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La situazione del traffico sulle autostrade italiane dell’11 gennaio 2026 presenta diverse criticità , tra cui code segnalate soprattutto nelle tratte della A1 Milano-Napoli e della A30 Caserta-Salerno a causa di incidenti, oltre a episodi di traffico intenso nell’area di Roma lungo la A24 Roma-Teramo. Un caso rilevante è la coda di 1 km tra Nola e il bivio A30/A1 per un incidente, mentre sulla A1 Milano-Napoli si segnala una coda di 1 km per incidente nell’area di Caserta.
16:14 – Milano-Napoli: Bivio A1/Raccordo Caserta sud e Caserta Nord
Coda di 1 km per incidente
Direzione Milano
La coda va dal chilometro 738.0 al chilometro 739.0 per una lunghezza di 1.0 km.
16:51 – Code a tratti tra Bologna Fiera e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 9.0 al chilometro 15.5 per una lunghezza di 6.5 km.
15:26 – Area di servizio Santerno ovest
Mancanza di GPL per guasto impianto
Direzione Taranto
Situazione segnalata al chilometro 59.5.
16:57 – Entrata a Vicovaro-Mandela
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
Situazione al chilometro 33.174.
16:11 – Tra Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.
15:49 – Tra Assergi e San Gabriele-Colledara
Nevischio
Direzione in entrambe le direzioni
La zona interessata si estende dal chilometro 136.315 al chilometro 116.828 per una lunghezza di 19.487 km.
16:42 – Tra Bussi-Popoli e Torre de’ Passeri-Casauria
Temporali
Direzione in entrambe le direzioni
La zona interessata si estende dal chilometro 157.2 al chilometro 149.9 per una lunghezza di 7.3 km.
16:40 – Tra Nola e Bivio A30/A1 Milano-Napoli
Coda di 1 km per incidente
Direzione Caserta
La coda va dal chilometro 0.0 al chilometro 1.0 per una lunghezza di 1.0 km.
16:35 – Bivio A30/A1 Milano-Napoli provenendo da Salerno verso Roma
Presenza di code per incidente
Direzione Caserta
Situazione senza indicazione precisa di lunghezza della coda.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 16:08:00 +0000
Dacia sceglie il Salone dell’Auto di Bruxelles 2026 per portare sotto i riflettori una visione diversa di mobilità urbana. A capitanare lo stand è Hipster, concept elettrico già presentato lo scorso ottobre e ora finalmente visibile dal vivo, protagonista di uno spazio che racconta in modo chiaro l’evoluzione del marchio. Volumi squadrati, soluzioni semplici e un approccio dichiaratamente pragmatico: Hipster non nasce per stupire con effetti speciali, ma per far riflettere su cosa serve davvero a chi vive la città ogni giorno.
In un contesto in cui l’elettrico tende spesso a rincorrere dimensioni, potenze e prezzi da segmento superiore, Dacia prova a rimettere al centro l’essenziale. E lo fa attraverso un concept che, pur non essendo ancora destinato alla produzione, anticipa temi e idee che potrebbero diventare concreti nel prossimo futuro.
Hipster è una city car elettrica lunga appena tre metri, ma progettata per offrire quattro posti reali. Una scelta che racconta molto dell’approccio Dacia che vuole dare vita a prodotti coerenti con la vita reale.
Il design è volutamente semplice e spigoloso, con una silhouette cubica che massimizza l’abitabilità e porta le quattro ruote agli estremi della carrozzeria. Una soluzione funzionale prima ancora che estetica, che migliora la stabilità e ottimizza gli ingombri. Il portellone posteriore è diviso in due parti per facilitare l’accesso al vano di carico, mentre i fari posteriori sono integrati dietro il lunotto, scelta che protegge gli elementi luminosi e rafforza l’aspetto robusto dell’insieme.
Coerentemente con la filosofia del marchio, la carrozzeria è tinta in massa all’origine, riducendo al minimo gli elementi verniciati successivamente. Una soluzione che semplifica il processo produttivo, limita i costi e migliora la resistenza all’usura quotidiana. A questo si aggiunge l’utilizzo di materiali innovativi come Starkle, pensati per aumentare la protezione delle superfici e ridurre l’impatto ambientale.
Non mancano quelle soluzioni irriverenti che da sempre caratterizzano il mondo dei concept. Un esempio su tutti è la cinghia al posto della classica maniglia interna per l’apertura delle portiere: una scelta economica e funzionale, che racconta la grande attenzione degli ingegneri all’efficienza e alla riduzione del superfluo. Hipster, in questo senso, è un manifesto più che un esercizio di stile.
Al Salone dell’Auto di Bruxelles 2026, Dacia non si limita a esporre modelli, ma costruisce un vero e proprio spazio esperienziale, coerente con la propria identità . Lo stand è pensato come un ambiente vivo, accogliente e accessibile, dove i visitatori possono muoversi con naturalezza tra i veicoli e riconoscersi nei loro possibili utilizzi quotidiani.
L’universo visivo richiama i codici storici del marchio: materiali robusti, atmosfera outdoor, colori naturali e una presenza forte del logo Dacia. Ogni modello è inserito in un contesto che ne racconta l’uso reale. Spring è associata alla mobilità urbana, Jogger al mondo della famiglia, Duster e Bigster evocano lo spirito d’avventura, mentre Sandero e Sandero Stepway rappresentano la versatilità quotidiana.
In questo scenario, Hipster trova una collocazione naturale come simbolo di una mobilità urbana essenziale e accessibile. Non è un’auto pensata per stupire, ma per rispondere a esigenze concrete: spostarsi in città , occupare poco spazio, consumare meno risorse e semplificare la vita.
Il percorso di visita permette anche di approfondire le novità tecniche della gamma, come il nuovo gruppo motopropulsore Hybrid-G 150 4×4 destinato a Duster e Bigster, presentato attraverso un dimostratore a grandezza reale. Un modo diretto e comprensibile per raccontare l’evoluzione tecnologica del marchio senza perdere di vista la sua filosofia.
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 15:24:30 +0000Omoda continua la propria avanzata alla conquista del mercato Italiano e lo fa con un nuovo SUV di medie dimensioni. Omoda 7 SHS-P è ora disponibile nelle concessionarie a un prezzo di 38.900 euro per un super ibrido che promette numeri di rilievo.
Il nome SHS-P sta a significare Super Hybrid Plug-in, una soluzione che promettere di evolvere il sistema ibrido plug-in, offrendo consumi dichiarati a 2,3 l/100 km, un dato che fotografa bene la vocazione del sistema, capace di sfruttare al massimo la componente elettrica negli spostamenti quotidiani. Tutto ciò comporta un’autonomia capace di raggiungere fino a 1.200 km, con un pieno di benzina ed elettroni.
La potenza raggiunge i 279 CV, grazie a un propulsore 1.5 TGDi e due unità elettriche: una dedicata alla trazione, l’altra alla gestione dell’energia in ricarica. Il tutto porta a uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi e una velocità massima di 180 km/h. Numeri che raccontano un SUV pensato per muoversi con disinvoltura in ogni contesto, senza rinunciare a una guida fluida e progressiva.
Dal punto di vista industriale, la Omoda 7 SHS-P nasce all’interno dell’ecosistema Chery e condivide la propria base tecnica con la Jaecoo 7, altro SUV già noto per l’impostazione solida e orientata al comfort. La piattaforma è stata sviluppata per accogliere powertrain elettrificati complessi, lasciando spazio a batterie di dimensioni generose senza compromettere l’abitabilità .
Anche il design segue una linea coerente con il posizionamento del marchio: forme filanti, superfici pulite e un’impostazione tecnologica evidente, che punta più sulla modernità che sull’aggressività . Il risultato è un SUV dall’aspetto contemporaneo, che cerca di differenziarsi nel dettaglio piuttosto che attraverso soluzioni stilistiche estreme.
La gamma italiana della Omoda 7 SHS-P è articolata su due allestimenti, Pure e Premium. La versione Pure, proposta a 38.900 euro, include cerchi in lega da 19 pollici, fari full LED e un sistema multimediale dominato da un grande display centrale da 15,6 pollici, gestito dal processore Snapdragon 8155. Non mancano la compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto, il cruscotto digitale da 8,9 pollici, il climatizzatore bizona e la ricarica wireless da 50W. La dotazione di sicurezza comprende 7 airbag e un pacchetto ADAS completo, mentre gli interni combinano tessuto ed ecopelle.
Salendo di livello, la Premium aggiunge cerchi da 20 pollici, head-up display, tetto panoramico e rivestimenti interni completamente in ecopelle. I sedili anteriori sono elettrici con memoria lato guida, l’impianto audio è firmato Sony, il portellone è elettrico e fa la sua comparsa la telecamera 540°, con vista “trasparente†sotto la vettura, utile sia in manovra sia su fondi difficili. Con un sovrapprezzo di 1.500 euro, il Premium Pro Pack arricchisce ulteriormente l’offerta con parcheggio automatico da remoto, sedili massaggianti e poggiagambe estensibile.
A completare il quadro c’è una politica di garanzia particolarmente aggressiva: 7 anni o 150.000 km sull’intero veicolo, che diventano 8 anni o 160.000 km per i componenti elettrici. Un messaggio chiaro, che accompagna l’arrivo di Omoda 7 SHS-P in Italia con l’obiettivo di rassicurare e conquistare un pubblico ancora in fase di avvicinamento alle nuove forme di elettrificazione.
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 14:23:41 +0000Honda si conferma un brand di riferimento per il mercato delle due ruote in Italia. I risultati raggiunti nel corso del 2025, confermati direttamente dall’azienda nipponica con un comunicato stampa, certificano una crescita in doppia cifra e una quota che conferma il ruolo di protagonista assoluta del mercato. Andiamo a riepilogare i dati annunciati dall’azienda in merito alle sue performance in Italia, con i risultati di vendita registrati nel corso del 2025.
Honda ha registrato un totale di oltre 85.000 immatricolazioni, con un incremento del 14,2% rispetto ai dati dell’anno precedente. Per effetto di questi risultati, il brand ha conquistato il primo posto per il mercato delle due ruote in Italia, ottenendo un market share pari al 25,7%.
A guidare le vendite di Honda ci sono gli scooter SH, veri e propri punti di riferimento del brand con oltre 40mila immatricolazioni complessive. Dando uno sguardo più nel dettaglio, vediamo come gli SH125i, SH150i e SH350i che fanno registrare rispettivamente oltre 19mila, 10mila e 11mila, si piazzino in cima alla classifica assoluta dei modelli a due ruote più venduti in Italia. Ricordiamo che la gamma SH ha da poco celebrato i suoi primi 40 anni.
Continua anche il successo dell’ADV350 che ha ottenuto 6.039 immatricolazioni nel corso del 2025, confermando il successo dei crossover nel settore scooter. Tra i maxi-scooter, invece, si registra il successo di X-ADV, con un totale di 7.737 unità immatricolate e una crescita del 39% rispetto all’anno precedente. Questo risultato rende il modello di Honda un vero e proprio best seller e anche il modello più venduto della sua categoria.
Per quanto riguarda le moto, la Casa nipponica conquista la prima posizione tra i brand con un totale di 18.900 unità immatricolate e un incremento del 9,2% rispetto ai dati dell’anno precedente. Da segnalare il successo della XL750 Transalp che, con 2.920 unità vendute, si afferma come la moto sotto i 1.000 cc più venduta in Italia. Ci sono anche ottime performance per la CRF1100L Africa Twin (2.693 unità ) e per la versatile NC750X (1.932 unità ). Un altro grande successo per Honda nel 2025 è stata la GB350S (1.683 immatricolazioni) che conferma la capacità della Casa di realizzare modelli accessibili e pensati per i neofiti.
Ricordiamo che il mercato italiano delle due ruote ha chiuso il 2025 con un risultato negativo e, quindi, con immatricolazioni inferiori a quelle del 2024. Questo dato è legato a doppio filo a una questione normativa che ha spinto le immatricolazioni lo scorso anno. Per saperne di più potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulle vendite di moto in Italia nel 2025.
