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News n. 1
Škoda svela il nome di un nuovo SUV: sarà la futura ammiraglia della gamma

Sono passati quasi quattro anni dalla presentazione di Vision 7S, concept con cui Å koda mostrava al mondo il suo nuovo linguaggio stilistico, denominato Modern Solid. Il progetto ha anche fornito un’anticipazione di un futuro modello di serie, completamente elettrico e in grado di ospitare fino a 7 posti. Questo modello è destinato a diventare la nuova ammiraglia di Å koda. La Casa ha confermato l’arrivo imminente e ufficializzato il nome del veicolo. Vediamo i dettagli dell’annuncio per questa vettura che ricoprirà un ruolo chiave nel futuro del brand, posizionandosi al vertice della gamma.

La nuova ammiraglia

Dal concept Vision 7S nascerà la Å koda Peaq, nome con cui l’azienda vuole sottolineare il posizionamento del modello, destinato a occupare il vertice della gamma del brand. Per il momento, le informazioni sono limitate, tanto che il nuovo progetto è stato, di fatto, solo anticipato con un teaser, rimandando il rilascio di maggiori dettagli al futuro. Å koda ha confermato che l’attesa anteprima mondiale del veicolo è prevista per l’estate 2026. Secondo la Casa, inoltre, Peaq “segna un’altra pietra miliare nell’ampliamento della gamma di modelli elettrici Å koda“.

Il futuro modello avrà le caratteristiche di un SUV di grandi dimensioni, con un abitacolo spazioso e caratterizzato da soluzioni all’avanguardia. Dal punto di vista tecnico, la base di partenza sarà la ben nota piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen (oppure la sua evoluzione MEB+). È possibile ipotizzare la presenza di più motorizzazioni e di vari tagli di batteria, con una gamma particolarmente articolata e in grado di soddisfare le esigenze di tutta la clientela.

Come detto in precedenza, però, Peaq è ancora avvolto dal mistero e resterà così per diversi mesi. Il brand si prenderà tutto il tempo necessario per completare lo sviluppo e poi avviare la presentazione. Il lancio commerciale, in mercati selezionati, è programmato per fine 2026 oppure per la prima parte del 2027. Ci vorrà ancora tempo, quindi, prima di scoprire tutte le caratteristiche del nuovo SUV della Casa.

L’annuncio del debutto di Peaq è accompagnato dalla pubblicazione, sui canali social del brand, di un breve video teaser che riassume gli obiettivi dell’azienda con questo nuovo progetto. Ecco il video in questione:

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Il commento dell’azienda

Martin Jahn, membro del consiglio di amministrazione di Å koda Auto per le vendite e il marketing, ha così commentato l’annuncio della Casa arrivato in questi giorni:

“Con Vision 7S, abbiamo esplorato nuovi territori per Å koda, con un’idea chiara di come elevare il marchio. Da allora, abbiamo introdotto un nuovo linguaggio di design e perfezionato ulteriormente la nostra identità di prodotto. Ora stiamo dando vita a questo innovativo concetto di veicolo. Il nostro nuovo modello di punta porta i valori del nostro marchio, ovvero spaziosità e praticità, a un livello completamente nuovo. Da oggi, la nostra audace visione per il futuro elettrico di Å koda ha un nome: Peaq, una chiara indicazione del posto che questo modello occupa nel nostro portafoglio.”

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 06:30:40 +0000
News n. 2
Volkswagen Golf GTI: la compatta sportiva festeggia i suoi primi 50 anni

La Volkswagen Golf GTI è la compatta sportiva per eccellenza. In tutte le sue generazioni ha saputo offrire un carattere unico, catturando l’attenzione di generazioni di appassionati. Il 2026 è un anno speciale: la Golf GTI celebra i suoi primi 50 anni. Per l’occasione, la Casa tedesca ha annunciato una serie di eventi nelle prossime settimane per omaggiare al meglio l’iconica hatchback sportiva. Ecco tutti i dettagli.

Un successo da 50 anni

La prima Volkswagen Golf GTI è stata lanciata nel 1976, dando il via a una nuova era per le compatte ad alte prestazioni. Il modello poteva contare su un motore da 110 CV e sull’iconica griglia bordata di rosso. Inizialmente, Volkswagen prevedeva di realizzare appena 5.000 unità della sua sportiva compatta. Il successo, però, fu incredibile e soltanto nel primo anno di commercializzazione vennero vendute più di dieci volte le unità previste. Complessivamente, la prima generazione di Golf GTI è stata costruita in 461.690 esemplari. A contribuire al successo inaspettato fu il prezzo, 13.850 marchi tedeschi, cifra che per l’epoca fu una vera e propria sorpresa, tanto che si parlò di democratizzazione dell’auto sportiva. Nel corso dei decenni, il modello si è rinnovato, aggiornandosi nel design e nel comparto tecnico, ma senza mai abbandonare il suo carattere sportivo. La versione ad alte prestazioni della Golf ha raggiunto e superato quota 2,5 milioni di unità prodotte nei suoi 50 anni di carriera. La Golf GTI è un modello sempre attuale e richiesto e la Casa tedesca ha scelto di omaggiarne la storia con una edizione speciale.

Un nuovo modello celebrativo

Per celebrare al meglio i primi 50 anni della Volkswagen Golf GTI è stata realizzata la versione speciale EDITION 50. Si tratta della Golf GTI di produzione più potente mai realizzata. Questo modello è dotato di 325 CV di potenza ed è già ordinabile anche in Italia. Per gli appassionati e i collezionisti si tratta di un appuntamento imperdibile. Per maggiori dettagli in merito a questo modello vi rimandiamo al nostro approfondimento, pubblicato lo scorso novembre, che descrive nei particolari la nuova Golf GTI EDITION 50.

Gli eventi celebrativi

Volkswagen ha confermato che i festeggiamenti per il compleanno della sua iconica Golf GTI si estenderanno a diversi eventi, con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli appassionati. I festeggiamenti, in particolare, inizieranno il prossimo 28 gennaio in occasione di Rétromobile, evento in programma a Parigi. Curiosamente, il salone dell’auto d’epoca parigino proprio quest’anno celebra i suoi primi 50 anni. Pochi giorni dopo, invece, è previsto un altro evento dedicato alla sportiva compatta. Il 30 gennaio è in programma il Bremen Classic Motorshow, il primo salone tedesco per veicoli d’epoca. Questi due eventi segnano l’apertura della stagione europea classica 2026 e, nello stesso tempo, rappresentano l’occasione per celebrare al meglio la popolare Golf GTI, modello che non passa mai di moda e che ancora oggi continua a rappresentare un’icona per tutti gli appassionati.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 06:30:21 +0000
News n. 3
Il traffico sulle autostrade oggi in tempo reale

La situazione del traffico sulle autostrade italiane il 18 gennaio 2026 presenta alcune criticità dovute principalmente a condizioni meteorologiche avverse come pioggia e vento forte. In particolare, sulla A14 Bologna-Taranto si segnala pioggia intensa tra Fermo Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto, e sulla A1 Milano-Napoli la presenza di nebbia significativa tra Fiorenzuola e Terre di Canossa – Campegine. Segnalati inoltre forti venti sulla tratta Genova-Ventimiglia sulla A10 e pioggia anche sulla A25 Torano-Pescara, ma fortunatamente senza code rilevanti.

 

 

A1 Milano-Napoli



05:25 – Nebbia A Banchi tra Fiorenzuola e Terre di Canossa – Campegine
Nebbia persistente che interessa la tratta autostradale in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
La nebbia si estende dal chilometro 119.5 al chilometro 74.0 per una lunghezza di 45.5 km.

A10 Genova-Ventimiglia



05:54 – Vento Forte tra Bivio A10/A7 Milano-Genova e Bivio A10/Inizio Complanare Savona
Condizioni di vento forte che interessano la tratta autostradale in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
L’area interessata copre dal chilometro 44.0 al chilometro 0.0 per una lunghezza di 44.0 km.

A14 Bologna-Taranto



06:22 – Pioggia tra Fermo Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto
Condizioni di pioggia che interessano la tratta autostradale in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
La pioggia si estende dal chilometro 311.7 al chilometro 279.5 per una lunghezza di 32.2 km.

A25 Torano-Pescara



05:42 – Pioggia tra Bussi-Popoli e Scafa-Alanno
Pioggia che interessa la tratta autostradale in entrambe le direzioni
Direzione entrambe le direzioni
L’area colpita va dal chilometro 166.4 al chilometro 149.9 per una lunghezza di 16.5 km.

Fonte: Autostrade per l’Italia

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 06:08:00 +0000
News n. 4
Furto della targa e guida, cosa fare per evitare la multa

La targa è l’elemento identificativo dell’auto e senza di essa non c’è un soggetto legittimato a circolare, al netto di una sola eccezione. Non è consentito guidare senza targa, ma lo è circolare in attesa della reimmatricolazione, secondo una sequenza di adempimenti che non ammette scorciatoie. Nel caso di controllo stradale, l’elemento che pesa di più è ciò che l’agente può verificare. Un veicolo privo di targa o con un pannello irregolare viene valutato sul piano oggettivo perché la legge richiede identificabilità immediata. Se il pannello sostitutivo non rispetta i requisiti formali, la spiegazione del furto diventa secondaria in quanto l’infrazione è già consumata al momento dell’accertamento.

La denuncia della targa rubata è obbligatoria

Dal momento in cui si scopre il furto della targa, il tempo inizia a contare contro il proprietario del veicolo. La normativa impone di presentare denuncia entro 48 ore, e non si tratta di un termine simbolico. La denuncia serve a cristallizzare una data, a dimostrare che da quel momento il titolare del veicolo non aveva più la disponibilità del contrassegno e ad attivare la possibilità di circolare in modo temporaneo. Senza denuncia, la posizione è irregolare. Anche se il furto è reale, l’assenza dell’atto formale rende la circolazione illegittima perché il sistema non riconosce l’evento. In pratica la legge non presume la buona fede, la pretende documentata.

Sistemi di rilevamento automatico, varchi elettronici, accessi alle zone a traffico limitato, telecamere di controllo velocità o pedaggi possono associare una violazione a una targa che risulta collegata al veicolo rubato. Senza una denuncia tempestiva e una reimmatricolazione conclusa, il proprietario può ritrovarsi a dover dimostrare più volte la propria estraneità ai fatti.

La (falsa) convinzione più diffusa

La denuncia non autorizza a circolare con il veicolo nudo, né a improvvisare soluzioni creative. Dopo il furto, la circolazione è ammessa solo se viene applicato un pannello sostitutivo a fondo bianco che riporti i dati della targa originaria, con dimensioni, caratteri e collocazione conformi a quelle previste per la targa vera. Un foglio A4 scritto a mano, una stampa approssimativa, numeri di grandezza diversa o una posizione casuale non soddisfano i requisiti. In quei casi, dal punto di vista giuridico, si sta circolando senza targa, non con una targa provvisoria, e la denuncia perde la sua funzione protettiva.

C’è una linea sottile tra un pannello sostitutivo regolare e una riproduzione illecita. Quando la riproduzione assume caratteristiche tali da simulare una vera targa senza autorizzazione, si entra in un territorio che può assumere rilievo penale. Anche un comportamento nato con l’intento di sistemare le cose si trasforma in una violazione più grave rispetto alla circolazione irregolare. La possibilità di circolare con il pannello sostitutivo non è indefinita. La legge concede 15 giorni di tempo dalla data della denuncia. Questo periodo è una finestra tecnica pensata per consentire di verificare l’eventuale ritrovamento delle targhe e, in caso negativo, avviare la procedura successiva. Trascorsi i 15 giorni cambia la situazione. Se le targhe non vengono recuperate, il veicolo non può più circolare finché non viene reimmatricolato, con rilascio di nuove targhe e nuovi documenti.

La reimmatricolazione come reset giuridico

La reimmatricolazione è un azzeramento identificativo del veicolo. Cambiano le targhe, viene emessa una nuova carta di circolazione e aggiornato il certificato di proprietà per evitare che le vecchie targhe rubate possano continuare a generare problemi al legittimo proprietario. Questo passaggio tutela anche sul piano pratico. Le targhe rubate finiscono raramente nel nulla: vengono utilizzate per coprire veicoli simili, eludere controlli, attraversare varchi elettronici o commettere illeciti. Senza reimmatricolazione, il rischio è di trovarsi coinvolti in una lunga serie di contestazioni da dimostrare.

