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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane del 14 maggio 2026 vede una giornata condizionata da condizioni meteorologiche avverse e diversi rallentamenti per traffico intenso e lavori. Tra i casi più significativi, la pioggia persistente sta causando rallentamenti sull’A1 Milano-Napoli con temporali tra Inizio A1 e Fiorenzuola, e sull’A8 Milano-Varese dove si registrano code per traffico intenso. Inoltre, sulla A1 in zona Napoli, è stata chiusa una tratta per una corsa ciclistica con chiusure e deviazioni consigliate in uscita.

A1 Milano-Napoli



16:05 – A1 Milano-Napoli
Pioggia tra Inizio A1 Milano-Napoli e Fiorenzuola
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata copre una lunghezza di 74.0 km tra il km 74.0 e il km 0.0.



16:03 – A1 Milano-Napoli
Traffico Rallentato per traffico intenso tra Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi
Direzione Napoli
Tratta lunga 9.91 km (km 209.8-199.89).



15:58 – A1 Milano-Napoli
Traffico Rallentato per traffico intenso tra Sasso Marconi e Bivio A1-Variante
Direzione Napoli
Tratta lunga 5.0 km (km 217.0-212.0).



15:53 – A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso tra Firenze Nord e Bivio A1-Variante
Direzione Milano
Tratta lunga 14.9 km (km 265.0-279.9).



15:25 – A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso tra Bivio A1/A3 Napoli-Salerno e Nodo A1/Acerra-Afragola
Direzione Milano
Tratta lunga 10.481 km (km 749.319-759.8).



15:24 – A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso tra Nodo A1/Acerra-Afragola e Bivio A1/A3 Napoli-Salerno
Direzione Napoli
Tratta lunga 10.481 km (km 759.8-749.319).



15:13 – A1 Milano-Napoli
Pioggia tra Ponzano Romano e Guidonia Montecelio
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 39.469 km (km 555.469-516.0).



15:12 – A1 Milano-Napoli
Pioggia tra Bivio Diramaz. Roma nord/A1 MI-NA e Bivio Diramazione Roma nord/G.R.A.
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 23.1 km (km 23.1-0.0).



14:44 – A1 Milano-Napoli
Chiuso al traffico Nodo Napoli Centro Direzionale fino alle 18:00 del 14/05/2026 per corsa ciclistica
Direzioni coinvolte: Napoli, Milano, Pomigliano
Entrata consigliata verso Napoli Centro Direzionale e Pomigliano: Nodo Napoli Centro Direzionale. Uscita consigliata da Napoli: Bivio A1 nord/Diramaz. Capodichino. Uscita da Roma: Biv. A1 nord/Dir.Capodichino Ramo A.



14:32 – A1 Milano-Napoli
Tratto chiuso tra Bivio SP 1 Casoria e Casoria Nord per corsa ciclistica
Direzione Sp527 Casoria



14:34 – A1 Milano-Napoli
Vento Forte tra Parma e Bivio A1-Variante
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 90.6 km (km 210.1-119.5).

A4 Torino-Trieste



16:03 – A4 Torino-Trieste
Traffico Rallentato per temporali tra Rovato e Brescia Ovest
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 13.9 km (km 215.3-201.4).



15:57 – A4 Torino-Trieste
Coda per veicolo in avaria tra Sesto San Giovanni e Cormano
Direzione Torino
Tratta lunga 5.0 km (km 131.0-136.0).



14:43 – A4 Torino-Trieste
Pioggia tra Dalmine e Brescia Ovest
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 47.5 km (km 215.3-167.8).



14:43 – A4 Torino-Trieste
Temporali tra Dalmine e Brescia Ovest
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 47.5 km (km 215.3-167.8).

A5 Torino-Aosta-Monte Bianco



16:03 – A5 Torino – Aosta – Monte Bianco
Pioggia tra Courmayeur sud e Raccordo A5/SS26 dir
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 5.4 km (km 143.4-138.0).



15:14 – A5 Torino – Aosta – Monte Bianco
Fumo per veicolo in avaria tra Courmayeur sud e Raccordo A5/SS26 dir
Direzione Monte Bianco

AZ TRAFORO DEL MONTE BIANCO



15:01 – Traforo del Monte Bianco
Coda in corrispondenza Piazzale Francese verso Courmayeur. Attesa prevista un’ora e 45 minuti.
Direzione Courmayeur

A7 Milano-Genova



15:48 – A7 Milano-Genova
Vento Forte tra Serravalle Scrivia e Busalla
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 27.0 km (km 111.5-84.5).

A8 Milano-Varese



15:59 – A8 Milano-Varese
Coda per traffico intenso tra Cascina Merlata e Fiera Milano
Direzione Varese
Tratta lunga 1.9 km (km 2.2-0.3).



15:55 – A8 Milano-Varese
Coda in uscita alla barriera di Milano Nord per traffico intenso
Direzione Milano



15:54 – A8 Milano-Varese
Coda per traffico congestionato tra Svincolo Lainate-Arese e Milano Nord
Direzione Milano
Tratta lunga 1.5 km (km 5.6-7.1).



15:53 – A8 Milano-Varese
Temporali tra Busto Arsizio e Varese
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 18.1 km (km 42.6-24.5).



15:52 – A8 Milano-Varese
Pioggia tra Nodo A8/A4 Torino-Trieste e Varese
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 42.6 km (km 42.6-0.0).

A12 Genova-Roma



16:03 – A12 Genova-Roma
Traffico Rallentato per lavori tra Inizio Raccordo Rosignano e Allacciamento SS1 Aurelia Sud/A12
Direzione Rosignano
Tratta lunga 0.922 km (km 210.022-209.1).

A13 Bologna-Padova



15:25 – A13 Bologna-Padova
Vento Forte tra Bivio A13/A14 Bologna-Taranto e Terme Euganee
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 95.0 km (km 95.0-0.0).

A14 Bologna-Taranto



15:54 – A14 Bologna-Taranto
Vento Forte tra Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Riccione
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 135.4 km (km 135.4-0.0).



15:49 – A14 Bologna-Taranto
Pioggia tra Andria e Molfetta
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 25.5 km (km 652.4-626.9).



15:49 – A14 Bologna-Taranto
Pioggia tra Acquaviva Delle Fonti e Gioia del Colle
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 12.0 km (km 709.6-697.6).



15:45 – A14 Bologna-Taranto
Coda per traffico intenso tra Bologna Casalecchio e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratta lunga 0.8 km (km 0.0-0.8).



15:38 – A14 Bologna-Taranto
Coda di 1 km per lavori tra Pedaso e Grottammare
Direzione Taranto
Tratta lunga 2.3 km (km 290.3-288.0).



15:27 – A14 Bologna-Taranto
Coda di 2 km per lavori tra Grottammare e Pedaso
Direzione Ancona
Tratta lunga 5.6 km (km 294.4-300.0).



14:56 – A14 Bologna-Taranto
Coda di 1 km per lavori tra Pescara sud e Pescara Ovest
Direzione Ancona
Tratta lunga 1.7 km (km 387.3-389.0).



14:51 – A14 Bologna-Taranto
Coda di 2 km per lavori tra Pescara Nord e Pineto
Direzione Ancona
Tratta lunga 9.0 km (km 354.0-363.0).

A16 Napoli-Canosa



15:40 – A16 Napoli-Canosa
Vento Forte tra Lacedonia e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 44.9 km (km 172.5-127.6).



15:32 – A16 Napoli-Canosa
Vento Forte tra Benevento e Candela
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 58.9 km (km 127.6-68.7).

A24 Roma-Teramo



16:02 – A24 Complanare TPU SX
Code a tratti tra Inizio Complanare e Bivio Complanare / GRA per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione G.R.A.
Tratta lunga 2.2 km (km 0.0-2.2).



15:52 – A24 Roma-Teramo
Code a tratti per traffico intenso tra Bivio A24/Tangenziale est RM e Inizio Complanare
Direzione G.R.A.
Tratta lunga 5.1 km (km 2.2-7.3).



15:44 – A24 Roma-Teramo
Coda per traffico intenso tra Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
Tratta lunga 0.8 km (km 7.3-6.5).



15:40 – A24 Roma-Teramo
Pioggia tra Vicovaro-Mandela e Assergi
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 83.654 km (km 116.828-33.174).



15:28 – A24 Roma-Teramo
Temporali tra Vicovaro-Mandela e Bivio A24/A25 Torano-Pescara con visibilità di 90 metri
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 38.226 km (km 71.4-33.174).

A25 Torano-Pescara



16:00 – A25 Torano-Pescara
Pioggia tra Bivio A25/A24 Roma-Teramo e Magliano dei Marsi
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 11.7 km (km 83.1-71.4).

A26 Genova-Voltri-SS 33 Semp.-Gravell.Toce



16:03 – A26 Genova-Voltri-SS 33 Semp.-Gravell.Toce
Vento Forte tra Bivio Diramaz. A26-A7/A26 Trafori e Bivio Diramazione A26-A7/A7 MI-GE
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 17.0 km (km 17.0-0.0).



14:46 – A26 Genova-Voltri-SS 33 Semp.-Gravell.Toce
Pioggia tra Bivio Diramaz. A26-A4/A26 Trafori e Nodo Diramazione A26-A4/A4 TO-TS
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta lunga 31.0 km (km 31.0-0.0).

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 14 May 2026 14:08:00 +0000
News n. 2
Alfa Romeo 33 Stradale, due consegne da ricordare per l’esclusiva supercar

Ci sono momenti in cui l’industria dell’auto smette di essere una questione di numeri, di fredde e instancabili catene di montaggio, per tornare a essere pura arte, passione e leggenda. Quel momento è adesso, poiché il marchio del Biscione ha ufficialmente dato il via alle consegne della nuova 33 Stradale, una fuoriserie concepita non come un banale prodotto, ma come la miglior rappresentazione odierna di ciò che Alfa Romeo è in grado di fare, anche quando si tratta di automobili assolutamente speciali ed esclusive.

Ben 33 sogni su misura

La particolarità assoluta di questa vettura risiede nel suo processo di nascita. Prodotta in soli 33 esemplari numerati, ogni auto è un pezzo unico, plasmato attraverso un dialogo diretto tra il cliente e il team di designer e ingegneri nella “Sala del Consiglio” del Museo di Arese, lo stesso luogo dove nel 1967 nacque l’originale. Grazie al programma BOTTEGAFUORISERIE, ogni acquirente ha potuto trasformare i propri desideri in realtà, collaborando con la maestria artigianale della Carrozzeria Touring Superleggera per creare un’opera d’arte irripetibile.

Sbarco oltreoceano

La prima di queste storie ha attraversato l’Atlantico per fermarsi ad Austin, in Texas. Qui, l’imprenditore Glynn Bloomquist ha ricevuto il suo esemplare in una cerimonia che ha unito la passione americana per le corse all’eleganza italiana. Bloomquist, cresciuto tra le muscle car e folgorato dalla biografia di Enzo Ferrari, ha preteso una sola condizione: che la sua 33 Stradale fosse rossa.

Il risultato è un gioiello in Rosso Villa d’Este, impreziosito da una banda bianca frontale che cita la Tipo 33 da competizione e dal numero 14 sulle portiere. Questo numero è un doppio omaggio: al giovane Enzo Ferrari degli anni Venti, quando correva con le Alfa Romeo, e alla leggenda dell’IndyCar A.J. Foyt. Bloomquist ha già chiarito che la sua vettura non resterà a prendere polvere in un garage: il Texas centrale, con i suoi circuiti e le sue strade tortuose, è pronto a sentire il ruggito della sua nuova regina.

Il capolavoro micalizzato di Arese

Contestualmente, un’altra consegna di straordinaria rilevanza ha avuto luogo proprio dove tutto è iniziato: al Museo Alfa Romeo di Arese. È la prima volta che un cliente riceve la propria vettura tra le mura che custodiscono la memoria storica del marchio. Questo esemplare si distingue per una ricerca cromatica senza precedenti: un colore sviluppato su misura a quattro strati.

Partendo da una base pastello che richiama il Rosso Italia degli anni Sessanta, gli artigiani hanno aggiunto un layer micalizzato oro e un trasparente di profondità, creando una tonalità cangiante che reagisce alla luce solare amplificando le linee scultoree della carrozzeria. Questo esemplare resterà esposto al pubblico fino al 2 giugno, offrendo ai visitatori la rara opportunità di vedere dal vivo il culmine della personalizzazione contemporanea.

L’importanza di un nuovo inizio

Queste prime consegne non sono solo eventi commerciali, ma pietre miliari che segnano il ritorno di Alfa Romeo nel settore delle fuoriserie di altissima gamma. La 33 Stradale dimostra che è possibile coniugare un passato glorioso con una visione tecnologica d’avanguardia, dove la cura maniacale del dettaglio e il tocco artigianale non sono solo valori di marketing, ma un vero e proprio modo di vivere. Mentre queste prime unità iniziano a percorrere i due continenti, il marchio conferma che il suo DNA non è fatto solo di lamiere, ma di leggende che continuano a correre.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 14:01:17 +0000
News n. 3
Caparra o acconto, l’errore da non fare quando si acquista un’auto tra privati

Caparra e acconto nel processo di compravendita di un’auto usate non sono la stessa cosa. Una somma versata prima del saldo può essere un anticipo sul prezzo, quindi un acconto, oppure può diventare una garanzia dell’impegno contrattuale, cioè una caparra confirmatoria. In altri casi, più rari nella compravendita tra privati ma comunque possibili, può assumere la funzione di caparra penitenziale, vale a dire il prezzo pattuito per potersi sciogliere dal contratto. La differenza è sostanziale perché se l’affare salta, l’acconto segue una logica, la caparra ne segue un’altra.

