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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane del 28 maggio 2026 presenta diversi eventi significativi, tra cui code a tratti molto lunghe sulla A1 Milano-Napoli e un incidente che ha causato una coda di 2 km tra Bologna Fiera e il Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio. Inoltre, la pioggia intensa sta creando disagi su tratte come la A24 Roma-Teramo e la Tangenziale di Napoli.

A1 MILANO-NAPOLI



18:02 – San Giuliano e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 2.7 al chilometro 4.3 per una lunghezza di 1.6 km.



17:50 – Bivio A1-Variante e Bivio A1/A11 Firenze-Pisa Nord
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
La coda va dal chilometro 276.0 al chilometro 280.4 per una lunghezza di 4.4 km.



17:49 – Bivio A1-Variante e Badia
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta interessata ha una lunghezza di 13.0 km.



17:12 – Parma e Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 120.0 al chilometro 155.3 per una lunghezza di 35.3 km.



17:17 – Fiorenzuola e Terre di Canossa – Campegine
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata ha una lunghezza di 45.5 km dal chilometro 74.0 al chilometro 119.5.



16:09 – Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi
Traffico rallentato per lavori
Direzione Napoli
La tratta ha una lunghezza di 6.8 km dal chilometro 203.0 al chilometro 209.8.



17:08 – Anagni e Ceprano
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 603.9 al chilometro 633.3 per una lunghezza di 29.4 km.



16:35 – Frosinone e Napoli Nord
Pioggia in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
La tratta ha una lunghezza di 106.4 km dal chilometro 633.3 al chilometro 739.7.

A4 TORINO-TRIESTE



18:01 – Nodo di Pero e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta copre dal chilometro 125.0 al chilometro 138.3 per una lunghezza di 13.3 km.



18:00 – Dalmine e Grumello
Temporali in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
Tratta lunga 19.9 km dal chilometro 167.8 al chilometro 187.7.



17:46 – Uscita a Bergamo provenendo da Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Trieste



17:39 – Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta copre dal chilometro 126.2 al chilometro 142.0 per una lunghezza di 15.8 km.

A7 MILANO-GENOVA



17:58 – Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Coda per veicolo in avaria
Direzione Milano
La coda ha una lunghezza di 3.0 km dal chilometro 128.7 al chilometro 131.7.



17:05 – Uscita a Genova Bolzaneto provenendo da Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Milano

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



17:49 – Genova Pegli e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
La coda va dal chilometro 0.0 al chilometro 4.0 per una lunghezza di 4.0 km.

A11 FIRENZE-PISA NORD



17:51 – Sesto Fiorentino e Firenze Peretola
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Firenze
La coda ha una lunghezza di 1.0 km dal chilometro 0.0 al chilometro 1.0.



16:57 – Firenze Ovest e Prato est
Coda per traffico intenso
Direzione Pisa
La coda ha una lunghezza di 2.0 km dal chilometro 5.0 al chilometro 7.0.

A12 GENOVA-ROMA



17:46 – Bivio A12/A7 Milano-Genova e Genova est
Coda di 2 km per veicolo in avaria
Direzione Rosignano
La coda va dal chilometro 0.0 al chilometro 2.3.

A13 BOLOGNA-PADOVA



17:43 – Bologna Interporto e Bivio A13/A14 Bologna-Taranto
Coda per traffico intenso
Direzione Bologna
La coda ha una lunghezza di 2.0 km dal chilometro 0.0 al chilometro 2.0.



17:41 – Bivio A13/A4 Torino-Trieste provenendo da Bologna verso Venezia
Coda per traffico intenso
Direzione Padova

A14 BOLOGNA-TARANTO



17:57 – Bologna Fiera e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Coda di 2 km per incidente
Direzione autostrada Milano-Napoli
La coda va dal chilometro 12.8 al chilometro 15.0.



17:57 – Bologna San Lazzaro e Bologna Fiera
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
La tratta ha una lunghezza di 6.7 km dal chilometro 15.5 al chilometro 22.2.



17:52 – Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Castel San Pietro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta ha una lunghezza di 38.2 km.



16:47 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
La coda ha una lunghezza di 1.0 km dal chilometro 4.0 al chilometro 5.0.



17:46 – Modugno e Bivio Tangenziale Bari
Traffico rallentato per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Bari
La tratta interessa dal chilometro 673.5 al chilometro 676.8 per 3.3 km di lunghezza.

A22 BRENNERO-MODENA



16:44 – Carpi e Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Coda di 4 km per traffico intenso
Direzione Modena
La coda va dal chilometro 309.0 al chilometro 313.0.

A24 ROMA-TERAMO



18:02 – Grande Raccordo Anulare e Roma est
Temporali con visibilità di 90 metri
Direzione entrambe le direzioni
La tratta ha una lunghezza di 8.012 km.



17:56 – Grande Raccordo Anulare e Bivio A24/Tangenziale est RM
Pioggia in entrambe le direzioni
La tratta copre 7.3 km.



17:49 – Grande Raccordo Anulare e San Gabriele-Colledara
Pioggia in entrambe le direzioni
La tratta si estende per 136.315 km.



16:22 – Bivio A24/Tangenziale est RM e Inizio Complanare
Code a tratti per traffico intenso
Direzione G.R.A.
La tratta ha una lunghezza di 5.1 km dal chilometro 2.2 al chilometro 7.3.

A25 TORANO-PESCARA



17:43 – Bivio A25/A24 Roma-Teramo e Pratola Peligna-Sulmona
Pioggia in entrambe le direzioni
La tratta ha una lunghezza di 65.4 km dal chilometro 71.4 al chilometro 136.8.

A26 GE-VOLTRI-GRAVELL.TOCE



17:31 – Ovada in entrata verso Genova Voltri
Entrata chiusa per veicolo in avaria
Direzione Genova Voltri

A52 TANGENZIALE NORD DI MILANO



17:15 – CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Cavalcavia Rho
La tratta ha una lunghezza di 2.88 km dal chilometro 18.73 al chilometro 21.61.



17:10 – Allacciamento A52/A8 e CC MI Serravalle / A52
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Tangenziale Est Di Milano
La tratta copre 2.88 km dal chilometro 18.73 al chilometro 21.61.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



17:53 – SS Domitiana e Secondigliano-Aeroporto
Pioggia in entrambe le direzioni
La tratta ha una lunghezza di 19.9 km dal chilometro 0.1 al chilometro 20.0.



17:52 – Vomero e Capodimonte
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
La coda copre dal chilometro 12.5 al chilometro 16.1 per una lunghezza di 3.6 km.



17:51 – Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La coda ha una lunghezza di 1.2 km dal chilometro 18.8 al chilometro 20.0.

A8 MILANO-VARESE



17:46 – Nodo A8/A4 Torino-Trieste e Fiera Milano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Varese
La tratta ha una lunghezza di 2.2 km.



17:36 – Svincolo Lainate-Arese e Legnano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Varese
La tratta copre dal chilometro 7.1 al chilometro 16.3 per una lunghezza di 9.2 km.

Fonte:

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 28 May 2026 16:08:00 +0000
News n. 2
Ducati Panigale V4 Tricolore per celebrare l’80° anniversario della Repubblica

La Casa di Borgo Panigale ha deciso di celebrare gli 80 anni della Repubblica Italiana portando la versione speciale della sua supersportiva più iconica, alla sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna. L’occasione è doppia. Da un lato l’80° anniversario della Repubblica Italiana, fondata il 2 giugno 1946. Dall’altro, la volontà di celebrare quel legame tra Ducati e il territorio emiliano.

Ducati Panigale V4 Tricolore

Un’edizione speciale da collezione prodotta in soli mille esemplari in tutto il mondo. La base è la Panigale V4 S, già di per sé una delle superbike stradali più avanzate disponibili sul mercato. La versione Tricolore aggiunge una serie di soluzioni tecniche che arrivano direttamente dalla pista e che, fino a oggi, non erano mai state adottate su una moto di produzione Ducati. La più significativa riguarda il sistema frenante Brembo racing T-Drive: un sistema che reinterpreta completamente l’accoppiamento tra disco e campana, utilizzando otto perni a forma di “T” ricavati sul disco stesso e altrettante sagome sulla campana. Il risultato è una riduzione di peso misurabile e una flottanza capace di trasmettere una coppia frenante superiore. Non è una soluzione nata per il marketing: è roba da MotoGP calata nel mondo della strada.

A completare il quadro tecnico ci sono le ruote in fibra di carbonio, che abbattono le masse non sospese con benefici diretti su agilità e risposta ai cambi di direzione. L’insieme è avvolto dalla livrea Tricolore, con il verde, il bianco e il rosso della bandiera italiana che percorrono la carena con un’eleganza che sa di celebrazione senza scadere nella retorica.

L’amministratore delegato di Ducati Claudio Domenicali ha accompagnato la moto alla presentazione in Regione insieme al presidente Michele de Pascale e all’assessora allo Sport Roberta Frisoni. Le sue parole riassumono bene il senso dell’iniziativa: “Portare la Panigale V4 Tricolore nella sede della Regione testimonia il legame profondo con un territorio che è parte integrante della nostra storia. Questa moto rappresenta una cultura ingegneristica e industriale, insieme a un’idea di design e di bello, che appartengono a questa terra.”

Italia e Motor Valley

L’Emilia-Romagna è la Motor Valley: un distretto produttivo unico al mondo dove, in pochi chilometri quadrati, convivono Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati, Dallara e una costellazione di fornitori specializzati che rappresentano il meglio dell’ingegneria motoristica mondiale.

È una comunità dove il lavoro, la passione, la ricerca e l’artigianalità si sono intrecciati nel tempo fino a diventare qualcosa di irripetibile. Il presidente de Pascale lo ha detto chiaramente: “Ospitare in Regione un simbolo come questo valorizza una storia fatta di lavoro, ricerca e capacità di innovare che il nostro territorio esprime ai massimi livelli internazionali. La Festa della Repubblica celebra anche questo: una comunità che nel dopoguerra ha saputo ricostruirsi attraverso il talento e l’impresa.

Ducati, in questo contesto, è uno dei simboli più riconoscibili di quella capacità tutta italiana di trasformare la passione in eccellenza industriale, di portare tecnologia e design in un settore dove entrambi contano quanto le prestazioni pure. La Panigale V4 Tricolore, con i suoi mille esemplari numerati, è forse l’espressione più compiuta di quella vocazione: una moto che vale quanto una Ferrari, costruita da persone che credono in quello che fanno. Per il 2 giugno, non si poteva scegliere simbolo migliore.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 15:33:31 +0000
News n. 3
Trasforma una Fiat 500L in uno scuolabus abusivo e ci carica 14 bambini

A prima vista sembrava una semplice Fiat 500L impegnata nel traffico cittadino. Nulla di strano, almeno fino a quando gli agenti non hanno deciso di fermarla per un controllo. Una volta aperte le portiere, però, la situazione si è rivelata ben diversa da quella immaginabile. All’interno della vettura erano stipati 14 bambini, tutti minorenni, trasportati verso scuola in condizioni giudicate estremamente pericolose. Secondo quanto emerso, la donna effettuava una sorta di servizio navetta non autorizzato, raccogliendo i piccoli passeggeri nei vari quartieri della città per accompagnarli a destinazione.

Il caso ha immediatamente acceso il dibattito sui social, dividendo gli utenti tra incredulità e ironia. In molti hanno paragonato la scena a certe immagini provenienti da Paesi dove il trasporto improvvisato è quasi la normalità, mentre altri hanno puntato il dito soprattutto contro i rischi legati alla sicurezza.

Massima organizzazione degli spazi

La parte che più ha colpito gli agenti riguarda proprio il modo in cui i bambini erano stati sistemati all’interno dell’abitacolo. Alcuni occupavano i sedili regolarmente, altri erano seduti nel bagagliaio, mentre diversi piccoli passeggeri risultavano praticamente accalcati gli uni sugli altri.

Una situazione che ha lasciato senza parole anche gli operatori intervenuti sul posto. Il problema, naturalmente, non riguarda soltanto il numero di persone a bordo. In caso di frenata improvvisa o incidente, l’assenza di sistemi di ritenuta adeguati avrebbe potuto avere conseguenze gravissime. La maggior parte dei bambini, infatti, non erano assicurati correttamente con le cinture, mentre alcuni viaggiavano in posizioni incompatibili con qualsiasi norma di sicurezza stradale.

Episodi simili riportano al centro dell’attenzione un tema spesso sottovalutato: il trasporto dei minori in auto richiede regole precise, dai seggiolini omologati fino al corretto utilizzo delle cinture di sicurezza. Norme che non rappresentano una semplice formalità burocratica, ma una protezione concreta nei casi d’emergenza.

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Le violazioni sanzionate

Dopo il controllo, per la conducente sono scattate diverse contestazioni. Le autorità hanno infatti rilevato numerose violazioni al Codice della Strada, legate sia al numero massimo di passeggeri consentiti sia alle condizioni di sicurezza del trasporto. Tra le irregolarità contestate figurano il superamento del numero massimo e il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza previsti per i minori. A questo si aggiunge l’ipotesi di trasporto abusivo di persone, considerando che il servizio veniva svolto in maniera sistematica.

La vicenda ha inevitabilmente riacceso il tema degli scuolabus privati improvvisati, fenomeno che in alcune realtà urbane continua a esistere nonostante i controlli sempre più frequenti. Spesso dietro a queste situazioni si nasconde il tentativo di aiutare le famiglie nella gestione quotidiana degli spostamenti, ma quando vengono meno le condizioni minime di sicurezza il rischio diventa enorme. In questo caso le famiglia, convocate in commissariato, erano a conoscenza della metodologia di trasporto, e favorevoli a far correre quel tipo di rischio ai figli.

