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Le scorribande urbane sui monopattini stanno per terminare. La micromobilità urbana in Italia si appresta a un clamoroso ribaltone con l’introduzione delle assicurazioni. Il giorno da tenere a mente sul calendario è il 16 luglio 2026, data in cui diventerà ufficialmente operativo l’obbligo di assicurazione Rc (Responsabilità civile) per chiunque possieda o utilizzi un monopattino elettrico.
La direttiva, prevista inizialmente per il maggio scorso, è stata oggetto di una proroga concessa dai ministeri competenti. Dopo una lunga serie di rinvii concordati tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le compagnie assicuratrici, finalmente siamo davanti alla svolta. La disposizione prevede che la polizza sia legata al mezzo di trasporto e non al suo utilizzatore, esattamente come succede per gli altri veicoli. La polizza coprirà la responsabilità civile prevista dalla legge nei confronti di danni causati a terzi.
Per sottoscrivere una polizza è necessario il contrassegno identificativo, anche noto come targhino: al 30 giugno scorso, secondo i dati divulgati dal MIT, ben 133.135 erano stati a partire dal 16 maggio, data di entrata in vigore del provvedimento, principalmente a Milano (33.316) e Roma (27.900). Dopo aver speso una cifra intorno ai 40 euro per il contrassegno e dopo averlo registrato nella piattaforma ministeriale Monopattini, si potrà procedere all’acquisto della polizza da associare al proprio mezzo.
I cittadini maggiorenni e quelli di età superiore ai 14 anni (età minima per l’utilizzo dei monopattini elettrici), possono ottenerla su richiesta di chi esercita l’autorità genitoriale. I mezzi a noleggio, invece, sono sempre coperti da polizze sottoscritte dalle società di sharing. La polizza non risarcisce i danni causati dal conducente del monopattino a sé stesso, a meno che non abbia siglato accordi particolari con la compagnia. La polizza può essere limitata al nominativo indicato al momento della sottoscrizione o venire estesa ai familiari.
Indicativamente le cifre oscillano tra i 40 e i 150 euro. Per chi venisse pizzicato senza assicurazione sono previste pesanti sanzioni, disciplinate dall’art. 193 del Codice della Strada, con multe da 866 sino a 3.464 euro, oltre alla cessazione della circolazione e il sequestro amministrativo del mezzo. Se la medesima violazione si ripete nell’arco di due anni, la multa è raddoppiata e viene applicato un fermo amministrativo di 45 giorni dopo la regolarizzazione della polizza. Cosa accade in caso di incidente? La persona deve personalmente, ai sensi del Codice civile, risarcire i danni causati a beni e persone, con cifre consistenti in caso di lesioni gravi.
Gli operatori dello sharing si stanno lamentando per l’aumento dei costi che metterà a rischio la sostenibilità del fenomeno, tuttavia l’obbligo di assicurazione è arrivato per contenere la crescente diffusione dei monopattini nelle giungle urbane e offrire un elevato grado di sicurezza. Le statistiche (Aci-Istat) rivelano come nel 2024 siano avvenuti 3.895 incidenti con monopattini elettrici, con un bilancio di 23 vittime e 3.751 feriti.
Numeri preoccupanti se confrontati con quelli del 2021 dove erano stati 9 i decessi, mentre nel 2022 si era saliti a 16 e nel 2023 a 21. Le vittime risulterebbero di sesso maschile, spesso di origine straniera e di età molto variabile, dagli adolescenti agli ultrasessantenni. Per questo motivi il 14 dicembre 2024 è diventato obbligatorio (in base alla legge 177/2024) indossare il casco anche per gli utilizzatori maggiorenni, mentre in precedenza la disposizione si applicava solo a quelli minorenni.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 11:54:23 +0000
Oggi, 14 luglio 2026, il traffico sulle autostrade italiane presenta diverse criticità con code e rallentamenti soprattutto sulle principali direttrici. Tra gli eventi più rilevanti segnaliamo un incidente che ha causato una coda di circa 1 km sulla A14 tra Bivio A14/A25 Torano-Pescara e Pescara Nord, e un incendio che ha interessato la tratta A1 tra Chiusi e Fabro. Inoltre, il forte vento sta causando disagi tra Ancona sud e Porto Sant’Elpidio sulla A14.
12:42 – Calenzano e Bivio A1-Variante
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 267.0 al chilometro 277.0 per una lunghezza di 10.0 km.
12:37 – Tra Fidenza e Parma
Traffico Rallentato per traffico intenso
Direzione Napoli
La tratta interessa i chilometri dal 110.4 al 90.4 per una lunghezza di 20.0 km.
12:09 – Tra Chiusi e Fabro
Segnalato un incendio sulla carreggiata
Direzione Napoli
Puntuale attenzione per possibili disagi in questa zona.
11:52 – Tra Chiusi e Fabro
Presenza di fumo nella stessa area dell’incendio
Direzione Napoli
Si raccomanda prudenza e attenzione.
11:47 – Bologna Interporto e Bivio A13/A14 Bologna-Taranto
Coda dovuta a traffico intenso
Direzione Bologna
La coda interessa i primi 2 km della tratta.
13:00 – Bivio A14/A25 Torano-Pescara e Pescara Nord
Coda di 1 km per incidente
Direzione Ancona
Lunghezza della coda: 1.2 km, chilometri coinvolti dal 374.8 al 376.0.
12:40 – Bivio Racc.bo Casalecchio/A14 BO-TA e Bivio Racc. BO Casalecchio/A1 MI-NA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
La tratta interessata copre i primi 2 km dell’autostrada.
12:38 – Castel San Pietro e Bivio A14/Racc. A1 BO Casalecchio
Code a tratti per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
Chilometri coinvolti dal 9.0 al 38.2 per una lunghezza totale di 29.2 km.
11:37 – Ancona sud e Porto Sant’ Elpidio
Vento Forte con possibili disagi sulla circolazione
In entrambe le direzioni
Rilevati disagi per una lunghezza di 17.1 km tra i km 262.6 e 245.5.
Fonte: Autostrade per l’Italia
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 11:08:00 +0000Un’altra ondata di licenziamenti rischia di travolgere il gruppo Volkswagen dopo i tagli già programmati. Per la prima volta, Oliver Blume si è sbottonato sulla possibile portata della seconda fase di risparmi. L’amministratore delegato del colosso tedesco ipotizza l’uscita di 50.000 dipendenti, una stima che, laddove venisse confermata, porterebbe a 100.000 riduzioni nel mondo.
Anche se la preoccupazione serpeggia tra i lavoratori, i numeri vanno presi con le pinze. Gli eventuali allontanamenti permetterebbero di ridurre il gap rispetto alle realtà concorrenti – attualmente pari al 20% – senza variazioni nel costo del lavoro. Blume ha spiegato:
“Stiamo verificando in tutti i marchi e le regioni quali adeguamenti siano davvero necessari e realizzabiliâ€
Tra Volkswagen, Audi, Porsche e le altre società controllate il gruppo ha già messo in conto circa 50.000 tagli. Entro la fine dell’anno oltre metà del piano sarà completato. Fino a questo punto Volkswagen ha scongiurato i licenziamenti diretti su vasta scala, ricorrendo alle uscite concordate, ma i problemi di bilancio stringono come un cappio al collo.
In particolare, desta allarmismo la situazione delle fabbriche tedesche, che lascia immaginare soluzioni dolorose nei prossimi anni. Zwickau ed Emden potrebbero perdere i rispettivi modelli, mentre su Hannover pesa il ridimensionamento dei veicoli commerciali e lo stesso clima di sfiducia circonda Neckarsulm, sede Audi. Secondo le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane, la chiusura dei quattro siti metterebbe in discussione oltre 45.000 posti di lavoro.
Blume ha provato a raffreddare gli animi, pur riconoscendo il problema:
“Le soluzioni intelligenti sono sempre migliori della chiusura di uno stabilimentoâ€.
Poco dopo ha aggiunto una precisazione meno rassicurante:
“Oggi non possiamo confermare un impiego competitivo per questi quattro siti nel prossimo decennioâ€.
Chiusura che, comunque, non è l’unico esito possibile. Blume vorrebbe assegnare agli impianti meno utilizzati attività diverse da quelle attuali, coinvolgendo anche società esterne: a Osnabrück, per esempio, Volkswagen ha valutato la produzione di mezzi destinati alla difesa. Il negoziato prosegue e il futuro dello stabilimento rimane aperto.
A spingere Volkswagen verso la più grande riorganizzazione della propria storia concorrono i dazi statunitensi e la crisi della domanda europea, aggravata dall’avanzata dei marchi cinesi. Tra aprile e giugno il gruppo ha consegnato 2,09 milioni di veicoli, registrando una flessione del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel primo trimestre il calo si era fermato al 4%.
Il piano prevede anche una riduzione della capacità produttiva e il dimezzamento graduale della gamma. Da circa 12 milioni di veicoli realizzabili ogni anno prima della pandemia, Volkswagen punta a scendere verso quota 9 milioni.
La cura proposta dal management ha incontrato una forte opposizione. I rappresentanti dei lavoratori hanno bloccato i provvedimenti più drastici durante la riunione del consiglio di sorveglianza, accompagnata da proteste in numerosi stabilimenti tedeschi. IG Metall ricorda i sacrifici già sostenuti dai dipendenti e chiede progetti industriali capaci di riempire gli impianti.
Christiane Benner, presidente del sindacato, ha riassunto così il clima:
“La rabbia e l’incertezza sono enormi. Servono nuove idee per utilizzare la capacità degli stabilimentiâ€
Dal canto suo, Blume ha promesso altri incontri e informazioni trasparenti una volta definite le misure. Il destino di decine di migliaia di lavoratori sembra appeso a un filo.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 10:20:48 +0000Nuova riunione al ministero delle Infrastrutture per capire quanto manca al prossimo passaggio del Ponte sullo Stretto. Matteo Salvini ha convocato i vertici della società concessionaria e riesaminato le osservazioni arrivate dall’Unione europea. Bruxelles attende chiarimenti sia sull’impatto dell’opera nell’area interessata sia sulle modifiche apportate al vecchio contratto e, secondo quanto dichiarato dal Mit, il lavoro svolto finora avrebbe avvicinato le parti.
Il leader della Lega, nonché vicepresidente del Consiglio dei ministri, ha riunito il 13 luglio i piani alti di Stretto di Messina S.p.A., società concessionaria dell’opera. Al centro dell’incontro sono finite le richieste comunitarie e la documentazione da integrare. Il confronto con l’Ue, ricorda il ministero, prosegue da oltre un anno nella speranza di raggiungere il punto d’intesa definitivo.
Sul rischio di una procedura d’infrazione, il ministero ha smentito le ricostruzioni più allarmistiche. Nei colloqui avviati con Bruxelles, assicurano, questa possibilità non sarebbe mai finita sul tavolo. A ogni modo, il giudizio della Commissione sui punti ancora aperti dipenderà dall’esame delle integrazioni richieste.
Il primo riguarda la Direttiva Habitat, posta a tutela di specie e aree naturali di interesse comunitario. La costruzione del ponte e delle opere collegate interessa una zona delicata per la biodiversità , attraversata anche da numerose rotte migratorie degli uccelli. Il Governo è dunque tenuto a dimostrare la compatibilità dell’intervento e motivare l’eventuale prevalenza delle esigenze collettive.
Nel 2025 il progetto aveva concluso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Il risultato favorevole era comunque accompagnato da prescrizioni e non aveva chiuso ogni questione. Proprio sugli aspetti ambientali il Mit e il ministero dell’Ambiente stanno preparando i dati integrativi chiesti dalla Commissione.
L’altro punto coinvolge la Direttiva europea sui contratti pubblici. Il valore del progetto è cresciuto molto rispetto alla gara originaria, assegnata nel 2005 al consorzio Eurolink guidato da Webuild. Le norme comunitarie pongono un limite del 50% alle modifiche del valore contrattuale effettuate senza indire una nuova procedura. Alla Commissione spetta adesso verificare i calcoli e stabilire quali voci concorrano al raggiungimento del 50%.
Sul Ponte pesa ancora lo stop imposto nell’autunno 2025 dalla Corte dei conti. I magistrati contabili negarono il visto alla delibera del Cipess che aveva approvato il progetto definitivo, sollevando dubbi sulla copertura finanziaria, sull’iter seguito e sulla conformità alle regole europee. Una seconda bocciatura interessò l’atto aggiuntivo alla convenzione con Stretto di Messina S.p.A.
