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Lo spettro dei calci di rigore stava cominciando a togliere il respiro ai calciatori dell’Argentina nel quarto di finale contro la Svizzera. Con un uomo in più, l’Albiceleste non riusciva a trovare la via della rete al cospetto dell’organizzata formazione elvetica, ma il tiro imprendibile di Julian Alvarez nei supplementari ha messo la gara in discesa, fino al 3-1 finale. Una prodezza che non avrà di certo sorpreso l’Atletico Madrid né i connazionali.
All’Araña sono sufficienti pochi metri per fare male. Nei viaggi quotidiani preferisce, però, avere parecchio spazio a disposizione. L’attaccante è stato avvistato in diverse occasioni a bordo di una Mercedes GLE Coupé mentre si recava al centro sportivo dell’Atletico Madrid.
La Mercedes GLE Coupé prende il meglio di due mondi distanti sulla carta. Da un lato, l’altezza da terra e la carrozzeria imponente rimandano alla tradizione dei SUV, dall’altro il tetto discendente e il lunotto inclinato danno un’aria sportiva. Lunga poco meno di cinque metri, la vettura tedesca sfoggia una grande mascherina con la Stella al centro, affiancata da gruppi ottici sottili. Le nervature sul cofano aggiungono carattere al frontale e le ampie prese d’aria cambiano disegno in base all’allestimento.
Di profilo, la linea del tetto scende rapidamente verso una coda raccolta e si raccorda a un portellone inclinato. I cerchi possono arrivare a 22 pollici, contribuendo a riempire passaruota già pronunciati. Rispetto alla GLE classica, la formula coupé impone qualche rinuncia, in particolare sopra la testa dei passeggeri posteriori e nella capacità di carico. Non che lo spazio lasci a desiderare nei viaggi lunghi.
Una coppia di display a bordo permette di gestire strumentazione e sistema multimediale MBUX, mentre i comandi sul volante servono a richiamare numerose funzioni senza mai staccare le mani dalla corona. Dalle versioni base i materiali appaiono curati e i sedili regolabili elettricamente ribadiscono l’impronta lussuosa. Sugli allestimenti di punta si aggiungono sospensioni pneumatiche e impianto audio Burmester, oltre a un generoso pacchetto di sistemi ausiliari alla guida.
La gamma comprende unità diesel, benzina e ibride plug-in, tutte abbinate alla trazione integrale 4Matic. Si parte dalla GLE 350 d Coupé da 269 CV, mentre la 450 d sale a 367 CV. Le varianti AMG spingono ulteriormente prestazioni e prezzo. Il listino si muove nella fascia alta del mercato e può superare abbondantemente i 100.000 euro, soprattutto aggiungendo pacchetti sportivi e dotazioni. Una cifra importante, sebbene lontana dagli eccessi di alcune supercar presenti nei garage dei calciatori.
Dalle 21, al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, Argentina e Inghilterra si contenderanno l’ultimo posto nella finale del Mondiale 2026. L’Albiceleste arriva dal 3-1 ottenuto ai supplementari contro la Svizzera, deciso proprio dal gol di Alvarez prima del sigillo di Lautaro MartÃnez.
La sfida riporta alla memoria il quarto di finale del 1986, segnato dalla Mano de Dios e dal capolavoro di Diego Maradona, oltre all’eliminazione argentina ai rigori nel 2006. Lionel Scaloni ha chiesto di lasciare fuori dal campo tensioni storiche e riferimenti politici, concentrandosi soltanto sul calcio.
Alvarez si presenta all’appuntamento con la fiducia ritrovata. Nel 2022 segnò due volte nella semifinale vinta contro la Croazia e partì titolare nella finalissima contro la Francia. Quattro anni dopo, l’Argentina ha ancora bisogno della sua corsa per provare a difendere il titolo.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 18:32:09 +0000
La giornata del 15 luglio 2026 presenta diverse situazioni di traffico intense e difficoltà su alcune tratte autostradali italiane, con code significative dovute a materiali dispersi e incidenti, oltre a temporali e interruzioni di servizi in alcune aree di sosta. Tra gli eventi più rilevanti, spicca una coda di 2 km sulla A13 Bologna-Padova tra Ferrara sud e Altedo causata da materiali dispersi e una coda per incidente di 1 km tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Masone. Questa analisi dettagliata consentirà di pianificare al meglio i propri spostamenti, soprattutto nelle zone più critiche.
19:26 – MILANO-NAPOLI
Scorta veicoli tra Bologna e Sasso Marconi a causa di coda per safety car
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 196.0 al chilometro 209.0 per una lunghezza di 13.0 km.
20:05 – BOLOGNA-PADOVA
Coda di 2 km tra Ferrara sud e Altedo per materiali dispersi
Direzione Bologna
La coda va dal chilometro 26.0 al chilometro 28.0.
19:12 – BOLOGNA-PADOVA
Temporali tra Bivio A13/A14 Bologna-Taranto e Occhiobello
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata è lunga 49.1 km.
18:42 – BOLOGNA-PADOVA
Code a tratti tra Bologna Interporto e Bivio A13/A14 Bologna-Taranto per traffico intenso
Direzione Bologna
La tratta va dal chilometro 0.0 al chilometro 7.9 per una lunghezza di 7.9 km.
18:48 – BOLOGNA-PADOVA
L’area di servizio Castel Bentivoglio ovest ha la Stazione di rifornimento chiusa per un guasto all’impianto
Direzione Bologna
20:03 – BOLOGNA-TARANTO
Code a tratti tra Bologna Borgo Panigale e Bologna San Lazzaro per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta va dal chilometro 22.2 al chilometro 4.8 per una lunghezza di 17.4 km.
20:03 – BOLOGNA-TARANTO
Temporali tra Faenza e Valle Del Rubicone
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta è lunga 45.569 km, tra i km 110.069 e 64.5.
19:12 – BOLOGNA-TARANTO
L’area di servizio Sillaro est ha i servizi igienici non disponibili a causa di allagamenti
Direzione Bologna
19:20 – PALMANOVA-TARVISIO
Vento forte tra Gemona Osoppo e Ugovizza
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta interessata è lunga 60.3 km tra i km 105.2 e 44.9.
18:43 – PALMANOVA-TARVISIO
Pioggia tra Udine sud e Ugovizza
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta è lunga 86.7 km tra i km 105.2 e 18.5.
20:02 – GE-VOLTRI-SS 33 SEMP.-GRAVELL.TOCE
Coda di 1 km tra Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia e Masone per incidente
Direzione Gravellona Toce
La tratta dal chilometro 12.5 al chilometro 0.0, lunghezza indicata 12.5 km.
20:05 – GE-VOLTRI-SS 33 SEMP.-GRAVELL.TOCE
L’area di servizio Marengo sud ha i servizi igienici non disponibili per Interruzione Energia Elettrica
Direzione Autostrada Milano-Genova
19:02 – GE-VOLTRI-SS 33 SEMP.-GRAVELL.TOCE
Temporali tra Bivio Diramaz. A26-A7/A26 Trafori e Bivio Diramazione A26-A7/A7 MI-GE
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta è lunga 17.0 km.
19:55 – TORINO-TRIESTE
L’area di servizio Val Trompia nord è chiusa fino alle 05:00 del 16/7/2026 per lavori
Direzione Torino
19:54 – TANGENZIALE DI NAPOLI
Coda tra Capodichino e Corso Malta per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
La coda è lunga 0.5 km tra i km 18.8 e 19.3.
19:17 – MILANO-GENOVA
Temporali tra Diramazione D26 Predosa-Bettole e Genova Sampierdarena
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta è lunga 61.6 km tra i km 133.6 e 72.0.
18:10 – MILANO-GENOVA
Coda tra Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia e Genova Ovest per traffico intenso
Direzione Genova
La coda è lunga 1.1 km tra i km 132.8 e 131.7.
19:29 – COMPLANARE DI BOLOGNA
Coda tra Svincolo 8 Via Michelino e Svincolo 4 Via Triumvirato per traffico intenso
Direzione Autostrada Milano-Napoli
La coda va dal chilometro 9.1 al chilometro 16.4 per una lunghezza di 7.3 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 18:08:00 +0000A settembre arriva la Cupra Raval Plus, una nuova versione del SUV elettrico posizionata sotto le varianti già disponibili, pensata per chi vuole entrare nel mondo della citycar elettrica di Cupra spendendo meno. Non è il modello base definitivo, che arriverà in un secondo momento con un prezzo ancora più concorrenziale, ma è il primo passo concreto verso un listino più accessibile per una delle elettriche compatte premium più richieste.
La Cupra Raval Plus sarà disponibile a partire dalla metà di settembre a un prezzo di circa 29.000 euro. Rispetto alle versioni attualmente in listino, è un salto verso il basso che potrebbe cambiare sensibilmente il pubbiclo interessato al modello. La Raval Plus apparirà nel configuratore già nel corso di questo mese, il che significa che chi è curioso può già iniziare a valutare come costruire la propria versione prima che arrivi fisicamente nelle concessionarie.
Sotto al cofano, la Raval Plus porta con sé un motore da 135 CV alimentato da una batteria LFP da 37 kWh, con un’autonomia dichiarata di circa 300 km WLTP. La chimica LFP (litio-ferro-fosfato) è la stessa già adottata da diversi costruttori sui modelli più recenti: meno energetica per unità di volume rispetto alle batterie NMC, ma più stabile alle alte temperature, più longeva nel tempo e meno soggetta al degrado nelle ricariche frequenti.
La ricarica rapida in corrente continua è supportata fino a 88 kW, con un tempo di circa 23 minuti per passare dal 20 all’80% di carica. In corrente alternata si arriva fino a 11 kW.Â
La Raval Plus non nasce già piena di tecnologia, ma offre la possibilità di arricchire la dotazione attraverso tre pacchetti opzionali pensati per soddisfare esigenze diverse.
Il primo è il pacchetto EDGE: include la ricarica wireless per smartphone da 15 W, la funzione Vehicle-to-Load per alimentare dispositivi esterni come laptop o e-bike, il sistema keyless Kessy Advanced e la possibilità di usare lo smartphone come chiave digitale. È il pacchetto orientato alla praticità quotidiana, quello che elimina piccoli fastidi e aggiunge versatilità reale.
Il secondo è il pacchetto DRIVE: comprende Travel Assist 3.0 con cruise control adattivo e mantenimento della corsia, Emergency Assist per le situazioni di emergenza in cui il conducente smette di rispondere, Remote Park Assist per parcheggiare la Raval da smartphone in spazi stretti, e la telecamera a 360 gradi. È il pacchetto per chi guida molto in città e apprezza avere un supporto tecnologico attivo, specialmente nei parcheggi.
Il terzo è il pacchetto LIGHT & SOUND: un sistema audio Sennheiser a 12 altoparlanti, illuminazione ambientale, proiezioni interne e Smartlight 2.0. Meno funzionale, più esperienziale, per chi vuole trasformare l’abitacolo in qualcosa di più coinvolgente del solito.
La logica a pacchetti è quella che Cupra usa su tutta la gamma Raval: si parte da una base pulita e si aggiunge solo quello che interessa davvero, evitando di pagare dotazioni che non si useranno mai. Un approccio che funziona, soprattutto su un modello entry level dove tenere sotto controllo il prezzo finale è parte integrante della proposta.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 14:00:49 +0000Mentre il Centro-Sud brucia sotto un anticiclone africano che ha già portato i 45°C in Sardegna, il Nord Italia si trova nel punto di convergenza tra questo calore estremo e l’irruzione di aria fresca atlantica proveniente da ovest. Il risultato, secondo i meteorologi, potrebbe essere uno degli eventi temporaleschi più violenti dell’estate. E per chi ha un’auto parcheggiata all’aperto in Lombardia, Piemonte, Veneto o Emilia-Romagna, è il momento di correre ai ripari per salvare la carrozzeria e i vetri.
Il bollettino di Estofex, uno dei principali centri europei specializzati nella previsione dei temporali intensi, ha emesso un livello 3, il massimo della propria scala previsionale, per una parte del Nord Italia. Si tratta di un livello assegnato esclusivamente nelle situazioni più critiche, quando esiste un’elevata probabilità di fenomeni meteorologici estremi in grado di provocare danni rilevanti. Le regioni più esposte sono Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, con possibili fenomeni severi anche verso Veneto, Ferrarese e alto Adriatico.
La dinamica del peggioramento seguirà una traiettoria da ovest verso est: i primi temporali violenti colpiranno il Piemonte nel pomeriggio, trasformandosi rapidamente in supercelle, per poi estendersi verso Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto tra la serata e la notte. Sono previste raffiche di vento tra 110 e 145 km/h e accumuli di pioggia tra 40 e 70 mm nelle sei ore più intense.
Il fenomeno che più interessa chi possiede un’automobile è la grandine. E in questa circostanza i numeri che circolano nei bollettini non sono quelli a cui si è abituati. Secondo Estofex, il Nord Italia potrebbe essere attraversato da un temporale estremo con chicchi di grandine fino a 8 centimetri di diametro, insomma delle palle da baseball.
A quella dimensione, cadendo dall’altezza delle nuvole temporalesche, è sufficiente a sfondare il vetro del lunotto, ammaccare profondamente il cofano e il tetto, e danneggiare seriamente la carrozzeria anche di un’auto robusta, insomma non dei piccoli bolli. Gli esperti non escludono nemmeno la possibilità di tornado, soprattutto nelle zone prossime all’alto Adriatico, dove le supercelle potrebbero interagire con la brezza marina.