E proprio questo aspetto è quello che più preoccupa dopo quanto accaduto a Palermo. Perché se da una parte la scena può apparire quasi assurda, dall’altra evidenzia quanto basti poco per trasformare un normale tragitto verso scuola in una situazione potenzialmente molto pericolosa.

La Fiat 500L, nata come pratica monovolume familiare, si è così ritrovata protagonista di una vicenda che ha fatto discutere tutta Italia. Non per record di spazio o versatilità, ma per un episodio che riporta al centro un principio fondamentale: in auto, soprattutto quando ci sono bambini a bordo, la sicurezza non può mai passare in secondo piano.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 14:25:00 +0000
News n. 4
Chiusura autostrada del Brennero, il 30 maggio è rischio caos

Se avete in programma di mettervi in viaggio sabato 30 maggio attraverso il Nord-Est è il caso di sapere quello che sta per succedere sull’autostrada del Brennero. Perché la giornata si preannuncia complicata, e in certi tratti potrebbe diventare qualcosa di peggio. Una manifestazione ambientalista in Austria blocca fisicamente un tratto dell’A13, il prolungamento della nostra A22 in direzione Innsbruck, con ricadute a catena su tutta la viabilità da Verona al confine. Il direttore tecnico di Autostrada del Brennero ha già parlato di “rischio catastrofe totale“. Non esattamente le parole che si vogliono sentire alla vigilia di un weekend di grande traffico come quello del ponte del 2 giugno.

Orari e tratti interessati

Partiamo dai fatti concreti, quelli utili a chi deve pianificare gli spostamenti. In Austria, l’autostrada A13 sarà chiusa dal passo del Brennero al casello di Schönberg dalle 11 alle 19 per tutti i veicoli. I mezzi pesanti troveranno il blocco già dalle 9 del mattino. Le autorità tirolesi, per evitare che il traffico si riversi sulle strade alternative, hanno disposto la chiusura anche della strada statale B182, che scorre parallela all’autostrada nella valle.

In Italia la situazione non è migliore. Il tratto dell’A22 tra Vipiteno e il Brennero sarà chiuso dalle 10:30 alle 19:00. La provincia di Bolzano ha già avvisato che, in caso di code, la chiusura potrebbe essere estesa ulteriormente a sud, fino a Bressanone, Chiusa o addirittura Bolzano. Sempre sull’A22, da Verona Nord al confine con il Trentino, la prefettura del Veneto ha vietato la circolazione dei camion sopra le 7,5 tonnellate dalle 6 alle 20. Il divieto vale anche per tutta la rete stradale dell’Alto Adige, con le sole eccezioni dei mezzi di soccorso, della polizia e di quelli che trasportano alimenti, medicinali e animali vivi, purché non siano diretti al Brennero.

Chi guida un mezzo pesante e si trova già in viaggio al momento dell’entrata in vigore dei divieti potrà sostare nelle aree attrezzate lungo il percorso, seguendo le indicazioni della polizia stradale. Nessuna indicazione, invece, per i veicoli comuni bloccati in coda: semplicemente, l’invito delle autorità è di non partire sabato. La Protezione civile del Trentino sta diffondendo il messaggio con forza: meglio anticipare la partenza a venerdì o posticipare a domenica. “Più riusciamo a comunicare la chiusura, più riusciamo a limitarne l’effetto“, ha dichiarato il capo della Protezione civile trentina Stefano Fait.

La manifestazione ambientalista

Karl Mühlsteiger, sindaco di Gries am Brenner, un comune austriaco a pochi chilometri a nord del passo, è tra i principali promotori dell’iniziativa dietro lo sciopero. La ragione è che non sia stato fatto abbastanza per proteggere la salute delle persone che vivono nella Wipptal, la valle a cavallo tra il Tirolo austriaco e l’Alto Adige, dove ogni giorno transitano migliaia di camion e dove la qualità dell’aria è da anni un problema concreto e documentato.

La manifestazione del 30 maggio è una marcia pacifica sul tracciato autostradale, il cui obiettivo è proprio quello di interrompere fisicamente il traffico per portare attenzione su questo tema. In passato Mühlsteiger aveva già provato a ottenere il permesso per azioni simili, senza successo. Questa volta le autorità austriache hanno detto sì, scatenando di conseguenza le proteste di quelle italiane.

Viabilità paralizzata

Tutto questo accade in un momento di per sé già complicato sul fronte del traffico. Il ponte del 2 giugno è uno dei weekend a più alta mobilità dell’anno, con decine di migliaia di persone che si mettono in viaggio verso montagna, lago di Garda e destinazioni oltralpe. Per chi è già in zona o deve comunque spostarsi, il consiglio è di tenersi aggiornati in tempo reale attraverso il sito di Autostrada del Brennero e le app di navigazione, che in giornata aggiorneranno la situazione costantemente. Ma la raccomandazione di fondo rimane quella delle autorità: sabato 30 maggio, se potete, non partite.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 13:03:48 +0000
News n. 5
La decisione che rischia di farti pagare il doppio dopo un danno all’auto

Può una polizza prevedere uno scoperto o una franchigia più alta se l’automobilista decide di riparare il veicolo fuori dalla carrozzeria convenzionata? La risposta passa oggi dall’ordinanza della Corte di Cassazione 10797 del 23 aprile 2026 secondo cui una clausola che rende economicamente svantaggiosa la scelta del riparatore di fiducia può limitare la libertà contrattuale del consumatore e assumere carattere abusivo.

Stesso danno, scoperto diverso se cambia il carrozziere

La vicenda nasce da una polizza accessoria per atti vandalici. L’assicurato aveva ceduto il credito indennitario alla carrozzeria che aveva riparato il veicolo, ma la compagnia aveva applicato uno scoperto differenziato: 15% se la riparazione fosse stata eseguita presso una carrozzeria convenzionata, 20% se invece il cliente si fosse rivolto a una carrozzeria non convenzionata. Il Tribunale di Milano aveva ritenuto nulla la clausola e considerato abusivo l’effetto di limitazione della libertà del cliente. La Corte d’Appello aveva ribaltato quel primo esito e giudicato legittimo lo scoperto maggiorato.

Con l’ordinanza del 23 aprile 2026 la Corte di Cassazione ha annullato la decisione d’appello e rinviato il caso alla Corte d’Appello di Milano, in diversa composizione, con la richiesta di un nuovo esame alla luce dei principi indicati. Se l’aumento dello scoperto induce il consumatore a scegliere una determinata rete di riparatori, il giudice deve verificare se quella previsione contrattuale produca uno squilibrio a danno dell’assicurato e se sia stata oggetto di una trattativa individuale.

Cosa dice la Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha imposto un controllo su quelle pattuizioni che, attraverso franchigie, scoperti o trattenute, rendono più costosa per il cliente la scelta di una carrozzeria diversa da quella indicata dall’assicuratore. I giudici hanno richiamato il tema delle clausole vessatorie secondo il Codice del consumo, in particolare quando producono restrizioni alla libertà contrattuale del consumatore nei rapporti con terzi.

Il ricorrente aveva sostenuto che costruire una polizza nella quale lo stesso danno viene pagato di più o di meno a seconda di chi lo ripara significhi restringere la libertà di contrarre dell’assicurato. La Suprema Corte ha ritenuto fondati i motivi di ricorso nei termini indicati e ha cassato la sentenza d’appello. Per la Cassazione la clausola va considerata in relazione alle altre previsioni contrattuali e al tenore della polizza.

Il giudice deve capire se ci sia stato un accordo individuale oppure se il consumatore abbia semplicemente accettato una condizione predisposta dalla compagnia. Senza una trattativa effettiva e se la clausola limita il libero accesso al mercato della riparazione può configurarsi un abuso.

Se la scelta del riparatore indipendente comporta una trattenuta più alta, una franchigia maggiorata o un indennizzo ridotto, la libertà resta ma viene evidentemente ridotta. Il consumatore non viene obbligato, ma spinto economicamente verso la rete selezionata dalla compagnia. Per la Cassazione è proprio questo il nodo critico perché non sempre la carrozzeria convenzionata è quella più vicina, più conosciuta o più adatta al tipo di intervento.

Un cliente può avere un rapporto storico con un carrozziere, può preferire un’officina autorizzata dal costruttore, può voler usare un riparatore specializzato su alcuni marchi, può pretendere ricambi originali o, più semplicemente, fidarsi di chi conosce già l’auto

Cosa significa carrozzeria convenzionata

La parola convenzionata non identifica una categoria tecnica unica. Una carrozzeria può essere ufficiale, autorizzata, indipendente, appartenere a un network, lavorare con flotte, società di noleggio, assicurazioni o case automobilistiche. Essere convenzionati con una compagnia significa avere un rapporto contrattuale con quell’assicuratore non essere più qualificati o meno qualificati di altri.

Una carrozzeria ufficiale è legata alla rete della Casa automobilistica attraverso la concessionaria o il mandato del costruttore. Una carrozzeria autorizzata può essere un’impresa autonoma con accesso a standard, strumenti, ricambi e procedure del marchio. Una carrozzeria indipendente può non avere legami con una casa, ma essere abilitata e specializzata.

La Legge annuale per il mercato e la concorrenza del 2017 ha inserito nel Codice delle assicurazioni private il principio che resta ferma per l’assicurato la facoltà di ottenere l’integrale risarcimento per la riparazione a regola d’arte del veicolo danneggiato avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia.

L’ordinanza riguarda la garanzia accessoria della copertura per atti vandalici, non un risarcimento Rc auto obbligatoria. Nelle garanzie accessorie il rapporto è contrattuale tra assicurato e compagnia; nella Rc auto entra in gioco il diritto del danneggiato al risarcimento del danno causato da un terzo responsabile.

Se una clausola produce l’effetto di rendere più onerosa la libera scelta del riparatore, il tema della libertà contrattuale diventa centrale. Non sorprende che Federcarrozzieri e diverse associazioni dell’autoriparazione abbiano letto l’ordinanza come un passaggio contro le politiche di canalizzazione delle compagnie.

La differenza tra sconto, servizio e penalizzazione

Il nodo politico e giuridico sta nella differenza tra incentivare e penalizzare. Una compagnia può costruire una rete di carrozzerie convenzionate e proporre vantaggi al cliente: gestione semplificata, pagamento diretto, auto sostitutiva, tempi certi, garanzia sull’intervento, sconto sul premio. Questo modello ha una sua logica industriale.

Diverso è il caso in cui il cliente, pur avendo diritto a riparare presso un’impresa di fiducia, subisca una decurtazione dell’indennizzo o uno scoperto maggiorato solo perché ha scelto fuori rete.

Per le carrozzerie non convenzionate, l’ordinanza è un elemento di forza. Il principio riconosciuto dalla Cassazione può essere utilizzato per contestare clausole che producono un effetto discriminatorio, ma solo dopo aver analizzato il contratto, la documentazione, la trattativa, l’entità dello scoperto, il tipo di garanzia e il pregiudizio economico subito dal cliente. Se l’assicurazione applica uno scoperto maggiore perché la riparazione è stata eseguita fuori rete, il cliente non deve accettare automaticamente la decurtazione come se fosse inevitabile.

La libertà di scegliere il carrozziere non significa libertà di imporre alla compagnia qualsiasi costo senza prova. Il risarcimento o l’indennizzo devono comunque essere collegati a un danno reale, a una riparazione necessaria, a un importo congruo e a lavori eseguiti a regola d’arte.

La legge sulla concorrenza del 2017 parla infatti di riparazione a regola d’arte presso imprese abilitate e richiede documentazione fiscale e idonea garanzia sulle riparazioni effettuate. La vicenda coinvolge anche la concorrenza nel mercato della riparazione. Se le compagnie riescono a convogliare una quota crescente di lavori verso reti fiduciarie, le carrozzerie indipendenti rischiano di subire una riduzione artificiale della domanda.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 12:00:35 +0000
News n. 6
Ferrari Luce, chi sono gli artisti del flop Jony Ive e Marc Newson

Si sapeva che una Ferrari 100% elettrica avrebbe fatto discutere i puristi, ma che avrebbe lasciato attoniti anche i progressisti green, in pochi se lo sarebbero aspettati. Dopo anni di attesa ci si aspettava un’auto generazionale in grado di aprire una nuova frontiera a Maranello, ma per ora si è aperto solo un dibattito sulla qualità estetica della EV del Cavallino, che ha subito provocato un impatto negativo nelle prime ore successive all’unveiling.

LoveFrom, il collettivo americano di designer e creativi fondato da Jony Ive che – insieme a Marc Newson – ha sviluppato il progetto, ha partorito delle forme goffe che sono andate ben oltre i canoni tradizionali. Ive ha collaborato con svariati marchi internazionali, tra cui Apple, ma come è arrivato ad essere scelto dalla Casa modenese?

La carriera del papà della Luce

Il progettista britannico ha studiato design industriale e lavorato presso diverse realtà di spessore prima di approdare nel mondo Ferrari. Il padre di Ive, un orefice che insegnava presso il Middlesex Polytechnic, ora Middlesex University, ha rappresentato una guida nella sua vita. Il londinese ha lavorato nel reparto design di Apple facendosi apprezzare da Steve Jobs, che lo definì il suo alter ego creativo.