A marzo è entrato in vigore il decreto con cui il Governo ha provato a rimettere in moto la macchina amministrativa, poi convertito in legge. Prima di tornare al Cipess e al vaglio della Corte dei conti serviranno ulteriori adempimenti, mentre la spesa indicata rimane invariata a 13,5 miliardi di euro, almeno sulla carta.
Con l’ultima riunione al Mit, la procedura rimane nella fase delle verifiche. In base all’esito del confronto con Bruxelles verranno stabiliti il passaggio alla Corte dei conti e i tempi di apertura dei cantieri. Fra Sicilia e Calabria sorgerebbe una campata sospesa lunga 3,3 chilometri, misura mai raggiunta da alcun ponte al mondo.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 08:56:46 +0000Esistono esami davanti ai quali persino Jannik Sinner perde il punto decisivo. Poche ore dopo aver conquistato Wimbledon per la seconda volta consecutiva, il campione altoatesino ha raccontato di aver fallito ancora la prova per ottenere la patente della moto. È già la quarta bocciatura, arrivata poco prima della partenza verso Londra.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 08:03:43 +0000Viaggiare in estate rischia di diventare più complicato sia in auto sia in aereo. Mentre benzina e gasolio continuano a salire lungo la rete italiana, l’Europa deve fare i conti con scorte di jet fuel ridotte a meno di un mese di consumi. L’Italia si trova in una posizione migliore rispetto ad altri Paesi, grazie all’aumento della produzione interna, ma quanto accaduto negli aeroporti durante la primavera invita a tenere alta l’attenzione.
Fino allo scoppio della guerra con l’Iran, il Medio Oriente garantiva circa la metà del jet fuel importato dall’Europa, una dipendenza diventata problematica con le difficoltà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Stati Uniti, Canada, India e Corea del Sud hanno coperto una parte delle forniture mancanti: quel che si dice una soluzione tampone, perché basta una nuova fiammata del conflitto per rimettere tutto in discussione.
Secondo i dati riportati da Reuters, all’inizio di giugno le riserve europee ammontavano a 38 milioni di barili, abbastanza da soddisfare meno di 30 giorni di domanda e di gran lunga inferiore ai 99 milioni presenti negli Stati Uniti. Energy Aspects stima inoltre per il terzo trimestre un deficit europeo vicino a 600.000 barili al giorno, proprio nel periodo caratterizzato dal maggiore traffico turistico.
Le prime avvisaglie erano arrivate ad aprile, quando Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso avevano comunicato alle compagnie una disponibilità limitata di jet fuel. Il ritardo di una fornitura di Air BP aveva creato un vuoto temporaneo, al quale altri operatori avevano fatto fronte e nessuno dei quattro aeroporti aveva dovuto cancellare voli.
Da allora l’industria italiana ha reagito aumentando del 10% la produzione di carburante per l’aviazione nei primi quattro mesi dell’anno. Le raffinerie nazionali sono così riuscite a soddisfare quasi il 70% della domanda di marzo e aprile, mentre le importazioni sono diminuite del 6%. E gli arrivi sia dagli Stati Uniti che dalla Turchia hanno contribuito a ridurre la dipendenza dalle rotte maggiormente esposte.
A giugno, il presidente di Assaeroporti Carlo Borgomeo aveva escluso problemi di disponibilità in Italia per il resto del 2026. Da allora, però, il quadro europeo si è fatto più teso. Il carburante continua ad arrivare anche da Paesi molto lontani, mentre le scorte coprono meno di un mese di consumi. Un ulteriore intoppo lungo le rotte commerciali metterebbe nuovamente gli scali in difficoltà , motivo per cui Bruxelles tiene pronta una contromisura: attingere alle riserve nazionali con un intervento coordinato.
Nel frattempo, i rincari colpiscono gli automobilisti. In base alle rilevazioni dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, domenica 12 luglio la benzina self ha raggiunto una media nazionale di 1,879 euro al litro, due millesimi in più rispetto al giorno precedente, e il gasolio è salito da 1,985 a 1,988 euro. Va peggio in autostrada, dove la benzina self costa mediamente 1,969 euro al litro e il diesel arriva a 2,065 euro. Il divario rispetto alla rete ordinaria sfiora i dieci centesimi per la verde e si avvicina agli otto per il gasolio: con centinaia di chilometri davanti, la differenza smette presto di sembrare trascurabile.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 07:16:27 +0000Nel mese di luglio 2026 sono numerosi gli scioperi proclamati in Italia, con mobilitazioni che coinvolgeranno sia il trasporto pubblico locale che i comparti ferroviario, aereo e marittimo. In questo articolo proponiamo il calendario aggiornato degli scioperi più rilevanti, giorno per giorno e città per città , con particolare attenzione alle date, agli orari e ai servizi effettivamente coinvolti. Leggendolo, troverai uno schema completo sulle agitazioni, utile per chi viaggia, per lavoratori e imprese che vogliono pianificare al meglio gli spostamenti o le giornate lavorative durante il mese.
In Lombardia è previsto uno sciopero regionale che coinvolge tutte le province. Sarà interessato il personale della Soc. DB Cargo Italia impegnato nel servizio di trasporto merci ferroviario. Lo sciopero durerà 8 ore (dalle 3:31 alle 11:29) ed è indetto dai sindacati OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA FERROVIE.
Su tutto il territorio nazionale sono programmati diversi scioperi nel settore aereo, coinvolgendo tra l’altro il personale della società ENAV Aeroporto di Milano Malpensa, personale delle aziende associate Assohandlers e comparto aeroportuale indotto, personale navigante EasyJet Airlines Limited e operatori aeroportuali in varie regioni e città .
Inoltre, nella città di Firenze (Toscana) lo sciopero coinvolge il personale della società Autolinee Toscane bacino di Firenze per il trasporto pubblico locale.
Nella città di Catania (Sicilia) sono previsti tre scioperi da 24 ore ciascuno, che riguardano il personale della SOC. AMTS di Catania del trasporto pubblico, proclamati da diverse sigle sindacali.
A livello nazionale, sciopero di 24 ore per il personale della SOC. MERCITALIA Shunting & Terminal nel settore ferroviario.
Nella provincia di Prato (Toscana), sciopero nel trasporto pubblico locale di 4 ore (dalle 18:30 alle 22:30) del personale della SOC. Autolinee Toscane.
A livello nazionale, sciopero di 24 ore per il personale della Mercitalia Shunting & Terminal nel settore ferroviario.
Nella provincia di Torino (Piemonte) sciopero nel settore trasporto merci per le ultime 2 ore di ciascun turno.
Nella regione Sicilia, sciopero di 8 ore (dalle 9:00 alle 17:00) per il personale della RFI DOIT Palermo in tutta la regione.
Sciopero nazionale nel settore ferroviario che coinvolge il personale operativo equipaggi della società Italo NTV. L’astensione durerà 23 ore, dalle 03:00 del 9 luglio alle 02:00 del 10 luglio.
Nella città di Bari (Puglia) e provincia, sciopero di 24 ore del personale della società STP di Bari.
In tutta la Puglia, sciopero generale per il settore pubblico e privato (intero turno) promosso dalla USB Lavoro Privato.
Su tutto il territorio nazionale, sciopero nel settore trasporto merci per il personale della Captrain Italia (dalle ore 16:01 alle 23:59).
Nella città di Genova (Liguria), sciopero nel trasporto pubblico locale per il personale della società AMT di Genova (dalle 11.30 alle 15.30).
Nella città di Palermo (Sicilia), sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale della società AMAT di Palermo.
Sciopero di rilevanza nazionale nel settore appalti ferroviari che coinvolge il personale della società Elior Divisione Itinere addetto a servizi di ristorazione e logistica a bordo treno Trenitalia su tutto il territorio italiano. La mobilitazione è indetta da COBAS Lavoro Privato e riguarda l’intero turno per ogni turno lavorativo.
Nella regione Sicilia sciopero di 24 ore (dalle 06:30 del 17 luglio alle 06:30 del 18 luglio) per il personale della società Caronte & Tourist Isole Minori (settore marittimo).
Nella provincia di Venezia (Veneto), sciopero di 24 ore per il personale della società ATVO di Venezia nel trasporto pubblico locale.
Nella città di Genova (Liguria), sciopero di 4 ore (dalle 11:30 alle 15:30) per il personale della società AMT di Genova.
Nella provincia di Prato (Toscana), sciopero di 8 ore (dalle 14:30 alle 22:30) per il personale Autolinee Toscane sede operativa di Prato.
Nella città di Latina (Lazio), sciopero di 24 ore per il personale della società CSC Mobilità di Latina nel trasporto pubblico locale.
Nella città di Firenze (Toscana), doppio sciopero di 4 ore (dalle 19:00 alle 23:00) per il personale Autolinee Toscane bacino urbano di Firenze.
Nella regione Calabria, sciopero di 24 ore (dalle 00:00 alle 24:00) per il personale della società SACAL GH Aeroporto di Lamezia Terme (CZ), settore aereo.
Nella regione Campania, sciopero di 4 ore (dalle 10:00 alle 14:00) per il personale aeroportuale delle società GH Napoli, Sky Service e Bourelly di Napoli e Salerno.
Su scala nazionale, sciopero di 24 ore indetto da OST CUB TRASPORTI per il personale della società FEDEX Corporation Aeroporto di Malpensa.
A Palermo (Sicilia), sciopero di 24 ore per il personale navigante UAB DAT LT.
Sempre su base nazionale, sciopero di 24 ore per il personale navigante EasyJet Airlines Limited e di 24 ore per il personale ALHA e MLE-BCUBE di Milano Malpensa.
Nella regione Sardegna, sciopero di 4 ore (dalle 13:00 alle 17:00) per il personale della società GEASAR Aeroporto di Olbia e per la società SOGEAAL Aeroporto di Alghero.
A livello nazionale, doppio sciopero di 24 ore (dalle 12:00 del 22 luglio alle 12:00 del 23 luglio) nel settore marittimo per il personale della società Grandi Navi Veloci, promosso dalle organizzazioni CSLE e ORSA MARITTIMI.
Nella provincia di Verona (Veneto), sciopero di 24 ore (dalle 21:00 del 23 luglio alle 20:59 del 24 luglio) per il personale della RFI DOIT Verona, unità territoriale sud.
In Lombardia, sciopero regionale di 24 ore per il personale della società DB Cargo Italia.
A livello nazionale, sciopero plurisettoriale che coinvolge settore ferroviario e trasporto merci (dalle 21:00 del 23 luglio alle 20:59 del 24 luglio; e intera prestazione del 24 luglio per il TPL) promosso da CUB Trasporti/SGB.
Nella provincia di Salerno (Campania), sciopero di 4 ore (dalle 9:00 alle 13:00) per il personale della società SITA Sud.
Nella regione Marche, sciopero regionale di 4 ore (dalle 11:00 alle 15:00) per il personale delle aziende di TPL.
Nella città di Bari (Puglia), sciopero locale di 4 ore (dalle 19:45 alle 23:45) per gli operatori di esercizio Ferrovia Sud Est e Servizi Automobilistici.
Nella provincia di Savona (Liguria), sciopero territoriale di 4 ore (dalle 10:15 alle 14:15) per il personale della società TPL Linea di Savona.
Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:
Sciopero dei trasporti 02 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 05 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 06 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 07 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 09 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 10 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Sciopero dei trasporti 11 luglio 2026: città , orario inizio e fine
Fonte: Mit
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 06:00:00 +0000Oggi, 14 luglio 2026, riportiamo i prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale sulla base dell’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Il costo finale alla pompa nasce dall’incontro tra tre componenti: il prezzo industriale (materia prima e margine del gestore), le accise e l’Iva. Secondo i dati più recenti, i valori medi in autostrada sono i seguenti: benzina self a 1.969 euro, gasolio self a 2.065 euro, GPL servito a 0.883 euro e metano servito a 1.582 euro. Di seguito la tabella di dettaglio e, in coda, un approfondimento su come si forma il prezzo di benzina e gasolio.
Ultimo aggiornamento: 13-07-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.065 |
| Benzina | SELF | 1.969 |
| GPL | SERVITO | 0.883 |
| Metano | SERVITO | 1.582 |
Benzina: il prezzo della benzina è determinato da una parte fiscale e da una parte industriale. La componente fiscale incide per il 58% del totale e comprende accise e Iva: due voci che intervengono a valle dell’intera filiera e che, proprio per il loro peso, risultano spesso più rilevanti della dinamica del costo industriale. La componente industriale vale il 42% e si divide in due blocchi: il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo finale, e il margine lordo di distribuzione e vendita, pari al 12%. La materia prima riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e del greggio, oltre all’effetto del cambio euro/dollaro: un euro più debole rende più costoso importare, spingendo verso l’alto il prezzo. Il margine lordo, invece, è l’area in cui gli operatori possono intervenire per adeguare i listini alla pompa, tenendo conto di costi logistici, stoccaggio, trasporto, concorrenza locale e servizi offerti. In sintesi, sulla benzina le imposte restano predominanti, ma oscillazioni di mercato e scelte commerciali possono comunque determinare variazioni quotidiane anche percepibili, soprattutto nei tratti autostradali dove i costi operativi sono più elevati.