Se si ha ancora qualche ora davanti prima che i temporali arrivino sulla propria zona, ci sono alcune cose che vale la pena fare subito.
Trovare un riparo coperto è la soluzione più efficace in assoluto. Un garage privato, un parcheggio coperto, una tettoia: qualsiasi copertura rigida riduce il rischio a zero. Se non si dispone di un garage, molti centri commerciali e strutture pubbliche mettono a disposizione aree coperte anche nelle ore serali. Vale la pena anche pagare una giornata di parcheggio a pagamento, pur di risparmiare i costi dei danni.
La coperta antigrandine è l’opzione da avere sempre a casa per chi non ha un posto coperto disponibile. Si tratta di teli in materiale resistente agli impatti che si applicano sopra l’auto. Proteggono bene fino a chicchi di grandine di medie dimensioni; con chicchi eccezionali come quelli previsti oggi offrono una protezione parziale.
Evitare di parcheggiare sotto gli alberi sembra un consiglio ovvio, ma vale la pena ricordarlo: con raffiche oltre i 100 km/h, un ramo caduto può fare danni peggiori della grandine stessa.
Se l’auto è già all’aperto durante il temporale, non spostarla: uscire sotto una grandine violenta è pericoloso per chi guida e per l’auto stessa. Meglio aspettare che il fronte sia passato, anche se significa qualche ora di attesa.
Segnalare tempestivamente i danni all’assicurazione non è un consiglio per proteggere l’auto, ma per tutelarsi dopo. Chi ha la polizza kasko o l’estensione eventi atmosferici deve documentare i danni con foto prima di qualsiasi intervento, anche minimo, per non complicare la pratica. Alcune compagnie richiedono la segnalazione entro 48 ore dall’evento.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 13:28:03 +0000In Italia i B-SUV dominano il mercato, un segmento che Volkswagen conosce benissimo da quando ha lanciato la T-Cross, e che ora porta nell’universo elettrico con la nuova ID. Cross. L’ultima arrivata di Wolfsburg è attesa nelle concessionarie all’inizio del 2027 a un prezzo non ancora ufficializzato, ma che dovrebbe attestarsi al di sotto dei 30 mila euro.
Volkswagen arriva in un segmento che i costruttori cinesi stanno già presidiando con aggressività , e la ID. Cross deve riuscire a convincere chi fino a ieri aveva una T-Cross che il salto verso l’elettrico vale la pena.Â
Il primo impatto visivo della ID. Cross racconta molto di dove Volkswagen vuole andare dal punto di vista stilistico. Il nuovo linguaggio formale del marchio si chiama Pure Positive. Rispetto ad alcuni modelli elettrici introdotti da Wolfsburg negli anni scorsi, la ID. Cross segna una virata verso qualcosa di più leggero e accessibile. Il frontale gioca sulle linee orizzontali, la firma luminosa a LED è pulita, e il montante C si ispira con dichiarata nostalgia alle Golf storiche e ai van iconici del marchio.
Una citazione non casuale, evidentemente pensata per evocare un senso di familiarità in chi ha già avuto un rapporto con il mondo Volkswagen. Le dimensioni sono quelle di un’auto facile da vivere ogni giorno: 4.153 mm di lunghezza, 1.794 mm di larghezza e 1.581 mm di altezza, con un passo di 2.601 mm.Â
Entrando nell’abitacolo si coglie subito una cosa: Volkswagen ha ascoltato le lamentele dei propri clienti. L’invasione dei comandi touch, la sparizione dei tasti fisici, l’interfaccia che richiedeva tre tocchi sullo schermo per abbassare la temperatura, tutto questo appartiene a una fase che la casa tedesca ha ormai lasciato alle spalle.
La ID. Cross reintroduce un numero generoso di tasti fisici per la climatizzazione e per le funzioni principali più usate. Un passo indietro? Tutt’altro: è un recupero di buon senso, e chi guida ogni giorno lo apprezzerà . Il quadro strumenti digitale si ferma a 10,25 pollici, mentre il touchscreen centrale dell’infotainment raggiunge i 12,9 pollici.
Ritorna anche la modalità Vista Retro, già presente su altri modelli della famiglia ID: premendo un tasto il quadro strumenti si trasforma in una grafica ispirata alla Golf di prima generazione. Un tributo stilistico che piace, soprattutto a chi ha fatto le prime esperienze di guida su una Golf anni Ottanta.
La gamma si articola in tre allestimenti (Trend, Life e Style) con i livelli superiori che aggiungono climatizzatore automatico bi-zona, fari Matrix Led IQ.Light, adaptive cruise control e accesso keyless. Lo spazio, nel frattempo, sorprende piacevolmente: il bagagliaio raggiunge i 475 litri, 20 in più rispetto alla T-Cross termica, e si aggiunge un vano anteriore da 22 litri comodo per riporre i cavi di ricarica.
L’architettura tecnica della ID. Cross si basa sulla piattaforma MEB+, già conosciuta sugli altri modelli elettrici del gruppo, qui adattata con alcune specificità . La trazione è anteriore e il motore elettrico è il nuovo APP290, disponibile in tre declinazioni di potenza: 85 kW (116 CV), 99 kW (135 CV) e 155 kW (211 CV).
Le batterie disponibili sono due: una da 37 kWh netti con chimica LFP, particolarmente adatta alle basse temperature grazie alla minore sensibilità termica, e una da 52 kWh netti con celle NMC. L’autonomia WLTP stimata raggiunge i 316 km con la versione da 37 kWh e circa 436 km con quella da 52 kWh, un dato soddisfacente per un B-SUV pensato prevalentemente per la mobilità quotidiana e i percorsi extraurbani di media distanza.
Tra le novità tecnologiche che accompagnano la ID. Cross, quella che merita più attenzione è il Connected Travel Assist. Si tratta di un’evoluzione del classico Travel Assist che questa volta integra i cosiddetti swarm data, ovvero informazioni condivise in tempo reale da altri veicoli connessi della stessa rete.
La novità concreta è il riconoscimento automatico dei semafori: il sistema è in grado di rilevare la presenza di un impianto semaforico rosso e, entro i limiti previsti dalla normativa vigente, rallentare e arrestare il veicolo senza intervento del conducente. Non è guida autonoma, ma è un ulteriore passo verso una gestione più intelligente del traffico urbano.
Per quanto riguarda il comfort di marcia, la ID. Cross introduce la funzione One-Pedal Driving, già disponibile sulla ID. Polo: rilasciando semplicemente l’acceleratore è possibile rallentare fino all’arresto completo, sfruttando la frenata rigenerativa. Una funzione che, una volta presa la mano, diventa rapidamente un modo naturale di guidare in città , e contribuisce a recuperare energia in modo efficiente.
Il telaio è stato sviluppato ad hoc per la trazione anteriore, con sospensioni MacPherson all’anteriore e asse posteriore a bracci interconnessi. Il sistema frenante è di tipo “one-box” con recupero energetico ottimizzato. Per chi ha esigenze di traino, un dato non banale: la versione con batteria da 52 kWh può trainare fino a 1.200 kg su pendenza dell’8%, mentre il carico dinamico sul tetto arriva a 75 kg, sufficiente per installare una tenda da tetto e trasformare la ID. Cross in un compagno da avventura leggera.
Sul fronte della ricarica, l’architettura MEB+ porta con sé la cella unificata del Gruppo Volkswagen con tecnologia cell-to-pack, una soluzione che riduce il numero di componenti e ottimizza la densità energetica del pacco batterie.
La ricarica in corrente alternata arriva a 11 kW su entrambe le versioni, mentre quella in corrente continua raggiunge 90 kW per la batteria da 37 kWh e 105 kW per quella da 52 kWh. I tempi stimati per passare dal 10% all’80% sono di circa 27 minuti con la batteria piccola e 24 minuti con quella da 52 kWh.
C’è anche la funzione Vehicle-to-Load (V2L), che permette di alimentare dispositivi esterni fino a 3,6 kW. Un aggiornamento pratico che consente, tra le altre cose, di ricaricare biciclette elettriche tramite un adattatore dedicato, una possibilità che si integra naturalmente con l’utilizzo outdoor e che in generale apre alle possibilità di utilizzo regalando una libertà che fa sempre comodo.
Con il lancio previsto a inizio 2027 e una stima di prezzo attorno ai 28.000 euro, la ID. Cross si posiziona in modo deciso nel cuore del mercato europeo, quello che conta di più per i volumi, quello dove la concorrenza è più agguerrita, e quello dove Volkswagen non può permettersi di sbagliare specialmente in un periodo come questo.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 12:26:28 +0000L’estate è la stagione dei viaggi, delle gite fuori porta e delle soste all’ombra per sfuggire alle temperature torride. Ma è anche il periodo dell’anno in cui la carrozzeria dell’auto viene messa maggiormente alla prova da due nemici tanto comuni quanto sottovalutati: la resina degli alberi e i moscerini che si accumulano sul frontale durante la marcia.
Da una parte ci sono le gocce resinose che cadono da pini e conifere, dall’altra i residui di insetti che si schiantano contro paraurti, cofano, parabrezza e specchietti. Entrambi possono sembrare semplici inconvenienti estetici, ma se trascurati troppo a lungo rischiano di trasformarsi in un problema ben più serio per la vernice e per la pulizia generale della vettura.
La resina è particolarmente insidiosa perché, una volta depositata sulla carrozzeria, inizia rapidamente a perdere la propria componente volatile. Con il caldo estivo si indurisce nel giro di poche ore, aderendo sempre più tenacemente allo strato trasparente della vernice.
Anche i moscerini non sono da sottovalutare. Dopo lunghi viaggi autostradali o percorrenze extraurbane, i loro residui tendono a seccarsi rapidamente sotto il sole. Più tempo passa, più diventano difficili da rimuovere, soprattutto da superfici come paraurti, griglie frontali, fari e parabrezza.
Per questo motivo gli specialisti del detailing consigliano di intervenire il prima possibile. Prima di utilizzare qualsiasi detergente specifico è sempre opportuno effettuare un lavaggio preliminare con acqua e, se possibile, con una lancia ad alta pressione. In questo modo si eliminano polvere e impurità che potrebbero provocare micrograffi durante la pulizia.
Quando sporco, resina e insetti hanno ormai aderito alle superfici, i normali shampoo per auto possono non essere sufficienti. In questi casi entrano in gioco prodotti specifici che, soprattutto durante il periodo estivo, vengono spesso proposti in offerta su Amazon.
Tra quelli più interessanti figura un detergente gel disponibile a circa 22 euro. Si tratta di un prodotto sviluppato per sciogliere e rimuovere insetti, moscerini e sporco vecchio accumulato dalle superfici esterne dell’auto. La formulazione ad alta capacità emolliente aderisce efficacemente alla superficie trattata, favorendo la dissoluzione dello sporco senza compromettere vernice, cere protettive, sigillanti o rivestimenti ceramici.
Uno dei punti di forza del prodotto è la sua versatilità . Può essere utilizzato su carrozzeria, parabrezza, vetri, specchietti, fanali, paraurti, griglie e cromature. Inoltre è adatto anche per la pulizia di moto, scooter e persino delle visiere dei caschi. Per utilizzarlo è sufficiente nebulizzarlo sulla zona interessata, lasciarlo agire da 30 secondi a circa due minuti e procedere successivamente al risciacquo.
Accanto a questo prodotto troviamo il classico “lavavetri“, generalmente disponibile a meno di 10 euro nella confezione da 4,5 litri. È un detergente pronto all’uso per la vaschetta lavacristalli, formulato per eliminare residui di insetti, unto, smog e sporco stradale senza lasciare aloni. Oltre a migliorare la visibilità durante la guida, aiuta a prevenire la formazione di depositi di calcare negli ugelli dei tergicristalli.
Per quanto riguarda la resina, Amazon propone inoltre numerosi prodotti sciogli-resina e rimuovi-catrame, generalmente venduti in una fascia di prezzo compresa tra 10 e 20 euro. Queste formulazioni sono studiate per agire sulla componente organica della resina, ammorbidendola e facilitandone la rimozione senza danneggiare la vernice o le guarnizioni.
Quando si cerca di eliminare resina o residui di insetti, la fretta può diventare una cattiva consigliera. L’utilizzo di acetone, benzina o solventi particolarmente aggressivi può infatti compromettere il trasparente della vernice e causare danni permanenti.
Anche spugne abrasive e sfregamenti eccessivamente energici rappresentano un rischio concreto. Una pulizia effettuata nel modo sbagliato può lasciare segni ben più evidenti delle contaminazioni che si stanno cercando di rimuovere.
La regola fondamentale resta sempre la stessa: intervenire rapidamente. Resina fresca e residui di moscerini appena depositati sono molto più facili da eliminare rispetto a contaminazioni lasciate sulla carrozzeria per giorni o settimane sotto il sole.
Considerando che molti prodotti specifici sono reperibili su Amazon a prezzi compresi tra 10 e 25 euro, dotarsi delle soluzioni giuste può rappresentare una spesa contenuta rispetto ai costi di una lucidatura professionale o di un intervento di ripristino della vernice. Un piccolo investimento che può aiutare a mantenere l’auto pulita, brillante e protetta per tutta l’estate.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 12:01:34 +0000L’uso dello smartphone mentre si guida comporta una multa e la perdita di punti, ma con l’entrata in vigore della legge 177 del 2024 anche la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Per chi possiede meno di 20 punti può aggiungersi anche la sospensione breve immediata, della durata di 7 o 15 giorni.