Auto usata tra privati, il primo versamento

La vendita di un veicolo usato richiede alcuni passaggi formali. Bisogna autenticare la firma del venditore sull’atto di vendita ed entro 60 giorni dall’autentica richiedere allo Sportello telematico dell’automobilista il rilascio del Documento unico di circolazione e di proprietà nel quale annotare i cambiamenti relativi alla proprietà e allo stato giuridico del veicolo. In mezzo a tutto questo si inserisce la somma iniziale che può servire a dimostrare la serietà dell’acquirente, ma deve essere qualificata.

Se nel documento non è scritto che la somma versata è una caparra, nella pratica quella somma rischia di essere considerata un acconto. E l’acconto, a differenza della caparra, non dà al venditore il diritto di trattenere il denaro se l’acquirente cambia idea. L’acconto è la soluzione più semplice e proprio per questo anche quella meno protettiva per chi vuole vincolare davvero l’altra parte. Si tratta di una somma versata in anticipo sul prezzo complessivo dell’auto. Se la vettura costa 12.000 euro e l’acquirente versa 500 euro come acconto, quei 500 euro sono soltanto una parte del prezzo già pagata prima del saldo.

La funzione dell’acconto è quindi contabile. Non punisce chi si tira indietro, non stabilisce da sé una penalità, non attribuisce al venditore un diritto immediato a trattenere la somma nel caso in cui la vendita non venga conclusa. Se l’affare va a buon fine, l’acconto viene scalato dal prezzo finale. Se invece la compravendita non si perfeziona, la somma deve essere restituita, salvo eventuali pretese risarcitorie da far valere secondo le regole generali.

L’acconto può essere utile quando le parti stanno ancora verificando alcuni elementi, per esempio lo stato meccanico della vettura, l’esito di un controllo dal meccanico, la documentazione del veicolo o la presenza di vincoli. Può avere senso anche quando l’acquirente vuole dimostrare un interesse senza assumersi il rischio di perdere la somma. Per il venditore che intende bloccare davvero l’auto e rinunciare ad altre trattative resta però uno strumento debole.

Perché la caparra confirmatoria pesa di più dell’acconto

La caparra confirmatoria è il vero strumento di garanzia nelle trattative private. È disciplinata dall’articolo 1385 del Codice civile, secondo cui, se al momento della conclusione del contratto una parte dà all’altra una somma di denaro o una quantità di cose fungibili a titolo di caparra, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta se il contratto viene adempiuto.

Tradotto nel linguaggio della compravendita auto significa che la caparra confirmatoria serve a impegnare l’acquirente a comprare e il venditore a vendere. Se tutto procede regolarmente, la somma viene restituita oppure scalata dal prezzo finale. Se una delle parti non rispetta l’accordo, entrano in gioco conseguenze più incisive rispetto a quelle dell’acconto.

Il Codice civile stabilisce infatti che se è inadempiente la parte che ha dato la caparra l’altra può recedere dal contratto trattenendo la caparra. Se è inadempiente la parte che l’ha ricevuta, l’altra può recedere ed esigere il doppio della caparra. La norma aggiunge anche che la parte non inadempiente può scegliere di chiedere l’esecuzione o la risoluzione del contratto, con risarcimento del danno secondo le regole generali.

Se l’acquirente versa 1.000 euro come caparra confirmatoria per acquistare un’auto da un privato e poi cambia idea senza una ragione prevista dall’accordo, il venditore può trattenere quella somma. Se è il venditore a non rispettare il patto, per esempio perché decide di vendere l’auto a un’altra persona che gli offre di più, l’acquirente può chiedere il doppio della caparra, quindi 2.000 euro. È per questo che la caparra confirmatoria va usata quando l’accordo è già maturo.

Quando conviene versare una caparra o un acconto

La caparra confirmatoria è opportuna quando acquirente e venditore hanno raggiunto un accordo completo e vogliono evitare ripensamenti. È il caso classico in cui il compratore ha visto l’auto, ha controllato i documenti, ha verificato la targa, ha ottenuto le informazioni sulla manutenzione, ha concordato il prezzo finale e ha bisogno di qualche giorno per organizzare il saldo, l’assicurazione o il passaggio di proprietà.

In questo scenario, la caparra tutela entrambi. Il venditore sa che l’acquirente non può bloccare l’auto senza conseguenze. L’acquirente sa che il venditore non può incassare la somma e poi vendere il veicolo a un altro soggetto come se niente fosse.

L’acconto è preferibile quando la compravendita non è ancora del tutto definita e dunque se l’acquirente deve ancora far controllare l’auto da un tecnico, se vuole verificare la cronologia dei tagliandi, se attende conferma dalla banca per un finanziamento personale, se non ha ancora controllato l’assenza di gravami o se le parti devono definire dettagli importanti. In una fase ancora esplorativa l’acconto serve a dimostrare interesse senza trasformare l’accordo in un vincolo troppo pesante.

Caparra penitenziale, perché nella vendita auto va usata con cautela

Accanto alla caparra confirmatoria c’è la caparra penitenziale, disciplinata dall’articolo 1386 del Codice civile. La norma stabilisce che se nel contratto è previsto il diritto di recesso per una o per entrambe le parti la caparra ha la sola funzione di corrispettivo del recesso. In questo caso chi recede perde la caparra data o deve restituire il doppio di quella ricevuta. La logica è diversa dalla caparra confirmatoria. Qui si sta fissando in anticipo il prezzo per potersi liberare dal contratto. In altre parole, le parti stabiliscono che una di esse o entrambe possono recedere pagando quel costo.

Nella compravendita di auto tra privati, la caparra penitenziale è meno frequente. Può avere senso quando le parti vogliono mantenere una via d’uscita, per esempio perché l’acquirente deve attendere una conferma economica prima di fare propria un’auto usata o il venditore deve risolvere una questione familiare legata all’uso del veicolo. Se l’obiettivo è rafforzare l’impegno reciproco alla vendita, la caparra confirmatoria è uno strumento coerente.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 12:29:24 +0000
News n. 4
F1 2026, ufficiale ADUO: come funzionano le spese extra per aggiornare le power unit

La rivoluzione motoristica della F1 2026 non si giocherà solo in pista, ma anche su un inedito salvagente regolamentare: l’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities). Questo meccanismo permetterà ai motoristi in ritardo di sviluppare le Power Unit già omologate, sfruttando preziose deroghe al Budget Cap per garantire una griglia sempre compatta e competitiva.

Il parametro ICE e la misurazione del deficit

Per evitare fughe in avanti incolmabili, la FIA ha istituito un sistema di monitoraggio spietato e oggettivo che calcolerà un Indice di Prestazione focalizzato esclusivamente sul motore endotermico (ICE). La formula terrà conto di valori crudi: la coppia all’albero, i regimi di rotazione, la spinta della MGU-K e la sensibilità della potenza sul tempo sul giro.

La Federazione è stata chiara con i costruttori: la misurazione avverrà direttamente in pista e non verrà applicata alcuna correzione compensativa per fattori esterni come l’aerodinamica o le temperature dei fluidi. Si valuta il motore termico nudo e crudo, sebbene l’ERS giochi un ruolo vitale nella prestazione globale. Chi accuserà un ritardo prestazionale pari o superiore al 2% rispetto all’ICE di riferimento, otterrà l’accesso al sistema ADUO.

Ossigeno finanziario: le deroghe al Cost Cap

Nikolas Tombazis, Direttore delle Monoposto FIA, ha tracciato una linea netta: l’ADUO non è un Balance of Performance. Chi è in difficoltà non riceverà sconti sul peso o flussi di carburante maggiorati, ma otterrà un “semplice” alleggerimento del Cost Cap. È un’opportunità di spesa extra per sviluppare il motore, ma starà poi agli ingegneri trovare la prestazione al banco.

Il regolamento (Articolo E4.1.1.t) definisce scaglioni di spesa extra ben precisi, calibrati sull’entità del deficit tecnico:

  • Ritardo tra il 2% e il 4%: concessione extra fino a 3 milioni di dollari.
  • Ritardo tra il 4% e il 6%: concessione extra fino a 4,65 milioni di dollari.
  • Ritardo tra il 6% e l’8%: concessione extra fino a 6,35 milioni di dollari.
  • Ritardo tra l’8% e il 10%: concessione extra fino a 8 milioni di dollari.
  • Ritardo superiore al 10%: concessione extra fino a 11 milioni di dollari, con un bonus esclusivo per il 2026 che permette di anticipare ulteriori 8 milioni dai budget degli anni successivi.

Il nuovo calendario e le regole d’ingaggio

La cancellazione delle tappe in Medio Oriente ha costretto la FIA a rimodulare le finestre di valutazione. Il primo periodo di analisi coprirà ora i primi cinque Gran Premi (dall’Australia al Canada), con i verdetti attesi entro due settimane dalla gara di Montreal. Seguiranno un secondo blocco di valutazione tra Monaco e Ungheria (gare 6-11) e un terzo blocco tra Olanda e Messico (gare 12-18).

Le regole per lo sblocco degli aggiornamenti sono rigide e non ammettono sprechi:

  • I deficit minori (2-4%) sbloccano un gettone di sviluppo per l’anno in corso e uno per il successivo.
  • I deficit gravi (oltre il 4%) garantiscono due sviluppi immediati e due per l’anno seguente.
  • Nessun accumulo stagionale: gli aggiornamenti non sono cumulabili nello stesso anno solare. Se un team non sfrutta il gettone entro l’ultima gara della stagione in corso, lo perde definitivamente.
  • Effetto domino: i gettoni guadagnati per l’anno successivo rimangono validi e possono sommarsi a eventuali nuovi aiuti se il team dovesse risultare nuovamente in deficit nella stagione seguente. Va notato, inoltre, che chi non ottiene lo status ADUO nelle prime due finestre di una stagione, non potrà richiederlo nella terza.

Una volta ottenuto il via libera, le squadre non interverranno solo sui cilindri. Il raggio d’azione concesso dalla FIA è vastissimo e abbraccia l’intero ecosistema della Power Unit: dalle componenti interne dell’ICE all’impianto di scarico, passando per turbo, wastegate, MGU-K, sistemi di raffreddamento ERS, elettronica di controllo e apparati idraulici. Un vero e proprio arsenale tecnico per rimettersi in scia ai primi.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 12:02:27 +0000
News n. 5
Lampeggiare per avvisare di un posto di blocco: cosa si rischia

Lampeggiare con gli abbaglianti per avvisare gli altri automobilisti della presenza di una pattuglia, di un posto di controllo o di un autovelox è una vecchia abitudine da strada italiana. Un gesto rapido percepito come una forma di solidarietà tra conducenti. Eppure siamo davanti a un comportamento che può integrare un illecito amministrativo perché l’uso dei dispositivi luminosi è consentito solo per segnalare un pericolo, evitare incidenti o comunicare l’intenzione di sorpassare.

L’articolo 153 del Codice della Strada consente l’uso intermittente dei proiettori di profondità per avvertimenti utili a evitare incidenti e per segnalare il sorpasso, ma sanziona l’uso improprio dei dispositivi luminosi con una multa da 42 a 173 euro.

Perché si rischia la sanzione

L’articolo 153 del Codice della Strada non vieta in assoluto il lampeggio, ma lo prevede in alcuni casi. Il conducente può usare in modo intermittente i proiettori di profondità per dare avvertimenti utili a evitare incidenti e per segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare. La norma riconosce al lampeggio una funzione di sicurezza. Il punto critico nasce quando il lampeggio serve a comunicare la presenza delle forze dell’ordine ovvero una finalità diversa da quelle previste.

La sanzione di riferimento, nel caso del semplice lampeggio improprio, è quella dell’articolo 153: da 42 a 173 euro. C’è però un problema pratico: come si dimostra che il conducente stava lampeggiando proprio per segnalare il controllo? L’agente può contestare l’uso improprio se ha osservato la condotta e la collega al contesto. Il conducente può però sostenere di aver lampeggiato per un’altra ragione: un pericolo, un ostacolo, un animale sulla carreggiata, un abbagliante rimasto acceso da un veicolo opposto, una manovra imprudente.

Qui si apre il terreno dei ricorsi. Il verbale dell’agente ha valore probatorio, ma non rende impossibile la contestazione. Se il conducente ritiene che la sanzione sia infondata, può impugnarla, ma serve una versione credibile, coerente con i luoghi, gli orari e le condizioni della strada.

Avvisare di un posto di blocco è reato?

Negli anni si è discusso se segnalare posti di blocco, pattuglie o autovelox potesse integrare il reato di interruzione di pubblico servizio, previsto dall’articolo 340 del Codice penale. L’idea alla base dell’accusa è chi avvisa gli altri automobilisti della presenza dei controlli renderebbe meno efficace l’attività della Polizia per consentire ai conducenti di evitare verifiche, sanzioni o accertamenti.

Questa impostazione, però, non ha trovato un orientamento lineare. In alcuni i giudici hanno escluso la rilevanza penale della condotta. Un caso è ad esempio quello del gip di Genova che ha ritenuto non configurabile il reato di interruzione di pubblico servizio per una chat chiusa e privata, destinata a un numero ristretto di partecipanti e non idonea a paralizzare l’attività degli organi di controllo.

Per parlare di interruzione o turbativa del servizio pubblico serve qualcosa di più incisivo di una segnalazione isolata o di un messaggio in una chat privata. La Polizia continua comunque a svolgere il proprio servizio nei confronti della generalità degli utenti della strada. Se pochi conducenti vengono avvisati il controllo non viene impedito o paralizzato. Ecco quindi che lampeggiare o scrivere in una chat non equivale in automatico a commettere un reato. La soglia penale richiede una turbativa concreta del servizio pubblico. Nei casi ordinari, soprattutto quando si parla del classico colpo di abbaglianti, il terreno più realistico resta quello della sanzione amministrativa.

