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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Nella giornata del 24 luglio 2026, il traffico sulle autostrade italiane presenta diverse situazioni di criticità, tra cui spiccano incidenti con code associate e lunghe congestioni di traffico, come la coda di 6 km tra Genova Nervi e Genova Est (A12) dovuta a un incidente in fase di ripristino e una lunga coda di 4 km tra Cassino e Caianello sull’A1 per traffico congestionato. Questi eventi sono solo alcuni esempi delle condizioni attuali della viabilità autostradale nel Paese che approfondiremo dettagliatamente per ogni tratta interessata.

A1 MILANO-NAPOLI



17:03 – A1 Milano-Napoli tra Cassino e Caianello
Coda di 4 km per Traffico Congestionato
Direzione Napoli
Tratta interessata dal chilometro 680.5 al 676.5 per una lunghezza totale di 4 km.



17:03 – Inizio A1 Milano-Napoli – Milano Sud
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione Napoli
La coda si estende dal chilometro 8.9 fino all’inizio, per una lunghezza di 8.9 km.



16:59 – Bivio Diram.Capod./Racc.SP1 Casoria – Capodichino
Coda di 1 km per Traffico Congestionato
Direzione Tangenziale
Tratta interessata dal chilometro 2.9 al 1.9.



16:58 – Uscita a Capodichino provenendo da Autostrada Milano-Napoli
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale
Tratta in uscita con lunghezza non specificata.



16:52 – Traffico Rallentato tra Calenzano e Bivio A1-Variante
Traffico Rallentato per Traffico Intenso
Direzione Milano
Tratta di 10 km dal chilometro 268.0 al 278.0.



16:49 – Traffico Rallentato tra Firenze Sud e Incisa – Reggello
Traffico Rallentato per Traffico Intenso
Direzione Napoli
Tratta estesa 3 km dal chilometro 308.0 al 305.0.



16:04 – Code a tratti tra Bivio Diramazione Roma Sud/G.R.A. e Bivio Diramaz. Roma Sud/A1 MI-NA
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione Autostrada Milano-Napoli
Tratta lunga 20 km dal chilometro 0.0 al 20.0.



15:59 – Code a tratti tra Bivio A1/A24 e Ceprano
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione Napoli
Estesa per 69.3 km dal km 633.3 al 564.0.

A12 GENOVA-ROMA



17:05 – Uscita a Cerveteri provenendo da Roma
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Ss1 Aurelia
Tratta interessata al km 27.9, lunghezza di coda non specificata.



16:53 – Coda tra Recco e Chiavari
Coda per Traffico Intenso
Direzione Rosignano
La coda si estende per 15.5 km dal km 38.3 al 22.8.



16:09 – Coda di 6 km tra Genova Nervi e Genova Est
Ripristino incidente in corso
Direzione Genova
Tratta lunga 7.1 km dal chilometro 4.4 all’11.5.

A14 BOLOGNA-TARANTO



17:00 – Scorta veicoli tra Ancona Sud e Ancona Nord
Coda per safety car
Direzione Taranto
Tratta lunga 7 km dal km 228.0 al 221.0.



16:40 – Vento Forte tra Termoli e Bivio A14/A16 Napoli-Canosa
Condizioni di Vento Forte
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta molto estesa di 97.7 km dal km 602.7 al 505.0.



16:36 – Traffico Rallentato tra Modugno e Bivio Tangenziale Bari
Traffico Rallentato per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Bari
Tratta estesa 3.3 km dal km 676.8 al 673.5.



15:20 – Coda tra Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per Traffico Intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
Tratta di 1 km dal km 5.0 al 4.0.



15:19 – Code a tratti tra Bologna Borgo Panigale e Imola
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione Taranto
Tratta lunga 45.3 km dal km 50.1 al 4.8.



16:33 – Area di servizio Alento est
Camper Service chiuso per Interruzione Erogazione Idrica
Direzione Pescara
Servizio non disponibile, sosta ordinaria.



15:44 – Code a tratti tra Bologna San Lazzaro e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratta lunga 13.2 km dal km 9.0 al 22.2.

A4 TORINO-TRIESTE



17:00 – Code a tratti tra Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Sesto San Giovanni
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione Torino
Tratta lunga 4.5 km dal km 136.5 al 141.0.



16:59 – Coda tra Sesto San Giovanni e Cormano
Coda per Incidente
Direzione Torino
Tratta di 2.2 km dal km 131.8 al 134.0.



15:41 – Code a tratti tra Bivio A4/Raccordo Viale Certosa e Milano est
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione Trieste
Tratta lunga 12.1 km dal km 138.3 al 126.2.

A7 MILANO-GENOVA



16:20 – Coda tra Genova Ovest e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Coda per Ripristino incidente
Direzione Milano
Tratta lunga 4.1 km dal km 128.7 al 132.8.



16:12 – Coda tra Genova Bolzaneto e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Coda per Ripristino incidente
Direzione Genova
Tratta di 2.9 km dal km 128.7 al 125.8.

A8 MILANO-VARESE



16:53 – Code a tratti tra Svincolo Lainate-Arese e Busto Arsizio
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione Varese
Tratta di 17.4 km dal km 24.5 al 7.1.



16:36 – Coda in entrata alla barriera di Gallarate Ovest
Coda per Traffico Intenso
Direzione Autostrada Dei Trafori
Tratta in entrata alla barriera, la lunghezza della coda non specificata.



16:14 – Code a tratti tra Nodo A8/A4 Torino-Trieste e Bivio Fiera Milano
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione Varese
Lunghezza 2.2 km, dal km 2.2 all’inizio della tratta.

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



15:57 – Coda tra Genova Pegli e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per Traffico Intenso
Direzione Genova
Tratta di 6 km dal km 0.0 al 6.0.

A11 FIRENZE-PISA NORD



15:52 – Coda tra Firenze Ovest e Prato Est
Coda per Traffico Intenso
Direzione Pisa
Tratta di 1 km dal km 6.0 al 5.0.

A13 BOLOGNA-PADOVA



16:39 – Coda su Bivio A13/A4 Torino-Trieste provenendo da Bologna verso Venezia
Coda per Traffico Intenso
Direzione Padova
Tratta senza lunghezza coda specificata, dal km 116.7 all’inizio.

A24 ROMA-TERAMO



15:32 – Code a tratti tra Bivio A24/Tangenziale est RM e Inizio Complanare
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione G.R.A.
Tratta lunga 5.1 km dal km 2.2 al 7.3.

A30 CASERTA-SALERNO



16:33 – Coda di 2 km tra Mercato San Severino e Bivio A30/Raccordo Salerno-Avellino
Coda per Traffico Congestionato
Direzione Salerno
Tratta dal km 55.0 al 53.0.

A52 TANGENZIALE NORD DI MILANO



16:15 – Code a tratti tra Accesso Est Merci Fiera e CC MI Serravalle / A52
Code a tratti per Traffico Intenso
Direzione Tangenziale Est Di Milano
Tratta lunga 4.377 km dal km 18.73 al 23.107.

A5 TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO



16:12 – Coda tra Courmayeur sud e Raccordo A5/SS26 dir
Coda per Traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Monte Bianco
Tratta di 5.4 km dal km 143.4 al 138.0.

TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO



16:52 – Galleria chiusa tra Piazzale Italiano e Piazzale Francese
Chiusura tunnel in entrambe le direzioni
Lunghezza chiusura 11.7 km.



16:42 – Coda in corrispondenza Piazzale Italiano verso Chamonix
Coda con attesa prevista 2 ore
Direzione Chamonix



16:42 – Coda in corrispondenza Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista 2 ore e 15 minuti.
Direzione Courmayeur

TANGENZIALE DI NAPOLI A56



16:29 – Coda tra Capodichino e Corso Malta
Coda per Traffico Intenso
Direzione Pozzuoli
Tratta di 0.5 km dal km 18.8 al 19.3.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 15:08:00 +0000
News n. 2
Mercato auto, primo semestre 2026: i brand che crescono di più in Italia e in Europa

Il mercato auto in Europa ha chiuso un primo semestre del 2026 in positivo, con dati eccellenti per quanto riguarda le immatricolazioni, soprattutto in alcuni Paesi. In Italia, in particolare, è stato evidenziato un miglioramento davvero importante.

Di seguito andremo ad analizzare quali sono le Case che hanno registrato la crescita percentuale maggiore nel corso della prima metà dell’anno, sia per quanto riguarda il mercato italiano che per quello europeo (Ue + Paesi Efta + Regno Unito). Per la stesura delle due classifiche sono stati utilizzati i dati UNRAE (per l’Italia) e ACEA (per l’Europa). Non sono considerati i brand con una quota inferiore allo 0,5%.

La classifica in Italia

Ecco la Top 10 dei brand che crescono di più in Italia nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2026:

  1. Leapmotor: +1.449,07% (da 1.567 a 24.274)
  2. Omoda&Jaecoo: +295,87% (da 5.281 a 20.906)
  3. BYD: +208,57% (da 9.561 a 29.502)
  4. Honda: +43,40% (da 4.774 a 6.846)
  5. Fiat: +29,37% (da 82.474 a 106.693)
  6. Mazda: +26,24% (da 5.683 a 7.174)
  7. Mini: +25,61% (da 7.743 a 9.726)
  8. Tesla: +22,42% (da 6.468 a 7.918)
  9. Audi: +16,96% (da 37.451 a 43.802)
  10. Kia: +16,54% (da 23.105 a 26.926)

Il podio è monopolizzato dai nuovi protagonisti del mercato con Leapmotor, Omoda & Jaecoo (i dati UNRAE considerando i due marchi aggregati) e BYD che fanno segnare un sostanziale passo in avanti rispetto allo scorso anno.

Alle spalle dei nuovi brand che arrivano dalla Cina, però, troviamo diversi marchi ben noti agli automobilisti italiani, come Honda, protagonista di un eccellente primo semestre, e, soprattutto, Fiat, che con i suoi risultati sta trascinando il Gruppo Stellantis.

Il marchio italiano è stato protagonista di un’ottima prima parte di 2026, grazie soprattutto ai risultati raccolti dalla Grande Panda, modello che ha arricchito notevolmente le potenzialità della Casa torinese.

La classifica europea

Per la classifica europea, invece, utilizziamo i dati ACEA che, per alcune Case (come Chery e SAIC), fornisce solo i dati aggregati. Ecco la Top 10:

  1. Leapmotor: +558,3% (da 8.507 a 56.005)
  2. Chery Automobile: +305,8% (da 38.395 a 155.800)
  3. BYD: +145,5% (da 70.933 a 174.144)
  4. Tesla: +54,6% (da 110.179 a 170.351)
  5. Fiat: +28,7% (da 150.655 a 193.898)
  6. Mini: +20,4% (da 79.787 a 96.047)
  7. Saic Motor: +18,0% (da 153.108 a 180.659)
  8. Opel/Vauxhall: +11,4% (da 205.111 a 228.488)
  9. Mazda: +10,9% (da 81.953 a 90.864)
  10. Skoda: +10,8% (da 412.919 a 457.663)

Lo scenario visto in Italia si ripete anche in Europa (ricordiamo che Omoda&Jaecoo, in seconda posizione in Italia, rientra nel gruppo Chery). Anche in questo caso, non mancano i brand “storici” del mercato, con Fiat che, ancora una volta, si mostra in ottima forma raggiungendo la quinta posizione, con una crescita sostanziale rispetto ai dati registrati lo scorso anno.

Molto bene anche Tesla, che, nonostante la crescente concorrenza, si sta confermando come un punto di riferimento assoluto del settore delle auto elettriche, in forte crescita in Europa, come confermano i dati ufficiali sulle immatricolazioni. In positivo anche MINI mentre il Gruppo Stellantis rientra in classifica anche con Opel.

Le classifiche confermano l’ottimo stato di salute dei nuovi marchi del mercato, che arrivano dalla Cina per conquistare l’Europa. Nello stesso tempo, però, si nota come alcune Case storiche siano riuscite a reagire al momento di difficoltà, mostrando eccellenti risultati nel corso di tutto il semestre, sia in Italia che in Europa.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 13:15:57 +0000
News n. 3
Cristian Volpato fermato per eccesso di velocità, drug test preliminare positivo

Due controlli in poco più di due ore, entrambi sullo stesso ponte e al volante della medesima BMW Coupé. È terminata con due multe e la sospensione della patente internazionale per sei mesi la notte brava di Cristian Volpato a Sydney.

Protagonista di buone prestazioni con la maglia della nazionale australiana ai Mondiali da poco terminati, l’attaccante del Sassuolo potrebbe veder precipitare la sua posizione. Tutto dipenderà da un secondo test antidroga, disposto dopo la presunta positività alla cocaina emersa durante il controllo preliminare.

Il test preliminare e gli esami ancora in corso

Il primo episodio risale alle 23:05 di giovedì 23 luglio, quando, riferiscono i media locali, Volpato percorreva l’Anzac Bridge a una velocità superiore di oltre 20 km/h rispetto al limite di 60. Fermato dagli agenti, il ventiduenne ha ricevuto una sanzione ed è stato sottoposto all’alcoltest, che non ha rilevato la presenza di alcol.

Poco dopo ha rifatto capolino sullo stesso tratto. Intorno all’1:10 di venerdì, la polizia ha intercettato la BMW a 109 km/h, quasi 50 oltre il limite, disponendo un’altra multa e la sospensione della patente, valida nel Nuovo Galles del Sud, che impedirà al 22enne di guidare nello Stato australiano per i prossimi sei mesi.

