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La situazione del traffico sulle autostrade italiane il 2 aprile 2026 presenta diversi punti critici, tra cui una coda molto lunga di 24 km tra Pedaso e Giulianova sull’A14 in direzione Taranto a causa di lavori. Un altro episodio significativo è la coda per veicolo in avaria tra Svincolo Linate-Arese e Bivio A8/A9 Lainate-Chiasso sull’A8, che provoca rallentamenti. In generale, molte tratte mostrano traffico intenso e code a tratti, con lavori, condizioni meteo avverse come pioggia e vento, e veicoli fermi che complicano la circolazione.
18:04 – Firenze Scandicci e Firenze Nord
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata si estende dal chilometro 280.0 al 285.0 per 5.0 km.
18:01 – Terre di Canossa – Campegine e Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessa dal chilometro 155.3 al 124.4 per 30.9 km.
18:01 – Terre di Canossa – Campegine e Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta è lunga 30.9 km dal km 155.3 al 124.4.
17:35 – Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Coda per traffico intenso su Bivio A1/A22 Brennero-Modena provenendo da Bologna verso Brennero.
Direzione Milano
La lunghezza non specificata.
17:33 – Bivio A1-Variante e Badia
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta va dal chilometro 16.0 al 4.0 per 12.0 km.
17:32 – Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi
Coda di 1 km per lavori
Direzione Napoli
La tratta è lunga 3.0 km dal km 206.0 al 203.0.
17:19 – Modena Nord e Bivio A1/A22 Brennero-Modena
Coda per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessa dal km 155.3 al 157.6 per 2.3 km.
17:09 – Guidonia Montecelio e Ceprano
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta si estende dal chilometro 633.3 al 560.0 per una lunghezza di 73.3 km.
17:00 – Lodi e Fiorenzuola
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta è lunga 51.7 km dal km 74.0 al 22.3.
16:35 – Bivio A1/A11 Firenze-Pisa Nord
Coda per traffico intenso provenendo sia da Roma che da Bologna verso Pisa.
Direzione Milano e Napoli
La lunghezza non specificata.
16:41 – Area di servizio Bisenzio ovest
I servizi di ristorazione sono chiusi per interruzione energia elettrica.
Direzione Napoli
16:41 – Area di servizio Bisenzio ovest
I servizi igienici bar non disponibili per interruzione energia elettrica.
Direzione Napoli
18:00 – Uscita a Bergamo provenendo da Milano
Coda per traffico intenso.
Direzione Trieste
17:45 – Uscita a Capriate provenendo da Milano
Coda per traffico intenso.
Direzione Trieste
16:34 – Milano est e Sesto San Giovanni
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Torino
La tratta è lunga 1.8 km dal km 136.5 al 138.3.
17:56 – Genova Bolzaneto e Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia
Traffico rallentato per traffico intenso.
Direzione Genova
La tratta è lunga 5.9 km dal km 131.7 al 125.8.
16:48 – Genova Bolzaneto e Busalla
Coda di 1 km per lavori
Direzione Milano
La lunghezza è di 2.7 km dal km 117.3 al 120.0.
17:27 – Vignole Borbera e Isola del Cantone
Coda per traffico intenso.
Direzione Genova
La tratta si estende dal km 100.7 al 88.6 per 12.1 km.
17:26 – Isola del Cantone
Coda in uscita provenendo da Milano per traffico intenso.
Direzione Genova
17:24 – Genova Bolzaneto
Coda in uscita provenendo da Genova per traffico intenso.
Direzione Milano
18:04 – Svincolo Lainate-Arese e Bivio A8/A9 Lainate-Chiasso
Coda a causa di veicolo fermo o avaria.
Direzione Varese
La tratta è lunga 3.5 km dal km 10.6 al 7.1.
18:04 – Scorta veicoli tra Saronno e Turate
Coda per safety car.
Direzione Lainate
La tratta è lunga 2.5 km dal km 16.5 al 19.0.
17:34 – Genova Aeroporto e Genova Pegli
Coda per traffico intenso.
Direzione Ventimiglia
La tratta è lunga 3.7 km dal km 6.0 al 2.3.
17:34 – Uscita a Genova Pegli provenendo da Genova
Coda per traffico intenso.
Direzione Ventimiglia
17:15 – Genova Pegli e Bivio A10/A7 Milano-Genova
Coda per traffico intenso.
Direzione Genova
La tratta si estende dal chilometro 0.0 al 6.0 per 6.0 km.
17:52 – Prato est e Bivio A11/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso.
Direzione Firenze
La tratta si estende dal chilometro 6.0 all’8.0 per 2.0 km.
17:48 – Firenze Ovest e Prato est
Coda per traffico intenso.
Direzione Pisa
La tratta è lunga 2.0 km dal km 7.0 al 5.0.
17:27 – Sesto Fiorentino e Firenze Peretola
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria.
Direzione Firenze
La tratta è lunga 1.8 km dal km 0.0 al 1.8.
18:06 – Pedaso e Giulianova
Coda di 24 km per lavori.
Direzione Taranto
La coda va dal chilometro 334.3 al 294.0 per una lunghezza totale di 40.3 km.
18:01 – Bivio A14/A1 Milano-Napoli e Bologna Fiera
Code a tratti per traffico intenso.
Direzione Taranto
La tratta è lunga 15.5 km dal km 15.5 al 0.0.
17:45 – Pescara Nord e Pescara sud
Coda di 3 km per lavori.
Direzione Taranto
La lunghezza totale è di 13.6 km dal chilometro 388.6 al 375.0.
17:43 – Pineto e Pescara Nord
Coda di 1 km per lavori.
Direzione Taranto
La tratta è lunga 5.0 km dal chilometro 359.0 al 354.0.
17:39 – Giulianova e Val Vibrata
Coda di 3 km per lavori.
Direzione Ancona
La tratta ha una lunghezza di 8.0 km dal chilometro 325.0 al 333.0.
17:31 – Modugno e Bivio Tangenziale Bari
Traffico rallentato per traffico intenso sulla viabilità ordinaria.
Direzione Bari
La tratta è lunga 3.3 km dal km 676.8 al 673.5.
16:39 – Bivio A14/A16 Napoli-Canosa e Canosa
Coda di 3 km per traffico congestionato.
Direzione Taranto
La lunghezza copre 3.5 km dal km 610.5 al 607.0.
16:24 – Bologna Casalecchio e Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso.
Direzione Autostrada Bologna-Taranto
La tratta riguarda 1.0 km dal km 5.0 al 4.0.
17:15 – Entrata a Bologna Casalecchio
Coda per traffico intenso.
Direzione in entrambe le direzioni
17:38 – Uscita a Tivoli provenendo da Roma
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria.
Direzione Superstrada Teramo Mare
16:57 – Avezzano e Bivio A25/A14 Bologna-Taranto
Pioggia intensa sulla tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta si estende dal km 186.4 al 87.9 per 98.5 km.
16:42 – Avezzano e Bivio A25/A14 Bologna-Taranto
Vento forte sulla tratta.
Direzione in entrambe le direzioni
La tratta copre 98.5 km dal km 186.4 al 87.9.
16:42 – Diramazione D26 Predosa-Bettole e Masone
Coda per traffico intenso.
Direzione Genova Voltri
La tratta è lunga 25.0 km dal km 17.0 al 42.0.
18:02 – CC MI Serravalle / A52 e Allacciamento A52/A8
Code a tratti per traffico intenso.
Direzione Cavalcavia Rho
La tratta è lunga 2.88 km dal km 21.61 al 18.73.
17:53 – Secondigliano-Aeroporto e Corso Malta
Coda per traffico intenso.
Direzione Pozzuoli
La tratta è lunga 1.2 km dal km 18.8 al 20.0.
17:43 – Entrata a Corso Malta verso Pozzuoli
Coda per traffico intenso.
Direzione Pozzuoli
17:19 – Piazzale Francese verso Courmayeur
Coda con attesa prevista di un’ora.
Direzione Courmayeur
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 16:08:00 +0000Spazio, sicurezza e un design accattivante: l’auto di Federica Pellegrini fa al caso di una donna attenta alla famiglia. La scelta della nuotatrice azzurra, mamma per la seconda volta, è ricaduta sulla Volvo XC60 R-Design, un SUV premium che avevamo già intravisto nei suoi post e che rispecchia la sua predilezione per la qualità senza ostentazione.
La più grande nuotatrice italiana di tutti i tempi è apparsa qualche anno fa sui social accanto a una splendida Volvo XC60 R-Design, dalla quale non si sarebbe poi mai separata, come da lei stessa confermato in alcune interviste. Anziché sfrecciare al volante di una supercar vistosa o eccessiva, ha optato per un SUV medio solido e confortevole, dall’eleganza mai ostentata, in pieno stile scandinavo. E a conti fatti sembra la scelta più razionale per una campionessa abituata a macinare chilometri (e vasche) puntando dritto all’eccellenza.
Pur senza tradire la sua anima da grande stradista, la Volvo XC60 in allestimento R-Design rappresenta la variante più grintosa del celebre SUV svedese. Lanciata nella sua seconda generazione e diventata un punto di riferimento nel segmento dominato da rivali storiche come Audi Q5 e BMW X3, misura circa 470 cm di lunghezza. Le dimensioni importanti si traducono in uno spazio generoso all’interno e in un bagagliaio da oltre 500 litri, ma non sacrificano la maneggevolezza tra le vie urbane.
Rispetto alle varianti classiche, il trattamento estetico regala alla carrozzeria un’iniezione di carattere. Gli esterni appaiono scolpiti grazie a paraurti sportivi dedicati e a una griglia anteriore in nero lucido, che accentua lo sguardo. Sulle fiancate spiccano i cerchi in lega fino a 21 pollici, mentre dietro i doppi scarichi integrati suggeriscono potenza.
La cura per il dettaglio prosegue all’interno, dove l’atmosfera premium si fonde con un’impostazione orientata al guidatore. I sedili avvolgenti, realizzati in un mix di pelle e Alcantara, sono considerati tra i più comodi della categoria e offrono un sostegno ideale anche nei lunghi viaggi. Il volante traforato e le finiture in alluminio o carbon look completano un ambiente raffinato, arricchito da una tecnologia di bordo intuitiva e dai celebri sistemi di sicurezza Volvo, come il Pilot Assist e la frenata automatica con riconoscimento dei pedoni. Dando uno sguardo sotto il cofano della XC60, i motori 2.0 turbo a quattro cilindri con le varianti plug-in hybrid T6 e T8 promettono scatti e riprese davvero rapidi.
Tutta questa sicurezza e abitabilità saranno ora più utili che mai, visto che la famiglia si è ufficialmente allargata. Nella notte tra l’1 e il 2 aprile 2026, sotto una suggestiva “Luna Rosa”, è nata infatti Rachele, la seconda figlia di Federica Pellegrini e del marito Matteo Giunta. Ad annunciare il lieto evento è stata la stessa campionessa trentasettenne, attraverso un dolcissimo scatto condiviso su Instagram direttamente dal letto d’ospedale, dove stringe a sé la neonata affiancata da un raggiante papà Matteo.
La piccola Rachele arriva a poco più di due anni di distanza dalla primogenita Matilde. Ed è stata proprio quest’ultima, come svelato dalla Divina qualche tempo fa nel salotto di Verissimo, a scegliere il nome della sorellina, ispirandosi alla protagonista di uno dei suoi libri di racconti preferiti. Con l’arrivo della nuova principessa, Matteo Giunta si è scherzosamente detto preoccupato ma felicissimo di essere ormai in netta minoranza in casa. Dopo aver protetto la propria storia d’amore ai tempi dell’attività agonistica per non destabilizzare la squadra, la coppia si gode una meravigliosa vita familiare.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 14:01:20 +0000Il mercato delle quattro ruote in Italia ha chiuso il primo trimestre del 2026 in positivo (+9,3%), nonostante un leggero rallentamento della crescita a marzo (+7,6%). Diversi modelli hanno garantito un contributo importante per raggiungere questo risultato. Ecco, quindi, quali sono le 10 auto più vendute in Italia in base ai dati forniti da UNRAE.
