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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 6 giugno 2026, la circolazione sulle autostrade italiane presenta alcune criticità importanti. Sulla A14 Bologna-Taranto, si segnalano code a tratti per traffico intenso, oltre a una coda di 1 km causata da un incidente tra Castel San Pietro e Imola in direzione Taranto. Sulla A7 Milano-Genova, si registra una coda di 1 km tra Genova Bolzaneto e Busalla per lavori in corso, mentre sulla A26 la pioggia interessa entrambe le direzioni tra il Lago Maggiore e il Bivio A26/SS 33 del Sempione, con possibili rallentamenti.

A7 Milano-Genova



08:33 – Genova Bolzaneto e Busalla
Coda di 1 km per lavori
Direzione Milano
La coda interessa il tratto dal chilometro 114.3 al chilometro 125.8 per una lunghezza di 11.5 km.

A14 Bologna-Taranto



09:05 – Castel San Pietro e Imola
Coda di 1 km per incidente
Direzione Taranto
La coda va dal chilometro 47.7 al chilometro 46.0 per una lunghezza di 1.7 km.



09:05 – Bologna San Lazzaro e Castel San Pietro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 38.2 al chilometro 22.2 per una lunghezza di 16.0 km.

A26 GE-Voltri-Gravellona Toce



07:15 – Lago Maggiore e Bivio A26/SS 33 del Sempione
Pioggia in entrambe le direzioni
La tratta interessata va dal chilometro 197.1 al chilometro 166.6 per una lunghezza di 30.5 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 07:08:00 +0000
News n. 2
I SUV 2026 più economici sul mercato: la classifica e i prezzi

Nel 2026 esistono SUV che si comprano con meno di 16.000 euro. L’avanzata cinese ha portato in Italia auto non perfette, ma che hanno spiazzato il mercato dopo anni di continui aumenti di listini e appiattimento della concorrenza. Così, per moltissimi italiani che cercano un mezzo comodo, moderno e con una posizione di guida rialzata senza indebitarsi per anni, ora nello stivale si possono trovare SUV economici e questa classifica parla esattamente di questo. Abbiamo selezionato i dieci SUV d’ingresso disponibili in Italia nel 2026, e qualche sorpresa c’è.

EVO 3

Il nome EVO non è famoso quanto quelli che si trovano nelle concessionarie dei grandi marchi, ma il prezzo di 15.900 euro parla da solo. Prodotta nello stabilimento molisano del Gruppo DR su base cinese JAC Refine S2, la EVO 3 è classificata ufficialmente come il SUV più economico disponibile in Italia nel 2026. Quattro metri e quattordici centimetri di lunghezza, un 1.5 benzina da 113 CV sotto il cofano e, già nella versione base, una dotazione che lascia sorpresi: fari LED, cerchi in lega, retrocamera, infotainment da 9 pollici, sedili riscaldabili. Cose che fino a qualche anno fa non si vedevano nemmeno su auto da 25.000 euro.

DFSK Glory 500

Il marchio DFSK è presente in Italia da alcuni anni attraverso l’importatore ufficiale e punta su una proposta semplice: tanto spazio, tecnologia moderna, prezzi competitivi. Il Glory 500 è un SUV da quasi 4,5 metri che a 16.500 euro offre un abitacolo più generoso della media, con cinque posti comodi e un bagagliaio utilizzabile nella vita reale. Il motore è un 1.5 turbo benzina abbinato a cambio manuale nella versione d’accesso. Per le famiglie che cercano un SUV funzionale senza ambizioni sportive e con un budget contenuto, è un nome da tenere in considerazione.

MC 4

MC è uno dei brand dell’universo DR, e come i modelli della casa madre porta in dote una base meccanica di origine cinese reinterpretata per il mercato europeo. L’MC 4 si colloca nella fascia delle compatte con un design più curato rispetto ad altre proposte dello stesso gruppo, una carrozzeria dal profilo crossover ben proporzionato e una dotazione che nella versione base include già un touchscreen da 10 pollici, sensori anteriori e posteriori, retrocamera e connettività wireless. Il prezzo di 17.700 euro la posiziona in una zona interessante: abbastanza sopra alla EVO 3 da giustificare un salto di qualità percepita, abbastanza sotto ai 20.000 euro da rimanere accessibile a un pubblico ampio.

DR3

La DR3 è il modello entry-level della gamma DR Automobiles, marchio molisano che ha costruito il proprio successo commerciale proprio su questa fascia di mercato con prezzi accessibili e produzione italiana su piattaforme derivate da partner cinesi. Il motore è un 1.5 benzina da 102 CV abbinato a cambio manuale a cinque rapporti. A 17.900 euro la DR3 si trova in diretta concorrenza con i modelli cinesi della stessa fascia, ma può vantare la produzione in Italia, un argomento che per una fetta di acquirenti ha ancora un peso specifico nella decisione d’acquisto. La rete di assistenza DR, cresciuta molto negli ultimi anni, è oggi presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale.

Fiat Grande Panda

Grande Panda è un nome che in Italia significa qualcosa: la Panda è da decenni l’auto più venduta nel Paese, e questa nuova generazione prova a portare quell’eredità dentro un formato crossover moderno e familiare al tempo stesso. Il prezzo di partenza è di 17.900 euro nella versione benzina 1.2 da 100 CV, la scelta più semplice ed economica da gestire senza alcun tipo di elettrificazione.

MG ZS

L’MG ZS è probabilmente il SUV cinese più conosciuto in Italia. Da quando SAIC Motor ha rilancito il marchio britannico MG sulle strade europee, la ZS è diventata un riferimento di fascia: un crossover da 4,31 metri con un allestimento di serie sorprendentemente ricco e motorizzazioni che coprono sia il segmento termico sia quello elettrico nella variante ZS EV. La versione benzina con il 1.5 VTi da 106 CV parte da 18.990 euro in allestimento Comfort, già ricco. La garanzia di sette anni è un altro argomento commerciale forte. L’MG ZS non emoziona con la guida, ma sul fronte del rapporto dotazione-prezzo è ancora una delle proposte più difficili da battere sul mercato.

Dacia Spring

La Dacia Spring è l’elettrica più economica d’Europa. Non promette autonomia da primato né interni da premium EV, ma di farvi spostare in città e dintorni a costi di gestione bassissimi, con un prezzo di acquisto che senza incentivi si ferma a 19.700 euro. La batteria da 26,8 kWh garantisce un’autonomia WLTP di 225 chilometri, sufficienti per chi la usa prevalentemente in contesto urbano. Il motore elettrico da 65 CV non ha velleità sportive, ma la guidabilità cittadina è brillante come su ogni buona elettrica: risposta immediata, silenziosità, nessuna gestione del cambio.

BYD Dolphin Surf

BYD è diventato in pochi anni il costruttore di auto elettriche più grande del mondo, e il Dolphin Surf è la sua carta da giocare nella fascia più accessibile del mercato europeo. Crossover elettrico compatto da 4,15 metri, porta in dote la tecnologia della casa madre cinese, con batteria LFP di composizione proprietaria, sistema di gestione termica efficiente, schermo rotante da 10,1 pollici, il tutto a un prezzo che in Italia parte da 19.750 euro. La versione di base monta una batteria da 38 kWh con autonomia WLTP di circa 340 chilometri, un dato che la distanzia nettamente dalla Spring e la avvicina a elettriche che costano diecimila euro di più.

Toyota Aygo X Hybrid

La Toyota Aygo X è la più piccola della famiglia, ma è anche quella che ha compiuto il salto tecnologico più netto nella generazione 2026. L’addio al vecchio 1.0 atmosferico, rimpiazzato dal full hybrid da 116 CV condiviso con la Yaris, ha trasformato un’auto già valida in una delle citycar ibride più efficienti del mercato. A 20.850 euro l’Aygo X Hybrid non è la più economica del segmento, ma offre qualcosa che nessuna rivale di questa fascia riesce a garantire: la qualità e l’affidabilità dei sistemi ibridi Toyota, costruiti su vent’anni di esperienza e milioni di vetture vendute in tutto il mondo. 

Citroen C3 Hybrid

La Citroen C3 nella versione Hybrid chiude la selezione portando in dota uno dei marchi più attenti al comfort di questa fascia. Il sistema mild hybrid da 136 CV abbinato alla trasmissione a doppia frizione è pensato per ridurre i consumi nei percorsi misti e restituire una guida fluida e priva di strappi, caratteristica che la C3 ha sempre avuto nel suo DNA. Il prezzo di partenza è di 21.450 euro, con una dotazione base che include schermo da dieci pollici con connettività wireless, sensori di parcheggio posteriori e un pacchetto di sicurezza attiva già decente. Ma è la qualità di marcia a fare la differenza: le sospensioni della C3 assorbono le asperità stradali con una morbidezza che in questa fascia di prezzo è tutt’altro che scontata. 

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:42 +0000
News n. 3
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Giugno 2026 si presenta come un mese particolarmente intenso per quanto riguarda gli scioperi in Italia, con numerose astensioni dal lavoro già programmate in diversi settori e città. Il settore più coinvolto risulta quello dei trasporti, dal trasporto pubblico locale alle attività ferroviarie, fino alle compagnie aeree. L’articolo riepiloga tutti gli scioperi previsti, giorno per giorno, con focus su città, regioni e orari, per aiutare cittadini, pendolari e viaggiatori a orientarsi e pianificare eventuali spostamenti.

Sciopero 08 giugno 2026

Nella città di Messina, in Sicilia, è previsto uno sciopero nel trasporto pubblico locale che coinvolge il personale Soc. ATM di Messina. La mobilitazione durerà 8 ore: dalle 16.00 alle 24.00 e vede la partecipazione dei sindacati OSP FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/ORSA TRASPORTI.

Nella città di Catania, sempre in Sicilia, si terranno due scioperi nel trasporto pubblico locale che coinvolgono il personale Soc. AMTS di Catania. Entrambi gli scioperi dureranno 4 ore: dalle 12.00 alle 16.00 e sono indetti, rispettivamente, da OSP FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.

In Emilia-Romagna, su tutte le province, è previsto uno sciopero nel trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della Soc. SETA nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. La durata è di 24 ore con varie modalità decise dalla OSR USB LAVORO PRIVATO.

Nella città di Foggia, in Puglia, si terrà uno sciopero nel trasporto pubblico locale con personale Soc. ATAF di Foggia, della durata di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30. Indetto da OST FILT-CGIL/FAISA-CISAL.

Sciopero 09 giugno 2026

In Italia, a livello nazionale, sono previsti tre scioperi simultanei nel settore appalti ferroviari che coinvolgono il personale Soc. Elior Div. Itinere addetto a servizi di ristorazione e logistica bordo treno Soc. Trenitalia. Gli scioperi copriranno l’intero turno di lavoro e sono indetti dai sindacati FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL, e COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 10 giugno 2026

Nella città di Ravenna, in Emilia-Romagna, è previsto uno sciopero nel settore marittimo che interessa il personale Soc. SERS addetto al servizio di rimorchio portuale Porto di Ravenna. La mobilitazione durerà 12 ore: dalle 10.00 alle 22.00 ed è indetta da OSP UILT-UIL.

Nella città di Cagliari, in Sardegna, uno sciopero di 24 ore: dalle 00.01 alle 23.59 interesserà il personale Soc. ALL Trasporti nei siti BRT di Macchiareddu ed Elmas, organizzato da OSR FIT-CISL.

Sciopero 11 giugno 2026

In Italia, livello nazionale, numerosi scioperi coinvolgeranno il settore ferroviario, il trasporto pubblico locale e appalti ferroviari, con adesioni di diverse sigle sindacali (tra cui FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, CUB TRASPORTI, SGB, CAT, FAST-CONFSAL). Gli scioperi dureranno tra le 8 e 23 ore e riguarderanno, tra gli altri, il personale di macchina e di bordo del Gruppo FS e le imprese che svolgono attività ferroviaria.

Nella regione Sicilia su tutte le province, sciopero di 8 ore: dalle 10.01 alle 18.00 per il personale Soc. FS Security Regione Sicilia (OSR SLM FAST CONFSAL/ORSA TRASPORTI).

Nella città di Palermo, in Sicilia, è previsto uno sciopero di 4 ore: dalle 11.00 alle 15.00 per il personale Soc. AMAT Palermo, indetto da OSP CUB TRASPORTI.

Nella città di Messina, settore marittimo, sciopero di 24 ore: dalle 21.01 dell’11/6 alle 20.59 del 12/6 per il personale Soc. Blujet area Stretto di Messina, indetto da OSP FILT-CGIL/UILT-UIL.

Sciopero 12 giugno 2026

In Italia, sciopero a livello nazionale che coinvolge appalti e plurisettoriale, con la partecipazione di ADL COBAS/CLAP/COBAS LAVORO PRIVATO/SIAL COBAS.

Nella città di Napoli, in Campania, sciopero nel trasporto ferroviario (soc. EAV di Napoli) di 4 ore: dalle 09.00 alle 13.00 (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO).

Nella città di Potenza, Basilicata, sciopero di 24 ore del personale Soc. Miccolis per il servizio urbano di Potenza (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL AUTOFERRO).

Nella città di Latina, in Lazio, sciopero nel trasporto pubblico locale di 4 ore: dalle 9.30 alle 12.30, personale Soc. CSC Latina (OSR FAISA-CISAL).

Sciopero 13 giugno 2026

Nella città di Milano, in Lombardia, sciopero di 4 ore: dalle 12.00 alle 16.00 presso lo scalo di Milano Linate per il personale Soc. Sky Service (OSR USB LAVORO PRIVATO).

Nell’Aeroporto di Verona, personale Soc. ENAV in sciopero di 18 ore: dalle 06.00 alle 24.00 (OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV + RSA).

In Italia, sciopero nazionale nelle compagnie EasyJet Airlines Limited e settore aeroportuale, compreso personale navigante e addetti dei gruppi SOGAER (Aeroporto di Cagliari) e SOGAERDYN.

In Sardegna (tutte le province), sciopero interregionale di 4 ore: dalle 12.00 alle 16.00 per il personale SOGAER, SOGAERDYN, SOGAERSECURITY Operanti presso l’Aeroporto di Cagliari (OSR UGL-TA).

Sciopero 14 giugno 2026

Nella città di Firenze, in Toscana, sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale Soc. Autolinee Toscane Bacino di Firenze (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).

Sciopero 15 giugno 2026

Nella regione Calabria (tutte le province), sciopero di 4 ore: dalle 11.50 alle 15.50 per il personale Soc. Ferrovie della Calabria (OSR FAISA-CISAL).

Sciopero 18 giugno 2026

Nella regione Liguria (tutte le province), sciopero di 72 ore: dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6 che interessa il trasporto merci e il fermo servizio nei territori di Genova e Savona (OSR ALIAI/CNA-FITA/CONFARTIGIANATO TRASPORTI/FAI/FIAP/LEGA COOPERATIVE/TRASPORTOUNITO).

Sciopero 19 giugno 2026

Nella città di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, sciopero di 24 ore per il personale Soc. Arriva Udine (ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE).

Sciopero 22 giugno 2026

Nella città di Lecce, in Puglia, sciopero di 3 ore: dalle 9.30 alle 12.30 per il personale Soc. SGM Lecce (OST UILT-UIL).

Sciopero 23 giugno 2026

Nella città di Verona, in Veneto, sciopero di 8 ore: dalle 9.01 alle 17.00 per il personale Soc. RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).