William Armuzzi, General Manager divisione moto di Honda Motor Europe Ltd. Italia, ha commentato
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 11:00:12 +0000“Il 2025 è un anno che conferma nuovamente la forza del brand Honda e il successo della nostra gamma: dagli SH, all’X‑ADV, fino alle moto che alimentano la passione come la Transalp e l’Africa Twin. Continueremo a investire su sicurezza, tecnologia e accessibilità per rendere la mobilità su due ruote sempre più alla portata di tutti.â€
Tra le novità del Salone di Bruxelles c’è anche la Nuova Peugeot 408, il restyling con cui la Casa francese aggiorna e rinnova uno dei suoi modelli più interessanti e ricchi di potenzialità . Si tratta di un’anteprima mondiale per questo importante aggiornamento. La fastback di Peugeot è protagonista di un vero e proprio facelift, con un aggiornamento che interviene su vari aspetti del design, con un’attenzione particolare sulla carrozzeria esterna. La gamma di motorizzazioni, invece, è composta da unità elettrificate, con possibilità anche di puntare sulla versione full electric. Andiamo a scoprire tutte le novità del nuovo modello di Peugeot.
La presentazione in anteprima mondiale al Salone di Bruxelles 2026, dove Stellantis ha svelato diverse novità , è l’occasione giusta per scoprire tutte le novità che caratterizzeranno la nuova Peugeot 408. Rispetto al modello precedente, si registra un importante aggiornamento per la parte anteriore, con nuovi gruppi ottici a tre elementi e un nuovo paraurti di forma trapezoidale. Da segnalare anche l’introduzione del logo Peugeot retroilluminato e posizionato all’interno della calandra.
Ci sono poi i nuovi gruppi ottici a cui si affiancano le finiture in nero lucido e opaco. La vettura può contare su nuovi cerchi in lega. Di serie ci sono i cerchi da 17 pollici, ma è possibile arrivare fino a 19 pollici. Tutto confermato per quanto riguarda le dimensioni. La vettura è lunga 4,69 metri ed è alta 1,48 metri, con un passo che arriva fino a 2,79 metri. Questo dato rende la 408 uno dei modelli con la migliore abitabilità interna nel suo segmento di mercato.
Al posteriore è stato introdotto il lettering Peugeot retroilluminato e ora integrato con la striscia LED a sviluppo orizzontale, con una soluzione destinata a essere riproposta anche su altri modelli della Casa. All’interno, invece, l’abitacolo proporrà nuove opzioni in base all’allestimento, con la possibilità di puntare su materiali come l’Alcantara e la pelle Nappa. Al centro della plancia, c’è il display da 10 pollici con grafica aggiornata.
Per quanto riguarda la gamma di motorizzazioni, invece, Peugeot punta sull’elettrificazione per la sua 408. Tra le unità disponibili c’è la Hybrid 145 CV a cui si affianca la versione Plug-in Hybrid da 240 CV, con motore a benzina da 180 CV, motore elettrico da 92 kW e una batteria da 14,6 kWh (con un’autonomia di circa 85 chilometri in modalità a zero emissioni). A completare la gamma troviamo la versione elettrica con motore da 213 CV e batteria da 58,2 kWh. Questa variante si caratterizza per un’autonomia dichiarata di 456 chilometri con una carica completa. Ricordiamo che in occasione della fiera di Bruxelles, il Gruppo Stellantis ha annunciato anche la Nuova Opel Astra.
Per il momento, Peugeot non ha ancora fornito il listino aggiornato della sua nuova Peugeot 408. Ulteriori dettagli in merito alla disponibilità del modello arriveranno nel corso delle prossime settimane. Ricordiamo che i prezzi della versione precedente della fastback francese partono da 38.670 euro. La nuova versione non dovrebbe presentare sostanziali differenze, in termini di prezzo, rispetto al modello che andrà a sostituire nel corso del 2026.
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 09:30:51 +0000Il segmento C del mercato propone tantissimi SUV su cui puntare per muoversi, anche in città , con la possibilità di sfruttare tanto spazio a bordo e un comparto tecnico di fascia più alta rispetto a quanto è possibile trovare con i modelli più compatti. In Italia, i SUV di segmento C (detti anche C-SUV) rappresentano il 20% del mercato complessivo, con un totale di 307.164 unità immatricolate nel corso del 2025 (circa 4 mila unità in più rispetto all’anno precedente). Ecco quali sono i 10 C-SUV più venduti in Italia nel corso del 2025 considerando i dati forniti in questi giorni da UNRAE.
La Top 10 dei SUV di segmento C più venduti in Italia nel corso del 2025 vede al decimo posto l’Audi Q3, una delle vetture più apprezzate di tutto il segmento premium. Per la Q3, le immatricolazioni complessive sono state di 10.578 unità nel corso dell’anno appena concluso. In nona posizione troviamo un altro protagonista del segmento premium come l’Alfa Romeo Tonale. Il SUV prodotto in Italia, nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, ha totalizzato 10.727 unità immatricolate nel corso del periodo considerato. Ottava posizione per la Mercedes GLA, uno dei più apprezzati modelli della gamma Mercedes che ha chiuso l’anno con un ben 12.775 esemplari venduti.
In settima posizione, invece, troviamo la Hyundai Tucson, protagonista del mercato italiano con 13.226 esemplari venduti. Da segnalare anche la presenza della Toyota C-HR, che chiude al sesto posto nella classifica generale dei C-SUV più venduti, totalizzando 15.402 esemplari distribuiti sul mercato. In quinta piazza, invece, c’è la Peugeot 3008 che ha raggiunto quota 16.173 esemplari venduti nel corso del 2025 sul mercato italiano, precedendo la Nissan Qashqai, quarta, con 16.492 unità vendute. Prima di scoprire quali sono i C-SUV più venduti in assoluto in Italia, vi ricordiamo che potete anche dare un’occhiata alla classifica generale dei modelli più venduti in Italia nel 2025.
Passiamo ora alla Top 3 dei SUV di segmento C più venduti in assoluto in Italia nel 2025. Sul gradino più basso del podio troviamo la Kia Sportage, modello che ha raggiunto quota 18.858 unità vendute nel corso dell’anno appena terminato. Seconda posizione, invece, per la BMW X1, che si ferma a 22.092 esemplari venduti in Italia. In prima posizione, tra i C-SUV più venduti sul mercato, c’è spazio per la Volkswagen Tiguan, che chiude l’anno con un totale di 24.029 esemplari distribuiti sul mercato italiano, migliorando i risultati dell’anno precedente di quasi 4 mila unità . Da segnalare che la Tiguan conquista un’ottima posizione anche tra le auto ibride plug-in più vendute in Italia nel corso del 2025.
Nel segmento C non ci sono solo SUV ma è possibile puntare anche sulle berline che rappresentano il 4,8% del mercato italiano. Tra i modelli più venduti in questo segmento troviamo la Ford Focus (5.879 unità ), la Mercedes Classe A (6.052), la BMW Serie 1 (9.626), la Volkswagen Golf (13.549) e l’Audi A3, che conquista la leadership del suo segmento con un totale di 15.294 esemplari venduti nel corso del 2025.
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 09:00:05 +0000Tra i principali mercati europei per le auto elettriche c’è, senza dubbio, il Regno Unito dove si stanno registrando volumi di vendita davvero elevati per le vetture a zero emissioni. La conferma arriva dai dati ufficiali, diffusi dalla Society for Motor Manufacturers and Traders (Smmt) e relativi all’intero 2025. Nel corso dell’anno appena terminato, sul mercato britannico sono state vendute quasi mezzo milione di vetture elettriche, con una crescita sostanziale rispetto all’anno precedente. Andiamo a scoprire tutti i dati relativi all’andamento del mercato delle quattro ruote nel Regno Unito.
Il mercato britannico ha chiuso il 2025 con un totale di 2.020.520 di unità immatricolate. Questo dato rappresenta una crescita del 3,5% rispetto a quanto registrato nel corso del 2024. Da segnalare che anche il mese di dicembre è stato positivo, con un dato in linea con quello della media annuale (+3,9%). A sostenere la crescita del settore delle quattro ruote britannico nel corso di tutto il 2025 sono state, principalmente, le auto a basso impatto ambientale come le elettriche e, in misura leggermente minore in termini di volumi, le ibride plug-in.
Per quanto riguarda le auto elettriche, invece, nel corso del 2025 sono state registrate 473.348 unità vendute con un incremento del 23,9% su base annua e con un market share che arriva al 23,43%, con un miglioramento di quasi quattro punti nel confronto con i dati del 2024. Il salto in avanti è notevole e conferma l’attenzione degli automobilisti britannici verso la mobilità a zero emissioni.
Come abbiamo visto nel nostro approfondimento pubblicato qualche settimana fa, il Regno Unito è uno dei principali mercati europei per diffusione di auto elettriche, sia in termini di volumi di vendita che di crescita. Ricordiamo che anche in Italia si è registrato un aumento importante delle vendite di elettriche.
Da segnalare che anche le ibride plug-in hanno registrato un anno davvero positivo. In questo caso, le immatricolazioni sono state di 225.143 unità con un incremento del 34,7% su base annua e con una quota di mercato pari all’11,14%, in crescita di quasi 3 punti nel confronto con il 2024. Tra le altre alimentazioni, invece, calano le auto benzina (-8% e con un market share del 46,42%) e le diesel (-15,6%) mentre crescono le ibride (+7,2%).
Il programma di elettrificazione del mercato britannico procede con un ritmo ottimo. Nel frattempo, però, come riportato da Ansa, l’industria continua a criticare la cosiddetta “tassa chilometrica” (detta anche pay-per-mile) introdotta con la nuova manovra finanziaria dello scorso autunno andrà a colpire le auto elettriche e, in misura minore, le ibride plug-in con un importo legato alle miglia percorse.
La misura è stata studiata per compensare la perdita di gettito fiscale legata alla vendita dei carburanti e rappresenta uno dei primi interventi di questo tipo sulle auto a basso impatto ambientale. Si tratta di un tema che, inevitabilmente, continuerà a essere di grande attualità nel corso delle prossime settimane con una misura che potrebbe essere ripresa anche da altri mercati dove le elettriche e le ibride plug-in stanno diventando, sempre di più, il riferimento della mobilità , con volumi di vendita molto elevati.
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 08:30:13 +0000In questo articolo trovi il calendario aggiornato degli scioperi dei trasporti che interesseranno l’Italia nel periodo di gennaio 2026. Gli scioperi riguardano diversi settori e servizi essenziali come trasporto pubblico locale, ferroviario, taxi e trasporto merci. Nel periodo dal 11 gennaio 2026 sono già stati comunicati numerosi scioperi: ecco le date, le città coinvolte, le categorie interessate e gli orari previsti, per aiutarti a pianificare i tuoi spostamenti e gestire eventuali disservizi.
In Lombardia è indetto uno sciopero regionale di 23 ore: dalle 03.00 del 12 gennaio alle 02.00 del 13 gennaio che coinvolge il settore ferroviario e interessa il personale della società Trenord. Lo sciopero è organizzato dal sindacato OSR ORSA FERROVIE.
Sempre in Lombardia è proclamato uno sciopero plurisettoriale, anch’esso per 23 ore: dalle 03.00 del 12 gennaio alle 02.00 del 13 gennaio, relativo al personale delle aziende del comparto ferroviario merci e viaggiatori della regione. Lo sciopero è indetto da OSR ORSA FERROVIE.
In Umbria si terrà uno sciopero regionale di 24 ore del trasporto pubblico locale, che coinvolgerà il personale della società Busitalia Sita Nord. L’agitazione è stata proclamata dal sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.
In tutta Italia, per la giornata del 13 gennaio, è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore: dalle 00.00 alle 24.00 che coinvolge gli addetti al servizio taxi. Diverse sigle sindacali hanno aderito, tra cui CLAAI, URITAXI, UTI, UNIMPRESA, ORSA TAXI, UGL TAXI, FEDERTAXI CISAL, SITAN, UNIONE ARTIGIANI, FAST CONFSAL TAXI, SATAM, TAM, USB TAXI, FILT CGIL TAXI, UILTRASPORTI, ATLT, CONSULTAXI, SUL TAXI, ATITAXI.
In Emilia-Romagna lo sciopero del trasporto merci avrà durata 24 ore e coinvolgerà il personale della società Dinazzano Po. L’iniziativa è promossa da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-FNA e FAISA-CISAL.
In tutta Italia è previsto uno sciopero nazionale del trasporto merci della società Captrain Italia, che partirà dalle 16.01 del 14/1 alle 16.00 del 15/1. Le sigle sindacali coinvolte sono FILT-CGIL, FIT-CISL e UILT-UIL.
