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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 25 aprile 2026 le autostrade italiane registrano una situazione di traffico intenso con code e rallentamenti diffusi in varie tratte, alcuni causati da incidenti e altri da lavori in corso. Tra gli eventi più significativi segnaliamo una coda per incidente sulla A8 tra lo svincolo Lainate-Arese e il bivio A8/A9 Lainate-Chiasso, e code a tratti di ben 38,6 km tra Pistoia e Lucca est sulla A11 per traffico intenso.

A1 Milano-Napoli



11:38 – Coda in uscita a Modena Nord
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni



11:33 – Traffico Rallentato tra Roma sud e Monteporzio Catone
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Autostrada Milano-Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 10.2 al chilometro 14.9 per una lunghezza di 4.7 km.



11:21 – Traffico Rallentato tra Calenzano e Bivio A1-Variante
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 267.0 al chilometro 270.0 per una lunghezza di 3.0 km.



10:59 – Coda in uscita a Orte
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni



10:45 – Code a tratti tra Magliano Sabina e Orte
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta copre i chilometri da 491.3 a 497.0 per una lunghezza di 5.7 km.

A4 Torino-Trieste



11:53 – Coda in uscita a Bergamo
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni



11:24 – Code a tratti tra Sesto San Giovanni e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta copre i chilometri da 126.2 a 136.5 per una lunghezza di 10.3 km.

A7 Milano-Genova



11:49 – Coda tra Ronco Scrivia e Busalla
Coda per lavori
Direzione Genova
La tratta copre i chilometri da 109.6 a 106.5 per una lunghezza di 3.1 km.

A8 Milano-Varese



12:03 – Coda tra Svincolo Lainate-Arese e Bivio A8/A9 Lainate-Chiasso
Coda per incidente
Direzione Varese
La tratta copre i chilometri da 10.0 a 8.0 per una lunghezza di 2.0 km.

A11 Firenze-Pisa Nord



11:31 – Code a tratti tra Pistoia e Lucca est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Pisa
La tratta copre i chilometri da 66.0 a 27.4 per una lunghezza di 38.6 km.

A14 Bologna-Taranto



11:40 – Code a tratti tra Bologna Fiera e Imola
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta copre i chilometri dal 50.1 al 15.5 per una lunghezza di 34.6 km.

A24 Roma-Teramo



11:23 – Coda tra Innesto Complanare A24 e Lunghezza
Coda per traffico intenso
Direzione Superstrada Teramo Mare
La tratta va dal chilometro 8.0 al chilometro 7.1 per una lunghezza di 0.9 km.



11:21 – Coda tra Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La tratta copre i chilometri da 7.3 a 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.



11:18 – Traffico rallentato tra Roma est e Tivoli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Superstrada Teramo Mare
La tratta copre i chilometri da 12.42 a 8.012 per una lunghezza di 4.408 km.

A26 GE-Voltri-Gravell.Toce



12:04 – Code a tratti tra Ovada e Masone
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Genova Voltri
La tratta va dal chilometro 20.0 al chilometro 27.5 per una lunghezza di 7.5 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 10:08:00 +0000
News n. 2
Salone di Pechino: fa il suo debutto la nuova MG4, arriverà anche in Italia

Si presenta al Salone di Pechino la nuova generazione di MG4, segnando un passo in avanti di una vettura che ha già dimostrato ottimi risultati in Europa, in un segmento molto affollato di elettriche compatte. Il brand porta un’evoluzione a 360 gradi per un modello che dovrebbe sbarcare in Italia verso la metà del 2026, aggiornando design, tecnologia e base tecnica. Un progetto che nasce in Europa, sviluppato presso il centro di ricerca e sviluppo in Germania, e che si rivolge chiaramente ai gusti del Vecchio Continente.

Nuovo design

A colpo d’occhio, la nuova MG4 appare più matura, più europea. Le linee diventano meno spigolose rispetto al modello attuale, con un approccio stilistico che mette in secondo piano l’aggressività per lasciare spazio a una maggiore eleganza. Il frontale si presenta pulito, con gruppi ottici ridisegnati, mentre al posteriore rimane presente la distintiva firma luminosa a tutta larghezza, che continua a caratterizzare il modello. Un dettaglio che contribuisce a dare identità alla vettura, mantenendo un filo diretto con la generazione precedente.

Dentro l’abitacolo si respira un’aria diversa. La filosofia è quella della semplicità, ma senza entrare nel mondo del minimalismo. I materiali fanno un salto di qualità e la percezione generale è quella di un ambiente più attento ai dettagli. La tecnologia resta protagonista, con due display dedicati rispettivamente a cockpit e infotainment, ma MG ha scelto di non eliminare del tutto i comandi fisici: manopole e rotori per la climatizzazione rimangono, a beneficio della praticità quotidiana.

Anche lo spazio a bordo sembra migliorare, segno di un lavoro attento sull’ergonomia e sull’ottimizzazione delle volumetrie, aspetti sempre più importanti per chi utilizza l’auto ogni giorno.

Batterie di nuova generazione

Il cuore della nuova MG4 rimane ovviamente elettrico, ma con alcune novità interessanti sul fronte delle batterie e dell’autonomia. Per il mercato europeo sono previste inizialmente due configurazioni:

  • una versione da 150 CV abbinata a una batteria da 43 kWh, capace di percorrere fino a 323 chilometri;
  • una seconda variante da 160 CV con batteria da 53,9 kWh, che porta l’autonomia a circa 415 chilometri.

Numeri già competitivi, ma è nella seconda fase del progetto che si intravede il vero salto tecnologico. Entro la fine dell’anno è infatti attesa una versione più evoluta, dotata di batteria a stato semi-solido da circa 70 kWh, con un’autonomia dichiarata che potrebbe arrivare fino a 537 chilometri. Si tratta di una tecnologia ancora poco diffusa, ma destinata a rappresentare uno dei prossimi passi dell’elettrificazione, grazie a una maggiore densità energetica e a tempi di ricarica potenzialmente più contenuti.

Prezzi e arrivo in Italia

Per quanto riguarda i prezzi italiani, MG non ha ancora comunicato cifre ufficiali. Tuttavia, guardando al mercato britannico, dove i preordini sono già stati aperti, la nuova MG4 parte da poco più di 27.000 euro. Se questo posizionamento dovesse essere confermato anche in Italia, la compatta elettrica cinese potrebbe continuare a giocare un ruolo chiave tra le proposte più interessanti per rapporto qualità-prezzo.

Il debutto commerciale nel nostro Paese è atteso intorno alla metà del 2026, in un momento in cui il mercato elettrico europeo sarà ancora più competitivo rispetto a oggi, mentre la versione con batterie di nuova generazione dovrebbe arrivare verso fine anno.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 09:57:13 +0000
News n. 3
Leapmotor B05 è ora ordinabile in Italia, prezzi e allestimenti

C’è qualcosa di diverso nell’approccio di Leapmotor al mercato europeo. Con la nuova B05, il brand cinese, supportato dalla rete industriale di Stellantis, prova a inserirsi in un segmento dove finora l’elettrico ha faticato a trovare un equilibrio tra costo, prestazioni e piacere di guida. Il risultato è una coupé elettrica a trazione posteriore, con un prezzo di partenza che parte da 26.900 euro. Una cifra che, fino a poco tempo fa, sembrava lontanissima per un’auto con questo carattere.

Dopo il successo della T03, Leapmotor alza quindi l’asticella e punta direttamente al segmento C, con un modello che cerca di mettere insieme design sportivo, tecnologia e dinamica di guida senza compromessi evidenti.

Nata per divertire

La Leapmotor B05 è un progetto che parte da una base ben precisa: offrire piacere di guida. Sotto la carrozzeria troviamo un motore elettrico da 218 CV (160 kW) e 240 Nm di coppia, numeri sufficienti per divertire senza eccessi, in particolare con la coppia immediata fornita dall’elettrico. La potenza viene scaricata solo sull’asse posteriore, una scelta tecnica che punta chiaramente al piacere di guida.

A questo si aggiunge una distribuzione dei pesi perfettamente bilanciata (50:50) e un assetto sviluppato con il contributo dei tecnici Stellantis, segno che il progetto non è stato lasciato al caso. La struttura è stata progettata per garantire un’elevata rigidità torsionale, elemento fondamentale per migliorare stabilità e precisione nella guida. Il tutto porta a una vettura che promette di essere efficiente, ma anche coinvolgente tra le curve, strizzando l’occhio a chi cerca qualcosa in più rispetto alla classica berlina elettrica, come promette l’estetica.

Autonomia e ricarica

Sul fronte tecnico, Leapmotor punta su una soluzione raffinata: la batteria integrata nella struttura del veicolo. La B05 utilizza infatti la tecnologia Cell-to-Chassis (CTC), che trasforma il pacco batterie in un elemento portante del telaio. Questo permette di migliorare sia la rigidità complessiva sia l’efficienza dello spazio interno. Sono previste due configurazioni di capacità e autonomia:

  • una batteria da 56,2 kWh, con autonomia fino a 401 km WLTP;
  • una versione più capiente da 67,1 kWh, che arriva fino a 482 km WLTP.

Numeri che rendono la B05 adatta non solo all’uso quotidiano, ma anche a viaggi più lunghi. Interessante anche la ricarica: la potenza massima in corrente continua arriva fino a 174 kW, permettendo di passare dal 30% all’80% in circa 17 minuti. Un dato che, nella vita reale, può fare la differenza soprattutto nei lunghi spostamenti.

Prezzi e offerta lancio

La gamma si articola su due allestimenti principali: Life e Design, con una struttura semplice e facilmente comprensibile. Il listino parte da:

  • 26.900 euro per la versione Life con batteria da 56,2 kWh;
  • 29.400 euro per la Life con batteria da 67,1 kWh.

In più l’offerta lancio abbassa notevolmente la soglia d’ingresso in caso di permuta o rottamazione. Il prezzo può scendere fino a 22.900 euro, portando la B05 in una fascia di mercato decisamente competitiva. Un posizionamento che mette pressione a molti costruttori tradizionali, soprattutto considerando il rapporto tra prezzo, potenza e dotazione tecnologica.

In arrivo anche la Ultra

E mentre la B05 muove i primi passi sul mercato, Leapmotor guarda già avanti. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe in fase di sviluppo una versione Ultra, caratterizzata da una potenza superiore e da un assetto ulteriormente affinato. Non solo: si parla anche di una possibile variante ibrida, una scelta che potrebbe ampliare ulteriormente il pubblico interessato al modello.

Se confermate, queste evoluzioni dimostrano una cosa: Leapmotor non vuole limitarsi a entrare nel mercato europeo, ma punta a ritagliarsi uno spazio stabile, offrendo una gamma completa e competitiva.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 08:07:23 +0000
News n. 4
Dacia Duster, quattro allestimenti per esprimere ogni personalità

Scegliere una Dacia Duster non è mai stata una semplice questione di budget, ma una scelta di pragmatismo che, con il Model Year 2026, evolve in una dimensione fatta di tecnologia consapevole e design robusto. La nuova gamma si articola su quattro pilastri fondamentali, ognuno pensato per rispondere a una sfumatura diversa del vivere quotidiano, mantenendo quel rapporto qualità-prezzo che ha reso il modello il SUV più venduto a privati in Europa dal 2018.

Essential: il punto di partenza intelligente

Alla base della piramide troviamo l’allestimento Essential, la soglia d’accesso che incarna la filosofia “Value for Money” del brand. È la versione dedicata a chi cerca la sostanza pura, priva di fronzoli ma ricca di affidabilità. Questo allestimento è strettamente legato alla motorizzazione Eco-G 120, il propulsore bifuel benzina-GPL che ha democratizzato il risparmio alla pompa.

Con un prezzo di partenza fissato a 19.900 euro, l’Essential offre tutto ciò che serve per la mobilità moderna, garantendo un’autonomia complessiva che può sfiorare i 1.380 km grazie al doppio serbatoio. È la scelta di chi vede l’auto come uno strumento di libertà, solido e senza complicazioni.