Gasolio: per il gasolio l’equilibrio tra le componenti è diverso. La parte fiscale pesa per il 45% del prezzo finale, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima rappresenta il 45% e il margine lordo il 10%. Come per la benzina, le quotazioni internazionali dei distillati medi e il cambio euro/dollaro sono determinanti: quando i mercati globali registrano tensioni sull’offerta o una domanda elevata per il trasporto su gomma e per usi industriali, il costo della materia prima tende a salire e a riflettersi rapidamente alla pompa. Il margine del 10% è la leva commerciale su cui gli operatori possono agire per assorbire (o amplificare) le oscillazioni, coprire costi di rete, pedaggi, turnazione h24 e servizi tipici delle aree autostradali. Va considerato inoltre che il gasolio risente di dinamiche stagionali e di approvvigionamento specifiche, inclusi i mix di biodiesel e le disponibilità di raffinazione, elementi che possono incidere sui tempi e sull’intensità di trasmissione dei movimenti di prezzo. Nel complesso, quindi, il gasolio mostra una maggiore incidenza della componente industriale rispetto alla benzina, ma resta comunque sensibile al quadro fiscale e alle condizioni macro-finanziarie globali.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 06:00:00 +0000Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.885 per la benzina, 1.992 per il diesel, 0.779 per il gpl, 1.567 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Abruzzo.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.984 |
| Benzina | SELF | 1.879 |
| GPL | SERVITO | 0.771 |
| Metano | SERVITO | 1.501 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Basilicata.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.003 |
| Benzina | SELF | 1.902 |
| GPL | SERVITO | 0.746 |
| Metano | SERVITO | 1.578 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.028 |
| Benzina | SELF | 1.922 |
| GPL | SERVITO | 0.863 |
| Metano | SERVITO | 1.730 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Calabria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.008 |
| Benzina | SELF | 1.900 |
| GPL | SERVITO | 0.805 |
| Metano | SERVITO | 1.662 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Campania.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.989 |
| Benzina | SELF | 1.886 |
| GPL | SERVITO | 0.715 |
| Metano | SERVITO | 1.516 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Emilia Romagna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.985 |
| Benzina | SELF | 1.873 |
| GPL | SERVITO | 0.739 |
| Metano | SERVITO | 1.518 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.007 |
| Benzina | SELF | 1.894 |
| GPL | SERVITO | 0.743 |
| Metano | SERVITO | 1.499 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Lazio.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.988 |
| Benzina | SELF | 1.873 |
| GPL | SERVITO | 0.737 |
| Metano | SERVITO | 1.633 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Liguria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.992 |
| Benzina | SELF | 1.883 |
| GPL | SERVITO | 0.857 |
| Metano | SERVITO | 1.509 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Lombardia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.986 |
| Benzina | SELF | 1.872 |
| GPL | SERVITO | 0.731 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Marche.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.967 |
| Benzina | SELF | 1.859 |
| GPL | SERVITO | 0.779 |
| Metano | SERVITO | 1.497 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Molise.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.999 |
| Benzina | SELF | 1.899 |
| GPL | SERVITO | 0.794 |
| Metano | SERVITO | 1.473 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Piemonte.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.985 |
| Benzina | SELF | 1.873 |
| GPL | SERVITO | 0.734 |
| Metano | SERVITO | 1.576 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Puglia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.991 |
| Benzina | SELF | 1.891 |
| GPL | SERVITO | 0.735 |
| Metano | SERVITO | 1.611 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Sardegna.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.995 |
| Benzina | SELF | 1.887 |
| GPL | SERVITO | 0.863 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Sicilia.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.000 |
| Benzina | SELF | 1.892 |
| GPL | SERVITO | 0.809 |
| Metano | SERVITO | 1.815 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Toscana.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.988 |
| Benzina | SELF | 1.879 |
| GPL | SERVITO | 0.755 |
| Metano | SERVITO | 1.598 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella provincia autonoma di Trento.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.994 |
| Benzina | SELF | 1.894 |
| GPL | SERVITO | 0.795 |
| Metano | SERVITO | 1.531 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Umbria.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.980 |
| Benzina | SELF | 1.877 |
| GPL | SERVITO | 0.778 |
| Metano | SERVITO | 1.496 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Valle d’Aosta.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.003 |
| Benzina | SELF | 1.890 |
| GPL | SERVITO | 0.862 |
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 14 luglio 2026 nella regione Veneto.
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.981 |
| Benzina | SELF | 1.866 |
| GPL | SERVITO | 0.752 |
| Metano | SERVITO | 1.500 |
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 06:00:00 +0000La Mercedes-AMG CLA 45 4MATIC+ segna il debutto di una nuova dimensione prestazionale nel segmento delle sportive compatte, portando su strada tecnologie finora impensabili. Presentata ufficialmente il 9 luglio 2026, questa vettura completamente elettrica rappresenta un salto evolutivo per il marchio di Affalterbach, puntando tutto su agilità , potenza e un piacere di guida ancora più intenso. Disponibile fin dal lancio nelle versioni coupé e Shooting Brake, la CLA 45 4MATIC+ si distingue per un design incisivo che esprime il massimo dinamismo anche da ferma.
La caratteristica più interessante di questo modello è il rivoluzionario sistema di propulsione basato su tre motori elettrici a flusso assiale: due posizionati sull’asse posteriore e uno su quello anteriore. Questa configurazione tecnica, compatta quanto geniale, permette di erogare una potenza di picco di 500 kW (680 CV), garantendo una spinta costante e ripetibile ogni volta che il guidatore lo richiede.
Le prestazioni dichiarate sono mozzafiato: la vettura è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi. Questo pacchetto tecnologico di vertice deriva direttamente dall’esperienza maturata con la Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte, trasferendo l’innovazione della produzione di serie sulla piattaforma della nuova CLA.
La dinamica di guida è affidata al sistema di trazione integrale AMG Performance 4MATIC+ completamente variabile, che distribuisce la potenza in modo continuo tramite i tre motori elettrici controllati indipendentemente. Per ottimizzare il bilanciamento aerodinamico e l’efficienza alle alte velocità , la vettura introduce l’aerodinamica attiva, un elemento unico nella sua classe: la versione coupé adotta uno spoiler posteriore attivo, mentre la Shooting Brake integra uno spoiler sul bordo del tetto.
L’assetto è gestito dal sistema AMG RIDE CONTROL con smorzamento adattivo, che consente al conducente di definire personalmente il setup tra diverse tarature come “Comfortâ€, “Sport†o la specifica AMGFORCE S+. Quest’ultima modalità è stata progettata per offrire un’esperienza autentica e tipicamente AMG ispirata ai motori termici, completa di sound caratteristico di un quattro cilindri AMG ad alte prestazioni e cambi marcia simulati con interruzione della trazione e feedback aptico.
Oltre alle performance pure, la nuova CLA 45 4MATIC+ stabilisce nuovi standard per il comfort sulle lunghe distanze, eliminando l’ansia da autonomia. Grazie a una gestione termica avanzata, aerodinamica ottimizzata e batterie di ultima generazione, l’autonomia nel ciclo WLTP raggiunge i 670 chilometri per la coupé e i 640 chilometri per la Shooting Brake, una distanza paragonabile al tragitto tra Berlino e Vienna.
La ricarica è altrettanto rapida grazie all’architettura a 800 volt, che supporta potenze fino a 330 kW. Questo permette di passare dal 10% all’80% della carica in soli 22 minuti, immettendo energia sufficiente per oltre 270 chilometri in appena dieci minuti.
L’esperienza a bordo è focalizzata sul guidatore, con un’atmosfera racing creata dai Sedili Performance AMG, dal volante specifico e da rivestimenti in pelle ARTICO/Microcut nero con dettagli a contrasto. La tecnologia è al servizio delle performance anche in circuito grazie all’AMG TRACK PACE, incluso nel pacchetto AMG DYNAMIC PLUS, che trasforma ogni visita in pista in una sessione di allenamento professionale registrando oltre 80 dati specifici dieci volte al secondo.
Il sistema AMG DYNAMIC SELECT permette inoltre di scegliere tra sette programmi di guida differenti, adattando il carattere dell’auto da efficiente a pronta per il track day. La base tecnica della vettura è di assoluta eccellenza, essendo derivata dalla Mercedes-Benz CLA, nominata “Car of the Year 2026†e giudicata l’auto più sicura testata da Euro NCAP nel 2025.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 05:40:57 +0000L’immaginazione degli automobilisti di fronte alla paletta della Polizia sembra non conoscere confini, sfociando talvolta in giustificazioni che rasentano l’incredibile. L’ultimo episodio di questa singolare “antologia” del traffico si è consumato lungo la via Emilia, nei pressi di Castel San Pietro Terme, dove un normale controllo della Polizia Stradale è degenerato in una vicenda surreale che ha visto come protagonista un uomo di 57 anni. Quest’ultimo, beccato in stato di ebbrezza, ha proferito una giustificazione assurda: colpa dell’aceto.
Tutto ha avuto inizio per una banale infrazione al Codice della Strada: l’uomo viaggiava infatti a bordo del suo furgone senza la cintura di sicurezza allacciata. Quando gli agenti hanno intimato l’alt per procedere alla contestazione della violazione, non potevano immaginare che si sarebbero trovati di fronte a una situazione ben più grave. Non appena il conducente ha abbassato il finestrino per consegnare i documenti, dall’abitacolo è fuoriuscito un intenso odore di alcol, talmente forte da spingere gli agenti ad approfondire immediatamente il controllo.
Di fronte ai primi sospetti delle forze dell’ordine, l’automobilista ha cercato di giocare d’anticipo con una prima, parziale giustificazione. Ha infatti tentato di spiegare il forte odore all’interno del mezzo affermando che il veicolo fosse carico di bevande alcoliche trasportate, lasciando intendere che le esalazioni provenissero dal carico e non dal suo respiro. Tuttavia, la prova dell’etilometro ha rapidamente smentito questa versione dei fatti.
Il risultato dell’alcoltest è stato inequivocabile e allarmante: l’etilometro ha registrato un valore di 1,73 grammi per litro, una concentrazione di alcol nel sangue superiore di oltre tre volte rispetto al limite legale consentito per mettersi alla guida. È in questo momento che il 57enne, forse preso dalla disperazione o dagli effetti dell’ebbrezza, ha sfoderato la scusa definitiva che ha lasciato esterrefatti gli agenti della Stradale.
L’uomo ha infatti dichiarato che il risultato fuori scala era probabilmente dovuto al fatto di aver “esagerato con l’aceto nell’insalata†durante il pasto. Si tratta di una spiegazione che la scienza e la tecnologia smentiscono categoricamente: l’etilometro, infatti, misura la concentrazione di alcol presente nell’aria alveolare e nel sangue, e il normale consumo alimentare di aceto non è assolutamente in grado di alterare i valori in modo così drastico.
Com’era prevedibile, la fantasiosa tesi del condimento eccessivo non ha sortito alcun effetto mitigante sulla procedura di legge. Per il conducente sono scattati immediatamente i provvedimenti più severi previsti dalla normativa vigente per la guida in stato di ebbrezza. Gli agenti hanno proceduto con la denuncia e il ritiro immediato della patente di guida. Per evitare ulteriori rischi, il furgone è stato affidato a un collega dell’autista, giunto sul posto per permettere al carico di proseguire il viaggio in sicurezza.
Questo episodio, per quanto possa apparire grottesco, sottolinea ancora una volta l’importanza fondamentale dei controlli stradali. La guida sotto l’effetto dell’alcol rimane uno dei principali fattori di rischio per la sicurezza pubblica e gli incidenti stradali, e le sanzioni per chi supera i limiti in modo così eclatante restano, giustamente, tra le più rigide del sistema sanzionatorio automobilistico.
Data articolo: Tue, 14 Jul 2026 05:30:42 +0000Da calciatore prima e da allenatore poi, Roberto Mancini ha da sempre incarnato il gusto del bello. Risuona la stessa musica pensando alle sue auto, eleganti e performanti, meglio ancora se italiane. Per l’ultimo commissario tecnico capace di portare la Nazionale al trionfo non poteva forse essere altrimenti. Eppure, il rapporto con le quattro ruote è partito dal basso secondo quanto da lui dichiarato ai microfoni.
