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News passione motori

News n. 1
F1 2026, il super clipping batte la FIA: le due modalità inutili alla causa

La drastica direttiva della Federazione Internazionale di ridurre l’uso dell’energia elettrica è la certificazione del fallimento normativo studiato per la stagione di F1 2026. L’utopia ingegneristica si è scontrata con la realtà della pista, rendendo palesi l’inefficacia delle modalità “ramp down” e “burn for charge”. Il tuto ha obbligato l’organo legislativo a un frettoloso dietrofront.

Il fallimento normativo certificato dalla Federazione e dai piloti

La FIA ha emesso una direttiva che suona come una resa incondizionata: ridurre significativamente l’uso massimo dell’energia elettrica per cercare di bilanciare le disastrose fasi di accumulo (harvesting) ed erogazione (deployment). Questa mossa, in modo inequivocabile, certifica come il quadro regolamentare studiato per la nuova era della classe regina, unito alle toppe messe in corsa, ha generato uno scenario utopico.

La Formula 1 immaginata negli uffici tecnici è anni luce distante da quella disfunzionale che si sta manifestando in pista. Mentre la FIA tenta di fare scudo alle polemiche, sminuendo la gravità della situazione e dipingendo le critiche esterne come eccessive, la realtà dei GP smentisce categoricamente l’ottimismo istituzionale. Il segnale più allarmante non arriva dai media o dai tifosi delusi.

Giunge a noi da chi si cala nell’abitacolo ogni domenica di gara. Sono i piloti i primi a denunciare un sistema fallace. Lo fanno evidenziando come le complesse strategie ingegnerizzate per gestire i propulsori abbiano semplicemente mancato l’obiettivo. Il disagio in griglia è palpabile e le rassicurazioni teoriche si infrangono sistematicamente contro i limiti fisici imposti dalle nuove power unit.

Le toppe inefficaci e l’illusione delle ricariche in curva

L’inefficacia strutturale del progetto è dimostrata dal collasso delle due contromisure principali introdotte per mitigare i difetti congeniti delle normative: il “ramp down” e il “burn for charge”. Queste soluzioni, pensate per mascherare le lacune di base, si sono rivelate dei palliativi del tutto inutili. La funzione di “ramp down avrebbe dovuto garantire una diminuzione dolce e graduale dell’apporto elettrico una volta varcata la soglia dei 290 km/.

Era nata non solo per salvaguardare le performance, ma soprattutto per evitare pericoli legati a improvvisi differenziali di velocità. Tuttavia, la sua totale inutilità è stata messa tragicamente a nudo dall’incidente occorso tra Bearman e Colapinto durante il weekend di Suzuka. Questo evento ha costretto i vertici federali a convocare d’urgenza dei tavoli tecnici per ricalibrare i flussi di energia e ristabilire un livello minimo di sicurezza tra le vetture in marcia.

Altrettanto disastroso è stato l’esito della modalità “burn for charge”. Teoricamente, questo sistema avrebbe dovuto esaltare l’abilità dei motoristi, sfruttando la spinta in eccesso del motore endotermico per rigenerare energia durante la percorrenza delle curve, compensando così una fase di staccata palesemente incapace di garantire la ricarica necessaria.

Nella pratica, l’impiego dell’endotermico come generatore ha causato un innalzamento drastico dei consumi di carburante, obbligando le scuderie a rincorrere difficili compromessi nel setup. Nonostante gli sforzi sovrumani degli ingegneri addetti al software, il recupero energetico in curva non ha prodotto i frutti sperati, confermandosi ben al di sotto degli standard minimi di competitività.

Il “super clipping” cronico e la profezia di Verstappen

Il risultato di questo castello di carte normativo si manifesta in modo spietato alla fine dei lunghi rettilinei: la spinta del moto generatore di energia cinetica si volatilizza in pochi secondi, dando origine a quello che i tecnici definiscono un “super clipping”. È un brutale e castrante taglio della potenza elettrica che vanifica l’energia accumulata, lasciando i piloti alla mercé del solo motore a combustione interna.

Questa spiacevole dinamica era stata ampiamente prevista da tutte le scuderie ed è apparsa in tutta la sua gravità fin dalle prime sessioni a Melbourne, restituendo ai tifosi uno spettacolo tecnicamente impietoso. La complessità dei sistemi è tale che il ruolo degli ingegneri del software è divenuto preponderante, costringendo i team a schierare al muretto figure specializzate unicamente nella decrittazione dei flussi energetici.

All’interno di tale scenario di emergenza tecnica, risuonano le parole di Verstappen ignorate dalla FIA, con Domenicali che difende il lavoro delle FIA: “lanciarsi a massima velocità sui rettilinei di piste come Monza, per poi essere costretti ad alzare il piede dal gas 500 metri prima della frenata pur di risparmiare energia, è diametralmente opposto a quella che dovrebbe essere l’essenza della Formula 1“. Una profezia che, purtroppo, è divenuta l’amara realtà di questa prima frazione di campionato.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 09:14:01 +0000
News n. 2
La collezione di auto di Hakan Calhanoglu, tra le supercar sbuca un’icona italiana

Quando si parla di calcio moderno, spesso si pensa a contratti milionari, stadi gremiti e prestazioni al limite. Ma fuori dal campo, molti protagonisti della Serie A coltivano passioni che raccontano molto del loro carattere. Tra questi c’è Hakan Calhanoglu, regista dell’Inter e capitano della nazionale turca, che da tempo mostra un debole per il mondo dei motori.

Tra social e apparizioni pubbliche, emerge una collezione che unisce lusso, potenza e un pizzico di nostalgia tutta italiana. E proprio questo mix rende il suo garage interessante, perché accanto a modelli estremi e moderni spunta una vettura italiana che riporta dritti alla dolce vita.

Una collezione di supercar

Nel garage del numero 20 nerazzurro non mancano le auto che fanno girare la testa. Il primo colpo d’occhio è per una Mercedes-AMG G63, reinterpretata dal tuner Keyvany in versione Hermes. Un SUV estremo, con finiture esclusive e dettagli che puntano più al lusso che alla sobrietà.

Accanto a lei troviamo una Mercedes-AMG GT 63, una berlina ad alte prestazioni che unisce comfort e sportività in modo più elegante. Sotto il cofano, un V8 capace di spingere forte, ma senza rinunciare alla versatilità di un’auto utilizzabile tutti i giorni.

Chiude il trittico delle grandi firme una Bentley Continental GT, simbolo per eccellenza del lusso su quattro ruote. Linee eleganti, interni curati in ogni dettaglio e una spinta poderosa che la rendono perfetta per viaggi lunghi, e per distinguersi senza esagerare. Tre auto diverse tra loro, ma con un filo conduttore chiaro: prestazioni elevate e immagine premium.

La Fiat 500 Jolly “Spiagginaâ€

E poi, quasi a sorpresa, arriva lei. Una Fiat 500 Jolly, una di quelle auto che non si comprano per i numeri, ma per il richiamo a uno stile di vita ben definito. Disegnata da Sergio Sartorelli e realizzata dalla carrozzeria Carrozzeria Ghia tra il 1957 e il 1974, la 500 Jolly è diventata negli anni un simbolo della Dolce Vita italiana. Senza porte, con sedili in vimini e una linea che profuma di estate, mare e leggerezza, è stata una delle vetture più amate da star e celebrità negli anni d’oro del turismo italiano.

Vederla oggi nel garage di un calciatore abituato a guidare bolidi da centinaia di cavalli racconta qualcosa di diverso: una passione che non si ferma alla potenza, ma che guarda anche alla storia e al fascino senza tempo. Proprio con questa “Spiaggina†Hakan Calhanoglu è stato fotografato durante le vacanze, lontano dai riflettori del calcio e più vicino a un’idea di guida fatta di relax e piacere puro.

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La passione per le moto

Il garage, però, non si ferma alle quattro ruote. Hakan Calhanoglu ha più volte dichiarato il suo amore per le moto, in particolare per le iconiche Harley-Davidson. Un amore, però, vissuto con prudenza. A raccontarlo è stato lo stesso giocatore, ricordando un consiglio arrivato subito dopo il suo approdo all’Inter da parte di Piero Ausilio: 

“Appena sono arrivato all’Inter Piero mi ha detto: “Non voglio mai vederti su una moto”. Sono innamorato della mia Harley ma non la uso, è ferma in garage”.

Una raccomandazione presa alla lettera. Nonostante il fascino intramontabile delle due ruote, la sua Harley resta spesso ferma in garage. Una scelta comprensibile per chi vive di prestazioni fisiche e non può permettersi rischi.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 08:55:11 +0000
News n. 3
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico in Italia del 22 aprile 2026 vede diversi punti di criticità su alcune autostrade principali, con condizioni di traffico intenso, code e rallentamenti dovuti sia a lavori che ad avarie e pioggia estesa. Tra gli eventi più significativi si segnalano una coda di 9 km per veicolo fermo o avaria sull’A14 tra Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Bologna Fiera, e una coda di 4 km per veicolo in avaria sull’A1 tra Bivio A1/Compl. FI Nord e Bivio A1-Variante. Di seguito tutti i dettagli per tratta.

A1 MILANO-NAPOLI



09:51 – Bivio A1/Compl. FI Nord km 279.3 e Bivio A1-Variante
Coda di 4 km per veicolo in avaria
Direzione Milano
La coda interessa una lunghezza di 6.94 km.



09:36 – Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio
Coda per traffico intenso provenendo da Firenze verso Autostrada Bologna-Taranto.
Direzione Milano



09:28 – Sasso Marconi Nord e Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio
Coda di 1 km per traffico congestionato
Direzione Milano
La coda misura 1.7 km.



09:31 – Bivio Diramaz. Roma sud/A1 MI-NA e Bivio Diramazione Roma sud/G.R.A.
Pioggia estesa lungo il tratto
Direzione in entrambe le direzioni
La perturbazione interessa un tratto di 20 km circa.



09:30 – Chiusi e Ceprano
Pioggia diffusa lungo il tratto
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza circa 215.7 km.



09:48 – Binasco e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Percorso da km 4.3 a km 8.1, lunghezza 3.8 km.

A13 BOLOGNA-PADOVA



09:52 – Boara e Villamarzana
Traffico rallentato per veicolo in avaria
Direzione Bologna
Tratto interessato lungo 2 km (dal km 69.0 al km 71.0)



08:12 – Altedo e Bivio A13/A14 Bologna-Taranto
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Bologna
Percorso lungo 20.5 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



10:05 – Cattolica e Senigallia
Pioggia lungo il tratto
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza di 50.3 km (dal km 194.5 al km 144.2)



10:05 – Ancona sud e Poggio Imperiale
Pioggia estesa lungo il tratto
Direzione in entrambe le direzioni
Lunghezza di 274.6 km.



09:58 – Roseto Degli Abruzzi e Pescara Nord
Traffico rallentato per lavori
Direzione Taranto
Tratto di 8 km.



09:15 – Bologna San Lazzaro e Bivio A14/A13 Bologna-Padova
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Lunghezza 7.8 km.



08:50 – Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA e Bologna Casalecchio
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
Lunghezza 0.8 km.



08:47 – Bologna Casalecchio (uscita)
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni



08:26 – Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Bologna Fiera
Coda di 9 km per veicolo in avaria
Direzione Taranto
Entrata consigliata verso Ancona: Bologna San Lazzaro. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Milano-Napoli: Valsamoggia su A1 Milano-Napoli.
Lunghezza coda 14.6 km.



08:24 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico congestionato
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
Entrata consigliata verso Autostrada Bologna-Taranto: Bologna San Lazzaro su A14 Bologna-Taranto. Uscita consigliata provenendo da Autostrada Milano-Napoli: Bologna Casalecchio.
Lunghezza coda 3 km.



08:23 – Bivio A14/A1 Milano-Napoli (provenendo da Bologna verso Milano)
Coda per traffico intenso

A24 ROMA-TERAMO



10:04 – Via Togliatti e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda di 3 km per traffico congestionato
Direzione Tangenziale Est
Tratto di 3.8 km.



09:57 – Svincolo di Tor Cervara e Bivio Complanare / GRA
Code a tratti su viabilità ordinaria per traffico intenso
Direzione G.R.A.
Lunghezza 1.6 km.

A7 MILANO-GENOVA



09:32 – Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia e Genova Ovest
Coda di 1 km per incidente
Direzione Genova
Lunghezza coda 1.1 km.

A8 MILANO-VARESE



10:03 – Bivio A8/A9 Lainate-Chiasso e Bivio A8/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Percorso di 4.7 km.



09:28 – Bivio A8/A52 e Accesso est Merci Fiera Milano
Coda per Fiera
Direzione Corso Sempione
Lunghezza 1.31 km.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



09:49 – Saronno e Bivio A9/A8 Milano-Varese
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Lainate
Tratto di 5 km.



09:38 – Como Monte Olimpino e Chiasso Uscita Merci
Coda per operazioni doganali
Direzione Svizzera
Lunghezza coda 1.95 km.

A4 TORINO-TRIESTE



10:05 – Bivio A4/Raccordo Tang. est MI e Cormano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
Lunghezza 12.1 km.



09:49 – Nodo A4/A8 Milano-Varese e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
Lunghezza 12.7 km.

A11 FIRENZE-PISA NORD



09:48 – Prato Ovest e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
Tratto di 8 km.