Partiamo con la Top 10 delle auto più vendute del mese di marzo 2026. In decima posizione troviamo la Toyota Aygo X, che ha totalizzato 3.537 unità vendute nel corso del terzo mese dell’anno, confermandosi un progetto di grande successo (è la più venduta di Toyota nel mese).
Nona piazza, invece, per la Dacia Duster, con 3.600 esemplari distribuiti, mentre in ottava troviamo la Renault Clio, in grado di raggiungere quota 3.653 unità vendute nel corso del mese. In settima posizione c’è la Nissan Qashqai (3.686) mentre in sesta la Citroën C3 (4.152).
A completare la classifica troviamo Fiat Grande Panda (4.387), Dacia Sandero (4.393) e la sorpresa Leapmotor T03 che, con 5.002 unità vendute, si conferma uno dei modelli di maggior successo del 2026 per il mercato italiano. La vettura ha conquistato anche il titolo di elettrica più venduta in Italia.
Seconda piazza per la Jeep Avenger, che continua a dominare la classifica dei SUV con 5.259 esemplari commercializzati nel mese. In prima posizione, infine, c’è la Fiat Panda, protagonista di un altro mese oltre il muro delle 10.000 unità vendute, con un totale di 11.123 esemplari immatricolati. Questo risultato arriva nonostante la Panda abbia perso lo scettro di auto più economica da mantenere.
La classifica del trimestre è, senza dubbio, maggiormente interessante in quanto ci offre la possibilità di analizzare un periodo più esteso. In questo caso, la Top 10 comprende la Dacia Duster (8.572 unità ), la Dacia Sandero (9.353), la Toyota Yaris Cross (9.371), la Renault Clio (9.399) e la Toyota Aygo X (9.689).
In quinta posizione, invece, c’è la Leapmotor T03 che ha totalizzato 10.749 esemplari immatricolati nel corso del primo trimestre, ritagliandosi uno spazio da protagonista assoluta del mercato. Quarta piazza per la Citroën C3, che si ferma a 10.801 unità vendute.
Sul podio c’è la Fiat Grande Panda, una delle realtà più solide del mercato che sta dando un contributo importante alla crescita di Fiat sul mercato. Il crossover ha raggiunto quota 13.186 esemplari immatricolati sul mercato italiano nel corso dei primi tre mesi dell’anno.
Seconda posizione per Jeep Avenger, modello che continua a essere la scelta preferita dagli automobilisti italiani alla ricerca di un SUV di dimensioni compatte. Il modello in questione ha raggiunto 16.403 esemplari venduti nel corso del periodo considerato. Il dato della Avenger è molto interessante anche perché il SUV ha migliorato notevolmente i suoi risultati, con oltre 2 mila unità vendute in più rispetto al 2025.
Continua a fare una corsa a parte la Fiat Panda, che si conferma l’auto più venduta in Italia anche al termine del primo trimestre dell’anno in corso. Per la segmento A prodotta a Pomigliano d’Arco ci sono 37.029 unità vendute tra gennaio e marzo (circa 700 unità in meno rispetto allo scorso anno). Quasi sicuramente la vettura conquisterà il titolo di più venduta anche a fine anno.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 13:30:45 +0000Fiat sfrutta l’inizio del mese di aprile per aggiornare la gamma della sua Fiat 600, con l’introduzione di una nuova variante. Debutta ufficialmente, infatti, la Fiat 600 Turbo con motore benzina da 100 CV, abbinato al cambio manuale a 6 marce. Si tratta di una variante che ricoprirà un ruolo di primo piano per il futuro del modello sul mercato italiano, con la possibilità concreta di generare volumi di vendita significativi, anche grazie a un prezzo di lancio sicuramente interessante.
Andiamo a scoprire tutti i dettagli relativi alla nuova versione della 600 appena annunciata dalla Casa italiana e all’offerta lancio che porta il prezzo a 18.950 euro, riservata ai clienti che sceglieranno di effettuare l’acquisto nel corso del mese di aprile 2026 a determinate condizioni.
La nuova Fiat 600 Benzina con motore Turbo da 100 CV e cambio manuale a 6 marce rappresenta oggi un’opzione di grande interesse per il crossover della Casa italiana. Il motore in questione è un tre cilindri da 1.299 cm3 che può garantire una potenza massima di 101 CV, disponibili a 5.500 giri al minuto, e una coppia massima di 205 Nm da 1.750 giri al minuto.
Il motore può contare su un turbocompressore a geometria variabile che ottimizza la risposta del motore a bassi regimi e, secondo la Casa, è in grado di facilitare la guida urbana e i sorpassi, migliorando anche il piacere di guida in tutte le condizioni. Da segnalare anche un  sistema di iniezione diretta ad alta pressione (350 bar) e un funzionamento basato sul ciclo Miller con alto rapporto di compressione.
La nuova versione della 600 arriva sul mercato con la possibilità di essere abbinata a tutti gli allestimenti in gamma. Per i clienti, quindi, c’è la possibilità di scegliere tra le versioni Pop, Icon, Business, La Prima e Sport. In questo modo, al momento dell’acquisto, si può trovare il giusto equilibrio tra costi e dotazione.
La 600, modello che raccoglie l’eredità di un simbolo della storia di Fiat, è disponibile anche con il motore 1.2 Hybrid in grado di erogare una potenza massima di 110 CV oppure di 145 CV, in base alla versione scelta. Questa motorizzazione è abbinata al cambio automatico. In listino c’è anche la versione elettrica, la 600e, con motore da 156 CV e con un’autonomia nel ciclo WLTP pari a 406 chilometri.
Il lancio della Fiat 600 con il nuovo motore turbo benzina è supportato da un’offerta commerciale dedicata. La vettura, per tutto il mese di aprile, sarà disponibile con prezzi a partire da 18.950 euro, grazie a uno sconto di 3.400 euro in caso di rottamazione di un veicolo fino a Euro 4 e 1.500 euro scegliendo come formula di pagamento il finanziamento Stellantis Financial Services Italia. Questa nuova variante, quindi, va ad ampliare il listino della 600 espandendolo verso il basso e rendendo il crossover ancora più accessibile.
Per passare alla versione Hybrid, ad esempio, servono più di 5 mila euro, considerando le promozioni disponibili nel corso del mese di aprile. Per maggiori dettagli è possibile fare riferimento a una delle concessionarie del brand che ha confermato anche l’avvio delle consegne a partire dal prossimo mese di giugno.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 13:00:50 +0000Suzuki ha presentato una versione speciale della leggendaria Hayabusa ispirata al videogioco Street Fighter 6, denominata Hayabusa Tuned by Juri. Questa partnership nasce come progetto celebrativo legato alla partecipazione del marchio giapponese ai tornei internazionali di eSport: non è un caso se la moto è stata esposta durante la Capcom Cup 12 e lo Street Fighter League World Championship 2025, svoltesi a Tokyo dall’11 al 15 marzo 2026. L’iniziativa rappresenta, inoltre, un punto di contatto tra il mondo delle due ruote e quello del gaming competitivo, diventato sempre più rilevante a livello globale negli ultimi anni.
La realizzazione della Hayabusa Tuned by Juri prende spunto da Juri Han, uno dei personaggi più riconoscibili della serie Street Fighter, introdotto con Super Street Fighter IV, pubblicato nel 2010, e presente anche negli episodi più recenti del franchise. Si tratta di una combattente sudcoreana che utilizza il taekwondo, caratterizzata da uno stile aggressivo e da una forte identità visiva. La scelta di questo personaggio non è casuale, anche per il suo legame dichiarato con il mondo delle motociclette.
Il progetto richiama una variante alternativa del personaggio, con un’impostazione estetica che riflette elementi tipici del videogioco e del suo immaginario. La livrea adotta la combinazione cromatica definita “2P colorâ€, utilizzata nei giochi di combattimento quando due giocatori selezionano lo stesso personaggio. I colori bianco, nero e giallo sono distribuiti sulla carrozzeria con un’impostazione dinamica, pensata per richiamare l’identità visiva di Juri Han e trasmettere un senso di competizione coerente con il contesto eSport.
Non è la prima volta che Suzuki e Capcom intrecciano i loro mondi: le due aziende hanno già collaborato in passato per eventi promozionali e versioni speciali di moto ispirate ai celebri titoli della saga Street Fighter. Nel 2025, ad esempio, era stata presentata la GSX-8R Tuned by Juri, un’edizione unica pensata per unire il design motociclistico con l’immaginario iconico dei videogiochi.
L’esemplare si distingueva per dettagli esclusivi: il motivo a ragno e il simbolo Feng Shui Engine richiamavano elementi di Juri Han, mentre il logo, disegnato a mano in stile street custom, enfatizzava l’anima dinamica e ribelle del modello. La moto non era in vendita, ma è stata esposta durante i mondiali Capcom Cup 11, che si sono tenuti dal 5 al 9 marzo 2025 al Ryogoku Kokugikan, tempio del sumo in Giappone, prima di raggiungere le fiere motociclistiche di Osaka, Tokyo e Nagoya.
Dalle origini nel 1987 fino all’attesissimo Street Fighter 6, la saga di Capcom ha segnato indelebilmente la storia dei videogiochi. Il primo titolo, pur limitato e tecnicamente grezzo, gettò le basi del genere picchiaduro a incontri, introducendo il “six button layout†e dando vita a rivalità leggendarie come quella tra Ryu e Sagat. Il vero boom arrivò con Street Fighter II (1991), che trasformò la serie in un fenomeno globale: cabine arcade, action figure, cartoni animati e merchandise conquistarono milioni di fan, consolidando il brand come icona della pop culture.
Con gli anni, Capcom sperimentò con la serie Alpha, Street Fighter III e i crossover Marvel vs Capcom, ampliando il roster, le meccaniche di gioco e la lore dei personaggi. Nonostante alti e bassi, soprattutto con Street Fighter V, la saga ha mantenuto una comunità competitiva solida e appassionata, influenzando l’evoluzione degli eSport e dei fighting game moderni. Oggi titolo non è solo un videogioco: è un simbolo culturale, capace di unire giocatori di tutto il mondo attorno a tornei, cosplay, eventi e collaborazioni cross-mediali, e resta amatissimo dai fan, con oltre 56 milioni di copie vendute in tutto il mondo.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 10:58:32 +0000L’Aprilia viaggia spedita nella sua cavalcata mondiale con Bezzecchi, sempre più leader, e Martin, finalmente tornato al top della forma dopo un 2025 da incubo. Lo scorso campionato per Marc Marquez è stato quello della riconsacrazione ai massimi livelli, soprattutto grazie a una Ducati inavvicinabile dalla concorrenza.
In ogni tappa della scorsa annata almeno una Desmosedici era salita su uno dei tre gradini del podio. Nel 2026 si è interrotta la striscia di 88 GP consecutivi già nel primo appuntamento, dove Aprilia e KTM hanno strappato applausi. Se la Thailandia e il Brasile rappresentavano due incognite, l’assenza di Marc Marquez sul podio di Austin, nel GP degli Usa, ha rappresentato una sorpresa per i fan. Lo spagnolo aveva ottenuto in carriera 7 successi sul tracciato americano, ma non è riuscito a lottare nemmeno per la terza piazza.
Marc Marquez è tornato sotto i ferri lo scorso anno a causa del crash di Mandalika. L’entrata kamikaze di Bezzecchi gli ha causato un altro periodo di stop, andando a intaccare una delle viti inserite nell’omero destro. Sembrava tutto risolto nella zona scapolare in vista dell’inizio della stagione, ma già ai test di Buriram sono scattati i primi campanelli d’allarme. Il nativo di Cervera non ha trovato il feeling giusto sulla Desmosedici GP26 perché non riesce a guidare in modo fluido.