Expression: l’equilibrio e il debutto dell’ibrido

Salendo di un gradino si incontra l’allestimento Expression, vero baricentro commerciale della gamma Duster. Qui il design inizia a farsi più ricercato, con dettagli che sottolineano l’anima outdoor del mezzo, come le protezioni in Starkle, un materiale innovativo composto per il 20% da plastica riciclata che resiste a graffi e urti senza bisogno di verniciatura.

L’allestimento Expression è il primo a sbloccare l’intera potenza della nuova offerta motori:

  • con il motore Mild Hybrid 140, il prezzo parte da 23.150 euro, offrendo un sistema a 48V che riduce i consumi del 10%;
  • per chi punta all’efficienza massima, la versione Full Hybrid 155 (che sostituisce la precedente Hybrid 140) è disponibile a partire da 26.650 euro, permettendo di circolare in città fino all’80% del tempo in modalità elettrica;
  • infine, debutta in questo allestimento l’inedito Hybrid-G 150 4×4, il primo ibrido bifuel a trazione integrale, proposto a 28.500 euro.

Journey ed Extreme: le due anime del top di gamma

Al vertice della gamma Duster si posizionano due allestimenti che offrono interpretazioni opposte ma complementari del SUV: Journey ed Extreme. In occasione del lancio delle nuove motorizzazioni, Dacia ha applicato un leggero ritocco di 50 euro ai listini di queste versioni rispetto al passato, giustificato dall’arricchimento delle dotazioni.

L’allestimento Journey è rivolto a chi non vuole rinunciare al comfort e alla tecnologia nei lunghi viaggi. Le novità per il 2026 includono nuovi abbinamenti per le sellerie, rivestimenti esclusivi e l’introduzione della regolazione lombare di serie per il sedile del conducente. Inoltre, la sicurezza fa un passo avanti: l’Adaptive Cruise Control diventa ora parte della dotazione di serie per tutte le motorizzazioni ibride del livello Journey.

L’allestimento Extreme, invece, parla a chi vive l’auto come compagna di avventure fuori dai sentieri battuti. Esteticamente si distingue per i nuovi cerchi in lega neri, che ne esaltano il look aggressivo e la firma luminosa a forma di Y. Sebbene mantenga la robustezza tipica del brand, l’Extreme offre ora come opzione l’Adaptive Cruise Control per i motori ibridi, permettendo al cliente di modulare la dotazione tecnologica secondo le proprie necessità. Entrambe le versioni beneficiano di finiture senza cromature, una scelta “eco-smart” che riduce l’impatto ambientale rafforzando l’identità moderna della vettura.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 06:00:12 +0000
News n. 5
Sciopero dei trasporti 25 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il 25 aprile 2026 in Italia si registra 1 sciopero a rilevanza nazionale che interessa il settore del trasporto merci. Di seguito, tutti i dettagli aggiornati sulla protesta nazionale e le informazioni utili su orari, categorie coinvolte, sindacati promotori e durata dello stop lavorativo.

Italia: Sciopero nazionale dei trasporti merci

Per il giorno 25 aprile 2026, è stato indetto uno sciopero nazionale che interessa il settore trasporto merci sull’intero territorio italiano. Lo sciopero è iniziato alle 00:00 del 20 aprile e terminerà alle 24:00 del 25 aprile, per un totale di 144 ore consecutive.

La protesta coinvolge tutte le province e regioni d’Italia, senza esclusioni territoriali. Il fermo riguarda i servizi di autotrasporto merci, promosso dal sindacato TRASPORTOUNITO, con la categoria dichiarata come “FERMO NAZIONALE SERVIZI AUTOTRASPORTO MERCI”.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 sono numerosi gli scioperi in Italia che interessano principali settori come il trasporto pubblico locale, il trasporto merci e quello aereo, con mobilitazioni di portata sia nazionale che locale. L’articolo riassume tutte le date e le città coinvolte, indicando tipologia di servizio, orari, categorie e sigle sindacali per ciascuno sciopero programmato esclusivamente nel periodo di aprile 2026.

Sciopero 10 aprile 2026

In tutta Italia, il personale della Soc. ENAV (gestione del traffico aereo nazionale) partecipa a uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, indetto dal sindacato UILT-UIL. Sempre a livello nazionale e nella stessa fascia oraria, sciopera anche tutto il personale della Soc. Techno Sky e degli impianti ENAV ACC Roma e ENAV Aeroporto Milano Malpensa e ENAV ACC Milano (varie RSA e sigle sindacali). Nel medesimo giorno, nelle regioni Veneto, Umbria e Campania è proclamato uno sciopero regionale di 4 ore, dalle 20.01 alle 24.00, per il personale delle società Busitalia Sita Nord ad opera di USB Lavoro Privato e ADL Cobas.

Sciopero 11 aprile 2026

In tutta Italia, il personale della società RFI (Rete Ferroviaria Italiana) impiegato negli impianti di manutenzione infrastruttura, aderisce a due scioperi nazionali di 24 ore, proclamati da Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e da Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano, in Calabria, sciopero di 4 ore, dalle 10.57 alle 14.57, personale della società IAS Autolinee.

Nella città di Napoli, in Campania, sciopero locale di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 per il personale della società EAV.

Nella città di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, sciopero su due fasce: urbano dalle 17.30 alle 21.29, extraurbano dalle 17.15 alle 21.14, per il personale ARRIVA Udine.

Nell’intero territorio nazionale, sciopero di 4 ore all’inizio del turno per il personale Elior Ristorazione addetti ad attività ferroviarie in appalto.

Sciopero 14 aprile 2026

Nella città di Brescia (Lombardia), sciopero di 24 ore per il personale GDA Handling presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari.

In tutta la Sicilia, sciopero regionale del trasporto merci (autotrasporto conto terzi) di 120 ore dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile promosso dal Comitato Trasporto Siciliano.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Milano, in Lombardia, sciopero di 4 ore, dalle 08.45 alle 12.45 per il personale Addabus (trasporto pubblico locale).

Nella zona dello Stretto di Messina, in Sicilia, sciopero marittimo di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.01 per il personale Blujet.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze, in Toscana, sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00 per il personale Gest di Firenze (TPL).

Sciopero 20-25 aprile 2026

In tutta Italia, sciopero nazionale di 144 ore per il settore del trasporto merci, promosso da TRASPORTOUNITO. Il fermo dei servizi di autotrasporto merci inizia alle 00:00 del 20 aprile e termina alle 24:00 del 25 aprile.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone, in Lazio, sciopero di 24 ore del personale della società Cialone Tour di Frosinone (TPL).

Sciopero 23 aprile 2026

In tutta la Calabria, sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 10.00 alle 17.59 che coinvolge il personale RFI – Sala Circolazione e Orario di Reggio Calabria e Unità Circolazione Calabria.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano e provincia (Lombardia), sciopero del trasporto pubblico locale di 8 ore con modalità differenziate per ATM, NET Trezzo, NET Monza e Funicolare Como Brunate.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia): sciopero TPL di 4 ore, dalle 17.30 alle 21.30 per il personale STP.

Nella città di Napoli (Campania): sciopero TPL di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30 per il personale AIR Campania.

Nella città di Corigliano-Rossano (Calabria): sciopero TPL di 24 ore per il personale IAS Autolinee.

Nella città di Firenze (Toscana): sciopero TPL di 4 ore, dalle 17.30 alle 21.30 per il personale Autolinee Toscane Bacino Firenze.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 23 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 24 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 25 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 25 aprile 2026, facciamo il punto sui prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana sulla base dell’ultimo dato ufficiale disponibile: benzina self a 1.786 euro, gasolio self a 2.117 euro, GPL servito a 0.904 euro, metano servito a 1.596 euro. In questo articolo trovi una sintesi chiara dei valori aggiornati, una tabella di consultazione rapida e un approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa tra componente fiscale e componente industriale, per capire da cosa dipendono le variazioni quotidiane e quali fattori incidono maggiormente sui rifornimenti in viaggio.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento disponibile dai dati ufficiali: 24-04-2026.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.786 €
Gasolio SELF 2.117 €
GPL SERVITO 0.904 €
Metano SERVITO 1.596 €

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina: il prezzo alla pompa si suddivide in due grandi blocchi. La componente fiscale vale il 58% del prezzo finale ed è composta principalmente da accise e IVA: si tratta della parte più rilevante e, per definizione, non direttamente influenzabile dagli operatori. La componente industriale pesa invece il 42% ed è ripartita tra costo della materia prima (30% del prezzo) e margine lordo (12%). Il costo della materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali, che recepiscono dinamiche globali di domanda e offerta, tensioni geopolitiche, cicli stagionali e livelli delle scorte. A questo si aggiunge l’effetto del cambio euro/dollaro: poiché le transazioni avvengono tipicamente in dollari, un euro più debole rende più caro l’approvvigionamento, mentre un euro più forte attenua la spinta al rialzo. Il margine lordo, pari al 12%, comprende logistica, stoccaggio, trasporto, costi operativi della rete e il margine commerciale. È l’area sulla quale l’operatore può intervenire per modulare il prezzo finale in funzione della concorrenza locale, dei flussi di traffico, dei costi specifici del punto vendita e delle strategie promozionali. Nel complesso, quindi, le variazioni quotidiane del prezzo della benzina derivano dall’intreccio tra un quadro fiscale stabile e una parte industriale sensibile a mercati, cambi e politiche commerciali.

Gasolio: la struttura del prezzo presenta pesi differenti rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale pesa il 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e l’andamento del cambio euro/dollaro: oscillazioni dei listini esteri e movimenti valutari possono tradursi rapidamente in aggiustamenti al distributore, specie in fasi di elevata volatilità. Il margine lordo vale il 10% e copre attività di logistica, distribuzione, esercizio degli impianti e il margine commerciale. È la leva su cui i gestori possono agire per adeguare il prezzo alla pompa al contesto competitivo, ai volumi serviti (il gasolio è molto utilizzato da trasporto merci e flotte) e ai costi operativi specifici. La maggiore incidenza della componente industriale sul gasolio implica che le dinamiche dei mercati energetici e del cambio possano risultare particolarmente visibili nelle variazioni settimanali. Al tempo stesso, il peso non trascurabile della fiscalità contribuisce a stabilizzare il quadro nel medio periodo. In sintesi, per il gasolio le forze che muovono il prezzo sono l’equilibrio tra mercati globali, cambio valutario e politiche commerciali, con il margine che consente gli aggiustamenti più immediati sul territorio.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.741 per la benzina, 2.066 per il diesel, 0.809 per il gpl, 1.587 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.062
Benzina SELF 1.737
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.511

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.080
Benzina SELF 1.765
GPL SERVITO 0.765
Metano SERVITO 1.567

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 1.767
GPL SERVITO 0.857
Metano SERVITO 1.757

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.073
Benzina SELF 1.753
GPL SERVITO 0.831
Metano SERVITO 1.645

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.059
Benzina SELF 1.742
GPL SERVITO 0.777
Metano SERVITO 1.541

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.063
Benzina SELF 1.734
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.549

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.078
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.544

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.051
Benzina SELF 1.731
GPL SERVITO 0.788
Metano SERVITO 1.695

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.062
Benzina SELF 1.737
GPL SERVITO 0.871
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.058
Benzina SELF 1.726
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.559

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.051
Benzina SELF 1.726
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.529

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.072
Benzina SELF 1.759
GPL SERVITO 0.811
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.061
Benzina SELF 1.724
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.566

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.067
Benzina SELF 1.748
GPL SERVITO 0.775
Metano SERVITO 1.639

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.079
Benzina SELF 1.740
GPL SERVITO 0.859

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.067
Benzina SELF 1.733
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.601

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.807
Metano SERVITO 1.554

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.059
Benzina SELF 1.739
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.546

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.069
Benzina SELF 1.742
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.050
Benzina SELF 1.728
GPL SERVITO 0.796
Metano SERVITO 1.515

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Toyota Yaris Cross, ecco i prezzi del restyling

Milano, capitale del design e della moda, è stata scelta come palcoscenico ideale per il debutto della nuova Toyota Yaris Cross, un SUV compatto che ha saputo conquistare il mercato europeo e italiano sin dal suo esordio nel 2021. In occasione della Milano Design Week, Toyota ha svelato un rinnovamento che punta tutto sull’eleganza e sulla tecnologia, restando fedele alla filosofia del kaizen, ovvero il miglioramento continuo.