Agli inizi Roberto Mancini si accontentava di un’Autobianchi A112 usata: gliela vendette Salvatore Vullo, suo compagno alla Sampdoria, durante la prima stagione trascorsa a Genova. La targa di Agrigento tradiva la provenienza del veicolo, mentre il futuro tecnico muoveva i primi passi nel calcio professionistico.
Nel garage dei sogni del Mancini bambino, però, c’era soprattutto la Volkswagen Golf GTI, che riuscì a comprarsi con il primo stipendio da calciatore, come ha raccontato anni dopo. Compatta e sportiva, la tedesca era diventata uno dei modelli preferiti dai giovani automobilisti grazie a prestazioni nettamente superiori rispetto a quelle delle comuni utilitarie.
I guadagni e le possibilità cambiarono insieme alla sua carriera. In rete al tecnico jesino viene attribuita una Porsche 911 Turbo e, nonostante il diretto interessato non abbia fornito molti particolari sull’esemplare, la scelta mostra come il suo interesse si sia esteso alle sportive prima di spostarsi verso i SUV ad alte prestazioni.
Con Maserati il rapporto è diventato anche professionale. Già nel 2018 l’ex allenatore di Inter e Manchester City guidava una Levante GranSport, ordinata in Bianco Alpi con interni rivestiti in pelle rossa e cerchi da 21 pollici. Poi, in qualità di brand ambassador del Tridente, ritirò presso una concessionaria di Roma una Levante Trofeo Grigio Maratea.
Rispetto alla precedente GranSport, la Trofeo era però di una differente pasta meccanica: il V8 biturbo di 3,8 litri sviluppava 580 CV, scaricati sull’asfalto dalla trazione integrale Q4. Così da fermo Mancini poteva raggiungere i 100 km/h in 4,1 secondi e spingersi fino ai 300 km/h. Chi la voleva doveva essere disposto ad accettare un prezzo di almeno 160.100 euro nel 2020.
Un’altra creatura italiana ha stregato il “Mancio”. Nel giugno 2022, in questo caso presso una concessionaria della sua Jesi, ricevette in comodato d’uso un’Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio verniciata in Rosso Competizione. Il V6 biturbo di 2,9 litri da 510 CV montato sotto il cofano offriva performance più vicine a quelle di una coupé che a quelle di un normale mezzo familiare.
In panchina Roberto Mancini tornerà , stavolta alla guida della Nazionale della Politica, nella 35ª Partita del Cuore, in programma alle 21.30 allo Stadio Gran Sasso d’Italia Italo Acconcia dell’Aquila. L’incontro contro la Nazionale Cantanti, capitanata da Sal Da Vinci, sarà trasmesso in diretta su Rai 1.
Il 40% dell’incasso ottenuto dalla vendita dei biglietti andrà alla Croce Rossa Italiana per l’emergenza provocata dal terremoto in Venezuela, mentre il restante 60% verrà assegnato alla Fondazione Ausilia, attiva con progetti rivolti ai giovani del territorio aquilano. Le somme raccolte attraverso il numero solidale 45595 saranno invece destinate interamente alla popolazione venezuelana. Stavolta il risultato conterà poco: la parte decisiva della serata si giocherà fuori dal campo.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 19:00:19 +0000Il tema della velocità sulle strade italiane non è mai stato così centrale come in questo periodo, sospeso tra la necessità di garantire la sicurezza e il dibattito sugli incassi milionari delle amministrazioni locali. Secondo le stime diffuse dal Codacons, nel solo 2025 le sanzioni elevate tramite autovelox hanno generato per i Comuni italiani proventi per 56,5 milioni di euro. Nonostante la cifra sia imponente, si registra un calo dell’8,9% rispetto all’anno precedente, segno di un cambiamento in atto nella gestione di questi dispositivi.
Analizzando i dati del 2025, emerge una geografia delle multe molto definita. Firenze si conferma la capitale italiana degli autovelox, avendo incassato nell’ultimo anno ben 19,7 milioni di euro. Seguono Bologna con 9,2 milioni e Milano con 6,9 milioni di euro. Tuttavia, la vera sorpresa arriva dai piccoli centri, capaci di generare introiti sproporzionati rispetto alla loro popolazione: è il caso di Galatina, in Puglia, con 5,3 milioni di euro, o del minuscolo comune di Colle Santa Lucia sulle Dolomiti, che ha superato i 2 milioni di euro di incasso.
Allargando lo sguardo agli ultimi cinque anni (2021-2025), il Codacons ha calcolato che nelle principali 21 città italiane gli autovelox hanno garantito un “tesoretto” complessivo di 306,5 milioni di euro. In questo arco temporale, Firenze svetta con 86,1 milioni, staccando nettamente Milano (52,1 milioni) e Genova (30 milioni). All’estremo opposto della classifica troviamo Napoli, che in cinque anni ha incassato appena 59.713 euro, e Aosta, con soli 4.514 euro derivanti da un’unica annualità . Anche il dato pro-capite è emblematico: a Firenze ogni residente paga in media 235,5 euro di multe l’anno, seguita da Potenza con 224 euro, mentre a Napoli la media scende a soli 0,06 euro.
Dopo un’attesa durata ben 34 anni, il 12 luglio è entrato ufficialmente in vigore il decreto ministeriale dell’8 giugno, che introduce norme rigorose per mettere fine a quella che è stata definita la “giungla” dei rilevatori di velocità . L’obiettivo del provvedimento è stabilire requisiti chiari per l’omologazione, la taratura e la verifica degli apparecchi. Come sottolineato dal Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini: “Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale”.
Il cambiamento più drastico riguarda lo spegnimento immediato di circa 850 autovelox non più considerati idonei perché sprovvisti della necessaria omologazione. Restano invece regolarmente in funzione circa 3.150 dispositivi già conformi alla legge. Il fulcro della nuova normativa distingue tra “approvazione” e “omologazione”: una sentenza della Corte di Cassazione del 2024 ha infatti stabilito che le sanzioni elevate da apparecchi solo approvati ma non omologati sono nulle. Per semplificare il passaggio, il decreto prevede l’omologazione automatica per i dispositivi che hanno ottenuto l’approvazione tecnica dopo il giugno 2017, mentre per quelli antecedenti sono necessari nuovi test tecnici di idoneità .
Per i cittadini è oggi fondamentale verificare la legittimità della sanzione prima di procedere al pagamento. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo a disposizione un portale ufficiale dove è possibile consultare l’elenco di tutte le telecamere italiane, verificando modello, anno di approvazione e comune di appartenenza.
In aggiunta, è consigliabile controllare il sito istituzionale del Comune che ha rilevato l’infrazione, dove dovrebbero essere riportati i dettagli sull’omologazione; in caso di assenza di dati, l’utente può richiedere un accesso agli atti. Il Codacons ha commentato positivamente la stretta, pur lamentando un “enorme ritardo” nell’emanazione del decreto, che ha alimentato per anni un contenzioso legale tra automobilisti ed enti locali, minando il principio della certezza della pena.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 13:52:08 +0000Federico Dimarco sta guardando il mondiale da casa, avendo fallito l’accesso alla competizione americana insieme agli azzurri. Un dispiacere, ma è necessario guardare avanti. Il futuro dell’esterno, miglior assistman dello scorso campionato, è ancora saldamente insieme all’Inter. La formazione campione d’Italia si prepara alla prossima stagione con rinnovato entusiasmo, pronta a difendere il titolo da una concorrenza che sembra più agguerrita che mai.
I nerazzurri, comunque, potranno contare ancora su un Dimarco nel motore. Nel frattempo, il ragazzo si è presentato al ritiro a bordo di una vettura, questa sì, dal motore davvero esagerato: la Ferrari 849 Testarossa. Il bolide di Maranello ha fatto subito girare la testa ai tanti tifosi presenti alla Pinetina.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 12:57:41 +0000L’11 luglio Fiat ha compiuto 127 anni e per festeggiare, anziché affidarsi alla solita torta con le candeline, il marchio ha scelto di svelare nuove immagini e dettagli di un progetto che accompagna la casa torinese verso il prossimo capitolo della sua storia: la Grizzly e la Grizzly Fastback. Due SUV attesi, due siluette distinte, un’unica volontà dichiarata da Olivier François, CEO di Fiat, di rispondere ai bisogni concreti di chi l’auto la usa davvero ogni giorno, senza fronzoli inutili.
I due modelli saranno tra i protagonisti del prossimo Salone di Parigi, previsto per ottobre 2026, ma il debutto commerciale non dovrebbe distanziarsi di molto: il lancio è previsto per l’ultimo trimestre dell’anno. Il conto alla rovescia, insomma, è già partito.
La Fiat Grizzly si inserisce in una gamma che negli ultimi anni ha attraversato una profonda trasformazione, con la Panda che ha cambiato pelle con il lancio della Grande Panda, la Topolino che ha conquistato il mercato dei quadricicli elettrici (arrivando anche in America) e il Doblò che continua a essere un punto di riferimento costante per i professionisti. La Grizzly in questo panorama è qualcosa di diverso, il tassello mancante nel segmento dei SUV medi, quello che Fiat non presenziava più da quando recentemente la Tipo è uscita di scena.
Fiat è nuova all’uso di nomi animali per i propri modelli, Grizzly infatti rompe una tradizione: non è un nome italiano e segnala con chiarezza la volontà del marchio di posizionarsi su una scena globale, non solo europea. Una scelta coerente con la strategia di Stellantis di costruire famiglie di prodotti pensate per più mercati contemporaneamente, anche considerando la crisi che sta abbracciando tutti i costruttori europei e che porta a rivedere le strategie globali nel segno dell’efficienza.
La strategia dichiarata da François è quella di offrire due silhouette distinte per due tipologie di clienti. Entrambe condividono lo stesso impianto razionale, lo stesso approccio pratico e buona parte delle soluzioni tecniche sotto la carrozzeria, ma poi si separano nel modo in cui si presentano.
La Fiat Grizzly è lunga 4,4 metri. È la versione pensata per chi vuole massimizzare la praticità : spazio interno, abitabilità , bagagliaio capiente, linea più alta e robusta. Un SUV nel senso più tradizionale del termine, con una presenza su strada decisa e linee squadrate che richiamano il carattere dell’animale che le ha dato il nome. Le proporzioni ricordano da vicino la Grande Panda, ma con dimensioni più generose che la collocano in un segmento superiore. Anche il design rimane legato al nuovo percorso stilistico più moderno intrapreso con il B-SUV che, attraverso il fascione che contiene i fari e i passaruota squadrati, sottolinea i muscoli di Grizzly.
La Fiat Grizzly Fastback è qualche centimetro più lunga, con linee che scorrono verso una coda più slanciata, la tipica soluzione SUV coupé che ormai impazza in tutti i segmenti, dal B al D. Oltre l’esercizio di stile però, l’abitacolo mantiene un’abitabilità generosa per entrambe le file di sedili e il bagagliaio raggiunge una capacità dichiarata di 600 litri, un dato di tutto rispetto per questa categoria. Sette le tinte disponibili per la carrozzeria, in linea con la filosofia colorata che Fiat ha adottato con sempre maggiore determinazione negli ultimi anni.
Sul fronte meccanico, la gamma motori conferma la direzione presa dall’intero gruppo Stellantis nel segmento B e C: razionalizzazione estrema, un’unica famiglia di propulsori declinata in più potenze. Il protagonista è il tre cilindri turbo da 1.2 litri, disponibile nelle versioni da 100 CV e da 145 CV mild hybrid. La prima monta il cambio manuale la seconda l’automatico, più precisamente un doppia frizione a sei rapporti, lo stesso che si trova su Peugeot 208, Citroen C3 e sulla Grande Panda.
Il motore è un’evoluzione del vecchio PureTech, ma con oltre l’80% dei componenti rinnovati rispetto alle versioni precedenti, con distribuzione a catena anziché cinghia, calibrazioni aggiornate, affidabilità migliorata, almeno secondo i costruttori. Un punto fondamentale che molti appassionati seguono con interesse, visti i trascorsi del 1.2 di prima generazione con cinghia a bagno d’olio. Accanto alle versioni termiche, la gamma prevede anche varianti completamente elettriche, i cui dettagli tecnici non sono ancora stati diffusi in modo definitivo.
L’agenda è abbastanza chiara. Fiat ha confermato che sia la Grizzly che la Grizzly Fastback saranno presentate ufficialmente al Salone dell’Auto di Parigi nell’ottobre 2026, uno degli appuntamenti più importanti del calendario automobilistico europeo. A seguire, il lancio commerciale è previsto per l’ultimo trimestre dello stesso anno, il che significa che i primi esemplari potrebbero arrivare in concessionaria già entro dicembre 2026.