Dal 1997 è diventato il capo dei progetti di design dei prodotti Apple più famosi. Tra questi l’iMac, l’iPod, il MacBook e l’iPhone. Dopo una esperienza lunghissima con l’azienda americana ha deciso di lasciare Apple nel 2019, continuando a collaborare come indipendente. Ha scelto di aprire una nuova società, battezzata LoveFrom, con sede a San Francisco in California, che conta un team di 60 persone. LoveFrom ha collaborato con numerosi top brand, tra cui Apple, Airbnb, Moncler e ora Ferrari.

In un’intervista al Financial Times Ive ha assicurato che l’obiettivo della nuova società è quello di dedicarsi al design di una “tecnologia indossabile e di saluteâ€, oltre che a diverse passioni personali. Il londinese ha dichiarato il suo amore per i motori e per questo ha accettato l’ardua sfida di progettare il design della prima vettura full electric della storia della Casa modenese.

La Ferrari Luce genera vibrazioni metalliche durante la marcia
Ufficio Stampa Ferrari
Design Ferrari Luce

Chi è Marc Newson?

Al progetto si è unito anche Marc Newson, designer industriale quotato soprattutto per le sue sedie, capace di creare oggetti per la casa molto particolari. Le opere dell’australiano sono conservate al Museum of Modern Art di New York e al Centro Pompidou di Parigi. Marc Newson è stato incluso nelle 100 persone più influenti della rivista TIME ed è stato omaggiato con numerosi premi e riconoscimenti.

Ha conseguito un dottorato onorario presso la Sydney University, Adjunct Professorships presso la Sydney University e la Hong Kong Polytechnic University ed è stato nominato RDI (Royal Designer for Industry) dalla Royal Society of Arts. Nonostante i riconoscimenti, Newson sembra totalmente distante da esperienze nel settore dell’automotive. Gli appassionati non hanno apprezzato le linee della nuova vettura di Maranello proprio per la loro non italianità, sporcata da interventi di dubbio gusto dello studio di San Francisco. Il risultato è un mastodontico e sgraziato veicolo che di sportivo ha solo il volante con lo stemma del Cavallino. Lo stesso Newson su Esquire ha ammesso: “Se qualcuno ti dice che una Ferrari deve avere quattro porte e cinque posti non è esattamente il punto di partenza più sempliceâ€.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 10:52:14 +0000
News n. 7
MotoGP, Ducati sogna: al Mugello ritorna Marc Marquez

La stagione del campione in carica della MotoGP è iniziata con un ritiro nel GP della Thailandia. In Brasile ha ottenuto sin qui il miglior risultato del 2026, finendo ai piedi del podio, mentre ad Austin è giunto quinto, dopo un grave errore nella SR.

Dopo tre zeri di fila Marc Marquez, fermo in classifica a 57 punti, non poteva consentirsi una pausa ulteriore dalle battaglie della pista e si è fatto trovare pronto per l’appuntamento del Mugello.

A seguito del doppio intervento a spalla e piede destro, sono bastate due settimane di recupero per riabilitare il fuoriclasse di Cervera in sella a una Ducati. Marc Marquez ha ricevuto il via libera dai propri medici e nella giornata odierna ha ottenuto anche l’approvazione da parte del personale medico della serie. In una delle sfide più emozionanti dell’anno, la Casa di Borgo Panigale potrà contare sulle performance del suo alfiere di punta.

Presenza determinante

Nell’anno del centenario di Ducati sono tutti concentrati sulla rimonta alle Aprilia. Marc ha conquistato la scorsa edizione, mentre il leader del mondiale Marco Bezzecchi non ha mai vinto in top class sul tracciato toscano. Dopo essere stato costretto a saltare la sfida domenicale di Le Mans e l’appuntamento del Montmeló, lo spagnolo ha superato il controllo medico effettuato martedì a Madrid dai suoi dottori, che gli hanno dato l’ok per rientrare in pista. La sfida italiana verrà trasmetta live in TV.

Marc proverà a dare il suo contributo, ma dovrà usare estrema cautela nei duelli. Non potrà spingersi al limite in una fase in cui si temono delle ricadute. Il valoroso campione ha un fisico martoriato dalle operazioni chirurgiche e nelle prime prove libere dovrà ritrovare feeling e condizione fisica sulla moto. L’intervento, al di là della frattura al quinto metatarso, era stato già programmato per sistemare una vite nella spalla dovuta al botto avuto a Mandalika nel 2025.

L’ammissione del campione

Marc Marquez aveva spiegato di correre sostanzialmente con un braccio e mezzo, non riuscendo a performare dalla parte destra. Il dolore al nervo radiale della spalla operata è tornato a condizionare le sue azioni in pista. Il pilota della Ducati ha spiegato:

“Il recupero sta procedendo come previsto. Negli ultimi giorni ho ripreso ad allenarmi normalmente e sarò in pista soprattutto per testare le mie sensazioni e la mia condizione fisica sulla Desmosedici GP. Entrambe le operazioni sono andate bene, ma stiamo procedendo con la dovuta cautela e con gli ultimi controlli medici direttamente al circuito. Il Mugello è un circuito incredibile, e la verità è che è anche molto esigente, ma il supporto di tutti i ducatisti sarà una motivazione extra per fare beneâ€.

Il tracciato italiano è tra i più tecnici del calendario e non sarà facile competere per le prime posizioni. Sui saliscendi toscani Marc metterà a dura prova il suo fisico, ma non a caso i migliori piloti del Motomondiale sono riconosciuti come degli eroi. L’ossessione di raggiungere quota 10 titoli e superare Valentino Rossi rappresenta una motivazione sempre presente nella mente di Marquez, anche secondo il suo connazionale Jorge Lorenzo. La Ducati dovrà anche sperare in una prova d’orgoglio di Pecco Bagnaia, sempre più distante dal vertice della graduatoria.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 10:43:22 +0000
News n. 8
Diesel a 20 centesimi, lo sconto involontario provoca code infinite a un distributore

Che tutti siano alla ricerca dell’offerta giusta risulta chiaro in un momento storico di profonda crisi, ma che dietro a una problematica tecnica vi sia la volontà esplicita di lucrare rappresenta l’ennesima pagina triste del Belpaese.

Una stazione di servizio ad Avelengo, piccolo comune italiano della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige, ha proposto involontariamente uno sconto sul gasolio, provocando scene di panico. Sono arrivati in massa per approfittare dell’avaria del distributore. Come riportato da Neue Südtiroler Tageszeitung per diverse ore il diesel è stato erogato nella stazione di servizio al prezzo di 19,9 centesimi al litro. Un’offerta speciale che molti automobilisti hanno deciso di cogliere al volo.

Lunghe code per un pieno

Sono stati tanti a non lasciarsi sfuggire l’occasione, come annunciato dalla sindaca Anna Plank, che ha raccontato di scene mai viste prima nel comune. Nel giro di poco si sono formate lunghe code di auto e alcuni clienti si sono presentati persino con delle taniche. L’effetto è durato sino all’esaurimento delle scorte di carburante che ha frenato la corsa alla miscela magica.

La causa dell’involontario sconto sul carburante ad Avelengo è stata determinata da un guasto. Walter Soppera, presidente dei gestori delle stazioni di servizio dell’Alto Adige, ha spiegato che eventi del genere non accadono di frequente. Si tratta di distributori self-service in cui non è presente alcun gestore o dipendente. Questo ha spinto tantissimi della zona a spingere sull’acceleratore per accaparrarsi in tempo una scorta consistente.

Negli ultimi 10 anni in Italia si sono registrati degli aumenti record. Il confronto con gli altri Paesi dell’Ue è risultato impietoso con numeri che non sembrano destinati a calare. Dopo il periodo transitorio in cui sono state tagliate le accise, si è tornati su prezzi da capogiro. La quotazione media nazionale del gasolio in Italia si aggira attorno a 2,06 €/litro per la modalità self-service. Tuttavia, i costi variano notevolmente in base alla modalità di rifornimento e alla zona, toccando persino i 2,14 €/litro in autostrada.

Come funziona il sistema

Nelle stazioni fantasma l’aggiornamento dei prezzi sui tabelloni elettronici avviene tramite teleassistenza direttamente da parte dei fornitori di carburante. Nel caso di Avelengo, durante la fase di aggiornamento, è avvenuto un errore elettronico nella sede centrale di Milano: qualcuno piuttosto che inserire 1,999 euro, ha stabilito una quota di 0,199, determinando per lo sventurato gestore un danno di circa 10.000 euro.

“Dato che però non è stata colpa sua, spetterà probabilmente alla sede centrale di Milano risarcire il danno, ha ricordato il presidente dei gestori delle stazioni di servizio dell’Alto Adige. Inoltre, nonostante ci siano delle telecamere di sorveglianza, secondo Walter Soppera i clienti non possono essere perseguiti: “Non hanno fatto nulla di illecito, il prezzo esposto era effettivamente quello più basso”.

Per un giorno agli automobilisti della zona è andata di lusso. Hanno ricaricato serbatoi e taniche a un prezzo da sogno anche per i Paesi con i tassi più bassi al mondo. Di sicuro, al di là delle mancate conseguenze, è l’immagine della disperazione di molti che pur di approfittare dello sconto avranno impostato il navigatore sulla stazione di servizio del piccolo comune, noto per aver dato il nome alla razza equina Avelignese.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 09:30:01 +0000
News n. 9
Sciopero 29 maggio 2026, si prevede un venerdì nero per metro, bus e treni

Cerchiate sul calendario in rosso la giornata del 29 maggio perché potrebbe diventare un venerdì da incubo. È stato indetto uno sciopero generale, che coinvolgerà anche il settore dei trasporti, sia a livello nazionale che locale. Spostarsi diventerà un’impresa, con probabili cancellazioni di corse di metro, bus, aerei e treni. Saranno garantite solo alcune fasce orarie dove potrebbero verificarsi in ogni caso disagi.

Lo sciopero di 24 ore per l’intera giornata del 29 maggio è stato proclamato da USB (Unione Sindacale di Base) contro la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari e contro il genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e per il mancato intervento concreto per dissociarsi dai crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli Usa in Venezuela e a Cuba.

Tutte le motivazioni dello sciopero generale

La protesta è indetta anche a causa dello sfruttamento sul lavoro, della precarietà e per il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. Le mancate politiche sociali a sostegno dell’emergenza abitativa sono tra le altre motivazioni dello sciopero.

Inoltre si vuole mandare un messaggio ai piani alti che usano azioni repressive nei diversi Decreti Sicurezza, per gli abusi della Commissione di Garanzia, e anche per il mancato appoggio nelle politiche industriali che dovrebbero gestire le transizioni in corso allo scopo di superare la fase di forte conflittualità e contro le morti sul lavoro, per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Lo sciopero dei treni nazionali si terrà dalle 21 di giovedì 28 alle 21 di venerdì 29 maggio. I viaggiatori potranno subire cancellazioni o variazioni, con un elenco di convogli garantiti, nel corso della giornata, che sono consultabili sul sito ufficiale di Trenitalia o di Italo, a seconda della vostra prenotazione. Chi può e vuole rinunciare al viaggio può mandare la richiesta rimborso a partire dalla dichiarazione di sciopero fino all’ora di partenza del treno prenotato, per i treni Intercity e Frecce, e fino alle ore 24 del giorno antecedente lo sciopero stesso, per i treni Regionali.

Cosa avverrà in autostrada

Persino il comparto autostradale subirà delle conseguenze. I dipendenti incroceranno le braccia dalle 22.00 di giovedì 28 maggio fino alle 22.00 di venerdì 29 maggio, determinando code e rallentamenti ai caselli per la riduzione dei servizi di assistenza e di esazione manuale. Lo stop dei mezzi pubblici provocherà disagi e traffico in città, ma ovviamente tanto dipenderà da zona a zona. Ecco le principali fasce garantite:

  • Milano: fascia di garanzia fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18 (per i servizi Trenord, le fasce sono dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21);
  • Roma: fascia di garanzia fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20;
  • Firenze: fascia di garanzia dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21;
  • Bologna: fascia di garanzia fino alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30.

Lo sciopero di 24 ore coinvolge anche il trasporto aereo dalle 00.00 alle 23.59 del 29 maggio. Possibili cancellazioni e ritardi potrebbero coinvolgere sia voli nazionali sia internazionali. I collegamenti garantiti sono quelli programmati tra le 7.00 e le 10.00 del mattino e tra le 18.00 e le 21.00 di sera. Il comparto marittimo prevede uno sciopero che durerà dalle 00.01 alle 23.59 del 29 maggio, con probabili cancellazioni dei collegamenti. Possibili disagi si avranno per i traghetti per la Sicilia, Sardegna e gli arcipelaghi minori.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 08:22:20 +0000
News n. 10
Con il Launch Mode la Ferrari Luce accelera come una Formula 1

La nuova Ferrari Luce, accolta anche da numerose critiche, rappresenta uno dei progetti più rivoluzionari mai realizzati da Ferrari. Prima Ferrari completamente elettrica della storia, la Luce non punta soltanto sull’elettrificazione, ma introduce un nuovo concetto di prestazione istantanea, in cui il sistema di launch mode diventa il cuore dell’esperienza dinamica.