La vettura, prodotta negli stabilimenti francesi di Valenciennes, si presenta con un’estetica più raffinata, dominata da una nuova griglia anteriore a nido d’ape e da gruppi ottici a LED ridisegnati che ne sottolineano il carattere robusto ma sofisticato.

Il Full Hybrid al centro della scena

Sotto il profilo tecnico, la novità più rilevante è la scelta di offrire l’intera gamma esclusivamente con la motorizzazione Full Hybrid 130. Questo sistema, capace di erogare 130 CV (96 kW), garantisce accelerazioni più pronte e una guida fluida, mantenendo consumi ed emissioni ai vertici della categoria (circa 4,4-4,7 l/100 km). Ma è nell’analisi dei prezzi e degli allestimenti che la strategia commerciale di Toyota per il 2026 rivela la sua ambizione di mantenere la leadership nel segmento B-SUV.

Listino prezzi

Il listino della nuova Yaris Cross parte da 29.600 euro per la versione d’ingresso, denominata semplicemente Yaris Cross. Questa soglia d’accesso, tuttavia, diventa molto più competitiva grazie a una promozione che abbassa il prezzo a 24.950 euro in caso di permuta o rottamazione, senza vincoli particolari sull’usato. Salendo di un gradino troviamo l’allestimento Icon, considerato il cuore della gamma, proposto a 32.500 euro per la trazione anteriore (FWD) e a 35.000 euro per la versione a trazione integrale intelligente AWD-i. La Icon arricchisce la dotazione con cerchi in lega da 17’’, luci d’ambiente e il sistema multimediale Toyota Smart Connect con schermo da 10,5’’.

Per chi cerca il massimo della raffinatezza, l’allestimento Premium si posiziona a 35.450 euro (FWD) o 37.950 euro (AWD-i). Qui il comfort incontra la sostenibilità grazie agli interni in Sakura Touch, un materiale sintetico che riduce le emissioni di CO2 del 95% rispetto alla pelle tradizionale. Infine, l’anima sportiva del brand è rappresentata dalla GR SPORT, disponibile solo con trazione anteriore a 36.750 euro, che si distingue per sospensioni ricalibrate, cerchi da 18’’ esclusivi e dettagli ispirati al mondo dei rally di Toyota Gazoo Racing.

La personalizzazione

La personalizzazione gioca un ruolo fondamentale nei costi finali attraverso i pacchetti optional. Ad esempio, il Premiere Pack dedicato alla versione Premium FWD ha un costo di 2.500 euro e include fari Matrix LED, sistema audio JBL a 8 altoparlanti e l’esclusiva colorazione bi-tone Precious Bronze con tetto nero (disponibile a 1.800 euro se si rinuncia al tetto panoramico). Altri pacchetti come l’Easy Pack per la versione base (1.100 euro) o il Comfort Pack per la Icon (1.000 euro) permettono di modulare la dotazione tecnologica secondo le proprie esigenze.

Toyota non dimentica l’accessibilità finanziaria: le offerte prevedono rate da 159 euro al mese per 48 mesi con la formula Toyota Easy Next, oppure canoni di noleggio a lungo termine tramite KINTO a partire da 249 euro + IVA per i professionisti. Con una garanzia che si estende fino a 5 anni sulle componenti ibride, la nuova Yaris Cross si conferma una scelta razionale ed emozionale, pronta a sfidare le strade urbane con uno stile che non passa inosservato.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 05:30:46 +0000
News n. 10
Usura dell’auto in leasing, quando si rischiano addebiti non previsti

Il leasing auto consente di mettersi al volante di un veicolo nuovo, di diluire il costo nel tempo e di rinviare la scelta finale tra riscatto, sostituzione o restituzione. Al momento della riconsegna emerge il nodo del rapporto: distinguere la normale usura dai danni extra-usura, cioè da quei difetti che non rientrano nel fisiologico deperimento del mezzo e che possono trasformarsi in un addebito economico per il cliente.

La cornice giuridica del leasing finanziario prevede che se l’utilizzatore non esercita l’opzione finale di acquisto, il bene venga restituito, mentre la disciplina dello stato del veicolo e degli oneri viene poi rimessa al contratto e alla documentazione collegata.

Non c’è una regola universale valida per ogni contratto e per ogni operatore. A rivelarsi decisivi sono il testo contrattuale, le guide di restituzione adottate dalla società di leasing o noleggio e la verifica concreta effettuata alla riconsegna.

Dove finisce l’usura fisiologica e dove comincia il danno

Qualsiasi auto si deteriora con il tempo, con i chilometri percorsi, con l’esposizione agli agenti atmosferici e con il normale impiego quotidiano. La perdita di qualità estetica e funzionale minima è già incorporata nella logica economica del contratto perché il valore residuo del veicolo a fine rapporto presuppone un certo grado di consumo ordinario.

Il problema nasce quando il difetto supera la soglia della tollerabilità e incide sul valore commerciale del mezzo o sulla sua integrità tecnica. Un piccolo segno superficiale compatibile con l’età del veicolo può essere assorbito nella normale usura, ma una ammaccatura, un graffio profondo, un cerchio lesionato, una bruciatura dell’abitacolo, un rivestimento strappato, una chiave mancante o un accessorio non restituito escono dalla sfera del consumo fisiologico e ricadono nella categoria del danno imputabile al cliente.

Ciò che è coerente con l’uso ordinario non viene addebitato, ciò che richiede ripristino, sostituzione o riduce in modo anomalo il valore del veicolo sì. La distinzione si basa sull’effetto che quel difetto produce. Un segno modesto ma localizzato su una parte tecnologicamente complessa può costare più di un danno visivamente esteso su un elemento semplice. È il caso di paraurti che integrano sensori di parcheggio, telecamere o componenti legati ai sistemi ADAS.

Perché il cliente può essere chiamato a pagare

La società di leasing calcola il contratto sulla base di un valore residuo atteso del veicolo a fine rapporto. Se al momento della riconsegna lo stato effettivo dell’auto è peggiore di quello che ci si poteva aspettare da un uso corretto, il valore del bene scende in misura anomala e quella perdita viene ribaltata sull’utilizzatore. Si tratta delle spese legate a danni e usura oltre il normale utilizzo per cui si demanda alla perizia la quantificazione degli importi e al contratto la disciplina delle condizioni economiche.

Tradotto in modo meno notarile, il cliente paga quando il veicolo non viene restituito nello stato che il contratto considera fisiologico per età, durata e percorrenza. Può avvenire per un danno da urto mai sistemato, per una manutenzione trascurata, per interni deteriorati oltre il ragionevole, per pneumatici in condizioni non compatibili con gli standard richiesti, per documentazione assente o per dotazioni mancanti. A contare non sono solo carrozzeria e meccanica, ma anche il corredo del veicolo, quindi seconda chiave, libretti, eventuali cavi, ruotino, cappelliera, kit specifici e altri accessori consegnati all’origine.

Se durante il contratto si verifica un sinistro e il danno non viene denunciato o non viene gestito secondo le procedure previste, al termine del leasing quel difetto può essere contestato come danno addebitabile.

Il momento decisivo della restituzione

La legge che ha tipizzato la locazione finanziaria stabilisce che in mancanza dell’acquisto finale il bene debba essere restituito. Dopodiché sono il contratto e le procedure applicative a definire come questa restituzione avviene, quali standard debbano essere rispettati e come vengano regolati gli scostamenti.

La riconsegna si accompagna a un verbale e a una rilevazione dello stato d’uso. Le società raccomandano che il veicolo venga restituito pulito e in condizioni tali da rendere visibili eventuali danni per consentire una verifica attendibile. Se l’auto arriva sporca, con difetti difficilmente leggibili o con dotazioni incomplete, il rischio è che la contestazione si allarghi e che il margine di discussione del cliente si restringa. In questa cornice di regole, chi riconsegna un’auto senza aver fotografato in esterni, interni, pneumatici, cristalli, strumenti di bordo e chilometraggio si priva di una difesa.

Perizia preliminare: strumento per evitare sorprese

Per sapere come verrà giudicata la propria auto, una buona strada è programmare una perizia preliminare qualche settimana prima della scadenza oppure nel richiedere una verifica preventiva dello stato del mezzo. Questo passaggio consente di capire quali difetti rischiano di essere classificati come danni e di decidere.

Il vantaggio della perizia anticipata è anche strategico. Se un danno è coperto da una polizza kasko o da una garanzia accessoria attivata sul contratto, la sistemazione anticipata evita un addebito più severo alla chiusura. Se invece il danno è modesto e rientra nella normale usura, la verifica preventiva mette il cliente al riparo da riparazioni inutili.

E siccome non sempre il tariffario dei danni o il catalogo di riconsegna risultano intuitivi, è utile che gli standard di usura e di danno siano noti fin dall’inizio del rapporto o comunque consultabili in modo trasparente.

I casi più ricorrenti in cui il cliente resta esposto

Nella prassi di fine leasing, le contestazioni più frequenti si distribuiscono su un ventaglio molto più ampio. Ci sono i graffi profondi e le ammaccature, certo, ma anche i cristalli scheggiati, i cerchi segnati oltre tolleranza, i sedili macchiati o strappati, le plastiche interne deteriorate, gli pneumatici non conformi, gli accessori non riconsegnati e le chiavi mancanti.

C’è poi il capitolo del chilometraggio, che non coincide con la nozione di danno, ma interagisce con essa. Un’auto con percorrenza superiore a quella contrattualmente prevista può presentare un livello di consumo più accentuato, e questo incide sul giudizio dello stato del mezzo.

E poi, un foro, una bruciatura da sigaretta, una macchia permanente o un elemento interno rotto non hanno nulla di fisiologico, anche se occupano pochi centimetri. Lo stesso vale per componenti mancanti che paiono banali ma nel loro insieme abbassano il valore di rivendita del veicolo.

Cosa controllare prima di firmare e prima di restituire

Prima di firmare, bisogna leggere il canone, la durata e l’eventuale maxi-rata, ma anche tutto ciò che riguarda la riconsegna, gli standard di usura, le spese per danni oltre il normale utilizzo, la presenza di eventuali franchigie assicurative, le procedure di denuncia del sinistro e il contenuto delle guide di stato d’uso. Il costo vero del leasing può riemergere alla fine, sotto forma di conguaglio per difetti o mancanze che il cliente aveva sottovalutato.

Prima della restituzione conviene invece fare un controllo del veicolo. Bisogna verificare carrozzeria, cristalli, ruote, interni, dispositivi elettronici, spie, dotazioni, libretti, doppie chiavi e accessori consegnati all’origine. Occorre inoltre raccogliere prova degli eventuali interventi effettuati, delle denunce di sinistro presentate e delle riparazioni eseguite durante il contratto.

Sul piano pratico la verifica anticipata, magari accompagnata da un confronto con il proprio assicuratore o con l’officina che conosce il veicolo, permette di capire se convenga intervenire prima, denunciare un danno, attivare una copertura esistente oppure prepararsi a contestare un addebito ritenuto sproporzionato.

Data articolo: Sat, 25 Apr 2026 04:00:12 +0000
News n. 11
Che auto guida Carlo Conti, il buon gusto della discrezione

Il successo non gli ha mai dato alla testa e lo si vede anche al volante. Nonostante sia da decenni una colonna portante dei palinsesti Rai, Carlo Conti preferisce farsi circondare da auto semplici, ben realizzate, pertinenti nel contesto urbano. Da uno come lui un po’ te lo aspetti, perché la sobrietà e l’eleganza sono il suo marchio di fabbrica in tutte le avventure televisive, fino all’ultimo Dalla strada al palco – Special, dove occupa la poltrona di giurato.

