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News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

Il 30 marzo 2026 la situazione del traffico sulle autostrade italiane presenta diversi eventi significativi tra cui code per incidenti e traffico intenso in particolare sulla tratta A7 Milano-Genova, dove un incidente ha causato una coda di 1 km nella direzione Genova, e sulla A26 tra Masone e il bivio verso Genova-Ventimiglia con una coda di 2 km sempre per incidente. Sono presenti inoltre rallentamenti per traffico denso sulla A1 tra Incisa e Firenze sud e code a tratti sulla A4 tra Cormano e Milano est.

A1 Milano-Napoli



11:41 – Incisa – Reggello e Firenze sud
Traffico Rallentato traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 313.0 al chilometro 316.0 per una lunghezza di 3 km.



10:13 – Area di servizio San Nicola est
Camper Service chiuso per guasto impianto
Direzione Milano
Informazione locale senza impatto diretto sulla viabilità principale.

A4 Torino-Trieste



10:25 – Cormano e Milano est
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Trieste
La tratta interessata va dal chilometro 129.9 al chilometro 138.3 per una lunghezza di 8.4 km.

A7 Milano-Genova



11:57 – Bivio A7/A12 Genova-Livorno e Bivio A7/A10 Genova-Ventimiglia
Coda di 1 km per incidente
Direzione Genova
La coda copre una lunghezza di 2.5 km dal chilometro 128.7 al chilometro 131.2.

A9 Lainate-Como Chiasso



11:02 – Chiasso e Como Monte Olimpino
Coda per lavori
Direzione Lainate
La coda interessa il tratto dal chilometro 41.0 al chilometro 41.63 per una lunghezza di 0.63 km.

A12 Genova-Roma



12:00 – Torrimpietra e Cerveteri-Ladispoli
Coda per safety car (scorta veicoli)
Direzione Ss1 Aurelia
La coda copre 3 km dal chilometro 23.0 al chilometro 26.0.

A16 Napoli-Canosa



11:27 – Area di servizio Ofanto nord
Servizi igienici non disponibili
Direzione Napoli
Situazione segnalata senza impatto diretto sul traffico.

A24 Roma-Teramo



10:21 – Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria dovuta a viabilità esterna non riceve
Direzione Tangenziale Est
La coda va dal chilometro 6.5 al chilometro 7.3 per una lunghezza di 0.8 km.

A26 GE-Voltri-Gravell.Toce



11:56 – Masone e Bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia
Coda di 2 km per incidente
Direzione Genova Voltri
La coda copre una lunghezza di 8.8 km dal chilometro 5.2 al chilometro 14.0.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 10:08:00 +0000
News n. 2
Porsche 718 Sypder RS, la super sportiva dell’incidente mortale a Milano

Ci sono mattine in cui il risveglio di una città non è accompagnato dal consueto rumore del traffico che si riaccende, ma da un silenzio penetrante, come quello che segue la tragedia. All’alba di domenica 29 marzo 2026, in corso di Porta Vercellina a Milano, la quiete è stata squarciata dall’impatto violento di una Porsche 718 Spyder RS contro quattro auto regolarmente parcheggiate. È un momento che lascia attoniti, un istante in cui la cronaca si trasforma in dolore puro.

Un ragazzo di 21 anni ha perso la vita poco dopo il trasporto d’urgenza al Policlinico, nonostante i disperati tentativi dei medici di salvarlo attraverso un’operazione complessa. In questo momento di profondo sconforto, il pensiero e il cordoglio più sincero vanno alla famiglia e agli amici del giovane, la cui vita è scivolata via troppo presto. Tuttavia, su questa delicata vicenda permangono delle questioni in sospeso.

Che auto è quella del giovane

L’auto coinvolta non era una vettura comune, ma una Porsche 718 Spyder RS, un gioiello della tecnologia automobilistica tedesca che rappresenta l’apice della gamma 718. Si tratta della controparte a cielo aperto della Cayman GT4 RS, una vettura progettata per offrire sensazioni di guida purissime, quasi da pista.

Sotto il cofano batte un motore boxer a sei cilindri aspirato da 4,0 litri, lo stesso cuore pulsante della leggendaria 911 GT3. Questa unità è capace di sprigionare 500 CV (368 kW) e di urlare fino a 9.000 giri al minuto, garantendo prestazioni esagerate: un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,4 secondi e una velocità massima che sfiora i 308 km/h.

La Spyder RS è un inno alla leggerezza e all’aerodinamica, dotata di una capote in tessuto ultra-leggera e di un assetto estremamente rigido. Tuttavia, la sua natura estrema richiede un’attenzione e una sensibilità fuori dal comune. È importante notare che la vettura è omologata per soli due posti. Nell’incidente di domenica, a bordo si trovavano invece tre persone: insieme al conducente viaggiavano due ragazze di 19 e 20 anni, fortunatamente rimaste ferite in modo non grave e portate in codice giallo all’ospedale San Carlo.

Potenza e responsabilità: il dilemma dei 21 anni

La presenza di un ventunenne alla guida di un “mostro” da 500 CV solleva interrogativi inevitabili sulla sicurezza e sulla normativa vigente. Secondo l’attuale Codice della Strada italiano (Art. 117), i neopatentati (ovvero chi ha conseguito la patente B da meno di tre anni) sono soggetti a rigide limitazioni di potenza: non possono guidare veicoli con un rapporto potenza/tara superiore a 55 kW/t o con una potenza massima superiore a 70 kW (circa 95 CV).

A 21 anni, un ragazzo che ha preso la patente a 18 anni ha appena concluso il triennio di limitazione. Pertanto, dal punto di vista legale, se il periodo di tre anni è trascorso, il conducente poteva tecnicamente trovarsi al volante di una supercar. Resta però aperta la riflessione etica e formativa: è ragionevole che un guidatore con un’esperienza necessariamente limitata possa gestire una trazione posteriore da 500 CV senza sistemi di protezione avanzati che solo l’esperienza pluriennale può insegnare a dominare?

L’enigma della targa tedesca

Un altro dettaglio non trascurabile è la targa tedesca della Porsche coinvolta. Spesso, nel mercato delle auto di lusso, l’utilizzo di targhe estere è legato a contratti di noleggio a lungo termine o leasing con società con sede in Germania. Questo permette non solo di accedere a flotte di veicoli top di gamma spesso non disponibili immediatamente sul mercato nazionale, ma a volte anche di gestire in modo diverso i costi burocratici o assicurativi. Nel caso specifico, l’auto potrebbe essere stata noleggiata per un’occasione speciale, trasformando purtroppo un momento di gioia in una tragedia fatale.

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 09:49:24 +0000
News n. 3
Benzina esaurita nei distributori, scatta il panico sulle strade

Le saracinesche sono ancora alzate, ma i tabelloni luminosi dei prezzi lungo le strade iniziano a mostrare segnali inquietanti. Non sono i rincari, a cui l’automobilista italiano è ormai tristemente rassegnato, a gelare il sangue, ma l’assenza totale di cifre o, peggio, il nastro bianco e rosso che avvolge le pistole erogatrici.

Le segnalazioni si moltiplicano ora dopo ora e l’Unione Nazionale Consumatori conferma una realtà che sa di paradosso: svariati benzinai non hanno più né diesel né benzina e non possono soddisfare la domanda dei cittadini. È una sensazione di emergenza che striscia tra le corsie, un’affanno che non ha ancora i contorni del collasso totale ma che ne ricalca fedelmente le prime, angoscianti fasi.

I motivi della scarsa presenza di carburante

Per comprendere come si sia arrivati a questo punto, bisogna guardare oltre i confini nazionali, verso quel corridoio di mare che separa le coste iraniane dalla penisola arabica. Il timore collettivo, alimentato dal conflitto in Medio Oriente iniziato il 28 febbraio, è che la chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz possa bloccare il 20% del petrolio mondiale. Questa tensione internazionale ha creato un clima psicologico di precarietà, ma la causa scatenante della crisi domestica è, ironicamente, una notizia positiva: il taglio delle accise di circa 25 centesimi disposto dal governo lo scorso 19 marzo.

Quello che stiamo vivendo è il risultato di una “rincorsa al centesimo” che ha mandato in tilt il sistema. Attirati dalla sforbiciata fiscale, gli automobilisti si sono riversati in massa verso i distributori locali più convenienti. Il problema risiede nella natura stessa della logistica dei carburanti: i rifornimenti alle stazioni di servizio avvengono solitamente con cadenza settimanale.

Quando la domanda giornaliera raddoppia o addirittura triplica a causa dell’assalto ai punti vendita “low cost”, le cisterne interrate non hanno il tempo fisico di rigenerarsi, esaurendosi molto prima dell’arrivo dell’autobotte successiva. Si è creato così un collo di bottiglia temporaneo: il prodotto raffinato nei depositi non manca, ma mancano i tempi tecnici per l’ordine, il trasporto e il carico verso una domanda così frenetica.

Occhio anche alla speculazione

Lo scenario attuale è denso di rischi, a partire dalla speculazione. Mentre il Mimit rassicura che l’Italia registra crescite dei prezzi più contenute rispetto a Francia e Germania, con medie di 1,743 euro/litro per la benzina e 2,040 per il gasolio, la Guardia di Finanza è già dovuta intervenire. Sono stati sanzionati diversi operatori per l’omessa comunicazione dei prezzi al portale “Osservaprezzi”, un obbligo che serve proprio a monitorare eventuali rialzi ingiustificati sfruttando la paura della guerra.

Il rischio più concreto per le famiglie, tuttavia, è che l’emergenza logistica vanifichi lo sforzo economico. Il Codacons ha lanciato un allarme chiaro: in una sola settimana, i rincari dei listini hanno letteralmente “mangiato” gran parte del risparmio fiscale. Per il gasolio, la riduzione effettiva rispetto al periodo precedente il taglio è di appena 6 centesimi, a fronte dei 24,4 promessi, traducendosi in una spesa maggiore di circa 9,2 euro a pieno per ogni automobilista.

In questa cornice si consuma l’ultima beffa, quella del paradosso energetico: la ricerca spasmodica del distributore meno caro si trasforma spesso in un consumo inutile di carburante per percorrere chilometri verso stazioni che, all’arrivo, segnano il tutto esaurito.

È la fotografia di un’Italia in affanno, dove un’emergenza puramente logistica e transitoria sta mettendo a nudo la fragilità di un sistema che non riesce a reggere l’onda d’urto di una popolazione che insegue disperatamente un risparmio che sembra svanire proprio mentre cerca di afferrarlo.

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 08:31:43 +0000
News n. 4
Milano, Palazzo Marino conferma l’annullamento delle migliaia di multe ai motociclisti

Milano si sveglia con una notizia che sa di sollievo per migliaia di motociclisti: il sindaco Giuseppe Sala ha ufficialmente annunciato l’annullamento di tutte le sanzioni elevate lungo la corsia preferenziale della filoviaria 90/91 tra il 2 febbraio e il 18 marzo.

Un colpo di spugna necessario, arrivato dopo settimane di proteste e ricorsi, con il primo cittadino che ha ammesso apertamente l’errore dell’amministrazione, invitando chi non ha ancora pagato a ignorare i verbali e chi lo ha già fatto a richiedere un rimborso tempestivo. Ma per capire come si sia arrivati a questo paradosso burocratico da milioni di euro, bisogna riavvolgere il nastro a quando le luci delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 hanno iniziato a proiettare ombre inaspettate sulla viabilità cittadina.

Le modifiche della mobilità: l’oggetto del contendere

Tutto ha avuto inizio con un impegno preso con gli organizzatori dei Giochi Olimpici invernali: garantire corsie veloci e sicure per il transito degli atleti e dei mezzi diretti alle sedi delle gare. La circonvallazione esterna, nel tratto di 9 chilometri compreso tra viale Serra e piazzale Lodi, è diventata così il terreno di una sperimentazione viabilistica che, nelle intenzioni di Palazzo Marino, doveva incrementare la sicurezza e fluidificare i flussi. Tuttavia, quella che doveva essere una misura di ordine pubblico si è trasformata in una trappola invisibile per i pendolari delle due ruote.

Il centro del problema non è stato il divieto in sé, ma il modo in cui è stato comunicato. Invece di installare una nuova segnaletica chiara e inequivocabile, l’amministrazione ha optato per una soluzione tanto artigianale quanto discutibile: una semplice “X” di nastro adesivo rosso applicata sopra i simboli dei ciclomotori e motocicli sui cartelli già esistenti.

Per migliaia di guidatori, abituati da anni a percorrere quel tratto in totale legittimità, quel piccolo pezzo di scotch è risultato quasi invisibile, portandoli a violare la norma in assoluta buona fede e per consolidata consuetudine.

Circa 90.000 verbali emessi

Le telecamere, implacabili, non hanno perdonato la distrazione. In meno di due mesi, il sistema ha generato numeri da capogiro: circa 90.000 verbali pronti a colpire l’utenza, con un potenziale incasso per il Comune stimato tra i 5,2 e i 7 milioni di euro. È scoppiata così la rivolta dei cosiddetti “multati seriali”: lavoratori e studenti che, percorrendo lo stesso tragitto quotidianamente, si sono visti recapitare decine di notifiche nel giro di pochi giorni.

Il dilemma legale è finito rapidamente davanti agli uffici della Polizia Locale e ai Giudici di Pace. La domanda che circolava tra i varchi di via Friuli era semplice quanto ficcante: può un pezzo di nastro adesivo rosso sospendere i diritti acquisiti dal Codice della Strada? Molti cittadini si sono ritrovati di fronte alla prospettiva di dover sborsare cifre a tre o quattro zeri per sanzioni accumulate a poche centinaia di metri l’una dall’altra.

Adesso, con la conferma del Sindaco che l’operazione è stata “fatta male”, la battaglia legale sembra destinata a spegnersi a favore dei cittadini. La decisione di annullare i verbali in autotutela mira non solo a rimediare a un errore di forma, ma anche a evitare una valanga di contenziosi che avrebbe intasato gli uffici comunali per anni.

Resta l’immagine di una Milano che, nel tentativo di farsi trovare pronta per la vetrina olimpica, ha dimenticato per un attimo la chiarezza dovuta ai suoi stessi abitanti, lasciando dietro di sé un’eredità di “scotch” e polemiche ormai prossima al rimborso.