La nuova disciplina ha quindi superato il sistema precedente, nel quale il ritiro temporaneo del documento era legato soprattutto alla reiterazione della condotta. Oggi basta una sola infrazione per perdere la possibilità di guidare, anche quando la patente conserva il punteggio massimo.
Il cellulare non deve necessariamente essere portato all’orecchio. La scrittura di un messaggio, la lettura di una notifica, la consultazione di un social network, ma anche tenere in mano il dispositivo durante una videochiamata o impostare manualmente il navigatore sono comportamenti che integrano la violazione quando comportano l’allontanamento anche temporaneo delle mani dal volante.
Il riferimento normativo è l’articolo 173 del Codice della Strada secondo cui durante la marcia il conducente non può utilizzare apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi quando il loro impiego richiede di staccare anche solo una mano dal volante. A essere vietato è l’uso manuale del dispositivo, indipendentemente dalla funzione selezionata. Rientrano nel divieto:
La norma fa riferimento anche all’allontanamento temporaneo delle mani dal volante, per cui una manipolazione breve può essere sufficiente. La legge vieta anche l’uso delle cuffie sonore durante la guida. Sono invece ammessi i dispositivi a vivavoce e quelli dotati di auricolare purché il conducente conservi adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie e il loro funzionamento non richieda l’impiego delle mani.
Chi viene sorpreso a utilizzare manualmente il telefono durante la guida rischia, fin dal primo episodio, una multa da 250 a 1.000 euro e la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.
Non è quindi corretto affermare che la patente venga sospesa soltanto quando il conducente dispone di meno di 20 punti. La soglia del punteggio riguarda la sospensione breve prevista dall’articolo 218-ter mentre l’articolo 173 contempla una sospensione ordinaria per tutti i trasgressori. Il periodo effettivo compreso fra il minimo e il massimo viene stabilito dal prefetto. A incidere nella valutazione sono la gravità della condotta, il pericolo generato e le conseguenze prodotte.
L’agente che accerta la violazione procede al ritiro del documento. Il conducente può ricevere un permesso provvisorio limitato al tempo necessario per portare il veicolo nel luogo di custodia indicato, ma non può continuare il viaggio.
La riforma ha creato due meccanismi da non confondere. La prima è la sospensione ordinaria prevista dall’articolo 173. Si applica anche alla prima violazione e dura da 15 giorni a due mesi. La seconda è la sospensione breve ed è disciplinata dall’articolo 218-ter. Entra in gioco quando il conducente identificato al momento dell’accertamento possiede meno di 20 punti sulla patente.
Nel caso del telefono alla guida, le due misure possono sommarsi. Dopo la conclusione della sospensione breve, la legge stabilisce infatti che la patente venga trasmessa alla prefettura e che da quel momento decorra il periodo fissato dal prefetto per la sospensione ordinaria, il quale si aggiunge al precedente.
Quando dall’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida risultano almeno 20 punti, non si applica la sospensione breve collegata al punteggio.
Rimane però operativa la sanzione accessoria dell’articolo 173. Anche il conducente con 20, 25 o 30 punti può quindi perdere la patente per un periodo compreso fra 15 giorni e due mesi. Il numero elevato di punti evita soltanto il primo segmento di sospensione immediata introdotto dall’articolo 218-ter.
Se il saldo disponibile è inferiore a 20 ma pari almeno a 10 punti, l’articolo 218-ter dispone una sospensione breve di sette giorni. La misura decorre dal ritiro della patente e non richiede una preventiva ordinanza del prefetto. Il documento viene conservato dall’ufficio o dal comando da cui dipende l’agente che ha contestato la violazione.
Alla fine dei sette giorni, nel caso specifico dell’uso del cellulare, la patente deve essere trasmessa alla prefettura affinché inizi la sospensione ordinaria prevista dall’articolo 173.
Quando il punteggio è inferiore a 10, la sospensione breve sale a 15 giorni. Anche questo intervallo precede la sospensione ordinaria. Di conseguenza, chi si trova con nove punti o meno rischia di restare senza patente per almeno 30 giorni complessivi: 15 giorni immediati più il minimo di 15 giorni stabilito dall’articolo 173.
La sospensione breve raddoppia quando il conducente provoca un incidente stradale. L’aggravamento opera anche se il sinistro consiste nella sola fuoriuscita dalla carreggiata e non coinvolge altre persone, altri mezzi o beni estranei al guidatore e al suo veicolo. Di conseguenza la sospensione di sette giorni sale a 14 giorni; quella di 15 giorni aumenta fino a 30 giorni. A questo periodo continua ad aggiungersi la sospensione ordinaria da 15 giorni a due mesi.
Restano ferme le altre conseguenze previste quando dal sinistro derivano lesioni, morte, danni o ulteriori violazioni. La posizione del conducente può assumere anche rilievo penale mentre sul piano assicurativo potranno essere valutate la dinamica e le responsabilità .
Per il primo accertamento la sanzione amministrativa va da 250 a 1.000 euro. Alla patente sono sottratti cinque punti. Il pagamento in misura ridotta segue le regole generali delle sanzioni amministrative stradali. Quando ricorrono le condizioni previste dal Codice della Strada, l’importo può essere ridotto del 30% se viene versato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione.
La riduzione pecuniaria non cancella le conseguenze accessorie. Il pagamento rapido non evita né la decurtazione dei punti né la sospensione della patente. Per i neopatentati la perdita dei punti viene raddoppiata nei primi tre anni dal rilascio. Una prima violazione dell’articolo 173 può quindi costare dieci punti anziché cinque, ferma restando l’applicazione delle sospensioni.
Se lo stesso conducente commette un’altra violazione dell’articolo 173 nell’arco di due anni, la multa aumenta e passa da 350 a 1.400 euro. La sospensione ordinaria viene estesa a un periodo compreso fra uno e tre mesi. Anche la decurtazione diventa più pesante: alla seconda violazione sono sottratti dieci punti.
Le sanzioni pecuniarie previste dal Codice della Strada sono aumentate di un terzo quando determinate violazioni vengono commesse dopo le 22 e prima delle 7, secondo la disciplina generale applicabile alle infrazioni espressamente richiamate.
Il fatto che il veicolo sia momentaneamente immobile non autorizza a prendere il cellulare. Una fermata imposta dalle condizioni della circolazione, come quella davanti a un semaforo rosso o in una coda, non equivale alla conclusione del viaggio o alla sosta del veicolo. L’automobilista resta inserito nel flusso della circolazione e deve essere pronto a ripartire e a reagire ai cambiamenti della situazione stradale.
L’impiego del cellulare come navigatore non è vietato in assoluto. Diventa irregolare quando il conducente lo manipola durante la marcia e toglie una mano dal volante. L’indirizzo dovrebbe essere impostato prima della partenza. Il dispositivo va fissato su un supporto stabile, collocato in una posizione che non limiti la visuale della strada e non ostacoli i comandi.
Guardare per troppo tempo lo schermo può comunque integrare una condotta pericolosa anche quando il telefono non viene toccato. Il conducente è sempre tenuto a conservare il controllo del mezzo e a mantenere l’attenzione.
Il Codice della Strada consente i dispositivi a vivavoce quando non richiedono l’uso delle mani. Una telefonata gestita attraverso il Bluetooth dell’auto può quindi essere effettuata senza violare automaticamente l’articolo 173. Anche i comandi al volante e l’assistente vocale possono essere usati, purché non impongano di prendere in mano il telefono. Resta però il dovere generale di guidare con attenzione.
La norma permette l’auricolare a condizione che il conducente disponga di adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie e non debba usare le mani per far funzionare l’apparecchio. L’impiego di cuffie che isolano entrambi i lati dall’ambiente esterno è invece vietato. Sirene, clacson, rumori meccanici e segnali provenienti dagli altri utenti devono poter essere percepiti.
L’articolo 173 cita smartphone, tablet e dispositivi analoghi. Un orologio intelligente utilizzato manualmente per leggere o scrivere messaggi può quindi esporre a contestazione, soprattutto quando costringe il conducente a distogliere lo sguardo e ad abbandonare il controllo del volante.
Gli schermi integrati nell’automobile non rientrano nella stessa fattispecie prevista per il cellulare, ma non possono essere utilizzati senza limiti. Operazioni lunghe e complesse sul display centrale possono violare i doveri generali di prudenza, attenzione e controllo del veicolo.
La regola generale prevede la contestazione immediata quando è materialmente realizzabile. Non sempre però gli agenti possono fermare il veicolo senza generare un pericolo o compromettere il servizio. La mancata fermata sul posto non rende nulla la multa. Il verbale deve indicare le ragioni della contestazione differita e viene notificato al proprietario o al soggetto individuato nei termini stabiliti dal Codice.
La sospensione breve prevista dall’articolo 218-ter si applica soltanto ai conducenti identificati nel momento in cui viene commessa la violazione. La norma precisa comunque che se il ritiro non è stato eseguito per qualsiasi causa, il periodo può decorrere dalla contestazione o dalla notificazione del verbale.
Per la decurtazione dei punti occorre conoscere l’identità di chi guidava. Se il conducente non viene fermato, il proprietario riceve una richiesta di comunicazione dei dati e deve rispondere entro il termine indicato.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 12:00:36 +0000L’estate del 2026 accoglie un nuovo simbolo di eleganza su due ruote, un oggetto del desiderio che sembra emergere direttamente da un fotogramma della “Dolce Vita”. La Vespa Gigi Edition, frutto della collaborazione creativa tra Vespa e Gigi Saint Tropez, non è soltanto uno scooter, ma un oggetto di stile che fonde la libertà tipicamente italiana con un’eleganza contemporanea e ricercata. Questa partnership nasce spontaneamente tra due icone che condividono la stessa filosofia: la passione per il viaggio, l’attenzione assoluta per il dettaglio e un modo di vivere “all’italiana” che trasforma ogni istante in una destinazione.
L’impatto visivo della Vespa Gigi Edition è dominato da una livrea esclusiva in “giallo sole”. Questa scelta cromatica non è casuale: si tratta di una firma luminosa, densa di energia, che rende omaggio alle origini solari della maison Gigi e cattura la luce accecante dei pomeriggi estivi lungo le coste del Mediterraneo. È un colore che evoca immediatamente il calore delle spiagge e la vitalità delle vacanze, rendendo il veicolo un elemento vibrante nel paesaggio urbano o costiero.
Ogni elemento di questa versione speciale è stato curato per incarnare un lusso “sussurrato” e senza tempo. La sella imbottita color cognac, impreziosita da eleganti impunture avorio, offre un contrasto cromatico caldo e sofisticato con il giallo della carrozzeria. Uno dei tocchi più distintivi si trova sullo scudo anteriore: la classica “cravatta” di Vespa si ispira agli iconici ombrelloni a righe della maison, un richiamo diretto alle atmosfere balneari più esclusive.
La vocazione verso l’evasione e la vacanza è sottolineata dalla dotazione di accessori specifici:
La Vespa Gigi Edition incarna una precisa visione di felicità : quella di inseguire il sole percorrendo le strade più suggestive della Riviera. Esposta per tutta la stagione estiva all’ombra dei pini di Gigi Saint-Tropez, questa edizione limitata si preannuncia come uno dei simboli indiscussi dell’estate 2026. La presenza del logo Gigi impresso sul frontale funge da esplicito invito all’evasione, celebrando uno spirito libero che non conosce confini.
Trattandosi di un’opera destinata ad appassionati e collezionisti alla ricerca di un pezzo unico, la Vespa Gigi Edition non sarà un modello di massa. Queste interpretazioni uniche sono disponibili esclusivamente su ordinazione tramite i canali ufficiali Vespa.
L’esclusività si riflette anche nel posizionamento di mercato: il prezzo per questa icona di stile e libertà parte da 12.000 euro, confermandola come un vero e proprio “oggetto del desiderio” per chi desidera vivere l’estate con un tocco di eleganza inimitabile. Con questa collaborazione, Vespa riafferma la propria capacità di gettare ponti tra mondi diversi e offrire una visione unica del lifestyle contemporaneo.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 10:19:21 +0000Il percorso di democratizzazione della tecnologia elettrificata compiuto da Dacia segna oggi un punto di svolta fondamentale con l’introduzione della motorizzazione full hybrid 155 sulla Sandero Stepway. Questa mossa strategica arricchisce l’offerta di vetture elettrificate accessibili del marchio, proponendo un modello che, con un prezzo di partenza di 20.800 euro, si mantiene fedele al DNA del brand: offrire l’essenziale senza scendere a compromessi su comfort e utilità . L’arrivo di questa nuova generazione di ibridazione, già inaugurata dal modello Bigster e successivamente adottata da Duster e Jogger, proietta la Sandero verso una nuova dimensione di efficienza e reattività .
La Sandero non è solo un’auto, ma un vero punto di riferimento del mercato automobilistico globale. Da oltre vent’anni, Dacia ha saputo trasformare questo modello in un mito, capace di imporsi come la vettura numero uno per vendite a privati in Europa dal 2017. Nel 2025, per il secondo anno consecutivo, la Sandero ha confermato la sua leadership assoluta come auto più venduta in Europa in tutti i canali di vendita.