La differenza tra illecito amministrativo e reato

Un illecito amministrativo comporta una multa. Un reato può portare a un procedimento penale con conseguenze molto pesanti. Nel caso del lampeggio per segnalare un controllo, la contestazione più solida è quella dell’uso improprio dei dispositivi luminosi, non quella penale. Insomma, chi fa i fari agli altri automobilisti non finirà sotto processo per questo solo gesto, ma può essere multato. E se il comportamento avviene in un contesto più organizzato, sistematico o tecnologicamente strutturato, la valutazione può diventare più delicata.

In ogni caso, un controllo su strada può servire a verificare assicurazione, revisione, patente, stato psicofisico del conducente, trasporto di merci, documenti del veicolo, guida in stato di ebbrezza, uso del cellulare, cinture, fermo amministrativo o altre violazioni. Avvisare gli altri automobilisti della presenza di una pattuglia non significa solo aiutarli a evitare una multa per velocità. Può consentire anche a chi non è in regola con assicurazione, revisione o patente di cambiare strada. È questo il motivo per cui le forze dell’ordine guardano con fastidio a questo comportamento.

L’autovelox ha già regole di segnalazione ufficiale

Per gli autovelox il discorso è ancora diverso. La legge prevede già che le postazioni di controllo della velocità siano preventivamente segnalate e ben visibili. L’articolo 142 stabilisce infatti che le postazioni di rilevamento della velocità devono essere segnalate in anticipo e chiaramente visibili, con cartelli o dispositivi luminosi conformi alle regole previste. Il decreto ministeriale dell’11 aprile 2024 ha introdotto criteri più puntuali sull’uso degli autovelox, con particolare attenzione a collocazione, visibilità, distanze e modalità d’impiego. Il decreto disciplina le distanze minime tra segnale del limite di velocità e postazione di controllo con la previsione di valori diversi in base alla tipologia di strada.

La difesa possibile

Chi riceve una sanzione di questo tipo può contestarla se ritiene che il verbale sia sbagliato. La difesa deve però essere concreta. Si può sostenere che il lampeggio serviva a segnalare un pericolo immediato, un veicolo con fari abbaglianti, un ostacolo, un animale, una situazione improvvisa di rischio. L’articolo 153 consente infatti l’uso intermittente dei fari per avvertimenti utili a evitare incidenti. Il punto debole della difesa nasce quando non c’è alcun pericolo documentabile. Se la strada era libera, il controllo era visibile e il lampeggio è stato rivolto proprio agli automobilisti provenienti dalla direzione opposta, la tesi dell’avvertimento di sicurezza diventa meno credibile.

Per il semplice uso improprio dei fari ai sensi dell’articolo 153, la sanzione richiamata dalla norma è pecuniaria. Naturalmente il discorso cambia se, insieme al lampeggio, vengono contestate altre violazioni: velocità, sorpasso, uso del cellulare, guida pericolosa, mancato rispetto della segnaletica. In quel caso non si parla più solo di fari.

Nel caso ordinario, chi lampeggia con gli abbaglianti per segnalare un controllo rischia la sanzione per uso improprio dei dispositivi luminosi, quindi da 42 a 173 euro. Se la segnalazione passa attraverso dispositivi o strumenti che localizzano apparecchiature di rilevamento della velocità, il quadro peggiora. L’articolo 45 prevede una sanzione da 825 a 3.305 euro e la confisca della cosa oggetto della violazione per chi produce, commercializza o utilizza dispositivi vietati.

Il caso estremo: il penale resta in situazioni più gravi

L’ipotesi penale dell’interruzione di pubblico servizio non può essere esclusa in astratto per ogni comportamento immaginabile, ma non è la conseguenza ordinaria del lampeggio. Perché si arrivi a quel livello serve una turbativa dimostrabile dell’attività di controllo. Il Codice della Strada consente l’uso dei fari per la sicurezza, non per segnalare agli altri dove si trovano pattuglie e autovelox. Se poi la segnalazione diventa digitale, organizzata o passa attraverso strumenti che localizzano apparecchiature di rilevamento della velocità, il rischio cresce parecchio.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 12:00:18 +0000
News n. 6
Incidente a bordo della Ferrari, colpisce in pieno una Mercedes

Teatro del sinistro la Pacific Coast Highway di Malibu, California, dove una magnifica Ferrari 812 Competizione Aperta, dal valore di 2,5 milioni di dollari, stava sfrecciando a velocità sostenuta. Il guidatore ha perso il controllo della vettura scoperta di Maranello ed è finito incastrato sotto il posteriore di una cabriolet della Stella a tre punte.

Sulla costa di Los Angeles il conducente si sarebbe dovuto godere il panorama, ma ha commesso un errore che gli costerà caro. A bordo di supercar con poderosi motori V8, V10 e V12 basta una leggera disattenzione per combinare un disastro. L’esemplare in livrea argento e giallo è stato fotografato in pessime condizioni, pochi istanti dopo il terribile botto, con il frontale letteralmente infilato sotto la coda di una Mercedes Classe E Cabriolet.

Danni ingenti

La dinamica dell’incidente non è chiara, ma la posizione finale dei due veicoli lascia pochi dubbi sul fatto che si sia trattato di un tamponamento. La Ferrari ha preso in pieno il posteriore della Mercedes Classe E, balzato sopra il cofano a causa dell’impatto. Il paraurti anteriore in fibra di carbonio ha subito il danno peggiore e, con ogni probabilità, determinato diverse avarie agli elementi nel vano motore. Anche il parabrezza si è frantumato nell’impatto, mentre il parafango anteriore lato passeggero ha subito pesanti conseguenze.

La Mercedes ha avuto danni più contenuti nella zona del paraurti posteriore, riparabile con una somma decisamente più bassa. Le parti sostitutive di una Ferrari raggiungono delle cifre da capogiro, in particolar modo quando si tratta di edizioni limitate. Al momento del lancio, avvenuto nel 2021, il prezzo si aggirava attorno ai 700.000 dollari, ma in pochi anni le quotazioni della vettura sono lievitate fino a superare i 2,5 milioni di dollari, ovvero 2,1 milioni di euro.

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Distrutta un’unità speciale

La 812 Competizione Aperta rimane un oggetto del desiderio per i collezionisti di tutto il mondo. Più potente di 30 cavalli rispetto alla Superfast tradizionale e più leggera di circa 38 kg arrivò sul mercato per 599 eletti con soluzioni aerodinamiche estreme. Il gioiello di Maranello vantava 4 ruote sterzanti in modo indipendente, garantendo un raggio di sterzata spettacolare durante gli inserimenti in curva e nelle ripartenze. L’elettronica interveniva su ogni singola ruota, dando la possibilità di effettuare una manovra in modo totalmente svincolato dalle altre tre.

Grazie alla maggiore potenza i tempi di cambiata si erano ridotti del 5% rispetto alla vettura di serie. La 812 Competizione è stata prodotta in due versioni: coupé in 999 esemplari e targa in 599 unità denominata “812 Competizione A” dove A sta per “Aperta“. La versione scoperta aveva un “hardtop” rimovibile manualmente e stivabile nel baule. Il motore 6.5 litri aspirato capace di sprigionare 819 cavalli (830 CV) a un regime stratosferico di 9.250 giri al minuto, accompagnati da circa 691 Nm di coppia a 7.000 giri era il vero punto di forza.

Ci piange il cuore a raccontarvi di un esemplare di 812 Competizione Aperta nelle pessime condizioni che vedrete in alto nel post IG della pagina carjrnl. La 812 Superfast è stata progettata e sviluppata con cura presso il Centro Stile Ferrari di Maranello. Lo stile è ispirato alla F12 Berlinetta, anche se il design riporta alla mente la GTC4 Lusso. Per far tornare al massimo splendore l’esemplare incidentato servirà tempo e danaro.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 10:15:08 +0000
News n. 7
Cristian Chivu, mentalità vincente in auto: SUV tecnologico per il tecnico dell’Inter

E sono dieci. Con il successo per 2-0 in finale contro la Lazio, l’Inter si aggiudica la sua decima Coppa Italia, a coronamento di una stagione praticamente perfetta in patria. Anche fuori dal campo, però, il club nerazzurro corre dentro una nuova immagine, quella della BYD Sealion 7 Inter Edition, l’auto ufficiale legata alla squadra di Cristian Chivu. Lo storico traguardo ribadisce la supremazia del Biscione nel panorama italiano, una sintesi magistrale di solidità difensiva, piedi buoni in mezzo al campo e sangue freddo sotto porta. Pulizia d’esecuzione e reattività sono i “comandamenti” predicati da Chivu e il possente veicolo cinese risponde con la stessa logica: zero distrazioni, massima efficienza.

La nuova identità elettrica

Il tecnico romeno non ha sbagliato un colpo nei confini nazionali. Approdato tra lo scetticismo generale a causa della poca esperienza in panchina, l’ex eroe del Triplete ha fatto valere tutte le proprie qualità di leader, entrando in totale sintonia con i leader della squadra, compresi Lautaro Martinez, ancora una volta a segno contro i biancocelesti, e Federico Di Marco. La vettura – messa a disposizione della prima squadra, dallo staff tecnico ai giocatori, senza dimenticare il management – sembra rispecchiare la filosofia moderna di gioco del mister, anche se i suoi avversari, lei, se li mangia sull’asfalto.

Nata sulla base della BYD Sealion 7 originale, muscolosa nelle linee e tecnologica nell’abitacolo, la versione speciale sfoggia una livrea scandita da tocchi Electric Blue e componenti in Blue Carbon richiamano ai colori della Beneamata. E siamo appena all’inizio, perché quando sali a bordo noti la cura riposta, dal volante ai pannelli delle portiere, dove lo stemma e i dettagli su misura firmano un design unico. Secondo la comunicazione ufficiale della società, gli elementi sottolineano il senso di appartenenza alla squadra, una delle più amate e prestigiose al mondo. La struttura poggia sulla e-Platform 3.0 Evo, un’architettura ingegneristica progettata per spingere al massimo la rigidità torsionale e la reattività del telaio.

Oltre 500 CV e trazione integrale

Chivu non ha scoperto le carte sulla configurazione scelta della Sealion 7 Inter Edition tra la Comfort RWD e Excellence AWD. La variante a trazione integrale, il pezzo forte in ottica prestazioni, arriva a 530 CV, con doppio motore, batteria da 91,3 kWh, scatto da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi e autonomia dichiarata fino a 502 km nel ciclo WLTP. La ricarica rapida può raggiungere un picco di 230 kW e passa dal 10 all’80% in circa 24 minuti nelle condizioni ideali dichiarate. Numeri da circoletto rosso, data a maggior ragione la natura dell’auto, un mezzo elegante e non una sportiva pura.

Il passaggio alle batterie di BYD sposta l’asse dell’immagine interista. Si abbandona il concetto superato dell’auto di rappresentanza tradizionale per abbracciare un brand che in Europa sta correndo fortissimo. In un colpo si rinfresca l’immagine del marchio calcistico, chiamato ad apparire come una realtà all’avanguardia e pronta a evolvere per continuare a crescere e attrarre investitori all’estero. Sotto le direttive di Cristian Chivu, uno dal DNA vincente, nessuna impresa appare impossibile: i due trofei già messi in bacheca al primo anno possono essere solo l’inizio.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 10:07:59 +0000
News n. 8
Volkswagen Touran, addio dopo 23 anni alla storica monovolume: produzione terminata

La Volkswagen Touran arrivò sul mercato nell’autunno del 2003, cambiando la concezione classica di monovolume per sette persone. Venne costruita sulla piattaforma di segmento C del colosso di Wolfsburg, già utilizzata per la creazione delle VW Golf, Audi A3, SEAT Altea, SEAT León, VW Jetta/Bora e Skoda Octavia.

La vettura rappresentò un esperimento industriale che mise a dura prova i tecnici. Con una struttura filante e un ambiente confortevole, la Touran venne sottoposta ai crash test dell’Euro NCAP una prima volta nel 2003, ottenendo il risultato di 4 stelle. Gli ingegneri proposero subito degli aggiornamenti mirati per migliorare la valutazione e nel test successivo arrivarono le agognate 5 stelle.

I primi restyling

In occasione del prestigioso Salone dell’automobile di Parigi del 2006 la Volkswagen svelò una versione ristilizzata della Touran, poi commercializzata dall’inizio del 2007. Le modifiche principali riguardavano il frontale della versione tradizionale, in linea con i nuovi canoni stilistici Volkswagen inaugurati con la Passat, con i gruppi ottici a doppio cerchio e il lancio di una variante Cross, come già avvenuto su Polo e Golf. I designer scelsero delle linee più marcate, puntando su paraurti maggiorati, cerchi da 17 pollici, e un posteriore più accattivante.

A completamento di un pacchetto molto interessante con il restyling venne anche introdotto il ParkAssist, una tecnologia che consentiva alla vettura di parcheggiare con l’assistenza elettronica. Nel 2010 arrivò un ulteriore aggiornamento massiccio con una inedita carrozzeria, interni perfezionati e un’ampia scelta di motori, tra cui spiccava una versione a metano molto in voga in quegli anni.

Evoluzione della specie

La Touran registrò un super successo commerciale in Europa e la gamma venne ampliata con il lancio del SUV Tiguan con una impostazione più fuoristradistica. A fine maggio 2015, in Germania, incominciò la produzione della seconda serie del monovolume. La Touran II, lunga 4,53 metri, risultava circa 13 cm più lunga e 3 cm più larga rispetto alla Touran I, a tutto vantaggio dell’abitabilità. Nella seconda fila c’erano tre sedili singoli, mentre la terza fila era disponibile a richiesta.

