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Il 16 marzo 2026 la situazione del traffico autostradale in Italia presenta diverse criticità , tra cui code causate da safety car, incidenti e condizioni meteo avverse come nebbia e pioggia. Da segnalare in particolare una coda di 3 km sull’A10 Genova-Ventimiglia a causa di un incidente e una scorta veicoli per safety car sull’A7 Milano-Genova. Inoltre, fenomeni atmosferici come nebbia sulla A16 Napoli-Canosa limitano la visibilità a circa 110 metri, creando ulteriori rallentamenti.
20:01 – Fabro e Orvieto
Coda per safety car
Direzione Napoli
Scorta veicoli tra Fabro e Orvieto per safety car per una lunghezza di 6 km.
19:33 – Cassino e Bivio A1/A16 Napoli-Canosa
Vento Forte
Direzione in entrambe le direzioni
Tra Cassino e Bivio A1/A16 Napoli-Canosa per una lunghezza di 83.2 km.
19:01 – Bivio A1/A11 Firenze-Pisa Nord e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
Code a tratti tra Bivio A1/A11 Firenze-Pisa Nord e Bivio A1-Variante per una lunghezza di 13.4 km.
20:05 – Busalla e Genova Bolzaneto
Coda per safety car
Direzione Genova
Scorta veicoli tra Busalla e Genova Bolzaneto per una lunghezza di 4 km.
20:00 – Genova Pegli e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per incidente di 3 km
Direzione Genova
Entrata consigliata verso Genova: Genova Ovest su A7 Milano-Genova. Uscita consigliata provenendo da Ventimiglia: Genova Pegli.
19:38 – Chiavari e Rapallo
Coda per ripristino urgente pavimentazione di 1 km
Direzione Genova
Interventi urgenti di ripristino della pavimentazione tra Chiavari e Rapallo per una lunghezza di 2.45 km.
20:04 – Fermo e Grottammare
Coda per safety car
Direzione Taranto
Scorta veicoli tra Fermo e Grottammare per una lunghezza di 5.421 km.
20:01 – Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio e Bologna Borgo Panigale
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Traffico rallentato tra Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio e Bologna Borgo Panigale per traffico intenso per una lunghezza di 4.2 km.
20:00 – Santerno est
Area di Servizio Chiusa per lavori
Direzione Bologna
L’area di servizio Santerno est è chiusa fino alle 05:00 del 17/3/2026 per lavori.
19:56 – San Benedetto del Tronto e Pedaso
Coda per lavori di 6 km
Direzione Ancona
Coda di 6 km tra San Benedetto del Tronto e Pedaso per lavori, estesa per 11.6 km.
19:33 – Bologna Casalecchio
Coda in uscita per show/concerto
Direzione in entrambe le direzioni
Coda in uscita a Bologna Casalecchio per Show/Concerto.
20:02 – Grottaminarda e Lacedonia
Nebbia con visibilità di 110 metri
Direzione in entrambe le direzioni
Nebbia tra Grottaminarda e Lacedonia su una lunghezza di 6 km.
19:33 – Baiano e Benevento
Vento Forte
Direzione in entrambe le direzioni
Presenza di vento forte tra Baiano e Benevento su 42.1 km.
19:41 – Lacedonia e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Pioggia tra Lacedonia e Bivio A16/A14 Bologna-Taranto per una lunghezza di 44.9 km.
18:50 – Lacedonia e Candela
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Pioggia tra Lacedonia e Candela per una lunghezza di 16.6 km.
18:40 – Assergi e San Gabriele-Colledara
Nebbia con visibilità di 90 metri
Direzione in entrambe le direzioni
Nebbia A Banchi tra Assergi e San Gabriele-Colledara su una lunghezza di 8.315 km.
19:55 – Svincolo 2 Borgo Panigale e Svincolo 1 Nuova Bazzanese
Coda per show/concerto
Direzione Autostrada Milano-Napoli
Coda tra Svincolo 2 Borgo Panigale e Svincolo 1 Nuova Bazzanese per Show/Concerto per una lunghezza di 2.3 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 19:08:00 +0000La vittoria di Kimi Antonelli al GP di Cina è un trionfo destinato a restare nella memoria degli appassionati come uno spartiacque nella storia della F1 italiana. A soli 19 anni, al volante della Mercedes, Antonelli ha riportato un pilota azzurro sul gradino più alto del podio dopo quasi vent’anni di attesa. Sul tracciato dello Shanghai International Circuit ha dominato la gara con autorità , precedendo il compagno di squadra e regalando al Paese un’emozione che mancava dal 2006, quando Giancarlo Fisichella trionfò nel GP della Malesia. Un’impresa che riaccende il mito dell’Italia nel Circus. Una nazione dalla tradizione motoristica profondissima, culla di passione e tecnica, ma troppo spesso assente dall’albo d’oro dei piloti vincenti.
La vittoria di Antonelli in Cina è la conferma che un nuovo fenomeno potrebbe essere sbocciato in F1. Nato a Bologna nel 2006, il giovane pilota ha conquistato la prima vittoria all’inizio del suo secondo anno da pilota ufficiale. Lo ha fatto dimostrando talento, freddezza e una maturità da predestinato. Un successo che certifica la nascita di un potenziale campione del mondo.
Torinese, classe 1906, Nino Farina ha un posto unico nella storia, è stato il primo Campione del Mondo di F1 nel 1950. Quando nacque il Mondiale Piloti, fu proprio lui a vincerlo al volante dell’Alfa Romeo 158. Per Farina 5 vittorie su 33 GP disputati. Il primo successo? Nella prima gara della storia del Mondiale, a Silverstone il 13 maggio 1950.
Il primo grande italiano capace di imporsi in F1 è stato Alberto Ascari, figura leggendaria degli anni ’50. Ascari resta ancora oggi uno dei re indiscussi, grazie ai due titoli consecutivi conquistati nel 1952 e nel 1953. Fu un dominatore assoluto, capace di vincere dal 1951 in poi, 13 GP, in un’epoca in cui la F1 stava ancora costruendo la propria identità sportiva e tecnica. Il suo stile di guida, elegante e preciso, unito alla forza della Scuderia Ferrari, lo trasformò in un simbolo nazionale e in un riferimento internazionale del motorsport. A distanza di più di mezzo secolo, il suo nome resta un punto di riferimento inevitabile per ogni giovane talento italiano che sogna di arrivare nel Circus.
La presenza di piloti italiani vincenti nei GP di F1 è stata sporadica, ma comunque significativa nel corso della storia.
Fagioli, pilota marchigiano nato a Osimo nel 1898, si impose nel GP di Francia 1951. Un successo particolare, arrivato condividendo la sua Alfa Romeo con Fangio. Viene ricordato come il più anziano vincitore in F1 a 53 anni. Disputò 2 stagioni correndo 7 GP tra il 1951 e 1952.
Il GP di Svizzera 1952 parlò italiano grazie a Piero Taruffi al volante della Ferrari su uno dei tracciati più tecnici dell’epoca. Quattro anni più tardi, nel GP d’Argentina 1956, fu Luigi Musso a festeggiare condividendo la vettura con Fangio. Straordinaria anche l’impresa di Giancarlo Baghetti, che nel GP di Francia 1961 scrisse una pagina irripetibile: fu l’unico pilota capace di vincere al debutto assoluto in F1. A metà anni Sessanta arrivarono poi i successi di Lorenzo Bandini nel GP d’Austria 1964 e di Ludovico Scarfiotti nel GP d’Italia 1966. Le vittorie italiane proseguirono con Vittorio Brambilla nel GP d’Austria 1975.
La carriera di Patrese, iniziata nel 1977, attraversa ben 17 stagioni di F1 e lo consacra come uno dei piloti più longevi e vincenti della storia italiana nel Circus. Pur non avendo mai conquistato il titolo mondiale, il padovano classe 1954, ha costruito il suo percorso con costanza e determinazione, raccogliendo 6 vittorie e numerosi podi in un’epoca in cui l’automobilismo era uno degli sport simbolo dell’Italia in piena crescita economica.
Il suo profilo non è sempre stato accolto con favore. Nel 1978, al volante della Arrows, fu travolto dalle polemiche per il tragico incidente del GP d’Italia costato la vita a Peterson, episodio che segnò profondamente la sua immagine pubblica. La svolta arrivò nel 1982, quando Bernie Ecclestone lo volle in Brabham. Proprio in quella stagione Patrese conquistò la sua prima vittoria in carriera nel prestigioso GP di Monaco, al termine di una gara caotica e imprevedibile, segnata da incidenti e ritiri eccellenti. Nel 1983, sempre con la Brabham, tornarono tensioni e contestazioni, fischi compresi da parte dei tifosi Ferrari, nonostante il successo nel GP del Sudafrica.
Per rivederlo sul gradino più alto del podio bisogna attendere il 13 maggio 1990: a Imola, Patrese trionfa nel GP di San Marino al volante della Williams motorizzata Renault. È l’inizio della sua seconda giovinezza agonistica. Sempre con la Williams arrivano nel 1991 la quarta e la quinta vittoria in carriera, rispettivamente nel GP del Messico e nel GP del Portogallo. L’ultimo sigillo arriva nel 1992 con il trionfo nel GP del Giappone, prima del passaggio alla Benetton: il capitolo finale di una carriera lunghissima, fatta di talento, resilienza e passione.
La prima del romano classe ’54 fu nel GP d’Austria 1982 su Lotus. A seguire Imola nel 1985. Il pilota morì nel 1986 dopo un incidente avvenuto durante i test sul circuito del Paul Ricard. Per lui 108 GP disputati tra il 1979 e il 1986.
Un altro nome fondamentale nella storia italiana della F1 è Michele Alboreto. Milanese classe 1956, negli anni ’80 portò la Ferrari a competere per il titolo. Pur senza raggiungere il titolo iridato, Alboreto si impose come vincitore di 5 GP in 194 GP disputati. Pilota evergreen, amatissimo dal pubblico italiano vinse nel 1982 a Las Vegas e nel 1983 in Belgio su Tyrrell, nel 1985 in Canada, Germania e nel GP d’Europa nel Regno Unito su Ferrari.
Senese, classe 1959, Nannini è stato uno dei talenti italiani tra fine anni ’80 e inizio ’90. Pilota grintoso, veloce e spettacolare nello stile di guida, si è fatto apprezzare per aggressività controllata e grande sensibilità tecnica. Per lui 1 vittoria su Benetton nel GP Giappone del 1989 in 76 gare disputate tra il 1986 e il 1990.
L’ultimo italiano prima di Antonelli a vincere un GP è stato Giancarlo Fisichella, trionfatore nel GP di Malesia 2006. All’epoca, la vittoria di Fisichella con Renault fu accolta come una boccata d’aria fresca dopo troppi anni di attesa. Un momento di gloria che rimase unico per quasi due decenni. Ultimo vincitore italiano prima della nuova generazione. Romano classe 1973 fu il protagonista nell’era d’oro Renault di metà anni 2000, uno dei piloti italiani più longevi e continui nell’era moderna. Fisichella rappresenta il ponte tra la tradizione italiana e la F1 contemporanea, meno mediatico di altri, ma estremamente concreto nei risultati. In 230 GP disputati sono arrivate 3 vittorie: Brasile 2003 su Jordan, Australia 2005 e Malesia 2006 su Renault.
Abruzzese, classe 1974, Trulli è stato uno dei piloti italiani più riconoscibili dell’era moderna. Tecnico, preciso e abilissimo sul giro secco, era celebre per la capacità di portare la sua monoposto al limite in qualifica. L’unica vittoria in Renault nel GP Monaco 2004, in totale 252 gare tra il 1997 e il 2011.
Nel quadro complessivo della F1, la vittoria di un pilota italiano è un fatto relativamente raro e rende ancora più speciale il momento storico di Antonelli. Per anni si è discusso dell’assenza di talenti italiani nella massima serie, della difficoltà . Dalla Cina, potrebbe arrivare l’inizio di una nuova era per l’Italia in F1. In un campionato sempre più globalizzato e competitivo, vedere un pilota tricolore vincere è un’emozione che rimane nel cuore; nella speranza che nei prossimi anni questa possa diventerà una costante, non l’eccezione.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 18:26:53 +0000Mattia Binotto esalta la rigorosa pianificazione dell’Audi e sorride dei diciotto anni senza titoli della Ferrari. Un’amnesia selettiva che omette il suo ruolo di vertice, e i disastri sportivi, proprio durante quel lungo digiuno. L’editoriale su una rilettura del passato che finisce per trasformarsi in un imbarazzante autogol.
Mattia Binotto, ex Ferrari, ci racconta di un piano metodico per portare l’Audi ai vertici della Formula 1: tre anni per costruire le fondamenta e due per consolidare la struttura, con l’obiettivo finale di arrivare a lottare per il titolo mondiale. Un orizzonte temporale rassicurante, un porto sicuro in cui poter lavorare al riparo dalle perenni tempeste mediatiche e dall’ansia del risultato immediato.