Nella città di Milano e nelle province lombarde è previsto uno sciopero provinciale del trasporto pubblico locale della durata di 24 ore (varie modalità ) che riguarda il personale delle aziende del gruppo ATM. L’iniziativa è indetta dal sindacato AL-COBAS.
In Molise si svolgerà uno sciopero regionale del trasporto pubblico locale della durata di 5 ore: dalle 18.00 alle 23.00. Sono coinvolti i dipendenti delle aziende TPL extraurbano della regione, aderenti ai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, FAISA-CISAL.
Nella città di Palermo (Sicilia) sciopero locale del trasporto pubblico locale della durata di 24 ore, che coinvolge il personale della Segesta Autolinee e Autoservizi Russo. Lo sciopero è stato proclamato da OSR FAISA-CISAL.
Nella città di Catania (Sicilia) sciopero locale di 24 ore che riguarda il personale della società Etna Trasporti, indetto da OSR FAISA-CISAL.
Nella città di Enna (Sicilia) sciopero del trasporto pubblico locale per 24 ore, indetto da OSR FAISA-CISAL, e interesserà il personale della Interbus.
Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige) è indetto uno sciopero provinciale del trasporto pubblico locale di 4 ore: dalle 16.00 alle 20.00, che coinvolge il personale della società SASA. Le sigle aderenti sono OSR FILT-CGIL, UGL, USB LAVORO PRIVATO e ORSA TRASPORTI.
Nella città di Napoli sciopero locale del trasporto pubblico locale per 24 ore, che interessa il personale divisione ferro, personale viaggiante delle linee vesuviane società EAV. Proclamato da OSP FAISA-CONFAIL.
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero locale di 4 ore (varie modalità ) che riguarda il personale della società Arriva Udine, promosso dal sindacato ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.
Nella città di Napoli (Campania) sarà indetto uno sciopero di 8 ore: dalle 09.00 alle 17.00 nel settore ferroviario, che coinvolgerà il personale della società Trenitalia OMCC di S. Maria La Bruna. Lo sciopero è indetto da OSR FIT-CISL.
Nella città di Ancona (Marche) sciopero locale del trasporto pubblico locale per 24 ore, che coinvolge il personale della società Conerobus. Le sigle coinvolte sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
Nella città di Bologna (Emilia-Romagna) sciopero territoriale del settore ferroviario di 8 ore: dalle 9.01 alle 16.59, rivolto al personale di RFI COABO – Circolazione e Orario Area Bologna. Indetto da OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e ORSA.
Nella città di Palermo (Sicilia) è programmato uno sciopero locale del trasporto pubblico locale di 4 ore e 30 minuti: dalle 9.00 alle 13.30, che coinvolge il personale degli operatori SAIS Trasporti, Autolinee Gallo e Autolinee Giamporcaro. Indetto da OSR FILT-CGIL, UILT-UIL e FAISA-CISAL.
Nella città di Bolzano (Trentino-Alto Adige) sciopero provinciale del trasporto pubblico locale della durata di 24 ore che coinvolge il personale della società SASA ed è proclamato da OSR UGL, USB LAVORO PRIVATO e ORSA TRASPORTI.
In Veneto, sciopero interregionale nel settore aereo, con durata di 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00, che riguarda il personale della società ENAV dell’aeroporto di Verona. I sindacati aderenti sono OSL FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV e RSA.
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 07:00:00 +0000Oggi, 11 gennaio 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana in base all’ultima rilevazione disponibile (aggiornamento 10-01-2026): benzina self a 1.727 euro, gasolio self a 1.764 euro, GPL servito a 0.830 euro e metano servito a 1.487 euro. Nella tabella seguente trovi il dettaglio completo; a seguire, una guida pratica spiega come si forma il prezzo alla pompa, tra imposte e componente industriale, evidenziando il ruolo delle accise, dell’Iva, delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, oltre allo spazio di manovra sui margini degli operatori.
Ultimo aggiornamento: 10-01-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.727 |
| Gasolio | SELF | 1.764 |
| GPL | SERVITO | 0.830 |
| Metano | SERVITO | 1.487 |
Per la benzina, il prezzo finale pagato dal consumatore nasce dall’interazione fra componente fiscale e componente industriale. La parte fiscale pesa per il 58% e include accise e Iva, due voci che incidono in maniera sostanziale sul valore allo scontrino e che si applicano in cascata: le accise sono fisse per unità di prodotto, mentre l’Iva si calcola sull’imponibile che comprende anche le stesse accise. La componente industriale vale il 42% e si divide in due elementi: costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera. La materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, che seguono dinamiche di domanda e offerta globali, nonché l’effetto del cambio euro/dollaro, dato che gli scambi avvengono prevalentemente in dollari. Il margine lordo incide per il 12% e comprende i costi di logistica, stoccaggio, trasporto e distribuzione, oltre al guadagno degli operatori; su questa quota è possibile intervenire per modulare il prezzo alla pompa, ad esempio attraverso politiche commerciali, concorrenza locale, promozioni o strategie di posizionamento. In sintesi, mentre la parte fiscale tende a essere stabile nel breve termine salvo interventi normativi, la componente industriale recepisce più rapidamente le oscillazioni del mercato e del cambio, trasmettendole ai prezzi osservati dai conducenti.
Per il gasolio, l’equilibrio fra imposte e industria è diverso rispetto alla benzina e si riflette in un diverso profilo di prezzo. La componente fiscale pesa per il 45% del totale, comprendendo accise e Iva; pur essendo rilevante, il suo peso è minore rispetto alla benzina, con implicazioni sui livelli finali in caso di movimenti del mercato. La componente industriale vale il 55% e, anche qui, si articola in materia prima e margine lordo. La materia prima incide per il 45% del prezzo: si tratta del cuore pulsante della formazione del costo, direttamente collegato alle quotazioni internazionali dei distillati medi e al cambio euro/dollaro. Quando i listini internazionali salgono o l’euro si indebolisce, il costo della materia prima aumenta e viene progressivamente trasferito ai prezzi al dettaglio. Il margine, pari al 10% del prezzo, copre logistica, rete distributiva e remunerazione degli operatori: è su questa frazione che i gestori possono intervenire per affinare il posizionamento competitivo, assorbendo in parte o ribaltando le oscillazioni dei costi. Nel complesso, per il gasolio il maggior peso della componente industriale rende il prezzo più sensibile alle dinamiche del mercato fisico e finanziario del petrolio e dei prodotti raffinati, mentre la componente fiscale continua a garantire una base di gettito relativamente stabile, salvo cambi di normativa.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.642 per la benzina, 1.671 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.423 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.669 |
| Benzina | SELF | 1.629 |
| GPL | SERVITO | 0.697 |
| Metano | SERVITO | 1.407 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.677 |
| Benzina | SELF | 1.674 |
| GPL | SERVITO | 0.683 |
| Metano | SERVITO | 1.465 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.732 |
| Benzina | SELF | 1.687 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.581 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.678 |
| Benzina | SELF | 1.664 |
| GPL | SERVITO | 0.731 |
| Metano | SERVITO | 1.504 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.644 |
| Benzina | SELF | 1.645 |
| GPL | SERVITO | 0.638 |
| Metano | SERVITO | 1.389 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.657 |
| Benzina | SELF | 1.626 |
| GPL | SERVITO | 0.658 |
| Metano | SERVITO | 1.346 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.677 |
| Benzina | SELF | 1.644 |
| GPL | SERVITO | 0.673 |
| Metano | SERVITO | 1.367 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.657 |
| Benzina | SELF | 1.620 |
| GPL | SERVITO | 0.670 |
| Metano | SERVITO | 1.467 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.682 |
| Benzina | SELF | 1.642 |
| GPL | SERVITO | 0.780 |
| Metano | SERVITO | 1.432 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.652 |
| Benzina | SELF | 1.617 |
| GPL | SERVITO | 0.664 |
| Metano | SERVITO | 1.368 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.651 |
| Benzina | SELF | 1.619 |
| GPL | SERVITO | 0.700 |
| Metano | SERVITO | 1.307 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.676 |
| Benzina | SELF | 1.653 |
| GPL | SERVITO | 0.696 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.656 |
| Benzina | SELF | 1.616 |
| GPL | SERVITO | 0.666 |
| Metano | SERVITO | 1.419 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.664 |
| Benzina | SELF | 1.656 |
| GPL | SERVITO | 0.656 |
| Metano | SERVITO | 1.464 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.680 |
| Benzina | SELF | 1.639 |
| GPL | SERVITO | 0.796 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.672 |
| Benzina | SELF | 1.669 |
| GPL | SERVITO | 0.758 |
| Metano | SERVITO | 1.741 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.663 |
| Benzina | SELF | 1.613 |
| GPL | SERVITO | 0.685 |
| Metano | SERVITO | 1.441 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.699 |
| Benzina | SELF | 1.661 |
| GPL | SERVITO | 0.726 |
| Metano | SERVITO | 1.311 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.665 |
| Benzina | SELF | 1.629 |
| GPL | SERVITO | 0.693 |
| Metano | SERVITO | 1.315 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.699 |
| Benzina | SELF | 1.660 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 11 gennaio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.655 |
| Benzina | SELF | 1.623 |
| GPL | SERVITO | 0.674 |
| Metano | SERVITO | 1.305 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 07:00:00 +0000Negli ultimi mesi, New York è finita più volte in prima pagina per l’accesa campagna elettorale che ha portato poi all’elezione del nuovo sindaco, Zohran Mamdani, in carica dal 1° gennaio 2026. Da circa un anno, però, la città di New York ha avviato una serie di misure contro il traffico e l’inquinamento. Si tratta, in particolare, del congestion pricing, la tassa per le vetture che entrano a Manhattan da Midtown e, quindi, dal versante orientale della 60/a strada. Dopo un anno dall’entrata in vigore di questa tassa, sono stati forniti i primi dettagli relativi ai risultati ottenuti. Il nuovo meccanismo ha avuto un effetto benefico sulla circolazione, contribuendo alla riduzione del numero di vetture nelle aree più congestionate di New York, con un impatto positivo anche sulla qualità dell’aria.
La tassa “congestion pricing” prevede un importo che varia in base al tipo di veicolo e in base all’orario di entrata nelle zone di validità . In particolare, per le auto è previsto un costo di 9 dollari al giorno nelle ore di punta e di 2,25 dollari nelle ore notturne. Autobus e camion, invece, pagano da 14,40 dollari a 21,60 dollari, in base all’orario.
I dati riportati da Ansa, che cita i numeri forniti dai media americani che a loro volta citano MTA, l’ente dei trasporti newyorchese, evidenziano un calo delle vetture che entrano in quello che viene definito il Central Business District. Complessivamente, dall’entrata in vigore della tassa, nel CBD entrano 73mila veicoli al giorno di media. Secondo i dati di MTA riportati da Bloomberg, inoltre, sono entrati nell’area quasi 23,7 milioni di veicoli in meno, considerando i primi undici mesi dell’anno scorso.
Questo dato ha avuto un impatto su diversi parametri. Nella zona, infatti, l’inquinamento è diminuito del 22%. Da segnalare anche una riduzione sostanziale dell’inquinamento acustico, con un calo del 17% delle denunce per il rumore. La presenza della tassa, inoltre, ha influenzato l’uso della metropolitana come mezzo di trasporto principale per muoversi nelle aree più trafficate di New York. L’utenza della metro cittadina, infatti, ha registrato un incremento del 7%. Si tratta di un dato molto elevato considerando il già significativo numero di utenti che ogni giorno usano la rete metropolitana.
Da segnalare anche un risultato positivo in termini di ricavi dalla tassa sul traffico. La previsione di MTA prevedeva un incasso di circa 500 milioni di dollari nel corso del 2025. I dati provvisori, invece, confermano entrate per 548,3 milioni di dollari. In aggiunta, residenti, visitatori e pendolari continuano a spendere in città : sono stati registrati, infatti, 9,9 miliardi di dollari di entrate fiscali da gennaio a novembre, con un aumento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Secondo quanto dichiarato a Bloomberg da Sarah Kaufman , direttrice del Rudin Center for Transportation della New York University, i risultati ottenuti sono da considerare “senza dubbio un successo, in termini di riduzione del traffico, miglioramento della sicurezza pubblica e della qualità dell’aria e finanziamento delle esigenze di trasporto pubblico”.