Venne presentata ufficialmente al Salone dell’automobile di Ginevra nel 2015, basata sulla piattaforma modulare MQB (la stessa della Golf) e ottenne un punteggio di 5 stelle ai crash test dell’Euro NCAP nello stesso anno. La capacità del bagagliaio nella versione a 5 posti era di 743 litri; con la seconda fila completamente avanzata arrivava a 834 litri e con i sedili posteriori abbattuti a 1.980 litri. Nella versione a 7 posti, con la terza fila impostata, restavano 137 litri dietro per i bagagli, in caso contrario era di 633 litri. Abbattendo anche la seconda fila cresceva a 1.857 litri. Da due anni a questa parte VW aveva confermato solo i motori 1.5 TSI da 150 CV e il 2.0 TDI da 122 o 150 CV.

Non ci sarà una erede della Touran. Un vero peccato perché tra dicembre 2002 e dicembre 2025, in Germania, sono state immatricolate complessivamente 1.070.558 Volkswagen Touran nuove (116.507 in Italia secondo i dati Unrae). Il 2004 è stato l’anno migliore, con 95.408 unità (15.310 nel Belpaese). In totale sono state costruite circa 2,3 milioni di Touran, ma i numeri degli ultimi anni erano in costante calo a causa della crisi che ha investito il segmento dei monovolumi.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 09:02:24 +0000
News n. 9
La Cina dell’auto si prende l’Europa: la strategia

C’è preoccupazione nel Vecchio Continente per la crescita esponenziale dei colossi dell’automotive con gli occhi a mandorla e se un nemico non puoi batterlo, l’unica soluzione è fartelo amico. Bruxelles con i suoi proclami green ha steso in passato un tappeto rosso al proliferare di tantissimi nuovi marchi che hanno puntato sull’elettrico. Grazie alle terre rare e al know-how consolidato sulle batterie sono iniziati a sbucare come funghi nuovi brand in Cina.

Pechino ha finanziato la crescita con una strategia che si è rivelata vincente. Sul mercato locale oggi spopolano auto elettrificate all’avanguardia che, subito dopo, acquisiscono appeal a livello internazionale. Da Geely a MG passando per Chery, BYD, Dongfeng e Leapmotor si moltiplicano i prodotti di successo cinesi in Europa. Il boom delle proposte low cost sta determinando un sostanzioso calo di immatricolazioni per i costruttori storici, mettendo all’angolo la nostra industria di componentistica.

Il piano di espansione cinese

Dopo aver indebolito la concorrenza, l’armata rossa starebbe avanzando con l’obiettivo di mettere le mani sugli impianti europei, anche per evitare i dazi. Gli investimenti colossali fatti per le auto elettriche dai principali Gruppi, come Volkswagen e Stellantis, non hanno reso e anche nel primo trimestre 2026 non hanno superato il 19,4% del mercato nell’Ue.

Ora l’interesse dei colossi cinesi è focalizzato sull’apertura o l’acquisizione di stabilimenti in Italia e in Spagna, sfruttando la crisi. I produttori del Paese del Dragone Rosso potrebbero legittimamente avvantaggiarsi di una situazione che ha creato anni fa Bruxelles stessa. In base a quanto afferma Reuters, le Nazioni dello Spazio economico europeo e la Svizzera avrebbero stanziato finora quasi 200 miliardi di euro per lo sviluppo della tecnologica elettrica su quattro ruote.

Ora vi basterà fare un giro nei quartieri delle vostre città per capire che c’è qualcosa che non quadra. Il piano di una transizione green per ora è fallito miseramente, e i soldi destinati alla filiera delle batterie, con lo scopo di ridurre la dipendenza dalla Cina, hanno creato l’effetto opposto. Il Gigante asiatico oggi produce l’80% degli accumulatori realizzati nel mondo e il trend non sembra in grado di invertirsi a stretto giro.

Il boom di auto asiatiche

Se un tempo gli europei erano scettici sulla tecnologia cinese, anche a causa della crisi economica, negli ultimi anni si è registrato uno stravolgimento. In tanti hanno cominciato a incuriosirsi e a sceglierle. Nel primo trimestre 2026 le proposte cinesi si sono prese l’8% del mercato europeo, raddoppiando il risultato dello stesso periodo del 2025. Se a questi si vanno a sommare i successi commerciali giapponesi e coreani vi renderete conto che l’Oriente sta vincendo a mani basse la sfida.

Con l’obiettivo di costruire nuove fabbriche o acquisirne già esistenti sul territorio occidentale, i major cinesi si potranno espandere senza limiti per sfuggire anche alla morsa dei dazi imposti sulle vetture elettriche costruite in patria e poi esportate nell’Ue. Non solo i colossi come BYD stanno sviluppando EV di estrema qualità, ma anche vetture ibride che rappresentano il presente e il futuro della nostra industria delle quattro ruote.

Fari puntati su Italia e Spagna

Per ora il Paese iberico è quello preferito dai produttori cinesi, anche grazie a un costo dell’energia elettrica tra i più bassi d’Europa, dovuto dall’utilizzo di fonti rinnovabili con una copertura ormai oltre il 60% del fabbisogno. Secondo l’agenzia Reuters, il Gruppo Geely avrebbe definito una alleanza con Ford per acquisire una delle tre aree dello stabilimento di Almussafes, nei pressi di Valencia. Dovrebbe essere costruita la citycar E2, ibrida e full electric, già lanciata in Cina con il nome di EX2.

Inoltre, Leapmotor, in grande espansione alle nostre latitudini, avrebbe trovato un accordo con il Gruppo Stellantis, proprietario del 21% della start-up, per la produzione dell’utilitaria 100% elettrica T03 nello stabilimento polacco di Tychy fino all’aprile 2025. Ora le mire si spostano a Saragozza, dove verrà introdotta una nuova linea dedicata al SUV elettrico o ibrido range extender B10 di Leapmotor e al suo gemello a marchio Opel.

Presso l’impianto Stellantis di Villaverde, a Madrid, verrà attribuito il lancio di un nuovo modello Leapmotor, in produzione dalla prima metà del 2028. La proprietà di questo impianto passerà alla joint venture Leapmotor International, controllata al 51% da Stellantis. Inoltre, la factory di Barcellona appartenuta fino al 2021 a Nissan è stata rilevata da una società creata tra il costruttore spagnolo Ebro e il major cinese Chery, in cui rientrano i brand Omoda e Jaecoo. Zhu Shaodong, CEO di Chery per l’Unione Europea, ha annunciato che si punterà su una produzione annuale di 150.000 veicoli entro il 2029, con il SUV Omoda 5 in prima linea.

Con la presentazione del nuovo piano industriale Stellantis, l’amministratore delegato Antonio Filosa spiegherà nel dettaglio tutte le strategie. Gli ultimi rumor parlano di cessioni di stabilimenti, con l’impianto italiano di Cassino che sarebbe finito nel mirino del colosso cinese Dongfeng. A seguito del rinvio delle produzioni delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, la fabbrica è in affanno con appena 19.364 unità prodotte lo scorso anno, marcando un calo del -27,9% rispetto al 2024.

Le prospettive dell’Europa

Andrea Bartolomeo, direttore di MG Italia, ha spiegato che “la nuova fabbrica europea di Saic, gruppo cinese proprietario di MG, sarà in Spagna. L’annuncio arriverà nelle prossime settimaneâ€. Si parla della cittadina di Ferrol, presso La Coruña, dove potrebbe essere costruito un nuovo impianto con una capacità produttiva stimata in 120.000 unità all’anno.

Si tratta di una vera e propria invasione, incominciata con lo stabilimento di BYD di Szeged in Ungheria, per evitare i dazi. Le aziende cinesi cominceranno a lavorare negli impianti europei sino a una capacità produttiva massima di circa 50.000 esemplari all’anno, per poi puntare su strutture di assemblaggio da 100.000 unità, mentre gli impianti a pieno regime raggiungeranno livelli di capacità di circa 300.000 unità. Un metodo espansionistico che se dovesse funzionare trasformerebbe radicalmente i nostri vetusti parchi auto. In seguito, con il boom delle proposte cinesi, le nostre aziende si potranno inserire come fornitori, contando sul fattore logistico, grazie a una maggiore vicinanza e per garantire dei tempi di consegna più rapidi.

Aspettiamoci in Europa una rete di società orientali di componentistica che metterà la parola fine a tantissime nostre realtà già in crisi. Nel corso del 2025 le importazioni di componenti di origine cinese nel Vecchio Continente hanno toccato gli 8 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a tre anni fa. Oramai il dado è tratto e nei prossimi anni assisteremo a uno stravolgimento senza precedenti storici.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 08:07:03 +0000
News n. 10
MotoGP, GP Barcellona: pronostici e orari Sprint Race e gara, dove vederle in TV

Non ci sarà Marc Marquez, operatosi alla spalla e al piede destro a Madrid, e questo è già un aspetto che avranno considerato gli avversarsi. Ad oggi l’unico ducatista in grado di mettere in difficoltà Marco Bezzecchi e Jorge Martin dovrà osservare la sfida dalla TV. La pista di Montmelò in passato ha sorriso anche ad Aleix Espargaró in sella all’Aprilia, sebbene negli ultimi due anni si siano imposti Alex Marquez e Pecco Bagnaia su Desmosedici.

In teoria dovremmo vedere una sfida aperta tra i due costruttori italiani, tuttavia la doppietta di Le Mans della Casa di Noale ha parlato chiaro. La Rossa ha completamente perso il vantaggio tecnico della scorsa annata. Per vincere i piloti che montano sulle Desmosedici si dovranno superare, come accaduto ad Alex Marquez a Jerez de la Frontera. Il pilota del team Gresini Racing è all’ultima spiaggia, dopo l’ennesimo errore occorso nella sfida di domenica scorsa in Francia.

Tutti all’inseguimento delle Aprilia

La Casa di Noale ha ritrovato un Jorge Martin in grandissima forma che, a differenza di Bezzecchi, sa come si vincono i mondiali. Nel 2024, nonostante stesse in sella a una moto di un team satellite, riuscì a piegare il campione in carica Bagnaia. In MotoGP il madrileno non ha mai vinto in Catalogna e vorrà sfatare questo tabù. Idem Marco Bezzecchi che è rimasto in testa al mondiale con un punticino di vantaggio sul compagno di squadra.

A Barcellona sarà caccia aperta ai due piloti dell’Aprilia in fuga in graduatoria. In KTM si attende sempre un Pedro Acosta in formato deluxe nelle sfide di casa, mentre nel box Yamaha sperano di rivedere Fabio Quartararo lottare per la top 5. A Le Mans è stato tra i migliori del weekend, chiudendo il GP di Francia in sesta posizione. El Diablo ha già vinto l’edizione del 2022, quella in cui provò l’allungo decisivo su Bagnaia per la seconda corona di fila. Fari puntati sul ritorno in pista di Vinales dopo l’operazione alla spalla.

Nel team factory Ducati cresce la preoccupazione intorno al futuro in pista di Marc Marquez. Non verrà sostituito nella sfida catalana, ma a mettere ulteriore tensione ci ha pensato l’esperto manager Carlo Pernat. Il una chiacchierata in esclusiva per FormulaPassion.it il genovese ha dichiarato:

“Rientro al Mugello? Glielo auguro, ma secondo me è difficile. A Le Mans ha fatto un giro pazzesco facendo il record della pista con mezzo secondo sugli altri. Come a dire a tutti ‘io sul giro singolo neanche vi vedo’, ma poi purtroppo sulla distanza di gara non ce la fa. Gli auguro di tornare a posto, ma sul futuro mi pongo dei dubbi. Ritiro a fine 2026? Se va avanti così non so se potrà andare avanti. Il ritiro è l’opzione che nessuno di noi vuole, lui per primo. Ma a 33 anni, con i problemi che ha avuto, un punto interrogativo ce lo metto. Lontano, perché lui è Marc Marquez e ha fatto tante cose straordinarie. Però un dubbio remoto c’èâ€.

Gli orari TV del GP di Barcellona

Il Gran Premio verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 offrirà in differita l’evento domenicale. La sfida principale del GP di Barcellona 2026 di MotoGP sarà di 24 giri, mentre la SR si correrà sulla distanza di 12 giri. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni di Sky Sport:

Venerdì 15 maggio

  • FP1 Moto3: 9:00-9:35
  • FP1 Moto2: 9:50-10:30
  • FP1 MotoGP: 10:45-11:30
  • P Moto3: 13:15-13:50
  • P Moto2: 14:05-14:45
  • P MotoGP: 15:00-16:00

Sabato 16 maggio

  • FP2 Moto3: 8:40-9:10
  • FP2 Moto2: 9:25-9:55
  • FP2 MotoGP: 10:10-10:40
  • Qualifiche MotoGP: 10:50-11:30 (diretta su TV8)
  • Qualifiche Moto3: 12:45-13:25 (diretta su TV8)
  • Qualifiche Moto2: 13:40-14:20 (diretta su TV8)
  • Sprint MotoGP: 15:00 (diretta su TV8)

Domenica 17 maggio

  • Warm-Up MotoGP: 9:40-10:50
  • Gara Moto3: 11:00 (differita su TV8 alle ore 14:00)
  • Gara Moto2: 12:15 (differita su TV8 alle ore 15:15)
  • Gara MotoGP: 14:00 (differita su TV8 alle ore 20:30)
Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:12:53 +0000
News n. 11
Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 14 maggio 2026 sono previsti scioperi nel settore del trasporto pubblico locale in Italia. Secondo quanto risulta dai dati ufficiali, per questa data è programmato 1 sciopero. Di seguito vengono riportati i dettagli relativi allo sciopero previsto, con informazioni su area geografica, compagnie, orario, durata e sindacati coinvolti.

