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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 6 luglio 2026 il traffico autostradale in Italia presenta diverse criticità dovute a code, tratti chiusi per lavori e veicoli in fiamme, con alcune situazioni particolarmente rilevanti come la coda di 13 km per un veicolo in fiamme tra Bivio A1/Diramazione Roma Nord e Magliano Sabina sulla A1 in direzione Milano, e un’altra coda di 2 km tra Reggio Emilia e Bivio A1/A22 Brennero-Modena verso Napoli per un tratto chiuso. L’articolo di seguito fornisce una panoramica dettagliata per tratta con aggiornamento in tempo reale.

A1 Milano-Napoli



22:06 – Reggio Emilia e Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Coda di 2 km per Tratto Chiuso
Direzione Napoli
La coda si estende dal chilometro 155.3 al 152.0 per una lunghezza complessiva di 3.3 km.



22:05 – Casoria Nord e Bivio Diramazione Capodichino
Tratto Chiuso per lavori
Direzione Diramazione Capodichino
Il tratto chiuso è lungo 1.5 km dal chilometro 1.5 al 0.0.



22:05 – Uscita di Rioveggio
Uscita chiusa al traffico fino alle 6:00 del 7 luglio per lavori, provenendo da Bologna
Direzione Napoli



22:04 – Area di servizio Bisenzio ovest
Mancanza di benzina per guasto impianto
Direzione Napoli



22:02 – Bivio A1-Variante e Aglio km 255
Traffico rallentato per lavori
Direzione Bologna
La zona interessata è lunga 6.75 km dal chilometro 255.45 al 262.2.



21:54 – Bivio A1/Diramazione Roma Nord e Magliano Sabina
Coda di 13 km per veicolo in fiamme
Direzione Milano
Tra il chilometro 512.0 e il 525.0. Entrata consigliata verso Firenze: Orte. Uscita consigliata provenendo da Roma: Roma Nord su A1 Diramazione Roma Nord – GRA.



21:52 – Bivio A1-Variante e Rioveggio
Tratto chiuso per lavori
Direzione Napoli
Chiusura fino alle 6:00 del 7 luglio. Uscita consigliata provenendo da Bologna: Sasso Marconi.
Lunghezza tratta chiusa: 2.3 km tra i km 222.7 e 220.4.



21:51 – Bivio A1/Compl. FI Nord km 279.3 e Bivio A1-Variante
Traffico rallentato, traffico intenso
Direzione Milano
Tratto lungo 11 km dal chilometro 268.0 al 279.0.



21:36 – Area di servizio Chianti ovest
Area di servizio chiusa per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione Napoli



21:23 – Magliano Sabina e Ponzano Romano
Coda di 1 km per veicolo in fiamme
Direzione Napoli



21:10 – Area di servizio San Pietro
Servizi di ristorazione e igienici non disponibili fino alle 6:00 del 7 luglio
Direzione Tangenziale



21:09 – Melegnano Svincolo e Binasco
Entrate chiuse al traffico verso Bologna per transito trasporti eccezionali fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione Napoli
Entrata consigliata verso Bologna: Lodi.



21:05 – Bivio A1/A22 Brennero-Modena e Modena Nord
Tratto chiuso per lavori
Direzione Napoli
Lunghezza 2.3 km da 157.6 a 155.3. Entrata consigliata verso Bologna: Modena Nord. Uscita consigliata da Milano: Campogalliano su A22 Brennero-Modena.



21:07 – Uscita di Modena Nord
Uscita chiusa al traffico fino alle 5:00 del 7 luglio provenendo da Milano per lavori
Direzione Napoli
Uscita consigliata da Milano: Modena sud.

A26 Ge-Voltri-SS 33 Semp.-Gravellona Toce



22:05 – Bivio Diramazione A26-A7/A7 MI-GE
Allacciamento chiuso per lavori fino alle 6:00 del 7 luglio provenendo da A26 Genova Voltri – Gravellona Toce verso Milano
Direzione Autostrada Milano-Genova
Entrata consigliata verso Milano: Tortona su A7 Milano-Genova. Uscita consigliata provenendo da A26 Genova Voltri – Gravellona Toce: Novi Ligure.



22:02 – Borgomanero
Entrata chiusa al traffico verso Gravellona Toce per lavori fino alle 6:00 del 7 luglio
Direzione Gravellona Toce
Entrata consigliata verso Gravellona Toce: Ghemme.

A23 Palmanova-Tarvisio



22:04 – Pontebba e Carnia
Tratto chiuso per lavori fino alle 6:00 del 7 luglio
Direzione Autostrada Torino-Trieste
Entrata consigliata verso Autostrada Torino-Trieste: Carnia. Uscita consigliata provenendo da Tarvisio: Pontebba.
Lunghezza tratto chiuso: 32.8 km dal km 59.6 al 92.4.

A14 Bologna-Taranto



22:04 – Area di servizio Piceno ovest
Area di servizio chiusa per lavori fino alle 6:00 del 7 luglio
Direzione Taranto



22:03 – Pedaso e Grottammare
Tratto chiuso per lavori fino alle 6:00 del 7 luglio
Direzione Taranto
Entrata consigliata verso Pescara: Grottammare.
Lunghezza tratto chiuso: 13.9 km tra km 301.8 e 287.9.



21:51 – Val di Sangro e Vasto Nord
Vento forte tra i due punti indicati
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza interessata: 15.3 km dal km 436.5 al 421.2.



21:42 – Bivio A14/A13 Bologna-Padova e Bologna San Lazzaro
Tratto chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione Taranto
Entrata consigliata verso Ancona: Bologna San Lazzaro. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Milano-Napoli: Bologna Arcoveggio su A13 Bologna-Padova.
Lunghezza tratto chiuso: 7.8 km dal km 22.2 al 14.4.



21:38 – Uscita di Faenza
Uscita chiusa al traffico fino alle 5:00 del 7 luglio per lavori
Direzione Taranto
Uscita consigliata provenendo da Bologna: Imola.



21:22 – Uscita di Riccione
Uscita chiusa fino alle 5:00 del 7 luglio per lavori
Direzione in entrambe le direzioni
Uscita consigliata da Ancona: Cattolica. Uscita consigliata da Bologna: Rimini sud.



21:21 – Riccione
Entrata chiusa fino alle 5:00 del 7 luglio in entrambe le direzioni per lavori
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Bologna: Rimini sud. Entrata consigliata verso Ancona: Cattolica.



21:18 – Faenza e Imola
Tratto chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Imola.
Lunghezza tratto chiuso: 14.4 km dal km 50.1 al 64.5.



21:18 – Cesena e Valle Del Rubicone
Tratto chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione Taranto
Entrata consigliata verso Ancona: Valle Del Rubicone.
Lunghezza tratto chiuso: 10.369 km dal km 110.069 al 99.7.



21:18 – Cesena
Entrata chiusa in entrambe le direzioni fino alle 5:00 del 7 luglio per lavori
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Bologna: Cesena Nord. Entrata consigliata verso Ancona: Valle Del Rubicone.



21:09 – Bologna Fiera
Entrata chiusa in entrambe le direzioni fino alle 5:00 del 7 luglio per lavori
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Autostrada Milano-Napoli: Bologna Arcoveggio su A13 Bologna-Padova.



21:02 – Bivio Diramazione Ravenna/A14 BO-TA
Allacciamento chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio provenendo da Ravenna verso Bologna
Direzione da Ravenna
Entrata consigliata verso Bologna: Imola su A14 Bologna-Taranto. Uscita consigliata da Ravenna: Bagnacavallo.

A12 Genova-Roma



22:03 – Uscita di Genova est
Uscita chiusa fino alle 6:00 del 7 luglio per lavori provenendo da Genova
Direzione Rosignano
Uscita consigliata provenendo da Genova: Genova Ovest su A7 Milano-Genova.



22:01 – Sestri Levante
Entrata chiusa fino alle 6:00 del 7 luglio verso Genova per lavori
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Lavagna.

A27 Venezia – Belluno



22:02 – Vittorio Veneto Nord e Belluno Svincolo
Tratto chiuso per lavori fino alle 6:00 del 7 luglio
Direzione Ss51 Alemagna
Entrata consigliata verso Ss51 Alemagna: Belluno Svincolo. Uscita consigliata da Venezia: Vittorio Veneto Nord.
Lunghezza tratto chiuso: 18.3 km dal km 77.2 al 58.9.



22:00 – Vittorio Veneto Nord e Conegliano
Coda per scorta veicoli (safety car)
Direzione Ss51 Alemagna
Lunghezza 6.8 km dal km 58.8 al 52.0.



21:10 – Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre e Nodo A27/A28 Conegliano-Portogruaro
Pioggia intensa segnalata tra i due punti
Direzione in entrambe le direzioni

A10 Genova-Ventimiglia



22:02 – Albisola e Bivio A10/Inizio Complanare Savona
Tratto chiuso per lavori fino alle 6:00 del 7 luglio
Direzione Ventimiglia
Lunghezza tratto chiuso: 7.6 km dal km 44.0 al 36.4.



22:00 – Genova Pra’ e Genova Aeroporto
Tratto chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Aeroporto.
Lunghezza: 8.4 km dal km 2.3 al 10.7.

A30 Caserta-Salerno



22:00 – Uscita di Palma Campania
Uscita chiusa al traffico fino alle 6:00 del 7 luglio provenendo da Salerno
Direzione Caserta
Uscita consigliata provenendo da Salerno: Sarno.



22:00 – Palma Campania
Entrata chiusa al traffico fino alle 6:00 del 7 luglio verso Caserta per lavori
Direzione Caserta
Entrata consigliata verso Caserta: Nola.

A11 Firenze-Pisa Nord



22:00 – Uscita di Chiesina Uzzanese
Uscita chiusa al traffico fino alle 6:00 del 7 luglio provenendo da Pisa
Direzione Firenze
Uscita consigliata provenendo da Pisa: Altopascio.

SP1 Strada Provinciale 1



21:59 – Bivio SP1/Raccordo per Capodichino
Allacciamento chiuso fino alle 6:00 del 7 luglio provenendo da Casoria verso Diramazione Capodichino per lavori
Direzione da Casoria
Entrata consigliata verso Diramazione Capodichino: Doganella su Tangenziale Napoli.

A8 Milano-Varese



21:41 – Castellanza
Entrata chiusa al traffico fino alle 5:00 del 7 luglio verso Milano per lavori
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Milano: Legnano.



21:37 – Area di servizio Villoresi ovest
Servizi di ristorazione e igienici chiusi per lavori
Direzione Milano



21:09 – Solbiate Arno – Albizzate e Bivio A8/D08 Dir. Gallarate Gattico
Tratto chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Milano: Gallarate.



21:06 – Cavaria
Entrata chiusa in entrambe le direzioni fino alle 5:00 del 7 luglio per lavori
Direzione in entrambe le direzioni
Entrata consigliata verso Milano: Gallarate. Entrata consigliata verso Varese: Solbiate Arno – Albizzate.

A13 Bologna-Padova



21:09 – Bivio A13/A14 Bologna-Taranto
Allacciamento chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio provenendo da Padova verso Ancona
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Ancona : Bologna San Lazzaro su A14 Bologna-Taranto. Uscita consigliata provenendo da Padova: Bologna Arcoveggio.



21:08 – Area di servizio Adige est
Area di servizio chiusa per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione Padova



21:07 – Villamarzana e Rovigo
Tratto chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione Padova
Entrata consigliata verso Padova: Boara.
Lunghezza tratto chiuso: 7.4 km dal km 70.4 al 63.0.

A22 Brennero-Modena



21:07 – Bivio A22/A1 Milano-Napoli
Allacciamento chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio provenendo da Brennero verso Bologna
Direzione Modena
Entrata consigliata verso Bologna : Modena Nord su A1 Milano-Napoli. Uscita consigliata da Brennero: Campogalliano.

A9 Lainate-Como Chiasso



21:31 – Uscita di Como Centro
Uscita chiusa al traffico fino alle 5:00 del 7 luglio provenendo da Lainate per lavori
Direzione Svizzera
Uscita consigliata da Lainate: Fino Mornasco.



21:31 – Uscita di Svincolo Viale Colombo Parcheggio
Uscita chiusa al traffico fino alle 5:00 del 7 luglio provenendo da Lainate per lavori
Direzione Svizzera
Uscita consigliata da Lainate: Fino Mornasco.

A5 Torino – Aosta – Monte Bianco



22:02 – Aosta Ovest Svincolo e Raccordo A5/SS26 dir
Tratto chiuso per lavori fino alle 5:00 del 7 luglio
Direzione Monte Bianco
Lunghezza tratto chiuso: 30.7 km dal km 143.4 al 112.7.



22:01 – Aosta ovest
Entrata chiusa al traffico verso Monte Bianco fino alle 5:00 del 7 luglio per lavori
Direzione Monte Bianco

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 20:08:00 +0000
News n. 2
La nuova auto di Cristiano Ronaldo, il pezzo unico che arricchisce la sua collezione

Un passo sopra gli altri Cristiano Ronaldo lo è sempre stato. Mentre si appresta a sfidare la Spagna per entrare tra le prime otto squadre al Mondiale 2026, il fuoriclasse lusitano fa parlare di sé anche per le decisioni extracampo. Le dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia della partita ricordano – casomai se ne avvertisse il bisogno – che le responsabilità non lo spaventano. E non si tira indietro nemmeno al volante di una delle sue innumerevoli auto, compresa quella emersa negli ultimi mesi, una Mercedes-AMG G 63 Cabriolet realizzata da Refined Marques.

L’esclusività del garage di CR7: un pezzo da oltre un milione

L’esemplare di CR7 farebbe parte di una serie limitata a soli 20 pezzi. È quanto circola con insistenza il web, secondo cui il prezzo supererebbe quota 1,3 milioni di dollari. Un dettaglio già piuttosto eloquente sul gusto per l’eccesso dell’ex stella di Real Madrid e Juventus, ma siamo appena all’inizio. Perché l’edizione speciale porta il SUV di lusso in una zona ancora più rara del mercato.

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Di suo, la Classe G incute timore reverenziale. Nasce con proporzioni da fuoristrada “duro e puro”, mantiene forme squadrate e poco interessate alla grazia, poi nella variante AMG diventa una macchina da prestazioni importanti. Sotto il cofano della G 63 lavora un V8 biturbo da 4.0 litri, capace di sprigionare 585 CV e 850 Nm di coppia, che promettono di bruciare diverse sportive, nonostante la carrozzeria, alta e larga, sia fatta innanzitutto per essere spaziosa e confortevole a bordo. La solita idea razionale dell’automobile, insomma, si sgretola davanti alla realtà.

Refined Marques ha avuto l’intraprendenza e quel pizzico di incoscienza necessario a convertire il SUV in cabriolet. Mica poco, visto quanto la rimozione del tetto renda necessario intervenire su struttura e proporzioni. Un lavoro costoso, a tratti persino artigianale, soprattutto se l’obiettivo è creare una piccola serie destinata a clienti che non vogliono sentirsi trattati come tutti gli altri.

Tuttavia, a colpire è principalmente la livrea giallo-blu, richiamo evidente ai colori dell’Al-Nassr. Anziché celebrare il passato, Cristiano Ronaldo guarda al presente, al capitolo saudita, dopo aver macinato record su record nelle maggiori competizioni europee.

In perfetto stile Cristiano Ronaldo, la G 63 Cabriolet abbraccia l’idea di eccezionalità: un fascio di nervi che tende a generare opinioni polarizzanti. Può piacere o sembrare eccessiva, ma almeno gioca a carte scoperte e il logo CR7 sui battitacco sottolinea un’autostima granitica.

