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Oggi 5 luglio 2026, la situazione del traffico sulle autostrade italiane vede alcune criticità dovute soprattutto a condizioni meteorologiche avverse e incidenti. Un incidente ha causato una coda di 1 km tra Grottammare e Pedaso sull’autostrada A14, mentre sulla A7 tra Busalla e Isola del Cantone si registra una coda di 3 km a causa di lavori. Inoltre, fenomeni di pioggia intensa interessano tratte dell’A14 e dell’A24, con vento forte tra L’Aquila Ovest e Assergi sulla A24.
22:33 – Coda tra Incisa – Reggello e Firenze sud
Coda di 1 km per veicolo in avaria
Direzione Milano
La coda va dal chilometro 313.0 al chilometro 315.0 per una lunghezza di 2 km.
21:24 – Area di servizio San Pietro
Servizi di ristorazione non disponibili
Direzione Tangenziale
21:24 – Area di servizio San Pietro
Servizi igienici non disponibili
Direzione Tangenziale
21:12 – Bivio A1-Variante e Sasso Marconi Nord
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 199.89 al chilometro 210.1 per una lunghezza di 10.21 km.
22:52 – Tra Busalla e Isola del Cantone
Coda di 3 km per lavori
Direzione Milano
La coda copre una lunghezza di 5.4 km, dal chilometro 106.1 al chilometro 111.5.
22:49 – Bivio A11/Racc. A12 Genova-Livorno e Altopascio
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 54.0 al chilometro 68.0 per una lunghezza di 14 km.
22:47 – Genova Nervi e Bivio A12/A7 Milano-Genova
Coda per traffico intenso
Direzione Genova
La coda ha una lunghezza di 10.3 km, dal chilometro 1.2 al chilometro 11.5.
21:58 – Rosignano Marittimo e Collesalvetti
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Genova
La tratta interessata copre 4.2 km, dal chilometro 177.8 al chilometro 182.0.
21:45 – Rosignano Marittimo e Collesalvetti
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Genova
21:37 – Cerveteri e Torrimpietra
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Roma
La tratta interessata va dal chilometro 14.9 al chilometro 27.9 per una lunghezza di 13 km.
23:02 – Uscita a Termoli
Coda per traffico intenso
In entrambe le direzioni
22:40 – Tra Pineto e Pescara Ovest
Pioggia intensa
In entrambe le direzioni
La tratta copre 28.3 km, dal chilometro 380.1 al chilometro 351.8.
22:19 – Tra Grottammare e Pedaso
Coda di 1 km per incidente
Direzione Ancona
La coda copre 1.5 km, dal chilometro 296.5 al chilometro 298.0.
22:32 – Tra Senigallia e Ancona sud
Pioggia intensa
In entrambe le direzioni
La tratta copre 35.9 km, dal chilometro 230.4 al chilometro 194.5.
22:01 – Tra Ravenna e Bivio Diramazione Ravenna/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Bologna-Taranto
La coda copre 1 km, dal chilometro 0.0 al chilometro 1.0.
21:49 – Tra Forli’ e Castel San Pietro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Bologna
La tratta copre 43.4 km, dal chilometro 38.2 al chilometro 81.6.
23:06 – Tra L’ Aquila Ovest e Assergi
Forte vento
In entrambe le direzioni
La tratta copre 15.781 km dal chilometro 116.828 al chilometro 101.047.
23:05 – Tra L’ Aquila Ovest e San Gabriele-Colledara
Pioggia intensa
In entrambe le direzioni
La tratta copre 35.268 km dal chilometro 136.315 al chilometro 101.047.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 21:08:00 +0000Neymar non ha mai avuto un rapporto discreto con il lusso. In campo vive di giocate improvvise, fuori dal campo il gusto resta altrettanto appariscente. Nel suo garage è finita anche una Ferrari Purosangue personalizzata, una delle auto più discusse di Maranello perché rompe parecchi tabù della Casa italiana.
La vettura è il primo modello di serie del Cavallino dotato di quattro porte e quattro posti veri. Per quanto a Maranello respingano l’etichetta SUV, nella sostanza l’assetto rialzato e l’abitacolo generoso spingono in quella direzione, pur offrendo prestazioni degne di una sportiva. Un compromesso che, nel caso di Neymar, calza bene con l’immagine del campione abituato a unire scena pubblica e vita familiare.
Secondo quanto riportato dalla stampa estera, l’esemplare dell’attaccante sarebbe stato personalizzato anche negli interni, con dettagli dedicati al suo nome. Del resto, quando ti chiami Neymar, l’auto rischia di diventare una specie di firma mobile. In un filmato circolato su Instagram, inoltre, il brasiliano viene mostrato al volante della vettura.
In un’epoca ormai orientata all’elettrificazione e ai motori ridotti, la Purosangue monta il V12 aspirato da 6.5 litri, in grado di erogare 725 CV e assicurare uno 0-100 in circa 3,3 secondi. La velocità massima superiore ai 310 km/h ribadisce il carattere aggressivo di un modello emozionante da guidare che, pur cambiando proporzioni, non rinuncia alle prestazioni tipiche di Maranello.
A differenza di una coupé estrema, la Purosangue può comodamente ospitare più persone con meno rinunce. Non per questo perde il DNA di una Ferrari: il V12 e la presenza scenica lasciano tranquilli. Mentre Neymar dispensava magie in campo, la stampa gli ha attribuito bolidi come Rolls-Royce Ghost, Bentley Continental GT, Lamborghini Huracan, Mercedes Classe G e Aston Martin DBX.
La Purosangue, però, ha qualcosa di diverso: segna il tentativo di Ferrari di entrare in un territorio dove fino a pochi anni fa sembrava impensabile vederla. In fondo, è una Ferrari pensata per coniugare alla consueta appariscenza una certa praticità : una combinazione ottimale per un giocatore abituato alla ribalta continua, dentro e fuori dal campo.
Reduce dal ritorno al Santos dopo gli anni europei e la parentesi in Arabia Saudita, O’Ney sembra aver trovato una nuova maturità . Il talento resta enorme, l’immagine globale pure, ma il tempo passa e il contesto è evoluto. Non più soltanto il ragazzo esplosivo del Barcellona o del PSG, ma un fuoriclasse arrivato all’ultimo grande valzer in maglia brasiliana.
Messosi a completa disposizione di Ancelotti, potrà essere utile negli ottavi del Mondiale 2026 contro la Norvegia, in programma al Metlife Stadium. Le difficoltà palesate al cospetto del Giappone suonano come un campanello d’allarme per la Seleçao, che dovrà saper reggere l’onda d’urto della nazionale scandinava, trascinata da un Erling Haaland in grande spolvero.
Neymar cercherà di mantenersi lucido in vista magari di un ingresso a gara in corso, pronto a estrarre dal cilindro qualche colpo capace di rompere gli equilibri. Mentre la Purosangue resta in garage, per lui l’unica accelerazione davvero importante sarà quella dentro il Mondiale.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 19:30:50 +0000Charles Leclerc domina a Silverstone e riporta la Ferrari alla vittoria al termine di una gara condotta magistralmente. Una domenica dai due volti per la Rossa: se il monegasco esulta, Lewis Hamilton mastica amaro perdendo il secondo posto a causa di un discusso pit stop sotto Safety Car. Il Cavallino Rampante incassa comunque punti d’oro per il mondiale.
Quando i semafori rossi si spengono sul tracciato di Silverstone, l’adrenalina esplode. È un avvio fulmineo, una partenza a razzo che vede le due Ferrari SF-26 scattare in perfetta sincronia, divorando l’asfalto per mettersi subito a dettare legge davanti a tutti già all’ingresso di curva 1. Poco dopo le Mercedes innescano una lotta che fa il gioco della Scuderia di Maranello.
Eppure, l’idillio iniziale nasconde insidie tecniche fin dai primissimi giri. Siamo solo al terzo passaggio quando Lewis Hamilton apre le comunicazioni radio. La sua voce tradisce una certa frustrazione: la vettura soffre di un fastidioso sottosterzo, un limite evidente nell’inserimento in curva. Dal muretto, Carlo Santi riceve l’informazione e interviene con lucidità .
L’italiano suggerisce al sette volte campione del mondo di usare una configurazione pre-mappata. L’obiettivo è chiaro: agire sul differenziale per rendere più equilibrata la vettura e affinare il brake shape per ottimizzare le staccate. Ma i problemi per il britannico sono appena iniziati. Pochi istanti dopo, la direzione gara gela il sangue del box ferrarista: investigazione per jump start.
Lewis si è mosso di qualche millimetro prima del via, un’esitazione fatale punita inesorabilmente con 5 secondi di penalità . Come se non bastasse, la guidabilità della sua SF-26 peggiora, innescando un leggero graining che impedisce la corretta rotazione dell’auto. Una corsa che per l’inglese non è iniziata al meglio, dove il feeling con la SF-26 non è buono, a quanto pare.
Dietro di lui, la minaccia ha un nome preciso: Kimi Antonelli. Il talento bolognese, un volta liberatosi di George Russell si mette in caccia della numero 44. Al dodicesimo giro, la pressione di Kimi diventa insostenibile e, sfruttando la velocità nel secondo settore, affonda il sorpasso. Hamilton subisce, lamentando in radio un calo di reattività legato al deployment del sistema ibrido.
Il muretto incassa e risponde suggerendo di percorrere curva 4 in seconda marcia, una mossa puramente strategica per favorire la ricarica dell’energia. Mentre l’inglese della Rossa combatte nel traffico, Charles Leclerc dipinge traiettorie perfette in testa al gruppo. Al giro 15, il suo vantaggio su Antonelli è di 4,5 secondi. Il monegasco sembra in simbiosi totale con la vettura, oggi.
Tuttavia il muretto non abbassa la guardia. Bryan Bozzi chiama il primo tyre phase update, iniziando un lavoro certosino di monitoraggio delle coperture. Dal box piovono una marea di informazioni: si naviga sul “Plan A”, per Lewis con indicazioni millimetriche per curare l’handling. Serve chiaramente un’attenzione maniacale per dare il massimo curando ogni singolo dettaglio.
La fase centrale della corsa si trasforma in una partita a scacchi sul degrado. Al giro 24, Hamilton, asfissiato da temperature critiche e da un sottosterzo definito “pazzesco”, rientra ai box per montare le Hard, scontando la sua penalità e riemergendo alle spalle di Russell. Anche Leclerc segue a ruota per coprire la strategia, mentre Antonelli sceglie di restaste in pista estendendo lo stint a dismisura.
La strategia Mercedes è chiara: accumulare un delta di grip per l’assalto finale. La tensione sale vertiginosamente. In pista, Hamilton e Russell mettono in scena uno spettacolo vibrante, passandosi e ripassandosi in un furioso “effetto yo-yo”. Lewis è teso: ha il passo, ma l’ibrido lo lascia a secco nei momenti cruciali della difesa. Qualcosa che lo fa innervosire e non poco.
Nel frattempo, Antonelli si ferma ai box al giro 36, rientrando con mescole fresche e un ritardo di 7,4 secondi da Leclerc. Il copione sembra scritto per un finale all’arma bianca, ma il motorsport, lo sappiamo, spesso è imprevedibile. Ed è per questo che l’esito della corsa cambia repentinamente al passaggio numero 41: il colpo di scena che ribalta il tavolo.
Antonelli finisce lungo e rientra a fatica ai box. Non è un errore di guida, ma un cedimento: un violento passaggio sui cordoli ha danneggiato il deflettore della ruota anteriore sinistra. Nonostante i tentativi dei meccanici, la gara del bolognese è compromessa. All’improvviso, il cielo sopra Silverstone si tinge di rosso. Uno-due Ferrari a dieci giri dal termine. E poi che succede? Ancora l’imprevedibile.
Il passo della terza forza in campo, Max Verstappen, non sembra affatto impensierire le due SF-26. Sembra fatta. Ma la F1 non perdona distrazioni. Al giro 48, la RB22 dell’olandese perde aderenza e si insabbia nel secondo settore. La Safety Car neutralizza la gara. In quel momento frenetico, il muretto Ferrari decide per il double stack, richiamando entrambe le vetture.
