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News passione motori

News n. 1
I caschi di Leclerc e Hamilton diventano set Lego

Una novità per gli appassionati della Formula 1 arriva da Lego, che presenta due set dedicati ai caschi dei piloti Ferrari Leclerc e Hamilton. Un modo per festeggiare l’apertura della nuova stagione a Melbourne, che per l’occasione ha visto i piloti indossare due caschi Lego a grandezza naturale nei paddock.

Due set che ampliano la collaborazione tra Lego e Ferrari, che dopo numerosi modelli stradali e vetture da pista, ora si concentra su gli accessori dedicati ai piloti.

Il set Charles Leclerc

Il set dedicato a Charles Leclerc, uno dei volti più influenti del momento, pone una grande attenzione ai dettagli, ricreando in maniera fedele tutte le grafiche e i colori della versione originale. Ben886 mattoncini vanno a comporre un oggetto che misura 18 centimetri di altezza, 11 di larghezza e 13 di profondità, diventando un ottimo pezzo da esposizione, adatto a tutte le mensole.

Il set viene impreziosito da una base espositiva che mantiene il casco nella sua posizione, oltre a una piccola figure di Leclerc e una targhetta con tanto di firma.

Il prezzo ufficiale del set è di 89,99 euro, una cifra in linea con gli altri prodotti Lego destinati agli adulti e agli appassionati di motorsport.

Il set Lewis Hamilton

Accanto al modello dedicato a Leclerc arriva anche quello ispirato al casco di Lewis Hamilton, anch’esso uno dei piloti più iconici della storia recente della Formula 1. Il set è molto simile nelle dimensioni, ma riproduce ovviamente la grafica personale del sette volte campione del mondo.

Il casco Lego di Hamilton è composto da 884 elementi e mantiene le stesse dimensioni del modello dedicato al compagno di squadra: 18 x 11 x 13 centimetri. Anche in questo caso il prezzo è fissato a 89,99 euro, con un target che guarda sia ai fan del pilota britannico sia ai collezionisti Ferrari.

L’attenzione ai dettagli è uno degli aspetti più interessanti del set. I designer Lego hanno lavorato per replicare il più possibile le linee e i colori del casco reale, utilizzando combinazioni di pezzi che permettono di rendere al meglio la forma aerodinamica tipica di un casco da gara.

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I caschi a grandezza naturale a Melbourne

La vera sorpresa, però, è arrivata direttamente nel paddock del Gran Premio d’Australia. Per celebrare il lancio dei nuovi set, Lego ha realizzato due caschi a grandezza naturale utilizzando oltre 7.000 mattoncini ciascuno.

Per completare ogni casco sono state necessarie circa 60 ore di lavoro, con una costruzione realizzata da designer e costruttori specializzati dell’azienda. Il risultato è una replica incredibilmente fedele, che ha attirato l’attenzione di fotografi e tifosi presenti nel paddock.

Le repliche a grandezza naturale non saranno messe in vendita, ma rappresentano una dimostrazione spettacolare delle possibilità creative dei mattoncini Lego. Allo stesso tempo, servono anche come vetrina perfetta per promuovere i set destinati al pubblico.

Con questa iniziativa, Lego continua a rafforzare il legame tra costruzioni e motorsport, un binomio che negli ultimi anni ha conquistato sempre più appassionati. E per i fan della Ferrari, costruire il casco di Leclerc o Hamilton potrebbe diventare un modo originale per sentirsi ancora più vicini alla propria squadra del cuore.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 09:14:22 +0000
News n. 2
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane per l’8 marzo 2026 vede alcuni eventi significativi. Si registra una coda per safety car con scorta veicoli sulla A1 Milano-Napoli tra Fiorenzuola e Fidenza, mentre diverse tratte sono interessate dalla nebbia, che limita la visibilità a circa 100 metri, in particolare sulla A16 Napoli-Canosa e sulla A27 Venezia-Belluno. Di seguito il dettaglio degli eventi per tratta.

A1 – Milano-Napoli



09:02 – Fiorenzuola e Fidenza
Coda per safety car con scorta veicoli
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 78.2 al chilometro 74.0 per una lunghezza di 4.2 km.

A16 – Napoli-Canosa



08:37 – Grottaminarda e Vallata
Nebbia a banchi con visibilità di 100 metri
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 104.2 al chilometro 81.7 per una lunghezza di 22.5 km.

A22 – Brennero-Modena



07:31 – Mantova Nord e Reggiolo Rolo
Nebbia a banchi
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 285.6 al chilometro 256.2 per una lunghezza di 29.4 km.

A27 – Venezia-Belluno



08:05 – Nodo A27/A57 Tangenziale di Mestre e Venezia
Nebbia con visibilità di 100 metri
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 5.0 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 5.0 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 08:08:00 +0000
News n. 3
Torna il WOW Women Motor a Imola, oggi 8 marzo

Oggi, domenica 8 marzo 2026, torna WOW Women Motor. Si tratta della quarta edizione dell’evento dedicato all’empowerment femminile nel motorsport e nelle discipline STEM. L’evento in questione si svolge presso l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola.

L’evento in questione rientra nel calendario della Giornata Internazionale della Donna e si compone di una lunga serie di attività gratuite oltre che di un convegno pomeridiano dedicato ai temi della parità di genere e dell’orientamento alle professioni tecnico-scientifiche.

L’iniziativa è aperta al pubblico. A promuovere WOW Women Motor, evento che entra a far parte di un protocollo d’intesa tra istituzioni e soggetti del territorio, sono il Comune di Imola, Formula Imola, Con.Ami e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Ecco i dettagli.

Un evento da non perdere

Il programma di WOW Women Motor è ricco di eventi e iniziative. Nella mattinata, infatti, sono previsti diversi workshop esperienziali oltre a una serie di attività legate alla sicurezza stradale, organizzate grazie a una stretta collaborazione con alcune delle più importanti realtà della Motor Valley, come Ferrari, Ducati e Lamborghini.

Da segnalare che il calendario degli eventi include anche una parata di auto storiche guidate da donne, con organizzazione da parte di Asi, e la possibilità di effettuare tour guidati sulla pista di Imola, una delle più affascinanti al mondo, con un prezzo speciale per tutte le donne che decideranno di partecipare.

A margine della manifestazione sarà possibile visitare anche la mostra fotografica “Donne e Motori: Gioie e Basta“, che sarà curata dal Museo Fratelli Cozzi, un museo privato che rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati del mondo dei motori.

Il convegno

A partire dalle 14:30, invece, è programmato il convegno che comprenderà anche interviste e testimonianze sulla parità di genere. Tra le protagoniste dell’evento ci sarà anche Rachele Somaschini, pilota di rally che ha partecipato al Rally Dakar.

A completare la giornata di iniziative di WOW Women Motor ci sarà l’assegnazione di una serie di Premi WOW, riservati a donne che si sono distinte per le loro competenze e per il loro impatto sul territorio.

Per il programma completo della quarta edizione di WOW Women Motor vi rimandiamo al sito ufficiale dell’Autodromo di Imola (autodromoimola.it) e, in particolare, alla sezione Eventi. Da qui è possibile iscriversi ai workshop, agli eventi e al convegno (i posti sono limitati).

Le parole dei protagonisti

Il sito ufficiale dell’Autodromo di Imola ha pubblicato alcune dichiarazioni che riportiamo di seguito. Marco Panieri, sindaco di Imola, ha sottolineato:

“Attraverso questa manifestazione Imola rinnova il proprio impegno nel valorizzare talento e merito, promuovendo innovazione e pari opportunità senza distinzioni di genere”

Elena Penazzi, assessora al turismo, all’autodromo e ai grandi eventi, ha aggiunto:

“Oggi WOW non è più un singolo evento, ma un percorso articolato di iniziative concrete che coinvolgeranno sempre più giovani e scuole, senza distinzione di genere. L’obiettivo è lavorare alla creazione di un hub permanente di formazione WOW, capace di generare opportunità stabili e durature”

Elisa Spada, vicesindaca di Imola e assessora alle Politiche di Genere, ha concluso:

“WOW si distingue per la sua trasversalità e per la capacità di fare rete tra imprese, istituzioni e università dell’intera Motor Valley, mettendo al centro l’Autodromo come motore di una cultura della parità e dell’inclusione”

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 06:30:54 +0000
News n. 4
Renault inizia bene il 2026: immatricolazioni in netta crescita in Italia

Il marchio Renault ha iniziato il 2026 in modo molto positivo, con una decisa accelerazione rispetto ai risultati registrati lo scorso anno. La conferma arriva dai dati di vendita del primo bimestre. Si tratta di un’ottima base di partenza in vista di quello che potrebbe essere un anno da ricordare per il marchio che da tempo ha avviato un programma di rinnovamento della gamma, puntando su modelli elettrificati e sul ritorno di alcune vetture iconiche. Andiamo ad analizzare, quindi, i risultati del marchio francese.

Il 2026 parte bene

Il marchio Renault, come confermato dai dati UNRAE, ha chiuso il primo bimestre del 2026 con ottimi risultati in Italia. Tra gennaio e febbraio, infatti, le immatricolazioni sono state pari a 14.319 unità con un incremento del 19,54% rispetto ai dati dello scorso anno (a fronte di un mercato che cresce del 10,2%) e con una quota di mercato del 4,79%. Si tratta di un cambio di passo netto che mette in evidenza l’ottimo lavoro svolto dal brand in questi ultimi anni, con tante novità che hanno arricchito la gamma.

A guidare il marchio francese sul mercato italiano è la Renault Clio, aggiornata di recente. La segmento B, infatti, ha raggiunto un totale di 5.747 unità immatricolate nel bimestre, risultando la berlina più venduta del suo segmento con un incremento di quasi il 43% nel confronto ai dati raccolti lo scorso anno.

Ricordiamo che la Clio ha appena fatto il suo debutto con la sesta generazione, modello di cui abbiamo realizzato un approfondimento dedicato. La Casa francese, inoltre, ha lanciato di recente diversi altri modelli interessanti, come la Renault 5, e punta a conquistare il mercato delle auto più compatte grazie a un progetto molto ambizioso come la Nuova Twingo che ha tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio da protagonista in Italia.

Inizio positivo anche in Europa

Renault ha registrato un buon inizio di 2026 anche sul mercato europeo. In questo caso, per illustrare la crescita del brand, andiamo a considerare i risultati ottenuti da Renault a gennaio 2026, confermati dai dati di ACEA (i risultati di febbraio arriveranno soltanto tra qualche settimana).

In un mercato che cala del 3,9% (il dato si riferisce all’intera Ue), il marchio francese cresce del 3,9% con un totale di oltre 45 mila unità immatricolate e un market share del 5,7%. Considerando l’intero mercato europeo (Ue, Paesi Efta e Regno Unito), in calo del 3,6% a gennaio, il brand ha chiuso in crescita del 4,4%, con un totale di 50.605 unità vendute.

Dando uno sguardo ai singoli mercati europei (con dati aggiornati a febbraio e non a gennaio come il dato citato in precedenza per l’Europa), notiamo vendite stabili (-0,8%) per il marchio in Francia, il mercato “di casa” dove in due mesi sono stati immatricolati quasi 42 mila esemplari, come evidenziato dai dati CCFA. Da segnalare, però, una sostanziale crescita nel Regno Unito dove, con oltre 8 mila unità immatricolate, il brand è cresciuto del 12% su base annua, come confermano i dati SMMT.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 06:30:33 +0000
News n. 5
Successione dell’auto: come presentare la dichiarazione e quanto costa

Quando una persona muore tutti i beni in suo possesso entrano nel patrimonio ereditario e sono trasferiti agli eredi secondo le regole fissate nel diritto civile. Tra questi rientrano anche i veicoli nei pubblici registri, come automobili, motocicli o camper. La successione ereditaria consiste proprio nel passaggio dei diritti e delle obbligazioni del defunto ai soggetti che ne diventano eredi. Si tratta di un passaggio che si apre nel momento del decesso e si conclude con l’attribuzione dei beni ai beneficiari.

Nel caso delle automobili il trasferimento non è automatico dal punto di vista amministrativo. Anche se l’erede acquisisce giuridicamente il bene con l’apertura della successione, la proprietà del veicolo deve essere aggiornata nei registri pubblici ovvero nel Pubblico Registro Automobilistico. Senza questo passaggio l’auto rimane intestata al defunto con tutte le conseguenze del caso, dalla gestione dell’assicurazione fino alla vendita del veicolo o al pagamento del bollo.