A52 TANGENZIALE NORD DI MILANO



09:31 – CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Coda per Fiera
Direzione Cavalcavia Rho
Lunghezza 2.88 km.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



08:17 – Fuorigrotta e Capodimonte
Coda per traffico intenso
Direzione Allacc. Diramazione Capodichino
Lunghezza 5.1 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 08:08:00 +0000
News n. 4
Ferrari Hypersail, la barca volante svelata alla Milano Design Week

Il Cavallino torna a guardare il mare, e lo fa con un monoscafo volante da 100 piedi che porta il DNA Ferrari oltre l’asfalto. Si chiama Hypersail ed è una creatura tecnologica che unisce ricerca, ingegneria e design in perfetto stile Maranello. La presentazione della livrea ufficiale durante la Milano Design Week è stato un momento di innovazione tecnologica, in un contesto dove ogni dettaglio può fare la differenza tra il successo e il fallimento.

Ingegneria avanzata

Dietro Hypersail c’è molto più di un progetto sportivo. Ferrari ha costruito una piattaforma di open innovation, coinvolgendo competenze trasversali e mettendo in dialogo mondi apparentemente lontani, come quello automobilistico e quello navale. Il cuore del progetto è il Tech Team Ferrari, guidato da Matteo Lanzavecchia e Marco Guglielmo Ribigini, che ha lavorato per trasferire tecnologie e know-how sviluppati in ambito automotive direttamente su una barca da competizione oceanica.

Il risultato è una barca progettata per “volare†sull’acqua grazie a sistemi avanzati di gestione dei flussi, materiali ultra leggeri e soluzioni ingegneristiche che ricordano da vicino quelle utilizzate nelle monoposto di Formula 1. L’obiettivo è chiaro: massimizzare l’efficienza riducendo al minimo le resistenze, trasformando ogni nodo di vento in energia utile. In questo senso, Hypersail rappresenta un laboratorio viaggiante, capace di influenzare anche lo sviluppo futuro delle vetture stradali Ferrari.

Livrea di design

La livrea di Hypersail nasce all’interno del Ferrari Design Studio, sotto la guida di Flavio Manzoni, in collaborazione con l’architetto navale Guillaume Verdier. Il risultato è un racconto di pulizia formale, dove ogni linea ha una funzione precisa. Il protagonista assoluto è il Giallo Fly, una tonalità storica che affonda le sue radici nella tradizione Ferrari.

Questo colore iconico nacque da un’intuizione di Fiamma Breschi, vedova del pilota Luigi Musso e amica di Enzo Ferrari. Fu utilizzato per la prima volta su una Ferrari 275 GTB e da allora è diventato uno dei simboli più riconoscibili del marchio. Su Hypersail, il Giallo Fly va oltre la scelta estetica, con un richiamo diretto alla storia, reinterpretato in chiave contemporanea grazie all’uso massiccio della fibra di carbonio, lasciata in parte a vista per esaltare la natura tecnica del progetto.

Il design finale passa attraverso una livrea che comunica movimento e fluidità, con superfici affusolate e dettagli che raccontano un’attenzione quasi maniacale per l’aerodinamica o, per meglio dire, l’idrodinamica.

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Design Week di Milano

La scelta di presentare Hypersail alla Milano Design Week non è casuale. Più che una semplice esposizione, si è trattato di un momento di confronto tra mondi diversi: design, ingegneria, architettura, auto e imbarcazioni. Ferrari ha voluto inserire questo progetto in un contesto creativo, sottolineando come oggi l’innovazione nasca sempre più dall’incontro tra discipline. Hypersail, in questo senso, è un simbolo perfetto: una barca che sembra un’auto, un oggetto tecnologico che diventa anche espressione artistica.

E mentre il settore automobilistico attraversa una fase di profonda trasformazione, tra elettrificazione e nuove sfide ambientali, Ferrari dimostra ancora una volta la sua capacità di guardare oltre. Hypersail riesce così a trasformarsi in una dichiarazione di identità: spingere i limiti, esplorare nuovi territori e continuare a innovare, anche quando la strada (o in questo caso il mare ) non è ancora tracciata.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 07:05:06 +0000
News n. 5
Le auto benzina 2026 più economiche, modelli e prezzi

Per anni il diesel è stato il punto di riferimento per chi cercava risparmio alla pompa. Oggi lo scenario è cambiato. Con il riallineamento delle accise e una differenza di prezzo in controtendenza tra i carburanti, i motori a benzina stanno vivendo una seconda giovinezza, tornando a essere una scelta concreta e spesso più razionale.

Non tutti, infatti, sono pronti o interessati a passare all’elettrificazione. E c’è una fetta importante di automobilisti che cerca ancora auto semplici, immediate nell’utilizzo e senza tecnologie complesse. In questo contesto, le vetture a benzina rappresentano la soluzione più pratica, economica e facilmente gestibile.

A contribuire al successo dei propulsori a benzina sono anche i marchi provenienti dall’oriente, che oltre a portare tante vetture a prezzi vantaggiosi, fanno largo utilizzo di propulsori semplici e meno estremi nel dowsizing.

Abbiamo quindi selezionato le auto a benzina più economiche del 2026, partendo da una delle regine incontrastate del mercato fino ad arrivare a modelli più completi, che pur restando sotto i 20.000 euro offrono tutto ciò di cui si ha bisogno.

Dacia Sandero

La Dacia Sandero è ormai da anni un punto fermo quando si parla di vetture d’ingresso semplici e complete. Non a caso è una delle vetture più vendute in Europa, sempre nella Top 3 anche in Italia, grazie a un mix difficile da replicare: prezzo vantaggioso, semplicità costruttiva e costi di gestione ridotti.

Il motore d’ingresso è il tre cilindri SCe da 65 CV, una soluzione ormai collaudata e più che sufficiente per l’utilizzo quotidiano. Certo non si tratta di un propulsore progettato per spiccare nelle riprese, ma in grado di garantire affidabilità e consumi contenuti.

A bordo si trova tutto ciò che serve, senza eccessi. L’abitacolo, specialmente nella versione d’ingresso, è semplice e funzionale, con una buona abitabilità per la categoria. Il prezzo di partenza, da 14.800 euro, la rende una bestseller per chi vuole spendere il minimo indispensabile.

EVO 3

Tra le proposte emergenti spicca la EVO 3, una compatta che punta tutto sul rapporto tra prezzo e contenuti. Monta un propulsore 1.5 da 113 CV, largamente utilizzato nelle vetture asiatiche importate in Europa, che offre una potenza superiore alla media della categoria, rendendola più versatile anche nei percorsi extraurbani.

Una citycar semplice e proprio per questo adatta alla vita di tutti i giorni, senza problemi nell’affrontare anche i viaggi lunghi con una certa disinvoltura. Il prezzo di partenza di 15.900 euro la posiziona in modo aggressivo sul mercato, soprattutto considerando una dotazione che spesso include elementi non scontati in questa fascia.

Seat Ibiza

La Seat Ibiza rappresenta una delle alternative più equilibrate nel segmento B. Non è la più economica in assoluto, ma offre una qualità percepita superiore e una guida più appagante. L’unica del Gruppo Volkswagen di questa classifica, vanta il motore 1.0 MPI da 80 CV, pensato per l’efficienza e la semplicità.

Si tratta di un’unità collaudata, affidabile e poco costosa da mantenere. Piattaforma condivisa e ben tarata, dotazione già ricca dalla versione d’ingresso e una solidità figlia di un progetto maturo. Con un prezzo di partenza di 16.000 euro, è una scelta intelligente per chi cerca qualcosa di più solido senza uscire dal budget.

Citroen C3

La Citroen C3 è una delle utilitarie più apprezzate per chi cerca soprattutto il comfort. Il suo approccio è diverso rispetto alle concorrenti: si tratta infatti di un SUV compatto orientato al benessere a bordo, in pieno rispetto della filosofia Citroen.

Il motore 1.2 turbo da 100 CV di nuova generazione offre un buon equilibrio tra prestazioni e consumi, rendendola adatta sia alla città che ai percorsi extraurbani. Il vero punto di forza resta però la comodità, grazie a sospensioni morbide e sedili pensati per ridurre l’affaticamento. A partire da 16.700 euro, è una delle opzioni più complete per chi sta tante ore in auto, sia in città che fuori.

Kia Picanto

Compatta fuori ma sorprendente dentro, la Kia Picanto è una vettura nata per la città. Il motore 1.0 da 68 CV è perfetto per l’ambiente urbano, dove agilità e facilità di guida fanno la differenza. Le dimensioni contenute la rendono ideale per muoversi nel traffico e parcheggiare senza stress. Nonostante il prezzo di partenza di 17.800 euro, offre una dotazione ricca e una qualità costruttiva superiore alla media delle citycar.

Le auto più economiche del 2026 sotto i 20.000 euro
Ufficio Stampa Kia
Kia Picanto è tra le migliori auto low cost del 2026

MG3

La MG3 è uno dei modelli più riusciti dell’offensiva cinese in Europa, che in questi ultimi anni si è imposta con successo anche nelle strade italiane. A bordo della MG3 ritroviamo il propulsore 1.5 da 115 CV, che punta sulla semplicità, ma non manca di offrire prestazioni brillanti e massima libertà di utilizzo. Ci pensa poi il prezzo di partenza di 16.990 euro a renderla estremamente competitiva.

EMC 4

Meno conosciuta rispetto alle altre concorrenti orientali, ma non per questo meno interessante,  la EMC 4 si inserisce nel segmento dei SUV compatti a basso costo. Il motore 1.5 questa volta con 103 CV garantisce una guida tranquilla e orientata ai consumi. Con un prezzo di partenza di 17.700 euro, offre una posizione di guida rialzata e uno spazio interno maggiore rispetto alle tradizionali utilitarie.

DR 3

La DR 3 è un altro successo commerciale recente, grazie a scelte intelligenti applicate in un segmento ricercato. Un B-SUV economico con un motore 1.5 da 115 CV, che offre una buona versatilità per l’uso quotidiano. Il design richiama quello dei SUV più moderni, mentre l’abitacolo è pensato per offrire il giusto spazio a fronte di dimensioni compatte. Infine il prezzo di partenza di 17.900 euro la rende una delle opzioni più accessibili per chi cerca un’auto rialzata senza spendere cifre elevate.

Fiat Grande Panda

Con la Grande Panda, Fiat ha deciso di reinterpretare la propria bestseller assoluta trasformandola in un SUV compatto moderno e tecnologico. Il cuore di questa vettura porta con se l’eredità del Gruppo Stellantis, attraverso il motore 1.2 turbo da 100 CV, che garantisce buone prestazioni e consumi contenuti.

La Grande Panda riesce a offrire una qualità percepita oltre a quanto ci ha abituato il brand italiano, con una dotazione tecnologica moderna per rispondere alle richieste del mercato. Con un prezzo di partenza di 17.900 euro, rappresenta una delle novità più interessanti del 2026.

Renault Clio

La Renault Clio appena aggiornata compie un notevole passo nel 2026. Design rinnovato, motore TCe da 115 CV e un abitacolo rivisto in termini di qualità e tecnologia. Si tratta di una vettura che, nonostante un prezzo d’attacco concorrenziale, sembra volersi orientare in una fascia più ricca. Con un prezzo di partenza di 18.900 euro, si posiziona invece nella parte alta della classifica delle più economiche, ma giustifica il costo con una dotazione completa e una qualità generale di livello.

MG ZS

Chiudiamo con la MG ZS, uno dei SUV di medie dimensioni più accessibili sul mercato. Anche qui ritroviamo il propulsore 1.5 litri da 115 CV, pensato per un utilizzo tranquillo, mentre lo spazio a bordo rappresenta uno dei suoi punti di forza. È infatti una delle poche di questa lista in grado di offrire un abitacolo ampio e un bagagliaio generoso. Con un prezzo di partenza di 18.990 euro, è una scelta concreta per famiglie o per chi cerca un’auto versatile senza spendere troppo.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 06:00:49 +0000
News n. 6
Sciopero dei trasporti aprile 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di aprile 2026 sono previsti diversi scioperi che interesseranno il settore dei trasporti in varie città italiane, con potenziali impatti sulla mobilità sia locale sia nazionale. In questo articolo, aggiorniamo il calendario dettagliato degli scioperi previsti, indicando le date, le città coinvolte, le fasce orarie e le categorie di servizio interessate, per fornire ai lettori tutte le informazioni utili a pianificare viaggi, lavoro e spostamenti.

Sciopero 10 aprile 2026

Italia: È previsto uno sciopero nazionale nel settore aereo che coinvolge il personale della società ENAV in tutte le città d’Italia, per 4 ore: dalle 13.00 alle 17.00 indetto dal sindacato UILT-UIL. Previsti ulteriori scioperi nazionali nello stesso orario per Techno Sky, ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano e a livello interregionale per ENAV Aeroporto di Napoli.
Nel trasporto pubblico locale, sciopero regionale di 4 ore dalle 20.01 alle 24.00 del personale Soc. Busitalia Sita Nord nelle regioni Veneto, Umbria e Campania.

Sciopero 11 aprile 2026

Italia: Doppio sciopero nazionale nel settore ferroviario, entrambi della durata di 24 ore, proclamati rispettivamente dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e da Cobas Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri, che coinvolgono il personale RFI negli impianti di manutenzione infrastrutture.

Sciopero 13 aprile 2026

Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): sciopero di 4 ore (10.57-14.57) del personale IAS Autolinee.
Nella città di Napoli (Campania): sciopero locale di 4 ore (11.00-15.00) del personale EAV.
A Udine (Friuli-Venezia Giulia): sciopero urbano dalle 17.30 alle 21.29 e extraurbano 17.15-21.14 per il personale Arriva Udine.
Italia: sciopero nazionale di 4 ore all’inizio di ciascun turno del personale appalti ferroviari della società Elior Ristorazione.

