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News passione motori

News n. 1
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

 

La situazione del traffico sulle autostrade italiane il 7 giugno 2026 presenta diversi disagi, principalmente causati da traffico intenso e incidenti. Tra gli eventi più significativi, si registrano una coda di 3 km per incidente tra Arezzo e Valdarno sulla A1 Milano-Napoli e una coda di 4 km per traffico intenso tra Confine di Stato e Brennero sulla A22 Brennero-Modena.

A1 MILANO-NAPOLI



16:49 – Traffitto A1 Milano-Napoli tra Arezzo e Valdarno
Coda di 3 km per incidente
Direzione Milano
La coda si estende dal chilometro 349 al chilometro 354 per una lunghezza di 5 km.



16:49 – A1 Milano-Napoli tra Milano sud e Bivio A1/Tangenziale Ovest MI
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata va dal chilometro 4.3 al chilometro 8.9 per una lunghezza di 4.6 km.



16:46 – A1 Milano-Napoli tra Bivio A1/Compl. FI Nord km 279.3 e Bivio A1-Variante
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta va dal chilometro 265 al chilometro 279 per una lunghezza di 14 km.



16:16 – A1 Milano-Napoli tra Parma e Fiorenzuola
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Milano
La tratta interessata si estende dal chilometro 74 al chilometro 110.4 per una lunghezza di 36.4 km.



15:40 – A1 Milano-Napoli tra Bivio A1-Variante e Sasso Marconi Nord
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Milano
La lunghezza della tratta interessata è di 10.21 km, dal chilometro 199.89 al chilometro 210.1.

A10 GENOVA-VENTIMIGLIA



16:42 – Traffico A10 Genova- Ventimiglia tra Genova Aeroporto e Genova Pegli
Coda di 2 km per veicolo fermo o avaria
Direzione Ventimiglia
La coda si estende dal chilometro 5 al chilometro 2.3 per una lunghezza di 2.7 km.

A11 FIRENZE-PISA NORD



16:23 – A11 Firenze-Pisa Nord tra Prato est e Bivio A11/Firenze Nord
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Firenze
La tratta interessata va dal chilometro 4 al chilometro 7 per una lunghezza di 3 km.

A14 BOLOGNA-TARANTO



17:01 – A14 Bologna-Taranto tra Ravenna e Bivio Diramazione Ravenna/A14 BO-TA
Coda per traffico intenso
Direzione autostrada Bologna-Taranto
La tratta interessa dal chilometro 0 al chilometro 2 per una lunghezza di 2 km.



17:00 – A14 Bologna-Taranto tra Forlì e Castel San Pietro
Code a tratti per traffico intenso
Direzione Bologna
La tratta si estende dal chilometro 38.2 al chilometro 81.6 per una lunghezza di 43.4 km.



16:59 – A14 Bologna-Taranto tra Bologna Borgo Panigale e Bivio A14/A1 Milano-Napoli
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione autostrada Milano-Napoli
La tratta interessata va dal chilometro 0 al chilometro 4.8 per una lunghezza di 4.8 km.

A22 BRENNERO-MODENA



16:53 – A22 Brennero-Modena tra Rovereto Nord e Confine di Stato
Traffico rallentato per traffico intenso
Direzione Brennero
La tratta è lunga 157.9 km, dal chilometro 0 al chilometro 157.9.



16:47 – A22 Brennero-Modena tra Confine di Stato e Brennero
Coda di 4 km per traffico intenso
Direzione Modena
La coda si estende dal chilometro 15.8 al chilometro 0 per una lunghezza di 15.8 km.

A24 ROMA-TERAMO



17:01 – A24 Roma-Teramo tra Portonaccio e Bivio A24/Tangenziale est RM
Coda per traffico intenso sulla viabilità ordinaria
Direzione Tangenziale Est
La coda interessa dal chilometro 7.3 al chilometro 6.5 per una lunghezza di 0.8 km.

A27 VENEZIA – BELLUNO



17:02 – A27 Venezia-Belluno tra Bivio A27/SS 51 Alemagna e Belluno Svincolo
Coda di 1 km per incidente
Direzione Venezia
La tratta interessa dal chilometro 78 al chilometro 80 per una lunghezza di 2 km.

A9 LAINATE-COMO CHIASSO



17:02 – A9 Lainate-Como Chiasso tra Como Monte Olimpino e Chiasso
Coda per Attraversamento Dogana Svizzera
Direzione Svizzera
La tratta copre una lunghezza di 1.63 km, dal chilometro 41.63 al chilometro 40.

TR1 TRAFORO DEL MONTE BIANCO



16:23 – Traforo del Monte Bianco Piazzale Italiano verso Chamonix
Coda con attesa prevista di 15 minuti.
Direzione Chamonix

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 15:08:00 +0000
News n. 2
Che auto guida Alexander Zverev, un’hypercar ultra-limitata dal prezzo proibitivo

Alexander Zverev non è il primo e non sarà di certo l’ultimo grande sportivo accostato a un’auto lussuosissima. Eppure, il finalista del Roland Garros 2026 ha trovato il modo di sbalordire i suoi fan, sedendo al volante di una Koenigsegg Jesko Absolut, tra le hypercar più estreme mai costruite per circolare su strada, nata al solo scopo di portare la velocità massima dove pochissimi veicoli hanno anche solo provato ad arrivare.

Un gioiello da 4 milioni di euro

In una serata come tante a Monte Carlo, il tennista tedesco è stato avvistato sul bolide svedese e immancabilmente il web è stato letteralmente travolto dai commenti: un interesse giustificato anche dall’esclusività di un esemplare che, inclusi gli optional, può superare agevolmente i 4 milioni di euro. Che sia di sua proprietà o meno, Zverev ha attirato gli occhi (e le invidie) di tutti gli appassionati di motori.

Seppur nasca dalla stessa base, la Absolut persegue un’altra missione rispetto alla Jesko Attack: se quest’ultima dà il meglio di sé in pista, con carico aerodinamico pesante e una grande ala posteriore, l’auto guidata da Zverev massimizza il passaggio dei flussi d’aria. La coda è allungata, l’ala sparisce, compaiono due pinne verticali posteriori che richiamano più l’aviazione che il mondo delle sportive tradizionali. Tutto serve a ridurre la resistenza e a mantenere stabilità quando la lancetta del tachimetro punta a cifre da primato.

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Della spinta si occupa un V8 biturbo da 5.0 litri, capace di arrivare a 1.600 CV usando carburante E85. Con benzina normale la potenza dichiarata scende a 1.280 CV: su qualunque altra auto sarebbe un dato assurdo, sulla Jesko Absolut sembra quasi una versione prudente della brutalità. La coppia massima arriva a 1.500 Nm, scaricati sulle ruote posteriori attraverso un cambio a nove rapporti sviluppato internamente da Koenigsegg, il Light Speed Transmission.

Per una hypercar larga, aggressiva, piena di prese d’aria e con pneumatici enormi, il coefficiente di resistenza aerodinamica, pari a 0,278, fa venire i brividi. Koenigsegg desiderava riscrivere ogni record sul dritto, anche se la punta massima resta un terreno delicato: nelle dichiarazioni ufficiali si parla di 500 km/h, ma non esiste un certificato ufficiale che lo comprovi.

Tra Attack e Absolut, la produzione della Jesko ammonta a 125 esemplari complessivi, ed è facile quindi intuire perché il prezzo possa salire in fretta oltre il listino iniziale. Siamo distanti dal mercato automobilistico tradizionale: qui le regole le dettano aste esclusive, liste d’attesa interminabili e investimenti destinati a rivalutarsi all’istante.

La corsa verso il Roland Garros

L’immagine somiglia a Zverev più di quanto sembri. Così la Jesko Absolut è una macchina da rettilineo infinito, così Alexander cerca, da tempo, il suo rettilineo definitivo nel tennis. E oggi quel rettilineo passa da Parigi, teatro della finale maschile del Roland Garros 2026 dove il portacolori tedesco affronta il “nostro” Flavio Cobolli sul Philippe Chatrier, in una partita che vale molto più di un trofeo. Dopo diverse occasioni sfuggite, per Zverev è il giorno in cui la potenza deve finalmente diventare compimento. La Koenigsegg può aspettare: oggi la vera macchina da controllare è il braccio.

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 13:38:46 +0000
News n. 3
Multe stradali: gli incassi 2025 delle città italiane: autovelox in calo

Il tema delle multe stradali è sempre di grande attualità, soprattutto in considerazione dell’inasprimento delle sanzioni previste dal Codice della Strada e delle questioni burocratiche legate all’introduzione di nuovi autovelox su tutto il territorio nazionale. I dati del 2025 confermano una certa stabilità degli incassi derivanti dalle multe stradali anche se si registra un sostanziale calo delle entrate legate agli autovelox. Ecco tutti i dettagli in merito.

Incassi stabili

Un’indagine di Quattroruote e del Codacons offre una fotografia aggiornata sull’andamento degli incassi derivanti dalle multe stradali in Italia. Nel corso del 2025, infatti, gli enti locali italiani hanno ricavato dalle violazioni stradali un totale di 1,98 miliardi di euro. 

Si tratta di un leggero incremento rispetto al 2024. Su base annua, infatti, le entrate dalle multe sono aumentate dello 0,2%. Da segnalare anche un altro dato che conferma una certa stabilità per il settore.

I 107 comuni capoluogo in Italia, infatti, hanno registrato un incasso complessivo di 1,04 miliardi di euro. Si tratta di un dato in linea con quello ottenuto nel corso del 2024. Per quanto riguarda le entrate, quindi, nel passaggio dal 2024 al 2025 è cambiato davvero poco.

Il Codacons, inoltre, ha sottolineato che nel 2025 c’è stato un calo delle entrate derivanti da autovelox. Nel corso del 2025, infatti, le principali 20 città italiane (con la sola eccezione di Napoli che non ha presentato la documentazione entro i termini previsti dalle norme e che, nei mesi scorsi, ha fatto parlare di sé per la questione degli autovelox spenti) hanno incassato 56,5 milioni di euro.

Questo dato è nettamente inferiore rispetto a quanto incassato nel 2024. Su base annua, infatti, lo stesso campione di città ha incassato l’8,9% in meno, con un calo di 5,5 milioni di euro. Nel corso del 2024, infatti, l’incasso complessivo è stato di 62,1 milioni di euro. A pesare sugli incassi, in questo caso, è il problema degli autovelox non omologati.

Le città che incassano di più

Tra le città che incassano di più troviamo Milano, con 178 milioni di euro ma un calo del 12,7%, e Roma, con 154 milioni e un calo dell’8,4%. Terza posizione per Firenze, che ha incassato 73 milioni di euro, con un incremento del 18,8%. Seguono Torino, con 57 milioni, Napoli, con 47 milioni, e Bologna, con 44 milioni.

Per quanto riguarda i proventi da autovelox, invece, la classifica cambia completamente e il fattore popolazione diventa molto meno rilevante. Firenze, infatti, è al primo posto con un totale di oltre 19 milioni di euro di incassi (ma con un calo del 4,2%). Da segnalare anche il caso di Bologna, seconda con oltre 9 milioni di euro e un incremento del 21,3% su base annua. Terza posizione per Milano, che ha incassato quasi 7 milioni di euro ma ha anche registrato un calo del 34,8%.

Un altro dato molto interessante è quello di Genova, con 4,88 milioni di euro incassati e, soprattutto, con una crescita del 54,6% su base annua. Il calo più marcato, invece, è di Bari, che registra una riduzione del 73%. La città pugliese è all’ultimo posto della classifica (tenendo conto i primi 10 comuni italiani, ma con Napoli che non ha comunicato i dati) per quanto riguarda gli incassi, sia dalle multe stradali (poco più di 10 milioni di euro) che dagli autovelox (circa 183 mila euro).

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 13:30:22 +0000
News n. 4
Tacchi alti al volante: quando possono diventare un problema

Il Codice della Strada non impone un modello di scarpa a chi si mette al volante e di conseguenza non c’è una norma che proibisca décolleté, sandali con tacco, zeppe o calzature eleganti. C’è però un aspetto, tutt’altro che implicito, da non sottovalutare e riguarda la capacità del conducente di mantenere il pieno controllo dell’auto, di frenare, di modulare acceleratore, freno e frizione e di reagire davanti a un ostacolo improvviso.

Il tema torna ciclicamente di attualità perché riguarda una situazione molto comune. Una cena, un matrimonio, un evento di lavoro, una cerimonia o una semplice serata elegante possono mettere chi guida davanti a una scelta pratica: tenere ai piedi le scarpe abbinate all’abito oppure cambiarle prima di partire?

Perché i tacchi possono complicare la guida

Il Codice della Strada non contiene dunque una disposizione dedicata alle calzature. Non indica un’altezza massima del tacco, non vieta la guida con scarpe aperte e non stabilisce l’obbligo di indossare scarpe chiuse. In pratica non disciplina il singolo accessorio, ma valuta il comportamento del conducente.

Il riferimento di base è l’articolo 140, che impone agli utenti della strada di comportarsi in modo da non creare pericolo o intralcio per la circolazione e da salvaguardare la sicurezza stradale. Accanto a questo principio generale, l’articolo 141 stabilisce che il conducente deve sempre conservare il controllo del veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, compreso l’arresto tempestivo davanti a un ostacolo prevedibile.

Il problema nasce quando la calzatura impedisce o riduce la capacità di guidare in modo sicuro. Ad esempio se il piede scivola dal pedale, se il tacco si incastra nel tappetino, se la suola non consente una pressione sul freno, se il movimento tra acceleratore e freno diventa lento o impreciso.

Dal punto di vista pratico, i tacchi alti possono interferire con tre aspetti della guida: sensibilità sul pedale, stabilità del piede e rapidità di movimento. Una scarpa con tacco sottile modifica l’appoggio naturale del piede, solleva il tallone e rende meno fluido il passaggio dall’acceleratore al freno. Una zeppa molto alta riduce la percezione della pressione esercitata sui pedali perché crea uno spessore rigido tra la pianta del piede e il comando dell’auto. Un sandalo elegante, aperto dietro o poco stabile, può sfilarsi e non garantire l’aderenza necessaria.

Il tallone durante la guida non è un dettaglio. Nella maggior parte delle manovre quotidiane, il piede destro lavora facendo perno sul pavimento dell’auto. Da quella posizione il conducente calibra la pressione sui pedali in base alla situazione. Se il tacco obbliga il piede a restare sollevato o in una posizione innaturale, il controllo diventa meno preciso. Nelle auto con cambio manuale il problema riguarda anche il piede sinistro perché la frizione richiede sensibilità e una corsa completa del pedale.

Il rischio aumenta in città dove frenate, ripartenze, attraversamenti pedonali, precedenze, ciclisti e scooter impongono movimenti continui e rapidi. La tecnologia aiuta, certo: ABS, assistenza alla frenata, cambio automatico e sistemi Adas riducono alcuni margini di rischio. Nessun dispositivo elimina però la necessità di un intervento corretto da parte del conducente.

