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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 25 giugno 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diverse criticità, con code lunghe e incidenti che impattano la viabilità in varie regioni. Tra gli eventi più significativi, si segnalano una coda di 3 km per un veicolo in fiamme sulla A1 Milano-Napoli in direzione Napoli e una lunga coda di 3 km tra Ronco Scrivia e Isola del Cantone sulla A7 Milano-Genova per un veicolo in avaria. Nell’articolo troverete un’analisi dettagliata delle condizioni traffico per le principali tratte autostradali a partire dalle ore 16:00 fino alle 17:05.

A1 MILANO-NAPOLI



17:05 – Tra Magliano Sabina e Ponzano Romano
Coda di 1 km per veicolo in fiamme
Direzione Napoli
La coda si estende dal chilometro 515 al 516 per una lunghezza di 1 km.



16:58 – Tra Ponzano Romano e Bivio A1/Diramazione Roma Nord
Fumo per veicolo in fiamme
Direzione Napoli
Punto interessato al km 516.



16:53 – Tra Bivio A1-Variante e Badia
Traffico rallentato per veicolo in avaria
Direzione Firenze
La tratta interessata si estende dal chilometro 7 al 13.5 per una lunghezza di 6.5 km.



16:48 – Tra Firenze Scandicci e Firenze Impruneta
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
Tratta dal km 290 al km 293.5 per una lunghezza di 3.5 km.



16:43 – Tra Incisa – Reggello e Arezzo
Traffico rallentato per veicolo in avaria
Direzione Napoli
La lunghezza dell’area interessata è di 3 km tra i km 335 e 338.



16:18 – Tra San Giuliano e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Coda per traffico intenso
Direzione Napoli
Tratta dal km 2.7 al 4.3 con una lunghezza di 1.6 km.



15:58 – Tra Modena sud e Valsamoggia
Coda di 3 km a causa di uscita chiusa
Direzione Napoli
Tratta dal km 181 al 184.789. Uscita consigliata provenendo da Milano: Modena sud.

A4 TORINO-TRIESTE



17:01 – Tra Monza e Bivio A4/Raccordo Viale Certosa
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta interessa il chilometro 126.2 fino al 139 con una estensione di 12.8 km.



16:57 – Tra Nodo di Pero e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La coda di 13.3 km si estende dal km 125 al 138.3.



16:14 – Uscita Bergamo
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Trieste
In uscita a Bergamo provenendo da Milano.

A7 MILANO-GENOVA



17:05 – Tra Ronco Scrivia e Isola del Cantone
Coda di 3 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
Entrata consigliata verso Milano: Vignole Borbera. Uscita consigliata provenendo da Genova: Ronco Scrivia.



17:01 – Tra Vignole Borbera e Ronco Scrivia
Coda di 1 km per lavori
Direzione Genova
Tratta dal km 100 al 103.05 con lunghezza 3.05 km.



16:19 – Uscita Genova Bolzaneto
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
In uscita a Genova Bolzaneto provenendo da Genova.



16:48 – Tra Ronco Scrivia e Isola del Cantone
Traffico bloccato per veicolo fermo o avaria
Direzione Milano
Punto km 103.

A8 MILANO-VARESE



17:02 – Uscita Busto Arsizio
Coda a causa di traffico intenso sulla viabilità ordinaria
DIREZIONE in entrambe le direzioni
Punto di attenzione chilometro 0 al 24.5.



16:40 – Tra Fiera Milano e Nodo A8/A4 Torino-Trieste
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
Tratta dal km 0 al km 2.2 lunga 2.2 km.



16:20 – Tra Nodo A8/A4 Torino-Trieste e Fiera Milano
Coda per traffico intenso
Direzione Varese
Tratta dal km 0 al km 2.2 lunga 2.2 km.

A11 FIRENZE-PISA NORD



17:03 – Tra Montecatini Terme e Altopascio
Coda di 2 km per incendio
Direzione Pisa
Tratta dal km 46 al km 48.5 con lunghezza 2.5 km.



16:46 – Tra Firenze Ovest e Prato est
Coda per traffico intenso
Direzione Pisa
Tratta dal km 5 al km 7 con lunghezza 2 km.



16:38 – Tra Chiesina Uzzanese e Altopascio
Fumo e incendio segnalati
Direzione in entrambe le direzioni / Pisa
Punto di attenzione km 48.5.

A12 GENOVA-ROMA



17:04 – Tra Lavagna e Chiavari
Scorta veicoli per coda per safety car
Direzione Rosignano
Tratta dal km 39 al km 41.1 lunga 2.1 km.

A13 BOLOGNA-PADOVA



17:05 – Tra Bologna Interporto e Altedo
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Padova
Tratta dal km 7.9 al km 20.5 lunga 12.6 km.



16:45 – Bivio A13/A4 Torino-Trieste provenendo da Bologna verso Venezia
Coda per traffico intenso
Direzione Padova
Area segnalata al km 116.7.

A14 BOLOGNA-TARANTO



17:03 – Entrata Bologna San Lazzaro
Incendio in corso
Direzione Bologna
Punto km 22.2.



16:58 – Tra Bari Nord e Bitonto
Incendio in corso
Direzione Pescara
Punto km 665.



16:44 – Tra Canosa e Bivio A14/A16 Napoli-Canosa
Incendio in corso con fumo
Direzione Pescara
Punto km 607.



16:44 – Tra Bivio A14/A16 Napoli-Canosa e Canosa
Incendio in corso con fumo
Direzione Taranto
Punto km 606.



16:56 – Tra Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratta dal km 0 al km 1, lunghezza 1 km.



16:34 – Tra Ortona e Pescara Ovest
Coda di 6 km per ripristino incidente
Direzione Ancona
Tratta dal km 384.4 al 399.



16:28 – Tra Pescara Nord e Pescara Ovest
Coda di 2 km per ripristino incidente
Direzione Taranto
Tratta dal km 377 al 379.7.



16:51 – Entrata Bologna Casalecchio
Coda per traffico intenso
Direzione in entrambe le direzioni
Punto km 0.8.



16:17 – Tra Bologna Borgo Panigale e Imola
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Taranto
Tratta dal km 4.8 al km 50.1 per una lunghezza di 45.3 km.



16:16 – Tra Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
Tratta dal km 2 al km 5 per lunghezza 3 km.



15:54 – Tra Bivio A14/A16 Napoli-Canosa e Canosa
Fumo e incendio
Direzione in entrambe le direzioni
Punto km 607.



15:51 – Tra Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A1 Milano-Napoli
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Tratta dal km 0 al km 4.8.

A16 NAPOLI-CANOSA



16:51 – Tra Avellino Ovest e Candela
Vento forte
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta dal km 41.1 al km 127.6 per ben 86.5 km.



16:05 – Tra Baiano e Avellino Ovest
Traffico rallentato per lavori
Direzione Canosa
Tratta dal km 30 al km 32.5 lunga 2.5 km.



16:42 – Area di servizio Irpinia sud
Servizi di ristorazione chiusi per guasto all’impianto
Direzione Canosa



16:42 – Area di servizio Irpinia sud
Servizi igienici bar non disponibili per guasto all’impianto
Direzione Canosa

A24 ROMA-TERAMO



17:04 – Tra Tivoli e Castel Madama
Coda di 3 km per veicolo in avaria
Direzione Superstrada Teramo Mare
Tratta dal km 15.5 al 18.868, lunghezza 3.368 km.



16:54 – Tra Bivio A24/Tangenziale est RM e Inizio Complanare
Coda per incidente
Direzione G.R.A.
Lunghezza 4.6 km dal km 2.7 al km 7.3.

A30 CASERTA-SALERNO



17:03 – Tra Nodo A30/A16 Napoli-Canosa e Palma Campania
Grandine
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta dal km 25 al km 30.4 lunga 5.4 km.



16:58 – Tra Bivio A30/A1 Milano-Napoli e Bivio A30/Raccordo Salerno-Avellino
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta dal km 0 al 55.3 lunga 55.3 km.

A56 TANGENZIALE DI NAPOLI



17:03 – Tra Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli
Tratta dal km 18.8 al km 20.



15:54 – Entrata Corso Malta
Coda per traffico intenso
Direzione Pozzuoli

A52 TANGENZIALE NORD DI MILANO



16:11 – Tra Allacciamento A52/A8 e Bollate / Novate
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Tangenziale Est di Milano
Tratta dal km 19.25 al 21.61 lunga 2.36 km.

A23 PALMANOVA-TARVISIO



16:11 – Tra Carnia e Pontebba
Scorta veicoli per coda per safety car
Direzione Autostrada Torino-Trieste
Tratta dal km 87.4 al km 92.4 per una lunghezza di 5 km.

A5 TORINO – AOSTA – MONTE BIANCO



16:38 – Tra Morgex e Raccordo A5/SS26 dir
Temporali
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta dal km 130.8 al 143.4 lunga 12.6 km.

A25 TORANO-PESCARA



15:25 – Tra Bivio A25/A24 Roma-Teramo e Aielli-Celano
Pioggia
Direzione in entrambe le direzioni
Tratta dal km 71.4 al 101.2 lunga 29.8 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 15:08:00 +0000
News n. 2
Porsche 911 GT4 R, la sportiva da 520 CV nata per chi corre sul serio

Porsche ha dato vita a un’evoluzione della 911 nata per la pista. Una vettura esclusiva che non può vedere la strada ma dedicata a competere nella Categoria GT4. Non un aggiornamento, bensì qualcosa di genuinamente nuovo questa 911 GT4 R, nata dalla divisione motorsport di Zuffenhausen per competere sul serio. Chi si aspettava un piccolo ritocco al catalogo racing di Porsche si sbagliava di grosso.

Il prezzo? 265.000 euro tasse escluse. Non esattamente una cifra per tutte le tasche ma parliamo di una macchina da corsa vera, sviluppata per vincere campionati.

Nata per la GT4

La 911 GT4 R è destinata a raccogliere l’eredità dei fortunati modelli Clubsport, a partire dalla stagione agonistica 2027. Un passaggio di testimone che non è solo tecnico, ma anche simbolico: la piattaforma cambia, la filosofia no. Portare una vettura competitiva e accessibile alle squadre che vogliono correre nelle serie GT4 internazionali.

E il palcoscenico su cui dovrà dimostrare il suo valore non è da poco: campionati come la ADAC GT4 Germany o la GT4 European Series sono riferimenti importanti per il motorsport clienti europeo, frequentati da team professionisti e gentlemen driver che cercano affidabilità, prestazioni e un pacchetto tecnico che permetta loro di fare la differenza senza reinventarsi ogni weekend.

Evoluzione della versione Cup

Questo nuovo modello è basato tecnicamente sulla versione Cup della 911 GT3. Un punto di partenza nobile, che garantisce una base già collaudata e affinata in decine di campionati in tutto il mondo. Da lì in poi, la divisione motorsport ha lavorato su ogni dettaglio per costruire qualcosa di specifico per le regole GT4, senza tradire l’impostazione della macchina madre.

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Motore

Al cuore della GT4 R c’è il più classico dei motori Porsche moderni. Al retrotreno trova posto il celebre motore boxer a sei cilindri da 4,0 litri ad alto regime di rotazione, già apprezzato sulla 911 Cup. Nella sua configurazione nativa, questa unità è capace di sprigionare una potenza massima di 520 CV con una coppia di 470 Nm. Tuttavia, per rispettare i rigorosi regolamenti della classe GT4, la vettura può essere consegnata dalla fabbrica dotata di limitatori del flusso d’aria che riducono la potenza a 430 CV.

La gestione della spinta è affidata a un cambio sequenziale a sei rapporti con innesti a denti frontali, azionabile tramite le palette al volante. Niente automatismi superflui, niente compromessi: una trasmissione pensata per rispondere in modo diretto, senza filtri tra il pilota e la meccanica.

Telaio e materiali

Sul fronte del telaio, all’anteriore troviamo un asse a doppio braccio oscillante, mentre il posteriore adotta uno schema multi-link. Entrambi sono completamente regolabili in altezza, campanatura e convergenza. I team possono inoltre contare su ammortizzatori a due vie e tre diverse costanti elastiche delle molle per affinare il set-up. Una flessibilità che permette di adattare la macchina a qualsiasi circuito, dal lento e tecnico al veloce e spietato.

Sull’impianto frenante non si è badato a spese: due circuiti separati con pinze monoblocco in alluminio, a sei pistoncini davanti e a quattro pistoncini dietro, che agiscono su dischi in acciaio da 380 mm. Il tutto è coordinato da un sistema ABS da corsa Bosch di quinta generazione, progettato per offrire prestazioni costanti anche sotto carichi estremi.

Sul fronte dei materiali, una delle innovazioni più affascinanti riguarda l’ampio utilizzo di materiali compositi in fibra naturale uniti a resina epossidica, impiegati per componenti critiche come le portiere, il cofano motore e diverse appendici aerodinamiche, oltre a elementi specifici del cockpit. Leggeri, rigidi e sostenibili, un binomio che il motorsport moderno persegue con sempre più convinzione.

L’aerodinamica è completata da una vistosa ala posteriore con attacco a collo di cigno, regolabile manualmente in undici posizioni diverse per adattarsi alle esigenze di ogni tracciato. Downforce o bassa resistenza: la scelta spetta al team, e gli undici step disponibili lasciano ampio margine di manovra.

 

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 14:04:55 +0000
News n. 3
Hyundai, primo sciopero nell’era dell’IA: gli operai sfidano i robot umanoidi

Il sindacato di Hyundai ha votato con l’87% dei consensi l’autorizzazione allo sciopero, coinvolgendo quasi 40.000 iscritti, dopo che undici round di trattative salariali si sono arenati senza risultato. Al centro dello scontro, stavolta, non ci sono solo buste paga e benefit: ci sono i robot e il futuro che li vede come protagonisti.

