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News passione motori

News n. 1
Che auto guida Enrico Nigiotti, è rock come i suoi brani

Personalità e dinamismo: tratti che definiscono Enrico Nigiotti e la sua auto, la Cupra Formentor. Tra i grandi ritorni del Festival di Sanremo 2026, l’ex allievo di Amici porta sul palco una voce graffiante, l’immancabile chitarra e quel carattere che gli ha impedito di arrendersi davanti alle prime difficoltà.

Quanto costa il SUV coupé

La vettura ricopre una posizione fondamentale nella giovane storia del marchio spagnolo: è la prima creatura sviluppata interamente “in-house”, tagliando il cordone ombelicale che la legava a Seat. I paragoni con Nigiotti scattano immediati, avendo lui saputo costruire un percorso artistico indipendente e riconoscibile. A costo di scontare una gavetta faticosa, il cantante ha inseguito il successo secondo le proprie regole, e ha avuto ragione.

Non ha trovato i tappeti rossi distesi neanche la Formentor: la silhouette da coupé, lanciata sul mercato nel 2020 a prezzi di listino da circa 31.000 euro, sembrava azzardata, ma la riconoscibilità ha riscosso pareri positivi. Con una lunghezza di circa 4,45 metri e una larghezza di 1,84 metri, l’auto ha proporzioni muscolose ma agili, ideali per districarsi nel traffico caotico.

La gamma della prima Formentor era variegata, capace di adattarsi a ogni “ritmo” di guida. Mentre la versione 2.0 TSI da 245 CV fa dell’equilibrio la sua cifra distintiva, la variante VZ offre le performance più interessanti. Quest’ultima sviluppa 310 CV, mette a disposizione la trazione integrale, accelera da 0 a 100 km/h in circa 4,9 secondi e si spinge a una velocità massima di 250 km/h. Il telaio rigido e lo sterzo millimetrico trasformano le curve in un assolo di chitarra ben riuscito.

Non mancano però le opzioni più “green”, come le versioni ibride plug-in (PHEV) da 204 o 245 CV, capaci di percorrere circa 50 km in modalità puramente elettrica. In termini di lunghe percorrenze, il classico 2.0 TDI da 150 CV resta il compagno di viaggio infaticabile.

La tecnologia di bordo

Nell’abitacolo della Formentor il conducente trova calore e carattere. Il Cupra Virtual Cockpit, centro nevralgico, viene affiancato da un display touch da 10 pollici che accentra i comandi, lasciando la plancia essenziale e moderna. I sedili sportivi della dotazione standard assicurano stabilità nelle curve e garantiscono il massimo comfort durante le lunghe trasferte da Livorno ai palchi di tutta Italia.

Sul fronte della praticità, la Formentor asseconda le necessità degli utenti “on the road”. Il bagagliaio offre una capacità compresa tra i 420 e i 450 litri in base alla motorizzazione scelta: un volume ideale per caricare chitarre, pedaliere e l’intero guardaroba necessario ad affrontare le serate infuocate.

Il duetto al Festival di Sanremo 2026

A distanza di anni dal suo debutto nelle concessionarie, la Cupra Formentor di Enrico Nigiotti conserva un’identità facilmente riconoscibile. Oltre all’esclusività della VZ5 a cinque cilindri, la Formentor presidia le strade con le sue varianti più equilibrate. La solidità meccanica ricalca la natura dell’artista, immancabile all’Ariston anche nella serata dei duetti del Festival di Sanremo 2026, dove Enrico Nigiotti sale insieme ad Alfa per interpretare En e Xanax, il celebre brano di Samuele Bersani. Una prova di maturità che, proprio come la sua Cupra, si affida all’impatto delle emozioni e alla rigorosa pulizia dell’esecuzione.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 21:39:17 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il traffico sulle autostrade italiane del 27 febbraio 2026 è caratterizzato soprattutto da numerosi lavori con tratti chiusi e diverse chiusure temporanee di entrate e uscite. Tra gli eventi più rilevanti segnaliamo il tratto chiuso sulla A7 Milano-Genova tra Genova Bolzaneto e il bivio A7/A12 Genova-Livorno fino al mattino del 28 febbraio, e sulle A1 Milano-Napoli, dove il bivio Diramazione Roma nord/A1 è chiuso in direzione Napoli. Inoltre, ci sono code registrate per incidente sull’A26 in direzione Vercelli Ovest.

A1 Milano-Napoli



22:05 – Chiuso Bivio Diramaz. Roma nord/A1 MI-NA
Chiuso al traffico provenendo da G.R.A. verso Napoli fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Autostrada Milano-Napoli
Entrata consigliata verso Napoli : Bivio A1/A24 su A1 Milano-Napoli.



22:01 – Tratto Chiuso Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio – Sasso Marconi
Chiuso fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Firenze: Sasso Marconi. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Bologna Casalecchio su Raccordo A1-A14 Bologna Casalecchio.



21:39 – Tratto Chiuso Bivio A1-Variante – Aglio km 255
Tratto Chiuso fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Milano



20:47 – Traffico Rallentato tra Firenze sud e Incisa – Reggello
Traffico intenso che rallenta la circolazione.
Direzione Napoli



21:03 – Area di servizio San Pietro
Servizi igienici non disponibili e bar chiuso.
Direzione Tangenziale

A4 Torino-Trieste



22:05 – Area di servizi Novate nord
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Torino



22:03 – Entrata chiusa a Cormano
Chiuso al traffico in entrambe le direzioni per lavori.
Entrata consigliata verso Torino e Brescia: Fiera Milano su A8 Milano-Varese



22:02 – Tratto Chiusa tra Cormano – Monza
Tratto chiuso per lavori fino alle 06:00 del 28/2.
Direzione Trieste
Entrata consigliata verso Brescia: Monza.



22:02 – Entrata chiusa a Sesto San Giovanni
Entrata chiusa al traffico verso Torino fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Entrata consigliata verso Torino: Bivio A8 Milano-Varese su Raccordo A8-Fiera Milano



21:57 – Coda tra Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Monza
Traffico rallentato per lavori in corso.
Direzione Torino



21:03 – Chiuso Bivio A4 Trieste
Chiuso al traffico da Viale Certosa verso Brescia fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Entrata consigliata verso Brescia : Monza su A4 Torino-Trieste.



21:00 – Uscita chiusa a Dalmine
Uscita chiusa al traffico fino alle 05:00 del 28/2 per lavori.
Uscite consigliate da Brescia: Bergamo. Provenendo da Milano: Capriate.



21:00 – Entrata chiusa a Dalmine
Entrata chiusa al traffico fino alle 05:00 del 28/2 in entrambe le direzioni per lavori.
Entrate consigliate verso Milano: Capriate. Verso Brescia: Bergamo.

A7 Milano-Genova



22:05 – Tratto Chiuso tra Genova Bolzaneto e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Aeroporto su A10 Genova-Ventimiglia.



22:02 – Entrata chiusa a Vignole Borbera
Entrata chiusa in entrambe le direzioni fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Entrate consigliate verso Milano e Genova: Serravalle Scrivia.



22:01 – Uscita chiusa a Vignole Borbera
Uscita chiusa al traffico fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Uscite consigliate provenendo da Genova e Milano: Serravalle Scrivia.

A13 Bologna-Padova



22:03 – Tratto Chiuso tra Ferrara sud e Ferrara Nord
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Padova
Entrata consigliata verso Padova: Ferrara Nord. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Ferrara sud.



20:45 – Nebbia a Banchi tra Terme Euganee e Bivio A13/A4 Torino-Trieste
Visibilità 100 metri nel tratto interessato.
Direzione entrambe le direzioni

A14 Bologna-Taranto



22:03 – Tratto Chiuso tra Bagnacavallo e Fornace Zarattini
Chiuso fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Ravenna
Entrata consigliata verso Ravenna: Fornace Zarattini. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Bologna-Taranto: Bagnacavallo.



22:03 – Area di servizio Sant’Eufemia ovest
Area di servizio chiusa fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Ravenna



22:02 – Entrata chiusa a Imola
Chiuso al traffico in entrambe le direzioni fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Entrate consigliate verso Bologna: Castel San Pietro. Verso Ancona: Faenza.



22:01 – Uscita chiusa a Imola
Uscita chiusa al traffico fino alle 06:00 del 28/2 provenendo da Ancona per lavori.



22:00 – Tratto Chiuso tra Bologna Casalecchio e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Chiuso fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione autostrada Milano-Napoli
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Sasso Marconi su A1 Milano-Napoli. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Bologna-Taranto: Bologna Casalecchio.



21:47 – Nebbia a Banchi tra Fano e Pineto
Condizioni di visibilità ridotta.
Direzione entrambe le direzioni



21:20 – Nebbia a Banchi tra Lanciano e Vasto Nord
Visibilità limitata.
Direzione entrambe le direzioni



20:55 – Nebbia A Banchi tra Rimini Nord e Rimini sud
Visibilità di 90 metri.
Direzione entrambe le direzioni



21:03 – Tratto Chiuso Complanare di Bologna tra Svincolo 1 Nuova Bazzanese e Bologna Casalecchio
Chiuso fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Autostrada Milano-Napoli
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Sasso Marconi su A1 Milano-Napoli. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Bologna-Taranto: Svincolo 1 Nuova Bazzanese.

A26 GE-Voltri-Gravellona Toce



22:03 – Tratto Chiuso tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Masone
Chiuso fino all’01:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Gravellona Toce



22:03 – Area di servizio Turchino est chiusa
Area di servizio chiusa fino all’01:00 del 28/2 per tratto chiuso.
Direzione Gravellona Toce



21:37 – Coda tra Nodo Diramazione A26-A4/A4 TO-TS e Vercelli Ovest
Coda per incidente.
Direzione Autostrada Dei Trafori

A5 Torino – Aosta – Monte Bianco



22:03 – Tratto Chiuso tra Courmayeur sud e Aosta Ovest Svincolo
Tratto chiuso fino alle 06:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Torino

A8 Milano-Varese



21:10 – Chiuso Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Chiuso al traffico fino alle 06:00 del 28/2 provenendo da Varese verso Brescia per lavori.
Entrata consigliata verso Brescia : Monza su A4 Torino-Trieste. Uscita consigliata provenendo da Varese: Fiera Milano.

A16 Napoli-Canosa



21:59 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi di ristorazione chiusi fino alle 06:00 del 28/2.
Direzione Canosa



21:59 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 del 28/2.
Direzione Canosa

A23 Palmanova-Tarvisio



21:02 – Tratto Chiuso tra Carnia e Gemona Osoppo
Tratto chiuso fino alle 04:00 del 28/2 per lavori.
Direzione Autostrada Torino-Trieste
Entrata consigliata verso Autostrada Torino-Trieste: Gemona Osoppo. Uscita consigliata provenendo da Tarvisio: Carnia.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 21:08:00 +0000
News n. 3
Che auto guida Belen Rodriguez, un’ossessione che non la abbandona

Le auto e Belen Rodriguez, due firme accomunate dallo stesso destino: non passare mai inosservati. Per la serata dei duetti del Festival di Sanremo 2026, Samurai Jay ha voluto la showgirl sudamericana al proprio fianco, ma una volta spenti i riflettori che cosa resta di lei? Anche se non tutti lo sanno, i motori sono una delle sue passioni, e nella scala delle preferenze un modello sembra svettare: uno potente e grintoso, che si muove su ogni terreno dando sfoggio di una tecnica costruttiva eccellente.

L’auto della showgirl e il regalo al piccolo Santiago

Se il toto-gossip su Belen Rodriguez è sempre caldo, in termini di auto si impone un nome. In alcune stories condivise sui social nel 2022 l’avevamo vista felicemente accompagnata da una Land Rover, e il recente video della sua litigata in Sardegna con un benzinaio ci permette di dire che nulla è cambiato in questi anni. Che le piacesse un certo tipo di modelli lo avevamo già intuito anni fa, addirittura nei primi Duemila, durante la relazione chiacchierata con Fabrizio Corona. Eppure, era servito del tempo prima dell’uscita allo scoperto di Belen sul “giocattolo” da città.

La Land Rover era il compromesso ideale tra la predisposizione a sporcarsi le mani (o meglio, le ruote) e l’esigenza di comodità. All’epoca dell’acquisto, la cronaca rosa mormorava: forse era un regalo di Stefano De Martino per sancire l’ennesimo ritorno di fiamma, o forse era l’ennesima dichiarazione d’indipendenza di una donna risolta e risoluta. La verità, come spesso accade in questi casi, non è mai stata rivelata dai diretti interessati.

Comunque sia, Belen Rodriguez ha deciso di mantenere l’auto nel suo parco personale anche dopo la fine della storia sentimentale. Ne sarà stato contento il figlio Santiago, al quale i due super genitori scelsero di regalare, per il terzo compleanno, una mini Range Rover: un cavalluccio a dondolo sarebbe stato troppo banale. Non è mai troppo presto per avvicinarsi al mondo di SUV e fuoristrada, quasi il messaggio velato fosse: “Impara subito a guardare il mondo dall’alto, come facciamo noi”.

Sanremo 2026: dalla Ossessione al SUV britannico

In occasione della serata dei duetti di Sanremo 2026, Belen Rodriguez scende nuovamente dalle scale dell’Ariston, stavolta insieme a Samurai Jay. Chissà se solleverà la stessa ondata di polemiche delle scorse settimane per il videoclip de L’ossessione, preso di mira per la performance fuori sincrono della bella sudamericana, anche se i fan l’avevano subito difesa a spada tratta, lodandone il carisma.