Le sanzioni, perché la buona fede non basta

Si può essere multati anche dopo un furto. Succede perché la legge non sanziona l’evento criminoso subìto, ma la condotta successiva. Se non si presenta la denuncia nei termini, se si circola senza pannello conforme o se si superano i 15 giorni senza reimmatricolare, scatta in ogni caso la sanzione. Le multe previste per la circolazione senza targa o con targa irregolare possono essere accompagnate da fermo amministrativo del veicolo. Nei casi di reiterazione o di uso di targhe non proprie si arriva alla confisca e a profili penali legati alla falsificazione o all’uso indebito di contrassegni.

Gli Sportelli telematici dell’automobilista esistono proprio per evitare che la fase successiva al furto si trasformi in un limbo. Utilizzarli significa abbreviare i tempi, ridurre gli errori formali e arrivare più rapidamente alla chiusura giuridica della vicenda. Finché la targa rubata risulta associata al proprio veicolo, ogni violazione, pedaggio non pagato o segnalazione automatica può arrivare all’intestatario. La denuncia è la prima linea di difesa, ma la reimmatricolazione è il solo modo per chiudere il legame giuridico con quella sequenza alfanumerica.

Dal punto di vista assicurativo, la circolazione senza targa regolare apre scenari complessi. In caso di incidente, la compagnia può sollevare eccezioni se il veicolo non era correttamente identificabile al momento del sinistro. Non significa la perdita in automatico della copertura, ma introduce un rischio di rivalsa o di complicazioni nella gestione del risarcimento se l’irregolarità non era necessaria.

Ecco allora che ci sono due strade perseguibili. La prima è seguire alla lettera la procedura, con denuncia immediata, pannello conforme e rispetto dei tempi. La seconda è non utilizzare il veicolo fino alla reimmatricolazione. In questo contesto, i bulloni antifurto sono una soluzione efficace contro il furto delle ruote grazie a un sistema di fissaggio che richiede una chiave dedicata e rende più difficile qualsiasi tentativo di rimozione non autorizzata. La funzione è deterrente perché aumenta tempi e complessità per chi tenta un’azione criminosa.

Accanto a questa applicazione ci sono i bulloni antifurto specifici per la targa che sostituiscono i tradizionali bulloni di fissaggio. Realizzati in acciaio temprato ad alta resistenza, utilizzano un profilo di sicurezza abbinato a una chiave proprietaria così che solo il titolare del veicolo sia in grado di svitarli e rimuovere la targa. La sostituzione dei bulloni standard con quelli antifurto è un’operazione che può essere eseguita sia in officina sia in autonomia. La maggior parte dei modelli in commercio è infatti universale, caratteristica che ne consente l’installazione su quasi tutti i veicoli senza particolari adattamenti.

Data articolo: Sun, 18 Jan 2026 05:00:04 +0000
News n. 5
Gli italiani sono gli automobilisti più parsimoniosi

Ogni Paese ha le sue abitudini in tema di acquisto di una nuova autovettura. In alcuni Paesi, infatti, gli automobilisti sono abituati a cambiare il proprio veicolo ogni pochi anni. In altri, invece, si preferisce tenere l’auto per tanto tempo, sfruttandola al massimo e ammortizzando il più possibile l’investimento iniziale per l’acquisto. In questa seconda categoria rientrano gli automobilisti italiani, come confermano i dati di carVertical riportati dal Corriere della Sera. La differenza tra la media europea e quella italiana, in termini di chilometri percorsi con il proprio veicolo in tutto il suo ciclo di vita, è davvero considerevole. Andiamo ad analizzare i dati completi.

Gli italiani “spremono” l’auto prima di cambiarla

Gli automobilisti italiani sono abituati a sfruttare al massimo il proprio veicolo prima di cambiarlo. In media, infatti, un singolo proprietario percorre 104.638 chilometri prima di vendere la propria auto. Si tratta di un dato nettamente superiore rispetto alla media europea, che prevede una percorrenza media di 75.928 chilometri. Di conseguenza, l’auto acquistata viene sfruttata al massimo, spingendola il più possibile vicino al limite.

Quest’aspetto comporta anche un allungamento della carriera della vettura e, quindi, contribuisce a incrementare l’età media del parco circolante che in Italia è tra le più alte in Europa. Da segnalare, inoltre, che il chilometraggio medio annuo degli automobilisti italiani è, sostanzialmente, in linea con la media europea, risultando pari a 19.558 chilometri. Questo dato rafforza quanto affermato in precedenza: gli italiani usano l’auto in modo simile al resto degli europei, ma, semplicemente, tendono a cambiarla più di rado.

Ricordiamo che in tema di auto usate, nelle scorse settimane, carVertical ha pubblicato quelli che saranno i trend del mercato per il 2026 con l’obiettivo di “fotografare” l’attuale stato del mercato e le sue possibili evoluzioni future.

Quando si cambia auto?

In media, un automobilista italiano tiene la stessa automobile per circa 5,4 anni. Si tratta di un dato superiore a quello di molti altri Paesi europei. Altri automobilisti, come avviene ad esempio in Portogallo, sono ancora più “affezionati” alla propria auto che viene cambiata soltanto ogni 7,2 anni.

Dove conviene comprare un’auto usata

Come confermano anche i dati del mercato italiano, il settore delle auto usate continua a godere di ottima salute, anche per via dei costi sempre più elevati delle auto nuove. Secondo l’indagine, alcuni mercati sono più rischiosi di altri per quanto riguarda le auto usate. In particolare, Repubblica Ceca, Finlandia, Spagna e Ucraina sono Paesi in cui si registrano cambi frequenti di proprietà, ma anche un chilometraggio molto elevato.

Si tratta di una combinazione da evitare quando si acquista un’auto usata. Ad esempio, in Spagna la percorrenza è elevata (23 mila chilometri all’anno) ma i cambi sono frequenti (circa uno ogni 4 anni). In Germania, Lituania, Portogallo e Regno Unito, invece, le auto tendono a essere cambiate meno frequentemente, ma i chilometraggi annui sono più bassi. Nel Regno Unito, ad esempio, si scende fino a poco più di 12 mila chilometri.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 15:00:51 +0000
News n. 6
Hyundai Ioniq 9, miglior SUV al mondo per la giuria dei Women’s Worldwide Car of the Year

Hyundai Ioniq 9 è uno dei modelli più interessanti del segmento dei SUV elettrici (e non solo). L’ammiraglia a zero emissioni di Hyundai ha conquistato, in questi giorni, un importante riconoscimento da parte della giuria dei Women’s Worldwide Car of the Year. Questo premio va a confermare l’eccellenza del progetto e l’ottimo lavoro svolto da Hyundai per la sua realizzazione. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.

Il miglior SUV al mondo

Grazie a un mix unico tra tecnologia e comodità, Hyundai Ioniq 9 ha conquistato il prestigioso titolo di World’s Best Large SUV ai Women’s Worldwide Car of the Year Awards (WWCOTY) 2026. Ad assegnare questo riconoscimento è stato un panel internazionale composto da 84 giornaliste esperte nel settore automotive, provenienti da 54 Paesi, che hanno analizzato le ultime novità del mercato delle quattro ruote tenendo conto di vari parametri (sicurezza, qualità costruttiva, design, prestazioni, facilità di guida, sostenibilità ambientale e rapporto qualità-prezzo). La combinazione di tutti gli elementi ha permesso di individuare il vincitore. Il SUV di Hyundai ha superato oltre 20 concorrenti, confermandosi come un modello di riferimento per il mercato delle quattro ruote su scala globale.

Secondo Marta García, Executive President at Women’s Worldwide Car of the Year, il SUV di Hyundai:

dimostra chiaramente come la tecnologia avanzata e l’usabilità quotidiana possano andare di pari passo. La sua capacità di ricarica rapida ed efficienza, l’eccezionale spazio interno e l’elevata qualità complessiva stabiliscono un nuovo punto di riferimento nel segmento dei grandi SUV

Avendo conquistato il titolo di “Best Large SUV”, il modello di Hyundai è ora in corsa per il WWCOTY Supreme Winner dove dovrà superare la concorrenza dei modelli vincitori nelle altre categorie della rassegna (Compact Car, Compact SUV, Large Car, 4×4 & Pickup e Performance Car). Il premio sarà assegnato a marzo 2026. Lo scorso anno un altro SUV Hyundai conquistò il titolo.

Hyundai, in occasione dell’annuncio del nuovo riconoscimento, ha colto l’opportunità di ricordare i premi già ottenuti dal suo SUV, lanciato a fine 2024. Tra questi troviamo:

  • 2025 TopGear.com Electric Awards
  • German Premium Car of the Year 2026 del German Car of the Year (GCOTY)
  • Comfortable Cruiser of the Year del Carwow Car of the Year Awards 2026
  • Gold Winner agli 2025 Australian Good Design Awards (Automotive category), per il Best Exterior Design Commendation
  • Red Dot Award (categoria auto e motocicli)
  • 2025 iF Design Awards (categoria automotive)

L’apice dell’innovazione secondo Hyundai

Con IONIQ 9, Hyundai ha realizzato un modello pensato per sorprendere e per mostrare le sue capacità di innovazione. Il SUV può contare su un design ricercato che unisce quella che l’azienda definisce “estetica futuristica” a un’attenzione particolare per l’aerodinamica. Da non dimenticare il comfort e lo spazio interno, con la possibilità di sfruttare tre file di sedili, con configurazione a sei o sette posti. Ci sono poi sostenibilità ed efficienza: il SUV è basato sulla piattaforma E-GMP con tecnologia a 800 Volt e può contare sulla ricarica ultra veloce (da 10% a 80% di autonomia in appena 24 minuti, utilizzando una colonnina compatibile). Da non dimenticare anche la tecnologia con la presenza dell’ultima generazione di Connected Car Navigation Cockpit, con riconoscimento vocale, integrazione dell’AI e connettività avanzata.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 13:45:04 +0000
News n. 7
Jeff Bezos contro Tesla, il pick-up elettrico low-cost mette pressione a Musk

La guerra tra i titani del tech non si combatte più solo a colpi di razzi spaziali e satelliti. Dopo anni di schermaglie a distanza, Jeff Bezos ha deciso di lanciare il guanto di sfida a Elon Musk nel terreno dove quest’ultimo si sente più forte: l’automotive elettrico. L’arma del fondatore di Amazon si chiama Slate Truck, un pick-up compatto quasi spartano, che sembra nato per essere l’esatto opposto del monumentale e controverso Cybertruck di Tesla. Mentre dimensioni e prezzi di quest’ultimo riscuotono opinioni contrastanti, il progetto Slate bada alla concretezza estrema e i numeri sembrano già darle ragione: le 150.000 prenotazioni fin qui raccolte indicano l’interesse del mercato americano (e non solo) per veicoli elettrici non troppo costosi.

No alla guida autonoma

Prendete i classici maxi-display che coprono l’intera plancia e metteteli da parte, e lasciate stare anche i sistemi di guida autonoma da Ritorno al Futuro. Il Ceo di Slate, Chris Barman, spazza via ogni dubbio:

“Non abbiamo piani per la guida autonoma”

In un’epoca di software-driven cars (apprezzate anche dal “nostro” Vasco Rossi), lo Slate Truck si muove controcorrente e ruota attorno alla semplicità. Invece dell’infotainment integrato, adotta un robusto supporto universale per smartphone o tablet, al posto del climatizzatore propone tasti fisici e i finestrini sono addirittura a compasso. I decani delle auto ci vedranno un tocco di nostalgia anni Ottanta, di certo l’approccio è di tipo low-cost, con un prezzo d’attacco stimato di circa 27.000 dollari (poco più di 23.000 euro). Se la cifra trovasse conferma al debutto previsto per fine 2026, le concorrenti farebbero un’enorme fatica a tenerne il passo.