Dipendenti contro robot

La decisione di Hyundai di introdurre migliaia di robot umanoidi Atlas negli stabilimenti produttivi entro il 2027 ha provocato una dura reazione dei sindacati sudcoreani. In una lettera interna diffusa, il sindacato è stato categorico: senza un accordo tra lavoratori e direzione, nessun robot basato su nuove tecnologie potrà entrare sul posto di lavoro.

Il sindacato dei metalmeccanici coreani ha fatto i propri calcoli: secondo le sue stime, ogni robot costerà meno di due anni di stipendio di un operaio, un dato che sposta la lettura da supporto alla manodopera a sostituzione pianificata. E la richiesta economica che accompagna la protesta è altrettanto chiara: i rappresentanti sindacali vogliono partecipare ai profitti prodotti da questa rivoluzione tecnologica, chiedendo un bonus straordinario pari al 30% dei profitti netti, per circa 25.000 euro a testa per i 73.000 dipendenti del gruppo.

Robot in aumento

Al CES 2026 di Las Vegas, Boston Dynamics (sussidiaria del gruppo Hyundai) ha presentato la versione commerciale del robot umanoide Atlas. Un progetto che fa parte del piano industriale di Hyundai e prevede la costruzione di un impianto dedicato alla produzione di robot con una capacità stimata di circa 30.000 unità all’anno entro il 2028.

Hyundai ha cercato di rassicurare tutti presentando un piano di integrazione progressiva: Atlas inizierà nel 2028 con compiti ripetitivi dove sicurezza e qualità sono state comprovate, per poi estendersi all’assemblaggio entro il 2030. L’azienda, insomma, dipinge uno scenario in cui umani e macchine lavorano fianco a fianco. Ma il valore delle azioni Hyundai ha registrato un incremento dopo l’annuncio del piano robotico e questo ha contribuito ad alimentare ulteriori timori tra i lavoratori.

Futuro distopico o progresso?

La vicenda Hyundai assume un valore simbolico che va ben oltre il settore automobilistico. Mentre le imprese investono sempre più nell’integrazione tra intelligenza artificiale e robotica fisica, cresce il dibattito su come governare la transizione tecnologica. Non è una questione che riguarda solo la Corea del Sud.

In Sud America le prime manifestazioni di bancari e autisti hanno puntato il dito contro banche digitali e piattaforme di trasporto che annunciano massicce riduzioni di personale. In Europa, BT Group ha licenziato 55.000 dipendenti prevedendo che un terzo delle posizioni sarà sostituito dall’automazione. Il caso Hyundai è solo il più visibile di una serie di tensioni che si stanno moltiplicando in tutto il mondo industrializzato.

Quello che sta succedendo da Hyundai è solo l’inizio. Se i robot umanoidi diventano davvero abbastanza capaci da lavorare in fabbrica, ogni azienda manifatturiera del mondo vorrà usarli. La domanda che nessuno sa ancora rispondere è se questa transizione porterà con sé nuovi lavori oppure semplicemente meno lavoratori. La questione non riguarda soltanto l’innovazione, ma anche la distribuzione dei benefici economici, la tutela dell’occupazione e la definizione di nuove regole per la convivenza tra esseri umani e macchine. Per ora, trentamila persone in tuta da lavoro hanno deciso che su tutto questo vogliono avere voce in capitolo.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 13:06:40 +0000
News n. 4
Sostanze stupefacenti al volante, sanzioni pesanti e rischi per la patente

Nel Codice della Strada la guida dopo aver assunto droghe rientra tra le condotte più gravi perché unisce il rischio per la sicurezza, la responsabilità penale del conducente e la possibilità di perdere la patente. Il tema è diventato più sensibile dopo la riforma del Codice della Strada introdotta dalla legge 177 del 2024. La modifica dell’articolo 187 ha spostato l’attenzione dalla vecchia formula della guida in stato di alterazione psicofisica alla guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il legislatore ha voluto anticipare la soglia di intervento e rendere più severo il contrasto a una condotta considerata molto pericolosa.

Che cosa prevede l’articolo 187 del Codice della Strada

L’articolo 187 del Codice della Strada punisce chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope. La sanzione prevede un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi a un anno. All’accertamento del reato si aggiunge sempre una conseguenza amministrativa sulla patente con sospensione da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a una persona estranea al reato, la durata della sospensione viene raddoppiata.

Per chi rientra tra i soggetti dell’articolo 186-bis, come neopatentati, conducenti professionali e autisti di mezzi destinati al trasporto di persone o cose in determinate condizioni, le sanzioni possono essere aumentate da un terzo alla metà. In caso di recidiva nel triennio, la patente viene revocata. Per i conducenti professionali la revoca può arrivare sempre quando il reato viene commesso nell’ambito delle categorie previste.

Con la sentenza di condanna o di applicazione della pena viene disposta la confisca del mezzo utilizzato per commettere il reato, salvo che appartenga a una persona estranea. In pratica la conseguenza non si ferma alla patente o alla multa, ma può incidere anche sulla disponibilità dell’auto. La situazione diventa ancora più grave se il conducente provoca un incidente stradale. In quel caso le pene vengono raddoppiate e la patente è sempre revocata.

Perché la riforma ha cambiato il modo di leggere la norma

Prima della riforma il reato ruotava in modo più diretto intorno allo stato di alterazione psicofisica. Dopo le modifiche introdotte dalla legge 177 del 2024, la formulazione si è concentrata sulla guida successiva all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Questo passaggio ha fatto discutere perché sembrava rendere punibile la semplice positività anche quando la sostanza fosse stata assunta in un momento non vicino alla guida.

La circolare congiunta del Ministero dell’Interno e del Ministero della Salute dell’11 aprile 2025 ha chiarito che serve una correlazione temporale tra assunzione e guida. Non basta ragionare in modo generico sulla presenza di una sostanza nel corpo. Occorre accertare che l’assunzione sia avvenuta in un periodo prossimo alla conduzione del veicolo e che la sostanza sia ancora in grado di produrre effetti sull’organismo durante la guida.

Questo spiega perché il tema delle matrici biologiche è centrale. Secondo le indicazioni ministeriali, sangue e fluido del cavo orale sono le matrici considerate idonee a individuare una presenza compatibile con effetti ancora attivi mentre le urine possono documentare un’assunzione pregressa ma non sono da sole sufficienti per dimostrare un’intossicazione in atto.

La Corte costituzionale è intervenuta nel 2026 sul nuovo impianto normativo con l’esclusione dell’illegittimità della norma ma con il richiamo della necessità di collegare la sanzione alla pericolosità della condotta. Il Ministero dell’Infrastrutture e dei Trasporti ha poi sottolineato che, nella disciplina vigente, il test salivare e l’esame del sangue sono strumenti centrali per soddisfare i requisiti probatori.

Come funzionano droga-test e accertamenti

Gli organi di polizia stradale possono sottoporre il conducente a controlli qualitativi non invasivi quando ci sono elementi utili o ragionevoli motivi per procedere. Questi accertamenti possono avvenire anche con apparecchi portatili e hanno lo scopo di orientare l’intervento e non di chiudere il procedimento. Se il primo test dà esito positivo o non negativo, si passa agli accertamenti analitici di conferma.

Il fluido del cavo orale, cioè la saliva, è diventato uno strumento importante nei controlli. Il prelievo deve avvenire secondo procedure definite, con raccolta del campione, conservazione, trasporto e catena di custodia. Quando il prelievo del fluido orale non è possibile oppure quando il conducente viene trasportato in ospedale dopo un incidente, gli agenti possono richiedere prelievi di liquidi biologici nelle strutture sanitarie.

Patente ritirata subito, quando può accadere

Una delle conseguenze più temute riguarda il ritiro immediato della patente. Quando l’esito degli accertamenti di conferma non è disponibile nell’immediato, ma il test preliminare è positivo e ricorrono i presupposti previsti, gli organi di polizia possono disporre il ritiro della patente fino all’esito degli accertamenti per un periodo non superiore a dieci giorni. Nel frattempo il conducente non può continuare a guidare.

Se non c’è una persona idonea che possa prendere il volante, il veicolo viene fatto trasportare nel luogo indicato dall’interessato o presso la più vicina autorimessa. Le spese di recupero e trasporto sono a carico del conducente sottoposto a controllo. Dopo l’esito positivo degli accertamenti analitici il prefetto dispone che il conducente si sottoponga a visita medica per verificare l’idoneità alla guida. La patente può essere sospesa in via cautelare fino all’esito dell’esame di revisione. Se dalla visita emerge l’inidoneità può scattare la revoca con divieto di conseguire una nuova patente prima del termine previsto.

Per i conducenti più giovani il quadro è ancora più severo. Se il reato viene accertato nei confronti di un minore di 21 anni non ancora titolare di patente, il conseguimento del titolo può essere impedito fino al compimento dei 24 anni. Se il soggetto stava guidando con foglio rosa, le regole sulla sospensione e sulla revoca possono colpire anche l’autorizzazione all’esercitazione.

Assicurazione auto, il risarcimento ai terzi non salva il conducente

La Rc auto serve a risarcire i terzi danneggiati e questo principio resta centrale anche quando il conducente responsabile ha commesso una grave violazione. Dopo aver pagato i danni, la compagnia può esercitare il diritto di rivalsa nei confronti dell’assicurato se le condizioni di polizza lo prevedono.

Nel caso di rivalsa, l’assicurazione risarcisce il danneggiato, poi può chiedere al proprio cliente il rimborso delle somme versate, nei limiti e secondo le clausole del contratto. Alcune polizze prevedono clausole di rinuncia alla rivalsa o limitazioni della rivalsa, ma non sono uno scudo universale. Le condizioni cambiano da compagnia a compagnia, possono avere esclusioni, massimali, franchigie e casi non coperti.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 12:00:07 +0000
News n. 5
F1, GP Austria: orari della qualifica e della gara in TV e streaming

Il gap di 41 punti tra Lewis Hamilton e Kimi Antonelli è colmabile se la Ferrari dimostrerà ulteriori progressi nelle prossime sfide europee. Tre podi di fila negli ultimi tre round, la storica prima vittoria in Ferrari arrivata a Barcellona e una seconda posizione in campionato, hanno riacceso l’entusiasmo dei tifosi della Scuderia in una fase in cui il team sembra aver iniziato a seguire alla lettera le indicazioni del campione anglocaraibico.

Dopo un 2025 al di sotto delle aspettative, Lewis Hamilton pare aver imboccato la strada giusta e, a 41 anni suonati, sembra pronto a caricarsi sulle spalle la Rossa. Intorno alla squadra c’è un rinnovato entusiasmo, ma la nota dolente delle ultime settimane è rappresentata da Charles Leclerc che sta commettendo errori pesanti in pista che lo hanno fatto scivolare in graduatoria a -81 dal leader emiliano della Mercedes. Sul tracciato del Red Bull Ring il monegasco ha sempre dimostrato di avere un ottimo feeling e una delle sue 8 vittorie in F1 è arrivata a Spielberg nel 2022.

Nuovo scenario in F1?

La tappa austriaca dirà tanto sulle ambizioni della Ferrari e, in attesa di capire quanto l’ADUO impatterà sulle performance della SF-26, a Maranello si sta lavorando per perfezionare telaisticamente la Rossa. A Barcellona è arrivato un pacchetto di aggiornamenti particolarmente corposo, valutato in circa tre decimi al giro, che ha garantito a Lewis Hamilton la possibilità di lottare e battere, con un pizzico anche di fortuna, le Mercedes W17.

La Stella si è offuscata in Spagna, senza novità tecniche, sebbene un George Russell in grande spolvero in qualifica e nella prima parte di GP, ma scelte strategiche e un calo progressivo del ritmo hanno facilitato la missione del numero 44. Kimi Antonelli, dopo un ruolino di marcia da sogno nei primi 6 GP, si è fermato per un problema tecnico, riaprendo la contesa. Il team di Brackley cercherà il riscatto sul tracciato del RB Ring, sfruttando la potenza delle PU soprattutto nei tre allunghi consecutivi dove la prima fase di accelerazione risulterà decisiva.

Con i suoi 4.318 metri il RB Ring è uno dei circuiti più amati dai piloti, grazie alle continue accelerazioni e frenate violente sui sali scendi. Sarà il primo appuntamento con aria più rarefatta del normale e vedremo quale monoposto si esprimerà al meglio. La McLaren dovrà alzare il livello delle sue performance. Attesissima anche la Red Bull Racing che porterà un corposo pacchetto di aggiornamenti per abbassare il peso della RB22. In Spagna la vettura costruita a Milton Keynes ha sofferto le curve a media e alta velocità. Per Max Verstappen e Isack Hadjar l’Austria rappresenterà un banco di prova utile per valutare gli sviluppi.

Gli orari TV per seguire l’evento

Il GP d’Austria verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport F1 (anche in mobilità su SkyGo) e in streaming su NOW. TV8 offrirà in differita le qualifiche e il Gran Premio. Non essendo un weekend sprint, il programma seguirà il format tradizionale: tre sessioni di prove libere, le qualifiche del sabato e la gara domenicale su una lunghezza di 71 tornate. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:

Venerdì 26 giugno

  • Prove Libere 1: ore 13:30 – 14:30
  • Prove Libere 2: ore 17:00 – 18:00

Sabato 27 giugno

  • Prove Libere 3: ore 12:30 – 13:30
  • Qualifiche: ore 16:00 – 17:00 (differita su TV8 alle ore 18:00)

Domenica 28 giugno

  • Gara: ore 15:00 (differita su TV8 alle ore 18:30)
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 10:35:36 +0000
News n. 6
MINI Cooper D da record, raggiunti un milione di chilometri

Toccare un milione di chilometri è un risultato speciale per qualsiasi vettura, ma farlo con il motore originale e senza interventi straordinari ha reso una MINI Cooper D celebre nel mondo. L’affidabilità della compatta inglese di segmento B è stata comprovata da una prova impregnata di determinazione e amore per i lunghi spostamenti.