È l’apoteosi del metodo “tedesco e svizzero”, un inno alla pianificazione che l’ingegnere sembra abbracciare con il fervore sincero dei neofiti. E fin qui, nulla da eccepire. Ogni manager ha il diritto e dovere, di esaltare l’ambiente e le prospettive della propria nuova azienda. Ma il cortocircuito si innesca quando a tale visione del futuro si affianca una stonata, rilettura del passato.
Interrogato sull’ipotesi di rendere la sua nuova scuderia una superpotenza capace di eguagliare la Ferrari, l’ex Team Principal di Maranello si è lasciato sfuggire una risata che suona fatalmente fuori tempo. “Perché dovrei? Non vincono dal 2008. Voglio che Audi vinca“. Una battuta che vorrebbe essere leggera, forse solo goliardica, ma che finisce inevitabilmente per somigliare a un boomerang lanciato con un po’ troppa disinvoltura.
C’è un che di surreale nell’ascoltare chi ha tenuto saldamente il timone della Scuderia per diverse annate ironizzare su un digiuno iridato di cui è stato, a tutti gli effetti, uno dei protagonisti più influenti. Se è un fatto inconfutabile che a Maranello il titolo piloti manchi dal lontano 2008, è altrettanto vero che Binotto non è stato un semplice spettatore pagante in questa lunga traversata.
Al contrario era attore principale, investito a lungo dei massimi poteri tecnici e decisionali. Quando si sorride dei ritardi altrui, la memoria dovrebbe avere l’eleganza di non fare sconti a se stessi. E magari richiamare alla mente anche le stagioni più complesse e nebulose della propria gestione. È difficile, infatti, non tornare col pensiero al biennio 2019-2020.
Uno snodo cruciale che ha segnato profondamente la storia recente della Rossa. Sotto la sua direzione, la Ferrari mise in pista una power unit dalle prestazioni velocistiche sbalorditive, nel 2019. Talmente eccezionali da sollevare i dubbi dell’intera griglia e spingere la Federazione Internazionale a un’indagine approfondita.
Un’inchiesta che, come noto, si concluse con un controverso e mai del tutto chiarito accordo riservato tra la FIA e la scuderia. Il conto di quell’intesa fu presentato, salatissimo, l’anno successivo. Orfana delle soluzioni tecniche finite sotto la lente d’ingrandimento, la monoposto del 2020 si scoprì improvvisamente fragile e lenta, costretta a lottare con enorme fatica a centro gruppo.
Fu un campionato difficilissimi, che finì per compromettere lo sviluppo a lungo termine e inflisse un duro colpo al morale della squadra. Insomma, se il digiuno della Ferrari si è protratto fino a sfiorare la maggiore età , una parte non trascurabile di quelle annate a vuoto porta in calce proprio la sua firma.
Ma è sul terreno della cultura aziendale che le dichiarazioni del neo-dirigente Audi assumono i contorni di un vero e proprio paradosso logico. Nel suo elogio al nuovo metodo di lavoro, Binotto sottolinea come in Ferrari “i processi decisionali non esistevano, si provava e basta“, descrivendo un ambiente caotico e privo di pianificazione in cui, a suo dire, si procedeva per tentativi.
Un’affermazione che lascia, per usare un eufemismo, quantomeno perplessi. Immaginiamo un celebre architetto che, dopo aver trascorso un quarto di secolo a progettare e supervisionare i lavori di un grande palazzo, arrivando persino a diventarne il direttore generale dei cantieri, si trasferisca in un altro studio e inizi a lamentarsi pubblicamente di come quel palazzo sia stato costruito senza fondamenta solide e senza un vero progetto strutturale.
Chiunque lo ascoltasse si farebbe una domanda molto semplice e legittima: ma se l’assenza di regole e di metodo era così evidente, chi avrebbe dovuto introdurle, se non proprio la persona che ricopriva il ruolo apicale? Accusare un’azienda in cui si è lavorato per venticinque anni di mancare di processi decisionali, dopo esserne stati per lungo tempo il massimo responsabile sportivo, significa, in ultima analisi, muovere una critica spietata al proprio stesso operato.
È del tutto comprensibile che l’approccio strutturato di un colosso come Audi offra garanzie e serenità differenti rispetto alla perenne e vulcanica pressione di Maranello. Ed è profondamente umano cercare nuovi stimoli e apprezzare metodologie più ordinate. Tuttavia, la classe imporrebbe di guardare al futuro senza avvertire la necessità di sminuire il passato, soprattutto quando quel passato lo si è plasmato in prima persona.
In attesa di vedere i frutti del piano quinquennale svizzero-tedesco, la lezione che emerge da queste dichiarazioni è antica quanto il mondo: riscrivere la storia a proprio piacimento, sperando in un’amnesia collettiva, è un esercizio rischioso. Perché alla fine, le scelte e le responsabilità rimangono impresse sull’asfalto, molto più a lungo di una risata sfuggita durante un’intervista.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 16:06:15 +0000Il tema che torna ciclicamente a scuotere il dibattito politico e infrastrutturale italiano è ancora una volta il Ponte sullo Stretto di Messina, l’opera titanica destinata a collegare stabilmente la Sicilia alla Calabria. Tuttavia, nonostante i proclami degli ultimi mesi, la realtà dei conti e della burocrazia ha imposto una brusca frenata: il sogno del Ministro Matteo Salvini è, per il momento, costretto a essere rimandato. Un nuovo decreto ha infatti sancito uno slittamento dei tempi e, soprattutto, una distrazione di risorse che segnala quanto il cammino verso la posa della prima pietra sia ancora disseminato di ostacoli.
La nuova battuta d’arresto inizia tra i corridoi della Ragioneria Generale dello Stato e del Consiglio dei Ministri, dove è stato approvato il decreto sui commissari straordinari delle opere pubbliche. Il fulcro del provvedimento rivela una mossa contabile pragmatica ma simbolicamente pesante: 2,8 miliardi di euro, inizialmente destinati al Ponte, sono stati trasferiti alla Rete Ferroviaria Italiana.
Questa imponente somma servirà ad abbassare l’esposizione debitoria della società , che negli ultimi anni ha anticipato ingenti risorse alle imprese impegnate nei cantieri di tutto lo Stivale. In pratica, i fondi necessari per l’opera che dovrebbe unire lo Stretto sono stati girati per riequilibrare i conti della rete ferroviaria nazionale, rendendone il debito più sostenibile. Questa rimodulazione finanziaria è stata resa possibile proprio dai ritardi accumulati nell’avvio dei cantieri del Ponte. Poiché tra il 2026 e il 2029 la spesa effettiva sarà inferiore al previsto, il Governo ha deciso di utilizzare quelle risorse “congelate” per tappare i buchi immediati di Rfi.
Ma la conseguenza diretta di questa manovra è un allungamento dei tempi: il nuovo cronoprogramma sposta l’operatività dell’infrastruttura al 2034, un anno in più rispetto alle precedenti promesse. Secondo la società Stretto di Messina, i lavori dovrebbero iniziare a settembre, puntando a una conclusione entro il 2033, lasciando al 2034 il ruolo di primo anno di esercizio effettivo.
Di fronte a questo scenario, il Ministro Salvini ha dovuto abbandonare i toni trionfalistici per abbracciare una linea di estrema cautela. Lo stop imposto dalla Corte dei Conti ha pesato come un macigno sulla programmazione, costringendo l’esecutivo a rivedere scadenze che sembravano scolpite nella pietra. “Non do più scadenze mensili“, ha ammesso il Ministro, citando la giungla di ricorsi, controricorsi e comitati del “no” che continuano a rallentare l’iter burocratico. Resta ferma la soddisfazione per lo stanziamento complessivo di 13,5 miliardi di euro, ma la data dell’inaugurazione appare oggi più sfocata che mai.
Mentre il Governo difende l’opera definendola strategica per il Mezzogiorno, le opposizioni non hanno perso l’occasione per attaccare il progetto. Il deputato dem Marco Simiani ha parlato apertamente di “accanimento terapeutico”, invitando l’esecutivo a concentrarsi su infrastrutture giudicate più urgenti e concrete.
Nonostante le rassicurazioni dell’amministratore delegato Pietro Ciucci, secondo cui il costo totale non subirà variazioni per le casse pubbliche, il Ponte sullo Stretto rimane avvolto in un’aura di incertezza. Per ora, l’immagine di un’Italia unita da un’unica campata resta un disegno sulla carta, mentre la realtà quotidiana parla di debiti ferroviari da ripianare e cantieri che attendono ancora il primo colpo di piccone.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 15:35:05 +0000Si apre ufficialmente il sipario sulla nuova Mercedes-Benz GLB nell’attesa variante mild hybrid, che approda sul mercato italiano con un prezzo d’attacco fissato a 49.516 euro. Non è solo un aggiornamento di listino, ma il debutto di una vettura che punta a coniugare l’efficienza elettrificata con quella versatilità estrema che ha reso questo SUV compatto un punto di riferimento per le famiglie numerose e per chi cerca spazio senza rinunciare a un’estetica di carattere. Questo perché è disponibile anche una variante a 7 posti.
Il design della nuova GLB mantiene quel look da vera off-road che ne definisce l’identità , unendo linee robuste a una funzionalità che va ben oltre la semplice bellezza estetica. La vera magia avviene, però, una volta saliti a bordo: l’abitacolo è stato rivoluzionato e adesso ospita l’innovativo Superscreen, una superficie tecnologica che trasforma la plancia in un centro di comando intuitivo.
La flessibilità rimane il suo asso nella manica, con una configurazione intelligente che permette di passare da cinque a sette posti, offrendo spazi generosi e soluzioni pensate per supportare il guidatore in ogni istante.
Sotto il cofano, l’ingegneria di Stoccarda propone un nuovo motore turbo benzina a quattro cilindri da 1.5 litri, un gioiello di efficienza sviluppato per massimizzare il risparmio senza sacrificare la brillantezza. Il segreto di questo propulsore risiede nel ciclo Miller, un processo di combustione raffinato che, grazie alla chiusura anticipata delle valvole di aspirazione, abbatte le perdite per pompaggio e consente di raggiungere un elevato rapporto di compressione di 12:1.
Questa soluzione si rivela particolarmente efficace nei carichi parziali, le situazioni tipiche della guida urbana ed extraurbana, permettendo alla versione GLB 180 di registrare consumi incredibilmente contenuti, inferiori ai 6 litri per 100 chilometri.
La cura del dettaglio tecnico è maniacale: il basamento è interamente in alluminio e le canne dei cilindri vantano il sofisticato rivestimento NANOSLIDE per minimizzare gli attriti. Il sistema di sovralimentazione si affida a un turbocompressore con turbina segmentata, mentre il percorso dell’aria è stato reso il più compatto possibile per una risposta istantanea.
Notevole è anche l’adozione di un compressore elettrico del refrigerante a 48 volt — tecnologia derivata direttamente dal potente motore M 256 — che permette di climatizzare l’auto anche quando il motore termico è spento o durante le fasi di veleggiamento elettrico.
La gamma si declina in tre livelli di potenza — 136, 163 e 190 CV — tutti supportati da un modulo elettrico a 48 Volt capace di erogare un overboost di 22 kW (circa 30 CV) nei momenti di necessità ,. La fluidità di marcia è garantita sia per le versioni a trazione anteriore che per quelle dotate dell’efficace sistema integrale 4MATIC.
Per quanto riguarda la personalizzazione, Mercedes ha strutturato l’offerta su quattro linee di allestimento:
Queste versioni sono studiate non solo per offrire il massimo comfort, ma anche per proteggere il valore residuo del veicolo nel tempo. Il listino per l’Italia è chiaro: si parte da 49.516 euro per la versione d’ingresso, la GLB 180 in allestimento Advanced da 136 CV.
Salendo di potenza e contenuti, il prezzo si adegua alla ricchezza degli equipaggiamenti delle varianti da 163 e 190 CV e delle trazioni integrali. La forbice si chiude con la 220 GLB 4Matic che arriva a 57.373 euro.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 14:10:09 +0000Quanto può costare un errore di disattenzione al volante? Tanto, pure troppo, specie se ti metti alla guida di una supercar. Anche senza lanciarsi in un cordolo a tutta velocità , Sandro Tonali ha visto la sua amata Ferrari da oltre 800 CV rovinata per un marciapiede fuori da uno studio.
In pochi secondi l’episodio è diventato virale a causa di un dettaglio: anziché il calciatore, il colpevole è un addetto al parcheggio. Il video emerso sui social mostra la scena — un incubo per ogni proprietario — con la 296 GTB gialla dell’ex milanista vittima di una retromarcia troppo fiduciosa.
In occasione della partita contro il Manchester City il centrocampista del Newcastle si è presentato sulla sua Ferrari 296 GTB in livrea giallo, impossibile da ignorare. Come spesso accade in Premier League, i giocatori affidano al personale dello stadio il parcheggio delle vetture, tuttavia un compito di banale routine ha provocato un piccolo dramma meccanico.
Nel filmato diffuso online appare un membro dello staff, impegnato con una retromarcia in apparenza semplice. Ma quando hai tra le mani un bolide dal prezzo fantasmagorico non puoi abbassare la guardia, altrimenti rischi di pentirtene a lungo.
