NEWS - Tutti gli sport(escluso il calcio)


News passione per motori da virgilio.it

News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 14 giugno 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta rallentamenti e chiusure temporanee. Tra gli eventi più importanti si segnala un tratto chiuso per lavori sull’autostrada A13 tra Ferrara sud e Ferrara nord, e traffico rallentato per un veicolo in avaria sull’A1 tra Firenze sud e Firenze Scandicci. In generale, si registrano condizioni di traffico intenso in alcune aree urbane come la Tangenziale di Napoli.

A1 Milano-Napoli



00:52 – Firenze sud – Firenze Scandicci
Traffico Rallentato per veicolo in avaria
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 295.0 al chilometro 297.0 per una lunghezza di 2.0 km.

A13 Bologna-Padova



00:31 – Ferrara sud – Ferrara Nord
Tratto Chiuso per lavori fino alle 06:00 del 14/06/2026
Direzione Padova
Entrata consigliata verso Padova: Ferrara Nord.

A56 Tangenziale di Napoli



00:13 – Tra Fuorigrotta e Vomero
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
La tratta interessata va dal chilometro 12.5 al chilometro 10.1 per una lunghezza di 2.4 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 23:08:00 +0000
News n. 2
Le auto di Bud Spencer, i motori che hanno segnato la vita del gigante buono

Sul grande schermo Bud Spencer ha sempre protetto i più deboli con la semplicità di un cazzotto ben assestato. Eppure, dietro il “gigante buono”, si celava un uomo dai mille interessi, compresi i motori, che lo hanno incuriosito per tutta la vita. Non solo aerei e cieli infiniti, ma un legame profondo e terreno con le automobili, nato da bambino osservando la Lancia del padre e maturato tra le strade della Dolce Vita.

Una vita in viaggio

La vita di Carlo Pedersoli è stata un percorso su quattro ruote. Fin da ragazzo fu assorbito dal loro fascino, come venditore di auto e anche nel mondo delle corse, durante la parentesi in Sudamerica, dove pilotò un’Alfa Romeo Giulietta lungo le vie di Caracas. Nel suo garage ideale, Bud ha ospitato il meglio su piazza: dalle Cadillac alle Ferrari, passando per Rolls-Royce e Bentley, fino a innamorarsi delle Mercedes, da lui considerate il vertice del comfort.

Della lunga lista una vettura lo stregò completamente: la Mercedes Benz S420 del 1997. Spinta da un 4.2 litri a benzina da 279 CV, la possente creatura tedesca fu la compagna fidata di Bud per 18 anni prima dell’addio nel 2015. A 85 anni il mito del cinema decise di separarsene, ma in ricordo dei tanti momenti vissuti insieme appose un autografo sul cofano, il sigillo di un’amicizia lunga quasi due decenni. Preservata dai collezionisti, la S420 ha davanti a sé un futuro da icona itinerante, pronta a farsi ammirare dai fan ai festival, per poi trovare rifugio presso il concessionario di Lommatzsch, in omaggio alla memoria di un uomo che ha amato le macchine quanto la libertà.

A proposito di auto memorabili legate al suo nome, non possiamo non tornare a Napoli, tra i vicoli e l’umanità verace di Piedone lo sbirro. In quel cult del 1973, il commissario Rizzo — l’indimenticabile Piedone — sfrecciava a bordo di una Fiat 130, l’ammiraglia italiana entrata nel cuore di Bud anche fuori dal set. Ne possedette ben quattro: due berline e due coupé.

Solida, elegante e potente, la 130 si addiceva alla personalità del poliziotto portato in scena, uno abituato a risolvere le controversie con le “maniere forti” invece della burocrazia. Se capita di imbattersi in un esemplare a Roma o Napoli è inevitabile un tuffo al cuore, evocando immediatamente la stazza rassicurante di Bud al volante. Il fortunato sodalizio tra il commissario Rizzo e la macchina è rimasto scolpito nella memoria dei sostenitori di un’eroe così vitale, sempre dalla parte della giustizia, con la stessa genuinità mostrata da Carlo a telecamere spente.

Piedone lo sbirro: omaggio al gigante buono

A dieci anni dalla scomparsa di Carlo Pedersoli, il legame tra l’attore e il pubblico italiano resta fortissimo, tanto che in molti, ancora oggi, si sentono un po’ orfani di quell’eroe diventato parte della nostra stessa storia personale. Per celebrarne l’eredità, Rai 3 dedica a Bud una minirassegna intitolata Il gigante buono, al via proprio sabato 13 giugno alle 21.20, con la messa in onda di Piedone lo sbirro. Sarà un po’ come ritrovare un vecchio amico: un invito speciale a lasciarsi trascinare ancora una volta dal carisma di un gigante buono.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 19:51:04 +0000
News n. 3
F1, Kimi Antonelli dopo le qualifiche: “Sinceramente non sono molto feliceâ€

George Russell ha conquistato la pole position del Gran Premio di Spagna 2026 al termine di una qualifica molto equilibrata tra Mercedes e Ferrari. Il britannico ha fermato il cronometro in 1:14.679, precedendo di appena 64 millesimi Lewis Hamilton, autore di un 1:14.743 che rappresenta la sua migliore prestazione stagionale in qualifica con la Ferrari. Kimi Antonelli ha chiuso terzo in 1:14.998, pagando soprattutto l’ultimo settore del giro decisivo. Le prime tre posizioni sono racchiuse in poco più di tre decimi e lasciano aperta la lotta per la vittoria sul circuito di Barcellona, dove il degrado degli pneumatici potrebbe avere un ruolo determinante nella strategia di gara.

Antonelli non è soddisfatto del terzo posto

Kimi Antonelli non è stato per niente soddisfatto del terzo posto: “Sinceramente non sono molto felice. Ho faticato con il feeling della vettura e il basso grip, attaccando troppo le curve. Nell’ultimo giro ho perso tutto nell’ultimo settore a causa di un paio di scivolate e le gomme mi hanno abbandonato. Tuttavia, il passo sui long run era buonoâ€.

Alla domanda se possa aver influito aver saltato le FP1, il giovane della Mercedes ha risposto: “Difficile a dirsi, forse un po’, ma in generale mi mancava passo sul giro secco questo weekend. Le FP3 sono state molto caotiche per via del traffico, il che ha complicato le cose. Ora mi concentro su domaniâ€.

Russell ritrova fiducia e punta alla vittoria

Invece, per George Russell la pole position rappresenta un importante punto di svolta dopo alcune gare complicate. Il britannico ha spiegato che il risultato non nasce soltanto dalla velocità mostrata in qualifica, ma soprattutto dal recupero delle sensazioni positive che aveva perso nelle ultime settimane.

Russell ha raccontato di aver scelto di tornare a una filosofia di setup più vicina a quella utilizzata a inizio stagione, abbandonando la ricerca continua di soluzioni alternative. Una decisione che gli ha permesso di ritrovare sicurezza e continuità durante tutto il weekend.

Il pilota Mercedes ha indicato Barcellona come il primo fine settimana dopo diversi mesi in cui si è sentito nuovamente al livello mostrato nei test invernali e nelle prime gare dell’anno. Pur partendo dalla pole, Russell non si aspetta una gara semplice: considera Antonelli una minaccia concreta e ha evidenziato il passo mostrato da Hamilton durante tutto il sabato.

Anche sul fronte strategico il britannico si aspetta una corsa movimentata. Secondo lui una sosta singola appare irrealistica viste le caratteristiche dell’asfalto catalano e il comportamento delle gomme osservato nelle prove.

Hamilton approva gli aggiornamenti Ferrari

Lewis Hamilton ha definito la seconda posizione uno dei migliori risultati ottenuti finora da quando veste i colori Ferrari. Il sette volte campione del mondo ha raccontato di aver affrontato un fine settimana complicato, soprattutto dopo aver saltato la prima sessione di prove libere, problema condiviso con Kimi Antonelli.

Il britannico ha ringraziato il lavoro svolto a Maranello, evidenziando come gli aggiornamenti introdotti sulla SF-26 abbiano contribuito a ridurre il divario dalla Mercedes.

Parlando della gara di domani, il numero 44 non nasconde le difficoltà che potrebbero presentarsi. Partirà dal lato sporco della pista e dovrà affrontare due Mercedes nelle prime posizioni, ma è convinto che il passo mostrato nel weekend consenta di lottare per il podio e, potenzialmente, per la vittoria.

Hamilton ha inoltre indicato alcuni aspetti su cui Ferrari deve ancora migliorare, citando una leggera carenza di potenza in alcune fasi del giro e la necessità di aumentare ulteriormente il carico aerodinamico posteriore. Nonostante ciò, il britannico vede segnali incoraggianti: la squadra continua a crescere e la distanza dai migliori, almeno a Barcellona, è apparsa più ridotta rispetto alle prime gare della stagione.

La classifica completa delle qualifiche del Gp di Barcellona

Pos. Pilota Scuderia Q1 Q2 Q3
1 George Russell Mercedes 1:15.717 1:15.228 1:14.679
2 Lewis Hamilton Ferrari 1:15.625 1:15.418 1:14.743
3 Kimi Antonelli Mercedes 1:15.977 1:15.295 1:14.998
4 Lando Norris McLaren 1:16.287 1:15.361 1:15.001
5 Max Verstappen Red Bull Racing 1:16.352 1:15.484 1:15.021
6 Isack Hadjar Red Bull Racing 1:16.427 1:15.754 1:15.077
7 Oscar Piastri McLaren 1:16.138 1:15.518 1:15.090
8 Liam Lawson Racing Bulls 1:16.673 1:15.585 1:16.542
9 Nico Hulkenberg Audi 1:16.066 1:15.768 1:16.657
10 Charles Leclerc Ferrari 1:15.964 1:15.281 DNF
11 Arvid Lindblad Racing Bulls 1:16.425 1:15.840 —
12 Gabriel Bortoleto Audi 1:16.616 1:16.001 —
13 Franco Colapinto Alpine 1:16.590 1:16.191 —
14 Pierre Gasly Alpine 1:16.599 1:16.261 —
15 Oliver Bearman Haas 1:16.571 1:16.389 —
16 Carlos Sainz Williams 1:16.881 1:17.827 —
17 Esteban Ocon Haas 1:17.073 — —
18 Alexander Albon Williams 1:17.424 — —
19 Sergio Perez Cadillac 1:17.545 — —
20 Valtteri Bottas Cadillac 1:17.757 — —
21 Lance Stroll Aston Martin 1:18.758 — —
22 Fernando Alonso Aston Martin 1:18.815 — —

 

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 17:25:44 +0000
News n. 4
Super Ferrari a Barcellona: Hamilton quasi in pole, Leclerc errore imperdonabile

Un sabato dalle due facce per la Ferrari al Montmelò, segnato dalle faticose ricerche di assetto nelle libere e dalla dirompente reazione prestazionale in qualifica. Se la SF-26 sfiora l’impresa con un giro magistrale di Hamilton, l’inaspettato errore in Q3 di Leclerc ne frena in parte l’entusiasmo. Il team guarda alla gara con estrema fiducia, forte di una vettura che ha finalmente sbloccato il potenziale dei nuovi aggiornamenti.

Resoconto FP3: Ferrari non riesce ad estrarre tutte le alte potenzialità della SF-26

La terza sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna si è rivelata particolarmente complessa per la Ferrari, evidenziando una faticosa ricerca del setup ideale per la SF-26 in vista delle qualifiche. Sotto il caldo sole catalano, i problemi si sono manifestati ancor prima del semaforo verde, costringendo i meccanici a trattenere la vettura di Lewis Hamilton sui cavalletti per prolungati interventi tecnici.

Il britannico è riuscito ad abbandonare la pitlane solo dopo mezz’ora, per poi rientrare quasi subito a causa di un assetto non ancora buono. Sull’altro lato del box, anche l’inizio di Charles Leclerc è stato posticipato di circa venti minuti. Il monegasco ha esordito con pneumatici Pirelli a mescola Soft, concentrandosi immediatamente sulla validazione delle mappature motore.

Nonostante un primo riscontro cronometrico incoraggiante, il monegasco ha subito lamentato via radio la presenza di fastidiose vibrazioni, un campanello d’allarme sintomatico di una messa a punto ancora precaria. Quando il sette volte campione del mondo di Formula 1 è finalmente riuscito a lanciarsi per il suo run, le difficoltà di bilanciamento della SF-26 sono parse evidenti.

Un marcato doppio controsterzo in curva 3 ha evitato una sbandata pericolosa, certificando come le coperture non fossero ancora entrate nella corretta finestra operativa. Il suo primo tentativo lo ha visto rimediare un distacco di quattro decimi dal compagno di squadra, gap accumulato soprattutto tra l’apice della curva 7 e l’uscita della 12.

Entrambi i piloti hanno effettuato ulteriori sgambate con gomme usate senza riscontrare miglioramenti, con i tecnici costretti a operare continui micro-aggiustamenti all’interno del garage per cercare la quadratura del cerchio. Nella decisiva simulazione di qualifica, le prestazioni si sono polarizzate. Hamilton non ha gestito le gomme, patendo sopratutto la percorrenza di curva 7.

Alla fine ha incassato un gap di sette decimi dalla vetta. Discorso diverso per Leclerc, decisamente più a suo agio al volante della SF-26. Il monegasco ha contenuto il distacco a due decimi, difendendosi nel settore centrale seppur cedendo il passo all’eccellente progressione della W17. Serviva un lavoro di affinamento sul setup e sulle gomme per notare al vertice Neal qualifica.

Ferrari vola con Lewis, mentre Charles esagera nel T1

Le qualifiche per la Rossa hanno sensazioni contrastanti. Se da un lato la SF-26 ha confermato di avere il potenziale per lottare al vertice, dall’altro l’amaro errore di Charles Leclerc in Q3 ha impedito alla scuderia di capitalizzare appieno il lavoro svolto al Montmelò. La sessione era iniziata sotto i migliori auspici. In Q1, le due Rosse si sono concentrate sull’attivazione gomme per accedere al massimo grip.

L’handling della vettura è apparso subito solido, segnato solo da una fisiologica ma molto leggera tendenza al sovrasterzo in uscita di curva. Lewis Hamilton ha trovato un feeling immediato, rifilando tre decimi al compagno. Entrambi hanno superato il taglio agevolmente con un solo tentativo. Il medesimo scenario, sintomo di una tyre strategy perfettamente calibrata, si è riproposto in Q2.