La signora delle citycar

In alcuni scatti “rubati” dai paparazzi, Carlo Conti appare accanto alla Smart ForTwo, la signora delle citycar, che ha rivoluzionato il modo di intendere gli spostamenti cittadini. Oltre alla 500 d’epoca, guidata il giorno del suo matrimonio con Francesca Vaccaro, il conduttore toscano si avvale di un’altra vettura semplice nell’anima, stregato dalla genialità di una cellula di sicurezza lunga meno di tre metri allo sfarzo di mezzi ingombranti.

Prodotta dal 1998 fino a marzo 2024, la Smart accoglie due persone in un abitacolo spazioso, sorprendentemente date le dimensioni ridottissime. La sua particolare architettura ospita motore e trazione posteriore, con un raggio di sterzata imbattibile e il muso cortissimo permette di conquistare parcheggi impossibili al di fuori della portata dei veicoli più ingombranti.

Tre generazioni distinte scandiscono la storia della piccola biposto. Pannelli in plastica e la celebre cellula Tridion a vista resero la prima serie un oggetto del desiderio, a dispetto di un cambio robotizzato piuttosto pigro. Il secondo atto ha allungato di poco il passo a 273 cm, così da migliorare sicurezza e abitabilità, senza mai perdere l’identità l’originaria, mai messa in discussione nemmeno dalla serie successiva, nata in collaborazione con Renault, la più richiesta sul mercato dell’usato, specie nelle motorizzazioni 1.0 aspirate o 0.9 turbo.

Canto del cigno (almeno fin qui, date le voci sul ritorno) di un modello mitico, il terzo capitolo guadagna larghezza maggiore e un raggio di sterzata imbattibile. L’ultima evoluzione culmina nella variante EQ, versione a zero emissioni dotata di propulsore da 60 kW e batteria da 17,6 kWh, perfetta per lo scatto fulmineo tra i semafori.

Dalla strada al palco – Special: un viaggio nell’arte

Mentre la sua auto ideale lo accompagna con discrezione nel quotidiano, la creatività di Carlo Conti continua a brillare in TV con il successo di Dalla strada al palco – Special. Il programma, nato proprio da un’idea del conduttore fiorentino, torna stasera, venerdì 24 aprile, su Rai Uno per celebrare l’arte autentica dei performer di strada. In questo terzo appuntamento i riflettori si accendono su performance imprevedibili, dove il ritmo della musica si intreccia con il brivido di evoluzioni acrobatiche al limite del possibile.

Ad accompagnare il racconto delle storie dei partecipanti troveremo i cosiddetti “passanti importanti”: oltre a Conti, saranno presenti Mara Venier, Nino Frassica e Bianca Guaccero, pronti a vestire i panni di giudici spontanei. Tra gli ospiti d’eccezione spiccano l’ironia di Enrico Brignano e l’energia di Rocco Hunt, il tutto scandito dal ritmo della band live diretta da Enrico Melozzi. La festa comincia alle 21.30 su Rai Uno, subito dopo Affari Tuoi: un viaggio nell’arte disponibile anche su RaiPlay.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 19:55:54 +0000
News n. 12
ORA 5, il SUV ibrido del marchio di GWM scommette sulla bellezza

Il palcoscenico dell’Auto China 2026, immerso nel tema “Future of Intelligenceâ€, ha visto brillare una stella particolarmente luminosa nel firmamento del Gruppo GWM: il marchio ORA. Non si tratta di una semplice divisione automobilistica, ma di un’idea che fonde l’estetica ricercata con le tecnologie più avanzate del colosso di Baoding. Durante l’evento, ORA ha ribadito con forza il proprio posizionamento come “Global Fashion Boutique Brandâ€, trasformando la presentazione dei nuovi modelli in un vero e proprio Fashion Show che ha saputo catturare l’attenzione di influencer e addetti ai lavori.

ORA 5 Hybrid: Il cuore tecnologico della “Boutique”

Al centro dell’esposizione di GWM, nella posizione stand B5, la GWM ORA 5 Hybrid Edition si è imposta come il modello di riferimento per chi cerca un equilibrio perfetto tra eleganza urbana e prestazioni sostenibili. La vettura non è solo un esercizio di stile, ma un concentrato di ingegneria d’avanguardia basato sulla logica collaborativa di una rete neurale. Grazie a un’architettura innovativa a doppia velocità con trazione diretta, la ORA 5 è in grado di gestire in autonomia la commutazione intelligente tra tre fonti di energia e sei modalità di guida tramite l’uso dell’intelligenza artificiale.

Questa gestione neurale rende l’efficienza e la fluidità uno standard in ogni scenario di guida. I dati tecnici confermano l’efficacia di questa architettura: nel traffico cittadino più intenso, la ORA 5 Hybrid fa segnare consumi record di appena 4,5 litri per 100 km. Grazie a un’efficienza di sistema del 45,2%, che supera significativamente la concorrenza, l’auto garantisce un’autonomia straordinaria che supera i 1.100 chilometri con un pieno, eliminando di fatto ogni ansia da ricarica per i lunghi viaggi.

Prestazioni e fluidità: potenza in kW e CV

Nonostante l’anima ibrida, l’esperienza di guida promessa dalla ORA 5 è estremamente reattiva e paragonabile a quella di un veicolo elettrico premium. Il sistema eroga una potenza totale di 166 kW, che corrispondono a circa 226 CV, garantendo una risposta immediata e senza ritardi. Lo scatto è bruciante per la categoria: la vettura copre lo 0-50 km/h in soli 3,2 secondi, raggiungendo i 100 km/h da ferma in 7,7 secondi.

Il segreto di questa reattività risiede nel cuore pulsante dell’architettura ibrida intelligente, composta da un motore 1.5T dedicato all’ibrido, un modulo di trazione altamente integrato e un pacco batteria ad alta potenza. La fluidità è garantita dalla coordinazione millimetrica tra i due motori, supportata da un sistema di compensazione intelligente della coppia durante i cambi di marcia, rendendo l’erogazione della potenza continua e raffinata.

Qualità certificata e visione futura

Il marchio ORA a Pechino non si è limitato alla sola tecnologia di propulsione. GWM ha voluto sottolineare l’affidabilità dei propri prodotti, ricordando come, nel febbraio 2026, la ORA 03 abbia ottenuto il prestigioso rating Platinum (cinque stelle) CA-CAP per i test di corrosione e durabilità. Questo riconoscimento conferma che la ricercatezza estetica del brand è supportata da una robustezza costruttiva di altissimo livello.

Guardando avanti, il futuro di ORA appare ancora più dinamico e orientato verso una clientela globale. Durante il Salone di Pechino, il brand ha offerto un’anteprima della sua futura gamma di prodotti sportivi fashion, suggerendo che l’eleganza che contraddistingue i modelli attuali verrà presto declinata in varianti più prestazionali e dal carattere spiccatamente sportivo. Con oltre 16 milioni di utenti globali alle spalle del Gruppo GWM e una rete di vendita in continua espansione che conta oltre 1.500 punti all’estero, ORA si candida a diventare il punto di riferimento per una mobilità che non vuole rinunciare né all’intelligenza tecnologica né al calore di un design d’autore.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 15:00:01 +0000
News n. 13
Volkswagen, quattro anteprime mondiali a Pechino: auto sempre più intelligenti

La notte di Pechino si illumina di una luce nuova, quella di un’offensiva tecnologica senza precedenti. In occasione della VW Group Night, svoltasi alla vigilia dell’Auto China 2026, il Gruppo Volkswagen ha svelato la sua strategia per il mercato cinese: un piano imponente che prevede il lancio di 30 modelli elettrificati entro il 2027, destinati a diventare 50 entro il 2030.

Questa narrazione non parla solo di numeri, ma di una metamorfosi profonda che vede l’integrazione di intelligenza artificiale, guida autonoma e partnership locali strategiche. Al centro di questo palcoscenico, quattro modelli emergono come simboli di una nuova era.

ID.Aura T6: la compatta che guarda al futuro

La prima protagonista di questa rivoluzione è la ID.Aura T6, realizzata dalla joint venture FAW-Volkswagen. Si tratta di un SUV elettrico di dimensioni compatte molto atteso, che segna il debutto dell’inedita famiglia ID.Aura. La sua essenza risiede nella China Electronic Architecture (CEA), una piattaforma avanzata sviluppata specificamente per il mercato locale.

Questa base tecnologica non è solo una struttura meccanica, ma un ecosistema digitale che consente aggiornamenti continui over-the-air e funzionalità di guida assistita di livello 2. Esteticamente, il veicolo promette un’integrazione fluida tra hardware e software, preparando il terreno per le tecnologie che vedremo nella seconda metà dell’anno.

ID.Unyx 09: l’ammiraglia intelligente

Accanto al SUV compatto, Volkswagen Anhui ha presentato la ID.Unyx 09, un modello già prossimo alla produzione che sposta l’asticella verso l’alto. Parliamo di una berlina elettrica imponente, lunga ben 5 metri, che combina eleganza e potenza di calcolo. La ID.Unyx 09 è concepita come un salotto digitale itinerante: è dotata di un sistema di calcolo ad alte prestazioni e di un assistente AI che funge da interfaccia intelligente tra uomo e macchina. Anche qui, la sicurezza è garantita da sistemi di assistenza alla guida di livello 2, ma la vera differenza la fa l’interazione naturale con l’utente, rendendo ogni viaggio un’esperienza personalizzata.

Jetta X: l’elettrico per tutti, con stile

Il Gruppo non dimentica il valore dell’accessibilità e lo fa attraverso il marchio Jetta, che punta a mantenere la sua leadership anche nell’era elettrica. La concept car Jetta X introduce un nuovo linguaggio di design e un logo aggiornato, segnando una direzione inedita per il brand. L’obiettivo è ambizioso: lanciare quattro modelli a batteria entro il 2028, con il primo debutto previsto già entro la fine di quest’anno. La Jetta X vuole proporsi come una scelta “intelligente e affidabile” per consumatori di ogni età, dimostrando che il lusso tecnologico e la praticità possono coesistere a prezzi competitivi.

Audi E7X: il vertice della performance premium

Infine, il marchio dei quattro anelli ha presentato l’Audi E7X, il primo SUV premium a batteria sviluppato esclusivamente per il mercato cinese in collaborazione con SAIC. Basato sulla Advanced Digitized Platform, questo SUV di grandi dimensioni incarna la dinamica di guida tipica di Audi, esaltata dalla trazione integrale quattro. Le prestazioni sono di assoluto livello, con varianti di motorizzazione che offrono potenze di sistema di 300 o 500 kW. Ma il vero primato della E7X è tecnologico: segnerà infatti il debutto mondiale e locale della guida automatizzata di livello 3 per Audi.

Oltre il metallo: L’Agente AI

Tutti questi modelli saranno unificati da una visione comune: la Agentic AI for All. Entro la seconda metà dell’anno, i veicoli basati sulla piattaforma CEA integreranno un agente AI di bordo basato su modelli linguistici di grandi dimensioni. A differenza dei comuni assistenti vocali, questo sistema è in grado di prendere decisioni contestuali e compiere azioni complesse attraverso una conversazione naturale, mantenendo però i dati al sicuro all’interno del veicolo. È il primo passo verso il 2027, quando l’architettura CEA 2.0 unificherà definitivamente l’esperienza di guida e la vita a bordo in un unico, potente sistema intelligente.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 14:09:12 +0000
News n. 14
QJMotor SRT 450 RX, arriva in Italia la crossover cinese a un prezzo competitivo

La gamma adventure di QJMotor si amplia con l’arrivo di SRT 450 RX, una proposta di media cilindrata pensata per un utilizzo trasversale tra città, viaggi e percorsi sterrati. Il nuovo modello punta su una dotazione di serie notevolmente accessoriata, rivolgendosi a chi cerca una soluzione equilibrata anche in ottica della patente A2.

Il progetto punta su un posizionamento competitivo sul mercato delle crossover, sempre più affollato per la presenza numerose rivali, con un prezzo che parte da meno di 5.800 euro. Tra gli elementi chiave figurano il motore bicilindrico, componentistica all’avanguardia, leggerezza e versatilità.