Quando può scattare una contestazione

Nessun agente può multare una persona solo perché indossa tacchi alti. La contestazione può invece materializzarsi quando la calzatura viene collegata a una condotta di guida insicura come una frenata tardiva, una manovra brusca, una perdita di controllo, un tamponamento o un investimento evitabile.

In altre parole la scarpa diventa la possibile causa o concausa di una guida non sicura. Se un conducente procede regolarmente, mantiene il controllo dell’auto e non crea situazioni di pericolo, la presenza dei tacchi non basta di per sé a fondare una sanzione. Se invece dopo un sinistro emerge che il tacco si è incastrato, che il piede è scivolato o che la calzatura ha impedito una frenata corretta, cambia il discorso.

La norma da consultare è l’articolo 141 del Codice della Strada perché impone a chi guida di essere sempre in grado di compiere le manovre necessarie in sicurezza. Un tacco largo e non troppo alto può essere meno problematico di un tacco a spillo molto instabile. Una scarpa elegante con suola aderente garantisce più controllo di una ciabatta da mare. Una zeppa rigida può essere insidiosa perché riduce la sensibilità sul pedale.

Il nodo delle compagnie assicurative

La compagnia assicurativa non può rifiutarsi di risarcire il terzo danneggiato solo perché il conducente responsabile indossava scarpe con il tacco. La responsabilità civile auto serve proprio a tutelare chi subisce il danno. Altro discorso riguarda la valutazione delle responsabilità, le coperture accessorie e le condizioni contrattuali della polizza. Se l’incidente è stato causato da una manovra errata e dagli accertamenti emerge che la calzatura ha inciso sulla capacità di frenare o controllare l’auto, questo elemento può pesare nella ricostruzione del sinistro.

Lo stesso ragionamento vale per le infradito, le ciabatte, i sandali aperti, gli zoccoli, gli stivali troppo rigidi o la guida a piedi nudi. Anche in questi casi non esiste un divieto assoluto nel Codice della Strada, ma resta fermo l’obbligo di guidare in condizioni di pieno controllo. Una ciabatta può scivolare sotto il pedale, l’infradito può piegarsi o incastrarsi, uno stivale pesante può rendere difficile dosare la pressione, un piede nudo può perdere aderenza se sudato o non riuscire a imprimere la forza in una frenata d’emergenza.

La soluzione più pratica resta anche la più banale: tenere in auto un paio di scarpe comode da usare solo durante la guida. Possono essere ballerine, sneakers leggere, mocassini morbidi o calzature basse con suola aderente.

Conviene anche fare attenzione ai tappetini dell’auto. Un tappetino non fissato può muoversi, arricciarsi e interferire con i pedali e aggravare il rischio quando si indossano scarpe con tacco o suole poco adatte. La zona pedaliera deve restare libera, pulita e priva di oggetti.

Cambio automatico il rischio non sparisce

Le auto con cambio automatico riducono una parte del problema perché eliminano l’uso della frizione. Questo non significa che i tacchi diventino innocui. Il piede destro resta responsabile dell’acceleratore e del freno. Una scarpa instabile può comunque rallentare il passaggio tra i pedali generare un movimento impreciso.

Anche i sistemi di assistenza alla guida non autorizzano leggerezze. La frenata automatica d’emergenza può intervenire in determinate condizioni, ma non sostituisce il controllo umano in ogni scenario. Il cruise control adattivo aiuta nei trasferimenti autostradali, ma non libera il conducente dall’obbligo di vigilare. L’auto moderna è più sicura di quella di vent’anni fa, ma resta un mezzo che richiede piena capacità di intervento.

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 12:00:10 +0000
News n. 5
Kia Seltos, tecnologia d’avanguardia e spazio generoso per i passeggeri

Kia rimette mano a uno dei suoi modelli globali più importanti e lo fa senza limitarsi al solito aggiornamento di metà carriera. Attesa a giugno in Italia, la nuova Seltos nasce infatti su una piattaforma inedita, cresce nelle dimensioni, cambia approccio tecnologico e introduce una variante ibrida destinata ad avere un peso importante nei mercati europei. Tra i SUV compatti più strategici per il marchio coreano, con una distribuzione prevista fino a 189 Paesi, il modello si candida a un ruolo da primattore nel panorama internazionale.

Fin dal suo primo sbarco sul mercato, la Seltos ha cercato di soddisfare un pubblico trasversale, abbastanza compatta in città, abbastanza spaziosa per la famiglie, abbastanza curata da non sembrare una scelta di ripiego e abbastanza efficiente da adattarsi bene alla gestione quotidiana. È il territorio più duro, quello in cui il cliente premia la coerenza. Kia lo sa bene e con questa nuova generazione prova a spostare il modello un gradino più in alto, soprattutto in termini di percezione, abitabilità e dotazione.

Una nuova base per una sfida globale

L’evoluzione inizia dall’ossatura. Grazie alla nuova piattaforma K3, la Seltos compie un salto generazionale in termini di solidità, spinta dall’ampio ricorso ad acciai altoresistenziali, fino al 60% della struttura complessiva, una garanzia di sicurezza e di una dinamica più raffinata. La cura riservata all’assetto si sente subito: la macchina appare più piantata a terra e meno “ballerina” rispetto al passato. Ne consegue una guida sincera e composta, anche nei lunghi tragitti, indipendentemente dalle condizioni del fondo stradale.

Nuova ossatura K3: dinamica raffinata per la Kia Seltos
Ufficio Stampa Kia
Assetto rivisto e piattaforma K3: la Kia Seltos guadagna solidità

A seconda delle aree di vendita differisce la gamma motori. In Corea e Nord America il listino prevede tre propulsori – il 2.0 benzina, il 1.6 turbo T-GDi e il nuovo 1.6 GDi Hybrid – mentre in Europa l’offerta sarà più selettiva, con il 1.6 T-GDi e il 1.6 GDi HEV, e nel Regno Unito ci sarà soltanto la versione ibrida. Almeno nel breve periodo, al full electric Kia preferisce una tecnologia funzionale, rivolta agli automobilisti che vogliono limitare le spese di gestione senza stravolgere le proprie abitudini.

Probabilmente la variante HEV rappresenta il punto di svolta, dotata dello Smart Regenerative Braking System 3.0, capace di modulare in autonomia la frenata rigenerativa in relazione al contesto stradale come il traffico, le pendenze e gli ostacoli, dalle rotonde ai dossi. Il recupero dell’energia garantisce una marcia composta e un occhio costante al risparmio di carburante in città.

Il crossover si fa versatile

Sulla nuova Seltos arriva anche la funzione Vehicle-to-Load, ormai sempre più diffusa nelle vetture Kia e Hyundai, ma qui con un significato più pratico: se dovete ricaricare un PC in viaggio, o collegare un elettrodomestico da campeggio in un posto sperduto, vi salva la giornata.

Sul fronte della trazione, Kia propone configurazioni in base alle necessità. Le versioni 1.6 turbo possono essere abbinate a un sistema integrale meccanico tradizionale, con sospensione posteriore multilink, mentre sulla Seltos Hybrid debutta, per la prima volta su un modello Kia con motore termico o ibrido, la tecnologia e-AWD. Il sistema aiuta la motricità nelle condizioni di scarsa aderenza e affianca le modalità di guida pensate per neve, fango e sabbia. Sebbene non abbia il DNA di un fuoristrada “duro e puro”, la Seltos toglie l’ansia nelle situazioni quotidiane meno gradevoli: una strada bagnata, una salita innevata, uno sterrato leggero, un parcheggio maledetto dopo un temporale.

Le sospensioni vengono a loro volta distinte nei vari mercati: in Europa l’assetto favorisce la stabilità alle alte velocità, in Corea il baricentro si sposta sul comfort urbano: dopotutto, avrebbe avuto poco senso imporre lo stesso assetto in posti dove le strade e il modo di guidare sono agli antipodi.

Rispetto alla generazione precedente anche l’aerodinamica ha ricevuto maggiori attenzioni. Spoiler posteriore, finiture laterali, cerchi studiati per ridurre la resistenza e fondo ottimizzato permettono alla nuova Seltos di scendere a un coefficiente aerodinamico di 0,31, contro lo 0,33 del modello uscente, il che vuol dire consumi migliori sulla carta, meno rumore e maggiore efficienza generale.

Fuori, la nuova Seltos appare più matura e muscolare. Il linguaggio stilistico segue la filosofia Opposites United di Kia, ormai riconoscibile su diversi modelli del marchio. Davanti una griglia importante e lo sguardo verticale della firma luminosa Star Map regalano alla Seltos un piglio decisamente cattivo, l’effetto scenico è garantito dalla sequenza Dynamic Welcome Light all’avvicinarsi del guidatore, mentre lungo la fiancata, le maniglie a scomparsa fanno sparire le linee superflue, conferendo al profilo un aspetto molto attuale e filante.

Dietro, i gruppi ottici verticali corrono lungo il portellone per dare una sensazione di maggiore larghezza, in contrasto con l’aspetto slanciato ma precario tipico di alcuni SUV, in favore di un’impronta solida a terra. Giocando con finiture satinate e contrasti, il design riesce a unire l’anima pratica da crossover con un tocco ricercato, da vettura curata fin nei dettagli.

Interni smart

All’interno, il passo allungato porta 25 mm extra per le gambe e fino a 14 mm in più per la testa, oltre a far lievitare di 38 litri il bagagliaio, ora portato a 536 litri secondo il metodo VDA, in una categoria dove lo spazio reale conta più delle parole. Il vano di carico può contare anche su un piano ripiegabile a doppio livello e sul sistema modulare Kia AddGear, pronto a ospitare oggetti, borse, attrezzature o il tipico caos che nella vita normale finisce inevitabilmente nel bagagliaio.

Kia Seltos: tre schermi da 12,3 pollici.
Ufficio Stampa Kia
Kia Seltos, l’abitacolo si digitalizza: due schermi da 12,3 pollici

A bordo, la plancia integra due schermi da 12,3 pollici affiancati, completati da un terzo pannello per il clima e da un Head-Up Display da 12 pollici. Debutta, inoltre, un assistente vocale evoluto che sfrutta l’intelligenza generativa affinché le conversazioni siano più fluide. Con la Digital Key 2 e il Kia Connect Store, l’utente può personalizzare l’esperienza a bordo arricchendola di contenuti esclusivi, come i temi dedicati alla prossima Coppa del Mondo FIFA 2026.

Sul piano della sicurezza, il salto di qualità è affidato alle nuove generazioni di Forward Collision-Avoidance e Highway Driving Assist, una sorta di “angeli custodi”, pronti a intervenire in ogni condizione. La nuova Seltos vuole diventare una compagna più facile da vivere.

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 11:00:37 +0000
News n. 6
Rolls-Royce Spectre Series II, la regina elettrica ha più potenza e autonomia

Dal debutto nel 2022 la capostipite ha dimostrato quanto la batteria potesse adattarsi al marchio. Ora Rolls-Royce lancia sul mercato la Spectre Series II nel modo più coerente con la propria identità: senza stravolgere la linea, ma intervenendo su autonomia, potenza, ricarica e possibilità di personalizzazione. La prima elettrica del marchio di Goodwood consolida il suo ruolo di massima espressione del lusso sostenibile su quattro ruote.

L’evoluzione elettrica

Su una Rolls a batteria il silenzio diventa quasi una conseguenza naturale. Coppia immediata, assenza di vibrazioni, marcia fluida e sensazione di potenza sono elementi già molto vicini alla tradizione della Casa britannica. Con la Series II, Rolls-Royce affina una formula già accolta bene dai clienti e aggiunge anche una versione Black Badge ancora più estrema, destinata a diventare la sua vettura più potente mai realizzata.

All’esterno, ritroviamo l’impostazione della versione originale. Ancora una volta la lunga coupé appare imponente davanti e la firma luminosa sdoppiata le permette di farsi riconoscere al primo sguardo, come un’opera d’arte in costante movimento. Rispetto al disegno iniziale non si può parlare di rivoluzione, quanto piuttosto di un affinamento generale, volto a valorizzare quello che già c’era di buono.

Entra a far parte della tavolozza cromatica la tinta esterna Ethereal Blue e cambiano anche i cerchi, con un nuovo disegno forgiato da 23 pollici a razze sfaccettate, lavorato per riflettere la luce da diverse angolazioni. Ogni ruota può richiedere fino a sei ore di finitura manuale, dettaglio esplicativo sul livello di attenzione quasi maniacale riservato a ciascun componente.

Nella Black Badge Spectre Series II, la versione più scura e teatrale della gamma, debutta il pacchetto Iced Black Exterior Detailing, che applica una finitura satinata a gran parte degli elementi normalmente lucidi: cornice della griglia, maniglie, inserti dei paraurti, profili laterali, badge e Spirit of Ecstasy. A loro volta, i cerchi Black Badge ricevono un nuovo disegno e possono essere ordinati per la prima volta in finitura Iced Matte Black.

A bordo Rolls-Royce allarga il campo delle personalizzazioni Bespoke e lascia più spazio ai dettagli artigianali, quelli che su una Spectre contano quasi quanto autonomia e potenza. Tra le novità spicca il Duality Twill, un tessuto in rayon ricavato dal bambù e disponibile in varie tonalità, compreso l’inedito Sage, ispirato ai giardini della Costa Azzurra vicini a Villa Mimosa, storica residenza invernale di Sir Henry Royce.

La plancia introduce una fascia illuminata composta da 8.108 elementi luminosi, con un motivo a onda che attraversa l’abitacolo in senso orizzontale. Il nuovo orologio richiama gli strumenti aeronautici, mentre una piccola teca ospita uno Spirit of Ecstasy in acciaio inox illuminato dal basso.

Prestazioni e autonomia

La parte tecnica completa il quadro. Grazie a un’architettura delle celle riprogettata, la Spectre Series II compie un balzo in avanti del 18% in termini di autonomia, arrivando a toccare i 628 km nel ciclo WLTP, e i tempi di ricarica scendono fino al 14%.

Per quanto riguarda potenza e coppia, la Spectre Series II arriva a 442 kW e 1.015 Nm, mentre la Black Badge Spectre Series II si spinge oltre, a 500 kW in modalità Infinity Mode e fino a 1.100 Nm nella Spirited Mode. L’ammiraglia a zero emissioni non si limita a guardare al futuro, ma lo interpreta con la solita, imperturbabile eleganza di Goodwood.