In occasione del secondo controllo, gli agenti hanno eseguito anche un test preliminare a bordo strada, dalla quale sarebbe emerso un esito positivo alla cocaina, ma la vicenda non può ancora dirsi conclusa. È stato infatti raccolto un altro campione di fluido orale, affidato al laboratorio per gli accertamenti necessari: fino al responso definitivo, l’indagine rimane aperta.

Stando ad alcuni media australiani, Volpato avrebbe effettuato anche un test indipendente, dal quale non sarebbero emerse tracce di cocaina. Ai fini dell’indagine conterà però il risultato del secondo campione raccolto dalla Polizia, ancora affidato alle analisi di laboratorio. Finora non è stata formulata alcuna accusa penale, mentre restano invece le due sanzioni per eccesso di velocità e la sospensione della patente internazionale per sei mesi.

Sulla BMW si conosce ancora meno: le fonti la descrivono soltanto come una coupé, senza precisare il modello o l’anno. Non sono state diffuse fotografie che consentano di riconoscerla e nemmeno le autorità hanno fornito maggiori dettagli.

La reazione di Football Australia

Football Australia ha confermato di conoscere le accuse rivolte a uno dei suoi giocatori e di aver contattato il diretto interessato. La federazione monitorerà gli sviluppi della vicenda, offrendo sostegno al calciatore nella fase degli accertamenti, e sulla stessa linea si è espresso il sindacato Professional Footballers Australia. Al momento né il Sassuolo né l’entourage di Volpato hanno rilasciato dichiarazioni.

Nato proprio a Sydney, il trequartista si era trasferito in Italia ancora adolescente. Dopo essere entrato nel settore giovanile della Roma, ha esordito in Serie A a 18 anni e nel 2023 è passato al Sassuolo. In precedenza aveva vestito le maglie delle Nazionali italiane Under 19 e Under 20.

Alla vigilia del Mondiale 2026 ha scelto di rappresentare l’Australia, raccogliendo tre presenze durante il torneo. Il ritorno nella città natale avrebbe dovuto accompagnare uno dei momenti migliori della sua giovane carriera, ma i due passaggi sull’Anzac Bridge complicano la situazione. Per conoscere la portata effettiva dell’accaduto resta da aspettare il responso del laboratorio.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 13:14:58 +0000
News n. 4
Hyundai Ioniq 6 N Line, più autonomia e look da sportiva: quanto costa

La Hyundai Ioniq 6 si rinnova in Italia. Disponibile in un’unica configurazione – l’allestimento N Line – la berlina elettrica monta due motori dalla potenza di 325 CV, scaricati a terra dalla trazione integrale, e una batteria più capiente rispetto al passato. Il prezzo di listino parte da 60.300 euro.

Design e aerodinamica: il carattere della nuova elettrica

Fedele alla filosofia “streamliner”, riconoscibile dalla carrozzeria levigata e dalla coda spiovente, Hyundai mantiene la forma affusolata vista fin dal debutto, ma gli interventi sui dettagli conferiscono carattere. Con un coefficiente Cx di 0,215, la vettura contiene i consumi, soprattutto alle velocità autostradali.

Non era ancora successo che la Ioniq 6 fosse disponibile in versione N Line. Seppur meno estrema, richiama la variante 6 N attraverso paraurti specifici e minigonne dedicate, nonché i numerosi elementi in nero. Inserite sia nella parte anteriore sia in quella posteriore, le linee orizzontali accentuano la larghezza della carrozzeria, mentre i cerchi esclusivi da 20 pollici calzano pneumatici nella misura 245/40.

Di serie sono previsti anche i fari anteriori a matrice di LED, capaci di adattare il fascio luminoso alle condizioni della strada, e i vetri oscurati posteriori. Gli specchietti esterni sono regolabili elettricamente e integrano sia la chiusura automatica sia il riscaldamento.

All’interno prosegue la caratterizzazione sportiva. I sedili sono rivestiti in pelle e materiale scamosciato e la pedaliera è realizzata in metallo, dettagli pensati su misura così come il volante a tre razze, riportante il logo N. Dietro la corona trovano posto i paddle destinati alla regolazione della frenata rigenerativa, utilizzabili anche per azionare la funzione I-Pedal e guidare ricorrendo il meno possibile al pedale del freno.

Il nuovo accumulatore da 84 kWh promette fino a 595 km di autonomia nel ciclo WLTP, anche se il valore può variare parecchio a seconda di velocità e temperatura esterna. Per recuperare energia in viaggio, la Ioniq 6 sfrutta l’architettura a 800 Volt della piattaforma E-GMP: presso una colonnina compatibile, l’unità passa dal 10 all’80% in 18 minuti.

Il precondizionamento porta in anticipo la batteria alla temperatura più adatta, in modo da accorciare la sosta una volta collegato il cavo. La pompa di calore aiuta a ridurre i consumi durante i mesi freddi e con la funzione Vehicle-to-Load, invece, l’energia immagazzinata a bordo può alimentare dispositivi elettrici esterni.

Un abitacolo ricco di tecnologia

La dotazione di serie comprende due schermi da 12,3 pollici, uno riservato alla strumentazione e l’altro al sistema multimediale. Apple CarPlay e Android Auto funzionano senza fili, mentre gli aggiornamenti possono essere ricevuti da remoto, e sono inclusi anche head-up display, impianto audio Bose, chiave digitale e servizi connessi Bluelink.

Sul versante del comfort figurano sedili anteriori ventilati e regolabili elettricamente, sedute riscaldabili sia davanti sia dietro, climatizzatore bizona e portellone elettrico. Il pacchetto Hyundai SmartSense riunisce i principali sistemi di assistenza, dal cruise control adattivo al mantenimento della corsia, fino al controllo dell’angolo cieco e al parcheggio da remoto.

Con il finanziamento Hyundai Plus, il vantaggio promozionale può raggiungere i 4.000 euro. Al termine del contratto il cliente ha tre opzioni: sostituire la vettura, saldare il valore futuro garantito oppure restituirla alle condizioni previste.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 12:17:29 +0000
News n. 5
Auto usate, serve autenticare la firma del venditore: dove e come si fa

Venditore e acquirente possono accordarsi sul prezzo, verificare l’auto, effettuare il pagamento e consegnare le chiavi. Finché la firma sull’atto non viene autenticata e il trasferimento non compare negli archivi pubblici, la compravendita automobilistica non ha però completato il proprio percorso amministrativo. L’autentica serve a certificare che la sottoscrizione appartenga al venditore. Un pubblico ufficiale o un soggetto autorizzato controlla l’identità dell’interessato e attesta che la firma è stata apposta in sua presenza.

Il passaggio di proprietà è un’operazione distinta. Attraverso questa seconda fase vengono aggiornati il Pubblico registro automobilistico e l’Archivio nazionale dei veicoli. Al nuovo intestatario viene poi rilasciato il Documento unico di circolazione e di proprietà.

A chi spetta autenticare la firma

Nella forma più comune, quella della dichiarazione unilaterale di vendita, la firma da autenticare è del venditore. L’acquirente non deve sottoscrivere lo stesso documento e se ci si rivolge al Comune soltanto per l’autentica non è richiesta la sua presenza. Diversa è l’ipotesi del contratto bilaterale. In quel caso firmano entrambe le parti e le due sottoscrizioni devono essere autenticate. Ci sono tre forme dell’atto di vendita: la dichiarazione unilaterale con firma autenticata del venditore, il contratto bilaterale con firme autenticate di venditore e acquirente, l’atto pubblico o sentenza in copia conforme e in bollo.

Nella prassi delle compravendite tra privati prevale la prima soluzione. Risulta più semplice, non impone la presenza contemporanea delle parti per la sola autentica e consente all’acquirente oppure a una persona da lui incaricata, di presentare la richiesta di trasferimento.

Se il veicolo appartiene a più persone devono sottoscrivere tutti gli intestatari chiamati a cederne la proprietà. Per un’automobile intestata a una società firma invece il legale rappresentante, che dovrà documentare identità, ruolo e poteri.

Una delega ordinaria non autorizza un’altra persona a firmare al posto del proprietario. Le situazioni nelle quali il venditore non può comparire personalmente richiedono un titolo di rappresentanza adeguato, da concordare con il notaio o con lo sportello che seguirà la pratica.

Dove si può autenticare la firma

La legge consente di rivolgersi agli uffici comunali e ai titolari degli Sportelli telematici dell’automobilista, chiamati a rilasciare l’autentica senza compensi aggiuntivi, fatti salvi imposta di bollo e diritti previsti.

Oggi la firma del venditore può essere autenticata attraverso cinque canali. Rivolgendosi allo Sportello telematico dell’automobilista di un’unità territoriale ACI-Pra, l’autentica e la registrazione del passaggio di proprietà vengono eseguite consecutivamente: si pagano soltanto i costi previsti dalla legge, senza una tariffa aggiuntiva per l’autentica. Lo stesso avviene negli Sta della Motorizzazione civile, dove la firma viene autenticata contestualmente al trasferimento del veicolo.

In alternativa ci si può rivolgere a una delegazione ACI o a un’agenzia di pratiche auto abilitata come Sta. In questo caso lo studio gestisce l’intera procedura, ma ai costi di legge si aggiunge la tariffa per il servizio di intermediazione. Il Comune si limita invece ad autenticare la firma e non provvede alla registrazione del passaggio: bisogna pagare una marca da bollo da 16 euro e gli eventuali diritti comunali. Infine, l’atto può essere autenticato o redatto da un notaio, sostenendo il costo del bollo e dell’onorario professionale.

Autentica allo Sta del Pra

Lo Sportello telematico dell’automobilista dell’unità territoriale ACI-Pra permette di concentrare l’intera operazione in un’unica sede. Il venditore firma l’atto, l’identità viene verificata e l’acquirente presenta la richiesta di trasferimento. La contestualità non è soltanto una comodità. Presso gli Sta del Pra, dopo l’autentica, bisogna procedere subito con la pratica e con il rilascio del Documento unico.

In questo modo il precedente intestatario non lascia l’ufficio affidandosi alla promessa dell’acquirente di completare tutto in un secondo momento. Anche il nuovo proprietario ottiene la certezza che l’auto sia stata registrata a suo nome. Per gli sportelli Pra può essere richiesta la prenotazione online. Ci si può rivolgere a uno Sta anche in una provincia diversa da quella di residenza o da quella nella quale risulta iscritto il veicolo.

Autentica alla Motorizzazione civile

Gli Sta degli Uffici provinciali della Motorizzazione civile svolgono un servizio analogo. La firma viene autenticata gratuitamente sotto il profilo della tariffa amministrativa, ma restano dovuti bolli, diritti e imposte collegati al passaggio. Anche qui autentica e trasferimento devono seguire un percorso contestuale. Prima dell’appuntamento conviene verificare modalità di accesso, documenti accettati e sistemi di pagamento adottati dall’ufficio.

Delegazioni ACI e agenzie di pratiche auto

Chi preferisce affidare documenti e versamenti a un intermediario può rivolgersi a una delegazione dell’Automobile club o a uno studio di consulenza automobilistica abilitato come Sta. L’agenzia prepara l’atto, controlla i dati, autentica la firma attraverso il soggetto autorizzato, calcola l’IPT e completa la registrazione. Alla somma prevista dalla legge si aggiunge un compenso stabilito liberamente dal professionista.

Autentica in Comune

Il Comune offre un’alternativa utile quando le parti non vogliono o non possono completare immediatamente il passaggio. Il venditore si presenta davanti al dipendente incaricato dal sindaco, viene identificato e firma l’atto. La residenza nel territorio comunale non è il punto centrale della procedura, ma l’organizzazione cambia da un’amministrazione all’altra. Alcune sedi lavorano solo su appuntamento. Altre affidano il servizio agli uffici anagrafici, ai municipi o agli sportelli del cittadino. Il Comune non aggiorna il Pra e non rilascia il Documento unico. Conclusa l’autentica, l’atto deve essere portato a uno Sta per la registrazione entro il termine previsto.

Autentica dal notaio

Il notaio può autenticare la sottoscrizione o redigere un atto pubblico. Il suo intervento comporta un onorario, al quale si sommano imposta di bollo e costi del successivo trasferimento. Questa strada viene scelta quando la compravendita presenta elementi fuori dall’ordinario: procure, successioni complesse, dubbi sulla titolarità, società, soggetti incapaci o accordi che richiedono clausole particolari. Anche l’atto notarile deve essere trascritto. L’intervento del professionista non sostituisce l’aggiornamento degli archivi automobilistici, salvo che il servizio concordato comprenda pure quella fase.

Quali documenti deve portare il venditore

Per la sola autentica occorrono:

  • documento di identità o di riconoscimento in corso di validità;
  • atto di vendita completo;
  • dati dell’acquirente;
  • dati identificativi del veicolo;
  • marca da bollo da 16 euro, se l’atto viene formato su carta;
  • eventuale documentazione sui poteri di firma, quando vende una società.

