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News passione per motori da virgilio.it

News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 29 marzo 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane è segnata da alcune chiusure importanti per lavori, come il tratto chiuso sull’autostrada A7 Milano-Genova tra Genova Bolzaneto e il bivio A7/A12 e un altro sulla A13 tra Ferrara Nord e Ferrara Sud. Inoltre, si segnala una coda di 1 km sulla A1 tra Calenzano e il bivio A1-Variante per un veicolo in avaria, oltre a disservizi nelle aree di servizio con chiusura di servizi di ristorazione e igienici in diverse zone.

A1 Milano-Napoli



21:18 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Coda di 1 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
La coda si estende per 4 km dal chilometro 270.0 al 274.0.



21:05 – Area di servizio San Pietro
Servizi di ristorazione non disponibili fino alle 06:00 del 30/3/2026
Direzione Tangenziale



21:05 – Area di servizio San Pietro
Servizi igienici non disponibili fino alle 06:00 del 30/3/2026
Direzione Tangenziale

A7 Milano-Genova



22:02 – Genova Bolzaneto e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
Tratto chiuso per lavori fino alle 06:00 del 30/3/2026
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Ovest. La lunghezza del tratto chiuso è di 2.9 km dal chilometro 128.7 al 125.8.

A13 Bologna-Padova



22:02 – Ferrara Nord e Ferrara Sud
Tratto chiuso per lavori fino alle 05:00 del 30/3/2026
Direzione Bologna
Entrata consigliata verso Bologna: Ferrara Sud. Uscita consigliata provenendo da Padova: Ferrara Nord. La lunghezza del tratto chiuso è di 8.2 km dal chilometro 33.7 al 41.9.

A14 Bologna-Taranto



21:58 – Area di servizio Le Saline est
Servizi di ristorazione non disponibili
Direzione Pescara

A16 Napoli-Canosa



21:46 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi di ristorazione non disponibili fino alle 05:00 del 30/3/2026
Direzione Canosa



21:46 – Area di servizio Vesuvio sud
Servizi igienici non disponibili fino alle 05:00 del 30/3/2026
Direzione Canosa

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 20:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Jiri Lehecka, un’ammiraglia da 5 metri per il tennista: quanto vale

In quel di Miami, c’è un avversario che non ha nessuna intenzione di stendere il tappeto rosso al grande Jannik Sinner. Parliamo di Jiri Lehecka, un tennista che fa della concretezza la sua arma migliore, tanto quando scende in campo quanto quando deve salire in auto. Lontano dalle luci dei riflettori dei SUV appariscenti o delle supercar da copertina, il giovane talento ceco ha optato per un mezzo affine in tutto e per tutto al proprio stile.

Quanto vale l’ammiraglia di oltre 5 metri

La compagna di viaggio di Lehecka è la BMW Serie 5 del 2023. Piuttosto che inseguire le mode passeggere, la generazione G60, veloce e autoritaria, si propone come uno strumento di lavoro. Presentata a metà del 2023 e prodotta nello storico stabilimento di Dingolfing, in Germania, la berlina basata sulla piattaforma CLAR ha mescolato le carte. Sotto lo stesso vestito convivono motorizzazioni diesel e benzina mild-hybrid, ibride plug-in e persino la variante 100% elettrica denominata i5.

Dal punto di vista delle dimensioni, la G60 ha fatto un salto in avanti notevole. Lunga oltre 5 metri (5.060 mm per l’esattezza), larga quasi due e con un passo di quasi tre, raggiunge dimensioni fino a qualche anno fa riservate alla sorella maggiore, l’ammiraglia Serie 7. Il bagagliaio da 520 litri può accogliere con facilità le ingombranti borse da gioco di un atleta Atp.

In Europa il modello tedesco conta i collaudatissimi quattro cilindri 2.0 con sistema a 48V: il benzina 520i da 208 CV e l’infaticabile diesel 520d da 197 CV, quest’ultimo capace di percorrere oltre 1.100 km con un pieno. Gli amanti del brivido avranno di che dirsi soddisfatti delle versioni plug-in fino a 490 CV, mentre l’elettrica i5 M60 tocca l’impressionante picco di 601 CV.

All’interno il monumentale Curved Display permette di ridurre al minimo i tasti fisici. Attraverso la piattaforma AirConsole, le pause di ricarica diventano un momento di svago, merito di un ecosistema digitale evoluto con cui far partire i videogiochi direttamente sul display centrale dell’auto. L’accesso alla gamma dell’usato aziendale o seminuovo parte in media da circa 43.000 euro per i modelli a benzina, arrivando a sfiorare i 95.000 euro nel caso delle più potenti versioni elettriche sportive.

Miami: la finale contro Sinner

Svestiti i panni dell’automobilista, il forte tennista dell’Est Europa è pronto per l’appuntamento più importante della stagione sul cemento della Florida. All’Hard Rock Stadium di Miami Gardens va in scena una finale dell’Atp Masters 1000 impossibile da pronosticare: da un lato l’arrivo di Jannik Sinner all’atto conclusivo è una tappa quasi naturale – l’azzurro è arrivato all’incredibile striscia di 31 set vinti consecutivamente sul cemento -, dall’altro il cammino di Lehecka, che coglie fan e addetti ai lavori impreparati.

Il ceco ha avuto il merito di capitalizzare il varco lasciato aperto nel tabellone dall’uscita precoce di Carlos Alcaraz, regolando avversari del calibro di Kouamè, Quinn, Fritz, la rivelazione spagnola Landaluce e infine il francese Fils in semifinale. Sinner, dal canto suo, ha superato Dzumhur, Moutet, Michelsen, Tiafoe e Zverev. La sfida di Miami si preannuncia come una montagna durissima da scalare: i precedenti nel circuito maggiore dicono 4-0 a favore dell’altoatesino, che ha battuto il ceco a Indian Wells e Pechino nel 2024 e più recentemente al Roland Garros. Ma Jiri Lehecka non vuole fermare la sua solida marcia proprio sul più bello.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 18:37:38 +0000
News n. 3
Che auto guida Gianni Morandi, miti d’altri tempi per l’eterno ragazzo

Se esiste un segreto per fermare il tempo, Gianni Morandi lo conosce di certo e, chissà, potrebbe nascondersi tra i sedili di un’auto. Da oltre sessant’anni sulla cresta dell’onda, l’artista bolognese, ospite a Che tempo che fa domenica 29 marzo, continua a correre senza mai stancarsi, dividendo la sua vita tra palcoscenici e grandi viaggi. Ma quali vetture ne accompagnano le giornate?

Utilitarie e “vecchie jeep” di famiglia

Prima di arrivare ai mezzi più imponenti, Morandi ha spesso ricordato con nostalgia le sue origini motoristiche. Sui suoi attivissimi canali social ha mostrato fiero una mitica Fiat 500, la stessa tipologia di vettura che guidava negli anni ’60 agli esordi del suo incredibile successo. Se un veicolo simboleggia meglio di qualunque altro l’anima genuina del cantante quello è sicuramente il suo vecchio Suzuki SJ 410, un fuoristrada puro degli anni ’80, con telaio a longheroni, marce ridotte e un peso piuma inferiore ai 900 kg.

A riguardo lo stesso cantante racconta:

“Questa vecchia jeep ha circa 40 anni. Me l’ha regalata mio zio Dario, appassionato di fuoristrada, tanti anni fa. Pensavo che durasse qualche annetto, invece non si è ancora fermata. Evidentemente una volta costruivano con criteri diversi da oggi…”

La SJ 410 monta un piccolo motore 1.0 a benzina da circa 45-50 CV, capace di spingerlo a una velocità massima di 120 km/h (lo scatto 0-100 km/h è un parametro qui irrilevante, viste le circostanze). Lenta, rumorosa e alquanto scomoda, la quattro ruote del Sol Levante offre in compenso un’agilità in off-road pazzesca, motivo per cui oggi vanta lo status di un’icona: un esemplare ben conservato o restaurato vale in media tra i 6.000 e i 15.000 euro.

Affidabilità tedesca

Negli spostamenti quotidiani e nella vita di tutti i giorni, Morandi ha sposato la concretezza tedesca, con un’Audi Q3 di prima generazione. Il classico C-SUV premium ha fatto le fortune economiche della Casa di Ingolstadt perché, ok, non dispenserà emozioni forti alla guida, ma non ti lascia mai solo. L’impostazione estremamente razionale va di pari passo insieme a un’elevata qualità percepita, garantita nel tempo da motori affidabili come il celebre 2.0 TDI. Sul mercato dell’usato, una Q3 di questa generazione si trova oggi a cifre che vanno dai 9.000 euro dei primi modelli fino ai 20.000 euro per le versioni restyling più recenti.

Quando serve spazio, comfort e rappresentanza, il livello si alza con la Mercedes-Benz GLE 300. Entriamo nella categoria dei grandi SUV executive, lunghi quasi 5 metri. Seppur ricopra il ruolo di entry-level diesel alla gamma, la variante 300d sfoggia numeri di assoluto rispetto: la sua unità turbo da 2.0 litri sviluppa tra i 245 e i 272 CV con ben 500 Nm di coppia, gestiti dal cambio automatico a 9 rapporti e dalla trazione integrale 4Matic. Trattandosi di un mezzo recente ed esclusivo, le quotazioni dell’usato in Italia vanno dai 40.000 euro per i modelli del 2019 fino a superare gli 80.000 euro nel caso di vetture quasi nuove.

Che tempo che fa: il ritorno in TV per i 60 anni

Nell’ultima domenica di marzo, Gianni Morandi è ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa, sul Nove. L’eterno ragazzo celebra i suoi incredibili 60 anni di carriera, forte di 53 milioni di dischi venduti e oltre 600 brani incisi. Durante la serata racconterà i dettagli del suo ritorno nei palasport con il tour C’ERA UN RAGAZZO – Gianni Morandi Story, nato per celebrare il sesto decennale del leggendario brano. A ottant’anni, il suo personale contachilometri continua a girare senza sosta, spinto da un propulsore instancabile.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 17:46:30 +0000
News n. 4
Mazda, la prossima MX-5 peserà meno di una tonnellata

Da tempo si parla dell’arrivo di una nuova generazione di Mazda MX-5, modello simbolo del mercato delle quattro ruote e della gamma del brand nipponico. Il progetto si farà ed è già stato confermato ufficialmente dalla Casa.

Le tempistiche, però, non sono brevi. Lo sviluppo è in corso e non ci sono ancora stati avvistamenti di prototipi impegnati in test in strada. Di conseguenza, bisognerà attendere ancora un po’ prima del debutto, nonostante la generazione attuale inizi ad avere qualche anno di troppo sulle spalle.

Ad anticipare i primi dettagli sul progetto è stato Manabu Osuga, General Manager Global Sales and Marketing di Mazda. Nel corso di un’intervista rilasciata a GoAuto, infatti, il dirigente ha fornito alcune anticipazioni sul progetto.

Una roadster leggerissima

La strategia di Mazda in merito al futuro della Mazda MX-5 è chiarissima. Come confermato dal dirigente della Casa nipponica, infatti, il modello arriverà a pesare meno di una tonnellata e potrebbe avvicinarsi ai 950 chilogrammi della versione con motore 1.5 che oggi è l’unica variante della vettura disponibile in Europa.

La scelta di contenere il peso complessivo comporta un compromesso inevitabile. La vettura non avrà alcun sistema di elettrificazione. Il ricorso a un sistema ibrido, anche non particolarmente spinto come una soluzione Mild Hybrid, avrebbe un impatto significativo sulla massa complessiva che si tradurrebbe nella necessità di riprogettare diversi aspetti del modello e di rinunciare al target della tonnellata di peso.

In ogni caso, Manabu Osuga non esclude la possibilità di realizzare una versione ibrida della roadster che potrebbe arrivare nel corso del prossimo futuro. Per il momento, però, la strada che l’azienda nipponica intende seguire è quella di un motore a combustione interna senza alcun sistema di elettrificazione.

Ricordiamo che, di recente, Mazda ha lanciato una proposta per salvare i motori termici garantendo un futuro all’intero settore e a modelli come la MX-5 che con il passaggio all’elettrico potrebbero essere a rischio.

Il debutto non è vicino

La nuova Mazda MX-5 è, quindi, in sviluppo ma è ancora molto lontana dal debutto ufficiale. La presentazione del modello, infatti, potrebbe arrivare soltanto nel corso del 2027 (con il possibile debutto di una concept car che andrebbe ad anticipare la versione di serie) mentre il lancio commerciale non è previsto prima del 2028.

Nel frattempo, lo sviluppo continuerà con il progetto che si avvicina, settimana dopo settimana, alla sua versione definitiva che avrà il compito di soddisfare le esigenze e i gusti degli appassionati.

Per quanto riguarda l’arrivo in Europa, il lancio è previsto, nonostante le normative particolarmente stringenti in merito alle emissioni. Mazda dovrebbe continuare a seguire la stessa strategia attuale e, quindi, puntare su un motore benzina 1.5, lasciando il motore 2.0 benzina come esclusiva per altri mercati internazionali.

Ulteriori dettagli in merito alla nuova vettura della Casa nipponica arriveranno nel corso dei prossimi mesi. Nel frattempo, potete approfondire la storia e le caratteristiche del modello dando un’occhiata al nostro approfondimento sulla MX-5.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 13:15:04 +0000
News n. 5
GP Giappone: Ferrari batte Mercedes, ma senza update la lotta è impari

Suzuka lascia alla Ferrari un bilancio agrodolce. Dalla qualifica emergono rimpianti evidenti, mentre sulla distanza dei 300 chilometri manca ancora qualcosa. Mercedes è sempre troppo forte e anche McLaren è della partita. Leclerc si prende un podio lottando come un leone con Russell, mentre Lewis, in sofferenza con le gomme, taglia il traguardo solamente in sesta piazza.