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 10:00:10 +0000
News n. 7
Antonelli davanti a tutti, a Monaco fondamentali le gomme: griglia di partenza e possibili strategie

Andrea Kimi Antonelli scatterà dalla pole position nel Gran Premio di Monaco. Sul tracciato cittadino di Monte Carlo il pilota Mercedes ha conquistato la prima posizione della griglia al termine di una qualifica combattutissima, precedendo per appena 43 millesimi Max Verstappen e per 228 millesimi Lewis Hamilton. Alle loro spalle scatterà Charles Leclerc (300 millesimi esatti di distacco da Antonelli), che non è riuscito a trasformare l’ottimo passo mostrato nelle prove libere in una pole position davanti al pubblico di casa.

Come sono andate le qualifiche del GP di Monaco

Le qualifiche del GP di Monaco hanno regalato una delle sessioni più intense della stagione. Dopo un venerdì dominato dalla Ferrari, favorita per la pole grazie alle prestazioni di Hamilton e Leclerc, è stata invece la Mercedes a trovare il guizzo decisivo in Q3. Antonelli ha fermato il cronometro sull’1:12.051, riuscendo a mettersi davanti a Verstappen nell’ultimo tentativo disponibile. Hamilton ha chiuso terzo, mentre Leclerc si è dovuto accontentare della seconda fila dopo essere stato tra i più veloci per tutto il weekend. Ottima anche la prestazione di Isack Hadjar, quinto con la Red Bull.

La griglia di partenza

1 Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)
2 Max Verstappen (Red Bull)
3 Lewis Hamilton (Ferrari)
4 Charles Leclerc (Ferrari)
5 Isack Hadjar (Red Bull)
6 George Russell (Mercedes)
7 Lando Norris (McLaren)
8 Oscar Piastri (McLaren)
9 Alexander Albon (Williams)
10 Carlos Sainz (Williams)
11 Pierre Gasly (Alpine)
12 Esteban Ocon (Haas)
13 Nico Hülkenberg (Audi)
14 Gabriel Bortoleto (Audi)
15 Yuki Tsunoda (Aston Martin)
16 Fernando Alonso (Aston Martin)
17 Oliver Bearman (Haas)
18 Liam Lawson (Racing Bulls)
19 Jack Doohan (Alpine)
20 Lance Stroll (Racing Bulls)

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Strategia gomme e la scelta alla partenza

La gestione degli pneumatici potrebbe avere un ruolo decisivo nel Gran Premio di Monaco, anche se sul tracciato del Principato il degrado resta tradizionalmente molto contenuto. Per il weekend Pirelli ha portato le tre mescole più morbide della gamma 2026: C3 Hard, C4 Medium e C5 Soft.

Secondo le indicazioni fornite da Dario Marrafuschi, Head of Track Engineering di Pirelli, la strategia più veloce sulla carta è quella a una sola sosta. Lo scenario ideale prevede una partenza con gomma Medium e un passaggio alle Hard tra il giro 28 e il giro 34, sfruttando la bassa usura tipica del circuito monegasco. Un’alternativa equivalente è rappresentata dalla strategia inversa, con partenza su Hard e seconda parte di gara su Medium.

La mescola soft potrebbe invece entrare in gioco soltanto in situazioni particolari, come una Safety Car o una Virtual Safety Car nelle fasi finali della corsa. Proprio la probabilità elevata di neutralizzazioni e incidenti sulle strette strade di Monte Carlo potrebbe influenzare in modo significativo le decisioni dei team durante la gara.

Per i piloti che scatteranno nelle prime posizioni, tra cui Antonelli, Verstappen e Hamilton, la priorità sarà soprattutto mantenere la posizione in pista. A Monaco, infatti, sorpassare resta estremamente difficile e la strategia viene spesso costruita attorno al controllo del ritmo piuttosto che alla ricerca della massima prestazione assoluta.

 

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 09:22:12 +0000
News n. 8
Monopattino truccato, 20 multe e mezzo sequestrato dai Carabinieri

Venti multe in nove mesi e ora arriva la sanzione più dura: il sequestro. A Saluzzo (Cuneo), lunedì 1° giugno, un giovane si è visto portare via il monopattino elettrico dai Carabinieri dopo una lunga serie di contestazioni legate al suo utilizzo, tra cui guida contromano, spericolati slalom sui marciapiedi, passeggeri trasportati a bordo e un ostinato disprezzo per le divise, manifestato ignorando i ripetuti alt e circolando regolarmente senza casco. La proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la modifica del mezzo, portato a una potenza di oltre 1 kW, un’infrazione dinanzi alla quale è scattato il sequestro.

Venti multe non bastano: scatta il sequestro

A pesare non sono state soltanto le infrazioni al Codice della Strada, ma le caratteristiche tecniche del veicolo. La potenza superiore a 1 kW supera infatti in modo netto i limiti consentiti dal legislatore per un monopattino elettrico destinato alla circolazione ordinaria, proprio mentre il tema della sicurezza stradale legata alla micromobilità è diventato una priorità assoluta per le autorità, impegnate a contenere l’anarchia di mezzi che si comportano più vicini ai ciclomotori che ai semplici strumenti per gli spostamenti brevi.

Il problema non riguarda soltanto il singolo monopattino sequestrato. A Saluzzo, l’attenzione delle Forze dell’Ordine verso il mondo delle due ruote – elettriche o a pedali – si è fatta serrata, complice una circolazione cittadina sempre più caotica. L’escalation dei controlli impone di agire in una giungla urbana sempre più affollata: se nell’intero 2025 i Carabinieri sono dovuti intervenire 131 volte – sanzionando in gran parte monopattini (93) e, in minor misura, biciclette (38) – il trend non sembra rallentare, con altri 31 verbali staccati solo nei primi mesi di quest’anno.

Il totale restituisce una fotografia abbastanza netta: 115 sanzioni hanno riguardato i monopattini, 47 le biciclette. Dai verbali emerge una micromobilità ancora troppo disordinata, utile sulla carta ma spesso ingestibile nella pratica. Nati per alleggerire il traffico, certi veicoli rischiano di creare seri problemi a pedoni e automobilisti, a conferma di quanto l’educazione stradale resti il vero buco nero della partita.

Dalla circolazione sui marciapiedi al mancato uso dei dispositivi di protezione, le pattuglie si trovano alle prese con violazioni ricorrenti, tuttavia un intervento sul motore aumenta la spinta e la reattività ben oltre i limiti di sicurezza. Una maggiore capacità di accelerazione su un telaio non adeguato può essere il preludio di un incidente, perché basta poco per perdere il controllo del mezzo e rendere inutili le reazioni dell’ultimo secondo.

Come cambia la micromobilità

Il tema arriva in un momento in cui il quadro normativo sulla micromobilità sta diventando più stringente. Con l’obbligo della targa, operativo dal 16 maggio, e quello dell’assicurazione civile, in arrivo il 16 luglio, il legislatore ha risposto alla richiesta di ordine in città. È finita l’ora dei conducenti anonimi che spariscono nel traffico dopo una manovra azzardata.

Con l’introduzione delle nuove regole gli utenti vengono messi davanti alle loro responsabilità: il rispetto delle norme smette di essere considerato un optional. La micromobilità potrà tornare a essere una risorsa, purché il rispetto delle regole diventi finalmente una pratica quotidiana invece che un’eccezione.

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 08:41:20 +0000
News n. 9
Maserati celebra 100 anni di storia in pista: al via la stagione GT2 2026 a Monza

Maserati non dimentica la pista, che continua a rappresentare un elemento centrale per il brand del Tridente, focalizzato sullo sviluppo di una nuova gamma di modelli fortemente orientati alla guida sportiva e alle prestazioni, senza trascurare eleganza e lusso.

La scorsa settimana, la Casa del Tridente ha celebrato i suoi primi 100 anni di storia in pista, dando il via alla stagione GT2 2026 con un appuntamento all’Autodromo Nazionale di Monza. Andiamo a riepilogare tutti i dettagli in merito e a illustrare quali sono i piani dell’azienda per il settore delle corse.

Un grande ritorno

Come sottolineato in apertura, la pista e la guida sportiva rappresentano elementi centrali nella storia di MaseratI, con la divisione Maserati Corse che continua a incarnare una delle anime del marchio del Tridente. Una conferma è arrivata la scorsa settimana, con il ritorno in pista nel GT2 European Series powered by Pirelli 2026 presso l’Autodromo di Monza.

La Casa del Tridente ha inaugurato la stagione con cinque vetture Maserati GT2 schierate in griglia e con anche il debutto di livree celebrative, riservate alle vetture da competizione GT2 e anche alla super sportiva GT2 Stradale.

Le livree speciali sono state sviluppate in collaborazione con il programma di personalizzazione Maserati Fuoriserie e sono ispirate alla leggendaria Maserati 250F che conquistò, con Juan Manuel Fangio, due titoli mondiali in Formula 1.

Per quanto riguarda il GT2 European Series 2026, dopo il primo weekend di Monza, è già tempo di guardare avanti. I prossimi appuntamenti in calendario sono già tutti definiti. La competizione, infatti, tornerà in pista sui circuiti di Spa-Francorchamps (20-21 giugno), Misano (18-19 luglio), Zandvoort (19-20 settembre) e Portimão (17-18 ottobre).

Da segnalare che, per il secondo anno consecutivo, Maserati è official car supplier del GT World Challenge Europe powered by AWS. Nella competizione, GT2 Stradale e MCPURA, considerata l’auto da sogno preferita dagli italiani, saranno, rispettivamente, Safety Car e Leading Car.

In aggiunta, la Casa è coinvolta in SRO GT Academy, progetto che mira allo sviluppo di nuovi talenti, andando a offrire una serie di opportunità di grande rilevanza per i piloti emergenti. Il vincitore potrà correre, interamente finanziato, nella GT World Challenge Europe – Endurance Cup 2027.

Ricordiamo che il centenario sportivo del Tridente è stato celebrato con varie iniziative, tra cui anche il lancio di un francobollo dedicato che omaggia la storia del marchio, sempre punto di riferimento per il settore delle quattro ruote.

Il commento

Vincent Biard, Head of Maserati Corse, ha commentato:

“L’inizio della stagione 2026 delle GT2 European Series rappresenta un momento particolarmente significativo per Maserati. Arriviamo a Monza con una presenza importante di ben cinque Maserati GT2 in griglia, a testimonianza della fiducia di team e piloti nel nostro progetto. Inoltre, celebriamo insieme lo spirito ‘from track to road’ del nostro Marchio: da 100 anni la pista è il laboratorio in cui nasce l’innovazione che portiamo sulle nostre auto stradali. Iniziare questo campionato proprio nell’anno in cui celebriamo un doppio anniversario – un secolo di attività in pista e un secolo del nostro iconico logo Tridente- rende questa stagione ancora più speciale e significativa.â€

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 05:30:46 +0000
News n. 10
24 ore Le Mans, Toyota in pista con una hypercar da idrogeno

Il settore delle auto a idrogeno, anche se non ha ancora trovato la sua dimensione sul mercato delle quattro ruote, continua ad attirare molto interesse, anche per via delle sue potenzialità in ambito sportivo. Un esempio in tal senso arriva da quanto annunciato da Toyota Racing.

La divisione sportiva della Casa nipponica, da tempo punto di riferimento assoluto del mercato, ha annunciato la prima dimostrazione pubblica della TR LH2, un prototipo da corsa alimentato da idrogeno liquido.

Tale dimostrazione, che punta a promuovere lo sviluppo di tecnologie a idrogeno nel settore del motorsport, avrà luogo al Circuit de la Sarthe, sede della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans. Ecco tutti i dettagli in merito al progetto che si basa sullo stesso telaio dell’hypercar TR010 HYBRID che gareggerà alla 24 Ore di Le Mans il 13 e 14 giugno.

La dimostrazione

Il prototipo da corsa TR LH2 effettuerà delle dimostrazioni nelle giornate di giovedì 11 giugno e sabato 13 giugno. Per gli appassionati ci sarà la possibilità di ammirare le potenzialità di un progetto davvero interessante.

Si tratta di un’iniziativa che rientra nel programma di Toyota che punta a sostenere lo sviluppo di tecnologie e infrastrutture legate all’idrogeno, andando anche a ampliare le possibilità di realizzare soluzioni legate al mondo del motorsport.

Nel carosello riportato qui di sotto potete ammirare, da tutte le angolazioni, il nuovo progetto di Toyota che rappresenta l’ultima evoluzione di un lungo lavoro di sviluppo, mirato a evidenziare le potenzialità dell’idrogeno, anche nel settore del motorsport.

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Un impegno costante

La Casa nipponica ha già sperimentato le potenzialità dell’idrogeno, con la ORC ROOKIE GR Corolla H2 Concept, veicolo che ha utilizzato idrogeno gassoso nella sua partecipazione alla serie giapponese Super Taikyu.

Ricordiamo anche le prove dimostrative della GR Yaris H2 al Rally di Ypres, una tappa del Campionato del Mondo Rally FIA, avvenute nel 2022. Da segnalare anche che la GR Yaris Rally2 H2 Concept ha effettuato delle dimostrazioni al Rally di Finlandia del 2025 e al Rally di Monte-Carlo di quest’anno.

Ad arricchire l’esperienza dell’azienda c’è la ORC ROOKIE GR Corolla H2 Concept che ha completato un giro dimostrativo sul Circuit de la Sarth. Nello stesso anno è stata presentata la GR H2 Racing Concept a LeMans.

Dall’esperienza maturata è nato il progetto GR LH2 Racing Concept, presentato lo scorso anno, sempre a LeMans. Il prototipo era alimentato a idrogeno liquido ed è stato la base di partenza per il nuovo progetto TR LH2 Racing.

Da segnalare, inoltre, che, prima della dimostrazione in pista, il prototipo da corsa TR LH2 sarà mostrato al pubblico nell’Hydrogen Village e sarà il fulcro di un’area espositiva dedicata alla tecnologia dell’idrogeno.

In quest’area sarà possibile ottenere varie informazioni e scoprire diverse testimonianze legate all’impegno di Toyota nello sviluppo di tecnologie a idrogeno, per una società a impatto zero. L’area espositiva sarà inaugurata mercoledì 10 giugno.

Data articolo: Sun, 07 Jun 2026 05:30:37 +0000
News n. 11
F1, GP Monaco: Ferrari perde ancora prestazione in qualifica

L’illusione delle prove libere lascia spazio all’amarezza delle qualifiche monegasche, con la Ferrari bloccata in seconda fila dopo non aver ottimizzato il potenziale della SF-26. Mentre Kimi Antonelli beffa Verstappen strappando la pole per Mercedes, Maranello si ferma alla terza e quarta piazza. Lewis Hamilton massimizza il pacchetto, mentre Charles Leclerc finisce a muro nel disperato tentativo finale.

Sintesi FP3 Monaco: SF-26 bilanciata, ma la Mercedes lancia la sfida

La terza sessione di prove libere a Monaco conferma l’ottimo potenziale della SF-26, ma preannuncia una qualifica serratissima. Entrambe le Ferrari sono scese immediatamente in pista su gomma Soft, ribadendo l’equilibrio di base e la solidità all’avantreno già emersi al venerdì. A livello di handling, la Rossa è un’auto solida e reattiva, con una rotazione eccellente in punti cruciali come la Santa Devota.