La posizione in sella alla Rossa del numero 93 non risulta naturale e il disagio è emerso in modo lampante sui saliscendi del tracciato texano. Marc ha commesso un errore nella Sprint Race, scivolando e mettendo fuori gioco anche Fabio Di Giannantonio per poi scontare un long lap penalty in gara che gli ha ulteriormente condizionato la performance. Alla fine si è dovuto accontentare della quinta posizione, alle spalle delle RS-GP26 di Bezzecchi e Martin, della KTM di Acosta, probabile futuro compagno di squadra, e della Ducati del pilota romano del team VR46. Senza il problema tecnico all’Aprilia di Ogura il campione avrebbe chiuso sesto.
In un’intervista rilasciata ai colleghi di DAZN Spagna, Marc Marquez ha ammesso le sue difficoltà in sella alla Ducati. Il campione in carica ha dichiarato:
“Devo trovare il mio nuovo 100%. Dopo un infortunio bisogna sempre trovare il nuovo limite e sento di dover migliorare io, più che la moto. Devo capire come migliorare nei primi giri, ma non mi sento a mio agio sulla moto. Mi sembra di essere in una posizione innaturale. Guidando sono veloce, ma non riesco a fare la differenza. I primi giri sono quelli in cui soffro di più fisicamente. Tutto diventa più aggressivo e serve una forza extra che non hoâ€.
Si tratta di un guaio serio per la Casa di Borgo Panigale che non riuscirà ad arginare i competitor senza un Marc Marquez al top della forma. Pecco Bagnaia è oramai un separato in casa e non vede l’ora di annunciare il passaggio in Aprilia. Alex Marquez, dotato nel team Gresini Racing di una Desmosedici ufficiale, sta facendo una enorme fatica a replicare i risultati positivi del 2025.
Fermin Aldeguer è reduce da un lungo stop e Franco Morbidelli appare l’ombra di sé stesso nel team VR46. Per tutti questi motivi in classifica il primo inseguitore delle Aprilia a guidare una Ducati è Fabio Di Giannantonio, -31 dalla vetta. Alle sue spalle c’è Marc Marquez, quinto in classifica, con 36 punti di distacco dal leader Marco Bezzecchi e ancora più indietro c’è Pecco Bagnaia, nono a -56.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 09:59:45 +0000La Gendarmeria, una volta arrivata presso la stazione di servizio Amici di Falciano a San Marino, è rimasta allibita per i danni compiuti da un camper in un car wash. Le immagini sono state riprese anche da una telecamera di sicurezza che, durante la notte fra il 28 e il 29 marzo intorno alle 3, ha mostrato un autocaravan lanciarsi volutamente all’interno della struttura.
La donna al volante del camper con targa italiana è arrivata nel centro di un autolavaggio, senza comprendere le dimensioni del suo mezzo. Dopo essersi incastrata ha scelto di accelerare trascinando la struttura per poi innestare la retromarcia, demolendo del tutto l’impianto preposto al lavaggio di auto.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 08:54:41 +0000Dal primo aprile a Firenze è stata decisa l’interruzione del servizio di monopattini elettrici in sharing attivo in città . Il Codice della Strada è intervenuto nei mesi scorsi per modificare la disciplina, soprattutto a causa del numero crescente di incidenti e di disagi per i pedoni. Purtroppo una soluzione smart si è trasformata nell’ennesima sfida politica a causa di innumerevoli fattori, tra cui l’inciviltà di utenti che erano soliti abbandonare i mezzi sui marciapiedi.
A Firenze è entrata in vigore la delibera di Palazzo Vecchio, in merito al cambio della normativa a livello nazionale e alle criticità nella gestione. Per gli utilizzatori di monopattini elettrici sono scattati numerosi obblighi, tra cui l’adozione di un casco e del targhino. Per il Comune fiorentino la tipologia del servizio in sharing rende difficile il rispetto delle norme introdotte nel CdS, anche a fronte dei controlli della polizia municipale.
Bird, azienda internazionale della micromobilità che si era aggiudicata la possibilità del servizio dei monopattini in sharing nel capoluogo toscano, si è opposta alla decisione. La società ha presentato un ricorso, in attesa giudizio, e un’istanza cautelare per la sospensione immediata della delibera, poi rigettata dal Tar della Toscana. Il major della mobilità green ha assicurato che non lascerà Firenze. Giorgio Cappiello, capo delle relazioni istituzionali di Bird per l’Italia, ha dichiarato:
“In città c’è grande richiesta di una mobilità ecologica e smart, come dimostrano i dati sull’utilizzo dei monopattini. Per questo abbiamo deciso di restare con un servizio privato di noleggio, nel pieno rispetto delle normative europee e italiane in materia di sicurezza e sostenibilità . Abbiamo scelto di non interrompere il nostro legame con i fiorentini, individuando una soluzione alternativa che ci consente di continuare a offrire un servizio ai cittadini e ai visitatori: il nuovo servizio sarà completamente svincolato da convenzioni pubbliche e basato su un modello di noleggio privato, mantenendo elevati standard qualitativi”.
Il Comune ha scelto di sospendere il servizio basato sullo schema dell’avviso pubblico, ma secondo il portavoce di Bird non può essere vietato ai cittadini di sfruttare un monopattino per i propri spostamenti in città . Per ora sarà potenziato il servizio di bike sharing a Firenze per offrire una alternativa a zero emissioni. Verranno messi a disposizione 5.000 mezzi, di cui 3.200 e-bike.
In base ai dati emessi dal Comune è emerso che nei primi mesi del 2026 si è registrato un aumento dei noleggi del 25%. In sostanza l’esigenza dei fiorentini c’è, ma la priorità è quella di garantire una elevata sicurezza stradale. Per ora Firenze è la prima città italiana a porre un freno ai monopattini in sharing, ma lo stop potrebbe allargarsi a macchia d’olio ad altre realtà italiane. La sindaca Sara Funaro ha sottolineato:
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 07:58:30 +0000“Per la nostra amministrazione la sicurezza stradale è una priorità , questa la ragione di questa scelta. Le nuove norme del Codice della Strada, in particolare il casco obbligatorio, rendono questo servizio difficilmente gestibile e, nonostante i controlli e l’impegno della polizia municipale, l’esperienza di questi anni ha evidenziato criticità diffuse, comportamenti scorretti e l’impossibilità di garantire il rispetto delle regole in modo sistematico. Facciamo una scelta chiara e netta, perché per noi sicurezza e rispetto delle regole per noi vengono prima di tutto. Allo stesso tempo lavoriamo sul potenziamento dello sharing con più mezzi e tariffe accessibili, per offrire alternative sicure, ordinate ed efficienti ai fiorentini”.
Come se non fossero bastati i danni economici della pandemia e della guerra in Ucraina, l’Ue deve oggi anche fare i conti con tutta una serie di problematiche connesse alle sfide energetiche e alle ripercussioni per le famiglie e aziende. Con meno proclami rispetto alla crisi del 2022, il Vecchio Continente sta scivolando in una condizione di rischio che desta preoccupazione.
Dall’inizio del conflitto a fuoco tra Usa e Iran, i prezzi del gas in Europa sono aumentati di circa il 70%, mentre del 60% per il petrolio. Tradotto: 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alle ingenti perdite dell’Unione per i combustibili fossili. Questa non sarà una guerra lampo, come prospettata dal presidente Trump, ma potrebbe essere lunga e la crisi potrebbe andare oltre la fine del conflitto perché le infrastrutture energetiche sono distrutte. Il concetto espresso nei giorni scorsi da Dan Jorgensen, il Commissario Ue all’Energia, ha mandato in tilt i mercati.
L’esecutivo europeo non può rimanere a guardare in attesa di miracolosi cambiamenti. Come è avvenuto con i carburanti, dove in Italia si è deciso il taglio delle accise, la stessa dinamica per l’energia dovrà essere affrontata a livello continentale, sperando di evitare misure nazionali che frammentino il mercato. Un primo importante passo avverrà alla presenza del collegio dei commissari che dovrà approvare la proposta di modifica della riserva di stabilità del mercato dell’Ets per limitare l’eccessiva volatilità dei prezzi del carbonio.
Non si esclude la possibilità di bloccare la cancellazione automatica delle quote di carbonio in eccesso nel sistema Ets che avviene alla fine di ogni anno. La strategia permetterebbe a Bruxelles di aumentare il numero di quote, in caso di rialzi di prezzi, da lasciare nella riserva di stabilità del mercato. L’obiettivo è anche quello di calmare le tensioni. La completa riforma degli Ets non avverrà prima di luglio.
Il commissario al Clima, Wokpe Hoekstra, presente nelle commissioni Ambiente e Politiche Ue della Camera, e anche nelle commissioni Politiche Ue, Ambiente e Industria del Senato, ha spiegato che il sistema va rivalutato, ma il funzionamento è positivo. I Paesi membri dell’Ue dovranno prepararsi per tempo a un’interruzione potenzialmente prolungata delle forniture energetiche. Non si esclude una riduzione dei limiti di velocità di 10 km/h sulle autostrade, incoraggiando il ricorso ai mezzi di trasporto pubblici. Ove possibile verrà incentivato l’utilizzo dello smart working per ridurre l’uso dei trasporti.
Occorre risparmiare sui consumi di gas e petrolio, come è emerso anche nel vademecum redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. Il commissario all’Energia Dan Jorgensen ha annunciato:
“Gli aiuti di Stato offrono già buone opportunità agli Stati per sostenere i più vulnerabili ma renderemo queste possibilità ancora più ampie. Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importatiâ€.
Il commissario danese, in una lettera ai 27, ha rappresentato un quadro nefasto in cui l’Europa potrebbe piombare nelle prossime settimane in caso di mancata reazione tempestiva. Occorrerà anche aumentare il consumo di biocarburanti, ma sotto questo aspetto l’Ue è ancora molto indietro e occorrerebbe anche focalizzarsi sulla produzione di energia da fonti rinnovabili.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 07:12:00 +0000Nel panorama automobilistico contemporaneo, dove l’innovazione spesso si traduce in complessi algoritmi digitali, esiste un marchio che ha deciso di innovare partendo dalla materia stessa. La Dacia Duster, che dal 2018 detiene il titolo di SUV più venduto a privati in Europa, ha intrapreso un percorso evolutivo che va ben oltre il semplice restyling estetico. Il segreto della sua nuova veste, più robusta e consapevole, risiede in una parola che è diventata il manifesto della filosofia del brand: Starkle.
Lo Starkle non è un semplice rivestimento, ma un materiale innovativo sviluppato direttamente dagli ingegneri Dacia per rispondere a una duplice sfida: aumentare la resistenza del veicolo e ridurne l’impronta ecologica. Visivamente, si presenta con una texture grezza e moderna che avvolge la vettura in una sorta di “cintura protettiva continua”. Questa protezione non riguarda solo piccoli dettagli, ma abbraccia l’intero perimetro inferiore del veicolo: dalle protezioni laterali ai passaruota, fino ai massicci paraurti anteriori e posteriori.
La sua composizione è il vero fulcro della rivoluzione: lo Starkle contiene il 20% di plastica riciclata. Tuttavia, la magia risiede anche nel processo produttivo. A differenza delle plastiche tradizionali utilizzate nel settore automotive, questo materiale è “tinto in massa”. Ciò significa che il colore non è applicato sopra la superficie tramite una verniciatura, ma è parte integrante della mescola stessa.
Per chi ama la vita all’aria aperta e le attività outdoor, lo Starkle rappresenta una svolta narrativa nella gestione dell’auto. Essendo privo di vernice, il materiale è estremamente resistente a urti e graffi. Se un ramo o un sasso dovessero scalfire la superficie durante un’escursione, il segno risulterebbe quasi invisibile poiché il colore sotto il graffio è esattamente lo stesso di quello in superficie.