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 07:33:45 +0000
News n. 5
F1, Kimi Antonelli è il più giovane leader mondiale di sempre

C’era chi lo chiamava “il predestinato” e chi intravedeva un nuovo corso nella F1. Ma sembrava solo un sogno, finché Kimi Antonelli non l’ha trasformato in realtà, diventando il più giovane pilota di sempre a guidare la classifica mondiale. Quando la bandiera a scacchi è scesa sul circuito giapponese di Suzuka, molti hanno visto solo la vittoria nel GP del Giappone 2026.

Ma dietro quel successo, a 19 anni e poco più, c’è un primato che riscrive la storia, il pilota italiano è diventato il più giovane pilota di sempre a guidare la classifica iridata. E questo non è un record banale, ma un segno di rottura. In un’epoca in cui la F1 è dominata da campioni di esperienza e macchine perfette, un teenager è riuscito a imporsi con autorità su avversari navigati come Lando Norris, Max Verstappen o Charles Leclerc e a scrivere il proprio nome al loro posto.

Una doppietta di emozioni

Il GP del Giappone non sarà ricordato solo per la vittoria di Antonelli, ma per il modo in cui è arrivata. Dopo una partenza difficile, l’incidente di Oliver Bearman con l’ingresso della safety car ha consentito al bolognese di compiere una sosta strategica che ha cambiato le sorti della corsa. Quella mossa, apparentemente tattica, si è trasformata in opportunità.

Dalle retrovie, Antonelli è risalito con passo deciso fino alla testa della gara, dominando poi il finale con una performance da veterano. Il risultato finale è una dichiarazione d’intenti, Mercedes, che ha puntato su di lui investendo nella sua crescita, vede ora il suo pupillo emergente, non solo vincere ma dominare, per una storia familiare e sportiva che affonda le radici nel motorsport italiano.

La scalata di un campione

La statistica cruda racconta una storia che lascia senza fiato, Antonelli non è solo “giovane”, è storico, è sostanza. Con la vittoria di Suzuka, oltre ad essere il pilota più giovane a guidare il mondiale, è uno dei pochi a vincere due GP consecutivi nelle prime tre gare di stagione. Basti pensare che record come questo, un tempo associati a leggenda, appartenevano a fenomeni come Lewis Hamilton o Sebastian Vettel. Piloti che a lungo hanno incarnato il meglio della disciplina. Ora quel primato è nelle mani di un ragazzo che ha appena 19 anni.

Nintendo, videogiochi e social a parte, Antonelli sta ridisegnando lo standard di precocità nella F1 moderna. Il pubblico sulle tribune, gli addetti ai lavori e gli stessi appassionati online, tutti concordano che non si tratta di un caso fortunato, ma di qualcosa di più profondo, di un talento che sembra già maturo oltre gli anni anagrafici. Di un pilota che può farcela fino in fondo.

Il lato umano di un fenomeno

Dietro ai numeri e alle statistiche, però, c’è sempre un ragazzo con una storia unica. Nato a Bologna, figlio d’arte – con radici nel motorsport fin da piccolo – Antonelli ha scalato le categorie junior fino alla vetta della F1 in modo rapido. Non è solo la velocità pura a contraddistinguere il suo stile, ma una calma sorprendente in momenti dove altri, seppur più esperti, avrebbero ceduto alla tensione.

Le interviste, i momenti in pit lane, il modo in cui affronta le sfide, mostrano un equilibrio che spesso è prerogativa dei campioni. E poi c’è la reazione del pubblico nelle ore immediatamente successive alla gara, sulle maggiori piattaforme social, i fan si dividono tra chi esalta la sua impresa e chi con ironia chiede equilibrio nei giudizi, sottolineando che il giovane deve ancora superare l’intera stagione prima di essere incoronato tra i grandi.

Più di un semplice primato

Quello di Antonelli non è semplicemente un primato statistico, ma un segnale potente e coinvolgente. La F1 ha sempre celebrato i giovani talenti, ma raramente ha visto un pilota così giovane conquistare la cima così rapidamente. È significativo anche il contesto, nella stagione 2026 con nuove regole tecniche, nuove dinamiche di gara e un livello medio di competizione tra i più alti di sempre.

In questo palcoscenico, il fatto che un 19enne sia leader del mondiale indica che le nuove generazioni non solo arrivano, ma dominano. E poi c’è il fattore nazionale, un pilota italiano torna ad essere protagonista assoluto dopo anni. In un paese dove si vive e respira motori dal cuore di Nuvolari, passando per Ascari fino a campioni più recenti come Patrese, Fisichella e Trulli, Antonelli sta portando una ventata d’orgoglio che va oltre i confini sportivi.

E adesso?

Ora arriva la pausa di campionato, con circuiti come Miami, Canada e Monaco nel mirino e tutto il circus della F1 a domandarsi: può un giovanissimo mantenere questo ritmo fino alla fine dell’anno? Le risposte non arrivano soltanto dalle classifiche, arrivano dai social, dalle conversazioni, dall’entusiasmo che circonda un nome che fino a pochi mesi fa era solo uno delle tante promesse della F1.

E poi c’è la pressione crescente, perché portare il peso di un titolo mondiale, con persone, sponsor e tifosi che ti guardano come icona futura, non è facile per nessuno. Ma se c’è una cosa chiara dopo Suzuka è che Antonelli non scappa da questa pressione, la abbraccia e la trasforma in prestazioni.

Un’intera stagione per riscrivere la F1

Se Suzuka resterà nei libri di storia per ciò che ha fatto Antonelli, allora la sua stagione 2026 sarà ricordata, con buone ragioni, come uno dei capitoli più entusiasmanti della storia del motorsport moderno. Per continuare a vincere in F1 non basta essere veloci, serve costanza.

Con il talentuoso pilota della Mercedes lo scenario appare diverso. La sua performance al GP del Giappone non è stata solo un lampo di velocità, ma la gestione delle gomme, la capacità di leggere la gara, la lucidità in momenti delicati e la prontezza strategica con la safety car mostrano una maturità che sorprende chiunque.

Antonelli mostra segnali che potrebbero indicare la nascita di un vero campione, non semplicemente di un fuoco di paglia destinato a spegnersi di fronte alla pressione della stagione. Il rischio di tornare alle gerarchie interne di team e di essere battuto dal compagno più esperto, non è svanito ovviamente, ma le premesse per un dominio duraturo ci sono tutte. L’italiano sembra il primo pilota di una nuova generazione pronta a dettare legge, con la possibilità concreta di rompere la logica di giovani vincenti ma non campioni che la storia recente della F1 ci aveva mostrato.

Perché Antonelli ha solo 19 anni, è già leader del campionato e davanti a lui c’è un’intera stagione per riscrivere la geografia della F1. E quando il ragazzo parla, il mondo ascolta. Kimi non sogna più il futuro, lo sta già scrivendo, davanti a noi.

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 06:56:28 +0000
News n. 6
MotoGP GP Usa, Ducati arranca, Bezzecchi imprendibile: le pagelle

Sui saliscendi texani è andato in scena un duello avvincente tra i piloti dell’Aprilia. Nelle prove libere i fan si aspettavano subito una lotta cronometrica tra Marc Marquez e Marco Bezzecchi, ma davanti a tutti si è fiondato Pedro Acosta. Lo Squalo di Mazarrón nella FP1 ha chiuso con un 2’01â€715. Il re di Austin in sella alla Desmosedici GP26 ha iniziato la sessione con una caduta, rimediando alcune abrasioni agli avambracci.

Il 9 volte iridato ha concluso quarto con un distacco di 378 millesimi, alle spalle anche di Fabio Di Giannantonio e Jorge Martin. Nono tempo per il leader iridato Marco Bezzecchi, undicesimo Francesco Bagnaia. Nel Pre-qualifica condito da numerose cadute il miglior crono lo ha siglato Marc Marquez, che in 2’00â€927 è andato vicinissimo al record della pista, dimenticandosi della scivolata rimedita in FP1.

Il vincitore di 7 edizioni della tappa americana non è ancora al 100% sul piano fisico. In Q2 senza nemmeno troppi patemi si sono qualificate 3 Aprilia in top 10 con Ogura, secondo con la RS-GP26 del team satellite Trackhouse, e con Bezzecchi al quarto posto, alle spalle di Diggia. Alex Marquez e Pedro Acosta hanno anticipato Martin (7°), Bagnaia (8°), Marini (9°) e Bastianini (10°).

Com’è andata la Sprint Race

In qualifica le prime tre caselle sono state occupate da Fabio Di Giannantonio, alla seconda pole consecutiva, davanti all’Aprilia di Marco Bezzecchi e alla KTM di Pedro Acosta. Il romano ha siglato un tempo record, rifilando quasi due decimi al rider romagnolo.

Solo quarto Marc Marquez, davanti a Joan Mir su Honda e Pecco Bagnaia. Terza fila aperta dall’Aprilia RS-GP26 di Jorge Martin, che al via è stato affiancato dalla Ducati Gresini di Alex Marquez e dalla seconda Honda ufficiale di Luca Marini.

Alla partenza della SR è stato fenomenale Bagnaia a prendersi la leadership davanti ad Acosta, mentre Marc Marquez ha commesso un errore. Con troppa veemenza e con mescole ancora non in perfetta temperatura ha provato il sorpasso interno a Di Giannantonio per la terza posizione, perdendo il controllo della sua Ducati e trascinando a terra anche il rider del team VR46. Marco Bezzecchi è retrocesso alle spalle anche di Mir e Martin a causa di un brutto stacco di frizione.

Al quarto dei dieci giri della SR Jorge Martin ha cominciato la sua rimonta liberandosi dello spagnolo della Honda e strappando poco dopo la seconda piazza a Pedro Acosta della KTM. Bez ha provato a replicare la rimonta del suo teammate, liberandosi in rapida successione di Mir e dello Squalo di Mazarrón.

Il leader del Mondiale ha lottato con il teammate, ma una volta in seconda posizione è scivolato. All’ultimo giro Martinator ha scavalcato Bagnaia con una manovra aggressiva e ha festeggiato il suo primo successo in Aprilia, davanti a Pecco e Pedro. Medaglia di legno per un redivivo Enea Bastianini su KTM.

Come è andato il GP

Allo spegnimento dei semafori è scattato a fionda Pedro Acosta, che ha anticipato tutti in Curva-1. Alle spalle del rider della KTM sono saliti in cattedra Bezzecchi e Martin. Al primo giro il romagnolo ha superato il giovane spagnolo con un sorpasso deciso, tentando di impostare una gara di fuga. Di Giannantonio ha scavalcato Marc Marquez che ha dovuto scontare anche un long lap penalty proprio per l’errore nella Sprint Race sul romano, scivolando in decima posizione.

Jorge Martin si è messo alle spalle Acosta per non far scappare via il compagno di squadra, ma al settimo giro ha rischiato anche di cadere. Bez ha aperto un gap di un secondo alla decima tornata sugli inseguitori. Bagnaia non è riuscito a minacciare Di Giannantonio e si è fatto anche sorprendere al dodicesimo giro da Ogura. Marc Marquez ha lottato con la KTM di Enea Bastianini e le Ducati di Alex e Pecco con evidenti difficoltà fisiche.

Al quattordicesimo giro Acosta ha commesso un errore alla prima curva ed è stato sverniciato da Martin. Si è ritirato, invece, per un problema tecnico Ogura sul più bello. Il riminese dell’Aprilia ha vinto per la quinta volta consecutiva un GP in top class, davanti a Martin e Acosta. Solo quinto Marc Marquez e decimo un pessimo Bagnaia.

I top 3

Marco Bezzecchi: 9 – Ballare tra le curve del Texas in questo modo non lo avrebbe immaginato nemmeno in una pellicola hollywoodiana. Tre GP e tre vittorie nel 2026 e se Marc Marquez non cambierà passo in Europa ha tutte le possibilità di stravincere questo mondiale. L’Aprilia ha dimostrato di essere la moto migliore del lotto e nessuno ha la sua condizione fisica e mentale. Non merita il 10 per la caduta nella Sprint Race in questo weekend.

Jorge Martin: 8 – Su questa magnifica RS-GP26 il madrileno è rinato. La vittoria nella Sprint Race e il secondo posto nel GP delle Americhe sono due segnali forti anche al compagno di squadra. Il campione del mondo 2024 vuole tornare a lottare per il riconoscimento iridato.

Fabio Di Giannantonio: 7 – Dopo la pole è stato scaraventato via con tanta sfortuna da Marc Marquez nella SR. Non ha chiuso sul podio, ma è la prima Desmosedici al traguardo nella sfida domenicale di Austin. La reazione è stata da pilota di carattere. Deve continuare il suo percorso di crescita non ponendosi limiti.

I flop 3

Ducati: 5,5 – Le due Ducati factory ufficiali hanno lottato con il coltello tra i denti per una quinta posizione. Nel 2025 aveva vinto Pecco e in ben 7 edizioni Marc è salito sul gradino più alto del podio. Austin era una delle piste in cui Ducati aveva detto legge in passato, anche con Enea Bastianini. Bagnaia è l’ombra di sé stesso e ha chiuso anche alle spalle di Luca Marini, ma il campione in carica, attaccato in ogni curva dalla KTM del team Tech3 di Bastianini, è un campanello d’allarme. A fare le Ducati ci hanno pensato per ora le due Aprilia.

Fermin Aldeguer: 4,5 – L’infortunio lo ha condizionato in questo start di stagione, ma nessuno si sarebbe immaginato tutta questa fatica ad Austin. Ha chiuso fuori dalla top 10. Il futuro pilota del team VR46 dovrà cambiare passo dalla prossima tappa a casa sua.

Franco Morbidelli: 2 – Quattordicesimo al traguardo, mentre il teammate è arrivato ai piedi del podio. Il pilota italobrasiliano sembra aver staccato la spina. Soltanto le pessima Yamaha ha limitato la brutta figura ad Austin del veterano dell’Academy di Valentino Rossi.