Belen si destreggia nel pop allo stesso modo in cui affronta le vicissitudini private. Che sia un regalo di un ex o un acquisto personale, la sua Land Rover rimane il simbolo di un mezzo possente in cui trovare rifugio. Se Stefano De Martino è diventato il volto rassicurante della TV di Stato, alla conduzione di Affari tuoi, Belen continua a preferire l’animo selvaggio alle poltrone comode. La sua “ossessione” motoristica è evoluta dall’immagine ribelle con Corona e arriva alle moderni vesti di madre indipendente, che insegna al figlio la differenza tra un’utilitaria e un’icona britannica.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 17:09:11 +0000
News n. 4
F1 2026, Ferrari e Mercedes davanti: l’analisi di Stella scuote la griglia. E Red Bull?

A poco più di una settimana dal via della nuova era della F1 a Melbourne, le parole di Andrea Stella hanno il peso specifico di un primo verdetto tecnico. Non definitivo, ma indicativo. Dopo i test in Bahrain, il Team Principal della McLaren ha tracciato una mappa della competitività che, seppur prudente, suggerisce un equilibrio solo apparente tra i “soliti noti”. Ferrari e Mercedes, secondo Stella, sembrano avere qualcosa in più. McLaren e Red Bull inseguono a brevissima distanza. E dietro, il resto del gruppo.

Con tutte le incognite in gioco mi sento di poter confermare quanto detto in Bahrain: Ferrari, McLaren, Mercedes e Red Bull sono un passo avanti alla concorrenza. All’interno di questo gruppo di testa, crediamo che Ferrari e Mercedes siano un passo avanti, anche se è difficile quantificare quanto sia ampio il distacco. Lo scopriremo a partire dalla prossima settimana a Melbourne“.

Il commento di Stella sui dati post test anche se frutto di parametri non del tutto noti, come la quantità di carburante a bordo o, soprattutto da quest’anno, il modo in cui viene utilizzata l’energia disponibile

Parole chiare e calibrate

Ferrari e Mercedes sembrano un passo avanti, il punto chiave non è solo la velocità sul giro secco ma l’interpretazione del nuovo regolamento tecnico, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’energia e l’integrazione della power unit con l’aerodinamica. Il 2026 di fatto segna uno spartiacque, mai in questo secolo si era visto un cambiamento così repentino e radicale. La nuova generazione di monoposto da F1 impone un equilibrio delicatissimo tra carico aerodinamico, peso minimo, distribuzione delle masse e sfruttamento elettrico. La Scuderia di Maranello e l’equipe di Brackley partono da un vantaggio strutturale, sono team ufficiali con controllo diretto sulla power unit. Questo significa poter lavorare in modo integrato su mappature energetiche, recupero e rilascio dell’energia, packaging del motore e bilanciamento dei pesi. Un dettaglio che, in una stagione in cui la gestione dell’energia può valere decimi a giro, fa tutta la differenza.

Stella lo lascia intendere senza mai dirlo esplicitamente: “Non è un caso che tutti siano team ufficiali†quando parla dei principali concorrenti che hanno fatto “un lavoro eccellente“. Ferrari sembra aver trovato una finestra di utilizzo molto efficace del sistema ibrido, mentre Mercedes, forte di una tradizione di dominio nell’era turbo-ibrida, appare solida e consistente sui long run. La sensazione è che entrambe abbiano interpretato meglio la complessità iniziale del regolamento.

McLaren, consapevolezza e realismo

La McLaren non si nasconde. La MCL40 vista a Sakhir sarà sostanzialmente la stessa che debutterà a Melbourne. “Sarà sostanzialmente la stessa cosa. Avremo introdotto alcuni piccoli aggiornamenti aerodinamici e continueremo a lavorare su aspetti importanti, come il peso della vettura” afferma Stella. “Questo è un fattore piuttosto significativo non solo in termini assoluti, ma anche perchè scendere sotto il peso minimo ci permetterà di lavorare sulla distribuzione dei pesi. Un altro fattore chiave è lo sfruttamento della power unit” ha precisato il Team Principal di Woking. E proprio in queste ultime parole c’è uno dei nodi centrali: il peso. In un’era in cui ogni chilogrammo influisce non solo sulla performance pura ma anche sulla libertà di bilanciamento, riuscire a scendere sotto il limite regolamentare significa poter “giocare” con la distribuzione, adattando l’assetto a circuiti diversi.

Ma Stella è molto lucido e condivide anche una metafora calcistica degna di nota: “La prima parte della stagione ci vedrà giocare un po’ in difesa, cercando di sfruttare il contropiede”. Un’ammissione strategica, McLaren punta a massimizzare i risultati quando si presenteranno opportunità, in attesa che lo sviluppo riduca il gap. E infatti aggiunge: “Una volta che le carte saranno sul tavolo, lo sviluppo diventerà la sfida principale“. In altre parole, la stagione si vincerà in fabbrica.

E la Red Bull?

Red Bull e Verstappen restano la vera incognita. RB è inserita nel quartetto di testa, ma non viene citata tra le due squadre “un passo avanti“. Un dettaglio che fa rumore. Negli ultimi anni il team di Milton Keynes e il suo pilota hanno dominato grazie a una superiorità aerodinamica e tecnica quasi imbarazzante. Ma la nuova era tecnica cambia gli equilibri, l’impatto della power unit è maggiore, e l’integrazione con il telaio diventa ancora più critica.

Se Ferrari e Mercedes sembrano aver ottimizzato l’aspetto energetico, Red Bull potrebbe pagare una fase di adattamento, soprattutto in un contesto in cui l’energia disponibile e il suo utilizzo strategico rappresentano un fattore chiave. Nei test non sono emerse difficoltà evidenti, ma neppure una superiorità netta.La domanda è semplice, Red Bull riuscirà a replicare il vantaggio concettuale che aveva costruito nell’era precedente? Molto dipenderà dalla capacità di sviluppo nelle prime gare europee. Perché se la base non è dominante, l’aggiornamento continuo diventa vitale.

La nuova F1, spettacolo e complessità

Stella in conferenza ha allargato l’analisi anche alla dimensione regolamentare: “La nuova era della F1 rappresenta una sfida tanto entusiasmante quanto complessa, perché forse non abbiamo mai assistito a un cambiamento così significativo e repentino, almeno non in questo secolo“. Il rischio, come sempre, è che la complessità tecnica renda meno leggibile lo spettacolo.

Forse ci sono ancora alcuni dettagli che possono essere definiti per garantire che lo spettacolo in pista sia all’altezza della popolarità raggiunta dal nostro sport, che sia facilmente comprensibile a tutti gli appassionati“. Il riferimento è chiaro, la gestione dell’energia e le nuove dinamiche di gara devono restare comprensibili anche per il pubblico meno tecnico. Ma c’è un aspetto positivo, la collaborazione tra FIA, F1 e team. “Siamo stati lieti di vedere come tutte le parti interessate abbiano lavorato per affrontare queste questioni con spirito costruttivo“.  In un momento di transizione epocale, l’unità d’intenti è fondamentale.

Melbourne, primo vero banco di prova

I test in Bahrain offrono indicazioni, ma non sentenze. Carichi di carburante ignoti, mappature energetiche nascoste, programmi differenti. Melbourne sarà il primo momento di verità. Ferrari e Mercedes partono con i favori del pronostico tecnico. McLaren si prepara a resistere e colpire quando possibile. Red Bull resta l’outsider di lusso, pronta a ribaltare le gerarchie se il potenziale nascosto dovesse emergere.

La sensazione è che il 2026 non regalerà un dominio schiacciante immediato. Al contrario, potrebbe aprire una stagione fatta di piccoli vantaggi, interpretazioni regolamentari e sviluppi aggressivi. In questo contesto, il primo mese sarà decisivo non solo per la classifica, ma per definire la narrativa tecnica dell’intero campionato. Ferrari e Mercedes sono avanti, ma di quanto? La risposta, finalmente, arriverà quando le incognite dei test lasceranno spazio ai cronometri del sabato e ai duelli della domenica. Solo a quel punto capiremo se la nuova era della F1 ha già un padrone o se, davvero, è cominciata la stagione più aperta dell’ultimo decennio.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 16:51:01 +0000
News n. 5
Aston Martin, Honda corre ai ripari: con Newey non c’è connessione lavorativa

L’esordio del nuovo ciclo regolamentare per Aston Martin si è rivelato un percorso irto di ostacoli imprevisti. La AMR26, concepita sotto l’egida progettuale di Adrian Newey, ha concluso la sessione di test invernali con il bilancio chilometrico più esiguo dell’intero schieramento. Tra le pieghe dei tracciati di Barcellona e del Bahrain, la monoposto inglese ha palesato cronici ritardi operativi e fragilità strutturali, delineando un quadro prestazionale in netto contrasto con i proclami ambiziosi della vigilia.

F1 2026: le difficoltà iniziali del partner Honda

In teoria, Aston Martin vanta dotazioni infrastrutturali di primissimo ordine: l’espansione del quartier generale, la nuova galleria del vento e sistemi di simulazione di ultima generazione costituiscono un investimento senza precedenti nel settore. L’integrazione di Newey nell’organico avrebbe dovuto rappresentare l’elemento risolutivo per un progetto vincente. Tuttavia, il verdetto della pista ha delineato, sino a questo momento, uno scenario profondamente divergente. In Catalogna, la squadra è giunta in ritardo, riuscendo a completare appena una giornata e mezza di attività.

In Bahrain, la prima fase di test non ha affatto garantito l’auspicato riscatto, confermando invece la persistenza delle criticità. La AMR26 è apparsa una vettura ancora acerba, instabile nella dinamica e strutturalmente fragile sul versante meccanico. Il dato finale è stato inequivocabile: il minor numero di giri percorsi tra tutte le scuderie. L’evento paradigmatico della crisi si è consumato a Sakhir, con Fernando Alonso costretto all’arresto in pista per un’avaria tecnica durante la quinta giornata. Tale episodio ha fatto seguito ai gesti di evidente stizza manifestati dal pilota asturiano all’interno dei box la settimana precedente.

Dopo le accurate ispezioni post-sessione, il team ha confermato che la causa del fermo risiedeva in un malfunzionamento della batteria. Con ammirevole onestà intellettuale, la casa di Sakura si è assunta la piena responsabilità del guasto senza invocare scusanti. Un approccio reso necessario dalla gravità degli eventi. Proprio a causa di tali problematiche, il programma di Lance Stroll ha subito una drastica contrazione, con soli sei passaggi completati nell’ultima giornata prima dello smantellamento del garage.

Honda: vibrazioni anomale e integrità del sistema elettrico

Il costruttore nipponico ha affrontato la questione con estrema trasparenza, fornendo spiegazioni dettagliate. I vertici di HRC hanno descritto le sessioni come estremamente laboriose, con rendimenti inferiori alle proiezioni iniziali. Sono state rilevate vibrazioni anomale che hanno compromesso l’integrità strutturale del pacco batterie. Si è trattato di un fenomeno non prevedibile attraverso i calcoli teorici, emerso solo nel momento in cui la vettura ha affrontato le sollecitazioni reali del tracciato. Questo grave ostacolo tecnico ha influito pesantemente sia sull’affidabilità che sulla linearità dello sviluppo in pista.

Il direttore generale Ikuo Takeishi ha specificato che tali oscillazioni sono scaturite da una concomitanza di fattori inerenti alla nuova Power Unit, individuando nel danno alle batterie la conseguenza più tangibile. Attualmente, Honda è impegnata presso i banchi prova di Sakura utilizzando la monoscocca reale per emulare le condizioni d’esercizio, con la finalità di implementare correttivi risolutivi prima del Gran Premio inaugurale. L’obiettivo è ora quello di anticipare le future dinamiche tecniche per stabilizzare la monoposto.

Nonostante l’autocritica, il messaggio della casa giapponese rimane improntato all’ambizione. La dirigenza ha ribadito la volontà di competere per il vertice, pur conscia dell’entità della sfida. Il legame con Aston Martin appare delicato, essendo quest’ultima l’unica compagine a impiegare tale specifica di motore; in un progetto così simbiotico, ogni asimmetria tra telaio e propulsore si traduce immediatamente in criticità prestazionali.

La complessa sintonia tra Honda e l’ingegneria di Newey

Ad appesantire il contesto contribuisce l’influenza di Adrian Newey sul progetto complessivo. Stando alle parole di Satoshi Tsunoda, responsabile F1 per Honda, l’insediamento del progettista britannico ha comportato trasformazioni radicali in quasi ogni area precedentemente sviluppata. Sebbene l’ossatura di base sia rimasta invariata, sono state riconsiderate tutte le componenti periferiche e le metodologie di installazione. Una vera rivoluzione tecnica che ha preteso tempi di adattamento rapidissimi, inclusa la richiesta di Newey di ottenere una Power Unit dal packaging estremamente compatto.

Tale esigenza ha condotto, tra le varie soluzioni, a un’architettura del sistema batterie strutturata su due livelli. Si tratta di una configurazione studiata appositamente per minimizzare gli ingombri e assecondare le necessità aerodinamiche della AMR26. Tuttavia, il tempo utile per affinare questa complessa integrazione è risultato insufficiente. Di conseguenza, Aston Martin e Honda sono ora chiamate a convertire un avvio drammatico in una parabola di riscatto, sapendo che la solidità del progetto dipende dalla capacità di fornire una risposta immediata. Un esito, questo, tutt’altro che garantito.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 16:01:35 +0000
News n. 6
L’Italia parte bene ma l’Europa rallenta: ecco il bilancio sulle vendite di gennaio 2026

Il 2026 è iniziato nel modo giusto per il mercato auto italiano. Dopo un 2025 in chiaroscuro, infatti, il settore delle quattro ruote è partito bene con un mese di gennaio caratterizzato da numeri molto positivi e una crescita percentuale superiore a quella degli altri big market. Si tratta di un buon segnale in vista dei prossimi mesi. Nel frattempo, però, l’Europa rallenta. Andiamo ad analizzare, più nel dettaglio, i numeri del mercato del primo mese del 2026 sfruttando i dati forniti da ACEA in merito.