Con un set di gomme nuove, i ferraristi hanno centrato nuovamente la finestra termica ideale. Nonostante un giro meno pulito per Leclerc, costretto a qualche correzione di troppo tra il secondo e il terzo settore, i riscontri cronometrici (secondo e quarto tempo) hanno garantito l’accesso alla fase finale senza dover sprecare un ulteriore treno di pneumatici.

In Q3, l’abbassamento delle temperature ha rimescolato le carte. Durante il primo e decisivo run, Leclerc ha forzato eccessivamente l’ingresso in curva 3: cercando di anticipare l’erogazione del gas con una velocità di percorrenza troppo elevata, il monegasco ha innescato un violento snap perdendo la sua SF-26. Errore che mette fine alla sua qualifica proprio mentre Hamilton stava registrando il record assoluto nel primo settore.

Ripristinata l’azione, il britannico sfiora l’impresa spremendo al limite la monoposto. Un ritardo di mezzo decimo gli è costato la pole position. Tuttavia, l’ottimo secondo posto finale certifica la bontà degli aggiornamenti deliberati da Maranello e l’eccellente messa a punto della SF-26, prospettando una domenica di gara in cui la Rossa potrà recitare un ruolo da assoluta protagonista.

Risultati Qualifica GP Barcellona:

Pos. Pilota Scuderia Q1 Q2 Q3
1 George Russell Mercedes 1:15.717 1:15.228 1:14.679
2 Lewis Hamilton Ferrari 1:15.625 1:15.418 1:14.743
3 Kimi Antonelli Mercedes 1:15.977 1:15.295 1:14.998
4 Lando Norris McLaren 1:16.287 1:15.361 1:15.001
5 Max Verstappen Red Bull Racing 1:16.352 1:15.484 1:15.021
6 Isack Hadjar Red Bull Racing 1:16.427 1:15.754 1:15.077
7 Oscar Piastri McLaren 1:16.138 1:15.518 1:15.090
8 Liam Lawson Racing Bulls 1:16.673 1:15.585 1:16.542
9 Nico Hulkenberg Audi 1:16.066 1:15.768 1:16.657
10 Charles Leclerc Ferrari 1:15.964 1:15.281 DNF
11 Arvid Lindblad Racing Bulls 1:16.425 1:15.840 —
12 Gabriel Bortoleto Audi 1:16.616 1:16.001 —
13 Franco Colapinto Alpine 1:16.590 1:16.191 —
14 Pierre Gasly Alpine 1:16.599 1:16.261 —
15 Oliver Bearman Haas 1:16.571 1:16.389 —
16 Carlos Sainz Williams 1:16.881 1:17.827 —
17 Esteban Ocon Haas 1:17.073 — —
18 Alexander Albon Williams 1:17.424 — —
19 Sergio Perez Cadillac 1:17.545 — —
20 Valtteri Bottas Cadillac 1:17.757 — —
21 Lance Stroll Aston Martin 1:18.758 — —
22 Fernando Alonso Aston Martin 1:18.815 — —

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 16:11:11 +0000
News n. 5
MINI torna a correre, immatricolazioni in forte crescita nel 2026 in Italia

Tra i marchi che crescono di più in Italia nel corso del 2026 c’è spazio per MINI che sta vivendo un anno da grande protagonista del mercato italiano, con immatricolazioni in netta crescita in confronto a quanto registrato lo scorso anno.

I numeri sulle vendite di auto nel nostro Paese confermano l’ottimo stato di salute del marchio britannico, che sta facendo registrare una crescita sostanziale nel confronto con i dati dello scorso anno, battendo nettamente i numeri dell’intero mercato.

Andiamo ad analizzare la situazione grazie agli ultimi dati sulle immatricolazioni forniti da UNRAE.

Un mese di maggio positivo

MINI ha chiuso il mese di maggio in netta crescita, con un totale di 1.715 unità immatricolate in tutta Italia e un incremento percentuale del 22,68% su base annua. Si tratta di un passo in avanti considerevole che vale al marchio una quota di mercato dell’1,14%. MINI ha battuto il mercato italiano a maggio, cresciuto solo del 7,6% rispetto allo scorso anno.

Un ottimo 2026 fino a questo punto

Il parziale annuo, inteso come il periodo gennaio – maggio, di MINI è molto positivo. Nel corso del 2026, considerando i dati aggiornati a fine maggio, la Casa ha registrato un totale di 8.154 unità immatricolate, con un incremento su base annua pari al 27,31%. Il market share è di poco superiore all’1%, in crescita rispetto allo 0,89% dello scorso anno.

Anche nel parziale annuo, MINI ha battuto il mercato, cresciuto “solo” del 9,4% su base annua nel periodo considerato. Per approfondire l’andamento delle vendite sul mercato italiano potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sui dati delle immatricolazioni in Italia aggiornati al mese di maggio 2026. Il marchio rientra anche nella classifica dei marchi che crescono di più in Europa considerando i dati aggiornati.

Bene anche in Europa

Il 2026 sta andando bene per MINI anche sul mercato europeo. In questo caso, considerando i dati ACEA aggiornati ad aprile, possiamo notare una crescita sostanziale nel confronto con i dati dello scorso anno che conferma il trend positivo per il brand britannico.

MINI ha chiuso un mese di aprile molto positivo, con un incremento delle vendite del 22,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In totale, il marchio ha venduto poco più di 15 mila unità nel corso del periodo considerato, toccando un market share dell’1,4%.

Per quanto riguarda il parziale annuo, invece, le vendite sono state pari a 60 mila unità. In questo caso, la crescita registrata dal marchio risulta pari al 12,8%, con una quota di mercato dell’1,3% (i dati si riferiscono al mercato europeo che comprende tutti i Paesi UE, i Paesi Efta e il Regno Unito).

Per i dati aggiornati sull’andamento delle vendite in Europa non ci resta che attendere un paio di settimane, con l’arrivo dei nuovi dati relativi al mese di maggio che aggiorneranno la situazione.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 14:00:48 +0000
News n. 6
Le city car non passano mai di moda, la Top 10 delle più vendute in Italia

Le city car continuano a essere molto richieste sul mercato, per via di un prezzo più accessibile e per le dimensioni compatte che le rendono facili da utilizzare anche nelle città più popolose e trafficate. Grazie ai dati di vendita forniti da UNRAE, qui di seguito andremo ad analizzare quelle che sono le 10 city car più vendute in Italia, considerando sia il mese di maggio 2026 (ultimo dato disponibile) che il parziale annuo.

Le più vendute

Per costruire la classifica delle city car abbiamo considerato le berline di segmento A e segmento B, modelli che corrispondono al meglio alla descrizione di un’auto pensata per l’utilizzo in città, con un prezzo accessibile e dimensioni compatte. Ecco la Top 10 del mese di maggio 2026:

  1. Fiat Panda: 8.965;
  2. Dacia Sandero: 4.404;
  3. Leapmotor T03: 4.250;
  4. Peugeot 208: 3.728;
  5. Toyota Yaris: 2.556;
  6. Renault Clio: 2.516;
  7. Fiat 500: 2.140;
  8. MG MG3: 2.096;
  9. Opel Corsa: 1.758;
  10. Suzuki Swift: 1.298.

Per una fotografia aggiornata dell’andamento delle vendite delle city car, ecco la Top 10 del 2026 (gennaio – maggio):

  1. Fiat Panda: 54.597;
  2. Leapmotor T03: 19.097;
  3. Dacia Sandero: 17.823;
  4. Peugeot 208: 14.712;
  5. Renault Clio: 14.594;
  6. Toyota Yaris: 13.125;
  7. Opel Corsa: 11.047;
  8. MG MG3: 8.373;
  9. Fiat 500: 7.822;
  10. KIA Picanto: 6.988.

Le protagoniste del mercato

In cima alla classifica delle city car non può che esserci la best seller per eccellenza del mercato italiano, la Fiat Panda. Il modello di Fiat ha venduto circa 54 mila unità e, quindi, continua a mantenere una media superiore ai 10 mila veicoli immatricolati ogni mese, con l’obiettivo di migliorare i risultati dello scorso anno, quando la vettura ha superato di poco quota 100 mila unità.

La grande sorpresa della classifica è la Leapmotor T03, modello che sta diventando una delle vetture più apprezzate sul mercato grazie al mix unico tra caratteristiche tecniche e prezzo. Già nelle scorse settimane abbiamo analizzato, con alcuni approfondimenti, il successo ottenuto dal modello Leapmotor che continuerà a essere uno dei più apprezzati anche in futuro.

La Top 10 comprende anche altre vetture di grande interesse come la Dacia Sandero e le diverse altre segmento B “storiche” come la Peugeot 208, la Opel Corsa, la Toyota Yaris e la Renault Clio. Da segnalare anche ottimi risultati per la MG3 e la Kia Picanto.

Nona posizione per la Fiat 500 che, anche grazie alla nuova versione ibrida, è destinata a ricoprire un ruolo importante sul mercato.

Un settore importante

Complessivamente, le berline di segmento A e segmento B rappresentano oggi una porzione rilevante del mercato. Per quanto riguarda il segmento A, ad esempio, la quota di mercato nel 2026 è pari al 11,3% mentre per il segmento B  si sale fino al 15,2%, in leggero calo rispetto allo scorso anno.

La richiesta per modelli di questo tipo, anche per via della crescente diffusione di vetture elettrificate in questi segmenti, è sempre molto alta e continuerà a esserlo in futuro. Molte Case stanno puntando su questa porzione di mercato per espandere la propria presenza in Italia mentre altre da sempre credono in questi segmenti, come confermano i risultati di Fiat.

L’appuntamento con le classifiche sulle vendite di city car in Italia è ora fissato per il mese prossimo, quando arriveranno i dati definiti sulle immatricolazioni relative al primo semestre del 2026.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 13:15:31 +0000
News n. 7
Cambio automatico che strappa e lento nelle cambiate, cosa fare per non romperlo

Se avverti che il tuo cambio automatico ha cominciato a strattonare in modo anomalo, o noti un evidente ritardo nelle cambiate, non commettere l’errore di ignorarlo. Questo comportamento su strada è un chiaro segnale che l’olio interno alla trasmissione sta lavorando in condizioni critiche e ha perso le sue proprietà protettive.

Nella grande maggioranza dei casi non è necessario sostituire l’intero blocco meccanico, esiste una soluzione idraulica mirata che, se eseguita in tempo, può risolvere il problema.

Cosa fare subito

Il primo passo obbligatorio è portare il veicolo in officina per una diagnosi elettronica, così da escludere anomalie nella centralina della trasmissione. Nella maggior parte dei casi il problema è puramente legato al fluido ATF degradato, che perde la corretta viscosità, accumula residui metallici provenienti dall’usura delle parti interne e ostruisce le elettrovalvole, compromettendo la regolazione delle pressioni interne.

I sintomi di un olio cambio automatico esausto sono chiari e facilmente riconoscibili:

  • cambiate lente o brusche: la cambiata durante la marcia in Drive o in modalità Sport risulta molto pigra oppure si manifesta con colpi secchi, particolarmente evidenti nel traffico urbano o durante la selezione delle marce;
  • slittamento cambio: il regime di rotazione del motore aumenta improvvisamente senza che il veicolo incrementi la velocità su strada;
  • strattonamenti continui: si verificano soprattutto nelle fasi di accelerazione e decelerazione, principalmente durante la guida nel traffico cittadino.

Intervenire tempestivamente permette di recuperare il funzionamento corretto senza compromettere la meccanica interna del cambio. Se invece decidi di ignorare questi avvertimenti, il rischio è quello di provocare danni interni irreversibili, costringendoti a una revisione totale della trasmissione.

Come ripristinare la trasmissione e i costi reali

La soluzione nella maggior parte dei casi è la pulizia completa del circuito idraulico. L’intervento si esegue tramite una stazione di flushing (ricircolo dell’olio), eventualmente abbinata all’utilizzo di additivi specifici in base alle condizioni della trasmissione.

La scelta del metodo e il relativo costo per il lavaggio del cambio automatico dipendono dalla tecnologia e dallo stato del lubrificante:

  • scarico a caduta e rabbocco: si svita il tappo di scarico sotto la coppa, si sostituisce il filtro e si aggiunge olio nuovo. Questo metodo è fortemente sconsigliato perché recupera meno del 60% del fluido esausto, lasciando le impurità nel convertitore di coppia. Ha una spesa contenuta tra i 250 e i 350 euro;
  • flussaggio con stazione dedicata: un macchinario specifico immette olio nuovo in pressione estraendo contemporaneamente quello esausto, garantendo la pulizia totale del sistema. È il metodo corretto e consigliato, la spesa è compresa tra i 650 e i 800 euro;
  • flussaggio con additivi specifici: prevede l’utilizzo di prodotti chimici inseriti nel circuito per sciogliere i depositi interni e proteggere i componenti da future usure. Ha un costo che oscilla tra i 750 e i 900 euro;
  • sostituzione del filtro: su molti modelli, come le vetture Mercedes, il filtro dell’olio è incorporato direttamente nella coppa e non può essere sostituito separatamente. Questo ricambio specifico può superare gli 80 euro, incidendo sul conto finale.

I consigli del meccanico

La scelta del metodo di intervento dipende dalla tipologia di cambio automatico e dalla storia manutentiva. Ecco i consigli pratici per non commettere errori costosi:

  • manutenzione regolare ogni 60.000 chilometri: se hai rispettato questa scadenza, all’interno del cambio non si sono formate morchie e puoi procedere con il lavaggio chimico in totale sicurezza;
  • oltre 120.000 chilometri senza mai cambiare l’olio: esegui esclusivamente il flussaggio meccanico senza additivi, perché i detergenti rischierebbero di staccare le morchie vecchie ostruendo i microfori delle elettrovalvole di regolazione;
  • controllo del livello: durante la manutenzione programmata, richiedi un controllo del fluido, un calo anomalo è spesso il primo segnale di una perdita che genera problemi di strattonamento;
  • non ignorare la scadenza temporale: anche se usi poco l’auto, le proprietà chimiche decadono e la sostituzione va effettuata ogni 4 anni al massimo.

Ricorda che il lavaggio risolve i problemi legati al degrado del fluido o delle impurità presenti all’interno dell’olio ATF, ma non può ricostruire ingranaggi già danneggiati, se l’auto continua a strappare, la revisione totale diventa inevitabile.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 12:07:50 +0000
News n. 8
Bici in auto, attenzione agli errori che possono costare una multa

Quando viene caricata su un veicolo, la bicicletta diventa a tutti gli effetti un carico da sistemare assicurando stabilità, visibilità, segnalazione delle sporgenze, rispetto delle dimensioni massime. Negli ultimi anni il tema è diventato ancora più d’attualità per via delle circolari ministeriali sui portabici posteriori e sui portabici da gancio traino. Le indicazioni avevano in realtà creato incertezza tra automobilisti, rivenditori e ciclisti per il timore che molti dispositivi dovessero essere sottoposti a visita e prova presso la Motorizzazione civile con aggiornamento della carta di circolazione.

Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 19 dicembre 2024 ha riportato ordine nella materia e stabilito i punti inderogabili: il carico deve restare entro i limiti ammessi, la targa deve essere leggibile e i dispositivi luminosi devono funzionare.

Non basta fissare bene la bici

La sicurezza del fissaggio è il punto di partenza, come stabilito dall’articolo 164 del Codice della Strada che impone la sistemazione del carico in modo da evitare caduta o dispersione. Il conducente deve accertarsi che le cinghie siano tirate, che i morsetti siano chiusi, che le ruote siano bloccate, che il telaio non possa ruotare e che nessuna parte mobile rischi di finire fuori sagoma con le oscillazioni del veicolo. Una bici da corsa leggera, una mountain bike elettrica o una gravel con borse laterali non producono gli stessi effetti sul portabici quando il veicolo affronta buche, dossi, frenate improvvise o raffiche di vento laterale.

Il peso merita un discorso a parte. Le e-bike possono superare facilmente i 20 o 25 kg ciascuna, soprattutto se la batteria resta montata. Caricare due biciclette elettriche su un supporto pensato per bici tradizionali significa sottoporre il dispositivo a uno sforzo non previsto. Stesso ragionamento vale per il gancio traino, che ha un carico verticale massimo ammesso.

Portabici da tetto, attenzione ad altezza e stabilità

Il portabici da tetto è la soluzione più lineare sotto il profilo normativo. Le biciclette vengono fissate sulle barre portatutto e non oscurano né la targa posteriore né i gruppi ottici. Per questo motivo crea meno complicazioni rispetto ai sistemi posteriori.

Il primo limite da rispettare è quello dell’altezza. Il Codice della Strada stabilisce una sagoma massima, e nella pratica chi monta le bici sul tetto deve fare attenzione a sottopassi, garage, parcheggi multipiano, caselli, rami bassi e barriere di accesso. L’errore tipico è ricordarsi dell’altezza solo dopo aver danneggiato il telaio della bici, il tetto dell’auto o la struttura d’ingresso di un parcheggio.

C’è poi un aspetto dinamico che molti sottovalutano. Le bici sul tetto aumentano la resistenza aerodinamica, alzano il baricentro percepito del veicolo e incidono sui consumi. In autostrada, un fissaggio imperfetto diventa più critico perché la pressione dell’aria agisce sul telaio e sulle ruote. Prima di partire occorre allora controllare ogni punto di ancoraggio, rimuovere accessori non necessari e verificare che le ruote siano assicurate.

Un altro errore frequente riguarda le biciclette con componenti aggiuntivi. Borse, seggiolini, cestini, portapacchi e accessori fissati male possono diventare elementi instabili. Chi trasporta la bici sul tetto dovrebbe alleggerirla il più possibile, perché ogni parte non solidale al telaio aumenta la probabilità di vibrazioni, rumori e movimenti.

Il portabici posteriore da portellone

Il portabici da portellone è pratico, economico e diffuso tra chi non ha il gancio traino. Il dispositivo viene fissato alla parte posteriore dell’auto tramite cinghie, ganci o staffe, con le bici collocate dietro al lunotto e al portellone. Se il portabici o le biciclette oscurano anche solo parzialmente la targa, l’auto non è però in regola. Lo stesso vale per stop, frecce, luci di posizione, retronebbia e dispositivi di segnalazione visiva. Non serve che la copertura sia totale in quanto basta una visibilità compromessa per essere fuori norma. vedano “di latoâ€. Su strada non funziona così.

Quando la parte posteriore del veicolo viene coperta dal carico, occorre ricorrere a dispositivi supplementari che ripetano luci e targa. Una targa fatta in casa, stampata su carta, incollata su un cartoncino o riprodotta su un supporto non autorizzato non risolve il problema. La targa deve essere quella del veicolo collocata nell’alloggiamento previsto una targa ripetitrice regolare.

Un ulteriore elemento riguarda la posizione del portabici rispetto al portellone. Alcuni modelli non sono compatibili con tutte le auto, altri possono interferire con spoiler, lunotto, tergicristallo posteriore o superfici verniciate.

I casi della targa e delle luci coperte

La targa è uno dei punti su cui le forze dell’ordine prestano maggiore attenzione. Deve essere visibile, leggibile e ben collocata. Di conseguenza chi usa un portabici da gancio traino dotato di portatarga deve verificare che la targa sia saldamente fissata e ben illuminata. Chi usa una targa ripetitrice deve accertarsi che sia stata rilasciata regolarmente e che riporti i dati corretti.

Un portabici posteriore caricato male può quindi nascondere lo stop centrale, oscurare una freccia, rendere meno visibile una luce di posizione o interferire con la targa. I portabici da gancio traino di buona qualità integrano quasi sempre un gruppo luci supplementare collegato alla presa elettrica del veicolo.

Trasportare la bici dentro l’auto va sempre bene?

Caricare la bici all’interno dell’abitacolo o del bagagliaio può sembrare la soluzione più sicura sotto il profilo normativo, perché non ci sono sporgenze esterne, pannelli, targa coperta o luci oscurate. In molti casi è vero. In realtà anche il trasporto interno deve rispettare una regola elementare: il carico non deve limitare la visibilità del conducente, impedire i movimenti o mettere in pericolo gli occupanti.

Una bici appoggiata sui sedili posteriori senza fissaggio diventa pericolosa in caso di frenata brusca. Un telaio lasciato libero nel bagagliaio di una station wagon senza rete divisoria può muoversi violentemente. Una ruota anteriore smontata e lasciata nell’abitacolo può colpire un passeggero.

Chi trasporta la bici dentro l’auto dovrebbe bloccarla con cinghie, abbattere i sedili solo se il carico rimane stabile e proteggere gli elementi appuntiti o sporgenti. Se la bici impedisce di vedere dallo specchietto interno, occorre compensare con una perfetta visibilità laterale, ma non si deve mai arrivare a una situazione in cui il conducente guida alla cieca.

Il discorso cambia per le biciclette pieghevoli o per le bici da bambino, che possono entrare più facilmente nel bagagliaio. Anche in quel caso il carico deve essere fermo.

Dopo il decreto 2024 il quadro è più chiaro

Il portabici da gancio traino è oggi una delle soluzioni più apprezzate da chi trasporta e-bike o più biciclette. È stabile, basso, comodo da caricare e molte volte dotato di fanaleria integrata e alloggiamento per la targa. La sua disciplina è stata però al centro di un passaggio normativo piuttosto discusso.

Le circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2023 avevano aperto la questione della visita e prova presso la Motorizzazione civile per alcune strutture posteriori. Il timore era che l’utilizzo di un portabici da gancio traino potesse comportare l’obbligo di aggiornare la carta di circolazione. Il decreto ministeriale del 19 dicembre 2024 ha chiarito che l’installazione delle strutture amovibili posteriori su gancio traino non richiede l’aggiornamento della carta di circolazione quando avviene nel rispetto delle condizioni previste.

In ogni caso il dispositivo deve essere conforme, installato secondo le istruzioni del costruttore e usato nel rispetto di masse, dimensioni e carico massimo ammesso sul gancio. Se il portabici copre i dispositivi luminosi o l’alloggiamento della targa, devono essere presenti luci supplementari e portatarga idoneo.

Il decreto ha anche chiarito un altro punto: sull’alloggiamento della targa della struttura amovibile può essere applicata la targa di immatricolazione del veicolo oppure la targa ripetitrice prevista dal Codice della Strada.

Carico sporgente, quando si usa il pannello bianco e rosso

Se il carico sporge longitudinalmente oltre la sagoma del veicolo, la sporgenza deve essere segnalata da un pannello quadrangolare a strisce bianche e rosse. Quest’ultimo deve essere omologato, retroriflettente e conforme al modello approvato. Va collocato in modo visibile, normale all’asse del veicolo, affinché chi segue possa notare la presenza del carico. Quando il carico occupa l’intera larghezza posteriore possono servire due pannelli collocati alle estremità della sporgenza.

La larghezza è un altro terreno minato. Una bici montata trasversalmente sul retro dell’auto può sporgere lateralmente, soprattutto se si tratta di mountain bike con manubri larghi o telai di grandi dimensioni. Il Codice della Strada consente alcune sporgenze laterali entro limiti definiti, ma non permette di circolare con un ingombro pericoloso o non percepibile.

Manubri, ruote, pedali e telai non devono uscire in modo tale da creare rischio per pedoni, ciclisti, motociclisti o altri automobilisti. In città il problema emerge nei sorpassi ravvicinati, nelle svolte strette, nei parcheggi e nelle strade a carreggiata ridotta. In autostrada pesa la stabilità del carico alle velocità più elevate.

Quando si rischiano sanzioni e ritiro dei documenti

L’articolo 164 del Codice della Strada prevede una multa tra 87 e 344 euro per chi non sistema correttamente il carico. Nei casi più gravi il veicolo non può proseguire il viaggio finché il carico non viene sistemato secondo le regole. L’organo accertatore può procedere anche al ritiro immediato della carta di circolazione e della patente, con restituzione dopo la regolarizzazione.

Il quadro peggiora se il problema riguarda la targa. Circolare con targa non visibile, irregolare o collocata male porta a conseguenze più pesanti, perché entra in gioco l’identificazione del veicolo. Anche la mancanza del pannello per il carico sporgente può essere contestata. Lo stesso vale per le luci coperte, per il mancato funzionamento dei dispositivi supplementari, per la sporgenza non conforme o per il superamento dei limiti di massa.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 12:00:56 +0000
News n. 9
Offerte SUV Mazda: arrivano i Summer Sales con rate e tassi agevolati

Mazda lancia i Summer Sales, una campagna promozionale dedicata all’intera gamma SUV del marchio giapponese, valida fino al 30 giugno 2026. Disponibilità immediata, vantaggi economici concreti e formule di noleggio a tasso agevolato: è la combinazione che la Casa di Hiroshima mette sul tavolo per chi sta pensando di cambiare auto entro l’estate.

Non si tratta di sconti generici applicati in modo uniforme, ma di offerte calibrate modello per modello, con logiche differenti a seconda del segmento.

Vantaggi per Mazda CX-60 e CX-80

Le protagoniste principali della campagna sono le due ammiraglie della gamma: la Mazda CX-60 e la Mazda CX-80, i SUV di fascia alta che rappresentano il vertice della proposta Mazda in termini di qualità costruttiva, comfort e tecnologia di bordo.

Fino al 30 giugno, tutte le Mazda CX-60 e CX-80 disponibili in pronta consegna beneficiano di un vantaggio cliente di 9.000 euro, indipendentemente dalla modalità di acquisto e dall’eventuale presenza o meno di una permuta. Una cifra che, su modelli con listini da 50.000 euro in su, ha un peso specifico tutt’altro che trascurabile. I possessori di partita IVA possono inoltre beneficiare di ulteriori vantaggi dedicati fino a 2.000 euro, che salgono fino a 3.500 euro in caso di acquisto tramite formule Leasing, portando il vantaggio complessivo fino a 12.500 euro.

A fianco dell’acquisto diretto c’è poi la formula Mazda Rent, pensata per chi preferisce il noleggio a lungo termine all’acquisto. Attraverso questa soluzione è possibile accedere alla Mazda CX-60 Homura Diesel 249 CV AWD a partire da 499 euro al mese. Una versione particolarmente ricca di dotazione, disponibile con una formula all-inclusive che include manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione RCA, e servizi di assistenza. La proposta di noleggio sarà valida fino al 30 settembre 2026, concedendo qualche settimana in più rispetto alla scadenza della promozione acquisto.

CX-60 e la CX-80 2026 hanno ricevuto di recente una serie di aggiornamenti nel segno del Kaizen che hanno perfezionato le prestazioni dinamiche, arricchito gli interni con nuove finiture in pelle e adeguato i sistemi di sicurezza i-Activsense agli standard più attuali. Le versioni diesel sono inoltre ora omologate per il carburante rinnovabile HVO 100, il che aggiunge un ulteriore argomento per chi tiene all’impronta ambientale del proprio veicolo senza voler passare all’elettrico.

Sconto aggiuntivo Mazda CX-5 e CX-30

Chi guarda a segmenti più compatti troverà nella campagna Summer Sales condizioni agevolate, anche se con un meccanismo diverso. Fino al 30 giugno, Mazda CX-5 e Mazda CX-30 beneficiano di un vantaggio aggiuntivo di 500 euro rispetto alle promozioni attualmente in vigore; certo non si tratta dello stesso volume di sconto garantito alle ammiraglie.

La CX-30 è il SUV compatto Mazda per chi cerca un’auto maneggevole, ben rifinita e tecnologicamente al passo, in un formato che si adatta bene sia al traffico cittadino che all’uso extraurbano. La CX-5, dal canto suo, è appena stata aggiornata in modo massiccio, segnando un punto di riferimento nel segmento dei SUV di medie dimensioni, apprezzata per la solidità costruttiva, la qualità percepita degli interni e un’ergonomia di bordo che tiene conto davvero del guidatore.

I modelli della gamma Mazda si caratterizzano da sempre per un approccio progettuale che non segue i trend del momento, ma costruisce un’esperienza d’uso coerente e duratura nel tempo. I Summer Sales sono l’occasione per entrare in quella famiglia a condizioni più favorevoli del solito. La scadenza è il 30 giugno: chi sta valutando uno di questi modelli ha ancora qualche giorno per passare in concessionaria.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 10:30:28 +0000
News n. 10
Volkswagen, la crisi non molla: annunciati 19 mila esuberi

Questa settimana, in anticipo rispetto all’assemblea degli azionisti prevista per il 18 giugno, l’amministratore delegato di Volkswagen Oliver Blume ha diffuso un documento che riassume la situazione del gruppo e anticipa i numeri del piano di ristrutturazione in corso. I numeri fanno un certo effetto, anche per chi li aveva già messi in conto. Solo presso Volkswagen, inclusi gli stabilimenti di Sachsen e Osnabrück, l’organico sarà ridotto di 19.000 unità entro la fine dell’anno. Non è una prospettiva futura: è un processo già avviato e in stato avanzato di esecuzione.

Ridurre i posti di lavoro

I tagli all’organico sono la parte più visibile di un piano molto più ampio, che tocca produzione, capacità installata, strutture gestionali e complessità dei prodotti. Per Volkswagen, Audi, Porsche e la consociata Cariad, il gruppo ha concordato di ridurre il numero di posti di lavoro in Germania di circa 50.000 unità entro il 2030.