Design, motore e ciclistica

Il design di QJMotor SRT 450 RX richiama il mondo adventure, con un frontale alto in stile enduro e soluzioni come le protezioni laterali e del motore, pensate per limitare i danni in caso di contatti. La dotazione di serie prevede il parafango anteriore basso, mentre tra gli optional è disponibile il parafango anteriore alto, più adatto a un utilizzo su fondi non asfaltati.

Sotto il serbatoio da 18 litri è presente un motore bicilindrico parallelo da 449,5 cc, capace di erogare 48 CV a 9.500 giri/min e 41 Nm di coppia a 8.000 giri. Valori in linea con i limiti previsti per la patente A2. La dotazione comprende il controllo di trazione di serie, utile per affrontare fondi a bassa aderenza con maggiore sicurezza.

La struttura è basata su un telaio in acciaio abbinato a un forcellone in alluminio. La sella è posizionata a 835 mm da terra, mentre il peso dichiarato a secco è di 166 kg. Le ruote a raggi adottano cerchi da 21 pollici all’anteriore e 18 pollici al posteriore, configurazione tipica per un utilizzo anche su percorsi sterrati.

Le sospensioni sono fornite da Marzocchi, con forcella anteriore regolabile da 200 mm di escursione e mono posteriore regolabile. L’impianto frenante è firmato Brembo, con disco anteriore da 320 mm e pinza radiale a quattro pistoncini, affiancato da un disco posteriore da 240 mm. L’ABS è di serie ed è disinseribile al posteriore.

Dotazioni, tecnologia e prezzo

La dotazione di serie di QJMotor SRT 450 RX comprende una strumentazione digitale con display TFT da 5 pollici, connettività Bluetooth e sistema di mirroring per la navigazione tramite smartphone. Il quadro è completato dalla presenza di una presa USB per la ricarica dei dispositivi.

L’illuminazione è full LED, mentre tra gli elementi dedicati al comfort sono presenti manopole e sella riscaldabili, oltre al parabrezza regolabile. Si tratta di soluzioni incluse nella dotazione, mentre su altri modelli concorrenti sono spesso disponibili come optional. A pagamento è invece proposto il set di valigie in alluminio, composto da due laterali e un top case da 45 litri.

QJMotor SRT 450 RX è proposta a un prezzo di 5.790 euro franco concessionario. Il modello è disponibile nelle colorazioni Red/Grey e Shiny Black ed è già in distribuzione in tutta la rete ufficiale italiana.

Occhio alla concorrenza

Nel segmento delle crossover di media cilindrata per patente A2 la concorrenza è in costante crescita, con diversi modelli già presenti sul mercato. Tra questi figurano CFMoto 450MT, Royal Enfield Himalayan 450, BMW F 450 GS, Kawasaki KLE 500 e KTM 390 Adventure R. Si tratta di un contesto affollato, in cui le caratteristiche tecniche e la versatilità rappresentano elementi centrali nella scelta.

In questo scenario, la proposta di QJMotor si distingue soprattutto per il prezzo, che si posiziona su un livello competitivo rispetto ai principali rivali. Un aspetto che, insieme alla dotazione di serie, contribuisce a rendere SRT 450 RX una delle opzioni da considerare all’interno della categoria.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 12:23:54 +0000
News n. 15
Gp Miami, queste le novità tecniche di Ferrari: nessuna rivoluzione

Chi si aspettava una monoposto completamente rivoluzionata resterà deluso, sebbene la Ferrari sia intervenuta sulla SF-26 in diverse aree della vettura. L’obiettivo è chiaro: estrarre il massimo potenziale dall’auto di F1, preparando il terreno per il tanto atteso step evolutivo della power unit previsto per giugno. Diverse le zone nevralgiche finite sotto la lente d’ingrandimento.

Ferrari, il rebus della prima ala ribaltabile: curare le instabilità in staccata

Oggi possiamo estendere il discorso tecnico sulla Rossa, dopo aver spiegato le vere ragioni del test Ferrari a Monza di ieri. Il weekend cinese aveva fatto suonare un campanello d’allarme importante riguardo l’ala Macarena. Il difetto non era nel concetto, ma nella sincronizzazione dell’ala posteriore con quella anteriore.

Al momento della frenata, la transizione della Macarena verso la configurazione chiusa risultava troppo pigra rispetto all’asse anteriore, a causa del maggiore angolo di escursione richiesto. L’ostacolo fisico principale si presentava quando i flap transitavano per la fase verticale: il muro d’aria generato frenava bruscamente il meccanismo.

Tutto questo si traduceva in una latenza nella fase i cui i flussi tornano a riattaccarsi sulla carrozzeria. Il risultato al volante? Un improvviso e pericoloso spostamento del bilanciamento aerodinamico sull’anteriore della monoposto italiana. Scenario che andava a innescare instabilità con un’inserimento in curva difficile per i piloti.

Ferrari, ala Macarena 2.0: elettronica, hardware e la misteriosa “linguetta”

Per guarire questa instabilità, i tecnici del Cavallino Rampante hanno operato direttamente nel cuore delle paratie laterali, dove risiede il sistema di attivazione. Sebbene le specifiche degli attuatori restino celate, è evidente l’intento di azzerare i ritardi, puntando su componenti più “muscolose”. L’assenza di canalizzazioni visibili per un eventuale impianto idraulico render più difficile l’analisi.

Tuttavia, la conformazione delle coperture sugli endplate fa propendere per un sistema di natura puramente elettrica. Ma il vero asso nella manica potrebbe risiedere nel software: la centralina dovrebbe anticipare l’imput di chiusura dell’ala già nelle fasi di lift-off (il rilascio repentino del gas), rubando millesimi preziosi prima ancora che il freno venga azionato.

A corredo di questo pacchetto, spunta una singolare appendice in carbonio posizionata al centro dell’ultimo flap. Troppo minuscola per generare carico utile (il drag indotto non ne giustificherebbe l’uso), questa sorta di “lingua” ha un compito ben più subdolo: favorire il riattaccamento dell’aria e agevolare la fluidodinamica durante la rotazione, alleggerendo il carico di lavoro degli attuatori.

Rigidità e riprogettazione strutturale

La cura della specifica 2.0 dell’ala Macarena passa anche per una robusta revisione strutturale. Il punto di contatto con l’endplate è stato ridotto e squadrato per correggere la mappa delle pressioni locali. Tuttavia, la modifica più appariscente riguarda i piloni centrali: la loro sezione è lievitata notevolmente, così come la superficie di ancoraggio.

Una scelta che potrebbe costare punti di resistenza all’avanzamento (nonostante l’effetto di pulizia dei flussi), ma che si è resa obbligatoria per garantire la rigidezza strutturale e spegnere le vibrazioni nocive registrate a Shanghai. Senza dimenticare che i due montanti dell’ala positure influenzano comunque il flusso a monte che viene poi “ordinato†da queste appendici verticali.

Ferrari, avantreno e bargeboard: a caccia dell’outwash

Spostandoci sull’ala anteriore, la ricerca dell’efficienza si scontra con la necessità di far lavorare l’elemento in maniera prolungata nellla “straight-mode”. Ferrari opta per la prudenza rinunciando al dive-plane esterno (per non complicare eccessivamente la gestione delle pressioni), ma introduce una novità sul foot-plate: una paratia verticale arcuata verso l’esterno per indirizzare l’aria lontano dalle ruote.

La vera zona grigia del regolamento viene però sfruttata a centro vettura. I bargeboard della SF-26 presentano una configurazione anomala: mentre la concorrenza fraziona le appendici orizzontalmente, a Maranello hanno diviso l’elemento principale in tre lamelle verticali sovrapposte. Una soluzione mirata a ottimizzare l’outwash, le cui reali potenzialità verranno solamente svelate nelle libere di Miami.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 12:04:03 +0000
News n. 16
Diesel Euro 4, come controllare la classe ambientale dell’auto

I diesel Euro 4 continuano a essere in Italia nel mirino delle politiche antismog e in varie aree del Bacino Padano dove sono soggetti a restrizioni strutturali o stagionali. In Emilia-Romagna, per esempio, le limitazioni ordinarie coinvolgono ancora i diesel fino a Euro 4, mentre strumenti come Move-In sono stati estesi proprio ai diesel fino a Euro 4 anche in Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.

L’anno di immatricolazione può aiutare a orientarsi per capire se il proprio veicolo è un diesel Euro 4, ma non basta mai da solo, perché ci sono modelli immatricolati in anni di transizione che appartengono a classi differenti a seconda dell’omologazione. Le date degli standard Euro fanno riferimento anzitutto alle nuove omologazioni mentre può slittare la prima immatricolazione dei modelli già omologati.

Il primo controllo da fare è sul libretto

Il primo modo per verificare se un’auto è diesel Euro 4 resta la carta di circolazione. Nei documenti il riferimento è la voce V.9, quella che riporta la normativa antinquinamento di omologazione. Nei libretti più vecchi il dato può comparire nel riquadro 2 con specifiche nella parte descrittiva del documento.

A contare sono la direttiva o il regolamento richiamato nella carta di circolazione. Per la classe Euro 4, i riferimenti sono 98/69 CE B, 98/77 CE rif. 98/69 CE B, 1999/96 CE B, 1999/102 CE rif. 98/69 CE B, 2001/1 CE rif. 98/69 CE B, 2001/27 CE B, 2001/100 CE B, 2002/80 CE B e 2003/76 CE B. Il dettaglio decisivo è la presenza della lettera B, quella che fa la differenza tra una lettura corretta e una conclusione sbagliata.

Tradotto in termini pratici, se sulla carta di circolazione compare uno di quei riferimenti con la specifica coerente, il veicolo rientra nella famiglia Euro 4. Se invece compare un regolamento successivo, come quelli collegati alla stagione Euro 5 o Euro 6, allora l’auto appartiene a una classe ambientale diversa, anche se è stata immatricolata in un periodo che induce a pensare il contrario. Il passaggio normativo da Euro 3 a Euro 4 è riconducibile alla direttiva 98/69/EC mentre per Euro 5 e Euro 6 il riferimento di base diventa il Regolamento 715/2007.

Il secondo controllo è online

Chi non ha voglia di decifrare sigle e direttive può usare il servizio online del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Portale dell’Automobilista. In questo caso è sufficiente accedere alla pagina dedicata, selezionare il tipo di veicolo e inserire il numero di targa. Il servizio restituisce la categoria Euro e il relativo dato di CO2 associato al veicolo registrato.

In questo modo si evitano dubbi di interpretazione del linguaggio dell’omologazione, si riduce il margine di errore umano ed è possibile ottenere una conferma rapida anche quando si sta valutando un acquisto usato, si deve entrare in un’area soggetta a blocchi o si vuole capire se il veicolo può aderire a una deroga chilometrica come Move-In.

Cosa significa diesel Euro 4

Sul piano tecnico le auto diesel Euro 4 appartengono alla fase normativa che ha irrigidito i limiti sulle emissioni rispetto alle classi precedenti. Per quanto riguarda i limiti, le auto diesel Euro 4 devono emettere:

  • meno di 0,5 grammi di anidride carbonica per chilometro;
  • meno di 0,25 grammi di ossidi d’azoto per chilometro;
  • meno di 0,025 grammi di particolato per chilometro.

La presenza del filtro antiparticolato non basta da sola a definire la classe Euro del veicolo. In molte auto diesel Euro 4 il filtro è presente, in altre è stato introdotto in modo progressivo e il suo ruolo è stato centrale nella riduzione del particolato. La classe ambientale non si determina però guardando soltanto se il veicolo ha o non ha un FAP bensì leggendo l’omologazione.

È comunque utile avere in testa una cronologia di massima. La fase Euro 3 ed Euro 4 si collega alla direttiva 98/69/EC mentre la fase Euro 5 ed Euro 6 si appoggia al Regolamento 715/2007. In pratica per il mercato auto, Euro 4 si colloca nella fascia che porta alle immatricolazioni di metà anni Duemila prima della stretta successiva su Euro 5 e poi su Euro 6.

Le fasi di applicazione delle norme europee distinguono tra data di approvazione della nuova omologazione e data di immatricolazione obbligatoria per tutti i nuovi veicoli. Di conseguenza usare l’anno solo come segnale orientativo mai come prova definitiva.