La larghezza della berlinetta di Maranello e forse un pizzico di eccessiva confidenza hanno dato il là al pasticcio: il cerchio anteriore destro ha impattato in modo brusco il bordo del marciapiede, e così sotto lo sguardo incredulo dei presenti si è sollevato un rumore metallico inconfondibile, il classico “grattone” temuto da qualsiasi conducente.
La figuraccia portata all’attenzione degli internauti ha scatenato un dibattito sul lato economico della vicenda. Perché, sebbene nel caso di un atleta del calibro di Tonali certe cifre non rappresentino degli ostacoli insuperabili, l’entità del danno resta significativa.
Un cerchio originale del modello può, infatti, costare oltre 2.000 euro, al netto delle spese accessorie, dalla manodopera all’eventuali verifica dell’equilibratura. Al di là del conto dal carrozziere, resta la frustrazione di vedere un capolavoro di ingegneria sfregiato per una distrazione evitabile.
Da grandi poteri derivano grandi responsabilità . Gestire auto ad altissime prestazioni sarà anche fonte di piacere, ma non è mai il caso di rilassarsi. In spazi stretti diventa quasi d’intralcio la forza bruta del V6 biturbo montato sotto il cofano, che insieme a un modulo elettrico sviluppa ben 819 CV permettendo di coprire lo “0-100” in appena 2,9 secondi.
Tra marciapiedi e arredi urbani la visibilità posteriore ridotta e le carreggiate larghe rendono ogni manovra lenta un esercizio di precisione millimetrica, dove il margine d’errore è praticamente zero. C’è poco da dire: sensori e telecamere di ultima generazione nulla possono contro la distrazione umana.
Le immagini di un’icona di Maranello, tra le Ferrari più evolute di sempre, “ferita” da un banale spigolo in cemento hanno gelato il sangue ai puristi del Cavallino, testimoni di un contatto tanto rapido quanto doloroso tra l’eccellenza meccanica italiana e la dura realtà di un marciapiede inglese. In questo cortocircuito mediatico, il contrasto tra il lusso estremo e la goffaggine di una retromarcia si è preso l’intera scena.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 12:31:17 +0000Ducati amplia la gamma colori di Monster con l’introduzione della nuova Sport Livery. La livrea si aggiunge alle già note Ducati Red e Iceberg White e sarà disponibile nei concessionari a partire da aprile sia per la versione standard sia per Plus, la variante della naked italiana dotata di cupolino e cover per la sella passeggero.
La nuova configurazione estetica prende ispirazione da uno dei modelli più rappresentativi della famiglia: la storica Monster S4, prima versione equipaggiata con motore a quattro valvole. La base grigia della carrozzeria si abbina al Racing Red utilizzato per cerchi e dettagli su serbatoio, sella, codino e flyscreen, richiamando elementi stilistici del passato in una reinterpretazione attuale.
L’introduzione della Sport Livery non modifica la base tecnica di Ducati Monster, che continua a puntare su prestazioni e leggerezza. Il modello utilizza un telaio monoscocca in alluminio abbinato a un telaietto posteriore con struttura mista tecnopolimero e traliccio.
Secondo i dati dichiarati dalla Casa di Borgo Panigale, questa soluzione ha permesso una riduzione di 4 kg rispetto alla generazione precedente. Il peso complessivo si attesta a 175 kg, un valore che contribuisce alla maneggevolezza del mezzo e alla facilità di utilizzo in diversi contesti di guida, dalla mobilità cittadina ai percorsi extraurbani.
L’ergonomia resta uno degli aspetti centrali del progetto. La sella è posizionata a 815 mm da terra e, insieme ai fianchi snelli della moto, facilita l’appoggio dei piedi al suolo anche per motociclisti di statura non elevata. La disposizione di pedane e manubrio è studiata per offrire una posizione di guida equilibrata, con una postura che consente di mantenere il controllo del mezzo sia nell’uso quotidiano sia nella guida più dinamica.
Il design rimane un elemento centrale e valorizza i tratti distintivi del modello: il faro incorniciato dalle “spalle†del serbatoio a dorso di bisonte, la sella unica per pilota e passeggero e il codino corto e leggero contribuiscono a rendere il profilo snello e immediatamente riconoscibile.
Il comparto elettronico del Monster rimane di ultima generazione anche con la nuova livrea Sport Livery. La dotazione di serie comprende ABS Cornering, Traction Control, Wheelie Control ed Engine Brake Control, tutti regolabili su diversi livelli di intervento. Le informazioni principali sono visualizzate su un display TFT a colori da cinque pollici, compatibile con Ducati Multimedia System e navigazione Turn-by-turn.
Per la prima volta, la moto può montare il Cruise Control. Sono inoltre disponibili quattro Riding Mode specifici: Urban, pensato per gli spostamenti cittadini e per chi è alle prime esperienze; Sport, progettato per la guida dinamica; Touring e Wet, per adattare la risposta della moto alle diverse condizioni ambientali. Tutti i Riding Mode mantengono l’integrazione dei sistemi elettronici come DTC, DWC, EBC e ABS Cornering. Il Ducati Power Launch permette partenze in stile MotoGP.
Il motore V2 è omologato Euro 5+ e prevede intervalli di manutenzione tra i più lunghi della categoria, con regolazione del gioco valvole ogni 45.000 km. La potenza massima è di 111 CV a 9.000 giri/minuto e la coppia massima di 91,1 Nm a 7.250 giri/minuto, con oltre l’80% della coppia disponibile tra 4.000 e 10.000 giri.
L’erogazione rimane lineare e gestibile in ogni condizione di guida. Per chi possiede la patente A2, Ducati offre anche una versione depotenziata a 35 kW, con una riduzione di 1.000 euro sul prezzo di listino, senza modifiche alla ciclistica o alle altre caratteristiche tecniche del modello.
Ogni motociclista può personalizzare il proprio Monster con gli accessori Ducati Performance, disponibili sul sito ufficiale nella sezione “Configuratoreâ€. Tra questi figurano il silenziatore omologato Termignoni, il puntale paramotore e il portatarga racing, realizzati con materiali di alta qualità . Il configuratore include inoltre una gamma di abbigliamento tecnico e accessori, dai caschi a giacche e pantaloni, pensati per completare l’esperienza di guida della naked bolognese con sicurezza e funzionalità , senza alterare le caratteristiche della moto.
Il Monster in colorazione Sport Livery sarà disponibile a partire da 13.390 euro per la versione standard e 13.890 euro per Plus, nei concessionari Ducati a partire da aprile 2026. È attiva fino al 31 marzo l’offerta finanziaria Ducati Ride Time, che consente di salire in sella versando un anticipo pari a circa il 50% del prezzo di listino, con possibilità di guidare la moto per 24 mesi senza rate mensili. Al termine del periodo, il cliente potrà scegliere se saldare il restante importo per mantenere la moto o restituirla, con la possibilità di passare a un nuovo modello Ducati.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 12:19:18 +0000Il premio Oscar lo ha vinto solo nel 2026, ma la collezione di auto aveva già consacrato Michael B. Jordan come uno degli attori da tenere d’occhio. Fin dai primi importanti guadagni l’attore ha mostrato una passione per l’eccellenza motoristica, anche italiana. Che debba calcare il palcoscenico del Dolby Theatre o sfrecciare lungo le strade di Los Angeles, il suo stile resta inconfondibile, passando con disinvoltura dalle muscle car americane a sofisticate supercar.
Domare certe belve richiede sangue freddo: Jordan lo ha imparato a proprie spese nel 2023 quando sulla sua Ferrari 812 Superfast è rimasto coinvolto in un incidente con una Kia. Anche se fortunatamente Michael non ha riportato seri danni, l’esemplare blu del Cavallino Rampante non ha avuto altrettanta fortuna.
La più potente supercar fino ad allora mai prodotta dalla Casa con i suoi 800 CV e 718 Nm di coppia è rinata grazie al noto youtuber TheStradman, che l’ha acquistata all’asta per poi sottoporla a un restauro completo.
I 340.000 euro del prezzo originale non sono comunque nulla (si fa per dire…) in confronto ai 410.000 circa spesi da Jordan per la 812 GTS. La variante scoperta sancisce il ritorno del V12 spider in gamma dopo mezzo secolo e, con un tetto rigido retrattile che si apre in 14 secondi, rappresenta la quintessenza dell’auto da “star di Hollywood”: rumore assordante, prestazioni da urlo e quel glamour che solo una Ferrari a cielo aperto sa regalare.
Se la Ferrari è l’esuberanza, la Acura NSX (seconda generazione) è la scelta da palato fine. Spesso inserita nelle classifiche delle auto più sottovalutate degli ultimi anni, la NSX ha stregato anche Michael B. Jordan perché, pur non essendo appariscente come una Ferrari o una Lamborghini, regge il paragone tecnico.
L’architettura ibrida — dove il V6 biturbo da 3.5 litri lavora in sinergia con tre motori elettrici — viene gestita dal sistema Sport Hybrid SH-AWD, garantendo al conducente una trazione integrale elettrica e un torque vectoring millimetrico da 573 CV totali. Nonostante raggiunga i 307 km/h di velocità massima, ha una docilità tale da poter essere guidata ogni giorno nel traffico.
Negli spostamenti quotidiani all’insegna del massimo comfort, Michael B. Jordan si affida alla Range Rover SV Autobiography. Sedili executive reclinabili e finiture di pregio definiscono il salotto viaggiante, massima espressione del lusso britannico spinta da un vigoroso V8 da oltre 500 CV. Oltre all’ammiraglia di rappresentanza, nel garage spicca la concretezza dell’INEOS Grenadier. Il fuoristrada, nato in sostituzione del vecchio Defender, monta motori BMW e sfrutta un telaio a longheroni con assali rigidi per superare fango e rocce in tranquillità .
Esprime profonde radici americane un altro pezzo della collezione di Jordan, la Chevrolet Camaro SS. Molti proprietari scelgono di personalizzarla in stile “blacked-out”, con vernice e cerchi total black che ne accentuano l’aspetto aggressivo. A bilanciare la forza bruta interviene la raffinatezza dell’Audi R8 scelta nella versione V10 da 525 CV: qui sono la trazione integrale quattro e l’iconico telaio in alluminio a definire un’esperienza di guida diametralmente opposta.
La notte degli Oscar 2026 ha consacrato una volta per tutte Michael B. Jordan nel gotha cinematografico. Decretato miglior attore per l’interpretazione duale dei gemelli Smoke e Stack nel film I peccatori – Sinners di Ryan Coogler, l’attore ha dedicato la statuetta alla madre e reso omaggio alle leggende afroamericane che lo hanno preceduto, da Denzel Washington a Sidney Poitier. Proprio come le sue auto, anche lui ha una classe senza tempo.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 11:08:39 +0000Il copione si ripete, puntuale e amaro, ogni volta che il calendario segna l’avvicinarsi di una festività . Anche per la Pasqua 2026, il fenomeno del caro-voli e dei treni a prezzi proibitivi torna a colpire con forza gli italiani: il desiderio di ricongiungersi con la famiglia o di concedersi una breve vacanza si scontra con un salasso economico.
Attraverso un monitoraggio puntuale delle tariffe, Assoutenti denuncia prezzi che, in molti casi, risultano già proibitivi a poche settimane dalle celebrazioni. Senza una prenotazione effettuata con mesi di anticipo, ci si trova oggi davanti a prezzi abbondantemente superiori alla soglia psicologica dei 400 euro per un semplice viaggio nazionale.
Le tratte colleganti il Nord e il Centro al Mezzogiorno e alle isole sono, come di consueto, quelle più colpite dai rincari. Se l’obiettivo è partire venerdì 3 aprile e rientrare martedì 7 aprile, le tariffe base hanno già raggiunto vette vertiginose.
“Anche quest’anno le festività di Pasqua saranno accompagnate dal fenomeno del caro-voli, con i prezzi minimi dei biglietti da nord a sud Italia che, se acquistati oggi, arrivano su alcune tratte a superare i 400 euro tra andata e ritorno. Nonostante manchino ancora 20 giorni alla Pasqua, i prezzi dei voli risultano già molto elevati”
Secondo i dati raccolti dall’associazione, la tratta Genova-Catania guida la classifica dei rincari con una spesa minima di 418 euro. Non va meglio per la rotta sulla Calabria: per volare da Milano a Crotone servono 343 euro, mentre la Roma-Reggio Calabria tocca i 324 euro.
Il monitoraggio evidenzia una pressione tariffaria costante su quasi tutti gli scali nazionali. Per raggiungere Catania da città come Torino, Firenze o Ancona, la spesa media supera i 320 euro.
“Tra i prezzi più alti anche la tratta Napoli-Olbia (310 euro), Verona-Catania (297 euro), Milano-Brindisi (296 euro), Milano-Catania (290 euro), Verona-Palermo (282 euro), Bologna-Reggio Calabria (281 euro). Prezzi che non includono servizi aggiuntivi come il bagaglio a mano o la scelta del posto a sedere, balzelli che fanno ulteriormente salire la spesa per i voli”
Si tratta di tariffe “nude”, pronte a lievitare non appena si aggiunge un trolley in cabina, superando facilmente i 450-500 euro totali per passeggero.