Ferrari parte bene, ma Piastri fa meglio

Allo spegnimento dei semafori, Piastri è magistrale e sfila il comando a Leclerc in curva 1. Alle loro spalle, Lewis Hamilton non demerita: il fuoriclasse britannico guadagna subito terreno prezioso su George Russell, ma la dolce illusione svanisce in pochi chilometri. Infatti, mentre Charles tenta di reggere il ritmo McLaren, si consuma la rabbiosa rimonta di Russell.

Al quarto giro, il pilota della scuderia di Brackley sfrutta l’intero potenziale della sua monoposto per sverniciare il ferrarista, relegandolo senza complimenti in terza posizione. Dietro, Hamilton naviga sesto inseguendo Antonelli, partito male. Fin dai primissimi scampoli di gara, emerge inequivocabile il vero ago della bilancia di questa nuova era tecnologica: l’efficienza della componente elettrica.

I propulsori scuola Mercedes mostrano superiorità tecnica nella gestione della potenza. Le due SF-26, pur vantando forme meccaniche rigorose, faticano tremendamente ad avere a disposizione l’energia necessaria. Manca la spinta per sferrare attacchi decisi o erigere difese efficaci. Le McLaren si confermano avversari formidabili nei curvoni veloci, rese temibili da un aggiornamento software.

Leclerc lotta come può

Oltre all’intricato enigma del sistema ibrido, le conversazioni radio si concentrano in maniera ossessiva sul tema del degrado degli pneumatici. Su un tracciato così abrasivo come quello nipponico, preservare questo elemento diventa vitale. La delicata interazione tra le dinamiche delle sospensioni e il degrado termico delle gomme deve essere curata in modo impeccabile.

Serve calcolare ogni attrito, per scongiurare crolli prestazionali improvvisi. Ai due alfieri ferraristi viene intimato di non aggredire i cordoli, limitando l’irruenza nei rapidi cambi di direzione dello Snake e nelle insidiose curve del secondo settore. Leclerc, che guida sul filo del rasoio per non perdere contatto con la vetta, si ritrova ben presto Antonelli negli scarichi.

Al quindicesimo passaggio, la pressione si concretizza e il sorpasso del pilota italiano va a buon fine. Charles, animato dalla sua grinta agonistica, non accetta il verdetto: incrocia magistralmente la traiettoria e si riprende di pura forza il podio virtuale. Poco dopo, il bilanciamento delle monoposto modenesi inizia a sgretolarsi, sfociando in un penalizzante sovrasterzo.

È il segnale per il pit stop del monegasco. La sosta è rapida e gli permette di mantenere il vantaggio sulla McLaren del campione del mondo in carica Lando Norris. Bryan Bozzi predica calma: le coperture nuove vanno introdotte con dolcezza nei primi chilometri, per non stressarle troppo. Nel frattempo la Ferrari sdoppia le strategie: Lewis resta in pista, seguendo le tempistiche Mercedes.

La gara subisce uno scossone al giro ventidue: Bearman impatta contro le barriere e provoca l’ingresso della Safety Car. La reazione della Ferrari è tempestiva e richiama Hamilton ai box. Il cambio gomme è eccellente, permettendogli di rientrare quarto davanti a Norris, sebbene le mappature dell’energia continuino a generare insoddisfazione.

Il ruggito di Leclerc, la sofferenza di Hamilton

Al giro ventisette la Safety Car rientra. Hamilton è perfetto: sfrutta la scia, fulmina Russell in curva uno e mette nel mirino Piastri. Qui emerge clamorosamente la differenza nelle filosofie di ricarica. Le vetture di Maranello devono iniziare la rigenerazione già dalla curva 130R, mentre le monoposto di Brackley spingono a fondo fino all’ultima chicane. Un divario grande che Charles tenta di tamponare stringendo i denti.

L’opportunità per Leclerc arriva al trentottesimo giro. Sfruttando la bagarre tra il compagno e Russell, sfodera una manovra chirurgica e passa la Mercedes. Poi supera anche Hamilton. In crisi di aderenza Lewis cede il passo a Russell. Le ultime tornate sono difficili. Il monegasco spreme ogni goccia di energia dalle batterie per difendersi da Russell, mentre Lewis ingaggia una lotta disperata per difendere la quinta piazza.

Sotto lo sventolare della bandiera a scacchi, Charles festeggia un magnifico e perentorio terzo posto finale, strappato con puro orgoglio. Lewis, al contrario, deve mestamente rassegnarsi alla sesta posizione, piegato negli ultimi chilometri anche dalla freschezza di Norris. Il Gran Premio del Giappone lancia un monito severo e cristallino: servono aggiornamenti per inserirsi stabilmente nella lottare al titolo.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 10:50:48 +0000
News n. 6
Guida per chilometri in retromarcia, il video sembra AI: è tutto vero

Le strade americane della Florida sono diventate teatro di un episodio assurdo, tanto da lasciare sia gli automobilisti sia gli agenti di Polizia (e il popolo del web) attoniti. In una giornata apparentemente come tante, le autorità sono ricorse agli straordinari per fermare una berlina argentata che procedeva a passo spedito, ma in retromarcia. Solo il pronto intervento ha scongiurato conseguenze drammatiche, anche se l’autore della follia ha provato in ogni modo a passarla liscia.

Chilometri in retromarcia sulla strada statale: le scuse

State Road 100, contea di Flager. I conducenti non credevano ai loro occhi mentre il veicolo incriminato percorreva la corsia di marcia normale in senso opposto a quello di marcia: una manovra da brividi, rea di mettere il traffico locale in una situazione di estremo pericolo. La corsa è terminata nei pressi di Airport Road grazie alle pattuglie dello Flagler County Sheriff’s Office, che sono riuscite a intercettare il veicolo e a fermarlo definitivamente nel parcheggio di un ristorante. Ed è qui che la cronaca ha assunto tinte surreali.

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Alla richiesta di spiegazioni, l’automobilista ha tentato di farsi valere tirando fuori una giustificazione meccanica. La vettura, a suo dire, aveva un problema alla trasmissione e l’unico modo per raggiungere il vicino negozio di ricambi era guidare all’indietro. Scettici fin dal principio, gli agenti si sono messi al volante per verificare il guasto: la berlina argentata ha ripreso a funzionare normalmente in tutte le marce.

Col passaparola della rete vicende simili possono arrivare fino in capo al mondo. Nel giro di qualche giorno il caso ha spopolato per un dettaglio: le immagini della bodycam indossata dai poliziotti. Nel video si sente il guidatore tentare una difesa disperata:

“Non pensavo fosse così grave… non stavo nemmeno sbandando o andando veloce”

La risposta dell’agente, rassegnata ma granitica, è già un classico:

“Stavi guidando all’indietro sulla strada”

Ma il conducente ha continuato a insistere, sostenendo che marcia avanti o marcia indietro fossero “più o meno la stessa cosa”. Evidentemente, per il Codice della Strada, non lo sono affatto.

I precedenti penali e la sanzione

L’assurdità dell’accaduto potrà pure aver strappare un sorriso agli utenti, ma la trasgressione è costata molto caro all’autore, con l’arresto dettato non soltanto dalla pericolosa esibizione in retromarcia, seguite da scuse fantasiose sul cambio bloccato. Nel corso dei successivi accertamenti le autorità hanno, infatti, scoperto che la fedina penale del conducente non era illibata, anzi: contava ancor prima più di dieci condanne per guida con patente sospesa. Insomma, non si è trattato di un singolo episodio di cattivo giudizio o di una bravata estemporanea, quanto semmai di un pesante e consolidato pattern di violazioni.

L’accusa formale con cui l’uomo è stato trasferito presso lo Sheriff Perry Hall Inmate Detention Facility è grave negli Stati Uniti: habitual driving while license suspended or revoked (guida abituale con patente sospesa o revocata). Il giudice ha fissato una cauzione di 1.000 dollari, una cifra piuttosto contenuta viste le circostanze, ma in grado di porre un freno – almeno per ora – alle pericolose prodezze stradali.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 09:20:51 +0000
News n. 7
Ferrari 308 GTS, all’asta la mitica auto di Magnum P.I.: un pezzo unico al mondo

La Ferrari 308 GTS non è mai stata un’auto come le altre, e non ha mai avuto bisogno di esserlo: in suo favore, parla la qualità meccanica, così come la capacità di imprimersi nella cultura pop. Quella che verrà consegnata al miglior offerente dell’asta in programma a Palm Beach dal 16 al 18 aprile 2026 ha un sapore ancora più speciale, trattandosi dell’esemplare autentico utilizzato durante le riprese del pilot di Magnum P.I., serie cult anni Ottanta. Con il telaio VIN 28251, il mostro sacro di Maranello ha già vissuto mille vite e si accinge a scrivere un nuovo, milionario capitolo.

L’eredità della Dino e la nascita di una supercar “umana”

I collezionisti fremono per l’evento organizzato da Barrett-Jackson. Per capirne il motivo facciamo un salto indietro nel tempo fino al 1977, quando la Casa di Maranello aveva dato il via a una transizione fondamentale. Raccogliere l’eredità spirituale della Dino 246 avrebbe potuto schiacciare altri modelli, non però la 308 GTS, che al debuttò si presentò come versione Targa (con tetto rigido asportabile) della fortunata GTB: nata dalla matita di Leonardo Fioravanti, il risultato finale ripagò fino in fondo la fiducia.

Lontano dalle sproporzioni quasi aliene di una Lamborghini Countach o della successiva Testarossa, la 308 GTS conferiva un’accezione “umana” al concetto di supercar. Le proporzioni erano compatte, davanti i leggendari fari a scomparsa (pop-up) dominavano il muso spiovente e le fiancate, scavate dalle prese d’aria NACA, servivano anche a raffreddare il motore. Il detonatore definitivo per il successo fu l’utilizzo in Magnum P.I. da parte di un allora sconosciuto Tom Selleck: in tempo zero, finì associata alla libertà veloce e sfacciata.

Un abitacolo cucito addosso a Tom Selleck: a Palm Beach sfila l'iconica Ferrari 308 GTS di Magnum P.I.
Ufficio Stampa Barrett-Jackson
A Palm Beach la Ferrari 308 GTS di Magnum P.I.: prese forma attorno alla stazza di Tom Selleck

Entrando nel dettaglio dell’esemplare protagonista a Palm Beach, siamo in presenza di un reperto storico di valore inestimabile perché, a differenza della quindicina di auto usate nel corso delle otto stagioni, questa 308 GTS porta in dote un pedigree unico. Il telaio 28251 si distingue per essere uno dei soli tre modelli equipaggiati con i carburatori Weber realizzati nel 1979 e utilizzati specificamente durante la prima stagione.

La trasformazione ufficiale e i piccoli segreti del set

La storia della vettura è intrisa di curiosità che ne aumentano il valore collezionistico. Pochi sanno, ad esempio, che l’auto uscì originariamente dagli stabilimenti di Maranello in una smagliante livrea Fly Yellow. Furono le esigenze sceniche a imporne la trasformazione: il giallo, pur essendo un colore classico Ferrari, non garantiva lo stesso impatto drammatico del rosso sotto la luce accecante delle Hawaii. La vettura venne così ridipinta in Rosso Corsa direttamente tramite i canali ufficiali della Casa. A riprova del passaggio storico, esiste ancora una targhetta applicata da Ferrari sulla cornice della portiera, un “segno particolare” che oggi garantisce l’autenticità assoluta del pezzo.

Inoltre, vi è l’aspetto del comfort. Tom Selleck, con i suoi 193 centimetri di altezza, non era esattamente il pilota ideale per una vettura compatta come la 308. Affinché potesse recitare senza che la testa sporgesse oltre il parabrezza, i tecnici dovettero intervenire pesantemente: i sedili originali vennero modificati, arretrati e privati di parte dell’imbottitura. Guidare la stessa Ferrari significa, letteralmente, calarsi nei panni (e nella posizione di guida) di una delle star più amate della TV.

Zero display e tanta nostalgia a Palm Beach: l'abitacolo della Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. vive di soli indicatori analogici
Ufficio Stampa Barrett-Jackson
Tuffo negli anni ’80 a Palm Beach: l’abitacolo della Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. dominato dalla pelle beige

Dal punto di vista tecnico, il VIN 28251 esprime l’apice della filosofia Ferrari degli anni ’70. A spingere la vettura provvede il motore V8 da 2,9 litri (sigla F106) montato in posizione centrale e trasversale, alimentato in questa specifica versione del 1979 da quattro carburatori Weber 40 DCNF a doppio corpo. Sprovvista di filtri elettronici, l’unità può erogare una potenza compresa tra i 205 e i 255 cavalli (a seconda delle specifiche regionali e degli accorgimenti anti-inquinamento dell’epoca).

Le prestazioni, ancora oggi, incutono rispetto. Grazie a un peso contenuto tra i 1.300 e i 1.350 kg, la 308 GTS scatta da 0 a 100 km/h in circa 6,5 secondi spinta da un timbro roco e metallico, musica per ogni appassionato. Sul fronte della trasmissione si compie il rito del classicismo analogico: un cambio manuale a cinque marce dotato della leggendaria griglia metallica a vista (gated shifter). Inserire le marce richiede una mano ferma e regala una sensazione tattile preclusa a qualunque moderna trasmissione a doppia frizione. I cerchi Cromodora da 15 pollici, avvolti in pneumatici dall’ampia spalla, completano un pacchetto tecnico che privilegia il feeling e la connessione diretta tra uomo e asfalto.