In totale, sono già stati conclusi oltre 28.000 accordi vincolanti per le cessazioni del rapporto di lavoro entro il 2030. I costi di produzione presso gli stabilimenti Volkswagen in Germania sono già stati ridotti di oltre il 20% entro il 2025. Il gruppo ha già ottenuto un miliardo di euro di risparmi e sta lavorando per arrivare a sei miliardi entro il 2030 grazie a programmi di performance specifici.

Sul fronte della capacità produttiva, il ridimensionamento è altrettanto radicale. La capacità era stata pianificata prima del Covid sulla base di ipotesi molto più ottimistiche, fissata in 12 milioni di veicoli l’anno. Oggi il gruppo ritiene realistica una cifra intorno ai 9 milioni e l’obiettivo è adeguare la capacità produttiva a questo livello. Negli ultimi due anni il gruppo ha già ridotto la produzione di circa due milioni di unità tra Europa e Cina, e sono in corso misure per tagliare ulteriori 500.000 unità in Cina. I prossimi passi in Europa, avverte Blume, saranno di portata simile.

Crescita quasi inesistente

Le parole che Blume ha scelto per descrivere il contesto attuale non sono quelle dell’ottimismo istituzionale che si sente spesso nelle comunicazioni aziendali. Sono parole concrete e dure per chi le deve ascoltare. Le condizioni per l’industria automobilistica sono ulteriormente peggiorate nel 2026, a causa del conflitto in Medio Oriente, della contrazione dei volumi di mercato e della concorrenza sempre più intensa.

La parte che colpisce di più è però questa: “Non possiamo dare per scontato che i livelli di vendita e di prezzo del passato torneranno sui mercati. E certamente non possiamo dare per scontato che i mercati torneranno a crescere.” Una frase che fotografa una rottura netta con il modo in cui l’industria era abituata a ragionare fino a pochi anni fa, con cicli di crisi seguiti da rimbalzi, con mercati che prima o poi si normalizzavano e tornavano a tirare.

In parole povere: dobbiamo ridurre i costi e diventare più redditizi, in un contesto economico che è diventato più complesso, dove la crescita è quasi inesistente. Dobbiamo adeguare le nostre strutture di conseguenza e riposizionare il nostro modello di business“, afferma ancora l’amministratore delegato. Non è una dichiarazione di resa, ma è il riconoscimento che le vecchie regole del gioco non valgono più.

Tra le misure strutturali annunciate c’è anche la semplificazione della gamma prodotti: prodotti mirati, meno varianti, volumi maggiori per modello, con una maggiore attenzione alle aspettative dei clienti nelle diverse regioni. Una strategia che punta a concentrare le risorse su ciò che vende davvero, invece di disperdere investimenti su decine di configurazioni che saturano le linee senza produrre margini adeguati.

Il segnale che arriva da Wolfsburg, al di là dei numeri specifici, è quello di un gruppo che ha scelto di operare con trasparenza su una situazione difficile, invece di minimizzarla fino all’inevitabile. Per i lavoratori coinvolti è una magra consolazione, ma per il futuro industriale del gruppo potrebbe essere l’approccio più onesto possibile in un momento in cui fingere che vada tutto bene non è più un’opzione credibile.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 09:00:17 +0000
News n. 11
Leapmotor B05, arriva la nuova berlina elettrica da 26.900 euro

Il marchio cinese Leapmotor, che che in Italia molti conoscono ormai grazie alla T03 ovvero la citycar elettrica più venduta nel suo segmento negli ultimi mesi, fa un passo deciso verso un territorio nuovo. Non più solo piccole auto pensate per la città, ma una berlina vera, con dimensioni da segmento C, un powertrain da 218 CV e un’autonomia che sfiora i 500 km. Si chiama B05, è stata appena stata lanciata ed è il segnale più chiaro finora che Leapmotor non ha nessuna intenzione di fermarsi alle prime file del mercato.

Il contesto in cui arriva questa berlina è già di per sé significativo. Leapmotor grazie alla joint venture con Stellantis è riuscita a costruire in tempi rapidissimi una reputazione solida sull’accessibilità economica, senza però sacrificare la dotazione di serie. La B05 vuole confermare quella reputazione su un segmento più esigente, dove la concorrenza è più agguerrita e dove il cliente chiede qualcosa di più di un buon rapporto prezzo-autonomia.

Design e dimensioni da media di gamma

Non è un’auto piccola: è lunga 4,43 metri ed è larga 1,88 metri, una cifra da berlina di segmento superiore. Le proporzioni sono quelle di una hatchback a cinque porte con ambizioni da fastback: linea di cintura alta, tetto che scende dolcemente verso il posteriore, un profilo generale che strizza l’occhio alle berline europee di fascia media, dando un ennesimo esempio del lavoro dei designer Leapmotor in linea con i gusti europei.

I dettagli stilistici sono accurati: le portiere senza cornice, le maniglie a scomparsa e i cerchi aerodinamici da 19 pollici danno all’auto un’aria più curata di quanto ci si aspetterebbe per il prezzo di listino, che scopriamo alla fine. Il lavoro sull’aerodinamica è evidente e misurabile: il coefficiente Cx dichiarato è di 0,26, un valore ottimo per una berlina di questo segmento e che contribuisce direttamente all’autonomia dichiarata.

La base tecnica è garantita dalla Platform B, impostazione utilizzata anche dalla B10. Ciò si traduce in trazione posteriore, distribuzione dei pesi 50:50 tra asse anteriore e posteriore, schema sospensivo con McPherson all’anteriore e multilink al posteriore. Quest’ultimo ha ricevuto un contributo diretto dal team chassis globale di Stellantis, che ha partecipato allo sviluppo e ha testato l’auto anche sulle piste di Balocco. Un pedigree tecnico elevato che non ci si aspetta su un’auto cinese, ancor meno in questa fascia di prezzo.

All’interno vige la digitalizzazione

La plancia è dominata dalla digitalizzazione e dalla semplicità. Come al solito niente effetti scenici, con al centro un display da 14,6 pollici, mentre davanti al guidatore si trova una strumentazione digitale da 8,8 pollici. La compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto è di serie, insieme alla gestione remota tramite app dedicata, una funzione sempre più apprezzata da chi è abituato a controllare il proprio veicolo dal telefono.

Lo spazio per chi siede dietro è descritto come buono, coerente con le dimensioni della carrozzeria. Il vano bagagli offre 345 litri dichiarati, un numero non esaltante per un’auto di 4,43 metri e soprattutto poco sviluppato in larghezza, il che lo rende meno versatile di quanto la cifra lasci immaginare. Da notare anche l’assenza di un bagagliaio anteriore: lo spazio che avrebbe potuto ospitarlo è stato lasciato libero per un’eventuale futura variante Range Extender, una soluzione non ancora confermata ufficialmente ma evidentemente in valutazione da parte del costruttore.

È un dettaglio che dice qualcosa di interessante sulla strategia di Leapmotor: l’architettura è stata progettata con flessibilità, lasciando aperta la possibilità di ampliare la gamma in futuro senza stravolgere la struttura di base. Una mossa prudente in un mercato in cui le preferenze dei clienti stanno ancora evolvendo.

Motore elettrico e due offerte di autonomia

Passiamo al cuore dell’auto. I numeri del motore elettrico della B05 parlano di 218 CV e 240 Nm di coppia: una combinazione più che sufficiente per garantire una guida vivace in qualsiasi contesto. Lo sprint da 0 a 100 km/h è coperto in 6,7 secondi con Launch Control attivato.

Le batterie disponibili sono due. La versione base monta un pacco da 56,2 kWh, accreditato di 401 km WLTP di autonomia. La versione più capiente sale a 67,1 kWh, portando l’autonomia dichiarata fino a 482 km. Non è difficile capire quale delle due sarà quella più richiesta in Italia, soprattutto da chi usa la berlina anche per i viaggi fuori città.

La B05 non si presenta come un’auto sportiva ma sorprende per la solidità del comportamento dinamico. Il rollio in curva è contenuto, l’assetto regge bene anche quando si aumenta il ritmo, e lo sterzo ha una reattività e una rapidità superiori alle aspettative, considerando il peso complessivo del veicolo e la leggerezza del volante. È il tipo di piacevolezza di guida che si apprezza nella vita di tutti i giorni, non necessariamente su una pista.

Prezzi da prima della classe

Ed eccoci al punto che, alla fine, determinerà il destino commerciale della B05. Il listino parte da 26.900 euro, ma Leapmotor ha strutturato un’offerta di lancio che abbassa significativamente la soglia d’ingresso. Con permuta o rottamazione di un veicolo usato, la versione Life con batteria da 56,2 kWh scende a 22.900 euro. Senza incentivi, è disponibile un sconto di 3.000 euro. Sono numeri che posizionano la B05 in modo molto aggressivo rispetto alla concorrenza diretta.

Messa in questi termini, la proposta è difficile da ignorare. Non perché la B05 sia perfetta, lo dimostra il bagagliaio che potrebbe essere più generoso, e il marchio che deve ancora costruire una nomea nel tempo e una rete di assistenza capillare in Italia, ma il rapporto tra quello che si paga e quello che si riceve è strutturalmente difficile da replicare con la concorrenza europea.

Leapmotor non è più quella startup cinese di cui pochi avevano sentito parlare fino a due anni fa. Con la partnership di Stellantis, con uno sviluppo chassis curato anche sulle piste italiane, e con modelli come questa B05, il brand sta costruendo una proposta sempre più credibile. Il mercato italiano è storicamente diffidente verso i nuovi arrivati, soprattutto se vengono da fuori Europa. Ma prezzi di questo livello, abbinati a prestazioni e dotazioni che reggono il confronto con chi chiede il doppio, tendono a convincere anche gli scettici.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 07:22:34 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 13 giugno 2026 in Italia sono previsti quattro scioperi che coinvolgono principalmente il settore aereo, con impatti sia a livello nazionale sia su aeroporti specifici. Di seguito vengono riportati tutti i dettagli importanti relativi a ciascun sciopero in programma e alle aree geografiche interessate.

Sciopero dei trasporti Italia: personale ENAV Verona Airport

È previsto uno sciopero di 18 ore, dalle 06.00 alle 24.00, a livello interregionale, che coinvolge tutto il territorio italiano. Lo sciopero riguarda il personale della Soc. ENAV di Verona Airport. Le sigle sindacali che hanno indetto la protesta sono OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA di settore. La categoria interessata è il personale di ENAV di Verona Airport.

Sciopero dei trasporti Lombardia (Milano): SKY Service Milano Linate

Per la città di Milano, presso lo scalo di Milano Linate (Piazzale Ovest), è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00. Lo sciopero ha rilevanza territoriale e coinvolge il personale della società SKY Service. A indire lo sciopero è stata l’OSR USB Lavoro Privato. Questo coinvolgerà il personale operante nell’area aeroportuale.

Sciopero dei trasporti Italia: piloti e assistenti EasyJet Airlines Limited

Un nuovo sciopero di durata 18 ore, dalle 06.00 alle 24.00, è stato proclamato a livello nazionale e riguarda tutto il personale piloti e assistenti di volo della compagnia EasyJet Airlines Limited. I sindacati coinvolti sono FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC. Lo sciopero copre l’intero territorio nazionale e potrebbe comportare notevoli disagi per i passeggeri negli aeroporti italiani.

Sciopero dei trasporti Italia: personale navigante EasyJet Airlines Limited

Il personale navigante della compagnia aerea EasyJet Airlines Limited sarà anch’esso coinvolto in uno sciopero nazionale di 18 ore, dalle 06.00 alle 24.00. A organizzare la protesta è stata la sigla sindacale USB Lavoro Privato, che porterà uno stop ai servizi di tutto il personale navigante su scala nazionale nella giornata del 13 giugno 2026.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di giugno 2026 sono previsti numerosi scioperi che coinvolgeranno diversi comparti del trasporto pubblico e privato sull’intero territorio italiano. In questo articolo riepiloghiamo, data per data, tutte le informazioni utili per orientarsi: dagli orari alle città coinvolte, dalla tipologia di servizio ai diversi sindacati e categorie di lavoratori interessati.

Sciopero 8 giugno 2026

Catania: Nella città di Catania è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, relativo al trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della società AMTS di Catania, promosso dai sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.

Foggia: Nella città di Foggia si terrà uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30 per il personale della società ATAF di Foggia. Le sigle sindacali coinvolte sono OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.

Messina: Nella città di Messina lo sciopero interesserà il personale ATM di Messina, per una durata di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00. Sindacati promotori: OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e ORSA TRASPORTI.

Modena, Reggio Emilia, Piacenza: In tutte le province dell’Emilia-Romagna sarà coinvolto il personale della società SETA (bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza), con sciopero di 24 ore secondo varie modalità. Sindacato promotore: OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 9 giugno 2026

Italia: Nell’intero territorio nazionale, il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione SOC. TRENITALIA incrocerà le braccia per l’intero turno di lavoro. Sciopero promosso dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 10 giugno 2026

Italia: È previsto uno sciopero marittimo di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) per tutti i lavoratori dei porti italiani, indetto da SI COBAS.

Ravenna: Nella città di Ravenna è proclamato uno sciopero di 12 ore (dalle 10.00 alle 22.00) che interessa il personale SERS addetto al rimorchio portuale. Sciopero della OSP UILT-UIL.

Sciopero 11 giugno 2026

Palermo: Nella città di Palermo sciopero di 4 ore (dalle 11.00 alle 15.00) per il personale AMAT (TPL), promosso da OSP CUB TRASPORTI.

Sicilia: Sciopero ferroviario regionale di 8 ore (dalle 10.01 alle 18.00) per il personale FS Security, con SLM FAST CONFSAL e ORSA TRASPORTI.

Messina: Sciopero marittimo nello Stretto di Messina, 24 ore (dalle 21.01 dell’11 giugno alle 20.59 del 12 giugno), personale BluJet, sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.

Italia: Sciopero plurisettoriale nazionale, settore ferroviario e TPL, di 23 ore (dalle 03.00 dell’11 giugno alle 02.00 del 12 giugno), con CUB TRASPORTI e SGB.

Italia: Sciopero ferroviario nazionale di 8 ore (dalle 09.01 alle 17.00), personale FS Italiane. Sciopero dell’ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI.

Italia: Sciopero plurisettoriale settore ferroviario, 8 ore (dalle 09.01 alle 17.00), personale imprese ferroviarie, sindacato CAT.