Sciopero 14 aprile 2026

Nella città di Brescia (Lombardia): sciopero di 24 ore (00.00-23.59) del personale addetto a scarico/carico merci alla GDA Handling – Aeroporto di Brescia Montichiari.
Sicilia: sciopero regionale trasporto merci conto terzi (120 ore, dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile), personale autotrasporto c/terzi.

Sciopero 17 aprile 2026

Nella città di Milano (province: Milano, Pavia, Monza e Brianza, Lodi – Lombardia): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (8.45-12.45) personale Addabus.
Nella zona dello Stretto di Messina (Sicilia): sciopero marittimo di 8 ore (9.01-17.01) personale Blujet.

Sciopero 19 aprile 2026

Nella città di Firenze (Toscana): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (13.00-17.00) personale Gest di Firenze.

Sciopero 20 aprile 2026

Italia: sciopero nazionale trasporto merci (144 ore): dalle 00.00 del 20 aprile alle 24.00 del 25 aprile. Coinvolge il personale FERMO NAZIONALE SERVIZI AUTOTRASPORTO MERCI e tutte le province.

Sciopero 21 aprile 2026

Nella città di Frosinone (Lazio): sciopero trasporto pubblico locale di 24 ore, personale Cialone Tour di Frosinone.

Sciopero 23 aprile 2026

Calabria: sciopero ferroviario regionale di 8 ore (10.00-17.59), personale RFI – sala circolazione e orario di Reggio Calabria e unità circolazione Calabria.

Sciopero 24 aprile 2026

Nella città di Milano (Lombardia): sciopero trasporto pubblico locale di 8 ore secondo articolazioni: ATM e NET Trezzo 8.45-15.00, NET Monza 14.50-termine servizio 18.50, Funicolare Como-Brunate 8.30-16.30, personale Gruppo ATM di Milano.

Sciopero 27 aprile 2026

Nella città di Bari (Puglia): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (17.30-21.30) personale STP di Bari.
Nella città di Napoli (Campania): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (8.30-12.30) personale AIR Campania di Napoli.
Nella città di Corigliano-Rossano (Cosenza, Calabria): sciopero trasporto pubblico locale di 24 ore personale IAS Autolinee di Corigliano-Rossano.
Nella città di Firenze (Toscana): sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore (17.30-21.30) personale Autolinee Toscane bacino di Firenze.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 10 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 17 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 20 aprile 2026: città, orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 7
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 22 aprile 2026, offriamo una fotografia chiara e sintetica dei prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana: benzina, gasolio, GPL e metano. Di seguito trovi la tabella con i valori piu recenti comunicati all’Osservatorio del Mimit, con indicazione della modalita di erogazione, e un approfondimento che spiega, in modo semplice, come si forma il prezzo finale alla pompa tra componente industriale e fiscale, quali voci incidono di piu e quali leve possono determinare variazioni quotidiane.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento rilevato: 21-04-2026. I valori riportati sono espressi in euro.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.130
Benzina SELF 1.785
GPL SERVITO 0.900
Metano SERVITO 1.598

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina: il prezzo alla pompa risulta dalla somma di due grandi blocchi: la componente fiscale e quella industriale. Nel caso della benzina, la componente fiscale incide per il 58%, una quota superiore rispetto al prezzo industriale, pari al 42%. La parte industriale si scompone a sua volta in costo della materia prima e margine lordo della filiera: la prima incide per il 30% del prezzo finale ed e influenzata dalle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dal cambio euro/dollaro; il secondo rappresenta il 12% e costituisce la leva su cui operatori e gestori possono intervenire per adeguare i listini alla pompa in base ai costi operativi, alla concorrenza locale e alle strategie commerciali. La componente fiscale include accise e IVA, cioe imposte che non dipendono direttamente dai movimenti giornalieri del mercato ma che pesano in modo determinante sull’esborso del consumatore. Questo schema aiuta a interpretare le variazioni: se si muovono le quotazioni o il cambio, varia la quota legata alla materia prima; se i costi logistici o il contesto competitivo richiedono correzioni, l’aggiustamento emerge nel margine; le imposte, invece, restano perlopiu stabili finche non intervengono decisioni normative. Comprendere la scomposizione del prezzo consente quindi di leggere con maggiore consapevolezza gli aggiornamenti dei listini e di contestualizzarli rispetto ai fattori che li determinano.

Gasolio: anche per il gasolio il prezzo finale e il risultato dell’equilibrio fra componente fiscale e industriale, ma con pesi differenti. La componente fiscale e pari al 45%, mentre quella industriale arriva al 55%. All’interno della quota industriale, la materia prima pesa per il 45% del prezzo e risente direttamente delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dell’andamento del cambio euro/dollaro; il margine lordo vale il 10% del prezzo ed e la parte su cui l’operatore puo agire per modulare il listino alla pompa in funzione dei costi di approvvigionamento e distribuzione, della domanda locale, dei servizi offerti e della competizione tra punti vendita. Anche qui la componente fiscale, composta da accise e IVA, ha un impatto rilevante ma piu contenuto rispetto alla benzina. Nella pratica, variazioni delle quotazioni o del cambio tendono a riflettersi nella porzione di costo materia prima, mentre eventuali politiche commerciali, esigenze di sostenere la rete o dinamiche di traffico incidono soprattutto sul margine. Conoscere questa struttura aiuta a capire perche il gasolio possa mostrare dinamiche di prezzo specifiche rispetto alla benzina e a interpretare con piu precisione gli spostamenti quotidiani dei listini.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 8
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.753 per la benzina, 2.090 per il diesel, 0.808 per il gpl, 1.591 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 1.749
GPL SERVITO 0.794
Metano SERVITO 1.515

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.101
Benzina SELF 1.777
GPL SERVITO 0.765
Metano SERVITO 1.574

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.105
Benzina SELF 1.777
GPL SERVITO 0.855
Metano SERVITO 1.760

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.098
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.832
Metano SERVITO 1.640

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.087
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.778
Metano SERVITO 1.541

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.088
Benzina SELF 1.741
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 1.553

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.110
Benzina SELF 1.754
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.547

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.076
Benzina SELF 1.741
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.693

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.084
Benzina SELF 1.752
GPL SERVITO 0.871
Metano SERVITO 1.555

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.085
Benzina SELF 1.738
GPL SERVITO 0.789
Metano SERVITO 1.563

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.074
Benzina SELF 1.736
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 1.531

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.100
Benzina SELF 1.771
GPL SERVITO 0.805
Metano SERVITO 1.481

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.083
Benzina SELF 1.734
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.575

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.092
Benzina SELF 1.759
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.639

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.750
GPL SERVITO 0.858

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.765
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.088
Benzina SELF 1.744
GPL SERVITO 0.799
Metano SERVITO 1.603

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.099
Benzina SELF 1.754
GPL SERVITO 0.808
Metano SERVITO 1.592

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.085
Benzina SELF 1.751
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.554

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.086
Benzina SELF 1.763
GPL SERVITO 0.874

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 22 aprile 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.737
GPL SERVITO 0.796
Metano SERVITO 1.516

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Fiat Topolino e Gallo, primavera fiorita alla Milano Design Week 2026

Dalla partnership tra Gallo e Fiat Topolino sono nate tre diverse interpretazioni ispirate alla natura. Influenzata dai valori di design, creatività e sostenibilità, la citycar torinese diventa simbolo di vitalità nella Design Week 2026. Sono i colori sgargianti i veri protagonisti della kermesse meneghina e la Casa torinese si è saputa prendere la scena grazie alla collaborazione del marchio Gallo.

Le tre inedite livree della Topolino enfatizzano il linguaggio stilistico del brand che, dal 1927, realizza calze per uomo, donna e bambino di pregiata qualità. Le interpretazioni orientate alla natura rappresentano un fondale marino con la barriera corallina, un pesce palla che attraversa un mare color corallo e una composizione di fiori astratti. Tre modi differenti di tradurre l’ambiente che trasmettono una libertà creativa straordinaria.

Massima libertà espressiva

La Topolino Corallo nella versione Gallo a righe multicolor è disponibile nell’allestimento dedicato “Topolino edizione speciale Gallo Milano Design week 2026†curato e realizzato dal designer Massimo Biancone che ha personalizzato le versioni special della citycar elettrica. Le portiere e i dettagli esterni vantano un ritmo cromatico elettrizzante, mentre per la prima volta anche gli interni diventano protagonisti, con i sedili e il Dolcevita Box personalizzati con le righe Gallo.

I visitatori del Fuorisalone milanese, i clienti degli store Gallo e i potenziali acquirenti Fiat interessati potranno opzionare una Topolino Corallo e personalizzarla con i colori e le livree del marchio di calze.

Il prezzo promozionale della edizione speciale Gallo Milano Design Week 2026 a righe multicolor è di 11.590 euro. La versione personalizzata è limitata soltanto attraverso le concessionarie Fiat. Basterà inquadrare il QR code negli store Gallo o tramite i canali di comunicazione del brand del Gruppo Stellantis per accedere all’offerta.

FIAT Topolino Gallo
Ufficio Stampa Stellantis
Fiat Topolino e Gallo insieme al Fuorisalone 2026

Pennellate in movimento

Le vetture personalizzate sono sfilate lungo le strade di Milano centro, garantendo un’esperienza diretta della mobilità a zero emissioni. La Topolino è diventata l’emblema della mobilità sostenibile, potendo essere guidata dai 14 anni in su. Insieme alla Citroën Ami e alla Opel Rocks-e, realizzate sulla stessa piattaforma, la microcar torinese ha puntato a un nome molto in voga nella metà degli anni ‘30.

La lunghezza compatta di soli 2,53 metri consente una super manovrabilità nel traffico, diventando una compagna ideale nei rapidi spostamenti urbani. Sotto il cofano c’è una piccola batteria da 5,4 kWh che garantisce un’autonomia di 75 km e una velocità massima di 45 km/h. La Topolino si può caricare comodamente da una ricarica domestica e permette l’accesso gratuito alle Zone a Traffico Limitato (ZTL) e ai centri storici delle città. I fari anteriori e posteriori sono un omaggio alla Nuova 500 degli anni ’50, mentre la carrozzeria appare squadrata, elegante e ideale per le nostre giungle urbane.

L’abitacolo dell’utilitaria si presenta con sedili sfalsati e ampie superfici vetrate per garantire uno spazio luminoso e arioso. La nuova Topolino Corallo vanta un nuovo quadro strumenti digitale da 8,3†che introduce una grafica semplificata e intuitiva, offrendo una migliore visibilità.

La Topolino risulta piuttosto confortevole e facile da guidare, avendo un raggio di sterzata di 7,2 m. La vettura compatta dispone di cerchi da 14″ e mescole con specifiche 155/65 R14, e nelle versioni speciali Gallo aggiunge un mare di stile rispetto alle livree tradizionali.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 05:30:25 +0000
News n. 10
MotoGP, GP Spagna: pronostici e orari Sprint Race e gara, dove vederle in TV

Dopo una lunga pausa la classe regina approda in Europa per un round che si preannuncia già decisivo per la Ducati. La Casa di Borgo Panigale ha cominciato la stagione con la marcia sbagliata, assicurandosi solo le briciole lasciate dalle Aprilia.

Marco Bezzecchi ha conquistato i primi 3 Gran Premi dell’anno, riuscendo nell’impresa di vincere 5 sfide domenicali consecutive in top class, se consideriamo anche gli ultimi due appuntamenti del 2025.

Il pilota romagnolo dell’Aprilia si trova in uno stato di forma smagliante, avendo finalmente raggiunto la giusta maturazione in sella alla RS-GP26, ma ora viene la parte più difficile. In Europa la Ducati ha sempre impostato un ritmo indiavolato, con Pecco Bagnaia prima e Marc Marquez dopo. Lo spagnolo torna a casa nel weekend con un solo obiettivo nella testa: vincere Sprint Race e Gran Premio.

Duello a Jerez

La Casa emiliana non vive un digiuno così lungo di successi dal 2021. Complici le difficili condizioni fisiche di Marc Marquez e le scarse performance di Pecco Bagnaia, la Rossa sembra essere piombata in una crisi tecnica sorprendente.

Otto round senza una top 3 per il duo della Ducati: non accadeva qualcosa di simile dal periodo tra Aragon 2012 e Qatar 2014. Nel 2025 il team ufficiale italiano ha accolto Marc Marquez, che si è preso il suo settimo titolo nella classe regina senza particolari patemi. Il principale rivale della scorsa annata era stato Alex Marquez del team satellite Gresini Racing.

Il campione del mondo in carica e il fratello Alex, che nel 2025 a Jerez ha vinto il suo primo GP in top class, saranno sostenuti dal pubblico di casa. Il vice campione del mondo proverà a riscattarsi dopo un inizio da incubo, ma le principali attenzioni piomberanno su Marc.

Con ancora un rinnovo contrattuale da firmare, il numero 93 non può concedersi ulteriori passi falsi. Il distacco dal Bez in classifica è di 36 punti, nulla di irreparabile ma l’ex alfiere di punta deve invertire il trend negativo.

Jerez non riporta solo ricordi piacevoli al campione della MotoGP, dato che il tunnel degli infortuni alla spalla destra venne imboccato proprio sul tracciato iberico nel 2020. L’ultima vittoria è targata 2019 e nella passata stagione Marc chiuse al dodicesimo posto.