Quanto può valere per i collezionisti

Con circa 93.000 miglia sul contachilometri, l’esemplare di Magnum P.I., documentato da Ferrari North America, ha un vissuto intenso alle spalle. I piccoli segni d’uso sui cerchi e i dettagli non perfettamente originali – come l’impianto stereo aftermarket o il pomello del cambio in alluminio – testimoniano la storia di un’auto che è stata amata e utilizzata. Tuttavia, nella prospettiva di un investitore gli stessi dettagli richiedono un’approfondita analisi. Se da un lato l’originalità meccanica (motore e telaio matching numbers) è preservata, dall’altro la presenza di componenti non coevi e una storia di manutenzione che ha visto passaggi di proprietà recenti induce a valutare con cautela la reale quotazione.

Il mercato delle Ferrari classiche tende a muoversi a ondate. Se in media una 308 GTS del 1979 in buone condizioni vale tra i 70.000 e i 90.000 dollari, i pezzi da museo possono arrivare a cifre molto più elevate, fino ai 130.000 dollari, e il caso del VIN 28251 fa capire quanto il settore sia oggi volatile. Passata di mano nel marzo 2025 per la cifra di 115.000 dollari, poco dopo la vettura è rimasta invenduta, perché l’offerta massima di 120.000 dollari non raggiungeva il prezzo minimo preteso dal proprietario.

Per quanto il legame con la serie TV abbia conferito ulteriore fascino al bolide di Maranello, l’acquisto non può essere fatto a cuor leggero. Bisogna infatti prendere in esame la questione delle condizioni meccaniche e dei costi di un eventuale restauro conservativo per riportare la vettura allo splendore del primo episodio. L’asta di aprile alla Barrett-Jackson sarà un “termometro” del sentiment globale. Ci dirà se la generazione dei collezionisti cresciuta guardando le gesta di Thomas Magnum è pronta a scommettere cifre da capogiro sulla propria infanzia.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 08:23:47 +0000
News n. 8
F1 GP Giappone, Antonelli leader, Ferrari aggrappata a Leclerc: le pagelle

Le Mercedes hanno sin dalle prime prove libere dimostrato un passo superiore alla concorrenza. Le Ferrari nella mattinata di venerdì hanno iniziato a testare le mescole dure con Charles e Lewis. Il monegasco ha siglato un 1’32â€260, mentre il 7 volte iridato ha strappato un 1’33â€343. In seguito entrambi sono passati alle soft: Lewis ha fermato i cronometri a 1’32â€040, mentre Charles, dopo un po’ di traffico, è sceso sotto il muro dell’1’32. Il long run sulle gomme morbide ha messo in mostra l’inferiorità rispetto alle Frecce d’argento.

Nelle FP2 le SF-26 hanno girato con le medie, con cui Hamilton ha siglato un 1’31â€543 e Leclerc ha segnato un 1’31â€019. A metà sessione entrambi i piloti hanno montato pneumatici morbidi e i tempi sono migliorati. Nel complesso il numero 16 della Ferrari ha completato 28 giri, uno in più del compagno, per un totale di 55. La Ferrari ha dimostrato maggiore competitività nelle terze prove libere del Gran Premio del Giappone. Dopo un venerdì affannoso, Charles Leclerc è riuscito a piazzarsi in terza posizione nella classifica dei tempi, davanti alla McLaren di Piastri, ma sempre a distanza siderale dalle Mercedes di Antonelli e Russell.

Qualifiche dominate da Mercedes

Kimi Antonelli, sulle ali dell’entusiasmo dopo il trionfo in Cina, ha subito messo pressione al compagno di squadra. Il bolognese ha trovato un feeling spettacolare sulla W17 anche sul tracciato di Suzuka. A sorpresa in Q1 è finito fuori Oliver Bearman sulla Haas, insieme ad Albon e alle due Cadillac di Perez e Bottas, fanalini di coda le Aston Martin di Lance Stroll e Fernando Alonso. Il matrimonio tra il team britannico e la Honda è iniziato nei peggiori dei modi. Sul tracciato amico di Suzuka la Casa di Tokyo ha fatto una pessima figura.

Nelle qualifiche il team di Maranello ha mostrato un netto passo avanti dopo un venerdì complicato, ritrovando fiducia e la giusta direzione, anche grazie al lavoro in Italia al simulatore di Antonio Giovinazzi e Arthur Leclerc. Non si sono qualificati in Q3 Verstappen, Ocon, Hulkenberg, Colapinto, Lawson e Sainz. Il quattro volte iridato della RB, vincitore delle ultime 4 edizioni del GP di Suzuka, si è giustificato via radio con l’imprevedibilità della sua monoposto, ma il teammate Hadjar e il giovane Lindblad hanno chiuso in top 10.

La pole position è andata a Kimi Antonelli, davanti a George Russell. Quest’ultimo è rimasto frastornato dalla velocità dell’italiano. La seconda fila è stata occupata dalla McLaren di Piastri e da Leclerc. Norris e Hamilton si sono piazzati in terza fila, davanti a Gasly, Hadjar, Bortoleto sua una buona Audi R26 e l’enfant prodige del team Racing Bulls Arvid Lindblad.

Come è andato il GP

Allo spegnimento dei semafori Kimi Antonelli ha perso malamente la prima posizione, retrocesso alle spalle anche di Lewis Hamilton. Oscar Piastri si è preso la leadership del Gran Premio, mentre Leclerc si è infilato tra le due Frecce d’Argento. Il poleman bolognese si è subito liberato al secondo giro di Lewis, piantato con una SF-26 con pochissima velocità sul dritto e si è messo negli scarichi di Lando Norris.

Le vetture papaya sono cresciute tantissimo, sebbene la differenza rispetto alle W17 sia emersa puntuale nel finale. Alle spalle dei primi Verstappen ha cominciato la rimonta, ma la RB22 è ampiamente quinta forza, dietro anche all’Alpine di Pierre Gasly. Russell ha sverniciato Leclerc e si è messo negli scarichi di Oscar Piastri. Il primo tentativo di sorpasso è avvenuto in frenata in Curva-1 al nono giro. Il monegasco della Ferrari è diventato facile preda per Norris e Antonelli. Al dodicesimo giro l’italiano è riuscito a liberarsi del campione del mondo della McLaren e poche tornate dopo si preso la terza piazza di Leclerc.

Norris si è fermato al giro 17 ed è stato il primo dei big a effettuare il cambio gomme e il giro dopo è entrato Leclerc per le hard, lasciando strada libera ad Antonelli. Piastri al diciannovesimo giro ha montato le gomme dure. Il giro dopo il pit stop di Russell è andato a sbattere Bearman, dando la possibilità ad Antonelli e Hamilton di fare il pit stop, guadagnando molti secondi.

Kimi è diventato il leader, dando subito lo strappo su Piastri al rientro della SC. L’inglese nervosissimo si è lamentato via radio, facendosi sorprendere da Lewis alla ripartenza. Il monegasco ha sopravanzato Russell e il teammate per la terza piazza, gestendo poi gli attacchi del nativo di King’s Lynn. Norris ha passato Hamilton che ha concluso in sesta posizione. Seconda vittoria di fila per Kimi, davanti a Oscar e Charles.

I top 3

Kimi Antonelli: 9,5 – Weekend da veterano per un pilota che sino a pochi giorni non aveva mai visto il primo gradino del podio. Pole e vittoria con un ritmo superiore rispetto a tutti e soprattutto nel confronto con l’esperto compagno di squadra. La pressione è tutta su Russell e tutta l’Italia inizia a sognare un clamoroso colpo mondiale. La fortuna aiuta gli audaci e alla lunga sosta Kimi ci arriva da leader della classifica. L’ultima vittoria tricolor era targata Patrese 1992. George Russell (sufficienza striminzita in pagella) inizia a temerlo.

Oscar Piastri: 8,5 – Prima gara dell’anno e ha subito mostrato le sue qualità velocistiche. L’australiano non aveva preso parte al GP d’Australia per un suo errore, mentre in Cina era sopraggiunto un problema tecnico. Il pilota della McLaren è partito benissimo e ha creduto nella vittoria, ma poi è salito in cattedra un grande Kimi Antonelli.

Charles Leclerc: 7,5Gara coriacea del monegasco che è partito a fionda e ha tenuto duro nel finale, tenendo dietro George Russell. Questa volta ha dimostrato una netta superiorità rispetto a Hamilton e si è meritato il podio. Gran lavoro del numero 16 che meriterebbe una Ferrari all’altezza del suo talento.

I flop 3

Nico Hulkenberg: 5,5 – Da un pilota esperto come il tedesco su una buona Audi e una pista storica ci si attendeva di più. Nell’intero weekend il teammate brasiliano, Gabriel Bortoleto, è stato più veloce. L’ex pilota della Renault ha concluso fuori dalla zona punti.

Franco Colapinto: 4 – La differenza con Gasly è lampante. Il francese ha sfoggiato una prestazione maiuscola sull’Alpine tenendo a bada Verstappen, mentre l’argentino è sempre stato nel panino delle due Williams. Dovrà cambiare passo, altrimenti la sua esperienza con Briatore team principal non durerà a lungo.

Oliver Bearman: 3 – Non ha confermato il trend positivo dopo due weekend in zona punti. L’inglese non ha superato il taglio in Q1 e si è preso troppi rischi nel tentativo di una rimonta dalle retrovie, finendo contro le barriere. L’impatto è stato violentissimo, ma per fortuna non ha riportato conseguenze fisiche. Si rifarà nella prossima tappa.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 07:47:57 +0000
News n. 9
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari città per città

Il mese di marzo 2026 si annuncia particolarmente intenso sotto il profilo degli scioperi nel settore trasporti, con numerose astensioni dal lavoro che riguarderanno sia servizi pubblici locali (TPL) che trasporto ferroviario, merci e trasporto aereo in tutta Italia. L’articolo fornisce una panoramica dettagliata, giorno per giorno, delle principali agitazioni proclamate: durata, fasce orarie, città coinvolte, operatori e sigle sindacali coinvolte. Le seguenti informazioni sono aggiornate e relative esclusivamente agli scioperi effettivamente previsti nel mese di marzo 2026.

Sciopero 02 marzo 2026

Nella provincia di Bolzano, regione Trentino-Alto Adige, è programmato uno sciopero di 24 ore per il trasporto pubblico locale. Sarà coinvolto il personale della società SASA di Bolzano. L’agitazione è indetta dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Sciopero 06 marzo 2026

In tutte le province della regione Campania è proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, che coinvolge il personale delle aziende TPL su gomma. I sindacati coinvolti sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO, FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli è previsto uno sciopero di 24 ore che riguarda il personale divisione ferro, personale viaggiante delle linee vesuviane gestite da EAV. Sindacato promotore: OSP FAISA-CONFAIL.

Sciopero 09 marzo 2026

Sull’intero territorio nazionale sono previsti più scioperi generali, alcuni dei quali coinvolgono tutti i settori pubblici e privati, ad esclusione del comparto trasporti per alcune sigle:

SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE: sciopero generale intera giornata su tutto il territorio nazionale.

UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912: sciopero nazionale personale a tempo determinato/indeterminato (tutti i comparti, esclusi trasporti).

USB e CLAP: scioperi generali per tutta la giornata, validi su tutte le categorie pubbliche e private, tranne il settore trasporti.

Sciopero 11 marzo 2026

Sciopero a rilevanza nazionale che riguarda il settore ferroviario su tutto il territorio nazionale.

– Personale coinvolto: Italo NTV.
– Orario: 8 ore, dalle 09:01 alle 16:59.
– Sindacato: UILT-UIL.

Sciopero 14 marzo 2026

Nella provincia di Verona, regione Veneto, è indetto uno sciopero nel settore trasporto merci per il personale mobile e di terra della società EVM Rail.
Durata: 24 ore, dalle 18.00 del 14 marzo alle 17:59 del 15 marzo 2026.
Sindacato: OSP FILT-CGIL.

Sciopero 15 marzo 2026

Prosegue lo sciopero della provincia di Verona (Veneto), iniziato il 14 marzo per il personale EVM Rail.

Sciopero 16 marzo 2026

In Sicilia, proclamati quattro scioperi nel settore trasporto pubblico locale, nelle province di Catania, Enna e Palermo:

Catania: personale Etna Trasporti di Catania, 24 ore.
Enna: personale Interbus di Enna, 24 ore.
Palermo: personale Autoservizi Russo di Palermo e Segesta Autolinee di Palermo, entrambi 24 ore.
Sindacato: OSR FAISA-CISAL per tutte le sedi.

Sciopero 18 marzo 2026

Scioperi nell’aeroportuale e locali nel settore handling-logistica in Lombardia e su base nazionale:

– Su tutto il territorio nazionale: personale ALHA Aeroporto di Milano Malpensa, 24 ore, sindacato OST CUB TRASPORTI.
– Personale navigante EasyJet Airlines Limited, 4 ore (13-17), sindacato USB Lavoro Privato.
Brescia, Aeroporto di Brescia Montichiari: personale GDA Handling e MH24, scioperi 24 ore, sindacato OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 19 marzo 2026

Nella città di Roma (Lazio), sciopero di 4 ore, dalle 20:30 del 19 marzo alle 00:30 del 20 marzo. Coinvolto il personale ATAC Linea Metro C. Sindacati: OSR USB Lavoro Privato e ORSA TPL.

Sciopero 20 marzo 2026

Nella città di Roma (Lazio) prosegue lo sciopero della Linea Metro C di ATAC iniziato il 19 marzo.