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 06:29:49 +0000
News n. 7
Dacia Duster, un abitacolo dove la razionalità sposa la tecnologia

Entrare nell’abitacolo della nuova Dacia Duster significa immergersi in un ambiente che ridefinisce profondamente il concetto di “essenziale”. Se l’esterno continua a comunicare robustezza e un’anima votata all’outdoor, l’interno compie un salto generazionale sorprendente, trasformandosi in uno spazio dove la razionalità incontra una tecnologia moderna e mai superflua.

La filosofia “eco-smart” del brand si percepisce immediatamente: Dacia ha scelto di eliminare completamente le cromature, preferendo materiali innovativi e sostenibili che riducono l’impatto ambientale senza sacrificare lo stile.

Un ambiente per ogni personalità: i materiali e il design

Il cruscotto della Duster si fa notare per una certa coerenza stilistica. La firma luminosa a forma di “Y”, che caratterizza i fari esterni, si riflette all’interno nel design delle bocchette di aerazione, creando un filo conduttore visivo notevole. La scelta dei materiali varia a seconda della versione scelta, permettendo di personalizzare l’esperienza a bordo.

Nella versione Essential, la plancia e i pannelli porta si presentano in un rigoroso grigio con sedili in tessuto specifico kaki e nero. Salendo di gamma, la versione Expression introduce finiture in “grigio megalite” per la parte superiore della plancia, accompagnate da sedili in un moderno tessuto denim.

Per chi cerca un’anima più avventurosa, l’allestimento Extreme offre pannelli porta in TEP MicroCloud lavabile con impunture color rame, un dettaglio che richiama le finiture delle bocchette d’aria. I sedili presentano il logo Dacia impresso e sono realizzati nello stesso materiale MicroCloud, resistente e facile da pulire. Infine, la versione Journey punta su un’eleganza sobria con sedili in tessuto grigio chiaro e una plancia che riprende i toni del grigio megalite.

Schermi e connettività

Il cervello tecnologico dell’abitacolo è rappresentato dal nuovo sistema di infotainment. Mentre la versione d’ingresso si affida al Media Control, che utilizza lo smartphone del conducente come centro multimediale, le versioni superiori offrono un’esperienza visiva di alto livello. Il conducente è accolto da un Driver Display digitale da 7” personalizzabile, che sostituisce la strumentazione analogica delle versioni base.

Al centro della plancia campeggia il touchscreen da 10”. Nella sua configurazione più avanzata, il Media Nav Live (di serie su Journey), il sistema offre navigazione connessa con aggiornamenti per 8 anni e un impianto audio Arkamys 3D sound con 6 altoparlanti. La praticità è garantita dalla ricarica dello smartphone wireless e dal caricatore a induzione presente sulle versioni alto di gamma.

Il sistema YouClip

Ciò che rende la Duster davvero unica è l’attenzione ai piccoli dettagli. Un esempio lampante è il sistema YouClip: punti di fissaggio ingegnosi distribuiti nell’abitacolo (fino a 6 nelle versioni top) che permettono di agganciare accessori come supporti per tablet, borse organizer o lampade LED. È un’idea semplice che trasforma lo spazio interno in base alle necessità, dal viaggio di lavoro all’escursione del weekend. Il comfort è inoltre garantito dalla nuova regolazione lombare per il sedile del conducente, ora di serie su Journey ed Extreme.

Il listino prezzi

Questa ricchezza di contenuti e materiali sostenibili non tradisce la promessa di accessibilità tipica del marchio. Il listino della nuova Dacia Duster riflette infatti un rapporto qualità-prezzo unico nel mercato dei B-SUV. Il prezzo di partenza è fissato a 19.900 euro per la versione Essential.

Per chi desidera le motorizzazioni più evolute e gli interni più completi, si raggiungono i 28.200 euro per la Full Hybrid 155 negli allestimenti Journey o Extreme, arrivando fino a un massimo di 30.050 euro per la versione Extreme hybrid-G con trazione 4×4. In ogni sua declinazione, Dacia Duster continua a essere l’auto che ridefinisce l’essenziale, rendendo la tecnologia e il design moderno alla portata di tutti.

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 06:00:48 +0000
News n. 8
Sciopero dei trasporti marzo 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di marzo 2026 sono numerosi gli scioperi previsti in Italia che coinvolgono diversi settori, in particolare il trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e mercantile. In questo articolo forniamo una panoramica aggiornata di tutti gli scioperi programmati per marzo 2026, con focus su città, orari e categorie coinvolte. Nelle prossime sezioni, il dettaglio delle principali agitazioni giorno per giorno, per supportare cittadini e imprese nella pianificazione dei propri spostamenti e attività lavorative.

Sciopero 2 marzo 2026

Nella provincia di Bolzano, regione Trentino-Alto Adige, è previsto uno sciopero di 24 ore per il servizio di trasporto pubblico locale. Coinvolto il personale della Società SASA di Bolzano. I sindacati promotori sono OSR UGL, USB Lavoro Privato e ORSA Trasporti.

Sciopero 6 marzo 2026

Nella regione Campania, in tutte le province, è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30, che coinvolge il personale delle aziende TPL su gomma. Sindacati promotori: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL AUTOFERRO e FAISA-CISAL.

Nella città di Napoli è inoltre indetto uno sciopero di 24 ore che coinvolge il personale divisione ferro e personale viaggiante delle linee vesuviane gestite da EAV. Sindacato coinvolto: OSP FAISA-CONFAIL.

Sciopero 9 marzo 2026

In tutta Italia, sono previsti quattro scioperi a rilevanza nazionale che interessano vari comparti pubblici e privati, ad esclusione del settore trasporti in alcune proclamazioni. Le agitazioni sono indette da SLAI-COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, UNIONE SINDACALE ITALIANA USI 1912, USB, CLAP.

Sciopero 11 marzo 2026

Su tutto il territorio nazionale, è stato proclamato uno sciopero di 8 ore (dalle 09.01 alle 16.59) nel settore ferroviario, coinvolgendo il personale Italo NTV. Lo sciopero è indetto da UILT-UIL.

Sciopero 14-15 marzo 2026

Nella provincia di Verona, regione Veneto, sciopero di 24 ore (dalle 18:00 del 14 marzo alle 17:59 del 15 marzo) che interessa il personale mobile e di terra della società EVM Rail (trasporto merci), proclamato dal sindacato OSP FILT-CGIL.

Sciopero 16 marzo 2026

Nella provincia di Catania, è indetto uno sciopero di 24 ore del personale della Etna Trasporti di Catania (trasporto pubblico locale). Sindacato: OSR FAISA-CISAL.

Nella provincia di Enna uno sciopero di 24 ore riguarda il personale della Interbus di Enna, sempre indetto da OSR FAISA-CISAL.

Nella città di Palermo, due scioperi di 24 ore coinvolgono rispettivamente il personale di Autoservizi Russo di Palermo e Segesta Autolinee di Palermo, con sindacato promotore OSR FAISA-CISAL.

Sciopero 18 marzo 2026

Nel settore aereo, su tutto il territorio nazionale, è previsto uno sciopero di 24 ore (00.00–23.59) per il personale della Società ALHA Aeroporto di Milano Malpensa (Lombardia), proclamato da OST CUB TRASPORTI.

A livello nazionale, il personale navigante di EasyJet Airlines sarà in sciopero per 4 ore (13.00–17.00), indetto da USB Lavoro Privato.

Presso l’aeroporto di Brescia Montichiari (Lombardia), sciopero di 24 ore per i lavoratori di GDA Handling e MH24, proclamato da OSR USB Lavoro Privato.

Sciopero 19-20 marzo 2026

Nella città di Roma (Lazio), personale della ATAC Linea Metro C in sciopero per 4 ore dalle 20.30 del 19 marzo alle 00.30 del 20 marzo. Sindacati: OSR USB Lavoro Privato e ORSA TPL.

Sciopero 27 marzo 2026

Nella provincia di Frosinone (Lazio), sciopero di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, per il personale della Cialone Tour di Frosinone (trasporto pubblico locale). Sindacato: USI CTS.

Nella provincia di Milano (Lombardia), sciopero di 24 ore del personale gruppo ATM di Milano, proclamato da AL-COBAS.

Nella città di Napoli (Campania), due scioperi locali di 4 ore (19.00–23.00) per il personale EAV di Napoli. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL, UGL-AUTOFERRO.

Nel comune di Novara (Piemonte), sciopero di 4 ore (17.30–21.30) del personale SUN di Novara, proclamato da AL-COBAS.

Sciopero 28 marzo 2026

Nella provincia di Bari (Puglia), sciopero di 4 ore (8.30–12.30) per il personale della Soc. MTM di Molfetta, proclamato da OSP FIT-CISL/UILT-UIL.

Nella stessa provincia, sciopero di 24 ore per gli operatori di esercizio della Soc. Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici. Sindacati: OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL.

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero dei trasporti 02 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 06 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 09 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 11 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 14 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 15 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 16 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 18 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 19 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 20 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 27 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Sciopero dei trasporti 28 marzo 2026: città, orario inizio e fine

Fonte: Mit

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 06:00:00 +0000
News n. 9
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 30 marzo 2026, monitoriamo i prezzi medi dei carburanti nelle autostrade italiane sulla base dell’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile. Il livello alla pompa risente di due grandi componenti: quella industriale, legata alla materia prima e ai margini degli operatori, e quella fiscale, formata da accise e Iva. Le oscillazioni delle quotazioni internazionali e del cambio euro/dollaro influenzano i costi di approvvigionamento, mentre la concorrenza tra gestori agisce sui margini. Di seguito i valori medi più recenti per benzina, gasolio, gpl e metano in ambito autostradale, seguiti da una guida chiara a come si forma il prezzo finale pagato dagli automobilisti.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 29-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.117
Benzina SELF 1.813
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.577

Come si compone il costo dei carburanti

Benzina: Il prezzo della benzina alla pompa nasce dall’interazione tra una componente fiscale predominante e una componente industriale. La parte fiscale pesa per il 58% e comprende accise e Iva: le accise sono imposte fisse per unità di prodotto, mentre l’Iva si applica sul valore complessivo, amplificando gli effetti delle variazioni a monte. La componente industriale vale il 42% e si divide in costo della materia prima e margine lordo. La materia prima incide per il 30%: qui contano le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’andamento del cambio euro/dollaro, perché gli scambi avvengono tipicamente in dollari. Un deprezzamento dell’euro, a parità di scenario globale, può quindi aumentare il costo in euro della benzina. Il margine lordo incide per il 12%: in questa quota rientrano la copertura dei costi di distribuzione, logistica, gestione della rete e il profitto degli operatori; è anche l’area su cui i gestori possono intervenire più rapidamente per adeguare i listini alla concorrenza e alla domanda locale. Nel complesso, il prezzo finale riflette sia fattori esogeni (mercati internazionali e cambio) sia scelte commerciali (politiche di sconto, strategie di rete), con la fiscalità che determina oltre metà dell’importo pagato dall’automobilista.

Gasolio: La struttura del prezzo del gasolio presenta un equilibrio diverso tra imposte e industria rispetto alla benzina. La componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale pesa per il 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo: anche in questo caso le variabili chiave sono le quotazioni internazionali dei distillati medi e il cambio euro/dollaro, che trasferiscono rapidamente le dinamiche dei mercati globali sul costo di approvvigionamento. Il margine lordo vale il 10% e riflette costi operativi della rete, logistica e remunerazione degli operatori, oltre a eventuali politiche promozionali. Rispetto alla benzina, il gasolio mostra quindi una maggiore esposizione ai driver industriali: quando le quotazioni dei prodotti raffinati aumentano o l’euro si indebolisce, la trasmissione al prezzo finale può essere significativa, pur dipendendo anche dalla competizione locale e dalla capacità degli operatori di assorbire temporaneamente parte delle variazioni nei margini. La componente fiscale, pur inferiore in percentuale a quella della benzina, resta determinante: accise e Iva definiscono un livello di base che incornicia le oscillazioni di mercato. Ne deriva un prezzo alla pompa che risente con prontezza dei movimenti internazionali, ma che può essere modulato nel breve periodo attraverso strategie di prezzo e gestione dei margini lungo la filiera distributiva.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 06:00:00 +0000
News n. 10
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.749 per la benzina, 2.057 per il diesel, 0.681 per il gpl, 1.564 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.042
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.470

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.062
Benzina SELF 1.779
GPL SERVITO 0.668
Metano SERVITO 1.538

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.092
Benzina SELF 1.774
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.704

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.065
Benzina SELF 1.767
GPL SERVITO 0.716
Metano SERVITO 1.623

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.045
Benzina SELF 1.757
GPL SERVITO 0.640
Metano SERVITO 1.510

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.052
Benzina SELF 1.738
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.515

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.063
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.659
Metano SERVITO 1.541

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.041
Benzina SELF 1.739
GPL SERVITO 0.640
Metano SERVITO 1.673

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.061
Benzina SELF 1.751
GPL SERVITO 0.742
Metano SERVITO 1.530

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.062
Benzina SELF 1.740
GPL SERVITO 0.639
Metano SERVITO 1.527

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.030
Benzina SELF 1.728
GPL SERVITO 0.658
Metano SERVITO 1.484

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.067
Benzina SELF 1.759
GPL SERVITO 0.683
Metano SERVITO 1.473

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.058
Benzina SELF 1.737
GPL SERVITO 0.629
Metano SERVITO 1.511

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.055
Benzina SELF 1.760
GPL SERVITO 0.634
Metano SERVITO 1.634

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.063
Benzina SELF 1.745
GPL SERVITO 0.765

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.067
Benzina SELF 1.768
GPL SERVITO 0.728
Metano SERVITO 1.811

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.047
Benzina SELF 1.736
GPL SERVITO 0.653
Metano SERVITO 1.589

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.751
GPL SERVITO 0.682
Metano SERVITO 1.591

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.037
Benzina SELF 1.737
GPL SERVITO 0.655
Metano SERVITO 1.499

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.075
Benzina SELF 1.747
GPL SERVITO 0.799

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 marzo 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.045
Benzina SELF 1.732
GPL SERVITO 0.652
Metano SERVITO 1.501

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 06:00:00 +0000
News n. 11
Bologna lancia la prima zona a 20 km/h: parte il progetto pilota

Il Comune di Bologna sta adottando misure molto stringenti per quanto riguarda la mobilità in città, con l’obiettivo di contrastare il traffico, massimizzare la sicurezza e ridurre l’inquinamento. Dopo essere stata tra le prime amministrazioni locali ad adottare il provvedimento Città 30, infatti, Bologna lancia un’iniziativa pilota destinata a far discutere.