Riflettori puntati anche su Pedro Acosta sulla KTM. Il tracciato vanta due staccate spettacolari: la 1 dove si passa da quasi 280 km/h a 105 km/h e la 6, da 288 km/h a 87 km/h, caratterizzate da decelerazioni superiori a 1,6 g, tra le più complesse dell’intero campionato. L’ultima curva, intitolata a Jorge Lorenzo, è stata teatro di numerose battaglie tra Valentino Rossi e i suoi storici rivali. Sono previsti 25 giri.

Gli orari TV della GP di Spagna

Il Gran Premio verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 offrirà in differita l’evento domenicale. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni di Sky Sport:

Venerdì 24 aprile

  • FP1 Moto3: 9:00-9:35
  • FP1 Moto2: 9:50-10:30
  • FP1 MotoGP: 10:45-11:30
  • P Moto3: 13:15-13:50
  • P Moto2: 14:05-14:45
  • P MotoGP: 15:00-16:00

Sabato 25 aprile

  • FP2 Moto3: 8:40-9:10
  • FP2 Moto2: 9:25-9:55
  • FP2 MotoGP: 10:10-10:40
  • Qualifiche MotoGP: 10:50-11:30
  • Qualifiche Moto3: 12:45-13:25
  • Qualifiche Moto2: 13:40-14:20
  • Sprint MotoGP: 15:00 (diretta su TV8)

Domenica 26 aprile

  • Warm-Up MotoGP: 9:40-10:50
  • Gara Moto3: 11:00 (differita su TV8 alle 14:00)
  • Gara Moto2: 12:15 (differita su TV8 alle 15:20)
  • Gara MotoGP: 14:00 (differita su TV8 alle 17:00)
Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 05:30:13 +0000
News n. 11
Fiat 500 Topolino, la prima utilitaria che ha cambiato l’Italia

La prima utilitaria della storia, nonché la prima 500, ribattezzata Topolino per quell’estetica caratteristica, con il muso che ricorda proprio quello del celebre personaggio Disney.

Un’auto minuscola nelle dimensioni ma enorme nell’impatto culturale, capace di accompagnare l’Italia fuori da un’epoca difficile e di mettere, per la prima volta, milioni di persone su quattro ruote.

L’idea di motorizzare l’Italia

Per capire davvero cosa ha rappresentato la Fiat 500 Topolino bisogna tornare indietro nel tempo, in un’Italia ancora fortemente agricola, dove l’automobile è un lusso per pochi e il concetto stesso di mobilità privata è distante dalla quotidianità della maggior parte della popolazione.

Siamo alla fine degli anni Trenta e Fiat decide di affrontare una sfida ambiziosa: costruire una vettura economica, semplice e accessibile, capace di motorizzare il Paese. L’obiettivo è chiaro: creare una vettura che possa diventare uno strumento di lavoro, di libertà e di progresso.

La Topolino nasce tra due guerre, in un contesto economico e sociale complesso. Eppure, proprio per questo, riesce a incarnare meglio di qualsiasi altra auto il desiderio di riscatto e modernità di un’intera nazione.

Dal tutto avanti alla trazione posteriore

Il progetto iniziale della piccola 500 è tutt’altro che conservativo. L’ingegnere Antonio Fessia immagina una vettura con impostazione “tutt’avantiâ€, ovvero con motore e trazione anteriore. Una soluzione all’epoca rivoluzionaria. Tuttavia, durante i primi test emergono problemi tecnici che costringono a rivedere il progetto. A quel punto entra in scena una figura destinata a lasciare un segno profondo nella storia dell’automobile italiana: Dante Giacosa.

Sotto la sua guida, il progetto viene completamente ripensato. In nome dell’efficienza progettuale si torna a uno schema più tradizionale, con motore anteriore e trazione posteriore, ma senza rinunciare a soluzioni intelligenti per contenere costi e ingombri. Il risultato è una vettura pragmatica con quel tocco di modernità pronto a diventare uno dei punti di forza della Topolino.

Il motore che dà il nome al mito

Il cuore della Fiat 500 è un piccolo motore da 569 cc, una cilindrata che diventa parte integrante della sua identità. Si tratta di un quattro cilindri con valvole laterali, progettato per essere semplice, economico e affidabile. Insomma la ricetta perfetta del primo di una lunga di motori Fiat di successo.

La potenza è di appena 13 CV, numeri in quel momento più che sufficienti, in grado di spingere la vettura fino a circa 85 km/h. Il vero capolavoro, però, non sta nei numeri ma nella filosofia progettuale.

Progettato per ridurre al minimo i costi e la complessità, utilizza un sistema di raffreddamento con il principio del termosifone, eliminando la necessità di una pompa dell’acqua. Soluzioni d’avanguardia che rendono la Topolino una macchina semplice ma tutt’altro che banale.

Aerodinamica e stile da fumetto

A conquistare la massa poi ci pensa l’estetica, con la forma della Topolino che la rende immediatamente famosa. Il cofano basso e arrotondato, i fari sporgenti e la silhouette compatta creano un insieme armonioso che, nel frontale, richiama il volto del personaggio Disney.

Da qui nasce il soprannome Topolino, inizialmente informale ma destinato a diventare ufficiale nel linguaggio comune. Un caso raro in cui il pubblico battezza l’auto, trasformandola a voler di popolo in un’icona.

La presentazione ufficiale

Nel giugno del 1936 la prima Fiat 500 viene presentata ufficialmente al pubblico. La comunicazione la definisce “la piccola grande vettura del risparmio e del lavoroâ€, una frase che racchiude perfettamente la sua missione. Non è un’auto di lusso, né tanto meno un simbolo di status: è uno strumento concreto, pensato per migliorare la vita quotidiana e dare il moto all’Italia.

La carrozzeria è disponibile in versione berlina o trasformabile, con tetto in tela apribile. I dettagli sono essenziali, spartani, ma tutto ha una logica precisa: contenere i costi senza rinunciare alla funzionalità.

Non per tutti, ma per molti

Nonostante l’obiettivo di creare un’auto popolare, il prezzo iniziale di 8.900 lire la rende comunque non alla portata di tutte le famiglie. Si parla di circa venti mensilità di un operaio specializzato, una cifra importante. Eppure, il successo arriva comunque.

La Topolino non è economica nel senso più stretto, ma è accessibile rispetto al resto del mercato. E soprattutto, rappresenta un investimento che cambia la vita, coronato da un’estetica che conquista tutti. Prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la produzione raggiunge circa 20.000 unità all’anno, numeri tutt’altro che trascurabili.

Evoluzione tecnica e miglioramenti

Con il passare degli anni, la Fiat 500 viene aggiornata per rispondere alle nuove esigenze normative e tecniche. Arrivano le luci di posizione, le frecce, alcune modifiche al telaio e miglioramenti alla sospensione posteriore, che aumentano comfort e capacità di carico. Questi aggiornamenti non snaturano il progetto originale, ma lo affinano. La Topolino resta fedele a se stessa, evolvendo senza perdere la sua identità.

La seconda serie del dopoguerra

Dopo la guerra, l’Italia è un Paese da ricostruire. In questo contesto, la Topolino torna protagonista con la nuova versione 500 B, presentata nel 1948. Le modifiche principali riguardano la meccanica. Il motore viene aggiornato, aumenta la potenza e migliorano le prestazioni. La velocità massima sale a circa 95 km/h, rendendo l’auto più adatta anche a spostamenti più lunghi. Ma il vero valore della Topolino nel dopoguerra è simbolico. Rappresenta infatti un segno tangibile di ripartenza e l’Italia l’accoglie come tale.

La Fiat che ha rivoluzionato l’Italia
Ufficio Stampa Stellantis
Fiat 500 Topolino Giardiniera Belvedere: la versione ispirata alle station wagon americane

La Giardiniera Belvedere

Tra le varianti più interessanti spicca la 500 Giardiniera Belvedere, una versione familiare che con la seconda serie amplia ulteriormente le possibilità d’uso della vettura. La sua carrozzeria è ispirata alle station wagon americane con profilature in legno, aggiungendo altro fascino a un progetto vincente.

La Giardiniera introduce infatti un concetto nuovo: quello di auto versatile, capace di adattarsi sia alla vita familiare che al lavoro. È una Topolino diversa, più pratica e più spaziosa, ma sempre fedele allo spirito originale, nonché una delle prime 500 di maggior successo.

L’ultima evoluzione: la 500 C

Nel 1949 arriva la Fiat 500 C, l’ultima evoluzione della Topolino. Il design viene aggiornato con fari integrati nei parafanghi e una calandra più moderna, mentre l’abitacolo diventa più confortevole. Il motore continua a evolversi, anche se le prestazioni restano sostanzialmente simili. L’attenzione si sposta sempre più sul comfort e sulla praticità, con l’introduzione di soluzioni come il riscaldamento dell’abitacolo.

La produzione prosegue fino al 1955, quando la vettura che ha lanciato l’auto italiana lascia il posto a una nuova generazione di utilitarie.

Data articolo: Wed, 22 Apr 2026 04:00:47 +0000
News n. 12
Che auto guida Shiva, un garage esagerato che vale una fortuna

Musica e motori: un binomio indissolubile che non può mai mancare in un rapper. Tra gli ospiti di Belve nella puntata di martedì 21 aprile, Shiva ha un conclamato debole per le auto di grande cilindrata, possibilmente vistose, come quelle che compongono il suo parco macchine, le due facce della potenza.

La sinfonia italiano del V10

Il fiore all’occhiello del cantante monta il motore in posizione centrale e dichiara radici italiane. Spinta da un motore 5.2 V10 aspirato, la Lamborghini Huracán Spyder rappresenta un “animale in via d’estinzione”, parte di una gamma articolata su più piani. Sul mercato dell’usato italiano, la Huracán Spyder oscilla oggi indicativamente tra i 230.000 e i 320.000 euro per gli esemplari più diffusi, con punte superiori per le EVO più recenti e meno chilometrate. Se la versione LP 610-4 si differenzia per la trazione integrale, la EVO eleva il livello tecnologico, sprigionando 640 CV e un’elettronica capace di coprire lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,1 secondi.

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Meno chirurgica, la variante RWD a trazione posteriore solletica le fantasie dei puristi, un altro modo di approcciarsi alla guida. Il pregio migliore rimane il sound meccanico che invade l’abitacolo in appena 17 secondi, il tempo richiesto dalla capote in tela per abbassarsi, così da godere di un allungo feroce, che solo un aspirato di questa cubatura sa regalare.

La “bestia” americana firmata Santana

Dall’altra parte del ring troviamo la Dodge Charger SRT, la massima espressione della muscle car trasformata in berlina, una risposta forte e combattiva ai raffinati modelli europei. Sul dritto la Charger SRT, tira fuori la mentalità da drag race e, nonostante le quattro ruote offrano una parvenza di civiltà, il proprio potenziale lo riserva alla pista, dove il carisma naturale incute sudditanza a chiunque le capiti a tiro.

La vettura di Shiva, tuttavia, non è un esemplare comune, bensì un progetto di personalizzazione estrema a firma RS Auto, che ne esaspera l’estetica “dark”. Caratterizzata da una finitura nero lucido supergloss, la Charger sfoggia un bodykit SRT completo, arricchito da una lama anteriore, minigonne allargate e una pitbar a sgancio rapido, accessorio puramente scenico e non idoneo all’uso stradale.

Amplificano l’impatto visivo cerchi forgiati dal pieno da 20†e un complesso sistema di illuminazione, dotato di barre LED dimmerabili e proiettori personalizzati con il logo “Santana” e la scritta “SMG”. All’interno, l’abitacolo è un tripudio di LED ambient e cielo stellato, dominato da un volante in carbonio con luci di cambiata e pelle traforata. Ogni dettaglio parla del brand del rapper, dai battitacchi “Eagles Business” fino al logo sul bocchettone del serbatoio, rendendo questo “frigorifero con il lanciafiamme” un pezzo unico al mondo.

Belve: sotto il cofano del rapper

Non pago di aver dominato le classifiche e le strade al volante delle sue auto, Shiva si appresta a cambiare registro e vivere un’esperienza più intima, e sotto certi versi rischiosa, come ospite di Belve. Nel programma cult di Rai Due, il rapper si confronta con lo stile irriverente e diretto di Francesca Fagnani.

Oltre a lui la puntata di martedì 21 aprile comprende Elettra Lamborghini e l’icona Brigitte Nielsen, la quale ha già scosso il pubblico nelle anticipazioni parlando del turbolento matrimonio con Sylvester Stallone. Messo alle strette dalle domande provocatorie e graffianti della giornalista, Shiva tirerà fuori la sua personalità più autentica, oltre l’immagine pubblica e i successi milionari.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 19:00:09 +0000
News n. 13
Genesis, via agli ordini della gamma in Italia: svelati i prezzi

Genesis, brand nato a Seul nel 2015, ha aperto gli ordini sul mercato italiano. Dopo il lancio in Germania, Regno Unito e Svizzera, il marchio coreano vuole farsi spazio nel Belpaese, puntando su vetture con un design distintivo in un segmento pieno di competitor di qualità.

I tre modelli Genesis pensati per affrontare con stile le nostre strade presentano powertrain full electric: i SUV GV60, Electrified GV70 e la berlina Electrified G80 sono disponibili in tre allestimenti – Pure, Premium e Luxury, con prezzi a partire da 56.400 euro. L’obiettivo della Casa asiatica è rompere gli schemi del lusso europeo con un approccio innovativo. Il cliente interessato viene trattato come un invitato d’onore, riprendendo la filosofia di “Son-nim” (ospite di riguardo), che verrà introdotto in un mondo premium diverso dal solito.