Questa caratteristica permette alla Duster di mantenere un aspetto solido e curato nel tempo, senza la necessità di costosi ritocchi estetici, rafforzando quell’immagine di concretezza e affidabilità che ha reso il modello un punto di riferimento per milioni di clienti.
L’adozione dello Starkle è il pilastro di un approccio produttivo definito “eco-smart”. L’impatto ambientale positivo è tangibile e si sviluppa su più fronti:
Questa scelta di design sostenibile si estende anche alle finiture interne ed esterne, dove Dacia ha scelto di eliminare totalmente le cromature. Si tratta di una decisione coraggiosa che dimostra come sia possibile creare un design moderno, caratterizzato da linee tese e volumi netti, senza ricorrere a materiali dall’alto impatto ambientale.
La nuova Dacia Duster non è un semplice SUV, ma una vettura che racconta una storia di rispetto per l’ambiente e intelligenza funzionale. Attraverso lo Starkle, il brand romeno dimostra che la vera “essenzialità ” nel 2026 significa offrire un prodotto robusto e accessibile che non chieda scusa al pianeta, ma che lo protegga, chilometro dopo chilometro.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:54 +0000Nel mese di aprile 2026 sono previsti numerosi scioperi nel settore dei trasporti in tutta Italia. Dal trasporto aereo a quello ferroviario, passando per il trasporto pubblico locale e il trasporto merci, le mobilitazioni coinvolgeranno sia il territorio nazionale che diverse città , regioni e province. In questo articolo presentiamo il calendario aggiornato degli scioperi in programma, indicando date, città coinvolte, categorie interessate e orari specifici in cui potranno verificarsi i disservizi. Ecco tutti i dettagli previsti per aprile 2026.
In tutta Italia, il 10 aprile 2026, è previsto uno sciopero nazionale di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolgerà il personale delle società ENAV e Techno Sky del settore aereo. Sindacati coinvolti: UILT-UIL, RSA UGL-TA, RSA UILT-UIL, ASTRA, RSA FAST-CONFSAL-AV. Il personale delle società ENAV ACC Roma, ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, ENAV ACC di Milano e ENAV Aeroporto di Napoli, oltre al personale di ADR Security – Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino), prenderà parte allo sciopero.
Inoltre, sempre il 10 aprile, per il trasporto pubblico locale nella regione Veneto, Umbria e Campania, sciopero regionale di 4 ore, dalle 20.01 alle 24.00 per il personale della società Busitalia Sita Nord, indetto dai sindacati USB LAVORO PRIVATO e ADL COBAS.
In tutta Italia, il 11 aprile 2026, si svolgono due scioperi nazionali di 24 ore nel settore ferroviario per il personale della società RFI Impianti Manutenzione Infrastrutture. Le mobilitazioni sono promosse dall’Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione Infrastruttura RFI e da COBAS Lavoro Privato/Coordinamento Ferrovieri.
Nella città di Napoli (Campania), è in programma uno sciopero di 4 ore, dalle 11.00 alle 15.00 per il personale della società EAV. Indetto da OSR ORSA AUTOFERRO TPL.
In tutta Italia, sciopero nazionale di 4 ore ad inizio turno per il personale addetto ad attività ferroviarie in appalto presso la società Elior Ristorazione. Proclamato da COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella città di Udine (Friuli-Venezia Giulia), sciopero urbano 4 ore (17.30-21.29) e extraurbano 4 ore (17.15-21.14) per il personale della società Arriva Udine. Indetto dal sindacato ASI-AU.
Nella città di Cosenza (Calabria), sciopero di 4 ore, dalle 10.57 alle 14.57 per il personale della società IAS Autolinee di Corigliano-Rossano. Indetto da RSA FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.
In tutta la regione Sicilia, dal 14 al 18 aprile 2026, è previsto un fermo regionale dei servizi di autotrasporto conto terzi, sciopero settore trasporto merci della durata complessiva di 120 ore dalle 00.01 del 14 aprile alle 24.00 del 18 aprile. Indetto dal Comitato Trasporto Siciliano.
Nella città di Messina (Sicilia), 8 ore, dalle 9.01 alle 17.01, il personale della società BLUJET Area Stretto di Messina (settore marittimo) parteciperà allo sciopero indetto dai sindacati OSP FILT-CGIL e UILT-UIL.
Nella città di Firenze (Toscana), sciopero territoriale di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00 del personale della società GEST. Proclamato da OSP COBAS LAVORO PRIVATO.
Nella città di Chieti (Abruzzo), sciopero locale di 4 ore, dalle 09.00 alle 13.00 per il personale della società Autoservizi Tessitore di Vasto. Proclamato da OSP FAISA-CISAL.
In tutta Italia, dal 20 al 25 aprile 2026, sciopero nazionale di 144 ore (dalle 00.00 del 20/4 alle 24.00 del 25/4) dei servizi autotrasporto merci, indetto dal sindacato TRASPORTOUNITO.
Nella città di Frosinone (Lazio), sciopero locale di 24 ore per il personale della società Cialone Tour. Indetto da USI CTS.
Nella città di Milano (Lombardia), sciopero locale di 8 ore, modalità differenziate: ATM e NET Trezzo dalle 8.45 alle 15.00, NET Monza dalle 14.50 fino al termine del servizio, Funicolare Como Brunate dalle 8.30 alle 16.30, per il personale della società Gruppo ATM di Milano. Proclamato da CONFIAL-TRASPORTI.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero 10 aprile 2026
Sciopero 11 aprile 2026
Sciopero 13 aprile 2026
Sciopero dal 14 al 18 aprile 2026
Sciopero 17 aprile 2026
Sciopero 19 aprile 2026
Sciopero 20 aprile 2026
Sciopero 21 aprile 2026
Sciopero 24 aprile 2026
Fonte: Mit
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:00 +0000Oggi riportiamo i prezzi medi dei carburanti praticati lungo la rete autostradale italiana (benzina, gasolio, Gpl e metano) così come comunicati all’Osservatorio del Mimit, con l’indicazione della modalità di erogazione. Nel seguito trovi la tabella con i valori aggiornati e, a supporto, una guida alla struttura del prezzo alla pompa: dal costo industriale alle componenti fiscali, passando per le dinamiche delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro, elementi che spiegano perché i listini possono variare anche nell’arco di pochi giorni.
Ultimo aggiornamento dati: 01-04-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.142 |
| Benzina | SELF | 1.821 |
| GPL | SERVITO | 0.785 |
| Metano | SERVITO | 1.577 |
Per la benzina, la componente fiscale pesa per il 58% del prezzo finale, una quota nettamente superiore alla componente industriale (42%). La parte fiscale comprende accise e Iva: le prime sono imposte fisse per unità di prodotto, mentre la seconda è proporzionale e si applica anche sul costo industriale e sulle stesse accise, amplificando gli effetti delle variazioni. La componente industriale, pari al 42%, si suddivide in costo della materia prima e margine lordo. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, che a loro volta dipendono dall’andamento del petrolio e dal cambio euro/dollaro: un euro più debole rende più costose le importazioni, spingendo al rialzo i listini. Il margine lordo incide per il 12% e copre trasporto, stoccaggio, rete distributiva e remunerazione degli operatori. È su questa porzione che il gestore può intervenire maggiormente per adeguare il prezzo alla pompa rispetto alla concorrenza locale, alla domanda stagionale o a esigenze logistiche. In sintesi, anche a fronte di stabilità del greggio, oscillazioni fiscali o valutarie e strategie di pricing possono determinare differenze sensibili tra impianti e periodi.
Per il gasolio, la ripartizione è diversa: la componente fiscale incide per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il peso del costo della materia prima è pari al 45% del prezzo: come per la benzina, è influenzato dalle quotazioni internazionali dei distillati medi e dall’andamento del cambio euro/dollaro. Quando i mercati internazionali diventano più tesi, ad esempio per picchi di domanda nel riscaldamento o per tensioni geopolitiche che limitano l’offerta, il costo del gasolio raffinato può crescere rapidamente, trasferendosi sui listini. Il margine lordo vale il 10% del prezzo e comprende la copertura dei costi operativi, della logistica e della rete di distribuzione, oltre alla remunerazione dell’operatore. È la leva più immediata per modulare il prezzo al pubblico in base alla concorrenza nell’area, ai volumi trattati e alle promozioni. L’Iva, applicata su base imponibile che include anche le accise, può amplificare le variazioni, mentre le accise, essendo fisse, incidono proporzionalmente di più quando la materia prima scende e di meno quando sale. Questa combinazione spiega perché il gasolio mostri spesso dinamiche di prezzo differenti dalla benzina, pur condividendone i driver fondamentali.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.757 per la benzina, 2.079 per il diesel, 0.684 per il gpl, 1.571 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.066 |
| Benzina | SELF | 1.754 |
| GPL | SERVITO | 0.671 |
| Metano | SERVITO | 1.481 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.080 |
| Benzina | SELF | 1.782 |
| GPL | SERVITO | 0.665 |
| Metano | SERVITO | 1.547 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.111 |
| Benzina | SELF | 1.781 |
| GPL | SERVITO | 0.759 |
| Metano | SERVITO | 1.715 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.089 |
| Benzina | SELF | 1.776 |
| GPL | SERVITO | 0.714 |
| Metano | SERVITO | 1.628 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.063 |
| Benzina | SELF | 1.760 |
| GPL | SERVITO | 0.638 |
| Metano | SERVITO | 1.521 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.076 |
| Benzina | SELF | 1.746 |
| GPL | SERVITO | 0.646 |
| Metano | SERVITO | 1.528 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.098 |
| Benzina | SELF | 1.757 |
| GPL | SERVITO | 0.664 |
| Metano | SERVITO | 1.550 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.061 |
| Benzina | SELF | 1.745 |
| GPL | SERVITO | 0.644 |
| Metano | SERVITO | 1.677 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.085 |
| Benzina | SELF | 1.760 |
| GPL | SERVITO | 0.742 |
| Metano | SERVITO | 1.533 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.084 |
| Benzina | SELF | 1.750 |
| GPL | SERVITO | 0.643 |
| Metano | SERVITO | 1.542 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.063 |
| Benzina | SELF | 1.745 |
| GPL | SERVITO | 0.660 |
| Metano | SERVITO | 1.494 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.086 |
| Benzina | SELF | 1.769 |
| GPL | SERVITO | 0.683 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.082 |
| Benzina | SELF | 1.747 |
| GPL | SERVITO | 0.632 |
| Metano | SERVITO | 1.527 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.079 |
| Benzina | SELF | 1.767 |
| GPL | SERVITO | 0.635 |
| Metano | SERVITO | 1.635 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.082 |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| GPL | SERVITO | 0.774 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.082 |
| Benzina | SELF | 1.773 |
| GPL | SERVITO | 0.730 |
| Metano | SERVITO | 1.813 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.075 |
| Benzina | SELF | 1.749 |
| GPL | SERVITO | 0.662 |
| Metano | SERVITO | 1.593 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.094 |
| Benzina | SELF | 1.758 |
| GPL | SERVITO | 0.687 |
| Metano | SERVITO | 1.591 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.064 |
| Benzina | SELF | 1.749 |
| GPL | SERVITO | 0.657 |
| Metano | SERVITO | 1.506 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.083 |
| Benzina | SELF | 1.752 |
| GPL | SERVITO | 0.804 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 02 aprile 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.074 |
| Benzina | SELF | 1.742 |
| GPL | SERVITO | 0.662 |
| Metano | SERVITO | 1.510 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 06:00:00 +0000Il taglio delle accise sui carburanti potrebbe continuare ancora per qualche settimana. Dopo giorni di voci e attese, arriva una conferma importante: l’esecutivo starebbe preparando una proroga fino al 30 aprile. A dare un’indicazione chiara è stato il ministro per gli Affari europei e il PNRR, Tommaso Foti, che ha anticipato la volontà del governo di intervenire a breve. Una decisione che arriva in un momento delicato, con i prezzi alla pompa che continuano in modo ininterrotto a salire e una situazione internazionale ancora incerta sul fronte energetico.