È un azzardo? Forse. Leclerc mantiene la leadership, ma Hamilton, accodandosi, perde la posizione a vantaggio di Russell, che decide di non fermarsi. L’attesa ripartenza non avverrà mai e la gara finisce sotto il regime di vettura di sicurezza. Una vera e propria beffa per l’inglese che, dopo aver montato le gomme Soft nuove, non può sfruttarle passando Russell.
Il sogno di una doppietta che sembrava ormai incisa nella pietra e vapora. Ma quando la bandiera a scacchi sventola, c’è spazio solo per l’urlo liberatorio di Charles Leclerc. Un grido di gioia puro, tenuto in gola per troppo tempo. Il monegasco vince e convince. Ferrari lascia il suolo inglese con una pole di Hamilton, due podi e un  trionfo: una boccata d’ossigeno vitale che inietta morale e punti pesanti nella sfida mondiale.
| Pos | N° | Pilota | Team | Giri | Tempo / Ritiro | Punti |
| 1 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 52 | 1:27:11.335 | 25 |
| 2 | 63 | George Russell | Mercedes | 52 | +0.427s | 18 |
| 3 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 52 | +0.772s | 15 |
| 4 | 1 | Lando Norris | McLaren | 52 | +1.149s | 12 |
| 5 | 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 52 | +1.598s | 10 |
| 6 | 30 | Liam Lawson | Racing Bulls | 52 | +2.023s | 8 |
| 7 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 52 | +2.214s | 6 |
| 8 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 52 | +2.413s | 4 |
| 9 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 52 | +3.229s | 2 |
| 10 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 52 | +3.445s | 1 |
| 11 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 52 | +4.014s | 0 |
| 12 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 52 | +4.391s | 0 |
| 13 | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 52 | +5.245s | 0 |
| 14 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 52 | +5.512s | 0 |
| 15 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 52 | +7.403s | 0 |
| 16 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 52 | +8.005s | 0 |
| 17 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 52 | +8.162s | 0 |
| 18 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 51 | +1 lap | 0 |
| 19 | 18 | Lance Stroll | Aston Martin | 51 | +1 lap | 0 |
| 20 | 3 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 46 | DNF | 0 |
| NC | 23 | Alexander Albon | Williams | 43 | DNF | 0 |
| NC | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 36 | DNF | 0 |
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 17:52:05 +0000
La convergenza delle ruote è la regolazione meccanica degli angoli delle sospensioni per garantire che gli pneumatici siano perfettamente allineati alla traiettoria di marcia del veicolo. Si effettua in officina tramite un banco d’assetto computerizzato quando l’auto tira da un lato o consuma il battistrada in modo asimmetrico. Il controllo va eseguito a ogni cambio gomme o in media ogni 40.000 km, con un costo variabile in base alla tipologia di auto e alla complessità . Rimandare questo intervento significa distruggere un treno di gomme nel giro di pochi mesi e viaggiare con un’auto non sicura.
Tecnicamente, la convergenza (definita in officina come assetto ruote) è l’angolo che gli pneumatici dello stesso asse formano rispetto all’asse longitudinale del veicolo, osservando la vettura dall’alto. Le case costruttrici stabiliscono specifiche misurazioni per ogni singolo modello, espresse in gradi, necessarie a garantire un’ottima tenuta di strada. Spesso si confonde la convergenza con l’equilibratura. È importante chiarire la differenza, l’equilibratura risolve i problemi legati alle vibrazioni percepite sul volante posizionando dei pesi sul cerchio, mentre la convergenza, sistema l’allineamento meccanico dei braccetti e dei tiranti di sterzo.
Per capire davvero come si comporta l’assetto di un’auto, non si può isolare un solo parametro. Un banco d’assetto professionale misura e corregge una triade di angoli fondamentali che lavorano in stretta sinergia. Quando i parametri escono dalle tolleranze della casa madre, si verificano queste precise condizioni:
Mantenere l’assetto nei parametri corretti offre diversi vantaggi sia in termini di sicurezza che di comfort. Vediamo quali sono:
Il prezzo di questo intervento varia in base alla complessità delle sospensioni del veicolo e alla necessità di intervenire su uno o su entrambi gli assi. Non è un’operazione basata su un tariffario fisso, ma sul tempo effettivo di occupazione del banco d’assetto e sull’attrezzatura utilizzata. I costi medi indicativi attuali si dividono in tre fasce principali:
Va considerato infine che se le regolazioni meccaniche sotto la scocca sono bloccate (situazione frequente sulle vetture con diversi anni sulle spalle a causa di ruggine e ossido), l’officina potrebbe richiedere un sovrapprezzo per il tempo extra necessario allo sbloccaggio manuale dei componenti.
La regolazione dell’assetto geometrico richiede precisione millimetrica ed esperienza sul campo. Il procedimento standard segue passaggi rigorosi:
Per capire se l’assetto è sballato prima di danneggiare le gomme, ti lascio una serie di consigli pratici basati sul lavoro quotidiano sul campo:
Tesla, da diversi anni ormai, è un punto di riferimento del settore delle auto elettriche. La Casa americana, però, deve fare i conti con una concorrenza crescente (soprattutto da parte dei costruttori cinesi) che ha un impatto significativo sulle vendite e sui risultati finanziari.
Nei giorni scorsi, Tesla ha annunciato i risultati finanziari del secondo trimestre del 2026. L’azienda ha raggiunto numeri superiori alle stime degli analisti di Wall Street. Nei giorni successivi alla presentazione dei dati della trimestrale, però, il titolo è crollato in borsa, evidenziando una flessione che conferma i dubbi degli investitori.
Andiamo ad analizzare i dati rivelati da Tesla e qual è stato l’effetto dell’annuncio sul titolo dell’azienda.
Tra aprile e giugno 2026, come confermato ufficialmente nei giorni scorsi, Tesla ha raggiunto oltre 480 mila unità consegnate. Questo dato si traduce in un incremento del 25% rispetto allo stesso trimestre del 2025.
Il risultato di Tesla è nettamente superiore alle attese del mercato. Gli analisti stimavano, infatti, circa 400 mila unità per il trimestre appena terminato. L’azienda, invece, ha mostrato dati ben sorprendenti, con anche una produzione elevata (circa 451 mila veicoli assemblati).
Per quanto riguarda le vendite, la maggior parte delle consegne riguarda sempre Model 3 e Model Y che raggiungono un totale di 467 mila esemplari, mentre Cybertruck e Semi si fermano a poco più di 12 mila unità .
L’azienda ha evidenziato una ripresa significativa in Europa, dove l’aumento dei costi dei carburanti può aver contribuito a sostenere l’intero settore delle auto elettriche che può rappresentare una soluzione al caro benzina e diesel.
I dati di vendita positivi, però, non hanno giovato al titolo di Tesla che, sul mercato azionario, ha registrato un netto calo. Questo dato può essere interpretato in vari modi e suscita i dubbi di molti investitori sul futuro dell’azienda. Nel lungo periodo, infatti, Tesla non ha ancora dimostrato di poter garantire delle basi solide per continuare a crescere.
I temi sul tavolo sono tanti, come l’espansione del sistema Full Self-Driving oltre allo sviluppo di robotaxi e di soluzioni legate all’intelligenza artificiale, con i robot Optimus. Tutti questi progetti hanno richiesto e continueranno a richiedere importanti investimenti per l’azienda. Tesla, infatti, dovrà raccogliere nuove risorse per poter aggiornare la sua gamma di prodotti e servizi con soluzioni in grado di poter garantire una crescita nel lungo periodo.
Per questo motivo, molti investitori hanno preferito vendere le proprie posizioni in Tesla, seguendo il principio del “buy the rumor, sell the news” che spinge a vendere dopo buone notizie nel breve periodo (come una buona trimestrale) e a comprare quando ci sono indiscrezioni su una crescita futura.
Nei primi giorni di luglio, a seguito della pubblicazione dei dati sulla trimestrale, le azioni di Tesla sono passate dal valore di oltre 420 dollari a circa 393 dollari. Questo calo potrebbe continuare nel corso delle prossime settimane. La questione andrà monitorata con attenzione. I risultati finanziari positivi, infatti, non sono stati sufficienti a convincere gli investitori.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 14:45:05 +0000McMurtry Automotive ha svelato la nuova Spéirling Pure. Si tratta di una rivoluzionaria hypercar elettrica pensata per la pista e che punta a conquistare gli appassionati alla ricerca di prestazioni al top. Andiamo a scoprire tutti i dettagli sul nuovo progetto, le sue specifiche tecniche e anche il prezzo di partenza a cui i clienti dovranno fare riferimento per completare l’ordine.
La Spéirling Pure è frutto di un programma di ricerca e sviluppo durato un decennio e di migliaia di chilometri percorsi durante la fase di test. McMurtry ha sottolineato di aver lavorato al di fuori degli standard del settore per creare un veicolo da pista in grado di sorprendere e di essere diverso da qualsiasi altro progetto del settore automotive.
McMurtry aveva presentato un prototipo nel 2022, stabilendo un record nella cronoscalata del Goodwood Festival of Speed, superando nettamente molti costruttori affermati. Successivamente, nel 2025, ha ottenuto il record del Top Gear Test Track che era detenuto dalla monoposto Renault che gareggiò in Formula 1 nel 2004. Il prototipo della Spéirling Pure è stato anche il primo prototipo a guidare capovolto.
La versione di produzione può erogare fino a 1000 CV di potenza da mettere a disposizione delle ruote posteriori, grazie anche al supporto della batteria agli ioni di litio da 100 kWh con celle Molicel. La Spéirling Pure genera fino a 2.000 chilogrammi di deportanza su richiesta, sfruttando il sistema Downforce-on-Demand.
La nuova hypercar sarà esposta dal 9 al 12 luglio in occasione della prossima edizione del Goodwood Festival of Speed mentre il 14 agosto, al The Quail, è previsto il debutto della versione di produzione che segnerà un passaggio importante per il progetto.
La vettura arriva sul mercato con un prezzo di listino di 995.000 sterline, pari a circa 1,15 milioni di euro, a cui bisogna aggiungere le tasse locali, i costi di spedizione e gli optional (il programma di personalizzazione consente ai clienti di “creare” la propria versione della hypercar).
Per quanto riguarda le consegne, invece, non bisognerà attendere molto. I primi esemplari, infatti, saranno consegnati ai clienti già nel corso del 2026. Si tratta, quindi, di un progetto reale e pronto a conquistare il suo segmento di mercato, ricco di opzioni riservate ad appassionati che non hanno particolari limitazioni in termini di spesa.
Per ammirare il progetto da tutte le angolazioni potete fare riferimento al carosello di immagini pubblicato dall’account ufficiale della Casa su Instagram, che ci mostra la vettura da tutte le angolazioni.
Thomas Yates, cofondatore e amministratore delegato di McMurtry, commenta:
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 14:00:51 +0000“La Spéirling PURE segna l’inizio di una nuova era nella guida in pista, con prestazioni strabilianti adatte a tutti i tipi di guidatori, dagli appassionati del fine settimana ai piloti professionisti. Nella versione di serie, l’auto è significativamente più utilizzabile, ma non per questo meno estrema. In termini di emozioni, tenuta di strada, accelerazione, sound, estetica e tecnologia, offriamo qualcosa che nessun altro produttore è in grado di offrire.
Ferrari riporta il cambio “vecchia maniera” su una V12 con una soluzione pensata per l’era dell’elettronica. Sulla serie speciale 12Cilindri Manuale arrivano leva, terzo pedale e tecnologia by-wire. La trasmissione continua in buona sostanza a essere a doppia frizione, però il pilota torna a usare mani e piede sinistro come sulle sportive di una volta.
Partendo dalla stessa base della Gran Turismo con motore anteriore V12, l’esperienza al volante evolve in modo netto. Il prezzo di 590.000 euro è coerente con una serie speciale riservata a pochi clienti. Al posto delle palette arriva una leva manuale con cancelletto, abbinata a un pedale della frizione anch’esso by-wire. Il comando lavora sulle prime sei marce e sulla retromarcia, mentre il conducente può comunque passare alla modalità automatica. In pratica, Ferrari cerca di riportare nella guida il movimento fisico della cambiata, affidandosi tuttavia a una gestione elettronica molto sofisticata.