L’intervento in questione rientra nell’ambito del progetto europeo Reallocate e si inquadra nella trasformazione della città prevista da Bologna Missione Clima e Bologna Città 30. Il nuovo progetto punta a introdurre e testare la prima zona con limite di velocità a 20 km/h, da attivare in un’area ben precisa. Andiamo a riepilogare tutti i dettagli in merito.

Arriva Città 20?

Con un comunicato stampa pubblicato sul sito del Comune è stata ufficializzata la partenza del progetto pilota da realizzare al Quartiere Navile e, in particolare, in prossimità dell’area scolastica del Parco Grosso dove sarà istituita la prima zona residenziale scolastica con limite di velocità a 20 km/h. Per effetto di quest’intervento, auto, moto e mezzi pubblici dovranno rallentare ulteriormente, rispetto al già discusso limite di 30 km/h previsto dalle ordinanze comunali della Città 30.

Un progetto più ampio

Il nuovo progetto non si limita a introdurre un limite di velocità più basso rispetto a quanto previsto da Città 30 e dalle misure che fissano i limiti di velocità fuori città. Si tratta di un intervento molto più articolato e che punta a incrementare la sicurezza stradale, migliorare la pedonalità e aumentare la qualità dello spazio pubblico, con un’attenzione particolare ai soggetti più a rischio, come i bambini.

Sono previste, infatti, diverse azioni mirate che punteranno a migliorare l’accessibilità, la sicurezza e la qualità dello spazio pubblico. Tra gli interventi in programma, come si legge sul sito del Comune di Bologna, troviamo l’adeguamento e il potenziamento della segnaletica stradale oltre alla realizzazione di quella che viene definita come una rete di “golfi colorati†agli incroci, pensata per incrementare la visibilità degli utenti e moderare la velocità dei veicoli.

Tra le misure in programma troviamo anche l’eliminazione delle barriere architettoniche, con l’inserimento di nuove rampe, e l’installazione di rastrelliere per le bici, in modo da incentivare l’utilizzo di veicoli di questo tipo. Sarà realizzato anche un accesso pedonale protetto in prossimità dell’ingresso della scuola primaria Grosso e, più in generale, è prevista la valorizzazione degli ingressi scolastici e dei percorsi casa-scuola con l’utilizzo di segnaletica orizzontale e anche di elementi grafici a terra.

Il progetto punta a migliorare gli accessi alla scuola primaria Grosso, al nido Grosso, alla scuola dell’infanzia David Sassoli e al Centro Tasso Inventore. Secondo le informazioni disponibili, l’attuazione seguirà più fasi, tra la fine del mese di marzo e la fine del mese di giugno. Tra le misure previste ci sono anche degli interventi di carattere grafico e comunicativo, in modo da rendere più facile l’identificazione di un’area scolastica. In supporto al Comune ci sarà anche lo street artist Rise the Cat, che si occuperà della realizzazione di varie illustrazioni che comporranno il progetto.

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 05:30:15 +0000
News n. 12
Prezzi benzina in aumento, la curiosa soluzione pensata dai tassisti

La crisi energetica scaturita dalla guerra in Iran sta creando non pochi problemi al settore dei trasporti. L’aumento del costo del petrolio, ad esempio, ha avuto un impatto sulla benzina e il caro carburanti è oggi un problema di grandissima attualità.

In Italia, come noto, l’aumento dei prezzi è ormai evidente e anche l’intervento del Governo, con il taglio provvisorio delle accise, non ha sortito particolari effetti. Per gli automobilisti, infatti, ci sono rincari significativi alla pompa.

Questi rincari sono pesanti anche per i tassisti, che vedono aumentare il costo di utilizzo del proprio veicolo e, quindi, i costi legati allo svolgimento della propria attività. Si tratta di una soluzione molto delicata: più si utilizza il taxi, infatti, e più si guadagna, ma a crescere sono anche le spese.

La crisi non colpisce solo l’Italia: si tratta, infatti, di un fenomeno globale che sta portando a rincari generalizzati in tanti Paesi e che, a causa dell’aumento dei carburanti, sta colpendo tutto il settore dei trasporti.

Un report di L’Automobile Magazine, noto magazine francese dedicato al mondo delle quattro ruote, si è occupato sul costo della benzina per i tassisti in Quebec. Anche i tassisti che operano nella provincia canadese devono fare i conti con un aumento netto dei costi di gestione.

Una soluzione poco efficace?

Secondo il reportage, al momento, i tassisti del Quebec non hanno trovato una soluzione efficace contro l’aumento dei prezzi della benzina, anche per via di un intervento normativo da parte del Governo locale che, a quanto pare, tarda ad arrivare.

Nell’articolo, quindi, si legge quella che è al momento l’unica soluzione dei tassisti contro il caro benzina: “Spegniamo il motore per cercare di non sprecare troppa benzina. Purtroppo, non c’è altro che possiamo fare. Dobbiamo anche riscaldare l’auto, il che consuma benzina.”

Per ridurre i consumi, quindi, le auto vengono spente e, in alcuni casi, si arriva anche a sacrificare o a ridurre il riscaldamento pur di contenere i consumi e cercare di attenuare l’impatto dell’aumento del costo del petrolio.

Il prezzo di un litro di benzina è aumentato del 25%, passando da 1,50 dollari canadesi a 1,88 dollari canadesi (i prezzi si riferiscono alla media registrata a Montreal). Le stime sull’aumento dei costi, invece, sono di circa 50-60 dollari in più alla settimana (30-37 euro circa). Ricordiamo che un’indagine ha confermato che i prezzi folli della benzina si registrano anche fuori dall’Italia.

Aumento dei prezzi?

Il tentativo di tagliare i consumi semplicemente spegnendo il motore e/o intervenendo sul riscaldamento non è sufficiente per contrastare il caro carburanti. Di conseguenza, in Quebec le tariffe dei taxi potrebbero aumentare. La Commissione dei trasporti del Quebec (CTQ), che regola le tariffe nella provincia, segue un calendario ben preciso per determinare le tariffe.

Hélène Chouinard, segretaria generale della CTQ, al Journal de Montréal ha confermato che la Commissione potrebbe intervenire prima per modificare i prezzi, con una revisione delle tariffe che potrebbe essere attuata prima del previsto. In questo modo, l’uso dei taxi potrebbe diventare più caro con un impatto sull’economia locale e sui trasporti.

Data articolo: Mon, 30 Mar 2026 05:30:07 +0000
News n. 13
Che auto guida Jiri Lehecka, un’ammiraglia da 5 metri per il tennista: quanto vale

In quel di Miami, c’è un avversario che non ha nessuna intenzione di stendere il tappeto rosso al grande Jannik Sinner. Parliamo di Jiri Lehecka, un tennista che fa della concretezza la sua arma migliore, tanto quando scende in campo quanto quando deve salire in auto. Lontano dalle luci dei riflettori dei SUV appariscenti o delle supercar da copertina, il giovane talento ceco ha optato per un mezzo affine in tutto e per tutto al proprio stile.

Quanto vale l’ammiraglia di oltre 5 metri

La compagna di viaggio di Lehecka è la BMW Serie 5 del 2023. Piuttosto che inseguire le mode passeggere, la generazione G60, veloce e autoritaria, si propone come uno strumento di lavoro. Presentata a metà del 2023 e prodotta nello storico stabilimento di Dingolfing, in Germania, la berlina basata sulla piattaforma CLAR ha mescolato le carte. Sotto lo stesso vestito convivono motorizzazioni diesel e benzina mild-hybrid, ibride plug-in e persino la variante 100% elettrica denominata i5.

Dal punto di vista delle dimensioni, la G60 ha fatto un salto in avanti notevole. Lunga oltre 5 metri (5.060 mm per l’esattezza), larga quasi due e con un passo di quasi tre, raggiunge dimensioni fino a qualche anno fa riservate alla sorella maggiore, l’ammiraglia Serie 7. Il bagagliaio da 520 litri può accogliere con facilità le ingombranti borse da gioco di un atleta Atp.

In Europa il modello tedesco conta i collaudatissimi quattro cilindri 2.0 con sistema a 48V: il benzina 520i da 208 CV e l’infaticabile diesel 520d da 197 CV, quest’ultimo capace di percorrere oltre 1.100 km con un pieno. Gli amanti del brivido avranno di che dirsi soddisfatti delle versioni plug-in fino a 490 CV, mentre l’elettrica i5 M60 tocca l’impressionante picco di 601 CV.

All’interno il monumentale Curved Display permette di ridurre al minimo i tasti fisici. Attraverso la piattaforma AirConsole, le pause di ricarica diventano un momento di svago, merito di un ecosistema digitale evoluto con cui far partire i videogiochi direttamente sul display centrale dell’auto. L’accesso alla gamma dell’usato aziendale o seminuovo parte in media da circa 43.000 euro per i modelli a benzina, arrivando a sfiorare i 95.000 euro nel caso delle più potenti versioni elettriche sportive.

Miami: la finale contro Sinner

Svestiti i panni dell’automobilista, il forte tennista dell’Est Europa è pronto per l’appuntamento più importante della stagione sul cemento della Florida. All’Hard Rock Stadium di Miami Gardens va in scena una finale dell’Atp Masters 1000 impossibile da pronosticare: da un lato l’arrivo di Jannik Sinner all’atto conclusivo è una tappa quasi naturale – l’azzurro è arrivato all’incredibile striscia di 31 set vinti consecutivamente sul cemento -, dall’altro il cammino di Lehecka, che coglie fan e addetti ai lavori impreparati.

Il ceco ha avuto il merito di capitalizzare il varco lasciato aperto nel tabellone dall’uscita precoce di Carlos Alcaraz, regolando avversari del calibro di Kouamè, Quinn, Fritz, la rivelazione spagnola Landaluce e infine il francese Fils in semifinale. Sinner, dal canto suo, ha superato Dzumhur, Moutet, Michelsen, Tiafoe e Zverev. La sfida di Miami si preannuncia come una montagna durissima da scalare: i precedenti nel circuito maggiore dicono 4-0 a favore dell’altoatesino, che ha battuto il ceco a Indian Wells e Pechino nel 2024 e più recentemente al Roland Garros. Ma Jiri Lehecka non vuole fermare la sua solida marcia proprio sul più bello.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 18:37:38 +0000
News n. 14
Che auto guida Gianni Morandi, miti d’altri tempi per l’eterno ragazzo

Se esiste un segreto per fermare il tempo, Gianni Morandi lo conosce di certo e, chissà, potrebbe nascondersi tra i sedili di un’auto. Da oltre sessant’anni sulla cresta dell’onda, l’artista bolognese, ospite a Che tempo che fa domenica 29 marzo, continua a correre senza mai stancarsi, dividendo la sua vita tra palcoscenici e grandi viaggi. Ma quali vetture ne accompagnano le giornate?

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 17:46:30 +0000
News n. 15
Mazda, la prossima MX-5 peserà meno di una tonnellata

Da tempo si parla dell’arrivo di una nuova generazione di Mazda MX-5, modello simbolo del mercato delle quattro ruote e della gamma del brand nipponico. Il progetto si farà ed è già stato confermato ufficialmente dalla Casa.

Le tempistiche, però, non sono brevi. Lo sviluppo è in corso e non ci sono ancora stati avvistamenti di prototipi impegnati in test in strada. Di conseguenza, bisognerà attendere ancora un po’ prima del debutto, nonostante la generazione attuale inizi ad avere qualche anno di troppo sulle spalle.

Ad anticipare i primi dettagli sul progetto è stato Manabu Osuga, General Manager Global Sales and Marketing di Mazda. Nel corso di un’intervista rilasciata a GoAuto, infatti, il dirigente ha fornito alcune anticipazioni sul progetto.

Una roadster leggerissima

La strategia di Mazda in merito al futuro della Mazda MX-5 è chiarissima. Come confermato dal dirigente della Casa nipponica, infatti, il modello arriverà a pesare meno di una tonnellata e potrebbe avvicinarsi ai 950 chilogrammi della versione con motore 1.5 che oggi è l’unica variante della vettura disponibile in Europa.

La scelta di contenere il peso complessivo comporta un compromesso inevitabile. La vettura non avrà alcun sistema di elettrificazione. Il ricorso a un sistema ibrido, anche non particolarmente spinto come una soluzione Mild Hybrid, avrebbe un impatto significativo sulla massa complessiva che si tradurrebbe nella necessità di riprogettare diversi aspetti del modello e di rinunciare al target della tonnellata di peso.

In ogni caso, Manabu Osuga non esclude la possibilità di realizzare una versione ibrida della roadster che potrebbe arrivare nel corso del prossimo futuro. Per il momento, però, la strada che l’azienda nipponica intende seguire è quella di un motore a combustione interna senza alcun sistema di elettrificazione.

Ricordiamo che, di recente, Mazda ha lanciato una proposta per salvare i motori termici garantendo un futuro all’intero settore e a modelli come la MX-5 che con il passaggio all’elettrico potrebbero essere a rischio.

Il debutto non è vicino

La nuova Mazda MX-5 è, quindi, in sviluppo ma è ancora molto lontana dal debutto ufficiale. La presentazione del modello, infatti, potrebbe arrivare soltanto nel corso del 2027 (con il possibile debutto di una concept car che andrebbe ad anticipare la versione di serie) mentre il lancio commerciale non è previsto prima del 2028.

Nel frattempo, lo sviluppo continuerà con il progetto che si avvicina, settimana dopo settimana, alla sua versione definitiva che avrà il compito di soddisfare le esigenze e i gusti degli appassionati.

Per quanto riguarda l’arrivo in Europa, il lancio è previsto, nonostante le normative particolarmente stringenti in merito alle emissioni. Mazda dovrebbe continuare a seguire la stessa strategia attuale e, quindi, puntare su un motore benzina 1.5, lasciando il motore 2.0 benzina come esclusiva per altri mercati internazionali.