Come sta andando l’Italia

Il mese di gennaio 2026 si è chiuso con oltre 141 mila unità immatricolate e un incremento del 6,2% in confronto con i dati dello stesso mese dell’anno precedente per il mercato italiano. La crescita registrata dal nostro Paese è legata a doppio filo ai risultati ottenuti dai modelli elettrificati.

Le auto elettriche, infatti, registrano un incremento del 40,7%, per un totale di 9.423 unità immatricolate, mentre le auto ibride plug-in arrivano a 11.638 unità immatricolate, con una crescita del 134,2%. Le auto PHEV sono sempre più protagoniste del mercato con l’Italia che sta trascinando la crescita in Europa.

Da segnalare anche una sostanziale crescita delle ibride, categoria in cui rientrano sia le Full Hybrid che le Mild Hybrid. Le vetture elettrificate ma senza un sistema plug-in raggiungono quota 74.422 unità vendute nel corso del primo mese dell’anno con un miglioramento su base annua pari al 24,9%.

Contestualmente, invece, sono in calo sia le auto benzina (-25%) che le diesel (-16,2%), segno che i modelli privi di un sistema di elettrificazione sono destinati a ricoprire un segmento del mercato sempre più piccolo, per far spazio alle ibride e alle elettriche. Il nostro mercato, a poco a poco, si sta mettendo in linea per raggiungere gli obiettivi di elettrificazione, anche se la strada è ancora lunga.

Per scoprire quali sono state le auto più vendute in Italia a gennaio 2026 potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulla Top 10 del mercato.

L’Europa rallenta

A differenza di quanto avviene in Italia, il mercato europeo fa segnare un brusco rallentamento nel corso del mese di gennaio 2026, in termini di nuove immatricolazioni, nonostante i dati positivi per elettriche e ibride.

Il calo è particolarmente marcato per l’Ue dove si registrano 799.625 unità vendute con un calo del 3,9% su base annua. Per quanto riguarda tutto il mercato europeo (Ue + Paesi Efta + Regno Unito), i dati ACEA ci confermano un calo del 3,5% con un totale di 961.382 unità immatricolate.

A pesare sui risultati europei è il rallentamento di due big market come la Germania e la Francia (per entrambi i mercati si registra un calo del 6,6%) che hanno un peso considerevole in particolare sui risultati dell’Ue.

Naturalmente, il mese di gennaio rappresenta ancora un dato parziale poco indicativo e sarà necessario verificare nel corso dei prossimi mesi se il trend evidenziato a inizio anno continuerà. Il mercato europeo sta attraversando una fase molto delicata e l’andamento delle immatricolazioni è da valutare con attenzione, mese dopo mese.

Il prossimo appuntamento con le vendite in Europa è fissato per fine marzo, con l’arrivo dei dati completi relativi al mese di febbraio che si appresta a terminare. Continuate a seguirci per saperne di più.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 15:15:21 +0000
News n. 7
Ibride plug-in sempre più diffuse in Europa e l’Italia trascina la crescita

Le auto ibride plug-in ricoprono un ruolo centrale nel programma di elettrificazione del mercato europeo, garantendo maggiore flessibilità rispetto alle elettriche ma senza rinunciare alla possibilità di muoversi a zero emissioni, con il solo motore elettrico attivo.

Per molti automobilisti, una vettura con sistema ibrido plug-in può rappresentare una soluzione migliore, in base alle proprie necessità. Questo aspetto viene confermato dai risultati ottenuti da queste vetture nel corso del mese di gennaio 2026 in Europa.

I dati sulle immatricolazioni forniti da ACEA, infatti, ci confermano che le ibride con sistema plug-in stanno crescendo a ritmo sostenuto, in un mercato che ha chiuso il primo mese dell’anno con vendite in calo del 3,5% (il calo in Ue, invece, è del 3,9%). Andiamo a scoprire i dati completi in merito.

Crescono le plug-in

Il mercato delle quattro ruote in Europa ha chiuso il mese di gennaio 2026 con una sostanziale crescita delle auto PHEV. Durante il primo mese dell’anno, infatti, considerando i mercati Ue, sono state immatricolate 78.741 unità con un incremento del 28,7%.

Estendendo l’analisi a tutto il mercato europeo (con Paesi Efta e Regno Unito inclusi nel totale), si arriva a 99.654 immatricolazioni, con un incremento del 32,2% su base annua. La quota di mercato è del 10% (in Ue, invece, del 9,8%) e conferma come queste vetture siano sempre più scelte dagli automobilisti.

Da segnalare che le elettriche restano molto più diffuse ma con una crescita percentuale inferiore. Considerando i dati di tutto il mercato europeo, infatti, le vendite di auto BEV si fermano a 189 mila unità con un incremento del 13,9%. Per quanto riguarda l’Ue, invece, le immatricolazioni di elettriche sono pari a 154 mila unità con un incremento del 24,2%.

Questi dati non sono una sorpresa ed erano già evidenti analizzando i risultati del 2025 per il mercato europeo.

L’Italia guida la crescita

Il mercato italiano vede una crescente diffusione di auto ibride plug-in. Nel corso del mese di gennaio 2026, infatti, sono state registrate 11.638 unità immatricolate con un incremento del 134% rispetto ai dati di gennaio 2025.

Questo risultato rende l’Italia il terzo mercato europeo, dietro alla Germania, prima con 21.790 unità, e al Regno Unito, secondo con 18.557 esemplari venduti, per il settore delle auto ibride plug-in. Il market share dell’Italia in questo particolare segmento di mercato sfiora ora il 15%. Per approfondire i risultati del nostro mercato potete dare un’occhiata allo speciale che abbiamo realizzato sulle ibride più vendute.

L’Italia è anche prima (se escludiamo un mercato piccolo come l’Islanda dove le vendite complessive sono state di 630 unità) per crescita percentuale in Europa per quanto riguarda le auto con sistema ibrido plug-in.

Tra gli altri big market europei, invece, si registra una crescita inferiore con la già citata Germania che migliora le vendite del 23% mentre la Spagna fa segnare un buon incremento del 66%.

Cresce anche il Regno Unito, con un ottimo 47,8%. La Francia, invece, chiude il mese di gennaio con numeri stabili (-0,6%). I dati del mercato europeo confermano l’ottimo stato di salute delle ibride plug-in che possono contare su sostanziali margini di crescita nel corso del prossimo futuro.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 14:30:05 +0000
News n. 8
Ducati DesertX 2026, la seconda generazione della travel enduro cambia completamente look

Dopo l’anteprima internazionale alla scorsa edizione di EICMA, Ducati presenta ufficialmente la seconda generazione di DesertX. La travel enduro, arrivata sul mercato nel 2021, è stata completamente ridisegnata, anche grazie all’esperienza maturata negli ultimi anni nelle principali competizioni fuoristrada. Al centro del progetto c’è il nuovo motore V2 da 890 cm³.

Le novità riguardano non solo l’estetica e il design, ma tutto il pacchetto tecnico: sospensioni, serbatoio, elettronica ed ergonomia hanno ricevuto dei sostanziali aggiornamenti. La Casa di Borgo Panigale punta a migliorare ulteriormente l’esperienza di guida in offroad, mantenendo al contempo la possibilità di sfruttarne le caratteristiche anche su strada.

Un nuovo motore V2 performante e affidabile

Quando è stata svelata a EICMA 2025, DesertX non aveva ancora una colorazione definitiva e pochissimi erano i dati ufficiali a disposizione per la stampa. Oggi, invece, sappiamo quale cuore batte al suo interno: un motore completamente nuovo, il V2 da 890 cm³, progettato da Ducati come bicilindrico a quattro valvole per cilindro più leggero mai prodotto dal costruttore italiano. Esso integra il sistema di fasatura variabile delle valvole di aspirazione IVT, unico nel segmento, che assicura un’erogazione generosa su tutto l’arco di utilizzo e una risposta pronta ad ogni apertura del gas.

La potenza massima dichiarata è di 110 CV, mentre la coppia raggiunge 92 Nm, con il 70% già disponibile a 3.000 giri, garantendo accelerazioni rapide e prontezza di risposta sia in offroad sia su strada.  Il cambio è stato studiato specificamente per questo modello: le prime quattro marce più corte aiutano a superare ostacoli impegnativi, mentre la sesta più lunga migliora comfort e consumi durante i trasferimenti veloci. Gli intervalli di manutenzione della nuova DesertX si collocano ai vertici della categoria: il controllo del gioco valvole è previsto ogni 45.000 km, mentre il cambio dell’olio deve avvenire ogni 15.000 km o due anni, riducendo i costi e aumentando l’affidabilità complessiva del motore.

Telaio, freni e sospensioni da vera offroad

DesertX adotta un telaio monoscocca sviluppato appositamente per questo modello, che utilizza il motore come elemento strutturale e svolge anche la funzione di airbox, garantendo maggiore compattezza e rigidità. La posizione rivista della scatola dell’aria semplifica l’accesso al filtro, che può essere rimosso e pulito con facilità dopo le escursioni in fuoristrada. Il telaietto posteriore a traliccio richiama la tradizione Ducati, è robusto e progettato per un facile accesso alle componenti del motore, riducendo tempi e costi di manutenzione. Il forcellone in alluminio, sviluppato specificamente, assicura solidità e affidabilità anche sui terreni più impegnativi, completando un pacchetto ciclistico pensato per unire performance e praticità.

L’impianto frenante è firmato Brembo, con pinze monoblocco M4.32, dischi da 305 mm, pastiglie dedicate e pompa assiale con leva ridisegnata, per offrire maggiore modulabilità e miglior feeling alla leva, sia in fuoristrada sia su strada. La sospensione posteriore Full-floater con leveraggi progressivi aumenta il comfort e la risposta sui terreni sconnessi, offrendo sostegno crescente con il progredire delle sollecitazioni. La forcella Kayaba è più scorrevole, assorbe meglio le asperità e dispone di regolazioni idrauliche indipendenti sulle due gambe, consentendo personalizzazioni precise. I cerchi a raggi tubeless da 21†all’anteriore e 18†al posteriore montano pneumatici Pirelli Scorpion Rally Street 90/90 e 150/70, con possibilità di scegliere alternative Pirelli grazie alla tripla omologazione, per un utilizzo completo su strada e fuoristrada.

Massimo controllo in ogni tipo di condizione

DesertX adotta una posizione di guida studiata per l’utilizzo fuoristrada, con manubrio largo, moto stretta tra le gambe e sensazioni dirette durante la guida. Il nuovo triangolo ergonomico prevede pedane arretrate e sella e manubrio avanzati, riducendo la postura seduta del pilota per migliorare il controllo nei tratti offroad e consentire una guida più sportiva su strada. Il serbatoio in polimero da 18 litri è più snello e leggero, favorendo i movimenti in sella e abbassando il baricentro della moto, con benefici evidenti in termini di maneggevolezza e facilità di manovra. I crash-pad integrati proteggono la struttura durante le possibili cadute a bassa velocità, garantendo durabilità e resistenza.

I pannelli laterali della nuova DesertX sono pensati per seguire gli spostamenti del corpo e sono caratterizzati da una texture che aumenta grip e feeling con la moto, rendendo più agevole la guida in piedi. Il parafango anteriore è posizionato più alto rispetto al modello precedente, assicurando maggiore luce libera sopra la ruota e prevenendo il blocco in caso di accumulo di fango. Il cruscotto orizzontale, dotato di utility bar, libera spazio nella parte alta del cupolino per strumenti di navigazione e migliora la visibilità immediata davanti alla moto, facilitando il riconoscimento degli ostacoli durante la guida offroad. L’altezza della sella è di 880 mm, riducibile fino a 840 mm con il kit sospensioni e sella ribassata.

Elettronica e sistemi di assistenza alla guida

Il pacchetto elettronico di ultima generazione di DesertX si basa su una piattaforma inerziale a sei assi, sviluppata da Ducati per l’impiego in fuoristrada. Il sistema rileva rollio, beccheggio e imbardata in tempo reale, modulando con precisione ABS Cornering, Ducati Traction Control (DTC), Ducati Wheelie Control (DWC) e Engine Brake Control (EBC), tutti regolabili su più livelli di intervento. Sei Riding Mode predefiniti – Sport, Touring, Urban, Wet e i due offroad Enduro e Rally – consentono di adattare il comportamento della moto alla situazione, privilegiando prestazioni, stabilità o sicurezza, con possibilità di personalizzare ogni modalità secondo lo stile di guida del pilota.

Le informazioni principali sono riportate sul nuovo cruscotto TFT da 5†con risoluzione 800 x 480, dotato di due prese USB di serie. Tre modalità di visualizzazione – Road, Road Pro e Rally – selezionabili tramite joystick a petalo, organizzano i dati in base al contesto, con passaggio automatico tra visione diurna e notturna. L’ABS Cornering dispone di quattro livelli, due per il fuoristrada e due per la strada, ed è disinseribile nei Riding Mode Enduro e Rally. Il Ducati Quick Shift 2.0 rende le cambiate più dirette e precise, con minore esposizione a sporco e urti. L’elettronica avanzata migliora sicurezza e prestazioni, rendendo la DesertX più moderna e versatile rispetto al modello precedente.

Design, accessori e disponibilità

DesertX – una delle moto più attese nell’anno del centenario di Ducati –  si presenta come una offroad moderna, leggera e funzionale, dove lo stile rispecchia la filosofia form follows function. Il frontale, ribassato di 20 mm rispetto al modello precedente, conferisce una linea più dinamica e compatta. La vista laterale, il taglio del cupolino e il gruppo ottico anteriore reinterpretano in chiave moderna i concetti del passato, mentre canalizzazioni per i flussi d’aria migliorano il comfort termico. Il serbatoio snello, protetto da cover in plastica, e le soluzioni aerodinamiche studiate per l’offroad valorizzano estetica e funzionalità, rendendo la moto immediatamente riconoscibile come travel enduro moderna.