Perché oggi questa verifica pesa più di ieri

La verifica se un’auto è diesel Euro 4 conta perché la normativa ambientale non resta ferma e soprattutto perché le limitazioni locali non sono uguali dappertutto. Sul fronte delle deroghe, la logica di Move-In conferma quanto la classe Euro resti decisiva.

In Lombardia il servizio è un’alternativa ai blocchi orari e giornalieri e li sostituisce con una limitazione chilometrica monitorata telematicamente mentre in Emilia-Romagna possono aderire gli autoveicoli diesel fino a Euro 4 compreso. In Piemonte il rinnovo del sistema fino al 2028 include i diesel da Euro 0 a Euro 4.

Un diesel Euro 4 verificato può valere meno sul mercato rispetto a un Euro 5 o a un Euro 6 sia per ragioni anagrafiche e sia perché il potenziale acquirente sa che quel veicolo potrebbe avere un impiego più limitato nei contesti urbani. Prima ancora di parlare di incentivi, blocchi o sostituzione del mezzo, la verifica della classe Euro serve dunque a misurare il grado reale di libertà d’uso dell’auto.

Come si distingue da Euro 5 ed Euro 6

Il salto successivo è quello delle norme Euro 5 ed Euro 6. La differenza va cercata nella stretta su NOx e particolato. Il percorso regolatorio ha portato il limite di NOx dei diesel dai 500 mg/km delle fasi precedenti agli 80 mg/km della stagione Euro 6. Questo aiuta a capire perché un Euro 4, pur essendo stato a suo tempo un passo avanti rispetto a Euro 3, oggi venga considerato una tecnologia superata nelle politiche sulla qualità dell’aria. Le auto classificate Euro 5 sono identificabili attraverso le direttive europee indicate nella carta di circolazione. Tra quelle che regolamentano questa categoria, troviamo:

  • Direttiva 2005/55/CE B2;
  • Direttiva 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2;
  • Direttiva 1999/96/CE fase III;
  • Direttiva 2001/27/CE rif. 1999/96;
  • Direttiva 2005/78/CE rif. 2005/55 CE;
  • Direttiva 2006/81 CE rif. 2005/55 CE;
  • Regolamento 715/2007692/2008 (Euro 5 A e Euro 5 B);
  • Direttiva 2008/74/CE rif. 2005/55/CE.

Le normative sulle emissioni per le auto immatricolate a partire da settembre 2015 cadono sotto la categoria Euro 6, che è l’evoluzione degli standard ambientali per i veicoli. Le varie sottocategorie di questa normativa, quali Euro 6A, Euro 6B, Euro 6C e Euro 6D-Temp, riflettono il progresso tecnologico e l’impegno verso una mobilità più sostenibile.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 12:00:38 +0000
News n. 17
Polizia usa il laccio per bloccare auto, ma finisce malissimo: schianto fatale

Il sole del sud della California non perdona, specialmente quando riflette sul metallo di decine di volanti lanciate a tutta velocità. A Jurupa Valley, quello che era iniziato come un inseguimento ad alta tensione durato quasi un’ora, si è concluso nel modo più drammatico possibile. Nonostante l’impiego del Grappler, un dispositivo di ultima generazione progettato proprio per evitare esiti fatali, la cronaca ha registrato l’ennesima morte sull’asfalto americano.

Inseguimento per un’ora

Tutto è iniziato con un rifiuto di fermarsi all’alt. Per circa un’ora la Polizia ha dato un’estenuante caccia al guidatore di una berlina, che continuava a seminare il panico tra le strade della contea, incurante delle possibili conseguenze. Negli Stati Uniti, gli inseguimenti sono quasi un genere televisivo a sé stante: le emittenti locali hanno alzato in volo gli elicotteri, trasmettendo in diretta ogni manovra.

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Con il passare dei minuti e l’aumentare della velocità, il rischio è diventato insostenibile e così gli agenti hanno deciso di intervenire con il Grappler Police Bumper. Se non ne avete mai sentito parlare, sappiate che questo dispositivo dalla struttura a “Y” viene montato sul paraurti anteriore del mezzo di pattuglia e, una volta attivato, abbassa una rete di cinghie in nylon ad alta resistenza. Il funzionamento appare semplice: l’agente si avvicina allo pneumatico posteriore del fuggitivo e la rete blocca all’istante la rotazione della ruota, avvolgendosi attorno all’asse.

Almeno sulla carta, lo strumento permette di immobilizzare il veicolo in modo controllato, più sicuro rispetto alla classica manovra PIT (lo speronamento laterale per far girare l’auto su se stessa) o alle strisce chiodate, che spesso causano lo scoppio degli pneumatici e la conseguente perdita totale di aderenza sull’asfalto.

Il drammatico epilogo e le indagini

Le immagini aeree riprendono il momento esatto in cui la teoria si frantuma contro la pratica. Non appena le due auto sono entrate in contatto e la rete ha tentato di fare presa, la berlina in fuga ha sbandato in maniera violenta. In una manciata di secondi, il mezzo è diventato un proiettile impazzito, finendo la propria corsa contro un muro di cemento a una velocità tale da non lasciare scampo al conducente. Sotto l’occhio della telecamera, l’uomo al volante è morto sul colpo, mentre un groviglio di lamiere rimaneva l’unica, muta testimonianza di una giornata da incubo.

Le autorità hanno subito aperto un’indagine per omicidio colposo. Resta ancora tutto da scoprire, se si sia verificato un errore umano nella manovra, un guasto meccanico del dispositivo o se l’alta velocità abbia reso vana qualsiasi tecnologia di contenimento. A differenza di quanto accade lungo le strade italiane, dove gli inseguimenti tendono a risolversi in pochi chilometri a causa della conformazione urbana, oltreoceano le grandi highway permettono andature folli e, perciò, l’adozione di strumenti estremi.

Oltre a scuotere la sensibilità collettiva, l’epilogo amaro riaccende le polemiche sui metodi adottati dalle Forze dell’Ordine. Il Grappler è davvero meno pericoloso di uno speronamento? O è solo un modo diverso per rendere spettacolari interventi che portano con sé un rischio intrinseco ineliminabile? Il dibattito è aperto.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 10:12:37 +0000
News n. 18
Ponte di primavera, esodo da 95 milioni di veicoli: le strade da bollino rosso

Tra la Festa della Liberazione e la festività del 1° maggio, il 2026 regala l’incastro ideale agli amanti delle gite fuori porta. Un maxi ponte di primavera che metterà a dura prova la rete viaria nazionale: secondo le stime diffuse da Anas (società del Gruppo FS), sono circa 95 milioni i veicoli attesi lungo le strade e le autostrade di competenza fino al prossimo 3 maggio.

Spinto dalla voglia di sole e di mare, l’esodo massiccio avrà il Centro-Sud e le grandi isole come mete predilette, trasformando le principali arterie del Paese nel vero banco di prova.

Le strade da attenzionare

Il flusso migratorio degli automobilisti ha già iniziato a far sentire i suoi effetti. Dopo i valori di ieri e oggi, stimato del 6% in più rispetto alla media settimanale, il picco delle partenze dovrebbe esaurirsi nella mattinata di sabato 25 aprile, quando i flussi caleranno paradossalmente dell’11%, poiché la stragrande maggioranza dei viaggiatori avrà già raggiunto la propria destinazione.

La lente d’ingrandimento riguarda le grandi arterie, in particolare l’Autostrada A2 del Mediterraneo, spina dorsale verso il Mezzogiorno, il Grande Raccordo Anulare di Roma, perennemente sotto pressione, e le grandi direttrici adriatiche e tirreniche come la statale 16 “Adriatica†e la statale 1 “Aureliaâ€. Non resteranno immuni dal traffico intenso nemmeno la statale 106 “Jonica†e la 18 “Tirrenia Inferioreâ€, fondamentali per raggiungere le coste calabresi e campane.

Anas mette in campo un monitoraggio speciale per gestire l’imponente flusso di veicoli previsto, così da mitigare i disagi e assicurare una risposta immediata a rallentamenti e criticità:

“Nel corso del maxi ponte di primavera, Anas aumenterà la sorveglianza e verrà garantita la presenza ininterrotta del personale con 2500 risorse in turnazione, personale tecnico e di esercizio, e oltre 200 unità nelle Sale Operative Territoriali e la Sala Situazioni Nazionale per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h24″

Lo dichiara l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, che sottolinea l’importanza della collaborazione istituzionale:

“Il nostro impegno è da sempre quello di rendere sicura e scorrevole la circolazione con il monitoraggio delle nostre sale operative in stretta collaborazione e sinergia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Forze dell’Ordine. Al nostro quotidiano lavoro aggiungiamo l’invito a tutti gli utenti della strada di guidare sempre nel rispetto del Codice della Strada e senza distrazioni per un viaggio sereno e sicuro”

Per agevolare il fluido scorrimento delle auto, i mezzi pesanti (oltre le 7,5 tonnellate) non potranno circolare dalle ore 9:00 alle 22:00 nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 aprile, oltre che per l’intero weekend lungo del 1° maggio (venerdì, sabato e domenica).

Il traffico delle prossime settimane

Il calendario del traffico prevede un nuovo surriscaldamento a partire da giovedì 30 aprile. Allora inizieranno i primi movimenti per il secondo round festivo, con incrementi previsti del +10% al Centro-Sud e punte del +13% in Sicilia e Sardegna. L’ultimo grande rientro è atteso per domenica 3 maggio, con un traffico previsto in aumento dell’8% rispetto alla norma a segnare la fine definitiva delle vacanze di primavera. In un contesto di congestione così elevata, la prudenza resta l’accessorio più importante da portare in auto.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 08:39:25 +0000
News n. 19
Chiedi a Virgilio Motori, le risposte a tutte le domande (anche quelle più complesse)

Quando si parla di auto e moto, i dubbi e le domande non mancano mai: scadenze, costi, normative, manutenzione. È proprio da queste esigenze che nasce Chiedi a Virgilio Motori, il nuovo modulo integrato negli articoli del nostro magazine: uno strumento pensato per aiutare lettrici e lettori a orientarsi tra i contenuti e trovare informazioni utili, chiare ed esaustive.

Chiedi a Virgilio Motori non genera risposte pescando genericamente dal web, ma utilizza esclusivamente i contenuti scritti dagli esperti della nostra redazione, sia quelli presenti in archivio che quelli più recenti. Si basa quindi su un database ampio e verificato di articoli su auto, moto, normative, incentivi e mobilità. È proprio questo patrimonio editoriale a permettere al sistema AI-based di fornire risposte coerenti, aggiornate e affidabili.

Basta fare una domanda, anche specifica, e ottenere in pochi secondi una risposta. Per chi volesse approfondire, nel testo sono presenti alcuni link diretti a ulteriori contenuti per addentrarsi nei dettagli o analizzare il tema sotto altri punti di vista o sfaccettature.

Come funziona Chiedi a Virgilio Motori

Usare il modulo è immediato: basta scrivere una domanda all’interno degli articoli per ricevere in tempo reale una risposta basata sui contenuti di Virgilio Motori. Il sistema AI-based individua le informazioni più rilevanti e le riassume in modo chiaro, suggerendo anche altri articoli utili per approfondire. In questo modo è possibile continuare la consultazione senza interrompere la lettura o dover ricominciare ogni volta da zero.

Quando l’AI semplifica la mobilità

Il vero punto di forza di Chiedi a Virgilio Motori è proprio questo: valorizza contenuti affidabili e li rende più facili da consultare nella vita di tutti i giorni. L’intelligenza artificiale non riscrive né sostituisce l’intelligenza umana ma consente di valorizzare quanto ha prodotto nel tempo, di renderlo più fruibile e integrato. Il risultato è un modo più semplice, diretto ed efficace di informarsi, con contenuti chiari, verificati e pensati per risolvere dubbi concreti legati al mondo dei motori.