La speranza di rifugiarsi nel trasporto ferroviario come risposta al salasso dei cieli è destinata a svanire. Per un viaggio di sola andata il 3 aprile, i prezzi dell’Alta Velocità sono già alle stelle:
“Costa almeno 185 euro per andare con Italo da Torino a Reggio Calabria, 175 euro partendo da Milano. Con Trenitalia servono 120 euro da Milano a Lecce, 116 euro da Torino a Bari, 96 euro da Venezia a Lecce, 92 euro da Genova a Salerno”
Oltre alla naturale dinamica della domanda e dell’offerta, sul costo dei biglietti incombono fattori macroeconomici e tensioni internazionali. Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, avverte che il peggio potrebbe non essere ancora passato.
“Si tratta di tariffe destinate a salire ulteriormente nei prossimi giorni come effetto della maggiore domanda da parte dei cittadini che vogliono tornare a casa durante le feste. Ma su viaggi e spostamenti in aereo degli italiani incombe anche un’altra minaccia: i rincari dei carburanti e le perdite subite dalle compagnie aeree negli ultimi giorni a causa della chiusura degli spazi aerei rischiano di essere a breve trasferiti sulle tariffe praticate ai consumatori”
Il rischio concreto è quello di una nuova ondata di rincari che potrebbe colpire non solo le tratte nazionali per Pasqua, ma tutte le destinazioni internazionali nei mesi a venire.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 09:08:51 +0000Già reduce da anni di instabilità tra crisi dei semiconduttori e transizione energetica, il mercato dell’auto affronta ora una nuova e insidiosa minaccia. Oltre a toccare la politica internazionale, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente rischiano di ripercuotersi sui portafogli degli automobilisti italiani.
È quanto segnala Federcarrozzieri, l’associazione della autocarrozzerie italiane, che ha analizzato i possibili scenari derivanti dal perdurare dell’instabilità nell’area. Qualora il blocco delle rotte marittime e l’incertezza sui mercati delle materie prime finisse per consolidarsi, le conseguenze sul settore dei motori sarebbero inevitabili e immediate.
Numeri alla mano, il protrarsi della crisi potrebbe determinare un aumento dei prezzi di listino intorno al 5%, l’equivalente di circa 1.450 euro. Il rincaro non farebbe discriminazioni in termini di segmento, rendendo ancora più difficile il rinnovo del parco circolante italiano, che come ben sappiamo è uno dei più vecchi d’Europa. Tuttavia, gli addetti ai lavori temono soprattutto l’effetto domino sull’intera filiera della manutenzione e dei costi di gestione.
Il problema principale riguarda l’impennata dei costi di produzione e trasporto:
“Il pericolo maggiore per il comparto è rappresentato dall’ascesa delle quotazioni di petrolio, gas ed energia, ma anche e soprattutto dall’alluminio, metallo presente nelle carrozzerie e nella componentistica e con cui si realizza in media il 15% di una autovettura moderna”
spiega il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, sottolineando come l’alluminio sia diventato un nervo scoperto per l’industria.
“Il blocco al transito delle navi, unitamente alla repentina crescita delle quotazioni dell’alluminio, salite ai livelli più alti degli ultimi 4 anni fino a sfiorare quota 3.500 dollari la tonnellata, rischia quindi di ripercuotersi sul settore dell’automotive, minato anche dai rincari di energia e gas che aggravano i costi di produzione sia per le vetture che per i ricambi”
Se i costi delle materie prime salgono, le carrozzerie si trovano schiacciate tra l’incudine e il martello. Da un lato c’è l’aumento dei pezzi di ricambio, dall’altro l’impennata dei costi energetici necessari per i processi tecnici, basti pensare all’essiccazione delle vernici, che richiede forni ad alto consumo alimentati a gas, elettricità o derivati del petrolio. Anche i prodotti chimici stessi, come solventi e stucchi, sono strettamente legati alle quotazioni del greggio.
Secondo Federcarrozzieri:
“Un eventuale aumento dei prezzi di listino del +5% farebbe salire il costo di una automobile nuova in media di circa 1.450 euro, ma a crescere sarebbero anche i costi delle riparazioni, per l’effetto combinato del caro-energia a carico delle carrozzerie e dei rincari dei pezzi di ricambio”
Il capitolo finale di questo effetto a catena riguarda le assicurazioni. Riparazioni più onerose per le carrozzerie significano rimborsi maggiori da parte delle compagnie assicurative, che puntualmente scaricano i costi sull’utente finale attraverso l’adeguamento dei premi.
“Riparazioni più costose che farebbero sentire i loro effetti anche sulle tariffe Rc auto, come conseguenza dell’aggravio dei costi in capo alle compagnie di assicurazione”
La crisi mediorientale rischia, in definitiva, di trasformarsi in una tempesta perfetta per l’automobilista, colpito contemporaneamente al momento dell’acquisto, durante la manutenzione e al rinnovo della polizza annuale.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 08:28:26 +0000Il secondo atto della stagione si è sdoppiato con due gare avvincenti. Nelle qualifiche della Sprint le Mercedes hanno monopolizzato la prima fila con Russell e Antonelli, mentre Hamilton ha strappato una quarta posizione al fianco di Lando Norris che è valsa una immediata sfida allo start con l’ex teammate britannico.
Nella corsa su distanza ridotta la Ferrari è riuscita a stravolgere parzialmente i piani del team guidato da Toto Wolff, esaltando i tifosi. Come era accaduto in Australia lo scatto delle SF-26 ha bruciato la W17 di Kimi Antonelli, rimasto piantato, dopo essere stato graziato per un impeding sulla McLaren di Norris in qualifica.
Il Re Nero ha subito puntato il leader della Mercedes e lo ha passato in curva 7, ma Russell ha riposto in fondo al lungo rettilineo del meraviglioso circuito di Shanghai. Lewis Hamilton ha replicato colpo su colpo nella prima fase della SR ed è tornato in vetta in Curva-1 al secondo giro.
Charles Leclerc, dopo aver scavalcato il campione del mondo della McLaren, si è messo negli scarichi del compagno di squadra. Hamilton e Russell si sono superati più volte, mentre alle spalle dei primi tre ha cominciato una rimonta furiosa Kimi Antonelli, penalizzato di 10 secondi per un contatto nel caotico primo giro con il nuovo driver della Red Bull Racing Hadjar.
George Russell ha risuperato l’anglocaraibico alla quinta tornata in fondo al lungo rettilineo, sfruttando la potenza della PU della sua W17. Il numero 16 della Ferrari ha colto l’occasione per passare Hamilton. Antonelli, dopo essersi liberato delle McLaren, ha puntato le Rosse con la chiara intenzione di scavalcarle in fretta e riportarsi in seconda posizione. Puntuali sono arrivati i ritiri di Lindblad, Bottas e Hulkenberg.
Il tedesco si è arrestato in fondo a Curva-1 e, di conseguenza, è entrata la Safety Car. I piloti di vertice sono corsi ai box e alla ripartenza Russell è riuscito a tenere a bada Leclerc, mentre Lewis si è guadagnato la medaglia di bronzo, superando Norris nelle ultime battute.
George Russell ha vinto la Sprint Race con 674 millesimi di vantaggio su un ottimo Charles Leclerc. Quarta posizione per il campione del mondo Lando Norris, alle spalle di Lewis Hamilton, mentre è arrivato quinto Andrea Kimi Antonelli, incapace di sfruttare nella SR il potenziale enorme della W17.
Nelle qualifiche c’è stato un clamoroso colpo di scena con un problema tecnico alla Mercedes di George Russell. Dopo essere entrato in top 10 senza affanni l’inglese si è arrestato nel primo giro di lancio in Q3, mentre Antonelli ha siglato il miglior crono. L’italiano ha conquistato la sua prima pole position in F1 a 19 anni e mezzo, diventando il più giovane della storia della massima categoria del Motorsport. Russell, in un ultimo disperato tentativo, ha strappato la seconda posizione. Hamilton e Leclerc in seconda fila, mentre a sorpresa le McLaren si sono riservate la terza fila.
Allo spegnimento dei semafori Kimi è stato scavalcato da Hamilton, ma si è difeso bene dagli attacchi di Charles Leclerc. Al secondo giro l’italiano sul dritto ha sverniciato il vincitore di 105 GP, provando subito a dettare il passo. George Russell ha rimontato in fretta sino alla seconda posizione, mentre i ferraristi hanno cercato di gestire bene le gomme. Balzo in avanti delle Alpine che, sfruttando il doppio DNF delle McLaren, si sono ritrovate subito in quinta e sesta posizione.
La Red Bull Racing si è confermata in grande difficoltà con Verstappen e Hadjar. All’undicesimo giro, complice una SC per il ritiro di Lance Stroll, hanno cambiato le mescole medie, tra i top driver, Antonelli, Russell, Hamilton, Leclerc e Gasly. Alla ripartenza Russell è stato superato da entrambe le Ferrari che sulle hard si sono di colpo accese, sfidandosi con il coltello tra i denti.
Lewis Hamilton e Charles Leclerc non sono riusciti a mettersi all’inseguimento del leader bolognese, perfetto in ogni fase di Gran Premio. Russell si è preso la seconda posizione con ampio margine, complici anche continui cambi di posizione dei ferraristi. Alla fine nel duello interno l’ha spuntata meritatamente Lewis Hamilton, che ha chiuso alle spalle delle due Frecce d’argento.
Kimi Antonelli: 10 – A 19 anni, 6 mesi e 18 giorni ha preceduto Sebastian Vettel, Charles Leclerc, Fernando Alonso e Max Verstappen nella classifica all time dei piloti più giovani a ottenere una pole position in F1. A via è stato bravo a tenere a bada il teammate e un aggressivo Charles Leclerc. Con grande calma si è ripreso la leadership, dopo essere stato scavalcato da Hamilton, impostando un ritmo insostenibile per il duo Ferrari. Pole, vittoria e giro veloce: weekend leggendario che lo proietta nell’hall of fame dei predestinati. Di strada il bolognese ne deve ancora fare tanta, ma ha realizzato un primo grande sogno nel circus.
Lewis Hamilton: 9 – A 41 anni si è subito adattato alla perfezione a una tecnologia complessa. Guida la SF-26 con grande naturalezza e ora vuole lasciare un segno anche a Maranello, aiutando la squadra a vincere un mondiale dopo quasi 20 anni di digiuno. In un team radio ha chiesto più potenza ed è proprio quella che manca alla Rossa sul dritto per battere le Frecce d’argento. Le lotte d’orgoglio con Charles Leclerc sono un ottimo segnale, così come il suo primo podio in un GP con la Ferrari. L’anglocaraibico sembra rinato e pronto a spingere tutti gli uomini della Scuderia a dare il massimo.
Oliver Bearman: 8 – Se Russell e Leclerc (7,5 in pagella) hanno fatto il loro, l’inglese sulla Haas ha tirato fuori una super performance da veterano. Un campioncino in grado di elevarsi alle spalle di Ferrari e Mercedes, nonostante l’imprevisto in testacoda di Hadjar a inizio GP. Il compagno di squadra Ocon ha sbagliato, Olly è un metronomo infallibile e farà godere i tifosi della Rossa in futuro.
Max Verstappen: 4 – L’olandese si è tristemente ritirato dopo una gara dove ha lottato con Racing Bulls, Alpine e Haas. La situazione tecnica a Milton Keynes è più grave del previsto. Già questa F1 non lo esalta, ma senza la triade Horner-Marko-Newey potrebbe anche scegliere di stracciare il contratto con RB con 2 anni di anticipo per legarsi a un nuovo team o ritirarsi.
Sergio Perez: 2 – La Cadillac, al di là degli sponsor, lo ha richiamato sulla griglia per la sua lunga esperienza. In grandi difficoltà sulla MAC-26, dopo le critiche alle nuove regole, il messicano ha colpito in pieno il compagno di squadra Bottas al via ed è riuscito per una fase di gara a stare solo davanti ad Alonso, disperato al volante dell’Aston Martin AMR26. Lo spagnolo poi si è ritirato mettendo fine alla sua agonia, proiettando Checo all’ultimo posto.
McLaren: 0 – Il campione del mondo Norris e il promettente Piastri nemmeno sono riusciti a partire. La terza fila avrebbe potuto portare punti preziosi alla causa di Woking, ma sono rimasti fermi ai box in balia di problemi tecnici. Sembra passata una vita dalle facce gioiose dei papaya boys. Dovranno faticare non poco per tornare ai vertici della Formula 1.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 07:13:34 +0000Il 16 marzo 2026 sono previsti quattro scioperi nel settore dei trasporti in Italia, tutti a rilevanza locale e organizzati in Sicilia. In questo articolo, forniamo i dettagli aggiornati sugli orari, le categorie coinvolte, le aziende interessate e i sindacati che hanno proclamato le mobilitazioni. Di seguito, l’elenco completo e dettagliato degli scioperi previsti per la giornata.