Il lavoro di micro-affinamento al muretto è stato incessante. Sulla monoposto di Hamilton, Carlo Santi si è concentrato sull’ottimizzazione del brake balance e sull’utilizzo delle impostazioni pre-mappate a volante per migliorare l’inserimento alla curva 7. Leclerc, dal canto suo, ha patito qualche difficoltà iniziale in frenata arrivando lungo al tunnel, per poi concentrarsi sulla raccolta dati termica.

A metà sessione, i tecnici sono intervenuti per incrementare il carico all’avantreno: +4 punti sulla vettura del monegasco e +2 su quella dell’inglese. Nonostante l’ottimo passo gara simulato, la SF-26 non ha potuto mostrare il suo reale potenziale nel giro secco decisivo. Con il secondo set di Soft nuove, Leclerc ha trovato traffico pesante lungo tutto il tracciato, dovendo letteralmente inchiodare alla Rascasse per evitare collisioni.

La sessione, interrotta nel finale da una bandiera rossa per l’incidente di Bearman alla curva 3, lascia un quadro chiaro: la Ferrari ha un telaio preparato e incisivo tra le stradine del Principato, ma la conquista della prima fila sarà un’impresa complessa. Oltre alla W17 di Antonelli, resteranno da arginare le inevitabili offensive di Max Verstappen e di una McLaren finora rimasta strategicamente nascosta.

Ferrari ci prova, ma il talento di Kimi e Max è troppo grande

Le qualifiche del Gran Premio di Monaco si chiudono con l’amaro in bocca per la Ferrari, bloccata in seconda fila al termine di una sessione in cui la Scuderia non è riuscita a ottimizzare il potenziale. In Q1, le due SF-26 scendono in pista con gomme Soft nuove, optando per un approccio aggressivo con due tornate push consecutive senza giri di preparazione.

La vettura risponde bene e, supportati da continue indicazioni radio su handling e mappature, Hamilton e Leclerc superano agevolmente il taglio, sebbene si faccia notare l’inserimento di una McLaren improvvisamente molto competitiva. Le prime vere criticità emergono in Q2. Dopo una lunga bandiera rossa causata a un dritto dell’Audi di Bortoleto alla chicane del porto, le Rosse faticano a estrarre il massimo grip dalle mescole.

Nonostante l’introduzione del giro di preparazione, ottimizzare l’auto non è semplice: Charles denuncia un eccesso di rotazione e lamenta una cattiva gestione del traffico da parte del muretto, mentre Lewis abortisce un giro per ritoccare l’incidenza dell’ala anteriore, accusando un feeling imperfetto con il mezzo che spiega nei dettagli.

Il Q3 amplifica le difficoltà. Nel primo assalto cronometrato, il monegasco scoda alla 3 e sfiora le barriere, ritrovandosi costretto a rincorrere dalla settima piazza. L’inglese, invece, si assicura provvisoriamente il terzo tempo. I minuti finali sono al cardiopalma: il monegasco tira fuori il talento e sigla la pole provvisoria, ma viene beffato in rapida successione dal compagno di squadra, da Verstappen e da Kimi Antonelli.

In un ultimo, disperato tentativo con coperture usate, Leclerc finisce a muro. Probabilmente era inutile realizzare questo giro, ma l’orgoglio di provarci sino all’ultimo difficilmente poteva essere placcato. Hamilton riesce a fare meglio e blindando il terzo posto. Una seconda file per la Rossa che comunque lascia a Maranello parecchio rammarico in vista della gara.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 16:48:25 +0000
News n. 12
Fiat, incentivi sino a 6.000 euro per le auto nuove

Il marchio Fiat sta vivendo un periodo molto positivo, con immatricolazioni in crescita e un ruolo sempre più da protagonista sul mercato, in Italia e in Europa, grazie anche agli ultimi modelli lanciati.

Per sostenere la crescita, la Casa italiana ha annunciato la nuova campagna promozionale Estate italiana FIAT, con l’obiettivo di offrire ai suoi clienti italiani una serie di promozioni molto vantaggiose.

Si tratta di un’iniziativa che durerà per tutto il mese di giugno (con possibili proroghe successive) e che sarà estesa anche ad altri Paesi, come confermato dal marchio nel suo comunicato ufficiale.

Andiamo ad analizzare tutti i dettagli relativi alla nuova campagna del marchio italiano che punta ad affermarsi, ancora una volta, come un vero e proprio riferimento per la clientela, sfruttando appieno la sua gamma.

Una nuova campagna

In questa fase di crescita e con tante novità da poco disponibili sul mercato, come la Grande Panda, che punta a diventare la nuova best seller del suo segmento, Fiat ha bisogno di sostenere la sua attività con una campagna di marketing studiata nei minimi dettagli.

Da questa esigenza nasce Estate italiana FIAT, chiaramente ispirata alla bella stagione italiana. L’azienda ha sottolineato di aver realizzato una campagna strutturata come un’ampia piattaforma di comunicazione per i mercati europei.

L’obiettivo è chiaro: il brand punta a sostenere la sua presenza in tutta Europa, portando avanti il programma di crescita, ampiamente confermato dai recenti dati di vendita sul mercato europeo. Per farlo, il marketing e la comunicazione sono fondamentali.

La campagna prende vita anche grazie al nuovo brano “Al Mio Paese”, una canzone particolarmente coinvolgente che punta a diventare il tormentone dell’estate, con le performance di Serena Brancale, Levante e Delia.

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Promozioni da cogliere al volo

Per quanto riguarda il mercato italiano, la nuova promo Estate italiana FIAT porta una serie di vantaggi molto interessanti, con offerte dedicate a tutta la gamma del brand italiano per soddisfare appieno tutti i clienti.

Per le vetture in pronta consegna è possibile ottenere fino a 6.000 euro di vantaggi. In particolare, è possibile ottenere 4.500 euro di sconto in caso di rottamazione e 1.500 euro in caso di finanziamento.

Ad esempio, una Pandina Hybrid in pronta consegna è disponibile con prezzi da 9.950 euro, in caso di rottamazione di una vettura da Euro 0 a Euro 5 e finanziamento Stellantis Financial Services Italia. In questo modo è possibile acquistare la vettura con 33 rate da 99 euro e Rata Finale Residua di 8.431,50 euro.

Da segnalare che la promozione prevede il meccanismo “parti adesso e paghi dopo l’estate“. In sostanza, il primo addebito del finanziamento è fissato dopo la fine del periodo estivo, rimandando all’autunno tutte le spese.

Per tutti i dettagli legati alle promozioni in corso e agli sconti a cui è possibile accedere vi rimandiamo al sito ufficiale di Fiat oppure vi consigliamo di recarvi direttamente nelle concessionarie del brand.

Per chi è interessato a una nuova Fiat vi rimandiamo all’articolo sul perché scegliere la Grande Panda, che analizza nei dettagli caratteristiche e punti di forza di una delle ultime novità della gamma del marchio italiano.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 14:15:02 +0000
News n. 13
Toyota RAV4, i consumi della versione Full Hybrid: è un SUV che punta sull’efficienza

Toyota RAV4 è uno dei modelli di riferimento della gamma del costruttore nipponico. Il SUV, giunto alla sesta generazione, si sta ritagliando uno spazio da protagonista sul mercato anche grazie a un’efficienza superiore alla media, che consente di sfruttare al meglio tutti i vantaggi legati alla motorizzazione ibrida.

La versione Full Hybrid, in particolare, si distingue per consumi contenuti e per un prezzo più accessibile rispetto alla variante Plug-in Hybrid, in grado di offrire tanti chilometri in modalità a zero emissioni.

Per gli automobilisti alla ricerca di un nuovo SUV ibrido, quindi, la Toyota RAV4 di nuova generazione può rappresentare l’opzione giusta. Andiamo a scoprire tutte le caratteristiche del modello.

Un ibrido che stupisce

Il listino della Toyota RAV4 offre diverse varianti tra cui scegliere, permettendo alla clientela di sfruttare le potenzialità dell’ibrido di Toyota per prestazioni ottimali e consumi contenuti.

La versione Full Hybrid del SUV è disponibile sia con trazione FWD che con trazione AWD-i. Il sistema utilizza un motore ibrido da 2.5 litri, caratterizzato da un avviamento reattivo e un’accelerazione fluida, come avviene con le auto elettriche.

Il modello ha una potenza di 185 CV, scegliendo la versione a trazione anteriore, mentre la variante con trazione integrale arriva fino a 194 CV. La coppia è di 221 Nm. Questa doppia scelta offre ai clienti la possibilità di individuare il modello giusto.

La nuova generazione ha introdotto aggiornamenti al cambio e all’unità di controllo di potenza oltre a un nuovo pacchetto batterie agli ioni di litio ad alta potenza, più compatto e leggero della versione precedente, in modo da poter migliorare efficienza e guidabilità.

RAV4, insieme ad altri modelli della gamma del brand, ha dato un contributo importante a rendere Toyota un’azienda di riferimento del settore con la Casa nipponica che oggi ricopre un ruolo da leader del mercato delle quattro ruote.

Consumi ed emissioni

La Toyota RAV4 è un modello di medie dimensioni, con una lunghezza di 4,6 metri, che può adattarsi al meglio alle esigenze delle famiglie, anche grazie a una gamma particolarmente ricca di varianti, con le versioni Icon, Premium, RAV4 e GR Sport (quest’ultima disponibile solo con trazione integrale).

In base all’allestimento e alla motorizzazione, la versione Full Hybrid del SUV della Casa nipponica può ridurre consumi ed emissioni. I dati di omologazione, relativi al ciclo combinato WLTP, confermano che il consumo è compreso tra 4,9 e 5,7 litri per ogni 100 chilometri percorsi, con emissioni di CO2 in atmosfera comprese tra 112 e 129 grammi al chilometro.

Si tratta di un’ottima soluzione per la categoria con Toyota che ha lavorato per rendere il suo SUV Full Hybrid un modello in grado di abbinare accessibilità, prestazioni ed efficienza. La clientela può sempre puntare sulla versione Plug-in Hybrid che, nel ciclo combinato WLTP, può garantire un’autonomia elettrica fino a 137 chilometri.

Per saperne di più sul modello vi rimandiamo al nostro approfondimento dedicato ai prezzi e agli allestimenti della Nuova Toyota RAV4.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 13:45:38 +0000
News n. 14
Accise carburanti, arriva la proroga ma lo sconto si riduce: quanto costerà il pieno

Il taglio delle accise carburanti andrà avanti fino al 3 luglio. Con decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Governo ha deciso di non staccare la spina alla riduzione fiscale, ma lo fa con una novità che sta già facendo discutere.

Come cambia lo sconto

Senza l’intervento normativo, dal 7 giugno le aliquote sarebbero schizzate alle stelle, ma l’esecutivo ha voluto scongiurare lo shock, cristallizzando la situazione attuale ancora per qualche settimana, tuttavia, la strategia cambia: se la benzina vede confermato lo sconto di 5 centesimi al litro, il gasolio subisce un taglio del beneficio, dimezzato da 10 a 5 centesimi. Calcolatrice alla mano, tenuto conto dell’effetto Iva, il risparmio reale sui rifornimenti di gasolio passa da circa 12 centesimi a poco più di 6.

Il decreto svela subito dove il Governo ha trovato i fondi: la manovra attinge direttamente dall’extragettito Iva di maggio, pari a 149,4 milioni di euro, incassati dallo Stato grazie ai listini ancora gonfiati. Un meccanismo ad “accisa mobile” che, di fatto, ricicla le maggiori entrate fiscali per calmierare, almeno in parte, il peso dei carburanti, entro i margini di bilancio già acquisiti.

Ma se il Governo la considera una mossa equilibrata, i consumatori la giudicano un compromesso al ribasso. A nome delle associazioni di categoria, Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, definisce la riduzione dello sconto sul diesel un vero e proprio “autogol” e manifesta un timore: che in autostrada il costo del gasolio possa tornare a sfondare rapidamente la soglia psicologica dei 2,1 euro al litro.

“Una decisione assurda considerato che oggi il gasolio si paga ancora 2,072 euro in autostrada. Non va molto meglio nelle strade normali dove salirà oltre i 2 euro, da 1,980 di oggi a 2,041. Evidentemente non si rendono conto di quello che ha detto ieri l’Istat, ossia che “il forte aumento delle quotazioni delle materie prime energetiche ha già cominciato a traslarsi sui prezzi al consumo con possibili conseguenze sull’andamento dei consumi. Insomma, è stato un autogolâ€

Secondo gli enti di categoria, la proroga agisce come un palliativo anziché come una cura strutturale. Il provvedimento previene un contraccolpo immediato sui listini, altrimenti destinato a gravare ulteriormente su famiglie e imprese già messe a dura prova dall’inflazione, ma non riporta i prezzi a livelli ritenuti sostenibili dal mercato.

Il divario

Sui 50 litri di pieno, il divario tra il vecchio e il nuovo sconto sul gasolio si traduce in circa 3 euro di risparmio in meno. Non cambierà la vita, ma è un segnale che fa storcere il naso, specialmente perché il comparto dei trasporti e dell’autotrasporto continua a soffrire in silenzio, scaricando parte dei costi di logistica sul prezzo finale dei prodotti esposti sugli scaffali del supermercato.

Insomma, ci trasciniamo verso l’estate con una misura in scadenza tra meno di un mese e sorgono i soliti dubbi su cosa succederà dopo il 3 luglio. L’alternativa tra un nuovo intervento tampone e un piano di lungo periodo resta al centro del dibattito, mentre i conducenti osservano i listini con crescente apprensione, nel timore di un passo indietro del Governo proprio alla vigilia delle partenze per le vacanze.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 13:28:51 +0000
News n. 15
George Russell in panne a Monaco, spinge la sua Fiat 500 Jolly nel traffico

A Monte Carlo si è vista una scena che, a modo suo, sembrava uscita da una commedia italiana girata nel posto sbagliato. George Russell, pilota Mercedes in Formula 1, non era al volante di una monoposto né di una supercar appena uscita da qualche garage blindato del Principato, piuttosto affrontava le vie strette di Monaco su una Fiat 500 Jolly, finché la piccola spiaggina gli ha riservato la più beffarda delle sorprese.

In panne a Monte Carlo

L’immagine di Russell a piedi accanto alla Cinquina ha fatto rapidamente il giro dei social, come facilmente pronosticabile. Abituati a vederlo su una vettura da oltre 1.000 CV, con ingegneri e strategie studiate al millimetro, i fan hanno scoperto un lato inedito, più intimo, di un giovane uomo ambizioso, ma sorretto anche da un’incrollabile passione per i motori. Sceso dalla vettura, ha conosciuto il lato fragile delle quattro ruote perché puoi anche correre in Formula 1, ma la meccanica non fa sconti a nessuno.