Sciopero dei trasporti Novara

Nel territorio di Novara, in Piemonte, è stato indetto uno sciopero a carattere locale del trasporto pubblico locale. L’agitazione riguarda il personale della Società SUN di Novara. Lo sciopero si svolgerà per 24 ORE, dalle 00:00 alle 24:00 del giorno 14 maggio 2026. A proclamare la protesta è stato il sindacato AL-COBAS.

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 sono previsti numerosi scioperi in Italia che interesseranno diversi settori, con particolare rilevanza nel settore dei trasporti, sia pubblico locale che ferroviario, marittimo e aereo. L’articolo fornisce un calendario dettagliato delle agitazioni sindacali con le informazioni essenziali su città, categorie coinvolte e orari di svolgimento degli scioperi previsti esclusivamente nel periodo di maggio 2026.

Sciopero 01 maggio 2026

In Italia, su tutto il territorio nazionale, è previsto uno sciopero generale per l’intera giornata. L’agitazione coinvolge il personale dipendente pubblico e privato in tutte le province. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato USI-CIT e riguarda la categoria dei lavoratori pubblici e privati.

Sciopero 04 maggio 2026

In Italia è indetto uno sciopero a rilevanza nazionale per il personale della Società Elior Divisione Itinere addetta ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia. Proclamato dal sindacato FAST-CONFSAL e FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI, dura per tutta la giornata (mezzo turno per ogni turno di lavoro).

Nella provincia di Milano (Lombardia), è previsto uno sciopero di 8 ore del personale della Società Mercitalia Shunting & Terminal, dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del giorno successivo, proclamato da OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 05 maggio 2026

Nella provincia di Milano (Lombardia), continua dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 il giorno 5, lo sciopero del personale di Mercitalia Shunting & Terminal.

Nella provincia di Firenze (Toscana), attivo uno sciopero ferroviario che coinvolge il personale della manutenzione della società RFI Doit Firenze per 8 ore, per l’intera giornata del 5 maggio 2026.

Sciopero 07 maggio 2026

In Italia, tutto il settore marittimo e i lavoratori portuali delle province italiane sono coinvolti in uno sciopero di 24 ore, proclamato dal sindacato USB Lavoro Privato, dalle 00:00 alle 23:59.

Sciopero 08 maggio 2026

Nella città di Trento (Trentino-Alto Adige), sciopero di 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00, del personale della Trentino Trasporti di Trento, indetto da OSR ORSA TRASPORTI.

Nella città di Potenza (Basilicata), sciopero di 4 ore, dalle 15:01 alle 19:00, del personale della società Miccolis – Servizio Urbano.

Nella provincia di Brescia (Lombardia), sciopero di 24 ore, dalle 00:00 alle 23:59, del personale addetto allo scarico/carico merci presso l’Aeroporto Brescia Montichiari-GDA Handling.

Sciopero 09 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 24 ore del personale della società EAV, a partire dalle 19:31.

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), prosegue lo sciopero del personale EAV fino alle 19:30.

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero di 24 ore del personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze, indetto dal sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 11 maggio 2026

Nel settore aereo a livello nazionale e interregionale, diverse società operanti negli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino (Lazio): sciopero di 4 ore (dalle 12:00 alle 16:00) del personale ADR Security; ENAV ACC Roma e Napoli: sciopero di 8 ore (dalle 10:00 alle 18:00) RSA UILT-UIL; Piloti e assistenti di volo Easyjet: sciopero nazionale di 8 ore (10:00-18:00); Palermo: personale GH, ASC Handling, Aviapartner: sciopero di 4 ore (12:00-16:00); Cagliari: personale Sogaer e gruppi annessi: sciopero di 4 ore (13:00-17:00); Milano Malpensa: sciopero nazionale di 4 ore (13:00-17:00) personale ALHA e MLE-BCUBE.

Sciopero 14 maggio 2026

Nella città di Novara (Piemonte), è proclamato uno sciopero locale del trasporto pubblico locale con il coinvolgimento del personale della Società SUN di Novara per 24 ore, dalle 00:00 alle 24:00. Proclamato dal sindacato AL-COBAS.

Sciopero 15 maggio 2026

Nella città di Catania (Sicilia), sciopero di 24 ore del personale della società AMTS di Catania (OSP CUB TRASPORTI).

In tutte le province della Lombardia, sciopero ATM Milano (6 ore 15′, 8:45-15:00) e NET (24 ore), indetto da AL-COBAS.

Nella provincia di Foggia (Puglia): appalti ferroviari personale società Euro&Promos di Foggia (primo mezzo turno della prestazione a partire da 00:01).

In tutte le province della Toscana: appalti ferroviari personale Euro&Promos (seconda metà del turno).

In tutte le province del Veneto: sciopero di 24 ore personale Busitalia Sita Nord unità produttive Veneto, Umbria e Campania (USB Lavoro Privato/ADL Cobas).

Sciopero 18 maggio 2026

Nella città di Bari (Puglia), sciopero locale di 24 ore personale della società STP di Bari.

In Italia, sciopero generale di 24 ore che coinvolge le categorie pubbliche e private: ferroviario dalle 21:00 del 17/5 alle 20:59 del 18/5, TPL modalità stabilite localmente, marittimo isole maggiori da 1 ora prima delle partenze del 18/5, taxi/marittimo isole minori: 00:01-23:59, autostrade: dalle 22:00 del 17/5.

Sciopero 25 maggio 2026

In Italia, sciopero nazionale del trasporto merci: 120 ore, dalle 00:00 del 25/5 alle 24:00 del 29/5, coinvolgendo servizi autotrasporto merci conto terzi.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero locale di 24 ore personale della società Arriva Udine di Udine.

Sciopero 26 maggio 2026

In tutte le province dell’Emilia-Romagna, sciopero regionale degli appalti ferroviari personale società Copernico Lotto Centostazioni (prima metà del turno per ogni turno di lavoro).

Sciopero 29 maggio 2026

In Italia, sciopero generale nazionale di 24 ore di tutte le categorie pubbliche e private: ferroviario dalle 21:00 del 28/5 alle 21:00 del 29/5, autostrade dalle 22:00 del 28/5 alle 22:00 del 29/5.

Nella città di Potenza (Basilicata), sciopero di 24 ore personale della società Miccolis – Servizio Urbano di Potenza.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Quanto costa rifornirsi in autostrada oggi, 14 maggio 2026? In questa pagina trovi i prezzi medi correnti di benzina, gasolio, Gpl e metano sulla rete autostradale italiana, basati sull’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Il prezzo alla pompa nasce dalla somma tra componente industriale (cioè costo del prodotto e margini di distribuzione) e componente fiscale, formata da accise e Iva: un equilibrio che spiega perché i listini si muovono al variare delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, ma anche in funzione delle politiche commerciali dei singoli operatori. Di seguito i dati più recenti e, a seguire, una guida pratica per capire come si forma il costo dei carburanti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 13-05-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.068
Benzina SELF 2.004
GPL SERVITO 0.918
Metano SERVITO 1.596

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina. Nel prezzo finale della benzina la componente fiscale pesa per il 58%, quindi più della parte industriale, che vale il 42%. La quota industriale si divide a sua volta tra costo della materia prima (30% del prezzo) e margine lordo (12%). La materia prima riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’andamento del cambio euro/dollaro: se il barile sale o l’euro si indebolisce, il costo del prodotto tende ad aumentare e, con qualche giorno di ritardo, questa variazione può riflettersi sui listini alla pompa. Il margine, pari al 12%, è la porzione su cui l’operatore può intervenire con politiche commerciali, tenendo conto di concorrenza locale, costi logistici, orari e servizi offerti. In autostrada, dove pesano maggiormente oneri di struttura e servizi accessori, gli scostamenti sul margine possono essere più evidenti rispetto alla viabilità ordinaria, così come la differenza tra self e servito. La componente fiscale comprende accise fisse e Iva calcolata sull’intero importo (prodotto + margine + accise): ciò significa che ogni variazione della base imponibile viene amplificata dall’Iva, rendendo la benzina particolarmente sensibile sia ai movimenti delle quotazioni sia alle decisioni fiscali. In sintesi, il prezzo è l’esito di fattori globali (mercati e cambio), nazionali (tassazione) e locali (strategie commerciali), che interagiscono di giorno in giorno.

Gasolio. Per il gasolio la ripartizione è differente: la componente fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale pesa per il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo e il margine lordo vale il 10%. Questo profilo rende il gasolio ancora più esposto alle oscillazioni delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, perché la parte legata direttamente al prodotto è relativamente più ampia. Quando i prezzi dei distillati medi sui mercati all’ingrosso si muovono, l’effetto tende a riflettersi con una certa rapidità sui listini, soprattutto nei tratti autostradali dove i volumi sono elevati e l’aggiornamento dei prezzi è frequente. Il margine del 10% resta l’unica leva su cui gli operatori possono agire direttamente per modulare il prezzo alla pompa, nel rispetto della concorrenza e dei vincoli di costo (approvvigionamento, stoccaggio, trasporto, servizi). Anche per il gasolio la fiscalità gioca un ruolo importante: l’Iva applicata sul totale e le accise determinano una base imponibile che amplifica le variazioni della componente industriale. La domanda legata alla mobilità privata e soprattutto al trasporto merci può inoltre influire sui tempi di trasferimento dei movimenti di mercato, generando differenze temporanee tra aree e modalità di erogazione (self e servito).

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.934 per la benzina, 1.997 per il diesel, 0.828 per il gpl, 1.577 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.992
Benzina SELF 1.931
GPL SERVITO 0.814
Metano SERVITO 1.513

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.010
Benzina SELF 1.952
GPL SERVITO 0.783
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.020
Benzina SELF 1.961
GPL SERVITO 0.884
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.007
Benzina SELF 1.947
GPL SERVITO 0.854
Metano SERVITO 1.657

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.984
Benzina SELF 1.924
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.533

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.993
Benzina SELF 1.935
GPL SERVITO 0.811
Metano SERVITO 1.529

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.000
Benzina SELF 1.946
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.517

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.986
Benzina SELF 1.919
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.666

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.000
Benzina SELF 1.932
GPL SERVITO 0.893
Metano SERVITO 1.534

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.989
Benzina SELF 1.925
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.548

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.982
Benzina SELF 1.913
GPL SERVITO 0.835
Metano SERVITO 1.530

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.011
Benzina SELF 1.935
GPL SERVITO 0.824
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.991
Benzina SELF 1.926
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.554

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.993
Benzina SELF 1.942
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.630

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.014
Benzina SELF 1.938
GPL SERVITO 0.879

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.003
Benzina SELF 1.934
GPL SERVITO 0.834
Metano SERVITO 1.819

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.993
Benzina SELF 1.933
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 1.603

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.007
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.837
Metano SERVITO 1.548

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.991
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.827
Metano SERVITO 1.509

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.008
Benzina SELF 1.939
GPL SERVITO 0.904

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 maggio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.975
Benzina SELF 1.927
GPL SERVITO 0.814
Metano SERVITO 1.500

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 14 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Prezzo carburante, mappa del mondo: da “quasi gratis†a cifre folli

L’aumento dei prezzi del carburante, come benzina e diesel, è ormai un tema di attualità, da monitorare quotidianamente per capire l’evoluzione del costo al litro e qual è il reale impatto che la crisi innescata dalla guerra in Medio Oriente può avere sugli automobilisti e su tutto il settore dei trasporti.

In Italia, nonostante il taglio delle accise, l’aumento dei prezzi del carburante continua a essere un tema importante. Il costo al litro è ancora molto alto e, di conseguenza, la spesa legata all’utilizzo del veicolo è significativa.

Nel resto del mondo, invece, la situazione è molto diversa e cambia da Paese a Paese. Il costo del carburante, considerando anche l’impatto delle tasse applicate, è ridotto per alcuni automobilisti e raggiunge cifre folli per altri, in base alla posizione geografica.

Andiamo ad analizzare la questione grazie ai dati elaborati dal portale GlobalPetrolPrices.com e aggiornati allo scorso 4 maggio (anche se non tutti i Governi locali offrono aggiornamenti periodici dei prezzi e i dati reali potrebbero essere leggermente diversi).

Benzina

I prezzi sono aumentati in modo significativo, ma in alcuni Paesi il carburante costa di più. L’indagine conferma che il prezzo medio della benzina, a livello globale, è di 1,29 euro al litro, considerando il prezzo finale, tasse incluse. In Italia, al momento della rilevazione, il costo era di 1,92 euro al litro, superando nettamente la media. Con il nuovo taglio delle accise, che si concentra sul diesel principalmente, il prezzo della benzina nel nostro Paese è destinato ad aumentare. In altri Paesi, in ogni caso, la situazione non è migliore e i costi per il rifornimento sono molto alti.

Sopra quota 2 euro troviamo vari Paesi come la Francia (2,008 euro) e la Germania (2,011 euro). Il muro dei 3 euro al litro, invece, viene superato in Malawi (3,275 euro) e a Hong Kong (3,551 euro). La benzina, invece, costa pochissimo in Libia (2 centesimi), in Iran (2,4 centesimi) e in Venezuela (3 centesimi al litro). Sotto la soglia di 1 euro al litro ci sono decine di Paesi (prevalentemente in Asia e Africa) mentre gli Stati Uniti si fermano a 1,075 euro al litro.

Diesel

Per quanto riguarda il diesel, invece, il prezzo medio a livello globale risulta essere pari a 1,35 euro al litro, con un costo leggermente superiore rispetto al dato medio visto per la benzina. Anche in questo caso, in Italia siamo ben al di sopra della media, con un costo di 2,052 euro al litro. Ricordiamo che nel nostro Paese l’elettrico ha superato il diesel con un nuovo passo in avanti del programma di elettrificazione del mercato italiano.