Nella città di Napoli, in Campania, sciopero di 4 ore: dalle 12.45 alle 16.45 per il personale Soc. ANM Napoli, area ferro (OSR FISI).

Nella regione Sardegna (tutte le province), sciopero di 8 ore: dalle 9.01 alle 17.00 per il personale equipaggi Soc. Trenitalia DOR Sardegna (OSR ORSA FERROVIE/FAST-CONFSAL).

Sciopero 24 giugno 2026

Nella città di Torino, in Piemonte, sciopero di 4 ore: dalle 18.00 alle 22.00 per il personale viaggiante urbano e suburbano Soc. GTT di Torino (RSU Viaggiante Urbano e Suburbano).

Sciopero 26 giugno 2026

Nella regione Piemonte (tutte le province), sciopero di 8 ore: dalle 09.00 alle 16.59 per il personale Soc. Trenitalia Customer Operations CSVD Regionale Piemonte (OSR ORSA FERROVIE).

Nella città di Barletta, in Puglia, sciopero di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30 per il personale Soc. Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta (OSP FILT-CGIL).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero 08 giugno 2026

Sciopero 09 giugno 2026

Sciopero 10 giugno 2026

Sciopero 11 giugno 2026

Sciopero 12 giugno 2026

Sciopero 13 giugno 2026

Sciopero 14 giugno 2026

Sciopero 15 giugno 2026

Sciopero 18 giugno 2026

Sciopero 19 giugno 2026

Sciopero 22 giugno 2026

Sciopero 23 giugno 2026

Sciopero 24 giugno 2026

Sciopero 26 giugno 2026

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 4
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi 06 giugno 2026 offriamo un quadro sintetico e affidabile dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, con indicazione per tipologia ed erogazione. Il prezzo finale pagato dagli automobilisti nasce dall’intreccio tra la componente industriale (costo della materia prima e margini della filiera), le imposte specifiche come le accise e l’Iva. Ecco le medie più recenti disponibili (ultimo aggiornamento 05-06-2026): benzina self 2.023 €, gasolio self 2.068 €, gpl servito 0.906 €, metano servito 1.584 €. A seguire, la tabella dettagliata dei listini medi e un approfondimento su come si compone il costo di benzina e gasolio.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento rilevato: 05-06-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 2.023 €
Gasolio SELF 2.068 €
GPL SERVITO 0.906 €
Metano SERVITO 1.584 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la formazione del prezzo alla pompa riflette un equilibrio tra tassazione e dinamiche di mercato. La componente fiscale pesa per il 58% del totale e include accise e Iva, due leve che incidono in modo determinante sulla spesa finale dell’automobilista. La parte industriale vale invece il 42% ed è suddivisa tra costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo e dipende dalle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dall’andamento del cambio euro/dollaro: un euro più debole o un rialzo delle quotazioni internazionali tende a spingere verso l’alto i listini, e viceversa. Il margine lordo — pari al 12% — copre logistica, stoccaggio, distribuzione e i costi/ricavi della rete di vendita; è l’area sulla quale gli operatori possono intervenire per modulare i prezzi alla pompa in funzione della concorrenza, della localizzazione e delle strategie commerciali. Nel complesso, quindi, il prezzo della benzina è il risultato di fattori regolatori (imposte), variabili esogene (quotazioni internazionali e cambio) e scelte operative (margini), con effetti che possono manifestarsi in tempi diversi a seconda delle condizioni del mercato e delle politiche di rifornimento della rete.

Anche per il gasolio il prezzo finale nasce dall’interazione tra fisco e industria, ma con un profilo percentuale diverso. La componente fiscale incide per il 45% del totale, mentre quella industriale pesa per il 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima è pari al 45%: risente direttamente delle quotazioni internazionali dei distillati medi e delle oscillazioni del cambio euro/dollaro, che possono amplificare o attenuare i movimenti dei prezzi all’origine. Il margine — pari al 10% del prezzo — comprende i costi e i ricavi della filiera (trasporto, stoccaggio, distribuzione, gestione dei punti vendita) ed è la leva su cui gli operatori possono agire per adeguare i listini, anche in risposta alla stagionalità della domanda, alla competizione locale e alla struttura dei costi. La diversa incidenza delle imposte rispetto alla benzina e il peso più elevato della componente industriale spiegano perché il gasolio possa mostrare dinamiche di prezzo specifiche, a volte divergenti rispetto alla verde. In definitiva, il prezzo del gasolio riflette simultaneamente il quadro internazionale, l’andamento del cambio e le scelte commerciali della rete, con aggiustamenti che possono essere più o meno rapidi a seconda delle condizioni di approvvigionamento e della concorrenza.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 5
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.932 per la benzina, 1.990 per il diesel, 0.815 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.979
Benzina SELF 1.930
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.512

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.002
Benzina SELF 1.956
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.024
Benzina SELF 1.959
GPL SERVITO 0.892
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.008
Benzina SELF 1.947
GPL SERVITO 0.849
Metano SERVITO 1.671

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.980
Benzina SELF 1.930
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.532

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.978
Benzina SELF 1.924
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.527

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.004
Benzina SELF 1.951
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.507

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.982
Benzina SELF 1.917
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.646

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.988
Benzina SELF 1.925
GPL SERVITO 0.883
Metano SERVITO 1.534

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.979
Benzina SELF 1.915
GPL SERVITO 0.786
Metano SERVITO 1.548

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.967
Benzina SELF 1.913
GPL SERVITO 0.818
Metano SERVITO 1.514

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.005
Benzina SELF 1.932
GPL SERVITO 0.815
Metano SERVITO 1.489

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.978
Benzina SELF 1.915
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.555

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.989
Benzina SELF 1.939
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.614

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.001
Benzina SELF 1.936
GPL SERVITO 0.875

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.999
Benzina SELF 1.937
GPL SERVITO 0.826
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.989
Benzina SELF 1.926
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.602

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.994
Benzina SELF 1.936
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.980
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.515

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.004
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.899

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.969
Benzina SELF 1.920
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.505

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 6
Mercato auto, sempre più elettriche e ibride plug-in in Europa, calo per benzina e diesel

Nel corso dei primi mesi del 2026, il mercato delle quattro ruote in Europa ha registrato una sostanziale crescita delle immatricolazioni, ma con differenze significative per quanto riguarda le alimentazioni. In particolare, le auto elettriche e le auto ibride plug-in sono in forte crescita e, mese dopo mese, diventano sempre più un riferimento del mercato, contribuendo all’elettrificazione e alla progressiva riduzione delle vendite di auto benzina e diesel. Andiamo ad analizzare i dati forniti da ACEA che chiariscono l’andamento del mercato in base alle differenti tipologie di alimentazione.

Un mercato in crescita

Come abbiamo già visto nell’approfondimento dedicato, il mercato delle quattro ruote in Europa sta crescendo. Tra gennaio e aprile, infatti, sono state vendute oltre 4,6 milioni di unità con un incremento del 4,8% su base annua. Il dato in questione si riferisce all’andamento di tutto il mercato. Considerando solo il mercato Ue (quindi senza includere il Regno Unito e i Paesi Efta), le vendite sono state pari a 3,79 milioni di unità con un incremento del 4,2% su base annua. I dati sono, quindi, molto positivi.

Elettriche e ibride plug-in da record

Le vendite di auto elettriche e auto ibride plug-in in Europa sono in forte crescita. I dati aggiornati alla fine del mese di aprile, infatti, evidenziano un trend chiaro. Ecco i dettagli:

  • Auto elettriche: 978 mila unità vendute con un incremento del 29,1% su base annua (33,8% considerando il solo mercato Ue)
  • Auto ibride plug-in: 473 mila unità vendute con un incremento del 29,2% su base annua (26% considerando il solo mercato Ue)

Tra i dati disponibili, è interessante anche il confronto con l’Italia dove elettriche (+73,1%) e ibride plug-in (+99,2%) sono in netta crescita ma si mantengono ancora su volumi ridotti. La crescita percentuale elevata è legata, principalmente, agli scarsi risultati raggiunti lo scorso anno da queste due categorie.

La crescita di elettriche e ibride plug-in in Europa è legata soprattutto ad alcuni marchi che dominano la classifica dei brand che crescono di più in Europa, proprio grazie alla crescente richiesta di modelli elettrificati da parte degli automobilisti del continente. Questi marchi stanno sfruttando al meglio la domanda di auto elettrificate sul mercato europeo.

Ibride, benzina e diesel

Estendendo l’analisi anche alle altre tipologie di alimentazione, è possibile notare altri trend che stanno caratterizzando il mercato. Ecco i dettagli:

  • Auto ibride (Mild Hybrid e Full Hybrid): 1,77 milioni di unità vendute con un incremento dell’11,7% (12,6% considerando il solo mercato Ue)
  • Auto benzina: 1,04 milioni di unità vendute con un calo del 16,5% su base annua (-17,7% considerando solo mercato Ue)
  • Auto diesel: 311 mila di unità vendute con un calo del 16,7% su base annua (-16,1% considerando solo il mercato Ue)

I dati sono chiari. Le auto ibride continuano a crescere, con un ritmo inferiore ma con volumi sensibilmente superiori alle plug-in, mentre benzina e diesel sono in calo. Per quanto riguarda il diesel, in particolare, si registra anche il sorpasso da parte delle ibride plug-in.

Ulteriori dettagli in merito all’andamento del mercato europeo arriveranno nelle prossime settimane, con la pubblicazione dei dati relativi al mese di maggio, che usciranno sul finire del mese di giugno.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 05:30:14 +0000
News n. 7
Kia PV5 Passenger, arriva la versione a 7 posti, spazio e flessibilità per famiglie

L’offerta di veicoli di Kia è in continua evoluzione e la prossima novità riguarda la gamma Platform Beyond Vehicle (PBV) che registra l’introduzione della PV5 Passenger nella configurazione a 7 posti. Si tratta di un progetto pensato per soddisfare la crescente domanda di mobilità flessibile multipasseggero, come sottolineato dalla Casa. Il modello, completamente elettrico, può adattarsi a vari contesti di utilizzo, espandendo le potenzialità della versione a 5 posti, che in passato ha ottenuto numerosi riconoscimenti. La base di partenza è la piattaforma E-GMP.S. Ecco tutti i dettagli del nuovo progetto dell’azienda.

Un progetto ricco di potenzialità

La nuova Kia PV5 Passenger può contare su tre file di sedili, in modo da offrire tanto spazio per le gambe per tutti gli occupanti. Da segnalare anche un’altezza di accesso ridotta a 399 mm e la presenza di porte scorrevoli, per semplificare l’accesso alla seconda e alla terza fila. La versione a 7 posti del modello ha una configurazione 2-2-3 e una capacità di carico posteriore di 318 litri, che diventa 785 litri con la terza fila abbattuta.

Kia, che da poco ha lanciato la Sportage Trifuel, sottolinea che il veicolo è “nato per il trasporto di persone” e può adattarsi a vari contesti di utilizzo, come i viaggi familiari e di gruppo, l’utilizzo per servizio taxi, i trasferimenti aeroportuali, l’uso per navette commerciali e altre applicazioni di mobilità condivisa. La flessibilità e la capacità di adattamento a vari contesti di utilizzo sono elementi centrali per il progetto.

Ufficio Stampa Kia
L’abitacolo ha tre file di sedili

Per quanto riguarda l’autonomia, invece, il modello a 7 posti offre oltre 390 chilometri  (il dato si riferisce al ciclo WLTP ma è in attesa di omologazione). Da segnalare anche la possibilità di ricarica DC fino a 150 kW, che permette di ricaricare la batteria dal 10% all’80% in meno di 30 minuti. Ricordiamo che Kia sta puntando molto sulle elettriche come conferma anche il recente lancio della piccola EV2.

La porta di ricarica è posizionata frontalmente, andando a semplificare l’utilizzo, in modo da poter collegare il cavo senza ostacolare la zona di carico. La vettura include il supporto Vehicle-to-Load (V2L). L’abitacolo interno include un display per l’infotainment da 12,0 pollici oltre a un quadro strumenti digitale da 7,5 pollici.

Kia PV5 Passenger è un progetto decisamente interessante che ha la potenzialità di diventare un vero e proprio riferimento per il suo segmento. Ulteriori dettagli su prezzo e disponibilità per il mercato italiano arriveranno nel corso delle prossime settimane.

Il commento dell’azienda

Erhan Eren, Director PBV di Kia Europe, ha utilizzato queste parole per commentare il debutto del nuovo modello:

“Siamo entusiasti di consentire a più passeggeri di godere del Kia PV5, che sarà disponibile con tre file di sedili. Questo veicolo versatile viene proposto per ampliare la qualità valoriale del PV5 nel suo segmento. Il PV5 ridefinisce ciò che clienti e passeggeri possono aspettarsi da un van elettrico, massimizzando la flessibilità mentre offre comfort e spazio per tutti a bordo.â€

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 05:30:01 +0000
News n. 8
Nuova Dacia Sandero Stepway, motori e allestimenti per tutte le esigenze

Con un look distintivo, una firma luminosa a T e uno spazio a bordo notevole la nuova Dacia Sandero Stepway ha democratizzato il segmento dei crossover. Con gli ultimi equipaggiamenti la Stepway è la compagna ideale per le sfide urbane, ma anche per entusiasmanti avventure fuori porta.

Dopo il restyling la vettura romena appare ancora più robusta e moderna, con una serie di pixel bianchi nel frontale sulla griglia nera con una ampia calandra che non passa inosservata. Con uno stile estremamente moderno, grazie anche al materiale innovativo Starkle, composto per il 20% da plastica riciclata, protegge passaruota e sottoscocca, enfatizzando l’animo outdoor.

Gli interni presentano bocchette dell’aria a forma a T con rivestimenti specifici: dal tessuto blu dell’allestimento Expression al denim moderno della versione Journey. La versione Extreme vanta le sellerie in TEP microcloud lavabile. Spicca un display da 10 pollici e il cruscotto digitale da 7 pollici, senza rinunciare all’interno alle classiche comodità come il sistema di agganci rapidi YouClip che consente di fissare porta-tablet, caricatori o borse della spesa.

Proposta Sandero Stepway Essential MY25

La Dacia Sandero Stepway Essential MY25 Eco-G 120 è dotata di un motore a benzina / GPL (Termico Bi-Fuel) per una potenza massima di 90 kW (120 CV). I consumi della Dacia Sandero Stepway si attestano sui 6,8 ogni 100 km, a seconda della motorizzazione e dello stile di guida. L’alimentazione Eco-G (GPL) è la più scelta per i suoi ridotti costi di esercizio.

Questa versione della Stepway associa linee eleganti e interni rivisitati. L’allestimento Essential vanta: ABS / ESP, accensione automatica dei fari, alzacristalli anteriori elettrici, assistenza al mantenimento di corsia (LKA) + Intelligent speed assist (ISA), attivazione automatica dei tergicristalli, chiusura centralizzata con telecomando + 1 chiave pieghevole a 3 pulsanti, climatizzazione manuale, console centrale bassa, frenata automatica d’emergenza con rilevamento pedoni (AEBS) + avviso di superamento corsia (LWD), kit di gonfiaggio pneumatici, limitatore e regolatore di velocità, media control con 4 altoparlanti + supporto smartphone + presa USB-C.