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Stando alle prime ricostruzioni, la 500 ha accusato un guasto improvviso lasciando Russell e la compagna Carmen Mundt in panne, nel bel mezzo del traffico locale. A quel punto, non c’è stata altra scelta eccetto quella più banale e antica del mondo: scendere, mettersi dietro l’auto e spingerla fino a liberare la strada per l’incredulità degli utenti, che magari avranno sorriso immedesimandosi in una situazione così comune. Nella sua banalità, la scena è diventata virale ini poco tempo, condivisa senza indugi sui social tra commenti spiritosi ed emoji divertite.

Fiat 500 Jolly: un pezzo da collezione

Parte della curiosità deve essere però anche attribuita all’auto protagonista: la Fiat 500 Jolly rappresenta una delle versioni più ricercate e riconoscibili del modello, un esercizio stilistico in rotta con il modello tradizionale, un atto di coraggio valso l’interesse di un pubblico amante della guida en-plein air, a cielo aperto. Al momento del lancio la Casa torinese la associò subito alle vacanze, del resto la carrozzeria aperta e i sedili in vimini davano un’aria sbarazzina, ma anche sofisticata, da stabilimento balneare di lusso in movimento.

Nel corso degli anni la Jolly ha guadagnato sempre più fama anche al di fuori dei confini italiani, tanto da suscitare l’interesse dei collezionisti di ogni parte del mondo, disposti a contendersi esemplari in buone o ottime condizioni a suon di offerte generose per quella che, di fatto, resta una citycar. Più che un mezzo di trasporto, una piccola icona mediterranea.

L’apparizione a Monaco è quindi una sorpresa fino a un certo punto. Lungo le strade del Principato auto simili sembrano avere ancora una collocazione naturale, circondate da yacht, alberghi storici, ville nascoste e garage pieni di pezzi rari. In un contesto del genere, la “Spiaggina” si prende la scena con una naturalezza che molte supercar contemporanee si sognano: non è questione di cavalli, ma di un fascino d’altri tempi capace di calamitare gli sguardi proprio grazie alla sua diversità. Nel caso di Russell, però, la Jolly ha smesso di collaborare, e al pilota britannico è toccato arrangiarsi: un campione abituato ai riflettori e alla tecnologia estrema riportato, di colpo, alla normalità più disarmante.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 11:37:38 +0000
News n. 16
F1 Monaco, cosa sono le strane appendici sugli alettoni posteriori delle monoposto

Durante le prove libere del Gran Premio di Monaco sono apparsi degli elementi sull’alettone posteriore delle auto. Diverse monoposto, tra cui Mercedes, Red Bull e McLaren, sono scese in pista con particolari appendici montate nella zona centrale dell’alettone posteriore. La Ferrari ha pensato ad una soluzione differente.

Il motivo di questo elemento sta nella peculiarità del tracciato del Principato e alle novità introdotte dal regolamento tecnico 2026. Le squadre hanno, infatti, sfruttato una specifica opportunità regolamentare per incrementare il carico aerodinamico in un circuito dove la velocità massima conta molto meno rispetto alla percorrenza delle curve lente.

Cosa sono le nuove appendici sugli alettoni posteriori

Le strutture viste a Monaco sono piccole ali supplementari installate nella zona centrale dell’alettone posteriore. Il loro compito è generare ulteriore deportanza e migliorare la gestione dei flussi d’aria diretti verso la parte posteriore della vettura.

Perché proprio a Monaco? La loro comparsa è strettamente collegata al nuovo sistema di aerodinamica attiva introdotto da quest’anno. Le monoposto dispongono infatti di due configurazioni aerodinamiche: una ad alto carico, denominata corner mode, utilizzata nelle curve, e una a bassa resistenza aerodinamica, chiamata straight mode, pensata per i rettilinei.

A Monaco, però, la FIA ha autorizzato i team a utilizzare esclusivamente la configurazione da alto carico, considerando la quasi totale assenza di rettilinei significativi. Questo ha consentito agli ingegneri di sfruttare una zona normalmente occupata dai meccanismi associati alla gestione dell’aerodinamica attiva per installare ulteriori elementi aerodinamici.

Qual è l’obiettivo? Aumentare il carico verticale sulle ruote posteriori, migliorare la trazione in uscita dalle curve lente e rendere la vettura più stabile nei numerosi cambi di direzione che caratterizzano il circuito monegasco.

Le soluzioni adottate da Mercedes, Red Bull e McLaren (le foto)

Ovviamente, ogni squadra ha interpretato il concetto in maniera diversa, come potete vedere dalle nostre foto.

Mercedes è stata probabilmente la più aggressiva dal punto di vista progettuale. La scuderia di Brackley ha introdotto una struttura composta da più profili sovrapposti nella parte centrale dell’ala, creando una vera e propria mini-cascata aerodinamica destinata ad aumentare la deportanza complessiva.

Mercedes rear wing Monaco 2026

Red Bull ha scelto una soluzione più semplice e pulita, con due appendici laterali collocate attorno al supporto centrale dell’alettone. L’obiettivo resta quello di incrementare il carico senza compromettere eccessivamente l’efficienza dei flussi diretti verso il diffusore.

RedBull appendice rear wing Monaco 2026

McLaren ha invece adottato un approccio intermedio, sviluppando una configurazione che combina più piccoli profili aerodinamici integrati nella struttura centrale dell’ala posteriore.

McLaren appendice alettone Monaco 2026

La Ferrari (per ora) è perfetta così

Anche altre squadre hanno presentato varianti dello stesso concetto. Ferrari, invece, quale soluzione ha trovato?

A differenza di Mercedes, Red Bull e McLaren, Ferrari non ha presentato le vistose appendici supplementari viste sugli alettoni posteriori dei rivali. La SF-26 dispone già di una delle interpretazioni più originali del nuovo regolamento 2026 grazie al particolare alettone posteriore “Macarena”, introdotto nel corso della stagione per sfruttare il sistema di aerodinamica attiva.

Ferrari assenza appendici rear wing 2026

Per il weekend di Monaco il team di Maranello ha preferito continuare a sviluppare la propria filosofia aerodinamica senza ricorrere alle soluzioni estreme adottate da altre squadre. Una scelta che non sembra aver penalizzato la competitività della vettura, considerando che Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno mostrato un passo molto competitivo nelle prime sessioni di prove libere del Principato.

Le soluzioni adottate dalle altre scuderie

Alpine F1 TeamAlpine rear wing Monaco 2026

Racing BullsRacing Bulls rear wing Monaco 2026

Aston Martin F1 TeamAstonMartin rear wing Monaco 2026

Audi F1 TeamAudi F1 rear wing Monaco 2026

Williams F1 TeamWilliams rear wing Monaco 2026

Perché queste appendici non si vedranno negli altri circuiti

Semplice. La ragione principale è che il vantaggio ottenuto a Monaco diventerebbe uno svantaggio nella maggior parte degli altri tracciati.

Le appendici aggiuntive aumentano infatti il carico aerodinamico ma generano anche una quantità significativa di resistenza all’avanzamento. Sul circuito del Principato il compromesso è accettabile perché le velocità massime incidono poco sulla prestazione complessiva.

In piste come Monza, Silverstone, Spa-Francorchamps, invece, il drag aggiuntivo penalizzerebbe fortemente le prestazioni sul dritto. Le squadre sarebbero quindi costrette a sacrificare velocità di punta, efficienza energetica e capacità di difendersi o attaccare nei rettilinei.

Per questo motivo le soluzioni viste a Monaco sono considerate configurazioni specifiche da alto carico, sviluppate esclusivamente per un circuito dalle caratteristiche uniche. Salvo sorprese regolamentari, difficilmente queste particolari appendici torneranno a comparire nel corso della stagione 2026.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 10:05:04 +0000
News n. 17
Lexus ES 2026, la berlina dal design futuristico con trazione integrale

Oltre tre milioni di unità vendute e nessuna voglia di fermarsi. La Lexus ES passa all’ottava generazione segnando il punto d’incontro tra l’eredità del brand – nato nel 1989 insieme alla limousine LS – e la nuova era della mobilità elettrificata, sotto le sembianze di una berlina premium per raffinatezza, spazi e dotazioni tecnologiche. In rottura con gli schemi del passato, la creatura nipponica eleva il lusso a una dimensione sensoriale, dove il software diventa il regista invisibile del viaggio.

L’architettura del cambiamento: piattaforma e dimensioni

Per accogliere la filosofia multipath della Casa, la Lexus ES 2026 vede la luce sulla piattaforma globale K, riprogettata in modo profondo al fine di supportare una carrozzeria imponente, lunga 5.140 mm (+165 mm rispetto alla precedente), larga 1.920 mm e con un passo esteso di 80 mm (2.950 mm totali). Quest’ultimo dato è probabilmente il più interessante: abbinato a un’altezza di 1.560 mm per la variante BEV (1.555 mm per l’ibrida), garantisce un’abitabilità interna e una presenza su strada ragguardevoli.

Sotto il pianale trova spazio la batteria agli ioni di litio, un capolavoro di packaging. Nonostante la complessità del sistema elettrico, Lexus è riuscita a mantenere un baricentro estremamente basso, essenziale per la Lexus Driving Signature, e a garantire al contempo un bagagliaio che tocca i 517 litri nella versione elettrica (493 litri nell’ibrida). Le dirette concorrenti possono stare solo a guardare.

Design Clean Tech & Elegance

Dall’audace prototipo LF-ZC viene attinto a piene mani il linguaggio stilistico, traduzione del principio Clean Tech & Elegance in forme concrete. Il frontale reinterpreta la classica calandra a clessidra: nei modelli ibridi, integra una presa d’aria superiore per il raffreddamento, mentre nei BEV la pulizia delle linee annulla la resistenza aerodinamica. La firma luminosa, con la doppia forma a L, definisce il nuovo volto elettrificato del costruttore.

Lungo i fianchi, una modanatura nera gioca con i volumi affinché l’auto appaia più compatta e dinamica. Dietro, la barra a LED segue il profilo rastremato del posteriore, a definire un corpo vettura affusolato, volto a minimizzare la resistenza.

Clean Tech & Elegance: la filosofia stilistica della Lexus ES 2026
Ufficio Stampa Lexus
Clean Tech & Elegance: la nuova filosofia stilistica della Lexus ES 2026

Lexus ha lavorato ossessivamente sulla gestione dei flussi. Il sottoscocca, ora incavato, prevede delle inedite aero-stabilizzanti, progettate per sopprimere la turbolenza posteriore. Il sistema di tergicristalli, posizionato sotto la linea del cofano, e le nuove maniglie parzialmente a filo sono solo alcuni degli interventi mirati a ridurre il coefficiente di penetrazione. Sui modelli a zero emissioni, lamelle attive sulla griglia permettono di gestire la temperatura interna in base alle richieste energetiche.

Interni Omotenashi: lusso in forma digitale

L’abitacolo applica il principio dell’Omotenashi. Invece dei classici tasti che rompono la continuità del cruscotto, Lexus ha integrato nella plancia degli Hidden Switches, interruttori a sfioramento invisibili fino all’avviamento dell’auto. Il conducente interagisce con il cockpit in stile Tazuna: un quadro strumenti da 12,3 pollici personalizzabile con sei layout, progettato per mantenere l’attenzione sulla strada. Il volante di nuova generazione, con palette per il controllo della rigenerazione o per la selezione delle marce virtuali nell’Interactive Manual Drive, è stato a sua volta riprogettato per offrire una regolazione telescopica superiore di 70 mm rispetto al passato.

Lexus ES: lusso minimalista e comfort totale a bordo
Ufficio Stampa Lexus
Omotenashi digitale: lusso minimalista e comfort totale sulla Lexus ES

La cura per i passeggeri posteriori è massima: l’ingresso e l’uscita sono stati facilitati dallo studio accurato del “punto d’anca” e dello spazio tra cuscino e montante, mentre la tecnologia Bamboo Layering, inclusa nelle finiture, fa variare cromaticamente le venature del legno tramite la luce ambientale. 

Powertrain: strategia multipath

Lexus ha confezionato la sua nuova gamma motori attorno a una varietà di profili. Sesta generazione del sistema Full Hybrid, la ES 300h, punto di riferimento dell’offerta, monta un modulo eAxle di dimensioni compatte, ausiliare al propulsore termico da 2,5 litri. Il posizionamento della batteria agli ioni di litio — nascosta sotto i sedili posteriori — libera preziosi centimetri a bordo. A seconda del temperamento cercato, potete optare per la classica trazione anteriore o lasciarvi guidare dalla trazione integrale E-Four, che legge le forze G e l’imbardata istante dopo istante, ripartendo la coppia dove serve, per un feeling di guida mai così preciso.

Se passiamo ai sistemi elettrici, la 350e occupa il gradino base, forte dei suoi 224 CV e di un pacco batteria da 77 kWh, sotto la 500e da 343 CV, dotato del sistema integrale Direct4, in grado di dialogare costantemente con il manto stradale e assicurare, dunque, una trazione impeccabile in qualsiasi scenario. Tuttavia, il principale valore aggiunto consiste nella gestione termica del sistema: l’auto “ragiona” in anticipo grazie al pre-condizionamento automatico legato al percorso impostato sul GPS. Grazie all’efficienza operativa, le soste alle colonnine rapide durano appena 30 minuti, rapide anche durante le giornate invernali più rigide, dove la gestione della temperatura fa la reale differenza tra una ricarica efficiente e una frustrante. 

Dinamica di guida: l’innovazione del telaio

Per la prima volta su una ES, troviamo inoltre una sospensione posteriore multilink. La maggiore rigidità arriva anche dalle colle strutturali, presenti per circa sette metri sulle versioni a batteria, deputate a limitare le torsioni della scocca e a rendere più diretta la risposta del mezzo, soprattutto all’aumentare delle sollecitazioni laterali. La rigidità è stata incrementata sia sul pianale sia in corrispondenza del tetto panoramico e dei supporti motore, riducendo drasticamente le vibrazioni trasmesse all’abitacolo.

Il sistema frenante, puramente elettronico, assicura una linearità di risposta che non fa rimpiangere i sistemi meccanici tradizionali, garantendo che il passaggio dalla rigenerazione elettrica al freno idraulico sia impercettibile.

All’interno il sistema Concierge Climate coordina riscaldamento, ventilazione e il sistema nanoeX, capace di diffondere ioni per idratare la pelle e abbattere virus e batteri. Il comparto audio, infine, vede il sistema Mark Levinson a 17 altoparlanti con tecnologia PurePlay e Quantum Logic Surround, posizionare ogni sorgente sonora per eliminare ostacoli fisici: ne deriva una scena sonora di livello straordinario.