Sciopero 27 marzo 2026

Scioperi nel settore trasporto pubblico locale in Lombardia, Campania, Piemonte e Lazio:

Frosinone (Lazio): società Cialone Tour, 4 ore (13-17), sindacato USI CTS.
Milano (Lombardia): gruppo ATM, 24 ore, sindacato AL-COBAS.
Napoli (Campania): due scioperi EAV, 4 ore (19-23), sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-AUTOFERRO.
Novara (Piemonte): società SUN, 4 ore (17.30-21.30), sindacato AL-COBAS.

Sciopero 28 marzo 2026

Nella provincia di Bari (Puglia) sono proclamati due scioperi nel trasporto pubblico locale:

– Società MTM di Molfetta: 4 ore (8.30-12.30), sindacati OSP FIT-CISL/UILT-UIL.
– Società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici: sciopero di 24 ore, operatori di esercizio, sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 15 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 16 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 20 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 27 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 28 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 29 marzo 2026, mettiamo a disposizione i prezzi medi praticati lungo la rete autostradale italiana per benzina, gasolio, Gpl e metano sulla base dell’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile e offriamo una guida chiara alla loro formazione. Il costo finale al distributore nasce dall’incontro tra la componente industriale (materia prima e margine lordo) e la componente fiscale (accise e Iva). Per la benzina il peso fiscale incide per circa il 58% del prezzo alla pompa, mentre per il gasolio vale intorno al 45%. Nelle sezioni che seguono trovi i valori medi aggiornati e un approfondimento su come e perché variano nel tempo.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento disponibile: 28-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.112 €
Benzina SELF 1.810 €
GPL SERVITO 0.784 €
Metano SERVITO 1.575 €

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina alla pompa è il risultato di due grandi blocchi: la componente fiscale e quella industriale. Nel caso della benzina, le imposte (accise e Iva) incidono per circa il 58% sul totale pagato dal consumatore, una quota decisamente superiore al prezzo industriale, che pesa per il restante 42%. All’interno della parte industriale troviamo due elementi: il costo della materia prima e il margine lordo lungo la filiera. La materia prima pesa per circa il 30% del prezzo finale ed è fortemente influenzata dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dal cambio euro/dollaro: quando il petrolio o i derivati salgono sui mercati esteri, o quando l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, il costo tendenzialmente cresce. Il margine lordo incide invece per circa il 12% e comprende i costi operativi e la remunerazione degli operatori. Su questa porzione gli esercenti e la rete di distribuzione hanno un certo grado di flessibilità, che può riflettersi nelle differenze tra impianti, località e modalità di erogazione (ad esempio tra self e servito, o tra rete urbana ed extraurbana come l’autostrada). In sintesi, il prezzo della benzina non dipende solo dal mercato del greggio, ma anche da fattori fiscali e competitivi.

Per il gasolio la scomposizione presenta pesi diversi. La componente fiscale rappresenta circa il 45% del prezzo alla pompa, mentre la parte industriale sale complessivamente al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima incide per circa il 45% del prezzo finale: come per la benzina, è determinato dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dal tasso di cambio euro/dollaro. Eventuali tensioni geopolitiche, variazioni della domanda stagionale (si pensi al riscaldamento o ai picchi del trasporto) e oscillazioni valutarie possono spingere il costo verso l’alto o verso il basso con una certa rapidità. Il margine lordo vale invece circa il 10% del prezzo e rappresenta l’area su cui l’operatore può intervenire, tenendo conto dei costi di logistica, gestione dell’impianto, servizi offerti e dinamiche concorrenziali locali. Lungo le autostrade, dove i costi operativi e di servizio sono tipicamente più elevati, il margine può risultare diverso rispetto alla rete ordinaria, contribuendo a differenze di prezzo tra aree e impianti. Anche per il gasolio, quindi, il prezzo finale riflette un equilibrio tra fattori internazionali, fiscali e scelte commerciali della distribuzione.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 06:00:00 +0000
News n. 11
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.748 per la benzina, 2.054 per il diesel, 0.681 per il gpl, 1.564 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.041
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.474

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.059
Benzina SELF 1.779
GPL SERVITO 0.668
Metano SERVITO 1.538

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.090
Benzina SELF 1.773
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.704

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.061
Benzina SELF 1.766
GPL SERVITO 0.717
Metano SERVITO 1.618

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.043
Benzina SELF 1.756
GPL SERVITO 0.640
Metano SERVITO 1.510

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.050
Benzina SELF 1.739
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.515

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.060
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.659
Metano SERVITO 1.541

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.038
Benzina SELF 1.738
GPL SERVITO 0.640
Metano SERVITO 1.671

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.059
Benzina SELF 1.750
GPL SERVITO 0.742
Metano SERVITO 1.530

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.058
Benzina SELF 1.739
GPL SERVITO 0.639
Metano SERVITO 1.527

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.029
Benzina SELF 1.728
GPL SERVITO 0.658
Metano SERVITO 1.483

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.065
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.683
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.054
Benzina SELF 1.736
GPL SERVITO 0.629
Metano SERVITO 1.511

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.052
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.635
Metano SERVITO 1.635

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.058
Benzina SELF 1.743
GPL SERVITO 0.765

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.065
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.728
Metano SERVITO 1.809

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.045
Benzina SELF 1.735
GPL SERVITO 0.653
Metano SERVITO 1.589

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.071
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.591

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.035
Benzina SELF 1.736
GPL SERVITO 0.655
Metano SERVITO 1.499

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.748
GPL SERVITO 0.799

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 29 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.041
Benzina SELF 1.731
GPL SERVITO 0.651
Metano SERVITO 1.499

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 06:00:00 +0000
News n. 12
Mercedes-Maybach Classe S, oltre il concetto di ammiraglia: i prezzi

A Sindelfingen si sono superati. Nell’anno in cui la Casa tedesca celebra i 140 anni dall’invenzione dell’automobile, la divisione Maybach traccia i confini del futuro digitale con la nuova Mercedes-Maybach Classe S. L’ammiraglia per eccellenza alza gli standard tecnologici e di personalizzazione attraverso un aggiornamento profondo perché il vero lusso, più che ostentazione, è un’oasi di tranquillità e grazia hi-tech, ma anche di artigianalità, un aspetto qui mai messo in discussione. Come dichiarato da Ola Källenius, attuale numero uno del Gruppo Mercedes-Benz, la vettura consolida l’espansione del segmento top-end, dove il valore tecnico intrinseco della Stella e l’eleganza intramontabile di Maybach si incontrano.

I prezzi dell’ammiraglia tedesca

Scomodare il nome di Maybach elimina qualsiasi preoccupazione nella mente del potenziale cliente, competente abbastanza da conoscerne la storia e i valori che ne accompagnano ogni produzione. La quasi totalità degli esemplari riceve personalizzazioni, destinate a incidere sul costo finale, tuttavia per la nuova gamma 2026 la soglia d’ingresso mette in chiaro fin dal principio l’esclusività dei contenuti tecnici e digitali introdotti.

Sebbene il listino ufficiali vari in base ai mercati e alla tassazione locale, la Mercedes-Maybach Classe S MY26 è ordinabile in Europa dal 25 marzo con un prezzo di partenza a partire da 215.000 euro per la versione S580, spinta dal motore V8 elettrificato. Cifre importanti dettate sia dai materiali sia dall’integrazione del nuovo sistema operativo MB.OS, nonché da una meccanica completamente riprogettata per le future normative sulle emissioni.

E se la potenza non è abbastanza? Niente paura: esiste la versione S 680 con il leggendario motore V12 (disponibile solo in mercati selezionati) o con l’evoluzione dell’otto cilindri M 177 Evo. Il costo aumenta fino a superare i 260.000, prima di attingere all’infinito catalogo Manufaktur, in cui quasi nessuna Maybach è uguale all’altra. Il programma Manufaktur Made to Measure permette una personalizzazione pressoché illimitata. Con una palette di oltre 150 vernici esterne e 400 colori per gli interni, i clienti possono letteralmente creare un pezzo unico. Interessante la nuova vernice nera con particelle di vetro che, sotto la luce solare, crea un effetto “polvere di stelle”. Attraverso il nuovo Visualiser, i futuri proprietari possono vedere la loro visione prendere forma in 3D prima ancora che inizi la fabbricazione nella Factory 56 di Sindelfingen.

Il ritorno della Stella “flottante”

L’impatto visivo della nuova Maybach Classe S si rivela scultoreo. La griglia radiatore Maybach è cresciuta del 20% e, per la prima volta, presenta una cornice luminosa che accoglie il guidatore con un raffinato gioco di luci. Il dettaglio destinato però a far innamorare i collezionisti riguarda i cerchi forgiati: la Stella Mercedes-Benz al centro del mozzo è montata su un sistema a cuscinetti che la mantiene sempre perfettamente verticale, anche quando il veicolo è in movimento. Un richiamo visivo alla stabilità e alla nobiltà del marchio.

Mercedes-Maybach Classe S: stella flottante e dettagli in oro rosa
Ufficio Stampa Mercedes-Benz
Stella flottante e dettagli in oro rosa: l’estetica scultorea della nuova Mercedes-Maybach Classe S

I gruppi ottici sono impreziositi da accenti color oro rosa, mentre la carrozzeria può essere ordinata nella nuova ed elegantissima tinta Nautic Blue metallic, ora disponibile anche per il pacchetto Night Series, che predilige dettagli in cromo scuro per un look più contemporaneo e misterioso.

“Cocooning” e tecnologia MB.OS

Entri nell’abitacolo e ti chiudi il mondo alle spalle. Le porte comfort automatiche si aprono e chiudono con un tocco sul display o un gesto, introducendo gli occupanti in quello che Mercedes definisce effetto “cocooning”. Il debutto del sistema operativo MB.OS (Mercedes-Benz Operating System) decreta un punto di svolta. Integrato col Mbux di quarta generazione, il sistema si avvale di un’Intelligenza Artificiale generativa evoluta, sviluppata con partner come Google e Microsoft (integrando ChatGPT 4o e Gemini). Il Superscreen domina la plancia con superfici in vetro continuo, ma il tocco Maybach emerge soprattutto dai quadranti, dalle le grafiche in oro rosa e con una trama richiamante l’alta gioielleria.

Nuova Mercedes-Maybach Classe S: interni "animal-free"
Ufficio Stampa Mercedes-Benz
Mercedes-Maybach Classe S: il debutto degli interni “animal-free” sulla nuova ammiraglia tedesca

Per la prima volta, Maybach propone un interno completamente privo di pelle. La configurazione “stormy grey” utilizza il tessuto Mirville, una miscela di lino e poliestere riciclato che offre una sensazione tattile naturale e pregiata, dimostrando che il lusso moderno può essere anche consapevole a livello ambientale. Non mancano ovviamente i tocchi classici come la consolle centrale in legno di rovere a poro aperto, il vano refrigerato da 10 litri per lo champagne e le Flûte Robbe & Berking placcate in argento, con supporti dedicati che le stabilizzano durante la marcia.

Potenza fluida ed elettrificazione

Guardando sotto il cofano, la nuova Classe S offre il meglio della tecnologia motoristica di Stoccarda. La gamma, ottimizzata per garantire prestazioni fluide e silenziose, vede al vertice la S 680. In Europa monta il V8 M 177 Evo da 450 kW (612 CV) con tecnologia mild-hybrid a 48V, capace di eguagliare la fluidità del precedente V12 grazie a nuovi alberi di equilibratura. La variante S 580, equipaggiata con un V8 da 395 kW, rappresenta la via di mezzo ideale tra brio e comfort.

Infine, la S 580 e (plug-in hybrid) unisce un sei cilindri in linea a un potente motore elettrico, erogando circa 100 km di autonomia a zero emissioni, così da accedere ai centri urbani più esclusivi senza rinunciare alla silenziosità assoluta. Il comfort di marcia è garantito dalle nuove sospensioni pneumatiche Airmatic intelligenti. Il sistema riceve dati “Car-to-X” dal cloud: se un’auto che precede rileva una buca o un’irregolarità, la Maybach prepara gli ammortizzatori in tempo reale per annullare l’impatto prima ancora di toccarlo.

Ola Källenius, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mercedes‑Benz Group AG, ha spiegato al lancio:

“Da 105 anni, il nome Maybach rappresenta il punto di riferimento per l’eccellenza automobilistica. Con il lancio della nuova Mercedes-Maybach Classe S, questa eredità prosegue raggiungendo nuovi livelli di esclusività e comfort. Grazie al sistema MB.OS basato su intelligenza artificiale, eleviamo ulteriormente l’esperienza digitale del cliente. La Mercedes-Maybach Classe S rappresenta il prossimo punto culminante del più ampio programma di lancio prodotti nella storia della nostra azienda. Mercedes-Maybach costituisce un pilastro strategico fondamentale per l’espansione del nostro segmento top-endâ€

La produzione in serie nella Factory 56 di Sindelfingen partirà ad aprile 2026. Nel complesso, dove l’artigianalità del laboratorio Manufaktur incontra l’efficienza digitale dei processi produttivi più moderni al mondo, prende forma un oggetto che sfida il tempo.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 05:30:09 +0000
News n. 13
Bimota KB399, la supersportiva italiana frutto dell’esperienza nel Mondiale Superbike

Bimota regala una piacevole sorpresa agli appassionati delle supersportive. Dopo i recenti risultati ottenuti da KB998 Rimini, capace di salire sul podio nel Mondiale Superbike con Alex Lowes ben quattro volte nel 2025, approda sul mercato KB399, un modello che racchiude in forma compatta tutte le caratteristiche distintive del marchio.