Il livello di equipaggiamento include retrovisori esterni regolabili manualmente, riconoscimento dei segnali stradali (TSR), sedile conducente e volante regolabili in altezza, sensori di parcheggio posteriori, sistema di rilevamento stanchezza con telecamera (DDAM), 3 punti di fissaggio “YouClipâ€, barre tetto modulari, cerchi in acciaio ERELIA da 16”, nuova calandra anteriore con paraurti anteriore e posteriore in tinta, carrozzeria e ski in Starkle, nuova selleria Stepway in tessuto nero e blu nuovo volante (mousse), nuovi fari anteriori a LED, nuovi fari posteriori con luci diurne (DRL) a LED, panchetta posteriore frazionabile e ribaltabile 1/3-2/3, retrovisori esterni e maniglie porta in finitura nera goffrata, stripping decorativo tra i fari posteriori.

Due scelte di motori per la Expression

I motori della gamma Stepway Expression in Italia si distinguono in due affidabili opzioni: un 1.0 TCe 110 benzina, motore turbo a 3 cilindri, ideale per chi cerca versatilità e spinta in città. Il 1.2 Eco-G 120 (GPL/Benzina) è un nuovo 3 cilindri turbo da 122 CV che garantisce il doppio vantaggio del GPL e la possibilità di abbinamento a un cambio automatico a doppia frizione. Una possibilità in più per chi affronta anche lunghi spostamenti. Brillantezza, ottima ripresa per i viaggi e piacere di guida rendono questo motore uno dei più scelti.

L’allestimento Expression = Essential + comprende: alzacristalli anteriori elettrici, impulsionale lato conducente, alzacristalli posteriori elettrici, console centrale con bracciolo e freno di stazionamento manuale (tranne nel caso di motori con cambio automatico, dove il freno di stazionamento è elettrico), nuovo Media Display da 10” con 4 altoparlanti e replicazione smartphone (via cavo e wireless), retrocamera di parcheggio, retrovisori esterni regolabili elettricamente e sbrinanti, volante regolabile in profondità, barre tetto modulari, cerchi flexwheel ATARA da 16‘’, fari fendinebbia anteriori, maniglie porta in tinta carrozzeria, nuova calandra anteriore con paraurti e ski in Starkle, nuova decorazione sulle porte anteriori in blu Anatole, nuova parte superiore della plancia in blu Anatole, nuovi sticker decorativi e retrovisori esterni in tinta carrozzeria.

La fascia in plastica nera della Dacia Sandero Stepway dona un tocco muscolare
Ufficio Stampa Dacia
La fascia in plastica nella zona posteriore della Dacia Sandero Stepway dona un tocco muscolare

Per chi non si accontenta

L’allestimento Extreme della Dacia Sandero Stepway offre motorizzazioni in grado di coniugare efficienza, risparmio e versatilità. Le opzioni principali, come in precedenza, sono motore bifuel Benzina/GPL (ECO-G) e propulsori a benzina puri, che beneficiano anche del sistema Extended Grip per una migliore aderenza sulle superfici scivolose. Una soluzione ideale che parte da 14.797,90 rispetto all’entry a 13.896,26 della Expression, mentre la Stepway Essential viene 12.912,66 euro.

L’allestimento Extreme = Expression comprende: blind spot warning, climatizzatore automatico, freno di stazionamento elettrico, keyless entry (sistema di accesso e avviamento senza chiave), sensori di parcheggio anteriori, sistema Extended Grip con informazioni off-road visualizzabili sullo schermo multimediale, supporto per smartphone, design interno ed esterno “Extreme†con finiture color rame, nuovo driver display digitale da 7” (AMDC), nuovi cerchi in lega TAMIA BLACK da 16‘’, selleria in TEP Microcloud verde e nero e tappetini in gomma.

Tinte, opzione e pack

La tinta Bianco Ghiaccio è gratuita sulla Sandero Stepway, mentre costano 700 euro il Nero Nacré, Grigio Scisto, Verde Oxide, Blu Iron, Beige Safari e Giallo Ambra. Risultano optional la ruota di scorta (no Eco-G), i nuovi cerchi in lega TAMIA da 16’’, il Pack Comfort che include il climatizzatore automatico + keyless entry (solo su Eco-G 120 cambio automatico), il Pack Navigation con il Nuovo Media Nav Live (schermo centrale da 10‘’+ navigazione connessa + app scaricabile da App Store + sistema audio Arkamys 3D con 6 altoparlanti) + presa USB-C posteriore.

Il Pack Navigation Plus presenta, invece, un nuovo Media Nav Live (schermo centrale da 10‘’ + navigazione connessa + app scaricabile da App Store + sistema audio Arkamys 3D con 6 altoparlanti) + presa USB-C posteriore + caricatore a induzione per smartphone. Il Pack Driving propone Multiview camera + commutazione automatica dei fari + retrovisori esterni ripiegabili elettricamente.

In conclusione il recente aggiornamento introdotto per il mercato italiano non rappresenta una rivoluzione a un progetto che funziona e che mette al centro la tecnologia con una gamma di allestimenti pensata per accompagnare il cliente nella migliore scelta per le sue esigenze. L’allestimento Expression rappresenta il giusto compromesso della gamma, con il TCe 100 benzina, Eco-G 120 GPL e, se richiesto, il cambio automatico, per chi cerca il massimo comfort nel traffico quotidiano. Una vettura, nata per essere una low cost funzionale, che continua a evolversi con una logica ben precisa che non passerà mai di moda nel Vecchio Continente.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 04:00:20 +0000
News n. 9
GP Monaco F1, Ferrari parte a fionda: SF-26 auto da battere per ora

La Ferrari chiude davanti a tutti il venerdì di Monaco, spinta da una SF-26 che, come da pronostico, funziona egregiamente e punta a massimizzare i risultati in questo fine settimana. Le caratteristiche dinamiche della Rossa si sposano alla perfezione con le tortuose stradine del Principato; inoltre, l’assenza di criticità legate al deployment e all’aerodinamica attiva agevola notevolmente il lavoro del team. Hamilton e Leclerc si confermano così costantemente in testa alla classifica delle prove libere.

Ferrari azzecca l’assetto di base nelle FP1

La prima sessione di prove libere sul tracciato di Monte Carlo si conclude con segnali estremamente incoraggianti per la scuderia di Maranello, che piazza le sue vetture in cima alla classifica dei tempi. Fin dalle primissime battute, la SF-26 ha dimostrato una spiccata guidabilità e una stabilità rassicurante tra le insidiose stradine del Principato, confermando le aspettative della vigilia.

Il lavoro in pista è iniziato adottando le coperture a mescola Hard, una scelta che ha inevitabilmente esaltato la fisiologica assenza di aderenza iniziale dell’asfalto monegasco. In questa fase embrionale, Charles Leclerc si è reso protagonista di un innocuo lungo nel secondo settore, riuscendo agilmente a scongiurare il contatto con le barriere.

Nonostante un Lewis Hamilton apparso fin da subito a proprio agio e in sintonia con la monoposto, il monegasco ha saputo reagire con freddezza: dopo aver imposto il silenzio radio al proprio ingegnere per ricercare la massima concentrazione, ha piazzato la zampata decisiva. Trovando il giro pulito, ha rifilato momentaneamente sei decimi al compagno di box e ha confermato l’eccellente capacità di rotazione della vettura a centro curva.

Dal punto di vista prettamente tecnico, la notizia più esaltante delle FP1 riguarda il bilanciamento aerodinamico e meccanico. La SF-26 vanta un ottimo equilibrio, una caratteristica cruciale che permette di innescare simultaneamente la corretta finestra termica di utilizzo su tutti e quattro gli pneumatici. A questo si aggiunge una fase di staccata parecchio efficace.

La seconda parte della sessione ha visto le Rosse passare agli pneumatici Medium. Il programma di lavoro, incentrato su run composti da due giri di spinta e uno di raffreddamento, è stato però parzialmente compromesso dalla bandiera rossa causata dall’incidente di Hadjar alle Piscine. Con soli quindici minuti a disposizione al semaforo verde, i ferraristi hanno dovuto accelerare il warm-up.

L’adattamento alle Medium si è rivelato subito proficuo, proiettando le vetture italiane al comando della sessione. In sintesi, il venerdì mattina di Monte Carlo certifica l’ottimo stato di forma della Ferrari. La vettura gira agilmente, sfrutta a dovere le gomme e domina i riferimenti cronometrici, pur nascondendo ancora del potenziale inespresso che gli ingegneri mirano ad estrarre.

Posizione pilota Nome pilota Nome scuderia TIME/GAP
1 Charles Leclerc Ferrari 1:13.978
2 Lewis Hamilton Ferrari +0.226s
3 Max Verstappen Red Bull Racing +0.513s
4 Kimi Antonelli Mercedes +0.559s
5 George Russell Mercedes +1.005s
6 Lando Norris McLaren +1.313s
7 Nico Hulkenberg Audi +1.365s
8 Oscar Piastri McLaren +1.587s
9 Gabriel Bortoleto Audi +1.772s
10 Pierre Gasly Alpine +1.850s
11 Alexander Albon Williams +2.011s
12 Carlos Sainz Williams +2.063s
13 Isack Hadjar Red Bull Racing +2.170s
14 Sergio Perez Cadillac +2.192s
15 Franco Colapinto Alpine +2.211s
16 Oliver Bearman Haas +2.314s
17 Esteban Ocon Haas +2.355s
18 Arvid Lindblad Racing Bulls +2.411s
19 Liam Lawson Racing Bulls +2.453s
20 Fernando Alonso Aston Martin +2.700s
21 Valtteri Bottas Cadillac +3.482s
22 Lance Stroll Aston Martin +3.578s

 

Ferrari conferma le doti della SF-26 nelle prove libere 2 di Monaco

La seconda sessione di prove libere sulle stradine del Principato conferma l’eccellente stato di forma della scuderia di Maranello, capace di chiudere in testa nonostante un margine di prestazione ancora inespresso. Il lavoro sulle SF-26 è ricominciato impiegando le coperture Medium, con l’obiettivo di affinare la messa a punto e le complesse procedure di warm-up.

Il tutto concentrandosi anche sull’attivazione termica dell’impianto frenante. Fin dai primi passaggi, la monoposto ha ribadito le ottime doti di stabilità e di rotazione a centro curva già emerse in mattinata. Il traffico ha ostacolato Leclerc al Massanet e una vistosa perdita di aderenza al posteriore per Lewis Hamilton alle Piscine.

Ciò malgrado i riscontri cronometrici si sono rivelati subito estremamente competitivi. Dopo una fase di Virtual Safety Car innescata dal ritiro della McLaren di Norris, i ferraristi hanno ripreso a spingere. Leclerc ha temporaneamente conquistato la vetta con un giro al limite, per poi essere definitivamente scavalcato dal compagno di squadra, abile nel trovare un feeling superiore prima di completare lo stint.

Il successivo passaggio alle Soft ha fatto emergere le criticità termiche sofferte da quasi tutta la griglia. Entrambi i piloti hanno faticato a generare grip nel primo settore, dovendo bilanciare la prestazione per evitare il nocivo overheatingnell’ultima parte della pista. A questo ostacolo si è aggiunto il costante nervosismo di Leclerc per il traffico.

Per ottimizzare l’inserimento, Hamilton ha richiesto una micro-regolazione all’avantreno, aggiungendo un click di incidenza all’ala per aumentare il carico aerodinamico in staccata. Negli ultimi minuti, con le gomme a banda rossa ormai fuori dalla finestra ideale, il muretto voleva optare per le simulazioni di passo gara. Una decisione assecondata dall’inglese ma accolta con freddezza dal monegasco.

Purtroppo però è arrivata una bandiera rossa che di fatto ha chiuso le ostilità con cinque minuti di anticipo, archiviando un venerdì in cui la Ferrari si erge a riferimento assoluto. Resta da capire il valore reale di Mercedes e McLaren, due scuderie che per ragioni diverse non sono riuscite a massimizzare la sessione e di riflesso il rendimento.

Posizione pilota Nome pilota Nome scuderia TIME/GAP
1 Lewis Hamilton Ferrari 1:13.026
2 Charles Leclerc Ferrari +0.111
3 Max Verstappen Red Bull Racing +0.168
4 George Russell Mercedes +0.379
5 Kimi Antonelli Mercedes +0.503
6 Isack Hadjar Red Bull Racing +1.061
7 Oscar Piastri McLaren +1.062
8 Nico Hulkenberg Audi +1.068
9 Gabriel Bortoleto Audi +1.333
10 Oliver Bearman Haas +1.430
11 Pierre Gasly Alpine +1.471
12 Carlos Sainz Williams +1.486
13 Alexander Albon Williams +1.574
14 Arvid Lindblad Racing Bulls +1.722
15 Franco Colapinto Alpine +1.732
16 Liam Lawson Racing Bulls +1.759
17 Esteban Ocon Haas +1.819
18 Sergio Perez Cadillac +2.090
19 Lando Norris McLaren +2.248
20 Fernando Alonso Aston Martin +2.268
21 Valtteri Bottas Cadillac +2.733
22 Lance Stroll Aston Martin +3.148
Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 16:56:08 +0000
News n. 10
F1, a Monaco si evita il tema motori 2027: Briatore tra investitori e sponsor, De la Rosa difende Aston Martin

Alla conferenza dei team principal del GP di Monaco si è parlato poco di aerodinamica, e tanto di extra F1 ma che allo stesso modo fa andare avanti le monoposto. Quando tra i protagonisti c’è Flavio Briatore, il dibattito finisce inevitabilmente per allargarsi a tutto ciò che ruota attorno alla Formula 1, ben oltre la pista.

La crescita economica della F1

Uno dei temi che ha dovuto affrontare il consulente esecutivo di Alpine ha riguardato il futuro assetto proprietario della scuderia francese. Briatore ha cercato di rassicurare il paddock sulle indiscrezioni relative alla possibile cessione del 24% detenuto da Otro Capital, spiegando che Renault continuerà a mantenere il controllo del team anche in caso di ingresso di nuovi investitori. Ha inoltre confermato l’esistenza di diverse manifestazioni d’interesse e che le trattative sono attualmente in corso.

Il manager italiano ha poi sottolineato quanto il valore commerciale della Formula 1 sia cresciuto negli ultimi anni, soffermandosi sull’importanza strategica degli sponsor nella costruzione di un progetto vincente, vista la partnership dal 2027 con Gucci di cui vi abbiamo già parlato.

Il difficile tema delle power unit 2026

Se sul fronte economico Briatore si è mostrato particolarmente disponibile, maggiore prudenza è emersa quando il dibattito si è spostato sul futuro tecnico della Formula 1. Alcune domande rivolte ai tre rappresentanti presenti (Flavio Briatore per Alpine, Pedro de la Rosa per Aston Martin e Dan Towriss per Cadillac) hanno riguardato le power unit che potrebbero caratterizzare il dopo-2027.

Su questo tema, però, tutti hanno preferito mantenere un profilo basso. Nessuno si è sbilanciato, consapevole che qualsiasi presa di posizione rischierebbe di alimentare le ormai consuete tensioni politiche tra scuderie, costruttori e FIA. Una cautela comprensibile considerando il peso dei protagonisti seduti sul palco: Briatore rappresenta una figura storica del Circus, mentre De la Rosa è il portavoce di una Aston Martin che continua a essere uno dei progetti più osservati del paddock.

Pedro De la Rosa e il working progress Aston Martin

Lo spagnolo ha ribadito ancora una volta la linea adottata dal team negli ultimi mesi. Aston Martin, secondo De la Rosa, deve essere considerata una squadra in costruzione, impegnata a gettare le basi per il futuro più che a rincorrere risultati immediati. L’obiettivo resta quello di mantenere fiducia tra partner, investitori e tifosi durante una fase di transizione che sta producendo meno risultati del previsto.