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 06:30:55 +0000La produzione di auto in Italia è in costante calo. Il 2024 si era chiuso, infatti, con un dato estremamente negativo. E nel 2025 l’industria automotive è riuscita a fare ancora peggio, con un’ulteriore riduzione delle unità prodotte. All’orizzonte, però, ci sono piccoli segnali di crescita che fanno guardare al futuro con maggiore fiducia. Già nel 2026 potrebbe esserci un’inversione di tendenza. Andiamo ad analizzare la questione nei dettagli.
La produzione di auto in Italia era scesa sotto quota 500.000 unità nel corso del 2024. I dati preliminari comunicati da Fim Cisl confermano un ulteriore rallentamento per il settore che ha registrato appena 379.706 unità prodotte nel corso del 2025, con un calo del 20% rispetto all’anno precedente. Nel confronto con il 2023 (anno chiuso con oltre 750 mila unità prodotte), le attività dell’industria automotive italiana, in termini di produzione di veicoli, si sono quasi dimezzate. Il dato del 2025 è particolarmente marcato per le autovetture, con 213.706 unità prodotte e una riduzione del 24,5%, mentre per i veicoli commerciali si registra una riduzione meno evidente, con 166.000 esemplari assemblati e un calo del 13,5%.
Dando uno sguardo ai vari stabilimenti attivi in Italia si nota un miglioramento per Mirafiori, che cresce del 16,5% ma con appena 30.202 unità assemblate, un dato ben al di sotto delle capacità produttive dello stabilimento. Da segnalare i numeri negativi anche di Cassino, con poco più di 19mila unità assemblate e un passo indietro del 27,9%, e a Pomigliano, con 131mila unità e un calo del 21,9% arrivato nonostante un buon 2025 per la Fiat Panda. Male anche Melfi, con appena 32mila e una riduzione del 47,2% su base annua. Per Atessa, sede di produzione di veicoli commerciali, le unità prodotte sono 166mila e il rallentamento è del 13,5%. Da segnalare anche le sole 200 unità realizzate a Modena, dove vengono assemblate le Maserati GranTurismo e GranCabrio.
Come abbiamo visto nell’approfondimento pubblicato il mese scorso sul confronto tra la produzione auto in Italia e negli altri big market europei, il nostro Paese sta attraversando un periodo molto complicato, per l’industria automotive. Ma una ripresa potrebbe essere vicina.
Nel corso del 2026 potrebbe esserci, finalmente, un’inversione di tendenza anche grazie alla crescita della produzione della Fiat 500 ibrida nello stabilimento di Mirafiori. Da non dimenticare, inoltre, le novità in arrivo per lo stabilimento di Melfi che, oltre alla Jeep Compass, potrà contare anche sulla DS 8 e sulle nuove DS 7 e Lancia Gamma. Grazie a queste novità , secondo Fim Cisl, la produzione dovrebbe tornare sui livelli del 2024.
Per un’ulteriore crescita (e il ritorno ai livelli del 2023) serviranno, però, nuovi investimenti e, soprattutto, servirà un contributo maggiore da parte degli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e Cassino. Ricordiamo che proprio a Cassino continua ancora per un paio d’anni la produzione delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio, rimandando l’arrivo dei nuovi modelli al 2027-2028 (salvo ulteriori ritardi).
Fim Cisl, per il futuro della produzione in Italia negli stabilimenti di Stellantis, sottolinea alcuni passaggi fondamentali:
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 06:30:25 +0000Anticipare i tempi di presentazione del nuovo Piano industriale e prevedere investimenti aggiuntivi e nuove assegnazioni di modelli, in grado di garantire una reale risalita dei volumi produttivi, sostenendo tale percorso con un investimento significativo in sviluppo e ricerca.
La figura del parcheggiatore abusivo è diventata talmente abituale in molte città italiane da sembrare quasi parte del paesaggio urbano, ma dal punto di vista giuridico e di sicurezza non è qualcosa di neutro. Dietro il gesto di indicare un posto libero con la mano e poi tendere il palmo per chiedere monete si nasconde un’attività illecita definita dal legislatore. Si parla di parcheggiatore abusivo quando una persona offre o impone un servizio di custodia o segnalazione dei posti auto senza alcuna autorizzazione. Di fatto occupa un’area pubblica o aperta al pubblico e la trasforma in una sorta di territorio personale, magari gestito in modo sistematico e organizzato.
Dal punto di vista del Codice della Strada, il riferimento è l’articolo 7, comma 15-bis, che ha introdotto la disciplina sull’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore o guardiamacchine. Ecco allora che chi svolge questa attività senza titolo, anche se lo fa tramite altre persone o spingendo altri a farlo, è soggetto a una sanzione amministrativa pecuniaria di oltre 700 euro che può arriva anche a superare i 3.000 euro.
A questa sanzione si accompagna la confisca delle somme percepite ovvero la possibilità per la polizia locale o per le forze dell’ordine di sequestrare il denaro che il soggetto ha raccolto con l’attività illecita. La confisca può riguardare i contanti trovati in cassettine, borselli o contenitori visibili, mentre non è possibile trasformare un semplice controllo amministrativo in una vera e propria perquisizione personale che richiederebbe altri presupposti di legge. In pratica, quello che il parcheggiatore abusivo tiene in mano o dentro un contenitore accanto a sé può essere sequestrato, ma non si può svuotare le sue tasche come se fosse un indagato per reato.
La situazione cambia quando entra in gioco una recidiva qualificata oppure l’impiego di minori. Lo stesso articolo 7, comma 15-bis. Se il parcheggiatore abusivo viene già sanzionato in via definitiva per questo illecito e continua a farlo, o se coinvolge persone minori nell’attività , non si resta nel terreno della sanzione amministrativa. In questi casi la condotta assume rilievo penale e si trasforma in una contravvenzione con la previsione dell’arresto da sei mesi a un anno e dell’ammenda da 2.000 a 7.000 euro, oltre alla conferma della confisca delle somme raccolte. In pratica il parcheggiatore rischia vedersi applicare misure restrittive della libertà .
Finché il parcheggiatore abusivo si limita a chiedere denaro senza arrivare a minacciare in modo esplicito o implicito l’automobilista ci si muove all’interno dell’area coperta dal Codice della Strada e, nei casi più gravi, dalla contravvenzione prevista in caso di recidiva o uso di minori. Il fenomeno è comunque illecito e può essere contrastato con sanzioni, sequestri di somme di denaro e interventi amministrativi. In realtà chi presidia certi parcheggi può trasformare la richiesta in una pretesa accompagnata da intimidazioni.
Qui entra in gioco la giurisprudenza della Corte di Cassazione che negli anni ha delineato quando la condotta del parcheggiatore abusivo si trasforma in reato di estorsione. Il fulcro del ragionamento dei giudici è la presenza di una costrizione. Se il soggetto non si limita a sollecitare un obolo, ma pretende il denaro, facendo capire in modo più o meno esplicito che in caso di rifiuto l’auto potrebbe subire danni, rigature, rottura degli specchietti o gomme tagliate, allora non si è più di fronte a un semplice illecito di circolazione. Si passa nel territorio dell’articolo 629 del Codice penale che punisce chi costringe qualcuno, mediante violenza o minaccia, a fare o omettere qualcosa, procurandosi un ingiusto profitto con altrui danno.
La Suprema Corte ha considerato rilevanti anche le forme più sottili di pressione, quelle situazioni in cui il parcheggiatore dice frasi del tipo “qui controllo io le macchine, vedi tu se vuoi che non succeda niente†oppure si posiziona in modo da bloccare la manovra o ancora si presenta insieme ad altri soggetti per creare una situazione di paura. In altre pronunce è stato ritenuto sufficiente anche un atteggiamento complessivo di dominio sull’area di sosta, con presenza continuativa e sistematica, come se fosse un feudo personale da indurre l’automobilista a pagare per evitare problemi.
In alcuni casi si è discusso della possibilità di inquadrare certe condotte come violenza privata o truffa, per esempio quando il parcheggiatore convince l’automobilista che pagare sia obbligatorio o che esista un regolamento inesistente che lo autorizza a riscuotere il denaro. La qualificazione come estorsione viene preferita ogni volta che la richiesta di denaro è accompagnata da una forma di costrizione anche psicologica che sfrutta la paura dell’automobilista. Il salto non è di poco conto, perché il reato di estorsione comporta pene di reclusione più pesanti, anche pluriennali, e un trattamento più severo rispetto alle sanzioni amministrative o alle contravvenzioni.
Quando la sensazione è che il pagamento non sia frutto di una scelta libera, ma di una paura di subire un danno, significa che si è entrati in un territorio giuridico diverso, dove la tutela dell’automobilista passa dalle norme penali a protezione del patrimonio e della libertà personale.
Mettiamoci dalla parte dell’automobilista, che è poi quella più esposta in queste situazioni. Dal punto di vista legale chi arriva in un parcheggio pubblico o in un’area aperta al pubblico non ha mai l’obbligo di pagare un parcheggiatore abusivo. Nessuna norma prevede un dovere di corrispondere denaro a chi non è ufficialmente incaricato della gestione della sosta. Quindi il primo concetto da fissare è che la richiesta di soldi è priva di fondamento giuridico. Chi guida è tenuto soltanto a rispettare le regole del Codice della Strada (divieti di sosta, pagamento del ticket dove previsto, orari, segnaletica verticale e orizzontale), non le tariffe arbitrarie decise da un soggetto non autorizzato.
Sul piano operativo, chi si trova davanti un parcheggiatore abusivo dovrebbe valutare due piani: quello dei diritti e quello della sicurezza personale. Sul primo fronte il cittadino è dalla parte della ragione se rifiuta di pagare. Sul secondo occorre fare una valutazione del contesto. Un conto è un parcheggio molto frequentato, in pieno giorno, in una zona centrale. Un altro è una strada isolata, buia, magari di notte, con uno o più persone dal comportamento aggressivo.
Se la richiesta è insistente ma non minacciosa e l’ambiente è relativamente sicuro, la reazione più corretta è rifiutare con fermezza senza toni provocatori, insulti o battute ironiche. In molti casi il parcheggiatore, capito che non c’è spazio per ottenere denaro, passa al veicolo successivo. Vale la pena ricordare che anche l’indifferenza può essere una forma di risposta: entrare in auto, chiudere le portiere, prepararsi a ripartire e non alimentare il confronto è più utile di una discussione.
La soglia cambia quando fanno la loro comparsa frasi minacciose o comunque allusive a possibili danneggiamenti. In questi casi è utile mantenere la calma, evitare di rispondere con altre minacce e se possibile allontanarsi dal luogo senza dare segni di panico. Una volta in sicurezza la cosa più sensata è contattare il 112 o il numero della polizia locale per segnalare quanto accaduto, indicando la zona, l’orario, la presenza di altri soggetti, eventuali descrizioni fisiche e il tipo di frasi pronunciate.
C’è infine il caso di chi decide di pagare lo stesso per evitare possibili ritorsioni. In assenza di specifiche ordinanze comunali, quel pagamento non costituisce un reato. Sul piano della responsabilità civica, si tratta di una scelta che alimenta un meccanismo di micro-racket. Dal punto di vista personale il rischio è quello di essere percepiti come facili da sfruttare, con la conseguenza di trovarsi la volta successiva di fronte a un atteggiamento ancora più arrogante.
Data articolo: Sun, 11 Jan 2026 05:00:05 +0000Il 2025 è appena terminato ed è, quindi, tempo di bilanci. Anche Citroën si prende un po’ di tempo per analizzare l’anno appena concluso e, in particolare, le sue performance sul mercato italiano. Il marchio del Gruppo Stellantis, nonostante le incertezze del settore, è riuscito a consolidare la sua presenza in Italia, andando anche a incrementare le vendite ai privati, segmento che, stando ai dati UNRAE, ha chiuso il 2025 in netto calo (-9,6% rispetto all’anno precedente). Andiamo ad analizzare i dati diffusi da Citroën e basati sull’elaborazione di Dataforce che fotografano al meglio l’andamento del marchio francese nel corso del 2025 in Italia.
Nonostante le difficoltà del settore auto italiano, che ha chiuso il 2025 con un risultato negativo, ricordiamo, Citroën ha confermato di aver raggiunto dati positivi, seguendo un trend che ha caratterizzato tutto l’anno appena terminato. Il marchio del Gruppo Stellantis ha consolidato la sua presenza sul mercato con una quota del 3,7%.
Da segnalare, inoltre, anche un incremento delle immatricolazioni sul canale delle vendite ai privati, che ha fatto registrare un miglioramento dello 0,2% rispetto all’anno precedente, nonostante un contesto molto complicato e un netto calo delle immatricolazioni per tutto il settore.