Cos’è il Launch Mode della Ferrari Luce

Il launch mode è il sistema elettronico che permette alla vettura di effettuare partenze da fermo con la massima accelerazione possibile, sfruttando tutta la coppia disponibile e ottimizzando la trazione ruota per ruota. Ferrari non ha ancora pubblicato una procedura definitiva ufficiale per la Luce, ma sulla base dei sistemi utilizzati sulle moderne Ferrari ad alte prestazioni — come la Ferrari SF90 Stradale — il funzionamento sarà molto simile.

Cosa succede quando il conducente attiva il launch mode tirando questa leva in giù, come un pilota sugli aerei da caccia

  1. la vettura abbassa automaticamente l’assetto
  2. le sospensioni irrigidiscono la risposta
  3. il sistema pre-carica la coppia elettrica
  4. i controlli elettronici calcolano il grip disponibile
  5. al rilascio del freno, tutta la potenza viene scaricata immediatamente a terra

A differenza delle Ferrari termiche tradizionali, nella Ferrari Luce la risposta è praticamente istantanea perché i motori elettrici erogano la coppia massima fin da zero giri. Questo consente una progressione violentissima ma estremamente controllata, senza ritardi del turbo o cambi marcia percepibili.

Sensazioni di guida

Chi ha provato sistemi simili sulle Ferrari ibride descrive il launch control come:

  • una spinta violentissima
  • assenza totale di ritardo
  • accelerazione continua
  • sensazione “da Formula 1†nella fase iniziale

L’esperienza sonora

Uno dei temi più discussi riguarda il suono. Ferrari ha sviluppato un sistema audio meccanico proprietario che riproduce vibrazioni e frequenze ispirate ai motori tradizionali del Cavallino. La scelta nasce anche dalle critiche ricevute dalle sportive ibride recenti come la SF90, spesso considerate troppo silenziose dagli appassionati. Alcuni utenti delle community Ferrari hanno definito il sound della SF90 “meno emozionale†rispetto ai V8 e V12 storici.  Con la Luce, Ferrari cerca quindi di mantenere coinvolgimento emotivo e identità sportiva anche nell’era elettrica.

Ferrari Luce: la  scheda tecnica

DIMENSIONI E PESI
Lunghezza 5026 mm
Larghezza (senza specchi) 1999 mm
Altezza 1544 mm
Passo 2961 mm
Carreggiata anteriore 1696 mm
Carreggiata posteriore 1690 mm
Peso in ODM* 2260 kg
Rapporto peso/potenza 2,16 kg/cv
Distribuzione dei pesi 47% anteriore – 53% posteriore
Volume bagagliaio 597 l
PNEUMATICI
Anteriori 265/35 R23 J9.5
Posteriori 315/30 R24 J11
FRENI
Anteriori CCM, 390 X 34 mm
Posteriori CCM, 372 X 34 mm
MOTOPROPULSORE
Numero di motori elettrici 4 (uno per ruota)
Potenza massima** 772 kW (1050 cv)
Coppia massima ai motori** 990 Nm
Coppia massima alle ruote** 11150 Nm
ASSALE ANTERIORE
Potenza all’asse 210 kW
Coppia alle ruote** 3400 Nm
Coppia ai motori** 280 Nm
Densità di potenza 3,23 kW/kg (93% efficienza)
Giri motore 30.000 giri/min
Peso 65 kg
ASSALE POSTERIORE
Potenza all’asse 620 kW
Coppia alle ruote** 7750 Nm
Coppia ai motori** 710 Nm
Densità di potenza 4,80 kW/kg (93% efficienza)
Giri motore 25.500 giri/min
Peso 129 kg
BATTERIA
Numero di celle 210 (15 moduli da 14 celle)
Densità energetica totale 195 Wh/kg
Densità energetica celle 305 Wh/kg
Capacità lorda 122 kWh
Tensione massima 800 V
Potenza massima di ricarica 350 kW
PRESTAZIONI
0-100 km/h 2,5 s
0-200 km/h 6,8 s
Velocità massima 310 km/h
Autonomia*** 530 km
Consumi (ciclo WLTP) Omologazione in corso

* Allestimento con contenuti opzionali

** In modalità Launch Control

*** Stima (omologazione in corso)

Data articolo: Thu, 28 May 2026 07:03:30 +0000
News n. 11
La Ferrari Luce dal Papa, test e omaggio a sorpresa

Il tour della Ferrari Luce è proseguito a Castel Gandolfo, dopo la première nella Capitale che ha visto protagonista anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In occasione dell’evento con il Sommo esponente della Chiesta Cattolica la Ferrari Luce ha sfoggiato una colorazione bianca a contrasto con gli elementi neri della carrozzeria.

Robert Francis Prevost è apparso incuriosito dal primo modello full electric della storia del Cavallino. Dopo aver visionato l’ampia seduta posteriore si è accomodato sul sedile anteriore per valutare l’impostazione di guida. Affascinato dalle novità tecniche della Luce si è fatto spiegare da Elkann e da un collaboratore tutte le caratteristiche, ascoltando con particolare attenzione le informazioni in merito all’e-Manettino.

Omaggiato con un costoso componente

Il numero 1 della Casa Modenese, John Elkann, ha regalato al Pontefice il volante della Luce. Lo sterzo a tre razze è prodotto in alluminio riciclato lavorato dal pieno e integra diversi controlli analogici dedicati alla dinamica del veicolo. La collaborazione con LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson, coinvolto a 360 gradi nello sviluppo della vettura ha stravolto l’immagine del Cavallino.

Per gli interni i designer hanno pensato a un ambiente più minimal e orientato alla tecnologia con un gruppo volante-strumentazione in cui il quadro si muove insieme allo sterzo per mantenere una visione sempre impeccabile con tutte le informazioni durante la guida. Il quadro strumenti della Ferrari Luce è progettato per lasciare un segno anche sul piano della funzionalità quotidiana.

Interni all’insegna della pulizia stilistica

Il Papa ha toccato con mano la qualità dei materiali. Il cuore elettrico della Ferrari Luce è caratterizzato da quattro motori sincroni a magneti permanenti, due per asse, con tecnologie derivate direttamente dalla pista. La potenza complessiva dei quattro motori supera quota 1.000 CV, con uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 2,5 secondi e una top speed dichiarata di oltre 310 km/h.

Sul volante c’è un classico Manettino a cinque posizioni e l’e-Manettino a tre posizioni. Il primo gestisce la dinamica di guida, con logiche adattative che valutano condizioni di aderenza attraverso il Side Slip Control X. Il secondo definisce potenza, curva di coppia, tipo di trazione e prestazioni massime con tre diverse modalità.

John Elkann, nel giorno dell’incontro con il Papa, ha dichiarato: “È stata una grande emozione e un immenso onore incontrare Sua Santità insieme ai colleghi di Ferrari. Un momento di straordinario valore umano e simbolico, che ispira tutte le persone della nostra azienda a continuare il proprio percorso con passione, responsabilità e fiducia verso il futuro. Un’occasione che resterà per sempre nella nostra memoria e nella storia di Ferrariâ€.

Dato lo scarso appeal della vettura, i vertici della Casa modenese sono andati alla ricerca di una benedizione per convincere i puristi della qualità del progetto. Sul piano estetico la vettura è apparsa goffa e troppo distante dal DNA delle altre vetture della gamma. Sul piano tecnico ha proposto diverse migliorie, tra cui il coefficiente aerodinamico più basso della storia del Cavallino.

La Ferrari Luce ha preso forma su una piattaforma tecnologica che offre performance da brividi, nonostante manchi un motore termico. Sotto il pianale, integrata nel telaio, c’è una batteria da 122 kWh che garantisce un’autonomia di oltre 530 km e ricariche ad alta potenza.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 06:55:06 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti maggio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di maggio 2026 sono numerosi gli scioperi previsti su tutto il territorio nazionale e locale, con particolare attenzione ai settori del trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e marittimo. In questo articolo troverai un riepilogo completo, organizzato per data e città, che sintetizza tutte le informazioni fondamentali: orari, servizi coinvolti, personale interessato e sindacati promotori. Scopri di seguito il calendario degli scioperi programmati a maggio 2026 così da poterti organizzare al meglio e ridurre eventuali disagi negli spostamenti.

Sciopero 01 maggio 2026

In Italia, è stato proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata che coinvolge tutto il personale dipendente pubblico e privato in tutte le province. Lo sciopero interessa l’intera giornata ed è stato indetto dal sindacato USI-CIT. Categoria: SCIOPERO GENERALE PERSONALE DIPENDENTE PUBBLICO E PRIVATO.

Sciopero 04 maggio 2026

In Italia, è stato proclamato uno sciopero nazionale del personale società Elior Divisione Itinere addetto ai servizi di ristorazione sui treni Trenitalia per l’intera giornata; mezzo turno per ogni turno di lavoro. Sindacati: FAST-CONFSAL, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI.

Nella provincia di Milano, lo sciopero riguarda il personale della Società Mercitalia Shunting & Terminal per 8 ore, dalle 22:00 del 4 maggio alle 6:00 del 5 maggio 2026. Sindacato: OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 05 maggio 2026

Nella provincia di Firenze (Toscana), sciopero di 8 ore per il settore ferroviario, personale manutenzione società RFI Doit Firenze. Sindacato: OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 07 maggio 2026

In Italia, sciopero nazionale di 24 ore che coinvolge tutto il settore portuale e marittimo. Interessati i lavoratori portuali, dipendenti delle imprese ex art. 16, 17, 18 L. 84/94, ADSP e società del CCNL porti. Sindacato: USB Lavoro Privato.

Sciopero 08 maggio 2026

Nella città di Trento, sciopero di 4 ore, dalle 11:00 alle 15:00, per il trasporto pubblico locale, personale della società Trentino Trasporti di Trento. Sindacato: OSR ORSA TRASPORTI.

Nella città di Potenza, sciopero di 4 ore, dalle 15:01 alle 19:00, personale società Miccolis – Servizio Urbano di Potenza. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL AUTOFERRO.

Nella provincia di Brescia (Lombardia), settore aereo, sciopero di 24 ore, personale GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari. Sindacato: USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 09 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 24 ore a partire dalle 19:31 del 9 maggio 2026 fino alle 19:30 del 10 maggio 2026 per il trasporto pubblico locale. Personale della società EAV. Sindacato: OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

Sciopero 10 maggio 2026

Nella città di Napoli (Campania), prosegue lo sciopero indetto il 9 maggio e termina alle 19:30 del 10 maggio 2026, personale Soc. EAV di Napoli.

Nella città di Firenze (Toscana), sciopero territoriale di 24 ore per il personale della società Autolinee Toscane, bacino di Firenze. Sindacato: OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 11 maggio 2026

Nella città di Roma, sciopero di 4 ore (12:00-16:00) per il servizio aereo, personale ADR Security aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Sindacato: FAST-CONFSAL.

Personale ENAV ACC Roma: sciopero nazionale di 8 ore (10:00-18:00). Sindacato: RSA UILT-UIL.

Personale ENAV aeroporto di Napoli: sciopero di 8 ore (10:00-18:00), sindacato RSA UILT-UIL.

Personale Easyjet Airlines Limited: sciopero nazionale di 8 ore (10:00-18:00), sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Personale GH/Handling presso Palermo (GH Palermo, ASC Handling, Aviapartner Palermo): 4 ore (12:00-16:00), sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL T.A..

Personale società Sogaer (Cagliari): 4 ore (13:00-17:00), sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL.

Personale ALHA e MLE-BCUBE Milano Malpensa: 4 ore (13:00-17:00), sindacati OST CUB TRASPORTI e USB Lavoro Privato.

Sciopero 14 maggio 2026

Nella provincia di Novara (Piemonte), sciopero locale di 24 ore (00:00-24:00) personale società SUN di Novara. Sindacato: AL-COBAS.

Sciopero 18 maggio 2026

In Italia, sciopero generale nazionale per il settore trasporti, pubblico e privato. Trasporto ferroviario: sciopero dalle 21:00 del 17 maggio alle 20:59 del 18 maggio su tutto il territorio nazionale. Trasporto pubblico locale: modalità definite localmente, possibili disagi nelle principali città. Trasporto marittimo (isole maggiori): sciopero un’ora prima della partenza. Taxi e trasporto marittimo (isole minori): sciopero 00:01-23:59. Autostrade: sciopero dalle 22:00 del 17 maggio. Sindacato: USB.

Nella provincia di Bari, sciopero del trasporto pubblico locale, personale Società STP di Bari (24 ore). Sindacati organizzatori: OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.