Equipaggiata con un motore da 399 cm³ da 80 CV, dotata di una ciclistica di impostazione sportiva e dal design curato, si propone al pubblico come un punto di accesso alla gamma della Casa riminese e come sintesi delle soluzioni tecniche e stilistiche delle recenti produzioni.

Disponibile anche l’Edizione Speciale

I tecnici e i designer Bimota hanno sviluppato la nuova KB399 partendo dalla base della Kawasaki Ninja ZX-4RR: infatti, non è un segreto che il costruttore giapponese sia proprietario del brand italiano.  Il risultato è un modello che integra soluzioni tecniche proprietarie e una cura costruttiva orientata alla precisione, con interventi mirati su ciclistica, componentistica e finiture.

Proposta nella tradizionale livrea nera, rossa e bianca con telaio rosso a vista, la moto sarà disponibile anche nella versione ES (Edizione Speciale). Questa configurazione introduce ulteriori elementi distintivi, mantenendo l’impostazione tecnica del modello ma ampliando la dotazione con componenti dedicati e materiali più ricercati.

Dal punto di vista costruttivo, la moto evidenzia un’impostazione artigianale, con carene sviluppate internamente e integrate con appendici aerodinamiche. A queste si affiancano piastre di sterzo ricavate dal pieno e dettagli specifici come il tappo del cannotto dedicato, elementi che contribuiscono a definire l’identità del progetto. La versione ES introduce componenti in fibra di carbonio, tra cui la carenatura realizzata in dry carbon, oltre a semimanubri dedicati, leve di freno e cambio e pedane regolabili in alluminio lavorato dal pieno.

Design italiano e misure compatte

A completare il comparto ciclistico di KB399 intervengono una forcella Showa SFF-BP da 41 mm e un monoammortizzatore Showa BFRC lite, sostituito da un Öhlins STX46 nella versione ES. L’impianto di scarico è dotato di un silenziatore AkrapoviÄ sviluppato su misura, mentre la frenata è affidata a pinze Brembo Stylema ad attacco radiale. La dotazione elettronica include Traction Control su tre livelli, modalità di potenza selezionabili, Integrated Riding Modes e quickshifter di serie.

Compatta e leggera, KB399 è stata progettata per ampliare il bacino di utenza del marchio, mantenendo un’impostazione orientata alla guida sportiva. Il motore e la ciclistica sono stati sviluppati per garantire risposta e precisione, anche in utilizzo in pista. Dal punto di vista stilistico, il modello riprende il linguaggio introdotto da KB998 Rimini, con linee definite e soluzioni che assicurano continuità progettuale all’interno della gamma Bimota.

Kawasaki e Bimota “insieme” dal 2019

Nel 2019, Kawasaki ha acquisito il 49,9% di Bimota attraverso la sua controllata Italian Motorcycle Investment S.p.A., con l’obiettivo di fornire motori, tecnologia e risorse al brand nostrano, mantenendo allo stesso tempo la produzione dei telai e l’assemblaggio a Rimini. La mossa ha permesso di rilanciare la produzione e di gettare le basi per un ritorno alle competizioni dopo anni di assenza dai grandi palcoscenici mondiali. Proprio da qui è nata l’occasione di affrontare il Mondiale Superbike nel 2025, sotto le insegne del Bimota by Kawasaki Racing Team.

Nella sua prima stagione completa, la squadra ha raccolto costantemente piazzamenti in top-10, fino a salire per la prima volta sul podio in occasione della Superpole Race di Misano Adriatico con Alex Lowes. Il britannico è stato successivamente in grado di cogliere tre terzi posti nelle tre gare disputate a Magny-Cours, chiudendo sesto in classifica generale.

Il suo compagno di squadra Axel Bassani, invece, ha concluso decimo, mentre il team si è posizionato quinto a fine anno. KB399 – che eredita tutta l’esperienza maturata nella WorldSBK – non è stata l’unica novità Bimota presentata in questi giorni: infatti, la BX450 rappresenta il primo modello enduro della Casa riminese, sviluppato sulla base della Kawasaki KX450X.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 05:00:22 +0000
News n. 14
Prestito garantito auto, forse non conosci i rischi che si celano dietro questa formula

È proprio l’acquisto di un’auto a essere una delle decisioni economiche più importanti per una famiglia o un professionista. Con l’aumento dei prezzi e la complessità delle scelte di mobilità, in molti si trovano a valutare le diverse forme di credito per sostenere la spesa.

Tra queste, una delle opzioni che nasconde diverse criticità è il prestito garantito dall’auto ovvero una forma di finanziamento in cui il veicolo stesso diventa una garanzia per il credito erogato. Come è facile intuire, si tratta di una soluzione che presenta una serie di rischi e costi.

Che cosa significa prestito garantito dall’auto

Ci si riferisce a un finanziamento in cui il debitore offre il proprio veicolo come garanzia nei confronti della banca o dell’ente finanziatore. Questo tipo di garanzia è assimilabile a un pegno o a un vincolo che permette al creditore di rivalersi sul bene in caso di inadempienza nei pagamenti.

Se il debitore non riesce a rimborsare le rate del prestito, il finanziatore può procedere con misure esecutive per recuperare la somma dovuta, ad esempio con la vendita del veicolo e l’utilizzo del ricavato per compensare il debito residuo. A prima vista può sembrare una soluzione logica per chi non dispone di altre forme di garanzia, ma è proprio il fatto di legare un bene di uso quotidiano a una forma di credito a rendere questa scelta non sempre consigliabile.

Questa modalità di finanziamento non va confusa con il più classico dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di un’auto che viene richiesto in concessionaria. In questo caso l’erogazione del credito è vincolata all’acquisto di un bene e il veicolo acquistato non è utilizzato come garanzia in senso stretto, piuttosto il contratto prevede condizioni contrattuali che disciplinano la proprietà e la restituzione del bene solo in caso di particolari formule contrattuali come il leasing o il valore futuro garantito.

Nel prestito garantito dall’auto il vincolo sul veicolo è invece diretto e ha conseguenze sulla libertà di utilizzo del mezzo e sulla situazione patrimoniale del debitore.

Perché questa soluzione è rischiosa

Tra i motivi per cui il prestito garantito dall’auto viene considerato una soluzione sconveniente c’è la possibilità che il veicolo venga perso in caso di difficoltà nei pagamenti. Se la persona che ha richiesto il finanziamento non riesce a far fronte alle rate, l’ente finanziatore ha la facoltà di avviare la vendita forzata del bene, anche senza il consenso esplicito del debitore, ma a fronte degli accordi contrattuali sottoscritti.

Va tenuto presente che nelle vendite forzate i veicoli sono in genere alienati a prezzi inferiori al loro valore di mercato con il risultato che il ricavato potrebbe non essere sufficiente a coprire tutto il debito residuo. Il debitore può restare comunque responsabile per la differenza tra quanto ottenuto dalla vendita forzata e quanto dovuto alla banca.

Un altro aspetto problematico riguarda la svalutazione naturale del bene. Soprattutto se di grande cilindrata o di fascia di prezzo alta, un’auto perde valore col tempo a causa dell’usura e dell’età. Significa che il valore di mercato del veicolo potrebbe non mantenersi sufficiente a coprire l’importo residuo del prestito man mano che passano i mesi. In contesti economici in cui la domanda di veicoli usati è stagnante o in calo, questo rischio si accentua e rende meno sicuro il principio di utilizzare l’auto come garanzia per un prestito.

Confronto con altre forme di finanziamento

Il prestito garantito dall’auto non è la sola opzione disponibile per sostenere la spesa di un veicolo: ci sono infatti altre forme di credito che offrono maggiore flessibilità e un profilo di rischio più basso. Il più comune è il finanziamento finalizzato all’acquisto di un’auto che viene proposto dalle concessionarie in collaborazione con istituti di credito. In questo caso il credito è destinato all’acquisto del veicolo ed è disciplinato da un contratto di credito ai consumatori con tassi d’interesse, durata e piano di ammortamento.

Caratteristica dei finanziamenti finalizzati è che la proprietà del veicolo viene trasferita all’acquirente sin dal momento dell’acquisto, e la garanzia riguarda la regolarità dei pagamenti anziché il vincolo sul bene stesso. Difficoltà temporanee nel pagamento delle rate possono così essere gestite attraverso rinegoziazioni, piani di rientro o soluzioni di moratoria senza che la banca possa rivalersi sulle cose.

Un’altra alternativa per chi ha un buon profilo creditizio è il prestito personale bancario. Questa forma di credito non è vincolata all’acquisto di un bene e non prevede l’utilizzo dell’auto come garanzia. Il tasso di interesse può essere competitivo per chi può dimostrare un buon storico di pagamenti e capacità reddituale.

Il vantaggio di questa opzione è la flessibilità: il piano di rimborso può essere modellato sulle esigenze del debitore con la possibilità di scegliere durate diverse, importi variabili e condizioni più favorevoli in caso di rinegoziazioni.

Oltre alle soluzioni tradizionali ci sono anche formule come il leasing o il noleggio a lungo termine. Sebbene queste non siano prestiti nel senso più stretto del termine, propongono modalità alternative di utilizzo del veicolo senza l’onere della proprietà immediata. Nel leasing il cliente paga una quota periodica per l’utilizzo del veicolo e ha la possibilità di riscattarlo alla fine del contratto. Anche se richiede alcuni vincoli come limiti di chilometraggio o condizioni particolari sui danni al veicolo, questa formula evita i rischi associati al prestito garantito dall’auto.

Da parte sua il noleggio a lungo termine è una soluzione scelta dagli automobilisti per aggirare i problemi di gestione e di svalutazione del veicolo. Tra l’altro nel canone mensile sono compresi anche i servizi di manutenzione e assicurazione.

Quando ha senso (e quando no)

Ci sono casi in cui un prestito garantito dall’auto sembra la sola via d’uscita, ad esempio per chi si trova in difficoltà finanziarie e non riesce ad accedere ad altre forme di credito. Anche in queste situazioni bisogna valutare i costi e le conseguenze a lungo termine in quanto la perdita del veicolo può avere conseguenze più gravi di una difficoltà temporanea di pagamento.

Per la maggior parte degli automobilisti con un reddito stabile e di una buona storia creditizia, soluzioni alternative come il prestito bancario o il finanziamento finalizzato sono quasi sempre più vantaggiose. Queste opzioni offrono maggiore trasparenza sui costi, condizioni contrattuali più chiare e minori rischi per il patrimonio personale.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 04:00:19 +0000
News n. 15
Che auto guida Zendaya, classe da vendere anche al volante

In ogni occasione, dal set al ruolo di ospite nella seconda puntata di Amici 25 in coppia con Robert Pattinson, la classe di Zendaya trasuda innegabilmente, e anche la sua collezione di auto spicca per raffinatezza del gusto. Lasciate stare l’ostentazione fine a sé stessa, perché qui a farla da padrona sono mezzi solidi e performanti: una dualità che richiama la personalità dell’attrice di Dune e Spider-Man, una maestra nel mescolare l’eleganza del red carpet alla praticità della vita quotidiana.

Lusso tedesco, muscoli americani

Zendaya sarà pure una colonna del grande schermo americano, ma quando l’argomento del giorno sono le auto allora emerge in maniera netta la predilezione per l’ingegneria europea. Spesso è stata avvistata tra le strade di New York alla guida di una BMW X7 da 375 CV, che sembra fatta su misura perché a un look moderno abbina il massimo comfort.

La cattiveria agonistica parla un’altra linga, quella di Ingolstadt. La giovanissima star del cinema possiede, infatti, ben due Audi RS7, di cui la prima, un esemplare del 2017 da 560 CV, le ha fatto spesso da “complice” durante le uscite con la dolce metà Tom Holland tra le colline della California. Il secondo bolide dei quattro anelli, una RS 7 Sportback dal valore superiore ai 100.000 euro, arriva a toccare i 591 CV e a coprire lo “0-100” in appena 3 secondi.

Il fascino intramontabile di Stoccarda

Nel parco macchine di Zendaya catturano poi l’attenzione due icone firmate Mercedes-Benz: una Classe E del 2013, testimone dei suoi esordi e dei tempi di Dancing with the Stars (l’equivalente dell’italiano Ballando con le stelle di Milly Carlucci), e una più formale Classe S del 2015. La seconda, ammiraglia da lusso, mette al riparo la ragazza dal rischio di cadute di stile agli appuntamenti galanti.

Nemmeno Zendaya può rinunciare a passare del tempo in famiglia, magari insieme al fratello Austin. In questi casi la scelta ricade sui giganti della strada come un Cadillac Escalade nero del 2017 e un Range Rover Sport HSE del 2020. Con un V8 sovralimentato e un prezzo di poco sotto i 200.000, il Range Rover è il carico pesante, un mezzo dove lusso e utilità viaggiano di pari passo.

Amici 25: glamour per uno show memorabile

Ma Zendaya non è solo motori e cinema internazionale; la sua capacità di connettersi con il pubblico la porta spesso a incrociare i palcoscenici più amati, anche in Italia. Sabato 28 marzo 2026, l’attrice è attesa a un momento imperdibile nel Serale di Amici. Giunto alla sua 25esima edizione, il talent di Maria De Filippi conterà su Zendaya e Robert Pattinson, per una puntata che promette di bissare il successo d’ascolti del debutto.