In aggiunta, è interessante anche analizzare il buon impatto ottenuto da Citroën per quanto riguarda il segmento delle auto elettriche. In questo caso, infatti, il brand di Stellantis ha chiuso l’anno con un incremento del 3,7% delle vendite nel confronto con l’anno precedente e ha incrementato la quota fino al 5,7%.
A guidare la crescita di Citroën nel segmento delle elettriche è la Citroën ëC3, che conquista anche il titolo di modello più venduto del suo segmento. La vettura, dotata di un motore elettrico da 113 CV e di una batteria da 44 kWh, può garantire un’autonomia di 440 chilometri nel ciclo urbano, con anche il supporto alla ricarica rapida che consente di ridurre ad appena 26 minuti il tempo necessario per raggiungere l’80% di carica.
Per il brand francese di Stellantis arrivano buoni dati anche dalla versione termica del modello, la Citroën C3 che ha conquistato il settore delle quattro ruote, caratterizzandosi come l’auto a benzina più venduta in assoluto, considerando tutti i segmenti di mercato, nel corso del 2025 in Italia.
Il 2025 è stato un anno molto importante per Citroën e non solo per le vendite. La Casa francese, infatti, ha dato una netta accelerazione al suo programma di aggiornamento della gamma, portando sul mercato diversi nuovi modelli, a partire dalla nuova AMI e dal nuovo SUV C3 Aircross.
Da non dimenticare anche le nuove C4 e C4X oltre al nuovo SUV C5 Aircross. Il brand è riuscito, quindi, ad arricchire la sua gamma, posizionandosi in segmenti chiave e rafforzando la sua posizione in vista del futuro. I nuovi modelli hanno tutte le carte in regola per garantire a Citroën un ulteriore passo in avanti nel corso dei prossimi mesi. Grazie a vetture aggiornate e moderne, infatti, il marchio può guardare al futuro con fiducia, sia in Italia che nel resto del mercato europeo.
Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 14:00:26 +0000Le auto ibride plug-in sono state tra le protagoniste del mercato delle quattro ruote in Italia nel corso del 2025. Questa categoria di vetture, infatti, ha fatto registrare una crescita record, riuscendo anche a superare le auto elettriche per volumi di vendita complessivi. In totale, in Italia sono state immatricolate 99.424 unità di auto ibride plug-in con un incremento percentuale, rispetto all’anno precedente, pari al +88% e con una quota di mercato del 6,5% (+3,2 punti su base annua).
In questo contesto, alcuni modelli sono riusciti a sfruttare al meglio l’elevata richiesta da parte del mercato per questo tipo di vetture e la conferma arriva da una rapida analisi della classifica delle auto più vendute che ci permette di scoprire quali sono le protagoniste del mercato italiano in questo momento. Ecco, in particolare, quali sono state le 10 auto ibride plug-in più vendute in Italia nel corso del 2025.
La Top 10 delle auto ibride plug-in più vendute in Italia vede al decimo posto la Cupra Terramar, che ha totalizzato 2.419 unità immatricolate nel corso dell’anno appena concluso. Nona posizione per la Ford Kuga, modello che ha raggiunto quota 2.629 unità immatricolate. In ottava piazza, invece, c’è spazio per la Kia Sportage, che ha raggiunto quota 2.937 esemplari venduti.
Scorrendo la classifica, al settimo posto troviamo un altro modello Cupra. Si tratta della Cupra Formentor che ha raggiunto quota 3.169 unità nel corso del 2025. In sesta posizione, invece, c’è spazio per una delle auto più vendute di sempre, in Italia e in Europa, come la Volkswagen Golf che, con la sua variante plug-in hybrid, ha raggiunto quota 4.077 esemplari distribuiti sul mercato.
Da segnalare anche l’ottimo quinto posto per la Jaecoo 7 che è riuscita a raggiungere quota 4.253 esemplari venduti nel corso di tutto il 2025, superando tanti altri modelli di grande richiamo e confermando le potenzialità del brand cinese. Quarta posizione per la Volkswagen Tiguan, che ha raggiunto quota 5.521 immatricolazioni nel corso degli ultimi 12 mesi.
Prima di analizzare il podio, ricordiamo che il mercato auto italiano ha registrato un leggero calo delle immatricolazioni nel corso del 2025 e che, come le ibride plug-in, anche le auto elettriche hanno chiuso l’anno con ottimi numeri, facendo segnare una crescita record nel nostro Paese.
La classifica delle auto ibride plug-in più vendute in assoluto vede al terzo posto la BMW X1, che riesce a conquistare il gradino più basso del podio facendo registrare un totale di 6.254 unità immatricolate. In seconda posizione, invece, c’è spazio per la Toyota C-HR. Il SUV della Casa nipponica ha raggiunto quota 7.592 esemplari venduti nel corso dell’anno. In prima posizione, infine, c’è la BYD Seal U. Il modello della Casa cinese fa quasi categoria a sé, con volumi di vendita nettamente superiori ai concorrenti. Nel corso del 2025, infatti, la vettura ha raggiunto quota 14.488 esemplari venduti, arrivando quasi a doppiare la seconda in classifica. Per il modello di BYD, la quota di mercato nel segmento delle ibride plug-in è superiore al 14%.
Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 13:30:36 +0000Un nuovo tassello va a completare la strategia elettrica di Kia in Europa. Al Salone di Bruxelles debutta ufficialmente la Kia EV2, SUV compatto a zero emissioni che rappresenta la porta d’ingresso alla gamma elettrica del marchio coreano. Un modello che punta a rendendo la sostenibilità appetibile anche ai più scettici, posizionandosi nel segmento più in voga del momento, ovvero i B-SUV. Il lancio sul mercato è previsto nella primavera del 2026 con un listino non ancora pubblicato.
Uno stile moderno e in linea con il family feeling Kia, aumenta la qualità trasmessa dalla carrozzeria di EV2. La base di partenza è la piattaforma modulare E-GMP, la stessa architettura utilizzata su modelli di segmento superiore, che le consente di rimanere sui 4,06 metri in lunghezza razionalizzando l’abitabilità interna.
Proporzioni compatte e un design subito riconoscibile sono il suo tratto distintivo, caratterizzato dal frontale con firma luminosa Star Map, ormai presente in quasi tutta la gamma Kia. Il risultato è un SUV compatto che cavalca il filone stilistico della solidità moderna, sempre più ricercato nel mercato e in grado di trasmettere una sensazione di qualità superiore alla media del segmento.
Dentro continua l’idea di razionalità , in cui le dimensioni squadrate portano una grande praticità . In più i tecnici Kia hanno studiato due configurazioni per i sedili posteriori: da cinque o da quattro posti. Quest’ultima permette di gestire le sedute in modo separato, rendendole scorrevoli in modo indipendente. Una soluzione che consente di modulare lo spazio per le gambe, variando da 885 a 958 millimetri, a seconda delle esigenze.
Davanti a catturare lo sguardo è una plancia dominata da un grande elemento orizzontale che integra tre display: il quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, il display da 5,3 pollici dedicato al climatizzatore e lo schermo touch da 12,3 pollici per l’infotainment. Un’impostazione ripresa dai modelli superiori della famiglia EV e che spezza attraverso la tecnologia il minimalismo di forme e rivestimenti. Il risultato è moderno, qualitativamente convincente e coerente con il posizionamento urbano del modello.

La gamma si articola in due varianti: Standard Range e Long Range. La prima dichiara un’autonomia di 317 km e una potenza di 147 CV. La Long Range invece presenta una batteria più capiente, che prolunga la percorrenza fino a 448 km pur rinunciando a un pò di potenza, che si ferma a 136 CV. Per entrambe le versione la velocità massima è limitata a 161 km/h mentre lo scatto varia da 8,7 secondi a 9,5 secondi per raggiungere i 100 km/h partendo da fermo. La ricarica è favorita da un’architetura a 400 Volt, che permette di passare dal 10 all’80% in circa 30 minuti utilizzando la ricarica rapida.Â
L’offerta tecnologica di nuova Kia EV2 non rinuncia a niente, nonostante si tratti di un modello d’ingresso: il pacchetto ADAS è completo e include sistemi avanzati di secondo livello come il Cruise control intelligente di seconda generazione,il sensore di angolo cieco e la frenata automatica d’emergenza. Gia visto su altri modelli di segmento superiore è anche la funzione di parcheggio remoto, che permette di muovere l’auto dall’esterno dell’abitacolo attraverso la smart key, soluzione scenografica ed efficace in situazioni di parcheggio ristretto, inaspettata in questa categoria.
Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 12:42:16 +0000Renault si posiziona come una delle protagoniste del Salone dell’Auto di Bruxelles 2026, portando al suo stand un’offerta ricca di novità . È infatti la kermesse belga a fare da contorno alla presentazione di due nuovi modelli fondamentali per la strategia del Brand: Renault Twingo E-Tech Electric e Renault Clio. Entrambi orientati a portare la transizione ecologica verso una direzione concreta, in modi differenti.
Un modello iconico che nel corso del proprio passato ha riempito le strade europee, obiettivo che si pone di nuovo con questo nuovo modello pronto a reinterpretare le esigenze della città attuali. L’estetica richiama in modo evidente la Twingo del 1993, con proporzioni compatte e un look semplice ma iconico. Sotto una carrozzeria che gioca tra il passato e il futuro, si nasconde un progetto nato per guardare in una sola direzione, quella dell’elettrificazione.
Il nome e-Tech Electric lo abbiamo infatti imparato a conoscere a partire dalla Megane, e ora approda su questa citycar, con l’obiettivo di rendere l’elettrico accessibile e accattivante, grazie a un prezzo di partenza di 19.500 euro e una serie di soluzioni adatte alla vita di tutti i giorni.
In pieno stile Renault l’abitacolo è moderno e informale, con una digitalizzazione che invade la plancia e un ecosistema strutturato per semplificare la vita del proprietario. Renault ha lavorato anche sull’efficienza produttiva, riducendo i costi industriali per mantenere il prezzo competitivo senza sacrificare qualità e sicurezza.
Di fianco alla Twingo si mostra anche la nuova Clio, una rappresentazione moderna del modello con una lunga storia di successi che parte dal 1990. Oltre 16 milioni di unità vendute la incoronano come regina del Brand e le affidano il compito di continuare a conquistare il mercato di un segmento sempre affollato.
L’ultima generazione vuole infatti segnare un cambio di passo evidente, specialmente dal punto di vista stilistico, dove i richiami con gli anni precedenti sono pochi. La compatta ha un look più maturo, dinamico e tecnologico, fattore chiave per il percorso del Brand, che punta su una gamma di motori ibridi efficienti. Bassi consumi e spiccata versatilità identificano la Clio che ora si aggiorna anche all’interno dove nuovi materiali e display più grandi offrono una qualità percepita maggiore.
Lo stand Renault al Salone di Bruxelles 2026 racconta una visione ampia e ben strutturata. Accanto alle nuove Clio e Twingo, esposte al centro dello spazio espositivo, trovano posto anche Renault 5 E-Tech Electric e Renault 4 E-Tech Electric, due modelli che incarnano il legame tra passato e futuro.
La presenza di queste quattro vetture sottolinea la volontà del marchio di coprire l’intero segmento B con soluzioni elettriche e ibride, capaci di rispondere a esigenze diverse ma complementari. Dalla citycar pura all’utilitaria versatile, Renault costruisce un’offerta che punta su design riconoscibile, tecnologia accessibile e una transizione energetica graduale.
Al Salone di Bruxelles, Renault non si limita a presentare nuovi modelli: mette in scena una strategia chiara, che guarda al futuro senza dimenticare il proprio DNA. E Twingo e Clio, ognuna a modo suo, ne sono la dimostrazione più concreta
Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 11:27:30 +0000Debutta al Salone di Bruxelles la nuova Opel Astra 2026, svelata sia nella variante berlina sia in quella Sports Tourer. Un restyling mirato, più tecnologico che estetico, che conferma il ruolo centrale della compatta tedesca nella strategia di elettrificazione del marchio. Opel non stravolge una formula già vincente, ma affina contenuti, autonomia e sostenibilità , con l’obiettivo di rendere Astra una delle proposte più complete del segmento C europeo.