Per la provincia di Catania, è stato proclamato uno sciopero nel settore trasporto pubblico locale dal personale della società Etna Trasporti di Catania. Lo sciopero ha durata di 24 ORE ed è stato indetto dal sindacato OSR FAISA-CISAL. Tutte le corse, nella giornata del 16 marzo, potrebbero subire disagi.
Nella provincia di Enna, è previsto uno sciopero di 24 ORE nel settore trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della società Interbus di Enna, e la mobilitazione è promossa dal sindacato OSR FAISA-CISAL. Possibili sospensioni e ritardi nei collegamenti per l’intera giornata.
A Palermo, il personale della società Autoservizi Russo di Palermo aderisce a uno sciopero di 24 ORE riguardante il settore trasporto pubblico locale, indetto sempre dal sindacato OSR FAISA-CISAL. Tutti i servizi di trasporto locale potrebbero essere interessati da sospensioni nella giornata del 16 marzo 2026.
Ancora a Palermo, è stato proclamato un secondo sciopero che coinvolge il personale della società Segesta Autolinee di Palermo. Anche in questo caso la durata è di 24 ORE e la sigla sindacale promotrice è OSR FAISA-CISAL. Possibili disagi per l’intera giornata sulle linee gestite dalla compagnia.
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 07:00:00 +0000Nel mese di marzo 2026 sono previsti numerosi scioperi in Italia che coinvolgono soprattutto il settore dei trasporti, con impatti a livello locale, provinciale e nazionale. Questo articolo propone il calendario completo degli scioperi in programma per tutto il periodo di marzo 2026, specificando per ciascun giorno le città interessate, le categorie coinvolte, gli orari e i sindacati promotori. Sono previsti scioperi sia nel settore ferroviario che nei trasporti pubblici locali e settore aereo, con particolare attenzione alle province di Bolzano, Napoli, Palermo, Enna, Catania e molte altre. In questa guida dettagliata, puoi individuare rapidamente il giorno e la città di tuo interesse e avere tutte le informazioni essenziali per organizzare spostamenti e attività .
Nella provincia di Bolzano è stato proclamato uno sciopero di 24 ore che coinvolge il trasporto pubblico locale. Lo sciopero riguarda il personale della Società SASA di Bolzano ed è indetto dai sindacati OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti. Lo sciopero si svolge per l’intera giornata.
Nella regione Campania (tutte le province) è indetto uno sciopero di 4 ore (dalle 8.30 alle 12.30) nel trasporto pubblico locale su gomma, con coinvolgimento del personale delle aziende TPL. Sindacati promotori: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO e FAISA-CISAL.
Nella città di Napoli, sciopero di 24 ore per le linee vesuviane gestite da EAV. Interessato il personale divisione ferro e personale viaggiante. Promotore: OSP FAISA-CONFAIL.
In tutta Italia è proclamato uno sciopero generale nazionale di intera giornata che coinvolge tutti i comparti, aree pubbliche, categorie del lavoro privato e cooperativo, con alcune esclusioni, indetto da SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912, USB e CLAP.
In tutta Italia è previsto uno sciopero a rilevanza nazionale che coinvolge il settore ferroviario e interessa il personale della società Italo NTV. Orario: 8 ore, dalle 09:01 alle 16:59. Promotore: UILT-UIL.
Nella provincia di Verona (regione Veneto) è indetto uno sciopero di 24 ore dalle 18:00 del 14 marzo alle 17:59 del 15 marzo, nel settore trasporto merci. Coinvolge il personale mobile e di terra della società EVM Rail. Indetto da OSP FILT-CGIL.
Nella provincia di Verona (regione Veneto) prosegue lo sciopero nel trasporto merci indetto dal personale mobile e di terra della società EVM Rail, proclamato da OSP FILT-CGIL.
Nella città di Catania è indetto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il trasporto pubblico locale, in particolare il personale della società Etna Trasporti di Catania. Promotore: OSR FAISA-CISAL.
Nella città di Enna (Sicilia), sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale della società Interbus di Enna, indetto da OSR FAISA-CISAL.
Nella città di Palermo sono previsti due scioperi, entrambi di 24 ore: il primo riguarda il personale della società Autoservizi Russo di Palermo, il secondo il personale della società Segesta Autolinee di Palermo. Entrambi sono indetti da OSR FAISA-CISAL.
Nel settore aereo e a rilevanza nazionale sono previsti due scioperi: uno della durata di 24 ore che coinvolge il personale della società ALHA dell’aeroporto di Milano Malpensa (indetto da OST CUB Trasporti), e uno di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) che coinvolge il personale navigante della società EasyJet Airlines Limited (indetto da USB Lavoro Privato).
Nella provincia di Brescia (Lombardia), previsti due scioperi di 24 ore ciascuno che coinvolgono rispettivamente il personale della società GDA Handling e della società MH24 dell’aeroporto di Brescia Montichiari, entrambi indetti da OSR USB Lavoro Privato.
In Lombardia (tutte le province), sciopero di 24 ore a modalità variabili, coinvolge il personale delle società del Gruppo ATM di Milano. Indetto da AL-COBAS.
Nella città di Napoli (Campania), sciopero di 4 ore (dalle 19.00 alle 23.00) per il personale della società EAV di Napoli. Sindacati promotori: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-AUTOFERRO.
Nella provincia di Novara (Piemonte), sciopero di 4 ore (dalle 17.30 alle 21.30) per il personale della società SUN di Novara, indetto da AL-COBAS.
Nella città di Torino (Piemonte), sciopero di 8 ore (dalle 16.00 a fine servizio) che coinvolge il personale della società Arriva Italia di Torino, proclamato da FILG-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
Nella provincia di Frosinone (Lazio), sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) del personale della società Cialone Tour di Frosinone. Indetto da USI CTS.
Ancora Napoli e EAV: sciopero di 4 ore (19.00-23.00) sempre indetto da OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO.
Nella città di Parma (Emilia-Romagna), sciopero di 4 ore (8.30-12.10) per personale società TEP. Sindacati: OSP FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/ORSA+RSU.
Nella città di Bari (Puglia), sciopero di 4 ore dalle 20.00 alle 23.59 per personale società AMTAB. Sciopero di 4 ore (8.30-12.30) personale società MTM di Molfetta. Sciopero di 24 ore personale operatori esercizio Ferrovia Sud Est e servizi automobilistici di Bari.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 16 marzo 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 07:00:00 +0000Oggi, 16 marzo 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti sulle tratte autostradali sulla base dell’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Secondo i dati Mimit del 15-03-2026, in autostrada risultano: Gasolio self a 2.133, Benzina self a 1.927, Gpl servito a 0.837 e Metano servito a 1.534. Questi valori riflettono la somma tra costo industriale (che include materia prima e margine della filiera) e componente fiscale (accise e Iva). Sulle variazioni incidono l’andamento delle quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro, oltre alle politiche commerciali dei gestori.
Ultimo aggiornamento: 15-03-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.133 |
| Benzina | SELF | 1.927 |
| GPL | SERVITO | 0.837 |
| Metano | SERVITO | 1.534 |
Per la benzina, il prezzo alla pompa è il risultato dell’interazione tra componenti industriali e fiscali. La quota fiscale pesa per il 58%, superiore alla parte industriale che vale il 42%. La fiscalità comprende le accise, che sono importi specifici e generalmente stabili per unità di prodotto, e l’Iva, calcolata in percentuale sul totale imponibile: questo significa che quando sale il prezzo industriale, l’Iva tende ad aumentare in proporzione, amplificando le oscillazioni finali. All’interno della componente industriale, la materia prima rappresenta circa il 30% del prezzo: qui incidono in modo diretto le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’andamento del cambio euro/dollaro, che può attenuare o amplificare i movimenti dei listini in valuta estera. Il margine lordo della filiera, pari a circa il 12%, copre attività come raffinazione, logistica, stoccaggio, trasporto e gestione della rete di distribuzione. È su questa porzione che gli operatori possono intervenire maggiormente con politiche commerciali, promozioni e strategie di posizionamento (brand, servizi accessori, orari, modalità self o servito). Ne deriva che, nel breve periodo, le variazioni più rapide sono di solito legate alle quotazioni internazionali e al cambio, mentre gli aggiustamenti dei margini rispondono a dinamiche concorrenziali e di costo operativo sul territorio.
Per il gasolio, la ripartizione tra imposte e industria è differente rispetto alla benzina: la componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale pesa per il 55%. All’interno della quota industriale, la materia prima vale circa il 45% del prezzo finale: anche in questo caso le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro sono i principali fattori di volatilità , poiché il gasolio appartiene alla famiglia dei distillati medi e risente dell’equilibrio tra domanda (trasporti, usi professionali) e offerta sui mercati globali. Il margine lordo della filiera è pari a circa il 10%: in questa porzione rientrano costi di raffinazione, logistica e distribuzione, oltre alle scelte commerciali dei punti vendita. Gli operatori possono intervenire su questo margine per modulare i listini, soprattutto in relazione alla concorrenza locale, ai volumi serviti e alla differenza tra modalità self e servito. Poiché le accise sul gasolio sono strutturalmente diverse rispetto a quelle sulla benzina, la minore incidenza fiscale relativa contribuisce a un peso proporzionalmente maggiore della componente industriale: ciò rende il prezzo del gasolio particolarmente sensibile ai movimenti delle quotazioni e ai costi operativi, con effetti percepibili anche nel breve periodo lungo la rete autostradale.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 07:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.843 per la benzina, 2.070 per il diesel, 0.719 per il gpl, 1.516 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.822 |
| Gasolio | SELF | 2.050 |
| GPL | SERVITO | 0.710 |
| Metano | SERVITO | 1.432 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.868 |
| Gasolio | SELF | 2.073 |
| GPL | SERVITO | 0.691 |
| Metano | SERVITO | 1.517 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.883 |
| Gasolio | SELF | 2.107 |
| GPL | SERVITO | 0.792 |
| Metano | SERVITO | 1.660 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.868 |
| Gasolio | SELF | 2.080 |
| GPL | SERVITO | 0.744 |
| Metano | SERVITO | 1.595 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.840 |
| Gasolio | SELF | 2.067 |
| GPL | SERVITO | 0.661 |
| Metano | SERVITO | 1.462 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.838 |
| Gasolio | SELF | 2.070 |
| GPL | SERVITO | 0.684 |
| Metano | SERVITO | 1.449 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.847 |
| Gasolio | SELF | 2.087 |
| GPL | SERVITO | 0.689 |
| Metano | SERVITO | 1.456 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.825 |
| Gasolio | SELF | 2.058 |
| GPL | SERVITO | 0.689 |
| Metano | SERVITO | 1.604 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.853 |
| Gasolio | SELF | 2.074 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.490 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.838 |
| Gasolio | SELF | 2.072 |
| GPL | SERVITO | 0.687 |
| Metano | SERVITO | 1.479 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.816 |
| Gasolio | SELF | 2.040 |
| GPL | SERVITO | 0.707 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.846 |
| Gasolio | SELF | 2.063 |
| GPL | SERVITO | 0.708 |
| Metano | SERVITO | 1.432 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.836 |
| Gasolio | SELF | 2.072 |
| GPL | SERVITO | 0.683 |
| Metano | SERVITO | 1.493 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.842 |
| Gasolio | SELF | 2.059 |
| GPL | SERVITO | 0.668 |
| Metano | SERVITO | 1.609 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.834 |
| Gasolio | SELF | 2.060 |
| GPL | SERVITO | 0.805 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.859 |
| Gasolio | SELF | 2.085 |
| GPL | SERVITO | 0.763 |
| Metano | SERVITO | 1.781 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.835 |
| Gasolio | SELF | 2.063 |
| GPL | SERVITO | 0.703 |
| Metano | SERVITO | 1.525 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.858 |
| Gasolio | SELF | 2.085 |
| GPL | SERVITO | 0.734 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.820 |
| Gasolio | SELF | 2.049 |
| GPL | SERVITO | 0.700 |
| Metano | SERVITO | 1.445 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.864 |
| Gasolio | SELF | 2.101 |
| GPL | SERVITO | 0.822 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.831 |
| Gasolio | SELF | 2.069 |
| GPL | SERVITO | 0.696 |
| Metano | SERVITO | 1.444 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.825 |
| Gasolio | SELF | 2.058 |
| GPL | SERVITO | 0.689 |
| Metano | SERVITO | 1.604 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.853 |
| Gasolio | SELF | 2.074 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.490 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.838 |
| Gasolio | SELF | 2.072 |
| GPL | SERVITO | 0.687 |
| Metano | SERVITO | 1.479 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.836 |
| Gasolio | SELF | 2.072 |
| GPL | SERVITO | 0.683 |
| Metano | SERVITO | 1.493 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.816 |
| Gasolio | SELF | 2.040 |
| GPL | SERVITO | 0.707 |
| Metano | SERVITO | 1.410 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 16 marzo 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.831 |
| Gasolio | SELF | 2.069 |
| GPL | SERVITO | 0.696 |
| Metano | SERVITO | 1.444 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 07:00:00 +0000La Ford Capri è uno dei modelli di riferimento della gamma Ford e rappresenta uno dei simboli del programma di elettrificazione del brand. Per sostenere la diffusione del modello, Ford ha annunciato un nuovo aggiornamento che segna il debutto della nuova serie limitata Capri Collection, caratterizzata da un design unico ed esclusivo oltre che da una serie di miglioramenti alle specifiche tecniche. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito a questa nuova versione della Capri appena annunciata dalla Casa americana.