Come funziona “Chiedi a Virgilio Motoriâ€
Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 08:13:31 +0000
News n. 20
DTM 2026, Mercedes all’assalto e Italia protagonista: calendario e piloti per i 40 anni

Quarant’anni e non sentirli, un compleanno importante per il DTM. Un campionato che dopo anni complessi e trasformazioni profonde, si presenta con una certezza: è più vivo e competitivo che mai. Il sipario si alzerà sul tracciato del Red Bull Ring, per la prima volta sede inaugurale della stagione. Un segnale di rinnovamento, ma anche l’inizio di una battaglia che si preannuncia serratissima, con otto costruttori, piloti di livello mondiale e un equilibrio tecnico destinato a fare la differenza giro dopo giro.

Il calendario

La stagione prenderà il via dal 24-26 aprile sul tracciato del Red Bull Ring, in Austria, segnando un cambio significativo nella tradizione del campionato. Dopo l’apertura a Spielberg, il calendario si svilupperà attraverso alcuni dei circuiti più iconici d’Europa: dal Zandvoort nei Paesi Bassi il 22-24 maggio al Lausitzring il 19-21 giugno, passando per il cittadino Norisring il 3-5 luglio, fino alle tappe della Motorsport Arena Oschersleben del 24-26 luglio, Nurburgring 14-16 agosto e Sachsenring 11-13 settembre, prima del gran finale all’Hockenheimring il 9-11 ottobre. Un percorso vario e tecnico, capace di esaltare le caratteristiche delle GT3 e di mettere alla prova piloti e team lungo tutta la stagione. Un mix perfetto tra piste tecniche, tracciati cittadini e autodromi storici, in grado di esaltare le caratteristiche delle vetture e le qualità dei piloti.

  • 24-26 aprile: Spielberg (Red Bull Ring) – Austria
  • 22-24 maggio: Zandvoort – Paesi Bassi
  • 19-21 giugno: Lausitzring – Germania
  • 3-5 luglio: Norisring – Germania
  • 24-26 luglio: Oschersleben – Germania
  • 14-16 agosto: Nürburgring – Germania
  • 11-13 settembre: Sachsenring – Germania
  • 9-11 ottobre: Hockenheimring – Germania

I favoriti

Il DTM 2026 si presenta con una griglia internazionale di altissimo livello: piloti provenienti da undici Paesi, tre ex campioni al via e ben undici vincitori di gare già affermati nella serie. Tra i protagonisti più attesi c’è senza dubbio Mercedes-AMG, il costruttore più vincente nella storia del DTM con 16 titoli. La casa di Affalterbach si presenta al via con ambizioni chiarissime, quelle di tornare sul tetto del campionato. La line-up è di assoluto livello.

Lucas Auer e Tom Kalender difenderanno i colori del Team Landgraf, mentre Maro Engel e Jules Gounon saranno impegnati con il Team Winward Racing sotto le insegne Raavenol e Mann-Filter. Un mix di esperienza e talento, con piloti abituati a lottare ai vertici e una piattaforma tecnica, la Mercedes-AMG GT3, ormai consolidata e competitiva su ogni tracciato. Un debutto speciale per Auer, che correrà davanti al proprio pubblico in quella che di fatto rappresenta una gara di casa.

Grandi aspettative anche per Thomas Preining, pilota Porsche Manthey Racing campione 2023 e Marco Wittmann, pilota BMW M Schubert due volte iridato e tra i più esperti del lotto. Come compagno di squadra di quest’ultimo ci sarà Kelvin Van Der Linde, volto noto già nel mondo WEC e Formula E. La parola d’ordine per tutti è una sola, vincere. Riflettori accesi anche sull’ex F1 Timo Glock su McLaren Doerr e sui giovani pronti a emergere, come il finlandese Finn Wiebelhaus, pilota Ford HRT vincitore del programma “Road to DTM“.

Gli italiani: Cairoli e Mapelli al debutto, Bortolotti punta al bis

Se Mercedes punta al titolo, l’Italia risponde presente con una pattuglia di piloti pronta a lasciare il segno. Su tutti spicca Mirko Bortolotti, campione 2024 e ormai riferimento assoluto della serie. Il pilota italiano sarà al volante della Lamborghini del TGI Team by GRT, con l’obiettivo dichiarato di tornare sul gradino più alto del campionato. Accanto a lui, due debutti di grande interesse: Matteo Cairoli e Marco Mapelli.

Il primo al volante della Ferrari 296 GT3 EVO del team Emil Frey Racing, rappresenta una delle novità più intriganti della stagione. Dopo esperienze di alto livello nel GT World Challenge e nelle gare endurance, il pilota comasco si misura ora con una nuova sfida, in uno dei contesti più competitivi del panorama GT. Mapelli, invece, entra nella line-up Red Bull ABT al posto proprio di Bortolotti, portando tutta la sua esperienza con Lamborghini in un team storico del DTM. Tre italiani, tre storie diverse e l’obiettivo di essere protagonisti.

  • Emil Frey Racing (Ferrari 296 GT3 Evo): Matteo Cairoli, Thierry Vermeulen.
  • GRT Grasser Racing Team (Lamborghini Temerario GT3): Mirko Bortolotti, Maxi Paul.
  • ABT Sportsline (Audi/Lamborghini): Marco Mapelli, Luca Engstler.
  • Manthey Racing (Porsche 911 GT3 R Evo): Ricardo Feller, Thomas Preining.
  • Haupt Racing Team (HRT) (Ford Mustang GT3 EVO): Arjun Maini, Finn Wiebelhaus.
  • Comtoyou Racing (Aston Martin Vantage GT3): Nicki Thiim.
  • Dörr Motorsport (McLaren 720S GT3 Evo): Timo Glock, Ben Dörr.
  • Land Motorsport (Porsche 911 GT3 R Evo): Bastian Buus

Test pre-campionato

Nei test pre-campionato del DTM al Red Bull Ring lo scorso 14 aprile hanno offerto un primo assaggio dei valori in pista. Nella giornata unica di prove collettive, il più veloce è stato Ben Dorr su McLaren 720S GT3 Evo Dorr, capace di fermare il cronometro sull’1:28.199 nel turno pomeridiano, migliorando il riferimento dell’ultima pole dello scorso anno. Il pilota tedesco ha preceduto di appena 17 millesimi Jules Gounon, autore del miglior tempo al mattino, mentre Thomas Preining si è confermato il più rapido tra le Porsche con il terzo posto.

Dove guardare il DTM in Tv

I fan del DTM avranno ampia copertura media in TV e online. In Germania, il gruppo di trasmissione ProSiebenSat.1 è giunto al nono anno di fila come partner esclusivo. ProSieben trasmetterà in chiaro tutte le gare della stagione in diretta oltre che online e gratuitamente sul super streamer Joyn. Le piattaforme digitali Joyn e Runn forniranno anche una vasta copertura con highlights, storie e interviste.

Il DTM sarà trasmesso in diretta o riprodotto per intero in più di 150 Paesi. In Italia, DAZN coprirà la diretta e Aci Sport Tv le repliche. Le gare e i momenti salienti potranno essere visti anche online sul canale YouTube ufficiale DTM in lingua inglese.

Nuova stagione, nuove sfide

Il 2026 segna anche un importante passo avanti sul piano tecnico. Tra le novità più attese c’è il debutto della Lamborghini Temerario GT3, equipaggiata con un V8 biturbo a combustione interna con tre motori elettrici per una potenza complessiva di 920 CV, abbinato a un cambio a doppia frizione a otto rapporti. Un’architettura che offre una velocità massima di oltre 340 km/h.

Accanto a lei, evoluzioni importanti anche per Ferrari, Porsche e Ford, che porteranno in pista versioni aggiornate delle loro GT3. Un mix che promette equilibrio e spettacolo. Rispetto all’anno scorso, Audi sarà la grande assente, il gruppo di Ingolstadt ha deciso di lasciare la categoria per concentrare gli sforzi in F1.

Da non sottovalutare anche l’introduzione del nuovo pneumatico slick sviluppato da Pirelli, destinato a diventare un fattore chiave nella gestione delle gare. Tutte le auto DTM funzioneranno con il 100% di carburante sostenibile “DTM Pro Climate“, contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.

Il DTM 2026 ha tutte le carte in regola per essere una delle stagioni più spettacolari degli ultimi anni. Costruttori di primo livello, piloti affermati e giovani talenti, un equilibrio tecnico sempre più raffinato e una posta in palio altissima. Mercedes-AMG parte con i favori del pronostico, Lamborghini sogna il bis con Bortolotti, Ferrari punta sull’entusiasmo di Cairoli, mentre Porsche e BMW non resteranno a guardare.

E poi c’è l’incognita più affascinante: quella delle sorprese. Perché il DTM, da quarant’anni, vive proprio di questo. Di battaglie ruota a ruota, strategie, errori e colpi di scena. Il semaforo sta per spegnersi e lo spettacolo, ancora una volta, è garantito.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 08:04:55 +0000
News n. 21
Firenze, i cantieri della tramvia bloccano la città: l’indice del traffico si impenna

Si può misurare in velocità la frustrazione di migliaia di automobilisti? A Firenze, negli ultimi giorni, la risposta è arrivata dai satelliti: 15 km/h. È questa l’andatura media registrata nel cuore della città, un ritmo che trasforma i viali di circonvallazione in un immenso parcheggio a cielo aperto e che racconta, meglio di mille parole, l’impatto dei nuovi cantieri per la tramvia sulla pelle (e sui nervi) dei cittadini.

L’impatto dei cantieri sulla viabilità: un martedì nero

I numeri forniti dall’indice TomTom Traffic, sulla base dei flussi di oltre 600 milioni di conducenti nel mondo, sono impietosi. Al debutto della nuova fase dei lavori in viale Gramsci — necessari per il braccio Libertà-Bagno a Ripoli — il tasso di congestione alle 9 del mattino è schizzato al 110%, portando al doppio del traffico rispetto a una giornata normale (+49%). Trenta minuti diventano quarantacinque, un’ora diventa un’ora e mezza e Firenze sorpassa, in negativo, metropoli abituate a ben altri volumi di auto.

Nello stesso istante in cui i fiorentini procedevano a passo d’uomo, a Roma il tasso di congestione si fermava all’89%, a New York al 67% e persino a Nuova Delhi, simbolo del caos urbano globale, si viaggiava a una media di 23 km/h con un tasso del 51%. Incredibile ma vero, il traffico del capoluogo toscano è stato, temporaneamente, il più “lento” del mondo. Metabolizzare la “grana logistica” impone tempo, e intanto si creano le file chilometriche con un naturale effetto domino su tutto l’anello dei viali.

Il nodo della discordia si trova soprattutto all’altezza della scuola Carducci, tra via Leopardi e via Colletta, dove la nuova configurazione dei cantieri crea una sorta di imbuto. Fino al 22 maggio, infatti, è impossibile attraversare l’incrocio da via Leopardi verso piazzale Donatello o da via Colletta verso piazza Beccaria e i guidatori accusano il contraccolpo, dicendo addio, almeno per il momento, ad abitudini consolidate in anni spesi al volante. I conducenti provenienti da Sant’Ambrogio possono solo immettersi su viale Gramsci verso piazza Beccaria, senza possibilità di svoltare a sinistra verso piazza della Libertà.

La leggera ripresa

Nonostante il martedì nero, i dati dei giorni successivi hanno mostrato un timido miglioramento, attribuibile in buona parte al massiccio dispiegamento della Polizia municipale nei punti più critici. La velocità media salita a 16 km/h e il tasso di congestione sceso all’88% sono di buon auspicio, ma la situazione rimane al limite della sostenibilità.

Mentre lo scenario di “andamento lento” prosegue, dà un po’ di fiducia l’arrivo della sede dei binari in piazza Beccaria, segno che i lavori procedono e la piazza sta lentamente assumendo la sua veste definitiva. Tuttavia, per gli automobilisti costretti a sfidare ogni mattina i viali, la bellezza del futuro assetto urbano è un magro conforto rispetto al presente fatto di frizioni e freni a mano tirati.