Per il proprietario, Peter Kirchoff, il traguardo raggiunto ha un sapore molto più ampio, mostrando lo straordinario legame creato con la sua MINI. In 12 anni a bordo della sua Cooper D Peter ha affrontato senza particolari patemi ben un milione di km. Un dato eccezionale ottenuto senza cambiare motore e registrando un consumo medio di 2,95 l/100 km. Il 20 giugno del 2026 il risultato è stato festeggiato presso lo stabilimento di Oxford dove la vettura è stata prodotta.

Compagna eccezionale

La MINI B, battezzata Nemo, ha attraversato ben 25 Paesi, e il proprietario nei suoi lunghi spostamenti ha annottato tutti i dettagli in quella che è diventata una missione chiamata Project One M. Sul suo profilo Facebook Kirchoff ha documentato km per km la sua esperienza di guida, condividendo i dati con la comunità con estrema precisione e trasparenza. Non solo il proprietario si è divertito a girare il mondo, ma ha trasformato la sua esperienza in un test scientifico utile a tutti gli amanti del marchio inglese.

Con la caratteristica livrea Volcanic Orange e le strisce bianche sul cofano, la versione diesel dell’iconica utilitaria inglese ha dimostrato una super efficienza. Con consumi estremamente contenuti e una meccanica rimasta sostanzialmente invariata, la MINI D ha completato il progetto senza affanni e ora non si fermerà. Il risultato del milione raggiunto rappresenta solo l’inizio di un percorso che dovrebbe concludersi con il traguardo del milione di miglia, cioè 1,6 milioni di km. A nostro avviso la conquista del One Million Miles Project risulterà più complessa, ma l’affidabilità dimostrata sin qui dal motore diesel B47 di BMW lascia ben sperare.

Cucita su misura

Kirchoff ha configurato l’auto personalmente e ha assicurato di non aver mai avuto dubbi sulla scelta di un altro brand. L’uomo è un grande appassionato di MINI e ha dichiarato:

“La mia MINI non mi ha mai lasciato a piedi: motore originale, nessun intervento importante, nessun incidente e un consumo incredibilmente basso di 2,56 litri per 100 chilometri. Qualità che gli altri automobilisti abituati alle lunghe percorrenze possono solo sognare”.

La sua passione per il marchio britannico si lega inevitabilmente a Oxford, il luogo di nascita della MINI moderna. La prima MINI della nuova era è uscita dalla linea di produzione nello stabilimento inglese il 26 aprile 2001. Markus Grüneisl, responsabile degli impianti di Oxford e Swindon, ha annunciato:

“Oxford fa parte della storia di MINI da quando le prime MINI classiche sono uscite dalla linea di produzione qui, nel 1959. Mentre celebriamo i 25 anni di produzione della MINI moderna, questo traguardo rappresenta un tributo perfetto alla competenza e alla dedizione del nostro team, e siamo felici di accogliere Peter e la sua MINI nello stabilimento. Siamo orgogliosi che una MINI costruita qui possa raggiungere con facilità un milione di chilometri e avere ancora un aspetto così impeccabile”.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 09:45:32 +0000
News n. 7
MotoGP, GP Olanda: pronostici e orari Sprint Race e gara, dove vederle in TV

Il doppio successo consecutivo di Marc Marquez in Ungheria e Repubblica Ceca ha stravolto completamente gli scenari della classe regina. Lo spagnolo ha ridotto il suo gap dal leader Marco Bezzecchi, complici gli ultimi passaggi a vuoto del romagnolo. La squalifica nella sfida Brno ha rappresentato il punto più basso della carriera del Bez che dovrà rifarsi per non cadere in una spirale negativa sul piano psicologico. L’alfiere italiano dell’Aprilia, al Mugello, aveva accumulato ben 102 punti di vantaggio su MM93.

L’operazione al piede e alla spalla destra ha completamente rimesso a nuovo il campione della Ducati che ha ritrovato nuova linfa nelle ultime due sfide, dimostrando di avere una marcia in più. Lo scorso anno Marc Marquez dominò la scena sulla Rossa, ma Assen non è uno dei suoi tracciati preferiti. In totale il numero 93 ci ha vinto 3 volte. Pecco ha conquistato tre edizioni di fila (2022, 2023, 2024) e potrebbe prolungare la striscia positiva di 4 podi consecutivi. La classifica è corta perché tra il primo ed il settimo, che è Bagnaia, vittorioso nella SR ceca e fresco di annuncio del passaggio in Aprilia nel 2027, ci sono appena 53 punti.

Operazione sorpasso

Marco Bezzecchi dovrà anche stare molto attento a Jorge Martin che si è rifatto sotto in classifica a soli 8 punti. Se a Balaton Park il romagnolo era stato incolpevole, a Brno il pilota dell’Academy VR46 ha avuto una reazione esagerata, schiaffeggiando un commissario dopo una banale caduta. Un brutto gesto che è stato punito con il ban nella sfida della scorsa settimana. Le scuse non hanno evitato una gogna mediatica che non aiuteranno mentalmente il leader dell’Aprilia.

Fari puntati anche su Fabio Di Giannantonio che continua con costanza a ottenere punti pesanti, a -23 dal vertice della classifica. Il TT Circuit di Assen è caratterizzato da curvoni veloci e cambi di direzione rapidi. Il tracciato olandese, dove Valentino Rossi riusciva sempre a esprimersi al massimo, evidenzia la precisione di guida, l’agilità della moto e mette a dura prova le gomme. Salvo clamorose sorprese sarà una sfida tutta italiana tra Aprilia e Ducati.

Pedro Acosta, sostituto nel 2027 di Bagnaia in Ducati, potrebbe esaltarsi tra le curve in rapida successione del tracciato olandese, ma nelle ultime uscite la KTM ha dimostrato scarsa affidabilità. In una delle piste più iconiche del calendario sarebbe entusiasmante vedere al top della forma anche i piloti della Yamaha, Fabio Quartararo e Toprak Razgatlioglu, ma la M1 non è ancora all’altezza delle moto migliori del lotto.

Gli orari TV del GP Olanda

L’evento di Assen verrà trasmesso in diretta integrale da Sky Sport sul canale Sky Sport MotoGP (anche in mobilità su SkyGo) e in live streaming su NOW. TV8 offrirà in differita le sfide delle tre classi del Motomondiale nella giornata di domenica. Il weekend di Assen chiude l’ultimo “back to back” prima della sfida di metà luglio in Germania e della pausa estiva. Il Gran Premio d’Olanda 2026 di MotoGP sarà di 26 giri, mentre la Sprint Race si correrà sulla distanza di 13 giri. Di seguito gli orari dettagliati delle trasmissioni:

Venerdì 25 giugno

  • FP1 Moto3: 9:00-9:35
  • FP1 Moto2: 9:50-10:30
  • FP1 MotoGP: 10:45-11:30
  • FP1 Baggers: 12:40-13:00
  • P Moto3: 13:15-13:50
  • P Moto2: 14:05-14:45
  • P MotoGP: 15:00-16:00
  • FP2 Baggers: 17:10-17:30

Sabato 26 giugno

  • FP2 Moto3: 8:40-9:10
  • FP2 Moto2: 9:25-9:55
  • FP2 MotoGP: 10:10-10:40
  • Qualifiche MotoGP: 10:50-11:30
  • Qualifiche Baggers: 12:05-12:25
  • Qualifiche Moto3: 12:45-13:25 (diretta su TV8)
  • Qualifiche Moto2: 13:40-14:20 (diretta su TV8)
  • Sprint MotoGP: 15:00 (diretta su TV8)
  • Gara 1 Baggers: 16:10

Domenica 27 giugno

  • Warm-Up MotoGP: 9:40-10:50
  • Gara Moto3: 11:00 (differita su TV8 alle ore 13:00)
  • Gara Moto2: 12:15 (differita su TV8 alle ore 14:15)
  • Gara MotoGP: 14:00 (differita su TV8 alle ore 16:00)
  • Gara 2 Baggers: 15:30
Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 08:44:03 +0000
News n. 8
Gli autobus elettrici soffrono il caldo record di Roma, autonomia compromessa

La Capitale, nei primi giorni estivi, resta avvolta nella morsa del caldo con temperature record. Negli orari più bollenti l’intensità del sole è elevatissima e raggiunge il suo massimo verso le ore 14. Le temperature percepite si aggirano da giorni sui 35° per una ondata di calore che non sembra destinata ad attenuarsi nel prossimo fine settimana. Con un clima estremo a soffrire sono anche gli autobus elettrici che coprono le tratte urbane di Roma che devono affrontare una emergenza a causa di un maggior consumo delle batterie.

La copertura nella Capitale

Sulle strade romane sono ben 250 i bus elettrici circolazione e, quando la fornitura sarà completa, diventeranno 411, 396 dei quali da 12 metri e 15 da 18 metri. In questi ultimi giorni i pullman alla spina stanno affrontando alcune criticità a causa di un maggiore utilizzo dell’aria condizionata. Per questo motivo devono tornare nei depositi per ricaricarsi anzitempo, sebbene Atac abbia evidenziato che non ci siano ripercussioni sulle corse.

Il primo di 250 mezzi elettrici per il trasporto pubblico ha debuttato sulle strade di Roma a marzo del 2025. I mezzi green gradualmente sono entrati in funzione, perché nei primi giorni erano stati caratterizzati dal furto dei cavi di rame dalle stazioni di ricarica nel deposito di Portonaccio. Il contratto di servizio relativo alla fornitura specifica degli autobus a zero emissioni devono presentare un’autonomia di 250 chilometri.

Scoppia il caso

Il membro del CdA di Atac, Roberto Cantiani, ha annunciato problema al Corriere della Sera. Come confermato anche sulle colonne di RomaToday, a causa delle alte temperature che si riscontrano sin dalle prime ore del mattino, l’autonomia dei bus scenderebbe della metà a causa del necessario e costante utilizzo dell’aria condizionata. Quando la batteria segna il 30%, gli autisti sono costretti a chiamare la centrale operativa e rientrare nei depositi di Grottarossa e Portonaccio per ricaricare di energia i pullman elettrici. Discorso analogo si può estendere anche alle auto elettriche che possono avere una autonomia limitata in condizioni di estremo caldo o freddo.

In giornate roventi è sostanzialmente impossibile non rinfrescare l’abitacolo con l’uso dell’aria condizionata. Anche Atac ha sottolineato come sia “del tutto naturale che con un’ondata di caldo estremo ci sia un utilizzo più intenso dei condizionatori e che aumentino i consumi del mezzo: succede con il gasolio e anche con l’elettrico”. Il servizio funzionerebbe senza particolari patemi e verrebbe garantito “secondo quanto previsto dai programmi d’esercizio”.

I bus full electric vengono caricati a rotazione per “rendere meno critico l’impatto sulla rete di distribuzione dell’energia elettrica” che già deve affrontare “momenti di picco della domanda dovuti all’accensione dei condizionatori”. L’Atac ha escluso riduzioni delle corse o l’uscita di mezzi senza aria condizionata con l’obiettivo di garantire la continuità su strada anche nelle giornate più calde estive.

La calura proseguirà per svariati mese e per questo motivo Atac ha contattato il fornitore dei mezzi per trovare una soluzione effettiva per ottimizzare le batterie. I bus sono in full service, quindi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono a carico del fornitore e senza costi aggiuntivi per l’azienda per i trasporti autoferrotranviari del Comune.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 08:13:29 +0000
News n. 9
Tra carburanti e parcheggi polverizzato uno stipendio all’anno per recarsi a lavoro

In un’Italia sempre più piegata da una crisi economica che sta modificando profondamente le scelte di famiglie, lavoratori e imprese, emergono dei dati sui costi della mobilità che fanno tremare i polsi agli automobilisti. Con il decentramento urbano in zone periferiche per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, il risparmio sull’affitto viene corroso dalla crescita esponenziale delle spese per raggiungere il posto di lavoro.

L’analisi della Cna ha palesato che una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone di locazione può finire poi per investire oltre 2.000 euro annui aggiuntivi tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre voci di spesa legate alla mobilità quotidiana. Dove sarebbe a quel punto il vantaggio? Costanti spostamenti nel traffico determinano anche un aumento dello stress e per molti impieghi la soluzione di un lavoro da remoto sarebbe stata facile da confermare anche dopo la situazione emergenziale del periodo pandemico.

Dati inquietanti

Se il beneficio sull’affitto finisce poi per essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro c’è da capire, città per città, come si arrivino a spendere cifre così alte. A Milano vivere fuori dal cuore della city consente ancora un vantaggio economico significativo, ma molto inferiore a quello che appare a prima vista.

Nel capoluogo meneghino, come è emerso dall’indagine della Cna, un nucleo familiare può risparmiare mediamente circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione scegliendo un’abitazione fuori città, ma oltre 2.300 euro vengono erosi dai maggiori costi di mobilità. Il beneficio reale? Circa 3.000 euro annui. Nella Capitale il risparmio sull’affitto si aggirerebbe intorno 4.800 euro l’anno, ma il costo aggiuntivo degli spostamenti oltrepasserebbe la soglia dei 2.200 euro, garantendo un surplus di circa 2.600 euro. Scenario analogo a Firenze e Bologna, dove oltre la metà del beneficio derivante da un affitto più basso viene polverizzato dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro.

Vantaggio limitatissimo nel Mezzogiorno

In città come Bari, Napoli, Perugia e Ancona il risparmio sull’affitto verrebbe assorbito per oltre due terzi dal costo degli spostamenti quotidiani per un risparmio effettivo di poche centinaia di euro l’anno. A Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce fino all’85-90% del risparmio ottenuto sul canone può essere eroso dalle spese di mobilità. Tradotto: per un lavoratore di una piccola impresa e un artigiano c’è un problema inaggirabile.

Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti devono anche spostarsi costantemente durante la giornata e, in base alle analisi della Cna, un serramentista affronta mediamente circa 20mila chilometri all’anno con esborsi che possono superare i 4.500 euro per veicolo. Con i costi dei carburanti registrati per un elettricista che opera quotidianamente sul territorio l’esborso annuale cresce a circa 5.600 euro, mentre per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30mila chilometri l’anno, il conto da pagare può arrivare a 6.700 euro.

Gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, percorrono in media circa 35mila chilometri l’anno, il costo può arrivare a 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo dell’impresa. Il presidente Cna Dario Costantini ha annunciato:

“Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti, servono risposte coordinate. Oltre alle politiche abitative sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale”.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 07:06:15 +0000
News n. 10
Dacia Duster Hybrid‑G 150 4×4, l’ibrido GPL tra risparmio e libertà in fuoristrada

Nel panorama automobilistico attuale, mettere d’accordo la trazione integrale, i costi di gestione contenuti e il rispetto per l’ambiente sembra un’utopia. Eppure, Dacia ha abituato il mercato a soluzioni concrete, capaci di badare al sodo senza rinunciare all’innovazione intelligente. La conferma definitiva arriva con il debutto della nuova Dacia Duster Hybrid-G 150 4×4, una vettura con una motorizzazione trifuel decisamente inedita.

Questo modello prende la solidità tipica del SUV rumeno e unisce i benefici dell’elettrificazione ibrida ai vantaggi economici del GPL. Tutto questo promette anche di esaltare le capacità offroad di una vettura che ama l’esperienze outdoor e le gite nella natura.

Trifuel ibrido e GPL

Il cuore del sistema è un 1.2 benzina mild‑hybrid 48V da 140 CV sull’asse anteriore, affiancato da un motore elettrico da 31 CV sul retrotreno. La potenza combinata arriva a 154 CV, con 230 Nm di coppia termica e fino a 87 Nm di coppia elettrica sulla parte posteriore. Il cambio anteriore è un automatico a doppia frizione a 6 rapporti con palette al volante. La vera particolarità, però, sta nella gestione del carburante. Dacia è da anni il punto di riferimento europeo per le motorizzazioni GPL, e qui porta questa filosofia a un livello inedito: due serbatoi da 50 litri ciascuno, uno per la benzina e uno per il GPL, per un’autonomia complessiva che nel ciclo WLTP tocca i 1.500 km. 

In fuoristrada senza timore

L’assenza di un collegamento meccanico tradizionale tra i due assi potrebbe far storcere il naso ai puristi dell’offroad, ma la prova dei fatti smentisce ogni scetticismo. Il retrotreno è gestito dal motore elettrico, e questo cambia tutto. La coppia arriva dove serve nell’istante in cui serve, senza il leggero ritardo tipico dei sistemi tradizionali. In fuoristrada, su fango, ghiaia, neve o terreni instabili, la risposta è praticamente immediata, il sistema sente la perdita di aderenza e interviene.

Un dettaglio che fa la differenza: il cambio a due rapporti del motore elettrico posteriore. In prima, la coppia è massima alle velocità basse, ideale quando si scala un sentiero o si affrontano fondi scivolosi. In seconda, il motore lavora in modo più efficiente alle velocità autostradali, riducendo consumi e rumore. La trazione integrale è disponibile da 0 a 140 km/h, con retrotreno che si disinnesta automaticamente su asfalto asciutto per non sprecare energia. Semplice da usare, solido da far lavorare.

Modalità di guida dedicate

A fare la differenza, nella pratica, è anche la presenza di un selettore dedicato che permette di scegliere come affrontare il terreno davanti a sé. Le modalità disponibili coprono un ventaglio ampio di situazioni: Eco riduce i consumi nella guida urbana e autostradale ordinaria, mentre Auto lascia al sistema il compito di gestire autonomamente la distribuzione della trazione senza richiedere alcun intervento.

Quando il fondo cambia, entrano in scena le modalità più specifiche, come Snow per neve e ghiaccio, Mud/Sand per sabbia e terreni cedevoli, Off‑Road per i percorsi più impegnativi, dove la coppia viene ripartita in modo da simulare il blocco del differenziale e mantenere la trazione anche nelle condizioni più ostiche.

Risparmio quotidiano

Fuori dalla pista sterrata, il Duster Hybrid‑G 150 4×4 funziona da ibrido urbano. In città, fino al 60% del tempo di guida avviene in modalità puramente elettrica, con la batteria da 0,84 kWh che si ricarica da sola in frenata. I consumi nel ciclo misto parlano da soli: a GPL si parte da 7,1 litri per 100 km, a benzina da 5,9 litri.

Rispetto a un 4×4 meccanico tradizionale, il costo totale di utilizzo può calare fino al 30%. Numeri che, con il GPL ai prezzi attuali, fa la differenza ad ogni pieno. Il Duster dimostra, ancora una volta, che fare la cosa giusta non deve costare di più. Anzi, in questo caso conviene pure.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 06:30:50 +0000
News n. 11
F1, Ferrari pronta a sfruttare gli aiuti FIA: tutte le scuderie che possono intervenire (per ora)

Il Gran Premio d’Austria potrebbe segnare uno dei passaggi più importanti della stagione 2026 di Formula 1. Dopo mesi di discussioni sul nuovo sistema ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), il weekend del Red Bull Ring sarà il primo in cui alcuni costruttori potranno concretamente utilizzare gli aiuti concessi dalla FIA per recuperare terreno sul fronte delle power unit.

La prima valutazione effettuata dalla FIA dopo il Gp del Canada ha individuato il motore Red Bull-Ford come riferimento della categoria per quanto riguarda la parte endotermica della power unit. Di conseguenza tutti gli altri costruttori hanno ottenuto opportunità supplementari di sviluppo. Ferrari, Honda e Audi avrebbero diritto a due aggiornamenti aggiuntivi, mentre Mercedes ne avrebbe ricevuto uno. Red Bull, essendo il benchmark individuato dalla FIA, non potrà usufruire di alcun ADUO.

La decisione non è ancora stata ufficializzata in via definitiva dalla Federazione, che sta continuando il confronto con i costruttori prima della conferma formale dei risultati. Tuttavia, la graduatoria circolata rappresenta la base sulla quale i team stanno già lavorando.

Che tipo di aiuto può ottenere Ferrari

La FIA monitora le prestazioni dei motori attraverso un indice dedicato alla sola componente endotermica. Se un costruttore risulta almeno il 2% dietro al motore di riferimento ottiene un aggiornamento supplementare per la stagione in corso e uno per quella successiva. Se il divario supera il 4%, gli aggiornamenti diventano due per l’anno corrente e due per l’anno seguente.

Motorista Distacco dal benchmark ICE ADUO 2026 ADUO 2027 Budget extra
Red Bull-Ford Benchmark Nessuno Nessuno Nessuno
Mercedes >2% e <4% 1 aggiornamento 1 aggiornamento fino a 3 milioni $
Ferrari >4% 2 aggiornamenti 2 aggiornamenti almeno 4,65 milioni $
Honda >4% 2 aggiornamenti 2 aggiornamenti almeno 4,65 milioni $
Audi >4% 2 aggiornamenti 2 aggiornamenti almeno 4,65 milioni $

Ferrari, Honda e Audi sarebbero state classificate oltre la soglia del 4% rispetto al benchmark individuato dalla FIA. Mercedes si troverebbe invece nella fascia compresa tra il 2% e il 4%.

Il paradosso è nel benchmark Red Bull. Mercedes ha vinto sei delle prime sette gare stagionali e domina entrambe le classifiche mondiali, mentre Red Bull stessa si è detta sorpresa di essere stata identificata come riferimento tecnico dell’ICE.

Ferrari pronta a sfruttare la prima finestra di sviluppo

Il costruttore che potrebbe attirare maggiormente l’attenzione in Austria è Ferrari. La Scuderia di Maranello avrebbe già preparato un primo aggiornamento della power unit, accompagnato da un’evoluzione del carburante sviluppato insieme a Shell. Ferrari dispone, infatti, di due finestre aggiuntive di sviluppo e potrebbe decidere di distribuire gli interventi tra estate e autunno.

Anche Honda e Audi osservate speciali

Se Ferrari rappresenta il caso mediaticamente più rilevante, anche Honda e Audi sono attese da un momento cruciale.

Honda è uno dei costruttori maggiormente penalizzati dalla nuova generazione di power unit e potrebbe beneficiare in modo significativo del sistema ADUO. La FIA aveva già previsto per i costruttori più in difficoltà maggiori margini economici e tecnici per accelerare lo sviluppo.

Audi, al debutto come motorista ufficiale in Formula 1, starebbe invece preparando un proprio aggiornamento da introdurre proprio in Austria.

Perché il dibattito è appena iniziato

La vera questione riguarda il metodo utilizzato dalla FIA per stabilire la graduatoria.

L’ADUO valuta esclusivamente la prestazione del motore endotermico e non considera l’intera power unit. Nei motori di questa generazione la componente elettrica contribuisce a circa metà della potenza disponibile, diversi protagonisti del paddock ritengono che la classifica finale non rifletta necessariamente la competitività complessiva delle monoposto.

Deficit ICE rispetto al benchmark Budget extra Aggiornamenti concessi
2% – 4% fino a 3 milioni $ 1 nel 2026 + 1 nel 2027
4% – 6% fino a 4,65 milioni $ 2 nel 2026 + 2 nel 2027
6% – 8% fino a 6,35 milioni $ 2 nel 2026 + 2 nel 2027
8% – 10% fino a 8 milioni $ 2 nel 2026 + 2 nel 2027
oltre 10% fino a 11 milioni $ 2 nel 2026 + 2 nel 2027

Proprio per questo motivo Red Bull ha chiesto ulteriori chiarimenti alla Federazione, mentre la FIA continua a confrontarsi con i costruttori prima della pubblicazione definitiva dei risultati.

A prescindere dall’esito delle discussioni, il Gran Premio d’Austria sarà il primo vero banco di prova dell’ADUO pensato dalla FIA. Per la prima volta gli aiuti previsti dal regolamento potrebbero passare dalla teoria alla pista, offrendo una prima indicazione su quanto questo strumento sarà realmente capace di modificare gli equilibri della nuova era tecnica della Formula 1.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 06:15:56 +0000
News n. 12
Sciopero dei trasporti 25 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Il giorno 25 giugno 2026 è previsto in Italia uno sciopero che coinvolgerà il settore dei trasporti. In particolare, nella provincia di Venezia sarà indetto uno sciopero che interesserà una specifica categoria di lavoratori del trasporto pubblico locale. Di seguito tutti i dettagli su questo sciopero previsto per la giornata del 25 giugno 2026.

Sciopero del trasporto pubblico locale Venezia

Per la città di Venezia e la regione Veneto è stato indetto uno sciopero relativo al Trasporto pubblico locale. Lo sciopero interesserà il personale della società ATVO di Venezia e durerà 4 ore, con orario dalle 10.00 alle 14.00. Lo sciopero ha una rilevanza locale e coinvolge il personale della categoria “PERSONALE SOC. ATVO DI VENEZIA”.

L’agitazione sindacale è stata proclamata dalle sigle OSP SGB/FAST MOBILITÀ’. I lavoratori coinvolti nello sciopero svolgono un ruolo centrale nella mobilità della provincia lagunare, e la modalità di astensione dal servizio coinvolgerà dunque fasce orarie specifiche, con possibili disagi per gli utenti dei trasporti pubblici di Venezia nella fascia oraria indicata.

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 13
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di giugno 2026 sono diversi gli scioperi programmati in Italia che riguardano principalmente il settore dei trasporti pubblici, ferroviari, portuali ed aeroportuali. In questo articolo presentiamo, data per data, i principali scioperi previsti nelle varie città e regioni, con orari di astensione, servizi e categorie di lavoratori coinvolti. Se prevedi di viaggiare o di usufruire dei servizi pubblici durante questo periodo, consulta l’elenco completo e sempre aggiornato degli scioperi previsti per non farti trovare impreparato.

Sciopero 08 giugno 2026

Nella città di Catania è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, che coinvolge il trasporto pubblico locale, in particolare il personale della società AMTS di Catania. I sindacati coinvolti sono OSP FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.

Nella città di Foggia è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, che coinvolge il trasporto pubblico locale, in particolare il personale della società ATAF di Foggia. Sindacati coinvolti OST FILT-CGIL e FAISA-CISAL.

Nella città di Messina è previsto uno sciopero di 8 ore, dalle 16.00 alle 24.00 che coinvolge il trasporto pubblico locale, personale della società ATM di Messina. Sindacati promotori: OSP FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TRASPORTI.

Nelle province di Modena, Reggio Emilia e Piacenza (Emilia-Romagna) è proclamato uno sciopero della durata di 24 ore (con modalità variabili), che interessa il personale della società SETA. Sindacato promotore: OSR USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 09 giugno 2026

In tutta Italia sono previsti tre scioperi nazionali che coinvolgono il personale SOC. ELIOR DIV. ITINERE addetto ai servizi di ristorazione e logistica bordo treno di Trenitalia, indetti dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL e COBAS LAVORO PRIVATO, per l’intero turno lavorativo.

Sciopero 10 giugno 2026

In tutta Italia è previsto uno sciopero di 24 ore che interessa tutti i lavoratori dei porti. Sindacato SI COBAS.

Nella città di Ravenna (Emilia-Romagna) è previsto uno sciopero di 12 ore, dalle 10.00 alle 22.00, che coinvolge il personale addetto al servizio di rimorchio portuale della società SERS, sindacato OSP UILT-UIL.