Nell’atto devono essere riportate le generalità delle parti, il codice fiscale dell’acquirente, la targa, il prezzo concordato e gli altri elementi richiesti dal modello utilizzato. La firma non va apposta a casa, ma deve essere eseguita davanti al pubblico ufficiale o al soggetto autorizzato, dopo la verifica dell’identità.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 12:00:14 +0000
News n. 6
Autovelox, Salvini: “In Italia sono 3.305, spenti quelli irregolariâ€

Il 23 luglio 2026 segna una data spartiacque per la gestione della sicurezza stradale in Italia. Durante il question time al Senato, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato un’imponente operazione di riordino che ha portato allo spegnimento di migliaia di dispositivi per il rilevamento della velocità.

In poche parole: gli autovelox. L’obiettivo dichiarato non è eliminare i controlli, ma ricondurli a una logica di trasparenza e utilità reale, eliminando quegli strumenti percepiti dai cittadini più come “trappole” per fare cassa che come presidi di sicurezza.

Una riforma attesa da decenni

L’intervento legislativo mira a colmare un vuoto normativo e una frammentazione che duravano da oltre tre decenni. Come sottolineato dal ministro durante l’audizione, “abbiamo lavorato a lungo con gli enti locali e con le associazioni e siamo arrivati, dopo trentaquattro anni, a mettere ordine in materia di autovelox”.

All’inizio dell’attuale mandato governativo, si ipotizzava la presenza di circa 10-11 mila dispositivi sul territorio nazionale; oggi, a seguito della verifica di rispondenza alle regole vigenti, ne risultano attivi solo 3.305.

Perché molti autovelox sono stati spenti

La decisione di disattivare una quota così massiccia di apparecchiature non è stata casuale, ma è scaturita dal mancato rispetto delle normative tecniche e di segnalazione. Il criterio seguito dal Ministero è stato chiaro: eliminare ciò che non era a norma. “Abbiamo semplicemente spento autovelox furbetti, mal segnalati o nascosti” ha precisato Salvini.

La filosofia alla base di questa scelta distingue nettamente tra la sanzione educativa e quella vessatoria. Il Ministero ribadisce infatti che i rilevatori di velocità sono “fondamentali come strumento di prevenzione e sanzione nelle zone assolutamente dimostrate a rischio”, ma non devono diventare strumenti impropri di prelievo fiscale qualora manchino i requisiti di visibilità e corretta indicazione per l’automobilista.

La mappa dei dispositivi disattivati

L’operazione di “pulizia” ha interessato l’intera penisola, con un impatto particolarmente significativo nelle regioni settentrionali e nelle grandi aree metropolitane. In termini regionali, la Lombardia guida la classifica con ben 144 autovelox disattivati, seguita dal Piemonte con 131 e dall’Emilia Romagna con 95. Anche il Veneto (84) e la Toscana (69) hanno visto una sensibile riduzione del numero di postazioni attive.

Scendendo lungo lo Stivale, i dispositivi spenti sono stati 33 nel Lazio, 16 in Liguria, 15 nelle Marche, 12 in Abruzzo, 9 nella provincia di Trento, 8 in Sicilia e 6 in Sardegna. Se si guarda alle singole città, il dato più eclatante arriva dalla città metropolitana di Milano, dove sono stati spenti ben 111 autovelox, mentre a Roma e Torino le disattivazioni sono state 28 per ciascuna città.

Oltre la velocità: la sicurezza stradale a 360 gradi

Il riordino degli autovelox si inserisce in un piano più ampio di sicurezza stradale che tocca altre criticità, come la gestione dei monopattini e i raduni clandestini. Per quanto riguarda i raduni automobilistici illegali, come quelli segnalati nell’area del Lago di Garda, il Ministero ha confermato un monitoraggio costante in collaborazione con l’Interno per contrastare condotte di guida pericolose in zone ad alto flusso turistico.

La nuova linea del Ministero punta a restituire credibilità agli strumenti di controllo. Riducendo il numero di autovelox a quelli strettamente necessari e regolamentari, si spera di aumentare l’accettazione sociale di tali misure, trasformandoli da “nemici” degli automobilisti a veri alleati della sicurezza stradale nei punti più critici del Paese.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 11:00:21 +0000
News n. 7
Roma, scoperti 21 container pieni di moto rubate: tre arresti e due denunce

Il silenzio del quartiere Parioli, negli ultimi tempi turbato da una serie di furti di motociclette, ha trovato risposta in un’imponente operazione di polizia giudiziaria che ha svelato un complesso sistema di riciclaggio internazionale.

I Carabinieri della Compagnia Roma Parioli, supportati dai militari della Stazione di Ponte Galeria e in stretta collaborazione con il Gruppo e la Compagnia di Ostia, hanno inferto un colpo durissimo a un’organizzazione dedita alla ricettazione di veicoli a due ruote.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, si è conclusa con il fermo di tre cittadini stranieri e il sequestro di un vero e proprio “tesoro” meccanico pronto a lasciare il Paese.

La pista dei container a Ponte Galeria

L’attività investigativa, nata per contrastare i furti avvenuti nel quadrante nord della Capitale, ha condotto i militari fino a via della Magliana, in località Ponte Galeria. Qui, all’interno della sede di una società privata, i Carabinieri hanno individuato un’area di stoccaggio sospetta.

Un meticoloso servizio di osservazione ha permesso di accertare la presenza di ben 54 container, tutti locati a soggetti stranieri, che fungevano da base operativa per il transito della merce illecita. Dopo aver ottenuto il via libera dalla Procura, gli investigatori hanno proceduto all’apertura forzata dei moduli metallici, rivelando uno scenario inquietante.

In 21 dei container controllati erano stipate motociclette di varie cilindrate e una quantità enorme di parti di ricambio. Molti dei mezzi erano già stati smontati e accuratamente imballati, pronti per essere caricati e spediti illegalmente fuori dai confini dell’Unione Europea.

I responsabili e il materiale sequestrato

Durante il blitz, i Carabinieri hanno sorpreso sul posto i tre principali indiziati: tre uomini di 53, 28 e 54 anni, tutti senza fissa dimora e con precedenti penali specifici. Per loro è scattato il fermo con l’accusa di ricettazione e riciclaggio in concorso, provvedimento già convalidato dall’Autorità Giudiziaria. Altri due complici, di 50 e 54 anni, sono stati invece denunciati a piede libero per i medesimi reati.

All’interno dei moduli riconducibili ai tre fermati è stata accertata la presenza di numerosi mezzi di sicura provenienza illecita. Nei restanti container, legati ai soggetti denunciati, è stato invece rinvenuto materiale di dubbia origine e privo di elementi identificativi, sul quale sono tuttora in corso accertamenti tecnici volti a risalirne alla provenienza. L’intera area, comprensiva dei 21 container e del loro prezioso contenuto, è stata posta sotto sequestro.

Un’indagine ancora aperta

Il ritrovamento di questo “hub” logistico rappresenta solo un tassello di un mosaico più ampio. Le indagini dei Carabinieri proseguono ora su due fronti: da un lato, l’analisi dei veicoli sequestrati per identificare i legittimi proprietari e procedere alle restituzioni; dall’altro, la caccia a numerosi altri locatari stranieri dei restanti container che, al momento dell’operazione, sono risultati irreperibili.

L’operazione sottolinea l’efficacia del coordinamento tra le diverse componenti dell’Arma sul territorio romano, capace di risalire dal singolo furto di quartiere fino alle rotte internazionali del traffico di veicoli rubati. Resta inteso che, essendo il procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari, i soggetti coinvolti devono considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 10:11:18 +0000
News n. 8
Tesla FSD bocciato dalla Francia: dubbi su sicurezza e distrazione del conducente

Il dibattito sul futuro della guida autonoma nel Vecchio Continente ha subito una brusca frenata a causa della presa di posizione netta della Francia. Il governo di Parigi ha ufficialmente espresso la propria opposizione all’uso del software Full Self-Driving (FSD) di Tesla sulle strade dell’Unione Europea nella sua forma attuale. Questa decisione rappresenta il primo rifiuto pubblico da parte di un governo dell’Ue nei confronti di un’iniziativa guidata dai Paesi Bassi che mira ad approvare questa tecnologia in tutto il territorio comunitario.

Le ragioni del “no”: sicurezza e responsabilità

La motivazione centrale che ha spinto la Francia a porre questo limite risiede in profonde preoccupazioni legate alla sicurezza stradale. Attraverso una dichiarazione video, il Ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, ha puntato il dito contro due rischi specifici che il software comporterebbe: il rischio di eccesso di velocità e la potenziale disattenzione del conducente.

Secondo il governo francese, sebbene il sistema FSD rappresenti un indubbio progresso tecnologico, i compromessi richiesti in termini di sicurezza non sono ancora ritenuti accettabili. “In Francia crediamo che, mentre questo sistema apporta una serie di progressi tecnologici, i compromessi sulla sicurezza non siano ancora sufficienti a giustificare l’autorizzazione nella sua forma attuale” ha dichiarato esplicitamente Tabarot. Il timore è che il conducente umano, pur dovendo rimanere pronto a intervenire in ogni momento, possa essere indotto a un falso senso di sicurezza, riducendo i propri livelli di vigilanza necessari per gestire situazioni impreviste.

Un fronte europeo diviso

La posizione francese crea una spaccatura significativa all’interno dell’Unione Europea. Fino a questo momento, la tendenza sembrava favorevole a Tesla: l’autorità stradale dei Paesi Bassi (RDW) aveva infatti approvato in via provvisoria la tecnologia ad aprile 2026, spingendo nazioni come Belgio, Danimarca, Estonia e Lituania a fare lo stesso in vista di un possibile voto a livello europeo previsto per l’autunno.

Tuttavia, la Francia non è sola nel suo scetticismo. Tabarot ha accennato al fatto che altri Paesi europei condividono le medesime preoccupazioni, pur non nominandoli direttamente, sebbene fonti giornalistiche indichino che anche la Svezia potrebbe opporsi all’approvazione. Per Tesla, l’FSD è considerato un punto di vendita cruciale e un importante generatore di entrate, specialmente in un momento in cui le immatricolazioni del marchio in Europa stanno iniziando a riprendersi dopo il calo dell’anno precedente.

Cos’è il Full Self-Driving (FSD) e la replica di Musk

Per comprendere la portata del limite imposto, occorre definire la natura della tecnologia coinvolta. Il Full Self-Driving di Tesla è classificato come un sistema di assistenza alla guida capace di gestire autonomamente accelerazione, frenata e sterzata, ma che richiede obbligatoriamente che il conducente umano rimanga sempre vigile e pronto a riprendere il controllo del veicolo in qualsiasi momento.

La reazione di Elon Musk alla chiusura francese non si è fatta attendere. Attraverso una dichiarazione rilasciata sulla sua piattaforma social X, il CEO di Tesla ha criticato aspramente la posizione di Parigi, affermando che “ritardare l’approvazione dell’FSD in Francia costerà vite umane”, sostenendo implicitamente che la tecnologia sia già più sicura della guida puramente umana.

Prospettive future

Nonostante la ferma opposizione attuale, il dialogo non si è interrotto. Il Ministro Tabarot ha confermato che la Francia sta continuando le discussioni tecniche con i Paesi Bassi e altri Stati membri dell’Ue riguardo a questa tecnologia. La sfida resta quella di trovare un equilibrio normativo che permetta l’innovazione senza compromettere i rigidi standard di sicurezza stradale che la Francia, e una parte crescente dell’Europa, non sembrano disposti a negoziare.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 09:29:17 +0000
News n. 9
GP Ungheria, Ferrari porta una nuova ala Macarena: ecco come funziona

Budapest rappresenta una grande occasione per la Ferrari, favorita dalle caratteristiche guidate del tracciato ma chiamata a decifrare la complessa incognita di un asfalto a grip variabile. Per dominare all’Hungaroring, la Rossa ha introdotto un pacchetto di micro-aerodinamica volto a massimizzare carico e upwash. La vera chiave del weekend sarà unire queste novità a un assetto chirurgico, un connubio fondamentale per gestire le gomme e contenere la minaccia della Mercedes.

Il lavoro della Rossa per Budapest

L’attesa per il Gran Premio d’Ungheria accende le speranze dei tifosi del Cavallino. Dopo aver visto la SF-26 lottare per la vittoria a Spa-Francorchamps, in un contesto che non era favorevole, vige una certa sensazione: le sinuose curve dell’Hungaroring potrebbero esaltare le doti della SF-26. Il tracciato magiaro è composto da sezioni guidate e da una minore incidenza della power unit: sembrerebbe il palcoscenico ideale per la Rossa.

Una vettura di Formula 1 che ha recentemente dimostrato una netta superiorità nelle velocità di percorrenza delle curve medio lente. Ma l’esito del fine settimana magiaro è tutt’altro che scontato o già scritto. La vera sfida si giocherà sulla perfetta esecuzione di ogni singolo dettaglio. L’ombra del passo falso di Monaco c’è, dove la Ferrari doveva dominare senza ostacoli.

Sappiamo bene come andò a finire con il dominio della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli: da qui serve la massima cautela. In quell’occasione, la W17 seppe trovare il bilanciamento ideale sfruttando assetti più morbidi e una finestra di rigidezze ridotta. Ma torniamo al presente: a complicare ancora di più il rebus tecnico ci pensa la superficie della pista. L’Hungaroring è attualmente un mosaico di asfalti differenti: il rettilineo principale e il terzo settore presentano manti molto recenti.

Al contrario, la parte centrale del circuito conserva una superficie decisamente più datata. Questa eterogeneità costringerà i piloti a gestire un improvviso cambio di aderenza all’interno dello stesso giro, rendendo la ricerca dell’assetto ottimale un vero grattacapo per gli ingegneri. In questo scenario, e non potrebbe essere altrimenti, il comportamento degli pneumatici farà tutta la differenza.