Se la volontà politica sembra ormai definita, resta aperta la questione più complessa: trovare le risorse per finanziare la misura. Il Ministro Foti ha cercato di rassicurare, spiegando che il provvedimento è imminente: “Il taglio delle accise lo faremo in settimana, tra pochi giorniâ€.
Dietro le quinte, però, si gioca una partita più articolata. Il governo guidato da Giorgia Meloni è al lavoro insieme al Ministero dell’Economia, con Giancarlo Giorgetti in prima linea, per individuare le coperture necessarie. I numeri da mettere in campo non sono affatto banali: si parla di cifre tra i 500 e i 600 milioni di euro per mantenere lo sconto attuale, pari a circa 24,4 centesimi al litro (iva compresa). Una misura che, se confermata, continuerebbe ad alleggerire almeno in parte il peso dei carburanti su famiglie e imprese, che altrimenti sarebbe difficile da mantenere per i ceti più bassi e per chi l’auto la usa tutti i giorni.
Paradossalmente, mentre si discute di proroghe e interventi, i prezzi alla pompa continuano a muoversi verso l’alto. E questo nonostante un temporaneo calo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Negli ultimi due giorni, i numeri in autostrada parlano chiaro:
Un incremento piccolo ma costante, e soprattutto significativo se letto in maniera contestuale con il prezzo del barile in discesa. Una dimostrazione di come il costo finale in questo caso non venga influenzato solo dal greggio, ma anche da dinamiche di mercato e previsioni geopolitiche che rimangono incerte.Â
Allo stesso tempo però gli automobilisti accusano le compagnie di cavalcare la paura dell’austerità come deterrente per gestire il prezzo e aumentare i margini, andando a intaccare un rapporto sempre più difficile.
A rendere ancora più complesso lo scenario è la situazione internazionale, in particolare quella legata allo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici per il traffico mondiale di petrolio. Qualsiasi tensione in quell’area ha effetti immediati sui mercati globali, e quindi anche sui prezzi alla pompa in Europa.
Non c’è da dimenticarsi poi che l’Italia deve fare i conti con i vincoli di bilancio. Il rispetto del famoso tetto del 3% del deficit resta un obiettivo centrale, e misure come il taglio delle accise rischiano di diventare difficili da sostenere nel lungo periodo. Il rischio, se la situazione dovesse protrarsi, è quello di dover scegliere tra il sostegno immediato ai consumatori e la stabilità dei conti pubblici. Una decisione tutt’altro che semplice, che potrebbe aprire la strada a politiche più restrittive nei prossimi mesi.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 05:30:44 +0000Land Rover riporta in vita un’icona, ma lo fa in modo diverso dal solito. Per molti il Freelander è stato il primo vero SUV compatto premium, capace di portare il marchio britannico fuori dai sentieri più duri e dentro la vita quotidiana. Oggi, però, quel nome torna con una veste completamente nuova.
Non più solo un modello, ma un vero e proprio brand autonomo, nato dalla collaborazione tra Jaguar Land Rover e il colosso cinese Chery. Una mossa che racconta molto di come sta cambiando l’industria automobilistica globale: meno confini geografici, più sinergie internazionali, e una spinta sempre più forte verso l’elettrificazione.
Il primo assaggio di questa nuova identità è rappresentato dalla Concept 97, un prototipo che anticipa le linee e la filosofia dei modelli che arriveranno nei prossimi anni.
Il progetto Freelander del futuro nasce da una collaborazione che, almeno sulla carta, sembra unire due mondi lontani. Da una parte l’esperienza storica di Jaguar Land Rover, dall’altra la potenza industriale e tecnologica di Chery. Nella pratica, però, il baricentro del progetto si sposta chiaramente verso Oriente. Sviluppo e produzione saranno infatti concentrati in Cina, dove il nuovo marchio potrà sfruttare piattaforme dedicate e una filiera già pronta per l’elettrificazione su larga scala.
Il piano è ambizioso: sei nuovi modelli nei prossimi cinque anni, tutti sviluppati su una base tecnica modulare pensata per accogliere diverse tipologie di alimentazione. Non solo elettrico puro, ma anche versioni plug-in hybrid e soluzioni con range extender, in grado di rispondere alle esigenze di mercati molto diversi tra loro.
Sul fronte tecnologico, la nuova Freelander guarda ancora più avanti. La collaborazione con Huawei per i sistemi di guida autonoma e con CATL per le batterie racconta chiaramente la direzione intrapresa: un’auto sempre più connessa, intelligente e integrata nell’ecosistema digitale.
Se l’esterno richiama la tradizione, è all’interno che la Concept 97 mostra la distanza dal passato. L’abitacolo è pensato come uno spazio modulare, quasi un ambiente domestico più che un semplice plancia. La configurazione a sei posti distribuiti su tre file punta su originalità e versatilità , con una particolare attenzione alla seconda e terza fila, spesso trascurate nei SUV tradizionali. Il divano posteriore, ad esempio, si integra con i pannelli porta in un gioco di linee continue che trasmette una sensazione di armonia e pulizia stilistica.
Al centro della plancia domina un unico grande schermo, vero fulcro dell’esperienza di bordo. Qui si concentrano tutte le funzioni principali, dall’infotainment alla gestione del veicolo, seguendo quella filosofia minimalista che ormai è diventata un punto di riferimento nel mondo delle auto elettriche.
Dietro tutta questa innovazione, però, c’è un filo diretto con il passato. Il nome Concept 97 non è casuale: è un richiamo esplicito al 1997, anno in cui debuttò la prima Freelander. E le citazioni non si fermano al nome. Osservando la vettura con attenzione, emergono dettagli che strizzano l’occhio all’originale: i fari anteriori sdoppiati, il caratteristico cristallo laterale triangolare, fino al lettering frontale che richiama quello storico. Non si tratta di un’operazione nostalgica fine a sé stessa, ma di un modo per mantenere viva l’identità del modello, reinterpretandola in chiave moderna.
Data articolo: Thu, 02 Apr 2026 05:30:12 +0000Davanti alle telecamere Anna Tatangelo è una che sa stare al gioco, in auto preferisce però la solidità . Tra le voci più celebri della musica italiana, la “ragazza di periferia”, ospite a Stasera tutto è possibile mercoledì 1° aprile, alterna gioielli da collezione a mastodonti della strada in grado di catturare l’attenzione e, al tempo stesso, di offrire il massimo comfort a bordo.
I fan della cantante e dei motori saranno rimasti colpiti da una comparsa speciale nel videoclip Sangria. Nel tormentone estivo, una splendida Mercedes-Benz 500 SL della generazione R107 affianca Anna Tatangelo in un duo esplosivo. Attorno alla vettura è sorto un piccolo equivoco temporale: molti la collocano nel 1971, ma in quel periodo a debuttare furono “solo” le sorelle minori, ovvero la 280 SL e la 350 SL. Per vedere su strada la cattiveria della 500 SL abbiamo dovuto attendere la fine del decennio: è stato allora che il V8 aspirato da 5.0 litri ha iniziato a ruggire, mettendo sul piatto circa 240 CV e una spinta da oltre 400 Nm di coppia.
Con il suo classico motore anteriore, la trazione posteriore e un cambio automatico a quattro marce decisamente rilassato, la quattro ruote tedesca va vissuta come una gran turismo di una volta. Rimasta in produzione per ben 18 anni, sul mercato dell’usato raggiunge oggi una quotazione media tra i 25.000 e i 30.000 euro, mentre gli esemplari top restaurati superano di gran carriera i 100.000: un pezzo raro ha addirittura sfondato il muro dei 200.000 euro in un’asta.
Dalle linee sinuose della spider tedesca si passa a qualcosa di diametralmente opposto, ma ugualmente carismatico. In alcuni scatti rubati dai paparazzi e condivisi sui social, Tatangelo è apparsa al volante di un imponente Range Rover Sport del 2012. Ci riferiamo al restyling della prima generazione (siglata L320), un SUV premium dal carattere granitico basato su un telaio sopraffino derivato dal Discovery e dal classico Range Rover. Dal peso di oltre 2,5 tonnellate, mette a disposizione la trazione integrale permanente e all’interno vanta materiali di pregio. Nel comparto di seconda mano le quotazioni partono dai 10.000-15.000 delle gettonatissime versioni diesel TDV6 e arrivano ai 25.000 euro, necessari per portarsi a casa le varianti spinte dal V8 a benzina con compressore volumetrico da 510 CV.
Dalle auto alla televisione il passo è breve: Anna Tatangelo si prepara a conquistare il pubblico in una veste decisamente leggera. Torna infatti l’appuntamento con Stasera tutto è possibile, il seguitissimo comedy show di Rai 2 condotto da Stefano De Martino all’Auditorium Rai di Napoli. Reduce da un successo clamoroso che ha visto il programma dominare il prime time con oltre due milioni di spettatori e il 16% di share, la puntata è dedicata al tema AstroStep.
Insieme ai veterani della risata come Francesco Paolantoni e Herbert Ballerina, l’artista si accinge a sfidare le leggi della fisica con il suo travolgente fascino e un pizzico di autoironia. Tra i classici giochi come lo Speed Quiz, Step Burger e l’immancabile prova di gravità all’interno della Stanza Inclinata, le risate saranno assicurate a pieni giri.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 19:39:36 +0000Il fascino di Andrea Iannone domina spesso le pagine di gossip, ma la sua straordinaria collezione di auto non è seconda a nessuno. Mentre i flash dei paparazzi si infiammano per il primo bacio pubblico con l’attrice spagnola RocÃo Muñoz Morales, ci pensa il garage del pilota a far brillare gli occhi agli appassionati di motori. Del resto, il legame tra “The Maniac” e l’alta velocità non si esaurisce alle due ruote: nel corso degli anni ha messo in fila una serie di supercar e vetture iconiche capaci di coniugare il lusso più sfrenato a prestazioni da capogiro.
Un posto d’onore nel garage spetta alla Porsche 911 Carrera 4S, in grado di portare l’anima racing nella guida quotidiana. Sotto il cofano ruggisce un boxer a 6 cilindri biturbo da 3.0 litri, accreditato di ben 480 CV e una coppia di 530 Nm. Grazie alla trazione integrale, la quattro ruote tedesca brucia lo 0-100 km/h in appena 3,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 308 km/h. Con un prezzo che in Italia parte da circa 150.000 euro, mostra una classe innata, al riparo da troppi eccessi.
Se la Porsche rappresenta l’equilibrio, la Ferrari 488 Pista è pura adrenalina. Rispetto alla già estrema 488 GTB gli ingegneri di Maranello l’hanno alleggerita e potenziata affinché potesse scatenarsi tra i cordoli. Il suo V8 3.9 biturbo sprigiona la bellezza di 720 CV, così da toccare i 100 km/h da ferma in meno di 3 secondi e spingersi fino a 340 km/h. Bolide da palati fini, il suo valore sul mercato dell’usato oscilla oggi tra i 350.000 e i 450.000 euro.
Passiamo ai giganti della strada con la Bentley Continental Supersports, una Gran Turismo cattivissima spinta da un mastodontico W12 6.0 biturbo da ben 710 CV, che rese Andrea protagonista di un celebre scherzo televisivo a Scherzi a parte. A proposito di imponenza, niente può forse reggere il paragone con la Mercedes-Benz Classe G sempre dello sportivo, ormai uno status symbol planetario dal valore medio di almeno 100.000 euro se in buone condizioni. Infine, la stella della Superbike avrebbe anche una fiammante Lamborghini non meglio precisata, come da lui confessato durante una visita ufficiale alla factory di Sant’Agata Bolognese.