A fare la differenza è la tecnologia by-wire. Invece di agire su una trasmissione manuale classica, la leva dialoga con il DCT a otto rapporti tramite elementi dedicati. L’architettura è stata progettata per restituire meglio le sensazioni simili a quelle di un cambio manuale Ferrari, con una risposta studiata anche nei movimenti e nei suoni.
Una logica analoga viene applicata dal pedale della frizione. Quando il pilota lo preme, i sensori rilevano il movimento e lo trasformano in un comando per la frizione. Tutto fila liscio tra leva, frizione e acceleratore? La cambiata risulta fluida. Altrimenti, richiamando il comportamento di un normale tradizionale, la macchina può reagire con uno strappo o arrivare allo stallo. Non è casuale: Ferrari sceglie di rimettere al centro il gesto del conducente, anziché ridurre tutto a una fredda sequenza gestita dalla macchina.
Probabilmente lo stesso effetto non lo si sarebbe ottenuto senza il V12 aspirato da 6,5 litri. Un motore in grado di erogare 830 CV a 9.250 giri/min e raggiungere i 9.500 giri/min, che valorizza le cambiate ai regimi più alti attraverso una progressione confezionata su misura. Le prestazioni sono ancora degne di una Ferrari moderna: oltre 340 km/h di velocità massima, 0-100 km/h in 2,9 secondi e 0-200 km/h in meno di 7,9 secondi.
1.499 esemplari saranno, invece, gli esemplari prodotti. Il numero richiama i fasti del passato, in particolare la cilindrata del primo motore dodici cilindri Ferrari del 1947, così da rafforzare il legame simbolico tra l’ultima arrivata e la storia del marchio. L’abitacolo riceve un tunnel centrale ridisegnato, il pomello tondo in alluminio, la griglia a sei innesti e una pedaliera specifica a tre pedali.
Altri dettagli distintivi li conferisce il reparto Tailor Made. Rispetto alla 12Cilindri standard, la Manuale si riconosce per il logo sulla mostrina laterale, le finiture su misura, i cerchi forgiati e alcuni dettagli interni specifici. Il nuovo ingresso nella gamma non è quindi una nuova rossa da cima a fondo, ma una reinterpretazione mossa da un principio: riportare al centro il coinvolgimento fisico della guida, usando la tecnologia più moderna.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 10:10:41 +0000Raramente una Ferrari 288 GTO finisce in vendita. Quando accade, il mercato collezionistico abbandona quasi ogni forma di razionalità . L’esemplare comparso su Bring a Trailer lo dimostra bene: l’asta ha già superato quota 6,75 milioni di dollari e il conto potrebbe salire ancora, perché non si tratta soltanto di una supercar anni Ottanta, ma di una delle rosse più importanti dell’era moderna.
A Maranello la 288 GTO rappresentava il lasciapassare per il Gruppo B, la categoria estrema che negli anni Ottanta spinse le Case verso soluzioni sempre più radicali. Il regolamento imponeva almeno 200 esemplari stradali e così Ferrari fece, realizzandone 272 in totale tra il 1984 e il 1986. Poi il Gruppo B venne cancellato e la GTO si vide improvvisamente privata del suo palcoscenico. Il lavoro svolto, però, non andò disperso: la sua evoluzione tecnica contribuì allo sviluppo della F40, diventata in seguito uno dei manifesti assoluti del Cavallino.
L’auto in vendita è una delle prime 200 unità realizzate. Completato nel dicembre 1984, il telaio 54225 venne destinato agli Stati Uniti tramite Ferrari of Houston, concessionaria legata a Giuseppe Risi. Nel giugno 1985 passò al collezionista Sam Bardor, che prese una decisione piuttosto insolita per una 288 GTO: fece cambiare la livrea originale Rosso Corsa in argento. Successivamente la vettura sarebbe tornata al colore di fabbrica, ma quella parentesi rimane una delle svolte più impensabili nella sua storia, menzionata anche nella ricostruzione di Marcel Massini.
La biografia dell’esemplare non è stata piatta. Dopo alcuni passaggi tra Stati Uniti, Messico ed Europa, l’esemplare cambiò proprietario in diverse occasioni. Negli anni Novanta finì addirittura al centro di una vicenda giudiziaria nei Paesi Bassi, dove rimase sequestrata prima di tornare sul mercato. Il restauro completo partì nel 2010, su incarico di Risi, direttamente a Maranello. Un anno più tardi arrivò il riconoscimento definitivo: la certificazione Ferrari Classiche, che rafforza la fiducia degli acquirenti perché conferma la coerenza delle componenti principali.
Sotto la carrozzeria in materiali compositi e Kevlar si trova il V8 Tipo F114B di 2.855 cc, montato in posizione centrale-longitudinale e sovralimentato da due turbocompressori IHI. La potenza dichiarata è di 400 CV, abbastanza per portare la 288 GTO fino a 305 km/h. Numeri che oggi non fanno saltare dalla sedia, visto che persino certe elettriche familiari accelerano come missili con il bagagliaio pieno. Nel 1984, però, erano dati da territorio proibito.
Il fascino nasce anche dalla linea. La parentela visiva con la 308 GTB esiste, ma la GTO mostra un’aggressività spiazzante. I passaruota allargati, le prese d’aria, il frontale basso e la coda più carica tradiscono subito una funzione diversa. A bordo ci sono inoltre aria condizionata e alzacristalli elettrici, dotazioni tutt’altro che scontate su una sportiva del 1985 con ambizioni da corsa.
Con circa 23.000 km all’attivo, l’esemplare porta i segni di una Ferrari guidata anziché soltanto restaurata e custodita in garage. Si spiega perciò facilmente il lievitare del prezzo: il valore storico della 288 GTO, unito alla rarità , al pedigree e alla documentazione, non fa altro che giustificare l’interesse dei collezionisti più facoltosi di tutto il mondo.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 09:51:50 +0000Mettere mano alla propria auto senza passare per forza dalla rete ufficiale potrebbe diventare più semplice negli Stati Uniti. Donald Trump ha firmato il memorandum “Freedom to Fixâ€, un provvedimento mirato a rafforzare il diritto alla riparazione e a ridurre gli ostacoli incontrati da automobilisti e officine indipendenti, nonché da produttori di ricambi aftermarket.
Da anni il cosiddetto “Right to Repair†tiene banco oltreoceano. Mentre i conducenti chiedono un accesso facilitato a tutto il necessario per riparare il veicolo fuori dalla rete ufficiale, i costruttori criticano aperture troppo ampie su veicoli ormai pieni di sistemi informatici ed elementi tecnici delicati.
Il documento siglato da Trump si concentra soprattutto sugli impianti legati alle emissioni. Relativamente ai componenti di controllo vige un divieto negli Usa, messo nero su bianco con il Clean Air Act. Peccato che in certi casi il confine tra manutenzione legittima e modifica non autorizzata rischi di diventare molto sottile, soprattutto se il proprietario o un’officina indipendente intervengono su componenti collegati al controllo delle emissioni.
Dal punto di vista della Casa Bianca, l’incertezza avrebbe finito per limitare la libertà degli automobilisti facendo lievitare i costi. Il provvedimento chiede all’Epa di chiarire quali interventi siano ammessi, in modo da distinguere una riparazione da una modifica del veicolo.
All’Agenzia per la protezione ambientale si chiede di fornire indicazioni entro 30 giorni. Senza aprire al tuning, il memorandum guarda piuttosto ai conducenti che devono sistemare l’auto e riportarla in regola. Una differenza piccola solo sulla carta, in quanto nella pratica può incidere sul margine di manovra.
In aggiunta, l’amministrazione intende ridurre la dipendenza dal sistema di certificazione della California, considerato troppo lento e costoso. In questa direzione l’Epa ha già riconosciuto Sema come possibile autorità alternativa per certificare componenti compatibili con il Clean Air Act.
Qualora il meccanismo desse i riscontri sperati, gli automobilisti americani potranno avere più scelta tra pezzi originali e componenti equivalenti. Non avrebbero di che lamentarsi nemmeno le officine terze, riuscendo a ottenere più informazioni sulla vettura. In breve, le novità promettono una maggiore concorrenza e fatture meno salate.
Prima di definire risolta la questione sarebbe, però, quantomeno il caso di attendere i prossimi sviluppi. Appare, infatti, abbastanza improbabile che le Case automobilistiche assistano impassibili visti gli interessi in ballo. I rappresentanti di categoria hanno già espresso delle rimostranze, perché un veicolo di ultima generazione comprende sì parte meccaniche, ma è altresì composto da software e sensori. Aprire troppo l’accesso alle riparazioni, nella loro lettura, può creare problemi di sicurezza e rispetto delle norme ambientali.
Agli automobilisti e alle officine che chiedono costi inferiori e meno vincoli fanno da contraltare i costruttori, decisi a difendere il controllo su componenti quantomai complessi. Con regole meno rigide dell’Epa, lo scontro tra gli attori coinvolti sarebbe destinato a crescere.
E non ci sarebbe da sorprendersi se la ricaduta andasse a interessare pure altri mercati. Lo stesso problema esiste, infatti, ovunque le vetture siano sottoposte ad aggiornamenti e diagnosi digitali, mentre i ricambi risultano sempre meno facili da gestire fuori dalla rete ufficiale autorizzata.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 08:18:20 +0000Il giorno 05 luglio 2026 sono previsti in Italia undici scioperi che interesseranno principalmente il settore aereo su scala nazionale e locale, oltre a un’azione che coinvolge il trasporto pubblico a Firenze. Di seguito tutti i dettagli sugli scioperi previsti per questa data, con indicazione delle città , degli orari, delle compagnie coinvolte e delle specifiche modalità di svolgimento.
È previsto uno sciopero a livello nazionale che riguarda il personale della Società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa. La mobilitazione, proclamata dal sindacato RSA FAST-CONFSAL-AV, si svolgerà per 24 ore dalle 00.01 alle 24.00 e interesserà tutto il territorio italiano.
Proclamato dal sindacato CUB TRASPORTI, un altro sciopero della durata di 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59, coinvolge il personale delle aziende del comparto aereo, aeroportuale e indotto associate Assohandlers a livello nazionale.
Ancora indetto da CUB TRASPORTI, uno sciopero di 24 ore (dalle 00.00 alle 23.59) coinvolge il personale delle aziende del comparto aereo e indotto aeroporti (ad esclusione degli aderenti Assohandlers) su tutto il territorio nazionale.
Il personale della Società ADR Security degli Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) sciopererà per 8 ore dalle 10.00 alle 18.00, su iniziativa del sindacato FAST-CONFSAL.
Uno sciopero di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) è previsto per il personale della Società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, indetto da RSA UILT-UIL, con validità su scala nazionale.
Lo sciopero riguarda il personale della Società FEDEX Corporation di Malpensa e sarà attivo per 4 ore: dalle 14.00 alle 18.00, su iniziativa di OST CUB TRASPORTI. Interessato il territorio nazionale.
L’OSP CUB TRASPORTI proclama uno sciopero di 4 ore dalle 14.00 alle 18.00 per il personale della Società ASC Handling dell’Aeroporto di Catania Fontanarossa, con validità interregionale su tutto il territorio italiano.
A Firenze, il sindacato OSP COBAS Lavoro Privato proclama uno sciopero di 24 ore del personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze, che interessa il servizio locale di trasporto pubblico nell’area.
Il personale navigante della compagnia EasyJet Airlines Limited sciopererà su tutto il territorio nazionale per 24 ore, dalle 00.00 alle 23.59. Il sindacato coinvolto è USB Lavoro Privato.
Nella città di Palermo, il personale navigante della società UAB DAT LT – Sede Secondaria Italiana parteciperà a uno sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, sotto la sigla USB Lavoro Privato.
Proclamato dai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA e ANPAC, uno sciopero di 24 ore (00.00-23.59) interesserà su base nazionale piloti e assistenti di volo della società EasyJet Airlines Limited.