Con l’ottava generazione, Lexus ES cambia senza rinnegare la propria identità. Restano il comfort, la cura costruttiva e l’attenzione al silenzio di marcia, ma entrano in gioco soluzioni più moderne, dall’aerodinamica rivista al nuovo eAxle, pensate per accompagnare la berlina verso una mobilità sempre più elettrificata. I prezzi di listino non sono ancora stati comunicati.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 08:35:58 +0000
News n. 18
I SUV 2026 più economici sul mercato: la classifica e i prezzi

Nel 2026 esistono SUV che si comprano con meno di 16.000 euro. L’avanzata cinese ha portato in Italia auto non perfette, ma che hanno spiazzato il mercato dopo anni di continui aumenti di listini e appiattimento della concorrenza. Così, per moltissimi italiani che cercano un mezzo comodo, moderno e con una posizione di guida rialzata senza indebitarsi per anni, ora nello stivale si possono trovare SUV economici e questa classifica parla esattamente di questo. Abbiamo selezionato i dieci SUV d’ingresso disponibili in Italia nel 2026, e qualche sorpresa c’è.

EVO 3

Il nome EVO non è famoso quanto quelli che si trovano nelle concessionarie dei grandi marchi, ma il prezzo di 15.900 euro parla da solo. Prodotta nello stabilimento molisano del Gruppo DR su base cinese JAC Refine S2, la EVO 3 è classificata ufficialmente come il SUV più economico disponibile in Italia nel 2026. Quattro metri e quattordici centimetri di lunghezza, un 1.5 benzina da 113 CV sotto il cofano e, già nella versione base, una dotazione che lascia sorpresi: fari LED, cerchi in lega, retrocamera, infotainment da 9 pollici, sedili riscaldabili. Cose che fino a qualche anno fa non si vedevano nemmeno su auto da 25.000 euro.

DFSK Glory 500

Il marchio DFSK è presente in Italia da alcuni anni attraverso l’importatore ufficiale e punta su una proposta semplice: tanto spazio, tecnologia moderna, prezzi competitivi. Il Glory 500 è un SUV da quasi 4,5 metri che a 16.500 euro offre un abitacolo più generoso della media, con cinque posti comodi e un bagagliaio utilizzabile nella vita reale. Il motore è un 1.5 turbo benzina abbinato a cambio manuale nella versione d’accesso. Per le famiglie che cercano un SUV funzionale senza ambizioni sportive e con un budget contenuto, è un nome da tenere in considerazione.

MC 4

MC è uno dei brand dell’universo DR, e come i modelli della casa madre porta in dote una base meccanica di origine cinese reinterpretata per il mercato europeo. L’MC 4 si colloca nella fascia delle compatte con un design più curato rispetto ad altre proposte dello stesso gruppo, una carrozzeria dal profilo crossover ben proporzionato e una dotazione che nella versione base include già un touchscreen da 10 pollici, sensori anteriori e posteriori, retrocamera e connettività wireless. Il prezzo di 17.700 euro la posiziona in una zona interessante: abbastanza sopra alla EVO 3 da giustificare un salto di qualità percepita, abbastanza sotto ai 20.000 euro da rimanere accessibile a un pubblico ampio.

DR3

La DR3 è il modello entry-level della gamma DR Automobiles, marchio molisano che ha costruito il proprio successo commerciale proprio su questa fascia di mercato con prezzi accessibili e produzione italiana su piattaforme derivate da partner cinesi. Il motore è un 1.5 benzina da 102 CV abbinato a cambio manuale a cinque rapporti. A 17.900 euro la DR3 si trova in diretta concorrenza con i modelli cinesi della stessa fascia, ma può vantare la produzione in Italia, un argomento che per una fetta di acquirenti ha ancora un peso specifico nella decisione d’acquisto. La rete di assistenza DR, cresciuta molto negli ultimi anni, è oggi presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale.

Fiat Grande Panda

Grande Panda è un nome che in Italia significa qualcosa: la Panda è da decenni l’auto più venduta nel Paese, e questa nuova generazione prova a portare quell’eredità dentro un formato crossover moderno e familiare al tempo stesso. Il prezzo di partenza è di 17.900 euro nella versione benzina 1.2 da 100 CV, la scelta più semplice ed economica da gestire senza alcun tipo di elettrificazione.

MG ZS

L’MG ZS è probabilmente il SUV cinese più conosciuto in Italia. Da quando SAIC Motor ha rilancito il marchio britannico MG sulle strade europee, la ZS è diventata un riferimento di fascia: un crossover da 4,31 metri con un allestimento di serie sorprendentemente ricco e motorizzazioni che coprono sia il segmento termico sia quello elettrico nella variante ZS EV. La versione benzina con il 1.5 VTi da 106 CV parte da 18.990 euro in allestimento Comfort, già ricco. La garanzia di sette anni è un altro argomento commerciale forte. L’MG ZS non emoziona con la guida, ma sul fronte del rapporto dotazione-prezzo è ancora una delle proposte più difficili da battere sul mercato.

Dacia Spring

La Dacia Spring è l’elettrica più economica d’Europa. Non promette autonomia da primato né interni da premium EV, ma di farvi spostare in città e dintorni a costi di gestione bassissimi, con un prezzo di acquisto che senza incentivi si ferma a 19.700 euro. La batteria da 26,8 kWh garantisce un’autonomia WLTP di 225 chilometri, sufficienti per chi la usa prevalentemente in contesto urbano. Il motore elettrico da 65 CV non ha velleità sportive, ma la guidabilità cittadina è brillante come su ogni buona elettrica: risposta immediata, silenziosità, nessuna gestione del cambio.

BYD Dolphin Surf

BYD è diventato in pochi anni il costruttore di auto elettriche più grande del mondo, e il Dolphin Surf è la sua carta da giocare nella fascia più accessibile del mercato europeo. Crossover elettrico compatto da 4,15 metri, porta in dote la tecnologia della casa madre cinese, con batteria LFP di composizione proprietaria, sistema di gestione termica efficiente, schermo rotante da 10,1 pollici, il tutto a un prezzo che in Italia parte da 19.750 euro. La versione di base monta una batteria da 38 kWh con autonomia WLTP di circa 340 chilometri, un dato che la distanzia nettamente dalla Spring e la avvicina a elettriche che costano diecimila euro di più.

Toyota Aygo X Hybrid

La Toyota Aygo X è la più piccola della famiglia, ma è anche quella che ha compiuto il salto tecnologico più netto nella generazione 2026. L’addio al vecchio 1.0 atmosferico, rimpiazzato dal full hybrid da 116 CV condiviso con la Yaris, ha trasformato un’auto già valida in una delle citycar ibride più efficienti del mercato. A 20.850 euro l’Aygo X Hybrid non è la più economica del segmento, ma offre qualcosa che nessuna rivale di questa fascia riesce a garantire: la qualità e l’affidabilità dei sistemi ibridi Toyota, costruiti su vent’anni di esperienza e milioni di vetture vendute in tutto il mondo. 

Citroen C3 Hybrid

La Citroen C3 nella versione Hybrid chiude la selezione portando in dota uno dei marchi più attenti al comfort di questa fascia. Il sistema mild hybrid da 136 CV abbinato alla trasmissione a doppia frizione è pensato per ridurre i consumi nei percorsi misti e restituire una guida fluida e priva di strappi, caratteristica che la C3 ha sempre avuto nel suo DNA. Il prezzo di partenza è di 21.450 euro, con una dotazione base che include schermo da dieci pollici con connettività wireless, sensori di parcheggio posteriori e un pacchetto di sicurezza attiva già decente. Ma è la qualità di marcia a fare la differenza: le sospensioni della C3 assorbono le asperità stradali con una morbidezza che in questa fascia di prezzo è tutt’altro che scontata. 

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:42 +0000
News n. 19
Sciopero dei trasporti giugno 2026: calendario e orari città per città

Giugno 2026 si presenta come un mese particolarmente intenso per quanto riguarda gli scioperi in Italia, con numerose astensioni dal lavoro già programmate in diversi settori e città. Il settore più coinvolto risulta quello dei trasporti, dal trasporto pubblico locale alle attività ferroviarie, fino alle compagnie aeree. L’articolo riepiloga tutti gli scioperi previsti, giorno per giorno, con focus su città, regioni e orari, per aiutare cittadini, pendolari e viaggiatori a orientarsi e pianificare eventuali spostamenti.

Sciopero 08 giugno 2026

Nella città di Messina, in Sicilia, è previsto uno sciopero nel trasporto pubblico locale che coinvolge il personale Soc. ATM di Messina. La mobilitazione durerà 8 ore: dalle 16.00 alle 24.00 e vede la partecipazione dei sindacati OSP FILT-CGIL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/ORSA TRASPORTI.

Nella città di Catania, sempre in Sicilia, si terranno due scioperi nel trasporto pubblico locale che coinvolgono il personale Soc. AMTS di Catania. Entrambi gli scioperi dureranno 4 ore: dalle 12.00 alle 16.00 e sono indetti, rispettivamente, da OSP FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL e OSP ORSA TPL.

In Emilia-Romagna, su tutte le province, è previsto uno sciopero nel trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della Soc. SETA nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza. La durata è di 24 ore con varie modalità decise dalla OSR USB LAVORO PRIVATO.

Nella città di Foggia, in Puglia, si terrà uno sciopero nel trasporto pubblico locale con personale Soc. ATAF di Foggia, della durata di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30. Indetto da OST FILT-CGIL/FAISA-CISAL.

Sciopero 09 giugno 2026

In Italia, a livello nazionale, sono previsti tre scioperi simultanei nel settore appalti ferroviari che coinvolgono il personale Soc. Elior Div. Itinere addetto a servizi di ristorazione e logistica bordo treno Soc. Trenitalia. Gli scioperi copriranno l’intero turno di lavoro e sono indetti dai sindacati FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/UGL/ORSA TRASPORTI, FAST-CONFSAL, e COBAS LAVORO PRIVATO.

Sciopero 10 giugno 2026

Nella città di Ravenna, in Emilia-Romagna, è previsto uno sciopero nel settore marittimo che interessa il personale Soc. SERS addetto al servizio di rimorchio portuale Porto di Ravenna. La mobilitazione durerà 12 ore: dalle 10.00 alle 22.00 ed è indetta da OSP UILT-UIL.

Nella città di Cagliari, in Sardegna, uno sciopero di 24 ore: dalle 00.01 alle 23.59 interesserà il personale Soc. ALL Trasporti nei siti BRT di Macchiareddu ed Elmas, organizzato da OSR FIT-CISL.

Sciopero 11 giugno 2026

In Italia, livello nazionale, numerosi scioperi coinvolgeranno il settore ferroviario, il trasporto pubblico locale e appalti ferroviari, con adesioni di diverse sigle sindacali (tra cui FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL, ORSA TRASPORTI, CUB TRASPORTI, SGB, CAT, FAST-CONFSAL). Gli scioperi dureranno tra le 8 e 23 ore e riguarderanno, tra gli altri, il personale di macchina e di bordo del Gruppo FS e le imprese che svolgono attività ferroviaria.

Nella regione Sicilia su tutte le province, sciopero di 8 ore: dalle 10.01 alle 18.00 per il personale Soc. FS Security Regione Sicilia (OSR SLM FAST CONFSAL/ORSA TRASPORTI).

Nella città di Palermo, in Sicilia, è previsto uno sciopero di 4 ore: dalle 11.00 alle 15.00 per il personale Soc. AMAT Palermo, indetto da OSP CUB TRASPORTI.

Nella città di Messina, settore marittimo, sciopero di 24 ore: dalle 21.01 dell’11/6 alle 20.59 del 12/6 per il personale Soc. Blujet area Stretto di Messina, indetto da OSP FILT-CGIL/UILT-UIL.

Sciopero 12 giugno 2026

In Italia, sciopero a livello nazionale che coinvolge appalti e plurisettoriale, con la partecipazione di ADL COBAS/CLAP/COBAS LAVORO PRIVATO/SIAL COBAS.

Nella città di Napoli, in Campania, sciopero nel trasporto ferroviario (soc. EAV di Napoli) di 4 ore: dalle 09.00 alle 13.00 (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL-AUTOFERRO).

Nella città di Potenza, Basilicata, sciopero di 24 ore del personale Soc. Miccolis per il servizio urbano di Potenza (OSR FILT-CGIL/FIT-CISL/UILT-UIL/FAISA-CISAL/UGL AUTOFERRO).

Nella città di Latina, in Lazio, sciopero nel trasporto pubblico locale di 4 ore: dalle 9.30 alle 12.30, personale Soc. CSC Latina (OSR FAISA-CISAL).

Sciopero 13 giugno 2026

Nella città di Milano, in Lombardia, sciopero di 4 ore: dalle 12.00 alle 16.00 presso lo scalo di Milano Linate per il personale Soc. Sky Service (OSR USB LAVORO PRIVATO).

Nell’Aeroporto di Verona, personale Soc. ENAV in sciopero di 18 ore: dalle 06.00 alle 24.00 (OSL UILT-UIL/FAST-CONFSAL-AV + RSA).

In Italia, sciopero nazionale nelle compagnie EasyJet Airlines Limited e settore aeroportuale, compreso personale navigante e addetti dei gruppi SOGAER (Aeroporto di Cagliari) e SOGAERDYN.

In Sardegna (tutte le province), sciopero interregionale di 4 ore: dalle 12.00 alle 16.00 per il personale SOGAER, SOGAERDYN, SOGAERSECURITY Operanti presso l’Aeroporto di Cagliari (OSR UGL-TA).

Sciopero 14 giugno 2026

Nella città di Firenze, in Toscana, sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale per il personale Soc. Autolinee Toscane Bacino di Firenze (OSP COBAS LAVORO PRIVATO).

Sciopero 15 giugno 2026

Nella regione Calabria (tutte le province), sciopero di 4 ore: dalle 11.50 alle 15.50 per il personale Soc. Ferrovie della Calabria (OSR FAISA-CISAL).

Sciopero 18 giugno 2026

Nella regione Liguria (tutte le province), sciopero di 72 ore: dalle 00.01 del 18/6 alle 24.00 del 20/6 che interessa il trasporto merci e il fermo servizio nei territori di Genova e Savona (OSR ALIAI/CNA-FITA/CONFARTIGIANATO TRASPORTI/FAI/FIAP/LEGA COOPERATIVE/TRASPORTOUNITO).

Sciopero 19 giugno 2026

Nella città di Udine, in Friuli-Venezia Giulia, sciopero di 24 ore per il personale Soc. Arriva Udine (ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE).

Sciopero 22 giugno 2026

Nella città di Lecce, in Puglia, sciopero di 3 ore: dalle 9.30 alle 12.30 per il personale Soc. SGM Lecce (OST UILT-UIL).