Il codino tecnico e minimalista di DesertX permette di installare accessori come serbatoio ausiliario, maniglione per il passeggero e telaietti per valige laterali, lasciando in vista gli elementi tecnici principali, come la sospensione posteriore progressiva. Ducati ha sviluppato una gamma di accessori Ducati Performance per aumentare versatilità e protezione: serbatoio ausiliario da 8 litri, protezioni radiatore, bull-bar, plexiglass maggiorato e paramani rinforzati migliorano comfort e sicurezza. Per i viaggiatori, le valige in alluminio con telaietti dedicati o il kit di borse morbide senza telaietto, in collaborazione con Mosko Moto, offrono soluzioni pratiche e robuste per ogni tipo di avventura.

Dal punto di vista tecnologico, gli accessori comprendono il Ducati Multimedia System (DMS) per la connessione Bluetooth con smartphone e il navigatore Turn by Turn, utili nella guida quotidiana e nei viaggi. DesertX arriverà nelle concessionarie europee ad aprile 2026 al prezzo di 16.990 euro, seguita dagli Stati Uniti a maggio e da Australia e Giappone da giugno. La colorazione di lancio è Matt Star White Silk, mentre il peso in ordine di marcia senza carburante è di 209 kg, un chilogrammo in meno rispetto al modello precedente. La versione limitata a 35 kW, pensata per i possessori di patente A2, sarà disponibile fin dal lancio.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 12:54:03 +0000
News n. 9
Audi A1, la regina del segmento premium che ha ridefinito le compatte in Italia

La storia dell’Audi A1 ha inizio nel 2010, un anno che ha segnato un punto di svolta fondamentale per la Casa dei Quattro Anelli. Con il debutto di questo modello, il costruttore di Ingolstadt ha sfidato le convenzioni del mercato, portando per la prima volta l’eccellenza, le tecnologie e le finiture di categoria superiore all’interno del segmento A0, tradizionalmente popolato da vetture più essenziali. Quello che allora sembrava un audace esperimento è oggi un successo consolidato: l’Audi A1 si è confermata leader del segmento A0 premium in Italia anche nel 2025, testimoniando una longevità e una capacità di attrarre il pubblico che non accennano a diminuire. E punta a questo ruolo anche nel 2026.

Un design muscolare

L’estetica dell’Audi A1 è da sempre caratterizzata da un look muscolare e da una personalità decisa. Fin dalla sua nascita, la vettura ha puntato con forza sulle ampie possibilità di personalizzazione estetica, una prerogativa che all’epoca del lancio non era affatto comune tra le compatte.

Passata attraverso due generazioni e configurazioni di carrozzeria a 3 e 5 porte, oggi la compatta teutonica si divide in due interpretazioni distinte: la Sportback, la classica berlina a cinque porte dal piglio dinamico, e la allstreet, un sofisticato urban crossover pensato per chi desidera un carattere più avventuroso. Questa diversificazione ha permesso alla A1 di intercettare i gusti della clientela più giovane del mercato, attratta da uno stile che non rinuncia mai al prestigio tecnologico del brand.

Meccanica di precisione

Sotto la carrozzeria, l’Audi A1 nasconde soluzioni tecniche raffinate che attingono direttamente dal DNA sportivo del marchio. La storia del modello è punteggiata da vette tecnologiche come la funzione cylinder on demand, la trazione integrale quattro e la leggendaria variante S1 spinta dal 2.0 TFSI da 231 CV. Oggi, la gamma motori disponibile in stock continua a offrire prestazioni di rilievo.

Il punto d’ingresso è l’unità a tre cilindri 1.0 (30) TFSI da 116 CV, disponibile con trasmissione meccanica o a doppia frizione. Questo motore è un piccolo gioiello d’ingegneria: grazie al basamento in alluminio, alle bielle forgiate e ai pistoni in lega leggera, è così equilibrato da non richiedere un albero di equilibratura. Fondamentale per il mercato italiano è il fatto che questa motorizzazione sia accessibile anche ai neopatentati, offrendo ai giovani la possibilità di debuttare alla guida con una vettura premium.

L’offerta prosegue con il quattro cilindri 1.5 (35) TFSI S tronic da 150 CV, per chi cerca un equilibrio superiore tra efficienza e brio. Al vertice della gamma si posiziona il potente 2.0 (40) TFSI S tronic da 207 CV, una motorizzazione riservata alla variante Sportback che garantisce un dinamismo degno dei segmenti superiori.

Listino prezzi

Con oltre 120.000 immatricolazioni in Italia dalla sua introduzione, l’Audi A1 ha dimostrato una solidità commerciale straordinaria. I prezzi partono da 27.800 euro per la versione Sportback e da 29.700 euro per la allstreet. Per rendere l’accesso a questo mondo ancora più agevole, Audi propone la formula Audi Value. Introdotta nel 2017, questa soluzione garantisce il valore futuro dell’auto e permette di finanziare solo una parte del costo totale.

Ad esempio, scegliendo una Audi A1 Sportback 1.0 (30) TFSI 116 CV S tronic S line edition, è possibile mettersi al volante sostenendo, in tre anni, meno del 50% del valore del veicolo, con una rata mensile di 299 euro. Tale importo include anche l’estensione di garanzia Audi Extended Warranty e il piano di manutenzione Premium Care.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 12:20:44 +0000
News n. 10
Opel Corsa, tutte le motorizzazioni dell’utilitaria tedesca

All’interno del competitivo segmento B, Opel Corsa si conferma nel 2026 come una delle utilitarie più complete e versatili presenti nel mercato italiano. Con quasi quattro metri di lunghezza, un abitacolo ben sfruttabile e tecnologie moderne, la Corsa continua a puntare su efficienza, comfort e un’offerta motori articolata, che abbraccia propulsori termici turbo, mild-hybrid 48 V ed elettrico puro.

La piattaforma è la CMP (Common Modular Platform) di Stellantis, che permette di accogliere motorizzazioni sia a combustione sia elettriche in modo efficace, condividendo parte delle componenti con altri modelli del gruppo.

1.2 Turbo 100 CV: il primo gradino

La motorizzazione 1.2 turbo a benzina da 100 CV è oggi il motore di ingresso alla gamma termica della Corsa nel listino italiano 2026. Abbinabile al cambio manuale a 6 marce o all’automatico a 8 rapporti, offre una buona combinazione tra prestazioni e consumi, con una coppia massima di circa 205 Nm e tempi di accelerazione 0-100 km/h nell’ordine dei 10 secondi.

Questo propulsore appartiene alla famiglia 1.2 PureTech tre cilindri (sigla progettuale EB2). Al momento, questa unità è il riferimento a benzina per chi cerca semplicità meccanica e costi di gestione contenuti. Dal punto di vista tecnico, il 1.2 PureTech 100 CV utilizza una cinghia di distribuzione a bagno d’olio (wet belt): la cinghia lavora immersa nel lubrificante, soluzione pensata per ridurre attriti e rumorosità rispetto a una cinghia tradizionale esterna. Non si tratta quindi di una catena metallica; la manutenzione dell’olio è un elemento centrale per garantirne la durata nel tempo.

Mild-Hybrid 48 V: efficienza senza compromessi

Accanto alla versione solo benzina, la gamma di Opel Corsa offre due motorizzazioni con sistema mild-hybrid a 48 volt, entrambe basate su un 1.2 turbo tre cilindri evoluto della famiglia EB3.

Le versioni disponibili sono:

  • 1.2 Hybrid 110 CV, abbinata al cambio automatico a doppia frizione e-DCT a 6 rapporti;
  • 1.2 Hybrid 145 CV, più potente e orientata a prestazioni superiori.

Il sistema integra un motore elettrico nel cambio, consentendo supporto in accelerazione, recupero di energia in rilascio e brevi fasi di marcia a bassissima velocità in modalità elettrica. I consumi medi omologati WLTP si collocano indicativamente tra 4,5 e 4,8 l/100 km a seconda della potenza.

A livello meccanico, le versioni Hybrid 48 V adottano la catena di distribuzione. Si tratta di una soluzione con catena metallica interna lubrificata, progettata per una durata molto elevata e normalmente priva di sostituzione programmata nell’uso ordinario. È una delle principali differenze tecniche rispetto alla versione benzina non elettrificata.

C’è anche elettrica

La Corsa Electric è proposta con due livelli di potenza:

  • 136 CV (100 kW) con batteria da circa 50 kWh e autonomia WLTP fino a oltre 350 km;
  • 156 CV (115 kW) con batteria da circa 51 kWh e autonomia WLTP che può superare i 400 km in condizioni favorevoli.

La velocità massima è limitata elettronicamente intorno ai 150 km/h. L’accelerazione 0-100 km/h si attesta intorno agli 8 secondi a seconda della versione. In corrente continua, la ricarica può portare la batteria dal 20 all’80% in circa 30 minuti nelle condizioni ideali.

Listino prezzi

Di seguito i prezzi di listino indicativi in Italia per la Opel Corsa:

  • 1.2 Turbo 100 CV: da circa 21.800 euro;
  • Hybrid 110 CV: da circa 24.600 euro;
  • Hybrid 145 CV: da circa 26.000 euro;
  • Corsa Electric: da circa 34.000 euro.
Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 11:45:38 +0000
News n. 11
Che auto guida Arisa, compatta e grintosa: la accompagna da anni

Mettiamo per un attimo da parte la classifica e i voti della sala stampa. In questo Sanremo 2026 la voce di Arisa sta scuotendo il pubblico dell’Ariston e tutti coloro che stanno seguendo l’evento da casa. Qualunque sarà il piazzamento finale, la sua Magica favola promette di rimanere a lungo nelle classifiche perché il talento, quello autentico, non può mai restare indietro. E allo stesso modo l’auto di Arisa si difende egregiamente nell’inesorabile confronto con modelli appariscenti, di segmento superiore.

Il carattere dell’artista – pochi slanci da diva, tanta “sincerità” – si riflette nell’Audi Q2, macchina alla quale ha deciso di legare la propria immagine dal 2020. Tra transenne, fan a caccia di selfie e strade chiuse, muoversi può tramutarsi in un incubo, ma è qui che il SUV compatto vince a mani basse con una lunghezza di poco superiore a 4,20 metri. La infili ovunque e fai inversione in un fazzoletto di terra in completa autonomia, fondamentale quando devi scappare dai flash dopo una diretta notturna.

Piccola, ma con le spalle larghe: il prezzo

La lunghezza ridotta non deve, però, fare passare l’idea che l’Audi Q2 sia remissiva. Nonostante costituisca la “piccola” della gamma Audi, la larghezza di 1,79 metri e l’altezza da terra di 14-15 cm garantiscono la seduta rialzata, comoda se vuoi dominare la strada (e magari evitare di essere travolto dalla folla di fan fuori dagli hotel). In occasione del lancio, i prezzi di listino partivano da 26.900 euro e andavano a salire a seconda dell’allestimento, così come degli optional richiesti. Una cifra competitiva, specialmente in rapporto alla solidità e ai sistemi ADAS presenti, dall’Adaptive Cruise Assist al Blind Spot monitoring.

Il look? Spigoloso, quasi muscoloso. In un certo senso, ricorda l’evoluzione dell’artista, che ha imparato a proteggere la propria fragilità con una corazza decisa e un piglio dinamico. Dal punto di vista tecnico, la Q2 sa essere graffiante quanto un testo di Arisa. Le versioni più diffuse, in particolare la 1.5 TFSI da 150 CV, mettono sul piatto una coppia motrice di 250 Nm per uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 8,6 secondi.

Anche la velocità massima di 218 km/h si addice alle lunghe trasferte, con un occhio di riguardo ai consumi: stare sui 6 litri ogni 100 km aiuta a cancellare sul nascere l’ansia di doversi fermare continuamente al distributore. La praticità fa al caso di una donna autonoma, che non ha bisogno del principe azzurro per sentirsi realizzata.

Festival di Sanremo 2026: la corsa continua

Dentro la musica cambia, con il passo di 2,60 metri sorprendente per una compatta. Il bagagliaio da 405 litri arriva fino a oltre mille abbattendo i sedili, il che fa comodo se vai sempre di corsa, come nel caso di Arisa. Mentre continua la corsa verso la finale di Sanremo, la sua Audi, solida ed efficace, non ha bisogno di urlare per ottenere rispetto. Arisa resta fedele a sé stessa e la Q2 resta fedele a una filosofia di lusso concreto e intelligente. In un mondo di apparenze, il binomio brilla di luce propria: una Magica favola è già in fase di scrittura.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 11:14:41 +0000
News n. 12
Patente B: requisiti, documenti, procedura e costi per ottenerla

Il tanto desiderato traguardo dei 18 anni, quando si diventa maggiorenni, porta con sé anche la possibilità di poter fare la domanda per l’ottenimento della famosa patente B. Un documento indispensabile per avere l’agognata indipendenza negli spostamenti quotidiani, senza dover dipendere dai mezzi pubblici e dai passaggi con l’auto dei famigliari o degli amici.

Il percorso per ottenerla, però, non è proprio dei più agevoli: tra burocrazia, requisiti necessari ed esami (teorico e pratico) può succedere di dimenticare qualche passaggio, perdendosi tra le procedure e i documenti da preparare. In questa guida cercheremo di fare chiarezza passando in rassegna tutte le informazioni necessarie per arrivare tranquilli e sicuri alla preparazione.

Cosa si può guidare con la patente B

Partiamo dalle informazioni fondamentali: che cosa è possibile guidare con la patente B?