Compatto fuori, geniale dentro

Lungo appena 4 metri e 43 centimetri – meno di una Honda Civic – lo Slate Truck sfida la cultura americana del “big is better”. Eppure, grazie a un design intelligente, il cassone posteriore da 1,5 metri non sfigura di fronte ai mostri sacri del settore come il Ford Maverick. La vera chicca è però la modularità. Il veicolo nasce come cabina singola a due posti, disponibile in un’unica tinta grigio ardesia, ma per gli utenti bisognosi di spazio extra, il mezzo propone un kit “flat-pack” che permette di aggiungere sedili posteriori e airbag, trasformando il pick-up in un SUV a cinque posti.

La sfida della produzione

Cantare fin da ora il successo di Slate suona però prematuro perché un conto è raccogliere depositi da 50 dollari, un altro mettere migliaia di veicoli su strada. Lo ha capito a proprie spese Ford, che ha di recente frenato sul suo F-150 Lightning elettrico per mancanza di redditività. A ogni modo,Bezos e soci puntano alla luna: la ristrutturazione di una fabbrica a Warsaw, in Indiana, dovrebbe permette di produrre 150.000 esemplari all’anno.

Sotto il cofano (o meglio, sull’asse posteriore), un motore da 201 CV promette un onesto 0-100 in 8 secondi e un’autonomia che, nella versione con batteria maggiorata, sfiora i 390 km. Se Musk ha cercato di reinventare l’auto come un gadget di lusso corazzato, Bezos sta scommettendo su un ritorno alle origini: lo Slate Truck potrebbe essere la prima vera “auto elettrica del popolo” nel segmento pick-up.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 10:25:52 +0000
News n. 8
Corteo nuziale blocca l’autostrada, scattano sequestri e sanzioni

L’euforia del momento può giocare dei brutti scherzi. In un sabato come tanti, lungo l’autostrada A7 francese, all’altezza della circonvallazione di Mercurol nella Drôme, la situazione è degenerata dopo un matrimonio.

Bloccate tutte e tre le corsie di marcia

In principio doveva trattarsi di un normale corteo nuziale, come se ne vedono tanti, ma ben presto la viabilità è stata protagonista di un sequestro collettivo lungo le tre corsie di marcia, con una ventina di auto che sfilavano alla sola velocità di 20 km/h. Incuranti del pericolo e dei disagi provocati, le macchine in festa hanno lasciato centinaia di automobilisti bloccati in una delle arterie più trafficate e vitali della rete stradale d’oltralpe, richiedendo l’intervento delle Forze dell’Ordine.

Accorsa sul posto, la gendarmeria ha disposto il sequestro immediato di due mezzi, tra cui l’auto degli sposi, che mai avrebbero immaginato di restare a piedi in autostrada. Del resto, la Squadra Dipartimentale della Sicurezza Stradale non ha fatto altro che applicare la legge.

Il Codice della Strada non perdona

In Francia, così come in Italia, il Codice della Strada punisce severamente intralci deliberati alla circolazione per i seri pericoli generati in termini di sicurezza. Un tamponamento a catena in autostrada, causato da un veicolo che procede troppo lentamente o che si ferma senza motivo, può avere esiti fatali, e la normativa in vigore cerca di dissuadere proprio questo genere di comportamenti, qualunque sia la ragione.

I provvedimenti per episodi simili vanno da multe severe alla decurtazione massiccia di punti della patente e, nei casi più gravi, denunce penali per attentato alla sicurezza stradale. In un momento in cui l’inizio del 2026 porta con sé anche la stangata dei rincari ai pedaggi autostradali, vedere infrastrutture pagate a caro prezzo trasformate in aree gioco private fa montare ancora di più la rabbia degli utenti regolari.

I rischi delle distrazioni alla guida

La storia assurda portata all’attenzione generale dagli organi di informazione transalpina si allinea a un trend preoccupante di ricerca dell’attenzione estrema. Spesso è la voglia di un video memorabile per i social a spingere le persone a gesti sconsiderati. È successo in autostrada per un matrimonio, ma accade ovunque, e l’elenco è in continuo aggiornamento. Anche a costo di “rovinare la festa”, le Forze dell’Ordine si adoperano a contrastare il fenomeno, prima che sia troppo tardi.

Riecheggia ancora negli Stati Uniti il drammatico investimento di un pedone da parte di una donna mentre era in diretta su TikTok, uno dei purtroppo numerosi esempi di quanto una distrazione alla guida possa rivelarsi fatale. Ed è in fondo lo scopo della battaglia intrapresa dalla politica europea e mondiale, che sta rendendo obbligatoria l’introduzione degli ADAS anche sulle auto di piccola cilindrata.

Il diritto di festeggiare finisce esattamente dove inizia il diritto degli altri di viaggiare in sicurezza. Per i novelli sposi della Drôme, l’album dei ricordi avrà una pagina inaspettata: quella del verbale di sequestro. Un promemoria carissimo che ricorderà loro, per tutta la vita, che l’amore può essere cieco, ma la Polizia stradale ci vede benissimo.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 09:36:20 +0000
News n. 9
Raffica di multe dietro l’arena olimpica a Milano: residenti furiosi

Tra i cantieri di Santa Giulia e i Giochi Olimpici 2026 in procinto di partire, scoppiano le polemiche a Milano su via Bonfadini, proprio dietro la nuova Arena firmata David Chipperfield. Nel corso dell’ultimo fine settimana, mentre l’impianto ospitava le Hockey Finals, fuori le Forze dell’Ordine hanno fatto ampio ricorso a multe e rimozioni forzate.

Parcheggi spariti

Al di là della sosta selvaggia, la viabilità subisce gli improvvisi e drastici cambiamenti avvenuti in un arco temporale molto ristretto. Con l’arrivo dei bus da 18 metri che collegano Rogoredo all’Arena, i parcheggi sono letteralmente spariti, inghiottiti dai nuovi divieti necessari a far passare i mezzi pesanti. A esprimere tutto il malcontento del quartiere è una sua storica residente, S.G., ai microfoni di MilanoToday:

“Da quando hanno aggiunto i divieti in via Sordello è davvero difficile trovare spazio per parcheggiare. Nelle scorse settimane hanno posizionato dei paletti in via Bonfadini, ma le auto e i furgoni continuano a parcheggiare tra un paletto e l’altro”

La questione dei dissuasori è al centro di una disputa che dura da Natale. Dal canto suo l’amministrazione comunale rivendica la scelta di voler porre fine alla “sosta selvaggia” che per anni ha infestato i marciapiedi della zona, creando pericoli per pedoni e disabili. L’assessore alla Mobilità di Milano, Marco Granelli, aveva spiegato così l’intervento:

“Il quartiere ha visto un’intensità di cantieri e lavori e purtroppo un’invasione di veicoli sui marciapiedi in sosta, creando disagi e rischi a tutti i cittadini, a quelli che proprio lì vanno alle scuole e al mercato comunale. Per questo abbiamo deciso di porre dissuasori per tutelare i percorsi pedonali sui marciapiedi in sicurezza. Stiamo lavorando per migliorare lo spazio pubblico e le regole della sosta”

Tuttavia, tra la teoria del “miglioramento dello spazio pubblico” e la pratica di una zona blindata per le Olimpiadi, il solco sembra farsi sempre più profondo, alimentato dalla politica locale. Il circolo Perucchini di Rifondazione Comunista ha distribuito volantini per le strade del quartiere Morsenchio, puntando il dito contro l’approccio adottato da Palazzo Marino:

“Il messaggio che l’amministrazione Sala manda agli abitanti del quartiere è chiaro: niente deve disturbare il grande spettacolo e il grande affare delle Olimpiadi, le strade devono essere completamente sgombre di auto e gli abitanti del quartiere devono arrangiarsi”

Le richieste dei cittadini

Per limitare il problema, gli abitanti esortano a correggere le scelte viabilistiche a tutela della vivibilità e, soprattutto, a fermare la pioggia di sanzioni che punisce chi non ha alternative dove lasciare la vettura. Proprio nelle ultime ore, un piccolo spiraglio sembra essersi aperto: l’amministrazione di Milano ha annunciato che i lavoratori delle imprese impegnate nell’Arena potranno finalmente parcheggiare all’interno delle aree di cantiere, alleviando parzialmente la pressione sulle strade residenziali.

Un primo passo, forse, ma la sensazione dei residenti di via Bonfadini resta quella di essere rimasti incastrati tra l’incudine del progresso olimpico e il martello della Polizia locale. Il “test” dell’hockey ha messo in mostra delle criticità non trascurabili: starà ora alle autorità competenti valutare se accogliere o meno le richieste dei cittadini.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 08:38:08 +0000
News n. 10
Sciopero dei trasporti gennaio 2026: calendario e orari città per città

Nel mese di gennaio 2026 sono previsti diversi scioperi che interessano il settore dei trasporti in tutta Italia. Nell’articolo troverai il calendario con tutte le date degli scioperi programmati nel mese, con dettagli su orari, città o province coinvolte, settore e categorie dei lavoratori aderenti. Se intendi viaggiare in questo periodo, consulta attentamente i dettagli per effetto sugli spostamenti pubblici o aerei. Non sono previsti scioperi nel periodo 17 gennaio 2026.

Sciopero 19 gennaio 2026

Nella città di Bolzano è indetto uno sciopero di 4 ore, dalle 16.00 alle 20.00, che interessa il trasporto pubblico locale. È coinvolto il personale della SASA di Bolzano. I sindacati promotori sono OSR FILT-CGIL, UGL, USB LAVORO PRIVATO, ORSA TRASPORTI.

Nella città di Napoli è indetto uno sciopero di 24 ore nel settore del trasporto pubblico locale, coinvolgendo il personale viaggiante e divisione ferro, linee vesuviane della società EAV di Napoli. Il sindacato coinvolto è OSP FAISA-CONFAIL.

Nella città di Udine sarà in corso uno sciopero di 4 ore con varie modalità nel settore del trasporto pubblico locale. Parteciperà il personale della società Arriva Udine. Il sindacato indetto è ASI-AU ASSOCIAZIONE SINDACALE INDIPENDENTE.

Sciopero 23 gennaio 2026

Nella città di Napoli è previsto uno sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 09.00 alle 17.00, che coinvolge il personale della società Trenitalia OMCC di S. Maria la Bruna. Il sindacato coinvolto è OSR FIT-CISL.

Sciopero 26 gennaio 2026

In tutta Italia è programmato uno sciopero nazionale nel settore elicotteri: per le basi diurne dalle 08.00 alle 16.00, per le basi H24 dalle 08.00 alle 20.00. Coinvolto il personale di volo settore elicotteri della società Avincis RW. Sindacati: FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Sciopero 27 gennaio 2026

Nella città di Genova è previsto uno sciopero di 4 ore, dalle 11.30 alle 15.30, nel settore del trasporto pubblico locale, che interessa il personale della società AMT di Genova. Il sindacato coinvolto è OSR CUB TRASPORTI.

Sciopero 29 gennaio 2026

Nella città di Ancona si svolgerà uno sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale che coinvolge il personale della società Conerobus di Ancona. Sindacati: OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Sciopero 30 gennaio 2026

Nella città di Bologna previsto uno sciopero ferroviario di 8 ore, dalle 9.01 alle 16.59, e coinvolge il personale della società RFI-Circolazione e Orario Area Bologna. I sindacati sono OSR FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA.

Nella città di Palermo indetto uno sciopero di 4 ore e 30 minuti (dalle 9.00 alle 13.30) che riguarda il trasporto pubblico locale, coinvolgendo il personale delle società Sais Trasporti, Autolinee Gallo e Autolinee Giamporcaro. I sindacati sono OSR FILT-CGIL, UILT-UIL, FAISA-CISAL.

Nella città di Bolzano si terrà anche uno sciopero di 24 ore nel settore del trasporto pubblico locale, coinvolgendo il personale della società SASA di Bolzano. I sindacati promotori sono OSR UGL, USB LAVORO PRIVATO, ORSA TRASPORTI.