Va precisato che i prezzi non sono ancora stati comunicati, ma sembrerebbe che entrambe le versioni usciranno con lo stesso prezzo di listino. Una decisione insolita, che di fatto lascia all’acquirente la libertà di scegliere la carrozzeria preferita senza penalizzazione economica, al contrario della concorrenza dove la silhouette più sportiva costa di più rispetto alla versione tradizionale. Un messaggio di accessibilità che il marchio tiene a mandare con chiarezza.
Per accompagnare la presentazione, Fiat ha diffuso uno spot video che ha già fatto discutere, come spesso accade con le campagne del marchio negli ultimi anni. Il filmato è ambientato in un classico ufficio anagrafe italiano, con tanto di timbri, code e scartoffie, e vede Olivier François in persona che registra i due nuovi modelli come nuovi nati nella famiglia Fiat. Quello che inizia come un atto burocratico si trasforma rapidamente in un test drive improvvisato attraverso gli uffici, con tanto di commenti entusiasti da parte degli impiegati presenti.
Lo spot gioca su un’ironia tutta italiana, strizzando l’occhio a quella burocrazia caotica che il paese si porta dietro con più o meno orgoglio. È la stessa vena comunicativa che Fiat aveva usato con successo per la Grande Panda e la Topolino, e che sembra essere diventata una firma riconoscibile della fase François. Non sarà per tutti questo tipo di comunicazione: c’è chi la trova fresca e c’è chi la trova forzata. Ma difficilmente passa inosservata, e nell’era dei contenuti che scompaiono nel giro di ore, non passare inosservati vale già qualcosa.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 11:59:17 +0000Valentino Rossi in sella alla sua Yamaha M1, con il numero 46 giallo fluo sulla livrea Monster Energy nera, che risale la collinetta di Goodwood sotto gli occhi di migliaia di tifosi. Questa la scena che si è svolta questo weekend. Il nove volte campione del mondo, ritiratosi dalla MotoGP al termine del 2021, è tornato a indossare i colori Yamaha in occasione del Festival of Speed di Goodwood 2026, trasformandosi ancora una volta in uno dei protagonisti assoluti dell’evento.
Rossi è risalito in sella alla Yamaha YZR-M1 del 2020, la stessa con cui aveva disputato la sua penultima stagione in MotoGP prima di trasferirsi al team satellite Petronas per l’ultimo anno nel 2021, per la prima volta da quando aveva appeso il casco al chiodo. Cinque anni sono passati da quell’ultima gara, eppure la confidenza con la moto sembrava intatta, almeno a giudicare dall’immagine offerta sulla collina di Goodwood.
Sabato, Rossi ha guidato la M1 in testa a un gruppo di atleti Monster Energy nella dimostrazione sulla famosa Hill Climb, con il suono inconfondibile della YZR-M1 che riecheggiava su tutta la tenuta, mentre la livrea Monster Energy con il numero 46 giallo fluo ha riportato i presenti a uno degli anni più iconici della storia del motociclismo.
Rossi ha dichiarato di essere molto felice e orgoglioso di essere tornato a Goodwood dopo più di dieci anni dall’ultima volta, sottolineando come guidare la sua M1 sia sempre fantastico. Yamaha, ha aggiunto, ha rappresentato una parte fondamentale della sua vita, e ritrovarsi insieme con la M1 del 2020 rende l’occasione ancora più speciale. Non le parole di chi recita un copione, ma di qualcuno che sente davvero quello che sta dicendo.
Il weekend di Rossi a Goodwood non è iniziato sabato sulla collina, ma già venerdì, con una delle apparizioni più attese del Festival. Rossi è uscito sul balcone di Goodwood House insieme al campione del mondo di Formula 1 in carica, Lando Norris, ricevendo un’accoglienza calorosa dalla folla radunata sotto di loro. Poco prima, Norris aveva guidato una Nissan S13 Liberty Walk del 1996 lungo la collina, parcheggiandola accanto alla YZR-M1 di Rossi al centro del Festival.
L’accostamento tra i due ha dato al Festival 2026 un sapore particolarmente speciale. Rossi tornava a Goodwood per la prima volta dal 2015, quando si era presentato sull’onda dell’entusiasmo per la vittoria al TT di Assen di quell’anno. Undici anni dopo, la cornice era diversa, il numero di tifosi probabilmente ancora maggiore, ma la reazione del pubblico alla sua presenza era rimasta identica.
Il legame tra Rossi e Yamaha ha prodotto quattro dei suoi sette titoli nella classe regina della MotoGP. Nonostante il suo team VR46 corra con Ducati, il Dottore resta ambasciatore ufficiale del marchio giapponese, e la sua presenza a Goodwood era anche un’occasione per Yamaha di celebrare uno dei capitoli più brillanti della propria storia in MotoGP.
Vederlo in sella alla M1 nel 2026, dopo anni in cui lo si è abituati a seguire sulle quattro ruote nel GT World Challenge, rimette in prospettiva quanto fosse unico quel periodo. Il sound di quel motore, la livrea nera e gialla, il numero 46 che percorre la collina di Goodwood: è un pezzo di storia del motociclismo che per un fine settimana si è animato davanti a chi aveva la fortuna di essere lì.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 11:10:41 +0000La stagione di Marco Bezzecchi era cominciata con 3 vittorie di fila, due seconde posizioni, un quarto e un primo posto al Mugello. Un ruolino di marcia che lo aveva proiettato in testa alla classifica con un vantaggio di 102 punti su Marc Marquez, rivale numero 1 per la corona iridata. Il fenomeno della Ducati era stato frenato dai problemi alla spalla destra, creati proprio da una entrata “kamikazeâ€del romagnolo a Mandalika nella scorsa stagione.
Il karma ha riequilibrato gli scenari della MotoGP nell’ultimo mese e mezzo con una serie di errori e cadute che hanno portato Bezzecchi a essere risuperato da Marc Marquez in graduatoria. Lo spagnolo, dopo l’ennesima operazione alla spalla destra per rimettere nella giusta posizione una vite nell’omero destro, è tornato a sentirsi a suo agio sulla Desmosedici, mentre il Bez ha perso una grande occasione, dovendo ripartire praticamente da zero contro un avversario estremamente temibile.
Dopo lo spavento di Assen, il pilota romagnolo è scivolato durante la Q2 della tappa tedesca alla curva 7, rotolando nella ghiaia, e si è poi recato ai box sul sellino posteriore di uno scooter, facendo subito visita al centro medico del circuito del Sachsenring. Da una radiografia è emersa una frattura alla clavicola sinistra. Dopo l’infortunio, ha postato su Instagram: “È un momento duro, ma noi siamo più duri. Adesso mi faccio aggiustare e mi rimetto al lavoro. Niente mi farà mollare! A presto”.Â
È una stagione piena di alti e bassi, conditi anche dalla ingiustificabile reazione contro un commissario di gara nella sfida di Brno. Dall’ottavo round del 2026 Marco è incappato in un problema dietro l’altro. In Ungheria è stato atterrato da una azione sconsiderata di Jorge Martin, mentre ad Assen si è tolto dai giochi nelle fasi iniziali del GP con un errore che avrebbe potuto costargli caro. Il pilota non è sembrato più tranquillo sul piano mentale per il brutto episodio di Brno e, a seguito della caduta del Sachsenring, gli accertamenti hanno evidenziato la frattura della clavicola sinistra.
Volato subito in Italia, domenica mattina Bezzecchi è stato operato con successo dal dottor Giuseppe Porcellini presso l’Ospedale Universitario di Sassuolo. La frattura è stata ridotta e stabilizzata. Il pilota ha rassicurato tutti e tornerà più motivato che mai in pista. È ancora presto per definire i tempi di recupero, ma la Casa di Noale spera di recuperare il pilota per il prossimo GP di Silverstone, in programma il 9 agosto dopo la pausa estiva.
Nella scorsa annata il team veneto aveva perso per gran parte della stagione il campione del mondo Jorge Martin. Quest’ultimo, principalmente per le sfortune degli altri, oggi si trova in testa alla classifica con 14 punti di vantaggio su Ai Ogura, rivelazione del campionato 2026, e 18 su Marc Marquez. Marco Bezzecchi, dopo l’ennesimo doppio zero, è scivolato a 22 punti dal leader madrileno.
Non si tratta di un divario enorme, se si considera tra l’altro che Martin non si trova in una forma ideale sulla RS-GP26, tuttavia in top class tutto cambia rapidamente. “Sto godendo come un riccio”, aveva dichiarato comprensibilmente il CEO di Aprilia Racing Massimo Rivola dopo la doppietta sulla pista toscana davanti alle Ducati. Ora le Desmosedici sono tornate a farsi sotto e, con un Marc Marquez -18 dalla vetta, a Noale non si potranno più commettere errori. La pausa estiva darà l’opportunità a Bezzecchi di rimettersi in sesto, stando lontano dalle pressioni mediatiche che lo hanno condizionato in pista nelle ultime settimane.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 10:27:39 +0000Se all’inizio degli anni Duemila erano sufficienti circa cinque mensilità di stipendio medio per acquistare un’auto nuova, oggi ne servono mediamente undici. Lo dice l’edizione 2026 del sondaggio sulla mobilità realizzato da Bain & Company in collaborazione con Aniasa, e il dato è difficile da ignorare: in poco più di vent’anni, comprare un’auto nuova è diventato caro più del doppio in rapporto al reddito degli italiani. E questo lo dicono i numeri.
Il meccanismo che ha portato a questa situazione non è difficile da leggere. Dal 2013 al 2026 il prezzo medio delle automobili è aumentato del 52%, a fronte di una crescita del reddito familiare pari solo al 29% nello stesso periodo. Una forbice che si è aperta in modo progressivo, alimentata da più fattori che si sono sovrapposti nel tempo senza che nessuno intervenisse a correggere la traiettoria.
A incidere sono stati diversi fattori: l’inflazione, la crisi delle catene di fornitura dopo la pandemia, la carenza di semiconduttori, l’aumento delle dotazioni di sicurezza, l’elettrificazione delle gamme e lo spostamento progressivo verso segmenti più alti, con una presenza crescente dei SUV e un ridimensionamento delle vetture compatte ed economiche. In altre parole: i costruttori hanno spostato la gamma verso l’alto per proteggere i margini, e nel farlo hanno progressivamente abbandonato il segmento dove la domanda delle famiglie italiane è più forte.
Il risultato lo vediamo nel comportamento degli automobilisti. Il 59% degli italiani dichiara di non aver preso in considerazione l’acquisto di una vettura nuova oppure di aver deciso di rimandarlo. Ancora più significativo è il fatto che circa una persona su dieci abbia scelto di rinunciare completamente all’acquisto.
Le ragioni sono abbastanza chiare. Il 36% degli intervistati indica l’incertezza sulle prospettive reddituali come principale motivo del rinvio, mentre il 25% preferisce attendere condizioni di mercato più favorevoli, come prezzi più contenuti o formule di acquisto più convenienti.
Vale però la pena sottolineare che questa frenata non è un segnale di disinteresse verso l’auto in quanto tale. L’auto continua a essere il principale strumento di spostamento degli italiani: il 76% del campione dichiara di utilizzarla abitualmente, davanti al trasporto pubblico (52%) e allo scooter (50%). Il bisogno c’è ancora, identico a prima. È la capacità di soddisfarlo che si è ridotta.
Se la situazione per le auto a combustione è complicata, per l’elettrico è ancora peggiore. Il principale ostacolo all’acquisto di un veicolo elettrico o ibrido plug-in resta il costo percepito, indicato dal 51% degli intervistati, seguito dalla disponibilità delle infrastrutture di ricarica (28%).
Non è solo una questione di percezione: le auto elettriche costano mediamente molto di più di quelle termiche equivalenti, e gli incentivi pubblici non sempre sono sufficienti a chiudere il divario in modo convincente per le famiglie che devono fare i conti con un budget reale. La diffusione delle vetture ricaricabili appare inoltre legata al reddito disponibile: le regioni con il PIL pro capite più elevato, in particolare nel Centro-Nord, registrano la maggiore penetrazione di veicoli elettrificati. Un dato che suona come una denuncia: la transizione verde, nella forma attuale, rischia di procedere a due velocità .