Italia: Sciopero personale Mercitalia Shunting & Terminal, 8 ore (dalle 06.00 alle 14.00), sindacato USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 13 giugno 2026

Italia: Sciopero nazionale di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) per il personale ENAV di Verona Airport, sigle sindacali OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA di settore.

Milano: Nella città di Milano, presso l’aeroporto di Milano Linate (Piazzale Ovest), sciopero di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00), personale SKY Service, sindacato OSR USB Lavoro Privato.

Italia: Sciopero nazionale di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited, sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Italia: Sciopero nazionale di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00) per personale navigante EasyJet Airlines Limited, sindacato USB Lavoro Privato.

Sciopero 14 giugno 2026

Firenze: Nella città di Firenze sciopero di 24 ore del personale Autolinee Toscane bacino di Firenze, promosso da OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 18-20 giugno 2026

Genova e Savona: In Liguria sciopero regionale del trasporto merci c/terzi dal 18 al 20 giugno 2026 (72 ore – dalle 00.01 del 18 giugno alle 24.00 del 20 giugno) per fermo servizio nelle aree di Genova città metropolitana, piattaforme logistiche e bacini portuali di Genova e Savona. Sindacati coinvolti: ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO.

Sciopero 19 giugno 2026

Udine: Nella città di Udine sciopero di 24 ore del personale Arriva Udine, indetto da ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 22 giugno 2026

Lecce: Nella città di Lecce sciopero di 3 ore (dalle 09.30 alle 12.30), personale SGM di Lecce, promosso da OST UILT-UIL.

Calabria: In tutta la Calabria sciopero regionale di 4 ore (dalle 11.50 alle 15.50) per personale Ferrovie della Calabria, sindacato FAISA-CISAL.

Sciopero 23 giugno 2026

Napoli: Nella città di Napoli sciopero di 4 ore (dalle 12.45 alle 16.45), personale area ferro ANM di Napoli, sindacato OSR FISI.

Verona: Nella città di Verona sciopero di 8 ore (dalle 09.01 alle 17.00), personale RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud, sindacati ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL.

Sardegna: In Sardegna sciopero regionale di 8 ore (dalle 09.01 alle 17.00), personale equipaggi Trenitalia DOR Sardegna, sindacati ORSA FERROVIE/FAST-CONFSAL.

Sciopero 24 giugno 2026

Torino: Nella città di Torino sciopero di 4 ore (dalle 18.00 alle 22.00), personale viaggiante urbano e suburbano GTT di Torino, sindacati RSU viaggiante urbano e suburbano.

Calabria: In Calabria, sciopero regionale di 4 ore (dalle 12.00 alle 16.00), personale SACAL GH all’aeroporto di Lamezia Terme, sindacato UGL-TA.

Sciopero 26 giugno 2026

Barletta-Andria-Trani: Nella provincia di Barletta-Andria-Trani sciopero di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) per personale soc. Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta. Sindacato: OSP FILT-CGIL.

Piemonte: Nella regione Piemonte sciopero ferroviario regionale di 8 ore (dalle 09.00 alle 16.59) per personale Trenitalia Direzione Customer Operations CSVD Regionale Piemonte, sindacato ORSA FERROVIE.

Lombardia: In Lombardia sciopero provinciale di 24 ore (con varie modalità) del personale del Gruppo ATM di Milano, sindacato CONFIAL TRASPORTI.

Sciopero 27 giugno 2026

Roma: Nella città di Roma sciopero taxi di 24 ore (dalle 00.00 alle 24.00), coinvolti tutti gli addetti al servizio taxi del territorio comunale di Roma Capitale, indetto da UTI, UGL-Taxi, Federtaxi-Cisal, CLAAI, Fast Confsal Taxi, USB-Taxi, Filt-Cgil Taxi, ATLT, Consultaxi, Sul Taxi, Atitaxi, AGCI, Legacoop Lazio.

Sciopero 30 giugno 2026

Puglia: In tutta la Puglia è stato proclamato uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata. Sindacato USB LAVORO PRIVATO.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 08 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Il prezzo dei carburanti lungo le autostrade oggi 13 giugno 2026: benzina, diesel, gpl e metano

Oggi, 13 giugno 2026, proponiamo il quadro aggiornato dei prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane, con un riepilogo chiaro per benzina, gasolio, GPL e metano e un approfondimento su come si forma il costo alla pompa. Le cifre riflettono l’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile e permettono di orientare le scelte di rifornimento, mentre il focus spiega la struttura del prezzo: dalla componente fiscale (accise e Iva) alla componente industriale, che include la materia prima e il margine dell’operatore. In questo modo è possibile capire da cosa dipendono le variazioni quotidiane e quali fattori internazionali e di mercato pesano maggiormente sul conto finale pagato dagli automobilisti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 12-06-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 1.994 €
Gasolio SELF 2.087 €
GPL SERVITO 0.898 €
Metano SERVITO 1.587 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, il prezzo alla pompa nasce dall’incontro tra carichi fiscali e dinamiche di mercato. La componente fiscale è pari al 58% ed è strutturata in imposte indirette: accise a importo fisso per unità e Iva applicata sul valore finale. Questo significa che la parte fiscale non solo è prevalente, ma amplifica gli spostamenti del prezzo perché l’Iva grava anche sulla porzione industriale. Il restante 42% è la componente industriale, che si divide in costo della materia prima e margine lordo. La materia prima vale il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro: un euro più debole rende più costosi gli approvvigionamenti denominati in dollari e può trasmettersi rapidamente ai listini. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, rappresenta lo spazio su cui i diversi operatori possono intervenire per posizionare l’offerta al distributore, tenendo conto della concorrenza locale, dei costi operativi e delle strategie commerciali. In pratica, quando salgono le quotazioni estere o si indebolisce l’euro, la quota della materia prima tende ad aumentare e l’impatto complessivo viene poi “moltiplicato†dalla fiscalità. Viceversa, in fasi di allentamento delle quotazioni o di cambio favorevole, i listini possono alleggerirsi, con gli operatori che modulano il margine per restare competitivi pur preservando la sostenibilità economica della rete.

Per il gasolio, l’equilibrio tra fisco e industria è diverso: la componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale vale il 55%. All’interno di quest’ultima, la materia prima pesa per il 45% del prezzo e il margine lordo per il 10%. Anche qui, la materia prima è guidata dalle quotazioni internazionali e dall’andamento del cambio euro/dollaro: oscillazioni delle cessioni all’ingrosso e variazioni valutarie possono riflettersi con rapidità sui listini, soprattutto in contesti di forte domanda o di tensioni sull’offerta. Il margine del 10% è la leva commerciale a disposizione dell’operatore per aggiustare il prezzo alla pompa, in funzione della concorrenza locale, dei volumi attesi e dei costi di gestione dell’impianto. Poiché nel gasolio la componente industriale è più ampia rispetto alla benzina, i movimenti delle quotazioni possono incidere in modo più evidente sul prezzo finale, pur restando significativa la quota fiscale. In sintesi, nel breve periodo le dinamiche internazionali e il cambio tendono a determinare il livello della materia prima; nel medio periodo, la struttura fiscale e le scelte sul margine definiscono quanto di queste variazioni arrivi effettivamente al consumatore, con differenti intensità a seconda dell’area e della pressione competitiva tra punti vendita.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.905 per la benzina, 2.012 per il diesel, 0.806 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.001
Benzina SELF 1.900
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 1.513

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.021
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.047
Benzina SELF 1.931
GPL SERVITO 0.886
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.030
Benzina SELF 1.918
GPL SERVITO 0.840
Metano SERVITO 1.664

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.995
Benzina SELF 1.911
GPL SERVITO 0.753
Metano SERVITO 1.531

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.002
Benzina SELF 1.896
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.529

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.024
Benzina SELF 1.920
GPL SERVITO 0.781
Metano SERVITO 1.502

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.004
Benzina SELF 1.890
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 1.643

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.012
Benzina SELF 1.898
GPL SERVITO 0.876
Metano SERVITO 1.537

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.003
Benzina SELF 1.886
GPL SERVITO 0.769
Metano SERVITO 1.548

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.987
Benzina SELF 1.883
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.512

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.025
Benzina SELF 1.912
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.489

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.005
Benzina SELF 1.888
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.562

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.012
Benzina SELF 1.914
GPL SERVITO 0.761
Metano SERVITO 1.614

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.028
Benzina SELF 1.908
GPL SERVITO 0.871

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.020
Benzina SELF 1.912
GPL SERVITO 0.823
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.014
Benzina SELF 1.895
GPL SERVITO 0.782
Metano SERVITO 1.600

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.021
Benzina SELF 1.914
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.001
Benzina SELF 1.901
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.523

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.013
Benzina SELF 1.909
GPL SERVITO 0.889

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 13 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.994
Benzina SELF 1.892
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.508

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
FIAT, una gamma per i neopatentati: la prima auto è più accessibile

Prendere la patente? Un traguardo difficile da tagliare, anche oggi, soprattutto oggi, tra i costi delle autoscuole e il miraggio di un’auto nuova. Ma non per questo bisogna smettere di sognare, e infatti FIAT prova a investire la rotta con “La prima Fiat non si scorda maiâ€, un pacchetto confezionato ad hoc per gli Under 30 e i neopatentati.

La gamma si apre ai giovani guidatori

L’iniziativa profuma di fiducia verso le nuove generazioni. Troppo spesso, chi ha conseguito da poco l’ambita licenza di guida si sente “limitato” nella scelta del veicolo a causa di norme restrittive sulla potenza. Per rompere lo schema, la Casa italiana rende l’intera gamma omologata e adatta ai neopatentati. Già, proprio tutta, dalla iconica Pandina alla intramontabile 500, fino alle nuove Grande Panda (entrata persino nelle grazie di Jeremy Clarkson), 600 e Qubo L. Poco importa quale sia il modello o la motorizzazione: il giovane cliente non deve rinunciare al proprio stile o alle proprie esigenze, senza la fastidiosa sensazione di ripiego spesso associata all’acquisto della prima vettura.

Fermandosi alla superficie, verrebbe magari da pensarla una semplice trovata commerciale, ma l’iniziativa merita una maggiore attenzione. Sviluppato in stretta sinergia con Stellantis Financial Services, il piano offre un ecosistema di supporto ai ragazzi e alle ragazze Under 30 che hanno conseguito la patente da tre anni. Se il costo di una nuova vettura è aumentato in maniera considerevole nel giro di pochi anni, qui la barriera d’ingresso scende parecchie grazie a uno sconto speciale, applicabile anche senza la necessità di rottamare o dare in permuta un usato, e un tasso agevolato del 2,99%.

Le condizioni finanziarie vanno incontro a un bacino di giovani guidatori con budget di spesa contenuti. A partire da 99 euro mensili ci si può portare a casa la Pandina Hybrid Pop, che, se paragonata ai costi di gestione quotidiana, suona come una rivoluzione in piena regola, in quanto permette ai ragazzi di muoversi nel traffico urbano evitando di dipendere dai mezzi pubblici o di prosciugare i loro risparmi con il pagamento in un’unica soluzione.

Supporto e serenità per la prima guida

Ma c’è di più. “La prima Fiat non si scorda mai” affianca i giovani automobilisti nel loro percorso di crescita. Grazie alla formula “Fiat Più”, il finanziamento include, oltre al Valore Futuro Garantito, anche pacchetti assicurativi “Furto & Incendio Plus” e il servizio “Service Care Plus”. In particolare, quest’ultimo garantisce la manutenzione ordinaria programmata, e rassicura i conducenti alle prime armi, ancora poco esperti nella gestione dell’officina.

FIAT rafforza la propria presenza sul mercato italiano puntando sulle nuove generazioni. Dopo aver stregato gli adolescenti con la Topolino, il marchio allarga gli orizzonti ai neopatentati sull’intera gamma per dare un boost alle vendite e posizionarsi come partner ideale per la prima esperienza al volante. Proporre un veicolo accessibile e facile nella manutenzione facilita l’indipendenza dei ragazzi, obiettivo che da sempre rende la patente un sogno. Con l’iniziativa, FIAT lega il proprio nome all’inizio di questa esperienza, tendendo la mano ai nuovi guidatori lungo il percorso di vita e mobilità.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 05:30:30 +0000
News n. 17
Stefano De Martino, la nuova auto non passa inosservata: costa una fortuna

Non notare Stefano De Martino per le vie di Milano è praticamente impossibile. Nonostante abbia imparato ad adottare un profilo discreto lontano dalle telecamere, il conduttore dà all’occhio per l’auto scelta nel quotidiano. Ormai volto di punta Rai, l’ex ballerino di Amici ruba l’attenzione al volante della Mercedes Classe G nera sulla quale viene visto salire in un pomeriggio come tanti. Il colosso di metallo tedesco sembra destinato a dominare il traffico cittadino piuttosto che limitarsi alla funzionalità.

Un colosso da città: la scelta anticonformista

Solo il diretto interessato sa cosa lo abbia spinto a scegliere proprio il fuoristrada. Rispetto ai SUV moderni, costruiti attorno a curve morbide, aerodinamica e consumi più contenuti, la vettura predilige un design ancorato al passato, a una filosofia dove gli angoli retti, le superfici piatte e la stazza imponente permettevano di muoversi anche in sentieri accidentati. Nel tempo la Classe G è passata da contesti duri, militari, a simbolo di successo, solido e imponente.

Se osserviamo l’auto di De Martino notiamo subito la configurazione total black. Abbinata a cerchi in lega massicci e a una griglia frontale imponente, la carrozzeria restituisce un look aggressivo, sottoposto alle cure di AMG. Sotto il cofano della G 63 spinge un otto cilindri biturbo da 4.0 litri capace di sviluppare 585 CV e 850 Nm di coppia motrice massima, numeri che ben si addicono a un fuoristrada dalla forte presenza scenica, che occupa lo spazio con una naturalezza prepotente, fino quasi a rappresentare un elemento architettonico urbano.

Da fermo raggiunge i 100 km/h in circa 4,5 secondi, tempo degno di una sportiva non “solo†per un mezzo da off-road indistruttibile. Il prezzo? All’altezza della sua fama: la Mercedes-AMG G 63 parte da oltre 208.000 euro, ma con personalizzazioni e allestimenti speciali può superare quota 250.000 euro.

L’evoluzione di un personaggio

Agli esordi televisivi, De Martino era un ragazzo dinamico e leggero, in costante movimento fisico. Ma oggi lasciata la scuola di Maria De Filippi ed entrato nella fase di maturità, la sua parabola professionale ha preso un’altra direzione e con l’approdo alla conduzione di programmi di punta — ultimo tra tutti il successo di Affari Tuoi, affiancato dall’inossidabile Herbert Ballerina — Stefano ha consolidato un ruolo centrale nel palinsesto televisivo. Il grande pubblico riconosce in lui un volto rassicurante, preparato a gestire le pressioni e i ritmi del preserale con una calma e una consapevolezza nuove.

