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Il tema gomme ricopre un ruolo sempre piĂą cruciale nell’attuale panorama della Formula 1. Oggi, grazie a un’intervista esclusiva con Dario Marrafuschi, Direttore di Pirelli Motorsport, abbiamo approfondito le dinamiche chiave del Gran Premio d’Austria: dalle proiezioni strategiche per i pit stop alle tecniche di guida ottimali per gestire le temperature, analizzando come i team possano completare gli stint massimizzando la prestazione senza incorrere in deleteri crolli legati al degrado.
In vista del Gran Premio d’Austria, lo scacchiere tattico si divide tra l’ipotesi delle due e delle tre soste, con una certezza fondamentale: il primo stint di gara sarĂ in ogni caso non molto lungo. Le stime tecniche prevedono una prima sosta intorno al quattordicesimo passaggio nel caso in cui le scuderie optino per una strategia a due stop.
Qualora i muretti box delle varie scuderie decidessero invece di impostare una gara piĂą aggressiva sulle tre soste, la prima finestra per i pit stop si aprirebbe in netto anticipo, costringendo i piloti a rientrare giĂ attorno al dodicesimo giro. Nonostante Pirelli condivida queste proiezioni con le squadre, l’allineamento definitivo sulle strategie resta come sempre un’incognita sino allo spegnimento dei semafori.
Gli ingegneri operano a stretto contatto con i team, analizzando gli stessi parametri legati a degrado, evoluzione della performance e livello di grip. Tuttavia, la delibera finale della strategia è un processo dinamico che matura all’ultimo istante. In questo contesto, l’ultima parola spetta in modo inequivocabile al pilota: è la sua sensibilitĂ al volante e il feedback reale trasmesso dall’abitacolo a dettare i tempi dell’azione.
Un ulteriore elemento riguarda la natura speculare sulle decisioni tattiche. In F1, la strategia non è quasi mai una corsa contro il cronometro assoluto, ma una partita a scacchi contro il diretto rivale. Un team in lotta per il vertice non ottima la gara in senso astratto, ma modellerà ogni scelta, che si tratti di due o tre soste, per marcare a uomo il proprio avversario diretto. Un aspetto che Marrafuschi sottolinea.
Il recente GP di Barcellona, dove Lewis Hamilton ha sfruttato con successo una strategia a tre soste spingendo al massimo con tutte le mescole, hanno riacceso il dibattito sulla fattibilità di un approccio simile anche in questo appuntamento austriaco. Dal punto di vista dello spettacolo e del tifoso, assistere a una gara frazionato in quattro stint con un ritmo da qualifica rappresenta lo scenario ideale.
Tuttavia, analizzando la situazione dal punto di vista ingegneristico, la strada delle tre soste appare piuttosto complessa da percorrere. A meno che non si inneschino battaglie serrate che possano costringere a coprire strategicamente un avversario, la tendenza dominante sarĂ quella di puntare sulle due soste, nonostante le elevate temperature ambientali presenti a Spielberg.
L’attuale livello di sofisticazione tecnologica della Formula 1 permette ai muretti box di fare affidamento su simulazioni in tempo reale di precisione millimetrica. I software macinano dati istante per istante, prevedendo non solo il comportamento termico e meccanico della gomma, ma anche l’evoluzione del traffico in pista, permettendo agli strateghi di far maturare la decisione ottimale giro dopo giro.
La vera sfida del fine settimana ruoterĂ attorno alla gestione delle temperature, specialmente se l’asfalto dovesse superare la soglia critica dei 50 gradi centigradi. Il layout del tracciato impone requisiti molto specifici alle monoposto: a differenza di Barcellona, dove prevale un intenso appoggio laterale, qui le vetture necessitano di un massiccio livello di aderenza longitudinale per far fronte alle violente staccate e alle importanti fasi di trazione in uscita dalle curve lente.
Di conseguenza, l’asse posteriore è quello maggiormente sollecitato e destinato a subire picchi di temperatura che andranno gestiti con estrema cura dai piloti. A complicare il quadro interviene il paradosso aerodinamico dei lunghi rettifili, che tendono a raffreddare eccessivamente le gomme anteriori, creando un pericoloso sbilanciamento termico tra i due assi. Questa criticitĂ si amplifica in maniera esponenziale quando un pilota si trova a inseguire nel traffico.
L’aria “sporca” riduce il carico e innesca micro scivolamenti che surriscaldano ulteriormente la gomma limitando l’aderenza. ALl’interno di uno scenario simile, se i sorpassi in pista sono preclusi e il degrado aumenta, l’undercutdiventa l’arma piĂą affilata a disposizione, tattica capace di garantire un’immediata extra performance stimabile tra un secondo e un secondo e mezzo al giro.
I dati accumulati durante le sessioni del venerdì e del sabato hanno confermato le stime della vigilia, ci racconta Pirelli: il successo in gara passerĂ dalla capacitĂ di preservare il retrotreno ed evitare l’asincronia termica tra i due assi. Il nemico principale è l’overheating, ma le analisi di laboratorio hanno rivelato un dettaglio rassicurante sulle caratteristiche delle gomme.
Il surriscaldamento atteso su questa pista è di natura prettamente reversibile. Non si registrano danni strutturali, segni di blistering o porosità anomale in grado di usurare definitivamente il battistrada. Si tratta esclusivamente di un degrado termico transitorio. Questa peculiarità della mescola spiega perché i piloti siano stati in grado di adottare la tecnica del push-cool-push in qualifica, anche con le coperture più morbide
Far respirare la gomma e abbassare le temperature per un giro, ha dato la possibilitĂ di ripristinare la finestra di funzionamento ideale e registrare un immediato miglioramento dei tempi sul giro, a riprova della totale integritĂ strutturale del pneumatico. Tuttavia, sulla distanza dei 300 chilometri le cose cambiano, dovendo realizzare un’introduzione corretta per non accorciare la vita utile stimata della gomma.
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 10:14:45 +0000
Il 28 giugno 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane mostra diverse criticitĂ , tra cui code significative e incendi. Tra gli eventi piĂą rilevanti troviamo una coda lunga 4 km sulla A23 in direzione Confine di Stato tra Pontebba e Ugovizza, e diversi incendi in corso lungo l’A14 tra San Severo e Poggio Imperiale e tra Canosa e Andria. Questi fenomeni contribuiscono alla congestione e rallentamenti in varie tratte.
11:58 – Code a tratti tra Bivio A1/Racc. A14 BO Casalecchio e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 210.1 al chilometro 195.3 per una lunghezza di 14.8 km.
11:46 – Coda alla barriera di Milano sud
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
La coda si trova al chilometro 8.9.
11:26 – Code a tratti tra Magliano Sabina e Orte
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 491.3 al chilometro 500.9 per una lunghezza di 9.6 km.
11:11 – Code a tratti tra Firenze Scandicci e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 265.0 al chilometro 281.0 per una lunghezza di 16.0 km.
11:54 – Coda alla barriera di Milano est
Coda per traffico intenso
Direzione Torino
Posizione al chilometro 138.3.
12:05 – Scorta veicoli tra Genova Bolzaneto e Busalla
Coda per safety car
Direzione Genova
La coda interessa la tratta dal chilometro 119.9 al chilometro 115.0 per una lunghezza di 4.9 km.
10:26 – Coda tra Como Monte Olimpino e Chiasso
Coda per attraversamento dogana Svizzera
Direzione Svizzera
La coda va dal chilometro 41.63 al chilometro 39.42 per una lunghezza di 2.21 km.
12:02 – Incendio tra San Severo e Poggio Imperiale
Presenza di incendio con fumo
Direzione Pescara
Posizione al chilometro 518.0.
11:57 – Fumo tra Poggio Imperiale e San Severo
Presenza di fumo per incendio
Direzione in entrambe le direzioni
Posizione al chilometro 518.0.
11:53 – Incendio tra Canosa e Andria
Presenza di incendio
Direzione Taranto
Posizione al chilometro 618.0.
11:08 – Fumo tra Canosa e Andria
Presenza di fumo per incendio
Direzione in entrambe le direzioni
Posizione al chilometro 618.0.
11:49 – Coda tra Ravenna e Bivio Diramazione Ravenna/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Bologna-Taranto
La coda va dal chilometro 0.0 al chilometro 2.0 per una lunghezza di 2.0 km.
11:07 – Coda in uscita a Pineto
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
Posizione al chilometro 351.8.
11:07 – Fumo tra Foggia Zona Industriale e Cerignola est
Presenza di fumo per incendio
Direzione in entrambe le direzioni
Posizione al chilometro 573.0.
11:07 – Incendio tra Foggia Zona Industriale e Cerignola est
Presenza di incendio
Direzione Taranto
Posizione al chilometro 573.0.
11:22 – Coda su Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA provenendo da Autostrada Bologna-Taranto verso Firenze
Coda per traffico intenso
Direzione da autostrada Bologna-Taranto Verso Firenze
Posizione al chilometro 0.0.
11:21 – Coda tra Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
La coda va dal chilometro 0.0 al chilometro 1.0 per una lunghezza di 1.0 km.
10:31 – Code a tratti tra Rimini Nord e Bologna San Lazzaro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Bologna
La tratta interessata va dal chilometro 22.2 al chilometro 117.3 per una lunghezza di 95.1 km.
10:26 – Code a tratti tra Bologna San Lazzaro e Imola
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
La tratta interessata va dal chilometro 50.1 al chilometro 22.2 per una lunghezza di 27.9 km.
10:17 – Coda in uscita a Termoli
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
Posizione al chilometro 476.1.
11:50 – Incendio tra Cerignola Ovest e Candela
Presenza di incendio
Direzione Napoli
Posizione al chilometro 156.3.
11:42 – Fumo tra Candela e Cerignola Ovest
Presenza di fumo per incendio
Direzione in entrambe le direzioni
Posizione al chilometro 156.0.
12:05 – Coda di 4 km tra Pontebba e Ugovizza
Coda per traffico congestionato
Direzione Confine Di Stato
La coda va dal chilometro 105.2 al chilometro 101.0 per una lunghezza di 4.2 km.
10:16 – Coda in uscita alla barriera di Ugovizza
Coda per traffico intenso
Direzione Confine Di Stato
Posizione al chilometro 105.2.
11:40 – Coda tra Masone e Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia
Coda per traffico intenso
Direzione Genova Voltri
La coda si estende dal chilometro 1.0 al chilometro 6.0 per una lunghezza di 5.0 km.
11:12 – Fumo tra Astroni e Agnano
Presenza di fumo per incendio
Direzione in entrambe le direzioni
La zona interessa i chilometri 7.2 e 5.4 per una lunghezza di 1.8 km.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 10:08:00 +0000Prendere il meglio del passato proiettandolo nel futuro. In un’epoca storica dove le sportive sembrano aver messo da parte le caratteristiche piĂą estreme e brutali, in favore di una maggiore sicurezza a bordo, emergono ancora voci fuori dal coro. Bassa, aperta e leggerissima, la Nichols N1A esce dal seminato, priva della sovrastruttura digitale tipica delle vetture ad alte prestazioni oggi disponibili sul mercato. Anche senza rincorrere i record sui circuiti piĂą celebri al mondo, il nuovo bolide promette di far ritrovare certe sensazioni al volante, smentendo tutti coloro che le ritengono ormai irrecuperabili.
Se l’idea ha preso piede è d’obbligo un “grazie” a Steve Nichols, ingegnere americano con un passato ai vertici della Formula 1. Il suo nome resta legato soprattutto alla McLaren MP4/4 del 1988, la monoposto capace di aggiudicarsi in quella stagione 15 Gran Premi su 16 con Ayrton Senna e Alain Prost. Adesso recupera quella ricerca dell’efficacia e la traduce in una barchetta stradale ispirata alle Can-Am degli anni Sessanta.
Dopo lo sviluppo, la N1A è entrata nella fase di produzione, affidata alla britannica RML, esperta nella costruzione di auto ad alte prestazioni in piccola serie. In questo caso la tiratura non raggiunge neanche la soglia dei 150 esemplari e il listino parte da 450.000 sterline, tasse escluse, mentre per una delle 15 unità della serie Icon 88 servono almeno 500.000 sterline. Le prime consegne sono in programma entro la fine del 2026.
La linea della N1A non cerca di imitare una Formula 1. Il riferimento principale è la McLaren M1A del 1964, prima sportiva del marchio fondato da Bruce McLaren e base delle successive vetture Can-Am. Dallo storico modello riprende la carrozzeria molto bassa, i passaruota pronunciati, il parabrezza ridotto al minimo e l’abitacolo quasi appoggiato sull’asfalto.
Nichols, però, è andato oltre il concetto di replica. Le proporzioni classiche sono state adattate a una struttura moderna, in alluminio e fibra di carbonio: il risultato misura circa 4,3 metri in lunghezza ma non raggiunge il metro di altezza. Di profilo si capisce quanto il pilota sia esposto e quanto poco spazio resti tra il corpo e la strada.