Portogallo-Spagna: il crocevia del Mondiale

È tutto pronto per l’ottavo del Mondiale 2026 più incerto sulla carta. Stasera una tra Portogallo e Spagna dovrà salutare il torneo dopo aver cullato la speranza del trionfo iridato. Alla freschezza delle Furie Rosse i lusitani oppongono esperienza, guidati dal loro uomo più ingombrante, nel bene e nel male.

La G 63 Cabriolet giallo-blu appartiene al Ronaldo attento alla propria immagine. Portogallo-Spagna, invece, tocca da vicino l’altro lato del cinque volte Pallone d’Oro: quello che deve ancora lottare dentro una partita decisiva. In una notte a eliminazione diretta, soprattutto contro gli agguerriti “cugini”, deve trovare il modo di incidere, di scardinare la retroguardia avversaria. Il tabellone ha posto per una sola.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 18:59:34 +0000
News n. 3
Cabrio usate a meno di 30.000 euro, le migliori offerte nel 2026

Una spider non si sceglie perché è una soluzione pratica, economica o efficiente. Si sceglie perché guidarla è un’esperienza che le berline e i SUV non sanno replicare, per quanto costosi siano. Il problema, tradizionalmente, è sempre stato il prezzo. Le cabrio nuove partono raramente sotto i 35.000 euro, e spesso si trovano ben accessoriate sopra i 50.000. Il mercato dell’usato, però, apre uno scenario completamente diverso: con 25.000 o 30.000 euro si accede a spider che, nuove, costavano il doppio. Auto iconiche, meccanicamente mature, con un valore residuo che sorprende positivamente chi le rivende dopo qualche anno.

Per questo abbiamo selezionato sette tra le migliori cabrio disponibili sul mercato italiano dell’usato nel 2026 con un budget massimo di 30.000 euro.

Mazda MX-5

Impossibile non partire da lei. La Mazda MX-5 è l’auto che ha reso le spider due posti a trazione posteriore un oggetto del desiderio democratico. Dal suo debutto nel 1989, la MX-5 ha dimostrato che la leggerezza, il bilanciamento e il piacere di guida valgono più di qualsiasi cavallo in eccesso.

Sul mercato dell’usato la situazione è articolata, e dipende molto da quanto si vuole spendere. Intorno ai 30.000 euro si trovano esemplari dell’ultimo restyling in condizioni quasi nuove, con pochi chilometri e la capote in perfetta efficienza. Scendendo a circa 20.000 euro, invece, si apre il mondo delle MX-5 con quasi una decina d’anni sulle spalle e meno di 100.000 chilometri: auto esteticamente sempre attuali che hanno dimostrato la loro affidabilità nel tempo.

BMW Z4

Con un budget tra i 25.000 e i 30.000 euro si trovano esemplari recenti nella versione sDrive20i da 184 CV, con una manciata di anni sulle spalle e chilometraggi contenuti: la combinazione ideale per chi vuole una Z4 aggiornata senza pagare il prezzo del nuovo. Il motore quattro cilindri turbo è brillante, la risposta ai bassi regimi è pronta e il cambio automatico ZF a otto rapporti è uno dei migliori della categoria.

Scendendo ulteriormente di prezzo, sotto i 20.000 euro, la Z4 comincia ad accumulare anni e chilometri: si trovano le versioni iniziali, con motori a volte diversi e interni meno aggiornati. Il piacere di guida rimane intatto, ma la tecnologia di bordo inizia a mostrare qualche anno. Una scelta ancora valida per chi mette la guida davanti a tutto il resto.

Audi TT

Fin dalla prima generazione, alla fine degli anni Novanta, la TT ha fatto della coerenza stilistica la sua caratteristica principale: riconoscibile, filante, con un abitacolo subito riconoscibile per l’assenza del display infotainment e i rotori digitali per il condizionatore.

Intorno ai 25.000 euro si trovano esemplari dell’ultima generazione con meno di 60.000 chilometri e propulsori che vanno dai 180 CV del 2.0 TFSI di base fino ai 230 CV delle versioni più potenti. In entrambi i casi si tratta di motorizzazioni collaudate, condivise con altri modelli del Gruppo Volkswagen e quindi con una rete di assistenza ampia e costi di manutenzione prevedibili.

Porsche Boxster

La Porsche Boxster è una macchina diversa dalle altre presenti in questa selezione. Non è un’auto per tutti, né nel senso dell’uso né in quello della manutenzione. Ma per chi ama davvero guidare, una Boxster rappresenta un’esperienza al di sopra delle rivali di fascia media.

Per restare sotto i 30.000 euro bisogna guardare alle generazioni dei primi anni 2000  con meno di 80.000 chilometri. Esemplari che esistono, si trovano e che meccanicamente, se ben mantenuti, continuano a offrire prestazioni e sensazioni da autentica sportiva tedesca. Il motore boxer centrale, il sei cilindri aspirato che è sempre stato il cuore della Boxster, è uno dei più belli da ascoltare e da usare, con una risposta ai regimi alti che poche auto sanno offrire a questo prezzo.

Un avvertimento doveroso, però: il costo di mantenimento e dei ricambi Porsche è elevato, significativamente superiore alla media. La revisione della capote, i service programmati, eventuali interventi meccanici: tutto costa di più rispetto a qualsiasi altra auto di questa selezione. Chi sceglie una Boxster usata sotto i 30.000 euro deve mettere in conto un budget di gestione adeguato.

Abarth e Fiat 124 Spider

La 124 Spider è nata da una partnership tra Fiat e Mazda che ha prodotto qualcosa di più interessante di quanto molti si aspettassero: un’auto con un carattere definito, costruita sulla stessa piattaforma della MX-5 ma con differenze significative nel telaio, nei motori e nel posizionamento commerciale.

La versione Fiat 124 Spider con il 1.4 MultiAir turbo da 140 CV si trova sul mercato dell’usato intorno ai 20.000 euro per esemplari con meno di 80.000 chilometri, una soglia accessibile per una spider dal carattere genuino e dal design che richiama esplicitamente le iconiche spider italiane degli anni Sessanta.

Per chi vuole qualcosa di più, la Abarth 124 Spider con il 1.4 da 170 CV sale di tono in modo deciso: assetto più rigido, scarico più arrogante, mappatura del motore orientata alla sportività. Intorno ai 30.000 euro si trovano esemplari con meno di 50.000 chilometri, spesso con allestimento Turismo o Record Monza con pacchetto sportivo incluso.

Mercedes SLK

La Mercedes SLK ha avuto una vita commerciale lunga e ben costruita, e il mercato dell’usato ne è la prova: si trovano esemplari in ottime condizioni a prezzi sorprendentemente accessibili, soprattutto considerando che stiamo parlando di una cabrio con il tetto rigido ripiegabile.

A poco più di 20.000 euro si trovano SLK con meno di 100.000 chilometri, prodotte tra il 2012 e il 2015, quasi sempre equipaggiate con il benzina da 184 CV. Motori collaudati, con una coppia generosa ai bassi regimi che rende la SLK piacevole da guidare nella vita quotidiana. L’interno ha quella qualità percepita che solo Mercedes sa mettere anche sulle versioni entry level: le plastiche sono morbide dove contano, la plancia è elegante e ordinata, e il tetto retrattile funziona con un’affidabilità che gli anni non hanno intaccato.

Chi cerca una cabrio premium tedesca senza arrivare ai prezzi di una Z4 recente, la SLK di questa generazione è probabilmente la risposta più equilibrata dell’intera selezione.

Alfa Romeo Spider

Chiudiamo con l’italiana di razza, che anche nelle sue versioni più mature continua a comunicare un’emozione visiva e sonora che appartiene alla cultura automobilistica italiana più autentica. L’ultima generazione dell’Alfa Romeo Spider, quella uscita di produzione intorno al 2010, si trova oggi sul mercato in un range di prezzo tra i 20.000 e i 25.000 euro per esemplari del 2009 e 2010 in buone condizioni. La gamma motori disponibile include sia propulsori benzina che diesel, con potenze intorno ai 200 CV: il JTS aspirato da 2.2 litri e il 3.2 V6 per i benzinisti convinti, il 2.4 JTDm per chi vuole coniugare coppia e consumi contenuti. Il diesel può sembrare fuori luogo su una spider, ma nella guida quotidiana la coppia ai bassi regimi lo rende più elastico e godibile del previsto.

La Spider basa sul pianale della Brera e condivide con essa quella linea firmata da Giorgetto Giugiaro che sembra non voler invecchiare mai. Non è un’auto senza difetti: i costi di manutenzione di un’Alfa di questa età richiedono un po’ di attenzione, ma per chi ama le auto con carattere e vuole una cabrio che racconta una storia, la Spider è ancora una delle proposte più convincenti.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 16:03:01 +0000
News n. 4
Il segreto contro il caldo in auto? Il precondizionamento intelligente: come funziona

Chi ha un’auto elettrica lo sa già, ma chi arriva dal termico spesso lo scopre con una certa sorpresa: salire a bordo di una elettrica dopo ore al sole può essere un’esperienza completamente diversa da quella che ci si aspetterebbe. Si chiama precondizionamento, ed è la capacità di climatizzare l’abitacolo ancora prima di mettere piede in macchina.

Non è solo una questione di comfort, però. Il precondizionamento come quello della Grandland Electric lavora anche sulla batteria, con effetti concreti su autonomia, velocità di ricarica e durata dell’accumulatore nel tempo. Un sistema tutt’altro che banale, soprattutto in estate, quando le temperature possono diventare un vero fattore critico nella gestione di un’elettrica.

Nessun caldo iniziale

Attraverso l’app dedicata di Opel, il conducente può impostare la temperatura desiderata in anticipo rispetto alla partenza. Il climatizzatore si attiva da solo, porta l’abitacolo alle condizioni desiderate e, quando arriva il momento di mettersi in marcia, tutto è già pronto. Entrare in un’auto fresca quando fuori ci sono 37 gradi non è un lusso, è semplicemente il modo in cui la mobilità elettrica può migliorare concretamente la vita quotidiana.

La stessa funzione torna utile anche in inverno, ovviamente con il segno invertito: abitacolo riscaldato, brina già sciolta dai cristalli, mani che non si congelano sul volante già ai primi metri. E sempre senza consumare energia dalla batteria, perché quando l’auto è collegata alla rete è quella a fornire l’energia necessaria per la climatizzazione, lasciando la batteria intatta per la guida.

Risparmio di energia

Quando le temperature salgono (o scendono) oltre certi limiti, le celle agli ioni di litio non lavorano nelle condizioni ottimali. Producono meno energia, la cedono con meno efficienza e faticano ad accettare alte potenze in ricarica, allungando i tempi alla colonnina.

La soluzione è portare la batteria alla temperatura di lavoro ideale prima della partenza, usando energia dalla rete anziché dall’accumulatore. Il risultato è duplice: da un lato l’autonomia disponibile per la guida non viene intaccata dal lavoro termico del sistema, dall’altro la batteria è già nelle condizioni migliori per esprimere le proprie prestazioni sin dai primi chilometri. In inverno il vantaggio è ancora più evidente. Una batteria fredda può perdere percentuali significative di autonomia rispetto ai valori dichiarati, e la fase di preriscaldamento permette di recuperare gran parte di quella differenza.

Sul fronte ricarica, poi, la Grandland Electric aggiunge una funzione che lavora in background senza bisogno di intervento manuale: se nel navigatore viene impostata una colonnina come destinazione, il sistema inizia automaticamente a portare la batteria alla temperatura ideale durante il percorso. L’arrivo alla stazione con l’accumulatore già pronto significa poter sfruttare la massima potenza disponibile fin da subito, riducendo i tempi di sosta in modo sensibile.

Un vantaggio tutto elettrico

Si discute molto di ricarica, di autonomia, di infrastrutture, e relativamente poco di tutto quello che l’elettrico permette di fare con la propria vettura quando è ancora ferma in garage o in un parcheggio. Quello della Grandland Electric è un esempio evidente: un sistema intelligente che gestisce la gestione termica della batteria in un unico processo coordinato, con benefici che vanno dal comfort immediato fino alla longevità dell’accumulatore nel lungo periodo. Mantenere le celle in un range termico corretto riduce lo stress sui materiali interni e rallenta il naturale degrado della capacità nel tempo.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 14:13:37 +0000
News n. 5
Stop al taglio delle accise, il diesel vola oltre i due euro al litro

Il Governo lascia scadere il taglio delle accise a ridosso degli esodi estivi di luglio e agosto. Dal 3 luglio lo sconto sulle accise non è più operativo e i prezzi alla pompa hanno già risposto. Il gasolio in autostrada ha superato la soglia dei 2 euro al litro, la benzina si avvicina pericolosamente ai 2 euro sulla rete stradale ordinaria, e le associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra.

Il tutto in un contesto in cui il prezzo del petrolio sui mercati internazionali non sta affatto correndo: anzi, il barile quota intorno ai 70 dollari, ben lontano dai picchi che in passato avevano giustificato rincari simili al distributore.

I prezzi senza tagli

I numeri, aggiornati dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, parlano di un prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale a 1,844 euro al litro per la benzina e 1,925 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il self viaggia a 1,938 euro al litro per la benzina e 2,008 euro al litro per il gasolio.

Rincari che si stanno verificando in una fase in cui le quotazioni internazionali del greggio non giustificano alcun aumento. Le quotazioni del petrolio si sono deprezzate del 25% a partire dall’inizio di giugno, eppure i prezzi alla pompa salgono. Vale la pena ricordare che lo sconto sulle accise era già entrato in vigore come misura emergenziale quando i prezzi del greggio erano schizzati alle stelle, e da allora era stato prorogato più volte come ammortizzatore. Ora che quella misura è venuta meno, il prezzo reale torna a farsi sentire.

Il barile rimane basso

È proprio questo il punto che rende la situazione più difficile da digerire per gli automobilisti. Il barile si trova a cavallo dei 70 dollari, una quota che in altri momenti degli ultimi anni sarebbe stata considerata decisamente favorevole per i consumatori.

La questione di fondo è che il prezzo del carburante in Italia non dipende quasi mai solo dall’andamento del greggio. La struttura fiscale è complessa e stratificata: oltre alle accise vere e proprie, che costituiscono la voce principale, si aggiungono l’IVA applicata sul totale e una serie di oneri minori che si sono sedimentati nel corso dei decenni, spesso introdotti per finanziare eventi emergenziali e poi mai rimossi. Il risultato è che, anche quando il petrolio è a buon mercato, fare il pieno in Italia resta un’esperienza costosa.

Lo sconto sulle accise, nei mesi in cui era operativo, aveva consentito di tenere i prezzi su livelli accettabili. Ora che è scaduto, quella protezione è venuta meno, e il consumatore finale si ritrova a pagare il conto pieno.

1,4 miliardi l’anno

A mettere i numeri sul tavolo in modo preciso ci ha pensato il Codacons. Il mancato rinnovo del taglio delle accise pesa 1,4 miliardi di euro su base annua solo a titolo di rifornimenti di carburante sulla rete stradale e autostradale. In media sulla rete ordinaria italiana vengono venduti oltre 64 milioni di litri di carburante al giorno, il che significa che il rialzo delle accise costa agli italiani quasi 4 milioni di euro al giorno con un conto totale che, spalmato su un anno, arriva alla cifra di 1,42 miliardi di euro.