Sciopero 31 gennaio 2026

Nella città di Brescia (Lombardia) è previsto uno sciopero di 4 ore dalle 13.00 alle 17.00 che coinvolge il personale della società GDA Handling dell’Aeroporto di Brescia Montichiari e personale della società MH24 Aeroporto di Brescia Montichiari. Il sindacato coinvolto è OSR USB LAVORO PRIVATO.

In tutto il Veneto ci sarà uno sciopero aereo interregionale di 4 ore (dalle 13.00 alle 17.00) per il personale della società ENAV di Verona Airport. Sindacati: OSL FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, FAST-CONFSAL-AV, RSA.

In Italia è proclamato uno sciopero nazionale nel settore aereo di 4 ore, dalle 13.00 alle 17.00, che coinvolge piloti ed assistenti di volo della società EasyJet Airlines Limited. Sindacati: FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TA, ANPAC.

Fonte: Mit

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 11
Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

Oggi, 17 gennaio 2026, offriamo una fotografia chiara dei prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane, sulla base dell’ultimo aggiornamento disponibile del 16-01-2026. I valori rilevati indicano: benzina self a 1.730, gasolio self a 1.773, GPL servito a 0.830 e metano servito a 1.486. Nelle sezioni che seguono trovi la tabella con i dettagli e un approfondimento su come si forma il prezzo alla pompa, distinguendo tra la componente industriale e quella fiscale e spiegando perché le quotazioni internazionali e il cambio euro/dollaro possono incidere sulle cifre esposte presso i punti vendita.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Aggiornamento 16-01-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.773
Benzina SELF 1.730
GPL SERVITO 0.830
Metano SERVITO 1.486

Come si compone il costo dei carburanti

Per comprendere perché il prezzo della benzina cambi nel tempo e tra diversi impianti, è utile distinguere fra le sue principali componenti. Nel caso della benzina, la parte fiscale pesa per il 58% del prezzo finale, mentre la componente industriale incide per il restante 42%. All’interno di questa quota industriale convivono due elementi: il costo della materia prima, che rappresenta circa il 30%, e il margine lordo della filiera (raffinazione, logistica, distribuzione e rete), pari a circa il 12%. La materia prima risente delle quotazioni internazionali e dell’andamento del cambio euro/dollaro: quando il greggio si apprezza sui mercati o l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, il valore all’origine tende a salire e, con esso, i listini alla pompa. Il margine, invece, è la parte su cui l’operatore può intervenire per adeguare il prezzo esposto, tenendo conto di concorrenza locale, costi di esercizio e livello di servizio. La componente fiscale comprende imposte indirette come accise e IVA, che non dipendono direttamente dall’andamento delle quotazioni giornaliere ma pesano in modo sostanziale sul costo finale. L’equilibrio tra queste voci spiega perché, a parità di dinamiche internazionali, i prezzi al consumatore possano risultare diversi tra un impianto e l’altro e variare nel tempo in funzione dei movimenti dei mercati e delle politiche commerciali.

Il prezzo del gasolio segue una logica simile ma con pesi differenti tra le parti. Qui, la componente fiscale vale circa il 45% del prezzo finale, mentre quella industriale incide per il 55%. All’interno della parte industriale, la quota legata alla materia prima ammonta a circa il 45%, risentendo in modo diretto delle quotazioni internazionali e dell’effetto del cambio euro/dollaro, mentre il margine lordo è pari a circa il 10%, ossia la porzione su cui l’operatore può intervenire per modulare il prezzo alla pompa. Anche per il gasolio, quindi, le oscillazioni del mercato del greggio e le variazioni del tasso di cambio possono determinare aggiustamenti dei listini, specialmente quando i movimenti sono prolungati o di ampiezza significativa. Il margine tiene conto dei costi della rete (trasporto, stoccaggio, gestione), della struttura commerciale e delle strategie di prezzo del singolo punto vendita. La fiscalità, composta da accise e IVA, contribuisce in misura rilevante ma, essendo in larga parte regolata per via normativa, non riflette di giorno in giorno la volatilità delle materie prime. La diversa ripartizione tra componente fiscale e industriale rispetto alla benzina aiuta a spiegare perché le variazioni di mercato possano talvolta incidere in modo diverso sui prezzi finali delle due tipologie di carburante.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 12
Il prezzo di benzina, diesel e gpl oggi

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, Virgilio Motori vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 1.642 per la benzina, 1.676 per il diesel, 0.706 per il gpl, 1.423 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.672
Benzina SELF 1.629
GPL SERVITO 0.697
Metano SERVITO 1.403

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.684
Benzina SELF 1.674
GPL SERVITO 0.683
Metano SERVITO 1.465

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.734
Benzina SELF 1.684
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.584

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.684
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.732
Metano SERVITO 1.504

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.647
Benzina SELF 1.640
GPL SERVITO 0.638
Metano SERVITO 1.388

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.663
Benzina SELF 1.628
GPL SERVITO 0.659
Metano SERVITO 1.351

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.680
Benzina SELF 1.642
GPL SERVITO 0.674
Metano SERVITO 1.380

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.659
Benzina SELF 1.620
GPL SERVITO 0.664
Metano SERVITO 1.469

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.687
Benzina SELF 1.645
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 1.435

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.660
Benzina SELF 1.621
GPL SERVITO 0.665
Metano SERVITO 1.375

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.655
Benzina SELF 1.620
GPL SERVITO 0.700
Metano SERVITO 1.303

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.676
Benzina SELF 1.651
GPL SERVITO 0.698
Metano SERVITO 1.410

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.662
Benzina SELF 1.619
GPL SERVITO 0.667
Metano SERVITO 1.412

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.668
Benzina SELF 1.656
GPL SERVITO 0.655
Metano SERVITO 1.465

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.684
Benzina SELF 1.639
GPL SERVITO 0.796

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.675
Benzina SELF 1.664
GPL SERVITO 0.759
Metano SERVITO 1.734

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.667
Benzina SELF 1.620
GPL SERVITO 0.685
Metano SERVITO 1.442

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.704
Benzina SELF 1.661
GPL SERVITO 0.727
Metano SERVITO 1.311

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.669
Benzina SELF 1.627
GPL SERVITO 0.692
Metano SERVITO 1.316

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.707
Benzina SELF 1.663
GPL SERVITO 0.811

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 17 gennaio 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 1.660
Benzina SELF 1.625
GPL SERVITO 0.679
Metano SERVITO 1.306

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 07:00:00 +0000
News n. 13
La Jeep Compass e la gamma DS Performance Line arrivano in Italia con un Porte Aperte

Il Gruppo Stellantis ha aggiornato la sua gamma con diverse novità nel corso degli ultimi mesi. Il 2026 è iniziato con il debutto in Italia di alcuni modelli come la Nuova Jeep Compass oltre all’edizione speciale DS Performance Line declinata sui modelli DS 3, N°4 e DS 7. Da una parte abbiamo un SUV destinato a ritagliarsi uno spazio da protagonista assoluto del mercato italiano, con l’obiettivo di diventare il best seller del segmento C. Dall’altra, invece, troviamo alcune serie speciali che omaggiano lo stile della DS E-TENSE FE25, la nuova monoposto di Formula E. Queste novità sono protagoniste di un Porte Aperte in tutte le concessionarie italiane. L’evento è programmato per questo weekend e, quindi, per sabato 17 e domenica 18 gennaio e sarà replicato il prossimo weekend, sabato 24 e domenica 25 gennaio.

La Jeep Compass è pronta

Il nuovo porte aperte è l’occasione scelta da Jeep per il lancio della Nuova Jeep Compass negli showroom italiani. L’evento segue il recente debutto della versione 4xe in occasione del Brussels Motor Show. Basata sulla piattaforma STLA Medium, la nuova generazione del SUV di Jeep arriva sul mercato in più varianti, con una versione elettrica al 100%, la versione e-Hybrid da 145 CV e la versione e-Hybrid Plug-in da 225 CV. Gli ordini per il nuovo modello sono già aperti. La Compass è disponibile a partire da 249 euro al mese, mentre il listino prezzi parte da 40.900 euro. Per i dettagli completi sull’offerta commerciale è possibile fare riferimento alle concessionarie Jeep, visitabili anche durante le giornate del Porte Aperte di gennaio.

Le novità di DS

Anche DS si aggiunge all’evento di Porte Aperte di gennaio organizzato da Stellantis e lo fa in grande stile, con una novità che ha tutte le carte in regola per conquistare la clientela. La nuova gamma di edizioni speciali DS Performance Line, come sottolineato in apertura, è declinata su tre modelli (DS 3, N°4 e DS 7) e rappresenta un omaggio allo stile della monoposto di Formula E di DS (la DS E-TENSE FE25). Tra le caratteristiche troviamo una livrea a tinte oro satinato e nero lucido, mentre all’interno ci sono rivestimenti in Alcantara, materiali e finiture di pregio e dettagli esclusivi.

Ecco la nuova serie speciale di DS
Ufficio Stampa Stellantis
Tre modelli compongono la nuova serie speciale DS

La DS 3 in versione Edizione Speciale DS PerformanceLine è disponibile con prezzi da 34.900 euro, scegliendo la versione HYBRID 145. Da segnalare anche la possibilità di puntare sulla variante E-TENSE 100% elettrica, disponibile con prezzi da 42.230 euro. Optando per il leasing, è possibile puntare sul modello con rate da 250 euro al mese.

Per quanto riguarda la N° 4 in versione DS Performance Line, il prezzo di listino parte da 39.300 euro per la versione HYBRID 145 e da 40.700 euro per la diesel BlueHDi 130 Automatico. A completare la gamma troviamo la Plug-In Hybrid 225, disponibile da 47.850 euro. Anche in questo caso, c’è la possibilità di leasing da 250 euro al mese. A completare l’offerta troviamo la DS 7 che, scegliendo l’edizione DS Performance Line, è disponibile con prezzi da 46.700 euro per la versione BlueHDi 130 Automatico. In questo caso, il leasing è disponibile con canone mensile da 350 euro.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 06:30:48 +0000
News n. 14
Seat & Cupra: il 2025 si chiude con un record storico di vendite

Il 2025 si è chiuso con un record storico di vendite per Seat & Cupra, l’azienda del Gruppo Volkswagen che gestisce i modelli dei due brand, Seat e Cupra. I numeri parlano chiaro: le immatricolazioni sono cresciute, con anche un contributo molto importante da parte dei modelli elettrificati. A sostenere il risultato è stato il marchio Cupra, che continua il suo programma di crescita. Seat, invece, ha chiuso il 2025 in calo ma ha gettato le basi per il futuro, anticipando l’arrivo di nuovi modelli. Andiamo ad analizzare tutti i numeri diffusi dall’azienda.

Un nuovo record

Seat & Cupra ha chiuso il 2025 con un totale di 586.300 veicoli consegnati. Questo dato rappresenta un nuovo record storico con un incremento del 5,1% rispetto ai dati del 2024. A sostenere la crescita, in particolare, è Cupra che ha raggiunto 328.800 unità consegnate, facendo registrare un incremento del 32,5%.

Complessivamente, inoltre, Cupra ha oltrepassato il muro del milione di unità vendute dal suo debutto sul mercato. Il modello più venduto continua a essere Formentor, che ha chiuso l’anno con un totale di 104.400 unità consegnate. Nel suo primo anno di piena disponibilità sul mercato, invece, Terramar ha toccato quota 66.000 consegne. Il brand ha chiuso l’anno con una quota di mercato del 2,22% in Europa, avvicinandosi all’obiettivo del 3%.

Per quanto riguarda Seat, invece, le vendite sono state pari a 257.400 unità con un calo del 17% rispetto al 2024. Questo risultato, secondo l’azienda, riflette le difficoltà dell’intero settore. Il modello più venduto resta l’Ibiza, con un totale di 94.800 unità. Seconda Arona, con 72.400 unità. Ricordiamo che, nonostante il calo delle immatricolazioni, il 2025 è stato un anno chiave per Seat che ha svelato le nuove Ibiza e Arona e ha ufficializzato una roadmap dettagliata per il suo futuro.