Sciopero 11 giugno 2026

Nella città di Palermo (Sicilia) è stato indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 del trasporto pubblico locale, personale della società AMAT, sindacato OSP CUB TRASPORTI.

In tutta Sicilia previsto uno sciopero regionale ferroviario di 8 ore, dalle 10.01 alle 18.00, personale della società FS Security, sindacati OSR SLM FAST CONFSAL e ORSA TRASPORTI.

Nell’area dello Stretto di Messina, sciopero del personale BluJet di 24 ore dalle 21.01 dell’11 giugno alle 20.59 del 12 giugno, sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.

In tutta Italia sciopero plurisettoriale di 23 ore, dalle 03.00 dell’11 giugno alle 02.00 del 12 giugno, promosso dai sindacati CUB TRASPORTI e SGB, coinvolto anche tutto il servizio TPL.

In tutta Italia sciopero ferroviario nazionale di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.00, personale del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, sindacato ASSEMBLEA NAZIONALE PDM/PDB GRUPPO FSI.

In tutta Italia sciopero di 8 ore, dalle 09.01 alle 17.00, personale imprese ferroviarie, sindacato CAT.

In tutta Italia sciopero Mercitalia Shunting & Terminal di 8 ore, dalle 06.00 alle 14.00, sindacato USB LAVORO PRIVATO.

Sciopero 13 giugno 2026

Nel Italia intera, sciopero di 18 ore (dalle 06.00 alle 24.00), personale ENAV Verona Airport, sindacati OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV e RSA.

Nella città di Milano (Lombardia) presso lo scalo Milano Linate sciopero di 4 ore, dalle 12.00 alle 16.00, personale SKY Service di Milano Linate, sindacato OSR USB Lavoro Privato.

In tutta Italia sciopero di 18 ore per piloti e assistenti di volo EasyJet Airlines Limited, sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC e USB Lavoro Privato.

Sciopero 14 giugno 2026

Nella città di Firenze (Toscana) sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale, personale società Autolinee Toscane bacino di Firenze, sindacato OSP COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 18 giugno 2026

Nella Liguria (regionale), sciopero di 72 ore (dalle 00:01 del 18/6 alle 24:00 del 20/6) nel settore trasporto merci conto terzi, con particolare attenzione ai porti di Genova e Savona, proclamato da OSR ALIAI, CNA-FITA, CONFARTIGIANATO TRASPORTI, FAI, FIAP, LEGA COOPERATIVE, TRASPORTOUNITO.

Sciopero 19 giugno 2026

Nella provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia) sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale, personale ARRIVA UDINE, sindacato ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 22 giugno 2026

Nella città di Lecce (Puglia) sciopero di 3 ore, dalle 9.30 alle 12.30, personale Società SGM, sindacato OST UILT-UIL.

Nella Calabria (tutte le province) sciopero di 4 ore, dalle 11.50 alle 15.50, personale Società Ferrovie della Calabria, sindacato OSR FAISA-CISAL.

Sciopero 23 giugno 2026

Nella città di Napoli sciopero di 4 ore, dalle 12.45 alle 16.45 per il trasporto pubblico locale, personale ANM area ferro, sindacato OSR FISI.

Nella città di Verona (Veneto) sciopero di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00 nel settore ferroviario, personale RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud, sindacati OSR ORSA FERROVIE e SLM-FAST-CONFSAL.

In Sardegna (regionale) sciopero di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, personale equipaggi Trenitalia DOR Sardegna, sindacati OSR ORSA FERROVIE e FAST-CONFSAL.

Sciopero 25 giugno 2026

Nella città di Venezia (Veneto) è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 10.00 alle 14.00, che coinvolge il personale della società ATVO di Venezia per il trasporto pubblico locale. Lo sciopero è indetto dai sindacati OSP SGB/FAST MOBILITÀ’.

Sciopero 26 giugno 2026

In Piemonte (regionale, tutte le province) sciopero nel settore ferroviario di 8 ore, dalle 09.00 alle 16.59 per il personale della società Trenitalia Direzione Customer Operations CSVD Regionale Piemonte, sindacato OSR ORSA FERROVIE.

Nella provincia di Barletta-Andria-Trani (Puglia) sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, personale società Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta, sindacato OSP FILT-CGIL.

In Lombardia (provinciale, tutte le province) sciopero di 24 ore con varie modalità per personale delle società del gruppo ATM di Milano, sindacato CONFIAL TRASPORTI.

Sciopero 27 giugno 2026

Nella città di Roma (Lazio) sciopero dei taxi della durata di 24 ore, dalle 00.00 alle 24.00, per tutti gli addetti al servizio taxi del territorio comunale di Roma Capitale. Sindacati: UTI/UGL-TAXI/FEDERTAXI-CISAL/CLAAI/FAST CONFSAL TAXI/USB-TAXI/FILT-CGIL TAXI/ATLT/CONSULTAXI/SUL TAXI/ATITAXI/AGCI/LEGACOOP LAZIO.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 8 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 9 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 10 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 13 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 22 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 23 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 25 giugno 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 14
Benzina e diesel in autostrada, i prezzi aggiornati del pieno

Oggi, 25 giugno 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana, utili per programmare spostamenti e soste. Il costo alla pompa riflette una combinazione di componenti industriali e fiscali: il primo include materia prima e margini lungo la filiera, il secondo somma accise e IVA applicata sul prezzo finale. Di seguito i valori medi più recenti disponibili e una guida pratica alla struttura del prezzo di benzina e gasolio per comprendere meglio che cosa influisce sulle variazioni giornaliere.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento: 24-06-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.001
Benzina SELF 1.917
GPL SERVITO 0.879
Metano SERVITO 1.586

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo finale della benzina alla pompa è il risultato di più voci che agiscono in modo diverso nel tempo. In Italia, la componente fiscale pesa per il 58% del totale, risultando quindi superiore alla componente industriale, che vale il 42%. La fiscalità comprende le accise e l’imposta sul valore aggiunto (IVA) calcolata sull’importo complessivo: ciò significa che quando la base imponibile sale o scende, l’IVA amplifica la variazione percepita dal consumatore. All’interno della componente industriale, la quota della materia prima incide per il 30% del prezzo. Questa voce risente direttamente delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dell’andamento del cambio euro/dollaro, poiché il greggio e i suoi derivati sono scambiati in dollari: un euro più debole rende più costoso l’approvvigionamento in Europa, a parità di prezzo in dollari. Il margine lordo, invece, pesa per il 12% del prezzo e rappresenta lo spazio economico su cui gli operatori possono intervenire con politiche commerciali, promozioni, differenze di costo tra aree e servizi offerti in stazione. Anche fattori logistici, di trasporto e stoccaggio contribuiscono alle oscillazioni della componente industriale, ma è soprattutto l’interazione tra quotazioni estere, cambio e margini a determinare gli aggiustamenti più frequenti dei listini che gli automobilisti incontrano ogni giorno.

Il prezzo del gasolio segue una logica analoga ma con pesi differenti tra le componenti. La fiscalità incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale vale il 55% complessivo. Dentro quest’ultima, la materia prima rappresenta il 45% del prezzo totale: è la voce più esposta alle dinamiche dei mercati internazionali e all’effetto del cambio euro/dollaro. Per questo, quando le quotazioni all’ingrosso del diesel o del gasolio da riscaldamento si muovono, l’impatto tende a riflettersi con una certa prontezza sui prezzi al dettaglio. Il margine lordo incide per il 10% del prezzo e costituisce l’area su cui gli operatori possono agire con politiche di prezzo, differenziazione del servizio e gestione dei costi operativi delle stazioni. Nel caso del gasolio, la domanda legata alla logistica e al trasporto merci può accentuare le pressioni sui prezzi in alcuni periodi dell’anno, mentre eventuali tensioni lungo la filiera (raffinazione, distribuzione, approvvigionamento) possono incidere temporaneamente sui margini. Anche per il gasolio, dunque, la combinazione tra variazioni delle quotazioni internazionali, andamento del cambio e aggiustamenti dei margini determina gli aggiornamenti dei listini osservati dagli utenti, con una sensibilità talvolta più marcata rispetto alla benzina per via del ruolo centrale del diesel nei trasporti.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 15
Prezzi carburanti regione per regione, dove conviene fare il pieno oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.831 per la benzina, 1.921 per il diesel, 0.794 per il gpl, 1.572 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.919
Benzina SELF 1.830
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.515

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.939
Benzina SELF 1.861
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.951
Benzina SELF 1.860
GPL SERVITO 0.877
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.932
Benzina SELF 1.842
GPL SERVITO 0.826
Metano SERVITO 1.657

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.924
Benzina SELF 1.849
GPL SERVITO 0.735
Metano SERVITO 1.529

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.907
Benzina SELF 1.815
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.524

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.922
Benzina SELF 1.828
GPL SERVITO 0.768
Metano SERVITO 1.505

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.914
Benzina SELF 1.819
GPL SERVITO 0.758
Metano SERVITO 1.636

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.914
Benzina SELF 1.819
GPL SERVITO 0.864
Metano SERVITO 1.537

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.904
Benzina SELF 1.808
GPL SERVITO 0.750
Metano SERVITO 1.543

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.900
Benzina SELF 1.809
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.507

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.952
Benzina SELF 1.859
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.906
Benzina SELF 1.809
GPL SERVITO 0.752
Metano SERVITO 1.567

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.923
Benzina SELF 1.839
GPL SERVITO 0.749
Metano SERVITO 1.608

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.933
Benzina SELF 1.837
GPL SERVITO 0.868

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.932
Benzina SELF 1.841
GPL SERVITO 0.812
Metano SERVITO 1.816

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.919
Benzina SELF 1.821
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.600

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.922
Benzina SELF 1.836
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.540

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.915
Benzina SELF 1.824
GPL SERVITO 0.790
Metano SERVITO 1.508

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.935
Benzina SELF 1.846
GPL SERVITO 0.889

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 25 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.889
Benzina SELF 1.801
GPL SERVITO 0.774
Metano SERVITO 1.502

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 16
Superamento limiti di velocità, una violazione molto diffusa tra i giovani

In occasione del Festival dell’Economia di Trento si è tenuta una conferenza dal titolo “Sicurezza in Movimento”, ospitata nella Cloud Aspi di piazza Duomo. L’incontro è stato l’occasione per un confronto tra il Vice Questore Aggiunto Fabio Mazza, Dirigente del Centro Operativo della Polizia Stradale di Trento, e Giuseppe Della Porta, direttore del tronco di Udine di Aspi.

I relatori hanno incontrato studenti, neopatentati e giovani per sensibilizzare sul tema della sicurezza stradale e, in particolare, sulla questione del rispetto dei limiti di velocità, un aspetto fondamentale per poter viaggiare e muoversi in auto in sicurezza.

Superare i limiti, infatti, oltre a una violazione del Codice della Strada, comporta rischi significativi. In caso di incidente, infatti, gli effetti potrebbero essere rilevanti. Tra i più giovani c’è ancora un’elevata tendenza a non rispettare i limiti di velocità, superando con una certa frequenza la velocità massima consentita. Si tratta di un tema molto importante. Ecco tutti i dati in merito.

Un tema sempre attuale

Il rispetto dei limiti di velocità è un tema sempre molto attuale e di fondamentale importanza. Il Codice della Strada prevede regole ben precise , con sanzioni che possono raggiungere un importo rilevante per gli automobilisti che non rispettano i limiti. Si tratta di un aspetto molto importante e per cui è sempre utile fare attività di sensibilizzazione, soprattutto tra i più giovani.

Ricordiamo che per contrastare il superamento dei limiti di velocità spesso si ricorre agli autovelox. Di recente, sono state implementate nuove regole per gestire le multe legate alle rilevazioni automatiche del superamento dei limiti effettuate dagli autovelox. Sul tema, inoltre, segnaliamo anche la questione dei limiti di velocità “verdi”.

I numeri da non trascurare

Nel corso dell’evento di Trento sono stati illustrati alcuni dati molto importanti, raccolti nel corso degli incontri nelle scuole dall’Osservatorio “Non Chiudere gli Occhi”, in collaborazione con Skuola.net e Autostrade per l’Italia, Dai dati raccolti, infatti, emerge che quasi un giovane su due dichiara di utilizzare lo smartphone mentre si trova alla guida, con un conseguente rischio di distrazioni. Circa due giovani su tre, inoltre, hanno ammesso di mettersi alla guida anche se stanchi e affaticati. Da segnalare, inoltre, che circa quattro giovani su dieci hanno dichiarato di superare regolarmente i limiti di velocità. Si tratta di numeri particolarmente rilevanti e che non devono essere trascurati.

Il tema della sicurezza stradale, infatti, richiede la massima attenzione. Comportamenti sbagliati, soprattutto se ripetuti nel tempo, fino a diventare la normalità, possono diventare molto pericolosi, esponendo a rischi che non possono essere ignorati. I dati raccolti dall’indagine confermano anche alcuni aspetti positivi. Rispetto al 2023, infatti, si registra una crescita significativa del rispetto delle norme di sicurezza, come l’uso delle cinture in auto e del casco sui motorini. Da segnalare anche che otto giovani su dieci hanno riconosciuto un effetto positivo delle attività di educazione stradale svolte con esperti del settore, forze dell’ordine, ma anche con testimonial e con familiari di vittime della strada.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 05:30:56 +0000
News n. 17
Caldo torrido, i consigli per viaggiare in estate con la propria auto

Muoversi in auto in estate richiede un certo livello di preparazione, soprattutto se si deve intraprendere un lungo viaggio. Bastano pochi trucchi, però, per affrontare il caldo torrido nel migliore dei modi, completando gli spostamenti in tranquillità (anche se si utilizza un’auto non molto recente). Gli accorgimenti da seguire sono pochi e sono alla portata di tutti. Ecco come prepararsi al meglio ad affrontare viaggi, brevi o lunghi, con la propria auto durante l’estate e un periodo caratterizzato da temperature molto elevate.