Mercedes soffre particolarmente gli asfalti vecchi e a bassa aderenza, poiché denota una leggera carenza di carico aerodinamico rispetto alla Ferrari. Meno aderenza significa meno grip, un fattore che sulla carta pende a totale favore della SF-26. Ma la costruzione del giro perfetto richiede un controllo super delle gomme, specie considerando che le temperature saliranno durante il weekend.

La nuova ala posteriore della Ferrari

Ferrari può recitare il ruolo di protagonista? Assolutamente sì. Ma per farlo deve unire tutti i punti del puzzle. Anche per questo arriva un aggiornamento del team italiano specifico per il tracciato, che lavora per adattare al meglio la vettura al kartodromo magiaro: parliamo dell’ala posteriore. A Monaco, la Rossa aveva snobbato queste particolari appendici aerodinamiche collocate al centro della specifica.

Di fatto, tra le squadre di vertice era l’unica a ignorare totalmente questa via di sviluppo. Le cose sono ora cambiate, in quanto il team di Maranello ha capito come questo tipo di soluzione può fare la differenza. La nuova ala posteriore mostra un insieme di profili, dove l’architettura di questo multi-elemento non è affatto casuale e ottimizza una specifica area concessa dal regolamento.

Sfruttando il volume che ospita il meccanismo di attivazione con cui le vetture aprono e chiudono l’ala, si palesa una sorta di triplano aerodinamico con duplice utilità: generare carico aggiuntivo e incrementare la spinta locale esaltando il fenomeno dell’upwash. A Monaco, i team sfruttarono queste soluzioni anche perché la FIA aveva imposto il divieto assoluto di impiegare l’aerodinamica attiva tra i muretti cittadini.

A Budapest, viceversa, l’organo federale ha dato il via libera all’utilizzo dei sistemi mobili; un dettaglio normativo cruciale che impone a questi elementi di ancorarsi unicamente al mainplane, senza potersi in alcun modo appoggiare sulle sezioni mobili. Oltre a questo, il team ha implementato ulteriori piccoli device sul bordo d’uscita dell’ultimo elemento dell’ala.

Questa cura maniacale per i dettagli si estende alle micro-appendici progettate per prolungare la sezione centrale: una mossa pensata per favorire la corretta rotazione dell’ala. Anche in questo caso, l’obiettivo è aumentare il carico generato localmente. La storica scuderia italiana ha puntato tutto su una micro-aerodinamica estrema per cucire la vettura addosso alle tortuose esigenze del circuito ungherese. ok niente

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 09:25:17 +0000
News n. 10
Il Governo lancia il noleggio sociale: chi può avere un’auto nuova a 100 euro al mese

Il panorama dell’automotive italiano si arricchisce di una misura inedita che punta a coniugare la transizione ecologica con l’equità sociale. È stato presentato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il nuovo programma di noleggio sociale a lungo termine, un’iniziativa prevista dal Dpcm Automotive e illustrata dal Ministro Adolfo Urso insieme al Presidente dell’Automobile Club d’Italia (ACI), Geronimo La Russa.

L’obiettivo è duplice: da un lato accelerare il rinnovo del parco circolante nazionale per migliorare la sicurezza stradale e l’ambiente, dall’altro favorire l’accesso alla mobilità per le famiglie a basso reddito.

Una misura dal valore morale e sociale

Nelle parole del Ministro Urso, il noleggio sociale rappresenta una svolta sul piano “morale e sociale”. La misura è pensata specificamente per chi oggi non ha le risorse economiche per rottamare un’auto vecchia e inquinante e acquistarne una nuova. Grazie a questo programma sperimentale, tali soggetti potranno acquisire a noleggio un’auto sostenibile e più sicura. Il Governo ha inoltre assicurato che, in caso di successo della sperimentazione, verranno stanziate tutte le risorse necessarie per trasformare questa iniziativa in una politica industriale strutturale e più equa.

I dettagli tecnici: costi, durata e beneficiari

Il programma, che resterà attivo fino al 30 giugno 2030, è riservato alle persone fisiche con un ISEE inferiore a 30.000 euro. La formula proposta è estremamente accessibile: un contratto di noleggio a lungo termine della durata minima di 36 mesi con un canone sociale di soli 100 euro al mese (IVA inclusa).

Il contratto prevede un limite di percorrenza fissato a 12.000 chilometri annui. Un aspetto particolarmente interessante riguarda la conclusione del periodo di noleggio: al termine dei tre anni, il beneficiario avrà la possibilità di acquistare il veicolo usufruendo di uno sconto del 10% sul valore di mercato.

Veicoli ammessi e obbligo di rottamazione

Per accedere a questa agevolazione, la normativa impone requisiti stringenti sia sul veicolo in uscita che su quello in entrata. È infatti obbligatoria la rottamazione di un veicolo fino a Euro 4, che deve essere di proprietà del richiedente da almeno 12 mesi.

Per quanto riguarda l’auto da noleggiare, deve trattarsi di un veicolo nuovo, immatricolato in Italia e appartenente alla categoria M1 (autovetture). I requisiti ecologici prevedono un’omologazione almeno Euro 6 e un limite di emissioni di CO2 non superiore a 135 grammi per chilometro.

La strategia politica: stop agli “incentivi a pioggia”

La presentazione della misura è stata anche l’occasione per il Ministro Urso di ribadire un cambio di rotta nella politica degli incentivi. Il Ministro ha dichiarato che non verranno più utilizzati gli “incentivi a pioggia”, poiché in passato hanno finito per favorire l’acquisto di auto straniere, specialmente cinesi. L’obiettivo futuro è legare i sussidi al principio del “Made in Europe”: quando entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo, gli incentivi potranno essere destinati esclusivamente ad auto con almeno il 70% di componentistica europea.

Urso ha inoltre sollevato una critica alle attuali regole dell’Unione Europea, sostenendo che senza un cambiamento a livello di Bruxelles, gli sforzi nazionali rischiano di essere inefficaci, paragonandoli al tentativo di “svuotare il mare con un secchiello”.

Come aderire: il “Click Day”

L’accesso al programma sarà gestito tramite un click day, come confermato dal Presidente dell’ACI, Geronimo La Russa. L’Automobile Club d’Italia, forte della sua storia ultra-secolare di vicinanza ai cittadini e ai servizi di mobilità, collaborerà attivamente alla riuscita dell’iniziativa per garantire che il contributo arrivi effettivamente a chi ne ha più bisogno.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 08:20:05 +0000
News n. 11
Distributori carburanti, arriva la riforma: obbligo di colonnine e biocarburanti dal 2028

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a quella che è stata definita dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, come una “svolta storica”: la riforma della rete di distribuzione dei carburanti. Inserito nel disegno di legge annuale per la Concorrenza 2026, il provvedimento punta a trasformare radicalmente il volto dei distributori italiani, accompagnandoli verso un futuro multimodale e meno dipendente dai combustibili fossili.

Razionalizzazione e riconversione

Il fulcro della riforma risiede nella razionalizzazione della rete, che oggi conta troppi punti vendita spesso inefficienti o tecnologicamente superati. L’obiettivo dichiarato è favorire la chiusura o la riconversione degli impianti obsoleti e a basso erogato, spingendoli verso nuove forme di energia come i biocarburanti e la ricarica elettrica.

Una delle novità più incisive riguarda il futuro delle autorizzazioni: dal 2028, per ottenere una nuova licenza, i titolari degli impianti dovranno obbligatoriamente offrire almeno una soluzione di alimentazione alternativa ai carburanti tradizionali, che si tratti di elettricità, biocarburanti o idrogeno. Per i distributori attuali, questo significa dover pianificare per tempo una trasformazione strutturale della propria offerta commerciale.

Supporto economico e incentivi

Per non lasciare solo il settore in questo passaggio delicato, la riforma istituisce un fondo da 120 milioni di euro per il triennio 2028-2030, con una dotazione di 40 milioni all’anno. Questo pacchetto finanziario è destinato a due scopi principali:

  • contributi alla riconversione: i titolari possono ricevere un contributo fino a 60.000 euro (nel limite del 50% delle spese sostenute) per trasformare il punto vendita in una stazione di ricarica elettrica o per la produzione di biocarburanti;
  • indennizzi per la cessazione: per i gestori che scelgono di non proseguire l’attività nell’impianto convertito, è previsto un ulteriore indennizzo non superiore a 20.000 euro.

Procedure semplificate

La riforma non tocca solo l’aspetto energetico, ma interviene pesantemente sulla tutela dei gestori e sulla stabilità dei loro rapporti con le grandi compagnie petrolifere. Vengono introdotte regole chiare per rendere i contratti più stabili e trasparenti, con garanzie minime e sanzioni severe per chi utilizza forme contrattuali non conformi.

Dal punto di vista tecnico, il provvedimento semplifica le procedure di dismissione. Per i distributori che chiudono, sono previste modalità precise per la messa in sicurezza: dalla rimozione delle infrastrutture fuori terra all’inertizzazione dei serbatoi interrati e delle condotte, garantendo l’isolamento delle matrici ambientali e il recupero dei residui di prodotto.

Nuovi obblighi di informazione al consumatore

Infine, la riforma cambia anche il rapporto visivo con l’utente finale. I titolari degli impianti avranno l’obbligo di fornire un’adeguata informazione ai consumatori sulla disponibilità di prodotti a basso impatto ambientale. Sarà necessario segnalare chiaramente la presenza di biocarburanti in purezza, biometano, idrogeno ed e-fuel.

La riforma non è solo un piano di ammodernamento, ma un processo governato verso la decarbonizzazione che mira a salvaguardare la continuità del servizio anche nelle aree interne e nelle isole minori, garantendo al contempo che la trasformazione del trasporto stradale sia “sostenibile e innovativa”. Vedremo se tutto ciò darà una spinta al rinnovamento di tutto il settore, che inevitabilmente dovrà guardare al domani con un occhio differente.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 07:32:17 +0000
News n. 12
F1, Antonelli rimpianto Ferrari: arriva l’ammissione di Mercedes

Il matrimonio tra Antonelli e Ferrari potrebbe essere celebrato in futuro, ma la sensazione è che si sia persa una grande occasione per creare un binomio tricolore di assoluto impatto. Erano anni che l’Italia non aveva in griglia un pilota e a soli 19 anni il bolognese sta riscrivendo tutti i record della categoria, soprattutto grazie alla lungimiranza di Toto Wolff e un progetto tecnico di assoluto valore.

In Ferrari Kimi non avrebbe mai trovato un ambiente pronto e un mezzo all’altezza del suo talento, finendo probabilmente per essere sommerso dalle pressioni. Mercedes ha creduto nelle potenzialità di un enfant prodige, difendendolo nell’anno di debutto nel circus, in sostituzione di una leggenda come Lewis Hamilton passato alla Ferrari. L’affare vero pare averlo fatto il team con sede a Brackley che, in un colpo solo, ha risparmiato sul cospicuo ingaggio dell’esperto anglocaraibico, investendo tutto sul giovane italiano.

AKA, come è soprannominato a causa delle iniziali del suo nome e cognome, è stato due volte campione europeo di kart nella categoria OK (nel 2020 e 2021) ed è cresciuto sotto l’ala protettiva del boss della Mercedes. Nelle monoposto aveva subito dimostrato la sua velocità, conquistando la Formula 4 ADAC, la Formula 4 italiana e i FIA Motorsport Games nella categoria Formula 4 nel 2022, la Formula Regional Middle East e la Formula Regional Europea nel 2023.

Nonostante una sola annata in Formula 2 non indimenticabile, terminata con un sesto posto in graduatoria, il pilota è stato premiato con il sedile della Mercedes nella passata stagione.

Occasione persa da Ferrari

Nel contesto italiano, dopo i risultati altalenanti in F1 del 2025, Antonelli sarebbe stato demolito dalla stampa. In un’intervista concessa sito belga Rtbf, in occasione del weekend di Spa-Francorchamps, Toto Wolff ha risposto a una domanda su un ipotetico futuro di Andrea Kimi Antonelli in Ferrari. L’austriaco ha ammesso:

“Siamo consapevoli di questa possibilità, ma Kimi è un pilota Mercedes da quando aveva 11 anni. La Ferrari avrebbe dovuto prenderlo 6 o 7 anni fa, invece di rendersi conto solo ora di avere un bravo pilota italiano. Certo, faranno di tutto per avere un pilota italiano. I suoi genitori si stanno affacciando in un mondo che non conoscono. I media italiani gli hanno messo molta pressione, paragonandolo ad Ayrton Senna già dalla seconda gara. Ho chiesto loro di calmarsi un po’ perché parlavamo di un 19enne che aveva vinto 2 gare e non 3 mondiali. Ma l’Italia è orgogliosa di avere un giovane pilota. Da molto tempo non ne hanno uno così competitivo”.

L’avvertimento di Mercedes

Toto Wolff ha lanciato una frecciata al management della Rossa che si è lasciato sfuggire probabilmente il più grande talento italiano della storia moderna dell’automobilismo. Charles Leclerc, e in prospettiva Oliver Bearman, sono due alfieri dell’Academy su cui puntare, ma un pilota bolognese avrebbe avuto ben altro effetto rispetto all’inglese in forza alla Haas.