Da segnalare anche una crescita significativa per le immatricolazioni dei veicoli elettrificati che hanno raggiunto un totale di 84.400 esemplari di auto ibride plug-in, con un incremento del 69,2% rispetto all’anno precedente, e con 79.700 unità di veicoli elettrici, con un passo in avanti del 65,9%. Questi numeri confermano l’impegno dell’azienda verso un futuro sempre più elettrificato. Per Cupra, in particolare, le elettriche rappresentano il 24,2% delle vendite complessive, grazie ai dati raccolti da Born (43.700 unità) e Tavascan (36.000 unità).

Seat & Cupra hanno registrato un buon risultato anche in Italia con 30.954 unità immatricolate nel corso del 2025 e una crescita del 9,3% rispetto ai dati del 2024. Questo risultato è legato a doppio filo a Cupra che ha toccato quota 22.663 esemplari venduti, facendo segnare un passo in avanti pari al 35% su base annua.

Il commento del CEO

Markus Haupt, CEO di Seat & Cupra, ha così commentato i risultati raggiunti dall’azienda:

“Il 2025 ha rappresentato un anno chiave, con risultati record che sottolineano la forza della nostra strategia e, in particolare, la performance straordinaria di Cupra. Le vendite record di CUPRA dimostrano come stiamo riuscendo a connetterci con una nuova generazione di guidatori che apprezzano prestazioni e design. Sebbene le vendite di SEAT siano diminuite, il marchio rimane un pilastro fondamentale della nostra azienda, come dimostrano i recenti investimenti effettuati.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 06:30:15 +0000
News n. 15
Piazzole di emergenza autostradali, come usarle e quali multe si rischiano

Le piazzole di emergenza autostradali non sono spazi di servizio o zone neutre, né una variante ridotta dell’area di sosta. Sono zone di contenimento del rischio pensate per ridurre le conseguenze di un evento che non consente di proseguire la marcia in sicurezza. In autostrada non esiste un diritto alla fermata, ma solo una tolleranza normativa all’emergenza, e la piazzola è lo strumento attraverso cui quella tolleranza viene resa compatibile con la sicurezza collettiva. Tutto ciò che esula da questo perimetro diventa uso improprio.

Ecco perché si rischia di fare confusione tra corsia di emergenza e piazzola, come se fossero intercambiabili. In realtà la corsia ha una funzione più delicata perché consente il transito dei mezzi di soccorso e solo in casi estremi la marcia di veicoli che non possono proseguire. Percorrerla senza motivo, anche per pochi metri, o utilizzarla come spazio di sosta provvisoria espone a sanzioni più gravi rispetto a un uso improprio della piazzola perché si interferisce con una infrastruttura vitale per la gestione delle emergenze. Allo stesso tempo, scegliere di uscire in un’area di servizio invece di fermarsi in piazzola è una questione di responsabilità alla guida. Le aree attrezzate sono progettate per assorbire la sosta, offrire protezione fisica, servizi e spazi adeguati.

Quando è emergenza, secondo le norme

L’uso della piazzola è ammesso soltanto in presenza di una situazione che rende pericolosa o impossibile la prosecuzione della marcia, come un guasto meccanico, un’avaria improvvisa, un malessere fisico del conducente o di un passeggero che richieda un arresto immediato. Non conta l’intenzione, ma l’oggettività della condizione. Stanchezza, sonnolenza, necessità di fare una pausa o di consultare il telefono non rientrano in automatico nell’emergenza perché sono condizioni prevedibili e gestibili prima con l’uscita in un’area attrezzata. Fermarsi in piazzola per questi motivi espone a sanzione perché dal punto di vista giuridico si sta creando un pericolo.

Dopodiché la sosta di emergenza non è illimitata. Può durare il tempo necessario a superare la criticità e in ogni caso non può protrarsi oltre tre ore, trascorse le quali il veicolo può essere rimosso forzatamente. L’idea che la piazzola possa diventare una zona franca temporale è sbagliata.

La differenza tra emergenza tecnica ed emergenza percepita

Uno degli snodi nella valutazione dell’uso delle piazzole di emergenza è la distinzione tra emergenza oggettiva e soggettiva. La prima è misurabile, verificabile e riconoscibile anche da un soggetto terzo, come le forze dell’ordine o il personale autostradale. La seconda nasce dalla percezione del conducente che può ritenere urgente una situazione che non lo è dal punto di vista normativo. Questo scarto interpretativo è alla base delle sanzioni perché la legge tutela la condizione del veicolo e delle persone a bordo.

Come fermarsi senza aumentare il rischio

In autostrada non è il guasto in sé a essere pericoloso, ma la dinamica con cui si esce dal flusso di traffico. La manovra deve essere leggibile e progressiva, senza rallentamenti improvvisi e movimenti incerti. Oltre a raggiungere la piazzola, l’obiettivo è segnalare agli altri utenti che sta avvenendo qualcosa di anomalo. La presenza di mezzi che sfrecciano a pochi metri impone comportamenti cauti. Scendere dall’auto senza protezione, muoversi sul lato esposto al traffico o sostare inutilmente all’esterno sono tutte condotte che aggravano il pericolo. In presenza delle condizioni previste, l’uso del giubbotto ad alta visibilità e la corretta presegnalazione sono strumenti di sopravvivenza.

Un altro aspetto trascurato riguarda i passeggeri. Anche quando l’arresto è legittimo, il conducente resta responsabile delle condotte di chi viaggia con lui. Far scendere passeggeri in piazzola senza una reale necessità, consentire loro di muoversi lungo la carreggiata o sostare all’esterno del veicolo espone a rischi gravissimi e può aggravare la posizione del conducente in caso di controllo o incidente. La piazzola non è uno spazio sociale, ma un luogo tecnico dove ogni movimento deve essere ridotto all’essenziale.

Le sanzioni: l’errore in piazzola costa caro

Dal punto di vista sanzionatorio un comportamento scorretto in autostrada ha un potenziale lesivo superiore rispetto alla stessa condotta su una strada ordinaria. Chi utilizza in modo improprio la corsia di emergenza o le aree destinate alla sosta tecnica rischia multe molto elevate con importi che sfondano il muro dei mille euro, accompagnate dalla sospensione della patente. Nei casi più gravi, come la circolazione o la fermata vietata in punti critici dell’autostrada, il quadro sanzionatorio diventa più pesante con importi di diverse migliaia di euro e a provvedimenti accessori come la revoca della patente e il fermo amministrativo del veicolo.

La differenza tra una multa contenuta e una pesante dipende dalla risposta a una domanda: c’era davvero emergenza? In pratica, è stata utilizzata la piazzola come previsto o come scorciatoia? È stato creato pericolo agli altri utenti?

Il ruolo delle forze dell’ordine

Quando un veicolo viene trovato fermo in una piazzola di emergenza la valutazione si estende al contesto. Gli agenti verificano se ci siano segni evidenti di guasto, se il conducente ha attivato correttamente i dispositivi di segnalazione, se la durata della sosta è compatibile con l’emergenza dichiarata. In assenza di riscontri oggettivi, la giustificazione fornita dal conducente può non essere sufficiente perché l’onere della prova, di fatto, grava su chi ha scelto di fermarsi.

La piazzola come spazio neutro

L’errore più radicato è considerare la piazzola come un’area fuori dal traffico, quasi fosse una bolla di sicurezza. In realtà la piazzola è uno spazio tollerato, non protetto, inserito in un contesto dove il traffico continua a scorrere ad alta velocità. Chi si ferma senza una reale necessità si espone a un rischio inutile, sottovalutato fino al momento in cui diventa irreversibile.

Le infrastrutture dedicate alla sosta ordinaria ci sono per evitare questo tipo di situazioni. Aree di servizio e aree di parcheggio sono la risposta a bisogni prevedibili come il riposo, il cambio di conducente o una pausa fisiologica.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 05:00:46 +0000
News n. 16
Schuberth S3 Carbon e C5 ANC, nuovi caschi moto tra leggerezza, silenzio e comfort

Nella scorsa edizione di EICMA, tenutasi a novembre, Schuberth ha presentato due nuovi caschi in vista del 2026: S3 Carbon integrale e C5 ANC modulare. Le novità ampliano l’offerta del marchio tedesco introducendo soluzioni tecniche orientate alla riduzione del peso, al comfort nei lunghi tragitti e alla gestione dei disturbi acustici durante la guida.

Entrando nel dettaglio, S3 Carbon è caratterizzato da una calotta realizzata al 100% in carbonio, costruita utilizzando gli stessi processi produttivi e le competenze impiegate nel programma Formula 1 del brand, con benefici in termini di alleggerimento rispetto alla versione S3 in fibra di vetro. C5 ANC introduce invece la tecnologia di cancellazione attiva del rumore, con un sistema sviluppato in collaborazione con Cardo.

Schuberth S3 Carbon, il casco sport touring leggero e tecnologico

Il casco S3 Carbon è progettato per lo sport touring e combina leggerezza e prestazioni tecniche di alta gamma. Tra le dotazioni principali figurano chiusura con doppio anello a D, visiera Pinlock 120 XLT, parasole integrato e predisposizione per i sistemi di comunicazione SC sviluppati con SENA e Cardo. Il modello dispone di imbottiture premium personalizzabili tramite lo Schuberth Individual Program, disponibile per le taglie M, L e XL, per adattarsi a diverse conformazioni della testa senza compromessi sul comfort.

La ventilazione è assicurata da prese d’aria a doppio mento con filtro in mesh lavabile, canali di ventilazione EPS e uno spoiler posteriore per il corretto flusso d’aria. S3 Carbon integra inoltre il sistema S.R.S (Schuberth Rescue System) per facilitare la rimozione in caso di emergenza e ridurre le forze sul collo del motociclista. L’aeroacustica è stata ottimizzata in galleria del vento e durante test su strada, raggiungendo circa 85 dB(A) a 100 km/h su moto naked. Il prezzo di listino è di 1.099 euro.

Schuberth S3 Carbon e C5 ANC nuovi caschi moto 2026 leggeri e silenziosi
Ufficio Stampa Schuberth
S3 Carbon (sinistra) e C5 ANC (destra) sono le novità Schuberth per il 2026, svelate in anteprima a EICMA

Schuberth C5 ANC, la novità dell’Active Noise Cancellation

C5 ANC – la vera novità di Schuberth al salone di EICMA 2025 – è un casco modulare pensato per chi cerca una guida più silenziosa e controllata. Introduce la tecnologia Active Noise Cancellation, progettata per ridurre i disturbi causati da vento e turbolenze, mantenendo percepibili suoni essenziali come motore, traffico e sirene di emergenza. Il sistema è integrato tramite l’unità SC Edge ANC, che include altoparlanti da 53 mm, Bluetooth 5.2, operazioni vocali e aggiornamenti software over the air, con una portata fino a 1,6 km. La calotta modulare è stata studiata anche per offrire stabilità aerodinamica e riduzione del rumore alle alte velocità, migliorando la concentrazione e riducendo l’affaticamento durante la guida su percorsi lunghi o autostradali.

Il casco C5 ANC integra guarnizioni ottimizzate per isolare i rumori esterni, microfono e cablaggi ridisegnati e mantiene tutte le funzioni di comunicazione e interfono derivate dal sistema Packtalk Edge. I test su strada e in galleria del vento hanno permesso di calibrare il sistema Active Noise Cancellation per diversi modelli di moto e condizioni di guida, ottenendo una riduzione di picco fino a 10 dB nell’intervallo tra 100 e 700 Hz. Il design modulare garantisce anche facilità di apertura e chiusura, mentre le imbottiture interne rimovibili e lavabili migliorano comfort e igiene. Il casco sarà disponibile in primavera in Matt Black, Gloss White e Concrete Grey al prezzo di 799 euro, con il sistema SC Edge ANC opzionale a 529 euro.

Data articolo: Sat, 17 Jan 2026 04:00:33 +0000
News n. 17
Il mercato dell’usato cresce ancora in Italia: ecco i dati del 2025 per auto e moto

Continua la crescita del mercato dell’usato in Italia, sia per quanto riguarda le auto che le moto. La conferma arriva dall’ultimo bollettino Auto-Trend di ACI basato sui dati del PRA tenendo conto di tutto il 2025 appena concluso. TTra i dati più significativi emerge una crescita sostanziale dei passaggi di proprietà delle auto elettrificate, che però rappresentano ancora una porzione ridotta del mercato dell’usato. Ecco il riepilogo del report.