La temperatura a bordo

Per contrastare il caldo torrido durante i viaggi in auto è possibile ricorrere al climatizzatore di bordo, elemento ormai essenziale della dotazione di serie delle auto. In linea di massima, la soluzione giusta è fissare una temperatura obiettivo di 22-24° C, evitando di impostare un valore troppo alto o uno troppo basso. In questo modo, il viaggio sarà più confortevole .

Per evitare sbalzi termici all’arrivo, invece, basterà aumentare di qualche grado la temperatura nei minimi che precedono l’arrivo. Le auto più moderne possono sfruttare sistemi di climatizzazione avanzata che permettono di adeguare il funzionamento del sistema in modo flessibile all’andamento della temperatura, riducendo anche i consumi.

Condizionatore con auto ferma

Il Codice della Strada vieta di tenere acceso il motore dell’auto quando in sosta con il solo scopo di mantenere attivo il condizionatore, per le auto benzina, diesel, GPL, metano e anche per i modelli mild hybrid. Per rinfrescare rapidamente l’auto alla partenza, quindi, conviene percorrere il primo tratto di strada a bassa velocità e con i finestrini abbassati.

Ci penserà la ventilazione naturale a rinfrescare il veicolo. Successivamente, sarà possibile attivare il condizionatore di bordo. Auto elettriche e ibride plug-in, invece, possono sfruttare la climatizzazione anche da ferme, grazie alla possibilità di ricorrere all’energia custodita nel pacco batterie. La pre-climatizzazione può essere gestita, in questi casi, anche da remoto, con l’app messa a disposizione dal costruttore del veicolo.

Viaggi lunghi con finestrini chiusi

Per affrontare viaggi più lunghi è utile ricorrere alla climatizzazione (come anche per i brevi tragitti) e non c’è bisogno di aprire di tanto in tanto i finestrini, pratica che può diventare anche controproducente, sia per la temperatura che per l’efficienza a bordo, con il rischio di un aumento dei consumi reali.

La soluzione più semplice è rappresentata dall’attivazione del sistema di climatizzazione di bordo, con una temperatura corretta, come indicato in precedenza, e con la disattivazione della funzione di ricircolo dell’aria. In questo modo, il sistema si occuperà di introdurre aria pulita dall’esterno, dopo averla filtrata, senza la necessità di aprire i finestrini.

Un check prima di partire

Chi viaggia in auto in estate dovrebbe effettuare un controllo approfondito del proprio veicolo prima di partire, affidandosi a tecnici esperti, in grado di verificare la presenza di malfunzionamenti. Si tratta di una questione di sicurezza ma anche di una pratica che può tornare utile per contrastare il caldo. Un controllo sul funzionamento del sistema di climatizzazione, infatti, rappresenta un aspetto essenziale per poter raffreddare l’abitacolo della vettura in modo semplice e in totale sicurezza.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 05:30:29 +0000
News n. 18
Le 5 scuse che tutti usano con la Polizia ma che possono costarti caro

Esiste un copione collaudato che si ripete ogni giorno sulle strade italiane. Un automobilista viene fermato da una pattuglia, si avvicina al finestrino, e nel giro di qualche secondo comincia a costruire una narrativa. Qualcosa che spieghi perché stesse guidando con il telefono in mano, o troppo veloce, o senza i documenti a portata di mano. La tentazione di trovare una giustificazione è comprensibile ma raramente porta ai risultati sperati. Anzi, spesso li peggiora.

Gli agenti delle forze dell’ordine trascorrono le proprie giornate a fermare automobilisti. Hanno ascoltato ogni variante possibile di ogni scusa immaginabile e hanno sviluppato nel tempo un radar abbastanza preciso per capire quando qualcuno sta cercando di cavarsela con una buona storia. Il problema non è tanto essere scoperti in fallo: è che certe giustificazioni segnalano all’agente un profilo specifico, ovvero quello di chi nega l’evidenza o prova a manipolare la situazione, e questo non depone mai a proprio favore al momento di decidere come procedere.

La regola d’oro è una sola: in caso di controllo, la strada della chiarezza e della correttezza è quasi sempre la meno costosa. Ma è utile sapere, prima di aprire bocca, quali sono le giustificazioni che suonano più false, e che quindi andrebbero evitate con cura.

Le giustificazioni più gettonate

Le scuse che circolano con più frequenza durante i controlli stradali hanno alcune caratteristiche in comune. Tendono a spostare la responsabilità su fattori esterni, che sia un’urgenza, una distrazione involontaria, una dimenticanza materiale. Fanno leva sulla comprensione umana dell’agente, come se potesse o dovesse ignorare un’infrazione per simpatia verso una situazione difficile. E soprattutto, sono talmente note agli operatori che spesso ottengono l’effetto opposto a quello desiderato: invece di ammorbidire la situazione, la irrigidiscono. Vediamole nel dettaglio.

Il telefono per chiamate urgenti

È forse la più classica tra le scuse da evitare. L’automobilista viene fermato con il telefono in mano o all’orecchio, e la prima cosa che dice è: “C’era una chiamata urgente, non potevo non rispondere“. La variante più audace aggiunge: “È la prima volta che mi capita“. Entrambe le formulazioni hanno lo stesso problema: non reggono. Questo perché nel codice della strada non esiste una deroga per le chiamate urgenti. L’urgenza non è un’attenuante valida quando si tratta di usare il telefono alla guida: esiste la modalità vivavoce, esiste la possibilità di accostare e fermarsi. Sostenere che non si poteva fare altrimenti è una dichiarazione che un agente esperto leggerà come una scusa, mai come una giustificazione.

Con il nuovo Codice della Strada introdotto negli ultimi anni, l’uso del telefono alla guida è una delle infrazioni più sanzionate e con le conseguenze più pesanti in termini di decurtazione di punti. Non è il momento di aggravare la situazione con una storia poco credibile.

Il familiare in ospedale

Questa è la giustificazione più diffusa tra chi viene fermato per eccesso di velocità. L’automobilista ammette implicitamente di aver spinto sul pedale dell’acceleratore, ma si giustifica con un’emergenza familiare: la mamma ricoverata, il figlio all’ospedale, il marito che ha avuto un malore. Il concetto di fondo è che la fretta era giustificata da una circostanza eccezionale.

Il problema è che gli agenti non possono valutare la gravità soggettiva dell’emergenza per decidere se applicare o meno una sanzione. Le norme sui limiti di velocità non prevedono eccezioni per le urgenze familiari, e dichiarare un’emergenza di questo tipo non sospende l’obbligo di rispettare le regole. Anzi, espone a una verifica: le forze dell’ordine hanno accesso a strumenti e procedure che consentono di verificare, in tempi relativamente brevi, la presenza di un familiare in una struttura ospedaliera. Non sempre lo fanno sul posto, ma possono farlo, e sapere che potrebbero basta per rendere la scusa particolarmente rischiosa.

Intolleranza agli alcolici

È una delle scuse più controproducenti in assoluto. Chi viene fermato a un posto di controllo con indizi di alterazione, che siano occhi lucidi, parola impastata, o andatura non perfettamente lineare, e dichiara spontaneamente di avere una bassa tolleranza all’alcol o di essere particolarmente sensibile anche a piccole quantità, ottiene un risultato paradossale: convince l’agente che sia necessario fare l’etilometro.

Non solo: una dichiarazione del genere implica di aver bevuto qualcosa. Che la tolleranza sia alta o bassa, i limiti di legge non cambiano in base alla sensibilità individuale. La soglia legale è la stessa per tutti: zero grammi per litro per i neopatentati, i professionisti del trasporto e chi ha meno di tre anni di guida; 0,5 grammi per litro per tutti gli altri. Se si è sobri, non serve spiegare niente: i test diranno zero. Se si ha qualcosa nel sangue, nessuna spiegazione eviterà la sanzione. L’unica strategia sensata, in quel momento, è collaborare con compostezza e lasciare che i test facciano il loro lavoro.

I documenti nell’altra borsa

Ho appena cambiato borsa e me li sono dimenticati“. Oppure: “Li ho lasciati sul tavolo di casa stamattina“. Sono tutte versioni della stessa giustificazione per la mancanza di patente, carta di circolazione o documento d’identità al momento del controllo. La mancanza di documenti al momento del controllo è di per sé una violazione sanzionabile. La scusa della borsa sbagliata o del portafogli dimenticato non modifica questo fatto, e ha l’effetto collaterale di far pensare all’agente che il guidatore potrebbe non avere i documenti validi o, nel caso della patente, che potrebbe non averla del tutto.

Chi dimentica davvero i propri documenti sa che può regolarizzare la situazione in un secondo momento, presentandoli presso un ufficio competente entro i termini previsti. Tentare di svicolare con una storia sulla borsa non accelera questo processo e spesso lo complica.

In ritardo a lavoro

L’ultima scusa della lista è quella che più di tutte tende a far indispettire gli agenti, che sono lavoratori anche loro, e che hanno scelto un lavoro che inizia molto spesso ben prima delle otto di mattina. Dichiarare di essere in ritardo al lavoro per giustificare una guida troppo veloce o un sorpasso azzardato suggerisce implicitamente che le regole della strada siano un inconveniente negoziabile quando si ha fretta. Il codice della strada si applica indipendentemente dall’agenda del conducente, e nessun orario di timbratura giustifica comportamenti che mettono in pericolo gli altri utenti.

La cosa migliore da fare quando si viene fermati, in qualunque circostanza, è restare calmi, essere cortesi e rispondere in modo onesto alle domande degli agenti. Non perché la gentilezza cancelli le infrazioni, ma perché è l’unico approccio che non rischia di trasformare una multa ordinaria in un controllo approfondito più complicato.

Data articolo: Thu, 25 Jun 2026 04:00:48 +0000
News n. 19
Che auto guida Filippo Bisciglia, l’ideale per muoversi in città

Sono anni ormai che Filippo Bisciglia è parte integrante di Temptation Island tanto quanto i video mostrati alle coppie e la domanda finale prima di lasciare il programma. Lontano dal villaggio, però, il conduttore romano ha mostrato un rapporto con le auto meno prevedibile rispetto a quello di molti altri volti dello spettacolo. Anziché mettersi in mostra alla guida di sportive estreme o SUV titanici, le immagini sui social lo ritraggono accanto a una Smart ForTwo, comparsa sul suo profilo Instagram in circostanze per lui poco gradevoli, e su un’Audi Q3 Sportback ibrida plug-in provata in occasione di una partnership promozionale.

Agilità urbana: la citycar del conduttore

In uno scatto pubblicato su Instagram, Filippo Bisciglia raccontava ai fan di essersi visto caricare la propria vettura sul carro attrezzi. Anche senza dirne il nome, i più attenti osservatori hanno riconosciuto in un attimo i tratti della Smart ForTwo, un mezzo molto apprezzato pure da personalità note della televisione italiana, come Gabriel Garko. Dotata di un look distintivo, la due posti si usa facilmente in città grazie agli ingombri ridotti, ma non per questo sacrifica il comfort a bordo.

Nelle ultime generazioni la ForTwo misura appena 2,69 metri e ha un diametro di sterzata di 6,95 metri. Il motore collocato posteriormente permette alle ruote anteriori di sterzare maggiormente, una soluzione che rende la piccola Smart particolarmente agile. Non è l’auto con cui impressionare chi guarda, ma quella capace di risolvere il problema quotidiano di entrare in un posto dove le altre restano fuori. Ed è proprio questo contrasto a renderla interessante accanto a un personaggio televisivo tanto conosciuto.

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Più appariscente, ma anche più strutturata sul piano tecnico, è l’Audi Q3 Sportback 45 TFSI, protagonista di un video realizzato con L’Automobile Roma. Bisciglia la guida per le strade della Capitale puntando sul silenzio della modalità elettrica e, nelle vesti di testimonial, sembra trovarsi a suo perfetto agio.

La versione mostrata abbina un quattro cilindri 1.4 TFSI da 150 CV a un motore elettrico, per una potenza complessiva di 245 CV e 400 Nm di coppia. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 7,3 secondi e la velocità massima è limitata a 210 km/h. Sul fronte dell’autonomia in modalità EV, invece, la Casa dei Quattro Anelli dichiarava fino a 50 km nel ciclo WLTP al momento del lancio, a patto di ricaricare la batteria con regolarità.

Temptation Island: il traffico emotivo del villaggio

Fra poco Filippo Bisciglia si riapproprierà della prima serata, con la nuova edizione di Temptation Island al via alle 21.30 su Canale 5. Nel villaggio calabrese del Calalandrusa Beach & Nature Resort entreranno sette coppie non sposate e senza figli in comune, affiancate da 26 single.

Nel ciclo di sei puntate i sentimenti dei partecipanti verranno messi a dura prova, tra filmati e falò di confronto. Dietro le scene lavorano oltre cento telecamere e circa venti operatori: una macchina inarrestabile che cattura esitazioni, crisi e tradimenti, portandoli alla luce del sole. Fuori dal set Bisciglia può scegliere la Smart per passare ovunque. Dentro Temptation Island, invece, il traffico emotivo promette di essere decisamente meno gestibile.

Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 19:00:09 +0000
News n. 20
Multata in auto per 7.400 euro: senza patente, assicurazione e revisione

Una cittadina peruviana residente a Monza è stata protagonista di una serie di illeciti alla guida e ora dovrà pagare ben 7.400 euro di multa. Un semplice controllo da parte della Polizia locale di Brugherio ha fatto luce su un illecito davvero particolare.

L’assenza dell’assicurazione e la mancata revisione per il veicolo, infatti, si sommano alla guida senza patente, per una combinazione di violazioni del Codice della Strada che non può che essere sanzionata con una multa molto salata.