All’apertura delle portiere si può notare come le distrazioni siano state ridotte al minimo. I comandi si azionano ancora a mano e al centro dell’abitacolo spicca la leva del cambio manuale, il cui pomello si ispira a quello utilizzato sulla McLaren con cui Senna vinse il Gran Premio di Monaco del 1989. Ă il ponte di collegamento con la carriera di Nichols e un periodo automobilistico ancora celebrato per le emozioni regalate agli amanti delle corse.
Invece di limitarsi a guardare la potenza, per capire il valore della N1A sarebbe il caso di considerare il peso, tenuto sotto i 900 kg nella configurazione definitiva. Una leggerezza rara tra le supercar odierne, che spesso superano la soglia della tonnellata e mezza, persino quando adottano ampie porzioni in carbonio. La versione di accesso utilizza un V8 aspirato da 6,2 litri e circa 475 CV, mentre il 7,0 litri arriva intorno ai 700 CV. Con il motore piĂą potente, il rapporto peso-potenza arriva a circa 780 CV per tonnellata, ma la N1A non nasce per ridurre tutto a uno scatto da semaforo.
La trasmissione manuale a sei rapporti invia la coppia alle ruote posteriori, nello stile delle sportive di una volta, sebbene telaio e materiali appartengano al presente. La ricerca di un comportamento diretto interessa anche l’assetto, con sospensioni a doppi triangoli e ammortizzatori regolabili. ABS, controllo di trazione e servosterzo non sono invece di serie, ma si possono aggiungere su richiesta ed è piuttosto insolito, perché anche auto più semplici li considerano irrinunciabili. Sulla N1A, invece, il cliente decide quanto aiuto ricevere.
Accostare la N1A a Senna e Prost può sembrare una scorciatoia promozionale. In realtà il legame passa direttamente da Nichols. Prima di fondare il marchio, l’ingegnere lavorò in McLaren sull’impiego della fibra di carbonio e la sua scalata nelle gerarchie interne della scuderia culminò con la nomina di capo progettista. Nel 1988 seguì la nascita della MP4/4, una delle monoposto più dominanti nella storia della Formula 1.

Con il V6 Honda turbo da 1,5 litri, una carrozzeria bassissima e un’aerodinamica efficiente, la McLaren lasciò agli avversari una sola vittoria in tutta la stagione. Senna trionfò in otto Gran Premi (contro i sette di Prost) e, a coronamento di una cavalcata entusiasmante, mise le mani sul suo primo titolo mondiale. Presto la convivenza dei due piloti avrebbe dato vita a una rivalitĂ feroce, ma in quell’epoca la concorrenza potĂ© solo inchinarsi davanti al loro strapotere tecnico.
Trasferire su strada le prestazioni di quella monoposto sarebbe stata utopia. Nichols sfugge alla trappola e promette di rispolverare la filosofia della MP4/4, una monoposto che ha fatto dell’essenzialitĂ la sua virtĂą migliore, riducendo il peso e lasciando alla meccanica il compito di comunicare con il pilota.
In omaggio alla stagione perfetta sfiorata da McLaren, la Casa ha chiamato Icon 88 la serie delle prime 15 vetture, lo stesso numero dei successi conseguiti da Senna e Prost nel corso dell’annata, mentre ogni cliente può personalizzare colori e finiture. Steve Nichols, cofondatore e direttore tecnico di Nichols Cars LTD, ha dichiarato:
“Ho guidato il team di progettazione della McLaren durante quello che probabilmente è stato il periodo di maggior successo nella storia della squadra, quindi mi sento un uomo McLaren fino in fondo. Per la Nichols N1A sono tornato alle origini del marchio, prendendo spunto dalla sua prima vettura e unendo linee classiche e soluzioni ingegneristiche moderne. Ne è nata un’auto dalle prestazioni e dalla presenza fuori dal comune”
La N1A non vuole ricreare il 1988 e nemmeno dimostrare che ogni innovazione recente sia inutile, limitandosi a ricordare quanto possa essere potente un’auto costruita attorno a poche scelte precise. Mentre molte supercar affidano buona parte dell’esperienza all’elettronica, la Nichols N1A punta su peso ridotto, motore aspirato e cambio manuale. Elementi ormai rari, scelti per coinvolgere il guidatore prima ancora di impressionarlo con i numeri.
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 09:47:17 +0000La ricarica gratuita a vita torna a fare gola ai proprietari di una Tesla, anche se stavolta il vantaggio sarà riservato a pochissimi automobilisti. La Casa americana ha infatti lanciato una competizione internazionale legata all’utilizzo della rete Supercharger nel corso del 2026, una formula ispirata al vecchio Supercharging illimitato, diventato negli anni sempre più raro e proprio per questo ancora molto ambito dagli appassionati. In palio ci sono nove premi: ciascun vincitore potrà ricaricare senza costi la vettura associata al proprio account finché continuerà a possederla o a utilizzarla in leasing.
Non si tratta però di un’estrazione casuale. Tesla premierà gli utenti che avranno ottenuto i risultati migliori in tre categorie, sulla base dei dati raccolti durante le soste alle colonnine rapide del marchio. La sfida coinvolge tre grandi aree geografiche, vale a dire Americhe, Asia-Pacifico ed EMEA, con un vincitore per categoria in ciascuna regione.
I residenti italiani potranno, purtroppo, stare solo a guardare: la Casa di Elon Musk ha infatti escluso il nostro Paese dalla competizione, al pari di Portogallo, Grecia, Polonia, Romania e Islanda, a causa delle diverse normative locali.
La prima categoria riguarda la lunghezza del viaggio. A vincere sarà chi completerà la sequenza continua più estesa di soste presso stazioni Supercharger differenti. Dopo una ricarica bisogna raggiungere un altro Supercharger entro 24 ore, altrimenti la sequenza si chiude. Si può anche tornare in una stazione già utilizzata, ma ai fini della classifica quella tappa non porta alcun vantaggio.
Ci sarà poi una classifica basata sul numero di stazioni diverse raggiunte durante l’anno, mentre nell’ultima conteranno i chilowattora ricaricati in totale. In caso di parità , Tesla assegnerà la vittoria al partecipante che avrà prelevato più energia dalla rete.
Tutti i “pieni di elettroni” effettuati nel 2026 sono validi per la gara, anche quelli registrati prima di questo annuncio. Per entrare davvero nella competizione, però, bisognerĂ attendere dicembre e aprire nell’app il Passaporto 2026 entro il primo giorno del 2027: servono l’ultima versione dell’app e la condivisione dei dati di ricarica attivata sul veicolo.
I vincitori riceveranno la comunicazione via email nel gennaio 2027. Il beneficio sarà applicato entro il 1° marzo alla Tesla con cui è stato ottenuto il risultato e non potrà essere trasferito a un’altra automobile, a un nuovo proprietario o a un ordine successivo. La vendita della vettura o la fine del leasing comporteranno quindi anche la perdita della ricarica gratuita.
Restano escluse le auto che dispongono già del Supercharging gratuito, quelle impiegate per taxi, ride sharing o consegne e i dipendenti Tesla con i familiari stretti. Inoltre, il premio copre soltanto le sessioni presso le stazioni di proprietà della Casa. Restano invece a carico dell’utente gli eventuali costi extra, compresi quelli previsti nei momenti di maggiore affluenza.
In questo modo Tesla trasforma le ricariche in una competizione fatta di viaggi, chilowattora e stazioni visitate. Un modo efficace per spingere gli utenti a usare maggiormente i Supercharger e riportare ancora sotto i riflettori uno dei vantaggi piĂą desiderati nella storia del marchio.
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 07:37:30 +0000Il giorno 28 giugno 2026 sono previsti 2 scioperi nel settore dei trasporti pubblici locali in Italia, che coinvolgono le cittĂ di Firenze e Roma. Di seguito tutti i dettagli riguardanti orari, aziende interessate, categorie coinvolte e i sindacati che hanno indetto le agitazioni.
A Firenze, nella regione Toscana, è indetto uno sciopero del personale della società di gestione del servizio di trasporto pubblico locale di Firenze. Lo sciopero avrà una durata di 4 ore, dalle 22:30 del 27 giugno fino alle 02:30 del 28 giugno 2026. à stato proclamato dal sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO e coinvolge il personale della SOC. GEST DI FIRENZE.
A Roma, nella regione Lazio, è previsto uno sciopero del personale ASSEGNATO ALLE RIMESSE DI SUPERFICIE della Soc. ATAC di Roma relativo al trasporto pubblico locale. Anche in questo caso la durata sarà di 4 ore: dalle 20:30 del 27 giugno alle 00:30 del 28 giugno 2026. Le organizzazioni sindacali che hanno proclamato questa agitazione sono OSR USB LAVORO PRIVATO e ORSA TPL.
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 06:00:00 +0000Nel mese di giugno 2026 in Italia sono previsti diversi scioperi che interesseranno vari servizi di trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e settore marittimo, con possibili ripercussioni per pendolari, viaggiatori e lavoratori. Di seguito, il calendario aggiornato degli scioperi per tutto il mese, con i dettagli relativi a cittĂ , orari, categorie e sindacati coinvolti. Ecco cosa sapere per organizzarsi e ridurre il rischio di disservizi su base locale e nazionale.
Nella città di Catania è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, per il trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della società AMTS di Catania, con sindacati OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e ORSA TPL.
Nella cittĂ di Foggia sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30 per il trasporto pubblico locale, personale della societĂ ATAF di Foggia, sindacati OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.
Nella cittĂ di Messina sciopero di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00, settore trasporto pubblico locale, personale societĂ ATM di Messina, sindacati OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.
Nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza (Emilia-Romagna) sciopero di 24 ore, relativo al personale societĂ SETA per il TPL, sindacato OSR USB LAVORO PRIVATO.
In Italia (nazionale) sciopero per il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione e logistica su treni Trenitalia per l’intero turno lavorativo. Sindacati coinvolti: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO.
In Italia (tutte le province) sciopero marittimo di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, coinvolgendo tutti i lavoratori portuali. Sindacato SI COBAS.
Nella cittĂ di Ravenna (Emilia-Romagna) sciopero marittimo di 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00, personale SERS addetto al rimorchio portuale, sindacato OSP UILT-UIL.
Nella cittĂ di Palermo sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00, trasporto pubblico locale, personale AMAT Palermo, sindacato OSP CUB TRASPORTI.
In Sicilia (regionale) sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 10.01 alle 18.00, personale FS Security, sindacati OSR SLM FAST CONFSAL e ORSA TRASPORTI.
Nella città di Messina (Stretto di Messina) sciopero marittimo di 24 ore, dalle 21.01 dell’11 giugno alle 20.59 del 12 giugno, personale BluJet, sindacati FILT-CGIL e UILT-UIL.
In Italia (nazionale) diversi scioperi nazionali, tra cui uno plurisettoriale di 23 ore, dalle 03.00 dell’11 giugno alle 02.00 del 12 giugno (CUB TRASPORTI e SGB), sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.00 per personale Ferrovie dello Stato Italiane, sciopero nazionale CAT settore ferroviario 8 ore, dalle 09.01 alle 17.00 e sciopero personale Mercitalia Shunting & Terminal 8 ore, dalle 06.00 alle 14.00, sindacato USB LAVORO PRIVATO.
In Italia è proclamato uno sciopero di 18 ore, dalle 06.00 alle 24.00, per il personale ENAV di Verona Airport e per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited. Sindacati OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV, RSA di settore, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC, USB LAVORO PRIVATO.
Nella cittĂ di Milano sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00 per il personale SKY Service Milano Linate (PIAZZALE OVEST), sindacato OSR USB Lavoro Privato.
Nella cittĂ di Firenze sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale Autolinee Toscane bacino di Firenze, sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella regione Liguria (Genova e Savona) sciopero regionale di 72 ore, dalle 00:01 del 18/6 fino alle 24:00 del 20/6 per il trasporto merci conto terzi, soprattutto zone logistiche e portuali. Sindacati ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO.
Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero trasporti pubblici locali di 24 ore, personale ARRIVA UDINE, sindacato ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.
Nella cittĂ di Lecce (Puglia) sciopero di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30, trasporto pubblico locale, personale SGM di Lecce, sindacato OST UILT-UIL.
Nella regione Calabria sciopero di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, trasporto pubblico locale, personale SocietĂ Ferrovie della Calabria, sindacato OSR FAISA-CISAL.
Nella cittĂ di Napoli sciopero di 4 ore, dalle 12.45 alle 16.45, trasporto pubblico locale, personale area ferro della societĂ ANM, sindacato OSR FISI.