Alla fine, il messaggio emerso dalla conferenza di Monaco è piuttosto chiaro. La Formula 1 continua a crescere come fenomeno economico e industriale, attirando investitori e sponsor sempre più importanti. Sul futuro delle power unit, invece, il paddock preferisce ancora il silenzio. Le discussioni più delicate sul regolamento che seguirà l’attuale ciclo inaugurato nel 2026 sembrano destinate a entrare nel vivo soltanto dopo la pausa estiva.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 16:34:21 +0000
News n. 11
Mercato auto, l’Italia cresce più dell’Europa e batte anche gli altri big market

Il mercato auto italiano sta vivendo una fase di crescita, con immatricolazioni in positivo nel corso dei primi mesi del 2026. La conferma è arrivata, nelle scorse settimane, dagli ultimi dati ACEA che hanno evidenziato il trend di crescita dell’Italia che, attualmente, batte nettamente la media del mercato europeo e anche gli altri “big market” dell’UE. Andiamo ad analizzare, nel dettaglio, la questione con un confronto sui dati relativi alle immatricolazioni di auto.

L’Italia cresce

Per l’Italia, come abbiamo visto nei giorni scorsi, sono già disponibili i dati di maggio sulle immatricolazioni, ma, per un confronto più lineare, di seguito andremo a considerare i dati ACEA aggiornati ad aprile 2026. In questo contesto, il mercato ha registrato un totale di 639 mila unità vendute con un incremento del 9,8% rispetto ai dati dello scorso anno. Da segnalare un grande contributo da parte delle elettriche (+73,1%) e delle ibride plug-in (99,2%).

Come sottolineato in precedenza, l’Italia cresce più del mercato europeo. Considerando solo l’Ue, infatti, le immatricolazioni dopo i primi quattro mesi fanno segnare un incremento del 4,2%. Il dato migliora leggermente considerando anche il Regno Unito e i Paesi Efta, arrivando a un incremento del 4,8% su base annua che, però, resta ben al di sotto del dato italiano. Il nostro mercato sta “rimbalzando” dopo un 2025 non semplice e sembra aver trovato la strada giusta per tornare su volumi significativi.

Per maggiori dettagli sulle vendite di autovetture in Europa potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulle immatricolazioni dopo i primi quattro mesi del 2026.

Il confronto con i big market europei

Per quanto riguarda gli altri “big market”, i dati  non formano un trend unico. Ecco come stanno andando le immatricolazioni dopo i primi quattro mesi del 2026:

  • Francia: 539 mila unità immatricolate, con un calo dell’1,6% su base annua
  • Germania: 948 mila unità immatricolate, con un incremento del 4,5% su base annua
  • Regno Unito: 764 mila unità immatricolate, con un incremento del 9% su base annua
  • Spagna: 407 mila unità immatricolate, con un incremento del 7,8% su base annua

In termini di crescita percentuale, Regno Unito e Spagna sono vicini all’Italia, anche se con un dato leggermente più basso, mentre la Germania è più in linea con la media europea (dato che non stupisce considerando che si tratta del primo mercato continentale). Male la Francia, in leggero calo rispetto ai numeri dello scorso anno.

Da segnalare anche che l’Italia batte gli altri big market anche per quanto riguarda le auto elettriche. In Germania, infatti, la crescita è del 41,3% mentre in Francia del 48,2%. In Spagna, il settore cresce del 41,9%. Nel Regno Unito, infine, le vendite sono in aumento del 22,1%.

Bisogna sottolineare, però, che Germania, Francia e Regno Unito viaggiano su volumi di vendita decisamente superiori per quanto riguarda le elettriche, in rapporto ai dati dell’Italia che, con 51 mila immatricolazioni, è ancora lontanissima dai tre mercati (tutti al di sopra dei 150 mila esemplari venduti).

Per un quadro aggiornato sulle vendite in Europa sarà sufficiente attendere le prossime settimane. La pubblicazione del nuovo report di ACEA, con tutti i numeri di maggio 2026, arriverà, infatti, sul finire del mese di giugno.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 14:30:11 +0000
News n. 12
Incidente in stato di ebbrezza, Pozzolo si difende: “Positivo non significa ubriacoâ€

Il tema della guida in stato di ebbrezza, in questi giorni, è tornato di grande attualità, dopo essere stato spesso in prima pagina, soprattutto per via delle norme del nuovo Codice della Strada. Questa volta, però, tutto ruota intorno a un incidente  che ha visto coinvolto Emanuele Pozzolo, deputato ed esponente di Futuro Nazionale.

Dopo il sinistro che ha coinvolto il suo SUV, avvenuto nei pressi di Vigiliano Biellese, nella serata di martedì 2 giugno, Pozzolo è risultato positivo all’alcoltest. Nel corso di un’intervista rilasciata a La Stampa, il deputato è tornato sull’argomento con un’affermazione che sta facendo discutere e con la quale ha cercato di difendere la sua posizione. Ecco cosa ha detto Pozzolo.

La difesa

Pozzolo ha voluto tornare sulla questione per difendere la sua posizione. Oltre ad aver dichiarato di essersi sottoposto di sua volontà all’alcoltest, effettuato dalla Polizia Stradale, il deputato ha individuato nell’acqua planing dovuto alle forti piogge la causa del suo incidente.

Il test positivo, invece, è stato commentato con quest’affermazione:

“Essere positivi all’alcoltest non significa essere ubriachi. Con le attuali leggi bastano due bicchieri di vino per raggiungere il valore che sarebbe risultato dai controlli effettuati dalla Polizia Stradale

Si tratta, chiaramente, di parole destinate a far discutere anche in considerazione di quanto previsto dal Codice della Strada, che, con la sua versione più recente, è diventato ancora più stringente in merito alla guida in stato di ebbrezza.

Cosa dice il Codice della Strada

Il Codice della Strada, revisionato dalla legge 177 del 2024, ha introdotto misure più restrittive per la guida in stato di ebbrezza. La normativa attuale prevede un’infrazione al superamento del tasso alcolemico di 0,5 grammi per litro. Il superamento della soglia di 0,8 grammi per litro, invece, fa scattare ulteriori sanzioni, con il ritiro della patente. Dalle ricostruzioni della stampa, per il deputato si tratterebbe di un superamento della soglia di 0,8 grammi per litro.

Da segnalare, inoltre, che in caso di recidiva è prevista l’introduzione dell’alcolock, sistema che blocca il funzionamento del veicolo, evitando la messa in moto, nel caso in cui il conducente superi i limiti previsti dalla normativa. Sulla base dell’articolo 186 del Codice della Strada, è prevista un’ammenda che può arrivare a 3.200 euro oltre all’arresto per non oltre sei mesi (in questo caso, però, per il deputato sarebbe necessaria l’autorizzazione della Camera).

Ricordiamo che la possibilità di bere vino prima di mettersi alla guida è molto delicata e, come confermano le tabelle del Ministero della Salute, basta davvero poco per superare i limiti previsti dalla normativa. L’incidenza dell’alcol, però, dipende dal peso, dal sesso e anche dall’aver assunto la bevanda durante il pasto o senza a stomaco vuoto.

In linea di massima, è possibile affermare che sforare il limite è molto facile e, quindi, il rischio di violare le norme del Codice della Strada è concreto. Per un uomo da meno di 70 chilogrammi, ad esempio, due calici di vino a stomaco vuoto potrebbero essere sufficienti a sforare il livello di 0,5 grammi al litro di tasso alcolemico, incorrendo così in sanzioni.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 13:30:11 +0000
News n. 13
Auto usate in Svizzera: attenzione a questi documenti prima di firmare il contratto

Chi vive nel Nord Italia lo sa bene: basta attraversare il confine per trovare annunci di auto interessanti, concessionari strutturati, privati attenti alla cura del mezzo e modelli che, sul mercato italiano possono essere più costosi. Inevitabile allora chiedersi se dopo dazi, Iva, trasporto, pratiche, immatricolazione, traduzioni, verifiche tecniche e possibili adeguamenti, l’acquisto di un’auto in Svizzera è conveniente.

La risposta è legata a una serie di parametri: il prezzo di partenza, il tipo di vettura, l’età del veicolo, il cambio franco-euro, i costi doganali. Un’auto comprata in Svizzera diventa un affare se il differenziale di prezzo è ampio, se la vettura è rara o molto ben tenuta e se l’importazione viene gestita con precisione. Può trasformarsi invece in un pessimo affare quando il risparmio iniziale viene divorato da oneri fiscali, spese impreviste e complicazioni amministrative.

Perché guardare al mercato svizzero

La Svizzera esercita un fascino sugli automobilisti italiani per almeno tre motivi. Il primo riguarda la qualità media dell’usato. In molti casi le auto svizzere vengono mantenute con cura e circolano su una rete stradale ordinata. Il secondo riguarda gli allestimenti perché il mercato elvetico assorbe versioni ricche, motorizzazioni potenti, dotazioni di sicurezza avanzate e configurazioni meno diffuse in Italia. Il terzo ha a che fare con la disponibilità di modelli premium, sportivi, ibridi plug-in, elettrici e suv di fascia medio-alta ovvero segmenti nei quali una differenza di prezzo può diventare economicamente interessante.

Non significa che ogni annuncio svizzero sia in automatico un affato. Anzi, proprio il livello più alto del mercato può trarre in inganno. Il conto vero nasce soltanto quando si sommano prezzo d’acquisto, eventuale dazio, IVA italiana all’importazione, compensi doganali, trasporto, targhe provvisorie o bisarca, pratiche di nazionalizzazione, iscrizione al Pra, Ipt, targhe italiane, eventuali traduzioni, controlli tecnici e possibili interventi di adeguamento.

Di conseguenza non bisogna fermarsi al prezzo dell’annuncio. Un’auto da 20.000 franchi non costa 20.000 franchi se deve essere importata e immatricolata in Italia. Quella cifra è soltanto il punto di partenza.

Svizzera ed extra UE

La Svizzera non è un Paese dell’Unione europea per cui un veicolo importante va incontro a un’operazione doganale con tutte le conseguenze del caso. In termini pratici l’auto deve uscire dal territorio svizzero ed entrare nel territorio doganale dell’Unione europea. In questa fase sono valutati valore del veicolo, origine, documenti di vendita, classificazione doganale e imposte dovute. L’Iva italiana ordinaria applicata all’importazione pesa sul calcolo finale.

Quando l’acquisto può essere conveniente

L’acquisto in Svizzera diventa interessante quando il prezzo del veicolo è più basso rispetto al mercato italiano da assorbire tutti i costi di importazione. Serve un margine reale capace di reggere anche dopo l’aggiunta di Ica, dazio eventuale, trasporto e pratiche. Su un’utilitaria economica, il gioco non vale spesso la candela: i costi fissi hanno un peso proporzionalmente troppo alto e possono annullare il vantaggio. Su una vettura premium, una sportiva, un suv ben accessoriato o un modello raro il differenziale può diventare più interessante.

Il secondo caso favorevole riguarda le auto difficili da trovare in Italia. Alcune versioni, motorizzazioni, colori, pacchetti optional o configurazioni tecniche possono essere più diffuse in Svizzera. In questo caso il vantaggio è di tipo qualitativo.

Un terzo scenario riguarda le auto con storia trasparente. Se il venditore consegna libretto svizzero, documentazione dei tagliandi, fatture di manutenzione, certificati tecnici, eventuale COC, contratto di vendita, l’operazione diventa più governabile. La convenienza nasce dalla riduzione del rischio.

Quando invece non conviene

L’acquisto non conviene quando il risparmio iniziale è modesto. Se la differenza rispetto a un esemplare italiano è di poche centinaia o di un paio di migliaia di euro, bisogna essere molto cauti. Tra spese doganali, trasporto, immatricolazione, targhe, Ipt e consulenza, quel margine può sparire. La Svizzera non è un mercato facile come un acquisto nazionale, e nemmeno un acquisto intra Ue.

Non conviene nemmeno quando la documentazione è debole, ad esempio nei casi di contratto generico, libretto non chiaro, assenza del certificato di conformità, dati tecnici discordanti o una provenienza poco trasparente.

Il terzo caso critico riguarda le vetture da adeguare. Alcuni veicoli destinati al mercato svizzero possono avere caratteristiche tecniche, dotazioni o configurazioni non perfettamente sovrapponibili a quelle italiane. Nella maggior parte dei casi si tratta di adattamenti a luci, dispositivi, emissioni, pneumatici, documentazione tecnica o configurazioni omologative possono comportare costi e tempi.

Il contratto di compravendita

Il contratto di vendita deve indicare dati del venditore e dell’acquirente, marca, modello, numero di telaio, chilometraggio, prezzo, valuta, data di consegna, stato del veicolo, eventuali difetti dichiarati, dotazioni comprese, documenti consegnati e condizioni di pagamento. Quando la vendita avviene tra privati, la chiarezza del contratto diventa ancora più importante perché mancano molte delle tutele operative che un concessionario strutturato può offrire.

La fattura o il contratto servono anche per la parte doganale. Il valore dichiarato deve essere credibile. Un prezzo artificiosamente basso può essere contestato in quanto l’autorità doganale può valutare il veicolo in base a criteri di mercato, quotazioni e condizioni reali.

In relazione alle modalità di pagamento, è preferibile evitare anticipi sostanziosi prima di aver verificato esistenza del veicolo, identità del venditore, corrispondenza del telaio, documentazione di proprietà e assenza di vincoli. Le truffe non risparmiano il mercato svizzero, soprattutto nelle trattative online.

Documenti necessari e controlli preliminari

Prima di acquistare bisogna controllare il libretto svizzero, la corrispondenza del numero di telaio, la situazione proprietaria, lo stato amministrativo del veicolo, il chilometraggio, le revisioni, la manutenzione e la presenza del certificato di conformità europeo, quando disponibile. Il certificato di conformità non è sempre sufficiente da solo, ma può semplificare molto il dialogo con gli uffici italiani. In assenza di documentazione tecnica chiara, la Motorizzazione civile può richiedere verifiche aggiuntive.

Per l’immatricolazione in Italia servono i documenti di vendita, la carta di circolazione estera, i documenti dell’acquirente, il codice fiscale, eventuali traduzioni, la documentazione doganale e gli atti richiesti per l’iscrizione al Pra. Il percorso può cambiare a seconda che il veicolo sia nuovo o usato, che sia già immatricolato all’estero, che provenga da un concessionario o da un privato, che sia accompagnato da documenti tecnici completi o che richieda altri accertamenti.

Dogana, IVA e dazio: dove il prezzo cambia

Il passaggio doganale è il cuore economico dell’operazione. Quando un veicolo entra in Italia dalla Svizzera, l’acquirente deve considerare l’applicazione dell’Ica all’importazione e l’eventuale dazio doganale. L’Iva ordinaria italiana viene calcolata sulla base imponibile prevista dalle regole doganali che comprende il valore del veicolo ed altri elementi collegati all’importazione.

Il dazio, quando dovuto, è un altro costo da mettere in conto. La sua applicazione dipende dalla classificazione del veicolo, dall’origine e dall’eventuale disponibilità di documenti preferenziali.

Il cambio franco-euro aggiunge un altro elemento di incertezza. Un annuncio conveniente può diventare meno interessante se il franco si rafforza o se il pagamento viene effettuato con commissioni bancarie elevate. Chi compra in Svizzera deve quindi ragionare anche sul momento del pagamento, sul tasso applicato dalla banca, sulle spese di bonifico internazionale e sul margine di oscillazione valutaria tra trattativa e saldo.