Le due star di Hollywood scenderanno sul “red carpet” dello studio per presentare il loro nuovo film, The Drama – Un segreto è per sempre. I ragazzi della scuola avranno un’occasione d’oro: ricevere consigli da chi, partendo da zero, è arrivata a dominare il mondo del cinema e della moda. Tra i giudici Amadeus e Gigi D’Alessio, e l’energia dei The Kolors, la presenza di Zendaya aggiungerà quel tocco di glamour che renderà lo show assolutamente memorabile.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 20:14:49 +0000
News n. 16
Gabriel Bortoleto, il profilo del pilota: bio, carriera, curiosità

Nel panorama della nuova generazione di talenti della F1, il nome di Gabriel Bortoleto è uno di quelli destinati a far parlare a lungo. Il pilota brasiliano rappresenta una delle promesse più interessanti del motorsport internazionale, grazie a un percorso costruito con costanza, talento e risultati concreti. Con uno stile di guida pulito e una mentalità già da professionista affermato, Bortoleto si è guadagnato un nuovo posto nel grande circus, attirando l’attenzione di Audi.

Nato il 14 ottobre 2004 a San Paolo, in Brasile, Gabriel Bortoleto è cresciuto in un Paese con una tradizione motoristica straordinaria. Dai tempi di Ayrton Senna fino alle generazioni successive, il Brasile ha sempre rappresentato una fucina di talenti e Bortoleto sembra pronto a raccogliere questa eredità. Fin da giovanissimo ha mostrato una predisposizione naturale per la velocità, accompagnata da una forte determinazione nel migliorarsi continuamente.

I kart e le prime vittorie

Come molti piloti di F1, anche Bortoleto ha iniziato la sua carriera nei kart. I primi anni sono stati fondamentali per costruire le basi tecniche e mentali necessarie per competere ad alto livello. Dopo essersi messo in evidenza nelle competizioni nazionali brasiliane, ha scelto di trasferirsi in Europa, passaggio ormai imprescindibile per chi vuole ambire ai vertici del motorsport.

Nel Vecchio Continente, il giovane brasiliano ha continuato il suo percorso di crescita, confrontandosi con alcuni dei migliori talenti della sua generazione. Il salto nelle monoposto è arrivato con la F4, dove ha iniziato a costruire il proprio bagaglio di esperienza, alternando buone prestazioni a momenti di apprendimento, tipici di una fase di transizione. Il vero salto di qualità è arrivato però nelle categorie successive, dove Bortoleto ha dimostrato una crescita costante sia in termini di velocità che di gestione gara.

Tra F3, F2 e il grande salto

Il nome di Gabriel Bortoleto inizia a circolare con sempre maggiore insistenza nel 2023, anno della sua consacrazione in F3. Al debutto nella categoria, il brasiliano sorprende tutti per maturità e continuità di rendimento. Nonostante la forte concorrenza, riesce a imporsi come uno dei piloti più completi del campionato, conquistando il titolo al primo tentativo. Un risultato che lo proietta immediatamente tra i prospetti più interessanti del panorama internazionale. La sua capacità di gestire la pressione, unita a una notevole intelligenza tattica, lo rendono un pilota difficile da battere nell’arco di una stagione.

Il passaggio in F2 conferma le aspettative, Bortoleto si distingue per la sua solidità, adattandosi rapidamente a monoposto più complesse e a weekend di gara più impegnativi. La sua crescita è evidente gara dopo gara, con prestazioni che lo mantengono costantemente nelle posizioni di vertice. Questi risultati gli valgono il mondiale nel 2024 e l’ingresso nei radar McLaren, fino ad arrivare alla grande occasione del debutto nel circus con la Sauber nel 2025. Il salto nella massima categoria rappresenta il coronamento di un percorso costruito passo dopo passo, senza bruciare le tappe ma con una progressione costante.

Nel 2026, Bortoleto si presenta come uno dei rookie più interessanti della griglia, pronto a confrontarsi con piloti affermati e a dimostrare il proprio valore con l’Audi su palcoscenici ben più esigenti.

Stile di guida

Uno degli aspetti che più colpisce di Bortoleto è il suo stile di guida. Il brasiliano non è un pilota istintivo o eccessivamente aggressivo, ma piuttosto un interprete estremamente lucido della gara. La sua forza principale è la capacità di leggere le situazioni, scegliere il momento giusto per attaccare e gestire al meglio le risorse a disposizione. La sua guida è pulita e caratterizzata da traiettorie precise e da un uso intelligente dell’acceleratore. Questo approccio gli consente di preservare le gomme, un fattore determinante nella F1 moderna e di mantenere un ritmo costante per tutta la durata della gara.

In qualifica riesce a esprimere un buon livello di performance sul giro secco, ma è soprattutto in gara che emerge il suo valore. La gestione strategica, la capacità di adattarsi alle condizioni della pista e la freddezza nei momenti decisivi sono qualità che lo rendono particolarmente efficace nei long run. Un altro elemento distintivo è la sua compostezza, raramente commette errori grossolani, preferendo costruire il risultato con pazienza. Questo lo rende un pilota affidabile, qualità molto apprezzata dai team.

Numeri e statistiche

Nonostante la giovane età, Gabriel Bortoleto può già vantare numeri di grande rilievo nelle categorie propedeutiche alla F1. Il titolo in F3 al debutto rappresenta uno dei risultati più significativi della sua carriera, a testimonianza di un talento capace di emergere subito ai massimi livelli. In F2 ha dimostrato una continuità di rendimento fondamentale per competere in campionati così competitivi. La sua percentuale di arrivi a punti è elevata, segno di una grande solidità e di una capacità di evitare errori. Oltre 140 gare in carriera di cui oltre 25 in F1.

Un altro dato interessante riguarda la gestione delle gare, nelle serie minori Bortoleto è spesso protagonista di rimonte efficaci, grazie a una lettura strategica superiore alla media. Questo aspetto evidenzia non solo le sue qualità di guida, ma anche una maturità mentale fuori dal comune per un pilota della sua età. A oggi in F1 non è mai andato meglio del 19esimo posto.

Nel passaggio in F1, l’obiettivo principale resta quello di accumulare esperienza, ma anche di iniziare a costruire una base solida di risultati che possano proiettarlo verso posizioni sempre più ambiziose.

Curiosità e personalità

Oltre alle qualità in pista, Gabriel Bortoleto si distingue anche per il suo atteggiamento fuori. È un pilota riflessivo, molto concentrato sul lavoro e sulla crescita personale. Alto 184 centimetri e dal peso di 75 chilogrammi, non ama particolarmente i riflettori, preferendo lasciare che siano i risultati a parlare per lui. Il suo percorso è stato spesso descritto come silenzioso ma efficace, senza clamore mediatico, il brasiliano è riuscito a scalare le gerarchie del motorsport grazie a prestazioni solide e costanti.

Come molti giovani piloti, dedica molto tempo al simulatore, strumento fondamentale per prepararsi ai weekend di gara. Inoltre, cura con attenzione la preparazione fisica, consapevole delle esigenze sempre più elevate della F1 moderna. Non manca anche una forte connessione con le sue radici brasiliane. In un’epoca in cui il Brasile cerca un nuovo protagonista in F1, Bortoleto rappresenta una speranza concreta per riportare il Paese ai vertici del motorsport mondiale.

Il futuro

Guardando al futuro, Gabriel Bortoleto ha tutte le carte in regola per diventare uno dei protagonisti della F1 nei prossimi anni. Il suo percorso dimostra che non si tratta di un talento improvvisato, ma di un pilota costruito con metodo, sacrificio e risultati. Il 2026 rappresenta un anno chiave per la sua carriera e la gestione della pressione nell’ambizioso progetto Audi, saranno elementi determinanti per il suo sviluppo.

Se continuerà su questa traiettoria, il brasiliano potrà ambire a obiettivi sempre più importanti, fino a inserirsi stabilmente nella lotta per le posizioni di vertice. Il talento c’è, la mentalità anche, ora resta da vedere fin dove potrà arrivare. Il suo futuro potrebbe essere decisamente luminoso.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 12:00:08 +0000
News n. 17
L’esercito inglese dice addio al Defender, il mito Land Rover in pensione

Sono passati 70 anni dall’introduzione del Land Rover Defender all’interno dell’esercito di Sua Maestà. Oggi però quella storia, fatta di fango, sabbia e affidabilità senza compromessi, è arrivata al capolinea. L’esercito inglese ha deciso di dire addio a uno dei suoi compagni più fedeli, aprendo una nuova fase in cui le esigenze operative sono profondamente cambiate.

Oltre 70 anni di servizio

Nato alla fine degli anni ’40, da un’idea di Maurice Wilks che immagina un veicolo capace di sostituire la Jeep Willys, che aveva dimostrato uno strapotere logistico nella Seconda Guerra Mondiale. Prende forma così il Defender, un mezzo con una filosofia ben precisa che ha plasmato le sue scelte tecniche. Dal 1949 entra infatti in servizio nell’esercito di Sua Maestà, diventando rapidamente una presenza costante nelle operazioni militari.

Nel corso degli anni il Defender si è evoluto per assolvere alle più disparate necessità, si è dimostrato valido nel trasporto truppe, nel supporto medico e addirittura come mezzo anfibio. Tantissime evoluzioni che hanno dimostrato la versatilità e l’incredibile affidabilità di una meccanica semplice e indistruttibile.

Ma il suo impatto va oltre il contesto militare. Il Defender è diventato un simbolo britannico, tanto da essere adottato anche dalla Famiglia Reale, contribuendo a costruire un’immagine iconica che ancora oggi resiste.

Defender in pensione

La decisione è ormai presa: entro il 2030 l’esercito britannico metterà definitivamente fuori servizio circa 5.000 Defender. Una parte della flotta è già stata dismessa, segno che il processo è iniziato e non si fermerà. Le ragioni sono tutt’altro che nostalgiche. Le esigenze operative moderne richiedono fuoristrada diversi: più leggeri, più facili da trasportare e, soprattutto, più semplici da mantenere in contesti complessi.

Paradossalmente, proprio quella semplicità che aveva reso il Defender un’icona oggi non si ritrova più nei recenti modelli. I nuovi scenari richiedono piattaforme più modulari, con tecnologie aggiornate e una logistica più efficiente. Eppure, per chi ha lavorato con questi mezzi, il distacco non sarà semplice. Il Defender è stata una presenza costante, quasi un compagno di squadra.

Caccia al successore

La vera sfida ora è trovare un degno erede. Un mezzo che raccolga l’enorme eredità e riesca a scrivere il proprio pezzo di storia. L’esercito britannico è alla ricerca di un veicolo che mantenga alcune caratteristiche fondamentali del Defender:

  • semplicità meccanica;
  • facilità di riparazione anche in condizioni estreme;
  • leggerezza e versatilità operativa.

Un’identikit che, in un mercato sempre più orientato verso tecnologia e complessità, appare quasi controcorrente. Le auto moderne sono sempre più sofisticate, ma proprio per questo spesso meno adatte a contesti militari dove l’affidabilità deve venire prima di tutto. La nuova generazione di mezzi dovrà quindi trovare un equilibrio difficile tra innovazione e pragmatismo. Non è escluso che si guardi a soluzioni ibride o modulari, ma senza perdere quella filosofia “essenziale†che ha reso il Defender unico.

La fine di un’era

L’addio al Defender può essere definita come la fine di un’epoca, di un modo di intendere la mobilità militare fatto di robustezza pura e adattabilità senza compromessi. L’auto negli ultimi anni è evoluta radicalmente e anche le icone devono lasciare spazio al futuro. Ma alcune storie restano. E quella del Defender, tra piste africane, deserti mediorientali e campagne europee, continuerà a vivere come uno dei capitoli più affascinanti della storia dell’automotive.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 10:51:25 +0000
News n. 18
GP Giappone, Ferrari frenata dall’ibrido: a Suzuka c’è amarezza

Lo step necessario per bilanciare il carico era necessario alle Ferrari. Nelle terze e ultime prove libere è arrivato, fattore poi confermato in qualifica. Il problema relativo all’energia ibrida sofferto nelle Fp3 in Giappone non si ripresenta in qualifica, malgrado il gap sulla Mercedes sotto questo aspetto continua fare la differenza. Al termine delle qualifiche Leclerc prende la quarta piazza, mentre Hamilton si accontenta della posizione numero sei.

GP Giappone FP3: Ferrari in difficoltà con le batterie

La sessione della Ferrari si è divisa in due fasi: una prima parte molto incoraggiante sul fronte dell’assetto e un finale compromesso dall’affidabilità. La terza sessione di libere della Rossa a Suzuka si apre con estrema cautela per poi chiudersi con l’amaro in bocca. Il primo a tastare l’asfalto ancora “verde” è Lewis Hamilton su gomme Soft: un tentativo esplorativo, utile più a prendere le misure che a cercare il limite.

Poco dopo tocca a Charles Leclerc, che spinge da subito con maggiore decisione mostrando un feeling nettamente superiore rispetto al venerdì. La SF-26 del monegasco appare parecchio stabile e pulita nelle traiettorie. Una conferma che il lavoro dei tecnici, sviluppato al simulatore della nottata di Maranello, portano il team sulla corretta strada di messa a punto.

Alfieri della Rossa che hanno trovato la chiave per sbloccare il carico aerodinamico e sistemare il bilanciamento. Hamilton deve fare i conti con una vettura ancora un po’ nervosa, ritrovandosi a rincorrere i tempi del compagno di squadra. Un feeling ancora incerto il suo. Ma il colpo di scena, ovviamente in negativo, arriva nel momento clou della sessione.

Quando entrambi i piloti rientrano per montare l’ultimo treno di Soft nuove e tentare la vera simulazione di qualifica, il sistema ibrido li tradisce. Leclerc si accorge subito che le batterie non sono cariche, mentre via radio Hamilton lancia un inequivocabile “I have no power”. Nonostante i tentativi di Bozzi e Santi di risolvere l’intoppo in corsa, il problema al pacco batterie persiste.