Dopo il decesso del proprietario è consentito continuare a circolare con l’auto ancora intestata al defunto per un periodo massimo di 30 giorni dalla data della morte. Trascorso questo termine non si può fare a meno di aggiornare l’intestazione del veicolo attraverso il passaggio di proprietà, con l’adeguamento della polizza auto. Una volta formalmente accettata l’eredità gli eredi sono tenuti a effettuare il passaggio di proprietà per successione così da regolarizzare l’intestazione del veicolo nei registri ufficiali.

Ecco quindi che da una parte occorre fare i conti con la procedura successoria generale che riguarda il patrimonio del defunto ed è gestita tramite la dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle entrate. Dall’altra c’è una procedura legata alla circolazione dei veicoli che richiede l’aggiornamento dei registri automobilistici per individuare il nuovo proprietario.

Dichiarazione di successione dell’auto ereditata

La successione ereditaria si apre nel momento della morte e comporta l’obbligo di comunicare allo Stato la composizione del patrimonio ereditario. Avviene attraverso la dichiarazione di successione, un documento che indica chi sono gli eredi e quali beni compongono l’eredità, dai conti correnti agli immobili fino ai beni mobili registrati come automobili o motocicli.

La dichiarazione deve essere presentata all’Agenzia delle entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Il documento permette all’amministrazione fiscale di calcolare le imposte e di formalizzare il trasferimento dei beni inclusi nell’eredità.

All’interno della dichiarazione viene inserita anche l’auto intestata al defunto ovvero i dati del veicolo e il valore stimato del bene. In ogni caso la dichiarazione di successione non basta da sola a modificare l’intestatario dell’automobile nei registri automobilistici. Una volta accettata l’eredità, gli eredi devono infatti avviare una seconda procedura amministrativa per trascrivere la successione al PRA.

L’accettazione dell’eredità e la trascrizione al PRA

Il passaggio successivo è dunque l’accettazione dell’eredità, l’atto con cui gli eredi dichiarano di voler subentrare nei diritti e negli obblighi del defunto. Può avvenire attraverso una dichiarazione formale oppure in forma tacita quando l’erede compie atti che dimostrano la volontà di accettare il bene.

Ai fini della gestione dell’auto serve un documento che attesti l’accettazione che viene utilizzato per la trascrizione della successione nel Pubblico Registro Automobilistico e dell’aggiornamento del nome dell’intestatario del veicolo.

La richiesta di trascrizione al PRA deve essere presentata entro 60 giorni dall’atto di accettazione dell’eredità in quanto ogni trasferimento di proprietà di un veicolo deve essere registrato dal Codice della Strada. Per avviare la pratica bisogna presentare con il numero della targa del veicolo, i documenti di identità degli eredi e i codici fiscali. Le porte degli uffici a cui bussare sono quelle del PRA, della Motorizzazione civile o degli sportelli ACI che gestiscono le pratiche automobilistiche.

Una volta registrata la successione, il veicolo viene intestato agli eredi che hanno accettato l’eredità. Se sono più di uno e vogliono attribuire l’auto a una sola persona serve un altro passaggio di proprietà mediante cessione delle quote da parte degli altri eredi.

Quanto costa ereditare un’auto

Dal punto di vista economico, la successione di un’auto comporta di affrontare i costi fissi di diritti della Motorizzazione civile, pari a 10,20 euro, gli emolumenti ACI per la registrazione al PRA che ammontano a 27 euro e l’imposta di bollo per l’aggiornamento della carta di circolazione di 16 euro. A queste spese si aggiunge l’imposta di bollo per la registrazione dell’atto al PRA di 48 euro. La voce più rilevante è però l’Imposta provinciale di trascrizione che varia in base alla potenza del veicolo espressa in kilowatt e può essere maggiorata dalle singole province.

Il costo minimo per la pratica di successione automobilistica si aggira quindi intorno a 100 euro nei casi più semplici, ma sale quando si aggiunge l’IPT o la pratica viene affidata a un’agenzia di pratiche auto che applica un compenso per il servizio.

L’imposta di successione viene invece calcolata sull’intero valore del patrimonio ereditato e non sul singolo bene. In Italia il sistema prevede aliquote contenute e franchigie molto elevate. Ad esempio nel caso di trasferimenti a favore del coniuge o dei figli, l’aliquota è del 4% e si applica solo sulla parte di eredità che supera un milione di euro per ciascun beneficiario.

Nella maggior parte delle successioni familiari l’auto non genera alcuna imposta aggiuntiva perché il valore del veicolo è in genere inferiore alla soglia prevista dalla legge. L’auto viene comunque indicata nella dichiarazione di successione, ma il peso fiscale dipende dal valore di tutta l’eredità e non dal singolo bene.

Cosa cambia tra la successione e la vendita

Le differenze tra passaggio di proprietà per vendita e passaggio di proprietà per successione riguardano la procedura da seguire e i soggetti coinvolti nel trasferimento del veicolo. Nel caso di vendita dell’auto, il trasferimento della proprietà avviene tra il proprietario del veicolo e l’acquirente, con un unico passaggio che consente di registrare il nuovo intestatario.

Quando invece il veicolo proviene da successione ereditaria, gli eredi devono registrare il passaggio di proprietà dal defunto a loro favore. Solo dopo questa intestazione possono nel caso vendere il veicolo a un terzo con un nuovo passaggio di proprietà. Non è possibile quindi trasferire l’auto dal defunto a un nuovo acquirente perché la normativa prevede la trascrizione preliminare della proprietà agli eredi.

Data articolo: Sun, 08 Mar 2026 05:00:34 +0000
News n. 6
Che auto guida Maria De Filippi, un colosso tedesco impossibile da ignorare

Giù le mani da C’è posta per te. Per milioni di italiani il programma di Maria De Filippi è un “rito sacro”, un enorme contenitore delle relazioni umane esplorate in tutta loro complessità, ma in pochi immaginano l’auto su cui la conduttrice viaggia quotidianamente per raggiungere gli studi Elios. Se in TV la vediamo muoversi con estrema discrezione tra le storie della gente comune, quando scende in strada “Queen Mary” libera il potenziale di un SUV pensato per le lunghe distanze.

SUV da oltre 5 metri: il prezzo del MY26

Se ci pensiamo, il fatto che una professionista abituata a gestire macchine produttive imponenti abbia scelto un modello così prestante è una scelta logica. Già nel 2023 alcuni scatti apparsi sul web ritraevano Maria De Filippi mentre scaricava le buste della spesa dalla sua amata Audi Q7, un’auto mastodontica lunga la bellezza di 506 cm. La vettura a ruote alte di Ingolstadt, disponibile con il Model Year 2026 a partire da circa 78.000 euro in Italia, dà il meglio di sé nei tratti più impegnativi e insidiosi, collocandosi a livello di impatto estetico sullo stesso piano delle connazionali BMW X5 e Mercedes GLE.

Salendo a bordo, la sensazione è quella di trovarsi in un salotto d’alta quota dove privacy e tecnologia convivono armoniosamente. Pelle, alluminio e legno vero elevano il valore percepito dell’abitacolo, organizzato attorno al sistema di infotainment a doppio touchscreen che domina la plancia con un design pultio e razionale. Sebbene le dimensioni da “transatlantico” lascino pensare a un mezzo impacciato nei movimenti, la trazione integrale e le sospensioni pneumatiche le conferiscono un’agilità di cui far tesoro negli ingorghi urbani.

Il cuore tecnologico risiede in una gamma motori che privilegia la coppia e la fluidità di marcia. La spina dorsale dell’offerta è composta dai propulsori V6 da 3.0 litri con supporto mild-hybrid, capaci di erogare 231 o 286 CV nelle versioni a gasolio. Un gradino sopra troviamo le varianti plug-in hybrid con potenze fino 462 CV di potenza, e all’apice la SQ7, spinta da un muscolare V8 biturbo da 507 CV che permette di abbattere la soglia dei quattro secondi nello scatto breve. La precisione della trazione quattro e la rapidità di innesto del cambio automatico a 8 marce assicurano performance eccezionali in rapporto alle dimensioni.

C’è posta per te: il ritorno dopo la pausa

Dall’asfalto ai riflettori, l’attesa per i telespettatori è finita. Sabato 7 marzo, Maria De Filippi riapre la busta più famosa d’Italia. Dopo la pausa strategica decisa da Mediaset per evitare la finale del Festival di Sanremo (vinto da Sal Da Vinci), C’è posta per te torna a presidiare la prima serata con nuove storie di amore e riconciliazione. La puntata si preannuncia carica di tensione emotiva. Oltre ai racconti di gente comune, i postini storici – Gianfranco Apicerni, Marcello Mordino, Chiara Carcano e Andrea Offredi – hanno recapitato inviti che promettono grandi sorprese. Mentre la stagione volge verso l’epilogo, previsto per la metà di marzo prima del passaggio di testimone al Serale di Amici, Maria si conferma ancora una volta la guida indiscussa del weekend italiano, sia che si trovi al centro dello studio, sia che stringa il volante della sua potente Audi.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 20:05:56 +0000
News n. 7
I SUV più venduti in Italia: la classifica aggiornata a febbraio 2026

Il mercato dei SUV continua a crescere in Italia, con volumi sempre molto elevati. I modelli a ruote alte sono ormai i preferiti dagli automobilisti italiani al momento della scelta della nuova vettura da acquistare.

Non tutti i modelli però hanno lo stesso successo. Alcuni SUV, infatti, riescono a raggiungere volumi di vendita decisamente più elevati rispetto ad altri. Ecco quali sono i più venduti in Italia considerando i dati di febbraio 2026 forniti da UNRAE.

I più venduti a febbraio 2026

Per analizzare le vendite di SUV in Italia andremo a considerare i vari segmenti di mercato. Partiamo dal segmento A. A guidare il segmento, in questo caso, c’è la Toyota Aygo X, con 3.123 unità vendute nel corso del secondo mese dell’anno. Il modello di Toyota è quasi l’unica alternativa tra le vetture di segmento A, porzione del mercato più orientata alle berline come la Fiat Panda, la vettura più venduta in Italia.

Per quanto riguarda il segmento B del mercato, invece, il primo posto spetta alla Jeep Avenger, con un totale di 5.984 unità vendute. Il modello si conferma come il SUV più venduto in assoluto in Italia, staccando di poche centinaia di unità la Grande Panda, che già punta al sorpasso nei prossimi mesi, dopo aver chiuso il mese con 5.500 esemplari immatricolati. Più indietro un altro modello di successo come la Toyota Yaris Cross, che si ferma a 3.736 unità.

Per il segmento C del mercato, invece, la prima posizione è occupata dalla Volkswagen Tiguan che ha totalizzato 2.448 unità vendute, precedendo la Nissan Qashqai e la BMW X, che si fermano a 2.330 e 2.175 esemplari rispettivamente, in una porzione di mercato quanto mai ricca di modelli di grandissimo interesse.

Salendo ancora, invece, passiamo al segmento D con la prima posizione che viene occupata dalla BYD Seal U, con 1.397 unità vendute. Il SUV è anche leader del mercato delle ibride plug-in e sta dando un contributo importante alla crescita del marchio in Italia. Sul podio ci sono anche Mercedes GLC e BMW X3, rispettivamente con 850 e 799 unità.

A completare l’analisi dei SUV più venduti c’è la classifica dedicata al segmento E/F. In questo caso, al primo posto troviamo la Range Rover Sport, che ha raggiunto 269 unità superando la BMW X5, seconda con 224 esemplari, e la Mercedes GLE, terza con 186 immatricolazioni.

La classifica generale del 2026

Considerando i dati di febbraio, ecco le classifiche aggiornate per quanto riguarda i SUV più venduti nel 2026 in Italia:

Segmento A:

  • Toyota Aygo X: 6.152
  • Dacia Spring: 899

Segmento B

  • Jeep Avenger: 11.144
  • Fiat Grande Panda: 8.799
  • Citroen C3: 6.646

Segmento C

  • Nissan Qashqai: 4.490
  • Volkswagen Tiguan: 4.425
  • BMW X1: 4.264

Segmento D

  • BYD Seal U: 3.216
  • BMW X3: 1.966
  • Mercedes GLC: 1.618

Segmento E/F

  • BMW X5: 521
  • Range Rover Sport: 499
  • Mercedes GLE: 369

Dopo i primi due mesi di 2026, quindi, il modello più venduto in assoluto tra i SUV, considerando tutti i segmenti di mercato, continua a essere la Jeep Avenger.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 15:15:09 +0000
News n. 8
Le auto cinesi hanno conquistato i giovani, non solo in Europa

Negli ultimi anni, il mercato delle quattro ruote a livello globale ha registrato una forte crescita delle auto cinesi ovvero di vetture prodotte da costruttori con sede in Cina e che puntano a un’espansione anche in altri mercati. Queste Case hanno lanciato nuovi brand e, in alcuni casi, hanno acquistato marchi già attivi sul mercato, avviando un programma di rilancio.