Ulteriori dettagli in merito alla nuova vettura della Casa nipponica arriveranno nel corso dei prossimi mesi. Nel frattempo, potete approfondire la storia e le caratteristiche del modello dando un’occhiata al nostro approfondimento sulla MX-5.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 13:15:04 +0000
News n. 16
GP Giappone: Ferrari batte Mercedes, ma senza update la lotta è impari

Suzuka lascia alla Ferrari un bilancio agrodolce. Dalla qualifica emergono rimpianti evidenti, mentre sulla distanza dei 300 chilometri manca ancora qualcosa. Mercedes è sempre troppo forte e anche McLaren è della partita. Leclerc si prende un podio lottando come un leone con Russell, mentre Lewis, in sofferenza con le gomme, taglia il traguardo solamente in sesta piazza.

Ferrari parte bene, ma Piastri fa meglio

Allo spegnimento dei semafori, Piastri è magistrale e sfila il comando a Leclerc in curva 1. Alle loro spalle, Lewis Hamilton non demerita: il fuoriclasse britannico guadagna subito terreno prezioso su George Russell, ma la dolce illusione svanisce in pochi chilometri. Infatti, mentre Charles tenta di reggere il ritmo McLaren, si consuma la rabbiosa rimonta di Russell.

Al quarto giro, il pilota della scuderia di Brackley sfrutta l’intero potenziale della sua monoposto per sverniciare il ferrarista, relegandolo senza complimenti in terza posizione. Dietro, Hamilton naviga sesto inseguendo Antonelli, partito male. Fin dai primissimi scampoli di gara, emerge inequivocabile il vero ago della bilancia di questa nuova era tecnologica: l’efficienza della componente elettrica.

I propulsori scuola Mercedes mostrano superiorità tecnica nella gestione della potenza. Le due SF-26, pur vantando forme meccaniche rigorose, faticano tremendamente ad avere a disposizione l’energia necessaria. Manca la spinta per sferrare attacchi decisi o erigere difese efficaci. Le McLaren si confermano avversari formidabili nei curvoni veloci, rese temibili da un aggiornamento software.

Leclerc lotta come può

Oltre all’intricato enigma del sistema ibrido, le conversazioni radio si concentrano in maniera ossessiva sul tema del degrado degli pneumatici. Su un tracciato così abrasivo come quello nipponico, preservare questo elemento diventa vitale. La delicata interazione tra le dinamiche delle sospensioni e il degrado termico delle gomme deve essere curata in modo impeccabile.

Serve calcolare ogni attrito, per scongiurare crolli prestazionali improvvisi. Ai due alfieri ferraristi viene intimato di non aggredire i cordoli, limitando l’irruenza nei rapidi cambi di direzione dello Snake e nelle insidiose curve del secondo settore. Leclerc, che guida sul filo del rasoio per non perdere contatto con la vetta, si ritrova ben presto Antonelli negli scarichi.

Al quindicesimo passaggio, la pressione si concretizza e il sorpasso del pilota italiano va a buon fine. Charles, animato dalla sua grinta agonistica, non accetta il verdetto: incrocia magistralmente la traiettoria e si riprende di pura forza il podio virtuale. Poco dopo, il bilanciamento delle monoposto modenesi inizia a sgretolarsi, sfociando in un penalizzante sovrasterzo.

È il segnale per il pit stop del monegasco. La sosta è rapida e gli permette di mantenere il vantaggio sulla McLaren del campione del mondo in carica Lando Norris. Bryan Bozzi predica calma: le coperture nuove vanno introdotte con dolcezza nei primi chilometri, per non stressarle troppo. Nel frattempo la Ferrari sdoppia le strategie: Lewis resta in pista, seguendo le tempistiche Mercedes.

La gara subisce uno scossone al giro ventidue: Bearman impatta contro le barriere e provoca l’ingresso della Safety Car. La reazione della Ferrari è tempestiva e richiama Hamilton ai box. Il cambio gomme è eccellente, permettendogli di rientrare quarto davanti a Norris, sebbene le mappature dell’energia continuino a generare insoddisfazione.

Il ruggito di Leclerc, la sofferenza di Hamilton

Al giro ventisette la Safety Car rientra. Hamilton è perfetto: sfrutta la scia, fulmina Russell in curva uno e mette nel mirino Piastri. Qui emerge clamorosamente la differenza nelle filosofie di ricarica. Le vetture di Maranello devono iniziare la rigenerazione già dalla curva 130R, mentre le monoposto di Brackley spingono a fondo fino all’ultima chicane. Un divario grande che Charles tenta di tamponare stringendo i denti.

L’opportunità per Leclerc arriva al trentottesimo giro. Sfruttando la bagarre tra il compagno e Russell, sfodera una manovra chirurgica e passa la Mercedes. Poi supera anche Hamilton. In crisi di aderenza Lewis cede il passo a Russell. Le ultime tornate sono difficili. Il monegasco spreme ogni goccia di energia dalle batterie per difendersi da Russell, mentre Lewis ingaggia una lotta disperata per difendere la quinta piazza.

Sotto lo sventolare della bandiera a scacchi, Charles festeggia un magnifico e perentorio terzo posto finale, strappato con puro orgoglio. Lewis, al contrario, deve mestamente rassegnarsi alla sesta posizione, piegato negli ultimi chilometri anche dalla freschezza di Norris. Il Gran Premio del Giappone lancia un monito severo e cristallino: servono aggiornamenti per inserirsi stabilmente nella lottare al titolo.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 10:50:48 +0000
News n. 17
Guida per chilometri in retromarcia, il video sembra AI: è tutto vero

Le strade americane della Florida sono diventate teatro di un episodio assurdo, tanto da lasciare sia gli automobilisti sia gli agenti di Polizia (e il popolo del web) attoniti. In una giornata apparentemente come tante, le autorità sono ricorse agli straordinari per fermare una berlina argentata che procedeva a passo spedito, ma in retromarcia. Solo il pronto intervento ha scongiurato conseguenze drammatiche, anche se l’autore della follia ha provato in ogni modo a passarla liscia.

Chilometri in retromarcia sulla strada statale: le scuse

State Road 100, contea di Flager. I conducenti non credevano ai loro occhi mentre il veicolo incriminato percorreva la corsia di marcia normale in senso opposto a quello di marcia: una manovra da brividi, rea di mettere il traffico locale in una situazione di estremo pericolo. La corsa è terminata nei pressi di Airport Road grazie alle pattuglie dello Flagler County Sheriff’s Office, che sono riuscite a intercettare il veicolo e a fermarlo definitivamente nel parcheggio di un ristorante. Ed è qui che la cronaca ha assunto tinte surreali.

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Alla richiesta di spiegazioni, l’automobilista ha tentato di farsi valere tirando fuori una giustificazione meccanica. La vettura, a suo dire, aveva un problema alla trasmissione e l’unico modo per raggiungere il vicino negozio di ricambi era guidare all’indietro. Scettici fin dal principio, gli agenti si sono messi al volante per verificare il guasto: la berlina argentata ha ripreso a funzionare normalmente in tutte le marce.

Col passaparola della rete vicende simili possono arrivare fino in capo al mondo. Nel giro di qualche giorno il caso ha spopolato per un dettaglio: le immagini della bodycam indossata dai poliziotti. Nel video si sente il guidatore tentare una difesa disperata:

“Non pensavo fosse così grave… non stavo nemmeno sbandando o andando veloce”

La risposta dell’agente, rassegnata ma granitica, è già un classico:

“Stavi guidando all’indietro sulla strada”

Ma il conducente ha continuato a insistere, sostenendo che marcia avanti o marcia indietro fossero “più o meno la stessa cosa”. Evidentemente, per il Codice della Strada, non lo sono affatto.

I precedenti penali e la sanzione

L’assurdità dell’accaduto potrà pure aver strappare un sorriso agli utenti, ma la trasgressione è costata molto caro all’autore, con l’arresto dettato non soltanto dalla pericolosa esibizione in retromarcia, seguite da scuse fantasiose sul cambio bloccato. Nel corso dei successivi accertamenti le autorità hanno, infatti, scoperto che la fedina penale del conducente non era illibata, anzi: contava ancor prima più di dieci condanne per guida con patente sospesa. Insomma, non si è trattato di un singolo episodio di cattivo giudizio o di una bravata estemporanea, quanto semmai di un pesante e consolidato pattern di violazioni.

L’accusa formale con cui l’uomo è stato trasferito presso lo Sheriff Perry Hall Inmate Detention Facility è grave negli Stati Uniti: habitual driving while license suspended or revoked (guida abituale con patente sospesa o revocata). Il giudice ha fissato una cauzione di 1.000 dollari, una cifra piuttosto contenuta viste le circostanze, ma in grado di porre un freno – almeno per ora – alle pericolose prodezze stradali.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 09:20:51 +0000
News n. 18
Ferrari 308 GTS, all’asta la mitica auto di Magnum P.I.: un pezzo unico al mondo

La Ferrari 308 GTS non è mai stata un’auto come le altre, e non ha mai avuto bisogno di esserlo: in suo favore, parla la qualità meccanica, così come la capacità di imprimersi nella cultura pop. Quella che verrà consegnata al miglior offerente dell’asta in programma a Palm Beach dal 16 al 18 aprile 2026 ha un sapore ancora più speciale, trattandosi dell’esemplare autentico utilizzato durante le riprese del pilot di Magnum P.I., serie cult anni Ottanta. Con il telaio VIN 28251, il mostro sacro di Maranello ha già vissuto mille vite e si accinge a scrivere un nuovo, milionario capitolo.

L’eredità della Dino e la nascita di una supercar “umana”

I collezionisti fremono per l’evento organizzato da Barrett-Jackson. Per capirne il motivo facciamo un salto indietro nel tempo fino al 1977, quando la Casa di Maranello aveva dato il via a una transizione fondamentale. Raccogliere l’eredità spirituale della Dino 246 avrebbe potuto schiacciare altri modelli, non però la 308 GTS, che al debuttò si presentò come versione Targa (con tetto rigido asportabile) della fortunata GTB: nata dalla matita di Leonardo Fioravanti, il risultato finale ripagò fino in fondo la fiducia.

Lontano dalle sproporzioni quasi aliene di una Lamborghini Countach o della successiva Testarossa, la 308 GTS conferiva un’accezione “umana” al concetto di supercar. Le proporzioni erano compatte, davanti i leggendari fari a scomparsa (pop-up) dominavano il muso spiovente e le fiancate, scavate dalle prese d’aria NACA, servivano anche a raffreddare il motore. Il detonatore definitivo per il successo fu l’utilizzo in Magnum P.I. da parte di un allora sconosciuto Tom Selleck: in tempo zero, finì associata alla libertà veloce e sfacciata.

Un abitacolo cucito addosso a Tom Selleck: a Palm Beach sfila l'iconica Ferrari 308 GTS di Magnum P.I.
Ufficio Stampa Barrett-Jackson
A Palm Beach la Ferrari 308 GTS di Magnum P.I.: prese forma attorno alla stazza di Tom Selleck

Entrando nel dettaglio dell’esemplare protagonista a Palm Beach, siamo in presenza di un reperto storico di valore inestimabile perché, a differenza della quindicina di auto usate nel corso delle otto stagioni, questa 308 GTS porta in dote un pedigree unico. Il telaio 28251 si distingue per essere uno dei soli tre modelli equipaggiati con i carburatori Weber realizzati nel 1979 e utilizzati specificamente durante la prima stagione.

La trasformazione ufficiale e i piccoli segreti del set

La storia della vettura è intrisa di curiosità che ne aumentano il valore collezionistico. Pochi sanno, ad esempio, che l’auto uscì originariamente dagli stabilimenti di Maranello in una smagliante livrea Fly Yellow. Furono le esigenze sceniche a imporne la trasformazione: il giallo, pur essendo un colore classico Ferrari, non garantiva lo stesso impatto drammatico del rosso sotto la luce accecante delle Hawaii. La vettura venne così ridipinta in Rosso Corsa direttamente tramite i canali ufficiali della Casa. A riprova del passaggio storico, esiste ancora una targhetta applicata da Ferrari sulla cornice della portiera, un “segno particolare” che oggi garantisce l’autenticità assoluta del pezzo.

Inoltre, vi è l’aspetto del comfort. Tom Selleck, con i suoi 193 centimetri di altezza, non era esattamente il pilota ideale per una vettura compatta come la 308. Affinché potesse recitare senza che la testa sporgesse oltre il parabrezza, i tecnici dovettero intervenire pesantemente: i sedili originali vennero modificati, arretrati e privati di parte dell’imbottitura. Guidare la stessa Ferrari significa, letteralmente, calarsi nei panni (e nella posizione di guida) di una delle star più amate della TV.

Zero display e tanta nostalgia a Palm Beach: l'abitacolo della Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. vive di soli indicatori analogici
Ufficio Stampa Barrett-Jackson
Tuffo negli anni ’80 a Palm Beach: l’abitacolo della Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. dominato dalla pelle beige

Dal punto di vista tecnico, il VIN 28251 esprime l’apice della filosofia Ferrari degli anni ’70. A spingere la vettura provvede il motore V8 da 2,9 litri (sigla F106) montato in posizione centrale e trasversale, alimentato in questa specifica versione del 1979 da quattro carburatori Weber 40 DCNF a doppio corpo. Sprovvista di filtri elettronici, l’unità può erogare una potenza compresa tra i 205 e i 255 cavalli (a seconda delle specifiche regionali e degli accorgimenti anti-inquinamento dell’epoca).

Le prestazioni, ancora oggi, incutono rispetto. Grazie a un peso contenuto tra i 1.300 e i 1.350 kg, la 308 GTS scatta da 0 a 100 km/h in circa 6,5 secondi spinta da un timbro roco e metallico, musica per ogni appassionato. Sul fronte della trasmissione si compie il rito del classicismo analogico: un cambio manuale a cinque marce dotato della leggendaria griglia metallica a vista (gated shifter). Inserire le marce richiede una mano ferma e regala una sensazione tattile preclusa a qualunque moderna trasmissione a doppia frizione. I cerchi Cromodora da 15 pollici, avvolti in pneumatici dall’ampia spalla, completano un pacchetto tecnico che privilegia il feeling e la connessione diretta tra uomo e asfalto.