In Mercedes, nonostante il vantaggio in classifica e la crescita di Kimi, non sono disposti ad abbassare la guardia. L’obiettivo dichiarato del manager austriaco è continuare a proteggere il driver italiano nella rincorsa al titolo. Nel box della Stella sono consapevoli che potrebbero esserci momenti difficili in futuro, anche se fino ad ora non ce ne sono stati, salvo qualche avaria dovuta all’inaffidabilità della W17. Nel complesso la vettura anglo-tedesca ha dimostrato di essere un concentrato di tecnologia quasi imbattibile per i competitor in griglia.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 06:20:25 +0000
News n. 13
Sciopero dei trasporti 24 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 24 luglio 2026 si svolgeranno quattro scioperi che coinvolgono il settore dei trasporti in diverse aree d’Italia. In questo articolo forniamo una panoramica essenziale sugli scioperi previsti, indicando i dettagli geografici, le società coinvolte, la durata, i sindacati promotori e i settori interessati. Di seguito sono elencate tutte le informazioni dettagliate sugli scioperi fissati per questa data.

Sciopero dei trasporti nelle Marche

È previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, che interessa il trasporto pubblico locale sull’intero territorio della Regione Marche. Coinvolto il personale delle aziende di trasporto pubblico locale della regione. Lo sciopero è indetto dal sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero dei trasporti a Salerno (Campania)

È indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 9.00 alle 13.00, nel settore del trasporto pubblico locale a Salerno. È coinvolto il personale della società SITA SUD di Salerno. Lo sciopero è promosso dal sindacato OSP UGL AUTOFERRO.

Sciopero ferroviario nazionale (Italia)

A livello nazionale è previsto uno sciopero che coinvolge il settore ferroviario e il trasporto merci su rotaia per 24 ore, dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio. Lo sciopero riguarda il personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria, ed è indetto dai sindacati CUB TRASPORTI e SGB.

Sciopero ferroviario a Verona (Veneto)

A Verona è indetto uno sciopero di 24 ore (dalle 21.00 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio) riguardante il settore ferroviario a rilevanza locale. Sono coinvolti il personale di manutenzione, amministrativo e ingegneria della società RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud. I sindacati promotori sono OSR ORSA FERROVIE e SLM-FAST-CONFSAL.

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Sciopero dei trasporti luglio 2026: calendario e orari città per città

Luglio 2026 sarà un mese ricco di mobilitazioni nel settore dei trasporti in Italia, con scioperi programmati in diverse città e regioni, che coinvolgono il personale di trasporto pubblico locale, ferroviario e settore marittimo. In questo articolo trovi una sintesi completa dei principali scioperi previsti durante il mese, con dettagli su date, città, orari, categorie interessate e sindacati coinvolti. Di seguito, il calendario aggiornato degli scioperi nelle principali località italiane per luglio 2026.

Sciopero 2 luglio 2026

In Lombardia è previsto uno sciopero regionale di 8 ore, dalle 3:31 alle 11:29, che coinvolge il personale della società DB Cargo Italia impegnato nel servizio di trasporto merci ferroviario. Lo sciopero è promosso dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL e ORSA FERROVIE.

Sciopero 5 luglio 2026

In tutta Italia, numerosi scioperi interessano il settore aereo e aeroportuale, con azioni di protesta di 24 ore che coinvolgono il personale delle aziende ENAV, EasyJet, FEDEX, ADR Security, Assohandlers e altre compagnie, interessando servizi aeroportuali e di volo in più città. A Firenze, è indetto uno sciopero di 24 ore del personale Autolinee Toscane bacino di Firenze per il trasporto pubblico locale.

A Palermo il personale navigante della società UAB DAT LT partecipa a uno sciopero di 4 ore (13.00-17.00).

Sciopero 6 luglio 2026

A Catania sono previsti tre scioperi di 24 ore che coinvolgono il personale della società AMTS di Catania nel trasporto pubblico locale, indetti rispettivamente da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, OSP ORSA TPL e OSP CUB TRASPORTI.

A Prato è in programma uno sciopero di 4 ore (18.30-22.30) del personale della società Autolinee Toscane per il trasporto pubblico.

A livello nazionale, nel settore ferroviario, lo sciopero di 24 ore (dalle 21.00 del 6 luglio alle 21.00 del 7 luglio) coinvolge il personale della società Mercitalia Shunting & Terminal.

Sciopero 7 luglio 2026

In Torino, Piemonte, è previsto uno sciopero nel settore trasporto merci e logistica, con astensione dal lavoro durante le ultime 2 ore di ciascun turno.

In Sicilia il personale della RFI DOIT Palermo effettua sciopero per 8 ore (9.00-17.00) nella regione.

Sciopero 9 luglio 2026

Su tutto il territorio italiano è proclamato uno sciopero di 23 ore (03:00 del 9 luglio-02:00 del 10 luglio) per il personale operativo degli equipaggi della società Italo NTV del settore ferroviario (sindacato UILT-UIL).

Sciopero 10 luglio 2026

A Bari lo sciopero del trasporto pubblico locale coinvolge il personale della società STP per 24 ore.

In tutta Puglia proclamato uno sciopero generale che coinvolge le categorie pubbliche e private, in particolare nel trasporto pubblico locale.

A livello nazionale sciopera il settore trasporto merci (personale Captrain Italia), con un’azione di 8 ore (16:01-23:59).

Sciopero 11 luglio 2026

Nella città di Genova (Liguria) proclamato uno sciopero di 4 ore (11.30-15.30) che coinvolge il personale AMT di Genova nel trasporto pubblico locale.

A Palermo lo sciopero interessa il personale AMAT di Palermo per 24 ore nel trasporto pubblico locale.

Sciopero 15 luglio 2026

Su tutto il territorio nazionale uno sciopero di rilevanza nazionale nel comparto dei servizi di ristorazione e logistica a bordo treno (società Elior Divisione Itinere per Trenitalia), indetto da COBAS Lavoro Privato.

Sciopero 17 luglio 2026

A Venezia è indetto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il servizio di trasporto pubblico locale gestito dalla società ATVO di Venezia.

Sciopero 20 luglio 2026

A Genova sciopero di 4 ore (11.30-15.30) per il personale AMT.

A Firenze scioperano personnel Autolinee Toscane per 4 ore (19.00-23.00).

A Latina sciopero CSC Mobilità di 24 ore.

A Prato sciopero di 8 ore (14.30-22.30) per Autolinee Toscane sede operativa.

Sciopero 21 luglio 2026

A Milano Malpensa (Fedex e Alha/MLE-BCUBE): sciopero 24 ore per personale aeroportuale.

In tutta Italia sciopero nazionale per personale navigante EasyJet Airlines Limited.

In Calabria, sciopero SACAL GH presso l’aeroporto di Lamezia Terme 24 ore.

In Campania personale GH Napoli e Sky Service di Napoli e Salerno: 4 ore (10.00-14.00).

In Sardegna, presso aeroporti di Olbia e Alghero, sciopero di 4 ore (13.00-17.00).

Sciopero 22 luglio 2026

Su tutto il territorio italiano, nel settore marittimo, due scioperi di 24 ore (12:00 del 22 luglio – 11:59 del 23 luglio | 12:00 del 22 luglio – 12:00 del 23 luglio) coinvolgono il personale della società Grandi Navi Veloci. Sindacati: CSLE e ORSA MARITTIMI.

Sciopero 23-24 luglio 2026

Nella città di Verona è indetto uno sciopero di 24 ore (21:00 del 23 luglio – 20:59 del 24 luglio) per il settore ferroviario, personale manutenzione, amministrativo e ingegneria RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud.

In Italia, sciopero nazionale settore ferroviario e trasporto merci su rotaia di 24 ore (21:00 del 23 luglio – 20:59 del 24 luglio), coinvolgendo personale delle imprese ferroviarie.

Nelle Marche sciopero di 4 ore (11.00-15.00) per personale trasporto pubblico locale.

Nella città di Salerno, 4 ore (9.00-13.00) per trasporto pubblico locale (personale SITA SUD).

Sciopero 25 luglio 2026

In Sardegna sciopero di 8 ore con varie modalità per il personale ARST nelle province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano.

Sciopero 27 luglio 2026

A Savona sciopero di 4 ore (10.15-14.15) per personale TPL Linea.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 22 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 luglio 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 24 luglio 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi offriamo un quadro aggiornato dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana e una guida chiara alla loro formazione: quanto pesa la componente fiscale, quanto incide il costo industriale e in che misura il margine degli operatori può influenzare il prezzo finale alla pompa. Nella tabella qui sotto trovi i valori medi più recenti rilevati dall’Osservatorio Mimit (benzina self 2.048 €, gasolio self 2.213 €, gpl servito 0.879 €, metano servito 1.593 €), seguiti da una spiegazione dettagliata della struttura del prezzo di benzina e gasolio, per comprendere meglio le variazioni quotidiane e le dinamiche dei mercati energetici.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento ufficiale: 23-07-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 2.048 €
Gasolio SELF 2.213 €
GPL SERVITO 0.879 €
Metano SERVITO 1.593 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo pagato al distributore deriva da due grandi blocchi: la componente fiscale, pari al 58%, e la componente industriale, pari al 42%. La parte fiscale comprende accise e IVA: le accise sono imposte specifiche per unità di prodotto, mentre l’IVA si applica in percentuale anche sulle accise, amplificando talvolta le oscillazioni quando cambiano i listini. La componente industriale si divide tra costo della materia prima e margine lordo. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo e dipende dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati (benzina) e dal cambio euro/dollaro: un euro più debole rende più costose le importazioni, a parità di quotazioni in dollari. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, copre logistica, stoccaggio, trasporto, costi operativi e servizi (ad esempio presidi h24 e infrastrutture tipiche delle aree di servizio autostradali) e costituisce l’area su cui l’operatore può intervenire per adeguare il prezzo alla pompa in base alla concorrenza locale, ai flussi di traffico e alla dinamica della domanda. In sintesi, quando salgono le quotazioni internazionali o peggiora il cambio, tende a crescere la quota industriale legata alla materia prima; quando cambiano condizioni competitive o costi di esercizio, l’aggiustamento può riflettersi nel margine. Il tutto si combina con il peso, predominante, della fiscalità.

Per il gasolio, la struttura è diversa: la componente fiscale incide per il 45%, mentre la componente industriale pesa per il 55% del prezzo finale. All’interno della parte industriale, il costo della materia prima vale il 45%: esso riflette l’andamento delle quotazioni internazionali del diesel (influenzate anche dallo spread di raffinazione rispetto al greggio) e il cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti dei movimenti dei mercati in dollari. Il margine lordo è pari al 10% del prezzo e comprende i costi della filiera (raffinazione, logistica, distribuzione), i servizi offerti e la remunerazione dell’operatore; su questa voce, come per la benzina, il gestore può intervenire per modulare i prezzi in funzione della concorrenza, dei volumi attesi e dei costi specifici delle aree di servizio autostradali. Le oscillazioni del gasolio possono risultare sensibili nei periodi di maggiore domanda del trasporto pesante o di tensioni sulla raffinazione europea. Anche per il diesel, quindi, l’equilibrio tra materia prima e margine determina la parte industriale, mentre il prelievo fiscale (accise più IVA) definisce quasi la metà del prezzo alla pompa. Comprendere queste leve aiuta a leggere le variazioni giornaliere e a orientare le scelte di rifornimento.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.962 per la benzina, 2.144 per il diesel, 0.773 per il gpl, 1.598 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.959
Gasolio SELF 2.135
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.527

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.973
Gasolio SELF 2.151
GPL SERVITO 0.744
Metano SERVITO 1.530

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.993
Gasolio SELF 2.183
GPL SERVITO 0.859
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.974
Gasolio SELF 2.157
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.693

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.958
Gasolio SELF 2.149
GPL SERVITO 0.708
Metano SERVITO 1.541

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.949
Gasolio SELF 2.139
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.549

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.977
Gasolio SELF 2.172
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.584

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.946
Gasolio SELF 2.128
GPL SERVITO 0.730
Metano SERVITO 1.675

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.960
Gasolio SELF 2.138
GPL SERVITO 0.851
Metano SERVITO 1.568

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.949
Gasolio SELF 2.137
GPL SERVITO 0.724
Metano SERVITO 1.555

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.939
Gasolio SELF 2.119
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.537

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.974
Gasolio SELF 2.144
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.531

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.950
Gasolio SELF 2.136
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.599

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.970
Gasolio SELF 2.138
GPL SERVITO 0.728
Metano SERVITO 1.638

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.966
Gasolio SELF 2.148
GPL SERVITO 0.858

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.977
Gasolio SELF 2.173
GPL SERVITO 0.801
Metano SERVITO 1.838

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.955
Gasolio SELF 2.137
GPL SERVITO 0.751
Metano SERVITO 1.627

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.970
Gasolio SELF 2.146
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.551

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.952
Gasolio SELF 2.127
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.548

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.972
Gasolio SELF 2.144
GPL SERVITO 0.856

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 24 luglio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.947
Gasolio SELF 2.134
GPL SERVITO 0.745
Metano SERVITO 1.546

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 06:00:00 +0000
News n. 17
Cybertruck coinvolto in un incidente a catena: impressionano i danni al pick-up Tesla

Il pomeriggio di sabato 18 luglio 2026, intorno alle 13:43, la quiete di Silver Spring, nel Maryland, è stata interrotta da quello che i testimoni hanno descritto come un “miracolo”. All’incrocio tra Columbia e Fairland Road, un massiccio camion commerciale per traslochi ha perso improvvisamente il controllo, piombando su una colonna di almeno dieci veicoli. Tra le auto coinvolte, quella che ha catturato maggiormente l’attenzione dei media e dei primi soccorritori è stata un Tesla Cybertruck, protagonista di una dinamica d’impatto così violenta da essere definita “disturbante” anche per gli standard dei moderni crash-test.