Il risultato degli investimenti degli ultimi anni inizia a fare i primi frutti. Gli automobilisti più giovani sono ora disposti ad acquistare una nuova auto cinese, in alternativa alle proposte dei marchi storici. La conferma arriva da un’indagine che ha coinvolto i consumatori americani. In Europa, invece, i marchi cinesi si stanno già ritagliando una fetta importante del mercato.

Un trend irreversibile?

La conferma di quanto detto in apertura arriva da un’indagine di Cox Automotive, realizzata a inizio 2026 e che ha coinvolto la Gen Z americana che sembra essere disposta a “tradire” i marchi locali e quelli europei per passare a un’auto cinese. Per gli Stati Uniti, questo passaggio è molto difficile, vista la guerra commerciale e le limitazioni applicate dal governo locale ai prodotti cinesi.

In Europa, invece, l’espansione delle nuove Case in arrivo dalla Cina è già iniziata e continua a ritmo sostenuto, come confermano anche i recenti dati di vendita. Questo trend va avanti da tempo e ha registrato un’accelerazione significativa negli ultimi mesi, anche in Italia dove segnaliamo, ad esempio, la crescita di BYD, con numeri sempre più importanti.

Nel nostro mercato, tanti automobilisti hanno già scelto un brand cinese, convinti dalla qualità del modello ma anche da un prezzo più accessibile e in grado di offrire un risparmio netto rispetto alle alternative tradizionali.

L’interesse è cresciuto

Secondo l’indagine, circa il 38% degli automobilisti americani ha espresso un’apertura verso i brand cinesi. Questa quota, però, sale in modo significativo andando a considerare gli automobilisti della Gen Z, nati nella seconda metà degli anni ’90 e nei primi anni 2000. In questo caso, infatti, il 69% degli intervistati sarebbe pronto a valutare l’acquisto di un’auto cinese.

Un fattore importante nel raggiungimento di questi risultati è probabilmente legato alla capacità delle Case con base in Cina di realizzare auto elettriche di alta qualità e con un buon rapporto qualità/prezzo.

Un limite all’espansione

Negli Stati Uniti, per via delle barriere commerciali, le Case cinesi sono ancora poco note e, soprattutto, sono quasi del tutto assenti in termini di vendite e per quanto riguarda la rete di vendita e assistenza, con molti rivenditori che non sembrano interessati a puntare su questi marchi.

Si tratta di un limite alla crescita molto importante e che, nel corso del prossimo futuro, potrebbe rendere quasi impossibile per BYD, Geely e altre Case raggiungere i risultati che, invece, stanno mettendo in mostra in Europa. La situazione andrà monitorata con attenzione nel corso dei prossimi anni. Potenzialmente, i margini di crescita delle aziende con base in Cina sono molto significativi.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 14:15:19 +0000
News n. 9
Ladri non riescono a far partire una Tesla e perdono il bottino

Sapevano come impugnare una pistola, ma non come avviare una Tesla. La serata di terrore vissuta mercoledì 4 marzo dal titolare di un negozio di collezionismo a Veglie, in provincia di Lecce, si è chiusa con un finale grottesco: i rapinatori, dopo aver legato e derubato il giovane, sono rimasti “bloccati” all’interno della sua auto. L’impossibilità di far partire la vettura ha mandato in fumo un colpo potenzialmente da manuale, spingendo i criminali a ripiegare su una fuga disperata a bordo di un SUV tradizionale, rubato sotto minaccia al padre della vittima.

L’imprevisto in auto

L’azione dei malviventi è stata fulminea. In due, con i volti coperti dai cappucci, hanno fatto irruzione nell’ufficio poco prima della chiusura. Uno dei rapinatori, armato di pistola, non ha lasciato spazio a reazioni: sotto la minaccia dell’arma, il gestore 26enne e un amico che si trovava con lui sono stati immobilizzati e legati. Una volta messi fuori gioco i presenti, i ladri sono passati alla fase operativa. Oltre a circa 500 euro in contanti e ai cellulari, l’obiettivo principale dell’operazione era la merce: numerosi box di carte Pokemon, oggetti che nel mercato del collezionismo moderno possono raggiungere cifre da capogiro. Soddisfatti del bottino, i malviventi si sono fatti consegnare le chiavi dell’auto del giovane titolare, una Tesla parcheggiata proprio davanti all’ingresso, pronti a dileguarsi.

Ma proprio a questo punto il piano, liscio come l’olio sulla carta, ha iniziato a mostrare le prime crepe. I rapinatori sono saliti a bordo della vettura americana, peccato per loro che qualcosa li abbia ostacolati: nonostante avessero le chiavi (o la card magnetica), non sono riusciti a mettere in moto. Non è dato conoscere con esattezza la natura del problema, di certo però la Tesla è rimasta immobile.

Proprio in quegli istanti di concitazione, il destino ha voluto che sul posto arrivasse una Volvo con a bordo il padre del giovane commerciante. L’uomo, ignaro di quanto stesse accadendo, si è ritrovato nel bel mezzo della fuga fallita dei malviventi. I due, ormai alle strette e con la Tesla bloccata, sono scesi dal veicolo e hanno puntato la pistola contro il genitore, costringendolo a cedere le chiavi del suo SUV.

La fuga e la refurtiva abbandonata

Sotto minaccia, il padre del ragazzo è stato costretto ad assecondare le richieste dei rapinatori, che si sono dati alla macchia a bordo della Volvo facendo perdere le proprie tracce. Tuttavia, nella fretta e nel caos del cambio d’auto forzato, i ladri hanno commesso un errore fatale: gran parte della preziosa refurtiva, inclusi i box di carte Pokemon, è rimasta abbandonata a bordo della Tesla ferma in strada.

I carabinieri, giunti immediatamente sul posto dopo l’allarme, hanno avviato i rilievi e stanno ora passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. La dinamica suggerisce che i malviventi sapessero esattamente cosa cercare nel negozio, ma avessero sottovalutato la complessità tecnologica del veicolo scelto per la fuga. Fortunatamente la vicenda si è conclusa senza feriti, ma con un grosso spavento per la famiglia e un monito per i criminali: nell’era delle auto “smart”, anche scappare non è più facile come una volta.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 10:29:48 +0000
News n. 10
Perché copiare all’esame della patente sarà più difficile

Per migliaia di ragazzi (e non solo) l’esame della patente è uno dei momenti emotivamente più carichi. Se barare nella prova pratica è pressoché impossibile — o sai guidare, o l’istruttore se ne accorge alla prima rotatoria — la prova teorica ha sempre rappresentato un terreno più scivoloso. Dal vecchio foglietto nascosto nella manica a veri e propri “kit da spia”, i quiz a crocette hanno spesso generato tentativi di truffa, tuttavia quei giorni potrebbero essere ormai giunti al capolinea. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dichiara guerra aperta ai furbetti introducendo il jammer in centinaia di centri della motorizzazione civile per premiare il merito e, come effetto indiretto, garantire una maggiore sicurezza sulle strade che percorriamo ogni giorno.

Come funziona il jammer

Fino ad oggi, i controlli nelle aule della motorizzazione civile si basavano principalmente sulla vigilanza umana e sulla consegna obbligatoria dei dispositivi elettronici prima dell’inizio della prova. Ma la tecnologia corre veloce e non rimanere al passo coi tempi può fare il gioco dei malintenzionati, pronti a capitalizzare qualsiasi fragilità per aggirare il sistema.

Auricolari invisibili accoppiati a smartphone occultati permettono a complici esterni di leggere le domande e suggerire le risposte in tempo reale, ma cosa accadrebbe se il segnale venisse disturbato? Lo scopo del jammer è esattamente questo: rendere impossibile qualsiasi tipo di comunicazione wireless all’interno dell’aula. Entrando nel dettaglio, l’apparecchio satura le bande di frequenza dedicate allo scambio dati. Che si tratti di un segnale internet o di una connessione satellitare, il jammer rende la linea inutilizzabile, una specie di bolla digitale dove nessun bit riesce a passare, e neutralizza perciò all’istante qualsiasi tentativo di connessione tra il candidato e complici presenti fuori dall’aula.

Le aule blindate e le eccezioni

Il piano del Ministero prevede l’installazione dei jammer in 130 aule della motorizzazione civile sparse su tutto il territorio nazionale al fine di creare un ambiente sterile, in cui l’unica risorsa a disposizione del candidato sia la propria preparazione teorica. Del resto, permettere di conseguire la licenza senza conoscere la segnaletica o le precedenze rischia di mettere a serio repentaglio l’incolumità del guidatore stesso e degli altri utenti della strada.

Nonostante l’efficacia del sistema, esiste comunque un limite invalicabile: la salute. Le onde emesse dal dispositivo potrebbero infatti interferire con il corretto funzionamento di apparecchiature come pacemaker, defibrillatori sottocutanei o glucometri per il monitoraggio del diabete. L’ente regolatore ha pertanto previsto la possibilità per chiunque debba sostenere l’esame e sia portatore di tali strumenti di presentare un apposito certificato medico. In questi casi, verranno organizzati turni d’esame specifici durante i quali i jammer rimarranno spenti, in modo da garantire la sicurezza del candidato con però la sorveglianza tradizionale dei commissari.

L’applicazione del jammer nelle sessioni di prova per l’esame della patente rimette al centro della valutazione il merito e la conoscenza. Il ricorso alla tecnologia solleva in parte il controllore della responsabilità di individuare eventuali anomalie e gli studenti preparati manterranno un percorso lineare, mentre gli imbroglioni affronteranno una salita ripidissima verso l’abilitazione al volante.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 09:51:29 +0000
News n. 11
GP Australia, qualifica: Ferrari stordita dal rapporto di compressione Mercedes

Il sabato mattina di Melbourne è iniziato in salita: un ritardo di 20 minuti per pulire la pista dai detriti della F3 e una successiva bandiera rossa causata da un problema tecnico sulla vettura di Carlos Sainz, di fatto hanno ridotto drasticamente il tempo a disposizione dei team. La pista, definita ancora molto “green”, ha reso complicato il lavoro di ricerca del grip.

In casa Maranello, il lavoro si è diviso tra le indicazioni di Carlo Santi a Lewis Hamilton e quelle di Bryan Bozzi a Charles Leclerc. Hamilton ha faticato inizialmente con le temperature: l’inglese si è impegnato parecchio nei tratti ad alta velocità verso la curva 11, con il chiaro obiettivo di attivare le Pirelli Soft (C5), che su questo asfalto tendono a raffreddarsi eccessivamente all’anteriore.

Leclerc, dopo un inizio sporco con un lungo in curva 1, ha ritrovato fiducia grazie a una piattaforma aerodinamica finalmente stabile. Su richiesta del monegasco, i meccanici sono intervenuti sul carico dell’avantreno con diverse modifiche per migliorare l’inserimento, specialmente nel terzo settore dove la SF-26 è apparsa particolarmente efficace.

Il momento di massima tensione è arrivato a metà sessione: Kimi Antonelli ha perso il controllo della sua Mercedes in curva 2, impattando violentemente contro le barriere e distruggendo la sua W17. Un errore che ha gelato il box di Toto Wolff e ha interrotto nuovamente i programmi di lavoro.

Alla ripartenza, negli ultimi 5 minuti i valori sono emersi con prepotenza. Sebbene Hamilton sia riuscito a scavalcare Leclerc nel finale, il riferimento assoluto resta George Russell: l’inglese ha rifilato oltre 6 decimi al compagno di squadra, confermando una Mercedes apparentemente imbattibile sul giro secco. I valori in campo verso le qualifiche erano piuttosto chiari.

Gli onboard suggerivano una certa gerarchia, pur con l’incognita dei carichi di benzina: Mercedes pareva inattaccabile sul piano della performance pura, con Ferrari giocarsela per il ruolo di seconda forza con la Red Bull e la McLaren. Il verdetto era rimandato alle qualifiche, dove la Ferrari aveva un buon potenziale e la consapevolezza che sino alla Q3 non sarebbe uscito realmente il reale valore delle vetture.

GP Australia, Qualifica: Dominio Mercedes e brivido Ferrari. Verstappen fuori dai giochi

Le prime qualifiche della stagione 2026 all’Albert Park consegnano una griglia di partenza sorprendente, segnata da incidenti illustri e una gestione delle gomme che ha messo a dura prova i nervi dei top team. Se la Mercedes conferma una superiorità schiacciante, in casa Ferrari si mastica amaro per un distacco che, in ottica gara, accende più di un campanello d’allarme: Leclerc quarto, Hamilton settimo.