Dopo averla ottenuta, si ha l’autorizzazione per poter condurre diversi tipi di veicoli secondo l’articolo 116 del Codice della Strada che prevede:

  • motoveicoli (tricicli, quadricicli e motocicli con cilindrata fino a 125 cc e una potenza massima di 11 kW);
  • autoveicoli per il trasporto di persone o cose con un massimo di 9 posti totali compreso il conducente, con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate, anche con presenza di un rimorchio leggero con un peso massimo di 750kg;
  • rimorchi non leggeri ma comunque con un peso inferiore alla motrice e con una massa complessiva (tra motrice e rimorchio) di 3,5 tonnellate;
  • macchine agricole, incluse quelle considerate eccezionali;
  • macchine operatrici, escluse quelle considerate eccezionali;
  • mezzi utilizzati per il servizio di emergenza e sempre con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate.

Se la patente B è stata conseguita prima del 1° gennaio 1986, si possono guidare anche i motocicli con cilindrata superiore a 125 cc. Per i tricicli con potenza superiore a 15 kW bisogna invece attendere i 21 anni di età.

Le novità previste per il 2026

Recentemente, con il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17 novembre 2025, sono state introdotte delle novità per il 2026 che riguardano l’obiettivo di approfondire lo studio delle norme e di aumentare le capacità di guida del futuro neopatentato. Questo al fine di accrescere il senso di responsabilità e, di conseguenza, la sicurezza sulle strade italiane, dove spesso sono proprio i giovani a essere coinvolti negli incidenti stradali.

Le nuove regole intervengono sia sull’esame teorico, con la creazione di moduli di formazione più specifici e mirati a una conoscenza approfondita, sia sull’esame di pratica con un aumento delle ore di guida obbligatorie che passano da 6 a 8, suddivise in 4 ambiti (fondamentali, guida urbana, guida extraurbana/autostrada e guida notturna.

Le ore di guida vanno poi certificate online sul Portale dell’Automobilista che produrrà un’attestazione digitale, necessaria per essere ammessi all’esame di pratica e valida 18 mesi sul territorio nazionale. L’esame pratico approfondirà anche la conoscenza e l’utilizzo dei sistemi di sicurezza ADAS, sempre più presenti e innovativi.

Un’altra importante novità è la digitalizzazione della patente che sarà accessibile tramite l’app ufficiale installata sullo smartphone del guidatore. La versione analogica, cartacea, però sarà ancora disponibile e potrà essere scelta legittimamente dall’automobilista.

I requisiti necessari per poterla richiedere

Quali sono i requisiti fondamentali da possedere per poter presentare la domanda per l’ottenimento della patente B:

  • avere raggiunto i 18 anni di età, l’età legale per poter guidare certi tipi di mezzi sulle strade italiane;
  • essere residenti in Italia;
  • aver ottenuto un certificato di idoneità psico-fisica rilasciato da un medico autorizzato, per confermare la presenza di tutte le condizioni necessarie per la guida in sicurezza.

Esistono poi delle procedure particolari per l’ottenimento della patente B speciale in presenza di disabilità motorie, funzionali o sensoriali.

I documenti obbligatori per presentare la domanda

Per poter presentare la domanda in maniera corretta occorre avere a disposizione tutta la documentazione necessaria. Si tratta di un aspetto molto importante, da non trascurare, per evitare errori e moduli incompleti.

Se ci si iscrive presso un’autoscuola per frequentare i corsi e sostenere l’esame sarà questa ad occuparsi di tutta la parte burocratica. Se invece ci si prepara al sostenimento dell’esame da privatista si dovrà curare personalmente le pratiche amministrative e fare particolare attenzione alla raccolta dei vari documenti richiesti.

Per il conseguimento della patente

Per effettuare la domanda in maniera corretta occorrono i seguenti documenti:

  • modello TT 2112 ovvero la domanda di ammissione a poter sostenere gli esami, disponibile sul Portale dell’Automobilista o presso la Motorizzazione;
  • copia fronte/resto del documento d’identità in corso di validità;
  • copia del codice fiscale o della tessera sanitaria;
  • certificato medico di idoneità fisica dematerializzato, rilasciato da un medico abilitato (ASL o militare) con foto, con data non anteriore ai 3 mesi per il medico abilitato o a 6 mesi per la commissione medica locale dalla data di presentazione della domanda;
  • fototessere, almeno 3, recenti, nitide, su sfondo bianco;
  • copia fronte/resto della patente di guida di altra categoria, se già in possesso;
  • ricevute di pagamento PagoPA della tariffa prevista.

Per i cittadini non comunitari occorrerà anche la copia del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno.

La documentazione deve essere presentata poi tramite l’autoscuola oppure direttamente alla Motorizzazione Civile e, passati 15 giorni dalla presentazione, è possibile prenotarsi per sostenere la prova teorica dell’esame. La prova può essere effettuata al massimo 2 volte nel periodo di 6 mesi, a partire dalla data di protocollo della pratica.

Per il rinnovo della patente B

Anche in caso di rinnovo della patente B, occorre presentare una precisa documentazione, anche se ridotta rispetto a quella prevista per la richiesta di ottenimento della patente. Ricordiamo che il rinnovo della patente B avviene: ogni 10 anni fino a 50 anni di età, ogni 5 tra i 50 e i 70 anni, ogni 3 tra i 70 e gli 80 anni, ogni 2 dopo gli 80 anni.

Questi i documenti necessari:

  • patente in scadenza, si può rinnovare da 4 mesi prima;
  • documento d’identità e codice fiscale/tessera sanitaria;
  • fototessera recente;
  • certificato medico, rilasciato da un medico autorizzato;
  • ricevuta di pagamento PagoPA della tariffa prevista.

La procedura per l’ottenimento della patente B

Come ben noto, per ottenere la patente occorre sostenere e superare l’esame di teoria e l’esame di pratica.

Per la parte teorica occorre affrontare un quiz informatizzato con indicazione della risposta vero/falso da svolgere in 20 minuti con 30 quesiti, selezionati in modo casuale dall’archivio ministeriale. Sono concessi un massimo di 3 errori, dopo i quali l’esame risulta non superato e va ripetuto.

Con il superamento della parte teorica si ottiene il foglio rosa che permette ai futuri neopatentati l’esercitazione necessaria per affrontare la parte pratica dell’esame, ovvero la guida di un mezzo su strada. Il foglio rosa ha una validità di 12 mesi e consente di effettuare fino a 3 tentativi.

Chi invece è già in possesso della patente di guida di categoria A1, A2, A e B1 non ha necessità di effettuare la parte teorica e può richiedere direttamente l’autorizzazione per l’esercitazione alla guida.

La parte pratica valuta la capacità concreta dell’esaminato di saper guidare un veicolo in maniera sicura, rispettando il Codice della Strada, e deve essere sostenuta almeno dopo 30 giorni dal il rilascio del foglio rosa.

L’esame ha una durata di circa 25 minuti su 40 a disposizione, con un’auto a doppi comandi e la presenza dell’esaminatore. Solitamente, oltre alle pratiche di preparazione alla guida (controllo specchietti, regolazione sedile e cintura di sicurezza) e alla prova su strada nel traffico, vengono eseguite anche le manovre di parcheggio, retromarcia e inversione.

I costi da sostenere per averla

Con l’aumento delle ore di guida il costo della patente, non proprio economico, ha subito anche una leggera crescita. Oltre ai costi fissi per diritti e bolli, bisogna infatti conteggiare anche la visita medica, le guide appunto e le spese per sostenere l’esame di teoria e di pratica.

Le tariffe previste, che comprendono ciascuna i diritti e l’imposta di bollo, sono quelle per: l’esame di teoria per il conseguimento della patente e l’esame di pratica conseguimento patente di guida per la prenotazione della prova pratica.

In generale, possiamo stimare una cifra tra gli 800 e i 1.200 euro se ci si rivolge ad una autoscuola che seguirà tutta la pratica, fornirà il corso di preparazione all’esame teorico e le guide necessarie per la parte pratica.

Se invece si preferisce il percorso da privatista, studiando in autonomia ma con l’obbligo di avere sempre un minimo di 8 ore di guida certificate, è possibile ridurre la spesa arrivando a circa 400-600 euro.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 10:28:33 +0000
News n. 13
L’unica Ferrari Enzo cabrio al mondo: dai videogame alla realtà

Il confine tra il sogno digitale e la realtà meccanica si è finalmente assottigliato fino a sparire, dando vita a un progetto che sfida le leggi del tempo e del collezionismo. Nel 2006, il celebre videogioco OutRun 2006: Coast 2 Coast fece sognare milioni di appassionati introducendo una versione scoperta della Ferrari Enzo, un’auto pensata per sfrecciare tra scenari mozzafiato baciati dal sole. Quella che nacque come un audace esercizio di stile digitale, sviluppato in stretta collaborazione con i designer ufficiali della Casa di Maranello, era destinata a rimanere confinata all’interno di uno schermo, senza mai trovare un seguito nelle linee di produzione reali.

Tuttavia, a distanza di vent’anni, quella fantasia è uscita definitivamente dai circuiti virtuali per trasformarsi in un oggetto tangibile e ruggente: grazie alla visione e al lavoro di LMM, l’idea di una “Enzo aperta” è stata riportata in vita con una fedeltà assoluta, diventando la materializzazione di un desiderio coltivato per decenni da gamer e puristi del marchio. Un’auto per lustrarsi gli occhi e per comprendere che, a volte, anche le fantasie più bizzarre possono prendere forma.

La genesi del mito: la Ferrari Enzo del 2002

Per comprendere appieno l’eccezionalità di questa operazione, è necessario guardare alle radici profonde della vettura originale. La Ferrari Enzo è, senza ombra di dubbio, una delle hypercar più leggendarie di sempre, un monumento alla velocità intitolato al fondatore stesso del Cavallino Rampante. Presentata nel 2002, fu prodotta in una serie limitatissima di appena 400 esemplari — 399 destinati ai clienti storici più una vettura aggiuntiva donata per beneficenza — rappresentando il vertice assoluto della tecnologia Ferrari derivata direttamente dai trionfi in Formula 1 dell’epoca.

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Sotto il cofano centrale-posteriore pulsava un maestoso V12 aspirato da 6,0 litri capace di sprigionare 660 CV e 657 Nm di coppia, originariamente abbinato a un cambio robotizzato a sei marce gestibile tramite le allora rivoluzionarie palette al volante. Se all’epoca il prezzo di listino si aggirava sui 660.000 euro, oggi la sua rarità e il prestigio storico l’hanno resa un pezzo di inestimabile valore, con quotazioni che superano abbondantemente i 3-4 milioni di euro.

Un pezzo unico e già da leggenda

La creazione firmata LMM non è un restyling, ma riscrive parte del DNA tecnico della hypercar di Maranello per renderla un’esperienza di guida ancora più viscerale e analogica. Sebbene la base rimanga tecnicamente fedele all’originale – mantenendo il sofisticato telaio in fibra di carbonio, l’aerodinamica attiva e il possente V12 da 660 CV – la vettura è stata rifinita nella raffinata tonalità Grigio Ingrid, che le conferisce un’eleganza senza tempo.

La vera rivoluzione risiede però nella trasmissione: sfidando la configurazione di serie, questa variante è stata trasformata adottando un cambio manuale tradizionale. La presenza della leva nell’abitacolo, unita alla libertà dell’assenza del tetto, trasforma la Enzo in qualcosa di mai visto prima, capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 3,6 secondi e di lanciare il pilota oltre i 350 km/h. È la realizzazione di una “variante proibita”, un’auto che non è mai figurata nei piani ufficiali di Maranello, ma che oggi rappresenta il tributo definitivo a una leggenda capace di correre dai pixel del passato all’asfalto del presente.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 10:23:39 +0000
News n. 14
Tesla Model Y, la versione a sette posti arriva in Italia: aperti gli ordini

In un’epoca in cui la versatilità diventa il pilastro fondamentale della mobilità sostenibile, la Casa di Palo Alto compie un passo importante per soddisfare le esigenze delle famiglie italiane. Da oggi, il listino della SUV elettrica più venduta al mondo si arricchisce di una nuova, attesa dimensione. La Tesla Model Y a sette posti fa il suo debutto ufficiale sul mercato nazionale, promettendo di coniugare lo spirito tecnologico e sportivo del brand con una capacità di accoglienza senza precedenti, arrivando a pochi mesi di distanza dal lancio della versione Standard e della Long Range.

Nasce in Europa

Questa nuova declinazione del SUV californiano non attraversa l’oceano per raggiungerci, ma nasce nel cuore dell’industria automobilistica europea, all’interno della Gigafactory di Berlino. La scelta produttiva non è puramente logistica, ma sottolinea l’importanza strategica del mercato del Vecchio Continente per l’azienda di Elon Musk, con le prime consegne per i clienti italiani previste già a partire dal mese di aprile. L’estetica fluida e minimalista della Model Y rimane fedele alle linee pulite che hanno decretato il suo successo globale, nascondendo con destrezza un abitacolo ampliato e ripensato per ospitare due passeggeri in più.

L’esperienza a bordo è definita dall’allestimento Premium, il più ricco e sofisticato di tutta la gamma. Lo spazio interno si trasforma in un salotto digitale invaso dalla luce naturale che filtra dal tetto panoramico in vetro. Al centro della plancia troneggia il grande schermo touch da 16’’, cuore nevralgico da cui si controlla qualsiasi funzione vitale della vettura. Per garantire il massimo comfort in ogni stagione, i sedili anteriori non sono soltanto riscaldati, ma anche ventilati, mentre ogni viaggio si trasforma in un’esperienza acustica immersiva grazie all’impianto stereo dotato di ben 15 altoparlanti.