Trasporto, targhe di esportazione e divieto di improvvisare

Una volta acquistata l’auto, bisogna portarla in Italia. Le strade sono due: utilizzare targhe di esportazione e copertura assicurativa temporanea, oppure caricare il veicolo su bisarca o altro mezzo di trasporto. La scelta dipende dal cantone, dalla disponibilità dei documenti, dai tempi dell’operazione, dallo stato del veicolo e dalla strategia scelta per l’immatricolazione italiana.

Le targhe svizzere di esportazione non sono un dettaglio secondario. Vanno richieste secondo le procedure cantonali, hanno costi da affrontare, durata limitata e copertura assicurativa temporanea. Ad esempio in Canton Ticino sono previsti documenti da presentare, licenza di circolazione annullata, eventuale formulario per i veicoli nuovi, pagamento di licenza, targhe, carta verde e assicurazione collettiva.

La bisarca è spesso la soluzione più pulita, soprattutto quando si vuole evitare ogni dubbio sulla circolazione con targa estera, assicurazione temporanea o validità dei documenti durante il trasferimento. Costa di più, ma riduce il rischio operativo. Chi risiede in Italia deve poi prestare attenzione alla disciplina sulla circolazione dei veicoli con targa estera perché non è consentito guidare stabilmente un’auto non ancora regolarizzata.

Immatricolazione in Italia e iscrizione al Pra

Dopo l’ingresso in Italia, il veicolo deve essere immatricolato alla Motorizzazione civile e iscritto al PRA. Solo al termine del percorso viene rilasciato il Documento unico di circolazione e proprietà. Per i veicoli provenienti da Paesi extra UE, il controllo della documentazione tecnica e fiscale è un passaggio particolarmente importante. La Motorizzazione civile verifica che il mezzo sia immatricolabile e che gli adempimenti doganali siano corretti.

I costi amministrativi comprendono emolumenti ACI, imposte di bollo, IPT variabile, diritti della Motorizzazione civile e rilascio delle targhe. A questi importi vanno aggiunti compensi di agenzia, traduzioni, consulenze doganali, collaudi o verifiche tecniche. provincia, alla potenza del veicolo, alla documentazione e alla complessità della pratica.

Garanzia e assistenza

Uno dei punti più delicati riguarda la garanzia. Se si acquista da un concessionario svizzero, bisogna capire quali tutele siano riconosciute dopo l’esportazione in Italia. La garanzia del venditore può avere limiti territoriali o condizioni non sempre facili da far valere. La garanzia ufficiale del costruttore può essere valida a livello europeo o internazionale a seconda del marchio e del tipo di copertura, ma va verificata prima della firma.

Con i privati il rischio aumenta. Il prezzo può essere più basso, ma le tutele sono inferiori. Una volta importata l’auto, eventuali problemi meccanici, elettronici o amministrativi diventano più difficili da contestare

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 12:00:21 +0000
News n. 14
Toyota non è più l’azienda giapponese che vale di più, cosa è successo

Un punto fermo dell’economia giapponese ha perso il suo primato. Per 23 anni Toyota ha rappresentato la colonna portante dell’industria asiatica, e continua a esserlo. Ora però ha perso il suo primato, e per la prima volta dal 2003 non è più l’azienda giapponese con la maggiore capitalizzazione di mercato. Una posizione dominante del mercato che racconta un cambio di paradigma, fatto meno di fabbriche e vendite, più di AI e investimenti.

23 anni di primato indiscusso

A lungo è durato il dominio Toyota, da quando nel 2003 è riuscita a prendere il posto di NTT Docomo la casa automobilistica ha mantenuto una leadership intoccabile. Il valore economico del Giappone è stato strettamente legato alla sua industria manifatturiera, e Toyota ne è stata l’emblema: produzione su larga scala, efficienza, qualità e una capacità unica di adattarsi ai cambiamenti del mercato.

Anche negli ultimi anni, con la transizione verso l’elettrico e la crescente pressione dei competitor cinesi e americani, Toyota ha continuato a mantenere numeri solidi grazie alla sua strategia ibrida, che ancora oggi rappresenta una delle soluzioni più vendute a livello globale.

Difficoltà dell’automotive

Da un lato c’è la corsa all’elettrificazione, con investimenti miliardari richiesti per riconvertire piattaforme produttive e filiere industriali. Dall’altro, la concorrenza internazionale si è fatta sempre più aggressiva, soprattutto da parte dei costruttori cinesi, capaci di proporre modelli elettrici a prezzi estremamente competitivi.

Toyota, pur restando uno dei player più solidi del settore, si trova oggi in una fase di transizione delicata: la strategia multi-tecnologica (ibrido, plug-in e idrogeno) ha garantito stabilità, ma il mercato non offre più i numeri di qualche anno fa. È in questo contesto che il valore percepito dell’automotive in Borsa ha iniziato a oscillare, aprendo la strada a nuovi protagonisti.

Il sorpasso di SoftBank

A superare Toyota è stata SoftBank, colosso giapponese delle telecomunicazioni e degli investimenti tecnologici, che ha registrato un’impennata del valore azionario del 14% in una sola seduta, raggiungendo nuovi massimi storici. Il rally è stato alimentato dall’annuncio di un piano di investimenti fino a 75 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, destinati allo sviluppo di infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, con particolare attenzione al mercato europeo e in particolare alla Francia.

L’entusiasmo degli investitori si concentra soprattutto sull’ecosistema tecnologico costruito attorno a SoftBank, che include partecipazioni strategiche in realtà come Arm e collaborazioni indirette con aziende attive nello sviluppo di AI avanzata, incluso il mondo di OpenAI. Un cambio di paradigma evidente: mentre l’industria automobilistica resta centrale nell’economia reale, i mercati finanziari sembrano oggi premiare soprattutto chi è in grado di guidare la rivoluzione digitale.

Un segnale dei tempi che cambiano

Il sorpasso di SoftBank su Toyota non rappresenta solo un dato di Borsa, ma anche un indicatore del cambiamento in atto nell’economia globale. Se per decenni il valore delle grandi aziende giapponesi è stato legato alla produzione industriale e all’export, oggi il baricentro si sta spostando verso tecnologia, dati e intelligenza artificiale.

Toyota resta un gigante dell’automotive e uno dei marchi più influenti al mondo, ma il primato perso dopo 23 anni racconta una realtà chiara: il futuro del valore economico globale non passa più soltanto dalle fabbriche, ma sempre più dai software e dalle infrastrutture digitali

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 10:55:30 +0000
News n. 15
Adesivo sul vetro della macchina, come rimuoverlo senza danni

Quante volte capita di guardare il parabrezza o il lunotto e notare ancora quell’adesivo del concessionario applicato anni prima? Oppure uno sticker turistico, il pass di un vecchio parcheggio o una vignetta ormai inutilizzata che sembra essersi fusa con il vetro. In molti casi il problema non è tanto togliere l’adesivo, quanto eliminare la colla che resta incollata alla superficie e che attira polvere e sporco.

La tentazione di utilizzare lame, coltelli o strumenti improvvisati è forte, ma il rischio è quello di graffiare il vetro o danneggiare le guarnizioni. Esistono invece alcuni metodi semplici ed efficaci che permettono di rimuovere quasi ogni tipo di adesivo senza fatica e senza rischi. Vediamo quali sono i più efficaci.

La tecnica del phon

Il calore è uno degli alleati migliori quando si tratta di eliminare adesivi vecchi e particolarmente tenaci. La colla utilizzata per fissare sticker ed etichette tende infatti a indurirsi nel tempo, soprattutto se esposta per anni al sole o agli sbalzi di temperatura. L’utilizzo di un comune phon domestico permette di ammorbidire l’adesivo e rendere molto più semplice la sua rimozione. Basta dirigere il getto di aria calda sulla superficie per alcuni minuti, mantenendo una distanza di sicurezza dal vetro. Una volta che la colla si è scaldata, si può iniziare a sollevare delicatamente un angolo dell’adesivo aiutandosi con le dita o con una tessera di plastica.

Nella maggior parte dei casi l’etichetta verrà via quasi interamente. Se dovessero rimanere residui di colla, sarà possibile intervenire con uno dei metodi successivi. È importante non utilizzare temperature eccessive e non concentrare il calore troppo a lungo nello stesso punto, soprattutto sui vetri posteriori dotati di resistenze per il lunotto termico.

Acqua calda saponata

Per gli adesivi applicati all’esterno dell’auto esiste un sistema ancora più semplice e completamente privo di rischi. L’acqua calda saponata è infatti in grado di ammorbidire sia la carta sia parte della colla utilizzata negli sticker più comuni. Il procedimento richiede un po’ di pazienza. Si prepara una soluzione di acqua calda e sapone neutro, quindi si bagna un panno in microfibra e lo si appoggia sopra l’adesivo per alcuni minuti. In questo modo l’umidità penetra lentamente nel materiale, facilitandone il distacco.

Dopo qualche minuto è possibile provare a sollevare un bordo e rimuovere gradualmente l’etichetta. Se necessario, l’operazione può essere ripetuta più volte fino alla completa eliminazione dell’adesivo. Questo metodo è particolarmente indicato per le etichette applicate recentemente o per quelle realizzate con materiali meno resistenti. Inoltre non comporta alcun rischio per vernice, guarnizioni o superfici trasparenti.

Il WD-40

Tra gli appassionati di fai-da-te automobilistico il WD-40 è spesso considerato una sorta di prodotto universale. Oltre alle sue proprietà più apprezzate riesce anche a sciogliere residui adesivi e colle particolarmente ostinate. Dopo aver rimosso la parte principale dello sticker, si può spruzzare una piccola quantità di prodotto direttamente sulla colla rimasta sul vetro. È consigliabile lasciarlo agire per qualche minuto, in modo che possa penetrare e ammorbidire il materiale adesivo.

Successivamente si può passare un panno morbido in microfibra effettuando movimenti circolari. Nella maggior parte dei casi i residui si staccano senza richiedere particolare forza. Una volta terminata l’operazione è importante pulire accuratamente il vetro con un detergente specifico per cristalli, eliminando ogni traccia oleosa lasciata dal prodotto e ripristinando la perfetta trasparenza della superficie.

Gli errori da evitare

Quando si cerca di rimuovere un adesivo, spesso il problema nasce dalla fretta. Utilizzare oggetti metallici, cacciaviti o lame può sembrare una soluzione rapida, ma aumenta notevolmente il rischio di lasciare segni permanenti sul vetro. Anche solventi troppo aggressivi o prodotti non adatti possono creare problemi alle guarnizioni in gomma e alle parti plastiche circostanti. Lo stesso vale per le spugne abrasive, che rischiano di opacizzare alcune superfici. La strategia migliore resta quella di procedere gradualmente: prima il calore, poi l’ammorbidimento con acqua o prodotti specifici e infine la pulizia finale del vetro.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 10:18:45 +0000
News n. 16
SUV compatti premium a meno di 35.000 euro, i migliori del 2026

Per molti automobilisti il concetto di SUV premium coincide ormai con listini che partono ben oltre i 40.000 euro. Basta dare uno sguardo alle proposte più recenti della maggior parte dei marchi premium tedeschi per accorgersi di come i prezzi siano cresciuti negli ultimi anni, complici l’elettrificazione, l’aumento delle dotazioni tecnologiche e una domanda sempre più orientata verso modelli ricchi di contenuti.

Esistono però ancora cinque SUV compatti premium disponibili in Italia nel 2026 con un prezzo di ingresso sotto i 35.000 euro, li abbiamo selezionati analizzando cosa offre ciascuno in termini di dotazione, motori, spazio e carattere. Modelli diversi tra loro, pensati per automobilisti con priorità diverse.

Mazda CX-30

Tra tutte le proposte di questa selezione la Mazda CX-30 è quella che parte dal prezzo più basso, 28.950 euro per la versione Exclusive-Line con il motore 2.0 Skyactiv-G mild hybrid da 150 CV, ma che non rinnega nulla in termini di sensazione più netta di auto premium. Non è un paradosso: Mazda da anni lavora con una filosofia costruttiva che privilegia i materiali, la cura dei dettagli e la guidabilità.

Le superfici interne sono pulite, i materiali morbidi al tatto, la plancia ha un’impostazione elegante che strizza l’occhio alle berline di segmento superiore. Non c’è un touchscreen enorme a dominare la scena, Mazda ha scelto un display da 8,8 pollici comandato da un rotore sulla console centrale, una scelta controcorrente che però garantisce un uso intuitivo senza distogliere gli occhi dalla strada. Sul fronte della guida, il CX-30 regala soddisfazioni genuine. La risposta dello sterzo è precisa, l’assetto bilancia bene comfort e tenuta, e il motore mild hybrid abbinato al cambio automatico a sei rapporti restituisce una fluidità. 

Alfa Romeo Junior

L’Alfa Romeo Junior del 2026 non si porta sulle spalle solo un’eredità, ma anche le aspettative di chi vuole un SUV compatto con carattere, stile e quel qualcosa in più che solo Alfa Romeo sa mettere. Il prezzo di 31.050 euro apre l’accesso alla versione con il 1.2 Turbo Mild Hybrid da 136 CV, abbinato al cambio automatico a sei rapporti. Bastano pochi chilometri per capire la differenza rispetto alle sorelle del Gruppo Stellantis: qui il telaio è stato messo a punto con una certa cura. La risposta dello sterzo è viva, l’assetto non rinuncia a comunicare ciò che succede sotto le ruote. Non è una sportiva travestita da SUV, ma si difende bene su strada rispetto a qualsiasi rivale tedesca di pari segmento.

L’estetica è indiscutibilmente il punto di forza. Il frontale con il trilobo ridisegnato, i gruppi ottici sottili, le nervature della carrozzeria: la Junior è una delle SUV compatte più riconoscibili sul mercato, e spesso è proprio lo stile a fare la differenza in questa fascia.

Audi Q2

L’Audi Q2 è uno di quei modelli che ha aperto una strada nel 2016 e che continua a percorrerla con coerenza, aggiornamento dopo aggiornamento. Il restyling che ha portato il modello al 2026 ha affinato il frontale con la nuova firma luminosa e ha aggiornato il sistema di infotainment con l’interfaccia MMI touch response da 10,1 pollici, migliorando notevolmente l’esperienza a bordo rispetto alla generazione precedente.

Il prezzo di partenza è di 32.500 euro con il 1.0 TFSI da 110 CV, sufficiente per un uso urbano e suburbano, ma la maggior parte degli acquirenti si orienta sul 1.5 TFSI da 150 CV con tecnologia mild hybrid, che aggiunge fluidità e contenimento dei consumi a un costo moderato. La piccola Q2 ha il merito di offrire la classica esperienza Audi in un formato estremamente maneggevole: 4,19 metri di lunghezza, raggio di sterzata ridotto, agilità in città che molte rivali più grandi non sanno garantire. Il bagagliaio da 355 litri non è il più generoso ma per chi usa l’auto prevalentemente da solo o in due, non è mai un problema reale. 

MINI Countryman

La MINI Countryman è cresciuta di generazione in generazione fino a diventare qualcosa di genuinamente diverso da quel che era alle origini. L’attuale versione, basata sulla piattaforma del Gruppo BMW condivisa con la X1, è un SUV compatto vero, con 4,43 metri di lunghezza, un bagagliaio da 460 litri e un’abitabilità al posteriore che non delude nemmeno su percorsi lunghi. La filosofia MINI con personalizzazione spinta, atmosfera da auto premium, design riconoscibile, è rimasta intatta dentro una carrozzeria più seria.