Quanto può valere per i collezionisti

Con circa 93.000 miglia sul contachilometri, l’esemplare di Magnum P.I., documentato da Ferrari North America, ha un vissuto intenso alle spalle. I piccoli segni d’uso sui cerchi e i dettagli non perfettamente originali – come l’impianto stereo aftermarket o il pomello del cambio in alluminio – testimoniano la storia di un’auto che è stata amata e utilizzata. Tuttavia, nella prospettiva di un investitore gli stessi dettagli richiedono un’approfondita analisi. Se da un lato l’originalità meccanica (motore e telaio matching numbers) è preservata, dall’altro la presenza di componenti non coevi e una storia di manutenzione che ha visto passaggi di proprietà recenti induce a valutare con cautela la reale quotazione.

Il mercato delle Ferrari classiche tende a muoversi a ondate. Se in media una 308 GTS del 1979 in buone condizioni vale tra i 70.000 e i 90.000 dollari, i pezzi da museo possono arrivare a cifre molto più elevate, fino ai 130.000 dollari, e il caso del VIN 28251 fa capire quanto il settore sia oggi volatile. Passata di mano nel marzo 2025 per la cifra di 115.000 dollari, poco dopo la vettura è rimasta invenduta, perché l’offerta massima di 120.000 dollari non raggiungeva il prezzo minimo preteso dal proprietario.

Per quanto il legame con la serie TV abbia conferito ulteriore fascino al bolide di Maranello, l’acquisto non può essere fatto a cuor leggero. Bisogna infatti prendere in esame la questione delle condizioni meccaniche e dei costi di un eventuale restauro conservativo per riportare la vettura allo splendore del primo episodio. L’asta di aprile alla Barrett-Jackson sarà un “termometro” del sentiment globale. Ci dirà se la generazione dei collezionisti cresciuta guardando le gesta di Thomas Magnum è pronta a scommettere cifre da capogiro sulla propria infanzia.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 08:23:47 +0000
News n. 19
F1 GP Giappone, Antonelli leader, Ferrari aggrappata a Leclerc: le pagelle

Le Mercedes hanno sin dalle prime prove libere dimostrato un passo superiore alla concorrenza. Le Ferrari nella mattinata di venerdì hanno iniziato a testare le mescole dure con Charles e Lewis. Il monegasco ha siglato un 1’32â€260, mentre il 7 volte iridato ha strappato un 1’33â€343. In seguito entrambi sono passati alle soft: Lewis ha fermato i cronometri a 1’32â€040, mentre Charles, dopo un po’ di traffico, è sceso sotto il muro dell’1’32. Il long run sulle gomme morbide ha messo in mostra l’inferiorità rispetto alle Frecce d’argento.

Nelle FP2 le SF-26 hanno girato con le medie, con cui Hamilton ha siglato un 1’31â€543 e Leclerc ha segnato un 1’31â€019. A metà sessione entrambi i piloti hanno montato pneumatici morbidi e i tempi sono migliorati. Nel complesso il numero 16 della Ferrari ha completato 28 giri, uno in più del compagno, per un totale di 55. La Ferrari ha dimostrato maggiore competitività nelle terze prove libere del Gran Premio del Giappone. Dopo un venerdì affannoso, Charles Leclerc è riuscito a piazzarsi in terza posizione nella classifica dei tempi, davanti alla McLaren di Piastri, ma sempre a distanza siderale dalle Mercedes di Antonelli e Russell.

Qualifiche dominate da Mercedes

Kimi Antonelli, sulle ali dell’entusiasmo dopo il trionfo in Cina, ha subito messo pressione al compagno di squadra. Il bolognese ha trovato un feeling spettacolare sulla W17 anche sul tracciato di Suzuka. A sorpresa in Q1 è finito fuori Oliver Bearman sulla Haas, insieme ad Albon e alle due Cadillac di Perez e Bottas, fanalini di coda le Aston Martin di Lance Stroll e Fernando Alonso. Il matrimonio tra il team britannico e la Honda è iniziato nei peggiori dei modi. Sul tracciato amico di Suzuka la Casa di Tokyo ha fatto una pessima figura.

Nelle qualifiche il team di Maranello ha mostrato un netto passo avanti dopo un venerdì complicato, ritrovando fiducia e la giusta direzione, anche grazie al lavoro in Italia al simulatore di Antonio Giovinazzi e Arthur Leclerc. Non si sono qualificati in Q3 Verstappen, Ocon, Hulkenberg, Colapinto, Lawson e Sainz. Il quattro volte iridato della RB, vincitore delle ultime 4 edizioni del GP di Suzuka, si è giustificato via radio con l’imprevedibilità della sua monoposto, ma il teammate Hadjar e il giovane Lindblad hanno chiuso in top 10.

La pole position è andata a Kimi Antonelli, davanti a George Russell. Quest’ultimo è rimasto frastornato dalla velocità dell’italiano. La seconda fila è stata occupata dalla McLaren di Piastri e da Leclerc. Norris e Hamilton si sono piazzati in terza fila, davanti a Gasly, Hadjar, Bortoleto sua una buona Audi R26 e l’enfant prodige del team Racing Bulls Arvid Lindblad.

Come è andato il GP

Allo spegnimento dei semafori Kimi Antonelli ha perso malamente la prima posizione, retrocesso alle spalle anche di Lewis Hamilton. Oscar Piastri si è preso la leadership del Gran Premio, mentre Leclerc si è infilato tra le due Frecce d’Argento. Il poleman bolognese si è subito liberato al secondo giro di Lewis, piantato con una SF-26 con pochissima velocità sul dritto e si è messo negli scarichi di Lando Norris.

Le vetture papaya sono cresciute tantissimo, sebbene la differenza rispetto alle W17 sia emersa puntuale nel finale. Alle spalle dei primi Verstappen ha cominciato la rimonta, ma la RB22 è ampiamente quinta forza, dietro anche all’Alpine di Pierre Gasly. Russell ha sverniciato Leclerc e si è messo negli scarichi di Oscar Piastri. Il primo tentativo di sorpasso è avvenuto in frenata in Curva-1 al nono giro. Il monegasco della Ferrari è diventato facile preda per Norris e Antonelli. Al dodicesimo giro l’italiano è riuscito a liberarsi del campione del mondo della McLaren e poche tornate dopo si preso la terza piazza di Leclerc.

Norris si è fermato al giro 17 ed è stato il primo dei big a effettuare il cambio gomme e il giro dopo è entrato Leclerc per le hard, lasciando strada libera ad Antonelli. Piastri al diciannovesimo giro ha montato le gomme dure. Il giro dopo il pit stop di Russell è andato a sbattere Bearman, dando la possibilità ad Antonelli e Hamilton di fare il pit stop, guadagnando molti secondi.

Kimi è diventato il leader, dando subito lo strappo su Piastri al rientro della SC. L’inglese nervosissimo si è lamentato via radio, facendosi sorprendere da Lewis alla ripartenza. Il monegasco ha sopravanzato Russell e il teammate per la terza piazza, gestendo poi gli attacchi del nativo di King’s Lynn. Norris ha passato Hamilton che ha concluso in sesta posizione. Seconda vittoria di fila per Kimi, davanti a Oscar e Charles.

I top 3

Kimi Antonelli: 9,5 – Weekend da veterano per un pilota che sino a pochi giorni non aveva mai visto il primo gradino del podio. Pole e vittoria con un ritmo superiore rispetto a tutti e soprattutto nel confronto con l’esperto compagno di squadra. La pressione è tutta su Russell e tutta l’Italia inizia a sognare un clamoroso colpo mondiale. La fortuna aiuta gli audaci e alla lunga sosta Kimi ci arriva da leader della classifica. L’ultima vittoria tricolor era targata Patrese 1992. George Russell (sufficienza striminzita in pagella) inizia a temerlo.

Oscar Piastri: 8,5 – Prima gara dell’anno e ha subito mostrato le sue qualità velocistiche. L’australiano non aveva preso parte al GP d’Australia per un suo errore, mentre in Cina era sopraggiunto un problema tecnico. Il pilota della McLaren è partito benissimo e ha creduto nella vittoria, ma poi è salito in cattedra un grande Kimi Antonelli.

Charles Leclerc: 7,5Gara coriacea del monegasco che è partito a fionda e ha tenuto duro nel finale, tenendo dietro George Russell. Questa volta ha dimostrato una netta superiorità rispetto a Hamilton e si è meritato il podio. Gran lavoro del numero 16 che meriterebbe una Ferrari all’altezza del suo talento.

I flop 3

Nico Hulkenberg: 5,5 – Da un pilota esperto come il tedesco su una buona Audi e una pista storica ci si attendeva di più. Nell’intero weekend il teammate brasiliano, Gabriel Bortoleto, è stato più veloce. L’ex pilota della Renault ha concluso fuori dalla zona punti.

Franco Colapinto: 4 – La differenza con Gasly è lampante. Il francese ha sfoggiato una prestazione maiuscola sull’Alpine tenendo a bada Verstappen, mentre l’argentino è sempre stato nel panino delle due Williams. Dovrà cambiare passo, altrimenti la sua esperienza con Briatore team principal non durerà a lungo.

Oliver Bearman: 3 – Non ha confermato il trend positivo dopo due weekend in zona punti. L’inglese non ha superato il taglio in Q1 e si è preso troppi rischi nel tentativo di una rimonta dalle retrovie, finendo contro le barriere. L’impatto è stato violentissimo, ma per fortuna non ha riportato conseguenze fisiche. Si rifarà nella prossima tappa.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 07:47:57 +0000
News n. 20
Mercedes-Maybach Classe S, oltre il concetto di ammiraglia: i prezzi

A Sindelfingen si sono superati. Nell’anno in cui la Casa tedesca celebra i 140 anni dall’invenzione dell’automobile, la divisione Maybach traccia i confini del futuro digitale con la nuova Mercedes-Maybach Classe S. L’ammiraglia per eccellenza alza gli standard tecnologici e di personalizzazione attraverso un aggiornamento profondo perché il vero lusso, più che ostentazione, è un’oasi di tranquillità e grazia hi-tech, ma anche di artigianalità, un aspetto qui mai messo in discussione. Come dichiarato da Ola Källenius, attuale numero uno del Gruppo Mercedes-Benz, la vettura consolida l’espansione del segmento top-end, dove il valore tecnico intrinseco della Stella e l’eleganza intramontabile di Maybach si incontrano.

I prezzi dell’ammiraglia tedesca

Scomodare il nome di Maybach elimina qualsiasi preoccupazione nella mente del potenziale cliente, competente abbastanza da conoscerne la storia e i valori che ne accompagnano ogni produzione. La quasi totalità degli esemplari riceve personalizzazioni, destinate a incidere sul costo finale, tuttavia per la nuova gamma 2026 la soglia d’ingresso mette in chiaro fin dal principio l’esclusività dei contenuti tecnici e digitali introdotti.

Sebbene il listino ufficiali vari in base ai mercati e alla tassazione locale, la Mercedes-Maybach Classe S MY26 è ordinabile in Europa dal 25 marzo con un prezzo di partenza a partire da 215.000 euro per la versione S580, spinta dal motore V8 elettrificato. Cifre importanti dettate sia dai materiali sia dall’integrazione del nuovo sistema operativo MB.OS, nonché da una meccanica completamente riprogettata per le future normative sulle emissioni.

E se la potenza non è abbastanza? Niente paura: esiste la versione S 680 con il leggendario motore V12 (disponibile solo in mercati selezionati) o con l’evoluzione dell’otto cilindri M 177 Evo. Il costo aumenta fino a superare i 260.000, prima di attingere all’infinito catalogo Manufaktur, in cui quasi nessuna Maybach è uguale all’altra. Il programma Manufaktur Made to Measure permette una personalizzazione pressoché illimitata. Con una palette di oltre 150 vernici esterne e 400 colori per gli interni, i clienti possono letteralmente creare un pezzo unico. Interessante la nuova vernice nera con particelle di vetro che, sotto la luce solare, crea un effetto “polvere di stelle”. Attraverso il nuovo Visualiser, i futuri proprietari possono vedere la loro visione prendere forma in 3D prima ancora che inizi la fabbricazione nella Factory 56 di Sindelfingen.

Il ritorno della Stella “flottante”

L’impatto visivo della nuova Maybach Classe S si rivela scultoreo. La griglia radiatore Maybach è cresciuta del 20% e, per la prima volta, presenta una cornice luminosa che accoglie il guidatore con un raffinato gioco di luci. Il dettaglio destinato però a far innamorare i collezionisti riguarda i cerchi forgiati: la Stella Mercedes-Benz al centro del mozzo è montata su un sistema a cuscinetti che la mantiene sempre perfettamente verticale, anche quando il veicolo è in movimento. Un richiamo visivo alla stabilità e alla nobiltà del marchio.

Mercedes-Maybach Classe S: stella flottante e dettagli in oro rosa
Ufficio Stampa Mercedes-Benz
Stella flottante e dettagli in oro rosa: l’estetica scultorea della nuova Mercedes-Maybach Classe S

I gruppi ottici sono impreziositi da accenti color oro rosa, mentre la carrozzeria può essere ordinata nella nuova ed elegantissima tinta Nautic Blue metallic, ora disponibile anche per il pacchetto Night Series, che predilige dettagli in cromo scuro per un look più contemporaneo e misterioso.

“Cocooning” e tecnologia MB.OS

Entri nell’abitacolo e ti chiudi il mondo alle spalle. Le porte comfort automatiche si aprono e chiudono con un tocco sul display o un gesto, introducendo gli occupanti in quello che Mercedes definisce effetto “cocooning”. Il debutto del sistema operativo MB.OS (Mercedes-Benz Operating System) decreta un punto di svolta. Integrato col Mbux di quarta generazione, il sistema si avvale di un’Intelligenza Artificiale generativa evoluta, sviluppata con partner come Google e Microsoft (integrando ChatGPT 4o e Gemini). Il Superscreen domina la plancia con superfici in vetro continuo, ma il tocco Maybach emerge soprattutto dai quadranti, dalle le grafiche in oro rosa e con una trama richiamante l’alta gioielleria.