L’adozione di una terza fila

La più importante sfida a livello ingegneristico si è disputata però nell’ottimizzazione della zona posteriore. L’ingresso alla terza fila è stato reso intuitivo e facile grazie a pratici pulsanti di accesso posizionati sullo schienale dei sedili della seconda fila. È sufficiente una semplice pressione perché questi scorrano in avanti ripiegandosi, aprendo agevolmente la strada ai passeggeri diretti agli ultimi due posti, i quali possono contare su due prese USB-C dedicate per la ricarica dei propri dispositivi. Anche chi siede nel mezzo gode di attenzioni esclusive: un touchscreen da 8’’ permette alla seconda fila di gestire autonomamente l’infotainment e la temperatura.

Nonostante l’aggiunta dei sedili, la metamorfosi interna non sacrifica la proverbiale capacità di carico. Quando tutti i sette posti sono in uso, dietro la terza fila rimangono a disposizione 381 litri di spazio. Abbassando l’ultima fila, il volume cresce generosamente fino a 894 litri, per poi raggiungere la sbalorditiva cifra di 2.094 litri reclinando completamente anche i sedili della seconda fila. A questi volumi si somma l’immancabile “frunk”, il bagagliaio anteriore da 116 litri, ideale per riporre i cavi di ricarica o piccoli oggetti.

Listino prezzi e motori

Sotto la pelle di questa configurazione familiare batte il cuore della versione Premium Long Range a trazione integrale. Le prestazioni restano degne di una sportiva di razza, con uno scatto da ferma a 100 km/h coperto in appena 5,6 secondi e una velocità massima di 201 km/h. Il dato più rassicurante per i viaggiatori è però l’autonomia dichiarata, che tocca i 600 km, permettendo lunghi trasferimenti in totale serenità.

Sul fronte della sicurezza, la Model Y offre di serie la guida assistita di livello 2, chiamata Autopilot, ed è già predisposta per il sistema Full Self-Driving (Supervised) che arriverà in un secondo momento. Il listino prezzi per il mercato italiano è chiaro e competitivo: la versione a sette posti parte da 55.490 euro.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 08:56:02 +0000
News n. 15
Sciopero dei trasporti 27 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 27 febbraio 2026 sono previsti quattro scioperi che interessano diversi settori e aree geografiche in Italia. Gli scioperi coinvolgono sia il trasporto pubblico locale in città specifiche sia il settore ferroviario a livello nazionale. Di seguito presentiamo tutti i dettagli relativi a ogni singolo sciopero previsto per la giornata.

Sciopero dei trasporti Torino (Piemonte)

È previsto uno sciopero nel trasporto pubblico locale nella città di Torino, in Piemonte. Coinvolge il personale della società Arriva Italia di Torino e durerà 4 ore: dalle 16.00 alle 20.00. Lo sciopero è stato proclamato dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e riguarda il personale soc. Arriva Italia di Torino.

Sciopero dei trasporti Bari (Puglia)

Nella città di Bari, in Puglia, è indetto uno sciopero nel trasporto pubblico locale che coinvolge gli operatori di esercizio della Società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici di Bari. Lo sciopero avrà durata di 4 ore: dalle 19.30 alle 23.30, e sarà indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero plurisettoriale Nazionale (Italia)

A livello nazionale, è indetto uno sciopero plurisettoriale che interessa il settore ferroviario e il trasporto merci su rotaia, della durata di 24 ore: dalle 21.00 del 27 febbraio alle 20.59 del 28 febbraio 2026. Lo sciopero riguarda il personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria e coinvolge tutta l’Italia. È organizzato dai sindacati CUB TRASPORTI, SGB. Nello stesso sciopero rientra anche il trasporto pubblico locale nella giornata del 28 febbraio.

Sciopero ferroviario Nazionale – Settore ferroviario (Italia)

Sempre su scala nazionale, il personale delle imprese del comparto ferroviario sciopererà per 8 ore: dalle 22.00 del 27 febbraio alle 5.59 del 28 febbraio 2026. Questo sciopero è proclamato dal sindacato USB LAVORO PRIVATO e coinvolge il comparto ferroviario in tutta Italia.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 16
Sciopero dei trasporti febbraio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di febbraio 2026 diversi scioperi sono previsti in Italia e riguardano soprattutto il settore dei trasporti, sia a livello locale che nazionale. Le agitazioni principali si concentrano soprattutto nei giorni 6, 12, 13, 16, 18, 25, 26 e 27 febbraio, coinvolgendo città come Bari, Bolzano, Campobasso-Termoli, Catania, Chieti, Genova, Milano, Roma, Torino, Udine e numerose altre località, oltre a scioperi di rilevanza nazionale nei comparti aereo, ferroviario e marittimo. In questo articolo trovi un calendario dettagliato, con date, orari e territori coinvolti. Ecco tutti gli scioperi previsti esclusivamente nel mese di febbraio 2026.

Sciopero 02 febbraio 2026

Nella regione Lazio, in particolare nella provincia di Roma, è indetto uno sciopero di 4 ore nel settore degli appalti ferroviari (personale società Elior Divisione Itinere e Polaris) indetto da OSR UILT-UIL e UGL FERROVIERI. Lo sciopero interessa il “personale appalti ferroviari”.

In Lombardia, su tutte le province, si svolge uno sciopero di 23 ore (dalle 03:00 del 2 febbraio alle 02:00 del 3 febbraio) che coinvolge il personale della società Trenord. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato OSR ORSA FERROVIE.

Sciopero 03 febbraio 2026

In Lombardia, nelle tutte le province, continua lo sciopero di 23 ore iniziato il giorno precedente, con termine previsto alle 02:00. Sono coinvolti tutti i dipendenti Trenord.

Sciopero 06 febbraio 2026

A Bari (Puglia), sciopero del trasporto pubblico locale per 4 ore, dalle 08.30 alle 12.30. Coinvolge il personale della Soc. AMTAB e indetto da OSR UILT-UIL.

A Chieti e Teramo (Abruzzo), sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale con le società TUA di Lanciano (Chieti) e Teramo. Sindacati promotori: OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nel settore marittimo, sciopero in tutta Italia per l’intera giornata nei porti nazionali, coinvolgendo i lavoratori delle imprese ex art. 16, 17 e 18 L. 84/94. Indetto da USB LAVORO PRIVATO.

In Abruzzo, sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale che interessa tutta la regione, indetto da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.

In Lombardia, sciopero riguardante la circolazione e la sicurezza stradale (personale Soc. Autostrade per l’Italia II° Tronco Milano) per 8 ore su ciascun turno di lavoro. Sindacato OSR UILT-UIL.

Sciopero 12 febbraio 2026

Nella città di Catania (Sicilia), è previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore, dalle 14.00 alle 18.00, proclamato dal OSP CUB TRASPORTI e relativo al personale della società AMTS di Catania.

Sciopero 13 febbraio 2026

Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige), sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale (personale società SASA), promosso da OSR FILT-CGIL, UGL, USB Lavoro Privato, ORSA Trasporti.

Nella città di Termoli, provincia di Campobasso (Molise), sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale (personale Società GTM), indetto da OSR UILT-UIL.

Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero di 9 ore, dalle 15.00 alle 24.00 per il personale della società Arriva Udine, organizzato da ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Sciopero 16 febbraio 2026

Nella città di Genova (Liguria), sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30, personale AMT di Genova, sindacato OSR CUB TRASPORTI.

Presso l’aeroporto di Brescia Montichiari (Lombardia) sciopero di 24 ore, per il personale delle società GDA Handling e MH24, sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.

Nel settore aereo a livello nazionale, sciopero di 24 ore per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited, Vueling Airlines (4 ore dalle 13.00 alle 17.00), e ITA Airways. Diversi sindacati coinvolti: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL T.A., ANPAC e ANP per ITA Airways, CUB TRASPORTI per comparto aereo, USB LAVORO PRIVATO per EasyJet/Vueling/ITA Airways.

Sciopero 18 febbraio 2026

Nella provincia di Verona (Veneto), sciopero nel settore trasporto merci per il personale mobile e di terra della società EVM Rail. Sciopero della durata di 8 ore: dalle 09.01 alle 17.00. Sindacato OSP FILT-CGIL.

Sciopero 25 febbraio 2026

Nel Trentino-Alto Adige, in particolare nella provincia di Bolzano, sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale, personale società SASA, sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Sciopero nazionale settore aereo: personale di volo settore elicotteri della società Avincis Italia, tutte le basi operative dalle 00:00 alle 23:59. Sindacati FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC.

Sciopero 26 febbraio 2026

Sciopero nazionale di 24 ore, dalle 00:00 alle 23:59, nel settore aereo: coinvolti lavoratori del comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti. Indetto da CUB TRASPORTI.

Nazionale, 24 ore (dalle 00:01 alle 24:00): personale società ITA Airways (sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL T.A., ANPAC, ANP).

Nazionale, 24 ore (dalle 00:01 alle 24:00): piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited, sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Sciopero 27 febbraio 2026

Nella città di Torino (Piemonte), sciopero del trasporto pubblico locale di 4 ore, dalle 16.00 alle 20.00, per il personale della società Arriva Italia di Torino. Proclamato da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nella città di Bari (Puglia), sciopero del trasporto pubblico locale per 4 ore, dalle 19.30 alle 23.30, personale della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici di Bari. Sindacati promotori: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Su scala nazionale, sciopero plurisettoriale che interessa il settore ferroviario e il trasporto merci su rotaia con durata di 24 ore: dalle 21.00 del 27 febbraio alle 20.59 del 28 febbraio. Sindacati coinvolti: CUB TRASPORTI, SGB. Lo sciopero coinvolge anche il trasporto pubblico locale nella giornata del 28 febbraio.

Sempre a livello nazionale, per il settore ferroviario, sciopero di 8 ore: dalle 22.00 del 27 febbraio alle 5.59 del 28 febbraio proclamato da USB LAVORO PRIVATO.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 03 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 12 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 16 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 25 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 26 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 27 febbraio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 17
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Il prezzo dei carburanti lungo le autostrade oggi 27 febbraio 2026: benzina, diesel, gpl e metano

Oggi offriamo una panoramica chiara e sintetica dei prezzi medi dei principali carburanti lungo la rete autostradale italiana, con riferimento all’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Nella tabella qui sotto troverai i valori di benzina, gasolio, gpl e metano così come comunicati dall’Osservatorio del Ministero, suddivisi per tipologia ed erogazione. A completamento, spieghiamo anche come si forma il prezzo finale alla pompa: una quota industriale legata al costo del prodotto e ai margini della filiera, e una quota fiscale composta da accise e Iva. Conoscere la struttura del prezzo aiuta a comprendere perché, a parità di mercato, i listini possano muoversi rapidamente in funzione delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, mentre la concorrenza tra operatori e la modalità di erogazione (self o servito) incidono sul margine e quindi sulla cifra esposta in stazione.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento: 26-02-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.774
Gasolio SELF 1.822
GPL SERVITO 0.829
Metano SERVITO 1.457

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo alla pompa deriva dall’incontro tra componente industriale e componente fiscale. La parte fiscale pesa per il 58% del totale e comprende le accise e l’imposta sul valore aggiunto (Iva), che viene applicata sul valore imponibile e amplifica le variazioni dei listini. La componente industriale rappresenta il 42% del prezzo e si scompone, a sua volta, in costo della materia prima e margine lordo della filiera. Nello specifico, la materia prima incide per il 30%: è qui che entrano in gioco le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro, due fattori capaci di muovere velocemente i prezzi all’origine. Il restante 12% rientra nel margine lordo, cioè la quota su cui gli operatori possono intervenire per aggiornare il prezzo alla pompa in funzione dei costi di esercizio, della logistica, delle politiche commerciali e della concorrenza locale. Anche la modalità di rifornimento influisce: in generale, il self-service riduce i costi operativi rispetto al servito, dove pesano servizi e presidio del punto vendita. L’insieme di queste componenti spiega perché i prezzi possano variare non solo tra aree e marchi diversi, ma anche tra reti autostradali e rete ordinaria, dove incidenze operative e volumi possono differire.