Andiamo a riepilogare quanto accaduto e a evidenziare quali sono state tutte le violazioni che hanno portato all’emissione della maxi-multa.

Un illecito multiplo

A riportare il caso è la sezione dedicata alla provincia Monza e Brianza de Il Giorno. Il caso è stato definito come una vera e propria “bomba” dell’illecito. La donna, infatti, circolava con la sua vettura senza avere la patente (che era stata revocata in passato) oltre che senza assicurazione obbligatoria per il veicolo e senza aver effettuato la revisione, con il termine ultimo per il controllo che era già scaduto.

La vettura, inoltre, non apparteneva alla donna ma a un altro cittadino peruviano, residente a Cologno Monzese. In alcuni casi, la guida di un’auto di un’altra persona può portare a una sanzione. Il controllo effettuato dalla Polizia locale ha portato, oltre a una serie di multe, anche al fermo e al sequestro del veicolo, eventualità inevitabili in questo contesto di violazioni davvero uniche (almeno se considerate tutte insieme).

Ricordiamo che la guida senza assicurazione, vietata dalla normativa, rappresenta un illecito molto pericoloso. La mancanza della copertura RC comporta, infatti, una serie di rischi aggiuntivi in caso di incidente. Discorso simile per la revisione, che segue tempistiche ben precise per tutte le vetture e rappresenta un controllo obbligatorio da effettuare periodicamente. Sul tema, segnaliamo che ci sono una serie di proposte, a livello europeo, per una modifica delle regole che, però, non elimineranno l’obbligo di revisione periodica.

Una multa salatissima

Le sanzioni legate agli illeciti commessi dalla cittadina peruviana si sommeranno, fino ad arrivare a un importo totale di circa 7.400 euro. In aggiunta, per il proprietario del veicolo è stato avviato il procedimento per incauto affidamento, considerando che la conducente non aveva la patente. Lo stesso dovrà anche pagare la sanzione per via della mancanza della copertura assicurativa obbligatoria (senza una copertura RC, infatti, il veicolo non poteva circolare). Ricordiamo che poche settimane fa una sanzione simile è arrivata a un uomo che guidava un camion. Il caso è molto simile, con una serie di illeciti che, combinati, hanno portato a un incremento dell’importo della sanzione.

Per evitare sanzioni e rispettare il Codice della Strada, naturalmente, è necessario avere la patente di guida e, quindi, essere autorizzati alla guida. Il possesso del documento, però, non è sufficiente. Anche il veicolo deve essere in regola e deve avere una copertura RC attiva oltre che deve aver effettuato i controlli di revisione, se previsti dall’età del veicolo. Anche una sola mancanza tra queste farà scattare una sanzione inevitabile.

Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 15:30:06 +0000
News n. 21
BYD presto sarà europea, la strategia è già definita

BYD sta diventando una delle Case di riferimento del mercato europeo, con una crescita davvero importante registrata nel corso degli ultimi mesi. Anche in Italia, il brand è sempre più presente sulle strade.

L’azienda prepara una nuova strategia per il futuro. Nel corso dei prossimi anni, infatti, BYD vuole essere percepita come un costruttore europeo, grazie a un sostanziale incremento della produzione di vetture nel continente.

Si tratta di una scelta strategica molto importante, legata a doppio filo anche al nuovo progetto dell’Ue che prepara l’introduzione di dazi sulle ibride plug-in prodotte in Cina. Si tratta di un segmento in forte crescita e che vede BYD protagonista.

In questo modo, l’azienda cinese potrà evitare eventuali dazi e potrà rafforzare la sua presenza sul mercato, migliorando la logistica e velocizzando i tempi di consegna. Ecco i dettagli completi in merito al futuro del brand.

Una scelta strategica

Lars Bialkowski, vicepresidente di BYD, nel corso di un evento di presentazione dedicato alla Dolphin G DM-i, nuova plug-in pronta a conquistare il mercato, ha chiarito alcuni aspetti centrali per il futuro dell’azienda.

BYD vuole diventare un costruttore europeo o, quanto meno, essere percepito come tale. Nel giro di cinque anni, infatti, l’azienda punta ad adottare una strategia nuova, rafforzando la sua presenza nel continente.

Questa scelta è legata a doppio filo anche alla volontà di rafforzare la presenza nel segmento delle auto ibride plug-in, che l’azienda vede come una soluzione ideale per soddisfare le esigenze degli automobilisti europei.

Ricordiamo che BYD sta vivendo un 2026 molto positivo. Come abbiamo visto nel nostro approfondimento dedicato, in questo momento l’azienda è una dei nuovi protagonisti del mercato italiano, con immatricolazioni in forte crescita. Ecco tutti i dettagli in merito.

Nuove fabbriche europee

La strategia di BYD è legata allo spostamento della produzione in Europa e rientra in un programma di crescita che mira a spingere l’azienda ancora più in alto, con l’obiettivo di diventare il più grande produttore automobilistico mondiale entro il 2030.

Da alcuni mesi, ricordiamo, è entrato in attività il primo impianto europeo, situato a Szeged, in Ungheria. La produzione di nuovi modelli sarà avviata nel corso del prossimo autunno. È già in fase di sviluppo anche un altro impianto, situato a Smirne, in Turchia.

BYD guarda anche alla possibilità di espandere la sua presenza in Europa con nuovi impianti di produzione da costruire da zero oppure da rilevare da altri produttori europei che, in questo momento, non riescono a sfruttarli.

In passato, a tal proposito, si è parlato di un certo interesse di BYD per i siti italiani del Gruppo Stellantis, da Cassino a Mirafiori. Si tratta di un tema che potrebbe tornare d’attualità nel corso del prossimo futuro. Le ultime indiscrezioni in tal senso risalgono al mese scorso.

Per il futuro, quindi, la strategia di BYD è chiara e definita. L’azienda vuole continuare la crescita e vuole essere considerata, sempre di più, come un brand “europeo” agli occhi dei consumatori del continente.

Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 13:30:53 +0000
News n. 22
Mazda, un 2026 da protagonista: vendite in forte crescita in Italia e Ue

Tra le protagoniste del mercato delle quattro ruote nel 2026 c’è, senza dubbio, Mazda. La Casa nipponica sta vivendo un periodo molto positivo, con numero in netta crescita in termini di unità immatricolate. Considerando il periodo gennaio – maggio 2026, infatti, si nota un trend ormai evidente. Sia in Italia che nel resto d’Europa, infatti, il marchio sta registrando ottimi risultati. Andiamo ad analizzare i numeri.

Crescita record in Italia

Mazda sta vivendo un periodo molto positivo in Italia. Nonostante un mese di maggio in linea con lo scorso anno, infatti, la Casa nipponica si dimostra in forte crescita, come confermato dai dati UNRAE. Nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, Mazda ha venduto 6.244 unità con una crescita del 31% su base annua. Si tratta di un dato significativo, anche in considerazione del fatto che il mercato italiano, nello stesso periodo di tempo, è cresciuto “solo” del +9,4%.

Questo risultato, quindi, ha permesso a Mazda di incrementare la sua quota di mercato, ora pari allo 0,79%. Il target dell’1% non è poi così lontano. Anche se non rientra tra i marchi che vendono di più in Italia, Mazda si sta comunque ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato e continuerà a essere un riferimento per il futuro.

Protagonista anche in Europa

I risultati in Italia confermano l’ottimo stato di salute di Mazda, che sta crescendo anche grazie a una gamma sempre più completa e articolata. Il brand nipponico punta in alto e sta conquistando uno spazio sempre più rilevante in Europa.

La conferma, anche in questo caso, arriva dai dati sulle immatricolazioni. I numeri forniti da ACEA ci forniscono un dato aggiornato chiaro che fotografa bene la situazione. Ricordiamo che potete consultare il nostro approfondimento per un quadro aggiornato sulle vendite in Europa.

Nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, infatti, Mazda ha venduto oltre 73mila unità in tutta Europa (considerando Ue, Paesi Efta e Regno Unito). Questo dato si traduce in una crescita dell’11% rispetto allo scorso anno a fronte di un mercato che cresce del 4%.

Il raffronto è ancora più interessante se si considera il solo mercato Ue, dove Mazda sta espandendo in misura evidente il suo raggio d’azione. La Casa nipponica, infatti, ha chiuso i primi cinque mesi dell’anno in corso con oltre 58 mila unità vendute in Ue e con una crescita che sfiora il 20% su base annua.

Si tratta di numeri importanti e che vanno a certificare l’ottimo lavoro svolto da Mazda nel corso di questi ultimi anni. La Casa ha arricchito la sua gamma, introducendo nuovi modelli ed espandendosi in altri segmenti di mercato.

Gli investimenti stanno dando i loro frutti, permettendo al brand di poter contare su una presenza sempre più capillare sul mercato delle quattro ruote. Nelle prossime settimane, con l’arrivo dei dati definitivi del primo semestre, avremo le idee più chiare sulla crescita dell’azienda.

Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 13:00:59 +0000
News n. 23
MotoGP, Bagnaia saluta Ducati con un gesto da brividi: futuro già scritto

Le prossime sfide del campionato 2026 di MotoGP saranno le ultime di Pecco Bagnaia in sella a una Rossa. Le strade tra Ducati e il centauro torinese si separeranno dopo una lunghissima storia d’amore che non verrà dimenticata a fine stagione. Dopo Casey Stoner, primo storico vincitore su Desmosedici in top class, Pecco è stato capace di conseguire due riconoscimenti iridati di fila, sfruttando lo strapotere tecnico di moto da sogno e l’assenza temporanea al vertice del binomio Marc Marquez – Honda.

La carriera nella classe regina di Bagnaia è stata tutta in salsa Desmosedici con una collaborazione iniziata nel 2019 e diventata una delle più vincenti della storia del motociclismo italiano. I numeri raccontano solo in parte la crescita di Nuvola Rossa, capace di conquistare 31 vittorie, 63 podi e 28 pole position, con il titolo in rimonta del 2022 che riportò il numero 1 sul cupolino di una Rossa di Borgo Panigale quindici anni dopo il successo iridato di Stoner.

Rapporto consumato

Bagnaia non andrà via con rimpianti perché ha ricevuto tanto e ha dato tutto. L’arrivo dal team Gresini Racing di Marc Marquez ha stravolto degli equilibri delicatissimi nel team factory. Il centauro italiano è stato scalzato nelle gerarchie interne e Dall’Igna è sembrato ben felice di schierarsi dalla parte dello spagnolo, anche a giusta ragione. Il bacio al cupolino del numero 93 rimarrà una immagine simbolica che ha scandito la cavalcata trionfale di Marc Marquez nel 2025 e il tracollo dell’italiano, schiacciato dalle pressioni di dover, da rappresentate più vincente dell’Academy VR46, frenare il ruolino di marcia del catalano.

Pecco Bagnaia è da settimane il promesso sposo dell’Aprilia e andrà a comporre una coppia italiana temibile nel 2027. La squadra ufficiale di Borgo Panigale si trasformerà nella nazionale delle Furie Rosse con l’arrivo ufficiale dell’enfant prodige Pedro Acosta, al fianco del confermatissimo Marc Marquez sino al termine del campionato 2028. Il torinese troverà l’amico Bezzecchi e aprirà un secondo capitolo entusiasmante della sua carriera in MotoGP, sperando di aver fatto la scelta giusta sul piano tecnico.

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Il messaggio di Pecco

Il tre volte campione del mondo andrà a raccogliere una delle sfide più affascinanti sulla moto di Noale. L’annuncio dovrebbe arrivare a breve, segnando l’exit di Jorge Martin. Pecco non dimenticherà facilmente i traguardi raggiunti sulla Desmosedici e su Instagram ha dichiarato:

“Eri il mio sogno e sei diventata la realtà più bella di sempre. Quando sono arrivato in MotoGP con la Ducati pensavo di aver già raggiunto qualcosa di indescrivibile, ma tu mi hai portato a crederci sempre di più. 8 anni, 31 vittorie, 63 podi, 28 pole position, 2 volte vicecampioni del mondo e due titoli mondiali, questa è la storia che abbiamo scritto ed è solo nostra. Siamo cresciuti insieme, abbiamo attraversato ogni tipo di situazione insieme senza mai mollare, ci siamo sempre spronati a dare il massimo. E tu, che sei una delle parti migliori di me, mi hai regalato i momenti più emozionanti della mia carriera, mi hai reso un pilota migliore, un ragazzo felice e quanto ci siamo divertiti. La scorsa stagione è stato difficile andare d’accordo, ci siamo scontrati più di quello che avremmo voluto e qualcosa ha iniziato a cambiare. Sento la necessità di ricominciare con una nuova sfida, ma non dimenticherò mai quello che siamo stati. Sei parte di me, lo sarai sempreâ€.

Un messaggio da brividi che descrive al meglio le sensazioni vissute da Pecco in Ducati. L’ultimo anno e mezzo è stato condito da qualche veleno, come nelle più classiche storie d’amore dove a un certo punto si iniziano a vedere fantasmi e fare confronti con il passato. Il numero 63 proverà a chiudere con onore la sua esperienza in Rosso per poi proiettarsi alla sua prossima avventura.

Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 12:58:11 +0000
News n. 24
Esame patente, precedenze agli incroci: come evitare errori

Tra gli argomenti della prova teorica per il conseguimento della patente, le precedenze agli incroci sono uno dei punti più temuti dai candidati. L’incrocio è il luogo in cui più veicoli, più direzioni e più obblighi si incontrano nello stesso spazio.

L’incrocio è una situazione dinamica. Anche in un quiz statico, dove i veicoli sono fermi in una figura, il candidato deve immaginare movimenti, direzioni, punti di conflitto e ordine di passaggio.  Prima di ragionare sulla destra, bisogna guardare stop, dare precedenza, semafori, segnali di strada con diritto di precedenza, eventuali rotaie e indicazioni di direzione.