Q1: Il dramma Verstappen e il “miracolo” Antonelli

La sessione inizia in salita a causa delle temperature asfalto più basse rispetto al venerdì, rendendo l’attivazione delle Pirelli un’operazione chirurgica. Il primo colpo di scena arriva da Max Verstappen: l’olandese perde la sua Red Bull in curva 1 e l’impatto con le barriere chiama la bandiera rossa. Il crash del campione del mondo regala però una chance inaspettata a Kimi Antonelli.

I meccanici Mercedes sfruttano l’interruzione per ultimare i riparazioni sulla W17 dopo il botto delle FP3, permettendo all’italiano di scendere regolarmente in pista. La Ferrari supera il taglio senza affanni utilizzando peraltro le gomme Medium. Questo nonostante un errore di Leclerc in curva 1 che però non compromette affatto il passaggio del turno.

Q2: Allarme Power Unit per Hamilton e “plus 2 click”

Nel secondo segmento si passa alle gomme Soft, e la musica cambia. Il motore Ferrari sale di giri, ma sorgono i primi problemi. Hamilton trema: durante il suo giro lanciato, Lewis accusa un calo di potenza che lo costringe a rientrare ai box. Per fortuna si tratta solo di un falso allarme elettronico: risolto il problema, l’inglese torna in pista e si piazza sesto, pur lamentando vibrazioni eccessive ai retrovisori.

Leclerc cerca il bilanciamento: Charles al contrario fatica a gestire la dinamica del veicolo che di fatto produce un controsterzo importante alla curva 4 che gli costa tempo prezioso. Anche per lui, come nelle libere, scatta il correttivo sul carico anteriore (+2 click) per domare un handling ancora non perfetto. Alla fine trova la quadra e mette assegno un buon giro.

Q3: Il giallo del ventilatore e il verdetto finale

L’ora della verità è disturbata da un episodio bizzarro: Lando Norris colpisce un detrito in pieno rettilineo, causando una nuova bandiera rossa. Si scoprirà poi che l’oggetto era un ventilatore di raffreddamento dimenticato dai meccanici sulla Mercedes di Antonelli. Alla ripartenza, le Ferrari tentano il tutto per tutto, ma devono fare i conti con una netta supremazia Mercedes.

Sebbene l’avantreno della SF-26 fatichi a entrare in temperatura, costringendo i piloti a uno zig-zag esasperato nei tratti veloci, non è poi quello il grattacapo. Charles Leclerc sfodera un ottimo terzo settore e chiude in quarta posizione. Lo fa mancando il terzo tempo per soli 34 millesimi a favore della Red Bull di Hadjar. Lewis, con una guida più nervosa delude, chiudendo solo settimo a un decimo e mezzo dal compagno.

Ferrari SF-25: il gap che preoccupa

Il dato che gela i tifosi della Rossa è il distacco dalla super Mercedes di Russell: parliamo di ben otto decimi netti dal tempo del britannico. Un distacco figlio non solo del setup, ma in gran parte del vantaggio sul rapporto di compressione Mercedes del quale il propulsore tedesco gode: un fattore che appare quantomeno preoccupante in vista dei 300 km di gara.

Se Leclerc è riuscito a mettersi dietro le due McLaren, la sensazione è che senza l’errore di Verstappen la terza fila sarebbe stata un rischio concreto. Domani la gestione del clipping con la ricarica delle batterie reciterà un ruolo chiave. Parliamo delle uniche armi di questa Formula motore per provare a insidiare il podio e chiudere perlomeno dietro le due vetture di Brackley.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 08:37:16 +0000
News n. 12
Audi Q3, prestazioni da urlo per il nuovo Diesel da 193 CV: i prezzi per l’Italia

Il Diesel continua a dettare legge tra i SUV premium: la Audi Q3 (anche in versione Sportback) accoglie a listino la nuova motorizzazione 2.0 TDI da 193 CV. Rigorosamente abbinato alla leggendaria trazione integrale quattro, il sistema di propulsione, lo step più potente della gamma a gasolio, promette di offrire coppia vigorosa e sicurezza dinamica in ogni condizione climatica, ribadendo la superiorità tecnica del motore TDI, che ad oggi “anima” oltre la metà delle Q3 vendute.

I prezzi di listino

L’evoluzione del 2.0 TDI porta in dote 193 CV e una coppia massima di 400 Nm, a garanzia di una progressione fluida e una reattività superiore ai modelli entry-level. La motorizzazione è configurabile su entrambe le carrozzerie dell’Audi Q3: si parte dai 52.100 euro per la carrozzeria standard, mentre per la Sportback ne servono almeno 54.100. Gli allestimenti previsti sono i più ricchi della gamma: Business, Business Advanced ed S line edition, che comprendono dotazioni hi-tech e finiture di pregio già in grado di riscuotere i favori di un pubblico esigente.

Il passaggio dai 150 CV alla nuova unità si traduce in uno scatto molto deciso: 7,5 secondi nello 0-100 contro i 9,3 precedenti. A sua volta la velocità di punta ne giova, arrivando a 221 km/h, e il lavoro dei tecnici si nota anche sull’efficienza, che resta il punto forte del modello nonostante l’incremento di potenza. Nonostante la potenza extra, i consumi dichiarati rimangono tra 6,1 e 6,8 litri/100 km, merito del lavoro svolto sulla riduzione degli attriti interni e sulla gestione termica dei circuiti.

Tutto ruota attorno alla trazione integrale quattro. Grazie alla frizione elettroidraulica a lamelle, il sistema non si limita a scaricare la potenza a terra, ma analizza costantemente il fondo stradale per adattare la spinta tra gli assi e consentire così un bilanciamento dei pesi ottimale. In circostanze normali, la potenza è gestita prevalentemente dall’asse anteriore per risparmiare carburante. Tuttavia, non appena il sistema rileva una perdita di aderenza o una guida più sportiva in curva, interviene una pompa elettrica che spinge i dischi della frizione, trasferendo coppia al retrotreno in una frazione di secondo. Di conseguenza, la ripartizione della spinta totalmente variabile garantisce grip sulla neve, stabilità sul bagnato e una precisione chirurgica nelle traiettorie veloci.

La modalità “offroad+”

L’eleganza da città non deve ingannare: la specifica modalità “offroad+” del drive select tradisce le radici da SUV. La funzione permette di regolare tutti i parametri dell’Audi Q3: l’erogazione del motore guadagna fluidità, il cambio a doppia frizione S tronic adatta i passaggi di marcia, e persino l’ABS e le sospensioni (se adattive) si tarano per affrontare il fango o le strade bianche con la massima efficacia. Lontano dall’asfalto, la vettura continua a rispondere in modo ottimale alle richieste del conducente, che si sente sempre in pieno controllo al volante, pure sui sentieri più accidentati.

Con questo aggiornamento, la famiglia Q3 si completa offrendo una scelta che spazia dai moderni plug-in hybrid ai benzina mild-hybrid, senza smentire una verità: per gli utenti abituati a macinare chilometri nel quotidiano, il Diesel di fascia alta rimane una scelta pressoché insuperabile.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 08:37:01 +0000
News n. 13
Digital chassis, l’elemento che rivoluziona la guida autonoma

Il concetto di digital chassis rappresenta il cuore pulsante della trasformazione automobilistica moderna, segnando il passaggio definitivo da veicolo nteso come macchina meccanica al veicolo come piattaforma informatica su ruote. In un’epoca in cui il software definisce l’identità di un brand più della potenza del motore, il telaio digitale emerge come l’ossatura invisibile ma onnipresente che permette a sensori, processori e algoritmi di dialogare in tempo reale. Non si tratta più solo di collegare componenti fisiche, ma di integrare un’architettura di calcolo centralizzata che abilita la mobilità del futuro, rendendo le vetture aggiornabili, sicure e incredibilmente intelligenti.

L’essenza del digital chassis nel paradigma dei veicoli software-defined

Il passaggio al digital chassis ha imposto una rivoluzione fisica nel modo in cui l’elettricità e le informazioni viaggiano nell’auto. Nelle vetture di vecchia concezione, ogni singolo pulsante o sensore era collegato a una centralina specifica tramite chilometri di cavi di rame pesanti e ingombranti. Il telaio digitale introduce invece l’architettura a zone, dove potenti computer locali gestiscono aree specifiche della vettura e comunicano con un server centrale ad altissima velocità.

Questa semplificazione non solo riduce drasticamente il peso del veicolo, migliorando l’efficienza energetica, ma permette una gestione dei dati molto più fluida, dove ogni informazione è immediatamente disponibile per qualsiasi sistema ne abbia bisogno, dalla frenata assistita alla regolazione delle sospensioni.

Il ruolo nella guida autonoma

La guida autonoma richiede una capacità di elaborazione dei dati e una velocità di risposta che superano i limiti dei sistemi elettrici tradizionali. Il digital chassis diventa fondamentale in questo contesto perché garantisce la latenza minima necessaria affinché un veicolo possa percepire un ostacolo e decidere di frenare in frazioni di millisecondo. Grazie alla sua struttura scalabile, esso permette l’integrazione di sensori avanzati come LiDAR, radar e telecamere ad alta risoluzione, elaborando i loro segnali attraverso motori di intelligenza artificiale integrati direttamente nel cuore dell’auto. Senza una base digitale solida e coerente, l’automazione di livello 4 o 5 rimarrebbe un miraggio tecnologico a causa della frammentazione dei dati.

Con l’avanzare della guida autonoma, questo telaio sposta il focus dall’esperienza di guida all’esperienza di permanenza a bordo. Poiché il sistema gestisce autonomamente la dinamica del veicolo, le risorse computazionali del telaio digitale vengono allocate per trasformare l’abitacolo in un ufficio mobile o in una sala cinema. La gestione dell’audio immersivo, della realtà aumentata sui cristalli e della domotica interna, è coordinata dalla stessa piattaforma che controlla lo sterzo e i freni. In questo scenario, il telaio digitale diventa il garante della coerenza tra ciò che l’auto percepisce all’esterno e ciò che i passeggeri vivono all’interno, eliminando ad esempio il mal d’auto, sincronizzando i contenuti visivi con i movimenti fisici della vettura.

L’aspetto della sicurezza informatica

Uno degli aspetti più sottovalutati ma vitali del telaio digitale riguarda la gestione della sicurezza e della ridondanza. Poiché un veicolo a guida autonoma deve operare senza l’intervento umano costante, il digital chassis è progettato per includere percorsi di comunicazione multipli che intervengono istantaneamente in caso di guasto hardware.

Se un modulo di calcolo dovesse fallire, l’architettura digitale è in grado di reindirizzare le funzioni critiche verso unità di backup senza interrompere il controllo della traiettoria. Parallelamente, questa piattaforma funge da scudo contro le minacce informatiche, implementando protocolli di crittografia e isolamento dei dati che proteggono l’auto da tentativi di hacking esterno.

Verso l’aggiornabilità continua e l’integrazione con il mondo esterno

L’adozione di un telaio digitale trasforma profondamente il ciclo di vita del prodotto automobilistico, introducendo il concetto di miglioramento costante tramite aggiornamenti Over-The-Air. A differenza dei veicoli tradizionali che iniziano a invecchiare meccanicamente dal momento in cui escono dalla concessionaria, un’auto dotata di telaio digitale può ricevere nuove funzionalità di guida autonoma o ottimizzazioni delle prestazioni software anche anni dopo l’acquisto. Questo approccio permette ai produttori di correggere bug o affinare gli algoritmi di sicurezza da remoto, garantendo che il veicolo rimanga al passo con i progressi tecnologici e mantenendo così un valore residuo più elevato nel mercato dell’usato.

Il telaio digitale non si limita a guardare ciò che accade all’interno del perimetro dell’auto, ma proietta la percezione del veicolo ben oltre il raggio d’azione dei suoi sensori fisici. Grazie alla connettività integrata nel digital chassis, la vettura comunica con le infrastrutture stradali, con i semafori e con gli altri veicoli circostanti. Questo significa che l’auto può “sapere” che un’ambulanza sta arrivando da un incrocio cieco o che c’è una frenata d’emergenza tre chilometri più avanti, molto prima che i radar o le telecamere possano rilevarlo. Questa consapevolezza situazionale estesa è l’unico modo per garantire una guida autonoma fluida in contesti urbani densi, dove la sola visione artificiale potrebbe non essere sufficiente.