Con il nuovo aggiornamento, la Ford Capri diventa ancora più completa e interessante. La serie limitata Capri Collection, infatti, si aggiunge alla gamma di edizioni speciali Collection realizzata da Ford e che comprende anche una nuova versione della Explorer, rinnovando il modello con diverse novità .
La serie speciale include la colorazione esclusiva Blue Tribute per la carrozzeria oltre a paraurti anteriori e posteriori più pronunciati, minigonne laterali e uno spoiler posteriore, tutti rifiniti in nero. Da segnalare anche i cerchi in lega da 21 pollici, con finitura parziale in nero satinato.
L’abitacolo della Capri Collection presenta la colorazione Nero Onice come tema principale a cui si affiancano richiami Blue Tribute che caratterizzano vari elementi dell’interno del veicolo, creando un particolare effetto bicolore, con una soluzione inedita per il modello.
Tra gli elementi inediti del comparto tecnico troviamo una nuova batteria LFP che permette alla Capri Standard Range di poter contare ora su un’autonomia di 463 chilometri , con un incremento di oltre il 17% rispetto al passato. Da segnalare anche un motore elettrico potenziato, che può garantire fino a 190 CV di potenza e 350 Nm di coppia, con uno 0-100 km/h che viene completato in 8 secondi.
Ad arricchire il modello ci sono anche una gamma ampliata di sistemi avanzati di assistenza alla guida, con l’Adaptive Cruise Control e il nuovo sistema di assistenza alla retromarcia oltre al Trained Park Assist e al Driver State Assist. Un’altra novità è rappresentata dall’introduzione del Pro Power Onboard che permette di alimentare altri dispositivi, fino a 2,3 kW, utilizzando l’energia presente nella batteria.
Da segnalare anche il sistema di infotainment SYNC Move, con display orientabile da 14,6 pollici e compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay wireless presente nella dotazione di serie. Il sistema è ora alimentato da un nuovo software basato su Android per garantire funzionamento ancora più fluido.
La nuova gamma Ford Capri è già ordinabile. La versione Collection è disponibile in promozione con un prezzo a partire da 45.750 euro. Per tutti i dettagli in merito all’acquisto del modello e all’offerta commerciale in corso è possibile recarsi in una delle concessionarie Ford. Stando alle informazioni riportate sul sito della Casa, la consegna è prevista tra giugno e luglio. Ricordiamo che Ford sta attuando una strategia ben precisa per tagliare i prezzi delle elettriche.
Christian Weingaertner, direttore generale veicoli passeggeri di Ford Europa, ha utilizzato le seguenti parole per descrivere il modello e le novità annunciate:
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 06:30:28 +0000“Capri è la nostra risposta ai clienti che desiderano un veicolo elettrico per famiglie versatile e performante, che si distingua dalla massa. La Capri Collection celebra la tradizione sportiva e la storia iconica delle auto ad alte prestazioni di Capri, unendole alle tecnologie avanzate e alle caratteristiche di comfort del futuro.â€
L’aumento del costo del petrolio, dovuto alla guerra in Iran, ha portato a un nuovo picco per i costi dei carburanti. Da un paio di settimane, infatti, gli automobilisti italiani devono fare i conti con un costo al litro decisamente più alto rispetto al mese precedente.
Questo trend al rialzo per il costo del carburante, naturalmente, non riguarda solo il nostro Paese. Anche in altri Stati, infatti, gli automobilisti stanno affrontando un nuovo caro carburanti che comporta un sostanziale incremento dei costi di gestione e utilizzo del proprio veicolo.
Mentre in Italia si continua a discutere del peso delle accise, un altro Paese ha adottato una misura drastica per fronteggiare il costo in aumento dei carburanti. Il Brasile, infatti, ha deciso di azzerare due imposte sul diesel con l’obiettivo di contrastare il caro carburante nel modo più deciso possibile. Andiamo ad analizzare le scelte fatte per poter contenere gli effetti dell’aumento del costo del petrolio.
La misura definita dal governo brasiliano rappresenta un intervento deciso contro il caro carburanti, con l’obiettivo di alleggerire il più possibile il costo alla pompa. Come riportato da Ansa, infatti, è stato stabilito l’azzeramento delle imposte federali sul diesel (due diverse imposte, chiamate rispettivamente Pis e Cofins).
L’obiettivo è attenuare il più possibile l’effetto dell’aumento del costo del petrolio, che ha registrato un forte rincaro a causa della guerra in Iran. Il taglio alle imposte permetterà di ridurre l’impatto dell’attuale quotazione del petrolio (che potrebbe salire ulteriormente) sul costo del rifornimento.
In questo modo, tutta l’economia potrà beneficiare di questa misura. L’aumento del costo al litro del diesel ha un impatto significativo anche sul costo di trasporto delle merci e, quindi, porta a rincari a catena, con il rischio di far incrementare i prezzi. Si tratta di una vera e propria misura per contrastare l’inflazione che, dopo un periodo di relativa stabilità , potrebbe tornare a essere un tema di estrema attualità .
Secondo le prime stime, la decisione di azzerare le due imposte federali comporterà una riduzione del costo al litro del diesel pari a oltre 10 centesimi, al cambio attuale. Questa misura, inoltre, mira a contrastare le speculazioni, un tema particolarmente caldo anche in Italia e per cui il Brasile ha definito nuovi strumenti di vigilanza. Il taglio delle imposte non è l’unica misura adottata in Brasile, dove il governo locale ha scelto di affrontare la questione in modo deciso.
Si tratta di una questione particolarmente delicata e che dovrà essere affrontata anche in Italia, nel corso del prossimo futuro. Gli aumenti registrati in queste settimane, infatti, hanno avuto e continueranno ad avere un impatto significativo su tutto il sistema dei trasporti e sull’economia in generale, anche in Italia. Ricordiamo che il Governo italiano ha frenato sull’ipotesi delle accise mobili in relazione alla crisi in corso.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 06:30:22 +0000Sono numerosi gli automobilisti italiani che prendono in considerazione l’idea di acquistare un’auto in Svizzera per poi importarla in Italia, attratti dalla possibilità di ottenere un prezzo più conveniente rispetto a quello praticato sul mercato nazionale. L’operazione appare interessante a prima vista quando si confrontano i listini dei concessionari elvetici con quelli italiani, ma dietro questa apparente convenienza c’è una realtà più complessa.
Il mercato automobilistico svizzero presenta alcune caratteristiche che lo rendono interessante per chi è alla ricerca di un veicolo. Il livello di reddito medio più elevato e la concorrenza tra concessionari contribuiscono a generare un’offerta ricca e dinamica accompagnata da promozioni che possono rendere alcune vetture sensibilmente più economiche.
Non bisogna però dimenticare che la Svizzera non fa parte dell’Unione Europea e di conseguenza occorre considerare variabili fiscali e doganali che incidono sul costo finale dell’operazione.
Uno dei motivi che rendono interessante il mercato svizzero riguarda il sistema fiscale applicato all’acquisto delle auto. L’Iva svizzera è pari all’8,1%, una percentuale inferiore rispetto al 22% dell’Iva italiana applicata ai veicoli. La situazione cambia quando il veicolo viene importato in Italia. In quel momento l’acquirente deve versare l’Iva italiana e di conseguenza si riduce il vantaggio fiscale.
Un altro elemento che attira l’attenzione degli automobilisti italiani è la disponibilità di modelli e configurazioni particolari. Il mercato svizzero propone altri allestimenti, motorizzazioni e combinazioni di optional che non sono sempre presenti nei listini italiani.
Quando si valuta l’acquisto di un’auto in Svizzera bisogna distinguere tra due voci di spesa. La prima riguarda il prezzo del veicolo, mentre la seconda tutte le spese necessarie per importarlo e immatricolarlo in Italia.
In molti casi il prezzo di vendita può risultare più basso rispetto a quello italiano, soprattutto nel mercato dell’usato. Questo vantaggio iniziale può ridursi o addirittura annullarsi una volta considerati tutti i costi accessori. Tra questi rientrano i dazi doganali, l’Iva italiana, i costi di immatricolazione, le spese per la registrazione al Pubblico Registro Automobilistico e gli eventuali costi di trasporto.
Poiché la Svizzera è un Paese extra-UE, l’importazione di un veicolo comporta quindi il pagamento di un dazio doganale pari a circa il 10% del valore del veicolo, salvo eventuali accordi o casi particolari. A questa cifra si aggiunge l’Iva italiana del 22%, calcolata sul valore del veicolo comprensivo del dazio.
Una volta completato il passaggio doganale bisogna affrontare le procedure amministrative per l’immatricolazione del veicolo in Italia. Tra i costi più ci sono gli emolumenti ACI, l’imposta di bollo, i diritti della Motorizzazione civile e le spese per l’iscrizione al PRA. Bisogna infine tenere conto del costo delle nuove targhe italiane che varia a seconda della provincia e della procedura utilizzata.
Importare un’auto dalla Svizzera richiede il rispetto di una procedura amministrativa che comincia dalla registrazione del veicolo alla Motorizzazione civile, necessaria per ottenere la carta di circolazione italiana. Quindi l’auto deve essere iscritta al Pubblico Registro Automobilistico, passaggio indispensabile per completare il processo di immatricolazione.
Questo iter burocratico può essere gestito dall’acquirente oppure delegato a concessionari o agenzie di pratiche automobilistiche.
Quando l’auto viene acquistata da un concessionario svizzero è quindi possibile ricevere assistenza per le procedure di esportazione. Alcuni venditori offrono infatti servizi dedicati agli acquirenti stranieri e facilitando la preparazione dei documenti necessari. Nel caso di un acquisto tra privati la situazione è diversa: l’acquirente deve occuparsi di persona di tutti gli adempimenti burocratici e fiscali, tra cui la gestione della documentazione doganale.
Per quanto riguarda le tempistiche, il processo di importazione può richiedere alcune settimane. Dopo aver ottenuto la carta di circolazione italiana, il proprietario del veicolo ha 60 giorni per completare l’iscrizione al PRA. Se la procedura viene effettuata attraverso lo Sportello Telematico dell’Automobilista, i tempi si riducono e l’immatricolazione si completa nel giro di pochi giorni lavorativi.
Un altro aspetto da considerare riguarda l’utilizzo delle targhe straniere da parte dei residenti in Italia. La normativa è stata modificata per contrastare l’utilizzo improprio di veicoli immatricolati all’estero. Secondo le regole in vigore, un residente in Italia da più di tre mesi non può guidare stabilmente un veicolo con targa straniera. Detto in altri termini, chi acquista un’auto in Svizzera deve procedere in tempi stretti con l’immatricolazione italiana.
Per evitare problemi con la normativa in relazioni al trasporto del mezzo ci sono quindi diverse soluzioni da esplorare. Una possibilità consiste nell’immatricolare l’auto in Italia prima di riportarla nel nostro Paese, operazione che richiede però la collaborazione del venditore per ottenere la documentazione necessaria.
Un’altra soluzione consiste nel trasporto del veicolo tramite carroattrezzi o rimorchio, in questo modo si evita la circolazione su strada con targa straniera.
Nonostante le complessità burocratiche, acquistare un’auto in Svizzera può essere conveniente perché mercato elvetico propone prezzi competitivi per determinati modelli o per veicoli di fascia medio-alta. Un altro vantaggio è la disponibilità di veicoli con altri allestimenti rispetto a quelli proposti sul mercato italiano, anche accompagnati da programmi di assistenza per l’esportazione offerti dalle concessionarie.
Non bisogna però perdere di vista la complessità delle procedure amministrative per importare il veicolo. Così come la garanzia e l’assistenza post-vendita. Le normative svizzere in materia di tutela del consumatore non coincidono sempre con quelle italiane e le richieste di intervento dopo l’acquisto possono rivelarsi più complicate.
Le case automobilistiche producono versioni differenti dello stesso modello per adattarsi alle normative dei vari Paesi. Un’auto venduta in Svizzera può allora presentare caratteristiche tecniche diverse rispetto alla versione destinata al mercato italiano. In alcuni casi possono essere necessarie modifiche o aggiornamenti per rendere il veicolo conforme alle normative europee e italiane. Prima di acquistare è quindi consigliabile verificare attentamente l’omologazione del veicolo.
Un altro elemento da non perdere di vista è il contratto di compravendita che deve contenere le informazioni relative al veicolo, tra cui le specifiche tecniche, gli optional, il prezzo e la data di consegna. Quando si acquista un’auto all’estero è quindi indispensabile utilizzare metodi di pagamento tracciabili e sicuri ed evitare di versare acconti troppo elevati prima di aver verificato la documentazione del veicolo e l’affidabilità del venditore. Al pari di quanto in fondo avviene in Italia.