Eppure, dietro la giacca e il tono di voce misurato, la Classe G testimonia un’altra sfumatura della sua personalità, quella più muscolare, forse più riservata, di sicuro meno influenzata dalle mode passeggere. Con il modello di Stoccarda in tonalità nera sotto mano, la discrezione diventa relativa: prima ancora del motore, sono le proporzioni e i dettagli ricercati a farsi notare.

Come il suo percorso in Rai, da giovane promessa a erede ufficiale di Carlo Conti al Festival di Sanremo, anche la Mercedes Classe G parla di una stabilità conquistata centimetro dopo centimetro, con la consapevolezza che, una volta raggiunto un certo livello, non è più necessario correre per farsi notare: basta semplicemente esserci.

Data articolo: Sat, 13 Jun 2026 05:30:04 +0000
News n. 18
Harrison Ford, l’auto dall’anima avventurosa: stile intramontabile

Harrison Ford è una di quelle figure che appartengono all’immaginario collettivo globale, un volto che, a prescindere dal decennio, è sempre rimasto sinonimo di avventura, carisma e una certa, indistruttibile, graniticità umana. Eppure, dietro la patina dell’icona hollywoodiana, c’è un uomo che ha vissuto la propria passione per la libertà non solo sui set, ma anche nei cieli e sulle strade, in auto.

La resilienza di un eroe

Oltre ai successi hollywoodiani, così importanti da consacrarlo definitivamente sul grande schermo, Harrison Ford ha vissuto anche dei momenti difficili sulla sua pelle, dove la resilienza gli ha consentito di rimettersi sempre in piedi. Impossibile dimenticare quanto accadde nel 2015, quando il suo velivolo Ryan PT-22 precipitò su un campo da golf californiano. Dopo settimane di degenza per le ferite riportate, l’attore non si perse d’animo, ma affrontò il recupero con una rara discrezione, come se i personaggi caparbi portati sul grande schermo facessero parte di lui.

Proprio in quel periodo così turbolento e traumatico le cronache portarono alla luce una passione curiosa al volante: quella per un’auto elettrica, nello specifico la Tesla Model S. Pizzicare l’attore al volante di un mezzo tanto d’avanguardia, un precursore della mobilità a zero emissioni, lasciava intendere quanto fosse di ampie vedute, aperto al cambiamento e alle cause del nuovo millennio.

In termini narrativi, nel 2018 Harrison Ford scese in campo accanto a Jeep. Diretto da James Mangold, girò lo spot Owner’s Manual, dove rifletteva su come la vita, a differenza delle automobili, non venga consegnata con un manuale d’uso. Con la sua voce profonda e inconfondibile, ammise che, pur chiamandosi Ford di cognome, era la Jeep Wrangler 4xe a renderlo felice.

Come ha sottolineato Olivier Francois, CMO di Stellantis, la Casa americana voleva creare qualcosa di autentico, in grado di lasciare traccia dopo il passaggio nell’half-time del Super Bowl, trovando in Harrison Ford il testimonial giusto: un uomo che ha incarnato l’avventura sia davanti alla cinepresa sia nella vita reale.

Indiana Jones – I predatori dell’arca perduta: ritorno alle origini

E parlando di avventura, è impossibile non tornare alle origini, a quel mito che ha consacrato Ford nell’olimpo del cinema. Venerdì 12 giugno, Italia 1 propone in prima serata Indiana Jones – I predatori dell’arca perduta, il capitolo apripista di una saga capace di attraversare le generazioni. Sulla figura magnetica del protagonista, un professore universitario di giorno insegnante archeologia e di sera avversario dei nazisti, non mancano le curiosità.

Ad esempio, in pochi sanno le origini del mito – un castello di sabbia costruito alle Hawaii tra George Lucas e Steven Spielberg – o la tecnica, geniale e spartana, usata dalla produzione per ricreare il suono brutale dei colpi ricevuti dai personaggi: colpire una pila di giacche con una mazza da baseball.

Pizzicato dall’obiettivo durante una delle sue solite giornate o ripreso in contesti più promozionali, Harrison Ford non cambia mai registro. Manuale d’istruzioni in tasca o meno, la sua grinta, a metà tra eroe del cinema e da uomo dalla tempra d’acciaio, gli permette di affrontare qualsiasi ostacolo senza mai girarsi dall’altra parte.

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 19:00:59 +0000
News n. 19
F1, rebus Ferrari nel venerdì di Barcellona: i nuovi update funzionano?

Il Gran Premio di Spagna rappresenta uno snodo cruciale per la Ferrari. Il tracciato del Montmelò, infatti, è storicamente considerato il banco di prova ideale per valutare le reali potenzialità di una monoposto. Considerando la chiara volontà di progressione del team italiano e il corposo pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla SF-26, il fine settimana catalano assume un’importanza strategica vitale per il Cavallino Rampante.

Un approccio non facile da parte della Ferrari

Nelle FP1 del Montmelò, la Ferrari ha introdotto in pista un corposo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici per la SF-26. Le novità tecniche coinvolgono componenti cruciali come il fondo, le pance e il diffusore. In questa sessione inaugurale, Lewis Hamilton è rimasto ai box per cedere il volante al giovane Dino Beganovic. Di conseguenza, il lavoro di raccolta dati e i primi feedback sull’evoluzione della monoposto sono stati affidati a Charles Leclerc.

Il monegasco inizia l’attività con gomme Medium e tanta prudenza, mantenendo basse le mappature di endotermico e ibrido. L’obiettivo era testare la stabilità intrinseca della monoposto. Pur rilevando un’auto abbastanza stabile, Leclerc ha segnalato un comportamento non perfetto in fase di inserimento e nella rotazione. Per mitigare il problema, ha richiesto subito un aumento di carico all’avantreno pari a due click.

Dopo una prova di partenza, Charles ha effettuato un breve stint di due giri per saggiare la validità della modifica. L’anteriore è parso migliore, ma non ancora dotato della precisione richiesta, rendendo necessaria un’ulteriore variazione di due gradi sull’incidenza dell’ala. Contemporaneamente, il team ha condotto test a velocità costante. C’è stato anche il lavoro di adattamento con i nuovi dischi freno Carbon Industries.

Il passaggio alle Soft ha fatto emergere ulteriori criticità legate all’handling globale. L’obiettivo non era la prestazione sul cronometro, ma la ricerca di un bilanciamento che non si è palesato. Le difficoltà di guida hanno imposto correzioni al setup in più occasioni, per migliorare le velocità di percorrenza di alcune curve non all’altezza della situazione.

Negli ultimi minuti delle FP1, la Ferrari torna alle Medium per una breve simulazione di passo gara. Il verdetto ha evidenziato una vettura che soffriva specie nel primo settore, dove la percorrenza a centro curva risultava inefficace. Al contrario, nel terzo settore il bilanciamento era più promettente, sebbene richiedesse un ulteriore step evolutivo in vista delle successive prove libere.

GP Barcellona, resoconto FP2: Ferrari ancora indietro sul bilanciamento 

Nelle FP2, i due piloti della Ferrari scendono subito in pista con le Medium per proseguire lo studio del nuovo pacchetto di aggiornamenti. I primi giri confermano un piccolo passo avanti, con una base di assetto meno difficile da sfruttare. L’equilibrio dell’auto appare più efficace con le Pirelli a banda gialla (Medium), benché l’ottimizzazione resti un obiettivo da centrare.

Il lavoro procede con test specifici: Carlo Santi propone a Hamilton maggiore potenza elettrica in uscita da curva 3 e l’inglese approva agendo sul manettino. Operazione che spiega come il team fosse ancora alla ricerca della configurazione corretta sul sistema ibrido. Dopo la pausa causata da un problema della VCarb, Lewis cerca conferme sul terzo settore, giudicato positivamente dal muretto.

Nonostante l’equilibrio della SF-26 sia migliorato un pelo rispetto alla mattinata, emergono criticità nella gestione delle coperture. Nel primo settore manca grip, probabilmente a causa di pneumatici non ancora nella corretta finestra di utilizzo. Inoltre, curva 12 presenta seri problemi: in fase di trazione, quando si va sul gas, la vettura si scompone vistosamente, inibendo l’accelerazione in uscita.

Poi, quando i ferraristi passano alle Soft, il primo giro lanciato delude, con cronometri lontani dalla vetta. Le difficoltà permangono: Hamilton lamenta la sensazione di un elemento rotto al retrotreno, ipotesi per fortuna smentita dai sensori del muretto, che lo esorta a spingere per un secondo tentativo prima di rientrare. Tuttavia, il suo feeling con la SF-26 non decolla.

La sessione si chiude con le simulazioni passo gara. Charles Leclerc fatica a mantenere l’auto composta malgrado cerchi una guida la più pulita possibile, essendo costretto a diverse correzioni. Scenario che si ripete con Lewis, qualche minuto più tardi, che dopo 4 giri è già costretto a gestire le gomme. Gli update vanno studiati con calma, perché solo in questo modo possono funzionare. Domani nelle FP3 sapremo se le novità Ferrari sono davvero valide o meno.

GP Barcellona, risultati FP2

Pos Pilota Team Tempo / Distacco Giri
1 Lando Norris McLaren 1:15.426 30
2 George Russell Mercedes +0.009s 28
3 Oscar Piastri McLaren +0.057s 24
4 Charles Leclerc Ferrari +0.373s 29
5 Kimi Antonelli Mercedes +0.589s 31
6 Max Verstappen Red Bull Racing +0.895s 33
7 Arvid Lindblad Racing Bulls +0.985s 29
8 Gabriel Bortoleto Audi +1.185s 27
9 Lewis Hamilton Ferrari +1.205s 28
10 Isack Hadjar Red Bull Racing +1.248s 30
11 Nico Hulkenberg Audi +1.508s 31
12 Oliver Bearman Haas F1 Team +1.519s 31
13 Liam Lawson Racing Bulls +1.541s 8
14 Carlos Sainz Williams +1.594s 29
15 Franco Colapinto Alpine +1.625s 30
16 Pierre Gasly Alpine +1.834s 29
17 Esteban Ocon Haas F1 Team +2.112s 29
18 Valtteri Bottas Cadillac +2.799s 6
19 Alexander Albon Williams +3.364s 29
20 Sergio Perez Cadillac +3.835s 34
21 Fernando Alonso Aston Martin +3.860s 21
22 Lance Stroll Aston Martin +4.033s 20

 

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 17:28:15 +0000
News n. 20
Pedaggi truccati sull’A20, scoperta la truffa ai caselli

Avevano studiato il raggiro nei minimi dettagli, convinti di poterla fare franca. Ma l’inchiesta della Procura di Termini Imerese ha smontato il piano: cinque dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) e un operatore di una ditta privata di manutenzione sono stati sospesi cautelarmente dal servizio per le truffe ai danni degli automobilisti in transito sulla A20 Palermo-Messina.

Come funzionava la truffa ai caselli

A quanto pare, i caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono erano ormai diventati teatro di illeciti ricorrenti. Le azioni fraudolente avvenivano nel breve intervallo in cui l’utente consegnava il ticket e il denaro contante: l’esattore evitava di registrare correttamente il transito e, anziché il tagliando originale, inseriva nel sistema un biglietto “civetta” conservato in precedenza, riportante un importo minimo, di solito 90 centesimi. La differenza tra il dovuto effettivo e quanto registrato finiva direttamente nelle tasche del personale.

Per massimizzare il profitto, gli indagati intervenivano attivamente sul traffico: bloccavano le corsie automatiche col semaforo rosso, costringendo gli automobilisti a passare dagli esattori per pagare il pedaggio e permettendo al personale di gestire i contanti manualmente e trattenere la differenza.

Ormai la cronica discrepanza tra il numero di veicoli registrati ai varchi e le somme versate nelle casse del consorzio non poteva più essere attribuibile a una semplice anomalia. Su esposto presentato dallo stesso Cas, le Forze dell’Ordine hanno dato il via agli accertamenti che hanno evidenziato 266 episodi di peculato in soli tre mesi, con guadagni stimati tra i 100 e gli 800 euro per ciascun indagato.

Il provvedimento del magistrato

Il Gip del Tribunale di Termini Imerese, Irina Cirincione, ha disposto per i sei soggetti coinvolti la sospensione temporanea dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di sei mesi. Gli indagati, durante gli interrogatori preventivi, hanno scelto la strada del silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Il provvedimento del magistrato va oltre il singolo episodio, inquadrando il fenomeno come una piaga radicata nel tempo. Il giudice, infatti, non ha dubbi sulla portata sistematica del comportamento rilevato:

“Dalla ricostruzione dei fatti operata emerge chiaramente come le singole condotte descritte rappresentino solo un piccolo segmento di un consolidato modus operandi degli esattori del Cas, la cui perpetuazione in un lungo corso di tempo ha, di certo, consentito l’appropriazione di una notevole somma di denaro”

Gli sviluppi delle indagini segnano un punto di svolta fondamentale nella gestione della rete autostradale. Oltre ai provvedimenti disciplinari e penali, resta lo sconcerto degli utenti, traditi a lungo dagli erogatori del servizio pubblico. Spetterà ora al consorzio rafforzare i controlli nei varchi maggiormente esposti: in ballo c’è la fiducia stessa dei viaggiatori. In quanto all’inchiesta, gli inquirenti stanno incrociando i dati dei transiti passati, in maniera da ricostruire l’esatta entità del danno erariale subito dall’ente. Il silenzio scelto dagli indagati durante le audizioni non ferma il corso della giustizia, che mira a fare piena luce su anni di presunti illeciti.

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 16:01:15 +0000
News n. 21
F1, Toto Wolff su Antonelli insiste: “Amici italiani non fate paragoni, ha solo 19 anniâ€

La conferenza dei team principal del Gran Premio di Spagna ha toccato diversi temi, dai regolamenti 2026 allo sviluppo delle nuove vetture, passando per il caso George Russell a Monaco e la crescita di Kimi Antonelli. I team principal di turno in questa conferenza sono stati Toto Wolff di Mercedes, Mattia Binotto di Audi e Komatsu di Haas. Al centro anche il dibattito sulle collaborazioni tra team e il ruolo del nuovo sistema ADUO pensato per evitare grandi disparità prestazionali tra i costruttori di power unit.