Nella cittĂ di Verona sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, personale manutenzione, amministrazione e ingegneria RFI DOIT Verona UnitĂ Territoriale Sud, sindacati OSR ORSA FERROVIE, SLM-FAST-CONFSAL.
Nella regione Sardegna sciopero ferroviario regionale di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, personale equipaggi Trenitalia DOR Sardegna, sindacati OSR ORSA FERROVIE, FAST-CONFSAL.
Nella provincia di Venezia sciopero di 4 ore, dalle 10.00 alle 14.00 per il personale societario ATVO Venezia, sindacati OSP SGB/FAST MobilitĂ .
Nella cittĂ di Roma sciopero taxi intera giornata, dalle 00:00 alle 24:00, personale addetti servizi taxi, sindacati UTI, UGL-TAXI, FEDERTAXI-CISAL, CLAAI, FAST CONFSAL TAXI, USB-TAXI, FILT-CGIL TAXI, ATLT, CONSULTAXI, SUL TAXI, ATITAXI, AGCI, LEGACOOP LAZIO.
Nella cittĂ di Roma sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore, dalle 20.30 del 27 giugno alle 00.30 del 28 giugno, personale assegnato alle rimesse di superficie ATAC, sindacati OSR USB LAVORO PRIVATO e ORSA TPL.
Nella cittĂ di Firenze sciopero TPL di 4 ore, dalle 22.30 del 27 giugno alle 2.30 del 28 giugno, personale societĂ di gestione trasporti Firenze, sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella cittĂ di Firenze sciopero TPL di 4 ore, dalle 22.30 del 27 giugno alle 2.30 del 28 giugno, personale societĂ di gestione trasporti Firenze, sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella cittĂ di Roma sciopero trasporto pubblico locale di 4 ore, dalle 20.30 del 27 giugno alle 00.30 del 28 giugno, personale assegnato alle rimesse di superficie ATAC, sindacati OSR USB LAVORO PRIVATO e ORSA TPL.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 8 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 18 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 19 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 22 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 23 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 25 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 27 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 28 giugno 2026: cittĂ , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 06:00:00 +0000Quanto costa rifornirsi in autostrada oggi, 28 giugno 2026? In questa pagina trovi i prezzi medi comunicati all’Osservatorio del Ministero e l’ultimo aggiornamento disponibile, con il dettaglio per benzina, gasolio, Gpl e metano. A seguire, una guida pratica spiega da cosa dipende il prezzo alla pompa: tra costi industriali lungo la filiera e carico fiscale (accise e Iva), i listini risentono sia dei mercati internazionali sia delle scelte commerciali degli operatori.
Ultimo aggiornamento: 27-06-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Benzina | SELF | 1.904 |
| Gasolio | SELF | 1.982 |
| GPL | SERVITO | 0.877 |
| Metano | SERVITO | 1.588 |
In riferimento alla benzina la componente fiscale è pari al 58%, decisamente superiore al prezzo industriale (42%). La parte fiscale unisce accise e Iva: le accise sono importi fissi per litro, mentre l’Iva si applica sul totale imponibile, accise incluse, amplificando ogni variazione della componente industriale. All’interno del 42% industriale, due voci determinano il prezzo finale. La prima è il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo: dipende dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, normalmente espresse in dollari, e quindi risente dell’andamento del cambio euro/dollaro oltre che dei movimenti del mercato petrolifero. La seconda è il margine lordo della filiera, pari al 12%: qui rientrano i costi e i margini di raffinazione, logistica, stoccaggio e distribuzione, oltre alle politiche commerciali dei marchi e dei singoli impianti. Su questo margine l’operatore può intervenire per adeguare il listino alla concorrenza locale, alla domanda stagionale e al livello di servizio offerto. La combinazione di questi fattori spiega perché, pur a parità di accise, i prezzi possano muoversi rapidamente e mostrare differenze tra zone, giorni della settimana e canali di vendita.
Per il gasolio la ripartizione tra imposte e quota industriale è diversa rispetto alla benzina: la componente fiscale vale il 45% del prezzo al consumo, mentre quella industriale arriva al 55%. Dentro la parte industriale pesano soprattutto le dinamiche della materia prima, che incidono per il 45% del prezzo finale. Le quotazioni internazionali dei distillati medi, anch’esse denominate in dollari, risentono sia del ciclo del greggio sia di fattori specifici della domanda e dell’offerta di gasolio (trasporto merci, stagionalità del riscaldamento in alcuni mercati, manutenzioni delle raffinerie). Di conseguenza anche il cambio euro/dollaro ha un ruolo diretto: un euro più debole rende più costoso l’approvvigionamento e viceversa. Completa il quadro il margine lordo della filiera, pari al 10%: include i costi di raffinazione, il trasferimento ai depositi, la distribuzione agli impianti, oltre al margine commerciale necessario a coprire i servizi resi e gli investimenti. à su questa voce che gli operatori possono modulare il prezzo alla pompa, intervenendo con aggiustamenti in risposta alla concorrenza e all’andamento della domanda locale. Anche per il gasolio, quindi, le variazioni osservate ogni giorno derivano dall’intreccio tra mercati internazionali, cambio valutario e scelte commerciali, mentre la componente fiscale, pur significativa, incide in modo più stabile.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.818 per la benzina, 1.902 per il diesel, 0.790 per il gpl, 1.570 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.902 |
| Benzina | SELF | 1.819 |
| GPL | SERVITO | 0.779 |
| Metano | SERVITO | 1.515 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.922 |
| Benzina | SELF | 1.847 |
| GPL | SERVITO | 0.751 |
| Metano | SERVITO | 1.577 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.932 |
| Benzina | SELF | 1.848 |
| GPL | SERVITO | 0.877 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.913 |
| Benzina | SELF | 1.828 |
| GPL | SERVITO | 0.819 |
| Metano | SERVITO | 1.657 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.906 |
| Benzina | SELF | 1.835 |
| GPL | SERVITO | 0.729 |
| Metano | SERVITO | 1.522 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.887 |
| Benzina | SELF | 1.803 |
| GPL | SERVITO | 0.759 |
| Metano | SERVITO | 1.522 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.905 |
| Benzina | SELF | 1.820 |
| GPL | SERVITO | 0.763 |
| Metano | SERVITO | 1.505 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.896 |
| Benzina | SELF | 1.807 |
| GPL | SERVITO | 0.754 |
| Metano | SERVITO | 1.636 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.898 |
| Benzina | SELF | 1.810 |
| GPL | SERVITO | 0.863 |
| Metano | SERVITO | 1.535 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.886 |
| Benzina | SELF | 1.797 |
| GPL | SERVITO | 0.745 |
| Metano | SERVITO | 1.542 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.880 |
| Benzina | SELF | 1.793 |
| GPL | SERVITO | 0.786 |
| Metano | SERVITO | 1.504 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.930 |
| Benzina | SELF | 1.843 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.885 |
| Benzina | SELF | 1.797 |
| GPL | SERVITO | 0.748 |
| Metano | SERVITO | 1.567 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.903 |
| Benzina | SELF | 1.825 |
| GPL | SERVITO | 0.745 |
| Metano | SERVITO | 1.608 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.908 |
| Benzina | SELF | 1.821 |
| GPL | SERVITO | 0.866 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.913 |
| Benzina | SELF | 1.828 |
| GPL | SERVITO | 0.811 |
| Metano | SERVITO | 1.816 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.899 |
| Benzina | SELF | 1.808 |
| GPL | SERVITO | 0.765 |
| Metano | SERVITO | 1.600 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.902 |
| Benzina | SELF | 1.822 |
| GPL | SERVITO | 0.801 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.893 |
| Benzina | SELF | 1.809 |
| GPL | SERVITO | 0.788 |
| Metano | SERVITO | 1.506 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.915 |
| Benzina | SELF | 1.829 |
| GPL | SERVITO | 0.884 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 28 giugno 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.870 |
| Benzina | SELF | 1.789 |
| GPL | SERVITO | 0.769 |
| Metano | SERVITO | 1.499 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 06:00:00 +0000La gamma di modelli Volkswagen è un cantiere aperto e registra tante novitĂ , mese dopo mese. Questa settimana, la Casa tedesca ha annunciato il debutto delle nuove versioni di Multivan e California, due modelli iconici che, secondo l’azienda, ora entrano in “una nuova fase evolutiva“.
L’aggiornamento, in particolare, si concentra su due aspetti. Da una parte, infatti, i modelli possono contare su un nuovo design, che contribuirĂ a rendere lo stile delle vetture ancora piĂą esclusivo ed elegante. Dall’altra, invece, arrivano tecnologie avanzate, che offrono una serie di miglioramenti significativi.
Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito ai nuovi modelli di Volkswagen e cosa cambia rispetto alle versioni precedenti con l’arrivo dell’aggiornamento che tocca l’estetica e i contenuti dei veicoli.
Multivan e California si rinnovano, con Volkswagen che ha introdotto una serie di novitĂ con l’obiettivo di aggiornare, in misura significativa, due modelli iconici della sua gamma. Si tratta di una scelta strategica per Volkswagen che ha scelto di puntare su diversi aspetti, con l’obiettivo di renderli sempre piĂą moderni, completi ed efficienti. Per la clientela, Multivan e California diventano oggi ancora piĂą interessanti.
L’aggiornamento per Multivan e California interviene su diversi aspetti, garantendo un sostanziale salto in avanti, con tante novitĂ a disposizione della clientela interessata all’acquisto di uno di questi modelli della Casa tedesca.
Per quanto riguarda il design, in particolare, si registra il debutto di un nuovo frontale, con linee aggiornate e piĂą moderne. Da segnalare anche un cockpit completamente rinnovato oltre a nuove colorazioni e cerchi inediti, con varie opzioni da 17, 18 e 19 pollici.
Per entrambi i modelli, inoltre, migliora il pacchetto di sistemi di assistenza alla guida, con l’ultima generazione di Travel Assist, che include ora anche il riconoscimento automatico dei semafori oltre all’Emergency Assist. Anche in questo caso, si tratta di un salto di qualitĂ importante.
Tra i punti di forza di Multivan e California troviamo la motorizzazione ibrida plug-in, elemento centrale della gamma da tempo, con sistema e-Hybrid 4MOTION in grado di offrire una potenza complessiva di 245 CV. A supportare il sistema c’è una batteria agli ioni di litio da 19,7 kWh. Per entrambi i modelli, inoltre, c’è anche l’opzione della trazione anteriore, con possibilitĂ di puntare sul motore turbo diesel TDI da 150 CV.
Questa doppia scelta permette di incrementare la flessibilitĂ della gamma, garantendo ai clienti la possibilitĂ di scegliere la versione desiderata, considerando pro e contro delle due motorizzazioni per capire quale scegliere in base alle proprie esigenze.
A disposizione della clientela il nuovo Multivan sarĂ proposto in due lunghezze di carrozzeria, mentre il California sarĂ basato di serie sulla versione a passo lungo. La gamma sarĂ composta dalle versioni Multivan Space, Multivan Life e Multivan Style (versione di punta) oltre alle versioni California Beach e California Ocean (versione top di gamma).
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 05:30:53 +0000I dati sulle immatricolazioni in Europa a maggio 2026 offrono diversi spunti di riflessione, con un mercato che continua a crescere e che sta vivendo un periodo positivo, soprattutto grazie alla spinta delle auto elettrificate, ormai sempre piĂą diffuse.
In questo contesto, i dati ACEA sulle vendite registrate nel corso del mese di maggio evidenziano un trend sempre piĂą preciso. Le immatricolazioni di auto elettriche continuano a crescere e hanno superato quelle registrate dalle auto a benzina, prive di un sistema di elettrificazione.
Si tratta di un dato sicuramente molto interessante anche se, prima di entrare nei dettagli del confronto, è bene specificare che il segmento di riferimento del mercato, per volumi di vendita, è quello delle ibride (considerando Mild Hybrid e Full Hybrid).
Nel corso del mese di maggio, le immatricolazioni di auto elettriche in Europa (considerando UE, Paesi Efta e Regno Unito) hanno raggiunto un totale di 268 mila unitĂ , con un incremento del 39,1% rispetto ai dati raccolti nello stesso periodo dello scorso anno.
Nello stesso periodo, invece, le auto a benzina si sono fermate a 250 mila unitĂ , con un calo del 19,1%, andando a certificare il passaggio di consegne tra le due categorie. Le elettriche, quindi, hanno superato le benzina di 18 mila unitĂ .
Bisogna segnalare, in ogni caso, che il sorpasso non è avvenuto in Ue. Considerando solo i dati del mercato Ue, infatti, le elettriche si sono fermate a 203 mila unità , con un incremento del 42,9%, mentre le benzina hanno raggiunto 210 mila, con un calo del 20,1%.