Data articolo: Mon, 16 Mar 2026 05:00:08 +0000Sopravvivere nel traffico: Veronica Gentili non ha esitazioni su quale sia la sua priorità in auto. La conduttrice de Le Iene, che di Roma conosce ogni buco e ogni scorciatoia, ha un lungo legame con la citycar per eccellenza, da lei eletta a compagna di vita inseparabile, un’estensione del dinamismo quotidiano.
Se passi dai talk show d’approfondimento giornalistico ad affiancare Max Angioni al timone del dinamico Le Iene vuoi farla facile al volante. Veronica ha spesso ironizzato sul suo rapporto con i motori, definendo la sua Smart un’auto “for dummiesâ€. Il motivo? La semplicità disarmante nel trovare un buco dove infilarsi e la comodità del cambio automatico, che nel traffico delle grandi città ti fa risparmiare un sacco di tempo. Anche sul piano economico resta una scelta valida: sul mercato dell’usato una Smart ForTwo si trova oggi tra circa 3.000 e 12.000 euro, a seconda dell’anno e dei chilometri.
Negli anni da conducente la Gentili ha cambiato diverse Smart, ricordandone alcune con particolare affetto e un pizzico di autoironia. Ai microfoni di Drive Up ha raccontato di averne avute tre: una rossa e una gialla che lei stessa descrive come un’auto “tipo Ape Maiaâ€, tanto sgargiante nella livrea da renderle impossibile muoversi in incognito. Ma cosa rende la Smart un oggetto del desiderio così persistente? Nata a fine anni ’90, la ForTwo ha superato il concetto di mini-utilitaria per imporsi come progetto radicale. Con una lunghezza che oscilla tra i 2,5 e i 2,7 metri, è l’unica capace di girare su sé stessa grazie a un raggio di sterzata ridottissimo.
Il design segue la sicurezza: la cellula Tridion funge da gabbia d’acciaio esterna, proteggendo gli occupanti e rendendo la linea della Fortwo subito riconoscibile. Nonostante il motore (spesso un 1.0 benzina o il leggendario 0.8 diesel CDI) sia montato dietro, il bagagliaio riesce incredibilmente a offrire dai 220 ai 340 litri di spazio, quanto basta per la borsa della palestra e i copioni della serata.
Il dettaglio che ha conquistato Veronica Gentili, però, resta il cambio. Che si tratti del vecchio robotizzato Softouch o del più moderno doppia frizione Twinamic, la filosofia Smart esclude il pedale della frizione. Eliminare lo stress del cambio marcia continuo favorisce il comfort a bordo, permettendo di concentrarsi appieno in vista di un servizio o nella gestione dell’agenda. La velocità massima autolimitata a circa 150 km/h e i consumi nell’ordine dei 4-5 l/100 km fanno a loro volta sì che la ForTwo sia la regina del pragmatismo.
La padronanza mostrata da Veronica Gentili a Le Iene sembra figlia della stessa logica dei suoi spostamenti: massima resa nel minor spazio possibile. Il programma di Italia 1 richiede una conduzione pungente e sempre sul pezzo, doti che si sposano bene con lo stile di vita “smart” della giornalista.
Proprio come lo storico show Mediaset, che fa della velocità e dell’impatto immediato la propria forza, anche l’auto di Veronica Gentili rivela un carattere deciso: niente fronzoli, tanta sostanza e la determinazione ad arrivare laddove gli altri, bloccati in doppie file chilometriche, non possono nemmeno sognare. È evidente: la Smart resta il “taglio sartoriale” su misura per la “Iena” più elegante della TV.
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 20:00:00 +0000Mercedes amplia la sua gamma di modelli a zero emissioni con il debutto della Nuova Mercedes VLE che, come sottolinea la stessa Casa in un comunicato ufficiale, inaugura “una nuova era” dando il via a un ambizioso progetto di espansione nel settore dei modelli a zero emissioni. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.
La nuova Mercedes VLE è un progetto tutto nuovo: si tratta, infatti, del primo veicolo costruito sulla nuova Van Architecture, una piattaforma modulare, flessibile e scalabile su cui la Casa tedesca punta a realizzare una vera e propria famiglia di modelli.
Come evidenziato da Mercedes, il nuovo van elettrico punta a offrire il comfort di marcia e la dinamica di guida di una limousine, ricordando la Classe S, ma, nello stesso tempo, offre spazi e versatilità tipici di un MPV. Si tratta di un mix ricco di potenzialità e in grado di rendere il progetto uno dei più interessanti di tutto il suo segmento. Il concetto di base era già stato presentato con Mercedes Vision V lo scorso anno.
Da non sottovalutare, inoltre, la possibilità di sfruttare il Mercedes-Benz Operating System (MB.OS), che promette un infotainment immersivo e completo, e un comparto tecnico di primissimo livello, con architettura a 800 volt e ricarica ad alte prestazioni, per minimizzare i tempi di ripristino dell’autonomia.
Ricorrendo alla ricarica fino a 300 kW, infatti, la VLE può recuperare fino a 355 chilometri di autonomia (con riferimento al ciclo di omologazione WLTP) in soli 15 minuti. Per quanto riguarda i dettagli tecnici, l’azienda ha già confermato che il van potrà garantire un‘autonomia superiore ai 700 chilometri, ponendosi al vertice della sua categoria e mettendo a disposizione una base tecnica completa su cui costruire un modello di successo.
Da segnalare la presenza di una versione con motore singolo, per una potenza di 203 kW, e anche una variante con trazione integrale, che potrà spingersi fino a 305 kW. Per la batteria, è previsto il debutto di una versione da 115 kWh (si tratta di una batteria nichel‑manganese‑cobalto/NMC) che, in una fase successiva, sarà affiancata da una batteria LFP (litio ferro fosfato) con capacità da 80 kWh, destinata alla versione d’accesso alla gamma.
L’abitacolo sarà , naturalmente, modulare, con possibilità di ospitare fino a 8 occupanti (ma saranno disponibili varie configurazioni, a partire da 5 occupanti). Lo spazio di carico, in base alla configurazione, potrà arrivare fino a 4.078 litri. A completare il progetto non mancherà una dotazione di sicurezza attiva completa, con tanti sensori pensati per offrire una guida sicura e tranquilla. I dettagli completi relativi al prezzo e all’arrivo sul mercato italiano saranno disponibili nel corso delle prossime settimane.
Ola Källenius, Presidente del Consiglio di Amministrazione, Mercedes-Benz Group AG, ha commentato in questo modo il debutto del nuovo modello dell’azienda:
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 15:30:21 +0000«La nuova VLE completamente elettrica segna la prossima tappa fondamentale nei nostri 140 anni di storia automobilistica di successo. Guidata dal nostro spirito pionieristico, ridefinisce il concetto di spazio e comfort, introducendo un livello rivoluzionario di versatilità e innovazione. Offre inoltre un’autonomia ai vertici della categoria, superiore ai 700 km. La VLE è il primo modello costruito sulla nuova Van Architecture, progettata per rispondere a un’ampia gamma di esigenze dei clienti e per adattarsi a qualsiasi stile di vita.»
Ford aggiorna la sua gamma con il debutto della nuova serie limitata Explorer Collection che va ad arricchire l’offerta del SUV elettrico, uno dei modelli di riferimento della Casa americana in Europa. Si tratta di una nuova serie limitata che punta a esaltare il carattere dinamico e sportivo del modello, con un design ispirato al mondo dello sport, più tecnologia e anche un’autonomia incrementata. Andiamo a scoprire tutte le novità che caratterizzeranno questa serie limitata.
La nuova Explorer Collection è l’ultima evoluzione della serie Ford Collection, composta da modelli speciali che uniscono un design unico e specifiche tecniche migliorate, con l’obiettivo di soddisfare al massimo le esigenze e i gusti degli utenti e ribadire l’impegno dell’azienda verso l‘elettrificazione della gamma.
La vettura, modello progettato e realizzato in Europa, può contare sulla colorazione esclusiva grigio cactus e su un nuovo design per i cerchi in lega da 20 pollici, disponibili in nero satinato. Da segnalare anche un tetto nero e interni caratterizzati dalla tinta nero onice in contrasto con l’arancione presente in alcuni elementi dell’abitacolo.
La nuova variante del SUV elettrico di Ford introduce la batteria LFP (litio ferro fosfato) che permette di sfruttare un’autonomia che arriva ora fino a 444 chilometri con una carica completa, per la versione Standard Range. Questo dato si traduce in un miglioramento di oltre il 17% rispetto alla versione precedente (circa 60 chilometri).
Da segnalare anche un aggiornamento dei sistemi di assistenza alla guida, che includono anche il cruise control adattivo intelligente con riconoscimento dei semafori, il sistema Reversing Assist che memorizza il percorso fino a 50 metri per facilitare le manovre in retromarcia e il Trained Park Assist, che permette di replicare le manovre di parcheggio.
Per i clienti che scelgono questo modello c’è anche l’introduzione del sistema Pro Power Onboard, che consente l’alimentazione di dispositivi esterni, fino a 2,3 kW, con collegamento diretto alla batteria del veicolo. C’è anche una versione aggiornata del sistema di infotainment Sync Move, con display da 14,6 pollici e supporto Apple Car Play e Android Auto.
La nuova Ford Explorer Collection è già disponibile sul mercato, con i clienti interessati all’acquisto che hanno la possibilità di ordinare il modello in tutte le concessionarie del marchio americano. Il prezzo in promozione, come riporta il sito di Ford Italia, è di 42.750 euro, con varie opzioni di configurazione. Per un quadro completo è possibile recarsi direttamente negli showroom del brand.
Christian Weingaertner, direttore generale dei veicoli passeggeri di Ford Europa, ha commentato con queste parole il lancio della nuova versione di Explorer, un modello che ricopre un ruolo chiave per il marchio in Europa.
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 14:30:58 +0000“Explorer è un SUV completamente elettrico estremamente performante e versatile, con uno spirito avventuroso che si sposa perfettamente con i nostri clienti amanti del brivido. Ciononostante, siamo sempre alla ricerca di modi per migliorare i nostri veicoli. Con una maggiore autonomia, sistemi di assistenza alla guida più sofisticati e Pro Power Onboard, oltre a un look rinnovato con Explorer Collection, lo abbiamo portato a un nuovo livello di raffinatezza.â€
Da tempo considerato uno dei talenti più cristallini, oggi Kimi Antonelli ha ricevuto la sua investitura tra i campioni, conquistando il gradino più alto del podio nel Gran Premio di Formula 1 in Cina. Una vittoria che mancava all’Italia da quasi 20 anni con l’ultimo successo segnato da Fisichella nel 2006 in Malesia.
Il motorsport italiano ha finalmente ritrovato un ruolo da protagonista con un successo che entra di diritto nella storia recente della F1. La vittoria, a solo 19 anni, lo candida tra i protagonisti di questo mondiale, creando grandi aspettative per l’Italia.
Al contrario di quanto molti possano pensare, Kimi non è il primo nome di Antonelli. All’anagrafe è infatti Andrea Kimi Antonelli. Il secondo nome nasce da un suggerimento del pilota Enrico Bertaggia, amico di famiglia e pilota, che convinse il padre Marco della musicalità e del fascino di quel nome.
Solo con il passare degli anni il giovane pilota ha imparato ad accettare – e in parte anche ad apprezzare – il continuo paragone con Kimi Raikkonen. Il campione finlandese è diventato famoso per il suo carattere glaciale e il suo stile diretto, caratteristiche che in qualche modo sembrano riflettersi anche nel giovane italiano: poche parole, molta sostanza e una naturale freddezza quando il casco si chiude e il semaforo diventa verde.
La passione per le corse, in casa Antonelli, è praticamente una tradizione di famiglia. Il padre Marco è stato pilota e soprattutto fondatore della squadra Antonelli Motorsport, realtà molto attiva nelle competizioni GT e nelle categorie propedeutiche. Kimi cresce quindi tra circuiti, paddock e box. L’odore della benzina e il rumore dei motori fanno parte della sua infanzia quanto la scuola o gli amici. I primi giri sui kart arrivano prestissimo e il talento emerge quasi subito: velocità naturale, sensibilità nella guida e una capacità di adattamento rara per un pilota così giovane.
Nel 2019 arriva il primo grande passo: l’ingresso nel programma giovani della Mercedes-AMG Petronas Formula One Team, sotto la supervisione del team principal Toto Wolff. È il segnale che il paddock della Formula 1 ha iniziato a guardarlo con grande attenzione. I risultati non tardano ad arrivare. Nel 2022 domina la scena in Formula 4, vincendo sia il campionato italiano sia quello tedesco con numeri impressionanti: 22 vittorie su 35 gare.
L’anno successivo conferma tutto il suo valore conquistando il titolo nella Formula Regional European Championship e nella Formula Regional Middle East Championship. A quel punto diventa chiaro a tutti che il salto verso la Formula 1 è solo questione di tempo.
Esordio che arriva effettivamente nel 2025, all’età di appena 18 anni. Come spesso accade con rookie, in particolare se così giovani, le aspettative sono alte. Eppure Antonelli non manca le attese e conclude la stagione con un ottimo settimo posto, segnando 150 punti e uno dei miglior risultati per un debuttante degli ultimi anni.