Fonte: Mit
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 06:00:00 +0000Il mercato delle quattro ruote in Europa sta registrando, in questi mesi, l’ascesa di una nuova protagonista. Leapmotor, attiva sul mercato europeo con la joint venture con Stellantis, sta crescendo e diventa un brand sempre più diffuso. I numeri parlano chiaro e, soprattutto in Italia, Leapmotor ha ormai intrapreso la strada per diventare uno dei riferimenti del settore.
Leapmotor ha appena avviato la sua crescita in Europa con l’obiettivo di raggiungere, progressivamente, tutti i mercati. Nel frattempo, le vendite iniziano a crescere. I dati ACEA, aggiornati a fine maggio 2026, confermano l’ascesa del brand che ha registrato oltre 43 mila unità immatricolate, incrementando di oltre il 550% i risultati ottenuti nel corso dei primi cinque mesi dello scorso anno. Questo dato vale una quota di mercato dello 0,7% in Europa, considerando tutti i Paesi Ue, i Paesi Efta e il Regno Unito. Si tratta di numeri destinati a migliorare ancora, considerando l’obiettivo del brand di espandere la sua presenza a nuovi mercati nel corso del prossimo futuro. Ricordiamo che il brand ha appena lanciato la nuova berlina B05, un’elettrica che punta a conquistare il mercato con un prezzo decisamente interessante.
Per Leapmotor, i numeri sono ancora più interessanti se si guarda al mercato italiano che rappresenta oggi il riferimento assoluto del brand e, quindi, la base di partenza da cui partire per conquistare il mercato europeo nella sua interezza. Insieme a BYD e ad altri brand cinesi, oggi Leapmotor rappresenta una delle nuove protagoniste del mercato, con volumi destinati a crescere sempre di più.
Considerando i dati aggiornati alla fine del primo semestre, Leapmotor ha registrato oltre 24 mila immatricolazioni sul mercato italiano. Il dato è particolarmente rilevante, soprattutto se si considera che lo scorso anno, dopo i primi sei mesi, le vendite si fermarono a meno di 2 mila unità . Il risultato ottenuto nel primo semestre del 2026 ha permesso a Leapmotor di raggiungere un market share del 2,59% che rende il brand uno dei grandi protagonisti del mercato.
Il successo di Leapmotor è legato a doppio filo al successo della T03, la piccola elettrica economica che sta conquistando il mercato. Al termine dei primi sei mesi dell’anno, infatti, la vettura ha raggiunto quota 21,8 mila unità immatricolate, piazzandosi al secondo posto della classifica delle auto più vendute del segmento A e nella Top 10 delle auto più vendute in assoluto nel semestre.
La T03 è anche l’auto elettrica più venduta in Italia, con volumi complessivi pari a circa quattro volte quelli della seconda classifica. Si tratta, quindi, di un modello di grandissimo successo. I risultati di Leapmotor andranno monitorati in futuro con molta attenzione. Il brand punta a crescere e registrare risultati sempre migliori, con l’obiettivo di affermarsi come un riferimento assoluto del mercato italiano ed europeo, con una particolare attenzione alla mobilità a zero emissioni.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 05:30:36 +0000Tra le novità della settimana per il settore delle quattro ruote c’è la Bugatti W16 Mistral ‘Blanc Éternel’ che conferma la capacità del marchio Bugatti di realizzare modelli in grado di diventare delle vere e proprie opere d’arte. In questo caso, si tratta di una one-off che nasce dalla collaborazione con KPM, azienda berlinese specializzata nella produzione di porcellana che già in passato aveva collaborato con Bugatti, realizzando una versione speciale Veyron Grand Sport.
Dal punto di vista tecnico, la Bugatti W16 Mistral non cambia. Sotto al cofano c’è sempre il solito W16 da 8.0 litri che può erogare una potenza di 1.600 CV. La particolarità della versione Blanc Eternel è rappresentata dalle finiture in porcellana che caratterizzano la carrozzeria e l’interno dell’abitacolo. Ricordiamo che di recente la vettura è stata presentata anche con una versione speciale che omaggia il Piccolo Principe.
Lo sviluppo del progetto è avvenuto seguendo un percorso completamente digitale, in modo da costruire la Mistral con la massima precisione. Gli elementi sviluppati per questa one-off sono poi stati applicati alla carrozzeria della W16 Mistral, trasformando il concept digitale in un’opera reale, realizzata con cura artigianale.
La carrozzeria è stata verniciata di bianco puro e poi le superfici sono state levigate e preparate. Ogni elemento è stato poi applicato a mano, con precisione e sapienza, per creare un gioco di bianco e nero che rappresenta l’elemento caratterizzante della vettura.
La realizzazione di elementi in porcellana non è un’operazione facile, visto che la cottura in forno comporta una modifica delle dimensioni finali dei singoli elementi. Quest’aspetto deve essere considerato in fase di progettazione. Anche all’interno dell’abitacolo, inoltre, la porcellana diventa un elemento centrale dell’esperienza, venendo riproposta in vari elementi del veicolo e non solo a semplici inserti decorativi.
Il lavoro svolto da Bugatti e KPM ha, quindi, permesso di creare una W16 Mistral davvero unica, con la possibilità di esaltare la cura artigianale dei dettagli con un lavoro di progettazione minuzioso che ha conservato tutti gli elementi che caratterizzano la produzione di Bugatti.
Il risultato finale del lavoro svolto da Bugatti e KPM può essere ammirato dalle immagini ufficiali del progetto, pubblicate da Bugatti in questo carosello disponibile su Instagram. Si tratta di un’occasione per ammirare, da tutte le angolazioni, la nuova one off che arricchisce la lunga serie di produzioni di Bugatti.
In merito al progetto, Frank Heyl, direttore del design di Bugatti, ha rilasciato la seguente dichiarazione con cui viene analizzato il risultato finale del lavoro di sviluppo realizzato.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 05:30:17 +0000“La nostra ambizione per questa commissione unica ci ha spinto ad approfondire l’essenza della Veyron Grand Sport ‘L’Or Blanc’ e a scriverne il prossimo capitolo attraverso il linguaggio di design interamente digitale della W16 Mistral. Dare vita a quest’auto ha richiesto una complessa collaborazione tra il nostro team di design Bugatti a Berlino e gli esperti e i dirigenti di KPM. ‘Blanc Éternel’ rispetta la storia di Bugatti senza esserne vincolata, fondendo la nostra eredità con il gusto individuale in un modo che risulta completamente nuovo”â€
Quando c’è di mezzo il cambio di un’auto, ad esempio per via di una permuta, preludio all’acquisto di un nuovo veicolo, occorre occuparsi anche del cambio targa nel caso di sottoscrizione di un contratto Telepass. Questo servizio non è infatti legato alla persona ma alle targhe registrate dall’utente. Quando si cambia auto non basta spostare fisicamente il dispositivo dal parabrezza della vecchia vettura a quello della nuova. Prima di usarlo al casello, bisogna verificare che la nuova targa sia stata inserita correttamente nei sistemi Telepass.
Non serve richiedere un nuovo dispositivo: se si resta con lo stesso contratto e si cambia soltanto veicolo, è sufficiente modificare o aggiungere la targa. Telepass consente infatti di associare fino a due targhe allo stesso dispositivo, una funzione utile per chi ha due auto in famiglia o per chi sta attraversando una fase di passaggio tra vecchia e nuova vettura.
Il funzionamento del telepedaggio si basa sul dialogo tra il dispositivo installato sul veicolo e gli impianti presenti al casello. Quando tutto funziona correttamente, la sbarra si apre, il passaggio viene registrato e il pedaggio addebitato sul conto collegato al contratto. La targa è l’elemento di riconoscimento e controllo.
La strada più rapida per l’aggiornamento della targa è l’app Telepass. Dopo l’accesso con le proprie credenziali, bisogna entrare nella sezione dedicata ai veicoli o ai dispositivi, selezionare il Telepass interessato e procedere con l’aggiunta o la modifica della targa. L’operazione consiste nell’inserire il nuovo numero di targa e salvarlo nel profilo.
La procedura è pensata per essere gestita in autonomia. Non occorre andare in un punto vendita, salvo casi particolari o problemi con l’account. L’app permette di aggiungere una seconda targa o sostituire quella precedente, a seconda della situazione.
Dopo il salvataggio, conviene verificare che la nuova targa compaia nella lista dei veicoli associati. Se il sistema mostra ancora la vecchia targa o non visualizza la modifica, è meglio non usare il Telepass finché l’aggiornamento non risulta effettivo. In ogni caso il cambio della targa è pressoché immediato e richiede pochi minuti. Nella fase di utilizzo è sempre consigliabile, almeno la prima volta, non testare il Telepass nella corsia esclusiva, ma in quella che consente anche il pagamento con la carta di credito o i contanti così da mettersi al riparo da una possibile mancata attivazione del dispositivo sulla nuova auto.
Chi preferisce usare il computer può modificare la targa anche dall’Area Riservata del sito Telepass. Il percorso è simile: accesso con le credenziali, sezione dedicata al contratto o al dispositivo, funzione di cambio targa e inserimento dei nuovi dati. È una soluzione comoda quando si vuole controllare con calma il contratto o quando l’app non è disponibile.
L’Area Riservata è utile anche per chi deve gestire più dispositivi. In una famiglia con due auto, o in un contesto professionale con più veicoli, il rischio di confondere dispositivo e targa è più alto. Prima di modificare i dati bisogna verificare quale Telepass si sta aggiornando, perché associare la targa giusta al dispositivo sbagliato può creare lo stesso problema che si voleva evitare.
Anche in questo caso, dopo il salvataggio, va controllato il riepilogo. Se la nuova targa è visibile e associata al dispositivo corretto, si può usare il servizio. Se qualcosa non torna, meglio contattare l’assistenza prima di entrare in autostrada.
Telepass consente di associare due targhe allo stesso dispositivo. Significa che chi cambia auto può per un periodo limitato tenere registrate sia la vecchia sia la nuova targa, se entrambe sono ancora nella propria disponibilità . Il Telepass deve essere spostato fisicamente sul veicolo che si sta usando, installato e collegato a una targa registrata. Non si può pensare di lasciare il dispositivo in un’auto e immaginare che copra anche l’altra.
Quando la vecchia auto viene venduta, rottamata o restituita alla concessionaria, la targa va eliminata o sostituita. Per chi usa servizi diversi dal solo pedaggio, la targa diventa ancora più decisiva: parcheggi convenzionati, Area C di Milano, traghetti, strisce blu e altri servizi possono basarsi anche sull’identificazione del veicolo.
Usare il Telepass su un’auto con targa non associata è praticamente inutile. In alcuni casi il dispositivo può essere letto e il passaggio può comunque essere addebitato, ma non è una garanzia su cui fare affidamento. Se qualcosa va storto, la targa non registrata rende più difficile collegare transito, dispositivo e contratto.
Il problema più comune è il mancato pagamento del pedaggio. Se il passaggio non viene riconosciuto o se il sistema non riesce ad attribuire il transito, può essere emesso un rapporto di mancato pagamento. A quel punto il conducente deve saldare l’importo entro i termini previsti o chiedere una verifica.
Autostrade per l’Italia consente di verificare eventuali mancati pagamenti collegati alla propria targa, autocertificare il casello di ingresso, richiedere controlli e segnalare variazioni di proprietà , perdita di possesso o noleggio.  Telepass permette di pagare un mancato pagamento pedaggio tramite app entro 15 giorni dalla ricevuta.
La vendita dell’auto è il momento in cui molti automobilisti dimenticano il Telepass. Il dispositivo resta invece spesso attaccato al parabrezza fino all’ultimo minuto. Prima di consegnare l’auto bisogna rimuovere il dispositivo. Se il Telepass resta nel veicolo venduto, il nuovo proprietario potrebbe usarlo involontariamente o volutamente. In quel caso gli addebiti finirebbero sul contratto del vecchio titolare. Recuperarlo dopo la vendita può diventare complicato, soprattutto se l’auto passa attraverso una concessionaria o viene ceduta a distanza.
Dopo aver tolto il dispositivo bisogna aggiornare la targa nel proprio profilo. Se la nuova auto è già disponibile, si inserisce la nuova targa. Se invece c’è un periodo senza veicolo si può eliminare la targa precedente o gestire il contratto secondo le opzioni disponibili.