Ricordiamo che le auto elettriche stanno vivendo un periodo positivo e continuano a registrare un’espansione del mercato, incrementando le immatricolazioni e confermandosi come una realtĂ solida. Le vendite globali di elettriche, secondo gli ultimi dati, sono aumentate del 20% nell’ultimo anno.
Nel corso dei prossimi mesi, quindi, possiamo aspettarci una crescita ulteriore per il settore delle auto elettriche, destinato a diventare sempre piĂą grande e ricco, anche grazie all’arrivo di nuovi modelli e nuove Case, pronte a ritagliarsi uno spazio sul mercato.
Il sorpasso non è ancora avvenuto se consideriamo i dati del cumulato 2026. In questo caso, infatti, in Europa, le vendite di elettriche sono state pari a 1,247 milioni di unità con un incremento del 31,2% su base annua. Le benzina, invece, hanno raggiunto quota 1,297 milioni di unità , con un calo del 17%.
Considerando il mercato Ue, invece, le elettriche hanno raggiunto quota 950 mila unitĂ vendute, con un incremento del 35,7% su base annua, mentre le auto benzina hanno raggiunto quota 1,065 milioni di unitĂ , con un calo del 18,2% rispetto ai dati dello scorso anno.
Ricordiamo che potete approfondire l’andamento del mercato europeo dando un’occhiata al nostro articolo sulle vendite di nuove auto in Europa, basato sui dati aggiornati al mese di maggio 2026. Per i dati di giugno (e del primo semestre) bisognerĂ aspettare la seconda parte del mese di luglio.
Data articolo: Sun, 28 Jun 2026 05:30:17 +0000Talmente forte è rimasta l’associazione con James Bond che in tanti confondono ancora oggi le auto guidate sul set e quelle possedute nella vita reale. Scomparso all’etĂ di 90 anni, Sean Connery ha contribuito al successo mondiale dell’agente segreto per eccellenza sul grande schermo. Messo al volante di indimenticabili icone popolari, ha sviluppato con il passare del tempo un naturale interesse motoristico anche a riflettori spenti. Nel garage dell’attore scozzese sono transitati modelli britannici celebri, affini all’immagine costruita al cinema.
Difficile decretare la migliore auto guidata da Sean Connery, ma probabilmente l’Aston Martin DB5 apparsa in Goldfinger nel 1964 è la piĂą accreditata. Affidato a 007 da Q, il veicolo possedeva un arsenale in grado di abbattere qualunque ostacolo: mitragliatrici, targhe rotanti, cortina fumogena, getto d’olio, scudo antiproiettile e il celebre sedile eiettabile. Seppur impensabile per un mezzo stradale, la dotazione ha permesso alla DB5 di entrare nell’immaginario collettivo senza mai esaurire il proprio fascino.
La DB5 tornò accanto a Connery l’anno successivo in Thunderball. Sotto la carrozzeria disegnata dalla Touring Superleggera trovava posto un sei cilindri in linea da 4 litri, con una potenza vicina ai 290 CV. Eleganza e prestazioni bastavano giĂ a renderla speciale, mentre i gadget fecero il resto. Memore del passato, il mito di Hollywood decise diversi decenni dopo di acquistarne per sĂ© un esemplare del 1964. In seguito alla sua morte la vettura venne venduta all’asta nel 2022 alla ragguardevole cifra di 2,425 milioni di dollari, con parte del ricavato destinata al fondo filantropico della famiglia.
L’universo automobilistico di Connery non si esaurisce con Aston Martin. In Licenza di uccidere compare una Sunbeam Alpine, mentre Si vive solo due volte porta sullo schermo la Toyota 2000GT. La sportiva giapponese nacque come coupé, ma il tetto creava problemi alla statura dell’attore, così il marchio giapponese realizzò due versioni aperte appositamente per le riprese, rimaste gli unici esemplari ufficiali di quel tipo.
In Una cascata di diamanti Bond si muove invece su una Ford Mustang Mach 1 nel celebre inseguimento tra le strade di Las Vegas. Rispetto alla DB5 cambia completamente registro: al posto dell’eleganza britannica arrivano un V8, forme più muscolose e un carattere decisamente americano. Nella vita privata Connery possedette anche una Jensen C-V8, gran turismo con carrozzeria in vetroresina e motore Chrysler, veloce ma abbastanza discreta da non sembrare uscita dal reparto Q.
Questa sera, sabato 27 giugno 2026, La7 trasmette Entrapment alle 21.15. Nel film del 1999 Sean Connery veste i panni di Robert “Mac” MacDougal, esperto ladro di opere d’arte finito nel mirino di una compagnia assicurativa dopo il furto di un Rembrandt. A indagare su di lui è Virginia “Gin” Baker, interpretata da Catherine Zeta-Jones, che prova a incastrarlo, ma il rapporto tra i due prende presto una direzione diversa e li conduce verso un nuovo colpo.
Le quattro ruote sono parte della scena: Mac guida una Jaguar XKR Cabriolet blu, elegante gran turismo britannica spinta da un V8 sovralimentato. Priva dei gadget estremi associati a 007, conserva comunque la stessa presenza scenica delle auto che avevano accompagnato Connery nei panni di Bond.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 20:01:47 +0000Ferrari ha lavorato sulla SF-26 con grande intensitĂ anche nella terza sessione di prove libere. Rispetto al venerdì c’è stato un importante passo avanti del team di Maranello: come previsto, è arrivato lo step prestazionale derivato dalla lettura dei dati immagazzinati nelle prime due sessioni. Due ore di prove in cui la Rossa ha girato depotenziata con la power unit e con molto carburante a bordo.
Mentre negli ultimi sessanta minuti che andavano ad anticipare la qualifica, ha finalmente svelato buona parte del suo potenziale. Ne è emersa una monoposto piuttosto ordinata, dove l’eccesso di rotazione non è risultato piĂą un fastidio, ma bensì uno strumento utile alla causa per agevolare l’inserimento in curva. Anche la fase di trazione è apparsa migliorata.
Il dato su cui Ferrari ha continuato a pagare dazio, tuttavia, è rimasto il deficit sul motore. Parliamo principalmente della parte ibrida (harvesting e deployment), non all’altezza della power unit tedesca. Ricordiamo, infatti, che l’update concesso dalla Federazione Internazionale tramite la deroga ADUO è relativo al solo elemento endotermico; una parte del propulsore che non è ancora ai livelli di Mercedes, ma che non è così distante come potrebbe sembrare.
L’informazione piĂą interessante per quanto concerne l’avvicinamento alla qualifica è chiara: su ambedue le Ferrari, i meccanici hanno lavorato per le ultime rifiniture di setup. Una manovra che ha coinvolto maggiormente la vettura numero 44, con modifiche a livello sospensivo piuttosto invasive. Stesso discoro per l’impianto frenante. Richieste espressamente volute dal sette volte campione del mondo.
Questo tipo di situazione non è particolarmente inusuale. D’altra parte, dopo le FP3 scatta uno studio dati fondamentale, capace di indicare la strada corretta per realizzare l’ultimo salto di qualitĂ , spesso decisivo. Ferrari è scesa preparata in pista nella prima parte della qualifica. Lewis è sembrato ancora una volta piĂą in palla nel primo tentativo, dove ha pagato solo 2 decimi da Antonelli.
Nel suo caso, si è infatti registrato un calo di potenza dopo curva 3 che gli ha fatto perdere tempo prezioso. Charles, invece, pur non avendo rilasciato lamentele particolari via radio, non sembra avere ancora trovato il feeling necessario per spremere al meglio la vettura italiana. A entrambi basta comunque un solo tentativo per passare il taglio e concentrarsi sulla Q2.
Il team italiano ha proseguito la seconda parte della qualifica calzando le gomme Soft. Nel primo tentativo non c’è stata una guida perfetta, ma le piccole sbavature non hanno pesato. I giri sono buoni e il comportamento delle SF-26 è neutro; forse un pelo tendente al sovrasterzo, ma nulla che disturbi realmente i piloti. I ferraristi hanno dato l’impressione di potersi inserire nella battaglia al vertice.
Va ricordato che in Austria debuttava il nuovo motore per la Rossa, o per meglio dire il primo l’upgrade sull’endotermico per recuperare qualche cavallo. L’incidenza di questo aggiornamento non è enorme, ma, specie in Q3, potrebbe fare una piccola differenza. Nel secondo tentativo, gli alfieri della Rossa hanno ricalcato l’atteggiamento precedente, fornendo buone sensazioni.
Charles non si migliora ma non sembra troppo preoccupato in radio. Al contrario Hamilton abbassa il proprio crono, pur dovendo ancora sistemare l’interpretazione di curva 6 per competere al top. Questo è il consiglio che Carlo Santi gli offre via radio. Messa da parte questa sgambata era l’ora di pensare in grande, considerando che di lì a poco sarebbe scattato il momento piĂą atteso: la prova della veritĂ in Q3.
Una battaglia serrata e di certo non scontata: era questa la sensazione che aleggiava prima della sfida finale, dove almeno quattro scuderie, in linea teorica, avevano i numeri per aggiudicarsi la prima fila del Gran Premio d’Austria. Tra queste c’era la Ferrari, che mettendo insieme tutti i pezzi del puzzle, forse, aveva le carte in regola per provare a inserirsi nella lotta al vertice.
La prima sgambata vede Charles Leclerc lontano un decimo dalla pole temporanea, mentre Lewis non riesce nemmeno a chiudere il giro, accumulando ulteriore pressione per via dell’unico tentativo rimasto a disposizione. I ferraristi danno il massimo e vengono anche assistiti da un pizzico di fortuna. La ragione è semplice: nel suo secondo tentativo a bordo della Red Bull RB22, Max Verstappen spinge troppo.
Max perde il controllo della vettura. Proprio nel momento topico della sessione, l’olandese sbatte violentemente contro le barriere provocando una doppia bandiera gialla. George Russell, che stava completando il suo giro, ha l’accortezza di alzare il piede e, ciononostante, conquista la pole rifilando due decimi alle due SF-26. Super prestazione, insomma.
Chi invece resta pesantemente penalizzato dall’interruzione è Andrea Kimi Antonelli, impossibilitato a concludere il proprio tentativo. Se da una parte Ferrari può tirare un sospiro di sollievo, dall’altra incassa il ritmo della Mercedes W17 che, su una pista così breve, dimostra quanto il divario di potenza sul motore sia ancora marcato. Domani sarĂ comunque una gara importante per il Cavallino, che proverĂ a insidiare le vetture di Brackley puntando sul passo gara e sulla gestione del degrado.
| Pos. | Pilota | Scuderia | Tempo / Gap |
| 1 | George Russell | Mercedes | 1:06.113 |
| 2 | Charles Leclerc | Ferrari | +0.236 |
| 3 | Lewis Hamilton | Ferrari | +0.295 |
| 4 | Andrea Kimi Antonelli | Mercedes | +0.301 |
| 5 | Max Verstappen | Red Bull | +0.362 |
| 6 | Lando Norris | McLaren | +0.389 |
| 7 | Oscar Piastri | McLaren | +0.398 |
| 8 | Isack Hadjar | Red Bull | +0.519 |
| 9 | Liam Lawson | Racing Bulls | +0.842 |
| 10 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | +0.894 |
La pole position conquistata da George Russell al Gp d’Austria ha lasciato spazio a un interrogativo al termine delle qualifiche. L’incidente di Max Verstappen in curva 9, avvenuto negli ultimi secondi del Q3, ha infatti provocato l’esposizione della bandiera gialla proprio mentre diversi piloti stavano completando il loro ultimo tentativo.
Tra questi c’era il pilota della Mercedes, che ha fermato il cronometro in 1:06.113 conquistando la pole davanti alle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Il giro è stato immediatamente messo sotto osservazione, ma la FIA ha deciso di confermarlo dopo aver verificato il rispetto della procedura prevista dal regolamento.
La chiave della decisione è nella differenza tra bandiera gialla singola e doppia bandiera gialla.
Nel caso dell’incidente di Verstappen è stata esposta una single waved yellow flag, non una doppia gialla. Questo significa che il regolamento non impone automaticamente l’annullamento del giro, ma richiede al pilota di dimostrare di aver rallentato nel settore interessato dall’incidente.

Il grafico qui in alto mostra la telemetria delle monoposto di Charles Leclerc e George Russell nel loro miglior giro, nel caso del britannico quello sotto osservazione dalla FIA.
Come mostra la linea celeste in curva 9, Russell alza il piede dall’acceleratore (il grafico mostra il valore zero). I commissari hanno analizzato i dati e hanno verificato il rilascio dell’acceleratore e la riduzione della velocitĂ in prossimitĂ del luogo dell’incidente di Russell. La verifica ha confermato che il britannico aveva rispettato quanto previsto dal regolamento, motivo per cui il suo tempo è rimasto valido e non è stata aperta alcuna investigazione nei suoi confronti.