In Italia, il successo è altrettanto eclatante: si è confermata come l’auto straniera più venduta a privati nel 2025. L’introduzione del motore full hybrid 155 non fa che rafforzare questa posizione, rispondendo alle nuove aspettative di un mercato che nel 2025 ha visto raddoppiare le vendite di modelli elettrificati Dacia rispetto all’anno precedente.
Dunque, la nuova Sandero Stepway ha un sistema ibrido avanzato e comprovato. Il powertrain è composto da un motore benzina a 4 cilindri da 1,8 litri e 109 CV, abbinato a due motori elettrici: un’unità principale da 49 CV e uno starter/generatore ad alta tensione. Il sistema è alimentato da una batteria da 1,4 kWh (230 V) ed è gestito da un cambio automatico elettrificato privo di frizione, dotato di quattro rapporti per il motore termico e due per quelli elettrici.
Questa architettura permette vantaggi tangibili nell’uso quotidiano. La partenza avviene sistematicamente in modalità 100% elettrica e, grazie alla frenata rigenerativa e all’alta capacità di recupero energetico, è possibile circolare in città fino all’80% del tempo in modalità elettrica. I benefici si riflettono direttamente sui costi di gestione: i consumi si riducono fino al 40% rispetto a un motore benzina equivalente, con medie complessive che oscillano tra 4,2 e 4,4 l/100 km ed emissioni di CO2 contenute tra 96 e 100 g/km.
Oltre all’efficienza, la motorizzazione Hybrid 155 offre una guida sensibilmente più fluida e silenziosa, con una maggiore reattività nelle accelerazioni a basso regime. Si tratta di un sistema “full hybrid”, il che significa che l’utente può godere di tutti i vantaggi dell’elettrico senza alcun vincolo di ricarica esterna, garantendo una versatilità adatta a molteplici esigenze di utilizzo, dai tragitti urbani ai viaggi più lunghi. Questa motorizzazione va a completare una gamma già efficiente che include il TCe 110 e le innovative varianti Eco-G 120 con GPL e cambio automatico.
La nuova Dacia Sandero Stepway Hybrid 155 è già ordinabile presso tutte le concessionarie italiane, mentre per la variante Sandero Streetway l’ordinabilità sarà aperta nelle prossime settimane. La gamma si articola su due livelli di allestimento pensati per massimizzare il valore per il cliente:
Con questo listino, Dacia continua a presidiare il mercato con la proposta ibrida più competitiva del segmento, dimostrando come la tecnologia utile e sostenibile possa essere realmente alla portata di tutti.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 09:10:44 +0000Il panorama delle strade italiane si appresta a vivere una metamorfosi profonda. La tradizionale stazione di rifornimento, così come l’abbiamo conosciuta per decenni, è destinata a evolversi in un centro multi-energetico. Secondo quanto previsto dalla bozza del nuovo DDL Concorrenza, che il Governo punta ad approvare entro la fine di luglio, il futuro della mobilità nazionale passerà per una riconversione forzata ma incentivata della rete distributiva.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 08:02:24 +0000Il futuro di Alfa Romeo inizia a delinearsi con contorni sempre più nitidi, portando con sé il peso di un’eredità importante e l’entusiasmo di una nuova era tecnologica. Durante un recente incontro istituzionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, ha acceso i riflettori sul prossimo C-SUV del marchio, ovvero l’erede dell’attuale Tonale. Sebbene la presentazione sia consistita in un singolo, piccolo dettaglio visivo, il messaggio lanciato ai mercati e agli appassionati è inequivocabile: il progetto è in una fase estremamente avanzata e la vettura è ormai vicina alla sua forma definitiva.
Uno degli aspetti che ha destato maggiore curiosità riguarda l’estetica del nuovo modello. Secondo le parole di Cappellano, il SUV è stato descritto come “davvero bellissimo” e immediatamente riconoscibile come una “vera Alfa Romeo” nel carattere e nello stile. Le indiscrezioni sul fronte stilistico parlano di un’evoluzione marcata rispetto alle linee attuali: l’auto dovrebbe adottare proporzioni più tese e sportive, caratterizzate da un cofano più lungo e un frontale decisamente più aggressivo.
Elementi distintivi del nuovo linguaggio del Centro Stile Alfa Romeo includeranno fari molto sottili e una reinterpretazione inedita del classico Trilobo, l’elemento imprescindibile del design frontale della Casa. Queste modifiche non solo puntano a rendere la vettura più moderna, ma mirano a rafforzare la sua presenza su strada in un segmento, quello C, dove la concorrenza è feroce e il design rappresenta un fattore d’acquisto determinante.
Sotto la carrozzeria, la novità tecnica più rilevante è l’adozione della piattaforma STLA Medium. Questa architettura modulare di Stellantis rappresenta la spina dorsale della strategia multi-energia del Gruppo, consentendo alla nuova Alfa Romeo di offrire una gamma diversificata che comprenderà sia versioni ibride che varianti completamente elettriche.
L’utilizzo di questa piattaforma permetterà inoltre alla vettura di crescere leggermente nelle dimensioni, migliorando probabilmente l’abitabilità e lo spazio di carico senza sacrificare la dinamica di guida tipica del marchio. Sebbene non vi siano ancora dettagli tecnici su motori e prestazioni, non viene esclusa la possibilità di una futura variante Quadrifoglio, che rappresenterebbe il vertice della sportività per il modello.
Il nuovo C-SUV giocherà un ruolo fondamentale non solo per il marchio, ma per l’intera industria automobilistica italiana. La produzione è stata ufficialmente assegnata allo stabilimento di Melfi, con un avvio previsto entro la fine del 2027. Questa tempistica è strategica: l’attuale Tonale dovrebbe infatti uscire di scena nello stabilimento di Pomigliano d’Arco nel novembre 2027, e l’obiettivo di Stellantis è garantire una continuità immediata sul mercato per evitare vuoti di offerta in un segmento così cruciale.
A Melfi, il nuovo modello Alfa Romeo condividerà le linee produttive con altri progetti di alto profilo, tra cui la nuova Jeep Compass, la Lancia Gamma e modelli a marchio DS. Questo inserimento fa parte del piano FaSTLAne 2030, che punta a massimizzare le sinergie industriali attraverso piattaforme condivise, pur mantenendo ben distinta l’identità e il carattere premium di ogni singolo brand. Nonostante il nome ufficiale rimanga ancora avvolto nel mistero, l’attesa per questa nuova “creatura” del Biscione è già altissima, con la promessa di un’auto che saprà coniugare la tradizione estetica italiana con le sfide dell’elettrificazione moderna.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 07:09:19 +0000Con la stagione estiva, KTM lancia una serie di iniziative commerciali con una nuova campagna promozionale,che vede coinvolti alcuni dei modelli più iconici della gamma Street e Offroad. Fino al 30 settembre sarà , infatti, possibile accedere a condizioni d’acquisto agevolate, con incentivi che vanno incontro ai giovani appassionati delle due ruote.
Tra i vantaggi previsti dalla Casa austriaca figurano bonus che possono arrivare fino a 1.000 euro e il Tech Pack incluso nel prezzo per alcuni esemplari della propria selezione stradale.
Le condizioni più interessanti riguardano la famiglia Duke di ultima generazione. KTM 125 Duke viene proposta a 4.690 euro, mentre KTM 390 Duke è disponibile a 5.490 euro. Per KTM 790 Duke resta invece confermata la formula che abbina il prezzo promozionale di 8.090 euro all’inclusione del Tech Pack, il pacchetto software che amplia le funzionalità elettroniche della moto.
Le agevolazioni interessano anche la gamma delle motard. KTM 125 SMC R è in vendita a 4.790 euro, KTM 390 SMC R a 5.640 euro, mentre per KTM 690 SMC R è previsto un credito di 1.000 euro da destinare all’acquisto di accessori KTM PowerParts e capi della linea KTM PowerWear.
Tra i modelli Adventure coinvolti figurano anche KTM 390 Adventure X, proposta a 5.490 euro, e KTM 125 Enduro R, disponibile a 4.890 euro. Prosegue inoltre l’offerta dedicata a KTM 790 Adventure, acquistabile a 10.790 euro con Tech Pack incluso. Il Tech Pack è incluso anche su alcune naked medie e maxi, tra cui KTM 990 Duke, KTM 1390 Super Duke R e KTM 1390 Super Duke R Evo.
Le agevolazioni interessano anche la gamma Offroad. I modelli KTM EXC ed EXC-F MY26, comprese le versioni Six Days, Hard Enduro, Champions Edition e KTM 125 XC-W, beneficiano di un vantaggio cliente di 850 euro. Lo stesso incentivo è previsto per tutta la gamma KTM SX e SX-F MY26 dedicata al motocross.
Le offerte sono valide fino al 30 settembre 2026 presso i concessionari KTM aderenti all’iniziativa. Per conoscere nel dettaglio le condizioni previste per ciascun modello e verificarne la disponibilità è possibile rivolgersi alla rete ufficiale del marchio o visitare il suo sito ufficiale.
Le promozioni estive arrivano in una fase di rilancio per KTM, dopo il passaggio sotto il controllo di Bajaj Auto completato alla fine del 2025. Il gruppo indiano è intervenuto per sostenere la ristrutturazione del costruttore austriaco, evitando la bancarotta e avviando un piano di riorganizzazione che punta a riportare stabilità sul piano industriale e commerciale.
I primi risultati sono arrivati nei mesi successivi. Nel primo trimestre del 2026 Bajaj Mobility AG, la holding che controlla KTM, ha registrato un fatturato di 331,3 milioni di euro, in crescita del 70,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le moto vendute sono salite a 40.332 unità (+125,1%), mentre i ricavi derivanti dalla vendita di motociclette hanno raggiunto i 272,4 milioni di euro (+151,6%).
Secondo il gruppo, questi risultati riflettono la ripresa delle vendite del marchio austriaco e l’avanzamento del piano di riorganizzazione, che prevede anche una riduzione delle scorte e il graduale ritorno a un ritmo produttivo più regolare. In questo contesto si inseriscono anche le nuove iniziative commerciali dedicate all’estate 2026, con cui KTM punta a sostenere ulteriormente la domanda della propria gamma.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:20:14 +0000Il 15 luglio 2026 il panorama nazionale italiano sarà interessato da un solo sciopero di rilievo, riguardante il settore ferroviario e i servizi connessi alla ristorazione e logistica a bordo treno. Di seguito forniamo tutti i dettagli relativi a questo sciopero, con le informazioni aggiornate su città , durata, categorie e sindacati coinvolti.
In tutta Italia è indetto uno sciopero a rilevanza nazionale che coinvolge l’intero comparto dei servizi di ristorazione e logistica a bordo treno gestiti da Elior Divisione Itinere per conto di Trenitalia. Lo sciopero sarà osservato per l’intero turno di ciascun lavoratore nella giornata del 15 luglio 2026. L’astensione dal lavoro riguarda il personale della società Elior Divisione Itinere, addetto ai servizi di bordo, con proclamazione da parte del sindacato COBAS Lavoro Privato. La protesta interessa l’intero territorio italiano senza distinzioni provinciali o regionali.
Fonte: Mit
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:00:00 +0000Il mese di luglio 2026 si presenta denso di scioperi sul territorio nazionale e locale. L’articolo offre un quadro dettagliato e sempre aggiornato, data per data, di tutte le agitazioni sindacali in programma: dalle iniziative nei trasporti locali ai servizi ferroviari, dal settore aereo fino a quello marittimo, evidenziando città coinvolte, orari, categorie e sindacati organizzatori. Di seguito, il calendario completo degli scioperi previsti in Italia per luglio 2026, con tutte le informazioni essenziali divise giorno per giorno.
Nella regione Lombardia è previsto uno sciopero regionale di 8 ore, dalle 3:31 alle 11:29, che coinvolge il personale della Soc. DB Cargo Italia impegnato nel servizio di trasporto merci ferroviario. I sindacati promotori sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
Sul territorio nazionale sono previste numerose azioni di protesta, principalmente nel settore aereo e nel trasporto pubblico.
In particolare:
Italia (nazionale): Sciopero del personale della Società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa per 24 ore (RSA FAST-CONFSAL-AV), personale delle aziende del comparto aereo Assohandlers (24 ore, CUB TRASPORTI), personale delle aziende aeree aeroportuali e indotto aeroporti (24 ore, CUB TRASPORTI), personale ADR Security negli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino (8 ore, dalle 10:00 alle 18:00, FAST-CONFSAL), personale FEDEX Corporation di Malpensa (4 ore, 14:00-18:00, OST CUB TRASPORTI) e piloti/assistenti di volo EasyJet (24 ore, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC).
Firenze: Sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale (COBAS Lavoro Privato).
Palermo: Sciopero di 4 ore (13:00-17:00) del personale navigante UAB DAT LT (USB Lavoro Privato).
Catania: Sciopero di 4 ore (14:00-18:00) del personale ASC Handling aeroportuale (CUB TRASPORTI).
Nella città di Catania si segnalano tre scioperi di 24 ore complessive, che coinvolgono il personale della SOC. AMTS di Catania per il trasporto pubblico locale. Le iniziative sono indette rispettivamente da OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL; OSP ORSA TPL e OSP CUB TRASPORTI.