In conclusione, l’importanza del telaio digitale risiede nella sua capacità di democratizzare la sicurezza e l’efficienza. Rendendo la guida autonoma una realtà tangibile e affidabile, questa infrastruttura invisibile promette di ridurre drasticamente l’errore umano, responsabile della stragrande maggioranza degli incidenti stradali. Il digital chassis è dunque il fondatore di un nuovo patto di fiducia tra l’uomo e l’intelligenza artificiale, dove la tecnologia non sostituisce la libertà di movimento, ma la potenzia, liberando il tempo del passeggero e restituendo alle città spazi precedentemente sacrificati al traffico. Siamo solo all’inizio di questa rivoluzione, ma le fondamenta digitali su cui poggia il futuro sono ormai tracciate in modo indelebile.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 07:00:53 +0000
News n. 14
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di marzo 2026 sono programmati numerosi scioperi in Italia che interessano tanto il trasporto pubblico locale quanto il settore ferroviario ed aereo, nonché scioperi generali nazionali. In questo articolo trovi il calendario aggiornato degli scioperi previsti giorno per giorno e città per città, con dettagli su orari, servizi coinvolti e sindacati promotori. Tutte le informazioni sono aggiornate e si riferiscono esclusivamente al periodo marzo 2026.

Sciopero 2 marzo 2026

Nella provincia di Bolzano, regione Trentino-Alto Adige, è programmato uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale. Lo sciopero riguarda il personale della Società SASA di Bolzano e si svolge dalla mezzanotte alle 24:00. I sindacati promotori sono OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Sciopero 6 marzo 2026

Nella regione Campania, in tutte le province, è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, che interessa il personale delle aziende di trasporto pubblico locale su gomma. Le aziende coinvolte sono le principali società del trasporto su gomma, con effetti su autobus e autolinee sia urbane che extraurbane. I sindacati promotori sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO e FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli, è previsto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale delle linee vesuviane EAV, compreso il personale viaggiante. Lo sciopero riguarda tutte le corse ferroviarie vesuviane ed è indetto dal sindacato OSP FAISA-CONFAIL.

Sciopero 9 marzo 2026

Sciopero generale nazionale di intera giornata, proclamato dai sindacati SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, che coinvolge il personale di tutti i comparti pubblici, privati e cooperativi.

Sciopero generale nazionale per personale a tempo determinato e indeterminato con contratti precari e atipici, ad esclusione del settore trasporti, proclamato da Unione Sindacale Italiana (USI 1912).

Sciopero generale nazionale di intera giornata (escluso l’intero settore trasporti), promosso dai sindacati USB e CLAP, e rivolto alle categorie pubbliche e private.

Sciopero 11 marzo 2026

Sciopero ferroviario nazionale di 8 ore, dalle 9.01 alle 16.59, che coinvolge il personale della società Italo NTV in tutte le province d’Italia. Sciopero indetto dal sindacato UILT-UIL.

Sciopero 13 marzo 2026

Nella provincia di Udine, regione Friuli-Venezia Giulia, è in programma uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale. Lo sciopero riguarda il personale della società Arriva Udine. Il sindacato promotore è ASI-AU Associazione Sindacale Indipendente.

Sciopero 14 marzo 2026

Nella provincia di Verona, regione Veneto, è previsto uno sciopero del trasporto merci della durata di 24 ore (dalle 18.00 del 14 marzo alle 17.59 del 15 marzo). Coinvolto il personale mobile e di terra della società EVM Rail. Sindacato promotore: OSP FILT-CGIL.

Sciopero 16 marzo 2026

Nella città di Palermo, regione Sicilia, è in programma uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale, coinvolgente il personale della società Autoservizi Russo e il personale della società Segesta Autolinee. Il sindacato promotore è OSR FAISA-CISAL.

Nella città di Enna, regione Sicilia, è previsto uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale, riguardante il personale della società Interbus. Sindacato: OSR FAISA-CISAL.

Nella città di Catania, regione Sicilia, uno sciopero di 24 ore interessa il personale della società Etna Trasporti, sempre proclamato da OSR FAISA-CISAL.

In tutte le province dell’Abruzzo si terrà uno sciopero di 24 ore del personale della società TUA Regione Abruzzo, promosso dal sindacato OSR ORSA Autoferro TPL.

Sciopero 18 marzo 2026

Sciopero aereo nazionale di 24 ore presso gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa, che coinvolge il personale Airport Handling/Dnata e ALHA. Indetto dal sindacato OST CUB Trasporti.

Sullo stesso giorno, sciopero nazionale di 4 ore (dalle 13:00 alle 17:00) per il personale navigante di Easyjet Airlines Limited e per il personale di terra e di volo di ITA Airways, entrambi indetti da USB Lavoro Privato.

Nella città di Brescia, presso l’Aeroporto di Brescia Montichiari, sono in programma due scioperi di 24 ore, che coinvolgono rispettivamente il personale delle società GDA Handling e MH24. Il sindacato promotore è USB Lavoro Privato.

Sciopero 20 marzo 2026

Nella città di Torino, regione Piemonte, è proclamato uno sciopero di 8 ore (dalle 16.00 a fine servizio) per il trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della società Arriva Italia, proclamato dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero 25 marzo 2026

Nella città di Frosinone, regione Lazio, è in programma uno sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per il trasporto pubblico locale, che coinvolge il personale della società Cialone Tour. Proclamato dal sindacato USI CTS.

Sciopero 27 marzo 2026

Nella provincia di Milano, regione Lombardia, è in programma uno sciopero di 24 ore (varie modalità) che interessa il personale del gruppo ATM. Sindacato: AL-COBAS.

Nella città di Napoli, regione Campania, uno sciopero di 4 ore (dalle 19.00 alle 23.00) coinvolge il personale della società EAV, proclamato dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e UGL-AUTOFERRO.

Nella città di Novara, regione Piemonte, sciopero di 4 ore (dalle 17.30 alle 21.30) presso la società SUN. Il promotore è AL-COBAS.

Sciopero 28 marzo 2026

Nella città di Bari, regione Puglia, doppio sciopero per il trasporto pubblico locale: il personale della società Amtab interrompe il servizio per 4 ore (dalle 20.00 alle 23.59) sotto la sigla OSR/OST FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL AUTOFERRO; il personale della società MTM Molfetta sciopera per 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30), sindacati OSP FIT-CISL/UILT-UIL.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 15
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi 07 marzo 2026 fotografiamo i prezzi medi praticati lungo la rete autostradale italiana: benzina self 1.854 euro, gasolio self 1.983 euro, GPL servito 0.834 euro e metano servito 1.513 euro (ultimo aggiornamento disponibile al 06-03-2026). In questo articolo trovi la tabella con i valori del giorno e una guida chiara alla formazione del prezzo: dalla componente industriale alla quota fiscale (accise e IVA), con un focus su come le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro incidano sui listini e su quanto il margine dell’operatore possa influenzare l’importo finale pagato dal consumatore.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento rilevato: 06-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO (euro)
Benzina SELF 1.854
Gasolio SELF 1.983
GPL SERVITO 0.834
Metano SERVITO 1.513

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo finale alla pompa nasce dall’incontro tra componente industriale e componente fiscale, con quest’ultima che pesa in modo preponderante. La parte fiscale incide per il 58% e comprende le accise e l’IVA, due voci che non dipendono dall’andamento delle quotazioni quotidiane ma che determinano gran parte del prezzo pagato dal consumatore. La componente industriale vale il 42% ed è a sua volta formata da due elementi: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. La materia prima rappresenta circa il 30% del prezzo e riflette l’andamento dei mercati internazionali dei prodotti petroliferi, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro, cruciale perché le transazioni avvengono prevalentemente in valuta statunitense. Quando il dollaro si rafforza o le quotazioni internazionali crescono, questa voce tende ad aumentare. Il margine lordo pesa invece per il 12%: qui rientrano i costi di logistica, trasporto, stoccaggio, gestione della rete e il guadagno degli operatori. È la porzione sulla quale i gestori e le compagnie possono intervenire maggiormente, nel rispetto della concorrenza e delle dinamiche locali (area geografica, servizi offerti, orari, livello di erogazione). In sintesi, mentre tasse e cambio incidono in modo strutturale, il margine consente aggiustamenti tattici che spiegano parte delle differenze tra impianti e periodi.

Per il gasolio, l’equilibrio tra le componenti è differente e rende il prezzo più sensibile ai movimenti della filiera. La componente fiscale rappresenta il 45% del prezzo finale, una quota significativa ma inferiore rispetto alla benzina; la parte industriale sale invece al 55%, riflettendo un maggiore peso dei fattori di mercato. All’interno della componente industriale, il costo della materia prima incide per il 45%: questa voce è direttamente influenzata dalle quotazioni internazionali dei distillati e dal cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare le variazioni osservate sui mercati globali. Il margine lordo vale il 10% e comprende le spese operative della filiera e il guadagno degli operatori; è anche l’area in cui i gestori possono modulare i prezzi alla pompa in risposta alla concorrenza locale, alla domanda stagionale e ai costi di servizio (ad esempio, differenze tra self e servito). Il risultato è che il prezzo del gasolio tende a riflettere più rapidamente i movimenti delle quotazioni e del cambio, pur restando ancorato a un quadro fiscale rilevante. La combinazione di questi elementi spiega perché si osservano scostamenti nel tempo e tra impianti, anche a parità di condizioni generali del mercato.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 16
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.768 per la benzina, 1.916 per il diesel, 0.715 per il gpl, 1.480 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.894
Benzina SELF 1.750
GPL SERVITO 0.705
Metano SERVITO 1.428

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.913
Benzina SELF 1.792
GPL SERVITO 0.688
Metano SERVITO 1.503

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.969
Benzina SELF 1.801
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.641

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.946
Benzina SELF 1.801
GPL SERVITO 0.741
Metano SERVITO 1.545

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.890
Benzina SELF 1.759
GPL SERVITO 0.653
Metano SERVITO 1.431

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.909
Benzina SELF 1.757
GPL SERVITO 0.678
Metano SERVITO 1.437

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.926
Benzina SELF 1.763
GPL SERVITO 0.683
Metano SERVITO 1.377

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.893
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.678
Metano SERVITO 1.574

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.927
Benzina SELF 1.781
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.453

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.919
Benzina SELF 1.758
GPL SERVITO 0.680
Metano SERVITO 1.427

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.894
Benzina SELF 1.739
GPL SERVITO 0.704
Metano SERVITO 1.366

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.913
Benzina SELF 1.770
GPL SERVITO 0.705
Metano SERVITO 1.423

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.911
Benzina SELF 1.751
GPL SERVITO 0.678
Metano SERVITO 1.460

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.906
Benzina SELF 1.776
GPL SERVITO 0.666
Metano SERVITO 1.557

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.931
Benzina SELF 1.779
GPL SERVITO 0.803

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.921
Benzina SELF 1.780
GPL SERVITO 0.761
Metano SERVITO 1.758

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.908
Benzina SELF 1.754
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.493

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.943
Benzina SELF 1.788
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.461

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.896
Benzina SELF 1.747
GPL SERVITO 0.696
Metano SERVITO 1.395

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.933
Benzina SELF 1.790
GPL SERVITO 0.822

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 07 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.911
Benzina SELF 1.751
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.403

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 17
Che auto guida Mbappé, il neopatentato più ricco del mondo

Lo avevamo visto sfrecciare solo sul rettangolo verde. Da adesso basta: Kylian Mbappé volerà anche in auto dopo il conseguimento della patente, a pochi mesi dal suo 27esimo compleanno.

Quanto costa l’elettrica dell’attaccante del Real Madrid

Il segnale definitivo è arrivato dai social: alcuni video circolati nelle scorse settimane hanno immortalato Kylian al volante di una fiammante BMW i7 xDrive 60 – un missile su strada dal prezzo di 150.400 euro in Italia – nei pressi di Alcorcón, dove ha frequentato le lezioni pratiche. Tra i vicoli della cittadina spagnola, l’asso transalpino ha cercato di passare inosservato sotto lo sguardo vigile degli istruttori. Nonostante stia affrontando il percorso di recupero da un grave infortunio al ginocchio — una lesione che tiene col fiato sospeso pure la Nazionale francese in vista dei Mondiali della prossima estate — Mbappé ha deciso di sfruttare il tempo lontano dal campo per conquistare quell’indipendenza che persino sua madre, Fayza Lamari, gli suggeriva da tempo.

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I numeri della berlina elettrica scelta da Mbappé dicono tutto: 544 CV di potenza, 745 Nm di coppia e uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in soli 4,7 secondi. Non male per chi ha appena preso la licenza di guida, il neopatentato più ricco al mondo. La sua i7 può raggiungere i 240 km/h, una velocità che Kylian gestirà da adesso in poi in prima persona mentre recupera dall’infortunio per tornare a seminare il panico tra le difese avversarie.