La procedura è disciplinata dall’Appendix H dell’International Sporting Code FIA, richiamata anche dalle Driving Standards Guidelines 2026 utilizzate dagli steward durante i weekend di gara.
Per la bandiera gialla singola il testo ufficiale recita:
“Any driver passing through a waved yellow flag marshalling sector must reduce their speed and be prepared to change direction. In order for the stewards to be satisfied that any such driver has complied with these requirements they are expected to have braked earlier and/or discernibly reduced speed in the relevant marshalling sector.”
Le linee guida aggiungono inoltre un principio fondamentale:
“The onus rests with the driver to demonstrate a sufficient reduction of speed to satisfy the rules.”
In altre parole, è il pilota che deve dimostrare, attraverso la telemetria, di aver ridotto la velocità in maniera sufficiente. In questo caso, è dimostrato.
Diversa è invece la procedura in presenza di una doppia bandiera gialla:
“Any driver passing through a double waved yellow flag marshalling sector must reduce speed significantly and be prepared to change direction or stop. In order for the stewards to be satisfied that any such driver has complied with these requirements it must be clear that the driver has not attempted to set a meaningful lap time on the relevant lap. Furthermore, during a sprint qualifying or qualifying session, any driver passing through a double waved yellow flag marshalling sector will have that lap time deleted.”
La differenza tra i due regimi di bandiera spiega anche perché Kimi Antonelli abbia rinunciato al proprio ultimo tentativo. Dal cockpit il pilota Mercedes ha interpretato la situazione come una possibile doppia bandiera gialla e ha scelto di interrompere il giro, mentre Russell, che aveva già rallentato nel settore interessato, ha potuto completare il proprio passaggio senza infrangere il regolamento.
La pole position del britannico è quindi rimasta valida non perché abbia ignorato la segnalazione, ma perché la FIA ha accertato, attraverso i dati della vettura, che aveva rispettato gli obblighi previsti in regime di bandiera gialla singola.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 16:21:04 +0000Dopo aver chiuso al comando anche la terza sessione di prove libere del Gran Premio d’Austria, Mercedes si è confermata la monoposto di riferimento del weekend trasformando il proprio vantaggio anche in qualifica con la pole position di George Russell in 1:06.113, seguono le due Ferrari di Charles Leclerc in 1:06.349 e Lewis Hamilton in 1:06.408, Kimi Antonelli quarto in 1:06.414.
Al di là della qualifica in sé con il miglior risultato di stagione delle Ferrari (entrambe nelle prime tre), è interessante notare come le prime due della classe, la Rossa di Maranello e la Mercedes, abbiano avuto un approccio completamente diverso al weekend del Red Bull Ring.
Mercedes è arrivata al Red Bull Ring con un approccio molto diverso rispetto alle altre Scuderie che hanno ottenuto l’ADUO. Mentre Ferrari ha introdotto il primo aggiornamento ADUO della power unit e Red Bull, Audi e Cadillac hanno presentato pacchetti di sviluppo molto piĂą estesi, la W17 si è limitata a due interventi mirati.
Il primo riguarda la carenatura del braccio della sospensione anteriore, rivista per migliorare la qualitĂ del flusso diretto verso il retrotreno su un intervallo piĂą ampio di altezze da terra.
Il secondo interessa la cover motore, modificata per ampliare le possibilitĂ di gestione del raffreddamento convogliando una maggiore quantitĂ d’aria attraverso le feritoie superiori.
Nessuna modifica, invece, è stata apportata alla power unit. Mercedes ha scelto di non utilizzare il proprio credito ADUO, rinviando l’evoluzione del motore endotermico nonostante il circuito austriaco sia tra quelli piĂą sensibili alla potenza disponibile.
Se l’obiettivo era verificare immediatamente l’efficacia del nuovo pacchetto, la qualifica ha dato una prima risposta. Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno infatti portato entrambe le SF-26 nelle prime tre posizioni, riducendo il distacco dalla Mercedes proprio su un circuito in cui la prestazione del motore incide in maniera significativa sul tempo sul giro.
Ferrari ha scelto per questo weekend di utilizzare il primo dei due crediti ADUO proprio in Austria introducendo una nuova specifica della power unit 067/6, accompagnata da una nuova formulazione del carburante sviluppata da Shell.
Le due evoluzioni non sono indipendenti, ma fanno parte dello stesso programma di sviluppo. Gli ingegneri di Maranello hanno lavorato sull’efficienza della combustione del motore endotermico, mentre Shell ha sviluppato un carburante calibrato sulle nuove caratteristiche della camera di combustione, così da massimizzare il rendimento del propulsore.
Il cuore dell’aggiornamento riguarda infatti il motore endotermico. Ferrari ha evoluto il progetto della testata in lega d’acciaio, una soluzione che consente di lavorare con temperature e pressioni di combustione piĂą elevate rispetto a una tradizionale testata in alluminio.
L’aumento della temperatura all’interno della camera permette una combustione piĂą completa della miscela aria-carburante, migliorando il rendimento termodinamico senza modificare i limiti regolamentari di consumo. Per sfruttare questo nuovo regime di funzionamento è stato necessario sviluppare anche un carburante dedicato, progettato insieme a Shell per lavorare nelle nuove condizioni operative del propulsore.
La griglia di partenza offre così il primo confronto concreto tra le due strategie di sviluppo viste in Austria. Mercedes scatterà dalla pole senza aver ancora utilizzato il proprio credito ADUO, mentre Ferrari proverà a trasformare i segnali positivi emersi in qualifica nel primo vero banco di prova del nuovo motore sulla distanza di gara.
| Pos | Pilota | Scuderia | Q1 | Q2 | Q3 |
| 1 | George Russell | Mercedes | 1:07.398 | 1:06.979 | 1:06.113 |
| 2 | Charles Leclerc | Ferrari | 1:07.543 | 1:07.030 | 1:06.349 |
| 3 | Lewis Hamilton | Ferrari | 1:07.290 | 1:06.994 | 1:06.408 |
| 4 | Kimi Antonelli | Mercedes | 1:07.083 | 1:06.763 | 1:06.414 |
| 5 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 1:07.407 | 1:07.183 | 1:06.475 |
| 6 | Lando Norris | McLaren | 1:07.259 | 1:06.897 | 1:06.502 |
| 7 | Oscar Piastri | McLaren | 1:07.487 | 1:06.890 | 1:06.511 |
| 8 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 1:07.408 | 1:07.086 | 1:06.632 |
| 9 | Liam Lawson | Racing Bulls | 1:07.385 | 1:07.136 | 1:06.955 |
| 10 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 1:07.549 | 1:07.155 | 1:07.007 |
| 11 | Pierre Gasly | Alpine | 1:08.038 | 1:07.223 | — |
| 12 | Gabriel Bortoleto | Audi | 1:08.035 | 1:07.293 | — |
| 13 | Oliver Bearman | Haas | 1:08.061 | 1:07.523 | — |
| 14 | Nico Hulkenberg | Audi | 1:08.066 | 1:07.611 | — |
| 15 | Esteban Ocon | Haas | 1:08.231 | 1:07.817 | — |
| 16 | Franco Colapinto | Alpine | 1:07.894 | 1:08.171 | — |
| 17 | Carlos Sainz | Williams | 1:08.252 | — | — |
| 18 | Alexander Albon | Williams | 1:08.509 | — | — |
| 19 | Sergio Perez | Cadillac | 1:08.945 | — | — |
| 20 | Valtteri Bottas | Cadillac | 1:09.030 | — | — |
| 21 | Fernando Alonso | Aston Martin | 1:09.942 | — | — |
| 22 | Lance Stroll | Aston Martin | 1:10.363 | — | — |
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 15:44:32 +0000
Lamborghini è oggi un punto di riferimento assoluto del mercato delle quattro ruote e non solo per le sue sportive. Anche i SUV della Casa italiana sono diventati, infatti, dei modelli iconici e in grado di ricoprire un ruolo da grandi protagonisti sul mercato.
L’avventura di Lamborghini nel settore dei SUV, però, non è iniziata di recente ma molto tempo fa. Il primo modello, infatti, risale a quasi 50 anni fa. A ricostruire la storia è stata la stessa Casa italiana con un approfondimento pubblicato sul suo sito in cui riassume quelli che sono stati i suoi progetti nel segmento.
Ecco tutti i modelli che hanno contribuito a scrivere pagine importanti di storia per Lambo:
In occasione del Salone dell’auto di Ginevra del 1977 ci fu il debutto della Cheetah che, come la LM001, rimase allo stato prototipale, senza diventare un modello di serie. Nel corso del 1986, però, grazie all’ingegno di Giulio Alfieri, che spostò il motore V12 della Countach Quattrovalvole all’anteriore, arrivò LM002, fuoristrada estremo che, secondo l’azienda, rappresenta il vero progenitore del concetto di Super SUV Lamborghini. Il modello poteva superare i 200 km/h. La produzione continuò fino al 1992, per un totale di 301 esemplari.
Un punto di svolta nella storia di Lamborghini è rappresentato dal debutto di Urus, modello presentato come concept nel 2012 e poi lanciato con una versione di serie nel corso del 2017. Il SUV ha portato all’introduzione del primo motore V8 biturbo della Casa, garantendo prestazioni eccellenti e andando a ridefinire il concetto di dinamica di guida, grazie anche a tecnologie come le ruote posteriori sterzanti e il sistema Tamburo per la gestione delle modalitĂ di guida.
Secondo l’azienda, la Urus è stata capace di combinare l’anima di una supersportiva con la versatilitĂ di un SUV e ha avuto il merito di conquistare una nuova generazione di clienti. Dal punto di vista commerciale, infatti, Urus ha permesso a Lamborghini di registrare un’importante crescita, a cui è seguita un’espansione significativa dello stabilimento produttivo di Sant’Agata Bolognese.
Nel corso degli anni, Urus ha registrato diverse evoluzioni, con il debutto di Urus Performante, che ha estremizzato la dinamica di guida e le performance, come confermato anche dal record alla Pikes Peak International Hill Climb. C’è poi la Urus S che ha interpretato il concetto di Super SUV, proponendo un nuovo equilibrio tra prestazioni, lusso e versatilitĂ . Da segnalare anche la Urus SE, prima generazione plug-in hybrid del SUV Lamborghini.
Da non dimenticare anche evoluzioni speciali come la Urus SE “Tettonero” Capsule svelata in occasione della Milano Design Week 2026 oltre alla versione speciale realizzata per la Polizia di Stato italiana. Nel novembre 2018, Lamborghini Squadra Corse presentò, invece, la Urus ST-X Concept, la prima interpretazione racing del Super SUV Lamborghini.
Per il futuro, inoltre, c’è ancora tanto da dire. Nuovi modelli arriveranno ad arricchire una storia destinata a continuare ancora per molto tempo, con Lamborghini che è sempre piĂą legata al concetto di Super SUV con modelli pensati per esaltare prestazioni e sportivitĂ in tutti i contesti di utilizzo e senza perdere lo stile iconico del brand.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 14:30:43 +0000Ora 5 è una delle novità più interessanti di questo 2026 per il mercato italiano. Si tratta del nuovo modello con cui Great Wall, uno dei principali costruttori cinesi, punta a ritagliarsi il suo spazio sul mercato europeo. Già nelle scorse settimane vi abbiamo parlato di questo SUV di segmento C, analizzandone appieno le caratteristiche. Ora, però, è tempo di entrare nei dettagli. Ora 5 è pronto a ritagliarsi il suo spazio in Italia puntando su una gamma molto articolata e su un prezzo particolarmente interessante.
Ora 5 è un SUV di segmento C. Il modello è lungo 4,471 metri e ha un passo di 2,72 metri. La capacità di carico è di 422 litri ma con possibilità di arrivare fino a 1.120 litri, abbassando gli schienali posteriori.
Una delle caratteristiche principali del SUV di Great Wall è la gamma di motorizzazioni. A disposizione della clientela, infatti, ci sono tre opzioni che puntano a soddisfare appieno le differenti esigenze dei potenziali acquirenti.
La proposta entry level è rappresentata da un motore benzina da 1.5 litri che può erogare una potenza massima di 160 CV, con una coppia motrice di 270 Nm. Il motore è abbinato a un cambio a doppia frizione e sette rapporti. La vettura accelera da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi e raggiunge i 190 km/h.
Ad arricchire la gamma c’è poi la versione Full Hybrid (chiamata dall’azienda Hi2), che utilizza lo stesso motore benzina visto in precedenza ma con il supporto di un motore elettrico, per una potenza combinata di 223 CV e una coppia motrice massima di 476 Nm. La vettura, in questo caso, ha uno 0-100 in 7,7 secondi e arriva a 185 km/h.