In provincia di Prato (Toscana), è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 18:30 alle 22:30, del personale SOC. Autolinee Toscane – sede operativa di Prato (RSA FAISA-CISAL).
Su base nazionale, lo sciopero interessa il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal nel settore ferroviario (24 ore, dalle 21:00 del 6 luglio alle 21:00 del 7 luglio, USB Lavoro Privato).
In Italia, sciopero nazionale settore ferroviario, personale della società Mercitalia Shunting & Terminal, 24 ore (USB Lavoro Privato).
In Torino (Piemonte), trasporto merci: sciopero per le ultime 2 ore di ciascun turno (OSR FILT-CGIL).
In Sicilia, personale RFI DOIT Palermo: sciopero per 8 ore, dalle 9:00 alle 17:00 (OSR UILT-UIL).
Su tutto il territorio nazionale, è indetto uno sciopero ferroviario di 23 ore del personale operativo degli equipaggi Italo NTV (UILT-UIL), dalle 03:00 del 9 luglio alle 02:00 del 10 luglio 2026.
Nel trasporto pubblico locale di Bari (Puglia) sciopero di 24 ore, personale STP (OST FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).
In Puglia sciopero generale (categorie pubbliche e private), intera giornata (OSR USB Lavoro Privato), con particolare attenzione al trasporto pubblico locale.
Su base nazionale sciopero del personale Captrain Italia nel trasporto merci (8 ore, 16:01-23:59, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL).
Nella città di Genova, Liguria: Sciopero territoriale trasporto pubblico locale, personale AMT di Genova, 4 ore dalle 11:30 alle 15:30 (OST UGL-FNA).
Nella città di Palermo, Sicilia, AMAT di Palermo: sciopero 24 ore (OSP CUB TRASPORTI).
In tutta Italia, sciopero nazionale settore appalti ferroviari: coinvolto il personale Elior Divisione Itinere incaricato dei servizi di ristorazione e logistica a bordo dei treni Trenitalia. Sciopero per l’intero turno di ciascun lavoratore, proclamato dal sindacato COBAS Lavoro Privato.
Nella città di Venezia, Veneto: Sciopero locale trasporto pubblico personale ATVO di Venezia, 24 ore (OSP SGB/FAST MOBILITA’).
Nella città di Genova, Liguria: Sciopero territoriale trasporto pubblico locale, personale AMT, 4 ore dalle 11:30 alle 15:30 (OST CUB TRASPORTI).
Nella città di Prato, Toscana: Sciopero territoriale trasporto pubblico personale Autolinee Toscane sede Prato, 8 ore dalle 14:30 alle 22:30 (RSA FAISA-CISAL).
Nella città di Latina, Lazio: Sciopero locale personale CSC Mobilità di Latina, 24 ore (OSR FAISA-CISAL).
Nella città di Firenze, Toscana: Sciopero locale personale Autolinee Toscane bacino urbano di Firenze ex linea, 4 ore dalle 19:00 alle 23:00 (RSA FAISA-CISAL).
Nella città di Firenze, Toscana: Sciopero locale personale Autolinee Toscane bacino urbano di Firenze, 4 ore dalle 19:00 alle 23:00 (RSA FAISA-CISAL).
Nella regione Calabria: sciopero regionale del personale SACAL GH all’aeroporto di Lamezia Terme, 24 ore dalle 00:00 alle 24:00 (OSR UGL-TA).
Nella Campania: sciopero interregionale personale aeroportuale GH Napoli e Sky Service di Napoli e Salerno, 4 ore dalle 10:00 alle 14:00 (OSR FAST-CONFSAL).
Sul territorio nazionale: sciopero per il personale FEDEX Malpensa (24 ore, OST CUB TRASPORTI), personale navigante EasyJet Airlines (24 ore, USB Lavoro Privato) e personale ALHA e MLE-BCUBE Malpensa (24 ore, OST CUB TRASPORTI/USB Lavoro Privato).
Nella città di Palermo (Sicilia): sciopero locale personale navigante UAB DAT LT sede secondaria italiana (24 ore, USB Lavoro Privato).
In Sardegna (Olbia): sciopero interregionale personale GEASAR Aeroporto di Olbia, 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 (OSR UGT-TA).
In Sardegna (Alghero): sciopero regionale personale SOGEAAL Aeroporto di Alghero, 4 ore dalle 13:00 alle 17:00 (OSP UGL-TA).
In Italia, settore marittimo: sciopero nazionale del personale Grandi Navi Veloci, 24 ore dalle 12:00 del 22 luglio alle 11:59 del 23 luglio (CSLE).
In Italia, settore marittimo: sciopero nazionale personale navigante Grandi Navi Veloci, 24 ore dalle 12:00 del 22 luglio alle 12:00 del 23 luglio (ORSA MARITTIMI).
Nella città di Verona (Veneto): Sciopero locale settore ferroviario, personale manutenzione, amministrativo e ingegneria RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud, 24 ore dalle 21:00 del 23 luglio alle 20:59 del 24 luglio (OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).
Nella regione Lombardia: Sciopero regionale trasporto merci, personale DB Cargo Italia, 24 ore dalle 00:01 alle 23:59 (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/ORSA FERROVIE).
In Italia, plurisettoriale: sciopero nazionale settore ferroviario e trasporto merci, 24 ore dalle 21:00 del 23 luglio alle 20:59 del 24 luglio (CUB TRASPORTI/SGB); TPL: intera prestazione del 24 luglio.
Nella città di Salerno: Sciopero trasporto pubblico locale, personale SITA Sud Salerno, 4 ore dalle 9:00 alle 13:00 (OSP UGL AUTOFERRO).
Nella regione Marche: Sciopero regionale aziende trasporto pubblico locale, 4 ore dalle 11:00 alle 15:00 (OSR USB Lavoro Privato).
Nella città di Bari: Sciopero locale operatori di esercizio Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici, 4 ore dalle 19:45 alle 23:45 (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL).
Nella regione Sardegna: Sciopero territoriale personale ARST province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, 8 ore con varie modalità (OSR UGL AUTOFERROTRANVIERI).
Nella città di Savona (Liguria): Sciopero territoriale personale TPL LINEA di Savona, 4 ore dalle 10:15 alle 14:15 (RSU).
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni
Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 15 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:00:00 +0000Oggi 15 luglio 2026 i viaggiatori in autostrada possono contare su prezzi medi ufficiali aggiornati dall’Osservatorio del Ministero: benzina self a 1.973 euro, gasolio self a 2.070 euro, Gpl servito a 0.883 euro e metano servito a 1.587 euro. Di seguito pubblichiamo la tabella con i dati più recenti disponibili e, a seguire, un approfondimento chiaro su cosa determina il costo finale alla pompa: dalla componente industriale (materia prima e margine) al peso delle imposte, tra accise e Iva.
Ultimo aggiornamento dati: 14-07-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.070 |
| Benzina | SELF | 1.973 |
| GPL | SERVITO | 0.883 |
| Metano | SERVITO | 1.587 |
Per la benzina, la struttura del prezzo finale riflette due grandi blocchi. La componente fiscale vale il 58% e comprende accise e Iva: si tratta della parte più pesante in fattura, che incide più del prezzo industriale. La quota industriale rappresenta il 42% e si divide a sua volta in costo della materia prima e margine lordo. Il costo della materia prima pesa per il 30%: qui entrano in gioco le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti delle oscillazioni delle borse delle commodity. Il margine lordo incide per il 12% e racchiude la leva commerciale dell’operatore lungo la filiera: dalla raffinazione alla logistica, fino alla gestione della rete e del punto vendita. È su questa frazione, in particolare, che si possono vedere differenze tra marchi e aree geografiche, oltre che tra modalità di erogazione. In sintesi, quando il prezzo alla pompa sale o scende, il movimento nasce perlopiù dalle variazioni della materia prima e dal cambio, mentre le imposte restano relativamente stabili e il margine può essere adattato per riflettere la dinamica del mercato e la concorrenza locale.
Per il gasolio la ripartizione è differente: la componente fiscale incide per il 45% del prezzo, mentre la parte industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo complessivo: anche qui contano le quotazioni internazionali e il rapporto di cambio euro/dollaro, che determinano il valore del prodotto all’ingrosso importato o scambiato sui mercati. Il margine lordo pesa per il 10% e costituisce lo spazio di manovra degli operatori per modulare il prezzo alla pompa in funzione dei costi operativi, della domanda e della competizione tra impianti. In pratica, il gasolio risulta più sensibile ai movimenti del mercato internazionale perché la quota collegata alla materia prima è particolarmente rilevante. Le oscillazioni del greggio e dei prodotti raffinati possono riflettersi in tempi rapidi sui listini, con aggiustamenti che gli operatori gestiscono attraverso il margine. Le imposte, pur rappresentando una fetta significativa, hanno un andamento più costante e incidono meno che sulla benzina, lasciando alla componente industriale un ruolo maggiore nel determinare le variazioni quotidiane riscontrate dagli automobilisti.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.890 per la benzina, 2.000 per il diesel, 0.778 per il gpl, 1.569 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.993 |
| Benzina | SELF | 1.887 |
| GPL | SERVITO | 0.772 |
| Metano | SERVITO | 1.508 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.012 |
| Benzina | SELF | 1.908 |
| GPL | SERVITO | 0.747 |
| Metano | SERVITO | 1.578 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.033 |
| Benzina | SELF | 1.925 |
| GPL | SERVITO | 0.863 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.014 |
| Benzina | SELF | 1.903 |
| GPL | SERVITO | 0.803 |
| Metano | SERVITO | 1.662 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.997 |
| Benzina | SELF | 1.890 |
| GPL | SERVITO | 0.714 |
| Metano | SERVITO | 1.515 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.994 |
| Benzina | SELF | 1.878 |
| GPL | SERVITO | 0.737 |
| Metano | SERVITO | 1.520 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.013 |
| Benzina | SELF | 1.899 |
| GPL | SERVITO | 0.744 |
| Metano | SERVITO | 1.499 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.993 |
| Benzina | SELF | 1.877 |
| GPL | SERVITO | 0.736 |
| Metano | SERVITO | 1.636 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.997 |
| Benzina | SELF | 1.889 |
| GPL | SERVITO | 0.858 |
| Metano | SERVITO | 1.536 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.994 |
| Benzina | SELF | 1.877 |
| GPL | SERVITO | 0.730 |
| Metano | SERVITO | 1.533 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.976 |
| Benzina | SELF | 1.867 |
| GPL | SERVITO | 0.778 |
| Metano | SERVITO | 1.498 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.004 |
| Benzina | SELF | 1.904 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.992 |
| Benzina | SELF | 1.878 |
| GPL | SERVITO | 0.733 |
| Metano | SERVITO | 1.576 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.001 |
| Benzina | SELF | 1.896 |
| GPL | SERVITO | 0.734 |
| Metano | SERVITO | 1.610 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.005 |
| Benzina | SELF | 1.894 |
| GPL | SERVITO | 0.861 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.008 |
| Benzina | SELF | 1.898 |
| GPL | SERVITO | 0.808 |
| Metano | SERVITO | 1.815 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.995 |
| Benzina | SELF | 1.884 |
| GPL | SERVITO | 0.754 |
| Metano | SERVITO | 1.599 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.001 |
| Benzina | SELF | 1.898 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.989 |
| Benzina | SELF | 1.882 |
| GPL | SERVITO | 0.777 |
| Metano | SERVITO | 1.498 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.010 |
| Benzina | SELF | 1.898 |
| GPL | SERVITO | 0.862 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 15 luglio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.988 |
| Benzina | SELF | 1.872 |
| GPL | SERVITO | 0.751 |
| Metano | SERVITO | 1.502 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 06:00:00 +0000Teatro dell’assurda vicenda è la Francia dove, secondo le prime ricostruzioni, un giovane automobilista stava spingendo al limite una Mercedes A 45 AMG presa a noleggio da qualche giorno quando è stato pizzicato a superare il limite di velocità di oltre 110 km/h. Per il 19enne è arrivato il ritiro immediato della patente, il sequestro della vettura tedesca e l’inizio di un procedimento giudiziario che potrebbe tenerlo lontano dal volante per diversi anni.
Dopo il rilevamento della velocità attraverso un radar, la polizia transalpina ha prontamente individuato e fermato il veicolo a pochi chilometri di distanza. Purtroppo molti neopatentati non hanno ancora la giusta maturità al volante e credono di essere invincibili. Superare di oltre 118 km/h il limite consentito rende l’idea del pericolo che hanno corso anche gli altri automobilisti in quel momento sul tratto di strada. La bravata presenterà un conto salatissimo per il giovane, ma almeno non è terminata con un incidente.
Spingere in modo irragionevole il pedale del gas determina spazi di frenata più lunghi, riducendo il campo visivo e diminuendo drasticamente il tempo di reazione agli imprevisti. Il neopatentato in questione pagherà delle conseguenze ancora più gravi. Dato che l’auto era a noleggio, il responsabile riceverà ulteriori addebiti economici a carico per il fermo e la gestione del veicolo. Il ragazzo dovrà comparire davanti al tribunale competente, con il rischio di rivedere la patente tra molto tempo.