Lusso al giusto prezzo

Genesis ha previsto un listino di partenza di 56.400 euro per la GV60, di 69.900 euro per la Electrified GV70 e di 81.800 euro per la Electrified G80. Già inaugurato il primo showroom a Padova, presso Ferri Auto in Via Venezia 69/A, mentre il secondo aprirà nella Capitale entro la fine dell’estate, e altre aperture sono programmate nei mesi successivi. Charles Fuster, responsabile del brand Genesis in Italia, ha dichiarato:

“L’avvio dell’ordinabilità segna l’ingresso concreto di Genesis nel nostro Paese e conferma la volontà di costruire una presenza solida. Questi tre modelli interpretano in modo diverso la stessa idea di lusso contemporaneo, sempre riconoscibile nel linguaggio di design Athletic Elegance e in un’attenzione al dettaglio che privilegia equilibrio e comfort”.

Le vetture della gamma Genesis sono coperte dal programma 5-Year Care Plan, che comprende la garanzia di 5 anni (con chilometraggio illimitato), la manutenzione programmata gratuita nelle officine del marchio e assistenza stradale 24/7 in tutta Europa. Oltre agli aggiornamenti gratuiti per infotainment, navigatore e software di bordo.

Gamma auto Genesis
Ufficio Stampa Genesis
Genesis, via agli ordini in Italia

Proposte per tutti i gusti

Partiamo dalla Genesis GV60, commercializzata con un propulsore single e dual motor, con potenze da 229 a 490 CV e una batteria da 84 kWh (per un’autonomia fino a 561 km). Il SUV è proposto con cerchi da 19″ di serie, vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente, schermo OLED da 27″, ricarica wireless per gli smartphone, portellone elettrico e vernice pastello. Non mancano gli ADAS con una guida assistita di livello 2.

I prezzi della Genesis GV60 sono i seguenti:

  • GV60 Pure 229 CV: 56.400 euro
  • GV60 Premium 318 CV AWD: 66.300 euro
  • GV60 Luxury 490 CV AWD: 76.500 euro

La Genesis Electrified GV70 è venduta con powertrain dual motor da 490 CV e trazione integrale, associato a una batteria da 490 CV, per un’autonomia di 479 km nel ciclo Wltp. Di serie vi sono i cerchi da 19″, le barre sul tetto anodizzate, il portellone elettrico, vetri posteriori e lunotto riscaldabile, maniglie e griglia frontale cromate. Gli interni sono curati con sedili elettrici rivestiti in pelle, l’autenticazione tramite impronta digitale, la guida assistita di livello 2, il display OLED da 27″ e l’impianto audio da 8 altoparlanti.

I prezzi della Genesis Electrified GV70 sono i seguenti:

  • GV70 Pure 490 CV AWD: 69.900 euro
  • GV70 Premium 490 CV AWD: 73.900 euro
  • GV70 Luxury 490 CV AWD: 78.700 euro

La berlina Genesis Electrified G80 vanta due motori elettrici per una potenza complessiva di 370 CV, abbinati alla trazione integrale e a una batteria da 94,5 kWh, che assicura un’autonomia fino a 570 km (ciclo Wltp). L’allestimento Luxury, l’unico previsto, prevede cerchi da 19″, gruppi ottici anteriori a matrice di LED, modanature e maniglie cromate, sedili in pelle riscaldati e regolabili elettricamente con memorie, display da 27″, climatizzatore bizona, chiave digitale, botola passante per gli sci, sospensioni adattive, guida assistita di livello 2, pompa di calore e modalità one pedal. Prezzo? La GV80 Luxury 370 CV AWD costa 81.800 euro.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 14:08:18 +0000
News n. 14
Come risparmiare fino al 40% di carburante, i consigli dell’esperto

Con i prezzi del petrolio in costante altalena, milioni di italiani cominciano a considerare l’auto come un bene insostenibile, capace di incidere sul bilancio mensile quanto l’affitto o le bollette. Tuttavia, il risparmio non si ottiene solo cercando il prezzo inferiore alla pompa, bensì nasce da una combinazione di stile di guida e cura del veicolo. Piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane, suggerisce l’esperto di carVertical Matas Buzelis, possono dare benefici concreti.

Caro carburante: i trucchi per risparmiare

Il primo buon consiglio da porre in pratica riguarda la fluidità dei movimenti. Adottare uno stile aggressivo al volante, scandito da accelerate improvvise e frenate brusche, può aumentare i consumi fino al 40%. Trattare bene l’acceleratore permette al motore di “respirare” e riduce lo stress a carico delle altre componenti, dalle gomme alle sospensioni. Imparare a sfruttare il freno motore e le fasi di rilascio, invece di pestare sul freno all’ultimo secondo, trasforma l’inerzia del veicolo in una preziosa alleata del risparmio.

Spesso si sottovaluta l’importanza del comfort a bordo. Sebbene risulti indispensabile nelle giornate di caldo estremo, il climatizzatore mette a dura prova il compressore che può richiedere fino al 30% di carburante aggiuntivo. Servirsene con criterio, limitando l’uso solo allo stretto necessario, incide in positivo sulla tenuta del mezzo, allo stesso modo l’efficienza passa per la corretta pressione degli pneumatici. Un trucco spesso dimenticato è quello di rinfrescare l’abitacolo aprendo i finestrini prima di partire, per poi azionare il clima solo una volta in movimento, evitando che il sistema debba lavorare sotto sforzo massimo partendo da temperature torride.

Anche un impercettibile cambio degli pneumatici pesa sui consumi e sul portafoglio: una flessione dell’1% nella pressione taglia l’efficienza dello 0,3%, perché impone al motore di vincere una resistenza maggiore, bruciando più gocce di prezioso carburante. Se passi dal gommista una volta al mese tieni le spese sotto controllo e guidi tranquillo.

Il valore della manutenzione

A sua volta, gioca un ruolo decisivo la gestione del tempo e dello spazio. Fin troppo spesso gli automobilisti tendono a trasformare il bagagliaio in un deposito, ignari delle conseguenze: più lasci pesi superflui più all’auto serve energia per spostarsi. Inoltre, è preferibile pianificare in anticipo i percorsi, così da evitare gli ingorghi urbani e con essi i famigerati stop-and-go, rei di bruciare carburante senza produrre chilometri.

Nei lunghi tragitti autostradali, invece, il miglior alleato è il cruise control. Mantenere una velocità costante, priva delle micro-variazioni tipiche del piede umano, stabilizza i flussi di alimentazione e regala medie chilometriche sorprendenti. Accorpare diverse commissioni in un unico viaggio risparmia poi le continue partenze a motore freddo, condizione in cui il veicolo consuma parecchio.

Non è infine il caso di trascurare la salute meccanica del mezzo. Anziché una spesa, bisognerebbe leggere la manutenzione come un investimento. Anche se un piccolo intoppo a un sensore può sembrare poco rilevante, esso fa lievitare i costi del pieno in modo silenzioso. Lo stesso vale per l’usato: prima di comprare, meglio spulciare i dati storici del veicolo per scovare negligenze che potrebbero costare caro alla pompa. In fondo, la vera battaglia contro il caro carburante si vince con la prevenzione e un pizzico di furbizia.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 13:45:36 +0000
News n. 15
Assicurazione auto, sale il premio medio: rincari record a Roma e Milano

Il 2026 è iniziato all’insegna degli aumenti per gli automobilisti italiani. Per oltre mezzo milione di proprietari di un veicolo sono aumentate le spese. Chi è stato responsabile di un sinistro ha avuto un peggioramento della classe di merito e, di conseguenza, un rincaro automatico della polizza. Oramai basta anche solo un incidente con colpa a determinare una spesa maggiore. Il rincaro supera ampiamente il risparmio ottenuto negli anni precedenti.

Dal 1° gennaio 2026 l’imposta su alcune garanzie accessorie, come l’assistenza stradale e l’infortunio del conducente, è cresciuta al 12,5%. Un incremento che non riguarda la sola RC Auto obbligatoria, ma ha determinato delle conseguenze supplementari anche tra gli automobilisti. L’effetto è un aumento del costo complessivo della polizza negli anni, anche a parità di premio base. Con la piaga degli incidenti nel Belpaese, anche a causa dell’inflazione, la metà delle province registra premi medi inferiori a 404 euro.

Divari territoriali

L’aumento del carburante nel contesto generale di rincari mette davanti a nuove sfide gli italiani. Nel quarto trimestre dello scorso anno il premio più elevato si è registrato in Toscana, Lazio e Campania. Nel quarto trimestre del 2025 il prezzo medio della garanzia RC Auto si è attestato a 432 euro, in crescita su base annua del 3,5% in termini nominali e del 2,3% in termini reali.

L’Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha affermato che la crescita dei prezzi è pari quasi alla metà di quella osservata nel quarto trimestre 2024 (+6,6%) ed è più che dimezzata rispetto al 2023 (+7,8%). Le variazioni del premio medio su base annua a livello provinciale sono racchiuse tra 0% e +8,5%. Gli incrementi più importanti si registrano a Enna (+8,5%), Roma (+6,1%), Frosinone, Milano e Novara (+5,2%).

A Napoli il premio medio è superiore di 252 euro rispetto ad Aosta. Il differenziale è stabile rispetto al quarto trimestre del 2024, ma si è ridotto rispetto al 2012 del 50,4%. La diffusione della scatola nera rimane stazionaria, con un tasso di penetrazione pari al 17,7%. L’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni ha affermato che il 91,3% dei contratti determina l’applicazione di uno sconto. Lo sconto medio concesso dalle imprese è pari a 226 euro, corrispondente al 40% del premio di tariffa. La componente commerciale rappresenta il 68% dello sconto medio.

Tariffe RC Auto cresciute del 22,4%

Dal 2022 ad oggi il costo delle Rc Auto è aumentato del 22,4%, circa 79 euro in più per ogni automobilista. Con i 33,5 milioni di veicoli assicurati in Italia, il costo complessivo per gli automobilisti è di oltre 2,64 miliardi di euro in 3 anni. Numeri spaventosi, confermati dal Codacons, dopo le verifiche pubblicate dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass). A gennaio 2022, il costo medio si aggirava sui 350 euro, per l’esattezza 353 euro. Soltanto nell’ultimo trimestre del 2025, il prezzo lordo pagato alla compagnia per la copertura obbligatoria per legge è salito del 3,5% su base annua in termini nominali, per una media 432 euro a polizza.

Come sfuggire da questa morsa? Vi consigliamo di confrontare le varie offerte sul mercato, valutare con attenzione le garanzie necessarie, gli sconti e soprattutto di guidare in modo responsabile. Un piccolo errore al volante potreste pagarlo a caro prezzo negli anni futuri.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 13:06:24 +0000
News n. 16
Certificato COC auto: a cosa serve e come ottenerlo

Chi compra un’auto all’estero, chi deve reimmatricolare un veicolo in Italia e chi si trova a rincorrere un documento mancante: tutti questi soggetti trovano nel COC, il Certificato di Conformità, il documento di cui non possono fare a meno. Il COC serve a dimostrare che quel veicolo è stato costruito in conformità a un tipo omologato secondo la disciplina europea. In pratica è il documento base che collega il singolo veicolo al suo quadro di omologazione Ue. Il riferimento normativo è la direttiva quadro 2007/46/CE.

Questo certificato attesta che il veicolo rispetta tutte le normative europee in materia di sicurezza ed emissioni, consentendone la libera circolazione all’interno del mercato europeo senza necessità di altre omologazioni.

Che cos’è il COC e a cosa serve

Il COC auto è il certificato che il costruttore rilascia per accompagnare ogni veicolo costruito in conformità al tipo approvato. Il produttore deve emettere un certificato di conformità in formato cartaceo per ciascun veicolo completo, incompleto o completato conforme al tipo approvato e deve consegnarlo all’acquirente insieme al veicolo nuovo.

La normativa europea è stata introdotta con la direttiva 92/53/CEE del Consiglio europeo e prevede che il documento descriva le caratteristiche del mezzo e le sue prestazioni tecniche, tra cui la data di fabbricazione. I modelli standardizzati fissati a livello Ue mostrano che nel COC compaiono dati come categoria del veicolo, costruttore, VIN o numero di telaio, data di produzione, oltre a una lunga serie di dati tecnici su masse, configurazione, dimensioni, emissioni e combinazioni ruota-pneumatico.

Viene quindi usato come base tecnica nelle pratiche di immatricolazione. Il regolamento Ue prevede che dal 5 luglio 2026 i costruttori possano essere esentati dall’obbligo di rilasciare il certificato cartaceo insieme a ogni veicolo se mettono il COC a disposizione in formato elettronico strutturato. Dopodiché sempre dal 5 luglio 2026, gli Stati membri dovranno rendere accessibili i dati del certificato in formato elettronico attraverso il sistema comune di scambio.

Quando serve il Certificato di Conformità

Il caso tipico è l’importazione di un’auto da un altro Paese Ue o più precisamente la sua immatricolazione in un diverso Stato membro. Il Certificato di Conformità collega il veicolo a un’omologazione europea già riconosciuta. Se il COC non c’è, la normativa amministrativa italiana ammette una scheda tecnica integrativa del costruttore, una certificazione rilasciata da un ente estero autorizzato o da un’autorità pubblica estera oppure l’attestazione del codice OE rilasciata dal rappresentante italiano del costruttore.

In questo contesto, i veicoli nuovi di fabbrica, a prescindere dalla provenienza, devono essere accompagnati da un COC valido al momento della richiesta di immatricolazione in Italia. I veicoli già immatricolati in un altro Paese dell’Unione europea devono risultare conformi alle disposizioni tecniche armonizzate in vigore al momento della loro prima immatricolazione in quel Paese e non sono soggetti a preventiva visita e prova salvo i casi particolari indicati dalla disciplina applicabile.