A questo punto questo potrebbe essere l’anno della consacrazione, e l’odierna vittoria in Cina lo proietta immediatamente tra i protagonisti del campionato, ma anche nella storia della Formula 1. Miki Antonelli è infatti appena diventato il secondo più giovane pilota a vincere un Gran Premio di F1, dopo solo Max Verstappen, che nel 2016 ha vinto all’età di appena 18 anni, e superando Sebastian Vettel, che ha vinto in Italia nel 2008 all’età di 21 anni.
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 12:45:15 +0000La sicurezza è una priorità fondamentale nella mobilità cittadina, e quando si tratta delle due ruote il rischio aumenta ancora. Le distrazioni sono sempre tante e i pericoli nascosti, perciò le tecnologie di sicurezza attiva continuano a evolversi rapidamente per offrire la maggiore protezione possibile. In questo contesto Yamaha ha presentato il nuovo Tricity 300 2026, con una serie di novità rivolte in particolare alla protezione del guidatore, primo fra tutte l’airbag.
Il maxi scooter a tre ruote porta per la prima volta nel marchio l’airbag integrato. Una tecnologia ben conosciuta sulle auto, ormai quasi scontata, ma che quando si parla di due o tre ruote è una novità . La protezione dell’airbag protegge il motociclista dagli impatti frontali, in cui spesso vengono esposte facilmente le parti superiori del corpo, nonché le più delicate.
Un aumento notevole di sicurezza passiva che fino a ora non era mai arrivato su uno scooter Yamaha. Tricity 300 è infatti il primo a vantare questo dispositivo che, in caso di collisione, si attiva per ridurre l’impatto con il manubrio e le altre parti del veicolo. Un passo importante sulla sicurezza della casa giapponese. Gli scooter a tre ruote sono infatti veicoli particolarmente apprezzati per la loro stabilità e il comportamento su fondi bagnati o irregolari. Ora con l’airbag l’esperienza di guida diventa ancora più serena e sicura per chi si muove in città .
L’arrivo del modello provvisto di airbag non è l’unica novità del nuovo Tricity 300, che viene aggiornato sia a livello estetico che tecnologico. Ił restyling è evidente e coinvolge la carena con linee più affilate. Al contrario di una filosofia improntata alla sicurezza, l’estetica trasmette più sportività rispetto al passato, nonostante il family feeling con il passato rimanga evidente.
Anche la strumentazione è completamente nuova. Il modello 2026 introduce un display TFT a colori da 4,2 pollici, affiancato da un display LCD da 2,8 pollici. Questa configurazione consente una lettura chiara delle informazioni di guida e permette di collegare lo smartphone per restare sempre connessi durante gli spostamenti. Sul fronte della sicurezza attiva, Yamaha ha lavorato molto sull’impianto frenante e sui sistemi elettronici di assistenza. Il nuovo Tricity 300 integra infatti:
Tecnologie che favoriscono la stabilità nei momenti più importanti, in cui lo spazio di frenata fa la differenza e l’aderenza risulta fondamentale.
Nuovo Tricity 300 è in arrivo nelle concessionarie di tutta Europa a partire da giugno 2026, in due versioni che si differenziano per la presenza dell’airbag. La versione Tricity 300 ha un prezzo a partire da 9.499 euro, mentre per il Tricity 300 Airbag il listino parte da 10.299 euro. Con questo nuovo modello Yamaha punta chiaramente a rendere questa tecnologia accessibile a un pubblico ampio, soprattutto a chi utilizza lo scooter quotidianamente per lavoro o per gli spostamenti urbani.
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 11:22:31 +0000Ferrari dà l’anima, ma Mercedes è troppo forte: è questa la fotografia del secondo fine settimana di F1 della stagione 2026. Le due SF-26 lottano aspramente tra loro, ma anche con Russell. Poi, però, la superiorità delle vetture tedesche emerge, e la Rossa dà vita a una bellissima sfida interna, corretta ma senza esclusione di colpi. Arriva il primo podio per Hamilton, che batte Leclerc nella sfida personale. Ora testa al Giappone, dove serve un altro step per avvicinarsi al team di Brackley.
Gli alfieri della Rossa prendono posto a bordo delle proprie SF-26 e, dopo i consueti controlli alle vetture tutto è pronto per il giro di installazione. Arrivano diverse indicazioni sulla gestione dell’energia durante il formation lap e sul mantenimento della temperatura delle gomme anteriori. Un qualcosa di molto importante su questa pista.
Alla partenza Lewis scatta come un fulmine e in curva 1 conquista la prima posizione. Nel mentre Leclerc riesce a sorpassare Russell, posizionandosi terzo dietro Antonelli. Al secondo giro Kimi torna in testa però, dove Russell sfrutta l’overtake per passare il britannico: le due SF-26 si trovano ora in terza e quarta posizione, con il muretto che raccomanda un’attenta gestione dei compound.
Hamilton lamenta difficoltà nel rilascio di energia e comunica spesso con il team, cercando di ottimizzare il deployment senza riuscirci pienamente. Charles, invece, mantiene un passo regolare e controlla attentamente le gomme, pur restando sempre vicino al compagno, con l’obiettivo di avvicinarsi alle Mercedes.
Al giro 11 entra la Safety Car per un problema all’Aston Martin. Lance Stroll resta per strada è ed costretto ad abbandonare la vetture in un punto complicato della pista. Di immediato scatta la girandola di pit stop, dove alcuni piloti scelgono di non fermarsi. Per questo le posizioni di testa cambiano: Lewis torna in pista quinto, Charles settimo.
Il graining sulle gomme crea fastidio in regime di doppia bandiera gialla, in quanto otto doppia bandiera gialla, ma tutti condividono il problema. Alla ripartenza, Lewis sfrutta un’indecisione di Russell e lo passa nel nel secondo settore: poi si libera di Ocon e Colapinto, salendo in seconda piazza per mettersi all’inseguimento di Antonelli.
Anche Leclerc ha un buono spunto, e approfittando del traffico passa George, le monoposto davanti lui (Colapinto, Ocon e Bearman) portandosi al terzo posto. Il ritmo della SF-26 è ottimo in percorrenza, ma si nota chiaramente come manchi la potenza del sistema ibrido per lottare ad armi pari con le Mercedes. È inutile: il propulsore tedesco ne ha di più.
Gli alfieri della Rossa ricevono tantissime informazioni via radio infinita e costante di indicazioni, sempre relativa all’amministrazione dei compound e sulle velocità ottimali da mantenere in curva. Come detto è molto importante non sfruttate troppo le coperture, per garantire la vita utile ai compound stimata nei briefing pre gara.
Al passaggio 21 Antonelli mantiene il comando mentre Russell resta minaccioso dietro Leclerc. L’inglese delle Mercedes si fa vedere nei retrovisori ed è pronto a sfruttare l’overtake mode. Charles, deciso, passa Hamilton, che prova a replicare senza successo. L’azione favorisce Kimi, che allunga di quasi cinque secondi sulle SF-26.
Ma Russell resta vicino a Lewis, che sfrutta il deployment della W17 per riprendere la posizione. Le due Ferrari continuano a duellare, ma alla fine il britannico della Mercedes si inserisce tra Leclerc e Hamilton. Nonostante il vantaggio delle frecce d’Argento, le SF-26 mostrano una buona efficienza in rettilineo, rendendo difficile il sorpasso che però poi arriva.
Alla distanza, Russell supera anche Leclerc e si lancia all’inseguimento di Hamilton. Charles suggerisce il Plan C, in attesa di indicazioni dal muretto. Mancano 23 giri e le gomme Hard delle SF-26 hanno già 24 tornate. La strategia diventa cruciale: tagliare il traguardo senza ulteriori soste o effettuare un pit per uno stint più veloce, considerando il vantaggio di Lewis su Bearman di quasi 20 secondi.
Hamilton lamenta carenza di energia da circa 25 giri, ma riesce a sfruttare l’overtake per passare Leclerc, che resta immediatamente dietro. Il vantaggio della power unit tedesca si conferma anche per un altro fatto, in quanto la vettura di Antonelli è capace di aumentare la potenza quando serve, mentre le auto italiane gestiscono il ritmo.
A circa 16 giri dal termine, la lotta della Ferrari diventa interna: Lewis e Charles si contendono aspramente il podio in un duello serrato. È solo questa la partita che d’ora potranno giocare i due ferraristi, dove il sette volte campione del mondo, oltre ad avere un marcia in più al livello psicologico, sembra possedere un passo leggermente più rapido rispetto al compagno.
Rispetto al Gran Premio in Australia, l’overtake mode della Ferrari SF-26 appare meno incisivo, forse per la mera configurazione ibrida oppure potrebbero centrare pure le caratteristiche del tracciato di Shanghai. Lewis prende margine su Charles e a dieci giri dal termine, l’inglese della Rossa può vantare un gap di circa 3 secondi sul compagno di squadra.
Antonelli, con gomme in buono stato e aria libera, non essendo mai stato nella lotta, realizza un passaggio più veloce di quasi un secondo rispetto alle Ferrari. Fatto che evidenzia chiaramente la superiorità della vettura tedesca non sempre in vista. Il weekend conferma la SF-26 come seconda forza: capace di sfidare la Mercedes a tratti, benché le W17 restino superiori anche in gara.
Positiva quanto meno l’affidabilità del motore italiano, nonostante il gap su quello tedesco. Ora pausa di una settimana e poi tutti in Giappone, dove potrebbero arrivare degli aggiornamenti sulla SF-26. Si lavora poi sulla parte ibrida per ottimizzare il rendimento. Al traguardo Lewis conquista il primo podio con la Rossa, battendo Leclerc: un risultato positivo, ma per credere al mondiale serve molto di più.
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 11:20:38 +0000Che la carrozzeria di Alfa Romeo 33 Stradale fosse un capolavoro di design c’erano pochi dubbi. Ma ora arriva la celebrazione ufficiale con il prestigioso premio “Carro do Ano: Troféu Volante de Cristal†che l’ha incoronata “Design of the Yearâ€. Un riconoscimento che conferma l’anima di una vettura nata per essere un manifesto di stile del nuovo millennio dopo che la versione originale del 1967, disegnata da Franco Scaglione, ha segnato l’estetica dei decenni successivi.
Definito come il più importante concorso automobilistico portoghese, il “Carro do Ano: Troféu Volante de Cristalâ€, ha eletto le migliori vetture presentate nel 2025 in differenti categorie.
Alfa Romeo 33 Stradale ha capitanato la categoria Design of the Year, ma non è stata l’unica del Gruppo Stellantis a tornare a casa con un premio. Anche Fiat Grande Panda La Prima è stata eletta come miglior citycar dell’anno, mentre la Leapmotor C10REEV Design come migliore vettura ibrida plug-in. Anche la Citroen e-C5 Aircross Max si è aggiudicata il premio di miglior auto familiare dell’anno.
Tra le familiari si è distinta la Citroën ë‑C5 Aircross, premiata come miglior auto per la famiglia. Anche il gruppo Renault Group ha raccolto diversi successi: il premio assoluto è andato alla Dacia Bigster, che si è distinta anche nelle categorie miglior SUV e miglior tecnologia.
Nel panorama delle auto sportive per il tempo libero è stata invece premiata la Alpine A290, mentre il riconoscimento come miglior auto elettrica è stato assegnato alla Mazda 6e. A completare la lista dei vincitori c’è la XPeng G9, incoronata miglior SUV di grandi dimensioni.
Uno dei 33 modelli di Alfa Romeo 33 Stradale è stato portato in Portogallo per permettere alla giuria di poter ammirare da vicino i dettagli della vettura. Un’occasione unica per molti, di poter poggiare gli occhi sulle linee costruite a mano dagli artigiani italiani e rivivere le emozioni dell’eredità del modello originario.
Il viaggio in Portogallo non è finito lì però, perché lo stesso modello è stato poi esposto al Museu de Arte Contemporânea Armando Martins di Lisbona, conosciuto come MACAM. Un modo di permettere a più persone di vedere un esemplare così raro con i propri occhi e unire il design di una vettura parla lo stesso linguaggio delle opere d’arte.
La supercar che omaggia la leggenda del 1967, disegnata da Franco Scaglione e di diritto tra le auto più belle di sempre, è stata costruita in appena 33 esemplari unici creati in modo artigianale secondo canoni qualitativi altissimi.
Dal punto di vista tecnico, la supercar è stata progettata in due configurazioni di motore. La prima è una versione termica capace di erogare circa 650 CV, mentre la seconda è completamente elettrica e utilizza due motori che portano la potenza complessiva fino a 750 CV.
A rendere unica ogni fase di creazione di questa vettura, c’è stata anche la presenza della Formula 1. Lo sviluppo dell’assetto è stato infatti affidato al pilota Valtteri Bottas, che sulla pista di Balocco ha avuto modo di perfezionare la risposta ad alte velocità , in un modo che pochi altri possono vantare.
Data articolo: Sun, 15 Mar 2026 10:19:20 +0000