C’è poi una difficoltà supplementare che deriva dalla presenza di più veicoli. Con due auto la regola è più semplice. Con tre o quattro mezzi bisogna individuare il primo che passa e poi ricostruire l’ordine.

Precedenza a destra se non c’è segnaletica diversa

Quando due veicoli stanno per impegnare un’intersezione e le loro traiettorie si incrociano, il conducente deve dare precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione. Questa è la regola madre, ma non è una formula magica valida sempre.

Se all’incrocio è presente uno stop, un segnale di dare precedenza, un semaforo, un segnale di strada con diritto di precedenza o un’indicazione specifica, la regola della destra può essere superata. In pratica si comincia dalla segnaletica, poi si passa alla destra.

Un esempio aiuta a chiarire. Se un veicolo arriva da destra ma incontra uno stop, non può pretendere di passare per primo solo perché si trova sul lato destro di un altro conducente. Lo stop gli impone di fermarsi e di dare precedenza. Se più veicoli hanno lo stesso obbligo si torna a ragionare sulla destra tra quelli che si trovano nella stessa condizione. Passa dunque chi ha la precedenza secondo la segnaletica. Se non stabilisce un ordine diverso, si dà precedenza a chi proviene da destra.

Stop e dare precedenza, stesso effetto sull’ordine di passaggio

Dal punto di vista della condotta stop e dare precedenza non sono identici. Lo stop obbliga sempre ad arrestarsi in corrispondenza della striscia di arresto o, se questa manca, nel punto in cui si ha visibilità. Il dare precedenza obbliga a cedere il passo, ma non richiede necessariamente l’arresto se la strada è libera e la manovra può avvenire in sicurezza.

Per quanto riguarda le conseguenze sull’ordine di passaggi, il veicolo che incontra stop o dare precedenza deve lasciar passare chi circola sulla strada favorita. Se due veicoli provengono entrambi da strade con obbligo di precedenza, bisogna capire quale dei due abbia la destra libera o quale traiettoria crei meno conflitti. Anche qui, prima la segnaletica, poi la destra, infine le traiettorie.

Vedere uno stop non significa che quel veicolo passi per ultimo in assoluto. Potrebbe passare dopo i veicoli della strada favorita, ma prima di un altro mezzo che ha anch’esso obbligo di precedenza e si trova in posizione meno favorevole.

Come risolvere un incrocio con tre o quattro veicoli

Quando nell’immagine compaiono più veicoli bisogna osservare i segnali, eliminare mentalmente i veicoli obbligati a fermarsi, guardare chi ha la destra libera e valutare le traiettorie. Se un veicolo deve svoltare a sinistra può dover dare precedenza a chi proviene di fronte e procede diritto o svolta a destra. Se un altro veicolo procede diritto senza interferenze e ha la destra libera, potrebbe essere lui il primo.

Nei quiz più insidiosi può capitare che nessun veicolo sembri avere la destra libera. In questi casi entra in gioco la logica delle manovre. Molte volte c’è un veicolo che per completare la svolta deve portarsi al centro dell’incrocio e attendere chi gli viene di fronte. Questa manovra sblocca l’ordine di passaggio perché consente agli altri di liberare l’intersezione.

Il tram mette in crisi molti candidati perché viene trattato in modo diverso rispetto agli altri veicoli. La regola generale stabilisce che, negli attraversamenti di linee ferroviarie e tramviarie, i conducenti devono dare precedenza ai veicoli circolanti su rotaie, salvo diversa segnalazione. In pratica, il tram gode di una tutela particolare perché segue un percorso vincolato dai binari e non può modificare la propria traiettoria come un’auto.

Non vuol dire che il tram sia un’entità fuori da ogni regola. Anche i veicoli su rotaia devono rispettare i segnali negativi della precedenza. Se la segnaletica impone al tram di fermarsi o di cedere il passo, quel vincolo conta. La frase “il tram ha sempre la precedenza†è imprecisa. È più corretto dire che i veicoli su rotaia hanno precedenza negli attraversamenti ferroviari e tramviari, salvo diversa segnalazione.

Bisogna poi distinguere il tram dal filobus. Il filobus non circola su rotaie, anche se è collegato alla linea elettrica aerea. Di conseguenza segue le normali regole valide per gli altri veicoli stradali.

La svolta a sinistra

La svolta a sinistra è una delle manovre più delicate negli incroci perché porta il veicolo a tagliare la traiettoria di chi arriva in senso opposto. Se due veicoli si fronteggiano e uno procede diritto mentre l’altro svolta a sinistra, di norma chi svolta deve lasciare passare chi procede diritto, salvo diversa segnalazione. Lo stesso ragionamento vale quando il veicolo che viene di fronte svolta a destra e le traiettorie entrano in conflitto.

La precedenza non dipende solo dal lato da cui arriva il veicolo, ma anche dal percorso che intende compiere. Un’auto può avere inizialmente una posizione favorevole, ma perdere priorità perché la sua svolta incrocia la marcia di un altro mezzo.

Nella guida reale la svolta a sinistra richiede segnalazione e prudenza. Nel quiz richiede soprattutto visualizzazione. Bisogna immaginare il movimento del veicolo, non limitarsi a guardare dove si trova fermo nella figura.

Il caso delle rotatorie

La rotatoria è uno degli scenari più frequenti nella circolazione quotidiana, ma nei quiz e nella guida pratica continua a creare incertezze. Molti conducenti pensano che in rotatoria la precedenza sia sempre di chi è già dentro. In realtà questa regola vale quando la segnaletica all’ingresso impone il dare precedenza ai veicoli che circolano nell’anello.

Nelle rotatorie moderne è di solito presente all’ingresso il segnale di dare precedenza. In quel caso chi entra deve lasciare passare chi sta già percorrendo la rotatoria. Se però la segnaletica manca o indica diversamente, torna il principio generale della precedenza a destra.

A contare è anche l’uso degli indicatori di direzione. Entrare, percorrere ed uscire da una rotatoria richiede chiarezza verso gli altri conducenti. Nel quiz la domanda può riguardare la precedenza, ma nella guida pratica l’esaminatore osserva anche posizione e segnalazione della manovra.

Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 12:00:35 +0000
News n. 25
Fiat riparte da Mirafiori e guarda al Regno Unito. Thorel: «La 500 Hybrid è una missione»

I primi cinque mesi del 2026 hanno segnato un ottimo incremento per Fiat lato vendite. In Italia il marchio ha raggiunto 92 mila immatricolazioni tra gennaio e maggio, con una crescita del 29% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e una quota di mercato salita all’11,73%. A maggio le vendite hanno superato le 15 mila unità, con un incremento del 27,3%, quasi quattro volte superiore rispetto alla crescita complessiva del mercato italiano.

La crescita non riguarda soltanto l’Italia. Considerando l’intero mercato europeo, inclusi i Paesi Efta e il Regno Unito, Fiat ha raggiunto 131 mila immatricolazioni nei primi cinque mesi dell’anno, registrando un aumento del 29,2%. A trainare il risultato sono stati soprattutto Panda, Grande Panda, 600 e 500, con quattro modelli presenti tra le trenta auto più vendute sul mercato italiano.

Numeri che raccontano un marchio tornato protagonista e che fanno da sfondo alle parole di Gaetano Thorel, Head of Fiat e Abarth Europe, con cui abbiamo chiacchierato durante la presentazione della Fiat 600 Turbo 100.

«Quando offri le auto giuste, il mercato risponde»

Per Thorel, il tema centrale non è tanto celebrare i risultati ottenuti quanto comprendere il significato che questi numeri hanno per il futuro del marchio.

«Per me non è una questione di celebrare un successo. È la dimostrazione che la fiducia e l’investimento che Stellantis ha messo nella marca Fiat e nelle fabbriche italiane hanno una risposta. Il risultato commerciale vuole dire questo».

Secondo il manager, la crescita registrata nei primi mesi dell’anno nasce anche da una maggiore chiarezza sul ruolo che Fiat vuole occupare nel panorama automobilistico europeo.

«Fiat è un brand che sa cosa vuole essere. Non vuole essere tutto per tutti. Fiat vuole essere il brand della mobilità urbana e vuole essere uno dei protagonisti del mercato dei veicoli commerciali».

Una direzione che trova conferma anche nei dati di mercato. Fiat continua infatti a mantenere una posizione dominante nei segmenti più vicini alla propria tradizione.

«Quando fai il 47% del segmento A in Europa oppure il 50% in Italia significa che stai facendo il tuo lavoro. Se poi guardiamo il mercato delle vetture tra i 2,5 e i 4 metri, siamo leader con circa il 30% del segmento».

Numeri che aiutano a spiegare il successo di modelli come Pandina e Topolino in Italia e della famiglia 500 in diversi mercati europei.

 

 

La scommessa del Regno Unito passa da Grande Panda e 500

La crescita registrata in Europa rappresenta anche la base da cui Fiat intende espandersi ulteriormente nei prossimi anni. Dopo aver consolidato la propria presenza nei principali mercati continentali, il marchio guarda con attenzione al Regno Unito, dove l’arrivo delle versioni con guida a destra di Grande Panda, 500 e 600 viene considerato uno dei tasselli fondamentali del prossimo ciclo di sviluppo.

Per Thorel si tratta di un passaggio quasi obbligato.

«La 500 non puoi non farla guida a destra. La Grande Panda non puoi non farla guida a destra. Industrialmente fare la guida a destra costa e lo fai praticamente per un solo mercato. Quello che paghiamo è che il mercato arriva sempre sei-nove mesi dopo rispetto all’Europa continentale».

Nonostante questo, le aspettative sono elevate.

«Mi aspetto un secondo semestre della Fiat in Inghilterra con grandi crescite rispetto allo scorso anno».

La fiducia nasce anche dall’accoglienza ricevuta dalla Grande Panda prima ancora del lancio commerciale su larga scala.

«Il mercato inglese è innamorato della Grande Panda. La stampa inglese è impazzita per questa macchina. Ci sono stati articoli molto positivi. Jeremy Clarkson ne ha parlato in maniera entusiastica e anche Autocar le ha assegnato 4,5 stelle su 5».

 

 

La curiosità ora è capire come reagiranno i clienti britannici quando le vetture saranno disponibili in volumi più consistenti.

«Adesso sono arrivate soltanto poche centinaia di auto. Sono molto curioso di vedere come reagirà il consumatore inglese quando cominceremo ad avere una disponibilità più ampia».

Accanto a Grande Panda e 500 arriverà anche la 600 con guida a destra, una scelta che Thorel rivendica personalmente.

«È stata una richiesta mia. Se vuoi essere credibile come brand devi avere almeno 500, 600 e Grande Panda».

Diverso il discorso per Pandina.

«Non l’abbiamo fatta e non la faremo. Dal punto di vista economico il ritorno dell’investimento non sarebbe sufficiente».

Mirafiori e la missione della 500 Hybrid

Dietro ai risultati commerciali c’è anche il ritorno di alcuni modelli chiave nella gamma Fiat. Panda resta l’auto più venduta in Italia con oltre 54 mila immatricolazioni nei primi cinque mesi dell’anno, mentre Grande Panda ha già superato quota 19 mila unità conquistando il terzo posto assoluto nel mercato nazionale. In crescita anche la 600 e la 500, entrambe presenti nella top 30 delle vetture più vendute. È proprio attorno alla famiglia 500 che si concentra una parte importante della strategia industriale legata a Mirafiori.

Se il Regno Unito rappresenta una delle opportunità di crescita per il futuro, il tema che più coinvolge emotivamente Thorel resta quello di Mirafiori.

Lo storico stabilimento torinese è tornato al centro della strategia Fiat grazie all’arrivo della nuova 500 Hybrid, modello destinato ad affiancare la versione elettrica prodotta nel capoluogo piemontese.

«Io vivo la 500 giornalmente. Per me sostenere Mirafiori è una missione. Nella mia testa ci sono 100.000 vetture. È un numero magico. Non ci siamo ancora, ma la direzione è quella giusta».

 

 

Thorel evidenzia come la crescita registrata rispetto all’anno precedente sia già significativa.

«Siamo nell’ordine del 160% rispetto allo scorso anno e ci aspettiamo un’ulteriore accelerazione nella seconda parte dell’anno. La cosa che mi fa stare più sereno è che tutti i contratti della 500 Hybrid fatti da gennaio a maggio sono incrementali rispetto all’elettrica».

In altre parole, la nuova motorizzazione non sta sottraendo clienti alla 500e.

«Abbiamo fatto sostanzialmente gli stessi contratti della 500 elettrica dello scorso anno. Non c’è stata cannibalizzazione».

Per Fiat questo significa aver recuperato una fascia di clientela che negli ultimi anni era rimasta esclusa dall’offerta del marchio.

«Per due anni non abbiamo dato a quel cliente la possibilità di considerare una 500 perché era disponibile soltanto elettrica. Questa vettura sta riportando quelle persone all’interno del marchio».

 

Modello Immatricolazioni gen-mag 2026 Posizionamento
Fiat Panda 54.597 1ª nel segmento A
Fiat Grande Panda 19.867 2ª nel segmento B-SUV
Fiat 500 7.822 3ª nel segmento A
Fiat 600 oltre 8.000 tra i B-SUV più venduti

 

È anche da qui che passa il futuro di Mirafiori. Per Thorel, il rilancio dello stabilimento e la crescita della 500 Hybrid sono due elementi strettamente collegati. I risultati dei primi cinque mesi rappresentano soltanto il primo passo di un percorso che Fiat punta a consolidare nella seconda parte del 2026, tra il rafforzamento della produzione italiana e l’espansione nei mercati internazionali.

Data articolo: Wed, 24 Jun 2026 11:52:50 +0000


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