Dalla passione per le Ferrari ai bolidi tedeschi

Dagli esordi fulminanti con il Monaco al passaggio record da 180 milioni di euro al PSG, fino all’approdo galattico al Real Madrid nell’estate del 2024, la vita di Mbappé è sempre andata a trecento all’ora. Eppure, paradossalmente, la necessità di guidare non era mai stata una priorità. Nemmeno le pressioni diplomatiche del presidente Emmanuel Macron, che tentò di trattenerlo a Parigi, erano riuscite a smuovere le sue abitudini di “passeggero eccellente”, fino a questo momento. In procinto di compiere i 27 anni (il 20 dicembre) il numero dieci di Valdebebas è pronto a prendere il comando non solo della squadra di Arbeloa nella corsa alla Liga e alla Champions contro i giganti del Manchester City, ma anche dei gioielli su ruote parcheggiati in garage.

Il parco auto di Mbappé mostra una passione genuina per l’eccellenza italiana, soprattutto a marchio Ferrari. Tuttavia, negli ultimi anni, il garage dell’asso transalpino ha accolto perlopiù bolidi tedeschi, complice la partnership strategica tra il Real Madrid e BMW, che dal 2022 è automotive partner ufficiale della Casa Blanca. L’intesa ha spinto il club spagnolo verso un percorso di mobilità più sostenibile e tecnologico, che culminerà nel debutto della Neue Klasse e della nuova iX3, modello già avvistato nei centri sportivi di mezza Europa. In passato, nell’ottobre del 2024, Kylian aveva messo le mani sull’imponente XM da oltre 5 metri di lunghezza, stavolta, però, la scelta è ricaduta sulla raffinata BMW i7 xDrive 60. Finita l’era dell’autista, il fuoriclasse dei Blancos si riprende la sua indipendenza. Quando gli salirà l’irrefrenabile voglia di mettere alla frusta i cavalli del suo garage, gli basterà girare la chiave.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 06:30:59 +0000
News n. 18
Dossi artificiali: normativa, limiti e irregolarità

Il Codice della Strada inquadra i dossi artificiali o rallentatori di velocità tra i dispositivi complementari di regolazione e sicurezza della circolazione. Il Regolamento di esecuzione detta invece le condizioni operative che trasformano un dosso in un’opera legittima oppure in un’irregolarità contestabile.

La regola di fondo è che i dossi possono essere adottati solo dove il contesto è compatibile con una riduzione effettiva e stabile della velocità, tanto che la disciplina fa ruotare la loro ammissibilità attorno al limite vigente e alla tipologia di strada. Un dosso collocato su un asse di scorrimento, o su una strada dove il traffico deve rimanere fluido per ragioni funzionali, può allora essere considerato un ostacolo.

Dove si possono installare i dossi artificiali

I dossi artificiali sono previsti sulle strade dove vige un limite di velocità non superiore a 50 km/h e devono essere resi riconoscibili anche con modalità di evidenziazione. Il Regolamento di esecuzione del Codice della Strada li collega a questo perimetro e restringe gli ambiti in cui possono essere messi in opera: stabilisce infatti che trovano spazio solo in contesti come strade residenziali, aree analoghe e ambienti in cui la moderazione della velocità è coerente con l’uso locale della strada mentre viene escluso l’impiego lungo itinerari preferenziali dei veicoli di soccorso o pronto intervento.

A completare il quadro c’è la direttiva del Ministero dei Lavori Pubblici del 24 ottobre 2000 che insiste sul presegnalamento e chiarisce che i dossi prefabbricati devono essere approvati mentre quelli collocati su itinerari di attraversamento dei centri abitati lungo strade percorse di frequente da veicoli di soccorso, polizia, emergenza o lungo linee di trasporto pubblico devono essere rimossi in quanto la loro presenza può entrare in conflitto con esigenze di servizio e sicurezza più ampie.

Limiti dimensionali e requisiti tecnici

Molte contestazioni nascono dalle modalità di realizzazione del dosso. La normativa in vigore entra nel merito di altezza, larghezza, materiali e modalità di installazione: più il limite è basso, più il dosso può essere incisivo mentre al crescere del limite massimo ammesso la geometria deve diventare più dolce così da non trasformare il rallentatore in un ostacolo brusco e dannoso. In pratica si applicano soglie dimensionali diverse a seconda che la strada abbia limite a 50, 40 o 30 km/h, con altezze e larghezze che cambiano di conseguenza e con l’indicazione che la realizzazione avviene tramite elementi modulari in gomma o materiale plastico.

Va da sé come dossi troppo alti rispetto al limite vigente, profili troppo taglienti, installazioni improvvisate con materiali non coerenti o fissaggi non adeguati con l’effetto di sollecitare sospensioni, pneumatici e assetto e di indurre frenate brusche che aumentano il rischio di tamponamenti.

Le tipologie di dossi artificiali

I dossi artificiali sono indicati anche con denominazioni differenti. Il termine più comune è dissuasori di velocità, ma rientrano nella stessa categoria anche espressioni come bande sonore, cuscini di velocità e speed table, quest’ultima riferita a una tipologia specifica di rallentatore. Il loro impiego, così come le condizioni che ne disciplinano l’installazione e la rimozione, è regolato dal Codice della Strada e da un decreto ministeriale emanato nel 2011 che ne definiscono l’ambito di utilizzo e i requisiti generali.

Dal punto di vista costruttivo, i dossi artificiali sono elementi rialzati, realizzati in asfalto, cemento o materiali elastici come la gomma, e disposti trasversalmente rispetto al senso di marcia. La loro funzione è quella di indurre una riduzione della velocità attraverso l’azione meccanica esercitata sul veicolo durante il passaggio. Sono dotati di inserti rifrangenti che ne migliorano la visibilità sia nelle ore diurne sia in condizioni di scarsa illuminazione. Possono essere collocati singolarmente o in sequenza e devono essere sempre accompagnati dalla segnaletica di presegnalazione così da avvisare l’automobilista della presenza del rallentatore.

Tra le soluzioni alternative rientrano le speed table, che possono essere descritte come piattaforme rialzate più ampie rispetto a un dosso tradizionale. In molti casi integrano anche le strisce pedonali e trasformano l’attraversamento in un punto fisicamente sopraelevato e quindi più sicuro. Questa configurazione è adottata in genere in prossimità di scuole, ospedali, stazioni della metropolitana, centri commerciali e in aree con intensa presenza di pedoni. Le speed table sono di norma accompagnate da segnaletica verticale dedicata e da illuminazione mirata.

I cuscini di velocità sono invece una versione ridotta del rallentatore classico. Si tratta di superfici sopraelevate a sommità piana che interessano solo una porzione della carreggiata e lasciano liberi i lati. Possono essere installati singolarmente oppure in coppia per evidenziare tratti sensibili della strada, come quelli antistanti edifici scolastici o strutture sanitarie.

Un’altra tipologia sono le bande sonore, caratterizzate da strisce rialzate e arrotondate che producono un rumore percepibile al passaggio dei veicoli. Questo effetto acustico ha lo scopo di richiamare l’attenzione del conducente e indurlo a rallentare. Sono collocate in prossimità degli svincoli autostradali, all’ingresso e all’uscita delle aree di servizio, lungo tratti curvilinei in ambito extraurbano o all’interno dei parcheggi di grandi strutture commerciali.

Segnaletica, presegnalamento e atti amministrativi

La direttiva ministeriale richiama l’esigenza del presegnalamento con colori, forme e dimensioni conformi perché il dosso non può essere una sorpresa e dunque anticamera di un incidente. Sul piano amministrativo l’installazione avviene previa ordinanza dell’ente proprietario della strada poiché la collocazione deve essere motivata e inserita in un disegno complessivo di moderazione della velocità.

Quando un dosso può essere contestato

La prima irregolarità che finisce nelle contestazioni è la collocazione del dosso su strade che non rientrano nelle categorie compatibili oppure su tratti che funzionano come direttrici principali. In questo caso il rallentatore può interferire con i tempi di percorrenza e con la regolarità del trasporto pubblico o dei mezzi di emergenza.

La seconda irregolarità è la non conformità geometrica ovvero dossi troppo alti o troppo stretti rispetto alle prescrizioni fino a provocare urti e danni ai veicoli. La terza irregolarità riguarda segnaletica e visibilità: dossi non presegnalati, poco visibili di notte o in caso di pioggia trasformano un dispositivo di sicurezza in un fattore di rischio.

Responsabilità e conseguenze

Se un dispositivo è realizzato o mantenuto in modo non conforme e contribuisce a un incidente o a un danno entra in gioco il tema della responsabilità per la custodia della strada e la valutazione del nesso causale tra lo stato dei luoghi e il sinistro con un contenzioso che coinvolge ente proprietario, tecnici e soggetti esecutori a seconda delle circostanze.

Quando l’incidente è attribuito alle condizioni della strada, il danneggiato deve provare il collegamento tra la situazione di pericolo e l’evento e poi il custode può andare esente da responsabilità solo dimostrando il caso fortuito o altri elementi idonei a interrompere il nesso.

Data articolo: Sat, 07 Mar 2026 05:00:20 +0000
News n. 19
Paralimpiadi Milano-Cortina 2026, le auto delle star della cerimonia inaugurale

Proprio come il ruggito di un’auto rompe il silenzio della griglia di partenza, il via alle alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 segna l’accensione di un’energia inarrestabile. Lo show Life in Motion all’Arena di Verona del 6 marzo 2026 celebra, oltre alla resilienza degli atleti, il talento degli ospiti che, lontano dai riflettori, coltivano la passione dei motori. Da Stewart Copeland a Dardust e i Meduza, non mancano i nomi di spessore.

Lo yankee Stewart Copeland e il magnetico Dardust

Stewart Copeland sfugge alla regola tacita delle rockstar ossessionate da supercar estremamente costose. In diverse interviste, il leggendario batterista dei Police ha raccontato di guidare una Jeep Cherokee: seguire uno stile di vita sobrio, poco propenso agli eccessi, gli permette di dare ampio sfogo alla sua creatività artistica. Dalla solidità della carrozzeria alla capacità di affrontare ogni terreno, il modello del brand americano ha tutto ciò che gli serve per dedicarsi anima e corpo alla musica. Sul palco di Verona, l’energia ritmica di Copeland ha la stessa cadenza instancabile di un fuoristrada nel deserto.

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Dardust (Dario Faini) sposta la melodia verso l’eccellenza italiana, uomo immagine della nuova era del Tridente. Il compositore e producer, da anni volto della “identità sonora” di Maserati, accompagna il brand nel passaggio all’elettrico plasmando l’esperienza sonora a bordo della Maserati Grecale Folgore, il primo SUV 100% elettrico del marchio. Nell’abitacolo, un santuario di insonorizzazione e tecnologia, il sistema audio Sonus faber trasforma il viaggio in una sala da concerto privata. La Folgore estende la visione musicale dell’artista, capace di unire l’eleganza classica alla spinta silenziosa del futuro, in armonia col clima di innovazione dei Giochi.

I Meduza e il brivido Ferrari a Maranello

Il trio house dei Meduza, capaci di scalare le classifiche mondiali con i loro ritmi elettronici, ha trovato nel rombo della pista il naturale prolungamento dei bassi. Ospiti a Maranello, hanno testato la triposto F1 con Charles Leclerc, trasferendo la forza G delle curve di Fiorano direttamente nel battito accelerato dei loro set live. Sul circuito di Fiorano, il gruppo ha saggiato il DNA del Cavallino nel 2022, in una giornata da conservare gelosamente nell’album dei ricordi.

Tra gli ospiti più attesi spicca Miky Bionic, il primo DJ al mondo a esibirsi con una mano bionica. La sua storia di innovazione tecnologica applicata alla vita quotidiana trova un curioso contrappunto nella sua passione per il vintage automobilistico. In passato, Miky ha condiviso scatti che lo ritraggono accanto a una Mercedes-Benz W123, un’auto che ha fatto la storia tra la fine degli anni ’70 e la metà degli ’80.

La W123 è l’essenza della berlina classica tedesca: linee squadrate, fari anteriori doppi circolari e l’iconica calandra con la stella sul cofano. Nota per la sua affidabilità leggendaria, questa Mercedes rappresenta una scelta di carattere, abituata macinare milioni di chilometri restando fedele a sé stessa, proprio come la determinazione del DJ sul palco. Non è invece dato sapere nulla sulle preferenze al volante di Mimì Caruso e Rob: le due giovani vincitrici di X-Factor mantengono un profilo estremamente discreto sulla loro mobilità privata.

Paralimpiadi Milano-Cortina 2026: una mobilità senza barriere

L’organizzazione delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 punta a rendere il territorio montano e urbano un esempio globale di accessibilità universale. L’eccellenza tecnologica delle auto elettriche di ultima generazione o nei sistemi di assistenza alla guida intercetta il suo parallelo sociale: abbattere le barriere per permettere a ogni individuo di essere “in movimento”.