La terza opzione è rappresentata, invece, dalla versione elettrica con motore da 204 CV e 260 Nm e con uno 0-100 di 7,7 secondi e 170 km/h di velocitĂ massima. La vettura, in questa sua evoluzione elettrica, può contare su un pacco batterie LFP con una capacitĂ di 58,3 kWh. L’autonomia dichiarata è di 453 chilometri che diventano ben 603 chilometri in cittĂ .
La dotazione di serie comprende:
Oltre alla versione base, chiamata Origin, c’è anche una versione Premium che aggiunge elementi come l’impianto stereo da 9 speaker, il portellone elettrico, i sedili anteriori ventilati, il volante riscaldato, le luci ambientali e altro ancora.
Ecco i prezzi di tutte le varianti della nuova Ora 5:
Il modello è ordinabile nelle concessionarie partner di GWM, che opera direttamente in Italia, senza affidarsi a importatori. Consultando la mappa interattiva disponibile sul sito gwm-eu.com/it è possibile trovare il dealer più vicino. Attualmente, ci sono più di 30 punti vendita sparsi in tutto il territorio nazionale a cui fare riferimento per ordinare la nuova Ora 5.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 14:00:43 +0000Da una parte c’è la trattativa tra privati con la possibilità di ottenere un prezzo più alto dalla vendita della propria auto e di gestire ogni passaggio. Dall’altra c’è il concessionario, che offre pratiche semplificate e sicurezza operativa, ma quasi sempre riconosce una cifra inferiore rispetto al valore che si potrebbe spuntare sul mercato aperto. In mezzo si colloca la terza via fatta di piattaforme online, intermediari specializzati e servizi professionali che combinano il prezzo della vendita privata con la comodità della gestione assistita.
Le auto di seconda mano continuano a muovere numeri molto superiori alle immatricolazioni del nuovo, mentre i prezzi, dopo gli anni della crisi produttiva e della scarsità di veicoli, hanno iniziato a normalizzarsi. In un contesto simile il venditore privato può trovare una domanda reale, soprattutto se possiede un modello richiesto, ben tenuto, con chilometraggio coerente e manutenzione documentata.
La vendita tra privati consente di ottenere un prezzo più alto rispetto alla permuta o alla cessione diretta al concessionario. Il privato che compra può accettare di pagare una cifra superiore a quella offerta da un operatore professionale perché risparmia rispetto al prezzo che troverebbe in salone.
Questo meccanismo crea una zona di convenienza per entrambi. Il venditore incassa di più rispetto al ritiro commerciale, l’acquirente paga meno rispetto a un’auto equivalente venduta da concessionario. Se la vettura è in buone condizioni, ha una storia chiara e appartiene a una categoria molto richiesta, la trattativa privata può diventare economicamente interessante.
Il vantaggio aumenta quando il modello è facile da piazzare. Utilitarie recenti, city car a benzina o ibride, suv compatti, vetture con costi di gestione bassi e auto adatte a neopatentati attirano una platea ampia. Chi vende una macchina di questo tipo può ricevere molte richieste, soprattutto se il prezzo è allineato al mercato e l’annuncio è costruito bene.
La vendita privata funziona bene anche quando il proprietario non ha urgenza. Il tempo è un alleato di chi vuole vendere al prezzo giusto.
Vendere a un privato significa gestire ogni fase: valutazione, annuncio, fotografie, descrizione, contatti, verifica dell’acquirente, prova su strada, pagamento, atto di vendita, passaggio di proprietà e consegna del veicolo.
Il primo rischio riguarda il prezzo. Molti venditori sovrastimano la propria auto perché confondono valore affettivo, spese sostenute e quotazione di mercato. Aver cambiato pneumatici, fatto il tagliando o installato un accessorio non significa recuperare quelle cifre nella vendita. Il mercato guarda modello, anno, chilometri, alimentazione, condizioni, manutenzione e domanda.
Il secondo rischio riguarda le trattative inconcludenti. Chi vende da privato deve prepararsi a messaggi generici, richieste di sconto, acquirenti che vogliono provare l’auto senza reale intenzione di comprare e persone che cercano difetti per abbassare il prezzo.
Il terzo punto è il pagamento. Bonifici non ancora accreditati, contanti oltre i limiti consentiti e pressioni per consegnare l’auto prima della certezza dell’incasso sono situazioni da evitare.
Consegnare l’auto al concessionario, in permuta o in vendita diretta, significa rinunciare a una parte del guadagno in cambio di rapidità e sicurezza. Il professionista valuta il veicolo, formula un’offerta, gestisce la parte amministrativa e in genere inserisce l’operazione dentro l’acquisto di un’altra auto.
Il concessionario è comodo quando il venditore sta comprando un’altra vettura. In questo caso la vecchia auto diventa parte della trattativa. Il prezzo riconosciuto può essere inferiore rispetto alla vendita privata, ma il venditore evita di restare con due auto, due assicurazioni, due bolli e il problema di organizzare tempi diversi tra vendita e nuovo acquisto.
La permuta semplifica anche la gestione pratica. Non bisogna pubblicare annunci, fissare appuntamenti o accompagnare sconosciuti in prova. Non bisogna occuparsi di tutte le fasi burocratiche perché il concessionario segue normalmente il trasferimento e le pratiche correlate.
La differenza più importante tra acquisto da privato e acquisto da concessionario riguarda la garanzia. Quando l’acquirente compra da un venditore professionale entra in gioco la garanzia legale di conformità prevista dal Codice del Consumo. La durata è di due anni, ma sull’usato può essere ridotta con accordo tra le parti a non meno di un anno.
La normale usura resta esclusa, e una vettura usata non può essere trattata come se fosse nuova. Un’auto con dieci anni e 160.000 chilometri avrà componenti fisiologicamente più consumati rispetto a una vettura di due anni. Il concessionario risponde dei difetti di conformità esistenti al momento della consegna e manifestatisi nel periodo coperto dalla garanzia.
Tra privati non si applica la stessa disciplina del Codice del Consumo. L’acquirente può far valere eventuali vizi occulti secondo le regole del Codice Civile, ma il quadro è più complesso.
Questa differenza incide anche sul venditore. Il privato che vende non offre la stessa garanzia del concessionario, ma non è autorizzato a occultare difetti gravi o manipolare informazioni. Dichiarare chilometri falsi, ad esempio, genera conseguenze anche sul piano legale.
Il passaggio di proprietà è il momento che chiude la vendita. Dopo l’autenticazione della firma sull’atto di vendita, il passaggio deve essere registrato. Se la pratica non viene completata il venditore rischia problemi non di poco conto: multe, bolli, responsabilità e comunicazioni possono continuare a essere associate al precedente intestatario finché l’archivio non viene aggiornato.
Per questo nella vendita tra privati è prudente effettuare il passaggio contestualmente al pagamento e alla consegna dell’auto. I costi comprendono l’Imposta provinciale di trascrizione, variabile in base al veicolo e alla provincia, gli emolumenti Aci, le imposte di bollo e i diritti della Motorizzazione civile.
Prima di mettere l’auto in vendita bisogna analizzare annunci simili per modello, anno, motore, allestimento, chilometraggio, cambio, alimentazione, provincia, numero di proprietari e condizioni. Le quotazioni professionali aiutano, ma vanno interpretate. Ci sono un valore di ritiro, un valore di vendita tra privati e un valore al dettaglio da concessionario. Sono cifre diverse perché rispondono a logiche diverse. Chi vende a un concessionario riceverà meno del prezzo esposto su un portale perché il commerciante deve rivendere. Chi vende da privato può collocarsi più vicino al prezzo di mercato diretto, ma deve essere competitivo.
A pesare è naturalmente il chilometraggio. Una vettura con percorrenza sotto la media può difendersi meglio. Al contrario, chilometri elevati, gomme da sostituire, carrozzeria segnata o revisione imminente riducono la forza del venditore.
Anche l’alimentazione ha il suo peso. Benzina, diesel, ibride, Gpl ed elettriche hanno platee diverse. Il diesel continua ad avere mercato per chi percorre molti chilometri, ma può soffrire nelle aree soggette a restrizioni. Le ibride sono molto cercate in città e tra chi vuole bassi consumi senza ricarica. Le elettriche usate possono essere interessanti, ma autonomia, stato batteria e prezzo del nuovo condizionano la trattativa.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 12:00:15 +0000In pochi possono averla e anche per questo la Ford GT emana così tanto fascino in ogni apparizione pubblica. Se ci aggiungiamo l’appartenenza a Jeremy Clarkson, uno dei giornalisti e volti televisivi piĂą noti in ambito automotive del Regno Unito, allora capiremo ancora meglio quanto l’esemplare del 2006 mostrato sui social meriti attenzione. Non appena Carl Hartley, figlio del noto concessionario britannico Tom Hartley, ha mostrato la vettura appartenuta al conduttore, è scoppiata una vera e propria mania sui social. I dettagli tecnici si misurano col contagocce, in compenso la descrizione alimenta il fascino di un veicolo nato per correre veloce.
La vettura ha percorso circa 28.000 miglia, poco più di 45.000 km, e secondo il venditore rientra tra le sole 101 Ford GT consegnate sul mercato europeo. La carrozzeria blu attraversata dalle strisce bianche riprende uno degli abbinamenti più riconoscibili del modello. Hartley parla inoltre di una “fantastic service history” presso GT101 e presenta l’auto in “beautiful condition”.
Nonostante il valore collezionistico, la Ford GT non si è limitata a restare chiusa in garage. A differenza di molte supercar immacolate, il suo utilizzo è stato reale come certificano le 24.454 miglia mostrate dal contatore nel 2021. Il vero richiamo, però, è arrivato nei commenti. Clarkson ha scritto: “I hope they fixed the alarm!!!”. Una battuta breve, comprensibile soltanto conoscendo il rapporto tormentato tra il giornalista e il veicolo.
I problemi iniziarono praticamente alla consegna. L’immobilizzatore impedì alla GT di partire e Clarkson dovette lasciare il concessionario su una Toyota Corolla Verso. Ai guai iniziali si aggiunsero quelli con l’antifurto e la geolocalizzazione, che iniziarono a segnalare intrusioni fantasma anche di notte.
Dopo diversi passaggi in officina, Clarkson bollò l’esperienza come “the most miserable month’s motoring it is possible to imagine” e ottenne il rimborso delle 126.000 sterline. Il vero bersaglio delle sue critiche non era la GT, bensì l’inaffidabile sistema di sicurezza montato successivamente, tanto che cambiò idea e ricomprò proprio lo stesso esemplare.
La vicenda entrò anche nell’immaginario di Top Gear: infastidito dai continui problemi elettrici, Clarkson la definì “the most unreliable car ever made” davanti alle telecamere. Eppure continuò a riconoscerne il valore, tanto da scrivere: “It is fine. It is perfect”.
La prima generazione della GT rimase in produzione tra il 2004 e il 2006, con poco piĂą di 4.000 unitĂ costruite. A livello estetico, richiama la GT40, protagonista negli anni Sessanta di vittorie memorabili a Le Mans, anche se la struttura in alluminio le permette di soddisfare gli standard dell’epoca moderna.
Dietro l’abitacolo trova posto un V8 sovralimentato da 5,4 litri. La potenza dichiarata raggiunge i 550 CV, mentre la coppia tocca i 678 Nm, trasmessi alle ruote posteriori da un cambio manuale Ricardo a sei rapporti. Al momento del lancio, Ford indicava 330 km/h di velocità massima e circa 3,3 secondi nello scatto da 0 a 60 miglia orarie.
Il prezzo dell’auto di Clarkson non è stato reso pubblico. Secondo un aggiornamento apparso dopo la diffusione dell’annuncio, la Ford sarebbe stata venduta ancora prima della pubblicazione sui social. Le aste recenti aiutano comunque a capire il livello raggiunto dal modello: a giugno due esemplari del 2006 sono passati di mano per circa 469.000 e 530.000 dollari, mentre una Heritage Edition ha toccato 793.500 dollari. La provenienza celebre aggiunge un elemento impossibile da tradurre in una cifra precisa. L’allarme, invece, resta perfettamente quantificabile in anni di battute.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 09:25:15 +0000Le temperature sfiorano ormai puntualmente i 40 gradi e qualche interrogativo sorge spontaneo sulle auto elettriche. Il calore danneggia subito la batteria? Le abitudini di ricarica possono accelerare il degrado? Se certi titoli dei giornali eccedono nei toni, è altrettanto evidente che il caldo intenso non va sottovalutato: vediamo insieme alcuni accorgimenti da mettere in pratica.
Le batterie agli ioni di litio lavorano meglio in un intervallo di temperatura moderato. A valori molto alti, una parte della carica finisce nel climatizzatore e nel sistema preposto a tenere sotto controllo la batteria. In questo modo, i chilometri disponibili durante il viaggio rischiano di diminuire.