Per il gasolio, la struttura del prezzo presenta una ripartizione diversa, con una maggiore incidenza della parte industriale. La componente fiscale vale il 45% del prezzo finale, mentre quella industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima incide per il 45%: come per la benzina, le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro sono determinanti, ma sul gasolio pesano anche dinamiche stagionali della domanda (ad esempio per il riscaldamento in alcuni mercati) e l’equilibrio tra capacità di raffinazione e consumi. Il margine lordo, pari al 10% del prezzo, è la leva su cui i gestori e le compagnie possono intervenire più rapidamente, tenendo conto di costi energetici, trasporto, gestione del punto vendita, politiche promozionali e specificità delle stazioni in autostrada. La distinzione tra self e servito incide poi sulla cifra finale corrisposta dall’automobilista: il servito riflette servizi aggiuntivi e maggiore assistenza, mentre il self può beneficiare di minori costi operativi. Nel complesso, l’evoluzione del prezzo del gasolio dipende dall’intreccio tra mercati internazionali, fattori valutari e scelte commerciali, elementi che spiegano la variabilità dei listini nel tempo e tra diverse tratte.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 18
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.677 per la benzina, 1.728 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.431 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.718
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.407

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.740
Benzina SELF 1.705
GPL SERVITO 0.679
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.790
Benzina SELF 1.722
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.592

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.736
Benzina SELF 1.703
GPL SERVITO 0.729
Metano SERVITO 1.499

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.696
Benzina SELF 1.662
GPL SERVITO 0.639
Metano SERVITO 1.387

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.721
Benzina SELF 1.662
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.373

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.738
Benzina SELF 1.672
GPL SERVITO 0.676
Metano SERVITO 1.386

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.709
Benzina SELF 1.654
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.476

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.744
Benzina SELF 1.688
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.438

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.723
Benzina SELF 1.665
GPL SERVITO 0.669
Metano SERVITO 1.387

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.704
Benzina SELF 1.649
GPL SERVITO 0.699
Metano SERVITO 1.312

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.729
Benzina SELF 1.686
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.721
Benzina SELF 1.660
GPL SERVITO 0.669
Metano SERVITO 1.422

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.712
Benzina SELF 1.681
GPL SERVITO 0.655
Metano SERVITO 1.465

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.739
Benzina SELF 1.683
GPL SERVITO 0.797

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.713
Benzina SELF 1.684
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.719
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.688
Metano SERVITO 1.453

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.754
Benzina SELF 1.698
GPL SERVITO 0.729
Metano SERVITO 1.343

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.717
Benzina SELF 1.660
GPL SERVITO 0.690
Metano SERVITO 1.327

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.769
Benzina SELF 1.708
GPL SERVITO 0.814

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 27 febbraio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.711
Benzina SELF 1.655
GPL SERVITO 0.676
Metano SERVITO 1.327

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 07:00:00 +0000
News n. 19
MINI 1965 Victory Edition: una leggenda del motorsport riproposta in chiave contemporanea

Ci sono luoghi che, più di altri, sanno custodire l’eco di imprese leggendarie, dove il profumo dell’asfalto e l’odore della neve si mescolano al mito delle corse. Monte Carlo è certamente uno di questi. Nel cuore del Principato, il motorsport non è solo una competizione, ma un capitolo fondamentale di una storia scritta con audacia e agilità. È proprio qui che, nel 1965, la leggendaria Mini Cooper S compì un’impresa destinata a restare scolpita nel tempo: guidata da Timo Mäkinen e dal copilota Paul Easter, la piccola vettura britannica trionfò al Rally di Monte Carlo, sfidando le condizioni meteorologiche più estreme grazie a una tecnologia d’avanguardia e a una maneggevolezza senza pari. Oggi, sessant’anni dopo, quel successo rivive in una veste contemporanea con la nascita della MINI 1965 Victory Edition.

Due anime, una sola passione

Questa edizione speciale non è solo un tributo estetico, ma una reinterpretazione delle prestazioni che hanno reso celebre il marchio. MINI ha deciso di declinare questa leggenda in due varianti distinte, capaci di soddisfare sia i puristi del motore termico sia i pionieri della mobilità sostenibile. La MINI John Cooper Works endotermica sprigiona una potenza di 231 CV (170 kW) con una coppia di 380 Nm, permettendo uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 6,1 secondi. Per chi invece guarda al futuro senza rinunciare all’adrenalina, la All-Electric MINI John Cooper Works alza l’asticella: con una potenza che tocca i 258 CV (190 kW), la variante a zero emissioni brucia lo 0-100 in appena 5,9 secondi, promettendo quel “go-kart feeling” che è ormai firma indelebile del brand.

Un design che parla di corse

L’estetica della Victory Edition è un perfetto equilibrio tra fascino vintage e modernità tagliente. La carrozzeria si veste dell’iconico Chili Red, un colore che evoca immediatamente i polverosi tracciati dei rally degli anni Sessanta. Una Stripe decorativa bianca attraversa la vettura dal cofano fino al posteriore, sottolineandone il profilo sportivo, mentre il tetto a contrasto in Glazed White, dotato di vetro panoramico, crea un gioco cromatico elegante e dinamico.

Ma è nei dettagli che si nasconde la vera celebrazione della vittoria del 1965. Su entrambi i lati spicca con orgoglio il numero “52†in bianco, un riferimento diretto al numero di gara della Cooper S originale. Sul montante C, un raffinato sticker riporta l’anno della vittoria, il 1965, mentre i cerchi in lega da 18 pollici — JCW Lap Spoke Bicolore per la versione termica e JCW Mastery Spoke neri per l’elettrica — assicurano una guida sicura su ogni superficie, completati da coprimozzi flottanti di ispirazione rallystica.

Un abitacolo sospeso nel tempo

Varcare la soglia della MINI 1965 Victory Edition significa immergersi in un’atmosfera esclusiva. I battitacco accolgono il conducente con la scritta “1965†in bianco su fondo rosso e nero, mentre all’interno della portiera una dedica speciale ricorda lo storico rally monegasco. L’ambiente, dominato dai toni dell’antracite scuro e del rosso tipici della palette JCW, è costellato di richiami alla tradizione. La scritta “1965†compare con discrezione sulla razza del volante sportivo e sul vano portaoggetti della console centrale, trasformando ogni viaggio in un tributo quotidiano a Mäkinen e Easter.

Questa serie speciale, che preserva la tipica cura artigianale MINI, sarà disponibile per gli appassionati europei a partire da maggio 2026. La MINI 1965 Victory Edition non è dunque solo un’auto, ma un ponte teso tra la gloria di un passato leggendario e l’innovazione di un futuro che corre veloce, proprio come quella piccola Cooper S tra i tornanti innevati di Monte Carlo.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 06:40:05 +0000
News n. 20
Aston Martin, la peggior crisi della sua storia: dolorosi tagli al personale

Pensando ad Aston Martin, il primo riflesso è quello di immaginare l’agente segreto più famoso del mondo, James Bond, al volante della sua inseparabile DB5. Eppure, la prestigiosa Casa di Gaydon sta affrontando oggi una realtà molto più cupa e complessa rispetto a quella dei tempi d’oro. Il marchio attraversa una delle crisi finanziarie più gravi della sua storia, un momento nemmeno il blasone riesce a far fronte a bilanci profondamente negativi. Per tentare di risalire la china, la dirigenza ha dovuto compiere un atto radicale, doloroso e umanamente gravoso: una riduzione drastica della forza lavoro.

Tagli al personale

Ben 600 dipendenti su un totale di 3.000, circa il 20% del personale, lasceranno il proprio incarico. Questa manovra non è un semplice aggiustamento tecnico, ma una strategia per abbattere i costi fissi e generare un risparmio di circa 40 milioni di sterline (46 milioni di euro) entro la fine dell’anno. Si tratta di una sterzata violenta, specie se paragonata al timido taglio del 5% operato solo dodici mesi prima, segno che la situazione è precipitata rapidamente.

I dati relativi all’esercizio del 2025 dipingono un quadro di evidente difficoltà. I ricavi sono crollati del 21%, fermandosi a 1,26 miliardi di sterline (1,46 miliardi di euro), mentre le consegne all’ingrosso sono precipitate del 10%, con 5.448 veicoli distribuiti contro i 6.030 dell’anno precedente. La morsa della crisi ha intaccato pesantemente anche la redditività: l’utile lordo è crollato del 37%, attestandosi a 369,8 milioni di sterline, con un margine lordo che si è contratto drasticamente al 29,4% rispetto al 36,9% dell’anno antecedente.

I motivi dietro alla crisi

A pesare su questo scenario nefasto non è solo la gestione interna, ma un contesto geopolitico nebuloso. Ci sono i dazi imposti dagli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump che hanno reso le lussuose sportive britanniche meno competitive oltreoceano, poi c’è la Cina, che doveva rappresentare una nuova terra fertile, rivelatasi invece paludosa. Di fronte a un debito che sfiora gli 1,4 miliardi di sterline e una perdita operativa di quasi 260 milioni, il presidente Lawrence Stroll ha dovuto ridisegnare i confini stessi dell’azienda.

Il piano di investimenti quinquennale è stato ridimensionato da 2 a 1,7 miliardi di sterline, con una conseguenza inevitabile: lo sviluppo dell’auto elettrica può aspettare. Aston Martin ha infatti deciso di posticipare l’esordio delle sue sportive a batteria, preferendo concentrare le risorse rimaste sui motori a combustione e ibridi, che oggi garantiscono margini di profitto più sicuri. Per recuperare ulteriore liquidità, il marchio ha persino venduto i diritti perpetui del proprio nome al team di Formula 1 per 50 milioni di sterline.

Un baluardo di speranza

Nonostante il buio, all’orizzonte si intravede una speranza che ha la forma della Valhalla, la supercar ibrida da oltre un milione di euro: la previsione è di consegnarne 500 esemplari, portando manforte alle casse della società. Un segnale che ha convinto la Borsa di Londra, dove il titolo ha registrato un rialzo del 5%, un piccolo segnale di fiducia dopo un anno in cui le azioni avevano perso quasi metà del loro valore. La sfida per rimettere in sesto il mito di Gaydon è ufficialmente cominciata, ma non sarà così semplice.

Data articolo: Fri, 27 Feb 2026 06:30:21 +0000
News n. 21
Che auto guida Alicia Keys, la Ferrari e le altre supercar della regina del soul

Anche in auto Alicia Keys non è seconda a nessuno. Quando siede al volante, la regina del soul, tra i super-ospiti al Festival di Sanremo 2026 nella terza serata, non chiede altro che la stessa impronta graffiante della sua inconfondibile voce, consacrata dai 17 Grammy Awards in carriera. La lista delle supercar non sarà così lunga, ma poco ci manca: unione di classe senza tempo, tecnologia ibrida e un pizzico di (sana) cattiveria meccanica.

La Ferrari e le altre auto di famiglia

Il pallino dei motori in casa Keys è un affare di famiglia. Secondo le stime più accreditate, il patrimonio motoristico gestito insieme al marito, il produttore Swizz Beatz, sfiora il valore di 20 milioni di dollari, con macchine mai banali o “di serie”. Ciascun pezzo presenta un tocco personale, un dettaglio fuori dal comune, proprio come un arrangiamento azzeccato che eleva una semplice melodia a hit globale.

Il pezzo forte, da mettere in bella mostra, ha le nostre radici. Con un otto cilindri aspirato, la Ferrari 458 Italia urla fino a 9.000 giri, che portano subito in mente gli acuti più difficili della cantante: uscita nel 2009 sul mercato, aveva prezzi di 206.000 euro. E poi ecco la Lotus Evora GTE (un marchio caro pure a Carlo Verdone): regalo del marito Swizz Beatz, vedere Alicia domare un mostro del genere col cambio manuale (roba da piloti veri, per intenderci) fa capire che non scherza affatto.

Il parco macchine ha ulteriori sorprese perché l’artista sa essere anche maledettamente elegante. Nel suo garage trova spazio una Aston Martin Vantage, gioiello biturbo da oltre 500 CV che sembra uscito direttamente da un film di 007. In questo caso, l’ha regalata al marito per i suoi 40 anni, ma ammettiamolo: immaginarla sfrecciare su un “mostro” del genere, con quella classe innata, è tutta un’altra musica.

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Allo spegnersi delle luci, dopo un concerto o un gala, si accende il motore della Mercedes Classe S. Munita di ogni comfort tecnologico, l’ammiraglia isola la cantante dal mondo esterno e le permette di concentrarsi sulla prossima nota, o magari solo di godersi il viaggio in totale relax.

Sguardo al futuro sulla BMW i8

Tra mostri di fibra di carbonio e motori elettrici, spunta un pezzo di storia americana che Alicia Keys chiama affettuosamente “Black Cherry”: una Ford Mustang d’epoca, a conferma del legame viscerale con le radici del mito americano. Ebbene sì, dietro i 17 Grammy e gli applausi scroscianti di Sanremo per L’aurora, in duetto con Eros Ramazzotti, batte il cuore di una ragazza ancora sensibile al mito Usa della pony car.

Il punto esclamativo sulla collezione di auto di Alicia Keys è la BMW i8: al momento dell’uscita sembrava un’astronave e, a dire il vero, fa ancora lo stesso effetto. Dal powertrain plug-in hybrid, concilia l’anima green della cantante e la sua voglia di lasciare traccia del suo passaggio. Certo, ha un piccolo motore a 3 cilindri, tuttavia, abbinato al modulo elettrico, sviluppa una coppia immediata da brividi. Insomma, se Eros Ramazzotti ha scelto la solidità granitica della sua Audi RS6, Alicia Keys risponde con un mix eclettico che non accetta etichette.

Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 21:55:57 +0000
News n. 22
Che auto guida Eros Ramazzotti, potenza bruta per il cantautore al volante

Non c’è potenza senza stile e viceversa. È una regola che vale per le sue ballate entrate nella leggenda, ma anche per le scelte che Eros Ramazzotti compie quando il tema del giorno sono le auto. Dalla vittoria con Terra promessa nell’84 il percorso di Eros è stato una specie di gran premio senza soste.

Protagonista indiscusso degli anni ’90, ha vissuto amori finiti su tutte le copertine, come lo storico matrimonio con Michelle Hunziker (da cui è nata Aurora, musa della celebre canzone omonima) e la successiva storia con Marica Pellegrinelli. Ma se la musica e la famiglia sono i pilastri della vita, un “chiodo fisso” lo accompagna: la passione viscerale per la forza bruta.

Un bolide da oltre 600 CV: quanto costa

Se vi chiedete quale sia l’auto designata, la risposta arriva direttamente dai social, attraverso i video divertenti caricati da Aurora mentre scherza con il papà durante i loro spostamenti, dove Eros controlla una splendida Audi RS6, la via di mezzo ideale tra una station wagon spaziosa e una supercar brutale nelle prestazioni. Sotto il cofano di una macchina muscolare e solida, predisposta a macinare chilometri nel massimo comfort, batte il cuore di un otto cilindri biturbo da 4.0 litri capace di superare i 600 CV e offrire accelerazioni al cardiopalma (0-100 in circa 3,6 secondi).

Un altro punto a favore è rappresentato dalla trazione integrale quattro, garanzia di un handling stradale impeccabile anche quando il fondo si fa insidioso. Da buon padre di famiglia, Eros Ramazzotti è attento alla sicurezza, e la reattività della RS6 si sposa alla perfezione con l’energia che sprigiona durante i concerti negli stadi.