Data articolo: Fri, 06 Mar 2026 18:30:12 +0000
News n. 20
Bonus in denaro per rinunciare alla patente, la mossa contro il traffico

Per sconfiggere il traffico nessuna mossa è proibita. In risposta a un fenomeno ormai inarrestabile, il Governo di Malta ha introdotto il 1° gennaio 2026 una misura drastica subito capace di far discutere mezzo mondo: pagare i giovani affinché smettano di guidare. Agli Under 30 che accettano di rinunciare alla patente per cinque anni verranno corrisposti 25.000 euro di bonus.

Ma come sarà andata in questi primi mesi? Contro le previsioni degli scettici, l’andamento ha superato le aspettative iniziali: in soli due mesi hanno già aderito in 100, prosciugando la metà del fondo da 5 milioni di euro stanziato dall’esecutivo. Tuttavia, ogni medaglia ha due facce: dietro la cifra generosa (erogata in cinque rate annuali da 5.000 euro) si nasconde un patto blindato con lo Stato che trasforma la libertà di movimento in un vincolo legale gravoso.

Le regole del patto e le sanzioni penali in caso di violazione

Dire “no” al mezzo di trasporto personale a Malta dà diritto all’incentivo economico, purché in possesso di alcuni requisiti. Gli aderenti devono rispondere a criteri rigidi, dalla residenza da almeno 7 anni alla patente attiva da almeno dodici mesi e all’assenza di revoche precedenti. A quel punto, in cambio dell’impegno il giovane riceve sia i contanti sia l’abbonamento gratuito ai bus. Provare a ingannare il sistema non è la mossa più astuta: i soggetti sorpresi al volante, sull’isola o all’estero, durante i cinque anni di sospensione rischiano una multa immediata di 5.000 euro, l’obbligo di restituire le somme già incassate e, nei casi più gravi, procedimenti penali. Alla conclusione del quinquennio, sarà obbligatorio frequentare 15 ore di guida presso una scuola autorizzata.

Boom demografico: il perché della misura estrema

Per capire il perché di una misura così estrema, diamo un rapido sguardo ai numeri. Malta ha un’estensione di 317 chilometri quadrati su cui circolano 457.000 veicoli e, con una popolazione che ha toccato i 550.000 abitanti e una crescita demografica del +3,83% solo nell’ultimo anno, lo spazio vitale si è ristretto in maniera repentina. L’Isola del Miele è vittima del suo stesso successo economico: tra il 2011 e il 2022, la popolazione nata all’estero è aumentata del 266%, spinta in passato anche dalla discussa politica dei “passaporti d’oro” e da un afflusso massiccio di manodopera da Bangladesh e Siria. Di conseguenza, una rete stradale progettata per ritmi d’altri tempi oggi si trova a gestire quasi un’auto per ogni abitante.

Le critiche degli analisti

Nonostante il successo iniziale del bonus, insorgono le critiche. Molti analisti considerano ininfluente la misura, poiché, se anche il fondo venisse interamente utilizzato, si arriverebbe a togliere dalla strada appena 200 macchine, ovvero lo 0,04% del parco circolante, mentre nell’arcipelago vengono rilasciate circa 469 nuove licenze di circolazione ogni settimana.

Ma il punto nodale della polemica riguarda la pianificazione urbana. Incentivare i giovani a non guidare senza offrire un’alternativa di trasporto pubblico realmente efficiente (al di là della gratuità dei bus, spesso bloccati nel traffico stesso) rischia di rivelarsi un autogol. In assenza di infrastrutture all’altezza, il bonus potrebbe tramutarsi in un sussidio temporaneo non in grado di risolvere il nodo del sovraffollamento. La scommessa è ancora tutta da vincere.

Data articolo: Fri, 06 Mar 2026 15:35:28 +0000
News n. 21
Matteo Canzi, il vincitore di Masterchef Italia a bordo del SUV Lexus NX

Trionfare a Masterchef Italia è una questione di precisione e tecnica, le stesse qualità riscontrate da Matteo Canzi nella Lexus NX, l’auto scelta per le prove in esterna del programma. Il SUV premium dal sapore orientale mette a disposizione degli occupanti ben 466 cm di comfort, sfidando le corazzate tedesche, dall’Audi Q5 alla BMW X3, con una ricetta di qualità costruttiva.

Omotenashi. In una parola i giapponesi hanno riassunto la filosofia di ospitalità e la cura del dettaglio della NX, la cui manifattura impeccabile emerge fino in fondo una volta saliti a bordo. Oltre alla fattura dei materiali impiegati, spicca la tecnologia all’avanguardia: il display infotainment fino a 14 pollici, fluido e integrativo, è compatibile in modalità wireless con Apple CarPlay e Android Auto.

La guida nervosa e la sportività radicale non fanno parte della quattro ruote nipponica. Non a caso il generoso bagagliaio da 520 litri offre ai maestri della cucina tutto lo spazio necessario per trasportare materie prime d’eccellenza o attrezzature professionali, avvolti in un isolamento acustico di altissimo livello, magari accompagnati dalle note dell’impianto audio Mark Levinson.

Quanto costa il SUV del cooking show

A livello meccanico, la gamma 2026, disponibile nelle concessionarie italiane a prezzi di listino a partire da 59.700 euro, rinnova la strategia multi-tecnologica del brand. Se il diesel viene abbandonato in maniera definitiva, l’elettrificazione prende piede. Nelle loro trasferte sotto gli occhi delle telecamere, Matteo Canzi e gli altri concorrenti dell’edizione appena passata agli archivi hanno potuto saggiare la versatilità delle motorizzazioni ibride.

L’entry-level, la NX350h (Full Hybrid), coniuga un motore 2.5 a quattro cilindri e moduli elettrici per una potenza complessiva di circa 240 CV. Il sistema propulsivo contiene i consumi a circa 17 km/l ed è possibile scegliere tra la trazione integrale AWD o la nuova versione a trazione anteriore FWD.

Gli utenti attenti all’innovazione tecnologica troveranno pane per i loro denti nella NX 450h+ (Plug-in Hybrid), una variante da 320 CV, capace di raggiungere i 100 km/h da fermo in poco più 6 secondi. Eppure, l’asso nella manica riguarda l’autonomia elettrica: grazie ai circa 60 km a zero emissioni puoi attraversare i centri storici dei grandi centri urbani, dove si trovano i migliori ristoranti d’Italia evitando di far “pagare il conto” all’ambiente.

Masterchef Italia: il coronamento di un percorso

In una bagarre animata da modelli quali l’Audi Q5, la BMW X3 e la Volvo XC60, la Lexus NX 2026 presta importanza all’affidabilità e alla sicurezza di serie. Quando lo stress delle competizioni si fa sentire, il sistema Lexus Safety System+ 3.0 riporta la serenità, assicurando una protezione completa.

Il successo di Matteo Canzi — 24enne brianzolo che ha conquistato i giudici con il menu Tutto di me e la sua abilità ai fornelli — segna l’inizio di un nuovo percorso che passerà per la scuola ALMA e la pubblicazione del libro Il gusto del perché. Allo stesso modo, il posizionamento della Lexus NX conferma questa vocazione premium in Italia, disponibile a prezzi importanti, ma giustificati da una cura che, proprio come un piatto stellato, mira ad appagare i sensi tanto quanto una creazione d’autore firmata Teo.

Data articolo: Fri, 06 Mar 2026 14:13:29 +0000
News n. 22
Addio operai? Arrivano i robot umanoidi sulla catena di montaggio

Il settore dell’auto sta vivendo un cambiamento che coinvolge il modo in cui le vetture vengono prodotte. Tra robot e intelligenza artificiale il rapporto tra la produzione e l’uomo sta mutando, a favore di produttività, sicurezza e risparmio economico. Sotto questa scia BMW ha appena avviato il progetto pilota che introduce in una fabbrica europea dei robot umanoidi al lavoro nelle linee produttive. La sperimentazione parte dallo stabilimento di Lipsia, uno dei poli industriali più avanzati del gruppo tedesco.

L’obiettivo dichiarato al momento non è quello di sostituire i lavoratori, ma di integrare le nuove forze robotiche per aumentare la produzione e la sicurezza. L’avanzamento tecnologico è un passo fondamentale nella corsa alla competitività mondiale, con robot e AI al momento al primo posto.

Umani e umanoidi

Si tratta del primo progetto pilota in Europa per BMW, frutto della collaborazione con Hexagon Robotics, azienda specializzata nella Physical AI che ha presentato il suo primo robot umanoide nel giugno 2025.

Questa tipologia di robot rappresenta un valora aggiunto rispetto a quanto fanno le fabbriche tradizionali in termini di robotica. Sono particolarmente efficienti nelle situazioni ripetitive, problematiche per il corpo umano o semplicemente pericolose. Il protagonista di questa fase, AEON, è infatti il robot umanoide progettato proprio per operare in contesti industriali complessi.

A differenza dei robot tradizionali, che lavorano in aree isolate o su compiti molto specifici, questi sistemi sono progettati per muoversi negli stessi spazi delle persone e interagire con strumenti e componenti già utilizzati nelle linee produttive.

L’AI nel processo produttivo

L’intelligenza artificiale non è una novità nelle fabbriche BMW. Da anni il gruppo tedesco utilizza sistemi digitali avanzati per ottimizzare ogni fase della produzione, dalla progettazione alla logistica interna.

Strumenti come la fabbrica virtuale hanno dimostrato nel tempo grandi possibilità di crescita, simulando processi produttivi prima di doverli applicare nella realtà, rendendo la progettazione e lo sviluppo più veloce, economico e sostenibile.

Lo stesso vale per il controllo qualità, che beneficia di sistemi di visione avanzata in grado di analizzare componenti e superfici con una precisione superiore, aumentando il grado di ricercatezza a tutto vantaggio del prodotto consegnato all’utente finale.

Come ha spiegato Michael Nikolaides, responsabile della rete produttiva e della supply chain del gruppo, l’obiettivo è mantenere la leadership tecnologica integrando rapidamente le nuove soluzioni digitali nei processi industriali. I progetti pilota come quello dei robot umanoidi servono proprio a testare queste tecnologie in condizioni reali e valutarne il potenziale.

I primi risultati

La sperimentazione di robot umanoidi nelle fabbriche BMW non è iniziata in Europa. Il primo test concreto è stato condotto nel 2025 nello stabilimento di Spartanburg, negli Stati Uniti, uno dei più importanti siti produttivi del marchio.

In quel caso il partner tecnologico era l’azienda Figure AI, che ha sviluppato il robot Figure 02. Durante la fase di prova il robot ha lavorato direttamente sulla linea di produzione del SUV BMW X3, collaborando con gli operatori nelle attività legate al processo di saldatura.

I robot hanno contribuito a una produzione rimuovendo e posizionando componenti in lamiera per le saldature. Questo ha portato alla produzione di oltre 30.000 veicoli, accumulando circa 1.250 ore di lavoro.

Data articolo: Fri, 06 Mar 2026 13:34:34 +0000
News n. 23
GP Australia: Ferrari non è perfetta, ma ha il potenziale per battersi al vertice

Nella prima giornata di prove libere a Melbourne, le due SF-26 si sono ben comportate bene, benché tra le due sessioni non è arrivato il salto di qualità atteso. Le ragioni sono principalmente due: una direzione di setup poco redditizia e una certa confusione causata dal traffico in pista. Nel complesso, il venerdì della Rossa può comunque essere giudicato positivo. Nelle FP3 sarà necessario rifinire il lavoro svolto per presentarsi al meglio in qualifica: limare gli ultimi dettagli e comprendere il reale valore della monoposto.

GP Australia Fp1: Ferrari parte solida

L’esordio stagionale del Cavallino Rampante sul tracciato cittadino di Albert Park rappresenta un banco di prova di capitale importanza. Lo fa specie alla luce della rivoluzione regolamentare della F1 2026 che ha ridefinito i paradigmi della categoria. La prima sessione di prove libere della Rossa deve essere interpretata con estrema cautela.

Questo perché il programma di lavoro stabilito dai tecnici di Maranello ha privilegiato la comprensione della monoposto alla mera ricerca della prestazione cronometrica. Nella fase iniziale delle prime prove libere, le due monoposto Italiane erano equipaggiate con le gomme Medium, dando il via a una serie di “run” finalizzati all’apprendimento delle nuove unità propulsive.