Sciopero 23 giugno 2026

Nella città di Verona, in Veneto, sciopero di 8 ore: dalle 9.01 alle 17.00 per il personale Soc. RFI DOIT Verona Unità Territoriale Sud (OSR ORSA FERROVIE/SLM-FAST-CONFSAL).

Nella città di Napoli, in Campania, sciopero di 4 ore: dalle 12.45 alle 16.45 per il personale Soc. ANM Napoli, area ferro (OSR FISI).

Nella regione Sardegna (tutte le province), sciopero di 8 ore: dalle 9.01 alle 17.00 per il personale equipaggi Soc. Trenitalia DOR Sardegna (OSR ORSA FERROVIE/FAST-CONFSAL).

Sciopero 24 giugno 2026

Nella città di Torino, in Piemonte, sciopero di 4 ore: dalle 18.00 alle 22.00 per il personale viaggiante urbano e suburbano Soc. GTT di Torino (RSU Viaggiante Urbano e Suburbano).

Sciopero 26 giugno 2026

Nella regione Piemonte (tutte le province), sciopero di 8 ore: dalle 09.00 alle 16.59 per il personale Soc. Trenitalia Customer Operations CSVD Regionale Piemonte (OSR ORSA FERROVIE).

Nella città di Barletta, in Puglia, sciopero di 4 ore: dalle 8.30 alle 12.30 per il personale Soc. Paolo Scoppio & Figlio Autolinee di Barletta (OSP FILT-CGIL).

Maggiori dettagli sono disponibili alle pagine dedicate ai singoli giorni:

Sciopero 08 giugno 2026

Sciopero 09 giugno 2026

Sciopero 10 giugno 2026

Sciopero 11 giugno 2026

Sciopero 12 giugno 2026

Sciopero 13 giugno 2026

Sciopero 14 giugno 2026

Sciopero 15 giugno 2026

Sciopero 18 giugno 2026

Sciopero 19 giugno 2026

Sciopero 22 giugno 2026

Sciopero 23 giugno 2026

Sciopero 24 giugno 2026

Sciopero 26 giugno 2026

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 20
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi 06 giugno 2026 offriamo un quadro sintetico e affidabile dei prezzi medi dei carburanti lungo la rete autostradale italiana, con indicazione per tipologia ed erogazione. Il prezzo finale pagato dagli automobilisti nasce dall’intreccio tra la componente industriale (costo della materia prima e margini della filiera), le imposte specifiche come le accise e l’Iva. Ecco le medie più recenti disponibili (ultimo aggiornamento 05-06-2026): benzina self 2.023 €, gasolio self 2.068 €, gpl servito 0.906 €, metano servito 1.584 €. A seguire, la tabella dettagliata dei listini medi e un approfondimento su come si compone il costo di benzina e gasolio.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento rilevato: 05-06-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Benzina SELF 2.023 €
Gasolio SELF 2.068 €
GPL SERVITO 0.906 €
Metano SERVITO 1.584 €

Come si compone il costo dei carburanti

Per la benzina, la formazione del prezzo alla pompa riflette un equilibrio tra tassazione e dinamiche di mercato. La componente fiscale pesa per il 58% del totale e include accise e Iva, due leve che incidono in modo determinante sulla spesa finale dell’automobilista. La parte industriale vale invece il 42% ed è suddivisa tra costo della materia prima e margine lordo lungo la filiera. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo e dipende dalle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e dall’andamento del cambio euro/dollaro: un euro più debole o un rialzo delle quotazioni internazionali tende a spingere verso l’alto i listini, e viceversa. Il margine lordo — pari al 12% — copre logistica, stoccaggio, distribuzione e i costi/ricavi della rete di vendita; è l’area sulla quale gli operatori possono intervenire per modulare i prezzi alla pompa in funzione della concorrenza, della localizzazione e delle strategie commerciali. Nel complesso, quindi, il prezzo della benzina è il risultato di fattori regolatori (imposte), variabili esogene (quotazioni internazionali e cambio) e scelte operative (margini), con effetti che possono manifestarsi in tempi diversi a seconda delle condizioni del mercato e delle politiche di rifornimento della rete.

Anche per il gasolio il prezzo finale nasce dall’interazione tra fisco e industria, ma con un profilo percentuale diverso. La componente fiscale incide per il 45% del totale, mentre quella industriale pesa per il 55%. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima è pari al 45%: risente direttamente delle quotazioni internazionali dei distillati medi e delle oscillazioni del cambio euro/dollaro, che possono amplificare o attenuare i movimenti dei prezzi all’origine. Il margine — pari al 10% del prezzo — comprende i costi e i ricavi della filiera (trasporto, stoccaggio, distribuzione, gestione dei punti vendita) ed è la leva su cui gli operatori possono agire per adeguare i listini, anche in risposta alla stagionalità della domanda, alla competizione locale e alla struttura dei costi. La diversa incidenza delle imposte rispetto alla benzina e il peso più elevato della componente industriale spiegano perché il gasolio possa mostrare dinamiche di prezzo specifiche, a volte divergenti rispetto alla verde. In definitiva, il prezzo del gasolio riflette simultaneamente il quadro internazionale, l’andamento del cambio e le scelte commerciali della rete, con aggiustamenti che possono essere più o meno rapidi a seconda delle condizioni di approvvigionamento e della concorrenza.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 21
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.932 per la benzina, 1.990 per il diesel, 0.815 per il gpl, 1.576 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.979
Benzina SELF 1.930
GPL SERVITO 0.800
Metano SERVITO 1.512

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.002
Benzina SELF 1.956
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.577

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.024
Benzina SELF 1.959
GPL SERVITO 0.892
Metano SERVITO 1.730

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.008
Benzina SELF 1.947
GPL SERVITO 0.849
Metano SERVITO 1.671

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.980
Benzina SELF 1.930
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.532

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.978
Benzina SELF 1.924
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.527

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.004
Benzina SELF 1.951
GPL SERVITO 0.791
Metano SERVITO 1.507

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.982
Benzina SELF 1.917
GPL SERVITO 0.779
Metano SERVITO 1.646

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.988
Benzina SELF 1.925
GPL SERVITO 0.883
Metano SERVITO 1.534

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.979
Benzina SELF 1.915
GPL SERVITO 0.786
Metano SERVITO 1.548

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.967
Benzina SELF 1.913
GPL SERVITO 0.818
Metano SERVITO 1.514

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.005
Benzina SELF 1.932
GPL SERVITO 0.815
Metano SERVITO 1.489

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.978
Benzina SELF 1.915
GPL SERVITO 0.787
Metano SERVITO 1.555

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.989
Benzina SELF 1.939
GPL SERVITO 0.773
Metano SERVITO 1.614

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.001
Benzina SELF 1.936
GPL SERVITO 0.875

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.999
Benzina SELF 1.937
GPL SERVITO 0.826
Metano SERVITO 1.820

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.989
Benzina SELF 1.926
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.602

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.994
Benzina SELF 1.936
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 1.550

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.980
Benzina SELF 1.928
GPL SERVITO 0.806
Metano SERVITO 1.515

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.004
Benzina SELF 1.941
GPL SERVITO 0.899

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 06 giugno 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.969
Benzina SELF 1.920
GPL SERVITO 0.798
Metano SERVITO 1.505

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 06:00:00 +0000
News n. 22
Mercato auto, sempre più elettriche e ibride plug-in in Europa, calo per benzina e diesel

Nel corso dei primi mesi del 2026, il mercato delle quattro ruote in Europa ha registrato una sostanziale crescita delle immatricolazioni, ma con differenze significative per quanto riguarda le alimentazioni. In particolare, le auto elettriche e le auto ibride plug-in sono in forte crescita e, mese dopo mese, diventano sempre più un riferimento del mercato, contribuendo all’elettrificazione e alla progressiva riduzione delle vendite di auto benzina e diesel. Andiamo ad analizzare i dati forniti da ACEA che chiariscono l’andamento del mercato in base alle differenti tipologie di alimentazione.

Un mercato in crescita

Come abbiamo già visto nell’approfondimento dedicato, il mercato delle quattro ruote in Europa sta crescendo. Tra gennaio e aprile, infatti, sono state vendute oltre 4,6 milioni di unità con un incremento del 4,8% su base annua. Il dato in questione si riferisce all’andamento di tutto il mercato. Considerando solo il mercato Ue (quindi senza includere il Regno Unito e i Paesi Efta), le vendite sono state pari a 3,79 milioni di unità con un incremento del 4,2% su base annua. I dati sono, quindi, molto positivi.

Elettriche e ibride plug-in da record

Le vendite di auto elettriche e auto ibride plug-in in Europa sono in forte crescita. I dati aggiornati alla fine del mese di aprile, infatti, evidenziano un trend chiaro. Ecco i dettagli:

  • Auto elettriche: 978 mila unità vendute con un incremento del 29,1% su base annua (33,8% considerando il solo mercato Ue)
  • Auto ibride plug-in: 473 mila unità vendute con un incremento del 29,2% su base annua (26% considerando il solo mercato Ue)

Tra i dati disponibili, è interessante anche il confronto con l’Italia dove elettriche (+73,1%) e ibride plug-in (+99,2%) sono in netta crescita ma si mantengono ancora su volumi ridotti. La crescita percentuale elevata è legata, principalmente, agli scarsi risultati raggiunti lo scorso anno da queste due categorie.

La crescita di elettriche e ibride plug-in in Europa è legata soprattutto ad alcuni marchi che dominano la classifica dei brand che crescono di più in Europa, proprio grazie alla crescente richiesta di modelli elettrificati da parte degli automobilisti del continente. Questi marchi stanno sfruttando al meglio la domanda di auto elettrificate sul mercato europeo.

Ibride, benzina e diesel

Estendendo l’analisi anche alle altre tipologie di alimentazione, è possibile notare altri trend che stanno caratterizzando il mercato. Ecco i dettagli:

  • Auto ibride (Mild Hybrid e Full Hybrid): 1,77 milioni di unità vendute con un incremento dell’11,7% (12,6% considerando il solo mercato Ue)
  • Auto benzina: 1,04 milioni di unità vendute con un calo del 16,5% su base annua (-17,7% considerando solo mercato Ue)
  • Auto diesel: 311 mila di unità vendute con un calo del 16,7% su base annua (-16,1% considerando solo il mercato Ue)

I dati sono chiari. Le auto ibride continuano a crescere, con un ritmo inferiore ma con volumi sensibilmente superiori alle plug-in, mentre benzina e diesel sono in calo. Per quanto riguarda il diesel, in particolare, si registra anche il sorpasso da parte delle ibride plug-in.

Ulteriori dettagli in merito all’andamento del mercato europeo arriveranno nelle prossime settimane, con la pubblicazione dei dati relativi al mese di maggio, che usciranno sul finire del mese di giugno.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 05:30:14 +0000
News n. 23
Kia PV5 Passenger, arriva la versione a 7 posti, spazio e flessibilità per famiglie

L’offerta di veicoli di Kia è in continua evoluzione e la prossima novità riguarda la gamma Platform Beyond Vehicle (PBV) che registra l’introduzione della PV5 Passenger nella configurazione a 7 posti. Si tratta di un progetto pensato per soddisfare la crescente domanda di mobilità flessibile multipasseggero, come sottolineato dalla Casa. Il modello, completamente elettrico, può adattarsi a vari contesti di utilizzo, espandendo le potenzialità della versione a 5 posti, che in passato ha ottenuto numerosi riconoscimenti. La base di partenza è la piattaforma E-GMP.S. Ecco tutti i dettagli del nuovo progetto dell’azienda.

Un progetto ricco di potenzialità

La nuova Kia PV5 Passenger può contare su tre file di sedili, in modo da offrire tanto spazio per le gambe per tutti gli occupanti. Da segnalare anche un’altezza di accesso ridotta a 399 mm e la presenza di porte scorrevoli, per semplificare l’accesso alla seconda e alla terza fila. La versione a 7 posti del modello ha una configurazione 2-2-3 e una capacità di carico posteriore di 318 litri, che diventa 785 litri con la terza fila abbattuta.

Kia, che da poco ha lanciato la Sportage Trifuel, sottolinea che il veicolo è “nato per il trasporto di persone” e può adattarsi a vari contesti di utilizzo, come i viaggi familiari e di gruppo, l’utilizzo per servizio taxi, i trasferimenti aeroportuali, l’uso per navette commerciali e altre applicazioni di mobilità condivisa. La flessibilità e la capacità di adattamento a vari contesti di utilizzo sono elementi centrali per il progetto.

Ufficio Stampa Kia
L’abitacolo ha tre file di sedili

Per quanto riguarda l’autonomia, invece, il modello a 7 posti offre oltre 390 chilometri  (il dato si riferisce al ciclo WLTP ma è in attesa di omologazione). Da segnalare anche la possibilità di ricarica DC fino a 150 kW, che permette di ricaricare la batteria dal 10% all’80% in meno di 30 minuti. Ricordiamo che Kia sta puntando molto sulle elettriche come conferma anche il recente lancio della piccola EV2.

La porta di ricarica è posizionata frontalmente, andando a semplificare l’utilizzo, in modo da poter collegare il cavo senza ostacolare la zona di carico. La vettura include il supporto Vehicle-to-Load (V2L). L’abitacolo interno include un display per l’infotainment da 12,0 pollici oltre a un quadro strumenti digitale da 7,5 pollici.

Kia PV5 Passenger è un progetto decisamente interessante che ha la potenzialità di diventare un vero e proprio riferimento per il suo segmento. Ulteriori dettagli su prezzo e disponibilità per il mercato italiano arriveranno nel corso delle prossime settimane.

Il commento dell’azienda

Erhan Eren, Director PBV di Kia Europe, ha utilizzato queste parole per commentare il debutto del nuovo modello:

“Siamo entusiasti di consentire a più passeggeri di godere del Kia PV5, che sarà disponibile con tre file di sedili. Questo veicolo versatile viene proposto per ampliare la qualità valoriale del PV5 nel suo segmento. Il PV5 ridefinisce ciò che clienti e passeggeri possono aspettarsi da un van elettrico, massimizzando la flessibilità mentre offre comfort e spazio per tutti a bordo.â€

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 05:30:01 +0000
News n. 24
Nuova Dacia Sandero Stepway, motori e allestimenti per tutte le esigenze

Con un look distintivo, una firma luminosa a T e uno spazio a bordo notevole la nuova Dacia Sandero Stepway ha democratizzato il segmento dei crossover. Con gli ultimi equipaggiamenti la Stepway è la compagna ideale per le sfide urbane, ma anche per entusiasmanti avventure fuori porta.

Dopo il restyling la vettura romena appare ancora più robusta e moderna, con una serie di pixel bianchi nel frontale sulla griglia nera con una ampia calandra che non passa inosservata. Con uno stile estremamente moderno, grazie anche al materiale innovativo Starkle, composto per il 20% da plastica riciclata, protegge passaruota e sottoscocca, enfatizzando l’animo outdoor.