Sciopero 29 maggio 2026

In Italia, proclamato sciopero generale delle categorie pubbliche e private. Settore aereo: 00:00-23:59. Settore ferroviario: dalle 21:00 del 28/5 alle 21:00 del 29/5. Trasporto pubblico locale: modalità territoriali. Marittimo: isole minori 00:01-23:59, isole maggiori 1 ora prima delle partenze. Portuale: varie modalità. Autostrade: dalle 22:00 del 28/5 alle 22:00 del 29/5. Sindacati: CUB/SGB/ADL VARESE/SI-COBAS/USI-CIT.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 01 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 04 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 07 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 08 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 maggio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 28 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 28 maggio 2026, mettiamo a disposizione i prezzi medi più recenti disponibili dei carburanti lungo la rete autostradale italiana per benzina, gasolio, gpl e metano. Nelle sezioni che seguono trovi una tabella di facile consultazione con i valori aggiornati e un approfondimento su come si forma il prezzo finale alla pompa: dalla componente industriale (materia prima e margini) al peso delle imposte, cioè accise e Iva. In questo modo è possibile interpretare con maggiore consapevolezza l’andamento quotidiano dei listini e capire perché le variazioni internazionali del greggio e del cambio euro/dollaro possono tradursi, con tempi e intensità diversi, in rincari o ribassi al distributore.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 27-05-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 2.062
Gasolio SELF 2.137
GPL SERVITO 0.911
Metano SERVITO 1.586

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo al litro che gli automobilisti pagano alla pompa nasce dalla somma di due grandi componenti: quella industriale e quella fiscale. La componente fiscale pesa il 58% del totale ed è costituita da accise e Iva, due voci che non dipendono dall’operatore e che rispondono a norme e aliquote fissate per legge. Il restante 42% è la parte industriale, che ingloba il costo della materia prima e il margine lordo lungo la filiera (raffinazione, logistica, distribuzione). All’interno di questo 42%, circa il 30% del prezzo finale è riconducibile alle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e al cambio euro/dollaro: quando il greggio o i prodotti raffinati si muovono, o l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, il costo della materia prima tende a salire e viceversa. Il restante 12% è il margine lordo, sul quale l’operatore può intervenire per adeguare il prezzo alla pompa in funzione della concorrenza locale, dei costi logistici e delle politiche commerciali. In sintesi, oltre metà del prezzo della benzina deriva dal prelievo fiscale, mentre poco meno della metà riflette dinamiche industriali: di queste, la parte più volatile è la materia prima (30%), mentre il margine (12%) svolge il ruolo di cuscinetto commerciale e competitivo.

Per il gasolio, la scomposizione presenta un equilibrio diverso tra imposte e parte industriale. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo alla pompa, mentre la componente industriale vale il 55% complessivo. Di questo 55%, una quota pari al 45% del prezzo finale è legata alla materia prima, quindi alle quotazioni internazionali dei distillati e al tasso di cambio euro/dollaro: movimenti al rialzo delle quotazioni o un indebolimento dell’euro possono determinare aumenti sensibili alla cassa. Il restante 10% rappresenta il margine lordo della filiera, su cui gli operatori possono agire per modulare i listini in base a costi operativi, dinamiche concorrenziali sul territorio e strategie commerciali. Rispetto alla benzina, il gasolio mostra dunque un peso industriale relativamente più elevato e una pressione fiscale inferiore: ciò rende il prezzo del diesel strutturalmente più esposto alle oscillazioni dei mercati internazionali della materia prima e alle condizioni del cambio, mentre la porzione di margine (10%) rimane la leva di aggiustamento più immediata nella competizione tra impianti e insegne.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 28 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.971 per la benzina, 2.058 per il diesel, 0.820 per il gpl, 1.577 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.046
Benzina SELF 1.968
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.513

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.062
Benzina SELF 1.986
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.571

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.095
Benzina SELF 2.002
GPL SERVITO 0.882
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.982
GPL SERVITO 0.849
Metano SERVITO 1.661

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.031
Benzina SELF 1.960
GPL SERVITO 0.768
Metano SERVITO 1.531

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.042
Benzina SELF 1.966
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.529

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.069
Benzina SELF 1.989
GPL SERVITO 0.797
Metano SERVITO 1.517

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.050
Benzina SELF 1.956
GPL SERVITO 0.788
Metano SERVITO 1.652

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.067
Benzina SELF 1.974
GPL SERVITO 0.890
Metano SERVITO 1.531

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.053
Benzina SELF 1.961
GPL SERVITO 0.796
Metano SERVITO 1.551

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.032
Benzina SELF 1.949
GPL SERVITO 0.825
Metano SERVITO 1.529

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.071
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.817
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.052
Benzina SELF 1.960
GPL SERVITO 0.795
Metano SERVITO 1.565

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.056
Benzina SELF 1.974
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.629

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.072
Benzina SELF 1.979
GPL SERVITO 0.877

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.066
Benzina SELF 1.969
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.821

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.060
Benzina SELF 1.965
GPL SERVITO 0.804
Metano SERVITO 1.603

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.073
Benzina SELF 1.978
GPL SERVITO 0.819
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.044
Benzina SELF 1.962
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 1.505

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.074
Benzina SELF 1.986
GPL SERVITO 0.899

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 maggio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.034
Benzina SELF 1.959
GPL SERVITO 0.803
Metano SERVITO 1.502

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 28 May 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Auto elettriche, le vendite globali crescono ancora: +20% nell’ultimo anno

La crescita delle auto elettriche continua e la diffusione di modelli a zero emissioni è sempre più marcata, in tutti i principali mercati globali. Un’analisi aggiornata della situazione arriva da Global EV Outlook, un report pubblicato da IEA, che con l’edizione 2025 va a fare il punto della situazione per quanto riguarda la diffusione delle auto elettriche.

Un mercato sempre più a zero emissioni

Il trend di crescita delle auto elettriche su scala globale continua. Nel corso del 2025, infatti, le vendite hanno superato quota 20 milioni di unità in tutto il mondo, con un incremento del 20% su base annua.

Andando a considerare il market share delle elettriche, invece, si registra una percentuale di diffusione del 25%. In base ai dati forniti dall’indagine, si tratta del quinto anno consecutivo di crescita per le vendite di auto elettriche su base annua.

Dalle rilevazioni, inoltre, si registra che circa il 5% del parco auto globale è ora elettrificato. Questo risultato ha permesso di ottenere un risparmio di 1,2 milioni di barili di petrolio al giorno nel 2025.

Ricordiamo che anche nel 2026 il trend continua: in particolare, in Europa, le vendite sono in forte crescita. Da segnalare che anche in Italia i numeri sono molto positivi.

La Cina guida il mercato

È la Cina a dare un contributo molto significativo alla crescita delle auto elettriche a livello globale. Nel corso del 2025, infatti, nel Paese sono state vendute circa 13,2 milioni di auto elettriche. Seconda posizione per l’Europa, che si ferma a 4,2 milioni, precedendo gli Stati Uniti, con 1,5 milioni. Nell’ultimo anno, le vendite in Cina sono aumentate di meno del 20%. Si tratta di un dato significativo ma inferiore a quanto registrato negli anni precedenti. Questo dato è legato alla sospensione del programma di permuta che agevolava il passaggio alle auto elettriche.

In Europa, invece, la crescita è stata di oltre il 30% con una decisa accelerazione rispetto agli anni precedenti. Il market share è stato del 28%. Considerando la sola Ue, invece, la quota di mercato è del 27%. Da segnalare che 24 Stati dell’Ue su un totale di 27 hanno incrementato la quota di mercato delle elettriche. In oltre la metà di questi Paesi, la crescita è stata superiore a 5 punti percentuali. In contro-tendenza, invece, gli Stati Uniti, dove si è registrato un leggero calo delle vendite rispetto al 2024, con un totale di 1,5 milioni di unità. Il report evidenzia come questo risultato sia legato a doppio filo a una serie di interventi da parte del Governo locale, che ha reso meno vantaggioso il passaggio alle elettriche.

Al di fuori dei tre mercati principali (Cina, Europa e Stati Uniti), nel resto del mondo, le vendite di auto elettriche sono aumentate di quasi il 50%, superando quota 2 milioni di unità nel corso del 2025. Da segnalare anche alcune criticità, come il Giappone, uno dei principali mercati al mondo per le quattro ruote, dove le elettriche rappresentano meno del 3% delle vendite e nel 2025 hanno registrato volumi simili a quelli del 2024. Il mercato nipponico continua a essere focalizzato sulle tecnologie ibride.

Le informazioni riportate in precedenza sono solo un breve estratto di quanto messo in evidenza dal Global EV Outlook 2026. Il report completo può essere scaricato dal sito iea.org, andando nella sezione Reports. L’indagine offre un’analisi approfondita dell’attuale stato del mercato.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 05:30:58 +0000
News n. 16
Al McDonald’s con carro funebre, a bordo anche la bara

Grazie ai social network è possibile assistere a eventi insoliti e, fin troppo spesso, completamente assurdi. Anche un breve video pubblicato da un utente, per raccontare un episodio curioso che accade nella vita di tutti i giorni, può diventare un evento virale, conquistando l’attenzione di milioni di utenti, grazie anche a tante condivisioni.

Un nuovo caso di questo tipo si sta affermando online in queste ore. Un utente, infatti, ha pubblicato un video curioso che sta raccogliendo like e report da tutto il mondo. I protagonisti di questo video sono un carro funebre, che trasporta una bara, e uno dei tanti punti vendita della popolare catena di fast food McDonald’s. Ecco cosa è successo.

Un video insolito

Il nuovo evento virale del giorno è stato catturato dal video che trovate riportato qui di sotto. Un utente di Instagram ha pubblicato un breve video di un carro funebre, con al suo interno una bara. Il veicolo effettua un’inaspettata svolta a destra, per imboccare il percorso che lo porterà in un drive-thru di un McDonald’s dove, probabilmente, il conducente si prenderà una breve pausa (nonostante la bara sia ancora a bordo) per ordinare e ritirare il pranzo, sfruttando il servizio rapido della nota catena di fast food, presente praticamente in tutto il mondo.

Il video in questione sembra essere stato girato in Australia, anche se non è chiara l’esatta location e non è nota l’identità del conducente del carro funebre che, inaspettatamente, ha deciso di fare una sosta al McDonald’s. Il video, nel frattempo, è diventato virale e sta raccogliendo decine e decine di like oltre a tanti commenti e tante condivisioni. Si tratta, infatti, di una soluzione decisamente assurda e fuori di testa che non può non avere successo sui social. L’algoritmo di Instagram sta facendo il suo lavoro e sta proponendo il video a un numero sempre maggiore di utenti.

Visualizza questo post su Instagram

Una sosta breve?

Il video mostra una situazione molto particolare. Non sappiamo quali siano le normative locali (anche perché non è chiaro in quale territorio o Stato dell’Australia il video sia stato girato), ma una scena del genere in Italia non potrebbe avvenire. Un carro funebre, con un feretro e, quindi, una bara con la salma a bordo, non può effettuare soste se non per causa di forza maggiore o per motivi rituali.

La regolamentazione del trasporto è legata al D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285. Queste regole impongono la continuità del tragitto e mirano a garantire l’igiene pubblica, il decoro e l’ordine. Una situazione come quella mostrata nel video, quindi, non dovrebbe essere possibile in Italia, anche considerando la presenza di sanzioni amministrative in caso di violazione del percorso predefinito e, soprattutto, in caso di soste non certo di forza maggiore come quella a un McDonald’s.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 05:30:00 +0000
News n. 17
Vetro auto scheggiato, perché è pericoloso e quali multe rischiano i trasgressori

Capita di non notare subito una piccola scheggiatura sul parabrezza oppure di vederla appena e sottovalutarla. Il vetro potrebbe subire questi piccoli danneggiamenti a causa del classico sassolino che salta in autostrada, oppure viaggiando su strade dissestate o ancora a seguito di un urto apparentemente irrilevante.

Molti automobilisti continuano a guidare pensando che la scheggiatura sia cosa da niente e che sia possibile procedere finché il vetro non si rompe completamente. Ma non è così, dal primo micro danneggiamento infatti inizia il rischio di conseguenze reali e anche potenzialmente gravi.

Continuare a guidare con il vetro dell’auto scheggiato può essere molto pericoloso per la sicurezza stradale e può anche esporre l’automobilista al rischio di prendere sanzioni amministrative rilevanti. Non si tratta chiaramente di motivazioni riguardanti l’estetica del mezzo e nemmeno la manutenzione: secondo il legislatore il parabrezza deve essere considerato come un dispositivo essenziale per garantire visibilità, controllo del veicolo e protezione degli occupanti. Ed è realmente così.

Vediamo quindi che cosa dice la legge in Italia e perché ignorare una scheggiatura può costare caro.

Un problema di sicurezza

Il parabrezza deve essere considerato come una componente strutturale dell’auto, parte integrante dei sistemi di sicurezza passiva. Nel momento in cui il vetro quindi presenta una crepa, una lesione o una scheggiatura di qualsiasi tipo o entità, allora si verificano almeno tre criticità:

  • prima di tutto si riduce la piena visibilità sulla strada da parte del conducente: il campo visivo di chi sta al volante può essere alterato anche da un danno minimo e quasi impercettibile. I fari delle altre auto, la pioggia, la luce del sole o ancora la guida nelle ore notturne potrebbero amplificare i riflessi ed eventuali distorsioni ottiche. Se poi la scheggiatura si trova nella parte centrale del parabrezza, allora il conducente potrebbe far fatica a percepire correttamente ostacoli, pedoni, ciclisti o variazioni della carreggiata. La visibilità di chi si trova al volante deve restare sempre piena ed efficiente, questo è il principio su cui si basa il Codice della Strada;
  • la crepa può propagarsi rapidamente durante la marcia, non resta invariata nel tempo, come ancora alcuni pensano. Le vibrazioni dell’auto, gli sbalzi di temperatura, le buche, qualsiasi sollecitazione della carrozzeria e addirittura l’azione dei tergicristalli possono trasformare una micro-lesione in una crepa anche molto grande. Quindi un danno che all’inizio sembra essere molto limitato, può diventare rapidamente enorme, andando a compromettere tutta la superficie vetrata;
  • il danno può compromettere e limitare la funzione protettiva del parabrezza, che contribuisce alla rigidità strutturale dell’auto e al corretto funzionamento di diversi sistemi di sicurezza. Se il cristallo si indebolisce a causa di crepe e danni simili, allora può smettere di garantire le prestazioni previste in caso di urto o collisione. La normativa quindi non si può limitare a valutare che il vetro sia ancora presente, ma pretende che sia integro.