Nuova Mercedes-Maybach Classe S: interni "animal-free"
Ufficio Stampa Mercedes-Benz
Mercedes-Maybach Classe S: il debutto degli interni “animal-free” sulla nuova ammiraglia tedesca

Per la prima volta, Maybach propone un interno completamente privo di pelle. La configurazione “stormy grey” utilizza il tessuto Mirville, una miscela di lino e poliestere riciclato che offre una sensazione tattile naturale e pregiata, dimostrando che il lusso moderno può essere anche consapevole a livello ambientale. Non mancano ovviamente i tocchi classici come la consolle centrale in legno di rovere a poro aperto, il vano refrigerato da 10 litri per lo champagne e le Flûte Robbe & Berking placcate in argento, con supporti dedicati che le stabilizzano durante la marcia.

Potenza fluida ed elettrificazione

Guardando sotto il cofano, la nuova Classe S offre il meglio della tecnologia motoristica di Stoccarda. La gamma, ottimizzata per garantire prestazioni fluide e silenziose, vede al vertice la S 680. In Europa monta il V8 M 177 Evo da 450 kW (612 CV) con tecnologia mild-hybrid a 48V, capace di eguagliare la fluidità del precedente V12 grazie a nuovi alberi di equilibratura. La variante S 580, equipaggiata con un V8 da 395 kW, rappresenta la via di mezzo ideale tra brio e comfort.

Infine, la S 580 e (plug-in hybrid) unisce un sei cilindri in linea a un potente motore elettrico, erogando circa 100 km di autonomia a zero emissioni, così da accedere ai centri urbani più esclusivi senza rinunciare alla silenziosità assoluta. Il comfort di marcia è garantito dalle nuove sospensioni pneumatiche Airmatic intelligenti. Il sistema riceve dati “Car-to-X” dal cloud: se un’auto che precede rileva una buca o un’irregolarità, la Maybach prepara gli ammortizzatori in tempo reale per annullare l’impatto prima ancora di toccarlo.

Ola Källenius, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mercedes‑Benz Group AG, ha spiegato al lancio:

“Da 105 anni, il nome Maybach rappresenta il punto di riferimento per l’eccellenza automobilistica. Con il lancio della nuova Mercedes-Maybach Classe S, questa eredità prosegue raggiungendo nuovi livelli di esclusività e comfort. Grazie al sistema MB.OS basato su intelligenza artificiale, eleviamo ulteriormente l’esperienza digitale del cliente. La Mercedes-Maybach Classe S rappresenta il prossimo punto culminante del più ampio programma di lancio prodotti nella storia della nostra azienda. Mercedes-Maybach costituisce un pilastro strategico fondamentale per l’espansione del nostro segmento top-endâ€

La produzione in serie nella Factory 56 di Sindelfingen partirà ad aprile 2026. Nel complesso, dove l’artigianalità del laboratorio Manufaktur incontra l’efficienza digitale dei processi produttivi più moderni al mondo, prende forma un oggetto che sfida il tempo.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 05:30:09 +0000
News n. 21
Bimota KB399, la supersportiva italiana frutto dell’esperienza nel Mondiale Superbike

Bimota regala una piacevole sorpresa agli appassionati delle supersportive. Dopo i recenti risultati ottenuti da KB998 Rimini, capace di salire sul podio nel Mondiale Superbike con Alex Lowes ben quattro volte nel 2025, approda sul mercato KB399, un modello che racchiude in forma compatta tutte le caratteristiche distintive del marchio.

Equipaggiata con un motore da 399 cm³ da 80 CV, dotata di una ciclistica di impostazione sportiva e dal design curato, si propone al pubblico come un punto di accesso alla gamma della Casa riminese e come sintesi delle soluzioni tecniche e stilistiche delle recenti produzioni.

Disponibile anche l’Edizione Speciale

I tecnici e i designer Bimota hanno sviluppato la nuova KB399 partendo dalla base della Kawasaki Ninja ZX-4RR: infatti, non è un segreto che il costruttore giapponese sia proprietario del brand italiano.  Il risultato è un modello che integra soluzioni tecniche proprietarie e una cura costruttiva orientata alla precisione, con interventi mirati su ciclistica, componentistica e finiture.

Proposta nella tradizionale livrea nera, rossa e bianca con telaio rosso a vista, la moto sarà disponibile anche nella versione ES (Edizione Speciale). Questa configurazione introduce ulteriori elementi distintivi, mantenendo l’impostazione tecnica del modello ma ampliando la dotazione con componenti dedicati e materiali più ricercati.

Dal punto di vista costruttivo, la moto evidenzia un’impostazione artigianale, con carene sviluppate internamente e integrate con appendici aerodinamiche. A queste si affiancano piastre di sterzo ricavate dal pieno e dettagli specifici come il tappo del cannotto dedicato, elementi che contribuiscono a definire l’identità del progetto. La versione ES introduce componenti in fibra di carbonio, tra cui la carenatura realizzata in dry carbon, oltre a semimanubri dedicati, leve di freno e cambio e pedane regolabili in alluminio lavorato dal pieno.

Design italiano e misure compatte

A completare il comparto ciclistico di KB399 intervengono una forcella Showa SFF-BP da 41 mm e un monoammortizzatore Showa BFRC lite, sostituito da un Öhlins STX46 nella versione ES. L’impianto di scarico è dotato di un silenziatore AkrapoviÄ sviluppato su misura, mentre la frenata è affidata a pinze Brembo Stylema ad attacco radiale. La dotazione elettronica include Traction Control su tre livelli, modalità di potenza selezionabili, Integrated Riding Modes e quickshifter di serie.

Compatta e leggera, KB399 è stata progettata per ampliare il bacino di utenza del marchio, mantenendo un’impostazione orientata alla guida sportiva. Il motore e la ciclistica sono stati sviluppati per garantire risposta e precisione, anche in utilizzo in pista. Dal punto di vista stilistico, il modello riprende il linguaggio introdotto da KB998 Rimini, con linee definite e soluzioni che assicurano continuità progettuale all’interno della gamma Bimota.

Kawasaki e Bimota “insieme” dal 2019

Nel 2019, Kawasaki ha acquisito il 49,9% di Bimota attraverso la sua controllata Italian Motorcycle Investment S.p.A., con l’obiettivo di fornire motori, tecnologia e risorse al brand nostrano, mantenendo allo stesso tempo la produzione dei telai e l’assemblaggio a Rimini. La mossa ha permesso di rilanciare la produzione e di gettare le basi per un ritorno alle competizioni dopo anni di assenza dai grandi palcoscenici mondiali. Proprio da qui è nata l’occasione di affrontare il Mondiale Superbike nel 2025, sotto le insegne del Bimota by Kawasaki Racing Team.

Nella sua prima stagione completa, la squadra ha raccolto costantemente piazzamenti in top-10, fino a salire per la prima volta sul podio in occasione della Superpole Race di Misano Adriatico con Alex Lowes. Il britannico è stato successivamente in grado di cogliere tre terzi posti nelle tre gare disputate a Magny-Cours, chiudendo sesto in classifica generale.

Il suo compagno di squadra Axel Bassani, invece, ha concluso decimo, mentre il team si è posizionato quinto a fine anno. KB399 – che eredita tutta l’esperienza maturata nella WorldSBK – non è stata l’unica novità Bimota presentata in questi giorni: infatti, la BX450 rappresenta il primo modello enduro della Casa riminese, sviluppato sulla base della Kawasaki KX450X.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 05:00:22 +0000
News n. 22
Prestito garantito auto, forse non conosci i rischi che si celano dietro questa formula

È proprio l’acquisto di un’auto a essere una delle decisioni economiche più importanti per una famiglia o un professionista. Con l’aumento dei prezzi e la complessità delle scelte di mobilità, in molti si trovano a valutare le diverse forme di credito per sostenere la spesa.

Tra queste, una delle opzioni che nasconde diverse criticità è il prestito garantito dall’auto ovvero una forma di finanziamento in cui il veicolo stesso diventa una garanzia per il credito erogato. Come è facile intuire, si tratta di una soluzione che presenta una serie di rischi e costi.

Che cosa significa prestito garantito dall’auto

Ci si riferisce a un finanziamento in cui il debitore offre il proprio veicolo come garanzia nei confronti della banca o dell’ente finanziatore. Questo tipo di garanzia è assimilabile a un pegno o a un vincolo che permette al creditore di rivalersi sul bene in caso di inadempienza nei pagamenti.

Se il debitore non riesce a rimborsare le rate del prestito, il finanziatore può procedere con misure esecutive per recuperare la somma dovuta, ad esempio con la vendita del veicolo e l’utilizzo del ricavato per compensare il debito residuo. A prima vista può sembrare una soluzione logica per chi non dispone di altre forme di garanzia, ma è proprio il fatto di legare un bene di uso quotidiano a una forma di credito a rendere questa scelta non sempre consigliabile.

Questa modalità di finanziamento non va confusa con il più classico dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di un’auto che viene richiesto in concessionaria. In questo caso l’erogazione del credito è vincolata all’acquisto di un bene e il veicolo acquistato non è utilizzato come garanzia in senso stretto, piuttosto il contratto prevede condizioni contrattuali che disciplinano la proprietà e la restituzione del bene solo in caso di particolari formule contrattuali come il leasing o il valore futuro garantito.

Nel prestito garantito dall’auto il vincolo sul veicolo è invece diretto e ha conseguenze sulla libertà di utilizzo del mezzo e sulla situazione patrimoniale del debitore.

Perché questa soluzione è rischiosa

Tra i motivi per cui il prestito garantito dall’auto viene considerato una soluzione sconveniente c’è la possibilità che il veicolo venga perso in caso di difficoltà nei pagamenti. Se la persona che ha richiesto il finanziamento non riesce a far fronte alle rate, l’ente finanziatore ha la facoltà di avviare la vendita forzata del bene, anche senza il consenso esplicito del debitore, ma a fronte degli accordi contrattuali sottoscritti.

Va tenuto presente che nelle vendite forzate i veicoli sono in genere alienati a prezzi inferiori al loro valore di mercato con il risultato che il ricavato potrebbe non essere sufficiente a coprire tutto il debito residuo. Il debitore può restare comunque responsabile per la differenza tra quanto ottenuto dalla vendita forzata e quanto dovuto alla banca.

Un altro aspetto problematico riguarda la svalutazione naturale del bene. Soprattutto se di grande cilindrata o di fascia di prezzo alta, un’auto perde valore col tempo a causa dell’usura e dell’età. Significa che il valore di mercato del veicolo potrebbe non mantenersi sufficiente a coprire l’importo residuo del prestito man mano che passano i mesi. In contesti economici in cui la domanda di veicoli usati è stagnante o in calo, questo rischio si accentua e rende meno sicuro il principio di utilizzare l’auto come garanzia per un prestito.

Confronto con altre forme di finanziamento

Il prestito garantito dall’auto non è la sola opzione disponibile per sostenere la spesa di un veicolo: ci sono infatti altre forme di credito che offrono maggiore flessibilità e un profilo di rischio più basso. Il più comune è il finanziamento finalizzato all’acquisto di un’auto che viene proposto dalle concessionarie in collaborazione con istituti di credito. In questo caso il credito è destinato all’acquisto del veicolo ed è disciplinato da un contratto di credito ai consumatori con tassi d’interesse, durata e piano di ammortamento.

Caratteristica dei finanziamenti finalizzati è che la proprietà del veicolo viene trasferita all’acquirente sin dal momento dell’acquisto, e la garanzia riguarda la regolarità dei pagamenti anziché il vincolo sul bene stesso. Difficoltà temporanee nel pagamento delle rate possono così essere gestite attraverso rinegoziazioni, piani di rientro o soluzioni di moratoria senza che la banca possa rivalersi sulle cose.

Un’altra alternativa per chi ha un buon profilo creditizio è il prestito personale bancario. Questa forma di credito non è vincolata all’acquisto di un bene e non prevede l’utilizzo dell’auto come garanzia. Il tasso di interesse può essere competitivo per chi può dimostrare un buon storico di pagamenti e capacità reddituale.

Il vantaggio di questa opzione è la flessibilità: il piano di rimborso può essere modellato sulle esigenze del debitore con la possibilità di scegliere durate diverse, importi variabili e condizioni più favorevoli in caso di rinegoziazioni.

Oltre alle soluzioni tradizionali ci sono anche formule come il leasing o il noleggio a lungo termine. Sebbene queste non siano prestiti nel senso più stretto del termine, propongono modalità alternative di utilizzo del veicolo senza l’onere della proprietà immediata. Nel leasing il cliente paga una quota periodica per l’utilizzo del veicolo e ha la possibilità di riscattarlo alla fine del contratto. Anche se richiede alcuni vincoli come limiti di chilometraggio o condizioni particolari sui danni al veicolo, questa formula evita i rischi associati al prestito garantito dall’auto.

Da parte sua il noleggio a lungo termine è una soluzione scelta dagli automobilisti per aggirare i problemi di gestione e di svalutazione del veicolo. Tra l’altro nel canone mensile sono compresi anche i servizi di manutenzione e assicurazione.

Quando ha senso (e quando no)

Ci sono casi in cui un prestito garantito dall’auto sembra la sola via d’uscita, ad esempio per chi si trova in difficoltà finanziarie e non riesce ad accedere ad altre forme di credito. Anche in queste situazioni bisogna valutare i costi e le conseguenze a lungo termine in quanto la perdita del veicolo può avere conseguenze più gravi di una difficoltà temporanea di pagamento.

Per la maggior parte degli automobilisti con un reddito stabile e di una buona storia creditizia, soluzioni alternative come il prestito bancario o il finanziamento finalizzato sono quasi sempre più vantaggiose. Queste opzioni offrono maggiore trasparenza sui costi, condizioni contrattuali più chiare e minori rischi per il patrimonio personale.

Data articolo: Sun, 29 Mar 2026 04:00:19 +0000
News n. 23
Che auto guida Zendaya, classe da vendere anche al volante

In ogni occasione, dal set al ruolo di ospite nella seconda puntata di Amici 25 in coppia con Robert Pattinson, la classe di Zendaya trasuda innegabilmente, e anche la sua collezione di auto spicca per raffinatezza del gusto. Lasciate stare l’ostentazione fine a sé stessa, perché qui a farla da padrona sono mezzi solidi e performanti: una dualità che richiama la personalità dell’attrice di Dune e Spider-Man, una maestra nel mescolare l’eleganza del red carpet alla praticità della vita quotidiana.