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 09:44:01 +0000Trieste, domenica 12 luglio, intorno a mezzogiorno. Il lungomare che costeggia il centro della città , affacciandosi sul Golfo, era popolato come sempre nei fine settimana estivi: residenti, turisti, famiglie. Un posto tranquillo, abituato a veder passare barche e traghetti. Non a vedere un’automobile precipitare in mare. Eppure è esattamente quello che è successo: un’auto è finita in acqua a poca distanza dal Molo Audace, con un uomo a bordo. E senza quello che è accaduto nei secondi immediatamente successivi, questa storia avrebbe potuto avere un finale molto diverso.
Il personale dell’Accademia Militare di Modena si trovava a Trieste per una visita istituzionale alla città . Intorno alle ore 12:15, mentre gli Allievi dell’Istituto stavano scendendo dagli autobus in Piazza Unità d’Italia per iniziare la visita della città , un’autovettura con un uomo a bordo è improvvisamente finita nelle acque del molo.
Non c’è stato tempo per ragionare. I militari dell’Accademia, presenti sul posto, si sono tuffati immediatamente, raggiungendo il veicolo e riuscendo a estrarre l’uomo prima che l’auto affondasse completamente. Il salvataggio è avvenuto in pochi minuti, in condizioni difficili e con elevato rischio personale. L’uomo tratto in salvo è stato subito affidato alle cure del personale sanitario del 118. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco, la Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato le verifiche sulla dinamica dell’incidente.
Erano quattro i militari che si sono tuffati. Ufficiali e sottufficiali in visita alla città , che in pochi secondi hanno trasformato una giornata di turismo istituzionale in un intervento di salvataggio in mare aperto. Non un’esercitazione, non una simulazione: un uomo in difficoltà all’interno di un abitacolo che stava affondando, e la scelta immediata di entrare in acqua senza aspettare l’arrivo dei soccorsi specializzati.
Alla guida della vettura si trovava un quarantenne triestino che, secondo una prima ricostruzione al vaglio dei Carabinieri, avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di una manovra errata. Le Rive di Trieste sono un tratto urbano molto frequentato, con accesso diretto al mare in più punti: in certi tratti la strada scorre a pochi metri dall’acqua, e una manovra sbagliata in quelle condizioni può trasformarsi in tragedia nel giro di pochi istanti.
I Carabinieri di Trieste stanno ricostruendo la dinamica esatta di quanto avvenuto. Non sono ancora state diffuse informazioni sulle condizioni di salute del conducente, ma la rapidità dell’intervento lascia sperare che le conseguenze fisiche siano limitate.
La risposta istituzionale non si è fatta attendere. Il ministro Guido Crosetto ha scritto in un post social: “Il loro coraggio, la preparazione e il senso del dovere rendono orgogliosa tutta la Difesa. Hanno agito d’istinto, mettendo la propria vita al servizio di un’altra persona. È questo il significato più autentico dell’essere militare: servire il Paese e proteggere la vita umana, sempre, anche quando non lo impone il dovere. Grazie.â€
L’intervento testimonia come il senso del dovere, la preparazione e la prontezza decisionale costituiscano valori fondanti della formazione degli Ufficiali dell’Esercito Italiano, che anche al di fuori delle attività addestrative sanno mettere le proprie capacità al servizio della collettività .
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 08:58:26 +0000Dopo le indiscrezioni dei media tedeschi sulla possibile chiusura di quattro stabilimenti del gruppo entro il 2031, l’amministratore delegato di Volkswagen Oliver Blume è uscito allo scoperto con un’intervista, prendendo le distanze dall’ipotesi delle chiusure e parlando di “soluzioni più intelligenti” per tagliare i costi.
Parole che hanno il sapore di un tentativo di abbassare la temperatura, dopo giorni di tensione con il sindacato dei metalmeccanici, che sui piani di ristrutturazione del gruppo mantiene un peso specifico non trascurabile, occupando ben dieci seggi nel consiglio di sorveglianza.
Il concetto che Blume ha scelto di mettere al centro dell’intervista è quello dell’intelligenza delle soluzioni, contrapposta implicitamente alla brutalità di uno stop agli stabilimenti. Il ragionamento di fondo è che chiudere un impianto non è l’unica strada percorribile per ridurre i costi, e che Volkswagen ha già dimostrato di saper trovare percorsi alternativi, l’anno scorso per esempio i costi negli stabilimenti tedeschi sono stati ridotti di un quinto in media, un risultato che lo stesso Blume ha definito un “grande progresso”.
Il problema, però, è che il progresso fatto finora non basta. Le sue parole al riguardo sono state piuttosto dirette: i prodotti del gruppo sono apprezzati dal mercato, ma non generano margini sufficienti a coprire la struttura di costo attuale. Serve continuare a tagliare, in ogni ambito.
Sul fronte strategico, il piano di Blume punta a concentrare i volumi di vendita su un numero inferiore di modelli, eliminando le sovrapposizioni interne che negli anni si sono accumulate in un gruppo che conta oltre una decina di marchi. Una logica che ha senso sulla carta, ma che richiede tempo per dispiegarsi nei numeri reali.
Il piano di ristrutturazione ha però già incontrato resistenze. Secondo quanto riportato dai media tedeschi, durante una riunione tenutasi giovedì scorso a Wolfsburg, 12 dei 19 membri del consiglio di sorveglianza avrebbero respinto le proposte presentate dall’amministratore delegato. Un voto che di per sé non blocca il percorso, ma che ne rende il terreno notevolmente più accidentato.
C’è però un contesto che Blume vuole che venga tenuto nella giusta considerazione, e ha usato l’intervista per ricordarlo esplicitamente. Le difficoltà attuali del gruppo non nascono da errori gestionali isolati o da scelte sbagliate su un singolo modello: sono il prodotto di un ambiente competitivo che si è fatto progressivamente più ostile su più fronti contemporaneamente.
La concorrenza cinese, negli ultimi anni, ha colpito Volkswagen in modo particolarmente pesante proprio nel mercato in cui il gruppo aveva storicamente uno dei suoi punti di forza più solidi: la Cina, appunto. Le case locali hanno guadagnato quote di mercato a ritmo sostenuto, e i volumi che Volkswagen riusciva a spostare qualche anno fa in quel paese sono diminuiti in modo sensibile.
A questo si sono aggiunti i dazi commerciali statunitensi, che hanno compresso i margini dei marchi premium del gruppo riducendo il contributo economico che storicamente questi brand garantivano all’equilibrio complessivo del portafoglio. I costi di manodopera ed energia in Germania restano strutturalmente elevati rispetto alla concorrenza internazionale, e il peso burocratico aggiunge ulteriore attrito a un sistema già sotto pressione.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 07:34:56 +0000Dici Sachsenring e pensi subito a Marc Marquez, autore di 12 successi in carriera nel Motomondiale prima di oggi dove ha celebrato il tredicesimo sigillo, decimo in MotoGP. Il ducatista, dopo aver siglato la pole position, davanti a suo fratello Alex e Fabio Di Giannantonio, non ha mai mollato la P1. Nella Sprint Race le Ducati Desmosedici hanno annichilito la Casa di Noale, rimasta orfana di Marco Bezzecchi per un infortunio alla clavicola. Dopo l’incidente causato da Martin in Ungheria, lo schiaffo al commissario in Repubblica Ceca, la caduta in Olanda e ora l’infortunio in Germania, il Bez dovrà ripartire da zero.
Nella SR Marc ha subito dettato un passo inavvicinabile per i diretti rivali. Il Cabroncito è stato perfetto in un tracciato sinistroso che è ideale per la sua spalla sana e il suo stile di guida. Il numero 93 ha preceduto Alex Marquez, Diggia e Ogura e Fernandez. Nel GP sono partite bene le due Aprilia Trackhouse di Ogura e Fernandez che hanno bruciato il romano del team VR46. Marc Marquez è scattato a fionda, provando subito ad allontanarsi da suo fratello Alex. Si è steso Di Giannantonio al quinto giro, commettendo il primo grande errore della stagione.
Cinque tornate dopo è scivolato in curva 13 anche Alex Marquez, mandando alle ortiche la possibilità di ottenere un ottimo podio. Due attesi protagonisti della SR non sono riusciti a confermarsi nel GP. Marc Marquez non ha avuto patemi a gestire la P1. Ai Ogura, tallonato da Pedro Acosta nella prima parte di gara, ha lottato con Raul Fernandez per la seconda piazza. A 5 giri dalla fine il giapponese del team Trackhouse ha sopravanzato il compagno di squadra, guadagnando la seconda piazza. Martin, invece, ha difeso la quinta posizione dagli attacchi di Bagnaia e la leadership del Mondiale.
Marc Marquez: 10 e lode – Cannibale, dominatore e certezza assoluta della Casa di Borgo Panigale. Dopo la pole position e la vittoria nella SR, ha gestito come solo lui sa fare il vantaggio sugli inseguitori nel Gran Premio. Avrebbe vinto probabilmente anche con una Yamaha al Sachsenring, anche perché la concorrenza si è autoeliminata nella prima fase di gara. Non troppe settimane fa era distaccato di un centinaio di punti dalla vetta ora è tornato a soli 18 punti dal leader. A giudicare dalle sue performance post operazione è nettamente lui il favorito per la conquista del Mondiale. Il campione in carica ha dichiarato:
“Pausa estiva? Non vedevo l’ora, anche se sono andato bene in tante corse, le cinque prime gare sono stato un disastro: non capivo il mio corpo ed il mio braccio, ci sono state tante cadute strane che non erano nel mio stile. Adesso lo abbiamo capito, ora però non vedo l’ora di lavorare sul mio punto debole. Chi vince, la Spagna il Mondiale di calcio o io il Mondiale MotoGP? La Spagna è più vicina, ha due partite. Io ancora ho undici gare. È una MotoGP a 44 gare, succede di tutto, succederà di tutto. Ci sono tanti weekend di fila. Guarda il Bez, guarda Alex, guarda me. Rischi di saltare tante gare”.
AI Ogura: 9 – Siamo davanti a un talento purissimo che, persino in una giornata difficile, è riuscito a estrarre una performance maiuscola. Da metà gara in avanti ha messo un’altra marcia ed è stato capace di ricucire il gap con Raul Fernandez e conquistare un secondo posto che lo proietta a soli 14 punti dalla vetta del campionato. Secondo a Brno, vittoria ad Assen, secondo oggi. Chapeau!
Raul Fernandez 8 – Duello perso con il teammate, tuttavia non si può nemmeno normalizzare una terza posizione. Dopo il secondo posto in Olanda e il quarto in Repubblica Ceca ha confermato di essere un mastino in sella alla RS-GP26.
Pedro Acosta: 7 – Gara regolare per il futuro compagno di squadra di Marc Marquez. Si può definire il primo degli altri, avendo ottenuto il massimo su una KTM, e riuscendo a precedere 3 corone iridate della MotoGP, come Jorge Martin e Pecco Bagnaia. Pur non vincendo un GP, in questa annata è maturato tantissimo e si è meritato il salto carpiato sulla Rossa.
Jorge Martin: 5,5 – Ci si aspettava una grande performance, ma a fatica si è classificato solo in quinta posizione. Rimane il leader della classifica, ma non lo sembra in termini di risultati e passo. È in testa più per i problemi avuti dal compagno di squadra che per meriti suoi. Martinator, con la gomma media al posteriore, è stato annichilito dai rider del team satellite della Casa di Noale.
Pecco Bagnaia: 5 – Altro passo indietro per il torinese che dopo il ritiro nella scorsa tappa, non è andato oltre una sesta posizione. A giudicare dal ritmo avuto da Marc Marquez sulla stessa moto, il numero 63 avrebbe dovuto quantomeno lottare per la top 3.
Alex Marquez: 4,5 – Ha provato a tenere il passo di suo fratello maggiore, finendo al tappeto in modo sciocco. Avrebbe potuto essere l’unico capace di dargli fastidio, ma la livrea pressoché identica a quella usata da Sete Gibernau in onore di Gresini non ha portato bene.
Fabio Di Giannantonio: 4 – Primo grave errore del 2026 su una moto che avrebbe potuto garantirgli un altro podio. Il romano stava andando su ottimi ritmi e poteva inserirsi nella sfida al vertice. La caduta odierna peserà come un macigno.
Franco Morbidelli: 3 – Sperduto nelle ultime posizioni, persino su un tracciato in cui il passato era stato in grado di esaltarsi ha fatto una enorme fatica a trovare ritmo. Sembra sempre più improbabile che possa ottenere una conferma nel team di Valentino Rossi, pur essendo il primo storico rider dell’Academy.
Maverick Vinales: 2 – Sempre in fondo alla classifica, alle spalle persino di Crutchlow. Il pilota spagnolo oramai è diventato l’ombra di sé stesso e non sembra in grado di tornare ai livelli pre infortunio.