Tra i Paesi dove il gasolio costa più rispetto al mercato italiano troviamo, ancora una volta, la Francia (2,161 euro) e la Germania (2,08 euro) ma a battere tutti sono sempre Malawi (3,282 euro) e Hong Kong (4,012 euro).  La parte bassa della classifica vede Iran e Venezuela, con un costo inferiore a 1 centesimo per litro, e la Libia, dove il gasolio arriva fino a 2 centesimi al litro. Diversi Paesi si piazzano sotto quota 1 euro al litro mentre gli Stati Uniti si fermano a 1,274 euro al litro.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 05:30:32 +0000
News n. 16
Fiat Grande Panda Turbo 100 è per tutti, prezzi speciali a maggio 2026

La Fiat Grande Panda si sta ritagliando uno spazio di primo piano sul mercato ed è uno dei segreti del successo del marchio italiano in questa prima parte di 2026. Il modello ripropone le caratteristiche che hanno reso celebre la Panda in un nuovo segmento e il mercato, sia in Italia che nel resto d’Europa, sembra apprezzare.

In questo mese di maggio 2026, in particolare, gli automobilisti italiani hanno l’occasione di acquistare la vettura con condizioni molto vantaggiose. La promo del mese dedicata alla Fiat Grande Panda Turbo 100, la versione dotata di motore benzina con cambio manuale, può rappresentare l’occasione giusta per tanti potenziali acquirenti. Andiamo ad analizzare le caratteristiche dell’offerta disponibile in questo momento.

L’offerta di maggio 2026

Per tutto il mese di maggio 2026, i clienti interessati alla Grande Panda hanno la possibilità di puntare sulla versione Turbo 100 con motore benzina da 100 CV e 205 Nm, abbinato a un cambio manuale a 6 marce.

Questa configurazione rappresenta la proposta d’accesso alla gamma del modello ed è ora disponibile con un prezzo promozionale di 14.950 euro. L’offerta in questione è accessibile in caso di rottamazione di un veicolo fino a Euro 4 e scegliendo il finanziamento Stellantis Financial Services Italia. Il prezzo indicato si riferisce all’allestimento Pop.

Senza ricorrere al finanziamento (che prevede un anticipo, 35 rate mensili e una rata finale pari al valore garantito futuro), il prezzo promozionale previsto dall’offerta è di 15.900 euro. Per i dettagli completi sulla proposta commerciale è possibile fare riferimento al sito ufficiale di Fiat oppure a una concessionaria.

Nel corso del mese di maggio, la gamma della Grande Panda registra anche un’altra novità. La Casa italiana, infatti, ha annunciato l’arrivo della nuova versione Rosso Passione, con tetto a contrasto nero, che viene proposta in abbinamento all’allestimento La Prima, con un costo di 950 euro.

Questa versione adotta la denominazione (RED), già utilizzata per altri modelli, rientrando nel programma con cui Fiat contribuisce a finanziare programmi sanitari e a trasformare la mobilità in un gesto concreto di solidarietà.

Un modello di successo

L’offerta di maggio 2026 rappresenta un’ottima occasione per acquistare la Grande Panda, modello che si sta ritagliando uno spazio da protagonista del mercato. Al termine dei primi quattro mesi del 2026, infatti, la vettura ha conquistato la leadership tra le berline di segmento B presenti sul mercato, con oltre 16.900 unità immatricolate. Il modello è anche al terzo posto della classifica delle auto più vendute in Italia nel 2026.

Attualmente, i clienti interessati alla Grande Panda hanno la possibilità di scegliere tra tre varianti. Il modello base è rappresentato dalla Turbo 100 con motore benzina da 100 CV e cambio manuale. C’è poi la versione ibrida, con motore da 110 CV, batteria agli ioni di litio da 48 volt e cambio automatico a doppia frizione eDCT. A completare l’offerta è disponibile la versione elettrica, con motore da 113 CV e batteria da 44 kWh.  Si tratta di un’offerta ricca e completa, pensata per soddisfare le esigenze della clientela e per garantire a Fiat volumi di vendita elevati.

Data articolo: Thu, 14 May 2026 05:30:23 +0000
News n. 17
Cristiana Capotondi, la prima auto non si scorda mai: la citycar degli anni ’90

Fin da quando era solo una giovane ragazza mossa da tante aspirazioni, Cristiana Capotondi non si è mai sottratta al fascino delle auto, compagne di viaggio con le quali è cresciuta. Sebbene oggi il nome e l’immagine dell’attrice rimandino a vetture di classe superiore, il punto di partenza per lei va ricercato nella Ford Ka, una piccola “scatola” magica affermatasi nella mobilità urbana durante la seconda metà degli anni Novanta. Con il suo lancio, la Casa dell’Ovale Blu volle accattivarsi le simpatie di un vasto pubblico, talvolta costretto ad aggirare i vincoli di un budget limitato per divincolarsi agilmente tra le vie urbane.

Una citycar audace

Il primo amore non si scorda mai e non fa differenza se ha quattro ruote. Cristiana Capotondi ha raccontato a Gazzetta Motori di essere rimasta inebriata dalle linee dal carattere della Ka, nonostante fosse l’esatto opposto dell’anonimato. Lanciato nel 1996 sotto il codice progetto BE146, il modello mostrava linee tese in contrasto alle superfici tondeggianti, figlie del linguaggio New Edge, snobbando i facili consensi: invece di raccogliere l’approvazione generale, preferiva avere una personalità marcata.

Lunga appena 3,62 cm, la Ka della Capotondi faceva al caso di una guidatrice alle prime armi. La parcheggiavi in un fazzoletto d’asfalto, sfoggiando dei mastodontici fascioni, integranti paraurti e passaruota, così da proteggere la carrozzeria dai piccoli urti cittadini e tenere i costi di riparazione sotto controllo.

A livello meccanico batteva il 1.3 benzina Endura-E da 60 CV, poco raffinato — risultava piuttosto ruvido e rumoroso — ma indistruttibile e semplice da mantenere. Al semaforo finiva per rincorrere le altre vetture, dati i numeri modesti — da 0 a 100 km/h in 17,7 secondi e circa 150 km/h di velocità massima — facendosi “perdonare” grazie a un telaio reattivo e uno sterzo diretto, per un piacere di guida inaspettato in centro.

Dalla semplicità della Ka, la carriera di Cristiana è cresciuta fino a incrociare il mondo dell’eleganza italiana. Al fianco di Lancia l’attrice porta avanti una collaborazione ormai da anni, un sodalizio che va oltre il ruolo di testimonial, volto di campagne dal forte impatto sociale, come la recente iniziativa “Insieme per proteggere”.

Il progetto punta a dare massima visibilità al numero 1522 per il sostegno alle vittime di violenza. Attraverso una potente analogia visiva che utilizza un airbag rosa all’interno della nuova Lancia Ypsilon, Cristiana Capotondi trasmette un messaggio di protezione e sicurezza, confermando come il suo rapporto con i motori si sia trasformato in un impegno civile concreto, volto a promuovere l’indipendenza e la libertà femminile.

Succede anche nelle migliori famiglie: il valore della versatilità

Tra un viaggio in auto e una campagna di sensibilizzazione, Cristiana Capotondi trova il tempo per fare ciò che le riesce meglio: brillare sul set. In Succede anche nelle migliori famiglie, la commedia diretta da Alessandro Siani proposta mercoledì 13 maggio in prima serata su Rai Uno, l’attrice interpreta Isabella Di Rienzo. Il film racconta con ironia e ritmo le peripezie di tre fratelli che, dopo la morte del padre, si ritrovano in Sicilia per il matrimonio improvviso della madre.

In un’opera intrisa di segreti di famiglia e colpi di scena, vengono a galla il talento comico e la versatilità della Capotondi, capace di passare con naturalezza dai temi più profondi alla leggerezza del grande schermo.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 20:14:13 +0000
News n. 18
Piero Ferrari avvistato sulla sua nuova hypercar di Maranello

Lo hanno avvistato al volante del futuro. Piero Ferrari, vice presidente della Casa di Maranello e custode di un’eredità che non ha eguali al mondo, tiene a battesimo la F80, l’ultima nata della linea delle “grandi serie speciali”, la nobile stirpe che ha generato miti come la GTO, la F40 e la LaFerrari.

Ingegneria derivata da Le Mans

Siccome indietro non si torna, la F80 guarda avanti e varca la frontiera dell’ibrido. Abbandonando il romanticismo nostalgico del V12, l’hypercar, presentata nell’ottobre 2024 e prodotta in appena 799 esemplari (già andati sold-out, nonostante il prezzo astronomico di circa 3,6 milioni di euro), collega i trionfi di Le Mans alle strade di tutti i giorni.

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Lasciarsi alle spalle il classico dodici cilindri avrà anche generato un po’ di malcontento tra alcuni fan, ma la scelta nasce da un’esigenza comprensibile: esaltare le prestazioni. Il cuore, un V6 biturbo da 3.0 litri – derivato direttamente dalla 499P, il bolide con cui il marchio è risalito sul tetto del mondo nel Mondiale Endurance – libera 900 CV, che diventano 1.200 CV combinati con i tre moduli elettrici. Nonostante la spinta, la potenza viene domata dall’asse anteriore e-4WD per riscrivere i limiti della fisica in inserimento. Tra i cordoli o su strada, la sensazione è quella di poter riscrivere le leggi della fisica a ogni sterzata.

Sul giro a Fiorano la F80 ha fermato il cronometro a 1’15â€30, il miglior risultato mai realizzato da una Ferrari stradale. In appena 2,15 secondi copre lo “0-100” e in 5,7 tocca i 200 km/h, cifre talmente impressionanti da ridurre il clamore suscitato dai 350 km/h di velocità, un dettaglio quasi trascurabile se rapportato alla capacità di aggredire lo spazio tra le curve.

Il carico aerodinamico detta le regole dello stile

Esteticamente, la Ferrari F80 non ci prova neanche a essere rassicurante. Con oltre una tonnellata di carico aerodinamico a 250 km/h, ogni linea è scolpita per schiacciare l’auto al suolo. Il muso basso con la discussa fascia nera richiama la Daytona, rivisto però in chiave futuristica, mentre un’ala attiva e un enorme diffusore avvicinano il posteriore più a un prototipo da competizione che a una vettura stradale.

A bordo, appare ancora più evidente la filosofia adottata. Gli uomini Ferrari definiscono il layout dell’abitacolo “1+”, perché tutto ruota intorno al guidatore, mentre il passeggero resta quasi arretrato, in secondo piano, come se fosse ammesso a osservare più che a partecipare. E qui torna prepotente il carattere visivo della F80, un mezzo volto a nutrire la sete di forza e adrenalina di una platea specifica.

Il fatto che a guidarla sia Piero Ferrari chiude idealmente un cerchio e ne apre un altro. Con le origini conserva un forte legame, ma la F80 rifiuta la celebrazione statica del passato. Invece di limitarsi a onorare la tradizione, la reinterpreta attraverso un’ingegneria radicale, accettando il rischio di apparire divisiva o meno poetica rispetto ai modelli storici: la priorità è ribadire un primato tecnico assoluto in uno stile conforme ai canoni imperanti ai giorni giorni. Ferrari accetta il compromesso di un’estetica radicale pur di guidare l’evoluzione tecnologica del settore.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 17:42:50 +0000
News n. 19
L’età media delle auto in Italia continua a crescere: ecco i numeri

Il mercato auto italiano deve fare i conti con un problema sempre più rilevante: l’età media delle auto è molto alta e non accenna a diminuire, anche per via di immatricolazioni che, per quanto in crescita rispetto allo scorso anno, continuano ad attestarsi su volumi non particolarmente elevati.

Un’età media avanzata comporta una serie di problemi per il settore auto, anche per quanto riguarda l’impatto ambientale, e può causare anche un aumento dei costi di gestione del veicolo, soprattutto per quanto riguarda la RC Auto. Ecco gli ultimi dati aggiornati.

I numeri

L’età media delle auto in circolazione in Italia continua a essere molto alta. Uno studio realizzato da Facile.it, basato su un campione di oltre 12 milioni di preventivi raccolti nel corso dell’ultimo anno, fotografa al meglio la situazione.

In media, infatti, le auto in Italia hanno un’età pari a 12 anni e mezzo. Questo dato comporta una serie di conseguenze per gli automobilisti, come costi più alti di manutenzione (ordinaria e straordinaria), consumi maggiori di carburante e anche spese assicurative più elevate.

Un’auto di 14 anni, secondo l’indagine, registra una spesa del 25% superiore rispetto a una di 10 anni. Questo dato si basa su un campione di oltre 16.000 preventivi calcolati nell’ultimo anno da automobilisti in prima classe di merito, età compresa over 40, alla guida di una Panda 3a serie. Questo aspetto comporta un aumento anche dei costi di mantenimento del veicolo.

Un altro dato che conferma l’età avanzata delle auto è l’aumento delle richieste per la garanzia assistenza stradale. Questa garanzia accessoria è passata dall’essere presente nel 39% delle polizze RCA nel corso del 2024 al 56% ad aprile 2026. Si tratta di una conferma del problema: molti automobilisti sentono l’esigenza di poter contare su una copertura assicurativa aggiuntiva di questo tipo.

Ci sono alcune differenze regionali da considerare: le auto più vecchie d’Italia si trovano in Calabria e Sicilia, regioni dove l’età media arriva a 14 anni e 4 mesi (quasi 2 anni in più rispetto alla media nazionale). Un’età avanzata viene registrata anche in Basilicata (14 anni e due mesi) oltre che in Puglia e Sardegna, che toccano quota 14 anni.

Le auto più giovani (ma sarebbe meglio dire meno anziane) si trovano in Toscana, dove si registra un dato medio di 11 anni e 5 mesi. Seguono poi il Lazio e la Lombardia, che toccano quota 11 anni e 11 mesi. Sotto la media nazionale c’è anche l’Emilia-Romagna, con un totale di 12 anni e 4 mesi. La maggior parte delle regioni, però, si attesta al di sopra della media.