Tradotta in termini pratici, significa che ogni automobilista che fa il pieno in questo periodo paga circa 3 euro in più rispetto a pochi giorni fa. Non un dramma per un singolo rifornimento, forse, ma su base annua la somma sale rapidamente.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 13:01:43 +0000
News n. 6
Clarkson difende il Made in Italy: “Le supercar migliori sono italiane”

Jeremy Clarkson, il giornalista automobilistico più celebre e discusso al mondo, è tornato a far sentire la sua voce, e lo ha fatto con il suo consueto stile graffiante per ribadire un concetto che gli sta a cuore da decenni: la supremazia emotiva delle auto italiane. Nonostante una carriera passata a testare il meglio della produzione globale, il “buon Jezza” non ha mai nascosto una predilezione viscerale per i marchi che hanno fatto la storia del nostro Paese, come Ferrari, Lamborghini, Lancia e Alfa Romeo.

Il confronto con la perfezione tedesca

L’occasione per questa nuova dichiarazione d’amore è arrivata durante una recente recensione per il Times, dove Clarkson ha avuto modo di mettere alla prova una Porsche 911 GT3 Touring. Pur definendola una “macchina fuori di testa”, Clarkson ha ammesso di non aver mai provato per la sportiva di Zuffenhausen quell’amore profondo che invece nutrono i suoi storici compagni d’avventura, Richard Hammond e James May, che da sempre la idolatrano.

La critica di Clarkson alla Porsche non riguarda la qualità costruttiva, ma la sua stessa filosofia. Secondo il giornalista britannico, la Casa tedesca non ha mai compreso appieno l’essenza profonda di una vettura ad alte prestazioni. In un passaggio diventato subito virale, ha descritto la 911 come “un abito a tre pezzi in una gara di costumi da bagno attillati”. Una metafora che sottolinea come l’eccessivo rigore e la ricerca della perfezione formale possano, a volte, soffocare lo spirito di un’auto nata per emozionare.

La visione di Clarkson: l’elogio della follia

Ma perché, secondo la visione di Clarkson, le auto italiane sono superiori? La ragione risiede in una comprensione unica della natura umana e del piacere di guida. Clarkson afferma senza giri di parole: “Credo che solo gli italiani siano capaci di costruire supercar”. Il motivo è semplice quanto dirompente: gli italiani hanno capito che, in un’auto che per sua natura deve essere “folle”, elementi pragmatici come l’affidabilità e l’ergonomia passano in secondo piano.

Per Clarkson, una vera supercar non deve essere comoda o razionale; deve essere un’esperienza travolgente, capace di sfidare la logica. Mentre il resto del mondo si affanna a produrre interni perfetti e motori indistruttibili, l’Italia continua a puntare sull’irrazionalità e sul carattere, elementi che rendono marchi come Ferrari e Lamborghini i veri legislatori del mondo delle super sportive.

Un patrimonio di storia e coraggio

La stima di Clarkson non si limita ai bolidi da pista, ma si estende all’intero sistema industriale italiano e alla sua capacità di preservare l’identità. Recentemente, ha elogiato l’Italia per non aver mai svenduto i suoi marchi storici, citando espressamente il caso di Lancia, un brand che lui continua a difendere strenuamente “anche se vende poco“.

Questa visione riconosce all’Italia il merito di aver dettato legge nel design e nella meccanica attraverso icone del passato firmate Alfa Romeo, Fiat, Maserati e Lancia, nomi che continuano a brillare nel firmamento automobilistico mondiale. In un’epoca di omologazione, Clarkson vede nell’Italia l’ultimo baluardo di un modo di intendere l’auto che mette il cuore davanti ai fogli di calcolo.

Infine, la notizia del tumore alla prostata che ha colpito il conduttore non ha scalfito la sua leggendaria ironia. Con la stessa forza con cui difende un motore V12 italiano, Clarkson si appresta a superare questo “incidente di percorso”, confermandosi una voce libera capace di ricordare al mondo intero che guidare un’auto italiana non è solo una scelta di mobilità, ma un atto di pura passione.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 12:55:11 +0000
News n. 7
Che auto guida Ultimo, una sportiva potente come i suoi concerti

Riservato nella vita privata, molto meno quando sale sul palco. Ultimo ha costruito la propria immagine pubblica sul contrasto tra parole intime e melodie da confessione collettiva: così ha scalato le classifiche commerciali e ha riempito stadi. E anche l’auto associata al cantautore romano sembra mostrare una doppia natura.

Stando al materiale trapelato in rete, Niccolò Moriconi (questo è il suo vero nome) guiderebbe una Porsche 911 della generazione 992, in versione Carrera GTS e con carrozzeria Lava Orange.

Il lato più sportivo e brillante del cantautore romano

Tutto si può dire, tranne che sia una scelta timida: il colore arancione acceso cancella sul nascere qualsiasi tentativo di anonimato, ma è il modello a raccontare meglio il gusto del proprietario. Invece di esagerare nei toni, la 911 mantiene una sagoma specifica, quasi conservatrice, che nasconde una meccanica capace di mettere in riga parecchie sportive sopra le righe.

Rispetto ad altre versioni della famiglia 911, la sigla GTS sceglie una via di mezzo. Non è la versione d’ingresso, ma nemmeno la più estrema da pista. Comfort e prestazioni convivono senza pestarsi i piedi, con un’impostazione più aggressiva rispetto alle Carrera tradizionali ma lontana dalle soluzioni radicali delle varianti GT.

La Porsche 911 Carrera GTS della generazione 992 monta un sei cilindri boxer biturbo da 3.0 litri capace di sviluppare 480 CV. A seconda della configurazione cambiano le performance, fino a scendere intorno ai 3,3 secondi nello 0-100 e a raggiungere una velocità massima di oltre 300 km/h. Mettersi al volante richiede una certa dose di coraggio, insieme a un senso di responsabilità: se la sottovaluti, te ne penti. Una 911 GTS resta utilizzabile su strada a patto di ritenere “normale” sfrecciare a bordo di una vettura larga e bassa, pronta a trasformare ogni accelerazione in una piccola questione morale.

Nel panorama dei social conta sapersi presentare, non esitare a rischiare nel look. La colorazione Lava Orange sembra sposarsi bene con il lato più teatrale di Ultimo, tanto sul palcoscenico quanto nella vita quotidiana. Su una 911, l’arancione funziona perché rompe la sobrietà classica del modello facendo a meno di snaturarlo.

Per Ultimo la coerenza è l’essenza di ogni cosa. Nella sua musica tornano spesso i quartieri, il bisogno quasi ostinato di arrivare da qualche parte e la Porsche in tonalità arancione mostra il capitolo successivo. Partito da Roma, oggi può permettersi un’icona tedesca, l’esatto opposto della banalità su ruote.

Il successo corre in arancione

L’attualità, però, porta soprattutto verso il palco. A Tor Vergata si è raggiunto il punto d’arrivo dell’ennesima estate da incorniciare. “La Favola Per Sempre”, in scena il 4 luglio 2026, ha raccolto un pubblico gigantesco e ha dato la misura del salto compiuto da Ultimo negli stadi e nei grandi eventi. Davanti a circa 250.000 persone, il cantautore romano ha trasformato la dimensione personale delle sue canzoni in una celebrazione collettiva.

Dal pianoforte agli stadi, dalle canzoni scritte come ferite aperte a un raduno capace di paralizzare Roma sud, il cantante continua a giocare sullo stesso terreno: emozione popolare e ambizione enorme. Con una 911 Lava Orange sullo sfondo, giusto per evitare il rischio di risultare troppo discreto.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 12:52:29 +0000
News n. 8
F1: Ferrari sogna il mondiale, ma senza uno step lo vincerà Mercedes

Sarebbe un errore, figlio di quel facile trionfalismo che talvolta annebbia la mente, scambiare il pur pregevole successo della Ferrari SF-26 di Charles Leclerc a Silverstone per un definitivo cambio della guardia. La cronaca sportiva impone alla Rossa di festeggiare, è doveroso. Tuttavia la fredda analisi dei fatti ci obbliga a una ben più amara constatazione.

Quando i chilometri si accumulano e la domenica entra nel vivo, la superiorità tecnica della Mercedes W17 resta una spietata e inoppugnabile realtà. La scuderia di Brackley detiene ancora lo scettro della lunga distanza. È innegabile che a Maranello abbiano spremuto ogni singola stilla di potenziale dalla loro monoposto. Lo ha fatto Leclerc ieri, così come Hamilton nella prima qualifica con una super pole.

Eppure, l’abnegazione non sempre è sufficiente in Formula 1. A Silverstone, seguendo un copione in parte già recitato sulla pista di Barcellona, l’estremo sforzo della scuderia italiana ha incrociato la via della dea bendata. Il ritiro di Kimi Antonelli, di fatto, ha srotolato un inatteso tappeto rosso sotto le ruote del monegasco che è andato a vincere indisturbato senza alcun tipo di pressione.

Ferrari e i numeri: sentenze inappellabili

Le corse si possono vincere con il favore del destino, ma si dominano soltanto con la tecnica. E se Kimi fosse rimasto in pista, forte di coperture più fresche di dieci tornate e di un ritmo a dir poco dirompente, l’illusione ferrarista si sarebbe sciolta come neve al sole. Esiste un abisso, del tutto visibile all’occhio di tutti, che come sappiamo separa le due vetture: le fasi di harvesting e deployment.

Il respiro ibrido del motore, vede la Mercedes operare su un altro piano di grandezza. I dati non mentono, sono sentenze inappellabili. Già nel primo scampolo di gara, calzando le mescole Medium, il giovane talento bolognese girava in media un decimo e mezzo più rapido di Leclerc, e lo faceva, badate bene, con coperture che, appunto, avevano sul groppone ben dieci giri in più rispetto a quelle della SF-26.

È l’indizio che si fa prova inequivocabile. Quando poi le vetture sono passate alla mescola dura, prima che la giostra venisse interrotta dalla Safety Car, causata dal disastroso testacoda con annesso ritiro di Max Verstappen, la supremazia tedesca si è fatta assordante. Antonelli rifilava alla Rossa un distacco sempre superiore al secondo, con una media impietosa di 1,2 secondi al giro.

Ferrari, i nodi da sciogliere: la chimera del motore e l’attenzione sulle gomme

Sarebbe ingenuo derubricare un simile divario unicamente al vantaggio temporaneo di gomme più fresche. Ieri, c’è stata la sostanza cruda di una W17 in grado di mantenere un ritmo infernale sulla lunga distanza, spinta da una power unit che amministra l’energia elettrica con una sapienza formidabile. La differenza è marcata col tratto grosso.

E non è certo bastata la prima deroga ADUO concessa dalla FIA a Maranello per ricucire lo strappo. Dobbiamo essere intellettualmente onesti: sul giro secco, al netto delle singole peculiarità, la SF-26 ha spesso l’ardire di guardare negli occhi la rivale. Le qualifiche ci raccontano una Rossa competitiva, capace di graffiare il cronometro e fare male alle frecce d’argento.

Ma la Formula 1 è una maratona sfiancante. Oltre al nodo del motore, c’è un parametro di questa Formula 1 decisamente importante: le gomme. È innegabile che la Rossa abbia compiuto passi da gigante rispetto all’anno passato su questo fondamentale. Tuttavia, le due creature di Brackley si dimostra ancora una volta una culla più accogliente per le coperture in determinanti contesti.

Stabilizzare le mescole nel giusto range è un’alchimia complessa, figlia della vettura, dello stile di guida, dell’assetto e del capriccio ambientale. E sotto questo aspetto, Mercedes si conferma una macchina più permissiva e costante. Quel passo tenuto da Antonelli alla fine del primo stint, più rapido di un Leclerc con gomme ben più fresche, ne è la testimonianza più solenne.

Conclusioni? Se il tema pneumatici è decisamente alla portata, tenendo a mente che il Cavallino Rampante sa comunque gestire bene la chimica legata alle gomme, a Maranello serve un balzo ingegneristico drastico sul motore. Senza tale scenario, il sogno iridato rischia fortemente di rimanere un miraggio all’orizzonte dipinto di grigio Mercedes.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 10:45:27 +0000
News n. 9
Frenata fantasma, aumentano le segnalazioni di anomalie pericolose

Nel panorama dell’automobilismo moderno, la tecnologia è diventata la principale alleata della sicurezza stradale. Tuttavia, negli ultimi mesi, un fenomeno inquietante sta minando la fiducia dei conducenti verso i sistemi di assistenza alla guida: le cosiddette “frenate fantasma”. Si tratta di anomalie improvvise e inspiegabili in cui il veicolo rallenta violentemente o si inchioda del tutto senza che vi sia alcun ostacolo reale sulla carreggiata.

Quello che sembrava un difetto isolato si è trasformato in un caso giudiziario di portata europea, con un aumento esponenziale di segnalazioni che ha spinto un gruppo di automobilisti ad avviare una battaglia legale.

Le anomalie: un pericolo ad alta velocità

Il fenomeno della frenata fantasma si manifesta con una dinamica quasi sempre identica e spaventosa: mentre l’auto viaggia a velocità sostenuta, spesso su tratti autostradali, il sistema di bordo rileva un pericolo inesistente e attiva una decelerazione violenta e intempestiva. Dopo l’improvviso rallentamento, il veicolo riprende la marcia normale come se nulla fosse accaduto.

La gravità di queste anomalie è emersa con forza nell’estate del 2025, in seguito a un drammatico incidente avvenuto in Francia. Una Peugeot 208 si è immobilizzata mentre viaggiava a 120 km/h sull’autostrada A40, provocando un violento tamponamento con la vettura che la seguiva. Questo episodio ha fatto da “scintilla”, spingendo oltre 250 testimoni a denunciare episodi identici occorsi con veicoli di marchi differenti, tra cui Tesla, Renault, Audi e Volkswagen.

Il fulcro del problema: i sistemi AEB

I principali sospetti degli esperti e dei periti tecnici ricadono sul sistema di frenata automatica d’emergenza (AEB). Dal 2022, l’installazione di questo dispositivo è diventata obbligatoria su tutti i veicoli nuovi, ma la sua implementazione sembra presentare delle criticità. Le indagini tecniche suggeriscono che i sensori — radar e telecamere — possano subire interferenze dovute a particolari condizioni meteorologiche o a difetti di calibrazione conseguenti a piccoli urti.

La vastità del problema è confermata dal fatto che la questione non riguarda un singolo costruttore. Nel dossier presentato dai legali dei consumatori figurano modelli estremamente popolari e diversi tra loro: dal Volkswagen Tiguan alla Dacia Bigster, passando per la Peugeot 308, la Citroën C4, lo Skoda Kodiaq e la Ford Focus. Questa varietà dimostra che il malfunzionamento potrebbe risiedere in componenti o software condivisi tra diversi produttori di componentistica.

Class action e indagini ministeriali

Le conseguenze di questa ondata di malfunzionamenti si stanno spostando rapidamente dalle strade alle aule di tribunale. Lo scorso 29 giugno 2026, undici automobilisti hanno avviato un’azione legale collettiva presso il tribunale giudiziario di Aix-en-Provence. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere alta la pressione sui costruttori e sulle autorità pubbliche affinché vengano trovate soluzioni definitive e trasparenti.