Marco Bezzecchi: s.v. – Il pilota dell’Aprilia è stato operato dal Dottor Giuseppe Porcellini presso l’Ospedale Universitario di Sassuolo; la frattura della clavicola è stata ridotta e stabilizzata. I tempi di recupero non sono ancora chiari, ma dovrebbe tornare nel prossimo Gran Premio di Silverstone, in programma a inizio agosto dopo la pausa estiva. La prognosi verrà sciolta nei prossimi giorni, in base all’evoluzione del quadro clinico, tuttavia dopo essersi trovato con un vantaggio enorme in graduatoria sui rivali, i 4 zeri consecutivi hanno stravolto gli scenari. I ducatisti si sono rifatti sotto con costanza e hanno ridotto il gap e se vorrà lottare per il titolo, il romagnolo dovrà fare un completo reset per poi rinascere dopo le polemiche, le cadute e gli infortuni dell’ultimo periodo.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 06:23:32 +0000L’elettrificazione del mercato delle quattro ruote in Italia e, più in generale, in Europa va avanti e segue binari ben precisi. In particolare, il settore sta registrando una forte crescita delle vendite di auto elettriche e di auto ibride plug-in, modelli che permettono di effettuare spostamenti a zero emissioni.
Nello stesso tempo, le auto diesel sono sempre di meno. Il “sorpasso” di elettriche e ibride plug-in alle auto diesel è ormai evidente, sia in Italia che in Europa. Il dato più rilevante è sicuramente quello legato al mercato italiano dove, storicamente, le auto a gasolio hanno sempre viaggiato su volumi molto elevati.
Andiamo ad analizzare i dati più recenti sulle immatricolazioni, forniti da UNRAE per l’Italia e da ACEA per l’Europa, in modo da capire come procede l’elettrificazione del settore delle quattro ruote.
Per il mercato italiano sono già disponibili i dati del primo semestre del 2026 che evidenziano chiaramente la scelta degli automobilisti al momento dell’acquisto di una nuova vettura. Dopo i primi sei mesi dell’anno, infatti, i dati sulle immatricolazioni sono:
Lo scorso anno, le vendite combinate di elettriche e ibride plug-in superavano di poche migliaia di unità le diesel. Quest’anno, invece, i rapporti di forza sono cambiati e i trend del mercato sono chiari. Sempre più automobilisti italiani stanno scegliendo modelli elettrici o ibridi plug-in, con un progressivo calo delle auto diesel (dovuto anche a una riduzione del numero di modelli proposti dalle Case).
Ricordiamo che potete dare un’occhiata al nostro approfondimento sulle immatricolazioni in Italia per scoprire come sta andando il mercato delle quattro ruote nel nostro Paese dopo i primi sei mesi di 2026. Tra i trend evidenziati troviamo una netta crescita delle auto ibride plug-in, come chiarito anche dai numeri citati in precedenza.
Per il futuro, sarà interessante capire se le auto diesel continueranno il crollo verticale registrato negli ultimi mesi o se la quota di mercato si stabilizzerà . Ulteriori dettagli in tal senso arriveranno già nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda i dati in Europa, invece, possiamo considerare i dati sulle immatricolazioni nel corso dei primi 5 mesi dell’anno. Anche in questo caso c’è un sorpasso:
I numeri citati si riferiscono al mercato europeo composto dall’Ue, dal Regno Unito e dai Paesi Efta. In questo caso, il sorpasso non è una sorpresa visto che il “peso” delle auto diesel è da tempo in netto calo in Europa e in molti mercati le vetture a gasolio non hanno mai raggiunto volumi particolarmente elevati.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 05:30:49 +0000Il settore delle auto elettriche in Italia sta crescendo e vede i costruttori cinesi giocare un ruolo sempre più importante. Nel prossimo futuro, il mercato registrerà l’arrivo di una new entry che ha tutte le carte in regola per conquistare uno spazio di primo piano.
A breve, infatti, è previsto il debutto in Italia della Geely E2. A molti utenti italiani, questo nome non dirà molto. Si tratta, però, di un modello che in Cina ha registrato una grandissima diffusione (con il nome di Galaxy Xingyuan) tanto da diventare l’elettrica più venduta nel Paese.
Con queste premesse, quindi, il debutto italiano rappresenta un momento importante. All’orizzonte, infatti, c’è l’arrivo di un modello che ha le potenzialità per ritagliarsi uno spazio da protagonista del mercato delle quattro ruote, sfruttando al meglio il trend di crescita delle vetture a zero emissioni.
La Geely E2 è un modello “globale” e viene commercializzato in diversi mercati in tutto il mondo. In Europa, ad esempio, il modello si sta ritagliando uno spazio importante in Bielorussia, dove viene anche assemblato. In Brasile, dove è stata rinominata EX2, la piccola elettrica, prodotta in uno stabilimento Renault, si sta ritagliando il suo spazio. Ecco i dettagli completi in merito.
La Geely E2 è un’auto elettrica con dimensioni compatte. La lunghezza è di 413 cm mentre il passo è di 265 cm. Si tratta di misure da segmento B. L’assetto rialzato e lo stile della carrozzeria, inoltre, avvicinano il modello al mondo dei SUV, sempre più diffusi in Italia, soprattutto tra i modelli compatti.
La vettura può contare su un motore elettrico posteriore da 116 CV (ma ci sarà anche una versione da 82 CV) che viene supportato da una batteria da 47,14 kWh di capacità (ma ci sarà anche una versione da 35,35 kWh). Nel ciclo WLTP, questa configurazione permette di ottenere un’autonomia di 345 chilometri (252 chilometri con la versione con batteria con capacità ridotta). Per quanto riguarda le prestazioni, invece, lo scatto 0-100 km/h viene completato in 10,2 secondi.
Le specifiche tecniche complete della Geely E2 per il mercato europeo e per l’Italia saranno comunicate nel corso delle prossime settimane. Il lancio è programmato per la fine dell’estate. Nel Regno Unito, in particolare, le vendite partiranno da fine agosto. Successivamente, la vettura arriverà anche sul mercato Ue e nel nostro Paese.
La Geely E2 è un grande successo in Cina, dove viene venduta con prezzi da 64.800 yuan che, al cambio attuale, sono poco più di 8 mila euro, cifra assolutamente fuori mercato per gli standard europei. Nei primi cinque mesi del 2026, in Cina, Geely ha venduto oltre 160 mila unità di questo modello.
In Italia, la vettura debutterà con un prezzo più alto ma conserverà il suo carattere economico, elemento centrale della strategia del brand. Il progetto, infatti, punta tantissimo sul rapporto qualità /prezzo e sulla possibilità di mettere a disposizione dei clienti un’elettrica “da città ” a un prezzo decisamente accessibile. Il prezzo di partenza sarà di 20.900 euro, per la variante da 82 CV e batteria da 35,35 kWh. Si partirà da 22.900 euro per la versione da 116 CV e 47,14 kWh.
Maggiori dettagli sulla versione italiana della Geely E2 arriveranno nel corso delle prossime settimane.
Data articolo: Mon, 13 Jul 2026 05:30:32 +0000Siamo stati al Goodwood Festival of Speed 2026 e, come sempre, il problema non è stato trovare auto interessanti, semmai, è stato scegliere le più belle. Goodwood è uno di quei luoghi dove il concetto stesso di “salone†diventa troppo stretto, perché qui le auto non restano immobili sotto le luci artificiali di uno stand. Si accendono, scalano la celebre collina a tutto gas, fanno rumore, lasciano odore di gomme e benzina, oppure si muovono in silenzio con la brutalità istantanea dell’elettrico.
L’edizione 2026 ha confermato una cosa abbastanza chiara: il mondo dell’auto non si sta dividendo semplicemente tra passato e futuro, tra motori termici ed elettrici, tra nostalgia e innovazione, ma sta diventando molto più complesso. Ci sono SUV ibridi plug-in che vogliono comportarsi come supercar, coupé elettriche cinesi con potenze da hypercar, citycar a batteria che provano a tornare semplici e desiderabili, pick-up pensati per mandare in pensione il diesel e sportive europee che cercano di non perdere l’anima anche cambiando completamente tecnologia.
Tra le tante stupende novità viste a Goodwood, queste sono le auto che ci hanno colpito di più.
La Lamborghini Urus SE Performante è una di quelle auto che a Goodwood hanno perfettamente senso. In un contesto normale potrebbe sembrare quasi eccessiva, ma sulla collina inglese, circondata da prototipi, hypercar, monoposto storiche e pezzi unici, trova un ambiente naturale. È la versione più cattiva dell’Urus SE, quindi parte già da una base ibrida plug-in molto potente e la porta verso un’impostazione ancora più aggressiva, sia nel carattere sia nell’immagine.
Il punto interessante non è soltanto la potenza. Certo, l’idea di un SUV Lamborghini da 812 CV capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 3,3 secondi e di superare i 300 km/h resta qualcosa di difficilmente razionale, però Goodwood serve anche a questo: a mostrare fino a dove i marchi possono spingersi quando vogliono trasformare una categoria già estrema in qualcosa di ancora più teatrale.
La Urus SE Performante non prova a nascondere la propria natura, anzi, la amplifica. Dal vivo colpisce soprattutto per l’atteggiamento, è larga, bassa per essere un SUV, muscolosa, con dettagli aerodinamici che non sembrano messi lì solo per decorazione. Il carbonio, le prese d’aria, l’assetto visivo più piantato a terra e il nuovissimo frontale ancora più affilato con inserti in carbonio raccontano subito che non si tratta semplicemente di una Urus più potente, ma di una variante pensata per spostare in alto l’idea stessa di Super SUV.

La parte più curiosa, però, è il rapporto tra elettrificazione e brutalità . La presenza del sistema plug-in non rende l’auto più educata nel senso tradizionale del termine, ma le permette di avere una risposta ancora più pronta e un livello di prestazione più pieno.
Il motore elettrico, in questo caso, non serve a trasformarla in un oggetto tranquillo, ma a renderla più efficace, insieme alle sospensioni a doppia camera che le permettono una tenuta più stabile anche su strade bianche. È un modo molto Lamborghini di interpretare la transizione: non togliere intensità , ma aggiungerne. Ci sarebbe molto altro da dire sulla Lamborghini Urus SE Performante, ma in futuro non mancheranno le occasioni.
La Denza Z è stata una delle sorprese più forti del Goodwood Festival of Speed 2026, non tanto perché ormai la crescita dei costruttori cinesi in Europa sia una novità , ma perché questa coupé elettrica porta con sé un messaggio molto chiaro: non vuole essere un’alternativa economica alle sportive europee, vuole competere sul piano dell’immagine, della tecnologia e delle prestazioni.
Denza, marchio premium del gruppo BYD, ha scelto Goodwood per mostrare una supercar elettrica costruita su una piattaforma dedicata, la e3 Sports Car Platform. La gamma prevista comprende 4 varianti: Coupé, Spider, Racing e Special Edition, con quest’ultima pensata anche per tentare l’assalto al Nürburgring. È un dettaglio importante, perché fa capire che non si tratta soltanto di una show car scenografica, ma di un progetto nato per misurarsi con il mondo delle prestazioni vere.

I numeri sono da hypercar: tre motori elettrici, uno davanti e due dietro, trazione integrale, 1.604 CV e 1.240 Nm di coppia. La Coupé dichiara uno 0-100 km/h in 2,25 secondi e 300 km/h di velocità massima, mentre la Racing, con pneumatici semi-slick, scende fino a 1,96 secondi nello 0-100 e può raggiungere i 350 km/h. A gestire tutto ci sono sospensioni evolute, freni carboceramici e un sistema elettronico che coordina sterzo, assetto e frenata.
Interessante anche la batteria Blade 2.0 da 76 kWh, integrata nella scocca con architettura Cell-to-Body. L’autonomia WLTP arriva fino a 410 km, ma il dato più impressionante è la ricarica: con tecnologia Flash Charging, Denza dichiara il passaggio dal 10 al 97% in 9 minuti.
Dal vivo la Z funziona perché crea contrasto: in mezzo a supercar storiche e marchi europei leggendari, porta un’idea cinese di performance, fatta di software, batteria, potenza elettrica e gestione intelligente. È una delle auto più significative di Goodwood perché racconta il momento in cui la Cina premium smette di inseguire e inizia a sfidare direttamente l’élite sportiva europea.
In mezzo a supercar, prototipi estremi e SUV ad alte prestazioni, la MG GO! è una di quelle auto che rischiano di passare quasi inosservate, ma che raccontano forse meglio di altre dove può andare il mercato elettrico nei prossimi anni. Perché dietro questo prototipo si legge già la futura MG2, una piccola full electric da città attesa in veste definitiva tra circa un anno.