Gli interni presentano bocchette dell’aria a forma a T con rivestimenti specifici: dal tessuto blu dell’allestimento Expression al denim moderno della versione Journey. La versione Extreme vanta le sellerie in TEP microcloud lavabile. Spicca un display da 10 pollici e il cruscotto digitale da 7 pollici, senza rinunciare all’interno alle classiche comodità come il sistema di agganci rapidi YouClip che consente di fissare porta-tablet, caricatori o borse della spesa.

Proposta Sandero Stepway Essential MY25

La Dacia Sandero Stepway Essential MY25 Eco-G 120 è dotata di un motore a benzina / GPL (Termico Bi-Fuel) per una potenza massima di 90 kW (120 CV). I consumi della Dacia Sandero Stepway si attestano sui 6,8 ogni 100 km, a seconda della motorizzazione e dello stile di guida. L’alimentazione Eco-G (GPL) è la più scelta per i suoi ridotti costi di esercizio.

Questa versione della Stepway associa linee eleganti e interni rivisitati. L’allestimento Essential vanta: ABS / ESP, accensione automatica dei fari, alzacristalli anteriori elettrici, assistenza al mantenimento di corsia (LKA) + Intelligent speed assist (ISA), attivazione automatica dei tergicristalli, chiusura centralizzata con telecomando + 1 chiave pieghevole a 3 pulsanti, climatizzazione manuale, console centrale bassa, frenata automatica d’emergenza con rilevamento pedoni (AEBS) + avviso di superamento corsia (LWD), kit di gonfiaggio pneumatici, limitatore e regolatore di velocità, media control con 4 altoparlanti + supporto smartphone + presa USB-C.

Il livello di equipaggiamento include retrovisori esterni regolabili manualmente, riconoscimento dei segnali stradali (TSR), sedile conducente e volante regolabili in altezza, sensori di parcheggio posteriori, sistema di rilevamento stanchezza con telecamera (DDAM), 3 punti di fissaggio “YouClipâ€, barre tetto modulari, cerchi in acciaio ERELIA da 16”, nuova calandra anteriore con paraurti anteriore e posteriore in tinta, carrozzeria e ski in Starkle, nuova selleria Stepway in tessuto nero e blu nuovo volante (mousse), nuovi fari anteriori a LED, nuovi fari posteriori con luci diurne (DRL) a LED, panchetta posteriore frazionabile e ribaltabile 1/3-2/3, retrovisori esterni e maniglie porta in finitura nera goffrata, stripping decorativo tra i fari posteriori.

Due scelte di motori per la Expression

I motori della gamma Stepway Expression in Italia si distinguono in due affidabili opzioni: un 1.0 TCe 110 benzina, motore turbo a 3 cilindri, ideale per chi cerca versatilità e spinta in città. Il 1.2 Eco-G 120 (GPL/Benzina) è un nuovo 3 cilindri turbo da 122 CV che garantisce il doppio vantaggio del GPL e la possibilità di abbinamento a un cambio automatico a doppia frizione. Una possibilità in più per chi affronta anche lunghi spostamenti. Brillantezza, ottima ripresa per i viaggi e piacere di guida rendono questo motore uno dei più scelti.

L’allestimento Expression = Essential + comprende: alzacristalli anteriori elettrici, impulsionale lato conducente, alzacristalli posteriori elettrici, console centrale con bracciolo e freno di stazionamento manuale (tranne nel caso di motori con cambio automatico, dove il freno di stazionamento è elettrico), nuovo Media Display da 10” con 4 altoparlanti e replicazione smartphone (via cavo e wireless), retrocamera di parcheggio, retrovisori esterni regolabili elettricamente e sbrinanti, volante regolabile in profondità, barre tetto modulari, cerchi flexwheel ATARA da 16‘’, fari fendinebbia anteriori, maniglie porta in tinta carrozzeria, nuova calandra anteriore con paraurti e ski in Starkle, nuova decorazione sulle porte anteriori in blu Anatole, nuova parte superiore della plancia in blu Anatole, nuovi sticker decorativi e retrovisori esterni in tinta carrozzeria.

La fascia in plastica nera della Dacia Sandero Stepway dona un tocco muscolare
Ufficio Stampa Dacia
La fascia in plastica nella zona posteriore della Dacia Sandero Stepway dona un tocco muscolare

Per chi non si accontenta

L’allestimento Extreme della Dacia Sandero Stepway offre motorizzazioni in grado di coniugare efficienza, risparmio e versatilità. Le opzioni principali, come in precedenza, sono motore bifuel Benzina/GPL (ECO-G) e propulsori a benzina puri, che beneficiano anche del sistema Extended Grip per una migliore aderenza sulle superfici scivolose. Una soluzione ideale che parte da 14.797,90 rispetto all’entry a 13.896,26 della Expression, mentre la Stepway Essential viene 12.912,66 euro.

L’allestimento Extreme = Expression comprende: blind spot warning, climatizzatore automatico, freno di stazionamento elettrico, keyless entry (sistema di accesso e avviamento senza chiave), sensori di parcheggio anteriori, sistema Extended Grip con informazioni off-road visualizzabili sullo schermo multimediale, supporto per smartphone, design interno ed esterno “Extreme†con finiture color rame, nuovo driver display digitale da 7” (AMDC), nuovi cerchi in lega TAMIA BLACK da 16‘’, selleria in TEP Microcloud verde e nero e tappetini in gomma.

Tinte, opzione e pack

La tinta Bianco Ghiaccio è gratuita sulla Sandero Stepway, mentre costano 700 euro il Nero Nacré, Grigio Scisto, Verde Oxide, Blu Iron, Beige Safari e Giallo Ambra. Risultano optional la ruota di scorta (no Eco-G), i nuovi cerchi in lega TAMIA da 16’’, il Pack Comfort che include il climatizzatore automatico + keyless entry (solo su Eco-G 120 cambio automatico), il Pack Navigation con il Nuovo Media Nav Live (schermo centrale da 10‘’+ navigazione connessa + app scaricabile da App Store + sistema audio Arkamys 3D con 6 altoparlanti) + presa USB-C posteriore.

Il Pack Navigation Plus presenta, invece, un nuovo Media Nav Live (schermo centrale da 10‘’ + navigazione connessa + app scaricabile da App Store + sistema audio Arkamys 3D con 6 altoparlanti) + presa USB-C posteriore + caricatore a induzione per smartphone. Il Pack Driving propone Multiview camera + commutazione automatica dei fari + retrovisori esterni ripiegabili elettricamente.

In conclusione il recente aggiornamento introdotto per il mercato italiano non rappresenta una rivoluzione a un progetto che funziona e che mette al centro la tecnologia con una gamma di allestimenti pensata per accompagnare il cliente nella migliore scelta per le sue esigenze. L’allestimento Expression rappresenta il giusto compromesso della gamma, con il TCe 100 benzina, Eco-G 120 GPL e, se richiesto, il cambio automatico, per chi cerca il massimo comfort nel traffico quotidiano. Una vettura, nata per essere una low cost funzionale, che continua a evolversi con una logica ben precisa che non passerà mai di moda nel Vecchio Continente.

Data articolo: Sat, 06 Jun 2026 04:00:20 +0000
News n. 25
GP Monaco F1, Ferrari parte a fionda: SF-26 auto da battere per ora

La Ferrari chiude davanti a tutti il venerdì di Monaco, spinta da una SF-26 che, come da pronostico, funziona egregiamente e punta a massimizzare i risultati in questo fine settimana. Le caratteristiche dinamiche della Rossa si sposano alla perfezione con le tortuose stradine del Principato; inoltre, l’assenza di criticità legate al deployment e all’aerodinamica attiva agevola notevolmente il lavoro del team. Hamilton e Leclerc si confermano così costantemente in testa alla classifica delle prove libere.

Ferrari azzecca l’assetto di base nelle FP1

La prima sessione di prove libere sul tracciato di Monte Carlo si conclude con segnali estremamente incoraggianti per la scuderia di Maranello, che piazza le sue vetture in cima alla classifica dei tempi. Fin dalle primissime battute, la SF-26 ha dimostrato una spiccata guidabilità e una stabilità rassicurante tra le insidiose stradine del Principato, confermando le aspettative della vigilia.

Il lavoro in pista è iniziato adottando le coperture a mescola Hard, una scelta che ha inevitabilmente esaltato la fisiologica assenza di aderenza iniziale dell’asfalto monegasco. In questa fase embrionale, Charles Leclerc si è reso protagonista di un innocuo lungo nel secondo settore, riuscendo agilmente a scongiurare il contatto con le barriere.

Nonostante un Lewis Hamilton apparso fin da subito a proprio agio e in sintonia con la monoposto, il monegasco ha saputo reagire con freddezza: dopo aver imposto il silenzio radio al proprio ingegnere per ricercare la massima concentrazione, ha piazzato la zampata decisiva. Trovando il giro pulito, ha rifilato momentaneamente sei decimi al compagno di box e ha confermato l’eccellente capacità di rotazione della vettura a centro curva.

Dal punto di vista prettamente tecnico, la notizia più esaltante delle FP1 riguarda il bilanciamento aerodinamico e meccanico. La SF-26 vanta un ottimo equilibrio, una caratteristica cruciale che permette di innescare simultaneamente la corretta finestra termica di utilizzo su tutti e quattro gli pneumatici. A questo si aggiunge una fase di staccata parecchio efficace.

La seconda parte della sessione ha visto le Rosse passare agli pneumatici Medium. Il programma di lavoro, incentrato su run composti da due giri di spinta e uno di raffreddamento, è stato però parzialmente compromesso dalla bandiera rossa causata dall’incidente di Hadjar alle Piscine. Con soli quindici minuti a disposizione al semaforo verde, i ferraristi hanno dovuto accelerare il warm-up.

L’adattamento alle Medium si è rivelato subito proficuo, proiettando le vetture italiane al comando della sessione. In sintesi, il venerdì mattina di Monte Carlo certifica l’ottimo stato di forma della Ferrari. La vettura gira agilmente, sfrutta a dovere le gomme e domina i riferimenti cronometrici, pur nascondendo ancora del potenziale inespresso che gli ingegneri mirano ad estrarre.

Posizione pilota Nome pilota Nome scuderia TIME/GAP
1 Charles Leclerc Ferrari 1:13.978
2 Lewis Hamilton Ferrari +0.226s
3 Max Verstappen Red Bull Racing +0.513s
4 Kimi Antonelli Mercedes +0.559s
5 George Russell Mercedes +1.005s
6 Lando Norris McLaren +1.313s
7 Nico Hulkenberg Audi +1.365s
8 Oscar Piastri McLaren +1.587s
9 Gabriel Bortoleto Audi +1.772s
10 Pierre Gasly Alpine +1.850s
11 Alexander Albon Williams +2.011s
12 Carlos Sainz Williams +2.063s
13 Isack Hadjar Red Bull Racing +2.170s
14 Sergio Perez Cadillac +2.192s
15 Franco Colapinto Alpine +2.211s
16 Oliver Bearman Haas +2.314s
17 Esteban Ocon Haas +2.355s
18 Arvid Lindblad Racing Bulls +2.411s
19 Liam Lawson Racing Bulls +2.453s
20 Fernando Alonso Aston Martin +2.700s
21 Valtteri Bottas Cadillac +3.482s
22 Lance Stroll Aston Martin +3.578s

 

Ferrari conferma le doti della SF-26 nelle prove libere 2 di Monaco

La seconda sessione di prove libere sulle stradine del Principato conferma l’eccellente stato di forma della scuderia di Maranello, capace di chiudere in testa nonostante un margine di prestazione ancora inespresso. Il lavoro sulle SF-26 è ricominciato impiegando le coperture Medium, con l’obiettivo di affinare la messa a punto e le complesse procedure di warm-up.

Il tutto concentrandosi anche sull’attivazione termica dell’impianto frenante. Fin dai primi passaggi, la monoposto ha ribadito le ottime doti di stabilità e di rotazione a centro curva già emerse in mattinata. Il traffico ha ostacolato Leclerc al Massanet e una vistosa perdita di aderenza al posteriore per Lewis Hamilton alle Piscine.

Ciò malgrado i riscontri cronometrici si sono rivelati subito estremamente competitivi. Dopo una fase di Virtual Safety Car innescata dal ritiro della McLaren di Norris, i ferraristi hanno ripreso a spingere. Leclerc ha temporaneamente conquistato la vetta con un giro al limite, per poi essere definitivamente scavalcato dal compagno di squadra, abile nel trovare un feeling superiore prima di completare lo stint.

Il successivo passaggio alle Soft ha fatto emergere le criticità termiche sofferte da quasi tutta la griglia. Entrambi i piloti hanno faticato a generare grip nel primo settore, dovendo bilanciare la prestazione per evitare il nocivo overheatingnell’ultima parte della pista. A questo ostacolo si è aggiunto il costante nervosismo di Leclerc per il traffico.

Per ottimizzare l’inserimento, Hamilton ha richiesto una micro-regolazione all’avantreno, aggiungendo un click di incidenza all’ala per aumentare il carico aerodinamico in staccata. Negli ultimi minuti, con le gomme a banda rossa ormai fuori dalla finestra ideale, il muretto voleva optare per le simulazioni di passo gara. Una decisione assecondata dall’inglese ma accolta con freddezza dal monegasco.

Purtroppo però è arrivata una bandiera rossa che di fatto ha chiuso le ostilità con cinque minuti di anticipo, archiviando un venerdì in cui la Ferrari si erge a riferimento assoluto. Resta da capire il valore reale di Mercedes e McLaren, due scuderie che per ragioni diverse non sono riuscite a massimizzare la sessione e di riflesso il rendimento.

Posizione pilota Nome pilota Nome scuderia TIME/GAP
1 Lewis Hamilton Ferrari 1:13.026
2 Charles Leclerc Ferrari +0.111
3 Max Verstappen Red Bull Racing +0.168
4 George Russell Mercedes +0.379
5 Kimi Antonelli Mercedes +0.503
6 Isack Hadjar Red Bull Racing +1.061
7 Oscar Piastri McLaren +1.062
8 Nico Hulkenberg Audi +1.068
9 Gabriel Bortoleto Audi +1.333
10 Oliver Bearman Haas +1.430
11 Pierre Gasly Alpine +1.471
12 Carlos Sainz Williams +1.486
13 Alexander Albon Williams +1.574
14 Arvid Lindblad Racing Bulls +1.722
15 Franco Colapinto Alpine +1.732
16 Liam Lawson Racing Bulls +1.759
17 Esteban Ocon Haas +1.819
18 Sergio Perez Cadillac +2.090
19 Lando Norris McLaren +2.248
20 Fernando Alonso Aston Martin +2.268
21 Valtteri Bottas Cadillac +2.733
22 Lance Stroll Aston Martin +3.148
Data articolo: Fri, 05 Jun 2026 16:56:08 +0000


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