciata sul finire del 2025.

BYD Seal U

C’è spazio anche per BYD in questa selezione: la Seal U, infatti, si sta ritagliando un ruolo da protagonista assoluta del mercato con un totale di 6.205 unità immatricolate nel primo quadrimestre del 2026 e una crescita del 52% su base annua. La vettura è leader tra le auto ibride plug-in e sta dando un contributo enorme alla crescita dell’intero settore.

Nissan Qashqai

Una delle vetture più “in forma” del momento è la Nissan Qashqai che ha chiuso i primi quattro mesi dell’anno con un totale di 9.363 unità immatricolate, registrando un incremento del 19% su base annua e conquistando la leadership del mercato dei SUV di segmento C. Si tratta di un modello che sta dando un contributo importante a Nissan, la cui attività in Italia è sempre più legata al successo di Qashqai.

Renault Clio

Una delle auto più interessanti del momento è la Renault Clio. La vettura ha raggiunto 12.163 unità immatricolate, con un incremento del 21% su base annua. Questo risultato permette alla city car di Renault di conquistare la seconda posizione tra le auto di segmento B. Il successo della Clio è legato a doppio filo al debutto della nuova generazione che rappresenta un miglioramento del modello sotto tanti punti di vista.

Suzuki Swift

Anche la Suzuki Swift sta crescendo molto bene: con 5.085 unità immatricolate, infatti, la vettura si sta ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato, con un incremento di oltre il 37% rispetto allo scorso anno. Questo risultato garantisce alla Swift un posto di primo piano in uno dei segmenti più affolatti e competitivi del mercato, quello delle berline di segmento B.

Toyota Aygo X

Da tenere d’occhio sono anche i risultati della Toyota Aygo X, modello di riferimento tra i SUV di segmento A. La vettura ha raggiunto un totale di 13.061 unità immatricolate, registrando una crescita percentuale pari al 78% rispetto allo scorso anno. Ricordiamo che dalla fine dello scorso anno la vettura di Toyota è disponibile con la nuova versione Full Hybrid. Questa motorizzazione ha arricchito la gamma rendendo la Aygo X ancora più interessante per gli automobilisti alla ricerca di un modello compatto.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 13:45:26 +0000
News n. 25
Jeep Avenger restyling, prime immagini e novità del SUV

Jeep mette mano al suo SUV compatto di maggior successo e sceglie il Brasile per mostrare al mondo il primo assaggio del nuovo restyling della Avenger. Un debutto lontano dall’Europa solo geograficamente, perché le modifiche viste sul modello sudamericano anticipano chiaramente l’evoluzione che arriverà anche nel Vecchio Continente nel corso del prossimo anno.

La Avenger, che in poco tempo è diventata uno dei modelli chiave del marchio americano, cambia senza stravolgersi. Jeep ha preferito lavorare sul carattere, irrigidendo le linee e avvicinando il piccolo SUV al nuovo linguaggio stilistico inaugurato dalla Compass di ultima generazione. 

Feritoie a Led

Le celebri sette feritoie Jeep, elemento iconico del marchio fin dal 1945, vengono reinterpretate con un design più tridimensionale e tecnologico. Non sono più soltanto un richiamo estetico alla tradizione off-road della Casa, ma diventano parte integrante della firma luminosa grazie all’introduzione di elementi LED nella parte superiore.

Una soluzione che rende la Avenger più riconoscibile soprattutto di sera e che la avvicina alle ultime novità della gamma Jeep. Lo sguardo diventa così più aggressivo,  con una presenza su strada più matura rispetto al modello attuale.

Anche i gruppi ottici sembrano integrarsi meglio con la carrozzeria, creando un frontale più compatto e muscoloso. Jeep continua quindi a puntare su un design che vuole trasmettere solidità, pur restando all’interno delle dimensioni compatte che hanno decretato il successo della Avenger nelle città europee.

Visualizza questo post su Instagram

Family feeling

Il restyling però non si limita alla griglia. Cambia anche il modo in cui il paraurti si raccorda ai passaruota, con linee più tese e spigolose che enfatizzano il carattere da SUV. La zona inferiore del frontale appare più scolpita, mentre i fendinebbia vengono inseriti in un disegno più geometrico e moderno.

È evidente la volontà di creare un family feeling più forte con la nuova Compass e con le future Jeep in arrivo. La Avenger abbandona quindi parte delle forme morbide della prima versione per adottare uno stile più deciso, nelle proporzioni e nei dettagli.

Questo aggiornamento arriva in un momento particolarmente importante per Jeep. La Avenger è infatti diventata rapidamente uno dei pilastri commerciali del marchio in Europa, grazie a dimensioni compatte, motorizzazioni efficienti e a un look che riesce a distinguersi nel sempre più affollato segmento dei B-SUV.

1.0 turbo solo per il Brasile

La Avenger sudamericana viene proposta con un 1.0 turbo tre cilindri mild hybrid a 12 Volt da 130 CV, abbinato al cambio automatico. Una soluzione pensata per adattarsi alle esigenze locali, dove cilindrate contenute e consumi ridotti hanno un peso importante.

Per l’Europa, però, non sembrano esserci rivoluzioni sul fronte delle motorizzazioni. Jeep dovrebbe confermare l’attuale gamma già conosciuta sul nostro mercato. Si partirà quindi dal 1.2 turbo benzina da 100 CV, passando poi per la versione full hybrid da 110 CV, fino ad arrivare alla più recente variante 4xe a trazione integrale da 145 CV.

Proprio la Avenger 4xe rappresenta uno dei tasselli più importanti della strategia Jeep in Europa. Con questo modello il marchio ha riportato la trazione integrale nel segmento compatto, cercando di differenziarsi dalla concorrenza che punta soprattutto su SUV urbani dal carattere più cittadino che avventuroso.

Accanto alle versioni ibride continuerà naturalmente anche la proposta elettrica, che resta centrale nella strategia europea del gruppo Stellantis. La Avenger a batteria ha infatti avuto un ruolo fondamentale nell’espansione elettrica di Jeep nel continente.

Data articolo: Sat, 09 May 2026 08:36:07 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

News generaliste che accomunano sport diversi