Anche se il calcio è probabilmente il suo primo amore fuori dal palco, Eros non è mai rimasto indifferente al fascino delle vetture di grossa cilindrata. A furia di scalare le classifiche e collaborare con miti del calibro di Tina Turner, Cher e Andrea Bocelli, il cantante ha potuto togliersi un grosso sfizio: i prezzi di listino da oltre 140.000 euro al lancio sul mercato sono un atto di supremazia.

Festival di Sanremo 2026: un ritorno da eroe

Mettersi alla guida di un bolide simile è la naturale prosecuzione di un percorso che proprio in questo Sanremo 2026 tocca vette altissime. Il ritorno di Eros all’Ariston assume il sapore della consacrazione definitiva, un attestato di riconoscimento a quel ragazzo salito al successo con brani come Una storia importante e Adesso tu, e mai sparito dai riflettori. Da allora, Ramazzotti tira dritto. Tra stadi gremiti in ogni ordine di posto e tour, ha fatto conoscere il suo talento a una platea vastissima, anche al di fuori dei confini nazionali.

La precisione di un accordo di chitarra deve trovare un corrispettivo motoristico all’altezza, e per questo esiste la RS6. Del resto, se vuoi restare al vertice per quarant’anni, non puoi fare a meno della solidità o alla lunga te ne penti: il cuore d’acciaio e la tenuta di strada impeccabile del modello di Ingolstadt le conferiscono le conferiscono un allungo e una stabilità che non lascia scampo alle rivali.

Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 20:13:57 +0000
News n. 23
FIA, nuovo accordo: anticipata la scadenza per la conformità delle power unit

Il panorama della Formula 1 è scosso da una nuova e profonda divergenza tra i motoristi riguardo ai parametri di compressione delle unità di potenza di nuova generazione. La FIA si è vista costretta a ratificare un accordo di emergenza per mitigare la superiorità strategica individuata dai tecnici della Mercedes alla vigilia del debutto iridato. Di conseguenza, il termine ultimo per la conformità regolamentare è stato bruscamente anticipato, traslando la scadenza dal 1° agosto al 1° giugno 2026.

L’enigma termico di Brackley: la gestione inerente la dilatazione del materiale che genera un vantaggio competitivo

L’epicentro della metamorfosi normativa del 2026 risiede nell’ottimizzazione del processo di combustione interna, soggetta a un tetto massimo invalicabile per il rapporto di compressione fissato a 16,0. Tuttavia, la scienza dei materiali pone una sfida complessa legata ai fenomeni di espansione termica. Durante le fasi di massimo stress operativo, con picchi termici che gravitano attorno ai 130°C, le componenti metalliche del motore subiscono dilatazioni microscopiche ma determinanti.

Tali variazioni strutturali determinano solitamente una flessione naturale del rapporto di compressione, che tende a stabilizzarsi su valori prossimi al 15,2/15,3. In questo ambito di tolleranze infinitesimali, il reparto High Performance Powertrains di Brixworth ha interpretato le lacune normative con una perizia ingegneristica che ha destato preoccupazione nell’intero paddock. Secondo le ultime informazioni, Mercedes ha concepito un’unità termica d’eccellenza.

Tale propulsore sarebbe capace di preservare un valore di compressione superiore a 16,1 anche al raggiungimento del regime termico d’esercizio. Questo scostamento, sebbene numericamente esiguo, garantisce una combustione radicalmente più performante sotto il vincolo del flusso energetico di 3.000 MJ/h. Il risultato tangibile è un’erogazione di potenza superiore ai competitor, proprio nel momento in cui la rotazione del motore supera la soglia critica dei 10.500 giri al minuto.

L’intervento della FIA: una strategia regolamentare in due fasi

La reazione degli avversari ha innescato una severa disputa diplomatica in seno alla F1 Commission. La linea d’azione della FIA prevedeva di blindare il codice tecnico entro agosto, introducendo un protocollo di verifica duale: un preciso controllo preliminare a temperatura ambiente e una successiva misurazione a propulsore stabilizzato a livello termico. Una scelta che ovviamente aveva lasciato piuttosto interdetti il resto dei motoristi che partecipano al mondiale 2026.

Nonostante Toto Wolff avesse mostrato una sorprendente predisposizione al dialogo su tale revisione, ne abbiamo avuto prova direttamente nei pre season test in Bahrain, nelle varie conferenze stampa, il blocco costituito da Ferrari, Honda, Audi e Red Bull Powertrains ha manifestato forti perplessità, temendo che la duplice verifica potesse ancora garantire un margine di manovra alla Stella d’Argento. E proprio per questo a Sakhir è andato in onda un’ulteriore riunione tra le parti.

Il nuovo trattato, prossimo alla convalida definitiva a giorni, andrà a stabilire una tabella di marcia decisamente più serrata. L’anticipo della scadenza tecnica al 1° giugno 2026 costringe i vari reparti motoristici a una frenetica rincorsa per la delibera definitiva dei propulsori. In questo caso, il nuovo protocollo operativo sarà strutturato su due stadi distinto: Per l’anno del debutto sarà mantenuto il doppio monitoraggio (freddo/caldo), sperando che possa bastare e non concedere vantaggio troppo grandi.

Mentre a decorrere dalla stagione mondiale di Formula 1 2027, la misurazione del rapporto di compressione sarà effettuata esclusivamente in condizioni di calore estremo. Questa manovra punta a vanificare lo stratagemma della dilatazione selettiva dei materiali, obbligando la scuderia di Brackley a riallinearsi agli standard prestazionali della concorrenza nel medio periodo, pur lasciando un’alea di incertezza per le prove inaugurali del nuovo corso.

Ne avevamo parlato due settimane fa e, in effetti, prendendosi il tempo per studiare al meglio il caso Mercedes, la Federazione Internazionale ha deciso di intervenire facendo fede alle proprie parole. Resta da capire se, nelle prime gare del campionato, le altre scuderie si accontenteranno di questo compromesso che, se da una parte cerca di andare incontro agli altri motoristi, di fatto concede ancora un possibile vantaggio alla scuderia tedesca per almeno 10 Gran Premi. Qualcosa che non dovrebbe succedere.

Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 15:50:36 +0000
News n. 24
Tesla in caduta libera, BYD si prepara al sorpasso?

Il mercato automobilistico europeo ha inaugurato il 2026 non con un ruggente rombo di motori, ma con un silenzio carico di incertezze. Le immatricolazioni complessive nell’area che comprende Ue, Regno Unito ed EFTA hanno registrato un calo del 3,5% rispetto allo scorso anno, fermandosi a 961.382 unità. In questo scenario di contrazione generale, emerge un paradosso che sta riscrivendo le gerarchie della mobilità: Tesla, l’antico pioniere dell’elettrico, appare oggi come un gigante in affanno, segnando una decrescita pesante, mentre il colosso cinese BYD accelera senza sosta in una scalata che sembra inarrestabile.

La creatura di Musk in affanno

Per la Casa di Palo Alto, i dati condivisi da ACEA sono “spaventosi”. Le immatricolazioni di Tesla nel Vecchio Continente sono crollate del 17,0%, con appena 8.075 esemplari consegnati, portando la sua quota di mercato a un misero 0,8%. Si tratta del tredicesimo mese consecutivo con il segno negativo. La crisi non è solo europea: negli Stati Uniti il marchio rappresenta a malapena lo 0,8% del market share.

A gravare sul destino dell’azienda pesano fattori strutturali e d’immagine: la commercializzazione di Model S e Model X è stata interrotta senza l’introduzione di nuove generazioni e lo stabilimento tedesco di Berlino, un tempo fiore all’occhiello, è finito al centro di polemiche per un presunto ambiente di lavoro tossico. Non un grande biglietto da visite per riparare i cocci del mercato.

L’ascesa di BYD

Al polo opposto, rispetto all’azienda californiana, troviamo BYD. Grazie a una sapiente combinazione di veicoli completamente elettrici e modelli ibridi, il marchio cinese ha fatto segnare in Europa una crescita strabiliante del 175% (165% se si include l’area EFTA e il Regno Unito). Con 18.242 auto vendute, la sua quota di mercato è salita all’1,9%, più del doppio di quella di Tesla. BYD non nasconde le proprie ambizioni globali: l’obiettivo è proiettarsi più in alto possibile.

Il resto del panorama automobilistico offre un mosaico di contrasti. Il Gruppo Volkswagen, pur rimanendo leader con oltre 256.000 unità, ha ceduto il 3,8%; se il brand di Wolfsburg ha perso l’11,2%, la cugina Skoda è cresciuta (+10,1%). Buono il resoconto di Mini (+11,2%) che presto avrà una versione dedicata al Monte Carlo 1965 per sua Cooper S. Stellantis, al contrario, è cresciuta complessivamente del 6,7%, trascinata dagli exploit di Fiat (+24,6%), Lancia/Chrysler (+22,0%), Citroën (+14,0%) e Opel/Vauxhall (+12,7%), nonostante le flessioni di Peugeot (-2,9%), Jeep (-4,9%) e Alfa Romeo (-10,8%).

Note dolenti arrivano dal Gruppo Renault, sceso del 15,0% a causa del non ottimale -35% di Dacia, che ha vanificato la crescita del marchio Renault (+4,4%) e l’ottima performance di Alpine (+65,2%). Sulle difensive anche il Gruppo Hyundai (-12,5%), Toyota (-11,8%), Ford (-13,1%) e Nissan (-17,8%). Persino il settore premium ha sofferto, con Lexus a -28,5%. Male anche Mitsubishi a -35,1%.

La transizione va avanti

Nonostante le difficoltà dei singoli marchi, la transizione energetica prosegue: le auto a batteria sono cresciute del 13,9%, arrivando a rappresentare il 19,3% del mercato UE. Le ibride plug-in sono balzate del 32,2%, mentre i motori a benzina (-25,7%) e diesel (-22,0%) continuano la loro picchiata.

Geograficamente, mentre Francia e Germania hanno visto calare le vendite totali del 6,6%, le loro immatricolazioni di EV sono balzate rispettivamente del 52,1% e 23,8%. La Norvegia, infine, ha subito un crollo drammatico del 76,3% nel mercato complessivo, diretta conseguenza della fine degli incentivi governativi.

Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 15:45:49 +0000
News n. 25
La nuova CUPRA Born sta per arrivare: cosa aspettarsi da questo atteso restyling

In pochi anni, CUPRA è riuscita a compiere un’impresa notevole nel panorama automobilistico globale: costruire una gamma articolata e profondamente distinta rispetto a Seat (della quale un tempo era una costola), puntando su modelli dal carattere sportivo e dal design riconoscibile. Dalla CUPRA Ateca, la prima vettura a sfoggiare l’iconico logo color rame, alla CUPRA Formentor, divenuta in breve tempo uno dei modelli più richiesti, la Casa spagnola ha scalato le classifiche di vendita superando il traguardo del milione di auto vendute a livello globale. Oggi, questa storia di successo si arricchisce di nuovi capitoli che guardano con decisione alla mobilità elettrica ad alte prestazioni. Fra questi c’è il restyling della Born.

Appuntamento da segnare nel calendario

Il prossimo appuntamento per gli appassionati di questo passionale marchio iberico è fissato per il 5 marzo, quando verrà presentato ufficialmente, in diretta streaming sul proprio canale YouTube, l’atteso restyling della CUPRA Born. Lanciata nel 2021 come prima BEV del brand, la Born ha saputo reinterpretare la piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen con soluzioni di design molto ardite.

Con il nuovo aggiornamento, l’estetica si farà ancora più tagliente: il frontale sarà dominato da nuovi fari a matrice di LED di forma triangolare, un dettaglio che promette di conferire alla vettura uno sguardo magnetico. Anche il posteriore seguirà la nuova firma luminosa, integrando il logo illuminato già ammirato sulle ultime nate della famiglia.

Motori e versioni

Entrando nell’abitacolo della nuova Born, l’idea dei tecnici spagnoli è stata quella di andare alla ricerca della perfezione. Nonostante non siano attesi stravolgimenti nel layout, CUPRA ha lavorato intensamente per offrire una “qualità percepita ancora maggiore”, migliorando complessivamente materiali e finiture per soddisfare i clienti più esigenti.

Dunque, la Born non si limita a un semplice aggiornamento estetico ma interviene anche nel pacchetto motori (e non solo). Dalla Casa madre parlano di una vera e propria riprogettazione ingegneristica e dell’introduzione di tecnologie di livello superiore. Per quanto riguarda i powertrain, la gamma confermerà le motorizzazioni single motor con potenze di 150 kW (204 CV), 170 kW (231 CV) e la prestazionale versione VZ da 240 kW (326 CV).

L’espansione del brand

Tuttavia, la visione di CUPRA non si ferma alla Born. Il 2026 segnerà l’ingresso di una nuova protagonista: la CUPRA Raval. Pensata come il modello di accesso alla gamma, questa compatta di segmento B lunga circa 4 metri è stata concepita per dominare l’ambiente urbano con grinta. Verrà prodotta nello stabilimento di Martorell, in Spagna, e condividerà la piattaforma MEB+ con la futura Volkswagen ID.Polo, mantenendo uno schema a trazione anteriore.

Nonostante la vocazione cittadina, la Raval promette un’esperienza di guida coinvolgente. Lo spazio interno sarà sorprendentemente generoso per la categoria, grazie a un passo di 2,6 metri. Al lancio, la Raval offrirà due varianti principali: una versione da 226 CV con circa 400 km di autonomia e una da 210 CV capace di spingersi fino a 450 km con una ricarica. Con un prezzo di partenza che dovrebbe aggirarsi intorno ai 26.000 euro, la Raval punta a democratizzare la sportività elettrica. Intanto, però è tempo di godersi il nuovo capitolo di Born.

Data articolo: Thu, 26 Feb 2026 14:21:21 +0000


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