Secondo Geotab, che ha esaminato 5,2 milioni di tragitti, le auto elettriche rendono meglio con temperature vicine ai 21,5 gradi. Tra 10 e 31 gradi, in media, le vetture analizzate hanno raggiunto almeno la percorrenza dichiarata. Al superamento di tale soglia, il rendimento comincia a pagare pegno, ma entro certi limiti: ristabilite temperature più favorevoli, l’autonomia torna sui valori abituali.
Il degrado è un fenomeno diverso. Con il passare degli anni, la batteria trattiene gradualmente meno energia rispetto a quando era nuova. A lungo andare l’esposizione al caldo intenso può avere delle conseguenze significative sul mezzo, mentre qualche ora occasionale sotto il sole incide decisamente meno sulla salute dell’accumulatore.
Nell’ultimo studio, basato sui dati di oltre 22.700 veicoli elettrici appartenenti a 21 modelli, Geotab ha rilevato un degrado medio del 2,3% all’anno. I mezzi utilizzati nei climi caldi hanno registrato un degrado medio annuo superiore dello 0,4% rispetto a quelle circolanti in zone miti. Dunque, il divario si accumula nel corso degli anni e riguarda soprattutto le auto esposte spesso al caldo, molto piĂą di quelle lasciate al sole soltanto in maniera occasionale.
Le elettriche moderne dispongono inoltre di sistemi elettronici che controllano temperatura, potenza e ricarica. Sulle EV con gestione termica attiva, il sistema di raffreddamento tiene sotto controllo la temperatura delle celle, anche se ogni modello lavora in modo diverso e perciò conviene seguire le indicazioni riportate nel libretto d’uso.
Se il costruttore lo consiglia, lasciare il veicolo collegato durante una sosta molto calda consente al sistema di climatizzazione della batteria di usare la rete. Eventuali avvisi sul quadro strumenti, limitazioni di potenza o ricariche interrotte richiedono invece di seguire subito le indicazioni della Casa e di evitare altri tentativi immediati di ricarica forzata.
Il comportamento durante il “pieno di elettroni” ha persino degli effetti peggiori: il ricorso frequente a colonnine oltre 100 kW porta il degrado medio vicino al 3% l’anno, il doppio di quello delle vetture ricaricate in corrente alternata o a potenze inferiori. In caso di caldo forte, conviene limitare la ricarica rapida.
Ricaricare di notte e parcheggiare all’ombra sono le regole d’oro per le giornate afose. Sfruttando la connessione alla rete per il precondizionamento prima di partire, si eviterĂ di drenare energia preziosa dalla batteria, ed è meglio anche evitare che la vettura rimanga per giorni quasi completamente carica o scarica. Non occorre vivere schiavi della percentuale, ma limitare le permanenze prolungate agli estremi aiuta.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 08:22:51 +0000Comprare una vettura nuova potrebbe presto comportare un documento in meno da consultare. La Commissione europea punta a semplificare le procedure in concessionaria, proponendo di rimuovere l’obbligo informativo relativo alle etichette degli pneumatici installati sui veicoli nuovi. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’acquirente di un’auto non può scegliere gli pneumatici montati, il cui impatto su consumi, emissioni e autonomia figura giĂ nei valori dichiarati dalla Casa.
Il capitolo dedicato agli pneumatici fa parte di un intervento più esteso, che riguarda anche le etichette energetiche. In questo modo l’Ue mira ad alleggerire la trafila burocratica per imprese e autorità , caricare online una parte della documentazione e favorire una maggiore trasparenza. In totale, la Commissione stima risparmi intorno ai 125 milioni di euro annui, dei quali circa 40 milioni deriverebbero dalla cancellazione dell’adempimento a carico dei concessionari e dei costruttori.
Oggi il venditore deve fornire le informazioni relative a tutti gli pneumatici offerti o installati sul veicolo. Per i modelli più diffusi possono entrare in gioco fino a sei diverse etichette, perché le Case si riforniscono da diversi produttori al fine di assicurarsi continuità nelle consegne. Il cliente vede quindi una serie di dati riferiti pure a gomme che potrebbero non essere presenti sull’esemplare acquistato. Secondo Bruxelles, il lavoro richiesto dalle attività di recupero, aggiornamento e inserimento delle schede non porta un vantaggio proporzionato.
L’etichetta europea degli pneumatici resterà invece centrale quando l’automobilista compra direttamente le gomme. Continuerà a indicare l’efficienza legata alla resistenza al rotolamento, l’aderenza sul bagnato e il rumore esterno, oltre agli eventuali simboli per neve e ghiaccio. I gommisti verranno indicati in modo esplicito tra i soggetti tenuti a fornire tali informazioni, in quanto spesso vendono il prodotto oltre a occuparsi del montaggio.
La proposta rafforza anche il ruolo di EPREL, il registro europeo nel quale sono raccolti i dati dei prodotti soggetti a etichettatura. Nelle offerte, nelle pubblicità e nelle fatture dei pneumatici dovranno comparire il numero di registrazione, un collegamento oppure il codice QR. Nelle vendite online sarà possibile ricorrere a una visualizzazione compatta, con le classi principali vicino al prezzo e l’etichetta completa accessibile con un clic. Le autorità di controllo potranno inoltre consultare i rapporti di prova caricati dai fornitori, senza doverli richiedere ogni volta.
Nei negozi, le etichette cartacee degli elettrodomestici potranno essere sostituite da display elettronici, mentre le modalità di presentazione degli altri prodotti energetici cambieranno in base al canale di vendita. Nel caso di impianti installati a domicilio, come sistemi di riscaldamento o raffrescamento, l’etichetta dovrà essere disponibile già nell’offerta contrattuale. A ogni modo, la copia stampata non uscirà : la Commissione ha evitato il passaggio immediato al solo digitale, perché avrebbe creato difficoltà sia ai piccoli rivenditori sia alle persone meno abituate agli strumenti tecnologici.
Durante il passaggio a una nuova scala, i fornitori sarebbero esonerati dall’obbligo di inserire sempre sia la vecchia sia la nuova versione. Per un anno, i negozi potranno continuare a vendere i prodotti giĂ in magazzino con la vecchia etichetta, rinviando ristampe e sostituzioni del materiale. La proposta passerĂ ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio, prima dell’eventuale entrata in vigore, ma la direzione scelta da Bruxelles appare chiara.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 07:22:51 +0000Il giorno 27 giugno 2026 sono previsti tre scioperi nel settore dei trasporti sul territorio italiano. Di seguito l’articolo riepiloga i dettagli relativi alle cittĂ , agli orari, ai servizi interessati e ai sindacati coinvolti per ogni sciopero programmato in questa giornata.
A Roma (regione Lazio) è indetto uno sciopero che coinvolge gli addetti al servizio taxi nell’ambito del territorio comunale di Roma Capitale. Lo sciopero è programmato per l’intera giornata – dalle 00:00 alle 24:00 – e vede il coinvolgimento di numerosi sindacati fra cui UTI, UGL-TAXI, FEDERTAXI-CISAL, CLAAI, FAST CONFSAL TAXI, USB-TAXI, FILT-CGIL TAXI, ATLT, CONSULTAXI, SUL TAXI, ATITAXI, AGCI e LEGACOOP LAZIO.
Sempre a Roma (regione Lazio), è previsto uno sciopero di 4 ore nel settore del trasporto pubblico locale. L’agitazione è programmata dalle 20:30 del 27 giugno alle 00:30 del 28 giugno e coinvolge il personale assegnato alle rimesse di superficie della SocietĂ ATAC di Roma. I sindacati promotori dello sciopero sono OSR USB LAVORO PRIVATO e ORSA TPL.
A Firenze, in Toscana, è indetto uno sciopero di 4 ore nell’ambito del trasporto pubblico locale. Lo sciopero si svolgerĂ dalle 22:30 del 27 giugno alle 02:30 del 28 giugno e riguarda il personale della societĂ di gestione dei trasporti di Firenze. Ad organizzare lo sciopero è il sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 06:00:00 +0000“Schilometrare” le automobili è una delle frodi piĂą insidiose e persistenti nel panorama contemporaneo. Si tratta di una manomissione intenzionale del contachilometri, finalizzata a mostrare una percorrenza inferiore a quella effettiva. Guardando l’immagine di una strumentazione di bordo moderna, dove spicca in modo nitido il valore di 092382 km, è immediato percepire quanto questo dato sia centrale: esso costituisce il parametro fondamentale su cui si basano la fiducia dell’acquirente, lo stato di usura presunto e la valutazione economica del mezzo. Tuttavia, dietro quella cifra illuminata può celarsi un’alterazione che distorce completamente la realtĂ tecnica del veicolo.
Con l’avvento della digitalizzazione, la frode non avviene piĂą agendo fisicamente sui rullini dei vecchi contachilometri analogici, ma attraverso la manipolazione delle centraline elettroniche. Utilizzando software diagnostici specifici, i venditori disonesti possono resettare o scalare i chilometri memorizzati non solo nel quadro strumenti, ma anche negli altri moduli del veicolo (come la centralina motore o quella del cambio).
I dati statistici indicano che in Italia questa pratica è sistematica: circa il 2,7% dei veicoli controllati ha subito una manipolazione, con una riduzione media che supera i 41.500 chilometri. Questa operazione permette di presentare un’auto che ha giĂ percorso una strada considerevole come un’occasione seminuova, “ringiovanendo” artificialmente ogni sua componente meccanica agli occhi di chi acquista.
Il movente dietro questa pratica è esclusivamente speculativo. Alterare il chilometraggio consente di posizionare il veicolo in una fascia di prezzo superiore, gonfiandone il valore in modo del tutto artificiale. Le analisi di mercato dimostrano che un’auto “schilometrata” viene venduta mediamente a un prezzo superiore del 29,3% rispetto al suo reale valore.
La frode colpisce in modo particolare i modelli più recenti e le auto di fascia premium, dove la differenza economica tra un chilometraggio basso, come quello mostrato nel display di riferimento, e una percorrenza reale magari doppia, può ammontare a diverse migliaia di euro di profitto illecito per il venditore.
Se il danno economico è immediato, il rischio legato alla sicurezza stradale rappresenta una vera insidia a lungo termine. Ogni automobile è progettata per seguire un piano di manutenzione rigoroso basato su scadenze chilometriche. Interventi vitali come la sostituzione della cinghia di distribuzione, il controllo degli iniettori o la verifica dei sistemi frenanti sono calibrati sulla strada effettivamente percorsa.
Se un acquirente legge sul cruscotto 092382 km ma l’auto ne ha realmente 150.000, rischia di ignorare scadenze tecniche fondamentali. Una cinghia di distribuzione che cede improvvisamente perchĂ© ha superato il suo ciclo vitale reale può causare la distruzione totale del motore o, nel peggiore dei casi, un incidente grave se il guasto avviene durante la marcia. Esiste inoltre una discrepanza tra l’usura visibile dei componenti (come sterzo o pedali) e il dato digitale: una vettura che mostra poco piĂą di 92.000 km dovrebbe presentare interni in ottime condizioni; segnali di usura eccessiva in contrasto con quel numero sono spesso il primo campanello d’allarme di una frode.
La persistenza di questa piaga è alimentata dalla mancanza di una trasparenza assoluta nella condivisione dei dati tra Paesi diversi. Spesso i chilometri “spariscono” durante i passaggi di proprietĂ internazionali o le esportazioni, poichĂ© i database delle revisioni non sempre comunicano tra loro in modo fluido. Per difendersi, è fondamentale non fermarsi alla sola visione del display, ma esigere lo storico certificato dei tagliandi e consultare database indipendenti. Solo una verifica incrociata può garantire che il numero sul cruscotto sia un dato reale e non l’inizio di un’illusione costosa e pericolosa.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 05:40:49 +0000Roma si appresta a vivere un “sabato di passione” sul fronte della mobilitĂ urbana. Per l’intera giornata di sabato 27 giugno 2026, le principali sigle sindacali del settore hanno indetto uno sciopero dei taxi di 24 ore, una mobilitazione che minaccia di mandare in tilt la circolazione e i collegamenti in un momento cruciale della stagione turistica. Nonostante l’astensione collettiva sia parzialmente mitigata dalle fasce di garanzia e dallo svolgimento dei servizi indispensabili, l’impatto sulla cittĂ si preannuncia pesante, condizionando pesantemente gli spostamenti di migliaia di persone.
Il cuore della contestazione risiede in una frattura ormai profonda tra la categoria delle auto bianche e l’amministrazione comunale. I tassisti denunciano da mesi una situazione di concorrenza sleale e abusivismo che, a loro dire, danneggia gli operatori regolari. I principali imputati sono i servizi di Noleggio con Conducente (NCC) che operano arrivando da fuori regione e le golf cart, accusati di esercitare il servizio senza rispettare le regole vigenti.