Oltre alle gioie che gli regalano i motori, il pilota è finito prepotentemente sotto i riflettori delle cronache rosa per la sua vita sentimentale. Dopo la rottura con la cantante Elodie, le ultime indiscrezioni confermano che la frequentazione tra il campione di motociclismo e l’attrice spagnola RocÃo Muñoz Morales, ex di Raoul Bova, sta proseguendo a gonfie vele, malgrado le recenti voci di una presunta crisi.
I due sono stati infatti paparazzati dal settimanale Chi a Torino, dove l’attrice era impegnata a teatro con lo spettacolo Contrazioni pericolose. Subito dopo la performance sul palco, la coppia si è concessa una cena romantica conclusasi in modo appassionato. Le prime indiscrezioni sulla loro storia erano nate a inizio anno dopo un weekend in un resort della Franciacorta, seguito da alcuni avvistamenti nella villa di lusso del pilota a Lugano. Superati i rallentamenti iniziali dovuti al lavoro, l’intesa è solida. Nessun annuncio ufficiale in vista: i due preferiscono godersi il tempo in rispettiva compagnia lontano dai flash, alla stessa intensità delle auto da sogno di Iannone.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 17:51:32 +0000La nuova Skoda Peaq offre un primo assaggio di quello che sarà il futuro. Ancora camuffata, ancora in fase di sviluppo, ma già abbastanza concreta da lasciar intravedere la direzione che il marchio ceco intende prendere nei prossimi anni.
Parliamo di un’ammiraglia rialzata lunga quasi cinque metri e capace di ospitare fino a sette passeggeri. Un SUV che si posizionerà al vertice della gamma Skoda e che vuole diventare il punto di riferimento per chi cerca spazio e tecnologia boema. L’arrivo è previsto per l’estate del 2026, ma il primo sguardo sembra portare nel presente le linee degli ultimi concept.
Nonostante le pesanti pellicole mimetiche, la Peaq lascia già intuire molto del suo carattere. Le proporzioni sono imponenti, con una carrozzeria alta e robusta che richiama chiaramente il mondo dei SUV più importanti del mercato. Con un design che inaugura un linguaggio stilistico completamente nuovo per Skoda. Le linee, per quanto ancora nascoste, sembrano ispirate al concept Vision 7S, con superfici più pulite, giochi di luce più netti e un approccio più moderno e minimale.
L’obiettivo è evidente: rendere il marchio più contemporaneo e riconoscibile, senza perdere quell’impronta razionale che ha sempre contraddistinto i modelli Skoda. Non si tratta quindi di una rivoluzione fine a sé stessa, ma di un’evoluzione pensata per accompagnare la transizione elettrica.
Se fuori la Peaq punta a impressionare per dimensioni, è dentro che gioca la sua partita più importante. Il passo di 2.965 mm promette un’abitabilità di alto livello, con spazio abbondante per tutte e tre le file di sedili. I sette posti non vanno a compromettere lo spazio posteriore: anche con tutte le sedute in uso, il bagagliaio offre 299 litri, che diventano 1.010 litri utilizzando la configurazione a cinque posti. Numeri che raccontano bene la vocazione familiare e da viaggio di questo SUV.
Tra gli elementi tecnologici più esplicativi della ricercatezza di Skoda spicca il tetto panoramico opacizzante, il più grande mai visto sul brand boemo, pensato per aumentare la sensazione di spazio e luminosità a bordo. A questo si aggiunge un vero e proprio pacchetto relax, che trasforma l’abitacolo in una sorta di salotto su ruote: sedili con funzione massaggio, poggiagambe regolabili elettricamente, tavolino pieghevole e persino un’app dedicata per gestire alcune funzioni di comfort e massaggio. Non manca un sistema audio sviluppato con Sonos, che punta a offrire un’esperienza sonora immersiva, in linea con il posizionamento più premium della vettura.
La gamma della Skoda Peaq sarà articolata su tre versioni: 60, 90 e 90x. Le varianti 90 e 90x offrono il massimo delle prestazioni. In entrambi i casi si parla di oltre 600 km di percorrenza, un dato ormai fondamentale per convincere all’acquisto, specialmente in vetture nate per viaggiare come questa Peaq.
La versione 90x, inoltre, introdurrà la trazione integrale, offrendo maggiore sicurezza e versatilità anche su fondi a bassa aderenza. Nonostante le dimensioni importanti, le prestazioni restano di tutto rispetto: lo 0-100 km/h viene coperto in appena 6,7 secondi, un valore che fino a pochi anni fa era appannaggio di berline sportive ben più compatte.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 15:26:03 +0000Un nuovo B-SUV si butta nella mischia dell’elettrico. Si chiama Kia EV2 ed è il modello con cui il marchio coreano punta a rendere la mobilità a zero emissioni più accessibile e agile in città . Nasce a Žilina, in Slovacchia, ed è la più piccola della famiglia elettrica Kia, ma non per questo meno ambiziosa. Anzi, proprio nella fascia dei B-SUV, EV2 prova a portare tutta la tecnologia maturata con modelli superiori, adattandolo a dimensioni da città .
A guardarla da fuori, la EV2 non passa inosservata. Nonostante una lunghezza di circa 4 metri, riesce a trasmettere una certa presenza su strada, grazie a proporzioni ben studiate e a un design che gioca tra linee tese e superfici più morbide.
Il frontale è coerente con il linguaggio stilistico più recente del marchio, con una firma luminosa ben riconoscibile e dettagli che puntano a rafforzare l’identità della gamma elettrica. La fiancata, invece, è attraversata da nervature evidenti che danno dinamismo all’insieme, mentre il posteriore mantiene un’impostazione pulita e moderna. Il risultato è un’auto che grazie alla sua volumetria squadrata si inserisce perfettamente nel segmento, senza sembrare anonima.Â
La struttura razionale tipica delle piattaforme elettriche permette di ottimizzare ogni centimetro, offrendo un abitacolo più arioso di quanto le dimensioni esterne possano far pensare. L’impostazione è pulita e razionale. Al centro della plancia spicca il doppio display che incornicia una piccola terza sezione dedicata alla climatizzazione. Allo stesso tempo non scompaiono – come da tradizione Kia – i comandi fisici, soprattutto per le funzioni più utilizzate: una decisione che migliora l’ergonomia e rende l’esperienza a bordo più intuitiva, soprattutto durante la guida.
I materiali puntano più sulla praticità che sull’effetto wow: plastiche robuste si alternano ai tessuti per un’impostazione che privilegia la durata nel tempo. Una filosofia coerente con il posizionamento del modello.
Sotto il pianale, la EV2 offre due diverse configurazioni, pensate per adattarsi a esigenze differenti. La versione d’ingresso monta una batteria da 42,2 kWh, con un’autonomia dichiarata di circa 317 km. Un valore più che sufficiente per l’utilizzo urbano e per chi cerca un’elettrica da usare quotidianamente senza troppi pensieri.
Chi invece percorre più chilometri può scegliere la variante Long Range, con batteria da 61 kWh, capace di arrivare fino a 453 km con una singola carica. Numeri che iniziano a rendere la EV2 adatta anche a viaggi più lunghi, senza l’ansia da ricarica che spesso accompagna i modelli più piccoli. L’architettura a 400 Volt garantisce tempi di ricarica competitivi, permettendo di recuperare energia in modo rapido, soprattutto nelle colonnine ad alta potenza.
La gamma parte da 26.600 euro per la versione Standard Range con allestimento Light, una cifra che la posiziona nel cuore del segmento entry level tra i B-SUV. Salendo di livello, si arriva fino a 34.350 euro per la variante Earth con la stessa batteria. Per chi sceglie la versione Long Range in produzione da Giugno 2026, il listino parte da 38.350 euro e arriva fino a 40.850 euro per l’allestimento GT-Line, quello più ricco e con un’impronta più sportiva.
La struttura della gamma è chiara e ben articolata: tre allestimenti (Light, Air ed Earth) per la batteria base e due (Earth e GT-Line) per quella più grande. Una scelta che permette di configurare l’auto in modo semplice, senza perdersi tra troppe opzioni.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 13:54:44 +0000Esiste un tipo di pneumatico che assicura buone prestazioni, con costi contenuti e che può essere utilizzato durante tutto l’anno, evitando il cambio gomme tra le varie stagioni?
Le gomme All Season possono rappresentare una buona soluzione per avere meno pensieri e risparmiare sulla loro gestione, senza ridurre sicurezza e comfort alla guida. Ma sono veramente così performanti? Oltre ai tanti punti a favore, hanno anche degli svantaggi?
Vediamone insieme tutte le caratteristiche per capire se possono essere la scelta ideale per la nostra vettura.
Le gomme All Season vengono definite anche con altri nomi, come Quattro Stagioni, All Weather, 4S o Four Seasons, ma indicano sempre lo stesso tipo di pneumatico con caratteristiche “ibrideâ€, realizzato per essere adatto alla maggior parte delle condizioni atmosferiche e delle tipologie di terreno.
Sul fianco della gomma in genere è riportata la marcatura identificativa 4S, oppure All Season o All Weather, a indicare il tipo di pneumatico e la sua possibilità di utilizzo durante tutto l’anno.
Altri elementi caratteristici di questo tipo di gomme sono il tipo di mescola e il design del battistrada: la mescola è ricca di silice, che rende la gomma più morbida, flessibile e versatile per le temperature più basse, ma adatta anche per quelle più alte.
Il disegno del battistrada presenta delle scanalature profonde che aiutano a drenare meglio l’acqua sull’asfalto, assicurare l’adeguata aderenza, ridurre il pericoloso fenomeno dell’acquaplaning e la resistenza al rotolamento. Sono presenti anche delle lamelle tridimensionali per assicurare maggiore aderenza su strade innevate e ghiacciate.
Va sottolineato il fatto che, pur rispettando pienamente gli obblighi di legge, questo tipo di pneumatico non è soggetto a normativa europea e quindi non deve possedere determinati requisiti specifici, al contrario di quello che presenta la sigla 3PMSF e che è soggetto a test certificati.
Su alcuni modelli può essere riportata la sigla M+S (Mud + Snow, fango e neve) che lo rende adatto anche ad affrontare terreni più scivolosi (soprattutto nella stagione invernale) senza bisogno di effettuare il cambio gomme.
Le ruote, come sappiamo, sono il punto di contatto tra il veicolo e il terreno ed è fondamentale che siano in perfetto stato, assicurando la massima sicurezza, e che seguano le indicazioni fornite dal libretto di circolazione del mezzo, differenti da modello a modello.
Una panoramica generale sui vantaggi delle gomme All Season può aiutare a capire il motivo del loro successo e la loro convenienza:
I vantaggi sono parecchi, è vero, ma ci sono anche degli aspetti sfavorevoli da considerare.
Purtroppo, non è tutt’oro quello che luccica e anche per le gomme All Season, che sembrano la soluzione definitiva per non avere più pensieri, esistono degli aspetti sui quali è bene riflettere prima dell’acquisto e del montaggio.
Questi quelli più importanti da considerare:
Se la loro usura può essere più rapida, qual è la loro durata effettiva? Sono allora veramente convenienti?
Questi pneumatici possono usurarsi più rapidamente rispetto agli altri tipi. In generale, la loro durata media si aggira intorno ai 35.000 – 40.000 km: maggiore rispetto a quelle invernali, che subiscono parecchie sollecitazioni, ma inferiore rispetto a quelle estive, specifiche per temperature elevate. A loro favore però gioca il fatto che può bastare un solo treno di gomme per coprire l’intero anno.
La valutazione sulla loro scelta deve tenere anche in considerazione, oltre alle prestazioni offerte dalla marca e dal modello, anche altri fattori, in particolare:
Non esiste un’indicazione generale da seguire, ogni caso è specifico e richiede un’attenta valutazione, seguendo sempre le informazioni riportate sul libretto di circolazione della vettura e le indicazioni del gommista di fiducia.