La dinamica

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla polizia della contea di Montgomery, il camion fuori controllo ha colpito la fila di auto ferme o in lento movimento. Il Cybertruck, un gigante elettrico da quasi 3.000 chilogrammi, ha ricevuto un colpo obliquo estremamente violento proprio dietro la cabina dei passeggeri. La forza dell’urto è stata tale da strappare la sezione posteriore del pick-up, separandola dal resto del veicolo.

Le riprese aeree effettuate dai droni e i filmati trasmessi dai notiziari locali hanno mostrato una scena caotica, con detriti, vetri infranti e componenti automobilistici sparsi su tutta l’intersezione della Columbia Pike. Il Cybertruck è apparso tagliato nettamente in due sezioni separate: l’intero cassone di carico riposava sull’asfalto a breve distanza dalla cabina di guida, che sembrava quasi un’entità a sé stante.

Tema sicurezza e l’integrità dell’esoscheletro

Nonostante l’aspetto catastrofico dei danni, l’incidente ha offerto una prova sul campo della resilienza strutturale del veicolo di Tesla. Sebbene la sezione posteriore sia stata tranciata via, l’esoscheletro in acciaio inossidabile e la cabina dei passeggeri sono rimasti completamente intatti. Questa incredibile capacità di assorbire le forze estreme generate dal camion in movimento ha impedito che i passeggeri all’interno subissero lesioni gravi o fatali.

I soccorritori del servizio antincendio e di salvataggio della contea di Montgomery hanno valutato sul posto un totale di 18 persone. Di queste, dieci sono state ospedalizzate con ferite lievi, inclusi tre bambini. Il fatto che nessuno abbia riportato ferite potenzialmente letali in un ammasso di lamiere di tale entità ha lasciato sbalorditi gli abitanti di Silver Spring, che hanno parlato apertamente di un esito miracoloso.

Conseguenze sulla viabilità e indagini in corso

L’incidente ha causato pesanti rallentamenti e un blocco totale della circolazione durante il fine settimana. Le autorità hanno dovuto chiudere completamente le corsie in direzione nord della U.S. Route 29 all’altezza di Musgrove Road per diverse ore, il tempo necessario alle squadre di emergenza per rimuovere l’enorme campo di detriti. La strada è stata riaperta solo verso le 16:15 del pomeriggio.

Attualmente, l’incidente resta sotto indagine attiva da parte della polizia. Non è ancora noto il motivo esatto per cui il conducente del camion per traslochi abbia perso il controllo del mezzo, innescando la reazione a catena. Mentre il Cybertruck torna al centro del dibattito sulla sicurezza stradale, questo evento rimarrà impresso nella cronaca per l’immagine iconica del pick-up futuristico diviso a metà, a testimonianza di una violenza meccanica che, per una volta, non si è trasformata in tragedia umana.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 05:40:36 +0000
News n. 18
Anas prepara l’esodo estivo: meno cantieri e bollino nero l’1 e l’8 agosto

L’estate 2026 si preannuncia come una delle stagioni più intense per la rete viaria italiana. Le stime indicano che, tra la fine di luglio e l’inizio di settembre, transiteranno lungo le strade e le autostrade del Paese quasi 500 milioni di veicoli. Per gestire questa mole impressionante di traffico e garantire la fluidità degli spostamenti durante le fasi critiche dell’esodo e del controesodo, Anas ha messo in campo il piano “Estate sicura 2026”, una strategia complessa che coinvolge infrastrutture, personale e comunicazione istituzionale.

Le criticità: bollini neri e cantieri aperti

Il coordinamento di Viabilità Italia ha individuato date precise in cui la pressione sulla rete stradale raggiungerà il suo apice. In particolare, la massima allerta riguarda le mattine di sabato 1 e sabato 8 agosto, giornate per le quali sono stati previsti i cosiddetti bollini neri. Sebbene Anas gestisca oltre 30.000 chilometri di strade — destinati a diventare presto 43.000 — non sono state segnalate arterie intrinsecamente più critiche di altre; tuttavia, le difficoltà maggiori si concentreranno inevitabilmente nei tratti in cui sono presenti cantieri ancora attivi.

Per mitigare l’impatto dei lavori, Anas ha disposto la sospensione di ben 1.175 cantieri su 1.414, pari all’83% del totale degli interventi in corso. Tuttavia, permangono delle eccezioni locali: nel Lazio, ad esempio, su 22 cantieri presenti, cinque rimarranno aperti per ragioni tecniche o di urgenza, rappresentando punti di potenziale rallentamento per gli automobilisti. Per prevenire le criticità e prestare assistenza immediata, verranno impiegate circa 2.500 risorse a turnazione su tutto il territorio nazionale.

Sicurezza stradale: consapevolezza e incidenti

Il periodo estivo è storicamente complesso per la sicurezza stradale. Il presidente dell’Aci, Geronimo La Russa, ha evidenziato come i mesi di luglio e agosto facciano registrare circa il 20% dell’incidentalità annua, un dato influenzato non solo dai volumi di traffico ma anche dalle temperature elevate e dalla fatica.

Per contrastare questo fenomeno, Anas ha lanciato la campagna “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, volta a combattere le distrazioni tecnologiche e a promuovere la massima responsabilità al volante. Parallelamente, si osserva un miglioramento nei comportamenti degli italiani, che tendono sempre più a optare per le “partenze intelligenti” nei giorni feriali per evitare i picchi di congestione.

Consigli utili e rispetto dell’ambiente

Viaggiare informati è il primo passo per un tragitto sereno. Oltre alla collaborazione con Isoradio per la diffusione di aggiornamenti in tempo reale, Anas rivolge l’attenzione anche a tematiche sociali e ambientali. È attiva la campagna contro l’abbandono degli animali domestici, ricordando che il personale Anas salva mediamente un animale ogni cinque giorni dal pericolo di essere investito.

Un’altra criticità stagionale è legata ai roghi estivi, spesso causati dal lancio di mozziconi dal finestrino. Il messaggio che campeggia sui pannelli a messaggio variabile della rete è chiaro: “La strada non è un posacenere”, un appello al rispetto dell’ambiente per evitare incendi che possono mettere a rischio la sicurezza del viaggio stesso. Infine, per chi si sposta tra terra e mare, la collaborazione con la Guardia Costiera ricorda che la responsabilità necessaria per condurre una vettura non è diversa da quella richiesta per una barca. La parola d’ordine resta dunque la responsabilità, per far sì che la meta delle vacanze venga raggiunta in totale sicurezza.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 05:30:11 +0000
News n. 19
Cane chiuso in macchina durante l’estate: quando si può rompere il vetro

Non c’è in Italia una disposizione normativa che autorizza un passante di danneggiare un’auto per liberare un animale. La rottura del finestrino diventa difendibile soltanto come ultima risorsa, davanti a un pericolo reale per la vita del cane, quando non restano alternative meno dannose e l’arrivo dei soccorsi risulterebbe incompatibile con l’urgenza.

Forze dell’ordine, pubblico ministero ed eventualmente giudice ricostruiranno a posteriori la gravità dell’emergenza, le condizioni dell’animale, i tentativi compiuti per rintracciare il proprietario, la chiamata al 112 e, in generale, la proporzione tra il rischio evitato e il danno provocato.

I sintomi da non sottovalutare

Non ogni cane visibile dentro un’auto sta subendo un colpo di calore. Alcune vetture elettriche e ibride mantengono attivo il climatizzatore anche quando il motore termico è spento. Altri modelli mostrano sul display un messaggio destinato ai passanti che indica la temperatura impostata e il funzionamento della modalità dedicata agli animali.

La termoregolazione canina si basa soprattutto sull’ansimazione, sull’evaporazione attraverso le vie respiratorie e sulla circolazione sanguigna periferica. Le ghiandole sudoripare presenti nei cuscinetti delle zampe forniscono un contributo limitato e lontano dalla capacità di raffreddamento garantita all’essere umano dalla sudorazione diffusa.

Quando l’aria respirata è già molto calda e umida, anche l’ansimazione perde efficienza. Il corpo accumula energia termica, la temperatura interna cresce e possono comparire alterazioni neurologiche, cardiocircolatorie, renali e della coagulazione. Corrono rischi più elevati i cani brachicefali, come bulldog, carlini e boxer, insieme agli animali anziani, obesi, molto giovani o affetti da problemi cardiaci e respiratori. Pelo folto, disidratazione, agitazione e museruole che ostacolano l’apertura della bocca aggravano il quadro.

Rompere il vetro è consentito dalla legge?

Nessuna disposizione nazionale attribuisce al cittadino il diritto di forzare un veicolo per soccorrere un cane. La tutela degli animali, entrata anche nell’articolo 9 della Costituzione, non equivale a un lasciapassare per danneggiare beni altrui. Rompere un finestrino provoca un danno intenzionale alla proprietà privata. Da qui possono derivare una richiesta di risarcimento, l’applicazione delle disposizioni civili sul danneggiamento e, quando ricorrono particolari circostanze previste dall’articolo 635 del Codice penale, anche conseguenze penali.

L’articolo 54 del Codice penale esclude la punibilità di chi agisce per salvare se stesso o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, a condizione che il rischio non sia stato provocato volontariamente, non possa essere evitato in altro modo e l’azione resti proporzionata.

Il testo parla di danno grave alla persona e non all’animale. Il richiamo allo stato di necessità per giustificare il salvataggio di un cane non offre quindi una copertura certa e automatica. La crescente protezione riconosciuta agli animali, la riforma penale del 2025 e la modifica costituzionale rafforzano gli argomenti di chi interviene davanti a un rischio mortale.

Cosa fare prima di forzare l’automobile

Il primo passo consiste nell’osservare il cane senza perdere minuti. Subito dopo bisogna verificare se sul cruscotto compaia un messaggio relativo alla climatizzazione. Si possono ascoltare la ventola e il compressore, ricordando che un veicolo elettrico può raffreddare l’abitacolo senza emettere il rumore tipico di un motore acceso.

A quel punto va chiamato il 112, descrivendo luogo, targa, modello e colore dell’auto, esposizione al sole, condizioni del cane e sintomi osservati. Il Numero unico di emergenza può smistare la richiesta verso le forze di polizia, i Vigili del fuoco o il servizio competente.

Se il parcheggio appartiene a un supermercato, a un centro commerciale o a un’attività aperta al pubblico, qualcuno può chiedere al personale di diffondere un annuncio. Conviene anche controllare le portiere senza forzarle: il proprietario potrebbe averne lasciata una aperta.

Fotografie e video dovrebbero mostrare l’animale, il veicolo, la targa, l’esposizione al sole e l’assenza del proprietario. Meglio registrare l’orario d’inizio dell’osservazione, la sequenza dei sintomi e i tentativi compiuti per ottenere aiuto. La ripresa deve avere una funzione probatoria.

Quando sono presenti altri passanti, raccoglierne nomi e recapiti permette di confermare la ricostruzione. Anche la telefonata al 112, con l’indicazione dell’urgenza e delle istruzioni ricevute, concorre a dimostrare che la rottura non è stata una decisione impulsiva.

Quando il finestrino può diventare l’ultima soluzione

Se le portiere sono chiuse, il proprietario non si trova e il 112 conferma che i soccorsi non arriveranno in tempo, l’accesso forzato può diventare l’unico mezzo rimasto. La decisione continua a essere valutabile sul piano legale. Non c’è una soglia matematica oltre la quale il cittadino riceve in anticipo la certezza di non dover rispondere del vetro.

Qualora l’intervento sia ormai indifferibile, il danno deve rimanere limitato a quanto serve per liberare l’animale. Andrebbe scelto un finestrino laterale distante dal cane, evitando parabrezza e lunotto. Nemmeno la vecchia indicazione di colpire sempre un angolo del vetro vale per ogni automobile. Molti finestrini laterali sono temperati mentre altri utilizzano vetri stratificati che possono creparsi senza aprirsi; una manovra improvvisata rischia di ferire sia il soccorritore sia l’animale.

Dopo l’accesso non bisogna allontanarsi. Il soccorritore deve aggiornare il 112, identificarsi e attendere l’arrivo delle autorità, mantenendo disponibili fotografie, video e testimoni.

Che cosa rischia il proprietario del cane

Lasciare un animale in macchina non costituisce in ogni caso un reato. Un giudizio completo considera temperatura, durata, ventilazione, disponibilità d’acqua, presenza del climatizzatore, condizioni fisiche del cane e sofferenza provocata. La condotta assume rilievo penale quando l’animale viene trattenuto in condizioni incompatibili con la propria natura e produttive di gravi sofferenze. L’articolo 727 del Codice penale prevede l’arresto fino a un anno oppure l’ammenda da 5.000 a 10.000 euro.

Nei fatti più gravi può entrare in gioco l’articolo 544-ter. Dal 2025 il maltrattamento di animali è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con una multa compresa fra 5.000 e 30.000 euro. Se l’animale muore, la pena aumenta della metà.