Parallelamente, il Ministero dei Trasporti ha incaricato un organismo terzo di condurre un’inchiesta tecnica approfondita, basata su test diretti e audizioni di esperti e fornitori. Il coinvolgimento degli utenti è diventato massiccio: un gruppo dedicato su Facebook conta oggi circa 2.800 membri che si scambiano informazioni e testimonianze, dimostrando che questi incidenti hanno ormai superato la soglia dei fatti isolati. Per gli automobilisti coinvolti, oltre al rischio immediato per la sicurezza, queste anomalie comportano un forte stress psicologico e, in molti casi, la perdita di fiducia in mezzi che dovrebbero garantire protezione, non incertezza.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 10:29:06 +0000
News n. 10
L’allarme di Giorgetto Giugiaro sull’auto italiana: “Serve innovazione o spariremo”

Il panorama automobilistico internazionale sta vivendo un cambiamento tellurico, un mutamento di equilibri che minaccia di travolgere le fondamenta stesse dell’industria del Vecchio Continente. Questa è la visione lucida e priva di edulcorazioni emersa durante l’evento Quattroruote Ignition, svoltosi presso la pista di Vairano lo scorso 20 giugno. In occasione del settantesimo anniversario della testata, il leggendario designer Giorgetto Giugiaro e suo figlio Fabrizio sono stati protagonisti di un’intervista serrata condotta da Gianluca Gazzoli, durante la quale hanno delineato un futuro prossimo estremamente preoccupante per il settore.

Il tramonto dell’intelligenza automotive europea

L’incipit della riflessione di Giorgetto Giugiaro è un atto d’accusa verso l’arroganza culturale dell’Occidente. Secondo il maestro, in Europa persiste l’illusione di essere ancora i depositari di una “intelligenza automotive” che, nei fatti, è svanita. La velocità con cui i competitor asiatici — prima i giapponesi, poi i coreani e infine i cinesi — hanno imparato e superato i maestri europei è definita come “impressionante”.

La forza dei produttori cinesi risiede, paradossalmente, nella loro mancanza di eredità storica: non avendo il “patrimonio” dei brand storici, non ne hanno nemmeno i vincoli e possono concentrarsi esclusivamente sulla realizzazione di auto ben fatte, spostando il baricentro del mercato mondiale lontano dall’Europa.

Il primato del prodotto

Fabrizio Giugiaro ha rincarato la dose con una previsione temporale molto ristretta: “Tra cinque anni la maggior parte di voi si muoverà con un’auto cinese”. La ragione di questo sorpasso non sarà legata a una mera questione di prezzi stracciati, ma alla qualità intrinseca del prodotto. Le auto cinesi, secondo Fabrizio, saranno scelte perché “oggettivamente migliori” di quelle europee.

Di fronte a questa invasione pacifica, le strade per l’Europa sembrano essere solo due: erigere barriere protezionistiche simili al “muro” statunitense o, in alternativa, avviare joint venture strategiche con i colossi asiatici per cercare di restare rilevanti.

L’errore politico e l’ecosistema industriale

Un punto centrale del dibattito ha riguardato le scelte politiche dell’Unione Europea, giudicate “innaturali”. Fabrizio Giugiaro ha criticato aspramente il divieto di sviluppare i motori termici, sottolineando come il problema non sia la tecnologia elettrica in sé, quanto la mancanza di un percorso organico. Mentre l’Europa imponeva divieti, la Cina iniziava vent’anni fa a costruire un ecosistema industriale completo per l’elettrico, arrivando oggi a dominare già le tecnologie successive, come il range extender.

Inoltre, i produttori asiatici hanno affinato la loro estetica avvicinandola al gusto europeo, continuando a richiedere consulenze stilistiche a studi come la GFG dei Giugiaro, una pratica che invece sta scomparendo tra i costruttori europei. L’eccezione che conferma la regola sarà il lancio, previsto per l’anno prossimo, della rinata Bizzarrini, disegnata proprio dallo studio dei Giugiaro.

Il deserto dei talenti in Italia

L’analisi finale di Giorgetto Giugiaro si è spostata sul piano sociale e formativo, descrivendo governi e società occidentali come “ciechi e sordi” di fronte alla realtà. In Italia, in particolare, viene denunciata la mancanza di sostegno all’attività imprenditoriale e uno scarso ricambio generazionale tra ingegneri, progettisti e designer.

Le eccellenze formate nelle nostre scuole sono spesso costrette a fuggire all’estero per trovare opportunità lavorative, portando con sé quell’idea di automobile e quel pensiero progettuale che un tempo rendevano l’Italia la culla del design mondiale. L’avvertimento è dunque un grido di risveglio: senza un’inversione di rotta immediata, l’industria europea è destinata a sparire.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 09:41:24 +0000
News n. 11
Gli ritirano la patente perché ubriaco, poi gliela restituiscono: “colpa” del suo corpo

La cronaca giudiziaria italiana regala a volte storie che sembrano uscire dalla penna di uno scrittore di fantascienza o da un manuale di medicina estrema. È il caso di un automobilista di 55 anni di Cremona, la cui vicenda, iniziata l’8 marzo 2022, si è conclusa solo il 4 luglio 2026 con una sentenza di assoluzione che ha dell’incredibile. L’uomo è stato scagionato dall’accusa di guida in stato di ebbrezza non perché i test fossero errati, ma perché il suo stesso corpo produceva alcol autonomamente.

L’incidente e l’accusa impossibile

Tutto ha inizio in una serata di quattro anni fa, quando l’uomo, di ritorno dal turno di lavoro serale, finisce con la propria auto in un fosso. La dinamica, raccontata dal protagonista, appare inizialmente come un banale, seppur sfortunato, incidente stradale: il conducente si era trovato di fronte a due nutrie e, nel tentativo di schivarle, una era finita sotto una ruota bloccandola, facendogli perdere il controllo del mezzo sulla fanghiglia stradale.

Tuttavia, la stranezza emerge in ospedale: nonostante l’uomo fosse astemio e non avesse toccato una goccia di alcol quella sera, gli esami del sangue rivelano un tasso alcolemico di 1,19 g/l, ben oltre il limite consentito di 0,5 g/l. Per le autorità la diagnosi è immediata: guida in stato di ebbrezza. Le conseguenze sono devastanti: ritiro e sospensione della patente per nove mesi e, soprattutto, la perdita del posto di lavoro, poiché l’auto era l’unico mezzo per raggiungere l’impiego notturno.

Il mistero della “Sindrome dell’Autobrewery”

L’uomo, conscio della propria innocenza, ha intrapreso un lungo e costoso iter diagnostico, costato circa 1.200 euro, per dimostrare l’impossibile. Grazie alla collaborazione tra l’ospedale di Cremona e il San Raffaele di Milano, è emersa la verità scientifica: il cinquantacinquenne soffre della sindrome della fermentazione intestinale, nota anche come sindrome dell’autobrewery.

Questa rarissima patologia, descritta per la prima volta in Giappone nel 1952, trasforma l’intestino in un vero e proprio “birrificio”. Alcuni microrganismi presenti nella flora intestinale, invece di digerire normalmente i nutrienti, avviano un processo di fermentazione dei carboidrati, trasformandoli in etanolo. La “scintilla” che quella sera aveva fatto schizzare il tasso alcolemico dell’uomo era stata una semplice pizza mangiata con il figlio prima di andare al lavoro. Per confermare la diagnosi, i medici hanno sottoposto il paziente a un test specifico: ingerire una soluzione ricca di carboidrati (pari a due forchettate di pasta) e monitorare la produzione spontanea di alcol nel sangue.

La sentenza: il fatto non sussiste

Durante il processo, la difesa ha puntato sulla natura stessa del reato previsto dall’articolo 186 del Codice della Strada, il quale presuppone che lo stato di ebbrezza sia la conseguenza dell’assunzione consapevole di bevande alcoliche. Nel caso dell’uomo di Cremona, non vi era stata alcuna ingestione di alcol, ma una reazione chimica interna e involontaria scatenata da un alimento comune.

Il giudice, accogliendo le evidenze mediche e legali, ha infine assolto l’automobilista con formula piena “perché il fatto non sussiste”. La storia, pur concludendosi positivamente sul piano legale, lascia riflettere sulle difficoltà di chi è affetto da patologie così rare e invisibili, che possono distruggere la reputazione e la carriera di una persona prima che la scienza e la giustizia riescano a fare il loro corso.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 08:36:52 +0000
News n. 12
F1, il Mondiale è aperto: perché Ferrari e Hamilton adesso possono crederci

Per settimane si è parlato di un campionato destinato a trasformarsi in un affare privato della Mercedes. Prima Andrea Kimi Antonelli, poi George Russell, la sensazione era che il titolo mondiale 2026 avesse già imboccato una direzione precisa. Silverstone, invece, ha ribaltato ancora una volta la sceneggiatura. La vittoria di Charles Leclerc nel GP di Gran Bretagna non è soltanto il ritorno al successo della Ferrari, è il segnale che il Mondiale è apertissimo. Perché quando nelle ultime 4 gare si alternano 4 vincitori diversi, significa che nessuno è realmente padrone della F1.

Kimi Antonelli ha smesso di dominare a Monaco il 7 giugno, una settimana dopo Lewis Hamilton sorprendeva tutti e vinceva a Barcellona. Il 28 giugno è arrivata la risposta di George Russell in Austria e ora il ritorno di Leclerc a Silverstone. Una serie di gare dove il britannico della Ferrari ha continuato a collezionare podi e prestazioni sempre più convincenti. Il dato più significativo, non è quello delle vittorie, è la classifica. Dopo il GP Gran Bretagna, infatti, i primi tre del Mondiale sono racchiusi in appena 32 punti: Antonelli resta leader con 179, Russell sale a 154 e Hamilton è ormai vicinissimo a quota 147 punti. In pratica, poco più di una vittoria piena separa il leader dal sette volte campione del mondo.

Il campionato ricomincia da Silverstone

La Ferrari è tornata e non solo con Leclerc. Per mesi il Cavallino ha inseguito e subito critiche, aveva mostrato velocità in qualifica senza riuscire a trasformarla in continuità la domenica. Ha alternato lampi a weekend complicati, ma Silverstone racconta una storia diversa. La Ferrari è stata la macchina più competitiva nel momento decisivo del weekend. Leclerc ha conquistato una vittoria pesantissima, la prima da oltre un anno, mentre Hamilton ha chiuso terzo dopo una scelta strategica arrivata nel finale dietro Safety Car. Lo stesso inglese, a caldo, ha ammesso che senza quel pit stop avrebbe probabilmente ottenuto il secondo posto. Un risultato finale che cambia la prospettiva. Per la prima volta nel 2026 Ferrari non ha avuto un solo pilota competitivo, li ha avuti entrambi. Quando Leclerc e Hamilton riescono a lottare contemporaneamente per il podio, il peso della Rossa nel Mondiale cambia completamente.

Il profumo dell’impresa

C’è un’altro aspetto che va oltre la classifica, Hamilton non sta ancora guidando la Ferrari che sogna ma sta iniziando a guidarla come soltanto lui sa fare. La Sprint di Silverstone aveva già raccontato una Ferrari velocissima, con il britannico secondo al traguardo alle spalle del solo Antonelli. Domenica è arrivato un altro podio, il quarto stagionale, che lo porta a soli 32 punti dalla vetta del Mondiale. Non sono pochi ma nemmeno tanti. Soprattutto se si considera che mancano ancora oltre metà delle gare e soprattutto se davanti nessuno riesce a costruire una vera fuga.

Antonelli ha perso punti pesantissimi proprio nel weekend in cui sembrava poter allungare definitivamente. Russell continua a essere solidissimo, ma alterna vittorie a giornate meno brillanti. Dietro, Norris e Piastri continuano a togliersi punti a vicenda. Verstappen, invece, paga una stagione troppo complicata e una Red Bull lontana dagli standard degli ultimi anni. In questo mosaico, Hamilton rappresenta forse la variabile più imprevedibile. Perché nessuno in griglia conosce meglio di lui come si costruisce un Mondiale. Il campionato ha cambiato volto.

Cambiano gli equilibri

C’è un’immagine che racconta meglio di qualsiasi statistica ciò che sta accadendo. Fino a qualche settimana fa sembrava che ogni gara avesse un favorito quasi obbligato. Adesso non è più così, ogni circuito cambia gli equilibri. Ogni weekend racconta una storia diversa, Mercedes resta probabilmente la vettura più completa. Ferrari invece è quella che cresce più rapidamente. McLaren continua ad avere uno dei migliori pacchetti aerodinamici anche se fin qui inespresso.

Red Bull, pur vivendo una stagione complicata, mantiene il potenziale per inserirsi nella lotta quando tutto funziona e quando Max Verstappen lo decide. Forse è proprio questa la F1 che tutti aspettavano. Quella in cui non basta avere la macchina migliore ma serve interpretare alla perfezione ogni singolo fine settimana. Il Mondiale più bello degli ultimi anni? Forse è ancora presto per dirlo. Ma una cosa appare evidente, Silverstone non ha semplicemente assegnato una vittoria, ha restituito imprevedibilità a un campionato che rischiava di prendere una strada ben definita.

I commenti

Tra la gara Sprint e le qualifiche abbiamo apportato alcune modifiche alla vettura e sono riuscito a ritrovare quel feeling che mi era mancato nelle ultime gare. Oggi ne abbiamo avuto la conferma” il commento a fine gara di Leclerc. “Risultato molto positivo e altro importante passo nella giusta direzione. Porteremo con noi gli aspetti positivi di questo weekend e continueremo a spingere al massimo nelle prossime gare” ha replicato Hamilton. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Vasseur: “Qui in pista e a Maranello tutti hanno svolto un ottimo lavoro per ridurre il divario da chi ci precede”.

In casa Mercedes invece si racconta di una drammatica domenica a Silverstone. “A volte siamo stati sfortunati, e alla fine, siamo diventati anche un po’ fortunati. La Safety Car ha giocato a nostro favore perché tutti dietro di me avevano montato pneumatici freschi. Se fossimo andati a correre di nuovo, probabilmente avrei perso almeno una posizione” il commento di Russell. “Non possiamo permetterci di continuare a soffrire di questi problemi di affidabilità” il pensiero di Wolff.

Il segreto Ferrari

La vera forza della Ferrari è avere 2 leader. Un elemento che potrebbe fare la differenza nella seconda parte della stagione. Ferrari non dipende più soltanto da Leclerc, Hamilton sta diventando un secondo leader tecnico oltre che sportivo. L’esperienza dell’inglese sta finalmente accelerando la crescita della squadra. Lo si vede nelle strategie, lo si percepisce nella gestione del weekend. Tutto confermato dagli sviluppi portati in pista nelle ultime gare. Anche quando il risultato finale non è perfetto, la sensazione è che la Ferrari abbia finalmente trovato una direzione precisa. E quando un team ritrova certezze tecniche, gira tutto a favore e spesso arrivano anche le certezze sportive. Oggi nessuno può sentirsi al sicuro e la Ferrari lo sa bene. A Silverstone era presente anche John Elkann, che ha potuto celebrare dal vivo un successo pesantissimo, arrivato nel momento forse più importante della stagione.

Antonelli resta il leader e continua a essere il riferimento della stagione. Russell è lì, pronto ad approfittare di ogni occasione. Ma subito dopo c’è Hamilton, tornato a vedere il titolo da vicino. Inoltre Leclerc, con questo successo, potrebbe aver ritrovato quella fiducia che negli ultimi mesi sembrava smarrita. La Ferrari aveva bisogno di un weekend così.

Metà stagione da vivere

La F1 aveva bisogno di un GP così e di una classifica così con 4 piloti, 4 storie e 4 monoposto capaci di vincere. Con oltre metà stagione ancora da disputare, adesso nessuno può più nascondersi. Hamilton aveva bisogno di vedere il Mondiale di nuovo a portata di mano e forse per la prima volta nel 2026, il Cavallino può davvero guardare tutti dall’alto negli occhi. Perché la classifica dice Mercedes ma il vento, improvvisamente, soffia forte dalle parti di Maranello.