La domanda successiva da porsi potrebbe essere allora per chi e per quali condizioni possono essere adatte le gomme All Season e per chi no.
Facendo un’analisi delle loro caratteristiche, le gomme All Season risultano quindi più adatte per chi:
Dall’altro lato, le gomme All Season potrebbero non essere la soluzione ideale per chi utilizza la vettura in luoghi con condizioni climatiche estreme o con grandi sbalzi termici, percorre molti chilometri e viaggia spesso su strade sterrate, con uno stile di guida più dinamico e “sportivo”.
Gli pneumatici All Season consentono il pieno rispetto del Codice della Strada, che prevede l’obbligo di guidare con “a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio†per il periodo che va dal 15 novembre fino al 15 aprile dell’anno successivo, ma è sempre bene controllare le ordinanze locali delle zone da attraversare, che possono anticipare o posticipare le date in base alle condizioni climatiche e territoriali.
Le gomme quattro stagioni possono essere quindi utilizzate tranquillamente ma, come visto, in determinate condizioni stradali meglio affidarsi alle gomme specifiche per manti innevati e ghiacciati.
La legge poi, nello specifico con la comunicazione n.1049 del 17/01/2014 del Ministero dei Trasporti, indica anche che le gomme All Season devono avere “un indice di velocità pari o superiore a quello dichiarato sul libretto di circolazione della propria autoâ€. In caso di mancato rispetto dei valori, si rischia una multa da 422 fino a 1695 euro.
Gli pneumatici scelti, come sappiamo, devono essere conformi ai valori riportati sul libretto di circolazione in materia di misure, indici di carico e codice di velocità . Altre importanti informazioni possono essere ricavate dalla lettura dell’etichetta europea con indicazioni sulle prestazioni e l’affidabilità delle gomme:
Con gli pneumatici All Season è possibile quindi risparmiare, scegliendo tra le proposte di varie marche e modelli, disponibili sul mercato con ottimi prezzi.
Come ultima valutazione, occorre allora considerare che può valere la pena scegliere una marca premium, in grado di offrire soluzioni più avanzate e sempre più performanti e di ridurre il divario di prestazioni rispetto agli altri tipi di pneumatici.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 12:20:15 +0000Sotto il sole primaverile della Catalogna, il panorama automobilistico europeo assiste all’esordio della XPENG P7+, la vettura che il marchio definisce come la prima “AI-defined fastback” al mondo. Già al primo colpo d’occhio appare chiaro che non ci troviamo di fronte a una macchina tradizionale con un software aggiunto, ma a un’entità tecnologica nata e cresciuta attorno all’intelligenza artificiale. Dunque, tutta da scoprire.
Il vero cervello della P7+ non si trova sotto il cofano, ma nei suoi circuiti. L’architettura intelligente è supportata dal chip AI Turing proprietario, una meraviglia dell’ingegneria capace di sprigionare una potenza di calcolo monumentale: 750 tera operazioni al secondo (TOPS).
Questa capacità di elaborazione permette alla vettura di “percepire” l’ambiente circostante con una precisione chirurgica, gestendo situazioni di traffico complesse, cambi di corsia progressivi e manovre di parcheggio intuitive come se fossero guidate da una mano invisibile e sicura. Grazie agli aggiornamenti over-the-air (OTA), la P7+ è progettata per non invecchiare mai, evolvendosi e apprendendo nuove funzionalità lungo tutto il suo ciclo di vita.
Entrare nell’abitacolo della P7+ significa immergersi in un’esperienza sensoriale raffinata. La filosofia del design combina l’eleganza dinamica di una fastback con una versatilità degli spazi che sfida i vertici della categoria, offrendo una capacità di carico paragonabile a quella delle station wagon europee. L’occhio cade immediatamente sul display centrale da 15,6 pollici, mentre il tatto è gratificato da materiali di alta qualità : il rivestimento del tetto in microfibra ispirato al cashmere si sposa con i sedili in pelle Nappa traforata, riscaldati, ventilati e dotati di funzione massaggio sia per chi guida sia per chi siede dietro.
Ma è il comfort acustico a sorprendere maggiormente. Gli ingegneri XPENG hanno isolato l’ambiente con 62 punti mirati per la riduzione del rumore e l’impiego di 36 elementi fonoassorbenti, creando una bolla di silenzio ideale per godersi il sistema audio da 20 altoparlanti con cancellazione attiva del rumore stradale. Anche la sostenibilità ha un ruolo centrale: l’abitacolo elimina processi inquinanti come la cromatura ad acqua, puntando a una riduzione delle emissioni fin dal ciclo produttivo.
Se la tecnologia affascina, le prestazioni convincono. La versione AWD Performance Pro sprigiona 503 CV, permettendo uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 4,3 secondi. Tuttavia, la vera rivoluzione riguarda l’autonomia e il rifornimento. Grazie al supporto della ricarica ultrarapida 5C, la P7+ può passare dal 10% all’80% della batteria in circa 12 minuti, rendendo le soste per il “pieno” di energia poco più lunghe di un caffè.
L’autonomia della nuova XPENG P7+ varia a seconda della versione scelta, secondo il ciclo di omologazione WLTP:
La P7+ non è un’ospite straniera in Europa, ma una cittadina del mondo con radici locali: la produzione è stata infatti completata presso lo stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, segnando il terzo modello del brand prodotto sul territorio europeo.
Per gli automobilisti italiani, l’attesa sta per finire. La commercializzazione nel nostro Paese inizierà a giugno 2026, con un prezzo di partenza “chiavi in mano” di 46.170 euro. L’importatore ATFlow sta già espandendo la rete, puntando a 40 sedi operative entro l’anno. Per rendere il passaggio all’elettrico ancora più dolce, ogni vettura venduta nel 2026 includerà ben 3.020 kWh di ricarica gratuita e tariffe agevolate per cinque anni.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 11:09:29 +0000È stato un weekend da incorniciare per Aprilia ad Austin, con la doppietta nel Motomondiale firmata da Marco Bezzecchi e Jorge Martin. Un risultato che ha fatto da sfondo alla presentazione di X 250TH, un modello disponibile in edizione limitata sviluppato dalla Casa di Noale, per celebrare i 250 anni dalla firma della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti.
Il modello introduce soluzioni tecniche direttamente mutuate dalla MotoGP, tra cui l’impianto frenante in carbon-carbon (finora riservato ai prototipi da competizione), e adotta inoltre una livrea “Stars and Stripes†ispirata alla bandiera americana. La produzione è fissata a trenta esemplari, di cui venticinque destinati al mercato statunitense.
Il fiore all’occhiello di X 250TH, come detto, è l’impianto frenante in carbon-carbon fornito da Brembo, soluzione finora riservata ai prototipi MotoGP – usata sia da Bezzecchi sia da Martin, autori dell’1-2 di Aprilia ad Austin – e introdotta per la prima volta su un modello destinato alla vendita. Il sistema utilizza dischi freno in carbonio da 340 mm high mass, abbinati a pastiglie in carbonio e a una pinza in alluminio ricavata dal pieno con alette di raffreddamento. Al posteriore è presente un disco freno accoppiato a una pinza con trattamento superficiale al nichel.
L’impiego di componenti in carbonio consente una riduzione significativa del peso rispetto ai tradizionali dischi in acciaio, con effetti sulla maneggevolezza complessiva. Anche le pastiglie contribuiscono alla riduzione delle masse, con un peso inferiore rispetto alle soluzioni sinterizzate. Il sistema è progettato per garantire prestazioni costanti anche in condizioni di utilizzo intensivo, mantenendo caratteristiche di frenata simili a quelle delle moto impiegate nel Motomondiale.
L’aerodinamica rappresenta uno degli elementi distintivi di Aprilia X 250TH, ambito in cui il reparto corse è all’avanguardia. Le linee del modello si ispirano alla famiglia RS-GP, in particolare al design del posteriore, capace di replicarne i flussi aerodinamici. Il pacchetto comprende soluzioni avanzate come le seat wings, tecnologia proprietaria Aprilia Racing, e le tail wings, introdotte per la prima volta sulla RS-GP25. La combinazione di ali posteriori e anteriore, under wing e cornering wings aumenta il carico aerodinamico in frenata e in curva, migliorando stabilità e controllo.
Un altro elemento chiave è il supporto sella strutturale in carbonio realizzato da PAN Compositi con tecnologia a “struttura a sandwichâ€, che massimizza leggerezza e rigidità . Il posteriore di X 250TH riproduce così la dinamica dei prototipi da gara, incrementando il grip e offrendo un feedback più diretto tra comportamento dello pneumatico e sensazioni del pilota. Completa il pacchetto lo scarico sdoppiato SC Project in titanio, progettato per prestazioni elevate e sound racing tipico della MotoGP.

X 250TH integra anche un sistema di aerodinamica ad effetto suolo sviluppato e brevettato da Aprilia Racing. Il profilo delle fiancate genera deportanza in piega, aumentando aderenza e stabilità . La carenatura in carbonio, prodotta con gli stessi processi della RS-GP25 del Motomondiale, quintuplica il carico verticale in rettilineo e lo triplica in curva rispetto alla RSV4, migliorando stabilità e grip. La livrea “Stars and Stripes†completa il pacchetto, richiamando i colori della bandiera americana e sottolineando l’esclusività del modello.
Aprilia X 250TH è spinta da un motore V4 a 65° da 1.099 cc sviluppato dal reparto corse con specifiche racing SBK. La potenza massima raggiunge 240 CV a 13.750 giri/min, con regime massimo a 14.100 giri/min, mentre la coppia tocca i 131 Nm a 11.750 giri/min. Le prestazioni derivano da un’evoluzione mirata del V4, che include rapporto di compressione maggiorato, filtro aria racing ad alta permeabilità Sprint Filter, trombette di aspirazione dell’airbox racing, scarico in titanio SC Project a doppio tubo e frizione a secco STM.
La gestione elettronica è affidata alla centralina APX di Aprilia Racing, diretta evoluzione dei sistemi impiegati nei Mondiali Superbike conquistati da Max Biaggi in sella alla RSV4. L’unità consente una regolazione completa dei parametri, adattandosi allo stile di guida e alle condizioni del tracciato. Il sistema controlla anti-impennamento, potenza, traction control e freno motore su ogni marcia, offrendo precisione e sicurezza anche in condizioni estreme.
Completano il pacchetto le funzionalità GPS integrate e la calibrazione avanzata della centralina, che permettono al pilota di monitorare i dati in tempo reale e ottimizzare la gestione del motore. Questa combinazione di motore V4 e elettronica sofisticata avvicina l’esperienza di guida della X 250TH a quella dei prototipi da competizione, garantendo prestazioni elevate in pista e un comportamento preciso su ogni tipo di percorso.
Aprilia X 250TH monta un telaio a doppio trave in alluminio abbinato a sospensioni Öhlins meccaniche con setup dedicato, tra cui una forcella pressurizzata. L’assetto è completato dai cerchi forgiati Marchesini in magnesio, equipaggiati con pneumatici slick Pirelli impiegati nel Mondiale Superbike, a conferma della vocazione racing del modello.
Il livello di finitura riflette l’approccio tipico di Aprilia Racing, con numerosi componenti realizzati in carbonio o in alluminio ricavato dal pieno, come pedane regolabili e piastra di sterzo numerata. La dotazione comprende radiatori acqua e olio maggiorati con tecnologia Superbike e una trasmissione finale con corona in titanio e pignone alleggerito firmati PBR, completata da una catena Regina Chain 520, per garantire resistenza, leggerezza e precisione nella gestione della potenza.
Della produzione complessiva di trenta esemplari di Aprilia X 250TH, venticinque saranno destinati al mercato statunitense, con prezzo di 150.000 dollari, mentre le restanti cinque unità saranno disponibili per altri mercati, tra cui quello europeo, al prezzo di 115.000 euro (IVA esclusa). La prenotazione è aperta esclusivamente online.