La sentenza 36713 del 2021 dalla terza sezione penale della Corte di Cassazione, ha confermato la condanna inflitta a due persone che avevano lasciato due cani dentro un’automobile per diverse ore, in uno spazio ristretto e senza ciotole d’acqua. Secondo i giudici la sofferenza può essere ricavata dalle condizioni oggettive, dalle modalità di custodia e dalle comuni regole di esperienza. Non occorre attendere la comparsa di lesioni visibili per riconoscere una detenzione incompatibile con la natura dell’animale.

Data articolo: Fri, 24 Jul 2026 04:00:00 +0000
News n. 20
Volkswagen Golf e T-Roc diventano Full Hybrid: via agli ordini

Volkswagen segna un punto di svolta nella sua strategia di elettrificazione portando la tecnologia full hybrid sui suoi due modelli più rappresentativi: Golf e T-Roc. Con l’apertura ufficiale degli ordini, il marchio tedesco introduce una motorizzazione denominata semplicemente Hybrid, destinata a chi cerca il perfetto equilibrio tra le prestazioni di un motore termico evoluto e i vantaggi dell’efficienza elettrica, senza la necessità di ricariche esterne. I prezzi? Si parte dai 39.250 euro della berlina.

Il powertrain 1.5 TSI Hybrid

La vera innovazione risiede sotto il cofano, dove debutta un sistema propulsivo tecnicamente raffinato. Il cuore termico è l’apprezzato 1.5 TSI a ciclo Miller, abbinato a un modulo ibrido altamente integrato che racchiude in un unico elemento il motore elettrico, il generatore, l’elettronica di controllo e una frizione di disaccoppiamento.

Il sistema è alimentato da una batteria agli ioni di litio da 1,6 kWh lordi, raffreddata a liquido per garantire costanza di rendimento anche sotto sforzo. In termini di performance, le versioni attualmente ordinabili erogano una potenza complessiva di 125 kW (170 CV) e una coppia massima di 306 Nm. Per chi cerca un approccio più urbano, la gamma si amplierà all’inizio dell’autunno con il debutto di una variante meno potente da 100 kW (136 CV).

Tre modalità

L’intelligenza del sistema Volkswagen Hybrid si manifesta nella capacità di gestire autonomamente tre diverse modalità di funzionamento:

  • puramente elettrica: ideale per le manovre e gli spostamenti a bassa velocità nei centri urbani;
  • in serie: il motore termico agisce come generatore, alimentando l’unità elettrica mentre rimane disaccoppiato dalle ruote;
  • in parallelo: i due motori lavorano in sinergia per offrire la massima spinta e reattività.

Questa flessibilità si traduce in consumi dichiarati estremamente interessanti: la Golf 1.5 TSI Hybrid promette una media di 4,6 l/100 km (circa 21,7 km/l), mentre la T-Roc 1.5 TSI Hybrid, complice la sezione frontale da SUV, si attesta sui 5,1 l/100 km (19,6 km/l).

Allestimenti e tecnologia

La gamma si articola su due allestimenti principali, Style e R-Line, che offrono una dotazione tecnologica di altissimo livello già di serie. Entrambe le vetture dispongono di fari a matrice di LED con il caratteristico listello orizzontale e logo illuminati, climatizzatore automatico a tre zone e specchietti ripiegabili elettricamente.

L’esperienza digitale è affidata a un quadro strumenti da 10,25″ affiancato da un generoso display per l’infotainment da 12,9″. Non mancano chicche per il comfort, come il sedile del guidatore con funzione massaggio, e sistemi di sicurezza avanzati che garantiscono la guida assistita di livello 2. Mentre la Golf monta cerchi in lega da 17″, la T-Roc opta per unità da 18″. L’allestimento R-Line aggiunge un tocco di grinta con dettagli estetici sportivi e lo sterzo progressivo, mentre per la Golf è prevista l’esclusiva variante R-Line Plus, che aggiunge cerchi da 18″, vernice metallizzata e sistema keyless.

Listino prezzi

L’arrivo delle prime unità nelle concessionarie è previsto per l’inizio dell’autunno 2026. Di seguito i prezzi di listino per le versioni da 170 CV:

  • Golf 1.5 TSI Hybrid Style: 39.250 euro
  • Golf 1.5 TSI Hybrid R-Line: 39.450 euro
  • Golf 1.5 TSI Hybrid R-Line Plus: 39.750 euro
  • T-Roc 1.5 TSI Hybrid Style: 42.650 euro
  • T-Roc 1.5 TSI Hybrid R-Line: 43.750 euro

Con questo lancio, Volkswagen punta a confermare la leadership dei suoi modelli di punta, offrendo una soluzione tecnologica capace di convincere anche i clienti più legati alla versatilità dei motori tradizionali.

Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 14:24:00 +0000
News n. 21
Auto volanti, arriva il range extender ispirato alle hypercar: più autonomia e carico

Il sogno delle auto volanti, per decenni confinato alle pagine della fantascienza, sta per compiere un balzo tecnologico decisivo verso la realtà quotidiana.

Il settore dei mezzi electric Vertical Take-Off and Landing (eVTOL) — velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale — sta vivendo una fase di accelerazione straordinaria, grazie a un’inedita contaminazione tecnologica proveniente dal mondo delle hypercar più estreme. La chiave di volta di questa rivoluzione risiede in un componente meccanico tanto piccolo quanto potente: il motore elettrico Helix SPX177.

L’eredità delle hypercar

L’innovazione che sta scuotendo il comparto aeronautico è, in realtà, un “ritorno alle origini”. Il motore SPX177, capace di erogare ben 884 CV, era stato originariamente sviluppato dallo specialista Helix nel 2023 per equipaggiare tre dei bolidi da pista più sofisticati al mondo: l’Aston Martin Valkyrie, la Czinger 21C e la McMurtry Spéirling. Oggi, questa tecnologia ad altissime prestazioni viene riconvertita per l’impiego aereo, promettendo di cambiare radicalmente le capacità di trasporto e l’autonomia dei futuri taxi volanti.

Una densità di potenza rivoluzionaria

Il vero punto di rottura rispetto al passato è rappresentato dalla creazione di un gruppo elettrogeno aeronautico tra i più leggeri e potenti mai realizzati. L’architettura prevede l’abbinamento del motore elettrico Helix a un motore diesel V12 aeronautico quad-turbo. Questo sistema integrato diventa il “cuore” ultrapotente per i sistemi multielica degli eVTOL, determinando un salto funzionale che gli esperti paragonano al passaggio tra un semplice ciclomotore e un minibus ibrido.

Le caratteristiche tecniche di questa unità sono impressionanti: la variante 100% avio, che condivide la filosofia di raffreddamento e la tecnologia elettromagnetica dei motori da pista, pesa appena 22 kg. Nonostante le dimensioni compatte, paragonabili a quelle di una pentola da cucina, il motore può erogare una potenza di picco fino a 563 CV (con 439 CV continui) e vanta un’efficienza di picco del 97%.

Risolvere il problema dell’autonomia

Perché questa innovazione è così vitale per il futuro della mobilità? Attualmente, il limite principale degli eVTOL elettrici a batteria è la scarsa autonomia. Questi mezzi consumano una quota sproporzionata di energia durante le fasi critiche di salita verticale, volo stazionario e transizione al volo in avanti. Una volta raggiunta la velocità di crociera, il fabbisogno energetico cala sensibilmente, ma le batterie attuali faticano a gestire i picchi iniziali senza scaricarsi rapidamente.

L’introduzione di un “range extender” leggero, derivato dal motore Helix, permette di superare questo ostacolo. Questo generatore di bordo può estendere significativamente la portata del volo e, cosa più importante, garantire che il velivolo abbia sempre energia a sufficienza per decollare e atterrare in sicurezza. Aziende come la Astro Mechanica stanno già lavorando intensamente per integrare queste soluzioni sia su aerei subsonici sia su velivoli a decollo verticale.

Verso una nuova mobilità urbana

L’arrivo di queste “auto volanti” potenziate non è più un’ipotesi remota. Con l’incremento dell’energia disponibile, i mezzi eVTOL potranno trasportare più passeggeri per distanze maggiori, rendendo fattibile l’idea di un trasporto aereo urbano ed extraurbano capillare ed efficiente. La mobilità del futuro si sposta dunque su una terza dimensione: grazie a motori nati per sfrecciare sull’asfalto dei circuiti, il cielo si prepara a diventare la nuova autostrada per una generazione di velivoli sicuri, potenti e versatili.

Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 13:35:38 +0000
News n. 22
Mercato auto, l’Europa chiude un ottimo primo semestre del 2026

Il buon momento del mercato auto europeo continua. La conferma è arrivata in queste ore, grazie ai dati sulle immatricolazioni diffusi da ACEA. Il mese di giugno 2026 è stato molto positivo, con una crescita sostanziale rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Bene anche i dati del primo semestre dell’anno.

Interessante è anche il confronto tra l’Italia e il resto d’Europa. Il nostro Paese, infatti, cresce più della media europea, almeno per quanto riguarda le nuove registrazioni. Andiamo ad analizzare tutti i dati.

Un giugno positivo

Il mese di giugno 2026 si chiude in positivo per il mercato auto europeo. Considerando tutti i Paesi Ue, le immatricolazioni hanno raggiunto quota 1,14 milioni di unità con un incremento del 13,6% rispetto ai dati dello scorso anno. La crescita percentuale è simile se consideriamo tutto il mercato europeo, includendo anche i numeri del Regno Unito e dei Paesi Efta. In questo caso, le immatricolazioni sono state pari a 1,4 milioni, con un miglioramento del 13,1% su base annua.

Un semestre di crescita

Anche il primo semestre del 2026 è stato molto positivo per il mercato europeo. Partiamo dai dati Ue: le immatricolazioni hanno raggiunto quota 5,89 milioni di unità con un progresso del 5,7% su base annua. Estendendo l’analisi anche al Regno Unito e ai Paesi Efta, invece, si arriva a 7,23 milioni di unità, con un incremento del 6,1% rispetto all’anno passato.

È interessante notare anche la sostanziale crescita di auto elettriche e ibride plug-in nel confronto con i dati del primo semestre del 2025. Per quanto riguarda le elettriche, infatti, le registrazioni evidenziano un miglioramento del 40,5% in Ue e del 35,1% in tutto il mercato europeo. Per le ibride plug-in, invece, il passo in avanti è del 22,5% in Ue e del 24,8% estendendo il confronto anche al Regno Unito e ai Paesi Efta.

Ricordiamo che la crescita delle elettriche e delle ibride plug-in non è una novità: come abbiamo visto in un recente approfondimento, infatti, queste due categorie di vetture hanno accelerato in modo deciso in questi mesi, con registrazioni in aumento rispetto ai dati del 2025. Il trend dovrebbe continuare anche nel corso della seconda metà dell’anno.

Segnaliamo anche l’approfondimento sui brand che crescono di più nel semestre.

L’Italia batte il mercato europeo

I dati del primo semestre del 2026 per il mercato italiano li abbiamo già analizzati in un approfondimento pubblicato nelle scorse settimane. I numeri confermano l’ottimo momento del settore delle quattro ruote del nostro Paese che, dopo un periodo difficile, sta vivendo un anno sicuramente positivo.

Le immatricolazioni nel corso della prima metà dell’anno sono state 936 mila con un incremento del +9,5% rispetto alla prima metà del 2025. Da segnalare anche gli ottimi dati relativi alla diffusione delle elettriche (+77,7%) e delle ibride plug-in (+84,3%) che confermano una decisa accelerazione del programma di elettrificazione del mercato.

L’appuntamento con i dati sulle immatricolazioni di nuove vetture è ora programmato per l’inizio del mese di agosto, quando arriveranno i dati di luglio che dovranno confermare i trend emersi a giugno e, soprattutto, nel corso di tutto il primo semestre dell’anno.

Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 13:00:52 +0000
News n. 23
Ritrovata la Ferrari da 200 mila euro rubata prima della Coppa Selva

Il silenzio delle campagne baresi, interrotto solitamente solo dal fruscio del vento tra gli ulivi e dal lavorio agricolo, ha custodito per sessanta giorni un segreto meccanico dal valore inestimabile. Nelle scorse ore, la notizia che tutto l’ambiente dell’automobilismo sportivo attendeva con ansia è finalmente arrivata: la Ferrari 458 Challenge Evo, rubata lo scorso maggio a Fasano, è stata ritrovata dai Carabinieri. Un ritrovamento che mette fine a un giallo iniziato sotto le luci dei riflettori della cronaca sportiva e terminato nella Puglia più rurale.

Il furto: un colpo al cuore della Coppa Selva

La storia inizia a fine maggio scorso, nei giorni febbrili che precedono la 67esima edizione della Coppa Selva di Fasano, una delle cronoscalate più antiche e prestigiose d’Italia. La Ferrari, un gioiello da 200.000 euro di proprietà del team veneto Gaetani Racing, era stata noleggiata da un pilota locale per partecipare alla competizione. Il veicolo non ha però mai raggiunto la linea di partenza: tra il giovedì e il venerdì antecedenti la gara, la vettura è sparita dall’area paddock della manifestazione.

Il furto non ha riguardato solo l’auto, ma l’intero carrello di trasporto su cui era stivata. Il colpo è apparso subito come un’operazione mirata e professionale, capace di gettare nello sconforto l’imprenditore e pilota Luca Gaetani, che in quei momenti concitati aveva rilasciato dichiarazioni disperate, temendo che la sparizione del mezzo potesse segnare la fine definitiva della sua carriera sportiva.