È forse questo il regalo più bello che Silverstone potesse fare agli appassionati: restituire incertezza. Da qui in avanti non conterà soltanto avere la macchina più veloce, ma chi saprà sbagliare meno quando la pressione salirà. Il Mondiale 2026, che fino a poche settimane fa sembrava avere un copione già scritto, oggi è diventato una corsa tutta da vivere e questa, per la F1 e per chi la ama, è la vittoria più importante.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 08:04:40 +0000
News n. 13
Dal 17 luglio Rc auto obbligatoria per i monopattini, ma i caschi e le targhe latitano

Il panorama della micromobilità urbana in Italia si appresta a vivere una trasformazione radicale che punta a mettere ordine in un settore spesso percepito come fuori controllo. La data cerchiata in rosso sul calendario è quella del 17 luglio 2026, giorno in cui diventerà ufficialmente operativo l’obbligo di assicurazione Rc (Responsabilità civile) per chiunque possieda o utilizzi un monopattino elettrico.

Questa misura, arrivata dopo una serie di rinvii concordati tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le compagnie assicuratrici, rappresenta l’ultimo tassello di una serie di normative volte a inquadrare questi mezzi all’interno di regole simili a quelle dei veicoli a motore tradizionali. Restano però dei dubbi su ciò che già esiste, ovvero il dovere di indossare il casco e di munire di targa il monopattino.

La divisione tra sharing e privati

La situazione attuale vede una profonda spaccatura tra il settore del noleggio e l’utenza privata. Le società di sharing hanno fatto sapere di essersi già adeguate da tempo alle normative vigenti, sottolineando di essere l’unico segmento costantemente autorizzato e controllato. Al contrario, la preoccupazione principale riguarda il circa un milione di conducenti privati che, secondo le associazioni di categoria, rischiano di circolare “fuori norma” a partire dalla scadenza di luglio.

Mentre le imprese di sharing applicano restrizioni via software, come il limite di velocità a 20 km/h introdotto dalla legge Rosso, i privati rimangono più difficili da monitorare. Assosharing lamenta infatti che, sebbene nel loro settore si registrino zero vittime dal novembre 2021, il legislatore abbia “presentato il conto” a loro per gli incidenti causati principalmente dai mezzi privati, spesso manomessi per raggiungere velocità pericolose fino a 40 km/h.

Caschi e targhe: zona d’ombra

Nonostante l’introduzione di nuovi obblighi, la realtà quotidiana sulle strade italiane sembra raccontare una storia diversa. L’obbligo del casco, in vigore da due anni, e quello del targhino, scattato nel maggio 2026, vengono definiti dal presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, come una vera e propria “chimera”.

Basta osservare il traffico nelle grandi metropoli come Milano per notare violazioni sistematiche: utenti senza protezione, due persone a bordo dello stesso mezzo nonostante il divieto e monopattini che sfrecciano ignorando la segnaletica. Il problema centrale, secondo le denunce delle associazioni dei consumatori, risiede nella scarsità delle sanzioni. Senza un’applicazione rigorosa delle multe, qualsiasi divieto rischia di rimanere puramente teorico, alimentando una percezione di impunità che ha già portato a contare sei vittime dall’inizio del 2026.

L’impatto economico e i dubbi del settore

L’introduzione della nuova polizza assicurativa obbligatoria non è priva di polemiche. Gli operatori dello sharing denunciano un aggravio dei costi che mette a rischio la sostenibilità del business. Secondo Assosharing, l’obbligo di Rc auto non aggiungerà tutele reali per i pedoni, che sarebbero già coperti, ma imporrà solo polizze più care e complesse.

Le imprese temono che un eccesso di regolamentazione, unito a malfunzionamenti tecnici — come quelli registrati inizialmente dal portale pubblico per la registrazione dei mezzi — possa portare alla chiusura di molti servizi di noleggio, lasciando sulle strade solo i mezzi privati privi di qualsivoglia tracciamento o controllo. In un contesto dove persino l’identificazione tramite targa fisica viene considerata meno efficace del monitoraggio GPS già attivo sui mezzi in sharing, il futuro dei monopattini in Italia rimane in bilico tra la necessità di una maggiore sicurezza e il rischio di soffocare una risorsa della mobilità sostenibile.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 07:24:51 +0000
News n. 14
F1 GP Silverstone, il risveglio di Leclerc, KO Antonelli: le pagelle

In una delle location più iconiche del calendario, dove si corse la prima storica gara di F1, la Ferrari è partita con la marcia giusta, ottenendo la pole position della SR con Hamilton. Nel suo giardino di casa Sir Lewis è stato più veloce di 11 millesimi del leader del Mondiale, Kimi Antonelli. Terzo posto per Max Verstappen sulla RB22 e quarto per Charles Leclerc con l’altra SF-26, davanti alla Mercedes di Russell e alle due McLaren di Norris e Piastri.

Nella Sprint Race Lewis Hamilton ha provato disperatamente a tenere la prima posizione, ma non ha potuto difendersi dagli attacchi energetici della W17 di Kimi Antonelli. Quest’ultimo ha dimostrato il solito talento gestionale, riuscendo ad allungare e vincere senza patemi. Medaglia di bronzo per Lando Norris, capace di tenere con onore la McLaren in versione Green and White davanti alla Mercedes di Russell, la SF-26 di Leclerc e la RB di Verstappen.

Kimi Antonelli ha anche ottenuto la pole position della sfida inglese. Il pilota della Mercedes ha bruciato le Ferrari di Charles Leclerc, secondo, e di Lewis Hamilton, terzo. Quarta l’altra Stella a tre punte di George Russell, in affanno rispetto alle W17 del numero 12. L’italiano, al via, ha subito perso la prima posizione a vantaggio dei ferraristi, mentre Russell ha iniziato a palesare un ritmo blando sulla W17. Le Mercedes sono sembrate battibili e, complice il ritiro nel finale del bolognese, Leclerc ha conquistato la prima vittoria del 2026, precedendo un fortunatissimo Russell e il pluripremiato compagno di squadra. Out Max Verstappen, mentre le McLaren hanno deluso davanti al pubblico di casa.

I top

Charles Leclerc: 10 – Finalmente una domenica convincente per il monegasco, capace di martellare dal primo sino all’ultimo giro. Il numero 16 è scattato come un fulmine e ha tenuto a bada Antonelli e Hamilton. Ha costruito il suo successo con una gestione esemplare delle mescole e non si è dovuto preoccupare del ritorno di Antonelli per l’ennesimo problema tecnico alla W17. Ha tagliato il traguardo sotto regime di Safety Car, dando dimostrazione di un feeling ritrovato. Nona vittoria in Ferrari e quasi 2 anni dopo (623 giorni) può tornare a sorridere. Per la Scuderia è la 250esima vittoria all time in F1.

Kimi Antonelli: 9 – Un voto in meno solo perché gli è mancato il guizzo al via dopo aver siglato la quinta pole in carriera. È stato bruciato dalle due Rosse, finendo poi perdere tempo prezioso nel testa a testa con Lewis Hamilton, pur avendo un ritmo migliore. Nel finale, quando era aveva puntato la P1 di Charles, è stato punito dell’ennesima sfortuna tecnica. Il mondiale si è riaperto, ma non per sue colpe. Gli rimangono 25 punti di vantaggio su George Russell, mentre il numero 44 della Ferrari si è rifatto sotto a 32 punti. A Spa dovrà sperare che la sfortuna non lo accompagni nell’abitacolo.

Lewis Hamilton: 7 – Il secondo posto nella SR lasciava presagire una domenica memorabile del nativo di Stevenage che poi non si è concretizzata nel suo giardino di casa. Nel GP di Silverstone ha pagato con 5 secondi al pit una partenza anticipata ed è stato sverniciato dalla Mercedes di Kimi Antonelli. Alla fine avrebbe potuto chiudere secondo, ma nella roulette di bandiere gialle e pit stop con la SC è stato beffato anche dal suo ex compagno di squadra. In ogni caso è arrivato il podio numero 15 a Silverstone di una immensa carriera.

George Russell: 6,5 – La classifica gli sta sorridendo nelle ultime uscite, ma stavolta è stato semplicemente molto fortunato. Nelle ultime 4 tappe hanno vinto 4 piloti diversi e c’è anche il suo nome, i 18 punti guadagnati su Antonelli in questo weekend compensano tutte le sfortune avute a inizio campionato. Tutto sommato, dopo Leclerc, può essere il secondo pilota più felice della griglia in una domenica che era cominciata con un preoccupante passo dello “shrimp” come dicono dalle parti del Northamptonshire.

Lando Norris: 6 – In un weekend che sapeva di calvario, l’inglese è riuscito a tenere a galla il team McLaren nella SR con un terzo posto, ma ci si attendeva ben altro dalla squadra campione del mondo. Ha concluso nel GP in quarta posizione, davanti ad Hadjar, solo per i problemi di Antonelli e Verstappen. Le problematica in termini di elevato drag e scarso bilanciamento in curva della MCL40 stanno limitando il numero 1.

Racing Bulls: 6 – Weekend da sufficienza piena per lo Junior Team a punti con Lawson e Lindblad, rispettivamente sesto e settimo. L’ex squadra Minardi sta trovando continuità in questa fase di campionato, potendo impensierire l’Alpine al quinto posto della classifica costruttori. La squadra francese, a punti sia con Colapinto che con Gasly, è a quota 60 punti, mentre la RB è a 59. Ottimo lavoro!

I flop

Red Bull Racing: 5 – Ancora un problema, come in Austria, ha privato Max Verstappen di finalizzare un weekend con una bella soddisfazione. Con la chiusura dell’ala posteriore non ha potuto controllare la RB22 e altro podio buttato al vento in una annata maledetta. Infuriato, nel ring delle interviste, il pilota olandese che ai giornalisti ha tuonato:

“È la stessa cosa successa durante la Q3 della qualifica in Austria. Abbiamo avuto di nuovo un problema all’ala posteriore che non si è chiusa correttamente. In realtà è stato un problema diverso, ma alla fine succede sempre la stessa cosa. E questo, ovviamente, non dovrebbe succedere mai”.

Oscar Piastri: 3 – Sino a pochi mesi fa era il favorito per conquistare il titolo mondiale, oggi è sembrato disperso anche sul leggendario tracciato britannico. Non è più in grado di trovare continuità e il giusto feeling su questa gen di monoposto e ha chiuso undicesimo, fuori dalla zona punti. L’australiano ha bisogno di un reset e la pausa estiva probabilmente lo agevolerà, sviluppi MCL40 permettendo.

Aston Martin: 0 – Fernando Alonso e Lance Stroll hanno concluso ultimo e penultimo, come in griglia. Newey ha ammesso le colpe di un progetto nato male e sviluppato peggio. La Verdona, davanti al pubblico di casa, si è dimostrata inguidabile e ha anche fatto perdere decimi a Leclerc nei doppiaggi. Lance Stroll, penalizzato di dieci posizioni per aver utilizzato una quinta batteria e una quinta centralina elettronica in questa stagione, è lo specchio della crisi di un team che avrebbe dovuto lottare per le posizioni nobili della griglia.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:55:57 +0000
News n. 15
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 06 luglio 2026 sono previsti scioperi in Italia nel settore dei trasporti. Nel dettaglio, si registrano cinque scioperi che coinvolgono sia il trasporto pubblico locale sia il settore ferroviario. Di seguito una panoramica dei dettagli relativi a ciascuno sciopero attivo nella giornata.

Scioperi dei trasporti a Catania (Sicilia)

Per l’intera giornata del 06 luglio è indetto uno sciopero di 24 ORE che riguarda il personale della SOC. AMTS di Catania. Ad aderire sono i sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL. Lo sciopero avrà rilevanza locale e coinvolgerà il trasporto pubblico personale della categoria.

Un secondo sciopero a Catania, sempre della durata di 24 ORE, è stato proclamato dal sindacato OSP ORSA TPL e coinvolge sempre il personale della SOC. AMTS di Catania per tutta la giornata.

Inoltre, a Catania nella stessa giornata, è indetto uno sciopero di 24 ORE: dalle 00.01 alle 23.59 presso la SOC. AMTS di Catania. Lo sciopero è stato proclamato da OSP CUB TRASPORTI e coinvolge la medesima categoria di personale.

Sciopero dei trasporti in Italia (nazionale, settore ferroviario)

È stato proclamato uno sciopero a rilevanza nazionale che riguarda il settore ferroviario. L’astensione dal lavoro si svolgerà per 24 ore: dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio e coinvolge il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal. Lo sciopero è stato indetto dal sindacato USB Lavoro Privato.

Sciopero dei trasporti a Prato (Toscana)

Nel territorio della provincia di Prato è previsto uno sciopero di 4 ore: dalle 18.30 alle 22.30 che coinvolge il personale della SOC. Autolinee Toscane (sede operativa di Prato), con proclamazione da parte della RSA FAISA-CISAL. Lo sciopero avrà rilevanza territoriale e riguarda il trasporto pubblico locale.

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di luglio 2026 sono previsti diversi scioperi nel settore dei trasporti che interesseranno numerose città e regioni italiane, coinvolgendo sia il trasporto pubblico locale che quello ferroviario, marittimo e aereo. In questo articolo forniamo il calendario aggiornato di tutte le principali agitazioni sindacali, ordinate per data e città, con dettagli su orari, categorie coinvolte e sindacati aderenti. Se hai in programma viaggi o spostamenti a luglio, è importante restare aggiornati per minimizzare eventuali disagi.

Sciopero 02 luglio 2026

Nella regione Lombardia è previsto uno sciopero regionale nel trasporto merci ferroviario, che coinvolge “tutte le province”. Riguarda il personale della Soc. DB Cargo Italia, con una durata di 8 ore: dalle 03:31 alle 11:29. I sindacati promotori sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.

Sciopero 05 luglio 2026

Nell’intera giornata sono previsti undici scioperi che coinvolgono principalmente il trasporto aereo su scala nazionale e locale, oltre a un’azione che interessa il trasporto pubblico a Firenze:

Italia (Nazionale): sciopero del personale Sociètà ENAV Aeroporto di Milano Malpensa (RSA FAST-CONFSAL-AV), sciopero personale di aziende del comparto aereo e indotto aeroportuale associate Assohandlers (CUB TRASPORTI), e sciopero del personale EasyJet Airlines Limited (USB Lavoro Privato e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).

Roma (Fiumicino e Ciampino): sciopero di 8 ore del personale ADR Security degli aeroporti di Roma (FAST-CONFSAL).

Milano Malpensa: sciopero di 4 ore del personale Fedex Corporation (OST CUB TRASPORTI).

Catania: sciopero di 4 ore del personale ASC Handling Aeroporto di Catania Fontanarossa (CUB TRASPORTI).

Firenze: sciopero di 24 ore del personale Autolinee Toscane bacino di Firenze (OSP COBAS Lavoro Privato).

Palermo: sciopero di 4 ore del personale navigante UAB DAT LT (USB Lavoro Privato).

Sciopero 06 luglio 2026

Nella città di Catania sono proclamati ben tre scioperi distinti nel trasporto pubblico locale: il personale della SOC. AMTS di Catania aderirà a tre diverse sigle sindacali (OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, OSP ORSA TPL e OSP CUB TRASPORTI) per l’intera giornata, con modalità di 24 ORE. Questi scioperi riguarderanno l’intero servizio di trasporto pubblico in città.