Per le prossime settimane la raccomandazione resta sempre la solita: pianificare i percorsi con largo anticipo, armarsi di estrema pazienza e, forse, tenere un antistress a portata di mano sul cruscotto. La tramvia sta arrivando, ma il viaggio per raggiungerla non è mai stato così lento.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 07:58:44 +0000
News n. 22
Sciopero dei trasporti 24 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il 24 aprile 2026, in Italia, è previsto 1 sciopero che interesserà il settore dei trasporti pubblici. In questo articolo trovate la sintesi e i dettagli aggiornati sugli scioperi in programma oggi, con informazioni su città coinvolte, compagnie interessate, orari, sindacati e settori colpiti.

Sciopero trasporti Milano (Lombardia)

Nella giornata del 24 aprile 2026 è indetto uno sciopero di 8 ore che interessa il trasporto pubblico locale di Milano e provincia, coinvolgendo il personale delle società del Gruppo ATM di Milano. Lo sciopero riguarda diverse aziende e si svolge con modalità differenziate:

ATM e NET Trezzo: dalle 8.45 alle 15.00

NET Monza: dalle 14.50 a termine servizio 18.50

Funicolare Como Brunate: dalle 8.30 alle 16.30

Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato CONFIAL-TRASPORTI. La categoria coinvolta è il personale delle società del gruppo ATM di Milano. La rilevanza è locale, e interessa sia Milano che la provincia limitrofa.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 23
Renault Twingo E Tech Electric conquista il Car Design Award 2026

Torna a far parlare di sé la Renault Twingo. Nata negli anni Novanta, è ripartita più forte che mai e, in versione elettrica, si riprende il centro della scena con il prestigioso Car Design Award 2026. Mentre la Design Week raggiungeva il suo culmine, Laurens Van den Acker, Chief Design Officer di Renault Group, ha ritirato il premio durante una cerimonia all’ADI Design Museum di Milano, tenendo una masterclass su quanto lo stile possa influenzare le nuove rotte della mobilità sostenibile.

Il trionfo tra le auto di produzione

Da tradizione annuale, la giuria internazionale del Car Design Award, composta da alcuni dei nomi più autorevoli del giornalismo automotive mondiale, stabilisce i migliori progetti secondo tre categorie: Concept Cars, Production Cars e Brand Design Language. L’organo giudicante decreta quale visione creativa ha saputo unire maggiormente coerenza stilistica e lettura delle mutazioni culturali del nostro tempo e, nell’edizione 2026, la Renault Twingo E-Tech Electric ha sbaragliato la concorrenza nella categoria Production Cars. Alla Casa francese viene riconosciuto il merito di aver ricondotto ai fasti gloriosi un nome mitico, evitando la trappola del “retrò a tutti i costi”.

I giurati motivano così il verdetto:

“Fortemente identitario, il design vivace di Twingo E Tech Electric unisce con intelligenza stile, simpatia e accessibilità. È una city car capace di trasformare il piccolo formato in un autentico statement di stile, evocando con gusto la forma monovolume della Twingo originale per conquistare sia chi l’ha vissuta negli Anni ’90 sia chi la scopre oggi.â€

Al di là dell’estetica, il trionfo attesta come Renault sia riusciva a salvare l’anima “pop” della Twingo originale. Con semplicità e un pizzico di emozione la quattro ruote d’oltralpe torna a colorare le strade a prezzi di listino democratici, abbattendo la barriera che spesso separa il design d’autore dal grande pubblico.

Non era facile riproporre la sagoma da monovolume tascabile, che nel 1992 fece innamorare con i suoi fari “a ranocchio” e uno spazio interno sorprendente in rapporto alle dimensioni esterne. Eppure, il Centro Stile ha azzeccato ogni ingrediente: la pulizia delle linee e l’aggiunta di tecnologie di ultima generazione arricchiscono la Twingo E-Tech Electric, ed è ora lei il nuovo metro di paragone per muoversi tra le affollate vie urbane in modo agile. Alla faccia di chi incolpa i mezzi elettrici di poca personalità.

Un futuro elettrico che parla al cuore

Seminare la concorrenza tra le auto di produzione ai Car Design Awards a Milano, nel corso della Design Week, porta un ulteriore significato: il futuro della mobilità a zero emissioni non deve necessariamente essere freddo o asettico. Si può restare fedeli a una storia, trasformando la necessità della transizione energetica in un’opportunità per ridisegnare il piacere di muoversi lungo le nostre strade.

Con il trofeo messo in bacheca, Renault conserva la sua posizione di leader nel definire il volto delle città di domani. La Twingo è rinata, pronta a conquistare l’attuale generazione di automobilisti con la stessa ricetta di trent’anni fa: intelligenza, accessibilità e quella simpatia contagiosa che, a quanto pare, non passa mai di moda.

Data articolo: Fri, 24 Apr 2026 05:30:38 +0000
News n. 24
Che auto guida Claudio Bisio, l’attore preferisce la solidità alla forza bruta

Il divismo non fa per lui. Tra Claudio Bisio e le auto il legame è nato quando l’attore e comico era ancora uno sconosciuto, con tanta voglia di imparare e pochi mezzi economici a disposizione. Sul set di Uno sbirro in Appennino veste i panni del commissario Vasco Benassi e, anche se l’arte della risata è di solito il sul mestiere, con il personaggio sembra condividere l’affidabilità, la stessa richiesta alle vetture che guida.

Il comfort e lo spazio del SUV svedese: quanto vale

Claudio Bisio si muove su una Volvo XC90, come raccontato in un’intervista pubblicata anche sul suo sito ufficiale. Gli interessa poco apparire, preferisce arrivare, possibilmente nel massimo comfort e qui entra in scena il SUV premium della Casa svedese, dotata di un minimalismo da buona nordica. Sulla piattaforma SPA l’ultima generazione offre sette posti a bordo e, nella versione T8 plug-in hybrid (PHEV), il motore 2.0 turbo arriva a sviluppare circa 455 CV combinati, per uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 5,4 secondi. Tuttavia, alla macchina Bisio chiede soprattutto la capacità di “digerire” sia i lunghi trasferimenti autostradali sia gli sterrati delle colline toscane. A listino, la XC90 supera di slancio gli 80.000 euro e l’usato recente resta stabile sopra i 30–40 mila.

Sembra di non sentire volare una mosca sulla XC90, una poltrona veloce intelligente nella gestione degli spazi e ben attrezzata sul versante tecnologico, pregi utili per uno come Claudio, che lega l’automobile al teatro e agli spostamenti continui tipici di una tournée. Qualunque sia il fondo la trazione integrale AWD risponde presente e i sistemi di assistenza evoluti forniscono adeguata protezione agli occupanti. Se vuoi scacciare lo stress alla guida, la Volvo può essere la scelta giusta, permettendo al conducente di concentrarsi sulla destinazione.

Il mito italiano tenuto fino allo sfinimento

E nei ricordi di Claudio Bisio quale auto “bussa”? Un mito italiano, accessibile nel prezzo e poco impegnativo da gestire: la Fiat 127 è stata la sua prima “alleata a quattro ruote”, un’utilitaria dal colore beige, che il 69enne ricorda di aver tenuto fino allo sfinimento meccanico. Protagonista degli anni Settanta e prodotta fino al 1987, la 127 sparigliò le carte grazie alla trazione anteriore e a un’abitabilità incredibile in rapporto ai piccoli ingombri. Con un motore da 903 cc e appena 45 CV, ti dava modo di muoverti in maniera intelligente e parca. Il peso di appena 700 kg aiutava a limitare i consumi e oggi, anche da storica, si muove su cifre contenute, spesso tra i 4.000 e gli 8.000 euro, lontanissime dal mondo premium in cui si è ritrovato dopo.

Lo spirito pragmatico di Claudio Bisio in auto lo avvicina al commissario Benassi interpretato in Uno sbirro in Appennino. Negli episodi di giovedì 23 aprile in prima serata su Rai Uno, intitolati Il killer dei ladri e La resa dei conti,  ci saranno altri casi complessi da risolvere e fantasmi del passato nel borgo di Muntagò. Ruvido e segnato dai dispiaceri della vita, il personaggio fa della solidità un punto di forza. Poco importa che si tratti di finzione televisiva o di una reale trasferta di lavoro: per l’attore milanese il volante resta uno strumento di precisione.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 19:00:15 +0000
News n. 25
Alfa Romeo Spider, il mito compie 60 anni: l’eredità della Duetto rivive ad Arese

Più che trasportare persone, trasportava sogni. L’Alfa Romeo Spider, per tutti semplicemente la Duetto, appartiene indiscutibilmente alla leggenda. Nata nel fermento degli anni Sessanta, ha riscosso successo commerciale, ergendosi a manifesto del lifestyle italiano in tutto il mondo.

In tre decenni di storia del costume oltrepassò i confini, fino a stregare Hollywood, e tuttora rimane il modello più longevo e amato della Casa del Biscione. Sessant’anni dopo il debutto folgorante al Salone di Ginevra 1966, la sua silhouette inconfondibile fa di nuovo inchinare il mondo automobilistico al Museo di Arese.

La sfilata sulla pista storica

Il compleanno della Spider non poteva che essere un evento corale. Lo scorso 19 aprile centinaia di collezionisti da ogni parte d’Europa si sono dati appuntamento per sfilare sulla pista storica. In una giornata tinta di quel Rosso Alfa simbolo di passione, le auto dei privati hanno reso omaggio al prestigio e al fascino del costruttore, ma è soltanto l’inizio perché, fino a dicembre 2026, il Museo ospita la mostra temporanea “Spider è Alfa Romeo”, un progetto espositivo dinamico e unico nel proprio genere. Quattro fasi tematiche compongono la mostra, una dedicata a ogni serie del modello, dove gli esemplari della collezione ufficiale sono affiancati da quelli dei privati.

Nel 1966, l’Alfa Romeo cercava l’erede della Giulietta Spider, l’auto in grado di far battere il cuore agli americani, e, ancora una volta, la sfida fu affidata al genio di Pininfarina. L’atelier torinese si mise al lavoro sulla base meccanica della Giulia Sprint GT, ne accorciò il passo a 2.250 mm, e pensò a mantenere intatto il DNA prestazionale che rendeva le Alfa Romeo delle “macchine da corsa in abito da sera”.

Dai bozzetti nacque la 1600 Spider: bassa e raccolta, aveva le estremità arrotondate e una fiancata scavata da lunghi solchi laterali, un dettaglio di stile che le donava slancio anche da ferma. A spingerla il mitico bialbero Alfa Romeo, una dal rombo inconfondibile e dalle prestazioni che, grazie al peso piuma di 990 kg, permettevano di toccare i 185 km/h.

In occasione del lancio americano, l’Alfa optò per un ingresso scenografico, sulla turbonave Raffaello, da Genova a New York. Davanti a 1.300 VIP, tre Spider brillavano sul ponte, pronte per essere testate durante la traversata, e l’intuizione diede gli effetti sperati: la Duetto divenne all’istante un’icona pop, consacrata l’anno successivo dal film Il Laureato, con un giovanissimo Dustin Hoffman al volante.

Le quattro generazioni

In 28 anni di produzione ininterrotta (1966-1994) e oltre 124.000 esemplari, la Spider ha avuto il merito di rinnovarsi senza mai tradire sé stessa. La mostra di Arese ne celebra l’evoluzione a partire dalla prima serie, “L’Osso di Seppia: caratterizzata dalla coda tonda e convessa, è l’ultima opera supervisionata direttamente da Battista “Pinin” Farina e oggi riscuote le preferenze dei collezionisti per la sua purezza formale.

In ossequio alle teorie aerodinamiche di Kamm, il secondo capitolo vide la coda “tagliata” di netto, in quella che rimane la generazione più longeva e venduta, grazie anche a versioni leggendarie come la Niki Lauda Special Edition. Il terzo atto, in pieno anni Ottanta, portò spoiler e appendici pronunciate, attirando qualche critica dai puristi, prima di essere consacrata a espressione massima di un’estetica audace e tecnologica. Infine, l’ultima serie decreta un ritorno alle origini, a linee pulite e a paraurti integrati nel corpo vettura, il canto del cigno culminato nella Commemorative Edition dedicata al mercato Usa. La chiusura di un cerchio quasi trentennale.

Data articolo: Thu, 23 Apr 2026 13:17:36 +0000


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