Il momento è favorevole e Opel lo sa bene. A dirlo sono i numeri, sottolineati con orgoglio dal CEO Florian Huettl: oggi il 40% delle Grandland vendute è elettrico, quasi la metà degli ordini Frontera sceglie la batteria e la Corsa resta, per il quinto anno consecutivo, l’auto più venduta in Germania nel suo segmento. In questo contesto, la nuova Astra è chiamata a fare la sua parte.
La novità più rilevante riguarda proprio la Astra Electric, che compie un deciso salto in avanti. L’autonomia dichiarata raggiunge ora 454 chilometri nel ciclo WLTP, un valore che la rende finalmente adatta non solo all’uso urbano, ma anche a percorrenze più impegnative. Un miglioramento netto rispetto alla precedente generazione, frutto di un affinamento complessivo di batteria, gestione energetica e aerodinamica. Per rassicurare ulteriormente chi guarda all’elettrico con ancora qualche perplessità , Opel introduce una garanzia di otto anni sui modelli elettrici acquistati nel corso del 2026. Un segnale chiaro: la transizione non è più una scommessa, ma una scelta strutturale.
Chi non è ancora pronto al full electric può comunque contare su una gamma ampia e articolata. La nuova Astra resta disponibile con motori termici efficienti, con ibrido mild-hybrid a 48 Volt, oltre alle versioni plug-in hybrid, capaci di combinare prestazioni brillanti e consumi contenuti. Una proposta trasversale, pensata per adattarsi a esigenze e stili di guida differenti.
Sul piano stilistico, Opel prosegue lungo la strada già tracciata, ma introduce dettagli che fanno la differenza. Per la prima volta nella storia del marchio, il logo Blitz e la firma Opel Compass sono illuminati in modo permanente, integrati nel frontale Vizor. Un dettaglio non solo scenografico, ma anche simbolico: spariscono le cromature, sostituite da elementi luminosi, in linea con una filosofia più sostenibile.
Il vero salto tecnologico, però, arriva dai proiettori. I nuovi fari a matrice Intelli-Lux HD rappresentano una delle soluzioni più avanzate del segmento. Con oltre 50.000 elementi LED, il sistema è in grado di adattare il fascio luminoso in tempo reale, illuminando con estrema precisione la carreggiata, i margini stradali, la segnaletica e i pedoni, senza abbagliare gli altri utenti della strada.
Anche all’interno la nuova Opel Astra compie un passo deciso verso il futuro. L’abitacolo abbandona definitivamente materiali tradizionali a favore di soluzioni più responsabili. I sedili sono realizzati al 100% con materiali riciclati, senza compromessi sul fronte del comfort. Di serie arriva la tecnologia Intelli-Seats, con supporto ergonomico centrale, progettata per ridurre l’affaticamento durante i lunghi viaggi. Un contenuto che in passato era spesso legato a costosi optional e che ora diventa parte integrante dell’esperienza Astra.
La plancia resta fedele all’impostazione minimalista del Pure Panel, con schermi digitali ben integrati e comandi intuitivi, a conferma di una filosofia che mette il guidatore al centro, evitando inutili complicazioni. Con questo aggiornamento, la nuova Opel Astra si conferma una compatta matura, equilibrata e sempre più tecnologica. Non una rivoluzione, ma un’evoluzione coerente, pensata per affrontare con concretezza la transizione energetica senza perdere di vista ciò che da sempre rende Astra una delle protagoniste del mercato europeo.
Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 10:03:52 +0000I prezzi delle auto continuano a salire, l’elettrico europeo resta ancora lontano dall’essere davvero accessibile a tutti e il mercato sembra spingere sempre più verso modelli costosi e complessi. Eppure, anche nel 2026, esiste ancora una fascia di vetture pensate per chi cerca concretezza, costi di gestione ridotti e un buon equilibrio tra prezzo, dotazione e qualità generale. Sotto i 20.000 euro le proposte non sono molte, ma alcune brillano più di altre per intelligenza progettuale, affidabilità e valore reale nel tempo.
Non si può che cominciare dalla Panda. O meglio, dalla Pandina, evoluzione moderna di un’icona che da anni domina le classifiche di vendita italiane. È una presenza costante sulle nostre strade perché riesce a fare una cosa meglio di tutte: semplificare la vita. Compatta fuori, sorprendentemente sfruttabile dentro, facile da guidare e parcheggiare, la Pandina resta una delle scelte più razionali per chi si muove prevalentemente in città .
Il motore è il collaudatissimo 1.0 mild hybrid, una soluzione semplice ma efficace, che abbina bassi consumi a un’affidabilità ormai comprovata. Non è un’auto che punta sulla tecnologia fine a sé stessa, ma sulla solidità di un progetto affinato nel tempo. Il listino parte da 15.950 euro, una cifra che, nel panorama attuale, la rende una delle poche vere “auto per tuttiâ€.
Per chi ama la filosofia Panda ma desidera qualcosa in più in termini di spazio, tecnologia e presenza su strada, la Grande Panda rappresenta una naturale evoluzione. È un progetto più moderno, pensato per intercettare chi cerca un’auto versatile, adatta sia alla città sia a un utilizzo più ampio, magari familiare.
L’estetica è più attuale, l’abitacolo più curato e la dotazione tecnologica decisamente più ricca rispetto alla Pandina. La cosa interessante è che Fiat riesce a mantenere il prezzo sotto la soglia dei 20 mila euro sia con la versione benzina, proposta a 17.900 euro, sia con la variante mild hybrid, che arriva a 19.900 euro. Un posizionamento strategico che la rende una delle alternative più interessanti del segmento.
Insieme alla Panda, la Dacia Sandero è ormai una presenza fissa sul podio delle auto più vendute e non è un caso. La Sandero ha costruito il proprio successo su un rapporto prezzo-contenuti che resta ancora oggi difficilmente eguagliabile. Nel 2025 ha sfiorato le 50 mila unità vendute in Italia, confermandosi una delle scelte preferite da chi vuole spendere poco ma bene.
La dotazione è essenziale ma completa, la meccanica è semplice e collaudata e i costi di gestione sono tra i più bassi del mercato. La versione Stepway, con assetto rialzato e look più dinamico, ha ampliato il bacino di utenza, avvicinando anche chi cerca un’auto dall’aspetto più avventuroso. Prezzi a partire da 14.800 euro per la nuova versione, ma attenzione anche alle offerte in pronta consegna per il modello precedente.

Restando in casa Dacia, la Duster è da anni uno dei riferimenti tra i SUV di medie dimensioni. Anche con l’arrivo della nuova generazione e un listino leggermente più alto rispetto al passato, continua a essere una presenza costante nella Top 10 delle vendite. Il motivo è semplice: offre spazio, robustezza e una versatilità che poche rivali riescono a garantire allo stesso prezzo.
È una delle poche del segmento a proporre ancora la trazione integrale, ma soprattutto una gamma motori estremamente ampia: GPL, mild hybrid, full hybrid e l’ultima versione hybrid-G 150 4×4. Un’auto che si adatta bene a essere l’unica auto di famiglia anche per chi affronta spesso strade extraurbane o percorsi più impegnativi. Il prezzo di partenza è di 19.900 euro, al limite della soglia, ma il valore complessivo resta elevato.
La Citroën C3 vive nel 2025 una vera e propria rinascita. Il nuovo corso stilistico, più robusto e ispirato al mondo dei crossover, ha riportato il modello al centro dell’attenzione, con oltre 38 mila unità vendute. Il comfort resta il vero marchio di fabbrica della C3, fedele alla filosofia Citroën: sospensioni morbide, sedili accoglienti e una qualità di marcia superiore alla media del segmento.
Nonostante le dimensioni compatte, l’abitabilità è buona e la strategia di prezzo aggressiva gioca un ruolo fondamentale. Il listino parte da 16.400 euro, salvo offerte. Importante la scelta del motore: il passaggio dalla cinghia alla catena a bagno d’olio per il PureTech ha risolto molte delle criticità croniche del passato, rendendo l’auto più affidabile nel lungo periodo.
La Suzuki Swift è una di quelle auto che spesso vengono sottovalutate, ma che nella pratica sanno sorprendere. Compatta, leggera e dallo stile immediatamente riconoscibile, offre una dotazione completa ma senza fronzoli inutili. È una sorta di outsider di questa classifica, anche perché il listino ufficiale parte da 21.450 euro, quindi leggermente sopra soglia.
Tuttavia, grazie alle frequenti promozioni e agli incentivi Suzuki, si trova facilmente sotto i 17.000 euro. Il sistema mild hybrid, abbinato a un peso contenuto, garantisce consumi molto bassi e una dinamica di guida brillante. Interessante anche la disponibilità della trazione integrale, una rarità nella sua categoria.
Skoda Fabia e Seat Ibiza condividono la stessa base tecnica, derivata dalla Volkswagen Polo, e rappresentano due interpretazioni diverse dello stesso concetto. La Fabia punta su razionalità , spazio e qualità costruttiva, con un prezzo che parte da circa 20.700 euro. L’Ibiza, invece, è più giovanile e aggressiva nel design, con un listino che scende fino a 16.000 euro nella sua versione essenziale da 80 Cv.
Entrambe offrono un’ottima gamma di motori a benzina, affidabili e ben collaudati, che arrivano fino al brillante 1.5 da 150 CV abbinato al cambio DSG delle versioni più sportive. Sono compatte pensate anche per chi ama guidare, senza rinunciare alla sicurezza e alla solidità tipica del Gruppo Volkswagen.

La Renault Clio continua a essere una delle protagoniste del segmento B. Un’icona che si è saputa rinnovare senza perdere la propria identità , puntando su tecnologia, digitalizzazione e comfort. L’abitacolo è curato, lo spazio a bordo leggermente superiore alla media e la qualità costruttiva resta un punto di forza.
Le versioni full hybrid sono tra le più richieste, grazie a una potenza complessiva di circa 143 CV e consumi reali nell’ordine dei 20–21 km/l su percorsi misti. Ma la proposta ibrida parte 24.900 euro, mentre nel nostro budget è disponibile la versione a benzina TCe 115 Cv, che parte da 18.900 euro.
La Toyota Aygo X Hybrid è una proposta unica nel suo genere. È la prima e, al momento, l’unica full hybrid del segmento a gravitare intorno ai 20 mila euro. Il listino parte da 20.850 euro, ma le promozioni la portano spesso sotto questa soglia. Compatta, rialzata e recentemente aggiornata, unisce l’affidabilità Toyota a una fluidità di marcia eccellente e a consumi ai vertici della categoria. È l’auto ideale per chi vuole entrare nel mondo dell’ibrido senza affrontare costi proibitivi.
L’avanzata del marchio MG passa anche dalla ZS, un SUV compatto che nel 2025 si è dimostrato tra i più apprezzati. Il prezzo è uno dei suoi principali punti di forza: 18.990 euro per la versione benzina da 115 CV, ma disponibile anche in variante full hybrid. La ZS convince per spazio interno, dotazione ricca e una garanzia estesa che rassicura molti acquirenti. È una proposta concreta per chi cerca un SUV accessibile, senza rinunciare a comfort e tecnologia.
Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 09:00:53 +0000Il giorno 10 gennaio 2026 sono previsti quattro scioperi nazionali che coinvolgono principalmente il settore ferroviario e plurisettoriale in tutta Italia. Nell’articolo che segue vengono riportati i dettagli specifici di ciascuna mobilitazione, indicando area geografica, orari, servizi e categorie interessate.
Per l’intera giornata del 10 gennaio 2026 è in programma uno sciopero a rilevanza nazionale che coinvolge più settori, in particolare il settore ferroviario e il trasporto merci su rotaia. Lo sciopero avrà la seguente modalità : 24 ORE dalle 21:00 del 9 gennaio alle 21:00 del 10 gennaio; mentre per il trasporto pubblico locale (TPL) l’agitazione interesserà l’intera prestazione lavorativa del 10 gennaio. Lo sciopero riguarda il personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria, è indetto dai sindacati CUB TRASPORTI/SGB.
È previsto uno sciopero nazionale per il personale della società RFI Impianti Manutenzione Infrastrutture (settore ferroviario) della durata di 24 ore: dalle 21:00 del 9 gennaio alle 21:00 del 10 gennaio. L’iniziativa è indetta dal sindacato CUB TRASPORTI e interessa tutte le regioni e province d’Italia.
Il giorno 10 gennaio 2026 si segnala, sempre su scala nazionale, uno sciopero del personale RFI Impianti Manutenzione Infrastrutture per l’intera prestazione lavorativa della giornata (8 ore). Lo sciopero è promosso dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI.