Nel settore ferroviario nazionale, è previsto uno sciopero che coinvolge il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal proclamato da USB Lavoro Privato, di 24 ore dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio, con ripercussioni su tutto il territorio italiano.

Nella città di Prato (Toscana), il personale della SOC. Autolinee Toscane – sede operativa di Prato parteciperà a uno sciopero di 4 ore (dalle 18.30 alle 22.30), indetto dal sindacato RSA FAISA-CISAL, relativo al trasporto pubblico locale.

Sciopero 07 luglio 2026

Nella regione Sicilia, tutto il personale della SOC. RFI DOIT Palermo nel settore ferroviario partecipa a uno sciopero di 8 ore (dalle 9.00 alle 17.00) indetto da OSR UILT-UIL.

Sciopero 09 luglio 2026

Su scala nazionale, sciopero di 23 ore (dalle 03.00 del 9 luglio alle 02.00 del 10 luglio) del personale operativo equipaggi della SOC. Italo NTV, indetto da UILT-UIL.

Sciopero 10 luglio 2026

Nella provincia di Bari, sciopero di 24 ore del personale della SOC. STP di Bari nel trasporto pubblico locale, indetto da OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL.

In tutta la regione Puglia, proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata che coinvolge tutte le categorie pubbliche e private, inclusi i lavoratori TPL (OSR USB Lavoro Privato).

Sul territorio nazionale, il personale della SOC. CAPTRAIN Italia del settore trasporto merci ferroviario incrocia le braccia per 8 ore dalle 16.01 alle 23.59 (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).

Sciopero 11 luglio 2026

Nella città di Palermo (Sicilia), sciopero di 24 ore del personale della SOC. AMAT di Palermo nel trasporto pubblico locale, indetto da OSP CUB TRASPORTI.

Sciopero 15 luglio 2026

Sul territorio nazionale, sciopero per l’intero turno lavorativo di tutto il personale SOC. Elior div. Itinere addetto ai servizi di ristorazione e logistica bordo treno Trenitalia, proclamato dalle sigle FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL, COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 17 luglio 2026

Nella regione Sicilia, sciopero di 24 ore dalle 06.30 del 17 alle 06.30 del 18 luglio del personale SOC. Caronte & Tourist Isole Minori nel settore marittimo (OSR UGL Mare e Porti).

Nella città di Venezia, sciopero di 24 ore del personale SOC. ATVO di Venezia – trasporto pubblico locale (OSP SGB/FAST Mobilità).

Sciopero 19 luglio 2026

Nella città di Verona (Veneto), nel settore ferroviario locale, sciopero di 24 ore dalle 21.00 del 19 alle 20.59 del 20 luglio del personale SOC. RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA Ferrovie/SLM-FAST-CONFSAL).

Sciopero 20 luglio 2026

Nella città di Latina (Lazio), sciopero di 24 ore del personale della SOC. CSC Mobilità di Latina – TPL (OSR FAISA-CISAL).

Nella città di Firenze (Toscana), il personale della SOC. Autolinee Toscane bacino urbano sciopera per 4 ore: dalle 19.00 alle 23.00 (RSA FAISA-CISAL).

Sciopero 21 luglio 2026

Nella regione Calabria, sciopero di 24 ore dalle 00.00 alle 24.00 del personale della SOC. SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (CZ) (OSR UGL-TA).

Su base nazionale, personale SOC. ALHA e MLE-BCUBE Aeroporto di Milano Malpensa sciopera per 24 ore (OST CUB Trasporti/USB Lavoro Privato).

Sciopero 22 luglio 2026

Su scala nazionale, il personale della SOC. Grandi Navi Veloci è in sciopero per 24 ore (dalle 12.00 del 22 alle 11.59 del 23 luglio, CSLE).

Sciopero 23 luglio 2026

Sul territorio nazionale, personale delle imprese ferroviarie e trasporto merci su rotaia sciopera 24 ore: dalle 21.00 del 23 alle 20.59 del 24 luglio; per il TPL (Trasporto Pubblico Locale), intera prestazione prevista il 24/7 (CUB Trasporti/SGB).

Sciopero 27 luglio 2026

Nella provincia di Savona (Liguria), sciopero di 4 ore: dalle 10.15 alle 14.15 personale SOC. TPL Linea Savona, sigla RSU.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 06 luglio 2026, proponiamo un quadro sintetico e affidabile dei prezzi medi dei carburanti praticati sulla rete autostradale italiana, ricavati dall’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Nel dettaglio trovate le quotazioni per benzina, gasolio, GPL e metano con l’indicazione della modalità di erogazione. Ricordiamo che il prezzo alla pompa nasce dall’incontro tra la componente industriale (materia prima e margine di distribuzione) e la fiscalità (accise e Iva), tre tasselli che insieme definiscono il costo finale sostenuto dagli automobilisti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 05-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.004 €
Benzina SELF 1.932 €
GPL SERVITO 0.883 €
Metano SERVITO 1.589 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale deriva dall’equilibrio tra oneri fiscali e costi industriali lungo la filiera. La componente fiscale incide per il 58% e comprende accise e Iva: le accise sono imposte specifiche sul prodotto, mentre l’Iva è un’imposta percentuale che si applica sul valore complessivo, inclusivo delle accise stesse, amplificando gli effetti di ogni variazione a monte. La parte industriale pesa per il 42% e si scompone in due elementi: la materia prima, pari al 30%, e il margine lordo, pari al 12%. La quota relativa alla materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro, fattori che possono muovere rapidamente i listini all’ingrosso. Il margine lordo comprende la remunerazione degli operatori della filiera (raffinazione, logistica, distribuzione e gestione della rete) e rappresenta l’area su cui i gestori possono intervenire per adeguare i prezzi alla pompa, tenendo conto di concorrenza locale, volumi di vendita, costi operativi e politiche commerciali. In sintesi, quando oscillano i mercati petroliferi o il tasso di cambio, la componente industriale (in particolare la materia prima) tende a recepire per prima gli scostamenti; l’effetto fiscale, essendo in larga parte proporzionale, contribuisce poi a definire il prezzo conclusivo pagato dagli automobilisti.

Per il gasolio, la struttura del prezzo presenta un equilibrio diverso rispetto alla benzina. La componente fiscale vale il 45%, mentre la componente industriale pesa il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima incide per il 45% del prezzo e il margine lordo per il 10%. Anche per il gasolio, le quotazioni internazionali e l’andamento del cambio euro/dollaro sono i principali driver della quota materia prima: rialzi del barile o un euro più debole tendono ad aumentare il costo all’origine, che poi si riflette sui prezzi alla pompa. Il margine lordo, invece, rappresenta l’insieme delle voci di remunerazione e dei costi della filiera (stoccaggio, trasporto, esercizio della rete e politiche commerciali), ed è l’area sulla quale gli operatori possono intervenire per modulare le strategie di prezzo, anche in funzione della domanda locale e della concorrenza tra punti vendita. Rispetto alla benzina, il maggior peso della componente industriale sul gasolio rende il prezzo più sensibile ai movimenti della materia prima, mentre la minor incidenza della fiscalità attenua parzialmente l’effetto moltiplicativo dell’Iva sul totale, pur restando determinante nella formazione del costo finale.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 18
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.846 per la benzina, 1.927 per il diesel, 0.788 per il gpl, 1.568 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.920
Benzina SELF 1.839
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.500

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.942
Benzina SELF 1.867
GPL SERVITO 0.751
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.958
Benzina SELF 1.876
GPL SERVITO 0.878
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.935
Benzina SELF 1.858
GPL SERVITO 0.813
Metano SERVITO 1.664

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.923
Benzina SELF 1.853
GPL SERVITO 0.724
Metano SERVITO 1.526

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.913
Benzina SELF 1.831
GPL SERVITO 0.754
Metano SERVITO 1.515

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.936
Benzina SELF 1.856
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.499

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.919
Benzina SELF 1.834
GPL SERVITO 0.749
Metano SERVITO 1.632

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.926
Benzina SELF 1.841
GPL SERVITO 0.863
Metano SERVITO 1.530

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.919
Benzina SELF 1.838
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.537

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.900
Benzina SELF 1.820
GPL SERVITO 0.785
Metano SERVITO 1.499

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.947
Benzina SELF 1.867
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.918
Benzina SELF 1.834
GPL SERVITO 0.748
Metano SERVITO 1.565

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.926
Benzina SELF 1.853
GPL SERVITO 0.743
Metano SERVITO 1.606

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.932
Benzina SELF 1.848
GPL SERVITO 0.866

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.935
Benzina SELF 1.853
GPL SERVITO 0.813
Metano SERVITO 1.819

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.928
Benzina SELF 1.844
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.599

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.933
Benzina SELF 1.858
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.530

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.914
Benzina SELF 1.834
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.493

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.943
Benzina SELF 1.859
GPL SERVITO 0.863

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.904
Benzina SELF 1.823
GPL SERVITO 0.766
Metano SERVITO 1.499

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 19
Treni, 1.300 cantieri tra luglio e agosto: si attendono grandi ritardi

Le prossime settimane saranno particolarmente difficili per il settore ferroviario  italiano. Da Nord a Sud, infatti, la rete italiana sta registrando diverse attività di manutenzione e aggiornamento che si svolgeranno tra il mese di luglio e il mese di agosto. Attualmente, sono attivi circa 1.300 cantieri. Per questo motivo, le prossime settimane potrebbero essere accompagnate da ritardi notevoli per i viaggiatori. Andiamo ad analizzare la questione nei dettagli, evidenziando anche quali sono le tratte che saranno più interessate dai lavori e per cui sarà necessario mettere in conto dei ritardi o dei tempi di percorrenza più lunghi.

Un’estate complicata

Con circa 1.300 cantieri aperti, la rete ferroviaria italiana sta vivendo un periodo di profondo aggiornamento, con interventi basati su oltre 11 miliardi e mezzo di euro di investimenti. Secondo Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), gli interventi di manutenzione sono stati programmati in modo specifico in questo periodo che si caratterizza per un traffico mediamente più basso, nonostante il periodo di esodo per le vacanze estive. Di conseguenza, i lavori in corso dovrebbero avere un impatto inferiore sulla mobilità. Il rischio di ritardi, per i prossimi mesi, è inevitabile e i viaggiatori dovranno organizzarsi per affrontare tutte le avversità.

Le tratte più colpite

Gli interventi in corso non dovrebbero rallentare troppo gli spostamenti, soprattutto per quanto riguarda il raggiungimento delle mete turistiche più battute. Le linee Tirrenica e Adriatica, ad esempio, saranno garantite per tutto il periodo estivo. Allo stesso modo, è prevista una copertura completa per i collegamenti verso la Liguria e verso la Puglia. Ricordiamo, in ogni caso, che il sito di Trenitalia propone una sezione dedicata alle informazioni per i viaggiatori, con tutti i dettagli per i lavori programmati.

Uno degli interventi più importanti, per quanto riguarda le infrastrutture, in questo periodo sarà la sostituzione del cavalcaferrovia “Ponte al Pino”, situato nel nodo ferroviario di Firenze. Si tratta di una tratta che collega il centro di Firenze con Campo di Marte. La prima fase dei lavori terminerà il 10 luglio, mentre una seconda parte è fissata per il 26-30 luglio.

Questo intervento porterà a una temporanea sospensione della circolazione ferroviaria sulle tratte Firenze Campo di Marte-Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte-Firenze Santa Maria Novella, con effetti anche sui treni nazionali. I treni a lunga percorrenza sfrutteranno la linea Tirrenica, con un incremento della percorrenza.  Ad agosto, invece, ci saranno dei lavori sulla linea Milano – Venezia dell’Alta Velocità con un’interruzione della circolazione dal 2 al 16 agosto tra Verona e Vicenza, mentre dal 10 al 17 agosto è previsto uno stop tra Piacenza Est e Melegnano, lungo la linea Milano – Bologna.

Altri interventi sono previsti sulla Milano – Genova, tra il 20 luglio e il 29 agosto (con 9 giorni di chiusura già in programma), e sulla Firenze-Roma, dal 10 al 28 agosto, con un conseguente aumento della percorrenza. Il quadro è abbastanza chiaro: nel corso delle prossime settimane, infatti, la rete ferroviaria sarà aggiornata e, in alcuni casi, la circolazione sarà pesantemente condizionata. Si tratta, però, di una necessità per poter garantire un miglioramento dei servizi nel lungo periodo.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 05:30:33 +0000
News n. 20
Un robot umanoide con AI entra negli stabilimenti BMW

Il Gruppo BMW sta lavorando con grande attenzione allo sviluppo di processi produttivi sempre più efficienti e in grado di garantire un miglioramento delle attività aziendali. La digitalizzazione e l’integrazione con l’intelligenza artificiale diventano, quindi, essenziali.

Un ruolo centrale in tal senso lo ricopre la IA fisica, elemento che collega l’IA digitale a macchine e robot reali. Grazie a questa tecnologia è possibile integrare sistemi intelligenti come i robot umanoidi nei processi produttivi.

In passato, l’azienda ha implementato il robot umanoide Figure 02 nel suo stabilimento di Spartanburg, negli Stati Uniti, già dal 2025. Tale robot ha supportato la produzione della BMW X3 lavorando nel reparto carrozzeria, con l’obiettivo di agevolare il processo di saldatura. Ora è tutto pronto per un nuovo step del percorso evolutivo.

Per il prossimo futuro, infatti, arriva un nuovo robot che avrà il compito di migliorare la logistica e lo smistamento dei componenti, rendendo il processo di produzione ancora più agile e veloce, a tutto vantaggio dell’efficienza delle attività produttive.  Ecco i dettagli completi in merito.

Arriva Figure 03

Nello stabilimento di Spartanburg entra in attività Figure 03. Il nuovo robot umanoide, migliorato sotto tanti punti di vista, sarà impiegato in applicazioni complesse di sequenziamento logistico, con l’obiettivo di garantire un sostanziale miglioramento delle attività aziendali.

Il robot deve gestire componenti che inizialmente arrivano in container di grandi dimensioni, non smistati. Lo smistamento rappresenta una parte centrale del processo di logistica nella produzione automobilistica e il ruolo del robot umanoide diventa centrale.

I vari componenti, dopo essere stati smistati, saranno trasportati al luogo di installazione dello stabilimento, sfruttando un sistema automatizzato, e saranno forniti agli addetti nella sequenza giusta, in modo da poter completare rapidamente l’assemblaggio.

L’utilizzo di robot rappresenta un elemento centrale della strategia del Gruppo BMW che punta a migliorare l’automazione dei processi produttivi ricorrendo all’intelligenza artificiale fisica. Si tratta di un passaggio fondamentale per l’incremento della produttività.

Secondo l’azienda: “L’obiettivo è proteggere e valorizzare al massimo i dipendenti, migliorando ulteriormente gli ambienti di lavoro.” I prossimi passi del programma saranno comunicati successivamente. Nel frattempo, l’azienda porta avanti vari progetti legati alla trasformazione digitale delle sue attività, con un focus sullo stabilimento di Spartanburg.

Ricordiamo che la diffusione dei robot nei processi produttivi è sempre più marcata e, in alcuni casi, i lavoratori umani sono arrivati a scioperare contro la loro presenza. Nel futuro, però, ci saranno sempre più robot nelle catene di montaggio che potrebbero rivoluzionare i processi produttivi.