Il prezzo di ingresso è di 33.806 euro per la versione C con motore 1.5 tre cilindri da 170 CV, dotazione già completa di quadro strumenti digitale da 9,5 pollici, display centrale circolare da 9,4 pollici con MINI Operating System 9 e connettività integrata. Gli interni sono il vero punto di distacco rispetto la concorrenza: la plancia è un esercizio di stile, niente minimalismo scandinavo, qui il display rotondo è quasi una firma, e il livello di personalizzazione permette di configurare un’auto che difficilmente assomiglia a un’altra. La guida è progressiva e confortevole, ma certo meno sportiva di quanto il nome MINI possa suggerire ma assolutamente adeguata per un SUV da usare tutti i giorni. 

Volkswagen T-Roc

Il Volkswagen T-Roc è uno dei SUV compatti più venduti in Europa, e non lo è per caso. Il restyling che ha portato il modello al 2026 ha rivoluzionato una proposta che già funzionava bene, aggiornando il frontale con i nuovi gruppi ottici LED a matrice e introducendo il sistema di infotainment MIB4 con display da 9,2 pollici e la plancia rinnovata con il quadro strumenti digitale di serie anche nelle versioni d’accesso. Il prezzo di partenza è di 33.900 euro con il 1.0 TSI da 115 CV in allestimento Life, anche se per avere una vettura di riferimento ha senso muoversi in direzione dell’allestimento Style e il propulsore 1.5 150 CV, lo stesso dell’Audi.

La forza del T-Roc è quella di un SUV che non delude su nessun fronte: lo spazio è adeguato con bagagliaio da 445 litri e cinque posti veri, la qualità costruttiva è solida, il sistema di assistenza alla guida Travel Assist è uno dei più completi della categoria. Non ha il carattere dell’Alfa Romeo Junior né il design spiazzante della Countryman, ma offre qualcosa che per molti acquirenti vale altrettanto: la certezza di un prodotto rodato, ampiamente testato dal mercato e con una rete di assistenza capillare. È la scelta razionale della selezione, e spesso è esattamente quella giusta.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 09:43:40 +0000
News n. 17
Accise carburanti, da cosa è composto il prezzo di benzina e diesel

C’è un argomento che torna a fare capolino ogni volta che la benzina supera certi prezzi, ogni volta che scatta una campagna elettorale o ogni volta che qualcuno si trova a guardare il contatore del distributore scocorrere. Le accise sui carburanti: se ne parla moltissimo, spesso a sproposito, raramente con la precisione che meriterebbero. Perché per giudicarle o semplicemente per capire quanto pesano davvero su quello che paghiamo ogni settimana dal distributore, bisogna prima sapere esattamente di cosa si tratta. E la risposta è meno scontata di quanto si possa immaginare.

Cosa sono le accise

Le accise sono imposte indirette che lo Stato applica su determinati prodotti al momento del loro acquisto o della loro produzione. Nel caso dei carburanti, benzina, diesel e GPL, entrano in gioco nel momento in cui fate il pieno. Non sono una novità degli ultimi anni, né una trovata di qualche governo recente: la prima accisa sui carburanti in Italia risale al 1935, introdotta per sostenere le spese della guerra d’Etiopia. Fu tolta l’anno successivo, nel 1936, ma la logica di usare i carburanti come fonte di gettito fiscale era ormai entrata nella mentalità dello Stato.

Prezzo alla pompa, da cosa è composto

Quando attaccate la pistola del carburante e guardate il numero sul display, state pagando tre cose distinte, impacchettate in un unico prezzo finale.

La prima è il costo dell’industria: tutto quello che riguarda l’estrazione del petrolio grezzo, la raffinazione, il trasporto, la distribuzione e il guadagno delle società coinvolte nella filiera.

La seconda sono le accise, la voce di cui stiamo parlando. Una tassa fissa per ogni litro venduto, indipendente dal prezzo di mercato del carburante. Se il petrolio crolla, le accise restano le stesse. Se il petrolio sale, le accise restano le stesse. È questa rigidità che le rende così impattanti nei periodi di prezzo basso: quando la materia prima costa poco, la quota fiscale sul totale diventa proporzionalmente più alta.

La terza è l’IVA, applicata al 22% in Italia sul prezzo finale che include già le accise. Questo significa, concretamente, che pagate l’IVA anche sulle accise stesse: una tassa su una tassa, se vogliamo semplificare al massimo.

Tutte le accise

La lista delle 19 accise storicamente introdotte sui carburanti è uno di quei documenti che fa più effetto rileggere. Si parte dal 1935 con la guerra d’Etiopia (1,90 lire), si passa per la crisi di Suez del 1956 (14 lire), la ricostruzione post-Vajont del 1963 (10 lire), l’alluvione di Firenze (10 lire), il terremoto del Belice 1968 (10 lire), quello del Friuli 1976 (99 lire, quasi 0,05 euro), quello dell’Irpinia 1980 (75 lire).

Si continua con la missione ONU in Libano 1982 (205 lire, circa 0,10 euro), quella in Bosnia 1995 (22 lire), il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri 2004 (0,02 euro), l’acquisto di autobus ecologici 2005 (0,0005 euro), l’emergenza terremoto in Abruzzo 2009 (0,0051 euro), il finanziamento della cultura 2011 (0,0071/0,0055 euro a seconda del carburante), la gestione degli immigrati dopo la crisi libica 2011 (0,04 euro), l’alluvione di Liguria e Toscana 2011 (0,0089 euro), il Decreto Salva Italia 2011 (0,082 euro sulla benzina, 0,113 euro sul diesel), il terremoto dell’Emilia 2012 (0,024 euro), il bonus gestori e la riduzione tasse per i terremotati abruzzesi (0,005 euro) e infine il Decreto Fare del 2014, la Nuova Sabatini (0,0024 euro).

Non tutte sono ancora tecnicamente attive come voci singole, dal 1995 sono unificate in un’unica aliquota, ma tutte contribuiscono a comporre il totale che paghiamo. La cifra complessiva dell’accisa sulla benzina si aggira a 0,673 per litro. Sul diesel dal 1 gennaio 2026 è la stessa: 0,673 euro per litro. Sul GPL, molto più bassa, si ferma a circa 0,147 euro per litro.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 08:23:02 +0000
News n. 18
GP Monaco: l’Italia sogna con Kimi Antonelli, l’ultimo successo tricolore nel 2004

Montecarlo non è una pista, è il luogo simbolo del motorsport. Una cartolina della F1 sospesa tra yacht, guard rail e storia. Chi vince qui diventa leggenda e per questo il GP di Monaco occupa un posto speciale nel programma stagionale. Gli italiani che sono riusciti a conquistarlo sono pochi, ma tutti entrati nella storia. Oggi, ventidue anni dopo l’ultima vittoria tricolore tra le strade del Principato, il nome che può riaccendere il sogno è quello di Andrea Kimi Antonelli. Il talento bolognese della Mercedes arriva a Monaco nel momento più importante della sua giovane carriera con il paddock che ormai lo considera molto più di una promessa. Dopo l’ottimo inizio del 2026 e il ritorno di un italiano alla vittoria in F1 vent’anni dopo Giancarlo Fisichella, Antonelli rappresenta qualcosa che l’Italia inseguiva da una generazione intera. Un pilota capace di riportare il tricolore stabilmente ai vertici del mondiale.

Nuvolari, Patrese e Trulli: tre italiani che hanno conquistato Montecarlo

Monaco è un circuito che non perdona, il talento conta più della macchina e il coraggio vale millimetri. Un tracciato cittadino dove ogni errore si paga immediatamente contro le barriere. È anche il luogo che consacra i campioni veri e la storia italiana parte da Tazio Nuvolari su Alfa Romeo nel 1931 che conquistò il primo successo italiano nella storia del GP di Montecarlo. Dopo di lui, nel 1932 Achille Varzi su Bugatti che impedì la doppia proprio a Nuvolari. A seguire Luigi Fagioli su Mercedes nel 1935, Giuseppe Farina su Maserati nel 1948 e Vittorio Marzotto su Ferrari nel 1952. Alberto Ascari, due volte campione del mondo Ferrari non riuscì mai a vincere ufficialmente nel Principato, ma il suo nome resta legato profondamente alle strade monegasche anche per uno degli episodi più iconici della F1: il celebre incidente del 1955. Al porto, la sua Lancia D50 finì direttamente in mare dopo aver mancato la chicane. Una scena diventata eterna nella storia del motorsport.

Il primo italiano dell’era moderna a vincere realmente il GP di Monaco nel Mondiale di F1 fu invece Riccardo Patrese su Brabham-Ford nel 1982. Una gara entrata nella leggenda per il caos incredibile degli ultimi giri. A pochi chilometri dal traguardo sembravano poter vincere almeno quattro piloti diversi. Prost finì contro il guard rail sotto la pioggia, Pironi rimase senza benzina, De Cesaris ebbe problemi tecnici e Patrese, dopo un testacoda, riuscì incredibilmente a riprendere la corsa e a ritrovarsi primo sotto la bandiera a scacchi. Quella vittoria trasformò Patrese nel primo italiano capace di trionfare tra le strade del Principato in una gara valida per il Mondiale. Un successo storico arrivato al termine di uno dei GP più folli mai corsi a Monte Carlo.

Poi arrivò Jarno Trulli su Renault nel 2004 con una delle vittorie italiane più belle degli ultimi trent’anni. La sua non era la macchina dominante del campionato, ma Trulli a Monaco sembrava intoccabile. Pole position il sabato, controllo totale la domenica e una gara perfetta davanti a Jenson Button e Rubens Barrichello. Fu il capolavoro assoluto del pilota abruzzese, maestro della qualifica e interprete ideale delle piste cittadine.

Da quanto manca un italiano sul podio a Monaco?

L’ultima vittoria italiana nel Principato resta quindi quella di Trulli nel 2004. Ma il digiuno azzurro sul podio di Monaco è ancora più lungo di quanto sembri. Dopo il trionfo di Jarno, nessun pilota italiano è più riuscito a salire tra i primi tre nel GP più iconico della F1. Un’assenza che racconta perfettamente il declino vissuto dal movimento italiano negli ultimi vent’anni. L’Italia ha continuato ad avere la Ferrari, tecnici, ingegneri e circuiti fondamentali per la F1, ma non più un pilota realmente competitivo ai massimi livelli.

Anche per questo l’arrivo di Antonelli ha assunto immediatamente un peso enorme. Non soltanto sportivo, ma quasi culturale. Perché l’Italia della F1 aspettava qualcuno capace di interrompere una nostalgia diventata troppo lunga. Negli ultimi anni il motorsport italiano, ha vissuto soprattutto di ricordi, di piloti che appartengono ormai a epoche diverse.

Perché Monaco può essere la gara di Antonelli

Il circuito di Montecarlo non premia soltanto la velocità pura ma la precisione, la sensibilità e il sangue freddo. Qualità che Antonelli sta mostrando sempre di più in questa stagione 2026.  Il tracciato del Principato è storicamente uno dei pochi dove il talento del pilota può ancora fare una differenza enorme rispetto alla macchina. Serve fiducia assoluta nell’anteriore, capacità di gestire le gomme sulle basse velocità e soprattutto lucidità mentale tra i muretti. Kimi Antonelli possiede molte delle caratteristiche richieste da Monaco. È aggressivo sul giro secco, estremamente preciso nelle traiettorie e ha una capacità naturale di adattarsi rapidamente alle condizioni del tracciato. Non è un caso che molti nel paddock considerino Montecarlo una delle piste dove il talento puro del bolognese possa emergere maggiormente. In più, il nuovo formato della F1 rende le qualifiche ancora più decisive. A Monaco superare è quasi impossibile. Partire davanti significa avere in mano gran parte della gara e proprio sul giro secco il giovane talento della Mercedes sta costruendo la sua reputazione.

Il trofeo Bandini

Intanto, nei giorni scorsi, Kimi Antonelli ha ricevuto oggi il prestigioso Trofeo Bandini che riconosce risultati eccezionali in F1. Il premio fu fondato nel 1992 in memoria del pilota italiano Lorenzo Bandini che ha tragicamente perso la vita nel GP di Monaco del 1967 e assegnato negli ultimi anni anche a George Russell, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. “È un vero onore ricevere un premio così speciale. Vorrei dedicare questo trofeo alla mia famiglia, alla mia squadra straordinaria e a tutti quelli qui oggi che mi hanno sostenuto durante questo viaggio. Il vostro incoraggiamento e la vostra fede in me hanno fatto la differenza, e sono profondamente grato per ognuno di voi” le parole del giovane talento bolognese mentre riceveva il trofeo in piazza a Brisighella, città natale di Bandini.

Monaco attende

Il Principato di Monaco resta il luogo dove il pilota conta ancora tantissimo e gli italiani, storicamente, hanno sempre avuto una connessione particolare con le piste dove servivano sensibilità e fantasia. Una pista crudele anche per i più grandi. Ayrton Senna, idolo di Antonelli e re assoluto con sei vittorie, diceva che qui si guida oltre il limite della concentrazione. Un circuito dove basta un centimetro sbagliato per distruggere un weekend intero.

Oggi il tricolore torna a presentarsi nel Principato con aspettative che mancavano da anni. Kimi non è soltanto un rookie veloce, è il primo pilota italiano da moltissimo tempo ad arrivare a Monaco con la sensazione concreta di poter davvero lottare per qualcosa di importante. Ventidue anni dopo Trulli, il Principato aspetta forse un nuovo capitolo azzurro e chissà che proprio tra yacht, muretti e guard rail non possa iniziare davvero una nuova era.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 08:15:30 +0000
News n. 19
Moto cinesi a basso prezzo, le top 5 in Italia sotto i 7.000 euro

Negli ultimi anni la presenza dei costruttori cinesi è cresciuta in modo costante nel panorama motociclistico europeo, soprattutto nel segmento delle medie cilindrate. Le proposte oggi disponibili non si limitano più a modelli economici, ma includono crossover, naked e custom con dotazioni complete e prestazioni ormai in linea con i principali concorrenti giapponesi ed europei.

Un elemento comune a molte di queste moto è il posizionamento aggressivo sul prezzo, spesso sotto la soglia dei 7.000 euro franco concessionario, fattore che ne ha favorito diffusione e visibilità commerciale. In questo contesto si inserisce una selezione di cinque modelli tra le proposte più interessanti attualmente presenti sul mercato italiano.

CFMoto 450MT, tra le più vendute

Tra le moto cinesi che hanno ottenuto i migliori risultati commerciali in Italia negli ultimi anni c’è CFMoto 450MT, crossover di media cilindrata che nel 2025 è entrata nella classifica delle dieci moto più vendute del mercato nazionale, risultando anche il modello cinese più immatricolato.

La moto è equipaggiata con un motore bicilindrico frontemarcia da 449 cc, omologato Euro 5+, capace di erogare 42,2 CV a 8.500 giri/min e 42 Nm di coppia a 6.500 giri/min, con una velocità massima dichiarata di 152 km/h. La ciclistica prevede un telaio in acciaio alto resistenziale, ruote a raggi tubeless da 21 pollici all’anteriore e 18 pollici al posteriore e sospensioni KYB completamente regolabili.