Un ulteriore sciopero interessa ancora il personale della società RFI Impianti Manutenzione Infrastrutture in tutta Italia, anche questo della durata di 8 ore (intera prestazione lavorativa del 10 gennaio). I sindacati coinvolti sono COBAS LAVORO PRIVATO e COORDINAMENTO FERROVIERI.
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 07:00:00 +0000Una partnership che parla di velocità nella sua forma più pura e che porta al massimo delle sue possibilità la berlina sportiva di casa Alfa Romeo. La nuova Giulia Quadrifoglio Luna Rossa si presenta al Salone dell’Auto di Bruxelles nel suo abito migliore: speciale, limitato ad appena 10 esemplari ed estremamente potente.
Nata dal programma Bottegafuoriserie, il cuore creativo Alfa Romeo dedicato alle personalizzazioni esclusive e ai modelli speciali, la nuova Luna Rossa porta la base tecnica della Giulia Quadrifoglio a un livello estremo.
Un approccio quasi sartoriale definisce l’estetica, con una vernice cangiante sviluppata appositamente per lei, che richiama le sfumature metalliche dello scafo di Luna Rossa. Il dialogo cromatico coinvolge cofano, tetto e parte posteriore, tutti rifiniti in un nero denominato “ponte barcheâ€, accostato alla base grigia che evidenzia le nervature della carrozzeria. Per la prima volta, anche i loghi Alfa Romeo si tingono di rosso, un dettaglio simbolico che celebra il DNA racing del marchio e il legame con il mondo delle competizioni più estreme.
All’interno, la collaborazione con Luna Rossa diventa ancora più evidente. I sedili Sparco dedicati presentano texture e grafiche ispirate ai PFD (Personal Flotation Device) utilizzati dall’equipaggio. La plancia integra materiale originale proveniente dalle vele della barca, un dettaglio che va oltre il semplice esercizio di stile e racconta una vera contaminazione tra due mondi dove tecnologia e performance sono tutto. Ogni abitacolo è diverso dall’altro, rendendo ogni esemplare davvero unico.
Se l’estetica colpisce, sul piano tecnico la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa riesce a migliorare un progetto già ai vertici. Alfa Romeo la definisce la Quadrifoglio più efficiente dal punto di vista aerodinamico mai prodotta, e i numeri confermano.
Il nuovo kit aerodinamico in fibra di carbonio a bassa resistenza comprende appendici specifiche sul paraurti anteriore, profili dedicati sul fondo scocca, minigonne ridisegnate e una spettacolare ala posteriore. Il risultato è un incremento di carico aerodinamico fino a cinque volte superiore rispetto alla Giulia Quadrifoglio standard, fino a raggiungere una deportanza di 140 kg a una velocità di 300 km/h. Un risultato che nasce da un lavoro inspirato direttamente all’esperienza in ambito velico, dove ogni flusso d’aria viene studiato e sfruttato al massimo.

Sotto il cofano resta il celebre V6 biturbo da 2.9 litri, simbolo della famiglia Quadrifoglio. Un motore derivato Ferrari che non ha bisogno di presentazioni e che, in questa configurazione, beneficia di una messa a punto specifica per dialogare al meglio con il nuovo pacchetto aerodinamico. L’erogazione resta brutale ma precisa, con una risposta all’acceleratore affilata e una progressione che continua a essere un riferimento nel segmento delle berline sportive.
Il telaio, già eccellente, è stato ulteriormente affinato per garantire il massimo controllo anche nelle condizioni di guida più estreme. Assetto, sterzo e impianto frenante lavorano in perfetta sinergia per offrire una vettura che non è solo potente, ma anche incredibilmente efficace tra le curve.
Con appena 10 esemplari prodotti e già venduti, la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa non è pensata per il grande pubblico. È un manifesto tecnico ed emozionale che celebra al meglio il know-how Alfa Romeo e lo fonde con l’eccellenza italiana di Luna Rossa. Un oggetto da collezione destinato a diventare un riferimento per gli appassionati del Biscione, proprio come l’altra iconica Giulia Quadrifoglio: la GTAm.
Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 06:30:32 +0000Un tamponamento a catena è uno scenario in cui si intrecciano le norme del Codice della Strada, le regole di responsabilità civile e meccanismi assicurativi che stabiliscono chi paga – che cosa e in quali tempi. Dietro alla fila di vetture accartocciate l’una sull’altra, magari in autostrada sotto la pioggia o in coda al semaforo, si muove un sistema costruito attorno ai principi della distanza di sicurezza, della presunzione di colpa e della esclusione del risarcimento diretto.
Quando si parla di tamponamento a catena, si indica una serie di collisioni successive che coinvolgono almeno tre veicoli, in cui l’urto iniziale ne genera altri, in sequenza. L’immagine classica è quella della colonna di auto che una dopo l’altra finiscono per scontrarsi perché il veicolo che arriva da dietro non riesce a fermarsi, colpisce l’ultimo e la spinta meccanica si scarica sui mezzi davanti. La casistica è ampia: traffico rallentato in autostrada, coda improvvisa per un incidente, fila al casello o al semaforo, pioggia, frenate brusche.
Dal punto di vista giuridico, un tamponamento multiplo non è un grande incidente unico ma un mosaico di micro-sinistri: per ogni coppia di veicoli coinvolti (tamponante e tamponato) bisogna domandarsi chi ha rispettato le regole, chi no, e in che misura. La Corte di Cassazione da anni ribadisce che non esiste una formula valida per tutti i casi: la variabile decisiva è il movimento o meno dei veicoli al momento dell’urto. Si tratta di una situazione che fa tutta la differenza rispetto a rimanere fermi in colonna.
Nei casi di veicoli in movimento l’ordinamento guarda alla distanza di sicurezza e all’obbligo di tenere una velocità compatibile con l’arresto del mezzo entro il proprio campo di visibilità . Nelle situazioni in cui le auto sono ferme (o quasi) in colonna, l’attenzione si sposta sull’auto che sopraggiungendo da dietro dà il primo colpo all’ultimo veicolo della fila e innesca l’intera catena di urti.
Alla base della disciplina dei tamponamenti ci sono due norme del Codice della Strada. La prima è l’articolo 141, che impone al conducente l’obbligo di regolare la velocità in modo da poter mantenere sempre il controllo del veicolo e arrestarlo in sicurezza davanti a qualsiasi ostacolo prevedibile. Non basta rispettare il limite numerico indicato sul cartello: la giurisprudenza ha chiarito che è possibile essere ritenuti responsabili anche se si viaggia entro i limiti, quando quella velocità non è adeguata alle condizioni reali tra pioggia, buio, traffico intenso, visibilità ridotta.
La seconda norma di riferimento è l’articolo 149 del Codice della Strada che disciplina la distanza di sicurezza tra veicoli. Durante la marcia, chi segue deve mantenere uno spazio tale da poter arrestare tempestivamente il proprio mezzo ed evitare la collisione con quello che precede. Il destinatario della regola è il conducente del veicolo che sta dietro e la finalità è prevenire proprio il tamponamento in caso di frenata improvvisa. Stiamo parlando di una regola costruita per i veicoli in movimento. Se il tamponamento avviene su veicoli fermi in colonna, la dottrina spiega che rientri nell’orbita dell’articolo 141, non del 149.
Sul versante civilistico la norma cardine è l’articolo 2054 del Codice Civile. Il secondo comma stabilisce che nei sinistri tra veicoli si presume che i conducenti abbiano concorso in egual misura a provocare il danno, salvo che ciascuno dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitarlo. È una presunzione di colpa iuris tantum che vale anche nei tamponamenti a catena: il conducente tamponato viene risarcito, ma in linea di principio si considera che abbia una quota di responsabilità , a meno che non provi con elementi concreti di essere stato del tutto irreprensibile nella propria condotta.
Questo quadro di regole porta a una conseguenza: chi si trova coinvolto in un tamponamento multiplo non può limitarsi a dire “il problema è tutto di chi sta dietro di me†o “è colpa del primo che ha sbagliatoâ€. Il sistema, per impostazione, tende a vedere una corresponsabilità diffusa, poi modulabile caso per caso alla luce delle prove.
Quando il tamponamento a catena si verifica con veicoli in movimento, magari in autostrada o in extraurbana, la regola è quella della responsabilità condivisa. Le corti di merito spiegano che, in questi casi l’articolo 2054 si applica a ciascuna coppia di veicoli coinvolta: per ogni tratto della catena, tra tamponante e tamponato, si presume una colpa al 50 per cento, salvo prova contraria.
Se tutte le auto sono in movimento ciascun conducente è chiamato a mantenere una distanza di sicurezza sufficiente per potersi fermare in condizioni improvvise. Se questa distanza non c’è, la presunzione è che chi tampona non l’abbia rispettata, ma anche che chi è tamponato non abbia di per sé una condotta esente da ogni responsabilità , a meno che dimostri di essere stato vittima di un evento totalmente imprevedibile.
In altre parole, il sistema considera la strada come un ambiente in cui tutti sono tenuti a prevedere il comportamento corretto altrui e una certa quota di imprudenza prevedibile degli altri utenti.
La prova liberatoria diventa la chiave. Per uscire dalla presunzione di concorso di colpa, il conducente deve dimostrare attraverso rilievi, perizie, testimonianze, dati telematici di aver mantenuto una distanza adeguata, di aver reagito in tempi congrui e di essersi trovato di fronte a un evento oggettivamente inevitabile, come un urto improvviso e violentissimo alle spalle tale da cancellare ogni possibilità di manovra.
Non è una prova semplice: nella maggior parte dei casi, la ricostruzione tecnica mostra che la combinazione di velocità , distanza e attenzione non è stata ottimale, e la presunzione di corresponsabilità resta in piedi.
Questo approccio smentisce un luogo comune radicato: non è vero in automatico che nel tamponamento a catena in movimento la colpa sia sempre e solo dell’ultima auto. In molti scenari, l’urto iniziale nasce da una frenata insufficiente di un veicolo intermedio, che a sua volta tampona chi lo precede e viene tamponato da chi lo segue. Ogni anello della catena va scomposto e analizzato, con l’articolo 2054 del Codice Civile che applica la presunzione di colpa condivisa su ciascun tratto, salvo chi riesca a tirarsene fuori con prove concrete.
Cambia il discorso se il tamponamento a catena coinvolge veicoli fermi in colonna. Pensiamo alla fila al semaforo, alla coda in autostrada per lavori o per un precedente incidente, alle auto incolonnate davanti al casello. In questi casi la dottrina e la giurisprudenza convergono su un principio: l’unico responsabile degli effetti della catena di urti è in linea di massima il conducente che ha tamponato da tergo l’ultimo veicolo della colonna.
La ragione è intuitiva. Una colonna di auto ferme costituisce un ostacolo prevedibile e per definizione statico. Chi sopraggiunge ha il dovere di regolare la velocità in modo tale da potersi fermare prima di colpire l’ostacolo. Se questo non avviene, si imputa al conducente una violazione dell’articolo 141 del Codice della Strada sulla condotta prudente e indirettamente dei principi generali in tema di sicurezza. La Corte di Cassazione ha ribadito che, in presenza di veicoli fermi in colonna, il conducente che arriva da dietro e li tampona diventa il fattore causale originario di tutti gli urti successivi, salvo la presenza di eventi eccezionali e imprevedibili che interrompano il nesso causale.
In questi scenari, l’auto in cima alla colonna che di solito presenta solo danni posteriori ha in linea di principio diritto a un risarcimento integrale mentre i veicoli intermedi possono vedere modulata la propria posizione in base alle dinamiche, ma restano comunque inquadrati in una catena causata da un soggetto principale: l’ultimo che non si è fermato.
Alcune decisioni hanno precisato che questo orientamento non esclude in teoria micro-concorsi di colpa (per esempio se un’auto intermedia era ferma in modo irregolare), ma il nucleo resta: chi ha dato il primo urto da dietro, se la colonna era ferma, porta sulle spalle la parte più pesante della responsabilità civile.
Sul versante assicurativo, il tamponamento a catena è quasi sempre nemico dell’indennizzo diretto. La procedura Card (Convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto) che consente al danneggiato di rivolgersi alla propria compagnia invece che a quella del responsabile, funziona bene nei sinistri fra due veicoli. Va quasi sempre in crisi quando i veicoli coinvolti diventano tre o più.