Le parole dell’azienda

Ulrich Wieland, Vicepresidente del Controllo della Produzione e della Logistica di BMW Manufacturing, ha commentato:

Lo stabilimento di Spartanburg è il luogo di nascita della robotica umanoide nelle attività operative quotidiane di BMW Manufacturing. Dopo aver già completato con successo un progetto pilota con Figure 02 nel nostro reparto di carrozzeria, non vediamo l’ora di implementare Figure 03 per un caso d’uso di sequenziamento nella logistica”

Brett Adcock, fondatore e CEO di Figure AI, ha aggiunto:

“Il nostro impiego di 11 mesi con Figure 02 ha dimostrato che gli umanoidi non sono più esperimenti di laboratorio, ma possono rappresentare una risorsa preziosa per la creazione di una forza lavoro flessibile e affidabile nel settore manifatturiero”

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 05:30:21 +0000
News n. 21
Hai violato il Codice senza saperlo: quando il vigile può chiudere un occhio?

La buona fede non cancella una violazione del Codice della Strada. Per evitare la sanzione non basta dimostrare di non avere avuto l’intenzione di infrangere la norma. Nelle sanzioni amministrative non serve il dolo ovvero la volontà di violare la legge. È sufficiente la colpa, che può consistere anche in disattenzione, imprudenza, negligenza o mancata verifica. Questo significa che un automobilista può essere multato anche se non voleva sbagliare. Chi parcheggia dove non può, entra in una Ztl senza permesso, percorre una corsia riservata o supera un limite di velocità viene sanzionato perché “ha tenuto una condotta vietata.

La buona fede può essere accettata solo quando si trasforma in errore scusabile che esiste quando il conducente è stato tratto in inganno da circostanze oggettive, esterne e non imputabili a lui.

Cosa dice la normativa in vigore

I riferimenti normativi sono il Codice della Strada e la legge 689 del 1981 che disciplina le sanzioni amministrative. L’articolo 3 stabilisce che nelle violazioni punite con sanzione amministrativa ciascuno risponde della propria azione o omissione cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa. La stessa norma aggiunge che, se la violazione è commessa per errore sul fatto, l’autore non è responsabile quando l’errore non è determinato da sua colpa.

In pratica l’automobilista non deve per forza avere voluto violare la norma. Basta che abbia agito con colpa. Se invece l’errore nasce da una falsa percezione della realtà non imputabile al conducente, la responsabilità può essere esclusa, ma l’onere di dimostrarlo pesa su chi contesta la multa.

La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che in materia di sanzioni amministrative c’è una presunzione di colpa a carico di chi ha commesso la trasgressione. Non significa che il cittadino sia sempre condannato in partenza, ma che deve portare elementi per dimostrare di avere agito senza colpa. Se vogliamo sintetizzare il significato in poche parole, possiamo affermare che la buona fede si prova.

Il vigile può “chiudere un occhio”?

Se l’agente accerta una violazione, deve contestarla secondo le regole. Non può trasformare la buona fede dichiarata dall’automobilista in una cancellazione automatica della sanzione.

Non significa però che l’agente non valuti la situazione. Davanti a casi limite, segnaletica assente, cartelli illeggibili, emergenze reali o circostanze anomale, può tenere conto del contesto. Il potere dell’agente non è però quello di riscrivere la legge sulla base dell’impressione personale. Se il verbale viene emesso, la sede per far valere la buona fede diventa il ricorso.

L’eventuale errore scusabile va sostenuto con prove. Chi vuole contestare deve quindi ragionare in termini documentali: foto, video, testimonianze, ricevute, certificati, stato dei luoghi, posizione della segnaletica, condizioni di visibilità. Se la spiegazione non entra nel verbale o non viene poi sostenuta con elementi oggettivi, perde forza. In materia di multe stradali, la differenza tra una lamentela e un ricorso serio va cercata nelle prove.

Quando può contare la buona fede

Il caso più evidente in cui la buona fede ha un peso riguarda la segnaletica. Se un cartello di divieto è caduto o vandalizzato in modo da non essere visibile, l’automobilista può sostenere di non essere stato messo nelle condizioni di conoscere il divieto. In questo scenario la buona fede è la conseguenza di una carenza oggettiva.

Lo stesso vale per una segnaletica contraddittoria. Se un cartello autorizza una condotta e un altro la vieta, oppure se la segnaletica orizzontale e quella verticale danno indicazioni incoerenti, il conducente può trovarsi davanti a una situazione ambigua che può diventare un argomento forte.

Le Ztl sono uno dei terreni più frequenti di contestazione. Un varco con display spento, indicazioni poco comprensibili, cartelli non visibili o messaggi ambigui può indurre in errore chi guida. In questi casi il ricorso ha senso se il conducente documenta lo stato del varco al momento del transito o dimostra che la segnalazione non era idonea.

Quando la buona fede non basta

La buona fede non salva chi confonde distrazione e impossibilità di conoscere la regola. Se il cartello c’era ed era visibile, il conducente non può sostenere di non averlo notato. La strada richiede attenzione continua e la mancata percezione di un segnale leggibile viene considerata una forma di colpa.

Non basta poi ignorare una nuova disciplina della circolazione. Se una strada diventa senso unico, se cambiano gli orari della Ztl o se viene modificata una corsia, il conducente deve adeguarsi alla segnaletica presente. La buona fede non copre l’errore evitabile. Chi comunica una targa sbagliata per un permesso Ztl, non controlla la scadenza di un’autorizzazione, dimentica di rinnovare un pass o inserisce dati errati in una pratica non può sostenere di non avere colpa.

Anche la fretta non è una giustificazione. Essere in ritardo al lavoro, dover prendere un treno o cercare parcheggio da molto tempo non elimina la responsabilità.

Lo stato di necessità è un’altra cosa

Diverso è il caso dello stato di necessità. L’articolo 4 della legge 689 del 1981 prevede cause di esclusione della responsabilità, tra cui lo stato di necessità. Qui non si parla più della semplice buona fede, ma di una situazione in cui la violazione viene commessa per evitare un pericolo attuale e grave alla persona.

L’esempio classico è il trasporto urgente di una persona in pericolo di vita. Se un automobilista supera un limite, passa con il rosso o entra in una corsia vietata per portare qualcuno al pronto soccorso in una situazione realmente grave e non altrimenti gestibile, può invocare lo stato di necessità. Ma anche qui servono le prove, come certificati medici o eventuali testimonianze.

Un altro aspetto di cui tenere conto è l’onere della prova. La Corte della Cassazione ha distinto tra inesistenza della segnaletica e inadeguatezza della segnaletica. Se il cittadino sostiene che il segnale non esisteva, spetta all’amministrazione provare il contrario, perché la presenza del segnale è un elemento costitutivo della violazione. Se invece il cittadino dice che il segnale c’era ma era inadeguato, la prova dell’inadeguatezza grava su chi fa ricorso.

Ricorso al Prefetto o al Giudice di pace

Chi vuole contestare una multa può scegliere, in linea generale, tra ricorso al Prefetto e ricorso al Giudice di pace. Il ricorso al Prefetto è amministrativo, non richiede contributo unificato, ma in caso di rigetto può portare a un’ordinanza-ingiunzione con importo più pesante rispetto al pagamento ridotto. Il ricorso al Giudice di pace è giudiziale, richiede costi iniziali, ma consente una valutazione più diretta delle prove.

Quando si invoca la buona fede, il Giudice di pace può essere la strada più adatta se servono fotografie, documenti, testimonianze e valutazioni puntuali sullo stato dei luoghi. Il Prefetto decide sugli atti e può accogliere il ricorso se la documentazione è chiara, ma i casi fondati sull’errore scusabile richiedono spesso un esame molto concreto.

Il ricorso deve essere costruito bene. Bisogna indicare il verbale, spiegare i fatti, allegare prove, distinguere tra errore personale e causa esterna, dimostrare la normale diligenza usata dal conducente.

Data articolo: Mon, 06 Jul 2026 04:00:28 +0000
News n. 22
Neymar, la Ferrari personalizzata che rompe ogni tabù

Neymar non ha mai avuto un rapporto discreto con il lusso. In campo vive di giocate improvvise, fuori dal campo il gusto resta altrettanto appariscente. Nel suo garage è finita anche una Ferrari Purosangue personalizzata, una delle auto più discusse di Maranello perché rompe parecchi tabù della Casa italiana.

Il tabù infranto del Cavallino

La vettura è il primo modello di serie del Cavallino dotato di quattro porte e quattro posti veri. Per quanto a Maranello respingano l’etichetta SUV, nella sostanza l’assetto rialzato e l’abitacolo generoso spingono in quella direzione, pur offrendo prestazioni degne di una sportiva. Un compromesso che, nel caso di Neymar, calza bene con l’immagine del campione abituato a unire scena pubblica e vita familiare.

Secondo quanto riportato dalla stampa estera, l’esemplare dell’attaccante sarebbe stato personalizzato anche negli interni, con dettagli dedicati al suo nome. Del resto, quando ti chiami Neymar, l’auto rischia di diventare una specie di firma mobile. In un filmato circolato su Instagram, inoltre, il brasiliano viene mostrato al volante della vettura.

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In un’epoca ormai orientata all’elettrificazione e ai motori ridotti, la Purosangue monta il V12 aspirato da 6.5 litri, in grado di erogare 725 CV e assicurare uno 0-100 in circa 3,3 secondi. La velocità massima superiore ai 310 km/h ribadisce il carattere aggressivo di un modello emozionante da guidare che, pur cambiando proporzioni, non rinuncia alle prestazioni tipiche di Maranello.

A differenza di una coupé estrema, la Purosangue può comodamente ospitare più persone con meno rinunce. Non per questo perde il DNA di una Ferrari: il V12 e la presenza scenica lasciano tranquilli. Mentre Neymar dispensava magie in campo, la stampa gli ha attribuito bolidi come Rolls-Royce Ghost, Bentley Continental GT, Lamborghini Huracan, Mercedes Classe G e Aston Martin DBX.

La Purosangue, però, ha qualcosa di diverso: segna il tentativo di Ferrari di entrare in un territorio dove fino a pochi anni fa sembrava impensabile vederla. In fondo, è una Ferrari pensata per coniugare alla consueta appariscenza una certa praticità: una combinazione ottimale per un giocatore abituato alla ribalta continua, dentro e fuori dal campo.

Reduce dal ritorno al Santos dopo gli anni europei e la parentesi in Arabia Saudita, O’Ney sembra aver trovato una nuova maturità. Il talento resta enorme, l’immagine globale pure, ma il tempo passa e il contesto è evoluto. Non più soltanto il ragazzo esplosivo del Barcellona o del PSG, ma un fuoriclasse arrivato all’ultimo grande valzer in maglia brasiliana.

Brasile-Norvegia: il momento della verità

Messosi a completa disposizione di Ancelotti, potrà essere utile negli ottavi del Mondiale 2026 contro la Norvegia, in programma al Metlife Stadium. Le difficoltà palesate al cospetto del Giappone suonano come un campanello d’allarme per la Seleçao, che dovrà saper reggere l’onda d’urto della nazionale scandinava, trascinata da un Erling Haaland in grande spolvero.

Neymar cercherà di mantenersi lucido in vista magari di un ingresso a gara in corso, pronto a estrarre dal cilindro qualche colpo capace di rompere gli equilibri. Mentre la Purosangue resta in garage, per lui l’unica accelerazione davvero importante sarà quella dentro il Mondiale.

Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 19:30:50 +0000
News n. 23
F1, GP Silverstone: Ferrari vince e riapre il mondiale. La Rossa deve crederci

Charles Leclerc domina a Silverstone e riporta la Ferrari alla vittoria al termine di una gara condotta magistralmente. Una domenica dai due volti per la Rossa: se il monegasco esulta, Lewis Hamilton mastica amaro perdendo il secondo posto a causa di un discusso pit stop sotto Safety Car. Il Cavallino Rampante incassa comunque punti d’oro per il mondiale.

Ferrari parte a razzo, ma a Lewis manca qualcosa

Quando i semafori rossi si spengono sul tracciato di Silverstone, l’adrenalina esplode. È un avvio fulmineo, una partenza a razzo che vede le due Ferrari SF-26 scattare in perfetta sincronia, divorando l’asfalto per mettersi subito a dettare legge davanti a tutti già all’ingresso di curva 1. Poco dopo le Mercedes innescano una lotta che fa il gioco della Scuderia di Maranello.

Eppure, l’idillio iniziale nasconde insidie tecniche fin dai primissimi giri. Siamo solo al terzo passaggio quando Lewis Hamilton apre le comunicazioni radio. La sua voce tradisce una certa frustrazione: la vettura soffre di un fastidioso sottosterzo, un limite evidente nell’inserimento in curva. Dal muretto, Carlo Santi riceve l’informazione e interviene con lucidità.

L’italiano suggerisce al sette volte campione del mondo di usare una configurazione pre-mappata. L’obiettivo è chiaro: agire sul differenziale per rendere più equilibrata la vettura e affinare il brake shape per ottimizzare le staccate. Ma i problemi per il britannico sono appena iniziati. Pochi istanti dopo, la direzione gara gela il sangue del box ferrarista: investigazione per jump start.

Lewis si è mosso di qualche millimetro prima del via, un’esitazione fatale punita inesorabilmente con 5 secondi di penalità. Come se non bastasse, la guidabilità della sua SF-26 peggiora, innescando un leggero graining che impedisce la corretta rotazione dell’auto. Una corsa che per l’inglese non è iniziata al meglio, dove il feeling con la SF-26 non è buono, a quanto pare.

Leclerc tiene botta e comanda la gara

Dietro di lui, la minaccia ha un nome preciso: Kimi Antonelli. Il talento bolognese, un volta liberatosi di George Russell si mette in caccia della numero 44. Al dodicesimo giro, la pressione di Kimi diventa insostenibile e, sfruttando la velocità nel secondo settore, affonda il sorpasso. Hamilton subisce, lamentando in radio un calo di reattività legato al deployment del sistema ibrido.

Il muretto incassa e risponde suggerendo di percorrere curva 4 in seconda marcia, una mossa puramente strategica per favorire la ricarica dell’energia. Mentre l’inglese della Rossa combatte nel traffico, Charles Leclerc dipinge traiettorie perfette in testa al gruppo. Al giro 15, il suo vantaggio su Antonelli è di 4,5 secondi. Il monegasco sembra in simbiosi totale con la vettura, oggi.

Tuttavia il muretto non abbassa la guardia. Bryan Bozzi chiama il primo tyre phase update, iniziando un lavoro certosino di monitoraggio delle coperture. Dal box piovono una marea di informazioni: si naviga sul “Plan A”, per Lewis con indicazioni millimetriche per curare l’handling. Serve chiaramente un’attenzione maniacale per dare il massimo curando ogni singolo dettaglio.

Ferrari adotta una strategia diversa da Mercedes

La fase centrale della corsa si trasforma in una partita a scacchi sul degrado. Al giro 24, Hamilton, asfissiato da temperature critiche e da un sottosterzo definito “pazzesco”, rientra ai box per montare le Hard, scontando la sua penalità e riemergendo alle spalle di Russell. Anche Leclerc segue a ruota per coprire la strategia, mentre Antonelli sceglie di restaste in pista estendendo lo stint a dismisura.

La strategia Mercedes è chiara: accumulare un delta di grip per l’assalto finale. La tensione sale vertiginosamente. In pista, Hamilton e Russell mettono in scena uno spettacolo vibrante, passandosi e ripassandosi in un furioso “effetto yo-yo”. Lewis è teso: ha il passo, ma l’ibrido lo lascia a secco nei momenti cruciali della difesa. Qualcosa che lo fa innervosire e non poco.