Il commento

In merito ai risultati dell’indagine e al problema dell’età avanzata delle auto,  Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it, ha commentato: “Dal punto di vista assicurativo, bisogna inoltre mettere in conto che l’offerta di garanzie accessorie per le autovetture più vecchie è limitata. Alcune coperture, ad esempio quella che tutela da furto e incendio, tendono ad essere meno efficaci all’avanzare dell’età del veicolo, mentre altre, come quelle contro gli eventi naturali o gli atti vandalici, difficilmente vengono offerte dalle compagnie assicurative se la vettura ha troppi anni sulle spalle”

Data articolo: Wed, 13 May 2026 15:00:29 +0000
News n. 20
Mantenere l’auto costa fino a 4.500 euro l’anno, i consigli per risparmiare

L’aumento del costo dei carburanti ha riacceso l’attenzione su un tema sempre molto attuale, ovvero i costi di mantenimento di un’auto. Possedere e utilizzare un veicolo a quattro ruote, infatti, comporta una spesa significativa e che può variare in base a svariati fattori.

Per mantenere la propria auto, secondo una recente indagine, le famiglie italiane arrivano a spendere fino a quasi 4.500 euro in un anno. Si tratta, quindi, di un importo significativo e che può incidere in misura significativa sul budget familiare.

Andiamo a fare il punto della situazione e a riepilogare alcuni consigli per poter risparmiare, andando a ridurre fino al minimo possibile le spese per il mantenimento della propria auto, considerando costi fissi e costi legati all’utilizzo.

Una spesa importante

Un’analisi realizzata da Facile.it e Pratiche Auto Online sul costo di mantenimento di un’auto conferma il “peso” di un veicolo sul bilancio familiare. Lo studio ha preso in considerazione tre profili di automobilista:

  • famiglia con figli con età inferiore a 25 anni, con una station wagon diesel (in media 3.556 euro l’anno);
  • coppia senza figli over 40 con un’auto di medie dimensioni a benzina (2.441 euro l’anno);
  • un giovane under 21 neopatentato (classe di merito 14) con citycar a benzina mild hybrid (3.226 euro l’anno).

Sono poi state considerate tre diverse città (Milano, Roma e Napoli), in modo da avere un quadro più dettagliato in merito all’evoluzione dei costi di mantenimento che devono tenere conto di vari fattori, come il costo dell’assicurazione, il bollo, il carburante necessario per l’utilizzo e i costi legati alla manutenzione e all’usura del veicolo.

La città più costosa è Napoli, dove la spesa risulta essere compresa tra 3.098 euro e 4.486 euro. Anche a Roma c’è da mettere in conto una spesa significativa, con un range che va da 2.532 euro a 3.694 euro. Per Milano, invece, la spesa è compresa tra 2.329 euro e 3.404 euro.  Anche nelle situazioni più vantaggiose, il costo di mantenimento di un’auto resta significativo.

I dati di spesa tengono conto di RC auto, bollo, carburante, costi di usura e manutenzione secondo tabelle Aci e il prezzo della revisione obbligatoria. Il range di spesa è calcolato considerando tutte le possibili combinazioni per i tre profili di automobilista e per le tre città.

Come risparmiare

Per risparmiare sui costi di mantenimento di un’auto ci sono pochi margini e, per questo, è utile sfruttare al massimo tutte le opportunità disponibili. Oltre al tema dei prezzi del carburante, con la possibilità di ridurre i costi di rifornimento scegliendo le stazioni dove la benzina costa meno, c’è da considerare anche il costo dell’assicurazione auto, che garantisce un margine di risparmio importante.

Gli esperti di Facile sottolineano: “L’assicurazione è una delle spese che incide maggiormente sul mantenimento dell’auto e, in alcuni casi, può arrivare a rappresentare il 70% del costo totale. Fortunatamente, però, è una delle voci su cui è più semplice risparmiare“. Sfruttando tutte le opzioni a propria disposizione è possibile contenere i costi e, quindi, minimizzare l’impatto del mantenimento dell’auto sul bilancio familiare.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 14:30:02 +0000
News n. 21
F1, così Ferrari guadagnerà 2 decimi al giro con il nuovo scarico

L’approfondimento tecnico sul nuovo scarico FTM della Ferrari SF-26 chiarisce le dinamiche del soffiaggio variabile. Tra la ricerca di carico e il delicato compromesso per arginare il drag aerodinamico, la Rossa ha affinato i deflettori per massimizzare l’efficienza. Il responso delle telemetrie promuove l’audace scelta di Maranello: la spinta verticale aggiuntiva garantisce un dividendo cronometrico di oltre due decimi al giro.

Le dinamiche operative del sistema FTM sulla SF-26

Occorre sgomberare subito il campo da un equivoco tecnico: sebbene la finalità rimanga lo sfruttamento aerodinamico dei flussi roventi, il paragone con gli scarichi soffiati della Red Bull nel 2011 è del tutto fuorviante. L’architettura di Milton Keynes si configurava come un dispositivo “attivo”, vincolato a mappature propulsive estreme in grado di pompare gas ad altissima pressione persino a farfalla chiusa. Un espediente che sprigionava un massiccio carico verticale nelle fasi di staccata.

L’impostazione deliberata per la Ferrari SF-26 si muove su coordinate diametralmente opposte, qualificandosi come una soluzione strettamente “passiva”. Essendo del tutto assenti calibrazioni dedicate del motore a combustione interna, il soffiaggio variabile eroga il suo potenziale quasi unicamente nelle frazioni di trazione e di piena accelerazione, ovvero quando l’unità motrice lavora al massimo regime.

Di conseguenza, proprio in frenata, frangente in cui un surplus di spinta verticale risulterebbe vitale per le attuali vetture del ciclo normativo 2026, il volume dei gas espulsi crolla drasticamente. L’energia liberata in tale contesto è irrilevante se accostata ai fasti del decennio passato. Alla luce di questi fatti, ipotizzare un guadagno cronometrico di mezzo secondo al giro è una suggestione priva di fondamento tecnico.

Il verdetto dell’asfalto: il dualismo tra carico extra e resistenza

Oltre le validazioni al computer e i riscontri in galleria del vento, è l’asfalto a sancire la bontà di un progetto. E le telemetrie confermano la reale efficacia del nuovo impianto di scarico installato sulla SF-26. La configurazione, recentemente evoluta in occasione del Gran Premio di Miami, restituisce un tangibile slancio aggiuntivo, rivelandosi preziosa proprio nell’estrazione della monoposto dalle curve.

Tuttavia, l’implementazione impone una convivenza forzata con un severo compromesso aerodinamico: l’inevitabile incremento del drag. L’appendice, dovendo seguire le norme tecniche della FIA, è fissa e non dispone di automatismi per flettersi sui tratti rettilinei, continuando a generare resistenza all’avanzamento. Un fattore penalizzante che il reparto corse deve tassativamente contabilizzare.

Proprio per mitigare questa criticità, Ferrari ha optato per un passo indietro tattico, schierando una variante ibrida che incrocia l’architettura primigenia con le geometrie viste in Bahrain. Nello specifico, la superficie dei deflettori investita dai gas combusti è stata ridotta, contestualmente a un netto calo dell’angolo di incidenza e all’assottigliamento strutturale dei piloni di sostegno. Ma a quanto ammonta, cronometro alla mano, il reale beneficio di questo elemento?

Il dividendo cronometrico: oltre due decimi di vantaggio

La domanda cruciale ruota sempre attorno al delta prestazionale effettivo. Un parametro che i tecnici di Maranello continuano a decifrare senza sosta. Stando alle indiscrezioni più attendibili trapelate dal paddock, il guadagno assicurato dall’FTM supera di poco i due decimi a tornata. Un margine assolutamente cruciale nell’estremizzata economia della Formula 1 odierna.

A prescindere dal layout del tracciato, le prime indagini testimoniano che il soffiaggio variabile inietta il carico posteriore desiderato sulla Rossa. Un pacchetto aerodinamico che, per inciso, esprimerebbe un potenziale nettamente superiore se assecondato da una power unit capace di erogare la medesima cavalleria del propulsore Mercedes. Un capitolo, quello inerente ai limiti del turbocompressore e dell’endotermico, che meriterà una rigorosa trattazione separata.

L’equazione è chiara: la massima categoria del motorsport impone compromessi costanti, ma nessun dipartimento tecnico delibererebbe una soluzione atta a peggiorare un’area di per sé già carente rispetto alla concorrenza. Significherebbe compiere un clamoroso autogol ingegneristico. Resta da capire come evolverà la stagione con gli aggiornamenti sulla SF-26.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 13:07:24 +0000
News n. 22
Bollo moto storiche, chi ha diritto all’esenzione

Le moto con più di 30 anni sono esenti dalla tassa automobilistica mentre le moto tra 20 e 29 anni possono ottenere un’agevolazione solo se riconosciute di interesse storico e collezionistico. Il bollo è una tassa regionale e le differenze tra territori possono cambiare l’importo dovuto, la procedura richiesta e il tipo di beneficio riconosciuto.

Da un lato ci sono i motoveicoli ultratrentennali, per i quali l’esenzione dal bollo è automatica, a condizione che non siano utilizzati per attività professionale, d’impresa, arte o professione. Dall’altro ci sono le moto ultraventennali, cioè con anzianità compresa tra 20 e 29 anni, che non diventano esenti in automatico solo perché datate: per ottenere il beneficio devono avere il Certificato di rilevanza storica e collezionistica, rilasciato da un registro riconosciuto, e devono risultare annotate sulla carta di circolazione quando la normativa lo richiede.

Il bollo moto non funziona sempre allo stesso modo

Il bollo moto ordinario è una tassa legata al possesso del veicolo mentre la tassa di circolazione per i mezzi storici ultratrentennali si paga solo quando la moto circola su strade o aree pubbliche. Se una moto con più di 30 anni resta ferma in garage non si paga nulla. Se invece viene usata può essere richiesto un importo forfettario annuale, di solito molto contenuto, stabilito dalle regole regionali.

Il bollo moto è gestito a livello regionale con alcune particolarità amministrative. In pratica il quadro nazionale stabilisce i principi, ma le applicazioni operative possono cambiare. Il proprietario deve quindi verificare la disciplina della propria Regione o Provincia autonoma. Vale soprattutto per le moto tra 20 e 29 anni, dove il confine tra bollo pieno, riduzione del 50% ed esenzione totale dipende dal territorio di residenza e dall’uso del veicolo.

Per le ultratrentennali l’anzianità è sufficiente a far scattare l’esenzione automatica dal bollo, salvo uso professionale. Per le ultraventennali occorre invece un riconoscimento formale. In altre parole, una moto immatricolata da 22, 25 o 28 anni non gode in automatico dello sconto. Deve essere classificata come veicolo di interesse storico e collezionistico attraverso il Certificato di rilevanza storica. Le moto ultratrentennali sono quelle che godono del trattamento più favorevole. In linea generale, se il motoveicolo è stato costruito da oltre 30 anni, non è adibito a uso professionale e non viene utilizzato nell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioni, il proprietario non deve pagare il bollo ordinario. L’esenzione è automatica e non richiede una domanda.

La tassa di circolazione se la moto viene usata e il CRS

L’esenzione dal bollo non significa sempre circolazione gratuita. In molte regioni se la moto ultratrentennale viene usata su strade o aree pubbliche, il proprietario deve versare una tassa di circolazione forfettaria. L’importo cambia da territorio a territorio. In Toscana, ad esempio, la tassa di circolazione ammonta a 11,93 euro per i motoveicoli storici ultratrentennali posti in circolazione. In Emilia-Romagna l’importo indicato per i motoveicoli è 10,33 euro.

Per le moto di età compresa tra 20 e 29 anni, la regola nazionale non è l’esenzione totale, ma la riduzione del 50% della tassa automobilistica. Questa agevolazione riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico in possesso del Certificato di rilevanza storica e con l’annotazione sulla carta di circolazione.

Il CRS è il documento che attribuisce al motoveicolo lo status di veicolo di interesse storico e collezionistico. Viene rilasciato ad autoveicoli e motoveicoli con più di 20 anni secondo criteri di anzianità, originalità e ottimo stato di conservazione ed è riconosciuto dalla normativa italiana anche negli ambiti della circolazione e della fiscalità.

Le differenze regionali più importanti

La Lombardia è uno dei casi più favorevoli. Dal primo gennaio 2022 l’esenzione dal bollo auto e dalla tassa di circolazione è riconosciuta agli autoveicoli e ai motoveicoli iscritti nei registri storici riconosciuti, tra cui ASI, FMI, Storico Fiat, Storico Lancia e Storico Alfa Romeo. Per chi possiede una moto tra 20 e 29 anni e risiede in Lombardia equivale a un beneficio più ampio rispetto alla semplice riduzione nazionale del 50%.

Anche l’Emilia-Romagna prevede un regime favorevole per le moto storiche ultraventennali. Sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica gli autoveicoli e i motoveicoli di interesse storico e collezionistico tra 20 e 29 anni se in possesso del CRS annotato sulla carta di circolazione. Per i veicoli adibiti a uso professionale si applica invece la riduzione del 50%.

La Provincia autonoma di Bolzano conferma l’impostazione della riduzione al 50% per i veicoli di età compresa tra 20 e 29 anni riconosciuti di interesse storico e collezionistico. Il certificato deve essere rilasciato da uno degli enti riconosciuti, tra cui ASI, FMI, Storico Lancia, Italiano Fiat e Italiano Alfa Romeo.