Cosa dice il Codice della Strada

Non esiste nel Codice della Strada una norma dedicata esclusivamente al parabrezza scheggiato, ma il divieto deriva da una lettura corretta e coordinata del CdS e del relativo regolamento di esecuzione.

Partiamo dall’articolo 79 del Codice della Strada: “Efficienza dei veicoli a motore e loro rimorchi in circolazione”, secondo il quale I veicoli a motore e i loro rimorchi durante la circolazione devono essere tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza e da contenere il rumore e l’inquinamento entro i limiti prescritti. Nel regolamento sono stabilite le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali e a quelle dei dispositivi di equipaggiamento cui devono corrispondere i veicoli, particolarmente per quanto riguarda i pneumatici e i sistemi equivalenti, la frenatura, i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, la limitazione della rumorosità e delle emissioni inquinanti. Qualora le norme si riferiscano a disposizioni oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle direttive stesse”.

Passiamo poi all’articolo 237 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (D.P.R. 495/1992), con rinvio all’Appendice VIII. Il legislatore qui parla proprio delle superfici vetrate e indica alla lettera G “Visibilità: tutti i vetri interessanti la visibilità del conducente non devono presentare rotture, anche se localizzate”.

Le multe per chi viaggia con il vetro scheggiato

Oltre ai danni e ai problemi di sicurezza, l’automobilista negligente rischia di subire anche delle conseguenze economiche. Infatti se agenti e forze dell’ordine accertano che il danno compromette l’efficienza del veicolo o la visibilità, può essere contestata la violazione dell’articolo 79 del Codice della Strada, che dice: “Chiunque circola con un veicolo che presenti alterazioni nelle caratteristiche costruttive e funzionali prescritte, ovvero circola con i dispositivi di cui all’art. 72 non funzionanti o non regolarmente installati, ovvero circola con i dispositivi di cui all’articolo 80, comma 1 del presente codice e all’articolo 238 del regolamento non funzionanti, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 87 a euro 344. La misura della sanzione è da euro 1.208 a euro 12.084 se il veicolo è utilizzato nelle competizioni previste dagli articoli 9-bis e 9-ter”.

La valutazione dipende anche dall’entità della lesione e dalla sua posizione sul cristallo, oltre che dal luogo, perché per esempio in autostrada le conseguenze possono essere potenzialmente più pesanti. E infatti chi viaggia in autostrada con il vetro scheggiato potrebbe essere esposto a un profilo sanzionatorio ulteriore, perché dobbiamo ricordare che l’articolo 175 del Codice della Strada vieta la circolazione di veicoli che possano costituire pericolo per la circolazione, per condizioni di uso o equipaggiamento.

In autostrada il vetro danneggiato è considerato più pericoloso e critico a causa delle velocità elevate, che aumentano il rischio di propagazione della crepa e riducono i tempi di reazione del conducente.

Revisione auto e parabrezza danneggiato

Attenzione anche a un altro aspetto che spesso non viene per nulla considerato, fino al momento in cui si pone realmente il problema. L’auto con vetri danneggiati non può superare la revisione auto che – come sappiamo – per legge è obbligatoria ogni due anni.

Come abbiamo detto infatti la presenza di qualsiasi tipo di alterazione sul vetro che possa incidere sulla visibilità del conducente viene valutata tra gli elementi di sicurezza. Se il difetto viene rilevato, l’auto deve essere sistemata e poi riportata nuovamente al centro per la sua revisione.

Dal punto di vista prudenziale e normativo, l’intervento di sistemazione del vetro rotto o scheggiato non andrebbe mai rimandato. Quando si può riparare la crepa e quando invece è necessaria la sostituzione dell’intero parabrezza? Dipende dall’estensione del danno e dalla posizione sul vetro, il veicolo deve mantenere condizioni di efficienza e piena visibilità, saranno i professionisti esperti del settore a valutare la soluzione migliore, caso per caso.

Detto ciò, non è possibile guidare con il vetro auto scheggiato, si tratta infatti di un difetto non trascurabile. Il parabrezza è un componente essenziale della sicurezza auto e la normativa italiana impone che resti integro.

Il Codice della Strada, per questi motivi, prevede multe anche pesanti: la legge cerca di impedire che una riduzione della visibilità o una perdita di efficienza dell’auto possano causare sinistri stradali, già troppo frequenti. Il consiglio quindi è quello di non trascurare mai eventuali scheggiature sui vetri.

Data articolo: Thu, 28 May 2026 04:00:40 +0000
News n. 18
Le auto ibride non si fermano più, la crescita continua, dagli USA all’Europa

Il settore delle auto ibride sta registrando una crescita sostanziale nel corso degli ultimi anni,  risultando un’alternativa sempre più interessante alle auto elettriche. Alla base di questo trend ci sono vari fattori, con sempre più costruttori che stanno investendo nelle tecnologie per l’ibrido.

La conferma della crescita delle ibride arriva da un’analisi di Cox Automotive, riportata da CNBC, che si concentra sul mercato degli Stati Uniti ma che viene confermata anche dai recenti dati relativi al mercato europeo. Ecco tutti i dettagli in merito.

L’ibrido cresce ancora

I dati raccolti da Cox Automotive confermano la crescita dell’ibrido negli Stati Uniti, un mercato con dinamiche molto diverse da quello europeo. Il confronto tra il primo trimestre del 2023 e il quarto trimestre del 2025 mette in evidenza, chiaramente, i risultati di una crescita costante. Il market share delle ibride è arrivato al 19,7%, con riferimento sempre al mercato USA. Si tratta di un dato sensibilmente superiore rispetto a quello registrato nel primo trimestre del 2023, quando la quota delle ibride era del 7,6%. Contestualmente, l’elettrico non riesce a sfondare, con un market share che arriva a 5,9%, in calo rispetto al precedente picco di 10,3%.

Nell’articolo di CNBC vengono evidenziati due fattori che stanno avendo un impatto importante nella crescita dell’ibrido, anche a scapito delle auto elettriche. Secondo i dati di JD Power, infatti, le auto ibride consumano dal 25% al ​​40% in meno di carburante rispetto ai modelli a benzina comparabili. Nello stesso tempo, secondo Kelley Blue Book , i veicoli ibridi in genere costano di più rispetto alle auto a benzina comparabili, ma sostanzialmente meno di molti veicoli completamente elettrici.

La combinazione di questi elementi, con gli automobilisti americani che sono storicamente molto attenti ai costi di gestione del proprio veicolo, sta contribuendo alla crescita delle ibride mentre sta penalizzando le elettriche, anche per via dei sistemi diversi di gestione (come la ricarica) che si traducono in abitudini di utilizzo differenti. Un sondaggio dell’American Automobile Association, condotto nel 2025, evidenzia come un freno all’elettrico sia rappresentato dalle preoccupazioni riguardo all’accessibilità economica, anche se si trovano anche auto elettriche da meno di 20.000 euro, alla disponibilità di punti di ricarica, al costo delle batterie e ai viaggi a lunga distanza.

La crescita continua anche in Europa

Le auto ibride sono sempre più diffuse anche in Europa. Considerando i dati di vendita dei primi 4 mesi del 2026, infatti, è possibile notare che:

  • le auto ibride crescono dell’11,7%, per un totale di 1,77 milioni di unità immatricolate, con un market share complessivo del 38%
  • le auto ibride plug-in (non considerate nel totale precedente), crescono del 29,2%, per un totale di 474 mila unità, con un market share complessivo del 10%

Considerando le ibride (Full Hybrid e Mild Hybrid) e le Plug-in Hybrid, quindi, la quota di mercato complessiva si avvicina sempre di più al 50%, mentre le elettriche sono a circa il 21%. Da segnalare anche la crescita in Italia: le ibride hanno registrato un ottimo +25,5% nei primi quattro mesi del 2026 mentre le ibride plug-in hanno fatto segnare un raddoppio delle immatricolazioni, con un eccellente +99,2%.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 15:15:02 +0000
News n. 19
Gucci entra in Formula 1, sarà il Title Partner di Alpine dal 2027

Gucci ha annunciato una nuova partnership con Alpine Formula One Team. Si tratta di una novità assoluta per il luxury fashion brand che diventa Title Partner del team . Dalla prossima stagione, infatti, Alpine cambierà nome, adottando una denominazione che comprenderà anche il brand, parte del gruppo internazionale Kering. Ecco tutti i dettagli.

Una nuova partnership

Per effetto della nuova partnership, Alpine Formula One Team, a partire dalla stagione 2027, sarà presente in pista con il nome ufficiale Gucci Racing Alpine Formula One Team. La nuova denominazione porterà anche all’adozione di una livrea inedita, che integrerà i colori di Gucci.

Dalla collaborazione tra le due realtà nasce anche Gucci Racing, che viene definita come “una nuova piattaforma di business ed esperienziale, costruita attorno ai valori di performance, precisione, disciplina ed eccellenza, al crocevia tra lusso e sport”. Per l’occasione è previsto l’arrivo anche di un nuovo logo, svelato sul telo che copre la monoposto nelle immagini ufficiali.

Come sottolineato in precedenza, questa novità diventerà effettiva a partire dal 2027. Di conseguenza, bisognerà attendere il prossimo anno e la presentazione della nuova monoposto di Alpine per scoprire la livrea che integrerà i colori di Gucci e il logo dedicato, che richiama il tradizionale logo di Gucci.

Si tratta di una partnership sicuramente interessante. Gucci, infatti, è un brand di riferimento, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo e rappresenta un marchio facilmente riconoscibile, anche dai non addetti ai lavori e da chi non è appassionato del settore della moda.

Alpine, invece, è un marchio in fortissima crescita, anche per quanto riguarda la sua presenza nel campionato di Formula 1 dove, ad oggi, occupa la quinta posizione nel campionato costruttori e per il futuro punta a migliorare ancora, scalando posizioni anno dopo anno, con l’obiettivo di diventare sempre più un riferimento assoluto. Ricordiamo che anche altri protagonisti del settore auto puntano a entrare in Formula 1.

Tutti i dettagli aggiuntivi saranno svelati, nel corso dei prossimi mesi, tramite gli account ufficiali di Alpine e Gucci. Nel frattempo, vi lasciamo qui di sotto il post su Instagram con cui Alpine ha annunciato la partenza della nuova partnership che, come detto, entrerà in vigore dal 2027.

Visualizza questo post su Instagram

Le parole dei protagonisti

La nuova collaborazione è stata commentata da diversi protagonisti, a partire da Francesca Bellettini, Presidente e CEO di Gucci, che ha utilizzato le seguenti parole per descrivere l’accordo:

“La partnership con Alpine Formula One Team inaugura un nuovo capitolo nella nostra storia: Gucci è il primo luxury fashion brand a diventare Title Partner in Formula 1. Questo riflette la nostra ambizione e il ruolo che vogliamo ricoprire su questo palcoscenico”

È interessante anche l’intervento di Luca de Meo, CEO di Kering, gruppo internazionale di Gucci, ed ex CEO del Gruppo Renault, con cui ha guidato il ritorno del marchio Alpine nel mondo delle competizioni :

“La Formula 1 si è spinta ben oltre lo sport, affermandosi come una delle piattaforme di contenuto premium più potenti al mondo: ogni stagione raggiunge oltre 1,5 miliardi di persone e continua ad attrarre un pubblico in forte espansione, più giovane e sempre più femminile.”

François Provost, CEO di Renault Group, ha, invece, evidenziato un aspetto chiave della partnership che potrà dare lustro ulteriore ad Alpine:

“Per il Gruppo Renault, storico costruttore di Formula 1, rappresenta un asset strategico a sostegno dell’ambizione di Alpine: costruire notorietà, desiderabilità e influenza nei mercati, raggiungendo al contempo nuovi pubblici e le nuove generazioni”

A chiudere la rassegna di dichiarazioni dei protagonisti che hanno portato all’accordo di partnership ci sono le parole di Flavio Briatore, Executive Advisor di Alpine Formula One Team. Il manager ha voluto concludere:

“Avere un brand del calibro di Gucci come Title Partner di Alpine Formula One Team è qualcosa di cui sono enormemente orgoglioso. Ma non è tutto: sono altrettanto entusiasta delle possibilità che questa partnership porta con sé e dei grandi traguardi che potremo raggiungere insieme a livello globale”

Data articolo: Wed, 27 May 2026 13:50:08 +0000
News n. 20
Mercato auto, immatricolazioni in crescita in Europa ad aprile 2026

Continua il buon momento per il mercato auto europeo. Il mese di aprile 2026, infatti, si è chiuso con immatricolazioni in netta crescita e anche il parziale annuo (periodo gennaio – aprile 2026) è positivo. In questo contesto, uno dei Paesi che sta trascinando il mercato europeo è proprio l’Italia, che sta vivendo un periodo molto positivo in termini di nuove immatricolazioni. Di seguito andremo ad analizzare tutti i dati forniti da ACEA in merito all’andamento del mercato.

Un aprile in crescita

I dati sulle immatricolazioni registrate nel corso del mese di aprile 2026 sono molto positivi e confermano la crescita generalizzata del settore. Il mercato Ue, infatti, ha registrato 972 mila unità immatricolate, con un incremento del 5,1% su base annua.

Estendendo l’analisi al mercato europeo e, quindi, considerando anche i Paesi Efta e il Regno Unito, il totale di unità immatricolate è pari a 1,152 milioni con un incremento del 7% su base annua. In entrambi i casi, si tratta di numeri molto positivi per il settore.