Anche chi dà l’auto in permuta deve fare attenzione. La vettura viene consegnata al concessionario, ma può restare in attesa di rivendita, movimentazione o demolizione. In quel periodo non ha senso mantenere la targa associata al proprio Telepass. La regola è una: se l’auto non è più tua o non la usi più, la targa non deve restare nel profilo.
Quando si ritira l’auto nuova, l’aggiornamento della targa dovrebbe entrare nella stessa checklist di assicurazione, bollo, documenti e dotazioni obbligatorie. Prima del primo viaggio in autostrada, si apre l’app, si modifica il veicolo e si controlla che tutto sia corretto. L’operazione richiede pochi minuti, ma evita problemi successivi.
Data articolo: Sun, 05 Jul 2026 04:00:54 +0000Proprio come il suo proprietario, anche l’auto di Ousmane Dembélé ama far parlare di sé per la presenza scenica e le folate con cui semina i rivali. Attualmente impegnato al Mondiale con la Francia, l’attaccante del PSG non ha mai nascosto il piacere provato alla guida delle Mercedes ad alte prestazioni. E una in particolare sembra averlo stregato, la declinazione più aggressiva di un modello che tutti conosciamo.
Voci ricorrenti (e un video pubblicato in rete) accostano l’ex stella del Barcellona alla Mercedes-AMG GT 63, una supercar sotto mentite spoglie. Perché sotto l’aspetto piuttosto ordinario rispetto a certe vetture della categoria, sprigiona una meccanica da pista. Del resto, gli oltre cinque metri di lunghezza, le quattro porte e l’abitacolo adatto anche ai viaggi impegnativi tendono a ingannare, ma osservandola di profilo si intuisce il lato aggressivo.
Nel caso della Mercedes-AMG GT 63 S 4Matic+, il V8 biturbo di 4.0 litri da 639 CV e 900 Nm di coppia, con trazione integrale e cambio automatico a nove rapporti, le permette di coprire lo 0-100 in circa 3,2 secondi, mentre la velocità massima arriva a circa 315 km/h. Numeri poco discreti, dopotutto nessuno compra una AMG se preferisce passare inosservato.
Il fascino dell’auto sta proprio nel contrasto. All’interno di una vettura spaziosa e curata nelle finiture, il conducente può scatenare le prestazioni tipiche di una produzione AMG. Appena sollecita l’acceleratore trova una spinta feroce e un sound pieno: le distrazioni svaniscono, esiste solo la strada.
Per un calciatore come Dembélé, abituato a vivere tra aeroporti, ritiri, partite e spostamenti rapidi, la scelta ha una logica. La GT 63 S è in grado di accompagnare in una lunga trasferta, rivelandosi abbastanza teatrale da farsi notare all’arrivo. Poi, ovvio, conferisce status immediato, senza però contenersi nell’aspetto tecnico, altrettanto importante nel giudizio generale.
Nel suo percorso, Dembélé ha cambiato molto. Dal Borussia Dortmund al Barcellona, fino al PSG, è passato da talento irregolare a protagonista capace di incidere nelle partite che contano e anche per questo una AMG del genere gli si incolla addosso bene: elegante solo fino a un certo punto, rapida, imprevedibile, a tratti persino eccessiva.
Nel garage del francese vengono inoltre citate diverse Mercedes ad alte prestazioni, dalla G 63 alla Classe S AMG, fino alla GLC 63. Durante gli anni in maglia blaugrana, invece, era stato visto anche su un’Audi Q7, legata alla partnership del club catalano con il marchio dei quattro anelli, che parte comunque indietro rispetto alla GT 63 S in quanto a resa scenografica.
Stasera, però, conta molto più il rettangolo verde del garage. La Francia incrocia le spade con il Paraguay negli ottavi del Mondiale 2026 a partire dalle 23 italiane. Dopo il percorso netto nel girone e il successo contro la Svezia nel turno precedente, i Bleus arrivano da favoriti, ma in una gara secca basta poco per complicare tutto. Dembélé può diventare una delle chiavi della serata: fuori dal campo può anche brillare al volante di una AMG da 639 CV, dentro il Mondiale dovrà dimostrarsi altrettanto deciso.
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 21:09:20 +0000La Sprint Race di F1 in quel di Silverstone non è andata secondo i piani della Ferrari. Hamilton ha cercato di tenere dietro la Mercedes di Antonelli ma ha resistito solo 10 tornate. Charles arriva solo quinto dopo una gara in rimonta per una partenza imperfetta. C’era poi la seconda qualifica di giornata, dove Lewis prende solo il terzo posto, mentre un Leclerc rinato è in prima fila.
Sotto il cielo nuvoloso e spazzato dal vento di Silverstone, la Sprint Race ha offerto un copione dai due volti per la scuderia di Maranello. Sulla griglia di partenza, la tensione era palpabile: cento chilometri in cui la gestione dell’energia ibrida sarebbe fatto la differenza. Allo spegnersi dei semafori, i ferraristi vivono destini incrociati.
Hamilton mantiene a fatica la prima posizione, difendendosi dagli attacchi immediati di Kimi. Mentre il compagno monegasco è incappato in uno scatto infelice, precipitando subito in settima piazza. Sin dalle prime tornate, il ritmo si è rivelato forsennato. Davanti, la sfida si è rapidamente trasformata in un duello tra il sette volte iridato e il giovane talento bolognese della scuderia tedesca.
I due hanno subito imposto un passo insostenibile per il resto del gruppo, scavando un solco. Nonostante le indicazioni strategiche via radio su come ottimizzare i parametri della vettura e difendersi in aria libera, la pressione alle spalle di Lewis è diventata presto insostenibile. A dieci giri dal termine, il primo tentativo di sorpasso è stato respinto.
Tuttavia, di li poco, la superiorità tecnica avversaria nelle fasi di accumulo e rilascio dell’energia elettrica ha presentato il conto. Sfruttando la maggiore spinta del motore, il giovane pilota bolognese ha affondato il colpo decisivo, prendendosi la testa della corsa. Un qualcosa di tremendamente atteso e che domani, nella gara domenicale, potrà fare ancora più differenza.
Nelle retrovie, nel frattempo, la rimonta di Charles per recuperare le posizioni perse allo start era in corso. Dopo aver sopravanzato la McLaren di Piastri, Charles ha approfittato della feroce bagarre davanti a sé per infilare agilmente MaxVerstappen. Dopo aver riguadagnato il quinto posto prova a prendere l’arta Mercedes di Russell ma il tentati è assolutamente vano.
La rincorsa di entrambe le vetture del Cavallino Rampante si è infranta contro un muro invisibile ma invalicabile: l‘efficienza della power unit rivale. Nonostante i disperati tentativi di modificare lo stile di guida e scalare marcia in punti strategici per massimizzare il recupero di energia, il divario di potenza pura è risultato incolmabile. In qualifica si possono fare miracoli come quello di Hamilton, in gara no.
Alla fine parliamo di un onorevole secondo posto e una quinta piazza che rappresentato il bottino massimo in questa mini gara da 100km. Una corsa con il coltello tra i denti, dove i ferraristi hanno dovuto piegarsi dinanzi a un dislivello tecnico evidente: la spietata superiorità gestionale del sistema ibrido tedesco, infatti, decreta inesorabilmente i rapporti di forza.
La sessione di qualifica sul circuito di Silverstone si è aperta sotto il segno della tattica e della complessa gestione tecnica. Fin dalle prime battute della Q1, l’attenzione degli ingegneri di Maranello si è concentrata sull’ottimizzazione delle mappature per aumentare l’efficienza energetica della componente ibrida, bilanciando accuratamente le delicate fasi di harvesting e deployment.
Nonostante Charles Leclerc faticasse inizialmente a trovare la perfetta sintonia con la vettura, la scuderia italiana ha dato una forte dimostrazione di solidità superando il primo taglio cronometrico effettuando un unico run con pneumatici Soft usati. Il comportamento della monoposto è apparso subito sincero e pulito, inficiato solo da un lieve sovrasterzo non penalizzante.
il vantaggio strategico di avere conservato treni di gomme fresche in Q1 è diventato evidente. Nel primo tentativo della seconda frazione, tuttavia, le cose si sono complicate per Leclerc, alle prese con un avantreno diventato improvvisamente più scorbutico nel primo settore; Lewis Hamilton ne ha approfittato, portandosi davanti grazie anche a una scia favorevole sul rettilineo verso curva 6.
La reazione del monegasco non si è fatta attendere nel secondo run, però, dove ha siglato un parziale eccezionale. Al contrario, Lewis ha lamentato via radio un crollo improvviso del grip causato da un fenomeno di surriscaldamento progressivo dovuto a un warmup errato, un deficit visibile anche dai dati telemetrici del muretto che lo ha relegato a due decimi dal compagno.
In Q3 la tensione è salita alle stelle con la decisiva caccia alla pole position. Dopo aver analizzato i dati per correggere l’attivazione termica delle coperture di Lewis Hamilton, le Ferrari sono scese in pista potendo contare su due tentativi con Soft nuove. Il primo assalto ha visto le Rosse inseguire da vicino le Mercedes di Russell e di un agguerritissimo Andrea Kimi Antonelli.
È stato però l’ultimo run a rimescolare le carte: Leclerc ha sfoderato un giro magistrale, infliggendo quasi due decimi al compagno di squadra e conquistando la prima fila. Nonostante l’ottimo piazzamento, la pole position è andata ad Antonelli, che ha sfruttato al massimo il potenziale della sua Mercedes e la spinta della power unit. Russell resta dietro le Rossa è questo è già qualcosa.
| POS. | NO. | DRIVER | TEAM | Q1 | Q2 | Q3 | LAPS |
| 1 | 12 | Kimi Antonelli | Mercedes | 1:29.719 | 1:28.493 | 1:28.111 | 19 |
| 2 | 16 | Charles Leclerc | Ferrari | 1:29.534 | 1:28.626 | 1:28.286 | 18 |
| 3 | 44 | Lewis Hamilton | Ferrari | 1:29.644 | 1:28.864 | 1:28.458 | 17 |
| 4 | 63 | George Russell | Mercedes | 1:29.985 | 1:28.920 | 1:28.481 | 17 |
| 5 | 6 | Isack Hadjar | Red Bull Racing | 1:29.276 | 1:29.069 | 1:28.746 | 18 |
| 6 | 1 | Lando Norris | McLaren | 1:30.186 | 1:29.383 | 1:28.877 | 17 |
| 7 | 3 | Max Verstappen | Red Bull Racing | 1:29.549 | 1:29.113 | 1:28.893 | 18 |
| 8 | 81 | Oscar Piastri | McLaren | 1:29.971 | 1:29.218 | 1:29.032 | 18 |
| 9 | 41 | Arvid Lindblad | Racing Bulls | 1:29.661 | 1:29.324 | 1:29.305 | 17 |
| 10 | 30 | Liam Lawson | Racing Bulls | 1:29.300 | 1:29.429 | 1:29.716 | 20 |
| 11 | 5 | Gabriel Bortoleto | Audi | 1:30.269 | 1:29.461 | – | 10 |
| 12 | 10 | Pierre Gasly | Alpine | 1:30.345 | 1:30.063 | – | 12 |
| 13 | 27 | Nico Hulkenberg | Audi | 1:29.539 | 1:30.076 | – | 15 |
| 14 | 87 | Oliver Bearman | Haas F1 Team | 1:30.570 | 1:30.501 | – | 15 |
| 15 | 55 | Carlos Sainz | Williams | 1:30.562 | 1:30.623 | – | 15 |
| 16 | 23 | Alexander Albon | Williams | 1:30.638 | 1:31.341 | – | 14 |
| 17 | 31 | Esteban Ocon | Haas F1 Team | 1:30.680 | – | – | 9 |
| 18 | 77 | Valtteri Bottas | Cadillac | 1:31.227 | – | – | 8 |
| 19 | 43 | Franco Colapinto | Alpine | 1:31.321 | – | – | 5 |
| 20 | 11 | Sergio Perez | Cadillac | 1:31.451 | – | – | 9 |
| 21 | 18 | Lance Stroll | Aston Martin | 1:32.863 | – | – | 9 |
| 22 | 14 | Fernando Alonso | Aston Martin | 1:33.025 | – | – | 9 |
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 16:50:53 +0000
Alpine ha svelato la nuova A110 FUTURE. Si tratta del prototipo della terza generazione di Alpine A110. Il modello in questione sarà in pista dal 9 al 12 luglio durante il Goodwood Festival of Speed, l’evento inglese che, ogni anno, attira tanti appassionati del mondo delle quattro ruote e del motorsport. Il nuovo progetto di Alpine ha tutte le carte in regola per stupire, gettando le basi per il futuro del brand come riferimento del settore delle auto sportive. Ecco tutti i dettagli in merito al progetto che, come sottolineato dalla Casa, punta a diventare la prima vera auto sportiva 100% elettrica sul mercato.