A differenza dell’Italia, in Francia non ci sono particolari restrizioni sulla potenza dell’auto che un neopatentato può guidare, tuttavia i limiti di velocità sono severi e le violazioni più gravi possono comportare la sospensione o la revoca della patente, oltre a pesanti conseguenze penali. I neopatentati italiani, invece, hanno la facoltà di guidare solo determinati veicoli nei primi tempi e una AMG rappresenta un’auto con una cavalleria difficile da domare anche per un automobilista esperto.
La versione ad alte prestazioni A 45 AMG è stata svelata al Salone dell’automobile di Ginevra del 2013, prima di essere commercializzata nel giugno dello stesso anno. Rispetto al modello tradizionale da cui trae origine, la A 45 AMG vanta miglioramenti tecnici, quali un motore turbo a quattro cilindri in linea da 2 litri, un cambio DCT a 7 rapporti, la trazione integrale, sospensioni sportive, freni perfezionati, una griglia anteriore dal design più accattivante, terminali di scarico cromati e cerchi in lega AMG esclusivi.
Nel 2015 è arrivato anche un restyling con un aumento della potenza sotto al cofano. Per i tempi si è dimostrata un’auto compatta sportiva rivoluzionaria, potendo competere con vetture di segmenti superiori. La potenza specifica di 355 CV rappresentava un punto di riferimento assoluto tra i motori a benzina di serie da 2,0 litri e consentiva alla A45 AMG di scattare da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi, mentre la velocità massima venne limitata a 250 km/h. Il pacchetto aerodinamico aggiuntivo, con uno spoiler posteriore più grande e uno splitter anteriore più ampio, venne adottato per tenere incollata la vettura all’asfalto. Date le alte performance della vettura tedesca, il 19enne si sarà fatto prendere la mano, ma siamo sicuri che l’esperienza negativa gli servirà da insegnamento.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 05:30:55 +0000I dazi europei sulle auto elettriche prodotte in Cina stanno avendo effetti parziali, non risultando sufficienti a rallentare la crescita dei colossi con gli occhi a mandorla. Il risultato giungerebbe da una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), secondo cui le tariffe introdotte dall’Unione europea avrebbero solo riportato molti marchi occidentali a trasferire nuovamente la produzione nel Vecchio Continente, senza però arrestare il boom dei competitor cinesi.
I player del Paese del Dragone Rosso stanno continuando a invadere il mercato dell’Ue, a causa delle politiche di Bruxelles e grazie a prezzi più bassi. In base all’analisi, in media, un veicolo elettrico prodotto in Cina resta, nonostante i dazi, il 21% meno costoso rispetto a quelli dei produttori europei, mentre non ci sarebbe una sfida ad armi pari in tema di batterie, dato che le esportazioni cinesi sono cresciute di 7 volte tra il 2020 e il 2025.
La principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti ha evidenziato che i dazi europei sulle auto elettriche hanno ridotto del 5% la quota di mercato Ue dei veicoli prodotti in Cina, ma non hanno frenato i brand cinesi. Il gigante asiatico può contare su una vastissima esperienza in materia di elettrico e ha sfruttato negli anni scorsi il tappeto rosso steso da Bruxelles con il Green Deal.
Con la crescita esponenziale dei pacchi batteria, le esportazioni cinesi sono aumentate di 7 volte tra il 2020 e il 2025. Sono iniziati a sbucare come funghi nuovi marchi e per la prima volta il Dragone ha esportato oltre un milione di veicoli in un solo mese. A giugno 2026 sono uscite dalla Cina 1,037 milioni di auto, +75% rispetto allo stesso mese del 2025, di cui oltre la metà è composta da elettriche o ibride plug-in. L’Ue ha provato a mettere un freno, introducendo dazi aggiuntivi sulle EV prodotte in Cina dopo l’indagine anti-sussidi, rendendo più complicato l’accesso al mercato comunitario. I major come BYD hanno già aggirato il problema, investendo su impianti nel Vecchio Continente.
A Bruxelles hanno deciso di promuovere la creazione di auto elettriche alla portata di tutti. Seguendo il diktat di Ursula von der Leyen la “E†di E-Car starà per Europea, Emozione, Elettrica ed Ecosostenibile. Per ora meno di un quarto delle batterie realizzate nell’Ue è prodotto da aziende europee e, secondo il Report T&E, le prospettive del settore rimangono incerte. L’organizzazione, in una nota, ha espressamente chiesto:
“(Occorre rafforzare, ndr) gli strumenti di difesa commerciale, estendendoli anche alle batterie prodotte in Cina. Secondo l’associazione, infatti, misure commerciali mirate consentirebbero ai produttori europei di competere più efficacemente sul mercato interno senza rallentare la transizione all’elettrico. Le stime mostrano che un dazio del 20% sulle batterie cinesi comporterebbe un aumento medio del prezzo delle auto elettriche prodotte nell’UE di appena il 2,8%”.
Per uscire dalla crisi, i major europei, tra cui Stellantis, dovrebbero lanciare diverse E-car nei prossimi anni. Il colosso italo-francese ha già commercializzato la FIAT Topolino, la Citroën Ami e Opel Rocks-e, realizzate sulla stessa piattaforma, che sono classificate come quadricicli leggeri elettrici (categoria L6e). Le future E-Car rientrerebbero in un segmento ad alto potenziale, destinato a invertire la rotta nel Vecchio Continente.
Data articolo: Wed, 15 Jul 2026 05:30:26 +0000Poca apparenza, tanta sostanza. Sulla concretezza Adrien Rabiot ci ha costruito un’intera carriera e ancora oggi, tra le fila della Francia al Mondiale 2026, il centrocampista sta dando tutto per la causa con la testa proiettata alla finalissima. Il modo in cui recupera palloni e occupa gli spazi lasciati liberi dai compagni lo rende una pedina insostituibile per il commissario tecnico Didier Deschamps, che nelle partite chiave sa di poterci fare affidamento.
Smessi i panni di calciatore, il transalpino sembra invece disposto a concedersi qualche sfizio in più. Risalgono a novembre 2025 le immagini in cui arrivava a Milanello al volante di una BMW XM. Imponente nelle forme e brillante nelle prestazioni, la creatura bavarese, sviluppata dalla divisione sportiva del marchio, mette a disposizione oltre 650 CV e un look impossibile da confondere con altre produzioni della gamma attuale.
Lunga 5,11 metri e larga poco più di due, la BMW XM nasce come modello autonomo della divisione M. Non deriva quindi direttamente da una vettura appartenente alla gamma tradizionale della Casa. Le proporzioni massicce vengono sottolineate dal grande doppio rene anteriore, dalle prese d’aria sviluppate in verticale e dai cerchi che possono raggiungere i 23 pollici.
Al posteriore spiccano i quattro terminali di scarico esagonali, disposti uno sopra l’altro ai lati del diffusore. La carrozzeria vista sulla vettura guidata da Rabiot rende il complesso meno appariscente rispetto alle tinte più accese, senza riuscire a nascondere dimensioni e forme. Secondo i dati ufficiali, la XM pesa circa 2.700 kg: una massa importante persino nel panorama dei super SUV di lusso.
L’abitacolo prova a bilanciare l’impostazione sportiva con il comfort richiesto a un modello di tale categoria. Davanti trovano posto il display curvo BMW e sedili avvolgenti, mentre la zona posteriore è concepita come un salotto: il divano denominato M Lounge avvolge i passeggeri ai lati e il rivestimento sagomato del cielo integra un sistema di illuminazione dedicato.
Abbinato a un motore elettrico, integrato nel cambio automatico a otto rapporti, il V8 biturbo di 4,4 litri montato sulla XM standard sviluppa 653 CV e 800 Nm, che la trazione M xDrive trasferisce alle quattro ruote. Non lo si direbbe a giudicare dal peso, ma lo scatto da 0 a 100 km/h richiede appena 4,3 secondi e la velocità massima è limitata a 250 km/h, elevabili a 270 scegliendo il pacchetto M Driver. La batteria permette inoltre di coprire parte degli spostamenti quotidiani usando soltanto l’energia elettrica.
Il listino conferma le ambizioni del modello. Al momento del lancio italiano, la XM da 653 CV costava poco meno di 180.000 euro, prima di aggiungere accessori e personalizzazioni. La più potente Label porta le prestazioni e il conto a un livello superiore, ma le immagini disponibili non consentono di attribuire con certezza tale versione a Rabiot.
Tolte le mani dal volante, Rabiot dovrà sprigionare la propria potenza sul terreno di gioco. A partire dalle 21, Francia e Spagna si sfidano questa sera ad Arlington nella prima semifinale del Mondiale 2026, dopo aver eliminato rispettivamente Marocco e Belgio.
Didier Deschamps ha schierato il milanista dal primo minuto accanto ad Aurélien Tchouaméni. Il loro compito sarà limitare il centrocampo composto da Rodri, Fabián Ruiz e Dani Olmo, ma anche arginare le accelerazioni di Lamine Yamal. La Francia cerca la terza finale mondiale consecutiva e vuole cancellare le sconfitte subite contro gli spagnoli agli Europei 2024 e nella Nations League 2025. Rabiot ha assicurato che i Bleus non temono nessuno: adesso dovrà dimostrarlo nel punto più affollato del campo.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 18:43:37 +0000A Maranello hanno sfruttato uno dei principi più intriganti della psicologia del consumo e dell’economia comportamentale. Se per molti un prezzo più alto si traduce semplicemente in un costo maggiore, in determinati ambienti una quotazione elevata aumenta il valore percepito e il desiderio di possedere un bene. La Ferrari Luce è proposta a 550.000 euro, nonostante un risultato estetico lontano dalla sportività autentica del Cavallino e la presenza di un pacco batteria piuttosto di un motore termico tradizionale.
Diventerà un’iconica auto da collezione? Lo scopriremo tra il 13 e il 15 agosto prossimi, quando il primissimo esemplare del modello andrà all’asta nel corso della prestigiosa Monterey Car Week in California. L’obiettivo dei vertici era differenziarsi e per questo motivo il progetto è stato affidato a LoveFrom, il collettivo americano di designer e creativi fondato da Jony Ive.
Ive ha lavorato con svariati brand internazionali, tra cui Apple, e ha provato a tracciare nuove frontiere per il marchio italiano, catturando l’interesse di progressisti del green dal portafoglio pesante. Con una innovativa batteria con capacità fino a 830 kW e una elettronica avanzata, la Luce ha spazzato in parte le polemiche per le sue forme goffe.
I puristi avrebbero evitato con piacere la realizzazione della Ferrari Luce, tuttavia il management del Cavallino ha scelto di rivolgersi a un pubblico nuovo, soprattutto asiatico, arabo e americano. L’esemplare all’asta vanta una configurazione Tailor Made, ovvero il programma che consente di personalizzare diversi aspetti delle Ferrari. Lo Chassis 0 avrà un prezzo di riserva che supera i 960.000 euro (1.100.000 dollari). L’intero ricavato della vendita andrà poi alla Fondazione Ferrari.
Non dubitiamo che andrà venduta, anche perché la prima elettrica di Maranello verrà esposta in uno degli eventi più esclusivi al mondo. Dopo anni di progettazione e 60 brevetti depositati, è venuto fuori un progetto divisivo. La Luce eroga 1.050 CV, scaricando tutta la sua coppia in modo istantaneo alle ruote e ha richiesto un approccio fuori dagli schemi classici. Il pacco batteria da 122 kWh si compone di 210 celle in serie ed è in grado di offrire una capacità di scarica fino a 830 kW.
L’architettura a 800V non rappresenta un inedito nel car market green, garantendo la possibilità ricaricare fino a una potenza di picco di 350 kW. Risulterà possibile recuperare 70 kWh in 20 minuti, ovvero il tempo di una sosta all’autogrill. Le celle della batteria sono state sviluppate in collaborazione con SK on e sono del tipo pouch (a sacchetto) con una capacità da 159 Ah.

La carrozzeria del modello che verrà battuta all’asta da RM Sotheby’s vanta l’esclusiva vernice Madreperla Semi-Gloss, una tinta speciale studiata per generare riflessi iridescenti verdi e viola in base alla luce. I cerchi dedicati sono di colore bianco, mentre le pinze sono state realizzate appositamente. Gli interni sono caratterizzati da finiture in Grigio Corvara e da rivestimenti in una elegante pelle Perla Le Mans, un materiale sviluppato appositamente per il programma Ferrari Tailor Made e derivato da pellami svizzeri accuratamente selezionati.
Chi si aggiudicherà la primissima elettrica del Cavallino avrà una targa celebrativa che arricchirà il valore collezionistico dell’unità . Il divertimento è assicurato da un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,5 secondi e una velocità di punta di 310 km/h.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 13:56:36 +0000La Cina si avvicina, anche a causa di decisioni politiche di Bruxelles che hanno favorito il boom di EV dagli occhi a mandorla. Il Green Deal approvato nel 2020, ovvero l’insieme di iniziative politiche della Commissione europea per raggiungere la neutralità entro il 2050, ha proposto una nuova legislazione sull’economia circolare (CE), per la ristrutturazione degli edifici, la biodiversità , l’agricoltura e l’innovazione.
In teoria le disposizioni approvate a Bruxelles avrebbero dovuto migliorare il Vecchio Continente, tuttavia non sono stati valutati i possibili effetti negativi di obiettivi difficilmente raggiungibili. Per diversi Paesi che stanno attraversando gravi problemi economici non è stato percorribile lo scenario green figurato. Il target net‑zero del 2050 appare sempre più difficile da raggiungere anche per una questione culturale e per la mancanza di infrastrutture di ricarica sparse su tutto il territorio. Il Green Deal sarebbe così diventato il principale motivo delle difficoltà che stanno colpendo la filiera automotive del Continente.