Nei sinistri con tre o più veicoli, tipico esempio il tamponamento a catena, il risarcimento diretto non si applica. Ogni danneggiato deve perciò rivolgere la propria richiesta alla compagnia del veicolo che gli ha causato il danno, seguendo la procedura ordinaria. L’assicurato continua a informare la propria compagnia ma il dialogo per la liquidazione avverrà con l’impresa che copre l’auto responsabile.
In un tamponamento in movimento il conducente della terza auto può chiedere per esempio i danni posteriori alla compagnia dell’auto che lo segue e quelli anteriori a quella del veicolo che lo precede se l’accertamento tecnico attribuisce a entrambi una quota di responsabilità . Nei tamponamenti con colonna ferma è tipico che ci si rivolga alla compagnia dell’ultimo veicolo che ha innescato la catena, considerato responsabile degli effetti complessivi.
Per il danneggiato significa tempi spesso più lunghi, istruttorie più complesse, margine maggiore di contenzioso. A fare da contrappeso la Rc auto resta obbligata a risarcire entro i massimali, e le dispute fra compagnie sul riparto delle colpe non possono scaricarsi sul diritto del danneggiato a ottenere il ristoro pieno del danno entro i limiti di legge.
Il terzo trasportato cioè il passeggero ovvero chi siede sul sedile e non ha alcun controllo sulla guida non può essere trascinato nella presunzione di colpa che grava sui conducenti. L’articolo 141 del Codice delle Assicurazioni gli riconosce il diritto di ottenere risarcimento dall’assicurazione del veicolo su cui viaggiava, salvo il caso fortuito, senza bisogno di attendere la definizione del riparto di responsabilità tra i vari conducenti.
La Corte di Cassazione ha dato una lettura estensiva di questa tutela: il passeggero non deve restare intrappolato nel rimpallo di colpe fra le imprese assicuratrici. Può agire fin da subito contro la compagnia dell’auto su cui era a bordo, che poi eventualmente si rivarrà sulle altre assicurazioni coinvolte nel sinistro. Vale anche nei tamponamenti a catena, dove i fronti assicurativi sono molti e il contenzioso può durare a lungo.
Data articolo: Sat, 10 Jan 2026 05:00:10 +0000Fa il suo debutto al Salone di Bruxelles la nuova Fiat Tris, l’erede della mitica Ape Piaggio, reinterpretata per rispondere alle necessità dei professionisti moderni. Un veicolo che guarda al futuro ma che affonda le radici in una tradizione tutta italiana fatta di lavoro, ingegno e mobilità urbana. Oggi però lo scenario è cambiato: le città sono più affollate, le regole sulle emissioni più stringenti e le esigenze dei professionisti sempre più specifiche.Â
Dopo una prima presentazione avvenuta in Marocco, Fiat Tris è pronta a sbarcare anche in Europa. E lo fa con un’identità molto chiara: essere uno strumento di lavoro agile, compatto e perfettamente a suo agio nel traffico urbano. Le dimensioni raccontano una struttura compatta, di 3,17 metri di lunghezza, una misura che consente di muoversi con disinvoltura anche nei centri storici più congestionati.
Il raggio di sterzata di soli 3,05 metri è uno dei suoi punti di forza. Significa poter invertire la marcia in spazi ridottissimi, infilarsi nei vicoli e fermarsi senza problemi per carico e scarico. Il design è essenziale ma proprio per questo funzionale, proprio come l’icona di un tempo. Le superfici sono pulite, la struttura è immediatamente leggibile e il richiamo stilistico ai tre ruote del passato è evidente.
Fiat Tris è stata pensata per affrontare la quotidianità delle consegne urbane, dai corrieri ai piccoli artigiani, passando per servizi comunali e attività commerciali di prossimità , un’utilità che non ha bisogno di essere raccontata, visto che in molti ne portano il ricordo ancora vivido nella memoria.
Uno degli aspetti più interessanti della nuova Tris è la sua versatilità . Fiat la propone infatti in tre configurazioni differenti: cabinato, con pianale o con cassone. Una scelta che permette di adattare il veicolo a utilizzi molto diversi tra loro, senza dover ricorrere a soluzioni aftermarket.
La dotazione di serie include fari anteriori e posteriori Full LED, una scelta che migliora la visibilità e riduce i consumi energetici. Il telaio e la struttura tubolare sono protetti da un trattamento anticorrosione con rivestimento in zinco, dettaglio fondamentale per un mezzo destinato a lavorare tutti i giorni, spesso in condizioni difficili.
Dal punto di vista della capacità di carico, Fiat Tris può trasportare fino a 540 kg di carico utile (RCE) e offre un’area di carico di circa 2,25 metri quadrati, progettata per ospitare un europallet standard. Numeri che la rendono un’alternativa concreta ai piccoli van, soprattutto in ambito urbano.
L’ideologia che si nasconde sotto al cofano è evidente: riuscire a rendere le città d’Europa più vivibili, silenziose e pulite. La stessa filosofia che si cela dietro al Green Deal e che vedrà nel futuro l’affermarsi di vetture elettriche compatte (le cosiddette E-Car). Perciò sulla nuova Tris Fiat ha montato un motore elettrico da 9 kW di potenza e 45 Nm di coppia, appositamente pensato per tragitti brevi come conferma l’autonomia dichiarata.
La batteria presenta una capacità di 6,9 kWh che promette una percorrenza di circa 90 km, un numero che potrebbe far storcere il naso, ma che va interpretato in base alle specifiche di utilizzo di una vettura nata per l’esigenze dell’ultimo miglio, dove le percorrenze giornaliere sono spesso limitate.
La ricarica è semplice: servono 4 ore e 40 minuti collegandosi a una normale presa domestica. Nessuna infrastruttura speciale, nessuna complicazione. Un aspetto fondamentale per piccoli operatori e artigiani che vogliono passare all’elettrico senza stravolgere la propria organizzazione.
Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 15:34:22 +0000Contro un mercato sempre più affollato di SUV costosi, tecnologici e appariscenti, Fiat sceglie la via del pragmatismo. Con il nuovo Qubo L il marchio torinese rilancia il formato ormai destituito del multivan compatto, puntando su praticità , spazio e prezzo accessibile. Una proposta che costruisce le sue basi sulla concretezza, pensata per chi l’auto la usa davvero ogni giorno: famiglie numerose, professionisti, chi ha bisogno di versatilità senza dover inseguire mode, design o soluzioni accessorie.Â
Il nome è quello di un modello che in passato ha fatto felici molti professionisti, soprattutto per la sua capacità di unire dimensioni compatte e grande sfruttabilità interna. La nuova versione L raccoglie quell’eredità e la aggiorna, inserendosi in una fascia di mercato oggi quasi dimenticata, ma ancora richiesta.
Disponibile in variante a 5 o 7 posti,  il Qubo si dimostra un ottimo alleato per un utilizzo quotidiano con spiccate esigenze di carico. Per chi ha bisogno di maggiore flessibilità , Fiat propone la variante a passo lungo da 4,75 metri, disponibile con tre file di sedili. Qui la parola d’ordine è modularità : tre sedili singoli e regolabili nella seconda fila e due sedili estraibili nella terza consentono fino a 144 configurazioni diverse. Un numero che rende bene l’idea di quanto l’abitacolo sia pensato per adattarsi a ogni situazione, dal trasporto passeggeri al carico di oggetti voluminosi.
Non manca l’attenzione ai dettagli pratici, con 27 vani portaoggetti distribuiti nell’abitacolo e una capacità di carico che può arrivare fino a 3 metri di profondità abbattendo anche il sedile del passeggero anteriore. Un’impostazione che guarda più alla funzionalità che all’estetica, ma che proprio per questo risulta efficace.
In un periodo in cui molti costruttori sembrano voler archiviare il gasolio, Fiat porta al Salone di Bruxelles una scelta controcorrente. Sotto il cofano del Qubo L trova spazio una gamma motori razionale e completa, con il diesel ancora protagonista. Il motore a gasolio è proposto con cambio manuale nelle versioni da 100 e 130 CV, oppure con cambio automatico da 130 CV, una soluzione che strizza l’occhio a chi macina molti chilometri o utilizza l’auto per lavoro.
Accanto al diesel non manca un benzina da 110 CV, pensato per chi percorre meno strada o predilige una guida più semplice e silenziosa. Per la prima volta, inoltre, il Qubo L sarà disponibile anche in versione elettrica, con motore da 136 CV, riservata alla configurazione a 5 posti. Una scelta che consente di ampliare l’offerta senza snaturare la vocazione del modello. Per le versioni termiche Fiat dichiara un’autonomia che può arrivare fino a 900 km con un pieno, un dato che rende il Qubo L adatto anche ai viaggi a lunga percorrenza, oltre che all’uso cittadino.
Il vero punto di forza del nuovo Fiat Qubo L resta il posizionamento rispetto alla concorrenza rialzata. Tre i livelli di allestimento disponibili – Pop, Icon e La Prima – pensati per coprire un ampio spettro di esigenze, dall’essenziale al più rifinito. Il debutto negli showroom è previsto per aprile 2026, con un prezzo d’attacco annunciato sotto i 22.000 euro, una soglia ormai rara nel panorama attuale.
Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 13:52:41 +0000Alcune auto passano senza lasciare traccia, altre scolpiscono per sempre il loro nome negli annali. Si inserisce a pieno titolo nella seconda categoria la Ferrari F2004, indimenticabile monoposto guidata da Michael Schumacher ora celebrata dalla linea LEGO Icons con un set dedicato. Artefice di un anno da incorniciare per il pilota e l’intera scuderia di Maranello, il bolide incarnò una supremazia tecnica talmente schiacciante da negare ogni diritto di replica alle rivali.
Composto da 735 pezzi al prezzo di 69,99 euro l’uno, il set debutterà nei negozi il 1° marzo 2026, rivolto a un pubblico adulto, di collezionisti e appassionati, che portano nel cuore le domeniche pomeriggio di vent’anni fa. LEGO, nome imbattibile nel genere, cerca di restituire le stesse sensazioni di allora attraverso una riproduzione fedele fino al minimo dettaglio di un monumento nella storia del motorsport.
Su diciotto Gran Premi complessivamente disputati il team ebbe la meglio in ben quindici occasioni, tredici delle quali firmate da Michael Schumacher, che sigillò il suo settimo e ultimo mondiale con un anticipo dai contorni quasi irreali. Qualunque fossero le condizioni, l’idolo di un popolo intero entrava in perfetta simbiosi con la vettura non appena si infilava il casco. Il lavoro tendente al maniacale dei tecnici costruì un mostro di potenza e precisione in ogni curva, l’apice della sinergia tra Maranello e Bridgestone, le cui immagini fanno ancora oggi venire un sussulto ai fan di lunga data.
LEGO ripercorre la supremazia. Pulita e priva di fronzoli, la livrea rossa risplende, mentre sulle gomme la marchiatura Bridgestone riporta alla memoria lo stile di una vettura salita al mito per un pezzo da esposizione pura, lontano dal concetto di giocattolo tradizionale.
Accanto alla monoposto, la presenza della minifigure di Michael Schumacher con la tuta Ferrari e il casco d’ordinanza aggiunge un peso emotivo imprescindibile. Pilota e macchina sono un’entità unica nel ricordo dei tifosi, ed è giusto che tornino a esserlo anche in questa versione in scala.
Il lancio della F2004 si inserisce in una trilogia di celebrazioni, comprensiva anche della McLaren MP4/4 di Ayrton Senna e la Williams FW14B di Nigel Mansell. Il brand danese si prefigge di raccontare epoche diverse, legandole con un sottile filo rosso che gli amanti delle corse individueranno al primo colpo: il dominio assoluto della scena mondiale. Trasformare la storia della Formula 1 in un oggetto fisico e costruibile è un modo per tramandare le imprese e, al tempo stesso, strizzare l’occhio a chi quei momenti così epici li ha vissuti in diretta, comodamente sul divano o sulle tribune.
Nel 2026, a distanza di oltre vent’anni dal suo debutto in pista, la Ferrari F2004 rivive una sorta di seconda giovinezza e tocca le corde emotive della tifoseria di Michael Schumacher, che ha da poco compiuto 57 anni, immancabilmente lontano da occhi indiscreti. In certi casi, il silenzio è la forma più alta di rispetto. Davanti alla Ferrari F2004 e al mito del “Kaiser”, i mattoncini LEGO dicono già tutto: il resto è pura emozione.
Data articolo: Fri, 09 Jan 2026 12:31:31 +0000