La A110 FUTURE, che anticipa la terza generazione del modello di serie, si basa sulla nuova Alpine Performance Platform, detta anche APP. Il progetto è stato sviluppato per restare fedele al DNA di Alpine e, nello stesso tempo, superare le auto sportive odierne con motore termico. La piattaforma prevede un’architettura in alluminio, due pacchi batteria, per migliorare la distribuzione dei pesi (40/60 % tra avantreno e retrotreno, una soluzione tipica di una vera auto sportiva).
Le batterie possono sfruttare la tecnologia cell-to-pack a 800 V e celle ad alta densità energetica. In questo modo, è possibile ottenere diversi vantaggi, dalla riduzione del peso a tempi di ricarica minimi. A completare la configurazione tecnica troviamo un nuovo «e-axle» posteriore con due motori elettrici integrati 3-in-1, dotato di un inverter SiC, sospensioni in alluminio e nuovi sistemi avanzati di frenata e sterzo.
I dettagli completi della A110 FUTURE saranno rivelati in occasione del debutto in pubblico al Goodwood Festival of Speed. Il prototipo, chiarisce l’azienda, è stato progettato per “convalidare e testare le tecnologie che equipaggeranno la terza generazione dell’A110″. Si tratta, senza dubbio, di una base di partenza ricca di interesse e in grado di fare da apripista al debutto di un modello chiave per il futuro di Alpine. Ricordiamo che il progetto è stato ufficializzato lo scorso anno ed è sempre più vicino al debutto del modello di serie.
La nuova edizione del Goodwood Festival of Speed permetterà ad Alpine di mettere in mostra la sua storia e anche il suo futuro, con la A110. Il marchio porterà in pista anche la A290, la compatta sportiva elettrica più venduta di Alpine, e la A390, una sport fastback a cinque posti da 470 CV, ordinabile in Italia da poco con una nuova versione ricca di potenzialità .
Da segnalare, inoltre, che il prossimo 9 luglio si svolgerà la sfilata dei marchi e la A110 FUTURE sarà affiancata da altri modelli iconici della A110. Durante la sfilata ci sarà anche l’occasione di una dimostrazione di guida della monoposto E200 di Formula 1. La Casa ha annunciato un programma ricco di eventi.
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 14:15:49 +0000Lancia ha scritto pagine importanti nel mondo dei rally, con tanti successi che, anno dopo anno, hanno contribuito alla storia del marchio nel mondo del motorsport. Fino al prossimo 6 settembre, per tutti gli appassionati, ci sarà la possibilità di ammirare da vicino la Lancia Fulvia 1600 HF numero 14, modello che fa parte dell’Heritage HUB di Stellantis e, soprattutto, vincitrice del Rally di Monte-Carlo del 1972 con Sandro Munari e Mario Mannucci. La vettura, che di norma è esposta all’Heritage HUB di Torino, dove sono custodite quasi 400 vetture classiche dei marchi italiani di Stellantis, sarà protagonista della mostra “Monaco e l’automobile, dal 1893 a oggi” che ripercorre oltre 130 anni di legame tra il Principato e le quattro ruote. Ecco tutti i dettagli in merito.
La Lancia Fulvia Coupé venne presentata nel 1965 e si basa su un progetto di Piero Castagnero che si ispirò alle linee dei motoscafi Riva, creando una 2+2 che ancora oggi rappresenta un’icona per stile e sportività . La vettura è spinta da un motore quattro cilindri a V, realizzato in diverse cilindrate, da 1,2 a 1,6 litri. Nel corso del tempo, la vettura divenne la punta di diamante della Squadra Corse HF Lancia per diverse stagioni sportive. I primi successi sono arrivati già nel 1969. Nel corso degli anni successivi, la vettura ha ottenuto ulteriori risultati importanti, fino al trionfo nel 1972 al Rally di Monte-Carlo. Il successo in questione porta la firma di Sandro Munari, icona del motorsport e vera e propria leggenda dell’epoca d’oro del rally, scomparso pochi mesi fa.
Quest’evento ebbe una ribalta mediatica notevole, permettendo alla Coupé di continuare la sua esperienza sul mercato, con ottimi risultati commerciali. La vettura è rimasta in commercio fino al 1976. Per celebrare il successo nel principato, inoltre, Lancia realizzò anche una serie speciale, chiamata  Fulvia Coupé 1.3 S “Monte-Carlo”. Per maggiori dettagli in merito al modello potete dare un’occhiata all’approfondimento di Virgilio Motori che ha analizzato la storia e le caratteristiche di una delle Lancia più iconiche di sempre
La Lancia Fulvia HF “14” è oggi protagonista al Grimaldi Forum Monaco con la mostra “Monaco e l’automobile, dal 1893 a oggi“. Come detto in apertura, l’esposizione estiva resterà aperta al pubblico fino al prossimo 6 settembre 2026, con una superficie di ben 4.000 metri quadrati e più di 50 veicoli simbolo del mondo dell’automobilismo.
Gli appassionati hanno la possibilità di acquistare il biglietto per visitare la mostra tramite il sito ufficiale grimaldiforum.com, utile anche solo per ottenere qualche informazione in più in merito all’evento e ai modelli che saranno esposti per tutta l’estate a disposizione dei visitatori.
Ricordiamo, invece, che l’Heritage HUB, con la sua collezione di quasi 400 vetture classiche dei marchi italiani del Gruppo Stellantis, si trova nello storico comprensorio di Mirafiori, all’interno dell’ex Officina 81. L’esposizione è visitabile su prenotazione. Per saperne di più è possibile consultare il sito del Museo Nazionale dell’Automobile.
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 13:30:42 +0000Il sorpasso di un ciclista è la manovra più delicata della convivenza tra auto e bici sulla stessa strada. Il tema è diventato più centrale dopo l’aggiornamento del Codice della Strada. Dal 14 dicembre 2024, con l’entrata in vigore della legge 177 del 25 novembre 2024, l’articolo 148 prevede che il sorpasso dei velocipedi da parte dei veicoli a motore vada effettuato con un distanziamento laterale di 1,5 metri, tenendo conto della velocità , dell’ingombro del veicolo e della minore stabilità della bicicletta.
Anche un passaggio troppo vicino dell’auto può spaventare e costringere chi pedala a una correzione improvvisa. La London Cycling Campaign ha raccolto alcuni dati interessanti sul cosiddetto “close passingâ€. Su circa 3.000 ciclisti intervistati, il 23% ha dichiarato di subire almeno un sorpasso ravvicinato ogni volta che usa la bici, mentre un altro 45% ha riferito che l’episodio si verifica ancora più spesso. In pratica due ciclisti su tre vivono regolarmente il problema.
Il sondaggio britannico fotografa un rischio comune a tutte le città dove auto e bici condividono la carreggiata. La stessa ricerca ha rilevato che il sorpasso ravvicinato modifica i comportamenti dei ciclisti: il 50% tende a pedalare più al centro della corsia, il 32% cambia i percorsi abituali e il 22% evita le strade trafficate.
L’articolo 148 del Codice della Strada disciplina il sorpasso e stabilisce le condizioni generali della manovra. Prima di superare un altro veicolo, il conducente deve accertarsi che la visibilità sia sufficiente, che la carreggiata sia libera per uno spazio adeguato, che nessun altro abbia già iniziato un sorpasso e che la manovra possa essere completata senza pericolo.
Il sorpasso dei velocipedi da parte dei veicoli a motore deve avvenire con adeguato distanziamento laterale in funzione della velocità e dell’ingombro del veicolo. La norma richiama anche la ridotta stabilità delle biciclette e indica, dove la strada lo consente, la distanza di sicurezza di almeno 1,5 metri.
La distanza deve aumentare quando cresce la velocità . Più un veicolo è grande, più lo spazio laterale deve essere generoso. Un furgone, un suv alto, un autobus o un mezzo pesante generano una presenza fisica e aerodinamica differente da quella di una piccola utilitaria.
La prima cosa da fare è rallentare. Arrivare alle spalle di una bici a velocità elevata e poi scartare all’ultimo momento è un comportamento aggressivo, anche quando non c’è intenzione di spaventare. Ridurre la velocità consente di valutare la strada, il traffico opposto, la presenza di incroci e la posizione del ciclista.
Il secondo passaggio è guardare avanti e non solo la bici. Bisogna verificare se arrivano veicoli in senso contrario, se la strada si restringe, se ci sono curve, dossi, attraversamenti pedonali, rotonde, auto parcheggiate o lavori in corso. Un sorpasso sicuro si prepara prima, non si improvvisa quando il cofano è già a ridosso della ruota posteriore.
Il terzo passaggio è usare l’indicatore di direzione quando serve spostarsi lateralmente. Molti automobilisti evitano la freccia perché considerano la bicicletta un mezzo minore, ma il sorpasso resta un sorpasso. Segnalare la manovra aiuta gli altri utenti della strada a capire che l’auto si sposterà .
Il quarto passaggio è allargarsi. Non basta spostarsi di qualche centimetro dentro la stessa corsia se il ciclista resta vicino alla fiancata. Quando lo spazio non consente di mantenere una distanza adeguata, bisogna attendere. Se serve occupare parte della corsia opposta, la manovra è possibile solo quando non arrivano veicoli e quando la segnaletica lo consente.
Il quinto passaggio è rientrare senza tagliare la strada. Superare la bici e poi rientrare immediatamente davanti al ciclista è un errore pericoloso. Il rientro deve avvenire solo dopo aver lasciato spazio anche longitudinalmente senza chiudere la traiettoria del mezzo appena superato.
Ci sono situazioni in cui il sorpasso va evitato anche se il ciclista procede con lentezza. La prima è la curva senza visibilità . Se non si vede chi arriva dall’altra parte, non si può invadere la corsia opposta. Lo stesso vale sui dossi, nei tratti con visibilità ridotta e in prossimità di restringimenti.
Il sorpasso è rischioso anche vicino agli incroci. Un ciclista può dover proseguire diritto, svoltare, evitare un veicolo che esce da una laterale o gestire un attraversamento. Il sorpasso proprio in quel punto aumenta la possibilità di traiettorie incrociate e incomprensioni.
Le auto parcheggiate sono un altro elemento critico. Il ciclista può tenersi più al centro della corsia per evitare il cosiddetto dooring cioè l’apertura improvvisa di una portiera.
Anche le rotonde meritano attenzione. Sorpassare una bici dentro o subito prima di una rotatoria è quasi sempre una pessima idea. Le Lo spazio è limitato e il rischio di chiudere il ciclista in uscita è alto. In questi casi conviene restare dietro e superare solo dopo, quando la strada torna più leggibile.
Molti automobilisti si innervosiscono quando vedono un ciclista pedalare lontano dal margine destro. In realtà , quella posizione può avere una spiegazione precisa. Il bordo strada è spesso pieno di buche, tombini, detriti, ghiaia, caditoie, auto in sosta, radici, pozzanghere o ostacoli che chi guida un’auto non percepisce.
Stare troppo a destra può essere più pericoloso che occupare una posizione più visibile. Se il ciclista si schiaccia contro il margine, invita di fatto gli automobilisti a tentare un sorpasso anche quando lo spazio non c’è. Se si posiziona più al centro in una strada stretta, costringe chi arriva da dietro ad attendere il momento giusto per superare.
Naturalmente anche chi va in bici deve rispettare le regole. Deve procedere in modo prevedibile, evitare movimenti improvvisi, segnalare le svolte quando possibile, usare luci e dispositivi previsti e non creare intralcio volontario. Ma l’obbligo di prudenza dell’automobilista resta pieno, perché il veicolo a motore è quello che può generare il danno maggiore.