Il caso Monaco resta aperto per Mercedes

Dopo la conferma della revoca di penalità a Gasly, il Gran Premio di Monaco torna al centro delle discussioni. Toto Wolff ha definito la situazione “molto sfortunata” e ha confermato che Mercedes sta ancora valutando le implicazioni regolamentari e legali degli episodi verificatisi nel Principato.

Secondo il team principal della scuderia di Brackley, una gestione diversa delle penalità avrebbe potuto modificare in modo significativo il risultato finale di George Russell e, di conseguenza, anche la sua posizione in campionato.

Wolff frena l’entusiasmo su Antonelli

Ovviamente non si poteva che parlare di Kimi Antonelli, leader del mondiale e fresco di vittoria anche a Monaco. E qui, Wolff ha invitato tutti alla prudenza:

“L’anno scorso era un diciottenne gettato in questo mostro chiamato Formula 1, sotto la lente d’ingrandimento di tutti in un team capace di vincere gare. Le pressioni sono enormi. All’inizio sembrava un giovane accecato dai fari che scopriva cosa fosse tutto questo. Ora è totalmente diverso, sa come funziona il sistema e cosa gli serve per performare al meglio. Cerchiamo di schermarlo dalle attività di media e marketing per proteggerlo. Chiedo ai nostri amici italiani di non fare paragoni con Senna o ‘Il Fenomeno’. Ha vinto cinque gare di fila, il che è incredibile, ma ha solo 19 anni. Vedremo momenti di brillantezza e momenti in cui ci strapperemo i capelli per i suoi errori.”

ADUO sì, Balance of Performance no

I regolamenti 2026 continuano a essere un tema centrale per tutti i costruttori. Binotto ha spiegato il funzionamento dell’ADUO (Assessment of Engine Power), il sistema che consentirà alla FIA di intervenire qualora emergano differenze eccessive nelle prestazioni dei motori termici.

Secondo il responsabile Audi, il meccanismo ADUO si basa su dati oggettivi raccolti dai sensori e non su valutazioni politiche. Allo stesso tempo ha suggerito che in futuro potrebbero essere esplorate formule differenti per favorire la convergenza prestazionale.

Molto più netto Toto Wolff. Il manager Mercedes ha ricordato che il sistema nasce per evitare il ripetersi di situazioni come quella del 2014, ma ha messo in guardia contro qualsiasi deriva verso una vera Balance of Performance. Per Wolff, modelli simili hanno già creato tensioni e controversie in altre categorie e non dovrebbero diventare parte integrante della Formula 1.

Collaborazioni tra team, il dibattito resta aperto

L’ultimo argomento affrontato riguarda il rapporto tra team principali e squadre partner, come ad esempio la Haas o la Racing Bulls.

Komatsu, ovviamente, ha difeso il modello Haas-Ferrari, ricordando come senza quel supporto il progetto americano non sarebbe probabilmente mai nato.

Wolff ha riconosciuto la validità di questa impostazione (Mercedes fornisce power unit, ma non ha squadre satellite) ma ha evidenziato la necessità di regole sempre più chiare sui limiti della collaborazione, soprattutto quando entrano in gioco scambi di personale, condivisione di conoscenze e strutture proprietarie collegate.

Una posizione in parte condivisa anche da Binotto, secondo cui FIA e Formula 1 hanno già introdotto numerose misure per proteggere la proprietà intellettuale dei team e potranno intervenire ulteriormente qualora emergessero nuove aree grigie. Un regolamento che lui conosce bene, visto il suo passato in Sauber, per anni squadra satellite della Ferrari.

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 15:35:59 +0000
News n. 22
Pirelli, oltre 500 Gp di “Emozioni†in Formula 1 e rinnova fino al 2028

Il weekend del Gran Premio di Barcellona si è aperto con il nome di Pirelli. Solo ieri è stato annunciato che il marchio italiano continuerà a essere il fornitore esclusivo di pneumatici della Formula 1 fino al termine della stagione 2028. Oggi, invece, parterre de roi, per la presentazione del libro “Emozioni. I 500 Gp di Pirelli nel Campionato del Mondo di Formula 1â€, il volume realizzato dalla Fondazione Pirelli per raccontare oltre settant’anni di presenza nel Circus.

Alla presentazione hanno partecipato il vicepresidente esecutivo di Pirelli Marco Tronchetti Provera, il presidente e CEO della Formula 1 Stefano Domenicali, Jean Todt ex Team Principal Ferrari e l’ex pilota Nick Heidfeld, protagonista dei test che prepararono il ritorno di Pirelli in Formula 1 nel 2011.

Un libro che racconta la Formula 1 attraverso le sue gomme

Il libro attraverso fotografie, documenti e testimonianze segue l’evoluzione della Formula 1 vista da uno dei suoi protagonisti meno appariscenti ma più determinanti: il pneumatico.

I 500 Gran Premi celebrati da Pirelli sono il risultato di un lavoro iniziato negli anni Cinquanta, interrotto e poi ripreso nel 2011, quando l’azienda italiana è tornata come fornitore unico del campionato.

Per Tronchetti Provera il significato di questo traguardo sta soprattutto nella continuità. Innovazione, sicurezza e prestazioni sono stati gli elementi che hanno accompagnato ogni fase della presenza di Pirelli nel motorsport, con l’obiettivo di rendere le gare più competitive senza perdere di vista l’affidabilità.

Nel corso della presentazione il manager ha definito la Formula 1 un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Ogni weekend di gara mette sotto pressione prodotti, materiali e persone, obbligando a trovare soluzioni immediate quando emerge un problema. Un approccio che poi si riflette sull’intera attività di ricerca e sviluppo dell’azienda, allo stesso modo di come accade per i fornitori delle power unit.

Domenicali e Todt, il racconto di una partnership lunga quindici anni

Microfono a Stefano Domenicali che ha ricordato quanto il ruolo degli pneumatici sia centrale nella Formula 1 moderna. In uno sport in cui si misurano differenze di pochi millesimi di secondo, l’unico punto di contatto tra la monoposto e l’asfalto resta la gomma.

 

 

Per il CEO della Formula 1 il percorso costruito insieme a Pirelli dal 2011 a oggi ha accompagnato una delle fasi di maggiore crescita del campionato. Un rapporto che negli anni ha dovuto affrontare sfide molto diverse, dalle prestazioni sul bagnato alla ricerca del giusto equilibrio tra durata e degrado degli pneumatici, un tema che continua ancora oggi a dividere piloti, squadre e organizzatori.

 

 

Jean Todt è tornato invece agli anni del rientro di Pirelli in Formula 1. L’ex presidente FIA ha ricordato come la decisione di diventare fornitore unico sia stata una scelta particolarmente coraggiosa, soprattutto considerando il livello tecnologico raggiunto dai produttori che avevano lasciato il campionato pochi anni prima. Todt ha anche sottolineato un aspetto spesso trascurato: delle gomme si parla quasi sempre quando qualcosa va storto. Eppure, la gestione di un campionato mondiale richiede una macchina organizzativa enorme, capace di garantire la stessa qualità e affidabilità a tutte le squadre presenti in griglia. Basti pensare l’impatto che possono avere le gomme nelle prime fasi di gara.

 

 

A raccontare il lavoro svolto dietro le quinte è stato, invece, Nick Heidfeld. Il tedesco, che guidò la Toyota utilizzata per lo sviluppo delle gomme nel 2010, ha ricordato numeri impressionanti: 85 pneumatici differenti, 50 mescole, 355 costruzioni e oltre 10.000 chilometri percorsi tra Barcellona, Monza e Paul Ricard prima dell’esordio ufficiale nel campionato.

Formula 1 e Pirelli avanti insieme fino al 2028

Il tema del futuro ha inevitabilmente accompagnato tutta la presentazione. La conferma dell’accordo fino al 2028 permette, infatti, a Pirelli di proseguire un percorso iniziato nel 2011 e destinato a superare i vent’anni di collaborazione continuativa.

Tronchetti Provera ha interpretato il rinnovo come una conferma del lavoro svolto. “Quando ci chiedono di restare, restiamo”, ha detto sorridendo, ricordando come il giudizio più importante rimanga quello dei piloti. Se chi guida è soddisfatto del prodotto, significa che il lavoro svolto dagli ingegneri e dal personale Pirelli sta andando nella direzione giusta.

Visualizza questo post su Instagram

Così come Domenicali ha ribadito l’importanza della continuità. Con l’arrivo dei nuovi regolamenti tecnici, il ruolo degli pneumatici è ancora più centrale e richiederà uno sviluppo costante per rispondere alle esigenze delle monoposto del presente e del futuro.

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 13:16:38 +0000
News n. 23
Mondiali 2026, la nazionale di Curaçao si muove con un vecchio scuolabus

La prima volta non si scorda mai. E questo la piccola isola di Curaçao lo sta scoprendo sulla propria pelle, quando ormai distano soltanto pochi giorni dal suo esordio ai Mondiali 2026, come il Paese più piccolo mai qualificato alla rassegna iridata, sia per popolazione sia per superficie. Prima ancora di scendere in campo, la selezione ha già conquistato le simpatie generali con un’immagine fuori tempo massimo: i giocatori a bordo di un vecchio scuolabus blu che cantano a squarciagola in una scena degna di una gita scolastica.

Un viaggio lontano dagli schemi

Accompagnati dalla musica, naturalmente a tutto volume, i ragazzi pensano ad assaporare il momento, senza il peso della grande potenza né la corazza delle federazioni abituate ai riflettori, ma con una leggerezza quasi sfacciata. Invece di nascondersi, la nazionale sceglie di mostrarsi semplice, festaiola, consapevole di essere andata oltre le previsioni.

Le immagini hanno fatto il giro dei social e dei media internazionali perché stonano con l’immaginario del calcio moderno. Delle comunicazioni filtrate qui non c’è nemmeno l’ombra, figuriamoci i vezzi da divi: il veicolo, aperto e rumoroso, manca persino dei finestrini, dettaglio che rende l’istantanea ancora più lontana dall’immagine patinata delle selezioni più blasonate.

Mentre i campioni principali attesi alla manifestazione, da Kylian Mbappé a Erling Haaland, devono farsi carico sulle loro spalle delle aspettative dei tifosi, gli uomini di Dick Advocaat possono lasciare ampio sfogo all’immaginazione. Cantano, ridono, si sporgono, si godono il viaggio. E in quel viaggio c’è già una piccola dichiarazione di identità.

Il debutto iridato

La qualificazione al Mondiale ha preso in controtempo la stessa Curaçao, al primo ingresso reale dentro il grande palcoscenico. Sotto la guida del commissario tecnico, una figura di enorme esperienza e volto conosciutissimo nel panorama europeo, l’isola caraibica vorrà lasciare una buona impressione in un girone molto complicato, dove la Germania parte nettamente favorita. Proprio contro l’undici di Julian Nagelsmann avverrà il battesimo di fuoco domenica 14 giugno alle ore 19 italiane: alla vigilia non sembrano esserci speranze per un miracolo, ma l’assenza di pressioni potrà consentire agli Azules di esprimersi in totale scioltezza, a cuor leggero.

Già bucare la rete dell’intramontabile Manuel Neuer riempirebbe di orgoglio la gente di Curaçao, che non vede più l’ora di capire come i suoi portacolori si comporteranno sul rettangolo verde. E anche se il gol non arrivasse subito, il calendario offrirà altre due occasioni di togliersi questa soddisfazione, nelle partite con Ecuador e Costa d’Avorio. È una sfida che va ben oltre i tre punti in palio: è il trionfo della spensieratezza sull’ossessione per il risultato.

Libera dalle gerarchie e dalle rigidità dei professionisti, la nazionale caraibica irrompe con la forza di un gruppo in grado di preservare intatto l’entusiasmo di un bambino. Il match contro i campioni tedeschi sarà Davide contro Golia, ma poco importa: mentre le grandi stelle sono prigioniere dei loro contratti e dei loro obiettivi, Curaçao ha già dimostrato quanto il calcio possa talvolta ancora essere un sogno condiviso. E loro, quel sogno, lo stanno vivendo a pieni polmoni.

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 12:55:24 +0000
News n. 24
Le migliori moto naked del 2026 sotto i 7.500 euro, la top 5 da tenere d’occhio

Il panorama delle naked continua a essere uno dei più variegati del mercato a due ruote. Anche in vista del 2026 non mancano novità, aggiornamenti e proposte arrivate di recente, pensate per esigenze differenti: da chi è alla prima esperienza a chi macina chilometri ogni giorno, fino a chi cerca un modello intuitivo ma comunque divertente.

E per chi non ha un budget elevato e guarda soprattutto al prezzo? La scelta non manca nemmeno nella fascia più accessibile. Ecco una selezione di cinque moto tra le più interessanti presentate negli ultimi mesi e disponibili a meno di 7.500 euro.

Hero Hunk 440, un affare da non perdere

Hero Hunk 440 rientra tra i modelli più rappresentativi dell’arrivo in Italia di Hero MotoCorp, marchio indiano ancora poco conosciuto dal grande pubblico europeo ma secondo produttore di moto a livello mondiale. Il modello, accessibile anche per chi è in possesso di patente A2, è equipaggiato con un motore monocilindrico da 440 cm³ raffreddato ad aria e olio, con una potenza di 27 CV a 6.000 giri/min e coppia di 36 Nm a 4.000 giri/min.

La trasmissione è affidata a un cambio a sei rapporti. Il telaio è in acciaio e la ciclistica prevede una forcella Kayaba a steli rovesciati, doppi ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico, disco anteriore da 320 mm e disco posteriore da 240 mm con ABS a doppio canale.

Hero Hunk 440, naked economica A2 da 27 CV e 440 cc
Ufficio Stampa EICMA
Hero Hunk 440 è stata presentata in occasione di EICMA 2025 ed è disponibile in due colorazioni

La dotazione comprende fari full LED, strumentazione TFT con connettività smartphone e navigazione turn-by-turn. Già disponibile dallo scorso novembre nel nostro mercato, può essere acquistata nelle colorazioni Twilight Blue e Phantom Black a un prezzo di 3.990 euro.

Fantic Stealth 500, tra leggerezza e sportività

Fantic Stealth 500 è una delle naked più interessanti nella fascia sotto i 7.500 euro. Il modello, utilizzabile anche con patente A2, è stato presentato a EICMA 2024 insieme alla versione 125 e rappresenta il rilancio della Casa italiana dopo un periodo di crisi. Il peso dichiarato è di 147 kg a secco, dato che la colloca tra le più leggere della categoria.