In questo contesto, l’Italia batte il mercato europeo, registrando una crescita percentuale dell’11,6% su base annua ad aprile, con un totale di 155 mila unità immatricolate. Per approfondire i risultati del nostro Paese potete dare un’occhiata all’articolo dedicato all’andamento delle immatricolazioni in Italia.

A trascinare la crescita dell’Europa sono, principalmente, le auto elettrificate. In particolare, le auto elettriche sono in crescita, con un ottimo +38,3% e ben 255 mila unità immatricolate. Dati positivi anche per le ibride plug-in, che registrano un incremento del 20,3% per un totale di 118 mila unità immatricolate.

Ricordiamo che già nei giorni scorsi abbiamo analizzato l’andamento del mercato europeo per quanto riguarda le auto elettriche, evidenziando una sostanziale crescita del settore per quanto riguarda i modelli a zero emissioni.

I dati del 2026

Gli ultimi dati sul mese di aprile del 2026 ci permettono di aggiornare i dati sul cumulato annuo e, quindi, sul periodo compreso tra gennaio e aprile 2026. In questo caso, il mercato Ue è cresciuto del 4,2%, con un totale di 3,794 milioni di immatricolazioni. Dati positivi anche per tutto il mercato europeo, con 4,672 milioni di unità immatricolate e un incremento del 4,8% su base annua. Anche in questo caso, le elettriche (+29,1% ma +33,8% in Ue) e le ibride plug-in (+29%) stanno trascinando il mercato.

I gruppi

A guidare il mercato europeo (Ue + Efta + UK) è sempre il Gruppo Volkswagen che ha chiuso il primo quadrimestre dell’anno con un totale di 1,2 milioni di unità immatricolate e una crescita del 2,1% su base annua, per un market share complessivo del 25,7%.

Fa meglio Stellantis, che cresce del 7,1% su base annua, confermandosi al secondo posto con un totale di 740 mila unità immatricolate e un market share del 15,8%. Terza posizione per Renault. Il gruppo francese ha raggiunto quota 425 mila unità vendute ma cala del 6,5%.

In calo anche il gruppo Hyundai, quarto con 348 mila unità vendute e un calo del 2,4%. Quinta posizione per BMW, che si ferma a 327 mila unità vendute, con un incremento delle vendite del 2,1%. Il gruppo bavarese ha superato Toyota (-2,3%), che lo scorso anno occupava il quinto posto per volumi complessivi dopo i primi quattro mesi.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 13:00:51 +0000
News n. 21
Mercedes-Benz GLC, il modello full electric di maggior successo nella storia della Stella

Il panorama della mobilità elettrica premium ha un nuovo punto di riferimento che porta il nome di un modello dalla fama consolidata: la Mercedes-Benz GLC. Recentemente, la Casa di Stoccarda ha annunciato un traguardo senza precedenti per la sua divisione a zero emissioni, confermando che la nuova versione full electric della GLC è diventata il modello a batteria di maggior successo nella storia del marchio. In soli 100 giorni dalla sua commercializzazione, il SUV ha registrato un volume di ordini superiore a qualsiasi altra vettura elettrica precedentemente lanciata dall’azienda, segnando un punto di svolta nella strategia di elettrificazione della Stella.

Un’eredità di successo

Il successo della GLC non nasce nel vuoto, ma poggia su basi solide costruite in quasi vent’anni di storia. Sin dal debutto della sua antenata, la GLK nel 2008, questo modello ha rappresentato il bestseller globale di Mercedes-Benz. In Italia, il legame con il pubblico è particolarmente profondo, come dimostrato dalle 100.000 unità immatricolate festeggiate lo scorso novembre. Con l’introduzione della variante 100% elettrica, il marchio non si è limitato a cambiare propulsore, ma ha introdotto un nuovo linguaggio stilistico e tecnologie di trazione all’avanguardia, unite a un sistema operativo proprietario che eleva le prestazioni e l’efficienza a livelli inediti per il segmento.

La strategia tra motore e piattaforma

Uno degli aspetti più interessanti del debutto della GLC elettrica risiede nella visione industriale adottata dal Gruppo. Come spiegato da Marco Terrusi, Head of Sales di Mercedes-Benz Cars Italia, la scelta di mantenere le motorizzazioni tradizionali sull’attuale piattaforma pur lanciando la versione BEV si è rivelata vincente. Terrusi ha infatti dichiarato che questa impostazione permette di offrire ai clienti “il miglior matrimonio motore-piattaforma, sia nel mondo endotermico che in quello full electric, senza compromessi né rinunce in termini di prestazioni, piacere di guida e abitabilitàâ€.

Questa filosofia ha permesso alla GLC elettrica di non essere percepita come una “scelta obbligata” o di ripiego, ma come una proposta superiore che non sacrifica lo spazio o il dinamismo tipico dei modelli termici del marchio.

Analisi del mercato

I dati relativi ai primi tre mesi di vendite evidenziano dinamiche di mercato estremamente positive. Da un lato, si registra un significativo tasso di conquista da altri marchi concorrenti; dall’altro, emerge una forte tendenza di conversione interna. Molti clienti storici, già possessori di versioni endotermiche della GLC, stanno decidendo di passare alla nuova proposta full electric.

Un fattore determinante in questa transizione è rappresentato dalla competitività economica. Secondo quanto riportato dai vertici di Mercedes-Benz Italia, i clienti hanno mostrato di apprezzare il fatto che, a parità di prestazioni, “i prezzi tra endotermico ed elettrico siano oggi addirittura più vantaggiosi nella scelta BEVâ€. Questo posizionamento di prezzo sta abbattendo una delle barriere storiche all’acquisto delle auto elettriche, rendendo la scelta ecologica anche la più conveniente dal punto di vista finanziario.

Prospettive future

L’accoglienza del mercato italiano è stata talmente entusiasta da saturare rapidamente la capacità produttiva allocata per il nostro Paese. Ad oggi, il portafoglio ordini è già arrivato a coprire le consegne previste per il prossimo autunno, occupando gran parte delle quote disponibili per l’intero 2026.

Con la nuova GLC elettrica, Mercedes-Benz sembra aver trovato la formula perfetta per traghettare i suoi clienti più fedeli verso il futuro della mobilità, combinando la tradizione di un modello bestseller con l’innovazione tecnologica più spinta. Il risultato è un veicolo che non solo rispetta l’ambiente, ma si impone come il nuovo standard di riferimento per ordini e gradimento nella storia elettrica della Stella.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:20:44 +0000
News n. 22
Motore Mercedes F1 illegale, perché la nuova regola FIA cambia tutto dal 1° giugno

Da ieri sera nel mondo della Formula 1 si è riaccesa la polemica sul presunto “motore Mercedes illegaleâ€. Dove? Sui social, ovviamente, e la voce che gira è che la power unit di Brackley sfrutti una zona grigia del regolamento 2026 per ottenere più potenza rispetto ai rivali. In realtà, però, non si tratta di una scoperta improvvisa né di una vera irregolarità accertata

Cosa dicono Ferrari, Honda e Audi

Il tema riguarda il nuovo regolamento tecnico delle power unit 2026, che ha abbassato il rapporto di compressione massimo del motore da 18:1 a 16:1. Secondo Ferrari, Honda, Audi e altri rivali, Mercedes avrebbe trovato un modo per rispettare il limite “a freddo†durante i controlli FIA, ma ottenere un valore più elevato quando il motore raggiunge le temperature operative in pista.

La teoria si basa sull’espansione termica dei componenti interni del motore. In pratica, il propulsore sarebbe perfettamente conforme nei test statici previsti dal regolamento, ma potrebbe modificare il proprio comportamento una volta in esercizio, generando un vantaggio prestazionale. Alcune stime circolate parlavano addirittura di due o tre decimi al giro.

Il parere della FIA sul motore Mercedes

Ovviamente un giudice che fa i giochi c’è, ed è la FIA. Infatti, la Federazione non ha mai dichiarato illegale il motore Mercedes. Anzi, già a febbraio Toto Wolff aveva spiegato che tutte le comunicazioni con la Federazione erano state “trasparenti e positiveâ€, accusando i rivali di cercare pressione politica più che tecnica.

La Federazione stessa ha ammesso che il regolamento presentava un’area poco chiara e per questo ha deciso di intervenire modificando i criteri di controllo. A fine febbraio il World Motor Sport Council ha approvato un compromesso: dal 1° giugno 2026 il rapporto di compressione verrà verificato sia a freddo sia a temperatura operativa, mentre dal 2027 i controlli saranno effettuati direttamente in condizioni di utilizzo reale.

Questo significa che il tema era noto da tempo all’interno della Formula 1 e che non esiste alcuna “bomba†scoperta nelle ultime ore. Semplicemente, il 1° giugno è quasi arrivato.

Le polemiche dopo il cambio Regolamento: la Brawn Gp e ancora Mercedes

Bisogna dire che le polemiche tecniche in F1 sono tipiche all’inizio di ogni nuova era regolamentare. Mercedes, storicamente, è spesso riuscita a interpretare meglio i cambiamenti tecnici (come avvenne nel 2014 con l’introduzione delle power unit ibride).

Due esempi perfetti sono il “double diffuser†del 2009 e il sistema DAS Mercedes del 2020. Entrambi nacquero subito dopo grandi cambi regolamentari e in entrambi i casi i rivali parlarono di soluzioni “illegaliâ€, salvo poi vedere la FIA dichiararle regolari almeno per una stagione.

Il “double diffuser†fu introdotto da Brawn GP, insieme a Toyota e Williams, nel 2009. Quell’anno la FIA aveva rivoluzionato l’aerodinamica per ridurre il carico e facilitare i sorpassi. Alcuni team interpretarono il regolamento in modo letterale, mentre Brawn trovò una zona grigia creando un diffusore posteriore “a doppio piano†che generava molto più carico aerodinamico. Ferrari, Renault e Red Bull protestarono immediatamente sostenendo che la soluzione violasse lo spirito delle regole.

La FIA però respinse i reclami e successivamente il Tribunale d’Appello confermò la legalità del sistema. Quella scelta cambiò completamente la stagione. Brawn dominò l’inizio del campionato e Jenson Button vinse il titolo mondiale. Solo mesi dopo tutti gli altri team riuscirono a copiare il concetto.

Il secondo esempio è il DAS (“Dual Axis Steeringâ€) sviluppato da Mercedes-AMG Petronas Formula One Team nel 2020. Con il volante il pilota poteva modificare la convergenza delle ruote anteriori tirando o spingendo il piantone dello sterzo. Il sistema migliorava gestione gomme e velocità sui rettilinei. Quando comparve nei test invernali, Red Bull parlò subito di possibili irregolarità e presentò protesta ufficiale al GP d’Austria.

Anche in questo caso, però, la FIA stabilì che il sistema fosse conforme al regolamento 2020. La Federazione decise comunque di vietarlo dall’anno successivo modificando le norme tecniche.

È una dinamica tipica della Formula 1. Una soluzione nasce in una zona grigia, viene considerata legale perché non esplicitamente vietata, e solo dopo il regolamento viene riscritto per impedirla.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:14:03 +0000
News n. 23
Genesis, il lusso coreano incontra il golf

Dalla strada al green, Genesis porta in Italia una nuova idea di lusso automobilistico: discreto, sofisticato e profondamente ispirato all’ospitalità coreana. In un contesto dove il golf diventa simbolo di stile di vita, il brand coreano presenta tre modelli elettrici che raccontano un modo diverso di vivere l’auto premium: GV60, GV70 ed G80.

Il golf come esperienza di stile

Non è un caso che Genesis abbia scelto il mondo del golf come uno dei suoi territori naturali. Il brand è da anni protagonista del PGA Tour e del Genesis Scottish Open, eventi che incarnano perfettamente la filosofia “Son-nimâ€, il concetto coreano dell’ospite trattato con riguardo assoluto.

Nel golf, come nel design Genesis, conta l’equilibrio. Il gesto preciso, il silenzio, la cura dei dettagli. Tutto ciò si riflette nelle linee “Athletic Eleganceâ€, il linguaggio stilistico del marchio che unisce superfici pulite, proporzioni eleganti e presenza scenica senza eccessi. Genesis non vuole stupire con ostentazione. Preferisce conquistare con la raffinatezza. Un approccio quasi sartoriale, che ricorda l’atmosfera di una clubhouse esclusiva immersa nel verde.

GV60, il SUV elettrico compatto dal carattere sportivo

Genesis GV60 è il modello più dinamico e giovane della gamma. Un SUV compatto premium 100% elettrico che punta su design, tecnologia e piacere di guida. Le sue proporzioni scolpite e atletiche dialogano con dettagli futuristici come la celebre Crystal Sphere, il selettore rotante che si illumina nell’abitacolo trasformandosi quasi in un oggetto di design.

A bordo domina un’atmosfera minimalista ma sofisticata, fatta di pelle Nappa, superfici morbide e tecnologie intuitive. Sul fronte tecnico, GV60 arriva fino a 490 CV con architettura a 800 Volt, autonomia fino a 561 km e ricarica ultra-rapida dal 10 all’80% in appena 18 minuti. Interessante anche l’approccio alla personalizzazione: nove colori carrozzeria, tre tonalità opache e cinque ambienti interni in pelle Nappa.