Cresce l’usato

Il mercato dell’usato italiano continua a crescere, agevolato anche dai prezzi del nuovo, sempre più alti. Il trend è ormai evidente e viene confermato anche dai dati dell’anno appena concluso, sia per le autovetture che per le moto. ACI conferma l’ottimo momento del mercato dell’usato che chiude il 2025 con:

  • 3.331.145 passaggi di proprietà per le auto, con un incremento pari al 2,1% su base annua
  • 644.000 passaggi di proprietà per le moto, con un incremento pari al 3,1% su base annua

A dicembre i passaggi di proprietà sono cresciuti del 3,1% per le auto e del 4,2% per le moto. Per ogni 100 auto nuove ne sono state vendute 207 usate nel solo mese di dicembre, mentre sull’intero 2025 il rapporto è di 208 trasferimenti ogni 100 immatricolazioni. Il mercato dell’usato vale dunque più del doppio rispetto al nuovo.

Ricordiamo che nel 2025 il mercato del nuovo ha chiuso in leggero calo sia per le auto (nonostante il boom dell’elettrico) che per le moto, per queste ultime con motivazioni specifiche.

Il focus sulle alimentazioni

Il report include anche un interessante approfondimento sulle compravendite per tipo di alimentazione. Secondo le informazioni disponibili, tre auto su quattro scambiate sul mercato dell’usato sono dotate di una motorizzazione “tradizionale” e, in particolare, di motore a benzina oppure diesel. Queste soluzioni mantengono una quota maggioritaria nel settore dell’usato, favorite anche da prezzi mediamente più accessibili. Da segnalare però un’inversione di tendenza significativa: su base annuale i trasferimenti di proprietà di auto a benzina sono cresciuti del 2,1%.

Il diesel segna invece il trend opposto con i trasferimenti in calo del 5,4%. Le alimentazioni elettrificate, pur occupando ancora una quota ridotta, registrano crescite percentuali significative: le auto elettriche segnano +40% nei passaggi di proprietà, le ibride a benzina +31,3%. La crescita maggiore riguarda le ibride diesel (segmento marginale del mercato) con +47,9% nel confronto 2024-2025. Nel 2026 la crescita delle auto elettrificate sul mercato dell’usato potrebbe accelerare ulteriormente, grazie all’arrivo di un numero sempre maggiore di modelli.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 15:15:10 +0000
News n. 18
Il centenario della strada più famosa del mondo, Route 66

La Route 66 è una delle strade più famose al mondo e permette di attraversare gli Stati Uniti da Chicago a Los Angeles, da est a ovest. Nel 2026 raggiungerà un traguardo storico: 100 anni dalla sua inaugurazione

Una strada unica nel suo genere

Diventata un mito e un’autentica attrazione turistica, la Route 66 compirà 100 anni il prossimo 11 novembre 2026. Per celebrare l’evento sono in programma diverse iniziative durante tutto l’anno.

Nota anche come “Strada Madre“, la United States Route 66 attraversa otto Stati americani. La partenza convenzionale è fissata a est, da Chicago (Illinois), dove si trova la Route 66 Hall of Fame and Museum. La strada prosegue attraverso Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona, per raggiungere infine la California e terminare al Santa Monica Pier, con il suo celebre parco divertimenti affacciato sull’oceano. Complessivamente misura 3.940 chilometri (poco meno di 2.500 miglia). Nonostante nell’immaginario comune venga identificata come uno sterminato rettilineao, non è la strada più dritta al mondo

Dal 1985, a seguito dell’aggiornamento della rete autostradale federale, la Route 66 è stata rimpiazzata dall’Interstate Highway System (Interstate 55, 44, 40, 15 e 10) e non fa più parte del sistema highway ufficiale. Sulle mappe odierne viene indicata come Historic Route 66, a testimonianza del suo ruolo nella storia americana e del suo status di icona turistica.

Una vera attrazione turistica

La Route 66, grazie anche al mondo del cinema e della musica, è diventata una vera e propria attrazione turistica, sia per gli americani che per chi visita gli Stati Uniti. Si tratta della strada che incarna al meglio il concetto di “road trip“: attraversa città ma anche lunghi tratti di aree a bassa densità abitativa e con tante bellezze naturali.

Secondo uno studio di Brand USA citato da Ansa, i road trip rappresentano una delle tre principali esperienze turistiche per i visitatori internazionali degli Stati Uniti. Da questa evidenza è nata l’iniziativa Great American Road Trip, che punta a valorizzare oltre 250 luoghi iconici delle strade americane, inclusi i quasi 4 mila chilometri della Route 66.

Questa strada attraversa tanti punti di interesse come il Marsh Arch Bridge (Rainbow Bridge), il Baxter Springs Heritage Center & Museum e il Galena Mining & Historical Museum, che si trovano in Kansas, ma anche l’Oklahoma Route 66 Museum di Clinton, che racconta la storia della strada. Da segnalare anche la Threatt Filling Station, punto di riferimento per i viaggiatori afroamericani che percorrevano la Strada Madre. In Texas, invece, è possibile visitare il Cadillac Ranch mentre a Santa Rosa, New Mexico, ci si può fermare presso il Route 66 Auto Museum. In aggiunta, è in fase di apertura il nuovo West Central Route 66 Visitor Center ad Albuquerque. In Arizona, c’è, invece, il Petrified Forest National Park, l’unico parco del sistema dei Parchi Nazionali a includere un tratto della storica strada. In California, lungo il percorso, è possibile trovare il primo McDonald’s, a San Bernardino, e l’Elmer’s Bottle Tree Ranch nel Deserto del Mojave.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 14:30:05 +0000
News n. 19
In Giappone c’è un adesivo che segnala i guidatori sopra i 70 anni di età

Chiunque sia stato in Giappone avrà notato, accanto al celebre adesivo giallo e verde dei principianti (lo Shoshinsha Mark), un simbolo colorato a forma di quadrifoglio applicato sul retro di molte auto. Si tratta del Koreisha Mark, il segnale dedicato ai guidatori “Senior”.

Che cos’è il Koreisha Mark?

In Giappone, il termine Koreisha si riferisce alle persone anziane. L’adesivo, introdotto originariamente nel 1997, ha uno scopo preciso: comunicare agli altri automobilisti che la persona al volante ha più di 70 anni.

Non si tratta di un marchio di “inefficienza”, ma di un invito alla pazienza e alla cortesia. Segnala che il conducente potrebbe avere riflessi meno pronti, una velocità di crociera più moderata o difficoltà in manovre complesse.

In Giappone, chi taglia la strada o si comporta in modo aggressivo verso un’auto che espone questo simbolo rischia sanzioni specifiche.

L’iniziativa di Nichelino: un primato italiano

in Italia il Comune di Nichelino, in provincia di Torino, è stato tra i primi in Italia a lanciare una sperimentazione simile.

L’idea è nata per aumentare la sicurezza stradale e, allo stesso tempo, ridurre lo stress dei guidatori over  70 anni nell’ambito del progetto ”Over 70 alla guida: rispetto e prudenza”.

L’iniziativa ha previsto la distribuzione di un adesivo che riprende il concetto giapponese, permettendo ai “nonni al volante” di segnalare la propria presenza. L’applicazione dell’adesivo è stata, ovviamente, su base volontaria.

Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici:

  • Ridurre i sinistri: invitando chi segue a mantenere una distanza di sicurezza maggiore.
  • Combattere l’aggressività stradale: spesso gli anziani sono bersaglio di clacson e manovre azzardate; il simbolo serve a “umanizzare” il conducente.
  • Promuovere l’autonomia: permettere ai senior di continuare a guidare sentendosi più tutelati dalla comunità.
Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 13:15:01 +0000
News n. 20
iCAUR V27, sbarca in Europa in nuovo fuoristrada cinese pronto a tutto

Il panorama automobilistico globale si spostando inesorabilmente verso l’elettrificazione e l’integrazione dell’intelligenza artificiale. In questo scenario fa il suo ingresso nel palcoscenico europeo un nuovo protagonista: iCAUR. Nato all’interno del gruppo Chery come marchio strategico globale iCAUR, oltre a presentare nuovi modelli, propone una propria filosofia di vita. Fondato sulla convinzione che “il classico non tramonta mai”, il brand mira a coniugare un design intramontabile con le tecnologie più avanzate della mobilità elettrica, rivolgendosi a una nuova generazione di automobilisti che cercano qualità e un’identità culturale distintiva. La propria creatura della specie è la V27.

Il design “Future Classic”

Al centro di questa rivoluzione internazionale, presentata con vigore nelle fonti, brilla la iCAUR V27. Questo SUV di grandi dimensioni incarna perfettamente la missione del marchio di creare modelli che maturino con il tempo attraverso un linguaggio estetico semplice ed espressivo. Con una lunghezza che supera i 5 metri e un passo di 2,9 metri, la V27 vanta una presenza su strada imponente e statuaria. Il suo design, definito “Future Classic“, fonde elementi iconici e modernità: la forma squadrata e i caratteristici fari rotondi si armonizzano con le superfici arrotondate denominate “Scoopâ€, creando un contrasto visivo raffinato. Gli ampi finestrini e le ruote generose non solo migliorano la visibilità, ma conferiscono al veicolo un senso di apertura e libertà.

Uno sguardo dall’interno: lo “Stellar Cockpit”

Entrare nell’abitacolo della iCAUR V27 significa immergersi in un ecosistema high-tech dove lo spazio è il protagonista assoluto. Il cosiddetto “Stellar Cockpit” è progettato per offrire un’atmosfera luminosa e futuristica. I passeggeri possono godere del doppio tetto panoramico “Stellar Porthole” e del tetto flottante “Star Island“, soluzioni che trasformano l’interno in un ambiente arioso e accogliente. I sedili posteriori, particolarmente ampi, completano un’esperienza di bordo pensata per il massimo comfort sia nei tragitti urbani che nelle lunghe traversate.

Golden REEV e i-AWD

Uno dei punti di forza della iCAUR V27 risiede però nella sua tecnologia propulsiva. Il veicolo è equipaggiato con il sistema Golden REEV (veicolo elettrico ad autonomia estesa), che vanta un’efficienza termica del 45,79%. Grazie a una batteria da 34,3 kWh, la V27 può percorrere 156 km in modalità puramente elettrica, ideale per le zone a basse emissioni di metropoli come Parigi, Berlino e Amsterdam. Tuttavia, la sua natura di esploratrice emerge nell’autonomia complessiva, che supera i 1.000 km.

La dinamica di guida è affidata al sistema di trazione integrale intelligente i-AWD, messo a punto da un team internazionale con esperienza nel motorsport. Questo sistema garantisce una guida fluida e sicura tanto sulle autostrade costiere del Mediterraneo quanto sui terreni accidentati delle Alpi. Con una configurazione a doppio motore, la V27 è capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 5 secondi, offrendo una potenza superiore alla media dei SUV ibridi tradizionali.

Versatilità per l’avventura europea

Le fonti descrivono la iCAUR V27 come una compagna ideale per chi ama la vita all’aria aperta. La sua elevata altezza da terra e la robustezza strutturale la rendono perfetta per le strade sterrate e i percorsi montani. La versatilità è un altro dei suoi punti di forza: il design è studiato per ospitare facilmente portapacchi, tende da tetto e box esterni, rispondendo alle esigenze di chi pratica sci, pesca o campeggio.

L’arrivo di iCAUR in Europa nel 2026 segna dunque un momento di svolta. Con il supporto del colosso Chery, primo esportatore cinese al mondo, il marchio non punta solo a vendere automobili, ma a trasformare l’esperienza di guida in un vero e proprio lifestyle, portando nuova vitalità e standard di sicurezza elevati in un mercato in continua evoluzione.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 12:45:16 +0000
News n. 21
Range Rover presenta le esclusive edizioni ispirate ai quartieri iconici di Londra

In un’atmosfera intrisa di eleganza britannica, il marchio Range Rover ha svelato una collezione che trasforma la geografia urbana di Londra in un’esperienza sensoriale e automobilistica senza precedenti. Non si tratta di semplici veicoli, ma di quattro edizioni esclusive che celebrano il lusso, il carattere e l’originalità della capitale inglese, rendendo omaggio ai suoi quartieri più iconici e influenti. Questo legame profondo tra la metropoli e il brand non è nuovo: già nel 1999 l’edizione Linley incarnava la sofisticazione di Mayfair, mentre la collaborazione con il sarto Henry Poole & Co. portava l’eccellenza di Savile Row all’interno dell’abitacolo originale.