In occasione del tavolo automotive convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Urso avrebbe usato il pugno duro nei confronti delle strategie europee per la transizione ecologica dell’industria delle quattro ruote. Le misure comunitarie, secondo il ministro, avrebbero dovuto migliorare gli scenari, ma hanno aggravato la situazione. Adolfo Urso ha dichiarato:
“Lo abbiamo detto sin dall’inizio, con responsabilità e senza infingimenti. L’epicentro della crisi è a Bruxelles, nelle follie del Green Deal che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica europea, favorendo la tecnologia e la produzione cinese. Oggi i fatti dimostrano che avevano ragione. Non è soltanto Volkswagen in grave difficoltà , la crisi sta investendo i principali costruttori europei e rischia di travolgere l’intera filiera industriale del Continente”.
Il pacchetto di politiche con cui l’Ue sogna di raggiungere la neutralità climatica, intervenendo in modo incisivo anche sul settore auto, ha imposto ai costruttori ingenti investimenti per passare a motorizzazioni innovative, con numeri di vendita che si sono rivelati al di sotto delle aspettative. In particolare l’elettrico ancora non ha rispettato i numeri attesi con danni già visibili sui conti dei competitor europei, schiacciati dalla morsa dei dazi a Est e dei prodotti low cost dalla Cina.
I passi indietro nel 2025 di Volkswagen, Stellantis e altri major europei hanno inciso sulla crisi anche di fornitori di componentistica, aziende di ingegneria, imprese della chimica, dell’acciaio e dei servizi connessi. Si è mandato in tilt un ecosistema che dava lavoro a milioni di persone, rappresentando una quota significativa del valore aggiunto manifatturiero.
Urso ha sottolineato come i produttori asiatici, in primis i costruttori cinesi di auto elettriche, stanno acquisendo sempre un maggiore spazio, grazie a costi di produzione più bassi e a un forte sostegno industriale. Urso ha indicato una dead line per rivedere l’impostazione delle politiche europee sull’automotive: “Non c’è più tempo da perdere, il 2026 deve essere l’anno delle riforme europee”.
L’invito a calibrare meglio gli obiettivi ambientali con la tenuta industriale e occupazionale della filiera automotive, dovrà essere fatto nei prossimi mesi, secondo Urso, per evitare una deindustrializzazione. Oramai è una corsa contro il tempo perché la Cina, grazie al tappeto rosso steso da Bruxelles, avrà una crescita esponenziale nei prossimi anni, potendo offrire veicoli elettrificati a prezzi più bassi.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 13:31:02 +0000Mettere alla porta un modello di successo nel mercato europeo avrebbe avuto poco senso. Così, mentre il resto della famiglia Ceed si avvia a lasciare il posto alla K4, Kia concede alla XCeed un altro giro di pista. Lanciato nel 2019, il crossover cambia volto e migliora nell’abitacolo, con tecnologie riprese dai modelli più recenti del marchio.
La frenesia non inganna il costruttore coreano, che, invece di sviluppare una generazione partendo da zero, ricorre a un secondo restyling. Oltre ad alcuni ritocchi superficiali, Kia tenta di migliorare il comfort quotidiano rivedendo le sospensioni posteriori e l’insonorizzazione.
La carrozzeria mantiene tratti sia da berlina compatta sia da SUV. Se la posizione di guida rialzata e le protezioni in plastica portano alla mente il segmento dei crossover, il profilo filante e le dimensioni contenute favoriscono la guida in città . Sul mercato italiano la nuova XCeed parte da 27.450 euro.
Già dal frontale tutti gli elementi sembrano cambiare forma. Cofano e gruppi ottici – ora sviluppati in verticale ai lati della carrozzeria – sono stati ridisegnati e sotto spicca una grande presa d’aria con finitura satinata, mentre la mascherina Tiger Nose evidenzia la parentela con gli altri modelli Kia. Un lavoro di lima ha accorciato lo sbalzo anteriore di 15 millimetri, fermando la lunghezza a 4,38 metri.
Non viene, però, modificato lo spazio compreso tra i due assi, perché il taglio si concentra nella porzione di carrozzeria davanti alle ruote così da accorciare visivamente il muso. La XCeed misura inoltre 1,826 metri in larghezza e presenta un passo di 2,65 metri, quota importante sia per la stabilità sia per l’abitabilità . A stabilirne l’altezza sono i cerchi: 1,483 metri con quelli da 16 pollici e 1,495 scegliendo i nuovi 18 pollici. La differenza deriva dal maggiore diametro delle ruote e raggiunge appena 12 millimetri.

Lungo la fiancata c’è poco da segnalare. Rimangono il tetto discendente verso la coda e i passaruota evidenziati da rivestimenti scuri, due elementi che distinguono la XCeed da una normale compatta. Nella zona posteriore i designer correggono il portale e conferiscono una nuova firma luminosa. Inoltre, la modifica del paraurti fa apparire l’auto più larga quando viene osservata da dietro. I ritocchi alle proporzioni non hanno sottratto spazio al bagagliaio: dai 426 litri minimi, la capienza aumenta abbattendo lo schienale posteriore frazionato 60:40.
A bordo lo step avanti è netto. Due display da 12,3 pollici – uno dedicato alla strumentazione digitale, l’altro al sistema multimediale – confluiscono nel pannello sopra la plancia. Per limitare le distrazioni, le informazioni di guida rimangono nella traiettoria visiva del conducente, mentre le principali funzioni della vettura possono essere gestite dal display centrale.
Dai controlli del climatizzatore a quelli multimediali si passa tramite il Multimode Touch Display. Cambiano inoltre le bocchette dell’aria, il volante e il selettore del cambio automatico. Rivestimenti inediti e finiture di qualità superiore cercano infine di alzare la qualità percepita rispetto alla precedente XCeed.

Durante il viaggio, Kia Connect porta informazioni utili sul display e comunica eventuali anomalie rilevate dalla diagnostica. Anche una volta scesi dalla XCeed è possibile tenerla monitorata grazie alla Kia App e, con la Digital Key 2.0, uno smartphone compatibile può aprire e mettere in moto l’auto, oltre a condividere la chiave con un’altra persona.
L’evoluzione tecnologica interessa pure la sicurezza. Highway Driving Assist unisce cruise control adattivo e mantenimento attivo della corsia, aiutando la XCeed a rispettare la distanza dal veicolo davanti. Il sistema utilizza anche i dati del navigatore e i limiti rilevati lungo il percorso.
Radar posteriori sorvegliano gli angoli ciechi e il traffico trasversale durante le manovre in retromarcia. In presenza di un pericolo, l’elettronica è pronta a intervenire sullo sterzo oppure azionare i freni. La frenata automatica anteriore riconosce veicoli e gli utenti fragili della strada (pedoni e ciclisti), mentre una telecamera interna controlla il comportamento del conducente alla ricerca di segnali di distrazione o stanchezza. La dotazione effettiva varierà in base alla versione.
Pablo MartÃnez Masip, vicepresidente Product, Brand & Customer Experience di Kia Europe, ha dichiarato:
“Abbiamo introdotto miglioramenti concreti negli ambiti che contano maggiormente per i nostri clienti, dalla connettività alla sicurezza e al comfort di marcia. Grazie al nuovo infotainment e agli interventi dedicati al comfort, la XCeed aggiornata offre un’esperienza più connessa, rassicurante e piacevoleâ€
Nei motori a benzina Kia ripone ancora fiducia, affiancandoli alla tecnologia mild hybrid. Abbinato a un cambio manuale a sei marce oppure, nella variante mild hybrid, a un automatico doppia frizione DCT7, il 1.0 T-GDi da 115 CV apre il listino italiano. È invece venduto soltanto insieme al cambio automatico il più potente 1.6 T-GDi, accreditato di 150 CV. Non cambia la trazione, rigorosamente anteriore.
La versione da 180 CV rimane invece fuori dalla gamma italiana, almeno per ora, sebbene compaia nel comunicato europeo. Secondo il ciclo WLTP, la XCeed consuma da 6 a 6,9 litri di benzina ogni 100 chilometri e le emissioni dichiarate oscillano fra 135,7 e 155,3 grammi di anidride carbonica al chilometro.
In marcia gli interventi riguardano soprattutto comfort e risposta ai comandi. Modifiche alla sospensione posteriore promettono di assorbire meglio le irregolarità , soprattutto a vantaggio dei passeggeri seduti dietro. Ulteriori accorgimenti contro rumori e vibrazioni dovrebbero rendere l’abitacolo maggiormente silenzioso durante i viaggi. Le modalità Normal e Sport sono state ricalibrate, accentuando le rispettive differenze nella risposta dell’auto.
La variante Business apre il listino italiano a 27.450 euro con il 1.0 T-GDi da 115 CV e cambio manuale. Servono 30.450 euro per la stessa potenza in configurazione mild hybrid DCT7. L’allestimento Style parte da 33.800 euro con il tre cilindri elettrificato, mentre il 1.6 T-GDi da 150 CV porta il prezzo a 34.800 euro.
Prodotta nello stabilimento slovacco di Žilina, la rinnovata XCeed difende dunque una formula ormai rara: una compatta rialzata che conserva motori termici dai prezzi accessibili. Kia la definisce una tecnologia di passaggio verso l’elettrificazione. Per molti automobilisti europei potrebbe rappresentare, più semplicemente, un’alternativa alle elettriche e ai SUV tradizionali.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 13:17:28 +0000La cintura di sicurezza è obbligatoria sempre, in autostrada, in città , nei tragitti brevi, sui sedili posteriori e durante gli spostamenti compiuti a velocità ridotta. In buona sostanza deve essere allacciata quando il veicolo è in marcia e il posto occupato dispone di una cintura.
La disciplina di riferimento si trova nell’articolo 172 del Codice della Strada, che regola sia l’impiego delle cinture sia quello dei sistemi di ritenuta destinati ai bambini. Il principio è semplice, mentre le eccezioni sono circoscritte: conducente e passeggeri devono utilizzare i dispositivi installati sul veicolo, salvo che ricorra una delle esenzioni indicate dalla legge.
La cintura è un dispositivo di sicurezza passiva progettato per trattenere l’occupante durante una collisione, una brusca frenata o una variazione improvvisa della traiettoria. Evita che il corpo venga proiettato contro il volante, il parabrezza, la plancia, i sedili anteriori oppure all’esterno dell’abitacolo.
Il suo ruolo non è stato superato dall’introduzione degli airbag. Al contrario, cintura, pretensionatore, limitatore di carico, sedile, poggiatesta e airbag sono progettati per lavorare insieme. L’airbag frontale interviene in una frazione di secondo e presuppone che la persona si trovi nella posizione prevista dai progettisti. Senza cintura, il corpo può avvicinarsi troppo rapidamente al cuscino in apertura, riducendone l’efficacia e aumentando il rischio di lesioni.
Anche chi siede dietro deve proteggersi. Un passeggero posteriore non trattenuto può essere scagliato contro gli occupanti anteriori, oltre a subire direttamente le conseguenze dell’urto
Il primo comma dell’articolo 172 impone l’uso delle cinture al conducente e ai passeggeri dei quadricicli leggeri della categoria L6e dotati di carrozzeria chiusa e dei veicoli appartenenti alle categorie M1, N1, N2 e N3, purché muniti dei relativi dispositivi.
Dietro queste sigle rientrano:
Norme alla mano, le cinture vanno impiegate in qualsiasi situazione di marcia.
L’obbligo riguarda tutti i posti equipaggiati con cinture, non soltanto quelli anteriori. Chi viaggia dietro deve quindi allacciarle sia sulle strade extraurbane sia nei centri abitati. Lo stesso principio si applica quando l’auto procede nel traffico, si muove in coda, percorre una rotatoria o effettua una manovra. Fino a quando il mezzo è in marcia, il dispositivo deve essere utilizzato.
L’articolo 172 collega l’obbligo alle situazioni di marcia. Di conseguenza, una persona seduta in un’automobile parcheggiata e immobile non è tenuta a mantenere la cintura allacciata.
La situazione cambia appena il veicolo comincia a muoversi. Anche una manovra compiuta all’interno di un parcheggio richiede prudenza e, quando avviene in un’area soggetta alla circolazione pubblica, ricade nelle regole del Codice della strada.
La legge impone di utilizzare i dispositivi di cui il veicolo è provvisto. Un’auto d’epoca nata e omologata senza cinture non diventa irregolare per il solo fatto di non averle, purché la sua configurazione rispetti le prescrizioni applicabili al momento dell’immatricolazione e non siano intervenuti obblighi successivi di adeguamento.
Il discorso cambia se le cinture erano previste, ma sono state rimosse. In questo caso non si è di fronte a una normale assenza originaria, ma a un dispositivo obbligatorio mancante, inefficiente o manomesso.
Occorre poi prestare attenzione anche al trasporto dei bambini. Sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 sprovvisti di sistemi di ritenuta, i bambini fino a tre anni non possono viaggiare. Quelli di età superiore possono occupare il sedile anteriore soltanto se superano 1,50 metri di statura.