Il COC può essere richiesto in contesti in cui è necessario dimostrare che un veicolo è conforme a normative tecniche e di sicurezza. Pensiamo ai casi di verifica da parte enti locali per motivi specifici, come l’ottenimento di particolari autorizzazioni o certificazioni.

Chi lo rilascia e come si ottiene

A emettere il Certificato di Conformità ci pensa il costruttore. Per il nuovo, come visto, il certificato va consegnato gratuitamente con l’auto. Se invece il documento è andato perso, il regolamento europeo prevede che il costruttore, su richiesta del proprietario, debba rilasciare un duplicato del certificato cartaceo per un periodo di 10 anni dalla data di fabbricazione del veicolo. Il pagamento richiesto non può superare il costo di emissione del duplicato. A ogni modo, il costo del COC può variare a seconda del produttore e del Paese in cui viene richiesto. In genere oscilla tra i 100 e i 300 euro, a seconda del modello del veicolo e della politica del produttore.

Sul piano pratico si contatta il costruttore o il suo rappresentante, si comunica il VIN (il Vehicle Identification Number ovvero un codice unico che identifica il veicolo e che si trova sul cruscotto del veicolo, sul lato del conducente, o nel libretto di circolazione), si allegano i documenti che dimostrano la disponibilità del veicolo e si chiede il rilascio del certificato o del duplicato. La normativa europea non impone un’unica modalità operativa uguale per tutte le case automobilistiche e di conseguenza il percorso cambia da marchio a marchio.

Gli altri documenti sono la copia della carta di circolazione o documento di acquisto per dimostrare la proprietà del veicolo; una copia del documento di identità del proprietario, come un passaporto o una carta d’identità; la compilazione del modulo di richiesta che può essere scaricato dal loro sito web o richiesto al servizio clienti. Una volta che la richiesta è stata elaborata, il COC viene inviato all’indirizzo fornito dal richiedente.

Tutte le auto possono avere un COC?

Non tutte le auto possono avere un COC. Il regolamento europeo lega il certificato ai veicoli fabbricati in conformità con il tipo approvato. Il COC vive dunque dentro il perimetro dell’omologazione. Se il veicolo non rientra in un tipo omologato Ue valido per quel contesto, il certificato non è la strada.

È il caso per esempio di alcune vetture destinate a mercati non europei, di veicoli molto vecchi, di modelli modificati oppure di mezzi per i quali bisogna passare da altre forme di certificazione o da procedure diverse, come l’omologazione individuale o la documentazione tecnica sostitutiva richiesta dall’autorità nazionale.

Il Certificato di Conformità europeo è, per definizione ministeriale, il documento richiesto ai fini dell’immatricolazione nei Paesi dell’Unione europea quando si è nel campo dell’omologazione globale Ue, dell’omologazione Ue in piccola serie o dell’omologazione nazionale. La mancanza del COC in fase di vendita potrebbe non solo impedire l’immatricolazione del veicolo, ma anche esporre il venditore a sanzioni o controversie legali. Di conseguenza, per i rivenditori, garantire che ogni auto venduta sia accompagnata dal COC è indispensabile per una vendita regolare e priva di problemi.

Ci sono anche agenzie specializzate che offrono servizi di assistenza per ottenere il COC. Gestiscono l’intero processo per conto del proprietario del veicolo, interfacciandosi con il produttore. Può essere un vantaggio per chi non ha tempo o preferisce delegare la procedura a un professionista.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 12:00:57 +0000
News n. 17
Parroco ripara le buche stradali, rischia la multa

Quando il legame di una comunità si sfilaccia tra crateri e asfalto sgretolato, ecco che l’azione di un uomo, un parroco in questa storia, può fare la differenza. A pochi chilometri di Caltanissetta, nel borgo di Santa Rita, Padre Carmelo Carvello non celebra la messa tra navate barocche, bensì in un capannone che durante la settimana ospita mezzi agricoli.

La sua “carità” assume una forma insolita, quella della manutenzione stradale, un impegno assunto per consentire al piccolo borgo, composto da una decina di abitanti e un manipolo di attività agricole resistenti, di mantenere un’identità propria.

Carità pastorale e civile

Stanchi di contare i danni ai loro mezzi, i fedeli hanno trovato in Padre Carmelo una figura di riferimento, un orecchio attento e, poco dopo, un paio di braccia pronte al lavoro.

“La motivazione del mio intervento è pastorale e civile, non di protesta. Tanti fedeli mi hanno segnalato la difficoltà di raggiungere il borgo, ma ci sono anche residenti che percorrono questa strada più volte al giorno per esigenze familiari e scolastiche”

Le condizioni del manto stradale, infatti, avevano smesso di essere un semplice fastidio per diventare un salasso economico. E in una zona dove l’agricoltura ricopre un ruolo centrale nell’economia, non avere a disposizione le auto può determinare l’isolamento.

“Una famiglia ha sostenuto una spesa di mille euro per danni all’auto causati dalle buche. In molti hanno bucato gli pneumatici e anche le attività della zona registrano meno clienti. Quando fare la carità diventa un rischio, è il momento della carità”

Cosa dice la legge italiana

Padre Carmelo ha presente i limiti posti dalla legge italiana: spesso rigide di fronte all’iniziativa privata su suolo pubblico, le istituzioni potrebbero avere qualche critica da muovere sull’intervento “fai-da-te”. In assenza di autorizzazione, riparare una strada comunale espone alla possibilità di multe salate, ciononostante il parroco persevera, determinato a mettere in sicurezza la sua gente.

“So che potrei incorrere in una multa, ma voglio essere vicino alla mia comunità. Ho iniziato e andrò avanti poco alla volta”

Da facile previsione, il caso ha sollevato un polverone mediatico, al punto da condurre il Comune di Caltanissetta a esprimersi in merito. L’assessore ai Lavori pubblici, Calogero Adornetto, prepara un incontro con il sacerdote e un sopralluogo tecnico, ammettendo che i rattoppi d’emergenza effettuati dalle squadre comunali non possono bastare di fronte a una situazione così compromessa.

“Nei giorni scorsi una squadra di manutenzione comunale è già intervenuta per affrontare le criticità più urgenti. L’estensione e la gravità delle condizioni della strada richiedono tuttavia un intervento più ampio e strutturato”

Per una maggiore libertà e restituire dignità a Santa Rita, i residenti sperano che vada in porto il progetto di finanziamento da 3 milioni di euro dedicato alla viabilità, di cui la metà destinati nello specifico alle vie d’accesso del borgo. Mentre la burocrazia segue i suoi ritmi naturali, tutta la comunità attende fiduciosa degli aggiornamenti, consapevole che i tempi sono forse ora maturi affinché la situazione cambi, in meglio, grazie alla caparbietà e a un pizzico di sana incoscienza di un solo uomo.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 11:13:17 +0000
News n. 18
La Porsche di Messi finisce all’asta, il prezzo è più basso del previsto

Anche se l’Europa l’ha lasciata da anni e il capolinea sembra ormai vicino, Lionel Messi fa sempre notizia, ma i successi sportivi non garantiscono sempre valutazioni astronomiche alle sue “vecchie” auto. Attualmente protagonista su SBX Cars, la Porsche Cayenne GTS Coupé del 2021 un tempo appartenuta alla Pulce (come lo hanno sempre affettuosamente chiamato i fan di tutto il mondo) non dovrebbe passare di mano a cifre milionarie, frenata dalle dinamiche attuali nel mercato dell’usato premium.

Le offerte restano al palo

Il bolide della Cavallina non è rimasto a prendere polvere in un garage climatizzato. Con i suoi 22.809 km percorsi tra le strade della Spagna e le autostrade tedesche, è stato a tutti gli effetti la compagna di viaggio quotidiana di Messi, prima del suo trasferimento negli Stati Uniti.

Mossa da un otto cilindri biturbo da 4.0 litri, scarica a terra 460 CV e 620 Nm di coppia che, a dispetto della massa imponente, permettono di arrivare ai 270 km/h. Un po’ come il calciatore, evita troppi clamori, preferendo lasciar parlare i fatti. La configurazione scelta da Leo abbraccia il “potere oscuro della forza”: tanto fuori quanto dentro prevale l’eleganza del nero opaco totale, impreziosito dai cerchi RS Spyder da 21 pollici.

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Sul versante tecnico, il setup originario sfiora i 150.000 euro. E gli optional? La lista è quella delle grandi occasioni, tra le sospensioni pneumatiche, il pacchetto Sport Chrono e l’impianto audio Bose. Certificate da una perizia meticolosa, le condizioni della Porsche sono definite “quasi perfette”, tuttavia, a una settimana dalla chiusura dell’asta, le offerte faticano a prendere il volo.

Al momento la proposta più alta ammonta a 100.000 euro, in linea con le attuali condizioni di mercato per un Cayenne di pari condizioni e chilometraggio. Il valore aggiunto del mito, stavolta, sembra essersi smarrito tra le pieghe dei sedili in Alcantara.

L’eredità di un solido affare

Fino a questo punto il nome di Messi non ha gonfiato il prezzo, risultato di una logica economica e dei freddi numeri. Nel 2026, il settore dei SUV premium nel Vecchio Continente sta affrontando una fase di riflessione. La crescita fissata dai dati ACEA al 2% lascia intuire il pragmatismo diffuso, persino tra i milionari, consci di dover valutare a fondo il valore meccanico e la manutenzione, invece di lasciarsi prendere alla gola.

Con un ingaggio da 54 milioni all’anno a Miami e un patrimonio vicino agli 800 milioni, il “Diez” non si faceva scrupoli a spremere la Porsche, utilizzata alla stregua di un “muletto di lusso”, funzionale negli spostamenti quotidiani in solitaria o con la famiglia al completo.

Il nuovo proprietario della vettura metterà a segno un affare solido, aggiudicandosi una delle migliori interpretazioni della GTS a un prezzo di mercato onesto. Resta però una lezione per gli investitori: a volte, nemmeno il giocatore più forte di sempre riesce a dribblare le regole ferree della svalutazione automobilistica. Il Cayenne in vendita promette di fare le gioie di un collezionista concreto, in grado di apprezzare la potenza e la solidità del V8, con una consapevolezza: su quello stesso sedile, un tempo, si decidevano i destini del calcio mondiale.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 09:30:46 +0000
News n. 19
Hyundai Ioniq 3, la citycar evoluta con interni in stile anni Settanta e ricarica lampo

Hyundai non poteva scegliere una cornice migliore della Milano Design Week, il tempio mondiale dell’estetica e dell’innovazione, per svelare la Ioniq 3. Oltre che una novità di prodotto, la prima hatchback compatta della famiglia apre a un’era tutta da scoprire. Sviluppata in Europa e rivolta esclusivamente ai guidatori del Vecchio Continente, la neoarrivata si prefigge di portare la mobilità elettrica nel quotidiano con stile.

Art of Steel: il design che sfida il vento

Alla nuova Ioniq 3 si possono attribuire molti significati. Uno glielo dà Hyundai stessa, introducendo la filosofia stilistica “Art of Steel”: un nome evocativo, un approccio ingegneristico dove si celebrano la versatilità e la forza dell’acciaio applicate su linee scultoree. Ridotti, ma definiti i volumi della vettura catturano la luce in modo dinamico e l’inedita configurazione Aero Hatch differenzia il progetto.

Avete presente le proporzioni classiche delle compatte a due volumi? Tirateci una riga sopra: qui il frontale basso scivola verso la linea del tetto, protesa dritta sopra l’abitacolo prima di tuffarsi nello spoiler a coda d’anatra, così da abbassare il coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) ad appena 0,263, che vale un posto ai vertici della categoria. In richiamo al DNA della gamma Ioniq, torna l’iconica firma luminosa a Parametric Pixel, arricchita da quattro punti luminosi centrali che riproducono la lettera “H†in codice Morse, velato omaggio all’identità del brand.

Hyundai Ioniq 3: lo spoiler a coda d'anatra la rende facile da riconoscere
Ufficio Stampa Hyundai
Lo spoiler a coda d’anatra rende la Hyundai Ioniq 3 facilmente riconoscibile anche da dietro

All’evento di lancio Xavier Martinet, Presidente & CEO di Hyundai Motor Europe, ha dichiarato:

“Con Ioniq 3 portiamo la nostra esperienza nel settore delle auto elettriche in un nuovo segmento. Progettato su misura per le esigenze dei clienti europei, questo modello unisce un’autonomia e un’aerodinamica da prima della classe a livelli straordinari di spazio, comfort e praticità. Ioniq 3 racchiude l’essenza del marchio IONIQ – design innovativo, tecnologia avanzata e un nuovo livello di spaziosità – in un modello compatto pensato per la vita di tutti i giorniâ€

Furnished Space: un salotto anni ’70 su ruote

Se l’esterno è una scultura aerodinamica, l’interno è un inno alla spaziosità. Attraverso il concept “Furnished Spaceâ€, i designer Hyundai infondono nell’abitacolo il calore di un ambiente domestico. Grazie al pavimento completamente piatto e a un passo generoso di 2,68 metri, lo spazio a bordo si attesta su quello di auto di segmento superiore.

I materiali scelti citano il design d’arredamento italiano degli anni ’70, con tessuti accoglienti e texture naturali, ma con un occhio attento alla sostenibilità, utilizzando componenti riciclati e a base biologica. La praticità non passa in secondo piano: alla capacità di 441 litri del bagagliaio si aggiunge l’inedito Megabox, un vano da 119 litri nascosto sotto il piano di carico in cui stivare oggetti ingombranti in totale sicurezza.