Belgravia: l’incontro tra classicismo e modernità

Il viaggio narrativo di questa collezione inizia con la Range Rover Velar Belgravia Edition, già disponibile per l’ordinazione. Belgravia è un quartiere dove l’architettura georgiana classica danza con il lusso contemporaneo, un dualismo che si riflette nel design modernista della Velar. Esteticamente, l’auto si impone con cerchi da 20 pollici Diamond Turned Dark Agate impreziositi da una finitura Satin Black. Ogni dettaglio emana puro stile: dalla firma “Belgravia Edition†incisa con discrezione lungo le portiere e sulla modanatura in alluminio nero spazzolato, fino alle luci di cortesia che proiettano il nome del modello sul terreno. All’interno, l’artigianalità emerge dai sedili in morbida pelle, dove le cuciture a contrasto sono realizzate con una precisione maniacale.

Per i collezionisti più esigenti, Range Rover ha spinto i confini dell’esclusività con la Belgravia Edition Satin, limitata a soli 400 esemplari a livello mondiale. Questa versione introduce per la prima volta su una Velar la pellicola protettiva trasparente satinata (Clear Satin Protective Film) e cerchi da 22 pollici (da 21 per le versioni PHEV), accompagnati dalla dicitura numerata “1 of 400†che ne certifica l’appartenenza a una serie d’élite.

Da Hoxton a Westminster: il racconto continua

Mentre la Velar domina le strade di Belgravia, la Range Rover Evoque Hoxton Edition si prepara a conquistare il cuore creativo della città. Hoxton, celebre epicentro per innovatori e trendsetter, ispira una vettura che vuole essere una celebrazione energica della moda e della modernità, con accenti unici che riflettono lo spirito della comunità creativa londinese.

La narrazione di questa collezione non si ferma qui. Nella primavera del 2026, il catalogo si arricchirà di altre due perle: la Range Rover Sport Battersea Edition e la Range Rover Westminster Edition. Se la prima promette una fusione tra il fascino storico industriale e un’estetica all’avanguardia, la seconda renderà omaggio alla grandiosità della leadership e del patrimonio britannico nel cuore politico del Paese.

Una visione di Modern Luxury

Come sottolineato da Hannah Custance, Range Rover Materiality Senior Manager, ogni quartiere è stato scelto come una “musa vibrante” per racchiudere lo spirito di luoghi culturalmente significativi attraverso materiali raffinati. Questa serie rappresenta l’apice della filosofia del brand: un design modernista unito a prestazioni elettrificate. Attualmente, ogni modello Range Rover è disponibile in versione ibrida, ma la visione verso la sostenibilità punta ancora più in alto, con l’arrivo di versioni completamente elettriche entro la metà del decennio. Insomma, l’eleganza e l’esclusività tipici di questo brand potranno abbracciare pure l’alimentazione a zero emissioni.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 11:57:46 +0000
News n. 22
F1 2026, Ferrari: c’è un vantaggio rispetto a McLaren ed è da sfruttare

Il team di Maranello può contare su un chiaro beneficio che intende sfruttare al massimo delle possibilità. Un possibile profitto che deriva dalla pessima stagione 2025 che, grazie alle regole della FIA, garantisce un utilizzo degli strumenti per correggere ed aggiornare la vettura superiore a McLaren, Red Bull e Mercedes. Il margine d’errore è più ampio, insomma, fattore che il team può trasformare in rendimento in pista.

L’aritmetica del vantaggio: la finestra strategica della Ferrari verso il 2026

Analizzando le ripercussioni concrete della pianificazione tecnica, emerge uno scenario di indubbio interesse. Oltre al lavoro Ferrari sulle sospensioni flessibili, il team si affaccia all’alba della stagione 2026 con un margine di manovra superiore rispetto ad alcuni dei suoi diretti avversari. Non parliamo di un immediato vantaggio prestazionale, bensì di una preziosa flessibilità strategica proprio nella fase più critica: la definizione degli aggiornamenti.

Il quarto posto nel mondiale costruttori ha conferito alla Rossa un “asset” non trascurabile: un coefficiente di utilizzo delle risorse pari all’85% dei valori di riferimento della Federazione Internazionale. In termini pratici, dal primo gennaio la Gestione Sportiva dispone di un plafond di circa 340 ore in galleria del vento. Calcolando l’indice operativo noto come occupancy, il tempo effettivo per le prove dinamiche si attesta sulle 68 ore.

Questo monte ore si traduce nella possibilità di effettuare 272 singoli run, un volume che supera di quasi cinquanta sessioni quello concesso al team campione in carica, la McLaren. Si tratta di un differenziale sostanziale, specie nella fase embrionale di un nuovo ciclo regolamentare. Parallelamente, sul fronte della fluidodinamica computazionale (CFD), la Ferrari avrà facoltà di analizzare fino a 1700 nuove geometrie virtuali.

Questo garantisce un volume di lavoro superiore di circa trecento configurazioni rispetto ai campioni del mondo. È in questa piega del regolamento che risiede il vero vantaggio: la libertà di esplorare una gamma più vasta di varianti concettuali prima di convergere verso la soluzione definitiva. Nessuno possiede certezze assolute e poter “sbagliare” di più significa, paradossalmente, avere maggiori probabilità di individuare la strada maestra.

Milestone tecniche e la gestione degli ATP

La scansione temporale delle risorse gioca un ruolo altrettanto decisivo. L’intero programma Ferrari ruota attorno agli Aerodynamic Testing Periods (ATP), finestre operative di otto settimane che dettano il ritmo dello sviluppo. La scuderia ha scelto di allocare una porzione massiccia del budget aerodinamico proprio nei primi tre periodi dell’anno. L’obiettivo è arrivare all’estate con una piattaforma tecnica già matura.

La prima vera “pietra miliare” sarà rappresentata dai test pre-stagionali in Bahrain. A Sakhir si attende la validazione più importante: il confronto empirico tra i dati generati in simulazione e la risposta fisica della monoposto. Sebbene Vasseur abbia ribadito come la correlazione tra ambiente virtuale e pista sia oggi estremamente affidabile, l’incognita del nuovo regolamento impone un riscontro diretto.

Per questo motivo, Maranello si presenterà all’appuntamento di febbraio con soluzioni volutamente “aperte”: un pacchetto versatile, progettato per permettere rapide correzioni di rotta qualora la pista non dovesse confermare le aspettative. Le nuove norme, meno dipendenti dalle interazioni estreme del fondo vettura, semplificano parzialmente la simulazione, riducendo le distorsioni tra il modello virtuale e la realtà.

La strategia di Loic Serra: giudizio e flessibilità

Il vero snodo cruciale risiede nella capacità di selezione. Avere accesso a oltre 1700 configurazioni CFD non implica testarle indiscriminatamente. Il reparto guidato dal direttore tecnico sarà chiamato a un attento lavoro ripartendo le risorse tra le varie componenti dell’auto. Surplus operativo consente alla Ferrari di indagare uno spettro più ampio di filosofie progettuali, scongiurando il pericolo di imboccare un vicolo cieco tecnico.

Nei primi mesi di ciclo normativo il margine di errore è spesso il fattore discriminante. Al contrario, scuderie com McLaren saranno costrette a scelte più rigide sin dal principio, accettando compromessi più severi su quali aree sviluppare e quali sacrificare. Al termine della sessione in Bahrain, oltre testare il nuovo motore Ferrari, il team non stilerà una classifica basata sui tempi sul giro, ma su parametri ben più raffinati.

Parliamo di efficienza aerodinamica, stabilità del carico e coerenza dei dati. Da questa analisi interna scaturirà la pianificazione definitiva per i primi tre periodi ATP della stagione. È in questo spazio tecnico, silenzioso ma determinante, che si gioca la vera partita del 2026. Non nei titoli di giornale, ma nell’allocazione per gli sviluppi che, dal prossimo campionato più che mai, saranno altamente decisivi.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 11:47:37 +0000
News n. 23
F1 2026, Red Bull svela la livrea della RB22: a Detroit nasce una nuova era con Ford

Alla Michigan Central Station, luogo simbolo della rinascita industriale americana, Red Bull ha tolto i veli alla livrea della monoposto che affronterà il Mondiale di F1 2026. Un evento che va oltre la semplice presentazione estetica, è il primo atto pubblico di una nuova epoca per la scuderia di Milton Keynes, chiamata a reinventarsi in uno dei passaggi più delicati della propria storia recente.

La stagione 2026 segnerà infatti una frattura netta con il passato. Non solo per il nuovo regolamento tecnico che manda in archivio le monoposto a effetto suolo viste dal 2022 al 2025, ma soprattutto per il profondo cambiamento strutturale che coinvolge Red Bull Racing. Christian Horner e Helmut Marko sono solo la punta dell’iceberg di una trasformazione più ampia, che trova nella partnership con Ford il suo pilastro principale.

Detroit, simbolo di un nuovo inizio

Presentare la nuova livrea negli Stati Uniti, e in particolare a Detroit, ha un significato preciso. È qui che Ford è nata, ed è da qui che il marchio dell’Ovale Blu torna protagonista in F1 dopo oltre vent’anni di assenza diretta. Alla Michigan Central Station, icona di passato, crisi e rinascita, Red Bull ha mostrato al mondo il volto con cui affronterà la prossima stagione, attirando l’attenzione di addetti ai lavori, tifosi e media internazionali.

La livrea della RB22 è il primo vero segnale visivo del cambiamento. Colpisce subito il blu, decisamente più scuro rispetto alle ultime stagioni, un richiamo evidente ai primi anni di Red Bull in F1. Una scelta non casuale, che guarda alle origini mentre si prova a costruire un nuovo futuro. La grafica resta fedele all’identità del team, con il marchio Red Bull che si ripete sulla carrozzeria, ma l’impatto complessivo è più sobrio, maturo, quasi istituzionale.

A spiccare, più di ogni altra cosa, è il logo Ford, ben visibile sulla monoposto. Non un semplice logo, ma il simbolo di un’alleanza tecnica e strategica destinata a pesare sugli equilibri del Mondiale. Ford non sarà solo un partner di immagine, la casa di Detroit è coinvolta attivamente nella produzione di alcuni componenti della power unit, nello sviluppo di modelli di simulazione e nei software per la gestione della batteria, uno degli aspetti chiave delle nuove regole 2026.

Verstappen-Hadjar, continuità e futuro

In pista, a difendere i colori Red Bull, ci saranno Max Verstappen e Isack Hadjar. Una coppia che rappresenta perfettamente la filosofia del team in questa fase di transizione. Da un lato la continuità, incarnata dal quattro volte campione del mondo, che resta il punto di riferimento tecnico e sportivo della squadra. Dall’altro la prospettiva, con Hadjar promosso a pilota titolare come ulteriore conferma della vocazione Red Bull alla valorizzazione dei talenti cresciuti all’interno del proprio programma giovani.

Anche Verstappen sarà protagonista di un piccolo ma significativo cambiamento. Sulla RB22 campeggia il numero 3, una novità o meglio un dettaglio che non passa inosservato. L’ex numero 1 ha dichiarato: “Tutti sono molto emozionati. I colori sono cambiati. È molto meglio. Mi piace la lucentezza, il blu è il mio colore preferito. Mi piacciono i contorni del logo Red Bull. È tornato ed è molto più fresco. È ancora sconosciuto il motore e le dimensioni della vettura sono cambiate un po’. Per noi piloti, inizialmente ci vorrà tempo per adattarci, sarà importante nei giorni di test fare i giri e ottimizzare il più possibile. Entusiasti di iniziare un nuovo capitolo“.