Electrified GV70, il comfort che incontra la precisione

Electrified GV70 rappresenta probabilmente il punto di equilibrio perfetto della gamma Genesis. È un SUV di segmento D elegante, spazioso e raffinato, pensato per chi vuole viaggiare molto senza rinunciare al comfort assoluto. Il design resta fedele alla filosofia Athletic Elegance, ma qui tutto appare più maturo e sofisticato. Le proporzioni sono solide, il frontale importante ma mai aggressivo, mentre gli interni sembrano costruiti attorno al benessere dei passeggeri.

La tecnologia lavora con discrezione: riconoscimento tramite impronta digitale, Digital Key, retrovisore digitale, i-Pedal e sistemi avanzati di assistenza alla guida convivono in modo naturale con materiali ricercati e una cura quasi maniacale per i dettagli.

Anche qui la scheda tecnica è importante: 490 CV in modalità Boost, batteria da 84 kWh, trazione integrale e autonomia fino a 479 km. La ricarica dal 10 all’80% richiede circa 19 minuti grazie alla piattaforma a 800 Volt. È il SUV pensato per chi ama il viaggio lungo, il weekend fuori città, il silenzio di un trasferimento elegante verso un resort o un campo da golf immerso nella natura.

Electrified G80, il lusso discreto di chi non ha bisogno di apparire

Se GV60 è la più sportiva e GV70 la più versatile, Electrified G80 è la vera ammiraglia filosofica di Genesis. Una berlina elettrica che interpreta il lusso con misura e raffinatezza. Non a caso il claim scelto dal brand è “Il lusso di chi non vuole apparireâ€. Qui tutto ruota attorno all’esperienza a bordo. L’abitacolo diventa un salotto silenzioso, con sedili relax, materiali premium, illuminazione ambientale e un impianto Bang & Olufsen a 17 altoparlanti che trasforma ogni viaggio in un’esperienza immersiva. La tecnologia non invade mai lo spazio. Accompagna.

I comandi soft touch, le manopole zigrinate, il display OLED panoramico da 27 pollici e i sistemi di assistenza sono integrati con eleganza quasi invisibile. La motorizzazione elettrica sviluppa 370 CV con autonomia fino a 570 km e ricarica ultra-rapida in circa 25 minuti. È un’auto che sembra pensata per chi considera il tempo un lusso vero. Manager, professionisti, appassionati di design e clienti che cercano un’eleganza meno urlata rispetto ai tradizionali marchi premium europei.

Un nuovo lusso, tra Corea e Italia

Genesis arriva in Italia con una visione molto precisa: costruire un’esperienza premium diversa, più umana e meno ostentata. Dopo Padova, il brand aprirà anche a Roma, avviando uno sviluppo progressivo della rete italiana. Genesis sceglie un approccio elegante, con tanta qualità percepita, comfort autentico e l’attenzione quasi artigianale verso il cliente.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:13:45 +0000
News n. 24
Revisione della patente di guida: motivi, tempi, esami e sanzioni

La revisione della patente di guida non va confusa con il rinnovo periodico perché è un procedimento amministrativo che serve a verificare se il titolare della licenza di guida possieda ancora i requisiti psicofisici e l’idoneità tecnica necessari per guidare in sicurezza.

La base normativa è l’articolo 128 del Codice della Strada, secondo cui gli uffici competenti della Motorizzazione civile e il prefetto nei casi previsti dagli articoli 186 e 187, possono disporre la revisione quando sorgono dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici, psichici o tecnici del conducente. La norma prevede che il titolare della patente possa essere sottoposto a visita medica davanti alla Commissione medica locale oppure a esame di idoneità.

Revisione patente e rinnovo, due cose diverse

Il rinnovo della patente è la conferma di validità del documento, legata all’età del conducente e alla categoria posseduta. La revisione interviene quando l’amministrazione ritiene necessario controllare di nuovo se quella persona sia ancora in grado di guidare.

Un automobilista può rinnovare la patente per anni e poi ricevere un provvedimento di revisione dopo un incidente, una violazione grave o una segnalazione sanitaria. Allo stesso modo, un conducente giovane e con patente non ancora vicina alla scadenza può essere chiamato a revisione se emergono dubbi sulla sua preparazione tecnica o sulle sue condizioni psicofisiche.

La giurisprudenza amministrativa ha ribadito il carattere cautelare della revisione: si tratta di una misura preventiva, finalizzata a verificare la persistenza dell’idoneità alla guida, non di una sanzione in senso stretto. Il Consiglio di Stato ha confermato che l’amministrazione può disporre la revisione quando il comportamento di guida genera un dubbio sull’idoneità tecnica del conducente, senza dover dimostrare in anticipo la perdita effettiva dei requisiti.

La revisione può scattare in presenza di dubbi sui requisiti fisici e psichici o sull’idoneità tecnica. Il primo caso riguarda la salute del conducente; il secondo riguarda la sua capacità di guidare rispettando le regole e governando il veicolo. Sul piano tecnico, uno dei casi più noti è la perdita totale dei punti della patente. Quando il saldo punti arriva a zero, il conducente deve sottoporsi all’esame di revisione per dimostrare di possedere ancora le conoscenze e le capacità richieste.

La revisione può arrivare anche dopo incidenti gravi, soprattutto quando il sinistro ha provocato lesioni e dalla condotta del conducente emergono dubbi sulla sua capacità di guida. L’articolo 128 prevede quindi casi nei quali la revisione è sempre disposta, come per il conducente minorenne autore materiale di una violazione del Codice della Strada da cui deriva la sospensione della patente.

Un altro terreno delicato riguarda la guida in stato di ebbrezza e la guida dopo assunzione di sostanze stupefacenti. Il prefetto può disporre la revisione nei casi previsti dagli articoli 186 e 187 del Codice della Strada. La riforma introdotta dalla legge 177 del 2024 ha rafforzato il collegamento tra le condanne per guida in stato di ebbrezza e l’obbligo di revisione della patente anche ai fini dell’adeguamento del documento alle prescrizioni previste dalla normativa.

I motivi sanitari che mettono in dubbio l’idoneità alla guida

La revisione della patente può essere disposta anche quando emergono condizioni sanitarie tali da far dubitare della sicurezza alla guida. Tra le situazioni che possono portare a una verifica ci sono patologie visive importanti, disturbi neurologici, crisi epilettiche, problemi cardiaci, diabete con episodi di ipoglicemia, dipendenze da alcol o sostanze, malattie muscolo-scheletriche invalidanti, deficit cognitivi o condizioni psichiatriche incompatibili con una guida sicura.

L’organo chiamato a valutare questi casi è la Commissione medica locale. Le strutture sanitarie territoriali la definiscono come un organo collegiale composto da medici specialisti incaricati di verificare l’idoneità psicofisica alla guida nei casi previsti dal Codice della Strada, compresi rinnovi complessi, patenti speciali, revisioni e situazioni cliniche che possono incidere sulla sicurezza.

Gli attori principali sono la Motorizzazione civile e il Prefetto. La prima gestisce il procedimento amministrativo, notifica il provvedimento, riceve la domanda, organizza gli esami di idoneità e registra l’esito. Il Prefetto interviene nei casi collegati a guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, secondo quanto previsto dal Codice della Strada.

Le forze di polizia e le autorità sanitarie possono segnalare situazioni dalle quali emergono dubbi sull’idoneità alla guida, come un incidente con dinamica anomala, una condotta pericolosa, un malore alla guida, una violazione grave o una relazione medica. Il conducente non sceglie liberamente se sottoporsi o meno alla revisione. Quando riceve il provvedimento deve rispettare i termini indicati. Il mancato adempimento può portare alla sospensione della patente.

Quali esami prevede la revisione

La revisione richiede una visita medica, un esame teorico, una prova pratica o una combinazione di questi accertamenti. Dipende dal motivo del provvedimento. Se il problema riguarda la salute, il conducente viene indirizzato alla Commissione medica locale che può richiedere documentazione clinica, certificati specialistici, esami diagnostici o valutazioni aggiuntive. Al termine dichiara il conducente idoneo, idoneo con limitazioni, idoneo per un periodo più breve rispetto alla validità ordinaria oppure non idoneo.

Se il dubbio riguarda la preparazione tecnica o la condotta di guida, il conducente deve affrontare prove simili a quelle previste per il conseguimento della patente. L’esame teorico avviene con quiz informatizzato.  La prova pratica serve a verificare la capacità effettiva di condurre il veicolo.

Chi riceve il provvedimento deve infine presentare domanda di revisione della patente entro i termini indicati e prenotare l’esame teorico e pratico entro 30 giorni dalla notifica.

I documenti e i costi

Il documento più importante è la notifica del provvedimento di revisione perché da lì derivano obblighi, termini e tipo di accertamento richiesto. A questa si aggiungono documento d’identità, codice fiscale, patente di guida, eventuale certificato medico o documentazione sanitaria richiesta, ricevute dei pagamenti e modulistica della Motorizzazione civile.

Quando la revisione riguarda l’idoneità psicofisica sono richiesti certificato anamnestico, referti specialistici, documentazione relativa a patologie, terapie in corso, esami della vista, valutazioni neurologiche, cardiologiche, diabetologiche o tossicologiche. In caso di revisione tecnica, all’atto dell’esame occorre presentarsi con la patente di guida in originale oppure con l’eventuale provvedimento di sospensione in originale accompagnato dalla notifica del ritiro della patente.

I costi variano in base al tipo di accertamento. Una revisione solo tecnica comporta pagamenti amministrativi e costi legati agli esami. Una revisione sanitaria comprende la visita in Commissione medica locale, eventuali certificati, esami specialistici e documentazione integrativa. I costi sanitari possono salire in base alla complessità della valutazione.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 12:00:46 +0000
News n. 25
Diesel tagliato con oli esausti, scatta il sequestro

In un periodo in cui il costo dei carburanti rappresenta una delle voci di spesa più gravose per le famiglie e le imprese italiane, la qualità di ciò che finisce nei serbatoi delle nostre automobili diventa un tema di cruciale importanza. Tuttavia, una recente operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Milano nell’area di Abbiategrasso ha gettato una luce inquietante su pratiche illecite e pericolose che minacciano non solo le tasche dei consumatori, ma anche la loro incolumità fisica e l’integrità dell’ambiente. Le Fiamme Gialle hanno infatti individuato e rimosso dal mercato oltre 20.000 litri di gasolio “modificato”, un vero e proprio miscuglio chimico destinato a essere venduto al dettaglio come comune carburante per autotrazione.

Una miscela chimica non conforme

L’intervento dei finanzieri ha permesso di isolare una sostanza che, pur essendo venduta come gasolio, aveva ben poco a che fare con il prodotto raffinato a norma di legge. Il combustibile è stato prelevato e sottoposto a meticolose analisi presso il laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), i cui esiti hanno confermato i peggiori sospetti degli inquirenti. Il liquido sequestrato è risultato essere non conforme alla normativa vigente, presentando caratteristiche chimico-fisiche anomale e potenzialmente distruttive per i moderni motori diesel.

In particolare, le analisi hanno evidenziato un punto di infiammabilità estremamente elevato, un parametro tecnico fondamentale per garantire la corretta combustione all’interno del motore e la sicurezza durante il trasporto e lo stoccaggio. Questa alterazione non è stata causata da un errore di raffinazione, ma da una deliberata miscelazione del gasolio con solventi, benzine e oli vegetali esausti. Si tratta di una sorta di “cocktail di scarto” creato per gonfiare i volumi di vendita e massimizzare i profitti in modo illecito.

Le ragioni della frode: l’evasione delle accise

Dietro questo spregiudicato esperimento chimico si nasconde una precisa strategia criminale volta a colpire le casse dello Stato. Questi “mix” abusivi vengono effettuati principalmente per aggirare la normativa sulle accise che gravano sui prodotti energetici. Utilizzando componenti meno tassate o totalmente esenti (come gli oli vegetali esausti o certi solventi industriali), i responsabili della frode riescono a immettere sul mercato un prodotto a un costo industriale bassissimo, vendendolo però ai prezzi correnti di mercato. Questo meccanismo genera una concorrenza sleale nei confronti dei distributori onesti e sottrae ingenti risorse all’erario, danneggiando l’intera collettività.

I rischi per l’automobilista e l’ambiente

Oltre al danno economico, la vendita di carburante alterato rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza della circolazione stradale. I motori di ultima generazione, estremamente sensibili alla qualità del combustibile, possono subire danni irreparabili al sistema di iniezione e alle pompe a causa dei residui lasciati dai solventi o dalle impurità degli oli esausti. In casi estremi, l’alterazione del punto di infiammabilità può aumentare drasticamente il rischio di incendi o esplosioni, mettendo a rischio la vita di chi si trova alla guida o nelle vicinanze del veicolo.

Non meno grave è l’impatto ambientale: la combustione di questi miscugli non autorizzati produce emissioni allo scarico non controllate, con un potenziale rischio per l’ambiente derivante dalla dispersione di sostanze chimiche nocive che non verrebbero prodotte da un gasolio standard.

Le conseguenze legali

Al termine degli accertamenti, la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro del gasolio ancora presente nella cisterna del distributore, impedendo che ulteriori automobilisti rimanessero vittime del raggiro. Il gestore dell’impianto è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria con la pesante accusa di frode nell’esercizio commerciale. L’indagine di Abbiategrasso conferma l’importanza di un controllo costante sulla filiera dei carburanti, fondamentale per proteggere i cittadini da chi tenta di trasformare una risorsa energetica essenziale in uno strumento di profitto illegale e pericoloso.

Data articolo: Wed, 27 May 2026 10:25:28 +0000


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