Hyundai Ioniq 3: interni con materiali in stile arredamento anni Settanta
Ufficio Stampa Hyundai
I materiali selezionati per gli interni della Hyundai Ioniq 3 I materiali scelti rimandano al design d’arredamento italiano degli anni ’70

Ioniq 3 segna anche il debutto europeo del sistema di infotainment Hyundai Pleos Connect, basato su Android Automotive OS. Proiettato su display con diagonale fino a 14,6 pollici, il sistema offre un’interfaccia uomo-macchina ispirata alla semplicità d’uso degli smartphone.

L’integrazione appare totale: il pianificatore di percorso EV integrato alla tecnologia Plug & Charge e la funzionalità Vehicle-to-Load (V2L) permettono di sfruttare l’energia della batteria dell’auto per alimentare dispositivi esterni, come laptop o bici elettriche. Non mancano la Digital Key 2 dedicata all’accesso tramite smartphone e un impianto audio Bose Premium, volto a garantire un’esperienza sonora immersiva.

Sicurezza intelligente e parcheggio telecomandato

Sul fronte della sicurezza e dell’assistenza alla guida, la Ioniq 3 si allinea alle ultime innovazioni inserite nel pacchetto Hyundai SmartSense, che da un lato proteggono gli occupanti e dall’altro cambiano il modo di interagire con la strada e gli ambienti urbani. Il vero valore dell’Highway Driving Assist 2 emerge nei grandi spostamenti autostradali. Invece di una guida rigida, si ottiene un avanzamento costante e sicuro dove l’auto corregge traiettoria e andatura, trasformando i viaggi interminabili in un’esperienza molto meno stressante.

Nelle manovre più delicate entra in gioco il Remote Smart Parking Assist. Il conducente può infatti gestire l’ingresso o l’uscita del mezzo direttamente fuori dall’abitacolo e controllare ogni spostamento col telecomando, una comodità non trascurabile quando le dimensioni dei garage cittadini complicano il parcheggio. A questo si aggiunge un livello di consapevolezza visiva senza precedenti garantito dal Blind-Spot View Monitor. Il sistema proietta nel quadro strumenti digitale l’immagine in tempo reale dell’angolo cieco non appena viene azionata la freccia: spariscono le incertezze durante i cambi di corsia e la navigazione nel traffico cittadino diventa un’operazione intuitiva e priva di rischi.

Ricarica rapida

Sotto le forme scolpite della carrozzeria, la piattaforma E-GMP a 400 Volt bilancia scatto e rapidità nei rifornimenti di energia. Le opzioni della batteria rispondono ad abitudini differenti e partono dalla versione Standard Range da 42,2 kWh, che risponde alle necessità di chi si muove prevalentemente nello scenario urbano o nei tragitti casa-lavoro, garantendo 344 km di autonomia. Per non rinunciare mai ai lunghi viaggi esiste la Long Range da 61 kWh e fino a 496 km di percorrenza, poco comune nella categoria.

I tempi di sosta alla colonnina smettono di essere un problema quando si sfrutta la ricarica rapida in corrente continua, capace di riportare la batteria dal 10% all’80% in appena 29 minuti. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile riguarda però la ricarica in corrente alternata: la Ioniq 3 accetta infatti fino a 22 kW. Puoi quindi recuperare chilometri molto velocemente anche dalle comuni colonnine stradali o dai punti di ricarica domestici potenziati, e beneficiare della massima flessibilità ovunque tu decida di fare tappa.

Nonostante la vocazione pratica, la Ioniq 3 non trascura il piacere di guida. Grazie al motore elettrico da 107,8 kW (147 CV) e 250 Nm di coppia lo scatto è brillante e la velocità massima arriva a 170 km/h. Dà un’iniezione di grinta l’allestimento N Line, caratterizzato da cerchi fino a 19 pollici e dettagli estetici più aggressivi.

Prodotta nello stabilimento di İzmit, in Turchia, la Ioniq 3 sancisce l’impegno di Hyundai in Europa, aperta a recepire le criticità delle strade strette cittadine e il desiderio di mettere in marcia nel lunghi weekend. Con undici colori esterni disponibili (tra cui il suggestivo Fierce Red Matte) e una tecnologia che semplifica la vita, la nuova nata di casa Hyundai si comporta da compagna ideale per la transizione energetica, pronta a conquistare il cuore e la ragione degli automobilisti moderni.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 08:33:58 +0000
News n. 20
Dal Gp Miami cambiano le regole di Formula 1, ecco le novità principali

Dopo tante chiacchiere la FIA ufficializza i cambi regolamentare della F1 2026. Lo fa lanciando per Miami un pacchetto di correttivi cruciali per il bilanciamento delle power unit e la sicurezza. Addio alle assurde differenze di velocità e agli eccessi di lift and coast: l’obiettivo è far ritrovare ai piloti un feeling al volante decisamente più istintivo. Tuttavia sorgono dei problemi che potrebbero essere peggiori dei rimedi.

L’allarme sicurezza a Suzuka e la revisione delle qualifiche

Qualunque sia il giudizio sulle neonate monoposto del 2026, il paddock ha ormai compreso la necessità di un approccio estremamente pragmatico per ottimizzarne il rendimento. Durante la recente pausa di aprile, i vertici della categoria, la FIA, le scuderie e i piloti si sono riuniti in via straordinaria per eseguire una vera e propria autopsia tecnica delle prime tre gare stagionali.

Inizialmente, le priorità dell’organo legislativo erano legate quasi esclusivamente al rilancio estetico delle qualifiche. Vedere vetture capaci di tempi di assoluto rilievo alzare il piede prima delle zone di staccata, rinunciando ad aggredire i cordoli, era considerato un’aberrazione visiva intollerabile per una fetta molto rumorosa di appassionati.

Ma priorità del tavolo di lavoro sono state drasticamente stravolte dalle dinamiche della pista. Il violento incidente di Bearman ha infatti agito da catalizzatore. Il testacoda ad alta velocità contro le barriere di Suzuka, scaturito dal disperato tentativo di evitare la vettura di Colapinto in approccio alla curva Spoon, ha messo in luce inequivocabilmente i gravi pericoli legati alle differenze di velocità di avvicinamento.

Di fronte a questa emergenza, la FIA ha stabilito tre obiettivi cardine: salvare lo spettacolo sul giro secco, mitigare i delta velocistici in gara e introdurre tutele specifiche per le corse sul bagnato. Per quanto riguarda le qualifiche, il limite massimo di ricarica è stato abbassato a 7 megajoule per giro, con la possibilità di ulteriori riduzioni a seconda del tracciato.

Contestualmente, la capacità di recupero dell’energia è stata innalzata dai precedenti 250 a 350 kilowatt. Questa mossa, caldeggiata in passato da diversi membri delle scuderie al top della categoria per eliminare la piaga del lift and coast, permetterà alle vetture di rallentare più bruscamente con il freno motore, consentendo di avvicinarsi ad una fase di staccata più tradizionale.

Il ricalcolo delle potenze e le tutele per il bagnato

L’intervento normativo si estende in maniera capillare anche all’ottimizzazione delle dinamiche relative alla gara. L’intento è chiaro: azzerare i picchi di accelerazione incontrollata. La Federazione Internazionale ha pertanto stabilito che il pulsante del boost, ovvero la funzione che sprigiona l’intera potenza elettrica su richiesta, non potrà più essere attivato liberamente.

I piloti potranno farne uso soltanto quando il moto generatore MGU-K starà già erogando un minimo di 150 kilowatt. L’innovazione più dirompente, tuttavia, riguarda l’erogazione variabile. Nelle zone rettilinee, in combinazione con l’aerodinamica attiva, le monoposto potranno scatenare tutti i 350 kilowatt a disposizione; nelle sezioni guidate, invece, il limite massimo sarà tagliato e bloccato a quota 250 kilowatt.

Questa compartimentazione garantirà una distribuzione dell’energia più omogenea lungo tutto l’arco del giro. Allo stesso tempo, assicurerà che le vetture dispongano della medesima spinta nelle aree dove il carico aerodinamico è un fattore vitale per la sopravvivenza in pista. La rivoluzione tocca anche le delicate condizioni di scarsa aderenza: pista bagnata, insomma.

La FIA ha autorizzato un incremento sulle temperature delle termocoperte per le intermedie, abbinando questa concessione a un drastico taglio della potenza. L’energia sprigionata dai sistemi elettrici sotto la pioggia verrà infatti limitata a una forbice compresa tra i 200 e i 250 kilowatt, disabilitando del tutto le funzioni di sorpasso estreme sul volante per scongiurare improvvise e pericolose perdite di trazione.

Inoltre verrà testato durante le prove libere un innovativo software di sicurezza per le partenze. Il sistema interverrà in maniera automatica sulle auto che dovessero accusare uno stacco frizione troppo lento allo start, azionando il motore elettrico e garantire un’accelerazione minima di sicurezza avvisando tramite speciali segnali luminosi. Così si eviteranno tamponamenti a catena in griglia.

Il pragmatismo del paddock e i timori degli ingegneri

La reale efficacia di questo cambio normativo in corsa come sempre andrà valutata in pista. Questo considerando che il tempo per realizzare simulazioni di gara preventive non c’era. Ciò malgrado ci sono Tuttavia, l’entusiasmo per le contromisure varate dalla Federazione Internazionale viene accompagnato da fondate preoccupazioni tecniche.

Rimodulare in modo così massiccio l’utilizzo della power unit, di riflesso andrà ad alterare il ciclo di vita dei singoli componenti. Questo aspetto andrà a costringere le scuderie a ricalibrare l’affidabilità totale delle componenti ibride che finiranno per operare al di fuori dei parametri originari di progetto. Se andiamo a prendere in esame i cambi regolamentari sorgono forti dubbi.

Quello più grande riguarda la capacità di queste modifiche di restituire la mera naturalezza alla guida dei piloti. La FIA ha scelto di abbassare i limiti di ricarica in qualifica: aspetto che ovviamente riduce di riflesso pure l’energia complessiva che può essere scaricata a terra dalle monoposto. Una dinamica che senza dubbio favorirà il raggiungimento dei target energetici, o per lo meno si avvicinerà molto.

Lo farà sfruttando le frenate e le fasi di trazione, riducendo in maniera netta la necessità di parzializzare sul gas artificiosamente per gestire la potenza. C’è però un rischioso effetto opposto. Il classico rovescio della medaglia che va tenuto in conto. La Formula 1 viaggia già sul filo del rasoio per quanto riguarda la gestione elettrica e soffocare ulteriormente la disponibilità di energia potrebbe i problemi.

Ci riferiamo al rischio di amplificare i famigerati tagli di potenza sui rettilinei, falcidiando il tempo in cui le vetture possono viaggiare al limite. Si innesca così un pericoloso effetto boomerang: nell’affannosa ricerca di una toppa per le criticità di guida, si finisce per azzoppare le velocità di punta, sostituendo, potenzialmente, un problema con un altro. Un cortocircuito tecnico da evitare.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 07:01:19 +0000
News n. 21
Sciopero dei trasporti 21 aprile 2026: città, orario inizio e fine

Il 21 aprile 2026 l’Italia sarà interessata da uno sciopero che riguarderà il settore dei trasporti pubblici locali. In questo articolo sono riportati nel dettaglio i dati aggiornati relativi agli scioperi previsti per questa data, con tutte le informazioni su regione, città, aziende, categorie coinvolte e modalità dello sciopero.

Sciopero dei trasporti Frosinone

Per la giornata del 21 aprile 2026 è previsto uno sciopero del trasporto pubblico locale nella città di Frosinone, nella regione Lazio. La protesta, di 24 ORE, coinvolge il personale della società Cialone Tour di Frosinone. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato USI CTS e interessa la categoria “PERSONALE SOC. CIALONE TOUR DI FROSINONE”. Lo sciopero ha rilevanza locale e potrebbe causare disagi agli spostamenti urbani e interurbani durante tutto l’arco della giornata.

Fonte: Mit

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 06:00:00 +0000
News n. 22
Nissan Qashqai, il C-SUV è best seller anche nel noleggio

Il panorama automobilistico dei primi mesi del 2026 parla chiaro: Nissan Qashqai è la dominatrice del segmento C-SUV. Nel contesto ultra-competitivo delle strade italiane, questo modello si è imposto come un punto di riferimento assoluto, capace di coniugare l’eredità storica con un’innovazione tecnologica che guarda con decisione al domani della mobilità. I numeri registrati nel primo trimestre dell’anno delineano il profilo di un successo travolgente, capace di scalare le classifiche di vendita e di conquistare segmenti di mercato estremamente esigenti. Compreso il settore del noleggio.

Un successo certificato dai numeri

Analizzando i dati di vendita di marzo e del primo trimestre 2026, la Nissan Qashqai – come dicevamo – si attesta come il C-SUV più venduto in assoluto nel canale del noleggio, sia a breve che a lungo termine. Se si allarga l’orizzonte all’intera classifica di vendita nazionale, che comprende ogni segmento e modello, i risultati sono altrettanto impressionanti: Qashqai ha conquistato il terzo posto nel mese di marzo e il quarto posto nel trimestre complessivo.

Questi numeri trovano una spiegazione profonda nel settore del noleggio a lungo termine, dove le scelte degli utenti sono guidate da parametri rigorosi come l’efficienza e il comfort. In questo specifico canale, la versione dotata della tecnologia e-POWER ha sbaragliato la concorrenza, rappresentando oltre il 50% dei contratti totali della gamma Qashqai. È la dimostrazione che chi sceglie l’auto per scopi professionali o per una mobilità quotidiana intensiva riconosce nel propulsore Nissan la risposta ideale alle proprie necessità.