Tra i cali di energia sul più bello, il traffico in pista e le gomme che perdono rapidamente la finestra di utilizzo ottimale, la frustrazione sale, specialmente per Leclerc. Il potenziale sul giro secco per sfidare la Mercedes resta così un’incognita mascherata da queste noie tecniche, ma in vista delle qualifiche il Cavallino può sorridere per un assetto finalmente all’altezza. Resta da capire la fase di deployment.

La sintesi delle Qualifiche: Ferrari l della Ferrari a Suzuka

Le qualifiche si aprono con segnali incoraggianti: nel Q1, sfruttando gomme Soft nuove e un warm-up più aggressivo, la SF-26 mostra un bilanciamento ritrovato. Charles Leclerc si impone agilmente in prima posizione nonostante il traffico, mentre Lewis Hamilton, costantemente supportato dall’ingegnere Carlo Santi, fatica maggiormente a trovare il feeling ottimale.

Nel Q2, apparentemente archiviato lo spauracchio dei problemi ibridi emersi nelle libere, il copione si ripete. Leclerc stampa tempi solidi seppur con qualche sbavatura, come un brusco sovrasterzo alla curva Degner. Hamilton, pur rallentato da un rapido controllo alle bilance FIA, usa un tentativo extra per blindare il passaggio del turno chiudendo quarto. Inizia però a suonare un campanello d’allarme.

Nel secondo settore, la Rossa paga un dazio pesantissimo rispetto all’erogazione di potenza della Mercedes. La veradoccia fredda arriva nel Q3. Nonostante le speranze riposte nel primo settore (vero punto di forza della Ferrari), la superiorità del motore tedesco risulta incolmabile. Charles sfodera un giro magistrale siglando il miglior tempo nel T1.

Tuttavia deve accontentarsi del quarto posto, in seconda fila, staccato di ben sei decimi dalla pole position di Kimi Antonelli su Mercedes. Hamilton si piazza sesto, appena dietro alla McLaren di Norris. Il verdetto finale scatena la frustrazione in radio del monegasco: senza un salto di qualità netto nella gestione del sistema ibrido, la Ferrari attualmente non ha la potenza per lottare al vertice.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 10:48:02 +0000
News n. 19
Mercedes GLC 400 4Matic EQ 2026, come va e quanto costa la nuova versione elettrica

La transizione elettrica passa anche dai modelli più iconici, e nel caso di Mercedes il passaggio non poteva che coinvolgere uno dei pilastri della gamma. La nuova GLC EQ rappresenta infatti una svolta concreta, attraverso un SUV pensato per portare l’elettrico nel cuore del mercato premium europeo.

Non è un caso che Mercedes abbia scelto proprio la GLC per questa evoluzione. È uno dei modelli più venduti del marchio e, proprio per questo, diventa il banco di prova perfetto per capire se il pubblico è davvero pronto a fare il salto verso una mobilità a zero emissioni senza compromessi.

Design

A prima vista, la GLC EQ non stravolge l’estetica di un modello iconico, ma gioca con dettagli che fanno subito capire il cambio di paradigma. Le proporzioni restano quelle di un SUV muscoloso e ben piantato su strada, ma il linguaggio stilistico si aggiorna con soluzioni più moderne e aerodinamiche.

Il frontale è la parte più innovativa: la classica calandra viene reinterpretata in chiave elettrica, diventando una superficie chiusa che può essere illuminata, con la stella Mercedes che sembra galleggiare al centro.

Le linee laterali rimangono pulite, con una certa eleganza che evita eccessi futuristici, mentre il posteriore punta su una firma luminosa più sottile e tecnologica. Il risultato è un SUV che vuole farsi notare, ma trasmettendo la stessa solidità tradizionale del marchio.

Interni

Salendo a bordo, il salto generazionale passa sempre attraverso la plancia. L’abitacolo è dominato dal sistema MBUX, che nella configurazione più completa si trasforma nel celebre Hyperscreen: un unico pannello digitale che attraversa tutta la plancia, integrando strumentazione, infotainment e display per il passeggero.

L’effetto è quello di un salotto tecnologico, dove ogni funzione è a portata di mano. Nonostante la forte presenza digitale, Mercedes non ha rinunciato alla qualità percepita alternando pellami a inserti cromati che contribuiscono a creare un ambiente premium, coerente con il posizionamento del modello.

La posizione di guida resta alta e confortevole, mentre lo spazio a bordo è generoso, sia davanti che dietro. Un equilibrio ben riuscito tra tecnologia e praticità, senza sacrificare l’esperienza di utilizzo quotidiana.

Prestazioni e prezzo

Sotto la carrozzeria si nasconde il vero salto in avanti. La GLC EQ porta in dote una potenza complessiva di 490 CV, numeri da vera sportiva. Lo scatto da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi racconta solo una parte della storia: la vocazione infatti resta quella di un SUV da viaggio. La presenza di una trasmissione a due rapporti è una soluzione interessante, pensata per migliorare l’efficienza soprattutto nei trasferimenti autostradali, riducendo i consumi alle alte velocità.

La batteria da 94 kWh garantisce un’autonomia dichiarata fino a 715 km, un dato che colloca la GLC EQ tra le elettriche più interessanti per chi percorre lunghe distanze. A questo si aggiunge un’architettura a 800 Volt, che permette ricariche rapide e tempi di sosta più contenuti rispetto alla media del segmento.

Il listino parte da 72.588 euro, una cifra che posiziona la GLC EQ nella parte alta del segmento premium. Non è un’auto per tutti, ma neanche un esercizio elitario: Mercedes punta chiaramente a rendere l’elettrico una scelta concreta per chi oggi guida un SUV di fascia alta.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 09:54:55 +0000
News n. 20
Il ritorno del mito: Toyota Celica Sport, 400 CV e trazione integrale per la nuova regina

Sono anni che si parla del ritorno della Toyota Celica e, forse, quel momento è quasi arrivato. Tra indiscrezioni sempre più insistenti, prototipi avvistati su strada e voci che arrivano direttamente dall’interno della rete commerciale, i tasselli iniziano a comporsi. Non c’è ancora un annuncio ufficiale completo, ma gli indizi portano a un quadro piuttosto chiaro: la Celica starebbe davvero tornando e con una formula completamente nuova.

Le immagini di una coupé camuffata avvistata durante i test in Portogallo hanno acceso definitivamente la curiosità, alimentando le aspettative su un modello che potrebbe segnare una nuova fase per le sportive del marchio giapponese.

Toyota Celica Sport

Secondo le informazioni circolate negli ultimi mesi, il nome scelto dovrebbe essere Celica Sport. Una denominazione che non lascia spazio a dubbi: Toyota vuole riportare in vita lo spirito originale del modello, aggiornandolo però alle esigenze di oggi. La nuova Celica si inserirebbe perfettamente nella strategia sportiva del brand, che negli ultimi anni ha già dimostrato di voler continuare a investire nel piacere di guida. Modelli come la GR Yaris e la GR Supra hanno confermato questa direzione, dimostrando che anche nell’era dell’elettrificazione c’è ancora spazio per auto emozionali.

Il debutto, secondo le indiscrezioni più accreditate, è atteso intorno al 2027. Non si tratta quindi di un progetto imminente, ma nemmeno di un’idea lontana: siamo in quella fase in cui lo sviluppo è avanzato, ma la casa madre preferisce mantenere il massimo riserbo.

2.0 elettrificato

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la meccanica. La nuova Celica dovrebbe abbandonare il classico schema dei piccoli motori turbo per passare a una soluzione più moderna e in linea con le normative: un 2.0 litri elettrificato. Una scelta quasi obbligata, considerando i limiti sempre più stringenti sulle emissioni. Il precedente 1.6, già utilizzato su altri modelli sportivi del gruppo, non sarebbe più compatibile con gli standard futuri.

Ma attenzione: elettrificazione non significa necessariamente meno emozioni. Anzi, tutto il contrario. Le prime stime parlano di una potenza intorno ai 400 CV, con possibilità di salire ulteriormente nelle versioni più estreme o speciali. Numeri che, fino a pochi anni fa, erano riservati a segmenti ben più alti.

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A fare la differenza sarà anche la trazione integrale, che dovrebbe garantire non solo maggiore motricità, ma anche una dinamica di guida più sofisticata. Un elemento che richiama direttamente la tradizione rally del modello, da sempre legata alle competizioni su fondi difficili e alle prestazioni in ogni condizione.

Una sportiva per una nuova era

Il ritorno della Celica è un’operazione nostalgia pronta a scatenare il lato emozionale di molte generazioni. Nonché il segnale di come il mondo dell’auto stia cercando un equilibrio tra passato e futuro. Da un lato ci sono le normative, sempre più severe; dall’altro, la necessità di mantenere viva quella componente emozionale che ha reso celebri molti modelli. Toyota sembra voler percorrere proprio questa strada: coniugare tecnologia ed emozione, senza rinunciare a nessuna delle due.

Il fatto che la nuova Celica punti su un sistema ibrido ad alte prestazioni è emblematico. Non si tratta più di scegliere tra divertimento e sostenibilità, ma di trovare una sintesi credibile tra i due mondi.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 08:59:05 +0000
News n. 21
Aprilia RS 457 GP Replica, la moto sportiva leggera per patente A2 ispirata alla MotoGP

Arriva una nuova protagonista sul mercato delle moto sportive leggere: Aprilia, infatti, lancia la nuova RS 457 Replica, destinata ai giovani motociclisti in possesso della patente A2. L’allestimento introduce una livrea ispirata al mondo delle competizioni e una dotazione aggiornata, mantenendo invariata l’impostazione tecnica del modello.

I punti di forza rimangono il suo design sportivo, il rapporto peso/potenza, la facilità d’utilizzo e il divertimento alla guida, elementi che hanno permesso alla Casa di Noale di essere un punto di riferimento per le future generazioni.

Caratteristiche tecniche e dotazioni

Come detto, GP Replica mantiene la base tecnica di Aprilia RS 457, con interventi sull’equipaggiamento e su alcuni aspetti funzionali. Il motore resta il bicilindrico da 457 cc con potenza di 35 kW (48 CV), valore limite per la patente A2, inserito in una configurazione che privilegia l’equilibrio generale. Il peso contenuto, pari a 159 kg a secco (175 kg con il pieno), contribuisce a una gestione più intuitiva nelle diverse condizioni di utilizzo, sia in ambito urbano sia su percorsi extraurbani.

Tra gli aggiornamenti figura il cambio quickshifter di serie, che consente il passaggio di marcia senza utilizzo della frizione sia in salita sia in scalata. L’impianto frenante anteriore adotta componenti rivisti per una risposta più efficace, mentre il pacchetto elettronico comprende acceleratore Ride by Wire, controllo di trazione regolabile, ABS e diverse modalità di guida. L’insieme di questi elementi definisce una configurazione che punta a migliorare l’esperienza di guida senza modificare l’impostazione complessiva del modello.

Una livrea ispirata al Motomondiale

RS 457 GP Replica introduce una colorazione estetica ispirata direttamente al mondo delle competizioni. La livrea combina finiture nero lucido e opaco con grafiche ufficiali che richiamano Aprilia RS-GP impiegata in MotoGP (e guidata da Marco Bezzecchi, fresco vincitore del Gran Premio del Brasile, e Jorge Martin), creando un collegamento visivo con i modelli utilizzati nella massima categoria. L’intervento riguarda principalmente l’aspetto esteriore, con l’obiettivo di differenziare questa versione rispetto alle altre disponibili in gamma.

Completano l’allestimento alcuni elementi specifici, come la cover monoposto e le finiture in nero su componenti quali telaio, forcellone e piastra di sterzo, soluzioni che contribuiscono a definire un’impostazione più essenziale. Aprilia RS 457 GP Replica è proposta sul mercato italiano a un prezzo di 7.550 euro, posizionandosi tra le opzioni dedicate a chi è alla ricerca di una sportiva accessibile e utilizzabile con patente A2.

Un piccolo ripasso di Aprilia RS 457

RS 457 GP Replica nasce all’interno di un progetto più ampio con cui Aprilia ha deciso di entrare nel segmento delle sportive leggere, rivolgendosi a un pubblico giovane e ai possessori di patente A2. Il modello base è stato sviluppato per offrire una sintesi tra accessibilità, facilità di utilizzo e contenuti tecnologici, con l’obiettivo di accompagnare il motociclista nelle prime fasi di esperienza, sia su strada sia in un eventuale utilizzo in pista.

Oltre alla versione GP Replica, Aprilia RS 457 è proposta nelle nuove colorazioni Arsenic Yellow e Coral Light Blue per il 2026. Nel listino sono presenti anche gli schemi grafici Opalescent Light, Prismatic Dark e Racing Stripes, tutti disponibili a un prezzo inferiore di 7.250 euro.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 07:00:33 +0000
News n. 22
Sciopero dei trasporti 28 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 28 marzo 2026 sono previsti 2 scioperi che riguardano il settore del trasporto pubblico locale nella provincia di Bari, in Puglia. Di seguito, tutti i dettagli con orario d’inizio e fine, compagnie e sindacati coinvolti.

Sciopero dei trasporti Bari – Soc. MTM di Molfetta

Nella provincia di Bari, regione Puglia, è previsto uno sciopero di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30 che coinvolge il personale della Soc. MTM di Molfetta. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati OSP FIT-CISL/UILT-UIL e riguarda la categoria “Personale Soc. MTM di Molfetta” del servizio di trasporto pubblico locale.