L’aspetto che emerge con prepotenza riguarda la gestione ibrida. Un rebus ingegneristico che costringe i piloti a un esercizio di stile e precisione senza precedenti. La vera sfida per Hamilton e Leclerc era l’amministrazione della potenza elettrica lungo l’arco della tornata. Secondo le normative vigenti, la distribuzione dei cavalli recuperati tramite l’MGU-K non è più un automatismo trasparente, ma richiede una simbiosi perfetta tra pilota e software di gestione.

Gli ingegneri di pista hanno monitorato costantemente il modo in cui i ferraristi parzializzavano l’acceleratore, specialmente nelle sezioni più lente del circuito, dove il recupero avviene in modo combinato tra il motore endotermico e il sistema ibrido. È stato individuato come punto critico il tratto rapido compreso tra le curve 7 e 11. Qui, la distribuzione dell’energia diventa un’operazione di alta chirurgia meccanica.

Il fenomeno di clipping era particolarmente marcato, ovvero il taglio della spinta elettrica prima della fine dei rettilinei, specialmente nell’approccio alle curve 9 e 11. Questa necessità tecnica obbliga i piloti ad alzare il piede anticipatamente praticando il lift and coast. Una pratica che, sebbene meno appagante per gli osservatori, risulta cruciale per non esaurire la carica della batteria prima del completamento del giro.

L’uso delle Pirelli Soft non è ancora ottimizzato

Massimizzare il rilascio energetico in uscita di curva ha mostrato progressi sensibili, sebbene i due alfieri della Rossa abbiano testato mappature divergenti per ampliare lo spettro dei dati raccolti. Parallelamente all’elettronica, il focus si è spostato sulla gestione delle coperture Pirelli. Nella fase centrale delle FP1, l’attivazione della mescola Soft ha presentato alcune criticità, in particolare sulla vettura del monegasco.

L’asse anteriore della SF-26 ha faticato a entrare nella corretta finestra di esercizio termico. Un fattore cruciale poiché, malgrado la minore impronta a terra delle nuove specifiche 2026, il completamento del ciclo di isteresi del polimero resta il requisito fondamentale per generare grip. Di buono va detto che le indicazioni provenienti dagli onboard sono state rassicuranti sul fronte del bilanciamento aerodinamico.

A differenza delle difficoltà riscontrate nella passata stagione, la SF-26 ha esibito un handling pulito e una piattaforma stabile. La guidabilità della vettura appare meno nervosa, anche se strettamente dipendente dalla modalità di erogazione della potenza: la transizione verso il “full throttle” deve essere calibrata per non destabilizzare il retrotreno, influenzando direttamente la traiettoria ideale nelle curve a bassa percorrenza.

Gp Australia Fp2, Ferrari: complicazioni per traffico e risposta delle gomme

La seconda sessione svolta nel pomeriggio australiano ha visto un cambio di strategia, con l’introduzione della mescola Hard (la banda bianca) per saggiare la consistenza della gomma più dura su lunghi tratti. Hamilton ha riscontrato inizialmente alcune difficoltà nel portare gli pneumatici in temperatura, lamentando un sottosterzo limitante nel terzo settore.

Leclerc, dal canto suo, ha optato per una strategia di preparazione basata su due giri di riscaldamento, cercando di evitare il nervosismo riscontrato sulla vettura gemella, che ha manifestato tendenze sovrasterzanti sia nel primo che nell’ultimo settore. Il contesto delle FP2 è stato reso ulteriormente complesso dalla densità del traffico in pista, dove gestire lo stazione tra le auto non era semplice.

Figuriamoci se nel mentre si deve affinare l’uso del freno motore per lo stoccaggio energetico: ecco che tutto diventa tremendamente più duro. Perlomeno il fenomeno del clipping è apparso meno invalidante nella seconda sessione, permettendo ai ferraristi di migliorare sensibilmente il proprio feeling con la monoposto sotto la guida attenta del propri ingegneri.

Mercedes spaventa la Ferrari: W17 a ritmo indiavolato

L’ultima frazione della giornata è stata dedicata alle simulazioni di gara con carichi di carburante elevati. In questa fase, la Ferrari ha cercato di rispondere al passo impressionante mostrato dalla Mercedes. Sebbene Leclerc sia incappato in un’escursione sulla ghiaia in curva 3, compromettendo uno dei suoi giri lanciati, i dati relativi alla trazione e alle partenze da fermo rimangono eccellenti.

In conclusione, la prima giornata di prove ad Albert Park ha restituito un’immagine della Rossa in piena fase sperimentale. Sebbene la Mercedes sembri attualmente vantare una maggiore pulizia d’esecuzione sia nel giro secco che sul ritmo gara, e Verstappen resti una minaccia latente con una Red Bull apparentemente sorniona, il team di Maranello ha incamerato una mole di informazioni vitale.

La comprensione relativa all’attivazione delle mescole e l’affinamento delle procedure di recupero energetico saranno le chiavi di volta per la qualifica di domani. Stesso discorso per la messa a a punto che va migliorata. La strada verso per ottimizzare della performance è tracciata, e la SF-26 sembra possedere le basi solide necessarie per competere ai vertici della rivoluzione 2026.

Data articolo: Fri, 06 Mar 2026 12:47:20 +0000
News n. 24
Mercedes CLA Hybrid, l’ibrido leggero punta su consumi contenuti e qualità premium

Dopo aver inaugurato il nuovo modello di CLA con l’elettrico è giunto il momento di riparlare di ibrido. Mercedes presenta così un’offerta che si completa con un mild hybrid a tre livelli di potenza, un nuovo quattro cilindri turbo e la possibilità della trazione integrale 4Matic. Il modello mantiene l’eleganza della variante elettrica, con forme affusolate e una grande componente tecnologica, ma la vera qualità si nota nel comfort di guida dove si comporta da vera premium.

Come cambia

Rispetto alla variante elettrica l’estetica rimane pressoché identica, con la sola griglia frontale a differenziare la versione a batteria da quella ibrida. La volumetria filante si impreziosisce di dettagli tecnologici, come i nuovi fari con firma luminosa a stella sia davanti che dietro e la griglia dedicata composta da un pattern che richiama anche qui lo stemma della casa. All’interno ritroviamo la plancia nascosta dietro la grande pannello lucido che ingloba l’MBUX Supercreen con i tre display dedicati a cockpit, infotainment e uno schermo dedicato al passeggero. 

Il risultato è un ambiente tecnologico ma raffinato, con materiali di qualità e accostamenti cromatici curati. L’impressione generale è  la stessa della sorella vincitrice del premio Car of The Year 2026, con un abitacolo moderno e progettato per offrire un elevato livello di comfort nei lunghi viaggi.

La nuova gamma propulsore ibrida

Niente più diesel sotto al cofano della nuova CLA, ma spazio al dowsizing con un nuovo motore quattro cilindri turbo da 1,5 litri, tanto compatto da riuscire a occupare lo stesso spazio che, nella versione elettrica, è destinato al piccolo vano di carico anteriore. La gamma si articola in tre livelli di potenza:

  • CLA 180 con 136 CV e 200 Nm di coppia;
  • CLA 200 con 163 CV e 250 Nm di coppia;
  • CLA 220 con 190 CV e 300 Nm di coppia.

Il sistema mild hybrid a 48 volt lavora in combinazione con il cambio automatico a otto rapporti. Grazie alla spinta dell’elettrificazione leggera da 22 kW, la CLA può viaggiare in modalità elettrica per piccoli tratti in città e sfruttare funzioni come il veleggiamento elettrico fino a circa 100 km/h.

Chi cerca la versione a trazione integrale 4Matic può scegliere tra le due versioni più potenti, in grado di assicurare un comportamento su strada impeccabile e un aiuto in caso di condizioni del terreno difficili.

Prezzi e allestimenti

La nuova Mercedes CLA nella variante mild-hybrid si posiziona ai vertici del segmento premium, portando un listino a partire da 47.296 euro per la versione base CLA 180 Advanced, che arriva fino a 62.777 euro per la versione top di gamma CLA 220 4Matic Premium Plus. In questa configurazione è incluso tra l’altro anche il sistema MBUX Superscreen con schermo Oled, un optional altrimenti disponibile a partire dal pacchetto Premium con un’aggiunta di oltre 5.000 euro

Sono infatti quattro gli allestimenti disponibili a listino: Advanced, Advanced Plus, Premium e Premium Plus. Che possono essere impreziositi con  altri pacchetti estetici o di equipaggiamento a seconda di gusti o necessità. 

Per Mercedes si tratta di un tassello fondamentale nella transizione energetica: un modello che dimostra come l’elettrificazione possa assumere forme diverse, mantenendo intatto il carattere premium che da sempre distingue il marchio tedesco.

Data articolo: Fri, 06 Mar 2026 12:12:25 +0000
News n. 25
Premio World Car 2026, ecco le tre finaliste

La corsa al titolo di World Car of the Year 2026 è quasi giunta al temine. La giuria internazionale composta da 98 giornalisti è pronta a eleggere la vincitrice il 1 aprile al New York International Auto Show, cornice della cerimonia finale.

Le tre finaliste a contendersi il premio sono appena state annunciate: si tratta di BMW iX3, Hyundai Palisade e Nissan Leaf. Tre modelli differenti per tipologia e dimensioni, ma che guardano tutti al futuro dell’auto. Il verdetto definitivo arriverà nei prossimi mesi, ma già ora la selezione delle finaliste offre uno spaccato interessante sulle tendenze che stanno guidando il mercato mondiale.

Le tre finaliste

Il premio World Car Awards rappresenta un riconoscimento di livello mondiale, a selezionare i vincitori sono 98 giornalisti specializzati nel settore automotive, chiamati da tutto il mondo a valutare i modelli più importanti degli ultimi mesi. Per poter entrare a far parte della lista di vetture selezionate, le auto devono essere disponibili su più mercati internazionali e rappresentare una novità concreta sul panorama globale.

La scelta delle tre finaliste di quest’anno racconta bene l’evoluzione del settore. Da una parte troviamo due modelli elettrici, segno evidente della transizione energetica ormai in corso. Dall’altra c’è un grande SUV tradizionale che continua a interpretare una delle categorie più amate dal pubblico internazionale. La partita non si gioca solo come World Car, ma si competono i premi di altre 5 categorie, di cui ecco le rispettive finaliste:

  • World Electric Vehicle: in cui ritroviamo BMW iX3 e Nissan Leaf, accompagnate dalla Mercedes-Benz CLA;
  • World Luxury Car: in cui competono Cadillac Vistiq, Lucid Gravity e Volvo ES90;
  • World Performance Car: con BMW M2 CS, Chevrolet Corvette E-Ray e Hyundai Ioniq 6 N;
  • World Urban Car: rappresentate da Hyundai Venue, Firefly e Baojun Yep Plus ( o Chevrolet Spark EUV a seconda dei mercati);
  • World Car Design of the Year: con Kia PV5, Volvo ES90 e Mazda 6e o EZ-6.

BMW iX3

BMW iX3 rappresenta uno dei pilastri della casa bavarese rivisto in proiezione elettrica, un passo che rappresenta una scelta strategica per un futuro a zero emissioni. In un segmento estremamente affollato iX3 porta l’esperienza di guida tipica BMW con una piattaforma dedicata alla mobilità elettrica, in grado di garantire abitabilità, prestazioni e un’autonomia importante che arriva fino a 805 km.

Il design punta sui tratti sportivi del family feeling del marchio, con elementi stilistici rinnovati che giocano sulle dimensioni della calandra, e una firma luminosa tutta nuova. All’interno troviamo un ambiente dominato dalla tecnologia digitale, con un sistema di infotainment avanzato e numerose funzioni di assistenza alla guida.

Hyundai Palisade

Hyundai Palisade è un grande SUV soprattutto per il mercato americano e globale, dove le vetture a tre file di sedili continuano a riscuotere grande successo. Spazio, comfort e tecnologia sono i suoi punti di forza principali.

Il design è imponente e moderno, con una presenza su strada importante e un frontale caratterizzato da una firma luminosa distintiva. All’interno l’attenzione è tutta per il comfort dei passeggeri: materiali di qualità, tanto spazio e una dotazione tecnologica completa rendono la Palisade una vettura pensata per i lunghi viaggi.

Nissan Leaf

Chiude il trio delle finaliste la Nissan Leaf, uno dei modelli simbolo della mobilità elettrica moderna. La compatta giapponese ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione delle auto a batteria fin dal suo debutto. Negli anni la Leaf si è evoluta profondamente, migliorando autonomia, tecnologia e qualità complessiva. 

Oggi l’ultima evoluzione continua a distinguersi per l’equilibrio tra efficienza, facilità di utilizzo e costi di gestione ridotti. Elementi che hanno contribuito al suo successo internazionale.

Data articolo: Fri, 06 Mar 2026 10:58:39 +0000


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