La rivoluzione dell’e-POWER

L’anima di questo successo è la terza generazione della tecnologia e-POWER, lanciata in Europa nel 2025 proprio su questo modello. Si tratta di un sistema unico nel suo genere, progettato per offrire tutte le sensazioni e i vantaggi della guida elettrica – come l’accelerazione fluida, brillante e una silenziosità cristallina – eliminando però la necessità della ricarica alla spina. Il conducente può godere della reattività di un motore elettrico mantenendo la praticità del rifornimento a benzina, rendendo la Qashqai il veicolo di transizione perfetto verso le zero emissioni.

Le caratteristiche tecniche raccontano una progressione straordinaria rispetto alle generazioni precedenti:

  • efficienza e consumi: il consumo di carburante si è ridotto del 12%, scendendo a una media di 4,5 l/100km (ciclo WLTP), permettendo di percorrere fino a 22,2 km con un singolo litro;
  • autonomia da record: grazie a un serbatoio da 55 litri, l’autonomia complessiva è cresciuta del 13%, superando i 1.200 km con un pieno, una cifra che garantisce una libertà di movimento senza precedenti per un SUV della sua categoria;
  • sostenibilità: anche l’ambiente ne beneficia, con una riduzione delle emissioni di COâ‚‚ del 12%, che passano da 116 g/km a 102 g/km.

Comfort, potenza e gestione

Varcando la soglia dell’abitacolo, si percepisce immediatamente il lavoro di affinamento acustico svolto dagli ingegneri Nissan. La rumorosità interna è stata ridotta di 5.6 dB, raggiungendo livelli di silenziosità paragonabili a quelli di un veicolo 100% elettrico (EV). Per chi invece cerca un piglio più dinamico, la modalità Sport offre ora una potenza totale di 205 CV (+15 CV rispetto al passato), garantendo sorpassi sicuri e una guida coinvolgente.

Infine, Nissan ha saputo ottimizzare anche i costi di gestione. Gli intervalli di manutenzione sono stati estesi da 15.000 a 20.000 km, un dettaglio non trascurabile che riduce significativamente i costi di esercizio della vettura nel tempo, rendendola una scelta razionale tanto per il privato quanto per le flotte aziendali. Con questo mix di prestazioni eccezionali e razionalità economica, la Nissan Qashqai si conferma ancora una volta come la regina indiscussa del suo segmento.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 05:40:24 +0000
News n. 23
Smart #2 concept, l’erede della ForTwo si svela al Salone di Pechino

Il ritorno dell’automobile che ha ridefinito il concetto stesso di mobilità urbana è finalmente realtà. Dopo un periodo di assenza che per molti è stato percepito come una mancanza difficile da colmare, la leggendaria citycar due posti secchi nata negli anni ’90 si prepara a riprendersi il proprio spazio, anche se cambia tutto (nome compreso). Questa vettura, capace di sfidare le convenzioni fin dal suo debutto, torna oggi in una veste completamente rinnovata, pronta a trasformare nuovamente il modo in cui viviamo i centri cittadini: la smart Concept #2, è pronta a debuttare al Salone di Pechino, anteprima concreta della futura smart #2. 

Design tedesco

Il ritorno della citycar a due posti non è un semplice omaggio al passato, ma una vera e propria reinvenzione curata dal Mercedes-Benz Global Design Team. La nuova filosofia stilistica, denominata “Love, Pure, Unexpectedâ€, punta a superare la dimensione della pura praticità per trasformare l’auto in un’estensione dell’identità personale. La silhouette rimane fedele alla compattezza che ha reso celebre il marchio, ma le linee si fanno più pulite, audaci e ricercate.

Uno degli aspetti più distintivi del design esterno è la raffinata combinazione cromatica bicolore, caratterizzata da una finitura matte bianca impreziosita da dettagli in oro caldo. Il legame con il mondo della moda di fascia premium è evidente nei particolari: la Concept #2 sfoggia inserti in pelle e fibbie che richiamano un minimalismo moderno e sofisticato. Il risultato è un equilibrio armonico di contrasti che reincarna lo spirito della storica fortwo proiettandolo nell’era elettrica.

Novità tecniche e visione futura

Sotto il profilo tecnico, la nuova smart #2 sarà completamente elettrica, posizionandosi nel segmento della mobilità intelligente premium. Il brand, nato dalla joint venture tra Mercedes-Benz AG e Geely Holding Group, punta su un modello di business altamente efficiente e orientato al futuro. I dettagli tecnici definitivi su motore, autonomia e ricarica non sono ancora stati ufficializzati, ma ci sarà occasione durante la presentazione mondiale fissata per il 22 aprile a Pechino durante il Global Brand Event “Change of Perspectivesâ€, seguita dalla presenza di rilievo ad Auto Beijing 2026.

In questa occasione, la Concept #2 condividerà la scena con un’altra importante novità: la smart #6 EHD, la prima berlina fastback premium del marchio, inizialmente destinata in esclusiva al mercato cinese. Questo annuncio segna la più ambiziosa espansione di prodotto nella storia di smart, volta a rispondere alle esigenze di clienti sempre più diversificati in Europa e nei principali mercati globali.

Posizionamento e strategia

Il prezzo della futura smart #2 rimane un tassello ancora da scoprire, ma la strategia del marchio è chiara: offrire soluzioni non convenzionali che sappiano ancora una volta sorprendere e affascinare. Con il claim “open your mindâ€, la campagna lanciata quest’anno invita a superare gli schemi del passato, adottando nuovi punti di vista sulla mobilità.

Il progetto della smart #2 non mira solo a riportare su strada una vettura amata, ma a ridefinire lo stile di vita urbano attraverso un design che unisce funzione ed espressione di stile. In un mondo che cambia velocemente, la citycar per eccellenza torna per dimostrare che l’innovazione e l’emozione possono ancora convivere in dimensioni ridotte, offrendo una visione della mobilità che è, ancora una volta, audace e inaspettata.

Data articolo: Tue, 21 Apr 2026 05:30:57 +0000
News n. 24
Che auto guida Francesco Arca, design e prestazioni lasciano senza fiato

Con la sua bellezza e il suo charme fa battere il cuore a milioni di telespettatrici, ma cosa lo infiamma al volante? Notoriamente schivo, Francesco Arca, protagonista della miniserie La buona stella su Rai Uno, ha solide convinzioni sulle doti che deve avere, tutte presenti in un modello di cui ha fatto da testimonial. Il sorriso dell’attore senese mentre posa è l’endorsement definitivo per una vettura già entrata nelle simpatie del pubblico italiano. E per ottime ragioni.

Un crossover seducente: quanto costa usato

Robusta e affascinante, la Toyota C-HR MY2019 ha conquistato Francesco Arca. Non corrisponde all’archetipo del SUV familiare dalle forme squadrate, la nipponica ma punta a un design aggressivo, quasi muscolare da crossover coupé, dove il posteriore spiovente richiama le linee di una sportiva. Con una lunghezza di 436 cm e un’altezza di 156 affronta in disinvoltura il traffico urbano, offrendo al contempo una posizione di guida rialzata, tanto in voga oggi. Sebbene la paragonino spesso a concorrenti della fama di Mazda CX-3 e della Hyundai Kona, la C-HR conserva un’identità stilistica quasi più da “hatchback rialzata” che da fuoristrada vecchia maniera.

Ti basta mettere piede a bordo per percepire appieno la qualità costruttiva. Se Toyota occupa stabilmente le prime posizioni dei marchi ritenuti più affidabili dagli acquirenti d’altronde un motivo c’è. Oltre alla solidità, la C-HR, disponibile dall’allestimento base LE al top di gamma Limited, mette sul piatto una dotazione tecnologica all’avanguardia. Sullo schermo touch da 8 pollici, con integrazione Apple CarPlay, il guidatore può selezionare e gestire i contenuti di infotainment, mentre il pacchetto Toyota Safety Sense (di serie) gli guarda le spalle.

La frenata automatica d’emergenza, il cruise control adattivo e il mantenimento della corsia riducono il rischio di incidenti, così da vivere la bellezza del viaggio senza inutili preoccupazioni. Nelle varianti di punta sedili in pelle e un sistema audio avanzato elevano a loro volta la qualità complessiva, la chiusura del cerchio. Il bagagliaio da 377 litri e il discreto spazio posteriore tolgono ogni dubbio sui principi della C-HR: stile e sicurezza al primo posto in dimensioni compatte.

Tra le motorizzazioni del Model Year 2019 spicca il 2.0 benzina a quattro cilindri, capace di erogare 144 CV e 188 Nm di coppia motrice massima. Se non le chiedi di competere in gare d’accelerazione (completa lo “0-100” in 10,5 secondi) ti può sedurre: allo stesso prezzo (in media si va dai 15.000 ai 29.000 euro circa per l’usato, a seconda di chilometraggio e versione) trovi poco di meglio in giro come stabilità di guida e precisione in curva). Il cambio automatico CVT e la trazione anteriore garantiscono una fluidità di marcia ottimale tanto nei lunghi viaggi quanto nello scenario urbano.

La buona stella: alla ricerca della verità

Così in auto, così sul set Francesco Arca sposa progetti dove il dinamismo e la ricerca della verità dettano legge. In prima serata Rai Uno propone lunedì 20 aprile una nuova puntata della nuova serie thriller La buona stella, con Arca nei panni di Valerio Fois, un uomo segnato dal dolore e dalle ferite del passato. È un personaggio duro, complesso, che si trova coinvolto in una caccia all’uomo mozzafiato tra fughe in camper, sparatorie e misteri da risolvere. Proprio come nella scelta della sua Toyota C-HR, anche in questo ruolo Francesco dimostra che dietro un’estetica forte si nasconde sempre una grande solidità strutturale.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 20:05:21 +0000
News n. 25
Salone Auto Torino 2026, a settembre tre giorni tra innovazione, test drive e passione

In occasione della Milano Design Week, una cornice che celebra l’estetica e l’innovazione, sono state presentate le edizioni 2026 di MIMO Milano Monza Motor Show e, soprattutto, del Salone Auto Torino, due appuntamenti che hanno saputo riscrivere le regole dei motor show tradizionali trasformandoli in eventi aperti, gratuiti e profondamente integrati nel tessuto urbano.

Tre giorni di passione per l’auto sotto la Mole

L’appuntamento con la città della Mole è fissato per la fine dell’estate: il Salone Auto Torino 2026 si svolgerà dall’11 al 13 settembre, trasformando il centro cittadino in una spettacolare esposizione a cielo aperto. Saranno tre giorni intensi in cui la passione per i motori incontrerà la bellezza delle piazze storiche torinesi, offrendo una vetrina internazionale a oltre 40 case automobilistiche.

Il format, ormai consolidato, prevede che i modelli siano esposti in forma statica tra le architetture barocche, ma con una forte componente dinamica: i visitatori avranno infatti la possibilità di effettuare test drive direttamente per le vie della città, entrando in contatto con le più recenti tecnologie e soluzioni di mobilità.

Un incontro decisivo per il settore

Tuttavia, il cuore operativo dell’evento inizierà a battere già il giorno precedente. Il 10 settembre 2026 sarà infatti dedicato al programma bTOb, la piattaforma business che riunisce l’intera filiera automotive. Presso il prestigioso scenario del Teatro Regio di Torino, si terrà una giornata di incontri one-to-one tra case automobilistiche, aziende di componentistica, servizi alla mobilità e finanza, volta a creare relazioni concrete e opportunità di sviluppo industriale. Questo preludio tecnico sottolinea come il Salone non sia solo una festa per il pubblico, ma un momento strategico di confronto per un settore che in Piemonte trova radici profonde e una visione d’avanguardia.

I confini si espandono

L’impatto della manifestazione non si esaurirà nei confini cittadini. La cosiddetta “Settimana Salone Auto Torino” estenderà infatti le attività commerciali su scala nazionale, coinvolgendo la rete delle concessionarie con promozioni e condizioni dedicate, producendo così ricadute reali sull’intera economia regionale e nazionale. Come sottolineato dal Presidente Andrea Levy, l’obiettivo è creare un dialogo diretto tra brand e pubblico, un modello che oggi è riconosciuto anche a livello internazionale per la sua efficacia.

Un ruolo centrale in questa edizione sarà svolto dal TADA (Torino Automotive Design Award), il premio internazionale nato per connettere l’industria europea e quella cinese. Attraverso il design, Torino si conferma nuovamente come un ponte culturale e industriale, capace di valorizzare l’innovazione e i linguaggi progettuali contemporanei. La giuria, composta da autorevoli giornalisti italiani, assegnerà riconoscimenti in categorie che spaziano dal Best Exterior Design al Best Innovation & Technology, confermando il ruolo dell’Italia come punto di riferimento globale nel design automobilistico.

Un evento che valorizza il territorio

Il Salone Auto Torino 2026 si preannuncia quindi come un’esperienza diffusa che integra mobilità, design e scoperta del territorio. Grazie a un sistema di convenzioni che coinvolge musei, hotel e trasporti, l’evento del 11-13 settembre non attirerà solo appassionati di motori, ma anche turisti e operatori, valorizzando l’offerta culturale della città e incentivando la permanenza dei visitatori. In un’era di profonda transizione ecologica, Torino si prepara a dimostrare che l’automobile può ancora essere raccontata in modo accessibile e moderno, celebrando una storia centenaria che guarda con determinazione al futuro della mobilità sostenibile.

Data articolo: Mon, 20 Apr 2026 14:52:07 +0000


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