La cosa interessante è che MG non ha scelto una strada anonima, infatti la GO! è compatta, sportiva e molto scenografica, con un grande spoiler posteriore e proporzioni da piccola elettrica grintosa. Alcuni dettagli difficilmente arriveranno sulla versione di serie, come l’estrattore marcato, i ganci anteriori, l’assetto ribassato o le ruote 245/35 R20 con mozzo centrale, però il messaggio è chiaro: anche un’elettrica accessibile può avere personalità .

Il design guarda al passato del marchio inglese più di quanto sembri. I fari tondi e la linea di cintura orizzontale si ispirano alla MGB GT del 1965 disegnata da Pininfarina, mentre il posteriore richiama modelli più recenti e sportivi come MG Metro Turbo e MG ZR, soprattutto nella scelta dell’alettone vistoso. La GO! è a cinque porte, ma prova a mascherare quelle posteriori per mantenere un’impostazione più da piccola coupé.
Sul piano tecnico MG mantiene ancora il riserbo. Non ci sono dati ufficiali su motore, batteria e autonomia, ma la futura MG2 potrebbe nascere sulla Modular Scalable Platform già usata dal gruppo e, considerando la destinazione urbana, una batteria intorno ai 40 kWh e circa 300 km di autonomia sarebbero valori plausibili. Anche il prezzo sarà centrale: l’obiettivo dovrebbe essere restare sotto i 25.000 euro.
A Goodwood, paradossalmente, la sua forza sta proprio nel non voler urlare. In mezzo al rumore del Festival, la GO! porta un messaggio più silenzioso ma molto attuale: il futuro dell’elettrico non si gioca soltanto sulle hypercar, ma anche sulle piccole auto capaci di sostituire davvero le utilitarie termiche.
Il BYD Shark è una delle presenze più interessanti viste a Goodwood perché porta l’elettrificazione in un segmento ancora molto legato al diesel: quello dei pick-up. È il primo pick-up ibrido plug-in della casa cinese e introduce in Europa la tecnologia Super Hybrid DMO, cioè Dual Mode Off-road, con trazione integrale ottenuta attraverso due motori elettrici, uno per asse.
Dal vivo ha una presenza importante e un design coerente con il nome. Il frontale si ispira allo squalo, soprattutto nel disegno dei fari collegati da una fascia luminosa e nella forma del paraurti, mentre le protezioni in plastica sui passaruota, le pedane laterali e i cerchi da 18 pollici con pneumatici maggiorati gli danno l’aspetto giusto: moderno, ma ancora credibile come mezzo da lavoro.

Le dimensioni sono da pick-up vero: 5.457 mm di lunghezza, 1.971 mm di larghezza, 1.925 mm di altezza e 3.260 mm di passo, mentre l’altezza da terra varia tra 210 e 230 mm, mentre il cassone offre 1.200 litri di volume utile, con portata di 790 kg e capacità di traino di 2.500 kg.
Il powertrain combina un 1.5 turbobenzina da 150 CV con due motori elettrici da 231 e 204 CV, con la potenza complessiva arriva a 436 CV, con 650 Nm di coppia, abbastanza per uno 0-100 km/h in 5,7 secondi. La batteria Blade da 32,2 kWh, integrata nel telaio, permette fino a 90 km in elettrico e un’autonomia complessiva di 675 km, mentre la ricarica DC arriva a 55 kW e consente di passare dal 30 all’80% in poco più di 20 minuti.
A bordo, però, lo Shark non rinuncia al comfort: strumentazione digitale da 10,25 pollici, infotainment da 15,6 pollici, Apple CarPlay e Android Auto wireless, audio Dynaudio e telecamera a 360 gradi. A Goodwood convince perché mostra una via molto pragmatica: elettrificare il pick-up senza togliergli robustezza, versatilità , capacità di lavoro e facendolo rimanere anche bello da vedere.
L’Alpine A110 FUTURE è una delle auto più delicate da raccontare tra quelle viste a Goodwood, perché tocca il tema più difficile per una sportiva come lei: evolversi senza perdere identità . La A110 attuale ha costruito il proprio fascino su leggerezza, equilibrio e piacere di guida, più che sulla corsa alla potenza e questo per il primo prototipo della nuova generazione, ha un peso simbolico enorme.
Alpine ha scelto proprio il Goodwood Festival of Speed per mostrare un primo assaggio della futura A110, portando in Inghilterra un muletto della sportiva destinato anche alla hillclimb, con al volante i piloti ufficiali del BWT Alpine Formula One Team, Pierre Gasly e Franco Colapinto. Una scelta non banale, perché significa presentare l’auto in movimento, in un contesto dove il comportamento conta almeno quanto l’immagine.

I dettagli tecnici, per ora, restano limitati. Alpine non ha ancora comunicato quale powertrain adotterà il prototipo visto a Goodwood, il dato più importante riguarda però la nuova piattaforma APP, Alpine Performance Platform, sviluppata per accogliere propulsioni elettriche. Allo stesso tempo, la casa francese ha confermato anche la possibilità di varianti endotermiche, segno che il futuro della A110 potrebbe non essere scritto in una sola direzione.
È proprio questo a renderla interessante, dato che in un momento in cui molte sportive elettriche puntano su potenze altissime e accelerazioni brutali, Alpine deve fare un lavoro diverso: conservare agilità , compattezza, precisione e leggerezza percepita. La sfida non è soltanto rendere la nuova A110 veloce, ma farla sentire ancora come una vera Alpine.
A Goodwood, accanto alla nuova sportiva, Alpine ha portato anche le attuali A290 e A390, oltre ad alcuni modelli storici del marchio e alla Formula 1 E20 del 2012 con motore V8, così da collegare passato e futuro. La A110 FUTURE convince proprio perché non promette solo tecnologia: prova a difendere un’idea di guida, anche mentre tutto intorno cambia.
La Pagani Huayra 70 Derecho è una di quelle auto che a Goodwood sembrano nate per stare esattamente lì. Non perché rappresenti il futuro della mobilità , ma perché racconta una parte dell’automobile che resiste al tempo: quella dell’oggetto costruito come pezzo unico, con una cura quasi ossessiva per materiali, meccanica e dettagli.
La Huarya 70 Derecho debutta in anteprima mondiale al Goodwood Festival of Speed 2026 ed è il secondo dei tre esemplari speciali realizzati per celebrare i 70 anni di Horacio Pagani, dopo la Trionfo svelata a gennaio. A svilupparla è stato il Reparto Grandi Complicazioni della casa modenese, cioè la divisione dedicata alle creazioni più esclusive e personalizzate. Già questo basta a chiarire che non si parla di una semplice serie limitata, ma di un’auto nata come progetto su misura.

Dal vivo colpisce per la carrozzeria in carbonio a vista con finitura Pearl Orange e Inky Blue, abbinata a elementi in alluminio anodizzato Glossy Titanium. L’abitacolo continua lo stesso racconto, con rivestimenti in pelle Ceramic White e Tricolore Blue, cuciture a contrasto e dettagli Pearl Orange su volante e leva del cambio. È una combinazione molto Pagani: teatrale, ricchissima, ma mai casuale.
La base tecnica resta quella della Huayra, ma il dettaglio più importante è la trasmissione. Il V12 biturbo AMG da 864 CV e 1.100 Nm di coppia è infatti abbinato a un cambio manuale a sette marce sviluppato da Xtrac. In un’epoca dominata da elettrificazione, software e cambi automatici sempre più rapidi, questa scelta ha un valore quasi romantico, con la velocità massima autolimitata a 350 km/h.
A Goodwood, accanto alla Huayra 70 Derecho, Pagani espone anche Zonda F Roadster e Utopia Roadster, mentre sulla hillclimb corrono Huayra Codalunga Speedster e Huayra R con pacchetto Tempesta. È il modo perfetto per raccontare un marchio che non rincorre il futuro: lo attraversa restando fedele alla propria idea di automobile.
La cosa più interessante del Goodwood Festival of Speed 2026 è proprio questa convivenza di mondi. La Lamborghini Urus SE Performante porta l’ibrido plug-in dentro una dimensione di eccesso prestazionale. La Denza Z mostra quanto i marchi cinesi siano ormai pronti a sfidare il lusso europeo anche sul piano dell’immagine. La MG GO! ricorda che l’elettrico deve diventare accessibile e semplice. Il BYD Shark dimostra che anche i pick-up possono cambiare tecnologia. L’Alpine A110 FUTURE prova a salvare la leggerezza nell’era delle batterie. La Pagani Huayra 70 Derecho difende invece la bellezza dell’artigianato meccanico.
Sono auto diversissime, quasi incompatibili tra loro. Eppure, viste nello stesso posto, raccontano bene il momento dell’industria. Non c’è una sola direzione. Ce ne sono molte. Alcune guardano alla prestazione pura, altre alla praticità , altre ancora all’identità di marca o alla trasformazione energetica.
Goodwood resta speciale proprio perché permette di vedere tutto questo senza filtri. Non è un evento ordinato, non è un salone tradizionale, non è una vetrina statica. È un grande cortocircuito automobilistico, dove una hypercar artigianale può convivere con una piccola elettrica urbana e un pick-up plug-in può risultare interessante quanto una supercar.
Alla fine, uscendo dal Festival, la sensazione è che l’auto non sia affatto diventata meno emozionante, ma più complessa, più contraddittoria, forse anche più difficile da raccontare. Ma proprio per questo più interessante. E queste sei auto, ognuna a modo suo, sono state tra le migliori sintesi possibili di Goodwood 2026.
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 17:38:54 +0000Un incidente con conseguenze drammatiche scuote il settore del motociclismo. Sul noto circuito di Brno (in testa all’articolo un’immagine di repertorio) durante una gara della categoria Superstock 1000/Superbike dell’Alpe Adria International Motorcycle Championship, infatti, l’austriaco Philipp Steinmayr di 32 anni e il romeno Adrian Rus-Sinner di 43 anni sono morti a seguito delle gravi ferite riportate dopo una caduta avvenuta poco dopo la partenza della gara.
L’incidente è avvenuto sabato 11 luglio, al momento della partenza della gara di Brno, dove poche settimane fa ha corso anche il Motomondiale. Steinmayr, infatti, ha avuto un problema tecnico con la moto ed è stato poi colpito da Rus-Sinner, che sopraggiungeva da dietro a tutto velocità . L’impatto è stato fatale. Il pilota austriaco è deceduto sul colpo, mentre il romeno poco dopo, in ospedale, a seguito delle gravi ferite riportate.
La notizia del decesso è stata divulgata soltanto nella giornata di domenica 12 luglio, ma non sono stati rilasciati ulteriori dettagli per tutelare la privacy delle famiglie. A seguito dell’incidente, l’organizzazione è intervenuta e ha optato per l’annullamento di tutto il programma rimanente del weekend, che prevedeva diverse competizioni sul circuito della Repubblica Ceca.
Steinmayr, in passato campione del mondo del Fim Ewc (Endurance World Championship) nella categoria Stock, era tra i favoriti della gara, dopo aver conquistato il secondo posto durante le qualifiche del sabato mattina e in passato aveva più volte sottolineato il legame speciale con Brno. Adrian Rus-Sinner, inoltre, era molto conosciuto tra gli appassionati per la sua attività di vlogger dedicata al motociclismo.
FIM Europe Circuit Racing ha rilasciato un comunicato in merito alla tragedia avvenuta questo weekend a Brno. Ecco il testo integrale:
Data articolo: Sun, 12 Jul 2026 16:25:16 +0000La FIM Europe si rammarica di dover confermare che due piloti hanno perso la vita in seguito a un incidente avvenuto durante la giornata di sabato del Campionato Internazionale di Motociclismo Alpe Adria presso l’Automotodrom di Brno.
Nonostante il tempestivo intervento dei servizi medici, Philipp Steinmayr (Austria, 13 agosto 1993) è deceduto a causa delle ferite riportate nell’incidente. Adrian Rus (Romania, 11 agosto 1982) è stato trasportato in ospedale in condizioni critiche, dove in seguito è deceduto a causa delle ferite riportate.
A seguito dell’incidente, gli organizzatori hanno deciso di annullare l’intero programma rimanente del fine settimana. Di conseguenza, le gare in programma della Supersport 300 European Cup, della Supersport 600 European Cup, della Superstock 1000 European Cup e del Campionato Europeo Femminile non avranno luogo.
FIM Europe, l’Unione Motociclistica Alpe Adria, AAcademy (organizzatore) e l’Automotodrom Brno esprimono le loro più sentite condoglianze alle famiglie, agli amici, ai team e ai cari di Philipp Steinmayr e Adrian Rus.