Il motore è il monocilindrico MM460 da 463 cc, raffreddato a liquido, omologato Euro 5+ e sviluppato con Motori Minarelli. La gestione prevede distribuzione DOHC a quattro valvole, iniezione elettronica con corpo farfallato Ride-by-Wire da 46 mm, frizione multidisco antisaltellamento e cambio a sei rapporti. La dotazione elettronica comprende quattro Riding Modes, Street, Rain, Track e Custom, che intervengono su Traction Control, ABS Cornering e mappatura motore.

Fantic Stealth 500, la moto 500 naked più leggera sul mercato
Ufficio Stampa Fantic
Fantic Stealth 500 è arrivata a gennaio 2026, dopo essere stata presentata a EICMA 2024

La ciclistica si basa su un telaio misto in acciaio e alluminio, con forcellone in alluminio e telaietto posteriore smontabile. Sono presenti forcella USD da 41 mm, monoammortizzatore regolabile nel precarico, pneumatici Pirelli Diablo Rosso IV e freni con disco anteriore da 320 mm e posteriore da 230 mm. Fantic Stealth 500 è disponibile da 6.490 euro nelle versioni Rosso e Giallo, da 6.590 euro nella colorazione Acid Green e da 6.640 euro in quella Racing White.

Kawasaki Z650 S, più comfort e dotazioni

Kawasaki ha aggiornato di recente Z650 S, intervenendo su ergonomia, design e tecnologia. Il modello mantiene il bicilindrico parallelo da 649 cm³, configurazione già nota sulla famiglia Z, e introduce una posizione di guida rivista grazie al nuovo manubrio fat-type, alle pedane riposizionate e alle selle ridisegnate. Quella del pilota ha una superficie più ampia e 15 mm di imbottitura in più, mentre quella del passeggero cresce in larghezza e spessore.

La dotazione comprende un nuovo display TFT a colori da 4,3 pollici con luminosità automatica e compatibilità con Rideology the App, che consente il collegamento dello smartphone, la gestione di alcune informazioni di bordo e la visualizzazione delle notifiche. Sul fronte della sicurezza è presente il controllo di trazione KTRC, affiancato da frizione assistita e antisaltellamento. Tra gli optional figura anche il quick shifter.

Kawasaki Z650 S, naked bicilindrica con TFT e KTRC
Ufficio Stampa Kawasaki
Kwasaki Z650 S è stata presentata al pubblico in occasione di EICMA 2025

La ciclistica si basa su un telaio a traliccio in acciaio, mentre l’impianto frenante prevede due dischi anteriori da 300 mm e un disco posteriore da 220 mm, con ABS Continental. Kawasaki Z650 S è proposta in tre combinazioni cromatiche. Il prezzo base è fissato a 7.390 euro.

Morbidelli F352, design moderno a un prezzo contenuto

Morbidelli F352 è arrivata sul mercato italiano a settembre dello scorso anno e punta principalmente sui giovani, rientrando anche nei limiti della patente A2. Il modello monta un bicilindrico parallelo da 349,2 cm³ raffreddato a liquido, con distribuzione DOHC a 8 valvole. La potenza dichiarata è di 41,5 CV a 11.000 giri/min, mentre la coppia raggiunge 31,5 Nm a 8.500 giri/min.

Uno degli elementi tecnici più rilevanti è il telaio perimetrale in alluminio. La ciclistica comprende forcella a steli rovesciati da 41 mm, monoammortizzatore con leveraggi progressivi regolabile nel precarico, cerchi in lega da 17 pollici e pneumatici Maxxis. L’impianto frenante prevede un disco anteriore flottante da 300 mm con pinza a 4 pistoncini e un disco posteriore da 240 mm, con ABS Bosch a doppio canale. Il peso dichiarato è di 175 kg in ordine di marcia.

Morbidelli F352, naked A2 con bicilindrico da 41,5 CV
Ufficio Stampa Morbidelli
Morbidelli F352 si propone come un modello accessibile ai giovani

La dotazione elettronica include tre modalità di guida: Standard, Sport ed Expert. La prima mantiene attivi ABS e controllo di trazione su entrambe le ruote, la seconda disattiva il TCS, mentre la terza esclude anche l’ABS posteriore. La strumentazione è affidata a un display TFT a colori da 5 pollici con mirroring smartphone e sistema Morbidelli Connect. È disponibile nelle colorazioni Track Blue, Nero Vulcano e Bianco Heritage, con prezzo di listino di 5.190 euro.

Aprilia Tuono 457, tanta tecnologia e divertimento

Aprilia Tuono 457 è già disponibile dallo scorso anno, ma resta una proposta attuale nella fascia sotto i 7.500 euro. Il modello nasce sulla base della RS 457 e porta nella gamma di Noale una naked pensata per l’uso quotidiano, ma con una chiara impostazione sportiva. Il motore è un bicilindrico parallelo frontemarcia da 457 cc, raffreddato a liquido, con distribuzione a doppio albero a camme e quattro valvole per cilindro. La potenza massima è di 35 kW, pari a 47,6 CV, il limite previsto per la patente A2, mentre la coppia dichiarata è di 43,5 Nm.

Il peso è di 159 kg a secco e il telaio è in alluminio a doppia trave, soluzione che contribuisce a contenere le masse e a definire il comportamento dinamico del modello. L’impianto frenante utilizza pinze ByBre ed è assistito da ABS Bosch a due canali con doppia mappa di utilizzo. I cerchi da 17 pollici montano pneumatici nelle misure 110/70 all’anteriore e 150/60 al posteriore.

Aprilia Tuono 457, naked A2 con bicilindrico da 47,6 CV
Ufficio Stampa Gruppo Piaggio
Aprilia Tuono 457 prevede di serie una strumentazione TFT a colori da 5 pollici

La dotazione comprende acceleratore Ride by Wire, tre Riding Mode, Eco, Sport e Rain, e controllo di trazione ATC regolabile. Di serie è prevista anche la strumentazione TFT a colori da 5 pollici, mentre tra gli accessori figura il sistema Aprilia MIA per la connessione dello smartphone. Aprilia Tuono 457, con grafiche Piranha Red e Puma Gray, è proposta a 6.599 euro.

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 12:35:40 +0000
News n. 25
Spazzole tergicristallo usurate, come procedere per la sostituzione

Il tergicristallo emette un fastidioso rumore a ogni passaggio?  Il parabrezza non si pulisce più completamente o si formano delle striature che compromettono la visibilità e mettono a repentaglio la sicurezza? Potrebbe essere arrivato il momento di sostituire le spazzole e di ripristinare la perfetta pulizia dei vetri dell’auto.

Quando e perché sostituire le spazzole tergicristallo

Generalmente, le spazzole tergicristallo andrebbero sostituite almeno una volta all’anno ma la frequenza può essere influenzata da diversi fattori: molto dipende, infatti, da quanto spesso si azionano i tergicristalli, dalle condizioni atmosferiche in cui si utilizza l’auto e da altri elementi, come ad esempio, se la vettura staziona spesso all’aperto oppure viene rimessa in un garage o sotto una tettoia.

Nel caso in cui si dovesse sostituire completamente il parabrezza, perché scheggiato, allora è generalmente consigliabile cambiare anche le spazzole, soprattutto se presentano segni di usura, per evitare che possano graffiare il vetro appena installato.

Avere le spazzole sempre in perfette condizioni è inoltre di fondamentale importanza per avere la massima visibilità e una guida sicura.

Il loro funzionamento ottimale ha infatti conseguenze per:

  • la sicurezza stradale, con un vetro sporco e in particolari condizioni atmosferiche la visibilità può essere compromessa e, di conseguenza, possono aumentare i tempi di reazione del conducente con il rischio di guidare in maniera pericolosa;
  • il rispetto del Codice della Strada che stabilisce che tutti i dispositivi di sicurezza dell’auto, compresi i tergicristalli, siano sempre efficienti e che prevede, in caso contrario, sanzioni amministrative;
  • la protezione del parabrezza, con spazzole perfettamente funzionanti che riducono il rischio di graffiare la superficie del vetro e di comprometterne le condizioni generali.

I segnali di usura

Ma come riconoscere lo stato di usura della spazzola? Quali sono i segnali da non trascurare che indicano la necessità di effettuare la sostituzione con urgenza?

Come componente esterno della vettura, la spazzola tergicristallo è sottoposta a numerose sollecitazioni: gli agenti atmosferici (pioggia, neve e gelo), gli elementi ambientali (insetti, foglie, sabbia, resine degli alberi), le vibrazioni e l’usura dovute al movimento meccanico, necessario per ripulire il parabrezza.

Quando compaiono uno o più di questi segnali, è proprio arrivato il momento di effettuare il cambio:

  • la presenza di zone non pulite, dovute ad una deformazione della spazzola o del tergicristallo che non aderisce più bene al vetro;
  • striature, risultato di una gomma ormai usurata e danneggiata;
  • pezzetti di gomma durante il passaggio, che indicano una gomma ormai indurita e rotta in alcuni punti;
  • i rumori e i cigolii, udibili quando viene azionato il tergicristallo;
  • il movimento irregolare o saltellante, segnale di una grave compromissione del funzionamento del tergicristallo.

In questi casi occorre procedere quanto prima a un controllo visivo e funzionale, per verificare anche eventuali problemi al motore del tergicristallo o alla pompa lavavetri che eroga il liquido per la pulizia.

Le caratteristiche e i tipi di spazzole

La spazzola tergicristallo è composta da due elementi distinti: la parte in gomma, detta anche lama, che si appoggia sul vetro e pulisce il parabrezza, il telaio, struttura in metallo o plastica, che sorregge la gomma e che può essere classico oppure piatto, detto anche flat. Quest’ultimo è quello maggiormente diffuso e offre ottime prestazioni, grazie alla maggiore aerodinamicità e alla uniformità nella distribuzione della pressione esercitata sul vetro.

Per il cambio delle spazzole, occorre considerare diversi elementi per la scelta del modello adatto: il tipo di attacco, le misure del tergicristallo e la posizione del tergicristallo (se anteriore o posteriore). Bisogna inoltre capire se è da cambiare solo la gomma oppure se occorre sostituire l’intero braccetto del tergicristallo.

Le informazioni dettagliate sul tipo di modello presente sulla propria automobile si possono trovare sul manuale d’uso del veicolo, con l’indicazione delle dimensioni adatte. Volendo, si possono anche consultare alcuni siti specializzati in ricambi per auto che consentono di inserire il modello della vettura per trovare il componente giusto per la sostituzione.

Sembra un’informazione poco importante ma, in realtà, si tratta di un dato fondamentale: se la misura non risultasse corretta, la spazzola potrebbe non essere compatibile e, di conseguenza, non potrebbe essere montata.

I diversi modelli

I modelli più utilizzati e presenti in commercio sono suddivisi in tre categorie:

  • le spazzole standard, che presentano degli archetti di sostegno per la gomma;
  • le spazzole piatte (o flat) che non presentano gli archetti di sostegno e hanno un design più compatto;
  • le spazzole ibride che combinano le caratteristiche dei modelli precedenti.

Inoltre, le spazzole possono differire anche nel materiale di realizzazione che può essere, generalmente, gomma oppure silicone. A seconda di questo elemento, le spazzole avranno caratteristiche diverse in termini di prestazioni, flessibilità e durata, oltre a presentare anche una leggera differenza di costo.

Come effettuare la sostituzione

La sostituzione delle spazzole può essere effettuata in maniera semplice e in autonomia, seguendo alcuni facili passaggi ma, in caso di difficoltà, ci si può sempre rivolgere a un’autofficina per un lavoro professionale.

Non sono necessari attrezzi particolari per l’operazione ma, per comodità, può essere utile indossare un paio di guanti in gomma per avere una presa più sicura.

Questi i passaggi per effettuare l’intervento:

  • sollevare i braccetti del tergicristallo in posizione verticale;
  • trovare il punto o il meccanismo di attacco della spazzola e premere o sganciare per effettuare la rimozione del vecchio componente;
  • far scorrere la nuova spazzola sul braccetto, spingendo delicatamente e, nel caso, compiendo una leggera rotazione, seguendo le indicazioni previste dal sistema di aggancio (solitamente confermato con il rumore di uno scatto);
  • successivamente, azionare i tergicristalli per verificare il normale funzionamento, controllando la presenza di eventuali rumori o vibrazioni.

La sostituzione della spazzola tergilunotto

Anche il corretto funzionamento del tergilunotto posteriore è molto importante per una guida sicura, la sua manutenzione non va assolutamente trascurata. Prima di procedere alla sostituzione, bisogna verificare la tipologia di spazzola presente: se è intercambiabile oppure se richiede la sostituzione dell’intero braccetto del tergilunotto.

Se il modello è intercambiabile, si procede seguendo gli stessi passaggi elencati per il tergicristallo anteriore, verificando sempre di aver effettuato l’aggancio in modo corretto. Se invece è necessaria una sostituzione completa, bisogna svitare l’intero braccetto, montare il modello compatibile e riavvitarlo saldamente al supporto, assicurandosi che sia stabile.

Il costo della sostituzione

Il costo della sostituzione delle spazzole tergicristallo dipende dal modello specifico che verrà installato sulla propria auto e se si ricorre all’aiuto di un’autofficina per l’intervento. Per una sostituzione perfetta, con un ricambio che garantisca lunga durata e ottime prestazioni, meglio scegliere marchi affidabili che possono offrire, inoltre, una vasta gamma di prodotti.

Indicativamente, il costo delle spazzole tergicristallo può partire da circa 10-15 euro per i prodotti più economici e superare gli 80-100 euro per le soluzioni di fascia alta.

Consigli utili per la manutenzione

Infine, alcuni consigli pratici per prolungare la durata delle spazzole tergicristallo:

  • effettuare un monitoraggio e una pulizia regolare dei tergicristalli e del parabrezza, specialmente in vista dell’arrivo della stagione autunnale, se si viaggia spesso e prima di affrontare lunghi tragitti;
  • utilizzare i tergicristalli in modo adeguato, non azionandoli in presenza di ghiaccio sul vetro, procedendo con lo sbrinamento;
  • evitare di azionare il tergicristallo per rimuovere piccoli rami che potrebbero graffiare il vetro e preferire la loro rimozione manuale;
  • evitare di utilizzare prodotti non specifici o molto aggressivi per la pulizia dell’auto;
  • se possibile, proteggere e mettere al riparo l’auto dagli agenti atmosferici e ambientali.

Con una manutenzione semplice e costante, le spazzole tergicristallo manterranno buone prestazioni e saranno sempre pronte a garantire una visibilità ottimale.

Data articolo: Fri, 12 Jun 2026 12:00:06 +0000


Tutte le notizie di tutti gli sport escluso il calcio

News generaliste che accomunano sport diversi