La critica piĂą aspra è però rivolta direttamente al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessore alla MobilitĂ Eugenio Patanè. Nel comunicato diffuso dalle sigle sindacali si legge una dura accusa di inerzia: “Scioperiamo per protestare contro le dilaganti forme di abusivismo che oramai da troppo tempo avanzano nel comparto del trasporto pubblico non di linea, nel sostanziale disinteresse dell’amministrazione capitolina. Oramai da piĂą di quattro anni attendiamo dal sindaco Gualtieri e dall’assessore alla MobilitĂ Patanè misure concrete per contrastare un fenomeno che altera la concorrenza e danneggia utenti ed operatori regolari”.
Per chi vive o visita Roma, lo sciopero di 24 ore rappresenta una minaccia concreta alla fluiditĂ degli spostamenti. Il rischio di caos e forti disagi riguarda trasversalmente diverse fasce di utenza:
Sebbene alcuni osservatori notino con ironia che la cronica penuria di vetture a Roma renda talvolta difficile distinguere un giorno di sciopero da uno ordinario, la totale assenza programmata del servizio rischia di creare colli di bottiglia insormontabili nelle aree nevralgiche della cittĂ .
Nonostante l’ampia adesione di sigle come Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl e molte altre, lo sciopero non vede un fronte compatto. Uil Trasporti Lazio e Uritaxi hanno infatti deciso di dissociarsi, sebbene per motivazioni differenti. La Uil, pur condividendo le criticitĂ del settore, ha criticato la mancanza di un coinvolgimento piĂą ampio nella promozione dell’iniziativa.
Ancora piĂą netta la posizione di Uritaxi, uno dei sindacati piĂą rappresentativi a Roma, che ha espresso il timore che un disservizio così prolungato possa essere controproducente. Secondo l’organizzazione, l’astensione potrebbe essere utilizzata come un “pretesto per dimostrare una carenza strutturale e spingere per il rilascio di nuove licenze”, un esito che la categoria storicamente cerca di evitare per proteggere il valore delle autorizzazioni attuali. In questo clima di tensione e divisione, Roma si prepara a una giornata in cui la mobilitĂ sarĂ , inevitabilmente, l’ennesima vittima di un braccio di ferro che dura da anni.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 05:30:47 +0000La rivoluzione dei robotaxi immaginata da Elon Musk procede molto più lentamente delle previsioni. Tesla ha effettivamente avviato un servizio di trasporto senza conducente in Texas, ma la rete rimane ancora piccola, con una presenza limitata ad alcune città e una flotta composta da appena 59 veicoli. Il numero è molto distante dagli obiettivi annunciati in precedenza. Musk aveva parlato di una rapida espansione del servizio e della possibilità di raggiungere una parte consistente della popolazione statunitense. La situazione attuale racconta invece un progetto ancora nella fase iniziale, condizionato da tempi di attesa, disponibilità discontinua e difficoltà operative. La guida autonoma, insomma, non deve soltanto funzionare durante una dimostrazione, ma diventare un servizio affidabile, continuo e abbastanza grande da soddisfare la domanda quotidiana.
Con una flotta di poche decine di automobili, Tesla può coprire soltanto zone geografiche ristrette. Se alcune vetture sono impegnate, ferme per la ricarica o sottoposte a manutenzione, i tempi necessari per ottenere una corsa possono aumentare rapidamente. Un servizio tradizionale di ride-hailing distribuisce le richieste tra migliaia di conducenti indipendenti, mentre una rete di robotaxi deve invece gestire direttamente i mezzi, organizzando ricarica, pulizia, assistenza tecnica e riposizionamento nelle aree dove cresce la domanda.
Questo rende il passaggio dalla sperimentazione alla scala commerciale molto più complesso. Anche un’automobile capace di muoversi correttamente nella maggior parte delle situazioni può incontrare difficoltà davanti a cantieri, deviazioni, agenti che regolano il traffico, veicoli in doppia fila o punti di raccolta poco accessibili. La vera prova non è completare una singola corsa senza conducente, ma ripetere migliaia di viaggi ogni giorno mantenendo sicurezza, puntualità e costi sostenibili.
Tesla ha sempre presentato la guida autonoma come un problema legato soprattutto all’intelligenza artificiale. Il suo sistema si basa principalmente su telecamere e reti neurali, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da sensori costosi e mappe estremamente dettagliate. In teoria, questo approccio dovrebbe facilitare l’espansione, dove un sistema capace di interpretare direttamente l’ambiente potrebbe essere adattato più facilmente a nuove città e installato su un numero elevato di veicoli.
Nella pratica, però, un servizio Robotaxi richiede anche un’organizzazione fisica, dato che servono centri operativi, personale per gli interventi remoti, procedure di emergenza, manutenzione e assistenza ai passeggeri. Bisogna inoltre gestire gli imprevisti che normalmente vengono risolti da una persona al volante ed è proprio in questa dimensione che Tesla sembra ancora lontana dalla scala immaginata negli annunci. Le 59 vetture attive rappresentano un passo concreto, ma non ancora una rete in grado di incidere davvero sulla mobilità urbana.
Il confronto con Waymo mostra due strategie molto diverse. Tesla punta su un hardware relativamente semplice e su un’intelligenza artificiale potenzialmente distribuibile in molti territori, Waymo utilizza invece  telecamere, radar, lidar e mappe approfondite delle aree operative. La soluzione di Waymo è più costosa e richiede una preparazione accurata di ogni nuova città , ma ha permesso alla società di accumulare una quantità molto maggiore di esperienza reale. Attualmente negli Stati Uniti il servizio effettua centinaia di migliaia di corse settimanali e opera in diverse aree metropolitane.
Questo vantaggio non significa che tutti i problemi siano stati risolti, visto che anche Waymo ha dovuto affrontare aggiornamenti e richiami legati a situazioni particolari, come l’ingresso di alcuni veicoli in zone autostradali chiuse per lavori. Gli episodi confermano che la guida autonoma deve confrontarsi soprattutto con gli scenari meno prevedibili, dove un sistema può comportarsi bene per milioni di chilometri e incontrare comunque difficoltà davanti a una segnaletica temporanea, a una deviazione inconsueta o a un cantiere organizzato in modo imprevisto.

Waymo sta lavorando anche a un nuovo metodo per confrontare il comportamento dei robotaxi con quello delle persone alla guida, dove il modello prova a valutare la capacità di evitare le collisioni immaginando diverse possibili evoluzioni di una situazione di pericolo. Il tema è importante perché non basta confrontare il numero totale degli incidenti, in quanto i dati cambiano in base alle città , al tipo di strada, alla velocità , all’orario e alla densità del traffico. Anche la gravità degli eventi deve essere considerata.
Una collisione a bassa velocità durante un parcheggio non può avere lo stesso peso di un incidente con feriti, ma per stabilire se un robotaxi sia davvero più sicuro di una persona servono quindi parametri omogenei, trasparenti e verificabili. Le società del settore dovranno dimostrare non soltanto che i loro veicoli commettono pochi errori, ma anche che riescono a riconoscere i limiti del sistema e a intervenire rapidamente quando emerge un nuovo problema.
La prossima grande prova per la guida autonoma potrebbe arrivare da Londra, dove Uber e Wayve stanno preparando un servizio basato su Ford Mustang Mach-E equipaggiate con la tecnologia sviluppata dalla società britannica. Anche Waymo ha mostrato interesse per il mercato locale. Londra rappresenta un ambiente molto più difficile rispetto alle ampie strade di molte città texane, questo perchè la capitale britannica ha carreggiate strette, incroci irregolari, autobus, biciclette, taxi, pedoni e numerose corsie riservate. A tutto questo si aggiunge la guida sul lato sinistro.
Per i robotaxi sarà necessario interpretare correttamente situazioni urbane complesse e trovare punti sicuri per far salire e scendere i passeggeri. Il servizio dovrà inoltre integrarsi con il trasporto pubblico e con i taxi tradizionali senza aumentare la congestione. Wayve punta su un’intelligenza artificiale capace di adattarsi a territori diversi con una dipendenza ridotta dalle mappe, Waymo arriva invece con una maggiore esperienza commerciale accumulata negli Stati Uniti. Londra potrà quindi diventare un confronto diretto tra due differenti modi di sviluppare l’autonomia.
Il limite principale del progetto Tesla non è l’esistenza di una fase iniziale prudente, sappiamo tutti che un servizio senza conducente richiede inevitabilmente test graduali e controlli severi. Il problema è la distanza tra la realtà e le promesse formulate negli anni. Tesla ha collegato la guida autonoma al futuro economico dell’azienda e alla possibilità di trasformare le automobili già vendute in mezzi capaci di generare ricavi. Per rendere credibile questa prospettiva serviranno una crescita costante della flotta, tempi d’attesa più brevi e informazioni più precise sul numero delle corse completate. Sarà inoltre importante chiarire quanto spesso intervenga l’assistenza remota e in quali condizioni il servizio venga sospeso.
Le 59 vetture operative dimostrano che Tesla ha superato la fase puramente teorica. Allo stesso tempo, mostrano quanto sia ancora lunga la strada verso una rete davvero capillare. La rivoluzione dei robotaxi è iniziata, ma non ha ancora raggiunto la scala annunciata. Tesla procede lentamente, Waymo dispone di un vantaggio operativo e Wayve si prepara al banco di prova londinese. La competizione non si deciderà con le promesse, ma sulla capacità di offrire ogni giorno corse sicure, disponibili e sostenibili.
Data articolo: Sat, 27 Jun 2026 04:00:03 +0000
Le opinioni degli altri sembrano scivolare addosso a Kylian Mbappé. Negli ultimi giorni, mentre allenatori e giocatori criticavano le pause d’idratazione imposte dalla FIFA durante il Mondiale, il capitano della Francia ha scelto una posizione più pragmatica: fastidiose quando interrompono il momento migliore di una squadra, preziose quando il caldo comincia a farsi sentire. Anche lontano dal campo il fuoriclasse del Real Madrid ha imboccato una strada poco prevedibile, presentandosi al volante di una MINI Cooper anziché dell’ennesima supercar da copertina.
A far discutere non è stata tanto l’auto, quanto il confronto con le vetture di solito associate alle stelle del pallone. In un filmato circolato sui social Mbappé arriva davanti all’hotel Le Royal Monceau di Parigi a bordo di una MINI Cooper S Cabrio, una compatta sportiva dal prezzo vicino ai 40.000 euro. Una cifra importante per la maggior parte degli automobilisti, ma quasi trascurabile nel mondo delle stelle più pagate.
Le immagini permettono di riconoscere la versione scoperta della precedente generazione della MINI, caratterizzata dai gruppi ottici posteriori con disegno Union Jack, dalla presa d’aria sul cofano e dai due terminali di scarico collocati al centro. La proprietà dell’auto resta incerta: potrebbe appartenere al capitano della Francia oppure essergli stata affidata per l’occasione. L’unico elemento certo è la sua presenza al posto di guida.
Le dimensioni contenute non devono trarre in inganno. La MINI Cooper S Cabrio monta un motore turbo benzina a quattro cilindri da 2,0 litri, capace di sviluppare 178 CV e una coppia massima di 280 Nm. Nella configurazione con cambio automatico Steptronic Sport a doppia frizione e sette rapporti passa da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi, mentre la velocitĂ massima raggiunge i 230 km/h.
Prestazioni lontane da quelle di una Ferrari, ma comunque in grado di assicurare un comportamento brillante. La Cooper S rappresenta infatti il punto d’incontro tra le versioni ordinarie della gamma e la più radicale John Cooper Works. La carrozzeria cabrio aggiunge la capote in tessuto ripiegabile elettricamente e quattro posti, sebbene lo spazio posteriore rimanga adatto soprattutto a tragitti brevi.
Costosa e brillante, la MINI Cooper S Cabrio offre comunque dimensioni e prestazioni adeguate a Mbappé, ancora fresco di patente, conseguita nel marzo del 2026, all’età di 27 anni. Gli impegni sportivi e la possibilità di affidarsi a conducenti privati gli avevano permesso di rimandare a lungo un passaggio affrontato molto prima dalla maggior parte dei suoi coetanei. Dopo l’esame, il giocatore è stato visto sia su una BMW sia sulla MINI utilizzata nelle strade di Parigi.
Il transalpino torna ora al centro dell’attenzione per ragioni strettamente sportive, schierato dal CT Didier Deschamps contro la Norvegia nell’ultima giornata del gruppo I dei Mondiali. Entrambe le nazionali hanno già raggiunto la fase a eliminazione diretta, ma resta da assegnare il primo posto. Alla Francia basta un pareggio grazie alla migliore differenza reti. In campo Mbappé cercherà ancora una volta la via più rapida verso la porta, fuori, almeno per le prime esperienze al volante, ha preferito procedere con una compatta sportiva invece di ricorrere direttamente a bolidi appariscenti.
Data articolo: Fri, 26 Jun 2026 19:26:13 +0000