CFMoto 450MT crossover A2 tra le più vendute in Italia
Ufficio Stampa CFMoto
CFMoto 450MT risulta essere tra le dieci moto più vendute in Italia nel 2025

La dotazione comprende inoltre display TFT da 5 pollici, controllo di trazione, impianto Full LED e ABS disinseribile. Con un peso a vuoto di 173 kg, un serbatoio da 17,5 litri e consumi dichiarati di 22 km/l, rappresenta una valida alternativa nel suo segmento di appartenenza, tenendo conto che il prezzo di listino parte da 5.990 euro.

QJ Motor SRT 450 RX, una novità per l’Italia

Recentemente introdotta sul nostro mercato, QJ Motor SRT 450 RX è una crossover di media cilindrata sviluppata per chi cerca una moto adatta sia all’utilizzo quotidiano sia ai viaggi. Il modello adotta un motore bicilindrico parallelo da 449,5 cc in grado di erogare 48 CV a 9.500 giri/min e 41 Nm di coppia a 8.000 giri/min, valori che la collocano al limite della categoria guidabile con patente A2.

A caratterizzarla sono anche il serbatoio da 18 litri e la configurazione con ruota anteriore da 21 pollici e posteriore da 18 pollici. La ciclistica si basa su un telaio in acciaio con forcellone in alluminio, abbinato a sospensioni Marzocchi regolabili e impianto frenante Brembo con ABS disinseribile al posteriore.

QJMotor SRT 450 RX crossover A2 completa e accessibile
Ufficio Stampa QJMotor
QJMotor SRT 450 RX adotta sospensioni Marzocchi e impianto frenante Brembo di serie

Nel pacchetto delle dotazioni troviamo il controllo di trazione, il parabrezza regolabile, manopole e sella riscaldate, equipaggiamenti che contribuiscono a renderla una delle proposte più complete della categoria. È inclusa anche la strumentazione TFT con connettività per smartphone e l’illuminazione Full LED. Il prezzo di partenza è di 5.790 euro.

Benda Napoleon Bob 500, il fascino delle custom

Se non l’aveste mai incrociata, Benda Napoleon Bob 500 è una di quelle moto che difficilmente passano inosservate. È una custom di impostazione classica, ma arriva dalla Cina e punta tutto su un colpo d’occhio molto curato, con linee da bobber tradizionale, sella monoposto a sbalzo e proporzioni da moto di categoria superiore.

Il motore è un bicilindrico a V da 475,6 cc raffreddato a liquido, capace di erogare 48 CV e 42 Nm di coppia, valori compatibili con la patente A2. La trasmissione finale è a cinghia, soluzione tipica del segmento, mentre la seduta molto bassa da 69,5 cm da terra definisce una posizione di guida raccolta e rilassata.

Benda Napoleon Bob 500 bobber A2 dallo stile cinese
Ufficio Stampa Benda
Benda Napoleon Bob 500 unisce stile classico e dettagli moderni con tecnologia cinese

La ciclistica adotta forcella a steli rovesciati con elementi carenati, ammortizzatore posteriore KYB regolabile nel precarico e cerchi da 16 pollici con pneumatici di grande sezione. Completano il quadro la dotazione con illuminazione Full LED, strumentazione TFT con connettività Bluetooth e un prezzo di listino pari a 6.490 euro.

Voge Brivido 625R, una naked sportiva “low costâ€

Voge Brivido 625R è una naked di media cilindrata che punta a sfidare la ben più nota Kawasaki Z650. Il modello è spinto da un bicilindrico frontemarcia da 581 cc con manovellismo a 270°, in grado di erogare 64 CV a 9.000 giri/min e 57 Nm di coppia a 6.500 giri/min, con velocità massima dichiarata di 185 km/h.

La ciclistica prevede un telaio in acciaio a doppia culla, forcella KYB a steli rovesciati da 41 mm e impianto frenante con doppio disco anteriore da 298 mm e disco posteriore da 240 mm con ABS Bosch a doppio canale. Il peso a secco è pari a 190 kg, mentre la sella è posizionata a 785 mm da terra.

Voge Brivido 625R naked media cilindrata da 64 CV
Ufficio Stampa Voge
Voge Brivido 625R si candida a essere una delle rivali di Kawasaki Z650

Inclusi nella dotazione di serie ci sono il display TFT con connettività e navigazione integrata, il controllo di trazione, l’impianto Full LED e una presa USB. Il serbatoio ha una capacità di 16,5 litri e i consumi dichiarati si attestano a circa 26 km/l nel ciclo WMTC. Il prezzo base risulta estremamente interessante: 5.990 euro.

Cyclone RX650, pronta all’avventura

Tra i marchi più recenti ad affacciarsi sul mercato italiano c’è Cyclone, che nella propria gamma include RX650, una crossover di media cilindrata pensata per il turismo e l’utilizzo quotidiano. Il modello si colloca nel segmento delle adventure stradali con una proposta orientata alla versatilità e alla facilità di guida.

Il motore è un bicilindrico parallelo da 649,6 cc capace di 71 CV di potenza massima a 8.500 giri/min e 62 Nm di coppia a 7.000 giri/min, con prestazioni adeguate alla categoria. La ciclistica si basa su un telaio in acciaio a struttura a diamante, forcella KYB da 41 mm regolabile e impianto frenante con ABS Bosch. Le ruote da 17 pollici completano una configurazione da crossover stradale, con un peso in ordine di marcia di circa 238 kg.

Cyclone RX650 crossover 650 cc da 71 CV e 21 litri
Ufficio Stampa EICMA
Cyclone RX650 adotta telaio a diamante e forcella KYB da 41 mm regolabile

Il comparto equipaggiamenti include un display TFT da 6,7 pollici con connettività e informazioni estese, illuminazione Full LED, presa USB e cavalletto centrale. Il serbatoio da 21 litri consente una buona autonomia nei trasferimenti più lunghi, mentre il prezzo parte da 6.990 euro.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 08:14:07 +0000
News n. 20
Audi Nuvolari, l’erede della R8 è un’ibrida da 1000 CV

Tazio Nuvolari, il pilota che negli anni Trenta batteva le Mercedes e le Auto Union con macchine inferiori, vincendo la Mille Miglia nel 1930 e la Targa Florio nel 1931, e che ancora oggi viene considerato da molti il più grande di tutti i tempi. Scegliere quel nome per battezzare la supercar più estrema mai prodotta da Audi non è un atto di marketing qualunque. È qualcosa che vuole lasciare il segno.

L’Audi Nuvolari è stata svelata il 4 giugno 2026 ed è l’auto di serie più veloce, potente ed esclusiva che il marchio di Ingolstadt abbia mai prodotto. Sarà tirata in 499 esemplari, arriverà nelle prime settimane del 2027 e costerà tra i 500.000 e i 600.000 euro in base alle specifiche scelte.

Design da concept car

Non assomiglia a nessuna Audi mai vista prima. Superfici tese, componenti aerodinamici funzionali integrati senza soluzione di continuità, niente orpelli decorativi, niente cromature a fare bella mostra di sé. Il linguaggio stilistico è quello della Concept C, la show car con cui Audi aveva anticipato la direzione estetica del futuro, ma qui si cala su proporzioni e architettura tipiche di una vettura con motore centrale. Il risultato è qualcosa che ha più in comune con una vettura da corsa elaborata per la strada che con una GT tradizionale.

La firma stilistica è quella di Massimo Frascella, responsabile del design Audi, e sarà il primo modello di serie a portare il nuovo linguaggio visivo del marchio. Nelle concessionarie della Casa arriverà quindi prima della Nuvolari stessa l’anticipazione di come si vestirà l’Audi del domani.

Sul fronte dei materiali, la Nuvolari può essere ordinata in diversi colori oppure col carbonio a vista sulla carrozzeria esterna. La scelta, qui come in tutto il resto di questa vettura, è del cliente. La struttura è un telaio Space Frame in lega di alluminio abbinato per la prima volta in Audi a una carrozzeria pressoché interamente in fibra di carbonio rinforzata. Quasi tutti i componenti esterni sono realizzati in CFRP. Un altro debutto, curioso quanto significativo: i cerchi forgiati monodado, soluzione mutuata dal mondo delle competizioni.

La base tecnica condivide la piattaforma con motore V8 centrale della Lamborghini Temerario, anche lei emiliana, prodotta a Sant’Agata Bolognese. Il progetto ha richiesto solo 409 giorni dal kick-off alla realizzazione del primo prototipo marciante. Ma al di là della piattaforma condivisa, su tutto il resto Audi ha lavorato in autonomia, con soluzioni specifiche per trazione integrale, impianto frenante, aerodinamica e geometrie (la carreggiata della Nuvolari è più larga).

Plug-in da 1001 CV

Il powertrain è il punto intorno al quale ruota tutto. La Nuvolari è mossa da un sistema ibrido plug-in che genera una potenza massima di 736 kW, ovvero 1.001 CV, un numero che va oltre quello della stessa Lamborghini Temerario, ferma a 920 CV. La differenza la fa il tuning della parte elettrica.

Il motore termico è un V8 biturbo 4.0 capace da solo di 800 CV e 730 Nm, con un regime massimo di 10.000 giri/min. Ad affiancarlo ci sono tre motori elettrici a flusso assiale da 110 kW (150 CV) ciascuno. La batteria agli ioni di litio, da 7,3 kWh lordi, è più capiente di quella installata sulla Temerario. Il risultato complessivo è un’auto che scatta da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi, con una velocità massima dichiarata superiore a 350 km/h.

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Tecnologie da F1

La gestione dell’energia si ispira dichiaratamente al motorsport. Il sistema prevede strategie di boost e recupero attive in quasi tutte le fasi di guida. All’anteriore, la decelerazione elettrica, fino a 0,3 g in determinate condizioni, si occupa di parte della frenata, alleggerendo il lavoro dei freni fisici. Le fasi di veleggiamento sono sfruttate per il recupero energetico, con un’efficienza complessiva del ciclo che va ben oltre quanto si vede normalmente su una supercar stradale.

Impianto frenante

L’impianto frenante della Nuvolari è un sistema brake-by-wire dotato di dischi carboceramici CCM-R derivati dalla Formula 1: dischi da 420 × 40 mm all’anteriore e 410 × 32 mm al posteriore. La struttura in carbonio a fibre lunghe garantisce resistenza a carichi termici estremi anche in caso di utilizzo intensivo in pista, un aspetto non secondario su una vettura con questa potenza. Il sistema di raffreddamento interno dei dischi, sviluppato appositamente, migliora la dissipazione del calore fino al +21% rispetto ai sistemi carboceramici tradizionali, un dato che fa capire quanto sia diversa la metallurgia di questi componenti rispetto a quelli che si trovano normalmente su una supercar di serie.

Trazione integrale predittiva

I due motori elettrici sull’asse anteriore non si limitano a fornire trazione: gestiscono anche un torque vectoring variabile che distribuisce la coppia ruota per ruota con precisione millimetrica, sia per massimizzare l’agilità sia per garantire stabilità nei limiti più alti. Il sistema elabora in tempo reale dati come angolo di sterzata, accelerazione laterale, imbardata e aderenza delle singole ruote, prevedendo le eventuali perdite di grip prima che queste si manifestino — e non limitandosi ad intervenire solo dopo che il problema è già comparso. 

Aerodinamica attiva

Il collegamento con la Formula 1 è forse più visibile nell’aerodinamica che in qualsiasi altro aspetto della Nuvolari. I piloti Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto del team Audi F1 hanno partecipato allo sviluppo, fornendo feedback diretti che hanno influenzato la geometria e il comportamento delle superfici aerodinamiche.

Ogni elemento ha una funzione specifica e misurabile. Le prese d’aria anteriori raffreddano freni, motore e componenti ibridi. L’S-duct migliora l’efficienza aerodinamica dell’asse anteriore. L’elemento principale è però l’alettone posteriore adattivo e retrattile, che si regola in tre posizioni manualmente o in modo automatico a seconda della situazione. In posizione Closed sparisce, minimizzando la resistenza aerodinamica a favore della velocità massima. In posizione LD aumenta la stabilità nei rettilinei, con la possibilità di attivarlo tramite il pulsante DRS (Drag Reduction System). In posizione HD massimizza la deportanza in frenata e in percorrenza di curva. Il carico aerodinamico complessivo generabile supera i 400 kg: un dato che non ha rivali tra le supercar stradali ibride di questa categoria.

La Nuvolari sarà prodotta tra l’Emilia-Romagna e Neckarsulm, in soli 499 esemplari. Marco Schubert, responsabile vendite e marketing di Audi, ha sintetizzato con chiarezza la filosofia alla base del progetto: “Con questo modello andiamo deliberatamente verso il segmento ad alte prestazioni e affermiamo l’ambizione di Audi di essere il marchio automobilistico premium più desiderabile.” Non una frase per le conferenze stampa: un programma. E la Nuvolari, in effetti, suona esattamente come un inizio.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 07:35:20 +0000
News n. 21
Skoda Peaq, spazio e tecnologia per la nuova ammiraglia elettrica da 7 posti

A volte, girare pagina non è sufficiente: per sopravvivere e guardare al futuro con ritrovata fiducia devi attuare un cambio di rotta stilistico radicale. Nota per la sua proverbiale praticità e il legame solido con le famiglie, Skoda si appresta a scoprire la sua nuova stella polare: si chiama Peaq ed è un SUV elettrico a sette posti che promette di riscrivere il linguaggio del design ceco.

Addio alle linee morbide

La vettura nasce come l’ammiraglia della nuova era elettrificata di Mladá Boleslav. A pochi giorni dall’anteprima mondiale, prevista per il 23 giugno tra le suggestive vette francesi di Monnetier-Mornex, sono trapelati i primi bozzetti ufficiali. Emergono le forme di un veicolo che abbandona le linee morbide del passato in favore della cosiddetta filosofia Modern Solid.

Guardando le bozze colpisce subito la pulizia. Il frontale sfoggia la nuova firma luminosa a “T”, allungata verso l’esterno, così da creare un contrasto netto con il Tech-Deck Face: una superficie nera lucida in sostituzione della classica calandra, ormai inutile in un’auto spinta solo da elettroni. Sotto, il paraurti a forma di “vulcano” conferisce una postura aggressiva e piantata a terra, come se il muso preannunciasse le doti del SUV nelle lunghe percorrenze.

Skoda Peaq: i gruppi ottici richiamano la silhouette a "T"
Ufficio Stampa Skoda
I gruppi ottici posteriori della Skoda Peaq richiamano la silhouette a “T”

Da un lato il frontale è un manifesto di tecnologia, dall’altro la vista laterale racconta la storia di un gigante pronto ad accogliere sette passeggeri. Alta e possente, la linea di spalla si fonde con montanti posteriori massicci, espressione di alta protezione, mentre le maniglie a scomparsa, integrate nella fiancata, rendono il profilo fluido e aerodinamico.

Sul retro, Skoda mantiene un approccio coerente. I gruppi ottici, richiamanti la stessa silhouette a “T”, elevano la vista posteriore a biglietto da visita tecnologico, impossibile da non riconoscere quando scende l’oscurità. Karl Neuhold, capo del design esterno del costruttore, spiega:

“Per il design esterno della Å koda Peaq abbiamo applicato con coerenza il linguaggio ‘Modern Solid’, unendo linee pulite, proporzioni equilibrate ed elementi distintivi. Le superfici finemente scolpite e i dettagli ben definiti conferiscono alla vettura una presenza solida e senza tempo, mentre i tratti distintivi, come i fari a ‘T’ e il nuovo frontale Tech-Deck, esprimono l’identità di Å koda in questa nuova era elettrica”

L’ambizione di misurarsi nel segmento premium

A poche settimane dal debutto l’attesa si fa febbrile. Perché Skoda sta gettando le fondamenta in previsione di una concorrenza sempre più agguerrita sul mercato europeo, presidiato sia dalle Case tradizionali sia dalle giovani realtà emergenti provenienti dall’Asia. Peak ha un compito: far valere l’efficienza di un’elettrica spaziosa e confortevole, nel rispetto dei valori originali del marchio, determinato a misurarsi con i pesi massimi del segmento premium.