Due mesi di indagini e attesa

Dal momento del furto, le forze dell’ordine hanno avviato un lavoro investigativo a tutto campo. Il caso ha colpito profondamente non solo i diretti interessati, ma l’intera comunità di volontari e appassionati della scuderia A.s. Egnathia Corse, organizzatrice dell’evento fasanese, che ha vissuto lo spiacevole accaduto come una ferita al prestigio della manifestazione stessa.

Le indagini, condotte congiuntamente dalle stazioni dei Carabinieri di Alberobello e Gioia del Colle, hanno setacciato il territorio palmo a palmo per settimane. L’ipotesi che il veicolo non avesse mai lasciato la regione, ma fosse stato occultato in attesa di istruzioni o di un possibile trasferimento all’estero, ha trovato conferma martedì 21 luglio 2026.

Il ritrovamento nelle campagne

La Ferrari è stata individuata in un’area rurale situata tra i comuni di Alberobello e Noci, in provincia di Bari. Più precisamente, il bolide di Maranello era nascosto in un terreno che ospita alcuni impianti dell’Acquedotto Pugliese. La scena che si è presentata ai militari è stata quasi surreale: la potente auto da corsa, concepita per le piste e le alte velocità, era ancora perfettamente stivata all’interno dello stesso carrello con cui era stata asportata due mesi prima.

Il ritrovamento ha portato un immediato sollievo ai vertici della Egnathia Corse. La presidente Laura De Mola ha espresso pubblicamente le proprie felicitazioni a Luca Gaetani e a tutto il team veneto, sottolineando come questa notizia rappresenti un atto di giustizia per una squadra che opera con immensa passione e affronta investimenti e sacrifici importanti.

Le congratulazioni sono andate anche ai comandi dell’Arma per la brillante operazione che ha permesso di recuperare un simbolo dello sport automobilistico italiano, restituendolo finalmente ai suoi legittimi proprietari e al mondo delle competizioni.

Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 12:43:33 +0000
News n. 24
Il tasto che non tutti sanno usare ma può aiutare a risparmiare carburante in auto

Sul climatizzatore dell’auto ci sono differenti pulsanti e tra loro ce n’è in particolare uno che molti automobilisti non conoscono o non sanno utilizzare come dovrebbero. Stiamo parlando del tasto del ricircolo dell’aria, che si identifica con il simbolo di una vettura con una freccia che ruota all’interno dell’abitacolo.

Si tratta in realtà di una funzione molto semplice, eppure il ricircolo dell’aria può contribuire a rendere più efficiente il funzionamento del climatizzatore, migliorando sia il comfort per i passeggeri a bordo, soprattutto in queste giornate estive caldissime che ci stanno togliendo il fiato, sia contribuendo a diminuire i consumi di energia e carburante del veicolo.

È fondamentale quindi sapere bene come funziona e le situazioni in cui è meglio attivarlo e quando, invece, è preferibile lasciarlo disinserito.

Come funziona

Se si attiva il ricircolo dell’aria, allora il sistema di climatizzazione interrompe temporaneamente l’ingresso dell’aria che viene dall’esterno e continua a utilizzare quella che invece è già presente all’interno dell’abitacolo dell’auto.

Ciò significa, nel dettaglio, che il climatizzatore raffredda o riscalda l’aria che è già stata portata vicino alla temperatura desiderata, e quindi non deve continuare a lavorare sull’aria esterna che chiaramente, in questo periodo, è molto più calda (e durante l’inverno molto più fredda).

Così il compressore del climatizzatore può “sforzarsi meno†e operare in condizioni più favorevoli, il che è un grande beneficio soprattutto nelle giornate molto calde, quando la differenza tra la temperatura esterna e quella che si vorrebbe avere all’interno dell’auto è parecchio alta.

Il ricircolo dell’aria fa consumare meno carburante?

Sì, è davvero possibile risparmiare, anche se molti faticano a comprenderlo, però è bene sottolineare che dipende anche dalle condizioni di utilizzo. Non c’è una percentuale valida per tutte le vetture, il consumo varia in base a parecchi fattori, tra cui la temperatura esterna, l’efficienza dell’impianto di climatizzazione di quell’auto, la velocità di percorrenza e ovviamente il tipo di motore.

Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (U.S. Department of Energy), sottolinea però che attivare in auto la funzione di ricircolo dell’aria soprattutto nei giorni in cui fa davvero molto caldo aiuta il climatizzatore a lavorare in maniera più efficiente e, come dicevamo in apertura, a diminuire il carico sul compressore e quindi anche il consumo di carburante.

Sulle auto elettriche può potenzialmente avvenire la stessa cosa: richiedendo meno energia alla batteria è possibile che possa aumentare, anche se in misura contenuta, l’autonomia.

Bisogna fare attenzione però a un aspetto fondamentale: se l’auto è sotto il sole da diverse ore, allora per poter davvero beneficiare di questo vantaggio, conviene prima far entrare aria esterna aprendo per i finestrini o lasciando il ricircolo disattivato, in questo modo l’aria molto calda può uscire e solo allora, quando si raggiunge una temperatura meno soffocante, allora si può attivare il ricircolo. E abbiamo anche scoperto un trucco per farlo in maniera più rapida.

Quando conviene utilizzare il ricircolo dell’aria

Il ricircolo dell’aria in auto può essere molto utile in differenti situazioni, tra cui:

  • traffico intenso e caldo infernale;
  • quando si attraversano gallerie;
  • vicino a mezzi pesanti che emettono fumi di scarico;
  • in zone polverose o caratterizzate da elevato inquinamento atmosferico.

Limitando l’ingresso di aria esterna, il comfort all’interno dell’abitacolo migliora e diminuisce l’esposizione agli agenti inquinanti.

Quando è meglio disattivarlo

Il consiglio è quello di non lasciare continuamente attivato il ricircolo dell’aria, perché con il passare del tempo, a causa della respirazione degli occupanti, aumenta l’umidità in macchina e si appannano maggiormente i vetri, soprattutto in inverno o nelle giornate di pioggia.

Ecco perché parecchi climatizzatori automatici disattivano il ricircolo autonomamente dopo un certo periodo oppure quando si seleziona la funzione per disappannare il parabrezza.

Attenzione al filtro abitacolo: procedete sempre alla sostituzione seguendo gli intervalli previsti dal costruttore, in modo che il ricambio dell’aria sia sempre perfetto e l’impianto di climatizzazione resti efficiente più a lungo.

Come diminuire i consumi dell’auto

Oltre all’attivazione del ricircolo dell’aria, approfitto per dare alcuni consigli utili per provare a diminuire i consumi della propria vettura. Un argomento molto sentito in questo periodo, visti gli aumenti vertiginosi dei prezzi del carburante alla pompa.

A quale velocità si consuma meno

Non esiste una velocità uguale per tutti per risparmiare carburante, ovviamente. Possiamo però dire che la maggior parte dei motori moderni raggiunge il miglior rapporto efficienza/consumi tra 70 e 90 km/h, mantenendo una velocità costante.

Oltre i 100 km/h entra in gioco la resistenza aerodinamica, che cresce velocemente con l’aumentare della velocità e quindi sottopone il motore a uno sforzo maggiore, dovendo sviluppare più potenza per mantenere la stessa andatura. Secondo l’Environmental Protection Agency (EPA), guidare a velocità elevate può aumentare di parecchio i consumi, mentre una guida fluida e costante consente di ottenere percorrenze migliori.

Con il cruise control si consuma meno?

Questa è un’altra domanda che spesso gli automobilisti si pongono, e in molti casi la risposta è sì. Il cruise control mantiene una velocità costante: evitando accelerazioni e rallentamenti continui i consumi ne beneficiano. Questo vale però su strade pianeggianti e autostrade, mentre percorrendo tragitti ricchi di salite e discese anche il cruise control può aver bisogno di accelerare con più decisione per mantenere la velocità impostata e quindi il consumo in questi casi ne risente.

I cruise control adattivi oggi sono sempre più in grado di gestire la velocità in modo efficiente, ma tanto dipende comunque dal tipo di percorso.

Con quale marcia si consuma meno benzina?

In generale il consiglio è usare la marcia più alta possibile, in modo da guidare senza far fare sforzi eccessivi al motore. Viaggiare a bassi regimi, senza inutili accelerazioni, dà al motore la possibilità di lavorare nella fascia di massima efficienza.

Chi invece mantiene una marcia troppo bassa quando non necessario provoca l’aumento del numero di giri e quindi del consumo di benzina e diesel.

Attenzione anche al contrario: non usare mai una marcia troppo lunga a velocità molto basse perché il motore sarebbe eccessivamente sotto sforzo.

Come abbassare i consumi auto

Ci sono diversi consigli e buone pratiche che gli esperti raccomandano per diminuire i consumi di carburante dell’auto, tra cui:

  • mantenere una velocità costante, evitando brusche accelerazioni e frenate;
  • usare il cruise control quando necessario;
  • controllare la pressione delle gomme, anche questo incide sui consumi;
  • eliminare il peso superfluo;
  • usare il climatizzatore attivando il ricircolo quando è utile;
  • effettuare la manutenzione prevista dal costruttore, compresa la sostituzione dei filtri.

Il pulsante del ricircolo dell’aria non è un “tasto magicoâ€, ma può essere un valido aiuto nella riduzione dei consumi auto.

Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 10:43:22 +0000
News n. 25
F1, GP Ungheria: orari della qualifica e della gara in TV e streaming

I piloti di F1 sono quasi pronti ad andare in vacanza dopo una prima parte di campionato, meno estenuante del solito per la cancellazione delle tappe di Bahrain e Arabia Saudita. L’ultima sfida corsa in Belgio ha mostrato, ancora una volta, lo strapotere della Mercedes W17, capace di aggiudicarsi l’ottavo round del campionato 2026. Kimi Antonelli è tornato sul primo gradino del podio nell’Università di Spa-Francorchamps, dimostrando velocità, tenacia e voglia di vincere.

Il bolognese, in classifica, è sempre più leader con 45 punti di vantaggio su Lewis Hamilton, secondo davanti a George Russell di sole 5 lunghezze. Leclerc è staccato di 78 punti dalla vetta, ma dopo il trionfo di Silverstone sembra aver imboccato la strada giusta. Nelle ultime 4 tappe Ferrari e Mercedes si sono divise, equamente, i successi in pista, tuttavia in Ungheria la SF-26 potrebbe partire con i favori del pronostico.

Le caratteristiche del tracciato

La Rossa riesce a esaltarsi nei tratti misti, mentre tende a soffrire il mismatch di potenza sui rettilinei con le Power Unit Mercedes. L’Hungaroring vanta una lunghezza di 4.381 km e consta di 14 curve (8 a destra e 6 a sinistra), ed è battezzato “Monaco senza muretti” o “kartodromo gigante”. Si tratta, inoltre, di un circuito permanente situato a Mogyoród, vicino a Budapest, noto per il tratto tortuoso e lento, in cui Hamilton e Leclerc dovrebbero riuscire a estrarre tutto il potenziale della SF-26.

Nelle ultime due annate hanno trionfato le McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, rispettivamente nel 2025 e nel 2024, ma in questa annata le monoposto papaya stanno facendo una grande fatica a emergere, nonostante le PU Mercedes.

Dovrebbe risultare una tappa in salita anche per la Red Bull Racing che, solitamente, riesce a sfruttare la potenza del motore, firmato anche dai tecnici della Ford, nei layout con lunghi rettifili. Max Verstappen ha finalmente colto un risultato positivo, salendo sul terzo gradino del podio in Belgio, alle spalle di Kimi Antonelli e Charles Leclerc. Il layout ricco di curve e la richiesta di alto carico aerodinamico, salvo sorprese, dovrebbe permettere a Ferrari di infastidire le Mercedes.

Sarebbe cruciale un successo di Lewis Hamilton, vincitore di ben 8 edizioni della sfida. In passato l’anglocaraibico è stato il re d’Ungheria, ma non mette il suo sigillo dal 2020. Ci sarà bagarre anche tra Alpine e Racing Bulls che si stanno contendendo la quinta posizione in classifica costruttori.

I due team sono a quota 61 punti e hanno un ampio margine su tutte le altre scuderie. Infine, i fari saranno puntati sul box Aston Martin. In Ungheria arriverà la tanto attesa versione B della AMR26, che dovrebbe consentire ad Alonso di chiudere la carriera nel circus almeno in modo dignitoso. Dopo il summer break, a Zandvoort, Honda porterà la PU aggiornata grazie alle concessioni previste dall’ADUO.

Gli orari TV per seguire l’evento

Il GP di Ungheria verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport F1 (anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su NOW. TV8 offrirà in differita le qualifiche e il Gran Premio. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:

Venerdì 24 luglio

  • Prove Libere 1: ore 13:30 – 14:30
  • Prove Libere 2: ore 17:00 – 18:00

Sabato 25 luglio

  • Prove Libere 3: ore 12:30 – 13:30
  • Qualifiche: ore 16:00 – 17:00 (differita su TV8 alle ore 18:30)

Domenica 26 luglio

  • Gara: ore 15:00 (differita su TV8 alle ore 18:00)
Data articolo: Thu, 23 Jul 2026 10:42:59 +0000


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