Sciopero dei trasporti Bari – Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici

Nella provincia di Bari, in Puglia, è inoltre indetto uno sciopero di 24 ore a partire dal 28 marzo 2026 per gli operatori di esercizio della Soc. Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici. A proclamare lo sciopero sono stati i sindacati OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL e riguarda il personale impegnato nel servizio di trasporto pubblico locale.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 07:00:00 +0000
News n. 23
L’Europa sta recuperando la Cina sull’elettrico, ma l’Italia è in ritardo di 5 anni

La crescita delle auto elettriche in Europa è ormai evidente. Le vetture a zero emissioni, infatti, sono sempre più diffuse e, mese dopo mese, i dati di vendita confermano un interesse crescente verso il settore della mobilità a zero emissioni da parte degli automobilisti europei.

Il programma di elettrificazione continua e l’Europa sta recuperando terreno nei confronti della Cina, mercato che da anni fa da apripista per la mobilità elettrica. Anche in Italia, nel frattempo, le vetture a zero emissioni stanno crescendo anche se il nostro mercato è in ritardo di almeno 5 anni.

L’Europa cresce

I dati della terza edizione del rapporto State of European Transport di T&E confermano la crescita delle elettriche in Europa. Attualmente, infatti, ci sono circa 8 milioni di auto elettriche in circolazione in Ue. Secondo il rapporto, il settore ha solo 3 anni di ritardo dalla Cina, segno che il gap si sta riducendo.

La flotta di auto elettriche in circolazione ha permesso di risparmiare circa 46 milioni di barili di petrolio nel corso del 2025. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare considerando il nuovo aumento del costo del barile a causa della guerra in Iran.

Secondo William Todts, direttore esecutivo di T&E, l’Europa si trova oggi in una posizione buona per quanto riguarda l’elettrificazione:

“I veicoli elettrici rappresentano la leva più strategica per porre fine alla dipendenza europea dal petrolio importato. La narrativa secondo cui saremmo troppo indietro rispetto alla Cina e dovremmo, per competere, indebolire la regolamentazione sulle emissioni di COâ‚‚ delle auto è profondamente errata”

Secondo gli analisti di T&E, i tre anni di ritardo nell’elettrico potranno essere colmati entro il 2030.

L’Italia è indietro

La crescita delle auto elettriche in Italia è evidente ed è stata confermata nuovamente anche dai dati di vendita del primo bimestre del 2026. Nel frattempo, però, la quota delle auto a zero emissioni continua a essere ridotta.

Il rapporto dell’Osservatorio Sunrise, promosso dal Centro nazionale per la mobilità sostenibile (Most), sottolinea come al momento le elettriche rappresentino solo il 6% delle immatricolazioni complessive.

Si tratta di una diffusione ancora troppo ridotta per poter consentire al mercato italiano di porsi al livello di quello europeo. Secondo il rapporto, il nostro Paese sarebbe in ritardo di 5 anni rispetto ad altri Paesi europei.

Come evidente dall’analisi dei dati di vendita in Europa, aggiornati alla fine del mese di febbraio 2026, il mercato Ue vede le elettriche sempre più protagoniste, con un market share pari a circa il 18%.

Per l’Italia, nonostante una crescita importante registrata nel corso dei primi mesi dell’anno, il market share resta nettamente più basso e, quindi, c’è ancora tanta strada da fare per colmare il gap con il resto dell’Europa e, soprattutto, con la Cina.

Il trend positivo di inizio 2026, però, rappresenta la base giusta da cui ripartire. Nel corso dei prossimi mesi, infatti, le auto a zero emissioni in circolazione nel nostro Paese dovrebbero aumentare notevolmente. Staremo a vedere quale sarà la velocità effettiva di crescita.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 06:30:34 +0000
News n. 24
Rolls-Royce presenta Cullinan Yachting, una serie speciale dedicata alla nautica

Rolls-Royce ha presentato Cullinan Yachting. Si tratta di un progetto composto da quattro commissioni private e che punta a esaltare e celebrare l’estetica, i materiali e lo spirito della nautica.

Questa nuova serie limitata conferma la capacità di Rolls-Royce di creare modelli Bespoke in grado di stupire grazie alla ricercatezza del design e alla capacità di creare un legame con un elemento esterno, in questo caso il mondo della nautica, integrandolo sapientemente all’interno delle sue vetture.

Ecco tutti i dettagli rivelati dalla Casa in merito.

Un progetto unico

Le produzioni Bespoke di Rolls-Royce riescono sempre a esaltare lo stile iconico del brand, mettendo in evidenza caratteristiche uniche e un’attenzione massima per i singoli dettagli che costituiscono un veicolo. Anche Cullinan Yachting rientra perfettamente in questa descrizione. Si tratta di un progetto composto da quattro auto, con un collegamento ai quattro punti cardinali, Nord, Sud, Ovest ed Est.

Tutte le vetture possono contare su dettagli in teak di qualità nautica, cruscotti nautici dipinti a mano, rivestimenti interni Starlight con motivo a vento mediterraneo e finiture esterne distintive. Ogni modello è un pezzo unico, con soluzioni cromatiche esclusive e un lavoro di progettazione che ha richiesto circa due mesi di sperimentazione. La plancia è caratterizzata da una rifinitura in Piano Milori Sparkle, un blu metallizzato intenso che rappresenta un vero e proprio omaggio alla Costa Azzurra.

Da segnalare il ricorso al teak a poro aperto per l’abitacolo: questo materiale è in genere utilizzato sui punti degli yacht ed è stato scelto per rafforzare ulteriormente questo legame con la nautica. L’abitacolo propone anche rifiniture in pelle bianco artico e blu navy, con cuciture a contrasto, profili e monogrammi sui poggiatesta in blu navy. Il soffitto dell’abitacolo, inoltre, richiama la mappa dei venti del Mediterraneo.

Ufficio Stampa Rolls-Royce
Un progetto esclusivo anche all’interno

La rifinitura esterna riflette i punti cardinali: il Nord è realizzato in Crystal su Light Blue, il Sud in Crystal su Arabian Blu IV mentre l’Est è realizzato in Dark Silk Teal mentre l’Ovest in Sapphire Gunmetal. Ogni modello propone anche cerchi in lega da 22 pollici caratterizzati da una particolare lucidatura che richiama gli elementi cromati e gli accessori degli yacht.

Le Cullinan Yachting sono state realizzate su commissione e, di conseguenza, non saranno immesse sul mercato. La divisione Bespoke della Casa continua, quindi, a produrre gemme e si conferma un punto di riferimento per la clientela interessata a modelli Rolls-Royce. Ricordiamo che di recente la Casa ha celebrato i 100 anni di Phantom con un’esclusiva edizione speciale.

Il commento dell’azienda

Martina Starke, Head of Bespoke Design di Rolls-Royce Motor Cars, ha così commentato il nuovo progetto della Casa:

“Dai valori di design condivisi con le imbarcazioni da regata alle collaborazioni con designer nautici per i clienti che desiderano abbinare la propria auto al proprio yacht, l’artigianato marittimo ha da sempre ispirato il nostro approccio. In queste quattro commissioni personalizzate, tale legame di lunga data si esprime attraverso dettagli meticolosamente ispirati al mondo nautico e materiali autentici, fedeli allo spirito di avventura che definisce Cullinan e il mondo della nautica da diporto.â€

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 06:30:12 +0000
News n. 25
Vendita auto online e trasporto veicoli, che soluzione scegliere e quanto costa

La diffusione dell’e‑commerce per la compravendita di auto e più in genere dei mezzi a motore e delle vendite interregionali senza recarsi fisicamente dal venditore ha reso indispensabile la conoscenza delle pratiche per il trasporto dei veicoli. In altri casi la necessità nasce dal recupero di un mezzo non marciante, dalla consegna di auto d’epoca o di valore elevato, fino alle esigenze di concessionarie e gestori di flotte.

Di certo c’è che spedire un’auto è una necessità per chi acquista un veicolo a distanza e per chi si trasferisce in un’altra città o deve gestire logistica complessa per flotte aziendali. In ogni caso, nel mondo della mobilità contemporanea, il trasporto veicoli è un servizio strutturato con offerte e soluzioni che si adattano a più esigenze.

Servizi tradizionali e soluzioni specializzate

Se c’è qualcosa di ampio sono le soluzioni per il trasporto veicoli, che comprendono numerose modalità operative da valutare, che vanno dalle soluzioni più semplici a quelle specializzate per tipologie di auto e contesti logistici anche complessi. La formula più diffusa resta il trasporto su bisarca – ovvero il camion multiveicolo – in grado di caricare e spostare più auto in contemporanea. Questa soluzione permette di ripartire i costi tra diversi clienti e di rendere il servizio più economico per singola vettura.

Per esigenze che richiedono maggiore cura o tempi più rapidi, ci sono servizi di trasporto individuale su carrelli o furgoni coperti: mezzi che proteggono l’auto dagli agenti atmosferici e da eventuali danni esterni, ideali per vetture di pregio, sportive o d’epoca. Un’altra alternativa è quella dei driver professionisti, autisti specializzati che ritirano il veicolo e lo guidano fino alla destinazione richiesta.

Ecco allora che, se l’obiettivo è il contenimento della spesa, il trasporto in bisarca condivisa è la scelta più efficiente. Al contrario, quando sono prioritari l’urgenza di consegna o la tutela di un veicolo delicato, il trasporto individuale o con driver specializzato è la scelta più adatta, pur con costi superiori.

A cambiare è anche il grado di controllo sul processo: i servizi su misura per il trasporto di veicoli permettono di pianificare con precisione date e orari mentre le soluzioni standard seguono percorsi e carichi predefiniti ovvero meno flessibili.

Va considerato anche l’impatto sul veicolo: alcune modalità evitano qualsiasi utilizzo su strada, altre comportano un aumento minimo del chilometraggio e limitato al solo spostamento necessario. Infine c’è il contesto d’uso a incidere sulla scelta: i privati che gestiscono un evento occasionale hanno esigenze diverse rispetto ad aziende, noleggiatori o concessionarie che movimentano veicoli in modo continuativo e hanno bisogno di processi affidabili, ripetibili e programmabili.

Come scegliere il servizio più adatto

La scelta del servizio di trasporto veicoli più adatto richiede di tenere conto di alcuni parametri tra cui la distanza: per percorsi medio-lunghi, come nel caso di un’auto acquistata all’estero, conviene affidarsi a soluzioni strutturate e consolidate mentre per tratte brevi possono essere più efficaci opzioni flessibili con autisti dedicati. Anche l’urgenza ha il suo peso in quanto consegne rapide o con date vincolanti richiedono servizi personalizzati e una pianificazione accurata.

Il valore del veicolo è un altro parametro da non trascurare. Automobili di lusso, sportive o storiche necessitano di maggiore attenzione, coperture assicurative e modalità di trasporto che minimizzino i rischi. In queste situazioni la tutela del bene ha in genere priorità sul risparmio economico, anche se il budget rimane un elemento da bilanciare con il livello di servizio richiesto per evitare soluzioni insufficienti o inadeguate.

Infine è importante considerare le differenze tra i servizi destinati ai privati e quelli pensati per il mondo B2B. I primi si rivolgono a esigenze sporadiche e a una gestione semplificata. Le aziende necessitano invece di continuità operativa, tracciabilità completa, gestione di volumi elevati e un interlocutore unico nazionale per integrare il trasporto in processi logistici complessi e strutturati.

Soluzioni per aziende e concessionarie

Nel caso di aziende e concessionarie la gestione di grandi volumi di auto richiede processi strutturati per garantire operatività costante e contenimento dei costi. In questo scenario, la puntualità delle consegne diventa centrale in quanto ogni ritardo o imprevisto può avere un impatto sulle vendite, sulle immatricolazioni e sulla pianificazione delle attività commerciali.

Capitolo tracciabilità, le imprese hanno la necessità di monitorare ogni fase del trasporto, dal ritiro alla consegna con aggiornamenti continui. Questo sistema ottimizza il controllo logistico e migliora la comunicazione con clienti finali, partner e reparti interni. A cui si aggiungono la gestione delle pratiche amministrative, delle coperture assicurative e delle responsabilità lungo l’intera filiera.

Per rispondere a queste esigenze si sono diffusi i servizi di pickup & delivery dedicati alla logistica automotive. Queste soluzioni prevedono il ritiro dei veicoli in concessionarie, sedi aziendali o clienti finali e la consegna programmata in destinazioni concordate, come showroom, officine o hub logistici.

Costi indicativi e parametri da considerare

Quanto costa trasportare un’auto? La risposta dipende dalla distanza e dalla modalità scelta. Per tratte nazionali su bisarca condivisa un trasferimento da Milano a Roma può ad esempio costare tra 150 e 300 euro mentre per una Torino-Napoli la tariffa può aggirarsi tra 350 e 400 euro.

Per servizi dedicati o mezzi chiusi, le tariffe salgono: su distanze più lunghe o con richieste specifiche si può arrivare a 800-1.200 euro o più, a seconda del livello di personalizzazione richiesto. Il trasporto internazionale ha costi più elevati per via dei trasferimenti dall’Italia verso altri Paesi europei che oscillano tra 500 e 1.500 euro circa in base alla città di partenza e alle formalità doganali.

Per spostamenti delle auto oltreoceano, le opzioni via mare sia su container dedicati sia condivisi comportano costi indicativi che sono ancora più alti e che possono superare diverse migliaia di euro, variabili in base alla portata del servizio e alle coperture assicurative richieste. Tra gli elementi che incidono sul costo finale da corrispondere ci sono i chilometri da percorrere, le dimensioni e il peso del veicolo, nonché il tipo di servizio.

Anche l’urgenza della consegna, la necessità di mezzi coperti o dedicati e le condizioni di ritiro e consegna (ad esempio accesso a cortili difficili o orari fuori standard) influiscono infine sul preventivo finale.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 05:00:01 +0000


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