Chi paga il bollo pieno

Il caso più frequente è quello della moto tra 20 e 29 anni priva di Certificato di rilevanza storica. Anche se il modello è ricercato, raro o considerato cult dagli appassionati, senza certificazione il beneficio fiscale non scatta. Una sportiva anni Novanta, una naked dei primi anni Duemila o uno scooter diventato iconico possono essere interessanti sul mercato, ma il Fisco guarda alla documentazione. Se manca il CRS il bollo resta ordinario.

ASI, FMI e registri riconosciuti: a cosa servono

Per una moto ultraventennale, l’iscrizione a un registro storico è il passaggio che può aprire la strada al beneficio fiscale. Nel mondo delle due ruote, la Federazione Motociclistica Italiana ha un ruolo centrale perché gestisce il Registro Storico dedicato ai motoveicoli e ciclomotori. In ogni caso, la certificazione serve distinguere le moto realmente meritevoli di tutela per originalità, coerenza tecnica, stato di conservazione e corrispondenza ai dati storici.

Il CRS può essere utile per reimmatricolare un veicolo radiato, reiscrivere al Pra un motoveicolo, conservare o richiedere una targa conforme al periodo storico e, in molti casi, ottenere condizioni assicurative dedicate. Per ottenerlo la strada più naturale è quella della Federazione Motociclistica Italiana. Il proprietario deve seguire la procedura prevista dal Registro Storico FMI, fornendo documentazione, dati tecnici e immagini del veicolo. Gli esaminatori valutano la conformità del mezzo e rilasciano il CRS.

Anche ASI rilascia il Certificato di Rilevanza Storica per motoveicoli con più di 20 anni, secondo criteri di anzianità, originalità e conservazione. Di norma l’accesso passa attraverso un club federato che accompagna il proprietario nella preparazione della pratica. Per chi possiede una moto di valore storico particolare, una conservata di pregio o un modello raro, questa strada può offrire anche un inquadramento collezionistico più ampio. Una volta ottenuto il CRS, può essere necessario aggiornare la carta di circolazione presso gli uffici competenti.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 12:00:00 +0000
News n. 23
CUPRA Raval, l’elettrica compatta da 446 km di autonomia

Con la presentazione ufficiale della CUPRA Raval, il marchio sfida apertamente le convenzioni del mercato automobilistico, portando su strada un’interpretazione radicale dell’auto elettrica urbana che fonde design d’impatto, prestazioni elevate ed emozione. Progettata, sviluppata e prodotta a Barcellona, nello stabilimento di Martorell, è pronta alla sfida del mercato

Design esterno

Lunga appena 4.046 mm, la CUPRA Raval si distingue per proporzioni compatte e una presenza su strada imponente, quasi muscolare. Il frontale è dominato dal tipico design a “muso di squaloâ€, dove linee nette e dinamiche si raccordano con i fari Matrix LED e il logo CUPRA illuminato, creando una firma luminosa riconoscibile istantaneamente, sia di giorno che di notte.

L’ossessione per il dettaglio emerge lungo la fiancata, dove le maniglie a scomparsa con illuminazione integrata non solo puliscono l’estetica, ma ottimizzano i flussi d’aria. Il posteriore è altrettanto audace, con un diffusore prominente e una luce che attraversa l’intera larghezza dell’auto, integrando un logo illuminato senza cornice. Nonostante l’anima urbana, la praticità è garantita da un bagagliaio sorprendente da 441 litri, reso possibile dallo spostamento dei componenti del motore elettrico.

Cockpit digitale e sostenibile

L’abitacolo della Raval è totalmente incentrato sul conducente, con una posizione di guida rialzata che invita a prendere il controllo. La console centrale sospesa libera spazio prezioso, mentre il sistema di infotainment da 12,9†debutta con il nuovo sistema operativo Android, offrendo un ecosistema fluido basato su app native come Spotify e YouTube.

CUPRA dimostra che sportività e sostenibilità possono coesistere: gli interni spaziano dal tessuto riciclato al 100% dell’allestimento Pulse fino al rivoluzionario pacchetto Ahead, che introduce per la prima volta nel segmento rivestimenti dei sedili con elementi in 3D (3D Knitting), riducendo gli sprechi di produzione. L’esperienza multisensoriale è completata dall’impianto audio Sennheiser a 12 altoparlanti e dalla Smart Light Next Generation, una striscia luminosa nel cruscotto che comunica visivamente con il guidatore segnalando pericoli o lo stato della ricarica.

Prestazioni e motorizzazioni

Basata sull’avanzata piattaforma MEB+, la Raval promette una dinamica di guida agile e precisa, definita dal brand come un vero “feeling da go-kart”. La gamma motori è strutturata per rispondere a ogni esigenza di autonomia e potenza:

  • batteria da 37 kWh (LFP): pensata per la città, con potenze da 116 CV o 135 CV e un’autonomia di circa 300 km;
  • batteria da 52 kWh (NMC): offre prestazioni superiori con versioni da 211 CV e la top di gamma VZ (Veloz) da 226 CV.

La versione VZ rappresenta la massima espressione del DNA sportivo, capace di scattare da 0 a 100 km/h in soli 6,8 secondi e di raggiungere i 175 km/h di velocità massima. Grazie al sistema di ammortizzatori adattivi DCC Sport con 15 livelli di regolazione e allo sterzo progressivo, la Raval VZ garantisce una maneggevolezza superiore alla media del segmento.

Listino prezzi

La CUPRA Raval non è solo un mezzo di trasporto, ma un hub energetico grazie alla tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), che permette di alimentare dispositivi esterni come e-bike o laptop direttamente dalla batteria dell’auto. Sul fronte della sicurezza, sistemi come il Travel Assist e il Remote Park Assist (che permette di parcheggiare l’auto tramite smartphone dall’esterno) pongono la vettura ai vertici della categoria per assistenza alla guida.

Le ordinazioni in Italia partono con tre versioni esclusive: Launch Edition, Launch Edition Plus e Launch Edition VZ, tutte equipaggiate con la batteria da 52 kWh e un’autonomia fino a 446 km. In una fase successiva, arriverà la versione di accesso con batteria da 37 kWh, che porterà il prezzo di partenza a circa 26.000 euro. Il debutto nelle concessionarie è previsto per l’estate 2026.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 10:39:04 +0000
News n. 24
Addio alle pioniere di Tesla, stop per le Model S e Model X

Il 10 maggio 2026, l’aria all’interno della fabbrica Tesla di Fremont, in California, aveva un sapore diverso dal solito. Non era solo il calore sprigionato dalle presse o il ronzio familiare dei robot di assemblaggio: era il peso del silenzio che stava per calare su due linee produttive storiche. Pochi giorni fa, gli ultimi esemplari di Model S e Model X sono scivolati fuori dai cancelli dello stabilimento, fissati per sempre negli scatti fotografici che i dipendenti hanno condiviso con orgoglio e nostalgia sulla piattaforma X.

Fine di un’epoca

Per capire quale capitolo sia concluso, bisogna riavvolgere il nastro fino al 2012. Quando la Model S entrò in produzione di grande serie, il mondo dell’auto guardava con scetticismo all’elettrico. Tesla però non stava costruendo solo una vettura, perché stava cercando di designare un nuovo paradigma. Sotto la guida tecnica di Peter Rawlinson — un veterano dell’ingegneria che aveva affinato il suo talento in Jaguar e Ruf prima di approdare alla corte di Elon Musk — la Model S impose standard che avrebbero costretto l’intera industria a inseguire: autonomia senza precedenti, prestazioni da supercar e, soprattutto, l’idea che l’auto fosse un oggetto guidato dal software.

Il terremoto causato da queste due ammiraglie fu avvertito con particolare violenza a Wolfsburg, la stella polare del colosso Volkswagen. Si racconta che Martin Winterkorn, l’allora CEO del Gruppo VW, fosse rimasto così colpito (o forse spaventato) da ordinare l’acquisto di tre Model S. Non voleva solo guidarle, ma voleva smontarle. Dopo test intensivi e un’analisi millimetrica dei componenti, Winterkorn si rivolse ai suoi ingegneri con parole che oggi suonano come un’ammissione di sconfitta e, al tempo stesso, uno stimolo brutale: Un’auto del genere me la sarei aspettata da voi“.

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La fascinazione tedesca per la creatura di Musk arrivò persino ai vertici più alti del potere. Ferdinand Piëch, leggendario patriarca di VW, nel 2013 si concesse una prova su strada al volante di una Model S nera. Quel giro di prova non fu una semplice curiosità: i rapporti dell’epoca suggeriscono che Piëch avesse iniziato a sondare seriamente la possibilità di acquisire Tesla o di entrarvi come socio di maggioranza. Musk, tuttavia, scelse la strada dell’indipendenza, una scommessa che col tempo avrebbe portato alla nascita di Model 3 e Model Y, i modelli di volume che proprio su Model S e X avevano costruito il loro successo d’immagine.

Si chiude il sipario senza eredi

Oggi, però, il sipario si chiude senza un bis. Tesla ha confermato che l’intero inventario statunitense è ormai esaurito e che non sono previsti eredi diretti per le due ammiraglie. Fremont non resterà vuota, ma la sua missione sta per cambiare radicalmente. Laddove venivano assemblati i pacchi batteria e le portiere “Falcon Wing” della Model X, presto prenderà vita una nuova forma di intelligenza artificiale: il robot umanoide Optimus.

L’uscita di scena di Model S e Model X segna una metamorfosi profonda per il marchio. Elon Musk ha già tracciato la rotta, vedendo il futuro non più solo nelle auto di lusso, ma in un ecosistema dominato da robotaxi a guida autonoma. È la fine di un’era che ha cambiato per sempre il modo in cui percepiamo il trasporto, un addio silenzioso che lascia spazio a una nuova, incerta ed elettrizzante frontiera tecnologica.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 10:08:41 +0000
News n. 25
Jeep Avenger, si rinnova il modello più venduto del brand in Europa

Siamo arrivati a un crocevia fondamentale per il marchio Jeep. In un panorama automobilistico europeo sempre più affollato, la Avenger non si accontenta di guardare i suoi traguardi — oltre 270.000 ordini e tre anni consecutivi sul podio dei SUV più venduti (in Italia è la prima scelta) — ma decide di evolversi radicalmente.

Il nuovo capitolo non si presenta come un semplice aggiornamento, ma qualcosa di più. Senza contare che arriva anche un’edizione speciale per celebrare gli 85 anni del marchio americano.

La nuova calandra fa capolino

L’estetica della nuova Jeep Avenger segue il rigoroso principio del “design to functionâ€, dove la bellezza è sempre al servizio della praticità. La novità stilistica più dirompente è la calandra a sette feritoie retroilluminata a LED. Ispirata alla sorella maggiore Compass, questa nuova firma rende il SUV immediatamente riconoscibile anche nell’oscurità totale, allineandolo al nuovo corso stilistico del brand.

La protezione è totale: nuovi paraurti avvolgono l’auto a 360 gradi, completati da protezioni sottoscocca realizzate in materiali “molded-in-color†che nascondono i piccoli graffi da parcheggio o da fuoristrada. Per gli amanti dei dettagli, i nuovi coprimozzi dei cerchi da 17†e 18†nascondono un piccolo omaggio: il profilo stilizzato della leggendaria Willys. Anche la scelta cromatica si fa più profonda con l’introduzione delle tinte Forest e Bamboo, studiate per evocare il legame ancestrale del marchio con l’ambiente naturale.

Un salto di qualità nell’abitacolo

Salendo a bordo, la percezione è quella di un segmento superiore. I materiali dei pannelli porta sono stati sostituiti con varianti più morbide al tatto, e la plancia ora vanta un inserto imbottito che ne ingentilisce le linee.

La tecnologia non è solo scenografica ma funzionale: debutta il sistema di telecamere a 360° che ricostruisce una vista dall’alto del veicolo, proteggendolo dagli urti durante le manovre più strette. I nuovi fari LED Matrix assicurano invece una guida notturna senza stress, adattando il fascio luminoso in modo intelligente per non abbagliare chi incrocia la nostra rotta.

Ampie scelte sotto il cofano

Sotto il cofano, la rinnovata Jeep Avenger ribadisce il concetto di libertà totale. La gamma motori è stata rifinita per coprire ogni scenario d’uso:

  • Turbo Benzina 100 CV: un tre cilindri da 1.2 litri completamente rivisto. Grazie a un’iniezione ad alta pressione (350 bar) e al ciclo Miller, promette consumi ridotti e un’affidabilità estrema, testata per oltre 30.000 ore in condizioni critiche. Notevole l’estensione degli intervalli di manutenzione: ora il tagliando si fa ogni 2 anni o 25.000 km;
  • eHybrid 110 CV: la soluzione perfetta per la città, capace di muoversi in modalità 100% elettrica sotto i 30 km/h per piccoli tratti, grazie alla batteria a 48V integrata nel cambio a doppia frizione;
  • 4xe da 145 CV: la versione a trazione integrale per chi non accetta compromessi. Con un motore elettrico posteriore capace di 1.900 Nm di coppia, può scalare pendenze del 40% anche su fondi con zero aderenza anteriore;
  • 100% Elettrica: forte di 156 CV e un’autonomia di 400 km WLTP, rappresenta la punta di diamante della mobilità sostenibile Jeep.

L’edizione dell’Anniversario e l’arrivo sul mercato

Per celebrare il traguardo degli 85 anni, Jeep ha creato una Special Edition che punta tutto sull’esclusività: finiture oro su cerchi e paraurti, sedili rivestiti in pregiato tartan con cuciture dorate e un adesivo celebrativo sul cofano con il logo “85 Years of Adventureâ€. Sebbene gli ordini siano aperti da oggi presso tutta la rete, i primi fortunati clienti vedranno le proprie unità arrivare nelle concessionarie a partire dal mese di settembre 2026.

Data articolo: Wed, 13 May 2026 08:50:36 +0000


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