Ogni esemplare include una serie di accessori esclusivi: laptop Yashi con software per la gestione dei parametri ECU e delle strategie elettroniche, tappeto e telo copri-moto personalizzati, cavalletti RCB anteriore e posteriore in titanio e termocoperte IRC. La numerazione di ciascun modello conferma l’esclusività dell’edizione limitata.
Aprilia X 250TH rientra nel programma Factory Works di Aprilia Racing, progetto interno del reparto corse di Noale volto a portare la tecnologia sviluppata in MotoGP e Superbike nelle mani di piloti privati e collezionisti. L’iniziativa permette di disporre di una RSV4 o Tuono V4 dalle performance assolute, pensata sia per competere ai massimi livelli nei campionati delle derivate di serie, sia per chi desidera un’esperienza di guida da prototipo stradale.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 10:42:31 +0000L’incubo non è più soltanto il rincaro vertiginoso dei prezzi alla pompa, ma una realtà molto più cruda e immediata: l’Italia e l’intera Europa rischiano concretamente di restare senza diesel. Quello che per decenni è stato il carburante simbolo della mobilità europea, il motore dell’autotrasporto e dei lunghi viaggi autostradali, sta diventando una risorsa sempre meno disponibile.
La crisi energetica globale ha raggiunto un punto di rottura tale che il rischio di non trovare affatto il prodotto nelle stazioni di servizio non è più una remota ipotesi accademica, ma una minaccia che analisti ed economisti vedono concretizzarsi già per la metà di aprile.
Il fulcro del problema risiede a migliaia di chilometri dai nostri confini, in un lembo di mare stretto e vitale: lo Stretto di Hormuz. La guerra in Iran, entrata ormai nella sua quinta settimana senza segnali di risoluzione, sta agendo come un tappo sulle rotte commerciali globali. Sebbene solo il 6% del greggio importato in Italia passi da quel braccio di mare, la situazione cambia drasticamente per il prodotto finito: ben il 57% del gasolio consumato nel nostro Paese (circa 3 milioni di tonnellate) transita necessariamente per Hormuz.
Questa vulnerabilità estrema è il frutto di scelte industriali decennali. L’Europa ha progressivamente ridimensionato la propria capacità di raffinazione a causa dei costi operativi elevatissimi e delle politiche ambientali sempre più stringenti. Molti impianti storici, come quelli di Marghera e Gela, sono stati convertiti in bioraffinerie, lasciando la produzione di diesel nelle mani dei Paesi del Golfo.
Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi hanno investito in mega-raffinerie che oggi forniscono all’Italia il combustibile già pronto, ma che dipendono totalmente dalla stabilità della regione mediorientale.
Secondo alcuni esperti, ci troviamo di fronte a una crisi peggiore di quelle del 1973 o del 1979, che costrinsero l’Italia alle “Domeniche a piedi”. L’impatto è così significativo che l’International Energy Agency (IEA) parla della più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero. In alcuni Paesi del mondo, le misure di austerity sono già realtà : l’Egitto chiude i locali dopo le 21 e la Corea del Sud limita la circolazione delle auto dei dipendenti pubblici.
Anche Bruxelles sta valutando scenari simili. La Commissione Europea e la IEA hanno suggerito un “decalogo” per il risparmio energetico che potrebbe cambiare le nostre vite: smart-working obbligatorio per almeno 3 giorni a settimana, riduzione dei limiti di velocità in autostrada di 10 km/h, promozione di targhe alterne in città e limitazioni ai voli d’affari. È l’ammissione che le riserve d’emergenza, già intaccate da molti Paesi, non possono bastare a colmare un vuoto produttivo di oltre 3 milioni di barili al giorno.
Per gli automobilisti italiani, il momento della verità coinciderà con il 7 aprile, data di scadenza del taglio delle accise. Senza questa protezione fiscale, il prezzo del gasolio subirebbe un’impennata istantanea toccando i 2,3 euro al litro, un livello mai raggiunto nella storia nazionale. In un Paese dove quasi il 40% delle auto (oltre 16 milioni di veicoli) e oltre il 90% dei mezzi pesanti si muovono a gasolio, un simile rincaro è una “bomba a orologeria” sociale.
Le conseguenze pratiche potrebbero essere paralizzanti. Il sindacato Trasportounito ha già proclamato un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile. Se i camionisti incroceranno le braccia, il blocco del 90% delle merci — inclusi i carburanti stessi — porterà alla carenza fisica di prodotto. In questo scenario di estrema scarsità , il Governo potrebbe essere costretto a razionamenti selettivi, imponendo ai 16 milioni di automobilisti privati di “cedere il passo” ai mezzi pesanti per garantire almeno l’approvvigionamento dei beni di prima necessità . L’era del diesel facile e abbondante sembra essere giunta al suo tramonto più amaro.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 10:23:31 +0000Nel mondo della comunicazione automobilistica moderna, le conferenze stampa patinate e i comunicati ufficiali sembrano appartenere a un’epoca giurassica. Oggi, le rivoluzioni industriali passano per un post di pochi caratteri su X, l’ex Twitter.
Elon Musk ha sorpreso ancora una volta il mondo intero quando, rispondendo quasi casualmente a un utente che implorava la produzione di un minivan firmato Tesla, ha lanciato una delle sue celebri “boutade”: “Qualcosa di molto più figo di un minivan sta arrivandoâ€. Senza immagini, senza date e senza dettagli tecnici, Musk ha scatenato una tempesta di speculazioni in un momento in cui il marchio di Austin sembra trovarsi davanti a un bivio cruciale.
Questa dichiarazione non arriva nel vuoto cosmico, ma si inserisce in un contesto strategico ben delimitato. Tesla si sta preparando a ritirare dal mercato i suoi modelli storici, la Model S e la Model X, con l’uscita definitiva dal catalogo prevista entro la fine del secondo trimestre del 2026.
Questa decisione lascerà un vuoto importante nella gamma, che rimarrebbe composta solo dalla triade: Model 3, Model Y e il discusso Cybertruck (quest’ultimo ancora confinato al mercato statunitense). Soprattutto per le famiglie numerose, che trovavano nella Model X un riferimento preciso per lo spazio e l’abitabilità , il rischio di un declino dell’interesse verso il brand è concreto,. Musk lo sa e sembra intenzionato a colmare questa lacuna con qualcosa di dirompente.
L’ipotesi attualmente più accreditata tra gli analisti e gli appassionati riguarda il cosiddetto CyberSUV. Le basi per questa teoria sono solide: a settembre 2025, un modello in argilla è apparso fugacemente sullo sfondo di un video ufficiale Tesla. Il prototipo mostrava una linea del tetto ridisegnata, pensata per ospitare comodamente tre file di sedili, pur mantenendo il frontale tipico, la barra LED a tutta larghezza e le superfici piane in acciaio inossidabile del Cybertruck,.
Questa pista ha anche un profondo senso industriale. La linea produttiva della Giga Texas è progettata per sfornare 150.000 unità all’anno, ma il pickup da solo non riesce a coprire questi volumi. Utilizzare la stessa piattaforma per un SUV familiare permetterebbe a Tesla di massimizzare l’investimento, offrendo un veicolo con tre file di sedili e, forse, tre file di porte, un’idea su cui Musk ha già “preso nota” in modo ufficiale.
Se il CyberSUV rappresenta l’anima ardita, la seconda ipotesi è decisamente più pragmatica: la Model Y L. Si tratta di una versione allungata a sei posti che ha già riscosso successo in Cina e si sta espandendo in Oceania e nel Sud-est asiatico. Sebbene Musk avesse inizialmente negato l’arrivo di questo modello negli USA prima della fine del 2026, alcuni droni hanno recentemente immortalato sopra la Giga Texas una carrozzeria avvolta in plastica blu che richiamava fortemente la silhouette allungata della Y.
Infine, rimane sul tavolo l’ipotesi del Robovan, il veicolo autonomo presentato nel 2024 durante l’evento “We, Robotâ€. Sebbene sembri più orientato alle flotte e ai servizi urbani rispetto alle esigenze delle famiglie private, la sua forma squadrata e minimalista potrebbe evolvere verso una versione ricreativa o addirittura un camper a zero emissioni.
Ciò che è certo è che il progetto è già uscito dalla fase concettuale: Tesla ha ufficialmente avviato le assunzioni per lo sviluppo di un prototipo fisico. Fedele alla sua logica, Tesla non cercherà di replicare categorie esistenti, come un minivan tradizionale con porte scorrevoli e infiniti porta bicchieri. L’obiettivo di Musk è reinterpretarle fino a renderle irriconoscibili, trasformando una necessità familiare in un oggetto di puro desiderio tecnologico.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 09:08:54 +0000Per decenni, l’immagine dell’appassionato di motori è stata indissolubilmente legata a un gesto specifico: la mano che impugna con decisione una leva meccanica e il piede che preme con precisione il pedale della frizione. Il cambio manuale non è mai stato solo un componente tecnico, ma il simbolo del piacere di guida, capace di offrire un senso di controllo e coinvolgimento che nessuna intelligenza artificiale può replicare.
In Europa, fino a pochi anni fa, questa trasmissione era lo standard, mentre l’automatico era considerato un lusso per pochi. Oggi, però, questo rito di passaggio tra uomo e macchina sta scomparendo dai listini, lasciando spazio a un futuro sempre più automatizzato.
La scomparsa della “cara e vecchia leva” non è un evento casuale, ma il risultato di una trasformazione profonda del mercato automobilistico. Le motivazioni sono in primo luogo tecniche e pratiche: le trasmissioni automatiche moderne sono diventate più fluide, efficienti e facili da usare nel traffico congestionato delle città . Inoltre, i costruttori prediligono l’automatico perché garantisce risultati migliori nei test di omologazione e di consumo, essendo più facile da programmare per massimizzare l’efficienza.
Un ruolo determinante è giocato dall’elettrificazione. Nelle auto elettriche la trasmissione è quasi sempre monomarcia, mentre nei modelli ibridi la componente elettrica è legata a doppio filo con la gestione automatica dei rapporti. Anche il dominio incontrastato dei SUV ha contribuito al declino, poiché queste vetture nascono quasi esclusivamente con trasmissioni automatiche.
I numeri confermano una tendenza ormai evidente. Secondo una ricerca di CarGurus, nel 2026 saranno disponibili solo 67 modelli nuovi con trasmissione manuale nel Regno Unito, un calo netto rispetto agli 82 dell’anno precedente. Se guardiamo indietro di un decennio, il numero di auto con tre pedali si è più che dimezzato.
Oggi, meno di un quarto delle nuove auto offre ancora il manuale. Su un campione di circa 300 modelli analizzati, ben 225 sono disponibili esclusivamente con cambio automatico. Marchi storici come Volvo e Alfa Romeo sono già passati totalmente all’automatico, seguiti recentemente da Mini e Honda. Persino nelle autoscuole il trend sta cambiando: sempre più giovani prendono la patente su auto automatiche, ottenendo un documento che limita legalmente la loro guida a veicoli senza frizione.
Nonostante il declino, la passione per la guida tradizionale resiste in alcune nicchie specifiche. Il cambio manuale sopravvive principalmente in due segmenti: le vetture accessibili (city car e utilitarie) e le sportive di razza. In Italia, tra i modelli che offrono ancora almeno una versione manuale troviamo:
L’elenco, seppure non così lungo, contiene altre vetture ancora, passando per Skoda, Opel, Citroen, Seat, Suzuki, Peugeot, che in alcuni modelli dispongono ancora della leva del cambio. Il futuro appare segnato, ma come suggeriscono gli esperti, per chi non vuole rinunciare al coinvolgimento totale, il mercato dell’usato rimarrà a lungo l’ultimo grande rifugio per chi ama ancora guidare alla vecchia maniera.
Data articolo: Wed, 01 Apr 2026 07:44:08 +0000