Lusso tedesco, muscoli americani

Zendaya sarà pure una colonna del grande schermo americano, ma quando l’argomento del giorno sono le auto allora emerge in maniera netta la predilezione per l’ingegneria europea. Spesso è stata avvistata tra le strade di New York alla guida di una BMW X7 da 375 CV, che sembra fatta su misura perché a un look moderno abbina il massimo comfort.

La cattiveria agonistica parla un’altra linga, quella di Ingolstadt. La giovanissima star del cinema possiede, infatti, ben due Audi RS7, di cui la prima, un esemplare del 2017 da 560 CV, le ha fatto spesso da “complice” durante le uscite con la dolce metà Tom Holland tra le colline della California. Il secondo bolide dei quattro anelli, una RS 7 Sportback dal valore superiore ai 100.000 euro, arriva a toccare i 591 CV e a coprire lo “0-100” in appena 3 secondi.

Il fascino intramontabile di Stoccarda

Nel parco macchine di Zendaya catturano poi l’attenzione due icone firmate Mercedes-Benz: una Classe E del 2013, testimone dei suoi esordi e dei tempi di Dancing with the Stars (l’equivalente dell’italiano Ballando con le stelle di Milly Carlucci), e una più formale Classe S del 2015. La seconda, ammiraglia da lusso, mette al riparo la ragazza dal rischio di cadute di stile agli appuntamenti galanti.

Nemmeno Zendaya può rinunciare a passare del tempo in famiglia, magari insieme al fratello Austin. In questi casi la scelta ricade sui giganti della strada come un Cadillac Escalade nero del 2017 e un Range Rover Sport HSE del 2020. Con un V8 sovralimentato e un prezzo di poco sotto i 200.000, il Range Rover è il carico pesante, un mezzo dove lusso e utilità viaggiano di pari passo.

Amici 25: glamour per uno show memorabile

Ma Zendaya non è solo motori e cinema internazionale; la sua capacità di connettersi con il pubblico la porta spesso a incrociare i palcoscenici più amati, anche in Italia. Sabato 28 marzo 2026, l’attrice è attesa a un momento imperdibile nel Serale di Amici. Giunto alla sua 25esima edizione, il talent di Maria De Filippi conterà su Zendaya e Robert Pattinson, per una puntata che promette di bissare il successo d’ascolti del debutto.

Le due star di Hollywood scenderanno sul “red carpet” dello studio per presentare il loro nuovo film, The Drama – Un segreto è per sempre. I ragazzi della scuola avranno un’occasione d’oro: ricevere consigli da chi, partendo da zero, è arrivata a dominare il mondo del cinema e della moda. Tra i giudici Amadeus e Gigi D’Alessio, e l’energia dei The Kolors, la presenza di Zendaya aggiungerà quel tocco di glamour che renderà lo show assolutamente memorabile.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 20:14:49 +0000
News n. 24
Gabriel Bortoleto, il profilo del pilota: bio, carriera, curiosità

Nel panorama della nuova generazione di talenti della F1, il nome di Gabriel Bortoleto è uno di quelli destinati a far parlare a lungo. Il pilota brasiliano rappresenta una delle promesse più interessanti del motorsport internazionale, grazie a un percorso costruito con costanza, talento e risultati concreti. Con uno stile di guida pulito e una mentalità già da professionista affermato, Bortoleto si è guadagnato un nuovo posto nel grande circus, attirando l’attenzione di Audi.

Nato il 14 ottobre 2004 a San Paolo, in Brasile, Gabriel Bortoleto è cresciuto in un Paese con una tradizione motoristica straordinaria. Dai tempi di Ayrton Senna fino alle generazioni successive, il Brasile ha sempre rappresentato una fucina di talenti e Bortoleto sembra pronto a raccogliere questa eredità. Fin da giovanissimo ha mostrato una predisposizione naturale per la velocità, accompagnata da una forte determinazione nel migliorarsi continuamente.

I kart e le prime vittorie

Come molti piloti di F1, anche Bortoleto ha iniziato la sua carriera nei kart. I primi anni sono stati fondamentali per costruire le basi tecniche e mentali necessarie per competere ad alto livello. Dopo essersi messo in evidenza nelle competizioni nazionali brasiliane, ha scelto di trasferirsi in Europa, passaggio ormai imprescindibile per chi vuole ambire ai vertici del motorsport.

Nel Vecchio Continente, il giovane brasiliano ha continuato il suo percorso di crescita, confrontandosi con alcuni dei migliori talenti della sua generazione. Il salto nelle monoposto è arrivato con la F4, dove ha iniziato a costruire il proprio bagaglio di esperienza, alternando buone prestazioni a momenti di apprendimento, tipici di una fase di transizione. Il vero salto di qualità è arrivato però nelle categorie successive, dove Bortoleto ha dimostrato una crescita costante sia in termini di velocità che di gestione gara.

Tra F3, F2 e il grande salto

Il nome di Gabriel Bortoleto inizia a circolare con sempre maggiore insistenza nel 2023, anno della sua consacrazione in F3. Al debutto nella categoria, il brasiliano sorprende tutti per maturità e continuità di rendimento. Nonostante la forte concorrenza, riesce a imporsi come uno dei piloti più completi del campionato, conquistando il titolo al primo tentativo. Un risultato che lo proietta immediatamente tra i prospetti più interessanti del panorama internazionale. La sua capacità di gestire la pressione, unita a una notevole intelligenza tattica, lo rendono un pilota difficile da battere nell’arco di una stagione.

Il passaggio in F2 conferma le aspettative, Bortoleto si distingue per la sua solidità, adattandosi rapidamente a monoposto più complesse e a weekend di gara più impegnativi. La sua crescita è evidente gara dopo gara, con prestazioni che lo mantengono costantemente nelle posizioni di vertice. Questi risultati gli valgono il mondiale nel 2024 e l’ingresso nei radar McLaren, fino ad arrivare alla grande occasione del debutto nel circus con la Sauber nel 2025. Il salto nella massima categoria rappresenta il coronamento di un percorso costruito passo dopo passo, senza bruciare le tappe ma con una progressione costante.

Nel 2026, Bortoleto si presenta come uno dei rookie più interessanti della griglia, pronto a confrontarsi con piloti affermati e a dimostrare il proprio valore con l’Audi su palcoscenici ben più esigenti.

Stile di guida

Uno degli aspetti che più colpisce di Bortoleto è il suo stile di guida. Il brasiliano non è un pilota istintivo o eccessivamente aggressivo, ma piuttosto un interprete estremamente lucido della gara. La sua forza principale è la capacità di leggere le situazioni, scegliere il momento giusto per attaccare e gestire al meglio le risorse a disposizione. La sua guida è pulita e caratterizzata da traiettorie precise e da un uso intelligente dell’acceleratore. Questo approccio gli consente di preservare le gomme, un fattore determinante nella F1 moderna e di mantenere un ritmo costante per tutta la durata della gara.

In qualifica riesce a esprimere un buon livello di performance sul giro secco, ma è soprattutto in gara che emerge il suo valore. La gestione strategica, la capacità di adattarsi alle condizioni della pista e la freddezza nei momenti decisivi sono qualità che lo rendono particolarmente efficace nei long run. Un altro elemento distintivo è la sua compostezza, raramente commette errori grossolani, preferendo costruire il risultato con pazienza. Questo lo rende un pilota affidabile, qualità molto apprezzata dai team.

Numeri e statistiche

Nonostante la giovane età, Gabriel Bortoleto può già vantare numeri di grande rilievo nelle categorie propedeutiche alla F1. Il titolo in F3 al debutto rappresenta uno dei risultati più significativi della sua carriera, a testimonianza di un talento capace di emergere subito ai massimi livelli. In F2 ha dimostrato una continuità di rendimento fondamentale per competere in campionati così competitivi. La sua percentuale di arrivi a punti è elevata, segno di una grande solidità e di una capacità di evitare errori. Oltre 140 gare in carriera di cui oltre 25 in F1.

Un altro dato interessante riguarda la gestione delle gare, nelle serie minori Bortoleto è spesso protagonista di rimonte efficaci, grazie a una lettura strategica superiore alla media. Questo aspetto evidenzia non solo le sue qualità di guida, ma anche una maturità mentale fuori dal comune per un pilota della sua età. A oggi in F1 non è mai andato meglio del 19esimo posto.

Nel passaggio in F1, l’obiettivo principale resta quello di accumulare esperienza, ma anche di iniziare a costruire una base solida di risultati che possano proiettarlo verso posizioni sempre più ambiziose.

Curiosità e personalità

Oltre alle qualità in pista, Gabriel Bortoleto si distingue anche per il suo atteggiamento fuori. È un pilota riflessivo, molto concentrato sul lavoro e sulla crescita personale. Alto 184 centimetri e dal peso di 75 chilogrammi, non ama particolarmente i riflettori, preferendo lasciare che siano i risultati a parlare per lui. Il suo percorso è stato spesso descritto come silenzioso ma efficace, senza clamore mediatico, il brasiliano è riuscito a scalare le gerarchie del motorsport grazie a prestazioni solide e costanti.

Come molti giovani piloti, dedica molto tempo al simulatore, strumento fondamentale per prepararsi ai weekend di gara. Inoltre, cura con attenzione la preparazione fisica, consapevole delle esigenze sempre più elevate della F1 moderna. Non manca anche una forte connessione con le sue radici brasiliane. In un’epoca in cui il Brasile cerca un nuovo protagonista in F1, Bortoleto rappresenta una speranza concreta per riportare il Paese ai vertici del motorsport mondiale.

Il futuro

Guardando al futuro, Gabriel Bortoleto ha tutte le carte in regola per diventare uno dei protagonisti della F1 nei prossimi anni. Il suo percorso dimostra che non si tratta di un talento improvvisato, ma di un pilota costruito con metodo, sacrificio e risultati. Il 2026 rappresenta un anno chiave per la sua carriera e la gestione della pressione nell’ambizioso progetto Audi, saranno elementi determinanti per il suo sviluppo.

Se continuerà su questa traiettoria, il brasiliano potrà ambire a obiettivi sempre più importanti, fino a inserirsi stabilmente nella lotta per le posizioni di vertice. Il talento c’è, la mentalità anche, ora resta da vedere fin dove potrà arrivare. Il suo futuro potrebbe essere decisamente luminoso.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 12:00:08 +0000
News n. 25
L’esercito inglese dice addio al Defender, il mito Land Rover in pensione

Sono passati 70 anni dall’introduzione del Land Rover Defender all’interno dell’esercito di Sua Maestà. Oggi però quella storia, fatta di fango, sabbia e affidabilità senza compromessi, è arrivata al capolinea. L’esercito inglese ha deciso di dire addio a uno dei suoi compagni più fedeli, aprendo una nuova fase in cui le esigenze operative sono profondamente cambiate.

Oltre 70 anni di servizio

Nato alla fine degli anni ’40, da un’idea di Maurice Wilks che immagina un veicolo capace di sostituire la Jeep Willys, che aveva dimostrato uno strapotere logistico nella Seconda Guerra Mondiale. Prende forma così il Defender, un mezzo con una filosofia ben precisa che ha plasmato le sue scelte tecniche. Dal 1949 entra infatti in servizio nell’esercito di Sua Maestà, diventando rapidamente una presenza costante nelle operazioni militari.

Nel corso degli anni il Defender si è evoluto per assolvere alle più disparate necessità, si è dimostrato valido nel trasporto truppe, nel supporto medico e addirittura come mezzo anfibio. Tantissime evoluzioni che hanno dimostrato la versatilità e l’incredibile affidabilità di una meccanica semplice e indistruttibile.

Ma il suo impatto va oltre il contesto militare. Il Defender è diventato un simbolo britannico, tanto da essere adottato anche dalla Famiglia Reale, contribuendo a costruire un’immagine iconica che ancora oggi resiste.

Defender in pensione

La decisione è ormai presa: entro il 2030 l’esercito britannico metterà definitivamente fuori servizio circa 5.000 Defender. Una parte della flotta è già stata dismessa, segno che il processo è iniziato e non si fermerà. Le ragioni sono tutt’altro che nostalgiche. Le esigenze operative moderne richiedono fuoristrada diversi: più leggeri, più facili da trasportare e, soprattutto, più semplici da mantenere in contesti complessi.

Paradossalmente, proprio quella semplicità che aveva reso il Defender un’icona oggi non si ritrova più nei recenti modelli. I nuovi scenari richiedono piattaforme più modulari, con tecnologie aggiornate e una logistica più efficiente. Eppure, per chi ha lavorato con questi mezzi, il distacco non sarà semplice. Il Defender è stata una presenza costante, quasi un compagno di squadra.

Caccia al successore

La vera sfida ora è trovare un degno erede. Un mezzo che raccolga l’enorme eredità e riesca a scrivere il proprio pezzo di storia. L’esercito britannico è alla ricerca di un veicolo che mantenga alcune caratteristiche fondamentali del Defender:

  • semplicità meccanica;
  • facilità di riparazione anche in condizioni estreme;
  • leggerezza e versatilità operativa.

Un’identikit che, in un mercato sempre più orientato verso tecnologia e complessità, appare quasi controcorrente. Le auto moderne sono sempre più sofisticate, ma proprio per questo spesso meno adatte a contesti militari dove l’affidabilità deve venire prima di tutto. La nuova generazione di mezzi dovrà quindi trovare un equilibrio difficile tra innovazione e pragmatismo. Non è escluso che si guardi a soluzioni ibride o modulari, ma senza perdere quella filosofia “essenziale†che ha reso il Defender unico.

La fine di un’era

L’addio al Defender può essere definita come la fine di un’epoca, di un modo di intendere la mobilità militare fatto di robustezza pura e adattabilità senza compromessi. L’auto negli ultimi anni è evoluta radicalmente e anche le icone devono lasciare spazio al futuro. Ma alcune storie restano. E quella del Defender, tra piste africane, deserti mediorientali e campagne europee, continuerà a vivere come uno dei capitoli più affascinanti della storia dell’automotive.

Data articolo: Sat, 28 Mar 2026 10:51:25 +0000


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