Nel frattempo, Antonelli si ferma ai box al giro 36, rientrando con mescole fresche e un ritardo di 7,4 secondi da Leclerc. Il copione sembra scritto per un finale all’arma bianca, ma il motorsport, lo sappiamo, spesso è imprevedibile. Ed è per questo che l’esito della corsa cambia repentinamente al passaggio numero 41: il colpo di scena che ribalta il tavolo.

La decisione della Ferrari fa perdere una posizione a Hamilton

Antonelli finisce lungo e rientra a fatica ai box. Non è un errore di guida, ma un cedimento: un violento passaggio sui cordoli ha danneggiato il deflettore della ruota anteriore sinistra. Nonostante i tentativi dei meccanici, la gara del bolognese è compromessa. All’improvviso, il cielo sopra Silverstone si tinge di rosso. Uno-due Ferrari a dieci giri dal termine. E poi che succede? Ancora l’imprevedibile.

Il passo della terza forza in campo, Max Verstappen, non sembra affatto impensierire le due SF-26. Sembra fatta. Ma la F1 non perdona distrazioni. Al giro 48, la RB22 dell’olandese perde aderenza e si insabbia nel secondo settore. La Safety Car neutralizza la gara. In quel momento frenetico, il muretto Ferrari decide per il double stack, richiamando entrambe le vetture.

È un azzardo? Forse. Leclerc mantiene la leadership, ma Hamilton, accodandosi, perde la posizione a vantaggio di Russell, che decide di non fermarsi. L’attesa ripartenza non avverrà mai e la gara finisce sotto il regime di vettura di sicurezza. Una vera e propria beffa per l’inglese che, dopo aver montato le gomme Soft nuove, non può sfruttarle passando Russell.

Il sogno di una doppietta che sembrava ormai incisa nella pietra e vapora. Ma quando la bandiera a scacchi sventola, c’è spazio solo per l’urlo liberatorio di Charles Leclerc. Un grido di gioia puro, tenuto in gola per troppo tempo. Il monegasco vince e convince. Ferrari lascia il suolo inglese con una pole di Hamilton, due podi e un  trionfo: una boccata d’ossigeno vitale che inietta morale e punti pesanti nella sfida mondiale.

Classifica finale GP Silverstone

Pos Pilota Team Giri Tempo / Ritiro Punti
1 16 Charles Leclerc Ferrari 52 1:27:11.335 25
2 63 George Russell Mercedes 52 +0.427s 18
3 44 Lewis Hamilton Ferrari 52 +0.772s 15
4 1 Lando Norris McLaren 52 +1.149s 12
5 6 Isack Hadjar Red Bull Racing 52 +1.598s 10
6 30 Liam Lawson Racing Bulls 52 +2.023s 8
7 41 Arvid Lindblad Racing Bulls 52 +2.214s 6
8 5 Gabriel Bortoleto Audi 52 +2.413s 4
9 43 Franco Colapinto Alpine 52 +3.229s 2
10 10 Pierre Gasly Alpine 52 +3.445s 1
11 81 Oscar Piastri McLaren 52 +4.014s 0
12 55 Carlos Sainz Williams 52 +4.391s 0
13 87 Oliver Bearman Haas F1 Team 52 +5.245s 0
14 31 Esteban Ocon Haas F1 Team 52 +5.512s 0
15 11 Sergio Perez Cadillac 52 +7.403s 0
16 12 Kimi Antonelli Mercedes 52 +8.005s 0
17 77 Valtteri Bottas Cadillac 52 +8.162s 0
18 14 Fernando Alonso Aston Martin 51 +1 lap 0
19 18 Lance Stroll Aston Martin 51 +1 lap 0
20 3 Max Verstappen Red Bull Racing 46 DNF 0
NC 23 Alexander Albon Williams 43 DNF 0
NC 27 Nico Hulkenberg Audi 36 DNF 0

 

Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 17:52:05 +0000
News n. 24
Convergenza gomme auto: cos’è, come e quando si fa e quanto costa

La convergenza delle ruote è la regolazione meccanica degli angoli delle sospensioni per garantire che gli pneumatici siano perfettamente allineati alla traiettoria di marcia del veicolo. Si effettua in officina tramite un banco d’assetto computerizzato quando l’auto tira da un lato o consuma il battistrada in modo asimmetrico. Il controllo va eseguito a ogni cambio gomme o in media ogni 40.000 km, con un costo variabile in base alla tipologia di auto e alla complessità. Rimandare questo intervento significa distruggere un treno di gomme nel giro di pochi mesi e viaggiare con un’auto non sicura.

Cos’è la convergenza

Tecnicamente, la convergenza (definita in officina come assetto ruote) è l’angolo che gli pneumatici dello stesso asse formano rispetto all’asse longitudinale del veicolo, osservando la vettura dall’alto. Le case costruttrici stabiliscono specifiche misurazioni per ogni singolo modello, espresse in gradi, necessarie a garantire un’ottima tenuta di strada. Spesso si confonde la convergenza con l’equilibratura. È importante chiarire la differenza, l’equilibratura risolve i problemi legati alle vibrazioni percepite sul volante posizionando dei pesi sul cerchio, mentre la convergenza, sistema l’allineamento meccanico dei braccetti e dei tiranti di sterzo.

Campanatura e incidenza

Per capire davvero come si comporta l’assetto di un’auto, non si può isolare un solo parametro. Un banco d’assetto professionale misura e corregge una triade di angoli fondamentali che lavorano in stretta sinergia. Quando i parametri escono dalle tolleranze della casa madre, si verificano queste precise condizioni:

  • campanatura: è l’inclinazione della ruota rispetto alla verticale, guardando la macchina di fronte. Se negativo, la parte superiore della ruota è inclinata verso il centro dell’auto. Al contrario, se positivo, la parte superiore sporge verso l’esterno. Se la campanatura è errata, la convergenza da sola non risolverà mai il consumo anomalo delle gomme;
  • divergenza: è l’allineamento delle ruote guardando la macchina dall’alto. Se positivo (chiusa), le ruote sono inclinate verso l’interno, tendendo a incrociarsi idealmente davanti al veicolo. Al contrario, se negativo (aperta), le ruote tendono ad aprirsi verso l’esterno rispetto alla linea di marcia, consumando rapidamente la parte interna del battistrada;
  • incidenza: è l’inclinazione del perno di sterzo rispetto alla verticale, guardando la ruota di lato. Se l’angolo è corretto, permette alle ruote di riallinearsi da sole all’uscita di una curva e garantisce la stabilità ad alte velocità. Se l’incidenza tra la ruota destra e quella sinistra è asimmetrica, l’auto tirerà verso il lato in cui si sterza.

Perché serve farla

Mantenere l’assetto nei parametri corretti offre diversi vantaggi sia in termini di sicurezza che di comfort. Vediamo quali sono:

  • resa del battistrada: lo pneumatico lavora sulla sua intera impronta a terra evitando surriscaldamenti della mescola e garantendo che l’usura del battistrada sia uniforme, allungando la vita utile della gomma rispetto a un’auto disallineata;
  • precisione di guida: in fase di decelerazione o frenata d’emergenza, le forze frenanti vengono scaricate a terra in modo simmetrico. L’auto mantiene la traiettoria senza richiedere continue correzioni sul volante e risponde con immediatezza negli inserimenti in curva;
  • consumi energetici: riducendo l’attrito indotto dalle ruote che non lavorano parallele alla linea di marcia, diminuisce drasticamente la resistenza al rotolamento. Il motore riduce lo sforzo (e quindi il consumo di carburante), mentre sui veicoli ibridi ed elettrici si preserva l’autonomia della batteria;
  • integrità della meccanica: un assetto corretto riduce lo stress a carico di testine, tiranti, boccole dei bracci oscillanti e della scatola guida, prevenendo giochi meccanici che richiederebbero sostituzioni costose.

Il costo della convergenza

Il prezzo di questo intervento varia in base alla complessità delle sospensioni del veicolo e alla necessità di intervenire su uno o su entrambi gli assi. Non è un’operazione basata su un tariffario fisso, ma sul tempo effettivo di occupazione del banco d’assetto e sull’attrezzatura utilizzata. I costi medi indicativi attuali si dividono in tre fasce principali:

  • regolazione del solo asse anteriore: varia dai 50 agli 80 euro. È l’intervento standard per le utilitarie o per i veicoli dotati di un ponte posteriore fisso, dove non sono previsti registri meccanici per modificare la geometria delle ruote dietro;
  • assetto completo (asse anteriore e posteriore): il prezzo oscilla tra i 90 e i 140 euro. Si applica alle vetture di fascia media e alta, ai SUV e a tutti i veicoli dotati di sospensioni posteriori indipendenti (come i sistemi Multilink o a bracci oscillanti);
  • vetture con ADAS e sensori elettronici: sulle auto di ultima generazione dotate di radar per il mantenimento attivo della corsia, frenata d’emergenza o guida assistita, la spesa può aumentare di ulteriori 40-60 euro. Modificare la geometria meccanica delle ruote altera la linea di spinta reale rispetto a quella che la centralina calcola. Diventa quindi obbligatorio collegare lo strumento di diagnosi per azzerare il sensore angolo sterzo e calibrare le telecamere di bordo, assicurando il corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza.

Va considerato infine che se le regolazioni meccaniche sotto la scocca sono bloccate (situazione frequente sulle vetture con diversi anni sulle spalle a causa di ruggine e ossido), l’officina potrebbe richiedere un sovrapprezzo per il tempo extra necessario allo sbloccaggio manuale dei componenti.

Come si fa

La regolazione dell’assetto geometrico richiede precisione millimetrica ed esperienza sul campo. Il procedimento standard segue passaggi rigorosi:

  1. controllo dei giochi: prima di avviare il computer, il meccanico verifica che non ci siano giochi anomali sui cuscinetti ruota, sui bracci oscillanti, sulle testine dello sterzo o sui silentblock. Se un componente è usurato, la convergenza non va eseguita poiché i valori cambierebbero durante la guida. Si controlla anche che la pressione di tutti e quattro gli pneumatici sia identica;
  2. posizionamento dei sensori: una volta passato il primo test, vengono applicati dei bersagli ottici ad alta precisione direttamente sui quattro cerchi;
  3. compensazione del fuori centro: il veicolo viene spinto leggermente avanti e indietro per consentire alle telecamere 3D del banco di calcolare l’esatto asse di rotazione delle ruote, eliminando gli errori di lettura dovuti a eventuali deformazioni dei cerchi;
  4. lettura dei dati e confronto: il software confronta le misure reali rilevate dalle telecamere con la banca dati ufficiale del costruttore del veicolo;
  5. regolazione meccanica: il tecnico interviene sotto la vettura allentando i controdadi e ruotando i perni di regolazione finché i valori visualizzati in tempo reale sul monitor non rientrano nella zona di tolleranza.

I consigli del meccanico

Per capire se l’assetto è sballato prima di danneggiare le gomme, ti lascio una serie di consigli pratici basati sul lavoro quotidiano sul campo:

  • controlla il battistrada con la mano: è importante controllare l’usura passando la mano sul profilo della gomma, spostandoti dall’interno verso l’esterno e viceversa. Se in un punto senti un profilo ruvido, scalettato o più basso rispetto al resto dello pneumatico, la convergenza è fuori tolleranza;
  • verifica dell’assetto dopo un urto: un urto laterale contro un marciapiede a soli 10 km/h durante un parcheggio, o una buca profonda presa in velocità, sono sufficienti a piegare un braccetto dello sterzo o a spostare i registri eccentrici delle sospensioni di pochi millimetri;
  • vetture ibride ed elettriche (BEV/HEV): a causa del peso elevato del pacco batterie e della coppia motrice istantanea scaricata sui semiasse, queste vetture soffrono molto di più se l’assetto non è perfetto. Una convergenza errata consuma le spalle interne o esterne degli pneumatici a una velocità nettamente maggiore rispetto a un’auto classica;
  • stampa del report: ogni volta che ritiri l’auto dopo un servizio di assetto ruote, richiedi il foglio con i dati stampati dal banco computerizzato. Il report deve mostrare i valori iniziali (in rosso) e i valori finali di consegna (in verde). È utile sia come garanzia sul lavoro svolto, sia al tecnico per i controlli futuri.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 15:00:56 +0000
News n. 25
Le vendite salgono ma il titolo crolla, il caso Tesla

Tesla, da diversi anni ormai, è un punto di riferimento del settore delle auto elettriche. La Casa americana, però, deve fare i conti con una concorrenza crescente (soprattutto da parte dei costruttori cinesi) che ha un impatto significativo sulle vendite e sui risultati finanziari.

Nei giorni scorsi, Tesla ha annunciato i risultati finanziari del secondo trimestre del 2026. L’azienda ha raggiunto numeri superiori alle stime degli analisti di Wall Street. Nei giorni successivi alla presentazione dei dati della trimestrale, però, il titolo è crollato in borsa, evidenziando una flessione che conferma i dubbi degli investitori.

Andiamo ad analizzare i dati rivelati da Tesla e qual è stato l’effetto dell’annuncio sul titolo dell’azienda.

Risultati superiori alle attese

Tra aprile e giugno 2026, come confermato ufficialmente nei giorni scorsi, Tesla ha raggiunto oltre 480 mila unità consegnate. Questo dato si traduce in un incremento del 25% rispetto allo stesso trimestre del 2025.

Il risultato di Tesla è nettamente superiore alle attese del mercato. Gli analisti stimavano, infatti, circa 400 mila unità per il trimestre appena terminato. L’azienda, invece, ha mostrato dati ben sorprendenti, con anche una produzione elevata (circa 451 mila veicoli assemblati).

Per quanto riguarda le vendite, la maggior parte delle consegne riguarda sempre Model 3 e Model Y che raggiungono un totale di 467 mila esemplari, mentre Cybertruck e Semi si fermano a poco più di 12 mila unità.

L’azienda ha evidenziato una ripresa significativa in Europa, dove l’aumento dei costi dei carburanti può aver contribuito a sostenere l’intero settore delle auto elettriche che può rappresentare una soluzione al caro benzina e diesel.

Gli investitori non credono in Tesla?

I dati di vendita positivi, però, non hanno giovato al titolo di Tesla che, sul mercato azionario, ha registrato un netto calo. Questo dato può essere interpretato in vari modi e suscita i dubbi di molti investitori sul futuro dell’azienda. Nel lungo periodo, infatti, Tesla non ha ancora dimostrato di poter garantire delle basi solide per continuare a crescere.

I temi sul tavolo sono tanti, come l’espansione del sistema Full Self-Driving oltre allo sviluppo di robotaxi e di soluzioni legate all’intelligenza artificiale, con i robot Optimus. Tutti questi progetti hanno richiesto e continueranno a richiedere importanti investimenti per l’azienda. Tesla, infatti, dovrà raccogliere nuove risorse per poter aggiornare la sua gamma di prodotti e servizi con soluzioni in grado di poter garantire una crescita nel lungo periodo.

Per questo motivo, molti investitori hanno preferito vendere le proprie posizioni in Tesla, seguendo il principio del “buy the rumor, sell the news” che spinge a vendere dopo buone notizie nel breve periodo (come una buona trimestrale) e a comprare quando ci sono indiscrezioni su una crescita futura.

Nei primi giorni di luglio, a seguito della pubblicazione dei dati sulla trimestrale, le azioni di Tesla sono passate dal valore di oltre 420 dollari a circa 393 dollari. Questo calo potrebbe continuare nel corso delle prossime settimane. La questione andrà monitorata con attenzione. I risultati finanziari positivi, infatti, non sono stati sufficienti a convincere gli investitori.

Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 14:45:05 +0000


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