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 12:00:27 +0000Sognava di compiere il suo ingresso trionfale in chiesa, tra qualche sguardo incuriosito e il rombo del motore a fare da colonna sonora. Ma il giorno del matrimonio si è trasformato in un momento di imbarazzo per un futuro sposo francese, quando, con una Porsche presa a noleggio, ha centrato un palo pochi istanti prima della cerimonia.
La vicenda è stata raccontata dalla pagina Facebook CamRoute France, che ha pubblicato le immagini dell’incidente. Come facilmente prevedibile, la scena ha iniziato a spopolare sui social, talmente assurda da poter essere inserita in qualche commedia. Mentre la vettura si avvia a bassa velocità verso la chiesa, qualcosa va improvvisamente storto. La Porsche 911 devia e va dritta contro il palo: un epilogo amaro che non ha comunque rovinato il clima di festa. Data l’andatura lenta, il conducente ne è uscito illeso, sebbene lo stesso non si possa dire a proposito del veicolo.
A rendere l’episodio ancora più particolare è il contesto. Se fosse stata la conseguenza di una corsa audace o di una partenza con il piede troppo pesante sull’acceleratore avrebbe destato meno scalpore, invece l’incidente avviene a velocità contenuta, proprio nel tratto finale prima dell’arrivo davanti alla chiesa. Non sembra una questione di velocità , quanto semmai di un errore nella manovra finale, davanti agli invitati. Perché se devi fallire, tanto vale farlo in modo plateale.
In un matrimonio l’ingresso dello sposo dovrebbe restare una formalità elegante, o almeno qualcosa da archiviare senza danni. In questo caso, però, il copione ha regalato un fuori programma inaspettato. Nel giro di pochi secondi, gli invitati hanno visto il bolide tedesco fermarsi contro il palo a pochi metri dalla chiesa, quanto bastava a cancellare l’effetto elegante cercato dallo sposo.
La buona notizia è che nessuno sarebbe rimasto ferito. Lo sposo è uscito dall’abitacolo senza conseguenze fisiche, anche se con una dose di imbarazzo probabilmente più pesante dell’urto. Peggio è andata alla Porsche, che ha riportato danni visibili alla parte anteriore e alla carrozzeria. La vettura doveva essere parte integrante di un clima da grandi occasioni, ma alla fine il ricordo più forte resta l’urto contro il palo.
Ed eccoci al rovescio della medaglia. L’imprudenza con la Porsche, senz’altro non il mezzo più economico da prendere per poche ore, rischia di costare una piccola fortuna. Quanto esattamente non lo si può stabilire, in quanto il prezzo può variare molto in base al modello, alla città , alla durata del servizio e alle condizioni imposte dalla società di noleggio. Resta poi da capire cosa coprisse l’assicurazione del noleggio: dopo un danno alla carrozzeria la fattura può cambiare parecchio.
Proprio per le modalità assurde l’epic fail ha fatto il giro dei social. La gravità dell’incidente viene al secondo posto rispetto al contrasto tra l’idea iniziale e il risultato finale. Lo sposo voleva presentarsi con stile, usando una sportiva capace di attirare l’attenzione nel giorno più importante, e alla fine l’attenzione è arrivata davvero, ma per un motivo molto diverso: si potrà consolare con questo assaggio di fama.
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 10:01:18 +0000Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro dello scontro pubblico, ma questa volta il confronto non riguarda soltanto costi, cantieri, ambiente o tempi di realizzazione. Si è fatto teso il clima dopo l’indagine aperta dalla Procura di Roma sulle presunte pressioni sul parere della Corte dei Conti. Un passaggio che ha dato nuova forza ai comitati contrari all’opera, decisi a trasformare la protesta locale in una mobilitazione di ampio respiro.
Con una petizione che ha già raccolto oltre 2.000 firme, il Comitato No Ponte Capo Peloro chiede a gran voce le dimissioni dell’intero Consiglio di amministrazione della Stretto di Messina Spa, la società incaricata di portare avanti il progetto. L’istanza è arrivata a Palazzo Chigi, alla Procura di Roma e ai soci della Stretto di Messina Spa: Ministero dell’Economia, ANAS, RFI, Regione Siciliana e Regione Calabria. Da qui la richiesta di azzerare i vertici della società e rivedere la gestione del percorso autorizzativo.
Secondo i comitati, la vicenda giudiziaria ha indebolito la fiducia nella governance della società . Mentre la battaglia contro il Ponte continua, si insiste su un altro punto: come viene guidata la società incaricata dell’opera. Per questo la raccolta firme si allarga oltre Sicilia e Calabria, cercando adesioni anche nel resto del Paese.
Sul tavolo resta poi il nodo tecnico. I contestatori dell’opera pretendono di avere un quadro dettagliato su alcuni test ritenuti decisivi, a partire da quelli sui cavi e sulla loro resistenza nel tempo. Tra i temi citati ci sono anche gli approfondimenti sulle faglie, sulle condizioni geologiche dell’area e sulle criticità segnalate da esperti e associazioni ambientaliste. Prima di andare avanti, secondo i comitati, andrebbero chiariti i progressi compiuti e i risultati delle verifiche tecniche.
Nel frattempo, una parte della documentazione tecnica è arrivata al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, chiamato a valutare il progetto nel percorso autorizzativo. Centinaia di pagine destinate ad alimentare un dibattito feroce, dove i passaggi amministrativi sul Ponte vengono letti anche alla luce dell’inchiesta e delle tensioni cresciute attorno alla società concessionaria.
Il Governo continua a considerare il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria un’opera strategica, capace di incidere sui trasporti e sui tempi di attraversamento. Nelle intenzioni dell’esecutivo, avrebbe un impatto positivo sulla crescita economica del Mezzogiorno, avvicinando la Sicilia al resto della penisola in modo stabile. Di rimando, i No Ponte danno una lettura più dura: il Ponte costa troppo, cambierebbe lo Stretto e, prima di correre, servono verifiche capaci di reggere davvero alle obiezioni sollevate negli ultimi mesi. Ancora una volta, la stessa infrastruttura divide l’opinione pubblica e l’indagine avviata rischia di inasprire ulteriormente gli animi.
Le prossime settimane diranno se la protesta riuscirà davvero ad allargarsi su scala nazionale oppure resterà concentrata nei territori più vicini allo Stretto. Accolta da opinioni contrastanti fin dall’inizio, dal momento in cui il ministro Matteo Salvini comunicò la volontà di renderlo realtà , il Ponte anima sempre il confronto, un banco di prova sulla fiducia nelle istituzioni chiamate a controllarne ogni passaggio.
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 09:06:43 +0000Per molti automobilisti il bollo auto è rimasto a lungo una delle pendenze lasciate nel cassetto, magari perché l’importo sembrava gestibile, poi perché alla cifra iniziale si sono aggiunti sanzioni, interessi e costi di riscossione. Le cartelle arretrate sulla tassa potrebbero diventare meno pesanti grazie alla nuova rottamazione, purché la Regione di appartenenza decida di aderire.
La novità riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Nella nuova rottamazione figurano anche alcuni debiti locali e il caso più interessante riguarda le vecchie cartelle sulla tassa automobilistica, perché si tratta di un pagamento gestito dalle Regioni. Dove la misura verrà applicata, il conto sarà alleggerito: il proprietario del veicolo dovrà versare la somma rimasta arretrata e le spese di notifica o riscossione, mentre smetterà di essere gravato delle sanzioni e degli interessi maturati nel tempo.
Il vantaggio sta nella cancellazione della parte grossa del debito, ovvero gli importi aggiunti in un secondo momento, come penalità e interessi. In ogni caso l’importo iniziale del bollo va saldato e prima di cantare vittoria resta un nodo importante: l’adesione non è automatica, ma passa dalla singola Regione.
Il calendario aggiornato prevede una prima fase riservata agli enti, chiamati a comunicare la propria scelta entro il 31 luglio 2026. A questo punto, la palla passerà nella metà campo degli automobilisti. La richiesta andrà inviata tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026 nei termini comunicati dall’Agenzia, la quale renderà disponibili le modalità operative e i dati utili per individuare i carichi definibili.
Che lo scopo sia quello di alleggerire l’operazione lo si desume anche osservando le modalità di pagamento. La posizione potrà essere chiusa subito, con il saldo entro il 31 marzo 2027, oppure un po’ alla volta. Nel caso della rateizzazione più lunga, le scadenze saranno 54, una ogni due mesi. Scegliendo la seconda opzione, scatta un interesse del 3% annuo, ma il risparmio può comunque farsi sentire, soprattutto quando la cartella si trascina da anni ed è cresciuta molto rispetto alla cifra iniziale.
Dalla misura sono esclusi sia i bolli ancora da pagare spontaneamente sia quelli non affidati alla riscossione nei termini previsti. Conta anche lo stato della pratica, se il debito è ancora in mano alla Regione o se è già passato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Proprio questo passaggio determina l’accesso alla rottamazione.
Per gli automobilisti con pendenze datate, il consiglio pratico è uno solo: controllare la propria area riservata sul sito dell’Agenzia e seguire le comunicazioni dell’ente locale di appartenenza. Invece di pensare subito al risparmio, sarebbe il caso di interrogarsi su un punto: la propria Regione prevede la nuova rottamazione? Soltanto in caso di risposta positiva sarà possibile dare inizio alle pratiche, nei termini indicati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Meglio quindi controllare la propria posizione, senza dare nulla per scontato. Per quanto la tentazione di fare programmi sia forte, conviene quindi guardare le carte o affidarsi alle competenze specifiche di un esperto. In materia fiscale i facili entusiasmi fanno danni quasi quanto le cartelle stesse.
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 08:00:32 +0000Nel mese di luglio 2026 in Italia sono previsti diversi scioperi nel settore dei trasporti e dei servizi pubblici locali. L’articolo offre una panoramica aggiornata delle principali agitazioni in programma nel periodo, con orari, città e categorie coinvolte, aiutando cittadini e imprese a orientarsi tra le possibili interruzioni di servizi aerei, ferroviari, marittimi e di trasporto pubblico locale. Di seguito, tutte le date e i dettagli utili per chi viaggia o si sposta nelle principali città e regioni italiane.
In Lombardia è previsto uno sciopero regionale che interessa tutte le province. Sarà coinvolto il personale della Soc. DB Cargo Italia, attivo nel servizio di trasporto merci ferroviario. Lo sciopero avrà una durata di 8 ore, dalle 3:31 alle 11:29. La protesta è indetta dalle sigle sindacali OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE e coinvolge il personale DB Cargo Italia di Lombardia.
In Italia sono previsti scioperi nel settore aereo a rilevanza nazionale che coinvolgono il personale delle aziende del comparto aereo, aeroportuale e indotto sia associate Assohandlers che non, oltre al personale della società Easyjet Airlines Limited nella categoria piloti e assistenti di volo. Tra le fasce orarie coinvolte troviamo scioperi di 24 ore (dalle 00:00 alle 23:59) e, per alcune categorie, scioperi in fasce ridotte come ore 10:00-18:00, ore 13:00-17:00 e ore 14:00-18:00. Sindacati coinvolti: CUB Trasporti, FAST-CONFSAL-AV, RSA UILT-UIL, OSP CUB Trasporti, FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC, USB Lavoro Privato e altri. Scioperi locali riguardano la città di Firenze, con Autolinee Toscane Bacino di Firenze, e Palermo per il personale navigante della società UAB DAT LT sede italiana.
In Toscana (Firenze) lo sciopero coinvolge il trasporto pubblico locale per 24 ore, con il personale delle Autolinee Toscane Bacino di Firenze.
In Sicilia (Palermo) sciopero di 4 ore del personale navigante UAB DAT LT.
Nella città di Catania sono previsti più scioperi riguardanti il trasporto pubblico locale che coinvolgono il personale della società AMTS di Catania. La durata è di 24 ore secondo le modalità promosse dai sindacati OSP (FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, ORSA TPL, CUB TRASPORTI) in diverse proclami.
In Prato (Toscana) sciopero di 4 ore (18:30-22:30) del personale Autolinee Toscane sede Prato.