Non è escluso, inoltre, che durante la presentazione parigina possano trapelare le prime interessanti anticipazioni riguardo al listino prezzi e alla politica commerciale, dettagli che chiariranno definitivamente il posizionamento strategico del modello.

Alle 18.25 del prossimo 23 giugno, in Francia, avremo tutte le risposte sul SUV boemo. Solo allora potremo capire se le bozze ambiziose porteranno a un punto di riferimento tra le famiglie tentate dalla transizione elettrica ormai in pieno corso. Di certo, per Skoda, il conto alla rovescia può dirsi iniziato.

Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 05:30:37 +0000
News n. 22
Targa rotante per evitare gli autovelox, auto bloccata e maxi multa

Sembra una scena uscita direttamente da un capitolo di Goldfinger o di Mission Impossible. Premi un pulsante sul cruscotto e la vettura cambia identità o fa sparire la targa: detta così l’idea ha tutto per essere un successo, almeno in termini di impatto scenico sul set, ma in strada il discorso cambia. Eccome se cambia. Se ne è accorto a sue spese un conducente impavido, convinto di aver trovato l’escamotage definitivo per ingannare gli autovelox: ruotava la targa e le eventuali bravate col veicolo, una BMW d’epoca, passavano inosservate. Purtroppo per lui, la realtà si è però rivelata molto meno clemente della finzione cinematografica.

Voleva farsi beffe di autovelox e tutor

La vicenda arriva direttamente dalla Francia, dove, durante i consueti controlli stradali, una pattuglia della gendarmeria ha incrociato una BMW Serie 3 Coupé “malandrina”. In livrea total black, la vettura tedesca pareva appena uscita da un garage di tuning di alto livello e tutto filava liscio in un primo momento, ma i problemi erano giusto dietro l’angolo, quel tanto necessario affinché gli agenti posassero gli occhi sulla targa posteriore. Qualcosa non quadrava: una piccola anomalia nel supporto che ha convinto le Forze dell’Ordine ad arrestare subito la corsa, come racconta Dashcam France.

Dopo un controllo approfondito, i nodi sono venuti al pettine. Il proprietario aveva installato un bizzarro meccanismo rotante in grado di far girare la targa su sé stessa o nasconderla completamente da remoto. L’obiettivo, neanche troppo velato, era quello di sfuggire all’occhio elettronico di autovelox e tutor, così da far sfuggire l’auto ai database delle autorità in caso di violazioni del Codice della Strada.

Ma, come spesso accade con “furbate” di questo tipo, il conducente ha sancito la propria fine. Lo scudo contro le multe si è rivelato un biglietto di sola andata per una serie infinita di guai legali che a quanto pare costringeranno l’autore dell’infrazione a presentarsi davanti a un giudice.

Le conseguenze

Finché in scena ci va James Bond, alla guida dell’indomabile Aston Martin DB5, seminare i nemici può essere un gioco da ragazzi, ma certe fantasie è meglio lasciarle perdere nel mondo reale, con regole vere. La trasgressione dell’automobilista gli è costata una punizione esemplare: senza mostrare alcuna pietà, una volta smascherato il sotterfugio gli agenti hanno provveduto al sequestro del mezzo.

L’espressione sorniona del conducente è stata portata via dalla cocente delusione e dagli ovvi rimpianti. Oltre a ricevere una multa salata e assistere inerme la vettura caricata sul carro attrezzi, il proprietario ha dovuto subire la confisca e la distruzione coatta del dispositivo illegale, mentre la prospettiva di un processo in tribunale si fa concreta. Il tentativo di montare un gadget da film di serie B su un modello d’epoca non è stata, insomma, l’idea più ispirata.

Nonostante la tecnologia appaia seducente, le Forze dell’Ordine sono allenate a smascherare i tentativi di aggirare il sistema e la legge non concede seconde chance. Dopotutto, la fortuna prima o poi finisce e la giustizia ti inchioda davanti alle tue responsabilità. E, in questo caso, è stato decisamente severa.

Data articolo: Thu, 04 Jun 2026 14:32:09 +0000
News n. 23
Nissan Qashqai e-POWER percorre l’intera Tasmania con un solo pieno

Sulla carta, tutte le auto ibride (o quasi) offrono prestazioni sbalorditive. Poi, però, alla prova del nove le attese vengono spesso deluse, e non potrebbe essere altrimenti, visto che quegli stessi dati sono stati omologati in laboratorio. Immettersi nel traffico reale, affrontando salite impervie, clima variabile e la frenesia quotidiana, richiede ben altra tenuta, ed è ancor più vero se il contesto scelto è uno dei più spettacolari e severi sulla faccia della Terra. Pur consapevole delle insidie, Nissan ha puntato dritto verso la Tasmania per sperimentare la tecnologia e-POWER della Qashqai, in un itinerario lungo oltre 1.300 km. Un giro completo dell’isola australiana compiuto con un unico pieno da 55 litri, necessario a stabilire se la resistenza rispettasse i severi standard del produttore.

Già in passato la Qashqai aveva testato i propri limiti. Soltanto qualche mese fa, il SUV giapponese aveva dato spettacolo nel Regno Unito, collegando John O’Groats a Land’s End. Autostrade veloci e il caotico traffico urbano d’oltremanica erano serviti a smentire i soliti scettici: sempre più di 1.300 i km percorsi, con consumi vicini ai 3,7 litri per 100 km. Tuttavia, la Tasmania era un sentiero peggiore da affrontare. Anziché flussi autostradali costanti, il territorio prevede strade costiere attorcigliate come serpenti, dislivelli importanti e un manto stradale variabile.

Come funziona il sistema e-POWER

I clienti Nissan avranno ormai imparato a conoscere e apprezzare il sistema e-POWER. Per chi ancora non lo ha ancora provato in prima persona basta pensare a questo: il concetto tradizionale di ibrido ha fatto qui il suo tempo. Il motore a benzina si limita alla funzione di generatore di corrente, operante in silenzio e d’ausilio al cuore pulsante principale, vale a dire l’unità elettrica.

Guidi con la brillantezza e la silenziosità di una full electric, evitando l’ansia da colonnina di ricarica. Allo stesso modo di una vettura “vecchia maniera”, il pieno avviene in una comune stazione di servizio, ma con un’efficienza termica del 42% grazie al lavoro di ingegneria, che ha compattato tutto — motore, inverter e generatore — in un modulo 5-in-1, leggero e incredibilmente intelligente.

La portata della missione

Potremmo chiederci: perché il giro della Tasmania costituisce un importante traguardo? La risposta è semplice: nel momento in cui un’auto si sa destreggiare in contesti differenti, dal gelo del Nord Europa alle salite dell’emisfero australe, allora si può mettere la mano sul fuoco riguardo al comportamento del veicolo, impeccabile tanto nel tragitto casa-ufficio quanto nelle vacanze in Italia.

La Nissan Qashqai e-POWER non appartiene al segmento delle sportive estreme: ti libera dai compromessi in viaggio. Fai a meno di scegliere tra l’elettrico (e i suoi vincoli di autonomia) e il termico (e i suoi consumi). Nissan sembra aver trovato quella “terza via” che molti cercavano, dove il rifornimento passa dall’essere un motivo di preoccupazione a un atto di ordinaria amministrazione.

A distanza di vent’anni dal lancio della prima Qashqai, che inventò di fatto il segmento dei crossover, la nuova generazione cura il design e apporta delle significative migliorie sotto la carrozzeria. L’esercizio di efficienza smette finalmente di temere la distanza.

Data articolo: Thu, 04 Jun 2026 13:45:00 +0000
News n. 24
F1, GP Monaco: orari della qualifica e della gara in TV e streaming

Il circus nel weekend arriverà nella località più esclusiva del calendario. Quest’anno il GP di Monaco si terrà a giugno e con le nuove monoposto c’è grande attesa per capire chi riuscirà ad avere la meglio tra le tortuose stradine del Principato. La Mercedes ha vinto tutte le sfide domenicali disputate sin qui in stagione, ma in teoria non dovrebbe vantare telaisticamente la monoposto migliore del lotto.

Kimi Antonelli proverà a prolungare la sua striscia di vittorie, dopo 4 P1 di fila, mentre George Russell sembra già spalle al muro. L’italiano attualmente gode del maggior vantaggio sul secondo della storia della massima categoria del Motorsport dopo 5 gare, con 43 lunghezze di vantaggio sul teammate. Il padrone di casa, Charles Leclerc, accusa già un gap di 56 punti dal numero 12 della Mercedes.

Fresco di rinnovo il monegasco vorrà festeggiare con un grande risultato. Nella scorsa annata Charles concluse al secondo posto, alle spalle di Lando Norris, mentre nel 2024 si aggiudicò la vittoria. La Ferrari SF-26 potrebbe essere la monoposto favorita in ottica gara, qualora riuscisse a partire davanti. La McLaren, dopo i problemi accusati in Canada, dovrà ritrovare competitività con Lando Norris ma soprattutto con Oscar Piastri, sempre più in difficoltà.

Format tradizionale

Dopo due tappe in cui si sono corse le Sprint Race, si torna alla formula standard: tre turni di libere, qualifiche e gara domenicale, con l’evento clou che rimane la qualifica. A Monaco è il momento più atteso perché da anni risulta quasi impossibile tentare i sorpassi in gara. Con le vetture di quest’anno probabilmente vedremo una sfida più movimentata sull’angusto tracciato monegasco, tuttavia chi partirà dalla pole position avrà la grande chance di guidare il gruppo senza nemmeno l’obbligo di una doppia sosta come lo scorso anno.

Il tracciato non ha bisogno di presentazioni: curve lente, rettilinei pochi quasi inesistenti e pericolosi muretti che non perdonano. Non esiste circuito migliore per Ferrari e McLaren per spezzare il ruolino vittorioso di Mercedes, cominciato con il successo di George Russell in Australia e proseguito dai 4 trionfi di fila di Kimi Antonelli.

Marco Antonelli, padre nonché boss del team AKM Motorsport, ha parlato della crescita del figlio nel mondo della F1, sostenendo come il pilota numero 12 del team della Stella a tre punte abbia ancora necessità di tempo per crescere. Il padre di Kimi ha dichiarato:

“Kimi sta andando bene, anche oltre le aspettative. Penso debba ancora crescere: in un anno di Formula 1 non puoi imparare quello che hanno imparato gli altri piloti, i suoi rivali, in sei, otto o dieci anni. Personalmente ritengo abbia ancora molto da imparare e penso che lo possa fare solo nei prossimi anni. Gli servirà del tempo, è normale. Penso che sarà davvero pronto tra qualche anno”.

Gli orari TV per seguire l’evento

Il GP del Monaco verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport F1 (anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su NOW. TV8 offrirà in differita le qualifiche e il Gran Premio. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:

Venerdì 5 giugno

  • Prove Libere 1: ore 13:30 – 14:30
  • Prove Libere 2: ore 17:00 – 18:00

Sabato 6 giugno

  • Prove Libere 3: ore 12:30 – 13:30
  • Qualifiche: ore 16:00 – 17:00 (differita su TV8 alle ore 19:00)

Domenica 7 giugno

  • Gara: ore 15:00 (differita su TV8 alle ore 18:30)
Data articolo: Thu, 04 Jun 2026 10:49:53 +0000
News n. 25
Nuovi motori per Dacia Duster e Bigster, le principali caratteristiche

Nato come un progetto produttivo di auto a basso costo è diventato un fenomeno di “acquisto intelligente”, grazie a un approccio essenziale. Dacia continua a rivoluzionare il car market con un aggiornamento completo dei SUV che hanno democratizzato la guida intelligente per i clienti europei, costretti a tirare la cinghia a causa della crisi economica.

Il listino variegato della Casa romena continua a guadagnare popolarità, puntando su nuovi motori che offrono una visione più ampia del concetto di “low cost”. Rompendo con decenni di tradizione, il marchio rumeno ha deciso di abbandonare definitivamente i motori diesel nel 2026, offrendo una tecnologia ibrida evoluta che cerca un equilibrio tra costi e impatto ambientale.

Nuova motorizzazione ibrida 4×4 bifuel benzina-GPL

La Casa romena ha immesso sul mercato la motorizzazione ibrida 4×4 bifuel benzina-GPL, ad appannaggio di Duster e Bigster, che propone un motore elettrico posteriore da 31 CV con cambio a due rapporti per azionare il retrotreno, mentre all’avantreno vanta un’unità termica 1.2 mild hybrid da 140 CV accoppiata a una trasmissione automatica a doppia frizione, per una potenza di sistema di 154 CV. Con la doppia alimentazione benzina/GPL, i consumi diventano da sogno con un’autonomia totale di 1500 chilometri.

Il costo? La Duster con questo propulsore, nella versione Expression, è di 28.500 euro, mentre sulla Bigster nella stessa variante, il listino parte dai 29.900 euro. In sostituzione della versione Hybrid 140 della Duster c’è il nuovo Hybrid 155, un propulsore aggiornato con un motore 4 cilindri a benzina 1.8 da 109 CV accoppiato a due motori elettrici alimentati da una batteria da 1,4 kWh e al cambio automatico elettrificato con 4 rapporti per il motore termico e 2 per quello elettrico. La vettura a ruote alte può percorrere sino all’80% del tempo in elettrico nel traffico urbano ed è venduto a un prezzo di partenza di 26.650 euro nell’allestimento Expression.

Nuovi motori Dacia
Ufficio Stampa Dacia
Nuovi motori per Dacia Duster e Bigster

Ampia scelta di motori

Il popolare SUV di Dacia propone un nuovo motore 1.2 Eco-G 120, in grado di sprigionare una potenza superiore di 20 CV rispetto al 1.0 Eco-G 100 da 1 litro di cui prende il posto, per un valore di 120 CV. Un propulsore che consente di affrontare fino a 1.380 km sfruttando anche il serbatoio GPL, portato a 50 litri, e che viene proposto anche in con il cambio automatico.

La soluzione che non era offerta in abbinamento con il 1.0 Eco-G, parte dai 23.450 dalla variante Expression. La proposta, abbinata alla trasmissione manuale, propone la Duster 1.2 Eco-G nell’allestimento Essential con un costo base di 19.900 euro. Sul piano estetico la Duster è stata rinnovata all’insegna della modernità, puntando su un frontale distintivo con l’accattivante firma luminosa a forma di Y, integrata nella stretta griglia, in grado di offrire un’imponente larghezza visiva.

Dacia ha introdotto Starkle, un materiale plastico con il 20% di contenuto riciclato, privo di vernici e additivi chimici esterni. Questo materiale viene utilizzato nelle modanature laterali, nei passaruota e nel sottoscocca, garantendo un look sempre “nuovo” più a lungo. Con un’altezza da terra ideale per evitare le sconnessioni stradali quotidiane, il SUV romeno può affrontare anche un fuoristrada leggero. La Bigster, sorella maggiore della Duster, è il SUV più grande della gamma, raggiungendo una lunghezza di 4,57 metri e garantendo un’abitabilità eccellente e un bagagliaio ai vertici della categoria.

Data articolo: Thu, 04 Jun 2026 10:28:51 +0000


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