La normale cintura dell’automobile è progettata per il corpo di un adulto. Se viene usata troppo presto, il tratto diagonale può passare sul collo anziché sulla spalla mentre la parte addominale rischia di appoggiarsi sull’addome invece che sulle ossa del bacino.
Seggiolini e rialzi servono a portare il bambino nella posizione corretta rispetto alla geometria della cintura. Il dispositivo deve essere montato secondo le istruzioni del produttore e dopo la verifica di compatibilità , orientamento, punti di ancoraggio e limiti dimensionali.
Per i bambini di età inferiore a quattro anni, nei veicoli interessati dalla disciplina italiana, va utilizzato anche il dispositivo antiabbandono previsto dalla normativa. L’obbligo riguarda i veicoli M1, N1, N2 e N3 immatricolati in Italia, oltre a quelli immatricolati all’estero quando sono guidati da residenti in Italia.
Una disciplina particolare riguarda taxi e veicoli adibiti al noleggio con conducente. I bambini di statura non superiore a 1,50 metri possono essere trasportati senza uno sistema di ritenuta soltanto a precise condizioni.
Il minore non deve occupare il sedile anteriore e deve essere accompagnato da almeno una persona di età non inferiore a 16 anni. L’eccezione riguarda il seggiolino, non è una generale autorizzazione a trasportare i bambini senza alcuna precauzione e non si estende alle auto private.
Sugli autobus delle categorie M2 e M3, tutti gli occupanti di età superiore a tre anni devono utilizzare i sistemi di sicurezza installati quando sono seduti. L’obbligo vale mentre il mezzo è in movimento. La presenza di un autobus o di un pullman non rende facoltativa la cintura. Se il sedile ne dispone, il passeggero deve allacciarla. La normativa prescrive anche che gli utenti siano informati attraverso cartelli, pittogrammi, avvisi del conducente, comunicazioni del personale oppure sistemi audiovisivi.
Un’eccezione è prevista per i passeggeri dei veicoli M2 e M3 autorizzati al trasporto di persone in piedi, adibiti al servizio locale e in circolazione nelle zone urbane. In tale contesto il viaggio in piedi è ammesso secondo l’omologazione e le condizioni del servizio.
Sono esonerati gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale quando svolgono un servizio di emergenza. La sola appartenenza al corpo non basta: fuori dalla situazione indicata dalla norma, anche gli agenti devono utilizzare le cinture.
La deroga si applica ai conducenti e agli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario durante un intervento di emergenza. Un normale trasferimento, privo dei requisiti dell’intervento urgente, non fa scattare automaticamente l’esonero. Rientrano tra i beneficiari anche gli appartenenti ai servizi di vigilanza privata regolarmente riconosciuti mentre effettuano scorte.
Gli appartenenti alle forze armate possono viaggiare senza cintura nell’espletamento di attività istituzionali svolte in situazioni di emergenza. Anche qui l’esenzione è collegata al tipo di servizio e non alla qualifica professionale considerata isolatamente.
I conducenti dei veicoli appositamente allestiti per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, insieme a quelli dei mezzi a uso speciale, possono essere esentati quando sono impegnati in attività di igiene ambientale nei centri abitati. La disposizione comprende anche le zone industriali e artigianali.
Essere incinta non comporta l’esenzione automatica dalle cinture di sicurezza. La donna in gravidanza deve continuare a indossare la cintura, a meno che il ginecologo curante non certifichi l’esistenza di particolari condizioni di rischio connesse al suo utilizzo. Non è sufficiente un’autodichiarazione non è sufficiente. e neppure il semplice stato di gravidanza consente di decidere in autonomia di viaggiare senza dispositivo.
In assenza di controindicazioni mediche certificate, la cintura va posizionata in modo corretto: il tratto inferiore deve passare il più in basso possibile, sotto l’addome e sulle ossa del bacino, mentre quello diagonale deve scorrere tra i seni e lateralmente rispetto alla pancia. Non deve essere collocata dietro la schiena né sotto il braccio. L’esenzione prevista dall’articolo 172 nasce per casi specifici valutati dal ginecologo, non per trasformare una condizione fisiologica in una deroga generalizzata.
Una persona può essere dispensata dall’uso della cintura quando una patologia particolare o una condizione fisica costituiscono una controindicazione specifica al dispositivo di ritenuta. Anche in questa situazione l’interessato non si limita a presentare una generica attestazione del medico di famiglia. Il Codice della Strada richiede una certificazione rilasciata dall’unità sanitaria locale competente oppure dall’autorità abilitata di un altro Stato membro dell’Unione europea. Il documento deve riportare la durata della validità , contenere il simbolo previsto dalla normativa europea ed essere mostrato agli organi di polizia quando richiesto.
La valutazione è individuale. Non c’è una lista che consenta al cittadino di autodiagnosticarsi il diritto all’esonero. Tra le condizioni esaminate in sede sanitaria possono rientrare gravi insufficienze respiratorie, particolari conformazioni o patologie addominali, alcune neostomie, l’assenza dei normali punti di appoggio della cintura e altre situazioni cliniche incompatibili con il dispositivo; spetta però alla struttura sanitaria accertare la reale controindicazione.
Chi non utilizza le cinture, i sistemi di ritenuta per bambini o, nei casi previsti, il dispositivo antiabbandono è soggetto a una sanzione amministrativa da 83 a 332 euro. Se la violazione viene commessa dal conducente, dalla patente vengono sottratti cinque punti. Per i neopatentati, nei primi tre anni dal rilascio della patente, la decurtazione prevista per le violazioni commesse alla guida viene raddoppiata secondo la disciplina generale della patente a punti.
Il passeggero maggiorenne privo di cintura risponde della sanzione pecuniaria. La decurtazione va invece collegata alla violazione commessa nella qualità di conducente oppure alla responsabilità attribuita al guidatore nei casi previsti, come il mancato sistema di ritenuta del minore affidato alla sua sorveglianza. Il Codice della strada stabilisce anche una conseguenza più severa per la recidiva. Quando il conducente incorre almeno due volte nella violazione nell’arco di due anni, all’ultima infrazione segue la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 12:00:43 +0000Le scorribande urbane sui monopattini stanno per terminare. La micromobilità urbana in Italia si appresta a un clamoroso ribaltone con l’introduzione delle assicurazioni. Il giorno da tenere a mente sul calendario è il 16 luglio 2026, data in cui diventerà ufficialmente operativo l’obbligo di assicurazione Rc (Responsabilità civile) per chiunque possieda o utilizzi un monopattino elettrico.
La direttiva, prevista inizialmente per il maggio scorso, è stata oggetto di una proroga concessa dai ministeri competenti. Dopo una lunga serie di rinvii concordati tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le compagnie assicuratrici, finalmente siamo davanti alla svolta. La disposizione prevede che la polizza sia legata al mezzo di trasporto e non al suo utilizzatore, esattamente come succede per gli altri veicoli. La polizza coprirà la responsabilità civile prevista dalla legge nei confronti di danni causati a terzi.
Per sottoscrivere una polizza è necessario il contrassegno identificativo, anche noto come targhino: al 30 giugno scorso, secondo i dati divulgati dal Mit, ben 133.135 monopattini erano stati targati a partire dal 16 maggio, data di entrata in vigore del provvedimento, principalmente a Milano (33.316) e Roma (27.900). Dopo aver speso una cifra intorno ai 40 euro per il contrassegno e dopo averlo registrato nella piattaforma ministeriale Monopattini, si potrà procedere all’acquisto della polizza da associare al proprio mezzo.
I cittadini maggiorenni e quelli di età superiore ai 14 anni (età minima per l’utilizzo dei monopattini elettrici), possono ottenerla su richiesta di chi esercita l’autorità genitoriale. I mezzi a noleggio, invece, sono sempre coperti da polizze sottoscritte dalle società di sharing. La polizza non risarcisce i danni causati dal conducente del monopattino a sé stesso, a meno che non abbia siglato accordi particolari con la compagnia. La polizza può essere limitata al nominativo indicato al momento della sottoscrizione o venire estesa ai familiari.
Indicativamente le cifre oscillano tra i 40 e i 150 euro. Per chi venisse pizzicato senza assicurazione sono previste pesanti sanzioni, disciplinate dall’art. 193 del Codice della Strada, con multe da 866 sino a 3.464 euro, oltre alla cessazione della circolazione e il sequestro amministrativo del mezzo. Se la medesima violazione si ripete nell’arco di due anni, la multa è raddoppiata e viene applicato un fermo amministrativo di 45 giorni dopo la regolarizzazione della polizza. Cosa accade in caso di incidente? La persona deve personalmente, ai sensi del Codice civile, risarcire i danni causati a beni e persone, con cifre consistenti in caso di lesioni gravi.
Gli operatori dello sharing si stanno lamentando per l’aumento dei costi che metterà a rischio la sostenibilità del fenomeno, tuttavia l’obbligo di assicurazione è arrivato per contenere la crescente diffusione dei monopattini nelle giungle urbane e offrire un elevato grado di sicurezza. Le statistiche (Aci-Istat) rivelano come nel 2024 siano avvenuti 3.895 incidenti con monopattini elettrici, con un bilancio di 23 vittime e 3.751 feriti.
Numeri preoccupanti se confrontati con quelli del 2021 dove erano stati 9 i decessi, mentre nel 2022 si era saliti a 16 e nel 2023 a 21. Le vittime risulterebbero di sesso maschile, spesso di origine straniera e di età molto variabile, dagli adolescenti agli ultrasessantenni. Per questo motivi il 14 dicembre 2024 è diventato obbligatorio (in base alla legge 177/2024) indossare il casco anche per gli utilizzatori maggiorenni, mentre in precedenza la disposizione si applicava solo a quelli minorenni.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 11:54:23 +0000Un’altra ondata di licenziamenti rischia di travolgere il gruppo Volkswagen dopo i tagli già programmati. Per la prima volta, Oliver Blume si è sbottonato sulla possibile portata della seconda fase di risparmi. L’amministratore delegato del colosso tedesco ipotizza l’uscita di 50.000 dipendenti, una stima che, laddove venisse confermata, porterebbe a 100.000 riduzioni nel mondo.
Anche se la preoccupazione serpeggia tra i lavoratori, i numeri vanno presi con le pinze. Gli eventuali allontanamenti permetterebbero di ridurre il gap rispetto alle realtà concorrenti – attualmente pari al 20% – senza variazioni nel costo del lavoro. Blume ha spiegato:
“Stiamo verificando in tutti i marchi e le regioni quali adeguamenti siano davvero necessari e realizzabiliâ€
Tra Volkswagen, Audi, Porsche e le altre società controllate il gruppo ha già messo in conto circa 50.000 tagli. Entro la fine dell’anno oltre metà del piano sarà completato. Fino a questo punto Volkswagen ha scongiurato i licenziamenti diretti su vasta scala, ricorrendo alle uscite concordate, ma i problemi di bilancio stringono come un cappio al collo.
In particolare, desta allarmismo la situazione delle fabbriche tedesche, che lascia immaginare soluzioni dolorose nei prossimi anni. Zwickau ed Emden potrebbero perdere i rispettivi modelli, mentre su Hannover pesa il ridimensionamento dei veicoli commerciali e lo stesso clima di sfiducia circonda Neckarsulm, sede Audi. Secondo le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane, la chiusura dei quattro siti metterebbe in discussione oltre 45.000 posti di lavoro.
Blume ha provato a raffreddare gli animi, pur riconoscendo il problema:
“Le soluzioni intelligenti sono sempre migliori della chiusura di uno stabilimentoâ€.
Poco dopo ha aggiunto una precisazione meno rassicurante:
“Oggi non possiamo confermare un impiego competitivo per questi quattro siti nel prossimo decennioâ€.
Chiusura che, comunque, non è l’unico esito possibile. Blume vorrebbe assegnare agli impianti meno utilizzati attività diverse da quelle attuali, coinvolgendo anche società esterne: a Osnabrück, per esempio, Volkswagen ha valutato la produzione di mezzi destinati alla difesa. Il negoziato prosegue e il futuro dello stabilimento rimane aperto.
A spingere Volkswagen verso la più grande riorganizzazione della propria storia concorrono i dazi statunitensi e la crisi della domanda europea, aggravata dall’avanzata dei marchi cinesi. Tra aprile e giugno il gruppo ha consegnato 2,09 milioni di veicoli, registrando una flessione del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel primo trimestre il calo si era fermato al 4%.
Il piano prevede anche una riduzione della capacità produttiva e il dimezzamento graduale della gamma. Da circa 12 milioni di veicoli realizzabili ogni anno prima della pandemia, Volkswagen punta a scendere verso quota 9 milioni.
La cura proposta dal management ha incontrato una forte opposizione. I rappresentanti dei lavoratori hanno bloccato i provvedimenti più drastici durante la riunione del consiglio di sorveglianza, accompagnata da proteste in numerosi stabilimenti tedeschi. IG Metall ricorda i sacrifici già sostenuti dai dipendenti e chiede progetti industriali capaci di riempire gli impianti.
Christiane Benner, presidente del sindacato, ha riassunto così il clima:
“La rabbia e l’incertezza sono enormi. Servono nuove idee per utilizzare la capacità degli stabilimentiâ€
Dal canto suo, Blume ha promesso altri incontri e informazioni trasparenti una volta definite le misure. Il destino di decine di migliaia di lavoratori sembra appeso a un filo.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 10:20:48 +0000