Mekies ha dichiarato: “Siamo in F1 grazie al sogno di un uomo, Dietrich Mateschitz, e diversi anni dopo, lui stesso ha avuto un altro sogno: creare un motore. Questa livrea è progettata per celebrare lo spirito con cui siamo entrati in questo sport. Nell’anno in cui una monoposto Oracle Red Bull Racing monta per la prima volta una Powertrains Powertrains Red Bull Ford, ci è sembrato giusto riflettere parte della nostra storia nella nostra livrea“.

Non solo livrea, cambia tutto

Ridurre la presentazione di Detroit a una semplice questione di colori sarebbe però un errore. La RB22 e la sua livrea rappresentano solo la superficie di un cambiamento molto più profondo. Dal 1 gennaio 2026, a Milton Keynes è iniziata ufficialmente una nuova fase. Red Bull ha chiuso l’era Honda e aperta una completamente nuova, ancora tutta da scoprire.

Honda, partner fondamentale dei successi recenti, ha scelto di intraprendere una strada diversa, legandosi ad Aston Martin Racing come fornitore di power unit e partner tecnico. Una separazione che ha costretto Red Bull ad accelerare un processo già avviato, la costruzione di una propria identità motoristica. Red Bull Powertrains, insieme a Ford, si trova ora al centro del progetto più ambizioso mai affrontato dal team.

I mesi di preparazione e progettazione sono finiti. Il tempo delle simulazioni, dei test al banco e delle proiezioni teoriche ha lasciato spazio alla realtà. Dal 2026 in poi, Red Bull non potrà più contare su un motorista esterno di riferimento, la responsabilità sarà tutta interna. Un passaggio che comporta rischi enormi, ma anche potenziali vantaggi competitivi se il progetto dovesse funzionare.

Ford, partner chiave

La casa americana non si limiterà a fornire know-how, il suo contributo sarà determinante soprattutto sul fronte elettrico, uno degli elementi centrali del nuovo regolamento. La gestione dell’energia, lo sviluppo delle batterie e l’ottimizzazione dei software saranno aree decisive per la competitività delle monoposto e Red Bull ha scelto di affidarsi a un colosso con una lunga tradizione industriale e tecnologica. La presenza del marchio Ford sulla livrea, così evidente, è anche un messaggio politico e commerciale. La F1 guarda sempre più agli Stati Uniti come mercato strategico, e l’asse Milton Keynes-Detroit rappresenta uno dei ponti più solidi tra Europa e America nel Circus moderno.

Punto di partenza, non di arrivo

Sui social, Red Bull ha accompagnato il lancio della livrea 2026 con una comunicazione essenziale ma fortemente simbolica, capace di racchiudere il senso del momento storico che il team sta vivendo.”F1 2026. Il prossimo capitolo inizia qui” è il messaggio che ha fatto da apripista, una frase breve ma carica di significato, che richiama l’idea di una storia appena voltata pagina e tutta da scrivere. A rafforzare il messaggio, il riferimento diretto ai piloti: “Ha il sigillo di approvazione dei nostri piloti“, a sottolineare come Verstappen e Hadjar abbiano già dato il loro ok al nuovo corso. Poi il countdown verso la pista: “Livery lanciata Ci vediamo in pista“, quasi a voler chiudere la fase delle parole e aprire quella dei fatti. Un racconto social coerente, lineare, che trasmette fiducia, compattezza interna e la voglia di affrontare con entusiasmo una stagione che segna l’inizio di una nuova era per Red Bull Racing.

La presentazione della livrea alla Michigan Central Station non ha svelato dettagli tecnici sulla RB22, ma non era questo l’obiettivo. Come già anticipato, Red Bull ha voluto lanciare un messaggio chiaro, quello che il 2026 non sarà una semplice prosecuzione del passato, ma l’inizio di un qualcosa di nuovo. Un nuovo progetto che coinvolge tutti, uomini, tecnologia e identità. È davvero una nuova era, come suggerisce il clima che si respira durante la presentazione, intorno al team. Un’era in cui Red Bull è chiamata a dimostrare di saper vincere anche senza le certezze che l’hanno accompagnata negli ultimi anni. La livrea di Detroit è il primo segnale visibile di questa trasformazione. Il resto lo dirà la pista e i primi test delle prossime settimane.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 11:25:31 +0000
News n. 24
Il parco auto in Italia è sempre più vecchio e numeroso: lo scenario

L’Italia è un Paese che si muove ancora, ostinatamente, su quattro ruote, anche se queste sono sempre più vecchie, numerose, lontane dagli standard tecnologici e ambientali europei. Il parco auto circolante dello Stivale cresce nei numeri, ma invecchia nella sostanza, fotografando una contraddizione profonda: siamo la nazione dell’automobile per eccellenza, ma fatichiamo più di altre a rinnovarla. Analizziamo i numeri riportati da ACEA.

I numeri di questo scenario

I dati parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni romantiche. Con 701 auto ogni 1.000 abitanti, l’Italia detiene il primato assoluto di densità di autovetture nell’Unione Europea. Una cifra che supera nettamente la media Ue, ferma a 570, e che distanzia Paesi come la Lettonia, dove ci si ferma a 418. È il segno di una dipendenza strutturale dall’auto privata, radicata nel tessuto sociale e territoriale del Paese, dove l’automobile resta spesso l’unica vera alternativa alla mobilità pubblica.

In termini assoluti, sulle strade italiane circolano circa 41,3 milioni di autovetture. Un numero che ci colloca al secondo posto in Europa, dietro solo alla Germania (49,3 milioni) e davanti alla Francia (39,7 milioni). Un primato quantitativo che, però, si accompagna a una fragilità strutturale sempre più evidente: l’età dei veicoli.

L’età media avanza

L’età media delle auto italiane ha raggiunto i 13 anni, superando la media europea di 12,7. Un dato che diventa ancora più eloquente se confrontato con Paesi virtuosi come il Lussemburgo, dove il parco circolante ha un’età media di appena 8,2 anni. In Italia, invece, l’auto viene sfruttata fino all’ultimo chilometro possibile, spesso ben oltre la soglia in cui sicurezza, efficienza ed emissioni dovrebbero suggerire un ricambio.

Il quadro si fa ancora più critico se si guarda al trasporto professionale. I furgoni italiani sono i più vecchi tra i principali mercati europei, con un’età media di 15 anni, contro gli 11,2 della Francia. I camion raggiungono una media di 19,8 anni, quasi il doppio rispetto alla Germania (9,6) e ben lontani dall’Austria, ferma a 7,4. Anche il trasporto pubblico, nonostante i volumi importanti, mostra il fianco: l’Italia possiede la flotta di autobus più numerosa dell’UE, con oltre 101 mila unità, ma l’età media è di 13,9 anni.

La transizione energetica si allontana

In questo contesto, la transizione energetica resta un traguardo difficilmente raggiungibile. Le auto elettriche a batteria rappresentano appena lo 0,7% del parco circolante italiano. Un dato che impallidisce di fronte alla Norvegia, dove oltre un quarto delle auto è già full electric, ma che resta lontano anche dalla modesta media europea del 2,3%. L’Italia, tuttavia, segue una strada tutta sua. Resiste, e in parte si rifugia, nei carburanti alternativi “tradizionaliâ€. Le auto a metano rappresentano il 7,6% del parco circolante nazionale, una quota senza eguali in Europa, dove la media UE non supera lo 0,6%.

È il segno di una transizione lenta, graduale, spesso guidata più dal contenimento dei costi che da una visione industriale di lungo periodo. Secondo ACEA, il rinnovamento del parco circolante non può essere imposto solo per legge. Servono condizioni favorevoli, infrastrutture di ricarica diffuse, incentivi fiscali stabili e una strategia che renda l’auto nuova accessibile, non un privilegio. Senza questo ecosistema, il rischio è quello di restare intrappolati in un parco auto sempre più vecchio, inquinante e meno sicuro.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 11:15:20 +0000
News n. 25
Toyota Yaris, il genio giapponese si rinnova: prezzi e versioni per l’Italia

Dalla sua introduzione nel lontano 1999, la Toyota Yaris ha saputo conquistare generazioni di automobilisti grazie a un’affidabilità assoluta e a un’estetica capace di distinguersi nettamente dalla massa. Il segreto del suo successo risiede nella celebre filosofia “big-small”, un approccio progettuale che combina dimensioni esterne estremamente compatte a un abitacolo sorprendentemente generoso, aprendo la strada a tecnologie che, prima del suo arrivo, erano impensabili nel segmento delle utilitarie. Oggi, con il debutto della gamma 2026, la celebre vettura giapponese si concede una revisione stilistica e un aggiornamento tecnologico volti a consolidare la sua reputazione di leader indiscussa per stile e innovazione.

Un’auto più matura

La quarta generazione della Yaris, costruita sulla solida piattaforma GA-B della Toyota New Global Architecture (TNGA), continua a essere prodotta in Europa per soddisfare le esigenze specifiche del mercato continentale. Il design evolve verso una maturità più audace, arricchito dall’introduzione del raffinato colore Celestite Grey, disponibile per l’intera gamma, e dell’esclusiva combinazione bi-tone Everest Green & Black, riservata all’allestimento Premium per chi cerca un impatto visivo ancora più ricercato.

Sotto il profilo meccanico, la Yaris 2026 conferma la sua natura pionieristica nel campo dell’elettrificazione. La strategia di Toyota punta su una proposta dual-hybrid, studiata per offrire un’efficienza ai vertici della categoria pur soddisfacendo stili di guida differenti. Per chi predilige l’ottimizzazione dei consumi e il rispetto per l’ambiente, il motore Hybrid 115 rappresenta la scelta ideale per la mobilità urbana quotidiana. Chi invece non vuole rinunciare a sensazioni più dinamiche può optare per la variante Hybrid 130, capace di offrire accelerazioni più nette e una guida decisamente più coinvolgente. Per i più sportivi, rimane confermata la versione GR SPORT, pensata per chi desidera un’estetica grintosa ispirata al mondo delle competizioni.

Più tecnologia e comfort

L’aggiornamento porta con sé una novità strategica nella denominazione degli allestimenti: la gamma si articola ora in Yaris (entry grade), Icon, Premium e GR Sport, allineandosi alla nuova identità globale del brand. In questa nuova struttura, l’allestimento Icon assume un ruolo centrale, essendo stato impreziosito con dotazioni che elevano sensibilmente la qualità della vita a bordo. All’interno, i passeggeri sono accolti da sedili dalla forma più sportiva con cuciture grigie eleganti, circondati da un sistema di Ambient Light che esalta l’atmosfera notturna.

La tecnologia si fa tangibile con l’inclusione di sistemi come lo Smart Entry & Push Button, il Wireless Charger per lo smartphone e un sistema audio potenziato con 6 altoparlanti. Esternamente, la versione Icon si distingue per i nuovi cerchi in lega da 17 pollici con dadi in cromo scuro, che sostituiscono i precedenti da 16 pollici per un look più deciso. Toyota ha inoltre ascoltato le richieste dei clienti standardizzando su tutta la gamma dotazioni precedentemente opzionali, come i retrovisori esterni richiudibili elettricamente e la regolazione in altezza dei sedili anteriori.

Listino prezzi

La sicurezza è da sempre un pilastro della Yaris, che ha spesso alzato l’asticella nel segmento B. Con il pacchetto Toyota T-Mate, l’auto integra i sistemi Toyota Safety Sense di ultima generazione. La grande novità del 2026 è la Driver Monitor Camera, una telecamera evoluta che osserva costantemente il conducente per rilevare distrazioni, stanchezza o segni di sonnolenza, intervenendo tempestivamente per garantire l’incolumità di chi è a bordo.

Nonostante i numerosi miglioramenti qualitativi e tecnologici, Toyota ha mantenuto fede alla propria promessa verso il cliente: la versione di ingresso della Yaris è proposta a partire da 19.950 euro, grazie ai contributi della Casa e dei concessionari legati alla permuta o rottamazione dell’usato. La produzione della nuova gamma inizierà ufficialmente a marzo, ma la vettura è già ordinabile presso tutta la rete ufficiale, pronta a scrivere un nuovo capitolo di una storia di successo lunga oltre venticinque anni.

Data articolo: Fri, 16 Jan 2026 10:03:04 +0000


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