Nella regione Sicilia è proclamato uno sciopero regionale ferroviario di 8 ore (9:00-17:00) che coinvolge il personale della società RFI DOIT Palermo, sindacato OSR UILT-UIL.
In Italia sciopero nazionale ferroviario per il personale operativo equipaggi della società Italo NTV. Modalità : 23 ore dalle 03:00 del 9/7 alle 02:00 del 10/7. Sindacato: UILT-UIL.
In Bari (Puglia), sciopero del trasporto pubblico locale della società STP di Bari per 24 ore.
In Puglia sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private, che interessa anche tutto il personale dei servizi TPL per intera giornata.
In Italia nel settore trasporto merci ferroviario, personale Captrain Italia incrocerà le braccia per 8 ore (16:01-23:59).
A Palermo (Sicilia) sciopero del personale della società AMAT di Palermo (trasporto locale), durata 24 ore, promosso da OSP CUB TRASPORTI.
In Italia, scioperi nel settore degli appalti ferroviari che coinvolgono il personale della società Elior Divisione Itinere (addetti ai servizi di ristorazione e logistica bordo treno) di Trenitalia. Lo sciopero riguarda interi turni di lavoro e interessa le sigle FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA Trasporti, FAST-CONFSAL, COBAS Lavoro Privato.
In Sicilia, settore marittimo, sciopero di 24 ore (6:30 del 17/7 alle 6:30 del 18/7) per il personale della società Caronte & Tourist Isole Minori, proclamato da OSR UGL Mare e Porti.
Nella città di Venezia (Veneto), trasporto pubblico locale: sciopero del personale ATVO di Venezia per 24 ore.
Nella città di Verona (Veneto), settore ferroviario: sciopero del personale manutenzione, amministrativo e ingegneria RFI DOIT Verona unità territoriale sud, dalle 21:00 del 19/7 alle 20:59 del 20/7.
Nella città di Latina (Lazio), trasporto pubblico locale: sciopero di 24 ore del personale CSC Mobilità .
Nella città di Firenze, trasporto pubblico locale, doppio sciopero di 4 ore (19:00-23:00) per il personale Autolinee Toscane Bacino Urbano di Firenze, indetto da RSA FAISA-CISAL.
In Calabria sciopero del personale della società SACAL GH presso l’aeroporto di Lamezia Terme per 24 ore.
Nella città di Milano Malpensa sciopero aeroportuale (personale socc. ALHA e MLE-BCUBE) dalle 00:00 alle 23:59, promosso da CUB Trasporti e USB Lavoro Privato.
In Italia, settore marittimo, personale della società Grandi Navi Veloci: sciopero di 24 ore (dalle 12:00 del 22/7 alle 11:59 del 23/7) proclamato da CSLE.
In Italia, settore plurisettoriale: sciopero per il personale imprese ferroviarie e trasporto merci su rotaia (dalle 21:00 del 23/7 alle 20:59 del 24/7), esteso per TPL all’intera prestazione del 24 luglio. Sindacati: CUB TRASPORTI, SGB.
Nella città di Savona (Liguria), trasporto pubblico locale: sciopero di 4 ore (10:15-14:15) del personale TPL Linea di Savona, sindacato RSU.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 06:00:00 +0000Oggi, 04 luglio 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana, con dati ufficiali aggiornati all’ultima rilevazione disponibile. In tabella trovi le medie per benzina, gasolio, gpl e metano, espresse in euro, utili per orientare le scelte di rifornimento in viaggio. Ricordiamo che il prezzo finale alla pompa riflette la somma di più componenti: la quota industriale, che comprende costo della materia prima e margine degli operatori, e la parte fiscale, formata da imposte indirette. Le dinamiche internazionali delle quotazioni dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro incidono in particolare sulla materia prima, mentre le decisioni commerciali e la concorrenza influenzano il margine. Le imposte, invece, pesano in modo rilevante e relativamente stabile sul totale. Di seguito i valori aggiornati e un approfondimento sulla struttura dei costi di benzina e gasolio.
Ultimo aggiornamento: 03-07-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.968 |
| Benzina | SELF | 1.894 |
| GPL | SERVITO | 0.873 |
| Metano | SERVITO | 1.587 |
Benzina: Il prezzo della benzina alla pompa nasce dall’incontro tra una componente industriale e una componente fiscale. Nel caso della benzina, la parte fiscale pesa per il 58%, una quota decisamente superiore a quella industriale, pari al 42%. All’interno della componente industriale, il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo finale e risente delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dell’andamento del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare gli effetti dei movimenti del mercato globale. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, copre i costi logistici e operativi della filiera e costituisce l’area sulla quale l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa, anche in funzione della concorrenza locale e delle politiche commerciali. In sintesi, quando i mercati internazionali si muovono rapidamente, la quota legata alla materia prima tende a trasmettere più velocemente la variazione al distributore, mentre la componente fiscale agisce come fattore stabile che incide in modo strutturale sul prezzo. Le eventuali differenze tra impianti e tratte autostradali riflettono inoltre scelte commerciali, costi di servizio e posizionamento competitivo, ma la scomposizione percentuale resta un utile riferimento per comprendere da dove origina la spesa sostenuta dagli automobilisti.
Gasolio: Anche per il gasolio il prezzo finale deriva dall’insieme di componenti industriali e fiscali, ma con pesi differenti rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale vale il 55% del prezzo. Dentro la parte industriale, la materia prima pesa per il 45%: è qui che le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro esercitano l’influenza maggiore, trasferendo sul mercato interno le oscillazioni dei valori globali dei prodotti energetici. Il margine corrisponde al 10% del prezzo e rappresenta la leva commerciale sulla quale gli operatori possono intervenire per adattare il listino alla concorrenza, ai volumi di traffico e ai costi di gestione del servizio, soprattutto in autostrada dove incidono fattori specifici come orari estesi e infrastrutture dedicate. La combinazione tra materia prima e margine determina quindi la risposta del prezzo del gasolio alle condizioni di mercato nel breve periodo, mentre la fiscalità definisce un pavimento strutturale che cambia con minore frequenza. Comprendere questa ripartizione aiuta a leggere le variazioni settimanali e stagionali osservate alla pompa, distinguendo ciò che dipende dai mercati globali dell’energia da ciò che riflette scelte operative e commerciali lungo la filiera distributiva.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.810 per la benzina, 1.887 per il diesel, 0.785 per il gpl, 1.568 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.886 |
| Benzina | SELF | 1.808 |
| GPL | SERVITO | 0.776 |
| Metano | SERVITO | 1.506 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.909 |
| Benzina | SELF | 1.837 |
| GPL | SERVITO | 0.748 |
| Metano | SERVITO | 1.577 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.920 |
| Benzina | SELF | 1.843 |
| GPL | SERVITO | 0.876 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.896 |
| Benzina | SELF | 1.821 |
| GPL | SERVITO | 0.816 |
| Metano | SERVITO | 1.663 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.893 |
| Benzina | SELF | 1.826 |
| GPL | SERVITO | 0.724 |
| Metano | SERVITO | 1.527 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.875 |
| Benzina | SELF | 1.795 |
| GPL | SERVITO | 0.751 |
| Metano | SERVITO | 1.516 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.893 |
| Benzina | SELF | 1.813 |
| GPL | SERVITO | 0.755 |
| Metano | SERVITO | 1.500 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.882 |
| Benzina | SELF | 1.799 |
| GPL | SERVITO | 0.748 |
| Metano | SERVITO | 1.635 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.884 |
| Benzina | SELF | 1.802 |
| GPL | SERVITO | 0.853 |
| Metano | SERVITO | 1.527 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.874 |
| Benzina | SELF | 1.794 |
| GPL | SERVITO | 0.738 |
| Metano | SERVITO | 1.537 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.860 |
| Benzina | SELF | 1.782 |
| GPL | SERVITO | 0.783 |
| Metano | SERVITO | 1.500 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.914 |
| Benzina | SELF | 1.835 |
| GPL | SERVITO | 0.800 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.874 |
| Benzina | SELF | 1.792 |
| GPL | SERVITO | 0.743 |
| Metano | SERVITO | 1.557 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.886 |
| Benzina | SELF | 1.815 |
| GPL | SERVITO | 0.740 |
| Metano | SERVITO | 1.606 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.892 |
| Benzina | SELF | 1.811 |
| GPL | SERVITO | 0.864 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.898 |
| Benzina | SELF | 1.818 |
| GPL | SERVITO | 0.809 |
| Metano | SERVITO | 1.816 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.884 |
| Benzina | SELF | 1.801 |
| GPL | SERVITO | 0.761 |
| Metano | SERVITO | 1.599 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.890 |
| Benzina | SELF | 1.817 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.530 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.876 |
| Benzina | SELF | 1.799 |
| GPL | SERVITO | 0.784 |
| Metano | SERVITO | 1.495 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.900 |
| Benzina | SELF | 1.820 |
| GPL | SERVITO | 0.869 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 04 luglio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.860 |
| Benzina | SELF | 1.783 |
| GPL | SERVITO | 0.761 |
| Metano | SERVITO | 1.498 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 06:00:00 +0000Le auto elettriche sono sempre più diffuse in Europa, con vendite in forte crescita negli ultimi mesi. Per sostenere, in modo ancora più marcato, la diffusione delle auto a zero emissioni sul mercato, l’Ue si prepara a introdurre una nuova misura.
La conferma arriva da un report di ANSA che cita fonti di Bruxelles. Secondo le informazioni disponibili, l’Ue intende includere anche gli incentivi alle auto elettriche tra le deroghe previste per il patto di stabilità . Andiamo a riepilogare tutte le informazioni emerse sulla questione.
Attualmente, la Commissione europea sta lavorando a un piano per estendere la flessibilità per gli Stati membri. Il progetto iniziale prevedeva, infatti, una flessibilità esclusivamente per gli investimenti nella difesa.
Sul tavolo del Comitato economico e finanziario, però, c’è ora un progetto molto più articolato e che potrebbe rappresentare un importante punto di svolta per le politiche europee in tema di sostenibilità .
Gli incentivi per le auto elettriche (come le misure a sostegno per l’acquisto di pompe di calore) potrebbero rientrare tra le deroghe del patto di stabilità , con un’apertura che, nel prossimo futuro, permetterà agli Stati di rivalutarele proprie politiche.
Ricordiamo che la deroga al patto di stabilità permette di non conteggiare le spese selezionate (in questo caso gli investimenti per il sostegno alle auto elettriche) per il deficit pubblico quando l’Ue andrà a revisionare i conti degli Stati membri.
In ogni caso, la misura avrà dei paletti ben precisi, limitando i margini di azione dei Governi. Inizialmente, infatti, la flessibilità garantita per la difesa riguardava investimenti fino all’1,5% del PIL in quattro anni (2025 – 2028) con vari tetti di spesa previsti su base annuale.
Per il momento, però, le informazioni disponibili sono limitate. ANSA, nel riportare la notizia, ha evidenziato che “L’estensione della clausola mira a rafforzare – nelle intenzioni di Bruxelles – la resilienza energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili”.
Da notare, in ogni caso, che tra le spese per cui sarà possibile ottenere una deroga saranno esclusi i sussidi generalizzati e i tagli alle accise, una soluzione su cui l’Italia ha fatto ricorso per contrastare il caro carburante nel corso degli ultimi mesi.
Dal punto di vista politico, la scelta di includere le auto elettriche rappresenta una misura molto importante e, potenzialmente, decisiva per il sostegno alla diffusione delle auto a zero emissioni.
Come confermano gli ultimi dati di vendita di auto in Ue, le immatricolazioni di auto elettriche stanno crescendo anche se alcuni mercati restano ben al di sotto alla media Ue.
Con maggiore flessibilità , invece, sarà possibile anche per gli Stati che, attualmente, si trovano in maggiore ritardo avviare delle politiche di incentivazione mirate per sostenere la diffusione di auto elettriche.
Ulteriori dettagli arriveranno, senza dubbio, la prossima settimana quando la bozza del documento dovrebbe essere resa pubblica. Continuate a seguirci per tutti i dettagli relativi alla questione.
Data articolo: Sat, 04 Jul 2026 05:30:22 +0000